MORSELLI
Grice e Morselli
– metafisica e psicologia filosofica – semeiotica -- filosofia italiana --
Luigi Speranza (Modena). Abstract. Grice: “Stevenson, an American, states that
spots only ‘mean’ measles – strictly, a spot does not mean. Italians don’t have
this problem – witness Morselli and his semejotica, as he spells it!” Grice:
“When I arrived at Oxford, psychology was philosophy, and philosophy was
psychology – or rather, philosophers were armchair psychologists, and vice
versa! I never recovered. Abstract: Grice’s intention. Filosofo italino. Enrico
Agostino Morselli Born Modena Died Genova Occupation(s) Physician,
psychical researcher Enrico Agostino Morselli is an Italian physician and
psychical researcher. M. is a professor atTurin. He is best known for the
publication of his influential book Suicide: An Essay on Comparative Moral
Statistics claiming that suicide is primarily the result of the struggle for
life and nature's evolutionary process. According to Shorter "M. is known
outside of Italy for having coined the term dysmorphophobia. In Italy, he is
known for the psychiatry textbook A Guide to the Semiotics of Mental Illness."
M. is a eugenicist and some of his writings have been linked to scientific
racialism. M. is also interested in mediumship and psychical research. He
studies the medium Eusapia Palladino and concludes that some of her phenomena is
genuine, being evidence for an unknown bio-psychic force present in all
humans. Selected works Science Suicide: An Essay on Comparative
Moral Statistics; A Guide to the Semiotics of Mental Illness (Manuale di SEMEIOTICA
[SEMEJOTICA] delle malattie mentali Psychical research M., E. . Eusapia
Paladino and the Genuineness of Her Phenomena. Annals of Psychical Science. M., Psicologia e “Spiritismo”: Impressioni e Note
Critiche sui Fenomeni Medianici di Eusapia Palladino. Turin: Fratelli Bocca. References
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"Spiritism": Psychiatry, psychology and psychical research in Italy. Studies in History and Philosophy of Biological and
Biomedical Sciences External links Wikisource logo Works by or about Enrico
Morselli at Wikisource Categories: 1852 births 1929 deathsItalian
psychiatristsParapsychologistsAcademic staff of the University of Turin ,
Prof. ENRICO MORSELLI Direttore della Clinica delle malattie
nervose o mentali nella Università di Genova PSICOLOGIA <.
i SPIRITISMO,, Impressioni e note critiche sui fenomeni medianici di
Ensapia Paladino TOMO PRIMO con VII tavole e 21 figure
Apri alla Verità, che viene , il petto. Dante
Amohiku. f\T»/ TORINO BOCCA MILANO - ROMA Torino -
Vincknio Bona, Tipografo .lolle LL. MM. e dei KB. Principi Lo studio accurato e
serio dei fenomen i di trance e degli stati medianici, è una delle necessità
più urgenti della Psicologia. James. Quest’opera non è nè vuol
essere, almeno nelle intenzioni dell’Autore, un trattato didascalico della ma¬
teria di cui porta il titolo in fronte; e neanche una monografia completa sul
soggetto, di cui indica ^ i 1 nome nel sottotitolo, cioè sul medium Eusapia Pa¬
ladino. . . Per svolgere a fondo il vastissimo ed intralciatis¬ simo
argomento dello “ Spiritismo ,, non avrei an¬ cora l’esperienza e l’autorità
elio si richiedono, io lo studio da anni, ma appena posso dire d'aver varcato
le soglie del tempio. Colui che ha scritto il libro più stimato sullo
spiritismo contemporaneo, Alessandro Aksakoff, ci ha messo trent’auni ; ma
neppur ci ha data un'esposizione intera o sistematica dei latti e ddle
dottrine! E quegli che ha raccolto il materiale piu copioso sulla psicologia
supernormale, Federico Myers, ci lia messo tutta la vita; ma neppure la sua
grande opera postuma esaurisce la tesi e risponde alla antitesi. Questi
esempi hanno fin qui dimostrato agli stu¬ diosi e cultori di Metapsichica che
su un terreno così incerto o scottante bisogna procedere con prudenza, e li
hanno distolti dal sodisfare al desiderio espresso da C’aklo Rum et, che
s’augurava la comparsa di un trattato organico della materia. Mi dovrei perciò
trat¬ tenere anch’io dal dare oggi alla luce il presente libro; e in verità per
oltre cinque anni me ne sono trattenuto. Perocché esso è scritto da un pezzo
nelle sue parti sostanziali, ma è rimasto in un cassetto del mio scrittoio per
due ragioni principali: prima, perché reputai inopportuno lanciarlo in mezzo
alle burrascose dispute che erano scoppiate all’epoca delle prime mie
investigazioni nel campo della medianità; poi. perché colTallontanarmi dalle
cose stupefacenti che io avevo vedute, crescevano i dubbi: e nell’esitaxe giu¬
dicai necessario che le mie opinioni fossero consolidate da nuove esperienze.
La conferma é venuta nello scorso inverno, ed io, rompendo l’attesa, pub¬ blico
il libro. Ma, certo, se lo avessi dato fuori allora (nel 1902), avrei precorso
molti che passano per in¬ novatori in questo campo di ricerche, e non incorrerei
nel rischio di sentirmi dire: u troppo tardi! „. Al punto cui siamo
adesso e col profluvio di scritti in prò’ ed in contro della Eusapia Paladino,
é diffi¬ cile che si trovino nella mia opera cose non vedute e non giudicate da
altri osservatori, sia perchè mi hanno preceduto nelle stampe parecchi di
coloro in¬ sieme ai quali io ho studiato la medium (prof. E. Pobko, L. A.
Vassallo, E. Sozzano, dott, E. Venzano, Luigi Bakzini), sia perchè costei, dopo
quei nostri studi e anzi in conseguenza di essi, è divenuta meno restia alle
indagini scientifiche d’ordine fìsico e fisiologico, e qualche studioso ha
forse potuto a quest’ora portarle più avanti di me. Ben più difficile è
poi che i competenti in psichismo e spiritismo rinvengano, qua entro, idee
nuove e pe¬ regrine: oramai tutte le spiegazioni possibili o vero¬ simili dei
fenomeni sono state avanzate, e anc ìe il gran pubblico le conosce, almeno di
nome. fi mio scopo è limitato. L’opera, divisa per neces¬ sità di
formato, in due tomi, si compone di tre parti. La prima è un conciso e rapido
sguardo ai problemi generali dello spiritismo e della mediamta. La se¬ conda,
assai più estesa, consta delle A ote e degli p- punti critici che io, volta per
volta, ho scritto, assistendo dal 1901 al 1907 a oltre trenta sedute della
Paladino. La terza, pur essa breve, presenta a mo di epilogo la sintesi dei
fenomeni osservati e delle ra¬ gioni per cui non ne accetto ancora la
spiegazione spiritistica. Non è improbabile che quest ultima parte diventi, col
tempo, il nucleo di altro libro rivolto a esporre e a discutere i fondamenti, i
metodi e le dot¬ trine della Metapsichica. Sia dunque ben inteso fra me e il
lettore che il contenuto principale e le conclusioni del presente la¬ voro si
riferiscono solo ai fatti che io ho veduto e studiato. Forse le mie analisi e
deduzioni psicolo¬ giche potrebbero facilmente applicarsi ad altri molti fatti
consimili, che figurano fra il materiale di prova dello Spiritismo; ma la
cerchia di questo è assai piu ampia di quella nella quale, per ora, io mi muovo
e volontariamente mi chiudo. Del resto, quando nello scrivere se n’è offerta
l’occasione, non mi sono impe¬ dito dall’ operare ravvicinamenti, paragoni e
persili digressioni, delle quali però ogni studioso saprà scorgere il filo connessivo
e le conseguenze. ^ L’opera, constando in massima di osservazioni e di
riflessioni buttate giù in fretta allusene da ogni se¬ duta. ha un solo pregio
agli occhi del suo Autore : questi l’ha, per così dire, vissuta, giacche
sostanzial¬ mente essa è la storia di una convinzione e di una opinione,
che furono acquistate prova per prova e giorno per giorno. Ma io non mi illudo
sull acco¬ glienza che le toccherà; essa ha troppi difetti di forma e di
contenuto per potere sfuggire alle critiche: tut¬ tavia, prima che gli altri me
li dicanoe affinchè non mi si rinfaccino, dirò e confesserò io stesso fin dal
bel principio i difetti che ci veggo e riconosco. Rispetto alla forma,
l’opera è troppo lunga, none sistematica, e presenta delle ripetizioni. Ma la sua
lunghezza dipende dalla quantità e qualità veramente eccezionale dei fatti cui
in quella trentina di sedute ho assistito, e dalle riflessioni
particolareggiate che occasionavano. Si pensi che dopo sole quattro o cinque
sedute di blusa pia, altri osservatori hanno scritto volumi di 300 e sin 500
pagine! Ad ogni modo, ho cer¬ cato di rimediarvi, ommettendo un gran numerp di
appunti meno interessanti e restringendo il discorso intorno alle ultime
sedute. Quanto alla mancanza di ogni sistemazione nel contesto, l'ho voluta di
propo¬ sito, per mantenere al libro il suo primitivo carattere di freschezza e
di schiettezza : io Ilio composto (salvo gli indispensabili ritocchi di stilo)
cogli appunti ge¬ nuini che dettavo d’impulso e senza piano prestabi¬ lito a
seconda di quanto era caduto sotto i miei sensi. E più che descrivere i
fenomeni uno per uno, pedan¬ tescamente, ho badato a riflettere sul loro
signifh ato e sul loro insieme; nè mi rileggevo mai. Cosi, data In uniformità
fondamentale delle cose osservate, sono naturalmente tornato sugli stessi
subietti; ma si vedrà che ritornandoci con sempre maggiore esperienza, io
compio quasi ogni volta un passo in avanti, e le ti- petizioni sono più
apparenti che reali. Rispetto al contenuto, i conoscitori potranno rile¬
vare nel libro lacune e qualche inesattezza storica,; ma in un campo cosi vasto
e complesso non v è di¬ ligenza che salvi dalle sviste e dallo ommissioni.
Però il difetto più grave risiede nelle contraddizioni che forse
risalteranno qua e là agli occhi dei lettori. Nè io le nego: esse esistono
certamente, sia tra le ma¬ niere diverse con cui descrivo alcuni fatti, sia tra
i pareri che progressivamente esprimo in loro riguardo. ( 'iò nonostante
le lascio tali e quali le ritrovo, dopo anni e mesi di riposo, nel manoscritto:
esse sono il ritiesso sincero delle oscillazioni e fasi diverse per le quali è
passato il mio animo dalla prima all ultima seduta; del che si accorgerà ben
presto qualsiasi let¬ tore colto e illuminato. Mi si chiederà perchè
riconoscendo tante mende nell’opera, io la pubblichi egualmente. Ecco: la pub¬
blico, perchè, quantunque redatta in grandissima parte per me, essa può servire
a chi, interessandosi delle opinioni d’un alienista in argomento, vuol saperne
lo sviluppo e le ragioni. Poi l’avevo annunziata, e da qualcuno ora ed è
benevolmente attesa: mi pare giunto il momento di mantenere la promessa. Essa
accerta la realtà di fatti, che molti contestano ancora o pon¬ gono in
ridicolo; essa dimostra che un uomo di scienza può, anzi devo investigarli
senza menomare il carat¬ tere scientifico dei propri lavori e anche senza abiu¬
rarci a nessuna norma del metodo positivo; essa esa¬ mina e discute, come forse
non si era ancora fatto (se il sentimento di paternità non mi inganna), il de¬
terminismo intrinseco dei fenomeni medianici; essa ne prospetta alcuni lati
meno oscuri e può valere di traccia per un programma di ricerche future; essa
conferma i resultati di altri osservatori degnissimi di fede, eppure sospettati
o accusati di soverchia inge¬ nuità; essa giunge a conclusioni cui un certo
numero di essi è pure arrivato, ma le rinvigorisce con argo¬ menti non volgari;
essa, infine, espone un processo mentale di convincimento graduato e, a quanto
credo, ragionato, e perciò, oltre essere costituita di un ma-
X prefazione terni le sostanzialmente
psicologico, è, a sua volta, un’esperienza di psicologia introspettiva e di
logica in azione. Però chi vorrà cercarvi una spier/azione dei fenomeni
medianici che lo appaghi e, non tro¬ vandola, resterà deluso nel leggermi,
voglia benevol¬ mente considerare che per ora l’argomento è appena sfiorato e
che io stesso non considero esaurito il mio compito ed il mio dovere rispetto
alla Verità. Certo, le conclusioni cui giungo per adesso di fronte alla
questione generale, scontenteranno i miei amici “ positivisti „, non
contenteranno i miei colleglli " spi¬ ritisti È la sorte di tutti coloro
che assumono una posizione mediana, tra la negazione assoluta e la af¬
fermazione incondizionata. Ma io non credo di venir meno ai principi che per
tanti anni ho professato: non mi sono mai preclusa la strada a modificare le
mie idee, se la ricerca compiuta con metodo speri¬ mentale mi vi avesse
condotto, nè intendo precluder¬ mela neanco adesso. Mi duole, si, di staccarmi
pei molti riguardi da uomini d’eletto ingegno e di spe¬ ciale coltura
psichicistica, coi quali ho avuto comune il campo di studio: io penso, ciò
nondimeno, che il mutuo rispetto delle opinioni personali contraddi¬ stingua i
veri studiosi. Alle recriminazioni, alle ironie e fors’anco alle ingiurie dei
settari e dei fanatici ho l’animo preparato e ben temprato! Esprimo qui
un ringraziamento ai molti amici che mi hanno stimolato a scrivere e mi hanno
sor¬ retto nella redazione dell’opera. Il mio memore pen¬ siero evoca, a capo
di tutti, la cara imagine di Lumi Arnaldo Vassallo, che fu un grande ed
integerrimo pubblicista, un convinto ma tollerantissimo spiritista ; e mi
agevolò l’occasione di queste indagini di Meta- psichica, Sono poi debitore di
molte preziose contri¬ buzioni al sig. E un k sto Bozzano e al dott. Giuseppe
Venzano, due fra i pochissimi psichicisti davvero competenti ed autorevoli
in Italia. Accanto ad essi ricordo gli italiani C"e Baudi ur Vesme,
direttore delle “ Annales des Sciences pst/cliii/ues ., di Parigi; A. Mar-
zorati, direttore del u Luce e Ombra „ di Milano; A. Reghinj, preposto alla. u
Biblioteca tilosotica „ di Firenze; V. Cavalli, da Napoli; E. Cahreras, da
Roma; e i reputatissimi stranieri Carlo Richet, Oi.. Lodge, von Schrenck-Notzing,
A. Le maitre, J. Jung, E. Botrac, L. Gardy, E. Anastay, ciascuno dei quali o
con la parola o con doni mi ha prestato aiuto cortese. Ma in particolare sono
riconoscente al distinto pittore italo-argentino, Arturo Berisso, che ha
accettato di tradurre ed ha egregiamente tradotto i miei abbozzi su taluni
fenomeni medianici in di¬ segni di lino gusto artistico e raffiguranti con
esat¬ tezza. le vive impressioni di chi li percepisce in un ambiente di
seduta. Eusapia non mi leggerà, perchè è analfabeta, ed è stato un gran
bene, per gli studi compiuti sulla sua personalità eccezionale, che essa lo
sia. Ma se qual¬ cheduno vorrà, o ingenuamente o per malizia o per zelo
settàrio, farle sapere ciò che io penso e sciavo di lei, lo prego a volerle
anche ricordare e spiegare il vecchio aforisma metodologico di Biagio Pascal: “
lì funi savoir donici' où il fa ni, assurer où il faut, se sonmettre où il foni
,,. Ed io 1 ho recato . in atto. Genova, autunno del 1907.
Prof. Enrico Morselli. LA BIBLIOGRAFIA DELLO SPIRITISMO
Per intraprendere con profitto lo studio dei fenomeni che vanno sotto il
nome di “ spiritici „ io penso che sia neces¬ sario conoscere, almeno nelle sue
produzioni F» e caratteristiche, la letteratura dello Spiritismo. Questa let
teratura è quasi tutta di data recente, e ciò nonostante è oltremodo ricca: si
contano a migliaia i volumi e gli jpu- scoli venuti alla luce negli ultimi
sessantanni; e si contano a centinaia i periodici nati ed estinti, fioriti e
vissuti per poco, o tuttodì fiorenti, che sono esclusivamente dedicati alla
descrizione dei fenomeni, alla illustrazione ed alla pro¬ paganda delle
dottrine spiritiche. . , Quando gli adepti di queste dottrine ammoniscono
gli scet¬ tici e i critici di non accostarsi alla fenomenologia, sulla duale
esse sono fondate, senza prima averne una conoscenza teorica, hanno
perfettamente ragione. Nessun ramo di scienza può essere coltivato nella parte
sperimentale senza un av¬ viamento preparatorio del discente nella parte
teorica. Non si salta a piè pari entro nessuno dei recinti destinati al sa¬
pere positivo: e poiché lo spiritismo non e costituito solo dai fitti, ma
altresì da una loro spiegazione sistematica anch’esso ha diritto che chiunque
intende osservale quelli e giudicare questa, si accinga a ciò con un coiTedo
suffi; ciente di nozioni preliminari tanto storiche, quanto dottr fiali È poi
inutile rammentare come, trattandosi di fenomeni in massima parte di indole
psichica, e che per giunta ci si presentano con caratteri di straordinarietà
quasi Atr^cen^®"‘ tale o come oggi si suol dire, di supernormahta,
sia neces¬ saria per bene apprezzarli, una buona coltura psicologica, tanto nel
campo della psicologia normale patologica quanto in quello dei nuovi “ studi
psichici , o metapsi ciuci „. Questo volume si apre, dunque, in modo
insolito: con una “ Bibliografia dello Spiritismo La quale però è un sem¬ plice
elenco di ciò che presentemente forma, secondo le mie informazioni, la porzione
veramente importante della copio¬ sissima, strabocchevole produzione libraria
sull’argomento. In questa produzione io ho, ben si comprende, fatta una
cèrnita, indicando preferibilmente le opere che a mia saputa hanno un reale
valore, sia per la storia e lo sviluppo dello spiritismo, sia per l’autorità
incontrastata degli autori. Quando mi ò stato possibile, ho dato tutte le
indicazioni che, se¬ condo le buone norme della Bibliotecnica, mirano a prestar
servizio sicuro ai ricercatori ed agli studiosi. Generalmente gli
scrittori dello spiritismo, massime se sono adepti di qualcuna delle scuole
dogmatiche in cui esso è diviso, si mostrano assai trascurati nelle indicazioni
bi¬ bliografiche. Spesso le loro citazioni sono monche e imper¬ fetti; il piti
delle volte è accennato il solo nome dell'autore o il solo titolo del libro o
dell’articolo; non raramente anche questo titolo è enunciato in modo diverso, o
nelle loro traduzioni, senza richiamo all’edizione originale, all’anno e al
luogo di stampa, ecc. Studiando per lungo tempo questa letteratura, in massima
parte costituita da opere polemiche e teoriche, non ho potuto a meno dal vedere
la sua grande somiglianza con la produzione religiosa dogmatica e rituale, dove
pure si trascura ogni esattezza bibliografica e si citano le opere e le idee
delle autorità riconosciute senz’alcun accenno che valga a guidare lo studioso
neofita nel rile¬ vamento delle fonti. Questa particolarità bibliografica (non
dispiaccia il raffronto agli spiritisti) ha qualche cosa del confessionale, del
mistico: vengono in mente le innumere¬ voli edizioni della Bibbia, dell
'Imitazione o del Catechismo! E in realtà, per certi seguaci dello Spiritismo o
Spiritua¬ lismo moderno, questo ha o dovrebbe avere l’indole chiusa di una
scuola con maestri indiscussi e allievi fanatizzati, o di una Chiesa o setta con
Precursori, Messia ed Apostoli, a un dipresso come il Cristianesimo dei primi
tempi, col quale disgraziatamente e a torto l’attuale movimento spiritico è
stato paragonato. Io non presumo di aver fatta una scelta che possa con¬
tentare tutti. Vi sono certamente opere da ine sottaciute od onimesse, che
qualcuno troverebbe degne di figurare nella bibliografia dello spiritismo, e ve
ne sono forse parecchie che io vi ho inscritte e che altri giudicherebbe degne
invece di oblio. Neanche pretendo che questo elenco, sebbene possa a
qualcuno parere esuberante, esaurisca tutti gli aspetti dello spiritismo: io ne
ho lasciato a bella posta in dispaile tutto quanto sconfina troppo verso 1
occultismo, la teosofia, ] Illuminismo od altri territori
contermini. Restringendomi però ai lavori puramente o quasi esclu¬
sivamente spiritici, mi sono sfuggite senza dubbio od ho i onorato opere di
qualche valore, tors’anco di valore supe¬ riore a quelle di parecchie fra le
citate. E dichiaro pertanto in precedenza, a scanso di critiche assai facili,
che la mia lista conterrò qualche errore: chi si è accinto una sola volta a
compilare un fastidioso, eppur tanto utile indice biblio¬ grafico, saprà
scusarmi le sviste e le lacune in cui even¬ tualmente io possa essere
caduto. Io non mi sono occupato in generale che di libri, ossia delle
pubblicazioni autonome di maggior mole: pochi opu¬ scoli, frale migliaia e
migliaia venute in luce, ho indicato ; e pochissimi articoli di periodici ho
prescelto, fermandomi a quelli che hanno avuta, secondo ine, importanza storica
nell’osservazione e interpretazione dei fenomeni. Si troveranno divise le
opere in alcune rubriche, ma anche queste divisioni vanno intese, dal benevolo
lettore, più come un semplice mezzo di orientarsi nello studio dell’argomento,
che come indicazione precisa della natnra intrinseca di ciascun lavoro citato.
In particolar modo la distinzione tra opere dog¬ matiche e opere polemiche era
ardua. Lo spiritismo ha incon¬ trato sempre, tino dai primi suoi passi,
ostacoli .fierissimi, ha vissuto combattendo, ed è cresciuto polemizzando di
continuo, per cui anche nei libri dei suoi Apostoli, quali fu¬ rono ad esempio
Ar.. Aksakoff o Cablo Du Prkl, molto posto è assegnato alla discussione con
iscapito della spontaneità dello scrittore: a mala pena si conterebbero sulle
dita le opere di dogmatismo puro quali sono quelle del Dai is e dell’
Allan-Kahdeo che sono il Battista dello spiritismo americo-anglosassone ed il
Mosè di quello celto-ibero-latino ! Quanto ai periodici, fra i morti
aventi valore storico e i tut¬ todì esistenti, che salirebbero a centinaia, io
ho scelto quelli che a giudizio dei competenti offrivano miglior carattere
scien¬ tifico, o che sono indizio più sicuro e autorevole del movi¬ mento
spiritico e psichico. Da ultimo, mi scagiono di un’altra facile accusa:
ed è di voler far pompa di erudizione in un subietto che per essere ben
conosciuto e seriamente approfondito dovrebbe, al dite desili adepti,
costituire per anni ed anni, fors’anco per tutta la vita l'unico ed esclusivo
pabulum mentale d'uno studioso. Dichiaro subito che non ho letto, naturalmente,
tutti i libri e periodici di cui dò i titoli, ma fra essi ne conosco m numero e
di pregio tale da ritenermi sufficientemente istruito sul conto dello “
spiritismo „ e dello “ psichismo „. D’al¬ tronde, il presente libro non è un
trattato organico della materia: e perciò il saggio bibliografico, raccolto di
mano in mano che me lo imponevano le esigenze di scrivere le mie Noie ed
impressioni sui fenomeni medianici di Eusapia Paladino , ha più il valore di
una guida particolare per chi le leggerà e vi troverà citati molti nomi di
autori, che non quello di una vera guida generale per lo studio completo ed
esauriente dello Spiritismo. Debbo, prima di concludere, una parola
sincera di ringra¬ ziamento al sig. Ernesto Bozzano di Genova, il quale con
cortesia ineguagliabile ha voluto mettere a mia disposizione, non solo la sua
ricca libreria privata, ciò che già sarebbe stato un segnalatissimo favore, ma
anche gli ammaestramene di quella solida e vasta erudizione in materia che fa
di lui incontestabilmente il più istruito e autorevole fra 1 cultori degli
studi psichici in Italia. Genova, 30 giugno 1907. fino al
giugno 1907. 1. — Per la storia dello Spiritismo: [Vedi
anche § n, A, B e C]. A) in senso apologetico: Aksakofe
Alex., Predvestniki Spiritizma za poslednie 250 lyet. Pietroburgo, 1895, un
voi. [1 precursori dello spiritismo durante gli ultimi 260 anni]. — — VorUlufer des Spiritismus.
Trad. dal russo. Leipzig, 0. Mutze, 1904. p. 384 (trad. frane. Les précurseurs
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nell’edizione italiana, poiché si ferma al secolo XV111]. — — Geschirhte
der Spiritismus. 'l'raduz. di 1 eilgenlinuer. Leipzig, Mutze, 1904, in tre
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heit, 111* ediz. Leipzig, O. Mutze, 1901, in tre gr. volumi [La parte storica
di questa importante opera b mescolata colla esposizione critica dell’argomento
nel II" e TIT° volume]. Il orni no D., Neue Geheimnisse de» 'Jages.
— Durch Geistes- Magnetismus rermittelte Geister-Manifestationen aus dem imeni-
hililten JenseiU. Leipzig, 1857, con tav — — Kundgcbuiigen a. d.
Geisterreiche. Berlin, 1862, con ti^,. _ — Spiri Inali* lische
Mitiheìlungen aus der Geisterwelt (due serie). Berlin, 1859 e 1862, con
tav. , . , Howitt W„ The history of thè Supernatural m alt agc aeict
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473. _ _ .
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volte: ve n’è anche una recente trad. frane, del Dusart, Libr. Spirite].
XIX Kiksbwettkr Carl, Die Entwickelungsgeschichte rie* Spiritismi
voti der Urzeit bis zur Gegenuart. Leipzig, M. Spohr, 1893, op. — —
Geschichte der neueren Okkultismus. Leipzig, M. Spohr, 1891, un gr. voi.
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— — Der O/d-ultismus des Alterthums. Leipzig, id., 1896, 2 voi. Krkyukk I„ Die
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con 62 ritratti. Mììller Gustav, Aus Amerikanischen Leben. Cbemnitz,
Libr. B. Lasch, 1905. [interessante relazione di un viaggio fra gli spiritisti
odierni del Nord- America]. Passaro Enrico, Sulle manifestazioni
spontanee misteriose. Studio, intr. al libro di Zingauopoli, Le gesta di uno
spirito, eoo. Napoli, Detken-Rocholl, 1904, p. i-lxxvii (Trad. in ted.).
Pellegrini G., Nuore scoperte sui tavoli e corpi semoventi e metodo per bene
eseguirne /’ esperienze . Pisa, Vannucchi, 1853, in-16", p. 32. [Questo
egregio nvvocato-fìlosofo scrisse lunga¬ mente, fra i primi in Italia, di
magnetismo e spiritismo, sotto lo pseudonimo di Lisimaco Vekatti]. Phaneu E., Louis XVII et V
Astrologie. Paris, Dujarric et C., 12°, 68 pag. [Sul famigerato Nauendorff, pseudo-Delfino di
Francia, che è stato un precursore del moderno spiritismo]. Bossi imi Giustiniani, Le
Spiritualismo dans l’Histoire. Paris, Libr. de Psych., 1899. Rouxel le
Dr, llistoire et philosophie du Magnetismo. Paris, Libr. Spirite, Libr. du
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temps mo¬ derni s. Paris, Libr. Spirite,
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spirito nel Contento dei Gerolomiti in Napoli, eco., con introd. di E. Passaro
c. s., Napoli, Detken- Rocholl, 1904, in-8, p. 115. B) in senso critico:
Bf.rsot Ernest, Mesmer, le magnetismo animai, les tables tour- nantes et les
esprits. V» édit. Paris,
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422 ,Ur L e*” («le) Auénor, Det tablet tournantet, dii tarnaturel j j! »SÌ.
P-i«. E. Denta, .«54, 2 -IP, PPG0,“ ' ”»
«*"£!?”< >»<*■ Keao Aullase. Mane.»», - «... l,.
<• ir,,/,,', orécédét da Spiriti* me antique, ecc. Paris, 18b4, in 8
. " Unft Pierre, L’automatisme psyckologtque.Essat... sut les
rJZVÀKS» * !'«*<•"' — Pta1' “”l“p' _• p \lran I0, ediz., 1 89,
pp. 3 1 6-8oo. Lanci Àrde., The makingof Beligion. II* ediz., London,
Longmans, (’rpen a C 1900, in-8"gr„ p. 355.[Raffronti importantissimi p.
es , a p 87 fra l’animismo dei selvaggi e le dottrine spiritiche] ‘ Mkyer
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dini* la Science. Paris, Delarocpie. 18o5, in 8 gr-, p. fi • _ _ f)ell
Espritt, de l’Etprit- Saint et dii Mintele. Paris, •p Wattelier et Cie, 1868, 6 voi. in-8»
gr. Nevius J., Demon potsestion, and allied themes. London, Reve , 1896. [Ottime informazioni sulle
credenze animistiche sp tÌ8po°DMOREn Frank", Modem Spiritmlism. A
histonj and a cri- pagH807°ed374. [O^di^Sdiv^o»! specialmente U la
of ancient and modem SpxritnaUsm. New- York , 1858, in 8 , 077
rPnlomica con il Dr Bhittah, spiritista convinto]. P"SchnLer W„ Dot neutre
Geisterglaube. Thatsachen, Tiìu- M Screder ^H^-P.', SS’*»
Lebens-Magnetismut u. det Hiwnotismus con den iiltesten Zeit bis auf die
Gegenwart. Leipzig, Strauch, 1899, un voi. di pag. 681. [Opera
eruditissima]. _ per la dottrina dello Spiritismo: A)
dogmatisti e adepti: Abignente Filippo, Fede e ragione ( un'idea dello
Spiritismo). Verona, Fr. Drucker, 1894, in*8°. NOTE BIBLIOGRAFICHE
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nnch dem Tote? Leipzig, M. Spobr, 1891, nuova ediz., 1901. _ _
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stadie* in thè Philosophyof Magnetism and Spirituali*!». London, H. Baillifere, 186i, in-» „r., pag.
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Poa, 1895, in-8» gr„ p. 282 con tav. _ — Ipnotismo e spiritismo,
lormo, ut., ioyi. Berndt tì. IL, Dos Buch der Wunder and die geheuner
Wts- senschaften. Leipzig, 0. Mutze, 1906, 2 voi. di compì, pag. 1000, con ‘200
fig. [È opera popolare, ma (li notevole significato per la intelligenza delle
credenze occultistiche odierne |. biiAUN L Experiinenteller SpirUualismus.
Leipzig, 18 1 2. Bbausewkttsb Ernst, Wunder. Eia Hdbch. d. spiritischenThat-
saehen and Lehren (trad. dal danese). Leipzig, Spolir, 19002 Brkvior TnoMAS, The tiro
Worlds: thè naturai and thè spiritual. London, F. Pitman, in-8u, p. 461. . , . Cahaonet L.
A., Sanctuaire du Spini uahsme. oh et. de l Ani e humaine et de ses rapports
awcl’Utiivers d'après le somnambu- lisme et l’extase. Paris, 1850 [Delle numerose opere di questo
magnetizzatore occultista, indico solo la più affine agli studi 8PgÌken]teoi'ilo,
Lo Spiritismo in senso cristiano. Torino, Unione Tip.-Editrice, 1898, un voi.
p. 360. [L’A. fe pseudonimo]. (■ox E W. What am I? The mechanism of Man. 2 voi.,
London 1873-4; IH ediz., 1876-77; TIP ediz., 1879 Dabcey Emmanuel, IT
Nomine terrestre. Paris, Libr. de
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gelici m- nissvolleu Thatsache u. Theorie. Regensburg, 1872. Delanne
Gaurirl, IT Mutimi animique. Essai de psychol phy- siologique suirant le
spiritarne. TP ed., Parigi, Chamuel, 189 1, in-
18°, pag. 360. . . . , _ _ L’/ime est immortelle. Démonstratton expér
mentale. Parigi, Chamuel, 1899, in-18", p. 468. Dénis L.,
Après la mori. Exposé de la doctrine dea Esprits. Paris, Libr. Se. psych. (17° migliaio). Trad. ital. di Pialek, Mi¬ lano, “
Luce e Ombra », 1904, 18°, pag. 333. — — Dans V invisible. Spiritismo
et méd, munite. I ratte du spiritualisme expérim. Paris, Libr. Spirite, 1904, in-8", p. 466. Diaz
de Leva A., A immort alidade da Alma. Trad. dallo spag. Carytiba (Brasile), 1904. 1U ».
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in tutte le lingue]. — — Die u dans le Nature, ou le spiritualisme et le maté-
rialisme decani la Science, ecc. Paris, id., 1867 (XXIV ediz. e C.8.). —
— Récits de l'Infini : Lumen - La Vie universelle et {ter¬ ne Ile, eco. Paris, id., 1872 (XIII edizione e trad. c. s.).
— — Urania. Paris, E. Flammarion, 1890 (XXX migliaio, trad. in itili, da D. di
Sant’ Ambrogio) [Delle numerose e popo¬ larissime opere del celebre scrittore-astronomo,
queste quattro, massime l'ultima, sono le più attinenti alle teorie
spiritiche]. Franoiikzzo (?),
A Wunderer in Spiri t Lands. Transcr. by A. Farnese. London, Off. of * Light „,
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'11 ; trad. frany. La réalité des Esprits et l’écriture directe, con 10
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Tagesbuche eines Plii- losophen. Wjen, 1881. — — Die neuesten
Kundgebungen einer intelligiblen T Velt. Wien, 1881 : Leipzig, O. Mutze, li*
ediz., 1889. — — Geburt and Tod als Wechsel der Anschauungsform,
NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XXIII oder
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London, G. Putnam, s. d., p. 326. Kardec-Ai.i.an (Rivali Hvpp.), Quest
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Tip.-Editr., Torino, 1884. in-18“, p. 210). . . _ - Le livre des Esprit
s. Paris, 1857. l*ed. (51 edizioni !; la trad. ital., di N. Filalete, c.
s., 1894, in-18°, p. 880). _ — Le livre des ntédiiiois. Paris, 1861, 1*
ed. (35 edizioni; la trad. ital., di E. Volpi, c. s., Guida dei medi e
degli evocatori. 1887). _ _
(Eutres posili umes , avec discours de C. Flammahion. Paris, Libr.
Spirite, 1868. — — La Giiìèse, les mi facies et les prMìctions selon le
Spi¬ ritismo. Paris, Libr.
Spirite, 1868, varie ediz. Kitsou Abtiiur, Outlines of Spiritualism.
London, Office of thè ‘ Light „ s. d., un voi. m . Lazei.t.f. H. M., Matière.
force, esprit. Trad. de Montonmer. Paris, Libr. Se. psych., 1903, 16", p.
210. Leadhreater, Les aides invisibles. Paris, Soc. public. theosoph.,
1902, di pag. 155 [Spiritista teosofo]. . — — Le pian astrai. Trad. de 1
augi., I1IL ediz., Paris, Collin, 1906, 18°, p. 167. . . .. Levi
Eliphas, La Science des Esprits. Paris,
18/0 f [E la più. affine all’argomento nostro fra le tante opere kabbalistico-
magiche di quel paranoico sfortunato che fu Alfredo Constant]. Lied
Nioro, Occultismo. “ Manuali lloepli ,. Milano, Hoepli, 1905 32° [Cfr. p.
213-307]. n . Morf.au (Mad.m*), Lumière et viriti. Pref. de Forget. Paris, Libr. de
Psych., 1904, un voi. in-12' di pag. 318. N. N., Au page des Esprits. ott
Roman récu des mystères de l’occultisme. Préf.
par Papus. Paris, G. Ficker, 1905, in-8", p. 4->8 [Sotto le apparenze
di un romanzo, questo libro è una com¬ pleta esposizione delle dottrine
oceulto-spiritiche]. Noeooerath Rufina, La sunne, su rialiti, sa
manifestatton et philosophie. ll'édit. Paris, Libr. se. psych., 1897, con prel.
di O. Flammarion, un voi. (trad. in ted. col titolo : Das Leipzig, Mutze,
1903). Nouv. édit Paris, Flammarion. 1907,]). 391. Nns Euoène, Choses de Vautre Monde.
Paris, Marpon et Flam¬ marion, 1890. XXIV PSICOLOGIA E
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recherche des destinées. Paris, ivi, 1891. Owen Bob Dale, The dehatable
Land beticeen this World and thè next. New-York.
London, 1871 (trad. in ted. col titolo: Da* streitige Land, in due volumi, di
p. 725. Leipzig,
1876). _ ' _ Footfalls on thè boundanj of an other icorld. 1 tula-
delpliia, 1877. ... , Perty Max, Die mystischen Erschemungen der
menschltchen Natur. Leipzig,
1861, due voi., II* ediz., 1872. _ _ siici fc in das ver barge ne Gebiet
der Menschengeister. Leipzig-Heidelberg, 1869. . _ _ f)er jetzige
Spiritualismus n. erwandte Erschetnungen der Verqangenheit a. Gegenwart.
Leipzig. Winter, 1877 _ _1 Sie sichtbare und unsichtbare Welt. Leipzig,
ul., 1881. _ — Ohne mystischen Thatsachen keine erschopfende
Psycho- logie. Leipzig, id., 1883. , „ , - Pezzami A., La pluralità des existences
de l Ante conforme a la doctrine de la pluralité des monde ». Paris, Didier, 186o, 8* e 12", due ediz. Paris,
1875. . , Piocabdi G., Manuale scientifico popolare di Spiritismo. .Mon¬
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ital. con prefaz. di A. Brotferio. Milano, Galli, 1894). - _ Monisti sche
Seelenlehre. Ein Beitrag auf LSsung des Menschenràthsels. Leipzig, E. Gunther,
1888, in-8“ gr., p. vi-378 [Opera fondamentale per la dottrina dello spiritismo
moni¬ stico „, sebbene poco citata dagli spiritisti |. — - Philosophie der My stile.
Leipzig, Gunther, 1880. — — Studien aber tieni Gebiete der
Geheimwtssenschaftm. Leipzig, W. Friedrich, 1890-91, di p. 252. . -
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Natur ivissenschaft. Jena, f'ostenoble, 1895. — — Die Entdeekung
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Mutze, e in ital. Napoli, Valeriani, 1895). Aksakoff Alex., Animismus und
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Phaenomene, ecc. Trad. dal russo in ted. per cura di Wittig, Leipzig, 0. Mutze,
1890 (la IV* ediz. in 2 voi., p. 752, è del 1902). [Opera fondamentale per la
conoscenza dell'argomento]. _ _ Animarne et Spiritismo. Essai d’un examen critique
des phénomènes mMiumniqites. Trad. de l'cdition russe par. B.Sandow, Paris.
Libr. Seieuc. psych., 1895. 8° gr., p. xxxii-634 contav. Bennett E. T.,
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voi. illustr. Bomsco Constantin, Traìts de lumière. Hecherches
pstjchiquts. Spiritismi' expé rimeritai. Paris, Chacornac, s. d., un voi. con
fig. Bonuglioli Gasimi ho, Lo Spiritismo nella
Umanità. Bologna, Success. Monti, 1888, in-8" gr., p. 564. [Conciliazione
tra Cri¬ stianesimo o Spiritismo]. Borre au J.-B., Comment et pourquoi je
suis decenti spirile. Paris, Ledoyen, 1864. Bouvéhx .1.. Le Spiritismi • et V Anarchie
divani la Science et la Philosophie. Paris,
Chamuel, 1897, in-8° gr., p. 464. Bozzano Ernesto, Ipotesi spiritica e
teorie scientifiche. Genova, Douath, 1903, un voi. in-8°gr., p. 509, con
illustr. [Opera di molto pregio pel rigore dell’argomentazione].
Broffekio Angelo, Per lo Spiritismo, I" ediz. Milano, Briola, 1892;
li" e III" ediz. ‘ Picc. Bibl. di scienze moderne Torino, Fratelli
Bocca, 1903, p. 309 ( fO stato tradotto in tedesco: FUrden Spiritismus, Berlin,
1894). [Libro di una dialettica stringente]. Capuana Luigi, Spiritismo ?
Catania, N. Giannotta, 1887. xxvi PSICOLOGIA E
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rinfusa- Trani, Vecchi, 1900, in-8° gr., p. 170. _ _ Spiritismo non è
Satanismo. Salerno, Jovene,
laUl, in-8° gr., p. 142. Coates James. Seeing thè Invisi bl e.
l’ractieal Studies in psycho- metry, ... telepathy ... London, Off. * Light „,
1906. Cvuiax B., Wie idi ein Spiritualist yeioorden bin i' II ediz. ampi.
Leipzig, Mutze. 1900? | L’Autore è anche
un medium]. Dallas Hei.en, Objections to Spiritualism. London,
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dramma in 6 atti. Napoli, R. Acc. delle Scienze, 1860, in-4", p. 134 [Il
D. è lo spiritista militante che ha scoperta e sviluppata la medianità di
Eusapia Paladino]. . Delanne Gahuikl. Le Spiritisme devant la Science. Paris,
Cha- muel, 1895, III" ediz., in-18“, p. 470. — — Le
phénomène spirile. Thnoiynage des sor ante. V* ediz. Paris, Chamuel,
1897, in-18", p. 315, con fig. Dénis L., Christianisme et
Spiritisme. Paris, Leymarie, 1898, in-8". p. 415. Dupody
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contro lo Spiritismo ? — Ales¬ sandria, Tip. Sociale, 1898, di p. 80 (trad. in
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424. Myers Fr., Humun
personality. New and ubridged edition. London, Office of “ Light „, 1907, un
voi. di pag. 470. N. N., Riddles of thè SpJiinx. A studi) in tlie
philosophy of Evolution, by “ Troolodyte „. London, Swan-Sonnenschein, 1891. [Opera anonima di notevole pregio]. Rieuann D.,
Eia auskliirendes Wort ilber den Spiritismus. Berlin, 1900. Riho A. J.,
Hct onderzuek vati spiritualistische Versehijnselen m Vreemde Feiten. Con
introd. di M. Kniants. Gravenhage, [1907], 8°, p. 240, illustr. Scotti
Giulio, Lo spiritismo c i nuovi studi psichici. Bergamo, Conti, 1898,
in-8" gr., p. 100. Seei.ino M ax, Mei tic Erfahrungen ciuf de in
Gebiete der Spi¬ ritismus. Leipzig, Mutze, 1898, in-8“, con illustr. — — Die
Seelenlehre du Prel’s und anderer Weltsanschauungen, in “ Beitr. zur
Grcnzwissenschaft ,, Jena, Costenoble, 1899. — — Ernst Haeckel und der
Spiritismus. Leipzig, O. Mutze, 1900 [Critica ai Problemi dell’ Uniremo di
Haeckel]. — — Die Kardmaìfraye der Menschheit. Ivi, id., 1906, p. 128.
[Curiosa fusione dello spiritismo coll'occultismo, colla teosofia e... col
cristianesimo!]. Senillosa F., Concordanciu del Espiritismo con la
Ciendai Buenos-Aires, M. Biedma, 1891, due voi. in-88 gr., p. 330 e 889.
Smith L, Science versus Spiritualismus. Melbourne, Bruce a. Davies, 1905.
Stead W., Reni Ghost Stories. London, 1897. [Interessante per l’autorità del
celebre pubblicista], Tournikr V., Philosophìe du boti sens. Le Spiritarne devant la Raison,
etc. Tours, cbez M"1' Tournier, 1900, un gr. voi. in-4°, p. 775, con ritr.
[Contiene altri scritti polemici].
Tummolo Vincenzo, Sulle busi positive dello Spiritualismo, ov¬ vero alcune
risposte, ecc. Viterbo, Donati, 1905, un gr. voi. in-88 di p. 700 con tav. [In
questa opera di viva polemica sono presi di mira gli scienziati “materialisti
.. Mcynert, Baillarger (?), Ilaeckel, Sergi, Morselli, Blaserna(y), Moleschott,
Maudsley ecc.]. Tubiselo P., Lo Spiritismo italiano e la Scienza. Napoli,
Tip. R. Università, 1897. Uluici H., Der sogennante Spiritismus. Eine
irissenschaftliche Erage. Antwort auf Un. Prof. Wundt. Halle, Pfeffer,
1879. Visani-Scozzi Paolo. La medianità. Firenze, Bemporad, 1901, un voi.
in-8” illustr. [Uno dei migliori libri sullo spiritismo]. Wallace Alfred Russell, The
scienti/ic aspeet of thè super¬ imi arai. London, 1866 (trad. in tedesco. Leipzig. 1874).
— — On Miracles and modem Spiritualism, pubb. da J. Burns. London. 1873
(numerose ediz. e traduz. ; la trad. frane. Paris, Leymarie, in-8“ gr., p.
382). [Opera di alto valore perla dottrina]. Wippbecht, Der “
Spiritualismus , vor der Forum der TJ'is* senschaft. Leipzig, 1880.
C) Scettici e contrarii: Arcklin Adbien, La dissociativi
psychologique. ‘ Revue des qutst
sdentifiques „ Bruxelles, 1901. (Estr. m un voi. Paris, B'bois Junes, Le
Miracle moderne. Paris, Libr. Ollendorft, 1907, V* odi-/
8° "f . P- xli-411. [Critica briosa, ma alquanto leggera,. Dnp Okkulte Fallen und
Fallenstellen. Schunedeherg, R., umano 1907, op., 8», p. 78. [Contro le ciurmerie dei medi], Colacurcio G.,
Scienza o mistero ? Napoli, 1905 [Contrario in senso teologico
cattolico]. _ . . Cowan Cn . Thoughts on Satamc inflttence, or Modera
Spi) i- tualism considered. London, 1854. [Teologo protestante] Cuoco (le
Dr.) (fila), L'Hypnotxsme scxentifique II écLt Paris, Soc d'édit. scientif.,
1900, in-8° gr.. p. 612. [Cfr. PP 455^506]. Davfnpout R. B., The death
blow to Sptntuahsm, New- York, 1888. [Sullo
smascheramento o apostasia delle due sorelle Doxj. Davis Pii-, La fin da
monde des esprit». Le spiritisme devant la raison et la Science. Paris, s. d. . „ i
Dechambre [Hai.m-Thomas], Art. Spini, ente in Dici, en- cvclopéd. des
Sciences médicales Paris, lobi». •
p0gSA prof. rev. Giov., La chiave dello' Spiritismo. Milano, Gasa editr. Volonté,
s. d. [Critica in senso cattolico]. P Gl. G. (d. C. d. G.), Lo
Spiritismo. Manuale scien¬ tifico popolare. Roma, Tip. Artigianelli, 1893.
[Attribuisce i tutti 8Pg1asset 3* Le Spiritisme decani la Science. Montpellier, Cou- let et F ■
Paris, Musson et C., 1 ediz. 1904, p. 392. — — L’ Occultismo hier et
aujourd’hui. Le Merceilleux pre- scientifique. Montpellier, Paris, id.
id., 1907 in-8* picc., p. 4, •>• Gotberlet C., Dee Spiritismi, s. Fulda e
Leipzig, 1885 [Cat ^Haeckei. E., Die WeltrSthsel , 1“ ediz„ Bonn,
Strauss, 1899, cfr Confer. XP-XVI*.
[Di quest’opera v. anche la trad. ital. con una mia Introd. e molte Note, di
cui quelle a pag. 177, 284-7. 415, concernono lo spiritismo]. .
Hammond W. A., Spiritualista and allied eondttions ofnervous derannements.
New-York e London. 18<6, in-8 , di P. 366 Hartmann (von) Ed., Der
Sptrittsmus. Berlin, 1885 (trad. in in^l ) [È l’opuscolo che ha provocato la
memorahile polemica con Aksakoff: questi ha risposto con la sua grossa opera :
Amimi. Und_ ^^Die^Geisterlnjpothese
des Spiritismus und seine Phan- tome. Leipzig, Friedreich, 1891, in-8“, p. 126.
[Controreplica al libro polemico di
Aksakoff]. .. , Hcbbelt. G. C„ Facts and fu nei, inS,nmtual,sm. Theosophy and psychical
research. Cincinnati, R. Clarke, 1902, m-8 , p. 20 Hutchinson G., D reame and
their meantngs. London, Longmans
Green a. C., 1901, in-8°, p. 330. Jacolliot Louis [=
Philyps), La fin du Monde de* Esprit». Paris,
1867? [Svelamento elei trucchi usati dai medium spi¬ ritici: importante pel nome
dell A.]. Jankt Pierre, Le Spirititene contempo ratti. Rovue philoso-
phique „, tomo XXXIII, 1892, pp. 413-442. — — L’automa lisine
psychologique. già cit., pp. 380-410. Jastrow, Faci and fatile in Psychology. Boston, Houghton,
London, Macmillan, 1900. , Jones John, Spiritualism, thework of Demone.
Liverpool, 18/1. La no Andr., Cock lane and common-sense. London,
Longmans Green a. C., 1894. . . ., 1U(17 _ _ The hook of dreams and
Ohosts. Ivi, ìd.» lo»/. — — Magic and
Religion. Ivi, id., 1901. [In tutte le opere del celebre mitografo e
folklorista si trovano accenni alle ori¬ gini ataviche e all’evoluzione della
ipotesi ammo-spiriticaj. Lapponi G., Ipnotismo e Spiritismo. Studio
medico-critico. Roma, Lesclée- Lefel» vre , 1906, 1 voi., trad. in ted. e m
frane. [Catto¬ lico, medico dei Papi. Di quest’opera esiste una 1“ ediz.. tip. Poliglotta, 1897]. .
, * Lévéqle CnABLEs. La Science de l Intnsible) études depsycho- logie et
de ihéodicie. " Bibl. Philos. cont. Paris, Germer-Bailliere, 1865,
in-8", p. 190. _ Li Ta’ì, le D' (pseudonimo), Le Mystère posthume.
Cu usff***f médicales sur la Mori et sur la Survie. Paris, Schleicher, 1704, 12° p. 192. [Critica in
senso umoristico, ma di buona legaj. Lj\min A., Spiritismus triumphatus (die wissensch
aftliche L nt- Milana des Sp.). Trad. Leipzig, Mutze, 1905, op. di p; 36.
Loeweneeld L., Somnambnlismus und Spiritismus, in Grenz- Fragen des Nerven- und
Seelenlebens ,, I. Wiesbaden, Berg- munii, 1900, p. 5 1 . , , . , 7
4 M ir ville (M.i8 de) J. E., Pneumatolog te. Des espnts et de lem s
manifestations diverses ( fhiidiques,historiques , etc.l. Paris, 1“ ediz.,
1853; 11“ ediz., Krayet de Surcy, 1854, in-8° gr., di p. 4,5; JV* ediz., di p.
482; ediz. ultima in 5 voi. Paris, 18bu-64. Oldfielu Tk. (pseudon. di Samson G. W.), The
Daimonion, or thè spiritual medium, its nature illustrated by thè htstory ,
etc. Boston. 1852, di p. 157 [11 ‘ demonio „,
qui, e il principio V1 Ottolenohi Salvatore, La suggestione e le. facoltà
psichiche occulte in rapporto alla pratica legale e medico-forense, Blbl.
antrop. giurid. „. Torino, Frat. Bocca, 1900, gr. voi. 8 , p. ilL Parisii Edm.,
Ueher die Trugwahrnehmungen (ffaìluematum und Illusioni. Leipzig. Abel, 1894,
8", p. 246 [Critica protonda delle allucinazioni dei sani in veglia e
delle illusioni da lrodoj. P^lin G., Les phénomhies du Spiritisme dévoiles. I
ans, E. Dentu, 1865. in-6", p. 104. , . _ , Peppeu, Leidy, W
kir-Mitcekll ed altri. Preliminari / Report of thè Seubert’s Commission
appointed bg University of Pennsilvania. Philaiìelphia,
Lippincott, 1887, in-8*, p. 159. [Il lascito Seybert
di L. 60.000 per lo studio dei fenomeni psichici fu esaurito con questa
celebre relazione del tutta negativa!]. Kidglky Evans, Uours u-ith thè Gosts. Chicago,
Laird-Lee, 1897, p. 302. [Risultati
sfavorevoli di uno studio obiettivo]. RomNsoN W. E., Spini slate-writing
and kindred phenomena, New York, London, 1899. |Le scritture dirette spiritiche
su la¬ vagna dimostrate un trucco]. Kogers E.C., Philosophy of miste) ious Agente human
and man¬ dane, or thè di aa mi e Lame and relations of Man. Boston. 1853, di p. 336. [Le “ spiritual
manifestations , spiegate come feno¬ meni naturali]. Rolfi [Padre], Magia
moderna. Mondavi, 1900. Il* ediz. (trad. frani;, par K. Méric, sulla 111"’
ediz., 1902). S. E. [Padre Savino], Il magnetismo, l’ipnotismo e lo
spiri¬ tismo, onero Satana o la moderna magia, i curatori misteriosi e gli
indovini. Benevento, De Martini, 1895. Schixtze Fa., I>te
Grundyedanken des Spiritismus and deren Kritik. Leipzig, tìiinther, 1883.
Seboi G., Animismo e Spiritismo. Torino, Fr. Bocca, 1902, op. Sioowick
Hknby, Art. Spiritualism, in ‘ Encyclopaedia Bri¬ tannica .. IS édit. [Più
tardi l'A. parve mutare opinione]. Sorvillo Enrico, Stadio sullo
spiritismo considerato in ordine alla teologia e alle scienze speculative.
Chieti, Tip. del Popolo, 1904, n p. 173. Sundiìrt.anu Laiiov, The trance
and correlative phenomena. Chi¬ cago, 1868. [Attribuisce tutti i fenomeni “
odici , a suggestione]. Sdriii.eoGc Y>v.),Spiritu(disme et
spiritismi’. Paris, Douniol,
1898. — — Spirites et médiums. Choses de l'autre monde. Paris, Charles
Amat, 1901, in-12°, p. 534 [Contrario in senso cattolico]. Tissandiur,
Pes Sciences occulte S et da Spiritisme. (‘ Bibl. Phil. contemp. „).* Paris,
Gcrmcr Baillière, 1866, in-8“. p. 180. Tissor 1., L'imagination...
surtout dans le domaine da mer- peilleux. Paris, Didier, 1868. \V KATKttLv and Maskklvnh
1. N„ The supernatural. London, 1891. [1
‘ fenomeni „ spiegati con la prestidigitazione]. Wìclmann J..
Rnthilllen/en ilher d. Treiben d. Spiritisten. Ham¬ burg, 1885, con fig.
[Smascheramento di medi truccatori]. — — Moderne. Il 'under. Natilrliche
Erkl&rung der Geheimnisse d. Spiritisten a. Antispiritisten, eoe. Leipzig,
1877, III* ed. eon 71 fig. [Questo prestidigitatore notissimo cerea spiegare,
con lo solito gherminelle della sua professione, i fenomeni spiritici]. WiritOT
\V., Per ‘ Spiritismus „. Rine soyenannte trissenschaft- liche Fra te. Leipzig,
Engelmann, 1879. [Polemica eon UlrieiJ. Yunu É.milr, Hypnotisme et
Spiritisme. Faits positifs et faits pri!sumés. Genève Paris, 1890, iu-8“ gr.,
p. 174. Zerffi G. E., Spiritualism and animai
magnetism. London, 1871. [Attribuisce i fenomeni ad allucinazioni d’origine ma¬
gnetica]. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO
XSXI j[I_ _ per la descrizione e autobiografia della
medianità. [Vedi anche § II, A e B, e § V]. A) (li
contenuto fideistico: A. (le général), Le Problime de VAu-de-là. Conseils des invi- * iblea,
reoueillÌ8 par... Paris, Libr. se. psych., 1902. AksaKoff Alex., Un cr/s
de dimatérial ieation partitile du corpi d'un m/dium. Trad. dal ted. Paris, Libr. Art. indip., 1896, con
fìg. [Il medium è la D’Espéranco). Bokmann W., Dei- Scimi te Home. Eia
physiopsychischer Zeut/e des Transcendenten im XIX Jahrliundert, Leipzig,
Mutze, p. 100. [Studio apologetico su Home, “ il più potente dei medi „ fin qui
sottoposti a ‘ prova ,]. Daii.ky Ami., Molile Fancher : an authentical statement... of thè
psychologienl morrei of thè XIX Century. Brooklyn,
U. S. A., 1899, di p. 362. [Panegirico di una celebre isterica, ‘ medium veg¬
gente „. del genere della notissima Mlu' Coufidon). Davis A. .Jakson, The yreat
Harmonia , beiny a philosophical Retei ation of thè naturai, spiritual a.
celestini Universe. Boston, Colby,
1890, 5 voi. in-8° gr„ ult. ediz. [Questa e forse la prin¬ cipale e più
caratteristica opera ‘ inspirata , del celebre vi¬ sionario, profeta e
precursore, del quale gli spiritisti ameri¬ cani non reincarnazionisti si
proclamano discepoli]. — — The princìples of Nature, her divine Revelations and a voice
of Mankind. Boston, “ Banner of Light „. P XXX\ “ ediz., in-8 ’gr., p. 786. (Trad. ted. Prinzipien der
Nat-ur. Leipzig, 1869); Belarne E., Recherches sur la médiumnité. Paris, Libr. de psych., 1902, in-8*, p. 515. [Tratta
specialmente dei medi psi¬ cografi]. D’Escéranck E., Shadow Land, or Light front thè other
Side. London, 6. Redway, s. d. (1897), di p.
414, con fotografie di fan¬ tasmi (Trad. tram,:. : Au paga de l’ombre, Paris,
Leymarie, 1899; ted.: Im Reich der Schatten, Berlin, Siegismund, 1901).
[Autobio¬ grafia di questa celebre medium con materializzazioni strabi¬ lianti
di spettri !J. D'Oitmu Cu., Nos Invisibles. Paris, Chacoruac, 1907, un voi. in 4",
con illustr. [Opera di lusso — “ Comunicazioni di
grandi spiriti „, come Lacordaire, il curato D’Ars, Maupassant, ecc., e superbe
tavole a colori del rinomato acquarellista italiano Mainella, le migliori di
tutta la iconografia spiritica). Farmer John 8., Ttvixt tiro World» : a narrative of
thè life and worlc of William Eglinton. Londou,
The psychol. Press, XXXII PSICOLOGIA E SPIRITISMO
i noe AO di p. 200. con ritr. e 8 gr. tav. [Apologia entu- 188*v.„
a-ì innata con gran lusso, «li questo medium altret¬ tanto famoso per le
scritture dirette, i nodi in corde anulari, le luci le apparizioni di spettri
interi... quanto per la sua ca- auta finale in bugarde manovre]. ^ ^ ^ Berlh,
K. SiegTsmund, 1890-97. [Opera di ‘ gran lena , per lo spiritismo •lì
rivelazione, sullo stile (li Davis, Moses, eco..]. T • :« Kiufsk Rob.,
Stivimeli aus devi Reich der Geister. Leipzig, Mulze, IV* ediz., 1903, 8°, p.
472, con tav. [Comunicazioni e mite and other psychic phenomeva New-York,
Funck a. Wagnall, 1905 [Il Funck è editore spiritista . (ìabtjv L Le mèdium llome, sa
vie et son taiactère, ecc. «gaJStss.'K £»«.'”■ » <*. n- m*-** Ph.
Wellhy, 1905, in-8u, p. 304. [Scelta
di saggi spintici dalle -WS Karl Max, Auf den 'l'iefen dee Traumlebens.
Halle, ^GaArs Fa! Contr. allo studio della psicografìa. Napoli, Pietro-
u, iHQ3 od fSnl medio scrivente A. Frezza). ■ H^vIbach Lazab (Fr. von),
Etne Philosophie des gesunden Menschenrerstandes. Leipzig, Mutze, s.d., P- 290.
[Contiene a - tulli articoli interessanti sui fenomeni psichici
supernorinali SUHn^eDrSS David (medio), Incidente in my Life. London,
1863 (TrJd. in frane, col titolo: Récilations sur ma me surna- /tirelle 1 HI*
édit. Paris, Dentn-Didier, 1864, un voi., pag. 337). _ _ Lights and
shadows of Spirituahsm. London l877 (Trad. in frane, col titolo : Les
lumières etlesombres du Spt- aitimi istìtp nei* cura di La Luberne. I aris, lo-oj.
HoSsì^ora), Daniel Dunglas Home : IJis life. and mediumship.
London^Trilbner^lSSS^ ^ ^ Kegftn Patll> 1890, ^ HowrrnWATER (M.r!),
Pioneers of thè Spiritual Reformation. London,
1883. [Messaggi e disegni mediumnici duna psico- grKA«ADÌA Mary (Princ.).
Mot Ljuset. Stockolm. d. 1 [In svedese], — - Spiritistische Phaenomene.
Leipzig, M. Spohr, • [Comunicazioni medianiche. La Pnncipessa Karadja e
una fervente apostolessa suedo- turca dello spiritismo nel Nor J. Marrva/flobence, There is no
death. Leipzig, Heineman Bahistier, 1892, in-18», p. 304. [OsservaMoniaccmrate della ce¬ lebre scrittrice su
molti dei medi piu famosi. Nel 1894 op. e stata trad. parz. in ital. dalla
cont. MamardiJ. _
_ The Spirit World. Leipzig, Tauchnitz, 1894, P- 3 • Moses Stai.nton W.
lM. A. Oxon), Psychoyraphg, London, 1878 f NOTE BIBL10GBAFICHE
SULLO SPIRITISMO xxxm Moses Stainton W. (M. A. Uxori),
The higher aapects of Spiri- tualiam. Lomlon, 1880. — — Spiri! Teuchings
, through thè mediumship of W. S. M., London, Office of ‘ Light „ 1883 (varie
edizioni, fra cui la “ me- niorial , del 1898, p. 291; trad. frane.: Les
enaeignements spi- ritualiates; trad. ital., Sampierdarena, 1907). — — Spirit Identità- London, Spiritualist Alliance,
1902, in-8", p. 152 (varie edizioni e traduz.). Olcott H. S., Feople front
thè other World. Hartford, Conn., Ainer. Pubi. Comp., 1875, 8°, p. 492.
Owen Robert, New existence of Man iipon Earth. London, 1855. [Contiene molte “ comunicazioni „ fatte
al celebre socialista e filantropo dagli * spiriti Phblfs M" Stuart,
Au delà dea Port.es. Trad. de l’nngl., Paris, Carrington, 1903. Piudington, On thè types of
phenomenu disphtyed iti M" Thom¬ pson’ a trance. London, Soc. f. p. R., 1904. [Rapporto sulla oramai
famosa Sigr‘ Thompson, pubbl. nei “ Proc. S. f. p. R. » XV111], Piti
hytko fi W. v., Die Mediumsehaft der Frau E. r. Fribyt- t.-off [sua moglie],
Trad. dal russo. Leipzig, O.
Mutze, 1905,8°, p. 160, con fig. Reichel Wii.lt, Kreuz a. guer durch die
Welt. Okkultistische Reiseerlebnisse. Leipzig, Mutze, 1906, 8°, p. xxn-214
(trad. frane.: .1 travet' s le Monde , ecc., Paris, Gittler, 1907, 12°, p. 112.
[No¬ tizie sommarie su molti medi
americani, massime sul Miller]. Rossi-Padroni P. e Morosi dòtti.. Alcuni
saggi di medianità ipnotica. Pesaro, 1888 (trad. frane., Paris, Leymarie,
1896). Schnììtgen Paul, Die zeitgenossische Geisterseherin voti libiti.
Leipzig, Mutze, 1906, p. 72. [Osservazioni su una visionaria o “ medium
veggente , di Colonia]. Simokin A., Dialogues elitre de grande Esprìts et un
vivant. Paris, Launaz, 1893. Sinnbtt A. P. (medio teosofico), Le monde
occulte , hypnolisme transcendant ett Orient. Trad. dall’ingl. Paris, 1887 (con
un rap¬ porto di Hodgson alla “ Soc. for psyeh. Re9. ,). Smf.dley Alfred, Some reminiscences on
experim. Science, e CC. London, Office of “Light,, 1900. [Esperienze con
M." Wood, medium ad apparizioni]. Soc. Ért riES psycb. de Ge.néve,
Autour “ Des Inde a à la pia¬ néta Mare „, Bflle-Genève, Georg et Cie, 1901, di
p. 222. [Critica di D. Metzger, in senso
spiritico, dell’opera di Th. Flournoy]. [Stead W.], Letter fiotti Julia, or Light front thè
Borderland. London, Gtant Ricliards, 1899, in-18“. p. 120. Strwbns E. W.,
The Watseka wonder. Chicago, 1887
[Stato ‘ meraviglioso , di doppia coscienza durato alcune settimane con apparenze
spiritiche]. Tuttle HrDsoN,
Arcana of Spirituali sm. A M attuai of spiritual Science and Philosophy. Manchester, * Two Worlds ,, 1900, in-8° [Scrittore
medianico di valore]. Mokrki.i.i, Psicologia e spiritismo .
in TJnderwood Sarah, Automatic or spiri, (
’hicaeo T. Newmann, 189o. ìn-e , p. *>*» ^ tev^Eroduzione medianica di
scritture identificate (?) dÌWvS', Adklma Fr., nata cont. Wurmbranu
Stadie* . after die Geistesieelt. Leipzig, 1876. [Le companva M^ de H^boldt^ le
dava notizie e disegni sugli abitanti del pianeta Mercurio da appaiare con
quelli del pianeta Marte visti poi dalla Smith .]. J . , IB E. W. a. M. E., A
guide to medtumshtp. London, Office of ‘ Light 1906. [Buona guida per comprendere la
psicoge- n8WELooN Gborgina,1 Vingt ans après... Paris, Libr. Se. «P»r- et
nsych.. 1902. [Autobiografia e poesie.
Comunicazioni poetiche, strambe e inverosimili, dello ‘ spirito , di Gounod
.]. Woou H., Ideal
suggestion through mentili Photography. Boston, T.ee-Shepard, 1899, iin
voi. di p. 163. ' L Writino Lima», After her Death.-The story of a
summer. London, Sampson Low a. C., 1899, di p.
180. [Messaggi di una giovine defunta, ottenuti per mezzo della PiperJ.
j}) con metodo i njv’estig'a torio : Hnc C Spiritisi», hypnotism and
telepalhy, a» involved in thè caTof MrsZonora Pipe,, ‘ Med -legai Journal
New-York, 1900 [Critica dei * fenomeni , della famosa medium]. Boni
Euicn, Der Fall Rothe. Fine kn mtnal-psychologi sche Tlntersuchuna Breslau,
Schottlander, 1901, 8°, p 158, con fi„. — 1 — u.' Busse H.,
Geistenschriften und Drohbnefe. Munchen, K 8chiiler 1902. [Dimostrazione
dei trucchi usati da certi medi, fra cui a fomigenrta Anna Rothe, la ‘ medium
dai fior, e aranci , /mascherata dallo stesso ‘ occultista . Bohn!]. Fi.ouksoy prof.
T., Des Indes à la planète Mars. Essai sur un cas de somnambulisme aver
glossolalie. Pans-Geneve, Alena et f • i Q(io rii n 400 con 44 ficr. [Questo studio sulla Siu“lile"s„V (*1“ un
JUl « i—*— » p8,t.)logio.^Bjntìc: ,ur „„ .... de tomnam/mlume.
Genève 1901, un voi. di p. 160. [Appendice al precedente].
1Goodr*ch-Frerr]. Essays in psychieal Research. London, G Rcdway 1895, p. 330.
[Buone ricerche sulla criataUosoopia]. G RiZZcì V SoLolism and Psycheism. Il*
ediz London, 18ol. ratudio di ‘ Emma , la famosa visionaria e
profetessa]. Hodgson Richard,
Observations of eertain phenomena of trance . Pr“ S f p R TUI, 1898, p.
284-582. [Primo rapporto d, un autore competente
sulla celebre medium Sig^ Piper]. Htslop James E., Science and a future
Life. Boston, 11. lurncr 1905 8“ un voi. p. 372. [Studio continuato per piu
anni sulla psicogenesi delle comunicazioni spiritiche della celebre medi»
americana signora Piper. L’A. pubblicò prima su costei un lungo
NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XXXV
rapporto d’oltre p. 600 nei “ Proc. of thè Soc. for psych. Research „ di
Londra, 1901]. Jung Dr C. G., Zar rsychologie und Politologie sogenannter
okkulter Phànomene. Leipzig, Mutze, 1902, p. 121. [Studio dili¬ gentissimo d’un
medico-alienista su di una sonnambula-medium offrente molte rassomiglianze con
la Elona Smith di Fi.ournoy]. Paladino Eusapia. [Per questa medium,
veggasi Biblio¬ grafia speciale, raccolta nel Cap. Ili, della Parte Prima del
presente libro], , Saok M.. Madame Piper et la Soditi anglo-américaine
poter ìes recherches psychiques. Paris, Leymarie, 1902. 18°, p. 272.
Soi.ovyokf, Su di una moderna sacerdotessa di Iside (in russo).
St.-Pietroburgo, 1894 ». [Studio critico arguto sulla famosa si¬ gnora
Blawatsky, medium teosofico, sbugiardata anche dalla * Soc. f. p. R- ȣ
Vkhball A. W. (signora), On a series of automatic Writings, London, Soc. f.
psych. Res., 1906, di p. 432. (Importantissimo studio della esimia psichicista
sulla scrittura automatica, pubbl. nei “Proc. S. f. p. Res. XX, 531].
IV. — Pel fluidismo e neo-dinamismo [“ animismo „] in relazione al “
magnetismo animale ». [Vedi anello § II, A e B; e 8 V]. All
ara Vincenzo, Il magnetismo negli animali e nelle piante. Milano, Chiesa, 1893.
Assier (d’) Ad., Revenants et fantòmes. Essai sur l’IIumanité posthume et le
Spiritisme. Paris, J.-B. Baillière, 1883, 18°, p.
308. . [Importante per le idee personali dell'A. che spiega i fatti spiritici e
la esistenza temporanea dei “ fantasmi „ coll’etere mesmerico]. Balfour-Stewart, Un thè
conservation of Energy. “ Intera. Scient. Series ». VI, London, Kegan Paul, 1873. [Alla ediz. americana e
all’italiana (Milano, Dumolard, 1875), sono ag¬ giunti saggi di Le Coste, Al.
Bain, Robert, sulla : Correlazione della forza ritale e nervosa colle forze fisico-chimiche].
Balfour-Stewart
et Tait, The unseen World, or Physical spe- culation on a future state. London, Macmillan, 1875 (L’ Uni
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1894. — — L'&me humaine, ses mourements, ses lumières et V icona- •
graphie del’ invisible fluidique. Paris, G. Carré, 1896,in-8°'gr., p.299.
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Baradcc H., L’iconographie en anses. Paris, 1902. — — Los vibrati/)
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pannante, eco. Paris, Doin, 1887, in-8° gr. — — Force neurique
rayonnante. Paris, 1882. Bi.ondlot, Les rayons N. Paris,
Gauthier-Villars, 1904. Bois Jules, Le monde indsible. Paris, E.
Flainmarion, 1902 [Brillante studio critico], — — ‘ L’Au-delà , et
les forces inconnues. — Opinion de l'elite sur le mystère. Paris, Ollendorff,
1902, di p. 387. Bosc Ernest, L’homme incisible. r.t. .sur l'aura
humaine, ses couleurs eoe. Paris, Libr. Bodin, s. d , p. 48. — — La
psychologie devant la Science, ecc. Od et fluide odtque , polarità humaine,
ecc. Paris, Chacornac. 1896, un
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littloknoicn power. London, ‘ Light », un opusc. Brat Charles, On force,
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la polarità humaine, Paris, Doin, 1886. Chevillard A., Ét. expérim. sur
ceri. phén. nerveux et solution rationnelle du probllme spirito. Paris, 1869,
op. [IV* ediz. 1895], — — Les coltrante do la polarità dans l’aimant et
dans le corps humain. Ivi, 1887, di p.
130, con fig. Gox Seri. kant, The mechanism of Man. An answer to thè
question: ‘ What am /? », già cit. ecc. Il* ediz. London, 1876. [La prima aveva solo il titolo ‘ Wliat
am 1? ,]. — — Beweise filr die Existem einer psychischer Kraft (trad.
dall’ing. di Aksakotf). Leipzig, Mutze, 1884. Crookes W., Experimental
investigations on psychic force. London, H. Gillmann, 1871 (Riprod. poi nelle
qui sotto cit. Researches, ecc. Trad. frane. Paris, Libr. Se. psych., 1897). — — Researches
in thè phenomena of Spirittialism. London,
Burns, 1874. [Opera di valore eccezionale per lo sviluppo delle dottrine
psichiciste ; trad. in tutte le lingue, in ted., Leipzig 1874 ; in ital.,
Locamo, 18?7 ; in frane., Paris, 1878, ecc.; più volte edita]. Dklannk E., Le périsprit.
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Committee of thè D. S. London, 1871,8°, p. 412. [Primo saggio di una osser¬ vazione scientifica seria
ed imparziale dei fenomeni spiritici], - Rapport sur le Spiritualismo e
cc. Trad. frane, par
Dcsart» NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO
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per cura di Wittig: Biricht, eoe. Leinzig Mutze, p- 535). . . • lìnns Rover .1..
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elettricità vitale ,] nnavo LE Henry, Traiti expérim. de Magnèti»,»*. Thèorie» et ^,'Ss PariB Libr. du
Magnetismo, 1898, due voi. in-32», C°Fhvy' Alfred Le Psychisme
expèrimental. Étude dea phènomines JSSirSK Kl— io».
.895, di p. 34. |P,«E. ,). 1 Fkchneu. Erinnerungen a. d. letzen lage d.
Odlehre u. I tir 1 ’f^mmaiuon^cImIlle. Le» force» naturali»» inconnues.
Paris, E. Flammarion, 1907, 18-, di p. 604, con molte fig. [Vedi anche:
HFuua.ron, Essai sur le» phinom. électrique» dee (tre» virante. Explication scient. des phénomènes
spirite ». L aris, Libr. Magnet., ^Ga'sc-Deskossès Ed., Magnèti»,»»
citai. - Contrite fxpèrim.à V étude par le galea no mitre de V
ilectro-magnetisme miai. Pana,
Soc ÉdU Scient., 1898. 1“ ed., p. 325: altra edu. Pana, Ru- He vai 1907. di p.
500. [Utilissimo per le
vedute odierne]. Gasfarin AgéUe (Cernite de), Des tables tournantes du
sur . nature! en général, ecc. Paris, 1854, già cit. [Classico], Grimrs J.
8., Etherology and thè phreno-p hilosophy of mesmer i sm and magic eloquence.
Boston a. London, 1850. , . , Guppy Samuel, Mary Jane , or Spirituali»»,
chemically ezplatned. London. 1863, in-8* gr. di p. 379. Hkrméis
(pseudonimo), Des forces natureltes tnconnues. Paris. Didier 1865; nouv.
édit., Libr. Soc. psych., 1902. . Leumann. Aberqlaube and Zauberei, trad.
ted. dal dan. di Petersen. Stuttgart, Enke. 1898. [Critica acerba delle
celebri esperienze di W. Crookes], v i _ Lazellk U. M., Matiire,
force et esprit. Irad. de l ungi, par Moutonnier. Già cit.
[Da consultare pel neo-dinamismo]. Lafontainr, Ij Art de magnètiser ou le magnèti», ne
citai. \ euit. Paris’,
F. Alcun, 1886. Mahan Asa, Modem Mysterie» explatned and exposed. Boston, Cleveland Umv., 1855, in
8», di p. 466. Morir A.-S., Du Magnèti», ne et des Sciences occulte». I
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animai. Lons-le-Saulnier. 1884. _ _ Force psychique et suggestion
mentale. I aria, 1880. Petuovo-Solovovo, Mediai nieheskiga fizicheskiya 1
avlemya » ikh nauchnoe Izsledovanie. St-Petersburg, 1900. [Sui fenomeni fisici della medianità: eccellenti
osservazioni]. P etti nei. li I)r Parisino, Una nuova forza biologica che
agisce medianicamente a distanza. Savona, Bertolotti, 1903. op. con g. Pictet R., Étude
critique du Matérialisme et da Spirituahsme XXXVIII
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in-8°. Pioda A.. Memorabili a. Bellinzona, C. Colombi, 1891, 32*,p.531.
[Contiene la traci, delle famose memorie di Crookes e di Tih-ry, più un
Commiato „ del traduttore sullo spiritismo in genere]. Porro Fr., Le forze
psichiche, in “ Confer. fiorentine, (1905) Milano, Treves, 1907, voi. II, pp.
425-471. Reichenuach v. Fb. Ch., Physikalisch- physiolog. Untersuch.
iiber die Dynamide dea Magnetismus, der Elektricitilt eie. in ih rea
Beziehungen zu Lebenskraft. Braunschweig, 1“ ediz. 1845 , 11“ ediz 1850, in due
voi. (trad. in ingl. London, 1851; trad. in frane! rocent. per cura di A. de
Rociias, col titolo: Ben phénomcnes odigueiì. Paris, Chacornac, 1904, un voi.
in-8», con tìg.. di p. 562). — — Odisch- magnetiche fìriefe. Stuttgart, 1* ediz.,
1852;’ | ® .?•» 1°*>6 (Irad. in fr. : Lettres odigues-magnét ignee.
Paris, G. Bailhère, 1858, in-6", p. 126). — — Per sensitive
Mensch u. sein Verhalten zar Ode. Stuttgart 1854 5o, due voi. — — Wer ist
sensitiv wer nicht? Kurze Anleitung
sensitive Persone n zu finden, ecc. Wien, 1856. — — Aphorismen iiber
Sensitivitlit und Od. Wien, 1866, con
tre tav. [Indico soltanto le cinque più caratteristiche fra le opere numerose
dello scopritore dell’ ‘ od Rocuas Alb. (Comte de), Les forces non
dt'fìn ies. Reeh. histor. et expérim. Paris,
Musson, 1887. [Opera che fa epoca nella storia dello psichismo odierno]. — — Les frontiires de la
Science. 1“ et II8 sèrie. Paris Libr Se. psychiques, 1902 e 1904, due
voi. — — Le fluide des magnetiseurs. Prède dee expèriencee du Bar. de
Reichenbach. Paris. E. Carré, 1891. Rocxel, Rapports dii Magnètisme et du
Spiritisme. Paris Cha¬ cornac, 1894, in-8" gr. Santini, Photographie
des effluvee humaines. Histor., discuss., eie Paris, 1906, con fig.
Sterne C., Vie Wahrsagung aus d. Bewegungen lebloser Kiirper unter d. Einfl. d.
mensch. Band. Weimar, 1862, con fig. [Buon
contributo sperimentale, e della prima ora!]. Stinde J., Dos Od rilthsel.
Leipzig, 1884. Ttictry A., Les tables tournantes considèrées au point de
tuie de la question de physique gènèrale. Genève. Kes.pnann. 1855. ~ —
dprès treni ans. App. alla riediz. dell’opera di A. de Gasbarin, * Les
tables tournantes „. 1888. [V. anche
Pioda]. Varley Cromwell H., Report ut thè dialectical Society. Lon¬ don.
1869. [Idee originali sulle * forze ignote
,]. Zolle Kit Tu., \frtssenschaftliche Abbondi ungen in 3 voi. _
B<1- III : Die trascendentale Physik u. die sogenannte Philosophie Leipzig
Stachmann, 1878-79 (trad. ingl.). [Questa famosa me¬ moria basò parte della
fenomenologia medianica sulla ipotesi dello spazio a n dimensioni].
V. — Per gli studi metapsichici e per la psicogenesi della medianità.
[Vedi anche II, 0; IH, B; e IV], Acevedo M. Otero, Fakirismus und
Wissenschaft. Trai), dallo spagn-
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in-8". p. 416. [Libro pieno di idee originali”]. Dessoir Max, Dos
Doppel Ich. Berlin, C.
Siegismund, 1889, p.90. Duiiet A„ Les Hallucinations. Ét. synthét. ... du
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Unione cooperativa, 1898, in-8” gr., p. 110. Ermacora (I., La Telepatia.
Padova-Crescini, 1898, in-8" gr., estr. dalla ‘ Riv. St. psichici di pag.
150. — — L’attività subcosciente e lo Spiritismo. Padova, estr.
[Psichicista esimio e tra i primi, l’Ermacora avrebbe dato altri frutti
bellissimi del suo ingegno se la vita non gli era tron¬ cata tragicamente
avanti l’ora], Fi.ammarion Cn., L inconnu et les probtèmes psychiques. Paris, Flammarion, 1900,
varie ediz. (Trad. ital., Bari, Laterza, 1904). Ctiirney, Myers and
Podmore, Phnntasms of thè Livinfj. London,
Trubner and C„ 1886, due voi.: I» di p. l.xxxiii-5'73; II" di p. xxvit-i33
[Trattato classico della materia, sul quale si basa e dal quale si svolge tutto
il corpo dottrinale della nuova psicologia supernormale o metapsichica]. — -Les hallucinations
télépathiques, réduetion par L Ma- riUier. Paris, F. Alcan, II* ediz., 1892
(trad. in ted. Leipzig, Mutze, 1897). Gyei. E. (Dr Geley), L’étre
subeonscient. Essai de synthèse explica- tire des phénomènes obscurs de
psychologie normale et anormale. IP
ediz. Paris, Alcan. 1905. [Libro eccellente per la sistema¬ zione spiritica ,
della psicologia supernormale]. Hart É.. ffypnotùm and mesmerism, and thè new
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in-8°, p. 427. [Conclude con molte
prudenti riserve], Janet Pierre, L’automatisme psychologique, già
cit. — — Etat mental des hystériques. (“ Bibliot. Charcot-De- bore „).
Paris. Rueff, 1893-4, due voi. in-18". — et Raymond F., Ne'vroses et
idéesfixes. Paris, F. Alcan, 1898-9; due voi.
in-8" gr., I", p. 407; 11", p. 332. — — — — Obsessions et
psgchasthénie. !d., id.. 1903, due voi. in-8" gr., passim.
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delle idee del Myers sul subliminale]. Lkfi.vrf L., Les phénomènes de
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La Lettura ,, Milano, N° nov. 1906. [Sono i due soli lavori sinte¬ tici
sulla questiono fin qui pubblicati dal celebre Maestro]. Loose P„ 1 Vie
wirke teli in die Ferite? Praktische Auleti, zur Ausilbum 7 der Telepatie, ecc.
Leipzig, Fiedler, 1907, 111‘ediz., op., p. 22. , Lijys J., Le»
imotious dans l'Hypnotisme et l action a distane e des substances mèdicamente!
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in-18", di p. 427.[Confr. pp. 7-41, e passim], . „ . . _ — I
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Etuot.,. Firenze. 1897, p. 60. [Nonostante che sulla possibilità ed estensione
delle azioni psichiche a di¬ stanza (telepatia) io mi sia formata oggi
un'opinione più favore¬ vole, tengo però fermo tutte le mie considerazioni d
allora sul metodo nelle ricerche metapsiehiche]. Morton Prince, A
dissociatimi of Personality. Boston, _T urne r, 1906. [Studio diligentissimo di
un raro caso di sdoppiamento con fenomeni 4 spiritici ,]. Moctin L., Le magnè.tisme
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1907, p. 47/. Mììller Rudolph, Naturwissenschaftliche Seelenforschung.
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pregio per lo sviluppo della meta- psichica], — Magnetismus unti
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d’obserrations et d'expériences. Paris, Chamuel, 1896, 1 voi. in-8", di
pp. 482, con fig. e tav. (1* ediz.); la IV* ediz. h del 1906. — — Les ét
ut s profonde de l'IIgpnose. Paris, Chacornac, 1892. — — Les états
superfluide de V Hypnose. Paris, Chacornac, 1902. [Tutte opere, queste, di primo ordine per la
Metapsichica]. Roncin, Ltude physiologique sur les Fakirs. Thfese de Paris, Lihr. Micholon,
1904. Sage Michel, La zone frontière entre l' “ autre monde „ et
cclui-ci. Paris, Leymarie, 1900, 18", p. 818. — — Le sonimeli
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matische Kunst. Stuttgart, Euke, 1904, in-8", p. 176
[Riduzione del “ meraviglioso „ caso della celebre ipnotizzata coreo-musi¬ cale
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Paris, Chacornac, 1906. Sirus Boris, The psychology of Suggestion. A
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telepatia, in 4 Riv. di fren. e med. leg. „ XV1I1, 1892. Thuft C.*,
La suggeetion au paini de vue spiritual iste et spi¬ rile. Paris, Vigot, 1906, 16°, p. 424. [Kardechiata
primitivo ed ingenuo]. VI. — Per la stampa periodica dello
spiritismo. L’elenco seguente è soltanto approssimativo: non
intendo dar fondo alla innumerevole bibliografia spiritica, ma porgere una
guida a chi vuole saperne la estensione in genere. Al Congresso dell’89
(Parigi) erano rappresentati 88 periodici della materia: ma ogni dì sorgono e
muoiono efemeridi, ogni dì mutano i nomi dei direttori ed editori : forse
alcuni dei perio¬ dici qui indicati non vivono più, ed altri ne sono nati che
non conosco, e perciò non cito. Così nel solo Brasile dal 1875 al 1900 ne
nacquero 81, ma ne sopravvivevano appena nove o dieci! Qualcuno ha tentato una
statistica della stampa spiritica (Tu¬ ribolo, Pappalardo, Maxwell...), ma con
precisione sempre re¬ lativa per le ragioni ora accennate. Indico, quando
lo posso, i nomi dei direttori o redattori, e le date di nascita e morte di
alcuni periodici. a) Efemeridi spiritistiche pure o affin i (omesse
quelle esclusivamente occultistiche, teosofiche, ermetiche, ecc.). Nell’America del Nord: — ‘
Banner of Light, (Colby, Rich), Boston: 4 Mctaphysical Magazine „, New-York; *
Liclit- strahlen „ ted., ivi; 4 The moming Star „; 4 The metaphysica) Journal
„, Chicago; 4 Progressive Thinker „, ivi; 4 Religio-phi- losophical Journal ,
(Underwood, Colon. Bocndy), ivi; 4 Golden Gate , (J. .1. Owen), S. Francisco; 4
The Eden Vale ,, ivi; 4 Ce- lestial City , (Innis), N.-York; 4 Morden Thought „
Kansas C., Mass: 4 Logos Magazine , (Thacker), Apiegate, Cai.
Nell'America Centrale: - ‘Lanueva Alianza,(E.HoRTA),
Cienfuegos Cuba; ‘La Luz,, Portorico-Haiti ; ‘ La Uustracion espirita”,
(RefcoioGonzales), Messico. Nell'Argentina: — ‘ Revista espirita ,,
Buenos-Aires ; ‘ Constancia ., (Senillosa), ivi; “ Luz astrai ,, ivi; “
Fraternidad univeraal ,; 1 Luz del Alma ‘ Philosophical Journal ,, San- Diego,
Patagonia. Nell'Australia: — ‘ Harbinger of Light,, Melbourne; “
Progressive Thought ,, Sydney. In Austria: - “ Seelenkunde ,, Wien ; *
Novoslawetzeeo ,, in czeco, Praga ; * Novo sutice , (Hinktovitcu), in croato,
A.grnm. Nel Belgio: — “
Moniteur spiritique et niagrtétique , (Martin), Bruxelles; “ L’Au-delà ,
(D’Avesnbs), ivi; ‘ Le mes- sager . (Piivis, Vànderyst, ecc.), Liegi. Nel
Brasile: — * Reformador ,, (1883, Da Sìeva, Ri¬ chard), Rio-Janeiro; ‘ Revista
spirita ,, (’93), Bahia: ‘ Veridad e Luz , (’90), S. Paulo; * La Luz , (’90),
Curityba; ‘ 0 Gu;a ,, Recife; ‘ Rovista spirita „, Porto-Alegre ; * Aurore
spiritique , (D’Ari. e) ; * A Paz , ; ‘ 0 spirita Alagoano Maceja, ecc.
In Francia: — ‘Revue spirite, (1868, Alean-Kardec.Ley- marie), Parigi; ‘ Le
Spiritismo , = ‘ Revue scient. et mor. du spiritisme , ('94, Delanne); ‘ Le
progrès spirite , (De Faceti; “ La Lumière * (Lucia Ghangk); u Kev. du monde invisible
r . * Écho da merveilleux , (G. Méry); ‘ Le spiritisme moderne ,
(Beaudelot); * Revue immortaliste „ ; * Revue spiritnaliste il* lustrée ,; ‘
L'initiation „ (Papus): “ L’ Aurore , (Ducb. di Pomar); ‘ Revue de l’Ame , (R.
Caii.i.ié); “ La Résurrection , (A. Jodnet) St. -Raphael; ‘ Les temps meilleurs
(Lessar), Nantes; La vie posthunie n (Georges), Marsiglia; “ La Paix
universelle v (Bouvier), Lione; ‘ La Vie nouvelle , (Couhiuer), Beauvais
; * L'Étincelle , (Jorio), Vincennes, ecc. _ In Germania: — “
Zeitscbrit't ftir Spiritismus , ( 96. r kie- qenuauer), Lipsia; ‘Psycbische
8tudien„(+ Aksakofe, Fu. Maier). ivi; ‘ Neue spiritualistische Bliitter ,
(Cyriax), Berlino; Die uebersinnliche VVelt , (’95, M. Rahn), ivi; Licht, mehr
Licbt , (+ Rat-fard); ‘Spiritistische Rundschau,; ‘Neue metaphysische
Rundschau,; '99 ‘ Jahresher. d. spirit. Vereius
,, Colonia; ‘Sphinx , (’86 + DoPree,Hubre-Sculkirf.n), Monaco-Baviera, ecc.
Nell'India inglese: — “ Psychic notes ,, Calcutta. In Inghilterra: — ‘
Light , (1881, + Oxon [St. Moses]. Spirit. Alliancb), Londra; ‘Spiritual
Magazine , (+ Howjttj ; ‘ Medium and Day-hreak , (+Bdrns); Borderland ,; ^ Co-
ming-Events 14 Spiritual Review 14 Lyceuni Banner 9\ ine coming Day ,; ‘ Oecult
Review , (Sirlky); “ Broad Views , ; “ Light of Reason tt The Grails 14 The
Crani „ ; Lucifer “The two Worlds , (Emma Hardinge-Brittkn), Manchester ; Notes
and Queries ,, ivi; “ The human Nature » (+'75), eoe In Italia: — “
Annali dello spiritismo „ (’64, Daemazzo, Scarpa), Torino; “ Vessillo
spiritista , (Vou-i), Vercelli-Roma NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO
SPIRITISMO XLV /_j- 1902); 14 Lux „ (Hoffmann), Roma; *
NovaLux ivi; Luce e Ombra , (1901, Marzorati, Ravegoi), Milano; “ Campana del
mattino , (anti-spiritista), Napoli; 'Stùdio e Scienza , (id.), Sira¬ cusa; ‘Il
Veltro, (1906, Ricci), Sampierdarena. Nel Messico: — ‘ La nueva Era, ,,
Mexico. In Olanda: — ‘ De blijde Boodscliap , (Roorda v. Evs- sinobn),
L’Aja; ‘ Gurt en Leven , (Bkvrrbluu), ivi; ‘ Op de grenzen van free Werelden ,
(Elisa van Calcar); “ Het spiri- tualistische Weekblad , (Van Stbaatee),
Middelbourgb; ‘Het toekomstig Leven , (Goebel), Utrecht; * Het ceuvnge Leven ,
('85-90, Huet); ‘ Sursum corda ,, Rotterdam, ecc. Nel Perù: — ‘ E1 Sol ,
(Paz v Soldan), Lima. In Portogallo: — “ Revista spirita,, Lisbona; ‘Ro¬
vista de estudos psychicos , (de Sooza Cooto), ivi. In Rumenia: -- “
Covintul , (1btrai.iI, Bukarest. In Russia-Polonia: — ‘ Rebus ,
(Ohistiakopf, Prv- bitkoff), Pietroburgo; ‘ Les merveilles de la vie , o ‘ Dzywa
Zycia ,, in polacco, Varsavia. I„ Spagna: — ‘ E1 criterio espintista ,
(A. (jarcia- Lofez), Madrid; ‘ Lumen , (Gonzalo e Comes) ; * La irradiaoion ,;
• RI faro espiritista ,; ‘ Luz y Union , (+ Tobres-Solasot,
Aouahod-Torrero, Esteva...), Barcellona; ‘ Los albores de la Verdad, (Esteva,
Ma vata); ‘Revista espiritista „ (De Ier- nandez). Tmjillo-Estremadura , ‘La
Revelacion ,, Alicante; ‘ Lumen , (Lopez-Gomez), Tarrasa, ecc. In
Svezia-Norvegia : — Elterat,; XX Seklet In Ungheria: — ‘ Magyar Sphinx ,,
ecc. b) Efemeridi metapsichiche, o parzialmente dedicate alla
psicologia supernormale: Neil' America del Nord: — “ Journal of thè amer.
Society for psychical Research , (I. 1885-6; fusasi coll ingleso , resasi di
nuovo autonoma, col 1907 : ora Hyslop), Boston; " Psyehic Revieiv ,
(Pooi.e), ivi; ‘ The Arena , (Tyner), ivi. In Francia: — ‘ Annales des
Sciences psychiques , (1891-1904: Dariex e Richbt; tini 1905 Baldi di Verme); ‘
Revue d’études psych. , (1904: B. di Vesme); ‘ Tribune psychique 4 Moniteur des
étudos psychiques ‘ Bull, de la Soc. études psychiques , (Joire); ‘ Les
Nouveaux Horizons de la,. Science et ile la pensée , (M. Sa.ge); ‘ Rev. Libi,
des ét. psychiques ,: ‘ Bull. Soc. ét. psych ,, (Thomas), Nancy ; * Bull, du
centre d'étudcs psych. ,. (1902. Anastay), Marsiglia. In Germania: — ‘
Psyehische Studien ,. già oit. f74); • Sphinx ,, già cit. ; ‘ Wissenschaftliche
Rundschau fur Xeno- logie , (Maack), Amburgo. XI, VI
PSICOLOGIA E SPIRITISMO In Inghilterra: — “ Proceedings of
thè Society for psy- chical Research , < I-X XIII, 1882...), Londrae
New-York ; “ Journ. of t.
S. f. p. R. , (1, X I 11, '84 . ), ivi [celebri pubblicazioni,
fondamentali per la conoscenza dello psichismo scientifico] : * Annals of
psyehioal seieuoe , (Sigr“ Laura Finch), Londra [sono la ediz. ingl. delle *
Ann. Se. psych. , di Parigi], In Italia: — ‘ Rivista di studi psichici,
(1-1 V, 1895-8, -+■ Ekmacora e Finzi), Padova-Milano ; La stessa (V e seg.,
1898-1900, Riunì di Vksme), Parigi [si è poi fusa nella * Rev. Ét. psych. , e
nelle ‘ Ann. Se. psych. ,, già cit.J; “ La Nuova Parola , (A. Ckrvesato), Roma;
* Riv. delle riv. di St. psichici , (-j- 1905, in app. alla precedente); * La
Medianità , (E. Car- reras), Roma, f 1903. In Olanda: — ‘ Comptes-rendus du
Bureau permanent d’ét. des phénomènes spirit. ,, Anversa; “ Dreimonatl. Bericht
der psychophysisehen Laboratorium , (I, 1907, Fl. Jansen),
Amsterdam-Steenwijk. In Portogallo: — ‘ O psyehismo , (Dr Fdnskca),
Lisbona. In Spagna: — “ Revista de estudios psychologicos , (Visconte
Torres- Soi.anot), Barcellona. In Svizzera : — ■ “ Bull, etrapports de la
Société d’études psychiques , (’95, + Metzger/ sigr* Rosbn-Dui aure),
Ginevra. c) Pubblicazioni
ufficiali di Congressi: Congriìs de Barcblone (Compte-rendu du), Premier
Congr. spi¬ rite intern., tenu en 1888. Paris, Libr. Spirite, 1889. Congrès Spirite et
Spiritualiste intern. du 1889, tenu à Paris (Compte-rendu du). Paris, ivi, 1890, un gr. voi. in-4" picc., p.
454. [Con bibliografia e copiosissime notizie sul movimento spiriti¬ stico di
tutto il mondo]. Congrès, ecc. du 1900, tenu à Paris ( Compie rendo du). Paris, Soc. franj. Études psych., 1902, gr. voi. in-4" picc., p.
781. [Libro di consultazione obligatoria per lo studiosol. d)
Efemeridi di indole gonerale: Buoni od utili articoli sullo spiritismo,
sugli studi psichici e sulle questioni annesse, sono apparsi più o men di
recente: 1" Nei periodici di filosofia, per es., in “ Revue philoso-
phique ,, Parigi; ‘ Archives de Philosophie chrétienne ,, ivi; Revue des
Questions scicntifiques ,, Bruxelles-Louvain; “ Phi- l NOTE
BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XLVII losophisches
Jahrbuch ,, Fulda; ‘ The Monist , (P. Cabus), e * The open Court ,,
Chicago. 2* Nei periadici di psicologia , per es., “ Archives de Psy-
chologie de la Suisse Roraande , (Flouk.noy, Claparéde), Gi¬ nevra [contiene
articoli e bibliografie importanti] ; ‘ Archiv f. d. gcs uumte Psychologie ,
(E. Mkumann), Zflrich-Leipzig ; ‘ Journ. de Psych. uorin. et pathol. (D. P. Janbt et E. Dumas),
Parigi; ‘ Bulletin de Tlnstitut intern. psychologique , (Yourewitch, Cocbttkb,
eco.); ‘ Année psychologique , (A. Binet), riviste bibliogr. 3" Nei
periodici di magnetologia e ipnologia, p. es., “ Journal du magnetismo ,,
Parigi; * Revue de l’Hypnotismc „ (Bérillon), ivi; “ Zeitschrift fur
Hypnotisinus ,, Lipsia; “L'Ipnotismo,, Firenze (t Dal Tobto); 4"
Nelle riviste enciclopediche, per es., “ Revue des IJeux Mondes ,, Parigi; “
Revue des Revues ,, ivi; “ Le Mercure de Francc ,, ivi, “Civiltà cattolica,;
“Nuova Antologia,; “ Rassegna nazionale ,, “ Riv. d'Italia „. Roma; “ La Lettura ,, Milano; ‘ Scena illustrata ,,
Firenze; “ Welt-Spiegel ,, Berlino; “ Coenobium ,, Lugano, ecc. 5° Nei
periodici di medicina mentale e psicopatologia, p. es., “ Annales
médico-psychologiques ,, Parigi; “ Nouv. Icono- graphie de la Salpétrierc ,,
ivi; “ Rivista di Freniatria, (Tam¬ burini, Morselli, ecc.), Reggio K. ; “
Arch. di Psichiatria e Antro¬ pologia criminale , (Lombroso), Torino [il
rinomato periodico ha da qualche anno assegnata una rubrica speciale ai
fenomeni di “ medianità , e psichismo]. 6" Nei giornali politici,
per es., ‘ Corriere della Sera ,, Mi¬ lano; ‘ La Stampa ,, Torino; ‘Giornale
d’Italia,, Roma; ‘ Le Matin ,, Parigi, ecc. e) Alcuni fra gli
Editori e Librai principali dello Spiritismo e subbietti affini:
Barcellona : — D. Jose Battaglia. - Carbonell y Esteva, Tip. e Casa
editr. Basilea: — Adolfo Geering, Libr.-antiq. Berlino: — Karl
Siegismund, Libr., Dessauerstrasse, 13, S. W. Bonn: — Franz Teubner, Libr.
ant., Miinsterplatz, 2. Boston: — Colby a. Ridi, Bosworth Street, 9. — Herbort li. Turner
a. C., Edit. Libr. - Small, Maynard a. C., Beacon Street, 15. (Casa
editr. fusasi colla precedente). Chemnitz: — Bruno Lasch, Edit, Libr.,
Turnstrasse, 20. Chicago: — “ Open Court , publishing Company. — Thomas G. Newman, South-Western Avonue, 147.
tv Biblioteca ‘ Scienza- Filosofia-Religione „ Piazza
Firenze; p. ter, (Bibl. circol.)- t • • Ofiwald Mutze, Edit.-
Libraio. _ P„ctoiofcàiPr..,,Cr..« Start, 10. Str.nO. — G. Putnam e C., Edit.
— IionÉrmans, Green and C., JwlM. \ (' Fifìeld Edit. 44, Hcet Street.
Q — .,V* * n-V ! r' Tic! 164 A ldey seate Street. ; KÌT 55i Hit- «
ci.ii c«»«. w.c. »*": - ’iSS.tt’n- . Ota» Ub.- *p.
_csr:^rt.ii. Edit. ub,.. rata pi.bi.cit.. ?"i“- P_-8FL.'r~“>.,
ÙSSh. 4» «tata psyehiq.e, - r S^IjiaSB&RSW ta «»»dT z
jsS&sTrt sa* n»2ssràwite, sJSBS? * PARTE PRIMA
LO SPIRITISMO ED UNA PITONESSA MODERNA «
Tonte ronttruction est fatte de debri* . et rieri rTest no urenti en ce monde
t/ueles fomiti » . Ma
iu'KI.lo SmwoB. M ok.skij.i . Psicologia e spiritinolo.
1 I. Spiritismo e metapsichica. Le zone del
sapere. Un’opinione modernissima intorno al valore ed ai limiti del
sapere umano, è questa : che la scienza non è mai finita nè definita; che essa
non è mai fatta, ma si fa e si disfa continuamente da secoli e secoli ; e che
le convinzioni scien¬ tifiche, al pari delle filosofiche e religiose, dipendono
dalle contingenze del di fuori, dal temperamento personale e anche
dall’educazione mentale degli scienziati, filosofi e credenti. Tutto
questo non è una novità, sebbene i seguaci del neo-idealismo ne facciano
ostentazione: — il concetto del pio- gresso della conoscenza, e pertanto della
nascita trasforma¬ zione e caduta incessante delle nostre idee intorno all’uomo
e alla natura, è stampato in ogni pagina, in ogni riga della storia universale
e delle storie particolari di ciascuna disci¬ plina scientifica. Non è una
novità, sebbene qualcuno voglia trarne la conclusione che la scienza dei “
fatti „ , scambiata con le sue ipotesi e teorie esplicative sempre caduche, è
uno stru¬ mento transitorio, di cui l’uomo si serve per un po’ di tempo e poi
si libera con disdegno per volgersi ad altri ideali più utili e ad altre
ipotesi più utilizzabili: — il concetto dei limiti della conoscenza risale a
Emanuki.e Kant, e quello dell'utilità sua nello sviluppo storico intellettuale
e morale dell'umanità appartiene ad Accosto Comte. Si, certamente: ciò che oggi
pare scienza sarà domani un rifiuto del pensiero; e ciò che per tempi più o
meno lunghi fu rifiutato dalla scienza vi entrerà e diverrà nozione positiva,
opinione della generalità, postulato e magari assioma, nonostante le
opposizioni di chi crede rappresentare il sapere fatto e sistemato in un dato
momento dell’evoluzione della coltura. Cosi avverrà o, 4
psicologia e spiritismo, i meglio, così sta avvenendo di
quell insieme di fatti, di fe¬ nomeni e di apparenze che oggi è detto ‘
Spiritismo ». incora. Si può paragonare il dominio del sapere a una nebulosa
in via di condensazione: al centro un piccolo nucleo solido e luminoso, tutt’
attorno una stretta fascia fluida e pel¬ lucida, indi una più larga zona appena
chiara, poscia una lai - ^diissima vieppiù evanescente e in penombra : al di la
1 ombra immensa Così i limiti del conosciuto non sono quelli del conoscibile, e
le sfumature fra le diverse zone cangiano di chiarezza e di estensione. 11
centro è costituito dai fenomeni percepiti e ammessi da tutti, noti e
accertati, provati dal¬ l’esperienza, dimostrati dal ragionamento, adattati al
nostro pensiero, utilizzati per le nostre esigenze di sentimento e di vita. Ma
nelle zone sfumate vi sono categorie intere, nu¬ merosissime, anzi innumerevoli
senza dubbio, di fenomeni indeterminati, che sfuggono per del tempo alla
investiga¬ zione e alle regole deila logica umana; che non hanno in¬ dole
precisa: che restano a lungo impercepibili, solo perchè non sono percepiti dai
nostri sensi disannali o dalla mente non preparata ad accoglierli; e che
sembrano collocati più verso l'Inconoscibile che non ai confini stessi del
conoscibile. La scienza, impersonata negli uomini che la coltivano o che
ne traggono sostentamento (essa, lo abbiamo detto, non esiste se non come un
astratto i, non li cura e li disprezza: non sa trovare loro un posto nel sistema
chiuso delle sue costru¬ zioni : e per liberarsi da cotale impaccio non trova
di rne- i/lio che negarli ! Ma queste negative durano poco, quando i fatti
hanno realtà. Quante categorie di fatti, che parevano non soltanto
nltrascieutifici ma pure antiscientifici, fanno ora parte della cosi detta
conoscenza positiva! Così è avvenuto di quasi tutto l’empirismo curativo, da
cui si è costituita la medicina : così, pochi anni or sono, dell’ipnotismo,
della suggestione e di tutto quanto loro si connette; cosi forse avviene sotto
i nostri occhi di quegli oscuri fenomeni bio¬ dinamici e bio-psichici che sono
il magnetismo animale, la bio- elettricità, la bio-fotogenesi, la
polarità umana . A quando a quando una categoria di fenomeni ignorati
esce dall ombra, si accosta alla penombra, si fa bene o male discernibile ; e
sempre nella loro forma indefinibile lo scienziato vede una ragione di dubbio e
nella propria incertezza un motivo di non oc¬ cuparsene. Però il movimento
d’arrivo di quei fenomeni verso la luce del vero si continua : e una categoria
nuova, inattesa, di fatti naturali viene infine' a collocarsi nella zona piena¬
mente o almeno sufficientemente illuminata del sapeie. IL SAPERE E
LO SPIRITISMO 5 Tutto è uscito dall’ignoto per passare
nel noto ; in ogni parte del sapere l’occulto è diventato il palese. Ora,
questo è avvenuto o, meglio, sta avvenendo sotto i nostri occhi di
quell’insieme di fenomeni, sino a ieri apparentemente anomici mostruosi e
iraaginart, che si designano sotto i nomi di sogni premonitori!, di autoscopia,
di presentimenti, di premonizioni e retroeogni- /.ioni, di magnetismo e
fascino, di ossessione e possessione, di lucidità e chiaroveggenza, di azioni a
distanza per telestesia e telepatia, di visioni e apparizioni, di spettri ed
allucinazioni veridiche, di scritture automatiche e di personificazioni, di
tiptologia, telecinesia e telergia, di psicofania e materializza¬ zioni, di
fantasmi e perfino di necrofonia... A riguardo di tutto ciò siamo in un periodo
di lotta fra il dubbio sistematico che rasenta la negazione completa, e la
credenza altrettanto si¬ stematica che diviene la affermazione assoluta: da una
parte lo scetticismo ametodico, dall’altra la fede. Ma senza badare a quelli
che vieterebbero senza ragione l’entrata di codesti fenomeni nella zona
conoscitiva per lo meno rischiarata da una debole luce e, vorrebbero
ricacciarli nell’ombra nera del¬ l’Occulto, ecco due correnti affermative
immedesimate in due termini : Spiritismo e Metapsichica. * *
* La questione dello Spiritismo. T,o Spiritismo odierno è l'insieme
della dottrina (teoria, fatti e conseguenze) che crede nella sopravvivenza dell
anima o parto spirituale dell’uomo, nella sua evoluzione traverso i tempi e lo
spazio, e nella possibilità che le anime dei defunti (gli “ spiriti „ i abbiano
mezzo di comunicare coi viventi. E il mezzo, “ medium „ secondo gli “
spiritisti,, sarebbe dato per lo più da persone eccezionalmente fornite di
facoltà o “ forze , speciali, cui si darebbe il nome di * medianiche „ e, per
astratto, di “ mediumnismo , o * medianità Queste facoltà consisterebbero
: 1' nel cadere in possesso degli “ spiriti , o dei “ disincarnati „ che
si “ incarnereb¬ bero , o incorporerebbero temporaneamente in quei soggetti,
parlerebbero col mezzo della loro voce . scriverebbero col mezzo della loro
mano, eco.; - 2° nell’11 esteriorare , o emanare un “agente vitale, di natura
ignota, sia fluido “animico, o « odico ,, sia “ perispirito
del quale gli spinti si servireb¬ bero per manifestarsi, per “ plasmarsi „ in “
forme „ tan¬ gibili visibili e fotognifabili, e per agire a distanza. A queste
due principali si potrebbe aggiungere una terza facoltà straor¬ dinaria che
però concerne una categoria distinta , sebbene affine, di fenomeni psichici “
supernormali e consisterebbe: _ 3» Uel percepire senza impressione diretta sui
sensi co¬ muni e nell’indurre a distanza stati percettivi ed emotivi su altre
persone simpaticamente od egualmente “ sensitive „. Tralascio perora i
particolari della dottrina e le divergenze profonde fra le diverse scuole
spiritiche ; tralascio la possibi- bilità di comunicazioni spontanee, per lo
più non medianiche, delle entità spirituali occulte, come si ammette avvenga
nelle case infestate, nelle apparizioni tradizionalmente premoni¬ torie, nei
fuochi fatui e simili altri fenomeni presunti spi¬ ritici; tralascio anche la
differenza tra animismo e spiritismo, e le relazioni fra i cosi detti “
fenomeni psichici meglio denominati adesso k metapsichici „, come sarebbero la
tele¬ patia le premonizioni le allucinazioni veridiche, e quelli propriamente “
spiritici „ secoudo l’accettazione generica di tale termine. Qui, in sul
principio, mi contento di osservare che non è esatta la anglo-americana
sinonimia fra spiritismo e spiritualismo, come appare spropositata la pretesa
del primo di accentuarsi filosoficamente e teologicamente quale “ neo¬
spiritualismo .. Si può essere spiritualisti, ammettere cioè il dualismo
della natura umana composta di spirito e materia, o anche il pre¬ dominio e la
preesistenza dello spirito sulla materia, senza essere con ciò “ spiritisti „.
Moltissimi filosofi e tutti gli adepti delle grandi religioni, salvo qualcuna,
sono convinti o credenti dello spiritualismo, ma non accettano con questo la
dottrina o ipotesi spiritica. Ciò che caratterizza quest ul¬ tima è la credenza
precisa e determinata nell’intervento di “ Entità „ o “ Intelligenze occulte ,
(per lo più i defunti) in certi fatti che avvengono alla presenza dei medii,
Ira i quali sarebbe Eusapia Paladino, e nella possibilità di loro comunicazioni
o messaggi. Inoltre lo spiritismo ammette 1 esi¬ stenza di tre e non di due
soli componenti dell’uomo, del¬ l’essere vivente incarnato : il corpo, il
perispirito , e 1 anima o spirito propriamente detto. E il perispirito non è spiri¬
tuale nel senso filosofico e teologico, bensi materiale : una materia
sottilissima che sembra esser intesa dai più come simile aU’etere dei fisici e
astronomi, al radio e all’elio non ancora isolati dai chimici, o anche essere
l’etere medesimo LA QUESTIONE DELLO SPIRITISMO che si
trova nel cosmo e negli astri e al quale perciò danno anche il nome di corpo “
astrale E difficile orizzontarsi in mezzo alla confusione delle lingue
spiritistiche spessis¬ simo inquinate da occultismo, magia e superstizioni d’ogm
genere: ma credo di non aver frainteso la generalità della dottrina. .
, Lo spiritismo è la * questione del giorno „ su cui non si può più
gettare l’ombra della trascuranza, nè ostentare uno sprez¬ zante silenzio da
parte degli uomini di scienza e dei corpi accademici costituiti. Io non dirò,
come pretendono gli spi¬ ritisti, e come essi hanno voluto proclamare al loro
Con¬ gresso di Parigi (1900), che lo spiritismo sia o debba essere fa massima,
la suprema preoccupazione degli uomini civili ; questi, appunto perchè sono
civili e vivono sulla terra in contrasto fra di loro e in lotta colle forze
naturali, hanno altri argomenti più positivi da studiare, altri campi più pra¬
tici da coltivare. Ciò nonostante lo spiritismo racchiude e mette innanzi problemi
importantissimi di biologia, di psicologia, di storia, di mitogratìa, di
filosofia e metafisica, fin anco di so¬ ciologia pratica e morale; pertanto si
può sentire, pur senza sorpresa, uno scienziato qual’è Oliviero Lodoe
attribuirgli il còmpito di illuminarci sui destini umani. Prima però di^ affi¬
dargli tale còmpito, che non è lieve, bisognerà che lo “ spi¬ ritismo „
concepito quale dottrina dell’intervento degli spiriti nella vita umana,
dimostri meglio il suo fondamento nella realtà: fino ad oggi questo non gli è
riuscito, e dubito che gli possa arridere la speranza di riuscirci domani o
posdomani. Lo spiritismo è una credenza di moda. È vero che non
bisognerebbe che l’uoino di scienza si lasciasse mai guidare nella scelta degli
oggetti di studio dalle opportunità del mo¬ mento; ma codesto va inteso in un
senso non troppo ristretto. La scienza (ho detto in un mio discorso del 1894)
ha due scopi: un primo è di conoscere la verità, cioè investigare i fe¬ nomeni
naturali ed umani, stabilirne le leggi, possibilmente scoprirne la causalità od
il rapporto coll universale; un se¬ condo è di utilizzare, pel bene materiale e
morale degli uomini, queste sue conquiste conoscitive. Ora, 1 illuminare 1
igno¬ ranza, il distruggere gli errori, il combattere i pregiudizi, è un’opera
utile, come il diffondere la verità, il rendei la palese e il rilevarne la
bellezza è utilissima cosa. Se lo spi¬ ritismo è erroneo, l’uomo di scienza
farà bene a disvelai ne le manchevolezze, a ostacolarlo, a oppugnarlo; ma se
fosse una verità, farà ancor meglio a cercarne altre prove più positive, a
difenderlo e a propagarlo col peso della sua autorità. In 8
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I ogni caso, per agire prò e contro,
bisogna conoscerlo ; e non lo si conosce se non lo si studia; e non lo
conoscono se non quelli che se ne occupano ex professo : di ciò siano ben
convinti gli increduli, i curiosi ed i dilettanti. Lo spiritismo è un
argomento irritante, scottante. Non se ne può discorrere senza che le opinioni
più contrarie si driz¬ zino l’una in faccia all’altra e vengano in lotta ,
senza che gli animi dei disserenti si scaldino, senza che la parola degli
increduli diventi sarcastica od offensiva e quella dei credenti tremante per
emozione e intollerante. A due amici che si vogliano bene e desiderino stare in
pace fra loro, non si può dare altro consiglio che, avendo parere differente
intorno , allo spiritismo, non ne parlino mai. Lo spiritismo è, ciò
nondimeno, una materia affascinante. Chi gli si è accostato una volta, non sa
staccarsene più ; chi ha gustata la soddisfazione d’una “ buona „ seduta, non
si sazia dall’andare in cerca di “ medi „ e di “ fenomeni „. E lo studioso, che
prima per scetticismo sistematico o per mi- 'soneismo non ne voleva neppur
sentire a parlare, appena ha messo gli occhi sulle descrizioni pressoché
inverosimili di ciò che si “ manifesta „ in un “ circolo spiritico per poco che
sia desideroso di comprendere prova fi bisogno di veder chiaro in una categoria
cosi straordinaria di fatti, e sente nascere in sé viva e inestinguibile quella
curiosità che per la mente umana è il primo stimolo verso la conoscenza.
Importanza e serietà dell'argomento. Lo Spiritismo tradizionale,
come ogni altro sistema chiuso di idee, vuol esseree fermamente crede di essere
la Verità: ora questa pretesa non può lasciarci indifferenti. Agli estremi del
problema abbiamo due soluzioni : o lo spiritismo odierno, come si è venuto
americanamente costituendo dal 18-17 in poi, con la sua tecnica, con le sue
rivelazioni, con la sua ricca letteratura, con le sue dottrine
cosmopsicologiche, è tutto vero, come pretendono quelli che ci credono e non si
lasciano smuovere dalle obbiezioni o dai sarcasmi : e la cosa sarebbe
gravissima per la scienza, per la filosofia, per la religione, per la pratica
della vita umana. 0 lo spiritismo, nell’insieme eteroclito della sua
dottrina dei suoi fatti e delle loro con¬ seguenze, è un ammasso di
sciocchezze, di inganni, di su¬ perstizioni, come giudicano quasi tutti coloro
che non vi credono e propendono a scorgervi una religione in putrefa¬ zione: e
il demolirlo sarà opera utile per i progressi della coltura. Ma questi due
opposti assoluti, certo, non sono giusti: ogni tesi ha la sua antitesi, però si
conclude sempre con una sintesi. È più probabile, in ragione della sua stessa
natura e complessità, e al pari di ogni altra cosa trovata o esco¬ gitata dagli
uomini, che lo spiritismo comprenda del vero e del falso, del buono e del
cattivo, dell’utile e del dannoso. In tal caso, può l’uomo di scienza esimersi
dal suo duplice ufficio che è, l’abbiam detto, di andare in cerca della verità
liberandoci dall'errore, e di rendere utilizzabile la verità dis¬ coperta
’? Inoltre : un errore, un concetto falso, un sistema inesatto di idee,
possono aver peso soltanto come prodotti intellet¬ tuali astratti, e non
influire menomamente snlla salute e sulla felicità degli uomini. Questo
avviene, ad esempio, di certe ipotesi filosofiche e scientifiche che non hanno
relazione diretta colla vita. All'uomo che vuol rimanere sano di mente e di
corpo, e compiere pacificamente il suo ufficio, piccolo o grande che sia, in
mezzo a’ suoi simili, può restare, e resta davvero indifferente, che Giove
abbia sette piuttosto che otto satelliti o cbe l'Idea (con i grande) debba
essere intesa al modo di Platone o di Hegel. Forse avverrà che una no¬ zione od
una astrazione di tal genere entri, una volta o l’altra, in un sistema
cosmo-sociale e divenga con ciò un elemento importante per la teoria e per la
pratica della vita, giacché scienza religione e filosofia sono le cose di
maggior momento che si portino nel nostro campo di coscienza. Ma, insomma, vi è
per ora un grandissimo numero di conoscenze e di cre¬ denze che si formano,
crescono, muoiono e rinascono nella mente dei dotti e dei pensatori senza avere
efficacia alcuna sulla condotta e sul destino della immensa maggioranza degli
nomini. Invece lo spiritismo ci obbliga, per amore o per forza, a guardarlo in
ben diversa maniera. Da un lato, con le “ sedute „ e le “ manifestazioni
, della mediumnità a base di isterismo, di ipnosi e di suggestione, di
psicologia anormale e supernormale, di morti che ritornano e di spiriti che
parlano o picchiano, esso tocca la salute fisica degli individui e della
collettività, eccita e sconvolge i nervi degli invalidi, minaccia l'equilibrio
mentale dei deboli, fa anche impazzire (non sono io che lo dico, é lo.
spiritista Moutin): e quindi, sotto il riguardo della igiene privata e
pubblica, della nevropatologia e psichiatria, non si deve restargli in¬
differenti. Io Tho cominciato a studiare da ben trent’anni sotto questo
aspetto, e credevo che bastasse : ero allora sotto il dominio
delTantispiritismo ufficiale di cui tutti, in medi¬ cina in psicologia e in
antropologia, dalla lettura degli ar¬ ticoli e libri di Dkchambrk, Tissandier e
Ad. Bastlan eravamo impregnati, e tanto i medium quanto gli spiri¬ tisti mi
facevano l’impressione di veri ammalati. Come alie¬ nista e uevrologo, li
compiangevo; come antropologo, li collocavo in discendenza dai popoli selvaggi;
come psi¬ cologo, mi ostinavo a trovare la spiegazione di tutti i fe¬ nomeni
spiritici entro i rigidi concetti della scienza costi¬ tuita o di quella che a
me pareva tale; infine, come igienista e cittadino, ini preoccupavo del
contagio psicopatico di cui lo spiritismo rappresentava un pericolo immanente.
Si può essere tuttora, a riguardo dello spiritismo, in queste disposi¬ zioni di
animo, e, o disinteressarsene come fanno gli antispiri¬ tisti tenaci, o dirlo
un danno da schivare e proclamarlo una grande illusione da curare : ma si deve
riconoscere che oggidì siffatto atteggiamento di cieca ostilità uegativistica o
di sprezzante noncuranza sarebbe oramai da porre in disuso e da considerare
nocivo ed incivile. D'altro lato, lo spiritismo ci viene innanzi con un
insieme ben coordinato e sistemato di idee o di imaginazioni circa la natura e
il destino della specie umana, circa ai problemi metafisici di Dio del Mondo e
dell’Anima, circa ai problemi pratici della morale, della libertà e
responsabilità personale, del merito e demerito durante questa esistenza
terrena, e circa ai rapporti delle cose visibili con un “Al di là invisibile „
che nel tempo e nello spazio agirebbe su di noi, tanto come individui dalla
vita limitata, quanto come umanità collet¬ tiva dalla vita ultrasecolare... E
tutta questa coordinazione e sistemazione di nuove credenze ed ipotesi sarebbe
destinata a surrogare nella coscienza dei popoli moderni le religioni rivelate
che sono in via (li disfacimento, e soprattutto il Cri¬ stianesimo nelle sue
due branche principali, la cattolica e la protestante, la latina e la
anglo-germanica. Gli spiritisti annunziano d’essere oramai in 12-14
milioni, disseminati in tutti i paesi civili : ma anche se tale cifra fosse
esagerata, non resta meno evidente a chiunque si guardi d’attorno che la
credenza è diffusissima in Europa e in Ame¬ rica. massime nelle classi sociali
alte e medie, e spinge larghe propaggini anche nelle classi inferiori. I
circoli, i gruppi spiritici, sono numerosissimi ed operosissimi : essi
attraggono sempre più gli animi disillusi o mal soddisfatti dalle vecchie “
verità „ religiose, non appagati dalle risultanze positive del sapere
scientifico, non tranquillati dalla serena conside¬ razione delle leggi
naturali, ed in cerca ansiosa di credenze per i loro bisogni di mente e di
cuore. Abbondano le pub¬ blicazioni a stampa destinate alla propaganda e alla
difesa delle dottrine spiritiche; le decine di grossi volumi si avvi¬ cendano
alle centinaia di opuscoli; aumentano i periodici della materia, e trovano
ovunque a migliaia collaboratori spontanei e lettori appassionati. Si radunano
Cougiessi nazio¬ nali ed internazionali, ed accolgono adesioni entusiastiche da
ogni parte, e non trovano aule abbastanza spaziose per le loro frequentatissime
assemblee. Ricchi mecenati aiutano con somme ingenti le “ ricerche psichiche ,,
sotto cui in gene¬ rale si ammantano per ora, salvo poche eccezioni di inve¬
stigatori veramente liberi, le preformate tendenze neo-spi- ritualistiche degli
adepti. Un fervido movimento di simpatia collega oramai fra loro, nella lotta
impegnata contro la “ scienza materialistica del secolo XIX ,, tutte le scuole,
le chiese e le sètte che. si inspirano al misticismo novello, all idealismo
rinascente, all occultismo, all intuizionismo, all' illuminismo, e perfino alla
magia ed all'alchimia risorte aU’improwiso dalla loro tomba medievale, dove pur
ieri le ritenevamo estinte e putrefatte. Siamo dunque di fronte ad un
avvenimento importantis¬ simo di psicologia sociale, che deve colpire l'attenzione
anche dei meno veggenti; che deve anche preoccuparci per le sorti della Civiltà
avvenire, qualunque sia il nostro modo di cre¬ dere e di pensare. Questo
Spiritismo, che vuol’essere “ uno spiritualismo sperimentale ed una filosofia
cosmo-sociale „, che pretende di darci una nuova Wcltmmchauuny o inter¬
pretazione del inondo ed una nuova Regola permanente di condotta, vive e
prospera in mezzo a noi forse perchè tutte le altre credenze con lui in
antagonismo, o sono troppo vecchie per mantenersi ancora vigorose e
resistergli, e questo avviene delle fedi religiose; o sono troppo astratte e
lontane dalla co¬ scienza comune per diventare altrettanto accessibili alle
menti della maggioranza, e questo accade di tutte le filosofie scien¬ tifiche.
Lo spiritismo si vanta perciò di essere 4 moderno „ e di corrispondere cosi ai
bisogni morali ed alle tendenze mentali della nostra epoca storica, come ai
dati positivi della scienza dell'anima. Ma qual’è questa sua modernità pratica
e qual’è questo suo contenuto concettuale? 12
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I * * * Dati
storici. Lo Spiritismo, nell’insieme delle sue teorie e delle sue con¬
seguenze, nella quasi totalità dei suoi fatti , è di origine re¬ centissima: ha
appena sessantanni di vita, ed è nato in America nel 1847. Gli spiritisti
pretendono che questa af¬ fermazione storica sia erronea, perchè vogliono
assorbito nella loro prediletta dottrina un gran numero di fatti elo¬ giatici e
storici di più o men vecchia data, alcuni dei quali raccolti fin i popoli inodorili,
nitri anteriori di molto ai picchi misteriosi di Hydesville in Arcadia, anzi
risalenti fino ai tempi cd ai popoli più antichi. Ma qui essi giocano,
scientemente o no, su un equivoco di parole. Xoi discorriamo di modernità dello
spiritismo-dottrina ; ed essi, eludendo la questione, in¬ tendono ricordare
l’antichità dei fatti presunti spiritici, ossia analoghi a quelli che oggi si
designano sotto tale nome. Xoi 4 diciamo che io spiritismo, qual fu sistemato
su Ani-rea Jackson Davis o da Ai.i.an Kari-ec, è una pseudo-religione dei paesi
quasi esclusivamente Cristiani e delle popolazioni latine ed anglo-germaniche ;
ed essi si inalberano e protestano chele credenze “ spiritiche . sono
universali, di -tutta l’umanità. , ,{® Lra?*e preistoriche ai più parigini
fra gli europei attuali, dal Occidente all’Oriente, dal Nord-Atnerica alla
Fuegia, dal ' U|l- Africa »al Giappone. Questa secolarità preistorica e sto-
nea, questa generalità del consenso umano nelle tre credenze dell Anima,, della
sua Sopravvivenza al corpo e delle Coiuu- n inazioni fra i trapassati e i
viventi, sarebbe, secondo gli adepti, un grande, un invincibile argomento per
la solidità dello spiritismo. benza dubbio, le credenze ora accennate
sono antiche: ma non erano sistemate: — senza dubbio, alcuni dei fatti che
oo-gi dicono spiritici caddero sotto l’osservazione dei nostri ante¬ nati o
furono il prodotto di illusioni sensorie non dissimili dalle attuali; ma non
erano avvicinati, nè coordinati. Io am¬ metto, anzi, che le credenze animistiche,
progenitrici delle spu distiche, siano una delle prime manifestazioni, se non
la prima addirittura nell’evoluzione della mentalità umana: e ammetto che 1
Homo sapiens primaecus, come io ho tentato di ricostituirlo nella mia "
Antropologia generale non lo trasse dal fondo vergine della sua coscienza, non
le inventò <li sana pianta, ma le ricavò da una qualche
osservazione, o insufficiente o fallace, di molti fatti interiori e di alcuni
altri esteriori. Ciò nonostante nessun etnografo psicologo e «li¬ tografo
saprebbe fermare se codeste vetustissime intuizioni di animismo, nate tanto di
buon’ora e sopravissute per mi¬ gliaia e migliaia di anni sotto cento forme
diverse, per lo più embrionali, siano paragonabili menomamente ad uno spi¬
ritismo consapevole e maturo a pari dell attuale ! Certo, da tempi
immemorabili l’Uomo ha creduto nella esistenza di un suo doppio veduto in
sogno, nella separa¬ zione transitoria di esso dal corpo durante la vita, nella
sopravvivenza di esso al corpo dopo la morte, e nel suo ri¬ torno in forma di
ombra o di larva attorno ai sepolcri per funestare quasi sempre, per soccorrere
quasi mai, i super¬ stiti parenti. Da epoche antichissime, e in tutte le razze,
e sotto tutti i climi, l'uomo ha creduto nelle apparizioni, nell'in- tervento
di entità invisibili sul proprio destino, nell’esistenza non solo di una
umanità postuma, ma pur di una immensa gerarchia di spiriti piu o meno
imperituri dimoranti in luoghi più o meno determinati dello spazio, in cielo,
negli astri, sotto terra, oppure dotati di erraticità ueH’atmosfera stessa che
egli respirava. Tutte le storie ce lo dicono; tutti i miti a noi pervenuti ce
lo ricordano; quasi tutte le leggende e le fiabe ne sono intessute. E
come delle credenze, così delle pratiche oggi battezzate per “ spiritiche „.
L’antichità ha avuto contezza dei tavoli e trepiedi semoventi, delle penombre e
visioni suggestive, dei suoni misteriosi e dei vari trucchi ingegnosi usufruiti
nei “ Mi¬ steri „. Se ne trovano traccia talvolta evidentissime nei culti e
riti del Sacro Oriente e della civiltà classica. In Caldèa ed in Persia i
maghi, in Egitto in Siria e dovunque i sacer¬ doti, fra gli Ebrei le pitonesse,
fra i Greci gli oracoli e le pizie, fra i Romani gli aruspici e le Sibille,
facevano dello * spiritismo „ a tutto spiano. E poi c’è sempre la risorsa
dell’India e della Cina da citare : anche se attorno al nostro vecchio
Mediterraneo mancassero argomenti storici, là, sulle rive sacre del Gange, là,
in quelle estreme contrade del Drago celeste o del Sole levante, quanta messe
per i ricostruttori palingnostici della “ Storia dello spiritismo , I
Tutto ciò fu detto e ridetto: a che ripetere facilmente da Wahu e da Gaudi di
Vesme, da Bonnbmère e da Dankmab, quanto essi accumularono con forte e nudrita
erudizione? Chi non saprebbe stralciare qualche fuggevole accenno ani-
mico-spiritico dai papiri di Menti e Tebe, dalle tavolette di Ninive e
Babilonia, e non citare i Vedanta cogli immancabili Mahabbarata, e T Avesta, la
Bibbia ed Omero, Sagomatone e Virgilio, Esiodo ed Ovidio? Chi non sa fare una
scorsa pei Libri di Tito Livio cosi pieni di « meraviglioso storico o per le
Istorie di Ammiano Marcellino cosi feconde in ri- co,. 1 'V8®*13*? E
nell'intermezzo ci sono anche i Quattro Vati- neh coi demoniaci liberati dal
gran medium o “ gran fakiro dì Nazareth (sic, Hellenbaoh), il quale godette la
facoltà di sdoppiarsi nella trashgurazione e di risuscitare, per un pro¬ cesso
di allucinazione veridica, agli occhi delle pie donne. E ci sono gli Atti degli
Apostoli con Simon Mago “ levi¬ tante per aria con la visione damascena di
Paolo, con le fiammelle tluidiche della Pentecoste. Indi i primi Padri delln
Chiesa , Tertulliano e Origene sopra tutti, forniscono facili notizie da
sfruttare; e poi, rinforzo mirabile!, soprag- gmnge la scuola di Alessandria,
con Plotino Po un rio ^SAr,r;IC0’ fC°n 16 ^uizioni auto-ipnotismi e le
levita- ziom della estasi gnostica. Seguirebbe, ^ nelle citazioni, la
lunga notte del Medio-Evo, m cui i latti spintici „ sovrabbondano,
naturalmente, nella antasia e nella realta, perocché, ad accrescere le orde
degli invisi^1 immaginate dagli antichi Mediterranei e quasi soltanto composte
di anime erranti dei trapassati, calarono dal Nord germano-scandinavo le
falangi tetre dei gnomi e vampiri e quelle gaie delle ondine e dei folletti.
Chi non sa che nel &a51-ia ^ moderna ^cebo Bacone, Raimondo
Lullo, I ietro d Arano, e poscia il Paracelso e il Cardano, ebbero o
narrarono avventure e credenze “ spiritiche „ ? Le ereditò Si »*rSi6wr,oV‘K""'
e ,e i,ort6 c°“ ,'ì"feii“- Nè c’è molto sforzo mentale a scorgere
che la magia e la stregoneria sfruttavano per l’appunto molti e svariati feno¬
meni di psicologia patologica e supernormale attraverso alle SlT; 161 P^n oooum,
dell’alchimia ed ermetismo. (ìc cldn Tu"S’ dei Sa,bbatl
diabolici> dell’incanto, del malo occhio e della punzecchiatura alle
figurine di cera, delle di¬ vinazioni d ogni sorta, dalla oneiromantica alla
necromantica r " ' neuropatologo, illuminati dalle ricerche di Calmeil, di
Hecker di Cuarcot e Richer, di Charbonnier Rnll ® ?‘ATZ’, S1 godano benissimo
traverso gli in-folio dei Bollando!, traverso le fresche ingenuità di S.
Francesco d Assisi o i mistici rapimenti di Santa Teresa e di Santa Cat-
„„r‘„n“’pe[. nn !®n.lre una imponente collana di « fenomeni su- 1 normali Noi,
alienisti, conosciamo ed insegniamo da un pezzo le vicende deH’isterismo,
della psicosi epidemica e della suggestione nei secoli scorsi; noi sappiamo
minutamente le tragicomiche crisi delle monache innamorate di Urbano Gran¬ dmo,
o dei Giansenisti convulsionari sulla tomba del diacono Paris. Ogni lettore,
anche mezzanamente colto, ha a sua di¬ sposizione il Figuier, e se vuole
dilettarsi nell’apprendere le gesta dei maghi moderni Conte di S. Germano e
Cagliostro, attinge non malsicure nozioni dai romanzi di Alessandro Dumas. Pur
gli effetti stupefacenti della tinozza “ magnetica „ di Mesmbr non sono più
ignoti ad alcuno: tutta la storia del magnetismo animale, del sonnambulismo
artificiale, dell’ipno¬ tismo, fu resa venti anni or sono popolarissima; ed io
stesso l’ho riassunta in un altro mio libro (il magnetismo animale, la
fascinazione e gli stati ipnotici. Torino, 1880). Salvo che lo spiritismo
attuale, nato contemporaneamente all’ipnotismo scientifico, è stato assai più avveduto
di questo, perocché ha raccolto i rifiuti che la medicina e la psicopatologia
disde¬ gnosamente lasciavano ai mesmero-magnetisti, e ne ha saputo ricavare
quel materiale prezioso che è costituito dal nocciolo solido della psicologia
supemonnale odierna. Adunque, fatti spiritici si sono mostrati in ogni
tempo, e credenze negli spiriti hanno vissuto e prosperato presso ogni popolo,
si in alto che in basso della gerarchia intellet¬ tuale e sociale. E già i
tavolini o i trepiedi, ciò che è lo stesso, si movevano e fremevano, davan
picchi e responsi ai cre¬ duli interroganti di Deio. E a Saul appariva, per la
media¬ nità di una pitonessa Ebrea, l’ombra di Samuele. E anime erranti e doppi
di morti, fantasmi avvisatori e segni arcani per “ scritture dirette „, se ne
contano a decine nella storia; dall'alcoolizzato re Baipassare e dall’astuto
Costantino alla infelice Maria Antonietta ipnotizzata da Cagliostro ; da Bruto,
che ebbe la tetra visione di Filippi, a Napoleone III, che alle Tnillerics, in
una seduta col medio Home, avrebbe ri¬ cevuto conturbanti messaggi dalla
fluidica “ mano „ del suo grande zio. E anche in tempi vicini a noi, dame
bianche e spettri di veri revenants, dominati da monoideismi secolari o
professionali, sono apparsi a quando a quando nei vecchi ca¬ stelli, nei
casolari perduti, nei cimiteri, o per autosuggestione di visionarli, o secondo
narrazioni di allucinati per progetto... Su queste apparizioni, che sono il più
popolare e il più cre¬ duto e temuto dei fenomeni spiritici, esiste una
copiosissima, notissima letteratura di tre generi : il genere storico-aneddo¬
tico, che, per citare alcuni nomi, va dal Calmet alla Crowe; lo scientifico,
dal Waoener al Briehke (de Boismont); il romanzesco, dalla Radclikee e da
Walter Scott al nostro Fogazzaro. Chi non ha letto i Misteri di Udolfo, la Dama
del Lago, e i Malombra ?... E chi non sa che dalle case infe¬ state ò
fautasmogene, come le disse I'Ekmacora, stettero lontani in ogni tempo gli
inquilini, ben prima che il fattore americano Fox andasse ad abitare ad
Hvdesville ? Chi ignora che fatti di premonizioni in sogno e in veglia, di
lucidità o vista d’eventi a distanza, di telepatia fra vivi, e fra morenti e
vivi, e magari fra morti, sono raccontati nelle cronistorie d’ogni epoca?
La metà del secolo XVII ebbe in Swedenborg il massimo, forse, dei “ medi „
intuitivi e visuali. E la prima mèta del secolo XIX, oltre ad esser piena di
magnetizzatori, tutti va¬ lentissimi nel determinare ed osservare fenomeni
straordinari di supernormalità psichica, quali Puységdii, Du-Potet, De¬ leuze,
Paria, Teste, ecc., ecc., ha dato allo spiritismo un certo numero di sempre più
prossimi precursori. — Vi si è accorsi ad ammirare la famosa “ veggente di Pre
versi. , la Federica Hauff, che vedeva gli spiriti e conversava con essi,
illustrata dal poeta Kkrner (1826). - Vi si è avuto un medio chiaro- udieute in
quell'orologiaio Naundorff che pretendeva essere Luigi XVII, ossia il piccolo
Delfino di Francia scappato dal Tempio, e che finì la sua vita avventurosa
profetizzando nella solitudine (1845). — E come vi si affollava a veder volare
i mobili smossi dalla incredibile medianità fisica della Angelica Cottin, la “
ragazza elettrica , descritta da TancuoU, stu¬ diata da Arago, messa in riposo
subitaneo dalle troppo ac¬ curate osservazioni di Babinet (1846)! — E come
s'era rimasti stupiti alla gesta della Deodata Dittus di Mottlingen, maneg¬
giata dal pastore evangelico Blurahardt (1840) ! — Ma sopra¬ tutto s’era avuto
nel calzolaio Andrea .Jackson Davis il Battista dello spiritismi dottrinario,
il visionario chiamato dagli spiriti di Galeno e di Swedenborg a compiere la
sua grande missione etico-religiosa e terapeutica nell’umanità; egli si diceva
lo sve¬ latore delle Armonie arcane delia Natura, il creatore dellafilo- sofia
deH’interiore o spirituale, dell’ “ Univercoelum „ (1845-47 ): ancora adesso
gli spiritisti Americani , .contrarii al dogma della reincarnazione, lo
riconoscono per il loro Profeta. — E in Francia, contemporaneamente a Davis, un
seggiolaio fat¬ tosi magnetizzatore, il Caiiaignet, aveva tratto dal suo sog¬
getto sonnambolieo, da Adelina Maginot, gli elementi di una consimile non meno
farragginosa “ rivelazione „ sugli Ar¬ cani della cita futura (1848|. — E in
Germania, nel frattempo, il Bar. di Reiciiesuaoh già aveva fatto le sue prime
esperienze sull’ “ od , (annunciate nel ’48), s’era, cioè, incam¬ minato da
solo, forse troppo presto e con soverchia imagi- nazione, per quella via
costeggiente il dominio delle scienze esatte, nella quale oggi si vuole immettere
la corrente espli- catrice dei fenomeni psichici. Tutti questi sono dati
storici non più nuovi per chiunque si sia accostato, anche per poco, alla
innumerabile e spesso stucchevolmente uniforme produzione libraria del
movimento spiritico; sono, per così dire, l’albero araldico novellamente
disegnato dagli storici-apologisti dello spiritismo, presso a poco alla maniera
di quelle famiglie borghesi arricchite, alle quali un compiacente archeologo
specialista ricompone la ge¬ nealogia con antenati oscuramente plebei o
imaginari. Per con¬ tinuare nella metafora, è su quell’albero, cresciuto sempre
fra le penombre ammuffite della civiltà, e per secoli e secoli quasi vergognoso
di spingere i suoi rami contorti e bizzarri verso la luce della grande storia palese
e della scienza esatta; è su quel tronco “ esoterico „ che ad un tratto, al di
là del¬ l’Atlantico, nel paese delle stravaganze e dei “ miracoli mo¬ derni , ,
s’è vista spuntare un’efflorescenza colorita e tosto spam¬ panata. Senza
ricordare altri fatti storici precursori, e persino coetanei all'insaputa gli
uni degli altri (fra cui nel 1849-51 i fenomeni del presbiterio di Cydeville in
Normandia, analoghi agli spiritici, ma ritenuti per diabolici dal march. De
Mir- yille), i tempi erano, dunque, maturi, l’ambiente s’era pre¬ parato, e gli
“ spiriti „ stavano pronti per mettersi all’opera. Ci si misero nel
dicembre 1847 in una fattoria del borgo di Hydesville, circolo di Arcadia,
contea di Wayne, Stato di Nuova-York: e picchiarono forte sui muri dell’umile
casetta, dove era andato ad abitare da pochi dì il fittavolo Giovanni Fox colla
moglie Margherita e colle due figlie adolescenti Margaretta di 15 e Katie di 12
anni (una maggiore sorella, nuch essa divenuta poi “ medium , potentissima e
notissima sotto i nomi dei tre successivi suoi mariti Fish, Brown ed Underhill,
viveva allora a Rochester, N.-Y.). Lo spiritismo moderno, quello che
conosciamo sotto questa denominazione, è nato da quei picchi e da quelle due
zi¬ telle in fermento di pubertà: tutti gli storici dell’argomento, siano
spiritisti o antispiritisti, sono in ciò di accordo, checché si dica da coloro
che, forse per nobilitarne le idee, lo vogliono di origini antiche. Anche Carlo
Darwin ha avuto dei pre¬ cursori fino fra i Greci; e fatti di indole “
darwiniana, ci sono sempre stati in natura : ciò non impedisce di dire che il
darwinismo „ , quale teoria dell’ evoluzione organica mercè la selezione
naturale e la lotta per la vita, non sia nato nel 1859 alla comparsa del
celebre libro sull origine ^NeancTè vero cbe lo spiritualismo
sperimentale sia sorto, come alcuni pretendono, in reazione al “ materialismo
im¬ perante Queste asserzioni vengono da una semplice igno¬ ranza o
dimenticanza di date. E bensì vero che già Augusto Conte era insorto contro la
gazzarra metafìsica che unp versava in Germania e contro la filosofia
cristianamente in¬ colore che dominava in Francia : ma il positivismo non e
sinonimo di materialismo; e in letteratura furoreggiavano i romantici. Le opere
celebratissime di Moleschott, di Vog , ,li Iìììouneu, da cui unanimemente
s’è datata la rinascita del filosofia materialistica, sono tutte apparse tra il
e il do (cfr Langk. Uist. dii Matir., voi. II): e sono pertanto po¬
steriori, non solo ai picchi spiritici di Arcadia, ma pur anco all’invasione
dei medi americani e dei tavolini parlanti 1 Europa. Sarebbe piuttosto da dirsi
che il materialismo scien¬ tifico della seconda metà del secolo XIX è nato per
legit¬ tima reazione contro la epidemia spinto-spmtualistica che scoppiò violentissima
nei due Mondi tra il 1848 e il od. Neanco è vero che gli “Invisibili, si
siano rivelati da sè eolie il concetto dell’intervento di “spirita, odi Rimedi
defunti, sia venuto subito ai primi picchi uditi sul muro. Si sapeva che la
casa deUe Fox era “ infestata (hantée) già prima che la famiglia ci andasse ad
abitare: ciò nonostante occorsero tre buoni mesi di fenomenologia bussante
prima che venisse alla madre delle ragazze 1 idea di interrogare in¬ visibile
produttóre di quei colpi: E come furono mteUet- tuali , le prime risposte date
in marzo 48 dal rapping spirit „ o “ Poltergeist „ ! Egli seppe dire, gran
miracolo in¬ vero, quanti anni avevano la Margherita e la Cattenna. In realtà
corse del tempo prima che le comunicazioni diventas¬ sero meno stupide e i
messaggi dell’ Al di là mmpnli. L’alfabeto 'convenzionale, a numero di battiti
sulle pareti, ,fu imaginato dal misticista Isacco Post nell agosto di quell
anno. In America si pehsa presto all’utile. Nel 4J già troviamo che la
famiglia Fox, per dare spettacolo (pagato) agli accor¬ renti da ogni parte,
sedeva sola attorno alla sua tavola d. pranzo: la vera “ catena tiptica , di
tutta 1 assistenza, ripro¬ duzione di quella magnetica attorno alla tanozza di
Mesmer, pare si sia formata un po’ più tardi poiché legge ! ch® s°l0 nel
gennaio del '50 anche i consultanti sedevano aliatavola si ottenevano però
soltanto picchi e movimenti di questa. Mei LO SPIRITISMO
AMERICANO 19 dicembre del ’50, quando il rumore dei “ fenomeni
, già cor¬ reva per i luoghi vicini , le due ragazze furono sottoposte ad un
primo esame di tre medici, professori all’Università di Buffalo • esame che
convinse pochi e incollerì i più, cosicché esse corsero quasi pericolo di
venire americanamente linciate. Ma dal ’48 al '52 l’epidemia di medianità
tiptica si estese a tutte le città dell’ Unione: lo “ spiritismo approfittando
dell’impressione svegliata dal Profeta-precursore Davis, ebbe presto cultori e
seguaci ardentissimi , per cui i fenomeni crebbero di varietà o di intensità: già
si parlava di quelli luminosi e di quelli acustici , da aggiungere ai
primordiali meccanici di più semplice fattura. Le polemiche acri,
formidabili di quell’epoca giovarono, come sempre, alla diffusione del
movimento. Nel ’52 le due Fox furono riesaminate, anche questa volta da una
Commissione scientifica, che le collocò su di una tavola da autopsia (?), in
mezzo all’aula, con i piedi posati su cuscini: si udirono egual¬ mente i rapi,
e la maggioranza ne restò persuasa. Fu questo anche l’anno della conversione
definitiva del Giudice Edmonds, reputatissimo giureconsulto, al quale ben
presto s’associarono il prof. Hare, il chimico Mapes, ed altri autorevoli
Univer- sitarii, non che una folla di ardenti ministri e oratori Uni¬ tariani,
Universalisti, Revivalisti, Socio-riformisti, eec., fra cui primeggiava A din
Hallo l', l’eloquentissimo propagan¬ dista dello spiritualismo. 11 ’52 fu
l’anno del primo Congresso di spiritisti, che si unirono a Cleveland ; fu pur
l’anno della pe¬ tizione mandata da migliaia di cittadini al Congresso Legisla¬
tivo affinché si deliberasse “ lo studio di questa forza occulta quasi
improvvisamente manifestatasi alla umanità, che si ado¬ perava a sollevare
rattenere sospendere e modificare in diversa guisa la posizione normale di un
gran numero di corpi, ap¬ parentemente in contraddizione piena con le leggi di
natura: che produceva chiarori e lampi di diversa forma e di vario colore in
stanze al buio; che si faceva udire con rumori e picchi, con suoni armoniosi e
voci umane,' e perfin con ac¬ cordi di strumenti musicali mossi da personaggi
invisibili Per questi ultimi fenomeni acustici si direbbe che lo spiri¬ tismo
abbia regredito! Ma in America non cessò un momento dal progredire : nel ’55 la
sola Filadelfia contava 300 cir¬ coli, dove si comunicava incessantemente coi
morti ; e fra questi erano già venuti a dare “ messaggi „ molti “ magni
spiriti»: eran venuti Platone, Aristotele, Seneca, l’Alighieri (ahi, padre
Dante!), Newton, Washington, Penn , Byron, Franklin... In quel frattempo Davis
, non volendo lasciarsi 20 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
I sopraffare dalle Fox e dagli altri medi minori ovunque pul¬
lulanti e comunque comunicanti, seguitava a conversare a tu per tu con Solone,
con San Paolo e con San Giovanni... H ’52 è proprio l’anno * fatale , per
Io sviluppo dello spiri- tismo moderno. Nel luglio (le notizie correvano allora
meno rapide di adesso) un periodico diffusissimo nelle buone famiglie europee,
1’ “ Univers „ di Parigi, annunziava e commentava il movimento spiritistico
transatlantico; e nel dicembre i primi medi Nord-Americani, nell’intento di far
quattrini con le loro sedute anche su questo vecchio Continente, sbarcavano in
Scozia e ad Amburgo. Da allora ad oggi i fasti mondiali dello spiritismo
segnano date liete e date infauste, vittorie e sconfitte, anni di effervescenza
e pause di prudente silenzio. Giova forse ricordarle qui tutte ? No : chi vuole
notizie mi¬ nute sa dove trovarle, se è uno spiritista ; se poi il lettore non
lo fosse e desiderasse qualche indicazione, credo che, oltre alle opere non più
fresche del Bersot, della Habdinge e del Wahu, al riassunto di Leymarik, ai
capitoli storici dei trattati dogmatici o polemici sulla materia, per es.
quelli di Dénis e di Figuier (tutti diffusissimi fra il pubblico), potrà
ricorrere con maggiore profitto all’edizione tedesca della storia del Baudi di
Yesme (il III voi. non è uscito in italiano); alla grande opera critica del
Podmobe, completissima per i paesi Anglo-Sassoni, meno completa per gli altri,
fors’anco un po’ troppo “ critica „ ; ai libri, classici per gli spiritisti,
del russo Al. Aksakoff: potrà consultare con fiducia le opere tedescamente
erudite del Peiity, Do Pbel, D’Hellenbach e Dankmar (poco conosciute, mi
sembra, dalla maggioranza dei gregari). Qui, per schiarimento della tecnica e
fenomenologia osservabili nelle sedute dell’Eusapia Paladino, basterà ram¬
mentare in succinto le vicende principali e più caratteri¬ stiche dello
spiritismo contemporaneo. In queste vicende alcuni fatti, innegabilmente
storici, ci colpiscono: — Dii progresso tecnico abbastanza lento dello
spiritismo dal 1847 al 71-73-74; — 2° la sua immobilità dot¬ trinalo e
tecnica,, dopo la sistemazione inflittagli in Europa dall Allan-Kardec tra il
’58 e il ’65, immobilità durata per un buon trentennio ; — 3° il decadere della
sua parte dot¬ trinale, nonostante la sua diffusione tra le masse, negli ultimi
due lustri, sia per i dissensi intervenuti fra le varie scuole o sètte, sia
sopratutto per la creazione ed il carat¬ tere scientifico sempre più evidente
della psicologia super¬ normale; il che significa che quanto più si è penetrato
nel meccanismo e nella psicogenesi dei fonomeni detti spi- SVILUPPO
DELLA TECNICA SPIRITICA 21 ritiri, tanto minore si è
rivelato il loro contenuto “ spirituale , o “ spiritismo „ . La
affermazione del primo fatto dorrà, ne sono certo, a quegli adepti dello
spiritismo, e sono i più di numero ma non i dappiù in coltura, che raccontano o
credono essersi gli “ spiriti „ rivelati all’Umanità verso il mezzo del secolo
XIX in tutta la pienezza delle loro manifestazioni. Non è vero : gli “ spiriti
„ sono stati anzi piuttosto lenti e di scarsa ima¬ ginativa nel rivelare i loro
“ poteri occulti Per un gran pezzo si sono contentati di picchiare, di suonare
od emetter suoni, di far movere tavoli e altri oggetti, di fare scrivere o di
scrivere essi stessi; ma stavano nell’ombra dell’ Al di là. Dopo vari anni di
questa tecnica, o provincialmente rumo¬ rosa o misteriosamente ciarliera,
tutt’al più interrotta da qualche vaga luminosità, finalmente si sono decisi
di... ap¬ parire; e prima hanno mostrato solo le “ mani „, poi si sono “
materializzati „ in forme indecise, da ultimo, ma sempre con grandi stenti, si
sono formati a “ fantasmi „ aventi una data personalità (?). E un fatto che ha,
per lo psicologo, un grande valore : indica a chiarissime note che nelle
conquiste0 dello spiritismo moderno vi è una logica evoluzione, come in ogni
altra branca dell' attività umana. Lo “ spiritualismo speri¬ mentale „ è cresciuto
passo passo con un processo non dis¬ simile da una tecnica scientifica, o (il
confronto calza meglio) da un’arte industriale: l’ingegnosità dei “ medi „ ed
iHoro allenamento hanno aperto, come si suol dire, il varco alle “ Entità o
Intelligenze occulte „; queste, meschinelle, hanno aspettato secoli e secoli
per manifestarsi con tanta dovizia di mezzi e di metodi, con più o meno buon
gusto, ma per loro conto si sono mostrate e ogni di vie più si dimostrano di
una indicibile povertà mentale, di un passivismo assoluto inintel¬ ligente e
abulico. Fin dai primi tempi la pietra angolare della nuova religione
cosmo-filosofico-socinle fu trovata nel fenomeno del tavolino bussante danzante
e parlante, essendo esso il più facile il più comodo e il più frequente ad
ottenersi, avendo cioè tutti i requisiti dell " Americanismo „ che vuol
sempre far presto e fare in copia, perchè dalla fretta dalla abilità e dalla
quantità dei risultati giudica le proprie operazioni. Cosi in borsa, come in
filosofia ed in religione! È vero che ai fenomeni tiptici (prescindendo dal
contenuto ideativo delle comunicazioni, e a parte il fiorire abbastanza rapido
della medianità intellettuale) se ne aggiunsero di buon’ora altri e facili, e
numerosi, e violenti, e" rumorosi, e spettaco- 09
PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I losi, sempre “ nord-americani ,
insomma. Gli “ spiriti , non si risparmiavano davvero nelle sedute delle Fox e
dei rivali medi transatlantici : di guisa elle presto si ebbero, come si desume
dalla petizione surricordata, movimenti d'altri corpi oltre al tavolino, azioni
meccaniche a distanza, rumori e grat¬ tamenti, strepiti da assordare, suoni a
ritmo e melodie sera¬ fiche. Ma poi vennero anche le scritture dirette lasciate
da mani invisibili, a matita su carta, o a gesso su lavagne; gli apporti; i
profumi e unguenti deliziosi (oggi diventati raris¬ simi) ; la incombustibilità
corporea dei medii (pur essa quasi scomparsa) ; — vennero le firme autografe di
defunti del secolo antecedente ; — vennero, supremo fenomeno “ psi¬ chico,, le
comunicazioni in lingue sconosciute ai medi (uno dei più famosi fu la
giovinetta figlia del giudice Edmonds). Il talento umano è fertile di
risorse. Sebbene non sia age¬ vole orientarsi in mezzo al tumultuoso succedersi
e propagarsi delle manifestazioni dello spiritismo d’allora, parrebbe che le
prime apparizioni spontanee di spiriti completamente mate¬ rializzati siano
state quelle annunciate nel novembre ’51 dal medium Fowler di New-York,
studente in medicina. Svegliatosi una notte di soprassalto ad un rumore
insolito, egli avrebbe “ visto „ nella sua camera “ cinque personaggi vestiti
all’antica „, i quali in prova della loro realtà e identità gli avrebbero
lasciato, scritte in 4 vecchio ebraico,, alcune “ frasi della Bibbia ,. Non già
che gli “ spiriti , si faces¬ sero, e neanche ora si facciano molto pregare
dagli evocatori per “ manifestarsi „ nelle sedute degli innumerevoli medi
Nord-Americani che sono per lo più potentissimi e... abilis¬ simi : tutt’altro
! Di spiriti se ne sono sempre manifestati a josa (anche troppi!), cosicché fin
dal ’52 due medi ebrei di Dover neU’Obio, Gionata e Nahum Koon, padre e figlio,
unendo la loro folte medianità erano in comunicazione con ben cento
sessantaqinque disincarnati che si dicevano Pren¬ danoti dall’anglico nome King
(prego di tenere a mente questo particolare storico). E dappertutto c’era un
brulichio stupefacente di trapassati comunicanti coi vivi. Si può dire che
siamo sotto tale aspetto in decadenza : alcuni medi come la D’Espérance o il
Bailej o il Miller o il Bandone hanno ancora quattro o cinque spiriti-guida; ma
se il Politi si dà il lusso di averne due, la Cook si contentava di una sola,
della Iùitie King, e la Paladino, presentemente, d’un altro solo, del suo John
King. Anche le materializzazioni parziali sono relativamente ve¬ nute
presto: ossia “mani spiritiche,, ombre scure dissolven- SVILUPPO
DELLA TECNICA SPIRITICA 23 tisi rapidissamente (Gravi,
e anche, in qualche privilegiata seduta, fantasmi temporanei aventi vaga
rassomiglianza con persone defunte e riconosciute dall’assistenza (Mapes). Ma
le prime grandi materializzazioni evocate propriamente sicure e, dirò cosi,
appartenenti al patrimonio percettibile dello spi¬ ritismo, sarebbero apparse
più tardi. Tali la figura femminile luminosa e velata, veduta da Ron. Dalr Owen
in novembre del ’60 ad una seduta della medium Fox-Underhill ; e il fantasma
della moglie del banchiere Livermore, apparsagli durante una lunga serie di
cento sedute colla Catterina Fox in gennaio del ’61. Le sorelle si facevano
concorrenza! Allo stesso modo è difficile trovare l’anno di nascita del “
gabinetto oscuro „ dove si formano (e spesso si manipolano) le più cospicue
materializzazioni e donde escono i fantasmi, esaudendo per apparire i desideri
degli evocatori, ubbidendo per scomparire e per inabissarsi sotto il suolo alle
ingiunzioni dell’impresario o conductor d’ogni medio professionista. Ma si
parlava del cabinet già verso il ’60 a proposito delle se¬ dute inglesi e
continentali dei medi Squire, Foster, Home, Redmann, sopratutto dei famigerati
fratelli Davenport, tutti “ invasori americani „ (scrive il Podmore); e però è
da ri¬ tenersi che l’utile invenzione risalga a qualche anno prima e sia pur
essa... transatlantica. Tuttavia, lo ripeto, il “ tavolino parlante „ era
sempre (e lo è ancora) la grande consolazione degli spiritisti, il grande
bersaglio ai sarcasmi ed alla incredulità degli antispirjtisti, la grande
preoccupazione dei pochissimi dotti che, per primi, vollero accostarsi con
iscopo di seria investigazione ai nuovi Misteri, e cominciarono metodicamente a
indagarne il feno¬ meno elementare. La moda della danza tiptica fu per alcuni
anni, e massime dal ’52 al ’55, una vera generale frenesia: tutta Europa si
raccoglieva la sera attorno al tavolino, e lo si faceva battere e girare. Così
fu che la questione delle tàbles toarnantes in Francia, del table-turning in
Inghilterra, del Tischrilcken in Germania, attrasse l’attenzione dei maggiori
scienziati e li obbligò a intraprenderne l’esame. Vi si accin¬ sero adunque,
nel ’53, il citato chimico americano IIake che ne divenne spiritista convinto,
ed il fisico inglese Faraday che disse i moti del tavolo dovuti alle spinte
comunicategli dai formanti la “ catena Nel ’54, l’astronomo La nix et li spiegò
colla ipotesi dei “ moti iniziali „, ed il chimico Chevreul loro applicò, non
senza valide argomentazioni , la sua teoria dei “ moti incoscienti „ trovata
buona per la bacchetta divi¬ natoria. Nel '55 il conte di Gasparin ne negò la
soprannaturalità, ossia l’origine spiritica, e vide in quei moti acutamente da
lui investigati un fenomeno d’ordine magnetico; mentre il fisico ginevrino
Thuby, suo compagno di osservazione, li attribuì ad una nuova e ignota forza
edenica, irradiante da individui particolarmente dotati; mentre il geniale
biologo Durano (da Gros) vi scorgeva dell’ “ elettro-dinamismo vi¬ tale Ommetto
i cattolici, come De Mibville, che ci vede¬ vano e seguitano tuttora a vederci
l'opus diaboli ! Anche il ’55 fu un anno provvidenziale per lo spiritismo:
il Carion pubblicò il libro sull’ evoluzione degli spiriti; - la isterica Maria
Kahlbommer, di Monaco, ebbe “ comunica¬ zioni „ strepitose; — si convertirono
Vittor Hugo e la signora Gibabdin: ma quel che è più, il pedagogista
ripetitore Ippolito Rivail, già adusato alle pratiche mesmeriche, entrò
nello spiritismo militante. Un gruppo di adepti ferventi, fra cui erano il
drammaturgo Sardou allora ventiquattrenne e 1 accademico poliglotte
Taillandier, aveva ricevuto dal ta¬ volino parlante una folla di comunicazioni
disparate e scucite, dalle quali, unendovi tutte quelle venute ormai alla luce
da ogni parte, forse si sarebbe potuto trarre qualche lume sulla vita dell’AJ
di là. Il Rivail, da metodico retore qual’era, si accinse a questo lavoro
fratesco di coordinazione: ed elimi¬ nando di qua, aggiustando di là,
mettendovi interpretazioni tutte sue, riuscì in pochi mesi a spremerne la prima
edizione del Libro degli Spiriti (’57), che apparve sotto lo pseudonimo oggi
celebre di Allan Kardec: una seconda edizione rive¬ duta è del ’58, anno di
fondazione della “ Revue spirite „. Nel '59 l’opuscolo Che cosa è lo spiritismo
? e poi il Libro dei medi, la Genesi ecc., completarono la sistemazione della
dottrina-religione, in cui, a differenza del profeta Davis e degli * spiriti »
transatlantici che non ne vollero mai sapere, gli “ spiriti „ celto-latini
interrogati dal Kardec, e un poco a malincuore quelli tedeschi e alcuni
olandesi trascinati dalla corrente, introdussero il dogma della
reincarnazione. Il decennio tra il ’60 e il ’70 vide la conversione di
molti illustri inglesi, fra cui primeggiarono il già citato diploma¬ tico R. D.
Owen, l’ingegnere elettricista P. Vaklev, il cele¬ berrimo naturalista A. R.
Wallace, l’astrouomo De Morgan. Quel decennio vide le gesta medianiche dei più
famosi medi pubblici, fra cui Davide Home e Fiorenza Cook, non che dei
moltissimi privati, fra cui la sig.ra Guppy, la sig.ra Everitt, la sig.na
Nichol (alle sedute di costei assisteva il Damiani, lo scopritore e l’educatore
di Eusapia). Si videro pure, fra i tanti casi, l’ entusiasmo spiritico di
Massimo d’Azeglio, e l’Home alla Corte di Napoleone III, e l’entrata in
canapo del giovane Camillo Flammarion col suo primo saggio sulle Forze ignote.
Ma sopratutto rumoreggiò la nomina di quella Commissione della Società
Dialettica di Londra, il cui rap¬ porto, rifiutato inutilmente per le stampe
dal suo presidente l’antropologo J. Lcbhock, pubblicato privatamente due anni
dopo, sta tuttora fra i titoli più preziosi in appoggio della fenomenologia fisico-spiritica.
Il decennio tra il ’70 e l’80 non è stato meno fecondo. -Vi figurarono, in
prima linea, le celebri ricerche sperimen¬ ta^ di Guglielmo Croores, massime
sui medi Home e Cook, le quali rappresentano anche adesso lo sforzo più vigoroso
nel dominio delle “ forze psichiche „ ; vi comparve il libro impressionante del
Wallace sui “ Miracoli del moderno spiritualismo vi si compirono le sperienze
non meno famose dell’astronomo tedesco F. Zòllner sul medio Slade, con le sue
ipotesi esplicative di fisica trascendentale; e vi si agitò l’acre polemica tra
il Wundt e I’Ulrioi, questi sinceramente convinto e persuasore anche del
filosofo Fichte, quegli non men francamente a vversario. Quello è il decennio
della ripresa degli studi sull’ipnotismo delle isteriche per opera del sommo
neuropatologo Charcot, continuatore del Braid , e degli studi sulla suggestione
della scuola psicologica di Nancy : ma in particolar modo è il periodo in cui
Carlo Richet, abbordando l’esame sperimentale del sonnambulismo magne¬ tico, vi
apportava la lucida genialità della sua mente di vero fisio-psicologo, e creava
la “ metapsichica,. Nel frat¬ tempo però lo spiritismo-sistema riceveva due
fieri colpi: l’insuccesso completo delle esperienze medianiche compiute a
Pietroburgo da una Commissione scientifica, di cui era ornamento l’illustre
chimico Mkniìeleieff (1876); e il sosti¬ tuirsi, sia pure eccessivo ma in molti
punti razionale, della condizione ipno-patologica alla presunta estasi o “
trance „ spiritica. Fin d’allora si potè dire incominciato lo sgretola¬ mento
dell’edificio teorico-religioso dello spiritismo. Il decennio successivo
(1880-90) segna pertanto una sosta. Vi si segnala, è vero, la fondazione di
quella Società anglo¬ americana per le ricerche psichiche, dalla quale doveva
ve¬ nire tanta luce decorosa e sicura sui fenomeni detti spiritici. Ma in
realtà lo spiritismo-dottrina, irrigiditosi nel catechismo di Kardeo o sviato
nelle fantasticherie di Davis, non sarebbe scampato all’ inesorabile naufragio
che già gli s’annunciava, se non sopraggiungevano a salvarlo gli studi più
positivi di psicologia supernormale. E non avrebbero certamente solle-
26 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I vata la sua sorte
le stupefacenti manifestazioni di alcuni medi abbastanza spesso trovati in
frode, nè le esperienze, per quanto più attendibili, del Gibier, del Mac NaB,
del Wagner..., nè le astruserie metafisiche del Do Pbel, nè i rin¬ forzi non
chiesti offerti dagli occultisti e teosofi. Occorrevano ormai fatti materiali,
non astrattezze; occorrevano documenti sperimentali, e non elucubrazioni
euri-catechistiche ; ebbene, sono gli ultimi sedici anni, dal '91 al 1906,
quelli che, ricon¬ ducendo gli sperimentatori a camminare sulle orme stampate
dal Crookes, hanno per l’appunto corrisposto a questo bisogno dello “
spiritismo scientifico „ . Lo studio del medium Eusapia Paladino
inaugurato egre¬ giamente nel’92 a Milano, in casa Finzi, da una Commissione,
ove figuravano due dei più bei nomi italiani, quelli di Scuiap- parelli e
Lombroso, vicino a quello simpatico di Richet; — l’opera riduttrice, sotto le
parvenze apologetiche, dell’AKSA- kow apparsa nel ’95 ; — le straordinarie
inchieste ed investi¬ gazioni sulla telepatia, sulle allucinazioni veridiche,
sulle apparizioni di doppi dei morenti e sulla medianità intellet¬ tuale di
alcuni medi meno sospetti, condotte a termine da Gurney, Mvers, Sidgwick,
Podmore, Ermacora, sig.ra Ver- rai.l, Hodgson e Hyslop ; — le bellissime
indagini del Le Rocuas sugli stati ipnotici e sulle esteriorazioni della sensi¬
bilità e motrieità ; — le numerose esperienze dirette ad accre¬ scere di una “
forza psichica „ o di un “ agente bio-neurico „ l'elenco delle forze naturali,
togliendo così allo spiritismo, comunque inteso, il vecchio suo abito di
supernaturalità e di meraviglioso occulto ; — l’assentimento dato da una folla
di uomini competenti, di scienziati e filosofi di primo ordine, alla realtà gd
autenticità di “ fenomeni „ per lunghi anni rele¬ gati fra le fiabe le
allucinazioni e gli inganni ; — il diffondersi di forti e ben fondate nozioni
psicologiche, quantunque la psicologia soggiaccia all’infestazione del
dilettantismo d’ogni specie; — l’opera monumentale induttiva di Federico Myers,
che, pur nei suoi eccessi fiduciosi di sintesi, è giunta opportu¬ namente a
sostituire quella dogmatica di Kardec; — l’ac¬ coglienza della metapsichiea nei
Congressi internazionali di psicologia, purché faccia opera seria e stia
attaccata al metodo della scienza severamente positiva ; — la fondazione di
Isti¬ tuti e Laboratori ben forniti per lo studio dei fenomeni psichici, con
sempre alla testa la celebre Society f. p. li. di Londra e V Istituto
internazionale di Parigi; — ecco gli avvenimenti più significativi di questo
recentissimo risveglio. Ciò che rimane tuttora sul telaio dello
spiritismo, I CONGRESSI Iti SPIRITISMO 27
sia trama di fondo, sia ordito di risalto, sarà qua e là da me
rammentato, o di prospetto o in iscorcio, nelle pagine del libro.
Dati dottrinali. Per ben conoscere le dottrine filosofiche e i
principi pra¬ tici dello spiritismo moderno non c’è che da leggere i rendi¬
conti dei Congressi spiritici tenuti negli ultimi venti anni a Barcellona
(1888), a Parigi (1889), a Madrid (1892), a Londra e a Rio Janeiro (1898), a
Parigi nuovamente (1900). Nelle due grandi riunioni internazionali
provocate dalle Esposizioni universali dell’87 e del 1900 si dettero convegno a
Parigi i seguaci più autentici e caldi dello “ spiritismo uffi¬ ciale,. Là
erano rappresentate tutte le scuole, tutti i gruppi; i kardechiani reincarnazionisti
vicino ai davisiani e sweden- borghiani neganti la reincarnazione; gli
ortodossi del par¬ tito, legati rigidamente alle tradizioni classiche di Allan-
Iyardeo, e gli eterodossi, marsigliesi olandesi ed americani, di più libera
apertura mentale; i cristianeggianti, dirò così, infal- libilisti, e i
positivi-futuristi pressoché atei... Vero è che agli spiritisti veri si
mescolavano teosofi, occultisti, ermetisti, rna- gnetisti o mesmeristi, e che
accanto agli studiosi disinteressati sedevano e si agitavano molti medi
professionali, alcuni soltanto scriventi, ma altri curanti per taumaturgia: di
guisa che le due riunioni risultarono abbastanza disparate e multicolori, e non
mancarono comici eventi medianico-isterici nel bel mezzo delle sedute (cfr. per
es. il “ Oompte-rendu „ del Congr. del 1900, a pag. 158,162,201). Ma insomma, i
lavori dei congressisti furono diretti o in persona o in iscritto dai campioni
più au¬ torevoli delle diverse scuole spirito-occulto-magnetiche : daDe- lanne,
Dénis, Levmarie, Lekmina, Papds, Pascal, Ciiazarain, Durvii/le, Baraduc,
Moutin, Fauvéty, ecc.ecc., per la Francia; da Huemus Temi-rado, M. Vivés,
Aguabod Torkero, Gaggia Gonzales per la Spagna; da Volpi e Hoffiiann per
l’Italia; da Van Straeten e Beversluis per l’Olanda; da Henrion e Donato pel
Belgio; da Lachoix, Lireiit e signore Anni- Balou e Stannard pel Nord-America ;
da Deineiard e Schei- di.er per la Germania; da De Népluyeìt e Seménoff per la
Russia; da Padéano per la Rumania; da Gardy per la Svizzera; da Nyssa per la
Scandinavia, ecc., ecc. 28 PSICOLOGIA S SPIRITISMO,
I Orbene, gli spiritisti hanno colà a due riprese proclamato, come
l’avrebbero latto dei Ooncilii ecumenici, i principii fondamentali delle loro
dottrine. Udiamo dapprima, in estratto, quelli del 1889, anno che era, si noti,
il centenario della celebre Dichiarazione dei diritti umani e civili :
Per lo Spiritismo: 1° La dottrina spiritica è riconosciuta come
intimamente connessa a tutti i dati scientifici o filosofici oggidì
conosciuti. 2° ... Lo spiritismo fornisce le prove inconfutabili della
perpetuità dell io cosciente e dei rapporti fra i riri ed i morti. •j’-4
Queste affermazioni si appoggiano, da una parte sulle esperienze eseguite con i
metodi sperimentali della scienza po- sihya da uomini eminenti di tutti i paesi
d’altra parte, sui dati piu larghi e progressivi di una filosofia razionale
colle¬ gante la piu alta ragione alle più elevate aspirazioni dell’anima.
•> Lo spiritismo fornisce una base realmente stabile a una morale altissima,
ecc., ecc. Per la Iuuncarnazione : — 1" La grande maggioranza
delle sP)>'itiche afferma che l'evoluzione dell'uomo non può effettuai si se
non mediante successive reincarnazioni del suo principio superiore,
l’anima. 2“ Fra Luna e l’altra sua incarnazione l’anima, accompa¬ gnata
dal penspirito, conserva intatta la personalità del disin¬ carnato: e questa
personalità è intera, ossia dotata di memoria di intelligenza, di
volontà. ... ,}f incarnazione seguente è determinata dai meriti
acqui- suti nell esistenza anteriore senza possibile ritorno a gradi in¬
feriori (retrogradazione). 4°-5° L’anima incarnata conserva
inconsciamente il ricordo dei suoi acquisti anteriori, acquisti il cui insieme
costituisce le idee innate,. —Queste idee o imagini, costituenti l’insieme dei
meriti e dementi delle esistenze anteriori, sono i fattori del- l organismo
materiale e le fonti dirette del suo divenire... Per la Medidmnità
: — 1° grazie al quale ha luogo la bile e l'invisibile. Il medium è
l'essere intermediario, comunicazione fra il mondo visi- 2°-^° Il
medium, strumento assai delicato e irresponsabile deve essere oggetto di cure
premurose da parte degli assistenti i qua i possono produrre su di lui una
influenza buona o cattiva. Lgli deve prepararsi, con studi preliminari e
continui, alla sua missione: più lo strumento sarà perfetto, e più belle
saranno le manifestazioni che si otterranno. 4° Mi astanti influiscono
Aulicamente sulle manifesta¬ zioni : quindi è indispensabile ottenere prima la
omogeneità di IL * DOGMA „ SPIRITICO 29
pensiero delle persone presenti, le quali formano un vero mezzo
ambiente. 5° Certi ciarlatani possono tentare la imitazione dei feno¬
meni, ma sono falsi medi, massime se mercenari. 1 medi veri, essendo uno
strumento passivo, non sono mai certi in prece¬ denza del buon esito dei
fenomeni. Per i Fenomeni: — 1° 1 fenomeni ottenuti nelle sedute spi¬
ritiche sono di tre ordini : — a) fisici : spostamento di oggetti materiali,
apporti; — b) psichici: incarnazioni; — c) fi nidi ci: materializzazioni,
scrittura diretta, disegni, ecc. 2°-3°-4° 1 fenomeni fisici possono
essere scientificamente con¬ trollati col mezzo di apparecchi, di reagenti
chimici ordinari..., e sopratutto della fotografia (con elogio speciale al capitano
Volpi)... Eccellente base di osservazione sono anche le impronte e le
modellature, ecc. Per il Fluidismo : — 1° 1 medi possono essere e sono
spesso eccellenti soggetti sonnambolici. 2° 11 medio veggente è un legame
vivente fra lo spiritismo e il magnetismo: esso dimostra V identità delle due
dottrine sul terreno psichico. 3° Gli invisibili possono agire sul medio
o sugli astanti come agisce il magnetizzatore visibile sui suoi soggetti : in
questo caso i fluidi prodotti sono analoghi ai fluidi magnetici. 4“ Lo
Spiritismo, a pari del magnetismo, proclama resi¬ stenza reale di fluidi
invisibili sparsi nell'Universo (“ C. R. Congr. Spir. intern. de 1889 „,
Parigi, 1890, pp. 85-87). Come si vede, il Sillabo della sezione
spiritista e spiritua¬ listica del Congresso del 1889 aveva un lato pratico di
molta importanza : stabiliva anche le norme per il metodo delle se¬ dute
medianiche. Ma una lacuna grave, che nessuno sforzo di spiritista ha mai saputo
colmare, si rileva in queste propo¬ sizioni, ed è la natura e la posizione del
“ perispirito „ in tutto il sistema. Neppure le conclusioni pi-esentate dal
Papus, a nome della Sezione occultistica, schiarirono abbastanza, a mio parere,
l’intralciato problema della costituzione trinitaria umana, e men che mai ci dissero
il processo pel quale gli spiriti dei disincarnati arrivano ad assorbire il “
perispirito „ o corpo astrale dei medi. La Sezione dell’Occultismo dell’89
emetteva questi articoli di fede: Per la costituzione dell’uomo: —
1“ La costituzione del¬ l’uomo è insegnata in modo identico da tutte le scuole
spirito-spiritualistiche, sebbene sotto nomi differenti: ed è sempre
trinitaria. Spiritism o Cabbaia Teosofia 1. Il
corpo 1. Il corpo organico 1. Il corpo (Nephesh)
(Rapa) 2. Il perispirito 2. Il corpo astrale 2. Il corpo
astrale (Ruah) (Lmga sharira) 3. L'anima 3. Lo
spirito 3. Lo spirito 1 (Neschàmah) (Ai ma) 2“ La
divergenza fra le dottrine spiritiche e le occultistiche riguarda la trasformazione
di questi principi costitutivi dopo la morte: 1 occultismo crede alla
dissoluzione totale del peri- spirito dopo un certo tempo. Per i fenomeni
spiritici: — 3° L’occultismo non nega la possibilità delle comunicazioni fra i
vivi ed i morti : ma i f e - nomeni delle sedute spiritiche sono spiegati in
maniera diversa dagli occultisti [Dico subito: in maniera meno irrazionale
!J. 4“ La affermatone che la rito umana può uscire coscien¬ temente o
inconsciamente dall'essere umano (fuoruscita del corpo astrale „) spiega
un gran numero di fenomeni ottenuti «elle sedute spiritiche o presentati dai
falriri indiani. •5* L'allearsi conscio od inconscio dei corpi astrali
del medium e degli astanti, con o senza influenza di esseri psichici esterni,
spiega un'altra parte dei fenomeni. 6° L'influenza reale degli spiriti è
fin qui incontestabile in un gran numerosi* casi; tuttavia bisogna premunirsi
contro le cattive influenze, tanto per le manifestazioni che per i
medium. Per il ferispibito : — 7° La embriologia e la fisiologia mo¬
derna confermano i dati dell'occultismo, mostrando che il corpo astrale (=
fluido nervoso organico) precede l’anima e fabbrica il corpo materiale,
fisiologicamente parlando. 8“ Da ciò può desumersi una teoria scientifica
dell'incw- nazione : secondo l’occultismo, l’anima non è mai totalmente
incarnata nel corpo; — l’ideale dell'essere umano ò formato dalla parte
estranea al suo corpo {higher-self degli inglesi). Per la Reincarnazione:
— 9° Le scuole d’occultismo che in¬ segnano la reincarnazione, pretendono tutte
che l'anima soltanto, la parte più elevata dell'essere (Neseh&ma- Aldina)
si reincarna, e che il perispi rito si discioglie col tempo e passa allo stato
di iinagine astrale... Ma la reincarnazione b contestata da alcune
scuole. divergenze fea gli spiritisti 31
10° Il corpo organico e la parte del corpo astrale (il pe- rispirito) in
rapporto con esso possono essere analizzati dalla scienza materialistica; ma le
funzioni intime del corpo astrale e i suoi* rapporti coll'anima sfuggono
all’analisi dei metodi sol¬ tanto usati dal materialismo, e sempre gli
sfuggiranno. Per I'Omanità: — 11“ Il perispirito si rinnova incessante¬
mente nelle sue parti costitutive (?) mediante la azione speciale del nervo
gran simpatico sulla vita arrecata dal globulo san- trui<mo, il quale la attinge
per suo conto dall’aria ambiente... " 12° L’umanità è il cervello della
terra: ciascun essere umano fe una cellula nervosa della terra, ecc.,
ecc. (‘ C.-R. Congr., „ c. s., pp. 90-92). Io tralascio tutta la parte
strettamente filosofica delle conclusioni allora approvato e racchiudenti la
dottrina: gli spiritisti tendendo, in grande maggioranza, a fare di questa una
specie di religione deistico-umanitaria, connessa da un lato al cristianesimo,
dall’altro aH’umanitarismo fourieriano e comtiano ; gli occultisti-teosofi
mirando a costruire un bizzarro ilo-zoo-cosmo-panteismo, che si riattaccherebbe
da un lato ai concetti magico-ermetiei di Paracelso e di Van- Helmoni,
dall’altro agli insegnamenti esoterici dell’estremo Oriente. Le divergenze fra
le scuole, chiese o sètte rappre¬ sentate al Congresso dell’89 erano però, lo
si vede da queste citazioni, piuttosto gravi, sopratutto su tre punti
essenziali : su Dio (?), sulla reincarnazione e sul destino del perispirito.
Xeppur si può dire che sull’ufficio e sulla costituzione intima del perispirito
vi fosse accordo: anche adesso, trascorsi di¬ ciotto anni, la identità del
perispirito col corpo astrale degli occultisti e teosofi, col fluido vitale o
neurieo o bio-elettrico dei magnetisti, non appare dilucidata, checché dicano e
pre¬ tendano i fanatici del sistema. Ma tutti, dai reinearnazionisti Delanne,
Gonzalès e Df.Nis alla loro intelligentissima avver¬ saria la Yak Calcar, dal
canonico Roca sospeso a divinìs per le sue idee cristo-kabbalo-saintsimoniane al
marsigliese Georges rappresentante del gruppo positivo-futurista pressoché
ateo, dal dissidente antikardechista Chaignead al capo degli oc-
culto-kabbalisti Papds, fino al più caldo oratore fra i magne- tologi presenti,
Dr Crazarain, tutte queste scuole o sètte s’affermarono concordi ed unanimi su
due principi fonda- mentali delle dottrine spiritualistiche: 1°
persistenza dell’io cosciente e personale dopo la morte ; 2° rapporti
possibili fra i vivi e i trapassati. Il Congresso internazionale del
1900, anziché essere più largo nelle sue vedute filosofico-sociali , come si
sarebbe dovuto aspettare dallo sviluppo preso in questo frattempo dalla scuola
puramente psicliicista o seientilico-positiva, invece fu più dogmatico ancora
del precedente. E il suo assolutismo si palesò particolarmente in questo, che,
contrariamente a tutte le norme di prudenza per le quali si era prestabilito di
non toccare l’argomento, e non tenendo alcun conto del sempre crescente moto di
dissidenza che viene staccando dall’anti¬ quato dogma teo-
cristo-spiritualistico (Kardechismo) le co¬ scienze più libere e illuminate fra
gli stessi spiritisti, quali ad es. il Fauvéty, I’Anastay, la Calcar, il Geley.
senza dire del Myers e di quasi tutti gli Anglo-Americani, si volle ad ogni costo
esprimere un voto sull’esistenza di Dio. A cen- tosette anni di distanza, lo “
spirito , di Robespierre deve aver gioito a questa proclamazione solenne di un
Dio da parte di un’assemblea: occorreva proprio un Congresso di spiritisti per
votare ad alzata di mano 1’esistenza o no di un Essere supremo ! Ecco infatti
nella sua concisione l’eptalogo teo-spiritico-spiritualistico approvato
all’unanimità nel “ me¬ morabile „ pomeriggio del 25 settembre 1900: 1°
Riconoscimento deH'esis/e»»za di Dio, Intelligenza su¬ prema, Causa prima di
tutte le cause. 2° Pluralità dei mondi abitati. 3° Immortalità
dell'anima, e successione delle site esisterne corporali sulla terra e su altri
globi nello spazio. 4 Dimostrazione sperimentale della sopravvivenza
dell’a¬ nima mediante la comunicazione medianimica cogli spiriti. 5°
Condizioni felici o infelici della vita umana in ragione degli acquisti
anteriori dell'anima, dei suoi meriti e demeriti, e dei progressi che ella deve
compiere. 6° Perfezionamento infinito dell’essere. 7"
Solidarietà e fraternità universale (Cfr. “ C.-R. Congr. , del 1900, p.
392). Il resoconto narra che tutte queste proposizioni sono state
adottate all’unanimità, meno un solo voto contrario alla re¬ incarnazione
(partiva però dalla tribuna del pubblico), e che la seduta è stata tolta in
mezzo all’ entusiasmo generale. E così si dipinge, meglio di ogni mio commento,
ciò che sia lo spiritismo moderno o neo-spiritualismo nella coscienza della
immensa maggioranza dei suoi adepti : una vera e propria religione nata, ha
detto briosamente il dott. Fed. Venanzio, come un gas di putrefazione dal
decomporsi del Cristianesimo nella coscienza moderna dei popoli civili, così
del mondo latino (Oattolicismo), come dell’anglo-sassone (Prote¬ stantismo). Nè
il contributo arrecato testé a questa evo¬ luzione della coscienza religiosa
Euro-americana dalla in¬ vasione e mistione di credenze venute dall’Oriente
(Teosofia, Buddismo e persin Confucianismo e Lao-tseismo!), mutala sostanza
delle cose: io direi, anzi, che la peggiora. Perocché, mentre i congressisti
dell’89 s’erano divisi soltanto in tre sezioni schiettamente spiritiche —
quelle della Reincarna¬ zione, della Mediuranità e della Propaganda, — la
grande Riunione del ’900, avendo aperte le sue porte ad elementi troppo
disparati, si dovette comporre di quattro sezioni parallele aggregantisi nelle
sedute generali : la Spiritica pura, la Magnetica, la Ermetica, la Teosofica.
Sette anni or sono si vide, adunque, una miscela ancora più eteroclita di ten¬
denze antipositive, mistiche, pseudo-scientifiche ; e si udirono ancora evocare
ex aequo in seduta i nomi di Dio Padre “ in spirito e verità „ e di Dio forza e
anima universale, di Gesù Cristo fattosi Verbum-caro e “ Cavaliere Rosa -f-
croce „ e di Annie Besant, del profeta Elia e di... Allan Kardec!... Gli
spiritisti non possono negare, per quanto i più in¬ tellettuali fra di essi lo
facciano a malincuore, il carattere religioso e filosofico-sociale del
movimento che sorse in Ame¬ rica sessant’anni or sono, e che, immigrato in
Europa, vi si è fuso con la corrente mistica orientale o indo-mongolica. Le
religioni di indole semitica sono in via di dissoluzione, perchè o per un verso
o per l’altro si sono irrigidite; e, sebben tentino ora reciprocamente di
riallacciarsi e di fecon¬ darsi, sebbene accettino il rinforzo delle
superstizioni in- dosinicho (veggasi il Congresso delle Religioni di Chicago
del 1890), un fatto chiaro e lampante risalta agli occhi del¬ l'osservatore
spassionato : quello che le coscienze non se ne contentano più, e sono oramai
come un terreno sterilizzato dalla eccessiva coltura, il quale ha sete di germi
nuovi ed anche di nuove materie fertilizzanti. Ora, lo spiritismo vero, quello
che riconosce per suoi legislatori un Davis e un Kardec, o un Cahaignet ed un
Lévy, quello dei Congressi interna¬ zionali dell’89 e 1900, quello capitanato
dai Dénis e Delanne, dai Fernandez e Gonzalès, dai Dalmazzo e IIoffmann, dagli
Hellenbach Cyriax e Beversluis, a parte le lievi diver¬ genze di stile e di
metodo ha realmente la pretesa di sostituirsi presto o tardi alle religioni
rivelate moriture. Non per nulla uno spiritista spagnuolo, più coerente degli
altri nel suo iberico fanatismo, ha gridato ai convenuti in
Morselli, Psicoloyiu e spiritiamo. Parigi clie lo spiritismo era la
8 Terza Rivelazione „ (la prima sarà stata quella di Mosè, la seconda di
Cristo, la terza... questa di Allan-Kardec !). Su ciò v’è accordo
dichiarato fra tutte le scuole “ pure che vogliono restare o pretendono di
essere sulla via maestra dello Spiritismo. Il Grau, che parlava al Convegno
dell’89 in nome degli “ spiritualisti „ tedeschi, vi diceva che le idee dei
grandi filosofi spiritisti di Germania, di Zollner, Feohner, Ulrioi, Fichte,
Hellenbach , Du Prel, Perty e di molti altri, si fondono con quelle del “
grande francese „ (Rivail) per condurre l’umanità tutta intiera sulla via della
salute. E nel 1893 Angelo Brovferio , presentando agli Italiani un’opera di Du
Prel che compendia il sistema filosofico dello spiritismo scientifico, scriveva
che la credenza alla soprav¬ vivenza dell’anima e alle riapparizioni dei
defunti , cioè 10 spiritismo, “ sarà la religione del secolo XX, come il
so¬ cialismo sarà la sua politica „. E nel 1900, di nuovo a Pa¬ rigi, la
signora Stannard parlando in nome degli spiritisti Anglo-Americani, sebbene
divisi sul tema della reincarna¬ zione, esclamava che tutti gli adepti
camminano sotto la stessa bandiera nella battaglia contro il 1 materialismo „ e
sperano di * giungere ad illuminare il mondo col nobilissimo scopo dell’unione
di tutta l’umanità,. Ora, religio è proprio derivato da r digare, ossia da
unire: che se lo spiritismo non è una religione nello stretto significato
(sebbene abbia anche 11 suo rituale!), pure “ esso, col corteo dei suoi
dogmi, ci offre ciò che la sostituisce „ : sono parole, queste, di Let¬ icarle,
il grande editore spiritista, il successore di Kabdec. Per dirla in una frase
eloquente di un americo-latino, lo spiritismo, cosi concepito dal punto di
vista filosofico-reli- gioso-sociale, sarebbe “ la idea più grandiosa che possa
aleggiare sulla umanità terrestre „. * * * Il
fallimento dello Spiritismo-sistema. Ben è vero che in questi ultimi
tempi, lo Spiritismo-si¬ stema si trova in pericolo di “ bancarotta „. Anche
agli occhi degli stessi suoi campioni più serii e più calmi, esso è apparso
oramai suscettibile di molti assottigliamenti nella parte dot¬ trinale
derivatagli in massima parte dai Davis e dai Kabdec, e nello stesso tempo
bisognoso di tagli generosi nei suoi fallimento hello
spiritismo-sistema 35 legami colle altre scuole
occultistiche. Alcuni arrivano a volerlo, anzi sfrondare di tutto ciò che non è
positivamente dimostrabile coll’osservazione metodica e coll’indagine spe¬
rimentale dei fenomeni detti * spiritici ». E fra i cultori di questo “
neo-spiritismo scientifico , , che si presenta svestito del suo laticlavio
sacerdotale, depurato dalle sue scorie e raf¬ finato attraverso la filiera
delle “ ricerche psichiche », vi è perfino ehi guarda con aria di indulgente
compassione gli slanci mistico-religiosi dei vecchi e impenitenti dottrinari,
so¬ pratutto dei kardechisti e davisiani ortodossi. Non parliamo poi degli
occulto-ermetisti capitanati dal Patos, o dei teo¬ sofi camminanti sulle orme
malfide della Blawatski, cotanto fieramente percossa nella sua personalità
morale dagli psi- chicisti Inglesi: essi tutti sono a mala pena tollerati quali
alleati provvisori nel campo di battaglia contro il “ mate¬ rialismo » e il “
monismo ». Se ancora non si è rotta la lega, se della guerra inte¬ stina,
che fra poco scoppierà furiosa, s’odono solo le prime avvisaglie nelle
discussioni fra oratori e nelle polemiche fra periodici, certo è che i ‘
psicliicisti „ si guardan bene dal farsi vedere a braccetto con gli “
spiritisti » schietti. Al Congresso del 1900 non intervenne nessuno dei
maggiori rappresen¬ tanti del psichismo scientifico: non Guglielmo Crookes nè
Oliviero Lodge, non Carlo Richet nè Camillo Flammarion, neanche Aless.
Aksaeoff, men che mai Federico Mters, la cui presenza avrebbe, almeno, elevato
il tono della riunione. Anzi, in mezzo al fervore delle acclamazioni con cui la
quasi totalità dei presenti, trascinati dal misticismo anglo-iberico e
americo-latino, salutava il sillabo teologico-spiritualistico ricalcato sul catechismo
kardechiano, qualcuno osò esprimere il voto che gli spiritisti potessero
pensare un po’ più libe¬ ramente e frangere i rigidi cancelli (stile
letterario) del sistema-religione: — cito a titolo d'onore la operosa e geniale
spiritualista olandese Elisa van Calcar, lo sweden- borghiano Leoomte, e il
maglierista Moutin. Ma... apriti cielo h Non è loro toccata migliore
accoglienza di quella con cui nel convegno dell’89 i pochi dissidenti
coraggiosi come Fauvéty, Ciiaigneau, Georges, furono aggrediti dalle elo¬
quenti ed acclamate apostrofi di Leone Dénis. E poi, era possibile che delle
eresie fossero tollerate in un Congresso nelle cui sale vicine ricorrevano le
citazioni di San Paolo e di Nostradamus, i raffronti fra il Drago Celeste dei
Cinesi e lo Spirito Santo dei Cristiani, e neologismi come questi i Omniteismo,
Infimo ergale, Archeometro e via via ? 36 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, I Per adesso lo spiritismo resiste ancora quale
religione, ossia nelle sue manifestazioni inferiori, nelle credenze dei gregarii
incapaci di ragionare la loro fede, nelle pratiche spiritiche che ne sono la
parte rituale : similmente a quanto avvenne del Politeismo ellenico-latino che
sopravvisse per alcuni secoli fra le masse popolari e rurali (nei * pagi „ ,
donde Paganesimo). Ma realmente, nelle sue manifestazioni superiori, fra gli “
intellettuali „ del partito, lo spiritismo impallidisce e respira di già
affannosamente. Ben è vero che la enorme fragilità della così detta base
“spe¬ rimentale „ su cui per cinquant’anni s’è osato alzare e si è saputo
abilmente tenere in piedi il barcollante edifizio dello
spiritismo-sistema-religione, s'era palesata chiara e netta agli occhi non
totalmente accecati dei migliori fra i suoi seguaci. Perocché fa meraviglia il
vedere su quali e quanti “ fatti positivi „ si sorreggeva fino a pochi anni fa,
e tuttora si sorregge in massima il “ neo-spiritualismo „! S’intende che gli
spiritisti più illuminati, pur non arrivando sempre a sconfessarle apertamente
per onor della causa, hanno sempre prestato poco valore e tanto meno oggi ne
prestano alle miriadi di “ prove „ raccolte nelle comunicazioni tiptiche, nelle
in¬ carnazioni, in certi giuochi fisici dei medi d’ogni condizione e coltura,
dilettanti o professionisti, semplici curiosi o sinceri adepti, talvolta
imbroglioni o fanatici autosuggestionati. I più studiosi fra i credenti, degni
di migliore successo nella loro buona fede, hanno sempre cercato con ansia
prove si¬ cure e decenti (sotto l’aspetto scientifico) fuori della so¬ spettata
sfera d’azione dei “ circoli spiritici „ . Ma fino a tutto ieri non trovarono
altro che le esperienze, senza dubbio bellissime, del Cbookes, ma risalenti al
'71-74, nè più da lui riprese ; le esperienze dello Zullneh, anch’esse
invecchiate perchè del '75-77, nè convalidate da veruna conferma ; le più
recenti del Gibier edite nell’86, ma già meno reputate; quelle di Mao Nab verso
l’88, senza dubbio sincere ma non circon¬ date da quel prestigio che deriva
dalla fama scientifica o dalla competenza sperimentale... Di guisa che si
rimane stu¬ piti alle pretese di una dottrina che vuol dar fondo o press’ a
poco all’universo intero, e pretende offrire all’ umanità il rifugio da ogni
malessere intellettuale e morale, presentan¬ dosele poi con sì meschino
bagaglio di prove e di metodi. Eccovi il solito fantasma di Katie King; eccovi
le levitazioni al buio di Home; e le lavagne di Slade o di Eglinton; e le
fotografie del buon capitano Volpi; eccovi i giochi gin¬ nici di Annie Abbott,
o i mobili semoventi di Eusapia : come deficienza, di prove
positive 37 è possibile non meravigliarsi
dell’oltracotanza e del fana¬ tismo intollerante di certi spiritisti
dottrinari?... Ed allor si capisce come la estrema povertà dello
spiritismo in fatto di vere prove e dimostrazioni, appetto alla sua straboc¬
chevole ricchezza in elucubrazioni ipotetiche ed in esercita¬ zioni
pseudo-filosofiche e pseudo-scientifiche, abbia sempre costituito il suo lato
più debole, la ragione prima della osti¬ lità manifestatagli nelle sfere della
scienza esatta e positiva. Ciò salino così bene i suoi apologisti maggiori,
quali I’Aksa- eokf, il Dei.anne, I’Encausse, che non si peritano dal rac¬
comandare agli adepti di non fanatizzarsi nell’ investigazione, di essere
severissimi nell' accoglienza ai medi professionisti, di attenersi con scrupolo
al “ controllo ,, perchè la storia dello spiritismo empirico è piena di
falsificazioni e di ciur¬ merie. Un grande, un soverchio numero di medi
professionisti, sopratutto Americani, è stato talora scoperto in frode o ha
confessato i propri inganni. L’elenco comincia coi nomi dei medi più famosi del
periodo eroico, con le stesse sorelle Fox, e continua ininterrottamente con
quelli dei fratelli Davenport, dello stesso Home, della stessa Cook-Corner,
dello stesso Slade, e poi della Williams, della “ Rita „, del Brédif, del
Lacroix. del Buguet, dell’Eglinton . per giungere ai recen¬ tissimi e
poco degni nomi dell’Anna Rotile, dell’Eldred, del Craddok, dell’Ebstein e
d’una folla di consimili mistifica¬ tori. Altri medi, comunque non smascherati,
si sono con¬ dotti o si conducono in modo da giustificare ogni sorta di
diffidenza; cosi ai nostri giorni il Bailey, il Miller, il Po¬ liti, la
D’Espérance e, al dire di certuni, la stessa Paladino. Inoltre, tal giuoco di
parecchi medi s’è potuto ripetere con maggiore o minor perfezione da abili
prestidigiatori, da Ro¬ berto Houdin, dal Maskelyne, dal Devey, dal Grasso, si
da fare emettere da alcuni spiritisti ingenui la curiosa idea che alcuni giochi
di celebri maestri della prestidigitazione, quale ai suoi tempi fu Bosco,
fossero prodotti con “ forza media¬ nica , !! Tutti «mesti innegabili
segni di precoce decadenza senile empiono d’amarezza l’animo degli spiritisti
istruiti e intelli¬ genti, che perciò amerebbero essere designati piuttosto col
termine più dignitoso di “ spiritualisti „ (ad es. in Olanda) e aspirano a
quello assai più serio di “ psichicisti „ (massime in Inghilterra). Al
Congresso dell’89 fu proposto di costituire una sezione di uull’altro
incaricata se non dello smasche¬ ramento dei medi; e alla Società di studi
psichici di Londra s’è deciso di non occuparsi affatto della fenomenologia
fisica 38 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 o
esteriore, non strettamente “ psichica „ e pertanto di grado inferiore e troppo
spesso di indole dubbia. Ve n'è abba¬ stanza per risvegliare un senso di pena
anche nell’animo dei più scettici fra gli avversari dello spiritismo-sistema.
Ed è penoso guardare lo sforzo che i vecchi spiritisti, at¬ taccati tenacemente
alle tradizioni, massime tra i francesi e spagnuoli, hanno fatto nel 1900 per
patrocinare il ritorno al kardechismo puro e originario. Oramai, nonostante le
fiere e alate dichiarazioni dei Dénis e di tutte le “ Federazioni „ portoghesi,
brasiliane, messicane, patagoniche, ecc., nonostante i voti delle maggioranze e
la pedissequa acquiescenza delle migliaia di gregarii, la marèa psichieista
trasporta, sbatte e sconvolge l’antica nave: il naufragio è imminente. E
va bene. Io conosco questo movimento di revisione della dottrina, di depurazione
della tecnica , questa tendenza a ridurre lo spiritismo a qualche cosa di più
concreto e po¬ sitivo, conservandone soltanto la parte sicura e la “ plau¬
sibile „ (come ha scritto, parlando appunto di me, uno di questi spiritisti più
fini e colti, il Marzobati, nel “ Luce e ombra „ di Milano). In tal caso lo
spiritismo, liberato da ogni superflua e pericolosa efflorescenza
spiritualistica, filo- sofico-religiosa, sociale-umanitaria, ecc., ecc.,
sottratto al¬ l’influenza postuma dei suoi primi profeti, separato dalle dot¬
trine formulate verso la metà del seeolo scorso “ con scarsi elementi critici „
(è sempre il Marzorati che parla), si ri* solverebbe nella credenza, e voglio
anche dire, nella opinione “ della possibilità scientifica, resa plausibile, se
non anche provata, della sopravvivenza dell’anima ; del persistere, cioè, di
energie psichiche individuali che rammenterebbero in modo impressionante
qualche aspetto della personalità dei defunti, e che si manifesterebbero —
forse, anche per opera di vi¬ venti — quasi sempre in modo limitato e
subordinato al carattere del medium e all’ambiente psico-fisico degli speri¬
mentatori ,. — E un vero programma minimo! Sì, conosco seguo e apprezzo
questa crisi storica dello spiri¬ tismo tradizionale, e nel contempo scorgo in
modo nettissimo il movimento psichieista che tende a sostituirglisi. Poiché, se
lo “ psichismo „ ha arrecato argomenti di indubbio valore a prò’ del concetto
centrale o nucleare del neo-spiritualismo — argomenti , se non probatori ,
certo almeno degni della maggior riflessione da parte di tutti i veri uomini di
scienza, filosofi, biologi e psicologi di professione o di ufficio — esso ha
poi anche condotto le menti più elette, che si trovavano da tempo o che
entravano nell’indirizzo spiritistico, a porsi in una attitudine di
prudente riserbo circa alla natura intima dei fenomeni “ spiritici „ e circa
all’azione ed identificazione delle “ Intelligenze , che vi si rivelerebbero.
Dimodoché a quest’ora nella vecchia fenomenologia medianica si distin¬ guono,
con I’Aksakoff, i fatti soltanto personistici (avveran- tisi nella persona del
medium per processi che noi diremmo fisio-psicopatologici) e quelli animici
(avverantisi fuori della persoua del medio e per una sua facoltà di esteriorare
della vitalità o del “fluido,), dai fatti propriamente spiritici. Questi ultimi
si sogliono ridurre oramai da taluni (ossia dagli scrittori e dagli studiosi
piu austeri e competenti) ad un piccolissimo numero, così da costituirne una
specie di raro succo quintes- senziale di tutto il materiale accumulato in
fretta e con buona fede stupefacente durante il sessantennio 1847-1906.
Sopratutto si buttano oggi a mare le comunicazioni e le in¬ carnazioni dei
Grandi Spiriti, che per lunga pezza vennero a manifestarsi nelle sédute
medianiche, da Socrate a Campa¬ nella, da Alessandro Magno ad Attila, da G.
Cesare a Na¬ poleone, da Dante a Vittor Hugo, da Abelardo a Don Cot- tolengo,
ecc. Oggi si pone lo spegnitoio sui messaggi teme¬ rariamente o pazzescamente
attribuiti all’Arcangelo Gabriele, a San Paolo, a Gesù Cristo e a Maria Vergine
; e in pieno Congresso spiritico, un’autorità non sospetta, il Delannk,
riconosce persino che “ nello spiritismo sono entrati di straforo molti
fenomeni dubbii spettanti alla patologia mentale , (sic : “ C. R. Congr. 1900
p. 70). Guai se un alienista, come me, avesse osato dir tanto ! Ma gli è
pur vero che a questo lavoro di riedificazione di tutto il corpo dottrinale e
tecnico spiritico prendono parte per ora pochissimi “ spiritisti „ veri: la più
parte degli innovatori si vien formando fra gli studiosi della psicologia
supernormale; ed essi sono guardati con sospetto e con mal celata avversità dai
“ puri ,, dai “ veri spiritisti „ per tema che ricadano nelle braccia
deH'aborrita “ scienza materialistica ,. Ma gli è pur vero che appena sette
anni ci dividono dalle solenni proclamazioni ecumeniche del 1900; ed oggi, se
si riunissero i seguaci dello spiritismo di nuovo a Congresso, la immensa
maggioranza loro respingerebbe la riduzione del davisismo e kardechismo
ufficiali, e obbligherebbe al silenzio i dissi¬ denti, i troppo liberamente
pensanti, come avvenne allora all’ÀLLARD e alla Van Calcar. Nè mi si
obbietti che io dò troppo valore alle delibera¬ zioni di quei Congressi , dove
, essendo in preponderanza i mediocri sui migliori, si è ripetuto il solito
fenomeno della psicologia collettiva di tutte le Assemblee ed Accademie!
ossia si è rimasti attaccati alle consuetudini mentali inve¬ terate, e si è
disconosciuto o finto di non vedere la necessità di un'innovazione, di un
ringiovanimento. Anzitutto, i Con¬ gressi, appunto per ciò , servono a denotare
la condizione statica di qualunque dottrina o sistema rappresenti la “ cor¬
rente predominante di un’epoca o di una scuola E poi, coloro che capitanavano a
Parigi le mosse degli spiritisti erano quei medesimi i cui libri danno il la
alla armonia degli animi fuori delle riunioni ufficiali. Conosco, e mi si
crederà sulla parola, buona porzione della letteratura spiri¬ tica moderna: ho
perduto assai tempo (troppo, a paragone del profitto reale!) per leggere, non
ciò che io nella mia incompetenza spiritologica avrei forse malamente
prescelto, ma ciò che mi veniva indicato da vecchi e fedeli seguaci della
dottrina, da competentissimi cultori del “ neo-spiritismo scientifico „ quale
ammaestramento e guida per una buona iniziazione ai “ misteri dell’invisibile „
o dell’ * ipersensibile». Sono aneddoti personali, ma in questioni come questa
hanno il loro significato. Quando chiesi di essere accolto nel “ Circolo
Minerva „ (psichicista) di Genova per sperimentare e per vedere, il mio esimio
e compianto amico Luigi Arnaldo Vassallo (Gan- dolin) mi porse subito gli
Spirit Teachings di Oxon (pseudo¬ nimo di Stainton-Moses), libro
apprezzatissiino dagli spiritisti che vi trovano a un dipresso quello che i
Cristiani veg¬ gono nelle Epistole di San Paolo. Lo lessi, e ne rimasi
disilluso. Certo c’è da ammirarne la elevazione morale , massime a riguardo
dell’auto-didattica della volontà, e questo si accorda col nobile carattere di
quello scrittore-medium; ma il valore filosofico degli Insegnamenti Spiritici è
nullo : essi paiono, ora un’omelia frammentaria da pastore evangelico, ora una
specie di risciacquatura incolora e incoerente del deismo e spiritualismo
eclettici, come li concepiva un nostro pro¬ fessore liceale d’alcuni anni fa,
alla Cousin o alla Mamiani. Sono un libro di pietà, iusomma, senza alcuna vera
origina¬ lità, e dove nulla si apprende intorno al problema principale che era
allo studio: la dimostrazione sicura, documentata, di una vita dell’ Al di
la. E dopo questa prima prova per me sconfortante, mi sono rivolto
recentemente, per lo stesso motivo, a due o tre “ modernisti „ fra i più noti
cultori dello psichicismo ( alias “ spiritismo scientifico „): dall'uno ho
ricevuto la traduzione italiana del V Enigma umano di Carlo Du Prel ,
dall’altro POVERTÀ DELLO SPIRITISMO CLASSICO 41
quella del Dopo la morte di Leone Dénis. Conoscevo i due libri da un
pezzo : che anzi, col filosofo e misticista tedesco ero in amichevoli relazioni
fino dal 1888 , quand’ egli mi mandò in dono la sua Monistisehe Seelerdehre,
opera di pregio assai maggiore, nonostante certe ingenuità storiche, per la
teoria spiritica dell’aniraa (cosa ignorata, sembra, dai suoi stessi ammiratori
che mai la citano !). L'Enigma umano lo giu¬ dicai quando ne apparve la
traduzione : “ è una disquisizione sulla metafisica dello spirito, ma niente di
psicologico nel vero senso della parola... Il profittare delle naturali man¬
chevolezze della scienza della psiche per formulare teorie sull'ignoto è prova
di poco criterio scientifico „ (“ Riv. di Pii. scient. „ in “ Pensiero Italiano
„ , genn. 1895). L’ho riletto; e chi ritiene le risultanze positive, anche le
più magre, prefe¬ ribili sempre alle lussureggianti e ipotetiche astruserie che
non sono mai suscettibili di dimostrazione alcuna, può giudicare se il Bar. Do
Prel sia stato un “ gran filosofo „ e sopratutto un * solutore dell’enigma „ !
Quanto allo scrittore francese, io ho sempre ammirato la eloquenza e il calore
del suo stile: ma nel contenuto del libro, e fra i continui richiami alla
Divinità, alla teologia, alla giustizia, alla solidarietà, alla virtù, ecc., si
sorte forse dalle rotaie che Allan Kardec gettò e ribadì, più per deviare che
per avviare a sicura mèta lo spiritismo? Anche il Dénis è preso dalla manìa «
celtica „, com’egli stesso ha dichiarato, della sopravvi¬ venza personale :
anch’egli vede nello spiritismo “ una scienza sperimentalo ed una filosofia
morale ad un tempo „ ; e gli domanda, nientemeno, “ un concetto completo del
mondo e della vita „ ; e vuole che ci riveli “ la legge morale „ e ci tracci “
la linea di condotta „ ; e lo proclama * la sorgente celeste cui vadano a
dissetarsi tutti i sofferenti e gli as¬ setati di verità Troppo, troppo,
troppo! Ho allora cercato al di fuori dello spiritismo classico,
consacrato dalla esuberante produzione emi-secolare: mi sono rivolto alle più
fresche sorgenti dello spiritismo. È innega¬ bile che questo nuovo movimento ha
mostrato, fin dai primi suoi passi, la tendenza a separarsi dalla vecchia e
popolare corrente spiritica, diventando dello “ spiritualismo sperimen¬ tale,,
abbandonando le infide vie aeree dell’astrazione, dove il subbiettivismo si
espone tanto facilmente e quasi istintiva¬ mente alle più pazze scorribande,
per incamminarsi nei più aspri, ma più sicuri viottoli terreni
dell’investigazione obiet¬ tiva. Tutto il lavoro psichicistico inglese, e per
suo riflesso anche quello delle altre contrade, è essenzialmente extra-spiritico,
42 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, l non dico poi
extra-davisiano o extra-kardechiano. Ma pure, nella stessa opera lentamente
preparata e meditata per un ventennio dal Myers, che della nuova direzione è il
più insigne rappresentante; ma pure, nella elaborazione ostenta¬ tamente
induttiva della sua ammirata ipotesi del sublimi¬ nale e della personalità
sopravvivente alla morte corporale, nella sua sistematica “ sinopsi della
facoltà vitale ?, si scorge sempre quel carattere di primitività mistica, di
sentimen¬ talità deistica, di candore etico, che basta a mostrarci ab¬ binato
sempre lo spiritismo-scienza allo spiritismo-religione, la “ ricerca fredda e
serena del fatto „ con la “ aspirazione dell’anima, base di ogni vita morale e
religiosa, verità su¬ blime e fortificante e confortante *• *
* La realtà dei 4 fatti , non è prova della 4 tesi „. È dunque vero
che i libri e i periodici dediti alla causa del neo-spiritualismo non
s’occupano soltanto di * psichi- cismo sperimentale „ , secondo desolerebbero od
esigerebbeio trli oculati studiosi in codesta direzione davvero più 11 plau¬
sibile „, ma coltivano e svolgono ancora, sia francamente e con schiettezza
dichiarata, sia meno esplicitamente e con accor¬ tezza fra le righe, le vere e
proprie dottrine spiritiche ormai cinquantennarie. E perciò, in questo mio
libro, che con¬ tiene molte mie “ Note e impressioni „ di quattro o cinque anni
or sono, non posso ancora prendere in esame la ipotesi-dottrina spiritica in
quello stato di restringimento al quale, con potatura più o meno feroce ,
vorrebbero ri¬ durlo oggi alcuni dei suoi cultori e seguaci per renderlo più
presentabile sotto l’aspetto scientifico. Io sono costretto a considerarlo
tuttora com'esso è realmente, nel suo vasto 'e ipertrofico corpo dottrinale. .
. Ma supponiamo pure, che facendo un arbitraria distinzione fra il
sistema ortodosso, che nonostante l’età è tuttora ar¬ zillo ben costituito e
pugnace, e l’abbozzo eterodosso che appare bambino ancor poco formato e quasi
timoroso di cam¬ minare colle proprie gambe, io considerassi soltanto lo spi¬
ritismo a scartamento ridotto: — non tocca esso sempre uno degli enigmi
fondamentali che l'umanità si trova dinnanzi da centinaia o migliaia di secoli;
voglio dire, quello della SPIRITISMO K DESTINO DELL TOMO
43 sopravvivenza dopo morte e del possibile ritorno della
nostia “ anima „ alla superficie terrestre? , Che se la psicologia
scientifica contemporanea è stata detta, e lo è e lo deve essere, una “
psicologia senz anima „, ciò non toglie che il problema toccato dallo
spiritismo non sia di primissimo ordine per ogni uomo che pensa e riflette, bi
ammetta pure che il termine “ anima „ rappresenti soltanto un’astrazione
verbale, con cui da secoli ) umanità designa il complesso delle sue idee, dei
suoi sentimenti, delle sue ten¬ denze. Checché si dica da coloro che veggono
soltanto il lato grottesco della tecnica spiritica, cioè 1 tavolini parlanti, 1
gabinetti oscuri e le mani in catena, e con ciò sono tratti, non senza buone
ragioni, a giudicare lo spiritismo pratico come un giuoco innocuo o
semi-stupido, rimane lo spiritismo- dottrina. Ora, il -filosofo, che vi vede
impegnata/la formida¬ bile questione della spiritualità dell’anima; l’uomo
religioso, ché vi trova viva e incrollabilmente ferma la fede m un ritorno di
quest’anima dopo la sua separazione dal colpo, il psicologo, che vi si incontra
ad ogni piè sospinto con un cumulo enorme di fatti riguardanti nuove e
misteriose at¬ tività della psiche; il sociologo, che vi sente espressa la dot¬
trina di un intervento di queste anime personali ed ultra- terrene nei destini
umani, non hanno più il diritto di lasciar passare la fiumana senza indagare se
sia acqua limpida, o fanwo, o anche acqua eventualmente sudicia e che sia su¬
scettibile di depurazione. Se v’è del vero , ve lo cerchino, ne lo snucleino e
lo dimostrino; se v’è del falso, lo disco- prano e lo espongano inesorabilmente
alla chiara luce. Suppongasi ora che la dottrina consistente nella
soprav¬ vivenza e "nel ritorno delle anime dei defunti, nostri antenati e
contemporanei, fosse esatta: uscisse cioè dal suo stadio di credenza, e
diventasse un postulato secondo il desiderio deo-li spiritisti. Come non
dovremmo occuparcene noi tutti, che a nostra volta saremmo destinati a dover
ritornare sulla terra, ad accorrere alla chiamata di un qualunque siasi me¬
dium dell’attuale o della prossima generazione , e anche a compiacentemente far
danzare un tavolo o a far volteggiare per aria una chitarra? Qualche spiritista
convinto ha ferina¬ mente e seriamente annunziato agli amici e compagni di fede
che andato all'altro mondo avrebbe fatto di tutto per manife¬ starsi ai vivi ;
e si è non meno seriamente annunziato che la promessa fu mantenuta. Pare anzi
che i casi di questo ritorno di anime per impegno di parola d’onore comincino a
spesseggiare, massime in America (ciò che non ci deve meravigliare !) :
alla medium Sig.r“ Piper di New-York: si sa¬ rebbero a tutt’oggi manifestati
due di questi reduci volontari dall’ Al di là, il Dott. Giorgio Pelham (pseudonimo
di un defunto cultore di studi psichici!, e il Prof. A. Hodgson, il notissimo
antispiritista e antieusapiano, morto nel die. 1905, e convertitosi negli
ultimi anni di sua vita. Prescindendo dalla prova non ancora sicura della loro
identificazione, e dalle deboli riserve di Hyslop a riguardo del “ ritorno „
del fu Hodgson, prescindendo anche dalle disillusioni avute in Europa per
simili promesse date solennemente dai vivi ma non effettuate dai morti, certo è
che i due eventi spiritici Nord-americani sono di grave importanza, non fosse
per altro almeno per il loro significato e posto fra le credenze dello spirito
nuovo, del neo-idealismo. Io dichiaro sinceramente che questo mio
probabile e pos¬ sibile destino secondo lo spiritismo, non mi lascia freddo. Potrò
sorriderne come di cosa estremamente inverosimile e (uso la dura parola, ma
sono un alienista!) apparentemente paranoica ; potrò considerarla come
un’impossibilità assoluta in un mondo costrutto, a quanto pare, con intenti più
seri, e con un ordinamento meno offensivo per la dignità delle creature viventi
ed animate; potrò trovare che siffatto ritorno forzato attorno ad una tavola
magica, circondata di brave persone che non avrò conosciute in vita e che mi
saranno affatto estranee ed indifferenti, forse antipatiche dopo morte,
costituisce anche per qualunque anima di defunto un’operazione inutile, un
assurdo impiego di forza, un vano consumo di una porzion- cella della sua
esistenza ultraterrena, sia per la sua sorte “ spirituale»,, sia per la sua
compartecipazione alla vita * universale „. Ma alla fin dei conti,
conosco uomini seri, assennati, equilibrati, abilissimi nella loro professione,
logici in tutti i loro pensieri, corretti in tutta la loro condotta, i quali
credono a questa possibilità: veggo che ci crede, fra i tantissimi di molto
minor conto, un Alfredo Rdssel Wallace, veggo che vi hanno anche creduto un
Fecuner. uno Zòllner, un Brofferio, un Myers (parlo di “ spiritismo „ puro, non
di * psichicismo , ) ; e allora mi domando se non valga la pena di
occuparsene ! Non accetterò senza riserva il ritornello caro agli spiritisti,
che lo spiritismo sarà il problema del XX se¬ colo; ma, ad ogni modo, ritengo
che sia venuto per tutti noi “uomini di scienza o di filosofia,, il momento di
pre¬ stargli quell’attenzione che pur si è concessa o si concede ad altre
opinioni meno diffuse e ad altri sistemi di credenze assai meno interessanti
l'umano destino. Ecco perchè l'argomento dello spiritismo mi occupa
adesso tutto, e pur non avendo potuto, per mancanza di propizie occasioni,
esaminarlo direttamente in azione con medi abba¬ stanza potenti e immuni da
sospetto, perchè me ne ero sempre occupato. La mia attenzione era attratta da
ciò che lo spi¬ ritismo-sistema mi sembrava un grande errore mescolato forse a
qualche piccola verità: pertanto a suo riguardo dissi e scrissi parole dure e,
ora lo veggo, poco serene; ma seguivo la corrente scientifica, e d’altronde non
parrai che, avvicina¬ tolo, io debba sostanzialmente mutare di avviso circa al
suo contenuto pseudo-filosofico e circa al suo empirismo per tanti anni
pseudo-scientifico. Tutto al più sono adesso, e mi rico¬ nosco in obbligo di
ampliare la quantità di vero che esso contiene, di comprendere e scusare con
ragioni storiche e psi¬ cologiche la sua grossolanità tecnica, di attenuare 1
aspetto psicopatologico di talune sue manifestazioni, infine di acco¬ starmi
con minore diffidenza al nuovo e più scientificamente accettabile aspetto che
gli hanno dato i rigorosi e vigorosi studi recenti di psicologia anormale e
supernormale. Io non sono così ostinato avversario dello spiritismo, come
mi si vuol far credere o come parrò, forse, dal tono di alcune mie pagine: sono
pronto a riconoscere, da un lato la logicità delle sue origini e del suo
svolgimento rapidis¬ simo nella seconda metà del secolo scorso, dall'altro i
be¬ nefizi morali che innegabilmente esso ha arrecato a due generazioni di
adepti. Anch'io trovo alla fine, con Podmoue, che lo spiritismo, pur non avendo
alcuna profondità filo¬ sofica, pur non concependo neppur da lontano le immense
difficoltà dei problemi dello Spazio e del Tempo, dell’Essere e della
Conoscenza, del Bene e del Male, della V olontà e della Legge, che attacca con
estrema leggerezza e con su¬ perficialità desolante, pur non giungendo all’altezza
di nessuna Teologia o Cosmologia, pur basandosi in grandissima parte su errori
di percezione e su deficienze di ragionamento, rap¬ presenta però le
conclusioni del cosi detto senso comune, corrisponde alle riflessioni dell’uomo
ordinario messo di fronte a certi fatti che gli si manifestano e che gli
chiedono di essere percepiti accolti e creduti tali e quali senza sforzo di
critica, senza psico-analisi del loro determinismo contingen- ziale e causale.
Anch’io veggo bene, che non esigendo dai suoi cultori slanci di imaginazione,
contentandosi della spie¬ gazione più semplice e comoda, anche perchè giacente
da millennii nei bassifondi ereditari della nostra mentalità, sodisfacendo i
bisogni del cuore procreati dai rapporti [ a- Tentali e sociali, lo
Spiritismo dev’essere apparso a migliaia di persone normali e sane come un
ristoro nella agitata crisi odierna delle coscienze, come una tavola di
salvezza nello scombussolio della vecchia Religione e della vecchia Morale. Per
molti lo spiritismo, ritornando alla fonte primordiale di ogni credenza
religiosa, ossia al culto dei morti e degli antenati, è stato la pace
dell’anima e il surrogato della fede perduta: esso ha anche rinsaldato i legami
storico-mentali fra le successive generazioni umane, e intravveduto i legami
cosmo-sociali dell'Umanità col resto dell’Universo. Veggo questi suoi effetti
benefici, e li dichiaro; ciò non mi impedisce di trovarlo indimostrato ed
improbabile. Su questo atteggiamento conciliante verso lo spiritismo non
c’è da farsi illusioni : gli antispiritisti inveterati diranno che cedo alla
nuova corrente o che, invecchiando, capitolo e lascio entrare il nemico in
quella fortezza di positivismo dove da anni fungo da araldo o da corifeo
(secondo la be¬ nevolenza dei miei critici). Gli spiritisti fanatici e intolle¬
ranti, di cui è dovizia nel partito, mi respingeranno, non solo, ma mi
grideranno la croce addosso perchè espongo e non spiego. In compenso mi
contenterò di essere in buona compagnia, per esempio, con Carlo Richet, con
Giuliano Ochorowicz, con G. Maxwell; mi rallegrerò anche di vedere che Crookes
ed Hyslop sentono e scrivono di non avere ancora la prova desiderata, e che
Camillo Flammarion opina adesso e dimostra di non aver trovata nessuna traccia
di “ spi¬ riti di defunti, nei fenomeni “spiritici, . Ammettere, dopo
prove e controprove, la realtà di molti fatti sui quali si fonda lo spiritismo,
non è accoglierne la dottrina : respingere la spiegazione spiritica, non è
diminuire la portata scientifica di quei fatti. Si può prendere una po¬ sizione
di mezzo, e, per quanto l’eclettismo, come dicono gli assolutisti perpetui del
prò’ e del contro, sia una misura da persone prudenti ma indecise , sia una
opinione da animi deboli e senza slancio originale, pure ha in suo favore la
storia di tutte le idee e di tutte le tendenze umane. L’eclet¬ tico non
contenterà probabilmente nessuno, ma sta in pace con la propria coscienza: e
questo è lo stato d’animo al quale vuol giungere l’uomo di scienza, quando ha
da un lato motivi per ammettere i fatti , e dall’altro motivi per respingerne
una determinata spiegazione fondata su non pro¬ vate ipotesi, e
artificiosamente tramutata in dottrina. Durante questi ultimi sei anni
sono uscito dalla fase esclu¬ sivamente teorica delle mie prevenzioni intorno
allo spiritismo, e mi son munito di sufficiente esperienza, passando alla
fase pratica. Dovrei forse studiare ancora; ma veggo che bisogna dire oramai
quello che ne penso. Potrò sbagliarmi, potrò anche col tempo cambiare di idee
se i fatti mi obbli¬ gheranno a cambiarle: ma oggi, come oggi, mi credo in
diritto di avere una opinione, e, avendola, trovo che sono sempre in pieno ed
aperto contrasto con lo Spiri¬ tismo-sistema. Dopo averlo studiato davvicino,
le mie acqui¬ site tendenze antispiritiche, piuttosto che restare affievolite
dal contatto colla Paladino e con altri medi, come qualcuno sperava, si sono
invece rinvigorite, direi quasi rinsaldate incrol¬ labilmente nell’animo mio.
Ma pur avendo combattuto lo spiritismo, in passato, per principio ; pur
portando ora un con¬ tributo di osservazioni psicologiche per dimostrarne la
inve¬ rosimiglianza, io non mi rinserro in un recinto fisso di idee, nè mi
chiudo in una opinione cristallizzata che sappia di fede filosofica o di dogma
scientifico: mi propongo di se¬ guitarne lo studio, mi dico anche pronto a
modificare la mia attuale opinione, se mi sarà dimostrato che ho torto e che
attorno alla seggiola della pitonessa Eusapia o di qual¬ chedun’ altra
consimile, si presenteranno proprio dei defunti a me noti, e verranno evocati
proprio quei cari morti, che io solo, senza pericolo di telepatia o di
suggestione mentale tra me ed il medio, potrò identificare. Con ciò dò anche la
dimostrazione della importanza che allo spiritismo-tesi io assegno fra le
credenze umane e fra i reliquati meno lodevoli • del secolo XIX. Non perderei
il mio tempo se non stimassi che la cosa lo merita davvero.
Spiritismo, occultismo e retaggio animìstico. Gli spiritisti non
sono pochi; sono centinaia di migliaia e forse son milioni disseminati bensì in
tutto il mondo, ma uniti da una sola identica fede. Variano, come ho detto, le
loro scuole; variano le loro tendenze, massimamente fra quelli di Francia e di
America, d’Inghilterra e di Germania, d’Italia e di Danimarca ; variano gli scopi
dei singoli gruppi e circoli, ora rivolti a soddisfare soltanto la curiosità o
le deprecazioni degli aderenti, ora invece indirizzati a fare della
propaganda 48 PSICOLOGIA E SPDUTI8MO, I a
favore di date idee filosofiche, religiose e morali. Ma prescindendo dalla
antipatia profondamente scettica che gli spiritisti inglesi e tedeschi, in
generale, hanno per la feno¬ menologia fisica dello spiritismo cui non credono
o di cui te¬ mono, le differenze tra le scuole o i gruppi spiritici riguar¬
dano piuttosto le parti più elevate ed astratte del sistema. Gli uni si
arrestano subito oltrepassata la cerchia del supernor- inale, e si contentano
del “messaggio, o della “comuni¬ cazione,, lasciandoli nella loro indole
frammentaria spesso discorde; gli altri costruiscono nella loro mente un
universo a base di “Spiriti,, di “Entità, e di “ Intelligenze „, ricom¬ pongono
la storia col filo dei fatti spiritici, uniscono l’Occidente
semitico-mediterraneo all'Oriente brahmanico e buddistico, si levano a volo sulle
ali dell’intuizione teosofica. Sotto questo aspetto gli Spiritisti
rappresentano almeno due confessioni principali, lo Spiritismo esclusivo e lo
Spirito-occultismo , divise in numerose sètte. Nei loro Congressi si è operato
un ailvi- einamento, non una fusione; e i loro centocinquanta perio¬ dici sono
di colore diversissimo, talvolta in acerbo, inconci¬ liabile antagonismo.
A questo proposito annunzio tosto (perchè non mi si accusi di ingenerare
confusione) che separerò anch’io dalla genuina caterva spiritica l' ancor
sottile manipolo rappresentato dagli spirito-psicliicisti, dediti quasi
soltanto alla investigazione, prudentissimi e riservatissimi nella elaborazione
teorica del materiale raccolto. Essi costituiscono la scuola dello Spiri¬
tualismo sperimentale (bella denominazione, ma che nasconde un controsenso); e
sono il ponte di passaggio tra il vecchio spiritismo e la scienza metapsichica.
11 Delanne, il Moutin, il Bonnardot, che rappresentano questa tendenza moder¬
nissima, hanno anche tentato di fondare o hanno fondato a Parigi un “ Istituto
delle scienze psichiche „ analogo a quelli di Ginevra, Lille, Nancy,
Barcellona, Anversa, tutti però, sotto uguale nome, larvatamente e tepidamente
spi¬ ritistici. Io ho dato più su una definizione generica dello spiri¬
tismo. ma per quanto mi sia studiato di rimanere neutrale in mezzo alle diverse
sue scuole o sètte, temo di incontrare la critica di quelle delle quali non
avrò richiamate le particolari dottrine. Così, nella confessione dello
Spiritismo esclusivo vi sono : 1° gli adepti della diffusissima chiesa
Kardecista, so¬ pratutto nei paesi latini e sud-americani, fondata dal Rivail o
Allan-Kardec, capitanata oggi da Lkymarie, Leone DIcnis e Gabriele Delanne in
Francia, dal Tcmmolo e Hofkmann LE DIVERSE SCUOLE DELLO
SPIRITISMO 49 in Italia, salvo varianti di non poco
momento tra kardechisti puri, futuristi e “positivisti, (?); essa crede nella
reinearna- zioDc. _ 2° Per contro gli spiritisti della scuola anglo-sas¬ sone,
diretta per lunghi anni dall’ Oxon (= St. Moses), dalla E. Hardinge, da Roueks
Dawson ed E. T. Bennktt, non ac¬ cettano questa credenza, e praticamente, all’
inglese, si con¬ tentano di predicare lo “ spiritualismo morale „, più regola
di condotta nella vita che sistema di cosmologia. Gli Ameri¬ cani e gli
Olandesi sono pure, in grandissima maggioranza, antireincarnazionisti : Ira i
primi furoreggia sempre lo spi¬ ritismo spettacoloso, a base di medianità
fisica piena di risorse inaspettate. . Anche la confessione
Spiritoccultistica ha due propaggini distinte. Queste due altre chiese (uso
codesto termine pei' il loro dogmatismo ben fissato) sono : — 1" la
Occulto-cabbalistica, che mescola lo spiritismo con la cabala ebraica, con la
magìa, alchimia, astrologia, chiromantica, ecc., ece., insomma con tutte le
così dette “scienze aberranti „, le quali vagano senza metodi definiti nel
dominio sconfinato dell'esoterico: essa è in Francia rappresentata oggi
specialmente dal dott. En- causse o “ Papus,; in Germania dalTHuBBLE-SoriLEiDEN
e dal IÌoiin ; — 2° la Teosofica, che pretende derivare dalle anti¬ chissime
scuole vedantiche o brahmaniche, ed ha avuto per Messiade la signora Blawatsky
(un medium forse falsario), per Apostoli I'Olcott e Asme Besant: essa è
abbastanza vigorosa anche in Italia, dove ha circoli a Roma, a Genova, a
Milano. I teosofisti Americani si sono però di recente staccati dagli
Europeo-Indiani : inoltre fra i Kabbalisti vi sono gli Indipendenti e i
Cristiani ; e fra i teosofi vi sono pure i Cristiani e i Buddisti. Alquanto
più in disparte, tra la massa pluricolore dello spiritoccultismo, stanno: —
1" gli Illuministi, che seguono an¬ cora le orme del visionario
Swedenboro, negano la reincar¬ nazione, e in America continuano perfino la sua
sètta della * Nuova Gerusalemme „ ; — 2° i Martinisti, discendenti da quel
vanitoso Saint-Maktin che al principio del secolo scorso si annunziò per il “
Robinson della Spiritualità , ; 8* fors’anche i risuscitati Rosa feroce
franco-germanici, che sulle orme del Guaita rimettono in onore la tramutazione
dei metalli e la magìa bianca; — 4° e ultimi, venuti da poco, gli Ermetisti o
Iperchimici o Rosa- Alchemici, capitanati dal francese Joluvet-Castelot, e
rimbaldanziti dalle scoperte dei raggi X, del radio e dell’elio, non che dalla
scompo¬ sizione dell’atomo in elettroni. Mousk:,li, I'sicoloijia c
spiritismo. 4 50 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
I Parallela alla grande corrente spiritica, e con lei confluente in
più punti, v’è pur la vecchia ed oggi un po’ ringiovanita corrente del
Mesmero-magnetismo continuata con tenacia da Durville, Mangin, De' Cuampville,
Rouxel in Francia, da Diaz in Spagna, da De Nakkiewicz in Russia, da Babbitt in
America. I magnetisti hanno portato or ora allo spiri¬ tismo decadente un buon
rinforzo con le loro ipotesi delle emissioni tìuidiche e delle ondulazioni
dinamiche. Metto per ultimi in un gruppo distinto quegli studiosi più
rigidi che, senza far mostra di fede nello spiritismo dogmatico, ne accolgono
la dottrina della sopravvivenza e dell’intervento dei defunti fra i vivi, ma
piuttosto che su concetti filosofici o religiosi si basano in prevalenza su
deduzioni da dati ob¬ biettivi e su argomentazioni fisio-psicologiche,
collegando in tal modo lo spiritismo alla metapsichica. Alludo al più celebre
di tutti, all’inglese Federico Myebs, imitato sotto molti riguardi dai francesi
conte De Rooiias e Dott. E. Gyel, dall’americano Hyslop e dai nostri P.
Yisani-Soozzi, E. Boz- zano ed A. Mabzorati, i tre rappresentanti dei gruppi
più autorevoli e dotti fra gli spiritisti Italiani. Ma vi è un cemento
che collega tutti questi gruppi e indi¬ vidui: esso consta di una credenza
fondamentale e di un rituale conforme. Il rituale consiste sempre nello
sfruttare la patologia del sistema nervoso dei così detti “ medi * : purtroppo
anche nello spiritualismo sperimentale più arieg- giante a scienza positiva, la
tecnica è prefissata e sta alle soglie delle Cliniche neuro-psichiatriche, e
talvolta anche del Manicomio. La credenza, l’ho detto, è sopratutto quella che
gli uomini (la cosa resta dubbia per gli animali) ab¬ biano uno spirito che
sopravvive alla morte del corpo, e che può tornare a comparire sulla terra in
forma tangibile, vi¬ sibile ed udibile per comunicare coi vivi. Questa credenza
(per quanto eufemismo ci si voglia mettere a definirla e a denominarla) altro
non è se non una forma di sopravvi¬ venza mentale; vi si trova riprodotto e non
migliorato l’antichissimo animismo dei nostri antenati, conservatosi attra¬
verso i tempi nei miti, nelle fiabe, nelle leggende, nelle re¬ ligioni, e
passato sotto forma men grossolana nelle filosofie dualistiche e
spiritualistiche. Nello spiritismo la credenza animistica (non facciamo
equi¬ voci sui nomi, come si fa dall’AKSAKOFF in poi) risuscita nella sua forma
primordiale. So che questa mia asserzione mette in collera qualche spiritista,
che non vorrebbe sentirsi rammentare le analogie fra le sue dottrine predilette
e le SPIRITISMO EH ANIMISMO PRIMITIVO 51
credenze dell’uomo preistorico e precivile; ma tant’è: i dogmi spiritici
della “ disincarnazione „ e “ reincarnazione , sono una metamorfosi puramente
verbale dei miti selvaggi delle anime ritornanti attorno alle tombe, o della
possessione dei vivi per opera di mali spiriti. Il “ perispirito „ di Allan-
Kardeo è l’ombra di cui parlavano a loro tempo Omero e Virgilio ; e non sono io
che lo dico : sono i trattati e le storie apologetiche dello spiritismo che ce
lo insegnano ; sono i sociologi e mitografi. gli storici e i filosofi del
pensiero religioso che ce lo dimostrano. Pei primi basterà svolgere le pagine
dedicate dal Conte Cesare Baudi di Vesme a rin¬ tracciare le origini e a
ritessere le fila della credenza spi¬ ritica traverso i tempi, fino in Egitto
India e Mesopotamia; oppure quelle più recenti dell’ Elbe sulla saggezza degli antichi
in fatto di vita ultraterrena. Pei secondi mi ap¬ pello ai classici
dell’etnografia, al Waitz ( Anthropologie dar NaturvSlker, ’58), al Tylor (
Primitive Culture, ’7 1), oppure ai mitografi più recenti, ad Andrea Lang, a R.
de la Gra.s- serie. Quest’ultimo, classificando le religioni, ha messo lo
spiritismo accanto all'animismo, nel punto in cui convergono le due grandi
correnti di pensiero religioso primitivo , tra la subiettiva e la obiettiva (
De* religiom comparènti au paini de vite sociologique, ’79, p. 172). L’altro
scrive: ‘ La scienza e la magia dei selvaggi riposano in parte sulla
credenza che il mondo è popolato da * un coro invisibile o, per lo meno, da un
coro che non è visibile se non a persone dotate di particolari virtù o facoltà,
gli stregoni e gli indo¬ vini [corrispondono alle pitonesse degli antichi, ai ‘
medium , degli odierni]... Il Tylor, seguendo Omero e Lucrezio, fa deri¬ vare
la credenza agli spiriti dalla interpretazione che gli uo¬ mini primitivi si
sono dovuto creare per i sogni, per i deliquii, per le visioni procurate da
narcotici, per la morte, e per tutti gli altri fatti che possono suggerire
Tipotesi di una vita separata dal corpo- È giusto aggiungere che la categoria
ili fatti sulla quale si sono portate le indagini della Society for psgchical
Ite¬ ne trek, — per es. Tapparizione delle persone al momento della loro morte
in luoghi lontani da quello in cui esse erano realmente, i rumori e le visioni
delle case infestate da spiriti, — è ben conosciuta dai selvaggi .. È naturale
che codesti soggetti oscuri, che limino arrestata l’attenzione e la riflessione
di tanti uomini colti e civili, abbiano agito fortemente sulla credula imagi-
nazione dei primitivi, ed abbiano originata o anche confermata la credenza che
la vita pub persistere e manifestarsi dopo la morte del corpo. Alcuni esempii
di storie di fantasmi o spettri raccolte fra i selvaggi hanno una sorpri udente
rassomiglianza 52 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1
coi fatti sui quali si esercita l'attività indagatrice della ‘ So¬ cietà
per gli studi psichici , ( Myth . ritual ami Reìiyion, 1887, trad. frane- '96,
pag. 98'. 10 non voglio scrivere un libro di erudizione, ciò che mi
sarebbe abbastanza facile in questo campo di studi al quale da anni dedico gli
intervalli liberi del mio tempo: ma vale la pena di citare, fra le centinaia di
esempi, questi quattro significantissimi. TI primo concerne gli
Australiani, ossia dei selvaggi veri. Le tribù degli Acunta, nell’Australia
Centrale, credono che in una specie di paese delle fate risiedano degli spiriti
puri individuali, chiamati iruntarinia, che possono entrare in relazione coll’
nomo vivente, dargli poteri eccezionali, farne nn mago, e istruirlo sul culto:
essi possono anche rapire il suo doppio detto arumburinga , che è una specie di
perispirito, (veggasi in : Spender e Gillen F., Nat ice tribes of Central
Australia, '99, cap. XV). 11 secondo esempio è tratto dalla civiltà
classica. 1 Greci pen¬ savano che in ogni uomo superiore — quelli di basso
grado, morivano in loto, come taluni spiritisti odierni credono che avvenga
degli uomini dal cervello ottuso e dalla coscienza non evoluta! — l'ombra o
e'tòuAov sopravviveva alla disso¬ luzione del suo inviluppo corporeo e si
portava sola nel “Hades,: e colà essa era perciò una semplice apparenza, che
riproduceva la forma del corpo del vivo e si supponeva costituita da una
materia assai più sottile e delicata (cfr. Gbcppe, Grierhische Mythologie ,
1908). Il terzo riguarda i Cinesi, che possiamo dire dei barbari, ma che
possiedono un completissimo insieme di credenze intorno all’anima umana.
Quest’anima è, per certi riguardi, identica all’ ombra, è mobile e non
necessariamente attaccata al corpo: essa va in pellegrinaggio durante i sogni,
i deliqui, il coma e la catalessi ; alla morte se ne parte definitivamente, ma
prima, in certi casi, può separarsi in via provvisoria dal corpo: anzi, vi sono
uomini che hanno il potere di in¬ viarla fuori di sè stessi (cfr. Ghoot,
Religious System of China, voi. IV: The love in pkilosophy and folk-conception,
1901). Il quarto ed ultimo esempio spetta alla psicologia delle classi
inferiori dei popoli inciviliti. Potrei indicare le superstizioni animistiche
dei campagnuoli Italiani, ma preferisco citare quelle dei fieri montanari
Scozzesi, degli “ highlanders secondo i qnali l’uomo è provvisto di più sorta
di spiriti visibili soltanto a individui dotati, per momenti o costante-
SPIRITISMO ED ANIMISMO 53 mente, di una seconda
vista. Un primo “doppio,, distinto dalla sua anima, appare a insaputa dell’uomo
là dove egli deve passare : è l' imagine del suo essere futuro ; ed ecco la
pre¬ monizione. Un altro appare al veggente quando è in punto di morte; ed ecco
le allucinazioni veridiche. Un terzo doppio compare ancora quando egli desidera
o fortemente pensa di essere ed agire; ed ecco la volontà scliopenhaueriana,
1'“ io intimo e profondo , dei neo-idealisti e dei bergsoniani, che si realizza
in forma di fantasma. Tutti questi doppi agiscono diversamente: gli uni hanno
gesti propri, ma ve ne sono di quelli che ripetono i gesti del veggente, a un
dipresso come “ John King „ di Eusapia eseguisce gli spostamenti dei mobili
indicati dalle di lei contrazioni muscolari. Inoltre i veggenti , che gli
spiritisti chiamerebbero medi, hanno molta dimestichezza con una folla di
spettri provenienti dall’altro mondo! (cfr. J. G. Camciiell, W'itcraft a. second .-tight in
thè Highlands and Scoti and, '902 1. Non si possono negare, dunque, le sorprendenti
analogie tra le credenze animistiche e le dottrine spiritiche. Vi è di più: lo
spiritismo-sistema o religione, ciò che si equivale, predica il ritorno
aH’evemerismo primitivo, al culto degli antenati. Al Congresso dell’900 il
Bktim, che non era il più fanatico dei presenti, esclamava: ‘Quale
spettacolo bellissimo presenterebbe la vera famiglia spiritista, in cui il
padre e la madre, i tigli e gli amici, si riunissero tutte le sere, all'ora
della preghiera, per invocare gli antenati defunti, gli amici disincarnati e le
guide fami¬ gliar!! S'avrebbe allora la vera religione, il vero culto,. (* C.
R. Vongr. „ p. 417). Lo spiritualismo classico, filosofico o teologico,
ammette due soli principi nell’uomo: la materia o corpo, lo spirito o anima; ma
bisogna riconoscere che ci lascia incerti sul suo concetto intorno alla vita. Il
neo-vitalismo propende a ritornare al¬ l’idea o ipotesi di una forza vitale
diversa dalle forze fisico¬ chimiche: e allora, se gli spiritualisti fossero
coerenti, do¬ vrebbero considerare l’uomo un misto di tre cose differenti: il
Corpo, la Vita, lo Spirito. Sotto questo aspetto lo Spi¬ ritismo offre maggiore
coerenza dello spiritualismo: salvo le varietà di scuole, chiesuole o circoli,
e tenendo conto della fonila sotto la quale ci è presentato oggidì dai suoi più
stimati teorizzatori (peres., dal Dfijtis, dal Gyki., dal Du Prel, dal Mybbs,
dalPEscAUssE . ), esso ammette per l’ap- 54 PSICOLOGIA
K SPIRITISMO, I punto, come ho detto, tre elementi: Corpo,
Perispirito, Anima : il primo, costituito di materia grossolana; il secondo, di
materia sottilizzata, che sembra essere una sola cosa con il * fluido vitale il
terzo, lui soltanto!, spirituale. Nel così detto spiritismo evolutivo, tutti e
tre questi elementi sarebbero in evoluzione progressiva : il corpo od
organismo, secondo le leggi latnarckiane e darwiniane; il perispirito, mediante
la composizione della quintessenza degli elementi naturali combinatisi nelle
incarnazioni anteriori dell’individuo, quin¬ tessenza tanto più sottile o meno
materiale quanto più elevato è l’essere; l'anima, mediante l’accumulnrsi dei
ricordi delle personalità anteriori, la trasmissione ereditaria degli acquisti
fatti dai progenitori, e lo sviluppo personale cre¬ scente della coscienza e
della libertà morale. A proposito dell’anima c’è un po’ di confusione
ingene¬ rata dall’ infelicissima idea dell'AiiSAKOFF, di chiamare ani¬ mismo l’
insieme dei fenomeni (medianici) che si effettuano fuori dei limiti del corpo
dei medi per esteriorazione del loro potere o “fluido animico Il
differenziamento dei fe¬ nomeni personistici, ossia subbiettivi nel medium e
negli astanti, dagli animistici, che io direi elettivi, e dagli spiritici, che
sono i soli e pochi, anche per I'Aksakoff, da attribuirsi a) l’intervento degli
spiriti, denota certo un sano criterio nel ce¬ lebre scrittore russo, ed è
stato utilissimo alla causa dello spiritismo scientifico, buttando a mare tutte
le impurità ed im¬ pudenze ed ingenuità onde era costituita la massima parte
del suo bagaglio. Ma il termine “ animismo „ aveva da molto tempo un altro
significato in storia della filosofia, in etno¬ grafia ed in autografia
comparata. Erano animisti i .Tonii, i Pi¬ tagorici, gli Eleati, gli Ilozoisti,
i Panteisti, nonché Platone, Aristotele e Galeno, nonché gli Stoici e i
Neo-platonici, e gli stessi scolastici. Furono animisti i nostri grandi
filosofi della Rinascenza, L. Tomeo, Pomponazzo, Patrizi, Bruno ; e poi molti
medici e filosofi dal ’500 al '700, Paracelso, Fludd, Van Hélmont, Staul; e più
vicino a noi si sono pronun¬ ciati per l’animisino il Réoahier e lo Chauffard;
e in mezzo a noi fanno del neo-animismo scientifico il BrNGE, il Rind- fleisch,
fors’anco il Reinke e I’IIeidesjiain. Si conosce poi l’animismo dei popoli
primitivi e selvaggi (Tylor), e v'è tutta una collana di nozioni mitografiche
relativa alla credenza nelle anime dei morti separate dal corpo e mal distinte
dalle divinità inferiori e dagli altri esseri spirituali di natura non umana.
Il termine era, dunque, consacrato dall'uso per altri concetti filosofici e
storici e mitici; mal fece I’Aksakoff a SPIRITISMO E
SUBCOSCIENTE 55 deviarlo dal suo significato,
profittando del fatto che certi inesmeristi avevano detto “ animico » il fluido
magnetico od c, dico, radiante dal corpo dei loro soggetti. Intendiamoci
bene, pertanto. Questi “Invisibili,, quelle “ Entità intelligenti ed occulte „
che vengono evocate nelle sedute dei medi, la Eusapia compresa, e che ci si
manifestano con fenomeni di due specie, intellettuali e fisici, sono per .di
spiritisti puri (a parte certi spirito-occultisti) “le anime dei defunti „,
sono la “ parte spirituale degli uomini che si sono disincarnati,, provvista
però, a quanto pare, di un involucro materiale sottilissimo, che è il “
perispirito ,. Ora, siccome sarebbe il “ perispirito , dei medi quello che
progettandosi pro¬ durrebbe od eseguirebbe i fenomeni animistici di Aksakokf,
così per essere coerenti e chiari (due doti non frequenti fra i teorizzatori
dello spiritismo) si dovrebbe dare al perispirito il nome, non più di “ anima ,
in genere, ma di “ corpo ani¬ mico , o anche di “ anima finidica od odica , di
natura materiale, per distinguerla dall’ “ anima spirituale,, dallo “ spirito,
propriamente detto, dotato di coscienza e di volontà. Ma anche
quest’anima non è tutta cosciente, nè libera : ve n’è una parte importantissima
che rimane al di sotto della soglia o limen della coscienza, ed è pertanto
subcosciente o subliminale (Mvebs). Essa opera sopratutto per automatismo, ed è
di gran lunga più estesa e potente della parte superiore o coscienza; essa è
quella che si rende palese in molti stati pato¬ logici, nei sogni, nel genio,
nell’ estasi, nell’ipnosi, nello stato magnetico, e in tutta la categoria di
fatti psichici trascendenti i confini e la legge della fisiologia e psicologia
normali. Orbene, pare (ma non è chiarito) che gli spiritisti ammettano in
questa coscienza subliminale o "subcosciente il potere di proiettare fuori
dell’uomo vivente il suo perispirito: quando essa me¬ desima se ne riveste, dà
origine agli sdoppiamenti della per¬ sonalità; quando lo cede agli “spiriti,
dei “disincarnati, che corrono ad impossessarsene, loro fornisce il mezzo di
agire meccanicamente e di rendersi visibili, luttavia non si sa come avvenga la
separazione tra il superliminale e il subli¬ minale : si direbbe che gli
psichicisti, inebriandosi del loro verbalismo, separino in sostanzialità ed in
potere le due “ coscienze , e concepiscano due emi-anime addossate 1 una
all'altra come due fratelli Siamesi, o sottostanti come uno strato d’acqua ad
uno di olio, ma disgiungibili per lo mezzo o per traverso, e suscettibili di
diventare estranee fra loro. Essi non si accorgono che la “coscienza, non è un
entità da tagliare in due metà o parti, ma una qualità , di de-
56 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I terminati fenomeni,
la quale va per gradazioni insensibilmente sfumate da un maximum ad un minimum
di chiarezza: le parole * soglia e sottosoglia “ coscienza superiore e co¬
scienza inferiore „ hanno appena un valore metaforico: non sono sostanze, ma
nomi sostantivi !! Insistere ora su queste dottrine è un fuori di luogo.
Noi dobbiamo piuttosto domandarci se, di fronte ad esse, la scienza odierna
psicologica non abbia una via sua propria da se¬ guire, meno fantastica e più
solida, meno ipotetica e più empirica; una via, dove non si incontrino antichi
ruderi di miti, e vecchi frammenti di concetti mistico-filosofici; una via
materiata e costeggiata da fatti positivi di osservazione e di
esperimentazione, che ci conduca ad una mèta, sia pure provvisoria, giacché la
scienza sa di non essere in grado di darci 1 Assoluto, ina per lo meno tanto
sicura, proporziona¬ tamente ai mezzi di conoscenza di cui disponiamo, da con¬
cedere un po di riposo e di calma a noi affaticati da secoli e secoli di
escursioni e capitomboli nei domini tenebrosi dell Occulto e dell Invisibile.
Orbene: da alcuni anni si può dare una risposta affermativa e consolante a
quella domanda. Ma qui, a meglio comprendere le cose, bisogna rifarsi
molto addietro nella storia delle dottrine vitalistiehe e spiritua¬ listiche :
i lettori impazienti saltino pure queste poche pagine di storia
filosofica. Alle fonti della pneumatologia. L'esistenza di un
* perispirito „ è il cardine dell' ipotes spiritica: quest’anima semimateriale,
senza di cui rimar¬ rebbe incomprensibile il presupposto ufficio intermediario
dei “medi,, trova le sue origini nell’antica e vecchia pneu¬ matologia.
Non mai ha dominato, u riguardo della natura dell’uomo, e sopratutto a riguardo
delle sue funzioni mentali, un dua¬ lismo puro e assoluto : voglio dire che
mai, anche nei più bei tempi dello spiritualismo classico, da Platone a Tom¬
maso d'Aquino,da Descartes a Cousin, da Kant agli odierni pnrallelisti „ e
meglio ancora agli odiernissimi neo-vitalisti e neo-idealisti, mai 1 uomo fu
concepito come un doppio semplice, risultante dall unione di un corpo con un
'anima (della CORPI», VITA E SPIRITO i>7
“ Materia , con lo “ Spirito , ) : sempre tra questi due ter¬ mini
opposti, lo volessero o no i filosofi dualisti, se n'e intromesso in maniera
più o meno aperta un terzo, e questo terzo è rappresentato dalla Vita.
Nell’uomo i dualisti più esclusivi non hanno mai saputo nè potuto assimilare i
fenomeni “ psichici „ veri, il sentimento l’idea e la volontà, ai fenomeni
“vitali,, alle attività meno elevate dell'organismo; in quanto che, dando
all’anima l’attri¬ buzione generica di rendere attivo e di “ far vivere „ il
corpo, sia nelle sue singole parti, sia quale complesso armonizzato di parti,
bisognava necessariamente dare un’anima non dissimile anche agli organismi
inferiori e perfino a quelli costituiti da un solo elemento monocellulare. Se
l’anima era nell’uomo inca¬ ricata. non solo di sentire pensare e volere, ma
anche di nutrire respirare crescere e riprodurre il suo corpo, come non avrebbe
dovuto godere le stesse attribuzioni o facoltà anche nel bruto, e giù giù,
scendendo a gradi tutta la scala ininterrotta degli esseri viventi, anche
nell’insetto, nell’in- fusorio e nell’ameba? E da questi estremi gradini della
serie animale, come non passare, senza disgiunzione arbitraria, alla serie
vegetale ? In altri termini, la Vita era essa la Mente ? Il problema
formidabile si è imposto da secoli alla meta¬ fisica ed alla psicologia, ma non
ebbe mai una soluzione decisa. Credo anzi che moltissimi biologi e psicologi
non se lo siano mai posti, 0, se lo hanno intravvisto, se ne siano pru¬
dentemente scostati. Sono specialmente gli spiritualisti dua¬ listi che bau
cercato di eluderlo: essi sono stati costretti a trovare un compromesso miope,
distinguendo la Mente, prodotto di un’“ entità spirituale „, dalla Vita,
prodotto di un’ “ attività vitale „. Evidentemente non si voleva ricono¬ scere
che, se l’organismo era capace in sè e per sè di dare i fenomeni “vitali „,
poteva ben essere in grado di dare anche i fenomeni “ psichici „. Più coerenti
sono stati perciò gli spiritualisti unitari o idealisti del tipo di Berkeley:
almeno essi hanno proclamata l’esistenza di sole sostanze spirituali, riducendo
tutto allo spirito, negando la materia ; e così sono arrivati a quel
semi-delirio paranoico che è il solipsismo ( l’esistenza di una sola coscienza
che cren il mondo e tutti gli esseri, quella del “ pensatore „ ; la non
esistenza del corpo e di tutte le altre coscienze come cose reali!! — ).
_ Ma tutte le scuole dualistiche, dette impropriamente spi¬
ritualistiche, sono state incoerentissime: l’Uomo, come esse ce lo descrivono o
come se lo raffigurano, non è già una dualità, ossia un composto di Corpo -j-
Anima, ma una trinità, ossia un composto di Corpo -f Vita -f Spirito. In
tal modo, però, esse han simulato di non accorgersi cbe sono tre le correnti da
mandare avanti senza contraddizioni : Organicismo (materialismo) -+- Vitalismo
+ Spiritualismo. È difatti in ogni tempo la filosofia ortodossa ha separato i
fenomeni “ vitali per un lato dai “ materiali „ o fisico¬ chimici, per 1 altro
dai “ mentali „ o psichici. L’imbarazzo di illuminarci su una siffatta
separazione non é stato meno grande eli quello incontrato dagli stessi filosofi
per dimo¬ strare l’indipendenza dei fenomeni psichici dagli organici! I più
astuti, pui' non volendo unificarli, hanno finito collo scoprire le teorie
anodine del “parallelismo fisio-psichico „ e dell ‘‘interazione o azione
reciproca tra fisico e psichico „, che naturalmente lasciano le cose come le
trovano e sono appena un contentino per le coscienze timorate cui fa paura il
dubbio di passare per “materialisti „. I più logici, invece, dovrebbero
accostarsi, senza tante fisime, allo spiritismo, come avea finito col fare
Angelo Brofferio : lo spiritismo, infatti, col suo “ perispirito „ , sostiene
la composizione trina dell uomo, laddove l’occultismo è giunto anche alla penta
— ed all epta-essenza ! ossia ai cinque o sei elementi. E assai difficile
orientarsi in mezzo alla moltitudine di queste ipotesi, congetture e denominazioni
filosofiche; e, in particolar modo, è arduo voler raggruppare attraverso i se¬
coli le fila delle dottrine esplicative intorno alla natura del- 1 anima e ai
suoi rapporti coll’organismo. Ma con un po’ di sforzo sintetico, si riesce a
capire che i maggiori fra i filosofi idealisti dell'antichità, messisi in
antagonismo con la grande corrente monistica creata da Eraclito, Parmenide,
Empedocle, Anassagora e Democrito, e non sapendo come trarsi di impaccio,
avevano finito coll’am mettere la pluralità delle “ anime „ : e in ciò erano
più onesti (la parola è dura, ma risponde proprio al mio pensiero) di certi
spiritualisti-idealisti odierni. Platone, ad esempio, suppose l’esistenza in
noi di tre anime: una pensante, il vo0<;, avente sede nella testa; una
sensitiva, il Ouuót;, siedente nel petto e specialmente nel cuore; ed una
appetitiva, l’òmòtiu'iTixóv, mal definita e mal denominata, localizzata nel
ventre, al di sotto del dia¬ framma : In prima sola, di origine divina ed
immortale ; le altre due, di bassa estrazione e mortali. È supponibile (per non
abbassare di troppo la posizione filosofica del “ divino , Platone!) che questa
trinità animistica fosse soltanto meta¬ forica; ma le metafore hanno purtroppo
nella storia del sapere umano un’influenza funesta : dal gregge
innumerevole fonti della, fnedmàtologia 59
dei seguaci di una dottrina o di una scuola sono prese come verità, come
rappresentazioni della realtà. Ed ecco perchè il pluralismo psichico platoniano
non è scomparso quasi più dalla filosofia dello spirito: esso è durato per
secoli; esso nei tempi antichi ha dominato nomini di mas¬ sima genialità come
Aristotele e Ippocrate, e nel medio¬ evo gli scolastici, compreso Tommaso d’
Aquino; ed esso si trova ancora sotto le vesti malcucite del “ neo-spiritua¬
lismo ,, intendo dire dello spiritismo ! Vale la pena, talvolta, di rimontare
alle origini. Aristotele mutò, tuttavia, alquanto il concetto delle tre
anime: lasciò sussistere l’ anima pensante o noetica, quindi unì insieme le
altre due, la sensitiva e la motrice (nella quale esiste il desiderio o
appetito), e ne fece V anima animale-, ma, da grande naturalista qual’era ancor
più che grande filosofo, vide che le funzioni di nutrizione crescenza e ripro¬
duzione, possedute anche dalle piante, non erano ascrivibili iille due anime
precedenti, e ne ammise una terza, V anima regetatii-a. La scala era cbsi
stabilita: 1° i corpi materiali senz’anima (individuale); 2° gli esseri viventi
vegetali, con un corpo ed una sola anima; 8“ gli esseri viventi animali, con un
corpo e due anime : 4° l’essere umano, con un corpo e tre anime, ciò che
costituiva una quaderna e non più una terna! Lo strano si è che quarant’anni or
sono, sotto la designazione vaga di * cause „ e in aggiunta alla gravitazione
regolante i fenomeni di moto kepleriano (astri e sistema solare), un
antropologo insigne, Ariti, de Quatrbfages, pretese risuscitare le tre anime
aristoteliche per distinguere i regni naturali, cosicché l’uomo sarebbe stato
il prodotto di cinque cause : gravitazione, eterodinamia (forze
fisico-chimiche), vita, anima animale, anima umana o razionale (Rapport sur V
An- ihropologie, 1867; L’Espèce humaine, 1875). La Scuola di Alessandria,
per merito di Ekasistrato e di fiero di Efeso, semplificò alquanto le cose:
riunì l’anima vegetale alla animale, e ne fece il “ pneurna vitale „ , met¬
tendogli al di sopra il “ pneurna psichico La Scuola di Per¬ gamo, con Galeno
alla testa, senza grandi esitanze ed incer¬ tezze ritenne e consolidò la “
pneumatologia „ (questo nome è ricomparso con De Mirville negli inizi dello
spiritismo): se non che, parve che Galeno volesse assimilare il pneurna
psichico alla sostanza dell’anima intelligente; ma non scor¬ gendo il mezzo di
collegare piante ed animali in un solo impero dei viventi, ei ritornò a
disgiungere gli “ spiriti vitali , di natura più bassa (la vita vegetativa) da
quelli “ animali „ di costituzione più raffinata (la vita di relazione).
Orbene: sono questi galenici “ spiriti animali , che, — una volta imaginati per
ispiegarsi le attività non ancora psichiche o spirituali, e non più
semplicemente vegetative od organiche dell’uomo, — hanno attraversato il
medio-evo senza alcun mutamento essenziale, e dalla medicina si sono imposti
alla filosofia per più secoli : sono anche i imOnct che si ribattezzano col
ter¬ mine di peri-spirito. L’Aquinate e gli scolastici li accolsero nella
loro sbiadita e involuta psicologia; e i medici-filosofi del Rinascimento li
adoperarono per chiarire (?) le funzioni di innervazione: secondo l’espressione
di Varolio (1572), gR “ spiriti animali „ avevano “ l’ufficio di presiedere
alle operazioni superiori del cervello „ . Ma erano “spiriti, in realtà molto
materiali, cosicché hanno proprio i caratteri del “ perispirito , dello
spiritismo odierno; per esempio, Gl v i»k Chauliac nel 1663 li faceva derivare
da una “ distillazione degli inferiori spiriti vitali traverso la rete mirabile
dei tessuti,. E codesta loro materialità fu mantenuta nella metafisica dello
spirito dal grande instauratore del pensiero moderno, dal Cartesio. Si è
detto che Renato Descartes (i cui scritti memorabili vanno dal 1637 al 1667,
compresi quelli postumi), negasse l'anima ai bruti, qualificandoli per
meccanismi automatici senz’anima; ma la cosa va intesa in un senso più riguar¬
doso per la gloria della psicologia cartesiana. Ai bruti egli accordava almeno
gli “ spiriti animali , che già trovava nella medicina del suo tempo; salvo che
in luogo di figu¬ rarseli spirituali come 1’ “ anima razionale „ da lui
collocata nella ghiandola pineale a mo’ di un ragno nel bel mezzo della sua
tela, li pensava materialisticamente Nel suo pensiero erano “ spiriti „ diversi
solo dai “ vitali , per una maggiore finezza; erano un qualche cosa di assai
più fino dell’aria, una specie di “ vento sottilissimo ,, o, piuttosto, una
fiamma vivacissima e purissima. Questa “fiamma,, spinta dal calore del cuore
(centro della vitalità o degli “ spiriti vitali „ i, possedeva una velocità
estrema, e, arrivata alla testa, si spandeva pei ventricoli del cervello, penetrava
nei pori della sua sostanza, ne sortiva pei nervi e si rendeva ai muscoli,
causando non soltanto le azioni naturali (le organiche infe¬ riori), ma pur le
“ animali , Ile sensibili, le motrici, la memoria, l’imaginazione, la
ragione). Come poi Descartes concepisse i rapporti di questi “ spi¬ riti
animali , con la sua anima razionale e unificatrice di tutte le attività
escogitanti, non è dato a nessuno di capire; GLI “ SPIRITI ANIMALI
„ 61 10 mi ci sono scervellato indarno ! Non tatti gli
storici della filosofia dello spirito sanno che una distinzione ben netta fra
uvèuMa materiale e anima immateriale si è formata len¬ tissimamente: nè
Descartes, nè Spinoza, nè Leibniz ave¬ vano un'idea precisa sui rapporti fra
l’attività mentale e il cervello. Ad ogni modo, gli spiriti animali,
rinvigoriti dalla adesione di Descartes e sempre concepiti materialistica¬
mente, per es. da G. Borelli e dall’HoFFMANN, durarono ancora per molto tempo.
Non valse che il Virdssbns (1684) pretendesse spiritualizzarli, vedendo in essi
* una sostanza immateriale sottilissima, volatilissima,, offrente i caratteri
della materia eterea (il principio astrale degli occulto-spiritisti nostri):
chè in quel tempo stesso A. Mayovv (1681) li diceva bensì * sottili, agili ed
elastici „, ma, da coerente chimiatre, 11 assimilava allo “ spirito
nitro-aereo „ esistente nell’aria; il che preludeva nientemeno alla scoperta
dell’ossigeno fatta cent’anni dopo dal Lavoisier. Dirò di più: la definizione
del Mayow era anche un preludio di quelle del perispirito avanzate adesso in
senso chimico, quando lo si imagina affine o riducibile al radio ed
all’elio. Gli spiriti animali, così materializzati e sempre più de¬
tronizzati dalle loro alte funzioni, sono scomparsi a poco a poco dalla scienza,
in principio sconfitti dall' “ animismo „ ultra spiritualistico dello Staul
(1707), malamente risuscitato trentanni fa dallo Chauffard(1878), in seguito
sostituiti dalle dottrine fluidistiche vissute fino in pieno sec. XIX. Però non
è dubbio, per chi studii la storia dei concetti filosofici e me¬ dici intorno
alla vita, che il “ fluido vitale , dei biologi vita¬ listi ad oltranza, questa
entità iiuaginaria collocata al posto delle antiche personificazioni
mitologiche, non fosse una sola e medesima cosa cogli “ spiriti vitali , di
Galeno e del medio-evo ; come è evidente che il “ fluido nervoso ,, rimesso in
onore anche recentissimamente sotto il nome di “ forza neurica radiante „ e
simili, si risolve psico-geneticamente negli “ spiriti animali . di cui ho parlato.
