LUIGI SPERANZA, "GRICE ITALO: UN DIZIONARIO" A-Z C CA
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Cabeo: la
ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dello spirito sulfureo
-- filosofia mannetica – scuola di Ferrara – filosofia ferrarese – filosofia
emiliana -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P.
Grice, The Swimming-Pool Library (Ferrara). Filosofo emiliano. Filosofo italiano. Ferrara,
Emilia-Romagna. Grice: “You’ve got to love Cabeo; unless, if you are sailor
like me – he almost invented the North Pole – he philosophised on magnetism – a
phenomenon which the Graeco-Romans found ‘magic’ (vide Carini, “L’etimologia
del megnete”) – Grice: “The homerotic associations are soon discovered by the
super-hero, “Magneto.”” -- Essential Italian philosopher. Con il suo nome è stato chiamato il cratere lunare C.. Novizio
della Compagnia di Gesù, ha Biancani come insegnante di matematica nel collegio
gesuitico di Parma dove compiuti i suoi studi fu docente di filosofia per molti
anni e ricevette gli ordini sacerdotali. Abbandonato l'insegnamento fu
predicatore in varie città italiane mantenendo sempre stretti rapporti di
familiarità con Gonzaga e 'Este. C. prese parte alla contesa tra Bologna
e Ferrara sull'introduzione del Reno nel Po Grande, prendendo le parti dei
ferraresi e opponendosi alle teorie di Castelli Si stabilì a Genova dove
conosce Baliani divenendone amico. Nel suo commento alle Meteore di Aristotele
C. sostenne e testimoniò la priorità della scoperta della legge di caduta dei
gravi dello scienziato genovese rispetto a quella di GALILEI (si veda). C.
collabora con vari filosofi del suo tempo su argomenti che mettevano in
discussione le ricerche di Galilei: con lo stesso Baliani a Genova, con Renieri
a Pisa, con Riccioli, suo amico e allievo anche lui del Biancani, con il quale
conduce a Ferrara esperimenti sulla caduta dei gravi. Soggiorna a Roma nello
stesso periodo in cui era presente nMarin Mersenne, il segretario dell' Europa
dotta, che vi si trova in occasione dell'elezione di Carafa a generale dei
gesuiti. Torna a Genova per dedicarsi all'insegnamento nel collegio
gesuitico. C. compone “Philosophia magnetica” (Ferrara) criticata gli studiosi
galileiani. Sostene l'imprescindibile necessità che ogni asserzione scientifica
fosse sostenuta dall'esperienza e, sulla base degli studi di Maricourt, Porta,
Gilbert, e Garzoni, assere, dopo aver condotto accurati esperimenti, che la terra
possede una qualità magnetica che assieme alla gravità faceva sì che la terra e
stabile e immobile. Define il fenomeno della repulsione elettrica. “In
quatuor libros Meteorologicorum Aristotelis commentaria,et quaestiones quatuor tomis
compraehensa”, o “Philosophia experimentalis” si schiera a difesa della
priorità di Baliani e, nel criticare in nome dell'osservazione e
dell'esperimento la concezione metafisica aristotelica, introduce la
presentazione di questioni scientifiche attuali. Il saggio e condotto in duri
toni anti-galileiani con un'aspra contestazione del fenomeno della marea così
com'e descritto da Galilei. Sostene invece che la marea e dovuta all'ebollizione
operata dalla Luna di un spirito sulfureo e salnitrosio presente sul fondo del
mare. Sostenne la validità scientifica dell'alchimia, una "philosophia
chimica" degna di studio e osservazione. Idraulici italiani,
Fondazione, Dizionario Biografico degli Italiani. A. Ingegno, Berigardi
Circulus Pisanus De veteri et peripatetica philosophia in Aristotelis libros de
Coelo, Utini. Galilei, Opere, ediz. naz., Le opere dei discepoli di GALILEI (si
veda), I, L'Accademia del Cimento, Firenze, Fulvio Testi, Lettere, Maria Luisa
Doglio, Bari, Evangelista Torricelli, Faenza, Lorenzo Barotti, Memorie
istoriche di letterati ferraresi, Ferrara, Girolamo Tiraboschi, Storia della
letteratura italiana, Firenze, Bertelli, Sopra Pietro Peregrino di Maricourt e
la sua epistola "De Magnete", in Bull. di bibliogr. e di storia delle
scienze mat. e fisiche pubbl. da Boncompagni, Riccardi, Biblioteca matematica
italiana, Modena; Caverni, Storia del metodo sperimentale in Italia, Firenze, Silvio
Magrini, Il "De Magnete" del Gilbert e i primordi della magnotologia
in Italia in rapporto alla lotta intorno ai massimi sistemi, in Archivio di
storia della scienza, Daujat, Origines et formation de la théorie des
phénomènes électriques et magnétiques, Paris, Thorndike, A History of magic and
experimental Science, New York, Koyré, Etudes d'histoire de la pensée scientifique,
Paris, Serge Moscovici, L'expérience du mouvement. Baliani disciple et critique
de Galilée, Paris, Costantini, Baliani e i gesuiti. Annotazioni in margine alla
corrispondenza del Baliani con Gio. Luigi Confalonieri e Grassi, Firenze, Bellucci,
La filosofia naturale di Berigardo, Rivista Critica di Storia della Filosofia, Charles
Coulston Gillispie, Dictionary of Scientific Biography, New York, Scribners, John
Lewis Heilbron, Electricity in the 17th and 18th Centuries. Los Angeles: University of
California, Maffioli, Out of Galileo, The Science of Waters, Rotterdam: Erasmus
Publishing, Peter Dear, Discipline and Experience: The Mathematical Way in the
Scientific Revolution. Chicago. Borgato,
Niccolò Cabeo tra teoria ed esperimenti: le leggi del moto, in Brizzi and Greci,
Gesuiti e Università in Europa, Bologna: Clueb, Craig Martin, With
Aristotelians Like These, Who Needs Anti-Aristotelians? Chymical Corpuscular
Matter Theory in C’s "Meteorology", in Early Science and Medicine, Carlos
Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus. C. su Treccani Enciclopedie,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Niccolò Cabeo, su sapere, De Agostini.Ingegno, C., in Dizionario
biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. C. (altra versione), su
openMLOL, Horizons Unlimited srl. C., in Galileo Project, Rice University. Ferrara Genova. Italiano gesuita filosofo, teologo,
ingegnere e matematico. I struito nel collegio dei Gesuiti a Parma. Passa i
prossimi due anni a Padova e ha trascorso studia in Piacenza prima di completare
tre anni di studio in filosofia a Parma. Ha trascorso altri quattro anni a
studiare teologia a Parma e l'apprendistato di un altro anno di a Mantova. Ha
poi insegnato teologia e la matematica a Parma, poi è diventato un predicatore. Per un certo
periodo ha ricevuto il patrocinio dei Duchi di Mantova e del Este a Ferrara.
Durante questo periodo è stato coinvolto in idraulica progetti. Egli avrebbe
poi tornare a insegnare la matematica ancora una volta in Genova, la città dove
sarebbe morto. Egli è noto per i suoi contributi alla fisica esperimenti e
osservazioni. Egli ha osservato gli esperimenti di Baliani per quanto riguarda
la caduta di oggetti, e ha scritto su questi esperimenti osservando che due
oggetti diversi cadono nello stesso lasso di tempo, indipendentemente dal
mezzo. Inoltre ha effettuato esperimenti con pendoli e osservato che una carica
elettricamente corpo può ottenere oggetti non elettrificato. Egli ha anche
notato che due oggetti carichi respinti a vicenda. Le sue osservazioni
sono state pubblicate nelle opere, Philosophia Magnetica e in IV libros
Aristotelis meteorologicorum Commentaria. La prima di queste opere esaminato la
causa della Terra magnetismo ed è stata dedicata ad uno studio del lavoro di
Gilbert. Pensato alla Terra immobile, e quindi non ha accettato il suo
movimento come la causa del campo magnetico. Describe attrazione elettrica in
termini di effluvi elettrici, rilasciato sfregando alcuni materiali insieme.
Questi effluvi spinto nell'aria circostante spostarlo. Quando l'aria riportato
nella sua posizione originale, portava corpi leggeri con essa facendole muovere
verso il materiale attraente. Entrambi Accademia del Cimento e Boyle eseguiti
esperimenti con vuoti a tentativi di confermare o smentire le idee di
Cabeo. La sua seconda pubblicazione Cabeo e un commento di Aristotele
Meteorologia. In questo lavoro, ha esaminato attentamente una serie di idee
proposte da Galilei, tra cui il movimento della terra e la legge di caduta dei
gravi. Si è opposto alle teorie di GALILEI. Anche discusso la teoria del flusso
d'acqua proposta da allievo di Galileo, Castelli. Lui e Castelli sono stati
coinvolti per una disputa nel nord Italia circa il reinstradamento del fiume
Reno. La gente di Ferrara erano su un lato della controversia e C. era il loro
avvocato. Castelli e il favorite dell’altro lato della controversia e agiva
come agente di Urbano VIII. Anche discusso alcune idee su alchimia in questo
saggio. Il cratere Cabeus sulla Luna porta il suo nome. Il LCROSS progetto ha
scoperto la prova di acqua nel cratere C.. Guarda anche Storia di Geo-magnetismo
Elenco dei cattolici-scienziati chierici Riferimenti Heilbron, JL, energia
elettrica nei secoli 17 e 18. Los Angeles: University of California Press, Maffioli, Cesare, Out of
Galileo, The Science of Waters. Rotterdam: Erasmus Publishing, Sommervogel, Bibliothèque
de la Compagnie de Jesus. Bruxelles:
Gillispie, Charles Coulston, Dizionario della biografia scientifica New York: Scribners, Borgato, C. Tra Teoria
ed Esperimenti: le leggi del moto, in Brizzi e Greci, Gesuiti e Università in
Europa, Bologna: Clueb, Caro Peter. Disciplina e Esperienza: Il modo matematico
nella rivoluzione scientifica. Chicago. The Roman NETTUNO, then, and the Greek Poseidon,
are two distinct deities ; and the first remarkable point of difference
between them, with the exception of their names, is, that while the
former is a true sea-god, the latter, as Mi . Gladstone well observes,
has in him nothing of an elemental deity.’ The name Neptune is
connected with many words that mean to bathe or swim ’ ; and so Col.
Kobertson says of the Nith, a Gaelic river name in Ayr and Dumfries
: This river name comes from the designation of the god of the
waters called Neithe^ of which this one is a slight contraction. It is
most probable the Cimbri, as well as the Gael, knew of the Cox,
Manual of Mythology, poseidOjst.
water-god “ Neitlie,” and also named a river after him ; and Fergusson,
in his work on River Names refers to a representation found in
Tuscany of NETTUNO and that the name written over the figure was Nethun and
gives as to this name the following extract. There can he little
doubt that “ndhw” means ‘water’ in the Tuscan language.” The river Nethan
in Strathclyde, Lanark, is undoubtedly from the same source, namely, from
Neithan, meaning Neithe’s river.’ So, again, in the Hellenic
mythology, Nereus, eldest son of Pontos, the Deep, is the true
sea-god of Homer, who gave to the element of water that name of nero, in
the popular speech of the Greeks, which it still retains. Thus
their names are illustrative of the characters of Neptune and Nereus, as
the true Latin and Greek sea-gods. And in the Hellenic mythology,
be- sides Pontos and N&eus, there is also the deep- flowing'
6keanos, sire of rivers, inland seas, and fountains.® There was,
therefore, no gap in the Greek Pantheon which required to he filled
by another sea-god, and on all these veritable marine deities
Poseidon violently obtruded bim- GratJic Topography of Scotland,
Gladstone, Juv. Mun. poseidCj^ the builder. self, a circumstance which
makes his position with respect to them somewhat
anomalous. PoseidOn, lord of the horse, seems also to be
connected, if not identical, with the Latin deity Consus, who, by the
later Eomans, was identified with Neptiinus, although originally quite
distinct from the sea-god. Consus, an obscure divinity, was
regarded as the god of council secret deliberations, and mysteries; and
also as the patron of horsemanship. In his festival the Consualia,
horses and mules were freed from labour and crowned with flowers. Mr. Cox
is inclined to connect the name with the Hindu Granesa, ^ the lord
of life and of the reproductive powers of nature;’ ^ but this is purely
conjectural. Consus also curiously corresponds with Khons or Chons,
who, in the Egyptian Pantlieon, appears as the son of Amen-Ea, and the
third person in the triad of Thebes, and whose name signifies
Huntsman. Thus Khons, Consus, and Poseidon are alike associated with the
horse ; whilst the attribute of mysterious wisdom which clmrac- terizes
Consus, distinguishes Poseidon in a similar Mythology of the Aryan
Nations, note. THE LATm GOD
CONSUS. manner ; a fact not at once apparent in the Hellenic
Mythology, because this phase of Poseidon’s character is much
overshadowed by the attributes of several of the Aryan divinities.
Thus wisdom generally is a special characteristic of Zeus,^ of Apollon,^
or of Helios the Sun,^ who sees and knows all things. But the wisdom
of these beings only represents the knowledge derived from ocular
observation, which is perfectly distinct from the knowledge of mys-
terious religious secrets or other occult matters, and therefore they do
not, in reality, trench on the character of Poseidon in this particular,
but only appear to do so. In a remarkable passage in the Iliad,
Poseidon claims to be wiser than Apollon, who does not deny the
assertion, and in every way confesses his inferiority; while the
Subordinate (Hypodmos) of Poseidon, Proteus the Aigyptian,is possessed of
unerring know- ledge and prophetic powers. We may fairly assume
that the master was as wise as the servant ; indeed he is expressly
represented as gifted with prophetic powers, and it would seem II.
“ Horn. Hymn to Hermfis, Od. poseibOi^. not improbable tbat, although the
Egyptians did not admit Poseidon eo nomine among the number of
their divinitiesj* yet that, under the name of Khons, he obtained a place
in their Pantheon ; as we shall find reason to believe that his
worship prevailed amongst all the branches of the Hamitic Family,
although he was known amongst them by different names. Census, moreover,
is re- garded as a god of the lower world, or Chthonian divinity —
another circumstance which connects him with Poseidon, whose character
becomes more and more Chthonian the farther his cultus is traced
into the East, where also his phase as lord of knowledge and wisdom
appears more manifestly. The name Census well preserves both this
idea and his connection with the horse ; and it may be remarked, that the
titles of the more mysterious divinities are generally found to he
manifold in meaning. Census in Italy, like Poseidon in Grreece, is
finally regarded as a marine deity, because his worship has been
brought into the country from beyond the sea. Herod, ii, 43. Nome compiuto: Nicolaus Cabeus. Niccolò
Cabeo. Keywords: Richeri, filosofia mannetica, la terra e immobile per la sua
qualita magnetica, la marea e prodotto della ebullizione di uno spirito
sulfureo e salnitroso nel fondo del mare. Refs.:
Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, "Grice e Cabeo,"
per Il Club Anglo-Italiano, The Swimming-Pool Library, Villa Grice, Villa
Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice e Cacciari: la ragione
conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’umanesimo italiano – umanesimo
all’italiana – scuola di Venezia – filosofia veneziana – filosofia veneta -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Venezia). Filosofo veneziano. Filosofo veneto. Filosofo italiano.
Venezia, Veneo. Grice: “If I were today to chose a philosophical piece by
Cacciari that would be his ‘angelo’ – quite a concept! If Whitehead is right,
as I claim he is, when he says all philosophy is footnotes to Cratylo, Plato
does deal with ‘aggelos’ as ‘metaxu’ which he then develops in Symposium –
Cacciari, like Reale, are fascinated by this!” – Grice: “Solomon, who read it,
illustrated Alcebiades as Eros between Dionisos and Apollo!” Essential Italian philosopher. Filosofo,
politico, accademico e opinionista italiano, ex sindaco di Venezia. Di
ascendenze emiliane per via paterna (il nonno Gino Ca., di Medicina, si era
trasferito a Venezia per dirigere i cantieri navali della città), è figlio di
Pietro, pediatra, e di una casalinga proveniente da una famiglia di
artisti. Dopo aver frequentato il Ginnasio Liceo Marco Polo di Venezia,
si è laureato in Filosofia a Padova, con una tesi sulla Critica del Giudizio di
Kant, con relatore Formaggio. Ancora studente, e collaboratore dei Diano,
Bettini e Mazzariol. Professore associato di Estetica presso l'Istituto di
Architettura di Venezia, dove diventa Professore. Fonda la Facoltà di Filosofia
dell'Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è preside. È
tra i fondatori di alcune riviste di filosofia politica, che hanno segnato il
dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui Angelus Novus,
Contropiano, il Centauro, Laboratorio politico. Al centro della sua
riflessione filosofica si colloca la crisi della razionalità moderna, che si è
rivelata incapace di cogliere il senso ultimo del reale, abbandonando la
ricerca dei fondamenti del conoscere. La sua visione muove dal concetto di
"pensiero negativo", ravvisato nelle filosofie di Friedrich
Nietzsche, di Martin Heidegger e di Ludwig Wittgenstein, per risalire ai suoi
presupposti in alcuni aspetti della tradizione religiosa e del pensiero
filosofico occidentali. Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali
meritano una particolare attenzione: Krisis; Pensiero negativo e
razionalizzazione; Dallo Steinhof; Icone
della legge; L'angelo necessario; Dell'inizio; Della cosa ultima. Vincitore del
Premio Cimitile. Hamletica, Adelphi, Milano, è il suo lavoro. I volumi Icone della legge e
L'angelo necessario presentano, inoltre, alcune pagine dedicate alla filosofia
dell'icona e agli esiti del pensiero del mistico russo Florenskij. Tra i
numerosi riconoscimenti sono da ricordare la laurea honoris causa in
Architettura conferita dall'Università degli Studi di Genova, la laurea honoris
causa in Scienze politiche conferita dall'Bucarest e la laurea honoris causa in
filologia, letteratura e tradizione classica conferita dall'Bologna. Presidente
della fondazione Pellicani e insegna
Pensare filosofico e metafisica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università
Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è stato anche prorettore
vicario. Suo fratello Paolo è stato deputato di Rifondazione
Comunista. In Potere Operaio e nel PCI Da giovane fu un politico militante
e occupò con gli operai della Montedison la stazione di Mestre. Collaborò negli
anni sessanta alla rivista mensile Classe operaia e, dopo contrasti interni tra
Mario Tronti, Alberto Asor Rosa e Toni Negri (il quale fu un incontro
essenziale per la sua formazione), diresse insieme ad Asor Rosa la rivista,
definita di "materiali marxisti", Contropiano con la quale si tentò
la riunificazione del gruppo. Ma il tentativo fallì e il gruppo veneto
trasformò la rivista nel giornale Potere Operaio "Giornale politico dagli
operai di Porto Marghera" a cui Cacciari, deluso, non aderì. In seguito
entrò nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo cariche apparentemente lontane
dai suoi interessi filosofici: responsabile della Commissione Industria del PCI
Veneto negli anni settanta, fu poi eletto alla Camera dei deputati, e fu membro
della Commissione Industria della Camera. Sindaco di Venezia. Sindaco di
Venezia schierato tra i principali sostenitori de I Democratici di Romano Prodi
tanto che si parlò di lui come un probabile leader dell'Ulivo. Fin dall'inizio
della sua attività politica vide nel federalismo una tradizione da recuperare
per i progressisti italiani laddove buona parte dei dirigenti della sinistra
vedevano in questa attenzione agli ideali federalisti un freno al consenso
elettorale del centro-sud. In preparazione delle elezioni regionali, era
convinto che per vincere in una regione tradizionalmente moderata, la sinistra
avrebbe dovuto agganciare una parte dell'elettorato in fuga dalla ex DC e per
questo scopo tentò di "aprire" ad un'alleanza con la Lega Nord (poi
disapprovata dal centro-sinistra italiano), e mosse in questa direzione
politica alcuni significativi passi, ma non riuscì a convincere fino in fondo
l'elettorato autonomista. È sua la volontà di realizzare il progetto per
edificare il ponte di Calatrava, il quale ha portato continue polemiche con la
Corte dei conti nel corso degli anni. Europarlamentare e consigliere
regionale veneto Alle europee si candida con la lista de I Democratici
risultando eletto in due circoscrizioni: lui ha optato per quella
nord-occidentale. La sua sconfitta alle Regionali quando fu candidato per
la presidenza della regione Veneto, fece tramontare l'ipotesi che potesse
diventare il futuro leader dell'Ulivo. Cacciari ottenne in quella tornata il
38,2% dei voti, uscendo sconfitto dal rappresentante della Casa delle Libertà
Galan, che ricevette il 54,9% dei consensi. In quella tornata elettorale
Cacciari ottenne un seggio da consigliere regionale: per questo si dimise, per
incompatibilità, da europarlamentare. Sindaco di Venezia. Annuncia
l'intenzione di ricandidarsi per la seconda volta a sindaco di Venezia. I
partiti di sinistra dell'Ulivo, avevano però, già raggiunto l'accordo per la
candidatura unitaria del magistrato Felice Casson, ma Cacciari dichiarò di non
voler rinunciare alla propria candidatura, anche a costo di spaccare l'unità
della coalizione, come effettivamente avvenne, con Cacciari sostenuto da UDEUR
Popolari e La Margherita e Casson appoggiato da tutti gli altri partiti del
centrosinistra. Al primo turno delle votazioni Casson ebbe il 37,7% dei
voti, mentre C. si fermò al 23,2%; sfruttando le divisioni presenti in maniera
ancora più acuta nel centrodestra a Venezia, furono proprio i due
rappresentanti del centro-sinistra ad andare al ballottaggio. A sorpresa C.,
seppur sostenuto da liste più deboli, riuscì a far leva sull'elettorato
moderato e vinse la sfida con 1 341 voti di vantaggio sul suo competitore
(50,5% contro 49,5%). L'inattesa vittoria del politico-filosofo causò
malumori all'interno della coalizione (Casson commentò il risultato esclamando:
"Ha vinto C.? Allora ha vinto la destra!") e una particolare
situazione nel consiglio comunale veneziano: la Margherita, con il 13,4% di
voti, ebbe diritto a ben 26 seggi, (mentre i DS, che ottennero il 21,2%, si
dovettero accontentare di 6 seggi) e l'UDEUR, nonostante un modesto 1,4%, si
accaparrò 2 seggi (a differenza di Rifondazione Comunista che con il 6,8% si
aggiudicò un solo seggio). Nel complesso, quindi, la coalizione C., con il
14,8% dei suffragi, ebbe diritto a 28 seggi, mentre il raggruppamento di
Casson, con il 41%, risultò possessore di 9 seggi. Ciò consentì a C., iscritto
alla Margherita, di cui era esponente di punta in Veneto, di poter governare la
città con una solida maggioranza consiliare. In occasione delle
successive elezioni regionali, delle elezioni politiche, e delle amministrative
C. mise in evidenza quella che egli chiamava la questione settentrionale.
Anche deluso dall'evoluzione del Partito Democratico, annunciò l'abbandono
della politica attiva dopo la conclusione del mandato di sindaco, avvenuta
nell'aprile. Abbastanza accesa la politica condotta dalla sua giunta
contro gli ambulanti abusivi e molto contestate furono anche le ordinanze che,
ai fini del decoro urbano, imponevano il divieto di vendere dei cibi da asporto
presso la piazza San Marco, di girare a torso nudo, di sdraiarsi in terra ecc. Inoltre,
con la creazione del festival di Roma da parte dell'allora sindaco Veltroni,
espresse disappunto nel caso in cui quello di Venezia ne fosse stato oscurato.
Non pochi gli attriti con la Lega Nord in vista della sua intenzione di
realizzare un campo Sinti, nella zona di Mestre. Celebre poi la campagna che
favoriva l'uso dell'acqua pubblica in contrapposizione all'acquisto di quella
in bottiglia. A lui si deve il restauro di Palazzo Grassi e di Punta della
Dogana. A Mogliano Veneto, presenta il manifesto politico Verso Nord,
un'Italia più vicina, diretto a chi non si riconosceva né nel PD, né nel PdL e
voleva una politica per il Nord diversa da quella attuata dalla Lega. Il
manifesto si è poi trasfuso in un partito politico chiamato appunto Verso Nord,
nato ufficialmente. Nelle sue saggi (Krisis, Pensiero negativo e
razionalizzazione) C. sviluppa la sua riflessione che, prendendo spunto da
Nietzsche, Wittgenstein e Heidegger, conferma «... la fine della razionalità
classica e dialettica e l'emergere pieno, costruttivo, rifondativo e non
distruttivo del "pensiero negativo. Dall'analisi della cultura viennese e
mitteleuropea, che si forma sullo sfondo dei grandi mutamenti del sistema
capitalistico, C. identifica una società reazionaria incapace di aprirsi alla
modernità e improntata al nihilismo, punto d'arrivo del fallimento del pensiero
dialettico della scuola hegeliano-marxista. In quest'ambito si origina il
pensiero negativo (Negatives Denken) che ad iniziare da Schopenhauer sembra collegarsi
all'irrazionalismo ma che in realtà è la conseguenza ultima della tradizione
metafisica occidentale che pretendeva di superare ogni contraddizione e la
negatività dell'esistenza stessa tramite quella libera volontà, coerentemente
negata da Nietzsche e ancora presente invece nell'ascesi schopenhaueriana, come
strumento per la liberazione dal dolore di vivere. La crisi della
metafisica occidentale è anche dimostrata dalla fiducia nella tecnica,
presuntuosa esaltazione di quella ragione che invece rivela il sostanziale
fallimento dei valori ultimi che dovrebbero guidare il progresso umano: «...la
tecnica realizza la direzione implicita della metafisica modernama nel
realizzarla ne critica e liquida anche l'idea centrale [il fondamento
originario]» che era la certezza dei valori. Da qui un'epoca caratterizzata dal
nulla dei valori e dalla fine della filosofia ormai rivolta «tutta al passato,
a prima della ratio. Con l'avvento del pensiero negativo finalmente ci si
libera «da un ideale totalitario del sapere, per cui non si dipende più da un
ordine naturale, fisso ed immutabile, di cui la ragione scopre le leggi, ma si
interviene creativamente, dando ordine alle cose, in una molteplicità di saperi.
Nelle sue ultime opere C. intreccia la riflessione filosofica con quella
teologica quasi risalendo ad una tradizione interpretativa platonica. Se ormai
la filosofia si è specializzata e frantumata in una serie di campi specifici
che cosa vorrà dire "pensare" al suo stesso inizio? C. cerca la
risposta in quella tradizione filosofico-teologica che pone il principio,
l'"inizio" nella nozione di "Deus-Esse". Fin dal libro
primo della sua opera filosofica, Dell’Inizio, C. si colloca su un terreno
complementare e diametralmente opposto a quello di Severino: se il primo
evidenzia la contingenza dell'originato, il secondo enfatizza l'unicità eterna
dell'origine. Mentre per C. l’originario è inizio a-logico, che conserva sempre
inalterata la possibilità di non essere inizio di qualcosa che altro-da-sé, di
negarsi come inizio e che quindi non esista originato alcuno, secondo Severino,
invece, l’originario è la struttura logico-necessaria di significati il cui
contenuto è tutto ciò che è, tale per cui non è mai potuto esistere, non è mai
esistito e non potrà mai esistere alcun ente non originato da quell'unica
totalità iniziale. Secondo Severino, la veracità di Dio e del Destino prevale
sulla Sua onnipotenza, nel senso che è inevitabile e scontata in partenza la
vittoria sul nemico, mentre è impossibile che Egli fugga davanti ad esso,
finendo con il cadere nel nulla, il proprio contrario. Citazioni «Caro C., non
possiamo proseguire la nostra via che attraverso lo straniero che ospitiamoe
che chiamiamo 'nostro' Io. Questo è il vero volto dell'altro, del prossimo
ineludibile, appiccicato a noi come un incubo! Hospes / hostis, necessariamente.
'Assicurarcelo' è impossibile.» (C., Della cosa ultima, Adelphi, Mi)
«Pietà afferra il poeta — pericolosissima pietà, sul limite estremo della
misericordia inordinata.» (C., "Della cosa ultima", Adelphi,
Mi) Opere Introduzione di C. a Simmel, Saggi di estetica, Padova, Qualificazione
e composizione di classe, in Contropiano, Ciclo chimico e lotte operaie, con S.
Potenza, in Contropiano; Dopo l'autunno caldo: ristrutturazione e analisi di
classe, Marsilio, Padova; Pensiero negativo e razionalizzazione. Problemi e
funzione della critica del sistema dialettico; Metropolis, Roma, Officina; Piano
economico e composizione di classe, Feltrinelli; Lavoro, valorizzazione,
cervello sociale, in Aut Aut, Milano; Note intorno a «sull'uso capitalistico
delle macchine» di Raniero Panzieri, in Aut Aut, Milano; Oikos. Da Loos a
Wittgenstein, con Francesco Amendolagine, Roma; Krisis, Saggio sulla crisi del
pensiero negativo da Nietzsche a Wittgenstein, Feltrinelli; Pensiero negativo e
razionalizzazione, Marsilio, Venezia; Il
dispositivo Foucault, Venezia, Cluva; Dialettica e critica del politico. Saggio
su Hegel, Feltrinelli; Rathenau e il suo a mbiente, De Donato; Crucialità
del tempo: saggi sulla concezione nietzscheana del tempo, et al, Liguori; Dallo
Steinhof, Adelphi; Adolf Loos e il suo angelo, Electa’ Feuerbach contro
Agostino d'Ippona, Adelphi; Il potere: saggi di filosofia sociale e politica,
con Penzo, Roma, Città Nuova; Icone della legge, Adelphi, Milano; Zeit ohne
Kronos, Ritter Verlag, Klagenfurt; L'Angelo necessario, Adelphi, Milano; Drama
y duelo, Tecnos, Madrid; Le forme del fare, con Massimo Donà e Romano
Gasparotti, Liguori; Dell'Inizio, Adelphi; Dran, Méridiens de la décision dans
la pensée contemporaine, Ediotions de L'Eclat; Architecture and Nihilism, Yale;
Desde Nietzsche: Tiempo, Arte, Politica, Biblios, Buenos Aires; Geofilosofia
dell'Europa, Adelphi, Milano; Großstadt, Baukunst, Nihilismus, Ritter,
Klagenfurt; Migranten, Merve, Berlino; Introduzione a F. Bacone, Nuova
Atlantide, Silvio Berlusconi Editore, Milano; L'Arcipelago, Adelphi, Milano; Vedova. Arbitrii
luce, Catalogo della mostra, Skira; Arte, tragedia, tecnica, con Massimo Donà,
Raffaello Cortina; El Dios que baila, Paidos, Buenos Aires; Duemilauno.
Politica e futuro, Feltrinelli, Milano; Wohnen. Denken. Essays über Baukunst im
Zeitalter der völligen Mobilmachung, Ritter Verlag, Klagenfurt und Wien; Della
cosa ultima, Adelphi, Milano; La città, Pazzini; Il dolore dell'altro. Una
lettura dell'Ecuba di Euripide e del libro di Giobbe, Saletta dell'Uva; Soledad
acogedora. De Leopardi a Celan, Abada Editores, Madrid; Paraíso y
naufragio. Musil
y El hombre sin atributos, Abada Editores, Madrid, Magis Amicus Leopardi,
Saletta dell'Uva; Maschere della tolleranza, Rizzoli, Milano; Introduzione a
Max Weber, La politica come professione, La scienza come professione,
Mondadori, Milano; Europa o Filosofia, Machado, Madrid; Tre icone, Adelphi,
Milano; Anni decisivi, Saletta dell'Uva, Caserta; C. Mario Tronti, Teologia e
politica al crocevia della storia, Milano, AlboVersorio; The Unpolitical.
Essays on the Radical Critique of the Political Thought, Yale University Press;
Hamletica, Milano, Adelphi; La città, Pazzini; Il dolore dell'altro. Una
lettura dell'Ecuba di Euripide e del libro di Giobbe, Caserta, Saletta dell'Uva;
Cacciari-Piero Coda, I comandamenti. Io sono il Signore Dio tuo, Bologna, Il
Mulino; Bianchi-C., I comandamenti. Ama
il prossimo tuo, Bologna, Il Mulino; Doppio ritratto. San Francesco in Dante e
Giotto, Milano, Adelphi; Il potere che frena, Milano, Adelphi; Labirinto
filosofico, Milano, Adelphi; Filologia e filosofia, Bologna, Bononia; Re Lear.
Padri, figli, eredi, Caserta, Saletta dell'Uva; Cacciari-Paolo Prodi, Occidente
senza utopie, Bologna, Il Mulino; Cacciari-Bruno Forte, Dio nei doppi pensieri.
Attualità di Italo Mancini, Brescia, Morcelliana,. Generare Dio, Bologna, Il
Mulino, La mente inquieta. Saggio sull'Umanesimo, Torino, Einaudi; Ha preparato
anche i testi per l'opera Prometeo. Tragedia dell'ascolto di Nono; Elogio del
diritto (insieme a Natalino Irti, con un saggio di Werner Wilhelm Jaeger, Milanp)
Onorificenze Grand'Ufficiale dell'Ordine pro Merito Melitensi (SMOM) nastrino
per uniforme ordinariaGrand'Ufficiale dell'Ordine pro Merito Melitensi (SMOM) —
Venezia, Laurea Honoris Causa in Architettura, conferita dall'Università degli
Studi di Genova; nastrino per uniforme ordinariaLaurea Honoris Causa in
Architettura, conferita dall'Università degli Studi di Genova; Laurea Honoris
Causa in Scienze politiche, conferita dall'Università degli Studi di Bucarest, nastrino
per uniforme ordinariaLaurea Honoris Causa in Scienze politiche, conferita
dall'Università degli Studi di Bucarest; Laurea Honoris Causa in Filologia,
Letteratura e Tradizione Classica, conferita dall'Alma Mater StudiorumBologna
nel nastrino per uniforme ordinariaLaurea Honoris Causa in Filologia,
Letteratura e Tradizione Classica, conferita dall'Alma Mater StudiorumBologna
nel Premi e riconoscimenti; Medaglia
d'oro del Círculo de Bellas Artes di Madrid; Uomo per la pace International
Chair Jacques Derrida (Torino) Note
Enciclopedia Treccani alla voce coripsondente Barbara Romano,
i panni sporchi si lavano in casa MA IL CAV., sul piano del gusto, è UNA catastrofe
CONTRO VERONICA: "Se io ho qualcosa da dire a mio marito gli scrivo
privatamente""Evelina MANNA è un'amica""vengo SEMPRE
paparazzato dA qualche testa di cazzo", in Dagospia, Libero, Langone, Cari
italiani vi invidio, Roma, Fazi; Arti, Biografia di C., cinquantamila; Città di
VeneziaSindaco, su comune.venezia; C., Università Vita-Salute San Raffaele; vedi
l'intervista "La predestinazione del male" F. Dal Bo, L'utopia dell'angelo. Note a
L'angelo necessario di C., in Bertagni, Architetture utopiche, «arcipelago»,
sito istituzionale della Fondazione Pellicani, su fondazionegiannipellicani, Corriere,
Lettera firmata da C., su corriere. Negrello, A pugno chiuso. Il Partito
comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti, Milano,
FrancoAngeli, Adnkronos, su www1.adnkronos.com. Progetto Italia Federale, su
progettoitaliafederale. C. "Addio alla politica. Sconfitti i miei
progetti", in Corriere della Sera, codacons, pressreader.com Repubblica,
lagazzettadelmezzogiorno su nuova Venezia.gelocal, Copia archiviata, su corriere, Il manifesto politico in.
di Verso Nord Cacciari lancia Verso nord
Ma non siamo il terzo polo, in la Repubblica, 24 luglio 13. 5 dicembre. F. Restaino, Il dibattito filosofico in
Italia in Abbagnano, Storia della filosofia,
IV, t. II, Torino; Restaino, Op.cit. ibidem In Maurizio Pancaldi, Mario
Trombino, Maurizio Villani, Atlante della filosofia, Hoepli; Catapano,
Coincidentia Oppositorum: Appunti sul pensiero di Massimo Cacciari a cura del
Dipartimento di Filosofia, Padova Cfr.
Massimo Cacciari in EMSF, su emsf.rai.; Grossi, La differenza tra il discorso
filosofico di Severino e quello di C., in Lo SguardoRivista di Filosofia,
Ospitato su archive.is. Dal sito web del
Sovrano Militare Ordine di Malta; in.
architettura. unige/ inf/ documenti/ "facoltà di architettura di genova Laurea
Honoris Causa a C. aggiornato ; "La Facoltà di Architettura di Genova, ha
conferito la laurea Honoris Causa a C.. La motivazione della Facoltà sottolinea
il contributo dato da C. alla cultura architettonica internazionale nel corso
di oltre un trentennio." F. Dal Bo,
L'utopia dell'angelo. Note a L'angelo necessario di C., in Bertagni, Architetture
utopiche, «arcipelago», Tussi, La confusione dialogica Intervista con C. Recensione
di Geofilosofia dell'Europa, su Italia Libri Recensione di Hamletica, Andrea
Fiamma Recensione di Il potere che frena, Andrea Fiamma Traduzione francese in
versione integrale e gratuita di un libro inedito in italiano: Drân. Méridiens
de la décision dans la pensée contemporaine (Drân. Meridiani della decisione
nel pensiero contemporaneo) Bertoletti, C.
Filosofia come a-teismo, Edizioni ETS, Pisa, Borso, C., Mille lire stampa
alternativa, Milano; Cantarano, Immagini del nulla. La filosofia italiana
contemporanea, Mondadori, Milano, Catapano, Coincidentia oppositorum. Appunti
sul pensiero di Massimo Cacciari, «Etica et Politica», Catapano,
"Coincidentia oppositorum". Appunti sul pensiero di Massimo Cacciari,
in Libertà, giustizia e bene in una società plurale, C. Vigna, Vita e Pensiero,
Milano, León, “Ontología de crisis: Aion y dialéctica negativa en la crítica
marxista italiana; Congreso de la Sociedad Académica de Filosofía: Experiencia
de la crisis, crisis de la experiencia. Universidad
Carlos III de Madrid; N. Magliulo, C. e Severino. Quaestiones
disputatae, Mimesis, Milano-Udine,. N. Magliulo, La luce oscura. Invito al
pensiero di C., Saletta Dell’Uva, Caserta; Magliulo, Un pensiero tragico.