Purtroppo, si deve ri¬ conoscere che Inscienza rifà soventi volte lo stesso
cammino, illudendosi di mutare i proprii concetti quando muta i nomi sotto i
quali se li rappresenta. D’altronde gli spiritisti me¬ desimi, specialmente i
più astrusi che si compiacciono di tendenze occultistiche, affermano che il
perispirito o corpo fltiidico attuale è tutt’uno col hai degli Egizii, col
linga- sarira degli Indiani, col nephest degli Ebrei, col corpo spi¬ rituale di
San Paolo (?), e . (chieggo perdono dell’avvici¬ namento) col corpo
aromale del Fouiuer. 62 PSICOLOGIA K SPIRITISMO;
I Alla fine i “ pneumi „ o “ spiriti „ e i * fluidi „ sono stati,
tutti in massa, abbandonati o sottaciuti quando, al chiudersi del XVIII secolo
e al principio del XIX, i fenomeni vitali ven¬ nero concepiti quali effetti di
una “ forza specifica vitale „ agente in conformità delle altre forze naturali
fisico-chimiche, ma in conflitto permanente con esse. Però anche codesto vita¬
lismo, sebbene appoggiato dall’autorità di un Biohat, di un Giovanni Mùller, di
un Liebio, non ha potuto resistere alla corrente meccanicistica e
deterministica, che formò il carattere culminante della filosofia biologica del
secolo XIX sotto l'im¬ pulso dei progressi enormi compiuti dalle scienze
fisico-chi¬ miche. Anche la “ forza vitale, era stata cacciata pochi anni fa
dai più riposti angoli di un organismo, che si concepiva e si vedeva
sperimentalmente regolato in modo esclusivo dalle forze comuni agenti nella
natura esteriore e trasformantisi l’una nel¬ l’altra, quali modalità di una
sola Energia cosmica : essa era andata a raggiungere per vari decennii gli
spiriti e i fluidi. Ma oggi, eccola, dopo i trionfi del meccanicismo unitario
che pare¬ vano sicuri, eccola risuscitare, se non quale “essenza,, almeno quale
specificità formale degli esseri viventi nel neo-vita¬ lismo odierno di Bonge e
A. Gadthikk, di Hetdenuain e Paulow, di Reinke e di Driksoii. Ebbene: checché
si dica da questi chimici e fisiologi e botanici neo-vitalisti, che
verosimilmente non ci hanno pensato e protesterebbero indi¬ gnati, io dico che
le loro dottrine hanno ricevuto inconsa¬ pevole spinta anche dalla corrente
spiritistica. Per me la colleganza storica dei concetti esplicatorii della vita
è evi¬ dente : quando si vuole dare al fenomeno vitale una spe¬ cificità
distintiva dal fatto fisico e dal fatto psichico, si ricade nel pluralismo
antico pneumatologico ; e tra orga¬ nismo e pensiero, tra cervello e coscienza,
tra corpo e mente, tra materia e spirito, si deve per forza intercalare un qua¬
lunque siasi irviuqa, o uno “ spirito vitale ,, o un “fluido vitale „, o una “
forza vitale , o... un perispirito! Ma perchè, si chiederà, perchè questo
sfoggio di ricordi eruditi ? Unicamente per chiarire l’origine storica di tutte
le ipotesi non strettamente spiritiche o alquanto diverse dalla spiritica, le
quali furono enunziate recentemente onde spiegare l’insieme dei fenomeni
fisio-psichiei procreatori dello spiritismo-sistema, o da lui assorbiti come
pabulum in¬ dispensabile, divenuti anzi la sua ragione prima. Non si creda
invero che, per quanto staccati dai fenomeni vitali e mentali ordinari, quei
fenomeni che sono la manifestazione soggettiva ed obbiettiva di poteri ancora
quasi sconosciuti, o quanto meno eccezionali dell’organismo umano, siano
poi stati spiegati con ipotesi troppo diverse da quelle or ora da me rammentate
in pneumatologia o in vitalismo: noi pas¬ siamo a vederlo. *
* La corrente esplicatrice preterspiritica. Accanto allo
spiritismo, e di pochissimo tempo a lui posteriore, ma con radici approfondate
molto più in addietro, si è originato e svolto un insieme di nozioni e di
ipotesi preterspiritiche, le quali, pur restando ancora nella zona di pe¬
nombra del sapere umano alla quale accennavo, non mancano di consistenza e non
difettano di chiarore : esse sono, insomma, un frammento della nebulosa
conoscitiva che, distaccandosi dal regno interminabile e indeterminabile
dell’oscurità, si è venuto accostando per gradi al nocciolo già costituito
dalle scienze fisiche biologiche e psicologiche. Questo nuovo dominio della
conoscenza si è dapprima sviluppato sotto la solita forma di “ ipotesi
esplicativa „, poiché la mente umana comincia sempre con un lavoro frettoloso
di sintesi sui pochi fatti che ha osservato in un qualsiasi dominio naturale, e
solo tardi, quando si è servita di cotali ipotesi come di linee direttrici
nella ricerca analitica, scompone quei suoi primi tentativi di spiegazione
gettandone via tutto ciò che vi era di prematuro e di empirico, e li ricompone
con nuovi elementi in teorie meglio coordinate e più sicure. Così si vengono
sempre delineando due correnti parallele: quella ardimentosa, ordinariamente
precoce, delle spiegazioni, che risponde al bisogno istintivo del perchè ; e
quella prudente, ordinariamente tardiva, della investigazione e
sperimentazione, la quale conduce modestamente alla conoscenza del come.
L’ipotesi, che nei fenomeni dello “ spiritismo moderno „ iniziatosi coi picchi
delle sorelle Fox si manifestassero le anime dei morti o di altre “ entità
invisibili „, non poteva soddisfare chi, senz’essere animista nè spiritista,
doveva rico¬ noscere la loro realtà ed autenticità. Si ebbero, dunque, fin dai
primi anni, nello stesso Nord-America, gravi ed acerbi dibattiti sulla natura
dei nuovi “ barlumi del soprannatu¬ rale „ (Elliot) e sul valore della
riapparsa “ psicomanzia „ (Page). Chi non poteva adattarsi a vedere nelle “
manife- 04 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1
stazioni spirituali , dei dialoghi con trapassati o con altre entità
occulte, ne cercò altrove una spiegazione: e ben presto la trovò o credette di
trovarla. Questa corrente esplicatrice dei fenomeni, che per bre¬ vità
dirò anch'io con Grasset “prescientifica,, è stata sollecita a formarsi per il
motivo che in un dominio contermine e molto affine del “meraviglioso,, in
quello dei fenomeni “magne¬ tici,, le ipotesi non mancavano, erano, anzi, da
molto tempo in fiore, inquantochè nate ad uno stesso parto con la creazione
della tecnica produttrice di codesti fenomeni ad opera di An¬ tonio Mesmer
(1766). Ma veramente, per le ragioni storiche da me addotte nei paragrafi
precedenti, si sarebbe potuto risalire di circa duecento anni, collegando la
neo-pneumato- logia o teoria americana dello “ Spiritual World „ con la vecchia
pneumatologia degli “ spiriti animali e vitali , da Galeno a Vieusskn». Quegli
“ spiriti ,, ad esempio, che agi¬ vano entro i confini dell’organismo
individuale, perchè non avrebbero potuto imaginarsi dotati della facoltà di
fuoruscirne e di agire a distanza, sia su altri organismi viventi dotati di
sensibilità particolare o “ sensitivi ,, sia sugli oggetti materiali? Ed ecco
la psicogenesi dell’ipotesi enunciata nel 1675 da Guglielmo Maxwell, medico del
re Carlo II d’In¬ ghilterra : il quale congetturò che dall’ uomo vivente sfug¬
gissero dei “ raggi corporei „ aventi molta affinità cogli “ spiriti vitali ,,
ma usufruiti eventualmente dall'anima che operava al di fuori del corpo per
loro mezzo e dava ad essi la energia e la potenza di agire (De medicina
magnetica, Londonii, MDCLXXIX). È a questa ipotesi pressoché immutata
nella struttura, appena diversa nel nome, che si connettono a un secolo e poco
più di distanza le idee di Mesmer, Puységur, Tariiv he Montravel, Deleuze,
Ducotet, ecc. circa la esistenza di un fluido particolare battezzato come “
magnetismo animale ,. Si supponeva, cioè, da oltre ottanta anni prima dei
picchi pro¬ dotti dalle sorelle Fox. che neH’atmosfera della nostra terra
arrivasse dal sole e dai pianeti un fluido sottilissimo, etereo, che penetrava dappertutto
ed agiva particolarmente sul sistema nervoso dei corpi animati. Dapprincipio lo
si disse tutt’una cosa con il magnetismo della calamita, ma poco dopo lo si
differenziò e si ebbe cosi il “ magnetismo dei corpi animali ,. Era un nuovo
fluido che si aggiungeva agli altri enti incoercibili e imponderabili, che i
fisici avevano ima¬ ginato per servire di intermediar! fra i corpi influenzanti
e i corpi influenzati, e con cui spiegavano i fenomeni calorifici, luminosi,
elettrici e magnetici. Se non che, esso doveva essere più simile al “ fluido
vitale con cui i biologi pre¬ tendevano capir meglio i fenomeni degli organismi
viventi, e al “ fluido nervoso „ più o meno risolvibile nel precedente e col
quale i tisiologi si ingegnavano di spiegare la tras¬ missione delle
impressioni sensitive dagli organi al cervello e quella delle incitazioni
motrici dal cervello agli organi. In realtà, bastava irnaginare che codesto
ultimo imponde¬ rabile ipotetico fuoruscisse dai confini di un dato organismo
ed andasse ad influenzarne un altro a distanza, per trasfor¬ marlo nel fluido
creatore del “ rapporto „ magnetico; e cosi si trovò spiegata, dai mesmeristi e
dai magnetologi che successero al Mesm.br, la facoltà posseduta da certe per¬
sone i i magnetizzatori) di trasmettere e comunicare i loro pensieri e la loro
volontà ad altre persone (i magnetizzati, i “ sensitivi ,). Ancora adesso, il
“rapporto, è il cavallo di battaglia usato contro l'ipnotismo
scientifico. E là che debbono essere scorti i primi elementi di tutte quelle
spiegazioni dei fenomeni magnetici, sonnambulici, ipnotici, lucidi,
bio-elettrici, spiritici e telepatici, che sono state formulate negli ultimi
sessantanni, il più spesso, è vero, in appoggio, ma talora anche in opposizione
assoluta alla ipo¬ tesi dell'intervento e comunicazione delle anime dei
defunti. Questa corrente preterspiritica di indole strettamente mec¬
canicistica e materialistica (è inutile che si protesti il con¬ trario), a base
di effimii, di emanazioni, di radiazioni più o meno sottili a mo’ degli antichi
“ spiriti animali „, e più o meno ipotetiche a mo' dell’etere dei tìsici, ha
oramai un bi¬ lancio assai ricco. Vi ricorrono nomi di dotti di primo ordine,
anche se dai contemporanei non sono sempre stati apprezzati come meritavano; e
vi si succedono, vi si sostituiscono o combinano ipotesi non prive di
genialità, uè mancanti di ra¬ gionevolezza, anche se considerate con aria di
disprezzo dalla “ scienza ufficiale „ o da quegli scienziati che si imagiuano
di rappresentarla e di tenerne acceso gelosamente il sacro fuoco vestale.
Vi si incontra, in primo luogo, l'ho già detto, tutta la lunga serie dei
magnetizzatori e magnetologi, continuata da Messikk a Gkssmann, da Dupotet a
Mootin, da Lisimaco Vekatti (— G. Pellegrini) a Durville e Rouxbl, i quali,
sopratutto per illuminare le azioni a distanza, hanno trasportato il “ fluido
magnetico , o 1" etere mesmerico „ in pieno spi¬ ritismo. Essi lo hanno
assimilato, in forma ora esplicita ed ora latente, al perispirito, al “ corpo
astrale „, all’“ anima fluidica Morselli . Psicologia e spiritismo
. che si estrinsecherebbe dai medi e che sopravvivrebbe, ora Cóme
inviluppo post-mortale definitivo dell' *• anima spiri¬ tuale ora come fantasma
o ammasso fluidico dissolvibile nell’ “ essere postumo „ (D’Assirb). Appartiene
a questa schiera, pur divergendone sensibilmente, anche il conte Age- uoitic de
Gaspabin, che all’epoca dell'invasione degli anglo- americani tavolini giranti
(1854) respinse, nonostante il suo cattolicissimo modo di pensare, ogni
intervento sopranna¬ turale di demonii o di anime di morti, ed enunciò l’idea
che l’agente misterioso di quei moti fosse un “ fluido vitale „, forse il
magnetismo di Mksmeh, fors’anco il calorico. E vi appar¬ tengono pure lo
CiiAiiPiGNON, il Despine. il Ramhosbon, ece., che non sapendo spiegarsi con le
funzioni nervose ordinarie i fatti d'azione a distanza, della trasmissione
psichica, del con¬ tagio mentale, hanno supposto l’esistenza di un agente
miste¬ rioso, semi-materiale ma invisibile, che passerebbe dal magne¬ tizzatore
al magnetizzato, dal soggetto attivo al passivo, e spiegherebbe il famoso “
rapporto » fra l’uno e l’altro, rap¬ porto non chiarito dalle investigazioni e
dottrine sull' ipno¬ tismo e sulla suggestione (non mentale). In secondo
luogo, con successione parallela alla precedente magnetologica, talvolta del
tutto distinta (almeno in appa¬ renza), tal’ altra convergendo verso di lei, vi
figura la schiera di tutti gli scopritori e denominatori di qualche ipotetico
prin¬ cipio attivo (mesmerico o no), che sarebbe più fino della ma¬ teria onde
consta il corpo organizzato, e avrebbe la facoltà di fuoruscirne, di rivelarsi
con azioni meccaniche u distanza e con particolare balistica; che mostrerebbe
fenomeni di pola¬ rizzazione, e potrebbe anche rendersi percettibile alla vista
di individui peculiarmente dotati di sensibilità ad hoc, perciò detti “
sensitivi „. Questo principio o agente pressoché mi¬ sterioso, non ancora
riconosciuto dalla scienza positiva di laboratorio e di clinica, lia avuto nomi
diversi e non si è appalesato sempre fornito dei medesimi caratteri e delle me¬
desime qualità: il che ha accresciuto i dnbbii e le diffi¬ denze. Inoltre, non
viene chiarito abbastanza se noi abbiamo da intenderlo come un’emissione o una
vibrazione od un’on¬ dulazione analoga alle altre forze naturali: non c'è, come
osserva l’illustre D’Absonval, altra via che uua di queste tre, per ridurre le
azioni a distanza sotto il dominio della fisica. Per comprenderne la
comparsa e i nomi, bisognerebbe anche qui rifarsi a capo di un capitolo
importantissimo di storia della fisiologia; bisognerebbe indagare con buona
critica la influenza che le scoperte ammirabili dei nostri grandi Galvani,
Nobili, rixiiiissio t. psicodinajii.smo . 67
Mattbccci sull’elettricità animale — compiute dal 1797 al 1845, confermate poco
dopo daDc-Bois Reymond f’48-77), poi da Hermann e Kchne(’67-98) — debbono avere
esercitato sulla fantasia dei mesmeristi magnetologi e neurologi- Non altri¬
menti io mi spiego il fatto che fino dal 1842 il doti. Rode» Buchanan di
Cincinnati (ci imbattiamo continuamente in Americani, quando si tratta di cose
ardimentose!! avesse inventata la sua teoria della nervatira : questa era una
sottile emanazione data dal sistema nervoso, massime dai centri ce¬ rebrali;
era un che dimezzo fra l'elettricità e il calore da una parte, la volontà e la
coscienza dall’altra; essa agiva poi da - mediatore „ (si noti !) Ira le due
entità, corpo ed anima, costituenti l’uomo. L’anno stesso in cui nacque lo
spiri¬ tismo odierno nella fattoria delle sorelle Fox, un rev. Boveio Dops di
Nuova-York parlò senz’altro di elettricità vitale 1 1847 1; e tre anni appresso
un medico di Boston, il dottore S. <T. Gtìumes, suppose la esistenza di un
lluido sottilissimo, Yetherium, cui assegnò tutte le azioni curative del magne¬
tismo animale fabbricandovi sopranna sua eteropatia (’50).
Contemporaneamente, in Europa, l’austriaco Bar. Di Rki- CHBNBAOU, dopo lunghe
indagini, usciva con la sua congettura dell’orf. L’ “ od „ pervade l’intero
universo; è rivelato dagli or¬ ganismi con particolari effluvii, ma è diverso
quale “ dinamide „ dal calore, dalla luce, dall’elettricità e dal magnetismo ;
è for¬ nito di poteri motorii attrattivi e ripulsivi, non che di po¬
larizzazione; ed agendo a distanza sui corpi tisici e viventi, è il vero
“termine intermedio | ecco ancora la medium nità ! | fra il mondo degli spiriti
e quello dei corpi , (1849-’66). É giusto ricordare che all’ipotesi dellW hanno
aderito uomini di levatura, fra cui citerò l’esimio ingegnere e fìsico inglese
Fletavood Varley (’69), che fu compagno del Crooices nelle celeberrime
esperienze sul medium Fiorenza Cook, e il conte Col. Aus. de Rochas, un
eminente cultore della òdierna meta¬ psichica (’95). Ed è pure atto di
giustizia riconoscere che all’od reichenbachiano, sebbene riguardato quasi come
un’invenzione pazzesca da Helmiioetz e da Di' Bois Reymond, si connet¬ tono
tutti gli agenti ipotetici, tutte le forze ignote imagi¬ nate in questi
ultimissimi tempi per ripiegare tanto i fe¬ nomeni mesmero-magnetici, quanto
gli spiritici, e massima¬ mente fra questi ultimi i fenomeni tisici od
esteriori. Dovendoci restringere, qui citiamo: — lo psicode, detto anche
forza edenica, con la quale il tisico ginevrino Turar, riprendendo le
osservazioni del Gasparis, volle chiarire il fatto materiale dei tavolini
giranti, in quantochè gli “ edenici „ t 68
PSICOLOGIA B SPIRITISMO, I permettono alla volontà,
prescindendo dall'azione muscolare, di agire a distanza sopra i corpi inerti (
1858-881 ; — la forza nervosa, assimilabile all’elettrica, che Cablo Bbay
sostenne ca¬ pace di dare anche il pensiero, pur dichiarandola un particolar
modo della comune ed universale energia, convertibile e reversibile nelle altre
forze naturali (1866) ; — il fluido ner¬ voso, con cui Chevillaiui volle
risolto il problema spiritico' (1869); — la forza neurica radiante, scoperta e
lungamente studiata dal dott. Baréty ( 1881-87); la forza, pure essa con¬
cepita analoga all’elettricità ed al magnetismo, che il celebre filosofo En. v.
Hartmann suppose emanata dal corpo dei medium, e nella quale I’Aksakoff ha
creduto di scorgere un’esagerazionedeH’animismo (1885 ); — le correnti di
polarità, determinate nell’organismo umano da Chazaraink e Déclé, visibili ai
medium pel loro colore azzurro e rosso a’ due lati del corpo, e che gli
scopritori dichiarano invece diffe¬ renti dalla polarità magneto-elettrica
(1886); — da ultimo, per chiudere la serie, la forza vitale fluidica, stabilita
e mi¬ surata con “ formula biometrica „ dal dott. Ipp. Babau l'C ( 1894-96),
seguito da quei pochi psichicisti, come il dottore Joike, che preferiscono
teorizzare precocemente anziché con¬ tentarsi dello studio esatto e
spregiudicato dei fenomeni. Gli * Studi psichici , e la
Metapsichica. È soltanto in uno studio dei fatti, scevro per adesso da
pre¬ mature generalizzazioni e da affrettate ipotesi esplicative, che si
rinchiude la corrente investigatrice veramente seria, stret¬ tamente
scientifica, dell’epoca attuale. I suoi inizii furono po- lemico-critici. ma
ebbero tosto quell’impronta positiva che sol¬ tanto poteva darle il metodo
obbiettivo-sperimeutale. Nei cenni storici precedenti ho accennato di scorcio
alle fasi precipue di questa investigazione metodica: dò qui alcuni maggiori
particolari di rilievo. Fu il di 23 gennaio 1869 che la Società
dialettica di Londra, volendo veder chiaro nei tanto decantati fenomeni di
luci¬ dità e di comunicazioni spiritiche, accettò la proposta del dott. Eumcnds
e nominò una Commissione di trentasei per¬ sone allo scopo di esaminare e di
riferire. Erano in troppi e GLI STIIIÓ PSICHICI
69 di troppo diversa attitudine per esperimenti che
richieggono competenza speciale , ma vi erano intanto dei naturalisti, dei
fisici, dei medici di alto valore, come A. R. Wallace, Serjkast Cox, F.
Cromwell Yarlkv, Carlo Bradlaugh, H. G. Atkinson... non che gentiluomini
coltissimi, come Lord Lindsay conte di Crawford... Non vollero entrarvi il
Tyndall, nè I’Hdxley, nè il Carcenter, perdendo in tal modo una magnifica
occasione per illuminare con la loro grande autorevolezza in fisica ed in
biologia la intralciata questione. Ad ogni modo, i 36 Commissarii sentirono
testimoni, raccol¬ sero documenti, e divisi in sei sub-comitati fecero molte “
se¬ dute , sperimentali. Ne uscirono quasi tutti convinti della realtà di
taluni fenomeni (ad es. moti di oggetti a distanza, vibrazioni sonore e tattili
prodotte senz’azione muscolare o meccanica diretta, linguaggio tiptico
convenzionale, neces¬ sità della presenza di determinate persone): ma la relazione
presentata il 20 luglio ’70 non fu ammessa negli Atti uf¬ ficiali del sodalizio
; si dovette stamparla a parte, e, come non mostrava accordo unanime dei
Commissarii su tutta la fe¬ nomenologia, così non elimini) i dubbii e le
opposizioni. Fu in quel luglio istesso che Guglielmo Crookes annunziò
formalmente il suo proposito di voler sottoporre a sistema¬ tica investigazione
i fenomeni fisici dello “ spiritualismo „ { “ Quarteria Jouru. of Science
„ 70-71); e mantenne la parola. Per tre anni egli esperimentò insieme con
valorosi amici, fra cui il Varley e il Cox, sui due medium allora in mag¬ gior
voga, l’Home e la Cook, e pubblicò in varii articoli quelle sue famose Ricerche
che, per il metodo dei cimenti sperimentali, per le conclusioni coraggiose dei
risultati af¬ fermativi, costituiscono ancora il caposaldo del così detto ‘
spiritismo scientifico „, o, meglio, sono il primo e più im¬ portante passo
storico nello sviluppo della metapsicologia. Per uno di quei fatti di
convergenza che non sono ra’ri nella storia delle conquiste umane, l’ iniziarsi
della fase scientifica dello spiritismo ha coinciso quasi colla ripresa degli
studi positivi sul magnetismo animale. Il Dott. Braid vi aveva portato molta
luce con la sua dottrina dell’ ipno¬ tismo (1848): questo certamente spiegava
un gran numero di fatti già segnalati dai mesmeristi e magnetizzatori, ma non
sollevava affatto il velo ricoprente tutto il meraviglioso psichico contenuto
nel campo stesso del “ magnetismo „ mesmeriano e del “ sonnambulismo „
puyseguriano , men che mai illuminava le ombre addensantisi sul contermine
dominio dello spiritismo. Chi per primo, nel 1875 , si ac- 70
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I corse della imperfezione delle
dottrine ipnologiche allora imperanti, e portate poco dopo al l'esagerazione
dallo Charcot e dalla sua Scuola neuropatologica della Salpétrière, l’u un
giovine medico, il cui nome di tisiologo e di psicologo è oggi divenuto
notissimo e caro a quanti si occupano di studi supernormali: intendo Carlo
Riciiet. Egli narra die, avendo assistito per caso ad una seduta magnetica, fu
colpito in specialissimo modo dai fenoraeui “ sonnambulici „ dei sog getti
magnetizzati, e progettò di studiarli con le nonne della tisiologia. Comunicò
la sua intenzione al padre, che era un grande chirurgo e membro dell’Istituto:
e questi cercò dapprima di distogliernelo, avvertendolo del pericolo che in¬
correva della scomunica da parte della scienza universitaria, con probabile
danno della sua carriera futura: ma poi, vedendolo risoluto a compiere quello
studio, gli disse : “ Ebbene ! se tu credi che quella sia la verità, dilla : il
dire il vero diventa un obbligo, sopratutto quando è un atto di co¬ raggio „.
Cosi di C. Rum ut apparve il primo lavoro vera¬ mente scientifico sul Sonnambulismo
(“Journal de l’Auat. et de laPhysiol. „, ’75), continuato dalle bellissime
indagini sulla Obiettirazione della personalità nei soggetti ipnotizzali (“
Bev. pbilosophique ,, ’84): essi valsero molto a chiarire il pro¬ cesso
psicogeuetieo delle personificazioni (= incarnazioni) spiritiche, e furono
seguiti dalle ricerche ulteriori, nuove ed importanti, sulla Probabilità della
suggestione mentale (ivi, ’84), primo passo verso la teoria odierna della
telepatia. È giusto però ricordare che in quegli stessi anni le os¬
servazioni di medici di acuto ingegno, come quelle di Kms- ii a ber sulle
strane modificazioni del sentimento dell’io nelle malattie nervose, e
sopratutto gli studi di Azam sugli sdoppia¬ menti della vitirpsicliica e della
coscienza, avevano aperto vie nuove e fino allora intentate alla psicologia. Se
ne accorse il grande intelletto del Taire che, forse primo fra i psico¬ logi,
sfruttò i “ casi „ descritti dai cliuici e dai malati stessi per lo studio
della psiche normale (De V Intelligence. TU' édit, ’78|. L’ammirabile caso
della Fètida di Bordeaux illustrato dall’ Azam (’76) fu la prima pietra su cui
si basa tutta la teoria odierna del subcosciente o subliminale. Io credo
pertanto che alle origini della corrente investi- gatrice in psicologia
supernormale, da un lato per ciò che tocca i fenomeni fisici dello spiritismo,
dall’altro per ciò che concerne i fenomeni psicologici, si debbano porre ed
appaiare i nomi del Crookes e del Riciiet. Tanto il fisico e chimico inglese,
quanto il fisiologo francese, ebbero il cora„gio di non contentarsi dell’
atteggiamento scettico, anzi ostile, che la scienza accademica ostentava verso
quelle penombre misteriose ed occulte. Essi vi penetrarono senza preconcetti,
con quegli stessi metodi di osservazione e di sperimento, che già sapevano
adoperare in riguardo degli altri fenomeni: sono essi i primi che hanno tentato
di ri¬ durre il soprannaturale al naturale, l’occulto al conoscibile, il
miracolo alla legge comune. Ma le difficoltà non erano vinte. 11 CnooKBs, forse
disanimato da qualche delusione non ancora dichiarata durante il corso delle
sue esperienze, fors'aneo dissuasone dall’animavversione delle sfere ufficiali
o dal discredito che la cattiva accoglienza fatta alle sue ricerche psichiche
poteva gettare sovra le altre sue mirabili scoperte nel dominio della fisica e
della chimica, abban¬ donò la via per cui si era incamminato con tanto fervore
e con cosi buone promesse: e lo “ spiritismo scientifico „ rispetto ai fatti
medianici fisici sperimentabili è tuttora quale Pirli lo ha lasciato or sono
trentatrè anni, quasi senza aver compiuto un passo in avanti. D’altra parte, le
indagini del Bu'iikt, che pur si movevano arditamente in un’orbita distinta da
quella circoscritta troppo dal Buail» col suo " ipnotismo . , le stesse
bellissime osservazioni di Azam sul doppio io, fu¬ rono per alcuni anni
assorbite dalla preponderante influenza di Cuakcot e dalla battaglia fra le due
Scuole ipnologiche di Parigi e di Nancy. Tutti ricordano le fasi di questa
lunga lotta: una scuola trovava la base dell’ipnotismo nella ma¬ lattia, nella
neurosi; l'altra la scorgeva, pjù giustamente e con più fino criterio
analitico, nella psicologia individuale e collettiva. I due decenni tra l’80 e
il ’900 furono contras- segnati da una fioritura innumerevole di articoli,
memorie e libri sull’ipnotismo secondo i due punti divista: ciò valse almeno a
rendere popolari i nomi, se non i precisi con¬ cetti, di ipnosi, di
suggestione, di autosuggestione... Il famoso neuropatologo Parigino, dopo
aver sistemata a modo suo la fenomenologia dell’ipnotismo facendone una
appendice ed una manifestazione della neurosi isterica, auto- suggestionandosi
fra le sue malate della Salpètrière, e sug¬ gestionando, colla autorità del suo
nome, una vera falange di discepoli di seguaci e di imitatori in tutte le
(dioiche del mondo — me compreso! — s'era bensì accorto all ultimo che i
fenomeni ipnotici da lui studiati (o provocati?) non erano tutto il “
magnetismo animale , nè tutto il “ supernor¬ male psichico ,. Invero, questo
nel frattempo continuava a sussistere indipendentemente dall’ ipnotismo
braidiano o dalla suggestione bernheimiana. Perciò lo Ciiarcot aveva
promesso di portare le sue investigazioni anche sui fatti dello “spiritismo ma
la morte gli impedì di effettuare tale divisamento. E forse molto più innanzi
saremmo adesso, se un uomo dall' ingegno potente e dalle ricche risorse, come
quel grande maestro, si fosse accostato venti anni fa alla feno¬ menologia
medianica, ricalcando pei fatti fisici le orme di Crookes, per i psicologici
quelle di Ricukt. Ma sta il fatto storico che la luce non c’ò venuta dalla
Francia, uè men che mai dalla Germania, dove sotto il peso dello scetticismo di
Wcnut e sotto il colpo della pazzia da cui si disse colpito lo ZOllneii, che fu
il solo scienziato tedesco di fama avvicinatosi con coraggio allo spiritismo
perle sue ricerche di fisica trascen¬ dentale sul medium Slade, la scienza
universitaria è stata ed è tuttora ancora più arcigna e inimica verso la
Metapsichica : la luce sullo spiritismo ci è venuta dall’Inghilterra. Fu
nel gennaio 1882 che dietro l' iniziativa del dublinese prof. V. F. Bakrett si
riconobbe la necessità di una investiga¬ zione sistematica sui fenomeni fisici
del neo-spiritualismo e su quei subbietti apparentemente aliini, delle
apparizioni di fantasmi, della trasmissione del pensiero, della chiaroveg¬
genza e delle manifestazioni generali della cosi detta “ media¬ nità „ .
All’eminente fisico si accompagnarono subito uomini di opinione diversa, ma
tutti di alto ingegno, di vasta coltura, di animo aperto ad ogni novità: da una
parte, degli scien¬ ziati non ancora spiritisti, il filosofo E. Sigdwick, il
tìsico A. Balfour-Stewa rt, gli psicologi En. Giuinev, Finn. Mveks, il dottor
R. Hutton, cui si aggiunsero in breve l’ex-prirno ministro Arturo Balfoub, Lord
Ri te, Francesco Poumore, il fisico Oliviero Lodge; dall’altro, alcuni fra gli
spiritisti più autorevoli e seri, Stainton Moses, Rog cileno Dawson,
Tbobaldo Morell, E. T. Bennett, il dott. S. Wild . Così nacque quella
celebre Society for psychical Research, che Ila finalmente incominciato nel
campo della psicologia super¬ normale l’opera metodica da tanto tempo attesa,
con finalità scientifica immane da ogni sistematico preconcetto. La creazione
di questo centro comune di studi , privo d’ogni colore settario e dogmatico in
un senso o nell’altro, è stata una grande e luminosa affermazione di quel
senti¬ mento civile di mutua tolleranza che oggi deve riunire tutti i veri
studiosi per la ricerca della Verità. Sullo stesso ter¬ reno degli “ studi
psichici , in ogni parte di Europa e di America procedono insieme uomini di
segnalato valore: il fi¬ siologo RionET, il oolonn. De Rocuas, l'oculista
Dariex, il magistrato Maxwell, l'astronomo Flammarion, il fisico D'Ar-
sonval, i neuropatologi Brlssaud e Ballet, i dottori Joire e Mangin, i filosofi
Bergson Boiuao e Liabd, il conte di Gramhont... in Francia ; il prof. G.
Ochorowioz in Po¬ lonia; il consigliere aulico Aksakoff e il professore Borr-
lerow in Russia; il dott. Schrenck-Notzing in Germania; il filosofo-psicologo
Flournov in Svizzera ; il. conte B. di Vesme. il grande nostro antropologo
Lomisroso, il dott. Er- macora, il fisico Finzi, il celebre astronomo
Sciiiapi-arelli, il gruppo genovese di psicliicisti capitanato da E. Bozza no e
G. Venzano e quello milanese da Marzorati e Raveggi, in Italia; il famoso
psicologo G. James e il filosofo llvsi.or in America; il dottor Hodgson
dall’Australia . Molti di questi nomi appartengono, lo si vede, alla prima
aristocrazia scientifica; e se in riguardo ai fenomeni ultra-psichici do¬
vessimo attenerci al criterio dell’autorità per formarci un’opi¬ nione,
servendocene accanto agli altri due dell’esperienza di¬ retta e del
ragionamento, certo dovremmo riconoscere alla Metapsichica, poiché si presenta
coltivata e protetta da uo¬ mini siffatti, il diritto di figurare accanto alle
discipline scien¬ tifiche dotate di principi logici, di metodi rigorosi e di un
avvenire degno d’ogni fiducia. La corrente investigatrice dei fenomeni
psichici è venuta ingrossando anno per anno: un numero sempre maggiore di
Società, di periodici, di sperimentatori, costituisce la prova materiale della
sua vitalità ; ed i risultati delle sue indagini, delle sue inchieste, delle
sue sperienze sono diggià tali da prometterci una messe sempre più ricca e
feconda. Vi sono da vincere ancora molti ostacoli, e primo fra tutti la
instintiva tendenza di alcuni cultori della Metapsichica a generalizzare, a
indurre immaturamente ed a dedurre an¬ cora più affrettatamente, a teorizzare;
ma questo difetto è proprio delle scienze giovani in via di formazione, sempre
esuberanti, sempre ardimentose. Se a pari di tutte le altre “discipline
scientifiche, la Metapsichica saprà liberarsi di co- desti impazienti ed entusiasti,
o, per lo meno, se saprà fre¬ narli e farli tacere in tempo, prima che ne
compromettano le sorti col dare nascita e sfogo ad ipotesi malfondate o pre¬
mature, essa si porrà sul cammino sicuro della Ricerca esatta. Bisogna ed urge
che essa si attenga rigidamente a questo programma: — l’osservazione e
l’esperimentazione, prima: le spiegazioni e le dottrine induttive, poi.
II. Medi e medianismo. La ricerca fondamentale: —
' il medianismo Secondo la stretta applicazione del metodo
positivo, nella ricerca metapsichica bisogna tare, anzi tutto, lo studio dei “
medi „ e «lei u fenomeni di medianità B , affrancandosi tanto dal giogo dello
scetticismo irrazionale e tenace fin qui osten¬ tato nelle sfere in cui
troneggia l’incredulità accademica, quanto dal fanatismo delle congreghe o
sette spiritistiche kardechiane o davisiane, occultistiche, teosofiche ,
illumi¬ nistiche e alchimistiche. Su questa via regia delle vere in¬ dagini
sperimentali e positive siamo diggia a buon punto. L pili seri e i meno infiammati
fra gli adepti avevano visto be¬ nissimo che a salvare il vecchio e tremulo
spiritismo-sistema filosolieo-socinle, si doveva dare il passo ai metodi
positivi, chiuderlo invece agli impressionismi ed ai sentimentalismi. Se
non che, la dottrina spiritica, massime dopo la hsio- psicoanalisi dei fatti
metapsichici di medianità, si viene aihe- Voleudo, smorzando, mutando. Si
lascia oramai in disparte il contenuto intellettuale della fenomenologia
spiritica per in¬ vestigare la genesi e la natura delle cosi dette facoltà me¬
dianiche e salvo a riprendere poi col dovuto rigore di critica la demolizione
delle viete dottrine, adesso si ricostruisce di pre¬ ferenza lo “ Spiritismo
senza spiriti Puf) parere un bisticcio, ma non lo è agli occhi di chi guarda
con mente serena e non impacciata da vincoli di sètta o di scuola le odier¬
nissime “ ricerche psichiche „. Non solo ai lavori di spi mia ,1 convinti si
vede dato il titolo men compromettente di Me¬ dianità ,, di “ Medianismo di 4
Studi medianici „, sebbene. codesti termini siafio uno strascico verbale
di concetti espli¬ cativi ben determinati e propriamente inspirati alla vecchia
ipotesi spiritica: ma per di più, al nome latino-romanico di “spiritismo , si
sostituisce quello anglo-sassone di spiri¬ tualismo,, e la qualifica di
"spiritista, si muta volentieri nell’altra meno precisa di “ psichista , o
“ psiehicista Le ricerche fondamentali dello spiritismo scientifico sono
rivolte a due intenti: — 1° ad accertare la realtà ed auleti- tirila dei fenomeni
medianici-, - 2“ a stabilire la Jiswpsico- loqìa e la psicopatologia dei
soggetti aventi la facolta di pro¬ durli . ossia, per usare il vecchio termine,
dei medium, hi- rifa cosi tutto il cammino percorso durante questi sessanta
anni, ossia si ritorna là donde si sarebbe dovuto prendere le mosse con la
necessaria circospezione scientifica. È chiaro che si deve ricominciare
con lo studio dei feno¬ meni elementari, delle manifestazioni più agevolmente
accer¬ tabili della facoltà chiamata medianica o “ medmmuita , o « medianità „
(quantunque, come dissi, il termine includa e sot¬ tintenda. una dottrina
determinata, lo adotterò per ragioni di brevità e perchè oramai è consacrato
dall'uso). Si dovrebbe, ad es„ investigare il l'atto apparentemente semplice
del movi¬ mento’ di un oggetto senza alcun contatto : 1 innalzamento di un
tavolino per l'aria, la sua “ levitazione „, come la desi¬ gnano, è di questo
genere; — eppure, non sembra ancora assi¬ curato alla psicologia supernormale
ilo dice L. Uicuet), jier quanto si ci siano messi attorno investigatori d
altissima competenza nelle discipline fisiche e meccaniche. Lo stesso dicasi
delle “ luci fluidiche ,: — furono tra ì tatti iniziali nella serie delle
manifestazioni visibili; eppure, non sono ancora state oggetto di ricerche
sicure: se ne posseggono descri¬ zioni e fotografie, ma non vengono da fonti
assolutamente pure da preconcetti spiritici. E che sappiamo noi a tutt oggi dei
famosi picchi o raps, che pur sono, a detta degli spi¬ ritisti, — ed è vero -
la manifestazione più volgare delie sedute e la più spontanea e tradizionale
degli “ Invisibili » • Nulla o ben poco ! Taccio poi delle cosi dette
materializ¬ zazioni di forme e di fantasmi: persino fra gli psiclncisti ve
qualcuno che non le ha vedute con certezza o che, avendole viste, non ne è o
non se ne dice affatto sicuro. Per me, dunque, è, oggetto di maggiore
stupetaziOne, non già il contenuto barocco e pseudo-filosofico dello spiritismo
moderno, bensì il caso curioso che esso si regga su basi cotanto incerte e fortuite,
su fenomeni cotanta disputati o si fieramente negati in massa, su soggetti medi
cotanto sospettabili, su una tecnica cotanto grottesca, e su una buona fede
cotanto degna di sorte migliore. Il “ miracolo „ più «rande dèlio spiritismo
è... lo spiritismo stesso; e il fatto psichico più “ supernormale „ che si
possa imaginare è la sua pretesa di essere ormai giunto alla fase scientifica.
Che strano concetto si ha delle scienze e dei suoi metodi e cri¬ teri di prova
in certi ambienti spiritici o psichicisti! E si badi, in proposito di
tali indagini, che per detta dei medesimi spiritisti i medi da prendere in
considerazione sono scarsissimi negli stessi centri spiritici più caldi e più
numerosi. Anche prescindendo dal Nord-America, dove i falsi medium spesseggiano
e imperversano, nell'Inghilterra si è diventati diffidentissimi : una buona
parte dell’operosità della Società per le ricerche psichiche si esaurisce nello
smascheramento delle medianità menzognere. L’Olanda, la Spagna, il Sud-America
son torse, in rapporto al numero degli abitanti, i paesi dove le dottrine e
pratiche dello spi¬ ritismo hanno la voga maggiore: ebbene, il va.n db Wall
dell’Aia confessava al Congresso dell’89 che in tutti i Paesi Bassi si
conoscevan pochi medi meritevoli di assoluta fiducia ; e il De Souza Cooto
narrava al Congresso del ’900 d’aver penato assai a trovare un medium sicuro ed
efficace, fino alla scoperta casuale della medianità in una dama della sua
famiglia. Anche per la Francia, patria di Allan-Kardeo e dello spiritismo
dogmatico, lo Ohadlois in pieno Congresso lamentava la mancanza assoluta di
buoni medi per la propa¬ ganda: e alle sollecitazioni dell’Istituto
internazionale di Psicologia, diramate per ogni dove allo scopo di trovare dei
medi che acconsentissero all’esame delle loro facoltà, nessuno ha ì-isposto dal
1904 a oggi ! In Italia, lo stesso. Da quando si è saputo che io mi occupo di
spiritismo e psichicismo, mi è giunta un" infinità di consigli, di
propóste e anche di invettive, pazienza; ma mi si sono pure denunciati fenomeui
strepitosi di medianità, e indicati nomi e gesta di medi * ottimi „ e *
meravigliosi Quando però ho voluto acco¬ starmi a quei fenomeni, tutti sono
svaniti (come mi avve¬ niva anni fa per le meraviglie dell’ipnotismo, della
lettura del pensiero, della trasposizione dei sensi...): e quando mi sono
dichiarato dispostissimo e lietissimo di vedere quei medi in azione, non son
riuscito ueanco a ottenere più un seuir plice colloquio. Cosi la investigazione
seria viene uccisa prima di nascere, e il mediumnismo sembra voglia sfuggire al
ci¬ mento della prova anche più elementare, che è la pura e im¬ mediata
osservazione. La storia dello .spiritismo ei dice che i medi accessibili
a sperimentazione scientifica non sono fin qui stati molti. Al¬ cuni dei più
famosi, per es., l'Home e lo Slade, sono morti ; dei viventi, qualcheduno s’è
ritirato dall’agone e si limite a tener conferenze o a scrivere articoli, come
la D’Espéranee. Quasi sempre i medi si fanno ammirare in circoli ristretti o privatissimi,
dove la scienza vera non penetra mai o pe¬ netra a stento: per es. la moglie
dell’ammiraglio russo De Pro niTKOFF, donna Marinila Alice De Correa che è
quella segnalata dal Souza-Oouto, la sigr,‘ Maria V*** illustrata dal Dusaiit,
la Smith-Muller dopo le indagini del Fi.oubnoy, i Bandone di Roma, ecc. Poi vi
son quelli che volentieri sfug¬ gono ad un controllo serio, e sono i più,
massime fra gli Americani; quelli sempre sospettati, come il romano A. Po¬
liti; infine, non mancano, a parer mio, i conclamati psi¬ copatici, come la
D’Agullana. Qualora anche l’uomo di scienza sia ammesso a “ vedere „ , e,
secondo che dicono con illusorio eufemismo, a “ sperimentare „, deve in ge¬
nerale sottoporsi a condizioni, se non antiscientifiche, per lo meno ana- o prescientifiche;
e gli parrà soventi volte di essere un astronomo entrato per caso in un
baraccone di astrologò o un chimico in una fucina di alchimisti, o un medico-
biologo in uno stambugio di erboristi e tauma¬ turghi. Nella migliore delle
congiunture , gli si concederà quella operazione mentale che negli ultimissimi
tempi (1906) si lasciava generosamente libera a chiunque era ospitato nella
famosa villa Carmen presso Algeri, in casa della Generalessa Notti, dove i medi
erano almeno quattro alla volta e i fantasmi materializzantisi altrettanti:
vedere e non toccare. Dei moltissimi medi, il cui nome si incontra
ad ogni pagina nelle pubblicazioni spiritistiche, massime di quelle che se¬
guono gli ammaestramenti kardechiani e consimili, de' medi psicografi, degli
intuitivi, dei visionari, la immensa mag¬ gioranza sfugge all’esame degli
scienziati competenti. Pertanto risulta che oggidì i medi suscettibili di
investigazione me¬ todica si contano sulle cinque dita della mano. Su quattro
donne sopratutto si agitano da tempo le questioni della veridi¬ cità e della
attendibilità delle prove : e son la italiana Eusapia Paladino, le
nord-americane Eleonora Piper e signora Pepper, la inglese signora Thompson.
Cogliamo, dunque, l’occasione d’esaminare a fondo, se è possibile con buone
norme psico¬ logiche, la medianità di Eusapia : delle quattro è quella che
porge, con i suoi stupefacenti e relativamente facili fenomeni
78 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I fisici, le maggiori
possibilità ad una ricerca obiettiva vera¬ mente proficua, veramente
sicura. Le varie forme della medianità. Una delle
difficoltà maggiori che incontrano tutte le 4 So¬ cietà di studi psichici „ (ii
nome è poco bene scelto e forse sarebbe stato preferibile quello di 4 iper- o
meta-psichici „), anzi la difficoltà massima, l'abbiamo visto, sta nella
scarsità di buoni e sicuri soggetti da studiare, tanto se si tratta di semplici
ricerche sull’ipnotismo e magnetismo animale, quanto, e più, se si vogliono
spingere le indagini negli sterposi e fino ad oggi quasi inesplorati campi
dello “ spiritismo Qui si comincia dall’ignorare quasi ilei tutto la
fisiologia la psicologia e la stessa patologia dei “ medium ,, cioè di quelle
persone che sole, secondo la ipotesi spiritica, servono da intermediari fra i
viventi ed il mondo degli spiriti, e che ne agevolano le comunicazioni
permettendo alla “ tluidità peri¬ spiritale o astrale di questi spiriti la
captazione e l'uso della loro 4 liuidità vitale Toltene le bellissime osserva¬
zioni di Pietro Janet sull’automatismo medianico scrivente e di T. Flou luto v
sulle meravigliose personificazioni del suo celebre soggetto, la signorina
Elena Smith, le nozioni scien¬ tifiche sulla 4 medianità „ sono in generale di
seconda mano ; ossia si limitano a quanto ce ne dicono gli spiritisti mede¬
simi, per lo più semplici e fiduciosi orecchianti in psico¬ logia, quindi o
incapaci o incompetenti. Fino ad oggi nè Lomiiroso, nè James, nè Riciiet, nè
Oohorowigz, neanco lo stesso Mybrs, hanno raccolto sulle “ facoltà medianiche „
elementi positivi sufficienti ad illuminarne, pur da lon¬ tano, la natura e il
legame cou le altre attività bio-psichiche. Quanto ai fisici che si sono
accostati all’argomento, nè Crookiss, nè Varley, nè D'Ausonval, nè lo stesso
glorioso e sfortunato Curie, hanno saputo o potuto esprimere nn solo concetto
approssimativo sul posto che alla 4 forza me¬ dianica „ spetterebbe nella serie
delle energie cosmiche. I medium non si lasciano studiare facilmente
nella loro personalità, perchè se sono falsi (e ve u’è un numero strabi¬
liante, massime nei paesi Anglo-Sassoni e in Francia), natu- VARIE
FORME DI MEDIANITÀ 79 miniente temono die da tale esame
siano anche svelati i loro processi trandolenti; e se sono sinceri, hanno ragione
di lagnarsi dell’ostinato dispregio in che li ha tenuti portanti anni la
scienza ufficiale. Da parte loro, gli scienziati com¬ petenti a giudicare dello
stato fisio-psicoìogico dei medium non sono i fìsici nè gli astronomi, ai quali
sembra dall’opi¬ nione pubblica voglia affidarsi l’esclusivo titolo di giudici
della medianità. Sicuro: Guglielmo Crookrs e Giov. Schiap¬ pa relli, ad
esempio, sono due grandi scienziati. Ma quando si pensa che il primo ha avuto a
sua disposizione la si¬ gnorina Fiorenza Cook per circa tre anni, e che ad eccezione
dei suoi mirabili e classici sperimenti d’ordine tisico e mec¬ canico, non ha
saputo dirci nulla sulle condizioni somatiche e mentali del medio, e tanto meno
ci ha dato il quadro del determinismo psicologico individuale e collettivo nel
quale avvenivano i fenomeni e sopratutto le materializzazioni ce¬ leberrime
dello “ spirito „ di KatieKìng-, quando si leggono le riservate conclusioni del
nostro sommo astronomo messo al cospetto dei fenomeni dell’Eusapia che egli,
alla pari di tutti gli osservatori, doveva considerare esclusivamente nella
loro esecuzione per cosi diro materiale; quando a ciò si collega la immensa e
pressocchè inutilizzabile moltitudine di “ sperienze „ compiute da dotti e
indotti non psicologi sui fatti medianici, e dove non si va quasi mai oltre
alla loro esteriorità e appariscenza, e dove ben poche volte se u’è potuto per
ovvie ragioni analizzare il determinismo bio¬ psicologico ; — allora si deve
augurarsi una ripresa di simili studi ab ovo : voglio dire, una investigazione
fondamentale sulla vera genesi e natura della medianità. Bisogna però rico¬
noscere che ci sono da fare distinzioni importanti, le quali restringono ogni
giorno dippiù la vecchia cerchia spiritica anche a detta degli stessi
spiritisti (àksakofk, Delanne, eco.). Si sa che i medi sono di vari tipi.
— a) Il più comune, quello scrivente per automatismo, ha la sua
fisio-psicologia già quasi accertata. Rimane lo scrivente in modo diretto , ma
è rarissimo, e gli esempi che se ne citano, svegliano sospetti (Slade. Eglinton),
massime dopo che abili prestidigitatori, come Davey, ne hanno smascherato e
ripetuto il giuoco, ( Hoduson). Qui pertanto c’è da stabilir prima la
autenticità del fatto: in seguito, verrà lo studio sul determinismo psi¬ chico
della cosi detta “ psicografia „. b) Altre categorie di medi, ad esempio
gli intuitivi, gli udi¬ tivi, i veggenti (o visionari sullo stile di
Swedenbobu), f musi¬ cisti e i disegnatori analoghi agli scriventi per
automatismo 80 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, so
pure offrono molta importanza per la metapsicologia, cadono per lo più nel
dominio dei fenomeni mentali di abbastanza facile interpretazione. Quando
dall’albero fron¬ doso della psicologia supernormale si taglino i rami ecces*
sivi i parassitari e gli appiccaticci, si resta davanti a fatti di automatismo
senso-ideo-motorio, di telepatia, di seconda vista o chiaroveggenza ; vale a
dire, a fenomeni “ psichici „ nel senso odierno, sia pure, ma pur sempre a
fenomeni abbor¬ dabili con metodi e criteri psicologici. c) Il tipo a incarnazione,
nel quale cioè si presume venga a incarnarsi temporaneamente uno spirito che
parla per bocca del medio, appartiene alla categoria abbastanza nota ai psico¬
logi dogli sdoppiamenti di personalità, e non si scosta molto, qualunque cosa
pretendano gli spiritisti, dalla psicologia patologica. Anche in questo tipo di
medianità intellettuale ha un còmpito amplissimo la telepatia, che non è più
spi¬ ritismo. Supponendo accertata la sincerità dei medi nei quali avviene la
incarnazione transitoria o la possessione, nessuno vorrà sostenere che le
indagini sul dinamismo psicogenetico di cotali fenomeni vadano lungi dalla
sfera di competenza del psicologo. Ma per ciò che è l’identità personale delle
“ entità occulte », si passa (lo scrivo con disgusto, ma ripeto quello che han
già detto il Flournoy e qualche spiritologo più illuminato) si passa pur troppo
in una sfera di inve¬ stigazioni che quasi non è piu d’ordine scientifico, ma
d’ordine morale: presso a poco nel dominio della po¬ lizia giudiziaria! Bisogna
infatti eseguire una “ istrut¬ toria », fare il “ processo „ d’ogni singolo
caso d’incarna¬ zione": e allora... ! Questa identificazione
personale dei defunti che si rima¬ nifestano, dei disincarnati che ritornano al
commercio cogli incarnati, è il grande e supremo intento della dottrina spi¬
ritistica, ma è anche, fino a tutt’oggi, il massimo scoglio contro il quale
essa ha naufragato, quantunque si so¬ stenga che accanto agli innumerevoli
fallaci tentativi di “ identità degli spiriti , comunicanti, se ne sia
accertato qualcuno indiscutibilmente e irrefragabilmente. Si cita sopra tutto
la identificazione dello spirito di un Giorgio Pelham manifestatosi per il
celeberrimo medio americano, la signora Piper: e due filosofi e psicologi di
valore, I’Hodgson e I’Hyslop, avrebbero legato il loro nome a questa
meravigliosa avventura. Peccato che sotto l’aspetto scientifico tutta la
apparente enorme ricchezza accumulata nei fasti dello spiri¬ tismo prima della
odierna fase psichicistica, si risolva in monete false o di lega metallica
similoro, messe e accettate bonariamente in circolazione, ma oggi cadute fuori
corso! d) I medium tiptologi o tiptografi, quelli che fanno parlare i
tavoli, cominciano a destare un po’ più l’interesse degli stu¬ diosi. Il meccanismo
tisio-psicologico degli sdoppiamenti e della coscienza subliminale, come l’ha
designata P». Mnsns, poti à illuminare, torse, i messaggi e le comunicazioni,
purché in taluni casi gli si aggiunga il grande coefficiente telepsi¬ chico o “
mentevismo,, termini spiritistici significanti la sug¬ gestione mentale o
trasmissione del pensiero. Ma il movi¬ mento del tavolino non è spiegabile con
questi processi interiori o psicologici ; e nemmeno lo sembra con la vecchia
teoria dei movimenti incoscienti, salvo i numerosissimi casi spuri e falsi. Qui
siamo già di fronte a dinamismi ignorati, a forze verosimilmente diverse dalle
ora conosciute; ma la indagine ne va fatta senza i preconcetti inspirati dalla
fisica e meccanica ordinarie, le quali non veggono che il lato ma¬ teriale dei
fenomeni e non penetrano al di là della super¬ ficie. Il moto, o la
oscillazione vibratoria, o il sollevamento del tavolo è un fatto fisico, sia
pure, ma è nello stesso tempo un fatto psichico perchè rivela una intelligenza
ed una volontà. E, dunque, la analisi psicologica dei fenomeni tiptici che può
dirci donde viene cotale energia; mentale. e) La persona che muove i
tavoli senza contatti o, quanto meno, con contatti sproporzionati all’effetto,
appartiene diggià alla categoria piuttosto rara dei medi ad azioni fisiche o
mec- laniche ti distanza , di cui la Paladino è oggi il campione più famoso.
Questi medi raggiungono talvolta poteri addirittura strabilianti, che sembrano
contraddire, ad esempio, la legge di gravità, e non si adattano alle formule
della meccanica né al parallelogramma delle forze, a quei principi cioè che ci
rendono l’Universo comprensibile e razionale secondo le argomentazioni della
logica normale e della scienza esatta. / ) Ma. oltre ad essi vi sono i
medi ancora più rari che si direbbero plasmatori, in quanto posseggono la
straordinaria facoltà di esteriorizzare „ fuori del loro corpo i “ fluidi
vitali o perispiritali „ di cui questo dispone in tutti gli individui, ma che
non in tutti soli capaci di fuoruscire ren¬ dendosi tangibili, visibili,
fotografabili . La teleeinesia e la materializzazione „ di forme che gli
astanti possono per¬ cepire, sono presso all apice, tanto dello “ spiritismo „
inteso rigidamente nei suoi canoni kardechinni ancora dominanti presso tutti i
circoli e presso tutte .le diramazioni della scuola o sètta o confraternita
classica, quanto del “ psicliismo , Moksei.1,1, Psicologia « spiritismo.
n che accoglie oramai il gruppo più serio e indipendente degli
studiosi della fenomenologia medianica. Per il Prlln° ’ h u sono gli spiriti o
anime dei defunti che impadronendosi del “ fluido del medio arrivano a
materializzarsi in modo piu o meno completo, ad agire, a manifestarsi, ad
apparire , ; e cosi saremmo alle “ manifestazioni „ sensibili di un mondo ordinariamente
ultra-sensibile o uUra-terreno, dell Ai di 1 quasi costantemente ed
universalmente invisibile ed intan bile- saremmo agli “ interventi , ed alle /
apparizioni, di fantasmi veri e veridici, che i credenti nel o spintismo
sostengono identici a determinate persone già uscite di vita o disincarnate. 11
psichicismo, invece, quando ammetta la realtà dei fenomeni (ciò di cui il
sagacissimo gtuppo In¬ glese della S.f. p.R. sembra assai spesso dubitare .non
crede per ora di andare oltre alla ricerca positiva del fatto nel presupposto
di dinamismi bio-psichici tuttora ignorati. Le " materializzazioni „ sono
un problema oscurissimo, cosi fisico come psicologico, che rasenta il pai
adesso. g) Ci troviamo egualmente nella parte piu discussa j della
medianità quando ci si citano i medi apportatori, guelfi che - apportano „ da
lontano, magari attraverso porte e preti, oggetti materiali, ad es. fiori,
ramoscelli d alberi .sassi, con¬ chiglie, gioielli, monete, pezzi archeologici,
eco. Per C0“Pre^ dere tale “ fenòmeno „ si suppone che essi abbiano il potere
d. dematerializzare tali oggetti, di disaggregarne la compagine molecolare, di
farli attraversare cosi disaggregate traverso corpi ancora materiali,
finalmente di ricomporli tali e quali, ossia di' riaggregarne le molecole
affinchè riabbiano i loro ca¬ ratteri fistef e materiali quando vengono a
ricomporsi ne le mani degli astanti. Miracoli, di fronte ai quali tutte le espe
rienze dei Laboratori scientifici sono un Kloclie'®'lo'R0'' -presa la
liquefazione dell’aria di Piotet mazionedi diamanti artificiali nel forno
elettuco di Moissan la stessa acclamata telegrafia senza fili di M Arnioni
! Ma gli “apporti, sono un argomento gravissimo d dubbio Se raccertarli
non è facile. La non rata smaschera tura di medi falsi apportatori fra cui 1
Anna Rothe di Ber lino il famigerato medio degli aranci e dei fiori, e poco
corretto portamento di altri, ad es. del Bai ®^j C ^ coni- tavolette caldaiche
e monete assire di Poco ' ^ J perate sui mercati pseudo-archeologici di Dàmasco
Beyreuth, obbliga lo studioso seno ad unasonmadUh denza e gli stessi spiritisti
piu imagmosi ad un grande riserbo. L'apporto, simile in ciò alle fotografie
spiritiche, ha VARIE FORME DI MEDI ANITA 83
occasionato gravi delusioni, giacché la sua frequente fraudo¬ lenza ha
prodotto incrinature ad totani sabstantiam nell’edi¬ ficio teorico-pratico
dello Spiritismo. Adunque, prima di slan¬ ciarsi nelle regioni astruse della *
fisica trascendentale „ IZòlIjNEb), dello spazio a n dimensioni, della evoluzione
e trasformazione alciumica o ermetica della materia, bisogna cominciare con più
prudenza a studiare la mentalità dei medi apportatori; psicologia e .
polizia giudiziaria! li) Colloco agli estremi della scala di medianità
quella che dicono psicometria (non si sa poi, per quale pervertimento di un
termine scientifico da lunghi anni adoperato per il ramo di psicologia
sperimentale rivolto a studiare la legge del tempo nei fatti psichici!). I medi
* psieometri „ sono quelli che al contatto di un oggetto appartenuto ad una
persona, sia vivente presente o lontana, sia defunta, ne sanno ilare i
connotati, indicare le vicende, intuire anche cose scono¬ sciute agli stessi
interroganti e che poi si trovan vere. Sono numerosissimi nei paesi
Anglo-Sassoni, dove di questa loro singolare facoltà fanno mercato: un’intera
pagina in-l° a due colonne e a caratteri fitti del “ Light „, il gran gior¬
nale spiritico di Londra, ne fornisce nomi e indirizzi e ta¬ riffe ad uso dei
buoni clienti. Qui — supposto di non ca¬ dere tra le mani di ciurmadori e di “
sonnambule , disoneste — siamo di fronte a fenomeni, che non soltanto vanno
oltre ni confini di ogni nostra concezione scientifica positiva, fisica o
psicologica, ma che pure si rivelano mediocremente acces¬ sibili alle
abbastanza elastiche teorie del psichismo. Certo è che le divinazioni “
psicometriche „ non hauno da fare di¬ rettamente colla ipotesi spiritica, anche
se si congetturano delle radiazioni del pensiero, il quale lasciasse qualche
cosa della sua aura ovunque venga espresso. Ad ogni modo, anche qui c’è un lato
psicologico fondamentale da investigare: la sensitività particolare degli
psicometri, la mentalità degli in¬ dovini e quella . dei clienti. i)
Quanto ai ramoscelli ancor più aberranti dati dalle altre divinazioni presunte
medianiche, ad esempio la cristalloscopia, un psicofisiologo vorrà prima
vederci chiaro col lume dato dalle nozioni sulla suggestione ed
autosuggestione: solo quando abbia eliminato ogni fattore di natura
psicopatologica, potrà passare nel dominio degli studi psichici e trattare,
anzi tutto, il problema telepatico. In sostanza, la telepatia hn spostato molti
fenomeni fino a ieri considerati come ti¬ picamente spiritici. Chi deve
studiare la medianità ? Si scorge da tutto ciò come nello studio
della medianità sia intempestivo e superfluo mettere avanti la ipotesi spiri¬
tica prima di averne stabilita la psicogenesi. Ora, il dibattito che qualcuno
ha creduto sollevare sulla competenza di chi avrebbe avuto il diritto di
osservare e di interpretare per primo i così detti “ fenomeni spiritici „, è, a
parer mio, ri¬ solto da questa imprescindibile e fondamentale esigenza della
stessa medianità. Qualcuno — forse perchè voleva eludere la giusta accusa di
immaturità e di precipitazione nel conclu¬ dere, nonostante la sua valentìa di
specialista in questo o quel ramo di medicina o di fisica, — ha proclamato che
l’esame dei fenomeni medianici poteva essere fatto da ogni persona dotata di
buoni sensi e di senso connine. Ma codesta pre¬ tesa ingenua o temeraria o
astuta (secondo i casi!) sarebbe la condanna di ogni tecnicismo specializzato,
la negazione di ogni metodo sperimentale, la morte d’ogni disciplina scien¬
tifica: il “ dilettantismo „ elevato a nonna di ricerca e a criterio di
giudizio?! Certo, le questioni di competenza sono nel campo scien¬ tifico
irritanti ed antipatiche, giacché mettono in azione la molla dell’amor proprio,
lo spirito di casta, la dignità pro¬ fessionale ed altri sentimenti consimili
di indole egoistica. Nel diritto teorico e pratico le competenze trovano norme
prestabilite e Corpi giudicanti fino alla terza istanza, per essere definite e
convenientemente assegnate. Ma nella scienza la cosa è diversa: le pretese “
leggi dei fenomeni „ non hanno sanzione alcuna, neanco son “ leggi „ nel vero
significato della parola; e il rispetto verso le gerarchie accademiche ha più
danneggiato che favorito il progresso. Questo fatto è evidentissimo nella
storia dolio spiritismo e di tutta la psicologia supernormale: bisognerebbe,
dunque, lasciarvi la più ampia libertà diesarne e di apprezzamento; tanto più
che vi è un primo passo da fare pel quale non occorre essere uomini di scienza
e tanto meno di una data scienza: vi è da accertare con buoni e sani occhi, con
mani agili e pronte, che i fatti esistano ! NECESSITÀ DI CONOSCENZE
SPECIALI 85 E sta bene: per la materialità del
fenomeno, per la realtà della* manifestazione per Inautenticità della ‘•comu¬
nicazione „ basta avere occhi, tatto e criterio ordinari... Ma anche per vedere
che i corpi abbandonati al proprio peso cadono verso terra, non occorre essere
uri Galileo; per discernere che una candela illumina e scalda solo quando la
stearina si fonde e si consuma, non occorre essere un Tendali. nè un Bertuelot.
Se invece qualcuno volesse co¬ noscere meglio il determinismo della caduta dei
gravi, o della combustione d’un grasso, dovrà ricorrere ai lumi del fìsico o
del chimico. E così, per la medianità obiettiva o tì¬ sico-meccanica di un Home
e di una Eusapia, chiunque sarà in grado di accertarsi della levitazione di un
tavolo, chiunque udrà il suono dell’armonica non mossa da mani visibili,
chiunque vedrà nella penombra profilarsi una figura impal¬ pabile... Ma costui
sarà penetrato con queste percezioni elementari nel contenuto “ psichico „ o “
psicologico „ dei fenomeni V II più oculato fra gli astronomi, il più consumato
dei tìsici, il più valente dei fotografi o degli ingegneri, il più abile dei
medici, il più geniale dei pittori e comme¬ diografi, il più esperto degli
anatomici, ove non possegga nozioni di psicologia e metap sichica non si
eleverà d’un cen¬ timetro nella valutazione intima del fenomeno medianico al di
sopra del bravo commerciante, dello zelante impiegato, della operosa massaia,
della “ intellettuale „ zitella e del militare a riposo, che in generale sono i
membri più in¬ fluenti e attivi dei “ circoli „ o “ gruppi spiritici ,. Già:
anche l’uxoricida Oliva, prima di tentare di seppellirlo nelle acque del porto
di Genova, ha squartato con tagli sapienti il cadavere della sua vittima; ma
chi vorrà dire che per ciò egli sia divenuto un anatomico o un
anatomo-patologo? Bisogna che nello studio della medianità distinguiamo
due generi di ricerca: quella della realtà dei fenomeni, quella del loro
determinismo. Alla prima può bastare qualunque testimone degno di credito :
perocché, come si chiedeva Voltaire, che cosa occorre alla critica storica in
tatto di testimonianze? “ Un gran numero di testimoni: 1“ che siano sensati e
abbiano visto bene ; 2° che siano sani di mente e di corpo; 3° che non abbiano
interesse alcuno nella que¬ stione; 4° che le attestino solennemente „ (Dict.
philoso- phique, art. “ Certitude „). Orbene: i fenomeni spiritici sono stati
accertati da un numero così grande di testimoni aventi tutti questi requisiti,
che risulta ormai assurdo e ridicolo dubitare della loro realtà. Io ho davanti
a me l’elenco degli 86 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
illustri, che videro e annuirono; e lo trovo, sotto l’aspetto-
epistennologico e metodologico, di un valore formidabile Vj figurano almeno due
o tre centinaia di personaggi dì primo ordine : matematici, astronomi, fisici e
chimici, 'natu¬ ralisti, biologi e antropologo fisiologi, professori di
medicina e cimici, filosofi e teologi, ingegneri, elettricisti, inventori tec¬
nici ed esploratori, scrittori, letterati e pubblicisti, artisti c scrittrici,
magistrati e alti militari, poeti ed eroi, diplomatici e ministri di Stato,
finanzieri e prelati, dame, principi e sovrani; tutta una eletta per l'ingegno,
per la coltura, pel¬ le bravura, per la posizione sociale, per la nascita, per
la ricchezza, per il potere. Come buttare da banda un insieme si imponente d.
allermazioni decise, di testimonianze disin¬ teressate, di convinzioni
sincere? Eppure, io ne avrei il coraggio, non già per l'accerta- myUo
estrinseco de. fatti, bensì per il loro apprezzamento tnUinseco : in quanto
che, salvo poche eccezioni, tutte quelle autorevoli „ persone, mancando di
competenza psi¬ cologica, non sono giunte a costituire quell’ “ autorità „ che
la metodologia scientifica esige quale criterio di verità ; tanto e ciò vero,
che ancora oggi, nonostante le filze di nomi celebn messe in bella mostra dagli
apologisti polemisti dello spiritismo, la immensa maggioranza degli uomini
seguita a non crederci affatto. Per mio conto, ritengo sufficientissime, anzi
esaurienti le testimonianze affermative dei fatti ; ni a se voglio passare alla
. loro comprensione psicogenetica, nò Humboldt o Sohiapparelli, uè Yittor Hugo
o Massimo d Azeglio, nè Sardou o Gordon-Pascià, nè Edison o Marconi, lle, 1’
udienza Marrtat 0 la regina Vittoria, a parte il loro valore morale, possono
contentare la mia sete di conoscere, la quale non si appaga con ciechi
ossequi alla superiorità men¬ tale e sociale di cotali testimoni. Neppure un
Wallace o uno /oLLNKii, nè menomi Crookes o un Richet avrebbero forza d‘
impormi le loro opinioni sulla possibilità e veridi¬ cità di certi fatti
spiritici e animici se, oltre al riconoscerli un grande naturalista, un
eminente astrotisico e filosofo, un geniale chimico e fisico, un valoroso
fisiologo, io non li sa¬ pessi anche versati negli “ studi psichici Mi affido
perciò con altrettanta sicurezza alla testimonianza di un Lombroso •li un
Dc-Prel, di un Flocrnoy, di un Brokferio, di un James perchè ninno dubiterà mai
della loro altissima competenza in osservazioni e ricerche d’ordine
psicologico. Infine, accò¬ glierò e ascolterò col rispetto che si meritano i
lavori ei pareri di un Ermacora, di un Aksakoff, di un Mykrs, di un
Gornby, di un GiniER. di un Hodgson fra quelli pur troppo rapiti alla
scienza, di Lodge, Podmobe, De Rochas,.Delanne, Flambarmi», Bozza no e altri
esimi investigatori viventi, poiché so tutta 1 eliicacia che la “ scienza
psichica , da essi creata o coltivata ha avuto, ha presentemente e meglio avrà
in futuro sulla correzione evoluzione ed elevazione del vecchio tarlato
spiritismo. Ma in sostanza, il credito di cui essi godono non deriva dalle
peculiari loro conoscenze fisiche, letterarie, astronomiche, filologiche,
mediche, politecniche, filosofiche, nè dalla loro carica politica o
universitaria, nè dalla loro attività di propagandisti , bensì unicamente dalla
loro specialissima e dimostratissima coltura psicologica. Lo studio della
“ medianità „ spetta, dunque, alla scienza psicologica, importa poco se
normale, anormale o supernor¬ male ; se fisiologica o trascendente o
fenomenale; se rivolta al tatto “ psichico „ nel senso consacrato dall’uso
classico o in quello venuto ora di moda per un deviamento sema¬ siologico del
termine. “Psicologia, è il generale, “ psi- chismo „ è il particolare. Gli “
spiritisti „ hanno sostenuto che bisogna staccare e distinguere assolutamente
questo da quella: ma in che risiederebbe la ragione del distacco? Non vediamo
noi forse la medianità svolgersi su condizioni in¬ dividuali spettanti alle
comuni fisiopsicologia e psicopato¬ logia, constare essenzialmente di fenomeni
affini a quelli piecisamente descritti dai psicologi analisti e dai clinici
psi¬ chiatri, arrecare con sè un inseparabile corredo di sintomi
ueuro-psicosici e di effetti somatici osservabili e misurabili con i consueti
strumenti della fisiologia e medicina? Dove termina il normale e dove comincia
il “ supernormale „ ? Alla fin dei conti, lo stesso edificio faticosamente
costrutto da Federico Myers e che rappresenta il supremo sforzo del psi-
chismo, è composto, nelle sue fondamenta essenziali, da quelle nozioni ed idee
sul subcosciente che già la psicopatologia aveva a lungo e in largo enunziate e
dimostrate. Qualcuno ha cercato un criterio fuori della scienza già
tatta, ed ha preteso di trovarlo per l’appunto nelle stesse qtotesi che si
debbono sottoporre a positiva dimostrazione. e~°! . ® “ Briect, nella serie dei
fenomeni “ psichici „ lo Spiritismo , comincerebbe soltanto da quelli in cui vi
sono esteriorazione detta sensibilità e motricità ed apparizioni (fantasmi,
materializzazioni): al di sottodi codesti fenomeni vi sarebbe il “ Psichismo „
semplice o di grado inferiore, al quale spetterebbero la lucidità, la visione a
distanza, la te¬ lepatia, ecc. : e ancor più al di sotto si rientrerebbe
nella Psicologia pura „ normale od anormale. Ma ecco un dubbio: nello
stato di salute e in certi stati di malattia non sfug¬ genti alle leggi
consuete della patologia, si può escludere a priori ehe non esista la
esteriorazione nel senso psichicistico? No, certamente: la scienza medica
conosce casi, per quanto rarissimi, in cui s’è osservato, ad esempio, un
effluvio visi¬ bile (Febèi). Dunque, la medianità, pur essendo un fatto ec¬
cezionale apparentemente esulante dai domini ordinari del sapere costituito, e
quindi preterscientifico; pur allargandosi nelle penombre dell’Ignoto, al di là
dei margini di quanto fino ad ora risultò accessibile alla conoscenza ed
all’umana ragione, non diventa ciò nonostante un quid di estraneo alla vita
dello spirito qual’è stato concepito ed abbordato in ogni tempo dalla scienza
positiva ; e anch’essa, la “ facoltà medianica „, è, a pari delle altre nostre,
subordinata ai prin¬ cipi e ai metodi della psicologia. È curioso
rilevare come lo studio esatto della medianità occupi poco posto nella
innumerevole letteratura spiritica. Non ci si illuda sul numero delle
produzioni autobiografiche dei medi o di quelle descrittive dei fenomeni
medianici, che figurano nella bibliografia dello spiritismo: gli adepti della
dottrina e i membri dei circoli e gruppi sfruttano le fa¬ coltà medianiche dei
soggetti, ma non si preoccupano molto del loro stato fisiopsicologico. Con
enorme e fastidiosa pro¬ lissità si distendono verbali dello sedute, ma
unicamente per riferire “ messaggi e comunicazioni Questa miseria di no¬ tizie
non limitate alle curiosità ed ai sentimentalismi ha colpito penosamente gli
stessi spiritisti più competenti (ad es. ìIDklanne, I’Anastay, ÌIMetzger, il
Baudi): essi domandano per ciò con gran voce ai loro gregari impazienti che i
medi vengano meglio studiati e . meno strapazzati. Nè la produzione
teoretica è, sotto tale riguardo, più seria e sicura di quella empirica. Il
famoso Libro dei medi non ha alcun valore scientifico; e infatti il Rivail, da
bravo pedagogista pestalozziauo alla Condillao, accetta la facoltà medianica
già bell’e fatta e insegna a svilupparla e ad uti¬ lizzarla, ma non si
preoccupa delle sue cause ed origini, delle sue condizioni determinanti, delle
sue conseguenze fisio-psicologiche... Per lui, come per quasi tutti gli spiri¬
tisti, il medio “ è uno strumento „, anzi, letteralmente, un “ mezzo „ per
raggiungere il fine di “ comunicare „ cogli “ spiriti E come l’artigiano
incolto non perde il tempo a chiedersi di che materia consti e con quali
procedimenti tecnici fu ottenuto e da quali leggi meccaniche o
dinamiche sia regolato l’utensile di lavoro, martello o dinamo che sia,
del quale si serve, cosi lo spiritista-tipo si conduce ri¬ spetto alla “
medianità „ : generalmente i circoli o gruppi che si riuniscono attorno ad uno
o più medi, non sanno, non capiscono, non investigano nulla ! Più di tutto fa
pena cercare invano nella Bibbia attuale degli spiritisti, — alludo, si
capisce, &\V Animismus nnd Spiritismus dell’AicsAKOFF — qualcosa più delle
venticinque righe dedicate nella prefazione alla fisio-psicologia della
medianità, battezzata in blocco sotto il nome di “ personismo Se non
fossero venuti i lavori degli psicliicisti odierni, con a capo Fed. Myehs e
Alb. Db Kochas, si potrebbe af¬ fermare che in circa mezzo secolo di fervore e
di “ espe¬ rimenti „ (?) lo Spiritismo non aveva saputo uscire, di fronte al
fatto straordinario della “ medianità „ . dalle pastoie del più grossolano e
del più limitato empirismo. La personalità dei medi.
Sulle maggiori figure che empiono di sè, attraverso i secoli, la scena
della popolarità, e specialmente su quelle di cui si costituisce la storia del
meraviglioso, bene spesso manchiamo di notizie precise, e, per ricostruire la
loro per¬ sonalità, siamo costretti di ricorrere ad induzioni e a con¬ getture.
Egli è che, in generale, questi personaggi si circon¬ dano di mistero,
speculando sull’ignoranza e sulla buona fede dei contemporanei per ingrandire
la loro figura e lasciare nell’oscurità l’origine dei loro poteri occulti. Ne
sono esempi classici e noti a tutti il Conte di San Germano, il Cagliostro, e
quanti altri, com’essi, hanno lasciato fama, di taumaturghi. Questi personaggi
sono veduti attraverso una fitta nebbia, e neppure le loro reincarnazioni sullo
stile di quella con cui Cagliostro s’è impersonato in * Leopoldo „, lo
spirito-guida della .media Elena Smith, cosi argutamente illustrato dal
Floubnoy, vengono a illuminarci sulla vera loro entità : si direbbe anzi che,
reincarnandosi, essi medesimi, quei facitori di miracoli facciano anche quello
di diminuire ed ottene¬ brare ancora più la personalità loro. L'Occulto è
in grande, in massima parte, nato dall’inganno disposato all’ ignoranza ;
è stato tenuto a battesimo dalla credulità; fu nutrito iìn dal primo esistere
mediante la bugia e la frode : per ciò, quel che rimane di verità nella storia
del meraviglioso, può raffrontarsi al piccolo diamante, che si ricava da un
cumulo enorme di minerale pressoché tutto inutile, e talvolta così duro da.
scalfire, e così pesante da smuovere, che il valore della preziosa pietra
smarritavi entro non compensa le fatiche del suo ritrovamento. Sotto
questo aspetto, i “ medium „ dello spiritismo mili¬ tante assomigliano ai
taumaturghi della magia ed ai maestri della prestidigitazione. Sull’Home, sullo
Slade, sull’Eglinton, sullo btainton-Moses, sulla II' Espérance, ecc., abbiamo
bensì notizie autobiografiche e gran copia di documenti : ma, se si volesse
fare con questi opera ricostruttrice atta a schiarire i più importanti punti
della loro esistenza, ci troveremmo davanti ad elementi infidi, a prodotti di
vanagloria e di ciarlataneria, a oscurità volute dai loro stessi amici e cre¬
denti. I ra mezzo a tante cose non sicure o poco probabili viene a mancare il
criterio della verità. Ad esempio, nelle autobiografie ci sono troppe reticenze
da una parte, troppe amplificazioni dall’altra : per di più l’estasi, detta il
* trance „, non lascia ai medi migliori la facoltà di ragguagliarci sulie loro
condizioni subbiettive che costituiscono il punto cen¬ trale più oscuro del
raedinmnismo. Sarebbe come se per costruire i capitoli di- Neuropatologia e
Psichiatria sull’iste¬ rismo, sull epilessia, sull ipnotismo e sonnambulismo,
sui delirii sensoriali metabolici (tutti stati anormali con cui la medianità ha
vincoli o somiglianze inconfutabili) ci voles¬ simo servire delle notizie
dateci dai pazienti : la medicina scientifica ha progredito in questi capitoli
dirigendosi pre¬ feribilmente, con Richkt, Cha rcot, 3d kidenmain, .1 a net,
Lom¬ broso, nelle vie della indagine obiettiva. lutti gli spiritisti
lamentano la fastidiosa e imbarazzante necessità in cui la “ scienza „ si è
trovata finora, di dovere studiare la fenomenologia più caratteristica ed
importante del medianismo attraverso le gesta spesso sospettabili e la
personalità spesso tarlata dei medi “professionisti „, perocché quelli
privati,, sulla cui sincerità, salvo le opportune limi¬ tazioni, si potrebbe
meglio fidarsi, non si prodigano tanto facil¬ mente e preferiscono farsi
ammirare in circoli ristrettissimi. Per quanto si sappia che da anni io mi
occupo di “ spiri¬ tismo , e abbia cercato di ottenere sedute da vari medi che
mi si erano denunziati attivissimi o che sono giunto a sco¬ prire attorno a me,
la quasi totalità di essi mi è fino ad ora sfuggita : in massima, non ha
troppa fidanza nella scienza e negli scienziati. _ Nè si creda che il
numero dei “ medium „ sia piccolo. E As¬ sociazione spiritualistica degli Stati
Uniti e del Canada an¬ nunciò nel 1900 che colà i medi salivano, tra pubblici e
privati, alla rispettabile cifra di 10.000, tutti arruolati per la causa, tutti
fervidissimi nell’ esercizio : vi erano inoltre 350 oratori propagandisti, 3G0
società spiritiche, 82 Chiese spirituali¬ stiche..... Ma noi non siamo così
fortunati; ciò non pertanto abbiamo in Italia, al presente, alcuni medi di gran
forza, la Eusapia, il l’oliti, i fratelli Randoue (per citare
quelli conosciuti per le stampe). Ma i due primi sonò professio¬ nisti e
per di più medi a effetti fisici : qualità queste che bastano a renderli
sospetti nei centri più severi delle ricerche psichiche „, voglio dire in
Inghilterra e, di riflesso, in Ger¬ mania. I medi fisici hanno così spesso
ingannato che la “ Society for psijchical Research „ li lascia da anni in
disparte, e senza tanti riguardi li considera con disprezzo: dirò anzi che i
medi a pagamento, scoperti in frode con una deso¬ lante frequenza, sono oggi
messi al bando dai circoli inglesi, tedeschi e olandesi. Anche in 1 rancia e
Svizzera i Gruppi psichicistici di Parigi, Marsiglia, Nancy, Ginevra non li ac¬
colgono senza circospezione. Di guisa che nella Gran Bret¬ tagna, al dire della
autorevolissima spiritista. Sig" Stennabd, la "medianità fisica è
pressoché scomparsa, e vi si veggono e studiano di preferenza i medi
intellettuali. In America, no : perdura la tradizione delle Fox, ma non è a
dire con (pianta e quale degenerazione professionale 1 Bisogna leggere
quello che la celebre scrittrice Fiorenza Marryat narra di molti medi
transatlantici, e di certi loro imitatori cisatlantici, per sapere fino a qual
punto arrivino lo spettacoloso delle loro sedute di H materializzazioni n, la
astuzia smaccata dei medi e impresari, la beata semplicità •della loro clientela,
E taccio degli accampamenti estivi spi¬ ritici (“revivals„) cotanto frequenti e
frequentati nel Nord- America, e dei quali non arrossiscono di vantare
l’efficacia moralizzatrice e “ spiritualizzatrice „ sulle masse, spiritisti ac¬
creditati e di talento come la Adiiì-Baloo, il Libeht, I’Owen .
Spettacoli da fiera, carnevalate, niente altro ! Nel Nord- America si esercita
un impudente mercimonio delle facoltà me¬ dianiche, siano vere, siano spurie; e
nonostante 1 esempio della famiglia Fox lasciata lauguire ed esentasi quasi del
tutto nella più squallida miseria fra la indifferenza colposa degli
spiritualisti americani, non si cessa dall imitarne le gesta del periodo
eroico-arcadico di Hydesville-Rochester : le “ unirne dei trapassati „ costituiscono
ancora, in un paese così facile alle più stravaganti credenze, un buon mezzo
per far denaro. E il peggio si è che anche in Europa, ora perchè invasa da “
celebri „ medi americani, australiani, indiani, ecc., ora perchè lo spiritismo
non trova altri metodi di diffusione, la medianità professionale è quasi
esclusivamente la sola che serva agli studi psichici ; donde la diffidenza
generale degli psicologi competenti per il meraviglioso modernissimo, donde la
legittima sfiducia e ripugnanza degli scienziati positivi di darsi a codesti
studi. La medianità, ha scritto il Diclanne, è la pietra angolare dello
spiritismo : è per suo mezzo soltanto che noi possiamo dare le prove (?) della
sopravvivenza; e meglio la conosce¬ remo, più sarà potente la propaganda per lo
spiritismo „. Ma se la medianità serve quale strumento di propaganda, ben pochi
fra gli spiritisti si danno briga di conoscerla a fondo. Questa noncuranza è
massima fra i dogmatisti: Allan-Kabueo ad esempio, consacra pochissime linee
alla facoltà dei “sen¬ sitivi „ (medi) e ai fatti fisiologici, alle “
sensazioni „ che accompagnano 1 estasi medianica. Ma neppure i psichicisti
odierni sono più intraprendenti in codesta indagine fondu¬ mentale: lo stesso
Myers, che senza dubbio è penetrato meglio d ogni altro nelle ombre misteriose
della coscienza sublimi¬ nale, si occupa preferibilmente degli effetti
“supernormali „ delia medianità, e poi ci lascia all’oscuro sul processo fisio-
psicologico di essa. Quel poco di sicuro che ne sappiamo è opera, non di spiritisti,
nè di psichicisti, sì bene di psico¬ logi sperimentatori o di clinici-alienisti
: cito fra primi Pietro Janet, le cui ricerche, comunque giudicate dagli
spiritisti, sono state imitate e usufruite dal Myers su ampia scala. I
medi, d'altra parte, salvo rarissime eccezioni (di cui la Eusapia Paladino è
una) non si prestano volentieri ad esami scientifici sulla loro personalità
fisio-psichica ; appena per¬ mettono, prima delle sedute, di essere frugati
sulla persona, sotto le vesti, e la maggior concessione che fino ad ora taluno
di essi abbia fatta alla scienza è di lasciare usare, con molta discrezione
però, la fotografia e qualche strumento fisiologico di facile, sollecita e
spesso poco utilizzabile ap¬ plicazione. Così si riesce difficilmente a penetrare
e speri¬ mentare con frutto nei circoli e gruppi spiritici dove suc¬ cedono, al
dire degli inscritti, le cose più strabilianti. Da un po’ di tempo in qua,
l’accesso alle sedute è forse meno arduo, specialmente da quando l’Eusapia
ha dato ai medi il buon esempio di lasciarsi studiare, e da quando lo psi-
chicismo ha ripresa la gloriosa tradizione di CnoOKBS ; ma per lunghi anni le
porte dei santuari ci erano chiuse non appena si sospettava che vi volessimo
portare i nostri intenti inve¬ stigatori. Lo stesso Papus narra che volendo
vedere le ma¬ terializzazioni operate da un medium che gli si decantava, ha
dovuto sottoporsi al fastidio di tre lunghi mesi di inutili sedute preliminari
; finalmente, quando il medium si fu as¬ sicurato della simpatia della sua
assistenza e si fu persuaso ohe “nessuno avrebbe acceso fiammiferi durante i
fenomeni, allora solo si decise di . materializzare. Ciò che in
particolar modo sarebbe necessario studiare con tutti i mezzi dei quali
dispongono la fisio-psicologia e la psichiatria clinica, sarebbe la personalità
dei medi. Le so¬ miglianze tra l’estasi medianica o trance e le note sindromi
accessuali delle nevrosi (isterismo, sonnambulismo, epilessia) sono ormai
indiscutibili, malgrado le opposte insipienti ne¬ gazioni di certi spiritisti
dottrinali che nulla capiscono di psicopatologia: ma pur qui, non andiamo più
in là di una co¬ noscenza abbastanza superficiale, malgrado le ottime osserva¬
zioni di P. Janet, Joiue, Jung, Grassbt, ecc. Gli psicologi analisti sono ormai
certi che il “medium, è per lo più un individuo dotato di una costituzione
psichica anomala, o, quanto meno, situato all’estremo gradino della scala delle
varianti normali relative alla coalescenza degli elementi psi¬ chici. Nel medio
tale coalescenza è lassa e labile all’estremo; e quindi in lui, quando sia
messo o si metta in circostanze propizie, avviene con facilità la disgregazione
personale, la separazione più o meno completa della coscienza superiore o
vigile da quella inferiore o subliminale, cosicché questa seconda entra in una
più intensa ed estesa attività automa¬ tica, sensoria motoria ed imaginativa.
Orbene, a coonestare la ricerca affannosa di medi cui si danno i circoli
spiritici e l’allenamento spesso noioso cui li sottopongono e di cui si dolgono
i migliori (p. e., il Mabzohati, in “ L. e 0.,, TT. 415), certi spiritisti
sostengono che il mediumnismo non è facoltà tanto eccezionale: tutti gli uomini
la possederebbero in grado più o meno agevole a rilevare. In sostanza, i medi
non dif¬ ferirebbero nella organizzazione tìsica dagli altri individui, e solo
sarebbero caratterizzati da una maggiore recettività sensitiva e da una
maggiore esteriorazione animica (F. Nègrb). Ma altri, massime fra i
psichicisti, negando codesta, univer¬ salità delle facoltà mediumniche, le
ritengono addirittura rarissime e specialissime (Mangin). Qualcuno ha pure
pre¬ teso che i medi si distinguessero per dati caratteri somatici, ad esempio,
per la variegazione colorata dell’iride (Maxwell). Qui bisogna intendersi.
Che la facoltà medianica sia ge¬ nerale, e che basti saperla “ sviluppare „
(come dicono gli spi¬ ritisti) per metterla in evidenza, no davvero ; ma che,
d’altra parte, sia un’eccezione in natura, una varietà isolata di costi¬
tuzione personale umana, ueanco : la fisiologia, l’antropologia e la psicologia
scientifiche si oppongono ad ambedue questi modi di vedere. Vi sono individui
ipnotizzatoli, è verissimo, ma la immensa maggioranza non lo è: — vi sono delle
per¬ sonalità che si disintegrano e, per così dire, si sfasciano al minimo urto
di un emozione, di un ordine altrui, di una allucinazione eventuale ; ma per
fortuna la generalità degli uomini oflre, nel complesso integrale dei fenomeni
di co¬ scienza, una sufficiente forza di coesione per resistere a simili attacchi.
Questo non significa però che l’ipnotismo e tutti gli altri fattori congeneri
di dissoluzione della personalità non trovino in questa medesima, e nel modo
con cui si forma e si mantiene, le loro ragioni preparatorie e le con¬ dizioni
agevolanti la loro efficacia dissolvente. Per tali motivi io non so adattarmi
all’idea che il mediumnismo non si attacchi a facoltà o a funzioni esistenti
nella gene¬ ralità delle persone : sarebbe l'unico esempio di una attività
vitale o mentale regalata da non si sa quale potere arcano, nè si capisce per
quali predilezioni più o meno benefiche, solo a pochissimi “ eletti „ .
Inoltre, se la dottrina dell’evoluzione spirituale è vera, secondo che con gran
valore suppongono gli spiritisti kar- dechiani swedenborghiani davisiani, e
anche gli psiehicisti camminanti sulle orme del Myeks, bisogna ammettere una
delle seguenti due possibilità. — 0 la facoltà medianica è un ge¬ nere di
attività vitale in via di estinzione, perchè non venendo utilizzata nel decorso
dell Evoluzione pei bisogni della lotta per l’esistenza, mancò di sviluppo
rimpetto alle altre attività fisio-psichiehe (il grande Myers la pensava a
questo modo). Ed allora la medianità si deve trovare, almeno quale rudi¬ mento
atavico, in tutti gli uomini: sarebbe come chi dicesse un’appendice vermicolare
del cieco, o un muscolo plantare gracile, salvo che nel campo funzionale
della psiche. _ 0, per contro, il medianismo è un acquisto novello
dell’Evo¬ luzione, una forza rimasta in noi latente o pochissimo attiva per secoli
e secoli, rivelatasi o risvegliatasi ad un tratto in Hydesville (per decreto
della Provvidenza, secondo i ere- NATURA DEL MEDIANI.SMO
95 denti dogmatici,/, ma chiamata a rendere sempre più intimi
i rapporti fra il mondo sensibile e l’Invisibile. Dimodoché l’umanità avrebbe
davanti a sé un lungo avvenire in cui sempre piu godrà dei poteri psichici e di
lucidità, di tele¬ patia e di azioni a distanza sulla materia (alcuni neo-idea¬
listi, ad es. G. Papiri, lo congetturano). E iu tal caso, non potendosi la
medianità creare dal nulla, si dee ritenere che essa si sviluppi fin d’ora da
una predisposizione alla meta- psichicità esistente, in genere, in tutti gli
individui umani. Ter mio conto, propendo a opinare che il medianismo sia
un fatto anormale della personalità fisio-psichica umana, il quale, a pari di
tutte le altre anormalità e anomalie indi¬ viduali, non si crea ex novo iu
mezzo alla universalità degli uomini per un capriccio o dono improvviso di
natura, ma si collega direttamente alle condizioni normali somatiche,
fisiologiche e mentali dell’animale Homo sapiens: sono, anzi, disposto a
credere che anche gli animali (del che gli esempi abbondano e furono
egregiamente raccolti dal Bozza no) siano suscettibili di quelle percezioni
sensitive e di quegli auto¬ matismi motori onde risulta la medianità. Natura
non farit saltus, è un vecchio adagio della filosofia, che ha già avuto
estesissima applicazione nel campo biologico e psico-socio¬ logico
(trasformismo lamarcko -darwiniano, evoluzionismo spenceriano) e che deve
egualmente averlo nel Campo “ psi¬ chico Pertanto, la singolare personalità di
“ medium „ è semplicemente una varietà secondaria della personalità neuro-
psicosica : spesso, anzi, non è altro che questa nella sua forma tipica, per
quanto lo possa anche essere in molti medi soltanto a modo transitorio ed
accessuale. La facoltà medianica è stata osservata in persone di età
diversissima. Si sono annunziati medi fanciulli, medi bam¬ bini, e persino,
stupesco referens !, medi lattanti; in taluni medi di gran forza s’è visto
perdurare la. medianità alle soglie della vecchiaia (lo Slade, la Rothe, la
stessa Paladino). Ma d’ordinario il manifestarsi dei poteri ha luogo in gio¬
vinezza, frequentissimamente coincide colla pubertà, massime nelle donne; e va
soggetto, talvolta, a lunghe incompren¬ sibili pause, ovvero anche cessa ad un
tratto. Il sesso femminile non vi sembra più predisposto del maschile, se
si bada al numero totale dei medi registrati nella storia e nelle effemeridi
dello spiritismo. Ma è indu¬ bitabile che nella donna si hanno le forme più
alte e com¬ poste di medianità, appunto perchè l’isterismo è nevrosi ca¬
ratteristica del sesso femminile, pur non mancando nel maschile. Notevole
il fatto che l’Horae offriva varie stimmate di femminismo somatico e psichico.
Certo si è che presente- mente i medi sembrano destinati a fallire
rumorosamente, laddove le medie trionfano. Quanto al temperamento che
predispone meglio al pos¬ sesso della facoltà, io dico, da convinto alienista,
che è quello neuro-isteropatico ; ma il Patos ha imbrogliato le cose an¬
nunziando ehe fra i medi vi sono, nientemeno, ventiquattro temperamenti
diversi, e che perciò occorre accostarsi ad essi con ventiquattro maniere
diverse di contegno investigatorio, a seconda della loro “ formula biometrica „
(Baraduo). Del che io, per quanto adusato all’esame clinico d’una moltitu¬ dine
pluricolore di ammalati, mi dichiarerei incapace ! Del resto, lo
sperimentare coi medi non è tanto agevole. È vero che i gregari dello spiritismo
— caterva innumere¬ vole di dilettanti incompetenti e di eccitatori incoscienti
dello spettacolo medianico — vi si accingono, per loro conto, alla leggiera,
come ne fanno fede il numero esorbi¬ tante dei “ gruppi , e l'abuso incredibile
delle * sedute ,. Ma noi, scienziati, dobbiamo procedere con grandi cautele :
se no, incorriamo nell’accusa di rendere ammalati i medi, di guastarne non
soltanto la fenomenologia, ma pur la poten¬ zialità medianica, e, insieme a
ciò, di rovinare la loro salute esponendoli con i nostri eccessi di “ controllo
, e con la nostra smania di “ indagine fisiologica „ al pericolo di crisi
gravissime e persia di morte ! Lo strano si è che dandoci codesti ammonimenti,
lanciandoci codeste accuse, gli adepti non si accorgono di riconoscere
implicitamente la natura anormale e spesso morbosa della medianità.
* * Caratteristiche psicologiche e fraudolenza dei medii.
Ninno che li abbia veduti in opera (durante il “trance,) dubiterà un solo
istante che i medi non siano persone di eccessiva emotività-, i “ fenomeni „
variano sempre a seconda delle loro emozioni gradevoli o sgradevoli. E un
carattere comune agli isteropatici. Altrettanto è palese che i medi
offrono una enorme sug- (festività: ed ecco un secondo carattere affine tra
raedianismo AFFINITÀ TRA ISTERISMO E MEDIANISMO
97 ed isterismo. Tutto quello che i medi attuali dicono o
credono intorno all’ intervento degli spiriti nei loro fenomeni , o è una
spontanea reviviscenza dell’antico animismo giacente nei bassi fondi della
personalità, o è un prodotto di sug¬ gestione d ambiente. “ Dite ad un medium
(scrive sempre il Patos) che lo spiritismo è una pazzia e che i suoi feno¬ meni
sono gherminelle, poi sperimentate su di lui: il medium, spaventato, non vi
darà più nulla „. Inoltre la fenomenologia medianica ha un terzo
carattere isterico ; è presentata con la ostentazione dello straordinario,
dell’eccezionale, per sentimento di amor proprio, per bisogno quasi
irresistibile di farsi ammirare. Tutti i medi, anche i più riservati, quelli
che agiscono nei circoli privati, o nelle famiglie, sono dominati dalla vanità
che li porta allo spet¬ tacoloso. E forse in causa di ciò la medianità,
si professionale che libera, è tutta quanta impregnata, di sciocche od astute
simulazioni e dissimulazioni, siano conscie od inconscie, siano volontarie o
involontarie, siano automatiche o riiiettute. Non esiste condizione mentale
umana che più della isteria e del medianismo esponga il ricercatore ad essere
ingannato. Per tutto ciò la affinità tra medianismo e istero-psicosi
degenerativa si ritiette in quattro particolari caratteri: emo¬ tività,
suggestibilità, vanitosità, mendacio. E ora usate mo¬ derazione, se lo potete,
con quegli spiritisti dogmatici che hanno avuta la temerità o la stupidità
sacrilega, (in riguardo alla loro fede religiosa, della quale menan vanto) di
collo¬ care fra i medi Gesù Nazareno ! Vi sono certamente dei medi
sinceri, onesti, spontanei, che non giuntano mai ; e pur quei medi, che furono
tro¬ vati in frode, non sempre sono stati o sono menzogneri. Ma il numero degli
smascheramenti eventuali di medi “ potentis¬ simi , e “ famosissimi „ è così
grande, da ingenerare la più nociva indeterminatezza nella ricerca, il più
amaro sconforto nel ricercatore. E badiamo bene : non siamo noi, scienziati “
materialisti , (la qualifica è, sotto la penna degli adepti, la più grave delle
incolpazioni che ci scagliano), non siamo noi, fisiologi psicologi ed
alienisti, che abbiamo riempita questa pagina penosa e un po’ ridicola dello
spiritismo con¬ temporaneo; sono in maggioranza dei cultori fedeli e peri¬
tissimi della dottrina, i quali con un bel gesto di signorilità b anca ed
aperta hanno spezzato a tempo i loro stessi arnesi di guerra quando si sono
accorti che erano di cartapesta. Nel 900 il Papus confessava che lo spiritismo
è tutto un inganno e che da due anni, dopo avere operato con molti medi,
si era accorto di essere stato sempre burlato. Ma il Pa pus è un occultista, e
l’occultismo è un pruno negli occhi degli spiritisti : ascoltiamo, dunque,
soltanto questi. Ora, che cosa ci narrano un Ermaooba, un Myuks, un Flammarion?
Che la massima parte dei medi spettacolosi, a effetti tìsici 4 all’americana „
furono una volta o l’altra trovati in frode; che anzi, molti dei più ammirati,
altro non sono stati in passato, altro non sono al presente, se non giocolieri
e im¬ postori. Il giudizio è grave, nè lo direi plausibile senza riserve.
L’aver frodato una volta o più volte, quando vi sono prove si¬ cure e numerose
della sua sincerità in altre esperienze, non vuol dire che quel medio sia
sempre e incessantemente uno sfacciato bugiardo. Vi sono molte ragioni che, se
non giustifi¬ cano, almeno spiegano una eventuale o transitoria fraudo¬ lenza :
— vi è la stanchezza, la troppa frequenza o lunghezza delle sedute, la
diminuzione intermittente di forza medianica ; vi è il desiderio di fare e
strafare, il bisogno, l'avidità, la vanagloria ; vi è la suggestione
intempestiva dell’assistenza ; vi è, insomma, un cumulo di fattori
predisponenti o por¬ tanti diritto filato agli stratagemmi sostitutivi, ai
giuochi di mano, alle gherminelle. Inoltre debbo riconoscere che molte accuse
di frode sono basate piuttosto su congetture e sospetti che su prove manifeste:
talvolta un osservatore scettico può tenersi sicuro' di avere scoperto il tiro,
e non aver poi ar¬ gomenti per dimostrarlo. E questa autosuggestione dell’ in¬
credulità è talvolta quasi peggiore della ingenuità della cre¬ denza. Ad ogni
modo, se si procede ad uno spoglio della letteratura spiritica (non dell’antispiritica
!), si trova una lunga serie di disgraziate rivelazioni. Mi limito a dime
qualcuna. Owmettiamo pure le sorelle Fox, la cui apostasia teatrale, con
accompagnamento di confessioni poco onorifiche e ripu¬ gnanti, solleva il
dubbio di un doppio mendacio comprato o im¬ posto per ragioni di bigottismo.
Lasciamo i fratelli Davenport, che si scioglievano dai più stretti nodi per
mano di spiriti nel loro armadio furbescamente congegnato : è storia ormai
vecchia (1865), e pressoché dimenticata. E trascuriamo anche il pro¬ cesso
clamoroso intentato al fotografo spiritista Buguet, cui nulla ha giovato il
tentativo di riabilitazione della ottima Sigr* Lev- marie. Come ricordare tutti
gli altri pseudo-medi che durante gli ultimi quarant’anni si sono burlati della
buona fede altrui con artifici di prestidigitazione, all’ultimo rivelati e
manifesti? Ma il prof. Oliviero Lodge, fisico e psichicista insigne, ha
.spiegata anni fa per primo la falsa medianità ginnastica di Annie Abbott.
— L’Hodgson, oggi divenuto convintissimo della sopravvivenza, ha rivelato gli
stratagemmi delle lavagne di Eglinton e di Slade, nel quale smascheramento gli
fu com¬ pagno il prof. Ray-Lankester, reputatissimo biologo. — Il Bona, accorto
occulto-psichicista , ha preparata la scoperta poliziesca dei falsi apporti di
fiori e frutta di Anna Rothe. — 11 LKVMAniE, direttore della * Revue spirite ha
affer¬ rato pel collo il “fantasma, materializzantesi nella Sigr“ Wil¬ liams. —
E lo Smith, uno psichicista acuto, ha schiarita la somnomanzia della Baldwin. -
— Il Myers stesso ha polveriz¬ zata, con la sua austerità di indagatore, la
bugiarda azione a distanza dell’americano Husk e la non meno falsa medianità
musicale dello Sheppard. — Il colonnello Bundy, spiritualista avveduto, portatosi
in uno degli accampamenti spiritici del Nord-America, vi ha stimmatizzato il *
vampirismo „ (sic) di cinque medi patentati, tutti ciarlatani della più
bell’acqua. — E l’altro colonnello psichicista Mayhew, insieme col contrammi¬
raglio Moork. hanno smaterializzato gli indegni artifici del Craddock. — Il
dott. Ahr. Wallace, pur esso versatissimo in psichismo, ha colto in fallo
l’Eldred, medio stimatissimo a ma¬ terializzazioni di fantasmi che uscivano da
una sua seggiola imbottita di fantocci. — 1 redattori del “ World , hanno se¬
gnalate le trappolerie di Miss Cadwed. — Camillo Flammarion, ili cui ninno
contesta la profonda competenza e la antica fede, ha narrato or ora aneddoti
edificanti sulle ciurmerie dei medi più famosi, da Home ni recentissimi: sopratutto
egli ricorda la falsa tiptologia della Rodicre, le false apparizioni del Brédi,
e le non meno burlesche voci «piritiche che udiva o faceva udire il Lacroix. —
Il prof. Sidgwick e la sua consorte, il cui nome illustre va appajato nella
storia dei più sicuri studi psichici, hanno disvelato il procedimento
menzognero delle scritture su lavagne della Wood e della Fairlamb, non che
quello delle pseudo-materializzazioni dell’Hatby. — La stessa Sigra Noeg- 4i
erath, la ‘ nonna amorosa degli spiritisti francesi ,, ha levata in casa sua la
maschera al medium Ebstein . Insomma, se non fossimo certi che il “
psichismo „ ha un attivo di fenomeni oramai provati e al disopra d’ogni incer¬
tezza, se non potessimo tranquillizzarci con la convinzione che nella fenomenologia
medianica, tolto il falso e l’illu¬ sorio, rimane ancora tanto da bastare alla
costruzione della metapsichica (per lo meno, in futuro), che fallimento! che
rovina ! che precipizio ! E nessuna, ahimè! , nessuna delle maggiori
figure dello spiritismo storico sfugge al sospetto o al sarcasmo da parte di
alcuni correligionari, giacché lo spiritismo ha la sventura di tutti i culti: è
diviso in sètte e chiesuole, e gli adepti dell'una dilaniano la fama e persona
di quelli delle altre. Il Davis? Un simulatore per i reincarnazionisti. Il
Cauaignet? Dii pa¬ ranoico furbo per certi spiritisti non occultisti. Allan-
Kakuec ? Un ciarlatano per V. Saiidou e, pare, un po' anclie per Flajmarion che
pur gli servì di medio nel compilare quello zibaldone di nozioni vecchie e di
errori nuovi che è il libro La Genesi. E Fiorenza CookV Si è detto che sia
stata scoperta in flagrante bugia quando era divenuta la Signora Corner, ma non
è provato : intanto l’Home, che se uè intendeva, riteneva che ai suoi tempi il
Crookes ne fosse stato atrocemente canzonato (?). E l’Home stesso? Messe in
quarantena le sue “ facoltà stupefacienti „ dal Flammarion, sulla cui fama
popolare giuravano fino a ier l'altro gli spi¬ ritisti di tutto il mondo. E lo
Slade? Deprezzato agli occhi dei suoi apologisti dopo la sua condanna per
scrocco. E la D’Espórance ? Alquanto oscurati! la sua carriera medianica da
fenomeni troppo incredibili per le menti anche meno corazzate e da fenomeni
certamente troppo intaccati di van¬ teria femminile. E la teoso fessa
Blawatslci? Povera “ Iside svelata ha proprio perduto ogni velo ad opera di
quegli arcigni censori di ogni fallace medianità che sono gli auto¬ revolissimi
membri della Society f or psy eh icid Research ! Fra i medi contemporanei
più in vista, che cosa pensare della Piper, del celeberrimo medium americano a
incarna¬ zioni e a messaggi? Qualcuno, ad esempio l’ipnotista Bé- ktllon, ne
pronuncia il nome a denti stretti — e lo stesso Hyslop, elle 1’ ha' portata ai
primi onori dopo cinquecento sedute, si dichiara ancora adesso indeciso davanti
all’ “enigma- psichico „ perchè non ha la prova necessaria per “ sapere „
mentre ha soltanto buone ragioni per “ credere,. -- E che dire della Pepper,
altra consimile medium a rivelazioni psi¬ cometriche strabilianti ? Molti
psichicisti ne sussurrano con tono espressivo di incredulità, massime dopo che
si è fatta sposare da un credulo cliente arcimilionario. — E l’australiano
Bailey, che “apporta, uccelli esotici (morti) e monete assiro- caldaiche
(imitate o senza pregio) ? Il Baudi di Vesmk e altri psichicisti valorosi lo
hanno accusato di essere sfuggito ad ogni accertamento scientifico. — E il
californiano Miller, il pre¬ sentatore di più spettri alla volta, che si “
materializzano „ e passeggiano nella sala? Anche per lui Baudi di Vesme non si
perita daU’esprituere sospetti gravi, e intanto propone controlli pili
efficaci. — Lo stesso contegno di sospettosità dichiarata è tenuto di fronte al
medium indiano Yogualtama che fa scaricare scintille odiche dalle candele steariche
: —di fronte all'altro californiano Fed. Evans che scrive, anche lui come
Slade, spiriticamente sulla lavagna; — di fronte al sassone Enrico Melzer che
apporta, anche lui come la Rotile, fiori a bizeffe. Non dico poi niente della
tanto de¬ cantata e mai seriamente accertata medianità fisica o ma¬ gica dei
Fakiri indiani : il Myers protestava da pari suo contro le “credulità per
progetto, (proprio cosi) di chi ad 0<rni costo viene in Europa a sballarne
le gesta poco pulite o°sfacciate ; e dei loro pretesi fenomeni occulti,
scriveva che erano “un tessuto di menzogne, (“Proc. of. S. f. p. R.„,
1895). l<; spiegabile allora il fatto curioso che, chiamandosi per
dispregio col nomignolo di “ fakiri , i falsi medi spuntanti d’o«ni dove nei
gruppi spiritualistici del Nord-America, si sia pensato or ora di fondare una
Antifakir- Society a tutela del decoro della dottrina. Che più? 1 migliori
periodici psichi- cisti, la “ Rivista , del fu Ermacoha e oggi del Baudi, gli ‘
Annales , del Dariex e Ricukt, i “ Proceedings „ della Società Londinese, gli
"Psyehische Studien., dell’AKSAKorF •e Wittig, l“Écho du merveilleux,, del
cattolico Gast. Méry, i " Bullettins ,, dei reputati centri di Marsiglia e
Nancy, sembrano presi adèsso dalla smania di depurazione del mediumnismo ; essi
vanno d’accordo nel segnalare le menome lacune del “ sistema „, nell’ indicare
i punti deboli delle “esperienze,, nel fulminare di motti ironici la ingenuità
di certi “ speri¬ mentatori „ . A poco a poco, nella frenesia di espellere i
medi impostori e quelli dubbi dal tempio novellamente eretto e consacrato al
psichismo scientifico, si minaccia di lasciarlo privo di sacerdoti officianti e
vuoto di pitonesse. Non sfuggono ai sospetti neanco i “ medi
intellettuali Appena qualche studioso discopre il processo suggestivo, o
subcosciente, dei loro romanzi imaginosi a base di “ incar¬ nazioni , e di “
emigrazioni del doppio „ ; appena qualche fisiopsicologo indica la genesi non
spiritica ma verosimil¬ mente telepatica dei loro “messaggi,, quei medi, fino
allora proclamati eccellentissimi, passano meschinamente nella ca¬ tegoria
deprezzata degli “ spuri , o “ pseudo-medi „. Questa de¬ gradazione. è toccata,
sotto la critica dell'iinmortalista Michele Sage, alla Elena Smith di Flournoy,
alla M.** V.** di .Ti no. Lo stesso accadde al Pikrnan, al Dalton e ad altri
loro com¬ pagni nella lettura e divinazione del pensiero, di cui l’ul- timo,
l’americano Ahrensmeyer, non ha trovato da far bene se non passando al servizio
della polizia. Lo stesso minaccia di accadere alla media musicale, la Nydia;
alla media dan¬ zante, la russa Maddalena G. ; ai medi pittori, il
parmigiano Scaramuzza e il berlinese Machuer; al medio disegnatore il
commediografo Sardou ; al medio scultore, il Galli-Ba- reggi. Gli psichicisti
non la passano buona alla folla innu¬ merevole di medi autori, filosofi,
moralisti, cosmologi teofì- lan tropi, poeti, romanzieri, ai quali si deve
l’indigesta e caotica letteratura medianica: _ tutti scrivono per puro
automatismo ; tutti, dal fiammingo intuitivo Uose al cat- tolicheggiante
Teopilo Coseni, dall’anima candida di Stai sto n Moses all artificioso
neo-evoluzionista Th. Dariel, o si sono ubbmcati (come diceva lo spiritista D.
Mbtzgbr) coi grandi nomi di spinti che imaginariamente loro si “ comunicano •
ovvero sono portati dalla interna fede spiritica a non sapere analizzare in se
medesimi la genuina sorgente criptomne- sicji dei presunti messaggi ^ .
Certamente, io sono con Do Prel nell’opinare che la frode comunque frequente e
varia, non distrugge la medianità auten¬ tica, e che lo smascheramento dei
falsi medi non risolve “rrne de “ spiritismo,,; ma io son pure del parere d
elio stesso insigne filosofo-psichicista quando sentenzia : L esercizio
della medianità può ingenerare danni seri nella monti ita di certe persone, le
quali vi si danno in circostanze inopportune , : — e le circostanze sarebbero,
ora il bisogno di denaro, ora il fanatismo di propaganda, ed ora la funesta
spinta suggestiva dei dilettanti di sedute. Ma conforme a quanto accade nell’
ipnotismo, dove soltanto i soggetti moralmente inferiori o di debolissimo
carattere accettano le suggestioni intra- o postipnotiche di atti criminali ed
osceni; conforme a quanto si osserva nel campo neuro-psi- copatologico, dove la
labe costituzionale ereditaria e la ac¬ quisita, dove 1 isterismo l’epilessia e
la paranoia originaria ci pongono cotanto spesso alle prese con la menzogna,
con la simulazione, con la mitomania, con la calunnia e con tutti 1 subvalori
etici della condotta umana ; cosi anche nel mediummsmo, vista la lamentata
sequela di giunterie si deve supporre logicamente la non rara presenza del
fattore degenerativo o patologico, che indebolisce o pregiudica la personalità,
morale dei medi. Alcuni trattatisti di Psichiatria (S. Venturi, E.
Kkaepelik) hanno descritta a parte una varietà di psicopatici degene¬ rati: i
bugiardi costituzionali Ebbene: certi medi, che usano artifici e ciarlatanerie
anche quando non ve ne sa¬ rebbe stretto bisogno, ne formano una caratteristica
pat¬ tuglia: essi sono ì lanzichenecchi dello “ Spiritualismo I La psico-
e neuro-patologia dei medii. È ima fisima di un buon numero di
spiritisti quella che i medi siano persone fisicamente e mentalmente sane anche
durante le loro sedute, e che la medianità non si acquisti o non si eserciti a
prezzo della salute corporea e mentale : i fatti, du essi medesimi narrati,
attestano perfettamente il contrario. Ecco pochi cenni su alcuni dei medii più
tipici. A) Medi con infermità organiche del sistema nervoso. I.
Enrico Slade (“ dott. ,?), medium americano famoso per effetti fisici e
scrittura diretta bu lavagne, studiato da Cox, Carteb-Blake, Zollner, Gibieh,
era affetto da emiparesi destra (forse per antico processo infantile di
encefalite): e «orlo pochi anni fa in una Casa di salute. Qui egli si dimostrò
al D' Spinney, che lo curava, estremamente sensibile, facilmente soggetto
a in¬ fluenzo psichiche (suggestionabile). La sua ultima malattia, con¬
trassegnata da amnesia e demenza, ha avuto i caratteri della paralisi generale
progressiva (‘ Ann. Se. psych „). II. Il giovane medium fisico Durand,
illustrato dall esplo¬ ratore Bavol, è un ragazzo sfortunato che ha la gamba
sinistra del tutto atrofica (poliomielite infantile ?) : cammina con le stam¬
pelle, nè può fare un metro senza di esse; tuttavia nel trance,, è preso datali
sussulti muscolari da sbalzare alla distanza di quattro metri (‘ Compt.-rend.
Congr. spir. 1900). III. Anche il sig. F.R., di Roma, distinto medium a
per¬ sonificazioni e a qualche effetto fisico, illustrato da E. Oarreras, è
infermo e zoppicante ad una gamba, forse per poliomielite in¬ fantile (‘ Luce e
Ombra ,, passim). IV. Carlo Bailey, medium ad apporti archeologici ed
orni¬ tologici mirabolanti, mostra nel suo ritratto molte note dege¬ nerative:
acrocefalia. idrocefalia, progenerino, asimmetria naso¬ facciale, orecchio a
lobo scssile; ha inoltre torace conformato ad imbuto (Dott. Ferrari, in 4 L. e
0. „, ’05). B) Mei«ì con disturbi funzionali del sistema nervoso.
IV. Daniele Dunglas Home [ o 4 Hume „?], famosissimo per le esperienze di
Crookks e di Brewster. nacque m America da madre veggente dotata di seconda
vista, e che profetizzava (isterica?); ha avuto due zii materni pur essi
veggenti (alluci- iiatiO. Fu gracile fin da ragazzo, nervosissimo,
con sonni agi- tati, c ili salute cosi delicata da non poter prender parte
giochi dei compagni: ebbe opinioni religiose ad impulsi A 4 ann ebbe una
visione (telepatica), a 13 anni altra visione di lumi! nosita ; a 14 cominciò a
spostare i mobili e a produrre rumori senza contatto. Egli stesso racconta di
essere andato soggetto èiSSiii'S" - *^438» sp.r"jo0j Ca
>6 meZZ0 d’un 'liscorso ( “ O.-r. Con.gr. salante a ftrsnss
ter'"*— * VII. La Maria V... illustrata dal Ddsaht seniore » miei
Congresso, ha avuto numerose visioni fin dall'infanzia alluci¬ nazioni nel
sonno, indi cefalalgie violente, poSrna capa- .ì steriam1n ?, ere
18C.U°la ; al,a P«»>«ftà ha presentato crisi di isterismo estremamente
torti, con gridi acutissimi dolori perdila prolungata di conoscenza, ecc.
(Ivi). * ’ eseguito 'nil lh?Rdi‘Um an°"il110' su cui 51 Dosali.
Mac-Nab ha eseguito nell 88 le sue interessanti esperienze, era un isterico av
velato e un grande simulatore (‘ Ann.. Se. psych. ,), IX. La Anna Roihe,
di cui ho parlato, ha sofferto .li allu¬ sioni* elT ? C,;m",ciiuv da ^
annidi vita: alla pubertà le vL sioni allucinatone si sono fatte più frequenti.
Dal suo matri¬ monio ha avuto otto figli, ma due soli sono scampati • uno
b . . *■**• "■* “»»• ffi^^^SSUSttatXSS cauiére *a
bbàndmia te ' D,morava> uaa vecchia casa, le cui’ forieri n , .te -1
empivano ai suoi occhi di fantasmi pro- tefidenza aìlIUf«°, i' ‘n° ' •
SVllu,ipo nei P('teri attentivi, estrèma Istmi™ al‘a fantaatlch.erm: incapacità
di darsi a lavoro serio. suoi parenti, impensieriti di queste anomalie di
carattere la fecero visitare da medici (‘ Auto-biografia „). ’ Si
potrebbe continuare questo elenco di personalità anor- ranUòrri
Vhri-ne?a’ fra l„comPetenti. che la medianità abbia appoiti strettissimi con 1
isterismo e con le neurosi dege¬ nerative. Il D> Joire, valentissimo
psichicista, annnnziò'da vari anni che tatti i soggetti, nei quali aveva
scoperto fa¬ coltà medianiche, mai gli erano risaltati sani. Sotto le ap¬
parenze della salute covavano la isteria; e l’occhio sagace del clinico la
discopriva nelle paresi delle membra, nelle zone anestesiche o iperestesiche,
nell’erotismo imperante associato, come sempre, a misticismo: qualcuno fu
trovato neuropa¬ tico in grado estremo per la sua eccessiva sensibilità. Ora,
tutte queste sono stimmate appartenenti all’isterismo statico o
intorparossistico (Gilles de la Toukette, Sollier). Quanto alla medianità in
azione, la comparsa dei sintomi della grande nevrosi non è meno evidente.
Spesso si dà il caso di medi che entrano spontaneamente in crisi di
sonnambulismo o che si auto-ipnotizzano. XI. L’esempio dell’lf/enn Smith
di Ginevra è tipico. Dopo che essa è divenuta la Sig“ Miiller e che per gelosa
clausura dei circoli spiritici dai quali è sfruttata, ha potuto sfuggire
all'osservazione psicologica del Flouunoy e del Lema'Itrk, le sue straordinarie
facoltà medianiche nella sfera intellettuale non hanno cessato dal
perfezionarsi. Da sette anni le si fe svi¬ luppata la medianità pittorica: ma
agli infantili disegni dei paesaggi e personaggi del pianeta Marte si sono
sostituiti, pel rincrudire del misticismo visionario, i quadri di alto
carattere religioso, le figure del Cristo che essa ' vede „ nella crisi me¬
dianica. Codesta crisi è un puro attacco isterico: comincia con una visione
fulgida (il Signore e la Vergine le appaiono e le parlano: aura allucinatoria
visiva ed uditiva), indi essa cade in istato di ipnosi che dura un quarto d’ora
e durante il quale essa disegna ammirabilmente a matita le figure vedute (auto¬
matismo grafo-motorio). (Cfr. 11 TlMatin „ di Parigi, 18 maggio 1907).
Non sempre i fenomeni procedono così semplici e senza patimenti: per lo più i
medi, nel cadere in estasi o “trance,, soffrono abbastanza. La crisi medianica
è simile in tutto all’isterica. L’offuscamento di coscienza, il torpore o
letargo, le modificazioni di circolo e di respiro, il singhiozzo, gli sbadigli,
il sudore profuso, il tremito, i convellimenti mu¬ scolari, le contratture, la
anestesie, lo spasmo faringeo, il riso spasmodico, le espressioni estatiche del
viso, la foto¬ fobia e la iperacusia, l’estro erotico, gli atteggiamenti pas¬
sionali, le stereotipie mimiche e vocali — nulla manca del quadro ben noto ai
neuropatologi ed alienisti. A ragione il Néc.re, davanti ai suoi correligionari
che ne dovevano alli¬ bire, esclamava: “ La medianità si riduce alla ipnosi: un
buon sonnambulo è sempre un buon medium, e viceversa Gli studi ammirevoli
di Pietro .Tanet sulla forma più elementare di medianità che è quella
dell’automatismo scri¬ vente, sono confermati ad ogni riga e frase nelle
descri¬ zioni inconsapevoli degli spiritisti. Esempio : XII. Joumier,
medio scrivente, ha 23 anni ed è tìsicamente sano fri: quando però lo ‘ spirito
, viene ad incorporarsi tran¬ sitoriamente in lui, egli è preso da forte
tremito al braccio destro, cui seguono contrattura estesa e anestesia a manica
(stimmate stupendamente isterica/: nel contempo soffre di car¬ diopalmo (“
Revue spirite 1903). Non mi è stato difficile accertarmi del fatto nei
medi scriventi che io ho potuto esaminare. E se leggo i resoconti degli
spiritisti mi consolido nell’opinione che il rapimento medianico, quando sia
sincero e profondo, costituisce sempre un “ equivalente isterico „ e non
leggero. È assolutamente erroneo che gli individui dotati di facoltà
supernormali si sottopongano con gioia alla prova sempre più o meno pe¬ nosa di
una seduta. I professionisti lo fanno per le stesse ragioni per cui un
funanibulo, avido di guadagni o di gloria a suo modo, si slancia al pericoloso
giuoco del salto mor¬ tale sul trapezio o al terribile “ anello della morte „ ;
i medi privati lo fanno per quello stesso fascino che spingeva i sog¬ getti
ipnotizzati da Donato o da Hansen a ricercare ansio¬ samente lo sguardo del
loro fascinatore o la punta del bastoncino del loro abile magnetizzatore. Anche
questa attra¬ zione irresistibile verso la “ seduta „ accresce, se ve ne fosse
bisogno, l’analogia fra isterismo e medianità. Intanto, i medi soffrono.
Esempi: XIII. La Fiper entra con grandi patimenti in “ trance , : essa si
agita, si scioglie i capelli giù per le spalle, geme. Si stira e contorce le
dita, emette profondi sospiri, si aggira con¬ vulsamente col tronco sul bacino,
ecc. (Hyslop). XIV. La D' Espirati et, che ha messo sei anni di sforzi in¬
cessanti e di tensione nervosa prima di arrivare alle sue grandi
materializzazioni, ritiene che l'esercizio della medianità sia sempre un
pericolo di vita pel medium e una causa di males¬ sere, persino di malattia,
negli sperimentatori. Durante le prove, la sua sensibilità diventava eccessiva;
sensazioni peno¬ sissime la travagliavano; essa ne usciva disfatta e
stanca. XV. Il Sig1' A n\ N. C., che ha goduto per un po’ di tempo ottime
facoltà medianiche a effetti fisici (telecinesia), mi narrava che ogni volta
era preso da una cefalalgia atroce nella regione frontale, tanto da doverla
premere fortissimamente per alleviare la sua sofferenza: egli ha dovuto
perciò smettere dal fare esperimenti. Si noterà l’analogia con il beneficio ar¬
recato dalla compressione delle zone isterogene nei grandi pa¬ rossismi della
nevrosi. Anebe il Nègbe, che è tra i pochi spiritisti che abbiano
studiata con cura la facoltà mediumnica, descrive le sensa¬ zioni morbose nei
lobi cerebrali, nel cervelletto, nel midollo spinale : i medi avvertono, ad
esempio, una sensibilità ec¬ cessiva all’osso frontale ed all’occipitale,
provano peso e stiramenti alla nuca, sono invasi lungo la schiena da un freddo
brivido u di natura speciale _. Qualche medio prova una specie di ebbrezza; in quasi
tutti si oscura e anche si perde la coscienza dei fatti interiori ed esteriori.
Per la qual cosa si trova vera e preziosa la confessione di Leone Dénis ,-he la
medianità, anche quando si svolge in personalità non costituzionalmente tarate
(come avviene d’ordinario), offre nn deciso carattere intermittente, più o meno
lungo, di anormalità fisico-psichica. E invece dobbiamo dar torto a G.
Delanne, quando con invidiabile prosopopea di incompetente in psicopatologia,
sentenzia, in riguardo alla scrittura automatica, che fra iste¬ rismo e
medianità esistono differenze tali da creare quasi un antagonismo. Ora, nessuna
delle sue proposizioni pseudo- cliniche °è esatta. Non è vero che gli isterici
abbiano sempre la salute turbata e i medi l’abbiano sana : lo abbiamo ve¬ duto.
Non è vero che i fenomeni automatici dell' isterismo si svolgano dopo
allenamento e quelli della medianità com¬ paiano spontanei ; e non è vero che
gli isterici agiscano per suggestioni tattili e i medi senza suggestione
verbale. E poi °in sussisten te che la scrittura automatica dell'isterismo si
produca solo nello stato di “rapporto, coll ipnotizzatore, che essa sia
involontaria e incosciente, nè contenga cose supe¬ riori all’ intelligenza
normale del soggetto. Da ultimo, è er¬ roneo che l’automatismo grafico manchi
negli isterici maschi, mentre lo presentano i medi d’ambo i sessi e perfino i
medi fanciulli. _ _ . Sarebbe lungo discutere tutti questi punti :
mi limito al presunto carattere differenziale dell’ allenamento. Come mai al
Delanne viene la idea di cancellare, cosi, ad un tratto, tutto quello che gli
spiritisti teoretici e pratici hanno scritto e insegnato sul modo di “
sviluppare , la medianità ? Vi sono manuali od hoc fino dai tempi arcadici
dello spiritismo americano ; un buon libro di Habe è tutto materiato di
ìe- 108 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I gole e
di consigli per aiutare le ‘manifestazioni,; e il Rivail precisa tali norme nel
suo pedantesco Libro dei meda. Anelie ai nostri di la Alleanza spiritistica di
Londra raccomanda in ogni numero del suo “ Liglit „ il manuale di Mediumship
scritto dal redattore Wallis e da sua moglie. Possiamo fidarci di questi due
coautori? Mi pare di si. Secondo il Wallis, l'ufficio di medium é sacro,
e nella storia risale oltre ai tempi biblici. I ‘ sensitivi , debbono essere
col¬ tivati esclusivamente nei 4 circoli spiritici , : operando da soli si
espongono a cadere in “ ossessione „. Con il dovuto tirocinio si acquistano lo
facoltà fondamentali del medianismo: la chia- roudien/.a, la chiaroveggenza, la
scrittura automatica, il po¬ tere taumaturgico magnetico o magico, la
psicometria, il rapi¬ mento dell estasi o 4 trance la parola inspirata...
Ma nello stesso tempo il buon medium deve coltivare psi¬ chicamente sé stesso.
Ora questa pnychical self colture consiste, iinz! tutto, nel conoscere la
propria anima e i suoi poteri nello scendere nella propria subcoscienza , e nel
l’accrescere la sua psichica suscettibilità, nel 4 realizzare sé stesso secondo
un tipo prestabilito „. A tale scopo il medium si abituerà al- 1 ipnosi, si
concentrerà, ed astraendosi, intensificherà il proprio volere e il proprio
potere di pensare: in una parola, saprà fortemente e rapidamente ‘
anto-suggestionarsi „ (sic). E non trascurerà il fisico : si occuperà del
proprio regime dietetico, imparerà a respirare profondamente; e dopo tutto
questo po’ po d esercitazione mentale e corporale, il medio arriverà a
visualizzare, a sentire le voci degli spiriti, a dissipare i mali alti ni colla
imposizione delle mani, a guarire anche le anime, ad alzarsi verso le, pure
cose di spirituale significato, a posse- dem tutto... E come l'opera sua avrà
un valore religioso e altruistico sempre più grande, cosi il suo io si
accosterà allo scopo supremo, che é la Divina Immanenza! • V’è
bisogno di commenti ? Non si scorge a chiare note in questo processo di “
sviluppo della medianità „ un mec¬ canismo psico-genetico ben noto agli
psicologi sperimenta- hsti ed ai clinici psichiatri? Come negare l’efficacia
del- 1 autosuggestione e dell’autoipnosi, le analogie sorprendenti tra la
medianità e le estasi del misticismo, quali ne ebbero ì gnostici e i santi, e i
rapimenti concentrativi dei monaci om falò-psichici del Monte Athos, e i
dolorosissimi noviziati dei fakiri e bonzi, e le prove delle iniziazioni e dei
Misteri ?... Non altrimenti colui che deve diventare * buon medium , deve —
insegna il Ni:, ire _ scendere nella “ intimità se¬ greta del suo essere „ ;
quando si possegga o si acquisti, alla fine di sforzi lunghi e pazienti,
codesta facoltà, “ si può BASSO VALORE SOCIALE DELLA
MEDIAX1TA 109 entrare in comunicazione cogli spiriti ,,
si può allargare le sue “facoltà vitali ,, secondo Myers, fino al terzo grado
dei fenomeni di coscienza subliminale, ossia fino a quelli posti sotto il
“controllo spirituale, (di spiriti disincarnati). Il “ dono , della
medianità non è, davvero, da invidiare: consta adunque di variazioni estreme e
di bizzarrie, di la¬ cune e di eccessi, di anomalie e di morbosità. Infatti, un
buon medium sviluppato a quella maniera è un soggetto psichicamente anormale,
se non durante tutta la esistenza (ciò che avviene abbastanza spesso), per lo
meno nei mo¬ menti e periodi durante i quali cade in “ trance „ ed opera
mediumnicamente. Nella gerarchia dei valori umani la per¬ sonalità dei medi sta
sempre molto bassa, salvo poche ecce¬ zioni ; e anche queste poche che hanno
mostrata una certa superiorità morale, voglio alludere sopratutto allo
Stainton- Moses, aH'OLLCorr, al Forsboom, alla Kakadia... non figurano certo
nella scala intellettuale, nè per talenti superiori, nè per invenzioni utili,
nè per concezioni filosofiche peregrine. Tutta la enorme, farraginosa
produzione spiritico-medianica non vale generalmente la carta su cui è stata
impressa ! ila raramente i medi giungono a questi contini superiori della
medianità : per lo piu, ci ammaestra il Marzobati, “ si arrestano a forni e
intermedie, a connubi ibridi che get¬ tano la confusione nelle menti è formano
la disperazione dello psicologo „ (“ L. e 0. „, II, 413). Dello psicologo,
no, egregio collega : degli spiritisti, forse ! Lo psicologo sa tradurre in
moneta spicciola il “ connubio ibrido „ di cui la totalità dei medi dà
spettacolo ai presenti alle sedute. Quel connubio vuol dire che i fenomeni
spiri¬ tici veri sono ormai, anche per gli spirito-psiehicisti, una rara
eccezione ; e che d’ordinario le comunicazioni non derivano dal mondo
ultrasensibile, ma sono la traduzione immediata dei pensieri sentimenti e
voleri della persona stessa del medio o fakiro e di chi gli sta attorno e lo
suggestiona. Vuol dire che 1’ automatismo senso-motorio medianico non è già “
controllato „ da entità spirituali invisibili, da coscienze estranee, ma trae
le sue ragioni d’essere unicamente dal disgregarsi della coscienza personale.
Pure il Metzoer — che lamentava “ le difficoltà enormi opponentisi alla
perfetta tras¬ missione del pensiero degli spiriti perchè i medi vi intro¬
ducono sempre “ l’elemento perturbatore della loro coscienza e volontà,, veniva
onestamente a riconoscere quello che la psicologia dello spiritismo, sebbene
nata da poco, ha dimo¬ strato : cioè la superfluità o la immaturità, per lo
meno, dell’ipotesi spiritica per comprendere la genesi delle mani¬
festazioni del mediumnismo. Un altro psichicista oculato I’Anastav di Marsiglia,
dice al proposito : * Se il fenomeno spiritico esiste, esso è in verità tanto
raro, quanto gli spi¬ ritisti [della vecchia scuola] lo credono frequente :
esso è attorniato da pseudo-manifestazioni altrettanto numerose, quanto di
sottile e delicata interpretazione Questa mescolanza “ ibrida „ di
innumerevoli fenomeni di bassa lega con le rarissime manifestazioni di alta
spiritualità — mescolanza che forma l’agguato in cui cadono i gregari e la u
disperazione., degli spiritisti colti — fin d’ora costi¬ tuisce una tremenda
fenditura nell’edifizio : io, anzi, vado più in là, e vaticino che presto o
tardi sarà la negazione spe¬ rimentale della dottrina in massa. Ma l’esercizio
della me¬ dianità è ben altrimenti pericoloso per chiunque vi si dia. 11 ripetersi
delle fasi di disgregazione della personalità non avviene senza turbare sempre
più profondamente l’ io cosciente dei medi: la credenza negli spiriti-guida,
vogliasi spontanea per atavismo emerso dai snblimini mentali, vogliasi sug¬
gerita dall’ambiente di fede onde i medi sono subito cir¬ condati, porta
costoro ad un vero monoideismo anormale. Ognuno di essi — lo si sa — non è in
rapporti colla tota¬ lità del mondo spirituale, come sarebbe consono alla dot¬
trina se questa avesse in sè logica coerenza, ma comunica soltanto con
determinate “entità occulte,, una sola per lo più, due tre o quattro qualche
rara volta : tutte le altre “ Intelligenze invisibili „ vengono ordinariamente
a comu¬ nicare o chiamate dagli spiriti-guida, o sostituendosi, talora violentemente,
a questi. ha Oook aveva per protettore lo spirito ‘ Katie King „ ;
l’Eglinton, lo spirito * Joey „ ; e la D'Espérance, lo spirito “ )o- laniia v:
ma il Moses ne aveva parecchi, che da brave guide d'un ex leclttrtr di studi
classici si denominavano ‘ Rector “ hn- perator , e * Doctor „ come nelle
scuole secondarie della mia adolescenza eravamo a vicenda ‘ Imperato r
Romanorum „ o Legatile Carthaginensium „! La Smith di Ginevra ha il suo “
Leopoldo „ (alias ‘ Cagliostro „), ma non le mancano gli altri personaggi del “
suo romanzo subliminale „ : il sig. R. di Roma ha ‘ Uomo-fui „ ‘ Cesare , e
altri parecchi; la Piper, che prima era inspirata da un ‘ D’ Chiniti t „ e poi
lo è stata da ‘ Giorgio Pelham r (in vita Dr Robinson), sembra adesso in via di
una terza incarnazione. Ma basti : tutto ciò, me lo perdonino gli
spiritisti, è alle soglie della follia, ossia di quelle forme di psicosi in cui
il SPIRITISMO, MJ5DIANISMO E PAZZIA 111
povero alienato si crede inspirato da un personaggio estraneo cbe “gli
parla nel cervello,, ne ‘legge il pensiero,, e spesso finisce" collo
“spossessarlo della sua anima,. Patti psicopa¬ tologici di vecchia data e di
comunissima osservazione, sono questi ; e l’alienista meno perito della sua
materia ne vede a iosa nei manicomi e nelle cliniche: egli li diagnostica ora
per idee fisse impiantatesi in una coscienza che si disgrega ed ora per
automatismi stereotipi, massime mantenuti da creazioni oniriche. L’origine,
cosi spesso stupida o puerile, delle sedicenti inspirazioni e incarnazioni
palesa troppo spesso di trovarsi terrestremente nell’Àl di qua, e non nell’Al
di là! Effetti nocivi del mediumnismo. Cosi è spiegato, senza
tante reticenze, perchè i medi di¬ ventino talvolta isterici conclamati, o istero-epilettici
, o pazzi addirittura. Lo Charcot, 1’ Habtenberg, il Hai.lf.t, lo Janet, lo
Joike, I’Oppenheim, A. Marie, ci hanno de¬ scritto casi parecchi di questa
misera fine, ed io stesso, solo negli ultimi tre anni, ne ho raccolto
quattro. I. Dna signora, buon medium scrivente, è caduta per ec¬ cesso di
questo esercizio in un delirio sensoriale o allucina- torio vivacissimo, che
l'ha portata al manicomio. II. Dn impiegato, pure ottimo medium a
incarnazioni, ha finito col credersi * posseduto , e il suo delirio di persecuzione
ha concluso in un metabolismo completo di personalità. III. Un giovane
ventenne, robusto, facoltoso ma ignorante e svogliato, dopo aver dato prove di
efficace medianità fisica tiptologia, movimenti di oggetti a distanza,
luminosità), fu da me visto or ora in preda ad una gravissima
istero-epilessia. IV. Un altro giovane, ventiduenne, allievo ingegnere,
di¬ stintissimo e coltissimo (parla quattro lingue straniere ecc.), datosi allo
spiritismo per la morte dell’adorata sua madre, e dopo udite le conferenze
recenti di F... a T... sulla Paladino, è divenuto delirante, allucinato, con
idee di grandezza, di rinnovazione messianica della religione ecc., ed fe, pur
troppo entrato or o ra in un sanatorio. Ma badiamo bene che io parlo di
persone impazzite o rese ammalate dalle pratiche medianiche; non parlo di
spi- 112 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I ritisti
conturbati mentalmente perchè adepti alle credenze spiritiche, il che è cosa
diversa. Dai casi surricordati si è, invero, voluto desumere che lo spiritismo-credenza,
oltre ad essere indizio per sè solo di debolezza mentale (il che è
assolutamente erroneo per un torte numero dei suoi sostenitori), fosse anche
capace di in¬ generare con grande frequenza disturbi psichici. È una esa¬
gerazione, come ho già detto nel primo capitolo. Che fra gli adepti vi siano
dei fanatici più prossimi alla sragione¬ volezza che al freddo e calmo
raziocinio, predisposti da ciò a piu facili perturbamenti psichici, è fatto di
agevole e comune osservazione, confessato dagli stessi cultori più re¬ putati
della dottrina (per esempio, dal Dénis, dal Metzgkh, dall Anastay), manifesto a
note stridenti nei resoconti dei loro Congressi e nei verbali di numerosissime
sedute, com¬ provato dalle narrazioni sbalorditive sui revival* spiritici di
America, consacrato nelle effemeridi delle diverse Chiese spiri
o-occult.isticlie e teosofiche, e non raro purtroppo in certi gruppi o circoli
privati, dove il contagio morale opera lun- gamente e fortemente. Ma questo
fatto doloroso è compren¬ sibile a chiunque consideri l’indole intrinseca della
dottrina stessa e i suoi rapporti col sentimento religioso cotanto soggetto a
perturbazioni, ad esagerazioni, a pervertimenti. ' Klea °'le 1 defunti „
si manifestano ai vivi non può essere senza pericolo per l’equilibrio mentale
di questi, .lata la plurisecolare trasmissione di miti di leggende e di favole
paurose attorno alla morte, data la vetustissima credenza ammica che fa temere,
più che sperare, il ritorno dei tra¬ passati daL regno delle ombre. Gli spiritisti
perciò non pa¬ gano tributo maggiore alla follia se non quando vengano presi e
soggiogati da codeste sopravvivenze e reviviscenze atavistiche del pensiero, se
non quando siano dominati da soverchio entusiasmo, se non quando abbiano
sopratutto la sventura di un cervello debole o strapazzato : ciò, per fortuna
avviene nella grande minoranza di essi, presso a poco come av¬ viene in tutte
le altre credenze, chiese e sette religiose; guai se ogni fede creasse sempre
dei Davide Lazzaretti n dei Tor- quemada ! Tra parentesi, lo spesseggiar di
deliri spiritici dimostra che, contrariamente alle sue pretese, lo spiritismo-
credenza non è una filosofia, ma una religione : nessuna opinione filosòfica ha
mai perturbata lamenta degli uomini- nessuno ha fanatizzato per il sistema
idealista di Platone ne per il criticismo di Kant ! Intendiamoci,
pertanto : è la medianità che assume non di rado un deciso carattere
psico-patologico, non lo spiri¬ tismo. Gli spiritisti però, a discolpa della
loro dottrina, alle¬ gano che i medi cadono nello stato di “ ossessione , e “
pos¬ sessione „ ad opera di “ spiriti maligni „ o di “ entità occulte di grado
inferiore,, soltanto per ragioni estranee al medium- nisino. Qualcuno dice
prosaicamente che ciò loro accade quando versano in cattive condizioni di
nutrizione; per cui basterebbe allora (così sdegnosamente protestava la
spiritista Lucia Grange) dar loro ben da mangiare e da bere per ve¬ derli
tornare alle “ buone e savie comunicazioni Qualche altro sostiene, più
idealisticamente, che i medi incorrono in quei pericoli quando non sanno
padroneggiare le prave ten¬ denze dell’istinto, nè prepararsi con saggezza di
vita al sacro loro sacerdozio . Ma vi è pure chi avendo una più
esatta conoscenza della verità positiva, consiglia di calmare il medio,
ora agitato (e convulsionario) ed ora posseduto (e de¬ lirante), coi passi
magnetici, o con le compressioni sul capo e sul ventre, ecc., a un dipresso
come procedevano i giansenisti sulla tomba del diacono Pàris, o i magnetisti
d’attorno alla tinozza di Mesmer. Queste empiriche misure degli spiritisti
coincidono coi mezzi psicoterapeutici adoperati dalla medi¬ cina scientifica
dopo che l’ipnotismo divenne materia di in¬ vestigazione fisiologica e
strumento di cura nelle mani dei competenti. Quindi, si è sempre lì: isterismo
e medianismo! La crisi medianica non è tutta di un solo colore, nè di una
sola intensità: voglio dire che il mediumnismo in opera attraversa, in ciascuna
“seduta,, fasi differenti, durante le quali i fenomeni offrono varianti
numerose e più o meno evidenti. Dagli spiritisti, dopo decenni di sfruttamento
della medianità, non s’era ricavato nessun quadro descrittivo esatto e
veritiero: la nosografia dell’ ipnosi, quantunque intesa di¬ versamente dalle
varie scuole ipnologiche, comunque ancora incerta nelle sue descrizioni e
distinzioni di tasi o stadi dell’attacco sonnambolico, ha reso almeno il
servizio di schia¬ rire per riflesso la fenomenologia medio-spiritica. Vi è un
innegabile parallelismo tra le fasi dell’ipnosi e quelle della medianità : i
sapienti tentativi del De Rociias e del nostro Visani-Scozzi corrispondono alle
descrizioni dei migliori osservatori delle “ meraviglie spiritiche „ ; per
esempio, sono in perfetto accordo con gli ottimi rilievi della Fiorenza Marryat,
che ci ha dato relazioni su di un numero straordi¬ nario di medi famosi, con lo
studio di Dailey sulla veggente Fancher ecc. ecc. Avrò occasione di riportare
anch’io i fenomeni della Eusapia Paladino agli schemi ipnologici dei
psichicisti. s Morselli, Psicologia e spiritismo. I medi
persone spesso evidentemente anomale, se non anco gravemente inficiate nella
loro costituzione fisio-psicfcca ma sempre, ad ogni modo, colpite durante
l’esercizio dèlie Inno fGC°lta dt\ U" dlsordlne funzionale del
sistema nervoso sono dunque, la sorgente prima, abbastanza impura, da cui è
scatunto tutto lo Spiritismo moderno. Solo in seguito alle gesta dei medi,
massime nord-americani, si è pensato di con- 2‘e r! l0r° fen0"ieni
generalmente provocati quelli di indole più . o meno palesemente spontanea ,
che, in mezzo a nebbie irriducibili, a fole inconcepibili e a fantasie inveii
tone la leggenda la tradizione le cronistorie tramandavano ncordavano e
contenevano : tra le scorie e i detriti ingene¬ rati e lasciati cadere dal
lavorio progressivo dell’ incivili¬ mento, si trovano migliaia di apparizioni,
spiriti folletti tutto ‘mSte6’ ,nannf,ri . Ma insomma, a parte
tutlo questo materiale insuscettibile di esame diretto e quindi dl scarf
0 dl ',lul10 ™loie restano a costituii" il tesoro tangibile di “
prove avente corso monetario nello namhnTin?’/l1iattaC!i‘-1 1.steroidi 6
>Pnoidi, catalettici e son- nambolici della medianità contemporanea
Questo è il materiale utilizzabile, sebbene ancora grezzo in grandissima parte,
da cui s’è ricavata quella vuntatis- sirna gemma «iella coscienza contemporanea
\ilie è lo “ Spi- ' =rilfn1Sn ° sPenraentalf. - Mia anormalità si è
passato senza salto alla supernormahta, e da questa con un salto mortale aila
metafisica, alla più alta filosofia, alla più astrusa e complicata cosmologia.
Ma ecco che il progresso degli studi slW ,1 ha ,8la tarpate le ali e
ridotto i voli della fanta¬ sticata dottrina, riconducendola a terra. Soprut,
utto - ]q,0 scntto — avrà un buon risultato la metapsichica che si sta ora
creando ; essa dimostrerà in modo perentorio quello «die già e stato largamente
intuito : che il psichismo. traverso la lente analizzatnce «iella scienza
psicologica vera ed austera alla Riceri Cam^?- del fatt' e delle naturali
accessibili’ alla Ricerca positiva. Avrà inoltre quest’altea conseguenza
umanistica: insegnerà a scoprire e a svolgere i poteri niedii- nici nel campo
delle facoltà normali dello spirito e delie ad onfSÀChlChe me?h°
conosciute e meglio utilizzate. Fino ad ora è penoso a dirsi, ma lo spiritismo
è stato un “vani- n!-ni "/ ir 'fn;’"lta sofferente: nonostante
tutte le sue nobili pioteste di elevatezza morale, di solidarietà, di
teofilantropismo di bpuituahsmo socio-etico eco. ecc., esso non ha fatto che’
sfruttare il Male e comprare o vendere il Dolore. ■ cnvo queste parole di
accusa, pensieroso io stesso della graviti! loro ; ma l’accusa è basata
sulla mia esperienza di clinico e di psicologo. Non sono mai uscito da una
seduta spiritica senza provare in me stesso un sentimento di rimorso. Noi
medici, che sappiamo i mali fisici e morali, e ne va¬ lutiamo l’azione
minoratrice e degeneratrice della personalità, la efficacia perturbatrice e
anche pervertitrice della moralità, dovremmo, forse, senza fremiti di sdegno
vedere la indiffe¬ renza con cui moltissimi dilettanti di spiritismo sfruttano
e strapazzano in sedute reiterate e disordinate i poveri medi? Qualche voce di
protesta si è già alzata contro tali abusi in seno agli adepti (cito il fu
spiritista ginevrino Metzger a titolo d’onore) ; ma la massa dei credenti è del
tutto in¬ conscia e apatica al cospetto di un attacco di “ trance , : l’am¬
mirazione pel ‘fenomeno, annichila e ottunde, per lo meno, il senso di pietà
per chi lo produce. Io sono per la libertà e l'ho dimostrato apertamente, non
senza coraggio, quando si è trattato di imporre restrizioni regolamentari agli
spet¬ tacoli di ipnotizzazioue. E adesso, checché dicano gli empirici
magnetologi spiritualisti che tacciano di misfatti orrendi gli scienziati ipnotizzatori
(leggere, per credere, i resoconti dei loro Congressi), la pratica dell’ ipnosi
risulta ai miei occhi molto meno nociva, in generale, di certe pratiche
spiritiche. Oggi, che è venuta meno la creazione artificiosa delle grandi fasi
dell’ipnotismo istero-charcotiano ; oggi, che noi clinici e psico-terapeuti
siamo tutti convinti della bontà delle idee della scuola di Nancy e ne
applichiamo con Dobois i metodi blandamente persuasivi, l’attacco sonnambolico
provocato non si associa più ordinariamente a fenomeni di spasmo, contrat¬
tura, rigidità muscolare, nè a delirii allucinatorii... In quella vece, certe
sedute medianiche sono una successione ininter¬ rotta per ore ed ore di crisi
isteriche: e mentre i nostri ipnotizzati escono riposati dal torpore o semisonno
sugge¬ stivo, i medi si trovano spessissimo affaticati, tremanti in tutte le
membra, ansimanti, sofferenti, esauriti... Vi è pertanto da chiedersi se
non sarebbe opportuno un intervento dei Poteri pubblici a regolare, per iscopo
di igiene e di etica civile, l’esercizio del mediumnismo oggidì lasciato
purtroppo spesso in balìa del capriccio, della curio¬ sila malsana, del
guadagno illecito, dell’apostolato settario. Lo spiritismo-dottrina è in
decadenza anche per questo motivo umanissimo che non è sfuggito alla
riflessione dei suoi migliori paladini e cultori. Ma purtroppo prima che la
credenza-fede si disciolga in una opinione-conoscenza pas¬ serà ancora del
tempo, specialmente negli strati inferiori delle
x-oxuuijOtìlA ojtjukitismo, chiese o sette
spiritiche • „ , l’indegno e talvolta ignobile snettf ° . fra^t®niP0
seguiterà alcun, infelici trasformato in fonte dT«°« hr T,essere di e
semiraorbose. Io non ... ; ° • d sublimità „ spurie morale se uou come
una logica Spi6^ai e si fatto daltonismo mistico-religioso si è mescolato
^fgue.I,za di quel che di spiritiche: tutti i fanatismi sonr buonora alle
pratiche credenze vogliono i loro martiri -pietó’ come tutte le
sacrificati. ° martm ehe » sagrifieano o sono un’ gran numero d^cin-oh^con1
p 'e .•ec,ute “comincino in spiriti ; e consistano o nell-alis^ 6"6 -a Dio
0 ai '“oni uv.dità di emozioni ili’ itSdS af T e c°” Pidirsi isterico di
una ereat™. ! ’ 1 . convellersi e all’ista- di coscienza, di dignità
personfi'07^8 pure di sensibilità, pietismo cattolico furoregJS 8fl ° *qUe3t°
aspett° il ' Pompei , il bigottismo .brahmanL Lourdes 0 a Valle di bonzi
-falciri, che si arricchii «sasperantesi nei suoi schifose e terrificanti
infermità" VJaT?? al so]e le Più tuarie e mutilazioni, possono and ire U
St° lde attltudini sta- spintismo-fede o filosofia teo-cosmo .bracce^° con
quello ~ cb.e dir si voglia - i] ^^ '^o-animico-socm-umanitana infesti, sebben
lungamente addormì.8?'*”^*0 ftlon da germi e mostruoso, e adesso apLsUjTe 1 ’ 6
“T Ut° Gonfio preparato dal Morbo, semfnatÒ dalle « *ldl ua terreno
"rt Imp»cr ”M 0 co"ci- «ostro secolo di queslo
Pianticella sana e vigorosa n!' Jn do qualche tempo una alle efflorescenze fuor
di stagione pì>rtata, al,e ^trofie ed coi suoi rami sempre più fr°n2ùt .!*“
8 "!®cerà e darà Pu. saporiti, il refrigerio desiderato ? frutti
sempre la vera Scienza spinto dalla sete deltoVeritr”3"11”3
V6rS° III. Eusapia Paladino. Chi è l’Eusapia
Paladino. Olii è l'Eusapia Paladino e quali sono le circostanze
della sua esistenza che ne hanno fatta riconoscere e ne hanno siste¬ mata la
potente medianità fisica? Nelle numerose opere che la riguardano, ben poco è
detto intorno a ciò, tranne che dal De Rochas, Pappalardo. G. Bois e Paola
Lomtiroso; e, quel poco, non sempre è concorde, per cui si deve sospettare che
neppure in tutto sia conforme al vero. La Paladino non è una narratrice
esatta; e il suo parlare tronco, a frasi raramente complete, in dialetto poco
com¬ prensibile, quasi un mezzo gergo dove accanto al motto popolano trovi
storpiata e pretensiosa la terminologia spi¬ ritica, contribuisce assai poco a
illuminarci sul suo conto. Inoltre, o per difetto di memoria, o per mancanza di
atten¬ zione, Eusapia si contraddice non raramente, così che qualcuno ha
concepito il sospetto che essa mentisca anche quando ciò realmente non avviene.
Per solito, nel narrare di sè, Eusapia si ferma alle vicende degli ultimi anni
che l’hanno resa famosa nei circoli spiritici e l’hanno portata a uno dei primi
posti fra i medium viventi ; ma anche quelle sembrano da lei ricordate in modo
confuso, talvolta sommario. Certo, delle sue sedute, e di quanto vi si produce,
essa non ha mai me¬ moria precisa: confonde le date, scambia i nomi degli espe-
rimentatori, e si intrattiene su incidenti futili, mentre tras¬ cura o
dimentica i più notevoli; più spesso, appena finito un racconto, ci ritorna
sopra per ripresentarlo alquanto diverso nei particolari. Un colloquio colla
Paladino è perciò straordinariamante noioso e vacuo, almeno per me, ed io che
più volte mi ci sono messo con le migliori intenzioni di venirne a capo, ho
dovuto quasi sempre troncare la con¬ versazione con impazienza e
fastidio. Ma non erano i suoi trionfi e le sue avventure di medium oramai
mondiale, che io voleva sapere; erano, per le ragioni che ho detto piu su, le
prime sue vicende: desideravo, da buon medico, sapere la sua “ anamnesi ,, e
non ci sono riuscito che in parte. Pertanto, quello che qui riferirò, va
accettato con riserva, poiché si compone di informazioni ricucite e rappezzate,
per cosi dire, dalla mia critica storica: nell’in- sieme, però, corrisponde
alle notizie di De Roohas e della Lombroso. Potrà qualche altro interrogatore
più abile e ini¬ ziente di me rifare meglio questa storia individuale e cor¬
reggerne le inesattezze. * ★ * LEusapia Paladino è nata nell'anno
1854 a Minervino i urge tProv. di Bari), da poveri contadini. Viaggiando l’anno
scorso per le 1 ughe, ho visto il luogo nativo di Eusapia c m. sono risovvenuto
delle sue paurose storie di brigantaggio L un grosso borgo, appollaiato a mezza
costa di un alto poggio, in mezzo a una campagna affatto deserta : le sue case
spiccano da lontano e sembrano bianche e linde, ma in realta Mmerviiio è
composto nella massima parte di abi- fazioni contadinesche. In quelle contrade,
così spesso per¬ corse nei secoli passati da invasori di ogni stirpe e da
bande rliù?rleSCì!’ neSSU,n0. ablta , nelle campagne, e non esiste
ditterenza tra popolazione urbana e popolazione rurale. ,n<~a , dl
Eusapia mori, a quanto pare, nel darla alla luce; il padre le fu ucciso
dai briganti della banda pseudo- borbonica capitanata dal famigerato Crocco.
Dice bene Giglio Pois : Eusapia è, dunque, figlia dello spavento. Della
sua infanzia sa pochissimo. A Paola Lombroso ha raccontato che ì suoi
l’affidarono ad alcuni villani che la J°;ar°n° CildeTe. , a terra- e così
rimase ferita gravemente al capo (dove tuttora porta una profonda cicatrice
cutaneo- °r,Ì-al f.,RocnAS,e a m.e 1,a invece detto di avere sof- erto di
un tifo tra gli 8 e ì 10 anni, di esserne divenuta . e iran te, e, buttatasi
giù dal letto, d’aver riportato quel trauma. Ha pure narrato a, me di avere
sofferto di vainolo ( levi tracine cutanee del viso parrebbero dimostrarlo) e
di erisipela. Rimasta in tenera età orfana di padre e di madre. CHI
È l'eubapia paladino 119 , i. ffl mi do’ dalla nonna
paterna; poi a 8 anni, fu accolta fn tenuta un P ti (0 di conoscenti?), i quali
la con- in unafam.ghadijP^ essi la volevano fare istruire dussero «
1 intelligenza non le mancava, era scaisa di «»“>»»"'■
Costrrttorf oppi**» invece la sua i & aUa scrittura, ai lavori
don- 11 al DÌanoforte(?), essa faceva col suo cervello (così narra)
neschi.alpianotoiteM, di „ fatt0; anzi, si di- s,0Sò “rii IS *
“.“"T "Sfidale elle non si confaceva alle sue attitudini eredi-
! Ne sorse nei suoi benefattori una severità estrema a ■sjjT&ìf s se
if»n ~ Un giorno venne, a quanto pare, rriargulU p.o *.*t
Erjr.ìErs- : “rr.8^« « .o -7ìSiìo * . . - j-s fers ài caia lo
spontaneamente rifuggita?) « obbligata » — ■dira famiglia di conoscenti,
presso un ingegneie Bar ian ,ia]P la follia morale, la paranoia
originaria, l sterl*' °' l'epilessia, ci forniscono esempi numerosi di impulsi
insen- sJi di automatismi ambulatori senncoscienti durante aia- Srita. «
l'adolescenza : por coi, .e b »«*»■“ h““ substrato psico-neuropatico, con,,
orama' rtó. provato dallo su i unasi costante associazione con 1 isteiismo col
so nn'mbulismo e coll’ipnotismo, il caso ^ Eusapia costitui¬ rebbe una conferma
di codesto rapporto etiologico. Inoltre, l’Eusapia fanciulla non sfuggì
ad un altro inw dente psicopatico, che già abbiamo visto m vari medi anch’ella
ebbe delle allucinazioni visive. Se ho ben ^capito la scena dell’ammazzamento
di suo padre eia il soggetto di queste “ visioni „. - /
Fu nella nuova casa dove s’era ricoverata, che si rese, per la prima volta, a
13 anni, palese la sua facoltà medianica ; e fu un evento fortuito. In quella
famiglia si facevano da qualche tempo delle esperienze di ‘ spiritismo „ coi
tavolini parlanti, e la casa era frequentata dai pochi cultori della nuova dot¬
trina che allora lossero in Napoli. Una sera, mentre la Eu- sapia, ancora
ignara di tutto ciò che fosse la tiptologia, se ne stava in un angolo della
stanza dove avevano luogo le sedute, si trovò mancante un membro della “ catena
„°e la giovinetta lu invitata a sostituirlo. Ed ecco, non appena essa è entrata
nel circolo e ha protese le sue piccole mani presso a quelle dei compagni, che
il tavolo si mette in movimento, batte colpi, freme nella sua compagine, e si
alza dal suolo. 1 presenti, sorpresi della novità, non credono ai propri
occhi, tanta è la veemenza con cui si annunziano gli “ spiriti „ : si indaga
chi sia fra i presenti il fortunato possessore di ■ tanto “ fluido „ e, per via
di esclusione si scopre che è la quasi ignota e selvatica ragazzina entrata
accidentalmente nella catena. Da quel momento cominciò la serie stupe¬ facente^
di fenomeni meccanici che costituisce la singolarità della Eusapia: questa non
fu più mandata in convento, dove la si voleva rinchiudere; un nuovo medium
s’era rivelato, e gli annali dello spiritismo dovevano ben presto essere
riempiti delle sue gesta. * * * Lo sviluppo della
medianità di Eusapia. In quei giorni (erano gli anni 1871-72?) era
tornato da Londra quel certo sig. Damiani, cultore indefesso della scienza
occultistica, versatissimo nelle manovre spiritiche, seguace fanatico della
dottrina d’Allan-Kardec, membro di tutti i più reputati circoli spiritici della
capitale inglese, autore di un dramma Spirito e Moteria (Napoli, 1880). Il
Damiani aveva dovuto lasciare l’ Inghilterra con grande dispiacere, perché
(racconta la Paladino) non era sicuro di trovare in Napoli le due cose che più
gli stessero a cuore: un bell’appartamento, provvisto di un giardino e di tutte
le “ comodità all’in¬ glese B (!), e un buon “medium,. Tuttavia era ritornato
pieno di speranza: in una seduta, per lui memorabile, tenuta in LA
MEDIANITÀ DI BUSA PI A 121 un circolo Londinese, lo
spirito che da più tempo a lui ed a’ suoi compagni di tavolino si rivelava
sotto il nome di John King (retaggio nord-americano!) gli aveva profetizzato
che a Napoli esisteva un medium potentissimo, “ non ancora sviluppato „, e lo
aveva stimolato a cercarlo e ad aiutarne lo “ sviluppo Ora, per una
strana coincidenza, comprensibile solo in ra¬ gione dei rapporti che legano in
ogni paese i credenti nello spiritismo, il Damiani frequentava la casa dove 1’
Eusapia s'era rifugiata; per cui ben presto gli arrivò notizia della magica
ragazza, provocatrice inconsapevole di moti tiptici così solleciti e intensi.
Gli giunse inoltre la novella che, oltre al tavolo, la sola presenza della
Eusapia era capace di muo¬ vere e spostare altri mobili, fra cui un pianoforte.
Si può comprendere con qual gioia ei vide cosi presto effettuata la profezia
del suo John King. Il quale, infatti, non appena l’Eusapia fu presa sotto la
guida dell’accorto spiritista, si presentò alla seduta, e lì proclamò che
prendeva la giovi¬ netta medium sotto la sua protezione “ quasi paterna „, che
mai piu l'avrebbe abbandonata, e sarebbe accorso ovunque essa lo avesse
chiamato, per dare segno della sua presenza e della sua attività. D’allora in
poi John King, entrato per l’azione suggestiva del Damiani nella monocerchia
delle idee e delle attività spiritiche della Eusapia, ha fatto sempre le spese
delle sue serate medianiche e s’è procurata la nomèa di * spirito „ impareggi
abilmente ed instancabilmente operoso. In che abbia consistito lo “
sviluppo „ della Eusapia come medio per intervento del Damiani, non è facile
descrivere, ma è facilissimo intuire. Evidentemente, si è trattato di una
azione suggestiva operata giorno per giorno dall’abile e con¬ vinto spiritista
per dirigere la medianità della giovinetta verso prestabiliti effetti, per
inculcarle la ipotesi esplicativa delle comunicazioni cogli spiriti, e per
abituarla soprattutto al tecnicismo già in uso nei circoli spiritici
inglesi. Abbiam visto che le origini e ragioni della tecnica spiritica
debbono essere cercate nelle vicende primitive dello spiritismo
americo-britannieo. Al Damiani, in quell’epoca, non poteva venire manco in
mente il dubbio che altri metodi ed altro istruinentario fossero ugualmente
idonei per “ sviluppare „ la “ forza fluidica „ della ragazza medium, a lui
profetiz¬ zata appunto in Londra da John King mediante quei metodi e quello
stesso istrumentario. Tavolo e catena degli astanti, spazio chiuso da nere
tende, oscurità o penombra, battiti convenzionali per le diverse modalità dello
“ esperimento „, 122 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
tutto il bagaglio tradizionale era venuto con lui da Londra a Napoli; e
tatto fa reso cosi abituale alla Eusapia (a pari ebe agli altri medium
formatisi alla medesima scuola) che essa non accoglie più senza diffidenza i
minimi cambia¬ menti nel modo di operare. Perocché lo “ sviluppare , un
medium , nel senso spiri¬ tico, non consiste altro che in dare un opportuno
allena¬ mento, un’ artificiosa e oramai stereotipa direzione alla sua medianità:
questa, quale facoltà individuale di sdop¬ piarsi nella personalità, di
scrivere automaticamente, di fi¬ gurare impersonato in qualche trapassato, di
agire a distanza sugli oggetti, di produrre effetti fisici, è sostanzialmente
in¬ genita e non si acquista con nessuna sorta di esercizio. Al piu, potrà
aumentarsi e perfezionarsi, allo stesso modo che si accresce e si fa più vivace
e completa la suscettibilità dei soggetti ipnotizzatali. Per gli intimi legami
che passano tra ipnotismo e medianità assai bene descritti, quantunque- singolarmente
interpretati, dal Visani-Soozzi, da De Rooiias, da Geley, ece., lo sviluppo dei
medii si assomiglia estrema- mente a quella educazione dei soggetti tipnotici),
che i magnetologi conoscono da tanto tempo. Anche i soggetti educati da qualche
magnetizzatore di professione, come Do¬ nato o Grasso o Pikmànn, presentano,
similmente ai medium dei circoli spiritici, un carattere sistematico, un modo
uni¬ forme di agire nel sonno ipnotico; e ciò si rivela evidentis¬ simamente
con quello che si chiama “ rapporto „ fra magne¬ tizzatore e magnetizzato, fra
l’ipnotizzatore e i soggetti affascinati. Forse nel magnetismo vi è qualche
cosa di più profondo che non nell’ipnotismo (telepatia?): però è sempre la
suggestione che foggia o modifica o colorisce i fenomeni, dei quali il sistema
nervoso vivamente suscettibile dei pazienti e dei medium diviene capace. Yi è,
insomma, in tutti questi stati fisio-psicopatici una “ maniera „ o una
“stilizzazione,, come la si scorge nelle opere artistiche e nelle dottrine scien¬
tifiche di una “ scuola ,. E lo spiritismo, sia nelle mani- lestazioni
individuali dei medium, sia in quelle collettive delle sue sètte o scuole,
ubbidisce alla legge generale del¬ l'imitazione, che è un gran fattore della
psiche umana. Perchè avvenisse il completo sviluppo della medianità di
Eusapia sotto le suggestioni del Damiani, occorsero vali anni (quattro?).
Dapprima, il Maestro educò con grande pa¬ zienza e con esercizi frequentissimi
la sua allieva: ma una volta formatasi in costei l'attitudine a estrinsecare la
sua “ forza „, quel faticoso tirocinio cessò. Anzi, per qualche anno,
essendosi la Eusapia fidanzata ad un giovane che non ve¬ deva di buon occhio le
sue relazioni con estranei che sem- bravano sfruttarne quelle misteriose
facoltà, le pratiche spiritiche si rallentarono; dal 1872 al 1880 le sedute
con¬ cesse da lei furono pochissime e riservate a pochi e fidati 11
Damiani intanto era morto, e la Paladino era conosciuta solo nei non numerosi
circoli spiritici di Napoli, perchè un adepto, il sig. Scifone, ne aveva
descritte le meraviglie: ma chi ,le diffuse la fama tra gli spiritisti del
mondo intero, fu il cnv. Ercole Chiaja, un gentiluomo studiosissimo di scienze
occulte e di nobile e fiero carattere. Neir86 egli ne riprese ]a educazione, la
perfezionò, e, trovatala medio più potente assai di quanto Damiani e gli altri
antecessori suoi avessero imagi nato o saputo scoprire, si propose di
convincere per mezzo suo gli scienziati fino allora ostilissimi allo
spiritismo. La Paladino, presa da lui a proteggere, fu aiutata in tutti i modi,
ed essa ne lo compensa tuttora con un sentimento di profonda venerazione “
figliale „. TI Chiaja è morto nel 1905, non senza potersi giustamente
inorgoglire di aver data alla medianità di Eusapia Paladino una base inconcussa
con la sua tenace propaganda fra gli scienziati. Egli l’ba condotta a Roma, a
Milano, in Francia, in Inghilterra, in Polonia, procurandole per “ controllori
„ e spettatori uomini autore¬ volissimi, fra i più reputati del mondo
scientifico : astronomi e fisici come Schiapparelli, Flammakion, Oliver Lodge;
fisiologi come Ricuet e Luciani; psicologi come Lombroso ed OoiroRowiez;
psichicisti come Aksakofe. De Rocuas. Maxwell e Mvers ; filosofi come
Broeferio, Hodgson e Sigdwick; poeti e letterati come Sully-Prudiiomme e
Sardou; gior¬ nalisti come L. A. Vassallo . Questi nomi ci dicono che il
fiore della intelligenza europea è stato, mediante l’apo¬ stolato di E. Chiaja.
messo in rapporto amichevole con - John King „ padre (putativo) della “ Rafie King
, di Crookks. Ne segue che la vita di Eusapia durante gli ultimi diciotto
o venti anni è soprattutto costituita dalle sue relazioni con due generi ben
deferenti di persone, che diversamente hanno agito sulla sua fenomenologia
medianica. Da una parte, in un primo periodo giovanile, essa è stata “
sviluppata „ da spiritisti ligii alla tecnica tradizionale ed alla, dottrina
clas¬ sica (reincarnazionistica): dall altra, nel periodo della matu¬ rità. e
quindi troppo tardi per potersi modificare nelle abi¬ tudini e liberare dalle
subite suggestioni, essa è venuta in contatto con uomini di scienza che ne
hanno , osservata la medianità quale si era svolta e stabilita sotto
l’azione effica¬ cissima dei suoi due principali educatori. Darò in
ultimo, sul conto della Paladino, questi rag¬ guagli. Per lunghi anni, essa ha
vissuto in condizioni mo¬ destissime, rasentanti la povertà: abitava un
infelicissimo " q mirtino „ costituito da una stanza sola, che era
salotto, •camera da letto, cucina, e... gabinetto medianico tutto in una volta.
Essa si è maritata piuttosto tardi (a 83 anni), ed allora ha aperto in un
basso, o androne a pianterreno, del rione più popolare di Napoli, un piccolo
negozio di mercerie (riven- dugliola), che essa medesima per qualche anno ha
gerito ed amministrato con mediocrissima fortuna. La sua cultura ■è infatti
rimasta sempre bassissima: dall'alfabeto in su, le sue nozioni letterarie sono
nulle, cosicché sa appena scri¬ vere il proprio nome, e non è in grado di
pnrlare altro idioma che un dialetto misto di pugliese e di napolitano. Essa è
propensa invece alle opere manuali: buona massaia, cucitrice abile “in bianco,,
cuciniere esperta, tali sono le •qualità di cui mena vanto al pari di quelle
medianiche. Mai ha avuto figli; ma li ha molto desiderati, perciò accoglie
presso di sè dei ragazzini randagi da assistere e da beneficare, poiché
Eusapia, pur essendo povera, si spoglierebbe per gli altri: e il vicinato lo sa
e ne approfitta. Dal 1904 è rimasta vedova, dopo che il marito non le aveva,,
a quanto pare, troppo rallegrata l'esistenza. Quando soggiorna a Napoli,
Eusapia va dimessa nel vestire, accudisce alle faccende domestiche, cucina il
modesto pranzo sul marcia¬ piede; e ehi la va a cercare per qualche seduta la
trova, plebea napoletana tipica, in atto di sbucciare i pomodori e di
scodellare i maccheroni (Pappalardo). Dal popolino è rite¬ nuta per “ maga „ e
viene spesso consultata come una co¬ mune sonnambula: per contro essa ha poca
fede nella propria facoltà divinatoria, e quando si trova in imbarazzo o vuole
* sapere la verità , va a consultare le altre sonnambule ! *
* * La personalità flsio-psichica di Eusapia. Dal punto di vista
fisico la Eusapia fu studiata bene, la prima volta, dal dott. Harcskwicz di Varsavia
quando essa vi andò ospite del prof. Oohorowicz : fu anche esaminata dal
LA PERSONALITÀ FISICA Iti EUSAPIA 125- dott
Belfiore, distinto specialista napoletano, lo pure ho potuto eseguire su di lei
nel 1901-2 alcune indagini antropo- fisiologiche; ma bisogna subito dire che,
per misoneismo di popolana e per diffidenza di medium, essa si sottopone mal
volentieri a misurazioni e ad esami sulla propria persona. Eusapia
Paladino è di statura piuttosto bassa, di corporatura tozza, di costituzione
robusta: scheletro e muscoli sono svilup¬ pati un po' più che nella media delle
donne. Ha il tronco alquanto corto rispetto alle braccia ed alle gambe: le mani
e ■ piedi sono però piccoli e di bel tipo femminile. Ha occhi neri,
mobilissimi, sguardo vivace e penetrante (‘ indiavolato, ,|i,:e Bois); e questa
è la maggiore bellezza del suo viso anzi che no volgare. Il cranio è ben
conformato e, toltane la lesione traumatica di cui parlerò, toltane anche la
forma larga e a bozze pronun¬ ciate della fronte, dove si potrebbe scorgere una
lieve stilli; m ite (idrocefalica), non presenta deformità nè indizi rilevanti
di processi patologici infantili. È mesocefalica: la faccia è larga e bassa,
gli zigomi sono piuttosto forti, il naso pronun¬ ziato e a dorso aquilino, il
mento proeminente ed aguzzo, co¬ sicché il profilo del suo volto ha qualcosa di
grifagno: questo carattere, oltre ad essersi reso più sensibile cogli anni, si
ac¬ centua nelle fasi diverse dell'autoipnosi (‘ trance „) medianica.
Eusapia, come quasi tutte le meridionali, è di pelo bruno, ma presentemente la
sua capigliatura, fine e non abbondante, è brizzolata dalla incipiente
vecchiaia e dagli strapazzi delle soverchie sedute cui si sottopone. Ai lato
sinistro della testa, all'orlo dell’impianto sulla fronte, cresce da molti anni
un ciuffo di capelli imbianchiti precocemente, ben visibile anche nei suoi
ritratti, e del quale, quando era più giovane, si diceva dispia¬ cente così che
lo copriva con ogni cura. Ma oggi, sia perche l'età l'ha resa indifferente agli
assalti della senescenza, sia perchè ha saputo che è una singolarità condivisa
da altra ce¬ leberrima donna (Eleonora liuse), sia infine perchè le si è detto
che forse quella stimmata era legata alla lesione cranica della stessa parte,
cui attribuisce virtù magiche, Eusapia mette con civetteria in mostra la sua “
ciocca bianca „. Sulla località dell'antico trauma, alla regione
fronte-parietale sinistra, circa verso il mezzo della sutura coronaria, Eusapia
porta tuttora un incavatura del cranio, una specie di breccia ossea in cui si
approfonda alquanto il dito dell'esaminatore. È una fossa che prende forse la
metà o poco più dello spessore della teca cranica (ossia il tavolato esterno),
ha forma o vaiare, allungata per 2 centim., larga meno di un centimetro: quivi
è poco tollerata la pressione, ed Eusapia dice di risentirvi spesso dolore,
massime in relazione ai cambiamenti di stagione ed agli sforzi di
mediumnismo. Per quanto apparentemente robusta, Eusapia, oltre alle
ma- 126 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I lattie
infantili già ricordate, è stata spesso infermicela : da gran tempo soffre di
dolori articolari, di mialgie, di cefalee ; è assai sensibile alle vicende
meteoriche. Da qualche anno è inoltre affetta da diabete: le sue urine contengono
una discreta quantità di zucchero e anche di albumina, per cui è costretta a
regimi speciali, per lei fastidiosi e costosi. Come molti dia, botici, ha
patito anche di fortissime nevralgie (sciatiche) e non le sono mancati i
fenomeni di insufficienza renale (edemi alle estremità inferiori). Il
colonnello De Rochas scrive che nella Eusapia fu diagno¬ sticata 1’ “ isteria
con tendenze erotiche „ ; ma bisogna inten¬ derci. Della grande neurosi sembra
che in realtà non siano man¬ cate le manifestazioni parossistiche più comuni
(gli attacchi convulsivi, le crisi lipotimiche, ecc.); ma la cosa è incerta.
Nel 1002 essa mi narrava di andare soggetta a “ convulsioni „ la cui
descrizione conduceva a pensare al tipo della epilessia jaksoniana, perchè
Eusapia non perderebbe la conoscenza e avrebbe tremori e sussulti muscolari al
lato destro. Qui forse non abbiamo propriamente F isterismo, ma una conseguenza
della lesione traumatica di sinistra, la quale cade, è vero, un po’ in avanti
dell'area cerebrale epilettogena (zona rolan- dica), ma può nonpertanto causare
stimolazioni morbose in tutto il territorio corticale vicino. Adunque, se
cotali “ crisi convulsive „, nè da me, nè, per quanto so, da verun altro dei
suoi recenti esaminatori presenziate, non starebbero a prova clinica sicura
dell’ isterismo, indicano pur sempre una con¬ dizione patologica del sistema
nervoso. Quanto all’erotismo, di cui anche G. Bois parla con vivaci colori, io
non l’escludo: ma, anzitutto, esso non caratterizza le isteriche, come pare
voglia dire l’esimio colonnello psichicista; e per di più io reputo che esso si
riveli, non nella condotta di Eusapia sveglia e conscia, bensì in certi
atteggiamenti e contrassegni delle sue crisi onirico-mediauiche. Per
contro, innegabilmente esistono nella Paladino le stim¬ mate persistenti che
diremo di “ isteria normale „ sia nella sensibilità e motilità, sia nel
carattere : inoltre, si possono considerare gli accessi aperiodici di
mediumnismo come equivalenti isterici. 11 dott. Belfiore nel ’92 non ha trovato
l’ isterismo fra i precedenti anamnestici di Eusapia. Però dai miei esami ho
rilevato che nel ’901 e anche nel '907 essa ha presentato a quando a quando una
debolezza muscolare del lato destro ( emiparesi accessuale), per cui agli
sforzi dina¬ mometrici talvolta risulta mancina, al più ambidestra, ma anche a
sinistra facilmente esauribile. Ho trovato, per contro, LA
PERSONALITÀ FISICA DI EUSAPIA 127 che vi è lieve
diminuzione, pure intermittente, della sensi¬ bilità tattile a sinistra
(emnpoestesia). Ecco i dati da me raccolti : Din a mo ine tri
a di E. F. (16 maggio 1902). Mnno Destra Mano Hinistra / I*
chilogr. 25 !/j 37 Serie di sforzi \ 11° , 22 l/a 42 a 3' di
intervallo j 111° , 22 llt 29 f IV» . 21 26 Diminuzione 16°/„ 30
”/o Est e stono me trio di E. P. (stessa data). Tatto. — 11
vellicamento fe avvertito benissimo alla faccia e al dorso delle mani : la
sensibilità tattile appare delicata. Col com¬ passo di Weber si ottiene la
percezione della distanza delle duo punte al polpastrello del dito medio di D,a
2 mm. ; di S, a 2,8 min. Dolore. — Si saggia la sensibilità dolorifica di
E. colla fa¬ radizzazione mediante il solito apparecchio (slitta di Du Bois
Reymond). Tanto a D, quanto a S, essa avverte la corrente alle mani alla
distanza di 9 centirn. ; diventa dolorosa già a 7,7, il che vuol dire un certo
grado di iperalgesia. Sensi specifici. — La vista di E. è eccellente;
nella scala di Snellen essa legge, nel mio stadio, a luce discreta le lettere
del tipo XV (altezza mm. 8 circa) alla distanza normale di metri 4,80: è dunque
emmetrope, nonostante l'età. L'udito è ottimo : essa avverte il tic-tac
leggero del mio oro¬ logio da tasca a 2 metri. Eeflettività di E. P.
(stessa data'. I reflessi iridei di E. P. sono vivissimi e pronti : per
contro, quelli tendinei, ad es. sotto la rotula, alla piegatura del pugno,
all'estensor comune delle dita nell’avambraccio, sono tardi e scarsi.
Abbiamo intanto un segno importante rivelatore della neu¬ rosi isterica, ed è
la facile ipnotizzazione di Eusapia. L’hanno ipnotizzata il De Rochas e 1’
Oohorowicz : nel gruppo dei soci del Circolo Minerva di Genova godeva su di lei
d’u¬ guale potere ipnotico il sig. Avellino, che narra d’averla ad¬ dormentata
anche col solo pensiero : io pure l’ho agevol¬ mente e più volte fatta cadere
in ipnosi, massime allorché occorreva calmarne le smanie del “trance,. Del
resto, quando Eusapia è fisicamente sofferente, perde molto della sua po¬
tenzialità medianica : il che si sa avvenire anche alla l’iper. uli
attacchi del “ trance „ quali furono accuratamente descritti da Belfiore e da
De Roohas e mediocremente indicati da tutti i dilettanti psichicisti (ahimè,
quanti !) che sperimentarono con Eusapia, sono tipicamente isterici, e li
descriverò più avanti come io li ho veduti. Si aggiunga che Eusapia accusa
sofferenze ben note agli specialisti : bolo esofageo; cefalalgie intense,
massime in forma di emicrania alla metà sinistra del capo, in corrispondenza
della breccia cianica ; vertigini, talvolta con diplopia; malessere interno
indefinibile, oppressioni di stomaco e meteorismo. Queste alterazioni della
cenestesi o senso interiore caratterizzano, lo si sa, le persone nervose e sono
tipiche stimmate del- 1 isterismo. Non ho potuto, per le ragioni più
volte accennate, sot¬ toporre Eusapia ad esami metodici coi cimenti o tests
della odierna psico-fisiologia individuale. Ecco, intanto, un dato interessante
sulla Abilità motrice, di E. P. (giugno 1902). Alla prova del
Jastrow — segnare eoi lapis, a ocelli prima, aperti poi chiusi, tre righe
perpendicolari e tre orizzontali della identica lunghezza — il senso muscolare
di Eusapia mi si è dimostrato abbastanza fino : essa tende però ad accorciare
in ambo ì sensi le righe riprodotte. Questo risultato collime¬ rebbe colla
congettura, da alcuni avanzata, che essa goda di non comune attitudine nel
guidare la propria mano e rego¬ larne ì movimenti. Ma nella prova ben più
importante del Munstburerg — trac¬ ciare contemporaneamente. a occhi chiusi,
colla mano destra tre righe parallele verticali e con la mano sinistra tre
righe orizzontali — Eusapia non b riuscita con altrettanta agevo¬ lezza: alla
terza riga la sua mano sinistra si è imbarazzata, e ne e uscito uno
sgorbio. Questo esperimento fisiopsicologico conferma la maggiore
esauribilità motoria del lato sinistro (visibile anche nelle mie cifre
dinamometriche); non conferma invece la perizia singolarissima di fare agire
contemporaneamente le mani in movimenti disparati, come le si attribuisce dai
discopritori delle sue “frodi „ manuali (Torelli-Viollibr, Croco, Pavoni,
(tiordana, ecc.). Del resto, conosciamo già che Eusapia gio¬ vinetta non seppe
apprendere a muovere partitamente le due mani quando si volle addestrarla al
pianoforte. Ma le note più caratteristiche della isteria si rilevano nella
mentalità e nel carattere. Ognuno che sia venuto in rapporti colla Paladino, ha
rilevato che la sua personalità intellettiva e morale è fatta tutta di
contrasti : un misto di luccicori e di ombre, di lati pregevoli e di lati
censurabili. Eusapia è nata da contadini Pugliesi : della sua stirpe me¬
ridionale essa ha la prontezza di percezione e la svegliatezza di intelligenza,
la franca impulsività, la vivacità del gesto, la facondia; della sua casta ha
l’ignoranza e il poco desi¬ derio di sapere, l’astuzia che diviene a tratti
mendacio e simulazione, la diffidenza e le tendenze superstiziose, l’astio¬
sità e la rustichezza. Si è asserito che Eusapia era assai intelligente e
furba, così da comprendere persino gli idiomi stranieri che fossero parlati in
sua presenza (?). — Non esageriamo : quella popo¬ lana comprende presto e bene,
o, a dire più correttamente, indovina i discorsi altrui, anche se tenuti con
sottintesi e fra reticenze, ogni qualvolta vertano sui “ fenomeni „ che essa
pro¬ duce e sopratutto sui dubbi di inganni e sulla tecnica del * controllo „
delle sedute : ma perchè ? Perchè, tante volte imputata di frode, Eusapia
afferra rapidamente i minimi accenni al sospetto, le più fuggevoli espressioni
di dubbio nel solo tono della frase: perchè, d’altra parte, essa esercita • da
oltre trent’anni la professione di medium, che l’ha messa in rapporto con ogni
qualità di persone e con ogni grada¬ zione di intelletti e di caratteri, di
guisa che la sua mente se n’è avvantaggiata ; e, dato il lunghissimo e
ripetutissimo commercio di idee intorno allo spiritismo ed alla propria
potenzialità, essa intende subito tutto ciò che tocca quest’ul- tima in modo
diretto o indiretto. Ma se si sonda la intel¬ ligenza d’Eusapia fuori di tali
soggetti abituali, si trova in lei tutt’altro che una buona apertura e agilità
di compren¬ donio : si scorgono, cioè, una scarsa capacità di attenzione, un
debole potere ritenitivo e rievocativo di memoria, una superficiale e labile
associazione di imagini ed idee, e ri- strettezza di concetti, e miseria di
astrazione. La dipinse bene il Belfiore : “una donna del popolo che vive
del suo lavoro, semplicissima, ignorantissima „ ; ma poi esagerò trovandola di
“ limitata intelligenza „. Eusapia non è allatto stupida; che anzi, i reiterati
colloqui coi primi ingegni d Europa e con personaggi di primissima qualità
sociale le hanno raffinata abbastanza la mente contadinesca; e se non le hanno
dato coltura, perchè questa non giovava e forse avrebbe nociuto alla sua
medianità facendole leggere Moubelli, Psicologia e spiritismo. 9
130 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I e discutere tutto
quanto si è scritto in prò e contro di lei, hanno però allargata la sua mente
nella sfera pratica e spe¬ cialmente nella conoscenza degli uomini.
Intanto una qualità che attesta intelligenza, perchè implica visione delle cose
e rapida associazione di idee, è il facile e pronto orientarsi di Eusapia in
ogni nuova situazione. È difficile prenderla di sorpresa : essa sta sempre
all’erta, e se la sua perspicacia le fa subito riconoscere amici e nemici,
ossia creduli e scettici, in coloro che avvicina, la ingegnosità sua le fa
anche subito trovare il modo migliore di condursi nelle più diverse
contingenze. Nei suoi ragionamenti Eusapia fa per lo più mostra di buon
senso ; certi giudizi che emette bruscamente sulle per¬ sone e sui fatti,
sorprendono per una innegabile penetra¬ zione. Acuta è, ad esempio, la sua
capacità dì cogliere il lato ridicolo di coloro con cui ha sperimentato, non
giù sotto il riguardo fisico ma sotto il riguardo intellettuale e morale; e
questo prova una certa finezza nello spirito d’osser¬ vazione. Aggiungerò che
con Eusapia non si vince facilmente nel motteggio : è prontissima alla botta
come alla risposta, e con lei bisogna stare in guardia, poiché la prova, data
la sua indole rusticana, può presto trascendere i limiti della con¬ venienza.
Alcune sue franche osservazioni a Principi, a Du¬ chesse e a esimi personaggi
stupidamente sgarbati verso di lei, confermano, da un lato, la sua permalosità,
dall’altro la sua capacità simpatica di una valutazione morale al di¬ sopra
d’ogni orpello sociale. La memoria di Eusapia è piuttosto debole, non
dico per ciò che le accade in seduta, chè allora essa è amnesica, parlo dei
ricordi relativi alle sue stesse vicende personali. L'ho già detto in principio
di questo capitolo : i nomi delle persone e dei luoghi, le date e le
successioni degli avve¬ nimenti sono spessissimo confuse e incerte nella loro
rie¬ vocazione ; qui Eusapia offre lacune enormi. Altre deficienze si scorgono
nell’associazione delle idee: i suoi discorsi son cicalate, tanto sono
farraginosi, soventi volte senza appa¬ rente nesso logico,
sconclusionati. Il carattere di Eusapia è particolarmente anormale: vi
giganteggiano molte note isteriche. L’umore variabilissimo, per cui essa passa
dall’allegria smodata alla taciturnità me¬ lanconica; l’emotività eccessiva,
per cui improvvisamente la si vede piangere e singhiozzare alla disperata,
senza che si capisca il motivo e senza che si riesca a confortarla, finché con
altrettanta rapidità la si scorge sorridere e rasserenarsi ; LA
PERSON’ALITÌ PSICHICA DI EUSAl’IA 131 la volubilità del
contegno, per cui da scherzevole e leziosa passa ad essere quasi selvatica ed
imperiosa: ecco la trama di fondo della sua persona morale. È ad intervalli
irascibile •e mite, orgogliosa ed umiliabile: ha attacchi violenti e bruschi di
collera, e periodi egualmente fuggevoli di ac¬ casciamento ; è pronta alle
simpatie come alle antipatie ; „ode che si parli di lei, ma si adonta solo che
dalla into¬ nazione della parola appaia la minima indecisione sulla realtà dei
suoi ‘•fenomeni,. Tutto questo insieme di con¬ trasti rendono Eusapia ora
piacevolissima a trattarsi ed ora addirittura insopportabile. _ Anche
nella volontà si osservano salti enormi, dalla piu affaccendata e instancabile
operosità domestica alla più com¬ pleta dedizione al “ dolce far niente „ dei
meridionali. Come la sua è una natura tutta ad impulsi e a slanci, cosi per
giornate intere essa rimane inerte, triste, silenziosa, poi d’un tratto è presa
da smanie di fare e strafare. Eusapia, ho detto, è povera ; l’esercizio
della medianità non l’ha arricchita. Nonostante la sua fama ormai
mondiale, nonostante i suoi viaggi per l’ Italia e all’Estero, essa non
ha saputo mai utilizzare abbastanza le proprie facoltà : nè il piccolo
commercio, nè lo spiritismo le hanno data 1 agia¬ tezza, neanco le comodità di
vita adeguate al mal uso che essa è costretta di fare della propria salute
fisica. Contra¬ riamente a ciò che si crede fuori dei circoli spiritico-psiehi-
cistici, e a differenza di moltissimi altri medi, sopratutto nord-americani,
Eusapia non è venale: spesso in compenso delle sedute accetta più volentieri
l’ospitalità o il regalo di oggetti pressoché superflui ; il che non toglie che
essa chiegga anche somme non lievi di denaro, quando si incapriccia di fare
l’orgogliosa o la riservata. Non rompe mai gli impegni presi, anche se dal
rifiuto di nuove proposte le deriva (ciò che negli ultimi tempi è avvenuto
spesso) una perdita non lieve di guadagno. Eusapia, pur essendo di bassa
nascita e condizione sociale, non s’è mostrata mai priva di aspirazioni e di
sentimenti estetici, che insieme alle prove numerose della bontà del suo animo
sono la nota simpatica della sua personalità mo¬ rale. Tiene molto alla
bellezza dei suoi nerissimi occhi, alle sue mani ben fatte, e le mette
ostentatamente in mostra, alla piccolezza dei suoi piedi, e li porta sempre
elegante¬ mente calzati. Ama abbigliarsi ‘da signora, e parla volen¬ tieri
dell’abito * magnifico , che portò allo sposalizio della signorina Richet, a
Parigi. Essa ama gli oggetti di prezzo, ma non disdegna quelli aventi un
puro valore artistico. Desiderò per molto tempo di avere un arredamento
decoroso di casa, con bei mobili, e sopratutto con eleganti ninnoli da signora;
e ne ebbe, ma sfortunatamente nel ’96 i ladri le entrarono in casa e la
spogliarono di tutto. Vuole anche i propri comodi, ma solo in (pianto le
apportino piena libertà, cosicché fuori del suo quartiere e della sua Napoli ha
molte esigenze, e l’ospitarla non è sempre la cosa più gradevole, desiderando
Eusapia essere tenuta alla pari, sia dai suoi ospiti, sia fra tutti coloro che
frequentano la casa. Delle attestazioni di simpatia è avidissima, e ne
serba ricordo e gratitudine. E permalosissima per ciò che concerne la sua forza
medianica: guai a chi s’esprime davanti a lei con qualche frase o gesto di
dubbio! Per poco essa non consi¬ dera i suoi poteri a livello di tutto quanto
c’e di più alto- in questo mondo : l’aver frequentato persone di nascita ec¬
celsa, uomini di fama mondiale, principi del sangue e prin¬ cìpi del pensiero,
le è montato alla testa, ed ora l’umile plebea è divenuta orgogliosa e perfino
talora sprezzante, ila ecco un’altra nota simpatica : Eusapia, comunque igno¬
rante, ha molta più deferenza per gli scienziati che per i gentiluomini di
Corte: si gloria dell’amicizia che benigna¬ mente le portano Richet,
Ockorowioz, Lombroso, Flam- mabion ; e invece discorre ironicamente della
grande aristo¬ crazia Europea cui ha “ concesso „ sedute. In sostanza, la
Eusapia nelle relazioni consuete di vita si mostra di un’indole bonaria; essa è
un’anima poco evoluta intellettualmente, ma fornita di retto sentire, come
avviene di tutti i semplici e degli umili. Ciò che si è detto di
Eusapia Paladino. Sulla Eusapia Paladino esiste oramai una intera
biblio¬ teca. La celebre medium non s’è mai rifiutata ad essere os¬ servata e
studiata nei limiti della sua tecnica ; e da alcuni anni le riviste di
spiritismo, di psicologia trascendentale, di psichicismo, le monografie
sulPoecultismo scientifico, i trat¬ tati sulle facoltà psichiche occulte, i
resoconti delle società italiane e straniere dedicatesi alla ricerca dei
fenomeni psi- bibliografia paladiniana 133
ciuci supernormali più meravigliosi, contengono e ripetono migliaia
di volte il suo nome. . . , . . Si può affermare che neppure le sorelle
Fox. le iniziatrici ramose dell’attuale movimento spiritico, godettero una
cele¬ brità consimile, e neanche la stessa Miss Cook (Mad. Corner), .1 e
fu il soggetto delle memorabili esperienze di Guglielmo KKS ha raggiunta la
notorietà della umile popolana di "N a noli .* Questa prende ormai posto
fra i medi più potenti , cui si vanti lo “ spiritismo moderno anzi, di
tutti, A senza dubbio la più studiata, quella che meno si è rifiu¬ tata
alle osservazioni ed agli esperimenti degli scienziati. Eusapia
Paladino nel 1892. Per chi esige dagli autori saggi di erudizione,
riunisco 1 titoli ed il contenuto dei principali lavori, dove, a mia sa¬ puta,
è discorso della Eusapia. Ve ne potranno mancare non pochi, che mi saranno
sfuggiti in mezzo alla profluvi® i scritti cui ha dato origine l’odierno
movimento spiritistico; ma i qui citati basteranno a dimostrare che 1 fenomeni
pro¬ dotti dalla Paladino sono stati oramai l’oggetto di piu che sufficienti
osservazioni per considerarli reali e autentici. Si cominciò a parlare di
essa nei periodici spiritaci a 1- tnlia e di fuori trentaoiiique anni fa (p.
es. fra gli straniali in * Spiritual Magazine ,. 1872, p. 287; Spintualist „,
1873, p. 140; “ Human nature „, 1872, p. 222, ecc.), ma il mio indice
bibliografico vuol essere soltanto la stona scientifica della medianità della
famosa Napolitani! durante gli 134 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, 1 ultimi diciotto anni. Per ciò esso deve cominciare (à
toni sei ff neo r tont honnenr) con la memoria inviata da Èrcole Chia.ta, che
ne fu il rivelatore, al Congresso spiritico-spiri- tualistico di Parigi nel
1889, e con lo scritto di Cesare Lombroso che, per primo, a quasi venti anni di
distanza da Cbookes, Wallace e Zòi.lnkh, ha avuto il coraggio di ac¬ costarsi
nella sua qualità di grande e universale scienziato ai fenomeni
spiritici. •i* * * 1889. Chia.fa Ercole, Lxpé rìences in éd ioni
rnìques, Móm. lue au Congrès Spirite et Spiritualiste de Paris, 1889, “
Coinpte- rendu già cit. Bibl., pag.
326-331 (1). fll Chiaja riassume i fenomeni da lui osservati in vari anni
di paziente studio su Eusapia, e narra della conversione del prof.
Otf.ro-Acevedo di Madrid alla dottrina, per lo meno, dello sdoppiamento
dell'anima: egli si dice ‘pronto ad aiutare con tutti i mezzi quegli uomini di
scienza come Dal Pozzo (fisico a Pe¬ rugia), Morselli, Dovi (fisico a Bologna),
Lombroso, Mosso ed altri, che volessero sondare il gran mistero del post-mortem
„. Nonostante questa dichiarazione, io però non fui accolto dal Chiaja
tre anni dopo, alla prova solenne di Milano (1892) !]. 1891.
Lombroso Cesare, Lettera al Cav. Gioì fi, in “ Tribuna Giudiziaria ,, giugno
1891. [Fino dall’agosto 1888, il celeberrimo Maestro di Torino era stato
invitato, con sfida cortese, a esaminare i fenomeni della ‘ mabr“ napoletana „
dal cav. E. Chiaja (in ‘ Fanfulla della Domenica „): ma il Lombroso, allora,
non ne volle sapere. (1) Avverto il lettore che la indicazione ‘
già cit. Bibl. ., si riferisce alla Bibl%otf rafia detto Spiritismo che ho
premessa nel presente volume, e di cui era inutile ripetere qui tutte le
notizie. bibliografia paladihiana (1891) _ 135 L'accertamento
delle meraviglie della Eusapia, annunciatogli per lettera «lai professore
spagnuolo Otero Acevedo, noto pel suo scetticismo ‘ materialistico „ forse
contribuì a persuadere il Lombroso che la cosa meritava qualche attenzione da
parte degli psicologi ; e perciò, trovandosi a Napoli nel febbraio 1891 per
compiere una inchiesta ufficiale sui Manicomi Italiani, ac¬ consenti finalmente
al desiderio del Chiaja, e nell albergo, ove soggiornava, ebbe dalla Eusapia
due sedute, il 28 febbraio e il 2 marzo. Vi presero parte, col Lombroso, altri
tre alienisti e neuropatologi insigni: il Tamburini, il defunto prof. F. Vi-
zi0li, il prof. L. Bianchi: e vi assistettero vari medici, il dot¬ tore Penta
di Napoli, l’Ascenzi di Roma, ecc. Si ebbe il risultato importantissimo che il
Lombroso ‘ arrossendo d’aver fino allora combattuto con tanta ostinazione la
possibilità dei fatti spiri¬ tici , ne riconobbe la realtà, pur opponendosi,
allora, alla spie¬ gazione dello spiritismo]. Acevf.do M. Otero, Los
Fantasmas, “ già cit. Bibl. [11 professore madrileno narra del suo invito
al Lombroso (v. s.) ed espone brevemente le sue osservazioni sullo stato
morboso di Eusapia durante le sedute e su alcuni dei^ ienomeni da lei prodotti.
Più a lungo ne riferì sul periodico “ Hojas de Propaganda „, di Madrid].
Oioi.fi T.. Riduzioni' sulle esperienze di Napoli, in “ Tri¬ buna Giudiziaria
», 26 giugno 1891. |Sono i primi resoconti sulla Eusapia accolti con
attenzione dagli studiosi psichicisti, sopratutto in riguardo
dell’autorità mondiale del Lombroso. • I resoconti del Ciolfi
vennero tradotti in francese sul Mo- niteur spinte et magnétique , di quell’
anno, e riprodotti in 4 Aiutale» des Sciences psychiques », voi. I, 1891, pagg. 326-322]- Dariex
X., DeVexpérimentation dansles phénomènes psy- chiqites, in “ Ann. des Sciences
psychiques », 1, 1891, p. 333. [L’esimio
psichicista prende occasione dalle esperienze di Lombroso per segnalarne
l'altissima portata scientifica, e per dichiarare che Eusapia renderebbe un
grande servizio alla scienza se permettesse ad alcuni sperimentatori autorevoli
di stabilire sperimentalmente e con prove materiali la realtà dei fenomeni
osservati a Napoli. Ciò è stato permesso dalla Eu¬ sapia più e più volte, come
si vedrà dalle citazioni seguenti!. 136 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, I Ehrenfreund dott. E., Il prof. Lombroso fra gli
spiri¬ tisti, * Magnetismo e Ipnotismo », Firenze. Anno II. nov. 1891.
1892. Lombroso Cesare, 1 fatti spiritici e la loro interpretazione
psichiatrica, in * Vita moderna », 1892 (trad. in “ Revue de 1 Hypuotisme »,
1892) ein ‘ Archivio di Psichiatria ,. [Riferisce su nuove esperienze da
lui stesso compiute sulla Eusapia P. col prof. De Amicis direttore della
Clinica sifilogra- fica di Napoli e con F. Verdinois, notissimo pubblicista :
inoltre da cenno di alcune * apparizioni „ di defunti vedute dal dot¬ tor
Barth, dal banchiere Hirscb, ecc. Insiste sul carattere neuro¬ psicopatico dei
medi (particolarmente della Eusapia , ed esprime alcune idee geniali sulla
natura dei fenomeni, assimilando il pensiero al movimento]. Belfiore
dott. Giulio, Realtà dei fenomeni psichici , in “ Trib. Giudiz. », Napoli, 5
febbr. 1892. [L autore è un medico distinto ed ha pubblicato due notevo¬
lissimi libri sull'ipnotismo e sul magnetismo animale. Qui da ragguaglio di una
seduta data dalla E. Paladino in casa della contessa Piccolomini a Portici :
egli non dubita della realtà dei fenomeni e conferma che la Eusapia è un
soggetto ipno¬ tico “ non però completamente passivo ». Il fenomeno più
curioso della seduta consistette nei guaiti di un cagnolino che si ritenne *
molestato da John King » !]. Ehrenfreunu dott. E., I fatti spiritici
spiegati dal pro¬ fessor Lombroso, in “Magnetismo o Ipnotismo », marzo
1892. [I, Autore, sforzandosi di vedervi soltanto stati di suggestione,
scrive a proposito della Eusapia: “ I medii sono soggetti ipno¬ tici perfetti,
circondati da una società d’individui neuropatici, ad alto grado
suggestionabili ». Opinione altrettanto diffusa quanto ingiusta e impertinente
; ma che io pure avevo e ma¬ nifestavo nel mio periodo di scetticismo
pre-sperimentale !]. Moli, Albert, Professsor Lombroso und der
Spiritismns, in “ Zeitgeist », 8 e 15 febbr. 1892 (trad. da C. Krantz in “ Rev.
de 1’ Hypn. », giugno 1892). [Conclusione : “ L. va lodato per essersi
occupato dello spi¬ ritismo, ma non può pretendere che le sue esperienze con
la BIBLIOGRAFIA PALADINIAKA (1892) 137 E.
P. siano tali da escludere la frode... Egli è caduto vittima di una furba
ciurmatrice , (!)]. Verdinois F., Spiritismo - Processo verbale ili altri
espe¬ rimenti spiritici fatti dal Prof. C. Lombroso ecc., in “ Trib.
Giudiziaria 25 aprile 1892. [La riunione era quella composta di Lombroso,
Verdinois, Chiaja, Ciolfi e De Amicis. Il Lombroso praticò esperimenti con due
dinamometri, e accertò lo spostamento dei loro indici senza contatto colla mano
della Eusapia], Lombroso C.. Le Spiritisme et la Psychiatrie. Explication
psychiatriqne de certains faits spirites, in * Ann. Sciences psychiques II, 1892, p. 143-151.
[Riferiti sommariamente i fenomeni Eusapiani da lui visti a Napoli nel 1891 e
rivisti nel 1892, l’Autore enuncia, pure con¬ cisamente, una sua ipotesi sulla
verosimile interpretazione dei fatti, massime dei movimenti senza contatto : —
“ Nelle isteriche e negli ipnotici (come sono i medii) la eccitazione di certi
centri, divenendo possente per la paralisi degli altri e provocando una
trasposizione e trasmissione delle forze psichiche, può in¬ durre anche una
trasformazione in forza luminosa, in forza mo¬ trice. Si comprende, in tal
modo, come la forza che io direi corticale o cerebrale del medio, possa, p. e.,
sollevare una ta¬ vola, tirare la barba a qualcuno, batterlo, accarezzarlo, ecc
. 11 pensiero è un movimento... non vi è dunque difficoltà per ammettere
che le energie si trasformino e ohe tale energia- motrice (psichica) diventi
luminosa o calorifica „. Questa spiegazione del Lombroso non è,
veramente, “ psi¬ chiatrica „, com'egli dice, ma psicofisica: le odierne
scoperte e idee sulla Energetica mostrano che anche qui il Maestro è stato un
precursore. Presentemente non si concepisce in maniera diversa la “ medianità
,], Tamburini Augusto, Spiritismo e telepatia, in “ Rivista Sperim. di
Freniatria,, Reggio, t. X, 1892, p. 411. [L’egregio alienista, che col
Lombroso prese parte ad alcune sedute di Napoli, non ne condivide la opinione
sulla sicura realtà dei fatti, non trovando, nelle condizioni in cui si
verifica¬ rono, “ quella assoluta e irrefutabile dimostrazione scientifica che
permetta di escludere qualsiasi inganno „ : però, ammette che vi sono dei fatti
difficilmente spiegabili con la frode o con qualsiasi altra ipotesi
naturale]. Checchi E., Battaglia Spiritica, “ Fanfulla della Dom.
2", 1892. Finzi E., Ebmacora, ecc., Relazione della Commissione
radunatasi in Milano, ecc., N' vari di novembre 1892 e Sappi, dell’ “ Italia
del Popolo „, Milano, n. 883. [Nell’estate del '92 ebbero luogo a Milano
in casa del D'G.Finzi, egregio cultore di studi Osici, varie sedute
coll’Eusapia allo scopo di veriOcare con metodi possibilmente esatti i fenomeni
meccanici resi notori dopo la dichiarazione del Lombroso. La relazione
dei molti fenomeni, rigorosamente redatta, ebbe un'eco clamorosa: fu riprodotta
da un gran numero di giornali e periodici, tradotta in francese (sugli “
Anuales des Sciences psychiques „, 111, 1893, 39-64), divulgata anche in altre
lingue; e la si trova riportata integralmente o parzialmente in un gran numero
di opere generali sullo spiritismo e sulla medianità, per es. da Coste, du
Durano (de Gros), da A. De Rochas, da Orocq, da Pappalardo, da Dupocy, da
Fi.ammarion ecc. La Commissione era composta dal russo Alessandro
Aksakoff, Consigliere di Stato di S. M. l'Imperatore, direttore del perio¬ dico
' Psycbische Studien „ di Lipsia, l’autorità massima in materia di medianità e
spiritismo; dal sommo astronomo Gio¬ vanni Schiapparelli, una delle menti
italiane più equilibrate; dal filosofo e ned-mistico Carlo Du Prel di Monaco ;
dal filosofo e psicologo Angelo Brofferio, professore nel Liceo di Milano; da
Giuseppe Cerosa, professore di fisica nella Tt. Scuola d’Agri- coltura di
Portici; dal dott. G. B. Ermacora, studiosissimo di psicologia supernormate e
poco dopo fondatore della “ Rivista di studi psichici „ ; e dal Finzi. Ad
alcune sedute assistettero il Lombroso c Carlo Richet, allora direttore della “
Revue Scientifique Io pure chiesi di esservi ammesso, per incarico del ‘
Corriere della Sera ma non fui accettato, dicendosi completato il “ circolo „ :
il che diede luogo ad un’ aspra po¬ lemica giornalistica attorno al mio nome e
al rifiuto di Eu- sapia o, meglio, del Chiaja. Per l'autorità di coloro
che attestarono colla loro firma l’au¬ tenticità dei fenomeni medianici della
Paladino, il rapporto delle esperienze di Milano forma testo, e nella storia
scienti¬ fica dello spiritismo ha una importanza di ben poco inferiore a quella
della famosa relazione di W. Crookes sulle sue espe¬ rienze col medium
Cook]. BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1892) 139
Torelli-Viollier E., Sugli esperimenti rii Eusapia Pa¬ lati ino, articoli
nel “ Corriere della Sera „, 7-9-11 ott. 1892. [L'insigne giornalista
critica acerbamente gli sperimentatori di Milano, accusando la Eusapia di
frode, e tenta di dare dei fenomeni meccanici di lei una spiegazione assai
semplice ba¬ sata sul presupposto scambio delle mani e dei piedi. Le “
rivelazioni , del Torelli Viollier produssero molta im¬ pressione; furono
accettate da tutti gli avversari dello spiri¬ tismo, e si trovano riprodotte,
con figure illustrative, da pa¬ recchi autori antispiritisti, fra i quali lo
Stefanoni, il Pavoni e il Crocq; furono anche discusse dal Do Rochas e
dall’Ochorowiez]. Morselli E., Intervista sui fatti di Milano, in “ Gazz.
Piemontese „, 1" nov. 1892. [Nell’intervista che io ebbi in Genova
con A. G. Bianchi, acuto e valoroso giornalista milanese, mi dichiarai
dispiacen¬ tissimo dell’inopinata esclusione, che contrastava coll'invito
formale fattomi dal Chiaja stesso al Congresso di Parigi (v. s.) e con le sue
lettere private. Esposi poi i miei dubbi sulla possibilità di inganni, pur
ammettendo che nella fenomeno¬ logia detta spiritica dell’Eusapia doveva
esserci del vero]. Cipri ani 0., La polemica degli scienziati sullo
spiritismo, Suppl. “ Italia del Popolo n° 883, 17-18 nov. 1892. [Questo
naia, straordinario contiene una risposta alle accuse di E. Torelli-Viollier;
il rapporto della Commissione riunita in casa Pinzi; una lettera del sig.
Bolaffio, in casa del quale il To¬ relli avrebbe scoperte le frodi di Eusapia
(il Bolaffio dichiara invece che nelle sedute di casa sua tutto fu regolare ed
au¬ tentico); due scommesse di L. 3000, che il Torelli non accettò ; varie
testimonianze di medici e scienziati favorevoli alla sin¬ cerità della
Paladino, ecc.). Volpi E., in “ Vessillo spiritista „, Vercelli, 1892, passim.
Brofferio Angelo, Per lo spiritismo, già cit. Bibl. [Non ostante la forma
un po’ acre e la quasi sofistica sotti¬ gliezza del ragionamento, questo libro
del Brofferio c uno dei più ragguardevoli scritti della letteratura psicologica
trascen¬ dentale; fa onore allo spiritismo italiano, poiché in vigore dia¬
lettico supera quasi tutto ciò che si fe scritto all Estero. L au¬ tore, per
concludere in prova della pura ipotesi spiritica (ritorno e comunicazioni delle
anime dei morti], si basa paiti- 140 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, I colarmente su quanto egli ha visto nello sue sedute
private colla Eusapia (?). La Commissione di Milano, di cui Brofferio faceva
parte, si era per contro arrestata ai fenomeni fisici]. 1893. Kioiiet Charles,
Expériences de Milan, in “ Ann des Sciences psycb. III, 1893, pag, 1-31. [L eminente fisiologo
Parigino discute minutissimamente per suo conto i risultati di Milano, esclude
le troppo superficiali ac¬ cuse del lorelli-Viollier, e non nasconde la intima
propensione ad ammettere 1 autenticità dei fenomeni. Ma da scienziato pru¬
dente qual’è, pur riconoscendo che le prove date sarebbero suffi¬ cienti, ad
es., per un’esperienza di chimica, le dice non bastevoli per una esperienza di
spiritismo; e conclude testualmente così : “ Ancorché assurdi e stupidi siano i
fenomeni prodotti dal- * l’Eusapia, mi sembra difficile attribuirli a una
gherminella “ sia cosciente sia incosciente o ad una serie di
gherminelle. “ Ciò non pertanto manca la prova formale inconfutabile, che
t n]3n '' s*a frode da parte della E. e illusione da parte nostra; bisogna
dunque cercare di nuovo una prova irrecusabile „J. Dn Pbel C., in “
Psyehische Studien „, die. 1893. [Dà cenno delle famoso esperienze di
Milano, ripetendo di credere nella severità del controllo messo in
opera]. Pinzi G„ in “Congresso delle Scienze psichiche,, Chi¬ cago,
agosto 1893. [La nona seduta del Congresso fu quasi tutta occupata nella
lettura del rapporto di Pinzi sulle esperienze di casa sua, in Mi¬ lano; esso
tu letto dall’illustre geologo prof. Elliot-Coues, un’au¬ torità fra gli
spiritisti" americani, e fu seguito dalla comunica¬ zione di alcuni
appunti del Richet, Con tuli rapporti il nome di Eusapia passò l’Oceano].
' i“SAK0FF ^l0tes au
Rapport de la Commisxion réunie « Milan, ecc., in “ Ann. des Se. psych. „, III, 1893, p. 39-64. [Queste note del
celebre psichicista, aggiunte alla traduzione francese della Relazione di
Milano ,, interessano vivamente pei i particolari di metodo cui si riferiscono
: esse posero fuori di contestazione la sincerità di Eusapia], Wagner N.
P., Compte-rendu d’ expériences faites d Nanles m gennaio 1893. 1
BIBLIOGRAFIA PALAI* INI A NA (1893-4) 141 [Trovo
questo resoconto nel libro di De Rochas citato più avanti. Il Wagner è
professore di zoologia nellTstituto agrario della R. Università di Pietroburgo,
e si occupa di psicologia trascendentale. Nell’inverno 1893. essendo a Napoli
per ra¬ gioni di salute, volle assistere ad alcune sedute della Eu- sapia. Le
sue credenze spiritiche sono profonde, ed egli si preoccupò specialmente di
convincere un collega, il prof. K..., ma non sembra che vi sia riuscito).
Cavalli (e Filaletk), in “ Annali dello Spiritismo in Italia „, Torino, passim,
spec. a p. 127. Spoto Santangelo, 1 fatti spiritici e la loro spiegazione
filosofica. Venosa, 1894. Coste A., Les phénomènes psychiques occultes,
già cit. Bibl. [È la prima tesi per dottorato in medicina in cui si
faccia un'analisi scientifica dell’occultismo e che sia stata accettata dalle
Facoltà universitarie francesi. Vi è ampiamente discusso della medianità della
Paladino, ed è lavoro assai diligente e ben fatto], OcHOROWioz, Sulle
esperienze medianiche di Roma, in “ Kurier-Warzawske „, giugno-luglio 1893 (in
polacco), [L'insigne psicologo, autore del classico volume La Suggestione
mentale , e che ora fu chiamato a dirigere l’Istituto intem. di Psico¬ logia
(Parigi), ’e certo uno degli uomini più competenti in fatto di ipnologia e
metapsichica. Sorpreso dei risultati riferiti dal Lombroso e dal Richet, si
recò a Roma nel 1893, e in casa del ce¬ lebre pittore Siemiradski (che è anche
un dotto naturalista), fu presente a varie sedute della Eusapia; ne diede
notizia sui gior¬ nali polacchi, affermandosi convinto della realtà dei
fenomeni. Le sedute si ripeterono l’anno dopo (1894), e vi presero parte anche
il Lombroso, il Richet, il dott. Schrenck-Nortzing, noto psicologo bavarese,
l’illustre prof. Danilewsky della Scuola medica di Pietroburgo, e il dott.
Dobrzycki di Varsavia. Di tutto venne dato conto dal padrone di casa in una
relazione conse¬ gnata alle stampe dal De Rochas, nel suo libro sulla esterio-
razione della motricità (pagg. 125-136)]. 1894. Durand (De Gros) Le
merveilleux scienti fique, già cit. Bibl. [Questo sommo biologo e filosofo-naturalista, uno dei
pensatori 142 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
più geniali di cui debba onorarsi il secolo XIX, precursore sotto più
riguardi della odierna scienza biologica ed ipnologica, de¬ dica alla E. P. le
pagine ultime del suo capitolo : “ Occultismo e spiritismo T (pagg. 326-341); e
dalle esperienze di Milano trae conclusioni favorevoli all’esistenza di un
mondo spirituale]. Ochorovioz J.. Expériences médianiques de Varsavie, in “
Revue de l’ Hypnotisme „, luglio-dicembre 1894. [Non contento degli esperimenti di Roma, l’Ochorowicz
fece andare nell’inverno 1893-94 l'Eusapia a Varsavia e la studiò per oltre due
mesi in quaranta sedute, cui assistettero il ge¬ nerale Starynkiewicz, alcuni
notissimi letterati polacchi, fra cui il Mataszewski, l’ingegnere elettricista
Reichmann, e vari medici, fra cui l’Harusewicz che esaminò clinicamente l'Eu-
sapia. Di quella serie sperimentale (la più lunga fin qui com¬ piutasi sulla
medio napoletana), non fu pubblicata una rela¬ zione completa, ina solo qualche
cenno sulla * Illustrazione di Varsavia Il Kranz ne diede un sommario su altri
fogli, e il De Rochas, su appunti fornitigli di poi, lo ha accresciuto di
notizie ( Extèr. motricité, pagg. 137-168). L'Ochorowicz, da me interpellato in
proposito, cortesemento mi ha risposto che un suo volume sulle esperienze di
Varsavia, già preparato, non vide ancora la luce : m'avverte però che il
resoconto del Kranz è imparziale e ben fatto. (Nc parlò anche il Lanu, in “
Psy- chisehe Studien „, XXI, Lipsia, 1894). Tutti i fenomeni che s'erano
visti a Milano, si riprodussero con la medesima costanza; ma i presenti
dissentirono sulla spiegazione dei fatti, e ne nacque sui giornali di Varsavia
una polemica acre e vibrata. Il Keichman denunziò la frode * che ci riportava
al medio evo „ ; il Kranz, il Mataszewski e altri sostennero la buona fede
dell'E. e la realtà dei fenomeni. L’Ochorowicz, per suo conto, non vi scorse
prove favorevoli alla ipotesi spiritica, e si dichiarò propenso ad ammettere
sol¬ tanto la realtà del medianismo; cioè “ di una azione fluidità del medio,
il cui spirito sarebbe il centro di azione dei fe¬ nomeni, coadiuvati dalla
psiche dei presenti, e a cui bisogna concedere un doppio fluidico o ‘ corpo
astrale , distaceantesi dal suo corpo materiale ,,. Ipotesi auimica per
eccellenza]. Podmoue I’., Report of Milan experiments icith Ens. Pai., in
“ Proceéd. Soc. for psvcliical Research „, voi. IX, 1893-94, p. 218-225. BIBL10GRA FI A
PALADINI ANA (1894) 143 Lodge J. Oliver, Experience of
/musical physicaJ pheno- mena occurring in thè presume of entranced persoti
(Eusapìa Paladino), in 4 Journal of thè Society for psychical Re¬ search „.
voi. VI, n. 114, nov. 1894, p. 306-336
(Discussione, l>. 336-345 — Appendici, pag. 346-360). Trad. in ital. “ Riv.
Studi psichici „, I, 1895. [L’illustre fisico e membro della Società
Reale, il cui nome va unito alla storia recentissima e gloriosa «Iella
telegrafia senza fili, e a numerose ricerche e scoperte nel campo «Iella
elettricità dell’ottica e della termodinamica, riferì nella XV111 riunione
della Società per le ricerche psichiche sulle sedute me¬ dianiche tenute
dall’E. P. in casa del prof. C. Richet durante l’estate del 1894, prima in un
isolotto di sua proprietà, all'atto disabitato, nel golfo «li Marsiglia (Isola
Roubaud), poi in una sua villa presso Tolone (Castello di Carqueiranne). Alle
sedute assistevano uomini di altissimo e indiscusso valore scientifico : il
Richet; il Lodge, sua moglie od il Myers, tutti e tre andativi da Londra;
l'Ochorowicz, venuto appositamente da Varsavia; il prof. Enrico Sidgwick di
Cambridge, uno dei primi filosofi e psicologi inglesi, e la di lui consorte,
distintissima studiosa e scrittrice di psichicismo; il dott. Bar. von
Schrenck-Notzing di Monaco; e il dott. Ségard, medico principale della marina
francese. I processi verbali accuratissimi non lasciano dubbii sulla
autenticità dei fenomeni. Alla discussione, che seguì la lettura del
Lodge, presero parte il Myers, il Sidgwick ed il Crookes : i due primi, per
confermare nelle linee generali le narrazioni del Lodge, pur ripetendo alcuni
dubbi che già in casa Richet loro tenzonavano pel capo; il terzo, per
rallegrarsi che un eminente scienziato, come il Lodge, fosse arrivato alle
stesse conclusioni cui egli da più anni, sperimentando coll liome e con la
Gook, era pervenuto. L’appendice 1 è il processo verbale di quattro
sedute ; la 11 è un cenno prezioso del come, secondo 0. Lodge, dovrebbe es¬
sere disposto e formato un laboratorio ‘ psichico ,]. Crookes W.,
Discussion, ivi, ivi, pag. 341-5. [Nella osservazione del Crookes sul
rapporto del Lodge sono da ritenere le differenze che il celebre scienziato
dichiarò di avere rilevato fra gli effetti fisici dell llome e quelli della
Paladino]. 144 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
1895. àksakojtf Alex., Animismi ■ et Spiritisme, già cit,
BibJ. [La versione francese indica come autentici i fenomeni della .
Paladino sulla fede di altri osservatori, ma l'Akeakof, quando scriveva la
prima edizione tedesca del libro, non aveva ancora assistito alle sedute di
Milano, e però ne fa cenno fugace a pag. 509, citando le esperienze
dell'Acevedo compiute a Napoli nel 1889 (impronte sul mastice). Egli ha poi più
volte parlato di Eusapia nel periodico ‘ Psychische Studien „ (L’Aksakott è
morto in questi ultimi tempi)]. Hodgson Richard, The vaine of thè evidence l'or super¬
no r mal phenomma in thè case of E. P., in “ Joum. Soc. for psyck. Research „, voi. VII, n.116, marzo-aprile 1895, p.
35-55. [L'autore, noto allora pel suo assoluto scetticismo (si è poi
ricreduto per opera della medium americana sig.ra Piper !), critica acerbamente
il metodo usato nelle esperienze colla E.P. in casa Richet, e solleva dubbi
sull’esistenza di possibili frodi. 1 dubbi dell’ Hodgson sono, a un
dipresso, sempre i medesimi del nostro Torelli- Viollier e si fondano
sopratutto sui moti muscolari incoscienti, o no, delle mani e dei piedi del
medio]. Myers P. W.,
llepli/ to Dr. Hodgson, ivi, p. 55-64. Lodge 0., Additional remarks ,
ivi, ivi, p. 64-67. Ridirai Cu., A propos des expériences faites uvee E. P.
Reponse à M. Hodgson, ivi, ivi, p. 67-75. OonoBovicz J., Péponse à M. Hodgson, ivi, ivi. p.
75-79. [1 nomi di questi scrittori che, polemizzando con l’Hodgson,
dimostrarono l’insussistenza delle sue critiche e si scagiona¬ rono dall’accusa
di ingenuità o di fatuità mentale, costitui¬ scono, da soli, una buona prova
dell’importanza scientifica dei fenomeni paladiniani], Dixon T. Edw., On
experiments with E. Jf>, “ Journ. Soc. 1- psych. Res. „, voi. VII, n.
119, maggio 1895, p. 93-95. Retro vo- Solo vovo M., On experiments with
Eusapia P., Letter to thè Editor, ivi, ivi, giugno 1895, p. 111-2.
[Contro il Dixon, che aveva sollevato nuovi dubbi (in 4 Jour¬ nal ,, maggio
1895), il Petrovo affermò che l’autenticità dei fe- bibliografia paladini
ana (1895) 145 nomeni di Eusapia, essendosi fotografate
le levitazioni del ta¬ volo, riposa ormai su solida base]. Stufahoni
Luigi, Magnetismo ed ipnotismo svelati, già cit. Bibl. [Riporta le
osservazioni di Torelli-Viollier sulla E. P. e ne amplifica le conseguenze a
tutta la fenomenologia psichica supernormale. L’A. si vale principalmente dei
miei studi e delle mie osservazioni sperimentali sull’ipnotismo e sulla pre¬
sunta divinazione del pensiero; ma egli non mi ha capito, allargando le mie
conclusioni indebitamente. Quest’opera è su¬ perficiale e non ha alcun valore
scientifico]. Lodge Ol., Bericht iiber Eusapia Paladino, in “ Psy-
chische Studien „, Lipsia, 1895, n. 1-10. Maskklynk N., On exper. of Eus.
Pai., London, 1895. [11 famoso prestidigitatore ha assistito ad una
seduta della E. P. e ritiene di averne smascherato i “ trucchi „ esibendosi di
riprodurli a richiesta di chicchessia. Non risulta che la prova sia mai stata
fatta da lui, nè da altri giocolieri]. Sidgwick prof. A., Presidential Address, in General
Mee¬ ting, ecc., in u Journ. Soc.
f. psych. Res. „, voi. VII, n. 1— , ott. 1895, p. 131-5. — — Eusapia
Paladino, ivi, n. 123, nov. 1895, p. 148-59. [Il discorso è l’annunzio, e
l’articolo è il sunto delle sedute date dalla E. P. nel 1895 a Cambridge, dove
l’avevano chia¬ mata gli psichicisti Inglesi. Le esperienze sulla E. P.
ebbero luogo in casa Myers nell e- state del 1895 ed il gruppo degli
osservatori comprendeva dapprima Sidgwick e sua moglie, il Myers e la di lui
moglie, la sig.,ia Alice Johnson, segretaria della S. t. p. R. e redattrice del
giornale, la sig.“ Dorotea Stanley, il botanico Francis Darwin, figlio del
celebre naturalista e lui pure scienziato di vaglia. Più tardi intervenne
l’americano dott. Hodgson, la cui presenza diede alle sedute un carattere
dannoso di ostilità e di diffidenza verso la Eusapia. Stando ai verbali,
pubblicati del resto solo a frammenti (perchè, disse il Sidgwick, * sarebbero
stati intollerabilmente noiosi e illeggibili ,), i risultati delle venti sedute
furono ne¬ gativi, in quanto non convinsero gli sperimentatori della au¬
tenticità dei fenomeni; anzi, essi credettero di scoprire che il
Morselli, Psicologia e spiritismo. 10 146
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I medio aveva usato sistematicamente
mezzi fraudolenti in tutta quella serie di sedute, e tali mezzi * erano
bastevoli a spiegare se non tutti , almeno la maggior parte dei fenomeni di
appa- renza supernormale osservati in quella occasione Ma la Com- missione era
dominata, diremmo quasi suggestionata dai dubbi dell Hodgson, che mise avanti
la spiegazione del noto strata¬ gemma della sostituzione della mano e del
piede, non che dalle prevenzioni della signorina A. Johnson. Chi legga però
attenta- mente 1 (rammenti di verbali e sopratutto la narrazione del come
facessero il controllo le signore Stanley e Johnson, chi ab na acquistato
pratica sufficiente dei fenomeni prodotti dal- !,. “ 1 " slc°rge
subito che a Cambridge la medio fu messa nel- 1 impossibilita, non solo materiale,
ma altresì morale di agire uh operatori, mostrandosi poco adatti a bene
sperimentare in materia di medianità, davano un’eccessiva, quasi assurda im¬
portanza ai più piccoli movimenti muscolari dell’Eusapia, senza poi
preoccuparsi del quesito più interessante, se, cioè, con quei movimenti cotanto
incriminati tutti i fenomeni medianici fos¬ sero spiegabili; il che
assolutamente è iperbolico, illogico e però antiscientifico. ha
lettura del rapporto negativo di Sidgwick sollevò seria discussione (pagg.
132-5). L’Hodgson ripetè * tutto inganno! , : il Lodge ed il Myers sostennero
efficacemente che la frode, pur esistendo in un certo numero di fenomeni
elementari, è 'inap¬ plicabile alla totalità degli effetti medianici dell’E P
Vi sono essi dissero, buone e cattive sedute, e la Commissione di Cam¬ bridge
ha avuto soltanto la sfortuna di assistere ad una serie di sedute poco
concludenti e dubbie: ma quelle di casa Richet erano, certo, genuine e sincere,
anche perchè la medio non si trovava m mezzo a controlli dannosamente
inibitori]. Erny Alfred, Le Psychisme expérimental, già cit. Bibl
[E una revisiono minuta, ma molto chiara e ' precisa dei fé- nome» psichici
supernormali. A più riprese sono citate favo¬ revolmente le esperienze della E.
P„ p. es. a pag. 18 e nel- 1 appendice II pagg. 27 e 228. L’Erny, che è amico
del Sardo,,, e, come lui, uno spiritista convinto]. Acevedo Otero, Los Espìritus,
Madrid, 1895, voi. II. Dénis A. Essai d’une théorie de la tèlépathie,
“Ann Se psych. „, voi. V, 1895. * C-
BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1896) 147 [Cita ‘ le
materializzazioni della famosa E. P. , in conferma dell'esistenza d'una forza
psichica]. Erma gora G. B., Sopra le frodi della E. P. alle recenti
esperienze di Cambridge, in “ Riv. di Studi psichici,, I, 1895, p. 435-7.
“ [La questione dei fenomeni della E. P. è lungi dall’essere completamente
risolta... Questo stato di cose deriva dalle gravi difficoltà intrinseche
inerenti alla sua soluzione... Gli spiritisti furono i primi a constatare l'esistenza
di processi fraudolenti alternandosi con quelli di apparenza (!) supernormale
„]. 1896. Sabati
eh, De Rochas, e altri, Expériences de l’Agnélas sur E 1\, in “Ann. des
Sciences psych. VI, 1896, pi 1-55 con fig. l’rad. in
ital. “ Riv. di studi psichici „, li, 1897. [Le sei sedute ebbero luogo
aJi’Agnélas in Francia durante l'autunno del 1895, in una campagna del
colonnello De Rochas. Vi presero parte, col padrone di casa, il Dariex, il
sostituto Pro¬ curatore generale (oggi anche medico) Maxwell, il naturalista
professore Armando Sabatier di Montpellier, i dottori in tìsica conte A. de
Gramont e Bar. C. de Watteville. I risultati furono soddisfacentissimi: la
sorveglianza sul medio era estremamente rigorosa, e il rapporto, corredato di
piani e di fotografie, è un vero modello del genere : vi viene discussa a
fondo, ed esau¬ rita in senso favorevole alla Eusapia, la vessata questione
della frode, basata sul leggendario stratagemma della sostituzione di mani. Si
ottenne, fra altre, un'esperienza semplicissima, ma concludentissima:
l’abbassamento di un pesa-lettere senza con¬ tatto di mani e alla chiara luce
del giorno. La relazione forma anche il lungo capitolo IX del libro : Extfr. de
la motricité (I* ediz., pagg. 255-315) ]. Delanne E., PUnomène spirite,
già cit. BibL, pag. 85 e seg. — Evolution animi (pie, già cit. BibL, pag.
6 e 663. Aksakoff Al., 1 precursori dello spiritismo, già cit.
Bibl. [Sou riportati in appendice i verbali delle esperienze di Eu¬ sapia
dal 1892 al 1891. Da registrare è il fatto che l’Aksakoff pone la fenomenologia
paladiniana allo stesso livello delle ce¬ lebri manifestazioni spiritiche delle
sorelle Fox di Hydesville]. l 148
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 Hopps J. Page e Myers T. W„
Correspondance conce mina E. P., in “ J. Soc. psych. Res. „, VII, n. 123, nov.
1895, p. 163-4. Richet Gii., Eusapia Paladino, Corrésp., ivi, die. 1895,
p. 278-80. [Osservazioni critiche sulle sedute di Cambridge, che ancora
oggi, dopo la dimostrazione della inesperienza degli osservatori, vengono
citate dagli nntipsichieisti per infirmare la medianità della Paladino],
Hyslop James, Corresp. conceming E. P., in “ J Soc psych. Res. „, voi. VIII,n.
126, febb. 1896, p. 210-2. [L’Hyslop, professore al Columbia-College di
New- York, è divenuto famoso in tutto il mondo degli spiritisti e spiritualisti
per i volumi da lui dedicati alla medium Piper, nei cui mes- saggi aviebbe
trovata, sebbene ancora non sicura, “ la prova dell’immortalità dell’anima
„. Colpito nelle sue convinzioni spiritualistiche dai risultati auti-
eusapiani di Cambridge, dichiara che nei fenomeni della E. P. non v è
intervento di intelligenza spirituale, trattandosi di tatti fisici dipendenti
solo dalle condizioni del sistema nervoso l’insuccesso di Cambridge non
intacca, pertanto, i prinoipii dello spiritualismo trascendentale]. ^
iSidgwiok II., Eusapia Paladino, in “ J. Soc. psych. Res VII, n. 128,
aprile 1896, p. 230. ‘ [Dichiara con prudenza che le sue conclusioni
negative si riferiscono solo alle sedute di Cambridge, non a quelle che l’E. P.
può aver fatto o potrà fare altrove], Damex X., Que doit-on pensee des
phénomènes mediani- f'*de f’ ln “ Aun- Se. psych. „ VI, marzo-aprile
1896, p. 65-78. r [L’egregio direttore della reputata ‘ Rivista di studii
psi¬ chici „ che è un medico oculista parigino consideratissimo, e assai
competente in psicologia supernormale, prende in esame i risultati
contradditorii degli esperimenti di Milano, dell’isola Roubaud, dell’Agnélas,
di Carqueiranne e di Cambridge, per concludere: che la irode di E. P. non può
negarsi in taluni fe¬ nomeni, ma che non ci illumina sul modo di produzione del
maggior numero dei fenomeni paladiniani], Ochorowicz .Tules, La ipiestion
de la fraude dans les ex- périences aver. E. P., in “ Ann. Soc. psych. „, VI p
79 _ Trad. in ital. “ Riv. di Studi psichici „, II, 1896.
BIBLIOGRAFIA PALADINXANA (1896) 149 [Critica
profonda e convincente del rapporto negativo di Cam¬ bridge : 1 insigne
scienziato vi esamina con logica serrata e con rara acutezza psicologica la
tesi della frode, e, pur ammettendo che la medio, in date circostanze, possa
ricorrere a stratagemmi e ad inganni, combatte la conclusione negativa generalo
che da ciò si volesse trarre in riguardo della autenticità dei fe¬ nomeni più
significanti. Il rapporto dell’O., scritto per l’opera seguente di De
Rochas, fu tradotto in ital. sulla 4 Rivista „ dell’KRMAcoKA, II», 1896, pag.
185 e segg., ed è magistrale per la soluzione del quesito delle frodi coscienti
ed incoscienti dei medi]. De Rociias (A.), Rctériorisation de la Motricité, già
ciò.Bibl. [La maggiore e più originale parte del
libro (pagg. 1-315) è dedicata alla Eusapia : ne narra la vita, ne descrive la
perso¬ nalità, e la segue minutamente nelle esperienze di Napoli <1891, con
Lombroso ecc.), di Milano (1892, in casa Finzi), nuo¬ vamente di Napoli (1893,
con Wagner), di Roma (1893-94, in casa 8iemiradzki). di Varsavia (1893-94, in
casa Ochorowicz), di Carqueiranne e dell’isola Roubaud (1894, in casa Richet),'
di Cambridge (1895, in casa Myers), dell’Agnólas (1895, in casa De Rochas).
L'insigne psichicista valuta sempre la possibile miscela del vero col falso, e
con serenità di giudizio distingue l’uno dall’altro: però, la conclusione di
tale studio critico (che è poi la conclusione definitiva dell’importante opera),
anziché essere in prò dello spiritismo o intervento di defunti, ò favo¬ revole
all autenticità dei movimenti di oggetti inerti senza contatto per mezzo di una
esteriorazioue di motricità medianica, d’onde la ipotesi di un doppio fluidico
ecc. ecc. 11 libro del Rochas era, prima di quelli del Visani-Scozzi e del
Fontenay, il miglior documento sintetico sulla Eusapia Paladino]. Dariex, Desbaux, Mangin, etc.,
Expérienees d’Auteuil sur E. P., in “ Ann. des Se. psych. voi. VI, nov.-dic. 1896. [Le sedute furono tenute
nel settembre ’96 ad Auteuil presso Parigi, in casa del sig. Marcello Mangin,
che ò persona ver¬ satissima nelle scienze psichiche ; assistevano, fra altri ,
il dott. Dariex, Emilio Desbaux cultore e scrittore di scienze tìsiche, ed il
celebre poeta-filosofo e accademico francese J. Sully-Prudhonme. 1 risultati
furono soddisfacentissimi, e la relazione conclude in favore della genuinità
del massimo nu- 150 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
moro di fenomeni: essa trovasi tradotta in ital. sulla ‘ Riv. St.
psichici », voi. Ili, 1897, pagg. 100, 134, 164 e 187. Rispetto alle
insidie della Eusapia, il Dariex attesta di cre¬ dere fermamente nella serietà
del controllo operato dai pre¬ senti sulla medio; il sospetto non deve
oltrepassare certi li¬ miti, altrimenti non sarebbe più possibile alcun
progresso scientifico. * Se non vi fossero stati mai fenomeni autentici nelle
sedute della E., uomini di cui si onora la scienza e che occu¬ pano le
posizioni più eminenti, non avrebbero consacrato, nel corso di molti anni,
settimane e mesi a simili esperimenti ,]. Sclly-Prudhomme, in “ Humanité
intégrale,, Paris, dé- eembre 1896. [L illustre poeta di Giustizia e di
Felicità esprime la sua opi¬ nione favorevole alla realtà dei fenomeni di
Eusapia], i 897. Blech (Mme) E., Expériences de Tremezzo, in “Ann. Se.
psych. ,, VII, 1897, p. 1-5. [Rapporto
su di una seduta, fatta nel settembre 1896, nella villa Blech sul lago di Como.
L’Eusapia ha molta amicizia con questi signori], Fontenay (de) Guillaume,
A propos d’ Eusapia Paladino’ Les séances de Moni fort-U Ammiri) (25-28 juillet
'97), Paris Soc. d'Edit. Scientifiques, 1897, 1 voi. in-8'*, di p. xxx-281 con
illnstr. [La metà del volume è dedicata ai fenomeni prodottisi in altra
villa dei signori Blech alla presenza dei padroni di casa, di De Roehas, del
celebre e popolare astronomo Cam. Flam- marion, dell'autore e di alcuni
invitati venuti appositamente da Parigi. Il de Fontenay non ha dubbi sulla
sincerità dei fatti osservati, sebbene essi non siano stati n'e vari nè
cospicui. La seconda parte del volume è occupata da considerazioni astratte, di
buon valore filosofico-psieologico, sulle ipotesi espli¬ cative (massimamente
sull’energetica). La relazione dei feno¬ meni è assai diligente e
precisa]. B. di Vesmb, Esperimenti sulla E. P. fatti a Parigi nel
settembre 18.96", “ Riv. Studi psich. „. II, 1897. — — Esperienze
sulla E. P. a Tremezzo , ivi, ivi. BIBLIOGRAFIA PALACINTA?» A
(1897) 151 Crocq (le Docteur) (fils), L’occultisme
scienti fique, “ Revue eneyclopédique „, Paris, Larousse, 20 febbr. 1897. [A proposito del libro precedente del De
Fontenay, l’autore, che è un distinto neuropatologo belga, discute lungamente i
fenomeni medianici della E. P. e si addimostra estremamente scettico,
propendendo per una spiegazione mista,1 da lui stesso così riassunta: ‘frode ed
automatismo psicologico e patolo¬ gico,. Dall'insieme delle sue critiche
risulta chiaro che il Crocq, non solo non ha mai assistito a sedute medianiche,
ma non se n"e fatta neppure un’idea approssimativa; egli si trova qui
nella identica condizione di spirito in cui io stesso mi trovavo nel 1892. Se
non che, io non ho mai pensato o creduto che il tavolino sollevato dall’Eusapia
nelle sedute di Milano, Parigi, Varsavia, ecc. girasse, ballasse e parlasse ‘
in grazia dell’au¬ tomatismo psicologico, in cui fossero caduti gli scienziati
os¬ servatori. o della posizione cabalistica da essi assunta nel formare la
catena ,(?!). Il Crocq, del resto, non ammette resi¬ stenza di forze ignote e
rigetta, senza grandi ragioni, la tesi della esopsiehicità o esteriorazione
dell'energia psichica, che io da molti anni (nell’86 e nel ’94)ho, invece,
riconosciuta come possibile e non contraria al positivismo scientifico].
Turiello Pasquale, Lo Spiritismo italiano e la Scienza. Memoria letta alla R.
Accad. di Scienze morali e politiche di Napoli, in “ Atti , della stessa,
1897. [È la prima memoria sullo spiritismo che sia apparsa in “ Atti
accademici , e fu pubblicata col consenso dei colleghi che le premisero soltanto
una dichiarazione a discarico. 11 Tu- riello basa la sua nudrita argomentazione
sulle sedute dategli dalla Eusapia]. Rf.gxabd F., Hypnotistne et
Réligion, Paris, Schleicher, 1897 (Sulla E. P., vedi p. 259). Parseti, Fenomeni medianici operati in presenza della
E. P., in * Riv. Studi psich. „, III, 1897, p. 24. Boirac E., in “ Revue
philosophique „ di Ribot, XLIII, 1897, p. 321-826. [Analisi dell’opera di
De Rochas : L’ extériorisation de la mo- tricìté, con alcune giustissime
considerazioni sulla tecnica dei fenomeni medianici (paladiniani) ].
Podmore F., Studies in psychycal Research, già cit. Bibl. [Opera
fondamentale di uno studioso profondo ed eruditis- 152
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I situo dei fenomeni metapsichici,
ma armato di uno scetticismo ad oltranza. 11 Podmore non ha mai risparmiato
giudizi sejeri e ironici sui fenomeni fisici dello spiritismo in genere, dèlia
Eusapia in ispecie]. Ermacora E. B., Supposta azione della elettricità
nei fè»w- meni della E. P„ in “ Riv. Studi psichici Ili, 1897, p. [La
nega assolutamente]. Negri Gaetano, Segni dei tempi. Profili e bozzetti,
Mi¬ lano, Hoepli, 1897. [Al saggio ‘ Il problema dello spiritismo , è
aggiunta una nota (pagg. 365-367), dove l’illustre scrittore narra di una se¬
duta spiritica della Paladino, cui fu invitato (in casa t inzi) . egli ne h
uscito incredulo, sia per ragioni morali, sia per il metodo degli esperimenti :
‘ tanto più forti i dubbi, quanto più spettacolosi i risultati ,]. De Rochas N., Expériences de _
Choisy-Juvac, ecc., in “ Ann. Se. psych. „,
genn.-febbr. 1897, p. 6-28. [Queste nuove esperienze furono eseguite in
un castello presso Bordeaux, di proprietà del Maxwell, e vi assistevano il De
Rochas. il conte De Grammont e il bar. A. de Watteville. I risultati
furono ottimi: nel suo rapporto sommano il De Rochas dice provato che ‘ la
Eusapia è un soggetto sensibilis¬ simo alle manovre magnetiche „ ; che essa
produce movimenti degli oggetti senza toccarli, lievi contatti di mani
invisibili, formazione di mani spiritiche visibili, ecc. ecc. Egli conclude
nuovamente per la realtà della esteriorazione della motricita da lui già, per
primo, illustrata. L’autore ha ripetute le stesse considerazioni sulla E.]P. in
un articolo della “ Revue spinte ,, giugno 1897]. Flammarion 0., in “ Revue morale
et scientifique du Spi- ritisme luglio-ag. 1897. 1898. Tcriello P-, Dello
Spiritismo in Italia. Saggio, Napoli, Tip. Golia, 1898, 1 voi. [È la
ristampa del discorso letto l'anno prima alla R. Acca¬ demia di scienze morali
e politiche]. BIBLIOGRAFIA PALADINI AHA (1898)
153 B. DI Vesme, Esperienze di Camillo Flammarion con E. P.,
in “ Riv. Studi psich. », IV, 1898. [Su queste esperienze, cfr. il libro
recente ,1. Flammar.on stesso:
Forces natureUes inconnues, pag. 11S e segg.J. Db Roohas N., A propos d’
Eusapia Paladino. Les sia nc^ de Montfort-L’ Amaury, m Ann. Se. psych. », I ,
’ p. 148-169, con molte fig. . [Da paf 148 a 164 si discorre della E. P. e si
riferiscono ì fenomeni da lei prodotti in casa Blech. L’A. studia
specialmente le impronte di faccie, di profili e di mani ottenute sul mastice].
Leumann, Aberglaube and Zauberei, gut cit. Bibl. (Nel capitolo sulle
superstizioni spiritiche le combatte, valen¬ dosi delle risultanze contrarie
alla Eusapia enunciate dalla Commissione di Cambridge, ma tacendo, a torto, di
quelle fa¬ vorevoli, accertate da osservatori ben altrimenti versati in
sperimentazione metapsichica. Come il Lehmann, moltissimi giudicano ciurmatrice
la Paladino senza conoscerne la feno¬ menologia]. , . Schuknok-Not/.ing Bar. F.
(voti Dr* Die MethoM diumnistischen Untersuchungen , in Wissenseliaftl. Zeits. t. Okkultismus », ott.-nov. 1898.
[Risponde alle critiche della Comm. di Cambridge, citando so¬ pratutto il
metodo che hanno seguito gli investigatori piu seri nel caso di Eusapia. Egli
vorrebbe sottrarre, perb, . medi al ¬ l’influenza ormai nociva dei ' circoli
ben pensanti , secondo il vangelo spiritico]. oi co aq Abignente
F., Fede e Ragione, già cit., pag. 21, ba, »». Pappalardo, Spiritismo, già cit.
Bibl. [L’A. scrive una vera apologia dello Spiritismo. A pag. 48-154 del
volumetto sono riferiti alcuni particolari curiosi sulla vita intima di Eusapia
e su di una seduta dell agosto 1875 col prof. Capuano, ‘ il decano degli
spiritisti napoletani ,J. Dupotrv, Sciences occultes et phys. psych., già cit.
Bibl. [Altro libro di uno spiritista convinto, da collocarsi accanto a quelli
di Brofferio, Erny, ecc., ma con una certa pretensione scientifica (‘
fisiologia psichica ,). Si basa molto sui fenomeni della Paladino, e ne
riferisce le esperienze piu memorabili a pagg. 134. 147, 246, 258, 262, 271].
.... tj, i Geley [Gyel], Essai synthét. dii Spiritisme, già cit. Bi >
. 154 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I [“ La
sintesi dell’autore ù desunta dai fatti „ : ora, fra questi hanno posto di
onore le esperienze sulla E. P. di cui parla a pa g. 27-29. fi opera di
altissimo pregio per chi voglia una esatta conoscenza dello spirito-psichismo
odierno]. Croco (le Dr.),
L’occultisme scientifique, in “ Journal de Neurologie „ , Bruxelles, TU, 1898,
p. 378-387. [Ripete sul suo periodico quanto aveva
scritto l’anno pre¬ cedente sulla “ Revue encyclopédique „ e nel suo
libro]. Myers F., V., in “ Proc. Soc. f. P. R. seduta del 9 di¬ cembre
1898. | Basandosi su nuove esperienze da lui fatte il 1° ed il 3 die. del
’98 in due sedute della E. P., in casa del prof. Richet a Parigi, il celebre
psicologo dichiara di essersi riconvinto della genuinità dei fenomeni e di aver
cancellato dalla sua mente i dubbi che potevano esservi rimasti dalle poco
fortunate espe¬ rienze di Cambridge. Alle sedute di casa Richet
assistevano anche il Flammarion, il prof. T. Floumoy di Ginevra, insigne
psicologo e attivissimo investigatore dei fenomeni supemormali, il sig. Adolfo
Brisson, pubblicista esimio, direttore degli “ Annales politiques et lit- téraires
„ di Parigi : tutti restarono convinti della sincerità di Eusapia e della
importanza dei fatti]. 1899. Geley [Gyel] (le Dr.), L’ ótre
subconscient, già cit. Bibl. [Fra le prove più sicure della azione a
distanza della motri- cità, riporta integralmente nelle note di questo suo
notevolissimo volume (pagg. 61-73) varie esperienze della Eusapia].
Delanne, Udine est immortelle, già cit. Bibl. [In più luoghi anche questo
zelante campione dello spiritismo ritrae, un po' arbitrariamente, conclusioni
spiritualistiche dai fenomeni di Eusapia, V. pagg. 227-8, e 260]. Boirac
E., Due sedute con E. P. a Parigi, in “ Riv. St. psieh. ,, Y, marzo 1899, p.
105. [Anch'egli ha assistito alle sedute del dicembre 1898 in casa
Richet, e dà ragguaglio obbiettivo sugli straordinari fenomeni osservati, che
giudica autentici. Per chi noi conosca, il dot- BIBLIOGRAFIA
PALADINIANA (1899-1900) 155 tore E Boirac è
rettore dell’ Università di Grenoble e vi in¬ sega dottamente filosofia e
ottimo trattato su L’idée da (pans 1895) Jh 6 poi un genialissimo
sperimentatore sm fenomeni psichici, P quali ha anche inventato strumenti di
precisione], Mvkks F. W„ E P. en Paris, ■ Jow. &J. Jg*- Res. „ voi.
IX, n. 155 e 157, genn. e marzo 1899, p. 4 e io. [L’eminente psichicista
accentua il suo convincimento ^fa¬ vore della natura genuina dei fenomeni di .
• (egli dice) date da E. in casa Ricliet in die. 98 hanno co vinto tutti
se un mutamento è avvenuto nelle sue opinion , la ragione sta nel migliorato
metodo di ricercai- ^ P' [Risele che le esperienze della E. P. a Milano e
a casa sua, erano circondate da tutte quelle cautele che. ^ fenomeni «- dinari,
basterebbero a ingenerare la certezza. 11 Myers aggiunge una nota (pag.
157) per i ic imi. c ' ' ' Cambridge ned ’95 ebbe ragione di dubitare, a
Bang,, nel 98. le esperienze gli parvero concludenti]. Baddi pi Vf.smf.
C., La E. P sulla via della, riabilitazione, in “ Riv. St. psich. », V, 1899,
p. 73. [Si rallegra che le nuove osservazioni di Parigi e e a es di
uomini "come Riche,. Myers, Flournoy, * i rispondano ai dubbi ed ai
sospetti ingiusti lasciati dalle dute di Cambridge].
1900. Ottolen-ghi S., La suggestione eco., già cit. Bibl.
[Nella Parte I, cap. 3». da pag. 139 a pag. 220, e discorso a lungo e con molta
serietà dei fenomeni medianici, con parti¬ colare riguardo a quelli della
Eusapia Paladino (pagg. 186 e ) L’A. conclude col Cari ex in favore del azione
motoria di E P a distanza senza contatto visibile: il fenomeno si deve
considerare come reale, e non già come mipossibi b Sulle materializzazioni di
E. P. egli è meno esplicito: ritiene che tali fenomeni possano avere molteplici
origini e accenna 156 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
a frodi, a suggestioni, eco. Per l'insieme dei fenomeni media¬ nici
l’Ottolenghi accetta l’ipotesi di una ‘ fonia psichica „ si¬ mile alle altre
forme di energia, e mi cita in appoggio], Aroelin A., La dissociation
psychologique, in “ Revue de qnestions scientif. „, Bruxelles, 1900-01.
[Questo lungo studio di uno scienziato cattolico pubblicato da una rivista
notoriamente scritta sotto gli auspicii dei Ge¬ suiti, anziché concludere per
l'intervento diabolico accoglie l’interpretazione psico-fisiologica dei
fenomeni medianici e spi¬ ritici: la E. P. viene parecchie volte citata fra i *
medi più degni di studio „]. Flocrnov, Des lndes à la planète Mars, già cit.
Bibl. [In quest’opera, oramai celebre, l’acuto
psicologo ginevrino esamina profondamente il caso della sig.”* Elena Smith, che
è un medio dei più spettacolosi in fatto di reincarnazioni o per¬ sonificazioni
: egli vi dimostra, nel modo più evidente, l’origine psicologica normale di
tutti questi romanzi e fenomeni straor¬ dinari di medianità intellettuale. La
Smith non ha molta energia medianica fisica: ad ogni modo, ha provocato anche
fenomeni di telecinesia, ossia movimenti a distanza, analoghi a quelli prodotti
dalla Kusapia. Rispetto a costei, il Flournoy ri¬ getta la spiegazione della
impostura e ne riconosce la veridicità]. Petrovo-Solovovo,
Mediamicheskiya Fizicheskiya Yawle- niya, ecc. già cit. Bibl. [Conosco
quest’opera per l’analisi fattane dal Poggenpohl negli “ Ann. se. psych. „, X,
1900, pagg. 242-7. 11 Petrovo So- lovovo ha assistito alle sedute date dalla E.
P. a Pietroburgo, in casa dell’Aksakoff, durante la primavera del 1898, e delle
quali non ho potuto raccogliere altre notizie neppure da Eu- sapia medesima.
Novanta pagine del volume sono dedicate alla medio napoletana, nei cui fenomeni
l’autore distingue con molto acume il vero dal falso. A tale proposito, è opportuno
rilevare che egli non è tra gli entusiasti della fenomenologia spiritica e che
il suo libro, a giudicarne dall’analisi del Pog¬ genpohl, è modello di critica
seria ed efficace]. Avellino F., Due sedute con Eusapia Paladino in Na¬
poli, “ Riv. di Studi psichici ,, voi. VI, iiov.-die. 1900, p. 357-867.
[L’Avellino, commerciante genovese, è tra i membri fondatori
BIBLIOGRAFIA PALADINI AN A (1900-1) 157 del
Circolo Minerva, dove avvennero le esperienze con Eusapia cui io lio assistito
(1901-2). Furono le relazioni dell’Avellino che indussero gli psichicisti
genovesi a studiare la famosa medio]. Villari L. Ant., Spiritismo e
magnetismo, già cit. Bibl. [L’autore, che è uno spiritista convinto, dice
di avere assi¬ stito, molti anni prima, a sedute di E. P. in compagnia di
Gabriele D’Annunzio, Fed. Verdinois, Andrea Torre e altri^ ma non ne dà
ragguagli e si perde in disquisizioni teoriche]. Cbocq, Hypnotistne
scientifique, già cit. Bibl. [11 raffronto fra le due scuole ipnologiche
avversarie — quella neurologica di Parigi (Charcot) e quella psicologica di
Nancy (Liébault, Bernheim) — è completo ed esauriente : le conclu¬ sioni che
risultano favorevoli alla scuola psicologica, sono a un dipresso le medesime da
me avanzate fino dal 1886 nel mio libro: Il magnetismo animale e la
fascinazione (Torino, Roux). 11 cap. XIX, sui fenomeni psichici occulti,
contiene da pa¬ gina 460 a pag. 566 una lunga discussione sulle manifesta¬
zioni medianiche della Paladino; ma essa non è in gran partfe che la ripetizione
dell’articolo già indicato sull' “ occultismo scientifico ,. 11 dott. Crocq è
ancora scettico a riguardo della Paladino : egli riproduce anzi le figure del
De Rochas indicanti il presunto trucco della sostituzione delle mani, ma mostra
di non conoscere bene la questione. Dice, ad es., che il tavolino si alza e
balla solo quando gli assistenti fanno catena, trova che le esperienze di
Milano del '92 non furono dimostrative (?) e preferisce le esperienze di
Cambridge. Per lui tutto è impostura conscia o inconscia dal lato del medio,
automatismo psicolo¬ gico dal lato dei presenti : il che è erroneo ed
assurdo]. 1901. SiiBBLED (le Dr.), Spirites et médiums, già
cit. Bibl. [Lavoro di compilazione, d’un dotto cattolico : vi si discorre della
E. P. come di un medio d’alta potenzialità fisica, e non se ne dubita].
Visani-Scozzi dott. P., La medianità, già cit. Bibl. [È una delle poche
opere importanti e serie fin qui uscite in Italia sulla fenomenologia spiritica
: essa può figurare degna- 158 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
1 mente accanto ai libri dell’Aksakoif e del Brofferio, che gli
aderenti considerano come testi classici per lo “ spiritismo moderno Consta di
tre parti: la prima contiene uno sguardo generale sui fenomeni magnetici,
ipnotici e spiritici; la se¬ conda e la terza, da pag. 159 a pag. 462, sono
dedicate inte¬ ramente alla E. P. e si basano sopratutto su quattro sedute cui
l'autore ha assistito. Per la descrizione minuta dei feno¬ meni, il
Visani-Scozzi è insuperabile, ed e per questo motivo che io, anziché descrivere
particolareggiatamente, e anche fastidiosamente, le manifestazioni medianiche
da me vedute, ho preferito pubblicare in questo volume le mie impressioni
generali]. Porro Francesco, Eusapia Paladino a Genova. A ari ar¬ ticoli
in “ Secolo XIX „, maggio-giugno 1901. [È l’esposizione succinta delle
sedute date da E. P. nelle sale del Circolo scientifico Minerva. 11 Porro è un
valentissimo astronomo e geodeta, chiamato ora a dirigere P Osservatorio
nazionale di La Piata (Argentina); e qui si addimostra con¬ vinto spiritista.
Però i resoconti, da lui dati giorno per giorno, hanno un grande carattere di
obbiettività e sono esattissimi]. Baldi di Vksmk, Eusapia Paladino à Génes et M. te prof.
Morselli, “ Revue des Étud. psyeh. Parigi,
aprile- maggio 1901. [Registra, con piacere, il mio ingresso nello studio
obiettivo, sperimentale dei fenomeni 4 spiritici „ e se ne ripromette qualche
vantaggio per la Psicologia supernormale]. Porro F., Séances avec Eusapia
Paladino à Génes, “ Rev. Ét. psyeh. „, giugno-luglio
1901. Porro, Bozzano et. Morselli, Les séances mèdiumniques de Génes, in
“ Rev. Ét. psyeh. „,ag.-ott. 1901, Vassallo L. A., Gli studi medianici,
in “ Secolo XIX „, dicembre 1901. Frezza Alessandro, Spiritismo speri
mentale, nella pubbl. mens. “ Religione e Patria „, Firenze-Pistoia, voi.
XII-XI1I, nov.-dic. 1901, gemi. 1902. [11 lavoro porta questo sottotitolo
: “ Seduta emozionante colla nota medio Eusapia Paladino . e descrive
ampollosamente, con inspirazione spirito-cristiana, i fenomeni e le
materializzazioni provocate da E. P. in una seduta ormai vecchia del
1691j. BIBLIOGRAEIA 1* AL AD INTANA (1902) 159
1902. Vassallo L. A., Cinque sedute con la E. P. - I precau-
zionisti. - Frodi , suggestioni e spiriti, ecc. Vari articoli in “ Secolo XIX
genn. 1902. [Il celebre giornalista (Gandolin) racconta delle cinque
sedute date dalla E. P. nel dicembre 1901 e gennaio 1902 al gruppo di soci del
Circolo Minerva del quale egli e Porro facevano parte : io ero in altro gruppo,
e le nostre sedute si alternavano]. Gcastavino Pietuo, Una seduta
spiritica di E. P. al Cir¬ colo Minerva, nel “ Caffaro genn. 1902. [Una
di quelle del presente volume. Parte 11, serie 2*. L’e¬ gregio giornalista
ammise la realtà di alcuni fenomeni, altri credette dovuti a stratagemmi, ed
altri a illusioni]. Vassallo L. A., Nel mondo degli invisibili, già cit.
Bibl. [Buona parte del libro consta della ripubblicazione degli ar¬
ticoli editi nel die. 1901 e genn. ’02. 11 Vassallo era divenuto uno spiritista
fervente, e le sue descrizioni dei fenomeni ga¬ reggiano per brio ed evidenza
con quelle ammirabili del Bar- zini sul “ Corriere della Sera „ (gennaio ’07).
La difesa della E. P. contro l'accusa di ciurmatrice, e quella degli assistenti
contro la tesi dell’allucinazione risultano di rara efficacia per l 'humour di
cui sono intessute]. Pavoni Leo, Contro lo spiritismo. Polemica, nel
giornale “ La Patria Roma, primavera del 1902. [Il Pavoni, prendendo le
mosse da una conferenza fatta da L. A. Vassallo all’ Associazione dei
giornalisti in Roma, intra¬ prende con questi articoli brillanti, ma
superficialissimi e senza fondamento scientifico, una fiera campagna
antispiritica, di cui Eusapia Paladino in particolare ha fatto le spese. Le
critiche del brioso giornalista non erano nuove: erano le solite accuse di *
trucchi „ e di illusioni, ma senz’altra novità che il racconto di una seduta
nella quale alcuni giovani burloni avevano po¬ tuto mettere John King, lo
spirito-guida della Eusapia, in comunicazione grottesca con alcune entità
spiritiche da essi inventate. Il fatto, anche se veridico, nulla prova contro
la me¬ dianità di Eusapia; prova solamente che il di lei subcosciente è
suggestionabile, e il Pavoni non ha capito neanco l’impor¬ tanza psicologica
della burla !]. f 100 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I
[Anastay], Lss séances des Gènes, avec Le medium E. P. ** Bull, du Centro
d’ét. psych. de Marseille », I, 1902, p. 15. Vassallo L. A., Nouvelles
séances médiumniques à Gènes, in “ Rev. des Ét. psyeb. febbr. 1902. B. ri Vesme, Les séances de Gènes aver
Mad. Paladino, ivi, marzo-aprile 1902. [Ne rileva la importanza per gli
studi psichici]. Bois Jcles, he miracle moderne. Psychologie citi medium.
La f rande et les forces inconnues, in “ Revue bleue 12 marzo 1902, p.
380 [L’erudito critico e popolare scrittore di occultismo si intrat¬
tiene particolarmente sulle “ forze ignote di cui sembra dis¬ porre la medium
napoletana]. Pavoni Leo, Al di qua. Contributo allo studio dei feno¬ meni
spiritici, con introdnz. del Prof. P . Blaserna, Roma, Roux e Viarengo, 1902, 1
voi. in-18°,di p. xxiv-190. [È una ripresa della campagna
antispiritistica dell’A., basata su documenti di scarsissimo valore
dimostrativo, fra cui le confessioni di un falso medium imitatore grottesco
di fenomeni pseudo-medianici. Il Pavoni seguita a prendere di mira 1 E.
P. e riproduce le “ smascherature , di Rob. Bracco (nell 86), di E. Torelli
(nel ’92) e di P. Guastavino (nel ’902), citando anche le conclusioni di
Sidgwick (a Cambridge nel ’96): ma egli non ha sperimentato mai, nonostante un
colloquio con Eusapia. La prefazione del Hlaserna vale soltanto a
provarci che 1 il¬ lustre tisico ignora quasi del tutto lo stato odierno degli
studi psichici. Con severità inadeguata alla sua incompetenza psicolo¬
gica, egli giudica mal condotte le esperienze del Crookes e Varley, dandone una
interpretazione, per me, inconsistente. I trucchi dei quali discorre non sono,
intanto, applicabili ai fenomeni della Eusapia;|e sono di una ingenuità tale,
che, se può conturbare e ingannare un esordiente, non doveva certo sfuggire al
buon senso di qualunque ‘ scienziato ,]. Venzaso J., Une merveilleuse
siance médianimique avec E. p, . Plusieurs matérialisations. etc., “ Rev. Et.
psych. „, sett. 1902. [Questa seduta
straordinaria è la medesima cui io ho assi¬ stito in casa Avellino e della
quale riferisco i fenomeni nella Parte II del mio presente volume].
161 BIBLIOGRAFIA PALADIXIANA (1902-3) Podmure,
Modera Spiritualism, già cit. Bibl. [Nel voi. II, al libro IV: Problemi
della medianità „, al cap. I, pagg. 198-203, l’illustre critico dello
spiritismo parla brevemente di Eusapia, basandosi sulle sedute di Milano (1892)
e dell’isola Roubaud (1896); ma egli si attiene alle conclusioni del Comitato
di Cambdrige e alle negative ostinate dell’Hodgson, e pertanto si esprime
contrariamente alla provata esistenza di poteri supernormali nella medio
napoletana. La sua spiegazione dei fenomeni eusapiani non va, però, oltre all’
imaginario scambio delle due mani! In altro luogo (pag. 178), il Podmore
ammette che le sedute di E. P., controllate da scienziati come Schiapparelli,
Richet, de Rochas e Ochorowicz, hanno avuto una grande influenza nell’odierno
movimento spiritistico]. Falcomer 1., La gran questione dello Spiritismo,
nel gior¬ nale “ Il Caffaro „, Genova, num. del 25-26 marzo 1902; ri- prod. in
“ Luce ed Ombra „ , giugno, p. 230-8. Cesava L., Pro Spiritismo, articolo
nel “ Messaggero ,, Roma, maggio e giugno. De Rociias A., Les frontière* de
la Science, già cit. Bibl. Cfr. passim.
Danza Dom. ed altri. Relazione sulle sedute med . con E. P. a Palermo, nel “
Pisani „, giorn. di patologia nervosa e mentale, XXIII, 1902, fase. 3° (Riport.
in “ Luce ed Ombra fase, di aprile, p. 165-171). Bore Jules, Le monde
invisible, già cit. Bibl. Cfr. a p.
379. 1903. Peebles D., Bad method of investì qation, in “
Light num. 28 febbr. 1903, pag.
95. [Questo signore, spiritista o medium che sia, riferendosi al rapporto
del Veuzano, protesta contro di me perchè nella seduta Limosa di casa Avellino,
della quale darò ragguaglio, noi abbiamo legata la Eusapia sulla branda, nel
gabinetto nero !]. Bozzato Ernesto, Ipotesi spiritica e teoriche
scientìfiche , già cit. nella Bibl. [E una dottissima discussione delle
varie teorie enunciate a spiegazione scientifica dei fenomeni medianici di
fronte alle ipotesi tradizionali dello spiritismo. L’autore si vale
sopratutto Morselli, Psicologìa e spiritismo. 11
162 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 SZ. 'ZZ iTJ dà 1. delle pià
«*«». ,. , „ : Dronte di ‘ forme materializzate „ su mastice stK'h , t te
da Eusapia tanto a Napoli, quanto a Genova. -££?£££ - tt?}? ì£ , •
i ■ ; u.i nn viirore non comune dialettico. Enli ì - le ''ipotesi della
frode, dell'allucinazione e della suggestione; .or poco accettabili le
teoriche dell’animismo Aksakoff) della creazione psico-fisica collettiva
(Ochorowmz), e dello sdoppiamento della personalità 6 Jf^^f^iPesistenza
eUÈdannlevare l’interpretazione assai differente dalla mia che 1 autore presenta
a riguardo di molti fenomeni visti da ■ • „ i„: il raffronto fra le nostre
impressioni n rultlrh molto' interessante per chiunque si occupi di studi
me- . . . • - , vi sL scorderà come possa variare 1 apprezzamento .lui a,
a„ ri: d.fl, migliore mtenóone di bene o.,er,.r« e d, fedelm.nlo scrivere
le cose percepite]. Maxwell J„ Les phénomènes psychiques .già «t. Bib
. fMoltissima parte dell’eccellente libro di Maxwell e basata sulle
sedute della E. P. L’autore, che vi ha assisto in ca«a d J Hi eh et e in
casa propria, ne trae conclusioni di alto 'More . Articolare la piena
convinzione sulla realtà dei fenomeni m particolare pien e sulla evidenza
di sull'inconsistenza delle accuse da leggere e nuove ed ignorate
forze naturali. Il libro fe tutto da legger da meditare, perchè dimostra la
estrema importanza de - meni prodotti dalla Eusapia. tu or ora tradotto m
g se ne sono fatte più edizioni francesi]. mnIHZ (S?2”oS)'h! Esperì*,
»<* ««»' e- <di p- *?’•, i» • «•- gè- febbr. 1903.
BIBLIOGRAFIA PALA BINI ANA (1903) 103 Samara Carmelo,
Esperienze di Palermo, “ Ann. des Se. psych. 1903, p. 72-82. Bozzano E.,
Filo di refe o pia mento fluidico? (A propo¬ sito di sedute con E. P. a
Palermo), in L Riv. di St. psich. marzo 1903, p. 86. [Ermacoka]
Recensione dell’opera di E. Bozzano: Ipotesi spiritica e teorie scientifiche,
in 4 Riv. St. psicli. „, apr. 1903, p. 125 e seg. Carrf.has E., Una
seduta di E. P., nella * Medianità Roma (ripr. in 4 Rev. seient, et mor. du
Spiritisme „, Parigi), maggio 1903. — — Eusapia Paladino a Venezia,
4 Riv. di Studi psich. „, nov. 1903. Crookes W., Quelqties différences
entre les phènomènes produits par la médianité de Daniel D. Home et par celle
de E. P., nella riv. 4 Lux 1903, trad. da Des-Combes (eit. da De Rochas, Ext.
de la motr., IV ediz., p. 500). Mvers
F., Human Personnalitij, già eit. BibL [In quest’opera monumentale del
massimo fra gli psichicisti inglesi (pubblicata però postuma), non è dato gran
peso ai fe¬ nomeni della E. P., anzi a pag. 502 il Myers sembra volerla porre
fra i medi di dubbia sincerità. Ma noi sappiamo già che egli si era ricreduto,
dopo forse avere scritto quel capitolo del suo libro], Dessoir Max, Sulla
E. P„ in “ Berliner Lolcal-Anzeiger ottobre 1903. [Riferisce in una
conferenza, su cinque sedute con la E. P. accusandola di ciarlataneria].
Bokmann Walter, in “ Uebersinnliche Welt „, Berlino, ottobre 1903.
[Difende la E. P. contro le accuse del Dessoir, dimostrando che egli non ha
saputo sperimentare, n'e è riuscito a scoprire, tanto meno a dimostrare le
frodi denunziate]. Baldi di Vesme C., Eusapia Paladino, malmenata da due
dottori tedeschi, u Riv. di St, psichici „, nov. 1903, pp. 240-249.
Faifofer Afreliano, Medianità, in 4 Luce e Ombra 1903, 1° ott., pag. 448.
[Ha sperimentato lungamente con E. P. ; ammette che essa trucca * negli
intermezzi , (?) ; e ragguaglia in succinto su vari fenomeni ottenuti].
164 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 1904.
Feilding Ed. e Johnson Alice, Oh Maxwell’s “ Phéno- mènes psychiques A
bibliogr., in “ Proc. of thè Soc. f. psych. Res. „ voi. XVIII, 1903-04, p.
498-505. [A pag. 498 il Feilding parla delle sedute di Cambridge (1896)
riproducendo le accuse di malafede. E a pag. 501 la sig.n* Alice Johnson
ribadisce che E. rifiutò di acconsentire alle condizioni imposte dalla Commissione.
Fra queste vi era quella, efficacis¬ sima, di separarla mediante reti dagli
oggetti che si pretende essa muova senza contatto ; si volevano pure vari modi
di le¬ garla; si chiedeva che operasse sempre in piena luce! . La Johnson
si lagna che Eusapia concedesse solo il metodo di essere tenuta (controllata)
dai due che le sedevano vicino. Ora, a parte ogni interpretazione sui moti
muscolari del medio, di cui a Cambridge si fece tanto chiasso sconoscendone la
vera portata, tutto il determinismo medianico dev'essere accettato qual’ è in
questa sua odierna fase di semplice osservazione empirica. Verrà poi
l’applicazione del vero metodo sperimentale]. B. di V., Una seduta con E.
P. all’istante della levitazione completa della tavola, “ Riv. St. psich. febb. 1904, con
tav. Contessa Greffulhe e Marchesa De Ganay, Sur quelques séances d’
Eusapia Paladino, ‘ Bull, de l’Instit. gén. psych. „, seduta 18 genn. 1904, p. 160-62. [B. di V.j,
Un processo di Eusapia Paladino, “ Riv. St. psych. 4-, giugno 1904, p.
215. N. N., Eusapia Paladino in Pretura, “ Luce ed Ombra „, giugno 1904,
p. 286-288. [Dai giornali napoletani risulta che l’E. P. era accusata di
essere stata istigatrice di un reato di sfregio con la sua in¬ fluenza magica o
‘ medianica „ ! Fu assolta], Gkassf.t, Le Spiritisme, già cit.
Bibl. [A pagg. 294 298 del libro parla della Eusapia, e ripete le accuse
di frode basandosi sui risultati della Com. di Cambridge. Quosto libro del
Grasset, stimabile per ciò che concerne l'ipno¬ tismo, non ha molto valore per
quanto dice sullo spiritismo: l’illustre clinico non aveva avuto ancora, come
ha avuto poi, pazienza di approfondire l’argomento]. Pasclo Silvano, Una
seduta medianica con E. P., “ Il Tempo „, 15 genn. 1904 ; ripr. in “ Luce ed
Ombra „, febbr- 1904, p. 940-47. BIBLIOGRAFIA PALAR INTANA
. Zingàropoli T., In memoria di Ercole Chiaja, in ‘ Luce ed Ombra
,, apr. 1905, p. 201. — — L’opera di Ercole Chiaja, ivi, 451-465.
B. pi Vesmk, Ercole Chiaja. Necrologia, in * Ann. Scieut. psycli. voi. XV,
maggio 1905, p. 815. Cakreras E., in * Rev. Scient. et morale du
Spiritismo,, 1905, p. 450 (cit. da “ Luce ed Ombra apr. 1905, p. 268). N.
X., Eusapia Paladino a Roma, in ‘ Luce ed Ombra ,, luglio 1905, p. 335. Marzorati
G., In memoria di Ercole Chiaja , “ Luce ed Ombra „, 1905, fase, di sett.
Zingàropoli E.. Processi verbali di sedute medianiche con la E. P., in “ Luce
ed Ombra „, 1905, p. 495. [A questo articolo è unita la fotografia di una
levitazione di tavolino ottenuta dalla Paladino con Schiapparelli e Du
Prel]. Gellona E., Calchi medianici ottenuti col medio E. P., in “ Luce
ed Ombra ,, ott. 1905, p. 508-513, con fig. e tav. — — Il calco medianico
su creta, in “ Luce ed Ombra ,, nov. 1905, p. 568-572. Ven/.ano F., Des phénomènes de
transmission de la pensée en rapport avec la médianité, in “ Ann. de Se.
psycli. „, XV, nov. 1905, p. 672-701.
[Riferisce i fenomeni ascrivibili, secondo il suo avviso, a suggestione mentale
avveratisi con E. P. nelle sedute di Genova del 1901-2. Non posso in tutto
accordarmi, come si vedrà nel presente volume, coll'egregio mio amico].
Lieo Nigra, L’occultismo, già cit. Bibl., a pag. 233-4. Acevkdo Dr. O.,
Ueber die Gespenster, già cit. Bibl. Tcmmolo V., Basi positive dello
spiritualismo, già cit. Bibl. [È una voluminosa difesa dello spiritismo
tradizionale, con eccessivo carattere polemico contro gli “ scienziati materia¬
listi „ : fra essi figuro anch'io accanto a Haeckel, a Sergi, a Blaserna, a
Meynert, ecc. e sono anzi preso particolarmente di mira per tutto quanto ho
scritto o detto contro la ipotesi spiritica. È un volume frutto di buona fede,
di convinzione sincera, di erudizione speciale, ma scarso di valore intrinseco,
inferiore assai alle opere di Brofferio, Visani e Bozzano. Sulla Eusapia
il Tummolo parla in più luoghi, a pagg. 458, 166
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 466, 470, ecc. eco.; ha assistito,
a quanto pare, solo ad una seduta (pag. 458)]. 1906. Bozzano T.,
Cesare Lomhroso e la psicologia supernor¬ male, nel volume giubilare dedicato a
C. Lombroso. Torino, F.lli Bocca, 1906, estr. di p. 10. [Il Bozzano parla
specialmente delle esperienze di C. L. con la Eusapia, ed esprime la sua
ammirazione per l’opera di lui coraggiosa in favore della meta psichica].
Lapponi, lpnot. e Spirit., già cit. [Libro di mediocre valore
scientifico; ha fatto rumore unica¬ mente perchè il suo autore era stato
archiatre di due Papi. L'egregio medico però, ancorché cattolicissimo, si sa
abilmente schermire dalle credenze diaboliche. Qua e là nell’opera di¬ scorre
di Eusapia, ma senza averne conoscenza diretta]. Maxwell J., Revue de Méta
psycMque, in “ Année psy- chologique „ di A. Binet, XII année, Paris, Masson et
C., 1906, a p. 525. Gellona
E., Un’altra seduta con E. P. a Genova, “ Luce ed Ombra „, maggio 1906, p.
251-3. [Il sig. Gellona chirurgo dentista è amico e abitualmente ospite
della E. P. quando essa viene ora a Genova. Egli porge notizie su di una seduta
alla quale aveva assistito il Principe Sergio Yourievitch, fondatore e
segretario dell’ Istituto inter¬ nazionale di Parigi]. B. di Vesme, A
propos d’ime séance chez M. Gellona, in “ Ann. Se. psych. „, giugno 1096, p.
393. Gellona E., A proposito di una seduta con E. P., “ Luce ed Ombra ,,
luglio 1906, p. 358-61, con fig. [Risponde ai dubbi sollevati dal Principe
Yourievitch, il quale ha negato di avere avuto, nella surricordata seduta con
E. P. in casa Gellona, manifestazioni tali da fargli credere nella presenza di
suo padre, in realtà, i fenomeni più cospicui fu¬ rono impronte di dita sulla
creta e suoni vocali (V), che il Gellona credette in lingua russa, cosa negata
di poi dal Yourievitch]. Monnosi, Relazione sulle esperienze fatte da due
scien¬ ziati italiani su E. P., in “ Giornale d’Italia ,, 18 ag. 1906. Ripr. in
“ Ann. Se. psych. „, XVI, ott. 1906, p. 652. BIBLIOGBAFIA PALADINI
ANA (1906) 167 [1 due scienziati sono : il celebre
fisiologo prof. Luciani di Roma, ed il distinto clinico prof. G. B. Queirolo di
Pisa]. Zingaropoli F., Una seduta con E. P-, “ Luce ed Ombra die, 1906,
p. 593-97, con fig. . .. Gblloka E., Esame dattiloscopico di calchi
medianici, in « Luce ed Ombra », die. 1906, p. 608-10, con fig. De Rocdas Alb.,
L’extériorisation de la Motridté, c. s., IV édit. mise à jour, Paris,
Cbacornac, 1906, 1 voi. in-8° gr. di p. xi-602 con ‘fig. e tav. rAncbe in questa ediz. lo studio di E. P. occupa la
maggior parte del volume (da pag. 1 a pag. 430). Vi sono successiva¬ mente
esposte le esperienze di Eusapia fatte sotto la vigilanza di uomini competenti,
da quelle di Napoli 1891 e dell Agnélas 1895, già narrate nelle precedenti
edizioni, alle ulteriori di Tremezzo, Auteuil e di Choisy-Juvac 1896, di Napoli
e Roma 1897, di Genova 1901-902, di Roma e Parigi 1905. Il cenno sulle
sedute del Circolo Minerva, delle quali questo mio libro parlerà a lungo, e dal
Rocbas dato in modo assai incompleto: egli si limita a tradurre un articolo del
mio col¬ lega prof. Porro, articolo esclusivamente dottrinale e polemico, ma
dal quale non si dfesume alcun particolare importante sui fenomeni da noi
verificati: preferibile era tradurne invece gli articoli espositivi. Questo mi
ha convinto che la pubblicazione delle mie impressioni e note non sarà inutile
alla storia ed allo sviluppo della metapsichica]. Lo-mbiioso C., Sui
fenomeni spiritici e la loro interpi da¬ zione, “ La Lettura „, nov.
1906. (Rispetto alla Eusapia, l’A. ritorna sulle già note esperienze, da
cui esclude i * trucchi „ ; dimostra con esempi la morbosità personale dei
medi; e si dichiara propenso ora ad ammettere che 4 la presenza dei medium in
trance provochi spesso la com¬ parsa o l’attività più o men vivace di esistenze
che non ap¬ partengono ai vivi, ma ne acquistano momentaneamente le apparenze e
molte delle proprietà „]. B. ni Vesme C., Eusapia Paladino, sul giorn.
“La Stampa », Torino, num. del die. 1906. Fi.ammabion C., Les forces
naturelles inconnues, in “ Revue des Revnes », Parigi, num. 21-24 nov.-die.
1906 (in parte riprod. in “ Giorn. d’Italia », Roma, n° 2 die.). [11
famoso e fecondo scrittore, riassumendo le sue idee ed 168
PSICOLOGIA E SPIRITISMO. I osservazioni intorno ai fenomeni
fisici dello spiritismo, si in¬ trattiene sopratutto sulle sedute di E. P.
(Lettera III* e IV*). Per quanto credente nell’esistenza del mondo spirituale e
con¬ vinto che nei fenomeni d’Eusapia agisce un elemento psichico, un’ *
intelligenza direttrice ,, egli sembra fin da principio pro¬ clive ad
escluderne l’intervento di “ spiriti , o anime di disin¬ carnati. Le sue
conclusioni sono basate specialmente su quella nota serie di sedute che la Eusapia
tenne in sua casa a Parigi nel ’98, coll’assistenza anche di Sardou, Clarétie,
Bichet, G. Le Bon, Ad. Brisson, G. Bois, G. Delanne, G. Méry, e altri distinti
studiosi, dei quali quasi tutti, toltone il Le Bon, restarono con¬ vinti
dell’autenticità dei fatti]. Bécocr le Dr, Histoire de Fantòmes , d'une femme et de
cent savants. Paris, Edit. “ La Vie Nouvelle „, 1906,
pag. 64. [Difesa della E. P. dalle accuse di frode, dimostrazione della
autenticità dei fatti visti e sorvegliati da “ cento scienziati „ di primo
ordine, e sopratutto apologia del disputatissimo fe¬ nomeno della ‘
materializzazione „J. Giordana T., A caccia di fenomeni, in * La Tribuna
„, Roma, 2 e 4 die. 1906. [Resoconto di due fra le sedute date da E. P.
alla Società milanese di studi psichici nel novembre e dicembre 1906.
Assistevano l'illustre romanziere Fogazzaro, il Marzorati, di¬ rettore di ‘
Luce ed Ombra ,, il prof. G. Scotti, il march. d’An- grogna, il conte Visconti
di Modrone,ecc. 11 Giordana, che vi rappresentava la Tribuna, non restò
convintoj. Barzini Luigi, Nel mondo dei misteri con E. P., sul “ Corriere
della Sera „, Milano, die. 1906. [Acute ed impressionanti osservazioni
dell’ ormai celebre giornalista-viaggiatore sui fenomeni prodotti dalla E. P.
in due sedute cui egli ha assistito presso la Società milanese di studi
psichici, e in altre tre sedute date da E. alla redazione del ‘ Corriere della
Sera „. Con questi articoli di Barzini inseriti nel primo e più serio giornale
d’Italia, l’attenzione di tutta Italia si è riportata sui fatti di
mediumnismo]. 169 BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1907)
1907 (1° semestre). Barzini L., Nel mondo dei misteri — - Nuove
esperienze, * Corriere della Sera Milano, genn.-febbr. 1907. Morselli
Evinco, Impressioni di un uomo di scienza sui fenomeni “ Eusapiani „, “
Corriere della Sera ,, febbraio- marzo 1907. _ — A proposito dei fenomeni
medianici e della loro spiegazione scientifica. Ivi, num. del 4-5 maggio
1907. Mucchi A. M., Impressioni sui fenomeni di medianità , ecc. (da
sedute di E. P. nel Laboratorio della Clinica psichia¬ trica diretta da C.
Lombroso), “ La Stampa „. Torino, num. del 4, 9, 11, 22 febbr. 1907.
Aggazzotti Ale., Foà Carlo, Hbrlitzka Arot., Quello che hanno osservato quattro
assistenti, ecc. Ivi, 1 e 3 marzo 190 < (Trad. in “ Ann. Se. psych. „,
XVIII, n° 4, pag. 265-94). Foà Pio, “ L’opinione pubblica e i cos) detti
fenomeni spi¬ ritici. Conferenza. Ivi, marzo 1907 (trad. in “ Ann. Se. psych.
„, n“ mai, pag. 305-325). Marzorati A. e Bacoigaluppi A., Esperienze
medianiche con E. P. alla Soc. di st. psichici di Milano, “ Luce e Ombra „.
VII, febbr. 1907, pag. 60-84. Scotti prof. Giulio, Note e impressioni
intorno a quattro sedute di E. P. Ivi, ivi, pag. ^2-102. Cipriani O. e
Massaro G., Sulle sedute del 23 e 26 no¬ vembre 1906. Ivi, ivi, pag.
103-111. Marzorati A., Ombre medianiche. Ivi. marzo 1907. pa¬ gine
117-119. Morelli G., A proposito del prof. Morselli e dei feno¬ meni “
eusapiani „. Ivi. ivi, pag. 134-138. Viola A., Tre sedute medianiche con
E. P. Ivi, aprile 1907, pag. 169-178. Flammarion C.. Les forc.es
natur. inconnues, “ Revue des Revues ,, num. 1-6 genn. -marzo 1907. Arlllani P. F., Sulla medianità di Eusapia Paladino,
“ Collezione Scienza », Torino, Rosemberg-Sellier, 1907, 32°, pag. 41.
[Opuscolo compendioso, ma ben fatto. 1/A. ha assistito ad una delle sedute
dirette da Lombroso, ammette i fenomeni, ma rigetta la ipotesi spiritica
attenendosi a quella che diremo * animica „]. 170
PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I Tommasina T„ Intorno all’ignoto: i
fenomeni medianici: loro cera natura , “ Coenobium ,, Lugano, n‘ 3, marzo-
aprile 1907, pag. 118. [Nonostante il titolo presuntuoso, questo articolo
mostra che l'egregio fisico ginevrino nulla sa ili metapsichica e poco ha
compreso nelle descrizioni delle sedute di Eusapia. Egli seguita a spiegare
tutti i fenomeni colla ipotesi della suggestione al¬ lucinatoria operata da
Kusapia sui presenti (V) e domanda, come fosse cosa nuova e non mai effettuata,
che il medium operi in mezzo alla stanza, senza contatto cogli
assistenti!! Quando finiranno questi signori fisici, chimici, ingegneri,
anatomici e “ scienziati , — tutte brave persone, ma estranee alla psicologia —
di voler discorrere e sentenziare su cose e teorie non di loro spettanza? Me
sutor altra crepidam : vec¬ chissimo, eppure, nella smania odierna di apparire
tutti non digiuni di coltura alla moda, obliatissimo adagio!]. Lombroso
Paola, Eusapia Paladino, “ La Lettura „, maggio 1907, pag. 389-394 con fig.
[Sulla personalità del Morselli Henri, Eusapia Paladino et la reali te
’Jesphe- nomènes médiumniques, “ Ann. des Se. psych. „, Paris, A\ 11, n"
4, avril-mai 1907, pag. 225-264. . Flammarion Camille, Leforces naturéUes inconmies. Hans,
E. Flammarion, 1907, un voi. in-18°, pag. 604 3 tav. (Riproduz. anni, dei già cit. articoli J.Cfr. p.
16-42, »y-cSiU. Grasset J., L’ occultismi. Ilìer et aujourd’hui. Le me>- veilleux
préscientifique. Montpellier, Coulet; Paris, Musson, 1907.
18°, pag. 435 (Terza ediz. del libro sullo spiritismo complet. rifatto). Cfr.
pag. 56, 373. Bracco Roberto, Lo Spiritismo a Napoli nel 1866. Na¬ poli,
1907, un voi. in-18°. [L'egregio commediografo narra briosamente, ma con
am¬ plificazioni sproporzionate, la burla di cui ho latto cenno a pag. 159.
L’ingenuo John King fu messo in rapporto con un falso spirito Chicot ed altri
esseri immaginari. Peri, neanco il Bracco ha compresa la vera portata
scientifica dello scherzo : questo annichila lo ‘ spiritismo „ nella medianità
di Eusapia, ma non l’esopsichismo o esteriorazione psicomotoria].
LE SEDUTE MEDIANICHE CON EUSAPIA PALADINO «
Credete voi , dunque, che le Scienze si sarebbero sviluppale e ingrandite, se
non le avessero precedute i maghi gli alchi¬ misti gli astrologhi e le streghe,
i quali suscitarono , anzitutto, con le loro pro¬ messe e con le loro
rappresentazioni , la sete la fame e il gusto delle potenze occulte e vietate
?... ». Nietzsche. SERIE I. Le dieci sedute della
primavera 1901 al “Circolo scientifico Minerva,, PRELIMINARI
Il Circolo Scientifico Minerva E Circolo Scientifico Minerva,
costituitosi da qualche anno in Genova, particolarmente allo scopo di riunire
gli studiosi e i più seri dilettanti locali della cosidetta psicologia super-
normale. in prevalenza aderenti però alle pratiche e dottrine spiritiche, aveva
nel 1901 per suo Presidente Luigi Arnaldo Vassallo, Direttore del Secolo XIX,
riconosciuto universal¬ mente per uno dei più insigni, o piuttosto il primo fra
i giornalisti italiani, oggi, purtroppo, defunto prematuramente. Erano fra i
suoi membri più attivi e noti il prof. F. Porro, direttore dell’Osservatorio
Astronomico nella li. Università, oggi alla Piata (Argentina); il dott. G.
Venzano, distinto medico-chirurgo e perito nei Tribunali ; Ernesto Bozzano,
studiosissimo ed eruditissimo “ psichicista „ ; Carlo Peretti, già ufficiale
nella R. Marina, che appassionatosi da molti anni per le pratiche spiritiche ne
è diventato il più zelante e tenace propagatore in Liguria; Felice Avellino,
impiegato di commercio, pur egli molto avanti nella teoria e cono¬ scenza
pratica dello spiritismo. Attorno ad essi si era formato un gruppo di
signori e signore della migliore società genovese e della colonia stra-
174 PSICOLOGIA E SPIKITISMO, li niera, al quale
l’adesione incondizionata allo spiritismo non toglieva tuttavia la liberalità
di aggregarsi, nella osserva¬ zione dei “ fenomeni „ e nella discussione delle
dottrine, anche persone incredule, o scettiche, o non invase da fede eguale
alla loro nella disincarnazione e reincarnazione, cioè nelTintervento degli
spiriti o anime di defunti durante le sedute tiptolo- giclie e medianiche. Cosi
avveniva che al Circolo Minerva accedessero persone estranee alla corrente
spiritistica, e le più spregiudicate a riguardo dei fenomeni dell’ occultismo,
e per¬ sino quelle che, notoriamente come me, per principii scien¬ tifici 0 per
temperamento o per mancanza di prove evidenti, si sono dichiarate avverse alla
spiegazione rigidamente tra¬ dizionale degli spiritisti. Fra gli stessi soci ve
ne erano però alcuni ancora indecisi, se non intorno alla realtà dei fatti,
almeno rispetto alla loro interpretazione : questi cercavano al¬ trove la “
chiave del mistero „ , ma ciò non toglieva che potes¬ sero liberamente
assidersi anch’essi attorno ai tavolini par¬ lanti, e partecipare alle sedute
medianiche insieme con quelli che credevano nell’intervento di “ forze occulte
„ nel più largo senso della parola, o nel ritorno espressivo e loquace dei
defunti e di “ Entità „ consimili. Insomma, il Circolo Minerva era una
vera e propria So¬ cietà di studi psichici , simile , nonostante la
ristrettezza della sua sfera di azione e la limitatezza de’ suoi mezzi, ai
sodalizi sorti durante questi ultimi anni in Inghilterra, Nord-America, Francia
e Germania, e delle quali il tipo è sempre dato dalla celebre “ Society for
Psychical Research „ di Londra, nata — lo dissi — nel 1882. I fondatori del
Circolo si accordarono tosto sul programma da effettuare : si doveva cominciare
con la investigazione sperimentale delle prove obiet¬ tive dei fatti. Per
questo motivo i medi ad eiìètti fisici, come sarebbe stata la Eusapia Paladino,
hanno per lo studio dei fenomeni spiritici la maggiore importanza. E poiché
nessuno tra i medi in auge, inclusa la Piper, la Pepper, il Miller, sembra
avere i poteri dinamici esteriorizzatili con forza eguale alla sua, l’ Eusapia
costituisce il problema ambu¬ lante più caratteristico dello spiritismo
odierno. Si sapeva che una sua seduta è una successione di vere “ meraviglie e
che una serie di sedute è un progredire continuo, se non regolare, verso le
altissime vette della medianità. Bisognava dunque, che i.1 Circolo “ Minerva „,
per iniziare con profitto la sequela delle sue osservazioni, trovasse modo di
chiamare la Paladino a Genova, dove mai era stata; e questo fu ottenuto nella
primavera del 1901 per merito dello zelantissimo consocio sig. Avellino, il
quale aveva in Napoli co¬ nosciuta la celebre popolana, e, godendone la
simpatia, potè ottenere il suo assenso. Fu allora organizzato in seno al
Circolo un gruppo di nove cultori della psicologia supernormale, annuenti a
sostenere le spese, e ad essi mi si offerse gentilmente di unirmi per una prima
serie di dieci sedute ; numero ritenuto sufficiente, non solo per farsi un’idea
esatta della tecnica e della fenomeno¬ logia personale di Eusapia, ma
verosimilmente per avere dalla sua medianità tutte le più caratteristiche
manifestazioni. Queste sedute ebbero luogo, in prima serie, dal 17 maggio
all’ 8 giugno 1901: e ne diedero relazione il Porro sul Se¬ colo XI X, il 13
audi di Vesme nella Rivista di studi psichici; ne parlarono tutti i periodici
speciali e molti dei giornali quotidiani: — si può affermare, anzi, recisamente
che, dopo lo smacco di Cambridge del 1896, le sedute di Genova costi¬ tuirono
per Eusapia una vera risurrezione, tanto fra gli stessi psichicisti, quanto al
cospetto della pubblica opinione. Ed ecco quello che io trovo nelle mie
Note scritte allora giorno per giorno. * Il locale
delle sedute. La sede del Circolo Minerva è in Via Giustiniani, n.
19, in una delle strade più caratteristiche della Genova medie¬ vale, là dove
prima della costruzione della * superba „ Via Nuova (oggi Via Garibaldi)
abitava nel ’500 l'aristocrazia della Repubblica. Il Circolo occupa il
mezzanino di una vecchia casa, che ai suoi tempi dovè essere il palazzo di una
ricca o patrizia famiglia ; e questo appartamento, abbastanza alto verso la
via, trovasi invece gradatamente a livello del suolo nelle stanze prospicienti
un vicolo laterale a salita. Esso è com¬ posto essenzialmente di una
anticamera; d’una sala maggiore destinata alle adunanze della Società ed ora
alle sedute pala- diniane; di un salotto contiguo, che serve pure da biblioteca
: di un andito, di un’altra sala pel bigliardo, e infine di una cucina : tutti
locali quasi bui come nelle vecchie abitazioni. Si veg¬ gono i segni degli
adattamenti operati dai diversi proprietari; 176
PSICOLOGIA E SP1KITISMO, II ina non vi sono camerini
tenebrosi, nè sottoscale, nè bugi¬ gattoli che possano servire da nascondigli o
da agguati. D'altronde, l’arredamento (toltone il salotto) èridotto a ben poca
cosa: nell’anticamera si sono ammucchiati i mobili della sala, due armadi a
vetro, due scaffaletti, una cantoniera, un pianoforte verticale, qualche
seggiola. La sala delle sedute, tranne gli oggetti che dirò, è completamente
vuota. Questa sala, dove io sono chiamato a vedere le meraviglie che mi
si annunciano, è abbastanza vasta : misura circa 5 me¬ tri e mezzo per lato ed
è pavimentata alla veneziana; vi sono due usci, uno verso l’anticamera ed un
altro verso il salotto ; quest’ultimo è chiuso a chiave ed accuratamente sigil¬
lato. Di fronte all’ingresso sonvi due grandi finestre come si usava costruirle
a Genova nel sec. XVI, col parapetto piuttosto alto dal pavimento e munite di un
gradino per giungere a manovrare le invetriate e gli scuri ; esse guar¬ dano
verso la strada, ma sono munite di grosse inferriate e di graticolato. Nel vano
di una di esse è disposto il cosi detto “ gabinetto nero o spiritico „, quello
nel quale avven¬ gono e dal quale si manifestano le materializzazioni. Consta
in sostanza dell’originaria tenda in stoffa damascata, pesante, di cotone, che
faceva già parte della suppellettile dell'alloggio, al pendone della quale
furono attaccate due cortine in stoffa nera pure di cotone, ma più sottile (di
quella ordinariamente usata a foderare abiti dozzinali), divise per lo mezzo e
cosi lunghe da formare strascico sul suolovriVin vetriata è chiusa e sigillata;
inoltre tutto il vano della finestra è tappezzato in nero con stoffa eguale
alle cortine. È assurdo pensare che da quella finestra, come dall’uscio
dell’attiguo salotto, possa penetrare persona umaua (il presupposto “ compare „
o “ segretario „ di Eusapia). L’altra finestra è pure essa chiusa, ma si potrà
aprire nel caso che si voglia dare aria alla stanza. Allo scopo di
isolare il gruppo dei soci formanti catena col medio attorno al tavolino, una
parte della sala è stata divisa mediante una ringhierina fatta di rete
metallica intelaiata e con sportello d’accesso; in quel recinto si dovranno
trat¬ tenere coloro che ad un dato momento non faranno parte della catena o che
saranno eventualmente, ammessi ad assi¬ stere da lontano ai fenomeni.
Alla parete di destra della sala sono appesi alcuni quadri di soggetto spiritico,
fra cui ammiro le figure delle impronte la¬ sciate dallo spirito-guida dell’
Eusapia e i ritratti di celebri psichicisti. Ma di mobili non veggo altro che
due tavoli, una dozzina di seggiole e due o tre poltroncine addossate
alla parete di sinistra, tino dei tavoli è il tavolino “ medianico in legno di
abete soltanto lisciato ma non verniciato, del peso di cbilogr. 7,500; il suo
piano misura 1 m. X 0,70; i — • V i c o 1 o _ Pianta
della Sala del Circolo Minerva, in Genova. [V’1 è raffigurata la disposizione
abituale della .catena tipticn . e dei rnobil. durante le nostre sedute del
1901-1902, n almeno al principio di esse: ma non poche volte il tavolino, con
attorno l'assistenza ed d nSaPì’ “ r"rtava’ strisciando e saltellando,
verso il bel mezzo piedi, per maggiore solidità, sono fermati da
traverse ango¬ lari; e il piano non sporge dalla inquadratura di sostegno, ma
ha i bordi a picco così da escludere il dubbio che il mobile possa essere mosso
od alzato con una mano abilmente posta o portata sotto l’orlo. L’altro tavolo,
che si trova accostato al muro fra le due finestre, è un tavolone grosso,
pesante oltre ai 12 kg., a due cassetti; e su di esso stanno collocati vari
oggetti d’uso tradizionale nelle sedute spiritiche : un blocco di mastice tenero
o plastilina, pesante 9 chili, per le impronte; un tamburello; una bottiglia
piena d’acqua e un bicchiere; un calamaio, carta, lapis; due palle di gomma,
pezzi di corda e ceralacca ; una trombetta, ecc. Siccome la “ catena „ si
costituisce al davanti del gabi¬ netto nero, al quale il medio volge
ordinariamente il dorso, questi oggetti verranno a trovarsi ad una certa
distanza dalla spalla destra di Eusapia ; misurandola, l' ho trovata di circa 1
m. pel più vicino ad essa, il che vuol dire non a portata di mano di una
persona seduta al tavolino e mante¬ nuta, come dicono, “ sotto controllo „,
ossia vigilata dai due assistenti laterali, uno alla destra, l’altro alla
sinistra. Altri oggetti sono nel vano dell’uscio verso il salotto : una
chitarra, una seggiola impagliata (su cui più avanti sarà collocata una pesante
macchina da scrivere di tipo Co- lumbia-Barlock), ecc. Nell’interno del
gabinetto nero sta una sedia su cui hanno posato un secondo blocco, accura¬
tamente spianato, di plastilina. L’apparato — lo si vede — è piuttosto
semplice e primi¬ tivo, ma è di prammatica. Fino ad ora la tecnica spiritica
non ha saputo scostarsi molto dagli utensili più volgari ; e migliaia di sedute
si sono, dal 1850 in poi, susseguite senza l’uso del più elementare strumento
scientifico, eccettuate le indagini di quei pochi veri studiosi che hanno osato
penetrare nel “ mondo dei misteri „ : da citare, a titolo d’onore, il Crookes
fin dal 1873, il Pinzi col Lombroso nel 1892, il Richet e 1’ Oclio- vowicz nel
1896, e pochissimi altri. Ma più avanti la dire¬ zione del nostro Circolo ha
intenzione di adoperare stru¬ menti meno semplici di un tamburello o di una
trombetta da fiera; sebbene, in sostanza, poco valga l’indole dell’og¬ getto
per cui si manifestala potenzialità del medio: ciò che importa è che dessa si
manifesti in modo sincero e sicuro. Mi si avverte che all’uso di apparati
fisici e di metodi fisio- psicologici si oppone l’inveterato misoneismo della
Eusapia, della quale dicono sia stata guasta in due modi : dalla intol¬ leranza
degli spiritisti; dalla sfiducia offensiva degli scienziati accademici. II
gruppo degli osservatori e il loro regolamento. Fino alla terza
seduta il gruppo sarà composto di dieci persone, delle quali l’Eusapia Paladino
ignorerà il nome e la qualità ; di questo nostro anonimo la ragione consiste
nella probabile negativa che il medio avrebbe opposto a la¬ sciarmi entrare fra
gli assistenti. Ho ricordata in altro capitolo (p. 138-9) la storia dei miei
primi rapporti con l’Eusapia, e poiché la mia presenza si legava alla campagna
avversaria me¬ natale dal 1 orelli-Viollier, era logico supporre che essami
avrebbe rifiutato. — Forse anche tale supposi/ione si basava su di una
imperfetta conoscenza dell’indole di Eusapia, la quale, in fondo, è una buona e
brava donna, incapace di rancore e di lunghi risentimenti, e per giunta assai
desiderosa di convin- ceie uno scienziato sarcasticamente scettico n, come mi
crede o come mi hanno rappresentato alla sua docile immagina¬ zione. Infatti
alla terza seduta ella già sapeva chi era il “ N. 5 „, e non se ne adontò nè si
addimostrò per questo meno famigliare ed arrendevole alla sua maniera. — Ad
ogni buon conto, è stato deciso di designarci con un numero progressivo; ed
ecco i nomi dei componenti il gruppo: N. 1. — Sig. A villino Felice, già
ricordato ; N. 2. — Sig. Bantle Augusto, rappresentante di com¬ mercio,
di nazionalità inglese; N, 3. — Marchese E. Da Passano, appartenente al
pa¬ triziato storico genovese; •N- 4. — Sig. Fkrraro Fausto, possidente e
commer¬ ciante. giovane coltissimo, dedito a studi filoso¬ fici ed
economici; N. 5. — Prof. Morselli Enrico; N. 6. — Sig. Peretti
Carlo; N. 7. — Prof. Porro Francesco; N. 8. — Contessa Rey Adele,
presso la quale dimora 1 Eusapia: essa ci garantisce del riposo di costei negli
intervalli fra le nostre sedute ; N. 9. — Sig. Schjiolz Carlo,
procuratore della Banca Russa, cultore assiduo della materia spiritica ;
N. 10. — Dott. Venzano Giuseppe; N. 11. (aggregato alla
quarta seduta) — Capitano De Albektis Enrico, notissimo viaggiatore e geo¬
grafo, appartenente a famiglia di celebri e ardi¬ mentosi esploratori. Le
dieci persone, con le quali mi troverò, sono, sotto ad ogni punto di vista,
ineccepibili ; le une, per la conoscenza profonda dell’argomento e per la
coltura generale; le altre, per la considerazione che le circonda, per la
serietà del ca¬ rattere, per la posizione sociale ragguardevole che occupano.
La presenza della signorina Rev, oltre ai motivi più su in¬ dicati, era anche
consigliabile perchè gli spiritisti ritengono essere l’elemento femminile un
coefficiente vigoroso della fenomenologia medianica ; e in questi primi passi
degli stu¬ diosi in un terreno cotanto nuovo e aspro, conviene met¬ tere i
piedi sulle orme di chi ci ha preceduti, se no si fa¬ rebbe falsa strada e
potremmo essere accusati di porci in condizioni sfavorevoli
all’esperimento. Quantunque i componenti del gruppo fossero tutti con¬
vinti della necessità di procedere con ordine ed in buona armonia, si è
tuttavia compilato un “ Regolamento delle se¬ dute „ ; e a dimostrazione della
disciplina che in esse co¬ stantemente impererà pel migliore conseguimento
dello scopa comune, eccone taluni articoli: Art. 1° — Fra i dieci membri
componenti il Gruppo, sarà nominato un Direttore il quale dirigerà le sedute,
seguendo le norme dettate dM' esperienza e dalla consuetudine, ed esi¬ gendo
dai convenuti quel contegno sereno e calmo che è necessario per il libero
sviluppo dei fenomeni. Art. 2” — I membri componenti il Gruppo si obbligano
di rispettare l'autorità del Direttore, di non fare atti e pronun¬ ciare parole
che possano compromettere lo svolgersi delle ma¬ nifestazioni medianiche.
A ut 5° — È assolutamente proibito di promuovere discus¬ sioni durante le
sedute ; solo è concesso di valutare la since¬ rità dei fenomeni. Art.
6" — Saranno preventivamente stabiliti i metodi di controllo, ritenuti
necessari per 1’ accertamento dei fenomeni^ Tanto prima che dopo la seduta
potranno venirne proposti degli altri, ma la maggioranza giudicherà della
maggiore o- minore opportunità della loro applicazione. JL
regolamento delle sedute 181 ^ET 70 — Lo svolgersi dei
fenomeni avrà luogo in quattro ■condizioni distinte di rischiaramento : a)
nell'oscurità la più completa; b) a luce bianca debolissima; c) a luce rossa;
d) a piena luce; a seconda delle richieste dell’ “ Intelligenza » che si
manifesta. 11 solo Direttore potrà agire, indipendentemente da essa, di propria
iniziativa, quando lo credesse opportuno. ^RT go — È convenuto che si
useranno le abituali comuni¬ cazioni tiptologiche di intesa tra gli
sperimentatori e 1’ “ Intel¬ ligenza , maiiifestantesi nelle sedute : ossia due
colpi, No; — tre colpi, S'i — quattro colpi, Parlale! — cinque colpi, Oscurità
— sei colpi, Luce rosea — sette colpi, Luce bianca (debole) — otto colpi. Luce,
piena. Art. 9° — Durante la seduta ognuno dei componenti il ■Gruppo
dichiarerà i fenomeni tattili e muscolari che potrà perce* pire, specificando
l’imprcssione ricevuta nel modo più conciso e preciso. Solo nel caso di
fenomeni visivi e uditivi, tali sen¬ sazioni saranno semplicemente dichiarate,
ma non specificate, in attesa che altri le confermi e analogamente le
specifichi; e ciò allo scopo di attribuire a tali manifestazioni medianiche
valore ili oggettività. Art. 10° — La scelta e la disposizione degli
sperimentatori che comporranno la catena, saranno fatte volta per volta a
seconda delle indicazioni dell' “ Intelligenza „. In caso diverso saran
disposti giusta il criterio del Direttore e con tutta la possibile imparzialità
di scelta... Art. 1*2“ — Dopo ogni seduta sarà redatto un rendiconto dei
fenomeni osservati, ed uno dei presenti a tal uopo desi¬ gnato si incaricherà
di compilare un regolare verbale di tutte le manifestazioni. Nel verbale, che
dovrà venir approvato e sottoscritto da tutti i presenti nella Seduta
successiva, saranno semplicemente esposti i fatti avverati senza deduzioni e
senza apprezzamenti di sorta. A ciascuno dei componenti il Gruppo è poi
concessa la più ampia libertà di commentare i fenomeni segnati a verbale, tanto
in iscritto quanto verbalmente, fuori della sede ove eb¬ bero luogo le
sedute. A schiarimento degli art. 7, 8 e 10 ricorderò che per gli
spiritisti ogni medium, massime dui-ante il “ trance „ o stato di autoipnosi
profonda, è guidato e anche posseduto da una Entità occulta (da un “
disincarnato , che ritorna): le mani¬ festazioni e comunicazioni, avendo un
carattere di finalità ed anche abbastanza spesso un contenuto intellettuale,
giustifi¬ cano, fino ad un certo punto, la denominazione di “ Intelli¬ genza
Questo è il linguaggio specificatamente denominativo della dottrina spiritica:
ma, come si vede dagli articoli ri¬ portati, non si pretende da me o dagli
altri del Gruppo una incondizionata adesione a tale dottrina, sebbene
professata dalla maggioranza dei miei compagni. Per quanto ne so, almeno
quattro su undici siamo agli antipodi dello spiritismo, o non abbiamo
preconcetti nè pregiudizii sull’argomento : io, il Ferrar o, il march. Da
Passano, il cap. De Albertis versiamo, cioè, in quell atteggiamento scettico
(nel significato filosofico del termine) che è proprio di chi intende formarsi
un'opi¬ nione col puro criterio dei fatti obbiettivi. Si desidera dai miei
amici del ‘Circolo,, massime da L. A. Vassallo, che io vada vegga tocchi ed
esamini, e che da quanto mi sarà concesso di vedere toccare ed esaminare tragga
le conclusioni, a giu¬ dizio mio, più logiche, e arrivi alle convinzioni più
conformi al mio temperamento. Potrà accadere che da queste sedute colla
Eusapia io esca spiritista e perchè no V II positivismo che professo da
tanti anni, non mi arreca anche il dovere di inchinarmi ai latti positivi bene
osservati e accertati '? Lo stato legittimo mentale dell uomo di scienza, del
filosofo vero, non si do¬ manderà mai al dommatismo di qualunque specie esso
sia. Vi sono dei dogmatisti, degli assolutisti fra i comtiani i darwiniani gli
spenceriani, fra i fisici gli psicologi e gli alienisti, come ce n’è fra i
teologi cattolici protestanti mussulmani e buddisti, o fra i neo-kantiani i
mamianisti e i rosminiani. Certe menti non comprendono la scienza se non è
fissata in leggi ed in forinole, la filosofia se non è irrigidita tutta d un
pezzo, e, naturalmente, la religione se non è cristallizzata in quella data
fede ed in quel ritualismo ; ma che menti sono queste, non ostante la laurea
l’apparente coltura e forse la cattedra, se non piccole e meschine ? Io in¬
tendo e sostengo il positivismo come metodo di filosofare e di interpretare la
realtà, non come sistema nè come concetto insormontabile dal mio pensiero; e ho
anche scritto e procla¬ mato che per me, ad esempio, la teoria dell’evoluzione,
non è uua spiegazione del perchè, ma una norma metodologica per il come. Io non
sono nè posso essere dualista spiritualista per ragioni scientifiche le quali
mi appaiono superiori in logi¬ cità. in sodezza, in positività, alle ragioni
avversarie : ma appunto per ciò, ed anche per una certa ripugnanza che
dirò morale, non posso finora capire nè ammettere lo spiritismo, che dello
spiritualismo è in parte una derivazione frettolosa e d’abitudine, in parte una
degenerazione ed in parte una caricatura, a seconda del temperamento in cui si
riflette o del prisma mentale che attraversa. Questi miei giudizi
potranno essere errati, potranno anche mutare e perfino invertirsi, purché i
fatti vengano a recarmi la prova che mi si preannunzia : la troverò forse nelle
sedute di Eusapia?... Intanto, qui io mi considero e mi sento libero di credere
e di non credere, di interpretare e giudicare con¬ forme alla mia diretta
impressione ed ai miei convincimenti, sebbene mi trovi fra persone in
maggioranza credenti. Anche se fosse vero che la credenza dei membri di una “
catena „ agevola le manifestazioni delle Entità occulte, secondo che assicurano
i “ pratici „ dello spiritismo, dovrei esserne ben contento: osserverò più cose
che in un ambiente meno saturo di coltura spiritica non avrei visto. Ma la mia
testa segui¬ terà a ragionare egualmente a modo suo, anche quando la fede
spiritica dei presenti facilitasse il compito di codeste forze misteriose : non
mi lascierò, certo, trascinare ad an- nuenze simulate, ma non avrò neanco da
temere, in mezzo a questi gentiluomini, le angherie dell’ intolleranza e le
esplosioni del fanatismo. Ecco intanto come procederò nel redigere queste
mie Note : — Se la seduta terminerà prima della mezzanotte io, rincasando, mi
proverò a scrivere senza indugio le impres¬ sioni ricevute e le riflessioni cui
esse daranno luogo ; in caso di troppo ritardo nel rincasare, dedicherò tutta
la mat¬ tina o il giorno appresso a tale lavoro. E affinchè alle mie Note
rimanga quel carattere di fresca schiettezza, che farà, io spero, la loro
migliore giustificazione se verranno pubbli¬ cate, io ne consegnerò le cartelle
manoscritte al collega prof. Porro in busta suggellata. Così non ritornerò mai
su quello che avrò scritto di immediatamente sentito e veduto, di interiormente
pensato ; il libro, se libro diverrà, sarà iRSomma, come oggi si dice,
veramento vissuto. Io ho in animo di illustrare con figure i “ fenomeni „
ogniqualvolta potrò farlo con una certa approssimazione, e sopratutto quando la
fotografia — che sarebbe il più de¬ siderabile dei metodi di riprova — non ci
riescirù, com’è purtroppo prevedibile. Vorrei in particolar modo cogliere gli
aspetti fuggevoli delle apparizioni e fantasmi, che per nostra buona ventura si
“ materializzassero „ durante queste sedute. 184
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Io ho una mediocre attitudine e
abilità nel disegno; e ne profitterò, nei limiti del possibile, per fissare
sulla carta le linee, le ombre, i contorni delle forme o i movimenti degli
oggetti. Se fra i compagni miei ci sarà qualcuno che faccia altrettanto (1 uno
all insaputa dell’altro) si avrà dal raffronto dei nostri disegni un buon mezzo
per valutare le apparenze e i caratteri visivamente percepibili di certi
fenomeni. La macchina fotografica sarà, mi dicono, messa in opera, ma purtroppo
si prevede diggià che la rapidità e il nessun or¬ dine delle “ manifestazioni „
ne limiteranno assai l’uso. Per quanto un disegno a lapis o a penna sia men
sicuro e pre¬ ciso di una imagine fissata dalla lastra chimica, non è men vero
che per la subiettività del fatto percepito esso rimane un documento sempre
utilizzabile. In fin dei conti, si tratta di stabilire che i nostri occhi
vedono e come noi vediamo gli spiriti, e le loro gesta; le mie saranno
impressioni gra¬ fiche da aggiungere a quelle ideative e raziocinative.
Genova, 15 maggio 1901. LA PRIMA SEDUTA Ciò che è
avvenuto nella serata. L’invito alla riunione era per le 20,30, ma
io non ho potuto arrivare in via Giustiniani prima delle 21,20. Quando, dopo
avere bussato molte volte, sono stati finalmente levati i suggelli tirati i
catenacci e aperto con cautela un battente della porta, io mi sono trovato
neiranticamera debolmente rischiarata da due candele poste a terra vicino
all’uscio della sala : questa invece era illuminata da una lampada a gaz, con
reticella Auer, sospesa nel mezzo, il che significa un'abbondanza ragguardevole
di luce. Diro subito che spento il gaz, la sala, restando aperto l’uscio,
riceve un debole chiarore dalle candele suindicate, e questo costituisce la “
luce bianca debolissima „ di cui parla il regolamento ; ma altra gradazione di
luce “ bianca „ può essere ottenuta ab¬ bassando la fiamma del gaz. Quanto alla
luce rossa, essa è data al salotto da una lampadina elettrica a vetro rosso da
fotografia, appesa al soffitto al di sopra della * catena tiptica „ : tale luce
si accende e si spegne mediante un inter¬ ruttore terminante con lungo cordone,
il quale viene affidato aH’uno o all'altro dei presenti. Il mio ingresso
non ha interrotto le * manifestazioni „ che già erano in corso. Siccome, ad
eccezione di saggi un po’ superficiali o poco proficui, era la prima volta che
assistevo ad una seduta in un circolo schiettamente psichi- cistico ( =
spiritistico), ho osservato con curiosità la scena : e, lo confesso, l’ ho
trovata priva non solo di scientificità (chieggo scusa del neologismo), ma
anche un po’ comica in considerazione che con quell’ istrumentario eteroclito e
con quegli atteggiamenti inusitati di otto o dieci persone dob¬ biamo metterci
in rapporti coll’ “ Al di là „ e accostarci al grande Enigma ! A capo del
tavolino e subito davanti al gabinetto nero sedeva 186
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 1 Eusapia, tenuta alle mani e
premuta ai ginocchi e sui piedi dai due suoi vicini; alcuni membri del gruppo,
seduti pur essi in atteggiamento di severa concentrazione, formavano at- toino
la cosi detta “ catena „, ossia tenevano le mani appog¬ giate leggermente sul
piano del tavolo, a dita alquanto divaricate e disposte in modo che tutti i
mignoli dei vicini si tocchino (ho poi saputo che questa disposizione “ a ca¬
tena „ è tutt altro che uniforme, e non è continua, e neppure necessaria). Il
tavolino era in moto: si inchinava ora di un lato ed ora dall altro, si alzava
ora su due piedi ed ora su uno soltanto, e alla fine io l’ho visto alzarsi
tutto per circa 10-15 centimetri, rimaner sospeso alcuni secondi al di sotto '
elle mam m catena che si protendevano, e poi, come se ad un tratto fosse venuta
meno la spinta che lo incalzava o la forza che lo sorreggeva, è ricaduto con
rumore sul pa- i:n‘“t0, ,Da ^l^tante i « fenomeni „ non hanno mai cessato dal
mamfesters! : qualcuno dei più competenti mi ha confortato dicendomi a bassa
voce che “il medium era in ottime condizioni fisiche e morali ,, per cui c’era
da sperare una lunga e numerosa serie di manifestazioni. lo non sono
entrato subito nella catena, e avrei anche voluto esimermene per osservare a
miglior agio e libero da ogni altra preoccupazione: ma poco dopo, la voce
dell’Eu- sapia, una voce piuttosto rauca e, a parer mio, alterata, mi ha
ingiunto di prendere posto attorno al tavolo. Nè molto Sedete8?0 T'* i
£aSSflt° al “ controllo , che consiste nel sedeie accanto ad Eusapia, nel
mettere un piede sotto o sopra uno dei suoi piedi, neU’accostare un
ginocchio al suo ginocchio, nel prendere la sua mano senza troppo stringerla o
nel lasciarsela appoggiare sulla propria. Ordinariamente, non sempie, il
controllo voluto o accettato daEusapia è questo: il vagliatore dei lato destro
mette la sua mano sinistra sulla destra e il suo piede sinistro sul piede
destro della medium : il vagliatore del lato manco tiene la sua destra sotto la
si¬ nistra ed egualmente il piede destro sotto quello sinistro del medium. I
contatti delle mani e dei piedi sono in generale piuttosto superficiali : a
destra non si stringe nè si preme troppo perchè delle strette alla mano e delle
pressioni al piede Eusapia si lagna; a sinistra però, se non si è stretti
?re??1 .]a S1 è sPesso quasi schiacciati dalla punta de piede di Eusapia.
In taluni momenti bisogna però anei lai e fortemente il medium alla mano, al
polso, all’avam- bracdo, secondo che la sua voce lo chiede o lo comanda, i ico
la voce , e non lei, perchè, secondo la interpretazione LA
DESCRIZIONE DELLE SEDUTE 187 spiritica, durante il
trance non è l’Ensapia che parla, ma il suo spirito-guida, il famoso John King,
padre anche della Katie King di Crookes, e ultimo residuo, a quanto pare, d'una
intera dinastia di King (per ehi noi sapesse o non badasse al bisticcio, king
in inglese significa re). Tuttavia fin dalla prima seduta questa reincarnazione
momentanea o personificazione non mi è parsa completa nè sempre sincera : per
lo meno è repentino, e talvolta ben opportuno, il passaggio dal trance con
“John, impersonato in Eusapia alla veglia con Eusapia cosciente del proprio
io. Io non stendo queste Note per descrivere i fenomeni nè per fare la
cronistoria delle nostre sedute. E il bravo dott. Venzano che redige i verbali,
ed io lo veggo, o lo sento quando siamo nell’oscurità completa, febbrilmente
annotare a lapis i fenomeni che accadono, le impressioni che i presenti di¬
chiarano, gli atteggiamenti di Eusapia. Potrei riportare qua¬ lunque dei suoi
ottimi verbali, non fosse che per dimostrare la severità con cui il nostro
gruppo osserva e registra: ma non lo credo necessario. Oramai di sedute
spiritiche ne sono state descritte decine e centinaia ; i cultori della
specialità non ne hanno bisogno, gli increduli trovano materia di sor¬ riso e
di riso nella stessa meticolosità cronologica della descrizione, e gli
incompetenti non comprendono la portata di certi particolari apparentemente
futili. Ed io nelle mie Note non mi prefiggo di far cosa punto
fastidiosa. D'altronde, ogni fenomeno ha una sua speciale maniera di
essere e di manifestarsi ai presenti. Chi lo percepisce in quelle condizioni
che gli sembrano idonee ad inspirar fiducia piena e completa, scorge
sinteticamente la sua realta obbiet¬ tiva e il suo valore morale di prova ; ma
chi è fuori di seduta, e sopratutto chi della tecnica spiritistica non ha co¬
noscenza diretta, dovrebbe esigere per convincersi una de¬ scrizione cotanto
particolareggiata da renderla pressoché ineomprensibile. Questo è un fortissimo
incaglio per la pro¬ pagazione della certezza a riguardo dei fatti di
mediumnità: me ne sono accorto fino dalla prima sedata, e più me ne accorgerò,
senza dubbio, col progredire delle manifestazioni. Da lontano le sedute
d’ Eusapia si imaginano diverse da quello che sono. A me è avvenuto, per
esempio, di non essermene potuto fare un’idea esatta leggendo il Rapporto della
Commissione di Milano (’92). Ma anche i verbali accu¬ ratissimi delle sedute di
Parigi (’94) o dell’Agnélas (’96), sono lontani dal chiarire quelle
particolarità topografiche, cronologiche, fenomenologiche, ecc. ecc.,
dall’insieme delle 188 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
li quali gli assistenti e percipienti traggono le loro convin-
®“Ila real.ta del fatti, laddove gli assenti trovano motivi ntaie e di
criticare. Soltanto a pensare ciò che sarebbe pur necessario di scrivere quando
si volesse dar conto appuntino del fenomeno più semplice — puta caso del sol¬
levamento del tavolino - c’è da^llarmarsene - quante m! nuzie da esporre ! con
quanta meticolosa precisione e con divini1 dMnce^t pr0,hssità, si
rJovrebbe descrivere sala, con¬ dizioni di luce, tavolo, catena, situazione di
ciascuno atte»- guarnenti del medio, posizione di tutte le mani e dei p
edi che posson cambiare a volontà, distanze, altezze, misu e d tempo, angoli e
direzioni dei movimenti . , e ria via' 610 a,ndat°, ler*era aIla
coll’intenzione di bene ossei vai e il modo di procedere d'Eusapia,
magari con la tudine^ln'p^ 6 - m fal!°’ aVend° fiducia nella miaabi- ,-nn
V g '• ? .pm complessi e delicati, come sono quelli inerenti a l’
esercizio della Neuropatologia e PsicSria le ^ branche più ardue della medica;
f mi dicevo ' vedrai tutto, saprai tutto ciò che desidererai di sapere Ma
alluna che crura sol™1 SOn° ntrovato “ via Giustiniani convinto
questo mondo ”,UT"a aPPena ad orientarsi in questo mondo di
meraviglie e dubito che anche con dieci avrò diritto d. concludere. È
curiosa, per non dir altro a sicurezza con cui certuni, usciti da una prima
seduta trinciano giudizi e si dicono ormai in possesso della verità sul conto
dello spiritismo : io veggo invece che mi si pre¬ para un lungo e penoso
tirocinio. Pertanto penso chequi limiterò a scrivere le mie Impressioni a seconda
che mi sor- gono in mente e scaturiscono dalla penna : il lettore, se ne avrò,
potrà mettere dell’ordine nel mio volume quando ne avra scorse tutte le pagine,
o quando, per lomej ne avra letto il Riassunto sintetico alla fine.
Condizioni del medium. 1. La Eusapia Paladino mi è parsa una donna
incolta, ma intelligente, piu astuta di quanto si sia detto: volo-are nei
sentimenti, ma di buona indole: ristretta nelle idee "per mancanza di
coltura, ma capace di comprendere con rapi- LE CONDIZIONI DEL
MEPIOl 189 dit-à i sottintesi ; ben forte suggestionata
(dal Damiani, Mal Ca¬ puano, dal Chiaja o dai suoi primi “sperimentatori,) e
auto- suggestionata nel senso dello spiritismo. Mi è constato però, da talune
sue risposte, che essa ha della dottrina spiritica un'idea appena
approssimativa, puerile e barocca. Eusapia Paladino nel 1901.
2. Essa è dominata, troppo apertamente, dal desiderio di riuscire negli
esperimenti (così detti) spiritici. Questi medi professionali sono più difficili
di tutti gli altri da stu¬ diare: hanno troppo interesse nel buon esito delle
sedute, il che li porta inevitabilmente a giuntare non appena lo possono o
quando non si sentono “ in vena „ di medianità : oltre a ciò, il lungo
esercizio li ha resi abili nel giuocare tiri agli ingenui, fra i quali essi
dicono che gli “ scienziati „ tengono la palma. Bisogna stare in guardia da
tanto zelo per i “ fenomeni „. 3. Eusapia si preoccupa troppo del
controllo, e ostenta di desiderarlo più severo ed oculato ogni qualvolta si prepara
a produrre un fenomeno. Questo atteggiamento di lotta a.
contro il dubbio finisce coll’essere noioso per l’uomo di ?,nc,he
11 P1" S,CettlC°: a rae’ ‘luel c°ntinuo esclamare conti olio, controllo. „
è parso ìersera che potesse influire sulla pei cezione ‘piami ménte di qualche
fenomeno anche quando non 7, sarebbero state le condizioni favorevoli per la
sua effettuazione. evoa Per 4. Nello stato iniziale di trance la Paladino
non perde mai iiTam'i oT os C°SCÌenZa: qUesta donlina’ come suol dirsi, L
iT° • • osservazionei e sopratutto non le sfu-™e il scettici ha^Tsu dH D0
* ^ "egli astanti’ botali attenni scettici hanno su di lei un azione
stimolante, e la eccitano e snetHHeCCltan° P®r • a Produzione di fenomeni
nuovi, ina- spettat! e sempre piu straordinari. Si direbbe che ali sti-
«caìo rr™t“gan° "el SU° sub-cos«ente eri agi- 5. Uguale azione - ma
per motivo diverso - ha Yen- è o Tsent61 C?mPonentiJa, catena: infatti la
Eusapia. quando multinlfe ni!!'UnSICf1'a n S“° ambiente’ Produce fenomeni “odi
-V -1, n l] T ,9Uest0.n,i è Pal’S0 avvenire in due C i - , , • al m°ma degli
animi e la consapevolezza della hduua altrui agiscono da dinamogeni sulla
medianita • — ov¬ vero anche la confluenza delle nostre volontà si traduce in
una cessione di energia della quale approfitta il medium. Non f però che
per taluni fenomeni elementari, p. es i moti e le risposte del tavolo, non
possano agire anche i movi CHEraEUL^B'vmvF? * T aSt8ntÌ SeCOnd° k t60rÌa
Classica di ’ 1 Faraday . ma in verità ciò che ho visto ìersera ha
diminuito assai in me la fiducia che prima piùZ MqrSt"rg“ Cred,°
Cì‘e si debba ..tolto pu m ia- 1* tavolo se mosso ed alzato, sotto i miei
occhi toctU""”? ' piL“"" for"“"",c>
•" "i* « »o» »è setti™1™0 'k'"> che sia dubbioso
o scettico, e venga messo vicino e sopratutto al controllo della in
aZr; la8'3 antardare: allungare, ostacolare i fenomen i in allora la
media entra in agitazione, come se fosse con¬ trariata nell esercizio di una
attività. Ciò significa forse che la pefchèZffli0induce affieV°we “f,1
m6dÌ0 rener?ia medianica 1 0Ii induce uno stato d animo poco propizio
come ®pi.nt^? °non sarebbe piuttosto una inibizione hi! ' ’i 1
impedimento ad ogni gherminella? ìersera ho osservato che gli indizi più lievi
di scetticismo (forse « suir&ntTff h 6S?reSS10n,e dsi°noniica 0
mimica) hanno Eusapia 1 effetto di svegliare immediatamente e coni-
p latamente la sua coscienza, togliendola da quella torpida e
taciturna astrazione mentale dall’ambiente che preannunzia l'arrivo del sonno
estatico o “trance,: è come un risveglio da un appisolamelo di
dormiveglia. 7. Durante la produzione dei fenomeni meccanici di spo¬
stamento. dei rumori, ecc. i muscoli della media eseguiscono delle contrazioni,
hanno tensioni e sussulti, che il più spesso li precedono o anche li
accompagnano, mai li susseguono Per cui, contrazione muscolare della Eusapia e
percezione di fenomeni da parte degli spettatori sono o successive o
coesistenti, quindi unite da vincolo causale. Ma a me è parso evidente, subito
da iersera, che la Commissione di Cambridge come bene osservarono I’Ochorowicz
e il De Rocuas, ha esa¬ gerata la portata del fatto. Io stavo, naturalmente, in
sul¬ l'avviso per quanto ne hanno scritto Sidgwiok, Hodgsos e la Johnson: con
somma meraviglia mi sono convinto che le contrazioni muscolari di Eusapia,
sebbene innegabili, vi¬ sibili se in luce, percepibili al senso tatto-muscolare
se in oscurità, non hanno alcuna proporzione causale coll’effetto meccanico che
loro si attribuirebbe. Se ingannò c’è, non può certamente consistere in quei
moti muscolari che Eusapia non inibisce a sè stessa e che lascia scorgere,
anzi, con ostentazione! ‘ -■ j0 stat° di così detto trance, nel quale
durante la seconda parte di questa 1“ seduta ho veduto cadere la Pa¬ ladino,
non ha tutti i caratteri, a me ben noti, dell’ipnotismo • e già da altri
osservatori ciò fu detto. Il trance medianico f dapprima uno stato subipnoide,
in cui seguitano a dominare le idee e le preoccupazioni della veglia (successo
degli spe- rimenti, posizione di mani e piedi dei controllori, dubbi e
diffidenze altrui risentimento, ecc.). Ciò mi ricorda piuttosto gli
sdoppiamenti di personalità. 9. L'iperestesia alla metà sinistra della
testa del medio mi e parsa assolutamente auto-suggestiva, perchè non le vieta
di fare, come vedremo, un esperimento di toccamente con pres¬ sione. Anche la
iperestesia dopo la seduta ha tutta l’apparenza di un pretesto per non
lasciarsi avvicinare o, per lo meno di una autosuggestione. 10. Il non
lasciarsi esaminare polso, muscoli, ecc. dopo la seduta permette alla Eusapia
di celare le possibili modi- in™ °“\dea clr£olazione> respirazione, ecc.,
indotte dal tr?"ee j Pei’° malSrado il dispendio di forza che
r"S1°na a, seduta- essa è tranquilla e presto riprende lo stato normale
Fino ad ora, essa diffida degli esami : biso¬ gnerà prenderla con le
buone. Il metodo delle sedute spiritiche. 1. L’ambiente “ spiritico
„ non è il più favorevole alla os¬ servazione calma dei fenomeni: vi sono
troppe tensioni di spinto in alcuni dei presenti, e sono quelli coTquTli avven¬
gono 1 fenomeni piu numerosi e importanti. succedono ffen™ ™ P°’
S.cettiche sono quelle cui finora Paladino diffida d m P‘U, lnS,gmfk'anti:
ridentemente la Dure noi 1 almeno in una P™a seduta, op- CS»Tn'Kti»d. ’ “
*”iam° * » ostante fr' Cate.na non turbano per nulla (non- stazioni
Lid i - fTaZI0D1 degli sPiritisti) le manife- Non esiste dnn?, "
e" ta Co1 pensier0 di ostacolarle, on esiste, dunque, antagonismo per
suggestione mentale 'a Stduta “ h° fa,t0 ** espSza mr senza ramente
Cbenfi e “ r 610 “ “ catena ■ ho Pensato inten¬ samente che il tavolino non si
movesse, ma si è mosso -“Tf deUe volonl4 »11™ (oonmnl-
sr^scrco“,en‘“I tavoio?,i“‘ »<”■'*““ '■ ■»» c . 4‘ ' fenomeni multipli
avvengono quando l’ambiente è srtmo psicoloyieamente di “ spiritismo „ : — nei
momenti di fredda calma, le manifestazioni o non avvengano o sono
costanza di fatto, che i presenti contribuiscano, coi loro pen¬ sici i e con le
loro volizioni, al prodursi delle manifestazioni» ritisticoi 7 ÌieCnaa
(Se e0?* Si può chiamare l’apparato spi¬ ritistico) e di ordine interiore: si
tratta di precauzioni snesso provvisorie, di norme frequentemente
disobbedite, di distanze non sempre mantenute, nè, a parer mio, misurate
con suL c lente precisione e severità, ecc. Ad esempio, la distanza
di Sa Dortetagd-°ggettl ^ mU0?e’ è daPPrima bensì superiore taSr
del e “aD0’ “5 D6g,i .inevitabili spostamenti della e nn datn n ri *0I'Dlantl
catena spesso diminuisce stanza dSle nfrc PU°- dlVentarle accessibile.
Anche la di¬ stanza delle persone cui avvennero iersera i tosamenti non
piedeadeSlTmede “5? (dlcia“° eosi) Portata di mano ’o di piede della media.
Bisogna, dunque, fidarsi molto sul controllo delle mani e dei piedi: in altri
termini, sono i due vigilatoli ai Eusapia che decidono in massima della auten¬
ticità o falsità dei “ fenomeni 0. La tecnica è disordinata: ora c’è
bisogno di silenzio, ed ora di rumore; ora di luce, ed ora di oscurità, o di
semi¬ oscurità; ora di catena strettissima, ed ora di rilassatezza: ora di
concentrazione di tutti in un solo pensiero, ed ora invece di dispersione di
attenzione. Insomma. non esiste un determinismo severo ed unico per la
produzione dei feno- meni: ed io, avvezzo al severo metodo sperimentale,
massime nelle indagini psicologiche, qui mi trovo del tutto dis¬ orientato.
Certamente, c’è da rifare lo “spiritismo, o la “ ri¬ cercandoli occulto „ con
un indirizzo più scientifico. 7. La tecnica è in taluni punti puerile,
spesso è biz- zana, spessissimo non ha palese ragione logica, se non nel
capriccio del famoso John, vale a dire nel subcosciente del medio. 8. La
tecnica di Eusapia (come quella di ciascun medio) ha qualche cosa dell
abitudine, dell’automatico : come avviene in un esercizio ginnico o di prestidigitazione,
i cui singoli momenti sieno legati dal bisogno di ottenere il successo col
minimo sforzo possibile. 9. 11 gabinetto oscuro, di cui a prima vista
ogni no¬ vizio sospetta come di una fucina di insidie, viene° giusti¬ ficato
dagli spiritisti perchè avrebbe una funzione riparatrice dalla luce e dai
contatti esterni perle “ Entità occulte, che vi si “ materializzano - In
realtà, quelle tende nere che si avanzano e tanno tante cose, queUe “forme, che
si sentono al di la delle cortine e non si veggono, svegliano l’idea di una
ciurmerla: qualcuno non può credere che vi si nasconda un compare di Eusapia?
Se non fossi sicuro della serietà di chi ha preparato queste sedute, ne
dubiterei anch’io. 1. ecisamente, bisogna che lo “ spiritismo , abolisca
questi suoi apparati rituali, ingeneratori di dubbi e forse, in non pochi cast,
favoreggiatori dell’inganno. 10. L’ illuminazione della sala è stata
quasi sempre scar¬ sissima : a luce piena si sono avuti fenomeni più semplici
moti iniziali del tavolino); a luce debole e a luce rossa tenomeni piu
complessi (svolazzo delle cortine, levitazione del tavolino, toccamenti ai
vicini); a luce debolissima le cose si intensificano (spostamenti e trasporto
di oggetti, ecc.). Questo rapporto inverso fra la percettibilità visiva dei
feno¬ meni e la loro intensità mi è sembrato iersera infirmare la sicurezza e
la sincerità delle manifestazioni. Sarebbe meglio MoKHKi.i i, Psicologia
e spiritismo. 13 194 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II che ci si vedesse sempre bene: perchè non abituare i
medi ad operare anche in luce ? . Vorrei che fossimo tutti d'ac¬ cordo
nell'esigere da Eusapia una fenomenologia, magari semplicissima, ma non al
buio: e mi si dice dal Peretti e dal Venzano che a ciò arriveremo con
pazienza. I 4 fenomeni I. Vi sono fenomeni reali di cui è
facile verificare la obbiettività: — tali sono i moti oscillatori e la
levitazione del tavolo, il gonfiamento e svolazzamento della tenda, i rumori e
picchi (“ raps „ ), gli spostamenti dei mobili. II. Altri fenomeni sono
meno passibili di osservazione, venendo accusati dai singoli: cioè i
toecamenti di mani, le visioni di luci, le carezze sul viso, i soffi,
eco. III. Fra i fenomeni presunti spiritici da me visti la prima sera non
v’è uno solo in cui sia evidente la azione di uno spirito (“ John „); — sono
tutti fatti meccanici e fisici, o sensazioni grossolane, senza contenuto
intellettuale, bizzarri e illogici nella loro apparizione e successione,
puerili nella loro indole intrinseca, e tali da non prestarsi a nessuna con¬
siderazione e riflessione di ordine elevato. A me sembra che anche al più
superficiale degli osservatori, anche al meno “ psicologo „ dei presenti,
dovesse fino dalla prima sera rendersi evidente che la psicologia di “
John King „ è . quella stessa di Eusapia. IV. I fenomeni reali,
obbiettivi di cui ho constatata la esistenza e di cui non mi so dare
spiegazione, sono: a) i movimenti del tavolo e la sua levitazione (mi
nacque il dubbio se non sia talvolta il piede della media che sol¬ leva il
tavolo portandosi sul mezzo del suo piano inferiore, ma non ne sono sicuro ).
Jersera il controllo non si è mai effettuato durante la levitazione, ma
soltanto dopo, quando tutto era tornato a posto. Tuttavia la levitazione è un
fatto positivo; è avvenuta mentre io occupavo il posto di vigi¬ lanza, a destra
di Ensapia, e sono certo che, pur contraen¬ dosi i muscoli del suo avambraccio,
la forza che sollevava il mobile non era data da una spinta fraudolenta dal
basso verso l’alto: era tutto il tavolino in massa che si alzava e
restava FENOMENI REA LI 195 sospeso per
qualche secondo, lievemente ondeggiando: lio premuto con la mia sinistra sul
suo piano ed ho sentita una discreta resistenza alla mia pressione, nè sono
riuscito a vincerla. Tenevo il piede destro di Eusapia sotto il mio : non s:è
spostato di un centimetro. Dunque?... h) gli ondeggiamenti e il
gonfiamento della tenda posta dietro la seggiola del medio. Qui la distanza
delle cortine dal corpo del medio che le agita, è minima; tuttavia credo di
ì.'oter escludere che la tenda fosse spinta o tirata dal medio, o scostata da
lui; tale spiegazione nell’esperimento di ier- sera sarebbe assurda. Si è detto
da qualcuno dei presenti che dietro la tenda agitata si sentivano delle
resistenze come di mani o di corpi o di membra umane : io non ho percepito che
la tensione elastica di una stoffa rigonfiata come se al di dietro spirasse una
forte corrente di vento ; c) lo spostamento di una pesante seggiola.
Questo è av¬ venuto in mezza luce. La seggiola era posta dietro il me¬ dium,
alla distanza di non oltre 60 centimetri: si è mossa strisciando pesantemente e
rumorosamente sul pavimento in avanti e in addietro. Mi è stato proibito di
toccarla, solo permettendomi di starle vicino mentre si moveva. Dichiaro però
che se vedevo il sedile e tutto lo schienale distinta- mente, non discernevo i
piedi, massime quello di destra e davanti, il quale toccava quasi la seggiola
del medium-, d) rumori e picchi. Tre forti collii su di una tavola vicina
sono stati uditi, e mi è sembrato difficile che fossero prodotti dai piedi del
medio: ma quando sono avvenuti questo ed altri fenomeni straordinari io non
formavo parte della catena, e però non esprimo aleun giudizio ; e) le
vibrazioni d’urta chitarra. Era posta a circa 1 m. e più dalla persona del
medium-, la si è sentita vibrare nelle corde perchè scossa e urtata contro la
parete. 11 fenomeno ha avuto luogo in piena oscurità ; ed io non posso darne
giu¬ dizio perchè ero fuori della catena. V. I fenomeni che ritengo reali,
ma che essendo perce¬ zioni di singoli astanti non possono essere verificati nè
confermati da altri, sono : a) i toccamenti accusati da vari dei
presenti, quasi però sempre dalle due persone vicine al medio, e più spesso nel
fianco o nelle parti del loro corpo rivolte verso il medio stesso. La natura di
questi contatti varia, sembra , tra l’un a e l'altra persona, ma più per la
spiegazione che ciascuna ne da e per quello che di personale ciascuna ci mette,
che non per apprezzabile diversità intrinseca dei toccamenti; b) picchi e colpi sulle seggiole. Sono
accusati da chi tiene il medio ; non è escluso che possano essere fatti con
qualche membro del medio, ma possono anche essere reali ; c) il vento
freddo dal gabinetto oscuro. Io non l'ho avvertito, ma poiché la sensazione
annunziata da taluno dei presenti corrispondeva coll’ agitarsi delle tende che
essi pol¬ la loro posizione non potevano scorgere, cosi ritengo auten¬ tico il
fenomeno; d) aggiungo che qualcuno ha sentito soffi sopra le mani, e a me
è venuto in mente la brezza marina che gonfia le vele delle paranze liguri :
questo moto degli strati d’aria retrostanti ad Eusapia è addirittura cosa da
sbalordire; e) visione di globi oscuri con aureole, ecc. Furono ac¬
cusati da due dei presenti, sopratutto da uno; possono es¬ sere state illusioni
visive, ma non esprimo apprezzamento, non essendo io allora in posizione di
confermarle; f) percezioni di mani , corpi, ecc., nascosti sotto la
tenda. Sono stati accusati da parecchi ; ma io, lo ripeto, non sono riuscito a
sentire altro che la tensione della tela ri¬ gonfia. Siccome il medio era
visibilmente al di qua della tenda, il fatto — anche senza la presenza di tali
mani o corpi al di là di essa — non resta meno straordinario. Non posso darne
spiegazione, ma dichiaro che la sensazione di resistenza che io ho provato non
aveva nulla di anormale. VI. In alcuni fenomeni ho subito dubitato che vi
fosse in¬ ganno, o cosciente o automatico che sia, della Eusapia. Di due
fenomeni, fors anco di quattro, sono quasi sicuro che furono fraudolenti, e ne
dò la spiegazione, o quella che mi par tale. a) soffio sul viso. Fu
sentito anche da me, ma era evidentemente la Eusapia, che nello stesso tempo
esclamava: sarà il fiato del medio „. L’esclamazione era ironica, ina il
fiato suo era realmente proiettato verso di me; non si potrebbero spiegare allo
stesso modo i soffi sulle mani av¬ vertiti dai vicini? E la prima idea che
viene a chi li oda annunziare ; ma il vento dal gabinetto ?... Assolutamente io
non lo comprendo falsificato da Eusapia! b) La tenda mi ha, nello
svolazzare, fregato la faccia e fatte cadere le lenti a pince-nez. Ho avvertito
chiaramente che dietro c’era una mano, e ho detto fra me: “ è certo la mano
sinistra dell Eusapia perchè in quel momento vi era il solito trambusto che
accompagna la produzione di fenomeni multipli, e il controllo forse era
diminuito. Il gesto di quella mano invisibile era frettoloso, rapido, legge¬
rissimo, come di chi vuole far presto, ma la sensazione è stata quella di
un contatto materiale e naturale, E vero die secondo gli spiritisti le mani “
spiritiche „ sono con¬ formate e sentite come quelle dei vivi, ma confesso che
chi le sente una prima volta resta conturbato dal sospetto di Il
braccio ‘ Uuidieo » di Eusapia. [Fa vallato da tue la sera del 17, V,
1901 mentre smuoveva le seggiola del controllore di sinistra, — Il disegno è di
A. Berisso su di un mio schizzo a lapis eseguito seduta stante). un
tiro del medio. Come non pensarlo dal momento che si era al bujo?... c)
Altra frode parmi aver sorpreso coi miei occhi nel •J spostamento della
seggiola del sig. Peretti, che sedeva al¬ lora al controllo di sinistra. La
tenda, la solita tenda, che, secondo la tecnica abituale, in certi fenomeni ne
aiuta assai 198 raiOOLOQrA K SPDHTISàÒ, II
i lati del medio: fronte, vedevo distintamente fotta I ,T\
troVMdo,ni di disotto della tenda un Man i r “ SpaUa della E., ed al perchè ad
un dato momeTTTiTT’ abbasta,lza chiaro tatti, io abbia visto E±i nfh è '■ ^ K
acc"Sava con stofla scura?), che dalla spalla della EnT SCU''? (°
rivestit° di a sl?alpera della seggiolai le jlt® pia S1 Portava verso movimento
di retropulìne Ho a'^, uu rapido, violento percezione del fatto, che m'quelSnr
*. ’ netfesima niente come se assistessi ad n„ • stante bo seguito
fredda- ostante il desiderio di * svKT^T1-™801^ Iua "ot¬ tenuto per non
interromnere lèi ““J8" •• mi sono con- , d) Un fenomeno Te In , m
d<*h pimenti, perchè proveniente dai tenebrori T S81je.bbe «^ordinario,
indicante l’azione di un Invisibile è gfblDetto medianico, amento duna terza
nLLZ/jl’ * 8£to ^Uo del Sc¬ abbia provato in tutta la serata nT p unico che io
di controllo e di vicinanza incestante T? ' u- Un’0ra abneno venuto mentre io,
seduto ! ? Ì ,rnedl°). Esso è av- posata lamia mano sinistra sulla' re a ‘ ^
blto. manco, avevo desti-a dell’Eusapia, la quale mi T"6 Paiaeto-temporale
trapassare colle mie dita lT L ‘accomandava di non ol- mentro, la mano desta di
I ZdU T eoP°- *• ^ mano aestr», e la sua sinistra dT aV6Va afferrata mia astante
f?). Dopo una lunga attesa e n T” tenuta d« altro ondeggiamenti della tenda (i
nu di re succede™no altri accaduti quando dovevano verificar ; dPì?renteSÌ’
S°n° Wo nomem;, ,0 ho sentito toccarmiTf • d C?Dtatti 0 altri fé- dne volte da
una mano 2 . T8™ ^cernente per mano piccola, dall’ossatura sottile d u ddle
dita- Era una coll’epidermide alquanto secca con, ^ “olli e
toPifh‘> ypn manuali... Era forse una mano Pm°Da ded‘ta a ]a- si
nistra della Eusapia cdie sfoT T “e c?gnita, - era la mente passando dal di dietro
delhF™ 8 3 v,^llanza, e abil- Ea posizione delle dita che mi sS'01 VM,Va 8
toccare?- vano a un tempo era appunto questa feTt? 6 .reSpi,1"e- il
pollice in addietro.. J ’ ® dlta minori m avanti, d’aver colta la
PalatinTTfrode1' ma ^ convmzione volendo cerziorarmi della cosa non e,ne sono
trattenuto p ,é ’l”"a ‘ ““ • * - *»««.” ,X£2°,lr„S ; LE
MIE PRIME IMPRESSIONI 199 appena accortasi del mio
tentativo di analizzarne la confor¬ mazione. Questi fenomeni mai abbastanza
sicuri lasciano un’inquietudine che confina con lo scoramento: quando e come
premunirsi dalle burle? * * * Le mie prime
impressioni. In sostanza, per me le impressioni di questa 1“ seduta
si riassumono così: 1* Lo “ spiritismo , è un arruffio di cose vere e
false, di automatismi e di simulazioni, di fenomeni psicodinamici ancora
inspiegabili e di puerilità stupide, indegne d una 1 Intelligenza „ meno che
fanciullesca o sciocca. 2» Vi sono stati jersera fenomeni reali, di cui
non posso dire altro che sono straordinari sotto il punto di vista della
meccanica e fisica a me note : cioè la levitazione del tavolo, i picchi e
rumori lontani, l’ ondeggiamento e gonfia¬ mento della tenda, il trasporto di
oggetti ; e tutto ciò senza contatto evidente o con contatto insufficiente di
busa pia. 3° Vi sono altri fatti subiettivi, dei formanti la ca¬ tena, i
quali possono anche essere illusori od allucinatoli. V Vi sono, infine,
fatti in apparenza fraudolenti, la cui esecuzione mostra una certa abilità (non
potrebbe essere automatismo?) nel medio. , 5» L’ambiente di un
circolo spiritico, dato il metodo di produzióne dei fenomeni, non è ambiente
sperimentale, ina solo serve alla semplice osservazione, lasciando a parte ciò
che vi mette la curiosità ed emotività dei presenti. 6- Il controllo
esiste solo in quanto viene continua¬ mente dichiarato nei momenti di calma, ma
non si ha mai la certezza che continui sempre e per tutti ì fenomeni. 7°
La fantasia degli astanti è ciò che da il colorito super¬ normale ad alcuni
fenomeni (non però a tutti!). Così avviene per le descrizioni talvolta macabre
dei toccamenti, delle ca¬ rezze, dei soffi, delle ombre; cosi delle luci, della
resistenza dei corpi' mossi dal medio, dei picchi, ecc. La fantasia di certe
persone si mostra capace di dare interpretazioni le pivi di¬ verse: questa
diversità nelle percezioni dei singoli astanti 200 - -
— ^Ritisho, ii “ «na catena significa, r; ~~ ~~~ - - Sl tratta,
dnnnnf Z. n ““Portanza delibi senso volgare TcnJ>0, Sì>tsso di fenoL
®®6^0 ^sonale Psicologia dell’ambienf!. d.e,ia P^ola, perchè” ì^S1C0}°Bici
nel >si?ffiC8,U f * ^oSèavCt° 'JaJ,a non ven,Wo anei Pienti
siTnn^f .essi ^ \n°go a percezioni dw- da,Ia fredda osserv*0”1’ Je
qaaIi> ove £B2£rsft e ,a feti comunica^0-® viene Wvolta^-f0®*0-
Cosi 'o ™le fonti dalnasn r sPJnticamente p, ■ Ml,|to a picchi »«».
S"kit°,
«WoSta n^ta * ì**1** S **»•*««•. °ll'° »™ »» .(fai, , ?!,“ |X'r
»PM» P;» ^ '•pene (c-e. s°na
nuova (o LcJa finanza ed - p0'16 di fenomeni • ^orttaS ?) '»™« »» ^ H'o».
p™ Jte *“ » - fi.tr t P«»3«) » tonai, sz“ fo„e p,^'4 ”
Progrosso *"« Pi». !? S,"°“b™' "«or. lo sì ff* «Min
nelPosc ‘WS Statto”1', ■ »S"pi“„° ri '«“«"«St r»
Ziyr* mCrr* r ”e' '*“«?. inSSB?ta. ri|““ »» olSoS0 «or- ^on vi è
origina)i(. J??8® UD? «poi-/ di ,Jn” to',la «antel- sP^m’ssLzz ^pocedSint
iè ^iSrrs ^ra"i"tóo»--»^a.sss»“s;sfc LE 511 E PIÌI51E
13IPBEESI0XI 201 14" Lo spirito famigliare “ Jolin
King „ è ridicolo e stupido; esso ha una psicologia analoga a quella del
feticcio che viene adorato e... bastonato dal selvaggio Negro quando costui ne
vuole ottenere qualche cosa. L’impressione che fanno uomini seri a mettersi
dattorno ad un tavolo per sollecitale, plaudire, incoraggiare ed elogiare un
personaggio cosi grottesco e frenastenico come “ John King », mi è riesci ta
penosa. Chiunque ha senso di dignità umana troverà che la guida spirituale
della popolana di Napoli sfigura in maniera sconfortante quando si pensa agli
spiriti %-ctor Doctor e Imperato r di Staixton-Moses, alla Yolanda alla \\llaÀ
a! ^ar^er e al I -ay-alì della D’Espérance, al Leopoldo de a bmith... o anche
alla sua imaginaria figlia, Ratte Rina, della Cook. Rileggevo ieri l’altro
Allan-Kardeo : ebbene, . ' obn ” deX essere uno di quegli spiriti
inferiori, più o meno ignoranti, di cui parla il legislatore dello spiritismo,
di “oriz- •/onte morale e intellettuale molto limitato, di perspicacia
ristretta „. Ma “ John „ ama lo scherzo ed è un bonaccione: non ha egli dato,
traverso le nere cortine, una stretta finale di mano a tutti ì presenti, meno
che a me?... Ah no, non posso vincere il mio disgusto, nè simulare una fiducia
che non sento, ne adat tarmi a scendere, così, fino al livello di una
Eusapia... o d' un falso pirata che si protende dall’Ombra... Questo e
dunque, lo “ Spiritismo „ che deve rinnovare la nostra coscienza religiosa,
decidere dei destini umani, aprirci le porte dell Oscurità immensa?... Buon
Dio, da dove si comincia! Ma queste sono le impressioni che io ho
da una prima se¬ data-, ora, mi si dice che una sola seduta è insufficiente a
convincere ed anche a comprendere la fenomenologia me- 'ùamca. Mi si assicura
pure da coloro cui confesso i miei du j fi su alcuni dei fenomeni veduti, che
anche ad essi è succeduto così, ma poi, seguitando a vedere e a “speri¬ mentare
si sono convinti di tutto. Ecco: per adesso dico soltanto che del vero, e più
di quanto credevo fino ad oasi c e in questa mediumnità della Paladino; può
anch’essere che io finisca, osservando in buone o migliori condizioni, a
ritenere tutto o quasi tutto veridico, ma non mi so capa¬ citare che diverrò
mai “ spiritista „. Stiamo a vedere. Benova, 18 maggio
1901. LA SECONDA SEDUTA (1!) faggio 1901). Inizio e
sintesi della seduta. Ja Lusapia^Ho saluto che^’ C"'C°'° prima
che giungess ]TS daf,a s'8‘norina Bey e cheT* •S°/Te-liata «morevol
Quando Kapia £555"*““ pertiJ1^K nosTrogl-^ Pfr convincermi Che nulla
not^ ln7ltato ad esaminar^ K'SLtirs tzr asa «** Vnlf- ° deDtro iJ
lau.stoi ' C0Sa P°trebbe celare sotto Sst^SSSiwriB ® ir
COME 8* INIZI ANO LE SEDUTE 203 Esamino anche
fuggevolmente i riflessi rotulei • ma Eusapia, ohe non sa ancora chi io mi sia,
non vuole indagini di me¬ dici sul suo corpo, e per di più è sempre diffidente
^ circa allo eose di cui ignora 0 non comprende la ragione: si inal¬ bera e non
mi permette di proseguire. Anche alcune mie do¬ mande, rivolte a meglio
conoscere il suo passato e le sen¬ sazioni che prova nello stato di “ trance „,
non son meglio accette : qualcuno dei presenti sembra, anzi, poco propenso 'a
lasciarmi proseguire, ed io, per ieri sera, ho fatto di neces¬ sità virtù,
ripromettendomi di indagare con maggiore pru¬ denza, o quando sarò liberato da
ogni espressione ostile di diffidenza “ spiritistica 01 La seduta è
incominciata senza molti preamboli alle ore - l,o . . ed ho visto che gli
esperimenti non sono preceduti da alcun rituale come avviene, secondo le
informazioni date a stampa, nelle riunioni spiritiche di Inghilterra, d
America, e anche di Germania e di Francia. Questo cerimoniale ìmziatono, che
consiste in preghiere od in canti di genere sacro, tara parte della tecnica
spiritica nei circoli strettamente adepti alle dottrine pure dello spiritismo
sistematico, e sopratutto alle varie sette o congregazioni in cui la grande
corrente, venutaci dagli Stati Uniti or sono cinquantanni, si e divisa. Gii
spi- ritisti-kardechisti, i cristianeggianti, gli illuministi, seguitano nelle
abitudini trasmesse loro dai primi propugnatori e se¬ guaci dello spiritismo:
ogni seduta tipica, avendo per iscopo la evocazione di spiriti di morti, deve
per tradizione e per soddisfacimento dell’istinto atavico di evemerismo
condurre ad un rito esoterico. Qui, invece, siamo m un Circolo di studi
psichici, e procediamo avanti nella “ ricerca » senza forma¬ lità ritualisti
che tradizionali o settarie. E un'altra osservazione faccio a riguardo
della fenome¬ nologia spiritica di Eusapia: niente musica, niente canti ne
suon! durante la seduta; ma, o il silenzio più completo da parte del medium e
dei presenti, tutti in attesa del feno¬ meno . o un parlare confuso, un
discorrere senza senso, un interloquire a vanvera di tutti gli incatenati
attorno al tavolo, ogniqualvolta il ‘John,, esigente ed impetuoso sempre, batte
i sacramentali quattro colpi che vogliono dire: Parlate.... Sta per aver luogo
una manifestazione V Si ordina tipto- lomcamente di “ parlare „. E quanto più è
grande ordina¬ riamente la babele delle lingue, quanto piu disordinata e
confusa è la miscela di parole o frasi prive di senso e di coerenza che
ciascuno dei presenti immette nella conversazione, tanto più varia e più
intensa appare la fenomenologia eusapiana. 204
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Adunque, per la Paladino il
cicaleccio degli assistenti sosti¬ tuisce il suono del pianoforte o la
salmodìa, eui ricorrono altri medii per produrre i fenomeni. E tale abitudine
non fu già presa — me ne accorsi l'altra sera e piti me ne sono persuaso ieri
sera — per distrarre la attenzione dai tiri che il medio potrebbe giuocare alla
assistenza. La prima volta ho avuto anch io questo dubbio, e sono partito da
via Giustiniani poco soddisfatto della parte ingenua di cicalino cui io stesso
mi ero prestato, anzi addirittura furibondo di non aver forse ba¬ dato ai
fenomeni che durante quello stupido esercizio erano accaduti sotto i miei
occhi. Ma, in realtà, i parlanti non ne sono distratti, perchè non seguono col
pensiero le frasi sciocche e insensate, talvolta i semplici ritornelli in
tralalarà. che dicono a mezza voce, a fior di labbro : qualcuno, per di più,
continua a tacere e ad invigilare. Si tratta, adunque, non di un sotterfugio,
bensì di una necessità. Gli spiritisti affer¬ mano che quel chiasso agisce come
stimolo sul medio ecci¬ tandone la proiezione di “ fluido „ : e questa opinione
non ha nulla di contrario alla fisiologia normale, poiché sap¬ piamo che tutte
le funzioni effettuantisi a scariche (p. es., la sessuale) hanno bisogno di uno
stimolo, di cui costituiscono un reflesso. Anche nella sfera psichica certe
attività non si sprigionano senza una opportuna stimolazione : Lombroso ha dimostrato
che in moltissimi uomini di genio l'estro poe¬ tico, l’opera d'arte,
l’elaborazione pressoché automatica delle imagi ni e delle idee avvengono solo
in determinate condi¬ zioni di luogo, di tempo, di temperatura, di abbiglia¬
mento, ecc. ece.. sino ad aversi esempi dei bisogni più stra¬ vaganti (v.
L’Uomo di genio, passim). Ora, a mio avviso, 1 attività medianica può
benissimo richiedere un analogo determinismo fisiopsicologico per esteriorarsi
: le stimolazioni acustiche, siano musicali, siano rumorose o chiassose, arri¬
veranno ai centri psicomotori del medium e ne ecciteranno la esteriorazione di
forza. Ma quel comando del parlate', che generalmente prean¬ nunzia un
fenomeno di rilievo, può anch'essere derivato da una associazione originaria
fra gli inevitabili momenti di disattenzione dei formanti catena e la
produzione di dati eventi medianici. I toccamenti di “ Invisibili „ sono fra
questi; e così ci sono pure, da quanto ho già veduto, i trasporti di oggetti.
Si ha insomma un fatto di autosuggestione : i medi hanno bisogno di credersi
non invigilati, lasciati cioè alla loro spontaneità, e quel cicaleccio li
illude. Può anche essere che si illudano al punto (la Eusapia, forse) da
ritenere che gli RIASSUNTO PEI FENOMENI „ OSSERVATI
205 assistenti dirigano minore attenzione al procedimento del
fe¬ nomeno, e chi sa? anche alle manovre fraudolente che i medi stessi sono
tratti più o meno inconsciamente a fare quando sono stanchi o quando non sono
in vena di dare “ belle „ ma¬ nifestazioni. Ad ogni modo, io starò attento ; e
se mi accor¬ gerò che, cicalando o discorrendo, cesso dall'esercitare tutta fa
oculatissima sorveglianza che mi sono proposta, tacerò. Durante la seduta
io ho preso il “ controllo „ dapprima alla sinistra della Eusapia. Poco dopo mi
sono sentito toccare e premere fortemente fino al dolore, nella regione lombare
destra : ora, non è stata la mano sinistra di Eusapia che tenevo nella mia, nè
credo che il vigilatone di faccia (il signor Bantle) abbia lasciato libera la
destra di lei. Il fenomeno mi ha colpito assai, perchè sono sicuro che la mano
o corpo toc¬ cante e premente veniva dal di dentro del gabinetto e ad una certa
distanza dal fianco di Eusapia: veniva, anzi, co¬ perto dalla tendina nera.
Poco dopo sono ritoccato più volte, la tenda mi viene gettata addosso : ed io
so che tengo sempre la sinistra del medio : come avrebbe essa potuto adoperare
la destra, anche se libera, portandosela dietro al dorso, dietro alle spalle
dalla mia parte, e spingere o lanciare la stoffa pendente dnU’interno del
gabinetto nero? E inespli¬ cabile! Or bene: in condizioni di sorveglianza che a
me son parse sicure, i fenomeni hanno seguitato per un pezzo: moti
convenzionali del tavolino (tiptologia), toccamenti a me e ad altri, colpi
formidabili sul tavolino, apparizioni di forme lu¬ minose a mezza luna (?, che
io però non ho veduto), picchi sulle seggiole, oscillazioni e sollevamenti
totali del tavolino. Passo al controllo di destra, e le cose camminano
ancor più intensamente: — toccamenti sincroni, moti e strappi alla mia
seggiola, carezze e scherzi di mani invisibili coperte dalla tenda, correnti di
aria fresca, svolazzamenti di carte non toccate, trasporto di oggetti distanti
dal tavolino (un can¬ deliere, un calamaio, della ceralacca, eec.); poi,
alzamento del tavolo, trasporto in giro di una seggiola attraverso la catena,
moti spontanei della pesante tavola situata a destra del medio, suono spontaneo
della chitarra appesa .al muro, tintinnio di campanelli, e contemporaneamente
sempre mani che palpano me; indi, vista di un globo oscuro (una testa?) che
s’accostava al vigilatore di sinistra, un batter di mani per l'aria, rigon¬
fiamento della tenda, e finali strette di mano concesse a tutti attraverso la
tenda da un personaggio invisibile (John King) come per dire è ora di
chiudere!... 206 PSICOLOGIA E -SPIRITISMO, 11
La tecnica delle esperienze. Rimango ferino nelle stesse
impressioni che mi hanno fatto le “ esperienze „ della prima seduta: 1.
La tecnica dello “ spiritualismo sperimentale „ (?) è assurda, anorganica, non
scientificamente sistematica, puerile. 2. Sembra che i mezzi eoi quali si
ottengono i feno¬ meni — tavolo, mani in catena, oscurità o semioscurità, luce
rossa e simili — siano divenuti una maniera sistematica di tecnicismo empirico,
più per cattiva abitudine o per mimetismo irriflessivo, che per vere esigenze
dei fenomeni stessi. Una grandissima parte di queste pratiche o manovre è stata
im¬ maginata da persone poco colte e di intelligenza inferiore alla media. Nessun
vero uomo di scienza, accingendosi a provo¬ care sperimentalmente dei fenomeni
così importanti nel loro intrinseco valore, avrebbe ideata una tecnica così
grossolana e bizzarra come la “ spiritica „ . 3. La tecnica non ha
metodo, nè regola : finora sembra a me che si proceda a seconda del capriccio
dello “ spirito „ che figura quale agente occulto, o meglio del subcosciente
atassico della medium. 4. Una certa parte delle raccomandazioni o
imposizioni tecniche — aumentare la luce, fare oscurità, parlare o tacere,
stare in catena o non starvi — pare sia fatta per una in¬ tima e misteriosa
ragione (apparente), ma è fatta sempre o quasi sempre: «) per preparare gli
astanti a mettersi in condizione aspettante ; — 6) per produrre su di essi sor¬
presa e meraviglia; — c) per provocare fenomeni insoliti e importanti... Ma
questi, una volta prodotti, possono gene¬ ralmente, ad eccezione di pochi,
essere ripetuti in condi¬ zioni affatto opposte, in luce od in oscurità, fra il
silenzio o fra il tumulto, ecc. Tnsomma, nessuna rigorosa applicazione del
determinismo sperimentale. 5. La “ catena „ non influisce sulla crescente
produttività di fenomeni in una serata: direi anzi che se in principio è
mantenuta scrupolosamente da tutti, medium e astanti, diventa poi sempre più
lassa, discontinua, e alla fine inu¬ tile e superflua. Nella ultima parte della
seduta i fenomeni avvengono anche se regna nella catena e nella sala il più
completo disordine. L'assistenza. Lo stato mentale dei
presenti. 1. La presenza di spiritisti convinti nella “ catena „ formata
attorno al medium non è il solo fattore della pro¬ duzione dei fenomeni più
straordinari. — Questo è contrario a quanto dapprima supponevo. L’
esserci vicino alla Paladino dei credenti come la si¬ gnora R. o degli increduli
nello spiritismo come me, non influì jersera sui fenomeni. I più belli e i più
numerosi sono avvenuti con me, fossi a destra o fossi a sinistra del medium :
il che finalmente mi ha addimostrata la realtà dei fenomeni stessi e, fino ad
un certo punto, mi ha attestata la loro sincerità. Credo che nessuno si
sia mai accinto alla osservazione dei fatti spiritici con maggiore scetticismo
del mio; eppure, debbo riconoscere che i miei sospetti erano eccessivi. Anche
aguzzando occhi e orecchi se siamo in mezza luce o in pe¬ nombra. anche
esercitandomi ad analizzare intensamente le minime sensazioni di tatto, i
minimi atteggiamenti e sposta¬ menti delle mie membra (senso muscolare di
sforzo e di spazio) se siamo in ombra completa, io non riesco a negare questo
fatto semplicissimo: — il tavolino si alza e si muove senza alcun contatto,
senza spinte da parte di Eusapia. — Ho un bel dirmi attento che ti inganna ; ma
se l’inganno non riesco a scoprirlo, come debbo concludere? 2. Tutti noi
(anche gli “ spiritisti „) eravamo manifesta¬ mente nella più seria condizione
di mente per osservare e annotare i fenomeni. La sola persona che ha avanzata
una in¬ terpretazione troppo spiccatamente spiritica (lasignoraR... che ha
creduto riconoscere nelle carezze di una mano “ fluidiea „ quelle della propria
madre) non ha ottenuto alcun assenso dalla riunione: quella interpretazione è
stata — per tutta la seduta un fatto isolato. Forse da chi crede si ha delicato
riguardo al mio scetticismo , che si vuol vincere per logica naturale degli
eventi e non di sorpresa? 3. I più scettici, io e il signor Ferraro, non
eravamo i meno stupiti dei fenomeni. Io posso garantire d’avere serbata la più
completa serenità di spirito anche in mezzo alle stra¬ ordinarie manifestazioni
spiritiche in cui ero preso di mira: 208 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II ho esaminato tutto attentamente, freddamente: non
ero nè commosso, nè impressionato in qualsiasi altra maniera, quan¬ tunque i
toccamenti siano tutt altro che piacevoli per un novizio e da essi io abbia
riportata dolentezza ai lombi. 4. Sono certo, arcicerto di avere
osservato bene, di non avere subito allucinazioni, di avere avuto percezioni
reali, sane, obbiettive, tanto tattili e termiche, quanto acustiche e visive: i
miei sensi erano in perfètta normalità (direi anzi che. sebbene miope, la mia
vista dopo lunga abitudine alla semi¬ luce ed oscurità s’era fatta più acuta);
la mia intelligenza ragionava con logica serrata e ferma; sono stato presente
con la mia coscienza piena, lucida e quasi direi intensificata, a tutti gli
avvenimenti veramente memorabili della serata. Dunque, ho sentito, ho visto, ho
udito, ho toccato Con tutta la normalità fisiologica e psicologica di cui sono
capace. 5. Di tutti i presenti alla seduta e partecipanti alla ca- tena i
signori Per raro e Bau tl e sono freddi e calmi osservatori: il prof. Porro si
lascia un pò* troppo presto portare alle espressioni di meraviglia; il dottor
Venzauo è ammirabile per la calma con cui tutto annota, sebbene quando i feno¬
meni lo toccano mi sembri molto facile alle emozioni ; più ancora emotivo è il
marchese Da Passano; la signora Iter è portata alla parte
mistico-trascendentale dello spiritismo puro ; il signor Peretti è da lungo
tempo un convinto, os¬ serva e non discute; il sig. Schmolz ha, dicono, qualche
forza medianica, è pure un convinto, ma è alquanto emo¬ tivo ; il signor
Avellino ha presa fin qui poca parte, quasi mostrandosi oramai sicuro della
realtà dei fatti paladiniani e per ciò lieto del successo : ma tutti questi
signori avendo partecipato poco finora alle esperienze, non ho avuto occa¬
sione di studiarne la psicologia. Nessuno però intralcia il corso delle
manifestazioni con inopportune inframettenze, nessuno si assume di fronte a me
l’ufficio, che mi sarebbe antipaticissimo, di “ cicerone „: ognuno è lasciato
nella più completa libertà di interpretazione su ciò che succede.
Nell’insieme 1 ambiente è adunque propizio a bene osser¬ vare (non dico a
sperimentare, ma ciò dipende dalla prefis- sata tecnica delle sedute): — se vi
è gruppo spiritico in cui la veridicità e serietà dei fenomeni potranno
mettersi fuori di contestazione, a me pare questo. E in complesso sono sodis¬
fatto di farne parte: un altro ambiente avrebbe forse sve¬ gliata la mia
diffidenza. * * * Il
medium 1. La Paladino si occupa specialmente, anche troppo, del
controllo : essa prevede abbastanza spesso che avverrà “ un fe¬ nomeno „, e si
mette e fa mettere gli altri nelle condizioni che le sembrano opportune, non
già per il metodo o pro¬ cesso di produzione del fenomeno stesso, ma per la
vigilanza, affinchè la manifestazione abbia un po’ dello spettacolo. 2.
La Paladino è più furba di quanto appaia ; è vana, perciò tiene molto al
successo dei suoi esperimenti; è abile nel preparare l’animo dei suoi spettatori...
Ma dopo questa se¬ conda seduta essa non mi sembra tanto capace di ingan¬ nare,
per lo meno coscientemente, ad ogni costo e pei" in¬ veterata ciurmeria
come da certuni si crede: è una buona donna, nella pura espressione del
termine. 3. Le sue smanie durante la prima parte della seduta, quando non
avvenivano fenomeni, mi sono sembrate sincere; invece ho osservato, non senza
meraviglia, che il successo brillante dell ultima parte non l’ha eccitata nè
allietata : è vero che in allora era stanca, e sopratutto in condizione più
inoltrata di autoipnosi. Osservando bene la mancanza di manifestazioni
durata iersera per più di un’ora, ritengo che ad Eusapia accadesse di non poter
entrare nello stato medianico per un impedi¬ mento fisio-psicbico non dissimile
da quello che toglie il sonno a ehi vuol dormire. Tutte le persone che hanno
sof¬ ferto d insonnio (ed io, purtroppo, sono fra esse) sanno per prova che
cosa sia l’agitazione smaniosa da cui sono prese al non sopraggiungere della
desiderata incoscienza. Ora, Eusapia riproduceva iersera davanti a me questo
noto quadro: se ne deduce facilmente che la medianità è legata indisso¬
lubilmente agli stati auto-suggestivi di sonno ; i medi sono soggetti che si
ipnotizzano da sé. 4. I fenomeni mi paiono prodotti dalla Paladino senza
cor¬ rispondenza assoluta colla profondità o fase del suo stato di t lance. La
tavola del V isani-Scozzi è affatto teoretica, e, per quanto ho visto in due
sedute, erronea : non mi risulta vero che a determinati stati medianici (ipnoide,
catalettico, ecc.) corrisponda sempre una data serie di fenomeni. Questi
se- Morsklu, Psicologia e spiritismo. y guitano a prodursi
senza regola, tanto in estasi o trance quanto in veglia : quando la Paladino La
prodotto lo spostamento della mia seggiola, era pressoché sveglia ; non era in
son¬ nambulismo quando mi ha fatto vedere il globo oscuro nel chiarore della
porta; la “ levitazione „ del tavolo ha luogo anche senza ipnosi o altro stato
consimile del medio. Quindi tutta la teoria o costruzione del Visani-Scozzi
cade da sé. A schiarimento di quanto dico, riporto in succinto la tabella
dell egregio psiehieista fiorentino, cui egli dà questo titolo :
Condizione psico-nervosa indotta e modificata per suggestione mentale da
Intelligenze extraumane nel medio , (La Medianità, 1901, pag. 392-3). I-
Veglia ' Medianità intuitiva, — parlante, — a effetti 1 fisici di moto
IsnORfn.TnAnlr, rii 1 Medianità intuitiva. — parlante, — scrivente,
11. I retinosi tiptologica, - a effetti fisici di moto (spo- 1 stamento di
oggetti), — id. di rumori. ' Medianità parlante, — scrivente, —
tiptolo- gica, — a effetti fisici di moto (spostamenti,
levitazione, trasporti), ... di rumori, . di luci, a
materializzazioni precarie par» riali, tangibili e visibili. Medianità
tiptologica, — a effetti fisici di moto (c. s., più la levitazione del
medio),... di rumori, ... di luci, — a materializzazioni precarie
semi-integrali, tangibili e visibili, — a dematerializzazioni (apporti?).
Medianità tiptologica, — a effetti fisici di moto, ... di rumori, ... di luci
(c. s.), — a ma- V. Letargia terializzazioni precarie integrali
'tangibili, l Visibili o nnrlanH - o * _ • visibili e
parlanti, — a materializzazioni parziali permanenti, — a dematerializza¬ zioni
(apporti). La progressione dei fenomeni medianici sarebbe completa
e in buona rispondenza simmetrica con le presupposte fasi r 'fi”08-1 £ia '
Stabilite dallo Charcot e dalla sua scuola. Ma gli ultimi studi di ipnologia
hanno provato che la successione ° s“a“ catalettico, letargico e sonnambulico
era un prodotto artificioso e raro di suggestione sulle grandi isteriche della
Sal- petnere. Oggidì si sa che gli stadi ipnotici sono ben più nume¬ rosi e
vari; e massime in riguardo della medianità le ricerche del colonnello Dk
Rochas (Les états profonde ... et superficiels de l Ht/pnose) hanno reso le
cose assai più complicate che non creda il V isani-Scozzi. Il De Rochas,
infatti, descrive nei suoi _ lr0RZI DEL medIdm E prodi APPARENT!
211 soggetti un succedersi multinln w; „<.„*• ir • nambulismo,
letargo, che sarebbe ^ a^enu Jl catalessi, son- basti il fatto che la ‘ mediati
nf. -PP° lun»° «Produrre; ma la gradazione iniziale, bensì la nifi \uP "
I,on è già, secondo lui, se non i soggetti che ’si sciolgono da JnY r" T
vi arri' ano **P“ "j. proSnto? cmSS SiSSSr,“* coi ,,,U»
E"- troppo, anche della correlaz”oLq fri fe Vl8A^'Sc0ZZI ^ ““ P«
dianici) e stati superficiali n „? f ■ fe“°“e“‘ spiritici (= me- descntta
dall’insigne psichieista francò d® a lpnosi- qual’è del mediumfmó0»“,“e
ques^Mn i"%“ “”l!re' d* P*«e contrazioni muscolari (talvolta i,v -è
soItanto «velato dalle quasi costanti) ; è ad °S»i modo, di Eusapia
quando si accinse a rP •*? n6 conteg’«o generale festazioni , dell’ipotetico Al
di là In^orf * *“? “ ma,li- una vera frenesia- sosnim ln a ora essa è presa
da geme, si lagna, emette esclamai g l8’ respira affannosamente,
cini, si stira, reclina la fP-.fn a e mam dei suoi vi- spalle dei
vigilatori si abbandnn ^ r*0 fin° a toccare le io v.d„„ ’rr* che a'
tanta soffra folororissi^cT' S°n-° -rÌmast° «5*o ,emb6™sr„?i4 tr^ST
r' dino in frode dueo'tre volte^du'n ? P*?*0 di trovare la Pala¬ la mia
attentissima osservazione ^ & S®co.nda’ nonostante dezza (che dà tanto da
faro oli V mia lnesorabile fred- anche nella semioscurità, glf oe3^fi«i « qg“le
ha sempre- ho potuto scoprire nessu/ nganno o n r lo' *“* Ì0 ‘10n sono nescito.
Ma ciò basta a ’ ’ pel, 0 meno> 11011 ci 7. E ben pensando^ “1 8 qualche
gherminella V della mia mano posta sul nari / i'6 j°Pj° d nuovo toccamento
toccamento comiduto iersera 1 d6Stro della Paladinp. ~ della prima sera, anzi'
dirette toCd-f™*”0 dÌV6rS.a da ciuella io non ho più i] diritto d; ' e dìta m
senso inverso, — analogo del 17 maggio doveP nTer ^ nel tosamento og 0Ve nn eia
apparsa un’abile ma- I novra. Inoltre, ieri sera, io
vedevo abbastanza distintamente U braccio sinistro della Paladino tenuto sulla
tavola dalla sia.' Rey, mentre la destra era da me controllata, eppure, sono
stato toccato. Supporre che la Paladino 1 abbia tatto col piede è assurdo : e
poi ciò che mi toccava anche questa volta era proprio una mano, con dita a
segmenti articolati, con polpastrelli, con falangi corte e lunghe, non già un
corpo ^Dunque, per un qualsiasi supposto agguato n<d toccamente di una
mano posata sulla testa di Eusapia, debbo lealmente ricredermi : - per lo meno,
l’estremità organica da me pei ce¬ rata ieri sera è stata realmente “ fluidica
„ (cito il termine consacrato dal linguaggio spiritico senza discuterne e tanto
meno adottarne, per ora, il significato). . 8. L’altra frode che ho
creduto scorgere la prima seia nello spostamento della seggiola di Peretta è di
altro genere. Pino a dimostrazione del confrano, seguito a. credere che il
prolungamento che ho visto partire dalla spalla della al¬ dino era, proprio un
braccio, ossia un membro (sebbene co¬ perto, mi parve, dagli abiti o da una
stoffa nerastra) costi¬ tuito anatomicamente. Il movimento di sforzo che gl mò
compiere nel tirare indietro e a sè la seggio a u que o un vero arto umano composto
di ossa, muscoli, enc ini, e funzionante in modo normale. Che cosa
pensarne 9. Jersera invece il movimento della mta seggiola, assai più
complicato e straordinario di quello del Peretta, è avvenuto (ne sono certo,
fermamente convinto) senza intervento del braccio destro (anatomico) della
medium, perchè io lo tenevo colla mia mano sinistra, lo sentivo contro il
petto, e non 1 ho abbandonato un istante. Quanto al piede destro della l a a
dino. esso era sul mio sinistro e non mi ha lasciato mai inoltre, come fare
salire una seggiola su di un tavolo e come farnela discendere con un piede
calzato, senza un imma^i- nabile acrobatismo di tutto il corpo che invece era
fermo . Resta l’ipotesi enunciata dal Richet e dal Lodge che io abbia
anche la sera del 17 visto un bramo radiante o fluì; dico In tal caso bisogna
supporre od ammettane ohe ì prolungamenti del doppio contengono tutti i
caratteri mo foloaici e fisiologici delle membra reali; e che un traccio-
animico non si distinguerà, ai nostri sensi: da uno > £ mica ! A
pensarci su, c’è motivo da restare muti e sbalordita. Quel braccio aveva però
anche tutte le situazioni SP®C1* 1 " ' significherebbero un furbesco
giuoco di ® P°r“J dovevo vederlo proprio io, di faccia ? perchè in tutti gli
altri spostamenti e nelle azioni a distanza questi bracci ani¬ mici non
si veggono ? .... Regna nell’ insieme dei fenomeni medianici il più grande
disordine, sicché sembrano Feffetto di una volontà instabile, bizzarra, tutta
ad impulsi... Altro che “ Intelligenza „ coll’ » grande ! Mi sembrano
intelligenze appena uscite dalla fase bambinesca o ritornate alle scem¬
piaggini e agli arruffamenti sconclusionati di un sogno. *
* * I fenomeni. 1. I fenomeni della prima metà
della seduta sono stati insignificanti : quelli dell'ultima ora, dalle 1 1 alla
mezza¬ notte, addirittura stupefacenti. 2. I più straordinari dei
fenomeni sono avvenuti a me ; e furono in parte di indole meccanica, e quindi
percettibili e udibili e visibili da tutti : in parte di indole che dirò fisio-psicoloyica,
perchè colpivano i miei sensi, ed io soltanto li ho percepiti. 3. I
fenomeni meccanici o fisici consistettero precipua¬ mente nei moti del tavolo,
nello spostamento di oggetti, nel¬ l'avanzamento della grossa tavola che è
venuta a battere, come un ariete, contro le mie spalle... In sostanza, sono i
medesimi che si veggono descritti in tutte le sedute della Paladino. La loro
straordinarietà sta : a) nell’avvenire senza contatti o con rapporti
insufficienti con la persona del medio, e sotto la vigilanza più completa ; b)
nell’avvenire a distanza talvolta abbastanza grande dalla persona del
medio. 4. Parlo delle mie percezioni : a) Ho sentito toccamenti sul
fianco, gli uni delicati e carezzevoli, altri più grossolani ; i primi mi parvero
perciò di mani leggere, gli altri di mani pesanti. Un pigiamento sul fianco
destro mi ha lasciato dolentezza per circa un’ora (vi soffro di nefralgia). Ho
anche sentito lo strisciamento di una mano invisibile sulla testa, sulla
schiena , sulla faccia. bj Mi si è nuovamente fatto toccare da una mano
spiritica nuda o carnea, ma diversa da quella della prima sera. La differenza
fra le due mani era notevole : la prima, quella del 17, era femminile, o almeno
mi parve tale, e sospettai, come ho detto, che fosse di Eusapia ; per contro
jersera era una mano vigorosa, più grossa, maschile, a dita forti, a gesti
risoluti: quando ho tentato di avanzare per meglio sentirne le forme, essa mi
ha respinto fieramente!... c) Mi hanno messa la punta di un dito nella
conca del padiglione auricolare di destra (la mano della medium era nella mia,
e a destra avevo il signor Ferraro sul cui contegno sono sicuro). E mi si è
anche preso l’orecchio si¬ nistro fra le dita di una mano. d) Mi si è
sottratta di sotto la seggiola, cosicché sono stato costretto ad alzarmi; e poi
mi si è tirata la giacca per farmi risedere sulla seggiola ritornata al suo
posto. e) Mi si è battuto amichevolmente sulle spalle, sul dorso, e anche
sulla testa con tre colpetti diversi, come di approvazione a giudizi (benevoli)
che esprimevo sui fenomeni. f) Ho sentito, propriamente sentito, sulla
mia regione occipitale, sulla nuca (si badi che sono, purtroppo, abbastanza
calvo), non che sulle orecchie prima destra poi sinistra, una specie di
ventilazione come d’ala di uccello : ho avuto la netta percezione di avere un
grosso ma domestico uccello, per es. una tortora o un piccione, sul bavero
dell’abito, che eolie ali mosse mi ventolasse la testa. Il signor 1 erraro mi
ha detto che in quel momento io avevo un che di biancastro sul collo, dietro
della testa. Non eravamo nè l'uno nè l’altro commossi: meravigliati, sì, ma
freddissimi osservatori. Non era un’allucinazione, ma poteva ben essere
un’illusione dei miei centri cerebrali eccitati : forse un’allucinazione veri¬
dica ?... Ma fino ad ora il materializzarsi di entità animali è dubbio ; e poi
eravamo in quella malaugurata mezza oscu¬ rità e bisogna stare in
guardia... g) Ilo visto nettamente, quantunque nella semioscu¬ rità, un
candeliere trasportato medianicamente, inchinarsi, spostarsi, ballare sul piano
tutto biancastro e visibilmente libero del tavolo : nessuna mano lo toccava. La
Paladino era in quel momento controllata da me. h) Attraverso una tenda,
dietro alla quale, essendo essa alquanto sollevata, si vedeva il vuoto (alla
piena luce di una lampada a reticella Auer un po’ consumata), ho sentito
chiaramente una stretta di mano : la mano mi è parsa grossa, robusta, come di
un uomo dedito a lavori grossolani, e mi ha afferrato e compresso la punta delle
quattro mie dita fra le sue dita minori da una parte ed il pollice dall altra.
Ci si vedeva chiaramente anche a leggere ; e guardando la tenda mentre mi
toccava, io ho scorto coi miei occhi formarvisi delle pieghe come attorno ad
una mano reale. Inutile dire mm un’apparizione ri forme
, 215 cltó sollevata in quell’ istante la tenda, nulla
c era di dietro: « ,-he la Paladino era ferma al suo posto. Anzi, per arrivare
a toccare la stoffa dall’altra parte , io mi sono levato mezzo da sedere e ho
passato il mio braccio dinanzi alla medium. Apparizione di un “
globo oscuro „ (testa?). rOnesta figura sferica ei è apparsa più volte
neUe sedute ili Eusapia : sono in generale i due vigilatoti che se ‘.'l ve4°f°
aPp?Pg’ ® nello spazio interposto tra essi, al davanti o dai lati di
hnsupiaj. i) Ho visto un globo oscuro partire due volte dallo
spazio fra la testa della medium (che allora si appoggiava contro lamia) e
quella della signora Rey poste in ombra: il globo si è proteso due volte fino a
metà e più della tavola, con direzione evidente verso il signor Ferraro. Anche
qui non ero allucinato, ma percepivo nettamente e calmamente il feno¬ meno : ne
sono stato, si capisce, un po’ commosso, giacché in fin dei conti non sono casi
di tutti i giorni, ma non ho perduto un solo momento la tranquillità dello
spirito. Ho su¬ bito dichiarato alla Paladino che quel globo mi pareva dato
dalla tenda nera disposta attorno ad un che di rotondo, che io paragonerei ad
un cocomero più che ad una testa: in avanti era a contorno tondeggiante, in
dietro, verso la sig.*Rev, si continuava nell’ombra e forse nella tenda.
Questo globo, l’aleggiare di un uccello (?) sulla mia testa, le strette di mano
attraverso la tenda, sono i fatti che mi hanno jersera più colpito : tutti e
tre erano reali, veri, sicuri, come sicura è la esistenza di ogni oggetto
esterno che colpisca i nostri sensi della vista, del tatto e della
termoestesi. k) Ho udito anche dei rumori, come di piccole mani che
applaudissero. I miei compagni dicono che erano schiocchi di dita, e anche a me
hanno poi fatta questa impressione; ma li ho uditi poco, prima perchè erano
deboli, poi perchè mi giungevano in quel momento le esclamazioni della signora
Rey. l) Ho sentito del vento sulla gota destra, sulle mani, ma è stato fenomeno
passeggierò, direi quasi abortivo. Ve¬ niva dalla tenda nera posta alla
distanza di circa 80 cm. da me, ma cessò subito. Non era prodotto da differenze
termiche delle mani o delle persone vicine: neanco era pro¬ dotto da fiato ,
chè la superficie percorsa dalle variazioni termiche era troppo grande, e la
testa della Paladino era lontana e con la faccia rivolta altrove... Mi son
ricordato che anche il Crookes sentiva questa corrente di k freddo „
sperimentando con l’Home. Eppur si muove ! La storia dei *
tavolini battenti, danzanti e parlanti „ è oramai vecchia : per lo più gli “
Invisibili del mondo ultra¬ umano e ultraterrestre „ comunicano con i vivi
mediante l’a¬ gitarsi ed il sollevarsi dei mobili. Potrebbero gli “ spiriti „ dei
trapassati, o quegli altri enti spirituali erratici di inde¬ terminata natura,
che gli occultisti e anche certi spiritisti imaginano al loro posto,
potrebbero, dico, muovere altri oggetti che non mancano nelle nostre case dove
la civiltà ne accumula ogni giorno in numero sempre più grande, di forme sempre
più varie e di uso ognor più diverso: ma il “ tavolino „ resta lo strumento
intermediario per eccellenza tra l’Al di qua e l’Al di là. È il retaggio delle
Fox che si I TAVOLINI PICCHIASTI E PARLANTI 217
perpetua: la tavola da pranzo di Hydesville e Rochester ha figliato una
innumerevole caterva di quadrupedi lignei semo¬ venti e a gesti intenzionali,
quasi intelligenti. Io li chiamerei gli “ altari „ di un novello culto, se non
sapessi che oggi lo spiritismo-religione sta fallendo e che si va smarrendo la
fede nei messaggi degli “ spiriti „ mediante i tavolini. L’al¬ tare è stato
profanato dalle mani scettiche dei fisici, fisio¬ logi, psicologi e alienisti
che vi si sono posate su con aria spesso di scherno, sempre di dubbio ; e il
rito ha perduto il suo carattere di spontaneità: esso è divenuto un’arma di
combattimento, l’arco e la fionda dello “ spiritismo „ ; esso è oggi appena un
mezzo di prova, un apparato tecnico di sperimentazione. Adesso il tavolino si
muove per convincere, e lo fa con un’ostentazione sistematica di polemista
ansi¬ mante e collerico: les Dieux s'en vont. È interessantissimo lo
spettacolo di quel mobile ligneo che dal principio alla fine delle sedute di
Eusapia non ha mai requie; e siccome si muove a piena luce e al buio, lo si
direbbe un essere privo di sonno. Ma ecco un’osserva¬ zione curiosa: il
tavolino non si muove solo per dirci qualche cosa, o per esprimerci qualche
pensiero, no : — in principio e anche in seguito lo si vede agitarsi e scuotersi,
lo si ode fremere per di dentro, senza una ragione al mondo: — è “John King,
che si avvicina e che si vuol far sentire pre¬ sente? Niente aifatto. Guardando
l’aria sorniona che si di¬ pinge in volto alla Eusapia quando è avvenuto il
movimento, e quando l’osservatore, che essa vuol guadagnare alla sua causa, fa
mostra (come io ho fatto più volte) di non accor¬ gersene e di non dare
importanza al “ fenomeno „ , si com¬ prende subito ehe il movimento ha soltanto
significato in sè e per sè: realmente “John, non può voler dir nulla con quelle
oscillazioni, ora in un senso ed ora in un altro, ora su due zampe ed ora su di
una sola, a destra o a sinistra, per 0 lungo o per traverso. E poi, ehe
contenuto intellet¬ tivo ha la stessa levitazione del mobile? Nessuno; è uni¬
camente un giuoco ginnico, una mostra di acrobatismo, un * fenomeno-fenomeno,,
nient’altro. Vero che in aria ci vanno i Santi, qualche volta, e ci andava
Simon Mago che poi precipitò giù e si ruppe il collo: ma il tavolino non può “
levitarsi , per simboleggiare il protendersi supplice o esta¬ tico verso il
Cielo . come avveniva a San Giovanni da Co¬ pertine o a Sant'Antonio da
Padova... Riguardo a questa categoria di manifestazioni delle facoltà di
Eusapia dirò soltanto che oramai, dopo una serie di sol- 1
218 PSICOLOGIA E SP1BITJSMO, II levamenti del tavolino con
leggerissimo contatto di mani e anche senza alcun contatto , avvenuti tutti
sotto i miei occhi e sotto le mie mani (anche a luce completa), non c’è più
ragione plausibile per dubitare : - ■ Eppur si muove !.. La ipotesi dei
moti incoscienti comunicati dagli astanti al piano del mobile potrà torre
valore al fatto per le sedute di famiglia o di circolo spiritico, dove
l’analisi del fenomeno non si fa o, se si fa, è imperfetta ; ma qui, al Circolo
Minerva, il tavolino oscilla, s’alza su di un piede o su due piedi, s’eleva m
atta e vi si mantiene per alcuni secondi senza che visi¬ bilmente ni uno più lo
tocchi... Ammenoechè non si allunghi 1 azione psicomotrice scoperta da Chbvheul
fuori delle estre¬ mità delle dita e della palma, ammenoechè non si proietti la
t orza nervosa traverso lo spazio, sia pur esso di un milli¬ metro solo o di
una spanna e talvolta di due, la trasmis- sione del movimento non avviene qui
secondo il dogmatismo della t isiea e Meccanica ordinarie. Bisogna pensare ad
un'Ener¬ getica diversa! * * *
Sintesi. L'impressione sintetica della 2* seduta è che la
Paladino sia davvero capace di sviluppare una “ forza „ esteriore alla sua
persona, la quale agisce probabilmente con due processi • a) meccanico,
sugli oggetti, sui corpi, fors’anco sulle aggregazioni molecolo-atomiche o su
quei centri o vortici di energia che noi chiamiamo ‘materia,. Su questo punto non
c è da parlare di “ spiriti „. ma di ‘ forze io, lo dico e ripeto da anni, non
sono affatto monista-materialista nel sigmhcato volgare che tutti attribuiscono
a questo ter¬ mine: propendo da molto tempo al pandinamismo ; b)
fisio-psichico, sui sensi dei presenti, in modo da pre¬ starsi alla interpretazione
di determinate sensazioni. Su questo secondo punto, mi rimane il dubbio che la
stessa “ forza „ hn qui ignota non sia anche capace di provocare delle sen¬
sazioni cui corrisponda realmente uno stimolo sulle estre¬ mità nervose
(telepatia? allucinazioni veridiche?). Ripeto però che i fenomeni
prodotti sono elementari; non hanno contenuto ideativo: sono movimenti o
sensazioni setti- j ìlici. Il loro contenuto ideativo è affatto
convenzionale : le risposte del tavolo sono ristrette a regolare la tecnica dei
fenomeni pel migliore loro successo o per colpire l’animo dei presenti. Non v’è
ombra di un’idea, soltanto negazione o affermazione quando l’idea è dai
presenti formulata. Anche i sentimenti espressi dal tavolo, dai picchi sugli
oggetti, dai toceamenti sulle spalle, sono elementari : approvazione, dis¬
approvazione, dispetto, scherzosità, collera..., il tutto con¬ dito da poco
spirito e manifestamente dovuto ad una men¬ talità di grado inferiore. Io
penso più che mai alla teoria della disgregazione psi¬ cologica : — è la
personalità inferiore, puerile, della medium quella che si manifesta nei
fenomeni : questo pel contenuto, dirò così, intellettuale, dei fenomeni. Quanto
alla loro mec¬ canica, parmi che si debba preferire sempre la spiegazione della
esteriorizzazione del pensiero (subcosciente e automa¬ tismo). L’ “ intervento
di spiriti „ per me riesce finora inam¬ missibile: pare impossibile che persone
di senno, come Brof- ferio o Wallace, possano vedere in questi fenomeni di
natura ignota e occulta, sia pure, ma di indole così volgare e bassa, l' opera
di spiriti erratici o di intelligenze extra-umane. Neanche degli ex-umani, cioè
dei “ disincarnati „ che furono uomini e pensarono e agirono come tali durante
la loro esistenza terrestre, possono essersi rimbambiti o imbestialiti nell’Al
di là, tanto da dare manifestazioni così tipicamente degne di una rivendugliola
o di un lazzarone napoletano ! Eusapia e lo “ Spiritismo,,. È
notevole il fatto che solo a 22 anni la Paladino, fino allora inconsapevole
delle sue facoltà meravigliose, si è con¬ vertita alle rivelazioni del suo
spirito-guida. Essa ha adot¬ tato, però con mediocre calore, la dottrina
spiritica : ciò che la là spiritista non è la conoscenza della parte teorica
dello spiritismo, ma la convinzione monoideistica di essere in rap¬ porto con
quell’entità misteriosa che le hanno detto chia¬ marsi John King e di cui essa
ha una rappresentazione del tutto grossolana, a mo’ di quelle imagini che i
popolani si fanno degli esseri spirituali. 220
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II In lei difatti c’è sempre la
superstizione popolare che parla. Ad esempio, il furto di cui è stata vittima
nel ’96 mi fu da lei narrato jersera con un subisso di circostanze strane,
nelle quali si riflettono le credenze napoletane nei sogni ; essa avrebbe avuto
sogni premonitori ripetuti, incontri per la via di persone rassomiglianti a
quelle vedute precedentemente in sogno, precognizioni di indole emotiva .
Ma in sostanza Eusapia fu volgarmente svaligiata da un noto camorrista
con la complicità della sua fantesca. Non mi par vero quanto di lei
asserisce G. Bois, che cioè essa si creda l’apostolessa di una nuova religione
(?) e che per ciò corra di città in città “ esteriorando i suoi sogni,
proiettando nell’atmosfera circumambiente il disordine dei suoi nervi,,. No:
Eusapia non ha queste pretese; tiene molto alle sue facoltà “ spiritiche ,
[verso di me si mostrò of¬ fesa perchè le diedi il mio ritratto con la scritta:
— in segno di gratitudine per le sedute medianiche favoritemi — ]; ma proprio
per la propaganda della dottrina è e si addimostra abba¬ stanza tepida. È vero
che dei problemi formidabili sollevati dalle sue gesta di medium, Eusapia non
comprende la por¬ tata; le sue idee intorno allo spiritismo e psichismo sono le
più semplici e grezze che si possano imaginare: e questo, contrariamente alle
pretese propagandistiche di Home, della d’Espérance e in generale dei medi
psicografì, attesta in favore della sincerità della Paladino. Ma Eusapia parla
mal¬ volentieri di spiritismo e di fenomeni quando è fuori di se¬ duta: come
tutte le persone la cui fama si fonda sui fatti, essa preferisce l’agire al
discorrere. Genova, 20-21 maggio 1901. LA TERZA
SEDUTA Che cosa si pensa di noi. Il compare di Eusapia.
È indicibile la impressione che producono nel pubblico 1 resoconti delle
nostre sedute “paladiniane, che il prof. Porro ha cominciato a inserire sul
Secolo XIX di Genova. Tutta la città ne parla, ed io, di cui si conosce da un
pezzo 1 at¬ teggiamento scettico rispetto allo “spiritismo,, sono special¬
mente preso di mira : mi si ferma per la strada, mi si cir¬ conda ovunque vado,
mi si interroga, mi si mettono davanti quesiti dubbi e consigli (sempre i
medesimi !), mi si critica apertamente, e non meno apertamente mi si fa già
capire che non mi si crederà, anche se affermerò d’aver veduto coi miei occhi
il famoso tavolino di Eusapia andare in aria . La psicologia degli
increduli fu già scritta con molta ar¬ guzia dall’ Ern-y (Psychisme
expérimental, pp. 33-44). \ i sono Sii increduli scettici che negano perchè,
loro, non hanno an¬ cora veduto; — i bene equilibrati, che si imaginano di
avere il cervello più sano di tutti gli infelici che videro e di cui proclamano
l’imbecillità; - i furbi, che subodorano la ciur¬ meria, e a cui “ non la si
farebbe mai „ ; — gli pseudo-scien¬ ziati , che spiegano tutto con la frode dei
medi e colla sug¬ gestione degli sperimentatori ; — i teorici, che si
sbracciano a esporvi le loro spiegazioni incomprensibili; — gli igno¬ ranti,
che non si capacitano, ad esempio, della necessita di un medium, e vi
perseguitano con una folla di domande sconclusionate senza nesso alcuno coi
fenomeni ; — \ pedanti, che applicano a dritto e a traverso le nozioni
rudimentali, ma dogmatiche, attinte dai manualetti di scienza popolare; — gli
scrupolosi, che anche al cospetto del fenomeno piu evidente seguitano a
tentennare la testa e a spremere dubbi e paure di sottintesi ; — in ultimo, gli
indifferenti, che giu- 222 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
dicano cosa futile l’occuparsi di spiritismo e di medianità, essendovi
nella vita problemi pratici ben più importanti ! Non. ,caso ^ rispondere
a tutti, e meno ancora è il caso di iniziare un apostolato “ prò
spiritismo Anzitutto, non è verso la dottrina spiritica che io mi in¬
cammino, dato che io veda, che confessi di vedere e dichiari di avere veduto.
Da quanto mi si dice a viva voce o mi si scrive (poiché comincia a piovermi da
ogni parte un episto¬ lario, per lo più anonimo, e bene spesso offensivo !),
desumo che sarò difficilmente compreso da spiritisti e da a nti spiritisti :
quelli mi accuseranno di fermarmi a mezza strada, questi mi taccieranno da
“transfuga del positivismo „, eccetera, ec¬ cetera. A me poco importa:
vorrei invece assicurare quei benevoli che mi consigliano di aver prudenza, e
quei malevoli che mi incolpano di non averne abbastanza, vorrei, dico,
assicurarli che noi dieci del Circolo Minerva non siamo nè burloni nè burlati.
Qualcuno seriamente mette avanti il sospetto che nei locali del Circolo si introduca
un “ compare „ di Eusapia. al quale costei affidasse il compito di fare i
rumori miste¬ riosi (i “ raps „), di smuovere i mobili, di avanzare mani o
testa dal gabinetto medianico restando nascosto dalle tende, e sopratende, di
suonare là entro la trombetta e il mando¬ lino, di stampare le impronte ;
insomma, di agire da Invisi¬ bile-tangibile, burlandosi atrocemente di noi.
Questi furbissimi non comprendono la buaggine della loro spiegazione. Come se
non si perlustrasse ogni sera il locale del Circolo, dove mai prima del 17, mai
se non per le sedute, Eusapia ha messo o mette il piede! come se noi operassimo
sempre nelle più fìtte tenebre, e non avessimo mezzo di illuminare d’im¬
provviso il campo delle gesta paladiniane! come se dieci persone sane di mente
e non prive del ben dell’intelletto diventassero ad un tratto imbecilli, solo
perchè si chiudono in un appartamento di via Giustiniani! come se il sedersi in
catena attorno ad un tavolo di Pitonessa moderna, ba¬ stasse a fare d
un’accolta di persone studiose e serie lo zim- bello d una volgarissima e
puerilissima astuzia continuata per più ore di seguito ! Forse il
sospetto del compare proviene dalla conoscenza del noto giuoco di
prestidigitazione detto dell’ uomo nero, I giuoco in cui eccelle adesso
Leopoldo Fregoli. Sul fondo di un palco scenico, addobbato tutto in nero,
tenuto al buio, può benissimo passare e agire, indistinguibile alla vista del
pub¬ blico, una persona vestita completamente di nero, mascherata di nero: si
veggono allora con meraviglia i mobili « levitare „ volare e danzare senza che
si scorga colui che li sposta e li trasporta. Ma come è possibile imaginare un
si fatto stratagemma nelle sedute di Eusapia ? Lo si è nar¬ rato del medium
Home (se la memoria non mi falla) alla Corte d’Austria, però non senza che io
debba stupirmi della stupidità di quegli eccellentissimi Arciduchi e
Arciduchesse. Fors’anco qualche scettico, edotto dalla storia dello spi¬
ritismo, ricorda i medi, massime americani, trovati sfacciata¬ mente in frode e
i cui artifici si riducevano alla complicità del loro impresario. Nel libro Non
v’è la morte della Marrtat si legge che i medii pioventi in Europa ogni tanto
dagli Stati Uniti e famosi per materializzazioni di fantasmi, operano
generalmente seduti entro il gabinetto nero, davanti alle cui cortine sta il
loro “ conductor „. Costui, tenendosi sempre in vista degli spettatori, è là
apparentemente per regolare l’ordine delle sedute, per impedire ai fantasmi
materializzati che si manifestano di rientrar troppo presto nell’ombra, per
obbli¬ garli anzi a disciogliersi forum populo, a svanire nel mo¬ mento
opportuno e a sprofondarsi nel pavimento davanti agli occhi dell'assistenza....
In realtà, l’ufficio dì quel “Barnum„ è di riparare il medium nelle sue
manipolazioni, è di sot¬ trarre la scena di simili teatrali assurdità da un
troppo penetrante esame di qualche incredulo introdottosi fra il pub¬ blico
pagante e... credente. Si è pensato per un po’ di tempo fra gli
antispiritisti che il cav. Chiaja, zelantissimo accompagnatore di Eusapia
traverso il mondo, avesse un còmpito non dissimile dal precedente. Ma il
sospetto, ingiuriosissimo per l’egregio gentiluomo Napoletano, non ha
fondamento veruno nella procedura usata ora dalla Paladino : essa va sola, e la
seduta può esser diretta anche da chi non ha, come me, nessuna simpatia per 1’
Occulto, nessun motivo di difendere gli In¬ visibili dalle investigazioni
rivolte ad accertare per intanto l’esistenza e sincerità delle loro
manifestazioni. I fenomeni e il 4 controllo ,. Jersera, non
appena Eusapia mi ha visto arrivare, mi si è avvicinata, e a bruciapelo mi ha
detto: k Voi siete Mor- 2 ? '?*» .»*► e sotto il dominio dei
sentimenti d; . sedute di Milano, gerito contro di me “ scettico rancore cIle
le hanno sug- presenza al Circolo Minerva le fo^d'8*9 ln.lpenitente ». la
mìa “John King „ mi rifiatasi Jf n?' T’Uta ìnsolì'rih ile, e
imbarazzo di quel piccolo colpo df scende ^ J’ÌDe.vitabile proche spiegazioni,
io e il buon « iJf ’ ? , avvenute reci- earne ed ossa) ci siamo pacificati - '
. Eusapia in patto di alleanza, e visto clip non e sottoscritto un
» ^.pTàs^rKnlr»'11" Erpi*1 prim* ■ t-K d.u. 8Mlbe raffinai «■—
temi, oS «.rXòrfd ~ quando eravamo seduti nè ’m n rl i u° ™at sfuMite> nè ‘
John io sono stto ’costretto ad ? " Ia Se^‘ola da per un quarto
d’ora chinato in il f,-™1 e a mantenermi quando fummo tutti in piedi attorno
^l18811?3 Posizione, nè mezzo della camera, nè jmmdo ^volo spostatosi nel
quando ci rialzamml aufZe ddk??°f H ?s,siderci. anche quando non fu nelle
mie fili pUta‘ -L altra “ano, congiungendo in aria le nostri , Eusap^a
prediligeva m faccia a me da persona la ma era tenuta b) Il controllo dei
! ^ insospettabile. sempre mentre eravamo seduti"- di !?’ P>-edl
1 10 sentiti 2*“»’ cbe la mia attenzione ri vS’ d’C°?uasi sempre,
confessando* fella testa, ora alla pedone dlf fp^0-10, de,le mani e la
impressione della loro pressioni ™0m?ni’ Asciava uscire scienza; ma anche in
misi i ° contatto dalla mia co¬ tali da supporsi eseguiti coi^iTdTdeUa
§>n°me?i non erano con le scarpe e degli arti inferiti reidi) E" (Par °
del P'edi contr°’ dichiara *• sfuggì mai la impossibilità, Ten^r r
fino "™'0 ^ mi ceva, che fosse fatto col piede della medii fen0meno. 81
P^r - A'ffi ,che - p^^'Ept pressione di una grossa, di una vera
mano d’uomo che mi strin¬ geva colle dita divaricate la sinistra mentre io ero
al controllo, è suppone una cosa più assurda ancora dello spiritismo
stesso. 2. Quando eravamo in piedi, ho perduto talvolta per minuti il
contatto e controllo del piede e della gamba della Eusapia: ma il tavolo si è
levitato in mezzo alla sala mentre tutti gli eravamo attorno, e sotto di esso
io vedevo nettamente le gambe di tutti, distinguevo il corpo immobile della
Paladino che poggiava i due piedi al suolo. Questa levitazione del mobile a
vista di tutti e in buonissima luce, mi basterebbe a convin¬ cere che i
fenomeni tiptici sono, in buonissima parte, reali. 3. Quando gli oggetti
sono venuti dalla tavola al ta¬ volino, i fiori portati sotto il mio naso, la
bottiglia alzata ed abbassata fino alla bocca della medium ecc., la sua mano
sinistra era stretta nella mia: — inutile dire che gli oggetti erano visti
muoversi in aria senza alcuna mano che li "so¬ stenesse. In un dato
momento si sarebbe detto che tutti quegli oggetti erano animati: un tamburello
ha attraversato la camera •. una chitarra si è mossa da dove era appesa ed ha
preso il volo, ha letteralmente volitato sulle nostre teste; un mazzo di fiori
è arrivato per farsi fiutare dai nostri nasi ; una bottiglia piena di acqua è
venuta a collocarsi sul tavolo quando uno di noi ha esclamato che faceva troppo
caldo e che bisognava bere; una pesante macchina da scrivere del tipo Bailock
si è alzata da sò, è passata tra le spalle di due di noi e si è posata
piano piano sul tavolino . Ecco dei fatti straordinari che non crederei
se narratimi da altri, ma che debbo ammettere perchè sono avvenuti sotto i miei
occhi, anzi, ciò che più mi importa, sotto la mia vigilanza. 4. Debbo
invece correggere una interpretazione dei miei col leghi. La bottiglia si è
alzata, si è avvicinata alla bocca della Eusapia, questa ha bevuto (si è
sentito il gorgoglìo dell acqna deglutita): ma la bottiglia non fu da nessuno
vista a prendere la posizione atta a versare l’acqua. Non posso però dire che
ciò non sia avvenuto. A me parve che anche questo fenomeno sia stato spurio :
ossia la bottiglia non è arrivata a far traboccare l’acqua “ nella bocca del
medium (la cui testa, che si discerneva abbastanza, non s’è piegata in - dietio
per ricevere 1 acqua); eppure, noi avvertimmo il suono come se si verificasse
un atto normale di bere ad opera di qualcuno. La cosa è ancora più itomirabile,
perchè la insor¬ gere il dubbio di una percezione indotta, non reale. 5.
Il trasporto della pallottola di gomma nella mia mano che ho stesa aperta per
riceverla dietro il preannunzio e la Morselli, Psicologia e spiritismo.
ingiunzione della medium si è effett„„* (invisibile) me la depositasse
nel !" ttuato .eome se mia mano delicatamente. dell» , la mano di
Eusapia, e costei non •’* * • 8?a* ma 10 sentivo Io non so di giuocatori
di presti^ T** P6r USare ^ 6. E avvenuto invece un fen Slano caPae> di ciò.
nunziatomi toccamente nella r, • omeno fImrio nel prean- s»p» »i i»
imnZzz“‘c;:zz rrf il e.. mi duole , (essa ha saputo della mi-, * ^
t,OCCato “ « dove P^amento è avvenuto 8 centime W : ÌDVece il regione
iliaca. Ciò indica che ! al dl sotto. sulla anatomiche sulla posizione del
“e^Um_no^ ^conoscenze medianica ha prodotto il toccamento ò 1» ° S“a
attmtà spondente in me, ma ha sbarrimi, ■> f sensazione eorri- conosce
evidentemente l’an iin ** Sede: lo sPlrit° John non corpo. D» ciò * »?»
»•<!• certo ,oi„ solo quel ehe c’è nell» intelli^enz» del »!10menl s,
produce nonostante il « trance non i med!nm’ 6 dm Eusapia, 7- H
toccamento p’iù SmHW?6 ch,lar<lve^nza. provato, sotto il riguardo de UW l-
“A® finora io abb>a contemporaneo di due corni è stato quello teste
tintane, i quali mi bannA jnr. I’ ' Url’ £rossi come due mente da un lato e
dall’altro dell» A °i 6 Premuto fortissima- rollo di destra, e tenevo la mai ^
er° allora al con - ho avuto una sincrona sensazione t li ,asa/’la:. se,
dunque, diversi del mio corpo e amme«n *atto:barica m due posti latore di
fronte fosse 'buono n ° if 1 controllo del vigi- questo fenomeno di doppia
materilr ° • ra^ioni di credere, Ma suppongasi pure avvenuto il SnTT
aj?Parirà sicuro. e sostituzione delle mani- come u Ì r dl frazione mano sola a
premermi ancheTall» ^ EusaPla con una noti cbe eravamo a lime ,i,.i V • 1 Parte
opposta a lei? Si di »ntic»n«ran„“ H* kcli™. (cW.ro,. delle c»„de2 ,8-,
V» »ltro “"e*0? condizioni di vigilanza, risulta !! P?C.° dopo nelle
stesse secondo ogni principio 'logico sulle no lmPortante> perchè
tanto l’inganno quanto lalluoinn-/; Percezioni esclude sig. Schmolz, el
mi sedeva a 7/? A U° dato ™*™nto la catena guardava dietro di e.,pur
mantenendo sempre bisogna guardar^ Quandi .Sonetto dove
nalizzazioni tangibili o visibili hi 6 e,ntrat' m fase di mate- oatoL... invero
io mi sen tivo al£, l6SC!amato: & 5, lei è toc 6 Errato alla nuca da t'
premnto ma avente tutti i caratteri di d° per me invisibile, caratteri di
un braccio umano articolato e Er era u1n,?}raccio proveniente in linea
dotta dalle ende, al disopra della spalla destra di Eusapia; 10 Schmolz
lo lm visto e descritto! In assentimento ed ap¬ provazione del nostro
concorde giudizio quel braccio è riu- scito dal gabinetto, mi ha battuto e mi
ha scosso violen¬ temente per il dorso. Lo Schmolz e altri hanno veduta la scossa
comunicata a tutta la mia persona, tutti poi hanno udito il rumore del colpo.
1 E più possibile pensare in questo caso alla impostura? No perche nessun
essere umano può avere tre braccia: ose ha 11 sinistro libero di agire
(il destro di Eusapia era da me menomamente controllato ed io lo percepivo in
tutti i suo. dettagli morfologie, al suo posto), quel braccio non può assumere
la direz.one da noi sentita o veduta nella torma materializzatasi. Nè manco all
allucinazione comunicata si può ricorrere: le percezioni di Schmolz, le mie,
quelle di tutta 1 assistenza essendo diverse a seconda delle singole situazioni
e delle diverse partecipazioni al fenomeno, si cor rispondono, si confermano e
si sintetizzano in un fatto reale 9. 1 movimenti degli oggetti che si
vedevano iersera ab¬ bastanza distintamente nella semiluce, non sono eguali _
Gh uni sono diretti, come se gli oggetti fossero portati in¬ tenzionalmente da
mani (invisibili); vanno cioè dal posto in ciu si trovavano all’altro posto,
seguendo la linea che ima- ginaie si può percorsa da una persona che li tenga
in mano Altri invece quelli che avvengono nell’aria (ad esempio ii
volteggiare della chitarra), non rispondono a nessuno Spo¬ stamento
intenzionale : voglio dire che l’oggetto incoordìna- tamente si sposta nello
spazio, non mostrandosi portato ma mosso gita e la senza alcuna direzione
ragionevole. S’intende fnsan, eftUD? T“° sos,teneva la chitarra, e io ne
vedevo con¬ fusamente la forma, le superficie, il manico ora in alto ed ora in
basso, le corde e i fori della cassa, la parte convessa luccicante perchè
inverniciata. Non dnS/rtSa-?UantjdÌC0n0 che c’è seraPre intenzionalità,
Non nego che il medium possa dare agli oggetti mossi e o spazio una traiettoria
corrispondente al trasporto ver opei a di una persona conformata come noi ;
Eusapia può ben oueiroLflt^PPreSnntarrUn lndividu° invisibile che
trasporta quell oggetto, e allora 1 oggetto si muoverti ai nostri occhi come se
fosse realmente portato. Ma così non avviene che raramente e quando la seduta è
avanzata, l’estasi profonda la personificazione in * John . completa: per lo
più sfa nella maggior parte della seduta sia durante certe sedute intere,
;L«:r“ K "“tsr ■" ™ *•>*»■ » «• collaudo. Ora,
io spiego questo volle e?^10’ 1uasi direi cara- come se fosse il pensiero di
fa,- °°'are dl °gget(-i nell'aria oggetti a quel modo, che si realizza Non Tè*
■*" *K *tessi un movimento tale da lasciar è’ lnsonmia, sempre bile
che agita l’oggetto ma c’è in ne r08- Persoua invisi- questo qua e là.cSSsipuàTdeilSeS
HIT passr di cosa portata nello spazio dal vento A nei P C°?° dl u"a la
ipotesi spiritica e amioo-p-ia i ■ ’ J‘^r!e*je questo esclude esteriorizzazione
di movimenti pensai PS1ChÌCÌstica deIla unque, due sorta, di movimenti:
presentazione generfea^d!' soTt6^^'21^0116 di una raP‘ ' b) quelli
l>XarLfP ment0 neII° sPaziO; 1 zione di individuo a forma u™!!*? d/
n?,a raPPresenta- 10. Anche il fatto che o r P°rtante Aggetto, colpiscono le
persone, va intesf nel S^.P0,5*^ in aria non gina portati, ad esempio sul
tavoloT0 Che la EnsaPia Ji ™a- della catena. Lo stesso per oul ZtT 6
Palha assistenti: il contatto è reale non TiT *•' a e?ntatto degli uon e
niente affatto demateriaìizznfnf i CU,ator3° ’ ]’°ggetto inr.",a : s
*°p“rs 11. Tal ““ 16 lp*”“6' lorosa (non mai eccessiv-impni» u i P
d sensazlone do- sappia, lesioni traumatiche o ferite 1° T^^Vn?»n “ai’
CÌle io violenza del moto, è deteriorato ■ cade^ t« ^ °?getto’ per la per
spiegare tale varietà di fm,n t a e S1 rompe. Ora Eusapia pensa il movimento
con mnH ’ due : ~ 0 la di pensarne anche la velocità 1» rii lta.raPldltà
e non ha tempo dell'oggetto spostato lee ne! ^ 11 PUnto di ‘'Presto
sorpassa P intenzionalità’ àelV^t^ * f?n,0meno medianico cosciente della
Paladino) perchè non ^d” **! è p01 U Sub‘ sentato nell’atto della provocazione
adeguatamente raPPre- stessa del medium che vuol dare oueP, 0ppureè la volontà
o rompere quel dato ovatto Tn min- sensazione Penosa (fanciullesco) del
mediami ,?n “ * casj è l] dispetto 11 n iltto di diffidenza soverchia
Tome0 ° tr°,PP° Spint°’ per il parere di John e se ne sente ributtato, e,
magari, schiaf¬ feggiato ! Il preteso sdoppiamento psichico.
Il parere di John espresso in comandi tiptologici, talvolta fiacchi, tal’altra
perentorii e dispotici, è un altro aspetto curioso di queste sedute, ma non
ostacola la ipotesi fisio- psicologiea. Per lo più il comando dello spirito è
in relazione alla tecnica, e la favorisce : mai c’è caso che il comando
implichi una trasgressione alle regole del metodo spiritico, o metta la medium
in imbarazzo per ciò che riguarda la produzione dei fenomeni, ecc.
Talvolta vi è contrasto fra la volontà cosciente espressa dall’Eusapia (per
es., quando vuole far cessare la seduta dicendosi stanca, quando vuole uno
nella catena, ecc.) e il comando del tavolo o, meglio, la manifestazione
dell’io sub- cosciente. Ma è un contrasto, dirò così, di parata: * John King,
farà continuare la seduta, escluderà la persona deside¬ rata dall’Eusapia,
ecc., ma tutto ciò non ha influenza sulla provocazione dei fenomeni. Spesso si
direbbe l’espressione d'una vanità della medium che a parole dice di voler
cessare, ma col linguaggio tiptologico (il suo subcosciente) segna invece di
voler continuare. Questo subcosciente è, dunque, dominato dagli stessi desideri
ssntimenti e tendenze dell’ io cosciente. Il contrasto di idee, ripeto, è
psicologicamente spiegabile, non per una opposizione di altra volontà
(spiritica), ma per il bisogno di parere medium più medium del verosimile,
spesso per il desiderio di convincere sempre più i presenti (in questo caso,
me). Tanto è vero che, cessando noi dallo sperimentare, nulla succede di
tragico; e il buon “ John „ si acconcia volentieri alla tregua. Tanto è vero
che, noi insistendo per mutare la catena, non si inibiscono poi i feno¬ meni; e
l’ottimo “ John „ non ce ne tiene il broncio. I miei colleghi Porro,
Vknzano, Peretti, danno grande importanza a queste mostre di contrasti. Ma la
interpre¬ tazione della finalità dei fenomeni spiritici non mi pare mai
avanzata con abbastanza serenità, sia (dal prof. Porro) nelle nostre sedute,
sia (per ciò che ne dicono Ochorowioz e Visani-Scozzi) specialmente nelle
sedute altrui. 0 si è 230 ’tratti ad attribuire troppa
intenzionalità all’agente occulto o si è disposti a vedere Y antagonismo di due
personalità" una umana (1 Eusapia) ed una spiritica (il presunto John) — ’
quando invece c’è semplicemente contrasto di due tendenze talvolta anche
contrasto interessato e intenzionalmente osten¬ ti? di idee, m una sola ed
unica personalità, che è poi quella comL^aÌadT 6 ^ S?gglaCe, “d Un
Prooesso abbastanza comune di sdoppiamento psichico. *
* * Il linguaggio tiptico. Stante la
molteplicità e la varietà delle manifestazioni è “"° distribuire il lavoro
di indagine: mi sono occupato jersera sopratutto dei movimenti e battiti
isolati del tavolino Consta, a chi legga la storia dello spiritismo moderno che
da principio si usarono le tavole da pranzo o da cucina • che pm si preferirono
i tavoli rotondi, muniti di rotelle ai’ piedi e taci 1 mente scorrevoli sul
pavimento, o anche i nic- aaI?hT a, trepiedi (“guéndons,); che solo in
ul¬ timo si adotto la torma rettangolare attuale, in legno W- giero di abete, a
quattro piedi, senza rotelle. Consta pure che da prima il movimento impresso al
mobile era rotativo talvolta vorticoso (Gasparin ne da esempi bellissimi); i
tavoli ebbero anche un contegno poco dignitoso, danzarono e “val- sarono,:
adesso, il contegno è piu calmo, ma nel frattempo la tiptocinesia si è resa più
varia e più espressiva. C’è stato dunque una evoluzione del linguaggio
tiptico. 1. In più modi il tavolino di Eusapia parla: a) con spostamenti
e moti setisibili alla vista ed al tatto, ossia con sollevamento parziale da
una parte e con battito di un piede, talvolta di due , sul pavimento. È il modo
piu ordinario di dare i segni convenzionali per la pro¬ cedura dei fenomeni. I
battiti sono ora leggeri, ora fortis¬ simi: nè sempre è il lato cui siede il
medium quello che si eleva e si abbassa ; i battiti avvengono anche dal lato
opposto : piu frequentemente però è uno dei piedi posti al Iato del medio, e a
contatto o a poca distanza dai suoi gi- nocchi e piedi, quello che dà il
segno. un nriT Che 51 1Ìng“*ggÌ0 tiptico sia un prodotto
intenzionale di subdoli movimenti muscolari di Eusapia. Ma sedendo al
controllo io non lio potuto scoprire fino ad ora l’inganno, pur restando
perplesso di fronte al fatto innegabile che il tavolino non segna inai con
questi battiti numerici se non ciò che Eusapia evidentemente pensa desidera
vuole ed impone. La teoria dei moti incoscienti comunicati al tavolo è un po’
troppo semplice: è difficile conciliare, ad esempio, il sollevamento del mobile
dal lato opposto ad Eusapia con le nozioni meccaniche sulle leve, sui fulcri,
sulle potenze e resistenze, sul parallelogramma della forza, e via via. Una
certa categoria di battiti forse ci cape, ma non tutti. Non si vede e non si
sente il tavolo “ parlare „ anche quando le mani di Eusapia vi stanno appog¬
giate lievissimamente cosi da sfiorarne il piano appena con la punta delle
dita, e persino quando le mani sue sono sol¬ levate in aria? Per questi
fenomeni la fisica e la meccanica ordinarie non servono : bisogna congetturare
o scoprire altri dinamismi. Lì con vibrazioni interne (molecolari?),
ossia con cre¬ pitìi, scricchiola, grattamenti, piccoli scoppii e simili altri
rumori che si odono provenire dalla stessa sostanza lignea ond’è composto. Sono
i famosi “ raps „ degli Anglo- Americani, e costituiscono un problema curioso e
nuovo offerto dallo spiritismo o psichismo alla scienza fisico-chimica e mecca¬
nica. Qualcuno pensò di spiegarli con uno stratagemma fisiologico dei medi.
Fino dai tempi delle sorelle Fox si cre¬ dette che i “ picchi „ fossero
prodotti abilmente e subdola¬ mente da contrazioni muscolari o da scrocchi
articolari di qualche membro del medium coperto o no dalle vesti; per esempio,
dal tendine del muscolo peroneo alla caviglia del piede, dalla rotula del
ginocchio contro la testa della tibia, dalle articolazioni falangee delle dita,
dall’articolazione me- tacarpo-falangea del pollice, ecc., ecc. I na delle
prime Com¬ missioni mediche americane, il fisiologo Maurizio Schife, il
chirurgo Jobekt de Lamballe, credettero in buona fede d'avere scoperto
l’arcano; e l’austero Istituto di Francia ac¬ consentì nel ’56 a udire i colpi
pseudo-spiritici che Schlff, seduto in mezzo all’aula, produceva contraendo la
sua gamba... Cose vecchie e oramai seppellite, che occorre mettere in tacere
anche per non fare arrossire la scienza! I “raps, si sentono chiarissimamente
provenire dal tavo¬ lino, e non da fuori di esso; dal piano e dall impalcatura
del mobile, e non dalla persona di Eusapia; talvolta vicino a lei, ma più
spesso lontano da lei, all’estremo opposto. E non si odono soltanto
coll’orecchio, si percepiscono con la mauo, o, meglio dirò, con quella
forma ancora poco cono¬ sciuta e studiata di sensibilità tatto-muscolo-ossea
per la quale noi percepiamo le vibrazioni degli oggetti applicati sulle diverse
parti del nostro corpo. E il legno che scop¬ pietta, che beine, che risuona e
vibra nella sua compagine: vi si sente come una specie di agitazione interna
molecolare, la cui propagazione nell’aria dà origine al rumore udibile anche da
lontano. Quando si ha la mano poggiata sul tavolino e Lrvmertf0“%questl
\rapr ” vien voglia di ridere aI ricordo dell illustre Schifi- che forse non li
aveva mai sentiti se non per descrizione altrui e pretendeva imitarli!
Più riusto sarebbe paragonarli agli spontanei piccoli strepiti che si odono di
notte provenire dai nostri mobili, ora prodotti da modificazioni [ termiche
nella coesione del legno, ora indizio dell instancabile e divoratrice attività
di larve di insetti, ter qualche rap„ avente rassomiglianza con gratta-
r°n T 6 Vle£ d‘ S6?he in risibili, viene il sospetto che Eusapia li produca
soffregando il pollice o altro dito o la palma apPhcate J8al Piano del
tavolo, o il ginocchio contro 1 orlo dell inquadratura di sostegno, o la punta
del piede contro una zampa del mobile... E credo anch’io che certe sere, quando
non rierfe a produrli medianicamente, hodi a quella maniera: io l’ho colta una
o due volte in atto di muovere ed agitare lievemente uno dei suoi pollici
mentre ne tenevo la mano; ma poi debbo dire che non sono sicuro dell inganno,
anche perchè ai fenomeni si accom¬ pagnano sempre dei movimenti consimili che
ne sono la rappresentazione mentale necessaria per la scarica di media- mr.a.
Inoltre, la spiegazione si adatta ai “raps, che si pro¬ durrebbero col grattare
raspare o soffregare, ma non a quelli apparentemente dovuti al crepitare, allo
scricchiolare, al fre¬ mere, allo spaccarsi del legno. Così per quei raps
aventi il carattere di vere pulsazioni del mobile, non è possibile che Eusapia
li produca col battere lievemente sul piano; il loro suono è talora forte, e
sarebbe enormemente sproporzionato alla estensione ed al vigore di moti
inavvedutamente lasciati compiere al medium dai due suoi vigilatori. Non parlo
poi dei picchi isolati fortissimi, delle bussate formidabili, che talvolta
scoppiano all’improvviso e ci fanno sussultare tutti sii le nostre seggiole:
qualche novizio o credente ingenuo nel potere degli spinti può anche
interpretarli come fiere proteste del mondo occulto e pensare a scherzi
addirittura satanici. Il diavolo, non riuscendo ad aggraffare la nostra anima
miscredente e “ vuota stringendo la terribil ugna si vendica come meglio
può, in questa alba del XX secolo!... 0 è “ John King „ che schiatta dalla
voglia di spaventarci alla sua maniera, come quando da bravo pirata dei mari
trans- atlantici, scaraventava pugni sconquassanti sui suoi soggetti ovvero
anche giocava partite ammaccanti di box... Scherzi a parte, la ipotesi dei moti
incoscienti è resa muta e inane davanti a questi strepiti, di cui rintrona
tutto l’appartamento di via Giustiniani. 2. Oltre il linguaggio a segni
(tiptologia propriamente detta) il tavolino di Eusapia ha un suo linguaggio
mimico di vivezza singolare. Quel mobile che oscilla, si scuote, pende da un
lato o dall'altro, si inchina, si stacca dal suolo, si alza in aria e là resta
sospeso ondeggiando come se galleggiasse su di un’acqua or tranquilla ed ora
agitata, che volita come un aeroplano, è già per sò uno spettacolo
interessantissimo. Ma che dire delle sue espressioni di sentimenti V II tavolo
afferma e nega, comanda ed annuisce, mostra simpatia ed antipatia, accarezza e
respinge, approva e biasima, scherza e va in collera, ride e sghignazza, fa i “
capricci „ come un fanciullo dispettoso o picchia come un ragazzaccio
brutale . Vi è dunque una tiptologia affettiva, come ve n’è una in¬
dicativa e denotativa di carattere intellettuale: ma il suo livello è
altrettanto basso e il suo contenuto altrettanto po¬ vero. La personalità *
spirituale „ di John (se a lui si vuole attribuire tutta la tiptologia di queste
sedute) non è che un doppio, meglio: un riflesso speculare di quella di
Eusapia. Sincronismo di più fenomeni. Questo della
contemporaneità di più fenomeni, ossia della provocazione di fenomeni
mediumnici distanti e diversi nello stesso tempo, è una gravissima
preoccupazione degli spiritisti nelle sedute della Paladino. He desumono che ci
siano due o più altre “ Entità occulte „ a manifestarsi. 1. Un primo
fatto da rilevarsi è che nella massima parte, soprattutto al principio delle
sedute, i fenomeni sono assai distanziati nel tempo-, ossia avvengono con
intervalli di molti minuti, talvolta perfino di mezze ore e di ore. Il
loro succedersi si fa più rapido nella seconda metà della seduta : alla fine,
essi sono rapidissimi, sicché ad una osservazione superficiale possono anche
sembrare, più spesso che non siano, contemporanei (sincronismo). 3.
Questa loro rapidissima successione può sembrarci sincronica e non esserlo,
perchè le nostre percezioni tattili, uditive, occ., impiegano, come si sa, per
prodursi, un certo tempo che varia da ‘/g a l/ltl di secondo. Dato ciò, conver¬
rebbe adoperare strumenti misuratori di tali tempuscoli prima di affermare la
sincronia di due o più percezioni im¬ mediatamente successive. 4. Di più,
dato che ciascun toccamento, ogni spostamento di 0£getti od altro eftetto
meccanico qualunque a distanza dal medium sia, come a me ormai pare, il
risultato dell’este- riorizzarsi di una sua imayine o rappresentazione, si avrà
la rapidità dei fenomeni spiritici eguale a quella dei fatti psi¬ chici interiori
al medium stesso : ossia una successione ritmica al più di 8 o 9
rappresentazioni al minuto primo (il vero tempo psicometrico più breve essendo
di 120): ma si resterà sempre a 3 o 4 al massimo per 1'. 5. Queste
rappresentazioni capaci di Esteriorizzarsi sono, certamente, di due sorta :
coscienti', e subcoscienti o automa¬ tiche. Io nego — come più avanti dirò —
che siano tutte automatiche o subcoscienti o della personalità inferiore, come
pretenderebbero Myers, Visani-Scozzi e forse P. Ja net. a) Le coscienti e
volontarie sono distanziate assai, mai sincrone, sia perchè a produrle occorre
più sforzo, sia perchè i fatti coscienti impiegano un tempo più lungo degli
automatici. b) Invece i fatti del subcosciente o subliminali del mediiun
possono essere rapidissimi, più rapidi delle percezioni conscie degli altri
individui formanti la catena. Il tempo psi¬ chico è dimostrato che tanto più si
abbrevia, quanto più si progredisce nell abitudine di un dato atto mentale:
coll’eser¬ cizio si rende questo atto automatico, e allora si ha un notevole
accorciamento della sua durata, finché arrivano a parere sincronici per la
coscienza sveglia (degli astanti) vari fenomeni che invece si succedono con
intervallo, sup¬ pongasi, di Vg, di un 710 di secondo. 6. La varietà dei
fenomeni medianici ritenuti sincroni non parrai neppure essa difficile a
spiegare. Anzitutto, questa varietà è più apparente che reale. Si tratta, ad
es., di toc- camenti contemporanei (ho detto in quale maniera fisiopsi-
cologica questa loro contemporaneità probabilmente va in-
SINCRONISMO DI FENOMENI 235 tesa), oppure di
rumori sincroni, o anche di spostamenti di oggetti, di azioni meccaniche
coincidenti (ad es. suono di due o più strumenti). Orbene: la Paladino prima
della se¬ duta o durante la seduta si guarda sempre d’attorno, guarda cioè le
persone della catena e gli oggetti circostanti come per fissarseli bene in
mente : e questi sono a lei relativamente vicini. Si può fare la prova da uno
di noi : guardare ciò che c è in una stanza e pensare rapidamente che certi
oggetti presenti risuonino e si muovano, nel mentre noi allunghiamo le mani a
toccare più persone presenti, ecc. L’esperimento da me fatto mi prova che in
uno spazio di un minuto si possono pen¬ sare almeno cinque fenomeni diversi :
ora, abbreviato che sia il tempo di loro produzione, le imagini o rappresenta¬
zioni di quei cinque fatti diversi (p. es., due persone toccate, un tavolo
smosso, un tasto di pianoforte premuto, spento un lume a gas... e simili) si
svolgono nel medium con velocità automatica maggiore assai della normale, e i
fatti realizzan¬ dosi parranno sincroni alle persone presenti, mentre sincroni
non sono e invece sono successivi. 7. Ma ammettiamo che la sincronia
perfetta esista per due o tre fenomeni (non mi è parso fino ad oggi che la
Paladino — caso mai — sia capace di un di più di feno¬ meni supposti o
apparenti contemporanei) : per esempio, toecamento ad una persona in catena,
squillo di campanello. Ebbene : rimane forse esclusa nel subcosciente la
proprietà di una disintegrazione tale dei centri nervosi da permettere loro di
funzionare contemporaneamente, quello psicomotorio ' del braccio destro che
tocca e quello del braccio sinistro che scuote il campanello ? No : data la
oramai provata disgre¬ gazione della personalità, la cosa rientra nella
psico-fisiologia normalissima, e non vi è più... la imaginata truppa degli spi¬
riti toccatori e battitori. * * * Il
capriccio e la vanità del medium. 1. Non esiste nella Paladino solidità
nè elevatezza di idee : essa è una analfabeta, piena dei soliti pregiudizi
delle donne del popolo, piuttosto vana, ma di una vanità ingenua e
primordiale... E i fenomeni si addimostrano proprio il prodotto
236 psicologia e spiritismo, II di
una personalità così costitmh. n su per giu i medesimi, perchè la’ pj 'r° U
anni essi sono nazione fervida, e non sa tZ J V?Iad,no. ha imaoi- colti, come
Home, Slade St. Afose'1 lue^'0.' p0‘ medium nazioni di effetti spiritici assai
niù hòii^n S1 hanno combi- 2mr°fenom C°'SÌ dette “ Intelli^,"e
omÌiS*”0 Pr°P,'Ì0 producono, ma nSa^Ioro esSf e^onte* ''7° C”°? Cui
si P‘dt che si possano immaginare , °“tenuto sono i più $tu- dalie
trovate dei dirigenti le sedutelo 71 è d‘ nU°V0 è dato seduta un
esperimento lù fatto con n' P’ es‘’,.se nel,a terza e perchè si pensò di
metterla ' una macchina da scrivere nel vano del™ pò L 17? M®0?1"''
s" Ji »»* camminato, ma non ha scritto n La Barlock ha famigliare
della Paladino è mol to nr' (" "l Che ]° S',in'fc° fossero inventate
o messe in ,! prl.ni.a che tali macchine agito erroneamente perchè la VallT *''
'* meccanismo ha si e sentito a battere sul, tasto non, ,sa. adoperarla ;
e mosso, ma naturalmente non sf a lnter,™ h’ 11 carreU« si verrà insegnare o
dire alla Pai J no aV"a surittura- Con- a macchina, e allora... verrà o 7
7 iT" Si fa “ scr^re Quella macchina non ha ser.-lt ,fdtera saHa carta!...
spostamenti di oggetti. Lo “ Snirito° 7 &d Uno dei soliti ' potenzialità
facendola scriveresti-’ poteTa m°strarci la sua nosce le lettere una per una
£77“° cha la Pa]adi«o co- sa leggere): invece io “spirito si è .Coml,lta appena
e non dipeso la Barlock e a portarla LlttSiC°TOdat0a togliere la forza psichica
occulta ha spost ilo nn°Ì°’ \ .mirablle’ perchè facendogli percorrere un „!/! ,
oggetto di chilog. iti. nalizzazioni e materializzazioni succec ^pazio'
^a le deinate- provate in nessuno dei fenomeni mecca7® mi sembrano ladino: sono
proprio gli ometti Zr T ‘ndotti dalla Pa‘ spostano tali e quali, non gKe • rX ■
Ch® ? mu0TOll° e si « loro reintegrazione nel nuovo nottn’0"6 ^ elementi
eterei Risani -Scozzi. La cosa è 77 ' , ’ C°T sembra cred-re al buio
succederà codesta iperehimic ^ 'Uce; raa n®anco . ?.. Dunque, niente ^ varietà
7 - mefav^lia » ! ripetizione dei soliti fenomeni non sol una .monotona
ma divenuti anche un automati* S? ° automatici per sé, circoscrizione dei
lloTZTi ^77 °ssia ""tipica limitatissima, stereotipa di
fenomeni rizlbUl 7r° Una s^era "are campanelli, toccare, levare 77
ul™ 77°’ faro suo' ,_on .lln fatto di intelletti lìfà ‘ oc,10^e ^ sotto
ad ano, ece. ideati va di alcun valore.. Gli 4n?P°ric’ °°j un
associazione Americani, del resto, da cui Ili FATTORE
PSICOLOGICO DEI FENOMENI 237 è derivata tutta codesta infantilità,
sono in generale rozzi, poco evoluti, amanti dello spettacoloso. 4. I
fenomeni provocati hanno sempre un colorito senti¬ mentale volgare : la
imposizione o il comando, l’approvazione o la disapprovazione, il contento e il
malcontento; e quasi sempre y1* ordine alla tecnica dei fenomeni. Talvolta il
presunto ‘ John „ si compiace di spaventare la assistenza con uno o più colpi
formidabili, aH’improvviso, come per scherzare grossolanamente. Ma anche il
giuoco della seggiola levata di sotto, messa sul tavolo, posta sulla testa di
qualcuno in equi¬ librio, ecc. è quale può pensarlo un burlone di pessimo gusto
o un ragazzo. Gli stessi toccamenti sono senza finezza, salvo le carezze sul
viso che naturalmente hanno leggerezza, sono blande, altrimenti non
corrisponderebbero alla" rappresenta- zione (nel medium) di una “ carezza
„. T picchi sulle spalle, le pressioni, ecc., sono quelle che una persona
comunque può immaginare di fare : il pudore del medium lo trattiene dal fare
toccamenti osceni, ma non sarebbe male domandare ciò allo spirito di Eusapia ;
si avrebbe una prova della umanità completa delle rappresentazioni esteriorate.
Del resto, sento dire e leggo che in certi circoli le cose sono spinte al di là
del segno. Questo avverrà, come nelle suggestioni ipnotiche, in piena relazione
con la personalità morale del medium e dei presenti. Nei bassifondi del nostro
subconscio si mantengono gli amoralismi delle fasi primordiali di civiltà, e
discendono anche gli immoralismi determinati dai pervertimenti odierni •
ebbene, non c’è da stupire se nel “ trance „ di taluni medi o nell’
inconsapevole partecipazione di taluni astanti, questi istinti atavici o
bestiali o morbosi vengono a galla. 5. Il capriccio in taluni casi, V
opportunità in altri (massime in quelli di maggiore momento) dominano la pro¬
duzione dei fenomeni. Ho già detto che la tecnica, mantenuta nella prima parte
della serata, viene poi assolutamente tras¬ curata: anzi, i fenomeni si
ottengono eguali colle disposizioni piu diverse di medium, di catena, di mobili
e via via. Sol¬ tanto le condizioni di luce sembrano avere una maggiore
costanza rispetto alla indole delle manifestazioni, che esse^aoe- volano o
contrariano; certi fenomeni (dicono, ad esempio, i toccamenti di mani carnee
invisibili, le grandi materializzazioni tangibili autonome, le luci) non si ottengono
che al buio: ma la levitazione del tavolo — il fenomeno tanto discusso tra noi
e fuori di qui! — succede indifferentemente al buio, a mezza luce, a luce di
gaz, a luce rossa, e persino a luce solare, di mezzodì! Oggi, la Paladino l’ha
prodotto di giorno alla presenza di Porro e di Schmolz. La prima parte
della seduta, a tecnica rigorosa, è fatta per preparare il medium alla
condizione di medianità attiva (qualunque essa siasi): più tardi, ottenuto il
trance completo, i fenomeni si seguono per l'automatismo del sistema nervoso,
senza bisogno di determinate condizioni esteriori, o almeno di tutte quelle
prima necessarie. Così non c’è alla fine delle sedute che il disordine : non è
più necessario un ristretto numero di persone, non più la catena, non più
roscurità, neppure più il tante volte desiderato cicalio dei presenti. Ta¬ lora
i fenomeni avvengono nel silenzio, tal’altra nel rumore : spesso l’ordine
parlate non è ubbidito che per pochi istanti, poi i presenti ricadono nel
silenzio, eppure il fenomeno av¬ viene... Neppure la oscurità è desiderata dal
medium in relazione alla gravità dei fenomeni: talvolta si direbbe che la
Paladino sbaglia nel determinare la condizione di luce fa¬ vorevole al fenomeno
; ottenuta, ad es., l’oscurità richiesta, non si produce nulla : invece dopo
poco, i presenti fanno luce bianca debole o luce rossa senza chiedere sempre il
per¬ messo a “ John „ , e avvengono manifestazioni ottime! 7. Ciò che mi
sembra oramai dimostrato dalle tre se¬ dute cui ho assistito, è che non è vero
essere la volontà e la coscienza del medium estranee sempre al fenomeno. L' Eu-
sapia si mostra a Genova un po’ troppo preoccupata di convincerci, me
soprattutto, dopo che ha saputo chi sono. Tutta la seduta del 23 è stata fatta
a mio beneficio; ora in tale contegno della Paladino vi è una ragione personale
ben nota. Ciò indica tre cose : a) la coscienza del medium è in grado di
determinare una maggiore attività della forza medianica ; b) i fenomeni
sono prodotti in ragione dei sentimenti o delle idee esistenti nella coscienza
sveglia o superiore del medium ; c) la personalità inferiore
(subliminale) riceve impulso da quella superiore e si atteggia in conformità
degli stati psichici di questa : per cui il supernormale si riduce, sotto
questo aspetto, al puro normale. 8. La Paladino mi preannunziava il
fenomeno, che già si rappresentava nella sua mente, e questo preannunzio è dato
con coscienza svegliatissima : passato un breve inter¬ vallo, in cui la donna
sembra cadere in estasi o trance (ma non sempre, perchè i suoi moti,
atteggiamenti, parole, sono di persona sveglia), il preveduto fenomeno si
effettua. 9. In taluni casi il desiderio di dare una prova è supe¬ riore
alla capacità medianica di quel momento. Trovo questa deficienza accessuale
di medianità specialmente nella produ¬ zione di fenomeni visivi : qui la
Paladino è assai meno capace che negli altri fenomeni, ed allora ricorre ad un
metodo sug¬ gestivo che, sotto l’aspetto fisiopsicologico, mi sembra me¬
ritevole di un paragrafo a parte. * * Mezzi di provocazione
delle sensazioni nei presenti. Varie osservazioni si possono fare sul
modo con cui la Eusapia cerca di provocare sensazioni di contatto, di pres¬
sione, di ombre e luci, ecc. 1, Ho già detto della sensazione “ di un
uccello sulle mie spalle „ da me provata la seconda sera. Ebbene: il tavolo
con¬ fermò coi soliti tre colpi la mia interpretazione , quando espressi l’idea
di averne sentito l'aleggiare delle ali. Ma da quello che è avvenuto nella
terza seduta, e dalla correzione fatta nella propria percezione visiva dal
signor Schmolz che aveva visto un che di bianco sulle mie spalle, è risultato
che la sensazione mi fu prodotta invece da un foglio di capta venuto dal tavolo
a portarsi sulla mia nuca, e proprio dal regolamento del Cir¬ colo che fu
trovato alla fine della seduta fuori di posto (affer¬ mazione del signor
Peretti). Ora, come si spiega che il tavolo — {John!) — abbia approvata la mia
erronea interpretazione dell’uccello ? Perchè la personalità infantile della
Paladino, dominata sempre dalla vanagloria delle sue facoltà occulte, è stata
lusingata da quella mia asserzione, e non le è parso vero che l'agitarsi d’una
carta esistente nella sala fosse ritenuto lo svolazzar di un uccello, creato,
diremo così, spi¬ riticamente!... Non le bastava il fatto già straordinario
dello spostamento dell’oggetto e della sua venuta sul mio collo : voleva anche
esagerare la portata del fenomeno. E se non avessimo corrette le nostre
percezioni, saremmo, forse, rimasti fermi nell’ idea d’avere assistito alla
formazione di un animale fluidico ! 2. Io penso che molte sensazioni
visive, interpretate alla stessa maniera dai presenti e con approvazione di
John alla annunciata interpretazione (illusoria), siano provocate con mezzi
elementari a portata del medium; — è la fantasia di 240
PSICOLOGIA E SFIBIT1SM0, II taluni dei presenti che aggiunge
una certa parte de] mera¬ viglioso, precisamente come avvenne delle mani
credute dalla signoia Rey quelle di sua madre defunta, e come avverrà nelle
effigie o fisonomie fluidiche appena percettibili, eppur riconosciute dai
presenti per quelle dei loro morti. man‘festazioni visive non sono quasi
mai (io non mi ncordo di nessun esempio) visibili da tutti. Ci sono individui,
come me, che lorse avendo un controllo più severo sulle proprie sensazioni
visive, sono sfortunati, diciamo cosi, nel percepire le luminosità, i fantasmi,
ecc. Io non sono riuscito mai (finora) a vedere i chiarori, le luminosità bian¬
castre, ecc., accusate da altri sodi. Io non ho visto che due ombre: la rotonda
o globo della 2“seduta, della quale serissi di aver supposto tosse la tenda
conformata a quel modo, forse spinta innanzi dalla mano reale (sinistra) del
medio ; e una specie di braccio pendtdo percepito iersera, che arieggiava pur
esso, nel primo momento, quello della Ensapia atteggiato in flessione per
dargli la forma opportuna, a) La prima mi aveva dato la sensazione di una
testa (ma poi non era affatto una testa umana, bensì una specie di grosso
cocomero o sfera). Ora, se dovessi procedere colla rigidità eccessiva della
Commissione di Cambridge, potrei anche supporre, non avendo avuto il controllo
della mano sinistra, di essere stato ingannato. Ma più ora ci penso, e più la
cosa non mi pare spiegabile cosi, perchè anche un braccio atteggiato a
flessione nel pugno e nel gomito non dà un contorno sferico cotanto perfetto
come mi parve quello che vidi; inoltre il braccio della Paladino non è così
lungo da potersi, senza spostamento di tutta la persona che io avrei avvertito,
spingere fino al punto cui arrivò il globo. Debbo dunque correggermi : il “
globo „ del 20 maggio era una vera produzione ex novo : anche se veniva avanti
coperto dalla nera cortina, dietro di questa non ci poteva essere il braccio di
Eusapia; c’era qualcos'altro . b) Jeri sera, dopo un imperioso
preannunzio di guar¬ dare davanti a me, la Paladino ha cercato di
suggestionarmi che dovevo vedere un’ “ ombra „ : ma non c’è riuscita. Io sono 1
rea do o duro „, come dice essa. Non suggestionandomi esprimo ciò che penso),
essa ha allora tentato di produrre la lorma mediante la tenda nera : e l'ombra
si è formata, ma io non mi lascio dominare dalla apparenza, e affermo subito
che mi pare sia la tenda ricoprente un braccio La t aladino non insiste
sull’esperimento, com’essa chiama queste sue produzioni medianiche, e quel
braccio pendulo che sembra quello di un fantoccio, scompare nell’ombra,
verso il gabinetto nero. Qui ho un lontano sospetto che essa (svegliatissima in
quel momento) abbia voluto fare impressione su di me, convincermi, ece., ossia,
in altri termini, che non riuscendo a ottenere il puro genuino successo
medianico di una forma Apparizione di un “ braccio pendulo „ ,
IL'^SaZear^aada “e aTOt\è. stata fissata immediatamente st.Ua stionè. rappàrsoriU
* ' “ntora«5- visibile (fantasma) al di qua delle tende, abbia
tentato sosti- tu irvi qualche cosa di analogo da dietro alle tende stesse. È
questa una frode?... No: oso affermare che l’inganno ci fu per metà : una «
materializzazione „ imperfetta s’è formata, ma non fuori del gabinetto.
4. Questa miscela di fenomeni genuini provocati dall’au¬ tomatismo e di
fenomeni sparii voluti (fraudolenti forse alcuni, equivalenti sub-medianici per
deficienza di medianità certi altri) costituisce una grossa e noiosa complicazione
di cui bisogna tener conto. L’Ochorowicz ha dimostrato che la Moh selli,
Psicologia e spiritismo. t Eusapia inganna
inconsciamente : io credo invece che la povera donna, costretta ad esaurirsi
per persuadere colpire trascinare e sopratutto soddisfare il suo pubblico,
ricorra anche coscien¬ temente all’inganno; ma rimedia pure col sostituire
fenomeni medianici elementari, di cui è sempre capace anche se in scarsa
medianità, a quelli di alta complessità che per qualche ragione interiore od
esteriore non è in grado di produrre in quel momento. Mi sembra sopratutto che
il desiderio di con¬ vincere gli increduli (me, per esempio) sia troppo vivo in
lei, e che costituisca un pericolo per la sincerità delle mani¬ festazioni.
Oltre a ciò, la vanità sua le fa sembrare insuffi¬ ciente la prova: produce
realmente tre, cinque, e vorrebbe produrre otto, dieci fenomeni. 5.
Ammessa, dunque, la mescolanza di vero, di spurio e di imperfetto, si dimostra
anche — dal momento che io la rico¬ nosco e la affermo (almeno nei fatti
visuali di cui sopra) — come non sia giustificabile la volgare spiegazione del
tutto trucco. Quando si abbia un po’ di buon senso, si sia abituati
all’osservazione scientifica, ci si mantenga sereni e calmi os¬ servatori (ed
io cerco di mantenermi tale, e sono sicuro che ci riesco), non v’è possibilità
di essere turlupinati: io di¬ stinguo benissimo i fenomeni reali da quelli in
cui forse vi è produzione spuria o insufficiente di medianità; e per ciò dovrei
essere creduto se dico che vi sono straordinari fenomeni medianici
assolutamente certi, come lo sono quelli da cui desu¬ miamo la esistenza e la
natura del mondo circumambiente. * * *
Le esteriorizzazioni. 1. Conviene ammettere una cosa che sembra
irrealizza¬ bile nolle conoscenze odierne: — che alla base di codesti fenomeni
— ben lo ha visto e teorizzato A. De Rochas — stia forse la proiezione di un
che di ignoto dotato di qua¬ lità dinamiche dal corpo di Eusapia. 2.
Adottando in via transitoria il nome di “ anima „ (Aksakoff) per questa forza
biopsichica irradiante o ema¬ nata, per un processo tuttora sconosciuto,
dall’organismo umano vivente (senza pregiudicare per ora il problema della sua
origine, natura, attività e sopravvivenza), conviene am¬ mettere, in certi
individui come Eusapia Paladino, la super-formazione, mercè elementi mimici, di
organi forniti di tutte le qualità anatomiche, morfologiche, funzionali, come
sono le normali. Giacché ottenendosi dei risultati meccanici che ri¬ spondono a
determinati congegni organici, e non ad altri, si devono costituire per
l’occasione, e in soprannumero, o in duplicato, congegni perfettamente
eguali. 3. Un braccio animico articolato nello stesso punto
(articolazione scapolo-clavicolo-omerale) dove si attacca l’arto anatomico, è
un po’ difficile a comprendere: tuttavia, con questi fatti medianici
sott’occhi, si deve ammettere che là dove si trovano gli elementi anatomici
normali, carnali, possano fuoruscire anche i loro corrispondenti elementi gui¬
dici o animici (“ prolungamenti protoplasmici „ di Richet). La cosa non è
impossibile, ma apparirà addirittura fantastica. 4. La rapidità e la
fuggevolezza delle esteriorizzazioni sembra significare una produzione
accidentale di forza : spesso la stessa medium ignora la spesa di energia che
deve fare ; nè sempre l’etfetto corrisponde alla preparazione. 5. Si può
congetturare, non senza ragioni di esperienza e di analogia, che anche le
persone presenti alla seduta e convibranti, a cosi dire, col medium nel loro
stato orga¬ nico e conseguentemente nelle loro operazioni mentali (ce¬
rebrali), contribuiscano in più o meno larga proporzione, e senza averne
coscienza, al processo di proiezione della ignota forza biopsichica, emanata o
irradiata dal medium in estasi, e sopratutto contribuiscano a dare certe
apparenze alle sue plasmazioni transitorie. 6. Proseguendo nell’ipotesi
che nel suo proiettarsi la ignota forza (o materia radiante?) bio-psichica sia
diretta e, per di più, plasmata dal pensiero onirico o subcosciente del medio,
si vede la spiegazione del progresso dei fenomeni che diremo di psicotei
ecinetica e psicoteleplastica: a) Dapprima si esteriorizzano solo le
rappresentazioni di movimenti semplici ; più tardi, forse quando vi sia accordo
mentale dei presenti, anche quelle dei movimenti complessi. b) Lo stesso
avviene nelle esteriorizzazioni delle rap¬ presentazioni di senso tattile,
termico, acustico, visivo, ecc. Da principio avvengono esteriorazioni di
imagini semplici, che non si organizzano nè si plasmano in forme distinte; in
seguito, massime con la cooperazione dei presenti, possono proiettarsi e
plasmarsi imagini composte. Occorre insomma, un processo abbastanza lungo
(in gene¬ rale, non costantemente) per lo sviluppo delle telecinesie e
teleplastie. Non è vero che le Intelligenze “ occulte „ siano dotate di
poteri superiori e facciano cose meravigliose. Dato che la medianità sia una
forza invisibile e intangibile, essa la molto meno di quanto facciano
l’elettricità ed il magnetismo. Gene¬ ralmente non opera che movimenti o
sensazioni di movimenti semplici ; non materializza che f olismi o sensazioni
di lumi¬ nosità semplici, actismi o sensazioni di rumori e suoni sem¬ plici;
rarissimamente va oltre. Essa non produce poi alcun effetto chimico nè dinamico
utilizzabile. È subitanea e si esau¬ risce presto. È impulsiva, e non ha
ordine, non si sistema. E automatica, e non risponde mai a stimoli precisati. E
for¬ nita da un organismo umano simile a tutti gli altri, ma non si trasmette
che in minima parte e in condizioni eccezionali. 8. Tutti i fenomeni
della medianità intellettuale hanno molta somiglianza con quelli degli stati
sonnarn bulini che si svolgono spontaneamente o si possono artificialmente pro¬
vocare nelle persone isteriche e in altre suscettibili all’ipnosi ed alle manovre
magnetiche. Ciò lascia logicamente supporre che la trasmissione e la lettura
subconscia del pensiero (“telepatia,) esercitano un ufficio sostanziale nel
medium- nismo ; ma tale supposizione non è applicabile ai fenomeni fisici e
meccanici. 9. I congegni od organi bio-psichici che svolgono T “ oc¬
culta forza, medianica non sono molto evoluti nè utilizza¬ bili ; sono anche
incoordinati, e sembra, per di più, che non arrivino se non con stento ad
operare insieme. 10. Le proiezioni eso-psichiche di Eusapia, anche se si
plasmano in forme tangibili e visibili (“ materializzazioni „) in rispondenza
alle sue invagini oniriche o eventualmente telepatiche, non hanno autonomia:
per ciò non possono avere che un’esistenza effimera e accidentale, per quanto
riescano a lasciare traccia materiale ed indelebile di sè (mutamenti e
spostamenti di oggetti, segni grafici, impronte, negative fotografiche).
Senza dubbio, tutte queste asserzioni ipotetiche sono para¬ dossali ; ed io
stesso, nello scriverle, ne riconosco la enorme portata, ne rimango stupefatto.
Ci si consola col dire che, alla fine, queste ipotesi sulla esistenza di forze
naturali, anzi vitali, tuttora ignote, sui loro effetti dinamici e sulle loro
produzioni transitorie, non escono dalle possibilità scienti¬ fiche e positive.
Sta bene, io pure la penso così, e non da oggi soltanto, come dimostrano i miei
scritti anteriori: ma non è men vero che ci incamminiamo oltre ai margini
dell’odierno sapere,... in una zona tuttora piena di Enigmi... l Un giuoco. Lo spettacoloso -
(per usare un termine comprensibile), esiste un po’ troppo nei fenomeni della
Paladino. Vi si vede il desiderio suo di colpire, di strappare il plauso, di
trascinare altri alla fede : ma è uno spettacolo un po’ misero nella sua parte
imaginativa, e sempre di contenuto intellettuale basso. Così io qualifico quel
trasporto inaspettato del bracciale di tenda e della sua rosetta di stoffa
sulla finestra alta e cieca dell’anticamera, che l’Eusapia sul finire della
seduta, con una pantomima napoletana vivacissima, pur essendo (o si¬ mulando di
essere?) ancora in “ trance», ci ha fatto capire che doveva essere avvenuto.
Sarebbe stato un “apporto , da da uno ad altro locale del Circolo, però a porte
aperte! Certo, il fenomeno sarebbe per sè stesso straordinario, tanto
che, sorpassando forse l’ intenzione del subcosciente della Paladino, raggiunge
i caratteri del tracco : fa sorgere cioè il sospetto d'una cosa preparata, e
sotto il punto di vista della serietà dell’osservazione non mi produce, no, un
sentimento genuino di ammirazione ; è troppo, e si è inclinati a scher¬
mirsene. E infatti, quei pezzetti di stoffa sono passati attra¬ verso tre
camere, hanno percorso almeno 10 o 12 metri, e si sono alzati di circa 2,50 o 3
metri. Il modo poi con cui 1’ Eusapia ce ne ha rivelata lassù l’esistenza è
stato teatrale, e rientra nella psicologia della simulazione isterica, adatta
alla sua mente volgare. Ammesso pure che il fatto in sè (strappamento del
bracciale, e suo trasporto per medianismo in trance) sia autentico (?), esso
intellettualmente ha valore minimo, e se gli “ spiriti „ non sapessero fare
altro che questi miseri giuochi di prestidigitazione, li compiango.
Genova, 23 maggio 1901. LA QUARTA SEDUTA (24 maggio
1901). Condizioni fisio-psichiche del “ medium „. 1.
Ieri sera la Eusapia non è entrata in trance elle tardivamente e per pochissimo
tempo: anzi, fn un trance leggero, superficiale. Ciò spiega forse la relativa
scarsezza dei fenomeni, la loro ripetizione monotona, e le esperienze, a mio
parere, assai sospette o, per lo meno, aventi appa¬ renza di frode. Non spiega
però che le poche manifestazioni avute siano state di grande intensità.
Posso congetturare due cause di ciò. In prima l’intervento di una persona nuova
(il cap. De Albertis), che al solito ha fatto regredire il medium verso
fenomeni più semplici e che inoltre, come ogni novizio a sedute spiritiche, si
è mostrato molto sensibile ai toccameuti invisibili ; ho veduto che questo
infastidisce la Eusapia. In secondo, una discussione fra me e il prof. Porro,
avvenuta al principio della seduta, è stata udita dalla Paladino e forse ha
turbato il suo animo. Si sa che essa è sensibilissima, come ogni medium, non
soltanto all’accusa, ma pure al dubbio e al semplice sospetto di bu¬ giarderia,
per quanto la discussione vertesse sul modificare 0 no soltanto le condizioni
delle esperienze. 2. La Eusapia è, nello stato normale, di una ingenuità
straordinaria nel frodare. 0 essa, per non venire meno al suo carattere di
isterica, non è in grado di esercitare un pieno governo sulle proprie tendenze
alla simulazione (per lo più incosciente, secondo I’Ocuorowicz, assai spesso
cosciente, se¬ condo mei ; oppure calcola sulle emozioni, sull’entusiasmo e
sulla disattenzione dei suoi osservatori. Mi sembra che essa sia stata male
educata fin dal principio dello sviluppo della sua medianità per opera del
Damiani e anche del Chiaja, accordandole talvolta troppa libertà di movimenti
ed ese¬ guendo controlli troppo condiscendenti. Non altrimenti si può
spiegare l’ingenuità che essa ha dimostrato a Cambridge, a casa di Richet e
(secondo me) anche al nostro Circolo “ Minerva „ ieri sera, tanto nello
spostamento della seggiola di uno dei suoi vigilatori di destra (cap. De
Albertis), quanto nella impressione su plastilina. A me questi due fenomeni,
come dirò più avanti, sono apparsi di grande dubbiezza, sebbene la frode non
s’abbia potuta cogliere in fatto. Del resto, si dovrebbe dire che per riguardo
a certi fenomeni si ha sempre il dubbio del dubbio! 3. L’Eusapias’è rifiutata
di lasciarsi esaminare fisiologica¬ mente. In parte io ne la scuso, perchè gli
spiritisti le hanno sempre inculcato ostilità a siffatte investigazioni. Anche
qualcuno dei membri del nostro gruppo sembra diffidare, non so perchè, delle
mie intenzioni : ho chiesto di esaminarne la sensibilità per stabilire la
esistenza o no di stimmate isteriche (ricerca affatto innocua), ma pare che si
tema da ciò una diminuzione della medianità, e quindi una defrau¬ dazione di
fenomeni. Questa riluttanza dell'Eusapia è il pro¬ dotto della sua ignoranza,
del suo misoneismo volgare e della sua educazione compiutasi fuori del dominio
della scienza. Fin qui, lo ripeto e ripeterò, lo spiritismo è nel limbo del
metodo scientifico di osservazione e di esperimenta- zione. Si ripensino le
auree regole che di questo metodo ha dato Claudio Bernard pei fenomeni
biologici ; si legga ciò che Guglielmo Wundt dice del metodo da usarsi nei
feno¬ meni psicologici ; si vegga anche quello che dice un inge¬ gnere di larga
coltura, il Favrk, nei suoi libri sui metodi scientifici in genere: e allora la
procedura delle sedute spiri¬ tiche rivelerà tutta la sua irriducibilità
odierna alle norme della ricerca sperimentale. 4. L’Eusapia ha una
lesione al capo dal lato sinistro, nella regione parieto-frontale ; da un
fugace palpamento che ivi mi ha lasciato effettuare, ritengo che tale lesione
sia vecchia e di origine traumatica, secondo che essa afferma. La lesione
impegna il tavolato esterno della teca cranica e giunge fino al tavolato interno,
ma senza scopertura delle parti molli endo-craniche ; è lunga almeno due
centimetri e mezzo, coi bordi a picco, appena inspessiti per la riparazione
ossea: essa sarebbe sensibile (dicela Eusapia) alle pressioni esterne ed alle
vicende meteoriche. La sua sede è precisa- mente sulla sutura coronaria
sinistra, e prende tanto il frontale quanto il parietale. Topograficamente
potrà corri¬ spondere alla parte media della regione rolandica, ma di questa
non impegna, certo, che piccola porzione della circonvoluzione frontale
ascendente, nell’area dei centri psicomotori dell’arto superiore destro ;
sovrasterà, in particolar modo, al piede della seconda frontale, dove si
ammette da taluno il centro evoluto della scrittura (?). 5. L
'iperestesia della metà sinistra del corpo accusata dalla E., parrebbe di
natura isterica, ma non si riesce a sa¬ pere se prenda tutte le forme di
sensibilità. A giudicare da quanto avviene nel tentare di toccarla, direi che
essa ri¬ guarda sopratutto la sensibilità tattile superficiale o cutanea, non
la profonda (tendineo-muscolarel ; e mi ha tutta l’aria di essere suggestiva o
autosuggestiva. Le reazioni della Eusapia quando la si tocca lievissimamente
fuori della ipnosi me¬ dianica (perchè durante il trance io, a bella posta,
l’ho pre¬ muta fortemente nella parte sinistra per svegliare la sua
attenzione), mi sembrano esagerate sproporzionatamente al grado della
ipersensibilità reale. 6. Sarebbe di sommo interesse il fatto che mi è
sem¬ brato iersera di rilevare: — quando Eusapia è in principio di auto-ipnosi
o sotto la ipnotizzazione (mi è riuscito di farle qualche “ passo magnetico „
sulla testa, massime sulla sua breccia cranica e l’ho veduta suscettibilissima
a queste manovre), quando, dico, Eusapia si incammina verso la subcoscienza, la
sua iperestesia di sinistra le rende insop¬ portabile i contatti a distanza.
Voglio dire che avvicinando uno spillo alla sua mano fino a 2 centim., ma non
toccan¬ dola ancora, essa ha percepito il dolore della puntura. Sa¬ remmo qui
davanti all’eccezionale fenomeno dell’ “ atmosfera neurica „ circondante il
corpo umano secondo le afferma¬ zioni quasi favolose di Baraduo e Barf.tt? Mi
contenterò di esprimere la possibilità che, esclusa la simulazione, Eusapia
offra davvero quella esteriorazione di sensibilità che fu il¬ lustrata dal
Conte De Rochas. 7. Le crisi cui va soggetta ora la Eusapia sono, a giu¬
dicarne da quanto ne dice essa stessa, di carattere istero- epilettoide. Dice
che le vengono attacchi in cui “ perde la coscienza , ; sono preceduti da forti
cefalalgie al lato sinistro ; manca il ricordo al risveglio, mentre per
l’addietro la me¬ moria dei deliquii non era oscura. Si potrebbe sospettare
l’esistenza di parossismi parziali di epilessia jacksoniana (?). 8. Lo
stato psichico normale di Eusapia fuori della me¬ dianità non ha note morbose.
Tuttavia la memoria è debole assai ; non si rammenta sempre i nomi e le date, e
poiché le sue vicende sono note a qualunque studioso di spiritismo, si vede
agevolmente che essa confonde date, luoghi, persone; non sempre ricorda dove e
quando le sono stati fatti ap¬ punti, critiche, ecc. ecc. Ma di due cose
soprattutto ha me¬ moria viva, e se ne rammarica : 1° d’essere stata sottoposta
in un luogo all’Estero (forse a Cambridge) a un’investigazione poco discreta,
di carattere vergognoso, che l'ha umiliata : essa non sa darsi pace di aver
dovuto subii- esami perfino nelle cavità sessuali del corpo, per vedere se vi
tenesse nascosti degli ordegni, indagine stupida e che naturalmente diede, come
doveva dare, risultato negativo ; e 2° dell’essere stata derubata d’ogni suo
avere da ignoti ladri, penetratili in casa. Di questi fatti la sua commozione
dura tuttora vi¬ vissima, ed è tale da non doversene parlare senza compro¬
mettere, essa alìerma, l’esito delle sedute. 9. Da quanto finora mi
risulta e specialmente dalla seduta di ieri sera, reputo antipsicologico
raffermare che la coscienza e la volontà della medium sieno estranee ai feno¬
meni detti spiritici, come asseriscono certi psicl\icisti non psi¬ cologi.
Neppure è vero, però, che si abbia sempre un auto¬ matismo per disgregazione
della personalità, come ha preteso P. Janet: l’Eusapia (ai miei occhi di
clinico, per lo meno) spesso era sveglia e voleva produrre i fenomeni, anzi
quei dati fenomoni, e li ha prodotti. Ora una delle due: — 0 lo stato di
“ trance „ è necessario alla medianità ; e allora non si comprende come
fenomeni me¬ dianici cosi cospicui come la levitazione del tavolo, la produ¬
zione di fiammelle, gli spostamenti di oggetti a distanza, le materializzazioni
di forme tangibili sebbene invisibili, gli atti complicati di sfibbiamento, di
appuntamento di spilli, ecc., ese¬ guiti all’oscuro da silenziose “
Intelligenze occulte „, siano tal¬ volta possibili senza l’estasi : non nasce
il sospetto legittimo che la dottrina fisio-psieologica del trance sia erronea,
o, per lo meno, non assoluta? — 0 lo stato di “ trance „ è superfluo: e allora
non si comprende perchè in dati momenti e quando stanno per avvonire fenomeni
che potrebbero anche effettuarsi, come ho veduto ieri sera, in apparente
veglia, il medium entri in pieno istato autoipnoide. Non esisterebbe là una
autosuggestione, che però lasciasse il medium libero di ope¬ rare anche fuori e
senza di essa?... 10. Per me è ormai certo questo, sotto il punto di
vista psicologico : — la coscienza e la volontà intenzionale del medium sono
costantemente in opera anche durante la pro¬ vocazione dei fenomeni cosi detti
del subcosciente ; sono esse che dirigono le vicende delle sedute. — Io ne
veggo una prova nella crescente, teatrale complessità successiva di
una serie di sedute, mentre se i fenomeni fossero in tato subcoscienti e
automatici, oramai, dopo tanti anni, dovrebbero subito raggiungere l’acme. Vi è
troppo programma in tutto quanto fa la Paladino per escludere l’efficacia della
sua intenzione voluta e premeditata. — Altra prova, e di somma importanza, la
scorgo nel fatto cbe esprimendo il desiderio di un feno¬ meno, anche senza
dirigere una formale domanda al medium, il fenomeno avviene nella stessa serata.
Ciò indica che le percezioni della coscienza vigile scendono al disotto
dell’alle¬ gorico livello della subcoscienza, cosicché il subliminale di Myebs
per sé non è attivo, ma riceve impulso dall’alto. Sono i raggi luminosi della
coscienza superiore che ha già per¬ cepito e pensato, quelli che calano ad
illuminare i bassi fondi della cosi detta subcoscienza. C’è da ritenere che R.
Abdicò abbia ragione e che la ipotesi dell’ “ incosciente „ sia un lusso
inutile per la psicologia. Questa mia constatazione mi sembra che sposti
di molto il problema della medianità, e lo metta sotto una luce che non fu
ancora vista (per quanto io ne so) da altri psicologi. Inoltre, se ne desumono
nuovi apprezzamenti in rapporto alle frodi. I)a un lato sorge il sospetto che
essendo le vicende della seduta prestabilite conforme a un programma generale
che si deve alzare da un fenomeno semplice a fenomeni più complessi per meglio
agire sull’ animo dei presenti, ciò ac¬ cresca la tendenza alla bugia
cosciente. D’altro lato, può anche essere che non entrando la E. in trance per
ragioni indipendenti dal suo buon volere (non si riesce sempre a prender sonno
quando si vuol dormire), essa sia obbligata a giuntare per non scontentare il
suo pubblico. Ciò fu detto anche da Ochorowicz ed è giusto. 11. La
uniformità dei fenomeni che da anni ed anni Ensapia Paladino produce (basta
leggere i numerosi verbali delle sue sedute) sta a significare la predominanza
di alcune poche idee fisse nel suo pensiero. Il medium Pugliese evi¬ dentemente
fa come certi grandi artisti drammatici che si formano un repertorio di poche
tragedie e commedie, e le ripetono ovunque e per lunghi anni, raggiungendo per
mezzo deli abitudine e dell’automatismo una sempre crescente forza di
espressione artistica. Anche la medianità di Eusapia si è fissata e sistemata
in uu numero abbastanza ristretto di atti : e questo monoideizzarsi costituisce
forse la più potente causa dell’efficacia che raggiungono in lei le produzioni
del sub- cosciente. D’altronde, tutto lo spiritismo sovrabbonda di dette idee
fisse, ed è questa una buona argomentazione in favore dei suoi rapporti
con l’isterismo, con le monopsicosi, con tutti gli stati psichici di riduzione,
e di sistemazione, e di... impoverimento mentale! 12. Ne segue che le “
manifestazioni „ di medianità, come le scorgo avvenire in queste sere, sono
bensì deter¬ minate dalle intenzioni del medium, ma d’ordinario solo nella
cerchia delle sue fissazioni, dei suoi monoideismi psi¬ cosensori e
psicomotori. Ciò riduce estremamente la spon¬ taneità dei fenomeni, giacché
porta il medium a ripeterli immutati quando si sente sotto gli stimoli
consuetudinari di sedute organizzate sempre ad un modo. La personificazione di
“ John King , che da anni ed anni fa l’Arlecchino da strapazzo o il servo da
farsa in tutti questi fenomeni, è il più tipico dei monoideismi di Eusapia. Poi
vengono uno per uno tutti i procedimenti empirici con cui essa provoca o
produce i fenomeni. Decisamente quel subliminale di Myetìs ha ben poca
autonomia! * * * L’ambiente delle nostre sedute.
1. Dalla discussione avuta col prof. Porro, il quale mi ha dichiarato a voce e
per iscritto anche sul Secolo XTX che le spiegazioni “ psicologiche , hanno il
peccato di essere iperseientifiche (sic), temo che l’ambiente nostro non alzi
so¬ verchiamente il diapason della sua ammirazione per la Eu¬ sapia perdendo la
calma che da principio addimostrava. Panni, anzi, in seguito alle mie
interrogazioni ad Eusapia, di essere circondato d’un’ atmosfera di diffidenza,
non da parte di tutti i membri del gruppo, ma da parte dei più infervorati. Ciò
mi ha deciso a tenermi un po’ più in disparte durante le sedute, anche perchè,
avendo avuto troppa parte¬ cipazione alle esperienze del 22, ho ritenuto
conveniente iersera di usare discrezione per lasciare il posto di vigilatori ad
altri compagni. Ciò sembra contrariare la Eusapia che, nonostante io sia
rimasto sino alle 11 3/( estraneo alla catena, mi ha seguitato a prendere di
mira nelle sue manifestazioni. Anche questo fatto ha per me la sua importanza
psico¬ logica : indica come sia vivo nella Eusapia il desiderio di convincere
quegli assistenti, dalla cui approvazione crede possa venirle vantaggio morale
o materiale. E un sentimento di vanità che la domina! e fu già rilevato
dall’OcHOHOWicz come 252 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
II pericoloso alla sincerità delle sedute, giacché spinge il me¬
dium, quando non è in grado di fare un fenomeno°genuino, a sostituirvi qualche
equivalente spurio o fraudolento. 2. Giudicando sinteticamente, mi sembra
che avvenga nel nostro gruppo, me compreso, un certo esaurimento deh ì
attenzione in quanto al controllo. Più si assiste ai fenomeni e più si è tratti
a considerarli nella loro entità o apparenza, perdendo di vista il contegno del
medium. Ma io penso che una volta veduto come i fenomeni siano monotoni e poco
variati, riprenderemo tutti la tensione necessaria per un contiollo severo.
Sono certo che in una seconda o in una ulteriore serie di sedute eusapiane io
mi abituerò ad ese¬ guire ad un tempo una rapidissima vigilanza sul medium ed
una accuratissima osservazione sui fenomeni. È questione di esercizio e
abitudine nell’attenzione. ■1. Ho osservato che la sorveglianza si
attenua verso la fine della seduta, e precisamente allora quando avvengono ì
fenomeni più straordinari e tumultuosi. Ieri sera, però, essendo io fuori della
catena e vigilando attentissimo sulla condotta di Eusapia, credo di avere
inibita la solita tumul¬ tuaria fenomenologia della fine. Per cui l’ho spinta
forse io stesso a quegli atti che paionmi giustificare il mio sospetto di una
frode (p. es. alla impressione di tre punte di dita sulla plastilina). 4.
Rilevo, non senza intimo ma non rivelato malcontento, che si prendono decisioni
intorno al metodo di sperimentare senza prevenirmene : fluisco coll’essere un
semplice invitato e non coopero affatto alla preparazione dell’ “ambiente,.
Cosi si sono scostati i mobili della sala. A destra del medium si è collocato
un pianoforte chiuso, il cui lato dista di circa <kwO centimetri dalle di
lei spalle; il grosso tavolo si è por¬ tato più in avanti, ecc. Io avrei voluto
mutamenti più radicali nella tecnica, ma non sono comportati dalla tradizione.
Da oltre cinquantanni, cioè da quando tavolino, catena “ ma¬ gnetica „,
gabinetto a cortine, ecc., sono stati introdotti in America, non si è fatto un
passo solo divergente da quella regola un po’ puerile. Sempre nello stesso
indirizzo si vuole ottenere la scrittura diretta sulla fàccia interna di due
la- vagnette da scolari, applicate l'una all’altra, legate e sug¬ gellate. E
l’esperimento celebre in cui eccellevano "l’Eglinton, di cui il Fabmer
narra mirabilia nella sua sfarzosa biografìa’ e lo Slade, di cui il dott.
Gibier dà largo cenno nella sua opera sullo “ spiritismo „. Ma Eusapia non sa
scrivere e allora ? . FENOMENI MEDIANICI SICURI
253 I fenomeni da me accertati iersera. Reputo
che iersera i seguenti fenomeni, non essenzial¬ mente diversi da quelli veduti
nelle sere anteriori, siano stati realmente prodotti da Eusapia senza inganno,
quantunque in oscurità quasi completa. a) i moli e il sollevamento totale
del tavolino : quest’ul¬ timo una volta si è “ levitato „ all’altezza di 1
metro ; il. solito linguaggio tiptico, che però sembra fissato entro
limiti assai stretti (almeno per la Eusapia). Avverto intanto che tutti siamo d
accordo nel chiedere fenomeni fisio-meccanici od obiettivi, perchè più
facilmente sindaca¬ bili, mentre lasciamo da parte la fenomenologia
intellettuale, di cui le comunicazioni tipticlie dei disincarnati costituiscono
l’elemento precipuo, se non anche l’esclusivo nelle sedute spiritiche
volgari; c) i rumori e picchi leggeri prodotti dal e nel tavolino (alcuni
dei quali, cioè, nella stessa sostanza del legno). Questi “ raps „ mi sono
parsi autentici, sebbene per certuni si abbia il sospetto di una provocazione
artificiale, avvenendo essi in uno stretto circuito davanti al medium e non mai
oltre ai 50-60 centimetri dal suo petto (sarebbero forse prodotti, nei momenti
di simulazione, dal soifregamento del ginocchio, del pollice d’una mano, delle
stecche del bustino contro l-’orlo della tavola?...); dj i picchi
fortissimi, vere e proprie bussate, che si odono sul tavolino, e anche qua e là
per la sala, massime entro il gabinetto. Non c’è spiegazione. Trucco, no,
perchè qualcuno è scoppiato come il tuono mentre io, fuori di ca¬ tena,
discernevo debolmente, ma abbastanza sicuramente, Eusapia immobile a capo
tavola. — Spiriti?... Evvia; se girano per lo spazio a n dimensioni nella loro
eroticità Kardeehiana, avranno altro da fare che venire a intimorire a quella
ma¬ niera le persone sensibili e le donne, con un processo che ricorda T
ingenuo mascherarsi e il bau bau dei ragazzi e dei selvaggi in guerra. e)
ì toccamenti di mani (non visibili), che sono stati più scarsi, meno significanti
di quelli delle altre sere, però talvolta sincroni in due persone. Un certo
momento io mi 254 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II
sono sentito tirare la giacca pel petto, come se avessi avuto una persona
„ in piedi davanti a me; f) il vento freddo dal gabinetto nero,
anc-h’esso però transitorio (il tavolino si era spinto smaniosamente ad una
distanza maggiore del solito dalle cortine, certo per corri¬ spondere ad una
mia proposta fatta poco prima al profes¬ sore Porro, di portare il circolo nel
mezzo della sala) ; g) l’ ondeggiamento e gonfiamento delle cortine nere
■ h) \o spostamento delle seggiole dei vicini ad Eusapia; t) 1 apertura e
chiusura del coperchio del pianoforte-, j) 1° spostamento e trasporto di
oggetti a distanza. tra questi fenomeni alcuni mostrano senza dubbio
intenzio¬ nalità, il che non vuol dire che siano opera di intelligenze estranee
agli intervenuti e tanto meno ad Eusapia. Si direbbero giuochi di destrezza
compiuti al buio da prestidigitatori in¬ visibili ed anche intangibili; ma
sempre rivelano, nella loro quasi comica e talvolta grottesca esecuzione, una
intenzione dei tutto umana, quale può essere quella del medium di convincere
facendo “ un bel gesto Questo è il fine poco recondito di quasi i nove decimi
della fenomenologia eusa- piana: finora non ci veggo intenzionalità
superiore! tale è il caso delle due lavagnette accollate che mi sono
sentito mettere (al buio) nella mano sinistra. A prima vista può dubitarsi che
l’oggetto sia stato preso e dato dalla mano destra della Eusapia, ma la
distanza in cui io, in piedi, mi trovavo dalla tavola grande su cui le
lavagnette posa¬ vano, mi sembrò tale da non appoggiare tale interpretazione
tio anche ricevuto quasi sulla testa la borsetta rapita da mano occulta alla
Contessa Rey : questa personale direzione dell oggetto smosso dallo “ spirito
John „ mostra come sia sempre la volontà del medium quella che produce il feno¬
meno Ha ragione I’Ochorowicz : “ John „ non è altro che uno stato speciale
psichico della Eusapia, una simbolica personificazione del suo automatismo
medianico. Ma dissento dallo psicologo polacco in questo che egli assegna al
fan¬ tastico John King „ un posto nel solo subcosciente di usapia, laddove a me
pare che la personificazione sia man- enuta e usufruita anche in completa
veglia. Il buttare proprio a me la borsetta implica la solita intenzionalità di
conver¬ tirmi , intenzionalità evidentissima, persistentissima nell’a¬ nimo
della Paladino, e non fuori di lei. Potrei dire il medesimo degli altri
“giuochi, avvenuti ìersera al buio ; per es. l’avere tolta una spilla-fionda
(detta da balia,) alla signorina Rey e l’averne cucita la di lei
IjA MATERIALIZZAZIONE DI FORME . ATTIVE 255
manica sinistra con quella destra del prof. Porro. La straordi¬ narietà
di questa burla non risiede tanto nel trasporto e nell'uso intenzionale
dell’oggetto, quanto nella complessità di movimenti e atti che essa ha
richiesto. Il fenomeno ac¬ cadeva in oscurità: e credo che la cosa non
rieseirebbe fa¬ cile neanco a persone svegliatissime, avvezze a manovrare quei
piccoli meccanismi deU’abbigliainento femminile. Vi è stata pertanto una
delicatezza e finezza incomprensibile nel- l- “ entità occulta , che ha
sfibbiata la spilla e ha eseguita quella attaccatura. Ma pur troppo l’accadere
tutto ciò fuori di luce, nella impossibilità di invigilare la persona di Eu-
sapia, toglie al fenomeno la sua meravigliosità spiritica e lascia al suo posto
il sospetto. k) la materializzazione di “ forme „ soltanto tangibili
aventi caratteri umani. — Dirò soltanto quello che ho per¬ cepito coi miei
sensi in perfetto equilibrio. Io ero in piedi, dietro la seggiola di uno dei
formanti catena, ed ho avuta ad un tratto la sensazione come se davanti a me
fosse ve¬ nuto un “essere invisibile,, alto anche più di me, piuttosto grosso
che mi si è accostato e mi ha premuto il petto: poco dopo, come ho detto, mi
sono sentito tirare lo pistagne della giacca e sono stato scosso in tutta la
persona. Non basta: quando mi è arrivato in mano il pacchetto delle due
lavagne, ho avuto la impressione di un essere in carne ed ossa che me lo
allungava, e quasi si impazientiva perchè io non prendevo bene l’oggetto
abbastanza presto. Non basta ancora; poco dopo quelle due lavagne mi sono state
afferrate e con violenza strappate di mano, indi è avve¬ nuta una lotta
consimile fra 1’ “ occulto „ personaggio e il sig. Schmolz : le lavagnette ci
erano date e tolte, ridate e ritolte con una intenzionalità stupefacente.
Ma la mia stupefazione ebbe motivo di aumentare ancora : un po’ commosso e
impensierito di quanto mi era accaduto stando in piedi, io m’ero andato a
sedere su di una delle poltroncine quasi addossate alla parete della sala, a
circa due metri, dal lato destro di Eusapia. Ebbene, 1’ “ Invisibile , è
arrivato anche là: per due volte io mi sono sentito, lucidamente sentito
toccare da una mano che offriva tut.t» le caratteri¬ stiche della vitalità !
Dirò a tale proposito che le “ forme „ che agivano a quel modo sui miei
svegliatissimi sensi avevano una consistenza solida: ognuna era. come si
direbbe, uno stereoplasma o stereo-fantasma invisibile, ma nettissimamente
composto di sostanza resistente , impenetrabile, insomma materiale. Niente “
entità fluidica , sensu strictiore! Questi fatti sono di gravità
eccezionale per me, che quasi non credo ai miei occhi leggendo le mie stesse
righe mentre mi escono dalla penna : ma tant’è ! Le mie percezioni erano nette
e precise: il fenomeno, però, al buio è altrettanto ge¬ nuino ? Quella
malaugurata oscurità, come ci obbliga a mettere in quarantena tutta questa
parte meravigliosa della feno¬ menologia spiritica! . La oscurità è necessaria,
dicono gli spiritisti, per la formazione delle “ materializzazioni „
giacché alla luce i disincarnati non riescono ad impossessarsi del perispirito
fluidico del medium (non si capisce allora perchè certe volte le apparizioni
avvengano in piena luce e anche al sole!!); — la oscurità sarà necessaria,
dicono gli odierni psicliicisti teorizzatori, perchè l’energia fuoruscente dal
medio e dagli astanti non si potrà accumulare alla luce, anzi, quando si è
concentrata nell’ombra, alla luce si dissolverà... In sostanza, siamo
proprio al buio, e bisogna rinviare la spiegazione a un domani molto, ma molto
lontano ! Os¬ servo tuttavia che neanco il carattere intellettuale e volitivo
degli atti compiuti dall’ “ Invisibile „ prova che essi siano il prodotto di
entità autonome, estranee al medium: io dovrei propendere (non dico più —
horresco referens! — ) a supporre la possibilità di uno sdoppiamento personale
completo di Eu- sapia... e anche quella che il suo “ doppio „ sia ora un
quissimile ed ora un dissimile dal suo corpo fisiologico. Ma come “ dissimile „
e fino a qual punto? Ecco, forse, il pro¬ blema vero dello “ spiritismo
„. Fenomeni acustici e luminosi. 1. Iersera i compagni
signori Bantle, Ferravo e Venzano hanno accusato il primo dei fenomeni acustici
di queste se¬ dute. Mentre sotto le tende del gabinetto oscuro si mate¬
rializzava e si avanzava verso la catena, ai lati di Eusapia, una “ forma „,
essi avrebbero anche udito il suono di una voce rauca, afona, “ stertorosa , :
a qualcuno parve che essa loro provenisse da dietro, anzi dal vuoto dell’ombra
in cui si trovava la sala. Non avendo percepito tale fenomeno perchè ero troppo
lontano, nulla ne dirò: parlerò invece delle “ luci spiritiche „ che io stesso
ho viste iersera. 2. Ho già detto come io fossi stato fino a ieri
refrattario alle percezioni luminose, salvo alle due materializzazioni
in forma di “ ombre „ fattemi vedere da Eusapia Paladino e che descrissi
di già come fenomeni spurii, Iersera finalmente, quando già altri dei presenti
dicevano di vedere fiammelle e fosforescenze, ne vidi due : ero fuori della
catena, e il feno¬ meno non fu certamente allueinatorio, perchè la percezione
lu¬ minosa fu in me limpida e netta come di realtà; comparvero e disparvero
senza che il mio animo si conturbasse. Le “ 1 uci fluidi che „ ,
benissimo visibili, partirono tutte e due dal disopra del medium, un po’ più
verso destra, e per¬ corsero in aria un certo tratto, lentamente, in linea
curva e sinuosa ; il fenomeno durò almeno tre secondi ogni volta. L’un a
comparve più vicino alla testa del medium, l’altra più verso il pianoforte, ma
non erano in posizione d’esser provocate artifiziosamente dall’ Eusapia,
giacché non v’era possibilità che essa giungesse ad allungar le mani fino al
punto cui la seconda arrivò. E poi non erano affatto simili a luccicori di
fosforo ! Erano fiammelle circoscritte, di colore giallognolo ; vivacissime, ma
non illuminavano, ossia non irradiavano luce: luminose per sè, senza effetto
sugli strati aerei circostanti; grosse un po’ più di quanto ci appaia al buio
una lucciola, con cui mi sembrò avessero la massima analogia; il loro percorso
però era più lento di quello del¬ l'insetto, e lo splendore assai più vivo.
Nessuna luce naturale e artificiale fin qui da me veduta presenta eguali
caratteri e, questo è asserito da tutti i pereipienti. Ambedue le luci
sono state viste dal sig. Schmolz con cui ero a bi accetto in quel momento. Ed
Eusapia non era allora in “trance,, bensì sveglia, come si rilevava dalla sua
voce naturale. Ciò conferma la mia critica alla tabella sche¬ matica del
Visani-Scozzi, secondo la quale le luci sarebbero prodotte dai medi solo in
istato di catalessi. Aggiungo che altre luci sono state annunziate
iersera dal dott. Venzano provenire dal piano del tavolo, e serpeg¬ giarvi
sopra : ma io non sono giunto a vederle. * *
* Una apparizione? Ecco un altro fenomeno che sarebbe
ben importante per me, ma che io non ho veduto. È stato il signore Schmolz che
ci ha segnalato di vedere distintamente a sinistra del medium, ma più in qua
del vigilatore (che in quel momento Morselli, Psicologia e spiritismo.
yj era la signorina Rey), “ una figura di uomo, alta più dei
presenti, coperto da' un turbante, il quale si avanzava verso di lui fino a
mettergli la faccia quasi a contatto con la sua „ : egli aggiunge che ne
distingue “ gli occhi vivissimi e la barba a pizzo Ma nessuno dei presenti
conferma la visione ; io che mi trovo vicinissimo al percipiente, nulla scorgo.
Ho già detto che il sig. Schmolz è un “ visuale ti¬ pico n ; a lui i fenomeni
luminosi e i visibili risaltano più numerosi e frequenti che a tutti gli altri.
Vi sarebbe in ciò un motivo per congetturare che Eusapia provoca allucinazioni
sensoriali diverse secondo la indole psichica dei percipienti ? La cosa è
improbabile, poiché bisognerebbe che essa ci cono¬ scesse intimamente tutti
come uno psicologo consumato ! Piuttosto è da ritenere che certi fenomeni siano
l’effetto di una tensione cerebrale dei presenti, e che l’eccitazione del
cervello indotta dal medium stimoli in ciascuno i centri che sono abitualmente
più vivaci nella loro funzione, per cui essi percepiscano meglio i fenomeni che
riguardano codesti centri. Suggestione mentale e interpretazione
dei fenomeni. Un fatto che a me sembrò dapprima di suggestione men¬ tale,
ma che propriamente, come dirò, non lo è, è il seguente : Messomi dietro
la seggiola del De Albertis, che fungeva da controllore di destra, imaginai che
sarebbe stata smossa come la mia secondo il solito. Ero nell’ombra (tale credo
che fosse anche per Eusapia) più completa: e silenziosamente avevo portata la
mia mano sinistra sul pomo sinistro dello schie¬ nale senza toccarlo. E là sono
rimasto in attesa : tenevo la destra nella sinistra del sig. Schmolz o
appoggiata al suo braccio, e pensavo che il medium avrebbe cercato di prendere
furtivamente la seggiola di De A., cosicché la mia mano messa colà in agguato,
avrebbe potuto coglierla nell’inganno. Dopo V4 d’ora d’ inutile attesa,
in cui sempre badavo al controllo ed osservavo, ho sentito sul mio petto (ero
in piedi) un toceamento ampio, ma diviso in due parti, una superiore ed una
inferiore. In queU’istante ho avuto la sensazione come se una seggiola di legno
mi fosse applicata contro il corpo a premerlo intenzionalmente: le due metà del
contatto mi davano l’impressione dell'orlo del sedile e della
traversina inferiore. Ma non così era realmente : nessuna seggiola era
stata portata a premermi il petto dall Invisibile ; la mia mano destra invano
la cercò, non palpai che l'aria. Come ebbi, dunque, quella percezione ? Qui,
una delle tre: - ola Eusapia ha indovinato il mio pensiero che rifletteva la
seg¬ giola del capitano, e mi ha prodotto per telergia meccanica un toccamento
di forme corrispondenti; in tal caso avrei la prova di una suggestione mentale,
o lettura del mio pen¬ siero, però una lettura, direi, elementare, semplificata
: — o quel toccamento fu in me una allucinazione; e avremmo la provocazione, per
dinamismo associativo, di una sensazione irreale corrispondente ad una idea : —
oppure è stato il mio pensiero che intensificato nella imagine della seggiola e
del mio controllo, mi ha fatto interpretare a quel modo un toccamento
(medianico) di cornun genere. Pino a prova contraria debbo ammettere la terza
interpretazione come la più verosimile ; ossia un fenomeno che io dico spurio,
in quanto consiste nella interpretazione subiettiva per parte mia di un reale
fenomeno medianico, il quale si riduce poi a questo, pur sempre straordinario:
il materializzarsi di una persona invisibile che tocca e preme un assistente
fuori di catena, posto ben lungi dalla portata di mano del medium. Dopo
quel contatto rude ligneo e premente, mi sono sen¬ tito accarezzare la mano che
stava in agguato ; e forse queste carezze erano esse pure medianiche, ossia
eseguite con un pro¬ lungamento esteriorizzato (?). Non nego però che non
potessero venire anche dalla mano anatomica della E. liberatasi dalla vigilanza
del De Alb., che in quel periodo delle prove, toccato com'era, da mani
medianiche a lui fastidiosissime, pareva avesse perduta la sua calma di grande
marinaio e viaggiatore. Ma allora ho da osservare che la Eusapia non ha
indovinato il mio atteggiamento di diffidenza quasi ingiurioso per lei. Non
accortosi del mio agguato, “ John „ non si è vendicato respingendomi e
battendomi, come fa tante altre volte quando lo si vuole disturbare nella
produzione dei fenomeui. Ciò significa, in sostanza, che Eusapia in medium
nisruo non “ legge „ il pensiero, o che, per lo meno, questo potere è in lei
rarissimo, quasi accidentale. Taluni dicono che la Paladino sia affetta
da nittalopia, o, meglio, della facoltà di raccogliere i minimi raggi luminosi
nell’oscurità. Questo sintomo non è raro nell’isterismo, e se esistesse in
Eusapia farebbe rientrare molti dei suoi fenomeni “ spiritici „ in una sfera
quasi fisiologica, per lo meno in un ordine di fenomeni anonuali e non
supernaturali. Non potendosi finora esaminare le funzioni sensoriali della
Paladino, si ha il diritto di avanzare interpretazioni naturali dei suoi
fenomeni fino ad esaurimento degli estremi della fisio-pato- logia e
fisio-psicologia. Quanto alla direzione della borsetta che mi fu gettata
nel buio e non mi raggiunse, può benissimo spiegarsi colla stessa ragione : la
Eusapia percepiva iersera, nello scarso chiarore della porta dell’anticamera,
la mia posizione nello spazio ; il tiro era diretto alla mia persona, ma la
borsetta invece andò contro il muro. C’è qui intenzionalismo evidente, ma non
di uno “ spirito ,, bensì della Eusapia. La radiazione neurica
(?). Iersera ho sentite le “ radiazioni „ della fluidità scono¬ sciuta
che emanano dalla testa di Eusapia e precisamente a sinistra, là dove ha la sua
breccia cranica. Io ero atten¬ tissimo al fenomeno, e questo non fu
allucinatorio nè illusorio. Conosco l’ ingannevole impressione che può dare il
calore della mano quando si avvicina ad una superficie cutanea, e si avverte lo
spostamento degli strati d’aria che si spo¬ stano al contatto. Nelle mie
esperienze sulla credulità per suggestione nei normali ho dimostrato come si
riescisse dal Pikmann ad ingannare con sì fatto procedimento di illu¬ sione
(Cfr. in “ Riv. di filosofia scientifica „, voi. IX, 1891). Ma qui è altra cosa.
Dalla testa della Paladino s’alzava, in linea verticale sul bregma e sulla
regione parietale sinistra, una corrente distintissima di “ fluido „. Era un
soffio fresco, che non poteva partire da un’apertura orale stretta (pel caso
che si sospettasse del fiato di Eusapia, la bocca di costei io la vedevo
perfettamente sul sue volto biancheggiante e a circa 20-25 centimetri dalla
palma della mia mano). Era proprio un’irradiazione diffusa su di una superficie
di almeno un decimetro quadrato o poco meno, e proveniva da tutto il sincipite
del medio. Questa esperienza mi ha dimostrato per la prima volta che dal
corpo umano parte in determinate circostanze un che di invisibile, ma di
sensibile al tatto e al termotatto. Dicono che codesto quid ignoto (“ fluido,
? “ neurara , ? “etere animico,? . ) può anche acquistare visibilità.
Finora IiA io non l’ho veduto : ma non dispero di vederlo nelle
sedute successive. Porse è col suo mezzo che si formano i “ doppi ?
Confesso che le osservazioni del Babaduc, del Baréty, dello Chazabaine, e
quelle ancora più antiche del Barone Reichenbaoh, sebbene rimesse in onore dal
valentissimo psi- chicista colonnello Conte De Rochas, mi sono sempre parse
fantastiche, particolarmente perchè questi osservatori usano soggetti
ipnotizzati e danno peso alle osservazioni di co¬ storo che dicono di “ vedere
„ il proprio “ fluido animico „ o “ neurico „ o anche “ odico „ ora a destra
ora a sinistra ed ora anche ai due lati del proprio corpo, qua di color rosso,
là di colore azzurro, e taluno aggiunge perfino di “ polarità „ differente. A
chi ben rifletta, però, l’esistenza di radiazioni indeterminate dal corpo umano
ed animale non è poi tanto inverosimile. Che ne sappiamo noi, sopratutto dopo
la scoperta dei raggi ultravioletti, dei raggi catodici, dei raggi di
Rontgen...? E le “ linee di forza magnetica „, e le onde herziane, non sono
esse ammirabilmente incomprensibili, eppure evidenti ed attive sotto i nostri
occhi?... * * * Fenomeni sospetti. Due fenomeni
mi sono parsi iersera abbastanza dubbii perchè io ne discorra a parte. 1°
Il primo è stato lo spostamento della seggiola del visitatore di destra (cap.
De Albertis). — Io avevo sempre cambiato, nell’ombra, la posizione della mano
messa in ag¬ guato, e l’avevo portata nel vano tra lo schienale e il primo
traversino, al di qua dell’asta di sinistra. In tale posizione essa non poteva
più essere vista dalla E., dato (come ne avevo sospetto) che questa la avesse
veduta prima. Ora, ad un certo momento, quantunque fossi leggermente distratto
verso altri fenomeni, io ho sentito una mano piccola, che a me è parsa di carne
ed ossa, cercar di afferrare la seggiola ; ma incontrata o appena sfiorata la
mia, quella mano si è rapidamente ritirata, e il progettato spostamento, che
certo era nelle intenzioni dell’* invisibile „ non ha più avuto luogo. Ciò mi
ha ritornato affa memoria il braccio che avevo visto la 2* sera allungarsi
verso la seggiola del signor Feretti e che poi ho dovuto riconoscere per *
medianico „. Orbene : — 0 quella mano avanzantesi nell’ombra era
reai-mente quella della E., e si capisce che mi abbia data l'impres¬ sione
netta di essere una inano “ viva „ : si trattò forse di un tentativo
fraudolento da me sventato ? Io ho taciuto su quel tocco a bella posta per
vedere se la E. tornava a fare la prova ; ma essa ha modificato subito la serie
degli sperimenti, e la nostra attenzione s’è rivolta altrove. — Oppure era una
mano “ medianica „ secondo che spiegano in casi consimili i cre¬ denti
spiritisti : questi affermano che le mani “ spiritiche , toccate e palpate a
nudo danno la impressione di mani reali. Anche qui crederò quando sentirò.
Tuttavia dichiaro che non lo credo più impossibile, data la realtà per me
oramai incon¬ testabile di un buon numero di fatti medianici; ma confesso pure
che, dopo quanto dissero il Dariex, I’Oohorowkjz, il Richbt, e sopratutto la
Commissione di Cambridge sulle frodi (incoscienti o coscienti) della E.,
propendo a sospet¬ tare che quella mano fosse proprio la mano anatomo-morfo-
logica della medium ; nella fuggevolezza del contatto mi parve che ne avesse la
torma, la pelle, ecc. 2° Per me è stata incerta anche la impressione
delie tre dita mila plastilina molle, che si è ottenuta finalmente jersera:
sarò anzi il solo degli undici membri del gruppo a credere che queste non
vennero da altre mani se non da quelle della E. P. Siccome l’“ esperienza „ fu
fatta col mio inter¬ vento, ritengo di essere nel pieno diritto di giudicarla
mal¬ sicura, quale mi risulta da uno studio sereno della cosa. Durante la
seduta il piatto con la plastilina era su di un tavolino nel vano dell’uscio
del salotto. Ora, la medium dap¬ prima ha fatto girare tutta la “ catena „ in
piedi sino a portarsi nella direzione di queU’uscio. Lì per lì io non ho badato
a tale voluto nostio avvicinamento al tavolo della plastilina; ma riflettendo
di poi sulle vicende della serata, mi sono ben ricordato il contegno di
Ensapia. Essa (per quanto posso giudicarne dalla semioscurità in cui allora
eravamo tutti, e valendomi dei ricordi approssimativi che ne serbo) è giunta a
non più di 75 centim. dal blocco di mastice che doveva essere “spiriticamente,
impressionato. Non è da so¬ spettare che, colla sua mano destra resasi libera,
E. P. abbia prodotto le tre impressioni di dita sulla superficie molle ve¬ nuta
in quel momento a sua portata?... Ecco ora l’ulteriore diportamento non
meno sospettabile di Ensapia. Eravamo alla fine della seduta, e il medium non
era in “trance „. Si era formata la catena stando in piedi, e da qualche tempo
nulla avveniva, quando “John, sempre ordinando col linguaggio tiptico
(interpretato e spesso anti-eipato dai più competenti fra di noi), ha voluto
che io, fino allora fuori di circolo, ci entrassi. Messomi adunque a destra del
medium, poco dopo questa ha esclamato con la suu voce naturale: “mi tirano, mi
tirano in qua ! „ ; e tenendo la mia sinistra nella sua destra, mi ha condotto
verso il piatto del mastice : là giunti, mi ha fatto dirigere la mano verso
quella superficie lisciata, a circa 15 centiin., e stringendomi sulle dita ha
fatto il gesto di imprimerne le punte nella plastilina. Erano le mie dita che
dovevano lasciare lor traccia, o quel gesto di direzione simboleggiava soltanto
il fenomeno? Levata la seduta abbiamo verificate le impressioni; ed esi¬
stevano veramente quelle di tre dita di una mano, il medio più lungo, e i due
lateralmente più corti. La plastilina si era piuttosto indurita: nel centro del
polpastrello si vedeva un rialzo come se, distaccandosene le dita dopo la
pressione, il mastice fosse ì-imasto aderente alquanto alla cute e solle¬ vato.
La Eusapia assisteva alla verifica del fenomeno, e mi sono agevolmente accorto
che essa spiava il mio volto con una ingenuità che mi ha fatto sorridere.
Questo fenomeno solleva molti dubbii: a) per la teatralità con cui fu ottenuto;
bj per essere avvenuto con me, che sempre vuole la Eusapia convincere (è
curioso ricordare che anche Pikmann, messo alle strette, si servì di me per
frodare in teatro un' ultima clamorosa volta il pubblico genovese !) ; cj per
la troppa ansietà di lei, motivata dall’operazione della verifica; d) perché le
impressioni sulla plastilina appaiono fatte da una mano proveniente da un lato,
e non daU’alto al basso com’era diretta la mia ; ej perchè sono situate verso
il contorno della focaccia costituita dalla plastilina, mentre la mia mano
stava a 15 centim. dal mezzo della sua superficie. Si avanza, qui, la
ipotesi che le impronte di membra e anche di faccie su mastice o in paraffina
siano prodotte dal “ doppio fluidico „ o “ auimico „ dei medii; ciò che non è
inverosimile, ammessa la possibilità della telergia cinetica. Allora, per
identificare la mano di chi ha fatto quelle impres¬ sioni bisognerebbe
studiarne la morfologia e le linee papillari. Ma per rispetto alla forma, alla
grossezza delle dita, ecc., è notorio che le impressioni in sostanze molli, in
paraffina o in creta da scultori, come pur quelle in plastilina, non
riproducono mai esattamente i caratteri precisi dell’oggetto premente, tanto
più quando questo è la mano stessa che si muove e sposta la sostanza molle in
cui si immerge: il raffronto la¬ scierà sempre dell’incertezza. Quanto alle
linee papillari, la cui importanza in antropometria è stata con tanta genialità
segnalata dal (j-alton e usufruita poscia dal Bertillon, io credo che potrebbero
fornire un ottimo termine di con¬ fronto e di identificazione. Mi propongo di
studiarle in se¬ guito, approfittando del fatto che io sono stato fra i primi,
fin da quando ero studente, ad eseguire ricerche morfolo- gico-comparative in
proposito (Sulle linee papillari della mano e del piede nel Cercopiteco , “
Ann. Soc. Naturalisti Modena, 1874). Ma badiamo bene: qui io dubito
assai, altri invece crederà nella realtà del fenomeno. A me pare che prima
d'ammet¬ tere^ nelle impressioni che abbiamo avuto iersera un effetto dell
esteriorazione della motricità „ nel senso voluto dal De Rochas, convenga
andare molto adagio ed escludere assolutamente ogni sospetto di inganno. La
condotta di Eusapia non mi lascia tranquillo su questo, come lo sono
oramai su altre “manifestazioni di medianità,. Io esigerò _ se mi sarà
possibile — delle impressioni ottenute senza spostamento di catena, senza
passeggiate in tondo, e senza apparecchiamenti teatrali, i quali danno sempre
l’impressione di un fenomeno troppo, ahimè, coluto dalla Paladino. Dov’esiste
qui 1 automatismo motorio del subliminale, se ogni gesto, ogni parola del
medium mirano ad uno scopo?... * * *
Le frodi. Questa delle frodi della E. nelle sedute mancate non è
una scoperta mia, è oramai vecchia : ma io mi distacco tanto dalla Commissione
di Cambridge, quanto da Ochobowicz. La prima sostiene che ogni frode della E.
(dice anzi frau¬ dolenta tutta la sua fenomenologia ! ) è cosciente, cioè
voluta, prestabilita, premeditata. Ciò non è vero: vi sono fatti me¬ dianici
leali, e già a quest'ora (IV seduta) mi sembra che siano la grande maggioranza;
e vi sono fatti non veridici, ma mi pa- jono diggià in piccola minoranza.
L’Ochobowioz riconosce invece che la E. froda, ma che non trucca quasi mai
coscien¬ temente: le sue sarebbero frodi incoscienti per medianismo deficiente
o di grado inferiore, tanto in veglia quanto in istato di trance,. Ammetto
anch’ io che la E. inganni in sonnambulismo senza saperlo (incoscientemente):
ma non ammetto che tutte le sue frodi siano incoscienti ; essa ne commette
delle Coscientissime anche in veglia e in subveglia o preipnosi. Quando
però essa raggiunge il Fero letargo (estasi profonda), l’impostura non può più
concepirsi. L’argomento delle frodi è purtroppo assai grave ; e finché lo
spiritismo, o, per dire più correttamente/ la medianità fisica stile Home,
Slade, Paladino, ecc. non si sarà liberata dalla miscela eterogenea di
simulazioni fatte allo scopo di convincere e di stravincere, finché la
fenomenologia non verrà ridotta alla sola parte genuina spontanea e sincera,
finché non verranno eliminate circostanze che ingenerano sfiducia (la oscurità,
la catena con contatto, ecc.), la que¬ stione verrà discussa irosamente da
credenti ed increduli, i primi per tutto discolpare e tutto trovare
ineccepibile, i secondi per tutto negare e per distruggere anche le porzioni di
vero che oramai nessuno può rifiutarsi di ammettere. Avverrà del
medianismo quello che è avvenuto in ogni capitolo di scienza: il meraviglioso
sussiste, ma l’occulto°di origine subdola, il falso introdottovi per interesse
o per eccesso di propaganda, scompariranno ; pochi fatti veridici sa¬ ranno
ritenuti sufficienti per lo studio del medianismo, e non vi saranno più medii
simulatori. Basterebbero, anzi, le più semplici azioni meccaniche a distanza,
ma bene accertate. E ciò anche perchè, conosciute meglio le condizioni produt¬
trici della medianità, i medii operanti a pagamento o per sentimento di vanità,
non saranno più costretti ad esagerare, a fingere, a simulare, a dissimulare.
Non è avvenuto cosi nel magnetismo animale ? Cagliostro, Mesmer, e fors’anco il
Poységur, sebben gentiluomo, facevano dei falsi affinchè si accettassero i
fatti veri che casualmente avevano scoperto e che usufruivano pel loro interesse
o per sete di fama o per malintesa filantropia. Oggidì i magnetologi ne commet¬
tono assai meno, perchè i fenomeni mesmerici sono accolti dai più. Aggiungo
subito che gli stessi studiosi dell’ipnotismo hanno commesso errori molti, si
da rasentare la falsificazione inconsapevole dei loro risultati, o per cattivo
metodo di sperimentazione, o per desiderio di scoprire delle “novità,. E
incomprensibile come certi osservatori manchino d’ogni criterio nell’osservare
e di sincerità nel riferire! E probabile che la Eusapia, se non fosse
spinta dall’in¬ saziabile morbosità dei suoi spettatori a produrre ad ogni
costo dei fenomeni anche quando o non ne ha voglia, o non riesce a porsi in “
trance „, o non è dotata di sufficiente potere medianico, è probabile, dico, che
non ingannerebbe mai. I suoi falsi sono, dunque, provocati dall’ambiente; di¬
ventano per lei una necessità fatale, ed essa li commette anche suo
malgrado. Il suo intelletto astuto bensì, ma in¬ colto, di campagnuola non le
lascia scorgere la ingenuità di certi suoi stratagemmi. Ipotesi
psicologiche sulla medianità. Più considero e medito la fenomenologia di
questi fatti, e più mi convinco che fin qui non venne approfondita la oppor¬
tuna ricerca fisiopsicoloyica sul mediumnismo. Se ne sa ancora ben poco ! Ma
chi lo può studiare secondo le buone norme del metodo clinico, dato il modo con
cui avvengono i feno¬ meni, dato il ritualismo tradizionale della tecnica,
infine date la suscettibilità dei medium e le correnti antipsicolo¬ giche dell’ambiente
che si forma attorno a ciascuno di essi? Prendo le teorie relative alla
coscienza ed alla personalità quali oggidì sono ammesse nella psicologia
scientifica (cfr. James W., Princ. diPsicol., trad. ital., 1901, X-XI, p. 23C e
s.), e con sotto mano i fatti medianici che sto studiando, mi convinco che esse
sono ancora insufficienti a spiegarmi il meccanismo della fenomenologia
Eusapiana. Io non dico che non illuminino le condizioni psicologiche o, meglio,
psicopato¬ logiche dei soggetti in estasi medianica o “ trance sebbene qui pure
le difficoltà siano grandissime; dico, che con quelle teorie non si spiegano i
prodotti o eiletti dell estasi stessa in quanto sono o paiono la risultante di
un’attività bio-psichica, o di altra forza consimile, o di una modalità sconosciuta
dell’Energia, che ^i esteriora e si proietta nello spazio. Ma già anche
per i rapporti tra la coscienza e la sub¬ coscienza non si va fin qui oltre a
rappresentazioni metaforiche, tanto se valendoci dell'analogia col “ campo
visivo „ inva¬ giniamo la coscienza come un’ estensione più o meno il¬ luminata
e chiara dal centro alla periferia, quanto se cer¬ chiamo di intenderla
mediante una graduazione in altezza non dissimile da certi nostri strumenti
fisici (termometro, barometro) e oscillante attorno ad un punto o livello me¬
diano e medio che diciamo soglia o limen. La parte estraniar - ginale nel primo
caso, la parte subliminale nel secondo, corri¬ sponda pure alle gradazioni
successive dello stato normale, che andranno dall'attenzione concentrata al
sonno profondo o al coma, e a quelle dello stato anormale le quali scenderanno
dall’estasi propria dei visionari e allucinati mistici alle tre fasi classiche
della ipnosi e all’ipoletargo (Cabcs); ma in sostanza, UNO SCHEMA
BEL SEBCOSCIEHTK 267 dove si collocherà su quel
bersaglio a zone concenti ielle o su questa scala a gradi raffiguranti
schematicamente il campo l 2 5^1 a 5
| A • O O CA O m ■z
Co c oa o O (/> n fU
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Coma. PERICOLO ANORMALE E i t a s i DELLA MESTE So
jj^e-stibi 1 1 La COSCIENZA DI & Allucinazioni COSCIENZA
VIGILE Stato , sonmmbut1 CO ATTIVITÀ PSICHI Ci Stato
catalettico E PAI IONI NERVOSE Stato leta-rjsico
ATTIVITÀ NERVOSA Stato ipo letargico DI MORTE
Ul mJt k < 2? Raffigurazione
schematica dei rapporti tra coscienza e subcosciente (P. Casus).
ILa parte centrale di questo psieometro simbolico è tolto da P. Casus 1 (The
Soul , Chicago, 1S01), e quantunque invecchiata. massime in ri¬ guardo alle
fasi deU’ipnoai, quantunque criticabile per ciò che con- cerne le gradazioni
degli stufi normali e anormali, la giudico irti Ussima aflo scopo di chiarire
gremente le idee «Berne sulla coscienza vigile o superiore e sulla inferiore o
subliminale]. o la livellazione psicometrica, dove si innesterà, domando
io, il punto di attacco del dinamismo esopsichico procreante le esteriorazioni
di sensibilità e di motricità della Eusapia Paladino V Su quali argomenti di
prova lo si collocherà I TRANCE" MEDIANICO
268 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II nella zona
estramarginale. o nei gradini estremi soggiacenti della sua coscienza ? Sta il
fatto che il medium non è sempre addormentato quando opera, oppure, se lo è, il
suo sonno non 1^o^lunoe c*ie raramente e tardi il grado di abbassamento ed
oscuramento di coscienza richiesto dal letargo ; ciò signi¬ ficherebbe che 1
esopsichicità, base del medianismo fisico- meccanico, si effettua in condizioni
varie della coscienza, rn da trovare una spiegazione fisiopsicologica
atten¬ di!5116 del fatto apparentemente contraddittorio che allo stesso effetto
conducano, tanto la concentrazione dell’attenzione co- sciente quale si vede
nel rapimento dei mistici, degli allu¬ cinati, del genio in creazione (la vera
“ estasi „), quanto la sua scomparsa e la dissoluzione conseguente della
coscienza de 1 w come si scorge nel sonno della medianità (la “ estasi , del
trance , ). Nelle ipotesi del supernormale e subliminale il trance „ medianico
sta sotto la soglia, ossia al di là de<rii s essi margini della, coscienza
dell'io, in una zona oscurissima ipotetica di attività individuale, confinante
con il mondo infinito e indefinito delle forze occulte, o, come diceva En. von
Hart¬ mann, confondentesi coll’Anima universale. E sta bene- ma come si spiega
il fuoruscire e il proiettarsi della forza vitale o biopsichica che dà luogo
alle azioni a distanza, alle telecinesi alle telefanie, alle teleplastie?
Confessino francamente gli spirito-psiehicisti che anche le j j- • <le MrBRS
lasciano un vacuo enorme o fanno un salto addirittura mortale, tra il concetto
che noi possiamo farci dello stato subiettivo dei medi, ossia della medianità
in potenza, e una congettura pur che sia concepibile sulla natura della forza
proiettata da essi, e originante i fenomeni obiettivi di Eusapia, di Home, di
St. -Moses ecc... Quelle dottrine meta- psichiche nulla ci dicono sulla forza “
vitale „ emergente dai medii fisici, assumente attributi materiali ed attività
non dissimili da quelle delle altre forze naturali fìsiche, e sopratutto capace
di concentramenti spaziali di codeste sue attività in modo da originare forme
sensibili tangibili e visibili, parziali ed integrali.... Insomma, resta non
solo ignoto (pazienza!), ma assolutamente mcomprensibile anche col criterio
analogico il processo, o meccanico o energetico che sia, col quale il subliminale
« secondo Myers, l’attività bio-psichica in genere secondo me, riesce ad
esteriorarsi e a manifestarsi con fatti e sopratutto con forme attive
percettibili ai nostri sensi. Genova,' 25-26 maggio 1901.
/ .• v. LA QUINTA SEDUTA Suggestibilità ed ipnosi
del medium. 1. La Eusapia non era, in principio di seduta, e tale rimase
per circa due ore e mezza, fornita di molta energia medianica. Fu già osservato
l’alternarsi di sedute ottime a sedute mediocri, e in queste ultime la tendenza
alla frode. E perciò accortomi della scarsa medianità della Eusapia Paladino,
accrebbi iersera la mia vigilanza, per vedere se le frodi da me sospettate
nella seduta precedente si rendes¬ sero più numerose e grossolane ; ma non sono
riuscito a scoprirne, salvo qualche presumibile indizio che dirò più oltre. Il
sig. Ferrare invece, messo anch’egli in sull’attenti dal contegno imbarazzato
della Eusapia, mi dichiarò d’averla colta in evidente fraudolenza, ma non mi ha
indicato in quale fenomeno. Ciò insegna che in una serie di sedute a pagamento,
quando si osserva una diminuzione di media¬ nità, è giustificabile il sospetto
di una più o meno consape¬ vole tendenza all’inganno, e si debbono aumentare i
rigori del controllo. v 2. La suggestibilità della Paladino si è resa evidentis¬
sima iersera. Io, vedendola distratta e poco fornita di media¬ nità, avanzavo
ad alta voce varie spiegazioni (puramente ima- ginarie o fortuite) della
mancanza di manifestazioni, e sempre il tavolo assentiva coi tre colpi di
prammatica : ero io che suggerivo a “ John la spiegazione. 3. Ma il
linguaggio tiptico — si dice — è causato dal- V automatismo dei centri
inferiori. Bisogna però riconoscere che in moltissimi casi essi enti-ano in
attività, non spon¬ taneamente, ma per riflessione di percezioni ed idee
discese, per così dire, dai centri superiori o coscienti (in realtà nella co¬
scienza non c’è alto nè basso, non superiore nè inferiore). La attenzione della
Paladino, ogniqualvolta durante la se- 1 270
PSICOLOGIA E 8PJBITISMO, II duta tra noi si parla di lei e
dei fenomeni anche quando è (o sembra ? ) in “ trance è cosi serrata che non
solo essa ri¬ sponde ai presenti e si intrattiene con essi, ma fa anche rilievi
ed osservazioni giuste come persona normalmente sveglia : inoltre è in grado di
governare, secondo i bisogni del mo¬ mento e secondo le esigenze dello
esperimento in corso I automatismo subcosciente, ossia di dirigere le “
manifesta¬ zioni „ verso un fine prefisso. Questo * automatismo „ è, dunque, da
intendersi in modo assai vario e vago ; per certi nguanli mi sembra puramente
metaforico. 4. Anche la disgregazione della personalità non mi convince
più tanto, ora che ho veduto i fenomeni medianici inatto, come mi convinceva
prima. Un certo numero di feno¬ meni medianici fp. es. la scrittura automatica,
i moti incoscienti prepaiatoru del dinamismo a distanza, ecc.), sono spiegabili
assai bene col disgregarsi dei centri automatici dai voli¬ tivi-coscienti. Ma
come spiegare allora l’ abbastanza fre¬ quente intenzionalità consapevole di
frasi, di atti, di ordini relativi alla tecnica, ecc., detti o compiuti dal
medium quando si personifica in “ John „ ? Non la si vede convergere ogni suo
sforzo cosciente (1 attenzione è il carattere fondamentale della coscienza)
verso il buon esito della manifestazione ? Dov’è allora la soluzione di
continuità che disgrega la porzione superiore dalla inferiore del processo
funzionale cerebrale? •j. 1 orno alla forte svggestionabil ità della
Paladino, e dico che uno dei presenti può dirigere fino ad un certo punto la
fenomenologia di una seduta : — a) Affermando, p. es., una causa imaginaria del
malessere del medio; allora “John „ ì i sponde sempre assentendo, perchè, come
ogni persona di scarsa coltura, ha una specie di venerazione pei medici : — h)
N on mai è avvenuto di affermare una cosa relativa al metodo ed alla
interpretazione dei fenomeni provocando l’opposizione di John purché ciò
lusingasse l’amor proprio del medium, fio già detto che la Paladino, ormai
sapendo chi io sono, mi ha pigliato di mira e mi vuole convincere della sua
forza fiersera in “ trance „ mi ha detto all’orecchio che “ John nu vuol bene!
„) ; e però l’assenso di “John, si spiega come guidato dall orientamento della
volontà del medium ; — e) Ben di rado un fenomeno che si chiede * con emazia è
buone maniere „ è rifiutato da “John iersera esprimemmo il desiderio di sentire
colpi dalla tavola non più dati da un pugno chiuso, ma da una mano aperta, e
poco dopo il suono di una forte spalmata a piatto scosse tutto il mobile, ci
fece sussultare sulle nostre seggiole e rintronò per la sala ! L’Eusapia
è suscettibile all 'ipnotizzazione. Nonostante che in veglia e prima della
seduta si sia mostrata scettica, > anzi abbia preso in ridere il mio
formale annunzio che l’avrei “ ipnotizzata come aveva fatto I’Ochobowicz, essa
durante la seduta, mentre smaniava perchè non succedeva alcun fe¬ nomeni, ha
domandato che le facessi alcuni passi magnetici (“ fate come Giulio „, mi ha
detto con voce roca); e subito si è calmata, e i fenomeni tanto attesi hanno
cominciato a prodursi e a crescere di intensità. Ciò prova, fino all’evi¬
denza, che medianismo, isterismo ed ipnotismo sono stati allotropici o
isomerici della personalità. Verissimo quanto dice Giuliano Oohokowicz:
“È l’ambiente che suggestiona il medium „ ; ed io aggiungo : — c’è sempre nella
assistenza qualcuno da cui l’Eusapia, soggetto ipnotiz- zabile, riceve
suggestioni per la produzione o non produzione dei fenomeni. — Generalmente la
suggestione è verbale o mi¬ mica, ma vi sono anche momenti nei quali può
pensarsi alla suggestione mentale. Comincio a crederla possibile, sebbene non
ne abbia ancora una prova decisiva e sicura; ma sarà difficile che io mi
convinca, senza prove provatissime, che esiste una suggestione mentale da parte
dei “ disincarnati , sopravviventi o delle Intelligenze occulte agitantisi
nell’abisso dell’Al di là su questi poveri esseri ammalati o anormali che sono
i medi. Cattivo mezzo, davvero, di comunicazione fra i due mondi ! Ma ci
credono gli spiritisti “ modernisti „ . 7. Nello stato di “ trance „ la
Eusapia è entrata poco dopo i miei passi magnetici. A parte la questione
complessa e insoluta delle differenze fra “ magnetismo animale „ e ipnotismo,
ciò vuol dire che non solo la medianità è un effetto di auto- ipnosi, ma può
anche seguire in certi soggetti alla etero-ipnosi. Mi riconvinco che non
esistono nel sonno medianico della Paladino le tipiche fasi della ipnosi che
am¬ metteva la scuola di Ciiaucot. Sempre più mi consta che non sono esatte e
costanti le corrispondenze imaginate da V isani-Scozzi fra le presunte fasi
della medianità — preipnosi, sonnambulismo, catalessia, letargia — e i fenomeni
media¬ nici. Questo schema, del resto, è charcotiano, ossia è in arre¬ trato
rispetto ai lavori più recenti intorno all’ipnotismo ed all’isterismo.
Senza dubbio il “ trance , o estasi di Eusapia presenta delle gradazioni che
possono anche assomigliare alle fasi del grande ipnotismo determinate alla
Salpètrière trent’anni or sono ; ma non mi è risultato, ad esempio, che nella medium
Pugliese siavi la ipereccitabilità nerveo-muscolare e neppure la
flessibilità 272 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
StlSKlSLf *“• '* " ieto*». i* - I fenomeni sono in rapporto,
per quanto ormai ne so e ne penso finora, con tre gradarioni : Teglia
(preipnotica) stato superficiale d. ipnosi; stato profondo di ipnosi ’ prima è
la veglia completa ; e la destono cosi menìtf ” “ f 0SServa nella
Paladino che sia psicologica¬ mente anormale: eppure, essa produce moti e
sollevazioni del avolo, toccamenti, vento, luci, materializzazioni! Pu^nascere
i S0SPett0 che ,tali fenomeni siano allora, in picconarle Hv' n,005016"*.1
‘ A leS«ere il rapporto di Canfbridge si ar- potente senza che ci sia
bisogno di vedere dannerfnt+n la menzogna e la malafede. 6 dappertutto
namJUJf: nel sow* ÌS0’KV,t,re<?: dj ™. ipnotizzato: e tutto ciò arriva
da sbadigh, da singhiozzi, da eruttazioni dallo stomaco da mo i di deglutizione
come si scorgono nell’ipnosi vera “ estarin°“lann P"‘C°J°glC0 Più
interessante di tale stato di ; è la Peisonificazione attualmente
autosngfrestiva ma (peL’opcira di&r’e> poteva Sr^che Tu
PsicHcoWicolMeSaZpaladin^ dfven to6bbe d6tt0 .P^^^^^Pi’rito
famigliare*" Eustpk sempre che Impersonarsi di “ John King ' iia
snperfidl° STSrìì«S!=fSf 3C sopratutto con la teoria
psico-patologica della trasforma¬ zione di personalità, si dà una base
scientifica alle credenze negli spiriti-guide dei medium, i quali risultano
creazioni di so°rio non sostanzialmente diverse da tutti i fantasmi onirici.