L’itinerario filosofico di Massimo Cacciari, Città Del Sole, Napoli, L.
Mauceri, La hybris originaria. Massimo Cacciari ed Emanuele Severino, Orthotes
Editrice, Napoli-Salerno; C. su TreccaniEnciclopedie on line, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Opere di C.
(altre versione) su open MLOL, Horizons Unlimited srl. Opere di C. C., su europarl.europa.eu, Parlamento
europeo. C., su storia. camera, Camera dei deputati. C., su Openpolis, Associazione
Openpolis. Registrazioni di C. su Radio Radicale,
Radio Radicale. C.: la necessità della
libertà, su RAI Filosofia, su filosofia. rai. Predecessore Sindaco di
Venezia Successore Venezia- Stemma.svg Ugo Bergamo Paolo CostaI Paolo Costa, Orsoni
II Vincitori del Premio Pavese Filosofia Politica Politica Filosofo Filosofi italiani Politici
italiani Politici italiani Accademici italiani Accademici italiani Professore
Venezia Sindaci di Venezia Consiglieri regionali del Veneto Deputati della VII
legislatura della Repubblica Italiana Deputati dell'VIII legislatura della
Repubblica Italiana Direttori di periodici italiani Europarlamentari
dell'Italia della V legislatura Federalisti Fondatori di riviste italiane Militanti
di Potere Operaio Opinionisti italianiPolitici de I Democratici Politici della
MargheritaPolitici del Partito Comunista Italiano Politici del Partito
Democratico (Italia)Professori dell'Università IUAV di Venezia Studenti
dell'Università degli Studi di Padova. Mercurio messegero di Giove e l’umo – angelus –
mercurial – Giambologna – Villa Medici -- Umanesimo Periodo storico le
cui origini sono rintracciate dopo la metà del 14° sec., e culminato nel 15°:
tale periodo si caratterizza per un più ricco e più consapevole fiorire degli
studi sulle lingue e letterature classiche, considerate come strumento di
elevazione spirituale per l’uomo, e perciò chiamati, secondo un’espressione
ciceroniana, studia humanitatis. Si parla di u. filologico per distinguere l’attività
degli umanisti intesa al recupero, allo studio, alla pubblicazione dei testi
classici, dall’attività di quegli stessi umanisti intesa più generalmente alla
creazione filosofica, all’elaborazione di una nuova civiltà. Si parla poi di u.
volgare in relazione allo sbocco storico dell’U., quando gli ideali letterari
di scrittura armoniosa e ornata sono trasferiti in Italia alle opere letterarie
in volgare. Con riferimento, esplicito e implicito, all’U. quale periodo
storico, il termine è usato infine per caratterizzare ogni orientamento che
riprenda il senso e i valori affermatisi nella cultura umanistica: dall’amore
per gli studi classici e per le humanae litterae alla concezione dell’uomo e
della sua dignità quale autore della propria storia, punto di riferimento
costante e centrale della riflessione filosofica. Intorno alla metà del
14° sec., e per impulso soprattutto di Petrarca, gli studi classici assunsero
un carattere nuovo, il cui aspetto più appariscente fu la ricerca, nelle
biblioteche chiesastiche e poi monastiche, dei codici antichi. Si manifestò, in
pratica, l’esigenza di non contentarsi di quella parte della letteraturalatina
che era giunta sino allora per tradizionescolastica e culturale ininterrotta,
ma di recuperare anche la parte di essa che era stata dimenticata. Si cercò,
inoltre, di restituire le testimonianze della grecità che, salvo nell’Italia
meridionale, erano state sino allora dovunque trascurate. Si accompagnò a
questa ricerca lo sforzo di sostituire alla lingua latina, più o meno
profondamente corrotta durante il Medioevo, la lingua dei classici, cioè di
recuperare la latinità (in particolare quella virgiliana e ciceroniana) anche
come strumento linguistico: il latino così diventò, proprio quando i vari
volgari avevano prodotto capolavori, la lingua letteraria per eccellenza. Nel
costituire la sua ricca biblioteca, soprattutto durante la permanenza ad
Avignone, punto d’incontro di varie correnti culturali, Petrarca esercitò
un’azione decisiva nella storia testuale dei classici, sia scoprendo nuovi
testi, sia riunendo in un unico corpo i documenti della tradizione manoscritta
(come, per es., per Livio). A Petrarca si deve la scoperta di due orazioni
ciceroniane, nonché il recupero delle epistole “Ad Atticum” e di un testo
mutilo delle “Institutiones Quintilianee”. A Boccaccio le riconquiste,
integrali o parziali, o la rivalorizzazione criticadi testi di Varrone,
Marziale, Apuleio, Seneca, Ovidio, e soprattutto di Tacito. Segue per opera di Salutati,
la riscoperta delle epistole ciceroniane “Ad familiars”. Bracciolini scopre,
tra le molte altre, opere come le “Selve” di Stazio, le “Puniche” di Silio
Italico, il “De rerum natura” di Lucrezio, altre orazioni ciceroniane ecc. Si
può dire che tutto o quasi il patrimonio attuale di autori latini è stato
scoperto o rimesso in circolazione tarda. Dopo, solo sporadicamente sono stati
recuperati nuovi testi, sino alla fase di scoperte umanistiche greche
determinata dalla papirologia. Anche l’U. greco, almeno come desiderio di
avvicinarsi alla grecità, se non come effettivo possesso della lingua, comincia
da Petrarca e da Boccaccio, il quale ultimo ospitò a Firenze il calabrese
Pilato e lo fa nominare lettore di greco allo Studio: da lui i due amici hanno
facilmente la traduzione latina dei poemi omerici, dalla quale gli studi greci
in Occidente hanno il loro effettivo inizio. Poco dopo Crisolora comincia a
Firenze il suo insegnamento più tecnicamente umanistico, finché, come
conseguenza anche dell’afflusso di eruditi (Pletone, il Bessarione) in
occasione del Concilio di Ferrara-Firenze e per effetto della caduta di
Costantinopoli in mano ai Turchi (Argiropulo, Calcondila, Lascaris), l’U. greco raggiunse la sua piena
fioritura. Intanto, gli umanisti affinavano il loro latino, creando ex
novo una grammatica e una stilisticadella lingua (Elegantiae latinae linguae di
L. Valla), e sviluppavano la grande filologiaumanistica della quale era già
stato iniziatore Petrarca. I testi da sempre conosciuti e quelli ora ritrovati
erano corretti, interpretati, commentati dal punto di vista linguistico,
storico, archeologico; s’instaurava così, al posto della semplice ricezione
medievale, una lettura critica ad alto livello, nella quale consiste la più
importante novità dell’Umanesimo. In Italia, la ricerca erudita
sull’antichità continuò nel primo Cinquecento, ma con minore libertà e
inventività critica, mentre si sviluppavano le raccolte
archeologico-antiquarie; la grande filologia riprese nel secondo Cinquecento
(Vettori, Manuzio, Orsini, Panvinio, Sigonio). Alla fine del secolo, il primato
filologico passa a Francesi, Olandesi (Lipsio), Tedeschi, Inglesi; ma ormai si
trattava di attività filologica nel senso moderno, che escludeva cioè quei fini
di costruzione integrale dell’uomo, che furono propri dell’Umanesimo. Nel
campo del diritto, l’intensificazione degli studi filologici contribuì a una
completa riscoperta delle fonti di diritto romano, che portò in primis alla
messa in discussione del Digesto risultante dalla Vulgata. I maggiori esponenti
di questa corrente furono il francese Budé, il tedesco Zasius e l’italiano
ALCIATO. Soprattutto la scuola francese è permeata dall’U., con lo sviluppo
della scuola culta e l’affermarsi del mos gallicus iura docendi (culti, scuola
dei). L’U. VOLGARE Essendo l’educazione dell’uomo la meta finale dell’U.,
era naturale che presto o tardi, svanita l’antistorica speranza di una
resurrezione pura e semplice della lingua latina, ci si accorgesse che essa non
poteva essere raggiunta se non attraverso l’adozione della lingua da tutti
parlata; era naturale dunque che l’U. latino volgesse verso l’U. volgare. Ciò
avvenne in Italia nella seconda metà del Quattrocento. Ma occorreva che l’uso
del volgare fosse sottratto all’arbitrio di ogni scrivente e sottoposto a
regole fisse. Questa gara, a cui già Dante accenna ma non senza contraddizioni,
diventa aperta e consapevole in Petrarca e in Boccaccio, i quali intesero
realizzare in volgare opere in tutto degne dell’antico; giunse poi a piena
maturazione nel secondo Quattrocento, accompagnando o causando il risorgere
della poesia (Poliziano, Boiardo, Sannazzaro); ricevette infine nel primo
Cinquecento da P. Bembo la sua sistemazione nella teoria e nel concreto campo
grammaticale e stilistico. SCRITTURA UMANISTICA Scrittura usata nei
manoscritti, dopo la riforma scrittoria promossa dagli umanisti italiani.
L’ammirazione per la scrittura chiara e sobria degli antichi manoscritti (per
lo più dei sec. 9°-12°, in minuscola carolina) indusse a riportare in uso la
littera antiqua, ritenuta la scrittura antica dei Romani, a riprodurre cioè
l’alfabeto rotondo e aggraziato della carolina. Già con Petrarca ebbe inizio il
movimento di reazione contro la scrittura gotica dominante; con Boccaccio la
riforma si affermò più chiaramente e con N. Niccoli e P. Bracciolini la
scrittura umanistica raggiunse il suo pieno sviluppo. Essa sorse a Firenze,
diffondendosi poi negli altri centri di cultura italiani. Di solito i
manoscritti umanistici si riconoscono per l’uso frequente della s di tipo
maiuscolo, la gsempre chiusa, la t con l’asta oltrepassante la sbarra, la i con
il puntino e altri caratteri, oltre che per la fattura accurata del codice, la
bianchezza della pergamena e le miniature. Accanto all’umanistica libraria o
rotonda si ebbe una forma corsiva (usata prevalentemente nei documenti) che
rappresenta la trasformazione della gotica corsiva sotto l’influenza della
rotonda. Grice: “Personally, I have been criticised for
choosing ‘personally,’ rather than ‘humanely’!” Nome compiuto: Massimo Cacciari.
Keywords: umanesimo italiano, ‘l’angelo necessario’ – l’angelo e il paisano --
the angel and the paysan – ‘Who art thou?’ ‘I am the necessary angel of the
earth’, illuministi italiani – implicatura laberintica, Alighieri, umanesimo,
implicatura dell’angelo e il contadino. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di
Gioco di H. P. Grice, "Grice e Cacciari," per Il Club Anglo-Italiano,
The Swimming-Pool Library, Villa Grice, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice e Cacciatore:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale di napoleone in
nudita eroica -- gl’eroi di Vico – filosofia italica – scuola di Salerno –
filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco
di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Salerno). Filosofo campanese. Filosofo italiano. Salerno, Campania. Grice:
“Cacciatore is a good one; my favourite are three: his ‘dallo storicismo allo
storicismo,’ and his ‘metafisica dell’espressione’ – I never knew it had one! –
and ‘la lancia di Odino,’ a Wagnerian study of Dilthey, his specialty!
Speranza, on the other hand, and naturally, prefers Cacciatore’s ‘dialogo con
Vico’.” Grice: “Cacciatore co-philosophised, like I with Strawson, and called
the thing, genially, ‘a four-hand piece’! Giuseppe Cacciatore
(Salerno), filosofo. Laureatosi in Filosofia presso l'Università degli
studi di Roma"La Sapienza" collabora con Tessitore nell'Salerno, dove
ha anche avviato la sua carriera accademica. Ordinario di Storia della
Filosofia presso la Facoltà di Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli
Federico II, di cui è stato anche Presidente del Corso di Laurea. Nel 1995,
inoltre, diventa direttore del Centro di Studi Vichiani del CNR di Napoli. Direttore
del dipartimento di filosofia " Aliotta" dell'Università
federiciana. Ha tenuto numerose conferenze presso le Barcellona, Berlino,
(Freie Universität Berlin e Humboldt Universität), Bochum, Brema, Brno,
Bruxelles, Düsseldorf, Essen, Graz, Halle, Lipsia, Maracaibo, Monaco di iera,
Parigi, Potsdam, Valencia, Varsavia, Città del Messico (UNAM e UIC). È
vicepresidente del CdA e membro del comitato scientifico dell'Istituto di Studi
Latinoamericani (ISLA) di Pagani, del quale è diventato direttore. Nominato
socio corrispondente dell'Accademia nazionale dei Lincei. Dal è presidente della Società Salernitana di
Storia Patria Nel è stato insignito del
premio nazionale “Frascati Filosofia”. È stato Presidente della Società
Italiana degli storici della filosofia dal
al. È dal coordinatore del
dottorato di ricerca in Scienze filosofiche dell'Napoli “Federico II”. A
partire dal è stato nominato
rappresentante dell'Napoli “Federico II” nel comitato tecnico-scientifico del
Consorzio universitario Civiltà del Mediterraneo. Altre saggi: “Splicare, comprendere” (Istituto
di Filosofia, Salerno); “Splicare/comprendere” (Napoli, Guida); “Ragione e speranza” (Bari, Dedalo); “La
sinistra socialista nel dopoguerra, pref. di Martino, Bari, Dedalo); “Vita e
forme della scienza storica. Saggi sulla storiografia – splicare, comprendere”
(Napoli, Morano); “Storicismo problematico e metodo critico, Napoli, Guida);
“La lancia di Odino: splicare/comprendere” (Milano, Guerini e associate); “La
Quercia di Goethe. Note di viaggio dalla Germania, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino);
“Goethe in Italia” –“La quercia di Goethe”, L'etica dello storicismo, Lecce,
Milella); “Vico: metafisica, poesia e storia -- Akademie Verlag, Berlino); “Bruno” (Edizioni Marte, Salerno); “Cassirer
interprete di Kant e altri saggi, Siciliano Editore, Messina); “Il pratico e il
civile civile in Croce” Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ); Labriola in un altro
secolo. Saggi, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ); “Saperi umani e consulenza
filosofica, Meltemi Editore, Roma); “Vico: L'infinito nella storia” (Edizioni
scientifiche italiane, Napoli); “Interculturalità, Tra etica e politica (in
coll. con G. D'ANNA), Carocci, Roma,. Interculturalità. Religione e teologia
politica (in coll. con DIANA), Guida, Napoli,
A quattro mani. Saggi di filosofia e storia della filosofia (in coll.
con CANTILLO), Martirano Marte, Salerno); Problemi di filosofia della storia
nell'età di Kant e di Hegel. Filologia, critica, storia civile” (Aracne, Roma);
“Mente, Corpo, Filosofia pratica, Interculturalità, Mimesis, Milano-Udine); “Dimensioni
filosofiche e storiche dell'interculturalità, Mimesis, Milano); “Dallo
storicismo allo storicismo, Introduzione di F. Tessitore, Ciriello, Anna,
Giugliano, ETS, Pisa); In dialogo con Vico. Ricerche, note, discussioni, Sanna,
Diana e Mascolo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma. Francesco D’Amato
editore è un marchio editoriale della società Infolio srls con sede in
Sant’Egidio del Monte Albino (Salerno) alla via Alfonso Albanese. Scorrere i
titoli di una bibliografia significa ripercorrere quella che Eco ha
efficacemente definito come la memoria vegetale, ovvero il lento e graduale
dispiegarsi delle idee e delle riflessioni consegnate per sempre alla scrittura
e che hanno scandito le diverse tappe del cammino intellettuale del suo autore.
Quando ci poniamo di fronte ad uno scritto, in effetti, cerchiamo di scorgere
la persona che si cela dietro di esso, il suo modo individuale di vedere le
cose. «Non cerchiamo solo di decifrare, ma cerchiamo anche di interpretare un
pensiero, un’intenzione». La lettura diviene in tal senso un dialogo silente
con l’autore che ci consente di riannodare i fili che intessono la trama della
sua personale visione del mondo. Accade così che nello sfogliare la corposa
Bibliografia degli scritti di C. emergano, pagina dopo pagina, i tratti
salienti che ne delineano il profilo di uomo e, soprattutto, di intellettuale,
e che ci si renda conto di come una bibliografia non sia altro che la
narrazione fedele di una biografia, ovvero di una vita consacrata alla
scrittura. Prefazione Armando Mascolo I libri si fanno solo per legarsi agli
uomini al di là del nostro breve respiro e difendersi così dall’inesorabile
avversario di ogni vita: la caducità e l’oblio. Stefan Zweig, Mendel dei libri
1 Cfr. Eco, La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia, Milano,
Bompiani, È un’impresa quanto mai ardua poter restituire la complessità e la
ricchezza che caratterizzano l’intero corpus dell’opera di C., vale a dire di
uno studioso che nell’arco di più di cinquant’anni di attività (il suo primo
articolo risale infatti al) ha saputo spaziare tra gli autori e le correnti
filosofiche più diverse, tenendo sempre fermo, quale asse teoretico portante
delle sue ricerche, lo studio storiografico e storico-filosofico dello
storicismo. Tale linea d’indagine si è andata via via articolando, nel corso
del tempo, attraverso differenti plessi tematici, autori e aree geografiche. In
ambito tedesco, ad esempio, C. ha saputo confrontarsi, tra gli altri, con il
pensiero di Kant, Marx, Dilthey, Bloch, Humboldt, Droysen, Troeltsch, Rickert e
Cassirer, mentre nel panorama della storia del pensiero filosofico italiano ha
offerto importanti studi su VICO, LABRIOLA, GRAMSCI, GENTILE, CROCE,
CAPOGRASSI, e PIOVANI, per citarne solo alcuni. I suoi principali interessi di
ricerca abbracciano una considerevole messe di questioni legate ai temi della
storia, dell’immaginazione, del rapporto tra poesia e filosofia, dell’azione
individuale e della sua dimensione etico-politica. In questa vasta ed
eterogenea costellazione di studi e di interessi, un posto di tutto rispetto
occupa ormai da tempo la filosofia di lingua spagnola quale ulteriore fonte che
ha alimentato il peculiare storicismo “critico-problematico” espresso da C.3.
Questi ha il merito di aver dato un decisivo impulso allo studio,
all’approfondimento e alla diffusione della filosofia spagnola e
ispanoamericana. Il suo primo lavoro su una delle figure simbolo del pensiero ispanico,
Gasset, risale infatti all’anno in cui si celebrò il centenario della nascita
del filosofo madrileno. Da allora, C. ha fornito alla comunità scientifica
importanti contributi su alcune delle mas3 Per una puntuale ricognizione
dell’itinerario filosofico di C., si veda il recente contributo di L. Anzalone,
Lo storicismo etico-politico e la comunità democratico-interculturale di
Giuseppe C., in «Logos. Rivista di Filosofia», sime espressioni del pensiero
iberico e iberoamericano quali Briceño, Bello, Zambrano, Gaos, Zubiri, Nicol,
Zea, Paz. Da alcuni anni, infine, C. dedica buona parte del suo impegno
scientifico allo studio dei problemi filosofici inerenti all’interculturalità e
alle categorie filosofiche in essi implicati come quelle di identità,
riconoscimento, universalismo, cittadinanza, laicità, democrazia, diritti
umani, intersoggettività e senso comune. Dagli scritti di C. emergono con forza
alcune idee portanti che da sempre hanno sorretto e indirizzato la sua attività
di studioso. Voglio soffermarmi su due di esse in particolare, in quanto
espressione, a mio avviso, di un’opzione teorica e metodologica ben precisa. La
prima riguarda il modo di concepire la storia della filosofia, intesa quale
diramazione di una più vasta e articolata storia della cultura, prospettiva che
lascia trasparire una profonda sintonia di C. con il pensiero orteghiano. Nel
denso saggio introduttivo all’edizione argentina della Storia della filosofia
di Bréhier, Gasset delinea i tratti più significativi di quella che definisce
una «nuova filologia», il cui principio fondamentale si radica su una
concezione vitalista e funzionalista dell’idea secondo la quale quest’ultima
risulta essere sempre una reazione di un uomo ad una determinata situazione
della sua vita», vale a dire, «un’azione che l’uomo realizza in vista di una
determinata circostanza e con una precisa finalità. Secondo il filosofo spagnolo, Cfr.Bréhier, Historia de la filosofía, ed. a
cargo de Náñez, prólogo de Gasset, Buenos Aires, Sudamericana, L’originaria edizione
francese della monumentale opera di Bréhier era stata pubblicata – in due tomi
divisi in sette volumi – per conto d’Alcan di Parigi. Gasset, Prólogo a “Historia de la filosofía”, de Émile Bréhier (Ideas para
una historia de la filosofía), in Id., Obras completas, Madrid, Taurus; trad.
it. La
“Storia della filosofia” di Bréhier (Idee per una storia della filosofia), in
J. Ortega y Gasset, Idee per una storia della filosofia, a cura di Savignano,
Firenze, Sansoni, dunque, non esistono “idee eterne”, in quanto «ogni idea è
ascritta irrimediabilmente alla situazione o circostanza di fronte alla quale
rappresenta un compito attivo ed esercita una funzione» In questa prospettiva,
la filosofia è da intendersi, pertanto, come «un sistema di azioni viventi»7 –
un sistema di “idee” appunto – di cui non è possibile fare storia prescindendo
dal luogo e dal tempo particolari che lo hanno generato. Un’effettiva storia
della filosofia – conclude Ortega – non può, di conseguenza, ridursi a mera e
astratta esposizione cronologica delle “dottrine filosofiche”, ma dovrebbe
esser capace di «eliminare la presunta esistenza disumanizzata attraverso cui
ci presenta le dottrine e tornare ad immergerle nel dinamismo della vita umana,
mostrandocene in essa il funzionamento teleologico. Da questo punto di vista,
il personale “saggismo filosofico” di cui C. ha dato prova durante l’intero
dispiegarsi della sua parabola intellettuale sembra informarsi perfettamente al
principio ispiratore della «nuova filologia» enunciato da Ortega, principio che
presiede alla sua peculiare concezione della filosofia intesa come un’attività
assolutamente universale, ma al contempo segnata da forti particolarismi
nazionali e culturali, da quelli che Badiou ha definito come «momenti della
filosofia»9, nello spazio e nel tempo. La filosofia, insomma, non è altro che
«un’ambizione universale della ragione che si manifesta in momenti del tutto
singolari» Il secondo aspetto che emerge dalla maggioranza degli scritti di C.
consiste nella rilevanza che questi ha trad. it. Badiou, Panorama de la
filosofía francesa contemporánea, in M. Abensour (a cura di), Voces de la
filosofía francesa contemporánea, Buenos Aires, Colihue, Si veda ora la mia
traduzione italiana, preceduta da un’introduzione intitolata Badiou e
l’avventura filosofica francese, apparsa in «Archivio di storia della cultura»,
da sempre assegnato alla dimensione etico-pratica della filosofia, vale a dire
alla sua intrinseca vocazione civile. Come ha osservato Marco, «la ricerca
complessiva di C. presuppone una concezione e una pratica della filosofia a
partire da un suo orizzonte storico. Ciò implica mettere in rapporto reciproco
la filosofia e la vita concreta degli uomini, intesa come “vita civile”»11. In
una recente intervista rilasciata ad un noto quotidiano nazionale, C. chiarisce
la sua peculiare visione della filosofia e del ruolo che ad essa attribuisce
nella società di oggi in questi termini: «La filosofia alla quale da sempre mi
sono ispirato – dichiara C. – ha un profilo fondamentalmente storico (lo
storicismo critico-problematico) ed etico-politico.Sono convinto che il destino
stesso della filosofia, quella filosofia che aiuta l’uomo da sempre a
meravigliarsi e interrogarsi senza affidarsi a disegni metafisici e a
fondazionalismi ontologici, è nella sua declinazione etica». Una filosofia,
insomma, «che si presenta non come fede o dogma (razionalistico o
materialistico che sia, poco importa) ma come “credenza”, come complesso
articolato e plurale di forme di pensiero e di modi di vivere il mondo». E
conclude: «La scelta di vita che impone la filosofia è molto semplice e non
comporta sacrifici o difficoltà, ma solo l’educazione quotidiana alla critica,
al giudizio mai assoluto e sempre rivedibile sulle cose e sugli uomini, sulla
storia passata, presente e futura, sulla vita e sulle scelte della comunità e
della società». Sulla scorta di queste considerazioni, non sorpende constatare
come gli autori con i quali C. ha saputo misurarsi nel corso della sua attività
di studioso siano tutti indistintamente animati da una stessa passione
filosofica e civile, rivelando così la precisa «intenzionalità etica» che Cfr. Marco, Introduzione, in C., Sulla
filosofia spagnola, Bologna, Il Mulino, Cfr. Meraviglia, arma del pensiero,
intervista a cura di Palazzi, in «Il Roma», attraversa la sua intera produzione
scritta. La bibliografia di C., in definitiva, è la chiara testimonianza, come
ha ben messo in luce Fulvio Tessitore, di una costante «operosità scientifica»,
nonché di un solido «impegno civile» capace di coniugare fruttuosamente scienza
e vita13, nel pieno convincimento di voler consacrare la propria professione
intellettuale all’esercizio «etico» del pensiero, facendo dell’«educazione
quotidiana alla critica» il proprio inconfondibile stile di vita. La presente
Bibliografia vuole essere un omaggio a C. e al suo magistero in occasione del
suo settantacinquesimo compleanno. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento
al Prof. Fabrizio Lomonaco per i preziosi consigli che mi ha fornito nella fase
di allestimento del volume. Un ringraziamento particolare, infine, va a Grigoletto
per il suo fondamentale aiuto nel lavoro di sistemazione e di uniformazione del
materiale bibliografico qui raccolto. Portici, Cfr. F. Tessitore,
Presentazione, in C., Sulla filosofia spagnola, C. si laurea a Roma con una
Tesi sul pensiero di Dilthey sotto la direzione dei Giannantoni e Calabrò.
Viene nominato, nello stesso anno, addetto alle esercitazioni presso la
cattedra di Storia delle dottrine politiche della Facoltà di Magistero
dell’Università di Salerno, tenuta allora da Fulvio Tessitore. Ottiene una
borsa di studio presso l’Istituto italiano per gli studi storici Croce di
Napoli. Segue, nel frattempo, il magistero di Pietro Piovani, frequentando e
collaborando ai seminari di Filosofia morale presso la Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università di Napoli Federico II. Nominato, a seguito di
concorso, assistente ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di
Salerno. Professore incaricato, prima di Filosofia della politica e, poi, di
Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università di Salerno. Insegnato Storia della filosofia, in qualità di
docente incaricato stabilizzato, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della
medesima università. Vince il concorso a cattedra e a decorrere è chiamato a
ricoprire, come professore straordinario, l’insegnamento di Storia della
filosofia presso la Facoltà di Profilo Accademico 14 Lettere e Filosofia
dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, conseguendo successivamente
la nomina a professore ordinario. Ha al suo attivo numerosi volumi e
pubblicazioni che si possono raggruppare intorno ad alcune specifiche aree
tematiche: a) ricerche sullo storicismo tedesco contemporaneo e sulla filosofia
tedesca otto-novecentesca, con libri e saggi su Dilthey, Humboldt, Droysen,
Troeltsch, Cassirer, Rickert, Groethuysen; b) ricerche sulla FILOSOFIA ITALIANA
con saggi su VICO, CUOCO, FERRARI, COLECCHI, MEIS, IMBRIANI, CROCE, sul
neoidealismo, sull’esistenzialismo italiano, su CAPOGRASSI e PIOVANI; ricerche
sul marxismo contemporaneo, con volumi e saggi su Bloch, Lukacs, Labriola,
Gramsci, sulla sinistra socialista e meridionalista del secondo dopoguerra; d)
ricerche di teoria e storia della storiografia, con saggi sulla storiografia
tedesca dell’Ottocento, su Droysen, Lamprecht, sulla Neue Sozialgeschichte, su
Villari e la storiografia positivistica, sulla storiografia italiana del
dopoguerra; ricerche sui nessi, storici
e sistematici, tra alcuni motivi dell’etica e della filosofia pratica
contemporanee e la tradizione dello storicismo, con saggi su Vico, Croce, e
sulla generale relazione tra Historismus e filosofa della storia; fricerche e
studi sulla filosofia e sulla cultura spagnola e latinoamericana contemporanea
con saggi su Ortega, Nicol, Gaos, Zambrano, Zea, Zubiri, sulla filosofia dei
diritti umani, sugli sviluppi della democrazia nel continente latinoamericano;
ricerche e studi sulla filosofia dell’interculturalità nei suoi aspetti etici,
ermeneutici, politico-filosofici ed epistemologici. Ha edito e tradotto testi
di Dilthey, di Riedel, di Otto e si è distinto per aver organizzato diversi
convegni internazionali su alcune figure fondamentali della storia del pensiero
filosofico quali Dilthey, Marx, Vico, Abbagnano, Cassirer, Spengler, Gasset,
Labriola e Croce. Ccollabora con numerose riviste scientifiche tra cui «Il
Pensiero politico», «Critica marxista», «Criterio», «Rinascita», «Giornale
critico della Filosofia italiana», «Studi storici», «Paradigmi», «Prospettive
Settanta», «Iride», «L’Acropoli», «Rivista di Storia della filosofia», nonché,
in qualità di giornalista pubblicista, con diverse testate giornalistiche tra
cui «Il Mattino», «Il Giornale di Napoli», «La Città», «Corriere del
Mezzogiorno», «Roma». È membro del Comitato direttivo del «Bollettino del
Centro di studi vichiani» e fa parte del comitato scientifico di svariate
riviste specializzate come «Discorsi», «Prospettive Settanta», «Studi critici»,
«Archivio di storia della cultura», «Geschichte und Gegenwart», «Diritto e
Cultura», «Revista de Hispanismo filosófico». Ha diretto con Fulvio Tessitore
la collana “Cultura e Storia” dell’editore Morano di Napoli. Dirige, sempre con
Tessitore, la nuova serie della collana “Studi Vichiani” presso l’editore Guida
di Napoli, la collana “La cultura storica” dell’editore Liguori di Napoli e la
collana “Istorica” dell’editore Rubbettino di Soveria Mannelli. Presso il
medesimo editore dirige, in collaborazione con Edoardo Massimilla, la collana
“Riscontri”. Con Giuseppe Cantillo e con il compianto collega Antonello
Giugliano ha diretto la collana “Parole chiave della filosofia” dell’editore
Guida di Napoli. Dirige, con Armando Mascolo, la collana di testi della cultura
spagnola e ispanoamericana “Parva Hispanica” dell’editore Rubbettino. È
condirettore, con Antonio Scocozza, di «Cultura Latinoamericana», rivista della
Maestría in Scienza politica dell’Università Cattolica della Colombia e
dell’Università di Salerno. Ha fondato e dirige, con Armando Savignano, Luis de
Llera e Antonio Scocozza, la rivista di studi di filosofia iberica e
iberoamericana «Rocinante». Ha inoltre fondato, con Fabrizio Lomonaco e
Antonello Giugliano, «Logos. Rivista di Filosofia», di cui è attualmente
codirettore. Socio nazionale dell’Accademia di Scienze Morali e Politiche della
Società nazionale di Scienze Lettere e Arti in Napoli. È altresì socio
ordinario residente dell’Accademia Pontaniana di Napoli. È stato membro del
Consiglio di amministrazione della “Fondazione Pietro Piovani per gli studi
vichiani” e del Consiglio di amministrazione della “Fondazione Filiberto e
Bianca Menna”. Presidente del corso di Laurea in Filosofia della Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli. Nel 1994 ha assunto
la direzione del “Centro di studi vichiani” del CNR di Napoli. È stato Visiting
Professor presso numerose Università straniere tra cui l’Universidad Central de
Venezuela, l’Università di Monaco di Baviera e l’Università di Halle-Wittenberg.
Oltre a partecipare a numerosi convegni, ha tenuto corsi, conferenze e seminari
presso l’Università di Barcellona, Berlino (FU e “Humboldt”), Düsseldorf,
Halle, L’Avana, Maracaibo, UNERMB (Cabimas, Venezuela), Carabobo (Valencia,
Venezuela), München, Münster, Neuquén (Argentina), Potsdam, Valencia,
Universidad Nacional Autónoma de México, Universidad Católica de Bogotá. È
stato delegato del Rettore dell’Università Federico II di Napoli per i rapporti
internazionali. Fa parte della Commissione scientifica del “Centro
Interuniversitario di Ricerca bioetica”.
Direttore del Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta” dell’Università
Federico II di Napoli. Dal Presidente della giuria del Premio internazionale di
saggistica “Salvatore Valitutti” e è stato insignito del Premio internazionale
“Dorso”. È stato membro della Giunta esecutiva del Comitato nazionale per le
celebrazioni di Bruno nel centenario della morte. Ricercatore associato presso
l’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico (ISPF) del CNR
di Napoli. È stato membro del collegio del Dottorato di ricerca in “Culture dei
paesi di lingue iberiche e iberoamericane” dell’Università “L’Orienta- 17 le”
di Napoli, nonché coordinatore del Dottorato di ricerca in “Geopolitica e
culture del Mediterraneo” presso l’Istituto italiano di Scienze umane (SUM) e
del Dottorato di ricerca in “Cultura, Storia e Architettura del Mediterraneo”
della Scuola di alta formazione dell’Università Federico II di Napoli. Profesor
Titular presso la Universidad Católica de Bogotá (Colombia). Socio
corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nello stesso anno è
diventato Direttore dell’Istituto di Studi Latinoamericani. È stato
coordinatore di due progetti di ricerca di interesse nazionale. Gli è stato
assegnato il Premio Perrotta per il Giornalismo a Salerno e il Premio
Internazionale di Filosofia Karl Otto Apel a Cosenza, e è stato insignito del
Premio nazionale “Frascati Filosofia”. Nello stesso anno è stato nominato
Presidente della “Società Salernitana di Storia Patria”, incarico che ha
ricoperto anche per la “Società Italiana degli Storici della Filosofia”. Coordina
il Dottorato di ricerca in “Scienze filosofiche” dell’Università di Napoli
Federico II e, nell’anno successivo, è stato nominato rappresentante della
medesima università nel Comitato tecnico-scientifico del Consorzio
universitario “Civiltà del Mediterraneo”. Gli è stata conferita la laurea
magistrale honoris causa in Scienze Pedagogiche presso l’Università di Salerno.
È stato membro del Consiglio di Indirizzo della “Fondazione Ravello” e altresì
componente del Consiglio di Indirizzo della “Fondazione Pietro Piovani per gli
studi vichiani”. Professore Emerito di
Storia della Filosofia presso l’Università di Napoli Federico II e Presidente
della Classe di Scienze Morali dell’Accademia Pontaniana di Napoli. Socio
nazionale dell’Accademia dei Lincei. Il momento della “prassi” nello storicismo
di Dilthey, in «Rivista di studi salernitani», Il tricentenario vichiano, in
«Atti della Accademia Pontaniana» di Napoli, dell’estratto. Hegel in Italia e
in italiano, in F. Tessitore (a cura di), Incidenza di Hegel: studi raccolti in
occasione del secondo centenario della nascita del filosofo, Napoli, Morano,
Bibliografia degli scritti Recensione di
D. Ulle, N. Motroshilova, È rivoluzionaria la dottrina di Marcuse?, in «Rivista
di studi salernitani», Recensione di K. Korsch, Karl Marx, in «Il Pensiero
politico», Recensione di L. Althusser, Lenin e la filosofia, in «Il Pensiero
politico», IScuola storica e diritto naturale in Dilthey, in «Il Pensiero», Un
discorso raro di Angelo Camillo De Meis, in «Il Pensiero politico», Wilhelm
Dilthey e il metodo delle scienze storico-sociali, Salerno, Istituto di
Filosofia e Storia della filosofia dell’Università di Salerno, Recensione di H.
Portelli, Gramsci et le bloc historique, in «Paese Sera Libri», Ancora sul giovane De Meis, in «Il Pensiero
politico», Recensione di M. Weber, Scritti Politici, in «Il Pensiero politico»,
Cultura filosofica e pensiero Politico dal previchismo al 1860 (Lezione
introduttiva al Seminario su “Il Mezzogiorno dalle riforme all’Unità”), Facoltà
di Giurisprudenza, Universita di Salerno, Storia, filosofia e politica
nell’attività Pubblicistica di Dilthey, in «Filosofia», Recensione di H.
Medick, Naturzustand und Naturgeschichte der Bürgerlichen Gesellschaft, in «Il
Pensiero politico», Salerno: un confronto da continuare, in «La Voce della
Campania», Politicità dello storicismo, in «Il Pensiero politico», Scheda su I.
Cervelli, Droysen dopo il 1848 e il cesarismo, in «Il Pensiero politico», Dilthey, Lo studio delle scienze umane
sociali e politiche, trad. it. e cura di G. C., Napoli, Morano, Introduzione a
W. Dilthey, Lo studio delle scienze umane sociali e politiche, Napoli, Morano,
Scienza e filosofia in Dilthey, Napoli, Guida, Scheda su G. Armani, Gli scritti
su Carlo Cattaneo, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su G. Mastroianni, Studi sovietici di
filosofia italiana, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su M.