Inoltre, la parte intenzionale della medianità va a confondersi con gli stati
ben noti di doppia coscienza, il cui meccanismo sarà bensì oscuro, ma che non
fuorescono dai domini della psicologia patologica, voglio dire dalla
scienza. c) Nel terzo grado, che è di ipnosi profonda, si po¬ tranno
trovare analogie con il letargo dei soggetti ipnotizzati mediante le manovre
del Charcot; ma fino ad orala Paladino non mi ha dato codesta gradazione
avanzata. Dicono che vi arrivi soltanto di rado, particolarmente quando essa è
posta nel gabinetto nero, e che produca allora le grandi materializzazioni
visibili. 8. La Eusapia è una isterica ipnotizzatile e autoipno-
tizzabile. In lei si provocano spontaneamente delle crisi sonnamboliche,
durante le quali essa si personifica in uno spirito americano detto “ John King
„. Questa personificazione si riproduce ad ogni seduta per lo stesso processo
per cui, in tutte le isteriche, le singole crisi riproducono sempre lo stesso
delirio, le stesse parole e frasi, le stesse allucinazioni, gli stessi
atteggiamenti e gesti. E come un’idea fissa siste¬ matizzata; ed è, nel
medesimo tempo, un conato di auto¬ spiegazione dei fenomeni medianici che essa
produce. Questa spiegazione è tratta dalla zavorra di pregiudizi animici la¬
tenti in ciascuno di noi, ed è “ spiritica „ perchè la Eusapia fu educata come
medium in un ambiente spiritico. Se con il suo isterismo, con la sua
potenzialità “ medianica „ non ancora evoluta nè usufruita da alcuno, essa si
fosse imbat¬ tuta in uno scienziato, competente e sagace analizzatore dei
fenomeni psicologici, come Jan et o Flournoy ; se, in luogo di essere stata
assunta come soggetto tiptologo da quel primo circolo di tanti anni fa, fosse
andata in un Labora¬ torio di psicologia sperimentale, certo avrebbe data la stessa
serie di fenomeni veramente straordinari detti “ medianici „, ma genuini e
senza l’attuale colorito spiritistico, quindi de¬ signabili con altro nome (“
esopsichici „ V). E peccato che soggetti consimili diventino medi siste¬
matizzati tradizionalmente in quel senso. La psicologia su¬ pernormale
progredirà immensamente, quando degli scienziati saranno i primi a porre le
mani su individui capaci di esteriorare la sensitività e la motilità, e li
educheranno con altrettanta pazienza e convinzione quanta ce ne han messo
is Moitsi:!.!.!, Psicologia e spiritismo. 274
PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II e mettono gli spiritisti a
svilupparli e a sistemarli attorno a idee trascendentali. Io sono convinto cbe,
ove avessi agio e tempo, col potere di ipnotizzazione che ho acquistato sulla
Eusapia e che più acuirei coll’esercitarlo, purché le lasciassi la credenza
(lusingante la sua vanità) di produrre fenomeni sempre meravigliosi e di essere
sincera, arriverei a sradicare la sua idea fissa della personificazione di “
John King „ e da medium spiritico la trasformerei in un soggetto eso-psico-
dinamico. Allora essa opererebbe egualmente come ora, ma sarebbe diretta dalla,
idea di agire al di là dei confini tan¬ gibili e visibili del suo organismo
mediante poteri fisico¬ vitali del tutto simili alle altre forze naturali cbe
ci circon¬ dano, e delle quali noi forse siamo soltanto trasmettitori e
trasformatori secondo le dottrine dell’ Energetica. *
* Il tipo mentale degli assistenti. Vi è una notevole
diversità fra gli assistenti ad una se¬ duta nel percepire i fenomeni : su ciò
influiscono il tempe¬ ramento, il tipo mentale, il sesso, la coltura, l’indole
morale. Mi fermo al tipo mentale. 1. Certuni sono prevalentemente
visuali, ossia veggono prima, più facilmente e più spesso degli altri. Per és.
il sig. Schmolz vede meglio di tutti noi : egli però non sembra abituato a
correggere sempre con freddezza le proprie im¬ pressioni visive. Il prof.
Porro, per contro, vede poco, perchè, come egli giustamente osserva, è abituato
ad una scienza d’osservazione, l’astronomia, che insegna a dominare le proprie
facoltà visive e a correggere continuamente gli er¬ rori. In quanto a me, non
sono certamente un visualista, e dei fenomeni percepibili col senso della vista
non ne ho visto che tre: il globo nero, l’ ombra del braccio penduto, le luci ;
ma i primi due erano probabilmente fenomeni spurii di ma¬ terializzazione (di
forme umane), ossia semi-frodi incoscienti della Paladino che mi ha voluto fare
interpretare secondo il suo desiderio, cioè spiriticamente, due effetti
medianici pre¬ sumibilmente solo meccanici (gonfiamento delle cortine); le luci
furono reali, e la mia retina le ha percepite in buone condizioni.
Altri hanno più fini e vigili i sensi cutanei, e sono di tipo termo-tattile.
Tale mi sembra il dott. Venzano, che distingue subito le minime variazioni di
temperatura del- 1' aria ambiente e preannunzia ai compagni il soffio freddo
dal gabinetto. 3. Qualcheduno è di tipo uditivo : percepirà più faeil,
mente e presto le impressioni del senso acustico. Tali, que. colleghi che hanno
percepito rumori impercepiti da tutti noi- 4. Io mi riconosco, più di
quanto sapevo o supponevoi di tipo tatto-muscolare : avverto immediatamente e
designo con precisione i toccamenti, i moti degli oggetti, i cambia¬ menti di
posto, di peso, ecc. T<’oscurità acuisce questa mia forma di
sensibilità. 5. Altre differenze costituzionali di mentalità non mi è
stato possibile ancora di rilevare. Converrebbe sottoporre, prima di formare un
gruppo, tutti gli assistenti ad un esame psico-fisiologico preliminare, e
forse, saputo il tipo preva¬ lente, e conosciuto il predominio di individui di
un tipo determinato sull’assistenza, si riescirebbe a prevedere in parte la
fenomenologia della seduta. Se si ammettesse che la Pala¬ dino esercita
un’azione suggestiva sui presenti a seconda della loro personale
suggestibilità, allora le impressioni di questi sarebbero “ allucinazioni
veridiche „ a un dipresso come si crede oggi che siano quelle “ telepatiche
6. La diversità mentale degli astanti si rivela pure nella singolare maniera
con cui certuni segnalano (ad alta voce, secondo il prescritto) le loro
percezioni. Sono stato sorpreso, ad esempio, dalla vivezza e stranezza di
alcune imagini con¬ tenute nella segnalazione e descrizione dei toccamenti.
Qual¬ cuno descrive la mano invisibile che lo tocca, con un det¬ taglio tale,
da lasciar supporre un’analisi completa di tutti gli elementi della percezione:
— ora è “una piccola mano di bambino o di donna che accarezza „, ora una “
grossa e ruvida mano di operaio „ ; ora uno avverte il contatto “ come se fosse
di un bastone flessibile che sotto la resistenza del corpo si piega,.
Curiosissima è la interpretazione dei feno¬ meni acustici: i “raps, del
tavolino sono uditi come ru¬ mori di ogni sorta, e ci vorrebbe il dizionario
per segnarli tutti: raspamenti, grattamenti di unghie, strisciamenti di stoffe
di seta, ecc., ecc. Certi leggeri raps sono stati sentiti come “ colpettini
determinati sul piano del tavolo da una zampettina di gatto zoccolato,!! Che
fantasia! e come si illumina, con si fatte segnalazioni, la psicogenesi
dell'Oc¬ culto ! 276 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
E infatti sono impressioni inconsuete della sensibilità gene¬ rale e dei
sensi specifici, percepite in condizioni non abituali, che bisogna definire.
Non si è mica esposti ogni giorno a sentirsi sfiorare al buio la fronte o il
dorso delle mani da un contatto ignoto! Non si prova mica troppo spesso in
penombra la pressione di un corpo duro ai lombi o su di una scapola! Nè
guardando fissamente nel fosco di un an¬ golo tappezzato di nero e malamente
illuminato di riflesso si è fatto mai da ciascun astante l’esperimento dei
fenomeni endottici, fosfeni, mosche volanti nel vitreo, ecc., che i suoi centri
cerebrali in tensione vi proietterebbero! Cosicché io ritengo ora senza esitare
che un certo numero di fenomeni sia deformato, ingigantito, variato, se anche
non creato, dalla imaginazione personale dei percipienti. Qui si avvera la
stessa influenza del carattere individuale che agisce pure sulla parte
intellettuale della mediumnità, dove ciascun medio introduce, inserisce e
coltiva in particolare quello che pre¬ esisteva nella sua coscienza. È un
personalismo, non un per- sonismo nel senso di Aksakoff. 7. A tale
proposito aggiungo però, che la differenza dei contatti sentiti dalle persone
della catena può derivare da ciò che il medio imagini di voler toccare col
piede o colla mano. Anzitutto, i toccamenti grossolani accompagnati da
pressione e che non sembrano di mani, avvengono per lo più nei fianchi delle
due persone messe al controllo, e precisamente come se la idea della Eusapia
fosse di toccarli col suo piede. T toccamenti più delicati, che si direbbero
fatti solo da mani, sono invece nella parte superiore della persona degli assi¬
stenti, alla faccia, alle spalle, alle braccia, al capo, sulle mani, ecc., ben
raramente alle estremità inferiori. Le persone lontane sono sempre toccate o in
faccia o in sul dorso delle mani, perchè la rappresentazione di toccare con
tali estre¬ mità chi ci stia di fronte, è la più ovvia che possa venire in
mente alle medium : esse non sentono mai pressioni ai fianchi come latte da un
corpo duro (piede animico ?). Altra consi¬ derazione è questa : non è possibile
che ordinariamente ci si immagini di pizzicare, di palpare, di carezzare per
mezzo di un piede (cosa che riescirebbe soltanto a piede nudo e dopo un lungo
tirocinio). Questo genere di toccamenti non è pen¬ sato e avvertito altrimenti
che eseguito da mani (dinamiche). Tutto ciò porta alla conseguenza che si
tratta sempre di procedimenti comuni di psicologia umana dinamizzati al di
fuori, esteriorati ; non di una psicologia diversa dalla nostra. I
fenomeni della serata. Possiamo dividere i fenomeni ottenuti ieri sera in
due gruppi: isoliti, già esperimentati, e i nuovi: quelli, fiacchi e stentati;
questi, intensi e facili. Osservo però che quando poche manifestazioni si
avverano nelle prime due ore o due ore e mezza, sono più intensi e vari i
fenomeni terminali. Si direbbe che nel primo caso vi è diffusione, nel secondo
con¬ centrazione della stessa energia, la quale, essendo (nella Eu- sapia) di
una quantità e di un potere determinato, deve distri¬ buirsi proporzionatamente
per dar luogo a fenomeni di varia portata. Tutto ciò rientra nelle leggi comuni
di conservazione della energia, sia questa nelle sue modalità fisiche
conosciute, sia anche nella suamodalità “ bio-psichica „ (umana). Uno sforzo
psichico di dieci è capace di diminuire per un tempo maggiore la facoltà
elettiva (“ medianità „) che non uno sforzo psichico di cinque. Dal che
concludo ancora che non siamo di fronte a un dinamismo che sfugga, come si
pretende, alle leggi naturali accertate dalla scienza : tutto sta nello
studiarne meglio le manifestazioni e le determinanti. Io penso che se si
potesse applicare uno strumento graduatore, uno psico¬ dinamometro alle
manifestazioni singole di una seduta, si avrebbe ad un di presso una cifra
corrispondente al potere esopsichico di cui gode ciascun medium. Ieri
sera abbiamo introdotto qualche variante nella pro¬ cedura della seduta : si
sono legati solidamente i piedi di Eusapia alle gambe della sua seggiola;
— ci siamo legati tutti, in catena, con una unica funicella annodataci a
ciascun polso ; — sotto il piano del tavolino si è fissato un grosso cartone
attraversato da numerosi chiodi colle punte in fuori, allo scopo di ottenere le
bussate di “John, anche attraverso cotale ostacolo ; — si è anche fatto un
esperimento di sug¬ gestione mentale. Ecco il riassunto dei fenomeni più im¬
portanti : a) il sollevamento completo del tavolino (“ levitazione „).
mentre Eusapia aveva ancora i piedi legati. — E stato lun¬ ghissimo e colla
intenzione di mantener la tavola abbastanza alta perchè potesse essere
fotografata. Noto che io, tenendo la mano sinistra della Eusapia, la sentivo
contrarsi e premere 278 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
II fortemente sull’orlo della tavola: in quel momento sono sicuro
che il controllo del piede dal mio lato era buono; d’al¬ tronde, la pressione
della mano avrebbe dovuto fissare il tavolo sul pavimento, anziché alzarlo. La
fotografia, mentre io ero in catena, non è riuscita dimostrativa per la
posizione dei piedi di Eusapia; inserisco, invece, quella di un’altra
levitazione, che fu fatta nella stessa sera (dal fotografo signor A. Testa), e
dove è evidentissimo il fenomeno; b) lo scioglimento ilei nodi fatti con
una corda attorno ai piedi del medium fissati alla seggiola. — I nodi
allacciati da me a sinistra erano sette e molto stretti : a destra erano stati
fatti dal cap. De Albertis alla “ marinara „. Ebbene: una mano invisibile, che
mi ha anche toccato nella regione tibiale, ha sciolto tutti quei nodi e la
corda è stata gettata nel bel mezzo della sala. 11 controllo è stato ottimo
sulle mani e sui piedi per parte mia e di De Albertis: d altronde, come pensare
che dei nodi si possano sciogliere coi piedi calzati?; \ . c) il
distacco e il trasporto del cartone armato dal di sotto al disopra del tavolo.
— Notevolissima manifestazione dell’energia medianica, questa che da sola
basterebbe a di¬ mostrare l’autenticità dei fatti! Si pensi che quel cartone
era conficcato da vari chiodi ; che ciascuno di questi ha dovuto essere
schiodato con uno sforzo non indiflerente di trazione; che il cartone, per venire
sul tavolino, ha dovuto passale fra l’orlo di questo e il petto e la mano dei
formanti ca¬ tena (Porro, Peretti e Schmolz hanno infatti avvertito con¬ tatti
di “ punte „); e che tali manovre implicitamente signi¬ ficavano un’ironica
risposta di “John, al nostro tentativo di castigarlo dei suoi pugni formidabili
! E il subcosciente di Eusapia che elabora tanto intellettualmente, ossia con
finalità prestabilita, gli ignoti dinamismi di cui dispone?; d) la
suggestione mentale. — Il prof. Porro ha suggerito mentalmente’ a Eusapia di
recare a me alcuni fiori che con altri oggetti stavano sulla tavola ; e subito
io ho sentito nel¬ l’oscurità accostarsi un oggetto molle e profumato alle mie
nari. L’esperimento sarebbe, dunque, rieseito: il medium ha avuto per
telestesia la indicazione della mia persona, e dell’oggetto da scegliere e da
portarmi: vi ha aggiunto solo l’atto dell’annusamento trattandosi di fiori e
per una naturale associazione di idee. Qui noi abbiamo, caso mai, un fenomeno
di lettura del pensiero, analogo a quelli di Pikmann, Zaniboni, Bellini, Grassi
ecc. ; niente adatto dello spiritismo ! ; Morselli, j'sicotòfjia t
»S//i rttisniOy T. Tav. L telecinesi® e
teleplastie 279 _ e; la ««e del ■tari»; P« -1»»
.«■», S""“ MeriS che ta tS seduta sulla propria seggiola. Menta
cue io a fenomeno eccezionale, e lo faccio piu ava , f) la
percezione tattile di ima forma barbuta uscita a cortine del gabinetto. -
Veramente, nessuno 1 ha viste^ tanto il Porro ne ha sentito la barba in
alto alla sua des^ Trance, di cui ha raggiunto il grado pru . avanzato
(le¬ tico) talvolta la Eusapia, consentendo all invito dei pre senti eseguisce
la prova di muovere oggetti senza aleun con tatto' Iersera cessata la
levitazione, essa si trovava seduta iS'ca l mètro dal tavolino: stringendo le
mie mani con freS convulso, ha eseguito gesti di “ne 6 di spinta, e il mobile,
a ciascuno di questi, si e mosso ! iè scostato. Altre volte l’Eusapia fa
muovere con gli stessi iresti piccoli utensili (bicchieri, campanello, ecc.),
OOTure fa manovrare piccoli strumenti (p. es. un carillon). Dko laveritó - la
parte più interessante della fenomeno¬ logia Paladini ana è data da questi
XsV- ■nHi elementari ma forse racchiudono in sè il germe e la so stanzi
di ^ tutti S altri; sono i più sicuri, perchè avvengono quando Eusapiaèin buone
condizioni di medianità e anche a^hice completa ; sono, infine,! più
prodotti da lei, non spontaneamente ma per invito attlni. Ecco delle vere
esperienze: come dubitarne. * * * La
a levitazione Gli Atti dei Bollandoti attribuiscono a molti Santi
la facoltà di “ levitare , nel rapimento mistico dell estasi . e annali dello
spiritismo narrano sollevamenti dal suolo alcuni medii, di Home in particolar
modo, e mai in piena luce. La Eusapia Paladino non levita che in oscurità
quasi assoluta e mai da sola: le è necessaria la “ catena tiptica , . ossia
essa si eleva dal pavimento, per lo più insieme con la sua seggiola, quando è
in mezzo a persone che possano veri¬ ficare il fenomeno mediante le loro percezioni
tatto-muscolari. Sulle percezioni visive, quali possono aversi in una sala de-
bolissimainente rischiarata da una candela posta neU’anti- camera, non c’è da
fare assegnamento. Inoltre, quella cerchia di persone assistenti (e per la
levitazione “ John , esige che non si infranga la “ catena spiritica „) serve
ad impedire la caduta del medio, a sorvegliare che il tavolino non si spezzi
sotto il peso che va a gravitargli sopra, e ad aiutare in ultimo la Eusapia a
discendere e a rimettersi nel suo posto. Rammento tutto ciò per
dimostrare che la levitazione di Eusapia, sebbene straordinaria pel modo con
cui viene ese¬ guita, richiede circostanze tali di tecnica da attenuare assai
la ineravigliosità con cui la si definisce. Ai lati del medio eravamo io
e il prof. Porro : ora, le mie percezioni tatto-muscolari sono esatte, e mi
hanno permesso di sentire la prima volta che Eusapia, dopo avere esclamato mi
tirano , mi tirano! — si alzava in piedi, che poi seguitava ad elevarsi col
corpo in stazione eretta, con le mani nelle nostre (per lo meno con la sinistra
nella mia destra), colle gambe rav¬ vicinate e contratte : arrivata un po’ al
disopra del piano del ta¬ volo, ossia a circa 80 cent. dal suolo, essasi è
portata alquanto alPinnanzi e ridiscendendo è venuta a collocarsi, sempre in
piedi, quasi nel mezzo del tavolino. Dopo pochi secondi, fra esclamazioni di
spavento, ho sentito il corpo di Eusapia ir¬ rigidirsi come se volesse
spiccare, diciamo cosi, il volo: il Porro e il De Albertis affermano di aver potuto
passare le mani fra la suola delle scarpe di Eusapia e il piano del ta¬ volino
; si tenga in mente però che eravamo nel buio quasi assoluto, anche perchè
tutti, stretti in catena, facevamo ressa attorno attorno. Tenendo la mano del
medio io ho dovuto accompagnarla nella ascesa: e istintivamente credo di avere
aiutato, anche pel desiderio del fenomeno, la sua levitazione. La discesa
dal tavolino si è effettuata con lentezza. Ma pochi minuti appresso una seconda
levitazione ha portato Eusapia, con la seggiola su cui sedeva, nuovamente in
alto e poscia in avanti, ancora sul piano del tavolino. Eusapia si mostrava
molto turbata e impaurita del fenomeno, che naturalmente vorrebbe attribuire ad
uno “ scherzo „ dispo¬ tico del suo “ John „ (o di altro spirito burlone e
maligno?!): e poco dopo, sia per la fatica, sia per l’emozione si è ab-
LA LEVITAZIONE DEL MEDIUM 281 bandonata in
letargo, fra le nostre braccia. La sua estenua¬ zione era tale che la seduta ha
dovuto aver termine. 11 Porro, descrivendo il fenomeno, dice che la
Eusapia si è alzata dal suolo “ come se realmente fosse stata tirata da una
forza esterna „ : ma io credo che le nostre impressioni debbano interpretarsi
diversamente. La sensazione che il braccio del vigilatore prova nel momento in
cui Eusapia levita in oscurità, è tutta muscolare e tattile: ossia è sen¬
sazione di posizione e di sforzo. Essendo noi ai fianchi suoi e percependo un
mutamento nella sua collocazione spaziale senza prender visibile appoggio sul
suolo, crediamo che l’alza¬ mento avvenga dal di sotto in su, come se fosse
tirata: ma è evidente che sono le nostre sensazioni, le quali congiunte alla
realtà dello spostamento corporeo ci forniscono l’ele¬ mento rappresentativo
per interpretarlo a quel modo. La levitazione avviene senza scosse, come
se la persona fosse portata in alto lentamente, non però da una forza (leva)
che prenda il suo fulcro al di fuori della persona del medio, bensì come
potrebbe avvenire il trasporto in alto del corpo di un individuo il quale
pensasse di innalzarsi, ^i ha tal¬ volta nel sogno normale la identica
sensazione di levita¬ zione. Quando si sogna di alzarci a volo , non si sente
più il bisogno di appoggiarci su di una superficie resi¬ stente : noi pensiamo
di volare per una facoltà insita nel nostro stesso organismo. Esiste nei centri
del senso muscolare la capacità di rappresentarsi il pensiero del volo mediante
imagini kinestetiche autonome (allucinatorie) : donde la conse¬ guenza, che non
è “ iperscientifica „ , per quanto sia sempre una ipotesi (siamo nel campo
delle ipotesi, non delle teorie I, che anche la levitazione sia la
trasformazione di una rappresenta¬ zione interna del medio in un fatto reale,
lo, se penso di levarmi a volo, mi rappresento d’essere leggierissimo e di
staccarmi dal suolo senza alcuna fatica: e questa rappresentazione fa senza
delle così dette leggi statiche. Nessuna meraviglia, data la ipotesi della
esopsichicità, che tale rappresentazione tanto più si avveri nel suo complesso
durante lo stato onirico, quando i eentri cerebrali funzionano più agevolmente
in modo autonomo (dissociazione), e che si avveri con tutti i caratteri che
avrebbe nella psiche normale, sia sveglia, sia addormentata del medio. Se la
levitazione fosse 1 effetto di uno spostamento esogeno , dovrebbe avere i
caratteri della spinta all’insù: ha per contro quelli di un’elevazione a volo,
come è proprio della imaginazione sognante di pensarla. Non credo perciò
che la questione della levitazione si 282 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II debba trattare soltanto sotto il punto di vista
fisico-mecca¬ nico, come ha preteso il Fono: si tratta anche qui di ma¬
nifestazioni risolvibili, almeno parzialmente, in un dinamismo bio-psichico. Il
supposto poi che sia un’ “ entità , estranea alla Eusapia quella che l’ha
sollevata, non si appoggia su nessun argomento, tranne la consueta tradizione
spiritica e tranne le esclamazioni auto-suggestive del medio. Allora, perchè lo
spirito la solleva su di una tavola, eseguendo una serie di movimenti così
superflui, mentre potrebbe sollevarla in mezzo alla sala e farla salire, come
fa del tavolino, da sè in aria? Sempre perchè non avvengono, in forza della me¬
dianità, se non che i fatti possibili di cui si ha una idea' una
rappresentazione; e questa viene data dalla individua¬ lità del medio: Eusapia
si levita, cioè, quando pensa di farlo ed è ben sicura di non cadere. Vi
è un’altra riflessione sul contenuto intellettivo di tale levitazione. Essa è
compiuta evidentemente per produrre un senso di meraviglia e di stupore negli astanti;
ed è pur qui una rivelazione del solito amor proprio della Paladino. Qn al¬
cuno può obbiettarmi : e allora perchè la E. non si alza in mezzo ad una
stanza, in piedi o con la seggiola, a soli 20 o30 centimetri, anziché seduta in
catena a circa 75-80 cent.? < — Ma, evidentemente, perchè nella sua
intelligenza semplice e in¬ feriore (tanto più inferiore quanto più opera nel
subcosciente), essa ritiene che questa prova sia bastevole a convincerci.
Pertanto, un contenuto intellettivo non esiste nella levita¬ zione dei medii:
lo stesso Home, nonostante le sue pretese al “ soprannaturale „, levitava per
fare... del rumore. Levi¬ tano i Santi perchè immaginano di essere attratti
verso Dio; e così il loro alzarsi dal suolo implica l’idea del distacco dall'impura
sfera materiale. Ma un’Eusapia perchè “ levita „ ? Gli annali
spiritistici novellano di levitazioni ben più stre¬ pitose. 11 Pektt narra che
il medium Carlo Williams spa¬ riva, levitando, pel soffitto (?); e la Marryat
avrebbe veduto il medesimo miracolo con la medium Virginia Roberts. Pec¬ cato
che in Amsterdam il Williams e la sua celebre com¬ pagna “ Rita „ siano stati
trovati da un gruppo di fedelissimi “ spiritualisti „ in sfacciatissimo trucco,
mentre con delle stoffe nascoste “ materializzavano „ il fantasma del pirata...
“John King,, proprio lui! E quanto alla Roberts, se quella veduta a sparire
dalla celebre scrittrice inglese è la stessa a effetti fisici ( “ rapping ,
medium) che arrivò in Europa tra le prime dall’America col suo bravo conductor,
un “ Dr„ in mesmerismo e in elettrobiologia, c’ è da prestarci assai
LA LEVITAZIONE DEL MEDIUM 283 limitata fede:
erano gli albori semimitici del nuovo spi¬ ritualismo, e del “controllo „ non
si aveva l’idea che se ne ha adesso. Neppure è esatto che la levitazione
sia in sè tanto perico¬ losa. Anzitutto, la medium è tenuta da due persone,
poiché essa grida, strepita e chiede aiuto quando si eleva e mentre sta sul
tavolo in equilibrio un po’ instabile ; essa prega sempre che “ non si rompa la
catena per non rovinare la medium (!) „. È “ John King „ che parla ; ma questo
“ John „ ha troppi accenti umani di ansietà e di paura, per non interpretare
tali gridi spontanei come la manifestazione dell'istinto di con¬ servazione
della Eusapia stessa. Invero, se si “ rompe la ca¬ tena „ costei potrebbe
precipitare fuori della cerchia ripara¬ trice degli assistenti e farsi
realmente del male. Dunque, anche qui c’è tal contenuto psicologico puerile da
far rien¬ trare il fenomeno (a parte la eccezionalità del dinamismo medianico)
nella più completa normalità. Neppure è tanto straordinario, come ci è
parso nel mo¬ mento della produzione del fenomeno, che i piedi posteriori della
seggiola levitata colla Eusapia fossero fuori del piano del tavolino. Ho fatto
io stesso la esperienza: ora, una volta arrivati sul tavolo (qui non è più in
questione il come ci sia arrivata la medium) si può stare in perfetta sicurezza
con la seggiola mezza fuori, purché vi si stia seduti pog¬ giando in avanti sul
sedile oppure si tenga la seggiola pen¬ dente in avanti. Qui dunque niente “
statica abnorme „ o “ antifisica “ (?): tutto, anzi, rientra nelle modalità
conosciute dell’equilibrio meccanico (potenza, resistenza, leva); e si spiega
coll’elementarissimo parallelogramma delle forze. La levitazione dal
piano del tavolino fu da me avvertita mediante il senso muscolare del mio
braccio che teneva la Paladino e mediante il tatto del gomito che sentì la
seggiola sollevarsi alquanto. Ma dichiaro che il controllo non esisteva più
inappuntabile durante quel breve tempo: 1° eravamo tutti troppo impressionati
dalle deprecazioni del medium che “ la si salvasse 2° eravamo anche, per la
novità e varietà del caso, in uno stato naturale di eccitamento che non ci
permetteva forse di percepire con esattezza; 3" la sensazione
tatto-muscolare è dubbia in molte persone quando non è corroborata da quella
visiva o acustica ; 4° la simultaneità del passaggio delle mani di Porro e di
De Albertis sotto ambedue i piedi del medio, non è provata: il loro gesto può
essere stato eseguito in tempo diverso (pochi secondi) ; 4° potrebbe la
simultaneità del controllo di Porro e di De Albertis essere apparente,
anche perchè nel tentativo di elevarsi dal tavolo l’Eusapia alzasse i due piedi
alternativa- mente anche senza alcun pensiero di fi-ode; 6° io ho tentato lo
stesso controllo colla mia mano sinistra, ed ho sentito il piede sinistro della
Eusapia posato sul piano del tavolo • era contratto dallo sforzo muscolare di
reggerla colà seduta in equilibrio malsicuro, e posso aggiungere che anche la
gamba dello stesso lato era in buona contrazione; 7° la levitazione della
seggiola non è stata controllata pienamente. Rimando perciò m dubbio che giunta
sul piano del tavolo la Eusapia abbia continuato a levitarsi: se ciò è avvenuto,
lo sforzo durò pochissimo, non più di due secondi, se pur tanto. Si
presenta ora il quesito della spesa di energia, adope- rata dalla Paladino
nella levitazione. Il suo corpo pesa circa 60 chilogrammi ; la seggiola circa 8
e mezzo: l’altezza rag¬ giunta e di 75-80 centim.: si ottiene pertanto uno
sforzo di circa 50-55 chilogrammetri. Per quanto meraviglioso, il fenomeno è
forse di natura diversa da quelli che consistono m spostamenti e trasporti di
oggetti? Il sollevamento del tavolo a pochi centimetri dal suolo
richiede, è vero, sforzi di pochi chilogrammetri ; ma lo sposta¬ mento del
grosso tavolo (effettuato celermente con un piede di¬ namico) avrà richiesto il
tiro di chilogrammetri 20-25 almeno La macchina da scrivere, che fu spostata l’altra
sera di 1 metro e piu m senso trasversale e sollevata di almeno 50-60 cen¬
timetri, pesa chilogrammi 15: si ebbe dunque uno sforzo psi- codinannco di
circa chilogrammetri 18-20. 1 colpi sul tavolo t battuti aneli essi da una mano
dinamica di Eusapia che li attri¬ buisce ad una burla di “ John „ ) sono
fortissimi, certo prodotti con una forza di chilogrammetri 25-30 circa. Orbene,
nella levitazione del corpo con la sedia vi è una spesa doppia, tripla o
quadrupla di energia, ma restiamo pur sempre nello stesso genere di fenomeni:
la maggiore estenuazione del medio, dopo essersi levitato, dipende dalla
perdita e tras¬ formazione maggiore di energia. Resta come avvenga che la
Paladino si sollevi da sè. Certa¬ mente, ciò sembra contrario alle leggi
statiche : abbisogna un punto di appoggio negli sforzi tisici : ma nel
dinamismo bio-psichico c e bisogno di ciò ? Data la origine endogena della
scarica che produce a distanza il trasporto di un° og¬ getto e una battuta sul
tavolo mediante dei prolungamenti animici „ dal corpo della medio, può
congetturarsi che, sempre in virtù di codesto dinamismo vitale, si allunghi 1
intero doppio „ tanto quanto è necessario per portarla in SFORZO
MEDIANICO E CONSUMO DI FORZA 285 alto, sia sola, sia
con la seggiola. Intanto vi è una circo¬ stanza che dà da riflettere : perchè
la E. P„ una volta giunca sui tavolo, non si eleva più, oltre pochi centimetri?
Non si ha altra spiegazione, se non che lo sforzo consumato nello al¬ zarsi
abbia esaurita tutta l’energia bio-dinamica di cui essa e capace: e dalla sua
caduta Anale, dal suo abbandono fra ie nostre braccia, parrebbe che cosi si
debba intendere Ancora un interrogativo: se in luogo di un tavolo con un
piano a io cent, dal suolo, fosse disposto davanti al medio un banco a soli 40,
avrebbe forse la Paladino la capacità di elevarsi ancora di quei 35 centim. dal
suo livello ? L’esame del medio dopo gli esperimenti con forti e celeri
spostamenti degli oggetti e dopo la levitazione, mette in rilievo come essa sia
affaticata: lo dicono il suo abbandono, lo stato di letargo, la debolezza
muscolare misurabile col dina¬ mometro. Ciò dimostra che i “ fenomeni „
consumano della sua energia organica, ossia sono una estrinsecazione delle
forze esistenti nell’organismo: e cosi rientriamo, anche per questa porta, nel
ciclo della conservazione e trasformazione dell energia. Pare anzi che la
perdita di forza si estenda a tutti i presenti m una catena : ciascuno, col suo
pensiero, anche soltanto inteso come suggestione come assenso o come aiuto al medium,
fornisce un po’ di energia (lasciando da pai te, come ho detto, gli effetti di
stanchezza per la atten¬ zione, per la veglia, protratta, per la emozione,
ecc.). Adunque: — i fenomeni medianici sono l’effetto di una
trasformazione delle forze vitali od organiche del medium e degli assistenti
mediante un processo tuttora ignorato; essi appartengono perciò alla sfera
dinamica del mondo reale dove tante altre oscurità permangono, non a quella di
un mondo uitra-nmano. * * * Gli esperimenti non
riusciti del 26. 1. Non è riuscito l’esperimento dei grossi colpi sul
taro/o perchè sul piano disotto erano stati messi dei chiodi, intatti era
impossibile che la medium si rappresentasse l’atto di battere- con le mani su
quella superficie irta di punte. E non si spieghi altrimenti
l’insuccesso. Certuni fra gli scettici pensano che il miglior
controllo consista in vessazioni al medium, in dichiarazioni troppo aperte
di sfiducia, ecc. Apparentemente Ensapia si dice lieta di tali controlli di indole
meccanica (legatura con funi, chiodi che possono ferirla, ecc.), ma poi credo
che in “ trance „ non giunga a rappresentarsi abbastanza intensamente l’atto da
compiere, perchè l’imagine ne è contrastata dall’altra del¬ l’impedimento
frapposto al compiersi dell’atto stesso. Questa semplice spiegazione
psicologica non sarà causa di stupore, non riuscirà indiscreta se non per chi
viva e opini fuori della psicologia. Ma, purtroppo, quando si tratta di
argomenti psicologici tutti si industriano di emettere giudizi ritenendo facile
di parlarne, massime oggi in cui il dilettantismo psi¬ cologico è divenuto
fatalmente di moda. Dico dunque che quel fenomeno non riescito conferma
la verosimile interpretazione fisio-psicologica di molti feno¬ meni medianici.
La affermazione oppostami. “ che le esterioriz¬ zazioni di motricità(DERooHAs)
sono state distinte da quelle di sensitività,, dipende da un’imperfetta
conoscenza della questione. Ogni movimento implica sensazioni muscolari,
tendinee, ossee, cutanee, ecc.; quindi le due esteriorizzazioni non vanno mai
disunite. Quando io penso di fare un mo¬ vimento, lo sento-, ossia sento tutto
il mio braccio a mo¬ versi, a fare uno sforzo, a spostarsi ; sento sulla mia
pelle i contatti dei corpi esterni, ad es. degli strati atmosferici.dei vestiti.
Quindi la “ sensibilità , si sposta insieme con la “ mo¬ tilità „, e questa
sempre funziona con quella. Inoltre, quando la E. pensa a produrre un
toecamento (sensazione), lo pensa con un suo movimento. Ecco come il dare un
forte colpo su di un tavolo implica il sentire la resistenza del piano, la com¬
pressione delle carni, ecc. ; e nell’imaginare di farlo le ima- gini sensitive
si associano alle motrici: ora, se sul piano c’è un chiodo, io mi rappresento
anche il dolore della lacera¬ zione dei miei tessuti, e mi ritraggo dal pensare
al movi¬ mento suddetto. Certi controlli sono, per questi motivi
psicologici, inibi- torii : non c’è bisogno di sospettare del “ trucco „ quando
si crea un’inibizione sui processi mentali del medio. La me¬ dianità — se lo ricordino
i curiosi e gli incompetenti — è di spettanza della biologia e psicologia, non
della fisica e della prestidigitazione. 2. Anche non riuscì la slegatura
delle mani nostre dalla medium, slegatura che avevamo chiesto venisse eseguita
da “ John „. Questo fenomeno è riuscito altrove: come dunque spiegarsi
l’insuccesso di iersera? Forse perchè la E. FENOMENI SOSPETTI E
INIBITI 287 ha frodato tutte le altre volte, e non ha
potuto eludere la sorveglianza attentissima che io e Porro esercitavamo?
Un atteggiamento insolito delle mani e delle braccia della E mi aveva messo in
sospetto. Leggendo ciò che dissero Torelli e oli psichicisti parigini sui
tentativi continui di frode incosciente5 (?) della E., sopratutto per la
sostituzione delle mani mi sembrò in certo momento che essa mirasse (“ inco¬
scientemente „ sia pure) a ripetere quello stratagemma. Av¬ vicinava adagio
adagio le mani da noi controllate, accostava il gomito al mio braccio (forse
per invigilare i miei movimenti di ricerca nel buio?); e però quando io sentii
che si tirava la corda e si tentava di slacciare i nodi, dovetti pensare al¬
l’inganno. Ancora più sospetto mi fu il toccamento di una mano, che provenendo
dalla parte del Porro giunse a sfio¬ rarmi l’avambraccio, e si ritrasse subito:
ritenni fosse la mano della Eusapia liberatasi dal controllo. Ma non ne ho la
prova, come sempre avviene in queste manifestazioni che succedono troppo vicino
alla persona della medium. In sostanza, il controllo della legatura
neutralizzò l’energia della E., ma non si deve ammettere soltanto che ciò ac¬
cadde perchè le fu impedito di frodare; c’è la supposizione legittima che
Eusapia non sia riuscita ad entrare in “ trance „ stantechè la immagine
dell’impedimento servì di contrap¬ posto all’esecuzione degli atti medianici
che doveva pensare. Nè pericolosità nè utilità dei fenomeni.
1. Non si producono mai fenomeni che implichino un vero pericolo o danno per il
medio e pei presenti. Anche le percosse (medianiche) hanno sempre un che di
scherze¬ vole e di discreto, che sta in perfetta relazione coll’atteg¬ giamento
psichico del medium: questo non pensa mai di of¬ fendere troppo, di ledere e
ferire eco. gli assistenti. E però i fenomeni di medianità eusapiana da me fin
qui veduti rimangono nei limiti di una conversazione fra persone civili,
riunitesi per essere convinte, per curiosità, o per proselitismo.
Nonostante le migliaia di esperimenti spiritici, siano psico¬ logici, siano
meccanici, non si conosce esempio di fenomeni tragici: gli spiriti dei defunti
sono per lo più moderati ed educati , talvolta burloni, rarissimamente
ostili ai vivi ; mai veri criminali. Di delitti commessi col mezzo dello spi¬
ritismo non se ne conoscono, appunto perchè con la sua tecnica puerile e
bizzarra esso è divenuto piuttosto un di¬ vertimento di famiglia o di circolo
che una nuova utiliz¬ zabile forza individuale e sociale. Vero è che si
discorre di sedute un po’ licenziose, dove * spiriti maligni „ commettono o
dicono indecenze e scurrilità: sarà, nel fattispecie, la scarica di tendenze
automatiche di basso valore morale da parte di certi medii. In realtà lo
spiritismo non ha, nel suo pas¬ sivo, i peccati che almeno i contemporanei
attribuivano al mesmerismo e al giansenismo convulsionario di Saint-Mé- dard, e
che oggigiorno vengono narrati oscuramente di certi famosi “ meetings „
spiristico-occnltistici del Nord- America. Il dott. GiniEiì, nel suo libro
Analyse de s choses, fa gran caso di una seduta al buio, nella quale si sarebbe
rivelato uno “ spirito „ violento e brutale al punto da mettere in peri¬ colo
la vita dei presenti (?). Ho letto con attenzione quelle pagine e non ne ho
avuta davvero una impressione cotanto tragica: direi piuttosto d’averci veduto,
tra le righe, del grot¬ tesco. Quanto al grosso membro virile che uno spirito
bur¬ lone ha fatto sorgere dalla fronte e dal naso della signora Agullana, che
se l’è trovato colassù in una sua fotografia (cfr. “ C..-r. Congrès spirit. „
Parigi), il fenomeno indecente si spiega con le condizioni psicopatiche della
medium. Le battute sul dorso e sulle spalle, i pizzicotti, i cetfoni,
somministrati dallo “ spirito „ irato alla medium o alle per¬ sone della
catena, potranno essere grossolanità (ciò che è in rapporto colla personalità
incolta e fatua dei medium, per lo più donne volgari ed isteriche), ma non una
reazione profon¬ damente sentita del mondo di là sul nostro. La emotività dei “
disincarnati compreso quel bonaccione di “ John King è sempre superficiale, e
conserva in ogni momento l’aspetto di un giuoco o di una farsa persino quando
(ed è grave!) vengono anime di defunti evocate pei presenti. 2. Neppure
un fenomeno utile fu mai dato dallo spiri¬ tismo. Nella sfera puramente
meccanica, non uno degli sposta¬ menti o trasporti di oggetti che potesse
essere utilizzato a benefizio di qualcuno, men che mai un’ indicazione di nuove
forze fisiche per le quali venisse aperta all’umanità in lotta con la natura
una via per lo innanzi ignota ! Nella sfera dei fenomeni luminosi, ad esempio,
non una “ visione „ degna di rilievo, non una invenzione da pareggiare quelle
dei raggi x, dei raggi ultravioletti, della “ luce nera „!... Tutti i
fenomeni medianici sono o inutili, o superflui, al più divertenti ma
sempre con mediocrissimo buon gusto. Ora, questo contenuto idiotesco c fanciullesco
della medianità obbiettiva, che pur sarebbe, a detta di certuni, la più
proficua e promettente alla speeie umana, significa a chiare note donde viene
il dina¬ mismo dei fenomeni: o dalle zone ideative pressoché incolte o dagli
strati inferiori automatici della personalità della medium ! Non discuto
qui della decantata utilità e nobiltà delle manifestazioni intellettuali dello
spiritismo (la Eusapia è un medio quasi puramente meccanico, e non est hic
locus): ma ora¬ mai è risaputo che dalle migliaia di “ comunieazioni „ e di “
messaggi „ spiritistici non ci è venuta una sola idea nuova, neanche una sola
associazione inconsueta di idee vecchie: non dico poi di concetti filosofici
aventi qualche valore !... Tutta la enorme letteratura del neo-spiritualismo,
anche se ammannita sulle “ rivelazioni „ di Sookate, di Pla¬ tone, di
Aristotele, di Dante, di Giordano Bruno, di Bossuet (che gli annali spiritici
avevano fino a pochi anni fa il coraggio di pubblicare, ma che adesso, per
accresciuto pudore, pas¬ sano nel cestino) ; tutta la fioritura poetica e
romantica det¬ tata dagli spiriti di un Pulci, di un Ariosto, di un Milton,
d’un Lamartine e di un Dickens (che si dicono avere dato nuovo sentore di sé);
la stessa vita di Gesù da lui narrata medianicamente (che è stata il “ colmo „
della temerarietà incosciente spiritica), tutto ciò può essere venduto a basso
prezzo sul mercato della produzione intellettuale umana.., salvo le volte in
cui il medium era inconsapevolmente un V iTTOR Hugo, o suo figlio Carlo, o un
d’AzEGLio, o un Flammarion, o una Maria Karadja, o un Tuttle Hudson, tutte
persone dotate di alta mentalità o di speciale coltura. La dottrina
dogmatica dello spiritismo, sia essa fantasticata da un Davis, sia sistemata
pedantescamente da un Allan- Kabdec, sia espressa con maggiore elevatezza ma
non con mi¬ nore confusione da un Moses o da un D’Hkllenbach, di altro non
consta se non di ricalchi e rifritture delle credenze ata¬ viche animistiche e
spiritualistiche, creazionistiche e deistiche, cristiane e buddistiche,
kabbalistiche e romantiche: la filo¬ sofia dello spiritismo è degna sorella
della sua ridicola em¬ pirica, della sua povera teologia, della sua scolastica
cosmo¬ logia. Si fonda tutto ciò in un crogiuolo, che riceva compia¬ cente
tutto quello che vi si butta, e, quale condimento, vi si aggiungano parecchi
grammi di misticismo a intenti vaghi e nebbiosi di filantropia, di umanitarismo
cristianeggiante, di Moi: selli, Psicologia e spiritismo.
intuizionismo orientale: e si avrà il prodotto di questa no¬ vella religione
(parlo dello spiritismo-sistema, magari col suo inferno e paradiso cristiani!).
Una miseria assoluta, che fa sorridere chi s’è per pochi istanti arrestato sul
pensiero gemale, veramente sopraumano, di quei grandi colossi della umanità “
incarnata „, che rispondevano al nome di Aristo¬ tele, di Descartes, di Kant,
di A. Schopenhauer... Val la pena di mettersi in comunione col mondo dell’Al di
là per riceverne un cattivo riflesso di tutto il peggiore o ingombrante
bagaglio antropomorfico dell’al di qua?... Ma qualcuno spera nella
utilizzazione delle forze medianiche: anima nostra, protestano i neo-idealisti,
agirà sempre piu sul mondo e lo muterà a suo beneplacito... — Che idea! Io dico
che, se per movere una seggiola o per prendere un bicchiere debbo prima
diventare un medium, ossia un essere ammalato, e rinunziare alle mie facoltà
naturali di motilità e di senso per acquistarne delle patologiche, e collocarmi
in trance „ con grande sciupìo della mia salute fisica e con peiditempo indicibile,
troverò sempre preferibile restarmene sveglio e lucido, allungare un braccio
anatomico, scaricare alla buona un po’ di corrente entro i miei nervi. La cosa
mi nescirà sempre più facile e perciò più utile. Non nego la possibilità
remotissima che le forze bio-psichiche arrivino a operare gli stessi “ miracoli
„ di Eusapia senza tutta quella preparazione a colorito isteropatico: ma per
adesso lo sperare nello sfruttamento meccanico della energia me- dianica
presuppone l’ignoranza delle condizioni non invidia¬ bile dl cui la medianità
stessa costituisce finora la risultante. Sotto il punto di vista della
filosofia, della scienza, della industria, dell’arte, della morale, cioè del
Vero, del Bello e del Buono (con iniziali maiuscole), lo spiritismo ha fatto
bancarotta... prima di aver messo banco : dirò meglio, non è riuscito a mettere
in circolazione che delle monete di vecchio stampo, e spesso, ahimè, dei valori
fuori corso o delle monete di stagno indorate a rame !... Genova,
27-28 maggio 1901. yrgrrrr» • »'»*.
-Y-rrrTr rvvvvV' LA SESTA SEDUTA (29 maggio
1901). Lo stato del medium e la sua psicologia. La
seduta del 29 è stata importantissima per la varietà maggiore dei fenomeni; per
la evidente mescolanza di fatti fraudolenti con fatti veridici; per la
dimostrata suggestibi¬ lità del medium e la sempre più scarsa sua inventiva ;
per la condizione di veglia in cui il medium si è quasi sempre tro¬ vato.
L'Eusapia non è mai entrata in vero e lungo trance: ep¬ pure. ha riprodotto
quasi tutti i fenomeni delle sedute pre¬ cedenti, tranne la levitazione sua; e
ha prodotto fenomeni nuovi ed interessanti. Ciò mi prova ancora una volta che
il trance, o non è necessario alla produzione dei fenomeni medianici, o al più
è parziale e può essere ridotto a momenti brevissimi, come avverte anche W.
James : certo i fenomeni possono essere effettuati e ripetuti in veglia ;
qualche scet¬ tico direbbe, imitati a perfezione fino ad ingannare. a)
Nel 1° caso la cosa è assai grave sotto qualunque punto di vista: anche
sotto quello fisio-psicologico, confesso che mi riesce quasi inesplicabile. —
Allora, dove andrebbero la disgregazione della personalità e l’attività
automatica del ■“ subliminale „ e via via tutte le ipotesi esplicative di ca¬
rattere fisio-psico-patologico ? . Ma la cosa mi sembra ancora meno
chiara e logica per lo spiritismo : dunque , gli spiriti vanno e vengono senza
occuparsi di ciò che si passa nella medium ? E allora, perchè non lo fanno
sempre, rispar¬ miandole tempo, fastidi, malessere, patemi morali, stan¬ chezza
e attacchi neurosici? b) Nel 2° caso rientriamo invece nella sfera
compren¬ sibile sopratutto dai medici psichiatri, i soli competenti. — Io penso
che dopo un certo numero di sedute costituenti un allenamento, si svolga nel
medium la facoltà di passare ra-. pidissimamente, e per brevissimo tempo, in
estasi, cioè in I quello stato psichico abnorme che gli è
necessario ( « trance ) Sarebbero come delle “assenze, istero-epilettoidi
provocantisi con piu agevolezza quando i centri nervosi si sono T disintegrarsi
Oltre all’esempio dei fugaci parossismi dìe ci h!«n?V»tte 6 neUr0'pS1C0SÌ
ln cui c’è uno stato affine (mor¬ boso) della coscienza, cioè la epilessia e
l’isterismo — esempio che ogni alienista ha campo di vedere ad o-ni momento
- abbiamo il fatto che le stesse neuro-psicosi offrono talvolta stati psichici
apparentemente vigili, in cui per contrario esiste il più completo sonno della
coscienza superiore Tale è il e i-o del sonnambulismo per isteria, eco.
T Ma non usciamo — se si vuole - dallo “ spiritismo 0 che nell
elementarissimo dei suoi fenomeni, nella scrittura deH ,1?!! t?C t’ n0,‘
C ® 10 s.tess0 notissimo, evidentissimo latto della disintegrazione parziale di
personalità, anche quando la coscienza de lo scrivente sembra sveglia? I medium
psico^rafì le pnme v°lte sono costretti a concentrarsi, a chmdero t porte dei
loro sensi, a sfuggire ogni impressione esterna a cadere in una assenza „
volontaria della coscienza - ma noi coll esercizio arrivano ad operare da
medium scriventi (“ a scrivere sotto la dettatura o con la guida degli spiriti
, i„ istato di veglia: la mano va dove deve andare, automati¬ camente, per suo
conto, quasi fosse staccata dal corpo intero del medium e avesse acquistata
esistenza autonoma. Cosi avviene, certo, nella Eusapia dopo alcune sedute
Si forma anche in lei l’allenamento, non già perchè essa ne abbia bisogno (sono
convinto che sino dalla prima seduta ' !‘a serie Potrebbe produrre fenomeni
senza cadere in vero j'?l’Ungat0. tr.ance ) ma perchè la sua medianità si
o-iova delle energie psichiche degli astanti; e perchè le sembra più \n
w\ di gente nuova, procedere a gradi e perchè vuole prima assicurarsi
dell’annuenza e indulgenza ( omogeneità ) di coloro con cui opera; e perchè la
tradi .ione de. circoli psichici esige il • trance J lungo e eomSeto ed essa 1,
accontenta, in quanto il suo “ sonno f è volontario' spettacoli PS1C0
0g-a della E‘ P- d] iersera è stata per me spettacolo ancora piu interessante
dei suoi stessi fenomeni (ormai abbastanza monotoni e stucchevoli!).
Sveglia sempre salvo forse negli accennati momenti di disintegrazione rapida’
essa ha rotón produrre determinati fenomeni, e li ha pro¬ dotte Piu spesso che
nelle sedute precedenti la sua volontà sceglieva gli oggetti da spostare, i
contatti da provocare i movimenti da indurre, ecc., ecc. Assolutamente non è
vero che, LA VOLONTÀ DEL MEDIUM 293 la
volontà cosciente della medium sia estranea ai fenomeni : I lio già detto altra
volta, ma la prova di iersera fu la mi¬ gliore perchè durt> tutta la serata
; I’Aksakoff ha torto. — Abbiamo, dunque, una simulazione? Chi ha visto
una isterica anestesica in tutta la metà si¬ nistra, ad es. , dichiarare di non
avvertire i contatti e le puntute, e poi, opportunamente distratta dalla sua
mano ane¬ stesica, fare movimenti di difesa contro le punture (espe¬ rimento
classico dello Charcot), è tratto, se non è psicopa¬ tologo, a dirla una
simulatrice: invece non è simulazione cosciente, ma fatto di disintegrazione
della coscienza. Leg¬ gere L automatismo di Janet per poter parlare, con cono¬
scenza di causa , di ciò che noi psicologi intendiamo per disgregazione della
personalità! La simulazione (che è la terza possibile spiegazione del
manifestarsi dei fenomeni senza “ trance „ vero e proprio) può evocarsi per
vani di essi, non per tutti. Iersera, con buona pace dei miei colleghi di
gruppo che pensavano di¬ versamente, io sono convinto che alcuni fatti
fraudolenti si mescolavano in proporzione maggiore del solito coi veridici. E
il come lo dirò più innanzi. L intervento della volontà del medium nella
fenomenologia spiritica compromette assai la veridicità di tutti i fenomeni.
Una volta che questi avvengono quando la medium li vuole, è chiaro che la loro
produzione spontanea risulta meno si¬ cura. Non parliamo della volontà estranea
di uno spirito, chè qui, dopo le tante esperienze di iersera, volute, ovvero
presentate preannunziate e preparate, anche accettate pas¬ sivamente per
iniziativa nostra, sarebbe assurdo. Era la vo¬ lontà nostra che agiva mediante
quella del medium ! Già prima della seduta la Eusapia Paladino ha
annunziato un probabile “ apporto „ : a metà della seduta, ad un tratto, con
una ingenuità che non onora la sua intelligenza, ha preteso che io, proprio io!
le sondassi le tasche e i vestiti, e poiché non ho ceduto a tale invito, 1’ ‘
apporto „ non è venuto. Dico “ poiché „, per il motivo semplicissimo che un
apporto che si preannunzia con questa teatralità farebbe nascere il sospetto
anche in un cieco-sordo. Piu che mai iersera si è visto che i comandi del
più luce, del meno luce, ecc., sono dati per il volere della medium quando le
conviene: — la oscurità, per preparare un feno¬ meno di contatto
(materializzazione di mani), o per eccitare la curiosità e la attesa dei
presenti ; — la semioscurità, o, meglio dirò, il semplice chiarore dalla porta
dell’ anticamera, per produrre illusioni visive di ombre e fantasmi- — ia
piena luce quando si tratta di fare constare un fenomeno Sead?ume °’
S°PratUtt° " è StrM0 0 lusinghiero per H Quel “ luce!, luce /„
(cinque colpi tintici) chiesta scamente ogni volta che la cordaci slacdiva e f
annodava' SULtavolino trasportati, o che li potevano vedere
atteggiamenti stravaganti del medium e dei due controllori, mi faceva nascere
-Iodico francò - ver™1"16'10 dl d,1Spett0 yerso tanta fatuità, e un
po’ di 118 JZr ^ ,CLe d0VeV° esPrimere meraviglia non sen¬ tita emettere
esclamazioni di finto stupore t simili ' Mi sembra avere notato che anche
in altri compagni si sveUa- sornrf S ®s Sl ra°cofb tan^0 che Je
espressioni obbligatorie di soi presa, con cui si applaude il bravo u Tnltn
^ « i.,- feT «z: w S^ÈriaTiE pe"trsff „r T8li"“. 1W
Won dico ciò se non per una sincera dichiarazione delle
di1^""^fS10n1,PrrSOnali- Mai’ c°me iersera, i fenòmeni me- «
Jolm dUl° a“n° aVnt° tUtta 1,esteriorità dei ffwocfn. John, era come un
prestidigitatore puerilmente verifi030 C le’ °perato lo scambio dei
bussolotti, dolesse far aTmeZ-Per T presenti che i bussolotti s^no
sempre gare i? “ en°HnS °-df pr.lma- . Questo antropomorfismo vol¬ gare
in entità spirituali „, ,n « intelligenze occulte ne fiale Sae se
«JohnVmi° “i Sempre pÌÙ 11 iivel,° mteilet- ® ?e . , Klng„ litt vissuto ed ha
avuto un aual- ‘ , sociale, o era un imbecille allora, o lo è divenuto “
Toev q d^P° mi°rt0' Ma ha dei collegbi nell’Al di là - anche scrive fra
feì;vamSf!nt°'Pnda ^’^uton, s’affannava a avagne . Il vostro medium è sincero „
! La suggestività del medium. g o abnorme, con una antica
lesione (traumatica) al capf, isterica, probabilmente anche
epilettica; ed è ipnotizzatole e suggestionabile. Da ciò la origine esteriore
suggestiva di gran parte dei fenomeni medianici che E. P. produce : forse, se
si avesse il mezzo di rifare tutta la storia della sua media¬ nità fin dal
principio, si vedrebbe chiaro che la intera sua fenomenologia rispecchia la
coltura spiritica del Damiani, del Chiaja, del Capuano e degli altri credenti
di Napoli! 2. La suggestibilità della Eusapia Paladino, oltre a
manifestarsi fuori delle sedute (non ne ho sufficiente cono¬ scenza per prove
mie, ma fu dimostrata, se non erro, da Rioiiet e da Ochorowiozì, si rivela in
più modi durante le sedute, come già avvertirono De Fontbnay, De Rochas, G.
Bois, Sohbenck-Notzing, ecc. a) col soddisfare i desiderii manifestati
per lo innanzi dai presenti: — i fenomeni si producono generalmente in
conformità di quanto chiedevamo la sera prima o le facciamo sapere al suo
arrivo ; più visibilmente però adesso, dopo al¬ cune sedute, che non prima: e
questo accade per la solita ragione che si deve creare una certa armonia nella
condizione fisio-psichica dei formanti la catena o il gruppo; b) co\V
eseguire esperimenti mediante gli oggetti portati o disposti opportunamente da
noi: — iersera, ad es., un tamburello, due anelli, un dinamometro da me deposti
in mezzo al tavolo, dettero luogo a varie manifestazioni media¬ niche, sempre
in causa della povera inventiva della Eusapia, che aveva veduto con piacere il
mio gesto: ella mi era ri¬ conoscente di porgerle del “ materiale da lavoro „
: c) coll eseguire fenomeni chiesti durante la seduta: — questo accade in
più limitata maniera e sol quando si tratti di fenomeni semplici (trasporto di
oggetti, toccamenti, luci). La apparizione di mani medianiche visibili e
luminose non si è potuta finora da noi ottenere in sei sedute: tuttavia so che
la cosa accadde dopo che fu domandata ; d) co W eseguire fenomeni in
rapporto ad affermazioni fatte dai presenti, anche senza espresso desiderio di
eccitarne la produzione. — Io ho, ad es., detto ad alta voce che avevo sete, e
pensavo in quel mentre alla bottiglia d’acqua posta sul tavolo grande,
riflettendo però che per esservi stato a bagno dei fiori, l’acqua non era più
bevibile. Dopo un po’ di tempo ha avuto luogo il trasporto della bottiglia sul
tavo¬ lino davanti a me; dunque, io avrei suggerito alla Eu¬ sapia di fare
questo trasporto di oggetto; e) colV eseguire fenomeni pensati dai
presenti, in eondi- zioni tali da lasciar congetturare una “ suggestione
mentale NeH’esperiraento or ora citato la suggestione (di portarmi
da bere) è stata mentale solo apparentemente. È vero che si è spostata la
bottiglia cui avevo pensato, ma è vero pur’anco che avevo detto ad alta voce di
avere sete: ora, l’acqua era il solo liquido che potesse soddisfare quel mio bisogno
e alla portata del medium. Questa ignorava che nel salotto vicino c’erano
copiose bevande rinfrescanti e non “ apportò quelle ! Ad ogni modo, non nego la
possibilità della sug¬ gestione mentale : dirò che anche questa volta non è
provata. filmane l’altro fatto che il tavolo abbia battuto 11 colpi due
volte, quando il cap. De Albertis stava per andarsene : tatto nel quale si
potrebbe vedere il risultato di una tras¬ missione di pensiero. Ma ciò non pare
: il De Albertis aveva già detto ad alta voce che partiva, la cosa era anzi
stata ripe- uta da me e da altri, e soltanto dopo si sono avuti i “ sa- uti „
del tavolo al partente. Niente suggestione mentale rispetto all atto ; e neanco
percezione supemormale dell’ora, che non era, è vero, stata preannunziata dal
capitano, ma eie ormai si poteva, per l’indugio suo, imaginare arrivata, li
tatto si riduce semplicemente, per me, ad un saluto del tavolo a chi aveva
annunziato di partire. f) Alcuni fenomeni, se non sono effetto di
premedita¬ zione consapevole (del che io ho qualche dubbio), lo sono d’o«-
tosuggestione. — Ad es., il complicato fenomeno “ spiritico „ dello
slacciamento (al buio) dei nodi da me fatti al medium dietro suo espresso
desiderio, e poscia dell’ allacciamento due volte compiuto, nell’oscurità, di
nodi colleganti prima me alla medium sola, in sèguito noi due alla seggiola
della signoiina Bey, mi ò sembrato una serie di autosuggestioni, (esprimo il
giudizio più benevolo per Eusapia). La legatura a mio polso segnava infatti una
simbolica rappresaglia al controllo che io avevo voluto legando il medium ; ma
tale controllo specifico era stato chiesto insolitamente dalla Eu- sapia
Paladino. Dunque, o “ John „ si è lasciato guidare nel produrre 1 fenomeni dal
fatto iniziale di quella lega¬ tura, e rientriamo nella serie delle
suggestioni: — o “ John „ non altro è se non un simbolo sotto cui si cela la
intenzio¬ nalità del medium che vuole e premedita un fenomeno ; ed alloia siamo
purtroppo nel dubbio (già manifestato in pro¬ posito da altri sperimentatori),
che tutta la manovra dei nodi e snodamenti e riallacciamenti sia intaccata da
frau¬ dolenza! I fenomeni della seduta del 29. Furono su per
giù essenzialmente i soliti, variando solo nella modalità esteriore. a)
Moti, oscillazione, sollevamenti del tavolino, che io dirò anorganici o
alogici. — Non mi consta, in proposito, che questo ed altri fenomeni
fisico-meccanici accadano prevalen¬ temente da un lato di Eusapia; secondo il
Porro, sarebbe il sinistro. Ma in realtà, la fenomenologia Paladiniana è così
disforme da sera a sera sotto questo riguardo, che non oserei accordarmi
coll’esimio astronomo. A me è parso sempre che la Eusapia badi piuttosto a chi
deve convincere ; e se questi è il vigilatore di destra, i fenomeni avvengono
preferibil¬ mente da quella parte ; se è quello di sinistra . viceversa.
b) Movimenti intenzionali del tavolino sotto forma di “ tiptologia „. — Avverto
qui che i cinque o sei segni conven¬ zionali di Eusapia non sono sempre quelli
consacrati dalle tradizioni spiritiche, ma su per giù è oltre mezzo secolo che
i ta¬ volini “ parlano , bussando. Ho notato iersera che il linguaggio tiptieo
tanto più si semplifica, quanto più il nostro gruppo è adusato ai fenomeni
medianici della Eusapia. Oramai in¬ terpelliamo poco il famigerato “John „, e,
voglia egli o no, lo costringiamo tutti, spiritisti ed antispiritisti, a fare
un po’ la nostra volontà. In gran parte oramai siamo noi che de¬ cidiamo dei
fenomeni : ed è in questo senso che facciamo degli “esperimenti,. Come nella
lettura del pensiero non erano il Pikman nè il Dalton che operavano, bensì le
loro guide, così qui 1’ Eusapia, esaurito il piccolo e meschino programma delle
sue “ manifestazioni , spontanee, si trova sempre più alla nostra mercè.
Vedremo nelle ultime sedute se essa è capace di darci altri fenomeni veramente
spontanei, o se non saremo sempre più noi, i componenti del gruppo, che dirige¬
remo “John, e lo obbligheremo a contentarci, alimentandone la scarsa
imaginativa e facendone, fino ad un certo punto, un nostro servo di
scena. c) Spostamenti e trasporti di oggetti. — Ho già detto come essi
avvengano quasi solo per oggetti messi attorno alla medio: l’azione a distanza
di costei sulle cose circostanti finora mi consta cessare ordinariamente a
metri 1-1,50 (la cosa fu già asserita da altri). Lo spostamento più
forte si ebbe pel pianoforte e per la bottiglia dall’acqua, ma ambedue non si
trovavano più lontani di m. 1,80. Gli oggetti messi sul tavolino o dentro al
gabinetto (sedia, tamburello, anelli, ca¬ rillon*, ecc.) sono sempre i più
soggetti ad essere trasportati. <ÌJ Snodamento ed annodamento di una
corda. — Ho detto come l’allacciamento della Eusapia alla seggiola sia stato
tatto dietro sua domanda : ciò mostra che si preparavano fenomeni (uno scettico
impenitente direbbe “ un giuoco „ !) in codesta nuova situazione. Lo snodamento
ha avuto luogo in due tempi, prima a sinistra dalla parte della sig.‘ Rey, poi
a destra dalla mia parte. Il riannodamento attorno alle mie dita e al polso
destro della media, poi attorno al mio polso, al polso sinistro della media ed
allo schienale della seggiola della signora Rey, è stato veramente ammirabile
per la precisione dei nodi, .tuttavia, essendosi effettuato in piena oscurità
esso mi è parso intaccabile, ossia non del tutto privo di dubbii. Dirò che la “
mano invisibile „ che mi allacciava era leggiera e piccola: ne sentivo solo le
dita ed erano dita umane, umanissime. Io non sono ancora riuscito a sentire
mani “ gelide „ nè mani “ più calde „ delle nostre, come altri attorniano : le
differenze morfologiche delle mani mate¬ rializzate che toccano fuori del
solito riparo delle tendine nere, risiedono soltanto nella grossezza loro,
nella delicatezza o rozzezza dei toccamenti, nell’agilità delle dita,
ecc. e) Toccamenti, solleticamenti , ecc. — Anche qui io ho sug¬
gestionato almeno tre volte “ John „ : parlando di solletico, mi sono fatto
fare il solletico nella schiena, nel poplite (due volte), nella gamba .
Un’altra suggestione abbiamo fatto io e Porro dicendo che i piedi e le
gambe non ci venivano mai toccati : poco dopo io mi sono sentito atterrare la
gamba sinistra, e premerla, e soffregarmela alla superficie posteriore fino
alla metà della coscia sinistra. Evidentemente era una mano dinamica (a
controllo sicuro), ma si era formata là sotto dopo l’espressa volontà nostra
che si formasse. f) Luci. — Queste erano state chieste già da noi più
volte, e “ John „ aveva promesso tiptologicamente di soddisfarci. Le luci
dipendono, dunque, anch’esse da un’azione fisiopsichica collettiva ? Mai come
allora eravamo tutti desiderosi di veder fenomeni luminosi. Ora, la nostra
azione si riduce soltanto a suggestionare la medium perchè operi medianicamente
in un dato senso? oppure il desiderio e l’attesa non fan che preparare i nostri
sensi a percepire una data qualità di fenomeni ? Mi pare che, oltre al tipo
mentale dei percipienti, favorisca le percezioni una specie di
stimolabilità latente 0 preparatoria dei singoli centri percettivi: il fatto è
che Eusapia, non solo ha soddisfatto il nostro desiderio, ma eravamo anche
avvertiti da un “ personaggio invisibile „ dove le luci si producevano,
affinchè dirigessimo colà i nostri sguardi. Per tre volte con toccamenti
chiarissimi, intenzio¬ nali, come di uno che stesse vicino a me, mi si è fatto
“ segno „ di guardare prima davanti a me, poi a destra, poi a sinistra; e a
sinistra finalmente ho veduta una “ luce I fenomeni visivi son quelli che
più agevolmente si pre¬ stano alla tesi popolare dell’allucinazione. Debbo
pertanto dir qui le ragioni per cui reputo che le manifestazioni lu¬ minose
diiersera non siano state allucinatorie, e sopratutto non effetto delle pretese
“ illusioni sensoriali collettive 1° perchè soltanto alcuni dei presenti, non
tutti, hanno visto le luci allo stesso posto in cui io le distinguevo; 2°
perchè la in¬ dicazione misteriosa fattami due volte inutilmente (non già per
mancanza della produzione luminosa, ma pel mio ritardo a distinguerla in causa
della miopia) implicherebbe allucina¬ zioni combinate di altri sensi, del tattile
e del muscolare col visivo, il che non è ovvio supporre; 3° perchè Eusapia
ancora sveglia mi aveva preannunziato il fenomeno, ed io stavo bene in guardia
sui miei sensi. Se non che, ecco nascere il dubbio di un’allucinazione,
non più spontanea per “ attenzione aspettante „ , bensì sug¬ gestiva e, quel
che è più, veridica. Sono quelle percezioni lu¬ minose di origine indotta, da
suggestione? Ossia è la Eusapia che esercita sui centri cerebrali dei presenti
un’azione capace di svegliare sensazioni di luce V Non escludo questa possi¬
bilità, che del resto farebbe rientrare la “ telefania spiritica „ nella più
completa sfera fisio-psicologica (fatti consimili si osservano tutti i giorni
nella ipnosi): ma non credo di accet¬ tarla. - Anzi tutto, io non ero in istato
di suggestibilità da parte della media: questa è suggestionabile da me, ma io
non lo sono da essa ; di noi due l’agente sono io, la paziente è la Eusapia, e
così per tutti forse i presenti. — In secondo luogo, io ero in uno stato
antagonistico di credulità. Colle mie ricerche del 1891 ho dimostrato che per
credere bisogna essere disposti a credere ; se no, si è scettici. - Terzo : le
luci sono state diverse questa volta dalla prima. L’altra sera vidi delle *
luci „ a mo’ di lucciole, giallognole, vivaci, circoscritte nettamente, senza
aureola, senza radiazioni ; ieri sera ho visto due luci (dirò cosi)
fosforescenti, larghe come una moneta da 2 franchi, tonde, a contorni indecisi
e sfumati, massime la seconda, pallide, un po’ più condensate nel centro,
meno intense alla periferia, a un di presso come si raffigurano le nebulose nei
libri di astronomia con un nucleo che sta per solidificarsi ed una zona
periferica ancora gazosa. Le luci sono comparse alla distanza di circa m.
1,60 da me, a sinistra, un po in alto: andavano lentamente dalla mia destra
verso la sinistra, descrivendo una traiettoria obliqua. La seconda la vidi meno
chiaramente e fuggevolmente: la prima per contro ebbe la durata di almeno 3-4
secondi, e mi parve che avesse anche una specie di palpito, a mo’ di movimento
piotoplasmatico. La diversità delle luci da me viste in due volte denota che
non sono allucinatorie: perfino lo stento con cui le percepisco è prova della
loro esistenza reale. Codeste “ telefanie „ non hanno significato
intellettivo, nè forma definita, nè ragioni “ spirituali „ o “ animiche „ ;
evidentemente si produssero per volontà di Eusapia, ed in conformità dei nostri
desiderii a lei espressi vivamente. La successione di “ luci „ in un dato
momento della seduta, e non in un altro, non prova, secondo me, che sia
necessaria una condizione fisiopsichica speciale inconscia (subliminale) del
medio : in quel momento la Eusapia era rivolta conscia- mente con la sua
attenzione alla provocazione di luminosità visibili, tanto vero che le
preannunziava; dunque, l’atteggia¬ mento psichico involontario della Eusapia
(l’estasi medianica) non è condizione determinante necessaria di esse. g)
Spostamento dell’ indice di un dinamometro. — Questo strumento da me recato al
Circolo Minerva ha occasionato vani fenomeni, agendo da eccitatore: mi fu dato
in mano più volte, mi fu messo in tasca, gli fu mutato il posto del- 1 indice,
e sempre da agenti invisibili; ma io ho la ferma convinzione che sulla molla
dello strumento non fu eseguito nessuno sforzo di pressione, solamente fu
spinto l’indice ai vani punti che io dovevo poi rilevare col tatto, al buio.
Questo esperimento è stato per me tutt’altro che convin¬ cente, e mi tocca
confessare che nell’insieme ne ho avuta limpiessione di un inganno; al più
potrò concedere che sia fenomeno spurio, e più avanti ne dico le ragioni.
h) Fantasmi. La Eusapia, che parea perfettamente sveglia, mi ha nuovamente
voluto far sentire e vedere quelle materializzazioni a forma più o meno umana
che diconsi fantasmi „. Ora che li ho visti e toccati sono ancora più
scettico di prima circa la loro natura spirituale (“anime di defunti „). Dedico
loro un paragrafo. Le forme materializzate. 1. Il primo fantasma, è
apparso veramente davanti a me, ed è stato formato nel solito modo. Dopo che E.
mi avea date ambedue le mani (si noti che tale atto permette l’inganno perchè
cessa il controllo dal lato sinistro, e certi medii, con un giuoco sapiente di
contatti, sanno far credere al control¬ lore di destra di tenere le due loro
mani, mentre ne hanno serbato libera una), visibile al chiaror della porta
dell’anti¬ camera è comparsa un’ombra nera e opaca avente la forma bizzarra di
una grossa testa di caprone, il cui muso allungato andando a sfiorare la faccia
del signor Scbmolz, seduto vi¬ cino a me, gli ha dato l’impressione di una
barba. Questa “forma,, stravagante era forse la mano sinistra della
Eusapia che, coperta dalla tenda nera, si protendeva nella pe¬ nombra fino al
volto di Schmolz? Non lo credo, per il suo stesso contorno e per la sua
grossezza. E allora, era forse un prolungamento medianico, che assumeva
quell’aspetto ingannevole? In tal caso avremmo un fenomeno spurio; ossia una
produzione animica reale, ma per condurre ad una inter¬ pretazione illusoria. Ad
ogni modo, nessuno ha insistito, contrariamente all’uso, sulla apparizione; e
questo mi fa supporre che gli altri abbiano condiviso i miei dubbi. 2.
Una mano nera che ho veduto avanzarsi, sempre dalla sinistra del medio, col
pollice in alto e le dita minori in basso, era una sinistra: si può chiedere
perchè, a meglio con¬ vincermi, non sia venuta una mano destra? 0 quell’appa¬
rizione di una forma materializzata e opaca di mano, era una frode, ma questo è
escluso dal controllo; oppure era una mano dinamizzata della media, il che è
ipotesi più ve¬ rosimile che non quella di attribuirla ad un altro essere
collocatosi nel corpo stesso di Eusapia. 3. Il contatto d’una barba. La
Eusapia, di cui facevo il controllo di destra, dopo avermi annunziato colla
solita teatralità ingenua, che alla sua destra c’era “ un uomo e dopo di
avere emesso esclamazioni (molto esagerate) di paura, mi ha invitato a
reclinare la testa verso la mia spalla sinistra: e in verità ho avuto così la
sensazione di una certa quantità di peli, o qualcosa di simile, che mi
sfiorasse la fronte e il sincipite. Ma dubitai che quei contatti derivassero
dai capelli della Eusapia, la quale in quel momento incli¬ nava la sua testa
sulla sua spalla destra. Si noti che era¬ vamo al buio! Quando ho detto che era
“ una barba fine ■come capelli „ (Ilio detto ad alta voce
intenzionalmente!), Una “ materializzazione „ in forma di strana
apparenza da me percepita la sera del 29 maggio 1901. [Questa figura, al
pari di tutte le altre disegnate appositamente pel mio libro da A. ilerisso, ha
lo scopo precipuo di porgere rimaglilo sintetica, approssimativa, dell’ambiente
medianico: la si deve guar¬ dare wr ciò da una certa distanza, affinchè i
tratti del disello si fondano insieme]. Eusapia non ha fiatato: ed
il fenomeno non si è più ripro¬ dotto. E poi, come curioso, e come rispondente
ai bisogni della “ prova è il comportarsi del piccolo * Uomo invisibile „ che
spinge innanzi la sua “ barba , quando Eusapia e il vicino accostano mutuamente
le loro due teste! fenomeni su cui esiste dubbio
303 Q • , ji osto per un cenno sulle esclamazioni, depreca¬
tole lamentele di Eusapia quando le deve accadere qual¬ cosa di strano. Le sue
voci e la sua mimica sono siimi, per . „„ ftcarrerazione, per isolamento da
altri movi- Espressivi inimici riflessi, a quelle delle isteriche che si¬
mulano un accesso, e sopratutto a quelle degli ipnotizzati, “more compiacenti
verso chi loro suggestiona delle alluci- n /ioni terrifiche. Esse hanno un che
di superficiale, che Rvesrlia nell’uomo dell’arte l’impressione della loro
natura finta e simulata. In esse trovo analogie con le sciocche espressioni
resentàtive di certi artisti drammatici dozzinali: si sente, cioè che non sono
“ sentite „, che stanno a fior di pelle. Io analizzo freddamente i
fenomeni, esamino con scrupo¬ losa e affaticante attenzione tutto quello che fa
o dice la media, nè mi lascio ingannare dalle apparenze. Certo, tale analisi
non è facile, ma chi ha vissuto, come me, ventisette anni in mezzo a soggetti
di cui bisogna studiare ogni mi¬ nimo atteggiamento, gesto, moto iniziale,
parola e segno grafico, acquista alla fine tale esperienza della fenomenologia
elettiva degli stati psichici che difficilmente gli sfuggono le simulazioni e
le dissimulazioni. E tra altre cose la Paladino, anzi che furbissima come gli
increduli la ritengono, è in¬ genua anche nel simulare. Fenomeni
sospetti, . o interpretabili non spiriticamente. Giudico che siano
intaccati da grave sospetto i fenomeni se¬ guenti avvenuti a me iersera (sulle
percezioni isolate degli altri consoci non intendo dare giudizio) o anche
avvenuti per tutti, ma interpretabili con piena e assoluta indipendenza di
criterio: a) le apparizioni del fantasma-caprone e della mano opaca. —
Questi due fenomeni visuali, se non sono stati del tutto fraudolenti,
consistevano per lo meno nello sfrutta¬ mento di fenomeni medianici più
semplici (avanzamento della cortina nera, prolungamento psico-dinamico non
formato), che furono fatti poscia percepire e interpretare come “ ap¬ parizioni
spiritiche „. Riguardo al profilo, la sua stessa con¬ formazione sembra
provarmelo: percepito nella mezza oscurità, epperò senza contorno deciso, un
rigonfiamento di stoffa attorno ad un arto “ fluidico „ può dare quella im¬
pressione visiva. Riguardo alla mano nera, forse io stesso nel percepirla ho
completato colla fantasia le linee imper¬ fette di un prolungamento qualsiasi
esopsichico: qualcosa, a codeste percezioni labilissime e incertissime,
aggiunge sempi-e l’automatismo associativo o sincretico dei nostri centri di
imagiui. Più rifletto, fuori di seduta, a questa possibilità, e più mi pare
cosa verosimile; b) il trasporto di molti oggetti deposti sul tavolino, —
fra cui il dinamometro che mi fu messo nella tasca esterna del petto : io ero a
destra del medio, e senza un controllo se¬ verissimo della sua mano sinistra,
che era affidata alla si¬ gnora Rey, non oso dire che tale mutamento di posto
dello strumento sia esente da dubbio ; c) la barba fluidica : — come ho
detto, io sospetto che la Eusapia abbia prodotta in me tale sensazione colla
sua testa reclinata: la situazione della presunta “ barba , corrispondeva nello
spazio (al buio) precisamente al posto cui la testa della media poteva arrivare
; d) gli spostamenti dell’indice del dinamometro : — dico a bella posta *
spostamenti „ perchè non v’è prova di sforzo operato sulla molla. Questo
esperimento è avvenuto quattro volte : nella prima, l’indice fu avanzato fino
all’ultimo grado della scala, a 150 chilogrammetri (?) ; nella seconda, fu
spinto tino a circa 100 chilogrammetri ; nella terza, fino a 30 ; nella quarta
fu lasciato a zero. Evidentemente la successione dei presunti sforzi
dinamometrici non è stata che una voluta dimostrazione dell’ “ Intelligenza
occulta „ : nella stessa sua regolarità si vede la suggestibilità della media,
che si ri¬ cordava come io avessi narrato di altri sforzi consimili pro¬ dotti
medianicamente. L’esperienza , in prima, parvemi so¬ spetta, perchè il
controllo delle mani del medio lasciava forse, in quel momento, a desiderare.
Ma da questo lato, credo di poter escludere che sia stata adoperata da Eusapia
la mano sinistra, che non può dare lo sforzo di 100 lcgr. Esclusa la
frode, rimane la spiegazione di un fatto spurio; ossia il dinamometro ha potuto
essere afferrato da una mano dinamica del medio e il suo indice spostato a
piacere col dito, perchè disgraziatamente è allo scoperto: e ciò senza
pressione sulla molla. Ora la Eusapia da molto tempo conosce com’è fatto un
dinamometro, e sa metterne a posto l’indice. Dunque, può essere insorta in lei
la rappresentazione del semplice moversi dell’indice, come può esserci stata
quella * » AZIONI DEGLI “ INVISIBILI „ 305
dello sforzo. Però siccome Eusapia era sveglia e il suo si¬ stema muscolare
non ha rivelato sensibile contrazione, come avviene sempre quando essa deve
medianicamente eseguire sforzi intensi i parziali ), così ritengo che la
pressione sulla molla non sia avvenuta. Se la Eusapia cade a terra spossata e
geme e suda quando le tocca eseguire sforzi di soli 18 a 25 chilogrammetri (la
macchina Barlock trasportata e il tavolino levitato informino), quale
esaurimento non avrebbe do¬ vuto iersera mostrarci dopo avere assommato
nientemeno che tre sforzi di 150 — 1— 1 00 — j— 30 — 280!! Adunque si è avuto
lo spostamento degli indici per contatto in iscala discen¬ dente onde dare al
fenomeno l’apparenza di una prova di medianità. Non vi è fondamento
per supporre che i quattro sforzi dina¬ mometrici siano stati fra loro
differenti perchè diverse erano le mani, ossia le entità spirituali che li
producevano : un Ercole, un uomo robustissimo, una persona debole, un bam¬
bino! Questa interpretazione parte da un’inesatta nozione dello strumento, che
può essere stretto diversamente anche da uno stesso individuo: ma qui, ripeto,
non ci fu sforzo o attività di energia da parte della media ; la mano (dina¬
mica?) di questa che spostava lo strumento e me lo conse¬ gnava nel buio,
sapeva anche spingere l’indice dove voleva. e) gli allacciamenti del nodo
attorno alle mani. — Fu già da altri osservato che la Eusapia tende spesso a
liberarsi pol¬ lice e dita minori durante il controllo della mano. Ora, anche
prima e durante tutto il fenomeno dell’allacciamento la destra era da lei stata
posta sulla mia sinistra e mi premeva sulle falangi colla sua regione palmare e
col pugno, mentre le dita erano estese in avanti e da me non più sentite. Sono
esse che la signora Rey dopo un po’ di tempo aveva a contatto, credendo di
tenere la sinistra del medio liberatasi abilmente ? Siamo cioè davanti allo
stratagemma descritto da Torelli- Viollter e figurato da De Rociias e Cbocq? Lo
si potrebbe sospettare, anche pel riflesso che Eusapia non era in “trance „ ; e
quando è sveglia e vuol produrre fenomeni, tende alla ciurmarla. In tal caso
sarebbe con la mano sinistra che essa ha potuto annodare la cordicella,
utilizzando le dita della destra che più non mi toccavano. Si dirà:
perchè io, come I’Hodgson e i membri della S. f. P. R. di Cambridge, abbia
favorita la frode del medio, se frode c è stata ?... Rispondo che bisogna pur
vedere e provare. D’altra parte, a un certo momento ho cercato di sincerarmi
della cosa , ed ho toccata la mano che io sentivo lavorare
Morselli, Psicologia e spiritismo. nel buio: era una mano piccola e
tiepida, le cui estremità delle dita fuggirono subito il contatto della mia,
non cosi presto che io non distinguessi, dalla posizione delle dita, che era
una mano sinistra : quella della Paladino ?... I movimenti del
medio. Mai come ieri sera l’Eusapia ha eseguito movimenti in¬ cessanti,
sia per le ragioni che dirò più innanzi, sia per la manifesta tendenza a
liberare le mani e i piedi dal controllo: i suoi piedi mi sfuggivano spesso, ed
io, che a bella posta lasciavo fare, ero poi richiamato, dopo qualche tempo,
dalla Paladino sull’ avvenuto loro distacco dai miei, con ostentato rimprovero
alla mia negligenza. Ma non mi si imputerà di avere stimolato la Paladino a
frodare (come fa I’Ochorowioz alla Commissione di Cambridge), perchè la mia
compiacenza era concessa per prova e non per sistema. Ho anche lasciato spesso
la mano della Paladino in quell’atteggiamento particolare che essa prende: di
premere col pugno soltanto e colle eminenze tonare e ipotenare sul dorso della
mano, o sull'ar¬ ticolazione metacarpo-falangea del suo controllore (certamente
per avei-e libere le dita). E senza dubbio tale posizione delle mani favorisce
l’inganno ; ma io l’ho tollerata porgendo atten¬ zione al presupposto moversi e
agitarsi delle sue dita. Debbo dichiarare per la verità che le dita restavano
quasi sempre ferme, sebbene estese in aria; e al più avevano moti lievi, poco
estesi, di flessione ed estensione. Non c’è bisogno di pensare sempre
(spiegazione troppo facile e, se generalizzata, assurda) a trappolerie : io
spiego i fatti con le conoscenze fisio-psicologiche. Nel rappresentarsi
efficacemente l’atto di eseguire nodi e di scioglierli, occorre alla Paladino
di percepire le sensazioni muscolari e tattili (kinestetiche) della propria
mano, nelle dita sopratutto, e di figurarsele libere-, allora essa si
rappresenta più fortemente l’atto che poi medianicamente si compie. E lo stesso
pro¬ cesso per cui non battè il pugno sul cartone irto di chiodi; per cui porta
il piede in avanti verso la gamba del ta¬ volino quando pensa di levitarlo ;
per cui le si contraggono le braccia e le gambe e accennano a moversi verso le
dire¬ zioni dove si udirà il colpo o si avvertirà il contatto. Oo-ui
movimento muscolare del medio non deve esserci sospetto come fraudolento : e
per chi studia i fenomeni della Paladino con metodo scientifico, con competenza
psicologica, non attraverso a prismi spiritici o antispiritici, i moti sono
indizio prezioso di quegli stati o atteggiamenti interiori, dei uali p0; i
fenomeni fisico-meccanici della sua medianità sono la risultante. Ed è già
molto averne cosi stabilita una condizione determinante fisiologica: noi
entriamo nel campo vero delle osservazioni scientifiche, noi usciamo
dalFempirismo. Quando avremo allo stesso modo studiate tutte le altre con¬
dizioni determinanti della medianità, l’avremo probabilissi- mameute ridotta
entro la cerchia di fenomeni normali all’or¬ ganismo ed alle sue scariche di
energia. Ma questo degli sforzi muscolari del medio, durante la seduta, è
argomento che richiede un po’ più di attenzione. A. — Movimenti palesi di
Eusapia. Il Medium eseguisce numerosi e continui movimenti, anche quando
è in riposo apparente. Questi movimenti pos¬ sono dividersi così: 1.
Gesti involontarii. Un certo numero di gesti indicativi e connotativi, fatti
senza volontà dalla Paladino (in veglia e in preipnosi), hanno senza dubbio lo
scopo istintivo di intensificare la sua imagine del movimento da
produrre. 2. Atteggiamenti di mira. La P., quando con uno di noi arriva
alla seduta, guarda prima intensamente le persone su cui vuole agire, gli
oggetti che dovrà muovere , ecc. Il suo sguardo fisso (che gli ignari di
psicologia non piglieranno mai per un movimento!!) è una presa di mira, analoga
a quella di chi vuole dirigere uno sforzo reale dei propri nervi c muscoli
verso un dato bersaglio. 3. Atteggiamenti contorti del corpo. Questi
hanno tutta la apparenza (ne hanno anche la sostanza) di quelli atteg¬ giamenti
che ognuno di noi prende spesso automaticamente, quando deve fare uno sforzo,
ma non sono “ convulsioni „ come qualcuno non competente ha scritto. I
contorcimenti e il dibattersi del medium in trance, che abbiano indole
convulsiva vera e propria (nel senso clinico!), non esistono, almeno nella
Eusapia. Questa possiede oggi tale abitudine nel produrre i fenomeni, che ha
sostituito intense rappre¬ sentazioni di movimenti (ossia imagini kinestetiche)
a quelle attitudini e mosse, con cui forse i medium meno potenti di lei
realizzano la scarica delle loro energie. 4 Tic. La E ne ha parecchi, fra
cui quello di strin¬ gersi la fronte di pigiarsi la testa, di reclinare il
collo, di agitare la punta del piede sinistro, ecc. Sono tutti auto¬ matismi di
scarica: sono perfettamente identici a quelli che certi mdiyidm fanno quando
pensano intensamente all’atto che compiono (dondolarsi il corpo, moti ritmici
dei piedi grattarsi la testa, ecc.). 1 ’ 5. Reazioni al dolore
endocranico. La Paladino accusa cominciata la seduta, dolore al capo, massime
nella narici Tn v uenta’ ® 71 ?°''ta k SUH mano (è anche 3uesto un tic),
talvolta vi porta la mano del controllore di sinistra e ve la tiene
pigiata per alcun tempo; tal’ altra chiede che vi sia applicato un solo
dito dello stesso controllore di cui tiene Ja mano, e con esso preme
fortemente avanti" ,momenti la E- reclina la testa in avanti e
la appoggia sul proprio avambraccio o anche sulla mano controllata da le
persone vicine. Non di rado Ja vuole appoggiare sulla spalla o sul parietale
del vigilatole di destra o di sinistra, massime quando intende produrre
materializ¬ zazioni visibili dai medesimi (preferibilmente dal primo) 7.
Mani. Le mani della Paladino sono assai spesso "in tendone e movimento:
essa ne cangia di frequente la posi- fr!nn!t,| er ° ?,1U ^ P°ne
"" quolle dei due controllori, appog- f d0 e con lI, Palmo (regione
carpo-metacarpea) e tenendo so levate e mobili le dita: il che ha fatto nascere
qualche cospetto, essendo allora il contatto al buio assai più diffi¬ cile da
sorvegliare. Talvolta le allaccia a quelle dei suoi vicini stringendo le punta
delle dita del controllore, massime di destra, fra le sue fino a produrgli
sofferenza. Le mani della E. eseguiscono inoltre movimenti di fles¬ sione
e di estensione di chiusura del pugno, di stiramenti " 111 aIto>
dalle Parti. In certi momenti hanno ri emiti : s. contraggono poi quasi
ad ogni sperimento in cui la L. vogha o spostare oggetti, o produrre rumori, o
fare toccamenti distanti. Un gesto frequente di Eusapia è strin¬ gere il pugno
e fletterlo fortemente sull’avambraccio, mentre Si pe™.’ 81 1,1 «*
»»pi» 8. Piedi. Anche ì piedi della E. sono tesi ed in continuo moto.
Spesso tentano scappare, e scappano effettivamente dal controllo (osservazione
già fatta dal D.vriex); ma questo pei poco : essi cambiano invece di
posizione. Quella prefe¬ rita è anche qui sopra al piede dei controllori; il
che costi¬ tuisce un atteggiamento che si è prestato al sospetto, ma è
impossibile che Eusupia possa allontanare molto i proprii piedi. 9. Gambe
e coscie. Il controllo delle mani dei vigilatori sulle coscie e sui ginocchi
tanto frequentemente richiesto dalla E. sembrerebbe permettere ad essa di avere
liberi i piedi per taluni movimenti . però questi sono sempre li¬ mitati, ed è
assurdo supporre, per le cose dette di già, che la E. si serva dei piedi per
afferrare, toccare, dar pizzicotti, premere a ino’ di punte di dita come con la
mano, ecc. Tutto al più si potrebbe diffidare dei toccamenti grossolani che i
controllori sentono qualche volta nelle parti laterali e in¬ feriori del corpo,
o degli spostamenti del tavolo e dei mobili lasciatile troppo vicini: ma la E.,
malgrado i ripe¬ tuti controlli visivi miei (io guardo assai spesso sotto il
ta¬ volino) e di altri osservatori, mai fu trovata in fallo. 10.
Aggiustamento delle vesti. E un moto frequentissimo e destò più volte sospetto
(a Cambridge, all’Agnélas). Dicesi chela E. lo faccia per avere maggior libertà
dei piedi; a me sembra che ciò avvenga preferibilmente quando deve pro¬ durre
forti movimenti e levitazioni del tavolo. Non si possono spiegare con manovre
subdole, con fili, capelli, ecc. ciò che mai fu visto: ad ogni modo, questo
continuo aggiustarsi delle vesti attorno alle gambe — anche quando sembrerebbe
non esservene bisogno — svegliò la attenzione de’ vari scienziati che
sperimentarono con la Paladino, e sarebbe meglio im¬ pedirglielo: bisogna
invigilarla con la massima cura. 11. Movimenti premonitori i dei
fenomeni. Sono di genere diverso dai fin qui accennati, inquantochè sono
intenzional¬ mente ostentati. Suddividerò questi movimenti in varie specie
: a) consensuali. La Paladino accompagna con un moto del piede, della
mano, della testa molti dei movimenti che nel tempo stesso si sono iniziati
negli oggetti: si direbbe che essa ne determina a quel modo la direzione e li
segue con intenzione di indicarne l’esistenza. bj impellenti. Sono moti
che indicano un movimento di oggetto o un contatto da produrre. Spesso sono
rapidi, decisi, come di comando che si propagasse a distanza al tavolo che ne
risuonerà, all’ oggetto che si muoverà, alla per¬ sona che si sentirà toccare o
premere, ecc. La Paladino, ad esempio, fa un rapido accenno ritmico colla sua
mano (spesso accompagnata da quella del vigilatorei di battere la solfa in
aria, sia col pugno chiuso, sia colla mano aperta; e allora si sentono i colpi
(“ raps „). c) direttivi. Questi servono a dirigere l’azione verso
310 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li nn determinato
punto: vengono eseguiti sopratutto quando si debbano spostare da lontano grossi
oggetti, e si con¬ fondono coi seguenti. Per lo più sono fatti mediante la mano
del controllore portata in alto dalla Eusapia. d) attrattici. Qui il
movimento è di due varietà: la E. fa segno di attrarre, di sollevare colla
propria mano l’oggetto lontano o sottostante; oppure si serve della mano del
controllore che sa disporre nella maniera opportuna (talvolta a palma aperta e
soprastante all’oggetto). e) ripulsivi. Hanno l’effetto contrario ai
precedenti. f) protettivi. Vi sono moti di contrasto e di ribel¬ lione
quando la P. non vuole (la sua coscienza superiore) che “ John „ (l’automatismo
inferiore) le faccia produrre dati fenomeni o la sollevi in alto, ecc. Allora
essa grida e geme, contemporaneamente all’ irrigidirsi del suo corpo, delle sue
braccia, delle sue gambe in un atteggiamento di resistenza. Soventi volte
codesti gesti e gemiti mi sono parsi artificiosamente esagerati. 9)
indicativi. Questi moti sono per lo più comunicati alle mani ed alla testa dei
controllori: la E. dispone e ag¬ giusta l’una e le altre opportunamente con le
sue stesse mani, affinchè il fenomeno sia meglio percepito. Tutte queste
osservazioni mostrano la varietà e ricchezza di movimenti che la Paladino
eseguisce nel produrre i feno¬ meni. La quasi costante coincidenza di moti
muscolari, di atteggiamenti, di segni e gesti, porta a concludere che 1 azione
muscolare è necessaria per la comparsa dei fenomeni medianici: questi, insomma,
sono assai spesso un semplice pro¬ lungamento a distanza dei movimenti reali
del medium, e per ciascun fenomeno meccanico si potrebbe trovare il suo equiva¬
lentebiologico (proiezione di forza, trasformazione di energia'?). 13. —
Movimenti negativi e latenti in Eusapia. Bisogna poi aggiungere i
movimenti che dirò negativi e latenti, aneli essi importantissimi per la
fisiopsicologia dei fenomeni. Eccone alcuni: 12. Movimenti negativi. Sono
atteggiamenti di concen¬ trazione che la E. prende quando deve produrre, non
più fenomeni meccanici grossolani , ma fenomeni dinamici , per esempio i
luminosi. Allora essa rimane per un po’ ferma, quasi irrigidita, in una specie
di tensione o conato iniziale di movimento. Si tratta di uno sforzo intenso di
attenzione, forse portato sulla imagine del fenomeno che si deve pro¬ durre? Il
silenzio della medium e la sua immobilità prò- MOTI LATENTI E
REAZIONI ORGANICHE 311 mettono la comparsa di
manifestazioni e sono pertanto un pre¬ avviso cosi frequente per noi che,
quando la vediamo o la sentiamo al buio in quell'attitudine, prevediamo ed
atten¬ diamo qualche novità: capiamo che essa entra in “ trance Già prova
ancora una volta che alla produzione dei fatti medianici è necessario un
determinato stato psichico del medium: o scarica al di fuori dell’energia
nervosa (movi¬ mento attivo), o scarica al di dentro (meditazione, atten¬ zione
introspettiva) : sempre però uno sforzo. 13. Moti latenti. Noi non
sappiamo ancora ciò che avvenga nel polso, nel respiro, nei muscoli della vita
vege- tativu^della Eusapia: non riuscirà tanto facile convincerla di lasciarsi
mettere pneumografi, cardiografi, sfigmografi, ecc. Possiamo però logicamente
supporre che le funzioni organiche si modifichino in relazione al fenomeno
medianico che si sta per produrre, da ciò che in fine di seduta si vede la
medium affaticata. I visceri e i vasi prendono certamente parte an- ch'essi
allo sforzo dello stato medianico, anche se le loro contrazioni sfuggono al
nostro esame : e poi in “ trance „ si avverano emozioni profonde, cui debbono
corrispondere mu¬ tamenti fisiologici. 14. Reazioni organiche della
medianità. Sarebbero degne di studio le reazioni che l’esercizio della
medianità sveglia nell'organismo del medium. Intanto vediamo che il principio
del “ trance „, lo stato superficiale di ipnosi, è già contras- segnato da
sbadigli ripetuti, da serramenti di pugno, da ten¬ sioni e contorcimenti delle
braccia, da moti impazienti dei piedi, talvolta da dolori lungo le gambe...
Vediamo poi nello stato profondo dell’autoipnosi (“ trance „) la respirazione
di E. farsi affannosa, la voce diventare interrotta e gutturale, il sudore
imperlarle la fronte , sopratutto quando debbono pro¬ dursi forti spostamenti,
levitazioni, materializzazioni, ecc. Tutto ciò conferma che la medianità
implica sforzo di tutto T organismo e spesa di energia, come ogni altra fun¬
zione fisiologica e psichica, come ogni altro lavoro soma¬ tico e cerebrale. E
cosi i fenomeni di medianità rientrano nella legge comune : perchè si
producano, occorre una sca¬ rica di 'forza, e questa non può essere se non
fisio-psichiea. Ossia il dinamismo del fenomeno medianico risulta
una prosecuzione o un effetto o un equivalente o un
parallelo fenomenT'fis'ieo-cWmici Sedani tatti quei infestazioni dei
co™? Sventi - ^ nia' problema se essi sieno colati 7 J !aS°!“do In
disparte il neo-vitalisti, da nn • principio vitale'^’ C°me V°gl‘0nC>
1 * * 75 % 10 % 5 %
10 7„ La veridicità e la frode. Consta ed è assicurato che la
F P ì ■ medium del mondo ino-mna f , a Pan di tutti i fatto medianico
verìdico le 'coffa PfBrC!lè la Pr°dazione del scansarli più che sk possibile
Ahh Ì ^ cerca di “T t”s' I fenomeni veridici sono almeno il p
esenti con assenso interessato di “ John corretto li p”e"ltf
»•» Rimane un certo numero di frodi. \ \ \ 10 », sia anche'
mLore^^olc\è\frPOrZi°DendeÌ fatti ^dolenti camenti! df ^Sio^lT^? certi
toc-' convinsi con un esame contimi ° °’ e nmase’ come me ne ebbe a
dichiararmi dmeno tre llf Come essil esplicitamente produsse gli sS
InoZ^i nierosi e vari dellp oifw» . . anici ec» anche piu nu- sineerità
anche del « trance ^ °n nascono dabbi sulIa ■e ««rSrtJ m*gs.ior' ad ■*».
r-'ow cintano ™ senso, — - ^ ,viva attenzione
delle prime sere i fenomeni. Quando si chiedeva (un po’ svogliatamente, a dir
vero) la luce dopo la produzione di un dato fenomeno, non v’era più il coro di
meraviglia delle altre volte : noi tutti (mi sembra) cercavamo per così dire,
di esaltarci ; ma toltine i due o tre più en¬ tusiasti, gli altri, allo
scorgere sempre e sempre le stesse cose, rimanevano un po' freddi. Ciò
significa che nella me¬ dianità non è poi cosi necessaria la intera
partecipazione psichica dei convenuti. Ma ciò è anche una prova della na¬ tura
genuina, non allucinatoria, nè fantastica, delle perce¬ zioni per parte dei
presenti. Debbo però fermarmi ancora sull’argomento delle “ frodi „ (e ci
ritornerò, di sicuro, altre volte), perchè non si finirebbe mai di discuterne.
Ne dirò ora qualcosa in rapporto allo stato della coscienza. 1.
L’Ochorowicz sembra dubitare che la Paladino faccia frodi coscienti, pur
ammettendo quelle incoscienti di media- nismo inferiore e superiore (com’egli
dice). Io, invece, ho la ferma convinzione che la P. perfettamente sveglia e
consa¬ pevole eseguisca talvolta ad arte fenomeni “ quid-simili „ ai medianici,
sia per non defraudare i suoi spettatori, sia per stornarne 1’ attenzione, sia
anche per allenarsi , e sia infine per sentimento di vanità. Direi anzi che
essa è lieta di di¬ mostrare (dopo 3-4 sedute) che provoca fenomeni anche allo
stato di veglia: questo dà adito amplissimo — anche nella dottrina del trance
fugace d’ origine isterico-degenera¬ tiva — al sospetto che essi siano
simulati, o almeno, voluti. Del resto, il Myers, che è severissimo contro
la credulità sistematica degli spù'itisti, scrive che i medi li ingannano in
tre modi: 1° utilizzando abilmente le forze naturali; 2° impiegando dei
compari; 3° suggestionandoli sopratutto coll’aiuto deH’oscurità (“ Proc. S. f.
p. R. „, ’95). Queste tre manovre implicano furberia, quindi piena
consapevolezza nel falsificare e giuntare! Il Myers dice, addirittura “
sfaccia¬ taggine „, ma egli cade poi in un eccesso di sfiducia verso i medi che
al pari delle persone isteriche e bugiarde, ingan¬ nano anche
involontariamente, e non incoscientemente, voglio dire per un impulso
istintivo, morboso, irresistibile di farlo. 2. Le transizioni della E. P.
da uno stato medianico ad un altro non sono così chiare come l’O. pretende.
Anzi¬ tutto, la E. passa rapidamente dalla veglia al trance com¬ pleto
(letargo) senza passare prima per le fasi catalettica e sonnambolica : di poi,
queste fasi non hanno mai caratteri netti, come pensava la scuola di Charcot e
come di riflesso, per la grande autorità sua, abbiamo pensato e scritto
tutti. , a già la scuola del Beenheim lo aveva negato, e un inno- l0g0 nel 1886
o giù di li (era il BrLmato) distingueva non so se 1_ o 14 stati ipnotici , il
che voleva dire che non ce n'era alcuno di veramente fisso. Il De Rochas fa
meglio di tutti a parere mio: si contenta di due stati, il superficiale e ii
profondo ; ma poi complica enormemente le cose con le sue ripetute alternative
di letargo, catalessi, lucidità, ecc. Da medianità, essendo un fatto
psicologico analogo al- 1 ipnosi, non ha regole, nè può farsi entrare nei
nostrf soliti cesellarli : per ora essa appare quasi anomica. 3. La
iperestesia della mano sinistra della E., su cui Ochorowicz insiste tanto , non
corrisponde alla fase iniziale della seduta: sembra piuttosto “sonnamboliea, o
della seconda lase ; intanto non ha importanza, nè relazione alcuna coi feno-
mem: quando ne avvengono di importantissimi, la mano della D. non e piu
iperestesica, può essere compressa, ecc. . Da anestesia non caratterizza,
per suo conto, la fase avanzata di medianità, tranne il letargo: io ho potuto
ac¬ certarmi che anche mentre si provocano le manifestazioni medianiche piu
cospicue, la mano della Paladino avverte benis¬ simo se la si controlla o no:
possiede, cioè, una sensibilità tatto-muscolare sempre delicata. Soltanto nel
letargo la medium diviene incosciente e insensibile (anestesia,
analgesia). n V- ^ movimenti delle mani e dei piedi non sono sempre nella
direzione dell’oggetto mirato: lo sono spesso, come dissi, ma non
costantemente. Ciò può essersi avverato però solo negli ultimi anni dacché la
P. non è stata più vista dall’ Ocno- aow'icz; ossia può dipendere da questo,
che alla rappresenta¬ zione del movimento da compiere non abbisogni ora l’ele¬
mento della sua direzione, restando intensificata internamente 1 nnagine
psicomotrice senza corrente impulsiva centrifuqa nei muscoli che debbono
entrare in azione. Precisamente come in cln legge molto, mancano quei moti
esterni di pronuncia fatti prima automaticamente dal bambino che apprende a
compitare ad alta voce. L’illustre psicologo po¬ lacco studio la Paladino nel
1892-95: sono passati 9-6 anni, e in questo frattempo i moti consensuali
esteriori possono essersi resi meno necessari o meno evidenti (o anche può la
Dusapia meglio dissimularli'?). 6. Lo sdoppiamento della coscienza del
medium descritto da U. a p. 109 (“ Ann. Sciences psychiques „) è vero, ed anzi
rientra nella interpretazione fisio-psieologica della me- diamta, ma non è così
regolare com’egli descrive. Talvolta «i ha sdoppiamento
graduato dagli strati inferiori ai su¬ periori della coscienza (come quando la
E. cade a poco a poco in trance durante un’intera seduta e provoca 1 fe¬ nomeni
più cospicui solo alla fine); tal’ altra lo sdoppia¬ mento è improvviso, e mi
sembra avvenire come per un disgregamento violento. Io direi (ma occorrerebbe
studiarla più a lungo) che la volontà della P. non sia estranea adesso a
questo°disgregamento, cioè che essa si auto-ipnotizzi co¬ scientemente. Anche i
medium psicografi penano dapprima a prendere l’abitudine di scrivere
automaticamente ed hanno bisogno di distrarsi, arrivando a poco a poco allo
stato psichico desiderato ; in sèguito, la disgregazione è fulminea, e basta
che prendano il lapis in mano e si atteggino a scrivere perchè il fenomeno (la
inspirazione) avvenga. 7. Riguardo alla preferenza supposta per dati
assistenti, non è esatto che “ John „ elimini le persone troppo sveglie e
oculate: qualcuno potrebbe invece osservale che egli al¬ lontana quelle
svogliate, disattente, stracche. La preferenza data ad alcuni fra i presenti
non prova allatto che essi siano più ingenui e creduli o meno attenti nell
invigilare . io, che sono desideratissimo dalla Eusapia al controllo, vi sono
entrato scetticissimo e mi vi mantengo attentissimo. Direi piuttosto che la
medium sembra compiacersi di avere vicino i più increduli ed i piu vigilanti.
Invece non soffre quelli che si pongono in un atteggiamento troppo chiaro di ostilità:
ma come non giustificarla? Faremmo noi stessi un’operazione mentale qualsiasi
(lasciamo stare un’opera¬ zione “ fisiologica „ !) sotto gli sguardi di persona
che ci scorgessimo o ci indovinassimo contraria, armata della cattiva volontà
di trovarci in fallo o di farci fallire ? Lo dica colui che deve sostenere un
esame sotto un esaminatore eviden¬ temente animato da antipatia verso di lui o
da eccessivo rigore. Ricerche dinamometriche e spesa di
energia fisica. Fra le ipotesi emesse per spiegare i fenomeni straordi¬
nari che si succedono in una seduta, una delle più seiie è quella della “
procreazione fisio-psichica collettiva L Ocno- 316
PSICOLOGIA SPIRITISMO, Il Kowioz, ira gli altri, suppone che
il j- "orazione della propria enerJ? ni®dlum« oltre all’este-
trarre e di attrarre a sè rtfrtò ^°S,feda ,a facoltà di sot ciascuno dei
componenti la catena^eH-”6^6 ^ttmti a pei tanto, considerare ogni man fZ
.medlanica- Si dovrebbe awis s4-K?3te, “t£“ r»e '» a la fine di
questa, una perf £ trovare in tutti s,Ì!JUa,lt'ltó e intensita ^i
fenomeni • ? Proporzionata e ibero che equivalenti del questi, insomma,
non ta“° nell, .«dii, ,So t ,.“nr‘° di- ?"* lo penso che la teoria
delln V , ra esistenza, applicabile ai fatti sni,;V ■ trasformazione delle
forze «i vuol, ~»e » to(ti ,Ml]i *'°"e del principio
consacrato dalle peD*a,r.e ,a Siffatta esten- herto Mayer, di Hermann- w„
oeniali intuizioni di Eo giacché se questo prìZSovT”' dÌ^E 6 di Cesiti cosmica
(salvo il fa^to dellWbfmè Ene^ia 'riversale o entropia, imaginato dal Claosiiw
l to. per®Me di forza duziom sp’ntiche di movimento di t T- nn,cbe ?er le Pro-
cita, dato che pur di queste due nifi C6’ ' calore. di elettri- ne produca
qualche poco nella d T ®odalità di energia se siamo misurare la spesa fatta dal
mld^' 0r,bene- noi non pOS- con metodi fisiologici : dovremmo ^ 6 daÌ presenti
86 non temperatura del corpo, il ricambi; d eSemp,0> studiare la sia nei
tessuti, il ricambio )! gasoso> sia nel sangue lare, la neurilità sen^o Lfó
CTtr°fic°' ,a forza mulo-’ dl una sedata... È un Drotrra 0m’ ? mentalità prima
e dono si esaurirà certamente se ^ Stupendo (ii indagini, e lo ramente
lodevole della Paladini dr;„SegntDd° Pesempio dagli scienziati, non
saranno ni ! " ”..Sc1,lerm"'si totalmente gazioni scientifiche sui
loro con o e ! ' \ daVMfi a.lle irivesti- ' Psichici ; ma per ora doKKin ^ UJ
010 poteri fisiologici appena in' Zut,^ * «»>"« »P Io ho
cominciato col nmt; ■ 6 «ella Ricerca, metriche nel presupposto ^ dinamo¬
in una pressione di mano s;., n„ , nuscolare> rivelatesi ninussima parte !)
della quat", T" esP°nente (lo è in mi- un individuo. Porgo in tabe !
; • uenei'gia posseduta da chTt fonometriche di ieri sera^d ^ d*1Je mie
niisi!ra- Tabella L Ricerche sulla forza muscolare dei
componenti la catena. Dinamometro a molla di Collin — Cifre in
chilogrammetri. 2i» maggio 11)01. Cognome ed età
degli Assistenti Prima della Seduta Dopo la
Sedata Perdita o acquisto Al. D. — M. S. Al.
D. AL S. Al. D. AL. S. r - Anni 1.
Avellino, 42 73 55 65 40 -8 —
15 IT. Bantle, 38 73 70 75 65 +
2 — 5 ITI. Da Passano, 44 95 75 88 70
— 7 — 5 IV. Ferrare, 24 69 65 66 Va
57 - 2.5 — 8 V. Morselli, 48 68 65
52 50 - 16 — 15 VI. Peretti, 54 52
42 59 50 4- 8 VII- Porro, 40 47 */,
40 50 35 -f- 2.5 — 5 Vili. Sig”“ Rey,
32? 24 25 24 21 = — 4 IX.
Schmolz, 37f/s 90 80 85 72 — 5 —
8 X. Venzano, 42 70 51 55 45 —
15 6 Somme 661 568 619 505 - - -
^ — 1229 1124 Eusapia Paladino 29 32.12
25 29 — 4 -87, meccanico). Sommando le perdite
avvenute, si avrebbe : a destra, perdita di chilogrammetri 42 ; a sinistra,
perdita di chilogrammetri 63 ; totale 105. I presenti che hanno perduto di più
sono : il prof. Morselli, che è sempre stato al con¬ ti-olio durante la parte
più importante della seduta, chilo¬ grammetri 31 ; il signor Avellino, 23; il
signor Schmolz, 13; Tl march. Da Passano, 12. La Paladino ha perduto in tutto
chilogrammetri 7 : è da notare però che non cadde mai in letargo.
Non si può da questi dati numerici desumere molto, e so¬ pratutto molto di
sicuro: tuttavia mi permetto di osservare che la perdita complessiva di energia
dei membri di una seduta spiritica può avere due spiegazioni ; a) può essere
una cessione di energia al medium o anche alla medianità col¬ lettiva ; b) può
essere un effetto naturale dell’esaurimento :
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 318 dovuto alla
veglia, alia attenzione prolungata, ecc. Ho già detto che l’OcHOBOWicz propende
verso la prima spiegazione. Ora il risultato delle mie indagini di iersera
portaborse a concludere che la medianità sia davvero un fatto bio-psichico
collettivo i La cosa è dubbia: e bisogna esaminare prima 1 altra ipotesi spiegativa.
Realmente una seduta stanca : si invigila, si sta attenti, si vocifera, ci si
muove, si è commossi, si inibiscono movi¬ menti di impazienza, ecc., ecc. Dopo
ogni seduta, massime quando sto al controllo, io mi sento affranto, e dormo
malis¬ simo o non dormo affatto in causa della fatica nervosa. Aggiungerò che,
durante questo periodo di esperienze, sono ì inagrito, ho inappetenza,
difficoltà di digerire, smanie, senso di battiture nei muscoli, crampi alle
sure, stanchezza cerebrale : sono, insomma, affetto da nevrastenia acuta per
esaurimento da soverchio lavoro. Ma bisogna avvertire che mentre frequento le
sedute e opero spesso da attentissimo controllore, sèguito a lavorare assai :
ho affari gravi cui at¬ tendere, due insegnamenti, la clientela, la presidenza
di circoli, le consultazioni, le gite alla mia Casa di cura : donde una
diminuzione della mia salute che non può essere posta tutta a carico delle
sedute... e di Eusapia. E come di me, avviene degù altri dieci miei
compagni. Tutto ciò è vero, ma è altresì vero che la perdita di energia
eccede i calcoli preventivi: tutti hanno perduto in forza (tranne uno solo che
è già abituatissimo a questi fenomeni, ed è freddo e calmo perchè convinto da
molto tempo). Ma la perdita complessiva per uomini sani, robusti, in una seduta
di quattro ore mi sembra superiore a quella che normal¬ mente possa avvenire,
ad esempio, in una serata non me¬ dianica, in una veglia prolungata, pur anche
con ricchezza di impressioni sensorie, ecc. Liò mi induce a ritenere per
verosimile una cessione di energia vitale durante la seduta. L’O. dice che
tanto più perdono ì presenti, quanto minore è il loro numero. Non starebbe ciò
in relazione col fatto che, essendo in pochi, si soi veglia con più attenzione
e si ricevono più manifestazioni ? tuttavia si può congetturare che al medium
occorra oo-ni sera un tanto di energia e che perciò i pochi debbano cedergli
quello che esso sottrarrebbe ai molti. Supponiamo che in luorro di dieci o
undici, noi fossimo stati cinque e che la medianità ci avesse assorbita la
stessa energia : tutti insieme avremmo perduto 105 chilogrammetri, ossia,
invece di */., soltanto se ne sarebbe andato */„ o V8 della nostra forza
muscolare. I, costanza, è
verosimile e probabile che 1 fenomeni me- ln- ,: risultino in parte
dall’associarsi di forze individuali fi1 -n Psichiche (medium e presentii : e
anche qui ci accostiamo ad linaUzione più scientifica della medianità.
* * La interpretazione dei fenomeni. Ti
Porro ha chiamato iperscientifiche le teorie fisio-psico- . ■ ,lie della
medianità. Sarebbe come chiamare ìperscien- S la ipotesi che i raggi X
consistano in ondulazioni longitudinali piuttosto che trasversali, o viceversa,
dell etere (PTÒ sobemsS^'che le nostre spiegazioni, siano ipotesi cimo
teorie rappresentano appena dei tentativi per appi os- simTrci alla’ Verità, il
più delle volte riducendola a simboli t verbali), spessissimo servendoci
soltanto di guida nella hi- cerca E questa nozione positiva del valore quasi
esclusiva¬ mente metodologico delle ipotesi e dottrine scientifiche è la ragione
e forza del positivismo. La scienza non conosce che fatti : la Realtà ci
sfugge; e non è buon osservatore, mostra anzi di portare nella scienza idee e
sentimenti di un empi¬ rismo grossolano, chi si imagina che la mente umana
possa fornire la spiegazione rem dei fenomeni naturali. Anche 1 « lecere della
gravitazione „, tanto cara agli astronomi, e una ipotesi. Il sommo Newton
diceva: “ tutto avviene come se esistesse una attrazione dei corpi maggiori m
minori ,. Ma di tale “ attrazione „, che ha anche un nome antro¬ pomorfico,
l’essenza ci è ignota: eppure, si tratta del fatto fisico più volgare, la
caduta di un peso ! Che cosa sarà dei fatti vitali e psichici? yf.
— Contro la ipotesi spiritica. Gli spiritisti dicono : “ Tutto avviene
perchè degli Esseri intelligenti, che si dicono le “anime di defunti,, messisi
m comunicazione con noi per mezzo del medium, operano sugli ometti esterni e
sui nostri sensi,. Ma intanto: ^ 1° Resta io-noto il perchè questi esseri
abbiano ordinariamente bisogno di un intermediario: — tutte le spiegazioni
spiritiche in proposito sono congetture mal fondate, e il peri- spirito ne è
una ! 2° Rimane incomprensibile perchè si debba qualche volta usare e
qualche altra lasciare la prescritta tecnica del tavolo, del buio, della luce
rossa o viceversa della luce piena : — qui non v’è determinismo alcuno per
degli “ spiriti , , salvo nel capriccio o nella somniazione del medium.
3° Resta inesplicabile perchè le manifestazioni degli spi¬ riti siano
antropomorfiche in doppio modo : per la loro na¬ tura generale ; per la loro
corrispondenza alle vicende pa¬ tologiche d'uria personalità quasi sempre
inferiore (medium): — un mondo ultraterrestre, che si rivela a noi con
balli di tavolo e tra convellimenti isteroidi di una Eusapia, non ha nè può
avere alcun valore morale. 4° È inesplicabile perchè le manifestazioni
dell’Altro Mondo siano fatue e puerili quando il medium è una Eu¬ sapia ;
elevate e astratte quando il medium è un Moses, o una Weldon, o un Dalmazzo: —
questo parallelismo abbassa PAI di là e non innalza PAI di qua! 5° Perchè
codeste Entità sono suggestionabili da noi, e operano sul tamburello se diamo
loro un tamburello, su di una fisarmonica se c’è la fisarmonica, su due lavagne
chiuse,... — e non su una bella e vasta lavagna comm populo ? 6° E
perchè i loro poteri non sono spirituali, ma gli ef¬ fetti ne rientrano nella
più volgare e materiale sfera umana? — Lo spiritismo ruba a torto il nome
di spiritualismo „ ed è antiscientifico in tutto il suo sistema dottrinale:
esso con¬ duce a materializzare lo Spirito, laddove il pensiero moderno tende,
in ogni caso, a spiritualizzare la Materia. 7° E come si concilia la “
spontaneità „ presunta di tante manifestazioni spiritiche (apparizioni, case
infestate ecc.) coli il bisogno ordinario, normale, delle entità occulte d’o¬
perare mediante un materiale fornito dai medi? — Il peri- spirito è una
superfluità ed nn enigma di fantasia. 8° E perchè mai fu dato ottenere
dallo spiritismo, non una sola novità geniale, nè un solo processo utile, — ma
con¬ traddizione enorme coll’ immaginaria “ azione direttiva „ operata da
codeste Intelligenze invisibili sul corso della storia umana (A. R, Wallace!),
nulla ci fu largito dagli spiriti pel nostro progresso materiale e
intellettuale ? — Le “ rivelazioni „ sul sistema del pianeta Urano fatte media¬
nicamente da un fu astronomo, la ultimazione del romanzo Edivin Drood dettata
dallo spirito del fu C. Dickens — cioè i SPIRITISMO E
PSICODINAMISMO 321 (ine maggiori prodigi, secondo il
fidentissimo Aksakoit, delle comunicazioni spiritiche — sono ormai passate tra
le fole da contare davanti al camino in una accidiosa sera d’in¬ verno: la
prima è un errore astronomico (Flammarion) ; la seconda è stata la invenzione
di un cronista nord-americano disoccupato (sig.‘ Fairdanks). 9° E poi,
come mai non ci allestirono, codeste * Entità sopravvissute „ alla vita
terrena, neanco una elementarissima notizia sul destino dell’umanità
sopravvivente? — Lo “ spi¬ rito , cattolico, bussando al tavolo, parla di
purgatorio e di inferno ; il protestante, di Bibbia e di Gesù “ via della Ve¬
rità „ ; il teosofo, di intuizione di Dio,.... forse un fakiro e un buddista
parleran di Indra o del Nirvana. Dunque, è la religione del medium che si
travasa nell’ Ultra e si spiritifica ! 10° Nè si capisce perchè gli
spiriti non trovino modo di rappresentarci la loro esistenza, salvo con
perifrasi vaghe che a nulla servono ; è ridicolo ed è contraddittorio objettare
che “ noi non li capiremmo „ : son tanto umani in tutto ciò che fanno, che ben
potrebbero uscire dal trascendentale anche in ciò che dicono o scrivono !
11" Perchè variano le loro comunicazioni, non soltanto se¬ condo le
condizioni personali del medium, ma pur con quelle de<rii individui in
catena, dei paesi, della civiltà, dei climi? — Chi spiega, con un briciolo di
senso comune, il contrasto stridente costituito da questo dogma bicornuto:
reincarna¬ zione di qua, niente reincarnazione di là dalla Manica?
12" Infine, è inesplicabile perchè nella evocazione degli spiriti si
verifichino i fatti che conosciamo propri della psiche umana inferiore: —
l’automatismo, la frode incosciente, il restringimento della coscienza, i moti
impulsivi, il tras¬ porto grottesco di oggetti con sperpero inutile di forza
. Che deficienza psicologica, che abbassamento morale, che avvilimento
della dignità umana in questo Al di là che si rivela traverso il subcosciente
dei medi! E perchè, ad ogni modo, gli “ spiriti „ scelgono strumenti
consimili? B. — In favore della teoria psicodinamica. La
spiegazione fisio-psicologica di molti fenomeni spiritici intellettuali (per
es., le personificazioni, le criptomnesie, ecc.) è certamente più positiva
della supposizione ztillneriana dello spazio a n dimensioni... E la cosa non è
diversa per la spiega¬ zione dei fenomeni fisici. Noi diciamo che tutto avviene
come se dal corpo del medium si esteriorasse la sua forza Moksklu,
Psicologia e spiritismo. bio-psichica (non nn “ fluido „ speciale,
da aggiungere al¬ l’etere o al quid intermedio che riempie lo spazio). Questo
fatto àsWeaopsichicità non è più inintelligibile dell’altro dell’elet¬ tricità
che si propaga a distanza senza conduttori e produce fenomeni di movimento,
chimici, luminosi, sonori, ecc., ecc. o dell’altro di un grammo di radio che è
un serbatoio di milioni di chilogrammetri di energia sprigionantisi conti¬
nuamente, ecc., ecc. I medium , per noi psicologi, sono soltanto
individui che hanno il potere di esteriorizzare più degli altri la forza psi¬
chica. La immensa maggioranza degli uomini la estrinseca me¬ diatamente con la
mimica, con gli atti muscolari, con la pa¬ rola che è pensiero trasmesso a
distanza, o con lo scritto che suggestiona visibilmente gli altri. I medium
invece hanno una esopsichicità immediata , un dinamismo vitale tanto più
potente nelle sue estrinsecazioni, quanto meno vi partecipa la coscienza. Porsi
in istato di medianità (“ trance „) è to¬ gliere l’inibizione dei centri
superiori sugli inferiori, i quali allora scaricano più liberamente, ossia in
modo automatico, la loro energia latente. Però questo loro automatismo non
costituisce già una funzione più perfetta della cosciente, come pretendono
Myehs e Gelby, ma bensì una funzione di grado inferiore in quanto la scarica
avviene secondo la legge di siste¬ mazione e associazione meccanica dei
refles^j. La coscienza è un perturbatore dell’automatismo ejettivo: essa dirige
l’energia nervosa secondo vie determinate dalle necessità della vita, dalle
impressioni sensoriali o dai loro equivalenti (ricordi, idee). Per ciò lo stato
di medianità dev’essere accompagnato da un oscuramento, o da un restringimento,
breve e fugace talvolta, largo e profondo tal’altra, della coscienza superli-
minale che è la vera mente umana. I medium sono diversi tra loro : gli
uni intellettuali o spirituali ; gli altri fisici o materiali. Ciò significa
che la medianità è il riflesso (sotto l’aspetto di un dinamismo par¬ ticolare
bio-psichico) della loro individualità acquisita, e non già di un ipotetico
subcosciente generale. Le differenze tra medium intellettuali e meccanici non
dipendono soltanto dal grado di disgregazione della personalità cui giungono,
ma dalla tempra individuale, dal carattere, dalla coltura, dalla associazione
fra i centri nervosi della vita mentale ; e tutto questo è acquisto e funzione
evoluta della coscienza superiore, dell’io personale. Che cosa rimane al
subliminale di Myers quando gli si toglie quello che gli arriva dal su-
perliminale ? Si vegga il contenuto intellettuale. Negli scritti dei me¬
dium psicografi, se c’è una buona coltura, se ci sono remini¬ scenze
letterarie, si hanno rivelazioni e messaggi di un certo valore estetico o
filosofico (p. es. il ragazzo Gordigiani, lo Stainton-Moses, ecc.); in altri si
hanno invenzioni semi-puerili e romanzi sentimentali (nella folla degli
scrittori diretti, nella Smith ecc.): ma insomma, delle idee. Invece nei medi
meccanici l’intellettualità è ridotta al minimo. Or dunque, la
individualità dei medium è manifestata : a ) dalla divergenza degli effetti ;
b) dalla differenza del contenuto in¬ tellettuale di codesti effetti ; c) dalle
diverse personificazioni del loro stato onirico speciale, analoghe alle
consimili del¬ l'ipnosi, ma che essi simbolizzano sotto il nome di “
spiriti Ciascun medio ha almeno uno spirito famigliare personale, perchè
ciascuno ha una individualità propria ; tuttavia, siccome sono suggestionabili,
e nei fenomeni spiritici, dalle sorelle Fox in poi, domina la imitazione, cosi
la personificazione simbolica (il “ disincarnato „) spesso ha origini chiarissime
nella storia personale del medio o in quella generale della dottrina spi¬
ritica. Per me “ John King „ non è padre, ma fratello mi¬ nore di “ Katie King
», per lo meno, è suo gemello: de¬ rivano ambedue da una dinastia di spiriti “
King „ vissuti in America circa venti anni prima, importati di là coi “ ta¬
volini giranti „ e col “ gabinetto oscuro „ in Inghilterra. Inoltre nelle
catene “ spiritiche „ che si propongono di assistere a « sperimenti „ soltanto
meccanici, come sono di preferenza quelli della E. P., questo individualismo
medianico che deriva dalle Intelligenze occulte, appare sempre più scarso fino
a scomparire. Ora l’intera assistenza, ora ciascuno dei pre¬ senti ci mettono
assai o un po’ del loro pensiero, suggerendo fenomeni, portando oggetti,
variando le condizioni (super¬ ficiali) delle sedute, ecc. E però i fatti
medianici della E. P. hanno solo l’apparenza della varietà; sono invece d’un
sem¬ plicismo singolare, monotoni, e di indole poco varia. Sembra anzi che le
differenze esistenti tra i diversi medium meccanici consistano nella estensione
dei movimenti più che nella loro varietà. Se la Eusapia si levita fino al piano
del tavolo, Daniele Home dicono che arrivasse fino al soffitto; se la Eusapia
muove un tavolo di 7-12 chili, Stainton-Moses ne moveva uno pesantissimo
. In sostanza, però, il fenomeno non è diverso. Questa uniformità,
scolorita quasi, della me¬ dianità meccanica dipende dalla maggiore limitazione
delle cose che possono servire alle manifestazioni. H “trance, è dunque come
l’ipnosi, in cui i fatti suggestivi, le trasformazioni di personalità, le
allucinazioni, ecc., diversificano secondo le suggestioni del di fuori ; e se
l'ipnotizzatore non ha inven¬ tiva, i fenomeni si ripetono eguali
all’infinito. !Nell automatismo della medianità non essendovi o essen¬
dovi ben poche associazioni nuove spontanee, la psiche spi¬ ritica risulta
inferiore alla media della intelligenza umana • ad ogni modo, non esiste
individualità negli spiriti frappeur’s e acrobati o prestigiatori dello stile
di “ John King , ap¬ punto per questo motivo. Tutti sono burloni o
fanciulleschi, ostili o amici, compiacenti o dispettosi, secondo un grado assai
basso, ma invariabile, della gerarchia mentale. Quando si analizzano a fondo le
cose, dopo parecchie sedute paladi- niane non si trovano rivelazioni di entità
“ spirituali „ degne di questo nome: ci si chiede, stupiti: — a cosa serve
tutto quell’arruffìo di fenomeni insensati? — Se lo spiritismo fosse davvero
uno “spiritualismo, in azione (?!), non dovrebbe cercare altrove la sua
evidenza, se non nella medianità intel¬ lettuale ; ma anche questa consta di
ciò che c’è di latente e di nascosto nel deposito sottostante del subcosciente.
Tutta la psicologia intellettuale e morale dei medi oggidì famosi, ma messi
sotto un più sicuro controllo, si riduce ormai a un nucleo ristrettissimo : se
leviamo la Paladino che non ha intellettualità, restano la Piper e la Thompson.
È poco ! A me pare sempre più evidente, che bisogna cercare nella
biologia e nella psicosociologia il fondamento dei fatti spi¬ ritici: questi
sono contenuti cioè nel mondo umano, non ael- l’ultraumano. Il loro processo di
produzione è biologico-, il loro significato intrinseco è troppo spesso
psicopaiologico. L antropomorfismo delle manifestazioni spiritiche corrisponde
all antropomorfismo delle teologie e delle cosmologie create in ogni tempo
dall’uomo con elementi tratti dal proprio io. La psicologia dello spirito “
John King ,, e degli stessi “ Rector, ed “Imperato!-,, di “Jolanda, e di “ Giorgio
Pelham ,, è bassa e inutilizzabile al pari di quella del feticcio negro, del
.Tehova proto-israelita, del cherubino Assiro, dell’angelo Cristiano, del gnomo
medievale, ecc. Sono tutti e sempre allargaiuenti o accorciamenti, ipertrofie o
atrofie, spesso imbelli menti, ma non rare volte anche imbruttimenti e
degradazioni della psiche umana. La ipotesi conciliativa del Gley e del
Visani-Soozzi, - i quali accettali la dottrina fisiopsicologica delFautomatismo
dei centri cerebrali inferiori dei medium, dai quali si scaricherebbe la “
forza , che esteriorizzandosi produce i fenomeni detti medianici, e poi
ammettono che tale forza venga presa e usu- dinamismo della
medianita 325 fruita a loro capriccio da “ intelligenze
occulte „ (spinti), — è un’inutile complicazione, un connubio poco logico della
spie¬ gazione scientifica con l’animismo. Questa captazione, dire- none e
sfruttamento del dinamismo sprigionantesi dai centri inferiori del medium resi
indipendenti dai superiori e funzio- ant, automaticamente, come si efl'ettua ?
Quale utilità ne risentono, caso mai, codeste fantastiche entità spirituali,
che ei mirano’ attorno invisibili e si rendono tangibili e visibili soltanto
quando un isterico o un degenerato mezzo convulsio¬ nario sta seduto davanti ad
un tavolino?... Che strana ma¬ niera di manifestarsi ! Che determinismo
bizzarro per un av¬ venimento così importante quale sarebbe una comunicazione
tra i due mondi, ira quello sensibile incorporato e il mundm intéUigibilis
incorporeo di Em. Kant ! Noi siamo sempre * spiritualmente „ in un mondo
elementare, grossolano, poiché codesto dinamismo è caratteristico di
personalità in¬ feriori (per lo più donne di bassa o dubbia estrazione, uo¬
mini di scarso talento, di dubbia moralità, ecc. ecc.). La “ esteriorizzazione
di un dinamismo bio-psichico „ dei medium senz’ altro intervento, è oggidì la
sola verosimile in¬ terpretazione dei fatti spiritici : ma l’edilizio teorico,
sebbene egregiamente costruito dal De Rochas, ci lascia ancora ve¬ dere* la superficialità
enorme e il basso valore dei materiali ond’esso è tratto e si
costituisce. Limitata è la facoltà esopsichiea, ma contro all’opinione
del Mveks, e in considerazione delle fasi storiche dello spi¬ ritismo moderno,
sembra che dai tempi antichi ai nostri si sia resa più frequente, più agile e
più espressiva (?) : qual¬ cuno la dice, anzi, una facoltà che l’umanità viene
acqui¬ stando, quanto più evoluta è la sua coscienza superioie. L'incosciente
partecipa, dunque, al processo mentale evolutivo ; assorbe cioè per sè quegli
acquisti che fa la coscienza univer¬ sale. Edoardo Hartmann dice questo a un
dipresso, e forse non ha torto: col suo “ Incosciente», inteso però in maniera
positiva e non metafisica, egli è andato più di tutti, a mio avviso, vicino al
nodo della questione ; la sua filosofia, in¬ fatti, non è cosmologica, nè
ontologica, ma essenzialmente psicologica. Lo spiritismo non potrà mai essere
spiegato da fisici, nè da meccanici con principi desunti dalle loro scienze, ma
solo da cultori della psicologia. Genova, 30-31 Maggio, 1" Giugno
1901. LA SETTIMA SEDUTA L ambiente e la tecnica eusapiana. ■
e la ottava seduta si tengono in casa del sig. 1 eretti dietro mia
domanda che si sperimentasse alla luce di luna piena: secondo le informazioni
dell’OcHonowicz la luce lunare favorirebbe le manifestazioni. Siamo in do¬
dici, poiché è presente anche la padrona di casa L appartamento del Peretti
comprende anche un’ampia veranda coperta di invetriate, un vero giardino d’inverno
dove la luna può mandare i suoi dolci raggi ad illuminare Ja nostia catena
medianica. Come mostra la pianta, vi si è-, disposto un gabinetto oscuro e sono
pronti gli apparecchi lotografici per fissare sulle lastre le « levitazioni ,
del ta¬ volino e ì fantasmi „. Ma la Eusapia male sopporta le innovazioni; sul
terrazzo fa molto caldo e noi tutti ne siamo dopo appena mezz’ora, infastiditi,
il medium più di tutti ’ E cosi il bisbetico “ John „ ce ne fa una delle
sue. Lascia decorrere una prima parte della seduta nella veranda, senza pro¬
durre altro che ì consueti fenomeni a luce discreta (picchi, fremiti e moti del
tavolino, qualche levitazione che però ha tanto piu valore in quanto è veduta
chiaramente, qualche fugace toccamente al più vicino...); ma poi, ad un tratto,
dopo vane scosse violente, ecco il tavolino - come si scorgeva evidente. la
volontà di Eusapia in questo « fenomeno spiri- ìco , . muoversi in direzione
ben determinata verso luscmle che s1 apre in un vicino salotto; e camminando a
lievi sbalzi, strisciando sul pavimento con tutti noi at¬ torno sempre in
catena e obbligati prima ad alzarci, poi a incedere curvi e alla meglio, eccolo
penetrare nello studio- salotto. Ed eccolo, la, come ogni tavolino medianico
che si rispetta, andarsi a collocare nel punto più lontano dalla
TECNICHE MAL TOLLERATE 0 :vi
■ indicarci , con il suo muto linguaggio che deve ì^’rlnta essere
continuata se si vuole qualcosa di buono. U Tutte le novità sono nocive
alla fenomenologia: si ha un 1 1 fiìre e volere che il determinismo dei
fenomeni venga bC nlato con norme più omogenee, più stabili, piu
preparate. Qm non si tratta di ordegni meccanici, di apparati fisici,
di Q _ . ss ,3 ! (£) uV
ct^n.ty' £*• h Pianta dell'appartamento Peretti, in
Genova. [La unea RVa^a»’Amito^in cui mison portato al loro
apparire segue la ^a viBuirànoil luogo dove giudicai si formassero i fantasmi,
materializzantisi a sinistra di tusapia]. reazioni chimiche, di preparati
microscopici, neaneo di vi¬ visezioni. nè di registrazioni grafiche, in cui
tutto può esseie prestabilito e predisposto ad un fine: qui ci son di mezzo la
psiche del medium, la sua coscienza, le siie idee ì suoi sentimenti, la sua
emotività, le sue abitudini; e bisogna adattarsi a fare una “ esperienza
psicologica „ confoime alla natura psicologica dei fenomeni. Anche a me pareva,
prima, che si dovesse tutto mutare, innovare, prestabilii e, ma ora, dopo
queste sedute, in cui dominano il capriccio la permalosità la diffidenza e le
abitudini di John „, mi rassegno ad osservare (non a “ sperimentare ) i
fenomeni eosffome arrivano. Siamo in una fase empirica quasi direi simile
all’alchimia rispetto alla chimica o all astrologia il- 328
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il spetto all astronomia;
contentiamoci, dunque, della osser¬ vazione di una bella notte stellata o
lunare come quella di ìersera, o al più raccogliamo ciò che si distilla nel mal
connesso alambicco. Ad ogni modo, si sappia che quando si impongono ai
meda condriomi diverse dalle solite, si comincia col rendere loio difficile il
cadere in auto-ipnosi o “trance, completa: e con questo solo li si spinge,
involontariamente, verso l’in¬ ganno. A me è parso che iersera, in casa
Peretti, ciò sia avvenuto per logica conseguenza del mutamento inflitto alla
sene delle nostre sedute. Ma la seduta, nell’insieme, è stata per me
importantissima: in primo luogo, mi ha chiarito sempre meglio la partecipazione
della psiche del medio ai feno¬ meni, e il suo bisogno di dare “miracoli, anche
a costo di truccare; in secondo luogo, essendosi finalmente ottenuto il
letargo, ho visto le prime vere materializzazioni complete, 16 \r ®PPanz-,on'
”>.e questo mi compensa il disinganno. Nella veranda si sono avuti
moti e levitazioni (visibilis¬ sime) del tavolino; picchi formidabili sul suo
piano; mo¬ vimenti e spostamenti d'oggetti vicini; danza ritmica del tavolino,
accompagnante il suono stridulo di un carillon girato dal sig. Peretti; un
abbozzo di scrittura diretta o spi¬ ritica a lapis (?); nessun toccamento in
alto, perchè c’era tioppa luce, bensì un solo toccamente al mio ginocchio,
ossia sotto il tavolino ; quindi una grande mimica sussultoria di questo, quasi
a rallegrarsi dello scherzo. Nel salotto-studio — dove il Peretti, prevedendo
l’ombrosità di John aveva ben disposto il solito occorrente (gabinetto oscuro,
tende alle poi te, illuminazione a debole chiarore proveniente dall'altra
stanza, lampadine elettriche rosse e verdi ad interruttore, ecc.) ~ Easapia è a
suo miglior agio. E infatti, oltre alle manifesta¬ zioni solite, ai moti
tiptici, toccamenti, bussate sul tavolo, vento freddissimo, ecc., se ne ebbero
delle insolite: atti scher¬ zevoli o violenti compiuti da mani invisibili su
parecchi di noi, su me sopratutto; stiramento e strappamento di mano, accen¬
sione e smorzamento della lampadina elettrica ; scrittura di¬ retta sul mio
sparato di camicia (?!) ; un apporto (?); delle luci (viste però da un solo): e
finalmente, essendo la medium in profondo trance sonnambolico e agitatissima,
delle mul¬ tiple apparizioni. — Non possiamo lagnarci di un programma cotanto
nutrito. Notisi 1 abborrimento alla luce, sia pur lunare! Per un certo
numero di manifestazioni la luce è del tutto indiffe¬ rente : non è vero quanto
si crede dai più che le sedute di Eusapia succedano al buio. Iersera, ad
esempio, il chiarore che veniva dalla vicina sala ed era dato da una o due can¬
dele, bastava a rassicurare sulla impossibilità che la Pala¬ dino producesse le
larve vedute di poi sullo sfondo illuminato della porta: si vedevano le ombre e
si vedeva contemporanea¬ mente la medium in una posizione diversa dello spazio,
e questo mi pare escludere la illusione e l’inganno. Ma pur¬ troppo la oscurità
è necessaria per moltissimi fenomeni: questo fatto sarà sempre uno scoglio
grave per la accetta¬ zione della medianità fra le forze sperimentabili, finché
non si troverà il mezzo di invigilare e studiare tutti i movi¬ menti dei medium
anche al buio. Il “ controllo „ , che si fa con le mani e coi piedi da due
vigilatori, è vigilanza stucche¬ vole e un po’ capricciosa, per quanto ordinariamente
sicura ; lo si è fatto con legami e anche con apparecchi segnalatori (elettrici
e simili): ma la luce soltanto dà alle nostre per¬ cezioni quella sicurezza,
che è il fondamento della prova. Jersera i fenomeni si ottennero tanto
allo stato di veglia quanto di u trance „ : i primi, tranne le levitazioni,
hanno avuto qualche cosa di sospetto, come dirò più oltre: — gli altri, e ben
più importanti e significativi secondo me, sono stati genuini. Tattavia non vi
è regola : pare che una parte di fe¬ nomeni cominci in consapevolezza e finisca
in semicoscienza, e viceversa. Non mi è dato scoprire le ragioni di codesto
disordine nelle modalità dei fenomeni; certo, siamo ben lon¬ tani dall’austero
determinismo sperimentale. Ma non sarà spiegabile con la natnra psicologica
delle manifestazioni di medianità ? Un rapporto causale assoluto, no ; ma un
certo parallelismo tra dati fenomeni e lo stato della coscienza, indubbiamente
esiste : non se ne scorgono, però, le ragioni evidenti. I fenomeni.
Si ebbero, al solito: a) fenomeni veridici, o che almeno hanno avuta, per me,
tutta l’apparenza della veridicità ; b) fenomeni spurii : noto che per
produrre quelle ma¬ nifestazioni che appartengono alla ristretta e abbastanza
monotona cerchia delle “ materializzazioni tangibili „ eseguite in questa serie
di sedute dalla P., costei si occupa sempre prima con grandi particolari della
preparazione del fenomeno ; c) fenomeni illusorii dei percipienti.
massime per la interpretazione e definizione dei toccamenti e per le luci-
alcune volte essi son corretti da colui che li percepisce, o da<rii' altri
presenti, o dallo stesso medium (che in ciò si mostra sensato): ma altre volte
non son corretti, e allora passano per veridici; ... ad es., i “ toccamenti di
piccole mani ,, o di mani infantili „ mi sembrano interpretazioni allegoriche
di contatti leggieri e delicati, più che vere percezioni di mani aventi le
caratteristiche morfologiche della infanzia o della femminilità; ré)
fenomeni, secondo ma, sospetti di frode. Anche questa volta parlo soltanto di
quelli avvenuti a me, o percepiti da me : di essi posso dire che la mia
attenzione sempre sveglia mi ha permesso di sospettare ragionevolmente il
trucco, in quanto la E. P. li ha eseguiti su di me o con me: nulla posso o
voglio dire di quelli eseguiti su altri; ma eviden¬ temente anche là su cento
fenomeni ce ne debbono essere almeno cinque o sei (a dir poco) intaccabili o
sospettabili di falsità. Se la E. froda con me, di cui vuol fare la con¬ quista
e di cui deve oramai sapere come sia quasi sempre sveglio il potere
d’attenzione, che sarà rispetto a coloro dei 3”. ■ °. Per In loro poca
attenzione e scarsa attitudine all analisi sperimentale, o per lo stato
d’animo, o per le opi¬ nioni già bell’e formate, essa è o si crede sicura?....
— Trovo per" nelle relazioni fin qui pubblicate dagli sperimentatori, che
la Eusapia con una strana semplicità da interpretarsi benevolmente come
simulazione inconscia o subconscia _ ha tentato ingannare anche uomini
versatissimi nelle espe¬ rienze psichiche, come De Rochas, Dariex, Ochorovvioz,
k.inuvyH.'K’ Lodge, Richkt... Il Dariex scrive che la tendenza alla frode è una
mala abitudine di cui l’Eusapia, anche nelle buone sedute, non sa disfarsi. È
una vera disgrazia per la tesi della medianità! 1 la i fenomeni che
iersera vidi e accertai, ominetto i co¬ muni, coinè i picchi, i moti ritmici e
mimici del tavolino 1 b asporti di oggetti distanti, e parlo solo dei meno
abituali. * * Movimenti tiptologici. — Frequentissimi, alcuni vio¬ lenti,
altri deboli: si sarebbe detto che iersera il tavolino avesse un anima : da
notare anzi come il mobilissimo mobile diriga sempre la procedura sperimentale
e rivolga la parola ai pre¬ senti (pur senza raggiunger mai la complessità e “
subli- m. , ! ? C i* messa®P * da altri medium). Lo si scorge ubbidite ad
una volontà e ad una coscienza ; ma, per ragioni oramai chiarissime e per
quello che dirò in avanti, sono la coscienza e la volontà della E. P. che nella
tiptologia Morselli, Psicologia e Spiritismo , I. Tav.
ii. F. Ferraro Sig.tt Foretti Eusapia Sig.* Rey Prof. Porro
Prof. Morselli ' F. Avellino Dotti. Venzano Cap. De Alberti»
Fotografìa istantanea di una * levitazione „ di tavolo (Seduta del 31 maggio
1901). manovrano il più spesso con fili interiori (il sistema asso¬
ciativo dei neuroni) i centri automatici inferiori, loro co¬ municando dai
centri superiori le idee (elementari) che deb¬ bono esprimere. Usando la
metafora di Oxon, non c’è proprio nessuno “ all’estremo opposto della
linea! Dopo aver avuto per sei sere soltanto i soliti segni stac¬ cati, e
convenzionali di affermazione o di negazione, chiedenti luce od oscurità, ecc.,
da due sere otteniamo qualche asso¬ ciazione meno elementare di battiti
esprimenti idee. La sera del 29 avemmo il saluto degli undici colpi alle ore
11, ossia il saluto al partente Cap. De Albertis. Jersera abbiamo avuta per due
o tre volte e rabbiosamente battuta dal tavolino, una frase di due parole,
abbastanza significativa, ossia quattro colpi seguiti da altri cinque, 4 -j- 5
—parlate N.5 (prof. Mor¬ selli). Era un comando diretto a me perchè dichiarassi
ciò che in quel punto stavo osservando nel campo luminoso di una porta: ne
discorrerò più avanti. 2) Levitazioni del tavolino. — Ne abbiamo ottenuto
jersera molte, e bellissime: sicure pel controllo, concludenti per l’azione a
distanza (tutte le mani in aria), notevoli per l’altezza (fino a lm!) e per la
durata (da 4" a 20"). Alcune si potettero fotografare istantaneamente
a luce di magnesio (Veggasi la tavola). 3) Toeeamenti di mani e
personaggi invisibili. — Iersera le mani le braccia e le persone
(frammentarie, mai intere) materializzantisi erano più ardite, agili e perfin
brutali: ci toc¬ cavano sotto al tavolo i ginocchi, ci stringevano e
afferravano il braccio, premevano, attiravano e respingevano violente¬ mente
gli astanti, trasportavano con violenza gli oggetti sulla testa di questi (un
mandolino ce la sfiorò a tutti, e volteg¬ giando, andò a fermarsi , dopo un
giro vizioso di almeno tre metri, al posto di prima), toglievano bruscamente la
seg¬ giola di sotto, facevano piegare fortemente la testa . Però, di vari
contatti etoccamenti a me successi durante le tre ore che rimasi in seduta (a
mezzanotte dovetti assentarmi) due mi sono parsi fraudolenti. — a) Il primo era
dato da una mano sinistra, che giudicai fosse quella della E. che mi palpava l'
avambraccio e tentava toccarmi il viso : colla mia destra l’ho afferrata
rapidamente, ed era una mano vera di carne e di ossa, che s’è ritirata in
fretta dopo aver sen¬ tito il mio contatto, ma non si è dileguata niente
affatto evanescendo, come taluno le descrive. Può essere che ciò avvenga, ma
delle tre volte oramai che io ho afferrato la mano frugatrice o toccatrice, due
volte non ho avuta altra sensazione che di lina estremità carnea abilmente
staggita alla mia presa: una sola volta, la mano che mi ha respinto dal bregma
della Eusapia e mi ha sfiorato, aveva la consistenza semifluida. lersera
ritenni che fosse la sinistra del medium: eravamo in piena oscurità, e la Eusapia
faceva un gran movimento di mani, che mi ingenerava diffidenza. Non ho
sicuramente la prova formale dell’inganno, ma solo la con¬ vinzione morale. Di
quel mio atto di vigilanza ho poi avuto il solito castigo da “ John „ (lieve
percossa sul braccio), ma timidamente e fuggevolmente. — b) Il secondo
toccamente ingannevole s ’è avuto forse quando al buio completo ho sen¬ tito
una mano avanzarsi versolo sparato della mia camicia da sinistra, e muoversi in
su in giù come per scrivervi (era però una scrittura geroglifica). Pel momento
ho interpretato questo fenomeno per un tentativo “ spiritico „ (diciamo cosi)
di togliermi le spilla della cravatta o il bottone della ca¬ micia ; coltivando
questa idea, ho detto ad alta voce “ troppo basso ! „ perchè la mano invisibile
era arrivata a strisciarmi le sue presupposte dita circa 5-6 cent, sotto le
spilla. A quella mia frase, che interpretava erroneamente quel tocca¬ mente
come la ricerca del nodo della cravatta, il tavolo ha risposto i soliti tre
colpi affermativi; — il che era falso, trattandosi invece di un saggio di
scrittura diretta (?), che, come si vedrà, si preparava su di me. Ciò è grave
poiché alimenta il dubbio che la scrittura sia stata fatta allora! 4)
Apertura o chiusura di un circuito elettrico. — Questo fenomeno, ripetuto
iersera più volte, ha avuto buon esito dopo vari infruttuosi tentativi di “
John „. Fu veridico? A quanto potei giudicarne li per li, parve di si: e
sarebbe cer¬ tamente ammirabile. Questa forza occulta, che va in quasi oscurità
a cercare un piccolo bottone di interruttore a pera, lo preme e
intenzionalmente dà o toglie la luce dalla lampadina ! Però il cordone
conduttore era stato attirato dalla stessa “ forza occulta „ un po’ troppo
comodamente, cioè su le gambe della medium, e la pera stava sulle sue ginocchia
o fra i suoi piedi. Il controllo in quel momento avrebbe dovuto farsi con
severissima attenzione : io non dubito delle due signore Peretti e Rey, che
erano ai fianchi di Eusapia ; ad ogni modo, la posizione raggiunta dal bottone
elettrico troppo vicino alle mani od ai piedi della medium mi fece nascere
sospetti, che disgraziatamente non ero in grado di dile¬ guare con un esame
diretto. Debbo francamente dire che più assisto a questi fenomeni della
Eusapia Paladino, e più mi convinco che la tecnica corrisponde mediocremente ai
due grandi vanti della media- njT,l: _ 1» agire a distanza sempre
maggiore di quella cui possono arrivare le estremità e la testa del
medium: questo avviene solo nella minoranza dei fenomeni, la mag¬ gioranza
succede nella zona di possibile azione di essa: tuttavia basteranno poche e
sicure telecinesie per dichiarare la esistenza di forze esteriorantisi ; — 2”
agire a piena luce provocando fenomeni eguali a quelli prodotti al buio: anche
questo è solo parzialmente vero; per es. le grandi materia¬ lizzazioni
tangibili, no: ma non vi sai-anno ragioni fisico¬ chimiche, come per i raggi
solari ultra-violetti, o per quelli Rontgen, in favore della assenza di ogni
luce? 5) Movimenti di oggetti a distanza. — Avendo la Pala¬ dino
affermato per la prima che il lampadario sospeso in mezzo alla stanza si
moveva, dubito che possa avere tentata una suggestione su di noi per illuderci
visualmente : in quel momento infatti la luce rossa, il cui bottone era a
portata di mano della P., oscillava per ripetute e rapide chiusure ed aperture
intenzionali del circuito , e con ciò si favoriva la illusione che gli oggetti
scarsamente illuminati e sospesi in aria si movessero. Fatto sta che nè io, nè
il cap. De Albertis, situati lateralmente al lampadario, l'abbiamo visto
muoversi; io l’ho visto invece rischiararsi alquanto e ricadere nell’ ombra
alternativamente. Del resto, può anche essere che si sia mosso; — sugli
spostamenti degli oggetti a distanza non ho dubbio alcuno: molti sono
veridici. Un altro movimento di un piccolo tavolino a tre piedi (“
guéridon „) avvenuto in veranda, a luce lunare, fu segna¬ lato dal sig.
Ferraro: secondo lui il mobile s’era avanzato; ma in una seduta spiritica ogni
benché minima apparenza di movimento, di luce, ecc. può scambiarsi per effetto
me¬ dianico. A me che lo guardai, il tavolino non parve spo¬ stato affatto dal
suo luogo di prima, e la medium stessa tacque, sebbene sia così sollecita ad
accogliere e ad appro¬ vare coi tre colpi tiptici sacramentali ogni denunzia di
fenomeni, e spesso con aria di trionfo o con frasi di sod¬ disfazione:
d’altronde, il “ guéridon „ era a portata della sua mano, e l’esperienza
avrebbe poco valore. 6) Scrittura diretta. — Furono due tentativi di
questo fenomeno così importante nella storia dello spiritismo, ma un po’
ingenui: il primo (per me) dubbio, il secondo ancor più sospettabile; ma “ John
, è un illetterato!... a) Il primo. — Sul tavolo medianico stavano due
fogli di carta, e sopra essi era stato collocato appositamente
334 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II un lapis. Ad un
tratto la E. (sempre suggestionata nei suoi esperimenti da ciò elle le si
tornisce) si è alzata mentre noi restavamo seduti , e dopo essersi inclinata
sui fogli come per fissarli fortemente o per magnetizzarli (conosco da tanti
anni codesta manovra che non mi è sfuggita l’ inten¬ zione di quell’
atteggiamento) , ha afferrata la mia mano destra, mi ha messo fra le dita il
lapis, e me l’ha guidata per tracciare in aria a circa 8-10 cent, dalla
superficie bianca del foglio (che io sapevo vergine) uno sgorbio
circolare Segni tracciati per ‘ scrittura diretta , o spiritica (?)
da Eusapia la sera del 31 maggio 1901. [A sinistra il senno elissoide
tracciato sulla carta; a destra le tre righe verticali tracciate sullo sparato
della mia camicia]. non uncino, una specie di lettera o mal formata.
Tutte queste mosse parvero effettuate in istato sonnambolico e di semi¬
coscienza, perchè la E. P. pronunciava frasi sconnesse, s’im¬ pazientiva al non
potere io tenere dita e lapis al modo come essa voleva, e finito quel singolare
maneggio lia emesso sospiri profondi come di chi, compiuto uno sforzo, si
riposasse. Ora, sul foglio è stato trovato realmente uno sgorbio a lapis che
riescirebbe pertanto una “ scrittura spiritica a distanza Siamo lontani dalle
meraviglie che intorno a questo feno¬ meno si narrano nelle cronache dello
spiritismo. Non pre¬ tenderei già quella strabiliante avventura della medium
si¬ gnora Everitt, la quale ha visto volar via dopo tre colpi — pan, pan, pan —
un foglietto di carta, e tornare dopo tre secondi coperto da 930 parole (sic,
in “C. -r. Congrès 1889 „, p. 386): mi sarei contentato di cose molto più
semplici, di una frase o parola, anche di lettere singole... ma in condi¬ zioni
meno incerte nella loro fattura. Questo “ esperimento „ è veridico ? A
me, dopo mature ri¬ flessioni, pare di doverne dubitare per le seguenti ragioni
: - a) Troppa preparazione da parte d’Eusapia : il suo atteggia¬ mento di
magnetizzare il foglio parvemi simulato, e d’aitronde questa mescolanza del
magnetismo con lo spiritismo che ragione avrebbe? Eusapia non aveva la solita
fisonomia ad espressioni rigide, superficiali, che io conosco assai bene nelle
isteriche e nei soggetti ipnotici. — 3) Prima delle esperienze, circa ‘It
d'ora, essa aveva toccato e preso il lapis, e lo aveva gettato sul tavolino
vicino, allegando che era inutile vi fosse ; invece, poco dopo.il lapis fu da
noi rimesso, ed essa esegui, con la solita volubilità dei suggestionabili, il
fenomeno: c’è pertanto il sospetto che quel primo superfluo afferra- inento del
lapis sia stato accompagnato da un suo movi¬ mento abilmente circolare o
elissoidale della mano, e cosi abbia tracciato il segno. — y) La Eusapia è
analfabeta : e il segno è il solito che fanno i bambini e le persone illet¬
terate, quando vogliono tracciare col lapis qualche sgorbio sulla carta:
niente, adunque, di “ spirituale , ; — b)la forma allungata e stretta del segno
corrisponde perfettamente a quella che si traccierebbe in fretta alla maniera
da me suaccennata. Ho fatto alcune prove (da notarsi che si era in mezza luce),
e ho visto che riesce facile imitarlo senza che si abbia l’aria di tracciare
nulla ; d’ altronde, quando non si pensa che la mano di un medium faccia cosa
fraudo¬ lenta non vi si presta attenzione, e l’atto di segnare in frodo può
esserci sfuggito quando E. la prima volta prese il lapis e lo gettò via. — X)
L’ atteggiamento che essa voleva dare alla mia mano, e che riuscì poi a darle,
era inadatto a scri¬ vere: la punta del lapis essa me la faceva tener rivolta
in avanti, colle dita minori piegate in maniera ridicola come quelle di un
bambino che comincia a tentare di scrivere: in questa posizione non avrei
scalfito il foglio di carta colla matita, ma col mio dito anulare: tutto ciò in
rapporto colla scarsa coltura della E. Ammenocchè quel giro im¬ presso alla mia
mano non dovesse simboleggiare il feno¬ meno; ma allora perchè esigeva che io
tenessi il lapis? Bisognava o bastava fare il segno in aria con la mano disar¬
mata, — e) La figura ottenuta non corrisponde al movimento circolare che
abbiamo fatto; è troppo grande e lunga, mentre la mia mano guidata in aria da
quella della E. P. ha fatto un movimento più piccolo e un vero o : questo
accadde perchè la mia destra assai abituata a scrivere, aiutando coi suoi moti
involontari la Paladino, si è mossa nel senso di un 0 (il segno alfabetico più
comune agli illetterati, o a chi è tenuto da altra mano), risultandone quello
sgorbio elittico. b) Il secondo. — Il 2” esperimento di scrittura media¬
nica è ancora più sospettabile. Ho già detto come essendo in catona (il secondo
a destra di Eusapia) io mi fossi sentito stri¬ sciare qualche cosa, che
giudicai una mano, sullo sparato della camicia : ora, era bensì una mano, ma
probabilmente annata di lapis o di grafite che mi lasciò tre righe verticali in
quel punto !... È il solito vieto esperimento che la Paladino fa sui polsini di
qualcuno della catena : ma stavolta ha tutte le ap¬ parenze dell’inganno.
Invero poco dopo essa si alza, do¬ manda che il N° 11 (De Albertis) entri in
catena, ne prende la mano, ne solleva l’indice, e appoggiatolo — siamo sempre
in semi-oscurità — sul davanti del mio petto, là dove io avevo poco prima
avvertito un lieve toceamento, vi fa atto di tracciare dei segni. Orbene :
finita la seduta, si trovarono sicuramente i tre segui fatti col dito del De
Albertis in aria, ma, per quanto ho detto, credo' che già ci fossero e che mi
siano stati fatti assai prima dalla “ mano di uno spirito „ che venne a
simulare di togliermi la cravatta. Si paragonino le sensazioni di quel
toceamento, la mia esclamazione “ troppo basso „, la teatralità ingenua della
esperienza; e si entrerà nella mia convinzione : frode ! Qui sorge un
dubbio sul dubbio : quella mano che simu¬ lando toccamenti alla cravatta, mi
fece i tre segni, era dessa vera ed anatomica, oppure medianica e fluidica ?
Potrebbesi, nella migliore delle ipotesi, ammettere che quella mano fosse
dinamica: in questo caso si avrebbe non più un fenomeno falso, ma uno spurio,
ossia un effetto a distanza della forza esopsi- chica lasciata poi interpretare
in un dato senso. Però, se penso che iersera ho afferrata la mano carnea
(reale) della Eusapia, e che tutto l’esperimento di questa “ scrittura diretta
, (?) ha l’aria di un giuoco abbastanza infantile di prestidigitazione, se
metto i segni in relazione all’analfabetismo della medium, debbo purtroppo
inclinare a dirla tutta una commedia. Insomma, “ John „ non è fortunato
quando vuol compiere con me imprese superiori al suo intelletto.
Apporto. C’è stato iersera, finalmente, anche un “ apporto „ come
dicono gli spiritisti : ad un certo momento è caduto sul tavolo (eravamo in
semi-oscurità) un che di duro, che poi è stato verificato essere un sassolino,
uno di quei pezzetti di selce che si trovano nelle strade di campagna. Ma
questo fenomeno, avvenuto senza precedente controllo (esame delle vesti
della medium ?), è assai sospetto. Inoltre è anch’esso indubbiamente d’origine
suggestiva, avendo il sig. Peretti narrato in sul principio di seduta che in
quella sala ove eravamo avvengono con altri medi fenomeni spiritici straor¬
dinari, fra cui chiusure ed aperture di circuito con accen¬ sione e spegnimento
di lampade elettriche (le si ebbero, difatti!), e apporti spiritici fra cui
specialmente quello di * un sassolino „ e d’un grosso chiodo di ferro.
Gli apporti — che esigono il passaggio della materia per almeno tre fasi
diversissime di aggregazione: solidità ma¬ teriale, fluidità immateriale,
ritorno alla solidità anteriore, senza contare il fatto meccanico del trasporto
nello spazio, — sono sempre stati una difficilissima e rara manifestazione
dello spiritismo : un gran numero di medi c’è caduto in trappola, desiderando
dare con tali fenomeni la prova della propria potenzialità e... frodando ! Nei
circoli spiritici gli apporti avvengono però con discreta frequenza, ma non
sono circondati dalle cautele necessarie : per la Paladino poi, che è medium
professionale e non spontaneo, le cautele dovreb¬ bero moltiplicarsi. Io non
credo che iersera l’esame del medium prima della seduta sia stato completissimo
; e quando il sassolino è piombato fra di noi, mi è sembrato di scorgere
espressioni di dubbio e di diffidenza in buona parte dei 'pre¬ senti. Eppure,
se vi è stupore quando ha luogo un tocca¬ mente. imo spostamento di mandolino,
un suono di trom¬ betta od altro fenomeno consimile oramai comune per noi,
quale meraviglia non dovrebbe svegliare un “ apporto la venuta cioè dal di
fuori e da lontano di un oggetto mate¬ riale che ha dovuto traversare porte e
muri, o soffitto, o pavimento, e spazio aereo di chissà quanti metri ! bi
pensi alla straordinarietà del fatto, all’opporvisi tutte le nostre cognizioni
sulla inerzia, sulla aggregazione e dis¬ gregazione degli atomi, sulla
impenetrabilità della materia (cioè di quella forma dell’Energia universale che
a noi si fa sentire come resistenza, forse in ragione della velocità enorme
delle sue vibrazioni): e si vedrà quante cose siano necessarie perchè un corpo
materiale ubbidisca ai poteri subcoscienti del medium. Per stabilire unapporto
veridico occorrono : a) esame del medium prima della seduta, anche, se in
donna, compiuto brutalmente „ ; — b) conti-olio della sua persona durante il
fenomeno (gli apporti sono sempre improvvisi, imprevedibili, mai preannunciati
come gli altri fenomeni) ; — c) esame della locai ite) prima della seduta; — d)
circostanza utile ed espressiva: la rarità dell’oggetto apportato,... qui
invece si trattava di un pezzetto comunissimo di selce; — e) ricostruzione
della giornata di Eusapia (è stata in campagna? ha potuto prendere il sassolino
in qualche angolo di strada?...) Insomma, non nego a priori, dopo il mio
ingresso in questo mondo straordinario, gli “ apporti , : dico che nel caso
nostro manca ogni sicurezza, e che il “ fenomeno , mi ha lasciata l’im¬
pressione di un giuoco andato a male... E poi un pezzetto di selce vai proprio
la pena che gli “ spiriti „ si incoinmodino? E messi in riposo gli “ spiriti »,
non c’è nella subcoscienza di Eusapia un po’ più di imaginativa per disgregare
e riag¬ gregare oggetti meno comuni che sassi, chiodi e pianticelle dei
terrapieni di Genova o ramuscoli di rose ovunque fiorenti ? Rammento di
avere avuto, anni fa, tra le mani alcune imagini sacre, con evidentissimi caratteri
di incisioni su legno del secolo XVI: mi si presentavano come piovute dal
soffitto della camera, dove si materializzava lo spirito di quella suor
Caterina che dicono fosse l’amante di Martin Lutero: ecco degli “ apporti »
interessanti per la storia e la paleografia! Disgraziatamente il periodico
spiritoccultista “ Sphinx „ mi fa sapere che certi disegni medianici furono
discoperti essere abili riproduzioni di vecchie incisioni te¬ desche. Ma io
leggo adesso di pillole medicamentose arrivate dal mondo dell'Al di là al sig.
Enrico Sausse di Lione, che ne guarì da certi suoi malanni (“ C. -r. Congr.
1889 », p. 387). E leggo sorridendo di quei diamanti che piovvero seminati a
piene mani da generosissimi defunti nella camera, dove la signora Agullana vede
e fa vedere ai clienti tante cose ammira¬ bili (“ C.-r. Congr. 1900 », p. 163).
È vero che poi i diamanti scomparvero quasi tutti, e si ridussero a tre : ma
ecco degli apporti veramente utili, e stiano in guardia i farmacisti e i
gioiellieri che speculano sulle miserie o sulla vanità per venderci i loro
prodotti o i loro pezzetti di flintglass... Ma che significa o a che è buono il
sassolino di queU’avaraccio o meschinello di “ John King , ?
« * * Apparizioni autentiche. Ben diversa è per me la
autenticità delle grandi forme materializzate che ieri sera, finalmente, ho
veduto coi miei occhi in modo completo. Fino ad ora le materializzazioni.
salvo quegli informi profili di teste braccia pugni e mani da me percepiti in
semi-oscurità, e salvo quelle frammen¬ tarie resistenze tangibili venutemi a
palpare e afferrare dal di sotto delle nere cortine, io non avevo toccato nè
visto “ fantasmi Iersera li ho visti chiaramente sullo sfondo del chiarore dato
dall’uscio semiaperto della sala da pranzo. Un “ globo nero „
(testa materializzata). [Prima fase del periodo delle apparizioni. — Si
scorge nella penombra la testa d’Eusapia, della qnale il « globo nero • si
direbbe tra .doppio».— Questa serie di cintine figure di «fan¬ tasmi» fu disegnata
da A. Berisso|su miei schizzi a matita]. Non erano apparizioni luminose,
ma opache ; non erano, for¬ mate secondo le tre dimensioni spaziali, ma a
semplice con¬ torno, quasi come lastre di vetro affumicate. Premetto che
dopo circa due ore di veglia e semiveglia, Eusapia era caduta finalmente in
piena estasi di medianismo, come si rilevava da tutto il suo comportamento, e
che era- 340 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
vaino a luce debolissima, ma con ottima vigilanza sulla per¬ sona del
medium. Il fenomeno straordinario fu da me percepito anche in un momento
nel quale non ero più in catena. Dapprima mi ero Un braccio ‘
fluidico , sporgente dall’ombra. [Seconda fase del periodo aizzato
si atteggia in e riconosciuto per un delle apparizioni. — L’ « arto
» media- modo da essere più. facilmente veduto braccio piegato].
seduto su di una poltroncina, vicino aH’uscio della veranda : poi,
attratto dalla curiosità di vedere nella penombra 1 moti sussultali del
tavolino che in quel momento “ rideva a, cre¬ papelle „, mi sono alzato e
avvicinato al circolo tiptico. Al- 341 apparizioni DI *
FORME lnrasi è voluto che io vi entrassi, e mi vi sono introdotto
ledendo tra il controllore di destra (signor Bantle) e il signor Sclnnolz. Là
seduto e mentre il tavolino seguitava nel suo cachinno espressivo, ho
cominciato a percepire qualche ombra mobile a sinistra di Eusapia, sul fondo di
fievole luminosità costituito dall’uscio semiaperto dell’altra camera. 1 er
smce- Uno strano profilo di * forma » materializzata. (Terza
fase del periodo delle npparizioui. — Ho disegnato 1 il profilo tal quale fa da
me percepito; si ‘ direbbe olle la «forma > era in via di sviluppo e
indecisaj. ranni della cosa e per escludere ogni artificio, io mi
sono tolto di catena e sono andato in perlustrazione. Ero quasi nel mezzo della
stanza (come mostra la figura di p. 327, dove ho segnatala mia posizione con un
occhio simbolico), quando sul fondo rischiarato dell’uscio a me di fronte ho
riveduto una specie di globo riero avanzarsi dalla medmnr verso la
signora ttey, che era al controllo di sinistra. Siccome in sulle prime credetti
che fosse la testa di Eusapia. così ho taciuto, e contrariamente alle
disposizioni regolamentari ed alle mie consuetudini, non ho segnalato il
fenomeno. Fu al¬ lora che “ John „ con cinque formidabili picchi indicava
il Dn “ fantasma , creato medianicamente da Eusapia. [Quarta
fase del periodo di apparizioni. — Il «fantasma* si presenta un po' in alto,
evidentemente penda'; io lo vegga: si avanza da sinistra a destra, indi si
ritira. Si rilevi che in basso le larve non sono completate e sembra che si
continuino (nella ombra) fino alla persona della Paladino). mio
numero e con quattro significanti “ parlate ! , mi in¬ giungeva di dichiarare
ciò che 1 vedevo Qui occorre la solita osservazione : che il subscosciente di
Eusapia agisce proprio come una coscienza vigile, accorgendosi della atten¬
zione e partecipazione dei presenti, dei loro dubbi e sospetti, e condacendosi
in relazione a tali sensazioni reali con tutta l'apparenza (e la sostanza I
della volontarietà. Alla ingiunzione del tavolino, che sembrava diventare
fu¬ rioso pel "'mio silenzio, ho finalmente ubbidito quaudo al globo nero
sono succedute altre apparizioni di prolunga- menti pur neri, e sopratutto
quando ho scorto delle specie Lo stesso ‘fantasma, medianico che
ritorna e saluta. róuinta ed ultima fase del periodo di apparizioni. — Il
- fan¬ tasma » si rende nuovamente visibile, ancora piu m alto, e, “per meglio
essere percepito, si inchina in avanti, inai si ritira da dove è venuto, e
scompare]. di larve umane o antropomorfe passare colà, o, meglio,
avan¬ zarsi e inchinarsi verso la Rey come per salutarmi o per rendersi a me
beu visibili ! Bolo allora che io fui certo di non essere vittima di
un’allucinazione, annunciai i fantasmi, e questi furono subito veduti anche dal
signor Schmolz che opportunamente si portò nel punto istesso dove io li
scorgevo : furono inoltre veduti e riconosciuti distintamente da tutti i
presenti alla seduta (tranne Avellino e Bantle, mos¬ sisi troppo tardi),
perchè, recatisi dietro di me, o tra me e lo Schmolz, si sono messi nella
direzione opportuna di visuale (a tale uopo io l’ho indicata nella figura con
una freccia). Adunque, in un periodo calmissimo di seduta, — mentre la
Eusapia era caduta in un profondo sonno letargico (“ trance „ ) e
compassionevolmente gemeva, piangeva, domandava aiuto, e si dibatteva sotto il
controllo dei due vigilatori, — dieci per¬ sone perfettamente sveglie, tutte di
intelligenza superiore alla media, e di cui almeno tre assolutamente scettiche
in fatto di fantasmi, hanno percepito le apparizioni, se le sono reciprocamente
confermate, ne hanno anche discussa a lungo la natura e le forme perchè hanno
avuto il tempo di farlo . In tali condizioni di luogo, di tranquillità
collet¬ tiva, di vigilanza sul medio, di mutua valutazione delle cose
percepite, non si può, certo, parlare di allucinazioni visive (salvo quelle “
veridiche „ del Gurney e Myehs), ma di per¬ cezioni reali. Siccome fissando fortemente
in quel chiarore mi si producevano delle contrazioni del muscolo ciliare e
quindi degli oscuramenti improvvisi e fugaci del campò visivo, ho sforzata la
mia attenzione svegliatissima a di¬ scernere il passaggio vero delle ombre
medianiche da ogni altro mio fenomeno endottico; e ci sono riuscito.
Perciò mi credo in .obbligo di dichiarare sinceramente : — 1° che le
apparizioni di ombre medianiche non sono allucinatorie nè per l’individuo, nè
per la collettività dei presenti, ma bensì obiettive ; — 2° che la medium non
poteva produrle con spostamenti artificiosi della sua persona , perchè essa era
visibile nella penombra simultaneamente alle larve, e perchè era col corpo
inclinato (a bella posta per autenticare il fenomeno ?) verso il controllore di
destra, sulla spalla del quale sembravami appoggiasse la testa come sempre fa
nel produrre le grandi materializzazioni ; — 3" che la medium aveva
intanto voluto che io le tenessi la mia sinistra sul capo mentre guardavo : ciò
che ho fatto allungando tutto il braccio al di sopra del tavolino e passando in
mezzo alla catena (la quale in verità più non si manteneva, essendosi gli
astanti alzati tutti, tranne i due controllori, per passare dov’io avevo
dichiarato di percepire le ombre); — 4° che la testa d’Eu- sapia, trovandosi a
circa 60-70 cm. di distanza dalla zona rischiarata, non poteva menomamente dare
le forme di cui offro le figure ; — 5° che le materializzazioni richiedono uno
sforzo potente di medianità, come rendevasi evidente alle sofferenze di
Eusapia, al suo respiro affannoso, al suo polso aritmico, ai suoi gemiti, ai
suoi convellimenti muscolari (non convulsioni); — 6° che, d’altra parte, una
persona seduta fra due altre che la invigilano e ne tengono le mani, anche se
con fina astuzia riuscisse a fare il giochetto della sostituzione di mani, non
riuscirebbe mai ad alzarsi ed a piegarsi come hanno presentato i fantasmi ; —
7" infine, che la Eusapia è di corpo tozzo e di statura bassa, mentre le
apparizioni erano alte e piuttosto gracili. Le apparizioni sono state da
me e dagli altri percepite sette od otto volte di seguito, ed ogni volta
mutavano le loro linee di contorno, la grandezza, le proporzioni delle parti o
membra. Ho già detto che erano imagini nerastre, a contorni semplici, date come
da una sostanza opaca ; però mi facevano l’impressione di essere come tagliate
nel car¬ tone o nel vetro affumicato, non avevano cioè rotondità nè spessore :
il contorno era sfumato, come può esserlo quello di un’ombra su di un muro.
Aggiungo che le imagini erano dense e impenetrabili, nè mi lasciavano più
vedere la debole luce posta loro dietro. Le forme materializzate avevano
lontana rassomiglianza : — a) con teste umane o quidsimili, ma erano globose,
senza capelli; una era piriforme e piccola, ed un’altra più rotondeg¬ giante e
grossa; la prima più in basso, la seconda più in alto nel vano della porta ; —
P) con membra articolate, cioè con braccia umane: una volta il braccio apparve
alzato, ma fu apparizione fugacissima e da me mal percepita : altra volta ap¬
parve piegato nel gomito con un grosso pugno chiuso, levato due o tre volte in
aria verso la medium, che ne sembrava colpita alla testa e ne gemeva; — y) con
persone visibili a mezzo busto ed a figura intera. Questi fantasmi totali erano
più informi delle figure precedenti, parevano individui alti di statura,
rivestiti dai cappucci della Confraternita della Miseri¬ cordia, senza naso nè
mento, e anche senza proporzione nelle parti ; due volte questi fantasmi mi si
presentarono inclinati in avanti verso la signora Bey come volessero o
salutarmi o comparire tutti nel fondo chiaro che ne permetteva la visibilità.
Dico “ i fantasmi „ ; ma forse era il medesimo che si mo¬ strava, diversamente
da noi percepito ogni volta. Le figure partivano dall’angolo oscuro dove
Eusapia si lamentava e contorceva, e andati fin verso la signora Eey, net vano
del chiarore, si ritiravano. Duravano ciascuno, in tale movimento, tre o
quattro secondi o poco più. Io ne ho rico¬ struite le figure con tutta
l’esattezza possibile, quali le avevo vedute, mezz’ora dopo, giacché per
non cadere in paramnesia ho eseguito i miei disegni prima di partire da casa
Peretti : qui le riproduco, per quanto non fotografate, come sarebbe negli
ideali del metodo obiettivo. Da rilevarsi è l’apparenza strana che ci fece
subito esclamare: “ sembrano animali simili a foche, ma disposte
perpendicolarmente Quali deduzioni possano trarsi da coteste singolari e
tan- tastiche produzioni della medianità, è arduo dire : la loro morfologia
lineare eia stravaganza generale delle forme vietano qualsiasi tentativo non
solo di identificazione, ma pure di personificazione. Non erano persone umane
quelle che sono apparse, ma si direbbero piuttosto imagini di sogno : vero¬
similmente siamo di fronte a creazioni oniriche del medio, il quale dà alle sue
imagini la figura fantastica da noi perce¬ pita. La teleplastia eusapiana è,
insomma, adeguata alla sua coltura intellettuale, salvo forse quando produce
fantasmi abituali o pensati in forma precisa per riproduzione di ima¬ gini (telepatiche?)
realmente percepite e ricordate. Dicono che talvolta alle sedute di Eusapia si
siano resi visibili il fantasma personale di “ John „ e quelli di deiunti; il
pruno identificato per tradizione dei circoli spiritici, gli altri, chi
10 sa ? per una cooperazione inconsapevole della imaginazione e memoria dei
percipienti. Mi auguro di avere la lortuna di assistere a tali straordinarie
manifestazioni. ..... Ma mi si dirà : — non avete dubbi sull autenticità
di quei fantasmi ? siete voi sicuro che non siano un tranello di Eusapia,
aiutata da compari introdottisi segretamente in casa Peretti ? — Comprendo
benissimo che contro al dubbio scettico e siste¬ matico, non c’ è difesa. La
garanzia morale di nessuna compartecipazione dei padroni di casa e della loro
seivitu al fenomeno esiste piena ed assoluta per me, che conosco 11
Peretti, e ne so l’austero ed intemerato carattere, la serietà di vita,
la incapacità di prestarsi a sì tatto inganno . non esiste forse per gli altri,
che non hanno veduto e che chie¬ dono di essere convinti con argomenti di fatto
e di logica. Orbene, lasciamo in disparte le garanzie morali e anche quelle
materiali da me acquistate coll’ispezione preventiva e po¬ stuma delle sale in
cui avvenivamo i fenomeni, con la lonta¬ nanza di ogni persona non addetta al
nostro gruppo, con la pie- senza sincrona e sicura di tutti i componenti il
nostro gruppo (in più la signora Peretti) nella sala, attorno al tavolo .
Esa¬ miniamo i fatti nella loro oggettività, e ragioniamone. 1° Possono
quelle figure essere date da persone vive o reali che passassero nella sala da
pranzo i No, perchè le ombre erano da noi percepite al di qua dello spazio
illu¬ minato : noi le vedevamo staccarsi dal posto che era occupato dalla
Eusapia e traversare lo sfondo luminoso avanzando verso la sigma Rey. 2°
Possono esse imaginarsi date da contorni normal¬ mente visibili di persone
umane? — No, perchè la loro forma, pur richiamando l’umana, ne era diversa per
una certa incompletezza di parti (per es. , le braccia sottili e le due gambe,
accostate, gracilissime rispetto al tronco) e per una certa deformità bizzarra
(per es., nell’acrocefalia). 3° Può sospettarsi un inganno simile a
quello operato dalla medium Williams quando a Parigi , presente il Lev- marie
ed altri illustri studiosi, apparivano dei “ fantasmi „ e si scopri che erano
costituiti da fantocci disegnati sulle sue sottane ? „ — No, perchè pur non
avendo noi ricorso a nessuna violenta verifica, le apparizioni di iersern,
piatte e senza spessore quali erano, non avrebbero potuto formarsi
fraudolentemente se non mediante grandi fogli di cartone o, meglio, lastre di
vetro affumicato (?) che la Paladino o un compare invisibile (?) fossero
riusciti a nascondere, e poi a metter fuori nel momento opportuno, a distendere
e ad alzare proprio nella nostra visuale, a spostare avanti e indietro, a
ritirare ed a rinascondere, ecc., tutte assurdità più incom¬ prensibili ancora
del fatto, oramai per me possibilissimo, di una teleplastia. 4° Quando
rifletto alle forme vedute, non mi esimo, nel mio pensiero, dal raffrontarle a
quelle figure in piano e senza terza dimensione che ognuno di noi conosce sotto
il nome di “ ombre chinesi V’è anzi qualcuno, come il distinto pittore Campi di
Milano, che eccelle nel produrle con le sole dita mani e braccia abilmente
atteggiate. - Ma qui non è il caso di parlarne sospettando stratagemmi
consimili ; Eusapia non si moveva, e con le braccia (dato che le avesse
liberate dal controllo) non poteva, certo, proiettare figure come quelle
I 5'’ Una seduta è, per molti, fonte di illusioni ; credo perciò che in
talune sedute male organizzate le presunte apparizioni possano consistere in
ingannevoli apprezzamenti delle ombre proiettate da qualcuno degli astanti,
massime se fuori di catena, sulle pareti vicino o dietro al medium (alcune
fotografie di pretesi * fantasmi „ da me esaminate mi hanno data l’impres¬
sione di un’origine cosi fatta pel “ fenomeno „ !). Non era ciò possibile
jersera, perchè lo sfondo su cui apparivano le ombre non era pieno e solido,
non era muro nè battente di porta, ma era lo spazio vuoto della stanza vicina
debolmente illuminata. Tuttavia, questi ultimi dubbi mi fanno sorgere in
mente l'analogia fra quelle apparizioni e le nostre imagini normali di umbra :
tutti noi, volendoci rappresentare un fantasma vero, ce lo rappresentiamo
piatto e sottile, senza spessore, a contorni sfumati, al modo istesso con cui
percepiamo l’ ombra data dai corpi opachi, intercettanti i raggi luminosi. Ciò
mi porta anebe a credere, - per quanto si scorge nelle materializzazioni meno
formate che Eusapia rende visibili attorno a sè, ad esempio nello spazio aereo
e in alto sul tavolino, o ai propri fianchi, che il medium pensi i fantasmi
come ombre e li proietti o esteriori con le caratteristiche visive di macchie
nere o nerastre, a chiaroscuro. Lo stato della medium. Ho
detto che iersera Eusapia è caduta in vero “ trance „ letargico : ne abbiamo
avuta tutta la sintomatologia. 11 suo stato" durante la provocazione delle
ombre era compassione¬ vole : si lagnava, si contorceva, piangeva, domandava
aiuto a Giulio (Gchorowicz), forse pel ricordo che lo psicologo polacco, nei
momenti di agitazione medianica, la ipnotizzava per cal¬ marla. Nel suo delirio
sonnambolico essa mi scambia sempre con l’OcHOROWicz e vuole ch'io le faccia
eguali passi magne¬ tici per tranquillizzarla. A me, pur abituato a vedere
migliaia di pazienti, fa pena lo spettacolo di questa donna che soffre, spesso
soltanto per soddisfare la curiosità di chi la paga : epperò, acconsento volentieri
a metter fine al suo attacco medianico (auto-ipnosi) perchè la veggo patire.
Con opportuni passi magnetici, accompagnati da suggestione vo¬ cale, le ordino
di calmarsi; e normalmente ciò avviene dopo pochi momenti. Iersera dopo le
apparizioni l’abbiamo tras¬ portata a braccia, tant’era disfatta di forze, sul
terrazzo scoperto, a un magnifico chiaro di luna: e là io ho aspettato che
rinvenisse. Eusapia al risveglio si è trovata a sua insa¬ puta col volto tutto
inondato di lagrime, stanchissima, con senso di rottura nelle ossa, col polso
debolissimo e celere (100 pulsazioni), madida di sudore, ma, contro il solito,
in¬ differente alle pressioni ed alle punture nel lato sinistro, dove è pur
sempre iperestetica. A questo momento ho dovuto purtroppo assentarmi essendo
mezzanotte e dovendo partire al mattino di buon’ora per un consulto in
provincia ; ma Eu- STATO PSICHICO DEL MEDIUM 349
sapia ha voluto che si continuasse, e oggi ini si è detto che la seduta è
durata in mia assenza un’altra ora e mezza con manifestazioni
straordinarie. Nella prima parte della seduta la Eusapia Paladino era
sveglia e preparò tutta la fenomenologia della seconda parte. Intenzionalmente
fu essa che spinse il tavolino dalla veranda nel salotto, per forza medianica
soltanto in parte ; io rilevai anche sforzi muscolari e spinte semi-coscienti,
per non dire volontarie (fraudolente?) delle sue due mani che si appoggia¬ vano
fortemente all’orlo del tavolino per dirigerlo nella sua escursione, mentre a
noi raccomandava di tenere le nostre sollevate in aria. Fu per me evidente poi
la preparazione cosciente, che direi premeditazione, delle esperienze ulte¬
riori ; — a) Ho già detto della preparazione della “ scrit¬ tura diretta „ sul
vergine foglio di carta del tavolino. — b) Avvenne lo stesso degli altri segni
fatti sulla mia camicia. _ c) Aggiungo che le apparizioni furono pure
premeditate, e la Eusapia pensò anzi di farle vedere proprio a me. Quando
il tavolo fu spinto dal terrazzo nella sala, noi ci trovammo in mezzo di essa,
quasi addossati ad un mobile a scaffale su cui si era posta la lampadina a luce
rossa. Io mi trovavo allora vicino a questa e colle spalle volte alla porta, al
cui chiarore dovevo vedere poi le ombre. Perciò la Eusapia finché io rimasi
alla sua sinistra, non “ materializzò „ affatto; più tardi, quando mi richiamò
attorno al tavolo, non solo mi fece sedere dal lato destro, ma volle che si
cambiasse la disposizione, della catena in modo da lasciarmi libera la visuale
verso la porta della stanza vicina: respinse anche il professore Porro che
poteva impedirmi la vista del fenomeno che si preparava, lo fece uscire di
circolo e col solito lin¬ guaggio tiptologico gli ordinò di sedere fuori della
mia vi¬ suale. Ciò fatto e tutto ben disposto, sopravenne il son¬ nambulismo ed
incominciarono le apparizioni. — d) Anche la esperienza del bottone elettrico
mi sembra sia stata pre¬ meditata : per lo meno fu l’effetto di una nostra
sugge¬ stione ; noi desideravamo il fenomeno e questo è venuto. Quanto
più durano le sedute, tanto più mi convinco che la Eusapia Paladino, esaurite
le poche esperienze fondamen¬ tali con cui comincia, è nella sua medianità alla
mercè del circolo che sperimenta. Ossia, le persone astanti indicano prima alla
medium, o cogli strumenti ed oggetti che met¬ tono a sua portata di mano e di
vista, o colle parole di¬ rette, quali sono i fenomeni che si produrranno : è
una vera collaborazione involontaria, ma non si esclude un’altra
collaborazione, quella inconsapevole, che venga effettuata col fornire della energia
biopsichica al medium, sia, per cosi dire, dinamicamente, sia mediante
suggestione mentale. Quest ul¬ tima non mi sembra ancora molto sicura nelle
nostre sedute. Più volte mi sono messo a suggestionare mentalmente la Eusapia,
che pure domino colla ipnotizzazione o coi passi magnetici : mai però ha
eseguito i fenomeni che io le sugge¬ rivo, pensandoli fortemente. Inoltre, la
suggestionabilità della Paladino si intende limitata ai fenomeni meccanici
semplici che essa può fare o che è abituata a fare : — ogni novità di
esperienza, intendo novità essenziale, non apparente, non limitata a
circostanze accessorie delle manifestazioni, diffi¬ cilmente riesce con lei:
essa ne diffida, e allora ci afleima, un < po’ alla buona, che ò “ .John „
il renitente a non volerne sa¬ pere! E quando la personificazione nega, bisogna
desistere. Nelle crisi di “ trance „ Iche durano un tempo vario, ina non
mai più di u\’ora completa, dopo di che cominciano 1 sin¬ tomi di esaurimento)
la Eusapia mostra di soffrire assai. I movimenti e contatti a distanza,
la produzione di fenomeni luminosi, massime delle ombre, i sollevamenti
prolungati del tavolo, le impronte su mastice, le levitazioni del proprio
corpo, sono i fatti medianici di più penosa e stentata pro¬ vocazione. Si direbbe
che ognuno di essi implichi una per¬ dita maggiore di forza e che, una volta
eseguiti, esauriscano il medianismo. Ciò sta a provare che nella medianità 1
in¬ tervento di forze occulte, estranee al medium, non esiste : e che se
avvengono moti, trasformazioni di forze, modifica¬ zioni nell’equilibrio e nel
peso dei corpi, tutto ciò si effettua mediante un consumo di energia vitale: —
questa proviene sopratutto dall’organismo del medium, fondendosi forse con una
certa porzione di energia proveniente dalle altre persone della catena. ,
. Quanto alle grida di Eusapia durante il suo levil arsi, io ho
finalmente capito che cosa sia per gli spiritisti ]& osses¬ sione spiritica
da essi descritta e tanto temuta nei medium: ne avevo davanti a me i preliminari.
Quelle smanie, quelle- paure, quelle esclamazioni riferentisi a violenze in via
di esecuzione, erano in tutto simili alle reazioni agitate di un incubo, erano
cioè sintomi di un processo allucmatono oni¬ rico. Nella sua somniazione
Eusapia si crede presa e tras¬ portata per aria, non differentemente da quello
che succede nella fase delirante e passionale dell’attacco isterico, o negli
episodi allucinatorii dell’alienazione mentale. La ossessione per opera di “
disincarnati s fa il paio colla ossessione per MEDIAKITÀ ed energie
bio-psichiche 351 parte dei demonii ; al medesimo modo,
la personificazione spiritica va a collocarsi, in Psicopatologia, vicino alla
pos¬ sessione diabolica! La medianità, comunque la si voglia in¬ tendere, dà alle
sue manifestazioni il colore dell’epoca, spesso le foggia alla moda: —
nell’antichità classica agiva sotto la spinta furibonda delle Eumenidi d’Averno
o quella serena degli Dei di Olimpo; in Oriente è travagliata dagli spiriti
maligni; nel Medio-Evo era pressoché tutta satanica; — da sessantanni in qua è
guidata dagli umani defunti o, al più, ila entità astratte in cui si
impersonano cattive nozioni di fisica cosmologica (gli “ eiementali „) o
simili. Tutto ciò non torna ad onore delTimaginativa degli spiriti: il loro
Mondo¬ invisibile è materiato, visibilmente, di mimetismo. Cessione
di forza dagli astanti ? Ho ripetuto iersera le mie indagini
dinamometriche su tutti i presenti : prima della seduta; e a mezzanotte, quando
ho dovuto lasciare casa Peretti. Eccone, nella Tabella ap¬ presso, le cifre in
chilogrammetri misurati col solito appa¬ recchio Colin. 1° Sommando la
forza muscolare dei presenti, escluso il medio, si ha in chilogrammetri:
IL D. Prima della seduta 767.5 j Alla mezzanotte. 721.0 \ Perdita
46.5 ) M. s. 688.5 ) 592.0 - 96.5 \ 14 »/o.
È rilevante che nell’insieme si perdè da tutti assai di meno a destra che
a sinistra. 2° Dei presenti, quelli che fino alla mezzanotte hanno fatto
parte più a lungo della catena, cioè Da Passano, Bantle, Ferravo, Schmolz e
Venzano, hanno subita la perdita maggiore, sopratutto il dottor Venzano, che
spende dell’energia cere¬ brale anche nel redigere al buio i verbali. 3°
La medium ha guadagnato alla M. D., diventando destromane mentre normalmente è
mancina. 4" Il fatto più notevole è la modificazione del mio tipo
di¬ namometrico : mai, durante tutta la vita, io mi sono trovato mancino,
sebbene abbia misurata la mia forza muscolare cen¬ tinaia di volte. Ora, a
mezzanotte io ho segnata all’indice una 1 3' W )
) Tabella II. Ricerche sulla forza muscolare dei componenti
la catena. 31 maggio 1001. NOME Prima
Dopo Differenze M. D. M. S. M. D. MS. M.
D. M. S. Sig. Avellino 62 39 50 45
-12 + 6 „ tìantle 100 98 100 75
= — 23 „ Da Passano 967* 87 90 65 - 6
7* -22 „ Ferraro 68 75 65 55 —
3 — 20 Prof. Morselli 62 45 46 52
-16 + 7 Sig. Peretti 57 45 55 45 —
2 = Prof. Porro 49 42 7j 50 40 —
1 - 2 7* Sig.ra Rey 20 29 20 20
= — 9 Sig. Schmolz PO 85 95 65 +
5 -20 Dott. Venzano 62 54 50 40 —
12 - 14 Oap. De Albertis 101 89 100
90 - 1 "T 1 Eusapia 24 27 7* 30
25 + 6 - 2 7* forte perdita a destra, con acquisto di forza a
sinistra : nè vi •è stato errore, perchè lo Miqrzo fu da me ripetuto e fornì
quasi le medesime cifre. Sarebbe tale fenomeno dovuto all’avere io tenuta la
sinistra sulla testa di Eusapia, mentre essa faceva sforzi enormi per provocare
le apparizioni ? Si potrebbe al¬ lora supporre che in quel momento avvenisse
dai miei centri nervosi una radiazione o emanazione di forza vitale (?), e che
questa, nel proiettarsi, sia passata parzialmente nel mio braccio, e mi abbia
reso mancino. Questa è una supposizione da mettere avanti col serio
intendimento di trovare un appoggio alla ipotesi della esteriorazione ed a
quella della collaborazione di tutti i presenti nel produrre i fenomeni. Non
trovo per nulla affatto contrario alla scienza biologica positiva che il nostro
corpo irradi correnti di energia; come pure non re¬ puto antiscientifica
l’ipotesi che il medium, mediante processi fisiologici ancora oscuri, aiuti
questa emanazione o radia¬ zione, sottragga cioè forza ai presenti e se ne
valga per la produzione delle teleeinesie e teleplastie. Certo, vi è più
serietà in codeste ipotesi su poteri ancora ignoti dell’orga¬ nismo umano che
non in quella dell’intervento di spiriti. (renova, 1° giugno 1901.
la ottava seduta. (2 giugno 1901). I resoconti dei
fenomeni. Anche iersera ci siamo riuniti con Easapia in casa Pe- re(h, e,
come per la seduta precedente, neppure a tutta questa del 2 giugno ho potuto
assistere. Ho troppo la voro da com¬ piere nella giornata, e le sedute
spiritiche, per uno che ci vada come me, per osservare e studiare seriamente,
per accertarsi della autenticità dei fatti, per scoprire il processo
psicogenetico, se ciò è possibile, dei fenomeni, riescono fati¬ cosissime : da
quando cominciarono, io ne sono dimagrito ' Al mio giungere mi si narrano
le “meraviglie, accadute la sera del 31 maggio dopo la mia partenza; e sembra,
a dir vero, eli io abbia perduto moltissimo non fermandomi. 1 fenomeni
accaduti sono stati dei soliti, non sostanzialmente diversi da quelli accaduti
prima di mezzanotte; ma alla ri¬ presa, Eusapia era ancor più potente nella sua
medianità, e ì miei compagni ebbero manifestazioni intensissime e nume¬ rose :
levitazioni complete di tavolo ; trasporti di oggetti ad es. earillons,
campanelli, senza alcun contatto e a mezza luce; moti ed azioni di strumenti
musicali, che volteggia¬ vano e davan concerto in aria; sollevamento di una
seggiola mano di De Al) ?|«net?c“’ coll’apposizione della ,
l"° n A bertlS; materializzazioni tangibili, di resistenza e
aciSt?°rdLnarle : .ì?CCamentl multipli e sincroni a vari *_ infine, scrittura
diretta eseguita dopo la seduta da Emapia semi-sveglia con un dito del prof.
Porro fatto pas¬ sare a distanza sui polsini di altri due fra gli astanti, e
con questo di particolare , che il Porro avvertiva nel frai¬ na!, n° rnS6DS° dl
fT,ÌCOl̰ "el dit0 affen-ato e steso dalla mano della medium (parestesia
auto-suggestiva ?). — Ma il “7° aP1Ui -rar° Ju, 1 aPPar>zione di
un'ombra, non più sullo sfondo chiaro dell uscio di sala da pranzo, com’io
avivo Mokselu, Psicologia e spiritismo. 28 g54
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, U _____ _ . veduto, bensì a destra admjgj.
^UampadTelettnS donde filtravano pochi < oc a - volte e assunse la
della strada. Quell ombra aPPl ' j avanZasse e ritirasse se =:
letta defunta da alcuni anni. mezzanotte : Sono desolato di non es «»*“
t'd™1 7°to veduto da tutti sebbene il fantasma di u < De A1|)ertis non
rm- i presenti (i signori Ave > mèrfvvicrli0so di una appa- scirono a
distinguerlo), sta il fatto merav^ g ebe mi è rizione omogenea, per cos •
(;i l Minerva, prese in tg.’srs» rXo,oi.i » * *** ben difficile
sarà ottenere fenomem consim 1.^ accer. Ma io non insisto su ima
questione dello tato coi miei sensi . in q ^ d- scienza si attenga, per
ora, spiritismo bisogna che L o , aj es> non mi so con- al criterio
della oggettmta ®pen ' ciie M onesta mi vien ceder, «otto .1 criM» “ $ £
L l” eh. avanti sotto gli auspici rispetto ma per ragioni mai (lo
dico «enza malfar loio di aspetto, di metodo) di un Arsakof scrivere. nè
sono agevoli da razioni di sedute sono criudici istruttori in
Francia capire. Bisognerebbe mutare ig ottimo risuitato per la che con
teatralità, sia pui ’ . 1 , D0St0 di un delitto, e colà, razionalità
della prova, vanl . individui, ricostruiscono la sia coll’imputato, sia con
< minime loro particola- scena e riprod^o gh delle rità.
Converrebbe fare 1 medium e astanti, in sedute medianiche : rime
'situazioni occupate du- piena luce, in perfetta ca ni. , modalità di
posizione, rante un fenomeno; ditemi di spazio; e poi ristabilire
le distanze, le ie a . . ^ possibili o vero- discutere una per una tutte
esp o *• ed alla fisica simili secondo processi contarmi alla e faticoso
lavoro I RESOCONTI DEI FENOMENI 355
pubblico ne capisce assai meno degli specialisti — può farsi un concetto
sempre preciso e completo delle condi¬ zioni in cui i fenomeni sono percepiti.
Ciascun fenomeno richiederebbe particolari così minuti su ogni elemento di
fatto, sulla posizione e sui gesti del medio, sulla catena e sullo stato
psichico degli assistenti, sul controllo, sullo svi¬ luppo durata e intensità
delle manifestazioni, sulle circo¬ stanze preparatorie e su quelle consecutive,
ecc., ecc., che la descrizione ne diverrebbe addirittura illeggibile, o, quanto
meno, inafferrabile con una rappresentazione normale sin¬ tetica. E ciò che disse
il prof. Sidgwick pei verbali delle sedute di Cambridge 1 Forse, trattandosi di
un gruppo ac¬ creditato che negava ogni medianità sincera aH’Eusapia, la
conoscenza minuta di tutti i fenomeni incriminati avrebbe servito a chiarir
meglio le ulteriori possibili investigazioni sulla affermata ciarlataneria; ma
per i verbali in genere, l’msigne filosofo-psichicista avrebbe ragione: essi
tutti, o sono insufficienti, o sono dei veri rompicapo. Ne segue che il
pubblico diffida dei resoconti, o non se ne persuade ; e molti scettici, ad
ogni narrazione di feno¬ meni, ricominciano le consuete, eterne domande dettate
dal dubbio. Tutto ò ragione d’incredulità per chi si ostini ad essere o ad
atteggiarsi scettico: — il controllo delle mani? la situazione dei piedi? l’atteggiamento
della testa? la di¬ stanza dall’oggetto? l’attenzione dei due vigilanti di
destra e di sinistra ? le convulsioni del medio ? le emozioni dei pre¬ senti ?
la gradazione di luce?... Ah, sopratutto quest’ultima arresta i dubbiosi : li
si sente sempre, ad ogni momento, tornare alla fissazione del buio, come se le
sedute avvenis¬ sero tutte o sempre nell’oscurità, e come se gli studiosi,
massime dopo lunga pratica, fossero incapaci di orientarsi coi loro sensi e coi
loro centri percettivi, solo perchè manca la luce! Si ha un bel rispondere
esaurientemente a codeste obbie¬ zioni : tant’è! tutti ritornano a ripetervele,
come se avessero fatte altrettante scoperte, e come se essi soli, gl’increduli
che non videro, possedessero la chiave del segreto... tranello.
Moltissimi dicono: “ crederò quando vedrò e sta bene: intanto essi credono,
senza verifica, che Nansen è arrivato aH’86"4 verso il Polo Nord, ma non
che io abbia assistito ad una reale levitazione di tavolo o ad una visibile e
tan¬ gibile materializzazione di mano. Sono nel loro diritto: ma Eusapia non
può prodigarsi a tutti, e i suoi fenomeni me¬ dianici non possono servire di
spettacolo alle platee. I 356 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, Il Medianità e misoneismo. Tutti gli studiosi
della medianità si sono ingegnati di mettere un po’ di ordine nella
sconclusionata tecnica delle sedute spiritiche e di introdurvi i nuovi mezzi
che la fisica e la fisiologia pongono ora nelle nostre mani, sia per accer¬
tare l’autenticità dei fenomeni, sia per meglio stabilirne il determinismo ; ma
non sono riusciti a vincere sinora il mi¬ soneismo dei medi e degli spiritisti.
Vero è che l’Eusapia Paladino è, fra tutti i medi viventi fin qui venuti a
contatto con gli scienziati, la meno intollerante di esami e la più desi¬
derosa di controlli ; di questo bisogna riconoscerle il merito. Ma essa non è
in grado ancora di superare l’avversione, in¬ genita nel suo animo di popolana
a rinvigorita dalle con¬ suetudini spiritiche, contro le novità
metodiche. Jersera avevamo disposto nella sala di seduta gli appa¬ recchi
per produrre varie sorta di luce : 1" la illuminazione piena a luce
elettrica .stradale (lampadine ad incandescenza); 2° la illuminazione ottenuta
con la combustione di sostanze grasse (candele steariche); 3° la luce senza
raggi actinici, ottenuta con la lampada elettrica da fotografo (a vetro rosso);
4« ]a luce verde ; 5° la fluorescenza mediante fogli cosparsi di polvere di
sali fluorescenti (raggi di Becquerel) ; 6° infine, la luce catodica ottenuta
con una grossa ampolla di Crookes messa in attività mediante pile. Il
gabinetto medianico era stato anche tappezzato di tela bianca allo scopo di
rendere meglio visibili le forme mate¬ rializzate sul fondo e poterle
eventualmente fotografare. Si era anche migliorata la disposizione delle
macchine fotogra¬ fiche allo scopo di fissare le levitazioni del tavolino. È la
fotografia il mezzo più facile e nello stesso tempo più si¬ curo e convincente
per autenticare i fenomeni : la lastra sensibile non subisce suggestioni, nè
ciò che essa registra può certamente dirsi di indole allucinatoria !... A
riguardo della fotografia, il misoneismo di Eusapia oramai ha ceduto, purché
non si pretenda di sottoporla anche là a procedimenti inconsueti : ma la luce
catodica e il dia¬ framma bianco sul fondo del gabinetto non sembrarono con¬
venire a “ John King „ il quale, quasi al principio di seduta, diede segni
tiptologici non dubbi della sua opposizione. Incomineiamo a togliere il
diaframma, e ci contentiamo che il fondo del gabinetto sia invece costituito
dal battente della porta: quanto alla luce catodica, ho poi saputo che dopo la
mia partenza “ John „ si è adattato a lasciarla usare, ma senza notevoli
mutamenti nella fenomenologia. Abbiamo anche cercato di ottenere fenomeni
un po’ diversi dai già ottenuti, sebbene si tratti di prove di potenzialità
medianica oramai tradizionali nella storia dello spiritismo : 1° impronte sulla
farina (se n’ è messo un piatto pieno entro il gabinetto) : 2° il passaggio di
due anelli di legno l'uno entro l’altro, restando essi intatti (famoso
esperimento di “ fisica trascendentale „ avuto dallo Zòllneb eoi medio Slade) ;
3° l’annodamento di una cordicella senza fine (altro «sperimento celebrato
dello stesso illustre fisico-astronomo). Ma abbiamo avuto insuccesso completo,
per quanto “John „ non abbia mostrato al riguardo nessun senso di avversione,
certamente perchè dal lungo frequentare con spiritisti e con studiosi, dei
quali ascolta sempre eoa grande attenzione le parole cercando penetrarne il senso
con accorta intelligenza, Eusapia sa che quelle là sono manifestazioni
medianiche con¬ sacrate anche nei penetrali dei tempi spiritici. Ma la cosa è
stata ben differente per la luce catodica e per le fluorescenze. Questo
misoneismo, che la medianità mostra sempre per ogni procedimento nuovo, è di
evidente origine psicologica, e risiede nella medium, non in John. Si spiega
facilmente : - a) per V abitudine : oramai la tecnica spiritica è formata
: i medium, che generalmente sono di scarsissima inventiva, se¬ guono
pedestremente le manovre imparate, e come si conti¬ nuano ad usare i tavolini
che sono il retaggio dell’americanismo, così si è arrivati, tutto al più. alla
luce rossa dovuta alla introduzione della fotografia per mezzo del Crookes, nome
simpatico e non sospetto nei circoli spiritici ; — b) per la ignoranza dei
medium : questi ignorano le leggi fisiche, e quindi essi non sanno la innocuità
delle altre luci speciali. E però non sono stati capaci fino ad ora di
provocare, ad es., nessun fenomeno chimico: al pari della biologia, la chi¬
mica non è ancora nelle buone grazie degli * spiriti „ seb¬ bene questi si
mostrino potenti in meccanica ed in ottica. È vero che dall’OCHcmowicz si è
saputo che la luce t enie e la la mire favoriscono (?) i fenomeni medianici: ma
essendo la Eusapia Paladino povera di memoria, non sfrutta tale fatto, e rimane
pressoché inamovibile nella sua vecchia strada; c) per la diffidenza :
tutte le persone ignoranti diflìdano di ciò che non conoscono ; inoltre, nel
caso presente, temono i i medium che
l’introduzione di insoliti processi luminosi possa arrestare o diminuire la
loro medianità, ovvero anche costituire un controllo di nuovo genere. Finché i
medium non saranno studiati nei laboratori scientifici di psicologia e di
fisiologia, la questione dello spiritismo, appunto per la defi¬ cienza e la
capricciosità della sua sedicente tecnica “ spe¬ rimentale ,, farà pochi passi
o ne farà solo dei lentissimi e stentati. * * *
Determinismo. — Capricci del subcosciente. Ritengo, dopo quanto ho visto
in otto sedute, che si sia molto esagerata la necessità di un dato determinismo
dei fenomeni spiritici. In linea generale soltanto si possono enun¬ ciare
queste “ leggi „ rispetto, per es., alla illuminazione del¬ l’ambiente dove
opera l’Eusapia: — 1” a piena luce o a luce discreta si hanno preferibilmente i
movimenti del tavolo, gli spostamenti semplici di oggetti, le attrazioni che
dirò magnetiche, gli aumenti o le diminuzioni di peso (rarissimi); — 2° in
penombra o in oscurità, preferibilmente i contatti, le levitazioni del medio, i
trasporti aerei di oggetti, i feno¬ meni luminosi, le materializzazioni
tangibili. Ma non si riesce a dare valore assoluto a questo determinismo.
Quando si è avuta fin da principio la opposizione aperta di “ John , ad un dato
determinismo, p. es. a formare o a modificare la catena in una data maniera,
bisogna quasi sempre fare di necessità virtù. Non vi saranno ragioni com¬
prensibili, sarà manifestissimo un puro capriccio della per¬ sonificazione
secondaria d’Eusapia, se pur non c’è da parte di costei un’ostentazione di
comando o di rifiuto: ma tant’è, “ John „ si intesta, e resistendogli acremente
non si andrebbe avanti di un passo. Ma alle volte basta insistere, basta cioè
non cedere ai desideri ed alle ingiunzioni dello spirito-guida; e i fenomeni
desiderati si avverano egualmente ! “John,, che non si lascia imporre dai
modi aspri, è invece sensibilissimo alle blandizie e agli elogii. Molte volte,
direi abbastanza spesso con noi, “ John „ finisce coH'accondiscendere e col
fare ciò che si vuole bonariamente ed impetra da lui. Si vede insomma che nel
subcosciente della Eusapia si riflet¬ tono tutti gli stati di coscienza che si
formano e si succe¬ dono nell’io superiore dietro le impressioni arrivanti
dallo porte non chiuse dei sensi (udito, vista). Il suo subcosciente è un
la co immobile, dall’acqua profonda ed oscura, posto in mezzo ad un fitto ed
impenetrabile bosco, sulla cui super¬ ficie si riflettono dall’alto i chiarori
del cielo: per sè quel ]a„0 non ha luminosità, nè onde. Più che mai si è
avuta jersera la prova dell’incostanza di propositi e della vanità di “John
Egli si guarda bene, insomma, dallo scontentare gli adunati attorno al tavolo.
Ingenuo come un bambino, che fa il giuoco del rimpiatterello, Pgl, chiede con
cinque colpi “ la luce „ ogni qualvolta si tratta di fare ammirare la grossa
seggiola spostata sul ta¬ volo e là in equilibrio pericoloso, od il mazzo di
fiori o altro oggetto qualsiasi trasportato da distanza e messo davanti a
''qualcuno, o i segni fatti a lapis sui polsini inamidati..., e via via : il
buon “ .John „ è come l’araldo, più che l’agente della medianità di
Eusapia. Grande è pur sempre la suggestionabilità tutta eusapiana dello
stesso “ spirito „. Iersera, festa dello Statuto, si è messo a fare il
musicista : i moti snssultori del tavolino accompagna¬ vano il ritmo della
marcia reale canticchiata a mezza voce e con gioviali stonature dai presenti :
— nè “ John „ avrebbe pensato di suonare il tamburo che gli si era messo a por-
tara di medianità, se non gli si dava la spinta. Nel gabinetto oscuro era una
fisarmonica, di cui però Eusapia ignorava resi¬ stenza: bastò che il signor
Peretti eccitasse “John „ a ricordar¬ sene perchè la fisarmonica entrasse in
azione. Anche la col- locazione di un tavolinetto entro il gabinetto medianico
occasionò subito qualche fenomeno. Decisamente, la imagina¬ tiva di “ John „ è
esaurita, ed io comincio ad essere infastidito delle sue oramai viete e
monotone manifestazioni. Come non annoiarsi a questi giuochi bambineschi che
stanno cosi lon¬ tani dalle sublimità dottrinali di cui lo spiritismo — anche
il psichicista — ha la pretesa ?... Trovo, per altre ragioni, di molto
significato psicologico il fatto dell’arrovesciamento dispettoso del piatto di
farina, su cui si sarebbe desiderato vedere stampare un’impronta. Finora di
impronte abbiamo avuto solo quella (assai dubbia a mio av¬ viso) delle tre dita
sulla plastilina : niente mani, niente piedi, niente visi o profili a maschera.
0 che forse la poco felice riuscita della prima impronta smorza,
neH’automatismo della Eusapia Paladino, il fervore di propaganda a ripetere il
fe¬ nomeno ? Fatto sta che jersera la farina andò per terra, il che mi dimostrò
due cose : che non si voleva da “ John „ eseguire l’esperimento; e che poi
nelle azioni medianiche non si ha sempre quella delicatezza di percezioni e di
movi- 360 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II menti
che si attribuisce agli * invisibili Vero che essi in ge¬ nerale smuovono
trasportano e fanno volteggiare in aria grossi e pesanti corpi senza sbatterli
sulla testa dei presenti, toc¬ cano con leggerezza, fanno nodi intralciati al
buio, eee., ecc.; ma talvolta non misurano il colpo, e rompono anche og¬ getti
od imbrattano... Qui non era il caso di spargere quella farina a rischio di
spolverarcene tutti : * John „ si è mo¬ strato mal destro o cieco. Aggiungo,
che una grande quan¬ tità di movimenti del medio (precursori o fattori
indispensa¬ bili dei fenomeni meccanici) sembrano ora eseguiti senza scopo o,
per lo meno, senza effetti : talora si direbbe che Eusapia si muova pensando a
fenomeni che poi non avvengono, so¬ pratutto quando non ha avuto il tempo nè il
mezzo di informarsi, ad esempio, degli oggetti da trasportare, delle
manifestazioni da dare, ecc. Naturalmente la interpretazione di questi
insuccessi o deficienze di medianità varia secondo le opinioni e le
disposizioni d’animo degli interpreti: io, che sono sempre più alieno
dall’assegnare all’occulta “ Intelli¬ genza „ una grande intelligenza, propendo
a vederci una prova che là dove la coscienza superiore della Paladino non sa,
anche il suo subcosciente ignora. Veggo pure che le scariche di energia
provocate dalla medianità attiva sono spesso assai poco intenzionali, o, per lo
meno, non raggiungono lo scopo; e talora commettono gli stessi errori di senso
muscolare che i movimenti fisiologici dei nostri muscoli ci mostrano ad ogni
istante, massime se ci manca il sussidio della vista. * * *
* La fenomenologia di jersera. La seduta cominciò tardivamente per
preparare le luci {liverse con cui si voleva sperimentare: luce catodica, luce
anodica, fluorescenza, ecc. Ma neppure jersera, fino alla mez¬ zanotte, si è
avuta novità grande di fenomeni: - i soliti movimenti tiptologici, qualche
levitazione, contatti (non molto numerosi), spostamenti di mobili e di altri
oggetti posti dietro al medium, arrovesciamento di un tavolo, ecc.. ecc. Vi fu
un solo fenomeno nuovo (almeno per me, che non avevo visto la sera procedente
l'uguale fenomeno fatto dalla Eusapia Paladino per mezzo del capitano De
Albertis): una azione attrattiva a distanza. Ho assistito ai fenomeni fino
alle 23,30 : anche stavolta dovevo partire la mattina dopo, e questo mi ha
impedito di vedere le interessanti manifestazioni dell’ultima ora di seduta.
Ordinariamente le sedute di Eusapia si dividono in due parti: nella prima,
quando essa è ancora vigile o cade al più nello stato superficiale di ipnosi,
come direbbe A. De Ro- cuas, si ha la fenomenologia di grado inferiore e
semplice; nella seconda, quando essa raggiunge gli stadii profondi del¬
l'ipnosi, ossia la incoscienza quasi completa e sopratutto lo stato letargico,
si ottiene la fenomenologia di grado supe¬ riore o complessa. Non tutte le sere
si raggiunge qnest’ul- tima fase della medianità e le manifestazioni rimangono
fiacche, scolorite, anodine: fino ad ora, anzi, a me sembra che durante le
sedute del nostro Circolo la Paladino non sia giunta quasi mai al vero e
profondo “ trance „ durante il quale accadono, per quanto se ne sa o se ne
asserisce, le grandi manifestazioni, ossia le organizzazioni di forme visibili,
le levitazioni della medium stessa, le apparizioni identificabili da qualcuno
dei presenti ('?). Il completo oscurarsi della coscienza superiore è
necessario, secondo la ipotesi del subli¬ minale, per la scarica
deU’automatismo teleplastico e per l’assorbimento (dato che avvenga!) della
forza biopsichica degli astanti, non che per la lettura telepatica del loro
pensiero : mentre forse tale condizione non è indispensabile per la
esopsichicità nella sfera deH’automatismo sensorio e motorio. Ad ogni
modo, la fenomenologia delle prime due ore si svolge di preferenza, come è
succeduto jersera , nei moti, nella oscillazione e negli innalzamenti del
tavolino, nel linguaggio tiptieo, nelle bussate formidabili (al buio o in
scarsissima luce), nei raps correlativi a contrazioni muscolari e a gesti
simbolici, negli spostamenti di oggetti e nel funziona¬ mento di apparecchi
musicali, ne! vento freddo dal gabinetto, in rumori misteriosi nell’oscurità di
questo, nelle passeggiate peripatetiche della solita seggiola smossa dal
gabinetto e fatta uscire, alzata, spinta a mezz’aria sul braccio o contro le
spalle di nno dei due controllori, e poi fatta arrivare sul tavolino, in bilico
più o men sicuro e con grande conten¬ tezza di “ John „ che allora domanda la “
luce „ perché. tutti ammirino le sue prodezze . E l’elenco si ripete
a sazietà. Ma iersera, come ho detto, Eusapia ha voluto che io
assi¬ stessi ad un fenomeno non comune : all’innalzamento di un oggetto pesante
per forza di attrazione. Qui v’è quella miscela del “ fluido magnetico „ o “
mesmerico „ coll’ “ occulto spiri-tistieo „ che fino dai primi passi del neo
-spiritualismo anglo-americano è nato dall' innesto delle due correnti di
meraviglioso moderno. Che cosa ci abbia da fare lo “ spirito- John „
nell’attrazione di un tavolinetto da salotto coll’in¬ termezzo della mia mano,
è difficile capire ! Il fatto sta che la Eusapia, attirato prima il tavolinetto
(gueridon) verso di sè per circa un metro colla sua azione a distanza (e il
fenomeno era già, per ciò solo, singolarissimo), mi ha invitato a mettervi
sopra la mano destra; e, mentre io le tenevo ferme colla mia mano le gambe (la
sua mano sinistra era controllata dal sig. Ferraro), mi ha stirata la pelle
nella regione meta¬ carpo-digitale, come in atto di sollevare ciò che vi stava
sotto, e il tavolinetto s'è alzato realmente dal suolo perdite volte di 15-30
centimetri. L’esperimento è stato eseguito con sicuro controllo ed io sono
certo della sua veridicità, tanto più che avveniva visibilissimo a luce
rossa. Qui non abbiamo però la sicurezza che si tratti di “ attra¬ zione
„ ; potrebbe anche essere un movimento ascensivo dello stesso genere di quello
che eleva il tavolo e sembra venire dal disotto. Sono prolungamenti medianici o
dinamici delle gambe di Eusapia che si spingono sotto il tavolino, secondo la
ipotesi di Ricuet? Anche io lo direi per due ragioni: 1“ il tavolino s’innalza
' solo di quel tanto che può essere fatto da un piede (ideato) che lo spinga in
su ; 2° i muscoli delle gambe della F. si contraevano mentre il tavolino si
alzava. Tuttavia l’innalzarsi del tavolino avveniva senza scosse nò sobbalzi,
ma “ levitando „ nel modo più classico. Anche il tavolo medianico non fa
mai salti, come dovrebbe essere se fosse alzato con inganno, cioè coi piedi o
coi gi¬ nocchi o con le mani di Eusapia abilmente portate sotto il mobile dopo
essere sfuggite al controllo : la frode non potrebbe infatti compiersi se non
all’improvviso e con mossa rapidissima, occorrendo riprendere subito la
posizione di prima. Io oramai sono convinto dell’autenticità dei sollevamenti
di oggetti I tavoli, corpi, ecc.) senza contatto alcuno o spro¬ porzionatamente
al contatto sussistente tra la superficie del¬ l’oggetto stesso e il corpo del
medio : come dubitare di un fatto che viene fissato dalla lastra fotografica,
quale cioè si è egregiamente ottenuto l’altra sera?.... Le figure soli tanto
convincenti che non occorrono dilucidazioni : basta guardare dove stanno i
piedi e le mani di tutti i formanti la catena. Nella seconda fotografia si
scorgono tutte le mani in aria, co¬ sicché la levitazione si è effettuata
sicuramente senza contatto. Non conosco istantanee più dimostrative di questa
nostra. Molisi- M I Psicologia e Spiritismo, I.
Tav. m. .23 ftS-S •- g *2 é . a «t
t- &§ f £ FENOMENI POCO EVIDENTI
363 Fenomeni invano desiderati o poco evidenti. Pongo
ora qui la nota dei fenomeni che fino ad oggi ab¬ biamo inutilmente desiderato
o non ancora ottenuto: 1“ le vaste impronte sulla plastilina o altre sostanze
impressionabili, e sopratutto la maschera di John; 2“ le apparizioni ili mani
chiare e per sè luminose ; 3° X apparizione di spettri visibili, come ne
descrive uno il Visaxi-Scozzi e un altro il Dakiex; 4° X aumento o la
diminuzione di peso del corpo della Pala¬ dino; 5” le modificazioni di
temperatura, così negli oggetti esterni come nel proprio corpo ; 6° X alzamento
e l'abbassa¬ mento di una stadera o di una bilancia senza aggiunta o
sottrazione di peso, o altro fenomeno analogo a quello ce¬ lebre del
pesa-lettere descritto dal DeRochas; 7° la scrittura diretta su lavagne; 8° i
fenomeni zollneriani di fisica trascen¬ dente, o spaziali a «-dimensioni (?);
9° i fenomeni di me¬ dianità intellettuale o subbiettiva propriamente
delta. L’esperimento delle lavagnette da scolari, che ha un posto di
primo ordine nella storia dello spiritismo, poiché tutti i grandi medi, Slater,
Eglinton, Slade, e molti altri americani ne ricavavano fama e.... quattrini, ci
starebbe molto a cuore. Lo Zoli.nf.r, il Wallace, I’Hellenbach, il Giuier,
PAksakoff, i maggiori dottrinari dello spiritismo (non parliamo poi degli
apologisti dei singoli medi, come il Farm eh) ci fabbricano su questo
ragionamento: che quella scrittura diretta, ottenuta, spesso al bujo!,
sulla faccia interna di due la¬ vagne juxtaposte o di una lavagna applicata al
di sotto del tavolino coll’opportuno lapis o gesso chiusovi frammezzo, non
possa prodursi se non per opera di enti spiritici, giacché questi, vincendo le
leggi tisiche della materia impenetrabile e dello spazio, e non esigendo per
iscrivere gli atteggiamenti morfofisiologici necessari all'uomo, sono capaci di
farlo in quelle posizioni stentate, comiche, assurde!... — Ma la Com¬ missione
dell'Università di Pennsilvania pel lascito Seybert, ma il Robinson, ma lo
stesso spiritofilo Hodgson hanno fatto scempio di codesto miracolo: nè noi,
l’ho narrato, ci siamo riusciti... E vero, che abbiamo un medium analfabeta. Ma
alle Intelligenze invisibili deve proprio abbisognare che il medium sappia
scrivere, per ripeterei a volontà quel magno loro modo di manifestarsi?
Anche l’apparato si assomiglia alle trovate di prestidigitatori da piazza;
tuttavia potremmo anche loro accordare libertà di scelta pei mezzi di
manifestazione. Ciò che intimamente contraddice le pretese dello spiritismo a
me par questo : che in certi casi gli “ Occulti agenti „ trag¬ gano bensì dal
medium fenomeni contrari alla fisica e mec¬ canica, non siano però mai in grado
di dargli abilità asso¬ lutamente nuove, ad esempio la scrittura a chi non sa
scrivere, la lettura a chi non sa leggere, il canto o il suono a chi non sa
cantare e suonare, l’uso di meccanismi compli¬ cati a chi non ne ha la pratica,
e via via. Insomma, “ il miracolo „ del neo-spiritismo è determinato un po’
troppo dalle condizioni personali di chi lo produce. Ricerche
dinamometriche. Anche iersera volevo indagare la perdita di energia ner¬
vosa che ciascuno dei presenti subisce durante una seduta, ma in causa della
mia partenza anticipata non ho raccolto che i dati dinamometrici di prima sera.
Ne riporto qui le cifre a scopo di raffronto colle tabelle precedenti:
Dinamometrici in istato di riposo. „ • 2 giugno
1901. Sig. Avellino D. 67 S. 40 Sig.r* Rey D.
26 d. .24 „ Bantle , 97 , 89 Sig. Schmolz .
87 . 70 , Ferrare , 70 „ 45 Dott. Venzano »
15 , 55 Prof. Morselli , 59 , 58 Gap. De Albertis
, 97 , 86 Sig. Peretti , 58 , 46 Sig.ra
Peretti . 42 „ 40 Prof. Porro » 55 , 41
Eusapia , 30 , 29 * * * Contrasto di volontà o di
intenzioni nei fenomeni medianici. Si è basata la ipotesi spiritica, fra
gli altri argomenti, anche sul presuuto contrasto di volizioni che si
osserverebbe fra la volontà del medium e quella delle Intelligenze occulte
Emessa in particolar modo mediante i segni tiptologici. In ferità tale
contrasto esiste, ma a parer mio non va inteso ^ favore del dualismo di volontà
antagonistiche emananti da X o più personalità distinte, da quella del medium e
da quella dello spirito “ John „ o di suo. compagni. Chi interpreta quel fatto
in questa superficialissima maniera, dimostra di non avere abbordato neppure
gli elementi di psicologia! Ci ritorno sopra, perocché tra 1 miei compagni di
seduta se ne fa un gran discorrere. . , Prendiamo in esame un dato
fenomeno telecmetico, che la cosa riescirà più chiara. Il contrasto, sia duale
sia plu¬ rale esiste nelle idee o rappresentazioni psico-motrici della P., non
è già fuori di lei. Tutti quelli che ben conoscono fenomeni di contrasto negli
alienati, nelle isteriche, negl ossessi o affetti da idee e impulsioni
incoercibili, negli stessi ipnotizzati, sorrideranno all mgenuo concetto che 5
la medium vuole la luce ed il tavolino indica invece di volere la oscurità, ciò
avvenga perche la volontà XISo del medio si metta in lotta con un altra volonte
alti ettanto personale della sua, la quale si manifesti mediante il moto
t'1 Anzitutto una volta ammessi (e gli stessi spiritisti non digiuni di vera
psicologia lo ammettono) l’automatismo dei centri nervosi inferiori, la
indipendenza lunzionale dei centri stessi per disgregamento della personalità e
lo sdoppiamento frequente della coscienza nei medium scriventi, nei medium a
medianità tiptologia semplice o interiore e “ei med anche intellettivi, quella
pretesa opposizione di due io] lonta » chiarisce come la manifestazione di un
antagonismo mtenoie o subiettivo di idee, volizioni e tendenze, esistente in
una sola coscienza che per l’appunto si è disgregata e sdoppiata. In secondo
luogo, basta avere assistito a queste manifesta sdoni di presunto antagonismo
per vedere come siano super- liciali talvolta appena abbozzate, cosicché ogni
tentativo d contrasto scompare al minimo ripristino della coscienza vera
^Terzoffi rileva agevolmente come tali contrasti siano abbastanza spesso
artifizii belli e buoni, che odorano di trucco anche 1 distanza. Generalmente
il contrasto è espresso quando esso torna utile ad avvalorare l’importanza o la
meravigliosità di qualche fenomeno; per cui, se anche non Emulato
coscientemente, è simulato inconsciamente. Chi non ha visto l’isterica portata
dalle sue idiosincrasie morbose ad inghiottire sterco per apparire meravigliosa
e in anta¬ gonismo superficiale coi proprii gusti, ma in verità per stupire medici
e famigliali'? Essa è sempre una comme¬ diante in sulla scena: fa mostra di
opporsi ad un esame serio della “ meraviglia „ in lei impersonata, e per contro
appalesa in tutte le sue mosse il desiderio vivissimo di essere “ osservata „
ed ammirata. Quarto: non c’è alcuna costanza nei dualismi volitivi di
Eusapia, ossia nel contrasto Ira ciò che essa dice di volere e ciò che il
tavolino esige o comanda. Anche quando si tratta di continuare o di
interrompere la seduta in vista dello strapazzo del medium (manifestazione la
più frequente del presunto antagonismo 1), si scorge l’artifìcio: la “ lotta „
è così debole che tutto si fa a piacere dei convenuti! Ordi¬ nariamente è il
subconscio “ John „ che comanda di conti¬ nuare, se la Eusapia si dice stanca e
si lagna di non poterne piu: ben raramente avviene l’inverso, ossia la volontà
supe¬ riore del medium si impone aH’automatismo tiptologieamente espresso. Ma
ciò è una pura parvenza. Dove sono qui le ter¬ ribili battaglie interiori delle
personalità veramente doppie e contrastanti, come ne vediamo noi alienisti e
neuropato¬ logi? Il mio caro amico prof. S. Desanctis ha illustrato da pari suo
i fenomeni “psichici di contrasto,, e non occorre altro se non rinviare chi
voglia erudirsi alle sue pubblica¬ zioni. I fatti di allucinazioni
bilaterali e di delirii a duplice personalità sono cosi noti agli alienisti, e
cosi davvero com¬ penetrati nel pensiero nel sentimento e nella condotta dei
pazzi, che i superficialissimi, menzogneri, quasi testi-ali anta¬ gonismi fra
l’io della Paladino e il fantastico “John „, mi muovono addirittura a riso:
sono, cioè, contraffazioni mal riuscite di un fenomeno che la patologia mentale
ci mette dinanzi in linee che direi, al raffronto, michelangiolesche. E pensare
che il Brofferio, pur essendo un valoroso psicologo, si è lasciato indurre dai
meschini artificii sub-eusapiani a consi¬ derare questi fenomeni puerilmente
capricciosi di contrasto quali prove sicure dell’ intervento delle anime di
defunti agenti fuori del medium e contrastanti col suo volere!.... Per fortuna
che secondo altri spiritisti, A. R. Wallace alla testa, “ spiriti , così
sciocchi decidono dei destini dell'u¬ manità ! Nè mi si venga a dire che
“John per imporre la continua¬ zione degli sperimenti quando la P. desidera di
smettere, “ la percuote „ e “ la maltratta „ con pericolo della
sua salute e (perfino si è affermato) della sua stessa vita! Eh via !
Ij,< grida, i lai e le agitazioni di Eusapia, per chi conosca lo ansie e le
crisi significanti i veri antagonismi subiettivi di coscienza, sono un
giocherello : neppure una pallida idea di (juei tragici contrasti che avvengono
nei deliranti che si ritengono ossessi o posseduti dal demonio. Il buon
John „ (se ne convincano gli “ spiritisti,) non ha autonomia: è solo una
metaforica personificazione di uno stato psichico speciale di bassa gerarchia,
svolgentesi nel la P. quando è in medianità; non ha sentimenti, nè volizioni,
nè idee proprie, p l'incosciente della P. che si fa il giullare della
collettività bio-psichica costituita dalla P. stessa e dai presenti nella
catena, e fa quello che vogliamo noi. Muove i tavolini e le seggiole, soffia
nelle trombette, batte i tamburelli, accende luci, e, se vuoisi, tocca e
fa solletico, fa scherzi e minaccio più o meno di buon gusto, perchè siamo noi
che lo suggestio¬ niamo. Talvolta quell’ incolora e larvale creazione del sub-
cosciente della medium fa le bizze, si impermalisce, si offende ed offende,
percuote, resiste, si mette in assetto di guerra, fa i capricci, come un bambino
di pessimo carattere, egoista e spietato: ma è il fondo della coscienza della
P. che ribolle a quel modo, non un’entità mentale fuori di lei. Non si
confonda adunque il contrasto dualistico entro una sola coscienza, con una
lotta di volontà estranee l’ima all’altra. Quando si guardano attentamente le
manifestazioni di quelle volontà extra, le si veggono soltanto interessate alla
riuscita dei fenomeni, a colpire di stupore gli astanti, a esagerare la portata
delle sedute; sempre pronte insomma a favorire la tesi della, supernormalità di
Eusapia (costei, in sostanza, è affatto indifferente alla credenza nei
disincarnati). Io poi sono indotto a ritenere che anche le battaglie incruente
tra la coscienza vigile e la subliminale di Eusapia siano il ri¬ sultato di un’abile
etero-suggestione e di un vero allena¬ mento simulatorio di isterica.
Presenza e molteplicità di “ Intelligenze occulte , nei fenomeni
medianici. Nelle sedute medianiche della Eusapia esiste talvolta l’ap¬
parenza di una origine multipla e diversa delle manifesta¬ zioni: ossia pare
che i fenomeni siano produzioni di più “ Intelligenze occulte ,, le
quali vengano evocate dalla catena spiritica, circondino la Eusapia e il suo
tavolino da pitonessa, e conservando una propria personalità si manifestino in
modi differenti. Ma la molteplicità ditali “ entità , è basata su apparenze (a
parer mio) ingannevoli, o perché sono male percepiti dei fenomeni, o perchè
dati fenomeni sono inesatta¬ mente interpretati e sopratutto incompletamente
esposti. Ecco su che argomentano alcuni il pluralismo spiritico cir-
eum-eusapiano: 1" sulla differenza delle mani “ materializzate „, le
quali vengono a toccare i presenti , e avrebbero forma, grandezza e caratteri
morfologici diversi, non che differente modo di manifestarsi, ora rude e
grossolano, ora delicato e carezzevole, ora maschili e femminili o infantili,
ora fini ed ora rozze, ecc. : 2° sulla differenza delle apparizioni, che
sono ora mani grosse ed ora minuscole, ora teste (veramente “ globi , a ino’ di
anguria o zucca! grandi ed ora piccole, ed ora sferoidali o piriformi , ora
fantasmi alti ed ora bassi di statura ; 3° sulla identificazione, che di
tali contatti e fantasmi darebbero alcuni dei presenti alla seduta, i quali vi
riscontrano qualità e modalità, lineamenti e connotati spettanti a deter¬
minate persone defunte della loro famiglia o ad essi note: questa ricognizione
è la base della credenza animistica, ma è anche la più intralciata questione di
tutta la dottrina e pratica spiritica; 4" sulla diversità degli
sforzi meccanici, eventualmente prodotti dalla medium in una data seduta, come
sarebbero stati, nel caso nostro, i quattro o cinque sforzi muscolari di cui si
trovarono gli effetti nelle diverse situazioni dell’ indice del dinamometro da
me arrecato al Circolo; 5° sulla indole differente dei fenomeni sotto
l’aspetto intellettuale e morale, gli uni sembrando fatti per l'inter¬ vento di
“ Intelligenze „ elevate e colte (p. es. quando fanno buon uso di strumenti
musicali), altri da “ Intelligenze „ di bassa estrazione: talvolta si
manifestano “ entità „ di umore allegro e festevole, tal’altra vengono in scena
entità capricciose o iraconde o brutali e perfino oscene; 6° sulla
asserzione delle pretese Intelligenze occulte, che dicono tiptologicamente di
essere in molti attorno al tavolino o di andare a chiamare qualche compagno nel
dominio miste¬ rioso dell’Al di là, perchè comunichi con i presenti, ecc.
; 7° sulla simultaneità di fenomeni medianici ; 8° infine, su ciò
che ogni medium ha, è vero, il sho spirito famigliare, ad es. 1’ Eusapia il suo
“ John King ,, come la Cook aveva “KatieKing,, eia Smith il suo “Leopoldo,, e
il digiunatore Succi il suo spirito “ Leone ed Eglinton il suo “ Joey Sandy e
la Piper il “ dott.Phinuit ,, ecc., ecc.: ma è anche provato, dalla varietà
delle “ comunicazioni , e delle “ incarnazioni „, che accanto alla guida si
presentano altri “ spiriti „ più o men bene sviluppati: un “ Ernesto „ (?) è
apparso a mezzo ed ha talvolta operato vicino a “ Joey ,; presunti
“ planetari „ di Marte sono scesi ad aiutare “ Leo¬ poldo „ nelle sue
gesta; nel sig. Randone di Roma si im¬ personano un “ Cesare un bisbetico “
Uomo-lui „ (!) e altre consimili entità a mimica e a linguaggio personali,
ecc. Tralascio altre sorgenti della credenza nella molteplicità, quasi
innumerevole, di entità spirituali che si presenterebbero attorno ad un
tavolino spiritico, quasi farfalle attorno al lume; e dirò subito che, a
giudicarne precisamente da quanto ho veduto nelle sedute della Paladino, questi
argomenti sono di minimo valore per uno psicologo. aj Partiamo da un
supposto scientifico prima di entrare nel mare infido del l’animismo
polipersonale. Se ciascun feno¬ meno medianico è, come alcuni autorevoli
psicliicisti riten¬ gono, la “ proiezione materializzata, di un’ imagine o rap¬
presentazione del medium, la differenza fra le mani, le faceie, i fantasmi,
ecc. così esteriorizzati ne costituisce un effetto naturalissimo e chiarissimo.
Io posso rappresentarmi come e quando voglio una serie di mani, di teste, di
omeri, ecc., individualizzando ciascuna di queste figure o forme nella mia
mente senza che ciò implichi una reale e originaria indi¬ vidualità obbiettiva
di tali apparizioni. 6] L’apprezzamento degli evocatori è affatto subiet¬
tivo, tanto è vero che la storia dello spiritismo da ben mezzo secolo annovera
adesso sulle dita di una mano le “ identifica¬ zioni ,. Sopratutto se il
percipieute propende alla ipotesi spi¬ ritica, ed è convinto che le anime dei
suoi defunti si possono evocare a piacere colle manovre di una Eusapia o di un
Politi qualunque (?), sarà tratto anche dallo stato emotivo a perce¬ pirne
illusoriamente i contatti, le vaghe forme, ecc. 0 si tratta di illusioni, nello
stretto senso del termine, per cui il feno¬ meno medianico, pur essendo reale
(nella migliore supposi¬ zione), acquista caratteri specifici, anzi
individuali, per ragioni di subbiettività nella persona che vi è presa di mira.
Oppure si tratta (e la questione non è ancora risolta) di illusioni cd
allucinazioni veridiche provocate per telepatia dalla medio in istato di
“trance,, quando cioè il suo subcosciente è capace di percezioni supernormali e
va ad attingere nei recessi della Morselli, Psicologia e
spiritiamo. memoria dei presenti le imagini da proiettare e da
presentare teleplasmate. , I Per bene giudicare di codeste
evocazioni bisognerebbe tare un’analisi minuta psicofisiologica del fenomeno, e
questo non è possibile, date le circostanze peculiari in cui le comu¬ nicazioni
avvengono. Credo che ognuno debba contentai si di analizzare le proprie
percezioni e giudicare soltanto di quelle: nella identificazione vi è troppo
soggettivismo, troppa facilità all’autosuggestione, troppa probabilità di una
invo¬ lontaria compartecipazione all’evento. Del resto, non sembra che la
Paladino sia fornita di grande potere evocatore : olt re al suo “ John „ non
sono venuti attorno al tavolino ov essa lavora, che fantasmi impersonali,
entità indecifrabili e vaghe. Tale è l’impressione che mi hanno fatto finora le
apparizioni da me viste; 6Dariex, e Vis ani- Sgozzi, e De IIochas, e h i.am-
marion, non danno informazioni diverse. Parlo di sedute fatte con un po’ di
metodo e con qualche criterio scientifico, non di quelle che Eusapia pub aver
dato a certi circoli spiii- tistici, o che potrà seguitare a concedere nel suo
modesto quartierino da “ Sibilla Napoletana „ a chi ci va a cercare i
compiacimenti del dilettantismo occultistico o le emozioni della credenza
immortalistica ! t Ho tratte fuori ed esaminate le figure stravaganti che
l’altra sera Eusapia ci materializzò e che io disegnai alla grossa e in fretta
dopo averle percepite. Che razza di gente è rappresentata da quelle larve
umanoidi V Gli spiritisti ri¬ sponderanno che si trattava di fantasmi in
formazione, ai quali si sarebbe poi dato del subliminale di Eusapia una confi¬
gurazione ed una attività più personali. Ma non si capisce perchè avendo la
forza di entrare nel nostro piano „, quel¬ l’essere misterioso o quegli esseri
aspettassero la partecipa¬ zione biopsichica di qualcuno fra i presenti per
identificarsi: perchè talvolta appaiono senza codesta condizione? perchè
tal’altra volta, e questo vale di più, appaiono senza dina¬ mismi perispiritali
o astrali di medi e in forma identica, a quella di un vivo, persino coi suoi
abiti? Contraddizioni e difficoltà fondamentali! Invece, più io le
considero, e meglio mi sovvengono le creazioni della fantasia popolare di ogni
tempo, di ogni razza, di ogni fase o forma di civiltà. Come cultore del¬
l’antropologia, vado ad attingere raffronti nella mitogiafia comparata con cui
lo u spiritismo n ha tante analogie . e rifletto che i medium dei popoli
Europei inciviliti pensano e fanno apparire i loro fantasmi di sogno con un
aspetto de- MONDO SPIRITICO IMAGINARIO 371
cente, con un sembiante melancolieo in rapporto al concetto triste che
noi Occidentali abbiamo della morte, e involti nel leggendario paludamento
bianco , che era il color di lutto tra gli antichi e che è nella superstizione
mediterranea la tinta incolora assunta dagli enti spi¬ rituali. Per contro un
medium Greco, sempre in accordo eoi sereno concepi¬ mento ellenico dell’Al di
là, avrà im¬ personato i suoi fantasmi in una Vedere (meno male!) o in un
procace fauno dalle gambe caprine, o in un’ombra sme¬ morata venuta su da Vìtìade».
Infine, un medium o stregone Pelle-rossa (fra i sel¬ vaggi mediumnismo e
stregoneria si con- sriungono) imaginerà e proietterà spetti'! ridicoli, come
questo degli Irochesi, che An. Bastia» molto opportunamente avvicina agli
animali del pianeta Mercurio comunicati alla Von Vai dallo spirito di Humboldt.
Anche il carnevale di ciascun popolo ha le sue maschere tipiche: e forse non si
va troppo lungi dalla vera spiegazione del “ mondo spiritico „ evocato dalle
D’Espérance e dalle Ensapie cercandola o tentandola nel folklore, nella
psicologia e nell’etnografia comparate. p] La esperienza degli sforzi
dinamometrici non significa affatto che la serie decrescente sia stata l’opera
di altret¬ tante entità occulte, messe in scena dalla più forte alla più
debole. Si rileverà che quella stessa decrescenza regolare di sforzi ha tutta
l’aria di essere stata voluta dal medium : ossia di essere una delle solite
ingenuità di dimostrazione cui Ensapia, nella sua limitata intelligenza, si
lascia andare volen¬ tieri. La serie fu di 4 sforzi: dovremmo ammettere,
dunque, 5 personalità con quella della Paladino : ora tutti sanno che sui
dinamometri si possono fare sforzi scalari anche per vo¬ lontà di un solo.
Desumere, dunque, che quattro fossero gli “ spiriti „ prementi sulla molla,
poiché si vide l'indice spo¬ stato diversamente, è un po’ arbitrario ed anche
semplicista. D’altronde, l’indice si spostò, è vero, ma perchè non am¬ mettere
che fosse spinto con un dito dinamico sul quadrante a punti diversi della scala
senza che la molla fosse niente affatto premuta? Infine, la mano che mi
restituiva lo stru¬ mento dopo ogni presunto sforzo mi sembrò sempre la stessa;
i suoi movimenti di ricerca delle mie dita per divari¬ carle e porvi in mezzo
lo strumento erano identici, e nella Uno spettro degli Irochesi (da
A,,Bastiak>. oscurità giurerei di avere ogni volta riconosciuto quella
mano femminile, piuttosto piccola, abile neireseguire un movimento e uu
contatto, rapida nello sfuggire alla presa (0, come si dice in spiritologia,
nel dileguarsi in forma evane¬ scente): insomma, la mano “ lluidica „ della
medio Napo¬ letana ricalcata teleplasticamente sulla vera. ÒJ Quanto alle
differenze percepite nei toccamenti di mani occulte, si tratta di apprezzamenti
anch’essi subiettivi da parte dei presenti alla seduta, e suggestivi da parte
del medium. I primi derivano da ciò che i presenti tendono ad inter¬ pretare
assai spesso con preconcetti i fenomeni : se un colpo è violento, naturalmente
lo si attribuisce ad una entità occulta grossolana, ineducata, ecc. : se è una
carezza od un contatto leggero, si pensa ad una entità cortese, affettuosa,
ecc. Ma è fa¬ cile accorgersi che la differenza è superficiale; risiede
piuttosto nelle definizioni che nelle percezioni cere dei presenti. D'altra parte,
chi esclude che non sia la volontà della medium quella da cui vengono dati
caratteri diversi alle forme materializ¬ zate? Direi anzi che la stessa
successione, per esempio, di toccamenti di indole differente ha sempre un che
di artifi¬ cioso, come se appunto la Eusapia volesse provare la molte¬ plicità
dei compagni di “ John „. .Si aggiunga che questo “ John „ si mostra di umore
volubile da una seduta all’altra, da un esperimento all’altro; ora, il suo
caprìccioso com¬ portarsi può benissimo dar luogo alla illusione di più per¬
sonalità. Si direbbe che “ egli „ • voglia suscitare l'impressione del multiplo
collo stratagemma ottico che si esegue sui teatri, quando fra le quinte dieci o
dodici persone giranti in tondo svegliano l’illusione di un’intera armata che
stila.... come nel primo atto della meravigliosa Dannazione di Faust di
Berlioz! e] Mi sembra poter rispondere che l’affermazione dei “ de¬ funti
, (che sono poi i fenomeni stessi personificati!) di essere in parecchi,
comunque accettata dal Brofferio, non abbia più valore deH’àltra asserzione
consimile di quei paranoici che si dicono posseduti da più diavoli o che
imaginano le loro pancie trasformate in sede di un concilio di vescovi.
L’atl'ermazione viene fatta anche qui dal medium, o per mezzo del linguaggio
tiptico, o per la sua bocca: nel primo caso, non ha più importanza di quello
che abbiano le altre sue inintellettuali manifestazioni, e le sue bugie, e le
sue capricciosità, ecc.; col secondo, si rientra in uu fenomeno ben noto agli
psico- patologi, cioè di delirii concernenti la personalità. Potrei rammentare
un certo numero di alienati in cui esiste lo stesso sdoppiamento e
triplicamento di personalità parlanti : qualcuno dialogizza con tono e timbro
di voce diversi, raffi¬ gurando personalità distinte. Ma avrò occasione di
tornare sugli io secondari del sonnambulismo medianico. X] Ho già scritto
in altra mia “Nota, che la simultaneità delle manifestazioni è apparente, o, se
esiste, può benissimo spiegarsi colla legge di disgregazione psicologica,
ciascun centro operando allora disassociato, come avviene nella isterica che
scrive automaticamente con la diritta mentre con la sinistra sèguita nel
movimento del far la calza, ecc. D’al¬ tronde, i suonatori di pianoforte e di
violino non sono capaci di simultanei atti nerveo-muscolari differenti V
g) Tutte le credenze dei medium in uno spirito famigliare, sullo stile di
Socrate, non altro sono se non una personifica¬ zione metaforica del loro stato
secondo: ossia dello stato fisiopsichico abnorme in cui li getta l’autoipnosi
della media¬ nità. La storia individuale degli “spiriti famigliaci,,, che si
può seguire abbastanza facilmente anche in “ John-King , emigrato prima dall'
America all’ Inghilterra, poi dalla Gran Brettagna all’Italia con Damiani;
l’analogia che esiste sempre fra l’indole e la gerarchia dello spirito-guida e
la intelligenza la moralità ed il carattere dei medium, cosicché agli incolti e
volgari come Eusapia tocca in sorte uno spirito allegro e bonaccione come “
John „, mentre alla signorina Smith doveva logicamente toccare in “ Leopoldo,
uno spirito più educato e sapiente;... tutto ciò porta a concludere che .lo -
spirito „ protettore e inspiratore è un parto della fantasia creatrice
personale dei medi. Ricavare dalle asserzioni, così spesso pregiudicate e
stu¬ pide, di costoro la grave conclusione che gli spiriti si mettano in folla
attorno ad una accidentale “ catena magnetica , ed eseguiscano, come
altrettanti buffoni assoldati ad hoc, tutto ciò che il nostro capriccio 0
beneplacito loro imponga o richieda, è un avvilire la sublimità della fede
spiritualistica, alla quale tanti illustri pensatori hanno dato il fiore della
loro mente e gli aneliti delle loro più sacre aspirazioni. Io non sono
spiritualista, ma conosco e apprezzo il valore delle concezioni filosofiche
diverse dalla mia : dico pertanto che, se spiritualista fossi, arrossirei di
vergogna all’udire che le sedute di una Paladino, di un Politi, d'uuaRothe,
possano servire di prova e di conferma alla ipotesi dell'anima. Questa idea di
più “ anime , folleggiane stolidamente tra le trombette e i mandolini, tra le
seggiole in aria e gli ondeggiamenti di una cortina di nero percallo, raggiunge
il grottesco e mi sveglia un senso di pietà e di ripugnanza. Ho scritto
una volta che gli spiritisti, anziché giovare alla “ spiritualizzazione del- 1
essere „ , come ne hanno pretesa (parlo di quelli che dalle sedute eusapiane
traessero appoggi irrazionali alla dottrina onorata da un Platone o da un
Rosmini), finiscono col materializzare lo spirito nel modo più grossolano. Ed
io mi stupisco che sì tatto spiritismo suoni, per menti superiori come sono,
quelle di un Wallace o di uno Stkad, di un Dénis o di un Brofferio, di un Pekty
o di un Ulrici, quale sinonimo ed equivalente di neo-spiritualismo. Ben è
vero che 1 Aksakoff ha messo in guardia contro a confusione tra fenomeni
animici e fenomeni spiritici , questi ultimi riducendo ad una frazione minima
della feno¬ menologia detta abusivamente “ spiritualistica „ . Ma in pra¬ tica
mi accorgo che la saggia distinzione (mettendosi dal punto di vista del celebre
psichicista Russo) non è tenuta in conto; e che per avere contemporaneamente
sentito mano¬ vrare un carillon dentro il gabinetto oscuro, e avvertito un
solletico alla regione rotulea , qualcuno congettura la esistenza di almeno due
“Intelligenze, (?) operanti insieme! , ,0’ n.0- Quand'anche si mutino le
mie opinioni intorno alla reità dei fatti, e per quanto le “ materializzazioni
che più non posso negare, siano uno spettacolo conturbante, io non mi veggo
costi-etto ancora, nè dal fenomeno obiettivo nè dalla logica, ad avvicinarmi
alla tesi spiritista. Sicuramente i fatti mi restano oscuri nel loro meccanismo
di proda- À zione, ed è molto se ne intravedo qualche aspetto psicoge- netico ;
sicuramente, io non ho o non trovo una spiegazione sodisfacente che me ne
chiarisca la natura; ma che vuol dir ciò? Vorrà dire soltanto che la
Metapsichica, al pari di tutte le altre scienze consorelle vecchie o nuove,
classiche o romantiche, normali od aberranti, fisiche o morali, naturali o
sociali, si trova in faccia ad Enigmi. Genova, 3-4 giugno
1901. Un processo verbale impressionante. Prima che
cominci la seduta il dottor Venzano mi porge notizie su ciò che è accaduto la
sera del 2 in easa Peretti dopo la mia partenza. È una successione strabiliante
di fenomeni. Infatti, dapprima, rimessisi tutti in circolo tiptico verso la
mezzanotte, si sono avuti (in oscurità) i soliti movi¬ menti e sollevamenti del
tavolino, indi una serie di colpi misteriosi battuti a ritmo spontaneo, come di
tamburo. Al¬ lora l’assistenza ha intonato a mezza voce un canto di marcia, e
l'invisibile percussore (un vero spirti rappnuj, secondo lo stile americano di
Hydesville, un esprit frappeur) si è sbiz¬ zarrito ad accompagnare i cantori
con tutto l’arsenale di strumenti musicali tenuti a sua disposizione dal
Peretti, ossia li ha messi per lo meno in moto: fisarmonica, trombetta, tam¬
burello ; e in quel mentre che il tavolo batteva la cadenza sul pavimento, una
grossa mano la batteva sul sincipite del Venzano. Insomma, una baraonda
musico-meccanica, sulla quale i miei colleghi di gruppo insistono per ammettere
la contemporanea azione di più entità od intelligenze occulte, In un’ora tale
fenomeno si è ripetuto almeno cinque volte. Ho già detto che cosa penso
di questo multiplo inter¬ vento dall’occulto. Nella teoria “ animistica „, che
attribuisce fenomeni ad azioni bio-psichiche del medium, basta sup¬ porre che
questi pensi o imagini quella gazzarra con disper¬ sione della propria energia
esteriorata verso direzioni di¬ verse e con finalità differenti, ma
concordanti, perchè si comprenda la psicogenesi del fenomeno. Se io mi rappre¬
sento una fanfara di quel genere, naturalmente nella mia coscienza, sopratutto
se subliminale (come avviene quando si sogna una folla semovente, o un evento
complicato nelle cose esterne), lo ho imagini psicosensorie e psicomotrici
multiple che si succedono con tanta rapidità da fondersi apparentemente m una
rappresentazione sintetica. Ciò basta numerose' P°C° P" ' 16
1>Ìntervento di spiritici^ • fenomeni accaduti in mia assenza, ma non
di divei/o tetti S°.n0 Statl toccanienti simultanei su più punti tatt h
della s essa persona o su piu persone ad una voùa anche per essi può valere
l'interpretazione precedente Indico in sommario le manifestazioni ulteriori -
suo- zioni tSribiliaanertt<? * °gfttÌ 6 m°b,li - ~ '^terializza- Scuno
de nf ' '"•n,0d° Un P°’ brusco * fastidioso su Se P HPen;,|)lfin,,.:.'.
enfiarsi e ondeggiare delle nDt ’-suon erded.,| T’ lnVÌSÌbÌH SOpla alle ^
dei se- aiata’ solo d * bsarm?,"lca ,n aria, mentre era appog¬ giata solo
da una parte sulle spalle del Venzano e una piano altrettanto invisibile
ne alzava ed abbassava il mantice (è scritto andieTfp0116 eelebre
esPerimer>to di Home de- 11Y.? j n d Lhookes) i ~ lacerazione, pur sempre
in battere8 di diu'w'l I'1 Ivi tambureUo ! ~ trasporto e mutuo li facesse
n» r ‘ d‘ ^S110’ messi aPP°sta perchè “John iStetìs “i? ara
raisS volino medianico e trovata tutta ritorta, il finire della se¬ duta
insieme con la fisarmonica ed altri oggetti «otto il mento del capitano De
Albertis. Sg ’ ~otto " Ventalo trfdel-dÌ1-ÌgentÌSSÌr Vfirbalfi
redatta dal dottor oraemezzadfseTranpgure d! "°n avere assistito
all’ultima 01 a e mezza di seduta. Rilevo intanto il fatto che sempre la
Sa di Xi6 P1Ù‘ riCCllÌ" SU,,a fine’ 1uando Eusapia oltie- passa gl, stadi
incipienti o inferiori di “ trance e o-ionge visto6 lusii no
VlfSANI'S00ZZI- qQesto ' iguardo, ha nife J • • sussiste- Pet’ quanto posso
giudicare dalle medianica ehTfì “^P01*0 dirctto tra l’intera
fenomenologia ZrÌ Tly{LfSf 'P?° ie ; -ma sussiste innegabilmente una bionsicHcl
i -, ^ ln,tenSltà deU’esteriorazione di forze un altro fitro f-0™0
,letar^c0 <?eI medium. Rilevo poi “sere Ira « q"?sf° dolg° : la mia
presenza sembra la iecl I Vpef'e dl mibizione sui fenomeni, giacché è già la
seconda volta che, assentandomi per obblighi professionali!
FISIOPSICOLOGIA DELLA MEDIANITÀ 377 mi privo
della parte migliore di due sedute. Non vi sono accaduti fenomeni
sostanzialmente nuovi, ma più numerosi ed intensi. Sono io, dunque, un fattore
di interferenza sulla medianità della Paladino? » * *
Medianità e ‘ Intelligenze occulte A tutta la seduta del 5 giugno ho
assistito ed ho preso, anzi, parte attiva nei fenomeni della sua seconda parte.
Siamo tor¬ nati nel locale del Circolo , e la sala era iersera sgombrata da
ogni mobile ed oggetto trasportabile. Si desiderano sopra* tutto le impronte
sulla plastilina o sulla paraffina ; poiché, sebbene questo esperimento sia
stato eseguito altrove molte volte dalla Paladino, noi non siamo giunti ancora
ad otte¬ nere un buono i voglio dire un autentico) risultato. Tolti gli oggetti
che la medium aveva a sua disposizione e che ridu¬ cevano la fenomenologia della
intera seduta a spostamenti, a trasporti, a movimenti in distanza, ecc. aventi
un po’ troppo l'aria di giuochi di prestidigitazione, abbiamo ottenuto mani¬
festazioni alquanto differenti con un certo contenuto intel¬ lettivo più chiaro
di prima; e finalmente abbiamo avute nuove apparizioni. Il fatto che la
Eusapia si lasci indurre a fare piuttosto gli uni che gli altri esperimenti — o
meglio, a produrre fenomeni a seconda delle circostanze di ambiente — è la più
chiara dimostrazione di due postulati fisiopsicologici che ho ricavato già
dalle sedute precedenti: a) I fenomeni medianici sono principalmente in
dipen¬ denza dallo stato fisio-psichico del medium ; secondariamente (e
dubbiamente) sembrano in relazione con lo stato mentale e fisico dei presenti
; b) lì medium in istato di autoipnosi, tanto inferiore, quanto
superiore, presenta una suggestibilità eccessiva che con¬ tinuamente si palesa
dal principio alla fine della seduta. Quando si voglia, si può dare
pertanto ad una seduta spi¬ ritica un contenuto generico determinato : un
medium come la Paladino non vi mette altro che l’esercizio della sua fa¬ coltà
eccezionale esopsichica, che diciamo * medianica „, quan¬ tunque^ tal termine
implichi un’ipotetica interpretazione dei fatti. Sotto questo riguardo è lecito
davvero affermare che una seduta spiritica è, nei suoi avvenimenti, il
prodotto di un dinamismo psico-collettivo. Si può intendere questa affer¬
mazione in due sensi: — 1» il fenomeno medianico è la ri¬ sultante di un
associazione delle forze biopsichiehe dei con- venuti, o di una sinergia
cerebrale tra medium e «astanti • - , fen°meno medianico, anche se non vi
partecipa la psiche delle persone presenti ed è un prodotto del solo medium
rimane pur sempre in una relazione diretta coll ambiente ove io stesso medium
deve operare ; e questo ambiente può essere per riflessione, o senza, preparato
e modificato in qualsiasi maniera. lutto ciò viene a diminuire
molto — se anche non viene secondo me a distruggere del tutto - l’importanza e l'in¬
tervento delle così dette Intelligenze occulte. Siamo sempre davanti allo
stesso quesito, del rapporto fra il fisico e lo psiciuco : giacché, come nelle
manifestazioni psichiche del- 1 individuo normale, tutto dipende dalla
struttura, disposi¬ zione, nutrizione, eoe. dell'organo cerebrale in cui si
assomma il determinismo dei fatti di coscienza ; così nelle manifesta¬ zioni
medianiche la relazione reale del medium col suo am¬ biente, siano oggetti
materiali, siano altri cervelli senzienti pensanti ed impellenti, costituisce
il substrato necessario e la norma ineluttabile della attività psicodinamica.
Questa «at¬ tività per se non può nulla, non sa nulla, non vuole nulla ove non
riceva dal di fuori (io dico dalle creature umane • invece 1 psico-spiritisti
dicono da entità occulte), la spinta a potere, 1 alimento a sapere, la ragione
di volere. Sono, adunque, gli uomini presenti alla seduta — medium
individui in catena, altre persone presenti — quelli che di¬ rigono le attività
esteriorantisi; non sono già queste che si ri velino autonomamente dotate di
una forza extra-normale che ci si imponga e governi la nostra coscienza. Io
direi anzi che non vi e nulla di più povero e ristretto, di più intrin¬
secamente limitato, d’una pretesa Intelligenza occulta. Non solo la sua
psicologia è sempre, in ogni caso e sotto o°mi aspetto, puramente umana, ma
ogni qualvolta le si chieda dei supposti miracoli “ fisio-psiehici „, è
addirittura sub-umana e si addimostra umile schiava dei nostri capricci, delle
nostre decisioni, dei nostri procedimenti empirici. Io, che ho letto
molte opere del così detto spiritismo superiore (Owen, Kakdek, Coseni, Moses,
Fkikse, Hudson, i knis, ecc.) e non vi ho trovato che una scipita diluzione di
alcuni concetti mistico-gnostici o una verbalistica maschera- tuia di credenze
semi popolari animistiche ed uraniche, mi INCONGUCENZE DELLO
SPIRITISMO 379 sono convinto da queste sedute della
Paladino che lo spiritismo interiore, quello risolventesi in fenomeni
meccanici, non esce dall’empirismo più grossolano, non ha spontaneità, non ha
inventiva, non ha neppure quei poteri dinamici super- umani che la opinione
spiritica tuttavia presuppone. Queste Intelligenze misteriose, che spostano
tavolini e mobili, che suo¬ nano fanciullescamente trombette e tamburelli, che
produ¬ cono luci e ombre informi senza una linea estetica di sorta, e
sopratutto che debbono, per fare qualche cosa di diverso, ricevere il
suggerimento di noi poveri mortali, sono molto al disotto di noi. E se esistono
negli spazi interminati, e se vivono per tempi immisurabili a quella maniera
così poco diversa dalla nostra più bassa gerarchia sociale, anche con la
speranza di montare un po’ di grado e di 4 evolversi ,, dico con Tu. Floubnoy
che sono da compiangere ; e in luogo di obbligarli a compiere cose cotanto
stupide sarebbe umano, non che supernmano, di lasciarle tranquille. Perchè
evocarle sulla terra per fare delle sciocchezze, per giocarci delle
gherminelle, per sbizzarrirsi in tiri di pessimo gusto? I soli meritevoli
di siffatta evocazione saranno i comuni¬ canti, i messaggeri dell’Al di là, sia
mediante il linguaggio tiptico, sia mediante scrittura diretta (la “ necrofonia
„ è tenuta come assai malsicura dagli stessi spiritisti) : ma in so¬ stanza,
anche essi nulla ci hanno dato di nuovo e di utile. Quanto agli spiriti “
manovali „ sullo stile di 4 John King „, a questa categoria di invisibili
giocolieri od Arlecchini buffo¬ neschi e frivoli, come dire che sia dignitoso
per essi, deco¬ roso ed utile per noi, evocarli ed obbligarli ad agire?
Si intende che mi imagino di considerare le cose dal punto di vista dello
spiritismo-sistema, non dal mio. A me riesce comprensibile la psicogenesi
eusapiana della fenomenologia tìsico-meccanica fin qui veduta : mi resta invece
incomprensi¬ bile come altri l’interpreti quale opera di intelligenze estranee
a quella del medio ; addirittura mi ribello poi alla curiosa speranza che tali
scariche di esopsichismo o di forza me¬ dianica siano utilizzabili per
l’umanità civile. Come si fa ad utilizzare, caso mai, dei poteri
eccezionalmente manifesti solo in individui degenerati e nevropatici, e per
ottenere i quali occorre mettersi in uno stato semi-patologico ? Per
portare un tavolo da un punto ad un altro di una camera, per aprire un
pianoforte, per bere da una bottiglia, per togliere una seggiola di sotto a
qualcuno, per accen¬ dere delle lampadine elettriche, non c’è bisogno nè di
ipno- tizzazione, nè di passare nel mondo “ spirituale „ : quando
380 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II si volesse far
servire i nostri ■ morti . a codesti fini poco evoluti, tutti 1 miei sentimenti
si rivoltano, e affermo che allora lo spmtismo costituirebbe uno sfruttamento
ignobile dei disincarnati „, una immoralità indecente della umanità
postuma verso la umanità già vissuta. I miei sarcasmi potranno sembrare
eccessivi, ma io non in¬ tendo altrimenti la credenza “ spiritualistica Vi è
tanta logica nel ritenere che 1 fenomeni medianici della Eusapia Paladino siano
la manifestazione di attività ultraumane, quanto ve ne sarebbe nel sostenere
che i rozzi segni fatti sulle roccie dai nostri antenati preistorici hanno un
contenuto ideale simile a quello della Divina Commedia. Un mondo sopra-
sensibile e ultraumano che è costretto a rivelatisi dina¬ micamente con
esperienze di si bassa indole, vale proprio la pena di occuparci e di
preoccuparci? Non è superiore in untamente ad esso il dinamismo cerebrale
consapevole che crea la pila, il telefono, il telegrafo a distanza?.... Fi¬
nora tutto questo dinamismo spiritico, dimostrazione di In¬ telligenze
invisibili, non ha sollevato il benché minimo angolo del velo onde 1
Inconoscibile è coperto. Ciò torna a dire che il subcosciente (e mi sembra
questa la condanna di molte dottrine o teorie circa la natura del genio), anche
se portato alla sua massima intensità di azione, rimane di gran lunga inferiore
al cosciente ; il che è in accordo colla evoluzione psichica, la quale dalla
coscienza iniziale dell'es¬ sere organizzato più basso, del feto e del neonato
(grado di coscienza cui corrisponde il subcosciente degli organismi superiori e
dell’individuo adulto), ascende fino alla coscienza elevata dell io. Come mai
F. Mvers ha potuto assegnare al subliminale „ poteri così sconfinati e sublimi,
dal momento che il suo scaricarsi è per lo più il risultato di una disgre¬
gazione, che è un evento abnorme o anomalo in personalità aiggia tarate o
ramate dalla neuròsi? L automatismo o la medianità. „ Nel),a.
‘Potesi che i fenomeni medianici siano l’opera di spinti «mane sempre a spiegare
perché sia necessario intervento dell automatismo dei centri inferiori del
medium La ipotesi neo-psichica (che è poi la medesima, se non
automatismo e mbdianita 881 erro nel Kardek,
nell’AKSAKOFF, nel Visanl-Scozzi, nel Bbof- fbbio e in tutti i teorici dello
spiritismo, dall’ invenzione del - nerispirito „ in poi) parte dal presupposto
che questo automa¬ tismo dei centri nervosi del medium serva alla scarica della
energia o del fluido vitale al di là dei limiti dell’organismo : 5en/.a tale
condizione di automatismo dei centri stessi, codesta “ energia animica „ non
potrebbe essere usata, come stru¬ mento intermedio della loro azione, dalle
tntità occulte che errano nello spazio e si manifestano nei fenomeni spiritici,
siano intellettuali, siano meccanici. E’ una ipotesi molto complicata e
poco chiara : e non hanno giovato a chiarirla molto le eleganti elucubrazioni
del dottor Gyel, nè le pazienti enumerazioni di automatismi senso-motorii
subliminali del Mvers (per non citare che 1 più degni di essere citati). È intanto
diffìcile comprendere perchè le Intelligenze occulte, vogliansi anime dj morti,
vo¬ gliaci spiriti di altra natura, come sembra pensare l’occultismo, non
possano rivelarcisi senza questa preparazione o stato speciale dei centri
nervosi. Si vedano intanto due cose: — 1' che gli stessi spiritisti ammettono
come condizione de¬ terminante dei fenomeni medianici uno strumento, il sistema
nei-roso (lei medium ; — 2“ che gli stessi spiritisti sono co¬ stretti a fare
intervenire 1' automatismo dei centri interiori di codesto sistema sciolti da
ogni colleganza funzionale coi centri superiori, e con ciò resi liberi dal
predominio e dalla inibizione di questi. , Lasciamo da parte il
fatto che il mondo degli spiriti, al sen¬ tire gli storici della credenza
(Wahu, HEbLENBACig Daumer, di Vksme...) si rivela a noi anche senza intermezzo
di “ meda „ ; si rivela spontaneamente nelle apparizioni di fantasmi di morti,
nelle * dame bianche , ritornanti a periodi, nelle ossessioni ritenute
demoniache, nelle case infestate o fantasmogeiie... Stridente contraddizione,
che basterebbe a rovinare qual¬ siasi altra dottrina che si lusingasse di
essere logica!... I ce¬ rniamoci alle manifestazioni provocate dello spiritismo
a base di tecnica anglo-americana. Perchè qui abbisogna un medio che ora è
sveglio ed ora no? Ammettiamo anche (bisogna far sempre concessioni in dispute
cotanto intralciate), am¬ mettiamo pure che sia giusta la conciliazione di
Aksakoff tra fenomeni animici e spiritici : ma per quali occorre auto¬ matismo
? Se solo pei primi, come sarebbe più logico rite¬ nere in vista che anima - ■
fluido o forza biopsichica, allora cessa il richiamo che tale sostanza
materiale, ma poco meno che imponderabile, eserciterebbe sugli “ spiriti ,
eventualmente SlpSSSjSessS deli1 Vk^kof.°
££*"» eS8® I‘vven?0n0’ P®r confessione i- , T,AV’ eoc'> senza
intervento di spiriti oe>Sònt, 6 °Le uutoiMatisino sia iniziale e poi
cessi incontra^ -T1 da una condizione di eo e Ce si i porS
ianSd^b;oradh’ -1™ ™an, ente; e con ciò tini “e0sCdatÌ afe il m£
dU^ire e manifestarsi sulla immensa maggioranza degli uomini ° 1 in
secondo luotfo. non fa pQjiftr» nV»o *■ , 4 doVa'bbia servi to' a*** dare
*Ia ig? *T£b ZVrìEì psicologici di automatismo con disgreeazione II! ^
ft£?& SP=? *“ ssfsst- «zi T.Ì » n»-ciT0,„‘0 mL.ir ,,ofa;6 **—
già moltissime volte il suo compii sUto dfv^l ® m0strat? ad una medianità di
ottimo ToÈl^D ^u f^che"^ SLjEmrs; ss?*-** * ~ SiZmir‘r' “t—
-*.wì1“’k £ ilT 'lnoJ'* fi” p* f»““> i* -m ? S.T Ve(*e C^e ^
automatismo li comincia e li nn. compagna incessantemente dal principio al fine
\fn; '* ~M» l'intervento £ tZLc p£wL“S entrate in comunicazione
cogli altri individui presentì, la Paladino si serve di due mezzi: — a) i segni
convenzionali tiptologici; — b) la sua parola diretta. Ma la tiptologia è il
prodotto genuino deU’automatismo, anche a detta degli stessi dogmatisti dello
spiritismo “ scientifico „ ; e la parola diretta o vocale con cui il famoso “
John „ rivela i suoi desideri, non altro mette in mostra se non una delle
solite personificazioni da noi studiate negli ipnotizzati e dipendenti da
auto-suggestione o da esosuggestione, qui divenuta auto¬ matica per
monoideismo. Ciò mi concede di rilevare (sia detto ai dilettanti ed agli
intrusi in codesto campo di studi) la costante innegabile predominanza del
fattore psicologico; ossia la riduzione del determinismo iniziale, o della
parte intellettuale del determinismo ulteriore dei fenomeni pala- diniani, alle
leggi meglio note della fisiopsicologia e psico- patologia. Ora, a ine pare che
questo sia un risultato ab¬ bastanza significante delle nostre osservazioni sui
fenomeni e valga a dare un po' di luce sulla natura del medianismo.
« * * Intenzionalità e volontà del medio. Uno degli egregi
miei compagni del Circolo, il sig. Fer¬ raio, giovine di raro equilibrio
mentale e di vivissimo acume, mi diceva, pur lui, uscendo dalla ultima o
penultima riunione, che l’azione della volontà del medio era evidente in quasi
tutta la serie dei suoi esperimenti : che cioè la Eusapia produce i fenomeni
che vuole produrre. Io sono lieto che una persona intelligente, non legata a
preconcetti scientifici, arrivi col solo buon senso a si fatta importantissima
osser¬ vazione. La Eusapia — gioverà ripeterlo — produce un buon numero di
fenomeni tanto in oscurità, quanto in semi-luce o in luce, senza entrare in
trance aideico, nè in piena subcoscienza. Non escludo che essa abbia allora
delle brevissime assenze, durante le quali si sprigioni quel suo potere
speciale da cui nascono i fenomeni medianici; ma è certo che essa intensamente
si prepara col suo volere a produrli. Prima di ogni esperi¬ mento essa guarda
fissamente le persone che toccherà, o per mezzo delle quali farà quel dato
esperimento : essa guarda anche fissamente gli oggetti di cui si servirà, la
tenda che si gonfierà e darà luogo poi alle materializzazioni tangibili, i
ta- ?>84 MICOLOGIA K SPIRITISMO, li voli
e 1p seggiole che sposterà, gli Oggetti che trasporterà, H chiarore delle
porte semi-aperte contro cui faro apparire le ombre. Questo suo processo di
attenzione attiva, di iperpro sessia, significa la messa al punto cheinizia il
fenomeno, ed im¬ plica pertanto una prima fase psicologica della medium, che lo
dirò di attenzione o presa di mira : è, come si vede, u j nttl°n
Cunaieseconda°fase vi è il silenzio della Eusapia, una specie di concentrazione
del medium, accompagnata abba¬ stanza spesso da un ben sensibile contram e
irrigidirsi de 1. persona delle membra, di tutto il sistema muscolare. Questa
tensione o stato di sforzo precursorio indica, certo, unlavono interno di
rappresentazione : la Eusapia non solo si iap- nrueenta le persone, gli oggetti
ecc., ma si ìmagma ani he Intensissimamente l'atto che compirà, l’evento che
succederà: il suo dinamismo sta raccogliendosi, e questa fase la duerno di ^iòL
o di carica. È la Eusapia Paladino cosciente di ciò ^ In un notevolissimo
numero di esperimenti essa noi cade in sonnambulismo nè in letargo - passato un
tempo di preparazione muta, essa ritorna a parlare, dirige la tecnica, discute
rivolge l'attenzione dei presenti sui fenomeni che si produrranno; non li
ricorda sempre (è vero), ma questo non vuol dire che non li sappia : la sua
amnesia pare spe?so un ab. e mezzo per colpir di più la meraviglia degli
astanti, lutto il contegno di Eusapia è insomma quello di persona che vuole e
di volere un fenomeno. Il De Fontkcat designa onesto stato col nome, abbastanza
bene scelto, di trance attivo intendendo denotare che allora la medium ha la
coscienza della mancanza di certe forze o fluidi di natura speciale ,, e nello
stesso tempo “ la intuizione dei mezzi atti a farli nascere e accaparrarli „ U
propos de h. P., 98InPuna71tìse ulteriore, che diremo di scarica, i
muscoli della Paladino entrano in piccola contrazione, passano dallo stato di
tono a quello di clono : al si'enzio eoncc- ^ trativo succede (se i fenomeni
saranno molto intensi) una specie di agitazione convulsa della medium ; si
capisce > coni dal suo corpo si sprigioni allora la energia che provoca
il movimento, il trasporto, la luce, la apparizione di ombre^ecC;
Tutti questi atti di attenzione, concentrazione e convul sibiliti dònno
fondamento alla dottrina cbecom.deraiW meni di medianità meccanica come il
risultato d1 una torte scarica di un’energia che parte dal medium; e cosi si
toglie altrettanta base alla credenza che tali fenomeni sieno
h manifestazione di entità occulte estranee al medium stesso. Quale
sarebbe, caso mai, il nesso che lega l’atteggiamento particolare della
coscienza e volontà del medium con queste coscienze e volontà ultraumane?...
Bisognerebbe ammettere che la rappresentazione o imagine di un movimento, for¬
mandosi nel cervello vigile del medio, faccia entrare in vi¬ brazione
corrispondente telepatica le Intelligenze extra-ter¬ rene, e le faccia accorrere
ed agire a quel modo che il medium ha pensato e voluto (spessissimo per
suggestione dei pre¬ senti): ora, sarebbe questa una inversione completa della
ipotesi spiritica. Gli spiriti diventerebbero gli strumenti del cervello del
medium, non già gli agenti dominanti. Anche per il passaggio in trance la
volontà della medium è attiva nella maniera più evidente. Una sera che poco si
produeeva, essa era agitata e scontenta, il che può ad un osservatore
superficiale far credere che i fatti medianici si producano senza e nonostante
la volontà del medium : la ragione però del ritardo con cui si produssero i
pochi feno¬ meni di quella sera, stava semplicemente in questo, che la Eusapia
Paladino non era in tali disposizioni mentali da riuscire a concentrarsi sufficientemente
per cadere in auto- ipnosi ed in sonnambulismo. Poiché anche per arrivare a
codesto stato è necessario da parte sua uno sforzo di atten¬ zione, di volontà
: il trance si provoca quando essa lo voglia fortemente, a un di presso come si
avvera il parossismo della isterica quando questa si autosuggestione. Ma anche
durante il trance la volontà della medium mantiene un certo dominio sui
fenomeni. Eusapia grida, geme, domanda aiuto perchè vuole la produzione del
fenomeno: e se questo non riesce a buon fine, manifesta con lagni, con frasi
sconnesse e quasi delirando, il proprio rammarico. Essa segue pertanto colla
sua attenzione cosciente tutto lo svolgimento del fe¬ nomeno; nè risulta vero
che in simili casi la medianità agisca oltre alle “ frangie , o alle peuombre
dell’io superiore nè che entri in contrasto colla volontà e coscienza del
medium. Il presunto antagonismo fra la medium ed il suo “ John abbiamo
già visto consistere soltanto in un’ apparente lotta di volizioni: ma la lotta
riguarda sempre circostanze accessorie di minima importanza (se un astante
debba o no uscire dalla catena, se vi debba essere luce o penombra se
continuare o no la seduta); mai riguarda la produzione ilei fenomeni più
cospicui, quali le materializzazioni, le ap¬ parizioni, le impronte. In allora
ogni traccia di antagonismo tra fio cosciente e Pio subcosciente della medium
scora- Morselli, Psicologia e spiritismo. «5 pare : tutta la psiche
della Eusapia è concentrata fortemente nel fenomeno, e questo si svolge in
dipendenza di un inten¬ sissimo suo lavoro di attenzione, di tensione psichica,
di sentimenti, di volontà : l’estasi di medianità non è altro ! Un altro
fatto abbastanza significativo conferma questo risultato del mio studio
psicologico. Ed è la incessante preoccupazione della Eusapia Paladino di
convincere qual- cimo fra i presenti (adesso sono io il renitente!) della
realtà dei fenomeni. Fino alla III seduta, essa ha ignorato ehi io ero e i suoi
fenomeni si dirigevano a tutto il gruppo indi¬ stintamente : dalla IY in poi si
è rilevata la preferenza che essa mi dava, ora perchè la controllassi, ora
perchè fossi in ca¬ tena, ora specialmente per produrre col mio intervento 1
fenomeni più interessanti. Dirò subito che questa singolare mia posizione nel
gruppo degli 11 o 12 colleghi la debbo soltanto alla notoria mia posizione
scientifica di fronte allo spiritismo. Ora, la preoccupazione della Eusapia si
spiega col desiderio di convincere, di u convertire „ il Ninnerò Cinque-. forse
le hanno detto che ciò può giovare alla sua fama (non alla dottrina, di cui mi
pare poco curante). Non comprenderei affatto perchè agli spiriti
all’ignorantissimo * John . so¬ pratutto, ■ che potrebbe ottenere soddisfazioni
piu vive diri¬ gendosi ad altri meno scettici di me, torni vantaggioso co-
desto apostolato ad hominem. Invece tutto si illumina quando sì mette in azione
la molla dell amor proprio della Paladino, la quale può (panni) desiderare che
io aggiunga il mio assenso a quello degli altri scienziati ormai convinti della
sua veridicità. Anche in “ trance „ essa ricorda sempre u suo “ Giulio „
(I’Oohorowicz I o il suo “ Carlo „ (Richet). Nè soltanto la Eusapia
Paladino prende sempre me di mira nello stato di veglia : anche in
sonnambulismo non mi dimen¬ tica ; e questo mostra che il trance non le fa
perdere la perce¬ zione della realtà, nè il ricordo dei fini cui tende nella
veglia, nè la utilizzazione della persona da cui può sperare qualche vantaggio
per la sua credibilità. Pare immersagli pieno anideismo, insensibile, incosciente
; eppure cerca il A '* 5 » , vuole le mie mani, si serve di me per la
produzione delle impronte tanto desiderate, ecc., ecc. Non abbiamo in ciò la
prova che la volontà del medium — più assai che quella delle Intelligenze
occulte — prepara e sviluppa i fenomeni ? La fenomenologia della Paladino
ha, dunque, due origini : — da un lato, i suggerimenti degli astanti ; — dall
altro le tendenze (diciamolo per una volta tanto) interessate della medium. Che
cosa ci verrebbero allora a fare le famose Intel- licenze * erraticlie „
?... E che l’attenzione della medium non veima meno mai, quando essa ha
prodotto intenzionalmente un fenomeno, lo si è visto quella sera in cui, avendo
pro¬ dotta una * forma „ secondo il solito a mio benefizio esclusivo, ed io
restandomene in silenzio, il tavolo imperiosamente disse che il “ N° 5 „
parlasse. Non vi è là la più bella prova che l'automatismo tiptomotorio della
medium opera per una spinta che viene dall’alto e precisamente dalla sua
coscienza vigile, cioè dalla sua preoccupazione di stravincere, di servirsi di
me pei suoi scopi particolari ? Questa intenzionalità versus me l’ha però
portata ad ec¬ cessi : un certo numero di fenomeni che essa ha voluto prodm're
con me e su di me, sono stati assai probabil¬ mente falsi o non hanno avuto
esito. Tal è sopratutto la serie di tentativi tatti, sempre col mio mezzo, per
stampare le impronte sul mastice. Codeste impronte erano molto de¬ siderate dai
miei colleghi, che loro annettono grande impor¬ tanza : ma non si sono avute se
non impronte poco signi- cative. La prima — lo dissi — per me puzza di bugia -
la seconda, quella delle dita che hanno asportato un po’ di mastice facendone
pallottola e consegnandomela (due volte fu ripetuta questa manifestazione), non
è sodisfacente perchè avvenuta in pieno buio, e perchè non corrisponde al desi¬
derio comune, anzi lo elude : — la terza, che consiste Della « forma „ di una
mano sinistra, premuta finalmente jersera a pugno chiuso entro la massa de!
mastice, è la sola impor¬ tante, e mi riservo di discorrerne a parte.
Jersera (5 giugno) si è avuta altra prova della intenzio¬ nalità della Eusapia
Paladino. A un dato momento il plico che io consegno seralmente al Porro, gli
fu levato di tasca e mi fu gettato quasi sdegnosamente davanti, poi mi fu ri¬
preso, ridato, tornato a prendere, ed infine restituito con la busta strappata
in un angolo. Vi è senza dubbio dello straordinario in questa sottrazione e
trasporto di un oggetto mediante mani invisibili : Tesserlo andato a prendere
al buio nella tasca del Porro, l’averlo portato a me e non ad altri. Ta¬ verne
strappato un angolo di busta senza che nessuno avver¬ tisse il rumore!.... Ma
guardando al contenuto intellettivo del fenomeno, sempre si vede riflettervisi
la preoccupazione della Eusapia verso di me. Sta bene che si dica che 1 ha
fatto John , per vendicarsi (del resto, cortesemente) del mio scetticismo : ma
questo essere spirituale si trova allora al servizio della volontà della
Eusapia. Da tutto questo è convalidata la mia opinione ormai ferma circa il
contenuto psicologico della medianità, contenuto del tutto proveniente dai
desideri, dalle emozioni , dalle idee del medio, e per nulla all'atto
rivelatore d’una qualsiasi Intelligenza distinta dalla sua. Insamma “ John King
„ altro non è se non una condizione psichica speciale del medium : nella veglia
o in preipnosi “ egli , ne è una credenza fissa, ma suggerita, un monoideismo
di ma¬ niera; nella auto-ipnosi o “ trance „ ne è una personificazione; in ambo
i casi è un simbolo, non una realtà. E come lui, così è tutta la illusoria sua
compagnia d’altre entità occulte, o anime di “ trapassati „ , sia che ci si
manifestino materializ¬ zandosi in mani invisibili che toccano, sia in mani
visibili, sia in forme resistenti al tatto, sia in ombre di diversa gran¬ dezza
e densità, sia infine in più spiccate apparizioni personali.
« * * La legge dello sforzo minimo nella medianità. Mi
sono convinto che nella psicologia della medium do¬ mina un’altra legge
fisiopsicologica : quella del minimo sforzo. Tutti i fenomeni pajono ottenuti
mediante una evidente scarica esopsichica (lascio per ora di trattare la natura
di codesta energia); ma la Eusapia tende sempre a risparmiare il suo “ efflusso
„ nerveo per i fenomeni più importanti. I primi toccamenti sono fatti
alle persone più vicine: — i primi fenomeni sono sempre i più deboli: — gli
oggetti spostati sono in generale dapprincipio i più leggieri, solo in seguito
i più pesanti; — e cosi via via. La linea di direzione degli esperimenti
è determinata più che altro dalla abitudine : ove la Eusapia fosse stata edu¬
cata secondo una finalità più intelligente, quali fenomeni non si sarebbero da
lei prodotti! Qui invece, stante il mi¬ soneismo dominante nei circoli
spiritici, essa preferisce ripe¬ tere sempre le stesse imprese, nè si preoccupa
di pensarne delle più significative. Gli “ spiriti „ non sono in grado di
suggerirgliene di diverse, appunto perchè nella sua psiche domina — come in
ogni psiche umana — la tendenza ad agire col minimo dispendio possibile di forza,
e senza sforzo. ( Ogni sforzo implica pena o dolore : da ciò la tendenza del
medium alle fi-odi coscienti e alle incoscienti. Tutto questo è della più pura
e genuina psicologia umana, e non già della mentalità occulta e iperumana
! Una volta presa una direzione, la fenomenologia media¬ nica si viene
ripetendo da anni ed anni, e si ripeterà inde¬ finitamente e fatalmente, se il
rigore scientifico non vi tras¬ fonde un po' di sangue nuovo. Cosi si spiega,
per la Paladino, la ripetizione del giuoco abbastanza assurdo della seggiola
sottratta di sotto e poi messa sul tavolino (esperimento venuto, con
piccolissima insignificante variazione, almeno sei o sette volte). — Così si
spiega la poca varietà dei toccamenti, che sono sempre ad un di presso i medesimi,
e coi soliti significati convenzionali di debole contenuto espressivo per
annùnziarsi, per affermare o negare, per assentire e applau¬ dire, per
schernire e punire, ecc. ; in tutto, non più di otto o dieci espressioni
simboliche, che non è vero variino per modalità personali, ma solo per
caratteristiche esteriori. — Cosi si spiega il fatto che una volta preso un
oggetto (ven¬ taglio, fazzoletto, plico, borsetta, ecc.), la medium continui a
servirsene a lungo quale strumento di manifestazioni, quasi non sapesse più
uscire dal circolo dove la volontà o il capriccio dei presenti, o anche il caso
(si noti bene) l’hanno fatta entrare. Occorre abbastanza spesso una spinta
estranea, un — basta, cambiamo ! — dei presenti, per indurre il subconscio
della Eusapia a iniziare altri fenomeni : e questo non avviene mai senza una
pausa che implica la già indicata prepara¬ zione al nuovo sforzo che le si
chiede, e la premeditazione del nuovo fenomeno. La sola spontaneità delle
manifestazioni appartiene alla fase profonda, sicura di ipnosi (“ trance, le¬
targico, che Gnu., de Fontenay chiama “ trance passivo „). *
* * Fenomeni meccanici e acustici. 1. Ritmo e
intellettualità. La sera del 2 (Vili seduta) e del 5 giugno (IX seduta) i
colpi o raps e i moti del tavolo hanno assunto un ritmo deciso, imitativo,
identico a quello che noi produciamo scat¬ tando le dita automaticamente o
accompagnando un’aria colla cadenza del piede. Il contenuto intellettivo ne era
per¬ tanto assai scarso. Oltre al fatto che tale manifestazione era stata
suggerita da noi e corrispondeva al “ fausto evento „ della giornata (nascita
della Principessina Jolanda), 390 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II „coli 'Azione a distanza e trasformazione di forza,
senza dubbio, mirabili per la bio-meccanica e per la Ps^ol°^ fisiologica ; ma
niente di speciale per la psicogena del fe- n°Questò dico perché qualcuno
pretende scorgere una prova di intellettualità in codeste elementarissime
marni di senso musicale: sono le medesime cheJ^n,'0 ^\^1 ed del ritmo, il
quale è nato per 1 appunto nella ^ ora continua a comparire nell
individuo pei mez . sri srr ” riuscito ad avere una prova di
intervento di spinti Duo orecchianti. “ Intellettualità,, dunque, come in tutto
il resto. li gnificato dei battiti e toccamenti o è musicale (ritmo,
cadenza), o è convenzionale. Nell’uno e nell altro caso si do¬ vrebbero trovare
curiose differenze fra > medium dei vari e delle diverse razze. Un fakiro
indiano, ad esempio, probabilmente si esprimerà con ritmi e simboh d altra na¬
tura dei nostri: e cosi avremmo una prova di piu delio ril -Tfci fenomeni
mediamo!, 1. quje r. «reato nella psiche dei medi, e non in esseri extraumam.
Ora a usi che individuale risulta di retaggi e mimetismi dalla psic
K&;r««tto le g™di «oriti, iutrodottóv, M , gemo « le piccole acquisite
dalla esperienza personale. Ecco pere nella Paladino, che dà al suo tavolo una
mimica cotanto meridionale, anzi napoletana. L mtellettaaMà , d^l
dianismo paladiniano, per quanto a me consta, si riduce tUAl Sproposito,
trova qui il suo posto un’osservazione che io sono venuto facendo, tra me e me,
nello studiare l’argomento anche in riguardo alla filosofia della storia
all’etnografia. La uniformità delle comunicazioni spiritiche è curiosissima:
bisognerebbe analizzarla minutamente per stabilire il contrasto fra la loro
monotonia^ e le caratteri¬ stiche storiche etniche e individuali degli spinti
,. Leg gSo ijSSiel « 1 libri dogmatici dell, sfinimmo Iarde-
uniformità e frivolezza dei fenomeni 391 kiano,
davisiano, teosofista, illuminista, ecc ci «trovadavanti a continui
non-sensi. Ad esempio questo, che SoOTAte e Franklin, Tommaso Campanella
e Garibaldi, *an Luigi re di Francia e Camillo Cavour ,, entrano in scena colle
stesse identiche espressioni verbali (traduzione motoria del pen¬ siero) : ciò
significa che il medio odierno trasporta nell Al di là le sue nozioni
convenzionali. Tutto il lavoro imm® dell’identificazione sarebbe da rifare.
Anche da questo lato scrive argutamente W. James: * Una cosa comune a
quasi tutte le manifestazioni degli .tati ipnotici Se 'medianici, è la loro
somiglianza generica nei d^ersiMndividui. L’ ‘ estraneo ,. lo ‘ spinto „ o e
fatuo insi¬ gnificante e grottesco [p. es. - John King ,], oPP^e. ^ sc^nd dalle
regioni più elevate, si esprime con un linguaggio inde finito vagamente
ottimistico, con una filosofia vino ed acqua, in ^ spesso ricorrono frasi
sull'armonia, la bellezza. « Plesso U, sviluppo morale [p. es.. "
Imperator „ di Moses Malia , di Hr ò d'ALÉsv ì ‘ gran prete Liana „ della Rufina
Noeggkratb, Emanuele , di For^oom, ecc., ecc.]. .Quasi Bembra che unabnona metà
di tali messaggi sia stata scritta da un solo autore, sen curarsi delle persone
che li avrebbero messo fuori. Non so se tutti gli Io subcoscienti dipendano in
modo peculiare e in certo grado dallo * spirito del tempo , e fa esso si
inspirino ma questo si può certamente affermare delle Persona ita . ■ e- «m
dalie che ‘ si sviluppano , nei circoli spintici , (Pnnc. di Psicologia . trad.
ita!., p. 270-1). 2. Ritmo e sincronismo. La contemporanea azione a
distanza su due o tie o più stili menti (tamburello, trombetta tavolino) per
dare ^rc^OM. acustiche ù presenti, è stata udita e accertata, e non per
tove tempo, anche jersera. Ma anche qui, oltre all. p _ contenuto
intellettivo (l'accordo armonico fra gf stnimenti non si è mai udito, stante la
nessuna capacita musicale della Ensapia, e quindi con perfetta corrispondenza
alla sua ana musia costituzionale ), non vi è ragione di desumerne a Pr®s ‘ di
più Intelligenze dell'Al di là, ciascuna delle 9»ah abbia af¬ ferrato uno
strumento e abbia voluto agire in un c fanfara. Il movimento esopsichico può
benissimo comuni carsi a più oggetti in una volta, sia se lo si vu calo da/
cervello del medium in forma di energia diffusa, sia che lo si creda ima
proiezione di imagmi con rappiesen- tazione di movimenti. Io posso
facilmeu e miag , suonare un’intera orchestra : posso, cioè,
rappresentarin l entrata in movimento dell'aria smossa
da varii strumenti e con vibrazioni distinte per numero, ampiezza e timbro. Chi
non è capace di zufolare una marcia quale si sente da una banda? E il fonografo
non stampa forse e non ripete nello stesso tempo un numero vario di vibrazioni
sonore, cosi da dare l’impressione di una assemblea parlamentare discu¬ tente,
d’una banda in esecuzione collettiva, di un canto di voce umana accompagnato da
violini e violoncelli? Tutto questo può fare uno stile metallico scorrente sudi
una stagnuola (mec¬ canismo stupendo, ina semplicissimo): ora. perchè non potrebbe
farlo — caso mai — il nostro cervello posto in condizioni di disgregazione dei
centri, quando ognuno di questi ac¬ quista una maggiore indipendenza funzionale
? Non affermo che questa sia la spiegazione definitiva dello straordinario *
fenomeno „ della simultaneità di suoni prodotti dal medium con strumenti
diversi: dico che prima di asserire o di cre¬ dere che vari spiriti, evocati a
bella posta, si siano messi bambinescamente a comporre quel fracasso, chi a
soffiare in una trombetta, chi a battere colle dita su di un tambu¬ rello, chi
a scuotere a ritmo un tavolino, ecc., ecc., si de¬ vono esaurire le possibilità
più verosimili, e sopratutto questa: che quei movimenti elementari e discordi
siano il risultato di una rappresentazione composita del medium. In
quanto alla simultaneità dei toccamenti ritmici, non ripe¬ terò quanto ho detto
in un paragrafo precedente : sono convinto che nel più delle volte la sincronia
è apparente per ovvie ragioni fisiopsicologiche , ossia quale rappresentazione
di un’associazione tumultuaria di “ fenomeni „ esopsichici. — Debbo ammettere
però che vi possano essere palpamenti e altri fenomeni del genere (colpi,
battiti, ecc.) sincroni, ina diversi d’indole e distanti gli uni dagli altri
nello spazio, anche per un altro meccanismo: ossia in rapporto colla possibile
emanazione di due, tre, quattro membra dinamiche (due mani e due piedi) del
medium, ciascuna delle quali sarebbe diretta nella sua attività esteriorizzata
secondo un fine distinto intenzionale. * • * Trasporto
intenzionale di oggetti. Jersera “ John King „ si è imposto di dimostrare
la sua abilità prestidigi tatoria, approfittando del plico dove chiudo le
mie Note critiche alte sedute e che consegno ogni sera al professor Porro.
Questi se l’era messo in tasca, quando trovan¬ doci noi immersi in debolissima
luce, dirò anzi nella semi- oscurità, egli si è sentito frugare : e dopo alcuni
minuti io, che ero bensì in catena, ma di fronte ad Eusapia al¬ l’estremo
opposto del tavolino, mi sono sentito mettere in mano un oggetto che col tatto
ho riconosciuto essere il mio plico chiuso in busta ; ma quasi subito mi è
stato ritolto, è scomparso, è stato via un po’ di tempo , mi è stato ridato,
poi ritolto con colpettini significativi di una mano invisibile sul dorso della
mia destra. E il giuoco con¬ tinua: il plico è riportato in tasca del Porro,
ripreso e mes¬ somi nuovamente fra le dita da una grossa mano che scher¬ zando
mel consegna e mel riprende, poi se ne va con esso... Sempre al buio mi sento
di poi consegnare un pezzetto di carta, e si rileva che è un angolo lacerato
della busta del plico. Non basta: questo oggetto ha decisamente svegliato il
buonumore di “ King „ : egli lo fa passeggiare ancora per un pezzo dall’uno
all’altro degli astanti... finche se ne stanca e si dà ad altre
manifestazioni. Questo trasporto volitivo di un oggetto ha qualcosa della
finalità: lo si direbbe una burla di “John, per dimostrare il suo sarcastico
modo di considerare le mie Note antispiritiche. Si può indurne un fatto di
telepatia o suggestione mentale? Non credo: eravamo in troppi a sapere la cosa;
è probabile, anzi quasi certo, che pure Eusapia aveva saputo di questo patto
intercorso fra me e il prof. Porro, e sapeva del plico a lui consegnato ad ogni
seduta e quella sera istessa, e sapeva anche la tasca dove l’oggetto era stato
messo. TI fenomeno telecinetico non resta meno straordinario anche per la
distanza dal medio, alla quale avvenivano quelle sue azioni complesse di
psichicità esteriorata o radiante. Più probabile rimane, iuvece, la
suggestione mentale in altri due trasporti consimili di oggetti, avveratisi
dopo es¬ sere stati pensati e voluti da due miei compagni. Una prima volta, il
sig. Fausto Ferrare si è tolta una moneta di tasca e ha pensato intensamente
che la occulta “ Entità „ operante nella penombra glie la prendesse di mano e
la recasse a me : ebbene, egli si trovava allora fuori di catena, ad un metro e
mezzo dalla destra di Eusapia. ed io ero di fronte a costei, distante di tutta
la lunghezza della catena : il fenomeno è avvenuto puntualmente come Ferrare lo
pensava! Una seconda volta, lo stesso fatto si ripete per volontà del March. Da
Pas¬ sano, che si trova dietro a Ferrare, quindi ancor più lontano
da Eusapia : i due soldi gli sono sottratti di colpo, e poco dopo mi sono
introdotti tra le dita! La suggestione mentale è, qui, evidente, e io debbo
riconoscere che, data la sicurezza morale la più assoluta in cui mi trovo
rispetto ai miei col- leghi, non rimane altra spiegazione verosimile: non ci
sarà però intervento di “ spiriti „ dal momento che siano accertate la facoltà
telepatica e quella medianica (— animica) di muo¬ vere e spostale gli oggetti
materiali senza contatto alcuno. Trova qui posto una considerazione sui
fenomeni di tele- cinesia. Un grandissimo numero di persone che non hanno
assistito mai a sedute e sentono in particolar modo narrare dei moti e delle
levitazioni del tavolino, è tratto a ritenere che questo solo sia l’oggetto
capace, per la sua forma e colloca¬ zione, di prestarsi all’attività medianica,
e perciò si fa un gran discorrere sugli stratagemmi che la P. potrebbe
industriarsi di mettere in opera per scuoterlo, inclinarlo, sollevarlo. Ma in
queste sedute Eusapia ha scosso, mosso, sollevato, spostato, fatto volitare una
folla di altri oggetti, la cui forma e col- locazione a distanza non si
presterebbero ai supposti tiri insidiosi. Un tavolo grande a scrittoio, un
pianoforte, dei piccoli tavolini a trepiedi, delle seggiole impagliate e delle
altre pesanti imbottite, i piatti del mastice, una macchina da scrivere, delle
bottiglie e dei bicchieri, calamai, lavagne, ventagli, portafogli e plichi,
trombette, mandolini, chitarre e carillon s, campanelli, palle di gomma, fogli
di carta e lapis, vasi in ceramica, mazzi di fiori, una borsetta, dei iaz- zoletti,
un cappello, una nappa . Questo è l’elenco som¬ mario, e potrebbe
continuare. Le impronte sul mastice. Anche la sera del 5 non
si è ottenuta la desiderata im¬ pronta di un viso, come ne ha date tante la
Eusapia: si è pro¬ dotta soltanto quella di una mano sinistra premuta a pugno
semichiuso sul mastice collocato nel gabinetto oscuro. Il calco dell’impronta,
che riproduco in figura, dimostra che essa fu fatta poggiando le seconde
falangi delle quattro dita minori ed il bordo esterno o radiale del pollice
contro la sostanza molle impressionabile. Quella mano è piccola, e non ha
caratteri morfologici tali da potersi riconoscere, anche Mousei.m,
Psicologia e Spiritismo 1. Tav. IV. Calco in gesso
dell’impronta di * pugno spiritico „ ottenuta l.v sera del 5 giugno 1901 in una
seduta di Kusapia al * Circolo Minerva „ in Genova. le impronte sur
mastice 395 ss JT-= te"v ' (
^esteriorizzazione della motncità. La medium in ZTe di°afferrare ert
attirare gli oggetti, di toccare, ecc): ciò ìe costa moltissimo sforzo ed è
causa ■«*«»"* di esaurì- Ists béso.p.t'rt & 5£S“sr
-”4" “»e meno desiderato da tutt P uale anzi j nostri La mano
che ha stampato la impronto non e gmi , è difficile dire se diversa o
simile a quella della radino, •o per Ts a direi piuttosto somigliante. Ma
quando si ri¬ farà la prova. si vedrà come nel mastice da vetraio una
dalla diversa pressione esercitata sulla duttile SOstanza^Nep , ure si riesce a
dire se sia una mano maschile o .femminile^ per 6 la sua piccolezza la direi di
do^a — « per la forma del pollice che si presenta piuttosto sottile I
gato in leggiera estensione. Penso intanto che le mani “ dina¬ miche »
emesse dal medio, o sono simili alla sua, il che sarà frequente, o assumono una
forma e grossezza differenti, ma questo avverrà solo in un certo numero di
casi: il più delle volte è una imagine di mano plasticamente proiettata in
forma impersonale e che perciò non ha caratteri speciali; ossia la
materializzazione teleplastica forma *■ una mano .. nient’altro, non 1; quella
data mano Lo stesso direi che avviene delle teste, dei piedi, delle braccia,
dei profili, tanto se materializzati per la vista quanto se per il tatto.
Dna prova di questa impersonalità vaga e generica delle materializzazioni si ha
nella stessa uniformità loro. Noi non abbiamo ottenuto finora (e me ne duole
assai) impronte di faccie o profili, ma probabilmente al Circolo Minerva Eu-
sapia avrebbe plasmato a distanza il solito volto di vecchio sbarbato, magro, a
profilo adunco, a capo e a mento promi¬ nenti, a zigomi larghi, a bocca beante,
che da anni ed anni la sua imaginazione sa, e quindi può, esclusivamente 01
gamzzare con gli elementi diremo u fluid ic i „ nei quali si esteriorizza la
sua medianità. Tutto attorno nella sala del nostro Circolo stanno appese le
fotografie dai calcili eseguiti dal eav. Chiaja sulle maschere di defunti
impresse nella creta e gettate in scagliola : è un solo ed unico volto,
riprodotto dalla E. le dieci e le venti volte. 0 è il suo “ doppio , : o la
visione interna di quella maschera le è divenuta abituale, strettamente
parlando “ stereotipa „ ; e come avviene nelle stereotipie dei pazzi allucinati
e visionari, essa si riproduce automaticamente, salvo leggiere e insignificanti
varianti, nel pensiero di Eusapia e quindi nelle sue projezioni di
pensiero. Allo stesso modo è uniforme V atteggiamento delle mani
medianizzate ed impresse da questo medium. Possono va¬ riarne la forma e la
grandezza, dalla mano infantile ottenuta da \ is ani -Scozzi alla ben più
grossa eseguita alla villa dei Bleeh a Montfort-l’Amaurv e anche a Genova : può
qualcuna essere imperfetta o deforme, come accade assai spesso sul mastice
troppo indurito : ma son sempre le punte delle dita che si imprimono
divaricate; è sempre la stessa mano se¬ michiusa tra pollice e dita minori a
mo' di anello, che si immerge nella pasta e ne asporta un pezzetto : è sempre
lo stesso pugno spinto con forza dirittamente nel mastice o stampato di fianco
dal lato del pollice. La costanza del mo¬ dello implica monoideismo
dell’esecutore. Un rilievo interessante concerne il velo , che ordinaria¬
mente ricopre le membra e le faccie improntate nella creta.
Morselli, Psicologia e Spiritismo, I. Tav. V.
Calco in gesso dell’impronta di ‘ volto spiritico „ prodotta
medianicamente da Eusapia, in Napoli (dal Cav. E. Chiaia). Whe nel calco
dell’impronta da noi avuta si scorgono la u-iun e le pieghe di un sottile
tessuto involgente S pugno “ fluidico t. malime sul dorso del pollice. Gli
scettici obiet¬ tano per l’appunto questo dettaglio per sostenere che si tratta
di un’impostura bella e buona: il medium astatamente, prima di allungare la
mano o di premere con la faccia sul piano della molle e untuosa plastilina, si
ricopre di un faz¬ zoletto o di altro pezzo di stoffa nascostosi in tasca,
ovvero lo stende frettolosamente sulla superficie liscia, aflinchè non gli
rimangano appiccicate porzioneelle di quella sostanza e non si avverta di poi
sulla sua persona l'odore dell’olio di Imo ondè impastata... .... , ,
• Ri certamente, tutte le spiegazioni di questo parUcolaie
medianico avanzate in senso spirìtico, rimangono insufficienti e 'non vincono
il dubbio. - Le analogie del drappo bianco in cui si presentano avvolti 1
fantasmi, riproduce sotto alti o aspetto ma non risolve il problema — La
necessita che le materializzazioni si circondino di stoffa per mantenete
la con¬ densazione della sostanza fluidica onde son formate, per quanto si
ripeta nel quasi costante agire delle entità invisibili pa- ladiniane dietro le
cortine del gabinetto medianico pare a me una petizione di principio: e poi,
perchè veli ebbeio al lora mani carnee percepibili al nudo, e impronte scompa¬
gnate da quella trama protettrice ?... — Confesso che la cosa rimane
enigmatica; e mi lascia nell’incertezza anche un conato qualsiasi di
spiegazione psicologica questo, per esempio, che la medium proietti l’imagine
pensandola ricoperta e protetta a quella maniera da una stoffa, allo scopo,
pure pen- safo.di ritirare nette la mano o la faccia dopo il contatto con la
plastilina; ovverossia per il predominio dell idea fissa consistente nel
trionfo della causa. Ma che funambu- lismo del ragionamento apologetico, e in
tutte le dilezioni che gli si vogliano dare! Fenomeni
luminosi. Apparizioni di mani e figure. La nona seduta è stata
contraddistinta più di tutte le precedenti da fenomeni luminosi, lo, per mio
conto, trovan¬ domi sia di fronte al medium nella catena, sia alla sua si¬
nistra come controllore, ho avuta la percezione ripetuta di codesti
fenomeni. Luci spiritiche di due qualità. — a) Le une in basso, nette e
molto vivaci, a contorni precisi, di splendore giallastro, 1 le quali si
muovevano dal tavolo e dalle mani del De Al- bertis come lucciole, senza però
averne il ritmico alternare | di ombra e di lucentezza. Non irradiavano
luminosità, erano | lente nei movimenti, e sono apparse due alla volta.
h) Le altre più in alto, al di sopra della testa del medium: queste apparivano
fosforescenti, azzurrognole, glo- bulose, grandi come uno scudo, persistenti e lente
nella loro traslazione spaziale, a contorni sfumati; esse apparvero isolate e
durarono in vista un po’ più delle precedenti. Apparizione di una ‘
mano fluidica „ nerastra. [La mono materializzata è qui raffigurata da A.
Beri sso su un mio schizzo a lapis, in atto di « mostrarsi » semplicemente dal
gabinetto nero, non in atto di toccarmi]. 2° Apparizioni di mani di
due qualità, — a) Le une nere ed opache, uscenti dalla tenda posta alla mia
destra, quasi sempre staccate o frammenti di membra, una almeno munita altresì
di una porzione distale di avambraccio. Ogni volta la tenda si moveva, si
gonfiava, e sembrava che dietro di essa¬ si facessero dei tentativi di
liberarsene: alla fine una mano si mostrava dal bordo della tenda stessa, e si
avanzava verso di me. Io non le potevo vedere di prospetto, ma solo di
profilo e nella zona più esterna del mio campo visivo, nel fosco della penombra
che si perdeva nell'angolo nero delle sopratende del gabinetto medianico: però
chi era di fronte o di fianco a me le ha viste ogni volta nettamente e con
linea visuale diretta. Una volta, come ho detto, oltre alla mano è
apparso tutto l'avambraccio, e l’arto nerastro dinamico si è spinto avanti tino
alla mia persona toccandomi alla nuca, al dorso e alla testa: il contatto da me
provato fu quello di una mano carnea, tepida, vivente, a moti delicatamente
intenzionali. 11 fenomeno è stato abbastanza prolungato, perchè io abbia avuto
il tempo di riconoscere che la mano, comunque avesse la consistenza carnea, non
era completamente costituita: che era una sinistra : che il suo pollice era
volto in alto e in avanti, le dita minori ravvicinate e tenute distese : però
la forma di tale mano era imperfetta, come imperfetto e sfu¬ mato era il
contorno deH’avambraccio. Con questa visione mi si è schiarita quella del 29
maggio (VII seduta, p. 301); anche allora io devo aver percepito una “ forma „
reale, bj Mani bianche: per due volte furono da me viste ed una
distintissimamente, in modo che ho potuto disegnarne dopo due ore la impressione.
Era anche stavolta una sinistra, aperta e diretta in alto, quasi a meglio
rendersi visibile, con il pollice appena addotto, le dita ravvicinate ed
estese, la palma rivolta in avanti. Tale mano è apparsa al di qua della testa
(Rii E. P. e un poco al di sopra di essa. La sua apparizione biancastra era
visibile sul fondo nero della tenda: al polso essa terminava indecisa, ma pure
indeciso ne era il contorno. La forma non era neppure morfologicamente corretta
: pareva la mano di un ammalato di atrofia muscolare progressiva, lunga,
scarna, dalle dita affusolate sottili, e quasi diafana: la palma era stretta.
Un antropologo l’avrebbe chiamata una mano di scimmia; uno spiritista convinto
la dirà una mano di defunto ; un osservatore spassionato troverà che dovendosi
rappresentare alla mente una mano spettrale, non si potrebbe far meglio di
quanto faccia la fantasia onirica, subnormale della E. P. Il colore
biancastro della apparizione non mi è jiarso do¬ vuto a riflessione della luce
esistente in quell’istante nella sala del Circolo; questa era in mezza
oscurità, e se si trat¬ tasse di semplice riflessione di raggi luminosi emanati
dalle candele accese nella antisala, avremmo distinto meglio il volto di tutti
gli astanti, quello di Ensapia particolarmente. Per contro la mano fluidica era
assai più discernibile nella sua forma biancastra, che non il volto del
medium, quantunque Eucapia apparisse ancora visibile nella regione foschissima
ael Apparizione di una ‘ mano fluidica , biancastra. [Questa
apparenza di - ielle — renza ai «mani bianche» ò abbastanza co¬
mune nelle sedute spiritiche, tanto di Eusapia. <P“Wato di tutti i medi a
materializzazioni. Furono viste dalla Commissione di Milano l’92't all Agne as
( . Parigi (’08), eco.]. gabinetto. Forse il fondo nero della
cortina, sulla quale ap¬ paiono queste impressionanti esterioraziom del
psico-dina¬ mismo medianico, aiuta assai e rinforza il discernimento
del loro bianco centrale o palmare e della loro sfumatura di con¬ torno;
ma questo non toglie che non si debba attribuire alla apparizione una qualche
sua facoltà fotogenica. Però si rimane incerti sulla vera natura e portata di
questa. 0 le mani fluidicbe, aventi quei caratteri, trasformano la luce che
rice¬ vono in radiazioni luminose di maggior lunghezza d’onda; e si avrebbe
allora un tatto di fluorescenza. Ovvero possie¬ dono la proprietà di svolgere
della luce nell’oscurità, senza calore, nè combustione sensibili; e saremmo
davanti ad un fatto di fosforescenza, come tanti se ne osservano nel mondo vivente
massime inferiore, tra i protozoarii, echinodermi, venni, crostacei, miriapodi,
insetti, non escluso però il phylum superiore dei tunicati e vertebrati. Vi
sono, fra gli altri, dei pesci abissali, forniti di organi fotogeni ; ma, quel
che è più, perfino nella specie umana si è osservata la produzione di
luminosità. A parte il dubbio che in molti casi riferiti da autori antichi e
moderni si trattasse di parassitismo (mi¬ crobi luminosi) o di decomposizioni
chimiche, restano però sicuri alcuni esempii di luccicori emanati dal corpo di
in¬ dividui sani e ammalati. Il Dubuis ne parla con qualche dettaglio nel suo
bel volume sulla fotogenia organica (cfr. Le<;om de Phys. génér. et eomp.,
Paris, ’98, p. 487). Vero è però che tra l’uno e l’altro fenomeno fisico
non esiste distacco assoluto se non nella brevità del primo e nejja maggior
persistenza del secondo (Ei>. Becquerel); ma appunto per il rapido comparire
e sparire delle mani bianche, nonché per la mancanza di quelle fluttuazioni di
luminosità che danno ordinariamente nelle tenebre le sostanze fosfore¬ scenti
sia minerali, sia animali, si dovrebbe propendere ad attribuire piuttosto alle
materializzazioni per sè visibili nelle sedute di Eusapia la qualità
fluorescente. Per quanto ne so, esse non si rendono visibili mai in oscurità
completa, ma in semi-oscurità, ossia quando nelTambiente esistono radia¬ zioni
luminose da assorbire e da trasformare. E leggo che il medesimo accade per lo
più nelle apparizioni mag¬ giori cioè nei veri fantasmi, tanto della Paladino
quanto degli altri medii a più famose materializzazioni, per es., delle Fox,
della C'ook. deU'Eglinton, della d'Espérance... fatta riserva esplicita sulla
autenticità, oggi assai assai sospettata, delle loro produzioni spettrali fuor
di modo meravigliose! 8° Apparizioni di larve. — Furono vedute col
debolis¬ simo chiarore che proveniva dall’anticamera, giacché con¬ trariamente
alle materializzazioni soltanto tangibili, quelle visive (salvo le “ luci „)
hanno naturalmente bisogno di un po’ di luce per essere percepite. Comparvero
una prima volta mentre Eusapia in estasi profonda era attentissima- raente
vigilata, e si vedeva nella penombra biancheggiare l’ovale della sua faccia
convulsa e il dorso delle sue mani contratte tenute sul tavolino dai controllori.
Erano forme a figura bizzarra, ma per lo più indeterminabile, che si ma¬
terializzavano al davanti del medium e in mezzo al circolo dei seduti, sei dei
quali (io, De Albertis, Ferraro, Peretti, Porro, Schmoltz) le hanno percepite
diversamente secondo la situazione, ossia secondo le leggi ottiche di
riflessione e di intercettazione dei raggi luminosi : per ciò gli uni le hanno
dette biancastre, gli altri, me compreso, le hanno viste più fosche del fondo
oscuro, ora forse guardandole dal lato fio¬ camente illuminato ed ora da quello
contrario alla luce de¬ rivante dalla anticamera. Una figura s’è projettata all
innanzi e si è fermata alcuni secondi, di guisa che in una pausa ulteriore
della seduta io l’ho disegnata : il profilo è stranissimo, con una fronte
depressa, un naso enorme e adunco, un mento acuminato (forse il pizzo della
barba?). Ne riporto la figura in tavola separata; ma il più importante è
questo,' che un altro dei percipienti a mia insaputa, ha disegnato quel profilo
e i nostri due disegni concordavano in tutto e per tutto! Salvo ad ammettere
una ipotetica suggestione mentale fra noi due, questa conformità spontanea e la
diversa luminosità delle “ forme „ escludono l’origine allucinatoria della
nostra visione. Ricomparvero ombre una seconda volta, più tardi, dopo che
Eusapia, tornata ad un certo grado di coscienza, aveva, potuto dirigere con la
sua completa frase tronca e rauca altri esperimenti : credo però che fosse
ricaduta in letargo. Questa volta quattro di noi (io, Da Passano, Schmolz, De
Albertis) scorgemmo figure incerte, biancastre, nell’interno del gabi¬ netto:
erano larve indefinibili e, certo, non erano, in quel mo¬ mento almeno, la “
forma „ o le “ forme „ da cui sentivamo toccarci e di cui vedevamo fuoruscire
dalle tende le mani e l’avambraccio. La durata di codeste apparizioni e la loro
im¬ perfetta consistenza dimostrata dal contorno evanescente e indeciso, non mi
hanno concesso però di discernerne netta¬ mente la figura e tanto meno di
disegnarla. Per questi “ fantasmi ,, che han sempre puro carattere
onirico, è senza dubbio, necessaria l’entrata del medium nell’anideismo, — come
lo chiamerebbe I’Ochorowioz — del “ trance „ passivo. Morseli.!,
Psicologia e Spiritismo, I. Tav. VI. Apparizione di
un’ombra dal profilo diabolico la sera ilei 5 giugno 1901. (Disegno di A.
Berisso da un mio stilizzo a lapis). Non sono un allucinato! Quando
si tratta di percezioni visive, il sospetto di una illusione sensoria, anzi di
una vera allucinazione è quello che per primo sorge nella mente, così di coloro
che negano la realtà dei fenomeni, come di quelli stessi che, accostatisi allo
spiritismo in atteggiamento scettico, credono necessario esaurire tutte le
spiegazioni normali fisio-psicologiche e ma¬ gari psico-patologiche prima di
adottare quelle superuor- mali. E questo è il caso delle “ forme „ che si
vedono. Non si può parlare di allucinazioni : — 1° perchè il feno¬ meno
fu percepito senza che io ci mettessi nessuna tensione di animo ; — 2"
perchè, ad es., la mano che ho vista dietro di me, l’ho anche sentita tepida
toccarmi, per cui mi converrebbe ammettere che io sono stato vittima di una
allucinazione combinata di quattro sensi: il visivo, il tattile, il muscolare e
il termico ; — 3° perchè l’hanno vista altri compagni, ma solo quelli che
otticamente erano in condizione propizia per ve¬ derla, ; — 4» perchè solo chi
guardava nella direzione dove si formavano le larve o le mani le vedeva, mentre
non le vedeva chi cercava qua e là i fenomeni da noi dichiarati e non ne
indovinava la precisa località : i fatti allucinatoli suggestivi hanno altro
processo; — 5° perchè le mie percezioni non collimavano con quelle degli altri,
se non quando eravamo nelle identiche condizioni per riceverle dai nostri sensi
e per definirle col criterio normale della ricognizione: — 6“ perchè le
apparizioni ubbidivano alle leggi dell’ottica fisica, e fra le altre, a quella
della loro posizione in uno spazio a tre dimen¬ sioni; — 7° perchè ero presente
a me stesso, analizzavo e correggevo le mie percezioni, e mentre guardavo
fissamente nel luogo delle apparizioni, seguitavo a tenere stretta nella mia la
mano sinistra e a premere con la mia la gamba sinistra della P., ossia
e$prcitavo un controllo rigoroso. Ora, chi eser¬ cita un controllo duplice
sensorio e motorio non può dirsi in stato di allucinosi acuta. Del resto,
come potrebbe la Eusapia suggestionarci im¬ pressioni sensorie cotanto
particolareggiate ed intenzional¬ mente coordinate per una data percezione,
nello stato di incoscienza nel quale si trova quando cade in “ trance „
assoluto? Secondo l’esperienza che noi psicopatologi
abbiamo dell’ipnotisino e che gli stessi mesmeristi hanno del magne¬ tismo
animale, una suggestione non si prodnce senza il con¬ corso di due coscienze,
delle quali una attiva (il suggestionatoref l’altra passiva (il suggestionato
(. Anche nelle “ allucinazioni veridiche „ descritte da Gituney, Poumore e
Myers con tanta penetrazione psicologica, il * fantasma , si mostra al
percipiente lontano per un atto di volontà, per un desiderio o un ricordo di
colui che versa in pericolo od in immi¬ nenza di morte. L’allucinazione
provocata s’intende, dunque, l'effetto di un pensiero volontario e cosciente,
anche quando sembrerebbe esclusa l’azione della volontà e della coscienza. Che
dire allora di uno stato allucinatorio collettivo che verrebbe indotto da un
soggetto inconsapevole, privo della possibilità di ideare un atto volontario e
di dirigere a suo beneplacito le energie psichiche dei circostanti? Mal
si riesce a comprendere il meccanismo di una allu¬ cinazione collettiva di
simil genere operata da Eusapia in letargia, mentre ella non sente nulla e non
fissa nel suo cervello verun ricordo di ciò che le succede attorno e di ciò che
fa; mentre essa è in preda ad una sofferenza grave, e geme, e si dibatte, e
chiama aiuto, e sembra sognare avvenimenti terrifici od oppressioni atroci o
pericoli spaventevoli, verso i quali tutta l'energia psichica, onde può
disporre in quel momento, è rivolta. In questa condizione di “ trance , agitato
e convulso è piuttosto la Eusapia che cade in preda ad allu¬ cinazioni, ad
emozioni, a un vero e proprio delirio onirico, molto analogo a quello delle
isteriche (terza fase del grande attacco secondo Charcot) o agli incubi
descritti nei libri di stregoneria (Bodin). Qualunque alienista la vegga in
così com¬ passionevoli condizioni di corpo e di mente, non può nep¬ pure
lontanamente supporre che in quel periodo essa sia il soggetto attivo, e che
l'assistenza, composta di persone in¬ telligenti sveglie ed attente, componga
una massa passiva¬ mente suggestionabile. A chi è mai venuto in mente che i
fenomeni medianici e sopratutto i più importanti, cioè le grandi
materializzazioni tangibili e visibili, manifestantisi solo quando i medi, come
Eusapia, cadono nel trance passivo letargico, siano illusioni create dalla
volontà di costoro? Rimane, è vero, il subcosciente, al quale si
attribuiscono facoltà supernormali: si suppone, cioè, che anche in “ trance ,
le proiezioni, diciamo, allucinanti del medio acquistino una energia
straordinaria, e arrivino a mettere in azione i centri percettivi dei presenti
anche senza che il medio stesso pensi e voglia il fenomeno. Io osservo che il
modo di procedere di Eusapia Paladino nelle sue sedute implica sempre, da
parte sua, la premeditazione di ciò che deve manifestarsi : •questo primo tatto
mi sembra ormai fuori di contestazione, e vale a limitare di assai la
presupposta attività del subli¬ minale. Ma non basta: se badiamo alle
materializzazioni tangibili o visibili, noi le vediamo spessissimo rispondere a
desideri o a domande dei presenti; ora, prescindendo dall’i- dentitieazione.
che può essere in parte effetto di un processo suggestivo, rimane il fatto che
nella rievocazione delle forme con quei determinati caratteri il fattore passivo
diventa il medium, sul cui subliminale agisce il pensiero conscio o subconscio
dei percipienti. Il subliminale, insomma., è dotato di autonomia molto
relativa: e il suo automatismo si com¬ pone per lo più di elementi cedutigli
dalla coscienza supe¬ riore, per quanto il Mters si ingegni, col suo solito
vigore, ad argomentare il contrario. In un volume sulle Illusioni
pubblicato molti anni fa (“ Internat. scientifìc series „, XXXI V, 1881),
Giacomo Sully, rappresentante della psicologia classica, sosteneva che tutta la
fenomenologia delle sedute spiritiche è illusoria, inquan- tochè i presenti
versano in uno stato di “sub-aspettazione, o di attesa emotiva , che li dispone
a percepire pronta¬ mente solo ciò che lor sembra strano o misterioso, e che li
porta anche, per il suo colore emotivo, ad anticipare il fatto e “ a dargli
realtà,. Questo esclude, egli diceva, ogni calma attenzione; l’ iperprosessia
diventa, in sostanza, una para- prosessia, poiché lo sforzo attentivo, anche
per esaurimento dei centri cerebrali, li fa cadere in un’esaltazione che turba
il processo normale di percezione e ricognizione. Il Sully arriva a dire che le
sedute spiritiche agiscono sulla psiche come una vera intossicazione (forse
voleva dire una ebbrezza), la quale non solo colpirebbe la percezione, ma
avrebbe poi il suo contraccolpo : 1° nella memoria, donde le pseudo- mnesie dei
fenomeni veduti ed asseriti ; 2” nel giudizio, donde i sofismi di fallace
testimonianza; 3° nello stesso criterio, donde la trascuranza di ogni saggia norma
sperimentale. È un quadro desolante che deriva in linea retta dalle
famose e acerbissime critiche del Caupknter (v. Mental phy- siology, IV ed., p.
456', ma che non risponde a nulla di vero. Anch’io credevo che nelle sedute
spiritiche ci fosse tutto quello che occorre per illudere, e anche per
allucinare le persone, e propendevo al consueto dilemma : o frode, o illu¬
sione sensoria (individuale e collettiva). Ma l’esperienza, che
406 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li oramai ne ho
fatta, mi costringe a dichiarare assolutamente erronea l’ipotesi esplicativa
così cara al gran pubblico. Il Carpente» ha esagerato l'intìuenza
perturbatrice della sua expectant attentimi : questa, in generale, si limita a
modificare una semplice impressione sensitiva o sensoria reale, e la altera
preferibilmente in conformità dell'emozione che si attende; però, d’ordinario,
non crea ex novo una percezione complessa e duratura. La visione, ad esempio,
di un fantasma materializzato in una seduta della Paladino non è un fenomeno così
fugace da non poter essere ana¬ lizzato, apprezzato, e, se occorre, emendato,
sia con una migliore critica delle proprie impressioni da parte di ciascun
pereipiente, sia col raffronto delle percezioni dichiarate dagli altri: quando
è che le illusioni da tensione di attesa hanno questo carattere ?
Inoltre, se l’attesa crea i fenomeni, massime nel senso della vista, perchè le
materializzazioni visibili, le luci, le ombre, i fantasmi sono poi così rare,
che occorrano varie sedute di seguito prima di arrivarci? Direi, per contro,
che dal lungo aspettare dovrebbe venire (e in realtà deriva) una decrescenza
dello sforzo attentivo ; il che provoca una dispo¬ sizione d’ animo
perfettamente opposta a quella pretesa dal Carpente», e che è, ad un dipresso,
la medesima ripetuta tuttora dagli increduli fra il volgo profano e dagli
scettici fra qùell’altro volgo costituito da sedicenti scienziati. Se
analizzo il mio stato d’animo durante una seduta, anche quando assisto allo
stupefacente manifestarsi di forme materializzate, e se lo paragono a quello
che io provo mentre sto scrivendo i miei appunti, io non riesco a tro¬ varci
alcuna differenza: sono calmo adesso, come ero ieri l’altra sera. Senza dnbbio,
chi legge o sente narrare di ap¬ parizioni e di ombre di defunti (?), suppone
che il vederle induca una profonda emozione e perturbi il corso normale dei
pensieri, la formazione dei giudizi, le operazioni del processo logico: ebbene,
niente di tutto ciò! Fu già notato il fatto curioso che generalmente gli
individui soggetti alla telepatia veggono i fantasmi (siano essi doppi reali, o
alluci- nazioni veridiche, o allucinazioni semplici) senza grande ter¬ rore e
quasi senza commuoversi. Ammetto che quella fred¬ dezza può essere indizio
della predisposizione individuale alla fenomenologia iperpsichica ; ma intanto
io, dapprin¬ cipio, non me ne sapevo capacitare, e l'evento telepatico io lo
dissi e sostenni dipendente, il più delle volte, da un dissesto costituzionale
della coscienza che rimarrebbe per ciò indifferente al fenomeno, siccome
avviene nei deliranti di fronte alle più stravaganti creazioni della loro
malata fan¬ tasia. Ma adesso che, senza terrore e a mente serena, ho.
visto Testa di Mammone, da una stampa del XVII secolo. [Il
Bastia» ( AUerlei zur Volks- nnd Menschenku nde, 1888, voi. IJ, tav. Il)
riproduce questa figura da un libro di F. Barrzt, edito nel 1606. Questo
demonologo dava Mammone pel demone della « lussuria o rabbia erotica *
(lovetousne&s) e lo poneva a capo della schiera dei diavoli « tentatori e
arcai lappiatori »]. anch'io le “ ombre „ famose (per quanto ancora non
ben con¬ formate nè personificate), escludo in modo assoluto la esi¬ stenza di
un perturbamento emotivo capace di alterare la coscienza e il giudizio dei
percipienti. E poi dove troveremmo noi, nel nostro pensiero di uomini
colti e in massima spregiudicati, gli elementi per costruire e per proiettare
imagini così tipicamente “ magiche „ come quella da me distinta e disegnata?...
Io, nel vedere uscire quello strano profilo dalla mia matita, mi sono
risovvenuto di certe figure diaboliche che la fantasia popolare assegna al
Gran Maligno ed agli spiriti infernali, platonici. In una opera riboccante
della sua solida, quantunque farragginosa erudizione, Ad. Bastia n mi porge,
come materiale di con¬ fronto etnografico e mitografico, alcune teste di
demonii creati dalle paure medievali del misticismo cristiano: e tra esse ne
veggo una di Mammone, il demone della lussuria, del * peccato della carne „, la
quale straordinariamente as¬ somiglia al profilo caprino fattomi vedere da
Eusapia. Noto che costei ha “ materializzate „ cotali figure, o figure con¬
simili, in altre sedute oltre alle nostre, per es. a Choisy... Quello da me
figurato dev’essere a un di presso il profilo “ a gran naso, a fronte enorme e
con barba „ veduto dai Blech a Monfort-L’Amaury... Se si considera che il
suo sogno medianico non è mai privo di espressioni mimiche e anche verbali di
colorito erotico, come De Rociias e G. Bois hanno giustamente rilevato, vien
voglia di chiedersi se quel ceffo grifagno proiettato davanti o accanto al
medium estasiato, non costituisca una simbo¬ lica rappresentazione delle
imagini oniriche procreate nel fondo del suo subconscio da un serotino
rinfocolamento del sessualismo isteropatico. Il “ caprone „ larvale non mostra
l’occhio ardente, nè la bocca anelante nell’estro venereo, nè la lingua spinta
lussuriosamente fra le labbra del Mammone mitologico; ma l'analogia è
sorprendente, e la psicopatologia, convalidata dalla storia delle credenze popolari,
reca indub¬ biamente qualche luce sulle barocche fantasticherie dell’a¬ tavico
mondo subliminale. « * * Produzioni
teleplastiche. Anche il fenomeno delle “ materializzazioni tangibili „
rag¬ giunse la sera del 5 giugno un’intensità eccezionale. Fino a qui la
Paladino non mi aveva mostrato questi fenomeni a distanza tale dalla sua
persona, da escludere ogni dubbio in chi sen¬ tisse descrivere i toccamenti da
noi subiti e le membra dina¬ miche da noi vedute o toccate e premute o
afferrate fuggevol¬ mente. Nè fino a jer l’altra sera nessuna delle
manifestazioni medianiche aveva assunto quei caratteri personali che servono di
base alle credenze spiritiche. Ebbene : eccomi a dichiarare LE
MATERIALIZZAZIONI „ GENERICHE 409 che ho assistito
finalmente a fenomeni cotanto eccezionali e per me incredibili. 1°
Materializzazioni di forme impersonali tangibili , a distanza. — Già nelle
sedute precedenti anche i membri della catena tiptica meno vicini al medium
avevano sentito i misteriosi toccamenti di mani invisibili, pur essendo a circa
un metro e più da Eusapia, la quale a questa distanza non si capisce come
avrebbe potuto allungare fin là le sue braccia o le sue gambe di carne (dato
che qualcuno avesse la bizzarra idea di spiegare quei toccamenti con sì fatta
ginnastica dei piedi !). Ma jer l'altra sera, i tocchi, i palpamenti, le
percezioni di *mani fluidiche „ avvennero quasi sempre a distanze mag¬ giori e
su astanti fuori del circolo, tanto da farmi ritenere che la medianità di
Eusapia fosse singolarmente rinforzata. Nei contatti vicini alla persona del
medium si trova quasi sempre interposta la tendina nera o la sopratenda del ga¬
binetto : le si direbbero utensili di difesa per gli * etìiuvii , condensati.
Ma nei contatti distanti cessa la funzione pro¬ tettrice e limitatrice di
quelle stoffe: e si ha l’impressione di “ agenti „ affatto liberi nelle loro
movenze. Il fenomeno è avvenuto sulla persona di parecchi di noi, però
nella quasi completa oscurità : nè soltanto erano contatti leggeri, bensì
azioni vigorose di mani e braccia percotenti, respingenti, attraenti, fino al
punto che qualcuno diceva di trovarsi impegnato in una specie di lotta con
personaggi percettibili solo traverso sensazioni di resistenza, di spinte, di
pressioni. Gli stessi “ invisibili „ frugavano nelle tasche, ne toglievano
oggetti, li portavano dall’uno all’altro; com¬ mettevano anche scherzi
piuttosto grossolani, quali fregare tali oggetti sulla faccia, tirare
fortemente i peli della barba, scuotere con violenza per le spalle, far
reclinare con altret- tenta violenza la testa in avanti, ed altre volgarità di
simil genere, tutte espressioni di una “ Intelligenza „ assai me¬ diocre, per
non dire inferiore. Nessuno di questi atti aveva caratteristiche personali : *
John King „ è un burlone, un bon-à-tout faire, ma senza alcuna nota
individuale. L’idea fissa di Eusapia è di svegliare pur sempre la me¬
raviglia dei presenti, e quando questi dichiarano quei toc¬ camenti e quelle
azioni complicate a distanza, esprime la sua soddisfazione coll'accrescere la
mimica espressiva del tavolino: il mobile s’agita convulso e “ride,. Ad un
tratto, essendo io fuori della catena ad osservare, Eusapia ha chiesto che io
le dessi del * fluido „ e mi ha indicato che dovevo 410
PSICOLOGIA E SF11UT1SM0, II eseguire gesti magnetici verso le
nere cortine del gabinetto: poco dopo si sente là entro un fruscio, il medium
domanda la mia mano, io glie la porgo attraverso la catena dall'e¬ stremo
opposto, ed essa me la porta fin contro le cortine. Dapprima io sento un vento
freddissimo, e poi qualcosa di consistente e pastoso mi è messo Ira le dita: mi
accerto che l’oggetto è un pezzo del mastice tolto dal piatto entro il
gabinetto. Dichiaro però che non ho capito come l’atto sia stato eseguito : e
allora Eusapia mi afferra con le sue due mani la sinistra, e mi dice di portare
la destra verso l’apertura mediana della tenda; e là mi incontro, al di sopra
della sua testa, con una mano destra aperta, che appena toccata la mia mi
respinge: tento di avanzare e sono respinto con forza ; ri¬ tento, e lotto per
un poco con questo segmento invisibile di corpo umano che mi pare guidato da
una volontà decisa. ^ on basta: Eusapia sempre tenendo la mia mano
sinistra fra le sue, vuole che io alzi ancora più la mia mano; lo faccio, e
alla massima altezza cui io possa arrivare in punta di piedi, sento ancora la
stessa mano destra, ruvida e vigo¬ rosa, di consistenza carnea, che mi afferra
e stringe nelle dita. Più levo la mia, e più netta è la percezione di
quest’altra mano che sembra scendere dall’alto e venirmi incontro por¬ tata da
un braccio esteso verso il basso; ne sento la forma, la presa, le successive
pressioni. Salgo in ginocchio sul ta¬ volino, e sempre con la sinistra nelle
mani di Eusapia vado a cercare con la destra più in alto ancora : e colassi!,
fra un agitarsi straordinario delle cortine e sopratende, riafferro la
invisibile mano. Sono giunto cosi a circa m. 1,25 dal piano del tavolino, e a
m. 2 dal pavimento ! La straordinarietà del fenomeno consiste : 1° nella
distanza della materializzazione dalla persona del medio ben controllato, donde
la impossi¬ bilità anatomo-fisiologica o, come si dice, materiale che sia un
suo inganno ; 2° nella posizione e direzione della forma organizzata, la quale
farebbe supporre che la entità cui la mano apparteneva fosse levitata fino
all’altezza del pendone della finestra; 3" nella sua diversità morfologica
e funzionale dalle mani di Eusapia: parvemi una destra di maschio vigo¬ roso.
Evidentemente qui ho assistito ad una teleplastia di forza non comune. 2°
Materializzazioni di forme tangibili personificate. — Con queste
materializzazioni saltiamo a piè pari in pieno spiritismo. Tutti i fenomeni
fisici, meccanici, luminosi, tele- plastici fin qui enumerati non avevano
caratteri personali, salvo la arbitraria loro assegnazione a “John King,;
la massima parte di essi (se non la generalità, per mio avviso) entra nella
fenomenologia “ animica „ degli spiritisti odierni. Questi, da Aksakoff in poi,
sono diventati più prudenti e meno inclinati a vedere in tutti i fenomeni la “
manifestazione , di entità occulte distinte dalla persona del medium. Se al-
l’animismo così inteso, che è poi in fondo un “fluidismo,, si dà il
ragguardevole aiuto che gli viene dalla dottrina del subliminale del Myers
disgregatosi dalla coscienza superlimi- nale e fornito delle attività
esteriorizzantisi descritte dal De Rociias, si ha una spiegazione dei fatti che
ci trattiene molto al di qua dello spiritismo, perchè tacente di ogni in¬
tervento di defunti o di altre intelligenze misteriose. E tanto di qua ci
trattiene, che finiamo col trovarci davanti ad un meccanicismo dei più puri, ad
un vero ultra-materialismo. Altro che “ spiritualità! Ma ecco che ier
l’altra sera la Paladino ci ha portato in là daH’animismo fluidico: essa ha
dato ad uno di noi (al prof. Porro) una « comunicazione con personalità
determi¬ nate ,. Io dico che “ ci ha portato e ha dato „ perchè anche in questa
parte più alta della sua fenomenologia medianica era chiarissima in lei la
volontà di produrla fino dal prin¬ cipio della seduta : il subliminale,
insomma, non ha tutta quella iniziativa che il Myers, il Gyel, e lo stesso
Flournoy gli attribuiscono. CXrlo Dr Pkel parla di un “ io magico „ che
possederebbe, lo dice il nome, virtù misteriose e tra¬ scendentali: io credo
che anche nella ipotesi del dottissimo psichicista tedesco, come in quella del
genialissimo inglese (i due capisaldi dell’odierno indirizzo spiritico), manchi
as¬ solutamente la prova del distacco tra l’azione dell’ io vigile e quella
dell’io onirico. Comunicazioni di una entità personale. Il
fatto del materializzarsi tangibile di una entità perso¬ nale di defunto che
sarebbe stato identificato, richiede da me una analisi più minuta. Fin
dal principio della seduta qualcuno dei presenti, dichia¬ rando i toccamenti
che provava, li descriveva con caratteri 112 PSICOLOGIA
E SPIRITISMO, II allusivi ad una individualità o femminile o
infantile. Era infatti una “ manina „ che gentilmente palpava sulla testa,
sulla faccia, sulla spalla il De Albertis, e dava anche “ col- pettini „ sul
tavolo; una “mano di bimba, che sfiorava il dorso della mano allo Schmolz; era
una “ piccola mano „ che carezzava in viso il Porro o andava a frugare nelle
sue tasche o lo tirava per la giacca . Io non ho avuto tocca- menti
di queste mani di dimensioni minime e di delicatezza nei gesti: le mani che io
ho percepito tangibilmente erano invece piuttosto grosse e rozze, e stringevano
con forza e respingevano con energia. Avremmo pertanto due generi distinti di
percezioni tattili che valgono quali rivelazioni di ‘ entità „ differenti
secondo gli spiritisti, ma che psico- geneticament.e potrebbero anche essere,
come già dissi, la conseguenza di un partieolar modo di apprezzare le proprie
percezioni dei singoli membri della catena; mentre, d'altra parte, non si
esclude che il medium possa dare intenzio¬ nalmente caratteri diversi di forma
e di contegno alle sue membra animiclie. LI caratterizzarsi dei fenomeni
è il primo passo verso quella identificazione personale delle entità
comunicanti, che è alla cima delle speranze di ogni spiritista convinto, e che
è lo scoglio massimo contro il quale lo spiritismo, seria¬ mente analizzato, è
andato finora ad infrangersi. Tutta la letteratura spiritica è dagli stessi
spiritisti più serii ricono sciuta inetta a darci la certezza in proposito
(Aksakofi. Metzger, Anastat, eco.); un lavoro non difficile di critica ha
bastato per ridurre tutto l’enorme preteso cumulo di identi¬ ficazioni a
pochissimi casi — si contano sulle dita di una mano ! — dove non si è saputo
trovare l’origine delle in¬ formazioni date dal medium. È davvero pochino per
lo spiri¬ tismo ortodosso dopo una vita cinquantenaria cosi intonsa e cosi
pretensiosa ! Durante tutte le nostre dieci sedute non si sono “ evocati
„ gli spiriti: questo è avvenuto per un accordo tacito fra i componenti del
circolo, allo scopo di mantenere alle sedute il carattere investigatorio che
dovevano avere. Tuttavia alla seconda seduta si era udita dichiarare una
interpretazione assolutamente spiritica : la Sig.* cont. Rey aveva creduto
rico¬ noscere al buio nella presa e nelle carezze di una mano dina¬ mica le
caratteristiche percepibili di una persona a lei cara (la madre'?); ma, come
narrai, fu per comune desiderio di tutti i presenti invitata a desistere da
siffatte dichiara¬ zioni. Qui ognuno è libero di interpretare i fenomeni,
come crede, ma si vuole altresi lasciare sgombro il terreno da ogni
preconcetto dottrinale. Una seconda definizione personale si è avuta l’
altra sera, ma questa volta non si è soffocato il “fenomeno, in sul nascere.
Quei toccamenti e quegli atti che parevano fatti da “manine dinamiche di bimba
, sono stati interpretati come 1 opera dello spirito di una fanciulla defunta a
8 anni e legata da strettissimi vincoli di parentela al prot. Porro. Dal
resoconto che egli ha dato sul Secolo XIX di Genova, stralcio alcuni periodi,
che daranno una idea di codesta “ personificazione „ della entità invisibile
manifestatasi alla nostra seduta: ‘ La serie di fenomeni, che
immediatamente seguì alla ve¬ rificazione dell’impronta, ha avuto un carattere
di intima per¬ suasività personale, su cui mi sembra poco opportuno insistere
in queste pubblicazioni. Mentre infatti, da una parte, non potrei sperare in
altri la viva e convincente impressione che io ne ho riportato, e della quale i
miei compagni di gruppo ebbero la pio va immediata nell 'accento di emozione
schietta che ho dato alle mie parole, sarei d’altro lato molto perplesso
innanzi di specificare la natura e l’indole delle manifestazioni veramente
straordinarie, cui ebbi la ventura di assistere nella memorabile seduta del 5
giugno. “ Per eliminare ogni sospetto di impressioni subbiettive allu¬
cinatorie, delle quali io sia stato zimbello, posso ricorrere con piena
confidenza alle meno importanti manifestazioni, mercè di cui gli astanti
poterono, contemporaneamente a me, e senza avere speciali indicazioni mie.
riconoscere i caratteri concor¬ danti dell’entità che a me, con peculiare
pienezza di mezzi e con evidente gratissima predilezione, si è rivelata per il
con¬ tatto delle mani e della testa, per il respiro (distintamente ed a più
riprese percepito anche da altri) c per la parola. Al suono gracidante, afono,
udito una prima volta, è succeduta, per mìo intenso desiderio, l’articolazione
netta, limpida, indiscutibile, di una parola bisillaba, che fu pronunziata
chiaramente al mio orecchio, mentre io era materialmente sicuro che la testa
del medio e quelle di tutti i presenti erano a distanze non infe¬ riori ad un
metro. “ Come ho detto, lo svolgersi continuo di fenomeni per sè meno
importanti ha dato, indipendentemente da me e contem¬ poraneamente alle
manifestazioni da me avvertite, la prova dell’esistenza obbiettiva di
un'entità, i cui caratteri io non po¬ tevo aver rivelato e nessuno dei presenti
poteva aver intuito. A questa, o ad altre entità insieme operanti, debbono
logica¬ mente ascriversi i delicatissimi, continui atti avvertiti or dal¬ l’uno
or daH'altro degli astanti, riproducenti in modo affatto nuovo, con una finezza
di tratto e di espressione singolare, gli usuali sforzi di comunicazione degli
occulti agenti. Tralascio di descrivere questi atti, e quelli osservati
iu una fase successiva meno intensa, e sopra tutto meno improntata a soavità ed
a dolcezza. Ricordo che a un certo punto ebbi l'impressione di un braccio che
mi toccasse, ricoperto da una manica di storta increspata, che non poteva
appartenere se non ad un abito femminile. Sospettando potesse essere il braccio
del medio, di cui tenevo la mano, portai questa al disopra, finché incontrai la
sua manica, e la riconobbi di percallo satinato, adatto liscio e rasato,
impossibile, anche per una persona non esperta, qual'io sono, a confondersi con
la storta dianzi toccata Noi desumemmo che al Porro toccava la ventura di
cre¬ dersi entrato in rapporti con una persona a lui dilettissima e il cui
dolce ricordo è stampato indelebilmente nella sua memoria e nel suo cuore. La
parola bisillaba, cui egli ac¬ cenna, è la piu dolce che possa esser detta da
creatura umana ad un uomo : ed egli assicura di averla udita distin¬ tamente
(la seconda volta); dice inoltre di avere riconosciuta la stoffa di cui
discorre in fine del brano riportato. Non discuto la interpretazione
personale dell’esimio astro¬ nomo ; questi in seduta dichiarò anche di avere
avvertito dal lato destro, mentre controllava mani e piedi di Eusapia, “ vicino
a sè come la presenza di una bambina ma non disse da quali impressioni
sensitive egli traesse siffatta percezione connotativa. Anche non so se la voce
da lui udita sia stata da lui riconosciuta dalle peculiari sue qualità di
timbro ; certo, il tono ne era affettuoso (questo sappiamo), e la palese, forte
emozione del Porro tradì il processo rapidissimo di identificazione operatosi
nella sua mente. E stata la prima volta che io ho assistito ad una evoca¬
zione, ovvero alle “ comunicazioni (per quanto rudimentali) di un dato defunto,
; e la cosa vale la pena che io mi ar¬ resti un momento. Ebbene, dirò che il
processo psicologico di identificazione non mi è parso avvenisse con la calma
sufficiente e con tutto quell’ insieme di discriminazioni che possono condurre
alla diagnosi di una personalità. Premesso che una fanciulla ottenne si trova
in un periodo di sviluppo in cui mancano ancora caratteristiche individuali
precise, qui si avevano troppo scarsi clementi per identificarla. Con perce¬
zioni esclusivamente tatto-muscolari e fugacissime sull’al¬ tezza della forma
teleplastizzata sotto una tenda, sulla pic¬ colezza delle mani, sui giochi
eseguiti col mio plico o col portar soldi dall’uno all’altro di noi (dato che
codeste ope¬ razioni degli “ Invisibili „ si attribuiscano alla piccola en¬
tità manifestatasi in seguito), con una parola comunissima, per quanto
soavissima, pronunciata afonicamente in modo più o meno intelligibile, e infine
con la impressione di una manica di stoffa increspata, si ricostruisce appena
una generica personalità infantile. In linea generale intanto è da
avvertire il fatto che, nelle otto sedute precedenti, la Eusapia Paladino non
aveva chia¬ mato attorno a sè altri spiriti perchè (al dire degli spiri¬ tisti)
sfruttassero il suo “perispirito, se non quello a lei famigliare di “ John King
Verissimo che qualcuno dei miei colleghi credette nell’intervento di molte Intelligenze
attive in un tempo solo; ma oltre alla dubbia psicogenesi di co- desta
pluralità, c’è da notare che nessuna di esse diede, ad ogni modo, sentore
personale di sè ; e tutta la fenomeno¬ logia eusapiana, rumorosa e molteplice,
svanisce per lo più in un indistinto e indeterminato assoluto. Io penso,
in tale riguardo, al contributo psico-individuale e psico-collettivo
dell’ambiente in cui si tengono le sedute. Evidentemente una collaborazione dei
presenti — consape¬ vole o inconsapevole, normale o supernormale — abbisogna:
gli “ spiriti „ vengono e comunicano per i loro amici, se¬ condo lo stile
inglese in materia. Ma toltine l’Avellino e il Pe- retti che essa conosceva al
suo arrivo in Genova perchè avevano già sperimentato con lei in Napoli e,
credo, in Roma, Eusapia si è trovata in mezzo a sconosciuti: e perciò revo¬
cazione di defunti appartenenti a qualcuno di noi non le era possibile, secondo
il concetto psicogenetico che io mi faccio di codesto fenomeno medianico, e che
viene per l’ap¬ punto confermato dalla lunga assenza dal Circolo Minerva di
entità personali diverse da “John „. Sono le nozioni accolte dalla coscienza
vigile che scendono a fecondare, per così dire, le attività rappresentative del
subconscio. E infatti il primo tentativo di presentazione di uno spirito è
stato quello (messo ben presto in silenzio dal contegno del gruppo nostro)
della madre della Sig.“ Rey, con la quale Eusapia soggiorna e di cui
naturalmente conosce i ricordi familiari. La iden¬ tificazione di quella prima
“ entità invisibile „ sentita dalla nostra compagna era così imperfettamente
basata, che gli stessi spiritisti convinti del Circolo Minerva non le permi¬
sero di continuare, e, tanto meno, di ritornare a manifestarsi ; e 1’ “ entità
„ non trovando l’ambiente propizio, non è infatti più ricomparsa! Nè apparse
sono altre “ personificazioni „ giacché nessuno di noi le desiderava o
richiedeva. Il che prova quanto di soggettivo, per parte dei percipienti, ci
sia in queste “comunicazioni „ di defunti. Per la fanciulla legata al Porro
da intimi vincoli paren¬ tali, è occorso quasi un mese di relazioni tra noi ed
Eusapia; il Porro ha avuto, inoltre, sedute particolari del medium (ed io ne
darò il risultato nella bellissima levitazione di ta¬ volino avvenuta di pieno
giorno). Ora, a questo modo si vengono a conoscere molte cose sul conto delle
persone ; e la Paladino è abbastanza intelligente per approfittarne, e per
accumulare nei depositi profondi della sua memoria un buon numero di ricordi
costituiti da impressioni consape¬ volmente subite o anche cadute alla
periferia del suo campo di coscienza, ovvero anche inconsapevolmente date. Non
emerge dal suo subcosciente se non ciò che vi è stato immerso; e lo desumo
dalla fatta esperienza. Questo vale per il processo di presentazione
delle “ en¬ tità „ individualizzantisi nelle “ forme „ proiettate teleplasti-
camente dal subliminale di Eusapia. Quanto al processo di identificazione per
conto di chi percepisce col tatto quelle forme e le personifica, rilevo ancora
la parte predominante che ha il soggettivo nell’apprezzamento dei contatti,
delle carezze, dei gesti ed atti generici percepiti. Io trovo in essi una
assenza completa di connotati personali : e sospetto che questi connotati
vengano a poco a poco, inconsapevolmente, for¬ niti dal percipiente al medium
nel suo stato di emozione che lo porta inevitabilmente a tradirsi, a rivelare
ciò che sa e ricorda, ad aiutare con le sue progressive ricognizioni
l’individuarsi o, meglio, il “ personificarsi „ del fantasma. Questo,
dapprincipio non è persona, ma fantoccio : il suo manifestarsi con caratteri
personali si compie gradatamente, e si ha lo “ sviluppo dell’entilà „ , come
dicono gli spiritisti, per un processo di intussuscezione di elementi
connotativi forniti dal percipiente cui è rivolta la “comunicazione,.
Farlo per ora delle materializzazioni tangibili, dal cui pro¬ cesso formativo
non escludo il fattore telepatico, cioè della suggestione mentale dal
percipiente al medium, ma assegnan¬ dogli una parte molto limitata. Non forse è
cosi nelle ma¬ terializzazioni visibili (che fino ad ora non ho veduto): là
credo che la telepatia agisca maggiormente, ammesso che le entità telefaniche
abbiano davvero le personalità annun¬ ziate e vantate dagli spiritisti, quoti
est, per me, videndum ! Senza pretendere di stabilire che il fenomeno
telepla¬ stico sia un prodotto psico-collettivo secondo l’ipotesi di
Ochorowioz, certamente la compartecipazione dei formanti la catena esiste in
larga misura nella connotazione dello “ spirito , e sopratutto nei suoi
caratteri fisici costruiti con impressioni tattili e kinestetiche
(muscolari). Io, ad esempio, che con ho mai avuto l’idea di essere toccato da
persone (fiuidiche), non ho potuto mai attribuire ai toccameuti una qualsiasi
caratteristica personale : erano contatti per lo più fuggevoli di inani e arti
che dirò irriconoscibili. Si può obbiettarmi che erano mani sconosciute, e però
che non potevano avere per me caratteri morfologici e fisionomici tali che
corrispondessero, nella loro impressione attuale, a ricordi miei di nessuna
sorta. Tuttavia questa obbiezione cade quando si pensa che nessuno di noi.
tranne che la Sig.* Eey ed il Prof. Porro, ha attribuito le mani fiuidiche a
persone di sua cono¬ scenza. Dirò inoltre che le mani stesse non mi sono sem¬ brate
mai intere e ben formate, tranne quando ho potuto osservarne una completa, di
cui non posso escludere che non fosse la mano dinamica della Paladino stessa (o
quella vera incoscientemente da lei avanzata V) : il che nel corso delle espe¬
rienze è avvenuto almeno tre volte, e a me è parso ricono¬ scerla alla forma,
alla grandezza ed alla epidermide. Ad ogni modo, Pimpressione mia, per quanto
concerne la identità delle manine sentite dal Porro, è che egli sia stato nel
suo alletto parentale, e nella commozione dell’animo, troppo facile a
personificarle. Neaneo risulta che la entità personale gli si sia manifestata
interamente: egli ne avverti la presenza in quel sentimento indefinibile che si
prova al buio quando una persona ci si avvicina (io l’ ho provato un’altra sera
per la presenza di “ John King „ davanti al mio petto), ne sentì i tocchi
delicati, il frugargli in tasca, ecc., ma niente di più personale. Più
personale sarebbe stato il dato acustico, poiché il Porro ne avrebbe udita
anche la voce, dapprima afona, poi nettamente articolata in una parola. TI
giudicare di per¬ cezioni aitimi, massime uditive, riesce sempre assai
difficile: tuttavia, siccome la parola fu pronunziata così bassa che niuno la
udì tranne il percipiente, ritengo che solo il con¬ tenuto ideativo di essa
(significante in modo famigliarmente affettuoso un grado strettissimo di
parentela) indicasse Iden¬ tità invisibile „, non il tono, nè il timbro, nè le
altre qualità veramente personali della voce. Qui davvero lo stato tensivo di attenzione
aspettante produce singolari, ma pericolose acutezze delle nostre percezioni in
un senso determinato. Io penso che la parola udita solo la seconda volta in
modo distinto dal prof. Porro, corrisponda precisamente alla ipotesi che
l'elemento subiettivo dell’ascoltante sovrappostosi all’ob- biettivo dapprima
indeterminato (cioè al fenomeno acustico Morselli, Psicologia e
spiritismo. afonico) e fusosi imaginosamente con esso, abbia dato alla
percezione uditiva quei caratteri più o meno spiccatamente personali che forse
da sè non aveva. Quella imprecisione generica, quella indeterminatezza
che esiste nelle manifestazioni tangibili, si deve avere anche più nei fenomeni
acustici. Le voci spiritiche sono quasi sempre afone, gutturali, rauche,
irriconoscibili (dato che le si vogliano attribuire a determinata persona): è
detto e scritto che paiono uscire da una strozza. Non furono mai ben
personificate, se non con una intensa partecipazione subbiettiva del
percipiente che le udì e già era disjjosto a riconoscerle. Per lo più
anche le rarissime manifestazioni vocali “ si svi¬ luppano „ (per usare un
termine spiritistico), come le tangibili e le visibili: il procedimento di tale
“ sviluppo „ lascia adito ad affermarne la origine psico-collettiva o, meglio
dirò, inter¬ psichica fra il medium e il percipiente. Con ciò non dico che
siano allucinatorie, anzi trovo che se fossero tali, cioè il prodotto di una
reminiscenza interiore di ricordi, pos¬ sederebbero fin da principio carattere
ben più definito e per¬ sonale, come avviene negli allucinati comuni, che
spesso dicono di riconoscere le voci. D’altronde, la voce umana è assai male
ricordata: provatevi a pensare alla voce di persona cara con cui abbiate
dimestichezza : vi riescirà difficilissimo immaginarvela viva e sonora
all’orecchio : voi la udite fioca, lontana e incerta, con qualità contuse e
diffuse. Questo si verifica certamente anche nelle voci medianiche, le quali,
siano pure il prodotto dell’energia radiante dal medium, debbono, per assumere
un’indole personale, essere sottoposte al processo di riconoscimento per conto
della persona cui sarebbero dirette. Tutto ciò io scrivo esaminando
oggettivamente i fatti e valendomi delle impressioni dirette a me lasciate
dall’avve- nimento. I miei criterii di interpretazione, contrarii al perso¬
nificarsi della forma tangibile di jer l’altra sera, non saranno accolti con
favore dal collega, tanto in lui fu profonda e forse rimane la persuasione
sull’autentica presenza di quella pic¬ cola persona. Vuol dire che in questi
fenomeni, quando man¬ cano le prove oggettive, e V identificazione si compie la
mercè di elementi subiettivi particolari a ciascun percipiente e in¬
verificabili in modo oggettivo, la scienza deve procedere con cautele maggiori,
con metodi più severi e secondo esigenze ancora più inesorabili rispetto alla
prova. E qui andiamo tutti d’accordo : spiritisti (non intendo quelli che
vivono di contrabbandi scientifici); psichicisti, e psicologi. Fenomeni
invano aspettati. Ho già detto che vari fenomeni da noi chiesti non
furono fino a qui ottenuti, sia perchè importavano modificazioni nella tecnica
sperimentale (p. es., le bussate sul tavolo irto di chiodi, gli effetti della
luce catodica), sia perchè piuttosto rari nella fenomenologia paladiniana (p.
es., le voci udibili da tutta l’assemblea, le forme personificate per intero e
agenti lontano dal medium, le apparizioni fantomatiche). Dirò qualche cosa su
alcuni altri * esperimenti „ mancati che si prestano a considerazioni di
psicologia mediumnica. 1° Non produzione di suoni melodici, nonostante la
collocazione ad hoc di un pianoforte. — Il Sig. Bozzano mi ha narrato che tali
suoni vennero prodotti in una seduta data da Eusapia in casa Avellino: ma con
una analisi minuta del fenomeno si trova che erano tentativi di iniziare appena
qualche accordo armonico semplice ; il che, a parer mio, è adeguato alla
ignoranza musicale della Paladino. Anche nella narrazione e interpretazione di
codesti eventi acustici risulta chiara e lampante l’importanza del subbiettivismo
dei presenti: sono questi che definiscono le loro impressioni più assai di
quello che esista di definito nel fenomeno reale e genuino. 2° Non
scrittura di segni alfabetici. — Non ottenemmo la scrittura sulle o tra le
lavagne, nè ci fu concessa veruna altra manifestazione d’alfabetismo: ciò pure
in relazione col grado di coltura della medium. Gli spiritisti scuseranno la
mancanza di scrittura perchè John non può servirsi di mani ignoranti per
scrivere; egli esegue quei fenomeni che lo “strumento, somministrato da Eusapia
gli permette (salvo che anch’esso in vita non fosse, come pare, un ignorantone)
. Ma tale scusa è affatto gratuita: contraddice intanto il fatto che il
presunto John eseguisca molti fenomeni che oltrepassano la abilità, la forza,
la coordinazione muscolare del medium: ad esempio, come conciliare in tale
supposto la mancanza di segni alfabetici o numerici con lo sforzo dinamometrico
ottenuto la sera del 2 giugno, e che si spiega collo spostamento ben valutato
dell’indice dello strumento? e come spiegare che “ egli , assuma l’incarico ben
più de¬ licato di plasmatore e scultore nelle impronte in mastice?...
Resterebbe poi incomprensibile perchè “ John ,, che riesce
420 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li a tracciare segni
a lapis sui polsini o sullo sparato dei presenti, non sia in grado di imitare
lo scritto stampato (leggendo materialmente nel pensiero) come fanno gli
affetti da sordità e cecità verbale. Pare tuttavia che a ciò arrivi la
Paladino, ammessa l’autenticità di qualche scritto me¬ dianico a lei
attribuito. Infatti il sig. Bozzano dice che nella grandiosa seduta in casa
Avellino in cui Eusapia suonò, si ebbe finalmente una scrittura diretta, ossia
si trovò la parola morto (scritta a lapis aH’oscnro), in risposta ad una inter¬
rogazione rivolta agli occulti agenti sul destino ignoto di un parente. Sarebbe
interessante accertare la verità del ferale annunzio: ma, riguardo alla
materialità dello scritto che risultò in caratteri stampatelli o infantili,
essa conferma la ipotesi fisiopsicologica più su esposta. 3“ Non
indovinazione di un numero d'oggetti. — Questo esperimento l’ho già narrato: la
divinazione del numero di faginoli da me estratti sarebbe stata un fenomeno di
chiaroveggenza, come tanti se ne raccontano nella storia del meraviglioso
psichico. Però il medium interrogato non ha detto il numero giusto, il che
prova che se Eusapia possiede le straordinarie facoltà animiche della
telecinesia, telefania, teleplastia, ecc., non è chiaroveggente, allo stesso
modo che possiede ben poca capacità telestesica e telepatica. 3° Non
impressione di maschere facciali sulla plastilina. — L’insuccesso, qui vale
come argomento contro l’ipotesi deirOcnoRowicz, che i fenomeni siano sempre il
risultato di un concretarsi sintetico delle energie dei presenti sotto forma
materiale. Io invece, a parte il contributo prestato dai dinamismi biologici,
assegno alla psiche dei presenti quasi soltanto l’efficacia suggestiva, ideale,
non materialmente concreta. Era tanto desiderato il fenomeno, tutti noi ave¬ vamo
così intensamente rivolta l’attenzione all’ impronta, che se questa dovesse
venire dalla somma (fisica) dei nostri dinamismi, si avrebbe dovuto ottenere il
volto medianico fin dalla seconda o terza seduta. Parmi invece che questo
fenomeno vada soggetto a grandi varianti. In taluni casi lo si è ottenuto
facilmente, come ne fanno fede i calchi del Chiaja; ma non l’ha, che io sappia,
ottenuto nessuno dei gruppi di investigatori che studiarono la E. P., iiè a
Carqueirnnne, nè a Parigi, nè all’Agnélas, nè a Varsavia, nè a Milano, nè tanto
meno a Cambridge. E venuto, per contro, nella ospitalissima casa dei signori
Blech a Mont,fort-l’A- maury, dove Eusapia ha soggiornato liberamente come in
casa sua ! limiti dell’esopsichismo d’eusapia 421
Con ciò non voglio esprimere dubbi sulla sincerità del fenomeno: ma certo
è da notarsi codesta resistenza di John anche quando (come nel nostro gruppo)
tutte le circostanze sembravano favorevoli. Forse elle la E. P., malgrado tutto
il nostro e suo buon volere, non è giunta con noi a quello stato biopsicbico
che rende possibile la proiezione della forza suffi¬ ciente ? Questo efflusso
richiede probabilmente scariche intense di energia, diciamo, fluidica. Dagli
sforzi che la P. esegue quando si tratta di far un’impronta di mano o di dita
(esterio¬ rizzando così le contrazioni delle proprie membra) si inferisce che
lo sforzo per imprimere una faccia o testa dovrà essere ben più grande : 1°
perchè si tratta di una parte del corpo che ordinariamente esegue pochi e
deboli movimenti; 2° di una parte del corpo, che non ha l’abitudine nè il
potere di influire sulla forma, resistenza, grandezza degli oggetti esterni; 8°
di una parte del corpo, che ha caratteri troppo individuali, co¬ sicché
richiede un lavoro cogitativo più intenso per essere rap¬ presentata nei suoi
particolari caratteri: sudi ciò tutti avranno osservato quanto sia difficile
rappresentarsi mentalmente una fisionomia, sia pur quella di persona convivente
e a noi lunga¬ mente abituale; 4“ perchè le mani, stante la loro natura di
organi di presa e di espressione, proietteranno più facilmente e più da lontano
la energia vitale o nervosa : e questo sa¬ rebbe provato dalle investigazioni
del Baradoc, dello Ciia- zarain, del Delanne e Dagret [— Trgrad], collegabili a
quelle sull’od, per lungo tempo derise ma scientificamente non impossibili, del
barone De Reichenbaoh. Genova, 6-7-8 giugno 1901. LA
DECIMA SEDUTA. Uniformità e variazione dei fenomeni. Sedata ultima di
questa serie, e seduta importantissima, forse la più ricca e varia in
manifestazioni! Perchè? Credo che a questo moltiplicarsi ed intensificarsi dei
fenomeni con¬ corrano più cause: — 1° La minore diffidenza con cui la Eusapia
ci tratta dopo tante ore di comunione spiritica, avendoci trovati ben disposti
verso di lei; — 2° L’aumento reciproco di fiducia che oramai tutti noi
riponiamo nella sincerità dei medium: anche i più scettici della compagnia (io
e Ferraro) siamo guadagnati, per lo meno, dall’evidenza dell’autenticità’ quasi
generale dei fenomeni ; • — 3° La mi¬ nore importanza che noi diamo alle
strettoie del “ controllo „, non già per rilassarlo fino all’indulgente
compiacenza verso Eusapia, ma per averlo reso gradatamente meno fastidioso e
meno discontinuo in ragione della abitudine da noi contratta in effettuarlo :
io sono convinto che l’invigilare i medii non sia cosa tanto ardua da non
assicurarci contro l’inganno anche senza queirincessante cercare le mani e i
piedi di Eusapia e quell’insopportabile incrociarsi delle domande di prammatica
: “ ha lei la mano? tiene lei i piedi ?„ : sovente con essi si interrompe
l’attenzione sui fenomeni e si turba la li¬ bera loro estrinsecazione. — 4°
Pongo, in ultimo, la au¬ mentata affinità psicofisica stabilitasi tra tutti
noi, anzitutto fra i formanti il circolo, indi fra il circolo ed il medium : è
quello che i magneto-spiritisti chiamano “ omogeneizzazione dell’ambiente „ .
Io non credo che preponderi in questa mag¬ giore concordia di animi l’azione di
un fattore arcano, quale sarebbe una congetturale “ polarizzazione di fluidi „
o una “ risultante media di dinamismi bio-psichici „ : parmi sem¬ plicemente
che si crei e si fortifichi sopra tutto quella comu¬ nanza di sentimenti, di
idee, di tendenze che è inevitabile si stabilisca fra varie persone viventi lungamente
a mutuo rapporto, in uno stesso luogo, sotto le medesime impressioni ed in
circostanze ohe nelle nostre classi sociali vietano gli aperti dissensi e
finiscono coll’inibire le espressioni abituali dei sin¬ goli caratteri. Ciò non
pertanto sarebbe illogico negare la verosimiglianza di “ flussi nevro-psicbici
„ sinfonizzantisi tra loro, come le onde hertziane. Siamo sempre nella
sala solita, ma vuotata di mobili per obbligare l’attività medianica di Eusapia
a darci fenomeni meno materiali dei consueti, possibilmente delle grandi ma¬
terializzazioni. Però la prima parte della seduta è consumata in una
successione de’ consueti fenomeni di moti e levitazioni e battiti ritmici del
tavolino, di toccamente di scherzi con la seggiola di uno dei visitatori, ecc.,
ecc., giacché il m.se Da Passano, che non è mai stato al controllo, ha chiesto
di esservi messo iersera, e ciò induce la Eusapia a beneficarlo della solita
ormai vieta fenomenologia. Siamo, dunque, sempre di fronte al doppio rilievo
psicologico da me fatto: 1° la me¬ dianità è influenzata, nelle sue
manifestazioni, dalle con¬ tingenze esteriori in cui il medium opera; 2° la
medianità è sistemata automaticamente nella Paladino, così da renderla inetta a
imaginar cose nuove (nel suo subcosciente) e da costringerla a reiterare in
serie i fenomeni, a mo di un ro¬ sario sgranato sempre nel medesimo senso
! Ma esaurita la serie abituale, ecco iersera incamminarsi la Eusapia per
vie meno comuni, e darci, come dissi, non solo notevolissime varianti ai fenomeni
già prodotti, ma al¬ tresì fenomeni nuovi. 1. Varianti nella
telecinesia. a) Per dare una risposta al dubbio espresso da qual¬ cuno,
tanto dentro che fuori del nostro Circolo, che nei mo¬ vimenti. del tavolino
agisse la pressione delle mani di Eusapia, jersera intenzionalmente il mobile
si è alzato ora da un lato ed ora dall'altro : ossia dapprima si è inclinato
obliquamente verso destra quando la mano della medium ne era sollevata dal
controllore, indi si è inclinato verso sinistra nelle iden¬ tiche condizioni.
Non basta : il tavolo si è alzato sui due piedi anteriori (quelli verso
Eusapia), indi sui due posteriori, anche quando nessuna delle nostre mani lo
toccava. Noto che tutto questo ondeggiare del mobile è avvenuto alla luce
“ - - IH"-*? f 424 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II
di una lampada elettrica di 5 candele! Sul cosi detto 11 fe¬ nomeno del
tavolino „ io sono oramai sicuro nella mia co¬ scienza di osservatore
scrupoloso: la telergia medianica di ordine cinetico è una realtà. La
cosa fu resa jersera evidentissima anche in altri espe¬ rimenti. A un certo
momento, e mentre avevamo una bel¬ lissima illuminazione (da una lampada a gas
con reticella Auerl), il tavolino s'è mosso dal solito posto, e obbligando
tutti noi ad alzarci e a seguirlo per tenerci in catena , è andato a fermarsi
nel bel mezzo della sala: quivi, sotto i nostri Occhi, ed essendo noi tutti in
piedi, si è sollevato fino all'altezza delle nostre teste, ossia di circa un
metro dal suolo: ne vedevamo distintamente (sfido io, a quella luce!) i quattro
piedi in aria, e curvandomi ne ho veduto la faccia inferiore del piano. Nessuna
forza visibile lo aveva portato e lo teneva a quell’altezza: le nostre braccia
estese e alzate non lo toccavano, e la medium aveva le mani pur essa in alto al
livello medesimo delle nostre, ed era inoltre sorve¬ gliata da tutti noi.
Quella levitazione straordinaria in piena luce è durata 15". Aggiungo che
il tavolino iersera pa¬ reva in preda ad una vitalità anormale : ha battuto più
volte la solfa ; si è espresso mimicamente alla sua maniera, ora brillante e
burlesco, ora imperioso e violento; si è rial¬ zato almeno sei o sette volte
fino a 85 ceutim. e ad un metro, mentre a luce debolissima eravamo in attesa
delle impronte sulla plastilina. Cadendo dall’alto, si è poi
sconquassato. Ma avvenga esso a luce o al buio, con contatto o senza, con
sforzo visibile o in quiete di Eusapia, il fenomeno ha ormai per me la medesima
autenticità e la stessa causa. Non lo spie¬ gano i “ moti incoscienti „ del
Ciieyreul (forse applica¬ bili soltanto ai tavolini parlanti o danzanti nei
salotti per puro divertimento); nè i moti iniziali, e poco estesi, ma
irresistibili, del Babinet (inservibili quando manca ogni con¬ tinuità nelle
linee di forza). I vecchi congegni immaginati dal Faraday, dall’HARE, dal
Gasparin , dal Thcry , dallo Chambers, i più complessi del Crookes e Varlky, e
i recen¬ tissimi della Commissione di Milano, di Richet, De Rochas, Wattevillk,
OofioROWioz, ecc., non hanno impedito che gli spostamenti tiptici si producessero
in contrasto con le for-1 mule della meccanica, con le leggi note della fisica,
con il pa¬ rallelogramma delle forze, insomma con tutto il codice legis¬ lativo
della scienza esatta. Che cosa pensarne , se non che naturalmente e logicamente
siamo davanti a fenomeni reali derivanti da cause o forze tuttora
sconosciute? TELECINESI® A GRAN FORZA 425
b) Al tavolino hanno fatto iersera degna compagnia altri oggetti mobili.
Per due volte si ripetè il giuoco della seggiola tolta di sotto aH’astante, allontanata,
riportata, ri¬ tolta, rimessa a posto da personaggi invisibili che sanno agire
al buio senza sbagliare mai nella estensione e dire¬ zione dei movimenti. La
seconda volta la seggiola tolta al Dott, Venzano viene a trovarmi mentre io
sono fuori di catena seduto su di una poltroncina, a circa un metro dal mio
collega ed almeno a un metro e 75 cm. da Eusapia ; e quando le pongo le mani
sulla spalliera, essa mi viene presa, bru¬ scamente strappata e riportata al
Venzano, che però non può servirsene in vista di un nuovo scappargli
dell'irrequieto mobile. E lo scherzo continua per una buona mezz’ora ! e)
Quando siamo andati nel mezzo della sala dietro al tavolo semovente, il recinto
in legno e reticolato di ferro costrutto su di un lato di essa per i soci fuori
di catena, si è scosso, ha ondeggiato, si è mosso quasi preso da con¬ vulsione:
tutti vedemmo il fenomeno, perchè eravamo in piena luce, e la Eusapia era
distante da quel recinto non meno di un metro e mezzo. ‘d) Anche in
ottime condizioni di luce eravamo mentre Eusapia effettuava due volte il
fenomeno Ae\Y attrazione su corpi pesatiti senza alcun contatto. Dapprima essa
ha sol¬ levato sotto i nostri occhi una seggiola, sulla spalliera della quale
mi aveva fatto collocare ambo le mani, applicando poi le sue sulle mie: ad un
suo gesto, che dirò simbolico, di tra¬ zione all'insù eseguito coi muscoli
degli avambracci , ha seguito l'alzarsi della seggiola dal suolo per circa
12-15 cen¬ timetri. Riaffermo che le mani di Eusapia non toccavano il mobile essendovi
di mezzo le mie mani, ed avendo noi tutti gli occhi bene aperti in una sala
pienamente illuminata. Più tardi, al finire della seduta e mentre ci
preparavamo tutti ad accommiatarci da lei, Eusapia si è accostata nell’an-
tieamera al pianoforte, sul quale stava un piccolo campa¬ nello usuale di
bronzo; e facendo con la mano il gesto di attirarlo verso di sè, lo ha
realmente smosso e a piccoli tratti condotto fino all’orlo del mobile donde è
caduto in terra: il campanello ha percorso lo spazio di circa 20 cen¬ timetri e
il fenomeno è accaduto a luce di due candele, al cospetto di tutta la
comitiva. Basterebbero questi fenomeni elementari di telecinesi» per
darla vinta ai sostenitori delle azioni psichiche a distanza in contraddizione
a tutte le leggi conosciute della meccanica e della fisica. Non sono infatti le
grandi e complicate ma- 426 PSICOLOGIA E SPIRITISMO.
Il nifestazioni della medianità quelle che possono condurre al
convincimento, poiché allora l’intrecciarsi delle contingenze determinanti il
fenomeno lascia adito a sospettare dei medii e a dubitare delle proprie
osservazioni. Qui, invece, il fatto è semplice e percettibile in tutte le sue
modalità, è chiaro e limpido nel suo determinismo: si dovrebbe, dunque,
cominciare da questi effetti iniziali della facoltà telergetica, giacché un
solo fenomeno di tal genere, accertato con ogni mezzo possibile di
investigazione, darebbe la prova assioma¬ tica della esistenza di poteri
supernormali d’esteriorizzazione dinamica. Ma vediamo: nelle condizioni
in cui Eusapia ha provocato quel moto di campanello senza contatto apparente,
senza applicazione visibile di una forza meccanica ordinaria, siamo noi sicuri?
Vi fu l’imprevisto, è vero, da parte del medium perchè il suo passare vicino al
pianoforte e il fissarsi della sua attenzione sull’oggetto eventualmente
collocatovi sopra sono stati fortuiti : ma dalla sala, dove si teneva la se¬
duta, non aveva essa potuto gettare lo sguardo nell’antisala e premeditare il
fenomeno?... Si è infatti parlato di una frode che essa usi commettere in detto
esperimento: ossia il moto attrattivo dell’oggetto sarebbe ottenuto mediante
uno dei suoi capelli che strappatasi dal capo, essa saprebbe abil¬ mente far
girare attorno all’oggetto preso di mira, e tenen¬ dolo fra le dita utilizzare
quale strumento impercettibile, per la sua finezza, dagli astanti. Assai
semplice e comodo mezzo di attrazione ! Il tiro fu scoperto dal De R-ochas e
dal Flam- marion nelle sedute di alcuni anni fa: e non può dirsi che la ipotesi
del “ capello (luidico „, avanzata da qualche spi¬ ritista distintissimo, valga
a distruggere il dubbio della ciurmeria cosi schiettamente degna di
un’isterica. Per esclu¬ derò l’intervento di un “ capello organico , o
tegumentale di Eusapia nel fenomeno di stanotte , non abbiamo altra ragione se
non quella che nessuno di noi ha veduto un solo movimento di lei, atto a
ingenerare sospetti (strappo del ca¬ pello, attorcigliamento al dito,
cireumduzione del campa¬ nello, eoe.). Ma il non aver sorpresa Eusapia in fallo,
basta a togliere di mezzo il fallo stesso? E il supporre dei “ ca¬ pelli ,
effimeri, fabbricati all’istante con la materia eterea o astrale, e fatti
sparire magicamente, non sarà, in codesti fenomeni tuttora sub judice, un “
miracolo „ per la stessa metapsichica ed nn sillogismo di petizion di principio
per la logica? Varianti nella telecrasia. Denomino grecamente così i
rumori e suoni che si odono durante le sedute : e ve n’è di tantissime specie !
Gli uni sono dati dai famosi colpi e battiti o raps che si sen¬ tono nei mobili
, sopratutto nel tavolino medianico, nelle pareti, nel soffitto e persino nel
pavimento della stanza, entro il gabinetto oscuro, talvolta vicini, tal’altra
lontani, ora deboli e fiacchi, ora forti e potentissimi fino a rintro¬ narne
tutta la casa... Ieri sera i raps del tavolino hanno avuto il carattere di
picchi ritmici, di raschiamento, di grat¬ tamento, di fremito intrinseco nella
sostanza medesima del legno... Anche questo è un fenomeno elementare, comunis¬
simo ; eppure, nè fu ancora studiato abbastanza, nè c'è mezzo di comprenderne
la natura. Conosco le spiegazioni che ne hanno dato gli anti spiritisti non
scienziati e gli antispiritisti scienziati, ma nessuna mi convince. Ho già
parlato delle contrazioni muscolari con le quali, secondo fisiologi insigni, i
medii saprebbero dare l’ingannevole percezione di quei suoni. Il Flint, clinico
medico a Buffalo, pensò ad uno scricchiolìo prodotto nella giuntura del
ginocchio dall’urto fra tibia e femore; lo Schifi-, che insegnò fisiologia, a
Fi¬ renze e a Ginevra, attribuì i rumori al battere del muscolo lnngo peroneo;
lo Jobebt, chirurgo di Parigi, credette arre¬ care prova di ciò in certi casi
patologici di contrazioni clo¬ niche muscolari... Ma per chiunque abbia udito
un solo ge¬ nuino rap, codesti conati esplicativi sono inammissibili, anzi (mi
duole dirlo per la dignità della scienza anatomo- fisiologiea) addirittura
grotteschi. D’altronde, come si spie¬ gherebbero con sussulti
tendineo-muscolari i picchi e suoni produeentisi lungi dal corpo del medio, e
sopratutto quel battere assieme di mani invisibili che stanotte abbiamo udito
nettissimamente scoppiare a mo’ di plauso in aria, sopra le nostre teste, e
dentro il gabinetto oscuro? Per quanto in apparenza i picchi interni “ spiritici
„ siano di pura indole fisica o materiale, è giusto il rilievo fatto dalla Com¬
missione dell’Università di Pennsilvania nominata pel lascito Seybert
(1884-87): — essi sono in innegabile rapporto colla coscienza e volontà del
medium, e non ne sono affatto indi- pendenti come protestano gli spiritisti. —
Ensapia sa sempre quando e dove i pretesi esseri misteriori colpiscono e
bus¬ sano: essa è, anzi, così attenta a non essere prevenuta dagli astanti e a
non lasciar dubbi sulla sincerità dei fenomeni, che quando un rumore diverso,
uno scricchiolìo di mobile, un urto di oggetti, un moto di seggiola induce
qualcheduno in errore, è la prima a correggerlo e a dichiarare la causa del¬
l'illusione. Il rilievo torna da un lato in conferma del “ per- sonismo „
(secondo la terminologia di Aksakokf) dei feno¬ meni percussori, dall’altro
vale in risposta agli scettici che sostengono la natura illusoria dei fenomeni
stessi indotti per suggestione del medium sul suo circolo. * 3.
Varianti nella telefonia. Jersera le “ luci spiritiche „ , che son sempre
un fenomeno tra i più rari, non si formarono soltanto in aria, ma sulla stessa
mia mano tenuta sul tavolino medianico. Io ero il secondo della catena, a
sinistra di Eusapia, e l’assistenza era in quasi completa oscurità: ad un
tratto una luce globulare , ma sfumata, di colore azzurro-verdognolo è apparsa
sulla piega cutanea tra il mio pollice e l’indice, ha oscillato alquanto, si è
mossa e posandosi sul dorso della mano è salita verso l’avambraccio, ivi
scomparendo. Tre altre volte la manife¬ stazione luminosa si è riprodotta, e
ogni volta è stata vista da tutti. Io guardavo il fenomeno con la testa piegata
ed avvicinata alla mia destra, e la fiammella non mi produ¬ ceva calore: dirò
anzi che neppure irradiava luce: era lu¬ minosa in sè stessa, ma non
rischiarava le parti del mio corpo su cui passava. Altre luci sono
apparse più tardi, in alto, di contro alle cortine nere, o sulla testa di
Eusapia, ma non differivano da quelle già vedute precedentemente, se non nell’ insolito
splendore. Io ne ho percepite distintamente due a livello del lato sinistro
della testa di Eusapia, nel punto della breccia cranica: erano diffuse e non
circoscritte. Una terza, che direi più condensata, della grossezza di una noce
avel¬ lana, di aspetto fluorescente, è comparsa in alto e si è man¬ tenuta
fissa per almeno 10", scindendosi poi in due e dile¬ guandosi dopo altri
10" : le mani del medium erano invigilate da me e da Venzano, ed erano nel
contempo visibili in pe¬ nombra. È utile avvertire che le luci preannunziano
geneTalmente altri fenomeni cospicui, soprattutto materializzazioni : e
infatti, dopo quella telefonia vivissima, io ho avvertito una “ piccola mano di
bimba „ accarezzarmi graziosamente il viso. Delle materializzazioni
visibili (“ fantasmi „), le più rare a presentarsi nelle sedute medianiche
dell'Eusapia, fino ad ora non abbiamo ottenuto che fantasmi indecisi e senza
ca¬ rattere personale : se fosse da accogliersi per vera e reale senza alcuna
miscela di soggettivo, la impressione visiva che il Dottor Venzano dichiarò
jersera di avere provato, cioè di un'ombra avente la statura e i contorni di
una “ bambina ,, noi andremmo accostandoci alla fase delle vere apparizioni. Ma
peccato che tale interessantissimo fenomeno non sia an¬ cora caduto sotto i
miei sensi ! Ne parlerei con cognizione di causa, mentre debbo limitarmi a
riferirlo in maniera gene¬ rica, non senza osservare che la connotazione del
perci- piente gli poteva essere, in parte, suggerita dalle convinzioni del
collega Porro. 4. Varianti nelle azioni a distanza sulla ma¬ teria
inerte. Designo in questo modo quei due fenomeni abbastanza differenti
nelle loro apparenze, ma in sostanza non dissimili fra loro, che sono le
impressioni su corpi molli (creta, pla¬ stilina, farina, sabbia, carta
atfumata, ecc.) e gli apporti: in ambedue i casi la materia, o ciò che
chiamiamo con questo nome, subisce l’azione a distanza della misteriosa forza
ema¬ nante dal medium, la quale ne muta le disposizioni mole¬ colari e la
situazione nello spazio. Nelle impronte vi è au¬ mento di coesione; negli
apporti, che sono assai più ardui ad ammettere e ad essere compresi, vi sarebbe
invece dap¬ prima cessazione dello stato coesivo (“ disgregazione ,), indi,
attraversato uno spazio qualsiasi nonostante gli ostacoli ri¬ tenuti per
impenetrabili, ricomparsa della identica coesione anteriore per sintesi dei
suoi elementi atomici (“ riaggre- gazione ,). a) Finalmente jersera
abbiamo avuto un'impronta di profilo sulla plastilina; ma ad onta degli sforzi
di Eusapia, che per produrre tale fenomeno era caduta in fortissima agitazione
e mostrava indubbi segni di sofferenza e di per- 430
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II turbamento (li coscienza,
l’impronta è riuscita debolissima: il mastice è poco compresso, il profilo è
appena appena di¬ scernibile; soltanto il rilievo del padiglione di un orecchio
rivela che si è tentato applicarvi un lato della testa. Ho la certezza assoluta
che tale impronta non fu eseguita fraudo- lentemente : la plastilina era stata
bensì per due terzi della seduta su di una seggiola a non grande distanza da
Eu- sapia e alla sua sinistra, ma questa, controllata sempre con gran rigore,
non le si era avvicinata mai con la lesta (in¬ ganno troppo facile a scoprirsi
da undici persone intelligenti ed accorte): inoltre, avevamo a quando a quando
ispezionata la superficie liscia della pastosa focaccia. Per produrre l’im¬
pronta Eusapia ha proceduto cosi: — lamentandosi e chia¬ mando aiuto, essa si è
svincolata ad un tratto dalle mani di Venzaqo e De Albertis che la
controllavano, ha afferrato la mia mano e mi ha trascinato verso il gabinetto;
quivi si è coperta la testa con la tenda nera e poi ha applicato l’orecchio al
petto del De Albertis, comprimendolo fortemente: alla fine, come se tale sforzo
di compressione avesse sortito il suo effetto, ha emesso un sospiro di
soddisfazione e si è abbandonata in quasi completa risoluzione muscolare. — Io
l’ho ricondotta alla sua seggiola; e rifatta la catena, mentre Eusapia era in
evidentissimo “ trance „, abbiamo udito i sette colpi chiedenti la piena luce :
solo allora abbiamo scoperto che la plastilina era rimasta impressionata.
In tutta questa manovra v’è, lo si scorge benissimo, l’in¬ tervento volitivo
del medium: non ci riesce però di scoprire la frode, e quell’impronta è,
secondo me, autentica. Al pro¬ posito dirò anzi che Eusapia si è mostrata
dolente di non aver potuto stampare “ orma più profonda „ sul nostro ma¬ stice
: ma a giustificazione sua, sta che la sostanza preparata non era abbastanza
molle. Anche gli spiriti esigono che sia loro facilitato il còmpito! b)
Il secondo apporto della nostra serie di sedute eusapiane, s’è avuto iersera :
forse ne abbiamo, anzi, ottenuto due. Dna prima volta, al marchese Da Passano,
vigilatore di destra, è stato messo all’improvviso in mano un ramo¬ scello con
due foglie verdi: si era in semi-oscurità, e quel vegetale non si trovava, per
saputa nostra, nelle sale del Circolo: veniva, dunque, dal di fuori; ma in qual
modo? - La seconda volta, sono apparsi due ramoscelli, credo, della stessa
pianta : uno è stato ridato, da invisibili mani, al Da Passano, ma forse era il
medesimo di prima; l’altro è ca¬ duto sul tavolo sfiorando il viso di Venzano.
Ma anche questi donde venivano? La pianta è botanicamente comu¬ nissima.
ed io confesso che non so esimermi da dubbi gravi sulla veridicità del
fenomeno: per accettare un apporto in si fatte condizioni, abbisogna una buona
fede superiore alle mie forze. Vorrei che ad ogni seduta, massime quando ac¬
cadono fatti consimili di “ disgregazione e riaggregazione di corpi „ o di “
dematerializzazione e rimaterializzazione di corpi solidi „, in assolutissimo
contrasto con le leggi fon¬ damentali della fisica e chimica, si esercitasse
una vigilanza par¬ ticolare: vorrei lo svestimento del medium dai suoi abiti, e
l’esame della sua persona a nudo (anche se convenisse ef¬ fettuare quelle
investigazioni intime che tanto ferirono l'amor proprio di Eusapia a
Cambridge); vorrei dati al medium stesso abiti nuovi, accuratamente
ispezionati; vorrei anche un po’ più di luce o un po’ meno di oscurità; e
vorrei che l’oggetto apportato fosse di tale natura da escludere l’in¬
ganno. * * * Lettura del pensiero? Un
fatto di lettura del pensiero sarebbe questo: — Il De Albertis av“jva recato
con sè e teneva in una tasca interna dell abito un ventaglio che una signorina
di sua conoscenza gli aveva dato affinchè gli venisse tolto dalle “
Intelligenze occulte , e consegnato a me, senza che nessun altro sapesse di
tale desiderio. Era, adunque, un vero esperimento tele¬ patico, che il capitano
tentava ; e si è verificato appuntino. Il De Albertis stava fuor di catena,
seduto su di una pol¬ troncina a un metro e mezzo da Eusapia, e là una mano è
andata a toccarlo, mentre altra mano gli estraeva dalla tasca il ventaglio e lo
portava da lui a me. Il ventaglio ha fatto cosi più giri attorno, trasportato
invisibilmente dal¬ l’uno all’altro di noi: dippiù, ai nostri lagni di provare
troppo caldo, si è messo a rinfrescarci cortesemente la faccia, utilizzando per
bnona mezz’ora tutto il dinamismo medianico della Paladino. Senza dubbio,
si è veduta la intenzionalità dell’agente in¬ visibile in tutto questo
trasportare e trasvolare del ventaglio : ma essa non è dissimile nei trasporti
e trasvoli degli altri oggetti, trombette, chitarre, tamburelli, ecc.,
avveratisi nelle sedute anteriori. Per contro l’azione iniziale del
togliere il ven¬ taglio al suo possessore e del portarlo a me, conforme al pen¬
siero di lui, ba i caratteri della suggestione mentale. Osservo tuttavia che
jersera si sono avute altre manifestazioni eguali (p. es. al Da Passano è stata
presa di tasca una borsa da tabacco, e il tabacco è stato sparso sul tavolino):
per ciò potrebbe anche trattarsi di pura coincidenza senza telepatia, pur restando
ammirabile tutto l’ulteriore complicato itine¬ rario dell’oggetto cortesemente
inviatomi, con quel mezzo nuovo di comunicazione, dalla bella
sconosciuta. * * * Le materializzazioni. Numerosi
e vari sono stati la sera dell'8 giugno i feno¬ meni di teleplastia: vi abbiamo
toccato un punto di medium - nismo cbe raramente con Eusapia si
raggiunge. 1. Materializzazione di mani isolate. Tutti gli atti
superiormente descritti presuppongono la for¬ mazione teleplastica di mani
operanti intenzionalmente. Il più spesso le si sentono al tatto o le si odono
lavorare nell’oscnrità : non di rado esse ci toccano, e noi le tocchiamo; ci
palpano, ci stringono e ei afferrano, e noi le palpiamo, le stringiamo e
afferriamo. Ordinariamente son ricoperte dalla nera cortina di cotone o dal
drappo delle sopratende damascate che chiudono il gabinetto medianico : più di
rado, le vediamo confusamente passare davanti a noi, o di fianco a noi, come
ombre fosche pro- lungantisi dal medio o fuoruscenti dalla stoffa o dalle
fessure del gabinetto. E desse — ormai mi sono convinto — non sono le mani
della Paladino. Eusapia ha ripetuto iersera col signor Schmolz il
fenomeno della mano materializzantesi nel gabinetto, in alto, quasi al disotto
del pendone : là lo Schmolz ha sentito, al disopra della testa della medio, una
mano 4 grossa e robusta di uomo La Paladino, chiamando me a testimonio, ha
fatto constatare che la mano fìuidica era diretta dall’alto al basso ; con ciò
(si sottintende) non poteva essere la sua, senza parlare del con¬ trollo che in
quell’atto e momento era severissimo. La per¬ sistenza della Paladino nel
rilevare le caratteristiche più minute dei fenomeni, sempre a conferma che
non sono trap¬ polerie, dimostra, oltre alla sua preoccupazione costante di
convincere, che essa vuole quel dato effetto e sa come si produce: con me l’ha
notato di nuovo quel calmo osserva¬ tore che è Fausto Ferravo. Codesta
intenzionalità è interessata, e risponde all’apo¬ stolato ed alla vanità della
medium ; non ha invece ragione alcuna nella psicologia (diciamo così) degli
spiriti agenti “dall’altra parte della linea Queste “ Entità „ non dovreb¬ bero
avere, io penso, tanta premura di produrre fenomeni che sei vano unicamente a
riprova della veridicità della medium : a che prò' consumare così la loro
attività? a che prò’ ridurre l’intervento di codeste Intelligenze ad esser una
dimostrazione scolastica, sistematicamente pedantesca e stucchevole, di un
fatto che nessuno di noi pone più in dubbio, cioè della re¬ altà dei poteri
eusapiani? Non sarebbe più utile per la causa dello “ spiritismo che ci dessero
comunicazioni più intellettuali? Ma non bisogna augurarselo troppo! Gli stessi
spiritisti di buon senso, messi alle strette intorno al nullo valore ed alla
inverosimiglianza dei messaggi dell’Al-di-là, messi in imbarazzo dallo scisma
colossale fra Kardechisti e Davisiani, cioè fra gli “ spiriti , eelto-latini
che insegnano e affermano la reincarnazione e gli “ spiriti „ anglo-sassoni che
la ignorano e la negano, confessano che è miglior con¬ siglio non chiedere a
“.John King ,, più di quanto possa dare..', la mente della popolana di
Minervino. Dicono che la fenomenologia meccanico-tisica interferisce o
sostituisce sempre quella intellettuale, e Allax-Kahdec affettò dispregio
perciò verso quella: i medi come Eusapia spendono l’energia loro nel far mutare
di posto e di peso agli oggetti, non nel dare novello assetto alle nostre idee.
Ma ecco una delle solite contraddizioni che risultano ad ogni punto dello
spiritismo teoretico: Oxon, ossia Stainton-Moses, era un medium in¬
tellettualissimo e fisicamente potentissimo; e come lui, tanti altri!... Chi
concilia tutte codeste asserzioni? Che una “ mano spirituale , scenda
dall’alto, da tanto alto che io e lo Schmolz dobbiamo porci in ginocchio su di
un tavolo per palparla e sentirne la stretta, è un’ostentazione pura di tecnica
mediumnica : non certo un bisogno nello “ spirito , di rivelarsi in così
bizzarra e aerea maniera. Solo uno scettico imbecille può supporre che le
sensazioni di mano a livello normale siano prodotte illusoriamente da Eusapia
con la sua testa (sic) o con un suo piede calzato di stivaletto (sic, sic):
niuno di noi sentiva proprio la necessità di quella controprova. Io, ad
esempio, avrei di gran lunga preferito che mi si lasciasse ispezionare il di
dietro delle cortine, il di dentro del gabinetto, per vedere che cosa vi si
ordisce teleplasticamente in rispondenza alle forme tan¬ gibili per di fuori. È
vero che tra le fessure del cortinaggio, smosso dal vento glaciale e sepolcrale
che preannunzia i fe¬ nomeni, o quando le tende gonfiandosi vengono avanti si
scostano e lasciano penetrare qualche po di luce nelle te¬ nebre del gabinetto,
nulla vi si vede per solito (tranne le formazioni radianti, biancastre, di cui
qualcuno ha avuta la percezione in certe sedute di Eusapia): ma si
desidererebbe, ciò non ostante, penetrare di più nel mistero. Se durante
l'esperienza della mano scendente dal soffitto io fossi entrato dietro le
tende, avrei percepito forse il prolungamento di¬ namo-plastico, che arrivava
colassi! dal corpo della medium V Ma inoltre: quella mano dall’alto non
risponde a nessuna configurazione, a nessun atteggiamento immaginabile di una
forma umana o antropoide. Ne ho avuta l’impressione che fosse una mano isolata,
non un segmento terminale di arto e tanto meno di un arto dipendente da un
corpo. Per ve- nire così dall’alto converrebbe ammettere che la persona cui
quella mano apparteneva fosse salita o levitata nel vano del gabinetto oscuro,
e che la sua testa, non solo arrivasse fino al vólto della finestra, ma
traversasse il soffitto. Ne desumo che la medium può organizzare mani e teste
nello spazio senza che con ciò esse siano parti di una intera torma umana o
consimile alla umana. Debbo aggiungere qui, una volta per tutte, che le mani
spiritiche sono sempre state da me percepite nei toccamente nelle pressioni,
nelle strette come staccate ed attive per sè ed in sè, non come emananti da un
corpo (fantasma) intero: — anche le apparizioni già indicate nelle sedute
precedenti mi sono parse incomplete e frammentarie. Aggiungo che la mano da me
toccata in alto era cosa morta, quasi un guanto riempito di crusca o di stoppa.
Altre volte invece le mani, massime quelle sentite e toccate a livello della
persona del medium, o poco piu in su o in giù della sua spalla, danno la
sensazione di organi veri e vivi per sè, e non di simulacri, nè di * mani di
morto „. Se penso alle apparizioni delle larve e dei profili veduti
finora, sempre più legittima appare codesta mia deduzione. Anche quelle teste
ed ombre (non escludo il caso contrario, ma io non ho peranco avuto la fortuna
di imbattermivi) non sono mai completamente formate, e non si presentano
neppure come dotate di esistenza autonoma: tutte erano in un modo o
nell'altro imperfette, non finite, e sempre ave¬ vano qualche nesso con la
persona corporea del medium. Le ombre figurate nella seduta Vili si
protendevano spiegavano in avanti, ma in basso finivano nell’oscurità
indistinta e non si allontanavano dalle vesti di Eusapia con cui direi si
conti¬ nuassero. Le teste, formate di profilo, ugualmente: dietro quelle teste
ho sempre scorto un prolungamento dell’ombra nella direzione del medium, e
dietro quello strano profilo un enorme collo allungatesi fino nell’angolo buio
ove la Eusapia sedeva. Questo rapporto di continuità (o conti¬ guità?) fu già
registrato da altri, se non erro da Carlo Riohet : non dev’essere, però,
generale ed assoluto. Le mani formatesi in alto dietro le cortine e le braccia
fuoruscenti dal gabinetto appaiono isolate : ma lo sono poi in realtà ? non
potrebbero essere in invisibile continuazione animo- fluidica coll’organismo
della Paladino? Sarà diversa la cosa solo per le forme personali che si
materializzano al buio anche in mezzo alla sala e che entrano (dicono) in
relazioni affabilmente espressive colla assistenza... Ma il mio noviziato
spiritico non mi ha concesso ancora queste meraviglie, di cui i tipi classici,
ma inconcepibili, restano sempre la “ Katie King „ del medium Cook, il barbuto
apparso pel fluidismo (?) di Eglinton, e gli spettri numerosi evocati dalla
D’Espérance. La situazione spaziale di queste teste, mani, membra, ecc.,
é pure assai diversa: ora sono più ed ora sono meno alte dal suolo. E pur
quando dovrebbero appartenere alla immagi¬ naria personalità di “ John „, esse
non corrispondono a nessuna stabile forma corporea, di statura e di mole ben
determinata. Anche prescindendo dall’oscura ipotesi di Feij. Zòllner , dello
spazio a più dimensioni, gli spiritisti obbietteranno che — lo “ spirito „ non
occupa nello spazio una estensione come la intendiamo noi, e che può librarsi
indifferentemente tanto in equilibrio nell’aria a qualunque altezza esso
voglia, quanto a metà sprofondato al disotto del pavimento: poiché gli oggetti
materiali e impenetrabili per noi, a “ lui , non arrecano alcun ostacolo, e ne
sono attraversati, come i corpi opachi non intercettano i raggi Rontgen. — Ma
al solito questa risposta urta contro la forma personale sotto cui si
materializzano le entità occulte, siano o no formate dal perispirito. “ John
disincarnato „ dovrebbe avere una statura e mole precisa come “ John incarnato
„ ; e invero quando John è sentito da coloro che egli preme od abbraccia, che
afferra o colpisce, lo dicono “ grande, grosso e robusto „ si da parere “ un
mari¬ naio inglese, (è tradizionale che fosse un pirata!). Ma allora, come
avviene che le sue mani (se sono sempre le sue!) escano da tutte le altezze, da
tutti i punti dello spazio, e siano dirette in tutti i sensi, senza nessuna
relazione mor¬ fologica con una personalità avente i caratteri somatici umani
? Io spiego il fenomeno con una formazione spaziale di mani dinamiche,
quali si rappresentano alla mente del medium; ossia non altro che mani, teste e
corpi come tali, e senza che siano pensate quali parti di una persona intera.
Questa può bensì essere immaginata dalla Eusapia (ma è caso rarissimo, che le
costa sforzi straordinari di concentrazione attentiva e scariche fortissime di
telergia): e allora appare il fantasma in¬ tegrale. Ma ordinariamente, per la
legge fisio-psicologica del minimo sforzo, il medio non si rappresenta che
quella parte del corpo che vuole fare agire nel fenomeno, sia una mano, sia una
testa, ecc., e se la rappresenta nello spazio, là dove il toccamento, la
stretta, la presa e il trasporto dell'oggetto, la messa in azione di uno
strumento, ecc. importano che l'arto (dinamico) o il personaggio-automa i pur
esso dinamico o “ doppio „) siano formati e rappresentati proprio nell’atto di
toccare, di premere, di prendere, di comunicare un movi¬ mento... Sono le idee
psico-motrici che per un ignoto pro¬ cesso di esteriorizzazione si organizzano
invisibilmente e anche visibilmente? sono le idee-forze di Alfredo Fottillée
che operano quei miracoli? . 2. Materializzazione simultanea di due mani.
Io avevo espresso a bassa voce al signor Schmolz , mio vicino di destra, che la
materializzazione avveniva sempre d’una mano sola per volta. Pochi secondi
dopo, la mia si¬ nistra che tenevo nella destra del marchese Da Passano, è
stata all'errata, sollevata, e a circa 30 centimetri dalla catena tiptiea mi
sono sentito abbrancato, è il termine pre¬ ciso, da due mani distintissime, una
destra ed una sinistra, le quali mi hanno stretto al polso ed all’ avambraccio
fa¬ cendomi provare per alcuni secondi la loro simultanea pres¬ sione. Espongo
che quelle due mani mi hanno dato l'im¬ pressione di essere rivolte in alto dal
piano del tavolino, come se le braccia che esse terminavano provenissero da
persona non di fianco, ma posta in basso : ho anche sentito che al di là delle
mani v'erano due avambracci. Le mani erano nude e mi davano la sensazione reale
di essere in carne ed ossa, di aver palma, dita e pollice, polso; ma
nello MATERIALIZZAZIONI SIMULTANEE LI MANI 437
stesso tempo pareyami di sentire (forse per la loro posizione spaziale?)
che non appartenevano a una persona intera, che erano membra staccate, agenti
per sè. È inutile soggiungere che il controllo esisteva; che anzi ho subito
interrogato i due controllori, ai quali le mani della Eusapia non erano in quel
frattempo mai sfuggite. L'importanza di questo duplice contatto materiale
è gran¬ dissima. Prima di tutto, quelle due inani erano un invio persuasivo
(medianico) di Eusapia in risposta al mio dubbio sulla unicità delle mani
toccanti. In secondo luogo, per la loro posizione e morfologia, esse
appartenevano ad una entità personale sola: il che (data la bontà del
controllo) proverebbe che dal medium possono partire contemporaneamente due
braccia dinamiche bilaterali e differenti, con che si spiega il sincronismo dei
toccamenti, quando ci sia realmente. In terzo, quelle mani, essendo una destra
ed una sinistra, im¬ plicherebbero, per essere attribuite ad Eusapia, l'abilità
di ingannare ambedue i controllori. Qui non è più da parlare della sostituzione
delle mani tante volte supposta ed altret¬ tante non provata (neanche da me
durante queste sedute). Tale spiegazione potrà evocarsi solo per una certa
categoria di fenomeni, per quelli che avvengono in oscurità e nella cerchia
d'azione anatomica della persona del medium; ma per quelli in luce, sia piena
sia moderata, e per quelli a distanza e ad altezza tali da superare la
lunghezza dei suoi arti, essa è inaccettabile: ora, la grande maggioranza dei
fenomeni in una buona serie di sedute come la nostra , appartiene a questa
seconda categoria, ossia consta di azioni medianiche a vera distanza e
discernibili anche alla vista. Infine, pub 1 artificio indicato dal Torelli
-Yiollier burlare i due invigi- latori ad un tempo? Si è pensato che Eusapia,
avvicinaudo astutamente la mano destra dell’uno alla sinistra dell’altro arrivi
a farli toccare, dando loro l’illusione di controllare sempre le mani del
medium che cosi si trova libero di mo¬ verle a suo agio. Ma questo sospetto è
ingiusto quando si vegga in qual modo si effettui il controllo, specialmente
quando accadono le manifestazioni più belle e valide ; in al¬ lora I’Eusapia
afferra e stringe convulsamente le mani dei due suoi vicini, le move in tutti i
sensi, le porta alla testa, va alla ricerca delle mani di altri tra gli
astanti... insomma non ha certamente più il mezzo di insidiare, nè di falsare
la veridicità dèi fenomeni. Qui cade in acconcio una osservazione sulla
qualità delle mani che si materializzano. Avrei osservato che in generale
i 438 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II a
sinistra della medium si sentono e si veggono mani di sinistra, mentre a destra
toccano e si palpano mani di di¬ ritta. Non però costantemente: se la mano che
si materia- lizza non ha altra intenzione che di farsi sentire toccare afferrare
e rendersi visibile nella sua qualità di segmento termi¬ nale di un arto ,
allora si ha la unilateralità morfologica e simmetrica: la mano medianica,
insomma, è una neo-pro¬ duzione plastica del lato corrispondente della Eusapia
Pa¬ ladino. Altrettanto direi delle braccia. Ma quando il fenomeno di
materializzazione mira ad altro intento, panni che non sia più così: allora le
mani e le membra si formano indif¬ ferentemente nello spazio e non presentano
più connessione organica colle due metà corporee della medium. Anche qui si
scorge che il fenomeno varia secondo la intenzionalità della medium
stessa. 3. Materializzazione di pugni e braccia. Abbastanza spesso
escono dall’ombra e si prolungano' in avanti, ora ai lati della testa di
Eusapia, ora a livello delle sue spalle ed ora più in alto, delle propaggini
fosche, offrenti a chi le vede la impressione di grossi pugni chiusi o di avam¬
bracci imperfetti, intenzionalmente rivolti verso l’assistenza. Talvolta il
loro “ gesto „ sembra di minaccia; ma per lo più la comparsa loro è
un’ostentazione di vitalità (diciamo cosi) da parte degli “ Invisibili „. La
cortina nera copre quasi sempre queste “ forme „ impressionanti, le quali per
ciò non si protendono troppo al di fuori e difficilmente si discernono da rigonfiamenti
limitati della nera stoffa. Tal¬ volta però i “ bracci Huidici „ sono lunghi
abbastanza per giungere a toccare i vigilatori e perfino (mi si dice, ma finora
non l’ho veduto) il secondo assistente in catena. In certi casi la “ forma „ si
proietta dalla superfìcie della tenda, come se la traversasse e questa non
presentasse ostacolo mate¬ riale al suo passaggio. Vi sono rari esempi di
cotali pro¬ paggini che abbiano avuta apparenza chiara e biancastra come le “
mani „ : esse sono ordinariamente nere o nerastre. Ripeto che la cortina
del gabinetto medianico ha in tutte queste materializzazioni tangibili una
funzione riparatrice di primo ordine: ma la ubicazione delle forme
teleplastiche non giustifica il sospetto che facilissimamente si offre al
pensiero di chi legge od ode queste “ meraviglie che cioè siano le mani e le
braccia della Paladino. La cosa è as¬ surda, per nove decimi almeno dei
fenomeni: in qualcuno solo, senza luce, la cosa è possibile. Debbo però
rammentare una diagnosi fatta jersera espressamente dal dott. Yenzano, che
sedendo al controllo di destra si senti prendere la mano
Apparizione di un 'pugno fluidieo, minaccioso. T L’impressione
visiva che ne ho avuta è che l’avambraccio protoso a pugno chinso non fosso
coperto dalla tenda, ed anzi 'uscisse dal bel mezzo della stoffa. Anche questo
è disegno di A. Beri sso]. di sinistra da una mano robustissima,
larga, con dita vigo¬ rose, che lo obbligò a battere colpi violenti sul tavolo
: quel¬ l'organo imperioso terminava (egli dice) un braccio atletico, fornito
di muscoli potenti! 4. Materializzazione di teste. Le teste si
materializzano allo stesso modo e nella iden¬ tica connessione colla
personalità fisica della Eusapia: esse 440 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II sono rivolte in avanti, se la medium mira innanzi a
sè, sono invece voltate o di profilo se dessa ha lo sguardo rivolto di fianco:
mai si presentano ombre i cui profili siano capovolti, e neppure rivolti all
indietro. Altresì le ombre mantengono nello spazio 1 atteggiamento umano, ossia
sono in piedi; colla testa in alto, le braccia in avanti, il corpo eretto o
appena ripiegato. Data la ipotesi che le entità spirituali non siano contenute
nello spazio a tre dimensioni, ma possano anche manifestare la loro attività in
uno spazio a ne più dimen¬ sioni, secondo le idee di Zòlln'er. questo
atteggiamento non avrebbe più ragione di esistere: ma sotto il punto di vista
psicogenetico, esso ritorna integralmente alla rappresenta¬ zione che noi ci
facciamo di una creatura umana o avente forma umana; e però il fantasma
medianico appare anche in ciò un prodotto meta-psichico, non
meta-ontològico. Nelle sere precedenti mi fu dato di sentire la pressione
di una “testa, che si materializzava al di là della tenda. Non¬ ostante che sia
difficile percepire in tali condizioni mediante la sintesi di stimolazioni
successive tattili e bàriehe, posso assi¬ curare che l’impressione ricevuta da
quella specie di eorpo duro grosso e rotondeggiante, non fu quella di una tosta
umana intera, ma bensì quella di una testa mal formata, priva di capelli, senza
propri lineamenti, una specie di cocomero (pei dirla in una parola), rivolta
aneli essa dall’ indietro all avanti e piegata un po’ da un lato, precisamente
come se fosse stata una copia mal riuscita del capo della Paladino. La medesima
sensazione di lignea incompletezza mi fu data, alcune sere fa, da due globi
(teste?) fra i quali il mio capo fu lateralmente compresso. Jeisora fui
partecipe di un fenomeno assai più significante in codesto riguardo. A un dato
momento mi fu di nuovo afferrata la sinistra da una mano occulta e mi fu alzata
in mezzo alla catena, al disopra del tavolo, facendomi colà toccare colle punte
delle dita la parte superiore di una fronte, in sulla linea di impianto dei
capelli. Tale impres¬ sione fu netta: i capelli erano molti, divisi in sul
mezzo, un po’ ondulati (forse arricciati), duri e resistenti al tatto, come se
fossero di persona di pelo forte e ruvido : la fronte soggiacente era larga e
convessa. Accusando il fenomeno, dissi che dal tatto di quei capelli duri avrei
arguito fossero di colorito bruno o nero: ma più che risultato delle osser¬
vazioni di un antropologo, quella mia asserzione era un semplice tentativo per
definire ai compagni la mia sensazione. I tre colpi dati fieramente dal
tavolo ( “ John „ assentiva !) furono la conferma inaspettata di una
fantastica definizione, e novella prova della suggestibilità del medium. Il
curioso si è che altri dei presenti, suggestionati dalla mia
affermazione, avvertu-ono pure col tatto il “ color nero „ della invisibile
capigliatura ! C’è bisogno di dire che non era la testa di Eusapia quella
da me toccata nel mezzo della catena'? Da rilevarsi in pro¬ posito il paragone
che essa ha immediatamente voluto io facessi di quella testa animica con la sua
testa reale, facen¬ domi toccare quest'ultima per vedere se era quella da me
sentita nella forma della fronte. La differenza nella ricchezza durezza e
acconciatura dei capelli, e nella forma della fronte erano abbastanza
sensibili, perchè io debba escludere un tiro ; ma c’è di più : mentre toccavo
la testa che dirò medianica, 10 discernevo in penombra il chiaro del
busto intero della medium, la quale non si mosse. Del resto, come poteva
muoversi se era ben tenuta dai controllori '? Per farmi sentire 11 suo
capo verso il mezzo del tavolino sarebbe abbisognato che si levasse quasi da
sedere e si inchinasse in avanti con tutto il corpo, tradendosi troppo
stolidamente. Anche questa testa capelluta era rivolta in avanti, ma io
ne ebbi la impressione di un frammento di persona; cioè che si fosse
materializzata là dove io la sentivo, anzi in quella sola parte che io toccavo
e palpavo. Dichiaro però che questa incompletezza può essere stata una mia
illusione, dipendente da ciò» che il toccare al buio un punto e arco qualunque
di una superficie sferica o couvessa, sveglia una sensazione locale separata e
discontinua: è facile cerziorarlo coll’esperimeuto. 5. Mani multiple,
diverse, eccepite anche nude e direttamente. A una certa ora della serata
io sono uscito dalla catena e mi sono messo a sedere su di una poltroncina
situata a destra del gabinetto medianico, a circa 80 era. dalla so¬ pratenda
damascata, e quindi ad almeno 1,".50-1,".75 dalla Eusapia. Vicino a
me, poco più in là, si era seduto il Prof. Porro. A schiarimento di quanto
narrerò, perchè dav¬ vero ne vale la pena, riproduco la pianta della sala indi¬
cando le nostre singole posizioni. Aggiungo che io e Porro eravamo alquanto
stanchi, ma in pienissima calma di spirito, per nulla predisposti ad illusioni,
niente affatto ansiosi dì manifestazioni. E si era in oscurità quasi completa:
daH’an- 442 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
ticamera filtrava un piccolissimo chiarore, che non lasciava distinguere
nettamente neanco i contorni delle cose. Mentre avvenivano nella catena i
soliti toccamenti e spo¬ stamenti di oggetti, ed io stavo alquanto distratto a
udire i miei compagni accusare questo o quel fenomeno, ho avuto
Pianta della sala e disposizione della catena al finire della seduta
dell’8 giugno 1901. [Ln parte punteggiata del gabinetto oscuro
indica la zona dove nrean burnente si materializzavano le . forme»; « !.. r
ind" ,lnó tre osi di°meSTnl8lVev drappeggio della Hnestra che si
avanzava versò 1 *!c - in x >° ho avuta la percezione tattile di una . forma
» invi¬ sibile con alcune apparenze morfo-flsiologiclie infantili].
ad un tratto sugli stinchi un fiero colpo: era la seggiola del doti.
Venzano, che gli veniva bruscamente tolta di sotto ed era gettata con violenza
dalla mia parte. Dopo aver notato entro di me che tale urto maldestro
contraddiceva alla supposta nittalopia delle “ Intelligenze „, ho presa la
seggiola e ho tenuta ferma con la sinistra appoggiata sullo schienale- un
tosamento leggero e fugace mi ha fatto capire che si stava per riportarmi via
la seggiola. Ho allora distese le due gambe sul sedile per assicurarmene, ma
tosto ho avvertito 1 atto di presa di una mano invisibile, indi varii conati
per togliermela. Per un po’ ho voluto resistere e ho infatti ob¬ bligato 1 occulto
agente a lottare con me, finché, rinforzando il suo attacco vigoroso, “ egli ,
è riuscito a strapparmi la 443 UNA FORMA PERSONALE
TELEPLASMATA seggiola di mano ed a ridonarla rumorosamente al
Venzano. Annoto di passata ehe queste lotte atletiche sono un diverti¬ mento
per “ John ,, come ce ne diede prova la sera delle lavagne! Ed anche jersera il
via-vai autonomo, in parte scher¬ zoso, in parte violento, della seggiola da
Venzano a me e da me a V enzano, è durato un bel pezzo, tanto che ambedue ne
eravamo infastiditi. Poco dopo quasi che la medium avesso voluto con
questo primo esperimento assicurarsi che io ero nella sua cerchia, d’azione —
hanno cominciato i più straordinari fe¬ nomeni di tutte le dieci sedute: siamo
entrati, cioè, a vele gonfie nell alto mare delle medianità telepl asmatica.
Tutto il panneggiamento laterale, sopratende e cortine, si gonfiava e si
avanzava verso di me, fino a toccarmi : mi si stimolava quasi a palparle, ed io
ho infatti sentito dietro di esse della resistenza : durante questo
palpamento allungando io le mani, esse mi sono state afferrate e strette
più volte. La prima volta mi stringevano mani piuttosto grosse, forti,
maschili, e mi sono rivolto al Porro per esprimergli il dispiacere di non
avere, mai potuto toccare le piccole mani che tutti dicevano di sentire:
orbene, subito (questo è da registrarsi) la tenda si è riavvicinata a me, e al
di là di essa ho potuto avvertire affer¬ rare e [tal par e in tutti i sensi una
manina corta, piuttosto larga, dalle dita tozze, una mano di fanciulletto, ma
non ben formata: le sue dita troppo corte non riuscivano a cir¬ condare, a
prendere, a stringere la mia mano. Con ciò ho avuto la prima manifestazione
dell “ entità „ non visibile che si organizzava dietro la tenda, avanzandosi
nella sala. Avendo detto che le malli mi si facevano sentire sempre
coperte dalla stoffa, e che così mi si rendeva incerta la perce¬ zione della
loro forma, la tenda si è riavanzata verso di me, ina si è spostata verso la
parete per lasciare adito in mezzo : allora, dall’orlo ne sono uscite due mani
(dico due) di adulto in carne ed ossa, le quali hanno afferrato e stretto con
pres¬ sione significante ambe le mie. Qui è palese l'intenzionalità dell
agente, ma è pur sempre la medium preoccupata d’a¬ gire per convincermi. L
impressione delle due mani nude ena tanto realistica che ne ho sentito l’intera
forma, il pol¬ lice e le dita, le masse muscolari, le pieghe volari, la epi¬
dermide, il tepore. Ma... eran forse le mani della Paladino? No, 1 inganno era impossibile
: non solo in quel momento il controllo era ottimo, ma dippiù io mi trovavo a
tale distanza e seduto così in basso, da risultare impossibile che le mani mi
giungessero dalla Eusapia senza una fenomenale 444
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II creatura
disattenzione dei controllori. E poi si era al semibuio ma l’in
"*£Ì*Tl, '■ ii ZÌI se si tosse levato da sedere e fosse venuto fino
a me Ad- «lungo che le mani animiebe erano più grosse e vigorose di quelle a me
ben note della Eusapia. vigorose 6. l' orinazione stereoplastica di una
ottenne. n, " mera^li« : » della serata non erano finite : mi si è
manifestato, tangibilmente, un “ fantasma , o meglio dirò “ 113 stereoplastica
avente la statura, il volto e il con¬ tegno di una creatura umana vivente.
Non l’ho veduta cogli occhi perchè la tenda accostatasi a me la copriva tutta
ma l’ho percepita benissimo facondo funzionare in modo OlO W. tallii, . il „,i0
ZZhL - vevo gran desiderio di accertarmi che quelle piccole mani appartenevano
ad una forma più completa e l’ho espresso forte al Porro: questi poi mi Lse
dTZa-e durante la serata nutrito ripetutamente egual desiderio, rivolgendosi
col pensiero „ alla piccola entità che gli si era manifestata aftnchè anche «
me fosse dato di sentirla e di convincermi di nuovo TrTT aCCadllt0-
QuelJe piccole mani mi hanno nuovo toccato, quasi per avvertirmi che essa
era là sotto- indi una grossa mano di adulto mi ha presa la sinistra 1 ha
alzata fino a circa m. 1,25 dal suolo, e traverso la stoffa
coernoTegg,°fi m‘ ha fatt° palI,are dall’alto al basso un chemihadaroh «T*?8’
della Rudezza di una testa e esse,” m a t ® lmPressl0ni
cutaneo-kinestetiche di a6, h° palpat0 nettissimamente il profilo la fronte il
dorso del naso, gli incavi degli occhi Paper pureboa e:-lnfa t0’ SOp,'a k
fr0nte ho anche avvertito (op- P Onl) v^fUnt° I0’ Per Slncretls"10
sensazionale ?) dei capelli smunto e maTn "* T* ““ PTTOmÌ di P-filo
accentuato smunto e magro : ne ho ricevuta 1 impressione di una faccia
voltaf^in suasorio r ^ e,n°"- m°rta> giacchè sembrava voltata in su, e
sotto la mia palpazione m’è parso che si mo¬ vesse nelle palpebre e nelle
labbra. Due volte la mia sinistri riXrr rihri * t **»«««» « tutto
?■?’ • Iff VII /‘ “ 'r,l!eri‘ che potuto raccogliere tutta 1 energia della
mia attenzione in modo da acuire la straordinaria percezione. Ho potuto
infatti disegnare seduta 5 TteJad Pr?m° u arn° 6 delicato di fanciulla.
Si! perchè dal tatto quel volto mi si raffigurava alla mente come
Morselli, Psicologia e Spiritismo, I. Tav. VII.
Ricostituzione ideale della faccia di fanciulla percepita in una
materializzazione n tangibile parziale la sera dell* 8 giugno 1901.
(Disegno di A. Berisso da un mio schizzo a penna). quello di una creatura
di 7-8 anni (il prof. Porro dice che 1 età corrisponde a quella della entità
per lui evocata). La tavola che annetto è la riproduzione artistica del mio ab¬
bozzo, coll’avvertenza che i tratti del volto che vi si vede sono la
rappresentazione ideale di eiò che ho toccato. Una terza volta quella
manina mi ha ripreso, e ’ dopo che essa mi aveva sollevato la mano (quasi
volesse portar¬ mela all altezza di quel viso) io mi sono sentito premere due
labbra sul pollice nella prima falange, uno al lato dorsale ed uno al lato
volare, fortemente, cosicché ho gridato- mi morde . .. Era invece un bacio che
la creatura, sentita dal mio tatto a traverso la tenda, voleva stampare sulla
mia mano. Intatti dopo avere mantenuta per alcuni secondi e ripetuta quella
strana pressione, quasi un succhiamento del bordo radiale del mio pollice, le
labbra si sono separate : e tutti abbiamo udito il rumore, la esplosione di un
bacio ! Lieo tutti, perchè in quel momento l'intera assistenza, sotto lo
stupore delle mie ininterrotte ma calme definizioni dei fe¬ nomeni che percepivo,
taceva, e nel silenzio il rumore del bacio scoccato è stato distintissimo. E
dopo il bacio si è udito da molti dei presenti un sospiro, quasi quell’atto
avesse costato alla invisibile creatura uno sforzo penoso o anche
corrispondesse ad un sollievo: ma io, che non l’ho raccolto col mio senso
acustico, ritengo che sia stato ema¬ nato dalla Eusapia come ordinariamente le
accade dopo i piu cospicui fenomeni psichici. La medium era stanchissima
e la seduta si è levata in mezzo ai nostri commenti. Che durante questa
successione di fenomeni medianici fos- sero le mie percezioni un fatto reale e
esatto, che io non sia stato cioè vittima di allucinazioni, nè di illusioni,
parmi dimo¬ strato : — 1° da ciò che le sensazioni di tatto erano unite in me
alle muscohin, alle visive (vedevo la tenda e ne seguivo cog h occhi 1
avanzare, il gonfiarsi, il retrocedere), ed alle acu¬ stiche, per costituire il
complesso del fenomeno ; - 2“ da ciò che le mie sensazioni sono state condivise
da altri fra i presenti da quelli che erano in posizione, ad es., da vedere
nella pe- nombra 1 ondeggiare e lo spostarsi del drappeggio, da sentire il
fruscio della tenda che si muoveva verso di me, lo scoccare del bacio il
sospiro ; - 3° da ciò che il fenomeno s’è ripetuto per mia domanda cosicché ho
avuto mezzo di analizzare fredda¬ mente e di rinforzare le mie sensazioni, di
meglio riconoscere, ad es., la lunghezza e finezza del profilo da me palpato,
la piccolezza e cortezza delle mani, ecc., ecc. Se dovessi dubitare- 446
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II della realtà di tali percezioni,
dovrei allora ammettere che m piena veglia della coscienza, con libero il
sensorio da ogni altra impressione contrastante, con un processo inten¬
sificato di attenzione e di critica delle mie sensazioni, io divento un illuso
e un allucinato. Ma che allucinazioni sa¬ rebbero ad ogni modo, queste mie, se
non quelle ‘ veridiche eli (jubnkt, Poomore e Myers?... Un po di
teoria sulle materializzazioni.... A chi mi chiedesse che cosa io opini
circa a queste roa- infestazioni, risponderei di trovarmi al cospetto di fatti
cosi strabilianti che non oso tentarne una spiegazione : e se ora la tentassi,
vorrei prima mettere innanzi le mani per non ca- pi tombolare nell
inverosimile. Dunque uno “ spirito , materializzato ? Confesso che questa
è la spiegazione più semplice e, come direbbe Brof- ferio, piu economica: ma io
diffido sempre delle semplifi¬ cazioni, e quando si vuole spendere poco (in
questo caso sarebbe un risparmio di lavoro mentale) si finisce col mo¬ rire d
inedia. Per adesso mi contento di dire : il fatto c’è ma non c’è la spiegazione
del fatto. Mi occorrono, anzitutto.’ altre prove, le quali non abbiano troppa
apparenza di opnor- tunisino, di argomentazioni ad hominem come quella di
iersera • in secondo luogo, voglio che servano a farmi comunicare con esseri a
me solo conosciuti, e non ad altri. Io penso che la prova di identità, tanto
facilmente ammessa da' creduli spiritisti, debba essere convincente e non
derivare troppo dall apprezzamento subiettivo della persona a benefizio della
quale ha luogo 1 ‘apparizione spettrale,. Una prova d’iden- ìta sarebbe
accettabile solo quando avesse le seguenti con- ,!°ni .l0 riconoscimento
completo di una intera perso¬ nalità tisica e morale di defunto: 2°
rivelazione di circo¬ stanze di fatto e di luogo, e di persone e di
avvenimenti, ignorate da tutti i presenti: 3° esclusione d’ogni possibile o
verosimile azione telepatica. Nel caso nostro siamo a mille miglia da questo
programma minimo delle identificazioni: dubitavo 1 altra sera ; dissento in
modo assoluto dal collega 1 orro dopo i fenomeni, per quanto stupefacenti, di
ieri sera Invero, da quanto io ho potuto verificare nelle sensazioni
DIFFICOLTÀ E LACUNE DELL’IDENTIFICAZIONE 447 che danno
codeste materializzazioni, panni che la identifi¬ cazione sia molto arbitraria.
Con elementi cosi scarsi come, sono una manina mal formata che carezza o che ci
tocca, un visino palpato attraverso una tenda e dal profilo scarno e allungato,
ma vagamente marcato e inespressivo, una bocca che bacia e emette un sospiro
(?), e una voce fievole che dice in modo indistinto papà o mamma o figlio mio
(udita solo da colui cui sarebbe diretta), non si ricostituisce una deter¬
minata individualità. Sono elementi frammentarii che la mente del percipiente
collega e fonde per un rapido pro¬ cesso di associazione, ma senza
quell'analisi critica e com¬ parativa, senza quella sicurezza di ricognizione,
che un tanto evento richiederebbe. Nello stato d'animo in cui si trova uno
spiritista credente o uno inclinato a credere, avviene la fusione (e
confusione) di sensazioni talvolta assai distinte perchè manca il tempo di
discernerne le dissomiglianze, o perchè l’emozione porta istintivamente a non
tener conto sufficiente di quelle che ci sono. Si dirà : sono intuizioni ed
hanno il suggello della verità dalla loro stessa immedia¬ tezza . . ma questa
opinione può andar bene per dei teo¬ sofi, non per un uomo di scienza. Il
soggettivismo in co- desti apprezzamenti è tale che si arriva rapidamente alle
conclusionali del ragionamento di percezione (come direbbe A. Binet); e
l’emozione che guida o, meglio, che sprona in questa operazione mentale, quasi
sempre obbligatoriamente rapida, può celare e coprire tutte le manchevolezze e
irre¬ golarità illogiche di tale ragionamento. Io non mi sono persuaso
che dietro la tenda si fosse formata una personcina intera : quelle piccole
manine, quel fino pro¬ filo, mi sono parsi frammenti di una materializzazione
che non si completava. Dirò ancora più : dalla posizione spaziale delle mani e
della faccia, ho bensì ricevuta l'impressione sintetica di un piccolo essere,
di bassa statura, di 7-8 anni, ma quell’ “ entità „ era in pezzi, mal formata,
e costruita a un presso a poco. Nè le sue parti erano proporzionali fra loro :
ad esempio, la faccia era certamente troppo lunga per le mani, le labbra che mi
strinsero il pollice troppo grosse e sporgenti per essere quelle di una faccia
puerile. E l’avenni fatto palpare separatamente e con ostentata insistenza
prima le mani, poi la faccia, poi le labbra (quando queste mi premevano e mi
baciavano avevo l’impressione che fossero staccate da ogni corpo e come
autonome), e l’aver fatto scoc¬ care al momento opportuno il bacio, poi
emettere il sospiro, costituiscono nell’insieme un procedimento frammentario
che 448 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 va dal
semplice al composto e sembra piuttosto una manovra progressivamente calcolata
di persuasione su di me da parte del medium (o dicasi pure, da parte di “ John
A che non una rivelazione spontanea del mondo spirituale. 8e dell occulto
„ c’ è, esso rimane insomma nel modo con cui tuli apparizioni si tormano ed
operano, più che nel- 1 aspetto eventualmente personale da esse assunto. La
per¬ sonificazione mi sembra il risultato di un processo psicolo¬ gico
avverantesi in massima parte fuori della cerchia d’azione el 'ne.di ; e infatti
è rarissima, il più delle volte imperfetta: la storia dello spiritismo si è
composta a furia di aneddoti non sicuri, di riconoscimenti approssimativi, di
rassomiglianze prese per eguaglianze... Neanco “ Katie King,, il fantasma
classico, sè mai saputo “ chi fosse .., e tutto porta a cre¬ dere che, se
autentico, usci dalla fantasia sognante di Fio¬ renza Look Così per queste
materializzazioni delle sedute d Jtusapia. Checché si dica, sono impersonali, o
solo parzia- lissimamente personali nei connotati, nell’ indole o natura e
nella attività di esse. Per la loro natura si tratta evi¬ dentemente di
formazioni teleplastiche costruite sempre per un Insogno o per un desiderio o
per una suggestione del medium : e la loro attività si riduce ad un giuoco, non
già soltanto di scarso valore nel contenuto intellettuale (su di ciò, sia per
la generalità dei casi, sia per qualche caso parti¬ colare, sono anche disposto
a transigere cogli spiritisti), ma anche di povero significato emotivo ed
affettivo, senza al¬ cuna caratteristica schiettamente personale. Questi “
defunti „ ci si rivelerebbero in condizioni talmente basse di intelletto e di
sentimento, con tale impersonalità ed apatia affettiva, da obbligarci ad
esclamare : “ se è avvenuta in voi codesta mi- „ ,’01’azlonf, qualitativa della
vostra personalità mentale, , *. IT1 là Jove siete : è più confortante
per noi, è più dignitoso per voi, è più morale per la umanità credente , ! -Non
è in questa maniera vaga, impersonale, scolorita, che lo spiritualista dovrebbe
immaginarsi la rivelazione dell’Altro Mondo: qui si scorge troppo a nudo la
trama psicogenetica del fenomeno,. Non è l’entità trascendente che coglie la
insolita e (rticono) ambita occasione per rivelarsi ai vivi e si serve del
medium come di imo strumento: è il medium, è una Eusapia Paladino qualunque o,
quel che è peggio, un A. Politi, che 5" sr . dl ™nitù e di proselitismo si
serve, caso mai, e o spinto dell anima di un defunto, come di un rumoroso Uim
tam per captare l’attenzione, per colpir di stupore, per far propaganda ,.
Tutto ciò costituisce prove o tentativi di un’ipotesi sulle
matebializzazioni 449 prove della esistenza di esseri
ultranormali occulti, mai rivela¬ zioni di quello che sia o del come possa
essere fatto questo loro mondo ultraterreno. In altri termini, la formazione
dei fenomeni tradisce la solita preoccupazione dei medium, ri¬ sponde al loro
stato psicologico, ed è anche eseguita in modo da svegliare sensazioni incerte
e separate, di cui lascia al per- cipiente il compito suggestivo di
sincretizzazione, preparan¬ done, per così dire, l’identità. D'altronde,
mi chieggo se nel riconoscimento di sensazioni cotanto incerte, nella sincresi
di percezioni così indetermi¬ nate, non agisca pure la suggestione mentale di
colui che evoca lo “ spirito „ (Podmobe). Supponiamo che i medium come la
Paladino abbiano la facoltà di dare forme o appa¬ renze di fantasmi mediante
l’esteriorarsi radiante delle loro forze, alle emanazioni od ondulazioni
bio-psichiche proiettate dai centri delle imagini (a codesta ipotesi veggo che
mi accosto oramai senza l’antico timore di cadere nel misticismo) ; e
supponiamo per dimostrata, come oramai pare, la telepatia e la telestesia.
Anche senza giungere ad ammettere resi¬ stenza di “ disincarnati , che si
rivelino a noi rivestendosi provvisoriamente di quelle emanazioni, e diventando
appa¬ renze estese spaziali sia pel nostro senso tatto - musco¬ lare (come nel
caso' delle manifestazioni tangibili), sia pel nostro senso visivo (come nel
caso di veri fantasmi), si com¬ prende egualmente la possibilità della
formazione telepla¬ stica, dell’organizzazione effìmera di entità
identificabili. Nel fenomeno entrerebbero tre elementi : 1° La ignota
forza bio-psichica, o vibrazione ectenica, o emanazione, proiettata dal medium
fuori della sua persona tìsica, avente per lo più i caratteri del doppio
materiale, seb¬ bene ordinariamente invisibile e intangibile, del suo corpo, ma
in grado di assumere anche forme diverse; 2° La immagine del defunto,
esistente, con tutti i ri¬ cordi accessorii connotativi e storici ad esso
relativi, nella memoria consciente o nel sub-cosciente dell' individuo evo¬
cante: immagine e ricordi letti dal medium per processi di percezione
supernormale ; 3° La facoltà straordinaria, eccezionalmente concessa a
pochissimi medium, di plasmare il proprio effluvio radiante secondo il modello
supernormalmente percepito e registrato nei propri centri percettivi, e
rievocato in istato di sogno, dandogli poi con un progresso continuato di
successivi adat¬ tamenti di plasmazione la forma e le caratteristiche indivi¬
duali della evocata e suggerita personalità defunta. Morselli, Psicologia
e spiriti# ino. 29 * * * Una dichiarazione per
finire... e per ora! Tutto ciò appare, a prima vista, paradossale,
incredibile, assurdo, e, ciò che più ferisce le nostre abitudini di pen¬ siero
positivistico, diverso da quello che fin qui sappiamo ed ammettiamo. Io stesso,
certamente, non avrei detto un mese fa che sarei giunto, coll’osservazione
positiva dei fatti, a non scorgere più il paradosso, nè l’incredibilità, nè 1
assurdità di codeste congetture o ipotesi. Ho detto però che la
fenomenologia da me osservata è diversa da tutto quello che si sa e si ammette
nel sapere positivo, nella scienza formata e bene o male sistemata : non ho
detto che gli sia contraria, cioè in contraddizione colle lecrgi naturali, con
quelle, almeno, che consideriamo come rappresentazioni astratte delle cose
interne ed esterne, psi¬ chiche e fisiche costituenti la Realtà. Se c è dell
incompren¬ sibile nelle tre proposizioni surriferite riassumenti un conato di
spiegazione verosimile della teleplastica medianica, se c è dell’oscurità in
quanto ognuna di esse proposizioni deve essere ancora provata scientificamente,
vale a dire con me¬ todo sperimentale sicuro e sotto un determinismo esplicito
e costante, ciò non vuol dire impossibilita assoluta dal lato della Realtà,
illogicità assoluta dal lato del Pensiero. Bisogna semplicemente rifare la
nostra educazione mentale : ci era¬ vamo abituati a ragionare e ad argomentare
con troppa fi¬ ducia nella rigidità dei nostri sillogismi. Bisogna allargare le
idee che possediamo sui poteri del nostro organismo e sulla dinamica delle cose
esterne: ci eravamo formati un concetto troppo ristretto della natura. Bisogna
spogliarci «li ocni preconcetto : la filosofia che ciascuno di noi preferisce,
ha sempre altrettanti preconcetti e altrettanto meschini quanti ne contengono
le superstizioni dei selvaggi, dei bar¬ bari e dei civili inferiori. Bisogna
liberarci da ogni pregiu¬ dizio: la scienza sistemata o quella che alcuni,
immemori di Kant di Comte e di St. Mia, presentano come tale, ha altrettanti
pregiudizi, e altrettanto imperativi sulla nostra logica, quanti ne hanno le
religioni dogmatiche e rituali. Sono contento di sentirmi in teoria e di
trovarmi in pi atica capace di queste dichiarazioni. Certo, esse palesano un
muta¬ mento di idee: ma ciò mi prova che ho il cervello ancora malleabiie e che
non sono un " indurito, nè, meno ancora, un ‘‘cri¬ stallizzato Quando i
fatti mi parlano in un modo che debbo riconoscere conforme al buon metodo di
osservare e alle buone redole dell'argomentare, io, che mi proclamo da anni ed
anni positivista, e che credo, senza falsa modestia, di aver gio¬ vato al
positivismo (metodo, non sistema filosofico) in Italia, debbo ascoltare i fatti
e accogliere quello che essi mi insegnano. Non muto il mio pensiero in ciò che
esso può avere di caratteristico e di organico; muto soltanto il mio atteggia¬
mento di fronte ad una verità che mi si para innanzi sus¬ sidiata da un numero
imponente di prove. Adesso, io mi domando dove sono andati i miei
sospetti di inganno continuo in ogni cosa che riguardasse lo “ spi¬ ritismo „
'? dove, la sicurezza che prima avevo che forse sarei giunto a smascherare la
impostura? In dieci sedute ho so¬ spettata, ma non ho scoperta la frode : sarò
forse poco abile al paragone di Eusapia, oppure di sera in sera mi sono auto¬
suggestionato ? Il progresso delle mie convinzioni sulla realtà e sincerità dei
fenomeni è stato evidente a me stesso che mi esaminavo. Dapprincipio, tanta è
la stranezza di ciò che qui cade sotto i nostri sensi abituati a vedere,
sentire, toccare, percepire ad. un dato modo, che si diffida di ogni fenomeno,
si teme ovunque la prestidigitazione, si giurerebbe perfino che c’è sempre
sotto la ciurmeria e che un bel momento si riuscirà ad acchiapparla. Ma poi...
i fatti si seguono nelle nostre per¬ cezioni, si accumulano nella nostra
memoria, si sovrappon¬ gono e si associano nella nostra riflessione. E poi...
si ana¬ lizzano le condizioni in cui essi avvengono sotto i nostri occhi, sotto
le nostre mani; e da tutta questa serie di ope¬ razioni mentali vien fuora, per
necessità ineluttabile, la evi¬ denza di ciò che è reale. Ragioniamo. A
fil di logica, lo Spiritismo, che si atteggia a “ scienza sperimentale „ (?),
non può pretendere di co¬ struirsi epistematicamente, ossia in modo puramente
razio¬ nale e deduttivo; vorrà e dovrà ben essere costruito epa- gogieamente,
ossia in modo razionale, senza dubbio, ma induttivo : anche in riguardo all’
Occulto — più ancora che a riguardo di ciò che è disocculto — - si procederà
dunque dai fatti alle leggi, dal concreto all’astratto. Ora, per trarre
induzioni da fatti concreti bisogna che siano prima osservati e sperimentati,
accertati e provati: quale ragionamento spe¬ rimentale avrà consistenza se non
gli si trova e consolida una base nella dimostrazione della realtà? Ma per dire
che un fatto è reale, noi abbiamo i tre criteri della certezza: Il
criterio estrinseco d eìYantorità, non fideistica o tra¬ dizionalistica, ma
scientifica, consistente cioè nell'affermazione di uomini che hanno, prima di
noi, osservato e sperimentato e di cui conosciamo per altre prove la
credibilità. Qui siamo a buon punto rispetto ai fenomeni detti “ spiritici „ :
troppe persone autorevoli li hanno veduti ed accertati perchè noi possiamo
dubitare della loro autenticità. 2“ Il criterio, esso pure estrinseco,
AbW evidenza, cioè di quell’insieme di caratteri del fatto e di condizioni
causali o coincidenti in cui esso si effettua, dal quale desumiamo la sua
esistenza obiettiva, preesistente alle nostre percezioni. Questo è il punto di
vista della scienza positiva, in quanto soltanto il sensibile è oggetto di
conoscenza; ed anche in suo riguardo i fenomeni “ spiritici „ risultano, in un
buon numero, evidenti al pari di tutti quelli * non spiritici „. 3"
Il criterio intrinseco 0 psicologico della concepibilità , come l’ha stabilito
Erberto Spencer. Ora, vi è deH’inconcepi- bile nel fenomeno medianico in sè e
per sè, prescindendo da ogni sua spiegazione ipotetica? No : al suo raffronto
alcuni anni fa appariva maggiore la inconcepibilità della telegrafia senza
fili; eppure, oggidì questa non solo la concepiamo possi¬ bile, ma la
percepiamo reale. Anche il fenomeno medianico, percepito in buone e sicure
condizioni, entra nella cerchia del concepibile. E come non risulterebbe, per
contro, inconce¬ pibile la sua negazione assoluta ed ostinata, quando i sensi e
il ragionamento immediato ce lo danno per reale, quando alla fine, secondo il
linguaggio filosofico, esso è un dato che la igente nostra non può inventare nè
mutare? Dunque: ha detto benissimo Guglielmo Crookes: “il fatto non
soltanto è possibile ; il fatto sussiste 9. Ma la spiega¬ zione del fatto?....
Lo “ spiritismo „? Non mi consta: l’ ipotesi racchiusa nelle tre
proposizioni ut. supra è dessa forse più oscura e incomprensibile dell’ipotesi
spiritica ? Niente affatto : lo spiritismo si illude stranamente quando grida
ai sette venti che la sua ipotesi è più com¬ prensibile e chiara. Nessuno ha
ancora saputo dire — se non verbalmente — in quale maniera arrivino le Intelli¬
genze occulte, che sarebbero anime immateriali, ad assorbire il fluido
medianico o il presupposto od, che, sia pure sottilis¬ simo e volatilissimo
quanto si vuole, è sempre un che di mate¬ riale. Anche moltiplicando le
sostanze intermedie, come fanno certi teosofi che portano a cinque o a sette il
numero degli elementi costitutivi dell' Uomo, rimane sempre una disconti¬ nuità
fra l’uno e l'altro, fra l’immateria o spirito e la materia o corpo
(organismo o fluido, poco importa). Ecco perchè il monismo che vede nella materia
e nella forza, nel corpo e neU’anima, una sola e medesima cosa o sostanza, è
più ra¬ zionale del dualismo spiritualistico e del pluralismo spirito-
occultistico. In un certo senso ha ragione Carlo Du Prel. quando afferma
che la dottrina monistica dell'anima deve condurre ad ammettere la possibilità
di questo mondo misterioso di fantasmi e di spettri. Alla fine, 1’ “ anima
degli spiritisti „ elle fuoresce dalla persona del medio, e assume forme, e
agisce con membra rivestite di un “ protoplasma „ resistente al tatto, per lo
più invisibile, ma talvolta anche visibile, non risulta forse fatta di una
sostanza materiale, materialissima, al pari del suo corpo od organismo ?
Intendiamoci però subito su questa esteriorazione parziale o totale da un
essere vivente : essa non può aver luogo se manca, e dove manca, e quando manca
questo dato essere vivente ; ne è la pro¬ paggine, ne è fors’anco un doppio
intero, variamente plas¬ mabile ! Però non avrà esistenza autonoma : non
possiede vitalità propria, non dura, né resiste agli urti degli agenti fisico¬
chimici naturali, della luce sopratutto; si dissolve, svapora e scompare col
disgregarsi, disfarsi e perdersi della perso¬ nalità bio-psichica da cui è
emanata, di cui allarga a di¬ stanza il campo d’azione motrice, di cui porta
con sé gli impulsi volitivi e con ciò le espressioni, di cui riproduce e plasma
le immagini oniriche, di cui trasmette e ripete i pen¬ sieri sub-coscienti?....
ma alla quale non sopravvive nella eternità del Tempo, nè come individualità
cosciente immor¬ tale nell'infinito continuamente mutabile dello Spazio, nè
come centro o sistema di forze personalmente attive in seno all’Energia
universale. Ipotesi, ipotesi ! lo so e lo veggo, ma non inconciliabili
con un sano e severo naturismo monistico... E basti; poiché mi pare di esser
arrivato sinceramente e spregiudicatamente al punto massimo, cui mi diano
diritto e ragione d'arrivare i dati positivi e sperimentali fino ad oggi
raccolti. Genova. La Bibliografia dello Spiritismo (moderno) . . ,
un Note.bibliogrufiche fino al giugno l'J07 . - r»n 1. Per la
storia dello Spiritismo . . . li. Per la dottrina dello Spiritismo . . .
. , xx III. Per la descrizione e autobiografia della me¬ dianità .
• • • • » XXXI IV. Perii fluidismo e neo-dinamismo [“animismo,,] in
relazione al Magnetismo animale . . „ xxxv V. Per gli studi di
metapsichiea e per la psico¬ genesi della medianità . . ■ ...»
xxxix VI. Per la stampa periodica e gli editori di Spi- 9 ritismo .
. xmii PARTE PRIMA Lo Spiritismo ed una Pitonessa
moderna. CAr. I. — Spiritismo e Metapsichica. Le zone del
sapere . Pag. La questione dello Spiritismo . * Importanza e
serietà dell’argomento . . Dati storici . * Dati dottrinali .
» Il fallimento dello Spiritismo-sistema ...... La realtà dei “
fatti , non ì; prova della “ tesi „ . „ Spiritismo, occultismo e retaggio
animistico . . „ Alle fonti della pneumatologia . . * La corrente
esplicatrice preterspiritica . ... , Gli “ studi psichici , e la
Metapsichica Caf. II. — Medi e
Medianismo. La ricerca fondamentale: — il ‘ medianismo „ . Pag Le
varie forme della medianità . Chi deve studiare la medianità? La
personalità dei medi . Caratteristiche psicologiche e fraudolenza dei
medi „ La psico- e neuropatologia dei medi . ’ Effetti nocivi del
mediumnismo . ’ Cai>. III. — Eusapia Paladino. Chi è l'Eusapia
Paladino . . . , Lo sviluppo della medianità d’Eusapia ....”' La
personalità fisico-psichica di Eusapia p Ciò che si è detto di Eusapia
Paladino . „ 74 78 84 89 96 103
111 117 1-20 124 132 Bibliografia
paladiniana. I. Dal 1889 a tutto il 1895 Il Dal 1896 a tutto
il 1900 III. Dal 1901 a tutto il 1905 IV. Dal 1906 al giugno
1907 . I-H , H7 , 157 , i Le sedute medianiche con
Eusapia Paladino. [Serie prima]. Sesie I. — Le dieci sedute della
primavera 1901 al Cir¬ colo scientifico Minerva. Preliminari. Il
Circolo scientifico “Minerva . pna 173 Il locale delle sedute . Il
gruppo degli osservatori e il loro Regolamento ’ La prima seduta (17
maggio 1901). Ciò che è avvenuto nella serata . Condizioni del ‘
medium » . Il ^metodo delle sedute spiritiche . ’ I “ fenomeni ,
. Le mie prime impressioni sullo “ Spiritismo „ in azione .
175 179 185 188 192 194
199 1SD1CE 457 La seconda seduta ( 19
maggio 1901). Inizio e sintesi della seduta . La tecnica delle ‘
esperienze ] L’assistenza. Lo stato mentale dei presenti Il “
medium , . I ‘ fenomeni „ . Eppur si muove! . ' Sintesi . . .
. . . Eusapia e Io Spiritismo . Pag. 202 . 206 , 207 » 209 ,
213 „ 216 , 218 » 219 La terza seduta (22 maggio 1901). Che
cosa Si pensa di noi. Il compare di Eusapia I fenomeni e il “ controllo „
. II preteso sdoppiamento personale . ’ 11 linguaggio tiptico . .
... Sincronismo di più fenomeni . Il capriccio e la vanità del
medium Mezzi di provocazione delle sensazioni nei presenti , Le
esteriorizzazioni . Un giuoco . 221 223 229
230 233 235 239 242 245 La quarta seduta (24 maggio 1901).
Condizioni fisico-psichiche del medium . . L'ambiente delle nostre sedute
. I fenomeni da me accertati jersera . Fenomeni acustici e luminosi
. Una apparizione? . Suggestione mentale e interpretazione dei
fenomeni La radiazione neurica? . Fenomeni sospetti . Ite
frodi . , 246 , 251 „ 253 , 256 , 257 , 258 „ 260 „ 261 , 264
La quinta seduta (20 maggio 1901). Suggestibilità ed ipnosi del
medium . 269 Il tipo mentale degli assistenti . ’ 274 I fenomeni
della serata . . . ' 277 La ‘ levitazione . . ” 279 Gli esperimenti
non riusciti del 26 . ’ 285 Nè pericolosità nè utilità dei fenomeni . ...
[ 287 La sesta seduta (29 maggio 1901). Lo stato del medium e
la sua psicologia . . . „ 291 La suggestività del medium . 294 I
fenomeni della seduta del 29 . * 297 Le forme materializzate . "
301 Fenomeni sospetti 0 interpretabili non “ spiritica¬ mente .
,303 458 rspiflB I movimenti del medio .
Pag. A) Movimenti palesi di Eusapia . , B) Movimenti negativi e
latenti di Eusapia „ La veridicità e la frode . . Ricerche
dinamometriche e spesa di energia fisica , La interpretazione dei fenomeni .
, A) Contro la tesi spiritica . , B) In favore della teoria
psicodinamica . . „ La settima seduta (31 maggio 1901). L’ambiente
e la tecnica eusapiana . . I fenomeni meccanici . . Azioni di
personaggi invisibili . , Un apporto? . . Apparizioni antentiche .
, Lo stato della medium . . Cessione di forza dagli astanti .
. La ottava seduta (2 giugno 1901). I resoconti dei fenomeni .
, Medianità e misoneismo . . Determinismo. Capricci del
subcosciente La fenomenologia di jersera . , Fenomeni invano desiderati o
poco desiderati . , Ricerche dinamometriche . . Contrasto di
volontà o di intenzioni nei fenomeni medianici . . Presenza e
molteplicità di “ Intelligenze occulte , nei fenomeni medianici . „
La nona seduta (5 giugno 1901). Un processo verbale impressionante .
. Medianità e “ Intelligenze occulte „ . . L'automatismo e la
medianità . , Intenzionalità e volontà del medio . . La legge del
minimo sforzo nella medianità . . „ Fenomeni meccanici e acustici .
. Trasporto intenzionale di oggetti . Le impronte sul mastice .
. Fenomeni luminosi. Apparizioni di mani e figure , Non sono un
allucinato! . . Produzioni teleplastiche . . Comunicazioni di una
Entità personale . . . ■ „ Fenomeni invano aspettati . . La decima
seduta ( 8 giugno 1901). Uniformità e variazione dei fenomeni .....
1. Varianti nella telecinesia . . 3 2. Varianti nella
telecrasia . Pag. 427 3. Varianti nella telefania . . » 428 4.
Varianti nell’azione a distanza sulla materia inerte . » 429
Lettura del pensiero? . » 431 Le materializzazioni * 432 1.
Materializzazione di mani isolate . . . , ivi 2. Materializzazione
simultanea di due mani , 436 3. Materializzazione di pugni e braccia . .
„ 438 4. Materializzazione di teste . . 439 5. Mani multiple
e diverse percepite anche nude e direttamente . » 441 6. Formazione
stereoplastica di una creatura ottenne . .... , 444 Un po’ di
teoria sulle materializzazioni ..... 446 Una dichiarazione, per finire...
e per ora! .... 450 Avvertenza. — Il tomo II contiene il resoconto
di altre tre Serie di sedute medianiche con Eusapia Paladino e un Riassunto
sintetico di tutta l’opera. Indice delle Illustrazioni del Tomo
I. I. — Tavole separate. Tav. 1. — Fotografia istantanea di
>ina ‘levitazione, di tavolo, al Circolo Minerva di Genova Pag. 278 I]
_ Fotografia istantanea di una levitazione di tavolo, in casa Peretti, a
Genova . , 330 IH. - Fotografìa istantanea di un’altra levita-
zioue di tavolo, in casa Peretti, a Genova , 302 XV — Calco in gesso di
impronta di pugno spi¬ ritico ottenuta al Circolo Minerva . . , 394 V. —
Calco in gesso dell’ impronta di volto spiritico ottenuta in casa privata
. . , 396 VI. — Apparizione di un’ombradal profilo diabo¬ lico,
disegnata da me al Circolo Minerva , 402 VII. Ricostruzione ideale della
faccia di fan¬ ciulla da me percepita tangibilmente, al Circolo Minerva .
» II. — Figure intercalate nel testo 1. Ritratto di Eusapia
Paladino nel 1892 .... 2. Pianta della sala del Circolo Minerva, m Genova
. 3. Eusapia Paladino nel 1901 . . 4. Il braccio ‘ fluidico , di
Eusapia . . • • 5. Apparizione di un ‘ globo oscuro , (testa?) 6.
Apparizione di un ‘ braccio pendulo , . ■ • ■ 7. Raffigurazione schematica
dei rapporti fra coscienza e subcosciente (P._Cakbs) . . • . 8. Una
“ materializzazione , in forma di strana ap¬ parenza . .-.•••••■ 9.
Pianta dell’appartamento Peretti, in Genova . . 10. Segni tracciati per ‘
scrittura diretta . da Eusapia 11. Un ‘ globo nero , (testa materializzata)
. . . . 12. Un “ braccio fluidico . sporgente dall’ombra . . 13.
Uno strano profilo di ‘ forme , materializzate 14. Un ‘fantasma, creato
medianicamente da Eusapia 15. Lo stesso “fantasma, medianico che ritorna
e saluta 16. Uno spettro degli Irochesi (da A. Bàstian) . . . 17.
Apparizione di una mano tìuidica * nerastra 18. Apparizione di una mano
tt fluidica * biancastra 19. Testa di ‘Mammone, da una stampa del sec. X\
11 20. Apparizione di un pugno ‘ fluidico , minaccioso 21. Pianta della
sala e disposizione della catena la sera dell’8 giugno .
ERRATA-CORRIGE del Tomo I. Pus:. 16 linea 11 . 29
27 44 58 64 99 105 110
144 170 11 la 21 2a(dal basso) 1“
27 logge** secolo XVIII alle gesta dell’89 togliere i
punti ai cinque o sette per servire da poscia divenuto Brédif, in
luogo ■ secolo XVlì alla gesta dell’87 di New-York: ai cinque o sei
per servire di oggi divenuto 07 Bròdi ureuu, 14..11* Qui e
riprodotta dai giornali fnincesi una 14 ^ notizia erronea concernente il
celebre medium noto sotto lo pseudonimo di Elena Smith. Essa nasce d}
cognome Mailer od è tuttora nubile [Comun. del prof. A. LemaìtreI. 4a
(dal basso) È altra notizia erronea tolta dai Pe- riodici male informati.
Risulta ora ine il - Giorgio Pelliam , non fu m vita un “ Robinson ma un Mleic.
Non afe mu¬ tata, per riguardi di famiglia, che 1 ul tima sillaba.
Ricbtet Richbt Si aggiunga a que¬ sto occhietto inter- lermedio la
ìndica- Egerie Ia — 1901). cazione seguente, che designa la materia
duVTg^e sono state disegnate dal ,i<r. A. Berisso su miei schizzi a matita.
Come 'e detto a pag. 302 (sctto la fi- srura) tutti questi disegni del Berisso,
comprese le sue tavole, debbono essere guardate dal lettore a una certa di¬
stanza dall’occhio: il loro espressivo è allora piu evidente. Lo av¬ verto per
desiderio del distinto artista. • personale spilla-fibbia violatore
23 1 215 e 241 Fig. Le 229 linea3* psÌ,?HC°
5 254 , 2a (dal basso) spula-tionda 2gj ’ 24 visitatore 319 ’
11“ (dal basso) in minori sui minori 464
ERBA T A -COTÌEIG K Pag. 394 linea 7* (dal basso) Da un esame
più attento del calco (Tav. IV") trovo che la impronta, an¬ ziché a
pressione, può attribuirsi alla introduzione della mano disposta ad ar¬ tiglio
nel mastice, in atto di carpirne una porzione : ciò che corrisponde ad un
fenomeno altre volte eseguito dalla Paladino. MORSELLI E. -
Psicologi" <• t Spiritismo ». Impre-- òioni o note eritielie sui fenomeni
medianici di Eusapiu Paladino. Torino, Rocca, 190R. In-8. 2 voli.
XUVIIM61- XVIU-S86 pp., 41 fin. n. t., 19 tav. f. i (Esaurito e rarol. --
-I-llS lno--Prof. ENRICO MORSELLI Direttore della Clinica delle malattie
nervose e mentali nella Università di Genova PSICOLOGIA
E S P I R I T I S M 0, Impressioni e note critiche sui
fenomeni medianici di Ensapia Paladino TOMO SECONDO con XII
tavole e 20 figure Lasciate le Ombre, e abbracciate il Vero.
Giordano Bruno. Proprietà Letteraria Torino —
ViiccBicxo Bona, Tipografo 'ielle LL. MM. e dei KB. Principi (106911
NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO in aggiunta a quelle del Tomo
I. \ Nel mentre che io redigevo o rivedevo le mie Impressioni
e note critiche sulle sedute date dall’Eusapia Paladino in Genova durante
l’inverno 1906-1907 (serie IV"-, Tomo II, pagg. 265-4831, sono pervenute a
mia conoscenza o in mio possesso altre opere sullo Spiritismo e argomenti
affini, delle quali reputo utile dare ai lettori le indicazioni in aggiunta a
quelle del Tomo I (pagg. xvii-xnin). Neppure queste indi¬ cazioni esauriscono,
naturalmente, la Bibliografia dello Spiri¬ tismo, ma serviranno di guida ai
lettori che nelle mie pa¬ gine si incontrassero con nomi di autori o di medi,
sui quali desiderassero maggiori schiarimenti. Colgo poi l’occasione di questo
Supplemento Bibliografico per emendare alcune sviste e dimenticanze occorse
nell’ Indice premesso al Tomo I, e per meglio chiarire il contenuto di alcune
opere colà citate. I. — Per la storia dello Spiritismo.
[Veili pagr. xvu-xx del Tomo I]. Abbott L. D., The Soni. A
xtudg of post and prese ut Beliefs, “ Amer. Journ. of. Psyehology r, apr.-luglio 1904 [Bellissimo
studio sulla genesi dell'idea di 4 anima „ e sulla rappresenta¬ zione
(ordinariamente materiale) che ne hanno le persone civili]. Bokcueret A., Der Animismus,
otler Ursprung and Entwicke- lung der Religion aus den Seelen — Ahnen- and
Geisterkult. Freiburg, < ’haritas-Verband, 1900,
8°, p. 240 [Culto delle anime, degli spiriti e degli antenati].
VI PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Bousset D. W., Die
Himmelsreise der Sede, in “ Arch. f. Re- ligionswiss. 1901 [Spiega l’origine
delle credenze spiritico- popolari sul viaggio dell'anima traverso i
cieli]. Charles R.-H., A
criticai history of thè doctrine of a future Life in Israel, Judaism and
Chrislianity, eco. Londra, A. e C. Black, 1900, 8“, p. 428. Dupouy E., Psychoìogie
morbide. — Dei s résanìes réligieuses, er- reurs, croyances fixes, etc. Paris,
Libr. Se. psych., 1907, 18“, p. 240. , Fabia, l’Abbè, De la cause du
sonimeli lucide, ou l’ Elude de la Nature de l’Homme. Réimpr. de l’édit de 1819, préf. eco. par Dki.gado.
Paris, H. Jouve, 1906, 18° [Il famoso magnetizzatore parla anche dei ‘ fantasmi
,]. Fbey Joh., Taci,
Seelenglaube and Seelencult ini alten Israel. Leipzig, Deichert. 1898, 8", p. 244.
Hartmann von E., Die moderne Psychoìogie. Eine krit. Oc- schichte d.
deutschen Psychoìogie in der zie. Hàlfte des XIX Jahrh . Berlin, 1901. Hook
Stefan, Die Vampyrsagen und ihre Venvertung in der deutschen IJtteratur. Berlin, Duncker, 1900, 8°, p. 134 [Origine popolare e
onirica della leggenda dei vampiri]. Kant Imm., Trilione eiues
Geistersehers. KOnigsberg, 1766 [Studio importantissimo sulle visioni di
Swedenborg], Kerner .T., Die somnambillen 'lische. Zar Gesch. u.
ErklSrung diesel • Erscheinung. Stuttgart, 18S3 [Importante per la autorità del
celebre poeta e pneumatografoj. Kiksewettkr Karl, Gesehichte d. neueren
Okkultismus. — Ge- heimwissenschaftliche Systeme von Agrippa von Nettesheim bis
Karl Du Prel. 11* ediz. aument. da R. Blum. Leipzig, M. Alt- man», 1907-8, 8°
gr. [L'opera si pubblica a fascicoli dipag. 80. 11 Blum ha arricchito di
preziose ed esatte notizie i capitoli VIII-X11 di quest’opera monumentale
concernenti la storia dello spiritismo moderno]. [Kiti.f.nbf.ck] Wilu. Ludwig,
Spaziergdnge eines Wahrheits- suchers ins Reich der My stile. Leipzig, O.
Mutze, 1890. Mandel Tu. H., Der Sieg von Mvttlingen , im Lichte des
Glaubens u. d. Wissenschaft. Leipzig,
O Mutze, 1907, 8° [Studio critico sui rapporti del prete Blumhardt attorno alla
celebre visionaria-medium Gottliebe Dittus di Mottlingen]. N. N.,
Geister-Offenbarungen aus dem Eriche der Kuigkeit mieli Gottes Zulassung ;
zugleicb die Fortsetzung 4 Die Mitili eilungen seeliger Geister rom Jahre 1855
„. Mtinchen. K. Scherzen, 1907, di p. 550. Negelein von .1., Die Reise
der Seele ins Jenseits, in * Zeitsch. t. Yolkskunde ,, 1901 [Da raffrontare
colle idee dello spiritismo evolutivo]. Pember G. II., Die ersten Zeiten
der Erde in ihrer Verbindung mit < lem Spirittsmus u. d. Theosophie tinserer
Zeit., trad. della eont, Goeben. Leipzig, M. Altmann, s. d. (1905?). I’iobb
Pierre, L’Année occultiate et psychique (I, 1907). Paris, ìlaragon, 1907,
in-18°. ... Roudk Krwin, Psyche. Seelencult und Unsterblichkeitsglaube
der àriechen. Freiburg, Mobr, 1898, due voi. di p. 329
e 436 [Im¬ portantissimo studio delPanimismo (“spiritismo.) presso ì
Roisel, L' idée spiritualiste. Paris, Alcan, 1896, 18°, p. 200 [Storia dello
sviluppo dello “ spiritualismo, dalla credenza negli spiriti]. . ... «r, , Sagerét, Ite
l'esprit magique ù l esprit seleni ifii/ue. Kev. pulì. ,, marzo 1907 [Sviluppo delle idee
magiche, animistiche, eec.]. Schinoleh IT. B., Das magische Geistesleben.
Riti Beitray zur Psychologie. Breslavia, 1857, 8”. _ , SriEss,
Rntwickelunysgeschichtc der Vorstellungen cotti Zustana tuteli detti Tode.
Jena, Fischer, 1877. Szapary von F., Das TischrUcken. Geistige Agapen.
Psychogra- phische Mittheilutigen. Paris, 1854. II. — Per la
dottrina dello Spiritismo. (Vedi putì- xx-xxx del Tomo 1]. A)
dottrinarii, polemisti, teorizzatori: Aksakofe Al., Animismus und
Spìritismus, ecc. Ultima ediz. con pref. e biografia dell’A. per cura di t ir.
C. Wittio. Leipzig, O. Mutze,
1905, 2 voi. di compì, pag. 900, con tav. Beaucie A. (La), Les nouveaux
horizons de la Pie. Nouv. édit.
Paris, Libr. Magnét., 1908, in-12°, p. 238. Berant Annie, Rapporti dello
Spiritismo con la Teosofia. Con¬ ferenza (18. si. ’02). Roma, Kdiz. d. Soc.
teosofica, 1903, opu¬ scolo di p. 18. Bosc Ernest, la Psychologie derant
la Science et les Savants. Troisième
édit. Paris, Daragon, 1908 [Tratta dall’od, della forza psichica, dello
spiritismo, ecc. secondo le dottrine occultistiche. Libro confuso e privo
d’ogui- valore scientifico]. Dénis Leon, Le problème de l Ktre et de la
Destinee. Paris, Libr. d. Se. psych., 1907, in-180. Fkchnbr Tu.. Die
Tagesansicht gegendber der Nachtansicht. Leipzig, 1879, in-8°. p. 274.
Fieuler W. E., Der Tag nudi detti Tode, oder das Zuckati- fiit/e Lelteti a. d.
Forschungen tl. Wissensehaft. Trad. di v. Busch. Leipzig, 1876, con 10
fig. Fi.ammarion C., Lumen. Trad. ital. di N. G. Paol iteci e pret. di A.
Zingaropoli. Roma, E. Voghera, 1907, in-18°. Vili
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Fugaibon L.-S.. La Survivance de l’Aine, oh. la
Mori et la Re¬ naissance chez les étres vivants. Paris, Libi-. Magnét., 1907, in-18"/ p.
286. / Hartmann J., Mysterien, Symbole and mayisch wirkende Kriifw.
Leipzig, 1902, in-8", p. vm-250. Hasurd Bodgan P., Sic cogita (in
rumeuo). Bukarest, 1888 ? [Dichiarazioni
dell’illustre storico-filologo in favore dello Spi¬ ritismo, dopo la morte di
sua figlia Giulia]. Hrllk.n bacìi L. B. (vnn), Rine Philosophie (les
gesunden Men- schenverstandes. — Gedanken iib. d. Wesen A. menschlichen Ers-
cheinung. Leipzig. 0. Mutze, s. d., in-8" gr., p. 290. Hennk-Am
rtHYN(pseud.?), Das Jense.it. Kulturgeschiehtl. Dar- stellung d. Ansichten
Uber... die andare I Veli and d. Geisterreich . Leipzig, 1881, un voi.
Hoèll Ruuoi.ph, 1 Vas ist Spiritisinus, oder Spiritualismus ? Leipzig. 0.
Mutze, 1906. op. 8°, p. 32. Jacchini-Luragiii Francesco, 1 fenomeni
medianici. Inchiesta internazionale. Milano, Ediz. del ‘Pensiero Latino,, 1907,
in-18' [Contiene le risposte di circa 100 personaggi più o meno com¬ petenti
(psichicisti, spiritisti, scienziati, letterati) sulla realtà dei fenomeni
medianici e sullo spiritismo come * ipotesi di lavoro ,]. Jesiahu J.,
Wird d. Mensch nach dein Tulle leben ? Dardi der Okkultismus erbrachte Reweise
f. d. Unsterblichkeit li. f. d. Fort- ilaiter d. persa ni. Individaalitat nach
d. l'ode. Jena, Fischer. 1899, iu-8" [Molto importante]. Kneifel
Rudolph, Die Lehre con dar Seelenwandernng. Rine jmpul.-phiios. Abhandlung.
Leipzig, O. Mutze, 1906, in-8". Lancf.lin Ch., L’ Au- de -là et ses
problènies. Paris, Lib. du
Ma- gnétisme. 1907, in-18", p. 304. Lane C. Martin, The theory of
Spiritualista. St.-Louis, N. O., Evergreen Pubi. Oomp.,
1907, 12", p. vui-373. Lorenzixi Al., Vera e nuora legge dello
Spiritismo, eco. — Scoperta scientifica per comunicare, con le anime dei
trapassati. Pisa, Mariotti, 1907. 8° [Titolo espressivo per uno studioso di
psicopatologia]. Myers Fr., Science and a future Life. London, Macmillan a. C.",
1893, 8". Pasoh prof. Lucian, Katechisinus des reinen
Spiritualismus. Wegweiser zar Erlangung eines glttcklichen Lebens un Diesseits
and Jenseits. IP ediz. Leipzig, Mutze, 1890, p. 250
[L’A. deve essere un mattoide o paranoico : in altra opera, intit. Post ini¬
bita l’/iiibiis, egli ha dato il piano del Paradiso !] Richard Adhèmar, Souvenirs, expériences
et riflexions d'un penseitr moderne. Paris, Daragon. 1907, 8"gr.. p. 512 [Guazzabuglio ili idee
spiritiche, pseudo-mediche, pseudo-politiche, ecc.]. Rossi Pagnoni J., Lo
spiritismo. Istruzioni pubbl. dulia So¬ cietà Pesarese di studii spiritici.
Torino, Unione Tip. Ed.. 1875, IP ediz.. op. Rouxel, La quintessenee da
Spiritismi. Paris, Leymarie, 190i, 18°, p. 92 [Sotto forma di dialoghi
popolari], Schwahin L. von, Christhenthum unii Spiritismus, unii die
Gleichartigkheit ihrer Beweise. Leipzig, 0. Mutze, s. d. Sf.pp J. N.,
Orient unii Occident. Hundert Rapi tei ab. d.Nacht- seite dei • Ratur, eoe.
Leipzig, Edit. M. Altraann, s. d. (1904 V). [Una delle solite ‘ insalate ,
occultistiche, magiche, spiriti¬ stiche. ecc.]. . Svnpicat I>E LA
presse SPIRITUALISTI:. La Psychologie e.rpt ri- mentale. - Manifeste adressé au
Congrès spiritnaliste de Londres (juin, 1898). Paris, Libr. du Magnétisme, 1898, op. di pag. 31
[Opera collettiva ‘ di investigatori indipendenti r : fedele rias¬ sunto dello
spiritismo “ scientifico -, depurato]. Thompson Robert, The Proofs of Life after Death. A
collation of opinions... of thè I Vorld' s niost eminent Men, ecc... Boston, H.
Turner a. Comp., 1906, in-8°, p. 365. W teser .1. E., Der Spiritismus u. das Christhenthum.
Kegcn- shurg. 1881 [Con una appendice sullo spiritismo di 0. Fe- chnerj.
Wirtii Moritz, Herrn Prof. Zóllner’ s Experimente... undsetne Hypothese
intelliqenter vierdimensionaler 1 Teseti. IlPediz., Leipzig, Mutze, 8»,
1893.' discettici e contrarii: [Anonimo], Modem Spiritualism,
~ Edinburg Review r 1903. voi. CXOV1I1, p. 304 [Critica robusta dei lavori di
Myers, Wal¬ lace, ecc.]. Caiius Paul, Spirit or Ghost. “ Mouist „, XII,
1902. pag. 365- 403 [L’insigne filosofo conclude così : — Credo nello spirito,
ma non negli " spiriti , !J . Fichte Imm. H., Der neuere
Spiritualism nst setti " arili unii seine Tiiuschungen. Leipzig, 1878, 8", p. 115
[Correz. da p. xxvi. Bibl., 1° Tomo]. . J , D, Grasset .1., Introduction
physiologique a l elude de la Phllo- sophie. — Confir . sur la phys : ìii t
syst. Rerveux, ecc. Puiis, Alcan. 1908, 8° gr.,
p. 366 [Cfr. sui medii e sui fenomeni medianici a p. 66, 78, ecc.]. Hennig Rich., I V under and
Wissenschaft . Rine Krdtk u. L r- kliirung der occulten Pillinomene. Hamburg, Gutenberg, 1904, 8", p. 248 [Critica
giudiziosa e serrata di varii fenomeni occulti¬ stici, fra cui le tavole
giranti]. Kircuner Fil, Der Spiritismus, die Narrheit unserer Zeital-
ters. Leipzig, 1883. — _ — ’s, Worterbuch der pliilosophischen Grundbegriffe,
V* Aufl. neuarb. von D.r Cari Michaelis. Leipzig, Diirr’ s V., 1907 [Diversi articoli].
1 X Jastrow J., The moderne occidt, ‘ Pop.
seientific Monthly New-York, 1900, LV1I, p. 449. — — The subcnnaeious.
Boston, Houghton, 1906, in 12", p. xii‘550. Trad. frane. : La
subconscience. Paris, AleaD. 1908 [Agg. alla indieaz. di
p. xl, Bibl. Tomo I"]. Schneidek W., Ber tiene Geisterglaube.
1882. Scheffi.hr Hehm , Das Wesen dei- Geister. Braunschweig, 1899, 8 , p.
218. Sttbbled Geouoes, Spiritualisme et spiritisme. IP édit. Paris,
Tèqni, 18”, 1900. Tbiesdkei. W..
Bottoni Facts concerni ng Spiritualism. New Edit. New-York, 1900,
18". Wìnki.ek Wii.ii., Zar Reform des
impennatiteli Spiritismus. Leipzig, M Altmann, 1906 [Opuscolo
interessantissimo, perche basato sull’esperienza decennale dell’A. colla
celebre medium di Berlino conosciuta sotto il nome di Temine inas/jin'e. : egli
in¬ voca una riforma dell’antiscientifico e inopportuno modo di sperimentare
degli spiritisti]. 111. Per la descrizione e autobiografia della
medianità. [Vedi pag. xxxi-xxxv ilei Tomo 1]. Darkl Tu.. La spiritiuilination
de Tètre par V Ènti ittioli, la Mo¬ rale et le Fgychisme. Genève, 1896-7 [Scritto per mezzo della medianità
della signora Erath], Dufaux E «MANCE, Vies dictées d'outre-tombe. —
Jeanne d’Arc par elle- niènte. Melun, 1855, op. [Opuscolo importantissimo: lo
spirito di “ Giovanna d'Arco „ detta la propria biografia (!!!) a Ermanzia
Dufaux, medium di 14 anni]. Eiikiu.e Kari. Fk., Fine Soitinambule-kranken
Geschichte, ecc. Leipzig, O. Mutze, 1907, 8°, p. tv-150, con fig.
[Illustrazione di un caso abbastanza raro, per opera d'un
magneto-patologo]. Goopn. A.. Polir et Cantre. Recherches datts T
incorniti. Tours, Arrault, 1893 [Lo spiritismo sarebbe una conferma
dell'animismo universale. — 11 medium dell’A. era sua moglie]. Laxgsdohfe
v., Die Schutzgeister nml eine vergleichende I eber- sicht der Erscheinnngen
des Lebinsinagnetismus. Leipzig, O. Mutze, s. il., un gr. voi. [La prima parte,
sul futuro, è scritta media¬ nicamente sotto dettatura di un’ “intelligenza
occulta,. In ap¬ pendice : Erlebnisse des Meditane ani llofe Alexander HI zti
Pe- tersburg], N. N., Reisen in den Monti, in tnehrere Sterne ti. in die
Soline. Geschichte einer Somnambàlen, eco. Heilbronn, XIII* ediz.:
Saint- Gallen, XXYII* ediz. !!, di p. 836 [Viaggio nella Luna, nel Sole e nelle
stelle, di una visionaria di Weilheim sulla Teck, nel Wurtemberg: sul genere
dei viaggi di Elena Smith in Marte]. Pkociiabzka u. Grììnhct, Reflexionen
aus der Geisterwe.lt. Buda¬ pest, 1873 [Interessantissima raccolta di
comunicazioni spiri¬ tiche, ottenute in un circolo di “ Spiriter-Forscher , a
Buda¬ pest]. Rudolphio (?), Die junge Hellseherin. Tubingen, 1858, 11“
ediz. [Cotnunic. e visioni di una sonnambula, Ifigenia Stradella (ita¬ liana?),
sull’avvenire, con i soliti viaggi planeto astrali nella Luna, nel Sole e nelle
stelle !] Santonoceto Gaetano. Il Viario degli Spiriti. Messina, 0. Trin¬
cherà, 1907, 8°, p. 272 [Narrazione, a mo’ di romanzo, delle gesta di una
giovane medium : si dice però che i fatti narrati siano veridici !]
Sardou V. et Pradei., La Clef de la vie. Paris, 1857 [Ce¬ lebri comunicazioni
ottenute dal famoso commediografo col medium Luigi Michele de Figani'eres : il
sottotitolo è espres¬ sivo : “ L’Uomo, la natura , i mondi, Dio. — Anatomia
della vita umana. — Rivelazioni stilla scienza di Dio!,] [Saubkrt],
Quelques pensées de l’Ésprit frappeur. IIe edit. Car- cassonne, 1878 [Poesie,
racconti, fiabe, eec., dettate da uno spirito tiptologico]. Schrerkr D.
P., Denl'wii rd igkheiten eines Nervenkranken. Ba¬ silea, Libr. A. Geering,
1903 [Descrizione ili meraviglie super¬ sensibili esperimentate dall’A. in
istato di pazzia : pregievo- lissimo contributo alla psicopatologia dello
Spiritismo]. SiNNKTT Tu., The occult World phenomena, and thè Society f.
psychical Research, 1895 [È la difesa della Blawatski contro le acerbe critiche
dell’Hodgson e del Solovyoff]. U ni. mann J., Blicke in dus Jenseits.
Bern.. 1853 [Visioni di una sonnambula ‘ chiaroveggente „, Maddalena Wenge di
Berna]. BJ con metodo
investigatorio : Abbott David P., Behind thè scenes with thè Mediatila,
Chicago, Open Court Pubi. Comp..
1907, in-lS”, di p. vi-328 [Spiega con trucchi prestidigitatorii, da lui
abilmente ripetuti, gran parte della fenomenologia straordinaria dei medii
Americani profes¬ sionisti]. Flournov Tu., Choréographie somnambuligue. — Le vas de
Mugdeleine G. ~ Arch. de Psycb. „,
III, 1904. p. 357, 374, con tav. [Cfr. con lavori di Magnin e Schrenck-Notziug
sul mede¬ simo soggetto]. Henry V-, Le langage martien. Elude analytique de la
génèse d'iute langtie dans un cas de glossologie somnambuligue. Paris, PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
Maigonneuve, 1901 [Il caso è quello di Elena Smith (Muller) di Ginevra ;
e l'Henry dimostra che il preteso linguaggio mar¬ ziano è un miscuglio di
parole derivate dal francese, dall’in¬ glese, dall’ungherese, ecc. lingue,
tutte, più o mino conosciute dalla medium]. Gessmann G. W„ Die
Psychographie, das isl die Gaie d. me¬ di uniti istiseheu Schreibens und
Zeichnens. Berlin, K. Siegismund, 1897, con tav. e fig. Skkmaxs Bar.
Hartwv, A round thè World witli a mayician und a Juggler (scritta nel 1872),
pubbl. nel 1891 [Sui fakiri in¬ diani e sui giuochi pseudo-spiritici del famoso
giocoliere Bel- lacchini], Yost s, Spiritualistica Siate and Dictionary.
Philadelphia, Yost a. C., s. d. [Guida, cifrario e istruzioni per i trucchi dei
falsi medii Nord- Americani], IV. — Pel fluidismo, animismo e
neodinamismo. [Vedi pag. xxxv-xxxvn del Tomo I],
Beugiter A., Die von d. menschlichen Kòrper uusstrbmende Kraft. Wismar, 1898 904, due parti con
XX fig. Br.im Robert, Die vierte Dimension. Leipzig. Max Altmaun, s. d.
(1906?). Bonn ax si È. La force psychique et lee inetr amenti qui serveni
à la inesurer. Lyon, chez l’A., 1908, in-8“, p. 38. Brandi.kr-Pracht
Kari-, Lehrbuch der Entwickelung iter ole- kulten Krafte im Menschen. Leipzig, M. Altmann, 1907, 8" gì-, p. iv-220
[Nella 2* sez. tratta dell’od, del corpo astrale, ecc.]. Bucuneu L„ Dae Od. Darmstadt,
1854. Ohazarain et Dèci.k, Les coltrante de la Polarité. Paris, O. Doin, 1887, 8" gr. [Correzione alla
Bibl. Tomo I. pag. XXXVI. dopo: Chéviu.ard]. Heli.ex bacii L. B., Der
Aether aìs LSsung der mystischen Riithsrl. Leipzig, O. Mutze, 1887.
Lièbaclt H.. Polir conetater la réalité da May né tir me. — Ex- tériorisation
ile la force neurique. Nancy, 1“ ediz.
1883 ; IP ed., Paris, Libi-, Maga. [Piccolo, ma rilevantissimo opuscolo del
grande ipnotizzatore di Nancy]. Ostica cip W.. Vorlesunyen aber
Naturphilosophie . Ili Aulì. Leipzig, 1905 [Per le teorie odierne
sull’Energetica]. Verworn Max, Die Mechanik dee Geisteslebens. Nella
collez. * Aus Natur. und Geistwelt ,. Leipzig, Barth, 1907, 8°, p. 104, con 11
fig. SOTE BIBLIOGRAFICII E SULLO SPIRITISMO XIH
Wachtelborn K., Die Setlkunde auf energetischer Grundlage, eco. Leipzig,
M. Altmann, s. d. (1907?), 338 p. con 17 fig. [Libro po¬ polare. ma buon
indizio dei tempi : nella I* parte tratta della “ forza magneto-vitale
,]. V. — Per gli studii metapsichici, e per la psicogenesi della
mediumnità. [Vedi pag. xxxix-xi.ui del Tomo I]. Ben net Edw.,
Spiritualista : thè psychical phenomena. Con in¬ troduzione di 0. Lodge.
London, 1907, con diagrammi. Bigklow J., The mystery of Sleep. New-York,
Harper, 1903, 8°, un voi. di p. 216. Hoirac E., La cryptopsychie. ‘
Rev. philos. „, agosto 1907, p. 113-144. — - La Psycliologie ineonnue.
lntrod. et Contribuì, à l <?- tutte expérim. des Sciences psychiques. Paris, F. Alcan, 1908, 8" gr., p. 346 [Ristampa,
aumentata e coordinata, di vecchi articoli, massime sui fenomeni ipnnidi e
magnetoidi : molta pru¬ denza per rispetto allo spiritismo!]. Bois Henri. Le Réveil au Pays de
Galles. Toulouse. Soc. public. mor. et relig., 1906, 8°. p. 6Ì3. con 28 fig. [Notizie interessan¬ tissime sulle manifestazioni
fisiche straordinarie medianiche (p. es., luci, lettura di pensieri, ecc.) che
si osservano nei tu¬ multuosi e fanatici ‘ risvegli Gallesi ,]. De
Laurence L.-W., Hypnotism. Chicago, Henneberry Co., 1901. 8°, p. 256. Del
Greco Fr., L'io subliminale del Myers e la psicologia con¬ temporanea. ‘ 11
Manicomio „, Nocera-Inf. 1906. estr. [Forte cri¬ tica delle idee di
Myers]. Donath J., Hystero-Epilepsie dar eh Spiritismus hervorgerufen. “
Wien. Klin. Wochenschrift ,,
1903, n" 3. Ermacora G. B.. Telepathic dreams experimentally
induced. ' Proc. Soc. of. ps. Res. XI,
1895, p. 236. Freud S., Die Traumdeutung. Leipzig u. Wien, Deuticke,
1900, 8°. pag. 372 [Importantissimo e originalissimo, per la psico¬ logia dei
delirii onirici . — — Zur Psychoputhologie des Alltagslebens, ecc.. nebst
He- merkungen dbereine ÌVurzel des Abergluubens, ‘Monats. f. Psych. u. Neurol.
„, 1901 [Originalissimo studio di 'psico-analisi „ sulle fonti ordinarie della
superstizione]. — — , Zur
Neurosenlehre. Wien, Deuticke. 1906. Gabbe R., On thè volontari/ “ trance
, of India n Fakirs. “Monist Chicago, X, 1900, p. 481. XIV PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il
Gif.ssi.kr Karl Max, Aiis dein Tiefen des Traumlebens. Halle, 1890, 8°, p. ‘210.
Hyslop, H. James, Science and a future Life. Boston, H. Tnrner a. G, 1905, 18°,
p. xii 372. — — — — Borderland of psychical Research. Ivi, id., 1906, in-18°, p. x 425 [Correz. da
pag. xl, Bibl. Tomo I”].
Jouli-'. Fall, Traité de l’ Hypnotisme expéri mental et thérapeu- tique. Paris, Vigot, 1908, in-180,
p. 456 con 44 fig. LOwenkeld L., Dir Hypnotismus. llandbuch d. Lehre con
der Hypnose and d. Suggestiva, eoe. Wiesbaden, Bergmann, 1901, 8° gr., p. 522. Maga in
Emilk, L'art et l' Hypnose. Interprétation plastique d'oeurres littéraires et
musicales. Genève, Edit. “ Atav. ,. Paris, F. Alcan,
1907, in-4° picc. con molte illustrazioni [Splendida pubblicazione sulla famosa
medium mimo-musicale russa, Mad¬ dalena G., in contrasto con l'opera di
Schrenck-Notzing, eit. nella Bibl. Tomo I, p. mi], Martin L., Le Magnétisme humain en
face de l’ Hypnotisme. L’ Action curative à distance. Moutiers, Ducloz, 1907,
in-16°, p. 220. Maxwell J., Tmjchologie et métapsychique. ‘ Année psyeholo- gique „,
XIII, 1907, p. 100. Melville John, Crystal Gazing and Cldirvoyance.
London, Nichols and Co., 1903. Miller
Frank, Miss, Quehjues faits d’imagination créatrice subconsciente. “ Arch. de
Psycbologie „, V, 1906, p. 36 [Osser¬ vazioni introspettive di molto valore;
applicabili ai ‘ romanzi , spiritici]. Mììller R., Hypnotische I
lediseli- Experiment ini Dienste der naturwissenschaftlicher Seélenforschung.
Leipzig, 1898-99, due voi. [Correz. da p. xli, Bibl. del Tomo I"].
Nagel D.r L., Die Genialitdt , ci tic Schwester der Mediulitdt , ecc. Leipzig,
O. Mutze, 1906, op. 8°, p. 32. Pkirce A. H, .4/1 appeal from thè prevaiting doctrine
of a detached Conscio ussness. Boston.
New-York, Houghton a. C., 1906, in-8* [Opuscolo di sole 36 pagine, ma di alto
pregio» anche per la fama dell' A., che è il creatore del pragmatismo]. Sabatieh Camillo, Le
duplicarne humain. Paris, F. Alcan. 1906. 16°, p. xvm-160. Stanley
Lefevre Kbers, The Late of suggestion. Chicago,
Science Press, 1907, 8°, di p. 158. Street, A genette study of
Immortality, in “ Pedagogical Se- minary ,, 1900, u" VI [Acutissimo studio
psicologico sull'ori¬ gine dell’idea di immortalità]. Sithuled Georges, Le Sous-moi.
Paris, A. Maioine, 1908. 18“, p. 160. Tissié Ph., Les Réces. Paris, Alcan, 1890, II* ediz., 1898, 18°.
NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XV VI. — Per
la stampa periodica dello spiritismo. [Vedi pag. m.hi- xlthi del
Tomo II a) Efemeridi spirito-psichicistiche : Nell’America
del Nord : — “ Philosophical Journal „ (-(- Dr. Newmann, J. Munsell Chase), San
Francisco. Cali!'. ; ‘ Sunflower „ (M. Buon), Chicago. In Austria : — “
Lieht des Jenseits r (-(- 1867-68, Delhez), Vienna. In Francia : — *
Revue spiritualiste „ (-(- 1858-69, Z. Piérart) : ‘ Nouv. Revue des spirites „ (+
Lachatre) : “ Rev. génér. d’Études psychk[ues „ (1907, E. Boso), Parigi: “
LaNou- velle Pensée , (C.-R. Sadi.er', ivi. In Germania : — “ Psyche,
Zeitschrift fiir Odwissen- scliaft , (-+- 1865..., Bertuelbn), Grossenh.; “
Neue metaphysische Rundschau „ (1896, Zillmann), Grosslichterfelde, presso
Berlino; “ Lucifer, Zeitschrift f. Seelenlehen und Gcisteskultur, ecc. r
(l>.r Rud. Steiner), Berlino; ‘Zeitschrift fiir Okkultismus „ (D.r Brandler-Pracht),
Lipsia; ‘Sphinx, (edit. C. Schwetschke),
Gera-Berlino. In Inghilterra : Human Nature. A monthly journal of
Zo'istic Science „ (1867-70 ?). Londra.
Iu Italia : — ‘ Ultra, rivista teosofica , (Decio Calvari), Roma, con rubrica
sullo spiritismo. b) Editori e Librai principali dello Spiritismo:
Barcellona: — Libr. Carbonel y Esteva, Rainbla de Cata- liina, 118.
Berlino : — C. A. Schwetschke. Grosslichterfelde b. Berlin: — Paul
Zillmann, Ringstrasse, 4 a. Leipzig: — Oswald Mutze, Liudenstrasse
4. — M. Altmann, Verlag, Salomonstrasse, 11./ Mexico : — Agencia de Rivistas
espirìtas y teosofica.?. Re- stituto Callejo. D. F. I. a. Indipendencia, 9. Milano : — Libr.
edit. Ars Regia del D.r Sulli Rao (teo¬ sofico). Paris : — A. Daragon,
Lib.. Rue Duperré, 30. f) Negozianti di giuochi ‘spiritici, di presti-
digitazione secondo l’arte americana: Chicago: — George L. Williams a.
C.°,Cluunplain Avenue, 1145. Philadelphia : — Yost and Company, “ dealers
in magica! apparatus, spiritualistic secrets, ecc. SUPPLEMENTO ALLA
BIBLIOGRAFIA DI EUSAPIA PALADINO [Vedi pag. 170 del Tomo 1).
1907 (l e 11 semestre). Baezisi Luigi. Nel mondo dei misteri con
Eusapia Pa¬ ladino, con pref. di C. Lombroso. Milano, Baldini Gastaldi e C.,
1907, in-8°, pag. 200, con tav. [È la raccolta degli articoli pubblicati
prima sul Corriere della Sem, ai quali fa da prefazione un articolo già edito
dal Lombroso sulla Lettura], Baudi de Yesmb C., L’explication spirite et
spiritualiste des phénomènes psychiques, “Ann. d. Se. psych.„, giugno
1907. [A proposito delle pubblicazioni di Lombroso, Morselli, Foà,
Aggazzotti, ecc., sulla medianità d’Eusapia]. — — Eusapiana, “ Ann. Se.
psych. 1907, giugno, pag. 448 e seg. con ritr. Berndt G. H., Das Buchder
Wunder, già cit. a pag. xxi, Bibliogr. Tomo I. [Nel Voi. Il, la maggior
parte del capitolo sullo spiritismo fe occupato dalla trad. del rapporto della
Commissione di Mi¬ lano (p. 876-905), con ritratto di Eusapia]. Bosc E.,
La Psychologie, già cit. Bibl., Tomo II, pag. vii. [Le prove della realtà
dei fenomeni spiritici, a pag. 186-201, sono desunte esclusivamente dalle
esperienze di E. P„ ma con molte inesattezze di fatto e con scarsa
critica]. XY11I PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
Bottazzi Filippo, Nelle regioni inesplorate della Biologia umana , *
Rivista d’Italia luglio-agosto 1907, trad. in “Ann. d. Sciences psychiques „,
n' vari del 1907. con fig. [Importante studio di un esperto fisiologo,
associato ad altri sperimentatori di vaglia, fra cui l’esimio patologo Prof.
Ga¬ leotti. sulla autenticità dei fenomeni medianici della E. P.]. Du
Pbel Cabl, Bei- Spiritismi u, già cit., pag. xxiv, tomo I. [11 111 eap.
dell’opuscolo (p. 72-97), sotto il titolo : Lotta at¬ torno allo spiritismo in
Milano, è dedicato alle sedute del '92, di casa Finzi : e l’autore parla di
John Kings come di un per¬ sonaggio reale !] - Die magische Psgchologie.
Jena,H. Costenoble, in-8“. [È la seconda parte dell’opera: Die Magie als
Natuncissen- schaft, e si occupa molto dei fenomeni della Eusapia Paladino, ai
quali attribuisce la qualità “ magica ,]. Loewenfeld L., Somnambulismus und Spiritismos. IIe
verni. Autìage. Wiesbaden, Bergmann, 1907, in-8° gr., pag. 71. [Sui fenomeni fisici cita la E. P. per le sedutedi
Genova compiute sotto la mia direzione e riferite dal Barzini]. Ruggebi
D., Altre sedute con Eusapia, “ Luce e Ombra „ , giugno 1907, pag. 291. _
Per “ Le impressioni di un uomo di scienza sui fenomeni Eusapiani „, ivi,
luglio 1907, pag. 329. [Osservazioni critiche garbate ai miei articoli
del Corriere della Sera]. T anfani A., La Paladino alla Società Romana di
Spi¬ ritismo, “ Luce e Ombra „, luglio 1907, pag. 347. — I grandi medi
dello Spiritismo (Eusapia Paladino), • Luce e Ombra „, nov. 1907, pag.
587. Yenzano dott. G., Contributo allo studio delle materia¬ lizzazioni,
“ Luce e Ombra - , agosto-die. 190 1, tiad. in “ Ann. de Se. psychiques „,
Parigi, 1907. [Narra sopratutto di fenomeni di materializzazione ottenuti
con Eusapia nelle sedute di Genova. Da raltrontare con le mie Impressioni e
note sulle medesime sedute]. PARTE SECONDA ( Segue).
LE SEDUTE MEDIANICHE CON EUSAPIA PALADINO (Serie
II, Ili e IV). * Deputi qu'eUe existe VJIumanité n 'a pus avance d’un
pus sur ìa rotiti du m untóre que notte méditons ( « V Im¬ mortaliti »)... Il
n’y a peut-étre aucun rapport poasible ou imaginahle entre Vergane qui pose la
question et la réalité qui devrait y répondre » . Maurizio Maeterlisck. Morselli,
Psicologia Spiritismo, II. 1 SERIE
li. Le cinque sedute dell' inverno 1901-1902 al “Circolo
scientifico Minerva,. PRELIMINARI Composizione e intenti del
‘ gruppo „. In questa seconda serie di esperienze con la Eusapia
Pala¬ dino, tornata appositamente a Genova dietro nostro invito, gli
osservatori furono diciotto, in parte scelti fra quelli che operarono nel
maggio-giugno, in parte nuovi, aggregati con libera votazione dei primi. Per
rendere le esperienze più facilmente accertabili, ed anche perchè la pratica
degli spiri¬ tisti liguri ha dimostrato utile limitare il numero dei presenti
ad una seduta, si stabili di dividerci in tre gruppi, di sei persone ciascuno.
Il primo gruppo, presieduto dal sig. Carlo Peretti, operò dal 21 di novembre al
4 di dicembre, in cinque sedute a giorni alterni : non ne furono mai pubblicati
i ver¬ bali. Il secondo gruppo, presieduto da me, operò in altre ciuque sedute
dal 5 al 16 dicembre, e qui riporto tali e quali le mie Impressioni di allora.
Il terzo ed ultimo gruppo, diretto dal Prof. Porro, tenne occupata la medium
pure in cinque sedute dal 16 al 31 dicembre, e di questa serie diede ragguaglio
L. A. Vassallo [Gandolin], prima sul suo giornale 11 Secolo XIX, indi in un
volume a parte {Nel mondo degli Invisibili). Ogni gruppo rimase libero di
procedere negli V I 4 esperimenti come
meglio credette, sia per i metodi di con¬ trollo, sia per la preferenza verso
determinate ricerche, sia per il luogo e le ore dei convegni con la
medium. 11 nostro gruppo si compose come segue: 1. Dott. Vittorio
Cantò, libero docente di Patologia medica, Medico Primario dell’Ospedale
Galliera ; 2. Sig. Fausto Ferraro : questi, essendo il più giovine,
fungerà da segretario e redigerà i processi verbali ; 3. Prof. Panagino
Livierato, prof, di Patologia spe¬ ciale medica; 4. Prof. Enrico Morselli
; 5. Ing. Comrn. A. Omati, direttore dei Cantieri Ansaldo' a
Sampierdarena; 6. Prof. Guido Pellizzari, direttore dell’Istituto Chi¬
mico nella R. Università. Dei sei membri del gruppo, due soli, io e
Ferraro, cono¬ scevamo la Paladino e avevamo acquistata in undici sedute
pratica conveniente, l’uno per dirigere, l’altro per narrare le sedute. Un
terzo, il prof. Livierato, aveva già assistito ad una seduta in casa mia (della
quale dirò in altra parte del libro). Gli altri tre compagni erano affatto
digiuni di spiritismo e di fenomeni Ensapiani. Dopo lunga discussione
decidemmo di tener le sedute nel locale del Circolo Minerva, in via
Giustiniani. Il primf> gruppo aveva operato in casa del suo direttore, il
sig. Fe¬ retri; ma per conto nostro opinammo che era preferibile un luogo
neutrale, tanto più che la sala maggiore del Circolo, facilmente chiusa ad ogni
intervento estraneo, collocata in una parte remota e silenziosa della vecchia
città, ci permetteva di eseguire ogni sorta di vigilanza. E poi c’era già
nell’aria, per Eusapia, l’influenza psichica delle buone sedute della pri¬
mavera avanti : era sperabile che il medium vi riprendesse la serie dei suoi
successi e andasse anche oltre. Nè mutammo l’arredamento e neanche
l’istrumentario con¬ sueto delle sedute spiritiche, salvo l’aggiunta di una
stufa a gaz pel riscaldamento. Già Eusapia se ne sarebbeimpressionata, e fino
ad allora era inutile parlare di strumenti scientifici, di registrazione
grafica dei fenomeni, di esami fisiologici sulla sua persona: io l’avevo ben capito
nell’ andarla a salutare nella casa ove stavolta era ospitata. Dissi a me
stesso : — Fra qualche tempo, rotto il ghiaccio, si avrà una Eusapia sempre più
malleabile sotto quel riguardo : e allora chi verrà dopo di noi potrà con
minori stenti applicare metodi scientifici, magari rigorosissimi, allo studio
della medianità. — Precisamente così è avvenuto di J. M. Oharcot nel campo
dell ipnotismo : c e sempre chi trae profitto nel camminare spediti per una
strada da poco tempo aperta da altri pionieri; ma cammina sulle orme altrui e
malamente riesce a farle dimenticare, pur stampan¬ doci entro le proprie e così
cercando abilmente di cancellarle... Il programma delle sedute di cui
disponevamo avrebbe do¬ vuto essere combinato in modo da sfruttare, per così dire
piu completamente che fosse possibile la potenzialità del medium. Noi tutti
desideravamo, — anche quelli che non avevano visto mai l’Eusapia all'opera, —
di arrivare sollecitamente alle mas¬ sime manifestazioni spiritiche, quali sono
le apparizioni o ma¬ terializzazioni visibili. A tale scopo sarebbe stato
opportuno però che la nostra attenzione, più che sui metodi di con¬ trollò, si
fosse portata sui fenomeni, incoraggiando in tale <niisa la medium a darci
le prove più alte e complicate delle sue facoltà medianiche. Ma, purtroppo, noi
non pensavamo, da un lato alle abitudini oramai inveterate e immutabili dell
Lusapia, dall’altro alla composizione disarmonica del nostro gruppo Fino dalla
prima seduta si ebbe infatti un arresto della indagine alla fase preliminare,
perocché si cominciò a dare eccessiva importanza al controllo sulla persona de
la medium, e indisponendone l’animo, se ne paralizzarono anche le_ azioni,
sopratutto a distanza. La cosa era prevedibile essendovi ne t'runpo due soli (
io e Ferravo) oramai convinti della sincerità dei fenomeni, almeno pel massimo
loro numero: un terzo ancora fortemente dubbioso di essere stato ingannato
nella sola seduta cui già aveva assistito (il prot. Livierato); e tre atfat o
nuovi ed inesperti, e però tratti naturalmente a dubitare e ad esigere un
controllo continuo, fastidioso per la Eusapia, faticoso per noi stessi, e in
generale ritardante, se non ini¬ bente, le manifestazioni. Le cinque sedute
sono perciò li¬ maste poco fertili in “ fenomeni „, come si vedrà, e noi non
siamo andati di molto oltre a quello che avevamo ottenuto nella serie
sperimentale di primavera. Ciò nonostante, fino dalla prima serata si
ebbero inamte- stazioni varie e, per chi ne conosce la portata, eziandio sicure
e sincere; non tali però per numero e per evidenza da tra¬ scinare alla
convinzione quelli tra di noi, che tuttora si ro- vavano nella fase dello
scetticismo pre-spenmentale. Qui avverto, intanto, che alla fine della prima
seduta il professore Livierato si dichiarò pienamente convinto dell autenticità
dei fenomeni e, in particolare, del trasporto di oggetti senza vi¬ sibile
contatto, anche fuori della portata di mano della medium. Altri due colleghi,
il prof. Pellizzan e il dott, Oantu, uscirono, per contro, da tutta
intera la nostra serie di sedute ancora dubbiosi, non tanto sul modo di
interpretare i fatti veduti, quanto sulla stessa realtà di alcuni fra codesti
fatti Io non voglio occuparmi dei giudizi altrui sui fenomeni eu- sapiani,
quando pur si tratta di persone con le quali mi sono trovato a sperimentare:
dovrei allora cominciare a discutere sulle convinzioni dei miei compagni
“spiritisti,, le quali hanno, per lo meno, il carattere di induzioni ricavate
dagli stessi argomenti positivi dei quali io mi valgo per dichia- rarm1 ancora
“antispiritista,. Per me la realtà ed auten¬ ticità della massima parte dei
fenomeni, che ho raccolto nelle sedute con la Paladino, non ha più ombra di
dubbio pur riconoscendo che vi esiste una innegabile miscela di stra¬ tagemmi e
di manifestazioni spurie. Intanto, neanche ai miei compagni piu scettici e più
austeri del 1901-2 riuscì mai di cogliere in fallo, seduta stante, l'Eusapia.
In questo campo specincp ed irregolare di fatti naturali si ha talvolta l’im¬
pressione vaga dell’ inganno, si sente, per così dire, in aria che il fenomeno
manca di sincerità od è effettuato con ar¬ tifici, e che quindi non ha indole
propriamente “ spiritica e neanco psich.cistica , ; ma poi non si giunge a
scoprire I insidia ne a sventare la trama. Il dubbio rimane, ma si
esaurisce in tanti ma ed in tanti se . E allora si capisce come una
discussione basata su elementi incerti, su impres¬ sioni fuggevoli, su
apprezzamenti spesso più di sentimento c ìe di ragione, a poco approdi; e poi,
nulla valga per la so¬ luzione definitiva del problema. E meglio è che io
esprima sinceramente ma esclusivamente le mie impressioni proqres- swe. “i
allori‘> e tenga conto di quelle degli altri solo' per quei tanto che esse
abbiano servito a correggere o ad asse¬ verare ed a confermare le mie.
Anche per questa seconda serie di sedute avevo adottato il metodo di
annotazioni che usai nella prima: ossia, munto a casa, ho scritto dopo ciascuna
serata ciò che ne pensavo meno preoccupandomi della descrizione dei fenomeni
che deli esame delle condizioni in cui avvenivano. Infatti, il valore di queste
nostre esperienze paladiniane del dicembre 1901 piu che da novità o
eccezionalità di fenomeni, deriva dalla costituzione del circolo : nessuno dei
sei assistenti era spi- ì insta , tutti eravamo piuttosto inclinati all’
antispiritismo • eppure, le manifestazioni fisiche si sono avute egualmente.’
Segno, questo, che la “ fede , aiuterà sopratutto le manife¬ stazioni
intellettuali dello spiritismo, i messaggi, ma che a i iguardo dei fenomeni
obiettivi di medianità, che sono poi NUOVE ESPERIENZE CON LA
PALADINO i più sperimentabili, la Metapsichica può diggià
camminare < 0 \ o n 6 c^er a * più da mettere le mie impressioni al
cimento della disputa con gli altri membri del Circolo Minerva, e nero i fogli
delle mie estemporanee scritture sono limasti sempre presso di me. Dichiaro,
però, che le ho redatte m gran fretta affinchè non mi sfuggisse il ricordo
esatto delle cose percepite, nè mai le ho rilette: le rivedo ora dopo cinque
anni e mezzo per darle alla stampa, e le inserisco qui aflatto immutate, salvo
insignificanti ritocchi di forma. Genova, maggio 1907.
LA UNDICESIMA SEDUTA (5 dicembre 1901). I fenomeni della
serata. La prima seduta del nostro gruppo cominciata alle 21 30 è
terminata verso le 12,20 di notte, e non ha dato “ fenomeni di grande rilievo,
massime per me che oramai sono corazzato contro le meraviglie , usuali della
medianità paladiniana. Come in tutte le prime o isolate sedute che concede
la Eu- sapia le manifestazioni sono state elementari, anzi un no’ stentate e
incoerenti, come se la medium avesse bisogno di orizzontarsi nel nuovo
ambiente. Io non ne darò una descri¬ zione minuta; dal verbale che Fausto
Ferrara ha redatto e che con grande sollecitudine mi ha consegnato, t.ol<ra
le seguenti sommane notizie. ° A luce piena [ becco di gas, reticella
Auer): - Moti e solle¬ vamenti parziali del tavolino; - picchi (• raps ,) entro
la so¬ stanza del legno, sia spontanei, sia in risposta a colpi eseguiti da
noi; - sollevamento completo (‘ levitazione „) dei tavolino senza alcun
contatto della media, e con la catena delle nostre mani sospesa per aria, a
circa qualche centimetro dal suo piano A luce debole (chiarore proveniente
dalla porta aperta del- 1 anticamera, in cui brucia una candela stearica): —
Soffi freddi sulle mani e sulla faccia dei vigilatoci ; — moti di
avanzamento e regresso delle cortine nere del gabinetto; - solleticamenti
leg- ^ìeri (di mani invisibili) ai fianchi dei due violatori
de*°lÌ«silna o semi-oscurità (chiarore "come sopra, con chiuso un battente
della porta d’anticamera): — Toccamenti piu torti e meglio sentiti ai
controllori; — sottrazione abba¬ stanza violenta della seggiola a quello di
sinistra (Livierato) A luce rossa (lampadina elettrica da fotografo, di 5
candele): — Levitazioni complete del tavolino, della durata di 5"- — son-
t™n„ne r stnaL;larae,>t0 e di battiti sulla spalla di un con- mente J
lì 8lnls^a’ mG?tre Eua*P>a strofina e picchia legger¬ mente sulle spalle e sul
capo di quello di destra; — picchi dentìnÒd8ULe p,mb®.de1llaf^iola di un
controllore, corrispon- lenti ad uguali gesti di Eusapia; — gonfiamento e
svolazzo della tenda che è proiettata sul tavolino; — vento freddissimo
dal gabinetto; — attrazione della cortina nera, operata da Eusapia con
movimenti visibili della sua mano a distanza; — sollevamento, pur visibile, di
una seggiola non toccata. In oscurità completa: — Toccameuti reiterati ai
controllori; — trasporto di oggetti situati a distanza di circa 80 cent, e a
destra di Eusapia (una cornetta, un'armonica) e loro arrivo sul tavolino; —
scosse e avanzamenti del grosso tavolo sul quale essi si trovavano; — suono
della cornetta; — una potente bussata sul tavolino medianico; — spostamento
della seggiola già sollevata a luce rossa, e tentativo (non riuscito) di ripor¬
tarla al controllore cui fu sottratta. Questo ultimo fenomeno esaurisce la
Eusapia. che alla mezzanotte chiede di riposare. Notevole il fatto che
durante tutta la seduta la Eusapia rimase sveglia, tranne un corto periodo di
semi-trance du¬ rato non più di mezz’ora, e preannunziato da sbadigli e da
lievi contrazioni delle braccia : ma in tale sua condizione si ebbero soltanto
sensazioni di toccamenti e di soffii freddi. Il medium e la sua
sistemazione tecnica. Eusapia Paladino è tornata a Genova in condizioni
di salute più prospere che in maggio-giugno. Questa volta non si lagna delle
sue solite mal definite o indefinibili sofferenze nervose (iperestesia del lato
sinistro, cefalalgie, ecc.) : ed è apparsa a tutti di buon umore, fatto questo
che i compe¬ tenti in spiritismo ritengono favorevole alle manifestazioni
medianiche. Nonostante che abbia superate diggià le cinque sedute del primo
gruppo di “ sperimentatori iersera non si mostrava stanca: però, come le accade
ogniqualvolta deve “ sperimentare „ con persone a lei sconosciute, si trovava
in uno stato psichico di lieve apprensione. Mi ha salutato senza alcun segno di
compiacenza e dirò lepidamente, ma questa sua accoglienza non mi meraviglia;
infatti, io, che essa ritiene d’essere riescila a convincere fin dalla
primavera, non rappresento più per lei un ostacolo da superare, nè un motivo di
diffidenza. La sua vanità di medium è sodisfatta per quanto mi riguarda ; e
però essa rivolgerà ora la sua at¬ tenzione agli altri del gruppo, che le
sembreranno ancora increduli. .Tersera palesò specialmente che le stava a
cuore 10 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II di
convincere Livierato, di cui essa sa il giudizio non troppo favorevole sui
fenomeni veduti in casa mia: ci accorgiamo tosto che con civetteria quasi
fanciullesca essa vuole abbo¬ nirlo, disarmarlo. Questo bisogno di
abbattere i dubbi e vincere i sospetti è naturalissimo, ma alla fine diviene
una causa d’arresto nello sviluppo dei fenomeni in una determinata serie di
sedute ; dirò di più : deve avere arrestato anche l’evoluzione progressiva
delle facoltà medianiche d’ Eusapia. Da molti anni le manifestazioni di costei
sono sempre le medesime, nella pura sfera meccanica: pochissima, come dissi, ne
èia intellettualità. Ferma nel proposito di dimostrare la propria energia
medianica mediante i fenomeni più grossolani (alza¬ mento di mobili,
spostamento e trasporto di oggetti, trom¬ bettate, chitarrate, ecc. ecc.), la
Paladino è alla lunga un medium monotono; le sue sedute si assomigliano troppo,
e finiscono coll' ingenerar noia anche là dove^ i fenomeni sa¬ rebbero
eccellenti. Si ha un bel chiedere a “ John „ di ope¬ rare con maggiore
sollecitudine, di manifestarsi con un po’ più di vivacità, di inventiva, di
intelligenza; ma tutto è inutile. La sfera d’azione del disincarnato corsaro è
oramai fissata. * iò porta a pensare che sarebbe veramente utile per la
scienza psicologica il trovare dei medium vergini, immuni da ogni pregiudizio
di tecnica, pienamente liberi di mani¬ festare senza regole o norme scolastiche
le loro attività iper- psichicbe; dico “scolastiche, perchè si tratta di una
vera scuola a un dipresso eguale a quelle ginniche ! Fino a che la psicologia
sarà costretta ad accettare i medium che le provengono dui circoli spintici, e
già adusati a quei metodi a quelle formule a quella tecnica un po’ bizzarra e
un po’ sciocca, non si potrà ottenere una grande varietà di fenomeni: e neanco
si sarà sicuri che la produzione costante di quei determinati fenomeni non sia
conseguita mediante un abilis¬ simo esercizio. Io non voglio dire con ciò che
la medianità sia tutta un arte prestidigitatoria, come qualcuno sogghi¬ gnando
ei soffia dietro le spalle : ho già espresso la mia opi¬ nione che è oggidì
favorevole alla realtà e veridicità dei fenomeni (salvo la mescolanza di alcuni
stratagemmi e di alcune illusioni sensoriali). Voglio semplicemente dire che la
medianità studiata negli Home, negli Eglinton, negli Slade, nelle Paladino e
nei Politi obbliga la scienza psicologica ad °Pei^aie 'n circostanze troppo
prefissate, e che non sono scien¬ tifiche. la costringe a rispettare abitudini
spesso viziate, e preconcetti spesso ridicoli; e le vieta di scorgere le
azioni AUTOSUGGESTIONE DEL MEDIUM 11 di
questa più o meno occulta forza bio-psichica nella loro indole genuina e
spontanea. Il Metzger non si mostra alieno dal credere che i medii siano spinti
a frodare dalle stesse esigenze del metodo scientifico ! Un’altra
conseguenza dannosa dell’uniformità della tecnica spiritica della Paladino è
che essa non le giova molto per vincere lo scetticismo. Ed è veramente
contradditorio questo bisogno che la medium avrebbe di trascinare gli increduli
fuori del dubbio, con le limitazioni intellettualmente basse che essa medesima,
o per abitudine o per misoneismo, im¬ pone alla propria fecondità
medianica. lo scrivo di proposito che essa medesima se le è imposte,
giacché sono sempre più convinto che la volontà della me¬ dium opera
continuamente nella produzione dei fenomeni, i quali non è vero che avvengano
completamente fuori della Sua coscienza. Basta guardare alla sua preoccupazione
inces¬ sante del controllo, alla preferenza verso quei fenomeni che colpiscano
la fantasia o sveglino emozioni inattese nei pre¬ senti, ai sarcasmi ed alle
riflessioni che essa loro intra¬ mezza, per acquistare la certezza che lo stato
auto-ipnotico (“ trance „ o estasi) è solo un mezzo per ottenere meglio e più
speditamente un certo numero di fenomeni, ma che questi sono in generale
pensati prima dalla coscienza ancora vigile della medium. In altri termini, il
programma eli ogni serata sembra prestabilito, come lo è in linee più grandi il
programma di una intera serie di sedute, nelle quali la Eusapia va ordi¬
nariamente dai fenomeni più semplici ai più complessi, dal moto dei tavoli alle
materializzazioni personali complete (quando ci va!). E ciò non basta: è anche
prestabilita nella mente della medium la maniera in cui deve effettuarsi la
maggior parte dei fenomeni. * * * L’auto-suggestione e
la fisiologia della “ trance „. Più studio queste straordinarie
manifestazioni dell'attività psichica umana, e più mi accorgo che la loro
incoscienza o subcoscienza è da accogliersi in modo relativo. Dissento, lo si
vede, non soltanto da Pietro Janet e da tutti coloro che per spiegare i fatti
spiritici si basano sulla disgrega¬ zione della personalità e sul dominio
dell’automatismo o delle facoltà psichiche inferiori, ma anche da Mvers.
da Gelei e da quanti spiritisti o psichicisti danno estrema importanza al
subliminale. Poiché non mi risulta che Eusapia produca i fenomeni in tali
condizioni psichiche da avere ottenebrata e inutilizzata sempre la sua
coscienza superiore ; tutt’altro. In massima, ogni fenomeno vien prima pensato
(e perciò rappre¬ sentato e voluto....) dalla medium: quando questa ha formato
il suo piano, allora si sforza di entrare nello stato psichico anormale, in cui
le è permesso di svolgere meglio la sua energia radiante per agire in quella
data maniera. La rap¬ presentazione, ad esempio, del moto del tavolo, dello
sposta¬ mento di un oggetto, del toccamente ad una determinata persona, ecc.,
ecc., si forma dapprima nella coscienza alta, poi si riproduce nello stato
secondo (“trance,). È una vera auto-suggestione ipnotica o ipnoide, e si
asso¬ miglia a quel fatto abbastanza volgare della psicologia nor¬ male, per
cui noi ci proponiamo di avere un dato sogno; e in realtà nel sonno quel sogno
si avvera poi per una rie¬ vocazione delle iinagini che avevamo ruminate
durante la veglia: anzi, quelle iinagini rievocate sono ancora più vive e
limpide delle vigili. Adunque, l’automatismo, per cui si liberano le energie
medianiche, sarebbe, conforme alla defi¬ nizione di Hartley, nn automatismo
secondario; esso è pre¬ ceduto da una fase in cui il movimento finalizzato (la
causa interna del “ fenomeno „) è perfettamente conscio. Il passaggio
dalla condizione di veglia a quella di auto¬ matismo involontario si effettua
in modo diverso : ora gli ab¬ bisogna un tempo piuttosto lungo, ed ora è
rapidissimo. Nella prima parte della seduta la medium dura fatica a passare in
trance: più tardi questa si forma più facilmente e svel¬ tamente. Dapprima, la
coscienza della medium si sveglia spesso, e si hanno alternative continue di
veglia e di stato secondo: allora la si ode avanzare qualche riflessione sui
fenomeni, sul senso da attribuire loro, sul procedimento da preferire per
ottenerli; oppure la si sente schernire e sfi¬ dare i suoi denigratori. Più
tardi la coscienza si oscura (generalmente), e il sonno della “ trance „ si fa
più lungo e pro¬ fondo. Ma dapprincipio i periodi di subcoscienza sono anche
soggetti di più alla autosuggestione della medium ; ossia essa entra in “
trance , con la sola forza della sua volontà ogniqual¬ volta, ideato un
fenomeno, si proponga di effettuarlo. Alla perfine l’estasi si stabilisce
profondamente e si emancipa dalla volontà della medium: — solo allora i
fenomeni sem¬ brano più spontanei, e perdono quella finalità (convincere
un dato incredulo) che avevano prima; solo allora, vale a dire nell’ultima
parte della seduta, si ha il tumultuoso succe¬ dersi di manifestazioni
inaspettate e del tutto “ subliminali Con ciò viene dimostrato erroneo il
sospetto che il pro¬ gresso dei fenomeni durante una seduta o una serie di
sedute sia solo apparente, e ehe lo si debba alla minore resistenza dei membri
della catena, ossia alla convinzione via via for- mate per cui essi si lascino
più facilmente colpire da date sensazioni. Io ammetto che la psiche dei
presenti agisce insieme a quella del medium, si da dar luogo a fenomeni piu
cospicui quando vi è accordo o sinergia delle attività indi¬ viduali; ma tale
influenza collettiva, oltre ad essere di natura ancora indefinita, non può
forse dare la produzione di fenomeni esopsichici come effetto di una sominazione
di codeste atti¬ vità. Penso invece che il progresso si abbia per la sempre più
grande facilità del passaggio dalla veglia all’estasi nella medium. D’ altra
parte, lo stato di “ trance „ è ordinariamente superficiale, e solo per breve
spazio di tempo diventa profondo. L’attitudine particolare dei medium
come Eusapia, consiste nel provocare in sé stessi per autosuggestione lo stato
favo¬ revole alle azioni automatiche, pur conservando ancora un certo dominio
della coscienza sui proprii pensieri ed atti. La “ trance „ di Eusapia
assomiglia per lo più ad un dormiveglia . di quando, cioè, l’individuo
sonnecchia, e ha la percezione confusa di quanto gli avviene d’intorno, esegue
atti automa¬ tici di difesa, si ripara dalla luce, risponde anche alle do¬
mande, ma al risveglio non conserva più che un ricordo vago e sommario di tutto
il periodo di sonnolenza. Ani. he nella Paladino la memoria dei “fenomeni „ è
spesso incerta, ma raramente manca del tutto: essa mostra doverne serupie un
ricordo, per lo meno generico. Può nascere però il dubbio che tale ricordo si
riferisca soltanto alla rappresentazione che dei fenomeni essa aveva prima di
cadere in stato ipnoide : tanto è vero che essa sembra rammentarsi spesso
(quasi sempre) del fenomeno, ma non del modo con cui si è effettuato. Vi
sono però dei fenomeni medianici, che oramai non p are richiedano più uno
stato psichico particolare della medium, o che sembrano avverarsi luori di un
estasi manifesta e con¬ tinua; ed uno dei più caratteristici è la levitazione
del tavolo. Non si può escludere però che durante tali fenomeni , latti in
veglia apparente, la Paladino non cada momentaneamente in estasi, o meglio in
corte “ assenze , corrispondenti ad una “ trance ,. giacché il fenomeno è
breve, oltrepassa raramente 5-10-20 secondi, e 1’ attenzione nostra, colpita
dal fatto in sè, non si porta forse abbastanza sulla medium. Certi stati
di incoscienza o subcoscienza della neurosi epilettica ed isterica danno
un’idea, caso mai, di quanto deve avvenire nella medianità, giacché anche essi
sono fugacissimi, eppure bastano a causare i rapidi ma completissimi atti
automatici degli ammalati. Ho esaminato più volte, sopratutto iersera, le
modificazioni che la fase attiva di mediumnismo arreca nelle funzioni or¬
ganiche della Eusapia; e sebbene i miei esami, eseguiti in fretta e quasi di
sorpresa, non siano definitivi, ne do qualche risultato : 1. Nella
circolazione: — In istato normale Eusapia ha la media di 60-70 pulsazioni e le
sue arterie sono molli, com¬ pressibili: invece durante la fase d’automatismo
il polso diviene più frequente, sino a 90 per 1 , e la tensione arteriosa
aumenta. ^ 2. Nella respirazione : — Oltre agli sbadigli di cui ho
parlato, la ‘trance, è annunziata da alcune profonde espirazioni (sospiri) ed
accompagnato da moti sussultorii del torace che poi si ir¬ rigidisce: allora il
tipo respiratorio si fa decisamente addomi¬ nale, come si vede nelle crisi di
molte isteriche. 3. Nella fonazione: — La voce cangia sensibilmente nella
“trance, : il suo timbro si fa rauco o gutturale, la sua intonazione più alta:
non di rado i fonemi emessi tradiscono l’ irritazione, il sarcasmo o
l’erotismo. 4. Nelle secrezioni: — Tutto il corpo del medium in son¬
nambulismo si copre di sudore, lagrime abbondanti colano dai suoi occhi, e
l’urina emessa dopo la crisi è naturalmente più densa e carica di sali. Eusapia
dice che anche le mestruazioni sono rese più copiose e disordinate dall’eccesso
di pratiche medianiche. 5. Nella sensibilità : — Nella fase sonnambulica,
ho già detto esservi una palese iperestesia del Iato sinistro d’Eusapia : ma in
“ trance , letargica subentra una completa anestesia ed anal¬ gesia, in
relazione collo stato di incoscienza ed amnesia. 6. Nella reflettività :
— Durante la crisi le pupille sono enor¬ memente dilatate (anche perche si
opera d’ordinario in mezza oscurità), e nel risveglio le si trovano poco pronte
a reagire. 1 retiessi tendineo-muscolari, ottusi in istato di veglia,
sono aboliti del tutto durante la “ trance , e non si ristabiliscono se non
qualche tempo dopo. 7. Nella motilità: — Dei movimenti d’Eusapia, che
sono il fatto fisiologico più visibile del suo attacco autoipnoide, ho già
discorso a lungo : è indubitabile che quei tremori e cloni e spasmi tonici
equivalgono ai sintomi motorii delle altre grandi neurosi convulsive. Ma,
uscendo dalla estasi, Eusapia fe amioste- nica, con un po’ di paresi nelle
membra, massime a destra. L’accertamento di queste reazioni fisiologiche
della ine- LIMITI BELL’AUTOMATISMO SUBOOSOIESTK
15 dianità vale contro la tesi scettica della frode generica
: sono sintomi che non si possono simulare. Miseria intrinseca dei
miracoli Eusapiani... e del miracolo spiritico in genere. a) Il
fatto della poca intellettualità dei fenomeni medianici della Paladino di
fronte a quelli altamente evoluti sotto l’aspetto ideale di M.lle Smith di
Floubnoy, dipende certa¬ mente dalla scarsa coltura della popolana Napoletana.
Le idee che dalla coscienza passano al suo subcosciente sono sempre le
medesime, e stanno a significare appunto il suo scarso potere imaginativo.
Anche nella Smith, però, checché dicono il Mktzger e gli spiritisti ginevrini,
non si ha altro che un ■ travaso delle' idee Immerse nel suo subcosciente
quelle idee hanno dato origine ad un lavoro meraviglioso di associa¬ zione su
cui forse la coscienza non agisce più, non ha più sovranità: ma prima ha
bisognato che quelle idee passassero attraverso la coscienza vigile della
giovane commossa, sia pur fugacemente (una lettura, una veduta, una percezione
sonora, la rappresentazione di un atto). Ciò diminuisce assai il valore
creativo del subconscio, e determina meglio la ragione della intenzionalità dei
fenomeni, che gli spiritisti attribuiscono alla volontà o al capriccio di
volontà personali (?) estranee al medio o suggestionanti mentalmente il medio
stesso (Visani-Scozzi): si può parlale solo di un trapasso di finalità degli
atti dal campo della coscienza lucida a quello della subcoscienza. Ciò toglie
anche molta base alla ipotesi polizoistica e polipsichica del Durano (de Gros),
giacché quei suoi io secondari, soggiacenti all io cosciente, non sono in grado
di creare gran cosa per loro conto: se qualche cosa sanno, fanno e vogliono, è
solo di seconda mano, quasi come uno strascico o, meglio, un dono spesso
immemore dell’io primario. Si guardi Eusapia all’opera. Muovere tavoli e
far volteg¬ gierò oggetti per aria, toccare e palpare le persone, formare delle
luci indefinite e anche delle apparizioni personificate (ul¬ timo sforzo della
medianità fino ad oggi), tutta questa fenome¬ nologia è di origine conscia: è
discesa dall alto in basso, cioè dalla coscienza al subconscio; non è salita,
inaspettata e nuova, da questo a quella. Ed è fenomenologia miserevole rimpetto
alle invenzioni conscie dell’intelletto umano ! 16
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Non mi si venga a dire che i
trapassati non possono far di meglio per difetto di nn dinamismo intermedio
bene adatto : lo capirei per le nozioni di alta filosofia, cosmologia,
teosofia, ecc. ecc., ma per produrre fenomeni meccanici o fisici non c’è
bisogno di simboli. Che povertà di logica in questo spiritismo spurio, stile
Eusapia! Domandiamoci che cosa stiano a farci degli io secondari, delle
personalità sub¬ conscie, che non sono capaci di pensare nulla di “perso¬ nale
Li si direbbe, scusandomi del paragone, scimmie o pappagalli, che all oscuro
ripetono atti, impulsioni semplici e raramente emozioni dell io superiore, il
quale pertanto ri¬ mane il burattinaio padrone e agitatore dei fili della
medianità. b) Un altro punto da guardare è l’influenza dell'otò//- dine.
Anche nella medianità questa impone alla lunga deter¬ minate manifestazioni,
sia perchè le rende più agevoli, sia perchè accresce l’ automatismo
corrispondente, sia anche perchè risparmia ai medium la fatica di imparare a
com¬ piere nuovi fenomeni. I medium cercano di raggiungere il loro scopo
percorrendo le vie già aperte: per eit” sono" restii alle innovazioni, si
infastidiscono d ogni dubbio normativo che loro imponga fatica, c cercano,
quando possono, di in¬ gannare. La cosa fu studiata stupendamente
dall’OcHOROwicz e non ha più bisogno di essere “scoperta,,: rispetto alla
Eusapia posso confermarla per mia diretta esperienza. Tutto ciò
impoverisce in guisa pietosa il “ miracolo „ eusapiano. 11 \\ allace ha scritto
il suo libro sui Miracoli del moderno Spiritualismo non riflettendo che il
concetto di “ miracolo „ implica, non soltanto il contrario alle leggi note
della tìsica e della scienza in genere, ma pure il caso nuovo e imprevedibile
nel mondo. La previsione dei fatti naturali e delle conseguenze dei nostri
atti, da un lato è puro em¬ pirismo, dall’altro è vera scienza, secondo la
complessità dell operazione mentale che 1’ uomo compie nel prevedere. Ora,
quando io prevedo che mettendomi in catena con Eu¬ sapia il tavolo si moverà ed
alzerà in quelle date e oramai notorie maniere, io escludo il prodigio e nello
stesso tempo ammazzo 1 Occulto. Ci sarà da cercare il determinismo del fatto, e
particolarmente ci sarà da stabilire perchè la attività che dicono medianica si
spanda in codeste futilità da ra¬ gazzi; ma neanco si seguiterà a dire che un
Occulto siffatto abbia valore intellettuale, morale e materiale per 1’ umanità.