Prisco, Gli ermellini neri, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su F. Tessitore, Storicismo e Pensiero
politico, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scientificità del
marxismo e pensiero utopico, in «Atti della Accademia di Scienze morali e
politiche» di Napoli, Discutendo di Croce e il partito politico, in «Il
Pensiero politico», Una lettera per guadagnare il paradiso (a proposito della
lettera di Berlinguer a Mons. Bettazzi), in «Lineazeta», Scheda su N. Badaloni,
Il marxismo di Gramsci, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su
J. Freund, Les théories des sciences humaines, in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Etica, storia e futuro in Ernst Troeltsch, in «Storia e
politica», Su una lettura storica della questione sindacale, in «Il Pensiero
politico», C. e la sinistra socialista. Politica unitaria e meridionalismo, in
Aa.Vv., Mezzogiorno e fascismo, Napoli, ESI, Recensione di G. Acocella,
Questione meridionale e sindacalismo cattolico, in «Il Tetto», Ragione e
speranza nel marxismo. L’eredità di Ernst Bloch, Bari, Dedalo, La sinistra
socialista nel dopoguerra. Meridionalismo e politica unitaria in Luigi C.,
prefazione di F. De Martino, Bari, Dedalo,
Economia e base materiale nell’utopia concreta di Ernst Bloch, in R.
Crippa (a cura di), La dimensione dell’economico, Padova, Liviana, Vico e
Dilthey. La storia dell’esperienza umana come relazione fondante di conoscere e
fare, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Recensione di E. De Mas,
Faucci, F. Nicolini, A. Verri, Vico e l’instaurazione delle scienze, in
«Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su H. Albert, Storia e legge:
per la critica dello storicismo metodologico, in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Scheda su M. Alicata, Lettere e Taccuini di Regina Coeli, in
«Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su Bobbio, Voce Democrazia / Dittatura
(Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su
Bohler, Philosophische Hermeneutik und hermeneutische Methode, in «Bollettino
del Centro di studi vichiani», Scheda su G. P. Caprettini, Voce Allegoria
(Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su
E. Leach, Voce Anthropos (Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Scheda su S. Otto, Die Geschichtsphilosophie Giambattista
Vicos, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su K. Pomian, Voce
Ciclo (Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del Centro di studi vichiani»,
Scheda su C. Prandi, Voce Credenze (Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del
Centro di studi vichiani», Scheda su M. Riedel, Verstehen oder Erklären? Zur
Theorie und Geschichte der hermeneutischen Wissenschaften, in «Bollettino del
Centro di studi vichiani», Scheda su A. Salsano, Voce Enciclopedia
(Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Nota del
curatore, in Federazione salernitana del PCI, Per i Settantacinque anni di
Francesco C., prefazione di A. Alinovi, Salerno, Boccia, Bloch: l’utopia della
realizzazione dell’“humanum”, in «Critica marxista», Recensione di G. Vico,
Liber metaphysicus Risposte, ed. tedesca, S. Otto, H. Viechtbauer (hrsg.),
Transzendentale Einsicht und Theorie der Geschichte. Überlegungen zu G. Vicos
“Liber metaphysicus”, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su
M. Jay, L’immaginazione dialettica. Storia della Scuola di Francoforte e
dell’Istituto per le ricerche sociali, in «Bollettino del Centro di studi
vichiani», Scheda su S. Otto, Die transzendentalphilosophische Relevanz des
Axioms “verum et factum convertuntur”. Überlegungen zu G. Vicos “Liber
metaphysicus”, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su S. Otto,
Faktizität und Transzendentalität der Geschichte. Die Aktualität der
Geschichtsphilosophie G. Vicos im Blick auf Kant und Hegel, in «Bollettino del
Centro di studi vichiani», Scheda su S. Otto, Geistesgeschichte zwischen
Philosophie und Feuilleton, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Sentimento metafisico e infelicità della
ragione (a proposito di Metafisica di A. Masullo), in «Critica marxista»,
Materiali su “Vico in Germania” (in collab. con G. Cantillo), in «Bollettino
del Centro di studi vichiani», Scheda su G. Conte (a cura di), Metafora, in
«Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su M. Ciliberto, Come
lavorava Gramsci, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su A. Di
Nola, Voce Origini (Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino del Centro di studi
vichiani», Scheda su Eco, Voce Metafora (Enciclopedia Einaudi), in «Bollettino
del Centro di studi vichiani», Scheda su S. Natoli, Soggetto e Fondamento.
Studi su Aristotele e Cartesio, in «Bollettino del Centro di studi vichiani»,
Scheda su S. Otto, Materialen zur Theorie der Geistesgeschichte, in «Bollettino
del Centro di studi vichiani», Difettività e fondamento: un convegno in memoria
di Pietro Piovani, in «Discorsi», Los Orígenes del fascismo en Italia.
Revolución y reacción, Universidad Central de Venezuela, Caracas, Publicaciones
de la Escuela de Historia, Recensione di S. Merli, Il “Partito nuovo” di Lelio
Basso, in «Il Pensiero politico»,
Riedel, L’Universalità della scienza europea e il primato della
filosofia, trad. it. e cura di G. C., Napoli, ESI, Introduzione a M. Riedel,
L’Universalità della scienza europea e il primato della filosofia, Napoli, ESI,
Vico e Kant nella filosofia di Ottavio Colecchi, in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Dilthey e il Rinascimento, in «Annali della Facoltà di Lettere
e Filosofia dell’Università di Napoli», L’“utopia liberale” di B. Croce, in A.
Bruno (a cura di), Benedetto Croce. Trent‘anni dopo, Roma-Bari, Laterza,
L’“utopia liberale” di B. Croce: un contributo alla discussione su etica e
politica nella crisi del mondo contemporaneo [ed. ampliata del numero
precedente], in «Discorsi», IDilthey e la storiografia tedesca dell’Ottocento,
in «Studi Storici», Le Speranze tradite di Karola ed Ernst (a proposito di K.
Bloch, Memorie dalla mia vita), in «Rinascita», XL, Scheda su B. De Giovanni,
La “Teologia civile” di Vico, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», La
norma come “misura”: gnoseologia, etica e storia nella filosofia di Pietro
Piovani, in A. Masullo (a cura di), Difettività e fondamento, Napoli, Guida,
1Marxismo e utopia neqli anni venti: Bloch e Lukács, in Aa.Vv., L’Utopia,
Messina, ed. G.B.M., La “speranza” della storia. Note in margine a un libro
sullo storicismo Politico in “Paradigmi”, Ortega y Gasset e Dilthey, in L.
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Monnier, Riflessioni “inattuali” su Francesco De Sanctis, in «Rassegna storica
salernitana», Note sulla recezione di G. Bruno nella filosofia italiana della
seconda metà dell’Ottocento, in «Atti dell’Accademia di Scienze morali e
politiche» di Napoli, Nichilismo attivo, storicità, futuro nella filosofia di
Pietro Piovani, in «Giornale critico della filosofia italiana», “Neue Sozialgeschichte”
e teoria della storia, in «Studi storici», La recezione italiana della
Existenzphilosophie nel dopoquerra: problemi interpretativi e significati
etico-politici, in «Atti dell’Accademia di Scienze morali e politiche» di
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«Rassegna storica salernitana», Recensione di G. Acocella, L. Mascilli
Migliorini, C. Franco, A. Aurigemma, De Sanctis e l’Irpinia, introduzione di F.
Tessitore, Di Mauro, 1983, in «Rassegna storica salernitana», Un protagonista
dell’opposizione socialista. Per l’unità delle forze democratiche, in «Dossier
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Dilthey e la storiografia tedesca dell’Ottocento, in G. C., G. Cantillo (a cura
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come scienza, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Introduzione (in
collab. con G. Cantillo) a Wilhelm Dilthey. Critica della metafisica e ragione
storica, Bologna, Il Mulino, Introduzione (in collab. con G. Amarante) a F. C.,
Per l’unità dei lavoratori. Raccolta di scritti e discorsi, Salerno, Boccia, C.,
F. Lomonaco (a cura di), Karl Marx 1883-1983, Napoli, Guida, Il Marx di
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Labriola, in «Bollettino della Società filosofica italiana», Scheda su G.
Cotroneo, Vico in Sicilia: Benedetto Castiglia e le “Scienze dell’umanità”, in
«Bollettino del Centro di studi vichiani», Scheda su S. Otto, Rekonstruktion
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«Bollettino del Centro di studi vichiani», Presentazione (in collab. con G.
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Lomonaco (a cura di), Karl Marx 1883- 1983, Napoli, Guida, 1986, pp. Centro
storico: ritrovarsi per riparlarne, in «La Gazzetta di Salerno», Lezioni e
battaglie di Pasquale Villari, in Aa.Vv., Napoli tra idealismo e positivismo,
suppl. a «Itinerario», Un convegno su Labriola in Germania, in «Studi storici»,
La recezione italiana della Existenzphilosophie, in K.-E. Lösse (hrsg.),
Wissenschaftstradition und Nachkriegsgeschichte in Italien und Deutschland,
Düsseldorf, Schwann, Crisi della storiografia storicistica e “bisogno” di
Kulturgeschichte: il caso Lamprecht, in Aa.Vv., Le storie e la storia della
cultura, Napoli, Morano, Crisi dello storicismo e bisogno di Kulturgeschichte:
il caso Lamprecht, in «Archivio di storia della cultura», Vittorio Imbriani
filosofo (in collab. con A. Giugliano), in «Atti dell’Accademia di Scienze
morali e politiche», Il problema della storia alle origini del neoidealismo
italiano, in P. Di Giovanni (a cura di), Il neoidealismo italiano, Roma-Bari,
Laterza, Labriola et le débat sur la crise du marxisme, in G. Labica, J. Texier
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maestro e la sua città, in C. Coppola (a cura di), Esegesi e grammatica.
Raccolta di scritti e testimonianze, Salerno, Laveglia, L’autocritica della
storia, in «Rinascita», Recensione a N.
Badaloni, Introduzione a Vico, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Presentazione
di C. Manzi, Giacomo Leopardi e i canti napoletani, Salerno; Con Vico, oltre
Vico, in «Il Mattino», Per l’impoliticità della cultura, in «Il Domani», La
rivoluzione dell’individuo etico, in «Il Mattino», C. (a cura di), Figure
dell’Utopia. Saggi su Ernst Bloch, Avellino, F. Redi, I modelli teorici della
storiografia italiana dal 1945 al 1980, in «Archivio di storia della cultura»,
Vico e il vichismo negli “Scandagli critici” di Pietro Piovani, in «Bollettino
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confronto Dilthey-Rickert, in M. Signore (a cura di), Rickert tra storicismo e
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Avellino, F. Redi, Recensione dell’“Annuario” Liceo “Tasso” di Salerno, in
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Figure dell’Utopia. Saggi su Ernst Bloch, Avellino, F. Redi, Il futuro del
Passato. In ricordo di A. Omodeo, in «Il Mattino», L’idealismo realistico di
Lotze (a proposito di H. Lotze, Microcosmo, Torino, POMBA), in «Il Mattino»,
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Cultura, società, potere. Studi in onore di Giuseppe Giarrizzo, Napoli, Morano,
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incompiuto, in «Il Giornale di Napoli», La civiltà del potere, in «Il Mattino»,
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Piovani, Napoli, Morano, Il concetto di “empiria” nell’Historismus: Droysen e
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Ponte alle Grazie, Il fondamento dell’intersoggettività tra Dilthey e Husserl,
in A. Masullo, C. Senofonte (a cura di), Razionalità fenomenologica e destino
della filosofia, Genova, Marietti, La sinistra socialista. Meridionalismo e
politica unitaria nel PSI attraverso l’opera e l’azione di Luigi C., in G.
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studio in onore di Francesco De Martino, Firenze, “Istituto Socialista di Studi
Storici”, Socialismo, meridionalismo e unità della sinistra nell’azione di
Luigi C., in «Rassegna storica salernitana», Il concetto di “Empiria” tra
Droysen e Dilthey, in «Atti della Accademia Pontaniana», Il concetto politico-filosofico di interesse
in Marx, in Aa.Vv., Ethos e Cultura, Studi in onore di Ezio Riondato, Padova,
Antenore, Crisi delle ideologie e nuove forme politiche nel mondo
contemporaneo: principio di democrazia e socialismo possibile, in «Prospettive
Settanta», Laicismo, modernità e “Centesimus Annus”, in «Prospettive
Settanta», Il concetto di vita in Croce,
in «Criterio»,Per aprire il discorso. Note sulla recente traduzione tedesca
della “Scienza nuova”, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Il rifiuto
“politico” di questa guerra, in «Enne», Le opzioni dell’area riformista
salernitana, in «La Piazza», Recensione di B. De Giovanni, Dopo il Comunismo,
Napoli, in «Enne», IRecensione di A. Musi (a cura di), Dimenticare Croce? Studi
e orientamenti di Storia del Mezzogiorno, Napoli, «Rassegna storica
salernitana”, Recensione di A. Menna, Il banco e la cattedra, Salerno, De Luca,
in «Rassegna Storica salernitana»,
Recensione di J.M. Sevilla Fernández, G. Vico: metafísica de la mente y
historicismo antropológico, Sevilla, Servicio de Publicaciones de la
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Quaderni per una morale di Sartre), in «Il Giornale di Napoli», Quale stile di
vita?, in «Il Giornale di Napoli», Oltre
la fine del leninismo, in «Il Giornale di Napoli», La filosofia
dell’individualità (a proposito di W.V. Humboldt), in «Il Giornale di Napoli»,
Alle origini della vita, tra miti e simboli, in «Il Giornale di Napoli», Il
tempo della vitalità, in «Il Giornale di Napoli», Quei valori da non smarrire.
A proposito del bene comune in ogni momento della storia, in «Il Giornale di
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Guida), in «Il Mattino», I “principi” della Kulturgeschichte, in «Archivio di
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ed Esistenzialismo. Considerazioni su Banfi e Paci (in collab. con G.
Cantillo), in Aa.Vv., I progressi della filosofia nell’Italia del Novecento,
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überlieferten Paradigmen der Theorie der Geschichte, in Aa.Vv.,
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Universalgeschichte und vergleichenden Gesellschaftsforschung), Karl Lamprecht
und die “Kulturgeschichte”, in «Geschichte und Gegenwart», “Historismus” e
mondo moderno: Dilthey e Troeltsch, in «Giornale critico della Filosofia
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Gramsci teorico etico-politico, anche in «Archivio sardo del movimento operaio
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nel centenario della nascita di Gramsci, Storia e teoria dello storicismo, in
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Giornale di Napoli», Un esempio di coraggio (a proposito di Nicola Fiore), in
«Il Giornale di Napoli», A confronto con i valori del passato, in «Il Giornale
di Napoli», Quale ideale di emancipazione, in «Il Giornale di Napoli», In viaggio da settant’anni (Festa di
compleanno per Mario Carotenuto), in «Il Giornale di Napoli», Le strade per
l’unità della sinistra, in «Il Giornale di Napoli», Il paesaggio come risorsa,
in «Il Giornale di Napoli», Il
comportamento dei singoli (lettera aperta a Norberto Bobbio), in «Il Giornale
di Napoli», Quella parabola della neutralità (a proposito del libro di G.
Nuzzo, A Napoli nel tardo Settecento), in «Il Giornale di Napoli», Se si
superano i separatismi, in «Il Giornale di Napoli», Sul mare del tempo, in «Il
Giornale di Napoli», Questione morale, in «La Repubblica» (ed. di Napoli), La cultura
e l’economia meridionale nella integrazione europea, in «Nadir», La libera
filosofia di Abbagnano, in «La Repubblica» (ed. di Napoli), Storicismo
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meridionale nell’integrazione europea, in «Diritto allo studio», Profilo di
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(in collab. con Cantillo), in «Bollettino del Centro di studi vichiani», La
cultura e l’economia meridionale nella integrazione europea, in «Nadir»,
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(hrsg.), Verum et Factum. Bei- 45 träge zur Geistesgeschichte und Philosophie
der Renaissance zum 60, München, Geburtstag von Stephan Otto, Lamprecht und die
“Kulturgeschichte” im Rahmen des Nachdenkens über die überlieferten Paradigmen
der Theorie der Geschichte, in Gerald Diesener (hrsg.), Karl Lamprecht
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Riuniti, Terra. Il Punto di vista filosofico, in «Fridericiana», Karl Lamprecht
an den Ursprüngen der Sozialgeschichte, in «Geschichte und Gegenwart», Pensare
l’Europa nell’epoca dell’universalismo dei diritti umani, in «Prospettive
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Sartre, Genova, Marietti, Introduzione (in collab. con G. Cantillo) a Aa.Vv.,
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Internazionale. Napoli), Napoli, Bibliopolis, Emozioni e reazioni, in «Il
Giornale di Napoli», Libertà e sapere, in «Il Giornale di Napoli», Una politica
diversa invecchiata presto, in «Roma», Ma dov’è la Patria?, in «Il Giornale di
Napoli», La libertà possibile, in «Il Giornale di Napoli», Ma la teoria non è
eterna, in «Il Giornale di Napoli», 6 ottobre 1993. 226 – Emozioni della
cultura, in «Il Giornale di Napoli», La
lancia di Odino. Teorie e metodi della scienza storica tra Ottocento e
Novecento, Milano, Guerini, –Storia etico-politica e storia della cultura in
Benedetto Croce, in «Rassegna di Studi Crociani», [pubblicato anche in «Oggi e Domani», Scienza
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la investigación viquiana en la España contemporánea, in «Cuadernos sobre
Vico», L’etica fra storicismo e fenomenologia, in G. Cantillo, R. Viti
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Girolamo Cotroneo, Messina, Perna, Profilo di Michelangelo Schipa, in P. Macry,
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nella cultura europea, Roma-Bari, Laterza,
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dello Spinoza di Rensi), in «Il Giornale di Napoli», Incontri della mente, in
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Mattino», Napoli e il “futuro” di Vico, in «l’Unità», Spengler e Troeltsch,
tramonto a due voci, in «Il Mattino», I
contrasti di una città che cresce, in «La Voce» (ed. Campania), Democrazia e informazione, Acerra, Metis, C.,
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sociologia, Napoli, Morano, La qualità della vita: il punto di vista
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dimenzija talijanskog kriticko-problematskog historicizma, in «Filozofska
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filosofia dell’uomo, atti del convegno in memoria di N. Abbagnano, Salerno,
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nuovo meridionalismo, in «Mezzogiorno Italia», Arte, scienza, cultura, storia:
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dimenticata, in «Mezzogiorno Italia», Prefazione a E. Iarrusso, Quale sindaco
per la seconda repubblica, Benevento, Kat edizioni, Avvertenza (in collab. con
G. Cantillo) a Una filosofia dell’uomo, atti del convegno in memoria di N.
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nell’indagine di Tessitore, in “Il Mattino”, All’“Internazionale” il magico
mondo dell’Islam, in «Il Mezzogiorno», Povero Socialismo, in «Cronache del Mezzogiorno»,
Cassirer interprete di Kant, in «Atti dell’Accademia di scienze morali e
politiche» di Napoli, Labriola: da un secolo all’altro, in L. Punzo (a cura
di), Antonio Labriola filosofo e politico, Milano, Guerini, Meridione/ Modernità/
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nuova. Rassegna internazionale di arte contemporanea, Salerno, Kreis, Die
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Temporalità e storicità nello Historismus di Wilhelm Dilthey, in P. Venditti (a
cura di) Filosofia e storia. Studi in onore di P. Salvucci, Urbino,
Quattroventi, Kant, Dilthey e il problema della religione, in N. Pirillo (a
cura di), Kant e la filosofia della religione, Brescia, Morcelliana,
Presentazione di A. Montano, Storia e convenzione. Vico contra Hobbes, Napoli,
La città del sole, Introduzione [in collab. con G. Cantillo] a E. Troeltsch,
Spengler e la cultura di Weimar, numero monografico di «Diritto e Cultura»,
Quando Croce incontrò Hegel. Alle origini della dialettica, in «Il Giornale di
Napoli», Le ceneri di Gramsci, in «Il Giornale di Napoli», Solo l’etica potrà
salvarci, in «Il Mattino», Il Punto. Speciale elezioni, in «La Città»,
Quotidiano di Napoli, L’errore delle candidature, in «La Città», Quotidiano di
Salerno, «Lo Sciacallo». Al telefono con
uno sconosciuto, in «La Città», 24 maggio 1996. 286 – Renzo De Felice. La
fatica dietro ogni pagina, in «La Città», Nicolini o della poliedricità, in «La
Città», Amendola contro la babele dei liberalismi, in «La Città», Vico e i
codici della ragione, in «La Città», A rischio l’equilibrio tra i poteri, in
«La Città», La sinistra illiberale vinta dalla Coca Cola, in «La Città», Il
mercato e la “ragionevolezza” della fame, in «La Città», La democrazia dei
decimali, in «La Città», La solida incertezza della ragione contro le
“prigioni” della memoria, in «La Città», Le gabbie etiche dello sviluppo, in
«La Città», Smitizziamo la memoria
storica, in «La Città», Come è miope il tatticismo dell’Ulivo, in «La Città»,
Un caso di colpa oggettiva, in «La Città», Bassolino e un’esperienza da
esportare, in «La Città», La speranza “sopportabile”, in «La Città», Chi paga
il conto dello sviluppo, in «La Città», Enrico e la buona ideologia, in «La
Città», Il pianto e le scelte di sviluppo, in «La Città»,C., G. Cantillo, G.
Lissa (a cura di), Lo storicismo e la sua storia. Temi, problemi, prospettive,
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problematischenkritischen Historismus in Italien, in G. Scholtz (hrsg.),
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Berlin, Akademie Verlag, Storia e tempo storico in Marx, in G. C., Cantillo, G.
Lissa (a cura di), Lo storicismo e la sua storia. Temi, problemi, prospettive,
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della “filosofia civile” italiana, in G. C., G. Cantillo, G. Lissa, Lo
storicismo e la sua storia. Temi, problemi, prospettive, Milano, Guerini e
Associati, La concezione del tempo storico nello Historismus (in collab. con G.
Cantillo), in G. Casertano (a cura di), Il concetto di tempo, Atti del XXXII
congresso della SFI, Napoli, Loffredo, Profilo di Michelangelo Schipa, in
«Archivio Storico per le Province Napoletane», Il marxismo come Weltanschauung:
tra ideologia e storicità critica, in F. Tadeo (a cura di), Ragione e storia.
Studi in memoria di Giuseppe Semerari, Fasano, Schena editore, Il positivismo e
la storia, in L. Malusa (a cura di), I filosofi e la genesi della coscienza
culturale della “nuova Italia” (1799-1900), Napoli, Istituto italiano per gli
studi filosofici, Ricordo di Giorgio Tagliacozzo, in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Vico e la filosofia pratica, in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Vico antimoderno? (in collab. con S. Caianiello), in
«Bollettino del Centro di studi vichiani», Alcuni “storicisti” tra “devoti” e
“iconoclasti” vichiani (in collab. con F. Tessitore), in «Bollettino del Centro
di studi vichiani», La storia della Chiesa tra persuasione e coercizione, in
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«Bollettino del Centro di studi vichiani», Recensione di P. Cristofolini,
Scienza Nuova. Introduzione alla lettura, Firenze, La Nuova Italia Scientifica,
Cristofolini, Vico et l’histoire, Paris, P.U.F., in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Recensione di C. Castellani, Dalla cronologia alla metafisica
della mente. Saggio su Vico, Bologna, Il Mulino, «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Recensione di «Cuadernos sobre Vico», «Bollettino del Centro
di studi vichiani», Introduzione a G. C., A. Stile (a cura di), L’edizione
critica di Vico: bilanci e prospettive, Napoli, Guida, Introduzione (in collab.
con G. Cantillo e G. Lissa) a G. C., G. Cantillo, G. Lissa (a cura di), Lo
storicismo e la sua storia. Temi, problemi, prospettive, Milano, Guerini e
Associati, Presentazione di F. C., Floriano Del Zio. Patriota, filosofo,
deputato e senatore del Regno, Melfi, Mediacom, Premessa (in collab. con M.
Martirano ed E. Massimilla) a G. C., M. Martirano, E. Massimilla (a cura di), Filosofia
e storia della cultura. Studi in onore di Fulvio Tessitore, Napoli, Morano,
Tanti auguri a Bossi da Jerome Cristian, in «La Città», Luzi: poeta, storico e
filosofo, in «La Città», Scuola senza falsi egualitarismi, in «La Città»,
Filosofi tra la vita e la morte, in «La Città», Perdono, condanna e vacui
moralisti, in «La Città», La calma inquieta del sapere. La vita e la storia:
Giuseppe Cantillo interprete di Hegel, in «La Città», Confronto tra pochi
intimi. Cultura assente, in «La Città», Il doppiofondo del secolo breve, in «La
Città», Politici smemorati dal “core ‘ngrato”, in «La Città»,
Dall’intellettuale organico al “filosofo democratico”, in «La Città», Wojtyla imbavaglia la cultura, in «La Città»,
L’embrione e l’etica condivisibile, in «La Città», Salerno e l’etica
contemporanea, in «Cronache del Mezzogiorno», La traccia storica della città
borghese, in «La Città», Chiedi al “chierico” lealtà civile, in «La Città», Nel
nome del Papa-re, in «La Città», Va’ dove ti porta il senso comune, in «La Città»,
Incenso di regime sul dialogo ecumenico, in «La Città», De Luca liberale?
Macché..., in «La Città», Quell’Europa senza volto che batte moneta, in «La
Città», Quelle domande cruciali sui principi dell’agire, in «La Città», La
prospettiva dell’utopia. Gramsci tra etica e politica, in «La Città», Il conte
Yorck nella Salerno senza memoria, in «La Città», Senza retorica né rimozioni.
Una mostra sull’antifascismo nel segno di Giovanni Amendola, in «La Città», Ma
l’abito “dalemiano” non si addice a Gramsci, in «La Città», Mediterraneo, rotta
della tolleranza, in «La Città», Un fiume carsico bagna la politica, in «La
Città», Liberalizzare contro il marcio (a proposito di aborti clandestini), in
«La Città», Se la ricchezza non fa la felicità, in «La Città», Ricordando
Giacumbi, in «La Città», De Luca ha fatto bene ad aprire il palazzo, in «La
Città», L’eroe il prete e poi?, in «La Città», Vico? Meglio una suite di lusso,
in «La Città», Le contraddizioni di un “liberatore”, in «La Città», Non c’è più
rispetto per il popolo tifoso, in «La Città», Stupidità formato europeo, in «La
Città», I camerati e il boia Hess, in «La Città», Solo silenzi e
improvvisazione, in «La Città», Wojtyla
un grande pontefice, in «La Città»,
Napoli, l’hegelismo e la filosofia civile, in «Corriere del
Mezzogiorno», Intellettuali, liberatevi della società spettacolo, in «Corriere
del Mezzogiorno», Berlino la “rossa”, in «La Città», La Berlino delle piazze,
in «La Città», Filosofi a confronto nel nome di Valitutti, in «La Città», La
“Cosa 2” non sia il comitato di De Luca, in «La Città», Berlino, oltre il muro,
in «La Città», 5 oBerlino, storia senza “lezioni”, in «La Città», La civiltà
delle “illusioni”, in «La Città», Staatsbibliothek, miracolo tedesco, in «La
Città», Immagini della Germania. Arte da un paese diviso, in «La Città», Bohème
e dittatura DDR. Ribelli nel segno dell’arte, in «La Città», I politici? Ultimi
in classifica, in «La Città», La filosofia del lavoro e le riflessioni di Vico,
in «Corriere del Mezzogiorno», Amarcord Brandeburgo. Pennellate sulla memoria,
in «La Città», Fantasmi comunisti nella “metafisica” Halle, in «La Città», Con
la collaborazione di tutti si può stroncare il fenomeno, in «La Città», Bravo,
ma dopo di lui?, in «Corriere del Mezzogiorno», Che saggio quel clown! Fo,
profeta fuori patria, in «La Città»,
Mezzogiorno e politica. La lezione di Machiavelli, in «Corriere del
Mezzogiorno», Lipsia, gli ultimi venti e la rivoluzione, in «La Città», Salerno
raccontata via etere, in «La Città», Così lontani così vicini. Miopi verso
l’Europa, in «La Città», Il nipote di Heidegger, in «La Città», Le ragioni del
compromesso, in «La Città», Dresda, l’arte è servita, in «La Città», Siamo più
poveri. Gravi le colpe, in «La Città», Lettere di viaggiatori tedeschi da Salerno
e dintorni, in «La Provincia di Salerno», La quercia di Goethe. Note di viaggio
dalla Germania, introduzione di P. Chiarini, Soveria Mannelli, Rubbettino, Voce
Storicismo, in N. Abbagnano, Dizionario di Filosofia, terza edizione, Torino, Pomba,
Voce Storiografia, in N. Abbagnano, Dizionario di Filosofia, terza edizione,
Torino, Pomba, Die Tradition des problematisch-kritischen Historismus im Rahmen
der italienischen philosophischen Kultur der zweiten Hälfte des 20
Jahrhunderts, in «Geschichte und Gegenwart», Bio-Bibliographie von Tessitore,
in F. Tessitore, Wilhelm von Humboldt und der Historismus, Nürnberg, Seubert
Verlag, Dilthey e Cassirer interpreti del Rinascimento, in «Rinascimento», Gli
studi su Vico fuori d’Italia nelle ricerche del “Centro di Studi vichiani”, in
F. Fanizza, M. Signore (a cura di), Filosofia in dialogo. Scritti in onore di
Antimo Negri, Roma, Pellicani Editore, Bloch su Feuerbach, in W. Jaeschke, F.
Tomasoni (a cura di), Ludwig Feuerbach und die Geschichte der Philosophie,
Berlin, Akademie Verlag, Düsseldorf: la partecipazione dell’Ateneo fridericiano
alle giornate di cultura italiane, in «Notiziario», Università degli Studi di
Napoli Federico II, Filosofia e storia a Napoli nel ’900, in «Notiziario»,
Università degli Studi di Napoli Federico II, Ethik und Geschichtsphilosophie
im kritischen Historismus, in D. Losurdo (hrsg.), Geschichtsphilosophie und
Ethik, Frankfurt a. M., Peter Lang Verlag, La hermenéutica de Vico entre
filosofía y filología, in «Intersticios. Filosofía, Arte, Religión»,
Universidad Intercontinental de México, Hegel e la religione
nell’interpretazione di Dilthey, in R. Bonito Oliva, G. Cantillo (a cura di),
Fede e Sapere. La genesi del pensiero del giovane Hegel, Milano, Guerini e
Associati, Genovesi economista e riformatore, in «Rassegna storica
salernitana», Le fait e la fiction. Storicità e vita nel pensiero di Bernhard
Groethuysen, in «Rivista di storia della filosofia», Filosofia della pratica e
filosofia pratica in Croce, in P. Bonetti (a cura di), Per conoscere Croce,
Napoli, ESI, Nuovi itinerari per la storia della cultura, presentazione di A.
Giugliano, La storia della cultura fra Gothein e Lamprecht, Soveria Mannelli,
Rubbettino, Un “intermezzo” vichiano sul concetto di cittadinanza, introduzione
a G. Cordini, Studi giuridici in tema di cittadinanza, Napoli, Metis, Vita,
coscienza storica e visioni del mondo, prefazione a W. Dilthey, La dottrina
delle visioni del mondo, Napoli, Guida, Senza tetto al di là del muro, in «La
Città», L’onda d’urto del revisionismo lato “inedito” della Resistenza, in «La
Città», Gli occhi dei bambini e la topografia del terrore, in «La Città»,
Scongiuro granata in salsa partenopea, in «La Città», La scuola napoletana
rilegge Hegel, in «Corriere del Mezzogiorno», Una birra al tavolo della
filosofia, in «La Città», L’altra faccia di Spencer Tracy, in «Corriere del
Mezzogiorno», La quercia di Goethe sulle ceneri di Buchenwald, in «La Città»,
Così il modello americano ha stregato Amburgo e Brema, in «La Città», Noi
cittadini in ospedale, in «Corriere del Mezzogiorno», Millennium. Chimere e
paure, in «La Città», Vico e la cultura francese. Modernità di un rapporto, in
«Corriere del Mezzogiorno», Vico, la storia nel castello, in «La Città», Editoria, la fabbrica dei casi, in «La
Città», La filosofia e i “nipotini” di Kant, in «La Città», La Berlino di
Brecht e di Mann, in «La Città», I grovigli positivistici. Errico De Marinis
tra politica e sociologia, in «La Città», Bene il decisionismo. Ma la
progettualità?, in «La Città», Berlino espressionista, in «La Città», Le
tentazioni del leaderismo, in «Corriere del Mezzogiorno», Il decalogo neo-liberale di De Luca, in
«Corriere del Mezzogiorno», Intellettuali dove siete finiti?, in «La Città»,Gli
artigli dell’editoria minore, in «La Città», È morto Menna, il patriarca della
“grande Salerno”, in «Corriere del Mezzogiorno”, Il sol levante riscoperto.
Altri studi di storia orientale, in «La Città», Razzismo off limits, in «La
Città», L’aberrazione della sproporzione tra il reato e la condanna, in «La
Città», Tributo “di piazza” per Valitutti, in «La Città», L’urlo impegnato
della politica, in «La Città», Bruno dalle censure al futuro, in «La Città»,
Giordano Bruno sopravvalutato?, in «Corriere del Mezzogiorno», La risorsa che
ignoravamo, in «Corriere del Mezzogiorno», La forza? A Partenope. La Napoli
degli intellettuali liberi, in «La Città»,
Il Novecento a Napoli. Modernità e arcaismo, in «Il Corriere del
Mezzogiorno», Nella città senza memoria, in «La Città», Cassandra abitava a
Sarno, in «La Città», La linea di ‘frontiera’ della scienza politica, in «La
Città», Centocinquanta saggi per festeggiare Tessitore, in «Corriere del
Mezzogiorno», Le ali blu e gli squarci rossi della storia, in «La Città», Sarno
protesta. La politica frana, in «Corriere del Mezzogiorno», Il contenitore
amorfo dell’estate, in «Corriere del Mezzogiorno», La politica dei re nudi, in
«Corriere del Mezzogiorno», Ma il
Novecento non è solo scontro tra totalitarismi, in «Il Mattino», Il viaggio di
Bodei nell’identità nazionale, in «La Città», Autodafé oltre il luogo comune,
in «La Città», Il barone assediato. Meridione e latifondo nell’era dei Borbone,
in «La Città», Un’etica per la bioetica, in «Corriere del Mezzogiorno», Il PCI secondo Galasso. Viaggio fino alla
Quercia, in «Corriere del Mezzogiorno», Quel “Manifesto” vecchio di 150 anni è
ancora vivo nel dibattito attuale, in «Corriere del Mezzogiorno», 1799: ecco il
boom degli ideali, in «La Città», L’Occidente che non ama il dissenso, in
«Corriere del Mezzogiorno», Condannati
dai numeri al ruolo di fanalino di coda, in «La Città», Metafisica. Appunti dalle lezioni, Napoli,
E.DI.SU., Giordano Bruno, Napoli, Metis, C., V. Gessa Kurotschka, H. Poser, M.
Sanna (a cura di), La filosofia pratica tra metafisica e antropologia nell’età
di Wolff e Vico, Napoli, Guida, Etica esistenziale e filosofia pratica in
Nicola Abbagnano, in M. Delpino, P. Riceputi (a cura di), Nicola Abbagnano.
L’uomo e il filosofo, S. Margherita Ligure, Edizioni Tigullio, La dimensione
civile, in M. Delpino, P. Riceputi (a cura di), Nicola Abbagnano. L’uomo e il
filosofo, S. Margherita Ligure, Edizioni Tigullio, Il Positivismo e la storia,
in A. Coco (a cura di), Le passioni dello storico. Studi in onore di Giuseppe
Giarrizzo, Catania-Roma, Edizioni del Prisma, Bloch, il male, l’utopia, in P.
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salernitano, in «Cronache del Mezzogiorno», A lezione di diritti umani, in «La
Città», Il Referendum non ci salverà, in «Corriere del Mezzogiorno», Camorrista. Un insulto senza limiti, in
«Corriere del Mezzogiorno», Un impegno collettivo, in «La Città», “Napoli
capitale” secondo Galasso, una lezione sulla contemporaneità della storia, in
«Corriere del Mezzogiorno», La rivoluzione attiva del Sud, in «La Città»,Quegli
oscuri conflitti della fede, in «La Città», “La mia Napoli”, autobiografia
intellettuale tra ricordi e pensieri, in «Corriere del Mezzogiorno», Salernitani per la Liberazione, in «La
Città», Troppe analisi “nordiste”, in «Corriere del Mezzogiorno», Colpevole
tolleranza, in «Corriere del Mezzogiorno», L’impolitico della democrazia, in
«La Città», La plebe inesistente di Salerno, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Salerno saluta Kristeller, in «La Città»,
Incontri ravvicinati con cultura, letteratura e politica del Sud
America, in «Corriere del Mezzogiorno», Cari esangui cultori nichilisti, lo
storicismo napoletano è vivo e invidiato, in «Corriere del Mezzogiorno», Quel
popolo in bilico tra ragione e sentimento, in «La Città», Lo storicismo messo
alla gogna, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Dopo l’urbanistica un sintomo di svolta, in «La Città», Non siamo un’isola felice, in «La Città»,
Tattiche e passioni del burocrate illuminato, in «La Città», Salerno e il
destino dei numeri, in «Corriere del Mezzogiorno», Una terza via tra ottimismo
e pessimismo, in «La Città», L’etica dello storicismo, Lecce, Milella edizione,
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commento della Repubblica platonica, «Rivista di storia della filosofia»,
Mediterraneo tra geopolitica e filosofia, in «L’Acropoli», La sinistra tra
omologazione culturale e frammentazione partitica, in «Ora Locale», Alfonso
Menna. Un secolo di storia salernitana, in «L’Agenda di Salerno e Provincia»,
Salerno fra anni Ottanta e Novanta. Ascesa e crollo di un sistema di potere, in
«L’Agenda di Salerno e Provincia», Brigantaggio. Vecchi e nuovi itinerari
interpretativi, in «Rassegna Storica Irpina», Storie di vita e storie reali ne
L’ombra della sera di Mario Postiglione, in «Rassegna Storica Salernitana»,
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ricordo di G. Tagliacozzo, presentazione di F. Ratto (a cura di), Il mondo di
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storica in Dilthey, Soveria Mannelli, Rubbettino, De Luca, ammuffita è la politica,
in «Corriere del Mezzogiorno»,
Referendum sul lavoro. È vero, il Far West già c’è, ma non si batte con
un sì, in «Corriere del Mezzogiorno», Referendum e Mezzogiorno. Pagano i
sindacati, in «Salerno 2000», Una grande testa poggiata su un gracile corpo, in
«Salerno 2000», Bassolino e De Luca senza ricambio di classe dirigente, in
«Salerno 2000», Maffettone, la filosofia del nuovo millennio punta sul “valore
della vita”, in «Corriere del Mezzogiorno», Ma Vyšinskij era un inquisitore
senza controlli, in «Il Mattino», ed. di Salerno, La sinistra e l’unità
smarrita, in «Corriere del Mezzogiorno», Le ragioni del cuore e quelle dei
diessini (in collab. con A. Piscopo), in «La Città», Il patrimonio del cinema
muto, in «La Città», Fatima, “bagliore” che brucia secoli di laicismo, in
«Corriere del Mezzogiorno», In ricordo di Achille Mango, in «Cronache del
Mezzogiorno», Sfida di un giornale, in «La Città», Moscati intellettuale vero,
in «La Città», Gerratana, un rosso sotto il sole di Vietri, in «La Città», Galasso.