La sua importanza non sta nel contenuto intrinseco : sta nel processo
estrinseco di sviluppo e di effettuazione. Qui 1 Occulto ha interesse solo
perchè stiamo per disoccultarlo. GENESI DELLA MEDIANITÀ
INTELLETTUALE 17 Ma gravita — nella bilancia — il pondo
delle manifestazioni intellettuali. Si è detto e affermato die certe nozioni “
rive¬ late „ erano all'atto nuove, che non provenivano dalla co¬ scienza del
medium, e gli erano inspirate da altre coscienze una volta esistite sulla terra
(comunicazioni di defunti). Ed io riconosco die tra l’immenso materiale
raccolto, come Dio vuole!, dallo Spiritismo-sistema, si trovano dei fatti non
facilmente spiegabili colle ipotesi psicopatologiche e neanco con le
animistiche e psichicistiche. 1 primi spiritisti dissero — e moltissimi
kardechiani ri¬ petono tuttora — che le inspirazioni avvengono mediante una
incorporazione diretta dei disincarnati nei medii : ossia uno spirito
penetrerebbe nel corpo del medium, quando co¬ stui entra in “trance,, e mentre
la sua “anima, o il “doppio, si ritrae o se ne va forse a passeggiare (come
credono i sel¬ vaggi ). Sarebbe dunque la coscienza personale di un morto
che^si sostituirebbe alla coscienza dormiente o esulata del vivo: donde la
credenza che le parole e gli atti del periodo sonnambolico siano le
comunicazioni immediate dell’Oltre¬ tomba. Ma oggidì la cosa è intesa
diversamente e meno fan-- ciullescamente : i trapassati inspirerebbero il
medium con suggestioni mentali, e le comunicazioni loro diventerebbero
telepatiche. Aggiungono, anzi, che vi dev’essere una continua telepatia, assai
più maravigliosa e potente della nostra, ira gli spiriti sopravviventi nell’
Altro Piano: di guisa che il disincarnato che sta “ comunicando , potrebbe
ottenere age¬ volmente informazioni ignorate dal medium, e da lui stesso,
rivolgendosi per trasmissione di pensiero a qualche altro suo ompagno “ errante
nello spazio ,. - Ma la cosa - dicono — non è facile da capire? non corre il
pensiero velocissimamente dall'uno all’altro polo e dalla terra ai corpi
siderei?!! — - È permesso ai Dénis e alle Noegoeratii di ignorare le leggi psicologiche
dell’ associazione. A questo modo il dogma spiritico, con un antropomor¬
fismo degno di tutte le fedi religiose, fa sopravvivere i tra¬ passati
dall’Altra Parte con le stesse facoltà che noi uomini possediamo durante la
vita terrena. E non considera che i viventi le posseggono unicamente perchè son
costituiti da un organismo senziente e reagente, messo in rapporto con
determinate forze naturali, e solo in conseguenza di un’evolu¬ zione fisica,
chimica, geologica e biologica di cui essi viventi sono altrettanti anelli
inscindibili. Questo “ spiritualismo , è di così povero e puerile contenuto
filosofico da lasciarci stu¬ pefatti che uomini d’alto intelletto non ne
scorgano la con- Woksei.m, Psicologia e Spiritismo , II. 2 18
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II traddizione enorme con lo stesso
concetto metafisico dello Spirito. Si lia il coraggio di citare Kant; ma il
Mundm hi- teUigibilis del grande filosofo nulla ha che fare cogli “ spi¬ riti „
di Allan Kabpec, composti di “ materia fluidica , e accorrenti attorno al
tavolo delle Pitonesse moderne per darci le loro “ rivelazioni In primo
luogo, quando pure queste si studiano profon¬ damente, come ha fatto Flournoy
per le “ rivelazioni „ tra¬ scendentali della sua medium, si arriva a scoprirne
con in¬ finita verosimiglianza il meccanismo: sono fatti per lo più di
criptomnesia. — In secondo : anche se non sono ascrivibili a reviviscenze di
ricordi latenti, vi 6 il dubbio di una telepatia -, cioè di una trasmissione di
pensiero da qualcuno dei pre¬ senti al medium. — Terzo: la telepatia potrebbe
avvenire non soltanto tra coscienza e subconscio, ma tra due subconsci, cioè
tra quello della persona presente e quello del medium : questi forse leggerii
un ricordo latente che la coscienza della persona ha dimenticato o ignora di
avere. — Quarto : dato pure che la nozione non arrivi al medium da nessuno dei
presenti, non si sa come escludere una azione telepatica a di¬ stanza tra un
vivo lontano e il medium stesso. — Quinto: in ogni caso vi è da guardar bene
alla identificazione del pre¬ teso defunto: i casi fino ad ora sicuri per gli
stessi psichi- cisti piu oculati e temperati non sono più di tre o quattro,
forse anche meno ; ma forse non si è fatto per nessuno un processo
discriminativo, un’inchiesta radicale del genere di quella di Flournoy. A
volere essere schietti, lo stesso “ caso Pelliam „. sul quale gli spiritisti
odierni fanno tanto rumore, non esclude l’i¬ potesi di un io secondario della
Piper (James), pur ammettendo costei dotata inoltre di poteri supemormali
eccezionalissimi. Già quel succedere di “ Giorgio Pelliam , [— Pellew] ad un “
Dott. Phinuit „ (che era evidentissimamente una personalità seconda del medium)
compromette il valore del caso e, se¬ condo me , lo demolisce. Non importa se “
Giorgio „ ha vissuto | sotto il nome reale di Pellew], e se “ Phinuit , è
imaginario, giacché il processo psicologico di impersonazione è stato il
medesimo nella medium di Salem, tanto se il primo suo personaggio era una
creazione del sub-cosciente, quanto se l’altro è una suggestione dell’ambiente
psichicistico in cui essa vive da anni. E poi I’Hodoson non avrà preteso di
edificare una scienza nuova — e che scienza! quella che ha da scoprire le
“prove, dell’immortalità dell’anima! con un caso unico, sul quale neppure
I’Hysi.op, suo apolo- rfiOBLEMI “ SPIRITICI „ DA BISOLV
EBE 19 farolaaCCredÌtat0’ L'rede °he sia stata
detta Intima, definitiva PLornroTlaascLhealS°St0 COnfess,are die 'a
analisi del sciite della Smith *,? f Senesi di certe conoscenze san- alla
medium Ginevri.,-, ’ lu‘l[‘lnt ^a come lrj riguardo spiritisti dappochi il
a'rebbero toi'to di cantar vittoria gli inesica ’o SI a ““duTn V* k tbnte
^ di concludere seny'-.l,1 ] u tre tenomem non dà diritto terrena cos? in
^ mdugl° ^ Ja ioro orig™ ultra- zzi S&Z3& asserir
autentici). Ma ormi an” i‘ ^ ,clbl b (lsolatl e verosimilmente » miracoli 1°
goio del saPere non ha forse i suoi nelle nostre ^formule^ nen *** sforzi
si facciano, ‘ teorie 3 U0Stre **8# », "elle nostre
* * * L’accertamento dei fenomeni. Jò
TcS„;:TiiVe,iir„5tutt" '* ^ tenuto mano, ginocchio e piede dèstro
deU° r° ^ L° certo di non averli abbandoniti ° della medium, sono anche ritenere
per fermo ni, * / un so ° istante : debbo .«»<» * ciaacum t “*» sam
inopportuno affermare che tre ma'ncli’ k m!’”"*0 proca nei membri di um
tìnti, a Ia nducia reci¬ devi il benché minimo dubbio sulla ove si
raffermato controllo non imi,-, 61 1,tu ed esattezza del - nella sincerità dei
fenomeni (W J)arlarsl (,i convinzione sotto ogni rapporto serio >, ; r .S t
‘< 0 uu. uomo stimabile servare,C anche Pse nèn^ versato tX, ? 0 ad
<>s- di sensi buoni e quindi in Ledo r lb,'aito acoro a.
trattiene k mano „ 5 pi,ie .ffiTdi Zfl ££ mano e quale piede, mi
assicura di non esserseli mai lasciati sfuggire, io debbo credergli sulla
parola. Sono io certo del mio controllo? Se si, debbo anche essere certo del
controllo di altri, quando questi è un medico valoroso e dotto come Li vierato
o Cantù, uno scienziato abituato a sperimentare nel suo laboratorio come
Pellizzari, una persona avveduta e di carattere fermo come Ferrato o l’ Ing.
Ornati. Altri¬ menti, in quale maniera acquistare la “ certezza „ ì
I. Esperienza e certezza. I logici, si sa, discutono anche oggi, ed
hanno in ogni tempo discusse le basi della certezza. Naturalmente, in tondo ad
ogni affermazione di un fatto, vi è la percezione dei nostri sensi. Quando il
fatto è affermato da noi perchè noi ]• abbiamo veduto, sentito, toccato..... il
solo dubbio che si possa conservare è che i sensi ci abbiano tradito: — ciò
vuol dire che dovremo allora mettere in campo la teoria delle nostre sensazioni
e percezioni; e se si vorrà risalire alle origini, o, meglio, approfondire le
radici del fenomeno percettivo, potremo arrivare anche alla metafisica della cono¬
scenza umana, alla gnoseologia dei filosofi tedeschi. Ma a che prò' ? Tutta la
vita pratica umana, individuale e collettiva, è basata sul simbolismo delle
percezioni sensorie: e da quello che rie possiamo giudicare, lo stesso avviene
nella vita ani¬ male. Dubitare del mondo esterno perchè non siamo certi,
filosoficamente parlando, che il nostro mondo interno di sensazioni, di
imagini, di idee lo rappresenti nella sua realtà e neppure lo ridetta o
riproduca qual’ è, non ad altro ci con¬ duce se non a dubitare dell'esistenza
di noi stessi. Un sif¬ fatto pirronismo potrà costituire un esercizio
scolastico ele¬ gante e da cervelli raffinati . tanto per abituarci anche a
danzare sulle funi della sofistica: ma l’Uomo non ne cava alcun profitto per la
soluzione del problema ontologico: ed una filosofia che non serve neanco nella
sfera intellettuale, che valore può avere o pretendere? La “ cosa , è:
ecco quanto possiamo affermare sulla testi¬ monianza dei nostri sensi, sul
ragionamento e sugli effetti della nostra condotta. Ora, la “ cosa „ è, tanto
nella sfera normale ed ordinaria dei fenomeni che da lunghi secoli di- clamo
naturali, quanto nella sfera anormale di questi che sono detti e creduti
fenomeni preternaturali. Ij' idealismo suppone che la “ cosa , sia soltanto nel
nostro io interno, e non nel mondo reale, che cioè sia il prodotto di una
nostra alluci¬ nazione. Applichiamolo ai fatti spiritici, e vedremo che e
è ESPERIENZA E CERTEZZA 21 tanta ragione di
dirci allucinati (nel senso psicopatologico ordinari (Tl in riguardo a questi
fatti che avremmo percepito, quanto a sostenere metaforicamente, con lo stesso
grande Ip¬ polito Taire, che le nostre percezioni della realta esterna sono
allucinatorie! Ecco qua: noi tutti siamo desti, aguzziamo il nostro
potere di attenzione, abbiamo contemporaneamente percezioni di contatti, di
atteggiamenti muscolari, raccogliamo vibrazioni di rumori, di suoni e di voci,
distinguiamo anche con la vista i contorni delle persone e degli oggetti in
perfetta corri¬ spondenza della luce che noi stessi sappiamo d'avere lasciata
trapelare nella stanza, e in conformità delle leggi della pro¬ spettiva;
possediamo, insomma, tutti gli attributi che sogliamo assegnare allo stato
vigile e normale di coscienza, eppure siamo ‘■allucinati,! Nessun alienista
potrebbe citare casi simili a questo. Come mai questa allucinazione si presenta
ad un tratto, in mezzo alla più completa salute dello spinto, nell' equilibrio,
almeno fino a quel momento, perfetto delle facoltà, nella calma dell' animo di
chi sia abituato ad os¬ servare ? Esclusa la idea volgare che si tratti
di illusioni sensorie per errore morboso degli organi e centri percettivi,
rimane il dubbio che si abbia un'azione telepatica della medium: taluni lo
affermano, ed io non lo escludo a priori. In tal caso, però, si scorge fa grave
importanza del fenomeno psicologico. vi sono, dunque, degli individui che
quando stanno per cadere in estasi medianica o quando vi si trovano
interamente, possono con un atto volitivo del loro subconscio (ini si passi il
bisticcio) indurre, in un gruppo di persone presenti, delle illusioni ed
allucinazioni cotanto intense e pronte da dare ad esse la convinzione della
realtà d’alcune categorie peculiari di fenomeni, facendo nascere nella loro
mente quella atti¬ tudine speciale che chiamiamo certezza ? E dico cettezza,
perchè io sono certo, più che certo, di avere veduto il tavo¬ lino alzarsi dal
suolo senza che io potessi in quel momento trovargli un solo punto di appoggio,
di avere avuto sulla mia spalla sinistra la pressione di una mano senza che
questa mano io la vedessi nella penombra e mentre la destra della Ensapia era
serrata fra le mie due mani insieme alla mano dell’ big. Ornati, tutte tenute
ferme sul mio petto !... Dato che queste ed altre consimili mie percezioni,
convalidate nel primo caso dalle contemporanee ed eguali percezioni degli altri
tutti presenti, nel secondo dalle percezioni tattili e mu¬ scolari del mio
compagno di destra, siano allucinatorie ed -- PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
li io debba porre in dubbio la esistenza di quegli oggetti ed atti
correlativi fuori di me, il fatto non perde menoma sSdianteSU°
Straordinari°. diviine addirittum Ammessa tale spiegazione, non solo cade
il criterio della certezza basato su, nostn sensi, ma ci troviamo anche
costretri ad ammettere che certi individui privilegiati abbiano il poterò di
allucinare, gl, altri e di presentare loro un móndo falso di realtà inesistenti
e di moti eterei imaginari. n. Il criterio della testimonianza (“
autorità „). Un altro criterio .li certezza che viene a subirei potenti
attacchi degli scettici impenitenti, è dato dalla testimonianza umana. Dopo ,
nostri sensi, noi annettiamo valore alle af fermaziom altrui : crediamo quello
che altri or, r avere veduto, toccato, sentito afFern,a dl no^c;5rVrrent:
altrove questa so,-^nte ^ne ostrecieclenze. Tutta Inesistenza conscia e
deliberata del- 1 Umanità si fonda su questa certezza di seconda mano Noi
Cre- Ìanì? eh,e Glu1.10 Gesare fn pugnalato nella Curia di' Roma e ce
Napoleone ha vinto ad Austerlitz, perchè molti dei loro fmelrnP0,aò-el C‘
han"° afferraato codesti fatti, e perché di IWr TlranwT g,Ì fettl
TuttÌ da lJ lAsrEt R in poi, all esistenza di minutissimi organismi uni¬
cellular, che agiscono da fermenti nelle soluzioniktSe bu- irriche, alcooliche
ecc„ e ben pochi al mondo si son dati la ,bn£a dl ceical1' „co] 'Microscopio.
Così ninno mette in dubbio la esistenza dei canali „ di Marte scoperti da Giov
Schiu»- PABELLi sebbene sia così difficile vederli anche col telescopio Noi
crechamo inoltre, che l'acqua sia il prodotto di unTc^-' d’aver fattaì
°SSIgen0 e dl Erogeno, perchè vi è chi ci dice 1 uvei fatta la esperienza e di
avere acquistata la convinzione che ovunque due atomi di idrogeno si
trovino a contato di’ un atomo di ossigeno, essi danno origine ad una molecola
di acqua : ma sui mille e cinquecento milioni di uòmini , esistenti SZ£ ?
= da uom ni di r/ T gran hnme> abitata da animali e sebbene uno
solo .stanza coraggioso per andarli a vedere, ci narri d'ès’serci ÒìpSm
f. j ' descriva : come riteniamo per provato che ni! 86 .83 d, latitudine nord,
il tenente di vascello Cagni ha IL CRITERIO BELLA
TESTIMONIANZA lasciato una bandiera Italiana, traccia del suo
ardimentoso arrivo colassù... . * Se non credessimo a questi eventi
storici, a questi tatti naturali, a queste azioni eroiche, ogni esistenza
individuale sarebbe una così faticosa conquista della verità, che 1 uomo non si
sarebbe mai incivilito, e tutti noi ci troveremmo nella più completa barbarie.
L’umanità ha progredito nella coltura, nella morale, nella industria, nella sua
stessa con¬ formazione organica e potenzialità mentale, perchè, gli uo- miui,
confidandosi, narrandosi, trasmettendosi dall uno al¬ l’altro, e da generazione
in generazione, il risultato delle loro singole esperienze, cioè delle loro
percezioni sensorie e dei loro^movimenti muscolari, si sono mutuamente creduti
sinceri, veridici; e ciascuno ha prolittato della esperienza altrui, mentre
faceva anche profittare gli altri della propria. Ebbene: trasportiamo
questo criterio di certezza nel campo dei fenomeni medianici. E allora ci
domanderemo a che cosa approda il dubbio continuo sulla osservazione
altrui, quando abbiamo tutte le ragioni per ritenere che questi altri non
siano nè stupidi, nè falsari, nè allucinati? La sola scusante per gli scettici,
è questa: che trattandosi di fatti straordinari i quali sorpassano ogni
esperienza quotidiana, anzi vanno al di là dei limiti del credibile, ciascuno
di noi vuole vedere, toccare e sentire per proprio conto. Ci si dimentica pero
di una cosa; ed è che vi sono nella scienza dei fatti straor¬ dinari che pure
ammettiamo per reali sulla parola altrui senza esprimere dubbi. Per esempio, al
grande fisico Crookes tutti credono, sulla sua parola, che egli è giunto a
scom¬ porre certi corpi ritenuti semplici e a trovare che sono in¬ vece
mescolanze o combinazioni di altri elementi veramente semplici : la rarità dell
'yttrium è tanta, e il procurarsene piccoli frammenti costa tali somme e tali
fatiche di labore- torio, che nessuno (per quanto io soì ha potuto ripetere
finora quelle memorabili sue esperienze : ciò nondimeno il ri- sultato ne è
ammesso senza discussione dalla scienza attuale. Ma ecco che cosa avviene
nei fatti spiritici. Lo stesso Crookes ci afferma di avere avuto per tre anni
la certezza die il medium Florence Cook faceva comparire nel suo studio un
fantasma semovente, parlante, eco., che si presen¬ tava per Katie King ;
afferma di avere tenuto sotto braccio questa creatura deliziosa, di averne
veduto e fotografato il dolcissimo volto, di averle chiesto ed ottenuto un
pezzo di vestito . E allora moltissimi non credono più al grande
scienziato, e dicono: — Noi esigiamo altre prove, altie espe-
! 24 PSICOLOGIA E SPIB1TISMO, II
dev’essere la evidenza della prova. L *’ tant0 ,llu forte scibile,
anzi tift^’e^ìe^a^ bimana ^ 5lf®bb,I?care lntt° lo personali, bisognerà pure
adattar^ V llma fl‘ osser azioni di cui uomini compete, iti in,!?',! ad,
“'«mettere un fatto spirito, creduti autorevoli’ in ahn" n S* f® corpo e
dello mano l’esistenza. Tutto sta npir ’> / ' amp.1 del saPere. ci affer-
Gli scettici si appellano di quel fatto! torità: - fortilchEo a^nn, P
?.enZa; 1 eredeuti' «11’ au- avremo raggiunto il nostro scopo. dell’altra-
e Genova, 6-7 dicembre 1901 LA DODICESIMA SEDUTA
(7 dicembre W01). Dal verbale della seduta. X fenomeni
nuovi della serata del 7 dicembre — uuovi rispetto a quelli della prima — sono
stati i seguenti : In piena luce : — Dopo varie altre poco riuscite, una
levita¬ zione completa del tavolo, nonostante che la Eusapia promesse
fortemente con la sua mano sinistra in mezzo al piano di esso (dubbio di
sottrazione d’un piede e suo avanzamento sotto una «jumba del mobile?). A
luce debole: — Spostamento e arrovesciamento di una seg¬ giola entro il
gabinetto oscuro, di dietro alla Eusapia; — moti e tentativi di alzamento di un
piccolo tavolino a trepiedi si¬ tualo a destra «li Eusapia, ma non toccato da
lei; — trasla¬ zione del tavolo fin verso il centro della sala, e quivi,
essendo tutti noi in piedi, e nessuno, neanco Eusapia, toccando con le mani il
mobile, levitazione bellissima di questo all altezza «li 40 centim., durata
-r." ; - improvviso alzamento «li una seg¬ giola, suo passaggio
automatico, diro così, tra il medio ed il vigilalore «li sinistra (prof.
PellizzarD. suo arrivo e arrovescia- mento sul tavolino, e quivi conati
multipli di movimento in avanti e in addietro, senza che Eusapia minimamente la
toccasse. In piena oscurità: — Toccamenti multipli ai controllori ese-
^uiti da una grossa e invisibile mano sporgentesi fuori del ga- binetto, ma
ricoperta dalla tenda; — e spinte violente or del¬ l'uno ed or dell’altro
controllore verso il suo vicino «li catena. La vigilanza sulla
medium è stata rigorosissima durante tutta la serata, specialmente da parte di
Cantù, di I el- lizzari e di Ornati: 1’ Eusapia s’ è. anzi, più volte lagnata
di avvertire “ un contrasto di volontà diverse, non all uni¬ sono con la sua Ma
di queste percezioni oscure delle in¬ negabili diffidenze di qualcuno fra noi
così simboleggiate, essa, interrogata da me, non sa dire la natura, nè In
provenienza. Essa ha acquistato coiresercizio una finissima facoltà di
per- — — 26 psicologia e
spibitismo, n eepire nelle strette di mano atteggiamenti dei
vigilatoli* le nlùPH®!°ni,dei Piedi> negli Gestazioni dei sentimenti di
sospetto i r e(.f“gb'evoli mahi- Iei- ma qui non vi è certe™™* dl sfidneia
verso di pernormale, e tanto meno un 6 nes*nna “rivelazione, su.
spinto-guida) Vi è solimi a certamente protettore dello niuscolari, „„„ fetL”
S*" **ri' ? l^onTrciS •smaniava. Dopo quasi un’ora di
"l?stlaV;l Inoccupata e ne assai deboli di medianità è e ™n
manifestazioni sernidpnome. ma era una « £ce l in tostato ,en poco la sua
coscienza S’ f ’ ■ ggera che oscurava di 7? da»a fisionomia dal' ®'ÌPf °
Wnon.ta, a gLdt ed ha cominciato, come semnrl° 1 da a voce> in “ John Jre
del tu ai presenti e ad li?? le in tale stato, ’a ° 6 con voce rauca, di
eseg,d,a !«• r™’ COn tono <“«- finzione dei fenomeni. ° tù lavorevoli alla
pro- ^^o#e>VriIate1^ba“t^!.1’Ja Più consueta, è quella del — delle
manifestazioni meno cEffl8 ^ antecedenza ,a consideri derivata da nna c^ i-' H°
glà detto come io siipia, se pur non è un avanzo^!?-* autosnéTgestione d’Eu- t
udì ne dei cantici rituali. ' lldlme»tale dell’antica abi- di portarla in
alto s^proprie Sl°e d* U"°i ^ eontrolloi'b stanza, talvolta anche di
30 'l'- 6SSe ;senipre però a di solito, allora,- ’ Cea •metri). Il
comando è per annunzio ora del sÌmpHce ~ *d indica il ’pre- ora
dell’avBnzare di formeg“ . 6 Protendersi delle tende goffa ne > ma ^-me.
matena Rizzate, ricoperte*® 1 nomenologia riesce di m-adn tto’ .ed ora
anche, se la consegna, per opera di man 7Jni#r,0«-. ,a ^oruscita e entlo
' egl', che fossero statT^1 iDTÌSÌbili’ di teial- entio il gabinetto medianico
\r precedentemente messi Et&rZLt ir CONTROLLO,
CONTROLLORI E ERODE 27 * * Il “
controllo La questione della frode è sempre là, almeno per adesso,
a screpolare tutto l'edifì/.io del “ neo-spiritualismo E non Crè mezzo di
risolverla in maniera soddisfacente per tutti. Fra noi sei qualcuno seguita a
esprimere il dubbio che siamo vittime di non so quali ingannevoli e
ciarlataneschi artifici. Come uscire da questa maledetta incertezza?
Fotografando la sala prima e dopo della seduta si avrebbe facilmente, sulle
lastre, la conferma objettiva degli effetti meccanici della medianità; ma chi
dubita che gli oggetti si spostino sotto le azioni delle ignote forze psichiche
radianti da Eusapia? La fotografia, eseguita a quel modo, mostra il fenomeno
avvenuto, non dice niente sul come avvenga. 1. Il “ controllo „ vale solo
in quanto valgono i “ con¬ trollori Per autenticare un fenomeno medianico
qualunque, bisogna che esso avvenga in modo da non lasciare a nessuno dei
presenti un dubbio purchessia sulla sincerità del medium : basta che uno della
assistenza esprima il sospetto del “trucco, e tutta la fenomenologia ne rimane
inquinata agli occhi di coloro che non erano * in seduta. Ora, fra le
condizioni che determinano o agevolano i fatti eusapiani ve ne sono alcune che
non permettono a tutti coloro che sono là una perce¬ zione perfetta e integrale
del fenomeno, o che si prestano ad illusioni sensorie, o che inducono in
erronei apprezzamenti di causalità. Cosi, se uno spostamento di un oggetto non
troppo lontano dal medium accade a poca luce, o, peggio, nella oscurità, chi
non sia incaricato del controllo delle mani e dei piedi non ha il mezzo
d'accertarsi con il tatto e la vista se lu mosso dal medium mediante un impulso
dato direttamente colla mano o col piede o colla testa, oppure se il movimento
è dovuto proprio ad un’azione a distanza. La tecnica spiritica, consistendo in
disposizioni insolite ed in atteggiamenti illo¬ gici rispetto alla presunta
causa dei fenomeni, sembra fatta apposta per alimentare i sospetti. Che bella
cosa sarebbe per la medianità se riuscissimo a liberarla dal così detto “
confrollo „ il quale è spesso addirittura vessatorio, eppur non cancella le
diffidenze! Si guardi bene in che consiste questo famoso e fastidioso *
controllo Consiste nel tenere e mantenere mani e piedi del medium,
possibilmente anche testa e ginocchi, in po¬ sizioni tali da non lasciargli più
di un ristretto campo di movimenti, onde non arrivi a spostare il tavolo le
seggiole ed altri oggetti vicini o lontani, nè a toccare le persone della
catena o le altre eventualmente spettatrici nella sala. Ma per la sicurezza
assoluta del fatto, necessita che i due vicini al medium non ne abbandonino per
un solo istante le mani che essi toccano o stringono colle proprie, i piedi che
per lo più si posano sui loro, i ginocchi che ordinaria¬ mente premono dalla
loro parte . Quell’ istante anche bre¬ vissimo (uno o due secondi) che si
reputerebbe insufficiente nella fisiologia normale a fare il più semplice
movimento, basta per infirmare tutto un fenomeno medianico ! l’or
esempio, se la medium ha prodotto lo spostamento di un tavolo pesantissimo
posto a circa 75-80 centimetri dal suo fianco destro, si deve essere certi che
essa non lo ha potuto fare nè colla mano destra collocata a contatto colla
sinistra dell’astante A, nè col piede destro posto esso pure sotto o sopra il
piede sinistro della stessa persona. Non parliamo poi dei due arti di sinistra
affidati al controllo dell’astante B, che tiene la sua destra sulla sinistra
del medio, e il suo' piede destro sotto il piede sinistro. In questa prigionia
delle sue membra, è evidente che se la Eusapia eseguisce uno sforzo muscolare
capace di smuovere un peso da 25-30 kg., ciò non sfuggirebbe alla percezione
dei due vigilatori che si suppongono «vegli ed attenti. Intanto il fenomeno av¬
viene : si sente la grassa tavola spostarsi rumorosamente di due o tre o anche
dieci centimetri, senza che la medium sia stata sentita toccarla (dico “
sentita „, giacché imagino che siamo all’oscuro o in penombra); e fatta la
luce, si trova il mobile realmente spostato. Orbene, tocca al controllore di
destra sorvegliare che il corpo dell’ Eusapia rimanga immo¬ bile o che, per lo
meno, non possa eseguire spostamenti tali da indurre nel sospetto di una frode.
Se egli ci assicura di non avere perduto il contatto della mano e del piede,
non abbiamo altra risorsa, per sostenere il trucco, se non supporre che la
Eusapia si sia liberata della sinistra o del piede sinistro ingannando il suo
controllore di quel lato ; e se anche questi ci assicura di avere continuato il
suo ri¬ gore, dovremmo avere la certezza assoluta di non essere stati
IL GIUOCO DELLA SOSTITUZIONE DI MANO 29
ingannati. Si noti però che, a meno di ammettere una elasticità insolita
delle membra in donna anziana, è quasi impossibile imaginare come l’esperienza
del tavolone possa avvenire frau¬ dolentamente operando con il braccio sinistro
piegato per davanti tra il medio e il vigilatore di destra, giacché dal di
dietro l’anatomia umana lo vieterebbe ; oppure con la gamba sinistra, che
giungesse a passare in maniera incomprensibile tra le sbarre della seggiola e
si contorcesse e si allungasse d'almeuo un metro !.... . Adunque, per
lo scetticismo non vi è altra supposizione ve¬ rosimile se non che ambedue i
controllori si siano lasciati in¬ cannare e abbiano cosi scarsa potenza di
attenzione da perdere, sènza accorgersene, il contatto delle membra della
Eusapia. 2. il giuoco della sostituzione delle mani è vero, ma non vale a
spiegare la fenomenologia. Suppongasi pure che per istanti il controllo
venga meno e che la Eusapia riesca a liberare una mano, per esempio la destra
(osservo qui che i fenomeni avvennero in queste due nostre sedute con maggior
intensità a sinistra del me¬ dium per cui la frode è anche meno concepibile).
Lo stra¬ tagemma discoperto dal Torelli-Viollier, per quanto ingegnoso e per
quanto magnificato dal ( noeti, non serve a spiegare cran che: tutto al più potrebbe
applicarsi ad alcuni feno¬ meni avverantisi a destra e nelle vicinanze. Ma come
capire con esso i fenomeni che avvengono, per es. sopra la testa di Eusapia, o
a sinistra, o sugli assistenti del lato manco, o dentro il gabinetto nero, o
sugli assistenti di fronte, o sugli oggetti posti a sinistra dietro la medium e
a distanze vaiia- biì? da 60 centim. a 1 metro e più V Come spiegare
l’alzamento del tavolo a luce perfetta, le “ luci „ in aria, le materia¬
lizzazioni di mani ?... Audi’ io ho creduto per un pezzo a tale artifìcio: è
una fase scettica che quasi tutti attraversiamo, e che anche due nostri
colleghi, dopo le prime sedute, ci di¬ chiarano di attraversare, fermamente
convinti d’avere indo¬ vinato l’ inganno. Io però, fino dalla primavera mi convinsi
subito che la frode, quale fu descrìtta dal giornalista milanese,
ordinariamente non esisteva, perché il controllo del braccio sinistro della
Paladino non è più fatto stringendola ai polsi, cosi da lasciarle libera la
mano che poi andrebbe ad ingan¬ nare colle punte delle dita il controllore di
destra,, ma è praticato adesso mediante il contatto della mano stessa, ciò che
rende assai meu facile lo scambio delle due mani. Ad ogni modo,
imaginiamo — ho detto — che la mano destra o la sinistra della P. si sia
liberata : quanto tempo occorre per la produzione di un movimento che valga a
spostare il grosso tavolo, o a portare un oggetto sul tavo¬ lino degli
sperimenti, o a toccare la faccia o il dorso di un astante? Effettivamente,
occorrono alcuni secondi, giacché la fisiologia neuro-muscolare ci dà i mezzi
di misurare questo tempo, e noi sperimentalmente sappiamo che per la effettua¬
zione di un atto così complicato non possono decorrere meno di 2 o 3 secondi.
Se i controllori eseguiscono con diligenza il loro compito, la frode non è
fisiologicamente effettuabile in nessun modo. Manco un prestidigitatore di
professione, posto fra due persone e seduto, ci riescirebbe : bisogna regalare
alla Paladino una agilità tale da oltrepassare il tempo psi¬ cofisico deH'automatismo,
anzi del puro riflesso : invece, i suoi movimenti anche nello stato di estasi
sono piuttosto lenti e goffi, tutt’altro che svelti e rapidi. To dirò a
questo proposito che jersera non abbiamo ope¬ rato che per pochissimo tempo in
piena oscurità ; quasi tutta la sera siamo rimasti in una semiluce più che
sufficiente, non solo per discernere le persone, ma per percepire anche i gesti
ed atti della Paladino; io ne vedevo e seguivo le mani in tutti i loro
movimenti. Ebbene : i fenomeni (sposta¬ mento di oggetti, levitazione del
tavolo, palpamenti di mani invisibili) si sono effettuati lo stesso ! Per un
certo tempo la destra della Paladino restò poggiata fortemente contro il mio
petto, premuta dalle mie due mani e dalla sinistra dei- fi Ingegnere Ornati che
era seduto vicino a me; altrettanto avveniva della mano sinistra della medium
tenuta ferma da un controllore diffidentissimo ed attentissimo come il dottore
Cantù. Tn tale atteggiamento delle braccia, e mentre io e il Cantii sentivamo
il contatto dei due piedi della P., il tavolo si è scosso smosso e avanzato, si
sono sentiti picchi, e io ho avuto sulla mia spalla sinistra la forte spinta di
una grossa mano che mi ha fatto violentemente piegare verso Ornati: ora, in
quel momento si distinguevano benissimo tutte le persone della catena. Per me
questa serie di fatti è tra le più straordinarie cui abbia assistito, giacché
vedevo ad un tempo le dite mani della medium, ne sentivo il piede destro
pigiare fremente sopra il collo del mio piede sinistro si da indolenzirmelo ,
scorgevo la sua testa con la faccia rivolta verso la spalla destra, come se
volesse chiamare qualcuno : (e aveva infatti esclamato alla tenda il suo solito
— ajutami tu! — ): eppure, sulla mia spalla sinistra è venuta a posarsi
morii una mano, una vera mano, di cui ho sentito la forma, la pressione e
la spinta. 3. Il contatto delle vedi di Eusapia cogli oggetti apostati
non spiega meccanicamente il fenomeno telecinetico. .Jersera, tanto in
piena luce, quanto a debole rischiara¬ mento, abbiamo visto più volte
rigonfiarsi le sottane d’Eu- sapia fino a toccare le gambe del tavolo : mentre
dura il contatto della stoffa col legno il mobile oscilla si agita e si alza.
La Commissione di Cambridge lm giudicato perciò frau¬ dolento ogni fenomeno
tiptico del medium italiano: e un membro del nostro gruppo ha espressa
un’eguale opinione. Ma analizzando il fatto si trova: a) che il
gonfiamento degli abiti d’ Eusapia non è costante; — b) che ad ogni modo
è sproporzionato agli effetti meccanici ottenuti ; — e) che le vesti si vedono
talvolta avanzare anche verso og¬ getti da smuovere lontano, e cui certamente
esse non arri- v irebbero mai : d) che tastando la stoffa non si sentono
già il piede calzato o la gamba di Eusapia, ma si percepisce qualcosa di
resistente e di elastico ad un tempo, una specie di veseica ripiena d’aria, la
quale premuta si ritirasse, anzi si sgonfiasse sotto le dita
dell'investigatore. Da tutto ciò si inferisce che quell’apparente
artificio con¬ siste nella reale esteriorazione di corrent i nervee radianti :
donde la ipotesi di una formazione ectoplastica di membra * animiche „ (“
dinamiche „). 4. Il controllo più severo non impedisce le azioni me¬
dianiche a distanza. Potrei descrivere altri fenomeni similmente
invigilati: ma a che prò ? Quando si è assistito a molte sedute della Pa¬
ladino e le si è lasciato libero lo svolgimento della forza medianica, ci si
convince che il controllo delle mani e dei piedi, cui gli estranei, gli
inesperti e gli increduli impeni¬ tenti assegnano tanta importanza, ne ha
invece assai poca : futt’al più, potrebbe averne se i fenomeni avvenissero
sempre al baio e nella cerchia di azione personale della medium deter¬ minata
dalla struttura morfologica del suo corpo : ma ciò non è. Vi sono spostamenti a
distanza incomprensibili, anche se si lasciano libere tutte quattro le membra
del medium se¬ duto. Si noti che la Paladino, trovandosi a sedere, anche se
liberasse le due mani, ha i moti delle braccia e delle gambe limitati dalla
stessa impossibilità di contorcerle e slogarle nelle loro articolazioni.
Non si può dimostrare menomamente che un ometto sia v.sto volare per aria (come
è avvenuto della chitarra nelle sedute di primavera al Circolo Minerva), perchè
la Paladino r/eera lo trasporta e lo agita. Dico lo agita, giacché quellog-
getto non va dritto traverso l’aria, ma gira r volteggi, , ossia s. sposta
nello spazio come se qualcuno lo portasse capric¬ ciosamente: va avanti ed
indietro, in alto e in basso, tocca 1 P01 iSe allontana- esegue delle
vere capriole e toma finalmente al suo posto. Ancora meglio: quell- og¬
getto che può essere, dunque, una chitarra, o un tambu¬ rello o un mandolino, o
una bottiglia, ecc. - non solo subisce un moto di traslazione che dovrebbe
essere effettuato da una mano, ma è sottoposto ad altre manovre che lo fanno
entrare in azione secondo la sua speciale natura. Se è uno s tramenio musicale,
o s. sente risuonare; cosicché fa d’uopo ammettere bàttano fi? man°
plZZ1C'hl ]e sne corde- o delle altre dita battano sulla . pergamena , premano
la palla di cauciù. ecc Se è una bottiglia che trasvola, la si sente stappare è
ve,, sare acqua..... Sarebbero dunque due mani che la Paladino dovrebbe
liberare: ì due movimenti sincroni di traslazione e d lamio, lamento di un utensile
non si possono eseguire con una mano sola; e ,1 tiro di Torelli-Viollier non fa
presa' • niHC°T?, pl.u os;ulI'° e >1 meccanismo d’altri fenomeni
con- ner ’àJn tro'llbet.ta 81 leva dal suo posto, s’alza, passa pe,
aria, e nel frattempo suona . Vi è dunque una inano die la scosto ed una
borra (o altro meccanismo agitatore dell aria) che v, soffia dentro. Se la
Paladino esegue 11 “ £ e svelta nefran° Cntemente’ l)IS°gmi cLe eSSa sia
ben ahile c svelta per liberare una mano, per allontanarla dal con- c itnTn
a l,C!ngarlR bno al tavol° o al muro dove è collo- . 1 oggetto, prendere e
portare quest'oggetto verso la tavolo’ aVV1.C,narI° alIa bocca>
soffiarvi entro, slanciarlo sul ir ma Si n.w’T® ^aCC’a 6 ,,,ani sotto 11
controllo di prima, hi piovi a far ciò una persona per quanto agilissima
al tavolo del n “ ? U “ fe"omeno - esanco attorno risuolfent 1 T1 P*
*??"Siire p0i qnando 11 mandolino nsuona entro il gabinetto, alle spalle
di Eusapia. o quando a trombetta emette i suoi rauchi suoni in aria sulla
testa dei presenti i ? Certo, sarebbe meraviglioso che uomini dalla
mente sveglia e abituati ad osservare i fenomeni biologici tanta L6SS0
™r!?bili- si Piassero ingannare con tanta ingenuità Un simile inganno è
quasi più meraviglioso v’è ImT-Tni n SS° °he rrerebbe a spieSare-
Sicuramente v è una Intelligenza „ ehe opera fuori e lontano dal mevi sono
“forze psichiche, invisibili ed ignote, che entrano e stanno per un po’ di
tempo in azione: ma c’è bisogno di congetturare che le nostre potenze
intellettive e volitive terminino di agire ai limiti tegumentali dell’or¬
ganismo ? Rispetto allo “ spiritismo tutti quelli che non hanno speri¬
mentato, attraversano una specie di fissazione deH’incredulità. Ma lo
scetticismo che rende vanitosi gli increduli inesperti, non serve che
pochissimo davanti alle prove positive dei fatti “ medianici „ : può essere che
perduri dopo la prima, dopo la seconda, fors’anco dopo la terza seduta, giacché
la mente umana difficilmente si sveste delle sue abitudini, e di fronte a fatti
così straordinari ed eccezionali cerca ogni scampo e fa ogni supposizione
esplicativa, pur di non ce¬ dere alla novità. Ma in seguito, chi alla seconda e
chi alla terza sera, tutti finiscono col convincersi che la medianità Eusapiana
supera sempre, presto o tardi, ogni cerchia limi¬ tante e si manifesta con
fenomeni che sembrano uscire dalla sfera naturale, e non sono ascrivibili nè
all' impostura, nè all’ illusione. * * * Luce ed
oscurità — Chiasso e silenzio. a) Avviene della luce quello che abbiamo
detto del con¬ trollo sulle membra della Eusapia. Siamo così abituati a
servirci delle sensazioni visive nelle contingenze normali di vita, che
leggendo le narrazioni delle sedute spiritiche lo scet¬ ticismo universale si
alimenta con la obiezione che alla fine si tratta di fenomeni succedentisi al
buio, e che dove manca la luce tutti gli uomini sono facilmente tratti in
inganno. Certo, è dispiacevole che i fenomeni medianici richiedano in
generale la mancanza di luce, o luce così scarsa da lasciare una percezione
incerta delle forme, da togliere del tutto quella dei colori. Ma, anzi tutto,
non è vero che tutti i fenomeni av¬ vengano in completa oscurità o in penombra
: un buon numero, e non dei minori, avviene in buone condizioni di rischiara¬
mento, e taluni, che prima si effettuano solo al buio, acqui¬ stano intensità
tale da poterei verificare anche a piena luce. Inoltre, bisogna intenderei sul
* buio „ delle sedute. Si può fare anche l’abitudine all’oscurità e dare alle
proprie percezioni tatto-muscolari ed uditive una sicurezza non minore di
quella che ordinariamente accompagna la funzione degli occhi. Noi vediamo che i
ciechi, ad esempio, sono in grado di per¬ cepire nettamente quanto loro avvieno
d’attorno. Gli speri¬ mentatori novelli provano dapprima un certo turbamento
dall’insolita circostanza di dovere osservare senza luce o in penombra. Ma ben
presto chiunque abbia il dominio cosciente delle proprie percezioni tattili,
kinestetiche i muscolari, ten¬ dinee, ossee), acustiche ed olfattive, arriva ad
acuirle in ma¬ niera da suiTogare, se non totalmente, almeno sufficiènte¬ mente
le visive che gli mancano. Io , dopo quindici sedute con Eusapia, posso dire di
avere acquistato coll’esercizio una cosi lucida percezione tatto-muscolare da
sapere per¬ fettamente indicare gli atteggiamenti delle mani e piedi della
medium quando sono da me controllati ; e per l’udito, ho appreso a discernere
nello spazio la direzione donde mi arrivano i rumori, i picchi, ecc., ecc.
Bisognerebbe negare al nostro cervello la capacità di adattamento alle
condizioni esterne per gettare l’assoluto discredito sulle osservazioni fatte
nell’oscurità : non abbiamo noi tutti la facoltà di com¬ pensare le sensazioni
che ci mancano o che possediamo in piccolo grado, con una esagerazione
funzionale di tutte le altre ?... Si rilegga il sommario dei fenomeni
accaduti le sere del 5 e del 7 corrente : e si vedrà che per certi fenomeni
l’o¬ scurità non è stata necessaria, solo fu richiesta per certuni ; ma anche
per questi, quando si sia formata fra i presenti la omogeneità opportuna, la
luce non è più in antagonismo con la medianità, e si ottengono buoni fenomeni a
rischia¬ ramento più che discreto. La sera del 7 noi abbiamo avuto, per
esempio, dei toceamentì, mentre la penombra era tale da discernerci tutti in
catena e da veder biancheggiare la faccia e le mani della Paladino al loro
posto naturale: nella serie sperimentale della primavera mai era stata
raggiunta un’ intensità così grande in questo fenomeno, che implica la “
materializzazione „ di mani non vedute. Anche la levita¬ zione del tavolo è
avvenuta in ottima luce (gaz, Auer). Del resto, 1’ Eusapia ha potuto alzare
completamente la tavola anche di giorno, in pienissima luce solare : erano
presenti Porro e Sohmolz, e la fotografia colse e fissò in modo de¬ finitivo il
fenomeno. b) Gli increduli e i profani volentieri iraaginano nello stesso
tempo che i fenomeni medianici richiedano per pro¬ dursi tali mutamenti di
attitudini nel medium e nella catena Morselli, Psicologia e
Spiritismo, II. tav. vra. Fotografìa di una “
levitazione , di tavolo (presa di pieno giorno). (I duo vigilato™
sono: a destra di Eusnpia, il Sig- Carlo 8elimolz: a sinistra, 11 Prof.
Francesco Porro). I DUBBI INGIUSTI SUI FATTI
MEDIANICI 35 •da ingenerare confusione assoluta nelle
percezioni: ma cioè insussistente. La catena non subisce, nella grandissima
mag¬ gioranza dei casi, il più lieve mutamento, sia che si spengano, sia che si
riaccendano lampade e candele : degli interruttori elettrici a portata di mano,
o dei compagni sicuri fuori di catena, che socchiudano o aprano gli usci,
bastano alla bi¬ sogna. Ordinariamente il passaggio dalla luce al buio o dal
buio alla luce è chiesto dall’io secondario della Eusapia : e questo modo
ingenuo di procedere sta nel “ programma pre¬ fissato „ delle sue sedute. Ma
anche se d’improvviso si ri¬ schiara la stanza, o si fa tenebra assoluta, il
mutamento di luce non provoca disordine (salvo nei periodi di 4 trance „
sonnatnbuliea avanzata e di 4 trance „ anideistiea). cj Vi è chi
fantastica sulle — tremende convulsioni iste¬ riche — d’Eusapia. Anche questa
causa di disorientamento nelle percezioni degli astanti non esiste. Durante la
massima parte delle manifestazioni, la medium non si contrae nè si agita affatto;
essa, anzi, è compostissima, e muove appena di quando in quando le mani e le
braccia senza scostarle dal tavolo, appena volge qua e là la testa, tutto al
più la posa sulla spalla dei controllori o reclina la fronte verso il
tavolo. dj Vi è infine chi suppone che, desiderata e imposta dal medium,
ci sia grande confusione di rumori e di voci. È vero che spesso 4 John „
comanda di parlare, ma i pre¬ senti parlano a voce bassa, e nell’attesa del
fenomeno ordi¬ nariamente pronunziano parole e frasi senza senso che non
implicano sforzo mentale alcuno : nè la loro attenzione è distratta dalle voci
dei compagni. Forse potrà sfuggire in allora qualche rumore (fruscio dell’abito
della medium, eoe.), ma quel cicaleccio, anche se infastidisce l’udito, lascia
tran¬ quilli e operosi gli altri sensi. D’altra parte, molti fenomeni avvengono
durante il più completo silenzio, per cui, dato che si sia al buio, sarebbe
sempre possibile udire se la medium si muove. Gli sforzi muscolari
del medio. Uno di noi, rincalzando i suoi dubbi anche dopo la se¬ conda
seduta, mi ha detto che la Eusapia 4 esegue dei mo¬ vimenti sospetti colle mani
e coi piedi „, e che sopratutto “ agita le dita, le quali cerca di
mantener libere da pres¬ sione e da contatti dei due vigilatori La cosa è vera;
ed io ne ho già scritto (Tomo I, p. 306). Tuttavia mi tocca ora fare le
seguenti avvertenze: 1" I movimenti visibili della medium non sono
costanti. Alcuni fenomeni avvengono quando essa è o pare immobile, e quando
nessun suo muscolo si contrae sensibilmente. 2" I movimenti della
medium sono in generale leggieri. Non esistono, da parte della Paladino, quei
contorcimenti con cui altri medium accompagnano la produzione dei fe¬ nomeni:
Eusapia in seduta si contiene; se talvolta sbadiglia o si torce le mani, se
stira le braccia o stringe i pugni, se preme, scuote ed alza le mani dei
controllori, tutti questi atti sono eseguiti in un spazio limitatissimo, e non
sono neppure accompagnati da sforzi muscolari intensi ; inoltre, s’eseguono
spesso in direzione opposta a quella dell’oggetto spostato. 3° I
movimenti della medium non sono assolutamente nè sempre sincroni col fenomeno,
così da lasciarci supporre che lo producano (direttamente): d’ordinario lo
precedono d’un tempo più che bastevole a farci convinti che, se non manca un
rapporto causale, questo consiste puramente in un'azione a distanza. Quando il
movimento, — per esempio stringere la mano di un controllore, battere ritmici
colpi in aria, ecc., -accompagna il fenomeno cronologicamente, Eu- sapia chiede
sempre il controllo più rigoroso. 4° I movimenti non sono proporzionali
per intensità all’effetto ottenuto. Il collega dubbioso di cui sopra, accen¬
nava al fatto che la Eusapia, invigilata da lui, eseguiva dei “ piccoli gesti
colle ultime falangi delle dita di destra, mentre si muoveva un tavolo o una
seggiola posti alla sinistra „ : giudicava, dunque, “ non sicuro „ il fenomeno
! Ma qui , la relazione causale manca affatto, giacché sarà ben arduo capire
come col battere leggermente delie dita di una mano sul piano di un tavolino la
medium riesca a spostare una scrivania o ad alzare una seggiola pesanti più
chili e situate a circa un metro o poco meno dalla mano che si agita!!... Io
non dico che i moti muscolari della Paladino siano inutili nella pro¬ vocazione
dei fenomeni meccanici senza contatto o con con¬ tatti leggieri ; tntt’ altro :
sono , senza forse , necessari per quella estrinsecazione del dinamismo
medianico cui tien dietro l'effetto voluto (dal suo subconscio). Ma dico pure
che vedere mendacio e trappole in una contrazione muscolare cosi inadeguata, è
spingere la diffidenza oltre ogni possibilità logica. 5“ I movimenti non
sono fisiologicamente in relazione coll’effetto-, intendo dire che se si
dovessero spiegare i feno¬ meni della Paladino con una sua azione muscolare
diretta, bi¬ sognerebbe che questa corrispondesse loro pienamente : a) per la
^topografia del gruppo di muscoli messi in movimento; b) per la coordinazione
delle loro contrazioni ; c) per la spesa d’energia; d) infine, per la direzione
del movimento nel senso concesso dalle strutture anatomiche. Ora, un altro
collega ha dubitato, per esempio, che il piccolo tavolino rotondo o guéridon
messo a sinistra della medium si alzasse si avvi¬ cinasse ed allontanasse per
mezzo dei movimenti del gomito (?), oppure perché la medium vi teneva la punta
del pollice si¬ nistro ferma sull’orlo (!). Ma basta pensare che un gomitò può
sospingere e scostare, non attirare ed avvicinare un mobile poggiante coi piedi
sul pavimento : basta riflettere che nes¬ suna disposizione strutturale,
nessuna attività fisiologica dei muscoli del pollice concedono che, messo a
contatto dell’orlo di un tavolo, questo dito di una mano custodita (si badi
bene) dalla mano destra di un controllore, sia in grado di imprimere al
tavolino moti di va e vieni , di rotazione, di alzamento e abbassamento, e
simili. 6° Altrettanto dicasi della nessuna relazione auatomo-
fisiologica fra un gesto qualsiasi della medium simile a quelli incriminati a
Cambridge e i trasporti di oggetti per aria, o il funzionamento di apparecchi
musicali, o il palpare di mani invisibili, ecc. Badiamo un po a questi tocca
menti. L pos¬ sibile, davanti alla logica ed alla morfologia, che Eusapia,
agitando le punte delle dita o stringendo la mano del con¬ trollore di destra,
possa riescire, ingannando, a dare al suo vicino di sinistra la sensazione di
una larga palma di mano che gli si poggia sul dorso o di dita divaricate di una
mano che lo afferra perla spalla? Ciò è inconcepibile: tra latto sospettato e l’effetto
percepito c’è chiaramente una soluzione di continuità ! Il dubbio
sistematico. Vi sono alcuni in cui l’ incredulità di fronte ai fenomeni
medianici è tanto radicata da divenire un abito irremovibile del pensiero. È
forse più agevole convincere chi non ha mai assistito ad esperienze ed accoglie
in buona fede il criterio 38 PSICOLOGIA K SPIRITISMO,
Il della testimonianza altrui, che non chi, avendo assistito ad nna
sola o a due sedute, e non sapendo arrendersi all’ evi¬ denza perché non sa
spogliarsi di quell'abito inveterato, se la cava con dei vaghi accenni di
dubbio, con dei se e dei ma... Questi peritosi — che direi i timidi della
verità, come ci sono dei timidi del sesso di fronte alle donne — sono più nocivi
che non gli increduli negativisti ad oltranza. Lo “ scetticismo metodico
„ è necessario ai progressi del sapere umano. Dubitare dei propri sensi è
sempre atto pru¬ dente; diffidare del proprio ragionamento è pure un segno di
riflessione matura; arrestarsi davanti ad ogni fatto straor¬ dinario ed esigere
le maggiori cautele nell’osservarlo è in¬ dizio di equilibrio, di sano
criterio... Ma persistere nel dubbio quando la prova si è effettuata nelle
condizioni volute, enun¬ ciare supposizioni indefinite che nulla spiegano e
mirano solo ad accentuare le incertezze, non è più prudenza nè metodo: è
impermeabilità mentale bella e buona, è irrigidimento del dinamismo
logico. D’altronde, certuni credono d'aver dato fine ad ogni cri¬ tica
della medianità quando esclamano il solito orgoglioso — ah, se ci fossi io !...
Ora, è logicissimo che ognuno de¬ sideri di vedere e di sentire per
convincersi, o, meglio, per confermare le asserzioni di chi dice di aver visto
e sentito ; ma non si capisce perchè in fatto di medianità debba essere necessario
codesto individualismo nelle esperienze, codesto criterio egoistico ed
egocentrico nella indagine. Nessuno che non abbia fatto studi astronomici o
chimici o biologici si crede in diritto di esclamare — ah, se io ci fossi
stato; — ah, se io cedessi, se io toccassi... — quando ode o legge di un
fenomeno meteorico straordinario, di una reazione chimica eventuale e
difficile, di un pesce delle profondità pelagiche stranamente conformato : — ma
tutti in fatto di medianismo si ritengono competenti ; anzi , fermamente
opinano di sé che essi soli sarebbero in grado di scoprire la verità.
Altri dice : — ci crederò quando il tale dei tali, che so scet¬ tico, finirà
coll' ammettere la realtà dei fenomeni. Costoro si appellano al criterio
deH'autorifà, ma unicamente perchè sperano che lo scienziato X, Y, Z, in cui
hanno fede e si è detto scettico , seguiti a negare dopo avere sperimentato.
Veggo che a me succede questo ; la mia “ autorità „ di una volta (del 1892!) io
la perdo o sta diminuendo di “ peso „! Le “ scetticismo „ non è, per dir
vero, preparazione baste¬ vole per giudicare proficuamente in fatto di
Metapsichica; è utile, ma può anch’essere dannoso. Spesso chi si dice “
scettico „ non fa che ubbidire a pregiudizi: 1 abito 'scientificamente scettico
è assai raro, nè in tutta la evoluzione del sapere si può credere l’abbiano
posseduto un gran numero di ricerca¬ tori. L'uomo raramente si accosta ad un
problema conosci¬ tivo senza prima averci pensato; e avendoci pensato, si è già
formato, a sua insaputa, un modo particolare di considerarlo. Per essere
* scettici „ nel vero significato metodologico della parola bisogna scomporre
tutta la propria ideazione, cancellare ogni traccia impressa nel cervello da
letture o da affermazioni altrui, buttar via tutto il frutto delle proprie
meditazioni, rifarsi in una condizione affatto vergine di spi¬ rilo ; cosa
impossibile a chi non è filosofo, difficilissima al filosofo medesimo. 11 volgo
non è mai “ scettico „ , ha sempre qualche preconcetto o pregiudizio; e da
questo lato gli uo¬ mini dotti o creduti “ colti „ sono spesso più volgari,
intel¬ lettualmente parlando, del popolino, giacché hanno assorbito nozioni
determinate e giudicano secondo criteri acquisiti. Fra gli * uomini di scienza
, poi l’abito di pensare secondo de¬ terminate formule è ancora più tenace:
ciascuno di noi, che studiamo, ha polarizzata la mente in un dato senso. Ossia,
non si sa dubitare, se non quando il dubbio assume una determinata forma od è
basato su determinati criteri. Genova, 9 dicembre 1901.
LA TREDICESIMA SEDUTA
Interventi ‘ spiritici „ sospetti. Seduta più corta
del solito, perché Eusapia appariva poco ben disposta, apprensiva, quasi
sfiduciata; e perciò dopo solo un ora e mezza di “lavoro,, ha domandato di
smettere. fenomeni scarsi e stentati, forse perchè alcuni del gruppo
paiono invasati da un sentimento di diffidenza e di ostilità verso la medium, e
tors’anco perchè tale atteggiamento psi¬ chico di taluni astanti crea
disarmonia nei nostri voleri, tuttavia ne abbiamo ottenuto alcuni assai intensi
nella ca¬ tegoria delle “ materializzazioni , percettibili col tatto.
Alle 21,30, siamo solo in cinque (manca T Ing. Ornati) e formiamo catena in
piena luce: si odono dopo un po’ i soliti scricchiolìi del tavolino, ma Eusapia
chiede l’oscurità: le si concede diminuzione di luce, e si hanno allora i moti
tiptici consueti. Diminuendo ancora la luce, si osserva una bellissima
levitazione del tavolo che si alza, ondeggiando, fino a 70 cen¬ timetri dal
pavimento e sta in aria per 5 ". In seguito, sempre a luce debolissima che
è quasi oscurità, si ottengono: — toc- camenti numerosi, svariati e
contemporanei sui due control¬ lori ; — spostamento e sottrazione della
seggiola (che è il giuoco preterito da “ John „ con una costanza degna di mi¬
gliore causa); — danza mimica del tavolino che si agita, trema, e sembra
accennare a un moto convulso di riso, diremmo quasi di sghignazzamento, se il
termine antropomorfico può adattarsi agli scotimenti di un mobile : — pugni
formidabili sul piano del tavolino stesso; — gonfiamento ed irrigidimento della
tenda, come se dietro a lei ed in basso si fosse for¬ mato un grosso corpo
resistente, pesante, irremovibile dalle nostre spinte di mano... Ma
furono jersera i toccamenti, i palpamenti, le pressioni di mani il fatto
culminante su cui dovemmo fermare la nostra attenzione. Si sarebbe
detto che in compenso di altre ma¬ nifestazioni ci si volesse far sentire la
presenza di “ Invisi¬ bili B in numero maggiore e piu diversi tra loro del
solito. Nel suo verbale il Perraro scrive : “ Col progredire della seduta
i tocchi di mani nude, non co¬ perte dalle nere cortine, sono avvertiti
contemporaneamente da due. da tre dei presenti. Accusano nello stesso istante
la pres¬ sione. il toccauiento e la carezza di mani di digerenti dimensioni.
Canta, Livierato e Morselli. Tutti rilevano che la forza me¬ dianica che si
manifesta è aumentata persino di intensità e di capacità comunicativa: — 1°
perchè ha il potere di rendersi tan¬ gibile in più punti contemporaneamente ; —
2" perchè estende il raggio d'azione sino a toccare quegli che occupa il
secondo posto, si a destra che a sinistra della medium; — 3“ perchè le mani
materializzate, che nelle prime due sedute si avvertivano dietro la tenda,
orasi manifestano libere allo scoperto, e aventi caratteristiche umane, cioè
con perfetta struttura carnea, sicché danno l'impressione anche del calore
animale, di essere costi¬ tuite da ossa, muscoli, legamenti, cute, ecc.
Questa faccenda delle “ mani carnee o nude „ che si per¬ cepiscono sempre nel
buio, mai in luce, è conturbante. Si sa che “ Katie King „ (per fermarci su di
un avvenimento spiritico caduto sotto l’osservazione di scienziati) si lasciò
toccare, abbracciare e baciare, diede al Ckookes il suo polso da tastare,
tagliò con le forbici pezzi del suo vestito tramato di “ materia eterea „,
strinse le mani a tutti prima di par¬ tire ;... e fu sentita di carne ed ossa.
Ma quel fantasma è restato più unico che raro: e se nelle sedute dei circoli
spiritici si raccontano altre maraviglie congeneri, la scienza metapsichica più
austera le lascia volentieri nell ombra. Anche tra la fenomenologia paladiniana
figurano i palpamenti e le strette di “ mani carnee , ; ed io stesso ne ho
perce¬ pite: ma v’è la certezza del fatto autentico ? A prima vista non
si sa eliminare il sospetto di un’abilissima giunteria. Ensapia non ha potuto
trarci maliziosamente in ag¬ guato tutti quanti ? Una mano che ci tocca al buio
e ha tutte le apparenze della vita, sarà mai creduta senza riserve una mano “
spirituale »? Io confesso che per crederlo ho bi¬ sogno di una sicurezza
assoluta, di una evidenza quasi ir¬ realizzabile nella procedura “ spiritica „
: aneli io sono uscito da questa seduta con una folla di dubbi che mi
tenzonavano nel capo. Porse non è supponibile che Eusapia abbia liberate le sue
due mani ad un tempo, così da toccare a destra ed a sinistra? Seduta stante, il
controllo fu detto e ritenuto rigoroso, efficace, sicuro : io non ]’ ho
avuto che per breve tempo, e sono certo d’averlo mantenuto buono: l’hanno avuto
per più tempo il Pellizzari e il Ferraro, che sono freddi osservatori ; ma
insomma, appena si è fuori della sala del Circolo Minerva e si ripensa alle
meraviglie che poco avanti vi si percepivano, par sempre d’ esserne lontani per
anni e per miglia. E uno sconforto, ed è una smania di afferrar sempre meglio
la verità ! * * Controlli di sorpresa e salute dei
medii. Quando si cade in questi sconforti nello studio imparziale della
medianità, vien voglia di adottare i metodi violenti e brutali di verifica, che
taluni ritengono gli unici adatti alle difficoltà ed oscurità dell’argomento.
Illuminare di improv¬ viso il campo d’osservazione (“accendere il temuto fiam¬
mifero „, come scrive Patos); afferrare in aria quelle mani “ invisibili „ ;
acchiappare quelle barbe “ tluidiche „ ; acciuf¬ fare quelle teste “ animiche „
; sollevare d’improvviso le tende del gabinetto e cacciarvi dentro occhi,
braccia e .... piedi; stringere i “ fantasmi „ che vi si accostano, e non la
sciarseli sfuggire a rischio di trovarsi poi fra le braccia.... “ non un doppio
„ bensì il medium stesso vivo e ansimante: dar di piglio , magari , al bastone
e (come un bell' umore anonimo mi ha consigliato) menar botte da orbi, là, nel
buio, a rischio di massacrare la medium, ma allo scopo di ren¬ dere “ palpabili
„ e ben palpati gli spiriti.... ecco delle buone armi tattiche contro l’Occulto
secondo la strategia di certi increduli. La storia generale dello spiritismo
(fatta dagli stessi credenti) narra episodii graziosi o crudeli in proposito; e
la storia particolare di molti fra i “glandi medii „, com¬ presa la stessa
Eusapia Paladino, non ne va priva. 0 non si è raccontato, che nell’anno di
grazia 1880 e nel mese di febbraio la celeberrima Fiorenza Cook, divenuta
signora Corner, ha subito uno smascheramento del genere per opera di sir
Sitwell e di Carlo von Buch?... Ah pos'era “ Ivatie King „ ! La sfacciata
ciarlataneria di certi medii giustifica tutti i metodi possibili di controllo.
Se un mariuolo sulla piatta- LE VERIFICHE DI .SORPRESA
4S forma di un tram mi introduco di soppiatto una mano in
tasca per derubarmi, io ho diritto di acciuffarlo, se me ne accorgo, e di
somministrargli in flagranti una meritata le¬ zione. E se un medium mi inganna
(massime quando fa professione di mediumnismo) , io, che ne sono giuocato e
frodato, ho il sacrosanto diritto di tutelarmi dalle sue menzogne, tanto
conscie, quanto subconscie. Ma altra è la teoria, altra è la pratica: vi sono
molte ragioni che trat¬ tengono lo studioso serio dal commettere violenze e dal
fare chiassate. Prima di tutto, la categoria delie ragioni morali :
aj le egoistiche: l'attesa del “ miracolo „ , ossia di feno¬ meni sempre più
mirabili (che il più spesso non vengono); il desiderio di non aver perduto il
suo tempo ; la speranza di raccogliere prove più sicure; — h) le altruistiche :
i doveri di ospitalità; la educazione, che vieta tutti gli eccessi ; la
convenienza di non turbare le osservazioni dei compagni; il rispetto alle loro
opinioni od alla loro “ fede „ ; un certo spirito di tolleranza, che non si
disgiunge mai dul- Y animus óbsermndi del ricercatore scienziato; una certa
indulgenza per il medium, anche se si nutre verso di esso una misurata fiducia.
In particolare gli alienisti, che debbono considerare i medii come persone
ammalate (sia pure di una malattia transitoria), assisteranno sempre alle
sedute con un sentimento acquisito di pietà. Qui s’avanza la seconda
categoria , quella delle ragioni tecniche: ne indico cinque, che mi sembrano di
buona lega: a) 1’ indagine scientifica sui fenomeni vitali e mentali non
ricorre mai a processi violenti: anche vivisezionando gli animali, il fisiologo
cerca di diminuire le loro pene; — b) i medium sono persone umane, e sono “
sensitivi , : bi¬ sogna riflettere che la medianità consta di elementi
psichici, e resperimento psicologico non è mai offensivo: c) la difesa
contro la menzogna si compie più vantaggiosamente con i mezzi morali che non
con i materiali: per smasche¬ rare un reo simulatore o reticente il perito e il
giudice istruttore non ricorrono più alle vecchie torturanti e anti¬ umane
procedure; — d) la salute dei medii può essere com¬ promessa dai controlli
aspri e rozzi durante il periodo sonnambolico ; e) i poteri medianici possono
essere abo¬ liti, senza aleun vantaggio per la metapsichica investigatrice,
dalle scoperte di qualche frode inconscia o apparente. Gli spiritisti si
fondano specialmente sulle due ultime ragioni per condannare i controlli di
sorpresa. Essi sostengono, nd esempio, che durante le manifestazioni
richiedenti l’oscurità, quali i toccamente e le materializzazioni in ge¬ nere,
una luce improvvisa potrà far cadere il medium in “ attacchi terribili „ : al
Congresso del 1900 si è proclamato che le esigenze degli scienziati
compromettono persino la vita dei medii ! E si citano esempi. La D’ Espérance
racco¬ manda, per propria esperienza sull’eccitabilità nervosa accom¬ pagnante
la medianità , di non adoperare “ mezzi che ap¬ portino rischio di morte,. La
Noeggeratii narra di una ragazza-medium (forse tubercolosa?) che materializzava
in¬ tensamente delle “ forme personali „ e che ha avuto un deliquio quasi
mortale ed uno sbocco di sangue, perchè uno dei presenti, nel suo entusiasmo
spiritistico, ha voluto ab¬ bracciare lo spirito di un “ gaio fanciullo ,
materializzato da lei: aggiunge per di più, che ne segui la perdita defi¬
nitiva d’ogni facoltà mediumnica. Nessun neuropatologo esperto negherà a
priori codesti casi. Le isteriche , che simulano o inventano, son prese da una
crisi nervosa acutissima, quando si sta per discoprirne le astuzie e le
malignità. Certi medii impostori saranno capaci anche di fingere un attacco
epilettico, per impressio¬ nare i credenzoni e per stornare il pericolo dello
smasche¬ ramento. Ma ammettendo di agire su di un medium sincero, e
riconoscendo che la medianità in atto implica un dato disequilibrio del sistema
nervoso ed una forma particolare di sonno o di rapimento , si capisce benissimo
come ogni cangiamento inaspettato nelle condizioni dell’esperienza possa causare
una perturbazione organica e funzionale nel sog¬ getto autoipnotizzantesi o
diggià sonnambulico. Uno psi¬ chiatra, convinto della morbosità fondamentale
del medinm- nismo. non sarà dunque mai uno sperimentatore grossolano.
Sulla Eusapia la “ prova del fiammifero , (eseguita anche col mezzo dell’
interruttore a pera di una lampada elettrica) è stata la sola che ci siamo
permessa qualche volta ; e realmente (non sempre, però) ha provocato grida,
agitazioni, convellimenti facciali, spasmi palpebrali, moti di difesa contro la
luce, abbandono del corpo.... e consecutive forti crisi di pianto, mutismo,
tremore, ecc. Ma non giurerei che non ci fosse un po’ d’esagerazione isteroide,
in rapporto con la suggestione inculcatale che la luce sia dannosa ai feno¬
meni. Intanto però quel brusco controllo non ha mai giu¬ stificato i nostri
sospetti: ogni volta Eusapia era ritrovata sulla sua seggiola, colle mani e coi
piedi a posto. Noi non siamo riesciti ad acchiappare mai le parrucche , le
barbe l’autofiducia del medium 45- finte,
le molle, gli spolverini, le pupazzole , ecc., di cui si favella nei crocchi
dei “ furbi , , e di cui si hanno , pur¬ troppo, esempii significativi e accuse
formali nelle “ vite e miracoli, di molti medi (la stessa Paladino compresa!).
Quando nelle “ ricerche psichiche , si adempiano le tre norme metodologiche —
ispezionare a fondo il medium prima della seduta; invigilarlo attentamente
durante i fenomeni; non cedere che per eccezione alla frequente domanda tiptica
dei cinque colpi (oscurità) — ci si garantisce a sufficienza contro quelle
brutte sorprese, e si può aver fede anche nella Me¬ tapsichica quale materia
conoscitiva suscettibile, in un futuro non lontano, di vera disciplina
sperimentale. * • L’autoflducia del medium. Sarebbe
opportuno indagare quanta parte si debba nella provocazione dei fenomeni al
sentimento di fiducia in sè stesso, che ogni medium deve possedere quando si
accinge ad operare. Per ipnotizzare con rapidità e fortuna occorre —
tutti lo sanno — che non soltanto il soggetto sia suggestionabile e provi un
sentimento di dipendenza al cospetto del suo ipnotizzatore : occorre, per di
più, che questi abbia fiducia in sè medesimo e, come si dice, voglia
fermamente. Questa sicurezza, questa fermezza di volontà danno al suo sguardo,
alla sua parola, al suo gesto quelle note speciali che impres¬ sionano i
soggetti suscettibili. Ove l’ ipnotizzatore sia fiacco, stanco, sfiduciato, ove
tema di non riuscire, l’ipnosi non si avvera, o rimane leggerissima. Lo
stesso avviene di certo nelle autosuggestioni dei me¬ dium. Bisogna che la
Paladino sia convinta di superare ogni contrarietà, perchè giunga ad
estrinsecare l’energia neces¬ saria alla produzione dei fenomeni. Soggetto
eminentemente suggestionabile, come tutti i medium, essa accoglie le sti¬
molazioni che le vengono dal di fuori e le trasforma in fatti medianici con
tanta maggiore agevolezza, quanto più è la concordanza di esse col suo modo di
sentire e di pensare. Ensapia ha bisogno di sapersi capace di spostare oggetti,
di produrre contatti, ecc. ; e, inoltre, la sua autosuggestionabilità richiede
da parte dei presenti un rinforzo. Ma siamo sempre li: questo rinforzo è di
semplice concorso morule o è, per contro, di vera sinergia biopsichica ?
Io non escludo 1’ ultima ipotesi, perchè sarebbe assurdo negare l ezione mutua
fra i cervelli umani, quando la con¬ cediamo alle forchette metalliche
costituenti un diapason, a le corde di un pianoforte o ad un apparato
telegrafico Marconi, che al raffronto dei nostri centri nervosi superiori sono
strumenti di una grossolanità ed elementarità assolute Ma io debbo pure tener
conto, come psicologo, dell’azione prettamente morale, ossia
dell’incoraggiamento che la medium riceve dalla condiscendenza e dalla fiducia
dei presenti : tale ■corrispondenza mentale , senz’essere una complicità , è un
fattore che rinvigorisce le attività della medium, in quanto che non lascia
ingenerare nella mente di costei contrasti psi¬ chici capaci di inibire le
scariche di forza medianica. . e e vero che per i fenomeni si richieda
uno stato tran¬ sitorio o duraturo di oscuramento della coscienza superiore e
di simultanea ettervescenza subcosciente (coscienza sublimi- naie), Insogna
concedere alla medium almeno la possibilità di collocarsi nell atteggiamento
psichico necessario. Ora, la coscienza dell io superiore non si oscurerà e non
darà il posto all io interiore quando sia sovreccitata da sentimenti di col¬
lera, da sdegno per ostilità e sfiducia eccessiva, quando sia mantenuta vigile
dalle idee penose che un ambiente ostile solleva nell animo della medium.
Questa non riesce allora ad auto-suggestionarsi, e non cade in quel rapimento
cotanto pro- tondo che occorre per mettere in azione l’automatismo dei -centri
inferiori, o per liberare quella qualunque forza di cui i fenomeni sono la
manifestazione. Non è cib conforme alle leggi della fisiopsicologia e della
fisiologia cerebrale ? Lo stato ■ i medianità, sia esso un sonno speciale dei
centri di coscienza, sia una condizione particolare della energia vitale, non può
intendersi in contrasto assoluto con i principi che regolano la vita psichica
normale. Genova, notte del 10 dicembre 1901. LA
QUATTORDICESIMA SEDUTA (13 dicembre 1001). Di meraviglia in
meraviglia. Seduta ottima, quella di jersera! Il medium, ben disposto
d'umore, e ben provveduto di potenzialità esteriorante ; l’am¬ biente, un po’
più ammansito nella sfiducia verso Eusapia (siamo in cinque, mancando il prof.
Livierato) : la feno¬ menologia, eccezionale per quantità e qualità di
manifesta¬ zioni : e quel che più importa, fenomeni nuovi e insoliti.
Avendo qualcuno espressa la temenza che il nero colore delle tende del
gabinetto servisse artificiosamente a coprire i movimenti del medio, si è ad
esse sovraggiunta una balza di cotone bianco, mantenuta distesa da una sottile
asta di ferro : così, anche a luce mediocre, discerniamo Eusapia vestita di
scuro sul fondo chiaro. Speriamo, anzi, che su questo bianco si rendano più
percettibili alla vista le “ forme „ o i “ fantasmi „ che si materializzassero.
Ma di ombre non ne abbiamo viste : in loro vece sono apparse delle luci.
Un’altra innovazione. Leghiamo tra loro i piedi di Eu¬ sapia con una cordicella
girata ed annodata al di sopra dei malleoli, ed io ed Ornati ne teniamo i capi
: io me la giro e rigiro attorno al polso. Dico subito che l’“ esperienza „
cosi proposta al “ buon John „ e cosi da noi sperata, ossia che la medinm fosse
sciolta dai suoi legami da mani invi¬ sibili, non è riuscita affatto. Abbiamo
avuta la sensazione acustica di una mano che lavorasse a tale scopo nella oscu¬
rità. sotto il tavolo ; ma quel lungo fruscio misterioso non ha operato il
miracolo. Eusapia, forse per aiutare coi suoi movimenti reali quelli ideali del
liberarsi dai nodi, moveva e agitava le dita delle sue mani tenute dai
vigilatori (Ornati e Pellizzari) ; ma tutto inutilmente. Si era al buio.
Dei fenomeni della serata, ecco i più rilevanti : 1° Moti ritmici del
tavolino imitanti una marcia, e grandi espressioni tiptiche „ di emozioni
gioconde (in oscurità e con Eusapia in stato di veglia). 2“
Sollevamenti) e gettito della tenda bianca al eli sopra delle teste dèi
controllori, senza che l'asta metallica li colpisca (oscurità; stato di "
trance , leggiero, a intermittenze). Visto che la tenda seguita a
svolazzare furiosamente, come agitata da un uragano, crediamo di capire che “
John , ne sia seccato, e ritorniamo allo sfondo nero! 8" Spostamento
e avanzamento della scrivania posta a 1 m. di distanza e mentre uno di noi, messosi
carponi sotto il ta¬ volino, sorveglia i piedi di Eusapia, altri due ne tengono
la destra, ed un quarto ne afferra la sinistra. Durante questo con¬ trollo
soddisfacentissimo, che si fa a luce debole e non al buio, il fenomeno si
ripete, a nostra richiesta, altre due volte; il pesante mobile avanza e
indietreggia * come un pachiderma , (Lombroso) per circa un metro, si alza dal
suolo, e ricade ru¬ morosamente (Eusapia pareva in ‘ trance „). 4“
Battiti spontanei di comando del tarolino, mentre tutte le nostre mani erano in
aria e noi vedevamo quelle di Eusapia ben controllate. 5“ Toccamenti
multipli, sincroni e differenti a tutti gli astanti in catena, anche a quelli
di faccia ad Eusapia i in oscurità completa). Jo ho sentito una mano riva
toccarmi lievissima- mente sul capo, carezzarmi, scendermi fra i capelli alla
nuca... Ma (piando c’è di mezzo una stoffa i toccamenti sono sempre più lunghi
e ostinati. 6° Movimenti e trasporto di varii oggetti ad un tempo, dalla
tavola grande al tavolino medianico. Questo fenomeno, asso¬ lutamente raro, costituì
una vera ridda: una bottiglia d'acqua, un’armonica, un timbro, una trombetta,
ci arrivano da lontano; contemporaneamente, qualcuno si sente toccato. E come
non bastasse, la trombetta fa uno sbalzo, vola per l’aria e suona ; indi va a
sfiorare la faccia di Cantò, che tenta di acchiapparla sveltamente con la mano,
ma che se la sente portar via da una strappata vigorosa. Sempre in quei pochi
minuti di tram¬ busto, la bottiglia si stappa da sè, si inclina, spande un po'
d’acqua sul piano del tavolino, poi si alza aneh'essa e passando sulla testa
d’Omati va a versare altra acqua fuori della catena, quindi ritorna in mezzo a
noi (Tutto ciò al bujo, ma niuno eccepisce sul controllo, niuno esita nel
giudicare genuine quelle traslazioni e quelle azioni automatiche di utensili,
che non si veggono toccati, portati nè adoperati da mani visibili!).
7" Levitazioni complete del tavolino senza alcun, contatto delle mani di
Eusapia: furono due, durarono almeno 10", e in una fu raggiunta l'altezza
di un metro dal suolo (oscurità piena, ma vigilanza sicura). Noi premiamo in
tre, in quattro, tutti, sul tavolino mentre levita, e non riusciamo a farlo
discendere se non con grandi sforzi : si percepisce una resistenza elastica che
sembra a istanti diminuire e poi riprende con vigore. E un fatto che vedemmo
varie volte anche in primavera. b° Luci ‘ s piritiche , :
dedico loro un paragrafo. 9° Apparizione di un giuba biancastro (‘
lattescente „). della grossezza di un pugno involto in un fazzoletto, e che
parve per un momento assumere la figurazione della maire. Era a sinistra della
Palatiino. visibile sul fondo nero, immobile, e poi scom¬ parve lentamente.
Tutti lo hanno percepito per 8-10 , eccetto me. perchè mi trovavo al controllo
di sinistra, e anche volgen¬ domi sul fianco destro non riuscii a scorgerlo o
non seppi guar¬ dare là dove s’era formato. Le « luci »
spiritiche. I. La sera del 13 abbiamo avuto una straordinaria, ric¬
chezza di “ luci „ : tutti le abbiamo viste, e tutti abbiamo avuto tempo di
rilevarne attentamente i caratteri. A me interes¬ sava soprattutto il parere
del mio collega Pellizzari, chimico valentissimo, e più di tutti noi competente
in proposito : ora, egli si è oggi convinto, come me, di due cose : la prima,
che le luci sono reali, e non allucinatorie, nè frau¬ dolente ; la seconda, che
sono di natura finora ignota. 11 più gran numero delle “ luci „ o “
fiammelle -, si è formato in aria, in alto, sulle nostre teste, a distanza tale
dalla medium (le cui mani, d'altronde, erano strettamente controllate) da non
potersi attribuire a sue manovre. Tal¬ volta esse si formavano sul tavolo, tra
le mani in catena, oppure sulle spalle, sulle maniche degli astanti...
Del resto, la assicurazione che i fenomeni luminosi non possono essere prodotti
artificiosamente dalla Paladino, è forse necessaria per chi non ha assistito
alle sue sedute ; non lo è più per chi una sola volta le abbia vedute. 11
crederle effetto di fosforescenze fraudolente non ha senso comune ; sia perchè
non hanno in generale nessuno dei caratteri del fosforo, sia perchè il
controllo sulla medium è stato sempre sicuro, nè si capirebbe come una sua mano
potesse arrivare ad un metro, ad un metro e mezzo, a due metri e più di
distanza da lei . Non si supporrà che noi fossimo così distratti da
lasciarla libera proprio quando si presentò e si mantenne per alcuni minuti un
fenomeno di tanta impor¬ tanza, nè che, appena avvertite le luci, noi non
avessimo stretta la nostra sorveglianza. Non merita questa patente di stupidità
nessuno degli scienziati, nè un Lombroso , nè un Richet , nè un Flatnmarion ,
elle dichiarano di avere vedute le misteriose fiammelle d’Eusapia. II. Le
“ luci „ sono reali come i suoni, come 1 con¬ tatti, come le levitazioni ; sono
cioè percezioni precise, non confondibili con verun’ altra, soggette alle leggi
del ricono¬ scimento, soggette (quello che più importa) alle leggi
fisiche dell’ottica. . . . Riguardo a ciò tutte le
materializzazioni visive (luci, torme di mani, pugni, braccia, fantasmi) sono
identiche: ossia il nostro senso della vista le percepisce quando si trovi
nelle condizioni fisiologiche e materiali di percepirle. — a) iNon tutti le
vedono, perchè sono spesso improvvise e fugacissime, cosicché quando sono
annunciate da colui o da coloro che le scorsero, spesso son già scomparse prima
che gli altri ab¬ biano tempo di comprendere dove debbono guardare, Se fossero
allucinazioni indotte, le si vedrebbero ovunque. — b) Sono vedute però
frequentemente da due, da tre, da cinque operatori ad un tempo : le esclamazioni
di sorpresa, le defini¬ zioni del fenomeno, prorompono nel medesimo istante-,
il che prova che, se la percezione loro è illusoria o allucinatoria. 1 centri
corticali della visione dei percipienti sono stimolati nel medesimo tempo: non
si tratta di fenomeni soggettivi, ma di vere e proprie percezioni di realtà. —
c) Inoltre sono vedute da tutti coi medesimi caratteri, or di lucciola, or di
fiammella splendente senza aureola, ora di apparizione lu¬ minosa filante nello
spazio con lentezza, in direzione ascen¬ dente, o discendente, in traslazioni
orizzontali, ecc. Dunque, la forma, lo splendore, il moto translatorio essendo
per¬ cepiti egualmente da tutti, appartengono al fenomeno in sè, non ai
cervelli che ne sarebbero stimolati ab intra. La sola spiegazione (caso inai)
sarebbe questa, che le luci spiritiche siano “ allucinazioni veridiche „ : ma
tanto più allora il fatto fisio-psicologico resta supremamente degno di
studio. III. La varietà delle apparizioni luminose, soprattutto per
quanto si riferisce al luogo dove appaiono, alla intensità loro, e alla
direzione e rapidità del moto nello spazio, è un altro punto degno di
riflessione. Giacché, se venissero pro¬ dotte (come gli astutissimi credono)
per giuoco della Pa¬ ladino, bisognerebbe ammettere che essa cela nelle tasche
una corrispondente varietà di sostanze luminose. Ma quali? Ecco dove ci
soccorre la esperienza del chimico. 11 Pelliz- zari, che maneggia ogni giorno
nel suo laboratorio le so¬ stanze chimiche più diverse, dichiara che le luci da
noi ve¬ dute jersera non possono essere nè di fosforo, nè di sali di
bario, né d’altro qualsiasi corpo conosciuto dalla chimica minerale. Si potrà
forse supporre che siano luci prodotte da sostanze organiche ; ma quali ? Non
da lucciole artificiosa¬ mente lasciate scappare dalla Paladino (ipotesi da me
udita !), perocché le fiammelle non hanno mai il carattere pulsante di (pesto
insetto ; e d’altronde Eusapia produce le luci anche nelle stagioni in cui di
lucciole non se ne trova nei prati e sulle siepi : nessuno capisce poi dove
andrebbero a finire gli insetti fosforescenti, che la prestidigitatrice
napoletana lan¬ ciasse al volo in una stanza, dove, ultimata la seduta,
sarebbero trovate... Altre sostanze animali e vegetali emananti luce, e che la
Paladino possa avere a sua disposizione, non se ne conoscono : passando in
rassegna il bel libro di Raffaele Dubois, dove la fotogenesi animale è studiata
a fondo, tale ipotesi si riscontrerà assurda. Ma quale sorgente luminosa
di natura conosciuta sarà questa da cui non emanano raggi, sicché non illumina
attorno a sé lo spazio quando appare e passa per aria, nè gli oggetti sui quali
si posa o dai quali fuoresce ? Sulla palma della mano dell’Ing. Ornati, fatta
aprire e posare sul tavolo da Eusapia, è brillata una di queste luci, ed è
durata abbastanza perchè tutti noi, sorpresi dalla sede strana e dalla vivacità
del fenomeno, ci alzassimo dalle nostre seggiole e tenendoci in catena con le
mani avvicinassimo la nostra faccia per meglio osservare. Quella misteriosa
fiammella, grande come un mezzo corpo di lucciola, ma meno splendente, ferma e
non pul¬ sante, si dondolava (per dir così) sulla cute palmare della prima
falange del dito medio di Ornati, ed egli ha potuto nel frattempo muovere la
mano e le dita per tentare di cacciarla via. Non scaldava, non illuminava tntt’
attorno la pelle ; è venuta e se ne è sparita ad un tratto, sotto ai nostri
occhi intenti e meravigliati a guardarla ! Che luccicore è quello?... Si può
pensare ad un’astuzia di Eusapia che abil¬ mente abbia appiccicato alla mano
dell’ingegnere, che prima teneva nella sua, una sostanza luminosa?... Ma
fosforo non era di certo ; e allora che cosa era? Fra i medii capaci di
ingenerare delle * luci „ primeggiò tra il 1875 e l’83 Gugl. Eglinton; ma le
sue “ produzioni luminose „ erano diversissime da queste della Paladino.
Constavano infatti di corpi ovoidali o discoidali splendidis¬ simi, tenuti in
mano dai suoi spettri parziali o integrali, e aventi una lontana rassomiglianza
con saponette o con ciottoli luminosi ; in qualcuno si vedevano striature rosse
indicanti l’organizzazione come di “ vene „ e di “ sangue fluidico ,
(Osservinsi le tavole del Farmer). Che io sappia, di quelle “ luci , là non se
n’è più vedute; e chi sa per quale facoltà meravigliosa (o con quale
manipolazione) Eglinton, due volte smascherato di poi, le produceva (o
preparava). IV. Ho detto che le condizioni ottiche per la visione delle
luei spiritiche sono le medesime di quelle per le per¬ cezioni luminose
normali. Infatti, se le palpebre sono chiuse (io ne ho fatta la prova), la
fiammella non è più veduta : dunque, non è un fatto subbiettivo endottico. Se
lo sguardo è rivolto da altra parte, neppure la luce è percepita : tal¬ volta,
avvisati dalle esclamazioni di chi la scopri, ci si ri¬ volge istintivamente
dal lato dove si imagina avvenga il fe¬ nomeno, e si arriva appena in tempo per
vederla sparire : se fosse un’allucinazione suggerita, si avrebbe la percezione
intera. Quando vi è un oggetto che intercetti lo sguardo,, manca pure la percezione
del fenomeno : io non ho veduto, ad esempio, la massa luminosa formatasi a
sinistra della Paladino e dietro di lei, perchè trovandomi alla destra il suo
capo me ne impediva la visione; ora, i fenomeni allucinatoli non obbediscono a
codeste leggi ottiche. Infine, io non ho vedute le luci filanti che si sono
formate al di sopra di me e che sono state vedute da tutti gli altri, perchè
non ho al bregma nessun occhio veggente, colpe gli antenati dell’ /lat¬ teria
punctata, che avevano un occhio parietale! V. Sul moto traslatorio delle
luci ho già discorso negli appunti delle sedute del giugno : dirò qui soltanto
che la ascesa e la discesa sono così lente da confutare senza re¬ missione
l'ipotesi che si tratti di corpi luminosi lanciati abil¬ mente in aria dalla
Paladino. Di qualunque sostanza li si voglia imaginare (ma, dico, quale V !),
essi sarebbero sempre soggetti alla legge di gravità e di energia: nel lancio
sali¬ rebbero con più violenza; e giunti alla fine della loro traiet¬ toria
cadrebbero più rapidamente. Il Pellizzari osservava acu¬ tamente che dovrebbero
imaginarsi provvisti di un para¬ cadute ! Egli paragona le due luci apparse in
alto, al di sopra di me e discese lentamente, a due grosse goocie di un
sciroppo luminoso che fossero lasciate cadere. Ma il pa¬ ragone implica che
cotali goccio cadano con lentezza, perchè hanno un filo appiccaticcio di
sostanza densa e glutinosa che le tien sospese alla massa da cui si staccano :
qui invece la u goccia . sarebbe distinta, autonoma ; e perchè non si mo¬
verebbe in una verticale piano piano ? S’aggiunga che altre volte le luci hanno
un moto trasversale, o ascensionale, mai però vorticoso o a ghirigori, nè a
zig-zag. Anche quando le l’azione suggestiva del medium
53 luci traversano lo spazio a scatti, accendendosi e
oscurandosi alternativamente, è permesso scoprirne la traiettoria che viene
costituita sempre da una linea continuata. VI. Da ultimo, la forma
circoscritta delle luci è con¬ traria alla loro origine fraudolenta. Chi le ha
vedute sorride all'idea grossolana che la Eusapia si serva di capocchie di
fiammiferi. Al fosforo si accostano solo per il colore, ma non tutte : ve ne ha
di azzurrognole, di verdastre, di gial¬ lognole, di biancastre. E poi sono
inodore, non lasciano traccia, e non danno quell’emanazione fumeggiente e
tremula, che il fosforo dà sempre nell’oscurità, massime se soffregato.
Stato psichico del medium e dell’assistenza. Anche la seduta del 13
dicembre conferma la influenza che lo stato morale ha sulla potenzialità
medianica. Il dot¬ tor Cantù è riuscito a disarmare le paure e le animosità
della Eusapia ; e questa giunse alla “ Minerva „ piena di buonumore e più
sicura di sè... Ecco il motivo per cui i fenomeni non tardarono a manifestarsi
non appena formata la catena ed in piena luce. La Eusapia stessa ha voluto che
si sperimentasse al chiaro. La sua fiducia si rivelava nella fisonomia ilare,
nelle parole più recise, nei gesti più risoluti c in un non so che di più
energico e volitivo. Non si può credere che tale atteggiamento psichico
fosse in lei artificioso, cioè assunto per regalarci un qualche stra¬ tagemma :
esso proveniva dalle circostanze in cui sapeva di operare e dalla diminuita sua
diffidenza riguardo alle cinque persone presenti. Neppure si può ammettere che
la volon¬ tarietà di iersera fosse in relazione con un presunto potere
suggestionatore della medium, la quale si trovi adesso so¬ vrana sicura delle
nostre sei coscienze. — Anzitutto, questa padronanza e azione suggestionatrice
della Eusapia non è provata; ed io penso, per di più, che non esista se non in
quelle limitatissime forme ed in quel minimo grado, che pos¬ siede ogni nostra
coscienza individuale quando spesso opera in collaborazione con altre (su di
ciò io penso, cioè, diversa- mente da Ochorowicz). — In secondo luogo, questa
azione avrebbe cominciato, caso mai, ad esercitarsi jersera, se non
PSICOLOGIA e SPIRITISMO, II su tutti i membri della catena,
almeno «nlli (tre su cinque). Pino alla terza seduta due (Va ” SnT di .
ersera erano rimasti scossi si “ 1 Presenti di m»ni, e più toelm.U adZ»
«te» “ ,« f“<" noscere la medianità. Dunane k ™ uccatura, che a
rico¬ pi noi cinque si opererebbe ad un tfftto J°da eUSapÌana s.u l’altra, e,
quello che è più straccarne don “ S6ra a1’ infelice da cui, anticliè
combattati®! dubbiTi ““ “dn? if «t?" ' S0S"«“™ <»™Vern°^ie^
“S “ dl , tesi della suggestione collettiva ( “ allucinazioni in^o
i fenomm” Sr’non risuE?(«ttto'»,°u "U“ !ue“*sio“ ogni singola
sriuù Z . p .n med,Um epcttalon. I„ .omo ,1 maJ™ tr* dnl mi-
successi,,, siamo ordinariamento di “uoìo Tc'E i'1"11* serie manca osmi
recolnm • , a caP°- In una buone no succedono °di i”!’ tant° C,‘e a
sednte dei presenti. — Quanto ■diw ■ teclPazi°ne inconsapevole
tatto di udito di vista di' 12 °r0 Sfìnsazionl multiple di nascere nella loro
mente h *• I'1 rrcoo irere, in modo da far f>SSL'iSS T JZ 3»Tne1LTaì”t
^iltiTnL^cct/t IT™ ' S ■«- ficolare, tanto nella „,diul„ qn,„tf nXSK'a “
P"' Le volizioni dell’io cosciente e le operazioni
dell’io subcosciente. Adopero questi termini io-cosciente e
io-subcosciente per conformarmi alla psicologia oggidì dominante nei nostri
centri scientifici. Sono il primo a riconoscere che è contrad¬ ditorio parlare
d'un io “ subcosciente ,, d’uria volontà “ sub¬ conscia . e simili, giacché
dove si palesano personalità e vo¬ lontà non puf) a meno dall’ esistere una
coscienza. Ancora più improprio sarebbe qui il termine di incosciente, e pelò
non lo adopero : mi contento di dire subcosciente, come scri¬ verei marginale o
frangiato (alla James), perchè in modo fi¬ gurato si può discorrere di un
quidsimile della coscienza che sta al di sotto o ai margini o alle frangio
della coscienza personale. Stimo pure che il termine subliminale (sotto la
soglia) non sia molto bello, essendoché “ soglia „ o lirnen si riferisce ad una
separazione sostanziale tra ciò che è nella coscienza e ciò che è fuori di
essa: la metafora è il grande scoglio della scienza fatta ! Se chiamiamo
volizione un “ atto predeterminato ad un fine „, la volontà non è altro che una
astrazione in doppio senso : l’astratto della qualità di essere rivolto a
raggiun¬ gere uno scopo*, e l’astratto sostantivato dì tutti gli atti adenti
codesto carattere. Quando l’atto è accompagnato (alcuni psi¬ cologi dicono “
seguito „) dalla consapevolezza di eseguirlo, e se noi ce ne ricordiamo, lo
diciamo volontario : quaudo 1 atto manca di tali qualità, cioè non è conscio nè
ricordato, e l’agente non se ne accorge che dopo la sua esecuzione e lo ricorda
solo in succinto, lo diciamo automatico. Orbene, gli atti medianici della
Paladino in quale categoria li dobbiamo mettere? Sono intenzionali e coscienti,
cioè volizioni, oppure intelligenti e in[sub|coscienti, cioè automatismi?... A
me pare che siano l’una e l’altra cosa insieme : mi spiego. Alcuni
fenomeni sono certamente rolliti dalla medium , altri non lo sono, e risultano,
non soltanto imprevedibili dagli astanti, ma altresì imprevisti per lei. Gli
uni si prepa¬ rano nella coscienza vigile della medium ; poi, sopraggiunta la
estasi o “trance „, si approfondano nella subconscienza, e la scaricano il
dinamismo “ medianico Altri invece sorgono 56
rsroot,OGu e spiritismo, ii fenomeni non hanno alcuna
u’renLJiV1* anldeico : qnesti tomaticamente. Ma smebbe SXTSdì.* LZTT ^ pomi
possa aadre la sncr<Tcaf,v., 1 n C Je soltanto sui anche quegli automatismi^
? de"e perSone estranee = ™ita i2 rshtaòTa"^ TTrr»*- ta|-
SC..0 ne, bassifondi psichici c li dimeni d" vedere le « 1„,.; 1 • l
nL,I|)l° espresso il desiderio di ss Avevamo è vero riilJf i , ■
tte le sedute anteriori, sere avanti; ma s’iccomevi 'érafr?'"'0 d,eside,io
anche nelle credere possibile il fenomeno luminoso n°n SX sstss-
Ah°"“e 4 -r due tei piùiLntiTr^4 di ...oai.mti.iZ™ ",
*L:r r?„ r."°- ’t*?- .noa,,»ic. dalle tradmoni dei circoli spMcf 1
P01*»”*1'1* Io .» escludo, co» ciò, che Ens.pi, abbi, », ,,rogr,„m»
progressivo : questo è troppo conforme al concetto volgare clie^tu. tti
hanno di un’arte persuasiva, per fargliene un ap¬ punto. Comunemente è ammesso
che per convincere occorra andare dal semplice al composto, dall'elementare
all’evoluto, precisamente come è di empirica nozione che non si impari un
mestiere, un’arte, una professione senza un metodico ti¬ rocinio. E però la
tecnica dei medium (Eusapia compresa) è intaccata da codesto pregiudizio : esso
fa si che la medium probabilmente eserciti dapprima una inibizione volontaria
sulle proprie attività medianiche, le diriga fino ad un certo punto, e voglia “
fenomeni , di quella forza e gradazione che le paiono opportune, onde abbiano
efficacia argomentativa per la convinzione dei presenti. Questo doveva
sopratutto avvenire e avviene realmente negli ambienti nuovi, massime quando ci
siano increduli da convincere, o, pei medi professionali, paganti da
contentare. La cosa è più che logica. Se invece l’ambiente è imbevuto di
spiritismo, la inibizione direttiva esercitata dalla Paladino sui suoi fenomeni
non ha più ragion d’essere: e allora essa dà esteso corso al suo automatismo:
allora si assiste di buon’ora alle manifestazioni più straordinarie senza il
bisogno di arrivarci a poco a poco. Anche sotto questo riguardo, dunque,
la medianità ubbi¬ disce alle leggi normali della psicologia : ed io credo che
a poco a poco, studiandola con metodo analitico, si arriverà a farla entrare
tutta nel campo della naturalità. Non vi deve rimanere nulla di
trascendentale. * * * La personalità di “John
King,,. Chiunque assista alle sedute della Paladino, sapendo che
essa si crede guidata da uno spirito che in vita sarebbe stato un u John King
», resta meravigliato della poca parte perso¬ nale che in generale questo
essere “ disincarnato „ prende ai fenomeni. Solo di quando in quando egli viene
nominato da chi dirige la seduta, allo scopo di pregarlo di manifestarsi o in
modo generico o in quei modi che l’assistenza desidera. Quanto al presentarsi
in persona tangibile e visibile, c’è un bizzarrissimo suo modo di fare: “ egli
» va e viene, appare S£ra**2?ÌKi5T logìco' *lc“
”otiv'’ J!n£af.°4g ^,r“£v‘ Vf- - ■**>”■>» Alle Jo’irZUSr
t“"i“ AtKp'erime °til »S «* ^.&&P£Sr2?S: pure siano
obbligate di esnrit sPerte .1D)un idioma in cui wjrjsr-sr **3n •
~~m , I C è» LJT*. P»1'"”" 'uterpietnrs i a un “ parlate e bùio Zf ■
?rUno momento si credette più la luce, togliendo* 'lo scar™ “3*eTa ad
abba“»re ancor anticamera Ma Tnhn i * ° 1 biarore proveniente dalla Finalmente
sT canl che7f r 6 riPeteva 1 '^que colpi, care me 1 P2V0 1 Ì °llmp3ZÌent-e
voleva indi- mini ; — “ parlate voi ” PP° ■' nnmerJL 5 ! in altri ter- Ebbene,
qu^L è statali •C‘”2“e » (Pro{: Morselli) _ tiva non dà mai sentore di Zi
!,0vert'' deplorevole nell’inven- grattamenti snl o entro il tavolo*' 'or™6 C°?
' ,f.iccbi ® Pn£ni » agli astanti, di nessun contenni c.outattl e palpamenti
mente rivolti a farci sentire chi Vf6^170; ?.uasl esi'lusiva- l’ombra
dello spazio a n-dimenciA • -f® 1 ? * ?’ Presente nel- senza che se ne caoisfi
il "V-1 quale poi.all’occorrenza, teiTestrissimo sn^rf L /r0Ce-lm.ent0>
risnlta «“ere un manifestaSi tt ^ eST ‘ Ta,V,0,to “ Job" » - battere
amichevolmente In ’ n0n n,olto intelligenti : le lenti dalnaS0“rare 1^1“° SU]
braccio- ^Here smuovere le sego-iole solleticarle^™ scapaccioni e
ceffate, * °le, soùeticarne il sedile per di sotto, rasparne i piedi,
ecc., ece. Tutto ciò sicuramente manifesta una “ intenzione ma non una idea, e
meno che mai un con¬ cetto astratto. Il solo concetto, diremo cosi,
teleologico, che imprima con la sua finalità un certo carattere intellettuale
alle manifestazioni di questa anima ultraterrena, è quello, molto semplice, che
egli... vuole e può “ manifestarsi „. I movimenti del tavolo, le levitazioni
del medium, i contatti, le mani materializzate, gli spostamenti di oggetti, il
trasporto e l’uso di strumenti ; tutta la fenomenologia paladiniana
frammentaria, a sbalzi, senza legame alcuno che ne associ le singole parvenze e
le sintetizzi in un che di mediocremente tollerabile, tutto 1’* ensapianismo „
è rivolto ad un solo ed unico intento : — farci sentire che “ John „ è attorno
a noi, in mezzo alla catena, sopra o sotto il tavolo, al di là o al di qua
delle nere cortine, e in grado di rivelarci il suo “ potere ,. Ciò non
pertanto, se si radunano tutte le altre manifesta¬ zioni, e se si tiene conto
di quanto l’automatismo medianico della Paladino ci rivela saltuariamente e in sensi
diversi, si arriva a figurarci, a ricostruire a un di presso la personalità i
li John King. E allora si trova ciò che segue: I. Ritratto morale ni ono
spirito-guida : 1° “ John „ possiede un’ intelligenza incolta e poco
evoluta : non sa leggere nè scrivere, e tutta la sua mentalità è rivolta a
scherzi di pessimo gusto. È ignorantissimo, e non parla, a -frasi corte e
spezzate, che un italiano imbastardito da napoletanismi. Però non è stupido ;
da molti segni lo si trova abbastanza furbo, e perfino astuto, sempre però
nella cerehia delle idee relative alle sue “ manifestazioni ,. 2° Il suo
carattere è piuttosto bisbetico, volubile, puerilmente vano e irascibile, ma in
fondo sostanzialmente piacevole (bonaccione); egli ama scherzare e non sa
mante¬ nere il broncio, tanto meno la collera. 3° Le sue emozioni sono
semplici e grossolane : gli piace ridere, sghignazzare, e magari schernire, è
inveire, ma non sa neppure sorridere e piangere: i suoi furori sono im¬ belli,
e se si riesce sovente a farlo andare in collera, questa dura pochissimo.
4° Il suo umore è variabile, diremmo quasi isterico : ora è disposto ed ora no
a “ comunicare , : certe sere è allegro, fa ballare il tavolo, lo fa battere a
ritmo di marcie e di valzer, lo fa ridere, ecc.; certe altre è di malumore,
suscettibile, schivo dallo scherzo: talvolta appena risponde, diremo cosi, a
monosillabi, a spinte ; altre volte è loquace, ecc. 5* li suo volere è
capriccioso, e perciò ostenta’talvolta di mettersi in opposizione con sua “
figlia „ (Eusapia): non le permette di bere, quando ha sete ; vuole il buio
quando essa desidererebbe la luce, e viceversa; pretende che si con¬ tinui la
seduta quando essa si dice stanca, ecc. Ma — lo vedemmo tutto questo è a fior
di pelle, e non dà me* 'ioniamente^ luogo alle lotte tremende di cui ci si
parla a proposito di altri medium (veggasi ad esempio in Gibieb). 6* John
è ingenuo, poiché indovina raramente l’ironia scettica che c’è nelle nostre
preghiere ed esortazioni affinchè si manifesti : spesso non comprende
l’incredulità, quando si abbia 1 avvertenza di non farla troppo trasparire;
prende per buoni tutti gli elogi e non ne sente la superficialità, ecc. .
' ' J°‘ln è anche privo di costanza. La sua attenzione si lascia facilmente
distrarre : basta il più piccolo incidente per impedirgli di lavorare o per
arrestarlo a mezzo nella presentazione di un fenomeno. Quando non può fare un
fe¬ nomeno, ci si prova due o tre volte, ma poi si stanca e ab- bandona 1
impresa. 8° John è suggestionabilissimo : come ho dimostrato, in generale
basta esprimere il desiderio di un fenomeno perchè questo presto o tardi si
produca. 9° J?hn non è un volitivo, ma un impressionabile, non è un
riflessivo, ma più spesso un impulsivo, che agisce a scatti a seconda delle
circostanze del momento, pur^ ser¬ bandosi fedele alle linee generali dei suoi
programmi di esecuzione ginnica o prestigiatoria. 10" John non ha
iniziativa-, egli è schiavo delle abi- Udini ; opera da lungo tempo a quella
maniera, e però la sua tecnica rimane fìssa e irrigidita, le sue manifestazioni
da più anni non progrediscono, le sue azioni, che viste una volta • sembrano
mirifiche, hanno poi una monotonia tale che fini¬ scono coll'infàstidire. Egli
è pertanto uno scansafatiche : ha imparato ad agire così, e cosi gli basta: non
gli doman¬ date di piu. Il1 John è misoneista: non può soffrire la
varietà, sia perchè gli costerebbe fatica il comprenderla, sia perchè sospetta
di tutto ciò che non è a portata della sua intelli¬ genza breve e labile.
12° John è un permaloso: pretende che si creda sempre nella autenticità dei
suoi fenomeni, e ogni accenno a dubbio Io inquieta e gli fa tenere il broncio.
Ma il broncio è come AIorsu li, Psicoio, lin e Spiritismo,
11. Tav. IX. Calco in gesso dell'impronta di -, olio
,pWtic ottenuta la sera del 31 gennaio 1902 m una seduta di Eusaoia
in „ D • r-usapia m casa Ramorino, a Ge RITRATTO FISICO DI “
JOHN KING 61 quello di un bambino: dura poco; e
l’orizzonte di quella coscienza imperfetta e puerile si rasserena presto.
II. Ritratto fisico di uno spirito-guida: A questi caratteri psichici
corrispondono i seguenti fisici di cui ricaviamo la scarsa conoscenza dalle
diverse sue ap¬ parizioni, tanto a Genova che altrove : 1° John King non
dev’essere più giovane, a giudicarne dal fatto che ha già delle figlie da
marito, come “ Katie King,, e delle anzianotte come... Eusapia. 2° John,
quando ha concesso di lasciarsi vedere “ for¬ mato „, pare di alta statura, di
corporatura grossa, di largo torace , quasi un gigante : le sue mani sono
grandi, ossute e forti ; quando picchiano o afferrano , picchiano sodo e si
addimostrano vigorose. •i” .John ha la taccia larga, la fronte bassa, il
naso un po rincagnato, e un aspetto volgaruceio anzicchenò: sembra un bravo
facchino. 4° John ha ordinariamente la testa circondata da una specie di
turbante, come è di moda fra le Entità spi¬ rituali dell’Altro Mondo. 5°
John fin qui si è rivelato afono : — nessuno, per quanto io ne so, lo ha udito
mai parlare, salvo per bocca di Eusapia nella quale egli “ entra „ e si
reincarna a tratti ; allora la sua voce è rauca e gutturale. 6° Il suo
portamento è piuttosto grossolano; — ma la cosa si capisce dal momento che,
quando viveva, “ John , era, come i tanti King del mondo spiritico... un Onde Sani!
Nel descriverne la fisonomia, io sono partito dal supposto che non spetti a
John King il volto cadaverico tante volte impresso sulla plastilina, e di cui
il Chia.ia, il Bozzano, il visaxi, il De Fontenat, hanno riprodotto le
varianti. Quel volto senile, sbarbato dal naso aquilino, dal mento adunco,
dalle labbra rientranti su mascelle sguernite di denti, dal profilo grifagno,
somigliante in modo straordinario ad una Eusapia invecchiata, sarebbe quello di
sua nonna. Tale, al¬ meno, è la dichiarazione che essa jeri mi ha fatto; ma so
che certi spiritisti ch'inno altra interpretazione su quella faccia spettrale :
ad ogni modo , dal frequente manifestarsi di un “ John King „ barbuto, si deve
escludere che l’ impronta miri a identificarlo. In sostanza John è una personalità
fisiopsichica di grado poco elevato, ciò che si attaglia alla medium che ha
preso a guidare e ad aiutare. Lo si direbbe un popolano (di Na¬ poli), un
ragazzaccio, un semplicione, un “ lazzarone che nel suo analfabetismo vive
giocondamente più che può. Il vero si è che la sua personalità — come si
scorge nella sintesi che ne ho fatta — non è affatto virile, tranne nei pugni
di quando in quando battuti sul tavolo, ina che hanno tutta l’aria d’una
spavalderia per parte d’un debole. Anche la sua mano, grossa e robusta, si
limita a trasportare oggetti, ma lo fa sempre con delicatezza femminea, e ben
raramente, nei grandi trasporti al buio, avvengono guasti e rotture. I suoi
palpamenti sono cortesi e scherzosi, quali può imaginarli ed eseguirli un
fanciullo allegro o petulante: i suoi atti sono rarissimamente violenti, nè
quali dovrebbe fare un gigante della sua possa; ma pure in collera * John „ si
diporta come un ragazzo maleducato che si compiace in una partita di box o
foot-ball . Corre nei circoli spiritici italiani la leggenda che “ John
King „ abbia vissuto sulla terra nel corpo di un uomo di mare Anglo-sassone. Ma
di tale sua esistenza anteriore non si vede nessuna caratteristica : fra le
altre cose, mai lo si è sentito o visto ubbriaco, mai discorre, perchè non
saprebbe come cavarsela, di cose marinaresche ! E sembra inoltre che passando
nel mondo di là, John King abbia perduta ogni memoria, non tanto della sua
professione, ma pur della lingua materna: a Cambridge imparò appena che yes
vuol dire sì, come a Carqneiranne balbettò i primi oui... Una delle due : o non
ha saputo parlare mai l’idioma natio, e fu un idiota in vita, come è un
semplicione dopo morto : oppure il tra¬ passo lo ha reso smemorato e afasico,
arcidemente. Ma usciamo dalle metafore spiritistiche o neo-spirituali-
stiche „ (!). “ John „ si conduce come farebbe una perso¬ nalità fanciullesca
deposta nel cervello della Eusapia da una suggestione ricevuta nella sua
giovinezza e risorgente quale personaggio onirico ogni volta che ella entra in
media- nismo. Tutto porta, a credere che “ John „ non è mai esistito se
non come simbolica rappresentazione nel subconscio della medium. La sua “ anima
„ è il riflesso impiccolito, sotto certi riguardi, di quella della Eusapia,
come se costei si tro¬ vasse di fronte ad uno di quegli specchi che,
riflettendo una figura, la allungano od accorciano deformandola. La volubilità,
la incostanza, la incertezza, la ignoranza, la ingenuità, la fatuità, la
suggestionabilità di “ John „ appartenevano alla coscienza prima infantile
della Eusapia ; e il suo incosciente la rispecchia ancora tale e quale,
come in un’acqua stagnante si mira a rovescio il bosco ceduo che cresce sulle
sue rive. Anche quel paesaggio capovolto nelle acque sembra diverso dal paesaggio
reale diritto ; ma è la nostra percezione che ci dà la illusione della
diversità : solo perchè i raggi lumi¬ nosi arrivano alla retina con un angolo
differente, noi per¬ diamo la percezione della realtà e ci crediamo trasportati
in un mondo fantastico ove gli oggetti contraddicono alla legge di gravità,
dove gli alberi crescono colle radici in aria e le fronde in basso, dove il
cielo azzurro si approfonda nelle viscere della terra piuttosto che ricoprirla.
Cosi avviene della personalità sonnambulica “ John „, che è quella della
Paladino talora un po’ mascolinizzata. Ma siccome i caratteri sessuali primari
non entrano mai in evidenza ed in azione du¬ rante le sedute {e pour cause), il
“ buon John „ si limita a dare una vornice di rozzezza ai proprii atteggiamenti
e ad alcune caratteristiche somatiche accessorie ; batte i pugni, fa sforzi
ginnici e si fu sentire grande, grosso e barbuto : ecco in che consiste tutta
la sua virilità ed il suo professiona- lismo piratesco! Altro che “io magico,
del DuPkel!! Psicogenesi delle ‘ Guide Invisibili ,. In
questa faccenda delle “ personalità „ (entità occulte in¬ telligenti) che si
manifestano sempre le stesse, per bocca e nella condotta dei medi, i teorici e
gli empirici dello spi¬ ritismo-sistema non sono andati mai oltre alla
superficie. Con una ingenuità che fa il paio con la loro incompetenza
psicologica, mai hanno cercato di scoprire e stabilire la psi¬ cogenesi di quei
poi-sonaggi, che pur hanno tanta affinità, checché scriva D. Metzger, con le
personificazioni transitorie che ci mette davanti agli occhi la “
obiettivazione dei tipi „ suggerita nei soggetti ipnotizzati e descritta da
Carlo Ri- OHKT nelle sonnambule da più di trent’anni. L’affinità è inne¬ gabile
; solo che nei medii la credenza nella personificazione è persistente, è un
monoideismo più profondo. C’è da stu¬ pirsi nel leggere in Bboffrrio che
bisogna credere siano spiriti di trapassati „ perchè “ essi stessi lo
dicono „ (per mezzo degli automatismi dei medi, non mai direttamente) :
oppure, quel filosofo era uno psicologo di vaglia... Ma non era un
clinico, e di psicologia anormale non aveva alcuna idea- di là questi suoi
spropositi. Invece, il Iloursov, nello studio ammirevole dedicato alla E
lena Smith ed alle multiple personalità seconde che in ei si rivelano — “
Leopoldo , , • Cagliostro „ Maria An¬ tonietta „, la piu o meno indiana “
Simandini ecc. - ha di¬ mostrato, con finezza inarrivabile di analisi
psicologica, come esse altro non siano se non riproduzioni parziali della
perso¬ nalità prima, ossia creazioni fantastiche del subcosciente della medium,
la quale da loro ciò che può dare: il proprio modo di sentire, di pensare, di
volere, ed anche il modo di discor¬ rere, salvo una drammaticità romanzesca
intensa ed esteti¬ camente eccezionale. Sono insomma dei mascheramenti, sotto
ai quali e permesso di mettere a nudo le caratteristiche fon¬ damentali della
personalità che vi si ridette Non può esservi dubbio sull’analogia dei due
personaggi: Leopoldo è psicogeneticamente un compagno di John Ehm Ala siccome
la personalità primaria della Ginevrina è gran¬ demente superiore per
intelligenza, per elevazione morale, per coltura a quella della Napoletana,
così anche lo spirito-istrut¬ tore della prima è immensamente più evoluto dello
spirito- guida della seconda. Dalla coscienza superiore della Smith molto si
poteva e può immergere nelle sue delicate profondità su '-coscienti ; invece da
quella della Eusapia pochissimo è di¬ sceso e si deposita nel suo grossolano e
atavico subliminale: roba di scarto, senza alcun valore. Di tanto John si
rivela ancor piu materiale e volgare di Eusapia sveglia e cosciente, di quanto
Leopoldo ci appare più idealista, più romantico e serafico di Elena in stato
normale. Perocché, toltene alcune sue peculiarissime facoltà, il subliminale
elabora sempre il superliminale, nei medi come negli ipnotizzati, nel sognante
come negli uomini di genio. E Mvers non sembra essersene sempre accorto o
ricordato! La diflerenza si scorge fortissima nel modo con cui Leo- pò do
e John regolano la condotta della loro rispettiva pu- pnia. - Leopoldo „ si è
più intrinsecamente immedesimato con la personalità medianica di Elena :
filosofeggia su tutte le circostanze della vita, dirige i suoi pensieri più
profondi, inspira 1 suoi sentimenti più intimi e salienti, la consiglia negl
atti piu complessi e fini della esistenza: insomma, è una guida intellettuale,
che ha anche saputo dare alle maiii- lestaziom medianiche della sua protetta un
poetico e compli¬ cato contenuto ideativo. — Per contro, “ John , non si
rivela alla coscienza vigile della Eusapia con altrettante
intensità: durante il “trance, non le porge che l’opera sua di prestidi¬
gitatore e di ginnasta da strapazzo ; in veglia sembra che si contenti di
dirigerne solo le maggiori vicende della vite, non scendendo alle minuzie di
cui Leopoldo si compiace. Poco però possiamo sapere sul conto delle “
inspirazioni „ provenienti da John ; la Paladino è a tale riguardo pressoché
mute, e mai, spontaneamente, se non in estasi, parla della sua guida spirituale.
Solo una volte, a mio figlio Arturo, che le chiedeva se avesse avuto prole, ha
risposto sgarba¬ tamente , come se si meravigliasse che la cosa era da lui
ignorate : — “ Ma John non vuole che io abbia figli! — Pare dunque che una
certa influenza, almeno sul destino bio¬ logico della Eusapia e sulle sue
grandi funzioni organiche, John la eserciti in qualche modo. Di quanto però la
sua azione “ protettrice „ sta al di sotto di quella di Leopoldo !... Ma
John è proprio una “ personalità seconda „ ? E lo è Leopoldo ? Il Flocrnov ha
dimostrato, da par suo, che in questo “ spirito „ si tratta piuttosto di uno
stato secondo, o di un monoideismo, non di una personalità introdottasi con
caratteri sicuri di identità nella compagine psichica della sua medium (ossia “
reincarnata „ transitoriamente), e quale noi alienisti vediamo assai meglio nei
paranoici giunti al meta¬ bolismo personale. La cosa sembrerà ancora più giuste
rispetto a John King , di cui il subconscio di Eusapia Paladino, in tanto tempo
da che quell’essere spiritico si manifeste e dà .spettacolo di sé, mai ha
saputo fornire un’imagine completa così da lasciarcelo raffigurare vissuto per
davvero. In quasi Irent’anni, per mancanza di conoscenze (lingua, costumi del¬
l'epoca, mestiere, vicende storiche individuali) la monoidea di John King non è
arrivata alla “ identificazione , che sta tento a cuore agli spiritisti. La sua
povertà psicologica non è già una caratteristica connotativa di persona, ma il
prodotto di una vera deficienza nella formazione del simbolo,; il risul¬ tato
di una mancata associazione onirica fra gli elementi che potevano unirsi per
dar origine ad una “ coscienza „ intera, e sopratutto per darci quella del
pirata americano Giovanni King, vissuto, a quanto si dice, in epoche remote.
Ne consegue che John rappresenta uno scorcio deforme di individualità, e però
non può farglisi neanco l’onore di costi¬ tuire una intera personalità-seconda:
appena si può dire che con tutte le sue manifestazioni riunite, tanto fisiche,
quanto psichiche, si arriva a formare dei frammenti slegati di un personaggio
mitico, del quale poi non si ha alcun dato per identificarlo. Se Leopoldo
di Elena non è giunto, malgrado il potentissimo lavoro di associazione
subconscia, a formare un io secondario completo, si imagini come poteva
riuscirvi il preteso John, al quale mancavano tanti elementi per di¬ ventare
quel dato “ individuo „ ! Adunque, il differenziamento della personalità
dimezzata di John da quella della Eusapia è ancora più incompleto del lieve
differenziamento descritto dal Flou uno y per la perso¬ nalità di Leopoldo
rispetto a Elena. John non possiede qua¬ lità psichiche nuove : la sola che
egli si arroga (o che gli attribuiscono la Paladino e i credenti nella natura “
spiri¬ tistica „ delle sue gesta) è la potenza di manifestarsi mec¬ canicamente
e luminosamente senza farsi per lo più vedere ; è la facoltà di chiamare
attorno a “ sua figlia „ altri esseri (“ disincarnati „) capaci di produrre,
con un mimetismo sci- miesco, che denota la loro origine identica, efletti
eguali ai suoi, e di renderli in qualche maniera tangibili e visibili
(materializzazione). Tutti i “ trapassati „ che arrivano chia¬ mati da John,
sono altrettanti “ John „ camuffati a seconda delle circostanze. Ma non
c’è prova che una potenzialità occulta o magica spetti a John. Anche se si
toglie dai fenomeni di Eusapia questo assurdo personaggio, le “ meraviglie „
del medium rimangono identiche : tanto è vero che Eusapia opera media¬
nicamente in piena veglia, in dormiveglia e in estasi, solo aumentando
l’intensità, ma non mutando l’intrinseca natura dei fenomeni. E poi
l’introduzione di “ John King „ nel di¬ namismo medianico che fa ? a che cosa
serve ? che vantaggio arreca per comprenderlo? che elementi logici ci fornisce
per spiegare le scariche automatiche del subcosciente, secondo le teorie
sintetizzate dal Dr. Gley, in telergia, telefania, tele- plastia, ecc.? Qui vi
è sempre un fatto che nessuna ipotesi illumina : nè quella della disgregazione
della personalità, nè quella del subliminale. Il Dr. Oscak Voigt,
parlando al Congresso psicologico in¬ ternazionale del 1900 contro lo
spiritismo (“ Compte-rendu „, 1901, p. 656), vorrebbe che si ponessero i medium
in quello stato ipnoide speciale che egli chiama di “ veglia parziale sistematizzata
„ , e che allora si ingiungesse loro di dire come fanno ad eseguire i loro
miracoli... o i loro trucchi. — Sarebbe una vera procedura da inquisizione,
obiettano gli spiritisti; — ma lasciando in disparte il lato morale della
precauzione chiesta da Voigt, io non ho speranza che da Eusapia ipnotiz¬ zata e
obbligata a spiegarsi si avrebbero lumi atti a schiarire
l'SICOOF.SESI DEGLI INVISIBILI , 67 molto la sua
fenomenologia. Gli ipnotizzati resistono, in mas- sinvi a sì fatte ingiunzioni,
quando hanno l’idea che ubbi¬ dendo si danneggiano. E poi, nell’ipnosi non si
creano mica nozioni nuove, che ci apranola via a spiegazioni scientifiche
diverse dalle già esistenti. Allora, tanto vale aver fede nelle u rivelazioni „
degli spiriti, che pure si effettuano in istati psichici (medianità) non
sostanzialmente diversi dall’ipnotismo, anzi isomerici con esso. Porse il
processo investigatorio di Vi.igt varrà per i medi intellettuali, a
personificazioni, a messaggi: ma come basarci sii qualche speranza peri medi a
effetti fisici, con azioni a distanza ? £[0t n0 . — John non esiste e non
è mai esistito : la sua esistenza si riduce ad una parvenza di vita; ed è
parvenza debole, scialba, costituita di frammenti mal cuciti assieme, nè
omogenei, nè mai in equilibrio abbastanza stabile per dar luogo ad una condotta
individuale intelligente e affettiva. E lui tolto di mezzo, lui ricacciato fra
le creazioni oniriche, quale consistenza, quale autenticità, quale identità
possono avere o sperare le altre “ Intelligenze occulte „ che quel sim¬ bolo
verbale chiamerà a raccolta dalle pretese ombre inac¬ cessibili dell’Àl di là
? Genova, 14-15 dicembre 1901. 1 LA
QUINDICESIMA SEDUTA Dal verbale della serata. La seduta di questa
sera — io scrivo all’ima del mattino — per un pezzo ha languito. Secondo me,
c’erano due mo¬ tivi: una certa stanchezza di Ensapia; l'azione negativa di uno
dei due controllori dm-ante la prima ora e mezza. Noi speravamo che
essendo questa l’ultima sera, la Paladino ci avrebbe allietati di “ grandi „
manifestazioni; ma non si raggiungono tanto facilmente le cime dello
spiritismo, quando agli “ spiriti , non si crede ancora o si crede tepidamente.
A tale uopo avevamo levati dal raggio d’azione di Eusapia tutti i mobili e gli
utensili, a dir così, ufficiali ; solo, a terra, a destra di lei, per non
inferocire * John „, mettiamo la chitarra. Ma nonostante le nostre migliori
intenzioni, da principio non progrediamo gran che dalia fenomenologia
anteriore. La stessa medium si lamenta della inerzia del suo spirito famigliare
e lo provoca meglio che può, chiedendo l’oscurità perfetta, bussando sul
tavolino colle nocche, ecc. Noi le portiamo il soccorso della nostra
conversazione ad alta voce ; noi ci mettiamo d’accordo per desiderare o volere
almeno qualcuno dei soliti trasporti d’oggetti, non fosse che la
chitarra... 1. Siamo in parte contentati con una bellissima levita¬ zione
del tavolino. Questo si scosta dal gabinetto, si avanza verso il centro della
sala, e là (al buio), mentre gli siamo in piedi tutti d’attomo, e le nostre
mani appena lo sfiorano, si eleva di oltre un metro (1“20) ; il piano del
mobile si trova per alcuni secondi al di sopra della nostra testa, e noi siamo
costretti ad estendere le braccia quanto son lunghe, giun¬ gendo a non toccarlo
più se non lateralmente. Il controllo di Cantù e Ornati è ottimo : nè si
comprende in qual modo potrebbe Eusapia giuoearci il tiro di mandar colassù il
ta¬ volino, sotto il cui piano io porto rapidamente la mano, e lo sento libero
da ogni contatto sospetto. Viene dopo un po’ di tempo, sotto lo stimolo
della nostra vociferazione, la volta della chitarra. Questa si scuote, si
solleva strimpellando da terra, e ripete l 'itinerario aereo già nercorso dalla
bottiglia nella quarta seduta [XIV]; passa sul capo mio e di Livierato,
vigilatore di destra; si posa sul tavolo continuando a vibrare leggermente
nelle corde ; prende la rin¬ corsa, si rialza, passa sopra la testa di Ornati
(che è sempie violatore a sinistra), si avvicina al gabinetto, discende lungo le
'cortine e si posa al suolo, infine tacendo. Eusapia segue sempre il trasporto
dell’oggetto con moti delle braccia, a un dipresso come farebbero i
colombieultori del mio paese natio (Modena) quando dalle loro altane eccitano
col gesto m tondo il giro dei loro branchi di piccioni! Ma la chitarra non
cheta; poiché noi lo domandiamo insistentemente, il docile stru¬ mento si
riscuote e si rimette in cammino ; la sentiamo levitarsi dopo alcuni tentativi
(che escludono una presa volontaria di mano, e dimostrano l'origine
psicodinamica dell’agente invisibile); e traversando la catena, viene a ricol¬
locarsi in mezzo al tavolino. 3. Fra gli altri fenomeni della serata
ricorderò alcune palpatine, che raggiungono anche i secondi della catena. Note¬
volissima la dichiarazione del Linerato, che accusa di essere letteralmente
preso pel collo, alla nuca, da una mano viva, carnea, grossa, di cui percepisce
esattamente la torma e la pressione delle unghie! 4 Si presenta in
seguito una delle solite luci, ma si spegne tosto- la vediamo io e Livierato a
sinistra di Eusapia, in alto in faccia a noi. Il mio collega dichiara appresso
di scorgere sopra al capo del medium ‘ una mano fosforescente apparsa fra le
tende nere del gabinetto e subito scomparsa come per dissoluzione „; ma niun
altro di noi ha eguale fortuna, probabilmente perchè guardiamo altrove. Questo
intanto elimina la suggestione indotta o a due nella visione della luce
precursoria della materializzazione. 5 Nell’intervallo fra una toccata e
l’altra, udiamo da dentro al gabinetto, alla sinistra d’Eusapia, dei piccoli
rumori definiti come prodotti dallo scoppiettar delle dita. Questo e stato nno
dei rarissimi fenomeni acustici (intendo prodotti da corpi vibranti invisibili)
che io abbia percepito in tante sedute; e il comportamento tranquillo del
medium, che nel frattempo discerniamo immobile, parrebbe assicurarcene la
natura medianica... Ma ecco sopravvenirci in mente le spiega¬ zioni degli
scricchiolìi tendineo-muscolari (sig* Sidgwick), per imbrogliarci sulla origine
di quel rumorino secco che noi, 70 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II con un po’ di incertezza per la localizzazione nello
spazio acustico e per la provenienza del suono, attribuiamo al rapido scattare
del pollice sulle punte oppostegli delle dita mi¬ nori... Quelle del medium?...
La cosa è possibile, e lo scher¬ zevole bel gesto di John King, o di chiunque
altri per lui si fa vivo nelle tenebre, perde il suo carattere ultra-psichico,
e cade, ahimè, come tante altre di queste meraviglie, fra le tenaglie della
critica e fra le morse del dubbio! 6. Ma quel buio quasi assoluto non ci
tranquillizza ; chie¬ diamo luce, e ci viene concesso di accendere la lampadina
a vetro rosso, sufficientissima per vederci; alla sua luce di¬ stinguo le sfere
del mio orologio da tasca, e questo criterio mi ha servito in molte sedute per
determinare il grado di visibilità in cui si sperimentava. Ecco che cosa
ha scritto il redattore dei verbali : Fatta la luce rossa, si avvicinano
al gabinetto Pellizzari e ì erraro, per ritentare l’esperimento (dei tocchi).
Avanzando la mano, Ferraro è toccato M'interno del vano oscuro, al di là delle
tendine, da una tnano libera e calda, con un pollice molto grosso e gonfio,
sproporzionato al resto di questa estremità umanoide. Quindi entrambi sentono
dietro la tenda un braccio vigoroso che li respinge per due volte verso
Livierato; essi ne hanno 1 impressione di una persona che, in piedi, si
trovasse nel gabinetto oscuro e agisse intenzionalmente a quel modo. Livierato
annuncia nel frattempo che ha visto, in faccia a se, una luce sfilare
rapidamente in senso orizzontale e sparire. Le manifestazioni si
arrestano. Allora, abbassando il rideau bianco che sere fa fu aggiunto e poi
tirato in su, accendendo una lampadina elettrica appesa, nel vano scuro, e
lasciando al buio la sala, Ferraro tenta nuovamente di ottenere la comparsa di
qualche ombra sul diaframma, ma inutilmente. E poiché la medium dice di
sentirsi spossata (il tavolino, interrogato, ce lo conferma), leviamo la seduta
poco dopo la mezzanotte „. 7. La fine della serata ci riserva qualche
sorpresa, quan¬ tunque non si esca dall’abituale paladinismo. Io sono invi¬
tato a salire in ginocchi sul tavolino e a protendere in alto la destra verso
il gabinetto, mentre la mia sinistra è afferrata dalle due mani di Eusapia. Or
bene, lassù, a circa un metro dal bregma di costei, sono toccato da una mano ;
quest’or¬ gano non visibile, ma di consistenza anatomica, rimane fa¬ sciato
dalla nera stoffa. Soddisfatta che io dica d’aver sentito, Eusapia mi fa
discendere, e pur rimanendo a sorvegliarla il prof. Livierato e 1 iug. Ornati,
rompiamo la catena (ci ba¬ dino coloro che la ritengono indispensabile per le
ghermìnelle del medium). Ed io e Cantò chiediamo di tornare a tasteggiare
l’Invisibile che si cela nel gabinetto. Eusapia ac¬ consente: — la tenda si
solleva dal suo lato destro, e a circa mezzo metro al di sopra della sua testa
si forma colà entro un che di solido, che avanza verso di me e per tre volte
garbatamente mi tocca e stringe. E certo un arto umano ro¬ busto, grosso, e che
ha buoni muscoli; anche Cantu ne av¬ verte la presenza, ma non lo sente o non
lo definisce con altrettanta precisione. La fatica del
medium. Il fatto che durante una seduta la Eusapia perde di mano in
mano le sue forze fisiche sì da essere alla fine estenuata, ci spiega la
remittenza nella potenzialità medianica, be è vero che per la produzione dei
suoi fenomeni meccanici e laminosi abbisognano un effluvio ed uno sforzo della
medium - sforzo che ci rivelano le contrazioni muscolari lo sba¬ diglio,
l’affanno, i gemiti e tutti i gesti precedenti od accom¬ pagnanti il fenomeno
stesso - si comprende che, alla lunga, lina successione di sforzi consimili le
tolga per un po di tempo la capacità di agire efficacemente. E ciò risponde
alla nota legge fisiologica che 1 organismo è capace di fornire una data
quantità di lavoro, scaricando una corrispondente energia, al che segue il
bisogno di ripa¬ rare le perdite con un periodo di riposo. Nella scarica della
energia vitale vi è un maximum, che si può raggiungere me¬ diante l’esercizio :
e chi si addestra per la esecuzione di iin dato movimento riesce a sorpassare 1
limiti della normalità, ma oltre a quel punto vi è sempre una caduta piu o meno
rapida della capacità di lavoro. - Se si tratta di muscoli, le bellissime
osservazioni di A. Mosso (anche se all in erpre- tazione degli ergogrammi si
debba portare la riforma ideata dal Treves) hanno provato che la fatica
sopravviene quando si sia eseguita una certa somma di lavoro, rappresentata, ad
es., dai sollevamenti di un peso; il muscolo affaticato deve ristorarsi , e non
riprende la sua potenzialità di con¬ trarsi, per dare un rendimento utile, se
non dopo un deter¬ minato tempo. - Se si tratta di nervi, il loro
funzionamento ‘ “ _ fSIOOLOr.IA E SPIKITI8MO, n te mi
lu s“- te ifiSaHr senza vero rischio e nericoln r Pf-°' D j.
nPet:ers> di spesso affaticati, si sono alleniti , ’ 'lr ‘ medlura
soverchiamente (ritenta medianica, i'h.MO ristati’ ™ t i"me '» loro
H • wtejs ed indicono un, ,, S. d? rilf “ '"fondono Ens.pi, ma non
bisogni «Si. se, it “!T ■“*•»«! scarsa fertilità di una serata alla 6SSa
at,trlbulsce <a Ss medium qualche influenza Y#> fJani?° ^anno
nella donna- medii, in genere qualche M TT Se,S8Uali? Esiste nei della ignota
forzi Zo,ta T? , ■ ^?ltà . attiva viduale? Lo studio della m/rT uJai!<
1 finsi deHa v’ta indi- i teorici dello s^So snnn ^r- C°SÌ P?C0 e pienti,
che neanco la niù «p. r a' -Sln flm cos* poco sa- fis iologico dei fenomeni è
sin ' °n “0Z?0”e sul determinismo della Eusapia, che io ho inter T- Stata
raecoIta- AI d"’« menstruali esercitino azinn r ' 1 * PloPoslto> le
funzioni dianiche; ciò staSbe fòri ; st,m.ola.tnce sulle Cecità me¬ menti
indubbiamente eroici annali T SU0Ì atte^>- date, come ha or ora rilevàfn
T. ^ ’ dur81lte ce«-te se- Gidlio Bors?... ' sa£eiandone però la portata,
avere sedute *“ buone0” "j"*® è seml)re sicuri di buone Nessuna
seduta, tra quelle cui finora furonTn^t0’ è S-ata del tutt0 sterile5 ma
almeno tre o quattro ruiono povenssime, monotone, pressoché insulse niente
af- se^atonehenT„tÌ; ^ 1 “ T»?™’ *•« iTgTà os- • , cbe Eusapia è tratta
istintivamente a simulare La mmoT'16.51 arr®sta naturalmente ai fenomeni
inferiori e « la(iCaSme^1VI-: l>Ur qui SÌ rivela un «^'O effetto della
fatica medianica Qualora Eusapia, in possesso di tutte ; :72 ;»•»“. '«»
«■••MI. simulatrice, fornii , S fenomeni D hsneifCred,ere' dov1rebbe imitare
«Ceciatamente i il P1P ttaf'° 0S1 Per levare dalla mente degli astanti il
Si: ianr fdeirinutiie ^ ^ rsi fenomeni el ^ Cntaie, contro il suo
interesse, altro che al pianto mTenttat? ; !SSa S-, ne aCCora’ se ne
commove fino o per lo* “ Ut°- Inub,e: la medianità spossata tace, o per io meno
è limitata e parziale. Le interferenze psichiche. Non
si creda che il controllo abbia sulla medianità della Eusapia .in azione tanto
più riduttrice e inibiS quanto 111110 nSoroso- Chi non V ha veduta operare ,
tiene per si- S* Una. severa sorveglianza basterebbe ad impedire le
manifestazioni, perchè porrebbe la medium nella impossibi¬ li' d mentire e di
agu-e ingannevolmente a distanza Eb¬ bene non ci sono riusciti uomini di
altissima lettura e muniti di mezzi complicati di accertamento (contatti e iu-
teirutton elettrici, cassette pei piedi so-abelli n lili r spo«t,„,„
enunciato o aspettato. pi4 ie ™mì„ , 2“ medium sono invigilate
(afferramento dei pugni piedi tenuti termi da un osservatore in ginocchio sotto
il tavolo ecc eS L^noP1VtThe’fÒ- SÌnCer° è stat0 in taluni casi il
nomeno. Si direbbe, dunque, che il controllo, anziché im- 74
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II pedire, stimoli la projezione di
forza, cosa che parrà addi¬ rittura paradossale a chi teme e vede la bugia
dappertutto, ma di cui lo psicologo capisce facilmente le ragioni. E queste
stanno nelle caratteristiche della personalità stessa di Eusapia.
Perocché, essendo costei dominata dall’idea di convincere della propria
sincerità, è questa la idea che continuamente si riaffaccia alla sua coscienza
superiore, non solo in prin¬ cipio di seduta, ma anche dui-ante le continue
oscillazioni dello stato ipnoide. Nei parziali ricuperi della consapevo¬ lezza
piena, Eusapia ritorna in “ trance „ mediante un forte atto di autosuggestione,
ma porta con sé la sua ossessione, e la forza medianica si sprigiona allora automaticamente
con tensione più grande. Perchè ciò avvenga, occorre certa¬ mente che la medium
si trovi in condizione fisio-psichiea propizia al passaggio immediato in estasi
: ora, questa con¬ dizione è preparata dalla prima parte della seduta, durante la
quale l’Eusapia si assoggetta ad un vero allenamento. In principio essa
non passa quasi mai rapidamente in “ trance „ , salvo in certe sere di ottima
disposizione; essa ha bisogno di un po’ di tempo per “ concentrarsi e guai a
distrarla in quel periodo! Ora, la si distrae specialmente in due modi : — 1°
svegliando la sua propensione alla ciarla; bisogna perciò guardarsi dal
rivolgerle la parola, dall’interrogarla sui fatti suoi o sulla sua storia; essa
non tacerebbe più, e si dovrebbe aspettare per un pezzo il manifestarsi dello “
spirito „, com¬ piacente sì, ma permaloso di vedersi trascurato; — 2” pa¬
lesando in modo troppo aperto che si diffida delle sue pre¬ sunte bugiarderie;
ciò la indispettisce e la tiene sveglia. Non è dunque la materialità del
“ controllo „ che vale a so¬ spendere i fenomeni; è il suo lato, dirò così,
morale, psi¬ cologico. Gli increduli inesperti operano allora una contro¬
suggestione, e poi si stupiscono se la serata è vuota o... troppo piena di
astuzie ! Gli “ spiriti , dipendono sempre, nel loro manifestarsi, dalle
condizioni bio-psichiche dei medi : queste sono, che li paralizzano, o li
galvanizzano, e così li addimo¬ strano una creazione dei medi stessi. Una
volta superato il periodo di preparazione, che anche nelle serate più
favorevoli non dura mai meno di un’ora o un’ora e mezza, Eusapia diventa capace
di autoipnotizzarsi e di ridestarsi da un istante all’altro. Debbo avvertire
però che il risveglio intra-accessuale , col perdurare della fase sonnambulica
e coll approfondire della letargica, diviene sempre meno completo; ecco perchè
quello definitivo richiede qualche tempo, da venti minuti a mezz’ora dopo data
l'ultima scarica, prima ili ricondurre la coscienza : intanto Eù- sapia guarda,
parla e cammina con attitudini d’automa. Che il periodico risvegliarsi
della coscienza sonnambuliea sia incompleto, lo prova il modo tronco, confuso,
di parlare della medium in quei momenti. Essa vorrebbe, ad esempio, stabilire
le maniere di controllo, la disposizione della ca¬ tena, ecc. , ma spesso non
riesce a farsi capire, tanto sono incomprensibili le sue domande e poco precisi
gli ordini di “ John Inoltre in quei risvegli parziali si nota una defi¬ cienza
di memoria. Eusapia intenderebbe, puta caso, indicare uno dei presenti perchè
le pigli le mani, o si alzi a vedere e a toccare, o in altra guisa partecipi al
fenomeno che sta preparandosi o svolgendosi. Ma di rado essa giunge a no¬
minare le persone che ha in mente. Dalla sua bocca, con voce rauca, alterata,
non escono che frasi dimezzate. “ — 7 tt, tu... prendi tu... „ è la indicazione
cui ordinariamente si ri¬ corre allora dalla medium ; e la penombra in cui ci
si trova ci toglie spesso di capir subito a chi quel tu sia rivolto. Si va
avanti interpretando alla meglio le apostrofi tronche o i risi sarcastici di
Eusapia; ma normalmente è la persona che costei vuole convincere quella che
deve afferrarle la mano, pigiarla sulla testa durante il fenomeno, recarsi a
verificare di dietro alla tenda ciò che succede. Orbene, siccome questa persona
è quasi sempre il più incredulo e supposto scaltro della compagnia, si vede
chiaro che la presunta azione ne¬ gativa degli astanti sulla potenzialità della
Paladino cessa del tutto non appena il rapimento medianico si sia real¬ mente
prodotto : allora essa, insensibile ed inconsapevole, non soffre più inibizioni
rappresentative od emotive. L’interferenza dello scetticismo è scarsa o
nulla per Eu¬ sapia ben medianizzata : ha appena efficacia nella prima parte di
una seduta. Allora, sì; commettendo l’inavvertenza di porle vicino qualcuno di
quegli increduli incapaci di domi¬ narsi e tratti ad esprimere con soverchia
candidezza le loro paure di frode, la serata corre il rischio di naufragare. La
coscienza dell’Èusapia ne rimane attraversata da emozioni penose e da imagini
sconfortanti, che non cedono il passo alla idea autosuggestiva del sonno
medianico. Avverrà allora nella sua coscienza ciò che si verifica in chi
accingendosi a dormire pensa alla funzione del sonno ansiosamente, come fanno
certe persone afflitte da insonnia; in realtà il sonno non arriva, e l’infelice
si dibatte invano contro l’idea antagoni¬ stica del non-sonno. Andate a far
comprendere, se vi riesce, questa psicologia elementare del successo o
insuccesso di una seduta agli scettici perpetuamente sospettosi! Vi è
proprio anche una ossessione di incredulità, come vi è nei fanatici quella
della credenza ad ogni costo , tanto bene schernita e stigmatizzata da Federico
Mvers. Tangibilità e visibilità indiretta delle forme materializzate.
Chiamano gli spiritisti * materializzazione „ tutto ciò che nello spazio vuoto
(aereo) diventa tangibile o visibile sotto razione misteriosa dei medium. Il
fatto è paradossale, e gli antispiritisti l'oppugnano dichiarandolo prodotto di
un errore dei sensi: illusione tattile ed allucinazione visiva. Posso io
però ammettere questa- spiegazione così semplice, che pure soddisferebbe il mio
gusto per la psico-patologia V No. Tor¬ niamo ad esaminare quello che avviene
in una “ materializ¬ zazione „ che ci si rivela soltanto con sensazioni
tatto-mu¬ scolari (stereoplasmi). I. — La sera del 18 dicembre 1901,
essendomi stata portata via di sotto la sedia dal misterioso “ agente „ che
operava intorno a noi, io sono stato costretto ad alzarmi in piedi. Mentr’ero
in questa posizione, * mani „ invisibili hanno continuato a brancicarmi, a
stringermi il braccio, a battermi amichevolmente sulle spalle, a tirarmi per la
giacca... Ad un certo punto ho avuta la completa sensazione di un’intera “
persona „ che mi si fosse accostata dal lato sinistro , e mi si addossasse
tutta sul fianco, e passandomi il braccio sul dorso mi andasse con le dita a
premere, solleticando, sotto 1 ascella destra. Per quanto fossi impressionato
dalla corpulenta mole e dall’alta statura (o da quelle che tali mi parevano)
del mio petulante abbracciatole, non ho perduta la tranquillità dell’animo ; e
ho lasciato perdurare la stretta dell’invisibile sul mio fianco sino a che quel
“ gigante „ delle tenebre non si tosse allontanato. Ho dunque avuta una percezione
abbastanza complessa; 1° stimolazione tattile di al¬ meno quattro zone cutanee:
il fianco sinistro, la spalla si¬ nistra, il dorso, l’ascella destra ; — 2°
stimolazione dei nervi incaricati d’avvertire la pressione, ossia della
sensibilità bo¬ rica ; 3" stimolazione della sensibilità delle masse
muscolari, aponeurosi, legamenti articolari attorno alla spalla ; — 4° inoltre
quel braccio mi ha tratto da destra a sinistra, tutto il mio corpo ha
oscillato, la mia colonna vertebrale si è piegata, il mio centro di gravità si
è spostato... e ho avuto perciò mutamenti nel mio senso complesso di equi¬
librio (posizione nello spazio, atteggiamento del corpo). In sostanza, un
numero cospicuo di elementi somatici ha trasmesso fisiologicamente ai miei
centri coscienti le impressioni medesime che avrei provato se, in luogo di un
personaggio fatto d’ * ombra „ (mi si passi, per adesso, questa definizione),
fossi stato abbracciato da un uomo fatto di carne. Quella è stata una
materializzazione di “ persona „ ancora più avanzata dell’altra che alla 10*
seduta mi dette la persuasione e l’ imagine sintetica di una creatura in età
fanciullesca avanzatasi (sotto la tenda) incontro a me, senza contare le tante
volte in cui ho provato la impressione di mani vive che mi venivano a toccare.
Codesto sviluppo dei fenomeni non può essere risultato di allucinazioni ; si
tratta di sensazioni percepite, riconosciute, corrette. E la Eusapia che si
sdoppia e crea quelle “ forme „ nello spazio attorno a sé?... Ma sdoppiandosi,
come fa ad assumere altri carat¬ teri personali? . II. _ Ieri sera ho
avuto altre sensazioni di torme ste¬ reoplastiche consimili, ma ancora
più stupefacenti, perchè le ho percepite nello stesso tempo col tatto, col
senso kinesle- tico e con la vista. — A un certo punto della seduta, dopo che
avevamo più volte pregato “ John „ di comportarsi in ma¬ niera percettibile, la
Eusapia mi ha ingiunto di lasciare la catena, di passare a sinistra del prof.
Livierato (controllore eli destra ), di protendermi dietro di lei fino a
portarmi con la parte superiore del corpo davanti la tenda, e, in questa
situazione, di avvicinare alla stoffa la mia mano sinistra più in alto che
avessi potuto. La lampadina rossa illuminava debolmente la stanza, ma ogni
oggetto era discernibile; io distinguevo sotto e davanti a me la Eusapia,
vedevo le sue mani tenute dai due controllori, la sua testa toccava il mio
gomito sinistro. Ebbene, dopo alcuni secondi di attesa la tenda si è sollevata
come se dal di dentro del gabinetto fosse sopraggiunta una “ persona,; e la mia
mano, il mio avambraccio sono stati toccati e respinti da qualcosa di re¬
sistente che mi è parso una specie di braccio duro, piuttosto voluminoso,
rotondeggiante. H sollevamento ( visibile ) della tenda e la ripulsa del pre¬
sunto braccio ( visibile anch’esso indirettamente, e per di più i sTipetu“ lungamente di quello
sottostante del medhim Dffkt PT Sl èf dl nuovo allevata in corrispondenza dàlia
protesa, e questa è stata afferrata e str«L • “«sinistra tre volte da una mano
di n-ossea^ medin a“Iche.v°lniente eepito il pollice in alto e lf altre dita
nh’ s™ ’‘° ')ei" di consistenza molliccia o nwi; r ,a ln tasso (una
destra), percezione è eS “r'e „S‘ ° , “p, ““»■ U veduto la tenda sollevarsi e
la mia n * tfa ■ presentl hanno misteriosa. Dopo di che sono “SItat“ dalla
stretta mio posto con un: ora basta! d<dl’Eusapfa ^ t0niare al
alhidnatl di impressioni noi fossimo lue-inazione suggestbf se T IV d
F,0var,°- ~ La ai- dizione patolojfa o [ quinto mènnUale’ nC!1Ìede con¬ io si
vede nei soletti mnnt.V™«Drì anormaJe della psiche; porre che noi fossimo
pisciti nelìiDnZJanhbe ridìcol° SUP‘ ridestati ; »» TOli .Sfa ™« P«( uno
, poi collettive esigono pure condivid i- T Le allucinazioni ha studiato
fa psicologia co P6CuLfn che bene Tarde, Le BoNf P f. ^ ° mtersociale
(Wde, “ folla „ fanatizzata, nè un’accdta d? C°stltuiamo una di apostoli.
Che anzi le materiali. ' c.redent). nè un sinodo ctocl» SS f
sC,”.”™;Srr.““!̰“’ "" I>°’ “ '»»S<> Canti., egli ha
cLstoT ’ jl“0Ì ?SSend°. sera!,re « dottor infestazioni a suo beneficio e a
tal«* * rep ifa di quelle ma¬ la tenda nella posS„e che in U°P° S‘ è Collocato
presso abbastanza lunga, e mentre la if']0 ,assu”to- ,}opo un’attesa denti per
sprigionare la su, fJ™ 7 ^ COnati ri¬ solo la sensazione di auJZ/ , medlan,ca-
egli ha avuto * e lo respingesse • K^.^^“0Ves“ dietro Ia tenda sioni di mano.
Su di lui quella nWme° Pu° •<j°Cchl’ nè Pres’ lueina., te , - chiamiamolo
cosi éUm>-’ P-r°CeSS° “ a1' tanea - non aveva dimane Le! concessione momen-
“ materializzazione ’ si imzia’va S6 D°n- Parzlalinente: la Questo fatto è
sfato Zì i ? nou 81 completava, nostre sedute con EusaniiV ! * 3 me w,oite
vo^te nelle altri medium: se ne desume trova segnalato rispetto ad
fe.Otacnologi. ,»p.„0r„.u) giori fenomeni, e specialmente
delle materializzazioni tangibili e visibili, abbisogna la partecipazione della
psiche dei pte- senti. Ma in qual modo? E forse per un contributo di energia
fisio-psiehica, secondo che suppone la dotti-ina animistica anche nelle vesti
di quella psico-collettiva dell Ochorowicz ? 0 è dai margini del nostro
ultra-cosciente, che qualche cosa di ancora ignoto si protende verso il medium
e si confonde col suo subliminale, si da dare origine a centri intermedi e
inter-individuali di energia? Io Don escludo che il nostro subcosciente possa
aiutare le manifestazioni medianiche; se fosse vero che tutti gli uomini, come
pretende anche Gugl. Crookes, sono capaci di proiettare la “ forza psichica „,
ciò avverrà nei soggetti normali senza che se ne accorgano. La cosa non è
improbabile, ma non ò provata; e 1 illustre scien¬ ziato acquisterebbe assai
più gloria a tentare in questa via che non a scoprire altri elementi semplici.
. _ , Da modesto psicologo credo che la partecipazione dell io cosciente
degli astanti sia, in generale, assai più semplice. Quando abbiamo voluto che
un fenomeno avvenisse, quando abbiamo concentrato il nostro pensiero su di una
manifesta¬ zione che desideravamo , il nostro aiuto alla Paladino si operò
mediante suggestione; ossia il medium, già messosi in istato auto-suggestivo,
ha ricevuto dalla volontà altrui un rinforzo per meglio scaricare i suoi
effluvi fisiologici. Può essere che il rinforzo sia dato per via telepatica; e
che il subliminale del medium riceva vere impulsioni dal pensiero unisono dei
presenti trasmesso e avvertito a distanza, senza, intermezzo dei processi
sensitivi-sensoriali comuni. Ma una spiegazione da non trascurare e più
naturale, è che Eusapia resti anche suggestionata dall’atteggiamento concorde
dei presenti, dalle esclamazioni di assenso che tutti emettono in prova del
loro sforzo volitivo, dagli sguardi intenti sul punto dove si suppone debba
avvenire il fenomeno: allora il suo automatismo sovraeccitato si scarica
pienamente. Il dottore Cantò essendo però in questi momenti il meno espansivo
dei cinque, può determinare la imperfezione delle materializzazioni. IV.
— In seguito la Eusapia ha domandato che io ve¬ nissi in aiuto al collega, che
ambedue ci avvicinassimo l'uno dietro l’altro al gabinetto dallo stesso lato, e
che congiunte le sinistre ci accostassimo coi nostri due avambracci e fianchi
sinistri alla famosa tenda nera. Così vien fatto, e là atten¬ diamo. Dapprima
io ho di nuovo la sensazione di una mano che dall’altra parte del sottile
diaframma mi tocca e respinge; il Cantò annunzia di avvertire, invece,
tastatine indeterminato Poscia, ambedue avvertiamo nello stesso tempo una
"ressione mólto estesa, che dalle mani tenute in alto c. si prolunga in
basso sui fianchi. La una percezione è lucidi - siimi- un “ essere umano „,
restando invisibile dentio al a ìlinetto mi si appoggia contro con tutto un suo
banco e Srribótte vigoroPsPamente verso il tavolo. La stessa impres¬ sione
dichiara finalmente di avere avuto Cantò. Io ricevo inoltre quasi a compenso
della violenza subita, una ami- c li e vote stretta di mano; all’opposto Cantu
avverte una palma di mano che si posa contro la sua e lo respinge. Io appunto
in proposito che durante tutta questa elaborazione medianica, K fioca
luce in cui si trova la sala ci lascia scorgere la Pa- !adt seduta davanti e.
per così dire, sotto di noi con- trollata in ambe le mani, pressoché immobile,
con la testa alquanto piegata a destra dalla nostra parte, come se io-
ipcqe evocare il suo u John . . . « Qui si sono avute sensazioni diverse
in due ucmnm sveg nosti nelle medesime condizioni per riceverle ; ciò esclude^
contacio psichico fra i percipienti ed abbatte lo spauracchio dell
alìucmàaione. Eccettochè non si volesse fantasticare che Eusapia sa allucinare
gli astanti in gradi diversi, pro¬ pinando all’uno una dose maggiore di
influenza magnetica, all’altro una dose minore... Ma buona parte defle diverge^
Ira i percipienti dipende - l’ho già detto — dall elemento personale; forse io
sono indotto a completare, a perfezionale e a sintetizzare le mie impressioni
sensitive e sensoriali piu che non lo sia il dott. V. Cantò. Non v’è più
dubbio alcuno per me: - in condizioni de¬ terminate tìsio-psicologiche di un
medium, a luce «ufficiente ner impedire ogni inganno, in un locale chiuso
a chiave, L un angolo di stanza quasi vuota e con le porte suggel late nel vano
d’una finestra munita di doppia inferriata foderata da drappi inchiodati al
telaio, in uno spazio pe - ttmente liberi d’ogni cosa materiale cbeP^a
moversi od essere messa in movimento si forma adun jrjto un corpo o essere
avente tre sorta di qualità. . materia ossia ha resistenza, volume, peso,
massa, impene¬ trabilità’- 2“ Biologiche: è vivente, in quanto si muove, va e
viene agita una tenda, esercita una pressione e poi si ntira, ha una'
conformazione analoga all’animale; ha una hinzio- nahtà che non solo lascia
supporre nia dimostrajidd nttura una struttura anatomica ben nota (umana); - 3
rstctocne. I capace di eseguire atti intenzionali ed esprimenti stati emotivi
e volitivi elementari (amicizia, ripulsione, desiderio di manifestarsi , eec).
E questo corpo materiale pressoché completo, ma sempre imperfetto, organico e
funzionante ad un tempo, con attività psichica apparentemente autonoma,
scompare con altrettanta rapidità là dove si è formato, senza lasciare traccia
alcuna di sé... tranne nella estenuazione evidente del medium al quale, dopo
tanto sforzo, concediamo finalmente il chiestoci riposo. Mai, fino a
jersera avevo avuto una più esatta dimostra¬ zione della realtà dei fenomeni
ectoplastici ; sia perchè del controllo sono sicuro, non tanto per affermazione
altrui quanto per visione diretta, sia perchè le mie impressioni sensitive,
tatto-muscolari e visive sono state condivise da chi era ma¬ terialmente e
tìsio-psicologicamente in condizioni di subirle eguali a me. No ; non siamo
stati lo zimbello di una ciurma- trice, nè vittime di allucinazioni: tutto è
avvenuto mentre possedevamo il pieno dominio dei nostri sensi e la maggiore
lucidità di coscienza. È meraviglioso, ma è vero. * « *
Limitazione fisiologica della spiritualità “ spiritica Rari sono i
fenomeni medianici che si dirigano al senso dell’udito. 1 piu comuni sono i
tatto-muscolari ; in secondo ordine, ma già a grande distanza, vengono i visivi
; ultimi, e apparentemente più difficili e rarissimi, compaiono adesso gli
acustici, quasi mai gli olfattivi, mai (per quello che mi consta) i gustativi:
e passo sotto silenzio i fenomeni (fisio¬ logici) elettrici, magnetici, eec. Ho
detto “adesso,, perchè nei principi dello Spiritismo moderno gli acustici e gli
olfattivi erano più frequenti e... clamorosi ed odorosi. Vi è forse ragione di
sospettare che tale rarità sia dovuta a particolari condizioni
fisio-psicologiche di questi sensi ? L’udito che ha sorgenti fisiche
(percezioni di onde aeree) è, chi noi sa?, un senso altamente intellettuale :
esso condi¬ vide con la vista, quest' altro senso a base fisica (percezione di
vibrazioni eteree), l’ufficio supremo di fornire alla mente umana la maggior
parte dei suoi elementi costitutivi, ossia di nozioni sul mondo esterno. Anche
il tatto e il senso mu¬ scolare, le cui percezioni sono ugualmente di origine
fisica ti Morselli, Psicologia e spiritismo, IL
(percezione della energia condensata in materia) vi parteci¬ pano
ampiamente con nozioni relative a proprietà fonda- mentali degli oggetti, ma
sopratutto con nozioni sul nostro corpo e sue attività. Quanto ai due sensi
chimici, gusto ed olfatto, tanto meno contribuiscono allo sviluppo del
pensiero, quanto più si sale nella gerarchia dei Vertebrati. Ma, tra i
sensi specifici, l’udito, in quanto è la sorgente delle imagini verbali che
sono le più adoperate nel corso del- 1 evoluzione umana sociale ed individuale,
occupa il primo posto tra i costru ttori del nostro pensiero. L’umanità pas¬
sata e presente ha pensato e pensa preferibilmente con la memoria acustica
(voci dei nostri simili); e anche l’individuo colto, che forse potrebbe pensare
con imagini visive (segni della scrittura), adopera di preferenza le imagini
sonore, alle quali si aggiungono però le imagini verbo-motorie, solo in
pochissimi eletti le imagini grafomotorie. Naturalmente scrivendo ciò voglio
alludere al pensiero logico, in cui il simbolo verbale lappi esenta lidea;
ossia il logos che contraddistingue l’uomo. TI pensiero contiene altri
elementi, cioè le impressioni sen¬ sitive ^e sensoriali dirette, non
trasformate in simboli acustici e grafici (parole); e tutti gli animali, tutti
gli uomini pri¬ mitivi e ancora alali, i bambini in tenera età t in-fantes, non
parlanti), i sordomuti, gli individui colpiti nel cervello si- nistio e pei ciò
afasici, pensano per mezzo di codeste imagini, magali sovrapposte e
sintetizzate per legge di associazione fisio-psiehica, ma non ancora astratte e
simboleggiate in segni indiretti (motorii). Or dunque, come avviene che la
medianità si estrinsechi con manifestazioni che con tanta frequenza ci
stimolano il tatto e il senso muscolare, meno frequente¬ mente la vista, più di
raro l'udito, e rarissimamente, almeno nella fase attuale dello * spiritualismo
scientifico „, l’olfatto ed il gusto, meno che mai il senso organico
fondamentale, la cenestesi? È problema che non veggo, o non so che sia
stato posto e discusso prima di me. Lo voglio considerare in breve sotto due
aspetti: le sue ragioni; le sue conseguenze. 1 Rispetto alle prime, io
ricorderò che i medium giun¬ gono all esame dell’uomo di scienza quando già
sono abi¬ tuati ad una determinata tecnica e ad una determinata fe¬
nomenologia. Nei circoli spiritici, nonostante la pretesa di fare delle
ricerche sperimentali (?), realmente si propende a fare solo del
trascendentalismo o dell’impressionismo emotivo ; e vi si è in fatti molto
digiuni di psicologia, soprattutto di fis’io- PRESENTE E FUTURO DELLA
MEDIANITÀ 83 psicologia : quest’ultiraa, per la sua
stessa indole di scienza positiva , ha sempre risvegliato le antipatie degli
spiritisti. Dirò per vero che gli stessi psicologi competenti hanno con¬
tribuito finora, col loro contegno verso lo spiritismo, alla limitazione
artificiosa e sempre più sistematica della feno¬ menologia metapsichica: — noi,
dediti alla scienza, abbiamo polpa se la medianità, abbandonata alle correnti
mistiche ed occultistiche, ha preso abitudini viziate, si è collocata da punti
parzialissimi di veduta, e non ha dato ancora tutto quello che certamente
poteva dare e che darà in mano dei veri sperimentatori. È prematuro
pronosticare i risultati che la medianità è in grado di fornire quando accolta
nei grandi nostri labo¬ ratori, sottoposta a prove veramente serie, sarà
coltivata senza sottintesi spiritualistici, o animistici, o teosofici, ma
soltanto come un’attività nuova, particolare, inesplorata, del¬ l'organismo
umano. Evidentemente allora il territorio d’azione dei medium si allargherà, ed
ai fenomeni fin qui prodotti se ne aggiungeranno altri che colpiranno tutti i
sensi in ma¬ niera per ora sconosciuta e imprevedibile. Sarà allora pos¬ sibile
vedere manifestazioni sicure medianiche gustative, olfattive, fors’anco
cenestetiche. Sotto quest’ultimo aspetto si arriverà forse ad una più diretta
trasmissione del pensiero dal medium ai presenti e da questi a quello; si avrà
la immissione della medesima sensazione e idea entro più cer¬ velli insieme
operanti ; e giungerà il momento in cui (chi può negarlo a priori ?) le
coscienze convibreranno integral¬ mente aU’nnisono, e gli io secondarii o
subconsci dei con¬ vibranti si immedesimeranno e diventeranno veramente si¬
mili; l'umanità potrà essere mentalmente omogeneizzata. Nè la fenomenologia
sperimentale futura si arresterà qui : potranno perfezionarsi i meccanismi
esopsichici proiettanti gli effluvi o dinamismi interiori del nostro cervello;
potranno acuirsi altre categorie di sensazioni, che sin qui sono poco
sviluppate nell’uomo, ad esempio il senso magnetico, il senso complesso dell’
orientamento nello spazio, la visione dell’in- trarosso e dell’ultravioletto,
ecc. Il campo è aperto ai ricer¬ catori: - felice colui che avrà mezzi ed agio
per investi¬ gare! Quali e quante scoperte avverranno in questo campo!...
Ma oltre all’educazione circoscritta dei medi, dobbiamo tener conto della
natura delle sensazioni chimiche e di quelle della cenestesi. Esse sono, l’ho
già detto, di valore inferiore per l’intelligenza, e forse è per questa loro
inferiorità che istintivamente i medium da una parte, gli spiritisti
dall’altra, t ! S4 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II non le hanno richieste e coltivate. Ciò che più
convince gli nomini li deve toccare nelle sfere sensoriali elevate e più
direttamente accertabili, che son quelle del tatto, della vista dell udito
(questo senso, se per sè non va soggetto che à rarissimi fenomeni , partecipa
intanto ai fenomeni tattili e muscolari in quanto sa percepire i rumori e i
suoni accom¬ pagnanti 1 movimenti, e cosi rinforza la percezione reale dei
fenomeni stessi). Invece non si convince nessuno per mezzo di sapori, di odori,
o di sensazioni viscerali, sia perchè queste sono troppo subiettive e ninno
avrebbe mezzo di verificare le impressioni dichiarate da altri, sia perchè si
tratta di sensi che possono entrare facilmente in azione per stimolazioni
organiche malamente percepite. Da un lato, dunque, non giovava allo spiritismo
di fare proseliti mediante codeste sensazioni di grado e di contenuto basso ; e
quantunque si fossero nei primi tempi presentate (anche con Moses si sen¬
tivano profumi !), la tradizione dei circoli le ha abbandonate. D altra parte,
quei sensi danno percezioni poco definibili sempre vaghe , esclusivamente
soggettive , facilissimamente illusone. Nella psicopatologia è notoria la
difficoltà .li di¬ stinguere le illusioni di olfatto, gusto, cenestesia, dalle
al¬ lucinazioni corrispondenti. Questa mdistinzione fra fatto reale,
fatto illusorio e fatto allucinatono nella sfera dei sensi organici spiega, a
parer mio, la nessuna partecipazione da essi finora presa nella fenomenologia
medianica. II. Le conseguenze di ciò sono importanti. Una prima concerne
la natura generale dei fenomeni medianici; ed è che se questi si rivelano
preferibilmente nella sfera delle sensazioni superiori e nell’ideazione, la
medianità non può appartenere verosimilmente a tutti gli esseri animati • nè
essere un potere atavico in via di estinzione, come pensa il Mano in : — piu
verosimilmente essa sarà funzione di coscienze evolute o in via di raggiungere
il massimo sviluppo, secondo che crede 1 W allace. Io opinerei che la possieda
soltanto 1 uomo Nella vita psichica degli animali inferiori gli elementi
costitutivi predominanti sono per l'appunto quelle sensazioni ed imagini che
nell’uomo hanno scarsa efficacia ideativa (tropismi fisico-chimici ; tatto ;
olfatto ; istinti...) ; per con¬ verso , nella medianità sono gli elementi più
elevati più umani , quelli che predominano, e ciò in accordo coloro gresso
terrestre (organico e storico) dell'io cosciente. Con ciò si troverà
ragionevole ammettere che la medianità si risolva in uno stato di
disgregabilità psichica particolare all'uoruo, ossia che consti di
atteggiamenti peculiari della sua coscienza in rapporto alla autonomia della
sub-coscienza ed aliali tematismo dei centri di innervazione. Gli spiritisti
pre¬ tendono che anche gli animali vadano soggetti a telepatie, ad
allucinazioni veridiche e simili ; ma traggono questa loro ardita asserzione da
fatti inconcludenti (cani abbaianti nel buio animali terrorizzati di notte,
presunte premonizioni di terremoti od uragani, ecc.). Bisogna procedere, dice
bene il Titchener, con grande prudenza nelle induzioni di psicologia comparata.
Una parte di quei fatti si spiegherà con processi allucinatoli , tanto più
forti in quanto il pensiero animale consta di pure imagini: un’ altra parte
sarà da ascrivere a sensazioni organiche in essi ancora vivaci e abbastanza de¬
terminate, in noi uomini resesi oscure e sempre piu inde¬ terminate a causa
dell’evoluzione mentale. LI Mvers, andando contro alla corrente
spiritistica, opinava che la facoltà medianica fosse un residuo di
antichissimi, perduti poteri della * coscienza „ sulla terra. Ma qui il co¬
raggio della sua genialità innegabile è stato pm grande della sua coerenza. Se
così fosse, la medianità dovrebbe constare di automatismi a effetti non cosi
eccelsi, coni egli noi sostiene: dovrebbe inoltre rivelarsi ed esaurirsi nelle
sfere più profonde e primordiali della mentalità (affettività, cenestesi, sensi
inferiori), e non offrire fenomeni soltanto propri deliamente umana
(intelletto, personalità) ì dovrebbe anche essere più intensa ed evidente negli
ammali, giacche essi e non noi, sono vicini allo stipite, per così dire, della
“ coscienza deirio „. — Ma forse che il Mykbs poneva dietro alla umanità
presente, non un passato animalesco coinè pro¬ varono l’antropologia e la
filogenia, bensì un passato edenico, uu’éra di più nobile e completo sviluppo
psichico, dal quale saremmo degradati ; ovvero vite precedenti di più lina ed
estesa psichicitàV È anche possibile, essendo i di lui con¬ cetti impregnati di
misticismo, fors'anco non liberi di remi¬ niscenze bibliche e apocalittiche. _
... Ma il mondo animale non ci mette davanti agli occhi fatti sicuri di
supernormalità psichica, nostre essendo, e non degli animali stessi, le
interpretazioni antropomorfiche dei loro stati oscuri e vaghi di coscienza. Il
vero è che per disinte¬ grarsi, per potersi scindere in un io soprastante ed in
altri io sottostanti al suo livello medio, la umana coscienza è «Ie¬ ri vata da
forme inferiori e più povere di poteri, mediante un lunghissimo e
complicatissimo processo di coalescenza zione. durante
l’evolu- mediamsmo il germe di una -a JP°tesi che vede nel "
altrf* conseguenza riguarda la* lj!erps{c^Ca del futuro, operazioni mentali,
dei processi o ie|C? g0na Specia,e delle Nanismo nei formanti la catena 1 of ,
p,'ovocata dal me- rnodificazioni nella sfera rappresentJr^ esclusi™mente di
yoM, magmi. Nulla mai d^emSn ^ sensazi^i, perce- daria, e men che nulla imi rv
° r.°-' se n.on ln via secon- brezzo dei contatti psichici ’si ’ha0^1^1 ^ ha
paura e «- essere toccati, si prova mérav ia , ^° di vedere o di sente;
ma codesti stati nfTair -°^d per Cld che si vede e * i» Snhfdi ‘T° >««
SUi un sentminlo „rim f||' “f*"4' «no emozion» stanza si riduce a
fatti srro J,,].,. \ ta la azione a di- terializzazioni cadenti sotto ? *
f Weccanici 0 a rna- iutamente negare che i presunt i!' S*8"0* Si Può
asso- azione psichica su di noi sulle ni ?'* ese!'c!hn° una vera quel quid di
profondo che sta tant ^ attlvifil intime, su giacché, se così fosse dnw» tto a
cuore ai neo-idealisti- din d.fe ««ozioni, dei senti ZI h^deH^
ÌIlflaenza ®d appetiti, degli impulsi^6 te“denze istintive, il mondo
dell’Al rii là ; pulsi «d agire. oltrepassa pertanto nei suoi pETal^
"elle E^apie, non nostra personalità, la scorza materie S^cie esterna
della del nostro io.- — elle , ,q; 3 ? S1 passi il termine) penetra nella
intimità della Puntualità è questa, che non 1 nostri istinti, non guida
le nostre T- ' C0.ndo^a> uon modera du-e e credere l'illustre ~-°/a’ COme
Pub mtà „ si rivelino (o si fahk,.;„i? °.1e con si fetta “ media- arbitri
dei nostri destini?! "n° ’> color° che sarebbero * *
In conclusione . sempre per Qra duwmsamni, 1u«sfe hmitarione9
deli?*™ su lkte categorie feti" r;^ nTtro' qDeSta “Za dÌ °®n*
P°^c^di^onvibmioné affittivate LE MIE CONCLUSIONI ALLA FINE PEL
1901 di impulsione attiva, finiscono collo scalzare, secondo me, la
base su cui si è costrutta la ipotesi-credenza dell’intervento di esseri
spirituali. ... . . Se costoro sono degli uomini disincarnati che
ritornano, l'attribuire le ridicolaggini del loro processo di presenta¬ zione,
le manchevolezze dei loro modi di mnnitestarsi, le mi¬ serie ’e le astuzie del
contenuto ordinario delle loro comuni - azioni, alla difficoltà che quei
sopravviventi incontrerebbero per rimettersi al nostro livello, per ritornare a
pensare e ad esprimersi come i viventi, è un colmo di antropomorfismo,... e di
inetalogica. E poi che contraddizioni strane! Dove sono allora tutte le “ forze
occulte „ che essi possederebbero nel- l'Iperspazio? Perchè non se ne servono?
Perchè hanno aspet¬ tato che Rontoen scoprisse, per caso, i raggi X e i coniugi
CimiE il radio? Perchè sono incapaci di usare le parole degli idiomi umani, e
poi fanno uso di segni umanissimi, anzi pri¬ mitivissimi, come i picchi e i
salti numerati di tavolo ? Non sono forse anche questi elementi di
linguaggio?.... Doni e sempre antifilosofico questo “ neo-spiritualismo „ nelle
sue argomentazioni dialettiche! . . Se poi sono spiriti di natura
differente dalla nostra, sia in¬ fra lituana (elementali, quintessenze delle
cose, uomini non nati ancora, larve, gnomi, ecc.), sia ultraumana (angeli,
diavoli, esseri interplanetari, porzioni dell’Anima universale, ecc.), 1 quali
arrivano alle sedute medianiche da altri “ piani „ che non sono il “ piano
terrestre „ (secondo un termine di pram¬ matica caro agli spirito-occultisti, e
che nella sua parvenza geometrica non indica nulla di concreto); allora c è da
doman¬ dare perchè cotali “ Entità occulte „ si antropomorfizzino in quella
maniera, e ci si manifestino con tanta limitazione di poteri. Perchè quei
frammenti inferiori di persona, e quei sub-valori mentali, e quegli io
dimezzati e bassi, aventi pur tutti e pur sempre caratteri umani,
umanissimi?... Non sa¬ rebbe l’occasione propizia per darci sentore più diretto
di sè stessi e del loro modo di esistere, dal momento che sanno mettere in
azione un po’ dei poteri occulti di cui godono, e ci lasciano intravedere dal
di dietro delle nere cortine d un gabinetto spiritico le invenzioni gioconde
del loro buonumore o i miracoli del loro acrobatismo infraspaziale?...
Tutto ciò mi dimostra, fino ad oggi, a note per me lim¬ pidissime, che tutte le
“ intelligenze , attive nelle sedute di Eu- sapia sono creazioni effimere, non
autonome, non preesistenti. Vivono appena per quel tanto che dura lo stato
onirico della medio ; agiscono solo a quel modo che imagina, vuole
88 Micologia e spiBms,rn „ *8 rebhero
"un suo™® j'UU'' cosicchè «no ad'nn^erto ' '~’0nfeetti> ai tato e
parziale ET° ” dunque per lo oiùZ S’‘ di‘ somatismo ^ "netnTii parsa
di forme^ì^T n°n sono sempre coslUE81 T,b,ne,Sca- nKtAtp^ i Q0PP10
nsio-ns in|„vn . L • “ 1 lnsurnoieiiza del- tgrr ^ssissrt * £»» G
&“■ - óm'Sr.,01'1' iìgSigsss :lS^-£§3=H-5
ÌSSfli|53g Genova, 14-15-16 diceml; ere 1901.
SERIE III. Appunti su altre sedute della Eusapia Paladino in
Genova, durante il 1901 e il 1902. PRELIMINARI Il metodo e il
contenuto delle sedute spiritiche. Nelle due dimore fatte da
Eusapia Paladino in Genova durante gli anni 1901 e 1902 io ho avuto occasione
di as¬ sistere a varie altre sue sedute medianiche, oltre alle quin¬ dici fin
qui illustrate : alcune tenute nello stesso “ Circolo Minerva „ da altri gruppi
di osservatori; qualche altra m casa mia o in altre case private. In tal modo
si accrebbe la mia esperienza a riguardo della tecnica e fenomeno- loma
Paladiniana, e si arricchì il fondamento di fatti sui quali si sono di mano in
mano fortificate le mie opinioni teoriche. Però, o per mancanza di tempo
o per scarso interesse sve* gliato in me dalle cose vedute, io non ho redatto
Note dif¬ fuse su tutte queste sedute separate : di più, mi andarono
accidentalmente smarriti parecchi fogli di appunti. Riman¬ gono da sfruttare,
per la progressiva esposizione delle mie idee odierne sullo spiritismo. le
particolareggiate annota¬ zioni che io scrissi sulle sei o sette sedute più
importanti: e ripeto che le scrivevo la sera stessa o, al più tardi, il giorno
appresso. Ma neanche tutto il materiale raccolto mi sembra adesso meritevole di
stampa : sia perchè in ragione 90 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II ritornar. tTOtotf 5*U“ E"“P» dovrei (|ueOe
aventi segnalato carattere !-1' e specialmente su sr*8— — jaj
sedute ,M’l?M-02t7o1hJ,1S;titoe^nfdne ° Ìn tre di ^ueUe nari eie mai la
medianità di EusaiEp^T'1 più straordi- fesso di vedere agli studiosi f ■
Paladlno abbia con- zione con lei: credo, anzi di averèC^CIS“°/enUtÌ in rela'
ben poche volte dagli altri suerimeJ *gg.lunk> Clme toccate questa fortuna ?
A due cause • «Ile fi?*0”* $ che debbo io ambiente nel quale, come si vedrà
COndizioni di l averia seguita senza dannose retiVf P i.°perava; ed al-
sione dei suoi poteri medianici. "elIa I,bera espan-
occaVS8MH^^n:edentì «'•ano State troppo si esauriva sulla procedura tecnica
‘hTf cosiccb? 'a attenzione considerati. Inoltre, si badaw tronn?” »mentl
polarmente medianità fisica, inibendo a™* «^stazioni di Propriamente
spiritistica della sua fe2 all2 l'arte tetto di metodo in cui «nnn i
ten°menologia. É i] ffi_ dir fritti i m sono caduti quasi tnt« ff
te: accostatisi ai fenomeni Eusaniani li g 1 no'lnn' di scienza su per
l’erta via dello spiritismo ph”arrat° dl essersi spinto Z10'lf; dei «
disincarnati „ °he conduee alla evoca- scientificT^volérri applicare ^
Tàtod*™ extra- 0 pre' le scienze diggià discipline mettaS Ì!?" dÌ
rieerca che 0 torse un precludersi la vii ali porosamente in opera certo è un
freno per là t Scoperta di 'atti nuovi Talvolta può tornare vanW So V ^
fenomeni’ e Persin assurdi di ricerca -g?w • accett?re Processi goffi
»> ogni parte della conosceDzÌSm"T° P'u, grossolano ha ,oglco- e la prima
legisEone deTT, ^eaeduto i] sapere i ai amente si desume da modalità i 1, ^°! '
.lnvestPatori non banche, di osservazione. EccJ nere T8°ìfnafne’ quasi bar-
corrente dominante in due o tre rS’ abba“donandomi alla tici, sono arrivato a
cogliere frutti ; ' fattamente spiri- ' ere 'rutti insperati dalla mia
indui- II, METODO DELLE SEDUTE MEDIANICHE 91
oenza verso metodi forse meno austeri o meno arcigni di ooeiartnmento sul
formalismo delle manifestazioni. più prezioso è che le sedute migliori
(sotto l’aspetto stori fcolosfico) cui ho assistito, hanno sempre conti-addetto
1 canoni metodologici dei dogmatisti in spiritismo. Sta bene che per
ottenere comunicazioni o messaggi dai nostri “ Amici dello spazio „, come li
chiama Bottina Noeg- ’Rhatii o dagli “Arcani operatori intelligenti dell altro
estreme) della linea „,come con metafora elegante li designava Stainton Moses,
convenga essere “ puri di cuore e sani di mente Io non mi so negare, e non le
nego ai miei com¬ mon eventuali di seduta, queste due qualità : ma soltanto
osservo che Eusapia, adattandosi allo stato psichico del primo e del secondo
nostro gruppo, non ci ha portati spontanea¬ mente verso le evocazioni dell’ Al
di là. Ciò significa che gli esseri che vi si movono non discendono verso i “
terrestri , „er libera loro iniziativa e con autonomo potere, ma bensì sol
uuando nella mente del medio nasce e si svolge la ni¬ tida idea della
opportunità del loro amvo. E dunque un in¬ tervento a rime obbligate. Sta
bene che quando ci si ferma troppo sui fatti di me¬ dianità fisica non si va
innanzi di molto verso quelli della intellettuale , in quantochè , dice sempre
il Moses , bisogna “ salire al di sopra del piano materiale „, sprezzare le
prove di valore morale inferiore come sono le meccaniche, cui at¬ tendono i
sopravviventi più umili ancora legati al tango terrestre, (A. Kardec, Coreni).
e non chiedere troppo che 1 - disincarnati „ si rivelino con fenomeni di
nostro gradi¬ mento (L. Dénis). Tutto ciò tradotto in moneta scientifica, in¬
tendo dire interpretato con criterio psicologico, significa che anche nella
attività delle ignote forze biopsichiche, onde consta il mediumnismo, domina la
legge di equilibrio tia le diverse loro estrinsecazioni : dirigendole da un
lato solo, si toglie al medium la capacità di usarle sotto altre forme.
Quando Eusapia si impone o accetta il còmpito di provare l’autenticità delle
manifestazioni agli occhi di osservatori ancora increduli, — cui il fatto
materiale tangibile e visi¬ bile, ossia percettibile coi sensi, parla un
linguaggio piu sicuro ed eloquente di qualsiasi “ incarnazione di trapassati
,, — essa è obbligata a impersonarsi tutto al più nel consueto “ John
King „, a levitare il tavolo e a battere sui tambu¬ relli. Ma il suo fermarsi,
il suo insistere fastidioso su codesti fenomeni non dipende già dalla natura “
inferiore „ del suo spirito-guida : dipende rl^i „ ~ ~ «ente
di popolana nutre da TnnTjm eml,ij*° che la sua r,! ? fPr°r deIla sincerità e
n^™0- ?-lla bontà di si Si t:drte-C0SÌ StteoraP°tenZlahtà dÌ -d--
confesso francamente? una certa es°it°’ ^ Ìardo 3 me> lo <1| tutti noi
pareva guidato di rm/fnZa,’, da,,a cluale l’animo infestazioni schiettamente
spiritiche m j- 3 possi,)ilitó di ma- poiché questa avrebbe ormai n ni! d
.f0uomeM obiettivi, esentemente chiaro per Ja scienz canisill° interiore,
silfi¬ di personalità. A me è parso che ’ B a.lterazioni comuni tutti avremmo
veduto i mali’ P'n,tlstl 0 non spiritisti hgenza, cosi poco promettente
COn aeente alla sua i„tel- investigatori, fors’auche urtante i noi ^ fl°stra
severità di ??h defunti. Ed è S® che 3enbmenti di rispetto demi oscuri della
morte e della " ^ faccia *i pr°- tisti vi si slancino tanto sopravvivenza,
gli s„;r: assistano passivamente a scene T Ì!gg6r?zza indicibili e bero
figurare, senza perdere n "li» J 7eTocazio"e «he potreb- «na
legenda di stregoneria , ed “tat ora in , un Sunoco mondano di società
""" flUSa da ,mrattìni delle personalità evocate.... tó’ a
sec°nda dell’indole ad essere un “ imnmrtalista 6SSendo 0 1,011 riuscendo
ancora (col quale, in fine, potrei anche"/! ^rAt RlzIo Maetbrunok mi
troverei avvilito da certe „ ; „ / * audar d’accordo) che Si W0„0 nelle
opere maSoriÌa^0ni ?®!I/A1‘«» mondo e consistono nella ripetizioni „ °
sPm'tismo-dottrina cose piU insulse e vacue di 3 Amplificazione delle “John
King,, Chi dl questo mondo terrestre TTn sui misteri dell’
uitra-sensibilerNeH^ ?U3l-°0Sa di serio vengono mica gli spiriti maìmi If
,*6 di E«sapia non agevolezza casa Noeggebath® nè CaJ >equentano c°n tanta
/,an Giovanni Battista, nè I»a7|n *'“uni> ,lè Socrate, nè ss? ■— «S
! n‘sc™?™» '• “date *l»ritoIogi, am,„0. salvo « a ingenerar confi™
e ni, Tv,5™0 a niente, .polarità del,, sedate, ,e q„,u Il METODO
DELIE SEDETE MEDIANICHE 93 porre siano “ continuate per
anni , ; che le persone, deside¬ rose di “ giungere alla radice della cosa
debbono essere sempre le medesime, radunarsi nel medesimo luogo, osare la
medesima procedura... Nessuna di queste norme fu obbedita nelle sedute di cui
passo ad esporre i fenomeni più cospi- : . _ tutto mi conferma nell’opinione
che lo spmtismo sia un cumulo ex-lege di fatti aberranti e di dogmatismi
sbran¬ dellati : ciò che vi resta di accettabile e la autenticità di latti
ubichici fin qui negata, ma la cui sintesi è tutta da rifare. Questa
sintesi è forse diggià possibile? Non lo credo: per quanta unità si voglia
mettere nella caterva multicolore dei fenomeni “ spiritici „, non si mtravvede
ancora una ipo: tesi e tanto meno una teoria, che possa tutti abbracciarli e
rènderli comprensibili sotto un solo unico principio una cagione fortissima di
ciò risiede nell assenza di metodi rigorosi nello studiarli.
Genova, maggio 1907. La sedicesima seduta (12 giugno
1901). Ciò che è avvenuto in casa mia. jersera^muf era ^
f'P’!'’ « e scelta ]8 stanza adatta. È Ih secondatili "* S‘
ricevimento , dalla quale nor 1> delle nostre sale di mobili e dove in
un angolo nel vwnrìi™ ” aspo,'lano Val'i verso l'anticamera, si organizza
li 1 n,'a Porta che si apre Questo e chiuso al daSdaJn^Li11 gabinett° oscuro. ^
in luogo delle solito tendine n “! T T stoffa di se‘«. mezzo un tappeto
giapponese nure di °° 1°“® S' appende nel derato, e perciò pesante f,’nc ,
sehl’ damato e fo¬ nata é coibente *K;tSSf»±1??S“a °S3er™ I» a * sedervi „
ugualmente davanti' An” ”la p01 S1 adatta provviso si prepara il consueti™11' ^
ste®s° modo e all’im- d tavolino medianico è nuovo ,-noT^ “entano delle sedute:
gabinetto, su di una semola ’.c°?trutto appositamente; nel (due monete antiche,
unventarifo d‘^110,n°0"0 diversi oggetti si colloca un tavol netto r^ ^’
^); a destra del ««Bum Pel rischiaramento cTsonJ t e °d«/ ra°gano' a tre
pWL vicino, le lampade elettriche a ini k- 300636 ln un flotto
terruttore, ecc. B B nCbe’ ° IUC6 bianca e r°ssa, con in- Fu' '»»
»o8lie la ospite di Ensapia- il Drof " P 7 medl0lnai Ia c°nt. Rey,
medica; Pavv. P.'t’l tu'dSt 0*?**° è?611* FaColra tutti, tranne me e la Rev
atr-.ii/ ’ • medico alienista: ultimi, non solo increduli ma diffidU°r *• °-
sP‘rit'smo; i tre 51 T. L. e il C. C quasi d^i ?, rtlSSInn e> specialmente assistere
ad una fèsta d d6^a'ne?te .convinti di venire ad di invitarli, e perciò non Fu
mio l'errore pressoché ostile di almeno la S°den’UeS-°t
atte^iamento UNA SEDUTA IN CASA MIA 95 e
palese finalità di comprendere e sorprendere il “giuoco, e di intralciare il
decorso dei fenomeni; l’evidente contrasto degli animi nostri; e forse la
preoccupazione di prodursi in casa mia, hanno ristietto e parzial mente
inibito, come sempre avviene in sedute consimili, l’attività mediumnica
d’Eusapia. Pianta della sala e disposizione della catena nella
seduta di casa Morselli (12, vi, 1901). [Ho indicata la posizione
cho il Dott. X. (C. C.) occupava, fra me e mia spiritiche1!'''1'10 teUt°
meannarci '‘aitando malamente le . lmd Non desciivo in particolare
i fenomeni, ma ecco quello che abbiamo osservato jeri sera di veridico:
1° Osculazioni, movimenti e battiti del tavolino, e varie sue levitazioni
incomplete e complete, tanto in oscurità, quanto a luce rossa e bianca
abbassata; 2” Ondulazioni, gonfiamenti, avanzamenti delle portiere e del
panneggiamento giapponese verso la medium e i due emi¬ ro 11 ori: una volta la
stoffa è stata spinta tanto avanti da LrvmaAToT U per30na del eontrolIore
di ««atra 3“ Tocchi, pigiameli e stringimenti operati sulle
nostre persone uà dita, da mani e, ci parve anche, da piedi invisibili.
Un toccamente singolarissimo si ebbe mia moglie, che dap¬ principio non aveva
voluto far parte della catena e poi, ai reiterati cenni d’invito fatti dal
movimentato tavolino, s'era inc otta ad entrarvi ponendosi di faccia ad Eusapia
: appena seduta, essa, ha sentito (al bujo) una bocca vivente accostarsi al
dorso della sua mano destra poggiata al tavolo e due labbra tiepide deporvi un
bacio rispettoso. Questa, dei baci di Invisibili, j “"^““«iMstazione
materializzata che io avevo percepito fino da la II seduta, e che si ripete
abbastanza spesso nella fenome¬ nologia di Eusapia, come in quella di
moltissimi altri medium • gli spiritisti ne deducono che gli ultraterreni ci
sono amici devoti, e che scendono da sfere più o meno alte per eonfor- taici,
per istruirci (?), ma sopratutto... per autenticare la sin- centa dei medj e la
tesi della incarnazione... 4 Colpi ( raps „) sul tavolo e per entro il
suo legno, sulle • Vlcun> su'*° stipite deH’uscio dietro al medium: battiti
ritmici sui mobili distanti; colpetti sul braccio di un astante (il secondo
della catena, a destra) sincroni a gesti in¬ dicativi da parte di Eusapia,
scanditi con la sua mano sollevata in aria ; 5“ Spostamento in avanti e
retrocessione del tavolinetto ro¬ tondo situato a destra del medium; suo
innalzamento dal suolo (levitazione) eseguito per attrazione, ma coH’intermezzo
della mano d uno di noi ; 6 “Vento freddissimo dal gabinetto (tra
le portiere dell’uscio di anticamera, scostatesi a quella brezza); 7*
Sfioramento di capelli percepito nettamente sulla faccia da un astante;
8° Sottrazione della seggiola al controllore di destra (mio tiglio Arturo) e
consecutivo suo trasporto sul tavolo, dove ri¬ mane per qualche tempo adagiata
facendo vari movimenti come se si tentasse di levarla di là e di ricondurla a
posto. In certi movimenti abbiamo avvertito che la seggiola premeva assai sul
tavolo, come se qualcuno volesse mantenervela a forza ; ma il fenomeno era
falso, artatamente prodotto dal dott. C éd io me ne sono accorto dalla stessa
rigidità di quella resistenza ; y tomparsa di una luce azzurrognola in
forma di mezzo ùisco o di mezzaluna, della grandezza di quasi uno scudo che si
e mossa lentamente per circa 15-20 centimetri da mia moglie verso il mezzo del
tavolo. Messo in sospetto dalla grandezza e direzione insolita di quel
chiarore, io non ho tardato a vedere in mezzo a noi, a poca altezza dal tavolo,
altre fosforescenze multiple e agguantisi pure insolitamente a zig-zag. L
inganno era evidente, ma non era Eusapia che ci tradiva: era ancora il dott.
C... che voleva saggiare (a quanto sembra) a nostra credulità o mettere a prova
la mia esperienza di 10“ Un altro fenomeno pur esso
dubbio è stata la Rimari zione di una mano aperta a mo’ di ombra opaca che ff™
cato T. L. Un quel momento controllore di sinistra) avrebbe' percepito
avanzarsi dall esterno verso il medium, dal suo lato manco; la percezione
avveniva sullo sfondo di chiarore elettri™ filtrante tra le imposte della
finestra che prospetta in via* As sarotti Ma il non avere nessun altro
confermata la visione e piu di tutto, anche qui la insolita ubicazione e
direzione in* versa della mano, lasciano supporre che l'avvocato (se non ha'
inventato .1 fenomeno!) sia stato vittima di un’illusione 0 0he qualcuno degl,
astanti abbia inavvedutamente alzata una mano dalla catena e cercato d, tastare
l’aria al di sopra di es“a Da questo elenco, e a parte l’introduzione di
falsi effettuati con poco tatto da uno almeno dei miei ospiti, la seduta d casa
mia deve considerarsi come rudimentale Ciò non ostante essa è stata per me
dimostrativa sotto più riguardi- per il controllo minuzioso, quasi vessatorio,
mantenuto dai tre im creduh miei ospiti; per le stravaganti spiegazioni a basedi
trucco , che due di essi hanno di poi avanzato sui fatti di telergia ; infine
per essermisi resa evidente la diversità presenti^1*16111 "" *
qaelH imitati Èscare un tiro ri Fenomenologia ridotta. La
seduta del 12 giugno consta dei prodotti più comuni del medi anismo fisico. Si
riosserverà, a tale riguardo c<Tè Eusap, a presenti ristretta e sistemata la
sua fenomenoE quando !e occorre di entrare in un ambiente nuòvo ^ lavorare „
con persone sconosciute. Sembra che a tutti i 1 r. Mokskli.i,
Psicologia e Spiritismo , II. g8 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, H _ _ -
- d'VtS“« taS. 't un arando o ad un piccolo ; hic0
dell’ambiente: mod? di operare a di effetti, essi vogliono sem^® °°
le condizioni propizie, la loro arte oltre ai quali, se m»» ° ta ragione per
dubitare che s’arresta. Vi è dunque an . ff risultato di scariche
di i fenomeni di Eusapia ,swn Losciente; certo, esiste sempre automatismo
involontario p ^ ia e ]e infligge un dato qualcuno che dirige la fenomeno
- , I f lligenza „ sara Srotter.. M. 4n«to „ forse fuori del
determinimi spetta sempre alle Fra i fenomeni tipici il Pn P. ello si
appunta; danze ed alle levitazioni del W ^ ‘V ^ compagni vano ìersera gli
sguai l. i tutto, a trovare Eusapia scettici, ma non «'«"titolari
Competenti che il fenomeno in frode. Dicono gli 8?m^ * ditoni favorevoli: 1°
che il tiptico esige al1m®norC^^ invisibili sia in quantità sufficiente-,
fluido raccolto dalle Entità anno aizzati fra loro; 2° che i fluidi degli
assisten daUo spirito (qui luf- 3'’ che la provvista di fi .)m della
seduta (.), ficio spetterebbe a x “ che l’assistenza abbia nè
troppo presto, nè tr0PP , r„ ’(,pe ci si attenga ai tempi fatto un tirocinio
convenien . A Kardkc, R. Noeg- ed ai modi ordinati dagli «PJ™. , tacendo
della prima che geratu, Chazaraik, ecc. • d ^ altre condizioni ìndi- è affatto
introvabile, P088?™. iersera: eppure, il tavolo spensabili per la tip d; più è
salito in aria, per si è mosso e si è sollevato: per di pm ^ ^ ^ Qn
s* “oXu-* - — = quelle oscillazioni e quegli onaeg costituire
sempre ogni ** altrettanti tentativi idei . proiettarsi
telergeticamente. la propria capacita, e p P 1 cnduti, al solito, tutti
Una volta levitati, 1 due u‘ . e sul pavimento, come se la d’un colpo,
battendo con rumore in alto si scaricasse tensione dinamica che ih. aveTO P
sfor/0 Questa specie ad un tratto dopo aver effetto ^ dinamismo organico
di scatto corrisponde alla ipo TOga); ma non caratte- diretto da una
volon a c abbastanza spesso il movi- rizza però tutte le si termina in modo
lento e w.,,n(n minresso all oggett tiptocinksi ordinaria e
straordinaria 99 misurato, come se ima mano celata ai
nostri ocelli, dopo averlo preso e trasferito, lo deponesse piano piano nel suo
nuovo posto con palese intenzionalità di non lederlo. Infatti avviene talvolta
che le levitazioni e le trasferte seguite da caduta improvvisa sconquassino
mobili ed oggetti fino a renderli insei*vibili : jersera, p. es., il nostro
nuovo tavolo non ha resistito alla precipitazione da mezzo metro, e ha subito
avarie. E so di veri impulsi clastici (distruttivi) addimo¬ strati da altri
medi meccanici. La tiptocinesi d’Eusapia si ripete identica tutte le
sere: anche qui la sua educazione medianica e la sua imaginativa sono rimaste
piuttosto povere. Ben altri voli di tavolo si leggono nella storia dello
spiritismo o si sentono raccontare. Tavoloni enormi del peso di oltre un
quintale, resistenti agli sforzi di un uomo robusto, sono stati smossi e
trascinati dall’effluvio delle mani di medi potenti, per es., da Home « da
Moses, anche se portati a distanza ; e mobili iracondi, spinti con violenza,
hanno cacciato perfino gli astanti fuori della sala d’operazione. Fra le tante
meraviglie, che hanno, esibito di mostrarmi, a scopo di convincermi, i numerosi
corrispondenti ignoti di questo periodo dei miei studi spiri¬ tistici, c’era
pure la levitazione di una grossa tavola da pranzo, su cui l’assistenza
accatastava più seggiole che poteva si da formare una piramide da circo
raggiungente il soffitto : il medium, che era una giovine ventiseenne dotata di
forte medianità, muoveva e spostava qua e là per la stanza tutto quel peso ! Ma
ho aspettato invano di essere chiamato a vedere ciò che mi si voleva far
credere: il proselitismo spiri¬ tistico ha sempre di queste vanterie e di
queste renitenze. E neppure ho mai visto, e disporo di vederlo effettuato
da Eusapia, il fenomeno tiptico sbalorditivo raccontato dal Dusart: il suo
medium, la Marie V***, è capace di levi¬ tare una grossa tavola del peso di 17
chili appoggiandovi sopra fortemente le mani e sollevandosi a gambe in aria con
essa (“ C.-r. Congr. 1900 ,, p. 186). No: la rozza corporatura del medium
Pugliese le impedisce codesti acrobatismi , dei quali, dico la verità, mi
sfugge qualsiasi motivo sensato per conto delle “ Intelligenze occulte „.
Poveri esseri agenti nell’ombra del mistero, quale còmpito vi si assegna per la
propaganda della tesi della sopravvivenza ! A meno che non ci siate predisposti
dalla vostra natura di “ anime degradate,, o di “ esseri preumani „ o di *
elementali „ ancora incoscienti, o, chi lo sa? di piccoli “ gnomi „ sul modulo
del Nano che ruba l’oro del Reno (l’immaginazione di certi occultisti
si dà qui libera carriera), vi si fa agire peggio dei funamboli di piazza
e dei giocolieri di palcoscenico, vi si sottopone a prove ben umilianti !
Certi esperimenti spiritici sono, dal lato intellettuale, pa¬ ragonabili a
giochi di fisica dilettevole, come se ne legge nel libro popolare di Tissandier
o nei manuali di prestidigita¬ zione : per es. questo, di sospendere il tavolo
medianico al soffitto con una corda, nella quale si è interposto una bi¬ lancia
americana a molla spirale (o bilancia tascabile) per leggere i mutamenti di
peso del mobile. L'esperienza sarà sempre poco confacente alla dignità degli
ultra-terreni, quantunque “ Fénélon „ abbia risposto medianicamente alla buona
signora R. Noeggkrath che gli “ amici dello spazio, fanno quel che possono “
per il piacere „ dei congregati attorno al tavolo {La Survie, ’97, III sèrie):
essa sarà, in¬ vece, significantissima per la materializzazione della sedicente
spiritualità, giacché proverà senza contrasto il carattere mec¬ canico
dell’esopsichismo, che il Crookes suppone costituisca una facoltà posseduta in
grado diverso da tutte la persone e che sarebbe assai vantaggioso rendere
sensibilmente attiva con metodi semplici e alla portata di tutti gli
sperimentatori. Su questa via lo psichicismo sperimentale ha mosso appena
qualche passo: c’è da elogiare il Dariex di avere sfidato il ridicolo, esponendo
le sue curiose esperienze sui moti spon¬ tanei (notturni) degli oggetti in uno
spazio chiuso. I mobili si spostano; ma par necessaria sempre (anche nelle case
in¬ cantate) la presenza di qualche vivente e più o meno consa¬ pevole
medium. Trucchi iperbolici. Il carattere fatuo e asimbolico
dei fenomeni indotti da Eusapia fa nascere subito, in chi per la prima volta vi
as¬ siste, l'idea della ciarlataneria; il sospetto del trucco, l’ho ben visto
dalla loro fisonomia, non ha jersera mai abban¬ donato un solo momento l’avv.
T. L. e il dott. C.C.: il solo prof. Livierato, a metà della serata, si era
convinto della autenticità dei fatti. I sospetti vertono sempre sul noto gioco
delle mani, sulla estensione dei movimenti incessanti che si sentono
(nell’oscurità) o si veggono (a mezza luce o a luce totale) eseguire
dall’Eusapia. Non si prende costei in fallo tanto facilmente, nè si
sa dimostrare che per l’am¬ piezza -loro quei suoi gesti di mano, quei suoi
fremiti di piede, bastino a spiegare il raggio della sua azione a distanza. Non
si pub dire in qual modo, per la loro rapidità e per lo scarso sforzo muscolare
che li accompagna, essi corrispon¬ dano poi alla intensità e durata dei
fenomeni (p. es., al levitare di una tavola di 7-8 chili per un minuto intero,
allo spostarsi di un pianoforte, al reiterato ondeggiamento di tutta una tenda,
alla lunghezza carezzevole di certi tocca- menti, al lento o rapido passaggio
delle ombre fluidiche, ecc.). Neanche si saprebbe, da alcun auatomo-fisiologo,
caso mai, con quell' agitare delle dita, con quello stringere di pugno, con
quel battere di piede, interpretare i movimenti di esten¬ sione, flessione,
adduzione ed abduzione necessari per la presa e la trasferta di oggetti
lontani, ora collocati dallato ed ora daddietro ai medium.... Ma tant’è: si
dubita sempre, e piuttosto che cedere alla verità, si mettono avanti le spie¬
gazioni più straordinarie. a) Jersera la levitazione del tavolino fu
attribuita a un trucco addirittura iperbolico. Si è pensato, fra le altre, che
Eusapia sollevi il tavolo “ col suo seno proteso aH’iuuanzi col trattenere il
respiro e col gonfiare la cassa toracica „ : compito ben arduo per delle
mammelle di donna non più giovane! E si è asserito che Eusapia poteva avere
nascoste delle suste o molle d’acciaio nelle scarpe, e che le spingesse fuori
al momento necessario (con quale altro meccanismo ?, con quale suo organo
anatomico ?) per scuotere o per man¬ dare in alto i due tavolini. Si è perfino
osservato che sudi un piede del tavolo, fatto di legno fresco di abete, c’era
un po’ •di resina, e questa sostanza poteva benissimo aver servito di punto di
“ attacco „ per la ipotetica susta... Eusapia, che aveva udito dall’altra sala
esprimere queste congetture sin¬ golari di meccanica prestigiatoria , si è
impazientita , si è chinata, e levatesi le scarpe le ha buttate verso il
critico arguto; nè ancor contenta, si è spogliata da capo a piedi, restando in
sola camicia e invitandoci a perquisirla. La visita era stata fatta
accuratamente, prima della seduta, da mia moglie, ma anche ripetuta in
controprova non ha messo in luce nessun ordigno nascosto. È mirabile la
acquiescenza di certi “ furbissimi „ verso tutte le spiegazioni basate sulla
trappoleria o sulla simula¬ zione. Certi trucchi proposti a spiegare la medianità
sono cosi complessi e richiederebbero tale cumulo di condizioni intricate da
parte del medium, dei presenti nella catena e !
102 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II persino degli
oggetti e mobili spostati, che non ci sarebbe congegno capace di eguali effetti
in nessun laboratorio di strumenti di precisione. Qualora un medium del genere
della Paladino fosse riuscito a dare apparenze supernormali a simili trucchi
sotto gli occhi degli uomini intelligentissimi e one¬ stissimi che testimoniano
diggià in suo favore, godrebbe davvero di una ingegnosità meravigliosa, di
un'inventiva senza pari, di un’abilità assolutamente unica: che cosa sa¬
rebbero i giuochi di un Bosco, di un Cooke, di un Haskelyne, di un Houdin,
vicino ai suoi miracoli di prestigio ?... Supponiamo per un momento che
Eusapia sia in grado di portare con sè un “ ordigno „ capace (?) di produrre la
levitazione di un tavolo, o, come vedemmo al Circolo Mi¬ nerva, il
volteggiamento per aria di una chitarra, ecc. Tale ordigno dovrà essere
pìccolissimo per sfuggire al tatto dei presenti; silenzioso per sfuggire al
loro udito; invisibile pei' sfuggire alla loro vista; dotato di una energia
latente capace di produrre parecchi chilogrammetri di forza; automatico, ma
dirigibile a volontà nello spazio. E se si pensa che congegni eguali sarebbero
necessari per produrre i suoni, per formare le luci, e altri per fingere il
vento e l’ondeg¬ giamento della tenda , e più altri ancora per imitare gli
strepiti sui mobili, e altri per fare uscire le apparizioni di mani bianche e
nere, e altri, magari in forma di manichini, per trappolare le apparizioni di
fantasmi piccoli e grandi, si finisce colFimaginare una cosa ancora più
stupefacente della stessa medianità : Eusapia che va alle sedute tutta
im¬ bottita di congegni e apparecchi fin qui sconosciuti alla mec¬ canica
ed all’industria; e uomini adusati a manovrare gli strumenti più complessi
inventati a scopo di scienza, come uno SeiiiAPPARELLi, un Lodge, un Riciiet, e
fisici come Wat- teville, e Porro, e Gerosa, resi ad un tratto inetti a sco¬
prire l’artificio ! A Cambridge, nel '95, I’Hodgson, coi suoi primi sospetti su
questa via, s’era reso insopportabile. b) Sul vento freddo si è
congetturato che fosse pro¬ dotto dal fiato della medium. E questa supposizione
sarebbe plausibile se il vento fosse debole e poco esteso, sentito in una sola
direzione, non troppo freddo, a ondate e interrotto, come avverrebbe pel
bisogno di respirare ; e se limitato alle parti superiori del corpo dei
presenti, cioè alla faccia ed alle mani; e se lo spostamento d’aria non avesse
azione mec¬ canica al di dietro della testa e schiena della medium. Ma in mia
casa, come al Circolo Minerva, il vento che esciva dal gabinetto medianico
aveva tali caratteri che assolutamente LA OSSESSIONE DEL “
TRUCCO 103 non si conciliano col troppo comodo supposto
dell’alito della medium. Anzitutto c’è una impossibilità fisiologica: Eusapia
parla durante la produzione del fenomeno, e riesce impos¬ sibile comprendere
come modulando la voce e articolando le parole, possa contemporaneamente
soffiare. Inoltre, quel vento veniva da tutta la metà destra della porta da
dove la portiera si era spostata, ossia da una superficie d'almeno un metro
quadrato. Era poi abbastanza freddo, cosi da sot¬ trarre calore su tutto un
fianco a mio figlio (controllore di destra) e a me suo vicino, ed era
abbastanza forte, così da sollevare la grave portiera foderata , che pareva
divenuta una vela . Con che mi sembra escluso il trucco. Notevole
specialmente è la penetrazione di quel soffio freddo sotto gli abiti: la
sottrazione di calore è reale. Al Cir¬ colo ne fui varie volte investito per
tutto il lato del corpo verso la finestra-gabinetto, cioè dalla testa alle
gambe (che si trovavano, è chiaro, fuori di portata dal fiato della me¬ dium
1), e ne provai un vero senso di raffreddamento, dirò anzi dì intirizzimento:
almeno due volte la pelle mi si è accapponata. Checché se ne pensi, non ci si
astiene la pii ma volta da un po’ di ribrezzo: si pensa al “ freddo sepolcrale
„ ! La cosa è conosciutissima nei circoli spiritici, e supporre che Eusapia
faccia uscire quel vento da un soffietto cela¬ tosi tra le vesti o
arrampicantesi sul suo dorso, è una ridi¬ colaggine: eppure, l’ho udita dire
sul serio! c) Vi è poi ehi attribuisce alla Paladino una inconce¬ pibile
destrezza. Io, per dir vero, a giudicarne dai movi¬ menti che eseguisce fuori
di seduta, non la crederei dotata di grande abilità motrice: la sua andatura è
tutt altro che svelta, il suo portamento, anche per la struttura tarchiata del
corpo, è alquanto goffo : per cui non si capisce come nello stato di “ trance „
le sue membra dovessero acquistare l’agilità eccezionale idonea a produrre la
sua intera fenomenologia. In tal caso essa dovrebbe poter allungare di
60-80 cent, o di lm,50 le braccia, senza muoversi da sedere; rivoltare la testa
peggio di un impiccato; estendere il collo meglio di un fenicottero o di una
giraffa ; portarsi i piedi dietro al dorso, suU'occipite e sul sincipite, o
lanciarli fino al secondo ed al terzo assistente di destra e di sinistra
passando con le gambe fra il tavolo e i due suoi vigilatori, o dietro alla
schiena di costoro. Dovrebbe poi vedere e distinguere nel buio perfetto
(nittalopia), udire nel silenzio e comprendere in mezzo al fracasso ( iperacusia
), possedere un tatto ultra¬ delicato e un senso muscolare più che squisito
(acroestesia, iperestesia): nello stesso tempo essere insensibile ai con¬
torcimenti più strani dei suoi tendini e legamenti, come un acrobata (analgesia
profonda). Dovrebbe sapersi tenere in esercizio come il più consumato funambolo
Malubarese; supe¬ rare in sveltezza il più abile giocoliere di bussolotti;
vincere in agilità il Fregoli che va e viene, appare e dispare, si spoglia e si
riveste a quel modo sorprendente che tutti sanno, jb dovrebbe Eusapia coi suoi
piedi, nonostante le strettoie delle scarpino eleganti e attillate in cui li
serra per civet¬ teria femminile, manovrare così egregiamente, da gareggiare
coll uomo senza braccia che si è ammirato di questi anni nei circhi equestri. 0
il giocoliere Maskelyne non pensava che Eusapia sollevasse il tavolo coi
denti?! E cosi, assommando tutte le abilità, cui dopo stenti in¬ dicibili
si è arrivati da pochissimi individui in tutti i tempi e nel inondo intero; e
cosi, ricapitolando in sè sola tutte le eccezioni della morfologia e fisiologia
umana (senza dire di quelle mentali, accortezza, astuzia, previdenza, ecc.,
ecc., occorrenti per mettere in azione e per coordinare tutte co- deste
disparatissime facoltà), Eusapia diverrebbe Ietterai- meni,e il vero “ monstrum
„ delTumanità vivente, al solo scopo di dimostrare I intervento di quella
postuma nei suoi miracoli „ e di ingannare il fior fiore dell'intelligenza Eu-
roPea . Vla> usciamo da questo limbo della “ sapienza po¬ polare ,, da
questi non-sensi del cosi detto “ senso comune! * * *
False imitazioni di fenomeni. Qualche importante deduzione si può trarre
dalla stessa inopportuna introduzione di falsi fenomeni fatta dal dott C in
quella seduta di casa mia. Chi non he assistito mai a sedute medianiche,
oltre a non farai un idea esatta della tecnica per quanto concerne la posizione
e gli atteggiamenti del medium, le distanze cui arriva la forza esteriorata, la
percettibilità visiva di certi feno¬ meni, neppure imagina le caratteristiche
che distinguono ciascun fenomeno genuino. Tutte le manifestazioni del me-
duministno, siano intellettuali, siano materiali, hanno un che di specifico che
permette agli esperti di riconoscerne l’au¬ tenticità. Le personificazioni
spiritiche, ad esempio, si asso¬ migliano a quelle psicopatiche, ma non sono
identiche per la loro rapidità, per la loro transitorietà, per il loro
con¬ tenuto, ece. ; le proiezioni a distanza poi, quali le telecinesie, le
telefanie. le teleplastie, agiscono sui nostri centri percet¬ tivi in modo
diverso dalle sensazioni ordinarie. Per questo le imitazioni dei fenomeni, come
si ingegnano di fare certi prestidigitatori, o come qualcuno dei formanti
catena può inserire nel corso di una seduta allo scopo di saggiare la credulità
dei compagni o di cogliere in mendacio il medium, ben difficilmente riescono ad
ingannare lo psicbicista avvezzo all’osservazione e lo studioso appena appena
avveduto. Cosi accadde delle due falsificazioni giuocateci dal dott. C. a casa
mia: prima, la pressione eccessiva sulla seggiola arrivata medianicamente sul
tavolo ; seconda, la comparsa di fosfo¬ rescenze artificiali nel mezzo della
nostra catena. a) La pressione della seggiola era prodotta dal dottor
C... che teneva fortemente applicato il pollice sinistro sulla intelaiatura e
impediva le escursioni ulteriori del mobile. Ora, basterebbe avere
esperimentato anche poche volte sulle para- e telecinesie di Eusapia per
distinguere le speciali resistenze che i mobili ed oggetti levitati e spostati
media¬ nicamente oppongono agli sforzi estranei : io ritenni tosto, e lo dissi
ad alta voce, che quella seggiola resisteva in modo allatto nuovo per me. —
Prima di tutto, la pressione era insolita nella posizione coricata della
seggiola stessa. Se i fe¬ nomeni medianici rispondono a imagini o a
rappresentazioni del medium (e mi pare che sia proprio cosi !), si capirà che
una seggiola sia sentita più greve o più resistente al moto im¬ pressole da
fuori quando essa è in posizione normale e vi si può imaginare seduta una
persona. — Inoltre, la traslazione della seggiola è un fenomeno tipico di
Eusapia e si ripete sempre a quella maniera: il mobile levita, s’arresta un po’
sul tavolo, indi si leva e se ne va con un movimento rego¬ lato: mai è avvenuto
che “ John King „ lo immobilizzasse in mezzo o addosso a noi. — Si aggiunga che
la resistenza era sentita come se qualcuno tirasse la seggiola in basso, il che
non si verifica nelle telecinesie sincere: la Eusapia, caso mai, avrebbe
pensato di inchiodarla sul tavolo pigiando dall alto in basso, giacché nella
sua fantasia onirica è John King in piedi, dappresso e attorno alla catena, che
produce quegli spostamenti. Ma vi era anche un’insolita rigidità in
quella pressione. La genuina resistenza degli “ Invisibili „ (della forza
esterio¬ rizzata da E.) non è ostinata, bensì elastica: si ha l impressione di
una forza antagonistica che lotta, ma che è cede¬ vole, tanto che insistendo di
troppo nel trattenere l'oggetto in procinto di muoversi e di spostarsi (ad es.,
il tavolo, la trom¬ betta, ecc.), la trazione od azione dell’agente occulto
cessa ad un tratto, ed il fenomeno si interrompe. Anche questa è cosa saputa e
risaputa nei circoli spiritici, cosicché i legis¬ latori della tecnica
mediumnica danno istruzioni in proposito. Evidentemente il dott. C..., tentando
imitare la telecinesi, fece falsa strada, perchè era molto ignorante in
metapsichica. b) Ancor più chiara apparve subito ai miei occhi la
infelice falsificazione delle luci spiritiche. Io ho giù descritte quelle vere,
le quali sono assai difficili da concepire e perciò da imitare da chi non le
abbia mai vedute nella loro realtà. Quando la prima di quelle luci
eterodosse apparve sull’orlo del tavolo tra mia moglie ed il collega, ossia dal
lato opposto ad Eusapia, e salì lentamente in mezzo a noi. la vidi subito
troppo grande : poscia, la sua apparenza di mezzaluna (dovuta senza dubbio alla
forma del polpastrello del pollice fregato contro un fiammifero) accrebbe la
mia meraviglia, giacché le luci vere sono o rotondeggianti o linguiformi.
Mentre gli altri della catena denunziavano, stupiti, il fenomeno rite¬ nendolo
genuino, io non tardai a convincermi deiringanno, giacché il mio ospite,
continuando nella sua impresa pertur¬ batrice, faceva apparire altre due “ luci
„ movendo in aria la mano sulle cui estremità di due dita (pollice ed indice) i
nostri occhi percepivano nel bujo delle fosforescenze az¬ zurrognole,
palpitanti e fumose..., e il nostro olfatto avver¬ tiva il puzzo di fosforo. Se
ne accorsero tosto mia moglie (che sedendo vicino al dottore, ne aveva notata
una sottra¬ zione sospetta di mano dalla catena) e mio figlio (verso cui le
“luci, si avanzarono). Ma più agevole ancora fu a me riconoscere che
quelle stravaganti fumosità non avevano il moto di traslazione che caratterizza
le fiammelle medianiche : — passavano per l’aria troppo in fretta, e le loro
trajettorie a vortice erano troppo ghiribizzose. Nè esse avevano l’aspetto
omogeneo delle luci vere; si vedevano nel loro centro delle aree più luminose
(particelle di fosforo in processo di ossidazione) e dal loro contorno
emanavano vapori: inoltre stettero troppo tempo davanti a noi. E dott. C.
ignorava che le luci prodotte da Eusapia sono ordinariamente isolate o, al più,
compaiono a pajo ; che si formano quasi sempre dal lato del medium, e ben
di rado sul tavolo; che quando sono in due, esse si rincoirono, ma sono
indipendenti l’una dall’altra e non stanno equidistanti, come naturalmente ha
luogo di due dita tenute divaricate; che traversano lo spazio in linea retta e
non a ghirigoro (che è il moto istintivamente dato da noi ad un corpo luminoso,
ad una bragia, ad un fiammifero acceso, quando lo vogliamo far distinguere nel
buio !) ; che sono di breve durata; che non si incamminano mai, come quelle
sue, verso il viso delle persone sedute in catena... D’altronde, eseguendole in
maniera da simulare un’insidia dell’Eusapia, è assurdo imaginarsi che un medium
ciurmadore sia cotanto ingenuo da formare artificiosamente delle luci in mezzo
al¬ l’assistenza col pericolo di essere acchiappato. Ma Eusapia non si lasciò
jersera cogliere: il tavolo confermò con tre picchiate sollecite e vibratissime
(tipt. sì) la mia dichiara¬ zione che era quello uno scherzo... di pessimo
gusto. Adunque, se il mio collega ha voluto darmi una lezione di prudenza
e dimostrarmi che assistendo alle sedute pala- diniane si cade in preda ad
illusioni, se ha preteso di effet¬ tuare su di me un esperimento ad hominem,
non c’è riescito: gli sono anzi gratissimo della sua improntitudine, giacché mi
ha insegnato che i fenomeni luminosi detti spiritici hanno caratteristiche
peculiari non imitabili, e che chi vuole in¬ trodurre burle maliziose tra le
manifestazioni veridiche della medianitò cade da sè nel proprio tranello.
Genova, 13 giugno 1901. LA DICIASSETTESIMA SEDUTA (15 giugno
1901). Coram populo !.. lina di invitati, fra cui molte
siano™- qUaran' 32* PtJi jr ; veniva' a trovarsi 'jhisapia,
ras^istenz^udi^’bOTM^^umore cliiat azioni dei fenomeni enunciati ad alta
voce d»; viguaton ; ma nuITaltro' p “ voce aai due m.'^iTtoJp„*Tn
seSTctaU "‘V? * S>W“™°. « Mtarat'ditsiS'TThLlT’j T'f0''
«nr«to„.‘X^ofs P'r - ™“ *•*<* <* » »>» »5iC.v“
ziato. Alla esistenza dei così detti “ canali „ del pianeta Marte
scoperti dallo Sohiapparelli, tutti coloro che cono¬ scevano la serietà del
nostro sommo astronomo , hanno creduto subito, prima che giungessero le
serotine conferme degli astronomi Americani o Tedeschi. Ma se interrogo cento
persone tra quelle estranee agli studi psichici, le quali sanno avere lo
Sohiapparelli atfermata anche la autenticità delle azioni meccaniche a distanza
di Eusapia da lui accer¬ tate a Milano nel ’92 assieme a due altri fisici
valenti, il Pinzi e il Aerosa, e a psichicisti di grido, io ne sento più di
metà obiettarmi che quella serie di esperienze, fatta in così piccolo circolo,
non basta e che occorrerebbe una prova “ più in grande Ora, la medianità
non è un’arte nè un genere di virtuo¬ sità che si possa produrre sui teatri
come lo è, fra i “ Mi¬ racoli moderni „ , la lettura cumberlandica o
pikmanniana del pensiero. Mentre qui la presenza di una folla può perfin
favorire l’uso della facoltà di percepire i moti minimi dei soggetti -guida,
giacché questi, nell’emozione di agire in un esperimento spettacoloso, sono
inconscientemente tratti a tradire il proprio pensiero (quasi sempre
costituito, in quel caso, da imagini di movimento); per contro, nelle
esperienze medianiche i soggetti debbono operare in condizioni che mal si
accordano con la pubblicità. Debbono, anzi tutto, non essere distratti,
concentrarsi, autoipnotizzarsi : e a ciò non si giunge in mezzo alla confusione
ed al rumore. Inoltre, la loro azione ejettiva non oltrepassa una determinata e
abbastanza limi¬ tata distanza: e chiunque si trova al di là di questa non è in
grado di apprezzare fatti che non arrivano fino a lui. Per di più, una
grande quantità di fenomeni consta di per¬ cezioni di individui singoli o, al
massimo, di quei pochi che vi assistono in situazione speciale propizia o in
istato idoneo dell’animo. Come realizzare questo determinismo psicologico in un
ambiente teatrale ? ovvero in un salotto mondano ? Anche il più abile dei
fisiologi si vede spesso fallire “ un esperi¬ mento di scuola „ cui pur si era
prima preparato nel silenzio austero del suo laboratorio; anche il più acuto
dei clinici psichiatri non sempre riesce a mettere in mostra davanti agli
scolari il sintomo morboso, sia allucinazione, sia delirio, sia idea ossessiva,
che pur sa esistere nel suo paziente. I fatti biologici e psichici non si dimostrano
mai eguali nelle nostre contingenze sperimentali, nè si eseguono a beneplacito
come quelli chimici in una reazione tra sostanze conosciute o quelli fisici in
una sbarra metallica riscaldata e in un elettroscopio. Coscienza,
subcoscienza e ipnosi dei medi. Io procedo severissimo, forse, allo
spiritismo dottrinario dell’ultimo terzo del secolo XIX, oggidì in disfacimento
davanti ai nuovi metodi e intenti della Metapsichieu: ma l’analisi di molte
affermazioni dei suoi maggiori maestri mette in chiaro l’accumulo di troppi
errori e di troppe in¬ genuità a riguardo della psicologia del medianismo,
perchè si debba o possa tacere. Tacciono per prudenza molti dei psichicisti
odierni più autorevoli, benché siano stati i primi a scorgere il vacuo e il
falso di un buon numero di aforismi e dogmi spiritici; ma chi si accinge ad uno
studio obiettivo dei fatti medianici deve cominciare a liberarli da tutto ciò
che ne disforma la natura. E questo va detto, in principili modo, della
mentalità dei medi durante la provocazione dei fenomeni. Ho già insistito
in queste mie Note psicologiche sullo stato della loro coscienza e volontà; ed
ho dovuto dar torto al- I’Aksakoff che li dice inconsapevoli e volitivamente
inerti, e al Moses che si pretendeva strumento passivo in mano alle entità
occulte o sideree. — Contro I’Aksakoff, basta os¬ servare che Eusapia si
suggerisce il movimento da produrre o la allucinazione da risentire; che prova
sempre il desi¬ derio imperioso di far percepire agli altri i fenomeni che sente
o vede, anche quando sembra passata in • trance „ ; che essa si pone
volontariamente in istato di medianismo, e, se questo non è profondo, ne esce
quando le fa comodo : che dirige essa medesima le esperienze, fa rivolgere
l’atten zione dei presenti verso dati punti e preannunzia molti fe¬ nomeni ;
che solo nella “ trance „ completa, cui però E. si è preparata mettendosi a
volontà in condizioni antosuggestive di sonno, questi fenomeni avvengono di
impulso, scattando le molle subconscie deU’automatismo. — - Contro il Moses,
sta il fatto die Home non dormiva, per confessione dello stesso Aksakoff;
cosicché parrebbe che il sonno medianico sia più necessario alle manifestazioni
intellettuali che non alle ma¬ teriali: nella scrittura automatica si può dire
che dormono solo la mano e il braccio del soggetto psicografo. Del resto, in
favore del mio asserto stava giù la pratica di buoni e imparziali
osservatori, come Mac-Naii, il cui medium ìste- ropatieo non cadeva mai in vera
“ trance , nonostante la rara dovizia e forza delle sue manifestazioni. E sta
la pratica di chiunque, con un po’ di accortezza psicologica, si trovi a
sperimentare con Eusapia. Io ho notizia d’almeno cinque persone dotate di
potente medianità fisica luna signorina di 16 anni, un’altra zitella di 26, una
signora di 45, un gio¬ vine di 19, ed un signore di 40) che produrrebbero in
per¬ fettissima veglia, e con lucidissima consapevolezza dei loro prodigai,
ottimi fenomeni tiptologici, telecinetici, telefanici e persino ’stereoplastici
! Li studierò se ne avrò tempo e voglia. v ]gel]a seduta pubblica di cui ho
parlato, i fatti di tipto- cinesia, di tiptologia e di materializzazioni
tangibili (assi¬ curati 'nella loro autenticità dalla stessa singolare modalità
della seduta) si producevano in piena veglia. Anche il De Fontesa v, che l’ha
osservata con finezza nelle sedute di casa Blech. divide lo stato medianico
della Napoletana in tre gra¬ dazioni: 1“ veglia; 2° trance passiva; 3° trance
attiva. In quest’ultima, che sarebbe una specie strana di sonnambu¬ lismo
vigile, la coscienza non è oscurata che a tratti, e la volontà agisce
opportunamente a seconda delle circostanze esterne : il subliminale è guidato,
nei suoi automatismi, dai pensieri della veglia. Questa distinzione, a parer
mio, è la più semplice e nello stesso tempo quella che meglio si ap¬ prossima
alla verità. Certamente, lo schema tassinomico del dott. Visani-Soozzi
(ommettendone la incongrua miscela di credenze spirito-telepatiche) supera
quello del pubblicista parigino per una più precisa definizione e
classificazione dei singoli fenomeni a seconda del loro carattere psichico; ma
per l’appunto codesta precisione è, a parer mio, la sua pecca precipua. Un si
fatto rapporto assoluto tra l’indole dei sin¬ goli fenomeni e lo stato della
coscienza d’ Eusapia io non l’ho visto, quantunque sia visibile un tal quale
parallelismo tra la fenomenologia in generale e il grado più o meno avanzato
dell’estasi medianica. Da un pezzo gli spiritisti lo avevano notato. Ad
esempio, le grandi apparizioni di fantasmi interi (quando siano au¬ tentiche!)
sono materializzate quasi soltanto dai medi che raggiungono il “ trance „ più
profondo : il Crookes vedeva sempre la Cook addormentata mentre “ Katie King „
si mo¬ strava; e la Marryat, che ha descritto con concisa esattezza la
caratteristica fenomenologia dei medi maggiori , li vide sempre in istato di
sonno mentre le “ entità „ evocate appa¬ rivano all’iiurresso del gabinetto
nero o si avanzavano nella s“la (?)‘ ~ S!c.°“d° le preziose
istruzioni “ comunicate „ dagli stessi Invisibili amici extraterreni , al
circolo di casa JS'oeggerath, i medium a incarnazione, per la cui voce parlano
gli spiriti prendendo possesso del loro corpo (mediante un pi ocesso di
sostituzione transitoria, onirica, di personalità, ben noto agli
psicopatologi), ovverossia i medium detti “ oratori debbono essere inconsci di
ciò che in essi avviene e non ser¬ barne memoria all uscita dalla “ trance ,. -
Tutto ciò nassa per un dogma! Eppure; anche questa correlazione tra il fenomeno
culminante della mediumnità e lo stato psichico PlLfintnnT, r
è-iC0St,arte: S1 legge di certi niedi> cui Eghnton [ed ora il californiano
Miller], che essi materia¬ lizzano i fantasmi pur restando svegli , e
funzionando essi medesimi da ciceroni per 1 propri spettacoli. A meno dal
supporre, con qualche fondamento, che tutta questa roba non menta cieca fede,
si ha sempre più diritto di esclamare che lo spintismo tradizionale si compone
in¬ concepibilmente di contraddizioni e di anomie. Ed io mi do¬ mando, con
buona pace degli ammiratori del Mvkks, se sia veramente ben scelto il termine
di “ supernormali , da lui proposto per applicarlo a tutti i fatti psichici
chiaramente patologici, entrati di straforo nello spiritismo (G. Delanne) o
sottratti arbitrariamente alla psicologia normale ed anor¬ male m via di
sviluppo entro la cerchia della scienza posi¬ tiva (E. Anastat i. Certo è che
un limite netto fra normalità, anormalità e supernormalità non esiste; più si
avanza nel- analisi dei fatti, e meglio si scorge l'incastrarsi continuo dei
tre domini psicologici. Rispetto allo stato mentale della Paladino, se si
bada ai suoi fenomeni piu dimostrativi e sicuri - che sono i tiptici le
luminosità, gli spostamenti di oggetti, il manovramelo di piccoli apparecchi a
distanza, le materializzazioni parziali tangibili e visibili - io trovo che
essi si potrebbero, al più, distinguere in tre categorie: 10 Fenomeni che
avvengono in istato di veglia e di prevpnosi (\ isam-Scozzi), con piena
lucidità della coscienza superiore. Qui l’automatismo di scarica messo in
azione da impressioni ed imagini coscienti potrebbe, fino ad un certo punto,
paragonarsi a quello di certe epilessie parziali, note agli specialisti sotto
il nome di epilessie jaksoniane (dal neu¬ ropatologo inglese Huohlings-Jackson,
che per primo le di¬ stinse e descrisse). L’accesso convulsivo è allora
abitualmente circoscritto a date regioni del corpo, assume, a seconda
del punto di partenza nei nervi sensitivi e della diffusione dei crampi
nei gruppi muscolari, i tre tipi facciale, brachiale e crurale; esso si inizia
e abbastanza spesso decorre tutto senza perdita della conoscenza, o questa è
tardiva e incom¬ pleta (salvo nel tipo facciale); di guisa che il paziente
ha sempre consapevolezza della sua crisi, assiste per cosj c]jr(;
a|. l’attacco e ne serba il ricordo. A me sembra che un feno¬ meno
consimile accada alla Eusapia durante la prima parte delle sedute, e anche
durante quelle sedute intere, che sono contraddistinte da manifestazioni
iniziali e semplici di media¬ nità; tuttavia vi è questa differenza: il crampo
epilettico è disordinato e non risponde a nessuna finalità; la scarica me¬
dianica è intenzionale e risponde a fini prestabiliti. In codesta fase
quasi esclusivamente preparatoria la perso¬ nificazione non avviene, o è
annunziata verbalmente per puro rispetto alla tradizione o per i bisogni della
pratica. 2° Fenomeni che avvengono in istato di ipnosi leggera e
intermittente con obnubilazione passeggera della coscienza su- penort . — In
questa condizione psichica Eusapia cade dopo un certo tempo di preparazione, e
per vera autosuggestione di sonno medianico. Mentre si effettua la proiezione
df energia essa ne è o ne pare quasi del tutto inconsapevole, anche quando il
fenomeno corrisponda, come tanto spesso abbiamo veduto, ad una rappresentazione
psicomotrice, o ad una sug¬ gestione altrui, le quali furono bensì accolte
dalla coscienza vigile ma si sommersero nella subcoscienza per trasformar- visi
al momento opportuno in scariche esopsichiche. Il sonno medianico però è breve,
rapido nel comparire e nel dile¬ guarsi. simile in ciò a quelle assenze che si
osservano nelle grandi nevrosi, nell epilessia, nell’isterismo, ecc., che sono
di breve durata, occasionano appena alcuni fugaci e spesso impercettibili moti
convulsi, e son seguite dal ritorno pres¬ soché immediato della coscienza,
senza che il paziente abbia memoria della lacuna intervenuta nella sua corrente
di pen¬ siero. Anche Eusapia, che tra un fenomeno e l’altro conversa coi
presenti, dirige la tecnica delle sedute e rileva le par¬ ticolarità di certi
fenomeni, non li ricorda però che in sommario. Questo è lostato psichico
che il EeFontenay designa come * trance attiva „ e che forse corrisponde alle
due fasi cata¬ lettica e sonnamboliea del Visani-Scozzi; non è, ad ogni modo,
una condizione continuata, anche perchè non è sempre accompagnato dalla
personificazione, oppure questa fa ap- Morselli. Psicologia e spiritismo
, U. g PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II parizioni fugaci e
superficiali, sebbene basate su di un con¬ vincimento autosuggestivo continuato
anche in veglia. 3° Fenomeni che avvengono in fatato di estasi completa,
con oscuramento pieno della coscienza e con lacuna accer¬ tata nella memoria. —
Qui siamo nella “trance* più avanzata detta “ passiva „ dal De Fonfenay, o nel
letargo del Visavì (che non è però la stessa cosa del letargo di De Rochas);
esso viene raggiunto dall’Eusapia solo nell’ultima parte delle sue sedute
migliori, mentre manca del tutto nelle sedute di minore entità , che pertanto si
potrebbero dire pseudo-son- nambuliche. Le caratteristiche dell’estasi
profonda sono: a) la incon¬ sapevolezza : è rivelata dal silenzio, dall
insensibilità, e da tutto il contegno di Eusapia; — b) la amnesia, di cui mi è
parso qualche volta avvertire che la crisi dissolva anche ri¬ cordi
immediatamente ad essa anteriori e posteriori, avendosi così quella forma
peculiare all’isterismo che i neuropatologi conoscono sotto il nome di “
amnesia anterograda e retro¬ grada „ ; — c) la personificazione, che nell’
estasi è completa con invasione dell’io secondario schematizzatosi nella
spiritica entità di “ John-King , e con le corrispondenti espressioni mimiche e
verbali ; — d) atteggiamenti passionali, ora aventi una decisa impronta
erotica, massime in riguardo ai suoi vigilatori laterali, ed ora denotanti
emozioni di paura, di collera, di ironia sarcastica, a seconda della indole e
del contenuto degli automatismi medianici; — e) ossessioni ideative, di cui
l’una si estrinseca nel desiderio di imperso- nazione, l’altra tenacissima è
quella della propria sincerità di medium ; — f) allucinazioni sensoriali, che
si desumono dai tronchi accenni di visioni spettrali o di azioni violente ed
inconsuete da parte di personaggi invisibili; — g) in ultimo, sonno
profondissimo, con cui si vede tagliata a mezzo, qualche volta, la crisi
estatica: esso ha qualche cosa del comatoso, in quanto che fa cessare ogni
sorta di manifestazione medianica.. Ora, da questo quadro clinico, che
qui porgo in riepilogo, si scorge la intima analogia fra il rapimento medianico
di Eusapia e il grande attacco isterico ; la somiglianza è anche accresciuta
dagli effettti posteriori, cioè, dalla, risoluzione muscolare, dalla confusione
mentale del risveglio, dalla len¬ tezza con cui il medium riprende i sensi,
dalla fatica che consegue ad ogni seduta, e dalla stessa periodica diminuzione
della 'medianità che a quando a qnando toglie ad Eusapia i suoi poteri
eccezionali. 11 Entità spiritiche „ ed ‘ io sonnambolici ,
Di tutti gli accennati caratteri del medianismo della Pa¬ ladino (messa da
parte la esopsichicità che cosi fortemente la individualizza), il solo che
abbia apparenze spiritistiche è la personificazione. Ma essa pure, assieme a
tutti gli altri sintomi interiori delle sue sedute, non piglia piede fuori
della psicopatologia. “John-King„ è un mezzo io secondario che a pari di tutti
gli altri “ spiriti incarnati „, si è costituito con elementi di varia
provenienza: in maggior numero, caduti dall'alto della coscienza dell'io
personale; in minor numero (checché dicano Myers e Geley), derivati dalle
attività sub¬ psichiche, non però da coscienze estranee al medium e men che mai
da reviviscenze mnesiche di esistenze anteriori. Tutti i suoi elementi
(rudimentali e slegati) sono analoghi a quelli degli io secondari che si
svolgono nell’isterismo e nella psicosi, molti dei quali emergono dal fondo in
cui si agita con la cenestesi la vita organica. Tanto nei medi, quanto nelle
isteriche e nei soggetti a doppia coscienza, la perso¬ nificazione (che nei
medi diventa “ incorporazione spiritica „) si sistema per monoideismo e si
ripresenta sempre identica, ad ogni ritorno dello stato medianico, della crisi
nevrosica, dell’alternativa mentale. Nei medi a incarnazioni variabili,
il comparire di “ spi¬ riti comunicanti „ è dovuto ad altrettanti rapidi
attacchi sonnambnlici di impersonazione seconda, di possessione tran¬ sitoria;
tuttavia, anche la scelta delle personalità che si in¬ carnano non è casuale ,
perchè trae sempre le sue ragioni dalla individualità del medio stesso (età,
carattere, istruzione, educazione, vicende domestiche e personali, impressione
di eventi politici, ecc.). Invece nei medi a incarnazioni stabili e univoche il
fenomeno psicopatico, comunque accessuale, è giunto alla fase di sistemazione:
ogni crisi medianica ri¬ pone il medium, come l’isterica, nello stato di
personalità seconda. Tutti gli “ spiriti-guida „ dei medium interiori, tutti
gii “ spiriti-istruttori „ di quelli più elevati sono io secondari sonnambolici
fortemente organizzati e definiti: John- King va a braccetto, non solo di Katie
King (della Cook) sua prossima parente, ma pur dei suoi compagni
Joey Sandey (di Eglinton), Emanuele (di Forsboom), Rector (di Oxon),
Yolanda (della d'Espérance), Leopoldo (della Miiller Smith), Couc-Dijla o Eloim
(del circolo della Noeggerath), dottor Phinuit (della Piper), ecc., ecc. Questi
sono personaggi fantastici, ma lo stesso deve dirsi dei personaggi storici che
si incarnano da anni con sorprendente ubiquità, e spesso con stupefacente
uniformità di selezione, nei circoli spiritici del mondo intero. Chi non vede
l’origine psicopatica ed onirica dei tanti “ Fénélon „, k Bossuet „, “ Abramo
Lincoln *, “ Byrou , e “ Napoleoni „ da strapazzo che scendono dal- l’“ altro
piano „ e tirano la corda dall’ “ altra parte della linea „ V Chi non scorge la
stilizzazione obbligatoria del “ Galileo „ di Kardkc-Flamharion, dell’*
Humboldt „ della Adelina von Vay, dell’" Ariosto , di Scaramozza, del “
Gounod „ della Weldon, del “ Robespierre „ , della Noeg- geratii, e del “ don
Cottolengo „ (sacerdote filantropo tori¬ nese) del nostro bravo Teokii.o
Coreni? Alcuni di codesti io secondari sono spontanei, subitanei, e
insorgono all impensata, davanti alla coscienza superiore, certe volte fino dal
primo assidersi di un individuo predi¬ sposto alla medianità attorno al tavolo
magico o fino dal suo primo entrare in una “ catena „ magneto-spiritica. Ne
restano sorpresi tutti : coloro che assistono a queU’irrompere duna entità
bell’e pronta, che si denomina senz’altro; e colui che si trova medium
evocatore ed inearnatore, comu¬ nicante coll Al di là, quasi a sua insaputa.
L’evento fortuito (formazione di un “ circolo ,, apposizione delle mani sul
tavolo) agisce come un dissolvente gettato in una soluzione chimica ; e il
paragone tanto più calza in quanto quel pre¬ sentarsi d un “ ente occulto „ è
dovuto alla fulminea disgre¬ gazione della personalità. Ma la venuta
improvvisa dalle ombre del Mistero è solo apparente. Le “ entità spirituali „
che si dicono il più spesso “ anime di defunti , ma che possono anche, per
stranezza del caso, essere persone vive lontane e persin qualcuna fra le
presenti (!|, non sono formazioni ex-novo : constano di ima- gini, di ricordi,
di osservazioni approfondatesi da tempo im¬ memorato, sia prossimo, sia remoto,
nella subcoscienza, e vengono su con impeto, ed oltrepassato il limen salgono a
illuminarsi effimeramente ai raggi sottratti alla coscienza nor¬ male. Però il
loro insorgere non è sostanzialmente diverso, ad onta della loro complessa
integrazione, da certe remi¬ niscenze inaspettate che riportano nel campo di
coscienza vecchie impressioni celate da anni nei depositi della me-
PSICOGENE*! DELLA INCARNAZIONE 117 moria, nei
recessi dell’/o non più smossi, nè coltivati per le contingenze di vita. Chi le
possiede, le ignora: ma il non conoscerne il modo come siano arrivate colaggiù
e come si siano conservate e come tornino a galla, non implica che esse
provengano dal di fuori: il Flournoy egregiamente sin¬ tetizzò il processo
chiamandole “ criptomnesie „. E ve ne ha di individuali, che rappresentano i
detriti e i reliquati del¬ l’esperienza di ciascuna persona quando ha vissuto
in rap¬ porto col mondo esterno fisico e sociale. E ve n'ha di uni¬ versali,
che si trovano congenitamente in ognuno dei viventi ancor prima d’ogni loro
acquisto pratico, e che son date dagli istinti oscuri della specie e del sesso,
dai sentimenti e pre¬ giudizi ereditari della razza, dagli adattamenti
mesologici delle stirpi e famiglie. Quelli, e non altri, sono gli elementi
psichici onde constano gli io secondari che prendono par¬ venza di
persone. Il processo psicogenetico è il medesimo, tanto se lo spi¬
rito-guida è uno solo, quanto se sono due o più. Infatti le cose non restano
sempre cosi semplici come in Eusapia. Tal¬ volta le personalità seconde si
moltiplicano. Accanto alla principale o tipica, che è ben formata e che
facilmente dagli osservatori viene ogni volta “ identificata „ in vista della
costanza vivacità e determinatezza delle sue manifestazioni traverso la persona
del “ medium „ (modo di invasione, lono di voce, fisonomia, gesti e
atteggiamenti, frasario, stile delle comunicazioni, abbigliamento, ecc.), altre
ne compaiono, le quali si organizzano in maniera più o meno completa. Qualcuna
giunge persino a lottare pel predominio con la prima che s’era sviluppata, e la
caccia al secondo posto, e anco la surroga totalmente nella coscienza del
soggetto. L'esempio più suggestivo lo si è avuto nella celebre medium americana
Piper. Durante varii anni essa servì all’incorpo¬ razione dello spirito di un “
Doti. Phinuit „ (vecchio medico francese dal nome ostrogoto, imitato dal “
Finnett „ del medium Cooke, sbagliato ortograficamente); ma poi, negli ultimi
tempi, la Piper è divenuta il tramite delle comu¬ nicazioni di un “ Giorgio
Pelham „ (pseudonimo di un av¬ vocato psiehicista, ucciso nel 1892 da una
caduta da cavallo) e il nuovo ha scacciato quasi del tutto il vecchio inquilino
(*■ Proc. of Soc. f. psych. Res. passim). Questo fatto fu già osservato
dagli specialisti neH'isterismo e nella pazzia ; certo, però, è più frequente
nel medianismo, di cui rappresenta una delle poche note differenziali in mezzo
al gruppo psicopatologico dei perturbamenti, sdoppiamenti e stati alterni
della personalità (cfr. i bei lavori di Azam, Janet, Fredd, Jung, Morton,
eco.). Egli è che i medi sono individui a personalità disgregabile, ed una
volta ehe la disgregazione di personalità si è resa abituale, la moltipli- cità
delle loro personificazioni oniriche è agevolata. Talvolta i “ disincarnati „
si succedono rapidamente nella coscienza del medium, e questi passa da un
atteggiamento all’ altro come farebbe un abile artista : si assiste persino a
dialoghi e a piccoli drammi ricchi di sapore artistico a seconda della ricca o
scarsa attitudine e della capacità rappresentativa del soggetto. Una seduta a
incarnazioni è per lo psicologo urftT spettacolo interessantissimo, giacché i
medi intuitivi, intellet¬ tuali, oratori, comunicanti, come dir si vogliano,
sono talvolta veri artisti del genere. Dirò anzi che lo stato di incoscienza
loro permette una inpersonazione più sentita che non agli attori di teatro, sui
quali la presenza del pubblico, Tamor proprio, il desiderio di recitar bene,
agiscono da inibitori. Perciò la “ rappresentazione „ medianica è più
sincera. La affinità di procreazione ed evoluzione tra gli io secon¬ dari
nevrosici e paranoici da un lato e le “ entità spirituali » dall’altra,
sussiste chiara e lampante, e resiste alle negative sdegnose degli spiritologi
interessati a segnare un preteso distacco tra medianismo e neuro-psicosi.
Nessun documento è più prezioso di certe ingenue descrizioni di sedute a incar¬
nazione. Prendasi La Survie della Noeggerath, libro onorato d’una prefazione
psichicistica di Flammarion, e si leggano i brevi accenni agli stati ed
atteggiamenti dei medi ; sono come le didascalie delle opere drammatiche. Due
esempi basteranno : Incarnazione di Robespierre: — “ Il nuovo arrivato si
accomoda l’abito come se ne facesse due grandi pistagne [il costume dell'Epoca];
passa la mano sulla sua fronte e rigetta i suoi capelli completamente in
addietro [la pettinatura ‘ alla Bruto . ]. Detta Robespierre : — ‘ lo ho un
nome che fa tremare, ecc., ecc. , (Loc. eit., Vili* serie). Incarnazione
di una strega bruciata vira, e ehe si denomina “ La fata d’ oltre tomba „(!!):
— È annunciata prima da un altro spirito: “ C’è là una vecchia e ben brutta
donna; è tutta curva e si appoggia su di un bastone ; nè ha l’aria dolce... „.
Il medium passa tosto ad incarnare la nuova venuta: — ‘ La persona che si
incarna [intendasi il medium] „ esamina, guarda con curio¬ sità i suoi vestiti
macchiati: essa tiene le mani una sull'altra alla maniera delle persone d’una
età decrepita. Ad un tratto spinge un grido terribile: “ Il fuoco, il fuoco! ,
— Nuova ca¬ talessi (del medium) ecc., ecc. (Loc. cit., XV* serie). A
questi mediocri saggi d’arte rappresentativa chiunque abbia pratica di
ipnotizzazione ha assistito le dieci eie cento volte ; i dottrinari, i credenti
dello spiritismo debbono es¬ sere ben semplici o ignoranti di psicologia per
non ammet¬ tere o per non iscorgere la genesi simbolica delle sedicenti
incarnazioni. Questi io secondari del sonnambulismo media¬ nico si
moltiplichino pure, ma la loro composizione risulta sempre eguale alla precedente.
Anch’essi, ora fanno irruzione improvvisa manifestandosi in modo violento,
brutale, e sono detti allora “ spiriti malevoli » o “ cattivi „ in antagonismo
con quelli “ amici „ e “ confortatori „ ; ed ora si affacciano timidi tra le
quinte del subconscio e domandano uno svi¬ luppo suggestivo. L’“ Ernesto „ di
Eglinton, 1 Esenale „ della Smith, la “ Chlorina „ della Eleon. Piper,
appartengono a questa famiglia di io sonnambolici secondarii, dei quali però il
maggior numero rimane agli inizi dello sviluppo, oppure abortisce e addimostra
deficienze di formazione, o non arriva ad agire con bastevole autonomia e si
manifesta saltuaria¬ mente e frammentariamente. Spiriti, questi, in sottordine,
quasi attori generici o anche semplici comparse nei drammi e romanzi ora
schematici ed ora ingrovigliati, che il subco¬ sciente dei medi fa germogliare
organizza ed espande dai suoi segreti recessi, lo secondari, insomma, che non
hanno vigore sufficiente di assimilazione e di coordinazione, e dei quali
ciascuno non riesce ad essere che una pallida copia degli io precedenti, sia
del normale e fondamentale, sia del primo anormale ed alterno che s’è venuto
meglio organiz¬ zando col processo di reiterazione onirica. Se non che
queste entità spiritiche sembrano, ma non sono persone. Chi può dire se “ John
King „ , come ce lo presenta la inintelligente medianità di Eusapia, sia
davvero una coscienza personale sopravissuta? Chi ha mai conosciuto gli “
Alfredi „, le “ Yolande „, gli “ Abdullah „, le * dulie ,, i “ Cesari „ e le
innumeri altre personificazioni imaginarie od astratte di cui formicola la
letteratura spiritica ? Il problema psicologico che li riguarda è, a parer mio,
di grande sem¬ plicità; ma non così semplice si presenta il problema quando
siamo di fronte ai fatti di evocazione di dati defunti, rico¬ nosciuti, a
quanto si afferma, da coloro che li conobbero in vita, ovvero anche
identificati dalle circostanze peculiarissime e a tutti ignote che il medium
incarnatore od evocatore ha saputo indicare. In primo luogo, i casi di codeste
identifica¬ zioni esistono veramente? E quanti sono? E come sono? Chi ce ne
garantisce la storia ? E in secondo luogo ; prima di giungore aUa tesi
spiritica, non ce ne sarà altra da accogliere e da difendere con argomenti
positivi? C’è qui un campo im¬ menso aperto alla Metapsichica, e vorrei che si
cominciasse col- “ sfnrUtaieiU1* ?ntlea P‘U r,&oro8a e Penetrante sulle
troppe r; e:UUOn l,Che Vrac0?ntate nei circoli e accolte nei pe- c tà dei » ^
"• t Che SÌ disting^se fra l’autenti- deHe “ stonV HUen 'f ® Sm£ole
storie » e l’autenticità delle storie documentate Quanti problemi
particolari aspettano una soluzione prima di poterla sperare per il gran
problema generale dello Spiritismo! be poi esclamo dalla medianità
intellettuale e torniamo a quella esopsiclnca sullo stile della Paladino, le
cose of- lf?ROFUna C0IUpl8S?,tó ancora Più g^nde. Come mai Aixan- Kardeo
capiva cosi poco della sua stessa dottrina del “per¬ óni •’ Ti dlSpr®zzare 1
fenomeni fisico-meccanici, che di fazione Pnit T, T ^ ° Mtrale sarebbero
la rive¬ lazione piu diretta e genuina? Non pensava il legislatore
Derisori tifi « toc®asslra<jl 0 cedessimo una “ materializzazione fil i1 ” a
ql',ie davvero assumesse forme e conno- tat, e azioni personali, saremmo
davanti al nocciolo sostan¬ do ìli!" ° spintlsm0? Poicliè al cospetto di
fenomeni super- normali come sono quelli di Eusapia e degli altri medi a
iTÌit1! iT0n' antonome (dat0 che siano genuine e provate), • letapsichica
avra un problema duplice da risolvere: ... " ‘ P’egnfe l’ignoto
dinamismo della forza bio-psichica che si estenora che agisce sui corpi
esterni, che crea suoni luci e forme, e che organizza entità con morfologia
umana; il pro,cedllnento ancor più sconosciuto, per ■nffrni a quest‘
teIepIasm. possano essere date dal medium, detefmTnlfó qUaft0 nanan° 6
C1'edono & spiritisti, una richfam f confourazwne Personale ed attività
bio-psichiche ìSssii asr ° ■*“ — i”"« PT° dei qu®siti ha Ia
sua '-agion d’essere, per me rVI ente’-fei MtJ pr°d0tti finora sotto i
miei sensi ■a„a 1 alad‘"0, 1} secondo sarà propriamente tutto un’illu- °
U" ln menziono degli spiritisti, come da tantissimi si congettura e s.
sostiene? Vorrei, nelle sedute ulteriori con jusapia, procedere un po’ più
speditamente verso il conte- noritàSdir rT° deUia ' C°Sf ; salv0 che non
mi dia qualche novità di rilievo, la sua telergia finisce coll’annoiarmi.
Genova, 16 giugno 1901. LA DICIOTTESIMA SEDUTA (23 dicembre
1901). Verso 1' ‘Altro Lato,. L stata la seduta più
importante finora per me, e mi toccherà a dilungarmi nell'illustrarla.
* Dopo sei mesi di riposo e di meditazione sulle meraviglie
fisico-meccaniche viste a produrre daEusapia Paladino, e dopo le nuove
esperienze che mi vi hanno ancora trattenuto, eccomi ieri sera saltato a piè
pari in pieno spiritismo di evocazione. Mi si e invitato a partecipare a
qualche seduta del gruppo di soci del Circolo Minerva presieduto, come dissi
(pag. 3) dal prot. Porro, e del quale fanno parte il Cav. Adolfo Erba, Console
di Costarica; 1 Tng. Cav. L. Ramorino, ad- detto ai cantieri navali di
Sampierdarena e la di lui ’ con¬ sorte; L. A. Vassallo (“ Gandolin „); e il
Dott. Venzano. La disposizione della sala è la stessa che già conosco: di
fianco al gabinetto medianico è collocata la pesante scrivania con su gli
oggetti abituali. L amico \ assallo mi ha detto che assisterò sicuramente
a manifestazioni ammirevoli per intensità e per qualità • perocché il gruppo,
che gode la simpatia della Eusapia, si e proposto di lasciarla agire
liberamente, senza affaticarla con eccessivi controlli, salvo quelli
indispensabili sulle mani e sui piedi. A tale uopo io mi accordo tosto coi miei
nuovi compagni sul modo di invigilarla: non ne lascerò mai la mano e cercherò
di non perdere il contatto del suo piede e del suo ginocchio, ma ne seguirò
docilmente tutti i moti, ne asseconderò col mio contegno e col pensiero
l’attività medianica; insomma , mi comporterò in tutto e per tutto come un
convinto “ spiritista „. Nelle sedute cui mi si invita, noi siamo
in faccia alla tecnica ed alla fenomenologia spiritica più decisa; mi si
annuncia che “ veri spiriti „, oltre a “ John King „ sono venuti a manifestarsi
e che ne avremo comunicazioni e messaggi. Fino a iersera * John King per quanto
inevi¬ tabilmente rammentato e invocato dai presenti, costituiva piuttosto uno
stimolo simbolico cui bisognava dare un nome o su cui fare affidamento per
ottenere le scariche psicoer- getiehe di Eusapia, senza che veruno di noi
credesse o mo¬ strasse troppo apertamente di credere alla esistenza del
personaggio. Ma ora il “ corsaro „ transatlantico diventerà qualcuno; e se non
lo vedremo in carne ed ossa, sarà al¬ meno il riconosciuto agente occulto,
quasi sempre invisibile, ma talora anche visibile, che non si contenterà più di
pro¬ durre gli effetti desiderati daH’assemblea nell’ordine mecca¬ nico, che
non solo assisterà e proteggerà la sua “ figlia „ (il medium), ma le condurrà
anche dappresso altre entità spi¬ rituali, o nel gabinetto oscuro, o attorno al
tavolo: stasera, finalmente, “ John „ sarà il Mercurio solerte e compiacente
che ci metterà in commercio coi sopravviventi o cogli eie- mentali dell’Altro
Lato. Ecco pertanto un cambiamento radicale nelle attitudini psichiche
dell’assistenza, nella terminologia, nel metodo dei fenomeni, nella finalità di
tutta la mia serata. In prima¬ vera e nel mio grappo invernale ci eravamo
fermati nel prònao, e le azioni esopsichiche del medium non ci portavano oltre
al personismo ed all’animismo, secondo la distinzione dell’AKSAKOFF e
deU’ÀNASTAV: è giunto il momento di pe¬ netrare nel santuario. La sola
differenza fra le sedute del gruppo che mi ospita e quella dei “ circoli „
spiritici radunati per la evocazione e, quasi si direbbe, pel culto dei loro
morti, sta nell’assenza di ogni rito. Si sa come procedono i gruppi ascritti
alle diverse sètte della religione spiritica: essi si vantano di con¬ tinuare
le pure tradizioni Kardechistiche (cfr. “ C-r. Congr. Spiri!, et Spiritual. „,
1900, p. 521). Si comincia colla lettura del processo verbale e con una
allocuzione del presidente; quindi si innalza una preghiera a Dio e alle “guide
abituali „, affinchè si degnino di “ co¬ municare „; si abbassano le lampade, e
fatta l'oscurità si entra in un raccoglimento generale. Dopo un po’ di tempo i
me¬ dium “ veggenti „ percepiscono vicino a ciascun astante lo spirito di un
suo famigliare o di un amico, nominano e descrivono i nuovi venuti e
trasmettono le loro “ comunicazioni „. Si passa in seguito alle “ incarnazioni
„ ; e dapprima si in¬ carnano (ossia si impersonano nei medi) i disincarnati
pro¬ tettori ed “ educatori „ del gruppo, il quale ode con com¬ punzione
ripetere per la centesima o millesima volta le solite rigovernature di Armonia,
di Amore, di l inanità, di Progresso. Arrivano poscia altri spiriti mono elevati,
ciascuno dei quali lia scelto un modo individuale di manifestarsi, sia
producendo un rap o picchio particolare, sia facendo assu¬ mere al medium un
atteggiamento ed un tono di voce diversi. Quando “ tutti „ sono venuti e
radunati, si stabilisce una conversazione generale, tanto tra i disincarnati e
i viventi quanto fra i disincarnati medesimi che si compiacciono di ritrovarsi
novellamente su questa terra, pur restando nel- 1’ “altro piano La seduta
rituale termina con una pre¬ ghiera di ringraziamento. La venuta dello
entità occulte per opera di Eusapia non richiede tutto questo cerimoniale, ma
non dà neanche le soddisfazioni affettive e intellettuali che i credenti nello
spi¬ ritismo traggono dalle sedute dei grandi medium a incar¬ nandone. lo non
parlo che delle sedute concesse dalla 1 aladmo durante gli ultimi anni agli
studiosi: esse hanno sempre avuto uno scopo di propaganda più per la realtà che
pel contenuto e significato intimo dei tatti spiritici, e perciò si sono
attenute per ordinario al solito carattere scettico, un ei quasi irreligioso
(dal punto di vista dello spiritismo clas¬ sico). Il più spesso non vi accorre
che “ John King del quale le altre entità spirituali, affollantisi nello
spazio, si guardano bene dal venire a disturbare l'opera attivissima esteriore
o gli ' a solo , composti di interiezioni o di frasi tronche quando si
personifica in Eusapia : cosicché si do¬ vrebbe ritenere che fra gli “
ultra-sensibili „ continuino i ri¬ guardi umani e che pure essi non vadano in
casa altrui senz’essere chiamati o invitati ; prova questa di una ben piccola
loro libertà d’azione verso il nostro mondo terreno. Ma anche le sedute
di evocazione date da Eusapia non bril¬ lano per soverchia intellettualità: il
suo medianismo è co¬ stituito sempre di schemi poverissimi: dimodoché non
soltanto la sua vecchia reincarnazione di “ John „ manca, come ho provato, di
qualsiasi personalità, ma tutte le sue altre evo¬ cazioni di defunti, a
giudicarne dalle descrizioni fin qui stampate, si riducono a comparse, a gesti
e ad atti di or¬ dine elementare, vuote di ogni spiritualità, adeguate al suo
cervello incolto e superstizioso di popolana. 124
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II L;i ragione di questo spiritismo
di bassa lega risiede anche nel genere di medianità, che contraddistingue la
Na¬ poletana e che è tutta d’indole fisica o, come dicono, “ ani¬ mistica Noi
dobbiamo logicamente aspettarci (se la psico¬ genesi dei fenomeni in senso
scientifico è esatta) che cotale sua caratteristica mediumnistica perseveri anche
nella feno¬ menologia propriamente spiritica, sia questa data da manife¬
stazioni contenute nellu persona del medium (incarnazione subiettiva oratoria,
inimica, ecc.), sia invece proiettata fuori della sua persona (incarnazione
obiettiva o materializzata in forme tangibili, visibili, ecc.). Quest' ultima
specie di presentazione delle entità evocate è, intatti, la predominante in
Eusapia, che vi può far uso della sua singolarissima me¬ dianità
fisico-meccanica : essa, cioè, preferisce “ materializ- zare » gli spiriti
evocali anziché incorporarseli, giacché in tal caso sarebbe obbligata a far
mostra di facoltà intellet¬ tive ed espressive che le mancano del tutto.
Quando un medium a incarnazioni sia ben fornito men¬ talmente, abbia ingegno
naturale e coltura, -sia dotato di viva imaginazione e di calda emotività,
quando sopratutto sia flessibile e vario nei moti espressivi dell’animo, tanto
nella voce che nella mimica, si comprende che debba im¬ personare egregiamente
colui o colei che ritorna dall'Al di la. Ho letto in questi giorni vari volumi
di spiritismo puro (Ora.'OTT, Simonin, la Maervat, Moses, Fiuesr) e sopratutto
JjH Survi/t della lì. Noeggekatii, libro prezioso per chi voglia acquistare una
chiara idea della strettissima analogia fra le personificazioni medianiche e
quelle sonnambuliche. Del resto, con un “ buon „ soggetto ipnotizzabile quali
sono la “Lina, e 1’“ Alberto, di De Rociias e qual’era il Dott. C*"' nelle
mie esperienze di fascinazione del 188(5, si arriva ad effetti suggestivi
veramente estetici e di una drammaticità singo¬ lare. Ma. Eusapia non lui
alcuna attitudine al riguardo; "ed io mi dicevo già a priori che, se alle
sue sedute venissero degli “ spiriti ,, non darebbero probabilmente altro che
una scipita riproduzione delle gesta del suo “ John „. Ne ave¬ vamo già veduto
un campione nel preteso intervento sin¬ crono di “ multiple Intelligenze
occulte Ammesso che realmente ci fossero stati, degli “Altri „ accanto a “ John
„, essi non ci diedero mai un solo connotato personale: accorre¬ vano
unicamente per lo scopo di confermare la potenzialità e la veridicità del “
nostro „ medium, ma non perchè avessero rapporti affettivi con nessuno dei
presenti. Erano proprio dei ‘ doppi , di “ John , che è il duplicato di
Eusapia, a I “ MESSAGGI , PEI DISINCARNATI 125
un dipresso come quelle imagini che si riflettono all 'infinito fra due
specchi paralleli, l’uno di prospetto all’altro. Or bene, è assai
dimostrativo per la psicogenesi scienti¬ fica dello spiritismo che il mondo
ultra-terrestre rivelatoci dalle Eusapie e dai Politi ci mandi soltanto di
questi av¬ visi grossolani mediante “ spiriti ,,che nulla dicono, nulla fanno
sapere di sè, quasi non ci parlano, e che si contentano di toccarci, di
pizzicarci, di giuocarci scherzi di pessimo gusto, o al più di rintronarci le
orecchie col suono disarmonico di una trombetta. Sono “ messaggeri „ pressoché
idioti, per lo meno alogici, che ci parlano il linguaggio elementare dei gesti
o ci divertono coi loro giuochi di mano. Gli spiritisti si cavano d’imbarazzo,
dichiarandoci, senza batter di ciglia, che con la Paladino vengono solo “
spiriti inferiori e ane- voluti „ ancora grossolanamente attaccati alla terra,
con tutte le idee passioni e tendenze della porzione meno avan¬ zata
dell’umanità vivente, anzi dominati nella loro postuma esistenza da monoideismi
stupidi, come accade a coloro che ritornano in cerca d’un cappello perduto o
per la fissazione di ripetere le piccole azioni professionali compiute durante
tutta la vita terrena. Con Eusapia non si manifestano dei “ disincarnati
superiori „ in quanto che, ci si dice, il suona¬ tore esegue una buona od una
cattiva suonata a seconda dello strumento di cni dispone. Lasciamo il
paragone che, a parte il lieve valore analogico, nella pratica è inesatto ed
ogni dì contraddetto dalle risorse dell’ingegno umano : un Niccolò Paganini sa
trarre effetti ammirevoli da una sola corda, quando tutte le altre gli si siano
spezzate nell’estro della sua arte geniale. Per soprappiù i periodici e i
trattati di spiritismo sono pieni zeppi di * eccelse comunicazioni „
cosmologiche, metafisiche, teofilantro¬ piche, poetiche, pietistiche, ecc.,
ottenute in via supernormale da medium illetterati e di poca levatura, cosicché
i dogma¬ tisti ne menano vanto come di una irrefutabile “ evidenza , per la
loro tesi (si dovrebbe premiare chi fosse in grado di conciliare le
contraddizioni di cui la dottrina spiritica è tutta intessuta!). Ma fermiamoci
al caso concreto di cui discorriamo : non è forse vero che qualunque uomo di senno
non assiste allo spettacolo di una ordinaria evocazione eusapiana di “
Invisibili „ senza dar saggio di una grande pazienza ed indulgenza ? Si
sorride, ma a fior di labbro, e si sente (lo confesso per me, ma credo che lo
confessereb¬ bero egualmente tutti i psichicisti meno avventati), si sente un
malessere morale, con la giunta di un po’ di compassione 126
psicologia e sprarrisMo, n I S 'riT f ° tnna costretta a
vaiei's> di simili “evidenze e ad addestrarsi poi m sofismi ed in petizioni
di principiò P SonoC? ,Ptpne 6 atU! In1!ufficienze e le stridenti
antinomie • ono io lei sera uscito finalmente da questo spiritismo di bassa
lega, perché di stile paladiniano ? Ho io Ppro^dito di un passo solo, ma
sicuro, verso l’Occulto ? Se dò non e avvenuto, come narrerò in appresso, non
si attribuisca a disposizione poco favorevole dell’animo mio ne a nreeon cetti
antispintualistici: io mi ci son messo 'con il massimo volontà° credere
ch°.° ""P,05*0 looll'fttoggi.mento dell, te
Sommario cronologico dei fatti. Per l’intelligenza di quanto dirò
in seguito credo oppor- fendo cheT "e6!1111 SUnt° cronoloSico della
serata, avver- ^ do che la catena „ rimase sempre immutata nell’ordine de
suo, componenti, e che io e Porro siamo stati in" nTer- lottaniente al
controllo, io alia destra, Porro alla sinici,-, rii Eusapia. Costei passò
rapidamente in “trance,, ora fermandosi neti/3-86 iaUlVa
(s0nnamblllica)> ed ora arrivando alla passiva ,„fa P(er° senza
corrispondenza chiara del sui stato ipnoide coi fenomeni straordinarii da lei
provocati' Edsapia Ram. Doti.
Vexz. Prof. Mors. L. A. Vass. •
• a Prof • Por. •ìl£ • Prof. • • Por.
Ing.r Ram. L. A. Vass. Ing. Ram. D
ott. Vesz. A. Prima disposizione della catena.
Prof. Mors. ErsAPiA B. Seconda disposizione detta
catena • occ unua apposizione della c( Per " ,
SOMMARIO DELLA SERATA 127 Pkim \ parte. — La “
catena , è disposta normalmente : ossia il mediani siede davanti al gabinetto
oscuro, ad uno dei lati stretti del tavolino ifig. AL a) Sono le nove di
sera, e cominciamo a luce moderala : — avvengono i consueti fenomeni attribuiti
alla nota occulta entità virile, battezzata come ‘ John King,. b) Si
ordina la oscurità (intendo dire che il tavolino batte i cinque colpi di rito;
e cosisi intende dei comandi ulteriori) : _ si manifestano nelle tenebre
successivamente due ‘ entità invisibili „, una infantile definita come la
fanciulla cara al prof. Porro; ed una maschile giovanile, definita come un ado¬
lescente carissimo a L. A. Vassallo. c) Rischiariamo la sala a luce rossa
(lampadina da foto¬ grafo, di 3 candele) : — continuano le manifestazioni
della en¬ tità giovanile suaccennata. _ i <i) Si richiede il bujo
completo : — accadono manifestazioni d una presunta * entità muliebre adulta ,
sempre invisibile, che viene qualificata come persona defunta a me
carissima. e ) È comandato di fare piena luce : — si constata allora che
Eusapia, in sicura fase letargica, è al suo posto, per cui il comando ha evidentemente
la intenzione di farci escludere l’inganno dalle grandi manifestazioni “
spiritiche „ di cui io sono stato l'oggetto. f) Si ridomanda pochissima
luce, e la si ottiene abbas¬ sando la fiamma del gaz; — ricominciano le
comunicazioni dello * spirito , che è venuto per me. :/) Illuminiamo a
luce mediocre (lampadina elettrica di 5 candele): — si osservano fenomeni
sincroni di materializza¬ zione tangibile di due entità, formantisi
visibilmente dietro le tende, quella infantile a sinistra d’Eusapia (per il
prof. Porro), quella muliebre a destra (per me): inoltre si hanno numerose e
cospicue materializzazioni visibili di mani, braccia e globi lu¬ minosi
(teste?!. Eusapia, che si trova esaurita da tante prove di efficacissima
medianità, chiede ed ottiene di riposare por alcuni minuti. Seconda
parte. — Alle 28,30 ci rimettiamo in catena: ma subito il tavolo si incammina
(come in casa Peretti), e vol¬ tandosi giunge verso il centro della sala ; e
noi, che lo abbiamo seguito senza perdere il contatto delle mani, ci troviamo
di¬ versamente orientati e più comodamente disposti, in guisa che Eusapia siede
ora da uno dei lati lunghi, e tutta l'assistenza è a circa 1 metro e mezzo dal
gabinetto e a 2 metri dalla scrivania dell’angolo (fig. B). h) Al debole
chiarore proveniente dall’anticamera: — si riproducono le gesta di 11 John ,
che ordinariamente precede sempre coi suoi giuochi l'arrivo delle altre entità,
o empie gli intermezzi dello svariato programma. Fra gli altri si ripete quello
che chiamerei il fenomeno del dar da bere agli assetati. !
128 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Io dico ad nlta
voce di aver sete: e tosto un pietoso invisibile „ trasporta dalla scrivania
sul tavolo la bottiglia dell’acqua, la stappa, empie un bicchiere e l’avvicina
successivamente alle labbra di ciascuno di tutta la compagnia, toltone
Vassallo, cui per uno dei soliti capricci imperanti nella medianità viene
negato quell'appngamento. È inutile dire che al primo rumore prodotto dalla
bottiglia che qualcuno deponeva sul tavolo, io ho stretto il controllo su
Eusapia: orbene, non si tratta di irode, nè di allucinazione, poiché la
bottiglia s'e poi trovata con meno acqua in mezzo a noi, e col suo tappo sul
tavolo. i) Si ridomanda diminuzione di luce e la si ottiene soc¬
chiudendo l’uscio, cosicché siamo quasi al buio : — avvengono allora
manifestazioni complicatissime attribuite ad un'entità spiritica di un vecchio
specificatamente definito dai coniugi Ra- morino, ai quali toccano ora
comunicazioni di carattere intimo e per essi persuasive. jj Si impone l'oscurità
perfetta'. — ed in queste condizioni sempre sospettabili, avviene un apporto
personalmente a me diretto e che sarebbe meraviglioso e prezioso, se non ...
fosse illusorio o spurio come fra poco dirò. k) La seduta si chiude al
debolissimo chiarore dato da una candela, essendo il medium abbattutissimo e
incosciente, nè volendo noi provocare una sua crisi con una stimolazione lu¬
minosa eccessiva. È l’una dopo mezzanotte ! I cinque ‘ spiriti »
della serata. Le manifestazioni del 23 dicembre sono state attribuite dai
miei collegbi a cinque diverse “ entità „ fluidico-spiri- tuali, e ne dico
subito i nomi: 1" l’immancabile “ John King » ; 2“ una persona cara al
prof. Porro ; 3" una persona diletta al Vassallo; 4” una persona carissima
a me; 5° una persona parente dei coniugi Ramorino. Sebbene
imperfettamente eseguito, come a suo luogo mo¬ strerò, il contenuto spiritico
della seduta era completo : e se ciascuno di quegli esseri rimasti per noi
invisibili o poco meno, si fosse davvero manifestato con le caratteristiche
personali cognite dei defunti che dovevano o volevano ìap- preseutare, avremmo
assistito ad altrettanti casi di identità, ad un vero censimento spiritico; e
la cosa risulterebbe di gravissima importanza per me e fors anche per la mag¬
gioranza dei miei lettori. Ma Oxon, Aksakoff, Delahne, I CINQUE
SPIRITI DELLA SERATA 129 tutti i maggiori fra i teorici
della nuova lede evemeristica, ri pongono all’erta contro le troppo corrive
identificazioni : “ la prova incontestabile dell’identità personale degli
spiriti, scrive I’Aksakofk, mediante qualsiasi loro manifestazione, è
impossibile „ (Anitn. et Spirti., p. 624). E allora, la pru¬ denza decrli
evocatori non sarà mai in eccesso. Considerate, se vi piace, che ogni
identificazione d’entità non visibili, come quelle venute iersera al nostro
circolo, è desunta da percezioni abbastanza labili del tatto e da altre
rarissime, il piu spesso indistinte, dell’udito: al più vi si acnnungono
talvolta percezioni incertissime della vista. Ciascun membro della catena
percepisce di regola isolatamente, e ■rii altri non hanno modo alcuno di
apprezzare quanto val¬ gano le sue dichiarazioni dei fenomeni. Da quello che ho
veduto, rilevo che la correntezza di ricognizione dei cre¬ denti, o per
l’emozione subitanea o pel rinnovarsi delle loro sentimentalità più delicate, è
assai pericolosa per la discri¬ minazione e la critica delle percezioni
provate. Ed è ernioso che la grandissima maggioranza dei percipienti non si ac¬
corga delle manchevolezze logiche del loro processo mentale di interpretazione
e di attribuzione connotativa. Non t ragga in inganno l’accordo del “
circolo „. 11 più spesso gli altri che assistono, consentono in quella
definizione sin¬ ergica delle impressioni sensoriali provate da chi le denuncia
(ed io ho consentito di proposito senza palese contrasto) per motivi che non
figurano fra i criteri razionali, ma che sono d 'indole simpatetica e
convenzionale. 0 si vuol mante¬ nere la concordia degli animi, pur concependo
dei dubbi ; o si desidera di non intralciare il corso dei fenomeni; o si tace
per rispetto cortese alle opinioni ed agli affetti dei consoci. In ogni modo,
l’assenso dei presenti, anche se ge¬ nerale, su di una data identificazione
(?), non ha alcun valore di argomentazione, quantunque gli adepti vi facciano
molto assegnamento. Salvo il caso abbastanza raro in cui un dato defunto era
ben noto a due o a parecchi fra i presenti, e questi assentono nel riconoscerlo
su dati sicuri, la ripresen¬ tazione teleplastica è sempre incerta, quanto, in
genere, è incompleta. Di maniera che, la identificazione rimane affi¬ data ai
fragili apprezzamenti subiettivi del percipiente che vi è interessato: ossia è
il prodotto di un convincimento personale insondabile e scientificamente
improvabile, coni è il caso dell'HvsLor rispetto all’identità di Giorgio
Pelham, o della Writino rispetto alla giovane sua amica pur essa rivelatasi
mediante la Piper, o dello Stead per la Julia . restraa sssik d>i
l“?“- -SSS&LSS 2££tSlSS^’s lettissimi e superficialissimi Ìli
in 6’ 6 SU ni210c'nì imper¬ io per le identificazioni (?) d irimfJS5b»I<jf
°°' =^4^SSSsS®! I. L’occulta entità abituale (“ John King ) valli,
e alla fine, con le sue notissimi s.eduta’ e neSh mter- 5Sì SSMS
stó-p ’-&p> p^fripS,"" “““ *;™= xsa j II.
L’occulta entità puerile specificata. comprendere di dare aUc « entità P
ni! , Ulnno dafo. 0 Sciato IO considero, col rispetto che' si
l’occulta entità puejule 131 sentimenti delle
persone stimabilissime, con le quali Lo stu¬ diato Eusapia ; ma non essendo
quelle identificazioni d’al¬ tronde sommane, il prodotto di impressioni munte
'diret¬ tamente al mio cervello, di riconoscimenti e di raziocini elaborati
dalla mia mente, nè le accetto o neretto nè le discuto. 9 Chiunque avrà
letto e rammenterà le riserve da me falle neU’illustrare i fenomeni terminali
della X seduta, e leggerà fra poco le ragioni sulle quali argomenterei fallita
la identi¬ ficazione della presunta entità che mi riguardava, capirà facil¬
mente ed approverà la mia rinunzia ad una discussione, che non smoverebbe
alcuno dal suo parere e mi trascinerebbe inu¬ tilmente a divergere dal mio
intento, che è scrivere la storia e o sviluppo dei miei convincimenti graduali
sulla psicologia dello spiritismo senza preoccuparmi di quelli degli
altri Or dunque, la « figliuoletta „ del Porro si sarebbe mani¬ festata
alla sinistra di Eusapia con leggieri picchi sulla seggiola del professore, col
gonfiamento della cortina nera dada sua parte lino a toccarlo e a premerlo sul
fianco destro dandogli la sensazione (tattile) della sua gracile personcina,
con toc (lamenti e carezze delle sue manine avanzantisi sotto la tela, con baci
pur sempre dati dalla bocca ricoperta, infine , nu°v° 'come 111 giugno! con due
parole articolate l’nna dopo 1 altra. La prima era «sillabica C papà! j udita
solo dal 1 oiro e dal Venzano; la seconda parve trisillabica, pronunziata si
forte da farne arrivare il suono fino a me e al Vassallo- non distinsi bene, ma
mi sembrò che la voce dicesse “vicino ' (torse ultima parola della frase: — “
ti sono vicino— ?) Noitutt' percepivamo con la vista il gonfiarsi della tenda!
coll udito il rumore dei baci e ì suoni vocali: il Porro de¬ nunziava per
intanto i fenomeni e li descriveva con tanta esattezza da farci assistere dal
nostro posto a tutte le af¬ fettuose, dolci e carezzevoli “ comunicazioni „
delle quali egli era oggetto. Io non potei riconoscere a quella voce un timbro
infantile: mi giungeva indistinta, come se uscisse penosamente da una bocca
semichiusa. La “ fanciulletta „, che sarebbe stata l’agente
ultraterrestre <ii queste comunicazioni tangibili ed udibili, non si è ma¬
nifestata in nessun modo al nostro senso visivo. Che se io tossi chiamato ad
esprimere ciò che penso del suo ricono¬ scimento, direi con piena sincerità
che, pur sommando tutte le manifestazioni da essa date nelle sedute in cui l’ho
vista formarsi e comunicare, col Porro, siamo sempre assai lontani da una
identificazione „ quale esigerebbero ; " 1 piu elementari
precetti della metapsichica sperimentale. Diciamoci pur disposti ad accogliere
con la massima indulgenza gli effetti istintivi, irresistibili, del sentimento
nella sfera ela- boratrice delle nostre percezioni, dove “ la voce del cuore ,
è capace di trasformare le impressioni più vaglie e mal si¬ cure in
convincimenti profondi. Ma forse , per quella ten¬ denza all’analisi delle mie
sensazioni ed idee, cbe La fatto di me un psicologo, io sono tratto logicamente
a paragonare la facilità, con cui veggo da taluni miei compagni ricono¬ sciuta
e creduta la identità personale di forme cotanto in¬ decise e imperfette, con
le enormi e il più spesso insormon¬ tabili difficoltà che gli stessi adepti
dicono confessate dagli “ spiriti „ per bocca o per mano dei loro medii quando
si accingono a entrare in commercio con questo nostró Mondo. IH.
L’occulta entità oiovanilk specificata. Più completa, perchè rivelatasi
anche visibilmente, è stata la muterializzazione della forma attribuita ad “
Arnaldo „, di¬ lettissimo figliuolo del nostro compagno Vassallo, venutogli a mancare
nella verde età di 16 anni. “ Naldino „ si era manifestato sin dalla prima
seduta del gruppo, e con carat¬ teri tali da non lasciar dubbio alcuno al padre
sul ricono¬ scimento della sua completa e a lui ben nota individualità : gli
aveva detto tiptologicamente il secondo suo nome di battesimo, Romano , a tutti
ignoto (?); ed era apparso in un profilo d’ombra percepito da parecchi degli
astanti, le cui descrizioni, corroborate da disegni, concordavano nel rico¬
struirne la figura. Il Vassallo trovava che quella lunghezza di viso, quel
ciuffo abbondante di capigliatura ritto sul fronte, quella forma alta di testa,
corrispondevano ai connotati del defunto giovinetto. D’altra parte, le “
comunicazioni spiri¬ tiche „ attribuitegli si distinguevano per una certa
sveltezza e giocondità, come di chi è educato agli esercizi ginnici e gode di
tutta l’energia giovanile. Anche iersera “Naldino*. per non venir meno al
suo tipo, si è rivelato in modo gajo: ha cominciato a grattare lie¬ vemente la
mia mano destra e la sinistra di suo “ padre „ le quali per stare in catena
erano ravvicinate sul tavolino ; indi è passato a premermi e a sospingermi per
il braccio, a battermi energicamente, sebbene educatamente, sulle spalle quasi
volesse indicarmi che mi togliessi di mezzo. Io lo sentivo alla mia sinistra,
attraverso le tende e copritende che mi venivano a toccare: avvertivo, cioè, un
che di duro e mobile l'occulta entità giovanile
133 che si avanzava ed agiva là entro; però non posso dire
elle avesse i connotati particolari denunziati: a me sembrò una delle solite
forme attive, ma frammentarie ed incomplete, che si materializzano con Eusapia
nel vano del gabinetto. Certamente dietro le stoffe qualcuno pareva
esservi, o for¬ marsi e agitarsi: ma.... era * Naldino „ ? Ce lo ha detto Vas¬
sallo. che con viva commozione ci ha dichiarato di ricono¬ scere in quel
prorompere di manifestazioni vigorose e ad un tempo affettuose la personalità a
lui legata dal più tenero dei sentimenti : e poco dopo ci ha ragguagliati di avvertire
la particolare stretta di una mauo invisibile (passata tra me ed Eusapia) e di
sentirsene attirato così da dovere alzarsi, sporgere la testa sopra di me, che
gli sedevo a fianco, e allun¬ gare il braccio fino al di sopra del capo del
medium. Il povero padre era cosi infervorato dall’idea di riavere qualche
relazione coll’adorato figliuolo, che ha voluto rendermi par¬ tecipe della sua
gioja; e rivolgendosi all’invisibile gli ha detto: — * Vieni: abbraccia anche
Morselli, chq è tanto amico mio! „. Io mi sono sentito, quasi subito,
afferrare la testa fra due mani, e una bocca appoggiarsi sulla mia fronte e
baciarmi : nell’impressione di quell’attimo le palme e le labbra mi sono parse
fredde e secche, ma non ho avuto il tempo di analizzare le mie sensazioni.
Forse avrei distinto meglio quei contatti se, come n’avevo pregato Vassallo, ne
avessi ottenuta la ripetizion e. Ma pel mo¬ mento 1' “ entità „ si ritira:
in seguito però si rende visibile, e noi assistiamo a un fatto sorprendente che
non è illusorio, seb¬ bene riguardi un senso tanto facile agli errori. Per due
volte in oscurità, un globo o meglio un ovoide a contorno sfumato, di colore
chiaro, quasi fosforescente, è apparso in alto sulla destra, di Eusapia : e
sotto gli occhi di tutti noi, si è mosso da sinistra a destra lentamente, e
percorsi trenta centimetri è disparso. E per altre due volte, a luce rossa, noi
tutti abbiamo visto nettamente una mano ed un braccio nerastri uscire dal ga¬
binetto e accennare ad allungarsi verso il Vassallo. A me è parso che tali
membra fluidiche attraversassero la stoffa : anche De Fontenay vide il medesimo
nelle sedute di casa Blech a Montfort, IV. Un’occulta entità mulieiihe...
da specificare. La terza “ entità „ arrivata jersera, secondo quello che Eusapia
Paladino ha insinuato o cercato di insinuare nel- l'animo dei presenti, sarebbe
stata lo spirito di mia madre. 134 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, li Io chiedo perdono alla purissima memoria di Lei se
debbo discorrerne in questo processo allo spiritismo: ne avrei ta¬ ciuto il
nome, se inopportunamente e senza chiedermene il permesso, non si fosse detto e
stampato che io, non solo ero entrato in comunicazioni spiritiche con lamia
buona mamma,, ma che ne avevo anche accertata la identità. Ora, da quanto
schiettamente narrerò più avanti, si vedrà se tutto questo sia vero ! Io
non ero andato alla seduta del 23 dicembre con lo scopo di evocare nessuno
degli “ spiriti „ a me noti. Anche se cre¬ dessi alla sopravvivenza dell'anima
e al possibile ritorno dei trapassati (due fatti ai quali mi inchinerò, nel mio
positivismo costante, soltanto dopo la prova della prova !), io non chie¬ derei
mai la dimostrazione della prima e le emozioni del secondo alla fenomenologia
di un’Eusapia Paladino o d'altro medium similmente inferiore. Il crederci in
mezzo ai tiri e ai lazzi di “ John King „ era subito parso, fin dalle prime
sere, un assurdo alla mia ragione educata al metodf spe¬ rimentale delle
scienze medico-naturali, agguerrita contro i fallaci impressionismi dalla
analisi dei fatti cui mi abitua la filosofia positiva: e ne risentivo anche,
con Gaetano Negri, un’offesa angosciosa al mio senso morale e ai miei
sentimenti più profondi. Che altri vi creda, sia pure: ma a me, dopo il cimento
della prova, quella credenza risulta illogica e ancor più ripugna.
Che ci verreste a fare in questa baraonda insensata e in mezzo a tante
volgarità e a tante sfacciate e inconscie astuzie di un’isterica, voi, creature
a noi care e sacre, la cui convi¬ venza ci ha diretta e allietata la miglior parte
della vita ? Che sareste diventate, se ciò fosse possibile, voi, persone
dilette, che avevate un'intelligenza degna di istruirci e di guidarci, un cuore
ardente di amarci e di sorreggerci ? Voi, che avete gioito e pianto per noi e
con noi, rasserenandoci lo spirito con le inesauribili tenerezze degli affetti
famigliaci, sorri¬ dendo ai nostri successi, asciugando le nostre lagrime, è
credibile che sopravviviate cosi orribilmente mutilate nelle facoltà
intellettuali e così stupidamente burlesche nei modi di ripresentarvi ai
superstiti ? Se esistete ancora quali per¬ sone coscienti in qualche parte
dello spazio infinito, io vi LA VERA IDEALE SOPRAVVIVENZA
135 (V, grazia di ritornare fra noi a mostrarci la
degradazione c la miseria in che siete cadute : preferisco ripensarvi quali vi
ho conosciute e amate in vita, e, se non migliori, poiché Ili morte non può
avervi aggiunto nulla, neanco peggiori. i E sento allora che nelle
profondità del nostro essere voi seguitate veramente a vivere perenni, voi che
o ci avete dato il primo impulso alla esistenza trasmettendoci le energie
seiiipre rinnovantisi della vita universale, o col gesto con le parole e con
gli atti di ogni giorno avete formata tanta parte della nostra personalità. Nè
il tempo nè le vicende hanno forza di cancellare le traccie che gli antecessori
ci lasciano cosi nel corpo, come nello spirito : per ciò ed in ciò solo voi
sopravvivete ; e con quello che noi avremo saputo o potuto aggiungere di nostro
alla lunga catena degli eventi naturali ed umani, i postumi vostri biologici e
spirituali passeranno ai tigli ed ai nepoti fino alle epoche più remote, fino
alle estreme generazioni. Voi morti, noi vivi, ed i no¬ stri discendenti, e gli
umani futuri, costituiremo cogli esseri tutti una serie coordinata e
indefinita, la cui esistenza si propaga lontano, nel passato e nell’avvenire,
senza interru¬ zione, senza principio e senza fine. Gli uomini hanno
pensato e creduto di sopravvivere come persone e con la stessa loro coscienza
terrestre, perchè non sanno 0 non vogliono concepire l’Essere se non traverso
il prisma ingannevole e deformante del loro egoismo. Ma pel vero filosofo, da
Aristotele in poi, l’identità è nel fondo per¬ manente delle cose, l’eternità
nell’oceano dell’universo; e solo permane l’Essere, dal quale si svolgono le
linee ondeggianti e variabili dell'individualità. Io rinunzio a concepire
e a sentire altrimenti la conti¬ nuità della vita e dello spirito. E dico e
proclamo ad alta voce che Tu non sei venuta, o madre, neanco quale soprav¬ vivi
nella mia memoria e nel mio amore figliale. Io mi ri¬ fiuto ad ammettere che
quelle parvenze generiche e volgari, quegli artifici guasti dalla sciocchezza e
dalla menzogna, fossero le projezioni di ciò che rimane di Te nella tomba dove
da ventisette anni riposi. Io ti so. -ti ricordo e ti ri¬ penso qual’eri da
viva, e non quale costei presume e pre¬ tende falsamente che tu fossi. No, o
madre : questa grande consolazione di saperti, di sentirti a me vicino, in
quella forma corporea che tu avevi vivente, no, io non l’ho pro¬ vata iersera;
nè mai la proverò. 13*5 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
II Quando sono avvenuti i primi indizi della serie di comu¬
nicazioni occulte a me dirette, io non pensavo a mia madri : io lio percepito
un leggero raspamento al piede posteriore sinistro della mia seggiola, quasi
vicino al suolo. Pareva qhe qualcuno ne grattasse intenzionalmente il legno
coll’unghia; onde io, adattandomi alla direzione ormai assunta dalla se¬ duta
cui assistevo, e in cui ben poteva rivelarsi qualche altro “ spirito famigliare
mi sono voltato d’istinto e ho fatta la domanda di prammatica: — chi sei ?.....
sei forse qualcheduno che mi appartiene ? — • E, come se non si fosse aspettato
altro stimolo evocatorio, il tavolo di Eusapia ha battuto tre fortissimi colpi
affermativi, picchi più decisi sono stati dati sulle traverse inferiori della
mia seggiola, e una pressione leggiera di mano invisibile sull’avambraccio
sinistro mi ha confermato tacitamente che io entravo in re¬ lazioni con un “
essere dell'Altro piano „ . Non stupirò nò farò sorridere alcuno se dico
che ho tra¬ salito. e che quell'evento per me nuovo e straordinario mi ha
sconvolto. L'idea che uno dei mìei cari morti tornasse a farmi sentire la sua
presenza, non si era mai formata net¬ tamente nel mio pensiero. Assistevo da
mesi alle sedute di Eusapia col fermo proposito di studiare i fatti e di sotto¬
porne la medianità alla verifica più attenta e spassionata: ora, l'evocazione
deliberata dei defunti sarebbemi parsa (ed è infatti) un menomare la
obiettività dell’indagine scienti¬ fica. nei mentre che è anche un esporsi
volontariamente agli assalti nocivi della svegliata e alterata emotività. E
perciò nel chiedere chi fosse l’invisibile fattore di quei palpamenti e di quei
picchi, io non ci ho messo alcun calore di senti¬ mento, nè alcuna intensità di
volere: scrivo questo per chi ritenesse necessario un conturbante stato emotivo
o una forte tensione di animo per la provocazione di siffatti fe¬ nomeni
metapsicliici. C'è chi vi si prepara, è vero, con una specie di entusiasmo
appassionato, che indubbiamente age¬ vola e affretta il processo di
presentazione e ricognizione delle “ entità personali „ : ma questo non era il
caso mio. L assenso tiptologioo mi ha trovato impreparato, e perciò mi ha colpito:
contrariamente alla teoria di Lanob-James- Sebqi. qui la emozione non è stata
primitiva, ma è derivata bensì dalla precedente, per quanto subitanea
rappresentazione MIEI RAPPORTI COLL’ “ INVISIBILE
137 della straordinarietà del mio caso: — Enrico Morselli
diret¬ tamente alle prese coll’Occulto ! Tuttavia, finché hanno durato le
pretese comunicazioni spiritiche, mi sentivo bensì commosso dalla realtà delle
im¬ pressioni, che agivano immediatamente sui miei sensi e in via associativa
sui miei centri cerebrali ; ma nel tempo stesso facevo sforzi potenti di
volontà per mantenere la calma necessaria ad un investigatore, e per
subordinare al freddo ragionamento la persuasione sentimentale che stava
forman¬ dosi in me. E dico persuasione, non convinzione, giacché nel momento in
cui gli altri mi udivano e ini credevano in atto della massima espansione
affettiva verso quell’invisibile fantasma, da cui mi sono poi sentito
carezzare, dir qualche parola e abbracciare, io analizzavo le mie sensazioni e
le raffrontavo a quelle che avrei realmente dovuto provare se il ritorno di mia
madre fosse stato veridico. Ahimè, quanto erano differenti ! Così è che
davanti alla mia coscienza più che mai vigile ed attenta sorgevano e passavano
tutti i dubbi razionali che distruggevano inesorabilmente il “ miracolo „. Io
mi versavo tutto in una specie di sdoppiamento dell’io. - Ciò che costituisce
la parte affettiva della mia personalità è stata per alcuni minuti dominata
dalle impressioni eccezionali di quell’arrivo inatteso, e non sono mancate,
naturalmente, le reazioni istintive dell’organismo: un brivido mi ha percorso
il dorso, il cuore mi ha palpitato, il sudore mi imperlava la fronte, la voce
mi usciva strozzata di gola, le lagrime scorrevano dai miei occhi ; ed io provavo
quel misto di gioia e di tristezza che è proprio delle grandi emozioni di tene¬
rezza. — Ma la parte intellettiva dell’io si ribellava a quella prova, e
riflettendosi su sé stessa scorgeva lucidamente le lacune deplorevoli
dell’evento, la incongruenza delle circo¬ stanze tutte che lo accompagnavano,
la stolida miscela di frivolezze indegne del solenne momento e di insidie al
mio amor figliale con fatti autentici di mediumnismo ectopla- stico da cui
fuggiva ogni spiritualità. Voglio dire con questo, che la ragione,
vincendo per fortuna il sentimento, mi dimostrava l’assurdità logica e la
sconve¬ nienza morale di quella pretesa rivelazione dell 'Ultra. E Plotino
stesso redivivo avrebbe invigorito il mio scetticismo esclamando che non
eravamo usciti, no, dal “ piano della natura inferiore „ degno di Eusapia. È
mancata, nonostante i tentativi del medium e la annuenza dei presenti, è asso¬
lutamente mancata la identificazione dello “ spirito „ di mia madre “
disincarnatasi , nel 1874; ma poiché necessitano particolari, li esporrò più
avanti. V. L’occulta entità senile specificata. Le più prodigiose
comunicazioni di jersera sono state però quelle dell'ultima parte di seduta, e
hanno preso di mira la coppia Bamorino. In realtà c’è da ammirarle, poiché
accadevano a chi si trovava di fronte a me e al medium, dall’altro lato della
catena, a quasi due metri da Eusapia, la quale so benissimo di avere
rigidamente invigilata du¬ rante tutto quel tramestìo. Ricordo che eravamo
caduti, per ordinazione tiptiea di “ John in bujo quasi completo. L'ing.
Ramorino ha dapprima sentito toccarsi ; ma non erano i soliti contatti: una
mano lo premeva sul petto, là dove teneva il portafogli , e subito egli ha
interpretato le intenzioni deH’oceuito agente. — È lui , ha detto, eccolo :
noti può essere che lui ! — ossia il suo vecchio padre, di cui aveva portato
con sé, allo scopo di evocarlo, una bianca ciocca di capelli. Egli crede che il
defunto si fosse diggià materializzato e palesato fin dalla seduta antecedente,
facendo toccar con mano al figlio il taglio della barba identico al suo (a
fedine); di guisa che jersera le comunicazioni dell’entità ormai spe¬ cificata
hanno ripreso quasi al medesimo punto, cui erano rimaste la sera avanti ; e
l'ingegnere ci segnalava le azioni complesse delle quali egli era
objetto. L’Invisibile, fattosi di nuovo riconoscere con una sensa¬ zione
di barba sul volto del figlio, gli ha premuto dunque sul petto, gli ha
sbottonato l’abito, gli ha tolto dalla tasca interna il portafogli, lo ha portato
in alto e ha battuto sopra di esso alcuni colpetti significativi. — Ecco,
soggiungeva il Ramorino con voce vibrante, ecco una prora (l’identità ; ti
ringrazio, tu mi hai compreso ! E il portafogli, battutogli dall’” entità
„ anche sul dorso della mano, gli era ridato e rimesso in tasca. Poscia lo
stesso personaggio, che nessuno aveva capacità di discernere nel¬ l'ombra, gli
carezzava la mano, gli toglieva un anello dal dito e lo infilava nell'anulare
della Signora, che sedeva in ca¬ tena al di là del Venzano (v. fig. B). A
complemento di che, la destra dell'ingegnere era presa e, passando davanti al
dottore, era condotta verso la omonima mano della consorte, sì da sovrapporle e
da indurli a scambiarsi una stretta calorosa. Finalmente, le loro due teste
sono state spinte da due mani invisibili Tona verso l’altra, come se si volesse
invitarli a baciarsi. l’occulta entità senile 139
Noi altri quattro, spettatori della interessantissima scena spiritica,
abbiamo avuto tutte le impressioni sensorie cor¬ rispondenti ai fatti che i due
coniugi ci denunziavano. Ab¬ biamo, in prima, udito il fruscio caratteristico
del soprabito che si sbottonava, poi i colpi in aria (che a me son parsi
un'apertura e chiusura rapidissima del portafoglio): indi i miei occhi, meglio
abituati a raccogliere gli scarsissimi raggi luminosi di quella mezza oscurità,
hanno potuto discernere i gesti obbligatori delle inani e delle teste degli
sposi, pur non scorgendo chi le sollevasse, conducesse o spingesse. Ma a
schiarimento di questa intralciata fenomenologia, dove la materializzazione ha
avuto un carattere così spiccatamente intenziouale ed un’efficacia così
drammatica, sarà opportuno ricordare che al principio della seduta i Ramorino
avevano regalato Eusapia di un bell’anello d’oro. Dimodoché il dono non ha
agito soltanto da motivo per la riconoscente pro¬ duzione di quella pantomima
di famiglia, essa ne ha pure proposto in parte il programma : indizio non nuovo
della suggestionabilità del medium. Anche in riguardo della identificazione
del vecchio invi¬ sibile, io non posso mutare il mio modo di vedere, sebbene il
processo ricognitivo sia qui parso più progredito o “ svi¬ luppato „ che nelle
incompletissime specificazioni della fan¬ ciulla e del giovinetto. Chiunque
esamini però col criterio investigatorio della odierna psicologia supernormale
la somma dei dati su cui si basa il riconoscimento dell “ entità Ramo¬ rino „,
la troverà deficiente sotto molti aspetti. La serie degli atti compiuti dall' “
Invisibile „ fu certamente ammi¬ revole per precisione e per nesso logico; ma
essa appartiene ad una categoria affatto impersonale di manifestazioni: non c’è
alcuna prova dell’intervento di un’intelligenza diversa da quella del medium.
Lo stesso carattere un po’ ingenuo e un po’ teatrale di quella miihiea lascia
intravvedere, dietro le quinte dello scenario metapsichico, la finalità
opportunistica di una dimostrazione a esclusivo vantaggio della potenza
medianica di Eusapia. Quanto al connotato fisico del taglio di barba (a
prescindere dal subbiettivismo del percipiente), una nozione in proposito può
essere giunta al medium o per vie normalissime (informazioni dirette e
indirette, indu¬ zione dall’analogo tipo barbale del figlio, eec.), o anche per
telepatia, sebbene questa genesi mi sembri eccezionalissima in Eusapia. Le
mie comunicazioni coll’Al di là. Ho già detto in qual modo poco serio lo
“ spirito „ ac¬ corso per me dai tenebrori del HAI di là si era manifestato
alla :nia sinistra. Ripiglio adesso il (ilo della narrazione, e mi scuso fin da
principio delie minuzie in cui entrerò, tua che sono necessarie alla completa
intelligenza dei fenomeni. Piuma fase: — L' “ Entità occulta „ si forma,
mi torca, mi carezza, mi preme. Adopero i termini “ Entità occulta „ per
sintetizzare l’in¬ sieme delle impressioni sensitivo-sensorie, che mi davano i
fenomeni teleplastici provocati medianicamente daEusapia: ma si deve accettare
questa designazione come puro simbolo verbale senza alcun sottinteso spiritico,
anche se eventual¬ mente potesse avere apparenze animiche. Adunque, dopo
le raspature e i colpetti sulle gambe po¬ steriori e sulle traverse della
seggiola, e dopo quei tocca- menti sul braccio e sulle spalle, una mano
invisibile mi ha carezzata la testa. La tenda intanto si gonfiava dalla mia parte,
si avanzava, e un che di duro e di mobile, formatosi dietro ad essa, si
spingeva contro la mia spalla sinistra, un po' bruscamente, come se mi si
volesse dire: - non qua per te! La stoffa proiettata dal solito vento freddo mi
ha coperto sul capo e sul dorso, indi è retrocessa; e ciò per tre volte. Sotto
di essa una inano mi premeva espressivamente, poi liberatasi dalla tenda mi si
ò posata a nudo sulla fronte, mi ha sfiorato blandamente dall’uvanti
all'indietro fin sulla nuca, poi è ritornata verso la mia fronte, e coi suoi
tocchi scherzosi è parso mi volesse togliere dal naso le lenti a molla che da
anni costantemente porto. Onde io ho esclamato con tono commosso di voce: — Chi
sei?... sei tu? — e tre picchi carezzevoli sulla mia spalla hanno risposto affermativamente.
Era pertanto a quel modo che si manifestava mia madre, cui il mio pensiero era
andato d’istinto ? Mio padre è morto quando io avevo solo tre anni e mezzo, e
non ne serbo che due o tre vaghissimi ricordi; non basterebbero, io opino, ad
un’evocazione e ricostruzione ectoplastica, anche se il medium 1
SriEI PltlMT RAPPORTI COLI,’ “ AL DI LÀ , leggesse per telepatia
nei depositi della mia memoria. Ma mia madre è trapassate quando mancavano
pochi mesi alla mia laurea in medicina, da lei, poveretta, tanto aspettate ; ed
essa sopravvive, come ieri, nel cuore devoto dei suoi due figli. I tocchi sul
capo che adesso ho calvo e sulle lenti che allora non portavo, volevano forse
accennare al muta¬ mento fìsico che l’invisibile, “ ritornando verificava in
me? Confesso che, sorpreso da quegli atti che risvegliavano in me, per
diretta associazione mentale, l’idea di un loro in¬ tenzionale significato, ho
pensato immediatamente che l’In¬ visibile volesse darmi una prova di
riconoscimento: e l’ho anche detto ai miei compagni. Ma riflettendo ora su
essi, e paragonandoli ai gesti che John King esegue per abitudine e senza
distinzione sulle persone dei presenti (per cui mi ha più volte in altre sedute
passata la mano in quella maniera sul capo e latte cadere le lenti), debbo
togliere alla mimica preannunziatoria dello “ spirito „ ogni espressione
personale. È difficile immaginare come nelle serate spiritiche, al buio o
mezzo buio, i sensi nostri si acuiscano e forse si esal¬ tino. Così, avvenute
la risposta alla mia domanda, io ho avuto la limpida percezione che qualcheduno
era venuto e stava dritto nell’ombra, vicino a me: io ne avvertivo la presenza
in quel non so che di radiante che emana dai corpi vivi. Un morto
rifattosi vivente ? . o un vivo che faceva da morto? . o non forse il
doppio di mi vivo, che si foggiava ed agiva da morto? . Sull’atto
ho rabbrividito, aspettando in ansioso silenzio: sono istanti indimenticabili!
Non indifferentemente, si creda o no nell’Oltre-tomba, ci si trova ad un tratto
e nell’oscurità a contatto di cose ignote ed arcane; le sedute evocatone do¬
vrebbero essere tollerate sol per chi possiede equilibrio per¬ fetto di nervi e
di cervello. Tacevano immobili tutti i miei compagni, ascoltando dipoi con
stupore le segnalazioni che ho cominciato a dare dei fenomeni, prima a frasi
tronche e con voce convulsa, in seguito con parola più calma e voce più ferma.
Perocché, passato il momento inevitabile di commo¬ zione, io son certo di aver
ripreso il pieno dominio su me stesso e d’avere freddamente analizzato ciò che
sentivo e ciò che accadeva vicino e intorno a me. Sopratutto ho ba¬ dato al
controllo, per sincerarmi che in quella fenomenologia di suprema importanza per
un uomo di scienza non c’era frode per parte d’Eusapia, nè illusione dei nostri
sensi, nè allucinazione suggestiva. Ora, la mia mano sinistra teneva la destra
del medium , il mio ginocchio stava d’aecanto al SUO il mio piede sopra il
suo ; e non dubito menomamente che’ dal lato manco il prof. Porro non
invigilasse con al¬ trettanta diligenza. Sn quella prima parte delle comunica¬
zioni che mi riguardano, sono pertanto sicuro : sebbene si operasse senza luce,
inganno non c'era; Eusapia stava se¬ duta al suo posto, nè ci giuoco il noto
tiro di scambiale le mani. D’altronde, anche liberando una mano, non avrebbe
mai potuto darmi le sensazioni di un essere vivo pressoché reale, sebbene non
integrale, che mi si taceva palese. Noti ho sentito che la mano dell
entità occulta, carezzan¬ domi, mi penetrasse con le dita nel cranio e mi si
immei gesse nella massa cerebrale come nell’acqua : questo narra di sè la
principessa Maria Karaiua (“ Congr. Spmt. bit, p. 234), forse per una illusione
psico-sensoria originata dal- l' associarsi dell’ idea preconcetta di “
fluidità „ alla perce¬ zione del toccamente di entità incorporee. Ma il “
fantasma „, comunque si fosse formato, stava di certo alla mia sinistra e
d’accanto a ine; non capivo, però, se tutelato dalla solita tenda, oppure del
tutto fuori del gabinetto. Debbo credere che ne fosse fuori, perchè mi son poi
sentito baciare ed ab¬ bracciare dei esso per tre volte (dico tre !).
Seoonpa fase : — L'Entità occulta mi abbraccia e mi parla. Due mani
apparentemente vive nella loro consistenza, forma e mobilità, non più fasciate
dalle tende, mi hanno preso e scosso pel capo, l’una colla palma applicata
sulla fronte e l’altra sulla nuca ed al collo; una testa si è avvicinata alla
mia; una faccia mi ha sfiorato la tempia; e una bocca dalle labbra carnose e
dall'alito tepido, mi ha dato due o tie baci sui capelli. Nel frattempo il mio
fianco sinistro, dalla spalla all’anca, era premuto da un corpo, del quale
giudicai che avesse tutte le caratteristiche della vitalità. Era una per¬ sona
invisibile che in piedi, presso la seggiola, nn si addos¬ sava in atto
intenzionale, si piegava su di me e mi baciava: il suo braccio sinistro , la
cui mano mi premeva la nuca, gravava sensibilmente col gomito sulla mia regione
scapolare. Ed era una donna : alla spalla ed alla regione omerale supe¬ riore
ed esterna io sentivo appoggiarmisi un seno femminile. Al primo abbraccio
è succeduta una pausa: poi di nuovo la persona invisibile mi ha ripreso nella
sua stretta, si è n- chiuata su di me per riabbracciarmi, e dalla bocca che s
era accostata al mio orecchio sinistro, e mi premeva su queste e mi
ribaciava sono uscite, pronunziate in modo pressoché afono, queste due parole:
— Tua mamma! — A quella dol¬ cissima fra le parole del linguaggio umano io mi
sono sentito tutto rimescolare, e ho provato un’indicibile commozione: era un
misto di sentimentalità delicatissime ed intimissime, che ne venivano
risvegliate, con un sentimento di profondo dolore, perchè si osasse evocare la
mia dilettissima. Lagrime calde ed amare mi sono scese sulle guancie: e una
mano, che non vedevo, mi ha toccato le palpebre come per chiedermi : — Piangi?
— ed al mio gesto affermativo di testa, mi ha sof- fregato (maldestramente) con
la nera cortina gli occhi e le guancie in atto di asciugarmele : quindi è
ripassata a sfiorarmi i radi capelli sul capo e a toccarmi le lenti, come aveva
fatto nel suo primo manifestarsi. Allora io ho esclamato, siccome l’eroe di
Virgilio : — Mi trovi mutato, non è vero ? ma, ahimè, sono venti¬ sette
anni che ti ho perduta! e non son più quello! — Ma dopo altri palpamenti
e un terzo abbraccio le mie co¬ municazioni coll'Occulto sono state interrotte
ad un tratto: l’invisibile, eppur tangibilissima forma si è ritirata nel¬
l’ombra, ed il tavolino medianico ha battuto gli otto colpi ordinanti la
massima luce, affinchè si constatasse ben subito che Eusapia era seduta al suo
posto, sotto il nostro controllo! C'era infatti, e versava in stato
letargico profondo, appa¬ rentemente sincero, cogli occhi semichiusi e fisi, le
membra contratte, la testa in abbandono sulla spalla. Ma io ho pro¬ vato
dispetto per una cosi volgare ostentazione di ridarne, intramezzata a fenomeni
di “ spiritualità „ delicata. Sempre cosi questi medii professionali !
Terza fase; - L’Entità occulta tenta di farsi ri¬ conoscere. Se non che
le comunicazioni sono tosto ricominciate, a bassissima luce, con carattere
differente. La medium s’è ri¬ volta verso di me, e fissando il suo sguardo
trasognato sul mio viso, ha dato alla sua fisonomia un’espressione di cupo
dolore. Io non ne comprendevo il motivo ; ma nelle sedute spiritiche c’è sempre
chi assume spontaneamente l’ufficio di interpretare la mimica e gli atti dei
medium, spiegandoli quando sono incomprensibili, completandoli quando sono
imperfetti o iniziali. E in quel punto è stato L. A. Vassallo che mi ha voluto
portare il soccorso non chiesto della sua «£“(')
allora’ n singh i o z za re a p rof òn dTm ente ° ’ poi ,CO,Ìinciato a
alzatomi l’indice fra le sue diti a.tarai la festra ed toccare l’angolo esterno
del suo o, ,“VU!se mp ne lla l'atto dotte le punte fra le tremule palpebre
mìT’iZ ha ÌU,r°' due o tre volte sulla sua sclerotica M« ? fatt°
Pr<>mel'e ne vuoi, che cosa vuoi dirmi? — a pigiare
coll’indlce'ii suo*!! lobo*1 ag!,il,a’ ,ai costretto nuovamente intervenendo,
ha spiegato- 0r“ Vassallo> ticolareY- ^ »««**• *»o carattere
par- portava Sa TonSlTn ^visiSle^e^ h‘ 'nia defu,lta madre e accettando
la spiegazione !g c dl nconoscimento ; , . f ™r, 5srsj”i r Srtc8i“ni° •
»,Lyr °jr:r i, della faccia, sotto l’occhio Ko!’ n"- 7 t0cca,° punti
andasse a tastoni : Umilmente si “èfe^kta ^ *" qUasi di un dito al disopra
della metà • f ^ aon 1 estremità sopraccigliare destra. L’incertezza
rTIhis d- * mia.arcats intanto il punto indicato ,!! , 1 EusaPla era evidente
: mente a quello del swmn n®Ponde solo approssimativa- «1» «I contatto **
«W. con un istintivo trasalimentn , onta,e destra io non abbia,
moto di assenso, ?Zto ùn d„t r” “fontano precoce la mano cercante di
Eugenia- rit!’?7° Per arrestare di semplice lettura muscol ire defoh
.costltuirebbe un fatto stasse, caso mai, il fattore tele, JdlZ™*™’ qUUl°ra
"°n W del dubbio. Superatele nrinip -da Un Pezzo nella via
dissimiglianze tra la statura e {”0Z10D1' avevo notato le gravi terializzata
con quell^dS d efZT T ^ ^ tiase era pure insolita , ’ e la brevissima sua
madre; Je quelle trZ ™l *"? detto ~ T“a «.e .a*. j tredici
colpi, che corrispondono alla lettera M, che sarebbe stata giustamente la prima
della parola domandata. Si im¬ magini la mia ansietà! Ma la seconda lettera
indicata per ben tre volte (con un picchio solo) era un’yl, e sull'atto son
ricaduto nel mio ragionato scetticismo: infatti avrebbe do¬ vuto essere un E!
Era chiaro che per la identità onomastica .lohn „ si ingannava: ma io avrei
volentieri continuata esperienza, se uno dei miei compagni (spiritista
convinto), traducendo ad alta voce 1 ottenuta sillaba Ma... per il prin¬ cipio
della parola madre, e rammentando all'assistenza (con molta opportunità per la
tesi spiritica) che ‘ John non indica mai 1 nomi propri dei disincarnati che
richiama dal- 1 Ombra, non avesse troncata inopportunissimamente la co¬
municazione e deviato il corso dei fenomeni. Son tanto più dispiacente di
quest’altra interruzione in¬ volontaria delle spenenze, inquantochè il nome
proprio di mia madre è tra i più rari in Italia, e inoltre non so se in Genova,
faon della nostra piccola famiglia, esista alcuno che lo conosca o se ne
ricordi. Qualora il nome fosse uscito dalla tiptologia di Eusapia, non sarebbe
stato, certo, un ar¬ gomento abbastanza valido per rimediare alle gravi lacune
che io già scorgevo nella tentata identificazione; ma mi avrebbe dato almeno un
saggio di quella telepatia che tutti, me compreso, ammettiamo nei fenomeni di
medianità, ma che fino ad ora nella fenomenologia paladiniana non mi è risultata
sempre manifesta e sicura. Colgo anzi l’occasione per rilevare un grave difetto
di metodo in cui incorrono i frequentatori di sedute tiptologiche. bia
nelle serate “ spiritiche „ trascorse con Eusapia, sia con altri medi, ho visto
sempre una sollecitudine eccessiva nell interpretare i picchi del tavolino :
d’ordinario non lo si lascia terminare, e già dalla prima lettera battuta si
ricava aftrettaiamente ciascuna parola ; e con le parole cosi indovi¬ nate si
costruisce ciascuna frase, completando Ja comunica¬ zione in buona conformità
dei pensieri, desideri e sentimenti dominanti nel circolo. Sebbene questo
ufficio di interpreti e d. compilatori resti affidato, per cortese o imposto
con- senso dei presenti, a coloro che nei circoli si dicono o son creduti piu
avvezzi a tenerlo, e che si considerano i più ca- Er-LT T 1>Tufflo dei
segni tiptici bene spesso inintelligibili e disordinati, io dico e protesto,
per la pratica em?r .*?qm!tata nella f'accenda- eh e qui si pecca di
troppa semplicità nei criteri e si commettono molti arbitri. Il più delle volte
si precorre al vero intento del messaggio, o si su£8està°na il
sempre duttile subconscio del medium secondo un dato senso : in tal modo si
hanno i messaggi che si aspet¬ tano o che si desiderano. Non conviene
facilitare di troppo il compito dei medi, i quali, per la legge del minimo
sforzo, accolgono volentieri nel loro stato sub-ipnoide o addirittura ipnotico
i suggeri¬ menti del di fuori, quando non trovano nei loro bassifondi mentali
imagini e idee sufficienti per presentare una frase nuova od un discorso
lontano della comune. I vigorosi se°ni di assentimento del tavolino di Eusapia
ogni qualvolta le si allunghi, per cosi dire, la corda, sono stati per me una
pe¬ rentoria dimostrazione di questo errore di metodo. La sola giustificazione
del quale, sta nella noiosissima lunghezza che avrebbero le comunicazioni
composte di lettere singole bat¬ tute numericamente (da un colpo per l'.-i a
venticinque per la Z !). Perciò gli spiritisti, sempre pieni di risorse
adeguate alla loro lede, hanno immaginato mezzi spicciatila di lin- guaggjo
automatico: — tavolette di legno provviste di in¬ dici ( planchette „);
alfabeti a zona circolare, uso orologio, e con relative sfere segnalatrici che
si muovono sotto l’im¬ pulso esopsichico del medium ; tavolini a doppio piano,
l’un piano scorrevole sull’altro, ecc. E i disincarnati si sono ad¬ dimostrati
arrendevoli : hanno parlato con ogni mezzo loro proposto, adattandosi alle
abitudini ed alle imaginazioni degli umani, e hanno parlato o scritto su per
giù come questi !... Ma se si dovesse togliere dalla letteratura spiritica
tutto ciò che vi hanno introdotto la prevenzione e l’arbitrio, a cominciare
dalla sistemazione inflittagli in America da Davis, in Europa da Allan-Kardec e
dai suoi continuatori dogma¬ tici più o meno fedeli, si vedrebbe ridotta a ben
poca ma¬ teria, e tutta d un colore indistinto, la produzione diretta e sincera
dell’automatismo subliminale, anche se ottenute me¬ diante quei meccanismi
ingegnosi di così miserabile idealità. E tornando alle comunicazioni che
mi riguardano, dirò ' che accortosi forse della pessima impressione destata in
me da quel tentativo di identificazione andato a male, “ John „ ha accolto con
favore l’interruzione di fenomeni in cui pe¬ ricolava la sua abilità
evocatoria: e ha chiesto tipticamente piu luce „. Del resto, non debbo tacere
che durante tutto quel trambusto di manifestazioni telecinetiche e
teleplastiche nell’oscurità, io mi ero accorto, da alcuni moti sospettabili
della Eusapia, che costei mirava ad introdurre nella serie qualche aggiunta,
giacché, quando le tende, gettate all’avanti dal solito vento, ricoprivano le
sue e le mani dei due controllori, io l’avevo sorpresa in atto di portare pian
piano la mia sinistra verso la sua mancina, ossia verso la destra del prof.
Porro che mi stava di fronte. Il giuoco di sostituzione delle mani mi è subito
sovvenuto, e anche Porro, al fine della seduta, mi ha dichiarato lealmente
d’aver provato un identico sospetto. Forse Eusapia, che in quel momento ap¬
pariva in “ trance attiva „ o sonnambulistica, voleva artifi¬ cialmente
produrre su di me un toccamente di ntano nuda? È probabile: ad ogni modo,
questa ostinata e sciocca miscela di falso col vero, non distrugge il fatto che
io abbia per¬ cepito alla destra d'Eusapia, seduta e pressoché immobile fra noi
due vigilatori, la presenza e le azioni suaccennate di una forma “ organizzata
„ apparentemente autonoma. Ma qualcuno, in vista della frode, obietterò:
- siete proprio sicuri che il medium non abbia abbandonata la sua seggiola,
dopo avervi portato a stringere mutuamente le mani, tradendovi nel buio? — Io
rispondo che purtroppo l’intru¬ sione di quegli indizi di falso inquina un po’
la esposta feno¬ menologia, ed io non posso accertatamente dichiarare di non
essere stato, almeno in parte, burlato. Però, c’è sempre, per la tesi
animistica (lascio la “ spiritualità „ che qui mi risulta del tutte
naufragata), c’è il rifugio non antiscientifico dello sdoppiamento personale
fisiologico del medium, come dirò in appresso. E per l’autenticità della serie
di fenomeni, c’è la considerazione morale che si basa sulla nostra perspicacia
di controllori, e sulla contemporanea sorveglianza degli altri presenti; c’è il
ragionamento deduttivo, che un tiro del ge¬ nere sarebbe già arduo per
prestigiatori agilissimi, fossero anche l’inglese Cooke, il tedesco Willmann o
l’italiano Fre¬ goli ; e c’è, infine, la controprova dataci dal subitaneo illu¬
minarsi del teatro, dove tutti abbiamo scorto Eusapia al suo posto di
capotavola, con mani e piedi bene invigilati, e in stato manifesto di sonno
medianico... Qui aggiungo, di passaggio, che questo stato sonnambo- lico
del medium, sicuro e sincero, se non toglie la men¬ zogna incosciente della
isterica, che può frodare anche in “ trance elimina, per chiunque sappia gli
elementi di psi¬ cologia, la tesi popolare del trucco ottenuto allucinando gli
spettatori; salvo che non lo si porti (l’ho già scritte) nel- 1 importantissimo
e tuttora astruso campo psichicistico delle allucinazioni
telepatiche. Quarta fase: — L’ Entità occulta si rende media¬ tamente
visibile. Aumentata la luce, secondo il comando di “ John la medianità di
Eusapia, quasi a toglierci di capo ogni diffi¬ denza a suo riguardo, ci ha data
una serie imponente di materializzazioni tangibili e visibili. Noi
seguitavamo infatti ad evocare la ricomparsa dei due “ spiriti „ che nel- 1
oscurità s erano rivelati al Porro ed a me. E allora, sotto ai nostn occhi
attentissimi, mentre ci sentivamo in un per¬ fetto equilibrio di mente e di
corpo, mentre le percezioni dirette tatto-muscolari dei vicini ad Eusapia
combaciavano esattissimaraente con quelle acustiche e visive di coloro che ne
sedevano lontano, in un locale sufficientemente illuminato, tutti abbiamo veduto
le due cortine nere e le sopratonde scostarsi dalla finestra e rigonfiarsi dai
due lati di Eusapia e avanzarsi verso me e verso Porro, come se dietro vi fos¬
sero due persone vive agenti con intelligenza e con volontà propria e
distinta. Nelle tende agitate si formavano visibilmente quelle bozze e
prominenze che offrono tutte le storte sotto cui si nasconda qualcuno: noi
scorgevamo le convessità dei due corpi, delle due teste e di braccia che si
portavano, ricoperte, verso di noi, venivano a toccarci ambedue, e si
lasciavano anche toccare e afferrare. Dal mio lato, io ricevevo le impressioni
tatto-gnostiche kinestetiche e ottiche che avrebbe potuto dami, una persona
adulta (nella statura, nella grossezza, nella conformazione); dal suo lato, il
Porro denunziava di avvertire una personcina delicata e di bassa statura :
<di altri confermavano, con la vista, le nostre sensazioni. Per tre volte io
ho palpato colla mia destra, liberatasi dalla catena, quel gonfio della tenda,
e ho sentito che al di là c'era un corpo apparentemente vivo: per tre volte ho
stretta una mano di dimensioni medie e di consistenza un po’ molliccia. Ma
sotto le storte, in realtà, non c’era nessuno : le due tende, divari¬ candosi
nell avanzare, lasciavano tra esse un intervallo aperto pel quale spingevamo lo
sguardo ansioso nel gabinetto: quello spazio del mistero era assolutamente
vuoto Nè basta: sempre a sala rischiarata dalla lampadina elet- r'?a. i.*- 6 e
e con Eusapia accuratamente -invigilata, noi tutti abbiamo veduto delle
mani e delle membra abba¬ stanza ben torniate uscire varie volte di seguito dai
margini dei drappi scostati per lo mezzo, e ritirarsi rapidamente. Dalla mia
parte, circa 35-40 cent, al di sopra della mia testa, è apparsa infine la
metà di una mano destra, le cui dita erano per me visibili fino
all’articolazione della seconda falange: quelle dita, rivolte verso di me dal
lato palmare {appartenevano pertanto, in posizione normale, ad una sini¬ stra)
si sono trattenute ferme un po’ di più in vista, e poi si sono piegate in un
lento movimento alterno di flessione ed estensione, come per salutarci, indi
sono scomparse. Erano dita piuttosto corte e grasse, di colorito grigiastro, ed
io ho avuto tempo di distinguervi perfin le unghie, che mi sono parse brune al
punto da farmele giudicare poco pulite (!) ; ma forse questa apparenza era
dovuta al forte rilievo d’ombra dato dalla luce elettrica. Qualcuno dei
presenti, affrettandosi, secondo il costume, a spiegare il fenomeno, ha detto
che la mano salutava me in atto di addio o di arrivederci; ma questo messaggio
per¬ sonale non mi è risultato evidente: d'altronde, quel teleplasma non
presentava nessuna rassomiglianza con le forme affilate e magre della defunta,
a me presenti tuttora nella memoria. È penoso che in un’assemblea mista si
debba sempre lottare contro le prevenzioni degli increduli e contro le
importunità dei credenti o annuenti per progetto. Quinta fase: L’ Entità
occulta mi fa un apporto inaspettato e _ sospetto. La seduta del
23, per tanti versi memorabile, doveva finire purtroppo con un “ apporto „ a me
dedicato. E scrivo purtroppo, giacche questo genere di fenomeni è difficile ad
ottenersi sincero, ossia in mezzo a tutte le cautele necessarie, ed è molto
ostico l’accettarlo per qualunque mente d’osser¬ vatore non corazzata dalla
fede. Gli apporti di Eusapia ac¬ cadono poi sempre in contingenze così
deplorevoli sotto il punto di vista dell’autenticità, che li accettano a
malincuore gli stessi spiritisti meno avventati : quando accadono, bisogna
contentarsi di un malsicuro determinismo ed arrampicarsi sugli specchi della
metalogica per patrocinarne la veridicità. L'apporto dell’altra sera u me parve
appunto a quel modo. Infatti, finite le comunicazioni coi coniugi
Ramorino, e quando stavamo per levar la seduta, Eusapia mi ha afferrato d
improvviso la mano sinistra, e, portandomela in avanti, me 1 ha fatta applicare
fortemente con la palma sul piano del tavolo, dicendomi con voce alterata e con
frasi smozzicate, press’a poco inintelligibili: “ qui, qui f cedrai! E fattasi
la luce per richiesta imperiosa di “ John „ io ho tolta la mano e
guardando attentamente nel posto dove avevo premuto, abbiamo visto alcuni
scarsi e corti capelli. Erano al più otto o dieci, lunghi all’incirea 3-4
centimetri, espressamente ta¬ gliati colle forbici, alcuni di color bruno,
quasi nero, altri affatto bianchi, così da dare l’impressione che provenissero
dalla capigliatura grigia d’unu persona vecchia. Ma non so come e ehi, in quel
momento cotanto importante, abbia tolta la luce; non potrei dire che sia stata
la medium, che non s’è mossa, e d’altronde gli apparecchi dell’illuminazione
non erano a portata della sua mano: latto sta che nell’atto di guardare quella
ciocca di capelli senili sparsa sul tripode della Pizia , siamo ricaduti
nel buio pesto . Portato dal Venzano, più presto che potè, uno dei
candelieri dell’antisala allo scopo di farmeli meglio osservare e raccogliere,
non abbiamo trovato nulla : con mia somma delusione tutti i capelli s’erano “
dematerializzati „ , secondo la sollecita di- lucidazione di uno dei
presenti. Ad ogni buon conto, tutti consentirono nell’opinione che quei
capelli, apportati con tanto ostentata indicazione al Numero cinque ,
appartenessero alla defunta che si era ma¬ terializzata per me: ed io, per non
sollevare sul momento inutili discussioni, e perchè giudicavo quell’ “ apporto
„ una profanazione dei miei sentimenti più sacri, non proferii motto. Mi
sarebbe stato assai meno penoso il ricevere dall’Entità oc¬ culta qualche dono
non affatto personale, ad esempio, se non i diamanti della medium Agullana, le
monete d’oro da 20 o da 50 franchi arrecate dagli “ spiriti „ generosi al dott.
Bonnet (“ C.-r. Congr. Spirit. „, 1000, p. 140)1 E se neanco quelle, almeno le
monete di metallo economico che, anni fa, “ John King „ distribuiva ai
frequentatori di casa del cav. E. Chiaja a Napoli, o, in loro mancanza, le rose
che vi faceva piovere sull’assemblea . Ma 1’ “ apporto , di quei capelli
tagliati con forbici rea¬ lissime e metallicissime non era, a parer mio, di
legittima provenienza dall’Occulto. Che se, nella migliore delle conget¬ ture,
era davvero un generico fenomeno di “ aggregazione e disgregazione di materia „
effettuato dalle trascendenti facoltà d’Eusapia, quei peli grigii non
appartenevano a nessuna delle personalità evocate l’altra sera; non alla
fanciulla di Porro, non al giovinetto di Vassallo, non alla donna venuta per
me. Perchè mia madre è morta in età ancor fresca, a 40 anni, e nonostante i
patimenti morali, non ostante le lunghe e atroci sofferenze fìsiche della sua
ultima malattia, non aveva in testa un solo capello bianco : inoltre, la
sua capigliatura era di color castagno-scuro, non bruna! Neanco potevano
attribuirsi al vecchio Ramorino, che aveva in vita una bellissima ca¬ pigliatura
perfettamente bianca, lunga, forte e lucida, come rilevai nella ciocca
mostrataci dall’ingegnere. D’altronde, se fossero state di quell’entità senile
nettamente specificata dai oonjugi, a che scopo Ensapia mi avrebbe costretto a
inter¬ venire in quella manifestazione ? Così : essa intendeva proprio
arrecarmi, nel sonnambulismo medianico, una materialissima prova di identità
per colei che osava e malamente tentava di organizzare nei suoi manichini
teleplastici; ed ha fatto, nel caso concreto, piena e ridicola bancarotta. Ciò
le accade , del resto, negli “ apporti „ con soverchia frequenza, come già
rilevai per quelli di casa Pe- retti e del Circolo Minevra (Tomo I, pagg. 836 e
430). Perfino a Choisy, nel '97, l’arrivo di un garofano fra gli sperimentatori
risultò più che sospetto (Maxwell): e non si sa capire com’essa si incapricci a
voler produrre quel dif¬ ficilissimo fenomeno in circostanze addirittura
stolide, se non attribuendo tale ostinazione alla inconsapevolezza semi¬
puerile del suo rapimento medianico. È ormai certo per me che “ John „ eoi suoi
sassolini di casa Feretri e con questa ciocca spropositata di capelli ò
divenuto più economico e.... meno abile di una volta. Un deficiente
principio di identificazione. I “ disincarnati „ — dicono gli
spiritisti — si ripresentano ai vivi in due maniere: o per apparizione
immediata, con tutti i caratteri che avevano in vita, e talvolta perfino cogli
stessi loro abiti; o per sviluppo progressivo, tanto se si rein¬ carnano in
medii oratorii, quanto se assumono forme mate¬ rializzate. TI primo modo
o processo di creazione della identità per¬ sonale dei fantasmi medianici è
assai raro, e non è quello che Eusapia sembra prescegliere : certamente, non è
stato da lei adottato nella presentazione della mia defunta. Il secondo modo è
il più comunemente osservato in spiritologia, e direi che Eusapia ha cercato di
applicarlo al caso mio. Pare anzi a me che lo adotti in via generale per tutte
le sue evocazioni, tanto se tentate più raramente e fugacemente, come accadde
l’altra sera col processo di immedesimazione son- nambulica (reincarnazione del
trapassato nel medium), quanto se effettuate un po' più frequentemente e
lungamente col¬ l’uso dei poteri teleplastici (materializzazione di forme e
fantasmi offrenti rassomiglianze effìmere col trapassato). Voglio dire
che l’identificazione avviene per solito a poco a poco mediante la
preseutazione preliminare d’un fantoccio generico, al quale più presto o più
tardi, con maggior o con minore facilità per il medium, vengono progressivamente
ap¬ prestati dati caratteri individuali fisici e morali, in guisa da giungere
alla rassomiglianza per lo più parziale, quasi mai o ben di rado totale, con
dati defunti. E codesto “ sviluppo „ ha luogo mediante la addizione di piccoli
indizi raccolti un per uno dalle irriflessive e intempestive dichiarazioni
sfuggite ai percipienti nella sorpresa emotiva della “ comunicazione „, oppure
lette dal medium, col procedimento cumberlandico tatto-muscolare, nelle
espressioni reflesse del “ comunicante „, o anche (se si vuole) attinte nel
pensiero conscio e subconscio di costui, dove andrebbe a pomparle, per così
dire, la sua facoltà telepatica subliminale o estramarginale. Qualche medio più
astuto potrà anche trar profitto dalle piccole indiscre¬ zioni e informazioni
che arriveranno, sponte o spinte, dal di fuori, ora in seduta ed ora tra le
relazioni mondane, alla zona intramarginale della sua coscienza vigile e
attenta. Non affermo che questa sia la psicogenesi dell'identità
spiritica in generale, e neppur dico che tale sia quella di tutte le
personificazioni attribuite alla medianità di Eusapia : converrebbe fare per
ciascun caso od esempio di identifica¬ zione un processo minuto d’indagine, pel
quale mancherebbero sempre gli elementi indispensabili di giudizio. Mi arresto,
da coerente positivista, al caso mio; e affermo e sostengo essere mancato ogni
principio di identificazione nella pretesa entità che si presentava l’altra
sera come mia madre. Pas¬ siamo, ripeterò con le parole di Leone Denis. “ passiamo
al vaglio sottile di un sereno criterio „ le sue rivelazioni ; e si vedrà come
io abbia ottimi argomenti d’ordine mate¬ riale e d'ordine morale per rifiutarle
tutte: troppe ne sono le deficienze. I. Mancanza dei caratteri fisici
della defunta. Quantunque sia passato tanto tempo, io serbo un vivo e
completo ricordo della carissima genitrice ; sono indelebilniente stampate nel
mio cervello le imagini della sua persona breve e delicata, della sua fisonomia
atteggiata a mestizia dalle dure traversie dell'esistenza, della sua parola
affettuosa ma seria, della sua voce misurata ma limpida. Orbene, nes¬ suna
delle impressioni di iersera si accorda con la figura di lei. a) Quel
fantasma tangibile che mi si accostò, mi baciò e mi si avvinghiò, aveva una corporatura
troppo grossa e tozza, una statura alquanto più alta, un seno (sopratutto mi
colpì questo particolare, da me nettamente percepito nei tre successivi
abbracci) troppo voluminoso e ben provvisto, le mani troppo grasse e molli, le
labbra troppo spesse e carnose... insomma non era essa, per ciò che concerne i
connotati so¬ matici. Essa era di statura un po’ sotto la media, di corpo
mingherlino, di costituzione delicata, resa ancor più debole dalle pene della
precocissima vedovanza (a soli 21 anni), dimagrita dai lunghi anni di dolori
morali e patimenti fisici ; e aveva bocca grande ma a labbra sottili, mani
esili e secche. Prescindo dall’arrivo di quei capelli grigi, pel caso che
Eusapia li avesse (come tutti opinarono) composti o aggregati di materia fluidica
per me , non lasciandomi però il tempo di sincerarmene. Fermiamoci sull’insieme
dei dati fisici, dai quali dovrebbe costituirsi una persona identica alla
defunta. Ammenoeebè non si avanzi la comoda congettura che la “ disincarnata „
si volle presentare per burla sotto altre spoglie (?), o che preferì riprendere
i caratteri somatici della giovinezza , quando aveva corpo llorido e buona
salute, si scorgerà da ogni lettore e giudice imparziale che la iden¬
tificazione corporea fin da principio accennò a fallire. 11 fantasma
teleplasmato da Eusapia (?) sarebbe da definire piuttosto per quello di una “
donna qualunque „ un po' troppo simile al medium: un manichino di “ madre gene¬
rica „, al quale poi vengono prestati caratteri specifici quando la commossa fantasia
dei percipienti lo comporti, e quando la “ identificazione „, come per solito
avviene, gradatamente si “ sviluppi „. b) Neppur la voce, ne son certo,
era quella di lei, seb¬ bene il ricordo dei caratteri personali delle voci
umane sia per lo più sbiadito ed incerto. Le due parole che io udii dallo “
spettro „ furono pronunciate con la bocca applicata alle mie tempia e a voce
soffocata, per cui all’orecchio mi giunse, è vero, un suono quasi afono, ma non
così indistinto che io non ne abbia notato il timbro piuttosto grave,
mentr’mo 154 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
l’aveva di timbro piuttosto acuto. Nè la intonazione tradiva la
commozione di quell’istante, bensì la solita intenzionalità di convincermi. Non
potei esimermi dal pensare che quella voce somigliava a quella susurrata della
Paladino. Era, dunque, tutta una commedia la presentazione della “ entità
„ materializzatasi con tanto vigore al Circolo? era il medium abilmente
liberato dal controllo e venuto in persona viva e reale a me d’accauto per
ingannarmi così sfacciata¬ mente ? Non giungo fino a questo sospetto, perchè
invigilavo accuratissimamente la Eusapia, e costei lo sapeva e non si sarebbe
esposta così imprudentemente ad una smaseheratura: inoltre, io la sentivo
neH’oscurità al capo di tavola anche per i ripetuti contatti della nostra mano
che io ho descritti. Ag¬ giungo la controprova del rischiaramento immediato
della salacche ce la mostrò al suo posto abituale, e quella ancor più decisiva
dell’ulteriore autenticissima fenomenologia nelle “ comunicazioni „ coi
Ramorino. Si può invece congetturare la fuoruscita e l’attività esteriore di un
doppio fisiologico della Pitonessa, creato da forze psichiche ignote, e al
quale naturalmente si associerà anche il suo somatismo , il suo timbro o tono
di voce... Di queste tre spiegazioni : o impo¬ stura, o allucinazione , o
esopsichismo , 1’ ultima non esce adatto , nel caso concreto, dalle possibilità
naturali. c) Rimane il fatto precipuo della avvenuta comunica¬ zione,
ossia il tentativo di identificarsi con la indicazione di un peculiarissimo
connotato finivo posseduto in vita dalla de¬ funta. Mia madre portava al lato
esterno destro della fronte un tnmoretto, forse un piccolo lipoma o fors’anco
una cisti sebacea, che mai s'era decisa a farsi estirpare. E a chi legga
superficialmente la narrazione dei fenomeni del 23 di¬ cembre potrà sembrare
che la occulta entità abbia inteso di rammentarmelo mimicamente per darmi una
prova della sua identità. Ma analizzando tutta quella mimica d'Eusapia, e Fintervento
inopportuno del Vassallo, e lo sfuggitomi ac¬ cenno alla vera ubicazione del
segno caratteristico vicino all’occhio, e, nonostante tutto ciò. la errata
indicazione defi¬ nitiva della sede del connotato, facilmente si mette al nudo
la procedura tipica di codeste graduali identificazioni. 1 primi bizzarri
gesti d'Eusapia, che mi faceva toccare le sue palpebre e calcare coll’indice il
suo globo oculare, vo¬ levano certamente dire: — Vedi ? tu piangi; ho sentito
le lagrime colare dai tuoi occhi: dunque, è proprio venuto chi ti appartiene. —
Però li per lì questa interpretazione non mi sovvenne. Fu lo schiarimento
dato da Vassallo a quegli atti per me incomprensibili del medium, ciò che valse
a diri¬ gere consecutivamente le manifestazioni del suo io secondario.
Eusapia colse al volo, per così dire, la mia esclamazione irreflessa — non lì,
ma vicino! — che, confermando l’idea del nostro compagno, limitava in modo
troppo preciso la ricerca del connotato. Infatti il segno esisteva a non più di
cinque centimetri dall’ angolo palpebro-scleroticale, pi¬ giato in quel momento
dal mio dito sul volto di Eusapia, sotto la guida della sua mano ; e la
sfuggitami indicazione non poteva condurla molto lontano, essendo assai brevi
le distanze su di una faccia umana! Perciò, quando Eusapia portò il mio indice
a indicare su di me la sede del segno, essa aveva da tastarmi le palpebre, e le
toccò ; l’angolo interno dell’occhio, e lo toccò; la regione zigomatica della
guancia, e la toccò; la radice del naso, e la toccò; l’arcata sopraccigliare, e
la toccò; la regione sopraccigliare interna della fronte, e a quella arrivò
e... si fermò, forse perchè nella comunicazione e nell’ansia io ho trasalito. -
Ma sba¬ gliò egualmente: il luogo indicatomi non corrisponde al vero e ne sta distante
di alcuni centimetri. Io, per non compromettere i miei studi sulla
medianità, e ripromettendomi altre sedute, ho annuito ; ed ora la Paladino è
senza dubbio fissata sulla esistenza di un qualche cosa (di cui ignora la
natura) sulla fronte di mia madre. Se la re¬ incarnerà o la telepatizzerà
ancora, si varrà di questo con¬ notato che è giunta a conoscere
approssimativamente con una vera manovra di captazione mentale, e il cui
ricordo sarà ormai sceso nel suo subcosciente; si varrà, dico, pre¬ feribilmente
di esso per completare o tentare di renderne meno erronea e difettosa la
presentazione. ri) Ho detto che anche la identificazione minuta del nome
era fallita, giacché respingo la indulgente interpreta¬ zione del collega Porro
: no, il tavolo non batteva la parola generica madre o mamma , che sarebbe
stata ormai inutile ; rispondeva proprio alla mia preghiera di dire un nome; e
sbagliò, perchè mia madre si chiamava Melania ! E cosi non uno dei caratteri
materiali dell’entità rivelatasi ha dato sod¬ disfazione al mio desiderio di
arrivare ad un principio di identità.
I(. Mancanza dei caratteri murali della defunta. Non meno
gravi sono le conseguenze morali della pretesa 41 comunicazione Giustamente
annotò Gaetano Negri che il ritorno dei deiunti sarebbe il l'atto più solenne
fra quanti la storia potesse tramandarci, e il ripresentarsi ai lòdi e ne- poti
dovrebbe nuche pei sopravviventi nell’Al di la costituire un avvenimento
augusto della loro esistenza ultraterrena. Ora, sia pur vero che le
personalità evocate dalla Paladino han sempre un carattere onirico, atassico e
frivolo, quale può concepirle la sua mente ignorante e grossolana; e sia pur
vero che il dramma delle sue apparizioni sia schematico, semplice e uniforme,
senza alcuna varietà intrinseca di pre¬ sentazione, cosicché i loro “ messaggi
„ si risolvono nelle espressioni comuni all’universale. Ma nel caso mio,
l'Invi¬ sibile si è rivelato in maniera da ferire anche il mio senti¬ mento
figliale. Dna madre, che dopo ventisette anni di si¬ lenzio dell’oltretomba si
manifesta raspando l’estremità del piede di una sedia, scuotendo le lenti sul
naso, e scherzando sulla calvizie del superstite!.... Eh, via, per credere
cieca¬ mente in un suo arrivo dall’Altro Mondo, bisognerebbe che io, con irriverenza
umiliante per me, supponessi la completa spersonalizzazione e disumanazione di
Lei. la sua caduta in una di quelle sfere inferiori, dove, secondo la fede
occulti¬ stica, si agitano idiotamente soltanto spiriti non evoluti, subumani,
o degni del limbo cristiano. Io son anche pronto ad accogliere la
tesi kardechiana che non dobbiamo attribuire ai disincarnati l'acquisto di
facoltà straordinarie, né aspettarci da essi comunicazioni superumane o
superterrestri, sia perché la morte - come dicono — non aggiungerà nulla agli
acquisti fatti in vita, sia perchè non le capiremmo. Il complemento della tesi
è questo, che la maggioranza dei trapassati sta per del tempo indefinito nelle
identiche condizioni mentali della sua esistenza terrena (anzi, per lo più in quelle
degli ultimi periodi o istanti di vita), e che ciascun disincarnato non sale i
gradini della ipotetica gerarchia spirituale se non dopo una lunga erraticità
nello spazio. I reinearnazionisti sostengono, per di più, che questa 6
evoluzione „ ultra-corporea si effettua mediante nuove esi¬ stenze, ossia nuove
incorporazioni sulla terra o su altri pianeti. Sta bene: — ditemi allora
come avvenga che tutte le tran¬ sitorie “ reincarnazioni „ per opera d’Eusapia
e dei medi congeneri siano caratterizzate da un abbassamento intellet¬ tuale e
morale dei presupposti defunti ; ditemi perchè manca loro ordinariamente ogni
personalità vera e intera. Ma allora, se mi colloco da questo vostro punto di
vista, se seguo la “ linea „ dall' attacco col Di qua all’estremo del Di là, io
non veggo motivo ragionevole per giustificare la stranissima, puerilissima
condotta delle Entità che ritornano a salutarci ; e protesto, con tutte le
forze dell’animo, contro la sacrilega offesa recata alla memoria dei defunti,
ai nostri affetti, al mio senso estetico, al senso morale, e pur anco al
sentimento di quella religione dei morti, di cui qupste farse indegne e di
pessimo gusto vorrebbero essere un rito. Questo è il grande scoglio
contro cui va ad urtare lo Spi¬ ritismo, anche secondo l’avviso di alcuni
psichicisti valorosi di più sereno criterio (p. es. il C.“ Bachi di Vesmk). S’è
tentato di trovare una scappatoia, accettando per buona la spiega¬ zione data
dagli “ spiriti „ stessi (per bocca dei medi in¬ carnatoci o per scrittura di
quelli psicografi) : e si è detto che i disincarnati, quando ritornano nella
nostra atmosfera terrestre, quando si accostano ai superstiti e si “ sforzano „
di comunicare con essi, riprendendo forme e attività umane o umanoidi , debbono
mettersi in una semi-ipDOsi che ha molte analogie con uno stato di “ ebbrezza „
(forse per l’os¬ sigeno dell’aria?!) o di “ subdelirio „ (forse per la
dissuetu¬ dine a servirsi di un cervello o a funzionare come se di nuovo lo
possedessero ! ?). Gli “ spiriti „ che si impersonano nella Piper, lo
hanno ben detto ai loro interpellanti (Hodoson, Iìyslop). 11 * doti.
Phinuit , : — ‘‘Un medium 'e per noi una finestra luminosa [per mezzo della
quale i 11 disincarnati „ guardano da questa nostra parte!]. Voi terrestri siete
per noi straordi¬ nariamente oscuri e materiali , ma di quando in quando noi
troviamo di queste luci: è come una fila d’appartamenti oscuri con alcune
scarse candele ad una estremità... ,. * Giorgio Pkj.ham „ : — “lo ho ora
più chiarezza su tutti i punti che non quando ero chiuso nel corpo. Ma per
entrare in comunicazione con voi ci bisogna penetrare nella vostra sfera, ed
ecco perchè noi commettiamo errori e confusioni. Mi sembra ehe tutto ronza
attorno a me. e che io devo strisciare dentro un alveare enorme , (“ Proc. S.
f. p. R. ,, passini). Questo subdelirio con disorientamento colpirebbe
sopratutto gli esseri spirituali di alta intelligenza: i più grossolani, quale
sarebbe “ .John „ , incontrano minore imbarazzo nel comunicare coi terrestri,
tanto più quando non si tratta di esprimersi in discorsi di stile
letterariamente forbito e fiorito, ma in atti di semplice manualità. Le
differenze individuali durano anche nell’Al di là ; e lo ha insegnato lo “
spirito di Gali „, che sui rapporti tra anima e corpo, senza dubbio, sopiav
vive competente. Però, se badiamo agli ammaestra¬ menti di un altro spirito ben
più saggio, quello di “ Càhva- Muni „, detto popolarmente il Budda ( levatevi
il cappello ! .. tutti i disincarnati che si reincarnano, soggiacciono bensì ad
una legge di obblio rispetto alle loro esistenze antecedenti, ossia non ne
ricordano che una alla volta; ma, per lo manco.’ loro tornano le rimembranze
del carattere, delle virtù, dei difetti che possedevano nella “ incarnazione „
che riprodu¬ cono. Com’è, dunque, possibile che al suo ritorno la defunta non
si sia ricordata esattamente nè il suo nome, nè il suo lieve difetto fisico?
Come è giustificabile che essa nulla mi abbia saputo dire di caratteristico per
sè, di confortante per me? Mi soggiungono i gregarii che soltanto gli “
spiriti supe¬ riori „ le “ guide „ amiche dello “ spazio „ ci inviano telepa¬
ticamente, traverso il cervello o la mano dei medii, comunica¬ zioni elevate,
istruttive per la mente, consolanti pel cuore. Al che io controrispondo:
— Tutto P immane bagaglio romantico-filosofico dello spiritismo, in cui si
assorellano fi¬ lantropia e zoofilia, non è che un’amplificazione cosmico*
planetaria del motto di Augusto Comtk: “ V Amour pour principe, l’Ordre pour
base, le Progrès pour but „. Or dunque, stando prima sulle generali, in nessuna
sfera spirituale pro¬ lungata dall’ umana o ricalcata su di essa, esisteranno
fra gli individui, che supponete tuttora provvisti di * coscienza personale
rapporti più alti e nobili di quelli tra madre e figli. Pertanto, dallo stesso
punto di vista spiritologico, non •è concepibile che il solo passaggio da
questa all’altra vita, pur essendo dolcissimo e piacevolissimo (tanto ha
affermato “ Giorgio Pelham „!), cancelli di un colpo le sentimentalità piu squisite,
e distrugga ipso-facto le espressioni adeguate alla parte più intima della
personalità cosciente che è la affet¬ tiva, conforme alle nuove tendenze della
Psicologia. E ricalcando poi sul caso speciale, chi dice che la defunta
•personificata o presentata da Eusapia con tante laenne da un lato e tante
esuberanze dall’altro, non fosse, come in realtà era, una donna di ingegno
aperto e colto, di indole seria, di umore mesto, resa sacrosanta ai due figli
dalle sne sventure e dal suo spirito d’abnegazione? Perchè Eusapia non ha letto
in fondo alla mia coscienza il ricordo di una perso¬ nalità eletta, cui la
nascita patrizia e la severissima educa¬ zione di famiglia e le vicende di vita
avevano dato quelle maniere contenute e fini di espressione, che la sua
volgarità plebea di medium non conosce, né sa comprendere, e che neanche in
sonno medianico è in grado di imitare, o, più correttamente parlando, di
scimiottare? ... Perocché — bisogna scriverlo a schiarimento del giudizio
critico su questo tentativo difettoso e lacunare di identifi¬ cazione — qui è
mancata persino ogni traccia di telepatia. Eusapia ha saputo percepire qualche
moto minimo dei miei muscoli, arrestandosi di sbalzo al mio trasalire durante
la ricerca affannosa del segno; ma neppure ha colto i miei movimenti inconscii
al batter delle lettere del nome; ma nulla ha saputo attingere dalla parte meno
illuminata della mia coscienza, dove pur giacciono incancellati i miei ricordi
teneri e devoti di figlio. Genova. 24-25-26 dicembre 1901.
LA DICIANNOVESIMA SEDUTA Frodi, illusioni e suggestioni. Anche
questa è una seduta del gruppo presieduto dal prof. Porro, ma ci troviamo in
numero maggiore: è infatti piesente il cav. Erba, e insieme a me assiste,
invitato, il doti, pi of. Arturo Risso, distinto specialista in dermosifilo¬
patia. Cosicché siamo in otto. Ma, o perchè sia una cattiva serata per la
Eusapia, o perchè c’è un nuovo arrivato che cagiona con la sua presenza il
solito arrenamento del me- diumnismo paladiniano ai fenomeni elementari adattati
ai novizii, la fenomenologia si mostra fin da principio fiacca, stentata,
sconnessa. Eusapia stessa se ne preoccupa e lagna: e noi aguzziamo i nostri
sensi per non lasciarci prendere negli agguati delle sedute infelici. Per
lo spazio di oltre un’ora, silenzio perfetto: le mani¬ festazioni di ogni sorta
si fanno aspettare; poi cominciano quelle che costituiscono 1 abc del
paladinismo, ma anch’esse intramezzate da lunghe pause. Il tavolino freme,
sussulta e si solleva, ma di pochissimi centimetri e non senza contatto delle
mani; rimbombano colpi formidabili sul suo piano; una seggiola d'accanto al
medium vi fa l’adusato giro peri- patetico, e poi malamente ci arriva al
livello delle° braccia; la tenda si gonfia ed è proiettata in mezzo alla
catena; qual- cuno dei presenti avverte contatti, ma son thggevoli, quasi
timidi, di mani ben percepibili, che si avanzano ricoperte dalle tende nere; ed
io registro che i toccamenti, pur arrivando fino a me che sono il secondo della
catena a destra di Eusapia, av¬ vengono sulle mani, sulla faccia, sul petto,
ossia dal davanti... Durante una pausa, e mentre si muta la disposizione
della catena per ordine dell immancabile u John „ dato coi segni convenzionali
del tavolino, io e Porro ci scambiamo le nostre impressioni ; e conveniamo in
ciò che forse Eusapia, stremata di forza medianica e neanco in grado di cadere
in auto-ipnosi, FBODI E ILLUSIONI VISIVE 161 froda
allegramente! Non l'abbiamo colta sull’atto; ma quella mano, che mi veniva a toccare
intenzionalmente sul dorso della destra e alla fronte, differenziava troppo per
consistenza e motilità da quelle fluidiche ormai a me ben note. Ben è
vero che alla domanda suggestiva se quei tocchi e solletichi siano * la
rivelazione affettuosa di un’entità che mi appartiene „, il subconscio
dialogizzatore tiptico ha risposto affermativamente. Ma il venire avanti, pur
pretendendo d’es¬ sere “ materializzata sempre al buio e al riparo, il suo
sfuggire ad ogni lievissimo mio tentativo di sentirla e di pren¬ derla, la natura
stessa dei suoi movimenti che avevano (come dir meglio?) un’indole affatto
muscolare e non dinamizzata, tutto mi dava ragione di dubbio. Non era , certo ,
1’ entità di una defunta più o meno legata a me dal vincolo di sangue (?); era
una vivente, in carne ed ossa. E Porro, che dm-ante quest’armeggio sta al
controllo di destra, mi con¬ ferma a voce alta, con frasi convenzionali, che la
mano di Eusapia gli è sfuggita e che io stia in guardia! E all’erta ci
sto. Noto infatti che dopo avere fatto mu¬ tare la catena per una sesta volta,
Eusapia ricorre al pro¬ cesso preferito da lei in simili frangenti : essa cerca
di sug¬ gerire all'assistenza la percezione di fenomeni visivi o, quanto meno,
si rivolge col potere medianico di cui dispone a pro¬ durre stimolazioni del
senso della vista. Che la donna ricorra a codesto procedimento suggestivo si
desume, per mia os¬ servazione, dal fatto d’essere allora essa la prima a
segna¬ lare i fenomeni. Sarebbe eccessivo ed illogico trarre da ciò l'illazione
che tutta la fenomenologia delle sedute eusapiane sia un’illusione, o derivi da
una strepitosa influenza allucina¬ toria del medium sui presenti: ma è
innegabile che, fra le tante maniere con le quali si estrinseca l’attività
medianica, c’è anche questa manovra suggestionatoria nelle sedute mal dirette o
mal riuscite. Se le persone in catena vi sono pre¬ disposte o dal tipo mentale
o dalla credenza spiritica o da una loro particolare suggestionabilità,
parecchi dei feno¬ meni accusati entrano in questa categoria spuria già da me segnalata
nelle sedute di primavera (1901). La vista, per le sue stesse condizioni
anatomo-fisiologiche, è un senso intellettualissimo e finissimo; ma perciò
appunto, messa in contingenze adatte, cade più facilmente nell’illusione. Già
ve la portano i suoi numerosi fenomeni endottici, i fosfeni da pressione del
globo, i corpi fluttuanti nel vitreo, l’ombra dei vasi capillari della
retina... Ma anche nella per¬ cezione visnale della realtà esterna noi andiamo
soggetti a Morselli, Psicologia e Spiritismo, U.
11 162 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il
più sorta (li illusioni. Eccone le principali: — 1° le ottico-
geometriche, che riguardano la forma, la grandezza e la di¬ rezione apparenti :
tutti conoscono le figure speciali atte a illustrare cotali errori di senso,
ideate da Hklmholtz, He- ring, Zollnkr, Thiéry, Muller-Lier, Lipps, ecc., ecc.
r- 2 le illusioni di irradiazione, per la quale le superficie il¬ luminate ci
sembrano più estese di quelle scure, come pro¬ varono Volkmank e Plateau ; — 3“
le anortoscopiche, pur esse studiate da Plateau e da Zollner, che ci portano
istin¬ tivamente a correggere le deformità di certe configurazioni quando siano
viste parzialmente e traverso altri oggetti in moto; — 4° le illusioni di
movimento, fra le quali occupano oggi il primo posto, coll’industria fiorente
dei cinematografi, le cinematoscopiche derivate tutte dal primitivo zootropo di
Hornku e dal fenatiscopio di Plateau; non che, le autoci¬ netiche consistenti
nell’attribuire del moto ad oggetti effetti¬ vamente fermi, quando si fissino
con grande intensità di sguardo: furono studiate specialmente da Moi*pe,
Albert, Exxer ; — 5° per ultimo, le illusioni dipendenti dalle irna- gim
consecutive, che sovrapponendosi a percezioni reali val¬ gono talvolta a farne
apprezzare erroneamente la grandezza, la posizione e direzione , le forme , i
movimenti , i colori e perfino la localizzazione nello spazio, secondo che
dimostra¬ rono Zkiiender, Maykriiausen, Stern, Mach e Schivar/ (cfr. per questo
argomento l'ottimo lavoro di Boubdon, La per- ception visuelle de l’cspace,
1902, e i periodici spec. di Psicol. sperim.). Io ho sentito molti
increduli, che non vogliono arrendersi alla realtà dei fenomeni telergetici del
medianismo, spiegare empiricamente, e senza nnlla sapere di questo capitolo di
fisiopsicologia e di ottica, le percezioni di movimenti pro¬ dotti a distanza
dalla Paladino con fatti di a illusione n ridu¬ cibili scientificamente alle
accennate categorie delle illusioni autocinetiche e delle imagini consecutive.
Ed io non dico, sicuramente, che la spiegazione non sia plausibile in certi
casi, massime quando la oscurità e la debole intensità lu¬ minosa del punto
fissato, la fatica della retina, la stanchezza muscolare e tattile degli occhi,
la posizione della testa (nei due vigilatori), il pensiero anticipato del
fenomeno e sopra¬ tutto quello della sua direzione, conducano l’individuo spe¬
rimentatore all’ incapacità di rendersi esatto conto della po¬ sizione degli
oggetti nello spazio, e, addizionando i piccoli moti successivi dei proprii
globi oculari , ad attribuire un movimento apparente agli oggetti stessi.
Ma queste illusioni ottiche potranno darci la chiave di un piccolo e ben
determinato gruppo di fenomeni visivi spiritici: saranno sempre movimenti
illusorii di debolissima estensione; o punti luminosi („ fiammelle „) non
vedute da tutti gli assistenti ; o nebule di lievissima sfumatura intrav- viste
da qualcuno nel gabinetto e di brevissima durata. Pel¬ le grandi e durature
materializzazioni visibili , massime qnando alle sensazioni ottiche si aggiunga
il sussidio di quelle tattili e kinestetiche, la realtà concreta del pereetto
non viene infirmata dalla possibilità generica degli errori nostri di senso:
bisogna provare, caso per caso e punto per punto, che la fenomenologia
medianica è inconsistente o per falsità intrinseca o per fallacia
estrinseca. tuttavia, anche nell evento migliore, non è sempre agevole
distinguere obiettivamente ciò che in un dato fenomeno ottico spetta al
dinamismo esopsichico reale da ciò che creao vi aggiunge o sovrappone lo stato
psichico o fisiologico dei percipienti. Jersera a me parve che in questo senso
non sfuggisse alla cerchia d’azione, in parte suggestiva, in parte autentica
dell’Eusapia, chi denunziava certe “ apparizioni „ : la stessa differenza con
cui queste erano definite dai perci¬ pienti mi colpiva. A un certo punto
della seduta, per esempio, il Dr. Ven- zano, invigilatore di destra, ha detto
dapprima di vedere una piccola figura umana, come “ di un bambino lattante „,
che, comparso fra lui e il medium sarebbesi avanzato in seguito sino alla metà
del tavolo: ma i due compagni di prospetto, il Porro e il Vassallo, hanno
scorto prolungarsi invece “ una forma di braccio „ : e questa definizione si
può ritenere più vicina al vero. Il \ enzano ha poi accusato una apparizione
più completa: vicino a lui si sarebbe formato un “ fan¬ tasma „ tangibile e
abbastanza visibile, del quale avrebbe distinta la testa con naso, occhi e
barba a pizzo; e quella forma gli si sarebbe avvicinata fino a baciarlo e a
farglisi sentire viva e calda, con particolarissimi connotati a lui fa¬
migliavi, dileguando poi vaporosamente dopo alcuni secondi. Nessuno di
noi ha veduto ciò, ond’io allora, giudicando che la seduta volgesse a male per
gli inganni del medio e la singolarità delle manifestazioni spiritiche, ho
pensato di fare, da psicologo indagatore, qualche esperimento di sugge¬ stione.
Ho detto al mio compagno di faccia che scorgevo alla sua destra “ qualche cosa
di indeciso „ (il che non era); e tosto una “ apparizione „ è stata anche da
lui veduta! La¬ sciato passare un po’ di tempo, ho ripetuta la prova: ho
di- 164 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
chiarato di percepire qualcosa di scuro, che avanzava e indie¬ treggiava
dal panneggiamento della finestra a sinistra del prol. Porro, controllore di
manca; e anche stavolta l’iroma- ginaria forma è stata confermata ! Ma il più
curioso è questo, che il tavolino ha annuito con tre picchi potenti; dal qual
fatto si desume sempre più che il subliminale del medium si lascia a sua volta
suggerire, o che Eusapia, con accorgi¬ mento un po’ ingenuo, tenta di sfruttare
abilmente anche le illusioni da altri provocate. Questi risultati, al
pari delle frodi, non infirmano la au¬ tenticità dei fenomeni delle “ buone
sedute „ ; nè distrug¬ gono 1’esistenza dei dinamismi biopsichici ignoti, onde
consta la medianità: ma arrecano intanto un contributo di qualche valore alla
spiegazione psicogenetica di molti fenomeni er¬ roneamente e corrivamente
ascritti allo “ spiritismo „. ♦ * * Fallimento del
conato di identificazione. Esperienze di inibizione spiritica.
A schiarimento di quanto ora passo a narrare, dirò che prima di sederci
in catena qualcuno di noi aveva espresso jersera il desiderio di entrare nel
gabinetto oscuro durante le possibili e tanto domandate materializzazioni. I
conosci¬ tori presenti dello spiritismo hanno subito obiettato che la prova era
stata eseguita e non aveva approdato: Eusapia ha sogg*unto che in Francia uno
degli studiosi dei suoi fenomeni (se non erro, il Bar. di Watteville) aveva
oltrepassata la nera cortina, ma che non ci aveva distinto nulla. La cosa non
mi riesce inesplicabile. Se là dentro agisce una energia sco¬ nosciuta emanante
daH’organismo del medio, col rinforzo di alti e minori somministrate dai
presenti, essa darà origine a quegli aggregati di sottilissima materia o a quei
centri di forza che, senza far torto alcuno alla scienza fisica e natu¬ rale,
possiamo supporre che corrispondano alle “ materializ¬ zazioni soltanto in assenza
della luce. Ora, dal buio non vengono onde che influenzino, come raggi luminosi
visibili, le nostre retine se non in condizioni particolari, cioè quando in
quello spazio si formino corpi irradianti una luce propria: ma sembra che i
fantasmi in genere, e quelli di Eusapia in ispeeie, non posseggano d’ordinario
tale facoltà, o al più la posseggano in minima proporzione. Ma 1 idea era
gettata, e la coscienza superiore del medium, accogliendola, l’ha trasmessa al
piano inferiore subconscio, dove ha agito da fermento : — nella serata qualcuno
di noi doveva assolutamente entrare od esser trascinato dagli “ In¬ visibili „
ad entrare nel gabinetto ; e il qualcuno sono stato io, il Numero Cinque
I Eravamo tutti scontenti della cattiva piega assunta dai “ fenomeni
quando aU'improwiso Eusapia, sotto il con¬ trollo di Porro e di Venzano, cerca
la mia mano, mi trae verso di sè, mi obbliga ad alzarmi, e mi ingiunge di uscir
dalla catena e di collocarmi in piedi, alla sua diritta, accosto alla tenda del
gabinetto. La sala è debolmente illuminata dal chiarore della candela
d’anticamera, ma si distinguono le figure e i contorni degli oggetti. Io mi
accorgo che Eu¬ sapia è trasfigurata in viso; ha i lineamenti rigidi, quasi
catatonici, lo sguardo fiso, la voce grave e roca: certamente essa è ora “
entranced „ , secondo la terminologia psichici¬ stica inglese, ma il suo stato
di “ trance „ è attivissimo (son- nambulico). Certe crisi mediumniche sono
fulminee! Ed ecco che cosa succede. La cortina, che ha tanti uffieii nel
paladinismo, si gonfia, si tende, avanza verso di me, mi tocca e mi preme.
Allungo una mano, che prima viene afferrata da un invisibile, poi respinta.
Tasto e sento, per gnosi tattile, che alle bozze della stoffa corrispondono
delle resistenze dure, ma mobili, in¬ somma delle parti di una persona, non
percepibile per intero, ma come a pezzi: ho percepito due mani che mi
afferravano, ed una testa che mi si è appoggiata sul capo. Quell’” entità „
chiaramente mostrava di volere agire su di me per farmi eseguire un dato
movimento: mi ha tirato, mi ha fatto ri¬ girare sulla persona, e, volto il mio
dorso verso il gabinetto, mi ha avvicinata la seggiola che stava là entro , e
mi ha premuto sulle spalle perchè, sedessi. Così mi sono trovato se¬ duto,
mezzo dentro e mezzo fuori dal famigerato vano scuro, con la tenda buttatami a
ridosso e scendentemi sul petto. Era la suggestione, di lasciarci entrare nel
gabinetto, quella che operava sulla medianità in azione. Noto anzi, per
il miglior intendimento dell’avventura, che in quella posizione io mi trovavo
dietro al fianco sinistro di Eusapia: costei sedeva fra i due controllori
(Porro e Ven¬ zano) resi più attenti dalle mie vive istanze di invigilarla, ma
io pure ne sentivo coi ginocchi la seggiola, resistente pel peso del corpo
; inoltre, sul fondo chiaro lontano dell’uscio, ne distinguevo il profilo.
Orbene, con la sicurezza completa di non essere stato ingannato per ciò che
concerne quella “ ma¬ terializzazione , formatasi dietro di me, ossia a circa
80 cent. — Ira. dalle spalle di Eusapia, dirò che per buoni venti nii-
nuti io sono stato l’oggetto delle più affettuose dimostra¬ zioni d’un “ essere
„ apparentemente vivo e tangibile, anzi tangibilissimo ed attivissimo, ma
invisibile, che stava entro il gabinetto: io sono stato toccato, palpato,
carezzato, abbrac¬ ciato, baciato e ribaciato... Se contro queste
emozioni non si è agguerriti dalla scienza filosoficamente scettica o dalla
fede irremovibile e sicura, stimo pericoloso esporsi alla prova di rapporti così
impres¬ sionanti e realistici col Mistero, sia esso fisico o iperfisico,
psichico o metapsichico. Io, intanto, preso da quella esplosione di calda
simpatia di uno che non si palesa ai miei occhi invano cercanti di pe¬ netrare
di scorcio nell’ombra, chiedo se l’agente occulto sia “ qualcuno dei miei rari
, : e tre picchi su uno dei piedi po¬ steriori della seggiola (voglio dire,
effettuati da chi stava dentro al gabinetto) e tre battiti scherzosi di mano
sulla mia nuca, mi hanno risposto di sì. Con lo stesso linguaggio mimico
s’è poi detto che quel- 1’“ entità, era ancora mia madre! Ma questa volta il
ram¬ marico perchè contro ad ogni mio desiderio si rinnovasse incautamente da
Eusapia quella evocazione, ha soffocato ogni altro sentimento: al figlio che
gli “ spiriti , vogliono forzato a comunicare coll'Occulto , si è sostituito
immediatamente lo studioso che intende discendere, ove lo possa, alle radici
psicologiche della cosa. E pertanto più non mi sono com¬ mosso a tale annunzio;
il mio scetticismo spiritico si trovava rinvigorito dalle miserie della serata
precedente; anzi, sul¬ l’istante ho fatto proponimento di rincalzare la
prova. Fino dalle mie prime riflessioni sulle lacune dell’identifi¬
cazione spiritica mi sono fermato attentamente sul notissimo fenomeno
fisiopsicologico della lettura del pensiero, basato, da una parte sulle
espressioni involontarie delle imagini degli astanti, dall’altra sulle
percezioni minime che debbono essere attivissime nel monoideismo subipnoide dei
medii. Non già che io creda essere tutto là il processo della connotazione
determinativa delle subpersonalità spiritiche: giacché adesso mi associo al
parere del Podmohe e d’altri psichicisti d’eguale valentia, i quali
attribuiscono l'efficacia maggiore alla sug¬ gestione mentale (telepatia). Ma a
presupporre che il fattore l’origine della connotazione dei
defunti 167 telepatico agisca solo modestamente
nell’identificazione delle “ entità , presentate dalla Paladino, sono tratto
specialmente dalla considerazione che il riconoscimento si opera quasi sempre a
pezzi e bocconi, come se le “ personalità „ si ma¬ nifestassero
frammentariamente. Le nozioni sul personaggio evocato potranno benissimo
essere lette dal subconscio del medium nel subconscio del¬ l’evocatore,
l’azione telepatica essendo, in generale, ostaco¬ lata dall’intervento della
coscienza superiore o sociale dei soggetti messisi in rapporto per la
evocazione. Però io nutro da gran tempo il dubbio che in certi medii, fra cui
metterei volentieri la Paladino che ha scarsa attitudine a telepatizzare e ad
essere telepatizzata , esercitino un còmpito più facile esplicito ed ordinario
le piccole intuizioni della loro subco¬ scienza, e gli abbandoni involontarii
della subcoscienza altrui. In altri termini, la connotazione è spesso una
denotazione car¬ pita all’inavvedutezza ed allo stato emotivo degli assistenti,
che a loro insaputa diventano le guide dell' automatismo medianico ; al modo
istesso con cui certi soggetti fortemente ed involontariamente espressivi
aiutano le perspicaci facoltà degli indovini e cumberlandisti o pickmannisti
professionali. Su questa via della sperimentazione psicologica, poco bat¬
tuta fin qui, la sera del 29 ho deciso di cimentare — Do¬ minerò i miei nervi e
muscoli, mi sono detto, affinchè nulla tradisca nella mia persona fisica lo
svolgimento interno dei ricordi e dei sentimenti. — Per vero, nei rapporti
ordinarii di vita io non sono troppo padrone di me: penso e opero molte volte
con slancio, e mi conduco troppo spesso con soverchia spontaneità , il che è
noto ai miei famigliali ed amici. Ma nell’indagine scientifica e nell’esercizio
professionale so mo¬ derare a tempo e luogo le mie reazioni nerveo-motorie,
fre¬ nare le mie impazienze, inibire i miei impulsi. Ho pertanto
riflettuto rapidamente sulla prova da tentare. — Se (ho pensato), se mi vieto
ogni gesto, se misuro le in¬ flessioni di voce, se mi irrigidisco ad arte in
una posizione fissa del tronco e collo, se non batto ciglio, se tengo im¬
mobili tutte le membra, Eusapia (o più propriamente la sua coscienza
estramarginale) non saprà leggere nulla nelle fibre dei miei muscoli: così la
porrò nell’imbarazzo; essa non in¬ dovinerà alcun connotato personale di colei
che vuole ad ogni costo presentarmi. Nella stessa direzione e per con¬
troprova, potevo anche saggiare il medium con altro cimento di psicologia
sperimentale, che ho usato tante volte negli ipnotizzati e nei così detti
lettori del pensiero, fuorviandoli ad arte dalla verità : io potevo, cioè,
trarre in inganno la attenzione vigile d’ Eusapia, se avesse operato in veglia,
la sua facoltà subcosciente di percepire, qualora fosse entrata in trance,,
come ini è parso le avvenisse fuggevolmente durante quelle manifestazioni. Un
lieve moto volontario, un trasali¬ mento simulato, un vacillar a bella posta
del corpo e del capo, le avrebbero fatto credere di scoprire in me i ricordi
più intimi, le imagini più riposte, le rappresentazioni più latenti, quelle del
linguaggio interiore (endotàsia). Così ho fatto, e così consiglio di fare
a quegli investiga¬ tori che intendano studiare la psicogenesi degli “
spiritici defunti Di tanto sono controindicati i controlli brutali e violenti,
cbe compromettono la ricerca psicologica, di quanto si giustificano tutti gli
accorgimenti valevoli per la scompo¬ sizione dei fenomeni psichici nei loro
elementi e nelle loro contingenze determinanti. A riguardo della sincerità dei
medium la Society for psychical Research fornisce bellissimi ammaestramenti
agli investigatori in Metapsichica : non c’è che da seguirla in questa via.
Ma ritorniamo all’esposizione dei fatti che verso le ore 22.45 accadevano al “
Minerva „ tra me e la personificazione ma¬ terializzata da Eusapia, la quale mi
aveva tirato e fatto se¬ dere dentro al gabinetto medianico. Io indicavo,
dunque, ai compagni le mie sensazioni. — Mi tocca..., mi stringe..., si
appoggia su di me, ma non parla... Mi carezza..., mi bacia..., mi ribacia, ma
non si esprime con la voce. Perchè non parli ? Dimmi almeno una parola
che mi provi che tu sei presente!... Dimmi, io esclamo, dimmi l'età che avevi
quando moristi!... — E l’Invisibile, rispondendomi dopo un po’ di
manifesta titubanza, mi batte amichevolmente sulla spalla una lunga serie di
colpetti in cadenza mentre a voce alta io li nume¬ ravo. Ne ho contato cinquantadue
(anni) . La cifra era sbagliata, perchè avrebbe dovuto essere di 41, ma
al qua¬ rantunesimo colpo io me ne stavo attento sì, però immobile : la nessuna
mia partecipazione psicomotoria al fenomeno conduceva evidentemente la
subcoscienza d'Eusapia fuori di strada, e la prova, che io avevo tentata, dava
una sollecita conferma ai miei dubbii. — Va bene. Dimmi ancora quanti
figliuoli hai avuto? — E in mezzo alla regione scapolare, fra il silenzio di
tutta 1 assemblea, ho sentito battermi prima un colpo, e dopo ima pausa
(certamente cagionata da un moto di attenzione del medium su di me) altri
cinque colpi, battuti distintamente con lentezza studiata per una palese
aspettativa del segno d’arresto. Ossia, 1 “ entità „ indicava set (figli),
mentre siamo in soli due, io e mia sorella Giuseppina. Sbaglio
fenomenale! — Non ti ricordi? pensaci bene! — E l’interlocutore
misterioso, sempre più esitante, ha ri¬ battuto cinque colpi, correggendo bensì
se stesso, ma non rimediando all’errore. Era chiaro e lampante oramai per
me die i disincarnati non hanno buona memoria sulle circostanze -più tipiche
della loro personalità; allo stesso modo che diventano grassi, pol¬ puti e
grigii di capelli quando sopravvivono alla inesorabile morte terrestre del loro
corpo sottile, magro e ancor gio¬ vane! E allora, se fin da principio mancavano
i connotati fisici personali ; se esulavano dalla “ comunicazione spiritica „
perfino le circostanze meglio individualizzate, e le sole pro¬ priamente
indicative, che perfino sono scritte nei registri municipali dello stato civile
(è un gran dire!); se quella presunta entità sopravvivente nulla sapeva di
preciso e di determinato circa sè stessa, come avrei io potuto prestare ascolto
ad una “presentazione, cotanto deficiente? come credere, in seguito, alla
sincerità e sicurezza di una “ iden¬ tificazione di sviluppo , che forse
sarebbe stata carpita, al pari di tutte le altre sue consimili , sfruttando le
involon¬ tarie piccole rivelazioni del percipiente o dell’assistenza? Ne
avevo abbastanza dello * spiritismo evocatorio „ d’En- sapia; e con un pretesto
mi sono allontanato dalla casa di via Giustiniani poco dopo le 23. Ma avevo
l'animo deluso ed amareggiato! * * . Teleplastia e
pneumatologia. Adunque, il fenomeno teleplastico è reale, ma illusoria,
secondo me, è la sua personificazione. Nelle “ materializza¬ zioni „, per
adoperare la terminologia aristotelica, ci son due cose da osservare: quella,
per cosi dire, di fondo o ne¬ cessaria, la materia-, e quella contingente, la
forma. I. La Teleplastia. A. — La doppia tesi ani mi
co-spiritica. E nota la dottrina del “ perispirit.o „. La forza che emana
dai medii, è considerata dagli spiritologi come un che di vagamente materiale
oflnidieo, di cui gli “spiriti, sorvolanti nello spazio (siano anime dei
definiti, siano dementali, esseri oc- Raffigurazione schematica
dell ipotesi spiritica, sulle materializzazioni (1859). [1^ opero ili
Hohnvng, da cui traggo questa interessante figura, furono scritte durante 1
epoca in cui Karhkc sistemava lo spiritismo, ma conservano tracoie delle idee
fluidistiohe anteriori. Si scorge inoltre che il medium, dal cui corpo è
supposto emanare il « fluido » atti- rato a se o sfruttato dallo * spirito »,
non sedeva allora nella catena tiptica, tua le dormiva vicino. Il sacerdote
Indiano (?) in alto a destra raffigura lo « spirito * che comunicando mediante
il tavolo spiegava ai convenuti il processo di « materializzazione ». Si
raffronti ai molti sacerdoti indiani che « comunicano messaggi * nei circoli di
Casa Nokgoeràtii e Ciiazarain (v. La Survie t 2*-4* ediz.)]. culti,
od entità super- o subumane. ecc., ecc.) sono avidissimi, e che tosto accorrono
ad assorbire ogni qualvolta da un medium LA esso venga spremuto o
proiettato in giro. Gli spiriti, che già sarebbero per loro conto rivestiti (o
costituiti V) da una iperinatena o fluidità consimile, unirebbero per un
processo arcano di combinazione ultracliimica i due fluidi, e si for¬ merebbero
un involucro o inviluppo capace di rendersi sen¬ sibile ai nostri sensi e di
impressionare le lastre fotografiche. Quest'ultimo processo di manifestazione è
supposto dipendere da ondulazioni eteree congeneri a quelle che noi chiamiamo
luce, forse composte di raggi infrarossi od ultravioletti or¬ dinariamente
invisibili ai nostri occhi. In tale costrutto c’è sempre la solita
contraddizione che inquina tutti i dogmi spiritici: non si chiarisce il
determi¬ nismo, pel quale gli “ spettri „ fabbricati dagli “ spiriti „ con quel
misto duplice di “ inviluppi , ora siano visibili ed ora no. In un
vecchio libro spiritico deH’HoRVDKG, comparso pochi anni dopo l’arrivo in
Europa dei primi medii Americani ap¬ portatori del “ tavolo magico trovo una
figura molto espressiva con cui si rappresenta l’ipotesi fluidico-mesmerica. E dopo
cinquanta anni siamo sempre allo stesso punto ! Il dott. Gyel (= Geley),
che sintetizza e rappresenta le idee degli odierni spiritisti più autorevoli,
dice che “ la mate¬ rializzazione è una reincarnazione anormale, relativa,
rapida, momentanea Essa sarebbe costruita lì per lì dal perispi- rito del
disincarnato, che “ raggruppa le molecole „ prese dal corpo del medium, e
necessariamente dagli “ astanti ,, o da ‘animali e vegetali,. Per suo conto, il
soggetto in “trance, mediumnica sembra possedere sulle molecole materiali una
vera potenza organizzatrice e disorganizzatrice: egli “ può organizzare in
forme più o meno complesse una trama ma¬ teriale emanata o esteriorata dal suo
stesso organismo ,. Orbene: in questa diversa organizzazione delle
“forme, sta il nòcciolo della questione. — Se le forme sono plasmate colle
emanazioni “ molecolari „ del medium per opera d’ agenti estranei, si ha o lo
Spiritismo quando questi sono detti gli spiriti sopravviventi degli umani, o 1
Occultismo quando sono indifferentemente creduti spiriti di uomini trapassati
od en¬ tità spirituali di altra natura (elementali, ecc-.). — Se per contro le
forine sono teleplasmate dal subconscio esterio- rato del medium, senza
intervento di alcun agente spiritico, siamo soltanto nell Animismo. — È una
differenza capitale su cui I’Aksakoff ha giustamente (dal suo punto di vista)
insistito di fronte alle interpretazioni preferibilmente “ ani¬ mistiche , del
Hartmann. Ma per gli spiritisti si passa insensibilmente dall’uno
all’altro caso, voglio dire daH’animismo allo spiritismo. Però essi si guardan
bene dal determinare le ragioni e i limiti di codesto passaggio dall’azione
semplicemente esteriorata dei medium all'azione propriamente estrinseca degli “
spiriti .. La facoltà organizzatrice mediumnica può concludere, se¬ condo
il Gyel, a formazioni variabilissime per nettezza e per complessità. — a) Nei
casi elementari, si producono organi incompleti ed effimeri, e luccicori
fosforescenti. — b) Nei casi medi, si formano orgaui ed organismi ben caratterizzati
e che, copiando in modo esatto, sia fisicamente, sia psicolo¬ gicamente, gli
organi ed organismi naturali, debbono con¬ siderarsi dei “ doppi „ capaci di
agire meccanicamente e di trasferirsi lontano. — c) Nei casi avanzati, le forme
si materializzano completamente: sono cioè esseri organizzati, con ossa muscoli
e visceri funzionanti in modo non diverso dal vivente, il più spesso simili
ancora al medium , più raramente dissimili. Solo queste ultime
materializzazioni potrebbero parzialmente o integralmente assumere caratteri¬
stiche individuali, e raffigurare “ personalità medianiche au¬ tonome,
indipendenti, diverse dal medium,, e qualificantisi quasi costantemente come “
spiriti „ di determinati “ defunti „ (L’ótre subconscient, pag. 199). — Sta
benissimo per la tesi animieo-spiritiea a due faccie ; ma non è detto, nè
spiegato perchè, nè come, nè quando avvenga questo importantissimo grado
supremo di organizzazione di una teleplastica indivi¬ dualità! B) — La
contro-ipotesi psichicista dell’i- deoplasma. La facoltà di esteriorare
delle forze psichiche e di costi¬ tuire col loro mezzo dei fantasmi agenti sui
nostri sensi con le qualità della materia, non si può più negare: l’ho scritto
esponendo la ipotesi dell’ eso-dinamismo medianico fin dal momento che mi sono
trovato di fronte ad azioni mecca¬ niche a distanza, non altrimenti spiegabili
(Tomo I, p. 242). Questa ipotesi è apparsa da molti anni ; e non sono
cer¬ tamente i novizii, che la mettono sempre avanti come una invenzione
propria, quelli da cui impariamo a valutarla in tutta la sua arditezza ed
estensione. Prescindendo dalle scuole mesmericlie magnetiche e tluidistiche, la
Metapsi¬ chica, dapprima con le intuizioni degli americani Bovee-Dod> e
Grimes, poi con gli effluvii odici del Bar. De Reichkn- bach, in seguito con le
dichiarazioni del Varley e del Cox LA CONTBO-TPOTESI (due
psichicisti della prima ora !) , in ultimo con le espe¬ rienze più o meno
concordabili del Babaddc, del Babèty, dello Joibe, ecc. e di tutti gli analoghi
discopritori di ef¬ fluvi i, di emanazioni, di radiazioni e di forze nemiche
pro¬ rompenti dall’organismo umano, s’è trovata in possesso, forse troppo
prematuro, di una spiegazione pressoché fisiea o meccanica dei fenomeni di
materializzazione. Trascinata di buon’ora su questa china, la Metapsichica
accenna ad incon¬ trarsi in un solo trivio con la Pneumatologia, creatrice del
perispirito o corpo animico ; e con l’Occultismo teosofico portante con sé il
grosso fardello delle sue elucubrazioni sul corpo astrale, nei rapporti, da un
lato col corpo o piano fisico, dall’altro col piano mentale. È difficile
decidere adesso, in una fase cotanto poco avan¬ zata degli studii di psicologia
supernormale, se con tali ipotesi e congetture vaghiamo tra le nubi e i miraggi
della pura fantasia in un aere che debba rimanere irrespirabile anche alla
scienza positiva più remota, o se erriamo, come naviganti ancora smarriti, in
un oceano immenso e inesplo¬ rato, dove tuttavia arriveremo a prender
terra. Io non credo che la esistenza di forze bio-psichiche, ema¬ nanti
dal medium, e organizzatrici di forme transitorie me¬ diante una aggregazione e
direzione intenzionale di circo¬ stanti centri o sistemi di quelle ordinarie
forze naturali sotto cui opera l’ universale ed unitaria Energia, contrasti
menomamente con le nozioni accertate o verosimili di cosmo¬ logia, di biologia,
di psicologia. Di sicuro, la tesi non è in opposizione con la filosofia che
sento di dover coltivare nel¬ l’intimo dell’animo e professare negli scritti o
dalla cattedra, perchè si concilia con le operazioni logiche della mia ragione
e appaga le tendenze ingenite della mia natura. Qui penso che avesse ragione, a
suo tempo, Giovanni Mabia Guyau quando proclamava l’individualismo della
religione: siamo in una zona del sapere, dove mancano i punti fermi di ri¬
trovo necessariamente stabiliti per tutti, e dove ciascun pen¬ satore e
investigatore s’avvia guidato dall’indole propria, e assecondando i proprii
impulsi. Se così è, e se la ipotesi della “ teleplastia „,per un po¬ tere
organizzatore esopsichico o psicofisico tuttora scono¬ sciuto, comunque ardita
e paradossale, si conferma, la scienza dovrà aggiungere un anello di più alla
serie delle forze na¬ turali, dovrà prolungare la catena degli eventi cosmici:
ecco tutto. È ammesso oggi che vi sono forze e centri o sistemi di forze nel
fatto astronomico, nel fatto fisico, nel chimico, 174
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II nel biologico? Ebbene, vi saranno
anche nel fatto psichico e nel fatto iperpsichico. Data la conoscibilità
dei fenomeni medianici di “ mate¬ rializzazione „ si tratta di stabilirne il
determinismo, cioè come avvenga Videoplasma. Ma la loro realtà particolare è
entrata o sta per entrare nella massa di nozioni, della quale per la mente
umana si compone la Realtà universale ; e vi entreranno senza portar con sè
inutili e premature franine di ipotesi esplicatrici , senza dense ombre di
misticismo°o di mitologia, senza vaste penombre di metafisica ontologica o
panteo-ilozoistica o teofilantropica, al modo istesso corquale modestamente vi
si collocano, ciascuno al suo posto, tutti gli altri fenomeni ed eventi di
Natura. TI. La Personificazione. A) — Nel caso
particolare. Il presentarsi di “ spiriti „ materializzati non è
frequente, checché dicano i gregarii. Autorevolissimi teorizzatori e po¬
lemisti in favore dello spiritismo dichiarano candidamente di non averne
veduti, o, se loro sono apparsi, di non escludere il dubbio di un'illusione o
di un inganno. Quanto alla per- somficaz'one, è vero che gli “ spiriti „ la
tentano spesso, si direbbe, anzi, troppo spesso; ma nessuno degli studiosi seri
anche se ammette con Crookes la possibilità del teleplasma integrale e completo
sullo stile della celeberrima Katie Kimi osa scrivere e neanco pensare che il
fatto autentico sia fre¬ quente e facile. L’Aksakoff lo dice espressamente: -
per identificare un fantasma, che si è materializzato sotto i vostri occhi o
che avete toccato, il lavoro critico dev’essere lun- gli issi ino, spietata 1
analisi, sicura la prova. Siamo noi giunti a tanto > No... Ma qui
bisogna procedere ponderatamente e con metodo scientifico, caso per caso. Per
ciò scrivo — NO — in riguardo alla entità teleplasmata da Eusapia per me, alla
quale è mancata definitivamente l’iden- tiheazione. E mi spiego l’insuccesso
come segue. Io non ho fornito inconsapevolmente alla Paladino (fosse in
veglia, in preipnosi, in sonnambulismo, o in estasi) nessun dato informatore;
io non mi sono lasciato consapevolmente s wggoe nessun indizio, nè emotivo
(espressioni organiche reattive), nè rappresentativo (espressioni verbali).
Eroiche essa neppure ha saputo leggere telepaticamente nel mio
io profondo, il suo tentativo di presentazione di un teleplasma o di una
reincarnazione personale è miseramente caduto in rovina. Se tutte le pretese
evocazioni di “ defunti „ identi¬ ficati camminano sulla procedura che a me è
toccata in sorte, la “ pneumatologia „ dei De Mikville e dei Du Pkel, delle
Crowe e dei Delanne, è costrutta sul vuoto ed è fatta di aria: itvfu ua,
itvfuga!! Io ammetterò , bensì , in Eusapia (e nei medii “ materia¬
lizzatoti „ suoi pari) l’eccezionale potere di esteriorare le sue forze
bio-psichiche, sia per agire a distanza sugli og¬ getti, sia per dare origine a
produzioni temporanee agenti in modo tuttora sconosciuto sui nostri sensi
normali : ma l’esperienza che a quest’ora ho acquistato sui suoi fenomeni
mediumnici, mi obbliga a fermarmi qui. Essa proietta le proprie imagini di
sogno, e ne organizza delle forme ; ma il fantasma generico creato da Eusapia,
pur avendo la capacità di assumere vari aspetti o mascheramenti, ha un’ossatura
fondamentale sempre eguale. Per lo più non ha personalità intrinseca veruna ;
raramente giunge a rassomigliare a qualcheduno che fu vivo: ma le
rassomiglianze son sempre dapprincipio scarse e incerte, rarissimamente, e solo
dopo reiteratissima procedura di sviluppo, diventano più numerose, meno sicure
e meno infide. I “ fantasmi „ ideoplasmati dalla Paladino hanno, d’ordi¬
nario, una impersonalità vaga e confusa. Se nella coscienza del medium non
penetra dal di fuori nessun raggio di luce informatrice o direttrice, essi
restano muti, nonostante il loro affaccendarsi pantomimico. Se nei recessi del
suo sublimi- naie mancano elementi criptomnesici, racimolati dalle rela¬ zioni
diurne e calati laggiù da tempo non memorato , la teleplastia generica non
soggiace ad evoluzione, non si tras¬ forma in qualcosa di più consistente sotto
il riguardo per¬ sonale. E se, come è accaduto con me, Eusapia non indovina i
connotati del fu vivo, oppure se le sue percezioni minime errano o inciampano
nell’agguato dell’investigazione, alla sua coscienza in cerca del punto
d’appoggio non s’affaccia nulla di concreto: e la personificazione risulta un
aborto o un embrione senza carattere. Suppongasi che io fossi arrendevole
nell’ accettare l’ ap¬ prossimativa connotazione del segno caratteristico della
mia defunta, passando sopra alla casualità dell’accenno, alla in¬ congrua
intromissione del Vassallo, ai tentennamenti d’Eusapia nel cercarne la sede
sulla mia fronte, alla non precisa ubi¬ cazione del punto indicato. Non saremmo
forse davanti a uno stereoplasma, in cui cominciano a disegnarsi i
lineamenti della persona? Suppongasi inoltre che, anche mancato la prima
sera quel segno, io avessi fornita la seconda sera coi miei moti in¬ coscienti
la informazione precisa delle due cifre domandate (età, numero dei figli): non
si sarebbe avuto un ottimo prin¬ cipio per l’ iscrizione della povera mia madre
nell’ elenco degli spiriti che si sono “ manifestati „ e “ identificati „
? E questa è la credenza nella quale ho lasciato e forse si mantengono i
miei compagni di seduta. Ne chieggo loro, qui, scusa, ma il lasciarveli era
necessario per i miei scopi inda- gatorii: io volevo sapere fin a qual punto il
teleplasma foggiato da Eusapia in forma provvisoria e squallida avrebbe
progredito nella personificazione ; volevo scoprire il processo col quale si
realizza la tanto discussa entità spiritica. Ora, l’esperimento è
riuscito negativo , e sebbene io non ne abbia finora altri da citare in
appoggio della fenomeno¬ logia paladiniana (sulla quale mi baso ed arresto
intenzio¬ nalmente), io son convinto e certo, come ho detto, che con me la
medianità d’Eusapia, pur restando assicurata alla Me¬ tapsichica, è rovinata in
riguardo allo Spiritismo. Forme personali non si plasmano, nè si sviluppano
forse con questa medium , quando non le si apprestano o somministrano i
connotati: quando si sta in guardia, il fatto spiritico puro svanisce, perchè
la identificazione abortisce. Meno male che la mediumnità della Paladino
non si espone alle colossali burle che si leggono avvenire ogni anno nello
spiritismo militante, il quale , fotografando le proiezioni mentali di certi
medi, osa risuscitare i più lontani morti ano¬ nimi, prestando alle imagini del
sogno medianico una fiso- nomia ed un abbigliamento personali ! Che ne sarebbe
di tante evocazioni spiritiche qualora le si sottoponessero tutte ad una
inchiesta severa, come ha fatto la esimia psichicista signora Sidgwick sul
ritratto dello spettro di “ una antica sacerdotessa di Venere in Cipro „
apparsa nel 1891 davanti alla macchina per evocazione del medium Davide Daguid?
Si legga il periodico spiritista “ Lìght „ sul conto di quella presentazione
temeraria; era sicuramente una sacerdotessa di Venere, ma...
modernissima! Sicuro: la medium Pugliese è discreta. Già la sua ignoranza
archeologica, storica e geografica le impedisce siffatti estri sonnambolici,
permessi appena alle veggenti di Próvorst, alle Van Dat ed alle Smith ; siamo
con lei in uno spiritismo che si tiene terra terra, e ci dobbiamo contentare
del poco che la sua fantasia può e sa produrre. — Ma che affettazione, che
ricerca dell’effetto, nel modo di presentarsi di coteste larve di persona ! Gli
“ spiriti „ vengono a caso pensato, quando la disposizione della catena e
l’animo dei percipienti sono stati accomodati a puntino affinchè sia ben palese
la sincerità e la potenzialità del medium: qui Eusapia può dar la mano ad
Eglinton. — Ma che compassionevole miseria di contenuto in quelle comunicazioni
dei suoi “ ultraterreni ! Neanco un cenno delle faconde apologie della
dottrina, neanco un rudimento delle iraconde difese della spiritualità contro
il materialismo, come se ne sentono tante dai disincarnati evo¬ cati per opera
degli altri medi superiori! Attenendomi al metodo positivo e discorrendo
in ragione di ciò che ho veduto e investigato, opino che in generale la “
durezza „ (come la chiama Eusapia) dello sperimentatore accorto e padrone di sé
medesimo sia la causa vera del ne¬ gato “ apparire „ subitaneo o del mancato “
svilupparsi „ tanto delle forme o entità aventi alcune caratteristiche per¬
sonali, quanto di quelle più spesso composte di parziali e stentate analogie
(neanco rassomiglianze!) con qualche deter¬ minato defunto. Ora, se
difetta o non esiste affatto la identità personale, che cosa resta delle “
materializzazioni „ d’EusapiaV Tutte queste sue entità semi-corporee, sentile
parzialmente con impressioni malcerte e sconnesse che la fantasia e l'emozione
fondono in un presunto complesso reale, tutti questi esseri anonimi o
pseudonimi degni del sogno di un’isterica, hanno delle impronte psichiche
comuni, dell’ingenuità, della frivolezza, della volgarità, della primitività.
Vi è in tutte un nòcciolo sostanziale : ma le esteriorità che noi sentiamo,
tocchiamo ed udiamo, sono parvenze e maschere. E sono effimere-, durano
solo per quel tanto che durano la scarica esopsicliiea d’Eusapia e
l’atteggiamento attentivo dei percipienti. E non sono autonome: è il
pensiero (subliminale, ma sceso dal superliminale) del medium, che si esteriora
e propaga lungo certe linee di forza ; e i teleplasmi agiscono con spon¬
taneità apparente, come funzionerebbero dei fantocci mossi da fili
invisibili. E non sono preesistenti : ossia non vengono da lontano, nè
per lo spazio, nè pel tempo ; sono “ entità „ create seduta stante, al momento
opportuno, e si dissolvono in nulla quando la loro opportunità cessa. Io
noto al proposito che un certo gruppo di spirito- psiehieisti (il primo, per
data, è il D'Assier), e la maggio¬ ranza degli occultisti-teosofi ammettono la
sopravvivenza temporanea e parziale della “ umanità postuma „, la quale però,
dopo uno spazio indeterminato di tempo, si dissolve¬ rebbe in seno alle forze
cosmiche. B) — Nella generalità dei casi. Leggendo i verbali delle
sedute evocatone e di incarna¬ zione, si è colpiti dagli sforzi che debbono
compiere gli io secondarii del medium (domando scusa, le “ entità occulte , o
gli “ agenti ultraterrestri „ ) per individuarsi, per dar mes¬ saggi personali
ai loro “amici,, sopratutto per provare la loro identità personale. Quasi
sempre quest’ ultima è fornita con “ prove, di una tenuità e fragilità
indicibile: minuzie insi¬ gnificanti, aneddoti generici, fatterelli privi
d’ogni interesse, particolari d’ultimo ordine, che sorprendono l’evocante e lo
persuadono troppo presto dal lato del “ cuore ,, mentre resterebbero
inutilizzabili da quello della “ ragione ,. Nè la fede di un Moses basterà mai
a rinforzare la povertà intrinseca delle ordinarie “ prove d’identità ,. Un
psicopa¬ tologo le direbbe contraddistinte da un “ manierismo , pres¬ soché
puerile, anzi addirittura demenziale! Ma piuttosto che perdersi a smuovere
ricordi indifferenti sommersi nei depositi mnesici dei comunicanti , perchè non
snocciolare alla buona, e fin dal primo apparire, le date e le cifre inscritte
per ciascun cittadino nella anagrafe? L'Hyslop sostiene che anche i
viventi, quando vogliono identificarsi fra di loro a distanza, per esempio
traverso ai fili del telegrafo o di un telefono smorzatore del timbro personale
di voce, scelgono di preferenza particolari di mi¬ nima importanza, presso a
poco come fanno i disincarnati. Egli lo avrebbe dimostrato, ponendo in
comunicazione anche delle persone intelligentissime e coltissime. Ma io osservo
che queste esperienze condurrebbero i comunicanti a dirsi almeno mutuamente il
nome e cognome, l’età, lo stato civile, il numero dei figli, e la data precisa
delle vicende principali della loro vita, quali la nascita, la laurea, il ma¬
trimonio e la morte. Orbene, sono per l’appunto queste le informazioni che
l’immensa maggioranza dei trapassati reduci dall’Al di là si dimentica di
somministrarci ! Gli spiritisti confessano francamente che i disincarnati
penano molto a manifestarsi e che solo dopo sforzi enormi riescono a farsi
riconoscere. La tesi compiacente è che queste pene e questi ostacoli
derivino dal trovarsi essi su di un piano „ differente dal nostro. Ma la
controtesi critica porta a concludere piuttosto in favore del più o meno utilizzabile,
più o meno rapido e più o meno inconsapevole rifornimento di indizi, segui,
connotati, informazioni e notizie relative al defunto per parte degli evocatori
e comunicanti. Gli spiritisti, con a capo il Russell-Wallace, dichiarano
poi che, derivando da esseri disincarnati “ tuttora imperfetti come noi „, le
comunicazioni debbono necessariamente essere fallibili, e perciò da accogliere
sempre con diffidenza. È una tesi di abile rifugio; ma io controsservo che la
fallibilità potrà riguardare le conoscenze astratte che noi pretendes¬ simo
dagli „ spiriti „, non già le notizie più semplici sulla loro persona. Dove
andrebbe a finire , in tal caso , la loro decantata capacità
d’identificarsi? Gli spiritisti rincalzano che la personificazione può restare
imperfetta per lo shock che i disincarnati risentono nel passare da un “ piano
„ all’altro: I’Hyslop, sulle informazioni di Giorgio Pelham (?), avanza la
scusante che essi soffrano di u amnesia „. Ma si vede come l’esimio psicbicista
sia un professore d’etica, non un psicopatologo! L’obblio del proprio nome,
della propria età, dello stato di famiglia, s’ incontra solo nei più profondi
oscuramenti di coscienza; gli alienisti sanno per prova che neanco i bimbi, gli
idioti e i dementi scordano queste loro caratteristiche fondamentali di indivi¬
dualità. Quando V Ego è disciolto a quella maniera, come si può più discorrere
di personificazione? Ma ecco giungere l'armata ausiliaria degli
occultisti e teo¬ sofi, che nelle loro innumerevoli categorie di esseri spirituali
ultra- preter- super- e subumani , dagli “ elementali „ ai “ demoni „ ed “
angeli „ della gerarchia astrale e met, astrale, trovano facilmente l'entità
che si incarica di surrogare il fallito disincarnato, e gli affibbiano la
facoltà o il ghiribizzo di simularci da questo lato del “ piano astrale , una “
rein¬ carnazione „ e di trarci in compassionevoli inganni, lo cito la tesi, e
non la trovo ancora meritevole di esame, nè tanto meno di confutazione nel
periodo attuale degli studi meta¬ psichici: per me basta enunziarla per vederne
la sofistica inconsistenza sul terreno del sapere scientifico, che è tut-
t’altra cosa dalla “ saggezza „ dei sommi sacerdoti dell’Eso¬ terismo antico e
moderno. Bisogna tarpare le ali alla fantasia che, colpita dalla po¬
tente suggestione del Mistero che si nasconde sotto queste manifestazioni di
forze ignote, perde le staffe e si lancia a corsa pazza nelle regioni
dell'Occulto. Gli spirito-psichicisti sono tratti alle ipotesi azzardate dalla
indole stessa della ma¬ teria che trattano. Io non parlo poi degli
spirito-occultisti e spirito-teosofi : le loro dottrine, per quanto più
coerenti in taluni punti e persino più positivistiche delle spiritiche, sono in
sostanza costrutte di astrazioni insuscettibili di prova, al cospetto delle,
quali il linguaggio metafisico di un Platone di un Leiunitz, di un Kant, o di
un Hegel brilla di una perspicuità incomparabile. Io mi limito agli spiritisti
puri e schietti, dei quali 1 Eusapia Paladino è la pitonessa popolare e piu
consultata. Quando le personificazioni a incarnazione “ oratoria „ sono
fallite perchè, con pochissime eccezioni, le dimostriamo com¬ poste di
materiali antropomorfici, ma senza alcun valore reale per il progresso umano,
gli spiritisti si appellano all’impene- ti abilità conoscitiva dei fenomeni
tìsici e meccanici del me- diumnismo, giacché, — ci dicono - quelli là, almeno,
non li spiega la scienza, e bisogna riconoscervi l’opera deH’Oeculto. V
iceversa, se le “ materializzazioni „ (personificate o no) fal¬ liscono, essi
si rifugiano nella parte intellettuale dello spi¬ ritismo; allora buttano a
mare i medi a eftetti tìsici, si aggrappano ai medi veggenti, psicografi ed
inearnatori, e si appellano al gran fattore della telepatia. Ed ecco
come. Vi è, essi dicono, la trasmissione del pensiero tra i vivi (e sia
pure, la Metapsichica qui è formata); ma vi è anche quella tia i vivi ed i
morti, i quali agiscono sui vivi suggerendo loro le proprie imagini idee e
ricordi, e con tal mezzo “ co¬ municandosi „ ai terrestri. Nè basta: qualche
teorico passa la soglia,, corre a precipizio lungo la “linea,, e giunto coll
immaginazione all’ “ altro piano „, ipotetizza anche la telepatia fra gli *
spinti „ erratici, ultraterreni, intraplane- tali, pencosmici, ecc., ecc.
Cosicché, se il defunto A , evocato, non sa nè ricorda, invia il proprio
pensiero, sulle ali di sco¬ nosciute ondulazioni eteree od ultra-eteree, a
chiedere le informazioni al disincarnato amico B; e se 71 a sua volta ignora o
ha obliato, cè sempre la iperbolica fila degli spi- V^iVlì ecC' ’■ cos^ Alienti
1 Umanità o la Superumanità dell Al di là, tutta intenta a udire le
evocazioni dei superstiti, desiderosa di farsi ancora “ viva „ con essi, e
accorrente at¬ torno al tavolo delle Eusapie e dei Politi, o (se la grave dot¬
trina spiritica arrossisce di cotali Apostoli!) dappresso ai Moses, alle
Karadje, ai Friese, in cui qualcuno dei sopravvi- venU si incorpora o dal
cervello dei quali invia le onde ultra-herziane dei suoi pensieri. la tal modo
ogni medium Ila il suo romanzo spiritico o spiritualistico, non sempre
interessante a leggersi o a udirsi come quello stampato or ora dal Du Pkel (*
Dos hreuz am Ferner,, Stuttgart, 1901), nè come V Urania dal Flammarion; ma
romanzo di avventure, schema di epopea, intelaiatura di dramma, o spunto di
l'arsa, a seconda della personalità e carattere morale di chi li crea nel
sonnambulismo. Un alie¬ nista che legga le fantasticherie
storioo-indo-astronomico- romantiche della Muller-Smith, non può esimersi dal
para¬ gonarle ai deliri genealogici e palingnostiei di certi paranoici; invito
gli spiritisti a cercare il volume Mémoires dune alièné.e (la Ersilia Rey)
pubblicate dal signor E. De \ akennes nel 1883. Che simiglianza di
imaginazione! Ma l’azione dei personaggi incompleti, sbozzati dalla tele-
plastia d’Eusapia, è semplice, come umile è il suo intelletto : le sue
creazioni hanno sempre un che di fanciullesco che ne tradisce la genesi
psicologica, 11 buon Broi'kebio scriveva che dobbiamo credere che anche le
creazioni di Eusapia siano anime di defunti, perchè “ esse „ ce lo dicono; ma
in verità ce lo dice il suo tavolo o ce lo batte sul dorso, puta caso, uno dei
suoi bracci animici. Nessuna delle prove addotte in fa- vore della loro
personificazione può resistere alla analisi cri¬ tica della metapsichica
positiva. Intanto le illazioni sono queste: I" Tutta la
pueumatologia è adeguata al cervello ed aH’orgnuismo dai quali si crea e si
esteriora ; dal di fuori le arrivano e la rinforzano i contributi dinamici e
mentali dei vivi presenti, ma dall’ Al di là non scende alcuno a dare colorito
trascendente ai “ fenomeni 2° Tutta la psicologia dei fenomeni medianici
è umana, la più umana possibile : le sue apparenze trascendentali sono costumi
da maschera presi a prestito, o direttamente dai depositi mentali dei medi, o
indirettamente da quelli dei componenti il circolo: sono le stesse nozioni e
gli stessi ele¬ menti che troviamo in noi e nei nostri simili vissuti o vi¬
venti, quando ve li sappiamo cercare; e sono le identiche no¬ zioni e gli identici
sentimenti di cui si è intessuta la nostra coscienza superiore o “ sociale „
(come direbbero Mvers e James) nelle vicende della esistenza quotidiana alla
superficie del pianeta. . Io non mi faccio illusione sui tentativi
di spiegazione che si avanzano ; veggo coi lumi della critica che siamo,
ancora, chi sa per quanto tempo ?, in un dominio prescientifico, su un terreno
tutto da dissodare. Ma ammessa la ipotesi della esteriorazione di forze
psichiche ignote , e la loro capacità 1 aggiogarsi al di fuori in centri o
sistemi, in cui si con- fnnw tai "ne ,lma?!ni del nostro pensiero;
aggiunta l’altra ipotes!, alquanto piu prossima a dimostrazione, che codesto
pensiero si trasmetta da un cervello all’altro, sembra a me che si sia a buon
punto e ci si incammini su buona strada, i ce'7ell° u"la"0 e un
apparecchio magnifico, il più com- TeiTa TI qT IEvoluzlo"e organica abbia
prodotto sulla vel7n , 1 1 S1K, a nerv°so ,1ei medi, e soprattutto il loro cer-
vello potrebbe, in via di provvisoria ipotesi, imaginarsi prov- i fimiH
dell f aiSS,0?SÌC0l0gÌche enorrae>nentR sorpassanti , "T* ,delle Scolta
ordinane, e per definire le quali ci aiuta analogia delle forze fisiche, ad
esempio la luce. - Da un aio quel loro accentramento di sostanza nervea,
versando Wf 6 con‘lnuo disquilibrio, diverrebbe un apparecchio in e.-
or^IT^'- pr1°,ÌfiZÌOne per le sue «tesse attività sarei h (snhc™elent*,
subliminale); - dall’altro lato, esso sarebbe uno strumento indiretto o mediato
di trasmissione e f' I u'T6 nnforzata dell« attività d’altri sistemi
nervosi ro,Jl7 • fTZ10na"tl 111 raodo sln tonico sotto determinate
ter -' !" q“ft0 sens0 soltant°, e a rigor preciso di termini, si
dovrebbe parlare di “ medianità In soprappiù delle spontanee facoltà d’
esteriorazione io paragonerei volentieri i centri cerebrali di un medium’ ad un
insieme di innumerevoli mezzi rifrangenti, traverso i qual, ciascuna imagine,
idea e tendenza dei membri di una catena deve passare per darsi al di là di
esso una forma Wo a;/ U" d,lpress,0c0me accade dei '‘aggi luminosi
che, b , sando una lente biconvessa, formano nel punto focale un imagine
virtuale dell’oggetto dalla cui superficie sono riflessi. La necessità dei
medium per la produzione dei fatti spuntici è la piu bella scoperta dello
spiritismo em¬ pirico e dello scientifico (psichicismo), ma è ad un tempo
la H«mdnTDw n 'j°rte- deUo «Piritismo teorico (neo-spiri tua- S” \ ;7u,la
dl P'u materialistico, nulla di più meccanici¬ stico della medianità così
intesa. Genova, Capodanno del 1902. LA VENTESIMA SEDUTA
(18 gennaio 1902). Fenomeni accertati a viva luce. Non siamo
più nelle nude e gelide stanze del Circolo Minerva, ma in un palazzo di via
Assarotti presso la la- miglia Ceiosia, che è tra le più distinte dell'alta
borghesia ligure-lombarda ed è notissima per l’amore della coltura e la
illuminata munificenza. La padrona di casa, signora Carlotta, una delle
dame più squisite; il cav. Domenico, già assessore al Municipio; il figlio
dott: Paolo, naturalista geniale e direttore della superba Rivista di Scienze
Biologiche ; il tenente generale A. Cerbcti [senatore ed ex-sindaco di Genova];
il profes¬ sore P. Porro; il dott. G. Vacca, studiosissimo fisico-matema¬ tico
ed orientalista; il prof. Giovanni Vailati, acutissima mente di filosofo; e lo
scrittore di queste Note, compongono la assistenza. Si attendevano da Torino
anche Cesare Lom¬ broso e Guglielmo Ferrerò, dalla città l’illustre geologo e
paleoetnologo prof. A. Issel, ma iersera non sono intei venuti. Una sala
è stata disposta per la circostanza col tradizionale armamentario del medium.
Noto che il gabinetto oscuro è costituito, cornette casa mia, dal vano di una
porta che mette in un ampio salone di ricevimento, e davanti al quale pendono
pesanti cortinaggi di seta gialla damascata, con in mezzo le tradizionali
cortine nere. Eusapia, che nella sua noncuranza di meridionale e nella
vanagloria di “ gran medium „ è avvezza ad operare, tanto fra il lusso dei
saloni più aristocratici quanto nel più mo¬ destissimo quartino di Napoli, tanto
in mezzo a zelanti adepti di facile contentatura spiritica quanto al cospetto
dei più austeri ed esigenti uomini di scienza, non è per nulla im¬ pressionata
da quel gruppo di “ intellettuali - : è invece adira¬ tissima per le accuse di
ciurmeria, che le ha stampate contro un giornale cittadino. Al mio arrivo mi
chiama in disparte e mi avverte che si trova in tm periodo mestruale nel
caso che volessero perquisirla sulla persona... Che le cond rioni SSlSf*'
.8ìsc„„”ST non le impedisce, nè le diminuisce; fors’anK e stato del Della
PaiadÌn0 la --rifa nevrfri N°n uscimmo però jersera dalla fenomenologia
consuetudi dì noritT'll‘1 r-i— » è 1»'“»™»* • STvì mimi n<mz!.
Il programma ne varia pochissimo così che pfccU o ramori lnCa P!'eSta
Dfpprin,a 1 »«>ti del tavolino! i piceni o immoli 10 svolazzare del
cortinaggio i contatti nifi o meno energici e lunghi sulle braccia e
sulta spX dei due v, gUatar., lo spostamento delle seggiole ecc!; in
eguito ta matenalizzazioni P‘Ù C°SpÌ0U° delIa fase in “«ma) alcune
debbo* rilevare * T n- Vf- imPor‘anza Per l’autenticazione aenoo rilevare,
durante l’intiera seduta non siamo mai stati rioni d? “Tohn ’ aMd
reSÌtnd? Vandamente a,,e ora fortemente ^ t ?° te"uta la sala sempre
rischiarata, fnfniln V'6 lamPade elettriche di 16 candele fin totale,
dunque, alla luce di circa 48 candele nominali) ora da ma sola lampada a vetro
rosso, ma di incandescenza tal- suoi raggi** ed*^ ‘Otatrovandomela di
fronte, ero disturbato dai suoi raggi ed ho dovuto mutare d posto. A questo
o-r-idn d; rischiaramento si discerneva Eusapia al fuoTo tofosto I. SVifi
Z ”n mh° m”i * vi.1. KS bianco!* SH CU‘ Sp,CCava a bella P°sta 1111
fi<hù oref'dentfirr ’r S'S0n0 effettuate alcune levitazioni sor¬
prendenti de) tavolino, hno all altezza di 1 m., cosicché pre¬ cipitando poi al
suolo, gli si sono spezzate due gambe A hice moderata, ma con perfetta
visibilità di tutto l’ambiente atatin aP|,a.rse fuon del gabinetto ed hanno
agito su di noi p stat0 : ” .mate'lIahzz.ate- Aggiungasi che il controllo
e stato rigorosissimo da prima tenuto dal cav. Celesta e dal gen. Cerniti m
seguito da donna Carlotta e da me Nel sun° di noi ha scoperto un solo gesto di
Eusapia che po- tesse occasionare sospetti : di certo, essa non si è mai mossa
dalla sua seggiola, nè mai ha potuto liberare le mani per portarsele
dietro il dorso o per attrarre a sè le portiere o per dare a me le impressioni
che fra poco descriverò. Quando, oltrepassata la mezzanotte, alle
dichiarazioni di “ John „ (tiptologiche) che si cessasse per la stanchezza del
medium, si è rotta la catena ed Eusapia se ne stava, al so¬ lito, in quel
torpore e semistupore che la colpisce all’uscire dalla fase medianica, Paolo
Celesia ha tentato un esperimento di vera telecinesia. Recato un gran bacile
pieno d’acqua vi ha messo a galleggiare alcuni di quei piccoli uccelli fatti di
sottilissima cera, e perciò leggerissimi, che si acquistano presso i negozianti
di giocattoli; quindi ha incitato Eusapia a farli movere coll'azione
(radiante?) delle sue mani a distanza. Anche stavolta, in pienissima luce,
abhiamo visto qualcuno di quei singolari galleggianti moversi alla superficie
del¬ l’acqua secondo la direzione dei gesti del medium ; e il fe¬ nomeno ci è
parso genuino (cfr. pag. 135). Non debbo però reprimere il dubbio che il moto,
avendo consistito nell ac¬ costarsi degli oggetti alle sponde del bacino , non
fosse causato daìle forze fisiche ordinarie di radiazione termica, di
idrostatica e di capillarità. Ancora delle materializzazioni
tangibili e visibili. Il fatto più cospicuo di ieri sera ha
consistito in una serie di ottime materializzazioni tangibili e visibili, che
av¬ venivano in “ trance „ molto avanzata di Eusapia, e che tutta l’assistenza
h| avuto tempo ed agio di accertare. 1. Apparizione di mani e braccia “
fluidiche Una prima volta, tra le due tende nere, è apparsa una mano
biancastra, nettamente distinguibile per la forma e la mobilità delle dita a
contorni degradati : è rimasta in vista per circa 3-4 secondi. Altre tre volte
— mentre io invigilavo ac¬ curatissimamente a sinistra la medium e ne
discernevo la persona a mezza luce — è uscita fuori dall orlo della gialla
portiera una forma cilindrica e nerastra, una specie di braccio con la mano
chiusa e fasciata o nascosta entro la manica, 186 PSICOLOGIA
E SPIRITISMO, II che si è proteso visibilissimamente l’intenzione
di toccarmi, ma senza verso di me, quasi ave sse
raggiungermi. Apparizione di aua ' forma fluidica [Per la su»
configurazione si sarebbe detto un erussissinm voU -i Tre preCIS0’
dlro che EusaPm preannunziava ogni volta il fenomeno : questo esclude la frode,
inquantochè ad asseverare che siamo caduti tutti in trappola non c’è altra ■
cusa se non quella di considerarci in sull’atto imbecilliti vero è che il
preannunzio farà nascere l’idea di una provo¬ cazione suggestiva di sensazioni
illusorie ; ed io non esclu- avrelT m°d° a8Sol“to . codesta possibilità,
che, del resto, aviebbe sempre grande importanza per la psicogenesi dei atti
spintici. Ma aggiungerò pure che la ipotesi dell’illu- lériX mi6
COnh‘addfttii dalla circostanza affatto ma- mie che chi durante quella
materializzazione non si trovava in situazione da sentirla o da vederla, nè la
sentì nè la , ' opPure la dlstlnse. ln conformità delle leggi ottiche di
prospettiva in uno spazio normale a tre dimensioni. lln smanio anche tutti
veduto formarsi nel cortinaggio delle lozze mobili e dei ngonfiamenti
estemporanei, i quali, toccati palpeggiati ed esplorati, Lamio offerto al
nostro senso stereognostico i caratteri morfologici e funzionali di mani e di
braccia (staccate) di persone reali. Si formavano nel vano buio deH’useio e
s’avanzavano verso di noi, separate però da noi mediante il sottile diaframma
abituale delle tende nere, con l'aggiunta delle portiere ; ina percepivamo
benis¬ simo che quelle membra invisibili ci premevano, ci respin¬ gevano, ci
stringevano. Le mani che io ho afferrate e strette tra le mie, erano due di
diversa grandezza : una piuttosto piccola, che avrei detto femminile dalle
movenze miti e leziose; l’altra grossa, maschile nei gesti energici e nelle
pressioni vigorose. 2. Materializzazione di un' “ entità „
personale. Nel mentre che queste intense materializzazioni si succe¬
devano colpendoci di meraviglia, Eusapia ha chiesto inopi¬ natamente il più strano
dei controlli. Ha voluto : 1" che le sue mani fossero tenute e strette
dalla sinistra della signora Celesia e dalla mia destra; 2° che la sua gamba
destra in estensione stesse appoggiata sulle due ginocchia della si¬ gnora sino
a toccare col piede la seconda persona seduta in catena (il prof. Porro); 3°
che la sua gamba sinistra allun¬ gandosi restasse collocata sulle mie eoscie e
il piede atter¬ rato dal mio vicino (il dott. Vacca); 4° finalmente, che sulla
sua testa un altro dei presenti (Paolo Celesia) applicasse una mano. Un
siffatto modo di procedere era insolito ; ma io mi son presto capacitato che
Eusapia voleva o credeva dare con tale manovra una risposta ai suoi
denigratori. Difatti in quella bizzarra attitudine che pareva mettere Eusapia
in croce, essa è passata quasi fulmineamente in estasi. Era convulsa e
fremebonda; scuoteva la testa di qua e di là, come una grande isterica in
attacco epilettoide; gemeva; pro¬ nunziava frasi tronche e con voee rauca, ora
in tono di preghiera ed ora di paura : la udivamo, non senza un certo ribrezzo
per chi era nuovo allo spettacolo, invocare il suo “ John „ come forse facevano
le pitonesse dell’antico tempio di Delfo verso le divinità d’Averno, o le
streghe medievali nei loro incantesimi verso le Potenze infernali .
Ed ecco che dopo questa strana evocazione — meglio dirò, in linguaggio
fisiologico — dopo questa verace parturizione della ignota energia bio-psichica
che irradia da Eusapia, ecco che io sento avvicinarmisi dal di là del
cortinaggio un'entità consistente e semovente, della quale ho l’impressione
sinte- l 188 mOtìLoCIA t SPIRITISMO,
II tica che sia il cohìa rii n r, « _ percepisco intero, e
penso che h*”n "on lo eflerma che , toJJZS »™„? °J' Ì-PL-^ *-* mai
sono completi : ma pur le sue ,L„h dl .ettl or8'anici. nè essa , mi tocca, mi
prende nel I -ra aol.SC0n0 su di me ; spmge, mi scuote, quasf volesse ÌT!°’
attira> ™ *o- tameuie si esprimesse: — son nu; .Isl ,en sentire e mu-
negare. _ I,a mi;1 • , ' °n ?“»- •» e non mi puoi ?' vota da una partefsi
S edÌ‘Utt°i qUeI Pestio, s”t s ;; - b"s“ • specie di
dimostrazione Jrf^S^eH”Sh ““‘•T06 »> questa 1 occulto agente se era “
persona M,» • “S1 domandato ai¬ ri sposta convenzionale «fi Tre batti?!'1
a,,Pa,'tenesse stata affermativa. Pernia mnm.ni T S“ 3 mla spalla è corpo, la
grossolanità dei gisti 1« ìa™° ® e ^assezza di quel sita, corrispondevano
ancofa ,l, n e dl °Sni “ffettuo- cedenti, sebbene essa, come ho detto mi ?
?elle pre¬ di caratteristiche personali. Lo «stólto T lTs* ‘,riva il.
fantoccio, su cui si impernia tuttJ ^ C'asa Ce,esia era di Eusapia, e che
verosimilmente i so,nniaz;one metanica pi esentarsi, salvo l'ulteriore sur r ir
semPre d medesimo a « meno personale. Ho poi'irol^°Mmo,,t° in fo^ia più
seduta anteriore a queJnostra iftrof InZT lu la percezione che una forma
te LnUahV bl’°S0 aveva avuta Eusapia corrispondesse a taluni Procreata da
non esprimerò alcun giudizio sulle n^' * S,Uft madre- sono certo che
Eusapif è in m Ji di^ ”1 altrui: P« me, t'Po o modulo, la cui idenESi™
^durre un ectoplasma approssimativa) viene lasciata pero alIa'nT "•
ÌlnPerfetta 6 nerico.6 Que> gabinetto ieiT'L'ano ' II!!?!, f,
bbunTT' ^ niaterializzazione nel f ba avvertito, eJJZio EusaP- » satra la testa
del medium ’ è /„ , / ,?e dl seguito : — quel suo riso sardonico che fi
mediu,!l! » - con Anche in piena estasi non l’abbandnS laaia Persln
diabol'co. sare per ciarlatana at>bandona il dispiacere di pas-
Le forze biopsichiche radianti e l'ipotesi del * doppio ,
bio-psichico. jL — Come forse si organizzano le
materializzazioni. T. Nelle materializzazioni di casa Celesia mi han
colpito con maggiore evidenza due fatti, die trovo registrati in ap¬ punti miei
anteriori. a) E il primo è questo : che le condensazioni di iorza
bio-psichica si formino e si rendano visibili anche in buona luce, laddove si
suppone ed asserisce che soltanto l'oscu¬ rità sia loro propizia. Pur questo è
uno dei tanti punti oscuri e contraddittorii, che macchiano la tela del
dogmatismo Sp Le forme plasmate dalle forze biopsichiche radianti del
medium si procreano, dunque, indifferentemente nel buio o si espandono alla
luce : ora sono impercettibili alla nostra vista, sentite soltanto dalle
sostanze chimiche da cui è sen¬ sibilizzata una lastra fotografica; ed ora
impressionano, come tutti gli oggetti materiali, anche il fondo del nostro
occhio e sono percepite al di la della retina nei centri vi¬ suali del
cervello. Non si vede precisamente il determinismo « scientifico „ di cose
cotanto disparate; nè il contrasto si cancella mettendo avanti la
dissolvibilità 0, per lo meno, la in visibilità degli esoplasmi sotto l'azione
nemica della luce solare, giacché le apparizioni “ spontanee „ di fantasmi av¬
vengono di notte e di giorno, allo scuro ed al chiaro, secondo narrano con gran
lusso di particolari le storie aneddotiche dello spiritismo. Insomma,
s’avrebbero qui radiazioni un po capricciose, che non ubbidiscono a nessuna
delle leggi da noi discoperte nelle altre radiazioni vecchie o nuove, dalle
calorifiche alle elettriche, dalle luminose sideree alle cato¬ diche e
rtintgeniane. b) L’altro fatto risiede nella direzione assunta talvolta
dalle “ forme parziali „ che, materializzandosi, si prolungano fuori del
gabinetto. Non risulta evidente che esse siano in continuità e neanco in
contiguità della persona d’Eusapia ; anzi parventi jersera che si possano
organizzare senza alcun rap¬ porto immediato visibile con essa. Ma quel che è
piu, sembra che si avanzino dalla superficie delle tende del gabinetto
come se penetrassero traverso la stoffa, pur avendo il considerevole
volume di un arto umano. Ciò porterebbe ad ammettere che la materia per lo meno
la tessile, non offra talvolta nessun ostacolo a loro passaggio. Eppure, la
vivace opposizione d Eusapia alle esigenze tecniche della Commissione di Pam
bndge, che voleva circondarla d'una rete a larghe maglie ■ le 5”ll Z“' “
,kri.medl' » <• osS,rS"*|l’bo Sa rtl^cTmT klled- proposito.
E possibile, è verosimile la perce^nT de” passaggio attraverso le tende sia
spesso illusoria è "he le rinlTflnate?U'ZZatj fSCano lnvece dalle
fessure di separa¬ zione tra 1 drappi del gabinetto. d II. La limpida
percezione delle mani e braccia che si sono materializzate in casa Cplesia
so<f« ; • • ‘ Llie sono “°donnSio E . PenSÌ!r?,raÌ è rivennIa la
teoria esplicatrice del oppio „ , che potrebbe essere parziale n fof«ìn p . i
• a°tbrn tratterebbe. soltal,to di radiazioni a fascio' bastevoh (R
COTTI 6 ri pr0 UKngaraeDt0am,0’dÌ un * arto piasmatico „ (KiciiEi). vi
sarebbe pur anco la possibilità di un 'emana- ione pm vasta e ad onde più
larghe, cosi da riprodurre e da raffigurare un corpo pressoché intero 1
tome si organizzino codesti prolungamenti parziali e rad riiSrSr ° ~
mt^a,Ì d’Eusapia,^ eoscu e ma u°dTnS°n0 u "rado' non «he
distaili- urne, ma poi d imagmarne un ben intelligibile processo i.
®r "ril S1 direbbe che, formandosi, allunghino d ordinano le membra
normali anatomiche, e cheneporbo ontano le correnti d’innervazione motoria;
avan Lò a c ie e superficie esterne sensibili nello spazio, per lo meno fino ad
una secando le" hne?T? a" af lvita ,loro- P^'e che essa si
effettui «In! 'Za de,terrainate dalla direzione centri- nervoso. Ma non è
sempre cosi: talvolta arto dinamico non costituisce un prolungamento deH'ani-
e°™C<\ P°lch®. sembra uscire da altre parti della persona ff!bLÌ!l
me!3lUni; 6 Pe>'chè, cpiando si forma nel vino del gabinetto e s. protende
verso l’assistenza, appare staccato rXle" e Sott° 11 "*uardo
morfologico, autonomo sotto ^soe cht‘0lr,°-pCOnCeSSa P6r0’ in Via di
ipotesi> ]a radiazione esopsichica, può bene imagmarsi la procreazione anche
di me mitra teleplastiche organizzantisi separatamente lontano dal medium
e agenti nello spazio quali sistemi circoscritti di forze psichiche. 6)
Lo stesso si dee pensare del doppio, dato che ci si arrestasse di preferenza a
codesta ipotesi. 11 più delle volte la forma invisibile o visibile che si
materializza ed agisce, è in continuazione col corpo del medium ; rare volte si
orga¬ nizza a qualche distanza da lui, ed appare allora soltanto in contiguità
col suo corpo, sebbene si possa sempre sup¬ porre un qualche fascio radiante
che serva di impercettibile tratto d'unione morfologica e di tramite per la
conduzione delle linee di forza. III. Ho osservato che gli studiosi,
anche se assistono a se¬ dute d’Eusapia in cui si materializzano fantasmi,
passano con ostentato silenzio vicino a questo fenomeno che pur di tutti
sarebbe il maggiore: o, se ne scrivono, han l’aria di tenere la penna in mano
come un oggetto scottante che li ob¬ bliga a sbrigarsene in fretta. Nei verbali
e rapporti delle Commissioni di Milano, di Parigi, dell’Agnélas, di Varsavia,
di Roma, di Carqueiranne, si veggono apparire i fantasmi d’Eu¬ sapia, ma li si
lascia anche sparire senza considerar troppo il fenomeno. Lo stesso Visani-Scozzi,
diligentissimo nel riferire e acutissimo nell’illustrare i fenomeni, dedica
loro poche righe : è vero però che alle sue sedute si ebbero ma¬ nifestazioni
elementari in questa parte della fenomenologia eusapiana. Eppure, le
materializzazioni sono per lo Spiritismo un elemento di forza; e la
Metapsichica noii può mica pas¬ sarle sotto silenzio, pel pretesto che sono per
lei un imba¬ razzo o un ingombro. Il De Fontenay , che ha scritto un
grosso libro su tre sole sedute di Eusapia (a Montfort-L’Amaury nel ’97), ha
voluto costruire sulle materializzazioni da lui vedute un’ipo¬ tesi
cosmologica, addirittura ! Egli ne trae conseguenze az¬ zardatissime sulla *
Sostanza unica „ dell’Universo, sull’ “ E- tere „ e sull’ “ Energia sui “ Corpi
„ e sulle “ Forze sullo “ Spazio „ e sul “ Movimento vitale „,
conchiudendo alla fine che “ la morte non è che un’apparenza „ .
Credo che convenga essere più modesti: e preferisco associarmi a quanto
egli, in altra parte ben più misurata dell’opera sua, scrive sullo sviluppo del
fenomeno. 1° Generalmente le materializzazioni che si producono vicino ad
Eusapia sono incomplete, non tanto nella forma, quanto nelle loro
proprietà. Le proprietà che da principio si ottengono più fa¬ cilmente,
sono la consistenza e la forza meccanica che ne deriva: in una prima fase però
le radiazioni di forza bio¬ psichica non sono dotate del potere di emettere,
assorbire e riflettere la luce, e perciò restano invisibili. 3°
Ulteriormente si può produrre la pisibililà, la quale però escluderà d’
ordinario le proprietà tìsiche anteriori, cioè la consistenza e la forza
meccanica, di guisa che in codesta fase le forme saranno percettibili dalla
vista, ma non dal tatto e dal senso muscolare. 4° L’ultimo sviluppo è
raggiunto quando la materia¬ lizzazione acquista tutte le proprietà fisiche, la
consistenza, la forza meccanica e la visibilità, questa nei suoi attributi
caratteristici di opacità, di rilievo plastico, di colore (il più spesso bianco
o biancastro, rarissimnmente colorato con ra¬ diazioni fotocromiche dello
spettro solare). B. — Come forse le idf.e del mkdicm si
telkplasmano. Sia pur vero che la congettura di “ forze bio-psichiche
ignote „ proiettantisi dai medi collimi con la ipotesi dell’a- nimismo,
quantunque io giudichi che l’nna non s’adagia perfet¬ tamente sull’altra e che,
nonostante le analogie, passano tra di esse numerose e profonde dissomiglianze.
Fatto sta che con essa non ci allontaniamo molto dai concetti scientifici
odierni intorno alle forze naturali, e che nel dominio delle radioat¬ tività
eteree, appena intravveduto dai nostri occhi meravi¬ gliati, c’è posto
amplissimo per qualunque possibilità natu¬ rale a riguardo del medianismo. 11
grosso vascello-fantasma dell’ipotesi spiritica qui corre al naufragio : anche
se la fo¬ tografia fissa sulla lastra chimica l’imagine dei teleplasmi
medianici, ciò non significa affatto che quelle impressioni avvengano per la
presenza di esseri ultraumani : basta alla Metapsichica l’idea verosimile di
radiazioni umane proiettate dai viventi, senza ricorrere ai
sopravviventi. Radiazioni indeterminate si formano, secondo A. De Rocbab,
attorno al soggetto “ Lina „ quando essa è in istato ipnotico ; e altri medi
hanno fornito imagini sostanzialmente simili. Facciamo una sottrazione generosa
a tutti i capitoli del- I’Aksakoff che si riferiscono a questa “ fotografia
dell'occulto „ ; e prendiamone la parte che forse può servirci di lume per
penetrare nel mistero delle materializzazioni. Sono molti anni da che il
dott. Baraduc proclama di es¬ sere riuscito a dare sperimentalmente la prova,
mediante il suo “ biometro „ (che è una semplice variante del magne¬ tometro
dell’ab. Fortin adoperato in meteorologia), dell’e¬ sistenza di una “ forza
vitale „ radiante dal corpo umano, non solo esteriorizzantesi in modo generico
similmente alla luce, ma bensì in forme precise, più o men vagamente ef¬
figiate in conformità delle nostre imaginazioni e volizioni. Sarebbero queste
psichicone (o imagini psichiche) suscettibili di impressionare le lastre
fotografiche, date però certe con¬ dizioni del bagno sviluppatore. Prescindendo
dalle analoghe “ scoperte „ che ogni di ci vengono annunziate dai fogli
americani, ma delle quali poi nessuno più sente parlare, ci sono stati
recentemente saggi di conferma alle “ psichicone „ del Bahakcc; e ognuno vede
l’estrema importanza della cosa. Al Congresso spiritistico del '900 il
comandante Dagret (== Tegrad) e il Delanne hanno comunicato di aver potuto “
fotografare il pensiero „. Applicando una lastra chiusa nel suo astuccio opaco
sulla fronte dei medium, essi avrebbero visto apparire allo sviluppo sulla
negativa delle macchie, la cui figura confusamente assomiglia a quelle che
corrispon¬ derebbero ad impressioni sensorie immediatamente anteriori
all’esperienza (p. es., un bastone, una bottiglia) o ad ima¬ gini evocate col
pensiero (p. es., un’aquila). Effetti non dis¬ simili di “ fotografie del
pensiero „ avrebbero enunciato il russo Narkjowitz-Jodko e il rumeno Istrati:
quest’ultimo narra di essere riuscito a ritrattare l’ imagine di un amico che
sognava di andarlo a visitare nella sua camera da letto. Quanto vi sia di
esatto e di accettabile in queste straordi¬ narie comunicazioni, io non so ; ma
non vi veggo un tranello, nè un assurdo logico, nè una inverosimiglianza
fisio-psichiea : saremmo, intanto, su di una strada poco “ spirituale „!
Io considero invero che se una lente di vetro mi dà al suo foco un'imagine
virtuale, ben la possa dare anche quell’apparecchio immensamente più complicato
e meravigliosamente organiz¬ zato che è un cervello umano. In tale supposto ,
il tele¬ plasma sarebbe una specie di accentramento e condensamento delle
radiazioni medianiche proiettate nello spazio conforme ad una legge
sconosciuta, particolare alle ignote forze bio- psichiche. Io non reputo
poi assurdo che, se un’imagine ottica si proietta come forma visibile dai
centri cerebrali destinati ai depositi dei percetti e ricordi visivi, non
possa con uguale procedimento esteriorizzarsi un’imagine tatto-cinestesica
dalle zone in cui si registi-ano le nostre percezioni cutanee e mu¬ scolari,
cosicché al di fuori la proiezione assuma i caratteri estensivi o spaziali e ci
dia la sensazione di un corpo tan¬ gibile. Ogni imagine, in sostanza, si
proietterebbe dal medio con le sue qualità fisiopsicologiche : — la tattile ,
con quelle di resistenza, durezza, impenetrabilità e peso ; — la musco¬ lare,
con quelle di movimento e di sforzo ; — la visiva, con le proprietà di forma
per lo più incolora e di “ fantasma „ ; — la uditiva, infine, con le altre di
suono e di voce o * acusma Ad esempio, non veggo ragione per negare in modo
assoluto che i raps, scompagnati da vibrazioni meccaniche di telergia, non
possano essere spiegati con imagini allucinatorie acu¬ stiche semplici
proiettate dal cervello del medium. In questa ipotesi sarebbero anche
comprensibili le imagini di membra e di faccie impresse, mediante ideoplasmi
esteriorati pres¬ soché sempre identici e veramente stereotipi, nelle sostanze
molli (Tav. IX“ e X*). * A questo effluvio di supposti e presupposti
sorgono da ogni parte, chi non lo vede ?, obbiezioni formidabili : ma non c’è
ipotesi prescientifica e neanco scientifica che non ne soffra. Mi si dirà
sopratutto : - come spiegare che si pro¬ ietti un’imagine completa qnal’è
quella di una entità per¬ sonale '? Il Dei.anne, prevedendo che i fatti da lui
riferiti circa la fotografia del pensiero darebbero un colpo mor¬ tale allo
spiritismo, s’è affrettato a dire che le apparizioni non sono idee esteriorate
dalla coscienza sonnambolica o magica del medio perchè sono molte; e perchè
sono diverse tra loro ; e perchè riproducono figure a lui e a tutti i pre¬
senti sconosciute. Nessuna, in verità, di queste ragioni mi par
plausibile. a) La moltitudine delle imagini, che possono sorgere in un
cervello d’uomo, è certamente innumerevole ; ma per suo conto ciascun medium
(Eusapia informi) projetta costante¬ mente un grappo abbastanza limitato di
imagini e, quel che è più, di imagini semplici di forme e di movimenti.
Accogliendo per autentiche le “ psichicone „ del Babaooc, le si vede sempre
corrispondere alle imagini dominanti nella coscienza della persona che le
esteriora e fissa sulla lastra (per es. quella madre addolorata, che proiettava
la imagine Moiisei.u. Psicologia e Spiritismo, II. Tav.
X. Calco in gesso dell' impronta dì “ piede spiritico
ottenuta al “ Circolo Minerva , di Genova nelle sedute date da E. Paladino
nelPamio del suo bimbo morto). E a un dipresso quel che avviene delle idee
ossessive e imperative degli psicosici e neuropatici, le quali acquistano su
tutte le altre il dominio in ragione della loro efficacia e costanza. Le forme
ectoplasticbe, come dimo¬ strano le impronte su mastice effettuate dalla
Paladino (e m genere da tutti i medi plasmatori), olirono quella uni¬ formità
che contraddistingue per l’appunto le ossessioni e i monoideismi. b) La
diversità tra le forme materializzate ed i medi, quando si esca
dall’innumerevole torma di teleplasmi anonimi o informi o “ non sviluppabili „,
è dubbia anche pei fantasmi personali conclamati, persino per quello classico
della Katie Della quale leggo, infatti, nella documentatissima storia del
Podmohe, che un osservatore degno di fede, il Volkmann compagno del Crookes in
varie sedute, dichiarò la grande rassomiglianza tra il fantasma ed il medium
(Fiorenza Cook). Figuriamoci poi negli altri casi, quando i fantasmi appaiono
imperfetti, vaghi, a linee indecise e con “ somiglianze ap prossimative „ ! D
altronde, la dissomiglianza può essere prò' creata con un processo che nulla
significa a favore dello' spiritismo, come fra poco dirò. c) Il terzo
argomento torna poi tutto in favore della mia tesi. Se il teleplasma è
irriconoscibile, la cosa non si ascri¬ verà per questo alla ignoranza od alla
amnesia dei presenti: la irriconoscibilità può benissimo derivare dall’essere
il te¬ leplasma un prodotto di associazioni oniriche fra iinagini originalmente
sconnesse di lineamenti o di connotati. Come le personificazioni del
sonnambulismo medianico, così le grandi materializzazioni sono per ordinario
uniformi, stabili, stereotipe : ciascun medium provoca l’apparizione dì detei
minati spettri. Ciò avviene poiché agli io secondari della medianità
intellettuale che si ripetono ad ogni attacco di stato secondo, fanno parallelo
le proiezioni, pur esse fis¬ sate e sistemate, della medianità organizzatrice.
La disso¬ miglianza tra il medium e il suo effimero “ doppio esopsi- chieo „,
analizzato del resto assai raramente, non è mai stata sottoposta a seria
investigazione, e, salvo per la “ King „ , fu sempre osservata in circostanze
tali che si direbbero' piut¬ tosto di avventura o di spettacolo interessato che
di vero espe¬ rimento. Qui tutto il materiale dimostrativo dello spiritismo ha
bisogno d’una revisione critica profonda, tanto più che le dissomiglianze tra
il medium ed i suoi teleplasmi sono il cavallo di battaglia contro la tesi
circoscritta della radia¬ zione psichica (“animismo»); e le rassomiglianze più
o meno sicure di qualche fantasma con determinati defunti, accertate od
asserite da alcun percipiente, costituiscono l’argomento principe per la tesi
dell’intervento concreto di entità estranee (“ spiritismo „). Su di un
tema così dibattuto fra credenti ed increduli, e con davanti a- me un materiale
per novantanove centesimi, se non più, di origine sospetta perchè creato fuori
della scienza pura dalla fede, dalla buona tede e dall'impressionismo
dilettantistico, io non posso, nè voglio esprimere un giudizio generale : men
che mai posso emettere un’ipotesi die valga per tutti i fatti narrati o intravvisti,
ripetuti ad eco^o documentati, i quali non conosco per esperienza diretta. Ma
anche a riguardo di quelli che conosco per averci as¬ sistito, mi sono convinto
della impossibilità di accordare in un giudizio unanime i temperamenti e le
fedi diverse dei miei compagni percipienti : dimodoché sto fermo alla norma del
metodo positivo, e parlo soltanto di ciò che ho esperimentato e meditato io
stesso. E dico : 1° che i teleplasmi parziali e integrali d’Eusapia di
tipo non identificato; se davvero presentano tra loro differenze di forma e di
lineamenti e di attività, lo debbono ad essere creazioni oniriche, ora isolate
ed ora reiterate, costrutte me¬ diante l’associazione di vecchie imagini dalla
sua fantasia subliminale. 2° I teleplasmi antropomorfi capaci di qualche
identifica¬ zione progressiva, per la quale assumono a poco a poco fi¬ gure
simili ad un dato defunto, o ritenute per tali, sono il prodotto di una
graduale e più o meno rapida intussuscezione di connotati, secondo il processo
che io ho discoperto nel¬ l'entità che si materializzava per me : un’analisi
altrettanto, accurata delle apparizioni con caratteri di identità condur¬
rebbe, secondo me, a risultati eguali. 3° Quanto ai teleplasmi che fin
dal loro primo apparire avrebbero caratteri personali immediatamente
identificati, certo se ne raccontano molti esempi ; e ne sa qualcosa chi abbia
la pazienza di scorrere le collezioni della lievue spinte, della Light, della
Zeitsehrift filr Spiritismi^, degli Annali dello spi¬ ritismo in Italia... Ve
n’è perfino qualche esempio nelle sedute della stessa Paladino... Ma
prescindendo dalle apparizioni, in cui è evidente al nostro criterio logico o è
stata oramai provata la frode ; ommettendo le storie inventate o arricchite di
tor¬ tuose frangie dalla caracollante fantasia dei fideisti ; ritenendo che
dopo questa vagliatura, il materiale di cèrnita si riduce a poca cosa, io dico
che la Metapsichica, prima di regredire sull'instabile e mal fido terreno
della dottrina spiritica, ha da percorrere tre buone strade — l’illusione
psico-sensoria dei percipienti : la suggestione mentale (trasmissione del
pensiero, telestesia) : — le allucinazioni veridiche (telepa¬ tiche). E
percorrendole sino al termine, non uscirà mai dal dominio solido e fermo della
scienza positiva e sperimentale. Ora è per di là che bisogna
incamminarci! Satanismo e spiritismo. Quel braccio nero che
si sporgeva minaccioso di tra le portiere di casa Celesia, a qualche novizio,
predisposto alla insorgenza delle paure e credenze sataniche, poteva ricordare
il verso della Basvilliana “ Vuota stringendo la territiil ugna „,
e spingerlo istintivamente verso le spiegazioni mitico-teolo- giche dei fatti
spiritici. E in realtà la fenomenologia me¬ dianica assume talvolta un
carattere ateo, irreligioso, diabo¬ lico... Fin dai primi tempi ■ Arcadici,
nella stessa sua patria Americani, per quanto aperta ad ogni forma ed
espressione di fede religiosa, lo spiritismo si è trovato a contatto e in
contrasto con le religioni positive e rivelate. Esso si imme¬ desimava, a modo
suo, le vecchie credenze della spiritualità ed immortalità delle anime; ma
mutando radicalmente le idee sul destino umano dell’oltre-tomba conforme al
merito e demerito, veniva a sconvolgere le concezioni teologiche intorno ai
rapporti tra Dio, il Mondo e l’uomo; si atteg¬ giava, anzi, a riformatore della
coscienza religiosa e morale. I credenti, i ministri, i preti, i teologi,
i filosofi cristo-spi¬ ritualisti, tutti quelli che videro minacciata la loro
fede, se ne commossero ; e cominciarono a proclamare che le presunte
comunicazioni dell’Al di là erano dovute ai poteri terribili ed occulti dello “
Spirito del male „ o d’altri spiriti suoi emissarii. Poiché da vari millenni
l’uomo, scorgendo il Male nella natura e sentendolo in sé medesimo, è stato
condotto a personificarlo, come ha fatto del Bene : e all’essere che lo
impersona, a questo Anti-dio che pugna con Dio nell’u¬ niverso fisico e nella
coscienza umana, ha assegnato tutte le malevolenze e tutti gli errori, tutti
gli inganni e le men- SKnSSLì vizl e le colpe’ ond’è ricca e tu,'bata la
«» Pel M.se de Mirvillb, per de Moussead, pei pastori evan¬ gelici Cowan
e Jones, per il gesuita P. FRANcoPper il cano¬ nico Savino, e per una folla di
teologi e demonologi arci- vescov. e ministri intransigenti del culto
cristiano? era SaW che muoveva 1 tavoli per far girare le teste, deboli nella
fede dei buon, credenti; era iJ Diavolo 0 "uoi emis saru, spirit!
inferiori, che rispondevano per l’evocato defunto tiss,m, cattolici e
protestanti, era divenuto e tuttodì si con- ®®,nra ®ln0nl,m° dl,
sntanisrno Gli spiritisti hanno difeso calorosamente contro questa
vituperazione le loro predilette dottrine: e negli ultimi tempi si è veduto
qualche teologo sacerdote° istru?^alChe 8Clenzi?*;0 °. medico elidente,
qualche (per es il S mmlT meno «calcitrante nella sua ortodossia difLrp
.b0“LBDv Lapponi, [Stoppani]) abbandonare la tesi tXnt i far- l0rmen°
lascia:lil “ uell’onibra,ac tifiche d med, anici , conforme a spiegazioni
scien- cricj° contrari al d\rÌp.etere sgomenti spiritolo- * ci
contrari al preteso satanismo (limando fra i tanti al grosso ,0‘p „
Tournibb, .U'opracol„ Cavalli). L neanche nn spetta di mostrare in quale
maniera tjZl p 0pere di C,t0'VELI ’ di B™are, CORENl Dtas’ Srao P ’n
t1>CSeCC" 81 conciliino con mutue mutilazioni spiri¬ tismo e
uistianesimo in genere, spiritismo e protestantesimo spiritismo e cattolicismo
(l’apice dei connubii ibridi), spiritismo * budd,S,n°’. mTU <ron
fucianismo, nell’estremo Giappone dr.”rorr.dr-che,““,“"i!"ii»
»"»»» ss ai creare o d, scoprire tra lo spiritismo da una parte
e XUlt',Sni° ?■ ’• C°SÌ detto es°terismo dall’altra, tra la teo-
rantistà ^vTr 6 ,Inoderno’ 0 illuminista od oscu- “ * , idealismo vecchio
o nuovo e il pragmatismo desti e pratici^" "" trattÌ6ne in
C0nfilli Più ">0- laÌl'!.t 8*nt° CLe ,gH .sPir*tisti dogmatici
non si debbono lagnane dell accusa lanciata loro dagli ortodossi di essere
njlì“0ne eoi Diavolo e di lasciarsene fatuamente burlare Sacibre Si dte T
v" * dÌletta troPP° * evocazioni che cbhnia if 2 C le- a Pang’ V!
8ia una sètta spiritistica cne chiama il demonio a comunicare. A Lipsia nel
1858 un medium veggente annunziò che del suo perispirito fluidicò
rivestivano esseri larvali, e li disegnò: nelle due figure che qui
riproduco, ognuno facilmente riconoscerà le popolarissime fisonomie diaboliche
che il medio-evo impaurito ci ha tra¬ mandate e di cui ora sorridiamo con
indulgenza. In una seduta, della quale discorse il Dr Bonnet all’ultimo
Congresso spiritistico di Parigi (“C.-rendus,,p. 120), si è presentato uno....
scheletro! Quanto a noi, abbiamo visto le larve stravaganti materializzate da
Eusapia (Tomo I). Figure spiritiche (diaboliche) apparse a Lipsia
nel '58. (Da A. Bastia»), Orbene : se si leggono le opere degli
occultisti e teosofi si troverà che, in fondo, essi sono più coerenti degli
spiritisti puri o kardecbiani. Questi, non sapendo in qual modo spie¬ gare le
apparenze talvolta bizzarre delle forme materializ¬ zate, le dicono fantasmi di
disincarnati in via di sviluppo : l’occultismo, per contro, ammette, accanto ai
morti che ritor¬ nano, altre categorie di spiriti inferiori all’uomo, e allora
è comprensibile che per schernirci costoro assumano quelle raffigurazioni
diaboliche o gnomiche o larvali. Sarà, se si vuole, un simbolismo di parata:
ossia gli “ elementali „, vo¬ lendo (?) rivelarsi a noi, sapranno prendere
forme accessibili al comprendimento nostro, chè certo nella loro essenza non
possono avere la configurazione organica stabilita dalle leggi dell’ Evoluzione
biologica. Supporlo , sarebbe dar segno di una vera semplicità di spirito
! Ad ogni modo, c’è adesso un gruppo di spiritisti, che fru¬ gando fra le
righe dei libri “ rivelati „ di St. Moses trova qualche oscuro accenno
all’intervento di esseri spirituali di¬ versi dalle anime dei trapassati. Donde
il dubbio che il Gran Maligno, ora nelle sue favolose personificazioni di
Satana, Lu¬ cifero, Belzebù, Azaziele, ecc., ed ora aiutato dai suoi accoliti
Asmodeo, Astarotte, Mammone e simile genìa malefica, esca dalle tenebre e venga
a tormentare i nostri tavolini e a schernirci sotto parvenze
antropo-spiritiche. Così siamo ri¬ cacciati addietro di quattro secoli,
all’epoca in cui G. Bodin ascriveva i patimenti isterici alla possessione
diabolica, e nelle stimmate anestesiche additava, con orrore, la porta d
ingresso dello “ Spirito malo E chi sa che non dob¬ biamo augurarci fra poco
che ritornino un Becker, un Tho- masips, un Wier a liberarci dalla
recrudescenza di queste pazze e puerili fantasie! 4 Come pretendere che
uno psicologo ed un sociologo, di fronte a codesti fatti, non rimangano
impressionati dalle evi¬ dentissime sopravvivenze mentali che illuminano di
luce me¬ ridiana la psicogenesi delle produzioni medianiche ? Non si vuole che
si giudichi acerbamente la dottrina spiritica in- quinata da si fatti regressi
atavici e da superstizioni barba- nche? E allora lasciate in pace il * Gran
Maligno „ ; to¬ gliete dal cuore dello spiritismo tutta la cancrena che lo rode
da anni e lo ara putrefare; e se siete o bramate di essere i pe 1 egri ni della
Nuova Ricerca, cavatevi i sandali cosparsi Scienza6™ mfetta pnma dl
Penetrare nel santuario della Genova. LA VENTUNESIMA
SEDUTA (26 gennaio 1902J. Seduta breve, ma espressiva.
[Seduta, questa del 213 gennaio, concessa da Eusapia Pala¬ dino per dar prova
della sua onestà di medium in risposta alle critiche dubitative apparse sul
giornale genovese Caffaro ; e peroiò seduta, quasi direi didattica, di
dimostrazione dei fenomeni più incriminati. Ne tacerei del tutto in questa mia
opera, non essendovi apparsa novità alcuna, se lo stato psi¬ chico del medium,
la non comune velocità dello sue azioni medianiche, e la sicurezza di taluni
interessanti fenomeni, non mi dessero occasione di stralciare i seguenti
appunti dalle mie Noie manoscritte di allora. Giugno l!>07).
Siamo solo in cinque: Eusapia ; io; il cav. Furetti ; 1 ietko Gcastavino,
direttore del Caffaro-, ed il sig. A. h erro, addetto all'Amministrazione degli
Spedali di citta. E ci ritroviamo nella deserta e fredda sala del Circolo
Minerva, fra il con¬ suetudinario apparato, dove nulla si cambia mai per non
sve¬ gliare la suscettibilità del bisbetico “ John „. e Da principio io e
Ceretti sediamo soli, vicino a,d Eusapia, e avvengono buoni fenomeni tiptici,
alla luce di un becco Auer, con e anche senza contatto delle mani. Ma poi Eu¬
sapia chiede con voce imperiosa l’intervento dei due ospiti, che si collocano
al controllo e più non lo lasciano durante la serata. I fenomeni non si fanno
aspettare : ma al cospetto di novizii in spiritismo, “ John „ sfila il suo
abituale pro¬ gramma dimostrativo. • cd"i “*“■ »«.- A debole
chiarore: — Ancora levitazioni; moti della tendi vento gelido; toccamente ;
sottrazione della seggiola a un con À 0r^oU8C,tPaa.nbalZÌr’ad,tr.a
se^ioladaI Setto. L0” mento della pesante scrivania e stanno sopra;
trasporto d’un campanello dalla scrivani! a M- ninn ° ’ .°801j-azl0De ed urti
d> a|ouni strumenti (mandolino' tim P A%Zarta&) IT;1;0®0 e
dÌ8tantì dallamédimn appena^ sfiorato" di jnf l^qui'do S^°per^
rirca^S*— c manose**" ^ ,^?o**e^Pane|lo) ttf 1 2 ttszzs&rzz:
» ' firndi«E°85pia in Un accasclamento completo. Gli ultimi due
esperimenti, per la loro semplicità e ner di tfr«adCa<^‘ pienlssimo
rischiaramento del locale, sono ih grande interesse per la ipotesi della forza
psichica ra diante. Ecco come il Guastav.no li descrive: d'azione a
diuturna : - “ Prendo il cimni del favolino “W M 6 lo -euTnel^Xo
nei Tavolino. La medium, giunte le mani ad arco si cTrco1areCasean™aatoe
ese8ufndo movimento semi- Xha centimetri In I°- 6 te?endo '? dita lllla
distanza di Pa- qnilli e amHam ,Ure è. ComP.ieta- ««no tutti
attentissimi.'tran- svn i’ an<lamo. ragionando del fenomeno man mano che
si per movL^nfo^comu6 - hSÌ “ttÌm° fr ilttìni('' “cimento poi movimento,
u comunichiamo scambievolmente le imnres sion,, e c, accertiamo benissimo
che in quesfopiccofo X>co 2. Esperimento di azione a distanza : — *
Levata la seduti e rientrati nella camera degli esperimenti, io e il prof M
ci esperimenti di azioni a distanza 203
avviciniamo al mandolino e al timpano che pendono all altezza Siile
nostre teste; e la medium, a distanza, stando seduta sulla d «X-ona ci «rida: -
Non toc-cote! Non toccate! — e questi [strumenti, in piena luce, lì sotto i
nostri occhi, si mettono a dondolare leggermente. Indi l’Kusapia s’alza,
avvicina la mano ì mandolino mantenendo uno stacco di cinque centimetri e fa u
movimento di spingerlo innanzi; il mandolino segue he riissimo tale movimento
orizzontale, come se avesse ricevuto ef¬ fettivamente una spinta „. Io ne
avevo già osservati dei consimili nelle sedute ante cedenti. Dalle mie Note
particolareggiate sui fenomeni del- 1-11 dicembre 1901 estraggo la descrizione
seguente; 3 Esperimento di azione a distanza : — " La seduta fe
finita, ed Eusapia barcollando s’fe rifugiata in un angolo della sala, dove
siede in atteggiamento di stanchezza estrema, m istato subipnoide, con la
percezione confusa, lo sguardo imbambolato e fisso, la fronte madida di sudore,
il polso frequentissimo: essa è pressoché incapace di pronunciare parola. La
sala « rlsAbiara a da un becco a gas con reticella Auer. Io prendo dalla tavola
il carillon (giocattolo a scatola con ruota dentata che fa scattare delle
laminette metalliche flessibili), e mi accosto al medi invitandola ad
estendervi sopra le mani e a tarlo suonare, hu- sapia sotto l’imposizione del
mio sguardo che la suggestiona, ubbidisce : e dopo alcuni secondi di attesa,
senza che le sue mam neanco abbiano sfiorata la manovella, questa si inette in
moto, e percorre mezzo giro, cosicché dall’ istrument.no escono due o [re de’
suoi suoni caratteristici. 11 fenomeno s’e npetuto .lue altre volte sotto gli
occhi dei compagni accorsi a vedere^L ul¬ tima volta il carillon stava nelle
mani del prof. Pellizzan. Ho misurata la forza occorrente per mettere in
azione la ma¬ novella e l’ho calcolata di circa l)„ di chilogrammetro ,.
In questi effetti telergetici si scorge sempre un subitaneo cessare del
movimento dovuto all’esopsiclnsmo radiante dal medium, il quale sembra
scaricarsi d’ impulso ed esaurirsi rapidamente. Il fatto è sopratutto visibile
nei moti del a tenda nera; questa dapprima ondeggia pian piano, poi sotto
l’incalzare delle ignote forze in azione si agita si avanza e proiettata con
veemenza, e si gonfia a tutela delle invisibi ì forme materializzate nel
gabinetto, mostrandosi resistentis¬ sima per qualche po’ alle pressioni esterne
: poi d un tratto cede e, come una vescica piena d’ana che si vuotasse, si
sgonfia si affloscia e ricade verticale col suo strascico inerte. Non si ha qui
una bella dimostrazione della ongine nervosa della forza irradiata dal medium ?
Le “ entità fantomatiche » scompaiono con lo sgonfiarsi della stoffa. Gli
Sforzi rappresentativi del medium in relazione ai loro effetti.
Jersera lo stato d’eccitazione d’Eusapia mi lia concesso di are agline
interessanti osservazioni sulle sue condizioni osi cluche in rapporto alla
rapidità e intensità dei fenomeni „ ndtà dlìì? Che elk deVe sostenere Per
Produrli in confor mitd, delle sue rappresentazioni interne
colt-itenird'r^,>tentament'e- Era Uerv0sa’ Perrnalosa e n d flt0; S1 aitava
sulla sua seggiola con- nr'rn 0 ,S1 Inter‘-ompeva, dicendosi (da “ John )
stanca e reclinata la testa vi portava la mano in atto di sofferenza
restnief cnVno ^ >,ie"at° co1 sulla tavoli? lava che s ennr ^
Indl 81 scuotev“> « sussultando vo- levache si continuasse, che si
stringesse il controllo- e allora con sfoi zì veementi proiettava la sua
“ fluidità radiante {oriente ' Affa fi*8 P°teVa’, sm?"iava 6 gemeva
come una par¬ torente. Alia fine, spossata, ci ha dichiarato di non poterne
niù f"* d‘ Piant°’ ^ante CKri-’ masta come trasognata,
sembrando non dare ascolto alle ru‘.r,„PZ''diJ“for“ ed1*"«
Obbligatorie pa. nostja sodisfazione per le “ meraviglie „ vedute
lima di assidersi al tavolo Eusapia si mostrava nreoc capatissima: ha voluto
che io le spiegassi i termini scien bigione che*? ™uscoIare’ di
rappresentazioni motorie . di ini- Romeni ed alt" ^ r° tl'°VarSÌ-
neUe Pole">^ sui suoi !“ ! ' ,,a neSll0> como si può ben capire
pensando barazto Ara|della lnasPettata scolara, mi sono cavatHiT
forze nsiX hpPOCO Y*90*?- che si Parli di occultismo, di termi ! Sichiche
ignote, o di spu-itismo: un po’ diffida dei ermini mediammo e medianità, perchè
sospetta che vi sia che le stl io-XèT denÌerazio“® ! ma> in sostanza,
ciò sta a cuoi e è d! essere considerata e trovata sincera VOLONTÀ
E POTENZA NEL MEDIUM 205 durante le sedute. Che anzi,
jeri sera, a proposito del valore spiritistico dei fenomeni eusapiani, è
accaduto un latto cu¬ rioso : Eusapia ha respinto con sdegno l’accenno
all’evoca- zione di qualche spirito famigliare ad uno dei presenti, gri¬ dando
che si domandava l’impossibile, che non era il caso di esaurirla con simili
richieste, e che l’assistenza si conten¬ tasse dei fenomeni quali venivano
spontaneamente ! Il suo amor proprio, punto sul vivo dalle accuse di
lrode, diventa uno stimolo per la medianità in azione : e questo vale a riprova
che non è necessario un ambiente credulo, e neaneo un gruppo cosi omogeneo di
astanti, come si proclama, e che le idee imperanti nella coscienza superiore
sono sempre le determinanti delle scariche d’automatismo, tanto è vero che
nella seduta del 26 gennaio non c’è stato indizio dell’affet¬ tato contrasto
tra le due volontà (quella del medium e quella di “ John „). Inoltre,
Eusapia. che pur parla poco, ci ha mostrato un altro particolare degno di
rilievo. Durante l’estasi, e mentre pareva capace ancora di potenti ejezioni di
forza, uscivano dalla sua bocca queste parole, che già io le avevo altra volta
udito pronunciare tronche e confuse : “ Povera figlia ! Non me ne falò più ,
non me ne fido più! „ - Ribellandosi all’invito di pro¬ durre fenomeni
eccezionali per meglio convincere gli scettici, ba anche ripetuto più volte con
tono stizzoso : — “ Povera fiqlia mia!... latriate in pace, mia figlia ! , •
Naturalmente queste frasi ed altre consimili che Eusapia borbotta in “
trance , esprimono il suo timore di un insuccesso per ec¬ cesso di sforzi e consecutivo
esaurimento della potenzialità medianica: figurano bensì dette da “John King „
impersona¬ tosi nella Paladino, ma perla psicologia scientifica esse sono la
rivelazione della capacità che ha il medium di seguire con attenzione le
scariche dell’automatismo subconscio. Se ne cava la illazione che dell’atto
medianico sono necessarie condizioni la volontà di agire (rappresentazioni
psicomotorie intense e chiare) e l’autosuggestione di poter agire (il senti¬
mento di fiducia nelle proprie forze). L'idea di potere è dinamogena,
laddove l'idea opposta di non-potere è inibitoria: questo si rende palese in
tutti gli individui addestrati a qualche esercizio difficile e straordi¬ nario,
ai quali il fattore indispensabile di successo non è tanto il plauso degli spettatori,
quanto la fede in sé mede¬ simi. T medii hanno lo stesso bisogno: debbono
autosugge- stionarsi per agire, ed è loro nociva la interferenza prodotta da
troppo manifeste ostilità e sospettosità nella assistenza.
206 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Io noto a tale
riguardo che l’ingenuità con cui Eusapia accetta la simulata partecipazione
volontaria dei presenti, non torna molto ad onore della perspicacia e
intelligenza che le si attribuisce. Si scorge lo stesso fatto di credulità nei
soggetti ipnotizzabili. In fondo non c’è bisogno di cre¬ dere in poteri arcani
per essere buoni ipnotizzatori; per la stessa ragione, non sono indispensabili
nei formanti una ca¬ tena spiritica particolari stati intellettuali emotivi e
volitivi per vedere ed accertare i fenomeni : bastano un’attenzione sostenuta,
un animo calmo, un diportamento sereno. E con questo si giova
all’autosuggestione della medium, che non ha affatto bisogno, siccome taluni
suppongono, di aver d’attorno a sè dei fideisti e degli scriteriati, nè delle
persone nutrienti per lei una viva simpatia (qualcuno dei percipienti mi ha
anzi confessato di provare ripugnanza al contatto di Eusapia !), nè degli
individui tesi con tutte le molle della loro psichev verso il conseguimento dei
fenomeni. Basta in realtà mostrare l’atteggiamento esterno di volere, e non
occorre l’intensifi¬ carsi reale delle volizioni. A me sembra piuttosto
il contrario: cioè che la medium, quanto più avanza in “trance,, tanto meno
subisca la volontà altrui. Per esempio, ho fatto più volte l’esperienza
di impedire col mio pensiero un fenomeno o di dargli una direzione di¬ versa:
quantunque il mio potere ipnotico su Eusapia sia grande, non ho ottenuto alcun
effetto in antagonismo alla proiezione dinamica prestabilita dalla medium o in
decorso. Dirò, anzi, che a me pure, nel mentre la magnetizzavo e le suggerivo
d’essere calma, è accaduto di sentirmi dire da « John „ (per bocca d’Eusapia):
— * Bette-, per questa rotta tu l'hai ipnotizzata, ma un’altra volta io lo
impedirò. Primati cinque, pròvati anche dieci volte, e non et riescirai ! , . E
un’altra delle frasi stereotipe che escono dalla medium in sonno. Alla
Paladino, per autosuggestionnrsi nel senso di potere, bi¬ sogna l’altrui
contegno apparente di piena fiducia. E aggiungo che mi par difficile e raro si
consegua in un’assistenza, per lo più promiscua, quell'affiatamento di volontà,
che la ipotesi delle azioni psico-collettive o 1 altra dell’ “ armonia o somma-
zione dei fluidi „ debbono logicamente presupporre. Uno sguardo gettato in
fretta sui miei compagni di seduta ini ha permesso di osservare che i loro
sforzi di volontà erano spesso, come in me, affettati di fuori,
superficialissimi di rientro, se pure non sorgeva in essi, come in me, dal
fondo della coscienza una qualche idea di dubbio che avrebbe do¬ vuto
agire in contrasto ed in inibizione dei fenomeni, qua¬ lora la telepatia avesse
sempre e tutta la efficacia asse¬ gnatale da taluni (p. es. dal Podmore).
L’Eusapia, sicuramente, ha bisogno di credersi aiutata e rinforzata dalle
volontà altrui. Allora essa diventa capace del doppio ordine di sforzi dai
quali dipendono le manifestazioni: 1° Intensificazione interna delle
rappre¬ sentazioni. Alla base della medianità, secondo che abbiamo
provato, sta una concentrazione del pensiero. Bisogna che il campo di co¬
scienza si circoscriva per più o meno tempo, e che tutta l’at¬ tenzione si
porti sulle imagini che il medium (a effetti fisici) vuole esteriorare eolia
supponibile radiazione di forza viva psichica. Questo restringimento della
coscienza, che giunge al monoideismo, dà ragione della così detta “ estasi
medianica „ (cfr. nel Tomo (, lo schema di pag. 267). Tutte le categorie
di imagini ed idee sono suscettibili di intensificarsi e di isolarsi nella
disgregazione della per¬ sonalità che contraddistingue la “trance,; tutte, per
un pro¬ cesso anatomo-fisiologico ineluttabile, tendono a trasformarsi in
azione, giacché in ogni nostra imagine ed idea esiste sempre un contenuto
motorio. Pertanto questo contenuto varia a seconda della origine
sensitivo-seusoriale o percettiva degli elementi rappresentativi; e in
relazione a ciò le imagini diversificano nella loro proiezione centrifuga.
Naturalmente le idee motrici sono dotate della maggior forza projettiva : per
esse la concentrazione estatica dei medi può aneli essere parziale e
incompleta, riescendo ogni semplice rappresenta¬ zione di movimento a tradursi
con facilità in impulso ed in atto. La teoria dei moti incoscienti (Cheviieitl)
ha reso popolarissima codesta nozione fisio-psicologica, e non è il caso di
ritornarci su a lungo. Basta una osservazione superficiale su Eusapia
all’opera, per vedere che le manifestazioni mecca¬ niche della medianità
(movimenti e spostamenti di oggetti) non richiedono il passaggio ad un letargo
passivo profondo, ma avvengono agevolmente anche nel sonnambulismo
attivo. S’intende che più forte è l'ostacolo da vincere nella estrin¬
secazione dell’idea psico-motrice, e più intenso anche sarà lo sforzo di
rappresentazione: ciò è manifesto anche nel di- portamento del medium. Ma per
la generalità dei fenomeni si può formulare la seguente legge
fisio-psicologica: Legge I. Il grado di restringimento dello coscienza
dell'io e l’intensità dello sforzo interno di rappresentazione sono in
proporzione inversa col contenuto motorio delle imagini ed idee da
esteriorare. Ne segue che le imagini di indole intellettuale, come sono
le visive (e le acustiche, così raramente esteriorate), richiedono un’estasi
più avanzata: p. es., le materializzazioni di fantasmi visibili non avvengono
se non in “trance, letargica, giacché si tratta allora di una vera ideoplastia,
o radiazione ed orga¬ nizzazione di imagini aventi un carattere più ideale. Noi
ci invaginiamo con visualità interna una fiamma, un volto, una figura, un’iscrizione,
senza provare in noi nessuna vibrazione percettibile di fibre muscolari,
quantunque alle percezioni ottiche si accompagnino sempre atteggiamenti di
attenzione e minimi moti dei globi oculari e della iride (Helmholtz, Acbert).
Possiamo anche pensare, con udizione interna, a suoni, rumori e voci umane
senza palese partecipazione mo¬ toria dell’apparato organico di fonazione. Ma
non sì tosto pensiamo ad un movimento, l’idea sorge con un prepotente impulso a
trasformarsi in atto. Ecco perchè le danze del ta¬ volo, il suo linguaggio a
battiti, i toecamenti, gli spostamenti di oggetti, le azioni complesse, non
attraversano in idea la coscienza del medium senza destare anche dei moti e
gesti consensuali : ed ecco perchè, al pari della scrittura automa¬ tica, essi
possono eseguirsi dal medium in uno stato par¬ zialissimo di disintegrazione
della personalità e di obnu¬ bilamento della coscienza, ma con la coscienza di
essere ancora sveglio. Sono le “idee forze, più penetranti nella Realtà.
Si affaccia qui il problema della varietà delle manifesta¬ zioni acustiche da
parte di Eusapia. Costei parla poco anche in personificazione di “ John „,e a
differenza dei medi ora¬ tori non dà messaggi vocali se non rarissimamente (e,
se¬ condo me, dubbiamente). Si sa che il linguaggio interiore consta, nel più
gran numero di persone, delle imagini mu¬ scolari delle parole o verbomotorie
ìStricker, Egger) e di quelle acustiche o verbo-uditive (Wernicke), le quali
ten¬ dono però a immettersi nelle vie di conduzione centrifuga e a diventare
voce articolata o susurrata. Ad ogni modo, sarei portato a ritenere che in
Eusapia l’endofasia sia debole, e che nel suo pensiero dominino piuttosto le
imagini concrete o prassiche tatto-muscolari e visive. Questo suo tipo mentale
darebbe ragione della indole materiale o meccanica della sua medianità: — in
lei i centri psico-motori e i kinestetici sareb¬ bero i più attivi ; —
verrebbero poi i centri psico-ottici : — in terzo, i centri
psico-acustici ; — e ultimi i centri associativi o logici, raramente e
debolmente in essa operosi. ' Dirò al proposito che non si deve supporre
che i fatti psichici o interni, corrispondenti alle scariche automatiche di
energia radiante, si localizzino nei centri cerebrali inferiori anatomicamente
sottostanti alla corteccia, ossia nei grandi gangli mediani e della base
(nuclei del corpo striato, talami ottici, ecc.), dove arrivano le sensazioni
grezze e dove forse si formano gli impulsi elementari. Tale supposizione è
contrad¬ detta dalle odierne conoscenze sulla struttura e sulle fun¬ zioni dell
encefalo umano. (Quella teoretica disintegrazione che contraddistingue gli
sdoppiamenti di personalità, le co¬ stituzioni di io secondari, gli “
automatismi subliminali „, tutte insomma le manifestazioni del subcosciente,
non si ef¬ fettua già fra centri anatomicamente alti (la corteccia) e centri
bassi (gangli subcorticali), come si vorrebbe allegorizzare in una concezione
ingenua e primitiva del fatto anormale, o isterico o medianico che sia: — essa
può avere effetto, e realmente lo ha nel più dei casi, se non sempre, fra i
centri per cosi dire paralleli della corteccia, fra le zone psicosen¬ sorie e
psicomotorie da un lato, le associative dall’altro, op¬ pure anche Ita le
contigue e congeneri zone di associazione. Localizzare l'attività
radiante a dati organi cerebrali, e ne¬ garla o limitarla ad altri, sarebbe
presentemente un errore fisiologico; e i psichicisti di talento che teorizzano
intorno al subietto, ad es. il dott. Geley (L’étre subconsci fati; Syn- thèse
du spiritisme), se ne guardano bene, dimostrando con ciò di possedere un più
profondo comprendimento del dina¬ mismo cerebrale che non quegli alienisti che
localizzassero le allucinazioni e la telepatia ad isolati centri psicosensori
! Se il medianismo si intende spiegabile con la teoria del subcosciente
rinforzata dall’ipotesi dell’esteriorazione di ef¬ fluvi dinamici, se insomma
esso risulta dalla facoltà di rea¬ lizzare ed organizzare al di fuori le
imagini ed idee depo¬ sitate nei centri psichici, l’esercizio progressivo di
questa facoltà tanto più esclude le operazioni della coscienza vigile o
superiore, quanto più intimo ed esteso è il lavoro che deve compiere il
cervello per rappresentarsele. 2° Badiazione della forza
bio-psichica. Tutto il contegno di Eusapia in seduta dimostra che per
pro¬ iettare dai centri rappresentativi Timagine o l'idea-forza che si realizza
all’esterno, essa effettua uno sforzo fisiologico. Ho già detto dei movimenti
manifesti o latenti che accompa¬ gnano i fenomeni meccanici : queste scariche
di innervazione motoria sono generalmente in proporzione colle resistenze
fisiche che la medium incontra (leggi di inerzia e impene¬ trabilità della
materia, di gravitazione, di equilibrio dei corpi, ecc.). La tensione dei
muscoli si associa a reazioni svariate, a congestione del viso, a contrazione
delle palpebre e delle labbra, a turgore del collo, ecc. Sono desse che danno
alla fisonomia d’Eusapia l’espressione singolare colta dalle nostre fotografie
istantanee (v. Tav. II*); si direbbe una donna in atto di spremere qualcosa dal
suo corpo, e i suoi atteg¬ giamenti di sforzo hanno un che di convulso, quasi
di epi- lettoide. Ma bisogna non restare ingannati dalla espressione di
smarrimento che sulle negative assumono gli occhi del medium e dei formanti la
catena accecati dall' improvviso lampo dol magnesio. Ad ogni modo, dallo studio
compara¬ tivo degli atteggiamenti e diportamenti d’Eusapia Paladino durante la
provocazione dei fenomeni medianici, parmi che si possa formulare una seconda
legge fisio-psicologica : Legge II. Oli sforzi fisiologici (muscolari,
vasomotori, secretori, ecc.) di esteriorazione sono in rapporto diretto con le
resistenze fìsiche da vincere nello spazio esterno. Da ciò consegue che,
tra tutti i fenomeni di medianità, le telecinesie e le teleplastie tangibili e
attive hanno, d'ordinario, un corteggio più palese e più materiale di reazioni
fisiolo¬ giche ; e sono caratteristiche degli stati di dormiveglia, di
preipnosi, di “trance, sonnambolica o attiva. Laddove le tele- fanie, siano
luci semplici, siano materializzazioni visibili, importano reazioni
fisiopsicologiche meno estrinseche ma più profonde, e fini, e silenziose; ossia
si producono preferibil¬ mente nell’ipnosi letargica o passiva, allo stesso
modo delle personificazioni complete (fenomeno completamente subiet¬ tivo), da
cui è nata la parte intellettuale dello Spiritismo. Fenomeni di
telestesia. 11 conte De Roohas, accanto alla esteriorazione della mo-
tricità (cui attribuisce, in massima, i fenomemi medianici ca¬ ratteristici di
Eusapia), dichiara d’avere scoperta anche quella della sensibilità. E la
descrive all’incirca. cosi: In un certo numero di soggetti la sensibilità
disparsa du¬ rante il sonno ipnotico [o magnetico, o medianico] dalla su¬
perficie del corpo, si ritrova al di fuori del loro corpo soma¬ tico; e il
magnetizzatore può accertarsene con vari processi. Un primo strato
sensibile segue i contorni del corpo per uno spessore di 3-4 centimetri.
Attorno ad esso si scoprono altri strati equidistanti, separati da intervalli
di 6-7 centim. e che si succedono fino a 2-3 metri. Spingendo la ipnosi più
lontano, gli strati sensibili si condensano su due poli di sensibilità, l'uno a
destra, l’altro a sinistra del soggetto. Alla fine questi due poli si
riuniscono, e tutta la sensibilità del soggetto si trova riportata, come un
abitò su di un manichino, su di una specie di vero fantasma capace di
allontanarsi agli ordini del magnetizzatore e di traversare gli ostacoli
materiali conservando la sua sensibilità. Se queste “ scoperte „
dell’esimio psichicista francese fos¬ sero confermate (e il dott. Joikk pensa
che già lo siano), si avrebbero dati preziosi per ammettere gli sdoppiamenti di
persona, non soltanto psicologici o interni, ma somato- iisiologici o esterni. Ne
sarebbero anche illuminate certe an¬ tiche e non credute osservazioni dei
mesmeristi e magnetiz¬ zatori, certe vecchie e derise esperienze dei dottori
Bourhit, BcitoT e Luys sulle azioni a distanza delle sostanze chimiche e
medicamentose; ma, in particolare, se ne avvantaggerebbero le asserzioni dei
discopritori dell’ “od „ (De IIeiuiienbach), delle “ correnti biologiche polari
umane „ ICiiazarain e Dècle) e dello altre analoghe “ radiazioni „ o “ forze
neu- riche „ (Barèty, Bahaduc, [Bettinelli], ecc.). Ma si teme da molti
che il De Rociias sia stato vittima del suo eccessivo zelo di studioso. A parte
l’ipotesi della frode, che infirma ogni capitolo e ogni paragrafo della Meta-
psichica, c’è sempre da dubitare della connivenza incosciente e dell’autosuggestione
dei soggetti, ai quali (come io rilevai nelle mie lunghe esperienze sulla
fascinazione e sull’ipno¬ tismo) non par vero, nella docile condizione di mente
in cui cadono, di seguire la direzione delle idee preconcette e in¬
consapevolmente manifestate dal loro “ magnetizzatore È difficile trovare un
campo scientifico dove si investighi tanto male, anche da psicologi e da
alienisti di gran fama, come questo della psicologia supernormale: moltissimi “
sperimen¬ tatori „ si conducono durante 1’* esperimento „ in presenza dei
soggetti come se questi fossero assolutamente insensibili e come se la loro
coscienza neanco ai margini fosse in grado di accogliere percezioni! Inoltre
l’elemento, non mai eliminabile per intero, della suggestione mentale, dovrebbe
met¬ tere maggiori freni alla smania di dedurre e di teorizzare.
Riducendo le straordinarie affermazioni del De Rochas al nucleo di verità
positive che indubitabilmente racchiudono, io credo che sia necessario, davanti
ai fatti mediumniei di Eusapia, ammettere la possibilità di un’esteriorazione
anche della funzione sensitiva. a) Anzitutto, per ovvie ragioni
anatomo-fisiologiche, sempre la sensibilità accompagna e segue la motilità. —
Un braccio dinamico che si prolunga nello spazio reale (non in quello
imaginario a quattro o a «-dimensioni !), e che vi pro¬ duce degli effetti
meccanici, deve naturalmente supporsi anche fornito di sensibilità tattile,
muscolo-tendinea, osseo-arti- colare : altrimenti non sarebbe in grado di
compiere atti di presa, di sollevare oggetti in relazione al loro peso, di
collocarli allo stesso posto ; nè saprebbe agire con quella fi¬ nezza e
destrezza che esigono i toccamenti, le strette di mano, il maneggio di
strumenti, ecc. Capisco che simile asserzione appaia paradossale : ma non
veggo come si riescirebbe da alcun fisiologo ad ideare privo di°sensibilità un
arto inorile dinamico o triàdico che eseguisse le telecinesie di una Eusapia o
di un Home. b) In secondo luogo, vi sono le osservazioni dirette sul
medium in azione, quando volendo produrre un dato feno¬ meno a distanza,
dichiara di incontrare ostacoli e resistenze. _ Questo fatto è
chiarissimo nelle impronte su plastilina. Noi abbiamo, per es., sempre
collocato i vassoi con la materia pa¬ stosa dentro il gabinetto nero prima
dell’arrivo d’Eusapia, che non ha avuto quasi mai il mezzo di vederla e di
tastarla ; eppure, molte volte, accingendosi a produrre le famose im¬ pressioni
di mani e di profili, essa ha esclamato : — è dura! e troppo dura! — Ed era
vero; o perchè mal preparata, o perchè induritasi troppo presto, la nostra
plastilina non offriva piu la malleabilità conveniente, per cui la impronta non
riusciva o restava superficialissima ad onta degli sforzi di Eusapia. Si è pure
veduta una controprova di codesta telestesia nel caso opposto, quando cioè la
pasta era troppo molle e si attaccava attorno all’arto immessovi entro :
Eusapia se ne ac¬ corgeva. Ora, ciò porterebbe a credere che essa percepisca
coi suo! prolungamenti “ animici „ le proprietà fisiche della ma¬ teria. Lo
stesso fatto si è, invero, verificato quando volen¬ dosi ottenere dei getti di
mano in paraffina, il medium si è lagnato che la sostanza fosse o “ troppo
calda , o “ troppo raffreddata! „. 3 c) In terzo luogo,
abbiamo l’esperimento diretto da me compiuto sulla iperestesia tattile e
dolorifica a distanza del braccio sinistro di Eusapia (cfr. TomoI, p. 248). A.
De-Rochas, che mi ha preceduto in questa indagine, ne ha arguito che anche
Eusapia in istatodi “trance, sia circondata da uno strato di sensibilità
esteriorata. Certo, la prova ha condotto anche me ad eguale congettura [Di poi,
in altre sedute lad es., in quelle del giugno 1902), una puntura di spillo è
stata av¬ vertita da Eusapia a circa tre centimetri dall'avambraccio (coperto
dalla manica) e a cinque o sei centimetri dal dorso della mano sinistra (nuda)
|. S’intende che ho fatta la prova a sua insaputa : or bene, io ho visto in
Eusapia le reazioni nor¬ mali al dolore fisico ; ha scostato vivamente l’arto,
ha emesso un piccolo grido, e si è volta a guardare con sorpresa verso il punto
cui si dirigeva il mio spillo in aria. Però a spiegazione del fenomeno
può anche valere la ipotesi che non la sensibilità di Eusapia si esteriori,
conforme alla ipotesi di De Rochas, ma che si acuisca in essa la facoltà di
percepire le radiazioni degli oggetti materiali appuntiti, par¬ ticolarmente
dei metalli. Senza dubbio l’organismo vivente av¬ verte le azioni elettriche,
le magnetiche, le meteoriche, in più delle caloriche e delle luminose ; nulla
ci vieta di credere che esistano condizioni eccezionali di sensibilità a
riguardo delle altre molte e indeterminate forze naturali ignote. Una “ me¬
tafisica „ nel senso letterale avrà il suo parallelo preciso in una “
metabiotica „ ed in una “ metapsiehica ,, senza ne¬ cessità alcuna , per la
nostra mente, di uscire dai limiti e dai poteri della Natura.
Genova, 27 gennaio 1902. LA VENTESIMA SECONDA SEDUTA Ai
fastigii della medianità Eusapiana L II luogo e le persone. Con quello
che io passo a narrare, noi saliamo ai fastigii della medianità d’Eusapia
Paladino. Nessuna delle numero¬ sissime sedute date dalla celebre medium
napoletana in Italia e all’Estero — giudicandone dalla ricca letteratura che la
riguarda — ha mai offerto fenomeni ectoplastici così vari e intensi come quelli
del 1° marzo 1902 in casa dei signori Avellino, in Genova; mi dicono che lo
stesso cav. Chiaia ne ha ottenuta appena una consimile. E se non fosse che sono
certo di quanto i miei sensi hanno percepito, non crederei a me stesso! Il
solo difetto di questa fenomenologia da strabiliare è che si sia verificata
presso una famiglia che aveva qualche relazione con Eusapia, e senza quell'uso
di apparecchi au¬ tomaticamente registratori, che taluni si augurano a garanzia
della verità e a salvezza della Metapsichica dai sarcasmi degli increduli.
Sicuramente, sarebbe stato meglio che Eu¬ sapia avesse prodotto le apparizioni,
non in un’ “ agape spi¬ rituale „ (secondo la classicheggiante terminologia
usata dal conte De Szapary nel 1854!), ma davanti ad un areopago di tisiologi e
di dotti sperimentatori, per esempio nell Istitnto Internazionale di Psicologia
a Parigi, o in uno di quei La¬ boratori! ideali di “ ricerche psichiche „, che
già si proget¬ tano, e forse saranno ultimati e pronti fra poco. Ma
bisogna per ora adattarsi al principio _ teorico difeso dagli spiritisti, che
vogliono attorno ai medi un ambiente omogeneo e ad essi simpatico. 11 Gyel
scrive che le condi¬ zioni perchè buoni fenomeni si producano, sono abbastanza
« delicate — un’assistenza preferibilmente di sei a dieci persone; un gruppo
possibilmente composto per metà di UNA SEDUTA FAMOSA
215 uomini e per metà di donne; la passività degli
assistenti; l’armonia dei loro pensieri; — e per la sicurezza dei feno¬ meni
non la oscurità, ma una luce moderata, ed un gabi¬ netto nero appositamente
confezionato (Essai de rev. gin. du Spir., 1898). Orbene, in casa Avellino
eravamo in regola. Gli ‘assistenti erano nove: quattro membri della
famiglia, cioè il padre ultrasessagenario signor Giambattista, la madre signora
Rachele, il figlio Felice e la figlia signora Adele, che «ode di qualche
facoltà medianica: io; il dott. G. \ en- zano! il signor E. Bozzano ; il signor
Montaldo, segretario al Municipio, buon conoscitore in materia e ottimo dilettante
fotografo ; e la sua consorte signora Attilia,, gentildonna assai colta ,
scrittrice di cose pedagogiche , poetessa, e pur essa buon medium (scrittura
automatica): tutti, me escluso, armonizzati dall’esercizio e
dall’annuenza alle pratiche spi- ntLa presenza dell’elemento femminile, e
sopratutto di due signore provatamente fornite di medianità, era già un proba¬
bile fattore di successo. Inoltre, c’era in Eusapia Paladino la migliore
disposizione: per lasciare buon ricordo del suo sof'dorno in Liguria, aveva
annunziato una seduta piena di manifestazioni straordinarie Che anzi, in una
serata anteriore, “ John „, bussando al tavolo, non solo aveva so¬ lennemente
promesso di manifestarsi “ in forma visibile ma aveva fatto intendere che con
lui sarebbe venuta 1 altra sua figlia „ (Katie King !): all’uopo indicava le
condizioni della seduta. Nè erano mancati < conforme a notizia perve¬ nutami
in maniera confusa) altri accenni a qualche cosa di specialmente interessante
per gli Avellino. Non è questo un indizio delTazion© d©lla volontà del^ medium
. Veramente, questa preparazione apriva il varco ai soliti dubbii; ed io
non ho aderito all’invito senza esitazione, nè ho assistito a quelle “
meraviglie „ senza una certa appren¬ sione di essere caduto in un agguato
d’Eusapia. tuttavia, la conoscenza personale di chi componeva la riunione, la
seve¬ rità del controllo che avrei praticato , 1’ accurata ispezione del luogo
e del suo arredamento prima e dopo della seduta, mi garantivano, con ragioni
d’ordine morale e materiale, contro l’inganno. Ci troviamo in via
Cuftaro, al terzo piano del n* 29, cioè ad un’altezza di almeno 12"' dalla
strada. F. quando io arrivo, nulla è ancora pronto : non si sa neppure in quale
stanza ter¬ remo la seduta, e me se ne lascia la scelta in tutto 1
alleggio. Prescelgo la sala da pranzo perché, come mostra la
pianta, tolta di mezzo la tavola, rimane uno spazio sufficientemente largo
davanti all’unica e larga finestra, in cui il Dr. Venzano Pianta
della sala da pranzo di casa Avellino, in Genova, dove si tenne la seduta del
1" marzo 1902. [5I\ M!. M3, indicano le diverse situazioni, in oni
mi sono collocato du¬ rante le prandi materializzazioni di fantasmi che
descrivo nel testo. L'aste'riseo * indica la posizione della lampada a paz. Le
sbarrette nere indicano i punti dove si formavano i fantasmi].
rapidamente costruisce sotto i miei occhi il gabinetto nero, chiudendo con cura
persiane invetriate ed ante, inchiodandovi sopra una coperta di lana di colore
scuro, e attaccando due striscie (nuove) di pereallo nero al pendone. Nel vano
che ne risulta trasportiamo una branda comunissima di ferro, lunga 1“,75, larga
75 eentim., e con un materasso, pure prescelto lì per lì, ne facciamo un letto
da campo sul quale dovrà cori¬ carsi il medium. La figura mostra la
disposizione del nostro gruppo lassamente “ incatenato , in faccia al
gabinetto, durante il periodo delle apparizioni. Quando avrò soggiunto che la
lampada a gaz, con reticella Auer, sospesa nel mezzo, è stata sempre accesa e
solo se ne abbassò la fiamma a seconda del bisogno, avrò anche fatta
l’esplicita dichiarazione che nessuno dei fenomeni è av¬ venuto al bujo: tutti,
si badi bene, tutti si sono presentati in discreta luce; taluni, per di più, in
vivissima illuminazione. Non ommetterò il particolare che prima di
assiderci, Eusapia {che durante i nostri preparativi mai è entrata nella sala)
si sottomette in una camera vicina ad un esame minuto delle signore : queste le
fanno spogliare e ne ispezionano con com¬ petenza muliebre la veste di lana
bleu, la camicetta di flanella rossa, la sottana e il corpetto di flanella
rosa, le mutande in lana rosa, le calze di cotone nere, la bianca camicia.
Nella unica tasca della veste c’é un fazzoletto bianco già adoperato : nulla,
dunque, di sospetto che ricordi lontanamente i fantocci dipinti sulle sottane
della Williams (Lkymarib) [o nascosti entro la poltroncina speciale di Eldred
IAbr. Wallace)]. Eusapia si è rivestita sotto gli occhi delle signore Avellino
e Montaldo, che non l'hanno mai lasciata un solo minuto e 1 accompagnano poi
nella sala dove ogni cosa è pronta. Eravamo tutti in grande aspettativa,
e questa non è an¬ data delusa. Se le apparizioni che i miei occhi hanno veduto
dovessero restare col battesimo che fu loro dato sul momento, la storia dello
Spiritismo avrebbe in casa Avellino ripreso e riattaccato il filo genealogico
(o psicogenetico?), dal quale nei misteri dell’Altro mondo sono ancora
vincolati i membri della spirituale famiglia dei “ King „ originaria dell’ Ohio
! I Alle ore 22,05 ci sediamo in catena attorno al tavolo, e a luce
normale cominciano le esperienze. 1. Il controllo e le prime scariche di
“ me¬ dianità lo mi metto al controllo di sinistra; e poiché sono
preavver¬ tito della straordinarietà di ciò che sta per succedere, invigilo con
cura ancor piu grande del solito. Durante la primissima fase della seduta, noi
conversiamo ad alta voce intorno al re¬ cente smascheramento dell’Anna Rothe,
il medium prussiano 218 PSICOLOGIA K SPIRITISMO,
II dagli aranci. Eusapia ci ascolta con la massima indifferenza,
come se quell’argomento bruciante non la riguardasse : mi ac¬ corgo che è
distratta, concentrata, coll’occhio fisso e la fiso- nomia immobile. Ben presto
cominciano gli sbadigli e gli stira¬ menti premonitori della “ trance „ : le
sue mani tremano nelle mie, le sue gambe fremono contro il mio ginocchio, tutto
il corpo passa rapidamente da una specie di tremore epilettoide ad una rigidità
catalettiforme (catatonica). E dalle 22,10 alle 22,20 si scatena sotto di
noi una irruente fenomenologia tiptica. Il tavolino non si muove, bensì si
sbatte e sbalza in aria con veemenza, dandoci Io spettacolo di alcune
straordinarie levitazioni a gran luce e dove ogni gherminella è
impossibile. A un tratto — sono le 22,21 — Eusapia ritira vivamente la
mano e il piede dal uno controllo, si alza in piedi con aspetto trasognato, e
come presa da irresistibile impulso si dirige verso il gabinetto, ne scosta
febbrilmente le cortine disordinandole, e si butta sul lettuccio con tanta
violenza da smuoverlo dal suo posto. Mai io l’avevo veduta in una crisi cosi
rapida e profonda; e poiché per rimettere tutto in ordine abbiamo dovuto
sollevarla, farla alzare ed uscire gemiti e suoni inarticolati di malcontento
uscivano dalla' sua bocca. Sorreggendola a stento, l’abbiamo ridistesa sul
materasso, con la testa verso il pianoforte e i piedi verso 1 uscio d
anticamera; impersonandosi allora in “ John ci ha ingiunto con voce rauca e
intercisa di legarla : alle nostre proteste di piena fiducia, essa ha risposto
smaniando e but¬ tandoci le sue scarpette, che si è levate stizzosamente col
tallone di un piede applicato contro l’altro. Guardandola in quelle smanie, mi
son ricordato delle Pitonesse, che gli storici antichi ci descrivono invasate
dall’estro apollinèo e che i pittori hanno disegnato con figure di
convulsionarie. E anche un sono venute in mente le crisi delle donne isteriche
d’at- torno al mastello del Mesmkr, pieno d’acqua e di misteriosa limatura di
ferro, che parlava con tanta forza alla loro ri¬ scaldata imaginazione. Tutte
queste condizioni abnormi del Sistema nervoso hanno tra di loro estrema
analogia. Ma dovendo obbedire alle insistenze del medium , Felice
Avellino ed io abbiamo proceduto alla sua legatura. Mi si vorrà credere sulla parola
se affermo di averci messo del- ìmpegno, approfittando della pratica che in tal
genere di operazioni ho acquistato nei Manicomii, dove purtroppo, per le
malintese economie delle Amministrazioni, che ci fanno curare e custodire i
pazzi in locali disadatti e non ci prov¬ vedono di un personale
sufficientemente numeroso e istruito, noi alienisti italiani siamo stati
costi-etti per tanti anni a lodare e ad augurarci l’umanissiino sistema del
no-restraint, ma intanto a fissare in letto o in poltrona i nostri
ammalati. Adunque, la fissazione del medium è stata eseguita nel modo
seguente con due lunghe funicelle dello spessore di mezzo cen¬ timetro : -
1" Una è dapprima annodata alla sbarra laterale Come è stata
legata la Paladino la sera del 1° marzo 1902 (vista in sezione
trasversa). [L’L»'', le due sbarre laterali del lettacelo ; MM'. il
materasso, su cui giace Eusapia ; T. d. E. P. , il giro della corda attorno al
tronco della medium; Bdf, É&, i nodi attorno ni due polsi]. della
branda, poi è girata attorno al tronco d'Eusapia, indi allacciata all’altra
sbarra che accosta il davanzale della fi¬ nestra: tirandola verso di noi, la
avvolgiamo ed annodiamo at¬ torno ai due polsi ; infine, la passiamo nuovamente
sotto la sbarra esterna, e qui ne lasciamo pendere i capi per poterli all'uopo
sorvegliare (v. tìg.); — 2“ l’altra fune è al medesimo modo girata ed annodata
attorno ai malleoli, con i due capi pur fissati prima e dopo alla traversa di
fondo della branda. Debbo però dire che i quattro capi delle due funi non
rimasero in vista, nè furono tenuti da noi durante i fenomeni, ciò che intendo
fare se avrò occasione di ripetere queste esperienze di gabinetto e ciò che
consiglio agli sperimentatori successivi. Ad ogni modo, la nostra
legatura assomigliava a quella che trovo descritta nelle esperienze sul medium
Sambor (* Ann. So. psych. ,, '99. p. 360), ed io son sicuro che
Ensapia era so¬ lidamente fissata: in quelle condizioni, poteva tutto al più
alzare il dorso del materasso per soli 10-12 cent., ma non vol¬ tarsi, tanto
meno sedere sul letto : alle mani ed ai piedi le era impedita ogni sorta di
movimenti sospettabili dai molti e stretti nodi, sotto ai quali io non son
riescito a passare la punta del mignolo. Finita la legatura, ci
disponiamo tutti seduti di faccia al ga¬ binetto, scegliendo ciascuno di noi il
posto che più gii aggrada, e formiamo due file (v. p. 216). Quella anteriore è
composta da Avellino padre, da Venzano, da me, dalla signorina Avel¬ lino e da
Avellino figlio: in quella posteriore, siedono il signor e la signora Montaldo,
la Avellino madre e il signor Bozzano. Cosi mi vengo a trovare nel bel mezzo
della catena, quasi sotto la lampada a gas, di cui abbassiamo la fiamma fino a
lasciare un mite rischiaramento della stanza: io faccio tosto una esperienza
elementare di fotometria, e provo che a quel grado di luce riesco a leggere i
più piccoli caratteri (corpo 6) di un giornale, a vedere l’ora sul mio orologio
da tasca, e a discernere nettamente i chiaroscuri delle incisioni e fotografie appese
alle pareti. L’assemblea era libera: sede¬ vamo senza tenerci per le mani ;
solo per comodità nostra le appoggiavamo sulle seggiole dei vicini : per di più
potevamo alzarci e muoverci per la stanza, senza alcuna ingiunzione contraria
di Eusapia. La medium napoletana ha dunque più sicurezza di sè che non mostrino
nei loro spettacoli a paga¬ mento altri grandi medi a materializzazioni
(massime Ame¬ ricani) ; costoro esigono un’assemblea fiduciosamente immo¬ bile
e “ incatenata „ sulle seggiole, e i loro “ spiriti-guide „ vietano
espressamente, per bocca del medium o per quella del “ conductor „
(impresario), qualsiasi tentativo di avvici¬ narsi al gabinetto o di toccare i
“ fantasmi Disposti nel modo suddescritto, attendiamo in silenzio per un
buon quarto d’ora. Dapprincipio non scorgiamo altro che qualche fugace moto del
cortinaggio, come se nello spazio circondante la Eusapia si svolgessero delle
ondulazioni aeree: per tre o quattro volte le tende si sono gonfiate e hanno
sventolato alternativamente a destra e a sinistra, un po’ sopra al livello del
corpo disteso d’Eusapia; pareva che una per¬ sona le spingesse e le sollevasse,
quasi per far entrare la luce. Poi d’un colpo il tavolino, che per ordine di “
John „ avevamo lasciato in mezzo al semicircolo, ha sussultato, ha
Morseli,!, Psicologia e Spiritismo, II. Tav. XI.
Primo fantasma materializzato da Eusapia la sera del 1" marzo 1902
nella seduta di casa Avellino in Genova. (Disegno di A. Bkkisso da
un mio schizzo a lapis). XjA prima apparizione
221 dato un sobbalzo e si è messo a danzare senza che
alcuno 10 toccasse. Per tre volte l’a-solo coreografico del mobile si è
effettuato davanti ai nostri occhi stupefatti a quella no¬ vità, che non
potevamo, certo, attribuire ad uno stratagemma : 11 tavolino stava
discosto dal gabinetto, e neanco il lungo strascico delle nere cortine ce ne
nascondeva o ne accostava i piedi. Ad ogni buon conto, per cerziorarmi della
cosa sono corso a perlustrare: il medium giaceva lungo disteso sul lettnccio,
in semi-ipnosi, in rigidità catalettica, e 1 nodi eiano intatti. una
pfmsa d,Qn aUr0 quurt0 d’ora, durante la quale noi, un po’ impazientiti,
scongiuravamo il buon « John „ di manifestarcisi. Dal gabinetto giungeva al
nostro orecchio il respiro cadenzato e affannoso di Eusapia; la sen¬ tivamo
gemere e lagnarsi a bassa voce, come di chi dor¬ mendo facesse un bratto sogno.
Guardavamo con ansia muta or qua or là, verso la fessura mediana e verso i lati
del cor¬ tinaggio, non sapendo se e dove e quando sarebbero apparse le Monne Ma
il tavolino ha battuto i quattro colpi che significano — parlate! - e noi per
obbedire ci siam messi a discorrere, tutti, alla rinfusa, producendo il
chiaccherìo stupido tanto caro a “ John „ in certi momenti. Pero il di¬ scorso
era fiacco; e di quando in quando si ricadeva, per l’attesa, in silenzio.
2. La prima apparizione. A un tratto - erano le 22,50 — le tende
nere si sono allontanate l’una dall’altra nel mezzo, ed all’altezza di
1"\60 circa dal materasso, a 2 m. dal suolo, si è presentata proprio in
faccia a me una prima “ apparizione „. Ecco in qual modo la descriverei secondo
le mie immediate percezioni visive . I. È una giovine donna, della quale
si vedono la testa, le spalle e la metà superiore del tronco. Ha colore biancastro
e mi fa l’impressione di non ricevere soltanto i raggi lumi¬ nosi del gas, ma
di possedere forse essa medesima una certa luminosità che paragonerei ad un
pallidissimo chiarore lu¬ nare. Però è sbiadita, a contorni alquanto confusi, a
linee indefinite; direi che si mostri attraverso una nebbia: in basso si sperde
in una specie di sfumatura. Un turbante di véli le avvolge la fronte e i
capelli appena visibili presso rim- pianto delle orecchie : un’altra benda le
gira attorno al collo e ne copre anche il mento , a un bel circa come usano
le Turche; a me pare che la benda arrivi fino alla bocca. Del viso
rimangono pertanto scoperte la zona sopraccigliare della fronte, gli occhi, il
naso, le guancie, raffigurando così una bavutta „ o maschera veneziana
all’inverso. Il corpo è pure avvolto in una stoffa apparentemente di
sottilissima trama, come un velo bianco che le si panneggia sulle spalle e
attorno alle br accia (non discernibili). La testa sembra più grande del
naturale, ma forse tale grandezza dipende dallo spessore dei veli; sta piegata
alquanto verso la spalla destra in atteggia¬ mento di dolce rassegnazione. Gli
occhi mi paiono velati, nè posso distinguere se ci guardino o no; i miei
compagni però 10 affermano (v. Tav. XI*). L’apparizione è durata in
queli’immobile attitudine per circa 15-20' ; ma avendo io esclamato che non
potevo di¬ stinguerla bene a causa delle bende e dei capelli che mi parevano
ombreggiarla, essa ha portato ambedue le mani fino all’altezza dell’orecchio e
con un gesto grazioso si è disco¬ perta un po meglio il viso ; poi ha
leggermente inclinata la testa in atto di grazioso saluto ; infine, sfumando
abba¬ stanza rapidamente, s’è dileguata. Mentre essa era visibile,
abbiamo avuto il tempo di comu¬ nicarci le nostre impressioni; ce ne segnaliamo
a vicenda le particolarità, ne discutiamo la grandezza del viso, l’espres¬
sione degli occhi, la posizione e' i giri dei veli: e correg¬ giamo l’un
l’altro i nostri apprezzamenti. È una figura carat¬ teristica che mi sembra di
riconoscere issofatto, e invero odo vicino a me susurrare un nome celebre nella
storia dello spiri¬ tismo . Kutie King „ / Intanto è certo che noi tutti
vediamo 11 simpatico fantasma sotto un aspetto medesimo, quantunque con
quei lievi dissensi che ingenerano la evanescenza dell’ap¬ parizione, la
differenza delle acutezze visive, e la nostra col- locazione di prospetto o di
fianco. Mi si dice che nel salu¬ tare la giovane abbia anche inviato un bacio e
che se ne sia sentito il suono ; ma io non ho visto nè udito ciò. 2. La
seconda apparizione. ■ S‘ dl,S™teva ,aucora sulla figura, e il tavolo,
riprendendo i suoi balli solitarii , partecipava secondo il suo muto lin-
guaggio alla nostra conversazione, qnand’ecco, alle ore 23 una seconda “
apparizione „ e sempre nel vano del gabinetto! subito dietro le cortine, che si
sono sollevate nuovamente, ma ad un’altezza maggiore (2m.-2m. 20) dal
suolo. Moksklli, Psicologia c Spiritismo , li. Tav.
XII. Secondo fantasma materializzato da Kusapia la sera del 1°
marzo 1902 nella seduta di casa Avellino, in Genova. (Disegno di A.
Beiusso da un mio stilizzo n tapi») II. Questa volta è la figura di
un uomo; ne sono vi¬ sibili, come della prima, la testa, il collo, le spalle,
la parte superiore del torace. Anch’esso appare di color biancastro, ma, a
differenza della giovine, non lo direi luminoso per sè, quan¬ tunque un
astante, a me vicino, gli abbia attribuito un po’ di chiarore; però ne
distinguo benissimo la morfologia. È un, vero gigante, di statura alta, di
corpo vigoroso, dall’ossatura potente . ha la testa molto voluminosa ; la
faccia è larga e a zigomi forti, col naso grosso e corto, rincagnato; ha barba
che sembra folta, corta, ispida e ricciuta: le spalle quadre e robuste; il
collo toroso; il petto ampio. Un velo del solito tessuto “medianico „ gli
ricopre capo, viso e barba; e della stoffa si scorgono ai lati del collo le
pieghe, come avverrebbe d’una pezza di garza applicata ad una persona o,
meglio, ad un busto di materia plastica. Ciò nonpertanto due dei presenti (Bozzauo
e Venzano) dicono d’averne intrawisto il color bronzato del volto (Tav.
XII"'). Anche il secondo fantasma, restando in vita per 1’, ci
ha dato il tempo di giudicarne la fisonomia e persino di di¬ scutere se non
fosse , finalmente , la figura tradizionale di “ John King Ci è parso che ci
salutasse con movimenti espressivi del capo; poi si è dileguato rapidamente,
prima rendendosi incerte le linee facciali, poi sfumando nei contorni fino ad
essere sostituito dal nero sfondo della finestra. Le cortine si sono
riabbassate, e qualcuno di noi ha udito un batter di mani provenire dal
gabinetto ; ma io non ho avuta questa percezione. Mi sono invece levato in
fretta e son corso a verificare lo stato della medium ; giaceva sempre distesa,
in semi-letargo, ansimante e sudante, e sempre solidamente legata. Ma poiché si
lagnava di avere i polsi indolenziti perchè troppo serrati, ne sciolgo non
senza difficoltà i nu¬ merosi e complicati nodi, e cosi, liberatele le mani, la
lascio legata soltanto pei piedi e pel busto. Però non sono tornato al
mio posto di mezzo. Quivi in¬ fatti i raggi luminosi del gas, cadendo
perpendicolarmente, si riflettevano sulle mie lenti e mi abbagliavano; perciò
ho esclamato che desideravo poter guardare senza quell’ineom- modo, e tosto la voce
fioca ed alterata di Eusapia (imper¬ sonatasi di nuovo in “ John? „) ha
ordinato che il Numero Cinque mutasse di sedia. Mi sono allora portato a
sinistra mettendomi ultimo della prima fila davanti a Bozzano e ac¬ canto alla
signorina Avellino (v. fig., p. 216). La terza e la quarta
apparizione. Rilatto così il semicerchio dell assistenza , abbiamo visto
ed udito nell’angolo in semiluce il coperchio del pianoforte aprirsi e
rinchiudersi automaticamente; io, che gli ero tanto vicino, non scorgevo alcuno
che lo alzasse ed abbassasse. Ma quasi nello stesso tempo uno dei presenti
raccomanda a tutti di guardare da quel lato. Quivi infatti, un po’ in alto dal
piano-forte, sullo sfondo abbastanza chiaro della parete, una figura sporge la
testa dall’orlo della sopratenda fiorata della finestra. III. — Chi si
mostra è una persona manifestamente fem¬ minile, giovane, di grandezza
naturale: io ne scorgo la testa, il collo, la spalla destra, piccola parte del
petto, ed un braccio: quest'ultimo spenzola, a così dire, dall'angolo del
coperchio del piano e non sembra completo ; è floscio, come se la ma¬ nica non
contenesse il membro anatomico. La figura pare a me abbigliata in costume
orientale ; una benda le gira più volte attorno al capo in forma di turbante
(però meno vo¬ luminoso di quello della precedente figura): un altro velo
nasconde ai miei occhi il suo mento e la parte inferiore della faccia; una
fascia le si avvolge attorno al collo e mi fa l’ef¬ fetto di ricadérle sul seno
a mo’ di sciarpa. Il volto mi appariva nudo solo nella zona mediana, che
va dalle arcate sopraccigliari al labbro superiore; io non distinguevo bene la
bocca, e a prima vista non avrei potuto farmi una idea esatta della fisonomia.
Questa non si disegnava nettamente, come sarebbe avvenuto di una persona viva
affacciatasi o di un fantoccio esibito a quel modo dal ga¬ binetto ; e per
quanto le linee fossero regolari e meno neb¬ biose che nelle due apparizioni di
mezzo, anche la terza figura mi diede l’impressione di non so che di incompleto
e di non pienamente formato (v. Tav. XHI). Tuttavia debbo riconoscere una
notevole differenza fra i fantasmi ; alla luce moderatissima della stanza il
viso di questo non era biancastro, bensì di colorito naturale : direi inoltre
che la benda a sciarpa aveva striscie trasversali più scure; le sopracciglia,
gli occhi, il naso si disegnavano con riflessi d’ombra, come può darli una
persona reale di carne ed ossa che venisse illuminata un po’ di traverso.
Aggiungo che l’apparizione doveva essere solida, opaca, inquantochè la sua
ombra si proiettava distintamente sulla parete: io notai che arrivava fino ad
un almanacco attaccato lì appresso, e che Morselli, Psicologia, c
Spiritismo, IL Tav. XII L Terzo fantasma materializzato
da Eusapia fuori del gabinetto medianico la sera del 1“ marzo 1901, in casa
Avellino, a Genova. (Diseguo di A. Bkrisn» da uu mio schizzo a
penna). seguiva i moti della testa. Inoltre la figura aveva le qualità
ottiche del volume; i diversi piani della testa davano sulla mia retina la impressione
di una forma tondeggiante, mentre i due spettri precedentemente apparsi sullo
sfondo mi ave¬ vano dato quella di essere in piano e quasi senza
spessore. La terza apparizione è rimasta a guardarci per alcuni se¬
condi, si è inchinata due o tre volte, e poi si è ritirata al modo istesso
d’una persona viva, ossia senza propriamente dileguarsi ; ma ci ha lasciato al
solito il tempo di apprez¬ zarla e di scambiarci le nostre idee: io ho
segnalato, tra altre cose, le somiglianze turche del suo abbigliamento.
Qualcuno nuovamente pronuncia il nome di “ Katie King „, sebbene vi siano
differenze tra la prima e questa figura. E come se si volesse risolvere il
quesito vediamo far capolino una seconda volta, dopo dieci minuti circa, la
testa bendata che di nuovo ci rivolge la faccia. IV. — Anche questa volta
l’apparizione misteriosa sembra incompleta nel corpo e nel braccio destro che
tocca il piano. Mentre la testa, involta da fascie che la ingrossano oltre
misura, presenta i particolari della realtà morfologica, la parte sottostante
non appare interamente formata ; si sarebbe detto che le stoffe della veste
fossero vuote per di dentro. All’opposto i tratti e contorni del viso mi
appaiono meglio disegnati, la pelle ha colorito naturale, gli occhi si fissano
su di me ; ond’io, colto da un subitaneo impulso di curiosità, mi levo e mi
avvicino a soli 75-80 cent, dalla figura, e at¬ tentamente, fissamente la
guardo (v. Tav. XIII). Non c'è dubbio: i lineamenti della faccia che
stava sotto quell’ ampio turbante, quantunque discernibili, non erano netti e
ombreggiati come mi si sarebbero mostrati quelli di un vivente a quella breve
distanza: gli occhi stessi, pur pos¬ sedendo uno sguardo e pur dando qualche
riflesso brillante nella cornea, sembravano annebbiati nel loro disegno. Tut¬
tavia, ebbi tempo di notare alcuni particolari antropologici : la testa mi
risultò alta sotto l’acconciatura, il volto appariva giovanile fresco e di
forma ovale, il naso fine, l’attacco naso¬ frontale di buon tipo, la fronte
tenue e liscia, la rima pal¬ pebrale piuttosto grande, l’espressione sorridente
ed amabile. Il tronco era fasciato da bende di un tessuto più spesso d’una
garza, più sottile di una battista. Per accertarmi e sempre per meglio
analizzare le mie sen¬ sazioni, mi son rivolto in fretta e ho fatto un
raffronto con Che a quel grado ^ lice mi davano crii ggetti reali guardo
con eguale intensità i volti dei coni- pagm piu lontani da me, e li discerno
nettissimi, con spie- reTelto lra‘ A| mi° appre™, ‘he poneva anche essere
smalto da un toccamento, la figura non s’è mossa fiUfT . Cl-e 10 mi Sla
avanzato due volte, non ha mani ’ festato alcun timore. E mentre io,
meravigliato ma nn, srir?"” ■? Tmi“ri*' — i» A” \°z rnJT? f tt
braccl0> 1° ha agitato due volte lentamente come fosse una sciarpa in atto
di saluto, cosicché ho visto che terminava quasi sfrangiato; e alla fine s’è
ritirata. Io ritorno con la massima prestezza a verificare la medium
" ™ e 1^> da impietosire; e la ritrovo n0n mTni f ,P°f. come io
l’avevo lasciata, ma con un au- S strettii noÌeTÌ: !, P°'SÌ S°n° °ra
fondati da cani intoS A c°rda’ e questa è rifissata coi suoi p i terno ed
esterno alle sponde della branda T a io die- !,at“.ralme“te lo stupore
dell’assistenza; ad ogni mode? riessendo a s^d ^ EuSapÌa queI,a tortura,
Tnon m a ntn i\ 1 colle mie dita, chiamo Avellino olo per i I busTo
6 gambe’ D0Ì la '«mo fissai a sedere ì ass.,cunaij10 P*rò che non può
levarsi .ed .re, e tanto meno in piedi sul malfermo lettuccio. 5.
La quinta e sesta apparizione. di rimessici in circolo, siamo
spettatori questa via i Cl? P’U Eristica apparizione; anzi seguente: S°D°
dU6’ 6 SÌ P^entano nel modo , , V'- ~ La cortina si riapre, e in alto,
sempre a 2 m fo’ Pa?ment<J’.COmpare una figura che all’istante ho giudicato
ricnL VeCCba’ ™ Che P0i’ meglio fissando su lei f L occhT riconosco per una
donna dell’età tra i 40 e i 50 “anni I ó orlai da t6Sta 6fle circonda il
volto una specie di cuffk la lucetel i, stnscierella di stoffa increspata, della
quale luce del gas rende discernibili colle ombre regolari lo piccole pieghe;
ma non distinguo i nastri di color rosa che fraTpresenti S°l̰ SeC0?d° le
dichiarazioni d’ateuio ciò nonnorfwIV r3 è qUalche P0’ «™ebbiata; veggo
il nrnfil i totche ! Ilneamenti sono scarni, il naso piccolo profilo alquanto
volgare, e che la parte superiore del busto Morselli, Psicologia e
Spiritismo, It. Tav. XIV. Quarto e quinto fantasmi
materializzati da Eusapia la sera del 1“ marzo 1902 nella seduta in casa
Avellino, in Genova. ( Disegno di A. Bekisso da miei schizzi A
matita). è ricoperta da una specie di scialletto {fichu) a cocche so¬
vrapposte sul seno (v. Tav. XIV). Quella figura non risveglia in me e
negli altri astanti nessun ricordo personale : io mi sovvengo d’una vecchia
nobile prozia materna che ancora viveva quando ero scolaro, e che portava una
copertura consimile del capo; ma il fantasma non le si assomiglia, è assai meno
attempato, e ha piuttosto l’aria di una fantesca. La visione è però assai meno
chiara delle precedenti, quantunque non traspaja coperta dal solito velo
medianico. Mentre stiamo dissertando sull’apparizione di quella donna a
tutti sconosciuta ed emendando a vicenda le nostre descri¬ zioni e
interpretazioni del fenomeno, ecco apparire dalla destra della donna (cioè alla
sinistra dell’apertura) un altro fantasma ancora meno formato, agli occhi miei,
dei precedenti. VI. — Dal mio posto lo vedevo di fianco ed un po’ di
scorcio; era una forma rotonda, che si è avanzata a celarmi la faccia della
donna, le si è avvicinata e se ne è scostata per tre volte. Aguzzando la vista
ho riconosciuto l’occipite di una piccola testa di fanciullo, dai 3 ai 4 anni,
coperta di capelli corti e tosati: ne scorgevo il vortice. Ma quel suo triplice
movimento mi sarebbe restato incomprensibile, perchè il viso rivolto in lii mi
sfuggiva, se dalle esclamazioni dei compagni situati a destra del circolo, e
quindi in condizioni propizie per meglio osservare, non avessi saputo e capito
anch’io che nell’atto il piccolo fantasma baciava vivacemente il fantasma
maturo, il quale si chinava per ricevere quei baci. In sostanza, era una
affettuosa scenetta di famiglia, che il sigr Montaldo ha tentato di cogliere
con la fotografia. Mi si è poi detto che del fanciullo si vedeva da
destra anche una parte del corpo fasciata dalle tipiche striscio di tela fine e
bianchissima ; ma in complesso tanto le due fi¬ gure quanto la loro mimica sono
state percepite con minore precisione delle quattro antecedenti. Da ciò e dai
gemiti di Eusapia era ormai palese che si doveva purtroppo interrom¬ pere la
serie delle “ apparizioni „ ; la voce piagnucolosa di “ John „ chiedeva pietà
per la sua “ povera figlia „ e alle 23,35, rotto il circolo, siamo penetrati
nel gabinetto. 6. Fenomeni terminali. Lo stato del medium, dopo
tutte quella imponente feno¬ menologia, merita stavolta un cenno
particolare. 228 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
Eusapia giace immota ed inconscia : il polso batte 94 volte al minuto, ed
'e duro e teso come se l’arteria stesse per Scop¬ piare ; il respiro è anelante
; un sudor freddo le imperla la fronte e le inumidisce le palme; le guaucie
cascanti, gli angoli della bocca abbassati, il naso profilato danno al suo
volto un aspetto invecchiato ed una espressione quasi cadaverica (facies ippo¬
cratica dei medici) : le membra in risoluzione palesano la perdita enorme
d'energia che tutti quegli sforzi medianici hanno pro¬ vocato. La trasportiamo
fuori a braccia, e la adagiamo com¬ pletamente letargica su di una
poltrona. Quando Eusapia cade in attacchi cosi profondi di “trance,, ne
esce sempre in uno stato compassionevole. Se durante il periodo sonnambolico,
di “trance, attiva, essa è in grado di svolgere dai muscoli una forza non
comune (e lo pro¬ vano le” strette dolorose che infligge alle mani e alle dita
dei vigilatori), invece al cessare del periodo passivo, contras- segnato dalle
maggiori materializzazioni, l’ esaurimento è tale che manca perfino durante un
certo tempo quel ri¬ sveglio dell’attività esteriorante da cui s’originano i
fenomeni elementari di telecinesia già descritti. Eusapia, di certo, non
simula agli occhi di un neuropatologo esperto ; la amiostenia dà alla sua
andatura un tipico aspetto atassico-paretieo, le gambe affaticate le si piegano
sotto, il tronco si inchina, perchè i muscoli dorso-lombari non la sor¬ reggono
più; tutto il corpo si accascia, cosicché è costretta ad” appoggiarsi al muro o
ad abbandonarsi sui vicini, che la portano di peso sino alla prima sedia sulla
quale si butta scompostamente. La faccia pallida, le palpebre semichiuse,
l’occhio smarrito, la voce semispenta, la parola tronca e inintelligibile, il
cardiopalmo, l’affanno, il pianto a singhiozzi, completano il quadro ; e questo
stato non dispare che len¬ tamente. È occorsa quasi mezz’ ora prima che Eusapia
ri¬ prendesse sufficientemente i sensi. Jersera pensai di sfruttare
nuovamente l’occasione che mi si offriva di saggiare la telecinesia in quello
stato intermedio tra sonno medianico e risveglio, che giudico costituisca per
sè solo una garanzia fisio-psicologica contro la bugia. Depongo sul
tavolino, in mezzo alla stanza, un bicchiere, un campanello di bronzo, un
quaderno di earta; e condottavi l’ Eusapia ancora barcollante, insisto perchè
li faccia muovere senza contatto. Essa allunga, trasognata, le mani tenendone
le tei.f.cinesie vere e false 229 palme a
10-12 centim. dagli oggetti; e poco dopo noi scorgiamo il bicchiere moversi e
scostarsi all’indietro percorrendo sul piano un certo tratto, come se venisse
respinto da una forza invisibile. L'esperienza non si è però ripetuta, e
tentata tre volte anche col campanello, non ha avuto esito, il che esclude
l'allucinazione! Ma la esclude ancor meglio il fatto che volendo noi ottenere
da Eusapia la identica azione telergetica sul qua¬ derno di carta, essa dapprima
ha tentato di attrarlo per “ forza magnetica „, poi, non riuscendovi, ha
gestito vivamente come per respingerlo, e in quell’atto ha tentato realmente di
cac¬ ciarlo in là sollevandone alcuni fogli con la punta delle dita.
Eravamo in vividissima luce (becco a gas, Aner), e quel vano stratagemma di
Eusapia ci ha fatto sorridere. Indub¬ biamente essa era ancora in dormiveglia;
e quella sua frode da vera isterica, o da bambina capricciosa, deve porsi fra
le incoscienze di cui parla rOenoitowicz. Le è avvenuto presso a poco il
medesimo in Francia quando vi andò nel '94 chiamata da RicnET all’Isola
Roubaud: colà pretendeva che gli sperimentatori accettassero per autentici i
rumori da lei prodotti visibilmente col tallone su di una tavola! L aver potuto
diseemere agevolmente i falsi presta appoggio alla valutazione critica ilei
fenomeni veridici. Io sono partito , dopo mezzanotte, da casa Avellino ,
la¬ sciando Eusapia sempre abbattuta, anestesica, semi-sveglia, disorientata,
confusa, incapace di ben capire le domande e di rispondervi congniamente. E le
perturbazioni dell’organismo corrispondevano alla profondità della superata
crisi media¬ nica, che, come si vede, nulla ha da invidiare ai più gravi
parossismi isterici. Ho poi saputo che è occorso ad Eusapia un’altra mezz’ora
per rimettersi completamente, ma che il giorno appresso essa risentiva ancora
gli efletti dello strapazzo. Per l’autenticazione delle meraviglie
vedute. Non farò considerazioni sull’importanza dei fenomeni del 1° marzo
1902; i particolari, in cui di necessità sono en¬ trato, me ne dispensano. A
giustificare nondimeno la fiducia che io pure, insieme ai miei compagni di
seduta, nutro in riguardo alla loro autenticità, ad escludere insomma che
noi siamo stati spettatori di furbesche imposture, valgano le seguenti
riflessioni: a) Per i fenomeni teleoinetioi: Già una sola
levitazione di tavola, come le prime di jersera, — col mobile discosto dal
gabinetto oscuro , in diagonale della stanza; con tre sole persone in catena
(io, Venzano, la signora Montaldo) assise da un lato ; coi piedi lignei
visibil¬ mente lontani dall’abito del medium; con un sollevamento, che
raggiunge l’altezza di 35-50 centim. dal suolo, e fa on¬ deggiare il tavolo
come se una mano invisibile applicata supina per di sotto lo bilanciasse in
aria per più di mezzo minuto, mentre nessuna mano reale lo tocca, toltane la
si¬ nistra di Eusapia leggermente appoggiata su di un angolo del piano, — tutto
ciò veduto alla brillantissima luce di una reticella Auer, una levitazione
siffatta, dico io, mi sembra rispondere pienamente alle regole di esperimento
desiderate dagli scettici in fatto di tiptocinesi, compreso il dott. Crocq di
Bruxelles. Che dire poi del volo e del ballo “ a-solo „ dell’irrequieto
ligneo quadrupede lasciato in mezzo alla stanza e senza con¬ tatto di nessuno?
Val la pena di assicurare l’egregio neuro- patologo belga che non siamo stati
tanto ciechi da non di¬ scernere le mani o i piedi d’Eusapia, ove li avesse
potuti slegare e fossero spuntati dallo strascico delle tende per but¬ tare in
aria il tavolo? Nè che siamo tanto sciocchi da non aver saputo afferrare un
presupposto cordoncino o filo me¬ tallico da prestidigitatore? Lo stesso diremo
del pianoforte. Sarà vero che le tavole e altre suppellettili non possono
essere “ animate „ : ninno di noi, che ammette per genuina la telecinesia, si
sogna di dire queste bestialità. La forza che muove e spinge in aria l’oggetto
sta fuori di esso, quan¬ tunque si debba ammettere che ne penetra la materia,
come provano i “ raps „ intrinseci. Ma contrariamente alle asser¬ zioni del
Crocq, il tavolo “ balla , anche se gli assistenti non lo circondano; e quando
il medium è tranquillissimo, nè agitato, nè convulsionario; e in luce
artificiale tanto viva da accecare; e al sole di mezzodì; e senza spinte nè
con¬ tatti di mani, di gambe o di poppe della medium ; e senza aderenze
sospette del busto o degli abiti di costei, chè tra l’altro Eusapia non porta
mai il busto; e se la sua sottana si avanza sino a toccare le zampe del mobile,
le sue gambe autenticità dei fenomeni 231
amtouiiche ne stanno sempre discosto... Ed assicuro poi che la teoria
della disgregazione psicologica e dell’automa¬ tismo, cosi nella Eusapia come
negli astanti, è ottima per lai spiegazione del processo interiore della
medianità, ma a nulla serve per la definizione dell’attività esteriore delle
ignote forze psichiche o vitali agenti nel fenomeno tiptico e in ogni altra
congenere manifestazione. A questo proposito, sono arcicerto che
nell’osservare non ero “ disgregato „ ; percepivo il fatto coi sensi, ma lo ap¬
prezzavo nel tempo stesso con la ragione ; vedevo fuori di me ciò che succedeva
nella stanza, e sincronamente il mio io avvertiva le punture dolorose che mi
infliggevo a scopo de¬ liberato di cimentare la mia consapevolezza e la mia co¬
scienziosità morale. Dunque, per la fisio-psicologia positiva non c’è scampo :
quelle sono le condizioni di un io vigile e lucido, e non di un io dissociato o
sognante nelle sue ope¬ razioni appercettive e raziocinative per suggestione
altrui o per autosuggestione. b) Pf.k le materializzazioni di
fantasmi: I medesimi criteri possono applicarsi alle percezioni dei
fantasmi. Nessuno di noi aveva l’animo turbato, e la nostra commozione si
riferiva piuttosto alla parte estrinseca dei fenomeni che a quella intrinseca.
Intendo dire che le appa¬ rizioni svegliavano in noi meraviglia, ma non
emozione af¬ fettiva: nessuno le conosceva, e tutti assistevamo al loro ap¬
parire e sparire con semplice sentimento di curiosità. E neanco può
congetturarsi che il preannunzio datocene dalla medium ci gettasse in quello
stato di expectant attention cui certuni assegnano, niente di meno !. l’ufficio
procreatore delle ima- gini (allucinatorie); aspettavamo, sì, delle
manifestazioni ec¬ cezionali, ma non sapevamo nè prevedevamo quali sarebbero
state. Per ciò mancava la predisposizione psichica a fatti illusorii di quella
determinata specie. D’altronde, ho già in¬ sistito apposta sul procedimento
logico di ricognizione e valutazione dei fenomeni, al quale mai siamo venuti
meno durante quell’ora di meraviglie. Ed è pur certo che le condizioni
tecniche della seduta sono state ottime, e unanimemente ci sono parse tali ; a
me sembra che, per lo meno, non ci si possa accusare di poca cir¬ cospezione
riguardo al controllo. Per l’autenticità di certe materializzazioni di
medii famosi sembra che le cautele degli sperimentatori Don siano man-
2.32 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II cate davvero. Si
sono circondati i medii con ogni sorta di impedimenti contro le possibili
falsità; qualcuno è stato messo entro un sacco (p. es., lo Slade, il Politi),
qualche altro entro una rete, o sopra sgabelli a segnale elettrico (0. Richet
per Eusapia a Carqueiranne). Il Gibier ha co¬ municato al Congresso psicologico
internazionale del 1900 d avere ottenuto materializzazioni di fantasmi anche
es¬ sendo il medium legato pel collo, o chiuso a chiave e sSal Pm5,T901)
metanica (“ C.-r. Congr. Psycli. intera. [, , Ma a'tre. v?lte óT,i
sperimentatori sono stati più longanimi e piu fiduciosi verso i medium. Corrono
per le storie dello p.rit,smo racconti classici di materializzazioni in
condizioni assai meno sicure di quelle di casa Avellino. Tralascialo medi
americani, che generalmente non accettano procedure resti itti ve, si sa che il
Crookes non legava la giovinetta Cook alla seggiola nel suo studio; che la
Guppy! Rito fì Lsperauce operavano in libertà; e che per solito i modi sono
messi a giacere o a sedere liberi entro al gabinetto al cu. ingresso si
mostrano poi le materializzazioni cori da bornia eden0fSrP,'e ÌCam 6 tailt0
,,,eno accertate’ la auto- non è Pe, lW bu0n nunler0 di “ apparizioni
„ non e tacile eliminare il sospetto di un loro scambio collo
stesso medium fraudolentemente mascherato e apparso fug¬ gevolmente sull uscio.