Storicismo e dintorni, in «Corriere del Mezzogiorno», Insigne riformista al
servizio del paese, in «La Città», Cosa resta della festa, in «La Città», I
salernitani alla riscossa, in «Corriere del Mezzogiorno», Gabelli e l’identità
italiana: biografia di un originale positivista, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Racinaro “rilegge” il diritto penale: una denuncia della crisi della giustizia,
in «Corriere del Mezzogiorno», Quando si spia dalla serratura, in «La Città», I
ceti nobiliari dell’antica Salerno in un volume, in «La Città», Franchini, un
crociano che trovò la sua autonomia, in «Corriere del Mezzogiorno», C., P.
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tradizione liberale italiana, in «L’Agenda di Salerno e provincia», La fine del
comunismo nella “filosofia” di Occhetto, in «Corriere del Mezzogiorno», E ora
basta esagerazioni, in «La Città», Vecchi principi del foro e nuovi rampolli a
confronto, in «La Città», Tra Cassandre e novelli manager della cultura, in
«Corriere del Mezzogiorno», Sinergie positive per sfruttare le risorse, in «La
Città», Caro Masullo, torna in campo, in «Corriere del Mezzogiorno», Gerratana,
lo storico del marxismo che ancora adesso può far riflettere la sinistra, in
«Corriere del Mezzogiorno», Salzano, non citarmi. Esigo più rispetto per la mia
coerenza, in «Corriere del Mezzogiorno», Omaggio a Valentino Gerratana, in
«L’agenda di Salerno e provincia», La sinistra e De Luca, in «La Città», Uno
storico con le stellette racconta il dramma dell’emigrazione, in «Corriere del
Mezzogiorno», La “Isla” felice della cultura ispanica, in «La Città», Quel
busto trafugato e l’indifferenza della città per la sua memoria, in «Corriere
del Mezzogiorno», DS oltre il risentimento, in «Corriere del Mezzogiorno», Caro
Musi…, in «Corriere del Mezzogiorno», Ho aderito a quell’appello e non intendo
pentirmi, in «Corriere del Mezzogiorno», I granata e il grande sogno del
filosofo, in «Guida al campionato di calcio 2001-2002», supplemento a «La
Città», L’Agenda festeggia 50 numeri, in «La Città», Globalizzazione, un
processo ambiguo da “addomesticare”, in «Corriere del Mezzogiorno», DS a
congresso, troppe pratiche da basso impero, in «Corriere del Mezzogiorno», Si
scrive divisione, si legge estinzione, in «Il Mattino», Sylos Labini dà giudizi
filosofici discutibili, in «Corriere del Mezzogiorno», Metaphysik, Poesie und
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vogliamo costruire. Non bastano entusiasmo e fedeltà, in «Mezzogiorno Europa», Un
deficit di risposte alle insicurezze, in «Mezzogiorno Europa», Un pesante
deficit di ricerca storica e sociologica, in «Mezzogiorno Europa», Relativo e
sapere del relativo, in «L’Acropoli», Liberalismo filosofico e liberalismo
politico in Valitutti, in G. C., R. Cangiano (a cura di), Per Salvatore
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l’illuminismo tedesco, a cura di G. Magnano San Lio, Soneria Mannelli,
Rubbettino, Io, filosofo, tra giudici giacobini e teste tagliate per sbaglio,
in «Corriere del Mezzogiorno», Vico, un punto di riferimento anche per la
cultura ispanica, in «Corriere del Mezzogiorno», Una vigile e calma memoria, in
«Corriere del Mezzogiorno», Ma l’argentino doveva entrare in campo prima (sul
derby Napoli-Salernitana), in «La Città», Con il patto scompare la sinistra, in
«Corriere del Mezzogiorno», L’effetto Moretti e un partito che continua a farsi
del male, in «Corriere del Mezzogiorno», Storia e politica nel volume di
Amarante, in «La Città», L’etica secondo Croce: una riflessione ancora aperta
nel suo sistema filosofico, in «Corriere del Mezzogiorno», L’uscita dalla
minorità, in «Corriere del Mezzogiorno», Quella storia della costiera raccontata
attraverso i suoi limoni, in «Corriere del Mezzogiorno», Le opere magiche di
Giordano Bruno, riscoperta di un “eroico furore”, in «Corriere del
Mezzogiorno», La transumanza e le ritualità della pastorizia, in «La Città»,
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protesta è generosa, ma non basta, in «Corriere del Mezzogiorno»,
L’intellettuale che sapeva indignarsi, in «Il Mattino», Addio a De Martino, in
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storia della cultura europea del ’900, in «Archivio di storia della cultura»,
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con A. Scocozza) di G. Bellini, Dal Mediterraneo al mare oceano. Saggi tra
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ispaniche e lusitane alla conoscenza di Vico, introduzione a G. C., M.
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padre, in «Cronache del Mezzogiorno», Dall’etologia all’etica. Il cammino di
Lorenz passa anche da Napoli, in «Corriere del Mezzogiorno», Il giorno della
memoria senza riti, in «Il Mattino», ed. di Salerno, 27 gennaio 2004. 764 –
L’indipendenza e le mosche, in «Il Salernitano», Martino e le varianti della
smemoratezza, in «Il Mattino», ed. di Salerno, De Luca, l’autocritica di un
Ulivo in affanno, in «Corriere del Mezzogiorno», Sinistra riformista e
socialista, è ora di ritrovare vera unità (in collab. con E. Ajello e A.
Trione), in «Corriere del Mezzogiorno», Diritti umani, questione non solo
filosofica ma politica, in «Corriere del Mezzogiorno», Quelle lettere a Croce e
a Engels (a proposito del Carteggio Labriola), in «Corriere del Mezzogiorno»,
Amendola: in volume quattro anni di lettere, in «Corriere del Mezzogiorno», Se
l’Ulivo scopre le sue lobby di potere, in «Il Mattino», ed. di Salerno,
Rinascita a S. Lucia, in «L’Articolo Domenica», Io, contribuente prigioniero di
una voce, in «Il Mattino», ed. di Salerno, Il programma della coalizione
priorità assoluta, in «L’Articolo Domenica», Il buonsenso dei cittadini. Quando
gli elettori sono più convinti degli eletti, in «L’Articolo Domenica», Vico e
il corpo: se la genetica attinge alla filosofia, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Programmi condivisi, «L’Articolo Domenica», Cassirer interprete di Kant e altri
saggi, Messina, Siciliano Editore, Filosofia pratica e filosofia civile nel
pensiero di Benedetto Croce, presentazione di F. Tessitore, Soveria Mannelli,
Rubbettino, C., G. Cotroneo, R. Viti Cavaliere, Croce filosofo, 2 voll.,
Soveria Mannelli, Rubbettino, G. C., V. Gessa Kurotschka, E. Nuzzo, M. Sanna,
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Sprache der Geschichte, in J. Trabant (hrsg.), Sprache der Geschichte,
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Identità, pluralismo, universalismo dei diritti, in A. De Simone (a cura di),
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l’idealismo, in P. Di Giovanni (a cura di), Idealismo e anti-idealismo nella
filosofia italiana del Novecento, Milano, Franco Angeli, La cultura storica a
Napoli nella seconda metà dell’Ottocento, in G. Vitolo (a cura di), Storia,
filologia, erudizione nella Napoli dell’Ottocento, Napoli, Guida, Croce: l’idea
di Europa tra crisi e trasformazione, in G. C., G. Cotroneo, R. Viti Cavaliere
(a cura di), Croce filosofo, 2 voll., Soveria Mannelli, Rubbettino, Il concetto
di imputazione in alcuni momenti della filosofia giuridica italiana, in C.
Giarratana, I. Randazzo (a cura di), Seminari di Filosofia Corrado Dollo, I,
Soveria Mannelli, Rubbettino, Il Marx “democratico”, in M. Musto (a cura di),
Sulle tracce di un fantasma. L’opera di Karl Marx tra filologia e filosofia,
Roma, Manifestolibri, Le facoltà della mente “rintuzzata dentro il corpo”, in
G. C., V. Gessa Kurotschka, E. Nuzzo, M. Sanna, A. Scognamiglio (a cura di), Il
corpo e le sue facoltà. Giambattista Vico, «Laboratorio dell’ISPF», Modernità e
filosofia. Per una discussione del rapporto fede ragione, in E. Granito (a cura
di), La fede nella ragione e le ragioni della fede, Napoli, La Città del Sole,
[cfr. in questo stesso volume gli interventi nella tavola rotonda, Una
filosofia per l’America latina: Leopoldo Zea, in P. Colonnello (a cura di),
Filosofia e politica in America latina, Roma, Armando Editore, Vico e Kant
sulla storia, in «Studi Italo-Tedeschi / Deutsch-Italienische Studie», Collana
di Monografie dell’Accademia di Studi italo-tedeschi, Merano, María Zambrano:
la storia come “delirio” e “destino”, in L. Silvestri (a cura di), Il pensiero
di María Zambrano, Udine, Forum, Identità e filosofia dell’interculturalità, in
«Iride»,Riflessioni sui diritti umani nel pensiero di Giuseppe Capograssi, in
«Civiltà del Mediterraneo», Interprétations historicistes de la “Scienza
Nuova”, in «Noesis», Significato e prospettive della “cittadinanza attiva”, in
«Ora Locale», Intervento del moderatore in L. Rossi (a cura di), Elea. Il
divenire di una cultura, l’essere di un pensiero, Atti del Convegno, Ascea, Agropoli,
Tipografia Iannuzzi, Ricordo di Nicola Badaloni, in «Bollettino del Centro di
studi vichiani», Sull’edizione critica della Scienza Nuova 1730, in «Bollettino
del Centro di studi vichiani», Interpretazioni storicistiche della Scienza
Nuova, in F. Rizzo (a cura di), Filosofia e storiografia. Studi in onore di
Girolamo Cotroneo, Soveria Mannelli, Rubbettino, Leer a Vico hoy, in «Cuadernos
sobre Vico», La ingeniosa ratio de Vico entre sabiduria y prudencia, in
«Cuadernos sobre Vico», Croce: l’idea di Europa tra crisi e trasformazione, in
«Rassegna di Studi crociani», María Zambrano: ragione poetica e storia, in
«Rocinante. Rivista di filosofia iberica e iberoamericana», Un libro sulle
parole chiave di Gramsci, in «Archivio di storia della cultura», Recensione di
E. Nuzzo, Tra ordine della storia e storicità. Saggi sui saperi della storia in
Vico, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Recensione di F. Crispini,
Idee e forme di pensiero. Brevi saggi di storiografia filosofica, in «Bollettino
del Centro di studi vichiani», Scheda di F. Marone, Narrare la differenza,
Milano, Unicopli, 2003, in «L’Articolo», Introduzione e Presentazione (in
collab. con L. Rossi) di Ricordo di Francesco C., Salerno, Plectica, Prefazione
(in collab. con G. Cotroneo e R. Viti Cavaliere) a G. C., Cotroneo, R. Viti
Cavaliere (a cura di), Croce filosofo, 2 voll., Soveria Mannelli, Rubbettino,
Prefazione a E. Todaro, Vorrei, Salerno, Arti Grafiche Boccia, Prefazione a G. Magnano San Lio, Forme del
sapere e struttura della vita. Per una storia del concetto di Wel- 95
tanschauung. Tra Kant e Dilthey, Soveria Mannelli, Rubbettino, Presentazione di
F. Lomonaco, Tracce di Vico nella polemica sulle origini delle pandette e delle
XII Tavole nel Settecento italiano, Napoli, Liguori, Quando un filosofo-tifoso non
la prende con filosofia, in «Corriere del Mezzogiorno», Andiamo oltre i
tatticismi e le convenienze di parte, in «L’Articolo della Domenica», Brutta
Salernitana. Un grazie a Rubino, in «Corriere del Mezzogiorno», Com’è
destabilizzante il mercato di gennaio, in «Corriere del Mezzogiorno», Anche il
computer contro la Salernitana, in «Corriere del Mezzogiorno», Alle regionali
una lista unica delle sinistre, in «Il Mattino», ed. di Salerno, Ma non è solo
sfortuna, sbaglia anche il tecnico, in «Corriere del Mezzogiorno», Quelle
quattro “polpette” da stropicciarsi gli occhi, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Se manca del tutto il blocco sociale di riferimento, in «L’Articolo della
Domenica», Tra dottor Jekill e Mister Hyde, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Difese le ragioni dei deboli, in «Agire», La forza dell’umiltà, ma secondi a
nessuno, in «Corriere del Mezzogiorno», Gregucci fa le raccomandazioni agli
altri e dimentica se stesso, in «Corriere del Mezzogiorno», Storia di umano
dolore, in «Agire», Si conferma la storia di Davide. E Golia-Torino è stato
fermato, in «Corriere del Mezzogiorno», Confesso: al fischio finale sono
saltato in piedi come un ossesso, in «Corriere del Mezzogiorno», Più
cittadinanza attiva nella Regione del futuro, in «L’Articolo della Domenica»,
Attenzione, bisognerà lottare fino alla fine, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Dal Sud una leadership al servizio del paese, in «L’Articolo», Attore del
Novecento, in «Agire», La Salernitana in stato di grazia. Ma ora non parliamo
del futuro, in «Corriere del Mezzogiorno», Dopo il passo falso col Modena ora
si spera nell’effetto trasferta, in «Corriere del Mezzogiorno», Sale all’Arechi
contro il malocchio, in «Corriere del Mezzogiorno», Ora sono seriamente
preoccupato dall’involuzione della Salernitana, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Un grande impegno in difesa della Costituzione, in «Il Quartiere», L’auriga
Gregucci tenga in equilibrio il “carro alato” della Salernitana, in «Corriere
del Mezzogiorno», Occorre un ultimo sforzo per uscire dal labirinto, in
«Corriere del Mezzogiorno», Che fatica essere più di Trenta, in «Il Mattino»,
ed. di Salerno, Sono preoccupato, in panchina c’è troppa confusione mentale, in
«Corriere del Mezzogiorno», Adesso le armi migliori sono il cuore e il
carattere, in «Corriere del Mezzogiorno», Democrazia progressiva. La lezione di
Amendola, in «L’Articolo della Domenica», Non c’è tempo per diatribe e
recriminazioni. Bisogna solo vincere per rimanere in B, in «Corriere del
Mezzogiorno», È tempo di pensare al nuovo progetto, in «Corriere del
Mezzogiorno», La solita telenovela, in «Corriere del Mezzogiorno», Isla: Italia
e Venezuela incontro tra due culture, in «Corriere del Mezzogiorno», Con i DS
divisi l’unità è impossibile, in «Corriere del Mezzogiorno», Levi della Vida,
l’islamista del ’900 che sfidò Gentile, in «Corriere del Mezzogiorno», Non si
può costruire fuori l’unità che manca nei DS, in «Corriere del
Mezzogiorno», Le colpe di Aliberti e del
Napoli, in «Corriere del Mezzogiorno», Pronti per il campionato, evitiamo
dannose illusioni, in «Corriere del Mezzogiorno», Ora dobbiamo limitare i
danni, in «Corriere del Mezzogiorno», Depressione addio, finalmente l’orgoglio,
in «Corriere del Mezzogiorno», Carissima Salernitana, resto ancora ottimista,
in «Corriere del Mezzogiorno», Un master
per consulenti di filosofia, in «Il Mattino», ed. di Napoli, Salernitana grigia
con sprazzi di colore, in «Corriere del Mezzogiorno», Occorre una frustata
psicologica, in «Corriere del Mezzogiorno», Vent’anni dopo, siamo tornati alle
beghe paesane, in «Corriere del Mezzogiorno», Cinque squilli di tromba: ora
Salerno è più serena, in «Corriere del Mezzogiorno», Vico studiava l’Oriente.
Oggi cinesi e giapponesi 98 rileggono il filosofo, in «Corriere del
Mezzogiorno», Salernitana mi avevi illuso. Ora si giochi come si fa in serie C,
in «Corriere del Mezzogiorno», Squallore e desolazione: domenica da
dimenticare, in «Corriere del Mezzogiorno», Orgogliosi del “nostro” Zoro e
della Salernitana di Cuoghi, in «Corriere del Mezzogiorno», Parola di filosofo.
L’imponderabile fa bello il calcio, in «Corriere del Mezzogiorno», Per la
Salernitana di Cuoghi una vittoria utile per il rilancio, in «Corriere del
Mezzogiorno», Se la bravata di Ambrosio non sarà punita allo stadio non andrò
più, in «Corriere del Mezzogiorno», Un’altra gara grigia e mediocre in attesa
di un regalo a gennaio, in «Corriere del Mezzogiorno», Una questione di
sistema, in «Corriere del Mezzogiorno», Ha ragione Cuoghi: gioco brutto ma la
classifica adesso ci sorride, in «Corriere del Mezzogiorno», Il rischio è che
la politica sia nuovamente sconfitta, in «Corriere del Mezzogiorno», Antonio
Labriola in un altro secolo. Saggi, Soveria Mannelli, Rubbettino,
L’interculturalità e le nuove dimensioni del sapere filosofico e delle sue
pratiche, in V. Gessa Kurotschka (a cura di), I saperi dell’umano, il sapere
umano, la consulenza filosofica, in www.unica.it L’etica e la sacralità del corpo
umano, in F. Salvatore (a cura di), Le cellule staminali miniere di salute,
«Come alla corte di Federico II», Relazione tenuta al convegno su Le forme del
dissenso tra riformismo e globalizzazione, in Aa.Vv., Le forme del dissenso tra
riformismo e globalizzazione, Napoli, Istituto italiano per gli studi
filosofici, Si sta imponendo un laboratorio politico al negativo, in
«Mezzogiorno Europa», Il concetto di progresso e la critica della filosofia
della storia in Benedetto Croce, in M. Agrimi, R. Ciafardone, B. Razzotti (a
cura di), Croce all’aprirsi del XXI secolo, Lanciano, Rocco Barabba, Per
Leopoldo Zea, in «Cultura Latinoamericana»,
Capire il racconto degli altri, in «Reset», Vita e struttura: Dilthey e
l’“ambiguità” della lingua della storia, in M. Failla (a cura di), «Bene
navigavi». Studi in onore di Franco Bianco, Macerata, Quodlibet, Croce e
l’autobiografia, in A. Marini (a cura di), Temi crociani della “nuova Italia”,
numero monografico di «Magazzino di filosofia», Cerimonia di conferimento della
cittadinanza onoraria di Salerno a Fulvio Tessitore, Laudatio, Comune di
Salerno, 18 gennaio 2005, Napoli, Arte Tipografica, Croce nell’interpretazione
di Alberto Caracciolo, in «Archivio di storia della cultura», L’unità di storia
filologica e logica speculativa. Gentile e la storia della filosofia, in G.
Gentile, Il concetto della storia della filosofia, a cura di P. Di Giovanni,
Firenze, Le Lettere, Riflessioni sui diritti umani nel pensiero di Giuseppe
Capograssi, in «Civiltà del Mediterraneo», [numero monografico a cura di S.
Langella, che raccoglie gli Atti del Convegno su “Genesi, sviluppi e
prospettive dei diritti umani in Europa e nel Mediterraneo”, Genova; La
sinistra tra omologazione culturale e frammentazione partitica, in M. Cimino,
M. Alcaro (a cura di), Politica e cultura in Calabria. Ora Locale, Cosenza,
Klipper, Ancora sulla storia in Sartre, in «Bollettino Studi sartriani», La
Escolástica española y la génesis de la filosofía latinoamericana. Alonso Briceño: metafísica e individualidad, in «Límite. Revista de
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poetica e storia, in «Il Pensiero», Di alcuni pensieri filosofici sul
Chisciotte, in «Rocinante. Rivista di filosofia iberica e iberoamericana», Voce
Sviluppo (in collab. con G. D’Anna), in Enciclopedia filosofica Bompiani, vol.
XI, Milano, Bompiani, Editoriale in «Logos. Rivista annuale del Dipartimento di
Filosofia “A. Aliotta”», Nota introduttiva (in collab. con P. Di Giovanni) a P.
Di Giovanni (a cura di), La cultura filosofica italiana attraverso le riviste, Milano,
Franco Angeli, Introduzione a Poesia e filosofia, raccolta di testi del
Seminario tenutosi a Cagliari, «Bollettino del Centro di studi vichiani», Tifo
venezuelano per la Salernitana, in «Corriere del Mezzogiorno», I granata ancora
a bagnomaria. Ma il gioco incoraggia a sperare, in «Corriere del
Mezzogiorno», Ma senza vittorie non si
cantano messe, in «Corriere del Mezzogiorno», Una vittoria macchiata, in
«Corriere del Mezzogiorno», Una giornata negativa proprio contro la migliore,
in «Corriere del Mezzogiorno», Gli arbitri difendano il “povero” Di Vicino. Ma
prima che finisca in ospedale come Totti, in «Corriere del Mezzogiorno», Altro
che Pinturicchio. L’artista ora è Di Vicino, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Diversità è ricchezza, in «Agire», Playoff, io lascio aperto uno spiraglio alla
speranza, in «Corriere del Mezzogiorno», La sacralità del corpo umano e l’etica
della ricerca, in «Corriere del Mezzogiorno», Ora è inutile recriminare.
Bisogna stringere i denti, in «Corriere del Mezzogiorno», Cresce il rammarico
per i punti perduti, in «Corriere del Mezzogiorno», Quel nervosismo è di buon
auspicio, in «Corriere del Mezzogiorno», “De Profundis” da veri caimani, in
«Corriere del Mezzogiorno», Finale emozionante. Tifosi in prima linea, in
«Corriere del Mezzogiorno», Amendola, democrazia come dono, in «Corriere del
Mezzogiorno», Manteniamo i nervi saldi e l’impresa si concretizzerà, in
«Corriere del Mezzogiorno», Non cediamo all’isterismo. Bisogna lottare e
sperare, in «Corriere del Mezzogiorno», Il Teramo è l’unica squadra che
possiamo acciuffare, in «Corriere del Mezzogiorno», Non è stata solo sfortuna,
il tecnico ha qualche colpa, in «Corriere del Mezzogiorno», In attesa della
giustizia sportiva non posso che promuovere tutti, in «Corriere del
Mezzogiorno», Da filosofo granata a Tifoso Accademico: Rettore non smettere, in
«Corriere del Mezzogiorno», Sono più che convinto, il Genoa sarà eliminato, in
«Corriere del Mezzogiorno», Cari D’Alema
e Fassino, sul caso Salerno schieratevi, in «Corriere del Mezzogiorno», Il
sogno non è finito e la rinascita è sicura, in «Corriere del Mezzogiorno», Un’altra
politica: qualcuno ci aveva creduto, in «Corriere del Mezzogiorno», Salernitana
d’alta quota, in «Corriere del Mezzogiorno», Rimettiamo i piedi a terra. E
regoliamo bene la difesa, in «Corriere del Mezzogiorno», Giuseppe Cantillo:
indagine sull’uomo tra storia e natura, in «Corriere del Mezzogiorno», Rispetto
le scelte di Novelli. Ma non rimproveri Mattioli, in «Corriere del
Mezzogiorno», Né cappa né spada, solo politica, in «Il Mattino», ed. di
Salerno, Una vittoria ottenuta senza spettacolo, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Quei minuti di pura follia con tanti, troppi colpevoli, in «Corriere del
Mezzogiorno», Così non va: per aspirare ai playoff il club dovrà intervenire
sul mercato, in «Corriere del Mezzogiorno», Una squadra troppo mediocre contro
un combattivo Lanciano, in «Corriere del Mezzogiorno», Come nacque e come morì
il gruppo dei Trenta, in «Il Mattino», ed. di Salerno, Olio nelle giunture e
pedalare. E che non si parli di sfortuna, in «Corriere del Mezzogiorno», Ma
senza (il criticato) Mancini sarebbero tornati a mani vuote, in «Corriere del
Mezzogiorno», La crisi non si cura con l’aspirina, in «Corriere del Mezzogiorno»,
C., A. Giugliano (a cura di), Storicismo e storicismi, Milano, Paravia Bruno
Mondadori, C., V. Gessa Kurotschka (a cura di), Saperi umani e consulenza
filosofica, Roma, Meltemi, C., D. Conte, F. Lomonaco, E. Massimilla (a cura
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Napoli, Liguori, Verità e storicità nella metafisica dell’espressione di Nicol,
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giovanile, Roma, Armando, Presentación di J.M. Sevilla, El Espejo de la época.
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concetto di Weltanschauung. Dopo Dilthey, Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino,
Fulvio Tessitore. Lo storicismo come filosofia dell’evento. Dialogo filosofico
a cura di G. C., in «Iride», Vacca, il riformismo italiano in odore di
controriformismo, in «Corriere del Mezzogiorno», Una svolta necessaria, in
«Corriere del Mezzogiorno», Nuove professioni. Il filosofo diventa consulente
etico, in «Corriere del Mezzogiorno», Zero centrocampisti. È l’ultimo schema,
in «Corriere del Mezzogiorno», Tutte soluzioni tampone, ma per tre anni nessuno
ha pensato ai lavori, in «Corriere del Mezzogiorno», La presunzione a volte
gioca brutti scherzi, in «Corriere del Mezzogiorno», Dovremo sorbirci un altro
anno di C, in «Corriere del Mezzogiorno», Squadra senza muscoli e senza
dignità, in «Corriere del Mezzogiorno», 3 aprile 2007. 974 – È bene riflettere
solo sul futuro, in «Corriere del Mezzogiorno», Relativismo e relatività nel
dibattito filosofico contemporaneo, in «Corriere del Mezzogiorno», [anche in Come alla corte di Federico II, 8,
Università di Napoli Federico II, Diversità e tolleranza, una lunga storia
europea, in «Corriere del Mezzogiorno», Due volumi in onore dei settant’anni di
Fulvio Tessitore, in «Corriere del Mezzogiorno», Venezuela: a proposito di un
articolo di Pierluigi Battista, in «Liberazione», Carlo Pisacane, il volto
democratico e socialista del Risorgimento, in «Liberazione», Vi spiego perché
di calcio non scrivo più, in «Corriere del Mezzogiorno», Chavez e la visione apocalittica della stampa
italiana, in «Liberazione», De Luca va oltre i poli, ma per rafforzare se
stesso, in «Corriere del Mezzogiorno», Valitutti, l’etica che diventa azione
politica, in «Il Mattino» (cronaca di Napoli), [anche su «Il Mattino», cronaca
di Salerno, Apriamo un dibattito serio ed informato sulla riforma della
Costituzione di Chavez, in «Liberazione», Valitutti e la scuola nel libro di
Ietto, in «Corriere del Mezzogiorno» (ed. di Salerno), La lezione democratica e
il caudillo inesistente, in «Liberazione», C., P. Colonnello, S. Santasilia (a
cura di), Ermeneutica tra Europa e America Latina, Roma, Armando Editore, 2008.
988 – G. C., M. Martirano (a cura di), Momenti della filosofia civile italiana,
Napoli, La Città del Sole, C., I. Gallo, A. Placanica (a cura di), Storia di
Salerno, 3 voll., Avellino, Sellino, C., L. Rossi (a cura di), Salerno in età
contemporanea, vol. III di Storia di Salerno, a cura di G. C., I. Gallo, A.
Placanica, Avellino, Sellino Editore, Ermeneutica e interculturalità, in G. C.,
P. Colonnello, S. Santasilia (a cura di), Ermeneutica tra Europa e America
Latina, Roma, Armando, Ermeneutica e interculturalità, in G. Coccolini (a cura
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Dehoniana Libri/Pardes Edizioni, Geschichte zwischen Leben und Struktur. Die Zweideutigkeit der Sprache der Geschichte bei Dilthey, in G. Kühne-Bertram, F. Rodi (hrsg.), Dilthey und
die hermeneutische Wende in der Philosophie. Wirkungsgeschichtliche Aspekte
seines Werkes, Göttingen, Vandenhoeck und Ruprecht, Una filosofía para América
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un pezzo di storia che spiega il Novecento, in «Corriere del Mezzogiorno», Il
socialismo affronta la globalizzazione, in «Corriere del Mezzogiorno», D’Agostino
e la Salerno yiddish, in «Corriere del Mezzogiorno», Il mercato cancellò la
politica, in «Roma», Promessa mantenuta. E adesso arrivederci in serie A, in
«Corriere del Mezzogiorno», Teologia politica. Il nuovo pericolo per
l’Occidente, in «Il Mattino» (Cultura Napoli), L’emergenza della fame, in
«Roma», PD campano, afasia totale, in «Roma», Le due virtù della politica, in
«Roma», 22 giugno 2008. 1041 – Sopportare, c’è un limite, in «Roma», Università nel mirino, in «Roma», Eutanasia,
ieri e oggi, in «Roma», Una chance per rinascere, in «Roma», Mezzogiorno, ora
si svolti, in «Roma», Dai militari alla fiducia, in «Roma», Olimpiadi tra sport
e politica, in «Roma», La brutta fine della sinistra senza più idee, in «Roma»,
Torniamo alla realtà, in «Roma», Il meridione e la scuola, in «Roma», Caso Englaro, non cambia nulla, in «Roma»,
Ora si teme un effetto boomerang, in «Roma», Via gli slogan dalla scuola, in
«Roma», Kalashnikov e zone franche, in «Roma», Un’analisi spietata senza
risentimento, in «Corriere del Mezzogiorno», 23 settembre L’economia? La
sinistra parli, in «Roma», Psicosi razzista: limiti culturali, più che
politici, in «Roma», Vitiello interpreta Vico tra storia sacra e profana, in
«Corriere del Mezzogiorno», Cara sinistra, non solo cortei, in «Roma», Sì a
Obama per l’economia, in «Roma», Atenei, mai più risse e steccati, in «Roma»,
Eluana, norme e poco clamore, in «Roma», Lévi-Strauss: cent’anni di vita, in
«Roma», Inquietudini dall’Oriente, in «Roma», Commissariare il Comune e la
Regione, in «Roma», Umanità, ferite e diritti violati, in «Roma», PD, a chi
serve tenerlo in vita?, in «Roma», : povertà in agenda, in «Roma», L’infinito
nella storia. Saggi su Vico, con una postfazione di V. Vitiello, Napoli,
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Solo lo tsunami li spazzerà via, in 1«Roma», Guerre vere e baruffe TV, in
«Roma», Lo storico umbro Salvatorelli e la ricca eredità dell’antifascismo, in
«Corriere del Mezzogiorno», Con Obama, oltre il buio, in «Roma», I cattolici
napoletani dal moderatismo al partito popolare, in «Corriere del Mezzogiorno», Lo
“sfasciume” del nostro Sud, in «Roma», È una sinistra ormai immobile, in
«Roma», I migliori anni del PCI nel libro di Colasante, «Corriere del
Mezzogiorno», Città discariche e incubo ronde, in «Roma», Contraddizioni
globali e soluzioni locali: l’integrazione possibile, in «Corriere del
Mezzogiorno», Città in crisi, antiche colpe, in «Roma», Piazza fatua e politica
out, in «Roma», Il PD sempre nel tunnel, in «Roma», Nuove identità per i
moderati, in «Roma», Non si ripetano vecchi scenari, in «Roma», Sinistra a
picco perché rimuove i bisogni veri, in «Roma», Stato, partiti e tanti
conflitti, in «Roma», Parlate un pò dell’Europa, in «Roma», Obama: mai negare
la storia, in «Roma», Un’occasione per riflettere, in «Roma», Calcio-spettacolo
e mezze verità, in «Roma», La questione
cattolica e il caso Napoli, in «Il Mattino» (cronaca di Napoli), La Napoli del
degrado in 31 voci, in «Roma», Sicurezza sì, emotività no, in «Roma», Il Papa,
l’etica e il mercato, in «Roma», Se il Sud perde anche i cervelli, in «Roma»,
Lo scandalo del “Crescent”, in «Roma», Crescent: siamo alla bega strapaesana,
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tempo della politica, in «Roma», Nuovi riflettori sul povero sud, in «Roma»,
Democrazia senza eccessi, in «Roma», Nella riflessione morale il riscatto del
paese, in «Roma», L’ateneo non è un’azienda, in «Roma», Il muro cadde,
ripartiamo da lì, in «Roma», Avanza la fame, non c’è giustizia, in «Roma»,
Disoccupazione oltre il dramma, in «Roma», L’individuo e la comunità: l’etica
secondo Cantillo, in «Roma», Il consulente filosofico? Ecco a che cosa serve
(in collab. con R. Viti Cavaliere), in «Corriere del Mezzogiorno», Niente
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«Roma», In primo luogo sia la cultura, in «Roma», Sulla pedofilia solo la verità,
in «Roma», La sanità di Obama e i “primati” italiani, in «Roma», Riforme, l’ora
della svolta, in «Roma», PDL, chiarezza. Mai più “inciuci”. in «Roma», Salerno 1925. Il primo maggio che sfidò il
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subito i riflettori, in «Roma»,Vitiello, quando l’io riesce a incontare la
seconda persona, in «Corriere del Mezzogiorno», Il Trombetti assessore
censurato da una sinistra sguaiata, in «Roma», Troppi tagli alla cultura, in
«Roma», Culture, intrecci nel pallone, in «Roma», Modelli politici in grave
crisi, in «Roma», I guasti dei tagli all’Università, in «Roma», Una cara
amicizia. Un rapporto al di là della fede e della politica, in «Agire»,
Disoccupati, una tragedia, in «Roma», L’Italia diventi un paese normale, in
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«Roma», Nel cratere ancora sommersi dignità e bene comune, in «Roma», Benedetto
XVI e la modernità, in «Roma», La
volgarità di Verdini, in «Roma», Wikileaks, una sfida per la politica, in
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esemplare [titolo redazionale incongruo rispetto al contenuto], in «Roma»
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Il caos è colpa anche della Lega, in «Roma», Una manovra scellerata, in
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collab. con F. Lomonaco), in «Corriere del Mezzogiorno», Una carcassa che va a
fondo, in «Roma», Mostri in casa nell’Occidente, in «Roma», Giorni infernali,
la scure dei tagli, in «Roma», Rivolte giovanili, le cause del male, in «Roma»,
Giuseppe Amarante, il ricordo negli scritti del grande sindacalista, in
«Corriere del Mezzogiorno», Una manovra spericolata, in «Roma», Restituiteci il
vero Avanti, in «Roma», “Forza gnocca” e le morti bianche, in «Roma»,
Indignados e buona politica, in «Roma», E ora la Libia va ricostruita, in
«Roma», Masullo indaga “la libertà e le occasioni”, in «Roma», Ora il tempo è
scaduto, in «Roma», Nessun “golpe”. Svolta urgente, in «Roma», Napolitano
“risorgimentale”, in «Roma», Il logo è semplice, perciò a me piace, in
«Corriere del Mezzogiorno», 30 novembre 2011. 1280 – Ma Monti cosa chiede ai
ricchi?, in «Roma», Attacchi razzisti brutto segnale, in «Roma», C., G. D’Anna,
R. Diana, F. Santoianni (a cura di), Per una relazionalità interculturale.
Prospettive interdisciplinari, Milano-Udine, Mimesis, C., A. Mascolo (a cura
di), La vocazione dell’arciere. Prospettive critiche sul pensiero di José
Ortega y Gasset, Bergamo, Moretti&Vitali, Alcune riflessioni su storia e
bios, in «Logos», Universalismus und Partikularismus, heute. Ein philosophischer Gesichtspunkt, in B. Henry, A. Pirni (hrsg.), Der
Asymmetrische Westen. Zur Pragmatik der Koesistenz pluralistischer
Gesellschaften, Bielefeld, Transcript Verlag, Verità e filologia. Prolegomeni
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Giannini, Problematizar la razón, a proposito di José M. Sevilla, Prolegómenos
para una crítica de la razón problemática. Motivos en Vico y en Ortega, in
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Pisacane, in E. Montali (a cura di), Cattaneo e Pisacane. Gli eroi dimenticati,
Roma, Ediesse Fondazione Giuseppe Di Vittorio, 2012, pp. 29-36. 1289 –
«Pensiero vivente» e pensiero storico. Un paradigma possibile per ripensare la
tradizione filosofica italiana, in «Iride», Universalismo e cura per la
differenza. Dimensioni interculturali nel pensiero di Vanna Gessa Kurotschka,
in R. Bonito Oliva (a cura di), Identità in dialogo. La liberté des mers,
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filosofia na obra de Giambattista Vico, Uberlândia, Edufu, La “crisi” dello
storicismo e l’incompiutezza del moderno, in «Topologik. Rivista internazionale
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latinoamericana e dell’ideologia americanista: la Filosofía del Entendimiento
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in P. Colonnello, Stefano Santasilia (a cura di), Intercultura Democrazia
Società. Per una società educante, Milano-Udine, Mimesis, Un profilo di
Leopoldo Zea, in «Pagine inattuali. Rivista di filosofia e letteratura», Le
filosofie del Risorgimento, in M. Martirano (a cura di), Le filosofie del
Risorgimento, Milano-Udine, Mimesis, Per una critica della ragione poetica:
l’“altra” razionalità di Vico, in M. Vanzulli (a cura di), Razionalità e
modernità in Vico, Milano-Udine, Mimesis, Giambattista Vico, in U. Eco (a cura
di), L’età moderna e contemporanea, vol. 9, Il Settecento. L’età
dell’Illuminismo. Filosofia, Musica, Roma, La Biblioteca di
Repubblica-L’Espresso, Dilthey, in U. Eco (a cura di), L’età moderna e
contemporanea, vol. 11, L’Ottocento. L’età del Romanticismo. Filosofia, scienze
e tecniche, Roma, La Biblioteca di Repubblica-L’Espresso, Per un’idea
interculturale di cittadinanza, in G. C., G. D’Anna, R. Diana, F. Santoianni (a
cura di), Per una relazionalità interculturale. Prospettive interdisciplinari,
Milano-Udine, Mimesis, Dilthey tra universalismo e relativismo, in «Giornale
critico della Filosofia italiana», Il caleidoscopio della mente. Attività
simbolica e mondo storico in Vico e Cassirer, in F. Lomonaco (a cura di),
Simbolo e cultura. Ottant’anni dopo la Filosofia delle forme simboliche,
Milano, Franco Angeli, La Religione dello storicismo. Per avviare il dibattito,
in «Archivio di storia della cultura», XXV, La “zattera della cultura”.
Filosofia e crisi in Ortega y Gasset, in G. C., A. Mascolo (a cura di), La
vocazione dell’arciere. Prospettive critiche sul pensiero di José Ortega y
Gasset, Bergamo, Moretti&Vitali, Das
Wesen der Philosophie. La determinazione del sapere filosofico tra strutture
della storia e connessioni vitali, in D. Bosco, F.P. Ciglia, L. Gentile, L.
Risio (a cura di), Testis fidelis. Studi di filosofia e scienze umane in onore
di Umberto Galeazzi, Napoli, Orthotes, Presentazione dei volumi
Interculturalità. Tra etica e politica (a cura di G. C. e G. D’Anna) e
Interculturalità. Religione e teologia politica (a cura di G. C. e R. Diana),
in «Rendiconti Lincei. Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche», anno
CDVIII, serie IX, vol. XXII, 2011, fasc. 3-4, Roma, Scienze e Lettere, Alcuni
momenti e figure delle accademie napoletane nel processo di unificazione
politica e culturale dell’Italia, in Aa.Vv., Le accademie nazionali e la storia
d’Italia, Atti dei Convegni Lincei n. 268, Roma, Scienze e Lettere, Presentazione di M. Martirano, Filosofia
Storia Rivoluzione. Saggio su Giuseppe Ferrari, Napoli, Liguori, Introduzione
di P.G. Turco, Le strade dell’amore nel mondo. Pensieri e ricordi d’Africa,
Salerno, Edizioni Marte, Prefazione a G. D’Angelo, La forma dell’acqua. I. La
lenta transizione dal fascismo a Salerno capitale, Salerno, Edizioni del
Paguro, Presentazione di A. Di Miele, Antonio Banfi Enzo Paci: Crisi, Eros,
Prassi, Milano-Udine, Mimesis, Introduzione di C. Scudieri, Il balilla va alla
guerra, i libri della leda, Ortega o la coscienza del naufragio, introduzione
(in collab. con A. Mascolo) a G. C., A. Mascolo (a cura di), La vocazione
dell’arciere. Prospettive critiche sul pensiero di José Ortega y Gasset,
Bergamo, Moretti&Vitali, Lettera di saluto del presidente eletto, in
«Rassegna storica salernitana», Vincenzo
Giordano, sindaco socialista della grande Salerno, in «L’Agenda di Salerno e
provincia», È sul lavoro la vera sfida, in «Roma», Il “porcellum” e la
Consulta, in «Roma», Profitto ingordo e insaziabile, in «Roma», Politica e
cultura per salvare l’euro, in «Roma», Stragi naziste, vittime beffate, in
«Roma», Licenziamenti e giusti motivi, in «Roma», Il salvataggio della Grecia,
in «Roma», Ma in futuro torni la politica, in «Roma», La cultura sola contro la crisi, in «Roma»,
Questi partiti da rinnovare, in «Roma», L’art.18 e i rischi per la democrazia,
in «Roma», Ecco i numeri che preoccupano, in «Roma», I pericoli
dell’antipolitica, in «Roma», Ora si pensi alla crescita, in «Roma», Lo spettro
del terrorismo, in «Roma», Il Premio Valitutti, in «La Città», Calcio, vietiamo
le scommesse, in «Roma», Rai, meritato schiaffo ai partiti, in «Roma», La
corruzione politica dilaga, democrazia verso il naufragio, in «I Confronti», iconfronti.it].
Medicina, patrimonio da tutelare, in «La Città», Perché il colle è sotto
attacco, in «Il Roma», Agostino dico: politica imprescindibile per regolare i
conflitti, in «I Confronti», iconfronti.it]. 1338 – I due Mario e gli italiani,
in «Il Roma», Basta Moody’s, facciamo da soli, in «Il Roma», Quella lotta agli
sprechi di Berlinguer, in «La Città», La
riconquista della politica, in «Il Roma», I programmi e le primarie, in «Il
Roma», Crisi, egemonia della “finanza ombra” e nuove sfide della politica, in
«I Confronti», .iconfronti.it]. Se
prevalgono le urla, in «l’Unità», Germania e Europa si intenderanno, in «Il
Roma», Tra Nord e Sud rapporto virtuoso, in «Il Roma», La deriva islamica, in
«Il Roma», Sud, dati Svimez e ricette note, in «Il Roma», Montismo meglio del
berlusconismo, in «Il Roma», Recuperare l’etica in politica, in «Il Roma», Le
strade del mondo. L’Africa di Giorgio Turco luogo dell’anima, in «La Città»,
Primarie PD tra programmi e giacobinismi, in «La Città», Berlusconismo, quale
futuro, in «Il Roma», Il giusto peso della politica, in «Il Roma», L’idea di De
Martino. Unificazione socialista dell’intera sinistra, in «La Città», Democrazia da risanare, in «Il Roma», I buoni
motivi per votare Bersani, in «La Città», Limiti e ombre delle primarie, in «Il
Roma»,Dove ci porta Berlusconi, in «il Roma», Centrodestra senza agenda, in «Il
Roma», Sulla filosofia spagnola. Saggi e ricerche, presentazione di F.
Tessitore, introduzione di G.A. Di Marco, Bologna, Il Mulino, Problemi di
filosofia della storia nell’età di Kant e di Hegel. Filologia, critica, storia
civile, presentazione di F. Lomonaco, Roma, Aracne, C., G. D’Anna, R. Diana (a
cura di), Mente, corpo, filosofia pratica, interculturalità. Scritti in memoria
di Vanna Gessa Kurotschka, Milano-Udine, Mimesis, Un’etica per la contemporaneità.
Sull’itinerario filosofico di Vanna Gessa Kurotschka, in G. C., G. D’Anna, R.
Diana (a cura di), Mente, corpo, filosofia pratica, interculturalità. Scritti
in memoria di Vanna Gessa Kurotschka, Milano-Udine, Mimesis, Das Wesen der
Philosophie. Die Bestimmung des philosophischen Wissens zwischen
Geschichtsstrukturen und Lebenszusammenhängen, in G. D’Anna, H. Johach, E.S.
Nelson (hrsg.), Anthropologie und Geschichte. Studien zu Wilhelm Dilthey aus
Anlass seines 100. Todestages, Würzburg, Königshausen et Neumann, Mai più
pigrizia da pensiero unico, in «Il Paradosso», El pensamiento de Gaos entre
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der Historismus, in P. König (hrsg.), Vico in Europa zwischen 1800 und 1950,
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costruzione di una società interculturale, in «Philosophia», Interculturalità e
riconfigurazione concettuale dell’ermeneutica, in «Bollettino Filosofico»,
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Europa: kulturelle Identitäten und Interdipendenzen, Oberhausen, Athena Verlag,
Oltre l’idealismo. Lo storicismo in forma negativa, in «Giornale critico della
filosofia italiana» [anche in «Bollettino Filosofico», Die Rolle der
Humanenities im Aufbau einer interkulturellen Gesellschaft, in G. Morrone
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Perspektive, Nordhausen, Traugott Bautz, Transmediterraneo. Un approccio
filosofico, in A. Scarabelli, R. Catania Marrone, D. Balzano (a cura di),
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della storia di Ricoeur: narrazioine, tempo, memoria, in «Atti dell’Accademia
nazionale dei Lincei», serie IX, vol. XXIII, Roma, Ed. Scienze e Lettere, Vico,
Croce e l’Historismus, in G. Furnari Luvarà, S. Di Bella (a cura di), Benedetto
Croce e la cultura tedesca, Firenze, Le Lettere, Recensione di D. Losurdo, La
Lotta di classe. Una storia politica e filosofica, Roma-Bari, Editori Laterza, ,
in «Historia Magistra», Introduzione a P. Signorino, Per Europa, Catalogo della
mostra, Napoli, Arte’m, Prefazione di R. Diana, Configurazioni filosofiche di
Sé. Studi sull’autobiografia intellettuale di Vico e Croce, Roma, Edizioni di
Storia e Letteratura, Prefazione di E. Todaro, Vorrei ancora, Salerno, Arti
Grafiche Boccia, Se ritornano destra e
sinistra, in «Il Roma», Se si ripete ancora il copione, in «Il Roma», Se la
filosofia aiuta la politica, in «Il Roma», L’idea della storia congeniale al
centrosinistra, in «l’Unità», La libertà e le occasioni. Ecco il pensiero di
Masullo, in «La Città», L’olocausto e l’indifferenza, in «Il Roma», Fuga dallo
studio, segno del declino, in «Il Roma»,
“La scienza nuova”, un volume per capire. Vitiello e il pre-testo per
dialogare con le filosofie, in «Corriere del Mezzogiorno», La Chiesa a un
bivio, in «Il Roma», Attenti al rischio ingovernabilità, in «Il Roma», I rischi del dopo Chavez. Venezuela al bivio,
in «l’Unità», I meriti di Chavez, in «Il Roma», Il Papa e la cura per il
prossimo, in «Il Roma», Verso un governo del Presidente, in «Il Roma», Quando
la speranza si prosciuga, in «Il Roma», Usciamo dall’impasse e diamo un governo
all’Italia, in «l’Unità», Democrazia del web e i rischi di internet, in «Il
Roma», La nuova dottrina di Papa Francesco, in «Il Roma», 19 maggio 2013. 1399
– Presidenzialismo scelta oligarchica, in «Il Roma», Astensionismo e antipolitica,
in «Il Roma», Fenomenologia del berlusconismo, in «Il Roma», Enciclica, più
marcata la mano di Ratzinger, in «Il Roma», Terra di veleni, è un genocidio, in
«Il Roma», Ma il vero allarme è per i nuovi poveri, in «Il Roma», Il PD, il
congresso e i falsi rinnovatori, in «Il Roma», Basta cannoneggiare il PD. È il
sistema che è in crisi, in «La Città», Ma il berlusconismo non è mai
tramontato, in «Il Roma», I casi di Silvio e il ruolo dei giudici, in «La
Città», Spunti di riflessione dagli affreschi ritrovati, in «La Città»,
Berlusconi e le richieste impossibili, in «La Città», La sorte di Berlusconi e la destra che verrà,
in «Roma», L’olocausto e il gesto della Merkel, in «La Città», I limiti
dell’intervento militare in Siria, in «Roma», Lo spettro di una guerra totale,
in «La Città», Il paradosso
dell’America, in «Roma», Il peso politico di Allende 40 anni dopo, in «La
Città», Il linguaggio nuovo del Papa, in «Roma», Memorie sulfuree di un
testimone, in «Roma», Il PDL e il bluff
delle dimissioni, in «Roma», Tessitore alla ricerca dello storicismo di Croce,
in «Corriere del Mezzogiorno», – Grillo,
populismo e diritti umani, in «Roma», Quello che (mi) spaventa dell’astro
splendente Renzi, in «La Città», Il negazionismo, idiozia o reato?, in «Roma»,
Se il PDL piange, il PD non ride, in «Roma», Il ruolo della sinistra nel mondo
che cambia, in «La Città», Congressi e tessere, l’anima perduta del partito
democratico, in «Roma», Revisionismo e l’egemonia culturale, in «La Città», La
lezione storica di Mannucci, in «La Città», Ma il “miracolo” di Nelson Mandela
non è ancora stato completato, in «Roma», Rabbia e antipolitica, un mix
esplosivo, in «Roma», Passate le primarie, il PD ritrovi i contenuti, in
«Roma», C., A. Giugliano (a cura di), Dimensioni filosofiche e storiche
dell’interculturalità, Milano-Udine, Mimesis, Storicismo critico-problematico e
interculturalità, in «Research Trends in Humanities. Education et Philosophy»,
Banfi dall’umanesimo critico all’umanesimo storicistico integrale, in «Critica
Marxista», Machiavelli e l’Italia
moderna nelle analisi di Francesco De Sanctis, in G. Lencan Stoica, S. Dragulin
(coord.), New Studies on Machiavelli and Machiavellism. Approaches and
Historiography, Universitatea Din Bucarest, Ars Docendi, Contributo su la
Scienza Nuova. Le tre edizioni del 1725, 1730 e 1744, in «Bollettino del Centro
di studi vichiani», Presentación del libro de J.M. Sevilla, Prolegómenos para
una crítica de la razón problemática. Motivos en 144 Vico y Ortega, in
«Cuadernos sobre Vico», Geschichte/Geschichtsphilosophie, in H.D. Brandt
(hrsg.), Disziplinen der Philosophie. Ein Kompendium, Hamburg, Meiner Verlag,
Teorie e metodi dell’interculturalità nella prospettiva di un nuovo umanesimo,
in G. C., A. Giugliano (a cura di), Dimensioni filosofiche e storiche
dell’interculturalità, Milano-Udine, Mimesis, Contro le “Borie ritornanti”: per
un sano uso della critica, in «Trans/Form/Ação. Revista de Filosofia»,
Universidad Estadual Paulista, Paolo Rossi storico del presente, in D. Balzano,
D. Bigalli (a cura di), La ragione curiosa. Atti del convegno in memoria di
Paolo Rossi, Roma, Aracne, Nuovi percorsi dello storicismo critico: la
filosofia interculturale, in M. Castagna, R. Pititto, S. Venezia (a cura di), I
dialoghi dell’interpretazione. Studi in onore di Domenico Jervolino, Pomigliano
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Recensione di A. Agosti, Il partito provvisorio. Storia del Psiup nel lungo
Sessantotto italiano, Roma-Bari, Laterza, in «Historia Magistra», Passione
politica e passioni morali per salvare la dignità dell’intellettuale (a
proposito del carteggio Levi Della Vida-Salvatorelli), in «Historia Magistra»,
Introduzione a Evolving Philosophy, in «Research Trends in Humanities.
Education et Philosophy», Introduzione (in collab. con A. Giugliano) a G. C.,
A. Giugliano (a cura di), Dimensioni filosofiche e storiche
dell’interculturalità, Milano-Udine, Mimesis, Presentazione (in collab. con C.
Cantillo) del fascicolo di «Rocinante. Rivista di filosofia iberica e
iberoamericana», Il futuro di Renzi e la legge elettorale, in «Roma», Attenti
al razzismo strisciante della Lega, in «Roma», Legge elettorale, quante
perplessità, Roma, Lo sfascismo intollerabile del M5S, in «Roma», L’Europa
sappia ripartire dai suoi valori fondamentali, in «Roma», Renzi, la fretta e il
filo del rasoio, in «Roma», Quell’indifferenza nei confronti del Sud, in
«Roma», Psiup, il partito provvisorio, in «l’Unità», Nazionalismi e populismi,
in «Roma», Aprile ’44: la svolta di Salerno. I partiti antifascisti al governo,
in « La Città», Europa delle élites o Europa dei cittadini?, in «Roma», Renzi,
oppositori deboli e divisi, in «Roma», Le ragioni del successo di Papa
Francesco, in «Roma», Embrioni scambiati e questioni morali, in “«Roma», 25
Aprile: non stanca retorica ma omaggio ai combattenti, in «La Città», I quattro
Papi e la forza della Chiesa, in «Roma», Ma l’Europa non merita la morte, in
«Roma», Uno scatto d’orgoglio partendo dall’Unità d’Italia, in «l’Unità»,
Occorre cambiare politica e uomini, in «Roma», Disoccupazione giovanile, i dati
sono catastrofici, in «Roma», Un uomo diventato eroe negli anni bui della
dittatura, in «La Città», Vero leader. Basta revival nostalgici (a proposito di
Berlinguer), in «La Città», Corruzione politica e sete di potere, in «Roma», La
doppia sfida di Renzi a Bruxelles, in «Roma»,
Immigrati, 4 capitoli per un’agenda Ue, in «Roma», Autodifesa e
rappresaglia, in «Roma», Il patto del Nazareno? È solo fantapolitica, in
«Roma», Gli opposti estremismi dell’ostruzionismo, in «Roma», Riforme
istituzionali teatrino della politica, in «Roma», Gemelli “contesi”, dibattito
aperto, in «Roma», Togliatti, il leader politico che realizzò un capolavoro, in
«La Città», Contro i terroristi un corpo dell’ONU, in «Roma», Amarante negli
scritti d’agosto, in «Il Mattino», La violazione della dignità umana, in
«Roma», La questione italiana nell’ottica del Mezzogiorno. A proposito del
libro di Barbagallo, in «La Città», Sindacati e politica, basta con gli slogan,
in «Roma», Contro l’Isis scenda in campo l’ONU, in «Roma», Solo oggi il virus
Ebola è un problema globale, in «Roma», L’ergastolo cancellato da Papa
Francesco, in «Roma», Non resta che dire: povera Italia!, in «Roma», Enrico
Berlinguer e la questione morale, in «La Città», Venticinque anni dopo, la
Germania e l’Europa, in «Roma», L’intangibilità del diritto d’asilo, in «Roma»,
Se l’Università fa più (e meglio) del Comune, in «Roma», Berlinguer e Togliatti. Un errore storico
cercare le analogie, in «La Città», I partiti macchine di potere e clientele,
in «Roma», Napolitano e i rischi dell’antipolitica, in «Roma», Quel duetto
comico tra anima e corpo, in «Roma», Il Papa e le quindici piaghe della Chiesa,
in «Roma», Dallo storicismo allo storicismo, introduzione di F. Tessitore, a
cura di G. Ciriello, G. D’Anna, A. Giugliano, Pisa, ETS, In dialogo con Vico. Ricerche, note,
discussioni, introduzione di M. Sanna, a cura di M. Sanna, R. Diana, A.
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Laveglia&Carlone, Del “pensare in proprio” nell’epoca delle filosofie
mediatiche, in «Research Trends in Humanities. Education et Philosophy», Il
potere che frena. Una riflessione sulla teologia politica di Massimo Cacciari,
in «Jura Gentium», La critica in soccorso dell’umano. Filologia e Umanesimo, in
F. Mora (a cura di), Metamorfosi dell’umano, Milano-Udine, Mimesis, Intervento su
Labirinto filosofico di Massimo Cacciari, in «Logos», Religione e violenza.
Qualche riflessione a partire da Charlie Hebdo, in «Historia Magistra. Rivista
di storia critica», Contro le borie “ritornanti”. Per un sano uso della
critica, in R. Diana (a cura di) Le “borie” vichiane come paradigma euristico.
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etico-politica, in «Il Quotidiano del Sud», Ma le colpe sono anche
dell’Occidente, in «Roma», Grazie Napolitano, presidente dei cittadini, in
«Roma», Il PD di Renzi non è di sinistra, in «Roma», Il messaggio di Pierro
nelle poesie, in «Il Mattino», Dalla balena bianca al Partito della Nazione, in
«Roma», Il gravissimo errore delle sedute notturne, in «Roma», Lo scontro
armato tra culture e religioni, in «Roma», L’idea pericolosa del Partito della
Nazione, in «Roma», Quello spirito che serve alla Campania e al Sud, in «Roma»,
La misericordia e il messaggio evangelico, in «Il Mattino» (ed. di Salerno),
Aiutare Tunisia e Libia contro la minaccia Isis, in «Roma», La strage di
immigrati e l’inerzia della politica, in «Roma», la resistenza dei profughi, in
«Il Mattino» (ed. di Salerno), Italicum, un colpo letale per la nostra
democrazia, in «Roma», Il protagonismo tedesco e la sua colpa storica, in
«Roma», Amarante. Il dovere storico della memoria e il futuro da salvare, in
«La Città», La globalizzazione della cieca violenza, in «Roma», La Resistenza
di Salerno e il dovere della memoria, in «Il Mattino» (ed. di Salerno),
L’Occidente miope e l’avanzata dell’Is, in «Roma», Partito della Nazione: il
progetto è fallito, in «Roma», Relazione virtuosa tra scienza e vangelo, in
«Roma», La conversione ecologica di Papa Francesco, in «Il Mattino» (ed. di
Salerno), Che fine ha fatto la sinistra moderata?, in «Roma», Reddito di
cittadinanza nelle riforme di Renzi, in «Roma»,
Il pianeta “gemello” e il futuro della terra, in «Roma», Serve un piano
Marshall per il Mezzogiorno, in «Roma», Barbarie post-atomica e dominio della
ragione, in «Roma», Isis, serve un’alleanza come contro il nazismo, in «Roma»,
Come si uccidono le università del Sud, in «Roma», La “nuova” S. Teresa e la
politica del territorio, in «La Città», Germania più europea grazie ai
profughi, in «Roma», Tragedia immigrati e diritto d’asilo, in «Roma», Quando il
rapporto dolore-paziente diventa consapevole, in «La Città», L’apocalisse delle
migrazioni, in «Roma», La forza del papa che parla ai Sud del mondo, in «Il
Mattino», La lobby delle armi e le stragi in Usa, in «Roma», Il Sud dimenticato
da questo governo, in «Roma», Non illudiamoci sul Sud. Il governo lo ha
abbandonato, in «Roma», La risposta forte del papa ai corvi e ai faraoni, in
«Roma», Bisogna evitare reazioni emotive, in «Roma», Il reciproco rispetto di
tutte le religioni, in «Roma», La misericordia non è un atto autoreferenziale,
in «Roma», L’università verso un’irreversibile agonia, in «Roma, Lo spettacolo
gender e il paradigma dell’identità sessuale, in «Il Mattino», C., C. Cantillo
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Ortega. A cento anni dalle Meditazioni del Chisciotte, Napoli, Guida Editori,
In ricordo di Franco Crispini, in «Logos», Die Freiheitsidee bei Genovesi, in
M. Kaufmann, J. Renzikowski (hrsg.), Freiheit als Rechtsbegriff, Berlin,
Duncker und Humblot, Per Roberto Volpe. A quarant’anni dalla morte, in
«Rassegna Storica Salernitana», Ordine e disciplina: usura di parole e di idee,
in «Archivio di storia della cultura», Ricostruzione, interpretazione,
storicità. Ancora sul rapporto tra psicoanalisi e storia, in «Bollettino
Filosofico», Filosofia pratica e filosofia civile, in A. Musci, R. Russo (a
cura di), Filosofia civile e crisi della ragione. Croce filosofo europeo, Roma,
Edizioni di Storia e Letteratura, Etica, progresso, marxismo, in «Materialismo
storico», Il concetto di cittadinanza in Vico come manifestazione del nesso tra
universalità della legge e storicità empirica della civitas, in «Laboratorio
dell’ISPF», Diversioni e riflessioni in un recente libro sul Chisciotte, in
«Rocinante. Rivista di filosofia iberica, iberoamericana e interculturale»,
Recensione di A. Labriola, Tra Hegel e Spinoza. Scritti, a cura di Savorelli e Zanardo,
Napoli, Biblipolis, 2015, in «Historia Magistra», Ortega y Gasset, Meditazioni
del Chisciotte e altri saggi, a cura di G. C. e M.L. Mollo, Napoli, Guida, Introduzione
(in collab. con C. Cantillo) a G. C., C. Cantillo (a cura di), Omaggio a
Ortega. A cento anni dalle Meditazioni del Chisciotte, Napoli, Guida Editori,
Premessa a J. Ortega y Gasset, Meditazioni del Chisciotte e altri saggi, a cura
di G. C. e M.L. Mollo, Napoli, Guida, Introduzione a D. Di Iasio, Dark Age. Per
una rinascita dell’umano, Manfredonia, Pacilli, Introduzione a M Scalercio,
Umanesimo e storia da Said a Vico. Una prospettiva vichiana sugli studi
postcolionali, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, Introduzione a L.
Anzalone, Eroi nel paese della mafia. Storie italiane: Impastato, Ambrosoli,
Falcone e Borsellino, Don Puglisi, S. Cesario di Lecce, Pensa Editore, Vecchi e
nuovi conflitti: scenari inquietanti, in «Roma», 4 gennaio 2016. 1590 – Zanone,
studioso e politico legatissimo a Salerno (in collab. con R. Cangiano), in «La Città»,
Immigrazione, politici sull’onda dell’emozione, in «Roma», Esprit de finesse et
de géométrie. Il connubio felice di Cicenia, in «Il Mattino» (ed. di Salerno),
L’America di Obama profondamente divisa, in «Roma», Le unioni civili e i dubbi
del Papa, in «Roma», La sconfitta del socialismo democratico e riformista, in
«Roma», L’adozione del figliastro, quanta confusione, in «Roma», Umberto Eco,
l’Europa e l’uscita degli inglesi, in «Roma», Volpe e la città ricostruita
dalle macerie, in «Il Mattino» (ed. di Salerno), Facciamo attenzione alla
polveriera Libia, in «Roma», La crisi della sinistra con la nascita del PD, in
«Roma», La nazione napoletana tra mito e realtà, in «Corriere del Mezzogiorno»,
Francesco De Martino, un uomo che ci manca, in «Roma», La misericordia del Papa
e i fallimenti dei politici, in «Roma», Questa spaccatura non serve a nessuno,
in «Roma», La realtà di una metropoli tra immagini e parole, in «La Città»,
Papa Bergoglio e il sogno di un’Europa nuova, in «Roma», Il populismo dell’antipolitica,
in «Roma», I politici studino il rapporto Istat per capire cosa fare, in
«Roma», Un appuntamento importante campo di prova per Renzi, in “Roma»,
L’obiettivo deve essere la serie A, in «La Città», Un libro che diffonde l’odio
contro l’uomo, in «Roma», Anche con la Brexit l’Europa non muore, in «Roma», Si
è concesso troppo ai conservatori inglesi, in «Roma», Gli errori che uccidono
le nostre democrazie, in «Roma», È una g uerra figlia della globalizzazione, in
«Roma», La religione strumento di pace per Francesco, in «Roma», Sicurezza e
democrazia per battere la paura, in «Roma», Burkini vietati, non è vera
laicità, in «Roma», Subito un piano nazionale di sicurezza degli edifici, in
«Roma», Lo storicismo secondo Tessitore, in «Corriere del Mezzogiorno», Il
mondo di “Bella ciao”, la canzone della libertà, il «Il Mattino» (ed. di
Salerno), Ma Ciampi non fu solo un grande europeista, in «Roma», Quell’inchino
davanti al PCI, in «La Città», Obama e l’agenda delle sfide globali, in «Roma»,
Amendola contro i populismi, in «Il Mattino» (ed. di Salerno), Il pericolo del
populsimo demagogico-qualunquista. A proposito della crisi del socialismo
europeo, in «Roma», Dialoghi sull’anima. Insondabile mistero, il «Il Mattino»
(ed. di Salerno), Scuola dimenticata, tornano le proteste, in «Roma», Penalizzati
le donne e i lavoratori meridionali, in «Roma», Crisi e mutamento nel senso
dell’umano, in «Roma», Quegli eroi di una scelta contrastata, in «Il Quotidiano
del Sud», Presidenziali in Usa, scontro tra due mondi, in «Roma», Apocalittici
o rassegnati, ma c’è una terza via, in «Roma», Fine del l’esperimento del
socialismo cubano?, in «Roma», Personalizzazione politica nelle logiche di
partito, in «Roma», Le voci del secolo breve, in «Corriere del Mezzogiorno”,
Responsabilità degli storici nella vita civile, in «La Città», La politica
torni giudice di se stessa, in «Roma», Il corpo a corpo di Galasso con la
storia, in «Corriere del Mezzogiorno», Laurea
Honoris Causa in Scienze Pedagogiche. Lectio Magistralis. Il futuro della
filosofia sta nel suo passato, presentazione di A.Tommasetti, Laudatio: Sullo
storicismo di G. C. di F. Tessitore, Salerno, Università degli Studi di
Salerno, L’esperienza filosofica di Fulvio Tessitore in forma di dialogo.
Intervista di Giuseppe C., a cura di S. Tarantino, in appendice la bibliografia
degli scritti a cura di F. Lomonaco, presentazione di M. De Dominicis, Napoli,
Editoriale Scientifica, Giuseppe Giarrizzo, Napoli, Società Nazionale di
Scienze, Lettere e Arti, “Profili e Ricordi” Ricostruzione, interpretazione,
storicità. Ancora sul rapporto tra psicoanalisi e storia, in «Research Trend in
Humanties», IV, Croce e Dilthey. Le due vie dello storicismo europeo, in C.
Tuozzolo (a cura di), Benedetto Croce. Riflessioni a 150 anni dalla nascita,
Canterano (RM), Aracne [anche in S. Di Bella, F. Rizzo Celona (a cura di),
Croce e la modernità tedesca, Roma, Aracne, In memoria di Italo Gallo, in
«Rassegna Storica Salernitana», Il sapere filosofico e la sua storia tra
universalismo e relativismo, in «Storiografia. Rivista annuale di storia»,
Roma, Fabrizio Serra Editore, Dilthey e Humboldt. La fondazione filosofica
dell’individualità e la nascita della coscienza storica, in A. Carrano, E.
Massimilla, F. Tessitore (a cura di), Wilhelm von Humboldt, duecentocinquant’anni
dopo. Incontri e confronti, Quaderni dell’«Archivio di storia della cultura»,
n.s., vol. 7, Napoli, Liguori, Tra etica dei principi ed etica pratica. I
Frammenti di etica di Benedetto Croce, in «Il Pensiero italiano», Divagazioni
filosofiche (e non) sulla felicità, in V. Caputo (a cura di), L’Io felice tra
filosofia e letteratura, Milano, Franco Angeli, Tacito e il tacitismo in
Spagna, in «Rocinante. Rivista di filosofia iberica, iberoamericana e
interculturale», Meticciato, ibridazione, etica interculturale, in G. Magnano
San Lio, L. Ingaliso (a cura di), Alterità e cosmopolitismo nel pensiero
moderno e contemporaneo, Soveria Mannelli, Rubbettino, [anche in M. Longo, G. Miceli (a cura di), La
filosofia e la sua storia. Studi in onore di G. Piaia, Padova, Cleup, Gramsci
oggi. Tra marxismo critico ed etica della realizzazione dell’umano, in
«Infiniti Mondi», Note introduttive, in «Rassegna storica salernitana»,
Prefazione a G. Magnano San Lio, Per una filosofia dello storicismo. Studi su
Dilthey, Soveria Mannelli, Rubbettino, Non basta l’accoglienza senza vera
integrazione, in «Roma», Il futuro dell’America nell’addio di Obama, in «Roma»,
Come cambiano gli Usa nell’era del populismo, in «Roma», Olocausto, una eredità
da trasmettere ai giovani, in «Roma»,
Post, il prefisso che avvelena la democrazia, in «Il Mattino» (ed. di
Salerno), Le ambizioni di Renzi e il bene del paese, in «Roma», Tradizione
socialista: è in crisi profonda, in «Roma», Diritto all’obiezione e
all’autodeterminazione, in «Roma», La sinistra ora recuperi i valori espressi
dal voto del 4 dicembre, in «La Città», Edizione nazionale di Labriola, spunta
il testo su Spinoza, in «Corriere del Mezzogiorno», I nuovi schiavi del nostro
secolo, in «Roma», Magistrati e politica, un rapporto irrisolto, in «Roma»,
Cambio d’epoca. 1917 l’anno della rivoluzione, in «La Città», Rappresentante e
rappresentato, in «Roma», Ecco la nuova casa a sinistra del PD, in «Roma», Si
va verso la terza catastrofe mondiale, «Roma»,
Francia, una risposta per il futuro europeo, in «Roma», Legittima difesa, tante incongruenze, in
«Roma», Di che cosa sarà fatto il futuro? Emmanuel guardi alle ingiustizie, un
«La Città», Tragedia e sofferenze di un popolo, in «La Città», De Sanctis, zoom
su un maestro, in «Roma», I sette “grandi” e l’inutile incontro di Taormina, in
«Roma», Ma la vera sinistra rischia di scomparire, in «Roma», La reintroduzione
del sistema voucher, in «Roma», PD, è un
dualismo di difficile soluzione, in «Roma», Le tante responsabilità
dell’emergenza incendi, in «Roma», Migranti, sta fallendo lo spirito
comunitario, in «Roma», Rapporto da chiarire tra obbligo e libertà, in «Roma»,
Migranti, l’Europa tradisce se stessa, in «Roma», Multinazionali estere libere
di avvelenare, in «Roma», S. Matteo? Basta amenità, è culto storico, in «La
Città», Raggi come Pilato. Serve buon senso, in «Roma», Il mondo dei robot, è
l’era post-umana?, in «Roma», Gli abusi di potere di qualche magistrato, in
«Roma», I mitici anni 60 dei primi “nettuniani”, in «La Città», Spagna e
Catalogna sull’orlo del baratro, in «Roma», L’Università italiana non va
criminalizzata, in «Roma», Così il “giornalista” Gramsci rilegge gli eventi
della rivoluzione d’ottobre, in «La Città», Cosa si nasconde dietro la crisi
catalana, in «Roma», Democrazia italiana: è sempre più stanca, in «Roma», I
quattro populismi sula scena politica, in «Roma», Spagna, è a rischio il futuro
democratico, in «Roma», Che fine ha fatto la sinistra italiana?, in «Roma», Ma
dov’è finita la dignità umana?, in «Roma», Emergenza migranti, la sciagurata
decisione di affidarsi alla Libia, «La Città» [anche in «Roma» col titolo Le
ventisei migranti sepolte a Salerno]. 1700 – Quando ci dimentichiamo delle
nostre origini, in «Roma», Passioni e debolezze di Gramsci nell’originale
biografia di D’Orsi, in «La Città», Se patria e matria diventano contaminazione
virtuosa, in «La Città» [anche in «Roma» col titolo Il duro confronto tra
Patria e Matria] Rinnovare la cultura politica per debellare i neo fascismi, in
«La Città», La svolta umanistica del biotestamento, in «La Città», 18 dicembre
2017 [anche in «Roma» col titolo Biotestamento e dignità, una rivoluzione
culturale] La Catalogna vittoriosa non rilanci lo scontro, in «La Città» [anche
in «Roma», col titolo La questione catalana e i rischi per l’Europa]. 1706 –
Umanesimo. La linea analitica di Cacciari. Interrogativi sulla crisi tra
filologia e filosofia, in «Il Mattino» (ed. di Salerno), Acerca de la génesis
de los conceptos viquianos de ingenio y fantasía, in «Cuadernos sobre Vico», In
difesa della Carta Costituzionale, oggi come ieri, in «Infiniti Mondi»,
Divagazioni sulla felicità, in P. Rumore (a cura di), Momenti di felicità. Per
Massimo Mori, Bologna, Il Mulino, Humboldt und Dilthey. Die philosophische
Begründung der Individualität und das Entstehen des geschichtlichen
Bewusstseins, in J. Trabant (hrsg.), Wilhelm von Humboldt: Sprache, Dichtung,
Geschichte, Paderborn, Wilhelm Fink Verlag, Etica e storia in Ernst Troeltsch, in
G. Cantillo, D. Conte, A. Donise, E. Massimilla (a cura di), Ernst Troeltsch.
Religione, etica, filosofia della storia, Quaderni dell’«Archivio di storia
della cultura», n.s., vol. 8, Napoli, Liguori, Humanismus e Umanesimo, in
«Archivio di storia della cultura», Sulla genesi dei concetti vichiani di
ingegno e fantasia, in «Bollettino del Centro di studi vichiani», Pena di morte
e letteratura. Una prospettiva storico-filosofica, in «Logos», A. Labriola, I
problemi della filosofia della storia, Recensioni, a cura di G. C. e M.
Martirano, Napoli, Bibliopolis, Premessa
a G. Cirillo (a cura di) L’italia a cento anni dalla grande guerra. Miti,
interpretazioni, politiche industrali, Fisciano (SA), Gutenberg Edizioni,
Prefazione a S. Tarantino, Chiaroscuri della ragione. Kant e le filosofe del
Novecento. Napoli, Guida Editori, Introduzione a L. Cicalese, A Nocera
Superiore, Nocera Superiore, PrintArt, La “vecchia” Costituzione che rianima la
democrazia stanca, in «Il Mattino» (ed. di Salerno), La Costituzione merita una
riflessione storica, in «Roma», “Rubentus”, sperando nel gesto dell’ombrello,
in «Roma», La Segre e gli orrori di ieri, oggi e domani, in «Roma», Si alla
clonazione ma solo a fin di bene, in «Roma», [anche in «Il Mattino», ed. di
Salerno, col titolo La clonazione tra ragionevoli e catastrofisti, Attenti al
pericolo dei nuovi nazifascisti, in «Roma», [anche in «Il Mattino», ed. di
Salerno, col titolo L’Olocausto e la legge polacca. L’aggettivo che nasconde i
carnefici della porta accanto, La storia
e le rivoluzioni culturali e sociali, in «Roma», [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, col
titolo Il Sessantotto delle libertà sospeso tra il silenzio e l’idillio della
retorica, Sacralità della vita e libertà di suicidio, in «Roma», [anche in «Il
Mattino», ed. di Salerno, col titolo La dignità della vita e i sentieri
interrotti della ragion politica,
Intanto cresce l’odio verso gli immigrati, in «Roma», [anche in «Il Mattino», ed. di 166 Salerno,
col titolo Fascismo e antifascismo: le parole “vecchie” che nominano il nuovo,
Restare ottimisti nonostante tutto, in «Roma» [anche in «Il Mattino», ed. di
Salerno, col titolo Stare al mondo con ottimismo nel grigio weekend, Quella
scintilla viva nell’idea di socialismo, in «Roma», [anche in «Il Mattino», ed.
di Salerno, La coperta del socialismo che contamina lo scandalo della
modernità, I populismi, malattia senile della democrazia, in «Roma» [anche in
«Il Mattino», ed. di Salerno, col titolo Il “possibile” dei partiti senza
demonizzare i congiuntivi sbagliati, La preoccupazione per i due populismi, in
«Roma» [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, col titolo L’aventinismo
nullista travolto dall’onda populista, Giornalismo d’inchiesta tra politica e
informazione, in «Il Mattino», ed. di Salerno, La razza non esiste, lo dice la
scienza, in «Roma» [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, Informazione
digitale: uso improprio e illegale, in «Roma»,
[anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, Perché i diritti sono radice
immutabile della sinistra, in «Il Mattino», ed. di Salerno [anche in «Roma», Le
istituzioni possono fermare un altro declino. A proposito della chiusura della
Libreria Internazionale, in «Il Mattino», ed. di Salerno, Internazionale,
patrimonio culturale della città, in «YouCamp», Recuperare Marx senza
totalitarismi, in «Roma» [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, col titolo A
che condizione non possiamo non dirci marxisti, La strada stretta tra populisti
e sovranisti, in «Il Mattino», ed. di Salerno [anche in «Roma» col titolo
L’ultima spiaggia: potere a Mattarella, Fionda e cecchini. Il nuovo apartheid
dei palestinesi, in «Il Mattino», ed. di Salerno [anche in «Roma» col titolo
Non resta che diventare cittadini israeliani, Uno scontro istituzionale che non
ha precedenti, in «Roma», Apprendisti stregoni contro la costituzione, in «Il
Mattino» (ed. di Salerno), La mutazione genetica del populismo tradizionale, in
«Roma», La piazza multiclassista e la sinistra incerta, in «Il Mattino» (ed. di
Salerno), Governo muto su diritti e
lavoro, in «Roma» [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, col titolo La testa
dura dei fatti e le visioni innegabili, La sinistra sconfitta ma non ancora
sepolta, in «Roma», 18 giugno 2018 [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, col
titolo Un nuovo socialismo per la nuova sinistra, Ambiente e cervello: un
dialogo continuo, in “«Roma», [anche in «Il Mattino», ed. di Salerno, col
titolo Tra anoressia dei valori e bulimia dei consumi, Se la nostra Europa
rinnega la vocazione umanitaria, in «Il Mattino» (ed. di Salerno), La perdita
d’influenza della classe operaia, in «Roma», Guardiamo la storia come “Magistra Vitae”, in
«Roma», Immigrati, il razzista della porta accanto, in «Roma», L’indifferenza
convive con l’odio, dal giudice xenofobo a Federica, in «La Città», Il mondo
cattolico argine al razzismo, in «Roma», Sud nel baratro. Governo assente, in
«Roma», Renato Cangiano, l’anima del premio Salvatore Valitutti, in «La Città»,
Basta proclami, ora servono i fatti, in «Roma», La democrazia “sostituita” dai
social, in «Roma», Dalla Chiesa l’appello in difesa dell’ambiente, in
«Roma», L’ignoranza democratica che
genera i populismi, Il Mattino [anche in «Roma» col titolo La storia è il
sapere più vicino alla politica, Amendola, le lettere della libertà, in «La
Città», Bergoglio e la dura critica al populismo dilagante, in «Roma», Verso la
“dittatura della maggioranza” [titolo originale del giornale: Verso una
dittatura delle fake-news], in «Roma», Perché i populisti odiano la storia, in
«Roma», Scivoliamo verso il baratro con gli apprendisti stregoni, in «Roma», Il
nemico non è alle porte, ma il pre-fascismo sì, in «Roma», Salerno e la sua storia,
in «Cronache della sera», Ecco come nascono i governi autoritari, in «Roma», Dalle
veline fasciste ai messaggi grillini, in «Roma», Dalle donne parta una rivolta
civile, in «Roma», I preoccupanti dati del rapporto Censis, in «Roma», Diritti
umani ancora calpestati nel mondo, in «Roma», Dilthey zwischen Universalismus
und Relativismus, in «Aoristo. Journal of Phenomenology,
Hermeneutics and Metaphysics», Etica e storia in Troeltsch, in «Aoristo. Journal of
Phenomenology, Hermeneutics and Metaphysics», “Mis” Vico, in «Cuadernos sobre
Vico», La lingua della Scienza Nuova di Vico. In dialogo con una inedita
interpretazione della lingua vichiana, in F. Cacciapuoti (a cura di), Il corpo
dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi, Roma, Donzelli, Un
appuntamento mancato? Il carteggio AndersLukács in A. Meccariello, A. Infranca
(a cura di), Vie traverse. Lukács e Anders a confronto, Trieste, Asterios, Bloch
e l’alleanza tra diritto naturale e diritti umani, in «Infiniti Mondi», L’Europa nelle riflessioni di Benedetto Croce
e Thomas Mann, in Aa.Vv., Adotta un filosofo, pogetto di formazione rivolto
alle scuole superiori, Fondazione Campania dei Festival, Il marxismo di Antonio
Banfi, in «Critica Marxista», Bloch e l’utopia della Menschenwürde, in «B@belonline»,
Storia filosofica o storia storica della
filosofia?, in «Iride», Weimar 100 anni dopo. Lezioni da meditare, in «Historia
Magistra», Recensione di F. Esposito, R. Guerriero, Il capitano. La storia di
Donato Vestuti, in «Rassegna Storica Salernitana», Rivolta anti-Salvini,
disobbedire è giusto, in «Roma», Sconfessare le promesse dei nostri governanti,
in «Roma», Così vogliono demolire la democrazia parlamentare, in «Roma», Lelio
Basso e quell’incontro mancato tra Marx e Kant, in «Salerno Sera», Il giorno della memoria e la nuova barbarie,
in «Roma», Italiani abbindolati grazie alla paura, in «Roma» [anche in «Salerno
Sera», 4 febbraio 2019, col titolo Prigionieri dell’istrionismo salviniano].
1790 – La pietà verso i morti e i diritti dei migranti, in «Roma», [anche in
«Salerno Sera» col titolo Il volto salato dei naufraghi] L’eutanasia del Sud, morte lenta indotta, in
«Roma» [anche in «Salerno Sera», col titolo Giù le mani dalla
Costituzione].L’attacco alla storia: rischia di scomparire, in «Roma» [anche in «Salerno Sera», col titolo Giù le
mani dalla storia] La “Città” e quei pirati sulla nave di Teseo, in «Salerno
Sera», [anche in «Roma» col titolo La truffa delle tre tavolette de “La Città”
di Salerno, Diseguaglianze e violenze, una svolta per le donne, in «Roma»,
[anche in «Salerno Sera» col titolo Non una di meno, Nuova Zelanda, l’orrore si
rinnova, in «Salerno Sera» [anche in «Roma», col titolo Abbassiamo a 14 anni il
diritto al voto, Ius soli, è solo un dovere, in «Salerno Sera» [anche in
«Roma», col titolo Populismo e sovranismo, una miscela pericolosa, No al
suprematismo neofascista, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo Il
populismo italiano e la tragedia umanitartia, La letteratura e il senso del
viaggio, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo “Giornalisti
all’inferno”, romanzo sorprendente, Difendiamo la storia o si vendicherà, in
“«Roma» [anche in «Salerno Sera», col titolo La storia un bene comune, se
ignorata si vendica] La necessità storica dell’Europa, in «Salerno Sera» [anche
in «Roma», col titolo Un’Europa unita contro il nazionalismo] Per Roberto
Visconti, in «Le Cronache», Decreto sicurezza? È incostituzionale, in «Roma»
[anche in «Salerno Sera» col titolo La Costituzione non resti sulla carta, La
dittatura della Rete, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo La
dittatura informatica dei social network, Il Presidente Mattarella è l’ombrello
protettivo, in «Roma» [anche in «Salerno Sera» col titolo Meno male che
Mattarella c’è, L’ambiente, occasione persa per la sinistra, in «Roma» [anche
in «Salerno Sera» col titolo La sinistra si allei con i movimenti
ecologisti, L’eredità perduta della
classe operaia, in «Roma» [anche in «Salerno Sera» col titolo La sinistra
riscopra la “fatica del lavoro”, La vergognosa politica antimeridionalista, in
«Roma», Attenti al populismo penale, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo Populismo penale e
sequestro di persone, I testi Invalsi e la crisi del linguaggio pubblico, in
«Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo La scuola scivola sui testi Invalsi,
È un pianeta dominato dall’egoismo del potere, in «Roma» [anche in «Salerno
Sera» col titolo Fermiamo la catastrofe ecologica, Il Sud è all’ultima
spiaggia, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo Sud, serve un piano di
emergenza, Tutti uniti contro il pericolo sovranista, in «Salerno Sera» [anche
in «Roma» col titolo Il sussulto di orgoglio del premier Conte,
Amazzonia-Italia, così va in fumo il futuro, in «Salerno Sera» [anche in «Roma»
col titolo Il balletto PD-5Stelle mentre il mondo brucia, Il “nuovo umanesimo”
e l’insidia dei fondamentalismi, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo
L’umanesimo di Conte e i rifugiati in alto mare, Non basta aver messo Salvini
fuori gioco, in «Roma» [anche in «Salerno Sera» Il governo giallorosso tiri
fuori il coraggio, Diritti umani universali e libera circolazione, in «Roma»,
16 settembre 2019 [anche in «Salerno Sera» col titolo Ma i diritti dell’uomo
sono ancora universali?, L’urlo di Greta e il silenzio assordante delle
istituzioni, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo E il decreto
sull’ambiente ancora una volta rinviato, Se l’essere umano batte l’algoritmo,
in «Roma» [anche in «Salerno Sera» col titolo Se l’algoritmo diventa rischio
per la democrazia, Il dramma dei curdi, un popolo senza, in «Roma» [anche in
«Salerno Sera» col titolo La tragedia dei curdi e l’ipocrisia dell’Europa,
Finalmente un disegno per la difesa della storia, in «Roma», [anche in «Salerno
Sera» col titolo Il ritorno della storia contro la civiltà delle fake news,
Ricordando la caduta del muro di Berlino, in «Roma» [anche in «Salerno Sera»,
col titolo 30 anni fa la caduta del muro, ma l’Europa dov’è?, Ora la classe
operaia si scuota dal letargo, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col titolo La
lenta “dismissione” della lotta operaia, Quello delle sardine è un mare
promettente, in «Salerno Sera», 2 dicembre 2019 [anche in «Roma» col titolo Le
sardine e la polemica contro i populismi, Dai movimenti di piazza un’inversione
di tendenza, in «Roma» [anche in «Salerno Sera» col titolo Se le classi più
deboli invocano l’uomo forte, La brexit
e i doveri della sinistra europea, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col
titolo La classe operaia cambiata, lo sfruttamento invece no, Altri tagli alla
ricerca, ci vuole uno sciopero,in «Roma» [anche in «Salerno Sera» col titolo
Tagli alla ricerca, l’Italia sempre più povera, Sulla Pandemia. Appunti di un
filosofo in quarantena, Sant’Egidio del Monte Albino, Francesco D’Amato, C., M.
Kaufmann, F. Lomonaco (hrsg.), Zwischen Sprache und Geschichte. Vicos Methode
beim Umgang mit Recht und Naturrecht, Berlin, Peter Lang, C., M. Sanna, A.
Mascolo (a cura di), Le trame dell’ingegno. Vico nell’orizzonte della cultura
iberica e iberoamericana, «Rocinante. Rivista di filosofia iberica,
iberoamericana e interculturale», ISPF-CNR, Napoli, Diogene, Giuseppe
Capograssi e Pietro Piovani. Riflessioni sull’opera di due maestri, Lettera ad
un amico a guisa di introduzione di F. Tessitore, Napoli, Liguori Editore, Der
Zusammenhang zwischen der Universalität des Gesetzes und der empirischen
Geschichtlichkeit der Civitas in Vicos Begriff der Bürgerschaft, in G. C., M.
Kaufmann, F. Lomonaco (hrsg.), Zwischen Sprache und Geschichte. Vicos Methode
beim Umgang mit Recht und Naturrecht, Berlin, Peter Lang, Una “svolta” negli
studi su Vico in Spagna. Note in margine all’opera di José M. Sevilla
Fernández, in G. C., M. Sanna, A. Mascolo (a cura di), Le trame dell’ingegno. Vico
nell’orizzonte della cultura iberica e iberoamericana, «Rocinante. Rivista di
filosofia iberica, iberoamericana e interculturale», ISPF-CNR, Napoli, Diogene,
Pisacane. Risorgimento e questione sociale, in L. Melillo (a cura di), La
lezione di Carlo Pisacane, «Il Pozzo», Mito e storia in Vico, in P. De Lucia,
S. Langella, M. Longo, F.L. Marcolungo, L. Mauro, S. Zanardi (a cura di),
Storiografia filosofica e storiografia religiosa. Due punti di vista a
confronto. Scritti in onore di Luciano Malusa, Milano, Franco Angeli, Una nuova
edizione de La Giovinezza di De Sanctis, in M. Trotta (a cura di), Francesco De
Sanctis tra storia e memoria. Sulla Giovinezza, edizione critica di Giovanni
Brancaccio, Milano, Biblion Edizioni, “Meine” Vico, in A. Krause, D.
Simmermacher (hrsg.), Denken und Handeln. Festschrift für Matthias Kaufmann zum
65. Geburtstag, Berlin, Duncker et Humblot, L’identità ritrovata, in L. Libero
(a cura di), Cosa ci resta? Ambiente, Risorse, Cultura, prefazione di T.
Montanari, Salerno, Oèdipus edizioni, Banfi e il marxismo tra razionalismo
critico e materialismo storico, in C. Tuozzolo (a cura di), Marx in Italia.
Ricerche nel bicentenario della morte di Karl Marx, Roma, Aracne, Masullo. Tra
fenomenologia della soggettività e geneaologia dell’umano, in «Infiniti Mondi»,
Per la critica della “storia debole”, in G. Cirillo, M.A. Noto (a cura di),
Stagioni e ragioni della storia. Le 176 “vie” della ricerca di Musi, Soveria
Mannelli, Rubbettino, Il centenario della Società Salernitana di Storia Patria,
in «Rassegna Storica Salernitana», Per Aldo Masullo, maestro di vita e di
pensiero, in «Rassegna Storica Salernitana», Fausto Andria. Una vita esemplare,
in «Rassegna Storica Salernitana», Croce und Dilthey: die zwei Wege des
europäischen Historismus, in R. Faraone, M. Kaufmann (hrsg.), Benedetto Croce,
Deutschland und die Moderne, Berlin, Peter Lang, Per Antonello Giugliano, in
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Operaia”, Nocera Superiore (SA), Polis SA 177 Edizioni, , in «Rassegna Storica
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Francesco D’Amato editore, Introduzione (in collab. con M. Martirano) a G.
Cantillo, La filosofia del soggetto. Saggi su etica, comunità e storicità,
Sant’Egidio del Monte Albino, Francesco D’Amato, Prefazione a A. Mondillo, L.
Barricelli, G. Ianniello, M. Dalmotto (a cura di), Fratelli di libertà, fumetto
sulla rivolta cilentana del 1828, Castelnuovo Cilento, B.M.P. Group, Il ruolo
dell’Italia nella guerra Usa/Iran, in «Roma» [anche in «Salerno Sera» col
titolo Venti di guerra, Italia e Europa senza voce, Habermas, la forza del
pensiero, in «Il Quotidiano», ed. di Salerno, Il proporzionale è più
democratico, in «Roma» [anche in «Quotidiano del Sud», ed. di Salerno, col
titolo Proporzionale prima di tutto, Nell’anno centenario una sinergia virtuosa
tra stampa e Storia Patria, in «Quotidiano del Sud», ed. di Salerno, resti per
sempre nella coscienza collettiva, in «Salerno Sera» [anche in «Roma» col
titolo Comprendere è impossibile, conoscere è necessario, Il diritto per la
comprensione dei processi storici e sociali, in «Salerno Sera», L’olocausto dimenticato e l’alleanza in
Turingia, in «Roma» [anche in «Il Quotidiano», ed. di Salerno, col titolo Le
democrazie, il lavoro e i rischi della libertà, Ambiguità del masaniellismo, in
«Il Quotidiano», ed. di Salerno [anche in «Roma» col titolo Il libro:
Masaniello e il masaniellismo, Serve un vaccino contro la paura, in «Roma» [anche
in «Il Quotidiano», ed. di Salerno, col titolo Il morbo è la paura, Stare uniti
per superare singoli interessi e paure, in «Roma» [anche in «Il Quotidiano»,
ed. di Salerno, col titolo Una task force europea per tutelare la salute,
Quando la fratellanza viene prima della libertà, in «Roma» [anche in «Il
Quotidiano», ed. di Salerno, col titolo Sì a barriere protettive pur di
bloccare il virus, Non violiamo la dignità dell’essere umano, in «Roma», Il valore insostituibile delle persone
anziane, in «Roma», Qualche filosofo
parla di invenzione ma sbaglia, in «Roma», Masullo, il filosofo che amava
confrontarsi, in «Roma», “Prudenza” e “buon senso” negli attacchi al governo,
in «Roma», La drammatica ricaduta sulla occupazione, in «Roma», Liberi di
circolare ma con prudenza, in «Roma», Virus: ancora sui più indifesi: gli
ultrasessantenni, in «Roma», La vita di ogni uomo ha la medesima dignità, in
«Roma», Una miope politica per l’occupazione, in «Roma», Dopo la fratellanza
arrivano i nuovi caini, in «Roma», Mondragone, si rischia uno scontro
esplosivo, in «Roma», La pandemia e il crollo del tasso di natalità, in Roma,
Il massacro sociale è stato quasi compiuto, in Roma, Unione europea: rinvio? È
un colpo mortale, in «Roma», L’Europa sta a guardare la dittatura di Erdogan,
in «Roma», 27 luglio, 2020. 1882 – Libertà non significa fare ammalare gli
altri, in «Roma», Abbiamo il diritto di difendere la vita, in «Roma», Amarante
e la necessità della storia, in «La Città», I pericoli del Sì al Referendum, in
«Roma», Confindustria e Sindacati un conflitto che preoccupa, in «Roma», Il
Sud, nuovo motore per la ripresa del Paese, in «Roma», L’indignazione di
Saviano sull’attuale politica del PD, in «Roma», Costruire un’unione europea
della salute, in «Roma», Migranti, è inaccettabile la solidarietà solo per i
rimpatri, in Roma. Misure immediate contro gli irresponsabili, in «Roma»,
Bergoglio alla fraternità aggiunge l’amicizia sociale, in «Roma», I giovani e
il concetto di responsabilità, in «Roma», Salute ed economia in conflitto, in
«Roma», Il concetto di libertà non significa arbitrio, in «Roma», Joe Biden,
uniti contro pandemia e razzismo, in «Roma», La sconcertante discrasia tra
potere centrale e locale, in Roma, Il difficile compito del Presidente Biden,
in «Roma». PER L’INAUGURAZIONE DELLA STATUA COLOSSALE
DI NAPOLEONE I, OPERA DI CANOVA IN MILANO. CARCANO MILANO
COI TIPI DI LUIGI DI GIACOMO PIROLA. ] tira costume di andar cercando
nelle vicissitudini di antichi imperi, in lontane epoche della storia, i
solenni ammonimenti della verità e i riscontri de’ fatti sociali che
manifestano F invincibile potere della volontà umana, o lasciano indovinare
il misterioso cammino delle nazioni. Que’grandi esempj furono
raccolti e magnificati in mille volumi, ascoltati nelle scuole, con quell’entusiasmo
eh 1 è il convincimento de 1 cuori giovani e forti. Noi pure li udimmo
raccontare, noi pure abbiamo palpitato a queste ricordanze di gloria, di
senno antico, a quelle gigantesche contese dell’oppressione colla libertà, di
cui non credevamo potersi più rinnovare l’esempio. Ma qual vi fu mai, ne’
libri della storia, più grande, più maraviglioso spettacolo di quello a
cui le nostre generazioni furono presenti, nella parte di secolo
che hanno percorsa? Una rivoluzione, lenta opera di secoli, e che
attraverso a tanti inciampi, in mezzo alle rovine da essa lasciate, non
è stanca della sua via, aveva diffuso F ardente suo soffio sul
mondo: in Francia, alla guerra civile, che si era spenta nel sangue,
succedeva la guerra contro tutta Europa: era la lotta suprema della
società nuova contro l’antica. A que 1 giorni, uscito da un 1 isola oscura
un oscuro predestinato mette il piede in terra di Francia, in quella
terra che ben presto deve parer troppa angusta al cammino delle sue
schiere, al desiderio della sua grand’anima. Egli viene; in poco tempo
signoreggia l’Europa, ricompone questo mare agitato da tante tempeste, questi
elementi della vita sociale confusi tra loro in una guerra feroce; e getta
sovra un nuovo sentiero le nazioni, di cui vuol essere F arbitro e la
guida. Passano pochi anni, i più gloriosi del secolo; ed ecco, in
mezzo a immortali vittorie e a sventure immortali, quell’uomo tocca il
termine del suo cammino; e dispare nel carcere e nell’esilio, lasciando
la terra d’Europa feconda dei germi dell’avvenire. Così un gran fiume, così
quel Nilo dalle ignote sorgenti, che un giorno gli aveva obbedito,
finisce nel mare, dopo aver deposti tesori di fecondità nelle campagne
attraversate dalle vaste sue acque. Dall’esilio, invece, e dal carcere,
colF eterna giovinezza del genio, con gli stessi suoi concepimenti, con
la sua anima stessa — dopo il giro di pochi lustri, in cui l’Europa
tentò invano di ricomporsi ne’ vecchi ordini e in nuove libertà —
ecco che, per mirabile mutamento di fortuna, vediamo comparire l’erede
de’pensieri e de’propositi di quell’uomo. Fu come una di quelle comete che
s’accostano alla terra, poi ne vanno perdute nelle regioni
dell’atmosfera: dopo lunga stagione esse ritornano; la moltitudine vede
in loro delle nuove viaggiatrici del cielo, ma il sapiente le riconosce e
sa che sono le stesse, già da lui salutate e che ricompajono
sull’orizzonte, belle d’eterno splendore. Ed ora, perchè siamo qui
a contemplare un miracolo dell’arte nostra che ricorda quel Grande? I posteri
hanno data l’ardua sentenza? Questa gloria fu vera? Sì — la gloria
fu vera ! Napoleone è stato iniziatore d’ un grande principio — il
diritto della nazione; quel diritto per cui abbiamo, oggi, un re ch’è
nostro, e nostri sono questi soldati che custodiscono le mura e i sacri
campi della patria. E questi altri valorosi, che insieme coi nostri hanno
combattuto le fraterne battaglie dell’indipendenza e sparso il sangue per
l’Italia, sono testimonj che noi pure siamo degni di avere una
patria, che per essa abbiamo saputo morire e vincere. Lasciate che
ora io rammenti per che vie da lui procedesse questo gran fatto dell’italica
nazione risorgente. L'uragano rivoluzionario, al finir dell’altro secolo,
disperdendo i principi italiani, aveva costretto ad allontanarsi
dalle Alpi quello che n’era stato il più antico e vigile custode : e
così, in quel momento, l’arbitro delle nostre sorti, solo all’opera della
rigenerazione di questo paese, non fece che gettare i fondamenti di un regno
italiano. E fu in quegli anni che, resi a noi stessi, parve che
risorgessimo a vita tutta nuova: benché il fanatismo e 1’astio di quelli
che sconfessano il bene, perchè da loro non è proceduto, siansi sforzati di
mostrare che quell’epoca corresse per una brutta via di servitù, di
licenza e di tirannide. Non ci era dato il più sacro dei diritti, la
libertà civile e politica, e da lontano centro doveva giungere fino a noi il
cenno imperiale: ma nostri erano i giudici, i savj del corpo legislatore,
i consultori dello stato; e avevamo fiorenti scuole cittadine e militari,
e stupende alpine vie, e ponti e canali, e quanto più muniva la difesa e
la sicurezza interna dello stato; raccolte in un solo codice le leggi,
fondato un sistema ipotecario, e misure e monete eguali; diffusa e fatta — come
dev’essere — un beneficio popolare, l’istruzione; e gl’ingegni sovrani
nella scienza e nell'arte cercati, venerati; e sacri i nomi di ORIANI (vedasi),
di VOLTA (vedasi), di SPALLANZANI (vedasi), di SCARPA (vedasi); e, più che
tutto, avevamo una milizia nostra, che in breve dove levare a tanta altezza
il nome e il valore de’nostri soldati; di quei soldati che più di una
volta seguirono i passi dell'Eroe ne’campi della Germania, contro a stirpi da
loro detestate: poiché a Lui medesimo, sospinto dall’ardente genio del
mezzodì contro la lunga oppressione delle razze settentrionali, pare
ribollissero in fondo al cuore le antipatie del SUO SANGUE LATINO. Ma, per
la seconda volta, contro al impero d’Occidente, rifluiva la vasta marea del
mondo barbarico: il rancore de’ vinti seppe affrettare il giorno di una
terribile riscossa. E, sciolto tutto quel fascio di forze eh’ egli solo aveva
saputo stringere in sua mano, sembrò dissiparsi, come un ampio miraggio, quel
mondo creato da lui. Compiuta questa gran vendetta dei re, quasi ogni
gente di Europa poteva almeno riposarsi nella propria nazionalità:
a noi italiani non rimase che la oppressione, e con essa la memoria di
quel regno d’Italia, risorto dopo mille anni per così breve tempo; la
memoria di quella parola nuova e feconda, di quegli anni gloriosi e non
perituri. E ben lo sapevano gli antichi dominatori, qui ritornali a
ribadire la nostra catena: essi, con la paura nell’ animo, proibivano
perfino le imagini dell’ Uomo Fatale: ma come, in ogni casolare di
Francia, il soldato, tornato lavoratore, venerava quella' sembianza; qui
da noi, gli ultimi véliti, compagni di tante sue battaglie, andavano
narrando quei fatti con mesto orgoglio. Poi a poco a poco codesti
testimonj d’ una grandezza caduta si diradarono; quelle imprese divennero
come una leggenda, una storia tanto grande da non parer più vera a genti
che cominciavano ad infiacchirsi nella pace. E così, la virtù di un’ idea,
come un’ eco che si perde, andava a morire. Morire?., la vita,
l’anima d’ un popolo non ponno morire: esse languono spossate, ma poi si
risvegliano e risorgono. Questa necessità di una patria trapassava da un
avanzo d’eroi dispersi a una generazione di giovani, i quali crescevano
amando e aspirando a una libertà da loro non provala. E fu tra que’ giovani,
soldati e màrtiri del pensiero nazionale, che ricomparve ben presto queir
istesso nome che i monarchi avevano creduto di poter cancellare, col
paragrafo d'un trattato, dalla mente d’Europa. D’ allora in poi, uno
spirito ravvivalore si diffuse per tutta la penisola. Come il navigante
che, in oceani lontani, ha fede di giungere a una terra conosciuta, ma
non sa il giorno nè l’ora; un solo principe italiano vegliava al piede
dell’ Alpi, attento a quello spirilo, e ascoltandone la gran voce,
non per soffocarla ma per intenderla. E il giorno e F ora,
eli’ egli aspettava, vennero finalmente. Se non che, nelle battaglie dei
popoli, coloro che fanno il primo impeto contro la possa nemica si
consacrano da sè stessi alla morte. Così egli cadde: così, dopo dieci
anni, lun- ghi al servaggio, brevi alla speranza, uscì dall’ animo
del tìglio suo il grido della nuova guerra; mentre, salito al sommo del
potere, 1’ erede del primo Napoleone gli stendeva la mano
ajutatrice. Qui, dalle mura di Milano, il giorno della liberazione,
quest’ uomo che sente di comprendere i suoi tempi, annun- zia un diritto
nuovo all’Europa attonita, prima ch’ella osi di interrompere col
bisbiglio d’una gelosa diplomazia il corso di quelle vittorie, che in noi
destarono un entusiasmo non ancora spento. È un monarca che confessa il
diritto dei popoli, apertamente, altamente, con parole che non si
dovranno più cancellare. E quand’ egli le scrisse, là sul campo
sanguinoso di Magenta, sapeva bene che queste parole risponde- vano
all’idea divinatrice e profonda del suo grande antecessore; a quell’affetto
che, in Sant’Elena, gli faceva rimpiangere di non aver pensato di più all’
Italia, di non averla resa libera e forte e signora di sè medesima. E
nella solennità di questo giorno, al cospetto di questa statua del
Vincitore d’Europa che trionfa ancora, dopo essere stata nove
lustri inonoratamente sepolta ne’recinti sotterranei di codesto mu-
seo dell’ arti nostre — sacrilegio consumato dalla stoltezza e dalla
paura — in oggi, dico, parmi che quel memorabile suo desiderio per
l’Italia riceva alfine adempimento. A buon dritto, in mezzo alle sue
vittorie, il Conquistatore, che tanto in sè ritraeva dell’antico, trovò
un artefice degno de’ migliori tempi di Grecia che lo seppe effigiare. Al
severo volgere del capo, si scorge l’imperioso profilo dell’eroe,
improntato di quella fermezza pensosa, di quella volontà possente che gli
fecero eseguire tanti grandi cose. Nella perfetta proporzione delle
membra, ne’ loro robusti contorni, lo scultore, io credo, volle rendere quell’
ideale che rappresenta, nell’armonia della forma, l’unità delle forze umane.
Sul globo. che tiene in una mano, sta la Vittoria alata, divenuta
ora simbolo verace d’ un altro potere; di quell’influenza morale
cercata con orgoglio, che può regnare ancora sul mondo, e regnarvi col
nome di un Bonaparte. Nella sua vita e nei trionfi, egli ottenne
l’omaggio di re paurosi, le adulazioni degli scienziati, il plauso delle
moltitudini; ebbe onori quasi divini, che talvolta lo inebbriarono : ma,
forse, i due omaggi più puri gli vennero da quest’ITALIA; dalla voce del
poeta che pianse sul suo sepolcro, e dall' opera sublime dello
scultore che, effigiandolo, ardiva di consigliarlo, e in segreto
sperava eli’ egli desse la libertà alla sua patria. Questo
capolavoro giacque a lungo celato, quasiché il suo aspetto fosse bastante
a risvegliare una nazione. Poi, per simulata noncuranza d’ una gloria
impossibile a rinascere, ne era concessa la pubblica mostra per decreto
di regnante straniero, qui dove prima s’era tentato di tòr via ogni orma
del Grande, mutando fino il nome dell’Arco trionfale a lui dedicato e le
imagini vittoriose che dovevano coronarlo. Ma il vanto d’ inaugurare
questo così nobile monumento doveva essere serbato al solo re italiano
che diede sé stesso per la comune patria, e eh’ è degno di continuar le
tradizioni di quel nome e di quegli avvenimenti. Esso ci mostrò come
si combatte e si vince, ci pose in mano le armi, e i nostri fratelli fece
suoi compagni di guerra, e farà de’ figli nostri tanti cittadini e
soldati. E quando inostri figli qui ritorneranno, questa statua e la ricordanza
del giorno in cui prima comparve, e del re che la volle innalzata,
richiameranno la vita civile iniziata per noi dal primo Napoleone,
l’alleanza e il generoso soccorso che l’altro Napoleone recò all’Italia; sicché
ne venne dato di stringere quella spada che deve compiere la nostra
redenzione dallo straniero. Nè alcuno oserà più di toccare il monumento;
vi stanno a custodia, per serbarlo inviolabile, l’Arte, la Patria, e la
Riconoscenza degl’italiani. A nome di Bonaparte primo Console, fu il
Canova invitato da Roma a Parigi, e con molto onore e affetto ricevuto
nel castello di Saint-Cloud dal grande eroe che vi teneva stanza. Fu
allora che lo scultore italiano ebbe da Bonaparte medesimo l’incarico di fargli
la sua statua; e la modellò in cinque giorni, con dimensione alquanto
gigantesca. Mentre lo scultore era occupato al lavoro, l’eroe ora
leggeva, or gli ragionava di cose politiche: e l’ardente amore di patria
e la schietta franchezza delle parole dell’artista andarono cosi a verso
del primo Console, che parve grandemente compiacersi di trattarlo con una
famigliarità non usata con nessun altro, e di cui tutti si mostrarono
gelosi. Di codesti particolari lasciò ricordo lo stesso Canova in alcuni
suoi manoscritti: e i colloquii di lui con Bonaparte, durante l’Impero,
quando ritornò a Parigi ove l’Imperatore desiderava ch’egli stabilisse la sua
fìssa dimora, non sono di scarsa importanza; giacche, in quell’ abbandono
d’amichevoli discorsi, Napoleone — come altri ebbe a notare — rivelò sè
medesimo, più che no T facciano tanti suoi atti politici fin qui
pubblicati. E fu in que’giorni che, da Napoleone richiesto del perchè non
avesse fatta la sua statua colossale vestita, lo scultore rispose «
Nemmeno Dio avrebbe potuto far cosa bella, se avesse voluto ritraevi, Sire,
cosi vestito coi calzoni e gli stivali alla francese. Noi, come in tutte
l’altre belle arti, abbiamo il nostro linguaggio sublime, e il linguaggio
dello statuario è IL NUDO. (Vedi Missirini, vita di Canova: Cicognara,
storia della scultura; e Artaud, Histoire d’Italie). Nel catalogo
cronologico delle opere di Canova, pubblicato da Cicognara è ricordata questa
statua colossale di Napoleone, alta sedici palmi romani, in marmo di
prima specie. Il colosso venne spedito a Parigi; e di là poi passò in
Inghilterra, per dono fattone dal re Luigi XVIII al duca di Wellington, a
quel che si crede: di poi ne fece acquisto lo stesso governo britannico,
come osserva Cicognara. Per disposizione del principe Eugenio, viceré
d’Italia, il ministro Alquier, ambasciadore di Francia a Roma, COMMISE A
CANOVA UNA COPIA ESATTA IN BRONZO della stessa statua colossale; pattuendo il
prezzo di cinquemila luigi. Fu lo stesso viceré che ordinò che la statua,
fusa per opera di Francesco e Luigi Righetti, fosse innalzata in Milano,
in conveniente luogo: per il che, il ministro dell’ interno, Vaccari, fece
invito al senatore Castiglioni, presidente dell’Accademia di belle arti, di proporre
il luogo e un disegno del piedestallo. Quando arriva a Milano l’ opera di
Canova, ne fu ingiunto il pagamento sul tesoro del regno; e, quale essa
stava incassata, venne messa a giacere in un angolo del portico del
palazzo delle scienze: i membri dell’accademia, interrogati poi sul luogo
più adatto ad innalzarvi la statua, suggerirono o la piazza del duomo, o
quella detta in allora del Tagliamelo - piazza Fontana - ovvero il nicchione
dell’ antica piazza de’Tribunali, dove altre volte era la statua di
Filippo II. In codesta divergenza di proposte, il vice-ré dispose che fosse
provvisoriamente collocata nel secondo cortile del palazzo del Senato.
Ma, ritardato l’adempimento di quest’ordine, il cavaliere Zanoja, allora
presidente dell’Accademia, ottenne che fosse interinalmente deposta nella
sala delle antichità: e sono a notarsi il motivo e il tempo del trasporto cosi
ordinato; che gli scolari, cioè, non avessero a recarle guasto, e che il
trasporto si facesse in ore di scuole non frequentate. Caduto Napoleone I,
l’ammirabile opera dello scultore italiano disparve ne’sotterranei
dell’Accademia milanese; e vi stette finché l’Imperatore d’Austria, durante il
suo soggiorno in Milano, ordina che per quella statua venisse sùbito
eretto un conveniente piedestallo, a spese dello stato, e che sovr’ esso
la si collocasse poi ne’ pubblici giardini di questa capitale. Fu uno degli
ultimi decreti dati dal regnante austriaco in que’ giorni a Milano; e
nuovo tema di compro encomio a’ giornali ufficiali. Ma il monumento, il quale —
per le cose che ci parve non inopportuno di ricordare — deve risguardarsi
come una nobilissima proprietà dello stato, non doveva sorgere qui se non
quando potesse essere restituito il nome di patria e di regno libero a
questa nostra eletta parte d’Italia. Nome compiuto: Giuseppe Cacciatore. Keywords:
gl’eroi di Vico – filosofia italica -- Vico, Croce, Labriola, Bruno, dallo
storicismo allo storicismo, linceo, centro di studii vichiani, nudita eroica
--. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice e
Cacciatore,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice e Caffarelli:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale estetica –
synaesthesia -- consentimento – scuola di Ravenna – filosofia emiliana -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Faenza). Filosofo
emiliao. Filosofo italiano. Faenza, Ravenna, Emilia-Romagna. Grice: “You’ve
gotta love Caffarelli; he philosophised on all that I’m interested in, notably
“il bello,” whih he relates to art, communication, love – and the rest of it!” Figlio di
Colombo ed Edvige Regoli, e una figura singolare nel panorama culturale
faentino della prima metà del Novecento. Frequenta la Scuola di musica di
Faenza ed il Liceo musicale di Bologna, dove consegue il diploma di
composizione. Direttore della Scuola di musica e autore dei poemi scenici
"Galeotus" e "Kisa Gotami".
Gli anni tra la fine del secolo e lo scoppio del primo conflitto mondiale
sono un periodo di intensa e tormentata ricerca interiore, caratterizzata
dall'allontanamento dalle credenze religiose tradizionali. Gli esiti
mistico-esoterici della sua ricerca accentuarono progressivamente il suo
isolamento e la sua solitudine. In ambito locale ebbe stretti rapporti con i
cattolici "autonomisti" della Lega democratica nazionale murriana e
postmurriana, collaborando a diverse iniziative pubblicistiche quali l'Azione
di Donati e Cacciaguerra, la «Rivista bibliografica», «La Rivolta ideale». Partecipa al concorso della Casa Sonzogno di
Milano per opere liriche da far rappresentare Teatro alla Scala con un lavoro
dal titolo Galeotus, " poema scenico in 4 azioni per la musica",
grazie al quale acquisì una discreta fama presso il panorama musicale italiano Si avvicina agli ideali antroposofici di Steiner,
diventando uno dei primi e principali esponenti di questa corrente in Italia.
La sua piena adesione alla dottrina steineriana trova espressione ne
"L'arte nel mondo spirituale”, vero e proprio manifesto di un'estetica
antroposofica. Di analoga ispirazione furono il poema musicale "Adonie"
e il dramma "Ikhunaton". Molto
attento alle rinnovazioni culturali della sua epoca, collabora con Pratella, e
partecipa alle attività del Cenacolo Baccarini dove conobbe Campana. Organista
presso la cattedrale di Faenza. Oltre alla sua attività musicale si segnalano
anche traduzioni dal tedesco e saggi filosofici. Volle donare il suo archivio e
la sua biblioteca alla Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza che li
conserva tuttora. Il Comune di Faenza acquisì il fondo. La loro acquisizione
completa avvenne anche grazie alla volontà di Silvestrini, dell'associazione
faentina Amici dell'arte. Testimonianze coeve parlano di "una decina fra
bauli e casse pieni di manoscritti che si trovano in un disordine
impressionante". A tale donazione si aggiunse anche il pianoforte
utilizzato da Caffarelli, tuttora conservato presso la biblioteca. Partendo dalla antroposofia musicale sviluppa
un sistema armonico comprendente la tavolozza dei dodici suoni della scala
cromatica e che egli chiama sistema dodecamorfo, secondo il quale la musica
deve divenire immagine e manifestazione traendo le sue fonti in una sfera
spirituale. Così egli afferma nel saggio L'arte nel mondo spirituale. La musica
non e una esteriore costruzione di un tema piacevole ma intreccio di suoni-forze,
rapporti di suoni-forme, ricami di suoni-movimenti-archetipi. Tende a crear
forme espansive, delle quali il nucleo germinale è suono archetipo. Così
prosegue nel suo Saggio sull'Armonia sintetica. In questo senso è possibile
considerare il ciclo epta-fonico accordale come il generatore del susseguente
ciclo ultra-epta-fonico, precisamente come la gamma epta-fonica diatonica
genera il ciclo cromatico, e perché l'analogia sia piena, come la gamma dia-tonica
di sette suoni ne genera altri cinque cromatici, così il ciclo epta-fonico
accordale genera altri cinque accordi ultra-eptafonici e cromatici, che sono la
sua completa espansione materiale. L'accostamento che noi facciamo di queste
profonde parole al mondo armonico non è arbitrario e fantastico, ma implicito
nella natura stessa delle cose. E di nuova purissima luce illumina il mondo
armonico, e svela così nuovi rapporti e nuove possibilità, che il mondo dei
suoni ci appare essere un sistema, come un universo di suoni, che nella
generazione e nella vita ri-specchia fedelmente le leggi cosmiche e le
manifesta come vita sonora. Musica Messa in Mib per cori virili a tre voci ed
organo, Galeotus. Silfo: commento musicale per orchestra al poemetto in prosa
di Arturo Onofri. Le anime orfane: canto per violoncello e pianoforte. Triodia
seconda. L' arte nel mondo spirituale: tre saggi come introduzione a una
conoscenza spirituale-cosmica dell'arte (Montanari, Faenza). Saggio
sull'Armonia Sintetica. Doppia generazione delle armonie. L'armonia come
co-espressione Disegno storico sulla
evoluzione della Sonata, Il segreto di Boito. Gli orizzonti esoterici
dell'arte. Beethoven e la Gioia (in "I nostri quaderni. Esoterismo e fascismo. Il movimento
antroposofico italiano durante il regime fascista, in Esoterismo e Fascismo. Un enigma esistenziale. Accepting an invitation to say something upon
this subject, I am assured I may speak freely, without any fear of being
mis-understood by my American readers. This assurance is based upon the
fact that in the United States there is no Established Ohurch.
Unfortunately the basis of the assurance is too narrow for all its
issues. Not only are there in England " political dis-
senters," there are also "religious nonconformists." The
latter are not necessarily the former, nor are the former necessarily
the latter, though it is only fair to state that there are many who
might be called politico-religious dissenters. In order to make this
distribution of classes clear to American readers, it should be stated
that the religious non-conformists in particular do not necessarily make
a vital question of Ohurch establishment. They object to the doctrines,
creed, ceremonies, and sacerdotal profes- sions of the Episcopal Ohurch.
Were that church disestablished to-morrow, religious non-conformity would
still entertain its objections to Anglicanism as defined and insisted
upon in the Book of Oommon Prayer. Religious non-conformists look
upon that book as a compromise between popery and Protestantism ;
they have carefully considered all the comments which have been made upon
doubtful words, and they have given due value to the pleadings of men
who, being nominally stanch Protestants, have yet given their "
unfeigned assent and consent" to the doctrines in the Book of Common
Prayer; yet, having done so they feel that the plain and natural
interpretation of the words of the latter lead to the conclusion that the
Prayer Book is distinctly more papal than Protestant. There are many
religious non-conformists in England who look upon the hierarchy as
entirely inconsistent with the simplicity of the conception of the
Christian Ohurch which is given in the New Testament. They are unable to
accept all the pompous and regal titles which are claimed by the clergy
of various degrees; they are overwhelmed by such distinctions as,
"Most Eeverend," "Eight Reverend Father," "Very
Eeverend," "Eight Eeverend Lord Bishop " of London or
Winchester ; feeling that such designations are inconsistent, as I have
said, with the sim- plicity of apostolic spirit and custom. Then again,
religious non- conformists are strongly antagonistic to the sacerdotal
claims which are not illogically set up by many of the English clergy.
Not a few clergymen in England insist that they alone have received valid
and authoritative ordination, and under this im- pression they reject the
claims of the entire non-conformist ministry to be regarded as in any
sense divinely sanctioned. The clergy now more particularly in view are
not unwilling to be friendly with dissenting ministers in a
non-professional capacity ; on the contrary, the personal and social
manners of such clergy- men are often distinguished by the highest
consideration and courtesy ; but let a dissenting minister suggest that
even one of the least sacerdotal clergymen should occupy a
non-conformist pulpit, and conduct a non-conformist service of the
simplest and least pretending kind, and the clergyman will fly off as if
he had been stung by fire. The clergyman has what he calls a "
professional conscience " or an " ecclesiastical conscience ;"
in the keeping of this self-created conscience in his relation
toward dissenters he is most fastidious, whilst many dissenters
wonder how he can accommodate that same discriminating conscience
to not a few of the things plainly insisted upon in the Book of Common
Prayer. Eeligious non-conformists, not a few, are unable to accept the
Thirty-nine Articles of the Church of England as they should be
grammatically construed. Others of them think they find in the Book of
Common Prayer the doctrine of regeneration by baptism. Others, again, are
quite unable to accept the Burial Service, because it seems to make no
discrimination between those who died in known sin and those who died as
professed believers in the Lord Jesus Christ; the Prayer Book looks upon
them all as men whose resurrection to Eternal Life is assured and
undisputed. Whether religious non-conformists are right in all their
interpre- tations and inferences is not the immediate question before me
; it is enough to state as a matter of fact that such
interpretations and inferences do keep out of the Church of England many
who have not finally made up their minds upon the political
question of Church Establishment. On the other hand there are great
numbers in England who are, in the clearest sense of the term, political
dissenters. The term has often been used as a stigma, and it has been
accepted as such by those to whom it has been applied. The stigma,
however, has not been regarded as an argument, nor has it, in the
slightest degree, mitigated the hostility which is entertained by
those who believe that the State ought not to be called upon to
main- tain any form of religion. Amongst the political dissenters
are found not a few really earnest Christian men whose political opposition
is stimulated by their simple and ardent piety. Speaking of the
religio-political dissenter, I may say that he starts his argu- ment from
a distinct conception (right or wrong) which he has formed of the nature
and scope of the Christian Church. He says in effect : The Ohurchof
Christ is a spiritual institution : the object of that Church is the
conversion and salvation of man. Its conse- quent purpose' or duty is the
spiritual education and edification of souls : it proceeds upon a
recognition of the supremacy and sover- eignty of the individual
conscience : under these circumstances it is not only absurd, but profane
for the State — necessarily a complex body — representing all varieties of
religious opinion and cer- tainly representing many who are unbelievers
in Christian doctrine — to attempt, in any form, or in any degree, to
rule a distinctively spiritual institution. Eeligious dissenters have
been shocked by the idea that Papists, Jews, Infidels, and Agnostics,
should have any official part or lot in deciding affairs which belong to
the Protestant branch of the Church of Christ. They are fully aware of
all the interpretations and glosses which have been put upon this
action, yet, in this case, as in the other, after giving full
considera- tion to them, they cannot but feel that the Christian Church
is tainted by the touch — however guarded and even generous — of an
unchristian hand. The time was when payment was demanded from dissenters,
as from others, in support of the Established Church of England. That
time has gone by, but no credit is due to the Church itself for its
expiration. For many years a desperate battle was fought about this question
of church rates, and the battle ended in what may be regarded, without
offense, as a victory on the non-conformist side. I allude to this fact,
because it is often said that surely the Church, which has given up
its claim to this species of taxation, has a right to believe and
to teach and to propagate whatever it may believe to be true.
In this contention there is an obvious sophism ; any voluntary body
of Christians may logically elect to stand upon this ground and its claim
cannot be j ustly or successfully disputed. But an Established church is not
a voluntary body ; it distinctly and perhaps proudly claims to be a
national corporation ; it uses the national name ; its designation is
nationally inclusive ; every man, therefore, in the nation has a right to
protest against what he may believe to be a misuse of his name. In theory
the Church of England claims every Englishman as a member. As a matter of
fact, probably one-half of the English population should be reckoned
as wholly outside the establishment ; — some because of distinct conscientious
conviction ; some because of simple religious hostility, and others on
the ground of religious indifference; yet, still as a matter of mere
statistics, there remains the fact that fully one-half of the inhabitants
of England are not included in what is called the National Church. Is not
this, then, plainly a contradic- tion in terms ? Ought a church to claim
to be the whole, when it is obviously only a part ? Would the Church be
content with non-conformists who describe England as a non-conformist
nation ? Yet, in view of facts of the most obvious and sugges- tive kind
the Church goes on calmly claiming to be the Church of the Nation, the
Church of the whole people, and in so arrogantly ignoring facts it can
hardly be wondered at that non- conformists should answer the arrogant
claim with resentment not always, perhaps, well controlled or happily
expressed. The social influence of the Established Church in
England is often very insidious and very baleful. Dissenters, though
osten- sibly recognized, often have to explain and almost to apologize
for their existence. The ignorance of the common run of Church
people respecting non-conformists and non-conformity is simply
astounding. That there are Church of England dignitaries and others who
are perfectly conversant with the whole history of non- conformity is, of
course, indisputable ; but, speaking of the aver- age Churchman, I should
say that his knowledge of English dis- sent is of the barest possible
kind. A very zealous member of the Established Church once took up a
Congregational Hymn-book in my study, and having perused it a few minutes
exclaimed with unfeigned astonishment: Why, I see here several of our hymns! The
hymns in question were the compositions of James Montgomery, Charles Wesley,
Isaac "Watts, and Phillip Doddridge, yet the hymns of these
historical non-conformists were quietly assumed to be " Our
hymns" in the sense of the Established Church! This incident,
trivial enough in itself, is quoted as indicative of an amount of
ignorance which would be simply incredible to an enlightened American
reader. Even where dissenters are tolerated they are seldom really
understood by English Churchmen. It is next to impossible to get out of
the mind of the English Church- man the impression that the dissenter is
secretly bant upon robbing the Established Church. The Churchman feels
convinced that if the dissenter could only possess himself of the endowments
of the Church he would be quite satisfied. The Churchman may be argued
down upon every point and may be put to the very humiliation of silence
by logic and by fact, yet, there will linger in his mind the more or less
unconscious persuasion that every dis- senter is a heretic and a felon. I
have hardly ever known an in- stance in which the average English
Churchman has grasped the moral position of the English dissenter. A
vicar of good stand- ing in London lately published a pamphlet on the
question of dis- establishment, in the course of which he pensively
inquires, If the Church were
destroyed, who would baptize your children, who would marry you, who
would oflSciateat the interment of your deceased ?" The absurdity of these
inquiries would be simply farcical if they did not indicate something
deeper and deadlier than them- selves. No dissenter wishes to
destroy the Church. No non-conform- ist is seeking to limit the spiritual
influence of the Anglican Church, or any of its institutions. It would
appear as if the men in question were under the impression that if they
were disen- dowed they would, of necessity, be silenced. They give the im-
pression to those who are outside that they only preach the Gos- pel and
administer the sacraments because they enjoy the protec- tion and the
emoluments of the State. If a Church were dises- tablished, what is to
hinder those men preaching as zealously as ever ? And if the Church were
disendowed what is there to prevent those men marrying and burying people, as
occasion might arise ? Here again creeps in the influence of the
sacerdotal argu- ment, which leads the untrained mind to accept the
sophism that nothing is religiously valid that is not sanctioned by a
certain official process. Suggestions of this kind cannot but have a
very unhappy effect upon the general thinking of the Anglican com-
munity. The impression cannot always be put into words, but it affects
the thought and habit and action of the religious public to an unlimited
and often undefinable extent. Dissenters are every- where regarded as the
enemies of the Church, than which there can be no greater misjudgment and
no greater calumny. Dissent- ers are among the first to recognize, in the
most cordial and em- phatic manner, the noble service rendered by the
clergy and laity of the Church of England. Their liberality, their zeal,
their sym- pathy with the people, their fearlessness in visiting the
abodes of poverty and the abodes of disease, are all recognized with
deep emotion and unfeigned gratitude by the dissenters of England.
Those dissenters are filled with the conviction that if the Church of
England were disestablished and disendowed, and thus put upon an apostolic
basis, not one of these characteristic features need be in the slightest
degree depleted of energy and beneficence. If any American readers are
under the impression that English dissent- ers have in view the
destruction of the English Church, I should be thankful if my word could
be accepted that the dissenters of England only wish to liberate the
Church from State bonds and not in any degree to interfere with its
spiritual enthusiasm and activity. I have spoken of the social
influence of the establishment being insidious and baleful. In
illustration of this opinion I may say that I had not been many days in
this country until I cut out of an American paper the following announcement:
Here is an advertisement from an English paper: To Let. St. Katharine's,
Verulam Road. One of the prettiest residences in Hitchen. Nine rooms,
cellars, large garden. £50. Dissenters not eligible.' Let any unprejudiced man
read this advertisement and say whether there is not in it a spirit
calculated to sow dissension in the national mind. Three thousand miles
away from the action of such a spirit, American readers may be able to contemplate
the scene with equanimity, and, perhaps, with some measure of amusement.
But let Americans be given to understand that the great steamships
sailing from the port of New York are open to all the community, except
those who belong to a certain religious persuasion say Episcopalians, Congregationalists,
Presbyterians let the
Episcopalians of this country feel that anybody may avail themselves of
those ships but Episcopalians, then they will be able to express proper
feeling in proper terms. Nor may this advertisement be regarded as in any
degree exceptional or singular. The spirit of this advertisement
penetrates English society through and through. I have known farms
engaged, and the leases drawn up, and all the documents ready for
signature, when a question has been asked regarding the religious
position of the incoming tenant, and on its being discovered that he was
a dissenter all the negotiations have been pronounced null and void.
There are many villages and hamlets in England where a Wesleyan
Metho- dist may not hold a prayer meeting, even in his own house,
and this is made absolute, not by some general verbal agreement,
but by definite legal covenant. Can it be wondered at, then, that
it should be felt by dissenters that the social influence of the
estab- lishment is often insidious and baleful ? People who suffer
from the puncture of these thorns are more likely to know how sharp
they are than those who look upon the suffering from a comfort- able
distance. There are mercantile situations in England which are not open
to dissenters. There are high educational positions, as head masters and
governors, that are not open to non-conformists. In this way the spirit
of religious persecution is still rampant. Lord Selborne, in his recent defense
of the Church of England, has pointed out the direction in which his own
thoughts are run- ning. Whilst a tolerant and eminently amiable man, yet
his lord- ship has put it on record that, in his opinion, Gladstone
is endangering the continued existence of the Church of England by
inviting into his Cabinet men who have made Disestablishment an item in
the new Liberal programme. Is not this religious perse- cution ? Is not
this the very spirit of the Inquisition ? Is it not herein suggested that
Mr. Gladstone should first ask every man eligible for a cabinet position
whether he is a Churchman or a dissenter ? The advertisement in the
above instance pronounces a dissenter ineligible for the tenancy of a beautiful
villa ; other ad- vertisements pronounce dissenters ineligible for
certain educa- tional official positions ; Lord Selborne, an ex-Lord
Chancellor of Great Britain, pronounces dissenters who have the courage
of their convictions ineligible for cabinet service ! If this is not
re- ligious persecution the term needs to be redefined. In the face
of facts of this kind it is somewhat galling to be exhorted to "let bygones
be bygones." The dissenter is perfectly willing to adopt this maxim
and to follow this policy, but he rightly insists that the bygones should
be gone in reality and not in pretense. The tree is not gone so long as
the root remains. Not a single concession has ever been made to
English dis- senters in a spontaneous and cordial manner on the part of
the English Church. Church rates have been abolished. University
Tests have been superseded, churchyards have been opened for the general
use of the parish, and many penalties and disabilities have been swept
away, but, in every instance, the action has been begun, continued, and
completed by dissenters themselves. Thus the Church is being gradually
disestablished in England; piece by piece the old fabric is being taken
down. I cannot but regret this piecemeal disestablishment. So long as
persecution was allowed to retain concrete forms and to operate in a way
which could be felt without metaphysical exposition, there was hope
that the people would rise in religious indignation and demand the
eradication and not the mere disbranching of the evil. Eng- lish
dissenters, however, have acted on the policy of a gradual and almost imperceptible
disestablishment, so that now the Church is brought to about the last
degree of attenuation, so much so, indeed, that Churchmen are asking on
every hand, What have dissenters to complain of ? what grievances
have they to state ? under what penalties do they suffer ?" All
these questions show that the interrogators have no idea of the
funda- mental and eternal principle upon which non-conformity takes
its stand, namely, the principle of liberty of conscience and
freedom of action in all matters relating to religious life and
conviction. Dissenters are opposed to the idea that the State should have
any- thing whatever to do with religion, in the way of directing,
con- trolling, or patronizing it. It is, therefore, not a question of
in- tolerance, persecution, or penalty, however feeble or small
these may be ; the question is infinitely greater, penetrating, as
it does, to the very heart of things and insisting that a right
con- ception of the Kingdom of Christ upon earth is inconsistent
with political Cffisarism and worldly criticism and patronage.
It may be asked whether the opposition to the Church of England is
organized, or whether it is left to the expression of general sentiment.
In reply to this inquiry I have to say that there is an institution known
by the name of " Society for the Liberation of Religion from State
Patronage and Control" which is supported by a large number of the
most able and most gener- ous British non-conformists. This Society has
been in existence about forty years, and has been characterized in all
its action by the highest intelligence, determination, and munificence. I
am afraid, without having official records at hand, to say how much
money has been contributed to the funds of this Society, but I am certain
that, taking the whole period of its existence, the sum has been worthy
of the great cause which the contributors have espoused. Perhaps I may
speak the more freely of this Society, because I am neither a member of
it nor a subscriber to its funds. The name of the Society indicates
clearly that the interest of its members begins in religion, rather than
in politics. When we read of a society for the emancipation of slaves we
justly infer that originators and supporters of the society have studied
the question of slavery, and are deeply interested in the subject
of human liberty ; so, when we read of the liberation of religion,
we naturally conclude that those who are interested in that service
are those deeply convinced of the nature and obligation of relig- ious
doctrine and life. Such a society, therefore, I could heart- ily join,
were its action faithful to its name. I do not join the existing society
because it has not shrunk from inviting to its platform men whom I know
to be merely political in their sympathies and purposes, and whom I also know
to be hostile to every form of religion, whether established or
non-established. I am prepared to accept the charge of being in some
degree narrow- minded in this matter, but my narrow-mindedness absolutely
pre- vents me from co-operating with men in the liberation of
religion, whose often avowed object I know to be the destruction of
religion. Certainly, as citizens, such men are at liberty to carry out
their convictions, but they ought to be members of a society for the
Liberation of the State from the control and patronage of religion. Under
some such designation as this their society would be legitimate, and
their relation to it would be logical, natural, and necessary. I simply point
out this distinction to indicate why some Englishmen, who are zealous
non-conformists, and even political dissenters, are not connected with
the Libera- tion Society. The words "Liberation Society" are
not the whole title of the Society ; if they were, they would be perfectly
sufficient to cover the whole ground ; but, from my point of view, the
posi- tion which is given to " religion" in the title of the
Society should prevent co-operation within the limits of that Society and
under its noble watchword with men who openly live by denouncing
religious doctrine and service of every kind. Having thus delivered
my mind on this matter, I am free to say that the Liberation Society is
from end to end of its history inspired by an honest and lofty purpose.
Its officers, its lectur- ers, its agents are in the overwhelming
majority of instances men whom the Christian churches of England delight
to honor; The Liberation Society is now acknowledged to be a political
factor in contemporaneous English history. Statesmen quietly, and
some- times openly, inquire what the Liberation Society will do in
such and such cases. Even conservative statesmen cannot ignore the
growing power of English non-conformity in the cities, villages, and
hamlets of the country. Much of this is due to the action of the
Liberation Society, whose lecturers have gone everywhere expounding sound
Christian doctrine with regard to Church Estab- lishments, and
circulating in great abundance literature adapted to popular use.
So much for what may be called organized opposition to the
Established Church. But, beyond this, there is an opposition of what I
cannot but consider a more vital and more influential char- acter. Every
non-conformist chapel is, in reality, a non-conform- ist argument. In
nearly every village in England non-conformity makes its institutional
sign. Here is the Primitive Methodist Chapel, yonder is the
Congregational Chapel, further on is the Wesleyan or Presbyterian Chapel,
and the very appearance of these buildings excites inquiry and stimulates
discussion. For my part, I am more hopeful of influences of this kind
than of influences that are critical, controversial, and openly
hostile. Growth is sometimes better than attack. Sometimes men do
not know exactly what course their action is taking, or to what
issue it is tending, so that many who imagine themselves to be
simply living a quiet Christian life, without taking any part or lot
in ecclesiastical politics, are all the time doing a constructive
work, the proper issue of which is the overthrow of Church
Establish- ments, and the inauguration of a healthy religions spontaneity
and independence. Many men, who would hardly allow themselves to be
called dissenters, are thus, indirectly, upholding the cause of dissent.
So that, in this way and in that, some openly, some controversially, some
silently, some influentially, the great work of propagating right ideas
regarding the Christian Church is proceeding rapidly and surely in
England. All this I have written in no merely controversial spirit,
but simply with a desire to give a frank expression to my own
convictions and, I believe, to the convictions of many of the English
people. If I change the point of view and look upon the Church of England
with Christian eyes, I should claim to be among the foremost to
recognize, as I have already said, the great work which the Church of
England is doing. I can never forget the obligations of Christian England
to the English Church. He would be, not only an unjust man, bututterly
blind, who denies that the erudition, the zeal, the personal liberality,
of the English Church are worthy of the devoutest com- mendation. I may
be permitted to add as an English Congrega- tional minister that probably
no minister in England preaches to more English clergymen than I myself
do, in connection with the noonday service held every Thursday in the
City Temple, London. The personality of the reference will be forgiven
for the sake of the object which I have in view, which is to indicate
that on every hand I have received the broadest and kindest encouragement
from clergymen of the Established Church. In speech, in writing, in
published articles, they have done everything in their power to encourage
me in my service. Yet, this very kindness brings into strongest contrast
the point to which I have already referred, namely, that not one of these
clergymen would be allowed by his bishop to preach in my pulpit.
Clergymen have accepted invita- tions to preach there. Our arrangements
have actually proceeded to the point of public advertisement. They have
even gone to the very morning of the day on which the service was to be
rendered, and at the eleventh hour the bishop has interposed and
forbidden the fulfillment of the engagement. On two occasions, the
Bishop of London has done this in my own case. Now, this is no
ques- tion of Establishment or Disestablishment. This is purely an
Episcopal and sacerdotal question, and the Episcopal injunction would
just be as prompt and resolute as it is to-day, were Dises- tablishment
to take place instantly. Circumstances of this kind justify me In saying
that the Established Church question may be viewed from either of two
points, either from the point of Episcopacy, amounting almost to
Papacy, and from the point of political dissent or Disestablishment.
Al- together the Church life of England is in a very disturbed and
undesirable state. Even courtesy itself is often streaked by suspicion. The
most cordial social relations are often felt to be reserved and
restrained in a sense that can hardly be expressed in words. That the
Church of England will be disestablished within a comparatively brief,
period is my firm conviction. I hope noth- ing will be done by violence,
but that we shall accept the pro- cesses of education which, though often
slow, are sure. Every Board School that is founded helps the education of
society, and my conviction is that we only need larger, freer education
in or- der to liberate men from the superstitions and fantasies
which have so much to do with the maintenance of mechanical
religion. Parker, D.D., Minister of the City Temple, London. Nome
compiuto: Lamberto Pietro Gaetano Caffarelli. Lamberto Caffarelli. Keywords:
l’armonia come co-espressione, armonia virile, coro virile. Boito, eptafornia,
cromatismo, sistema dodecamorfo, saggi filosofici, teoria dell’armonia, armonia
ultra-eptafonica, armonia cromatica, armonia dodecamorfica, coro virile,
armonia virile, armonia come co-espressione virile. Refs.: Luigi Speranza, pel
Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice e Caffarelli,” The Swimming-Pool Library,
Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice e Caffo: all’isola
-- la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’ego et dell’alter
-- l’altruismo – scuola di Catania – filosofia siciliana -- filosofia italiana
– Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library
(Catania).
Filosofo siciliano. Filosofo italiano. Catania,
Sicilia. Grice: “I love Caffo; he has philosophised on most things *I* did! My
favourite has to be his ‘bestiary’: “A is for ‘Animal’” – and that’s all the
bestiary we need! He has also explored ‘altruism,’ and is in general concerned
with a conceptual analysis of my basic key expressions: ‘communicazione’ (‘l’origine
della communicazione umana’), ‘logica e linguaggio’ (one of the five questions
of philosophy, for him), etc. – He has dialogued with syntacticians, as I did,
when I met Chomsky!” -- Grice: “Caffo
is a Griceian in the sense that he considers, like I do, there is a continuum
between non-human animal and human animal – indeed, he is so into this, that he
calls his ism ‘animalism,’ which I suppose is o-kay; perhaps we would differ on
the implicatura of the term: which seems to be that ‘umano’ is JUST ‘animale’
-- Urmson and Hare loved to play witht
his: “There is an animal in the backyard.” “I don’t see it.” “You won’t – it’s
a bacteria.” “There is an animal in the backyard.” “I don’t see it.”
“It’s Aunt Lucy.”” Si è laureato in filosofia alla Università degli Studi di
Milano e ha conseguito il dottorato, sempre in Filosofia, presso l’Università
degli Studi di Torino dove, sotto la guida di Maurizio Ferraris, ha poi anche
lavorato al Laboratorio di Ontologia diretto da Tiziana Andina. È noto
soprattutto per le sue teoria sugli Animal Studies, il postumano contemporaneo,
e l’antispecismo (“debole” nella sua versione), per cui è stato anche criticato
da alcuni media. Ne La vita di ogni giorno (edito da Einaudi nel ) si è invece
occupato di filosofia in senso più ampio e divulgativo proponendo una
"alternativa filosofia". In Fragile umanità. Il postumano
contemporaneo (Einaudi, ), "si interroga su quale possa essere il nuovo
paradigma di vita destinato a sostituire l'Homo Sapiens". Dal insegna Ontologia presso la Facoltà di
Architettura del Politecnico di Torino; insegna anche alla Nuova Accademia di
Belle Arti di Milano, alla Scuola Holden e al Made Program della Accademia di
Belle Arti Rosario Gagliardi a Siracusa. È collaboratore de La Lettura, scrive
saltuariamente anche sulle pagine culturali de La Sicilia, L'Espresso, il
manifesto e il Corriere della Sera. Ha un blog su The Huffington Post. Dirige
la rivista Animot: l’altra filosofia ed è opinionista di varie trasmissioni
televisive, come Tagadà o Porta a Porta.
Per le sue posizioni antispeciste, interviene spesso su reti televisive
e radiofoniche italiane e straniere, oltre che in festival culturali. La sua
teoria dell'antispecismo debole è dibattuta nella stampa specializzata. Ha
pubblicato le sue ricerche su riviste filosofiche quali The Monist, Journal of
Animal Ethics, Domus, Rivista di Estetica. È stato definito da Maurizio
Ferraris «il più promettente, versatile e originale tra i giovani filosofi
italiani». A Milano ha co-fondato il caffè letterario Walden. Nel è entrato a far parte, appoggiandone il
progetto, nell'Advisory Panel italiano di Diem25. Nel febbraio, conduce assieme
a Margherita D'Amico un programma radiofonico su Rai Radio 3, intitolato
"L'umanità e altri animali". Ha partecipato come speaker alla
edizione del FestivalFilosofia di Modena
con una lectio sull'antropocentrismo e le "persone non umane". È
co-curatore del Public Program della
Triennale di Milano. Altre opere: “Soltanto
per loro, Roma, Aracne); “Azione e natura umana” Rimini, Fara); “La possibilità
di cambiare, Milano-Udine, Mimesis); “Flatus Vocis, Novalogos, Aprilia); “Adesso
l'animalità, Perugia, Graphe); “Il maiale non fa la rivoluzione, Casale
Monferrato, Sonda); “Margini dell’umanità, illustrazioni di Tiziana Pers,
Milano-Udine, Mimesis); “Il bosco interiore, Casale Monferrato, Sonda); “Del
destino umano. Nietzsche e i quattro errori dell'umanità” Prato, Piano B); “La
vita di ogni giorno, Torino, Einaudi); “Fragile Umanità. Il postumano
contemporaneo, Torino, Einaudi); "28 anni. O della filosofia
giovanile", in H. D. Thoreau, La Disobbedienza Civile, Einaudi, Torino); Vegan.
Un manifesto filosofico, Torino, Einaudi); “Il cane e il filosofo. Lezioni di
vita dal mondo animale, Milano, Mondadori); Dopo il COVID 19. Punti per una
discussione, Milano, Nottetempo); Quattro Capanne. O della semplicità, Milano,
Nottetempo); Un'arte per l'altro. L'animale nella filosofia e nell'arte, Firenze,
goWare, Edizione cartacea: Graphe, Perugia); “Radicalmente liberi: A partire da
Marco Pannella, Milano-Udine, Mimesis); “Così parlò il postumano, a cura di. E.
Adorni, Aprilia, Novalogos);“A come Animale, Milano, Bompiani);“Manifesto per
gli animali, Roma-Bari, Laterza);“Costruire Futuri. Migrazioni, città,
immaginazioni, Milano, Bompiani);“A partire da Tiziano Terzani, con prefazione
di Angela Terzani, Pordenone, Safarà);“Intromettersi, Elèuthera, Milano. Antispecismo.
Specismo. quando esse stesse costituiscono oggetto di valutazione. Per
l'analisi di queste circostanze sotto l'aspetto del valore morale, Meinong si
serve di una simbolica assai semplice, distinguendo il bene e il male, secondo
che siano propri del soggetto o di altri soggetti, rispettivamente colle lettere
g e u, r e u; e le appetizioni egoistiche, altruistiche e neutrali colle
lettere e, a, n, s e sono del soggetto, colle lettere n, q e v se appartengono
ad altri soggetti. I valori egoistici risultano perciò espressi con le
lettere i neutrali colle lettere: Ta е e
201 96, Un Pla, 7 Ja, rn
Uca Uy : Non tutte le circostanze che accompagnano
l'attuazione di uno scopo della volontà, hanno importanza pel
valore morale. E intanto è certo,che esse in generale entrano a far
parte del fenomeno,non in quanto sono reali,ma in quanto il soggetto le ritiene
tali. È sempre il lato subbiettivo che interessa nel giudizio
morale. gli altruistici con le lettere: Tv e Siccome
Meinong non si propone di dare una teoria compiuta dei fatti concomitanti del valore,
ma solo di analizzare taluni casi speciali, così, per evitare
complicazioni, quando adopera i simboli senza l'indice intende significare i
valori egoistici. Questi simboli possono esprimere beni, ma anche le
volizioni ad essi riferentisi. Per indicare le volizioni Meinong adopera
gli stessi segni fra parentesi. Infine per semplificare il calcolo
egli suppone,di regola,che la circostanza concomitante sia sempre una sola,la
quale insieme alla volizione formi ciò che egli chiama binomio della
volizione. Se le circostanze sono più, allora si forma un polinomio La
precedenza della lettera in un polimonio o binomio indica il valore principale
desiderato o attuato. Tra lo scopo dellla volizione e l'oggetto della
valutazione conco mitante possono correre le seguenti relazioni. Identità:
ciò che il vero artista crea non soddisfa lui sol tanto, egli apparirà sempre
in qualche modo come un beneficatore di tutta una sfera di uomini.
Coesistenza di più qualità di una stessa cosa o anche di più cose : per
esempio, un tale vuol comprare un piano che ha un bel tono, ma il piano ha
anche una cattiva meccanica; o un cane da guardia molto vigile, il quale però
morde; o una macchina che lavora bene, ma che fa rumore e fumo, ecc.
Nesso causale, nelle sue due forme: a) lo scopo è causa di conseguenze
valutabili; chi, per esempio, promuove il movimento e l'industria dei
forestieri, mira ad arricchire il paese, ma anche lo demoralizza; b) lo scopo
non si può raggiungere che come ef fetto di dati valori morali ; per esempio,
un fabbricante per [In che modo ifatti concomitanti del valore sono
connessi collo scopo della volizione? Siccome ogni scopo di voli zione è anche
un oggetto di valutazione,la domanda può formu larsi,in termini generali,
così:come dei valori possono entrare in connessione tra loro? Si noti
però che la connessione deve sta bilirsi prima del cominciamento della
volizione deve tenerne conto.,giacchè questa escluse. Le
coesistenze casuali restano naturalmente Ora torniamo alla domanda
principale: in che modo il valore morale di una valutazione dipende dai valori
concomitanti,e,in caso di binomio, dal valore concomitante? Noi abbiamo
distinto quattro categorie di valori, g, T, u e u, le quali si applicano anche
ai fatti concomitanti. Però il casou si può omettere, perchè non
accadràmai, chesi voglia un proprio non -valore per sè stesso. Rimangono
così tre possibilità, le quali, liberamente combinate, dànno XII casi cheono
la tavola dei valori. Per l'esame di questi casi bisogna pensare, che ad un
oggetto di volizione si aggiungano gli altri come fatti concomitanti, e
osservare le variazioni di valore che questo intervento produce. La
volizione positivamente altruistica è data dalla formula (Y). Il momento più
importante è qui l'associazione della circostanza concomitante u, il proprio
danno. È evidente che l'aggiunta di questo secondo momento accresce il valore
di (i) e di tanto, quanto più grande sarà il sacrificio proprio. Indicando il
valore con W, si avrà dunque: Se invece si aggiunge v, il danno altrui,
sia di persone estranee al rapporto (quando per beneficare uno si danneggia
altri), sia dello stesso beneficato (quando il beneficio produce pure un male
al beneficato ), allora il valore della volizione con questa circostanza
concomitante diventerà minore. E la formula sarà W (ru)< W (Y). W
(r)> WY. guadagnare di più deve migliorare la condizione materiale
dei suoi operai. Se la circostanza concomitante è pure in favore del
beneficato, allora la formula sarà indubbiamente W (ru)> W (Y).
Invece l'aggiunta del vantaggio proprio al bene altrui nè dimi nuisce,nè
aumenta il valore. Quindi si avrà La volizione egoistica è espressa dalla
formula (9), la modificazione più grave qui si ha, quando al caso (g) si
aggiunge la circostanza del male altrui v. Allora si avrà: W (gu)< W
(9). Se la circostanza concomitante è invece r, il valore della voli
zione egoistica si eleva. La formula diverrà quindi: W (gr)> W
(9). Che poi alla volizione egoistica si aggiunga la circostanza
secondaria di un altro proprio vantaggio o anche di un proprio danno, non
modifica il valore di (g). Si avranno quindi le due eguaglianze W (99)= W (g)=
0 W (uu)< W (u). Così pure si aumenta il non-valore, se oltre
al danno principale si aggiungono altri danni. Epperò W (UU)< W (U).
Per quanto il caso sia inusitato, si può prevedere anche, che al male altrui
si associ una qualche conseguenza buona, indiretta, e W (49) =
Wr. W(gu) = W(g)= 0. 3. La volizione altruistica negativa o
anti-altruistica è espressa con la formula (u).Se per attuare il danno
altrui, si fa anche il danno proprio u, questa circostanza aggrava il
male e aumenta il non-valore. Si avrà quindi: Il fatto concomitante
della propria utilità non aggiunge, nè toglie al valore della volizione
principale anti-altruistica. Si avrà quindi l'eguaglianza: W (ug) = W
(u). La somma dei risultati ottenuti si può disporre nel seguente
quadro: W (rr) > W (v)? W (gr)> W (9)? W (ur)> W (u)? W(rg)=W(T)
W(99)=W(9)=0 W(ug)=WU) W (ru) < W ( ) W (UU) < W U )
W(ru)>W() W (uu)< W U ) Da questo quadro si rileva che le
circostanze concomitanti con segno negativo non sono più feconde di effetti di
quelle con segno positivo. Di queste ultime, g non modifica nulla, e r non dà
risul tatisicuri, come indica il punto interrogativo. L'influenza dei fatti
concomitanti si può dunque riassumere così, agisce aumentando debolmente il
valore; g non modifica nulla; u diminuisce grandemente il valore; u opera
secondo lo scopo della volizione ora au mentando, ora diminuendo e ora non
modificando il valore. Si è già detto che sarebbe unilaterale il voler
giudicare del valore morale di una volizione dallo scopo; che però, in quanto
lo scopo prende parte alla determinazione del valore, l'altruismo positivo è
buono, l'egoismo è indifferente, l'altruismo negativo è cattivo. Ora è
importante constatare, che il senso in cui i tremo menti valutativi
operano sui fatti concomitanti è completamente lo stesso. La validità della
tavola dei valori, dianzi tracciata, ma pure prevista. Allora il
non-valore si ridurrà, nel modo indicato dalla ineguaglianza: W (ur)>
W (u). g W(gu) < W(9) W (gu)= W (9) = 0. subisce variazioni, se
cambia la qualità della volizione ?-- intendendo per qualità la differenza
tra appetizione e repulsione, che però non deve equipararsi a una
contrapposizione logica tra affermazione e negazione, i cui termini si
escludano a vicenda, ma considerarsi come una doppia possibilità
psicologica, di cui l'una abbia altret tanta realtà indipendente, quanto
l'altra. si possono fare le seguenti sostituzioni, che aiutano a trovare
il corrispondente valore nella tavola relativa alle volizioni (1): (T)=
(non—-1) = (U) (U) = (non--V)= (Y) (ū) = (non- u )= (g). Lo stato
subbiettivo di rappresentazioni e di predisposizioni anteriore alla volizione
è indicato da Meinong con la parola “progetto’. E siccome in questo stato
abbiamo sup posta anche la cognizione delle circostanze concomitanti
valutabili, così al polinomio o al binomio della volizione corrisponde un
polinomio o un binomio del progetto. Per indicare questi stati Meinong adopera
gli stessi simbolisenza la parentesi. Osservando le volizioni in rapporto agli
stati pre-disposizionali, l'analisi delle valutazioni dei fatti concomitanti
può rendersi più esatta. Si ponga, per esempio, un binomio iniziale vu,
che esprima il mio desiderio di far male, al momento opportuno, a una
persona, ma che non mi sia possibile evitare, ciò facendo, conseguenze dannose
per me, u. Se il desiderio di non danneggiarmi prevale, al lora non si
avrà più il binomio (uu), ma l'altro (ūr), il quale dice che la volizione è
risultata nel senso di NON VOLERE IL MALE PROPRIO, (U) (ū)
Un'analisi delle nolizioni mostra, che esse si comportano egual mente come
la volizione, solo che si applicano di regola ai valori y, u ed u, ritenendosi
assurdo il non volere il proprio van taggio g. Indicando le nolizioni con
(T) g pur ammettendo che questa volizione abbia per circostanza
conco mitante y, cioè il bene altrui. In forma positiva la volizione fi nale
sarà (gr).E così da una situazione iniziale negativa vu si riesce nella
opposta gr. Meinong chiama coordinati fra loro due binomi di progetti,dai quali
procedano due volizioni formalmente concordanti. Anche i binomi di queste
volizioni saranno coordinati fra loro. Egli si ferma ad esaminare più a lungo
la coppia dei binomi ru - gu, dei binomi, cioè, che hanno la maggiore importanza
pra tica.Il primo esprime l'altrui bene col proprio danno, il secondo il bene
proprio col danno altrui. Nel primo rientrano, nel senso massimale,tutte
le occasioni in cui si può affermare la grandezza morale di un uomo ;
nel senso minimale i casi della più comune fedeltà al proprio
dovere.La sezione di linea dei valori morali che comprende il meritorio e
il corretto è tutta espressa da questo binomio; laddove la sezione che
va dal punto d'indifferenza al tollerabile e al riprovevole cor risponde alla
negazione di questo binomio. Nel binomio gu sono espressi tutti i casi
che vanno dal più sano egoismo alle negazioni più delittuose dell'altruismo.
Reciproca mente, la rinuncia a siffatte volizioni va dal semplicemente dove
roso all'eroico. Le volizioni che procedono da questi due binomi
comprendono adunque tutte le quattro classi di valori, caratterizzati in
principio. I due binomi anzidetti suppongono un conflitto fra l'interesse
proprio e l'altrui. È evidente che dalla grandezza di questi interessi, dalla
portata di g e di Y, dipende il valore morale della valutazione (I momenti u eu
s'intendono compresi nella ne gazione di g e y. Intanto è certo, che il valore
egoistico in cui g è congiunto con u,W (gu), si trova sempre al disotto del
zero della scala, ed ha segno negativo ; mentre il valore altruistico in
cui ècongiuntoconu,W (ru), si trova al disopradel zero ed ha segno
positivo. Ciò posto, la funzione valutativa tra i termini dei due binomi si
può scoprire agevolmente con una semplice osservazione. Sacrificare un piccolo
interesse proprio a un grande interesse altrui, ha un valore positivo
minore,che il sacrificare a un piccolo inte resse altrui un grande
interesse proprio. D'altra parte chi non pospone a un grande interesse
altrui un piccolo interesse proprio produce un non-valore morale più basso,che
non colui il quale per una utilità propria rilevante non tien conto di
utilità altrui tras curabili. Questo primo abbozzo di una legge del
valore si può esprimere nelle due formule: Y nelle quali C e
C'indicano le costanti proporzionali sconosciute, condizionate dalla qualità
delle unità g e r. Nell'applicazione di queste formule all'esperienza si
rendono necessarie talune modificazioni. Seponiamoivalorireg
egualiailimiti e0,alloraical coli diventano molto esatti: - limW(gu)= -
00. L'esperienza non è però sempre d'accordo con queste formule.
Ognuno ammetterà, chel'adoperarsi nell'interess ealtruisi accosti al punto
morale d'indifferenza, quanto più grande è quest'inte resse; e che il
trascurarlo divenga nella stessa misura riprovevole, supposto costante e
limitato l'interesse proprio da sacrificare. È W (ru)= C e
- W(gu) =-CY 1 per 9 9 12 perr = perr=
0 O lim W (gu) lim W (gu) = 0 lim W (gu) = 0 per g =
0 (1) lbid., limW(ru)= 0, limW(ru) = 0, lim W (ru)= 0, limW(Yu) =
0, pure evidente,che la trascuranza di un interesse altrui diviene
tanto più indifferente, quanto più irrilevante è questo
interesse. Epperò non si ammetterà da tutti, che il valore
dell'altruismo di venga allora infinito (come nella 2a formula).
Osservando però bene, questi casi non rientrano nel campo della
morale.Si con trasterà pure che il valore del sacrificio di un bene
proprio per l'altrui, cresca colla grandezza del bene sacrificato (formula
terza), ma l'esperienza prova che l’esitazione al sacrificio si fa
maggiore quanto più grande è il bene cui si sta per rinunziare.Invece èda
riconoscersi che non è esatta la quarta formula,perchè non sipuò
negare ogni valore al bene che si fa ad altri, solo perchè non si determina un
conflitto con un bene proprio. Le formule anzidette si debbono mitigare
nella loro assolutezza, perchè si accostino di più alla realtà.Per far
ciò basta attenuare il valore di g, il che si può ottenere aggiungendo
a g ogni volta una costante c o c '. с ( lim W (ru) = C, lim W (gu)
= - 'C ( 1). Si avranno così le formule: Queste formule non
modificano i limiti funzionali dianzi otte nuti, ponendo y = 0,T = 0 0 g = 00;
cambia bensì la formula delquarto limite, perocchè se g= 0: Y. Sin qui
abbiamo considerato l'una variabile indipen dente dall'altra. Che
avverrà però, se le variazioni si compiranno in entrambe le variabili
congiuntamente, supponendo che reg rimangano uguali fra loro per grandezza di
valore ? Sostituendo a g il simbolo y, le formule diverranno:
Y T W(ru)=09+W(ru)=C W(gu)=-6 T W(gu)=
9td rto с Ć rto' dal che risulta, che il
non-valore deve crescere e diminuire nello stesso senso di reg, e il valore in
senso contrario. Consultando l'esperienza,si può riscontrare agevolmente
che un oggetto,per esempio un dono,abbia lo stesso valore per chi lo dà
e per chi lo riceve.Ora si domanda,regalare di più avrà un valore
più alto o più basso del regalare di meno ? Senza dubbio più alto.E se
si contrapponga vita a vita, chi sacrifichi la propria per con servare
quella di un altro, suscita di fatto grande ammirazione. Questo èperò
il contrario di ciòche quelle formule esprimono. Oc corre adunque correggere
le formule e per far ciò Meinong intro duce un esponente di g,più
grande dell'unità, e lo indica colle lettere k e k'. Le due formule
diverranno così (rimettendo g al posto di r): Sicchè si avranno i seguenti
limiti: A questo punto le nozioni dei limiti non hanno più
bisogno,se condo il Meinong, di alcun'altra correzione. Solo per
semplicità di espressione ponendoC= 1ek= 2 la formula del binomio di verrà:
È questa la formula principale, cui Meinong si riferirà nelle discussioni
seguenti. Le due volizioni staranno, secondo la formula principale or ora
W (ru)- C e Y gl'+ c perr= 9 g?+1 e 900 pery 9 = 0
W (gu) = - C' Y W (ru)= ghto Y limW(ru) = 00
limW(gu) = 0 limW(ru) = 0 lim W(gu)=0. Preliminarmente egli ne ricava
alcune conseguenze. Ogni pro getto offre a colui,che dovrà reagire con
una volizione, la doppia possibilità di fare o di tralasciare.
W(gu)= Y g?+ 1 ricavata,in un rapporto di reciprocità negativa,per
ciò che ri guarda il loro valore morale. In secondo luogo, siccome le
volizioni di grande valore (positivo o negativo) o sono meritorie o
riprovevoli, e quelle di piccolo valore o corrette o tollerabili, così potrà
dirsi in generale che: quanto più distanti sono il numeratore e il
denominatore di quella formula nella scala dei numeri, tanto più il valore
della volizione sarà indicato dalle parti estreme superiore o inferiore della
linea dei valori;quanto più vicini sono invece quei numeri,tanto più l'indice
del valore cadrà verso il punto di mezzo di detta linea. La formula si applica
inoltre anche ai casi di volizioni, i cui scopi non siano accompagnati da
circostanze concomitanti. Basta ri durla così: W () = =
W(g)=0(1). UU. Mentre laprima coppia esprime ilcaso di conflitto d'interessi,
la caratteristica della seconda è la concordanza degl'interessi propri
con gli altrui (positivi e negativi). Se il progetto offre l'occasione di
congiungere con la mia utilità l'altrui, o se mi rappresenta un pericolo
altrui nel quale scorgo un pericolo mio,la volizione corrispondente sarà
espressa con (gr). V'è però anche la rappresentazione del desiderio di un
male altrui, cui si associa anche la previsione di un danno proprio. La corri
spondente volizione sarà espressa con (uu). Il conflitto qui non esiste fra
g er, ma fragev,cio è frage Meinong passaoraadesaminare,piùbrevemente,
un'altra coppia di binomi : (gr ge-Y Questa riflessione ci fa
subito applicare al caso attuale la formula principale del primo
binomio,così: gø+1 g1 -Y W(vu)= q*+ ( r)= ) Siccome
l'azione sarà tanto più riprovevole,quanto più grande sarà il proprio
sacrificio in ragione del danno che si vuol produrre, si può togliere y dal
denominatore ;la formula precedente si cambia quindi in quest'altra:
-(go+ 1)r. Mantenendo anche in questo caso il principio della
reciprocità negativa dei due binomi, l'altro binomio diverrà epperò la
seconda formula principale così ottenuta sarà: (g. Le costanze rilevate
in queste formule dimostrano sufficientemente, che il valore morale è in
relazione tanto con lo scopo principale della volizione, quanto con i fatti
valutabili con comitanti . Questa relazione di dipendenza è però un
dato ultimo e irriducibile? o non è essa stessa funzione di un dato ancora
più pro fondo ? Noi potremo dire di avere scoperto questo dato, quando
osserveremo quel momento particolare della volizione valutata, che,
cresciuto, accresce il valore, diminuito, lo diminuisce. Ora in questa
scoperta l'empiria aiuta più che ogni riflessione teorica. Essa ci dice,
che nelle valutazioni morali ciò cui si mira è il carattere permanente
del soggetto della volizione, la sua ca pacità o disposizione intrinseca
a sentire il bene e il male degli altri. In altri termini non la volizione
per sè stessa, ma l'animo (die
Gesimung) che in essa si rivela, è il vero oggetto della valu tazione
morale.Questo dato empirico,suggerito dalla comune espe rienza, dev'essere ora
dalla teoria esattamente analizzato. (g°+1) W (gr)= W (gr)=
+1) = W (uu) W (uu)= - (g°+ 1). E anzitutto va messo in
relazione con le due formule principali ottenute nelle precedenti
analisi. In quanto alla prima, che si applica ai conflitti tra diversi og
getti egoistici e altruistici di volizione,basta domandare,in chegrado e misura
il bene altrui ci sta a cuore. Per ogni volizione si può così stabilire
il valore subbiettivo dell'oggetto corrispondente. Se vi ha conflitto, vincerà
il valore subbiettivo più grande. La de cisione fra interesse proprio e
altrui (egoistico) seguirà quindi in ogni caso la parte che ha il più grande
valore pel soggetto. Se questo opta per Y, ciò vuol dire che l'interesse
altrui gl'importa più del proprio; e, viceversa, se optaperg,vuol direche, almeno
in questo caso,gli preme più l'interesse proprio che l'altrui. Se ora
poniamo che lo stesso valore y venga preferito in ogni caso da un soggetto a un
più grande g, e da un altro a un più piccolo g, ciò si può spiegare solo
ammettendo una diversità sub biettiva fra i due individui, una diversa
disposizione costante dei loro sentimenti. Quanto più grande è il valore g
costantemente sacrificato,tanto più ilrelativo soggetto è disposto
aisentimenti simpatici. Se, invece, il valore y vien trascurato per un più pic
colo g, si deve concludere che il soggetto della volizione è più in
differente ai valori altruistici. Da queste considerazioni possiamo
concludere, che nelle risolu zioni altruistiche la benevolenza e nelle
egoistiche l'indifferenza dipendono dalla grandezza dell'importanza soggettiva
dire di g, come era affermato nella prima formula principale dei valori e dei
non-valori morali. La benevolenza e l'indifferenza per l'altrui bene e male è
adunque quel momento, parallelamente al quale variano le grandezze dei valori e
dei non -valori morali:essi sono pertanto il vero oggetto della valutazione
morale. L'esame della seconda formula dà pure analoghi ri sultati. Chi
opera in danno altrui non s'interessa evidentemente al bene degli altri,ma si
comporta a riguardo di esso almeno con indifferenza. La volizione (U) segnala
però più che l'indifferenza, il bene altrui sembra avere un valore negativo,
e il male un valore positivo.V'è dunque qui un conflitto nel senso della prima
formula, con risultato conforme al valore preponderante, ch'è in tal caso
quello anti-altruistico.Quanto più grande è poi il sacrificio di bene
proprio fatto per realizzare v,tanto più valore ha v pel soggetto,e tanto più
grande è pure la malevolenza che questo sente. Il valore g sembra in tal caso non
il bene proprio sacrificato, ma ildannoaltrui raggiunto. La malevolenza è
inoltre tanto più grande quanto più per arrecare un piccolo danno si
sacrifica un grande valore proprio. Se invece vincono i valori egoisti ci si deve
ammettere, che la malevolenza non era comparativamente tanto grande,massime se
basta un piccolo g a scongiurare un rilevante u, val quanto dire a ri durlo
indifferente Sebbene le analisi sin qui fatte siano assai incom plete, pure
bastano, secondo Meinong, per farsi idee abbastanza chiare su alcuni
punti essenziali. E anzitutto se ne ricava,che è caratteristico di ogni
valutazione morale l'esser fondata sopra una specie di misurazione dei
valori altruistici dagli egoistici. L'importanza dei fenomeni
binomiali,dei quali ci siamo sin qui occupati,consiste in ciò,che
dall'esito della decisione si ricava quanto valga pel soggetto il bene o il
male di un altro. C'è però nella parola altruismo un doppio
significato, che dà luogo ad equivoci, l'uno positivo e attuale, l'altro
disposizionale. Nel primo senso l'altruismo si distingue per la
proprietà di non essere suscettibile di aumento, mentre nell'altro è
aumentabile indefinitamente. In modo analogo può distinguersi un egoismo
attualmente dato e non aumentabile, da un egoismo che può crescere senza
limiti. Gli oggetti di valutazioni morali si possono, dopo l'anzidetto,
ridurre in quattro classi: l'altruismo positivo è un bene, il negativo
è un male, la mancanza dell'altruismo positivoèunmale, la mancanza del
negativo è un bene. Il carattere comune delle volizioni,che costituisce
l'oggetto della valutazione morale si può esprimere colla parola “
partecipazione, o “ simpatia, (Anteil). Nelle valutazioni morali adunque si
mira alla capacità, manifestantesi nella volizione,di partecipare
all'utile e al danno degli altri. Questa disposizione simpatica non è
ancora il carattere, ed è soggetta anche a variare. E anzi notevole, che per
il giudizio morale di una volizione è indifferente, se la di sposizione
altruistica del soggetto sia stata passeggiera o sia permanente -- Perchè,
però, la simpatia sia veramente morale,occorre che sia imparziale. Qui entra
in azione il momento della giustizia. Quando tre persone in uno stato di uguali
bisogni, ricevono l'uno r, l'altro 2 x, il terzo nulla, allora noi siamo meno
inclini ad a m mirare l'atto altruistico corrispondente. Una sola volizione non
è per sè stessa nè giusta, nè ingiusta, ma diventa tale se confrontata con
altre volizioni. Di queste una serve di caso normale. Per giustizia si può
quindi intendere essenzialmente la concordanza col valore normale. Il caso più
puro di sim-patia – H. P. Grice: The principle of conversational benevolence –
conversational helpfulness -- o di partecipazione è quello in cui si fa
astrazione tanto dallo stato particolare dell'io – H. P. Grice: l’universalita
dell’IMMANUELE --, quanto dalla persona altrui individualmente presa. Questa
sim-patia – H. P. Grice: conversational benevolence, conversational helpfulness
-- assoluta, IM-personale, universale, non legata a particolari circostanze di
tempo e di luogo forse non esiste – H. P. Grice: Disinterestedness doesn’t
exist, or does it? --, ma in ogni caso serve come guida ideale per misurare i
valori morali. Si può quindi definitivamente concludere che oggetto delle
valutazioni morali è la sim-patia IM-personale – H. P. Grice: the conversational
maxims aimed at us, in our better moments, of course” --, che si manifesta
nelle volizioni, per il bene e il male del prossimo – H. P. Grice: Thou shalt
not kill thine neighbour!”. Stabilita la sim-patia come la proprietà degl’atti
morali, tutta una massa d’azioni, nelle quali questo momento non è
direttamente in quistione, non rientrerebbe nella detta categoria. Intanto
nella terminologia corrente l'opposizione tra buono e cattivo comprende anche
valutazioni, nelle quali il criterio della sim-patia non entra. Si dice, per esempio,
buona la sub-ordinazione all'autorità, s’approva in certi casi la menzogna
convenzionale, si tollera la mancanza a promesse non solenni, ecc. Tutte
queste valutazioni sono dette da Meinong – citato da Grice: “My system creates
no ontological jungle” -- quasi-morali. I giudizi del valore – assiologico – o assico
-- sono qui praticamente incerti e mutevoli. Esaurita così l'indagine
sull'oggetto della valutazione, Meinong passa a esaminare i problemi che si
riferiscono al SOGGETO del significare e del valorare morale. L'EGO – H.
P. Grice: uttererr -- e l'ALTER – H. P. Grice: addressee -- sono pure qui i due
soggetti, che la esperienza contrappone: l'uno l'agente, l'altro il termine
della volizione. Cominciamo dall'ego – H. P. Grice on Gallie on ‘I am
not hearing a noise’. Abbiamo ragioni per ammettere che le valutazioni
morali a noi note siano solo concepite nei riguardi dell'agente? No, perchè
l'ego non può sostituirsi all'alter nel valutare ciò che gli giova di più. Questi
lo saprebbe meglio. Si può ricorrere alle funzioni della coscienza, ma anche
queste variano da persona a persona, e anche nella stessa persona. Il principio
dell'interesse – H. P. Grice on Prichard duty and interest – duty cashes on
desire -- ben inteso è quindi sottoposto a gravi variazioni individuali.
Neppure l'alter come tale ha diritto ad essere considerato come soggetto del
valore, in tutte le sue determinazioni individuali e variabili – “My lips are
sealed” – H. P. Grice. Da questa analisi Meinong conclude che il vero soggetto
del valore morale dev'essere un terzo dis-interessato – H. P. Grice: Disinterestedness
doesn’t exist -- e neutrale. Come tale, il soggetto non è uno solo, ma
sono indeterminatamente molti; in quanto anzi si vuol comprendere la
totalità dei dis-interessati – disinterestedness doesn’t exist -- in unico
concetto, si può parlare di un soggetto collettivo, il quale è
precisamente la collettività circostante – “die um-gebende gesammt-heit”. Il
soggetto imparziale e di-sinteressato della valutazione morale è adunque la
collettività. Il valore morale è un valore umano e concreto. Le
quistioni del valore sono quistioni di fatto. E un fatto è che l'uomo normalmente
attribuisce valore alla sim-patia e non-valore alla disposizione contraria ad
essa – H. P. Grice: “Not me! The principle of conversational self-love!” .L'uomo,
come tale, è, dunque, indefinitivo, il vero soggetto delle valutazioni morali
laddove quelli sinora esaminati si distingueno per una grande squisitezzae
sicurezza. Ma anche alle volizioni quasi-morali si può applicare il
metodo di misurazione, che si serve dell'ipotesi ausiliare del CONFLITTO – non la
cooperazione – H. P. Grice: “We must allow chicanery!” – “War is war” --, e
segnatamente la comparazione colla forza di motivazione dei valori ego-istici –
H. P. Grice: conversational self-love. Anche i valori morali si possono
considerare come valori propri e come valori traslati. Non solo i valori propri
sono fondati sull’estimazione collettiva, ma i valori morali in generale costituiscono
pure, in un certo senso, dei valori traslati pella collettività – H. P. Grice:
“What Peacocke calls a ‘population’.” La dimostrazione di questo fatto è di
grandissimo interesse pratico, perocchè conferma che il soggetto del valore
morale è di fatto la collettività, e che i dissidenti sono individui
insufficientemente o erroneamente orientate. Oggetto delle valutazioni sono le
disposizioni dell'animo. Che le disposizioni interiori abbiano un valore
traslato nessuno mette in dubbio, e tantomeno, si dubiterà che questo
valore varia secondo il termine correlativo delle disposizioni, cioè secondo
l'oggetto cui tendono. Il valore dei sentimenti sim-patici – H. P. Grice, “I
read Strawson’s “Resentment,” and I resent it!” -- e anti-patici segna quello
delle volizioni, e questo segna il valore delle azioni. Cominciamo da
queste. Dato un individuo E, il quale sia sul punto di agire favorevolmente
o sfavorevolmente riguardo a un individuo A, si domanda, se un terzo individuo
X, affatto estraneo al rapporto E A, epperò neutrale, puo provare interesse
all'azione di E. La risposta non può essere che affermativa, e ciò per varie
ragioni. Anzitutto pel sentimento generico di sim-patia umana – il regno delle
persone di H. P. Grice --, che non può mancare qui di manifestarsi, tanto più
che gl'interessi ego-istici di X non sono in quistione; inoltre perchè
l'attività buona consolida e aumenta in E una disposizione al bene, che puo
poi giovare ad altri individui B, C e persino anche eventualmente a X; inoltre
perchè l'azione buona è un esempio che provoca, per la legge dell'imitazione,
disposizioni analoghe in altri a fare il simile – H. P. Grice: “A dull answer
is that we’ve been taught to be cooperative” --, il che aumenta le probabilità
generiche buone, favorevoli anche per X. Adunque ciò che accade tra E ed A non
può lasciare indifferente X, il quale attribuisce valore positivo a un'azione
altru-istica, e valore negativo a un'azione ego-istica di E. Dall'azione
passiamo al sentimento, cioè all'animo, che essa rivela. Non c'è dubbio che
nella maggior parte dei casi il valore della volizione è il presupposto del
valore dell'azione. Un atto accidentale non esercita tanta influenza
indiretta (anche in rapporto all'imitazione), quanto un atto VOLONTARIO – H. P.
Grice: “He said that p, he meant that p, he communicated that p, he implied
that p. Passando dalla volontà alle disposizioni dell'animo, che in quella si
manifestano, è pure evidente che la volontà buona è dipendente da
disposizioni costanti del soggetto, le quali sono naturalmente quotate, come
valore traslato, più al tamente di un atto momentaneo, sebbene voluto. E
poichè il contenuto della volontà buona è la sim-patia per altrui beni o
mali, così il vero valore traslato dell'atto di E riguardo ad A, risiede per X
nella quantità di simpatia che l'atto manifesta. Con una serie di
considerazioni infine Meinong riesce a stabilire che nel terzo individuo X,
neutrale e dis-interessato, può scorgersi il rappresentante della
collettività, cioè il vero soggetto della valutazione morale – H. P. Grice: “As
an Aristotelian, I call him the JUDGE, in perfecct conditions”. Compiuta questa
indagine intorno all'oggetto e al soggetto del valore, Meinong affronta
il problema del dovere – H. P. Grice: “the sorry story of deontic logic” --, della
imputazione, e della libertà – H. P. Grice, “FREEDOM”. Le
indeterminatezze del concetto del dovere, si teoretiche che pratiche, possono
eliminarsi, secondo Meinong, considerandolo sotto l'aspetto del valore. Non
solo, ma questa indagine cifarebbe conoscere una sufficiente a spiegare
definitivamente i fenomeni del dovere morale. Nel dovere morale è
caratteristico l'oggetto del dovere. Morale è quel dovere che ha per oggetto
una volizione morale. Ciò che ha un valore morale positivo costituisce il
campo del dovere morale positivo, mentre il non-valore dà luogo al dovere
negativo. Caratteristico è pure che il dovere morale ha diversa
intensità secondo la qualità morale del suo oggetto. Il dovere più
reciso ed energico si afferma nel campo del corretto – H. P. Grice on J. L.
Austin on G. J. Warnock on ‘proper’ – properly playing cricket --, il più
energico non-dovere nel campo del riprovevole; più debole è il non-dovere che
si riferisce al tollerabile di LOCKE (citato da Grice), e almeno altrettanto
debole è forse il dovere del meritorio – il super-erogatorio di Urmson.
L'intensità non resta però costante nel seno di ciascuna di queste
categorie. Si può invece ingenerale affermare che pei valori positivi l'intensità
del dovere decresce, a misura che aumenta la grandezza del valore vera
causa morale, pei valori negativi la forza del non-dovere cresce colla
grandezza del non-valore. Questa funzione tra intensità del dovere e valore ci
dice che i dovere è un fenomeno del valore e consiste precisamente nel
valore della volizione morale, qualificata tale non in rapporto al soggetto
agente, ma in rapporto alla collettività. Esso dipende cioè non dal valore
delle disposizioni d'animo del soggetto (W), ma dalla valutazione collettiva
(w), la quale determina e impone al soggetto agente un valore attuale. Notevole
è che mentre il valore disposizionale sentito dall'agente può spingerlo al
più grande sacrificio per un ideale, il valore attuale imposto dalla
collettività si contenta di piccoli sacrifici, sicchè i doveri sociali si
possono compiere con un piccolo sforzo – princple of economy of rational
effort: H. P. Grice: “I am willing to coooperate provided it doesn’t cost ME
that much!” --. Chi adempie al suo dovere quotidiano, puro e semplice, attua
per la società un valore importantissimo, incomparabilmente più grande dello
sforzo che gli costa. Il vero bisogno sociale di moralità si limita a che si
faccia ciò ch'è corretto, e si tralasci ciò ch'è riprovevole; il contrario
rappresenta un pericolo sociale. Donde deriva il carattere autoritativo del
dovere? Premesso che ogni dovere si riferisce al FUTURO – ‘il futuro dell’intenzione
– H. P. Grice, ‘Intention and uncertainty – future indicative, future
intentional --, si può osservare che esso consiste in un particolare caso di DECISIONE
alla H. P. Grice/D. F. Pears -- proposto personalmente all'individuo agente da
una valutazione collettiva. Si noti, infine, che al campo del corretto
corrisponde il dovere – “Pflicht” -- come determinazione più particolare
del “Sollen” nel senso più rigoroso della parola, e che il termine correlativo
del dovere è il diritto. Mentre nel dovere l'interesse morale è rivolto
al FUTURO, l'imputazione riflette essenzialmente il PASSATO – H. P. Grice:
“He did it”. --, e particolarmente le azioni compiute – “That path to Hell is
paved with good intentions” -- I casi nei quali non ha luogo alcuna imputazione
sono quelli in cui non c'è stata volizione, epperò le azioni in cui il
momento psichico manca o non è costituito d’una volizione. Gl’atti istintivi –
o spontanei – H. P. Grice: A spontaneous frown -- possono rientrare nella
categoria dell'imputabile, se sta in potere della volontà l'evitarli; casi
in cuic'è stata volizione, ma è accaduto cosa diversa dalla voluta – “a
misfire, as Austin called it” – H. P. Grice --, o almeno prevista; l'errore conta
qui tanto quanto l'ignoranza o l'insufficienza intellettuale; casi in cui
c'è stata volizione e previsione del risultato, ma o la volizione non riguarda
un fatto moralmente valutabile, o s’è agito in uno stato di necessità (per
costrizione esterna, fisica o psichica). Se la costrizione non è assolutamente
irresistibile, invece di soppressione, c'è attenuazione della responsabilità.
I casi nei quali l'imputazione si attenua si possono schematizzare così.
L'occasione, cioè il complesso delle circostanze che hanno influito sulla
volizione. Quanto più grande è stata, per esempio, la tentazione, tanto
più piccola la colpa. Nel concetto d'influenza si comprende anche la
suggestione – H. P. Grice: “NOT my implicature!” --, la quale in certi gradi
può persino sopprimere la responsabilità. I momenti intra-subbiettivi,
che si possono suddividere in varie categorie: i rapporti personali fra il
soggetto agente e l'altro soggetto, cui l'azione si è riferita; l'opinione
che si ha della imputabilità del soggetto; il passato psichico dell'agente. Tutti
questi momenti s’applicano – H. P. Grice on S. N. Hampshire, H. L. A. Hart, and
A. M. Honore on causation and the law – “Only reprehensible actions are caused!”NOT!”
--, oltre che alla imputabilità, alla calcolazione del merito di
un'azione. Il punto centrale, cui il problema dell'imputabilità o del
merito di un'azione si riferisce, è la spontaneità morale dell'agente. In compendio
si può dire: chi pone il problema della imputabilità di un'azione, cerca di
conoscere due cose: in quale misura l'azione sia proceduta dalla
disposizione d'animo – “Gesinnung” -- del soggetto, e come questa disposizione
sia in realtà. le differenze subbiettive, dipendenti dal temperamento – “talent
that wise Nature gave me” – H. P. Grice -; il tempo, in rapporto sia alla
durata dell'azione, sia allo intervallo trascorso fra l'azione e l'imputazione --
prescrizione. Il processo della imputazione morale non è però soltanto
intellettuale; consiste anche in una reazione emozionale, colla quale lo
spettatore imparziale X si investe quasi della condizione di A danneggiato
o favorito da E. La collettività, rappresentata da X, reagisce quindi,
dal lato emozionale, come A. Nell'imputazione intellettualmente concepita,
oggetto della valutazione è la personalità – personalness of personal
identity – H. P. Grice -- di E, in quanto il suo atto può considerarsi come
una emanazione diretta, per la spontaneità morale, di questa personalità – H.
P. Grice: the personalness of my personal identity. Pervenuto a questi
risultati nel caratterizzare l'imputazione, Meinong osserva di non avere fatto
uso del concetto della libertà. E segno, egli dice, che questo momento
non ha pella teoria dell'imputazione quell'importanza, che gli si suole attribuire. Nel
concetto della libertà in senso non soltanto morale, ma generale, c'è una
negazione – “alla Berlin” – H. P. Grice --: ciò ch'è negato è qualche cosa
di avverso e di spiacevole, vale a dire un non-valore. Dove manca qualche cosa
di prezioso, c'è una lacuna, non c'è libertà. La libertà che si
riferisce alla vita morale è stata distinta: in libertà dell'agire e in
libertà del volere – H. P. Grice on D. F. Pears on “The freedom of the will”
--. Per libertà d'agire si è intesa la libertà fisica di fare o non fare. Si
dànno le seguenti eventualità: io tento un'azione, ma un ostacolo
esterno la impedisce. Io NON tento, perchè un ostacolo lo impedirebbe. Io
tento e riesco: e così affermo la mia libertà di agire; Io NON tento –
intento --, ma se tentassi non troverei alcun ostacolo, allora la mia
libertà di fare è ipotetica, e diviene una facoltà. Questa casistica si può
applicare anche alla libertà del volere, sostituendo al tentativo di fare
il tentativo di volere – H. P. Grice: “Which Prichard, knowing him, would say
are the exact ame thing!”. Lo stato d'animo predisposizionale della
volontà è allora il desiderio: io desidero, ma non posso volere. Io NON
desidero, ma SE desiderassi non potrei volere. Io desidero, e poichè non trovo
alcun ostacolo, voglio anche: è questo il caso della libertà del volere o del
decidersi. Io NON desidero, ma se desiderassi non troverei difficoltà
anche a volere. Qui la volontà diviene ipotetica, e, se combinata con altri
casi simili, diventa libertà di scelta. Abbiamo così i quattro casi possibili
di libertà: libertà dell'agire, libertà del decidersi, libertà come
facoltà, e libertà di scelta. La libertà si può definire, in una
parola, come desiderio di volere secondo la propria inclinazione. Libertà
significa allora tanto quanto spontaneità e, così definita, si ricollega con
tutti i momenti della valutazione morale di già determinati. L'etica è la
scienza, così conclude Meinong, che esamina il valore che l'uomo ha per
l'uomo, e più particolarmente il valore che l'uomo ha nel suo modo di
comportarsi con l'uomo. Notevole è in questa definizione il momento della
universalità, che distinque il campo dei fatti morali. Il senso comune tende
nelle valutazioni morali a rendersi indipendente dalle peculiarità individuali
e dalle circostanze eccezionali. Esso pretende di tenere una uguale
misura per tutti. Quella definizione dice pure che ciascun uomo può essere
soggetto di valori morali, non meno che oggetto di valutazione. Nessuno può
dirsi neutrale nelle valutazioni morali. Non può pero mai accadere che il soggetto
e l'oggetto del valore s'identifichino. Non che non si possano valutare le
proprie volizioni, ma non si può identificare il vero soggetto del giudizio etico
con sè stesso. Voler porre accanto a un'etica sociale un'etica individuale è
perciò inammissibile. Anche quando l'interesse etico è ri-volto al proprio io
– H. P. Grice: “conversational self-love” --, la collettività è parte
interessata in queste valutazioni, e non le si può perciò negare la funzione
di vero soggetto del valore morale. Si è attribuito all'etica un
carattere normativo. Ciò non deve indurre a credere che questa scienza possa
di propria assoluta autorità imporre precetti al volere e all'agire degli
uomini. In quanto disciplina pratica,essa può dare "norme” non in
nome proprio, ma presupponendo posti i fini che si vogliono attuare. Solo
che l'etica non trova, come le altre scienze pratiche, i valori già definiti,
ma li deve ricercare e fissare. Essa diviene quindi normativa nel senso
che, laddove la riflessione ingenua rimane inerte, l'etica scorge valori e
non-valori, e dove la riflessione ingenua – H. P. Grice on J. L. Mackie on naif
-- valuta in un dato modo, l'etica lavora a precisare, e a correggere queste
valutazioni. Con le sue deduzioni e dimostrazioni essa può infatti
chiarire errori ed anomalie del valore, che sfuggono all'occhio non esercitato
o indifferente. Ma pure non bisogna dimenticare che i problemi del valore sono
problemi di fatto, che l'etica è una scienza empirica, e che l'empiria ha
sempre l'ultima parola nelle statuizioni morali. Costituisc. Nome compiuto: Leonardo
Caffo. Keywords: l’altruismo, disobbedienza, “Homo sapiens sapiens”, homo,
uomo, umano, humanus, Anthropos, aner, maschio, vir, virilita. Specismo,
anti-specismo, sub-specismo, homo sapiens sapiens. Refs.: Luigi Speranza, pel
Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice e Caffo,” The Swimming-Pool Library,
Villa Speranza, Liguria, Italia.
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