Neanco difettano esempi di clamorose sorprese su compari, giuocanti all’ “ uomo
nero „ nel buio ni zzati TseV" Tu de‘k aut®nticità ^ fantasmi mediai
n.zzah a sera del 1 marzo, abbiamo varie garanzie : 1 le morali : 1
insospettabilità assoluta della famiglia il serate^deT AtleiVS,ng0h,C0,Up0nentÌ
rassisten*a; l’essere 2“ le materiali: la scelta fortuita della sala; la
costru- del gabinetto, e la sua collocazione in un vano di finestra molto alta
all’esterno ; l’uso di attrezzi do- ;llli El,1S'l|’ia ; la Perquisizione
accurate avrabbeqwClf° ‘bierata “ P°lsÌ rimase fissata sol° Pel
piedi, fessuri ° l frSie Presentarsi eretta di contro alla te al
lr3 ^ 90rt,n???,0> con la testa all’altezza delle teriahzzaziom; poi la
visibilità del teatro operatorio: aggiungete la rapidità con cui si sono
succedute le diverse fasi delle materializzazioni; lo stato
fisio-psicopatolooico d’Eu- sapia; e la sua fatica enorme da me accertata
clinicamente con sintomi obiettivi, e che non sono suscettibili di finzione- ■
4 le Saranzie Psichiciatiche-. la diversità dei fantasmi bnlSf'e’ m
.&rosseZza i in consistenza; la loro apparenza ne- bulosa e a linee
sfumate, inimitabile, a quanto parrai, con mezzi artificiali ; il loro
dileguarsi in nebbia gradatamente ritenni 6 ^ v*? T'*™ di re"ola
nelle materializzazioni ritenute sincere); la oro assoluta dissomiglianza dalla
Eu- s^n!.ardr,nna mob,Iltà, fisionomica; r espressione dello , ^Ua!.che (
S?8*0. che sem brarono voler rispondere in odo sufficiente al dubbio di
fantocci abilmente posseduti di rr ìì sr nel huio e & Debbo, in
proposito della legatura del medium, dichiarare che tale precauzione non salva
in modo sicuro dall’ino-anno ® JPer^è, C1 sono persone capacissime di
svincolarsi di ogni lo Innnn egam' paz?‘ sottoposti a coercizione
meccanica Io hanno insegnato agli alienisti!), sia perchè la storia dello
spiritismo annovera burle cospicue del genere, poi infine perchè Eusapia ha
dimostrato altra volta che il s!io miste- r oso potere mediamco è in grado di
rivelarsi anche a sca¬ pito dei lacci, ora snodandoli ed ora annodandoli, li.
casa Avellino essa si fece ritrovare rilegata dopo alcune mate- nor^nerT’ *
eVI<jel?te scopo di accrescere il nostro stu- EeIrePfl . ^ “T Veduto :
® sempr® ^ stessa finalità di auten- ticare il pra che e possibile i fenomeni.
Ho già provato che nrerìet • tl'ance 1 automatismo si scarica secondo
linee p edeterminute; si può, in questo senso, parlare di una vo¬ lontà
subcosciente. Ma come Eusapia si rilegò? e sopratutto come fece ad allacciare
la fune attorno ai due avambracci ed del snn,-SP°nfde‘ |La C0Sa ?
sorPre,|dente, però non ha affatto “ snirifò catUra 6 ’ T C, è bls°bTno
d> imaginare che mio spinto „ compiacente, fosse anche quello di “ John
sia vi^W, da A d' ^ g'USt° per ,a ProPagenda del “ mèra- glioso „ o...
per aiutare la medium a burlarsi di noi della medianità ci porta in piena
metageometria zollnenana, e sembra dar ragione a coloro che suppongono il
formarsi di un’atmosfera spaziale a più dimensioni attorno ai medi (V). Ma più
ci rifletto sopra e più i leggo i mie. primi appunti, temo che la nostra
meraviglia la scoperta di quel riallacciamento e il desiderio istintivo di
progredire verso altri fantasmi ci abbiano impedita o resa troppo
sollecita la osservazione minuta del fenomeno. Aneli io pel momento ho
partecipato allo stupore generale; mi rimprovero adesso — per quell’incessante
dubbio, che martella nel capo quando il fenomeno è passato — di non avere
scrutato meglio. Non posso escludere perentoriamente che l’Eusapia medesima, nell’oscurità
del gabinetto e mentre noi parlavamo ad alta voce, non abbia avuta in “trance,
l’abilità manuale di eseguire quella complicata legatura usando il pezzo libero
della lunga corda che seguitava a trat¬ tenerla pel busto. Ricostruendo
in questa congettura il singolarissimo evento (non raro, del resto, negli
annali spiritici e non unico per la stessa Paladino), possiamo immaginarci che
Eusapia sia riuscita ad annodare colla mano destra prima la cordicella più
volte attorno al polso sinistro, indi a girarla egualmente attorno al polso
destro valendosi delle libere dita di sinistra, ma lascian¬ dola abbastanza
lassa per poter giungere poi a fissarne il capo attorno alla sbarra laterale di
ferro, e tirando fortemente al- 1 insù a stringere i nodi dei polsi. 11
fenomeno metaspaziale sarebbe sicuro soltanto nel caso indicato da Zoli-ner, di
una corda chiusa ad anello, o, come si dice, senza fine: ciò che non era
disgraziatamente dei legami della Paladino. Ma supjiongasi pure Eusapia
liberata dai vincoli, che le dovevano teoricamente inceppare i movimenti delle
braccia e del tronco e vietarle ogni sotterfugio ; con quale astuzia avrebbe
potuto presentarci quei fantasmi ? Non vi sono che tre possibilità di frode
: 1° 0 era la Paladino stessa, in condizioni naturali, che si mostrava. —
Ma tale supposizione, oltre a sottintendere una vera cecità in tutti noi che
non la avremmo saputa in¬ dovinare sotto quelle apparenze, è contraddetta dalla
eviden¬ tissima differenza morfologica delle sei apparizioni. Tuttavia bisogna
riconoscere che, se la dissomiglianza era chiarissima e lampante per le quattro
figure apparse nel mezzo, era al¬ quanto meno evidente per la testa
presentatasi di fianco, anche per il grado minore del rischiaramento in
quell’angolo della stanza riparato dal cortinaggio. Qualcuno può benis¬ simo
supporla di origine fraudolenta. — Avreste dovuto (mi si è detto) toccarla,
anzi acciuffarla, magari brutalmente, come fece il kardecliiano Lkvmahie in
casa della duchessa di Pomar quando smascherò la Williams, oppure
accertarvi che nel tempo stesso Eusapia seguitava a giacere, legata, sulla
branda. — Ma che il medium fosse sempre immobilizzato ce lo pro¬ vavano i
suoi laghi e l’affannoso respiro che udivamo pro¬ venire a livello del
materasso; e che la testa apparsa non fosse quella d’Eusapia, ce lo dissero sul
momento le appo- renze di giovinezza e di avvenenza sotto le quali noi pei-
eepìvamo la figura. La conformazione generale non mi sembrò quella del medium,
che ha la faccia quadra e bassa (came- prosopa) e il bregma depresso
(platicefala) , laddove la ap¬ parizione era di un bel viso ovale e stretto
(leptoprosopa). e di cranio elevato nel mezzo (ipsicefala). Aggiungerò un
curioso effetto ottico, che sul momento giurerei d' avere percepito all’
avanzarsi e al ritirarsi della figura- questa non smuoveva nè sollevava la
soprateuda dal cui orlo si protendeva, come avrebbe dovuto fare una per¬ sona
reale : io, quanto meno, non distinsi alcun moto della stoffa. Ma non fu questa
una imperfezione delle ime perce¬ zioni derivata dall’aver fissato lo sguardo
sulla parie centrale dell’apparizione, anziché sugli oggetti vicini? 0 non in
anche una illusione secondaria, questa volta creata dalla idea d’essere davanti
ad un fenomeno spettrale ? Sull’atto mi son persuaso che Eusapia non era;
ma pur¬ troppo, volendo giudicare confonne al metodo scientifico, confesso che
difetta la prova. In condizioni cosi insolite di osservazione, non si è neanco
sicuri delle proprie impressioni sensorie; e adesso non riesco a cacciare il
dubbio che anche la testa della matura Eusapia, circondata di bianche bende,
che si mostrasse in semiluce, non possa assumere agli occhi dei percipienti
qualche ingannevole apparenza giovanile ed estetica. Ridncendo la superficie
visibile di una faccia se ne smorzano le disarmonie e le dosimetrie dei tratti
; ogni mo¬ naca che incontriamo per via, con la faccia cinta da lascio
inamidate, ci sembra bella, e mi par di rammentare che Li. - MONDO De Amicis
dica lo stesso delle odalische di Costan¬ tinopoli.... Ma poi, ripensando, mi
obbietto : — come po¬ teva Eusapia affacciarsi da quella parte e a quell
altezza, se aveva i piedi strettamente fissati alla testiera opposta, e il suo
corpo tozzo e poco agile non si allunga nè si accorcia a piacere? •2° 0
era Y Eusapia sotto mentite spoglie, camuffata a se¬ conda del “ fantasma „ che
ci voleva atnmannire. — Ma oltre all’ispezione che ci aveva cautelati
preliminarmente, oltre alla 236 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II impossibilità fisiologica di levarsi o di inginocchiarsi
sulla branda, avevamo la difficoltà materiale di tutti quei succes¬ sivi
travestimenti, pei quali (a parte il fanciullo) sarebbero abbisognate almeno
quattro maschere e numerosi indumenti. Mi domando se lo stesso famosissimo
illusionista Leopoldo Fregoli , dopo essersi fatto legare disteso ad una branda
a due passi dagli spettatori, sarebbe in grado di eseguire quattro o cinque
trasformismi a quella maniera. Si aggiunga il presentarsi simultaneo dei due
ultimi fantasmi. Ed in riguardo ai mezzi fraudolenti imagi na bili in un
giuoco prestigiatorio , c’è anche il problema delle stoffe con le quali Eusapia
si sarebbe accomodata. Noi sapevamo, uno per uno, i suoi indumenti; e non ce ne
aveva di bianchi che la camicia, e non ne portava di seta. Ora, i veli alla
beduina dei fantasmi erano di colore bianchissimo e apparivano di trama
sottile; la ciarpa della giovine, pendente sul piano (se non era il braccio!),
misembrò fine, sericea, tramata a striscio, frangiata; il fazzoletto a cocche
della donna col bambino mi ricordò gli analoghi pannolini di stoffa dozzinale
in uso tra le popolane o le vecchie d’una volta; la bordura pie¬ ghettata della
cuffia non era imitabile con alcun mezzo, ecc. 3° 0 Eusapia, imitando
altri medi gabbamondi, ci ha ferocemente burlati mostrandoci dei fantocci, come
farebbe un burattinaio dal suo casotto in piazza. — Ripeto che la mobilità
fisionomica e mimica della apparizioni si oppone alla ipotesi dei simulacri
materiali, che sono sempre rigidi (ma¬ schere, pupazzetti, involti figurati,
ecc.). Però le avventure della Williams, del Brèdif, forse dell’Eglinton [e le
recentis¬ sime dell’Eldred|, se dovrebbero non lasciare i sonni tran¬ quilli
agli spiritisti fidenti, faranno anche stare sull’avviso qualunque
sperimentatore in psichicismo. Io stimo però che le condizioni, in cui noi
abbiamo osservato in casa Avellino, ci premunissero contro le grossolane e
sfacciate falsificazioni di cui provatamente si accusano certi medi ciarlatani
; e siano state tali da garantirci contro l’origine furbesca dei fenomeni
veduti. 4° L’apparenza nebulosa, senza densità, delle apparizioni •del
gabinetto ha fatto nascere perfino l’idea bizzarra di una artificiosa
proiezione di imagini su di un diaframma con una lanterna magica. - Come se nel
vano del gabinetto ciò fosse concepibile, qualora si supponessero le imagini
proiettate dall’interno ; o come se un macchinario del genere
potesse sfuggirci, qualora irradiate dall’esterno ! La supposizione è
indegnamente calunniosa per i nostri ospiti ed inutilmente offensiva per la
nostra intelligenza. E altrettanto insosteni¬ bile e ridicola sarebbe la
ipotesi di figure ritagliate in carta o cartone e innalzate dall’Eusapia a quel
livello. Cito anche queste “ spiegazioni „ perchè qualcuno le ha enunziate sul serio:
gli enigmi spiritistici sono cosi allettanti per il pub¬ blico, che non ci si
libera mai dagli intrusi in questo campo, e bisogna adattarsi a sentirne i
giudizi più impertinenti e presuntuosi ! Del rimanente, codesta
caratteristica di apparire incom¬ plete, estese in superficie, ma quasi
incorporee, io l’avevo già registrata nelle larve di casa Peretti (tomo T, p.
347): non mi risultava nuova, nè mi meravigliava ; io la giudico, anzi,
corroborante del “ psichismo , dei fenomeni. Caratteri
percettibili e apparenze di vitalità dei fantasmi. Ben di rado le
materializzazioni visibili assumono, non¬ ostante il loro nome, una consistenza
materiale ed una forma avente in modo decisivo le tre dimensioni spaziali dei
solidi ordinari. Esse sono estese in larghezza ed altezza, ma non in
profondità: hanno superficialità (geometricamente par¬ lando), e con ciò
parvenza larvale o di “ ombre „. Neanco le tangibili avrebbero sempre, a detta
degli spiritisti, tutte le qualità fisiche della materia, la densità, la consistenza,
la impenetrabilità, la opacità assoluta, ecc. Non a capriccio o per pura
analogia verbale si parla di “ fluidi di “ effluvi „, di “ aure nemiche „ e
simili a pro¬ posito di fenomeni “ animico-spiritici „. Io non ho sufficiente
esperienza al riguardo: non credo però che tali apparenze let¬ teralmente “
metafisiche „ contraddicano le nozioni scienti¬ fiche odierne sulla materia
radiante e sulla radioattività dei corpi in generale: siamo nell’alto mare
della u metapsichica „, cioè d’una pre-scienza eterodossa, e bisogna che
coraggio¬ samente ci liberiamo dai vecchi concetti intorno alle forze naturali,
come di una zavorra inutile ed ingombrante. In un’epoca, che passerà famosa per
la innovazione da cima a fondo delle teorie fisico-chimiche e delle ipotesi
filosofiche stilla costituzione della “ Materia „ e sulle forme per lo in¬
nanzi ignote dell’ “ Energia non c’è da mettere i freni arbitrari alla nostra
concezione delle possibilità naturali. Ma si formano anche
materializzazioni complete, che non si distinguono affatto dalla “ materia non
tanto inorganica o, come si suol dire, bruta, quanto organica, anzi organiz¬
zata: allora lo stereoplasma esopsichico par vivere d’una vita integrale,
apparentemente autonoma. Tale la giovine donna, mostratasi a noi dalla
sopratenda del gabinetto. Pareva ai nostri occhi che possedesse tutte le
caratteristiche della or¬ ganizzazione, della attività fisiologica,
dell’intenzionalità co¬ sciente negli atti ; e c’è il caso — dirà qualcuno —
che fosse anche un fantasma spurio ! In verità, essa è stata cosi differente
dalle altre apparizioni nella maniera di presentarsi, nella conformazione,
nella solidità geometrica, che il dubbio arriverà a galoppo davanti alla mente
del più ingenuo tra i miei lettori (se ne avrò). Però anche gli altri
spettri di mezzo offrivano apparenze di vitalità. La loro fisonomia aveva della
espressione; lo sguardo era mobile; il gesto della presunta “ Katie „ nello
scostare bende e capelli, il saluto datoci da essa e dal sup¬ posto “ John „, i
baci del fanciullo, il chinarsi della vecchia, costituiscono, malgrado il loro
schematismo, una mimica ab¬ bastanza varia, denotante della volontà, del
convenzionalismo cerimonioso, delle relazioni affettive, come le si potrebbero
richiedere da dei viventi. Li (è un paradosso, ma lo dico), lì c’erano organi
morfologicamente costrutti e fisiologicamente operanti in vista di un fine
intenzionale : lì, secondo la tesi ordinaria degli spiritisti, c’era una “
Intelligenza „. Ebbene, per la Metapsichica positiva quelle apparenze di
vita piena e intera sono effettivamente un grave inciampo, e gli “ psichicisti
„ più prudenti sembra che trascinino i casi consimili di fantasmi-vivi come
palle da cannone attaccate ai piedi, di guisa che avanzano malvolentieri da
quella parte, e li passano sotto silenzio o li rinviano a futuri giudizi in
appello. Ma per lo Spiritismo ortodosso e fervente non esistono difficoltà: non
lo imbarazza nessuna delle raccontate e vantate materializzazioni “
fantomatiche „ con i caratteri della vita; intendiamoci bene, della vita
organica, quale si è svolta sul nostro pianeta e quindi fatta di strutture ana¬
tomiche e di attività funzionali. E perciò, a schiarirci in parte il “
caso „ straordinariissimo -del 1“ marzo, sopraggiungerebbero “ fantasmi „ che
respirano, hanno polso e termogenesi, parlano, agiscono ed impressio¬ nano
le lastre fotografiche, avvolgendosi tragicamente in un bianco sudario, o
magari presentandosi alla buona nei loro vecchi abiti come lo farebbero gli
umani. Di codesti fantasmi costruiti perfettissimamente come gli
incarnati terrestri, e forse un po’ più leggieri soltanto, non c’è penuria:
certo, non son frequenti, ma insomma non man¬ cano nella storia o nelle “
storie „ ; e sono stati visti, e sono creduti. Lo spiritismo classico se ne
fabbrica un argomento che reputa incontrastabile; anzi, tale e tanta è la
vitalità anatorao-fisiologica loro attribuita nel calore della polemica, che
quei fantasmi sembrano persino esseri sovreccitati dal respirare nuovamente
nella nostra atmosfera, come i perso¬ naggi di quella città cui il “ Dottor Ox
„ di Giulio Vernf, somministrava ossigeno ad esuberanza. Non soltanto i fan¬
tasmi-vivi compaiono, ma per soprappiù escono dai gabinetti medianici,
passeggiano per le sale, conversano, abbracciano parenti ed amici: v’è al mondo
qualcuno che può vantarsi d’nverne tenuto a sedere sui propri ginocchi ! E
questi com¬ piacenti “ esseri , costrutti di etere perispiritale o di corpo
astrale condensato, non scappano nè svaniscono, qualora si accolgano con buone
maniere: regalano, per di più, agli amici dei pezzi del loro etereo vestito,
pezzi che poi non si ha il tempo di analizzare al microscopio nè chimicamente,
perchè... svaporano ! Ecco pertanto la risposta che darebbero e che forse
da¬ ranno gli spiritisti a chi obiettasse che la appariscente gio¬ vane dalla
testa fasciata, veduta, ma non tócca e tanto meno acchiappata da noi in casa
Avellino, non possa essere stata un “ fantasma „ con tutte quelle
caratteristiche di “ realtà viva „. E risponderanno in modo eguale a chiunque
rile¬ vasse che anche le figure di mezzo , quantunque piatte al- l’ apparenza ,
vaporose e poco corporee, offrivano troppo il contegno di creature viventi per
essere degli “ spettri Ma lo studioso prudente di metapsichica seguita ad
inve¬ stigare e si domanda se, per avventura, Eusapia non abbia potuto e saputo
ingannarci con una finzione pur che sia. Discutiamo un momentino, ma qui
fermiamoci alla proce¬ dura, non al significato intrinseco del fenomeno.
Sta bene che io sono accorso a guardare la “ forma „ a pochissima distanza dal
margine della sopratenda; però non ì’ho toccata io, non l’ha toccata nessuno, e
bisogna pur con¬ fessare che il tatto avrebbe giovato a convalidarci l’impres¬
sione visiva. Ciò nondimeno, non si saprebbe attribuire alla
240 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II matura ed
abbastanza vizza faccia di Eusapia, impudente¬ mente affacciatasi, la capacità
di assumere le apparenze di quella fresca ed avvenente giovine. Ordinariamente,
per giudicare che un fatto visibile è si¬ curo e reale, noi ci contentiamo di
guardare senza toccare. Se un amico, o, meglio, un'amica mi si affaccia da una
finestra, io credo al mio senso visivo, e per essere sicuro che essa è là in
carne ed ossa, non lio bisogno, anche se lo desiderassi, di palparla e di
serrarla fra le braccia. Nel caso nostro, dato che io avessi afferrato uno dei
fantasmi e me lo fossi sentito tra le mani vivente e smaniante, accessibile al
tatto, ma ribelle alla presa, impenetrabile alle mie dita, ma agile ab¬ bastanza
per scapparmi (come succede tanto spesso delle mani fluidiche „, che si
dileguano al toccarle), neanco sarei m possesso, al dire degli spiritisti, di
una prova certa del- l’inganno : vi è la probabilità di acciuffare il “ doppio
„ del medium, mentre sta per organizzarsi in “ fantasma di disin¬ carnato „. E
vero poi che in alcuni casi si è trovato ehe il “ doppio „ del medium era....
il medium stesso in persona; ma insomma, la ipotesi spiritica passa abilmente
per questa trafila di ragioni difensive, e la spiegazione metapsiehica del
fenomeno, restando nei pressi dell’ “ animismo , dove operano forze
biopsichiche ignote, non contrasta fondamen¬ talmente a nessun principio di
buona e vera scienza natu¬ rale. Un fantasma „ esteriorato da un vivo mediante la
radiazione e coalescenza di qualcosa di vitale, deve logica¬ mente avere ancora
le qualità e le apparenze della vita. D’altra parte, convengo che quel modo di
presentarsi di spiriti-spettri „ non sembra plausibilmente ascrivibile a
creature ultra-terrene: esso ha un che di cosi ammanierato, da indurre sospetti
in chiunque lo senta descrivere e anche in chi 1 abbia visto e ci mediti sopra.
— Non è quello, mi son chiesto subito, un presentarsi affatto umano? Come si fa
d scorgervi ud& comunicazione di entità occulte ed una prova di
sopravvivenza spirituale?! — Ma anche in riguardo a ciò, anzi per ciò, il dogma
spiritico risponde che un buon numero di disincarnati sopravvive nello spazio,
non lontano dalla terra e durante un certo tempo, con tutte le caratteristiche
dell’ul¬ tima loro incarnazione: donde, p. es., la conseguenza che gii ella la
della tenda poteva, essere stata in vita una ragazza abituata a curiosare o a
mostrarsi dalla finestra. Anche i psicbieisti più indulgenti, sulle orme del
D’Assibr, suppon¬ gono che 1 umanità “ postuma „, quantunque di esistenza
transitoria, seguiti per un po’ a pensare e ad agire come l’umanità
vivente, prima di sperdersi nell'Amma Universale. Vegga ciascuno fin dove
arrivano per sè i limiti della credi¬ bilità. Uno psicologo trova che* la
genesi dei lantasmi dal subconscio dei medi spiega luminosamente il loro
umanis¬ simo comportarsi : la botte dà del vin che ha ! Gli oppositori,
che negano l’autenticità delle grandi ma¬ terializzazioni onde menarono vanto
le Fox, l'Eglinton, la Guppy, la Fairlamb, la Wood e gli altri medi storici,
rile¬ vano che essi operavano di preferenza in condizioni sospette o non
sicure, fuori degli ambienti scientifici. Per esempio, lo spettro di Estelìa
Livermore, che per cinque anni si è “ ma¬ terializzato , ad opera della
Fox-Jeneken con grande conso¬ lazione del suo addolorato consorte, apparivu
nelle stanze più intime della casa maritale (a New-York): e niun estraneo fu
mai ammesso, che si sappia, a fare colà una severa verifica sul caso maraviglioso.
Ma di contro a fatti così manche¬ volmente “ sperimentali „ (?) gli oppositori
odono sempre evocare i lantasmi della D’Espcrance perchè autenticati dal-
I’Aksakoff, gli altri intraveduti dal Giiìikr, 0 fotografati dal capitano
Volpi, ma sopra a tutti quello della Katie King [e in questi ultimi tempi il
fantasma di una “ Eleonora „ che si materializza a Barcellona, nelle sedute
medianiche dirette dal noto spiritologo Esteva-Marata], Vero, che la venuta dei
“fantasmi, non è stata un fenomeno troppo precoce nello svi¬ luppo dello
spiritismo moderno : dai picchi d’Hydesville ai primi “ spettri ,, apparsi
verso il 1865-1867, sono corsi venti anni di aspettativa e... di elaborazione;
ma in questi ul¬ timi trentacinque anni se ne sono veduti, e in discreto numero
! Si lascino tuttavia in quarantena, fino a depurazione com¬ pleta nel
crogiuolo della critica, i fenomeni asseriti da teorici apologizzatori o da
psichicisti di pasta tenera : e si restringa la “ prova „ allo spettro
femminile materializzatosi con tanta efficacia dal ’71 al '73, non soltanto nel
suo ambiente dome¬ stico, dove tra gli spettatori figuravano forse troppe
signorine Corner future cognate del medium, ma proprio nello studio del
Crookes, dove si deve supporre presa ogni cautela neces¬ saria. Ci sono poi le
materializzazioni prodotte dalla Eusapia medesima con tutte le particolarità
del somatismo più consi¬ stente (ad es., le “mani carnee a nudo,) davanti a
uomini che non si sono certamente ingannati nel giudicarle autentiche. Di¬ modoché
in favore dell’autenticità dei discussi fantasmi pseudo¬ viventi di casa
Avellino starebbero, da un lato garanzie mo¬ rali e materiali di notevolissimo
valore, dall’altro argomenti di analogia generale e speciale da sottoporre a
confutazione. Il La ipotesi spiritica delle apparizioni
spontanee od evocate trova sempre o crede di trovare mezzi dimostrativi nelle
stesse indefinibili ed interminabili oscurità del subietto. Fra l'ammasso
eterogeneo delle sue “ prove „ c’è innegabilmente di che imbastire una filza di
ragioni suscettibili nè più nè meno di discussione, e c’è poi di che appagare
tutte le lèdi. Ma gli psichicisti seri — citerò OcnoRowicz, i due Siuuwick,
Visani-Scozzi, De Roohas, Sagk e Flammaiuon, perchè stu¬ diarono Eusapia —
veggono limpidamente che il materiale del neo-spiritismo è costruito per 999
millesimi di aned¬ doti leggendari e di presso-a-poco tradizionali. Tuttavia,
date le fragili condizioni sperimentali nelle quali fin qui s’è la¬ vorato in
metapsichica, si capisce benissimo che ci si debba contentare di
materializzazioni osservate e descritte con qualche indulgenza: esse
costituiranno pur sempre (come le nostre) un materiale di saggio per un
programma di ri¬ cerche future. Eppure, rispetto alla genuina natura
mediumnica e me¬ tapsichica dei fenomeni, io non credo di essere stato ingan¬
nato la sera del 1° marzo. Non spero — s’intende — di innestare in altri una
persuasione, che io stesso sento, pur¬ troppo, di non poter trasformare in una
convinzione neanche di moderato vigore ; e per ciò preferisco designare il mio
stato d’animo di fronte a questi fatti col nome di “ credenza in conformità del
metodo positivo non posso dire altrimenti, mancandomi la prova sperimentale. Il
meno che si pensi di chi asserisce d’aver veduto dei fantasmi di quella specie
e in quelle condizioni di “ fattura „ è che sia caduto in illusioni sensorie; i
poco indulgenti mi giudicheranno, senza appello, vittima di un tiro
ciarlatanesco; i più sapienti scioglieranno le difficoltà enigmatiche del “
caso Avellino „ cnunziando che siamo stati “ allucinati „ dall'Eusapia. Tante
sono state le obiezioni che io stesso ho fatto e faccio alle famose materia¬
lizzazioni della Cook studiate dal Crookks, e tante sarebbero ancora quelle da
opporre alle procreazioni strepitose che si annunziano ogni giorno ad opera
degli innumerevoli medi Nord-Americani, che mi sento accapponar la pelle al
sem¬ plice sovvenirmene. Sono sempre in assoluto scetticismo (scientifico) di
fronte alle * apparizioni „ decantate da altri ; comprendo che gli altri lo
siano egualmente in riguardo alle mie: ciò non impedisce però che io non creda
di avere ve¬ duto coi miei sensi e giudicato col mio cervello , gli uni e
l’altro in normalissimo esercizio. Come Eusapia può aver prodotto i
fantasmi ? Dunque, Eusapia Paladino autenticamente estasiata (tra¬ duco
in lingua italiana 1’ “ entranced „ degli Inglesi) ha la capacità
eccezionalissima di provocare veridicamente la “ te¬ lefonia „ o la “ epifania
„ degli spettri ? Secondo i risultamenti della mia osservazione, io direi
di si: ma una mia affermazione assoluta, incondizionata, sa¬ rebbe gravissima,
ed io pertanto la avanzo con quelle ri¬ serve che un uomo di scienza, dinnanzi
a fenomeni cotanto fuori dell’ordinario, non deve mai dimenticare. Io confesso
per di più, che ogni ora che passa da quel meraviglioso spet¬ tacolo fa sorgere
nel mio animo qualche peritanza. Sull’atto ini son trovato persuaso (e lo sono
tuttora); ma allontanan¬ domene col tempo, sento che per un convincimento
formale avrò sempre più bisogno di riosservare, di rivedere, di ri¬ provare. E
credo (si parvum licet comparare maximo) che lo stesso Crookes vada pur lui in
cerca della certezza me¬ diante altre e definitive prove. Per mio conto
però rifiuto, dopo quella della frode, anche l'ipotesi dell’illusione sensoria.
I fantasmi di casa Avellino sono stati, per me, altrettante realtà obiettive ;
giacché, anche tralasciando la certezza assoluta in cui dichiarano di trovarsi
i miei compagni di seduta (fra cui qnattro assai competenti: il Bozzano, il
Montaldo e la sua consorte, il Dott. Venzano), le ragioni contrarie non le
trovo cosi vigorose da scalzare la mia opinione affermativa, quantunque le
riconosca sufficienti per ingenerare dubbi ed esitanze. Ma nè ammetto uè am¬
metterò, fino a dimostrazione obiettiva, la venuta di entità personali
estranee, alla Paladino. Seguace del positivismo (non sistematico, bensì
metodo- logico) imporrei a me stesso, consiglierei agli altri, di fer¬ marsi
per ora all’accertamento del fatto: se è giunto il momento di osservarlo
scientificamente, non è ancora quello di comprenderlo. Ma se si vuole o
pretende una spiegazione, qualsiasi biologo e psicologo troverà che per le
materializ¬ zazioni da me descritte la ipotesi spiritica è superflua ; e mi si
concederà d’altro canto, senza aggrottar di ciglia, che la induzione
scientifica (data l’autenticità dei fatti) ci conduce alla tesi ardita, eppure
logica e verosimile della forza esopsichica. In termini brevi ed in attesa di
ulteriore prova speri mentale, io credo che Eusapia Paladino, caduta in pro¬
fondissima “ trance „ e perciò dotata di medianità eccezio¬ nalmente forte,
valendosi delle forze biopsichiche tuttora ignote che può irradiare od emanare
attorno a sè, fors’anco assorbire parzialmente dagli astanti , sia riuscita
questa volta a produrre degli “ ectoplasmi „ completi . foggiati in “ persone „
d’una data apparenza conforme a ricordi tradi¬ zionali latenti e ad imagini
assorbite dall’ambiente e discese nella sua subcoscienza. Qualche
telepatologo enuncierà invece la supposizione che Eusapia sia riuscita a
provocare sui nostri centri cerebrali delle impressioni sensorie (visive in
massima parte, uditive in minima), da noi quindi esteriorate. Ossia quei due
fan¬ tasmi consistettero in altrettante nostre allucinazioni veri¬ diche simili
a quelle descritte nei Phantasms of Living, de¬ rivate dalla obiettivazione di
imagini pensate da una sola ed unica subcoscienza, quella del medium, ina
trapassate nelle nostre. E noi le avremmo da prima evocate, per un processo
suggestivo a distanza, nelle zone ideo-sensorie del cervello traverso i sensi;
indi le avremmo proiettate nello spazio al posto suggeritoci, come fossero
imagini reali. La spiegazione sarebbe imperfetta qualora l’allucinazione
provocata dal medium si intendesse limitata ad una stimo¬ lazione
esclusivamente interna dei centri cerebrali dei per- cipienti: le percezioni di
costoro hanno la conferma della collettività, e anche se si attribuisce tale
consenso ad una specie di contagio psichico, rimane a dilucidare il punto più
importante, ossia la localizzazione di quei fatti alluoi- natori nello spazio e
la loro materialità resa evidente dagli stessi effetti ottici. Dunque, non
soltanto saranno processi allucinatorii interiori, ossia “ visioni „ nel senso classico
; ma per necessità, date le contingenze in cui esse si presentarono e date le
loro caratteristiche, saranno pure delle realtà esterne, ossia “ spettri „ e
sempre nel senso tradizionale. L’osservazione che taluno di noi aggiunse
alle visive anche delle percezioni uditive (il rumore del bacio e del batter le
mani), mentre altri, io per esempio, non le avrebbe avute, sembrerà forse ad
ogni fisiopsicologo, conoscitore dei tipi mentali e della loro efficacia nei
fenomeni medianici (cfr. Tomo I, pag. 274), un argomento in favore della pura
tesi allucinatoria. Alla quale, s’ intende, non dovrà mancare l’assentimento di
quegli alienisti che da tempo attribuiscono PROIEZIONE DEI, LE
IMAGINI DAI, CERVELLO 245 le allucinazioni (lei delirio
e della pazzia, e conseguentemente anche degli stati onirici, ad un processo
irritativo dei centri delle imagini, ma poi non si domandano mai come avvenga
che l’individuo visionario od allucinato vegga ed oda quelle sue incitazioni
endogene fuori di sè, precisamente al pari delle altre cagionate da
stimolazioni esogene. Ora è tempo che la psicopatologia si proponga con
co¬ raggio il problema se proprio si possa rinchiudere il feno¬ meno anormale
dell’allucinazioue, dato il suo esteriorarsi per la coscienza del soggetto, entro
gli organi nervosi irritati o sovraeccitati. E già non saranno questi i soli
limitati centri psicocensori corticali, come sulle orme di D. Fbrrier teo¬
rizzò il nostro Tamburini, ma occorrerà una più larga parte¬ cipazione degli
organi cerebrali alla coesione delle imagini allucinatorie, così da rendersi
più verosimile l'odierna teoria del Tanzi, che le spiega con un riflusso dai
centri inferiori delle percezioni a quelli superiori delle idee. Intanto, tutti
noi alienisti siamo d’accordo nel riconoscere che il sognante, il delirante,
l’isterico, il paranoico, l’alcoolizzato, l’ipnotiz¬ zato proiettano all’
esterno il fatto allucinatorio e lo localiz¬ zano nello spazio ordinariamente
con tutti i caratteri della realtà, ossia con una forma, con un colorito , con
una esten¬ sione nei tre elementi spaziali, ad una data distanza, e via
via. Ora: consta a qualunque cultore di psicologia normale e patologica,
più ancora agli studiosi della gnoseologia, che la obiettivazione delle
percezioni nello spazio è tuttora un fatto oscurissimo della esperienza (come
dicono i filosofi): e le difficoltà sono anche maggiori per l’obiettivazione
dei loro residui cerebrali reviviscenti nella coscienza (imagini). Psicologi e
metafisici dibattono da secoli il problema della origine delle nostre
percezioni di Spazio, Tempo e Causa: e naturisti ed empiristi se lo
palleggiano. Naturalmente io sto per l’empirismo , rinverdito dalla
psicogenia evoluzioni¬ stica: ma veggo che tutte le ipotesi intorno alla
localizza¬ zione spaziale, che sono almeno una ventina solo dal Kant in qua, e
dei primissimi fra i dotti (Giov. Mììller, Hbrbart, Weber, Helmholtz, Spencer,
Stumpf, Rieul, Lotze, Taink, Dulboeue, Wundt...), sono insufficienti a dirimere
ogni dif¬ ficoltà. Resta il fatto assicuratoci dalla esperienza, che gli
oggetti sono bensì percepiti e riconosciuti dalla coscienza, ma da essa
attribuiti al mondo di fuori: per cui sono i nostri processi interiori che si
proiettano nella esteriorità da noi chiamata “ spazio Esiste un circolo unico, perenne
e necessano di relazioni tra la Natura e lo Spirito. Ma come avviene codesta
proiezione dell’io nel non-io V Per capirla, qualche filosofo
panpsichista e ilozoocosmista ha eliminata la coscienza personale : ma senza
andare a questo estremo, è certo che non si può negare un’attività esteriorante
del pensiero sotto le specie di una conduzione centrifuga della corrente
nerveo-psiehica. Codesta centrifu¬ gazione dove si arresta ? prosegue forse
oltre ai confini del nostro corpo, rendendoci in tal guisa partecipi del Movi¬
mento universale più di quanto si sia fin qui creduto ? Il distinto
alienista tedesco Hoppe, che studiò su se stesso, dicono, il fenomeno morboso
deH'allucinazione, si chiedeva nel 1873: — Non sono forse i fantasmi |
allucinazioni vi¬ sive] creati da un’irritazione centrifuga dei nervi di senso
? “ Deutsche Klinik n. 42-47). — E il nostro G. Sergi ha dato alla
fisiopsicologia una eccellente teoria della perce¬ zione basandola sull’onda
riflessa della corrente eccitatrice, dai centri alla periferia ( Teoria firnol.
della percezione, ’81). Orbene: basterà supporre per ora, e dimostrare col
tempo, che la corrente bio-dinamica sorpassa i limiti dei nostri nervi ed
organi sensori, e che si prolunga con “ onde „ simili alle herziane e capaci di
riformare a distanza degli aggre¬ gati di centri o sistemi d’Energia. Non ne
deriverebbe forse un qualche fondamento scientifico — e, si noti, un fondamento
meccanico-fisico! — sia alla ipotesi della telepatia e delle allucinazioni
veridiche procreate per suo mezzo, sia alla ipo¬ tesi della esteriorazione e
riorganizzazione teleplastica di forze biopsichiche ancora da
determinare? La psicologia supernormale, da qualche tempo in qua,
modifica le proprie dottrine fondamentali intorno alla tele¬ patia: il concetto
primitivo, che se ne aveva pochi anni fa, appare già troppo semplicista e,
direi, empirico. Più non si crede nè si sostiene che lo “spirito, dell’agente
si trasporti con caratteri personali, magari coi suoi vestiti (?), nel campo
visivo e acustico del percipiente: la tesi popolare dei “ fan¬ tasmi „ era in
effetto poco accettabile, e ha risvegliato subito la opposizione degli
psicologi positivisti (fra cui pongo me stesso!). Secondo le nuove teorie
metapsichiche il fenomeno telepatico consiste in imagini che per un processo
interno psicologico, diremo così, di sintonizzazione nerveo-cerebrale, e quindi
materialissimo, si risvegliano nel percipiente in cor¬ rispondenza con quelle
dell’agente. Ma chi le objettiva nello spazio è colui che riceve il messaggio
(per lo più un sano sveglio o dormiente), e non già colui che le trasmette (p.
es., il sognante, il soggetto in “trance, medianica, il morente . ); e
cotali imagini “ allucinatorie veridiche , sarebbero irreali. Ebbene: io non ho
difficoltà a procedere oltre in questa teoria meccanicistica del fenomeno, e
domando: — perchè la imagine telepatica non potrebbe essere reale, ossia con¬
stare veramente di un quid di objettivo prodotto dal cer¬ vello e mantenuto
transitoriamente nello spazio per azione ejettiva del subjettivo? — Gli
studiosi di metapsicbiea non ignorano che in questo campo quasi inesplorato
della Energetica biologica s’è appena intrapreso un lavoro di dissodamento, che
sarà probabilmente altrettanto fecondo di scoperte quanto lo è stato l’altro
con¬ simile delle forze radioattive e delle luci ultra- ed inffa- spettrali.
Noi abbiamo però qui un materiale già abbastanza copioso nelle esperienze
psieoergetiche a distanza, psicosco- piche, effluviografiche , biometriche,
bioradiografiche, steno- metriche, ecc. eseguite finora isolatamente e senza l'
oppor¬ tuna coordinazione, dal De Reiciif.nbach allo Joiiie |e al nostro
Pettinelli], dall’alienista Luys agli elettrologi Ba- réty e Baraduc, dai
francesi Daoket, Delanne e David al Nakkjowitz-.Jodko e all’IsTRATi [non che al
dott. Kotik di Mosca. Questi avrebbe recentissimamente annunciato d’es- sersi
convinto con esperienze che il cervello dell’uomo vi¬ vente è la fonte di
un’energia particolare sotto due forme distinte: dei raggi cerebrali, quasi
soltanto fisici (non saranno i famosi raggi NI) ; ed un 'emanazione
psico-fisica, assai attiva psichicamente e con cui si spiegherebbero la seconda
vista, la suggestione mentale, il medinmnismo ( settembre 1907)].
Certamente, tutto sarà da discutere, da rivedere, da con¬ fermare: e il
Guèbuard, e l’eminente fisico Brandy, hanno cominciata quest’opera critica di
revisione; ma anche pre¬ scindendo dalle fotografie spiritiche di gioconda
memoria, e delle quali è prudenza non servirsi affatto, io opino che vi debba
essere del buono e dell’utilizzabile in questo capitolo pressoché vergine di
bio-dinamica. Davanti a me veggo am¬ mucchiarsi le prove documentate
dell’esistenza di proiezioni bio-psichiche (“ materialismo „, checché si dica,
“ della più bell’acqua „), e non sento nella mia coscienza di positivista
irremovibile nessuna ripugnanza ad accettarle. Già il fatto, se esistesse
effettivamente, paralizzerebbe ogni negazione si¬ stematica ed assolutistica: e
anche se questo fatto fosse rap¬ presentato dalle psichicone del Baraduc, ossia
da imagini proiettate fuori del cervello di certi soggetti (neuropatici,
isterici, ipnotizzati e medium), raccolte su lastre bromurate e stampate
colFordinario processo fotografico, che cosa ri¬ marrebbe da objettare?
Unicamente questo: che le psichico ne possono essere il risultato di cattive
esperienze, di inabilità sperimentale di coincidenze fortuite, o di altre cause
naturali (radiazioni ter¬ miche, passaggio inavvertito di raggi luminosi, “
luce nera correnti elettriche del bagno, ecc., ecc.). Ad ogni modo c ’iJ qui un
subjetto magnifico di studio: da una parte ci sono fatti da verificare;
dall’altra c’è già una teoria che nessuno vorrà ostinarsi a dire trascendentale
od occultistica tanto è grande la sua possibilità in astratto, tanto è
riconoscibile la sua verosimiglianza conforme al principio logico della
analogia nel campo dei fenomeni fisici. La sola° difficoltà che possa avanzare
un biologo — essere, cioè, quei fatti in- comprensibili alla fisiologia
odierna, che non discopre d’or¬ dinario azioni a distanza negli organismi
viventi _ ha li¬ mitatissimo valore, essendo un argomento ab ignorante o,
come scriveva Uaoone, della classe sofistica degli idolo, specus se non pure
degli idolo theatri. Una “ materializzazione di fantasma ideale „ si
concepisce adunque, abbastanza facilmente anche quando la si supponga provocata
per telepatia. Ma io propenderei a darle una realtà maggiore di quella che
consisterebbe in una semplice proie¬ zione di imagini ingenerate nei centri dei
percipienti e da essi objethvate : la “ psichicone „, insomma, sarebbe mate¬
riale, secondo me, nel senso schietto della parola: voglio dire che potrebbe
essere fatta di “ energia „, come lo è la°materia secondo la gemale intuizione
del nostro Marino Pomi-ri (’83). Io reputo che il grave problema delle
materializzazioni sia duplice, biogenetico (la « sostanza,), psicogenetico (la
torma „); ma, in conclusione, e provvisoriamente, io opi¬ nerei che le figure
da noi vedute e apprezzate fuoruscivano dal cervello del medium, erano
produzioni estemporanee del suo pensiero proiettatesi nello spazio, creazioni
effimere e inconsistenti destinate ad apparire e a sparire in quelle con¬
tingenze peculiari, e non in altre. E che quelle apparizioni possano, in via di
ipotesi e nel presente stadio della Meta- psichica, attribuirsi ad ectoplasmi
transitori irradiati dai centri nervosi d’Eusapia e foggiati idealmente dal suo
sub¬ liminale senza verun superfluo intervento di entità estranee subumane o
ultraumane, è per me chiaramente desumibile anche dallo stesso loro significato
raffigurativo, dalla stessa loro analogia con altri fantasmi classici o
tradizionali nella storia dello Spiritismo contemporaneo. Chi sarebbero i
personaggi della rappresentazione eusapiana? Le apparizioni del 1“
marzo 1902 differivano tra loro per l’aspetto, per la grandezza, pel colore,
per l’atteggiamento : si può pertanto dire che ciascuna aveva caratteri
personali. Ma erano davvero persone , vale a dire forme figurate, non sol¬
tanto individualizzate (su ciò non corre dubbio), bensì anche contraddistinte
da caratteri e connotati che si potessero ri¬ conoscere ed identificare ? Ed
erano fantasmi di vivi o fan¬ tasmi di defunti ? I. La personificazione
obiettiva dei.lo spirito-guida. 11 fantasma gigantesco maschile, dalla
faccia quadra e dalla barba ruvida, è stato attribuito allo spirito-guida della
Eusapia. Ma per dir vero, toltane la promessa da “ lui , fatta di rivelarsi
finalmente ai “ suoi amici „, non abbiamo ricevuto “ messaggi „ diretti atti a
personificarlo. Per quanto dalla storia dello spiritismo (eir. Podmoke
(ri¬ sulti che dopo la sua disincarnazione ha operosissimamente guidato e
inspirato un bel numero di medii. “ John King , è una personalità
spiriticamente poco sviluppata; e la sua identificazione nelle seduto della
Paladino è lasciata un po’ troppo al beneplacito ed alla fantasia degli
astanti. Eusapia stessa si guarda bene dal fornircene troppe notizie, e si con¬
tenta di assentire quando * John , è da noi dichiarato pre¬ sente nei fenomeni
che gli si attribuiscono, o quando membri della catena aftermano di percepirlo
in forma invisibile, ma tangibile, traverso le mani robuste, le ruvide strette,
gli atti burleschi di gusto discutibile, e sopratutto gli scapac¬ cioni che
qualcheduno, troppo audace nelle indagini, ne riceve, o dalle partite di box a
corpo a corpo, che sono la sua caratteristica. Se poi si intravvede un’ “ ombra
alta e grossa „, è * John „ che si manifesta; tanto meglio se il percipiente
gli descrive “ un quidsimile di turbante attorno al capo „ : il fasciarsi la
testa con delle bende ò una moda assai diffusa nel mondo ultrasensibile.
Nonpertanto da questi connotati un po’ vaghi e impersonali si giudica che
appaia l’inconsistente brillante da farsa della compagnia paladinesca di “
Entità occulte Ne segue che anche la identificazione di “ John King »
nella seduta di casa Avellino rimarrebbe sempre un po’ ar¬ bitraria. In quanto
a me, lo vedevo per la prima volta, e credo che anche i miei compagni non si
trovassero con una migliore conoscenza del ridanciano personaggio. Però i ca¬
ratteri fisici dell’ individuo corrispondono a quanto ce ne racconta la copiosa
letteratura sulla Ensapia, e a quanto dichiara di avere visto Ensapia stessa o
in sogno o per al¬ lucinazione durante qualche seduta (cfr. tomo II, p.
61). L’aspetto rozzo, la statura, la corporatura, la barba ispida e
tagliata corta, l’espressione volgare e gaja sono bene adatte ad un vecchio “
lupo di mare „ dedito a lavori di fatica, massime se duplicato in un “ pirata o
filibustiere dell’epoca dell’invasione dei Mori „ (? !), come dice la
tradizione dei fidentissimi circoli spiritici. Ma nonostante che io me lo sia
sentito “ accanto „ e anche “ addosso „ due o tre volte, nonostante che le sue
mani abbiano strette e scosse le mie, mi manca una connotazione esatta di
quell’essere “ spiri¬ tuale „ (?): tuttavia mi son convinto alla prova che, se
Eu- sapia lo proietta quale se lo raffigura, esso sia degno in tutto e per
tutto della sua fantasia ingenuamente popolana. Fra i molti “ attori lignei »
che sino dalla sua infanzia avrà ve¬ duti e ammirati nelle baracche di
burattini sulle piazze di Napoli, si sarà stampata nelle cripte della sua
memoria una testa volgare di quella fattura ; e quando il Damiani le in¬ nestò
il monoideismo della sua guida nord -americana del¬ l'Altro Lato, certamente
essa lo rivesti delle forme che le parevano adatte all’epoca ed alle qualità
del defuntissimo suo padre nell’ “ anteriore esistenza Ensapia s’ è però sempre
dimenticata di dire, e forse non l’ha mai pensato, che iti allora non doveva
essere nata sul colle di Minervino Murgie e portava un altro nome; nessun
ricordo innato le è rimasto da quella sua “ incarnazione precedente „. E in¬
tanto il ritratto di “ John King „, se è quello da noi veduto, si è
stereotipato nel suo subcosciente. II. Il ritorno ni “ Katik King»?
Il fantasma femminile e giovanile apparso pel primo fu battezzato — come si è
detto — sull’istante : e sarebbe niente meno che Katie King, una volta, in una
delle sue esistenze anteriori, “ Annie Owen Morgan », ma presentatasi
sotto quel nome e cognome nelle sedute della Cook tra il lbil e il 1874.
Non c’è da farne qui la storia (cfr. il riassunta datone da M” de L.*** con
pref. di Del anse): chi non la conosce dopo le coraggiose pubblicazioni del
Chookes t Pochi personaggi storici hanno una fama eguale alla sua ; e lo
spiritismo-dottrina per poco non l’ha messa sugli altari Ritratto
del fantasma denominato ‘ Katie King „ e medi anizzato per virtù della
signorina Fiorenza C’ook. [Da una celebre fotografia di Guglielmo Chookes
eseguita l’anno 1S78- nel suo studio privato, dove si presentii va lo spettro
materializzato uscendo dalla prossima biblioteca in cui stava, assopita, la
medium]. come nua Giovanna d’Arco simbolica dello “ spiritualismo
sperimentale ». LI suo viso è stato mille volte riprodotto dalle fotografie
originali del celebre scienziato inglese ; e pittori illustri, fra cui Gabriele
Max di Monaco, ne hanna idealizzata la effigie: dimodoché, quando dal nostro
gruppo uscì, esclamato, quel battesimo, nessuno di noi trovò a ridire, ed io
non fiatai, tanta era (e mi par giusto che fosse) la
mia «ntìtònspTritkaTedermÌ f8CCÌa 3 faCCÌa C°n ‘JUeila
le^'>da.'ìa Certo, per la storia dello spiritismo contemporaneo la
ricomparsa della “ King „ sarebbe un avTCnimen£, di rimo ordine, e noi che per
primi dopo il Crookes, il Cox, il Lei ma rie, coll intervallo di quasi
trent’anni, ravremrao rive¬ duta c, troveremmo in una situazione
fortunatissima, ecce¬ zionale fra tutti i cultori odierni della Metapsichica.
Si ri¬ legga la patetica scena dell’addio supremo di 6 Katie King descritto in
stile ammirevole dal Crookes. Il 29 maggio 1874 a Cattermetta aveva annunziato
che sarebbe tornata in luglio per congedarsi. “ Quando fu giunto per
Katie il momento di prendere com¬ miato, io [narra 1 insigne tìsico] le chiesi
il favore di poterla «stanti ^atiV ? Term"lat<’ le sue istruzioni
a tutti gli astanti, Katie mi invito a entrare con lei nel gabinetto Ilo
■ Lidio], e m, permise di restare sino alla due. Dopo avere abbassata la
cortina, ristette un poco a discorrere con me- poi, attraversando la stanza, si
diresse verso la signorimi Cook che giaceva senza sensi sul pavimento.
Chinandosi su di lei e toccandola - sre.a/ialeri Fiorria [Fiorenza],
svegliateci , ]e disse, orma, è necessario che io ri lasci. - La Cook si
riscòsse «^piangendo pregb Katie di restare ancora per qualche tempo , i ,
eara< ’!on PO**»: la mia missione è finita. Che Dio ri •ilrnni* m ’
t-rifi>0Su> ^at!e- lu,li esse parlarono insieme per naroh C s fi“,0he le.
Ia-rnnf' impedirono alla Cook ogni ™ SeSuendo le ingiunzioni di Katie io mi
lanciai a so¬ stenere la Cook che sera abbattuta al suolo tra singhiozzi
disporle' „GUa a‘ lltt0rn°’ ma Ka,Ìe 6 k sua ljianca veste erano La
Cook-Corner, morta nel 1904, ha bensì impersonato, du- rante la sua fortunata
carriera di medium, altri spiriti: negli ultiun anni si materializzavano per
suo mezzo tre fantasmi, una Mary, di poco differente in bellezza e attività
dalla “ Katie un Indiano di alta statura e che * parlava inglese ,. e una
vecchia monaca... Ma * Katie King , non è più venuta e si dovrebbe supporre che
stia da allora attendendo alla sua noveila missione Ciò nondimeno, gli esempi
del ritorno di altri spiriti-guide dopo più anni di assenza non mancano (lo
stesso John King, informi!]: e quindi a priori non si : ^ndne k P°s«bihtà
Che anche “ Katie „ si ripresenti un giorno o 1 altro. 1 magni spiriti , che
scendono ad inspi¬ rare i medi! infamatori ed oratori, non si affacciano forse
reiteratamente da questa parte terrena dello Spazio, e non si manifestano
indifferentemente, magari nello stesso istante, a Boston e a Parigi, a
Rio-Janeiro e a Pietroburgo, e, ehi 10 sa ? forse anche a qualche medium
anglo-sassone emigrato col suo bagaglio onirico a Calcutta o a Tokio?...' — Gli
“ spiriti , non soffrono limitazione di tempo, di spazio, di attività
umanizzata: — e Luxmore, Cox.gli stessi Ajcsakojt, Varley e Crookes, che ebbero
la fortuna di vedere con¬ temporaneamente il medium e il suo fantasma distinti
, non si arrogheranno , certo, il còmpito di avere esaurita la ca¬ pacità
presentativa (o rappresentativa) dell’entità che loro disse di chiamarsi Katie
King e li salutò cosi affettuosa¬ mente. Si salutano gli amici quando si parte;
ma dopo aver viaggiato negli interspazi si può andare a fare la conoscenza
d'altri luoghi e d'altre persone... Insomma, teoricamente nessuna
obiezione spiritistica al ritorno di Katie nelle sedute paladiniane ha valore
o, per lo meno nessuna lo avrebbe, se Katie davvero fosse ritornata. 1 “King,
sono spiriti intraprendenti e amanti dei viaggi, su¬ scettibili anzi della
bilocazione : il papà attuale della “Katie,, 11 barbuto “ John ,, non s’è
forse presentato, a faccia tosta, or ora nelle sedute di Augusto Politi, che ha
voluto indub¬ biamente fare un po’ di concorrenza alla sua compagna
professionista di Napoli? Questa molteplicità di apparizioni è, dunque, una
prerogativa di famiglia. Ma il bianco fantasma medianizzatosi per opera
di Eu- sapia davanti ai nostri occhi, era proprio la “ Catterininn „ che avesse
voluto ricomparire alcuni momenti prima di suo padre “ Giovanni , e fuoruscire
dal sogno di sua “ sorella „, reincarnandosi ambedue, con uno spostamento di
domicilia e di razza, per opera di una semi-contadina delle Puglie ?
Veggo bene, da medico-alienista qual sono, che credere a tutta codesta
parentela dell’ Al di là rasenta (me lo perdo¬ nino gli spiritologi) la follia
: ma non è mia la colpa se mi tocca di dire cose quasi insensate. La stessa sorte
spetta a chi pretende acclimatare certe piante esotiche: spesso non gli na¬
scono che degli aborti e dei mostri. E scempio e mostruoso è tutto codesto
edificio onirico travasato dai medii nord¬ americani dell’Ohio agli inglesi, e
dagli inglesi a quelli di altre contrade, dall’Olanda a Napoli. Forse nelle
borgate dell’Obio, dove i “ King , nacquero, la loro leggenda ul¬ traterrena
poteva passare, ma nella nostra classica e scetti¬ cissima Italia ha tutta
l’aria di una fiaba da folklore. Queste creazioni associative del
subcosciente sono, in ge¬ nere, ben poco sublimi. Pur salendo dai recessi
mnesici di una Elena Smith (anche essa ha il suo sogno genealogico e la
sua palmgenes.), sembrano romanzi d’anT-endlce rafàzzo nament. da scntton
maldestri, aborti letterarii, fantasticherie troppo sapiente per lei, col
vincolo di sangue E così “Tom ìSrs •%$?«“* •— «*—*-. » = Nessuna
meraviglia, se alla storia dello SniriHamr. poraneo la volontà subcosciente
della Paladino avesse creato »1!“ rl'T $ Zii"T7ie“aZs"y,
quell, paradisiaca -bellm. som uni ZnZrT stieo amplifica anche le
impressioni estetiche. Della “ lvatie „ fantomatica è assai più bella la “
Kathi „ ideale dipinta dal Max: ha un ovale perfetto di viso, un naso più
regolare, occhi di un azzurro celestiale, bocca finissima, capigliatura
abbondante ed aurea, collo da cigno, e seno virginale di un candore
abbagliante. Laddove moltissime premiate a un “con¬ corso di bellezza „
potrebbero dare dei punti alla “ Catterina King „ rediviva. La storia di
questo spettro vivo con “ mormorio respi¬ ratorio „, di questa “ creazione
temporanea d’un corpo umano completo „ !, è così straordinaria che si prova un
sentimento istintivo di diffidenza davanti allo stesso criterio dell’autorità
impersonata in un uomo di primo ordine. Certo, il Crookes avrebbe su di noi il
vantaggio di non averla soltanto veduta, ma di averla toccata, abbracciata,
condotta a braccetto, foto¬ grafata ; di averle ascoltato il cuore, tastato il
polso, misurata la statura, tastati i capelli sulla fronte; di averle recisa
una treccia, tagliato un pezzetto d’abito, perfettamente come se “ Katie „
fosse una deliziosa creatura vivente. Invece, da¬ vanti a noi la “ Katie „
avrebbe assunta appena la forma spettrale. Ma in sostanza, ambedue i
fantasmi, il visibile-tangibile ed attivissimo materializzato dalla Cook, il
visibile e appena mo¬ bile materializzato dalla Paladino, si addimostrano
all’analisi critica nati con procedimento psicologico eguale. Se lo spettro
presentatosi a noi è un sogno abbastanza squallido della napoletana, anche il
fantasma manifestatosi al Crookes sarà stato un sogno vivacissimo della
inglese. Ambedue sono prodotti endogeni del medium, e non entità spirituali.
Am¬ bedue hanno lo stesso diritto a figurare nell’anagrafe imagi- naria di
questo mondo terrestre: le inscriveremo sulla stessa pagina del registro “
metaeterico „ di stato civile con la “ Meggièn e il “ Be.nny „ della Wood, con
V “ Abdullah , dell’Eglinton, e con il “ Mercedes, figlio di Dio „ (! !) della
Maria Blin, col * Botton di rosa „, col “ Raggio di sole „ e con le quattro
altre personificazioni inspiratrici della isterica Mollie Flan- cher, col “ Dr.
Phinuit „ della Piper, con 1’* Esmale „ della Smith, e anche con 1’ “ Arcangelo
Gabriele „ della istero- patica Mlle Couesdon... È tutto un popolo di ombre
eteree apparentate dalla nascita, salvo che in tutte le “ personifi¬ cazioni „
ora accennate la persona estranea, ossessionante, non si materializza, mentre
che John e Katie King e Benny ecc. hanno preso corpo fuori del medium : in
quelle la produzione è di ordine esclusivamente psicologico, in questo è di
ordine duplico, biofìsico (la materia, ossia il “ doppio 1 e risichi™ tu “
forma , ossia Pimagine foggiata a fantasmi) P C° ,g“U h° Vide’ *Pi!r P°e0
lunie psicologico abbia innanzi agh occhi, che tolta di mezzo la bastarda
figura americo- ang o -italica di John King „ (e mi pare chi . miei due tomi io
accoppino senza speranza di risurrezione), gli spiri¬ tutti &ì
«Sf£rZerebbu° 'nVUn° di ridare esistenza esogena a ‘ King ultraterreni. Chi s’è
mai sognato di fare la Morgan aZv° Il ^ ha avuta mai notizia di “
Annie Morgan „ . Il Ckookes, purtroppo, se n’è disinteressato- e neppure
mai s’è troppo aperto sul conto di ■ Katie tanto che gli spiritisti più accesi,
inquieti per quelle ostinate re° ticenze, 1 hanno chiamato il “ silenziario „
(V. Cavalli) e per ?0causa°n cuiinaveva"d ri^„ e d'avere tradita la
”a i dato ln sulle Plime tanta parte di sé stesso e del suo nome
altamente stimato nelle scienze In venta, le dichiarazioni ulteriori, vecchie e
nuove di Gu- GLiELMo Crookb circa alle conseguenze teoriche di quei suoi ce
ebratissmu studi (col rispetto dovuto a tant’Uomo) ri¬ co, dano un po’
l’oracolo dell’,% r edili s... : c’è dentro tanto tìsnintS T-nP,r *Stl deC!S1’
sPir*tualisti, psichicisti e... an- ed o nu è l°CIT" ,CZ Stl,m‘ cbe
egli veduto bene, ed o pure lo credo: ma ciò nonostante l' indagine non
fu da lu spinta fino al punto necessario e fondamentale l iden “rs0
& trm e .°ggb dati i progressi e le esigenze positive della Me-
tapsichica, sarebbe assolutamente necessario di comprovare a scanso di
invalidamento di tutta la osservazione! Neanche 1 Crookes checche dicano gli
entusiasti, potrebbe oggidì ““ Sir'SE™ a,,e *— i™ ■&» Lo
ripeto: le differenze fra le due forme, la storica e la eusa- vòtufA n0n
lnfin?erebhero la supposizione che Eusapia abbia voluto proprio ripresentarci
la Katie. Le somiglianze tra il medium e il fantasma creato dal suo
subcosciefte sono spie fate.nflla dottnna fluidica o animistica mediante
l’ipotesi Sin dd°Pir10 ,0 0gK'° A : IAksakw>' ammette che il mimo
passo dal! ammismo allo spiritismo consista nella azione estracorporea dell
uomo vivente (medium) procreante ]W parizioue della propria imagine, sia in una
forma visibile f0 4^“ °on attnbutl di somatismo o teleplastica. Per ciò
gli spiritisti sostengono che nelle evocazioni il “ doppio estenorato „, che
dapprima poteva anche conservare qualche somiglianza col medium, si muta a poco
a poco nel fantasma LA KATIE KING , IN INCOGNITO? 257
di un defunto per un processo or più lento ed or più rapido di sviluppo :
allora ogni somiglianza tra i due (tra il me¬ dium e la psichicone) scompare e
si lia la personificazione. Orbene: in codeste congetture è chiarissimo
il processo psicologico e metapsichico del differenziamento dei fantasmi :
questo si effettua solo in proporzione del contributo (diretto o indiretto,
suggestivo o telepatico) fornito dai presenti, e specialmente da colui a
benefizio del quale si fa revoca¬ zione. Oggidì gli spiritisti meno fanatici si
contentano infatti di dirci che le rassomiglianze con determinati defunti sono
per lo più parziali e approssimative. Evidentemente, se la Katie King di casa
Avellino (dato che fosse!) differiva da quella di casa Ckookes in qualche
particolare, ciò dipendeva dalla imagine mnesica — non però criptomnesica nel
caso nostro — che la Paladino serba di quella sua parente del- l’Al di là sulle
impressioni dei ritratti da lei veduti o uditi descrivere nella sua ormai lunga
carriera professionale di medium ricercatissima e disputatissiraa. III.
Una sconosoidta? La giovine donna affacciatasi di fianco alla finestra
non ha ricevuto battesimo: per tutta l’assistenza è rimasta una sconosciuta. È
bensì vero che qualcheduno ha creduto rav¬ visarvi lo stesso fantasma di mezzo,
al quale s’era data la denominazione di “ Katie King „ : gli rassomigliava
nell'ab¬ bigliamento del capo, nelle linee generali del volto, nella stessa
cortesia del saluto... Ma tale somiglianza può esserci apparsa maggiore di quel
che fosse realmente, in causa della singolare acconciatura. Si notò, per di
più, qualche diffe¬ renza anche tra le due comparse successive di quella forma
: nel modo di presentarsi e nel complesso dei lineamenti si sarebbe detta la
stessa “ persona „ , ma la seconda volta il suo turbante appariva
ingrandito. In ogni caso, anche questa sconosciuta, o mal riconosciuta
che sia, era un prodotto manifestissimo d’Eusapia. Quell’af- facciarsi aveva i
caratteri stereotipi del suo puerilismo men¬ tale in rapimento medianico: la “
persona „ pareva volesse curiosare nella stanza, e far con noi il giuoco
fanciullesco del rimpiattino. Miserie della “ spiritualità „ quando diviene
materialità ! Io inclino perciò a credere che con quella testa il subco¬
sciente d’Eusapia abbia voluto proiettarci nuovamente il ri¬ tratto
pseudo-vivente della sua “ sorella „ imaginaria dell’Al di là: giacché
eravamo immersi in un pateticume di famiglia. Dietro la “ figlia „ era venuto
il “ padre e dopo di “ fui „ ben doveva ritornare “ lei rendendosi ancora più
percet¬ tibile ai nostri sensi. Infatti, la dimostrazione della tesi, che è
sempre in fondo al pensiero apparentemente addormentato dei medium, conduceva a
questo perfezionamento del feno¬ meno esopsichico : se “ padre „ e “ figlia „
s’erano mostrati a ino di imagini alquanto sbiadite, spianato, non aventi quasi
spessoie, a un bel circa come le imagini ottiche virtuali pro¬ dotte da una
lente o da un prisma, conveniva passare alla presentazione di una forma
stereoplastica più distinta e che offrisse le caratteristiche del volume, del
colore, della spes¬ sezza opaca e conseguentemente con la sua ombra...
Intendiamoci bene : ricostruisco il processo logico della psicogenesi della
materializzazione nel supposto (secondo me più probabile) che non siamo stati
ingannati dal “ fantasma , laterale. IV. Un’evocazione di famiglia.
L apparizione della donna dalla cuffia e del bambino che l’ha baciata, hanno
per contro ricevuto un battesimo. Era intanto verosimile che noi dovevamo il 1°
marzo assistere ad un evocazione di “ fantasmi di defunti , appartenenti alla
famiglia dei nostri ospiti, giacché “ John „ lo aveva preannunziato vagamente.
Ma è dipoi venuto un accenno esplicito di Eusapia, che in “trance, e
impersonatasi in “John, avrebbe risposto a chi l’interrogava (Bozzano), che la
donna matura sarebbe stata la madre della signora Avellino, morta in età ancor
fresca, da quasi quarant’anni ; e il bambino un figliuoletto suo, deceduto
nella tenera età di tre anni. Io non ho udito queste risposte del medium,
ma so che in veglia costei ha poi confermato d’aver dato, con quella evo¬
cazione, un saluto di riconoscenza ai suoi buoni amici. Nello spiritismo il
sentimento d “ amicizia , gode di un grande prestigio; e il buon John „ ha
funzionato amichevolmente da ellenico Ermete psicopompo. Nessuno dei
presenti dichiarò di ravvisare le duo figure : gli stessi membri della famiglia
non le riconobbero. La sola che si ricordasse di sua madre, era la signora
Avellino, ma torse non era in posizione atta a ben percepire: il fatto sta che
non identificò la donna, tanto meno il fanciullo. Ri¬ guardo a questo, se la
ricognizione di un fantasma infantile risulta sempre più stentata di quella di
un adulto, gli è perchè un’evocazione spiritica famigliale
259 i connotati dell’individuo si costituiscono a poco a
poco, e perchè nell’età prima il differenziamento personale è assai limitato.
Ma nel caso presente la stessa maniera di presen¬ tarsi della forma (faccia
rivolta verso la “ nonna „) impediva il riconoscimento. E anche per la donna la
evanescenza dei tratti del viso non dava presa ad un’ identificazione
sicura. C’è però il dato della cuffia e dei suoi nastri rosa (?) al¬
lacciati sotto il mento : la signora Avellino se n’è di poi rammentata, chè sua
madre realmente la portava in quella foggia; ma senza i tratti personali del
viso si può parlare di un riconoscimento ? Mi dicono che della defunta
esista un ritratto in una villa a Stradella, e che il disegno generale
dell’abbigliamento del fantasma ricordasse quello della pittura. Ma se è vero
che Eusapia non è stata mai a Stradella, è tra le cose pos¬ sibili che ne abbia
avuto sentore. Intanto si vorrà ammet¬ tere che un processo di identificazione
basato su ragguagli cotanto incerti, e rimasto così imperfetto, ha poco valore.
Che l’acconciatura del capo e il fazzoletto a cocche corri¬ spondessero al
costume di quell’epoca, è certo un particolare notevole ; ma non di tale
portata da costituire un fatto che dovesse essere interamente ignoto ad
Eusapia. Costei appar¬ tiene ad una generazione che ricorda le mode e i costumi
dell’ epoca , mantenutisi d’ altronde nelle persone longeve, nostre bisnonne
nonne e prozie, fino a due o tre decenni fa. E poi “ una nonna generica „ non
si immagina da tutti con una cuffia ? Basta ricordarsi di quei vecchi
daguerrotipi e di quelle ingiallite fotografie, che sono alle pareti o negli
album di tutte le case borghesi appena agiate e che stanno a ricordarci i più
prossimi nostri morti. Rimane poi sempre l’ipotesi di una captazione
telepatica di qualche connotato tra il subconscio d’Eusapia (per quanto
mediocre “ lettrice del pensiero altrui ,je i recessi mnesici della signora
Avellino. Noto in riguardo a ciò, che, se di tutti i particolari visibili del
fantasma, non i lineamenti, ma la cuffia e i suoi nastri rosa apparvero più
spiccati e ri- conoscibili, s’avrebbe una corrispondenza del dato telepla¬
stico col ricordo caratteristico e ad un tempo il più vivo sussistente tuttora
nella sola persona presente, che poteva rammemorarsi la defunta. Niente “
spiriti „ ! Io sono disposto a credere — ammessa la rassomiglianza vaghissima e
incertissima di quell’ecto¬ plasma speciale con una persona già vissuta — che
Eusapia abbia fatto (medianicamente) il tentativo di “ pomparne „ il
260 PSICOLOGIA E SPIlttTlSMo, Il 7C,?rd° ,nel,
cervell° f?1 ?noi ospiti, massime della figlia della defunta, e quindi si sia
cimentata a presentarla con fonit»"™ “ ® • Persoflfic™or'e simile a
quella sfortunata e fallita per mia madre. Porse, in una fase ulteriore, con
altre fantasmi di ^ ° ° C°gli Avellino fra Assistenza, quei
fantasmi di nonna generica „ e di “ bimbo generico si sarebbero meglio
sviluppati, ossia si sarebbe andati incontro fo«p pr0grefsiva loro
sPe«ficazione. Quando agli Avellino fossero sfuggiti inconsapevolmente, o a
parole o a gesti riferentisi1 Ju'0””0^ pÌÙ precisi e di eventi ^i|liari ?
aIla. loro madr® suocera e nonna, al loro figliuo¬ la 6 quand° ,EusaPia avesse
continuato ad attingere, puta caso, nella loro coscienza e subcoscienza
cornrdpf0 d’T? ° °°\ ^ alIa Presentazione riepS completa di determinate
personalità. E il processo di idèn- ' Sti gli 5'S; "rebbe
♦ * * Un tentativo di fotografia
spiritica. V fantasmi ” fissarne cioè le imagini sulle della
nnhàmichef 6 non . vanno soggette alle illusioni deUa nostra retina, è il
pensiero predominante degli spiri- t‘tllCheiSOtng?n°Jla venutadi entità
superterrene, e degli re«ì Tn Cihe des,derano investigare la realtà ed il pro¬
cesso delle loro apparizioni. Cosicché abbiamo tutti provata una grande
compiacenza quando il sig. Montaldo, che pronto “ 3h'na fin dal principio della
seduta, aveva fatto scattare 1 otturatore proprio nel momento delle prime
ap- f. ?,?"1 lenZ alc"n ,efetto- ci ha annunziato finalmente
elio dn,-ant« i 'ndub^ S?.gm, di essere rimasta impressionata duiante la
comparsa degli ultimi due spettri. della dU T0’™, C1 asPettevamo le
imagini più o meno nette della vecchia dalla cuffia e del bambino; ma pur
troppo, le ■ , <n 1 m desiderate dei fantasmi non si sono sviluppate
dopo \ bagm rlvelatojn’ 6 s°no invece apparse delle macchie bian¬ castre non
aventi alcuna analogia con figure umane. Il signor ™ldo’ poco soddisfatto del
risultato, non ne ha dapprima enuto conto ; ma 1 esame della fotografia ottenuta
è tutt’altro che inutile, giacché la lastra presenta delle impressioni lu¬
minose insolite, non ascrivibili a penetrazione inavvertita della luce del gaz,
nè ad errori di tecnica, nè a difetti del vetro. Chi le ha sviluppate è un
valentissimo dilettante di fotografia, ehe s’è diggià esercitato in queste
ricerche e che dà affida¬ mento di competenza. Forme o radiazioni ‘
fiuidiche . invisibili e di natura ignota, fotografate in casa Avellino dal
sig. Montaldo. [Queste apparenze fotografiche corrispondono al momento
della presen¬ tazione dei due ultimi « fantasmi » per opera di Eusapia].
Gli oggetti esterni che rimasero fotografati nella camera oscura della
macchina rivolta verso il gabinetto medianico e pm precisamente verso la
cortina nera alla destra dell’assi- stenza, dovevano emettere o riflettere
realmente dei raJ di ince i quali hanno attraversato l’obbiettivo, ne
sono°°stati rifratt! e sono giunti allo strato sensibile nel punto focale
La iI,oC0nfignrrr è]ale da escludere tanto il dubbio di una impressione
da luce diffusa, quanto l’altro della fotografia de a lampada sospesa nel mezzo
della stanza. Come si scorge lalla porzione che qui ne riproduco, sono dischi o
fiocchi lu TanUdi lum ma-a; ne“a qUaIe si Percepiscono alcuni
materia- “ lntensa’ <luasi di condensazione della materia qui c è una
sorprendente analogia con certi corni »oS.( ■ ™b°'0!e) folo8ra“ •“
i*b“»to,v «z: Che cosa pensare di queste apparenze? La
questione delle “ fotografie spiritiche . occupa un posto di primo ordine nella
discussione sulle “ prove sperimen¬ tali „ dello spiritismo. Con essa
incomincia la dimostrazione polemica dell Aksakoff contro i dubbi di Ed. de
Hartmann e con essa si può dire che finisca (cfr. Anim. ’ frane., pagg.
26-86, 92, 172-242, 504, 607). Per uno stesso Sm’sulla lfstrfia “
tras.cfendentale ». cioè quella che rende e sonrah tto 11 ■°g5eti‘,ed
1.ma?ini invisibili all’occhio, e sopratutto fantasmi di determinati defunti,
fu elevata dal Congresso spintico-spiritualistico di Parigi al grado di
prova tunaue°rèffefte “"‘f*8 di un Mondo «lira-sensibile, . uan-
tunque effettivamente gl, spiritisti di stirpe latina fossero ?e ^
capnEP0SVoLe°,.aTna -delle dubbie icnografie spiritiche nei cap. E. Volpi! Piu
ricco, è vero, sembrava digerii lo delP Aksak orf ° •iVneri caP °. come
si rileva dalla citateopera campo una foli» dl ™en°. essendosi verificata in
questo campo una folla di inqualificabili frodi industriali e di com- dei
credenti teS‘ aI.,a ,n"enuita ed al sentimentalismo dei credenti,
non si era giunti allora a nessun grado di cer¬ tezza e si rimane ancora adesso
ben lontani da o<»ni evidenza scientificamente accettabile. ° eviaenza
rit£eqUÌ bÌS0«na distinguere : le fotografie che dicono « spi- ' Cb ® ”
,sono assal d'verse, prima per ciò che rappresentano terni tend0n°
™PPresentare, Poi a seconda del procedimento tecnico con cui sono ottenute.
«imeneo fotografie spiritiche 263 A)
Rispetto alle cose rap presentate, noi possiamo dividerle in otto categorie:
1° Fotografie degli effetti materiali del medivmnismo, come sarebbero i
mutamenti avvenuti nella sala delle espe¬ rienze durante la seduta, le traccie
lasciate mediante stru¬ menti registratori dai fenomeni accaduti, ecc. Questo
primo gruppo di “ prove „ fotografiche ha un modestissimo signi¬ ficato,
giacché i fenomeni non vengono colti sull'atto, e le lastre si limitano a
confermare fatti che d’ordinario nessuno mette più in dubbio. 2"
Fotografie dei fenomeni meccanici in attuazione : e tali sarebbero quelle di
levitazione del tavolino , che io ho annesso alla mia opera (Tomo I, tav. 1,
III, IV, e Tomo II, tav. Vili), e che si trovano in parecchie altre
pubblicazioni sulla Paladino (Aksakoff, De Rochas, Fontenay, [Flam- marion],
ecc.). Sono esse una riprova formale di autenticità per un fenomeno ancora
discusso dagli scettici ; ma non hanno sostanzialmente altro valore se non di
conferma ai fatti diggià percepiti dai sensi degli astanti. 3° Fotografie
degli effluvi e delle emanazioni più o meno visibili all’occhio ^fiammelle, luccicori,
aureole, ecc.), ora provenienti dal corpo del medium o degli astanti, ed ora
formantisi intorno al medium, o nel gabinetto oscuro, ecc. Sempre meglio i
dubbi dell’illusione riguardo ai fenomeni veduti sono opportunamente risolti
dalla lastra sensibile. Le opere di Aksakoff, De Rochas, [Santini], ne
contengono qualche esempio, quantunque sia riuscito finora difficile fo¬
tografare gli effluvi tante volte visibili anche attorno alla Eusapia. 4°
Fotografie delle radiazioni di natura ignota im¬ percettibili ai nostri sensi
normali, projettate dal medium in “ trance „ , o eventualmente dagli oggetti
esterni che ne sono influenzati, o dagli stessi astanti della catena ; radia¬
zioni forse analoghe a quelle molte, prima sconosciute, che la fisica moderna
ha rivelato esistere a nostra insaputa nel mondo, sia oltre ai limiti dello
spettro solare (infrarosso, ul¬ travioletto), sia nella serie interminata delle
forze naturali. Di queste radiazioni, che si formano attorno a certi medi
e soggetti ipnotici particolarmente dotati forse di bio-ecte- nismo, gli
archivi spirito-psichicistici offrono esempi sufficien¬ temente sicuri: rinvio
anche su di ciò ad Aksakoff, a l) r Rochas. a Delanne, non che al Baraduc e al
nostro Car- reras che vi si sono specializzati. [Aggiungo le opere più recenti
di Bosc, di Gasc-Desfossés e di Santini], errali < ^ot?Srafie . de?le
forme siano parziali, siano inte-/ g ah ( materializzazioni,) che visibilmente
si mostrano npr opera dei medium organizzatori di teleolasm? Z ° . 81 tJ
“•camici , che pur con tanta freouenza « n«- capiscono nelle sedute. Io
non so. per esempio TfotoJafie 1 „“ni sPettrah „ eseguite nel momenti^ della
loro” così fugace comparsa; mentre tutti sanno dei ritratti <T°*2i« t^'Dg ».
non che dei “ fantasmi „ materializzati d-illn nT forse, pur
medianicamente suggestionava], ’ top - fotografie dei fantasmi
invisibili, che si nresen tano pm o meno vicino al medium o nel c-anino delk
snà azione medianica, e che, pur restando impercettibili per poter, di £
dopo zz^’ro <-* ° nnpUeK-f è la Categoria deUe vere fotografie
spiritiche- e «negabilmente acquisterebbe valore stragrande se fosse dato d
confermarla come la accettano gli spiritisti (efr Del J'e di 'mova
tT0rielle’ ’99)- Se ne desumerebbero tre spechi - dte ■&* j;
conda, m favore dello spiritismo evocatorio, poiché spettri co, ma uon visibili
pero ad occhio amano, comparirebbero ncoroato dalla coscienza o giacenti
nella subcoscienza del. ^r?0’ qUe 6 che a@lrebbero impressionando la
astra rH ? = fz conta di frodi così clamorose e furfantesche (p.
es. quelle del fotografo parigino Buguet tra il 1873 e 74) da doverci
camminare coi pie’ di piombo. Ciò non di meno, i dogmatisti dello spiritismo,
fra cui A. R. Wallace, St. Moses, Aksa- koff, Lkvmarie Perty, Dénis, non che tre
fra i propagan¬ disti come W. Stead, Humber e il cap. Volpi, ne vantano e ne
mostrano esemplari * autentici ,, su ciascuno dei quali bisognerebbe operare
una inchiesta e, qualcuno anzi dice una istruttoria! ’ Molti anni or sono
le fotografie di cui si tratta mi furono comunicate dal colonnello Daviso,
spiritista zelantissimo, e ne ebbi un impressione poco favorevole : vi lessi
sotto l’inganno piu manifesto. Ma forse ero allora in un atteggiamento di
eccessivo scetticismo. [Ho veduto in seguito le fotografie straordmarie
ottenute a Roma dalla medianità dei due fra¬ telli Bandone; e specialmente dopo
le dilucidazioni di E. Car- reiias le trovo ammirevoli... e conturbanti, ma,
checché egli argomenti con calore di convinzione, non affatto dimostrative per
la tosi spiritica, non potendosene eliminare l’origine psi- coradiantej. La
Eusapia, per quanto mi consta, non ha mai (lato esperienze fotografiche di
questo genere. 1" Fotografie delle apparizioni spontanee, cioè in
as¬ senza di ogni medium. Ritengo che quest’ ultima categoria sia tuttora un
desideratimi-, non si conoscono imagini di spettri autonomi apparsi senza
l’azione biopsichica di qualche individuo sensitivo. E già la rarità
dell’evento, fors’anco la sua costante natura allucinatoria, lasciano presumere
che un si tatto argomento di supremo valore mancherà per un pezzo allo
spiritismo militante. Io opino, anzi, che la sua man¬ canza dia la conferma più
vigorosa alla necessità di surro¬ gare il termine di “ medianismo , (salvo il
mutamento di si¬ gnificato intimo) a quello di spiritismo. 8"
Fotografie di apparizioni provocate volontariamente per telepatia tra vivi. Si
rientra con esse nella metapsichica sperimentale, massime dopo i tentativi
abbastanza fortunati dei rumeni Istrali e Hasden, del quale ultimo il “ doppio
bisecatosi sarebbe stato fotografato dal primo accanto al proprip letto di
notte (cfr. in Barai. uc, L'Iconographie de df ripeterli f6 ’ PeCCat°
clle llessano sia piu stato in grado , , B)flRi?uard° ,al Processo tecnico
che produce le fotografie psichiche „, si scorge dal fin qui detto come se ne
possano distinguere due gruppi principali : a) Le fotografie degli
oggetti visibili , che impressionano 266 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, II anche la nostra retina: di esse dobbiamo
effettivamente af¬ fermare che siano prodotte da raggi di luce identica a
(.nella, cui durante l’Evoluzione biologica si sono adattati funzio¬ nalmente 1
nostri apparati di senso; b) Le fotografìe degli oggetti invisibili , la
cui esistenza ci rimarrebbe ignorata qualora non ce la rivelassero le lastre
sensibili al bromuro: logicamente esse saranno il prodotto di reazioni chimiche
svegliate da radiazioni di ordine differente da quello delle luci a noi
conosciute, ossia dipenderanno da radiazioni (ondulazioni eteree) non
letteralmente luminose, Je quali per ciò debbono figurare nel novero delle
forze na¬ turali ancora ignote. La fotografia ottenuta la sera del 1°
marzo in casa Avel¬ lino riproduce oggettinon luminosi, che noi non abbiamo
per- cepito e che indubbiamente si debbono essere formati poco distante dalla
medium, al di qua del gabinetto oscuro, e in relazione cronologica con la
comparsa dei due ultimi fan- . apparterrebbe pertanto al gruppo delle
fotografie dell’ invisibile Non è possibile affermare nulla di più.
Qualcuno forse penserà che quelle macchie biancastre corrispondano a ra¬
diazioni di natura ignorata precedenti alla formazione degli spettri che poi ne
sarebbero, per cosi dire, una condensazione- altri preferirà di credere che
invece la lastra abbia colto il momento della loro dissoluzione quando
sfumarono davanti ai nostri occhi; e fors’anco si dubiterà che l’Eusapia in
trance „ abbia proiettato dal suo organismo soltanto quegli ectoplasmi
indeterminati, quelle radiazioni transeunti, e che poi ci abbia suggestionato
(mentalmente) di percepirli sotto una forma piu distinta e più
personale... Siamo nelle incertezze riguardo all’interpretazione del
fatto, ec! è miglior consiglio arrestarsi a esaminarne soltanto l’au¬ tenticità
ovverossia a chiederci se proprio quelle forme flui- diche della negativa
rappresentino oggetti reali comparsi nel campo dell obiettivo. Io ho già detto
le ragioni per le quali propendo a considerarle per tali. Certamente, la
“fotografia dell invisibile „ espone a molte illusioni ed è fonte di nu¬
merosissimi inganni; ma qui mi sembra che, per quanto mo¬ desti, ì nostri
risultati non siano trascurabili nò mal fidi. Questo genere di fotografie
è proprio quello che avrebbe diritto a denominarsi “ spirituale „, giacché non corrispon¬
derebbe a nulla di materiale pei nostri sensi. Ma ciò non implica che esse si
debbano coII’Aksakoff chiamare “ tra - FOTOGRAFIE SPIRITICHE
267 seendmtali „ ! La terminologia introdotta dal celebre
psichi- cista russo non è mai felice. Già i suoi termini di “ perso- nismo„ ed
“animismo, non hanno servito che ad ingenerare confusione (cfr. Tomo I, pag.
54) ; ed ora questo di “ tra¬ scendente „, se è preso dal linguaggio comune,
non ha senso alcuno in scienza; se poi si pretendesse toglierlo di peso dalla
filosofia, riceve un'applicazione sbagliata, qualunque ne voglia essere la
derivazione, se dagli scolastici o dal Kant. Ma lo si prenda pure nel
significato semplicistico di supe¬ riore alla nostra osservazione ed
esperienza: come possono dirsi trascendentali dei modestissimi risultati di
facili ma¬ novre tecniche su lastre chimicamente preparate ad hoc? Non è
corretto nè esatto lo scorgere della trascendenza fuori che nei concetti
aprioristici e nelle intuizioni gnoseologiche, o, al più, quale equivalente di
ciò ehe supera i poteri ordi¬ nari dei nostri sensi e della nostra ragione. Ma
è abusivo chiamare “ trascendentali „ i postumi effetti di reazioni chi¬ miche:
tanto varrebbe assegnare della trascendenza ai raggi X, ai raggi ultravioletti
e infrarossi, alla cosi detta “ luce nera „ di G. Le Bon, perchè sfuggono alla
percezione diretta e ci sono rivelati solo la mercè di provvedimenti tecnici
speciali. Adunque, le fotografìe spiritiche, se sono vantaggiose per lo
studio della medianità, non apportarono fino ad oggi alcuna prova in favore
della sopravvivenza umana e men che mai della spiritualità di ciò che di noi
sopravvivrebbe alla morte. Prescindendo dalla possibilità che tutti gli og¬
getti esterni le cui imagini si sviluppano sulle lastre, siano produzioni delle
vibrazioni cerebrali accompagnanti il pen¬ siero di un vivente (e buoni
argomenti ci lasciano sup¬ porre che ci dirigiamo con qualche successo da
questa parte), non si può asserire altro che questo: — certe azioni radio-
chimiche di forme ancora ignote di Energia sorpassano la serie di vibrazioni
eteree accordate alla impressionabilità fotochimica delle cellule nervee della
retina umana, e lasciano traccio durature di sè mediante opportune preparazioni
di Laboratorio. — Ed ecco come il mondo “ metaeterico „ di Mvers rientra in
quello etereo dei fisici; e la “spiritualità, si materializza attraverso i
nostri grezzi meccanismi nella maniera più desolante. Gli spiritisti si
consolano, supponendo che lo “ spirito „ è fatto di etere o di metaetere, e non
ac¬ corgendosi, con queste ingenuità, di dare un calcio a tutta la filosofia
veramente spiritualistica! 268 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
II * * * Sempre sulla stessa stradai Questo
il mio giudizio complessivo sulla mirabile seduta del 1" marzo 1902. Al
modo come le abbiamo vedute, le grandi materializzazioni d’Eusapia, le
maggiori, a quanto si dice, di tutta la sua carriera medianica, non arrecano
alcun argomento positivo in favore dell’ipotesi spiritistica, mentre rimangono
perfettamente comprensibili nella teoria meta¬ psichica. Io trovo che,
dirigendomi da questa parte, mi in¬ cammino bensì su di un viottolo appena
tracciato, ingombro di sterpi e spine , pieno di trabocchetti ; ma sentcT che i
miei piedi posano su di un terreno solido, veggo che co¬ steggio la strada
maestra della scienza sperimentale e della filosofia naturalistica: non ho
sotto di me le sabbie mobili o le pantanose, su cui si eleva a stento la
impalcatura barocca dello Spiritismo ; e neanco mi assorda e accieca il vento ap¬
portatore di nebbia che turbina giù dalle tre o sette “ sfere „ dell’Occultismo
teosofico. Genova, 2-3-4 marzo 1902. SERIE IV.
Le sei sedute date da Eusapia Paladino a Genova, nell’ inverno
1906-1907. PRELIMINARI Mia ripresa degli studi sulla
medianità, e programma delle nuove sedute. I. Perche ho smesso e
perché ho ripreso l’argomento. Dopo un intervallo di quasi cinque anni,
durante il quale ho messo in disparte tutti i manoscritti delle mie Note sulla
medianità di Eusapia Paladino e sullo spiritismo in generale, mi accingo
nuovamente ad esaminare i fenomeni prodotti dal famoso medium Napoletano.
Due ragioni principali mi avevano dissuaso dal pubblicare durante questo
periodo di tempo quelle Note, come avevo promesso ed annunziato. La
prima, una ragione estrinseca. — Le polemiche gior¬ nalistiche scoppiate nel
1901-2 attorno allo spiritismo in genere e alla Paladino in particolare, e
nelle quali s’erano accapigliate, da una parte la incompetenza presuntuosa e
sarcastica dei negativisti a tutta oltranza, dall’altra il fana¬ tismo
semi-settario dei credenti di facile contentatura, non incoraggiavano un uomo
di scienza a entrare nella mischia. C'era il pericolo di vedersi mal compreso
in ambo i campi contendenti: e ho preferito di ritrarmene, rimandando il mio
intervento nel dibattito a epoca più opportuna. I
270 PSICOLOGIA e SPIRITISMO, II bis 10 e
seti ietto d'uii esame’imiiarziale def fitti' oSnltato 8enoino più che
bastevole delle teorie • n, J? \ d U"a C0,10S('enza la mia coscienza
di psicologo Vè ’ ? ,ssato un P0’ di tempo, dubbio di non avere invescato Ilf
SOfrg,ere davanti il austero, mentre irli studi teori,.; d metodo abbastanza
titillati ioi venivano Convincendo l“^Ì'ha”S» ntava una grande
ponderazione Ho detto Ino- gg ° me‘ che bisognava rivedere i c0„„ ■
alloia a me stesso seminare le **££5 >* P™». ri- mi sono messo,
volontariamente in sdii!0'" Pl0Pne; 6 cosl Attendevo l’occasione ri; ’• n
sdenzio ed in attesa. -Paladino, gi.ediè altri medl.^SSi" ““ti' “““
T '* medianità. Alludo specialmente “el Vestibol° della genti, agli
incarna^ TbeTo ta P.81C0^fi- « veg- m questi ultimi anni: la loro fio! !™
dl esaminare sommo interesse per la n«ipr i • nomen°l°gia è sempre di ma
d’ordinario è disgiunta da ® 6 suPerno|male, lergia, telefania anirorfi
,„ ò C ■ eletti fisico-meccanici (te- amio avviso la norzfónl’
'natenallzzaz‘oni)che costituiscono più scientificamente
atiliS"ead!rSK5to^bÌ-e-?-PerCÌ6 E intanto nel campo della Metansirh
• spiritismo», notevoli avvenimenti che l„nnn ? S1 SODO succeduti
l’attitudine, cosT dei vecchi adente° " SU° rigUaado come di molti
scienziati nei- In ^ d®‘ c oUnnar! spiritisti, sari o dispregiatori di
questi °StlDatÌSSÌnii avve>- spMLTistrhanncfavuto^caslonelires f
^ fenomeni * psichici ZZT 6Sam,nare e di descrivere Medi potentissimi,
comTfl bSt di'S 6 sign,ificanti- di S. Francisco, la Piner di «ini ^ 1
Melbourne, il Miller “Dama mascherata» di Berlino k Tho epper dj Boston, la
Virginia e l’Aiscba di Vili n 3 bompson di Londra, la gnorina Carme* À ^,,1“*“?
Algeri, la si- Doliti di Roma, la sSa Pfl],? °na’ 1 Eandone ed il meglio dal ^
nnhblf3 Paladlno- so”° stati conosciuti diana; e quafcuno di ell ^6" “fT
della stampa quoti- ritistica dove fino allora imenivl"^ hlVltata cercllia
spi- autorità scientifiche di indi.? V3’ S è lasciato osservare da •a
V~«. R'”"’ Vero è che intanto sono morti alcuni medi famosi,
fra cui la Fox-Jencken, lo Slade, la Rotile, mentre altri si sono ritirati
dall’agone, come la D’Espérance, non senza lasciare uno stra¬ scico di dubbi e
di reticenze sul loro conto; verissimo è pure che si sono ripetuti gli
sconfortanti smascheramenti di altri medi spettacolosi a “ materializzazioni „,
quali Eldred e Craddock, e che i grandi fenomeni di Algeri sono stati inquinati
dal- l’auto-confessione (evidentemente falsa) d’nn presunto “ com¬ pare
Tuttavia, l’incondizionata fiducia dimostrata dagli adepti verso gli “ apporti
„ archeologici di Bailey e verso i “ fantasmi „ di Miller, verso le
incarnazioni della Smith, verso le rappresentazioni coreografiche e musicali
delle me¬ dium ipnotiche Maddalena e Nydias, e verso le clamorose esperienze di
telepatia teatrale dei coniugi Zancing (per non citare che i fenomeni più
impressionanti arrivati a cono¬ scenza della massa dei lettori); la sfida
lanciata nel 1906 dallo spiritista arcidiacono Colley al prestidigitatore Mas-
kelyne, seguita dalla condanna giudiziaria di costui ; il viaggio aereo,
fantastico ed ineomprensibile, di due ragazzi in Ruvo delle Puglie; le numerose
case infestate o fanta- smogene discoperte nei luoghi più diversi, e con esito
procla¬ mato negativo (?) rispetto alle cause dei rumori, dei trasporti di
oggetti e delle sassaiole; la manifestazione, più o meno sicura, del reduce
spirito di Hodgson.... ; queste e altre simili vicende dello “ spiritismo „
recentissimo hanno rivelato i progressi di una corrente ormai irresistibile di
credenze, e l’esistenza reale di una categoria inesplorata di fenomeni na¬
turali su cui la scienza deve pure, presto o tardi, pronunziarsi. Sotto
il riguardo delle dottrine psiehicistiche, se purtroppo sono morti in questi
cinque anni parecchi degli illustri che hanno esercitato un ufficio culminante
nella loro diffusione e, fortunatamente, nella loro depurazione dai vieti dogmi
daviso- kardechiani, fra cui il Mtehs, I’Aksaiìoff, I’Hartmann, il Sidgwick, il
Thuby, I’Hodgson fra gli scienziati, il Chiaja e il nostro Vassallo fra i
propagandisti, si è avuta poi in compenso l’apparizione di un’opera di
primissimo ordine, quale V Human personnality del Myers ; si sono prodotti gli
studi del Richet sulla xenoglossia o parlata medianica di lingue sconosciute,
quelli dell’esimio fisico Branly sulle ra¬ diazioni umane, del Blondlot e dello
Chabpentier di Nancy sugli effimeri o dubbii raggi V, del col. De Rochas e del
Mangin sulla mimica e sulla memoria regressiva nell’ipnosi; sono usciti alla
luce gli ottimi libri, del Bozzano sull’ an¬ tagonismo fra la ipotesi spiritica
e alcune teorie scientifiche, gato'ria Klitt i«7«-
§§S§fg|git iillspssssg sciando nella loro rrlorin ì A-MB-8’
®0HI.LLER e Bebgsos (la- a-jiara sfià^^sSEti
&S*35££&*%£& ?°‘ ■' guaste sedute, cbe avrebbero dovuto
essere di u:s,r?:™rt,.v“"ìcai0 111 rff“™ .-«uXrss: Spu “ m“ SJK25A
«c“h!è di trucchi „ . 6 che iu ltoiua brillanti giornalisti avevano
assunto il còmpito di battere in breccia la “ superstizione spiritica „. Ora,
quando la stampa più seria si impegna a fondo in una questione astratta,
lontana dalle consuete preoccupazioni politiche e sociali, e senza rapporto
alcuno con le vicende della cronaca quotidiana e mondana, se ne desume che una
nuova e forte corrente di idee s’è formata e che il gran pubblico vi presta
attenzione. Qui poi, dati i prece¬ denti del Corriere nella precisa questione
della fenomeno¬ logia di Eusapia, sulla quale gravita ancora l’accusa di
trucco, lanciatale da E. Torelli- Vtollier e così fortemente ricalcata dalla
Commissione di Cambridge, l’atteggiamento del grande giornale milanese era, per
sé solo, un indice della importanza del momento storico per lo Spiritismo. 11 nostro còmpito non è agevole. Ci si
chiede, infatti, di arrivare almeno a risolvere il problema iniziale della
media¬ nità di Eusapia: cioè se i “ miracoli „ che le si attribui¬ scono, siano
genuini e veridici; e qualora tutti i fenomeni non lo siano, giacché per
confessione sincera dei suoi apo¬ logisti la impostura consapevole e la
simulazione incosciente dell’isterica vi hanno la loro parte e vi si mescolano
inaspet¬ tatamente alla, verità, noi dovremmo almeno stabilire quali tra i suoi
“ fenomeni „ siano verosimilmente gli autentici. Noi non ci piglieremo
certamente l’ufficio di un tribunale d'appello, anche se Barzini dovrà o potrà,
per mezzo del suo autorevolissimo e diffusissimo giornale, influire sulla
pubblica opinione. Per conto mio mi dichiarerei soddisfatto se con queste nuove
esperienze giungessi a consolidare le opinioni che mi sono formato nelle sedute
del 1901 e 1902: io non ho intenzione di darmi alla propaganda in prò' o in
contro d’un determinato modo di pensare a riguardo dei fenomeni me¬ dianici.
lant è, le credenze o le opinioni su questo subjetto mi sembrano del genere di
quelle religiose o filosofiche: ognuno crede o giudica in conformità del suo
temperamento. I iò che a me preme è di convincere o di disingannare il
mio signor Io: ciò che mi spinge a scrivere è di spiegare quanto sia stato
lungo, e torse tortuoso ma sincero, il pro¬ cedimento empirico e logico pel
quale io sono arrivato al presente mio stato di credenza. Morselli,
Psicologia e Spiritismo , E mcomprensibile coree ci si trovi sempre in un
atteg¬ giamento di lotta, non già circa alla spiegazione, bensì circa alla
realtà dei così detti fatti spiritici dopo un sessantennio da che sono stati
visti e toccati, descritti e illustrati da una toìla di persone comuni e di
personaggi esimi. Eppure, è così: tanto che il programma delle nuove mie
osservazioni sulla mediamta della Paladino, volendo da un lato rispondere alle
esigenze di questo momento storico, dall’altro informarsi ai principi di un
metodo sperimentale ragionevolmente graduato, dovrà concernere, in primo e
particolar modo, la realtà e la autenticità dei fatti: in via subordinata, e
solo quale possi¬ bile coronamento della indagine, potremo avanzarci forse
verso la discussione delle spiegazioni ipotetiche e teoretiche dei fatti
autenticati. Ora, stabilito lo scopo generale della ricerca, ci si sono
parati davanti vari problemi di tattica: — come, dove, con quale procedura, con
chi, e fino a qual punto sperimentare? Ma prima di esporre o di
formulare un programma di ricerche, c è un quesito da guardare risolutamente in
faccia- — è possibile fare dello sperimentalismo senza un’idea che serva da
filo conduttore? ossia, è possibile studiare i fatti spintici „ prescindendo
dallo “ Spiritismo „ ? Fra i negatori e gli asseveratori egualmente
affaccendati per diminuire o per esagerare la verità, fra coloro che si
compiacciono esclusivamente nel teorizzare o che disprezzano Je ricerche
metapsichiche perchè non si può eseguirle con metodo propriamente scientifico,
io sto nel mezzo. Penso anch m col filosofo umanista e pragmatista F. C.
Scuillbr che convenga raccomandare agli spiritisti di applicarsi un po di piu
all elaborazione psicologica della loro ipotesi, in luogo di meravigliare gli
spettatori colle stranezze dei feno¬ meni e con la debolezza delle loro
argomentazioni „ (“ Proc. S. • p. u. „, XVII, p. 251); ma non vorrei poi
spingerli troppo verso le sconfinate terre dell’ipotetico. I “ fatti „
medianici sono cosi poco conosciuti nel loro determinismo, per l’ap¬ punto,
psicologico, che mi parrebbe più prudente arrestarci per adesso a vederli nel
loro stato di “ spettacolo „ soltanto introducendovi più ordine e più
esattezza. Le sedute “ spi¬ ritiche „ nella condizione attuale del dibattito,
sono una penosa necessità. Aveva forse ragione I’Hutsmans di chia¬ marle
crudamente “ les goguenots de VAu-de-là „ contro chi pretende trarne illazioni
spiritualistiche e principi filosofici, cosmologici ed etici ; ma insomma, come
e dove studiare i medi e i fenomeni medianici fuori della loro procedura
tradizionale e consuetudinaria, e fuori dei loro “ circoli „ ? Senza
dubbio si uscirà una bella volta dall’empirismo “ spiritistico „ ; chè gli
stessi spiritologi, non avendo più paura degli apparecchi e processi scientifici,
mostrano ora di desiderarli, anzi tanno pompa delle loro concessioni al metodo
sperimentale. Infatti, scrive egregiamente il Flournoy, “ non spetta agli
scienziati di abbassare le esigenze rigorose di questo metodo per agevolare la
ammissione di fatti stra¬ ordinari e ancora contestati: spetta a questi
medesimi e ai loro difensori di forzare, se lo possono, le porte del tempio
della scienza con un raddoppiamento di prove evidenti ; e nell’attesa del
successo , di tollerare l’altrui scetticismo perfettamente legittimo». Ciò
nonostante, nell'uccostarci ai fenomeni di mediumnismo dobbiamo ancora
ricordarci della loro storia e del modo con cui, sotto la spinta dello spiri¬
tismo, si sono fin qui effettuati e sviluppati: il mediumnismo, qualunque ne
siano la natura e la genesi, ha figliato, cor. le ragazze Fox e con i loro
epigoni, la dottrina spiritica, ma poi ne è stato assorbito; ed una seduta di
medianità, anche se tenuta in un circolo di uomini di scienza, ha sempre un po’
dei prischi caratteri di un “ rito spiritico „ (G. Morelli). Io sono,
pertanto, con Baudi di Yesme quando scrive che fa¬ cendo della metapsichica
bisogna ritenere la tesi spiritica, ma semplicemente come uno strumento di
lavoro, per giungere a discernere il contributo della “ intelligenza „ entro ai
feno¬ meni, e particolarmente a stabilire di dove essa provenga; il che
significa puramente e semplicemente fare la “ psico¬ logia dello spiritismo ».
È ciò a cui fin da principio homi¬ rato con queste mie Note. Avevamo
dinanzi a noi due metodi principali di ricerca: 1" osservare i fatti
nella loro produzione spontanea e assistere, per cosi dire, passivamente alle
manifestazioni della medianità eusapiana, annotando le circostanze tutte in cui
avvenivano. — Ed è il metodo ordinariamente fin qui se¬ guito in questi studi,
dove si tratta di funzioni automatiche la cui scarica, secondo gli specialisti
in materia, deve per ora essere lasciata libera da ogni sorta di coercizione :
lo stato attuale della Metapsichica obbliga spesso ad accettarle senza discussione,
come a me è toccato di fare nelle sedute descritte precedentemente ; 2°
sperimentare sui fatti, studiando possibilmente le manifestazioni medianiche
secondo regole prestabilite, sia col preparare e mutare opportunamente le
condizioni fa¬ vorevoli o sfavorevoli alla loro produzione, sia dirigendo l’at¬
tività del medium secondo linee determinate. — Ed è questo il metodo
schiettamente scientifico, sotto la cui egida vor¬ rebbero gli studiosi
pronunziarsi in ordine alla realtà ed estensione del mediumnismo ; ma per
applicarlo in tutta la sua interezza vi sono stati fino ad ora (salvo due o tre
ec¬ cezioni) e fortissimi si mantengono vari ostacoli che ogni proponimento di
scienziato non riesce a superare. Li ho piu volte indicati, e non li ripeto.
a Avremmo ben voluto sistemare, nell occasione, una serie di esperienze, vere e
proprie, tanto coll’utilizzare tutti i mezzi di cui oggi dispongono la
fisiologia e la psicofisiologia, quanto col mutare deliberatamente le
condizioni di produzione dei fenomeni. Non è difficile, per chiunque abbia
conoscenza anche mediocre dei processi sperimentali, stendere un pro¬ gramma
ben nutrito di studi. a) Una prima serie di indagini dovrebbe rivolgersi
allo stato somatico-tisiologico del medium avanti, durante e dopo l’accesso
medianico di ‘ trance „, stabilendo minutamente le modificazioni che si
avverano nelle sue attività funzionali (cii colo, respiro, ricambio materiale,
disassimilazione, ter¬ mogenesi centrale, termometria cerebrale, ergografia,
dinaino- metria muscolare, e possibilmente bioelettro- biofoto- e ,bio-
magnetogenesi, psicometria, stenometria bio-psichica, eec. i. b) Una
seconda e simultanea serie di ricerche prenderà di mira le contingenze
esteriori, le manifestazioni in atto e gli effetti della medianità. Si
comincierà col porre il medium in condizioni tali da impedirgli ogni frode, o
isolandolo o cir¬ condandolo di apparati discopritori. E questo si otterrà
colla eliminazione del gabinetto nero e della “ catena tiptica „ ; con la
abolizione del controllo, che si riduce ad una coerci¬ zione piu pei vigilatori
che pel medium ; con l’uso di sedie, sgabelli isolatori e tavolini con suonerie
elettriche o coi loro piedi in astucci isolanti, oppure a sospensione
dinamometrica; col disporre uno sfondo bianco ben rischiarato, gabbie e reti
divisorie, oggetti spalmati di sostanze rivelatrici d’ogni tocco colposo di
mani e piedi; infine, col ricorrere al rivestimento completo del medium con
abiti nuovi, ecc. c) ' passerà poi ad applicare ai fatti di telergia
strumenti automaticamente registratori, come tanti ne pos¬ siedono d’uso
oggimai comunissimo i Laborat.orii fisiolo- g ci e psicologici e le Cliniche
(chimografi a cilindro af- fu mato girante, miogratì ed altri consimili
apparecchi .» penne inscriventi, diapason elettrici e segnali di
Desprez, interruttori a leva, anemografi pel “ vento „ spirante dal gabinetto,
schermi fosforescenti, bilancia di Mosso per le oscillazioni del peso del
medium, ecc., ecc.). ri) Da ultimo, si sfrutteranno più largamente che
sia possibile, come ha indicato Carlo Riciiet, le azioni chimiche delle varie
sorta di luci, disponendo tutt’attorno macchine fo¬ tografiche o
cinematografiche ad obiettivo aperto, fissando in¬ terpolatamente o
continuatamente sulle loro lastre sensibili tutti i prodotti, visibili o
invisibili per gli occhi, della bio- radioattività e della teleplastia
medianiche (fiammelle, au¬ reole e radiazioni luminose, dislocamenti e voli di
oggetti, materializzazioni, fantasmi, ecc.). Ogni investigatore può a piacere,
o conforme ai suoi in¬ tenti. sbizzarrirsi in preventivi c tentativi di questo
genere; e la storia delle spiritismo e psichismo ne insegna molti e
variatamente disposti. Perocché, oltre ai primi congegni fisici per lo studio
dei tavolini giranti e dei moti incoscienti iHare, Faraday, Babinet, Thury, De
Gasparin, ecc.), il Crookks dal ’7l al ’74, il Buttlerow e il Mendèliei k nel
'76, il Lodge più presso a noi (“ Proc. Soc. f. p. R. „ ’93), I’Encauhse-Pamjs
(“C.-r. Congr. intera. Psych. „ ’900), il d’ARsoNVAL (“Bull. Inst.
Psychol.„,’05)), il Riciiet, I’ànastay, lo Joiiie, il Boirac, il Delanne
stesso, hanno gettate le basi e dettate le norme per una ottima organizzazione
dei Laboratori per le ricerche psichiche. Non ci sarebbe altro che metter quei
dettami in pratica e avvalersi dei loro procedimenti cosi ben coordi¬ nati e
dei loro apparecchi di verifica per fare del * media- nismo (= spiritualismo !)
sperimentale,.... Ma data l’antipatia misoneistica verso la scienza dei
medi in genere e della Paladino in ispecie (pur essendo costei, da anni, la più
accessibile all'esame scientifico), una cosa è il progettare ed altra è
l’eseguire. In dicembre 1906 noi non abbiamo trovata Eusapia gran che più
propensa a lasciarci “ sperimentare „ secondo il nostro desiderio ; la sua
arren¬ devolezza di fronte ai processi e strumenti scientifici era al¬ quanto
maggiore che nel 1901-2, ma non era assoluta. Abbiamo, dunque, dovuto
fare di necessità virtù, e salvo alcuni espedienti, che a tempo e luogo
indicherò, rinun¬ ziare al grosso elenco di “ Procedimenti tecnici per lo
studio sperimentale bio-psicologico della medianità ,, che io avevo, con tante
speranze, preparato. Dall’altro canto, non bisogna poi credere che, toltane la
verifica materiale del fenomeno e una maggiore determinatezza delle nostre
cognizioni in pro¬ posito, questi procedimenti di tecnica fìsica e fisiologica,
queste registrazioni grafiche penetrino a fondo nelle viscere dell’e- nigma le
quali sono di indole e genesi schiettamente psicolo¬ giche. Che cosa si è
ricavato a riguardo dellanaturadel pensiero dalle tante indagini sulla chimica
del ricambio o sulla tem¬ peratura del cervello? Che cosa ha dato il metodo
grafico, tanto prediletto ai fisiologi, di fronte al problema della spon¬
taneità del movimento negli organismi vivi o della sua deri¬ vazione dagli
agenti fisico-chimici? Non facciamoci illusioni sulla possibilità di
ricondurre i fenomeni medianici, che sono, alla fine, fenomeni esclusi¬ vamente
bio-psichici, ad elementi meccanici mediante pro¬ cessi meccanici ; il vero
positivismo non si deve più confon¬ dere con questo ormai decaduto materialismo
empirico e gretto dei tecnici da Laboratorio (io lo combattevo or sono quasi
trent’anni, fondando a bella posta la mia Rivista rii f ilosofia scientifica).
Anche considerando il problema del medianisino come esclusivamente fisiologico
• — il -che non è, essendovi una più larga e intima partecipazione della Mente
che non della Vita basterà riferirsi all’aurea mas- sima metodologica, che un
distintissimo biologo, Max Vkii- vvorn, ha dettato per la fisiologia generale,
ma che io applico, mutatis mutanti ix, alla metapsichica: — ‘ Non esiste
nessun metodo speciale; ma è buono quel metodo che conduce diritto allo scopo.
I metodi vanno scelti secondo 1 problemi, non già i problemi secondo i metodi!
Non e il metodo che qui sia unico, ma il problema; e per risol¬ verlo, lo
studioso deve ricorrere a ricerche diverse, alle chimico- fasmhe e meccaniche,
alle fisiologiche, alle psicologiche, alle storiche, ed alle filosofiche in
egual modo, secondo che lo esige uno scopo speciale : ma tutte queste indagini
devono tendere ad una mira sola . ,... &ÌV indagine della medianità (Cfr.
Altqem Biologie, I, § 3). * Ciò che in verità il nostro gruppo
desiderava, era di oltre¬ passare la sfera delle semplici e per noi oramai
monotone azioni fisico-meccaniche (sebbene, costituendo esse gli elementi più
strettamente obiettivi della medianità, siano sempre di sommo interesse per lo
studioso): noi tutti ambivamo di pe¬ netrare meglio nel santuario della nuova
religione eveme- ristica, e ci proponevamo di seguire docilmente, ma ocula¬
tamente la Paladino, qualora anche ci avesse condotti verso quelle evocazioni e
comunicazioni “ spiritiche „ da cui sembra che aborriscano gli stessi
psichicisti, o per tema di figurare troppo ingenui, o per reticenza dettata da
pregiudizi “scien¬ tifici Ed Eusapia, come si vedrà più avanti, ha infatti ten¬
tato di introdurci oltre il vestibolo del suo barocco tempio ; ma anche
stavolta la Pitonessa ha rivelata tutta la miseria della sua inspirazione
pseudo-spirituale. III. Il nostro ambiente sperimentale. Il
gruppo di sperimentatori questa volta è più ristretto: si compone di me; di L.
Barzini; del dott. G. Venzano e di E. Bozzano, la cui competenza ili metapsichica
è ormai sta¬ bilita; del pittore italo-argentino Alfredo Berisso e della sua
sig.” consorte, in casa dei quali terremo le cinque o sei se¬ dute della
presente serie. La scelta del luogo ci aveva da principio un po’ preoc¬
cupati. Il “ Circolo Minerva „, dopo la morte di Vassallo, si trova disciolto
o, per lo meno, non ha più sede propria. Avrei ben voluto che le sedute si
effettuassero stavolta in un locale neutro e di carattere scientifico, per es.
nel La¬ boratorio di psicologia sperimentale annesso alla Clinica
neuropatologica e psichiatrica da me diretta ; ma questa ri¬ siede nel
Manicomio, ed Eusapia certamente vi si sarebbe rifiutata, anche se noi fossimo
andati incontro al sarcasmo degli ipercritici che avrebbero probabilmente
parlato di “ cose d:”matti „. D’altronde, non è facile nè comodo sistemare in
una abitazione privata una sala per sedute medianiche con tutto l'arredamento
consacrato dalla tecnica tradizio¬ nale. Abbiamo pertanto accolta l’offerta dei
signori Berisso che mettevano il loro alloggio a piena nostra disposizione per
il tempo che fosse abbisognato, e che si incaricavano di darcelo pronto il dì
dell’arrivo della Paladino. Non avremmo altrove scelto di meglio. Una
ragione validis¬ sima per accettare era che il medium aveva già dato sedute
ottimein quella casa; e ormai noi sappiamo come giovino alla medianità l’idea
autosuggestiva di potere e il sentimento consecutivo di fiducia. Inoltre,
l’alloggio esibito ci presentava condizioni favorevolissime: un quartiere eccentrico
e tranquillo della città; una casa di nuova costruzione, e però senza vecchi
ànditi ed armadii a muro che la potessero rendere sospetta ;
280 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II un quinto piano,
ossia ad un’altezza tale dal suolo da esclu- dW^o 51 tradrnt° dal lat0
delle 'ina sala d angolo, con un solo uscio verso l’anticamera, e perciò
age¬ volmente sorvegliabile. Xe dò qui la descrizione che vS per tutta questa
serie di sedute! La sala misura metri 4,65 per lato, ed è abbastanza
canate pel nostro gruppo: ne furono asportati quasi tutti i mobili tranne un
grande pianoforte a coda che ne occupano angolo e che potrà servire a
esperimenti di telecinesia (suoni a distanza)! Pianta della Sala e
disposizione iniziale della “catena nelle sedute di casa Berisso
(Genova). /ngr&so medmn.Vo rP°Stf fra..le.due
finestre costituisce il gabinetto “eh usO dalle6 dalle d,ie sopratende, e in
avanti mando nnd ? COr.tlne nCre Peud°nti dal soffitto, for-
L’uscio Hfi • ,m° SpaZl° c,eco ‘"angolare, di m. 1,65 per lato. n “ dl
lnoresso, chiuso a chiave all’arrivo d’Eusapia, verrà che in O snggeHato da me
con spago e ceralacca: noto però nVl f, er,T’ °'tre ai due coniu^. non c’è che
una gio- SdA““?P“rtS,r*™ r"eg‘“ in «- eleuirT0"? ,interna
h da‘a principalmente da lampade elettriche, di cui tre sospese al di sopra del
campo di opera- Morselli, Psicologia e Spiritismo ,
IL Tav. XV. Eusapia Paladino nel 1907. (Da una
fotografia del Doti. A. Hehi.itzka di Torino). h Azione: una a luce
bianca, dell’intensità di 16 candele - una a cLc°una8(oÌtre aT
altrMamp'adal-ì' p^ee’sUtenti* iE t ' reti di contro); ma tra le ante delL CS
flit™ L° ìalotto^DVdinario rnÌSCe UD moderatia««o rischiaramento <lel
salotto. D ordinario non opereremo mai in oscurità completa- res era
sempre accesa o una stufa mobile ad"l Tirano del uscio, o un lum, no da
notte situato sotto il pianoforte ’fd"e p.1" che sufficienti a
permetterci la visibilità dei con- torni e ì chiaroscuri delle persone e delle
cose. domanda T v°lendo soddisfare l'insistente (lomamla tattaci
dalla subcoscienza di Eusapia coi cinque collii fo. carità.) , ci siamo spesso
trovati nell’imbarazzo, non rii di m0,/erare e *nd"°r'
convenientemente la luce Trasportando or qua ed or là per la stanza la stufa ad
alcool al riparo delle portiere delle sopratende o di un para- TOdi
’fAv°rTd° a ce,Uense con un paralume circolare fatto di van, togli di grossa
carta giallognola da imballaggio abbiamo ditXmÌr,fnrante C 861 8edute-
una varietà notevole di gradi d, .Hum, nazione; y»„l( mai, il buio completo.
S’intende perciò che eccetto i rari momenti di tenebra da noi concessi a^ Em
sapia, massime m principio di seduta allo scopo di ‘ allenarla noi ci siamo
trovati quasi sempre in condizione da poter eser¬ citare le nostre facoltà
visive sui fenomeni; e questi sono ac¬ caduti anche in piena e viva luce. E una
circostanza che andava fin da ora annotata, dappoiché le nostre sedute mirano
parti¬ colarmente a dissipare alcuni dei dubbi insorti fin dal principio
latrice'de]lb„ióandl "7™ W sulla efficacia tute- latrice del buio
per i trucchi della Paladino. Il tavolo medianico, appositamente
costrutto, pesa chili 3 600- di fianco al gabinetto stanno un altro tavolo,
pesante chili 10 300 ed un piedestal o di chili 8.600, per la macchina
fotografica Alcuni dei soliti oggetti prediletti da ‘ John perché non Io
costringono a grandi sforzi di imaginazione creativa ossia campanello
tamburello, chitarra, trombetta da fiera, palla di gomma, bottiglia e
bicchiere, funicelle, arancii, giocattoli a ma novella (carillon,), eco., sono
collocati qua e là per la stanz'a sul fuori 0dXgportataUddl UDa
8?7Ìola,entro <• gabinetto; e tutt iuon della porta a di mano del medium.
Abbiamo poi il con¬ sueto vassoio colla plastilina molle per le impronte Ual
mio Laboratorio psichiatrico io ho recato un metronomo afi’umata,Zm,n di6
eUnCaV un ,cilindr0 Sirante rivestito di carta resc“nti dft?lano’ carte
cosparse di sali fluo¬ rescenti,... tutta apparecchi atti a registrare i
movimenti delia m.dium e degli oggetti da essa influenzati, segnalandoceli al
bum, o conservando le loro traccie in curve grafiche in 'o rnell W^'06,
eeU' grossa stadera con piatto’ à biHco sta nell antisala per pesare Eusapia
prima e dopo della seduta. Tre macchine fotografiche, con obiettivo ad
otturatore, sono apprestate in diversi punti della sala: quella già accennata a
destra del gabinetto, un’altra sul pianoforte di fronte ad Eu- sapia, ed una
terza da disporre secondo gli eventi. Alla spal¬ liera della seggiola di
Eusapia io ho fissate fortemente con più nodi di cordicella due aste (bacchette
da pittore), le quali so¬ sterranno al livello dell’occipite del medium una
scatola erme¬ ticamente chiusa e contenente una lastra sensibile al bromuro
(chàssis) ; noi tenteremo così di fotografare lo 4 radiazioni neu- riche che
per avventura sfuggissero dal cervello d’Eusapia durante le sedute. Col
medesimo scopo, io ho preparata una lunga striscia di pellicola sensibile
ricoperta da cartone e ne faremo corona attorno al capo del medium durante
l’estasi. Fino dalla prima sedata io e Barzixi sediamo al
controllo, io iì sinistra, Barzini a destra della Eusapia: l’assistenza ha
deciso che noi due avremmo funzionato da invigilatoci durante tutta la sene e
occupato sempre il medesimo posto. A noi è parso che questa fosse una
condizione favorevolissima alla verifica dei fenomeni, giacché il troppo
frequente “ cambio di guardia „, quantunque domandato spesso da Eusapia sia in
veglia sia in sonno, è tutt’ altro che una ragione di si¬ curezza. Alle volte
sono chiamate all’ufficio delicato di con¬ ti ollori persone sprovviste della
necessaria resistenza di at¬ tenzione e, specialmente, della capacità di essere
ad un tempo oggetto di fenomeni e soggetto in osservazione. Intanto fin t a
pruno disporci in catena ho notato, con compiacenza, che L. Barzini, col quale
dovevo dividere il non indifferente peso della sorveglianza incessante sulla
medium, possiede una rara calma di osservatore: non perde mai il dominio dei
propri sensi; esercita un’inibizione tenace sulle proprie emozioni ; e nello
stesso tempo denuncia i fenomeni perce¬ piti con la sua invidiabile chiarezza e
concisa proprietà di linguaggio. Per questa ultima dote mi vien fatto qualche
volta di paragonarlo a Guy de Maupassant. Lo affermo subito recisamente:
noi due siamo sicuri, du¬ rante tutte le sei sedute, di cui narrerò in sommario
la fe¬ nomenologia, d’avere tenuto sempre nelle nostre le due mani distinte di
Eusapia, io la sinistra, egli la destra. In tante ore di contatto o di stretta
si vorrà ammettere che le nostre percezioni tatto-muscolari si sono talmente
affinate da rico- nosceie tosto, anche nel più completo buio ed in qualunque
moment ° della serata, i caratteri morfologici e la particolare motilità
automatica o volontaria degli arti superiori d’Eu- sapia. Per uno che possegga
qualche nozione di anatomia e antropoloffia o che abbia un filo di
attenzione, mi riesce incomprensibile l’inganno dello scambio di mani: una mano
sinistra è sempre una... sinistra, e avrà le dita, massime il 1)01 lice e il
mignolo, di ben facile riconoscimento anche al buio, essendo esse sempre
situate in posizione omologa, ma arrovesciata rispetto alla mano destra:
evieeversa. De resto la sorveglianza ci è stata agevolata da ciò che le mani’
di Eusapia son rimaste assai spesso visibili, dappoiché, come ho detto, ben
poche volte le abbiamo concessa 1 oscurità completa. E allo stesso modo
ciascuno di noi due era in irrado, dopo quel po’ po’ di esercizio, di
riconoscere il piede, fi ginòcchio e la gamba del medium affidatigli da la propria
narte: li sentivamo quasi esclusivamente mediante la pres¬ sione ed il contatto
di vicinanza ininterrotta, ma li abbiamo anche ispezionati spesso, spingendo lo
sguardo sotto il ta- ' °Eiisapia si è subito dichiarata soddisfatta della
nostra vigi¬ lanza meticolosa: data la sua ossessione della propria ven¬ ustà
di medium, la severità corrisponde al suo desiderio, come ho già annotato per
le sedute del 1901-2. Non 1 ab¬ biamo colta mai nell’atto di giuocarci il tiro
dello scambio ,li mano e di piede, tranne una o due volte che indicherò suo
tempo, ma che nella massa della fenomenologia da noi osservata in un totale di
ventiquattr’ore di seduta non ''"Non ' insister ò7apiù che tanto
sulla questione sempiterna del “ controllo Per chi ci crede capaci di
esercitarlo con costanza e con oculatezza, sarebbe superflua, io spero, ogni
ulteriore e inutilmente reiterata affermazione nostra di essere stati cauti e
desti; mentre per chi ci reputasse osservatori poco abili e naturalmente meno
astuti del signor critico, non riusciremmo a trovare frasi abbastanza eloquenti
per convin¬ cerlo della nostra capacità. L’ esperienza da me acquistata in
tante sedute “spiritiche, ed il paragone che ho potuto fare tra molti
investigatori dei fenomeni medianici, siano dilettanti o studiosi, siano
credenti o scettici, mi permette di affermare (senza tema di peccare di
immodestia) che io e Luigi Barzini costituiamo una ottima e sicura coppia eli
vigilatori per intelligenza ed accortezza; e sfido cln ci co¬ nosce
personalmente ambedue, di dire il contrario. Inoltre, si è convenuto che
anche le altre quattro persone costituenti la nostra ordinaria catena sarebbero
rimaste sempre nella stessa posizione: — alla mia sinistra Ernesto Coz¬ zano;
alla destra di Barzini, la signora Bensso ; di fronte ad A»«h.
qnMto retica, a produrre e *‘st a"ebbe giovato, in via teo- e Ja
regolarità del possi hi fé* n i','- tio 0^n0^re"el b;'1 dell’ambiente
dinamismo dei fenomeni * contributo personale al . ». codifica™ ™»
•~it. . b. asTi «'■'H» h. persone. Porse questo intervènto n i 6 SUe
sedute ^Itre fenomeni rilevanti che desidera" mn " g'0Vat° n da,'ci 1
mentare il numero degli astèntiTlo"^1'?-' ?Uando appassionati del
psichismo ei ivo- 0 sceglierli fra cultori per l’attività mediumnica de a
pILliè da stìmoI° nuita dal 1902 in noi Ad nini , Palesemente dimi- il
nostro proponimento di invta;!U°d°’ pu,'.con tali varianti, sulle produzioni
deffmedianl f E® C°n rig0re di nè ostacolato. aniU Eusapiana non fu
turbato, per me, neBWe cSraate'e rèff^-^t “I Sedute consiste> (e
quella di Barzini) tanto „n , ra(Ì01zata. la 'ma-opinione hir:sz
£S£&r*° sulla del « C0rr/«f ^st-rtèhTloaCOnt0’ PrÌma SU,le
co,on"e in un volumetto a paète ’ cte irTS a,Genova’ poi Plicità
dello stile difficilmente f!L b f. la legante sem- letteratura dello spiritismo
tcfi- “'VT U'11 “ella immensa P.„ Milano^' 1907)0 Per ciò ^do mond\d» >»^i
z|om dell’insigne pubblicista io «è™ -P C|lles,e Pubblica- nn conveniva
riprodurre nella lorn L"™* dubbio se Annotazioni da ine fatte sera nei- =
fo ?e"uma le molte colareggiata dei fenomeni cui assetava™* deSCrÌ2Ì0,ìe
P"*- raccogliere ancora i„ una snee.e ° .?°“ Pluttost° nostre
osservazioni comuni e delle •SlDt-aS1 *! f,.'utto delle di un confronto,
che sarebbe st «"e riflessioni. In vista qualità di scrittore* “me*L „ °
per le descrivere ordinatamente anche If c ■ PufS° dl rmnnziare a
ladiniane: ripeterei male ciò che il mio k*”6 ""e SeLrate Pa‘ con
quella sua ammirabile capaci tH i a d°Uo colan m modo tacitiano 1,„P ,,
dl descrivere i parti¬ ne costituisce l'essenziale “ trascura>-e di ciò
che ir," •“ -w. ..iot- per esaminare volta per volta i diversi
aspetti teorico-pratici della dottrina spiritica. Da un lato, sarebbe
dannoso alla intelligenza dei fatti non tenere divise le singole sedute,
giacché ognuna di esse, e per le condizioni fìsio-psiehiche del medium e per
quelle dell’assi¬ stenza, ha sempre una fisionomia speciale, nonostante il
fondo uniforme del mediumnismo. D’ altro lato, una minuziosità eccessiva
trasformerebbe quest’ultima parte dell’opera in una successione di processi
verbali, che si stenterebbe a leggere e gustare. E preferibile trattare i
fenomeni nel loro insieme, quali intuitivamente il nostro pensiero li
concepisce collegati da relazioni di natura, di causa e di determinismo fisico
e psichico ; ed è meno fastidioso vederli sfilare in gruppi omo¬ genei o
similari, illuminandoli volta per volta con qualche chiarore di sintesi, pur se
questa contenga un principio o un conato di interpretazione teorica. Siano
bensì i fatti alla base d'ogni ipotesi o dottrina; ma dove la ricerca non muove
da idee, o non conduce ad esse, si farà del tecnicismo o del¬ l’empirismo, non
della scienza. Mi ricordo d’avere proclamato questa necessità di idealiz¬
zare l’ indagine sperimentale fin da quando facevo i primi passi nella mia
lunga carriera di scrittore (p. es. in Esperi¬ mento e Scienza, Modena, 1871).
Spero che, almeno in questo rispetto, gli spiritisti, che avrò ipercritici
esasperati, non mi accuseranno di contraddizione, essi che si protestano “ spe¬
rimentatori „ (?), e poi son così lesti a salire dalle povere loro sedute
tiptologiche alla cima di colossali costruzioni teo-cosmo-filantropiche, come
si scorge, ad esempio, in quel libro di Eugenio Nus ( Choses de l’autre monde,
1880), che è stato per un pezzo, ed è tuttora, uno dei loro Evangeli.
Genova, gennaio 1907. ^v- LA SEDUTA (27 dicembre
1900). Compendio della serata. Beri s so °S«ri ’ »
-troviamo Puntualmente in casa scusso, Lmigi Barami arriva da Milano- lo •
, -- ss c La serata del 27 può essere divisa in tre narri-
noli» ptzsrs r* “nrr n— nate: si vedrà Z Z T™ del1?- manife^oni
otte- il potere medianico della pZìTsì^ ■*- sa.«ta un munire
nótoo°._J “t” S“tlto ‘««e '» Wi»"» il fremito , le
,fcoKli<^„ fenomeni accertati in catena 287
2. Movimenti e levitazioni del tavolino. — Dei movi¬ menti oscillatorii e
sussultorii, degli innalzamenti parziali del tavolino e dei suoi scuotimenti
espressivi, ora in moto di collera ed ora di ilarità, non è più il caso di
parlare: quanto alle “ levitazioni „ se ne produssero varie, alcune della
durata di parecchi minuti, e anche senza contatto delle mani: tutte in
condizioni assolutamente incriticabili. 3. Moti, spostamenti e trasporto
di oggetti senza con¬ tatto. — Dapprima la seggiola che avevamo collocato entro
il gabinetto, a l'",10 dal dorso di Eusapia si è smossa e col carico degli
oggetti che vi avevamo collocati sopra (circa chili 6) ha strisciato sul
pavimento ed è venuta a toccarci i gomiti. — Indi ne sono partiti e volati, per
così dire, verso di noi la trombetta, la bottiglia, il bicchiere, il
giocattolo: li vedevamo nella penombra spuntare traverso le tende, ora venendo
da sè nelle nostre mani protese ed ora cadendo in mezzo al tavolo. Un certo
momento (al debole chiarore della stufa) abbiamo visto la bottiglia, spinta o
portata da una specie di prolungamento della cortina nera, uscire con violenza
tra me ed Eusapia, la cui inano sinistra io controllavo, e posarsi con forza
sul tavolino. — In se¬ guito la seggiola del gabinetto si è data alla sua
abituale escursione: con un faticoso giro essa è arrivata sopra la testa del
medium, poi è discesa sul tavolino, indi, passando tra il medium e Barami, se
n’è tornata al suo posto. 4. Picchi entro il gabinetto e sui mobili
circostanti. — Di questi sopratutto la mia seggiola, nelle zampe posteriori e
sull’impagliatura, è stata presa di mira dall’invisibile “ picchiatore „.
5. Gonfiamento della tenda nera e vento freddo dalle fessure delle cortine. —
La “ brezza „ non mi è parsa così forte e fresca come nel 1901 al Circolo
Minerva. 6. Tocchi e colpi di numi invisibili. — Più volte mi sono
sentito palpare da mani e dita nettamente percepibili sul braccio, al fianco,
sulla spalla di destra. Una grossa mano mi ha battuto energicamente e più volte
sulla regione scapolare. Anche E. Bozzano, che è lontano lm. 50 da Eu¬ sapia.
si è sentito ripetutamente toccare. 7. Spostamento di un vigilatore. — Il
vigilatore tirato fortemente con la sua seggiola all’indietro sono stato io: una
forza invisibile mi ha allontanato dal tavolo per al¬ cuni centimetri, pur
lasciandomi seduto. 8. Accensione e spegnimento d’una lampada elettrica.
— Anche questo fenomeno è accaduto a me. Mi ero messo in tasca
l'interruttore elettrico dolio 1 ecco che questa ad un tratto si ! lampadina
verde; ed tivainente, indi si riaccende 6- S‘ Spegne aIteraa- ln« ^ fa
male, ed io cerco invino r^'8 grida che quella spegnere la lampada; senza che
lo 1l|1“teiTutt<?re per ri¬ mano penetrarmi in tasca lo si trova SeDtlto
nessuna done, lanciato sul pavimento ?] ? ’ C?1„suo ,ung° cor- Qnesto fenomeno
non mi ha onv T delhl Sala' avnto, per me, tutte le caratterietfl 6 confess°
che ha ^'.digitazione. Notai subito eh? EuÌì * giuoco di Pa¬ gliato che io
ponessi la neri dell'- f stessa aveva consi- tasca di destra della giacca- ‘ ,
. . l,lfemittore nella mia zioni di pena all’improvviso illumin* ?e *e esclama-
' di sala erano studiate. Giurerei X nostro anl?olo 9. Percezione d’una
’ZIZ ■ ? ' fa,nmo iodati L biamo percepita successivamente ?“ ’(t nud°- - L’ab-
di Eusapia: delle “dita molli e carnei ** -° •** ' Capelli agilmente. Anche
questo Gnomi ? » V1 S1 movevano avvenuto nelle sedie del 1001 " ? Stato
ldentiuo a quello sh - ì spalle d' Eusapia : quando io denn^* de!
gablnetto o dalle Zlr|i e Venzano vedXEo n° «L T,' toccamenti, Bar- forme
sporgersi verso di me C1-e dl braccio o mano in- 11. Apparinone d! « .ven,nni a
lambire, volte l’assistenza ha segnalatala nebulose- ~ Una o due castre o
semiluminose aventi auliche"11581^ di forme contro le tende nere; ma
non ! aPP;»;enza di “ mano „ i contorni. ‘ sl è riusciti a fissarne bene
Secondo periodo. — 7 n catena i/,w ■' distante dal gabinetto oscuro.
l’incomodl4LStok1 dai? racji lì fmpfe lamentata dei- stufe ad alcool, si leva
in piedi e Prementi dalla quanto io avevo già veduto in cas . P taTol!no>
ripetendo i ss. tv* £ tal modo a formare la catena lungi dal
gabinetto oscuro, restando Eusapia poco discosto dalla finestra, nel cui vano
sta il grosso tavolo. Io mi accorgo subito che tutto quello spostamento è stato
voluto dalla medium onde potere mu¬ tare il suo campo d’operazione: adesso le
azioni telergetiche Disposizione della catena tiptica nella seconda
partefdella seduta del 26.X11.1906. si porteranno sul tavolo e sugli
oggetti che vi abbiamo collocati^ sopra e che non sono sfuggiti allo sguardo
scru¬ tatore d Eusapia, quando ci siam messi a sedere davanti al gabinetto. E
infatti il cambiamento di situazione non mo¬ difica di molto la fenomenologia.
12. Spostamento della g rossa tavola. — Questa si è smossa rumorosamente sul
suolo, quantunque si trovi a 70-80 cent, dalle spalle d’Eusapia. 10.
Ondulazioni, gonfiamento e svolazzo della copritenda della finestra. — Anche
qui il fenomeno risulta importante per la distanza del drappeggio dalla persona
della medium. 14. Messa in azione del metronomo. — Questo stru¬ mento si
trovava sulla tavola, quasi a contatto del davan¬ zale della finestra, ossia
nel punto più lontano da Eusapia. Ad un tratto, fra il silenzio in cui ci tiene
tutti la attenta vigilanza che esercitiamo, si ode il tic-tac
caratteristico del metronomo che da sè s’è messo in movimento, ha battuto una
ventina di colpi, indi si è arrestato, per riprendere pochi mmuti dopo la
autonoma oscillazione della sua asta a contrappeso. Il fenomeno era veramente
impressionante- sullo stondo di chiarore filtrante dalle fessure della finestra
tutta 1 assistenza discerneva la testa e le mani d’Eusapia che, impassibile,
non s’è mossa. Letteralmente il metronomo ha camminato e s’è fermato da
sè! 15. Trasporto di oggetti. — Dalla tavola sono arrivati
successivamente sul tavolino una scatola fotografica, lo spor¬ tellino del
metronomo, e infine il metronomo stesso. Io ho veduto abbastanza
distintamente traversare lo spazio tra me ed Eusapia, venendosi a collocare
proprio davanti a me cosi vicino all’orlo del tavolino che solo uno spostamento
di mezzo centimetro l’avrebbe fatto cadere sulle mie ginoc¬ chia. Nel suo volo
aereo il metronomo era in movimento- ma appena fu arrivato fra di noi, ecco
accadere, sotto ai nostri occhi stupefatti, un fenomeno straordinario.
16. Materializzazione d'un braccio attivo. — Avverto prima, che eravamo in
buone condizioni di rischiaramento : la mite luminosità diflusa per la stanza
ci permetteva di distinguere il medium, il piano del tavolino, le nostre per¬
sone assise, le nostre mani in catena: si vedevano biancheg¬ giare le due mani
di Eusapia tenute da me e da Barzini, che siamo certi, arcicerti di non averle
lasciate libere un solo istante. Ora, il metronomo, che era arrivato, come ho
detto, sul tavolino, seguitava a funzionare ; vedevamo nella semiluce u
contrappeso dell’asta oscillare di qua e di là, ne udivamo il tic-tac regolare.
D’un tratto il drappeggio della finestra, pendente dietro di noi alla distanza
di almeno 70 centim., si gonfia all’altezza della spalla sinistra d’Eusapia e
alla mia' destra, si avanza tra di noi due, si allunga come se coprisse il
braccio d’una persona nascosta sotto la stoffa, arriva al metronomo, vi si
raggrinza e vi si indugia sopra, come se dentro vi fosse la “ mano „ di quel
braccio, e afferrata l’asta la introduce nella tacca apposita, indi, fermato il
moto del- apparecchio, si ritira. Ma il metronomo, che pare sèguiti ad
agire con piena autonomia, si rimette in azione; l’asta riesco dalla tacca e
riprende le sue oscillazioni: però la tenda si riavanza, e di nuovo
increspandosi attorno alla piccola pira¬ mide, lo riferma... Questo fenomeno,
uno dei più belli e si¬ cari fra quanti ne ho veduto eseguire da Eusapia, si
ripete, per nostra domanda, una terza volta. azioni complesse DEGLI
“ INVISIBILI 2(1 1 1 i Paladino (parlo della sua
persona corporea, che l’assi- tenza vedeva sulla seggiola, e di cui noi
invigilatori perce- nivanio col tatto le inani e con la pressione i ginocchi ed
i piedi) era estranea, in apparenza, all’evento meraviglioso. Noi tutti abbiamo
avuta l’impressione visiva perfetta che dietro la stoffa agisse un personaggio
invisibile; ma Barzini, che intanto s’era mezzo levato da sedere e ha guardato
nel rovescio della sopratenda, ci assicurò che non c’era nulla: quel tumore,
fatto di panno semovente, è vuoto. Eppure, la prima volta io ho chiaramente
distinto che la mano invisibile pe¬ nava a trovare la intaccatura del metronomo
e che delle dita inesperte, fors’anco perchè un po’ impedite dallo spes¬ sore
del panno, si indugiavano nel tentativo di arrestare il movimento. Anche degno
di nota è il fatto che alle spalle d’Eusapia non si trovava più quella officina
di macchina¬ zioni ingegnose ed ingannevoli che, secondo i negativisti as¬
soluti, è if gabinetto oscuro ; la cortna nera pendeva immota dietro di me e di
Bozzano, ed in sua vece ha agito la so¬ pratenda della finestra. 17.
Liberazione di oggetti fissati. — L ultimo fenomeno della seduta non è statò
meno ammirabile. Ho detto che alla seggiola di Eusapia io avevo fissato due
bacchette da pittore°allo scopo di sospendervi poi uno chàssis fotografico ;
ina °ià ci aspettavamo che quella novità non sarebbe an¬ data a’ versi di “
John King Questi, per dir vero, durante tutta la serata non s’è fatto vivo: ma
anche nel supposto che egli agisse da muta e invisibile comparsa, noi ne cono¬
scevamo a°tutte prova l’umore bisbetico e l’antipatia ostinata per ogni
tentativo (mi si passi il termine ostrogoto in vista dell’eteroclito attore) di
“ scientitìcare „ la fenomenologia della sua figlia o protette. E infatti il “
buon John „ ha spesse volte frustrate le speranze degli studiosi, da quando
Eusapia se ne lascia esaminare ed essi vogliono mettere in uso apparecchi
fisici e fisiologici. lersera è andato a monte, anzi tutto, il mio progetto di
registrare col metodo grafico gli effetti delle azioni a distanza; forse è
stato u «John „ che, soffregandola con una delle sopratende, ha cancellate
l’affu¬ micatura sul cilindro girante del mio chimografo. Ma certa¬ mente è “
lui „ che ad un tratto ha cavate una delle bac¬ chette dai molti e stretti nodi
con cui ne avevo legata l’e¬ stremità alla spalliera della sedia d’Eusapia, se
n’è servito per battere allegramente il tamburo sul tavolino, e poi 1 ha
gettate ironicamente nel mezzo della sala. Ciò voleva significare che era
anche ora di finirla, e ai sette picchi chiedenti la luce abbiamo rotta
la catena e le¬ vata la lunga seduta. E suonata mezzanotte ed io corro a
verificare 1 suggelli dell’uscio: sono intatti! Terzo Periodo : —
Fenomeni terminali fuori catena. 18 Spostamento visibile e accertato di
oggetti a distanza effettatienefiI7 .°8SÌ8.tÌto a e*P~ti di
telergTa eflettnati nella fase di semicoscienza che sussegue costante-
mente all’estasi mediumnica. ° slante Per rendere meno penoso ad Eusapia
il passaggio dalla oscunta al chiaro noi accendiamo soltanto la lampadina
dal la» c,r°SS0\r P°1Chè essa si dice e si addimostra affranta di '"
Ulmn dl P-es0 e’ coPrendole la faccia, la adagiamo su Poltroncina, accanto
all'alto sgabello della macchina fotografica Pochi istanti dopo, la Paladino
protende le mani erso questo oggetto, e noi scorgiamo il mobile mettersi in
moto, strisciare sul pavimento e accostarsi al medium poscia tornare
Prr°prÌ0 .asse verticale- scostarsene e ri’ di sicuro M , -e mani de,lla
donna no“ lo toccavano Ui sicuro, e poiché dall uscio spalancato
penetrava altra luce seguire Zr* sala ci permetteva d seguile ogni
suo gesto. Io ho dubitato un momento della sincerità di Eusapia che
seduta poteva abilmente avere spinto innanzi un piede fra le zampe del mobile
per trarlo a sè e poi respingerlo: ma gli abiti de medium non arrivavano
visibilmente a toccarlo; e'neanco c e servi7J 0rmarS‘ "elle St°ffe
delle sottane Qna hozza voL ei? a ™°Pr>re un pseudo-arto dinamico, come
altre oridnr -e ^ Per ”muta’ EusaPia ha sconsentito a ri- p odane d
fenomeno; e i nostri occhi, resi ancor più aperti e attentt, hanno
riveduto il piedestallo muoversi di nuovo nei due sensi, pur diventandone lo
spostamento vieppiù sten- tato come se la “ forza , emanata dalle dita dellla
medium s. affievolisse a poco a poco sino alla estenuazione Dubbie
infrazioni alle leggi fisiche di gravità. GoUoeo in paràgrafo a parte altri
due fenomeni terminali della sei ata del 26 dicembre, poiché lo meritano
doppiamente : dubbie infrazioni alla legge di gravita
293 er la loro novità nella serie abbastanza monotona di
mani¬ festazioni paladiniane ; e poi per la loro importanza... se fos¬ sero
stati autentici. Ambi i fenomeni concernono il peso del corpo d’Eusapia, e si
risolverebbero sostanzialmente in due infrazioni della legge fisica di
gravità! a) Diminuzione di peso della medium. — Dopo il ri¬ sveglio,
favorito da un’abbondante tazza di thè caldo col latte, là Paladino è stata
condotta in anticamera per esservi pesata : e la stadera ha segnato col suo
stilo chili 60. Poiché prima che ci chiudessimo nella sala delle
sperienze la stadera medesima, non mutata di sede, aveva indicato il peso di
chili 62.200, si sarebbe dovuto concludere che du¬ rante la seduta il corpo
della medium aveva subito una perdita ponderale, e che l’insieme delle sue
esteriorazioni biopsichiche importavano, in materia organica, due chilo- . franimi
e duecento grammi. Eusapia indossava tutti gli stessi abiti di prima, nè ancora
aveva emesso urina e feci : inoltre, pur ammettendo che la traspirazione
cutanea e pol¬ monare, aumentata durante gli sforzi sonnambulici, sottragga
qualche po’ ai liquidi circolanti nell’organismo, non mai si raggiungerebbe in
tre ore un calo sì forte. Adunque, la porzione maggiore di quella diminuzione
del peso corporeo doveva, o poteva in via di congettura, conseguitare alle
molte scariche di attività medianica. E badiamo bene che noi era¬ vamo convinti
d’aver pesata la Paladino con esattezza, e prima e dopo. b) Oscillazioni
nel peso della persona del medium. — Se non che, mentre tutti nell’antisala
stiamo attorno alla stadera discutendo animatamente sulla realtà e snll’inter-
pretazione del fatto, un fenomeno ancora piu straordinario colpisce i nostri
occhi, che ci vedono benissimo alla luce d una lampada a gas con reticella
Auer. La piattaforma su cui s’erge Eusapia in piedi per la pesatura, si scuote
d’un colpo: sul braccio di leva, abbassatosi, noi verifichiamo che il peso è
calato a 56 chili, ma tosto il braccio stesso si risolleva, e ritroviamo 60
chili : e così di seguito, alternativamente, pei parecchie volte. Eusapia non è
inconsapevole del fenomeno : bene al contrario! È dessa che ce lo segnala,
esclamando: — Ora mi fa [John?] sentire la sua mano [sulle spalle?]... Ora mi
sento più pesante...'. — e della nostra meraviglia si addimostra soddisfatta,
arcicontenta. Io capisco che un medium debba essere lieto dei suoi
successi; ma la troppa contentezza di Eusapia ci mette in gazzo birichino
che la fa lotto Tnas ,Z0Datura di ,,n ra¬ piamo benissimo che nella stori» Tu *
-SU? maestro- Sap- We si contengono osservazionTSi n ° ,Spirltlsnao
sperimen- ! ' 1101 sfugge l’importanza sonimadS^v6" n? ! 63 nÌUno
infrazioni della leg<m di ® , e avrebbero codeste normalità „ anche Ve
g-/? Per Jo studio della ^ super¬ agli spiritisti entusiasti ‘eh™? Tffret7° le
g"da di «“Mo falbmento della scienza Ma noirifWff^3110 a Proclamare il e
accogliamo solo le autentiche . tìttlarJ10 sulle cose vedute, spendere alle
esigenze del metodo qU,ella .che ci paiono ri¬ siamo, propriamente, nel caso di
ri., ° iettlvo- ^ra, Qui non n,gili' ìm»»“ i«i ir&Èn «»— •»
- «li sicurezza perla mente uhiiih T >1 puigntnde strumento mepe e da
Newton in „0i 1° “ è a,la fine« da Archi- “ misurazione dell’Universo ’
Ma ilT* “ nduce ad una segnava il peSo d’Eusapia sè^ifa tri br3CC10 di leva>
<*• il suo desiderio di stupirci codone °PP<? C0™Piacentemente per ciò
fatta subito la coiitronrnvn .ra,racolo Abbiamo stadera, e l’asta ha
indicato il ^ sono salito sulla Ho allora impresso moti Ldeggianid! diat
^ 1*““ 68’500- bo invertita la posizione dolili altalena al mio corpo, l’orlo
della piattaforma- e lo stiST^’ n?'sono collocato sul- almeno du/ chili,
SdMdSri feWfa C0D r™. di stameuti dei piedi o co» ° ta,re che con accorti
spo¬ stante parete, Pr,, «tessero artifi^'^1’ n°D visti’ aIla retio- sature.
Ciò non pertanto Ensaffi' “sa“ente far variare le pe- aveva premurosamente
mostrata la ^osT^0 Ìe sottane> ci Piedi, e nessuno la aveva S J , nP°slzl0ne
.^ma dei suoi col tronco; è vero pure ria ?mple,re ,movl™enti sospetti- stilo
s’alzava e s’abbassava k SUa Pesatura lo laddove con me balzava ‘con
strenitn^*6 ® sllenziosamente, meno che con Eusapia In consci .pnre ®Postacd°si
anche ralo stabile del peso corporeo dil mid' iJ11 CIÒ> ij fatto del seduta
poteva forse pafsare nel , fdlUm.al a fine della lunga quello delle variazioni
volonìarie'àlT i®70 eonfenna)- Ha dalla nostra facoltà di crede -e e fi™ S°
P6S° SUperava abbiamo deciso di non tenerne contò v« P?™ C,0ntraria dmo essere
più abile di noi Ld j .N°n Poteva la Pala- "TaH ,nftnra Che Ci ^se
sfatta6 ? ^ qUalche me"- « parte, è .1 caso di domandarsi come, a 61
di logica, diminuzione del peso della medium 295
eoi sussidio dello spiritismo assunto quale “ ipotesi di lavoro »,
potremmo interpretare queste violazioni “ magiche» della legge di gravità. Sono
esse attendibili V Sotto il riguardo storico — ci si risponde — non sono nuove;
e in Spiri¬ tismo, come in ogni altra parte dello scibile, il ripetersi dei
fatti parla in favore della loro realtà obiettiva : ciò che si effettua
reiteratamente sotto un dato determinismo deve sfuggire, presto o tardi, ai
dubbi dell’agnosticismo metodico. lu Riguardo alla diminuzione ponderale
consecutiva a scariche di medianità, la cosa riesce, fino a un certo punto,
comprensibile. Vi è qualche osservazione, in proposito, degna di fede: si
sarebbe, cioè, accertato che pesando i medi du¬ rante le loro manifestazioni,
la bilancia segnava di meno, e si dice che questo fenomeno avvenga sopratutto
nelle mate¬ rializzazioni, giacché il “ fantasma , si organizzerebbe lì per 11
a spese della sostanza vivente del medium stesso: Eglinton si impiccioliva!! Il
Gyki. scrive a questo riguardo: ' Ogni materializzazione si accompagna
con una demateria¬ lizzazione proporzionale del medium. Questi diviene invisi¬
bile [?!], quando l’apparizione è completamente materializzata. — Se si pesano
simultaneamente l’apparizione ed il medium, si verifica che questo perde
esattamente il peso che quella acquista. — Dopo la seduta, il medium ricupera
il suo peso pri¬ mitivo, meno alcune centinaia di grammi. — Si può concludere,
da tutti questi fatti, che le molecole materiali dell'apparizione sono prese a
prestito dal medium » (fissai de reme, ecc. p. 43). Io avevo scoperto,
col dinamometro, che la forza muscolare dei formanti una catena spiritica
diminuisce ordinariamente (Tomo I, p. 315, 351): e scrissi che questa amiostenia
è spie¬ gabile quale effetto, così dello strapazzo d’una seduta, come della
possibile cessione di energia fisio-psichica da parte di tutti i presenti. I “
fenomeni medianici „ significano, diciamo pure, un mutamento in un sistema
dinamico determinato: dunque, debbono anch’essi ubbidire alla legge di
trasforma¬ zione ed equivalenza delle forze. Sta bene: ma una diminu¬ zione di
peso (e di statura!) trasporta la questione fuori del dominio della dinamica
pura in quello della meccanica: non è più il caso di parlare di “ forze » o di
“ Energia » , bensì di “ masse , o di “ Materia ». Ammettiamo che il
fatto di casa Berisso sia veridico, e che la nostra osservazione vada a
collimare con quella prece¬ dentemente fatta da altri investigatori, cioè che
le manifestaziom ammiche, e in particolar modo le “ materializzazioni sono
accompagnate o susseguite da una diminuzione di peso fn!ln°lP° del
"n dll In tal Caso S1 devrebbe supporre che da XS'/’ n°n soltanto, 'rradn
una forza bio-psichica impon- ’ ma e,nanl,nlt?s,ì clualche c°sa di sottilmente
ma¬ teriale, eppure ponderabile. A dire il vero, non c’è che un !*
SpÌrÌtÌCa ”’ ’n cui la con- gettura ileUa dematenalizzazione „ del corpo
del medium abbia ricevuta una singolare conferma: ed è quello minu- ziosamente
descntto e calorosamente illustrato da Aksakoff. A Helsingfois, in una certa
serata, la parte inferiore del tionco e le gambe della d'Espérance si sarebbero
“ dema- tenalizzate » al punto da rendersi intangibili e, ad un tempo
invisibili: gli assistenti, narra I’Aksakoff nel suo libro Id
::ra;rrCar0n°mLVan°ì,a tastoni di PalPai’e o quelle poi /ioni somatiche
della celebre medium, e non le trovarono °a,.a d°v®va Per necessità
supporre che fos- sero. >ioto che la seduta si teneva al buio. La cosa
ha sollevato gran rumore fra gli adepti i quali giurano su quella mirabolante
avventura, come su di dàTmedHn^fmare dell>SÌSteDZa dinn “Pei-ispinto,
emanato fati Afa in ri ì ^ US° 6 consnmo dei disincarnati evo¬
cati. Ma io dubito che a nessun psichicista di vaglia scap¬ perà la grave
deficienza del miracolo di Helsingfors, presso i |nileunrCCI01SC0”° '
voli ieare> d* Simon Mag0Pe del bustìbilitl ÌlamS’ \S°nZ V- .nonnulla
le prove della incom¬ bustibilità corporea dei lati ri Indiani e di Davide Home
dnbhToaon eggerV VerhalÌ. della seduta P«' condividere iì scena ebePn^-° w- Un°
” testimom della indimenticabile do™ ’™ è S1 Afossf° cercate le gambe della
d’Espérance m?oneldLT° P°^eVano essere Per la semplicissima ra¬ ffi pii a a
C0Sa ermamente. 'na non ne sono responsabile) dall’altra parte lei fa
"seggio la! ° ^ Pn'° ^ Sera voltata’ nn,iffann,°S0 • Pagare >•
capo all’autorità di chi ci afferma un fatto che vincerebbe o sorpasserebbe le
leggi naturali sia tfff>oUtllAlVS-K0FF ° iU”i Bollandista qualsiasi,
col duplice ’pre- tes o che siamo nel dominio del « supernormale , e che
i dehtL met-er6-m °Pera per apprezzarne le manifestazioni fo^Tr eSSen PIU
largbÌ - Ma francamente, la super- “ mTracoto n°n f"? T masche™ P«r lasciar
passare il non i 6 ■i\ a,r" 'ezza nelle valutazioni gnoseologiche - lma
lndu,^nza interessata? Il Carringtox ha scritto sinceramente, or è poco, che il
prodigio di Helsingfors l’essere stato un tracco (cfr. “ Proc. Amene.
Soc. f. ps. jL I- ’07): e questa dichiarazione, su di un periodico
pstciifco-s’piritista, ferisce gravemente la credibilità di tutta l'opera
aksakoffiana! . , , , Gli spiritisti non hanno mai nascosto la grande
loro tene- pel » miracolo „ fino al punto da assorbire nella loro
credenza-dogma tutti i precedenti storici del “ Meraviglioso compreso
ereticamente quello che narrano 1 Vangeli di Gesù Nazareno; e anche fra i
modernisti, sostenitori d’una piu limitata ed emendata “ ipotesi spiritica „
c’è cln spinge le suo simpatie per ogni sorta di supemormalità sino ad am¬
mettere le potenze magiche, le taumaturgie, e tutte le con¬ simili violazioni
delle leggi e forinole scientifiche concernenti ia natura umana e la natura
fisica a noi note. Essi stornano però candidamente o abilmente, il termine di
miracolo dal ',10 'genuino mitologico e teologico (fideistico) significato. Ma
il candore o l’abilità (a scelta!) della loro dialettica non toglie che per
accettare un fenomeno di dematerializzazione tempo¬ ranea come quella
attribuita alla medium finlandese, o anche semplicemente una perdita ponderale
raggiunta in sì breve tempo dalla medium pugliese, non si abbia il diritto di
chie¬ dere la evidenza piena e completa. Se le gambe della d’Espé- ranee
potevano essere volte dalla parte opposta a quella tastata dalle mani
cercatrici di àksakoff, chi sa se alla prima o alla seconda nostra pesatura una
gamba della Paladino,. nel¬ l’ombra delle sottane, non s’era piegata e non
premeva colla punta del piede sul pavimento o sulla parete retrostante,
riuscendo, senza che ce ne avvedessimo, a spostare la piat¬ taforma e facendo
segnare a quel modo un peso differente sul braccio della stadera?...
Perciò abbiamo deciso di ripetere altra volta la espe¬ rienza,: e forse il
signor consigliere aulico Russo, ^al suo tempo, avrebbe dovuto esaurire anche
lui tutte le * prove sperimentali „ prima di conturbare il mondo spiritico
esal¬ tando quella sua unica e alquanto gracile osservazione. 2°
Riguardo alle oscillazioni ponderali del corpo di Eu- sapia, la straordinarietà
del fatto impone cautele ancor più grandi per accoglierne la autenticità, e
consiglia una scon¬ finata prudenza nel trarne illazioni. In primo luogo,
quel “ miracolo fisico „ avveniva in ri¬ poso di medianità; agli abbassamenti
dello stilo col peso non corrispondeva alcun fenomeno che ci lasciasse supporre
una perdita di energia. Ed in secondo luogo, i ritorni al peso
-t!l, pefp™°pr^,rX,dKe“' , 'a prelezione biopsichici, si
sperd.sse'.^Sfi??®'’1*""’ eh« cepib, sia perchè fuori della m,rJt j “
“0I non Per' perchè noi fossimo contemnn. poltata dei nostri sensi, sia
in uno stato di “ allucinazionTT'™?"16 cacciati da Eusapia zatori ne
ottengono negh ipnotizzar *y\’’r°-me gli ‘P"01'2’ di determinate
sensazioni parziali o (^b.01zlone suggestiva sensazioni) ! ! — E pel secondo ?
d intere categorie di dimostrato che moltissimi fenoin? •Dt°’ a il,Klmo già
visto e dino in istato sonnambolico attivò* S°n° prodotti dalla Pala¬ tone di
volizioni in proiezioni antom r? Vr“ trasforma- mediamea. È vero che ha medium
n t “ t‘che dl potenzialità e che la sua coscienza , 1™°* ’ scere del
peso comJn „ • diminuire ed il ere- lucida: ma ciò nomili ’ arava ni quel
momento vigile e una serie di corte assenze sonnT ifUpC,edersi ln ciuel mentre
quentemente nella prima parte ‘dònò *C !i’ *C°me avviene fre- ’t™ ‘d„ ““
p™p™.„Se md«tXute' ' 11 »*“ I» ^SKSSSnìKS; ènp^nr -t sx r »'*' *
£& ventasse più lego-iero — ro ri lnvislb|le, il suo corpo ridi-
Topposto di quanta Eu ani.! fe"“n,eno era Perfettamente *»> «»•«.
A'm.ir «"»»»“ cresceva, ma diminuiva Mai ’ o^'^nè il peso non
sionate esclamazioni mi sono IT'* 1“ T'n ® sue sconclu- trusione del monoidei 1
“ !Ut° de““ Perniciosa in- paladiniana. La nostra impressione fÒ !
fenomenologia nomeno ultrafisico avesse tutti 1 f« 1 sta: che quel fe- d’una
insidia. tatta la ^figurazione psicologica preeauzi o n i^c h e*ogn u n o
Òrqm ta^A d i s p e moderni » le siasi giuoco di nrestidlmt,, ■ ‘
^dispensabili davanti a qual- sorti del neo SSo da^’ SJ fi",reb!'e
co1 pV le lo scetticismo sfoderasse sì ktH ' questo nella lotta contro
cresce di scriverlo ma un nul ar?oment, Eppure,mirin- scientifiche „ dello
spiritismo n**,?*0 lnca!colabi,e di “prove zioni ponderali volontarie
d’Er Parf P)u.Vi,bdo delle varia- risso. Chi conosce ciò che Ino Pm -mT vedute
a **» Be¬ dani in questo sport audace vor^u01 ' ‘ lnre certi medi Ame- in
guardia. Ho adesso davanti 1 Vneravl^ll0S°. sta sempre inviatemi dai loro
editori non appena TRUCCHI AMERICANI E PSEUDO-MEDIANITÀ
299 vo a; metapsichica: una è del Carrington, che si dichiara
psi- chicista convinto (The physical phenomena. ecc., Boston, 07); l’altra è
dell' Abbott, che dev'essere un abilissimo giocoliere mnraticbitosi nel
sorprendere il segreto dei tiri dei medium e nel ripeterli con successo ( Behind
thè scenes with thè medium s, Chicago, ’07 ). I due autori espongono una serie
innumerevole di “ fenomeni , così straordinariamente imitati con artifici
ciarlataneschi e con trappolerie spudorate, che, leggendole, ien voglia di
chiedersi sino a qual limite si spinga nel iNoril- V merica la credulità degli
spiritisti. E per ciò, davanti a vio¬ lazioni miracolose delle leggi fisiche
operate dai medi pro¬ fessionali, c’è sempre ragione di fermarsi. Sarebbe
illogico ricavarne la conseguenza che ne traggono ■rii increduli assolutisti,
quando dicono che tutta la mediamta è infarcita di inganni e di bugie. Si ponga
mente che que a medianità prestidigitatoria sbugiardata da Myers, dalla
Sidgwick, da Hodgson, da Carrington, e da altri insigni psi- chicisti, ridotta
al nulla dalle rivelazioni e dalle prove di¬ rette di molti abilissimi
giocolieri anglo-americani e tedeschi, appartiene esclusivamente alle sedute
pubbliche, agli spe - tacoli di spiritismo illusionista colà fiorenti, sia
nelle sale mondane a pagamento, sia nelle baracche dei rmwz/s estivi ; non alle
ricerche fatte con maggiore serietà in privato. Ad 0<rni modo, per abboccare
a quelle esche bisogna proprio essere degli entusiasti facili ad illudersi, o
degli istupiditi inetti; e il nostro gruppo è composto di persone che hanno
dimostrato di non meritare cotali battesimi. Si aggiunga che, neanco a
farlo apposta in benefizio di Bu- sapia, nessuna delle manifestazioni dei
ciurmadori Americani fa parte del programma della Italiana (per es., la
scrittura Ira lavagne, le risposte a domande su biglietti suggellati e letti
per falsa chiaroveggenza, i disegni di ritratti istantanei di famiglia, le
parlate telefoniche dei mortale ca ate di spettri dal soffitto o i loro
sprofondamenti in trabocchetti nel mezzo della sala, la seconda vista nei
sacchetti a doppio fondo, ecc., ecc.). , , . , , , Ciò nonostante,
mancandoci la certezza del fatto, e de¬ siderando di non intralciare con
fenomeni di dubbia natura la valutazione obiettiva della medianità della
Paladino, noi tutti, di comune accordo, decidemmo di porre in
quarantena le due infrazioni alla legge di gravità che John King „
pretendeva di farci ammirare. Questo varrà a provare che nelle sedute di casa
Berisso procediamo con ponderazione, e che meriteremo credito quando ci verrà
fatto di asserire 300 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
sinceri i fenomeni, di cui concordemente il nostro gruppo di ricercatori
ammetterà la esattezza. Sarebbe indubbiamente di somma importanza per la
ipo¬ tesi delle “ forze biopsichiche ignorate „ (occultismo a parte), se realmente
la volontà possedesse tale potere sulla sostanza materiale componente il corpo,
da attivarne d’un tratto la diminuzione intera o parziale di massa e di
densità, cosi che il peso . se ne alleggerisse senza modificazione del suo
volume: e poscia avesse, sempre d’un colpo, il potere di resti¬ tuirgli la
densità, la massa e il peso di prima. La cosa non è concepibile in senso
dinamistico: bisogna assolutamente pensarla, checché protestino gli spiritisti,
nel senso materia¬ listico più puro. Quel quid, che sfuggirebbe dall’organismo
e gli ritornerebbe a scatti di bilancia, entra fra i ponderabili. Anche
su questo sulAetto di vera “ meta-fisica „ conosco quel che dicono i
psichicVsti odierni, confortati dalla rinascita dell’idealismo: — La psiche è
un principio attivo, una “ forza „ a sé, un fattore dell’evoluzione organica,
fors’aneo della evo¬ luzione cosmica. E dessa che si fabbrica l’organismo, che
dirige e domina il corpo ; nulla, pertanto, di più naturale che questo
ubbidisca1 alla volontà, come dimostrano le mo¬ dificazioni somatiche e
fisiologiche indotte dalla suggestione e dall’autosuggestione (c'est la fot qui
yuérit, proclamava Charcot poco prima di morire). — E gli spiritisti aggiun¬
gono: — L’anima entra nel corpo, se lo foggia a piacer suo, lo lascia a quando
a quando se le fa commodo, per es. nel sonno, nell’estasi mistica, nella
'trance, medianica; e alla fine, dopo essersene servita durante la esistenza,
lo abbandona. — E sia pure la psiche una forza: — ma una “ forza , non si
concepisce oggidì se non come una forma d'Energia ; per cui la causa dello
spiritualismo è perduta se non riescite a staccare la “ forza-psiche „ o la “
idea-forza „ dalla catena di tutte le altre forze naturali. E sia la
psiche a crearsi il vestito : — ma un’ “ anima „ che sprizzando a getti dal
corpo o uscendone per un po’ di tempo lo rende e lo lascia più corto e
leggiero, non si differenzierà molto dal “soma, stesso in cui e su cui agisce.
Un calo di peso indica cessione stabile di materia corporea alla materia cir-
cumambiente ; un oscillare di peso indica cessione e ricu¬ pero alternativo
della stessa materia: ora. in ambedue i casi questi “ eventi spirituali ,
implicano una “ dematerializza¬ zione „ ed una “ rimaterializzazione , per un
processo di analisi e di sintesi chimica. Quasi c’è da scommettere che lo
Spiritismo, inconsciamente feroce verso eli sè medesimo, — tante sono le
contraddi¬ zioni intime sulle quali imbastisce il proprio corredo di “ prove —
non s’è accorto che tutti questi fenomeni di mec¬ canica, di fisica e di
chimica violati si impostano malissimo nel quadro delle sue pretensioni
ideo-spiritualistiche. Se i fatti fossero autentici, ci porterebbero lontano
dalla “ sfera , degli enti occulti “ imponderabili „, perchè immateriali.
\ Lo stato fisio-psichico del medium. A)
Mediumnismo, ipnotismo e isterismo. Da cinque anni non vedevo la
Paladino: l’ho trovata pallida, invecchiata, dimagrita, dall’aspetto
sofferente. Sono cresciute le rughe del suo viso, e il profilo grifagno senile
del naso e del mento s’è accentuato: in mezzo alla capigliatura ormai grigia
spicca sempre più grossa la famosa ciocca bianca, al lato sinistro della fronte
(v. Tav. XV*). Mi ha salutato con qualche tepido segno di simpatia, e su¬
bito mi ha narrato le peripezie della sua salute tìsica. In questi ultimi anni
si sentiva fiacca, senza appetito, sempre assetata: l’esame delle urine che
contenevano zucchero ed albumina, rivelò che una grave subdola malattia del
ricambio minava la esistenza della celebre medium ; il diabete accompagnato da
nefrite. Un trattamento dietetico adatto ha diminuita e perfino fatta
scomparire a tratti la glicosuria, ma per ora non l’ha guarita ; e della
condizione morbosa dei reni si sono viste le conseguenze in edemi diffusi alle
estremità inferiori e talvolta anche alla faccia. Eusapia mi ha lasciato
effettuare jersera alcuni esami cli¬ nici, ed ho notato i fatti seguenti:
Peso totale del corpo (coi vestiti): eh. 62.200. Masse muscolari ancora
bene sviluppate, ma meno consistenti d’una volta. Cute pallida, rugosa anche
alle mani (che Eusapia ha piccole e assai ben fatte per la sua condizione
sociale). Polso debole e frequente (90 pulsazioni): arterie dure con
ipertensione. Le gambe, massime alle caviglie, sono succolente, ma non edematose.
Reflessi rotulei aboliti da ambo i lati. Dolenti alla pressione i
nervi sciatico, popliteo, peroneo e pedidio. Dinamometria: con la mano
destra, chgrm. 18; con la sini¬ stra, 42. Esiste, dunque, in questo momento un
fortissimo man¬ cinismo motorio. La sinistra del corpo è pure
iperestesica: pigiando sulla ci¬ catrice alla testa si risveglia dolore con
sollecita reazione; e al dorso della mano, da questo lato, la sensibilità
saggiata con le punture risulta più pronta e viva. Eusapia appare alquanto
stanca: è meno ciarliera del con¬ sueto, impensierita della propria salute, più
facile a com¬ moversi, e anche più irascibile. Non ne ho tratto buon pro¬
gnostico per le nostre esperienze, anche perchè sappiamo che contrariamente ai
suoi medesimi interessi si è affaticata in questi giorni col concedere sedute
agli amici: siamo anzi certi che, in opposizione alle sue promesse e venendo
meno ai suoi impegni formali con noi, seguiterà a strapazzarsi anche nei giorni
di intervallo che vorremmo dedicasse al riposo. Avviene ai medi quello che si
osserva nei soggetti ipnotizzatali : gli uni e gli altri sono attratti , per
forza irre¬ sistibile, ad entrare nell’estasi propizia all’automatismo, o a
ricercare il sonno che ne disintegra la malferma compagine mentale. E attorno a
questi “ sensitivi „ v’ è sempre chi, per curiosità malsana o per fanatismo
cieco, sfrutta la loro labilità anomala e la loro suggestionabilità morbosa,
non badando al nocumento che il soverchio esercizio di tutte le forme di ipnosi
arreca alla salute fisica e mentale dei soggetti. Perocché non è vero che
l’esercizio della medianità sia innocuo: lo sostengono gli spiritisti, e loro
fanno eco certi psichicisti di manica larga (p. es., Hodgson, Maxwell, Car-
rington), forse perchè sono incompetenti affatto in neuro- patologia. Io non
arriverò a scrivere, con il mio illustre collega prof. Hammosd, che lo
spiritismo sia collegato sempre a disordini del sistema nervoso ; nè in un mio
possibile trat¬ tato di Psichiatria clinica inserirei, come ha fatto un altro
medico americano, il Dott. Marvin, un capitolo intitolato : “ Patologia e
cura della Mediomania „. Questo, no; ma, per lo meno, nel sottoporre allo
strapazzo delle sedute un me¬ dium sofferente, come lo è quest’anno l’Eusapia,
mi ricor¬ derò, da medico coscienzioso, dei rapporti strettissimi fra il
mediumnismo e l’isterismo, fra le manifestazioni spiritiche e il disintegrarsi
della personalità. Il più semplice fenomeno medianico, sia esso u ina
levitazione o un rap, importa, se¬ condo lo stesso Maxwell, una “ perdita di
flusso nervoso „ ; si pensi ora quale perdita conseguirà ad una “ buona
se¬ duta , ! In Eusapia ne abbiamo visto gli effetti, e moveva a pietà (cfr.
Tomo II, p. 228). È illogico, o ingenuo, o ipocrita, secondo le
intenzioni palesi o dissimulate dell’asserto, accusare gli alienisti e neuro-
patologi d’esagerare a bella posta i danni dello spiritismo per l’igiene del
corpo e dello spirito, sotto il pretesto che taluni medii producono fenomeni
pur essendo d’ordinario in piena normalità e pur tornandovi (apparentemente)
subito all’ uscire dalla crisi di “trance,. So benissimo che tra i tanti
esempii , una medium inglese , Miss Goodrich-Freer, famosa nella
eristallo-scopia, ci fa sapere che gli anni più prosperosi per lei furono i quattro
in cui s’era buttata all’eser¬ cizio di codesta facoltà supernormale (“
Metaphys. Magaz. „, genn. ’03). So pure che I’Hodgson, dimenticandosi d'avere
assistito ai gemiti, alle contorsioni di braccia e allo scapi¬ gliarsi
frenetico della Piper durante le sue crisi di imper- sonazione, proclama che
queste non le arrecano alcuna sof¬ ferenza (“ Proc. S. f. p. R. XIV, p. 395).
Ma non c’è da prestar molta fede ai medii e ai dottori in filosofia quando
discutono questioni di semejotica e nosografia della medianità. L’ironia
versata a piene mani da Andrea Lanu contro “ gli specialisti della
degenerazione „ (cfr. Dreams a. Ghosts, ’97), mi stupisce e mi dispiace per
l’autorità e per il liberalismo del simpatico mitografo ; ma poi, riflettendo
alla sua incompetenza assoluta, non mi fa nè caldo nè freddo: nessun sarcasmo
vale contro la realtà. Ora, è un fatto ben verificato dall’universale,
che nelle persone isteriche, nei neuropatici e anche in certi psicosici
avvengono con somma frequenza quei fenomeni che per l’appunto diciamo di
psicologia supernormale: la ipnosi e l’auto-ipnosi , la suggestione mentale e
1’ auto-suggestione, la vita onirica più intensa e le premonizioni, la
chiaroveg¬ genza e l’autoscopia interna, le illusioni sensorie e le allu¬
cinazioni veridiche, le telestesie e le telepatie, gli automa¬ tismi sensorii
motorii e psichici compresa la scrittura, infine, qualunque cosa si pretenda in
contrario, anche le crisi e i fatti isolati di mediumnismo. Su questo ultimo
punto vanno d’ac¬ cordo gli spirito-occultisti più ragionevoli (p. es. Metzger,
Négre, Delanne, Dubvillb, Bosc, ecc.), e i psichicisti più co¬ scienziosi (p.
es. Myers, De Rochas, Sagk, Baraduo, Geley, Dailey, lo stesso Hyslop) con quei
pochi neuropatologi-psi¬ chiatri che finora si sono accinti allo studio
parziale degli stati medianici (p. es. Beard, Hammond, Freud, Janbt e 304
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Raymond, Jung, Moll, Ballet,
Schrenck-Notzing, Gras- set, Donath, Marie, ecc.). Se ne vuole una prova? Si vegga dove comincia, — secondo
Gyel e Mybrs, due sistematori eccellenti della psicologia supernormale — la
scala delle anormalità psichiche con¬ ducente al mediumnismo intellettuale, che
pure sarebbe, al dire di molti spiritisti, immune da morbosità; e la si vedrà
partire dalla neurosi, e passare traverso tutte le forme patologiche di sonno e
per l’ipnotismo, senza di che non esisterebbero nè sarebbero comprensibili i
fenomeni super¬ normali di telepatia, lucidità e mediumnismo. L’opera mo¬
numentale del Myers è per buona metà costrutta con mate¬ riali desunti dalla
psicopatologia. E poi, che cosa insegnano gli stessi “ spiriti „ agli
spiritisti dottrinari, che ne ascoltano con religiosa venerazione gli
ammaestramenti ? Ecco : Lo “ spirito di Fénéi.on , ['?], — * Avviene che
certi grandi medii, servendo da stumento a Intelligenze [occulte] le più
diverse, mancano di carattere... Dal punto di vista morale, i fortissimi medii
sono talvolta male equilibrati: talora sono maniaci, versatili, anche
insopportabili . Essi passano pel mondo, differendo in quasi tutti i
punti dagli altri uomini. La loro volubilità fa loro forse amare la vita? No:
per essi il mondo va alla rovescia, e sono i primi a patirne. La loro sen¬
sibilità eccessiva... li rende sofferenti, tristi „. Lo “ spirito di
Cablo N... „ [?]. — “ I medii più potenti sono degli esseri assolutamente
speciali... Nel vero sonno medianico deve mancare la coscienza... 11 medium e
sempre inquieto: spesso prova lo spavento dei fenomeni: per lui, ad esempio, il
fenomeno deH’incarnazione è una specie di morte ,. Lo “ spirito di Enrico
Delaage „. — I grandi medii incar- natori fanno un grande sacrificio accettando
questa missione penosa: essi ne perdono la loro personalità, e diventano versa¬
tili, incoerenti nelle idee... , (Cfr. Nokggerath, La survie. Nouv. edit.,
1907, p. 74-88). Non sono questi i caratteri tipici della personalità
iste¬ rica ? E inoltre, non è provato che il mediumnismo è d’or¬ dinario nn
privilegio — se privilegio si può chiamare una condizione anormale penosa —
della giovinezza, come lo è generalmente la neurosi isterica ? Dunque, se
gli stati abnormi dell’organismo predispongono tanto spesso ai così detti “
fenomeni psichici „ , la proposi¬ zione inversa sta perfettamente in piedi:
ossia i fenomeni psichici richieggono una condizione non normale, ossia non
fisiologica, dei soggetti. — Prendansi, ad esempio, le emanazioni fotogeniche:
non è forse provato che si osservano, fuori della “ trance „ medianica, solo in
persone neuropatiche? Il Féré ha illustrato, da pari suo, le aureole
dell’isterismo. Pren- dansi ancora i picchi a distanza: quell’osservatore
scrupoloso, che è K.ialmar Wijk, descrivendo il suo medium Karin agente sotto
l’impulso auto-suggestivo di uno spirito-guida sedi¬ cente “ Piscator „ (1?),
ha ben messo in evidenza i rapporti tra i suoi “ raps „ incessanti e la sua
neurosi isterica ( “ Ann. Se. psych. „, ’05). Che se ascendiamo alla parte
intellettuale della medianità, gli stessi spiritologi sono obbligati a rico¬
noscere la estrema affinità tra tutte le “incorporazioni, e le “ possessioni „
spiritiche da un lato, e i casi di sdoppiamento della coscienza e personalità
dall’altro, come ne sono stati descritti a josa da Richet, Binet, Féré,
Schrenck-Notzing, De Rochas, Lombroso, Joire, ecc. nell’ipnosi, da Azam,
Dessoir, P. Janet, Freud, Gibert neH’isterismo, da Emmin- ghads, Ladpts,
Wilson, ecc. nella pazzia. Il caso tipico di M.n° Smith, analizzato dal
Flournoy, è già troppo chiaro e ostico agli spiritisti, perchè non si siano
affrettati a dirlo un esempio di falsa medianità (cfr. Sage) ; ma io vorrei che
essi conoscesssero e apprezzassero meglio gli altri tre casi superbamente
studiati da Jung, da Sidis e Goodiiart, da Morton-Prince (vedi Bibliogr., Tomo
I), per convincersi come abbiano torto nel negare e anche nell’at- tenuare la
estrema rassomiglianza, la fondamentale equivalenza dei fenomeni spiritici
mentali con le azioni subconscie, coi monoideismi e col drammatizzarsi delle
personalità secondarie nei casi morbosi studiati dai clinici. Per convalidare
le mie opinioni a questo riguardo, io mi sono prefisso un nuovo esame della
suscettibilità ipnotica della Paladino. Osservai subito jersera che
Eusapia si presenta adesso alle sedute più disinvolta ed indubbiamente più
sienra di sè : pressoché nessun cenno di quella esitanza quasi angosciosa, che
le si pingeva nel viso cinque anni fa ogni qualvolta doveva “ lavorare „ con
persone nuove, o si aspettava una vigilanza sospettosa. Infatti, presentemente
ha da lottare molto meno contro la incredulità generale : e forse per questa
rinvigorita auto-fiducia mi è parso che sia divenuta meno facilmente
ipnotizzabile. Vi fu un tempo in cui la “ Sapia „ (come la chiamano i
popolani del suo quartiere) cadeva quasi subito in sonno ipnotico, sia
magnetizzandola direttamente, sia talvolta per suggestione mentale , come
potè vedere il sig. Avellino di Genova. L’ Ochorowicz e il De Rochas 1’ avevano
abituata alla ipuotizzazione, massiine allo scopo di calmarla durante le crisi
agitate di “ trance „ : ma nè i due psichicisti fran¬ cesi, nè il dott.
Belfiori di Napoli poterono mai usare con lei il processo della fissazione
dello sguardo : lette¬ ralmente parlando, Eusapia si “ magnetizza „ coi passi,
non s’ipnotizza. E questo risultò a me pure fino dal 1901-2. Io Lo potuto
cogli sfioramenti metodici della mia mano destra sul suo capo toglierle la
cefalea, sedarne le smanie, tranquillizzarne l’animo. Ho potuto anch’io, come
De Rochas, porle un braccio in eiuicatalessi, facendovi sopra alcuni “passi
magnetici, dal basso in alto : quindi ho risolta la lieve contrattura, o la pa¬
resi egualmente suggestionata, con passi in senso inverso. Ag¬ giunge il De
Rochas d’avere operato su di lei un trasporto di emicrania, sottraendola al
conte di Grauimont e passan¬ dola alla Eusapia: ma io reputo che queste prove,
anziché un fatto reale di “ transfert „ , dipendano dalla semplice sug¬
gestione orale o mimica. I miei nuovi tentativi di magne¬ tizzazione coi passi,
eseguiti in casa Berisso, mi hanno di¬ mostrata in Eusapia una diminuzione notevole
della sua recettività ipnotica: forse non è estranea a ciò la malattia di
ricambio, di cui ora sotfre; ad ogni modo, la suscetti¬ bilità
magnetico-ipnotica persiste, e conferma la anormalità fisio-psieliica del
medium. Mi sono anche interessato di stabilire, con attento esame dei
sintomi objettivi, come si svolga presentemente l’accesso di “ trance „
mediumnica; e differenze notevoli da quello che avevo veduto e segnato nel
1901-2 non mi risultano: ormai la medianità d’Eusapia s’è in tutti i sensi sistematizzata.
a) Come tutti coloro che vogliono autoipnotizzarsi (e si potrebbero citare i
monaci omfàlopsichici del Monte Athos, i Ben-Aiussa di Algeria, i falciri
dell’India), Eusapia comincia a rallentare i moti respiratorii , passando dal
numero nor¬ male di 18 a sole 15 e 12 inspirazioni al minuto: contem¬
poraneamente, e in pieno contrasto con la legge di propor¬ zione fisiologica
fra respiro e polso, il suo cuore pulsa più frequentemente e più fortemente,
giungendo in breve alle 90-100-120 pulsazioni. Questa ipopnea e questo
cardiopalmo sono accompagnati da particolari fenomeni subiettivi (forse
da bolo esofageo, certo da angoscia, da sensazioni cefaliche . ),
che però non si riesce a far bene descrivere dalla paziente ; SINTOMI
ISTERICI E CRISI MEDIANICHE 307 nia è notorio cbe con
fatti consimili cominciano d’ordinario i parossismi della neurosi
isterica. Poco dopo le mani d’Eusapia, tenute da me e da Barzini. si
sentono e veggono prese da piccoli sussulti e tremiti mu¬ scolari; le dita si agitano
e stringono con energia a riprese le nostre; le articolazioni dei pugni
alternativamente ese¬ guono per lo più semplici moti di flessione o estensione,
tal¬ volta invece si irrigidiscono per pochi istanti in un atteg¬ giamento
forzato di supinazione o di pronazione, cui però sussegue immobilità assoluta;
la stessa inquietudine sentiamo nei piedi. Il De Rochas stesso riferisce questi
fatti motorii a * sintomi convulsivi isterici „ ; ma in verità la
sintomatologia della prima fase delPautoipnosi medianica è sempre assai
leggera, nonostante che già si estrinsechi la potenzialità te- lergetica coi
moti e con le levitazioni del tavolo, coi raps e con altri fenomeni medianici
congeneri: — e infatti Eusapia seguita a conversare con aria indifferente e con
voce ancor naturale. b) Eusapia non è per nuH’affatto una medium ad
accessi sempre impressionanti, nè convulsivi, nè tanto meno semi¬ deliranti,
come sembrano esserlo costantemente la Piper, la Mollie Fancher, la Maria V...*
del Dusart, la S* W* del Jung, quando cadono nelle loro personificazioni
ossessive. - Molte sedute di Eusapia decorrono senza notevoli manifesta¬
zioni di anormalità fisiopsichica; ma se si produce l’auto- ipnosi medianica
vera e propria, il quadro è differente, sic¬ come ebbi campo di descriverlo
nelle sedute del 1901-1902. Il passaggio ad uno stadio più avanzato di
“trance,, cioè al sonnambulismo attivo , è invero segnalato da sospiri , da
sbadigli, da singhiozzi, da rossore o pallore alterni del viso, da sudore alla
fronte, da lieve traspirazione alla palma della mano, da alterazione della
voce, da cambiamenti rapidi delle espressioni fisionomiche. Eusapia attraversa
allora stati emotivi diversi: ora è in preda ad una specie di collera
concentrata, che è espressa con scatti, con comandi impe¬ riosi, con frasi
sarcastiche dirette ai suoi critici, con sog¬ ghigni e cachinni aventi (dicono
esageratamente De Rochas e Bois) “ qualcosa di diabolico „ (?); ed ora passa ad
una decisa estasi voluttuosa, stirando fortemente le due braccia, premendoci
con le gambe tese e coi piedi fremebondi , de¬ clinando il capo e
abbandonandosi tutta col corpo addosso a me o a Barzini, che sosteniamo
impavidi quell’ attacco innocuo alla nostra emotività maschile. Non m’è
avvenuto di sentire Eusapia chiamarci per nome , e solo una o due
308 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II volte ci ha
scambiati con il “ caro Giulio „ o con il * caro Carlo „ , mentre al Circolo
Minerva, cinque anni fa, lo scambio era frequentissimo, quasi d’ ogni sera.
Però l’evocazione si 1 ipresenta tuttora, quantunque la Paladino da parecchi
anni non abbia seduto con Ociiorowioz, nè con Richet: e questo ripone in luce
due sintomi importantissimi per la psicologia della “ trance „ medianica : la
persistenza delle impressioni ricevute o degli atti compiuti una prima volta
durante la crisi ; e il loro riprodursi automatico ad ogni nuova caduta in
crisi. Nessun neuropatologo avrà bisogno che gli si ram¬ menti 1 analogia della
crisi onirico-medianica con quanto accade negli attacchi isterici ed epilettici,
o nel sonnam¬ bulismo artificiale. Un altro fatto che riproduce la
sintomatologia dell’iste¬ rismo, è la polidipsia che Eusapia presenta quasi ad
ogni crisi. Essa ha sempre sete, e spesso durante la estasi do¬ manda da bere:
le si deve portare dell’acqua, anche se “John Klng »■ agitando il tavolo o
parlando per bocca sua, pretende che le si dia del vino: gli alcoolici
danneggiano In sua po¬ tenzialità medianica. Certo, è curioso il contrasto tra
la co¬ scienza superiore e la subcoscienza : questa si mostra sempre in preda
ad istinti più bassi, giacché Eusapia ama il buon vino, il marsala, il thè, le
paste dolci, di cui bisogna esserle larghi alla fine di ogni crisi, massime
letargica. Àia chi pra¬ tica con le isteriche e coi neurnstenici conosce la
loro co¬ munissima avidità di alcoolici e di caffeici, che in taluni casi
arriva al grado di dipsomania e di eaffeinismo. c) Anche la fase più
intensa e anideistica di “ trance „ (che pelò non è raggiunta in tutte le
sedute e si presenta quasi soltanto associata alle grandi “ materializzazioni
,), non ri¬ sulta molto dissimile da un parossismo isterico: ne costi¬ tuisce
di sicuro un equivalente. Quando sedendo al controllo mi sento afferrare e
contorcere la mano da Eusapia, ed odo costei gemere con voce gutturale e
intercisa, e invocare il buio perchè la luce la infastidisce o la fa soffrire
orribil¬ mente; e quando la veggo (o la imagino, se siamo in oscu¬ rità) presa
da convellimenti e tremori muscolari stirare le braccia, girare la testa,
irrigidirsi tutta come se volesse spremere qualcosa del corpo in un vero
atteggiamento di parturizione, io non posso a meno dal pensare ad una con¬
vulsione tonico-clinica con fotofobia, con spasmo di Salarli (salutazione
ritmica del capo), con subdelirio e semicoscienza, insomma con tutto il corredo
inseparabile del grande iste¬ rismo. Il dire che “ tutta quella agitazione non
è isterica ma soltanto necessaria per originare i movimenti di cui poi i
fenomeni sono la manifestazione a distanza o l’esterio- razione „ , potrà
concedersi ad un colonnello del genio, qual’è il conte De Rociias (prescindendo
dalla sua singo¬ lare competenza in metapsichica), ma parrà una bestemmia a
chiunque abbia fatto studii medici anche elementari. Del resto, dopo
quanto ho scritto sulle condizioni peno¬ sissime di Eusapia all'uscire da una
seduta di apparizioni ( Tomo IT, p. 240), mi credo dispensato dal ribattere le
rosee e melate intromissioni dei nuovi tanatocriti nel campo per essi
pericoloso della Patologia nervosa e mentale. Sì, certamente, vi sono
persone dotate di facoltà media¬ niche, la cui individualità fisica e morale
fuori del rapi¬ mento o estasi non si scosta, nel tutto insieme, dalla nor¬
malità fisiologica, dall’equilibrio mentale, dalla saggezza: e in un buon
numero gli accessi di medianità sopraggiungono, decorrono e si dileguano senza
turbare apparentemente la salute del corpo e la quiete dell’animo. Per ciò si
scrive e si proclama che il mediumnismo, pur constando di “ fatti e di stati
psichici supernormali „, non è patologico, ma si con¬ tiene e trattiene, al
più, nella zona della semplice “ anor¬ malità „. E si cita l’ipnotismo, che
dopo la vittoria della scuola di Nancy non è più considerato come un privilegio
delle isteriche, nè più definito con sintomi neuropatologici, ma che è ritenuto
possibile in tutte le persone, contraddistin¬ guendosi soltanto per lo “ stato
di suggestibilità „ (Guasskt). Per la natura dell’ipnosi sono anch’io di
questo parere; anzi, fui tra i primi (in Italia il primo) a contraddire alle
pretese della scuola di Cuarcot. Ma non bisogna adesso esagerare nel senso
opposto. L’ipnotismo non sarà isterismo, ma il maggior numero di buoni soggetti
ipnotizzabili è dato dagli isterici e neurosici, come il maggior numero di medi
potenti è fornito dagli ipnotizzabili e magnetizzabili (Négre, Faijvéty,
.Toire). I rapporti tra gli stati morbosi e gli stati anormali della coscienza
sono continui ed inestricabili: si passa, si trapassa e si ritorna gradatamente
dagli uni agli altri (Cfr. Myers, Uum. Pers., cap. II, V, IX). Si possono
richiamare numerosi esempi in appoggio di questa unità fondamentale
psico-neurotica: e in medicina ne abbiamo dei cospicui. — La tabe e la paralisi
generale, questi due morbi giganti della Neuropatologia e Psichiatria, non sono
dovuti a processi anatomo-patologici sifilitici; però si svolgono con
straordinaria frequenza negli individui che per l’addietro soffersero di
sifilide, così che la infezione celtica sembra nel più dei casi una loro
necessaria condizione preparatoria, e quelle due affezioni gravissime sono
qualifi¬ cate per metasifilitiche „ (Fournibr). — Allo stesso modo il diahete,
il mal della pietra (litiasi renale e vescicale), l'asma, obesità, certi eczemi
ribelli, certe neuralgie, non sono di natura gottosa nè reumatica; eppure,
hanno tutte un fondo comune che è la lentezza costituzionale o il rallentamento
acquisito del ricambio nutritivo organico, cosicché adesso torniamo a
designarle col vecchio nome di “ artritismo sebbene il maggior numero dei
pazienti del grande gruppo braditrofico non presenti ammalate le articolazioni.
— Con questi ravvicinamenti si illumina la genesi di una folla di stati
patologici comuni: e col ravvicinamento all’isterismo si rischiara quella della
medianità e degli stati affini. La me¬ dianità è una condizione
metaisterica. Badiamo, prima di tutto, che non c’è stato più proteiforme
e che si sappia tanto spesso dissimulare sotto parvenze innocue, quanto
l’isterismo. Il quadro completo della malat¬ tia e svariatissimo e
complicatissimo, ma intanto esistono molti casi in cui l'isterismo è parziale,
e si sfoga in pochi sintomi, magari in imo solo: questi mono-isterismi, che il
pubblico non conosce, sono spesso più tenaci e gravi del poli-isterismo. I
profani o, come si dice oggi, i “ laici „ non si capacitano mai che una persona
possa essere “ isterica senza presentare attacchi “ nervosi invece, al
neuropatologo basta lo stabilire l’esistenza del “ carattere „ o del “ tempe¬
ramento isterico „. Vi sono numerosi stati abnormi mentali di instabilità, di deficienza,
di insufficienza, d’incompletezza di piccole manie, di emotività ansiosa, ecc.,
ecc., ohe ora diciamo, di psicastenia e sembrano svolgersi fuori della neuro-
psicosi isterica, mentre non ne sono che manifestazioni abor¬ tive ed
elementari, ma caratteristiche ed equipollenti (Se ne troverà la illustrazione
nelle opere classiche di Joi.i.r, Gilles . f1' h°lLJIER> Fuei’d e Bi.kiier,
e nelle recentissime pole¬ miche sulla definizione dell’isterismo sostenute tra
Babinski Kai.mond, Ballet, Clai'ahéde...). Ma nei circoli spiritici, chiusi
ermeticamente ai “laici, (il termine è stavolta appropriato, discorrendosi di
sedute ordinariamente rituali), chi ha mai introdotto tutti i lumi che
potrebbero raggiare dalla psico- neuropatologia V I lavori di Jankt, di Jung,
di Mouton Brince, di Sidis, di Bali.et. Marie, Thoma, Dumi, e di pochissimi
altri, restano isolati e non sono ancora completati: eppure, ci hanno già
assicurato su molti punti importanti. Un attacco isterico è accompagnato
talvolta da chiaroveggenze, da chiaroudienze, da autoscopia, da premonizioni,
da visioni telepatiche, da personificazioni, che è quanto dire da una
moltitudine di fenomeni psichici super-normali: in¬ formi il caso classico di
MUo Couèsdon. Per contro un attacco medianico, anche quando il medium non si è
mai rivelato affetto da isterismo o da neurosi, può talvolta diventare una
decisa crisi istero-epilettica. In un caso che io conosco assai bene perchè ho
adesso in cura il soggetto, la seduta del “ circolo „ fu interrotta dallo scoppio
fulmineo d’un accesso di catalessi durato in seguito per due giorni, e dal
quale il paziente non è uscito se non per mostrare i sintomi e il decorso di
una forse irrimediabile dementici praecox. Casi eguali osservò il Donath; e la
cosa è conosciuta da gran tempo nei circoli spiritici. Allan-Ivaudeo, cui non
era sfuggita la na¬ tura morbosa del fatto, l’aveva denominato “ soggiogazione
„ , alludendo alla padronanza di spiriti malvagi; ed altri dot¬ trinari
sostituirono il termine di “possessione,, sempre però nella stessa direzione di
idee che ci riconduce agli errori popolari ed agli orrori medievali degli “
indemoniamenti Hi pena a credere che simili reviviscenze ataviche siano pos¬
sibili nel seno dello spiritismo-dogma moribondo ! Agli occhi bene aperti
ed avvezzi del neuropatologo (quelli dei dilettanti di psichismo portano
costantemente la benda nera della incompetenza assoluta), un attacco di
“trance, mostra singolari somiglianze, da un lato cogli attacchi isterici di
sonno e di sonnambulismo spontaneo, dall’altro coi periodi di ipnosi e di
sonnambulismo provocato: la serie non am¬ mette interruzione, perchè io, ad
esempio, riesco coi passi magnetici a far passare la Eusapia indifferentemente
dall’uno all’altro stato anormale. Per suo conto la “ trance „ media¬ nica si
incarica di fornircene la controprova. Abbastanza spesso le sedute spiritiche
debbono essere sospese perchè il medium entra in smanie che si calmano
rapidamente con passi magnetici, a un di presso come facevano Antonio Mesmer, il
M" di PrvsÉGi'R, il Lafontaine, il Donato a’ loro tempi sui soggetti
ipnotizzabili e convulsionari. Or dunque, si ha ragione di sostenere che
isterismo, ipno¬ tismo e mediumnismo (a prescindere dalle loro incessanti
associazioni negli individui e nelle collettività “ anormali „) sono stati
isomerici. Senza dubbio la loro affinità mutua si attenua passando dal primo al
terzo, ma il punto di par¬ tenza è là. Il Grasset ha avvicinato giustamente
l’ipnotismo agli stati seguenti: “distrazione, sonno naturale, cumber- landismo
[lettura muscolare del pensiero), tavolini giranti, spiritismo,
isterismo, sonnambulismo e catalessi spontanea, automatismo ambulatorio... „ (.
Hypnot . et Sugg., ’03, p. 89). Lasciando per ora da parte la sua teoria,
più metaforica che esplicatnce, del “poligono cerebrale „, applicata dal
clinico di Montpellier a tutta quanta la psicologia normale anormale ^e
supernormale (cfr. Introd. physiolog. à la Phi- losophie, '07), e rammentandomi
che la ipotesi del “ sublimi¬ nale , di Myìsrs conduce a ravvicinamenti ancora
più intimi io posso anche accedere, con qualche riserbo, all'opinione del
tiRASSET che definisce l’ipnosi col sonnambulismo artificiale e o spiritismo
scientifico „ (intende dire la medianità spe¬ rimentabile analoga alla Paladiniana)
come “stati extra- fisiologici di disgregazione personale tra il psichismo
supe¬ riore o cosciente e il psichismo inferiore o automatico In questa
definizione, lo spiritismo, rispetto al suo deter¬ minismo psicologico, diventa
un ponte di passaggio tra gli stati ancora fisiologici di disgregazione, quali
sarebbero la distrazione in veglia, gli atti abituali macchinalmente ese- glUr’
,r so!ino’ \ sogni; e quelli addirittura patologici, quali 1 isterismo, il
sonnambulismo spontaneo, e le con simili forme di automatismo.
* B) Mediumnismo e Automatismo. Lo stato fisiopsichico d
Eusapia in questa prima seduta del dicembre 1906 solo da principio è stato di
veglia: quasi subito essa è caduta in “ trance , attiva o sonnam- bulica, con
palesissimo annebbiamento e restringimento della coscienza. Nessuno di
noi ha nominato “ John King „ : tuttavia Eu¬ sapia lo ha ben presto impersonato
, e lo desumemmo da ciò che essa dava del tu a tutti. Inoltre, s’è avuto il
fatto curioso che , durante il sonno medianico, essa è ritornata, dopo quasi
sei anni, a designarmi con io pseudonimo di Numero Cinque, precisamente come se
tenessimo ancora le sedute al Circolo Minerva (— “ Attento, Numero Cinque: c’è
il fenomeno ! „ — “ Cinque, fa attenzione!.... „ ; — “ Prendi tu, N '. 5 „, —
ecc.). Debbo avvertire che in stato di veglia Eusapia mai ha dato segno di
ricordarsi di codesto particolare: ora, il rievocarlo in “ trance „ costituisce
il ri¬ pristinarsi automatico d’una condizione psichica o,
meglio, subcosciente sorpassata nella primavera del 1901, e non più
provata nel frattempo. C’ è bisogno di dichiarare come tal fatto confermi in
maniera luminosissima le affinità tra il mediumnismo e gli sdoppiamenti di
personalità? Eusapia discende in un vero “ stato secondo „ ogni qualvolta si
rimette in estasi medianica: il che spiega poi la stilizza¬ zione delle sue
gesta di esteriorazione bio-psichica. Salvo il meccanismo di codesta
esteriorazione e ommesse le differenze di forma, di durata e di profondità,
tutti i disgregamenti di personalità sono analoghi agli stati di doppia
coscienza dei quali la Fètida di Bordeaux studiata dall’AzAM rimane tipo
esemplare e insuperato. Rispetto alla produzione dei fenomeni , le nostre
nuove osservazioni di jersera hanno confermato facilmente le due leggi
fìsio-psicologiche già segnalate nelle sedute del 1901-2: a) La prima,
che i sussulti del tavolo, i picchi ( raps), i moti e i trasporti di oggetti, i
tocchi alle nostre persone, tutte le azioni a distanza, sono l’ eco o la
ripercussione di sforzi muscolari della medium , ora più lievi ed ora piti
energici, come a dire di gesti, scatti, strette di mano, irre¬ quietudine delle
dita, supinazioni e pronazioni spastiche dei pugni, irrigidimento delle
braccia, gambe e tronco : donde la legittima induzione che non si tratti di
semplice coinci¬ denza, ma di causalità efficiente d’ordine fisiologico.
b) La seconda: che la volontà di Eusapia è ben raramente estranea al fenomeno.
Poiché, se essa è in istato vigile, la sola partecipazione dei suoi muscoli al
fenomeno significa la diretta azione dei centri volitivi cerebrali, in quanto
che ogni contrazione muscolare intenzionalmente eseguita corrisponde ad una
scarica cosciente di corrente nervea dai centri psico- motori della corteccia
lungo le vie piramidali di conduzione centrifuga, che i fisiologi designano
infatti per le “ vie della volontà „ . Se poi essa versa nello stato
sonnambulico e nel le¬ targico con obnubilamento parziale od oscuramento com¬
pleto della coscienza, lo sforzo muscolare sarà bensì di natura automatica, ma
evidentemente codesto automatismo va inteso in senso fisio- e psicologico:
voglio dire che, oltre alla spesa d'energia biomeccanica, implicherà anche uno
stimolo interno, che, sebbene non cosciente e solo subcosciente, non cesserà dall’avere
carattere psichico. Questo stimolo corrisponderà, secondo quello che io ho
scritto in più luoghi di queste mie Note, a rappresentazioni di atti necessarii
per ottenere un dato fine , scese dalla coscienza superiore nel cosi detto “
sub-liruinale „ e diventate subconscie e automatiche porsè 11 lof° originario
contenuto volitivo. Qui però non sarà inopportuna una brevissima spiegazione
’ In fisiologia e psicologia si parla molto, adesso di “ auto e in
psicologia of PsychoL di Baldwin, Voi I lS Ummettendo il senso che «ri;
qì ja •' tuttora si ricordano i° famosi *“ automi*1 ed^Td magnificati nei
secoli XV e XVII (la Vasca di iL , dloldl " la Franchie di Desca
rtes, fiv~ss:-:si?ss S#=?Sz=sSS SU. movimenti che sono la
traduzione di tale' Carica 3» Z SZTESi' LZ™?
Utì^?c\omfssidlrmiDati' 1HÙ coscienza di codesto fine •’ 4“ la nossfbi I
i t \°^6t +°l “?»r ■ d: *« * — z «.nolo mtooo rappresentatosi ,11.
eoseiene, Z „ne e r.SneZJj/ZZ 7””"“ » «Ut» "ÌW r!°"
defVh a»1 ed al raggiungimento del fine. l^Sa&SHSS !tat*
1»'"* •°<»XrLZ chinsfità Preferirei, per dir vero, il termine di
“ mac. c hi nauta proposto nell articolo del Richkt- — “sono
atti poi cessa o diventa distraibile. D'altra parte, il reiterarsi degli
stessi identici fenomeni, quando laEusapia si pone in atteggiamento di
autoipnosi, ci rammenta che il ritmo e la pe¬ riodicità caratterizzano ogni
psiehismo inferiore ed automa¬ tico, laddove rinnovazione e la irregolarità
sono le qualità di ogni psiehismo superiore e cosciente. Anche questa legge
biopsieologica sembra sia sfuggita al Myeus e a tutti coloro che attribuiscono
una superiorità pressoché assoluta all’automatismo, e riducono, ad esempio, il
genio, — che mai è ritmico nè periodico, ma sempre inso¬ lito ed irregolare, —
ad un prodotto automatico, subcosciente e involontario. Il Myers non si perita
di collocare sulla stessa scala di “ disintegrazione della personalità „ con
pre¬ dominio dell’ “ io subliminale „, il genio, i sogni, l’ipno¬ tismo, l'
automatismo sensorio e l’automatismo motorio della medianità. Secondo me, qui
c’è un eccesso di sintesi, se anche non c’è un errore. Tra questi stati
anormali e su¬ pernormali solo il genio costituirà un automatismo di per¬
fezione : tutti gli altri sono automatismi di inferiorità, di regresso, di
defezione , come egregiamente ha detto il Dim- mard (" Eev. des Idées „,
'01). Ecco perchè dall’ammasso di fenomeni automatici dello * spiritismo „, che
deriva in linea retta dall’ipnotismo e in linea indiretta dalla neuro¬ psicosi,
non ci è stato regalato nulla di nuovo nè di utile: la medianità, sia essa
quella di una principessa Kahadja, sia quella di una rivendugliola Paladino, è
sterile appunto perchè composta di ritmi, di ripetizioni, di “ stereotipie
„. Gli alienisti che leggeranno per avventura queste mie righe,
comprenderanno il valore del termine “ stereotipia . che per noi è sempre
sinonimo di minorazione, di indebolimento, di decadenza della personalità. Ai
non alienisti mi conten¬ terà di ricordare che i monodelirii dell’isterica in
attacco sono stilizzati precisamente come i sogni medianici d’Eu- sapia. Nel
campo biologico lo Swoboda ha dimostrato che dove è ritmo periodico, dove si
determinano e si ripetono fenomeni simili, ivi sempre imperano le circostanze
biolo¬ giche più materiali ed elementari \ Die Perioden d. menxch. Organismus,
Wien, 1904). E nel campo psicopatologico, il Pailhas ha recentissimamente
illustrato assai bene il feno¬ meno della periodicità, provando con
osservazioni cliniche che psiehismo cosciente e psiehismo automatico si
escludono a vicenda (“ .Tonni, de Neurologie „, ’07). Certo è che nei messaggi
spiritici in genere, e negli acrobatismi di “ John- King „ in ispecie, non
agisce una personalità libera e cosciente estranea alla medium- ac-isee «nlr.
;i i- toniotico inferiore, di cosiei. eS™„° ì P" S con' occhio di
neuropatologo. questione con [fenomeni, automatici contraddistinguono
specialmente irli stati patologici del sistema nervoso: l’epilessia
l’isterisJf* la pazzia, i dehrii febbrili e tossici, le ebbrezze d'ogni specie’
e commozioni cerebrali violente, perfino certi processi ana’ tomopa «logici
localizzati (p. es. i tumori, le emorragie è esion. traumatiche del cervello).
È notissimo il fatto del talvolta stiaordinariamente luno-o eoli rrim imo
• . conversa, c.nnn.ae delitti. ,cc aSÒVcS r” nwì 'au'n““”„; Tri
*8'! * de,' lu“° ioconsapevole dèi S^egLTil'Xco 'rb* P°' d“»do »
Questo fenomeno capitale non è che il caso estremo d’una serie numerosa di casi
consimili. Negli stessi epilettici in altri soggetti pur sempre colpiti da una
delle affezioni nervose suindicate, la crisi automatica non è con
lddistin aTèbb? ^ ^ P6rdÌta aSS0lQta di coscienza? questa ^ Z io
annebbiars! appena , anzi permanere abbastanza svetWia^d accompagnare 1
esecuzione degli atti ambulatorii offensivi vnbmTà *’ CTUn°S'’ °SCenÌl
ecC' Contemporaneamente però Va volontà resta incapace a trattenere
l’individuo- costui fu effe « precipita, vaga qua e là, colpisce, si denuda non
neon’ SS ì1 St0Chèe \a’ ma- ad un im IZ?Z. ‘e riti fica, dopo gli
ammirabili studii li Riciiet sono semplicemente stati abnormali
consimili. In tutte Mo¬ della oTsonTA PS11ChC è PreSUpp0sta una disintegrazione
personalità, con possibilità di funzionamento isolato o parziale di alcuni
centri cerebrali. — Nella identica maniera spettano alla categoria degli
automatismi sensorii, per esplicita dichiarazione dello stesso Myers, altri
fenomeni di psico¬ logia supernormale, fra cui le allucinazioni
cristalloscopiche, fors’anco le allucinazioni telepatiche. — E allora non si vede
motivo alcuno per non estendere la qualifica di automatiche anche alle
manifestazioni puramente intellettuali della me¬ dianità, per esempio alle
personificazioni, alle incarnazioni, ai messaggi, alle xenoglossie, ed alle
creazioni romantiche cosi bene sistemate e cosi spesso stilizzate dello
spiritismo co¬ municatorio. La serie non può essere interrotta
arbitrariamente in questo o in quel punto, col pretesto specioso che noi non
riu¬ sciamo a indicare lo stimolo interno, del quale l’atto auto¬ matico, la
inspirazione scrivente, la visione, la trasforma¬ zione di personalità, il
messaggio, il verbigerare in idiomi non consueti, sono la risultante. Per dir
vero, basta sa¬ perlo cercare, e allora, nel più gran numero dei casi (il
Flournoy, il Jung, il Princk, I’Henry ci sono stati maestri) lo si trova.
Saranno impressioni cenesteticlie indefinibili, perce¬ zioni oscure
extramarginali, emozioni arrivanti dalla “ frangia, della coscienza; saranno
imagini e ricordi che si credevano obliati, ma che invece persistono ; saranno
idee che si formano per associazioni intime e profonde fra correnti
intracellulari.... Ma uno stimolo ingeneratore in ogni automatismo medianico ci
sarà sempre, come c'è nella deambulazione dell’epilettico o nel sogno
dell’alcoolista delirante. E prima di attribuire un atto o pensiero “
automatico , di tal genere ad un’ in¬ fluenza esogena, ossia estranea alla
personalità del medium, quale sarebbe, secondo il Myers, la guida o il
“control, di un essere qualsiasi spirituale o ultrasensibile , sia esso un
disincarnato, o un angelo, o un demonio, o un gnomo, o un dementale,
bisognerebbe esaurire tutte le ben più probabili causalità bio-psichiche
normali preesistenti ed efficaci nel medium stesso, bisognerebbe spezzare tutti
i possibili e ben più verosimili anelli della sterminata catena degli agenti
fisici sensibili . Or dunque , le scariche telergetiche di Eusapia
Paladino saranno tuttavia di natura ignota nel loro dinamismo in¬ trinseco ;
dipenderanno, cioè, da forze “ vitali „ di cui non sappiamo ancora dire la
esatta situazione nella serie delle forme o trasformazioni dell’ Energia
cosmica unitaria : ma il loro effettuarsi, manifesto nelle stupefacenti sue
azioni a distanza, non e spontaneo, come sembra a prima vista. Sotto ad
ogni scarica .anche se compiuta in istato di letargo esi¬ stono delle finahtà
intelligenti e volute , che gli spiritisi con astrazione superflua e temeraria,
personificano in una “ In- igenza „ e precisamente, pel maggior numero di
fenomeni, in un presunto John King „ : laddove io opino, dopo tante prove di
fatto, che quelle finalità siano endogene, apparten¬ gano eoe alla personalità
stessa d’Eusapia, con la quale si ntegrano, tanto se consistono in volizioni
perfettamente co¬ scienti quanto se invece derivano da imagi, li, ricordi emo-
zum, tendenze e impulsioni agitantisi nella sua subcoscienza. Io bo
lungamente dimostrato come sia “ umano „ e non superumano, il determinismo
psichico della fenomenolo<m paladimana. Esso e fatto di motivi d’ordine
prevalentemente dindifesa' collidi T'”'! h}S°8n0 di Persuadere, istinto
di difesa conti o le critiche, desiderio di svegliare meraviglia
còTdet7ne’- SSltnalaZÌ0ne ’ ecc'); 6 ha mogissime affinità col determinismo
assai poco intellettuale, cui si insilici I-, 2“"' È Proprio
co*: stato di trance „ la medianità d’Eusapia agisce con le ap¬ parenze
della spontaneità, ma si tratta, per contro di i!n automatismo secondario; le
sue manifestazioni macchinali della PT°f 6 contlnuano bensi senza
l’intervento direttivo d Ila volontà sono però sempre determinate e
stimolate un aHon“nt 6nte 1 V0!f10ni subconscie (rappresentazione di un
atto inteso ad un fine). Certo , questi due termini di “ volontà , e di *
subco¬ scienza „ sembrano contradditorii, perchè nel linguaggio co- mune, e
anche m quello filosofico, siamo abituati ad associare 1 concetto di volizione
allo stato di coscienza: ciò non pm! tanto, sapendo ^cercare ,1 punto di
partenza di moltissimi atti eseguiti in trance lo si trova in idee suggeritè ed
in La sn^ff f°rmatie duninte 10 stat0 di veglia cosciente! La sola
differenza sta in questo che l’atto non sarà più ac- “ fatS-da coscienza,
quando la medium sia passata nel- e tos raediummca profonda; ma tale assenza
totale o par- " iì coscienza renderà per l’ appunto l’atto più facile teme
i 7^?-’ cTe. accade «i moti reflessi, e conseguen- (■onH tà tUtt' g ‘
attl.lnvoIontarii ed automatici. In fin dei t°l’ Ia cosc>enza, aggiungendo
elementi nuovi rappresen¬ to e d!n V1’ fra,CaÌ '?■ n0zione dell’io, la
percezione del ioDo e del tempo, il sentimento d’ansietà pel successo ecc
madlmo mot 6 COmprimere e disturbare la scarica dell’auto¬ matismo motorio,
sensorio e psichico. Ecco perchè alle attività medianiche, consistano esse
nella semplice scrittura auto¬ matica, o nella incarnazione spiritica, o nella
projezione di forze biopsichiche, abbisogna sempre uno stato anormale, or
transitorio ed ora più lungo, ora parziale ed ora generale, della personalità
cosciente. Tutto il “supernormale , psichico si risolve nell’anormalità,
e indirettamente nella morbosità. Fra gli stati patologici della coscienza è
sempre l’isterismo, quando non è l’epilessia, che offre continuati rapporti di
causa e di simiglianza col me- diumnismo. Nel maggior minierò dei medii (e
potrei, qui, illustrarne uno caduto per l’appunto sotto la mia osserva¬ zione,
mentre redigo questo paragrafo) la facoltà medianica sorge, quale
efflorescenza, dal volubile tronco della grande neurosi : e i suoi automatismi
, le sue incarnazioni , le sue azioni telergetiche altro non sono che
equivalenti di attacchi o parossismi isterici , anche quando la neurosi
preesistente tace o rimane latente sotto le parvenze della normalità.
Capisco e so che tutto questo non spiega il dinamismo intrinseco della
medianita ejetliva d’Eusapia Paladino e di Davide Home (cito soltanto lui,
perchè gli sjjirito-psichicisti lo salvano dal naufragio della medianità
fisica). Ma, secondo me, costituisce un progresso reale negli studi
metapsichici la nozione ehe la fenomenologia intellettuale dello spiritismo, malgrado
le sue * sublimità „, si trovi legata filo per filo alla psicologia normale
traverso la anormale e la patologica. C’è da sperare e da ritenere che con lo
stesso procedimento di ricerca anche la fenomenologia fisico-meccanica,
prodotto di forze * ignote ,, escirà dall’occulto e si troverà in con¬
tinuazione immediata coi domimi più noti delle scienze na¬ turali.
* * * “John King „ nei sogni d’Eusapia. Il presentarsi
monoideistico di “ .John King „ in ogni at¬ tacco di “ trance » della Paladino è
un effetto ritmico dell’au¬ tomatismo che or ora abbiamo studiato : e quella “
entità „ appare dai bassifondi della sua coscienza come uno di quei
fantocci-diavoletti a molla, che saltan fuori non appena si solleva il
coperchio della scatola che li rinchiude. Noi sappiamo ormai donde l’idea
di questo spirito-guida è derivata: la prima volta essa scese di certo
nella giovine e ignara coscienza della medium Pugliese da una suggestione
improvvida del Damiani. Dico improvvida, perchè erano an¬ cora i tempi in cui
si “ sperimentava „ inabilmente e alla leggiera sugli stati anormali e
supernormali. Oggi, forse, anno psickicista accorto non sfuggirebbe cenno della
“ comuni¬ cazione „ ottenuta in Londra da quell’ardente spiritista. Ad ogni
modo, io mi sono convinto che in veglia Eusapia presta tepida fede al suo “
spirito-padre „ ; crede in “ lui , senza grande entusiasmo: ma penso che “
Jokn-King „ verrebbe ancora nei suoi sogni medianici anche quando Eusapia
finisse dal crederlo una “ entità „ reale: la sua apparizione con¬ tinuerebbe,
come ora, per puro automatismo. * * * Tra gli
spiritisti mena molto rumore il fatto che a certe persone dotate di mediumnità
ancora latente o ignorata si manifesti qualche dato defunto (“ disincarnato „)
fin dal loro primo accingersi ad operazioni medianiche, per esempio fino dalla
prima loro seduta attorno al “ tavolino parlante „. Io stesso ho veduto ed ho
provato codesta inaspettata com¬ parsa e comunicazione di “ morti „ . Ma una
volta ammesso il principio psicopatologico, che la medianità si svolge sempre
con una parziale o totale disintegrazione di personalità, e quindi con perfetta
somiglianza al sonno ed ai sogni nor¬ mali, la cosa si rende facilmente
comprensibile. La credenza nella seconda vita e nel possibile ritorno dei
morti giace da remotissimi tempi nel nostro subcosciente; e lo stesso animismo,
che è la sorgente preistorica dello spiritismo antico e moderno, è stato creato
in massima parte dai sogni individuali, salvo ciò che in seguito gli ha arre¬
cato la psiche sociale. Da infiniti secoli l’umanità intera po¬ pola il mondo
di spiriti invisibili, per lo più temibili , che poi sono in massima le “ anime
dei morti „ (uomini ed animali), e da secoli li rivede in sogno. Se gli
spiritisti (qui proprio non posso escludere neanco i “ modernisti „ che sono
immortalisti ad oltranza), se gli spiritisti, dicevo, cer¬ cassero meglio fra i
dati della mitografia e della sociopsi- cologia, saprebbero apprezzare anche
più giustamente il fe¬ nomeno della proto-comparsa dei loro disincarnati. È
il processo mentale istesso che si avvera nei popoli selvaggi non più
primitivi, cioè quando hanno raggiunto un certo grado di sviluppo precivile:
anch’essi, non appena addor¬ mentati, sognano i loro morti. 1j uomo non
si adattò mai alla morte; e in ogni epoca il pensiero della vita, che gli è
cotanto cara, gli' fece bale¬ nare la speranza della sopravvivenza personale :
i morti pos¬ sono, nella sua fantasia, tornare a comunicare coi vivi. Leggo in
proposito, proprio in questi giorni, la seguente bellis¬ sima pagina dell’HERTZ
(in “ Année sociologique X, 1907 p. 129): Noi non giungiamo a pensare il
morto come tutto morto (1 un colpo: troppo egli ta parte della nostra sostanza,
e troppo di noi abbiamo messo in lui; la partecipazione ad una mede¬ sima
vita^sociale crea dei vincoli che non si rompono mai d’un tratto. L’ ‘ evidenza
del fatto , è assalita da un’onda contraria di ricordi e di imagini, di
desiderii e di speranze. Nello stato di veglia quest onda è in generale
contenuta, perchè noi ab¬ biamo allora normalmente una percezione netta e un
senti¬ mento vivo della realtà. Ma quando il pensiero si rilassa, quando la
rappresentazione delle cose esterne si offusca, nel- l'ombra della sera o
durante il sonno, il mondo subiettivo prende la sua rivincita: e la imagine,
incessantemente respinta, del morto vivente come prima sorge a dominare la
coscienza. Così lo stato di lacerazione e di turbamento interno, consecutivo ad
una morte, determina allucinazioni e sogni frequenti, che alla loro volta contribuiscono
a prolungare questo stato , (E cita Koch, di cui io completo la citazione:
Animismus der Siid- a meri le. Indianer, in ‘ Interu. Ardi. f. Ethn. ,, 1900.
Cfr. pure il mio Tomo 1, pag. 52). La psicogenesi della tanatofania,
della comparsa improv¬ visa di un morto, è la medesima tanto se la
disgregazione personale e il conseguente dominio dell’automatismo psi¬ chico
appartengono al sogno normale, quanto se alla auto¬ ipnosi medianica. In questa
ultima l’ imagine del “ disin¬ carnato „ emerge, magari intera, dal
subcosciente perchè in tutti noi, uomini civili, ormai si è costituita una
associa¬ zione rappresentativa fra il rito spiritico (formazione di ca¬ tena,
tavolino pulsante, ecc.), e la concezione spiritica, anche se di tale
associazione non siamo conscii e memori in piena veglia. Perocché bisogna
ricordarsi che da oltre sessanta anm lo spiritismo si è diffuso fra i popoli
Euramericani nascendo dalla lenta agonia del Cristianesimo: quando un sistema
mentale si dissolve, stanno pronti a risorgere e a so- Morselli,
Psicologia e Spiritismo , IL 21 stituirglisi tutti gli avanzi delle
antiche idee che esso aveva soggiogato e messo un di nell’otnbra. Di là viene a
galla lu¬ minismo primordiale ; di là la spiegazione tanatocritica dei fenomeni
medium nici. Queste non nacque niente affatto di pnmo getto, come pretendono i
dogmatisti, davanti ai picchi i Hydesvdle (cfr. tomo I, p. 17-18):
occorse invece una abbastanza lunga elaborazione della credenza nei “ morti che
si manifestavano con quelle bussate e con i sobbalzi della tavola da pranzo; e
occorsero molti dialoghi delle Fox madre e figlie, coi muri rimbombanti... Ma
appena elaborata! la credenza si rese presto popolare, e da allora è divenuta
un elemento immancabile extramarginale della coscienza col¬ lettiva Europea ed
Americana. Io non credo che tra tutti coloro i quali impongono le loro
mani su di un tavolino per vederlo movere, o che gli si dispon¬ gono attorno in
catena “ magnetica „, vi possa oggi essere nessuno che, o per via diretta o per
via indiretta, abbia avuto mai sentore del contenuto dogmatico dello spiritismo
• sa¬ rebbe lo stesso che supporre qualcuno ignaro della “ magia Fosso
affermare che la mia generazione è cresciuta fra gli echi ancora fortissimi di
almeno tre epidemie intellettuali popolari del secolo XIX : la magnetica, la
frenologica e la opto-spintica. Imaginarsi poi se non sono avvenute immer¬
sioni di idee consimili nel • subliminale „ delle generazioni piu giovani della
mia, con tenta diffusione della stampa quo¬ tidiana e della illustrata, con
tanta propagazione di semi¬ cultura fra ì “laici „ ! Fate un poco una rapida
inchiesta nel vostro ambiente domestico e sociale, e anche fra i più umili, fra
coloro che stanno “ Nella penombra della ci- V1 Ita (come hanno scritto Paola
Lombroso e suo marito il prof. Carrara, Fr. Bocca, ’05), troverete
diffusa più che non pensiate a prima vista, l’idea dei * morti „ che ci par¬
lano per mezzo dei tavoli. Ed ecco perchè “ un disincar¬ nato „ arriva sempre,
al primo balzo o picchio di un ta¬ volino, anche se coscientemente non lo si
evoca. ♦ Ho voluto di nuovo indagare quali idee concepiva la
Eusapia circa le proprie relazioni con “ .John King • ma come nel 1902, poco ho
potuto sapere. Un fatto "però mi par certo ; ed è che essa è fermamente
convinta dell’esistenza di questa entità occulta, alla quale attribuisce ogni
sua facoltà eccezionale. Non ha però mai veduto “ John „ di giorno, ossia
non fu mai soggetta ad allucinazioni in istato di veglia nor¬ male, simili a
quelle di cui parlava la Smith di Flournov nella fase marziana (prima, cioè,
dell’attuale sua fase cristo-mi¬ stica): ne ha avuta soltanto la visione
onirica, ossia in sogno. Ma^ quando dice * in sogno „, Eusapia non allude allo
stato di “ trance „, nel quale è pur presumibile che essa avverta e percepisca
la presenza del misterioso personaggio ; intende propriamente accennare a
quella effervescenza di imagini che caratterizza il sonno normale. Già
noi lo sappiamo (Tomo II, pag. 57 e seg.). In ambedue le condizioni psichiche,
di sogno e di auto-ipnosi, “ John- King le si presenta visibile come ‘ un uomo
di alta statura di robusta complessione, dalla faccia larga, dalla capi¬
gliatura ricciuta, dalla barba intera e già brizzolata, dal profilo deciso; il
suo portamento avrebbe qualche cosa di mi- litaresco „,ecc. In passato, quando
Eusapia ha avuto qualche dispiacere, e anche adesso quando softre dolori
fìsici, di cui sia preoccupata, o quando traversa periodi di malumore e di
sconforto, “ John-King , le appare “ in sogno ed ella se lo vede vicino, per lo
più in piedi, accanto al letto o alla seg¬ giola; “ egli „ le pone allora le
mani sul capo (passi magne¬ tici y), le accarezza il volto, le batte lievemente
sulle spalle, come farebbe una madre col suo bambino, o come un padre
affettuoso in grandi tenerezze con una figliuola „. Du- la fase di preipnosi
Eusapia rivolge spesso la parola ali Finte occulto che la protegge: essa lo
prega di venire, di aiutarla, di agire con prontezza. Quando poi nel sonnambu¬
lismo medianico essa si impersona in lui, o “ John parla per mezzo suo con voce
alterata e a scatti, la si senfespessò nominare “ ima figlia „ o la “ figlia ma
„ : e non sembra già nel significato popolare di creatura prediletta, bensì in
quello proprio di consanguineità. Queste imagini di “ sogni hanno, come si
vede, il solito carattere puerile, di cui tutto il sonnambulismo medianico si
trova impregnato. Durante^ le sedute, accade talvolta di sentire Eusapia
escla- mare: — “ C'è un uomo, c’è qualcuno... —, e indicare, spesso con aria di
spavento, il luogo della vaga apparizione che gli astanti però non veggono. Si
suppone che essa vegga allora il suo spinto famigliare, ma non sempre: in certi
casi il medium vuole indicare la presenza di altri invisibili. Perciò taluni
spiritisti dicono che la Paladino sia un medium veggente „, come sono quelli
del circolo spiritico di Tours dei quali citai le ricche e varie visioni in
altro punto del- ■V •'-Tf'n " f ^ l'opera (Tomo
II, p. 122-3). Qui noi siamo al cospetto di fatti semplicemente allucinatorii :
non c’è bisogno di “ spi¬ ritismo „ ; ci basta la nozione psicopatologica d
eWautoscopia esterna oramai ben dimostrata nelle isteriche (Sollieii). Eu-
sapia obiettiva le proprie imagini oniriche, dando loro una forma plastica: ed
in questo senso essa vede il proprio pensiero. Anzi, possiamo dire che essa
vede il suo “ io in¬ terno „ projettato nello spazio, ma dissimile da lei mede¬
sima. E il vecchio, ma non supernaturale fenomeno della denteroscopia, che
Walter Scott descriveva in uno dei suoi celebrati romanzi ( Leggenda di
Montrose, 1819), e di cui parlava mezzo secolo fa il Brierre de Boismont in un
libro classico tuttora consultabile con profitto (Des Hallucinations, III®
edit., ’62, p. 408). Mai “ John King „ le avrebbe parlato direttamente ;
per cui non si osservano nella Eusapia quei fatti allucinatorii acustici, cui
la Smith va così frequentemente soggetta. Egli è che lo “ spirito Leopoldo „ è
assai più attivo dello “ spi¬ rito John , in ogni sua manifestazione : le due medianità,
la intellettuale e la fisica, si oppongono. Il “ disincarnato „ dell’Ohio non è
capace di rivelarsi con intensità di sugge¬ stioni interne: si contenta (a
quanto dice la Paladino) di “ inspirarla „, e l’azione che “ egli „ esercita
sulla vita men¬ tale della medium si limita a inviarle dei consigli in forma di
imagini. Ma questo è uno sdoppiamento elementare della personalità, non già una
ipotetica e inverosimile suggestione telepatica di un “ essere occulto ,
sopravvivente nei tetri labirinti dell’ Al di là (Visani-Soozzi).
Proseguendo nelle mie investigazioni, ho saputo altri particolari abbastanza
significativi per la psicologia dello spiritismo. Se, come narra la Eusapia
stessa, per entrare in relazione con “ John King „ è sempre costretta di “ dor¬
mire „ (sonno normale e stato autoipnotico) e di “sognare» (reviviscenze
automatiche di imagini), la conseguenza è che, almeno in questo caso tipico, i
fantasmi spiritici sono pro¬ duzioni del cervello addormentato quasi tutto, ma
parzial¬ mente ancora capace di funzionare. È invero molto proba¬ bile che
nella “ trance „ i centri corticali di Eusapia siano sede di un’ iperattività
onirica, congenere a quella di cui essa medesima mi ha parlato a proposito
della visione di “ John King Specialmente un sogno da lei avuto a Cambridge, e
che ella mi narrò fino dal 1901 in dettaglio, acquistò ai miei occhi un
significato ben grave, perchè contraddice lo dottrine spiritistiche nella
maniera più formale. MEDIANISMO E SOGNI 325
Tutti sanno che in quella città l’Eusapia nella sua qua¬ lità di medium
ha superata la massima delle prove: fu là che la diffidenza de’ suoi
esaminatori inflisse una quasi completa disfatta alla sua medianità fisica
(cfr. Tomo I, p. 145). In quel triste periodo della sua carriera professionale,
che essa non ricorda mai senza amarezza, l’Eusapia vide una notte in sogno “ il
profilo di un essere strano, metà uomo “ e metà caprone, dalla fronte depressa,
dal naso enorme ed “ adunco, dal mento aguzzo armato di una barbetta meli- *
stofelica a punta „ : il sogno la colpì ed impressionò viva¬ mente col suo “
aspetto enigmatico e minaccioso b Quel fantasma era evidentemente un simbolo
creato dalla sua imaginazione onirica, quasi a raffigurazione com¬ prensiva di
tutto il pericolo che la minacciava e del danno materiale e morale che dalle
critiche di Cambridge le sa¬ rebbe derivato. È notorio, che le menti meno
evolute, le fantasie infantili e popolari sono pronte a connettere l’idea
preoccupante della veglia alle creazioni bizzarre del sogno. Ebbene : noi
abbiamo visto che quel profilo caprino figura ancora adesso fra le apparizioni
più comuni delle sedute di Eusapia. Costei obiettiva pertanto i suoi stessi
sogni ; e questi vanno soggetti a reiterazione automatica. LA
SEDUTA. Compendio della serata. Questa seconda seduta
di casa Berisso è stata notevolis¬ sima per il numero e la simultaneità dei
fenomeni, non che per la materializzazione di una forma antropoide, della quale
il medium ha nuovamente invano tentato il riconoscimento e 1» identificazione.
Nulla di mutato nel locale, nella assistenza, nella catena magica attorno al
tavolo, che è stato rimesso nella posi¬ zione normale (v. fig. di p. 280):
soltanto, in luogo della lu¬ minosità troppo viva diffusa dalla mobile stufa ad
alcool, rischiariamo la stanza con il lumino da notte, di paraffina ; aboliamo
invece la luce verde, che sembra eccitare troppo e fa patire l’Eusapia. Entro
al gabinetto oscuro c'è il solito piatto con plastilina preparata per
l’impronte, e badiamo che sia ben molle, se no, per una contraddizione
singolare con la forza erculea di cui tanto spesso fa pompa, “ John „ non
riesci- rebbe a stamparci nulla. Alle bacchette annodate da me sulla spalliera
d’Eusapia fissiamo uno chàssis fotografico con lastra sensibile al bromuro: questa
rimane 3-4 centimetri appena distante dalla nuca della medium. La
fenomenologia della serata è stata copiosissima, in¬ tensa, e in parte anche
non comune: ha presentato tutto ciò che può fornire d’ordinario la medianità
d’Eusapia. 1. Movimenti , sobbalzi e sollevamenti del tavolo. — Si ebbero
con leggero contatto della punta delle dita o delle palme (paracinesie) e senza
alcun contatto di mano (teleci- nesie vere). Mai avevo veduto levitazioni più
agevoli, più lunghe e più sicure di quelle di jersera. Ho notato per la
centesima volta che il tavolo si muove e si alza anche quando si rompe la
“ catena , delle mani. Cosi cadrebbe la spiega¬ zione dei moti incoscienti, se
non la salvassero le sedute dei dilettanti. , ... ■ 2. Tiptologia e
tiptomimiea. — Le espressioni mimiche del tavolino (come chiamarle
altrimenti?) furono svariatis¬ sime: il mobile rise, sussultò di piacere,
fremette di collera, mostrò simpatia e antipatia, attrasse e respinse, pianse,
sghignazzò, punì colpendo e accarezzò soffogando, fece di¬ spetti, tenne il
broncio, si risentì dei nostri dubbi, si com¬ piacque dei nostri elogi, ci
chiamò, ci comandò con aria imperiosa Sembra che il tavolino abbia un anima; ma
non bisogna calcar troppo su questa metafora che esporreb m alle sferzate sanguinose
degli increduli. Evidentemente ciò che parla per mezzo del mobile è l’anima
ingenua e puerile, anzi la sub-anima della Eusapia. Il tavolo ride a crepapelle
e mena colpi come lo farebbe un popolano ai motti salaci o a»li scherzi
maneschi: nessuna idea astratta esso e in grado di esprimere, e la sua motilità
mimica corrisponde ad una psiche volgare e di grossa emotività. 3.
Picchi, colpi e rumori. — Ne abbiamo udito un su¬ bisso. Alcune bussate che
parevano sufficienti a fracassare il tavolo, ci hanno preso alla sprovvista e
ne siamo rimasti storditi. Altre volte i picchi erano delicatissimi e i rumori
le-rerissimi. Se ne udivano di ogni sorta e per ogni dove: sul tavolo, in
mezzo a noi, sotto le nostre mani, a mo di colpetti, di battiti ritmici, di
tamburinate, di grattamenti ; - sulla mia seggiola e su quella di Barzmi, a mo
di bat¬ titi con le nocche o di raspamenti; — entro il gabinetto, come
strofinìo sulle tende, o come urti sugli oggetti ivi rinchiusi. 4.
Spostamento all’ indietro, rivolgimento verso destra e sottrazione delle
seggiole dei due vigilatori. — Nulla di spe¬ ciale : è un fenomeno usualissimo
; ma io e Barzmi ci siamo preoccupati del come potesse agire la forza ignota
nello smuovere e nel levarci di sotto la seggiola, e abbiamo concluso che la “
mano », o le “ mani , invisibi i la afferrano ordinariamente per il mezzo delle
spranghe laterali della spalliera o per l’intelaiatura impagliata: talvolta
però (ed è da notare!) la seggiola è tirata proprio per i piedi, ossia vicino al
pavimento su cui allora è costretta di strisciare. La “ forza „ agisce ora a
strappate interrompendosi a tratti, ed ora, più spesso, continuatamente tirando
o premendo. Bel resto, tutte le telecinesie avvengono come se 1 energia che le
produce si scaricasse passando dallo stato di latenza a quello attuale, e poi
si ricaricasse in silenzio ; la fenomenologia paladiniana ha sempre un che di
impulsivo, anche quando è preannunziata e preordinata. 5. Vento gelido ,
gonfiamento a vela delle tende nere e propulsione di tutto il cortinaggio , sia
sul tavolo, passando tra Eusapia e i vigilatori, sia sulle spalle e sulla testa
di questi sino a ricoprirli tutti. — Il cortinaggio intero, ma spe¬ cialmente
le cortine di mezzo, forse perchè più sottili e leg¬ giere, compiono sempre
l’ufficio protettivo per le materia¬ lizzazioni: queste si formano, si fanno
sentire, si avanzano, toccano, agiscono — nascoste per lo più sotto la stoffa
nera. 6. Tocchi, pressioni e palpamenti di mani , che restavano
invisibili, ma che facilmente distinguevamo dalla struttura morfologica e dalle
particolarità di funzionare come mani appartenenti a corpi antropoidi aventi
tutte le caratteristiche della vitalità. Ne riparlerò. 7. Trasporti e
voli di oggetti non toccati e a distanza dalla medium. — Ne sono accaduti
parecchi, e invero da far colpo! - — Un dinamometro che mi ero messo nella
tasca della giacca, mi è stato sottratto, ed io non ho nulla av¬ vertito, come
se lo strumento fosse passato, “ dematerializ¬ zandosi „, traverso la stoffa; e
fin qui il fenomeno non è scevro da sospetto, potendo benissimo Eusapia avermi
gio¬ cato un itiro di prestidigitazione: sarà certo il dubbio di chi leggerà
che la mia tasca era quella, a lei più accessibile, di destra! Ma poi il
dinamometro è apparso fuori del ga¬ binetto (in accuratissimo controllo
snll’Eusapia, c’è bisogno ancora di dirlo?), sostenuto da una “ mano,: questa,
io non la ho veduta, perchè fuorusciva al di sopra della mia testa, ma gli
altri sì, la videro. L’arto “ tìuidico „ ha tenuto lo strumento per un po’
sospeso in aria, quasi volesse ben mo¬ strarcelo, poi s’è ritirato ; indi lo ha
rimesso fuori, e infine lo ha buttato sul tavolino. Ne ho subito guardato
l’indice: segnava 110 chilogrammetri, che sono l’esponente di una vigoria
muscolare non comune. Il fenomeno si è, dunque, ripetuto tal quale l’aveva
descritto il Lombroso e noi ave¬ vamo veduto al “ circolo Minerva „ (Tomo I,
pag. 300): ma resta incerto se la sfera indicatrice segnasse davvero una
pressione esercitata sulla molla. Interrogato “ John „ , ha risposto con tre
picchi di tavolino affermativamente ; io penso invece che l’indice possa essere
stato avanzato da un dito, sia pure fluidico. Dubbio ancor più forte mi
solleva il trasporto o, meglio direi, il volo di una palla di gomma dal tavolo
grande al di dietro d’un quadro sulla parete di prospetto: la palla stava
AZIONI A DISTANZA E APPARIZIONI 329 a circa 1 ra.
distante da Eusapia, e a 4 metri e mezzo da quel quadro. Nessuno l’ha vista traversar
la stanza, e poiché è stata la Paladino a segnalarcela colà sul finir della
sedata con frasi tronche e quasi incomprensibili (era in semitorpore di
risveglio), io collocherò volentieri tale transferto accanto al* l’altro non
meno burlesco avvenuto la sera del 22 giugno 1901 al “ Minerva , (Tomo.I, pag.
245). 8. Scioglimento di nodi a distanza. I nodi che ven- nero sciolti
furono quelli che trattenevano lo chassis Ira le due bacchette, dietro al capo
di Eusapia. — Sentiamo che una mano invisibile scuote ironicamente tutta quella
costruzione, indi libera la scatola fotografica dai nodi, la ritira nel ga¬
binetto, strappa una delle bacchette; e scatola e bacchetta ricompaiono battute
ritmicamente una contro 1 altra a tam¬ burello: da ultimo, una delle
cordicelle, completamente di¬ snodata, ci viene buttata sul tavolino, che ne
ride rumoro¬ samente. Le nostre fotografie di “ radiazioni neuriche „ sono
state mandate in burletta! 9. Trasporto e suono di strumenti musicali non
toccati. — Sono stati due: un piccolo giocattolo musicale a mano¬ vella
(carillon), che uscito dal gabinetto s’è messo da sé in moto sotto i nostri
occhi, i quali lo vedevano nel bel mezzo del tavolino; ed un mandolino, che
prima ha suonato da sé entro il gabinetto, poi n’è sortito serpeggiando sul
pavi¬ mento, s’è levato a volo compiendo parecchie giravolte in mezzo al nostro
circolo, sempre strimpellando, e infine è venuto a collocarsi sul tavolino
davanti a me. E quivi le sue corde, non toccate da alcuno, seguitavano a
vilnare autonome: una delle cortine nere ne copriva il manico e la paletta, ma
io stringevo la sinistra d’Eusapia e sotto la stoffa non c’era una mano
fraudolenta che ci prendesse in giro stirandone le corde al di sopra del
ponticello: no. Noi udivamo , noi vedevamo , e col tatto delle nostre mani
appli¬ cate sulle corde sentivamo vibrare queste nel loro mezzo, come se un
essere invisibile le toccasse o pizzicasse dal disotto in corrispondenza della
rosa, ossia del foro mediano della cassa e dal di dentro di questa: il suono
era un pizzi¬ cato, non un effetto di colpi di penna. 10. Apparizioni di
“ mani „ e altre “ forme „ indeter¬ minate. — Se ne sono vedute parecchie nella
serata: una, fin da principio, “ bianca ed affilata,, è uscita a toccarmi sulle
spalle: io solo, essendo troppo vicino al gabinetto, non la bo percepita, tutti
gli altri sì. Noto poi che la signora Berisso affermò d’avere distinto un altra
“ mano biancastra , che da sotto delle cortine spostava il mandolino sul
piano del tavolo, ricoprendone poi il manubrio, come ho detto più su : ma colla
mia sinistra io ho palpato da cima a fondo 10 strumento, mentre suonava,
e non ho incontrato alcuna mano. Tuttavia una mano è stata di nuovo veduta
afferrare e ritirare il mandolino sotto le tende, entro il gabinetto. 11.
Apparizioni di chiarori entro il gabinetto. — Questi 11 ho veduti io
stesso: il Dr. Venzano mi avverte che posso avere scambiato per prodotti
telefanici i riflessi della luce proveniente dal lumino posto sul pianoforte;
ma la spiega¬ zione non mi appaga: i chiarori avevano aspetto nebuloso e
contorni sfumati, e poi precedettero altra formazione lu¬ minosa di cui parlo
qui appresso e della quale sono sicuro. 12. Apparizione di “ luci „
attorno alla persona della medium. — Ne abbiamo promossa noi stessi la
produzione, suggerendone il Dr. Venzano l’idea alla Eusapia: costei era
vigilatissima e discernibilissiroa nel suo angolo. Poco dopo Barzini ha veduto
due volte formarsi una “ luce „ sulle coscie della medium, altri l’ha scorta
vagare qua e là per la stanza, infine tutti abbiamo avuta la netta percezione
di una fiammella linguiforme, che si ergeva sopra la fronte di Eusapia, la
incoronava, ed è rimasta visibilissima per pa¬ recchi secondi. La percezione
era reale, come se io guardassi fissamente una fiamma di candela; non era
un’illusione, nè un falso, poiché nessuna sostanza bruciante o fosforescente la
produrrebbe tal quale, nessun giocoliere, a mani serrate, sarebbe in grado di
imitarla. Quella straordinaria apparenza non è nuova nello spiri¬ tismo
contemporaneo. Cito due esempi. Il primo è quello della Maria Jones, un medium
reputato nei meetings o re¬ tavate spiritistici del paese di Galles; essa si sa
circondare di un aureola alla testa: ma la insistenza con cui se ne fa bella e
la mette in mostra per trascinare alla fede i proseliti, ini pone in sospetto.
Più autentico è il caso del medium M. Taylor, le cui “ luci „ gli appaiono
sulle mani e hanno potuto essere fotografate (“ Pr. ofS. f. p. R. „, ’05, p.
50). Del resto il Santini, nel suo libro recente, dimostra la realtà degli effluvii
umani. E la storia e l’agiografìa ce ne tramandarono casi celebri. Guardando la
“ fiamma , misteriosa sul bregma d’ Eusapia, mi sono sovvenuto delle lingue di
fuoco inviate dallo Spirito Santo agli Apostoli il dì di Pen¬ tecoste (cfr. “
Atti Apostoli II, v. 3), e anche delle au¬ reole attorno al capo dei Santi,
rese classiche dall’icono¬ grafìa cristiana. Il “ fuoco „ spiritico è
apparso due volte, aveva colore azzurro-verdognolo, non molto splendente, a
contorni abba¬ stanza netti, ed era come trasparente. Mai ci aveva colpiti un
fenomeno telefanico di tale forza: ed io istintivamente ho pensato ad una
umanità futura in cui si svolgesse, se¬ condo che pretendono alcuni
psichicisti, questa facoltà su¬ pernormale fotogenica, cosi da far
rassomigliare i nostri lontani discendenti a fantastiche e gigantesche lucciole
er¬ ranti nel gelido buio della superficie terrestre non più il¬ luminata nè
riscaldata dal sole morente. 13. Impronte sulla creta. — Sul blocco di
creta molle, che avevamo introdotto prima nel gabinetto, abbiamo trovato al
levar della seduta alcune impronte di * dita fluidiche A noi tutti è parso che
il fenomeno sia stato genuino: Eusapia ignorava l’esistenza del blocco (poteva
però averlo indovinato, figurando tale oggetto nell’usuale armamentario
spiritico), non ha mai sollevato le tende del gabinetto, men che mai è
penetrata in questo: il blocco stava su di una seggiola, nell’angolo delle
pareti (v. fig. di p. 280 e 290), a circa un metro e più dietro il suo dorso, e
io e Barzini non le abbiamo mai lasciate libero un solo istante le mani. Inu¬
tile parlare dei piedi, giacché le impronte sono esclusiva- mente digitali,
ossia dovute all’apposizione dei polpastrelli delle dita in piano, come si
procede nelle indagini antropo- metriche per ottenere le linee papillari a
scopo di segnala¬ zione dattiloscopica (Galton, Bertillon, Niceforo).
Queste da noi ottenute non sono, certo, fra le più espressive impronte
effettuate dalla Paladino in “ trance „ : le collezioni di gessi del Chiaia, del
Dr. Gellona, del “ Circolo Minerva „ di Genova, ne contengono delle veramente
ammirabili (cfr. Bozzano, op. cit. Bibl. T. I, p. 161). Non alludo ai “ volti „
impressi più o meno profondamente nella plastilina : parlo qui di “ estremità
„, cioè di mani, di pugni e anche di piedi. Questo fenomeno animico (per
definirlo secondo lo schema di Aksakoff) è derivato in linea retta dai primi
saggi tentati con fior di farina, che però non ne conservava le traccie,
perfezionati subito dal geologo e spiritista americano prof. Bentos, che
imaginò l’esperimento significantissimo delle “ forme in paraffina Credo che
sia stato il cav. Chiaia ad abituare Eusapia a produrre le sue famose impronte
in mastice: la tecnica è più semplice che quella in paraffina, ma è forse un
po’ meno persuasiva nel maggior numero dei casi, giacché le teste e le membra
fluidiche ordinaria¬ mente si stampano a piatto o penetrano diritte nella
sostanza molle senza lasciare le uscite più strette delle cavità che vi si
formano; epperò senza quel che di “ miracoloso „ che alcuni scultori competenti
avrebbero dichiarato ineffet¬ tuabile da falsificatori. Checché sia, è
innegabile che il fenomeno — ammessa e provata la sua autenticità — fa
impressione anche se gli si applica l’ ipotesi animistica del “ doppio „ 0
quella dell'ideoplasma esteriorato. Non sempre l’impronta risulta dalla
riproduzione della persona fisica del medium, nel qual caso soltanto si
dovrebbe, al dire degli spiritisti, parlare di “ doppio „ : il Delanne lo ha
notato, e il Gellona ne avrebbe data una prova rilevando le differenze nella
disposizione delle linee papillari in un’impronta di dito anulare che non
avrebbe potuto essere quello della Paladino (cfr. “ L. e 0. „, 1906, 12°). Lo
stesso Gellona dice che si sarebbe ricono¬ sciuta la mano di un defunto (ivi,
’05, 10°-11°); ma io vorrei che questi riconoscimenti fossero fatti da un
medico¬ legista abituato agli studii di identità somatica. Quando le
impronte differiscono totalmente dalla persona del medio, taluno ha
congetturato che potrebbero essere prodotte da uno dei presenti, medium
inconsapevole proiet¬ tante il proprio “doppio, sotto l’eccitamento della
seduta spiritica. Ma la investigazione in questo capitolo della me¬ dianità
fisica è appena cominciata, e io non mi sento in grado di pronunziare
giudizii. Osservo intanto che la organizzazione di questi stereo- plasmi
per opera d’Eusapia offre oramai tali caratteri di reiterazione da ridurla
propriamente ad un prodotto auto¬ matico, ad una vera stampa di imagini in lei
sistemate e sti¬ lizzate. Anteriormente però le impronte di membra dinamiche
erano più profonde: adesso, forse per suggestione delle inda¬ gini
dattiloscopiche del suo amico Gellona , essa preferisce imprimere delle
digitazioni, in cui i circoli, le racchette e i seni papillari siano ben
visibili. Siamo sempre 11: non c’è inventiva; questo per il contenuto
intellettuale del fenomeno: il mirabile risiede nel meccanismo di
produzione. 14. Materializzazione di forme androidi tangibili e anche
parzialmente visibili. — Siccome questa lunga serie di fenomeni ha preso la
direzione di una nuova evocazione spiritica personificabile che mi riguardasse
, ne discorrerò con maggiori particolari. Rinnovato tentativo di
presentazione d'uno “ spirito Quella “ mano bianca „ che sporgendosi dal
gabinetto fin dal principio delle sedute mi ha toccato alla spalla, pre¬ ludeva
forse alla intenzionale formazione di un’ “ entità occulta che poco dopo s’è
materializzata nelle tenebre del gabinetto a sinistra dell’Eusapia, e che celata
dal cortinaggio ha cominciato col tamburare sulla mia seggiola, e poi me l’ha
sottratta obbligandomi ad alzarmi, e quando stavo in piedi chinato in avanti,
mi ha tirato pel fondo della giac¬ chetta indicandomi mimicamente di risedere.
Ma questa serie di atti scherzevoli è così comune nelle sedute della E. P. che
io non ho attribuito loro verun significato speciale. In seguito, però,
il riformarsi di quello stesso “ Invisibile „ dietro la cortina dalla mia
parte, e il suo insistente picchiettare sulla seggiola, e il suo continuo
avanzare verso di me, e l’ostinato premermi al fianco, e il sospingermi per la
spalla e l’ afferrarmi pel gomito, e il porgermi strette di mano attraverso la
stoffa nera (era una sinistra, ed io tenevo, fermamente tenevo la mancina di
Eusapia !), infine la sen¬ sazione complessiva tattile e muscolare di un corpo
vivente che compieva tutte quelle azioni significative, hanno ben dovuto
convincere me e i miei compagni che si iniziava una mia diretta comunicazione
coll’Al di là. Noto subito che Barzini, levatosi in piedi, tastò anche lui con
la destra quelle ingobbature semoventi del drappeggio magico, e vi sentì
dietro, palpando, una “ forma umana „ che però era frammentaria: egli sollevò
anche la cortina nera e guardò per entro, ma nulla vide; solo le stoffe si
modellavano su di essere non visibile, e si agitavano mosse da un che di non
materiale nel vero senso del termine. Un portento di “ ma¬ terializzazione „ !
_ . . Chi era, dunque, quell’occulto che agiva con tanta insi¬ stenza su
di me? Le sensazioni di statura e di mole del corpo, di grossezza delle braccia
e mani, non mi ricordavano nessuna persona a me nota e men che mai nessuna a me
cara. Ciò che avveniva intanto a Barzini sviava infatti ogni mio ten¬ tativo di
riconoscimento. Il simpatico mio collega di controllo, attirando contro di sè
la medium per cautelarsi nel semibuio da qualsiasi scambio di persona,
ritastava con la destra quei mobili gonfiori del nero percallo, e sotto vi di¬
stingueva stavolta una testa: le sue dita, palpeggiando, ri¬ conoscevano una
fronte, una faccia, un naso, una bocca se¬ miaperta e perfino le due arcate
dentarie, poiché le labbra dell’Invisibile schiudendosi gli avevano afferrata
la mano nel¬ l’eminenza tenare e gli avevan dato un piccolo morso. Era la
ripetizione della scena consueta toccata pure a me con la figliuoletta del
prof. Porro (TomoI, p. 444, tav. VII) e che evidentemente ritorna ad ogni
evocazione paladiniana di “ spiriti „ personali. L’Al di là non ha, per farsi
riconoscere, una mimica molto varia: la sua attività e tutta fatta di
automatismi prestabiliti. Eppure, quello stereoplasma ancora
impercettibile alla vista veniva proprio per me: me ne aveva preavvisato, quasi
vio¬ lentemente, il tavolino, verso cui mezz’ora prima m’ero chi¬ nato, secondo
l’usanza, per interrogarlo. Il ligneo mio interlocutore, rappresentante sincero
della volontà subco¬ sciente di E. P., mi aveva già fatto parecchi segni
espres¬ sivi. Fin dal principio della seduta s’era piegato più volte dal lato
sinistro, s’era spostato verso di me, ed era venuto a pigiarmi sul petto con
premiti e colpetti espressivi, quasi cimentandomi . Ma io, pur comprendendo
benis¬ simo quel noto maneggio, me ne stavo silenzioso; finché un assalto
più energico del tavolo e la voce rauca ed irata di Eusapia, che pronunziava la
chiamata — Numero cinque!! — non mi ebbero costretto in sull’istante a uscire
dal mio mutismo volontario. Si osservi come la coscienza sonnambu- lica
riprenda sempre automaticamente nei punti culminanti dell’azione i suoi “ stati
secondi Il nostro dialogo tiptologico •s’era chiuso, del resto, come sempre, in
poche frasi. Io. — Capisco, vuoi dirmi che verrà qualcheduno per me
? “ John „. — Sì (tre picchi di tavolo). Io. — Verrai tu? (il mio
pensiero era corso istintivamente a mia madre). “ John „. — Sì, sì (tre
forti colpi battuti due volte). Io . — E potrò abbracciarti ? e potrò
vederti finalmente ? u John„. — Sì, sì, sì (tre fortissime bussate del
tavolo, anche stavolta ripetute). Ora la verifica di Barzini era stata
per me una delusione : •come poteva essere mia madre quell’entità
materializzata che gli mordeva la mano? Essa in vita sua non aveva
mai compiuto atti così insulsi, e roenaehe mai con uno scono¬ sciuto,
fosse pure stato amico di uo figlio, si sarebbe presa licenze birichine,
concesse appena a un fanciullo di sette od otto anni. Ciò nondimeno, quelle
bozze e quello scompiglio delle tende mobili servivano certamente nelle
intenzioni sub¬ conscie della medium a rivelarmi e a nascondermi ancora la “
disincarnata „ rivestita per intanto di perispirito sensibile al tatto, e
indovinabile soltanto nelle sue forme pseudosolide traverso le modellature
della stoffa. Però il preannunzio tiptologico che io l’avrei anche
veduta, non si è iersera avverato. Eusapia, voltandosi tutto ad un tratto dalla
mia parte, ha guardato bensì dietro la sua spalla si¬ nistra, esclamando con
frasi intercise: — Vedo..., vedo una donna..., una donna con qualche cosa in
fronte..., con qualche cosa come un porro! ma io, pure piegandomi e aguzzando la
vista verso quel punto, non ho scorto nulla che si asso¬ migliasse ad un
fantasma: c’era l’ombra più fosca sullo sfondo nerissimo del gabinetto.
Noto che le parole — “ veggo una donna „ — stareb¬ bero a provare che Eusapia,
in “ trance „, ha delle visioni spettrali, o, per dir meglio, delle
allucinazioni visive. Ma durante quella evocazione essa era indubbiamente in “
trance attiva „ : ha, dunque, tentato di suggestionarmi ? Coloro che
sostengono constare tutta la sua fenomenologia di illusioni ed allucinazioni
suggerite ai percipienti, trove¬ ranno in questo mio racconto un argomento per
la loro tesi : ed io non nego che questo non potesse essere l’intento della
sonnambula. Nei fenomeni visivi, l’ho già scritto, le percezione dell’
imaginario si confonde con quella del reale, e anche le si sostituisce qualora
vi siano le condizioni fisio- psicologiche propizie. Ma io sono assai poco
suggestionabile, massime quando osservo e sperimento in cose di scienza; e
debbo gratitudine a Luigi Barzini di averlo riconosciuto. Egli ha avuto
occasione di sedere al tavolo di Eusapia con altri “ uomini di scienza „ ; e
paragonando il mio contegno freddo e calmo di osservatore con le perturbanti
emozioni cui essi soggiacevano rendendosi incapaci di ben accogliere e apprezzare
le loro impressioni, mi ha reso giustizia contro coloro (F. Vizioli), che venti
anni fa mi fecero passare per un “ affascinato „ dal celebre Donato, solo
perchè accertai e descrissi la di lui strepitosa abilità di magnetizzatore !
L’es- sermi messo tante volte a contatto delle meraviglie e dei miracoli della
psicologia anormale e supernormale — dalle più stravaganti aberrazioni mentali
all’ipnotismo, dalla fascinazione alla lettura del pensiero coi metodi
cumberlandico, Smanniano, ««boriano, ecc., dalla presunta trasposizione dei
^ensi allo spiritismo evocatorio - non ha per nulla alterata mai la
tranquillità del mio animo. Dimodocche ap parinone del fantasma di mia madre mi
avrebbe, si certo, commosso, ma non sconvolto nè reso incapace d. investi¬ gare
in sull’istante la psicogene» del fenomeno. ° Tuttavia la defunta,
specificata con quel richiamo ad un suo male definito connotato somatico, non è
aPParsa> P^‘‘ miei centri cerebrali superiori hanno opposta «» efficace
inibizione ai reflessi di origine emotiva e suggestiva , e cosi non è avvenuta
in me quella incipiente d^^g821011^^ coscienza, che forse è in molti
percipienti il fattore indi spensabile della loro partecipazione psico-mimetica
o psico collettiva ad una gran parte della fenomenologia medianica,
massime di quella veramente spiritica. La forma Androide materializzatasi
dietro il eort-'na g non ne è uscita, neanco ha messo fuori stavolta le mani
carnee che pur avevo sentito in altra seduta: io ne ho avuta l'impressione5 che
essa fosse assai meno avanzata nella sua sa irP«‘r“ -« • tutte
oneste “ entità „ antropomorfe paladimane. ha p c pillai lievemente sui piedi
posteriori della mia seggiola, pri sul suo telaio impagliato ; mi ha toccato al
braccio pr^ muto al fianco, battuto famigliarmente sul doiso, mi ha ZlZto
«... 1» !*““**> >* anche tentato di abbracciarmi... Ma o fosse la
sua ìncom pietà organizzazione, o fosse la freddezza con cui accoglievo inelle
stereotipiche dimostrazioni, fatto sta che tutta la sua adone pantomimica era
insufficiente; le membra fantoma¬ tiche troppo corte e poco allungabili
stavolta, non giunge 1. »?» rmm, • P».™!» “ST“ pareva intepidita nelle
sue tenere espansioni. Insomma, una pallida, anzi una squallida scena di
relazioni parentali Néeil6 irio' accostarmi volontario alla “ forma „
attiva mi ha portato più in su, verso le comunicazioni spirituali Con h mano ho
tastato anch’io come Barzim poi con la fronte appoggiata contro la stoffa, ho
cercato di acuire e Sta LprSni tattili, m» no» f •*> % £ vero,
che un corpo tond.gg.nnte e duro, un» specie d, sto» lignea senza incavi nè
rilievi, senza lineamenti decisi. Questo corpo semovente mi ha percosso
abbastanza forte alla tempia destra, indi mi si è applicato contro la fronte e
contro l’orecchio, sul quale ho percepito l’atto di un bacio eseguito malamente
da una bocca a labbra stirate sui denti. Quel bacio era degno in verità dell’ul
to maldestro avvenuto prima tra la mia e la invisibile u testa „ : nulla aveva
di passionale; parvemi, anzi, un gesto di pura convenzione, quale può
imaginarsi a priori che faccia parte delle abitu¬ dini del subconscio
mediumnico. Ed infatti, anche con me suo “ figlio „ (?), l’Intelligenza occulta
ha afferrato tra le labbra rigide la pelle della fronte e il padiglione aurico¬
lare, sicché ho ripensato — come nel 1901 con la fanciul- letta del Porro — che
volesse mordermi. Che bacio idiota! Quel “ subliminale , che sarebbe
capace, secondo F. Myers e Gyel, di tante idee e gesta sublimi, nella “ trance
, di una rurale Pugliese non è in grado di agire meglio di un mediocrissimo
artista teatrale, che salito sul palcoscenico per la recitazione di una
commedia mandata a memoria a forza di ripeterla le dieci e le trenta volte, ge¬
stisce e declama quasi inconsapevole di ciò che fa e dice, mentre la sua
coscienza superiore è rivolta altrove. Il Grassf.t direbbe “ poligonale „ o
magari “ subpoligonale „ quel bacio pseudomaterno, a un dipresso come il
picchio sui tasti del dattilografo. A me riesce assolutamente incom¬ prensibile
che un psicologo , assistendo due volte sole a queste repliche non richieste di
scenette cosi anguste , si lasci sfuggire la loro chiarissima psicogenesi nella
perso¬ nalità inferiore del medium. Ma agli spiritisti non riescirà meno arduo
trovare una spiegazione plausibile per tanto scimiesca “ omogeneizzazione , di
tutti i disincarnati soprav¬ viventi nell’Ultra-sensibile. Il Barzini ha
soggiunto però , con la sua penetrazione, che alla fin fine una persona reale
in quelle circostanze, volendosi dimostrare appunto vivente, non si condurrebbe
diversamente: nascostasi dietro una tenda, anch’essa, per far discernere il
proprio volto ad una mano palpeggiante, sceglierebbe il mezzo spicciativo di
spalancar la bocca e fingere di morsicare quella mano. Ma per dir vero , sono
possibili altre manifestazioni di vitalità e sopratutto di af¬ fettuosità : p.
es. , l’aggrottare della fronte, l’alzare e rab¬ bassare e il fremere delle
palpebre, il volgere dei globi ocu¬ lari, lo scoccare baci veri e lunghi,
l’appoggiarsi appassio¬ natamente o carezzevolmente sull’astante... Ed io
riflettendo agli atti che farei tornando dall’Al di là ner rivela.-™,- a
treotatrè .n„i . „i„ figlio, „nto ^ tZ“ s.omp.u calde e meno volgari, più
chiare e meno bambhiesche' queste invaginate dal miserabile estro di una
Paladino A giustificazione della quale trovo Derò rhe in 1 ìntKtafi?'
di’’ r Tr“' d* *llri m*" Soì'più ugg.„d„Tub" i
■“wLropp„VÌ" pensa come me (Tomo I n. 3911 -Vhu7 1 James. che la
tronficf°^Ìa deHa Noeggerath- e' nella uniformità deU^stile ^i^ Uitto
"questo Mo^ddl’/persp^è slmpS/meTef * o ex"3 "t ir
Pseudogenialità subcosciente di medi d’eTeva°ta o colta intelligenza, come
Davis, Owen Moses R,™ Hudson-Tuttle, Dalmazzo, “ Dr dIriel „, Marv Lr^i!
]Z7h a fiiSC°.StarSOne Del contenuto delle loro opere cosmo’ itessute e
rihT?6’ eAtlC°TelÌ^Ìose- scientifiche . tutte cetti « delle • PerÒ SUl
Vecchi0 P^imonio dei con cotti e delle aspirazioni umane Maxwell
sia !|J„ ’ ? Choisy-Juvac nel castello del -laxwetl, sia che vengano in circoli
di famiglie credenti n davanti a gruppi meno frivoli di studiosi sfa che
rannre sentino persone di classe signorile, fini ed istruite o ^nto tu
tePT n° °rmlCOlante nei Pressi ^ Porta Capuanf In tu te le evocazioni
spiritiche cui ho assistito, non mi fu maf ■ n 1 scoi gei e alcuna vera
dissomiglianza individuale nelle manifestazmm ed espressioni di affettività:
quei defunti non inaili dW t‘ Sembran° al tettanti fantaccini infagottati
e in* Pia d T truppa aV7ezza meccanicamente a mfnovrlrf m Piazza d’armi, senza slancio
nè iniziativa. “an0Vrare funtf ^c’ersffn9^611 H1Chi ,norali “«“cavano
alla mia * de¬ detto 'dalla f EV0 aImeno quelle fisiche ? L° « sarebbe detto
dada frase connotativa che la Paladino mi aveva urlata negli orecchi:
l’essere materializzatosi in forma tan¬ gibile era “ la donna con un qualche
cosa in fronte „. Non c’era incertezza : la medium evocava propriamente la mia
cara e povera mamma, poiché quello era il connotato che l’inopportuno
intervento di L. A. Vassallo aveva rivelato intorno alla personalità
fisico-morale della defunta (Tomo II, p. 144). Il ricordo di quel particolare
ritornava adesso nello stato sonnam bulico, insorgendo dai depositi
subcoscienti della memoria, precisamente come avviene di molti fatti psi¬
chici, imagini, emozioni, idee o tendenze, ogni qualvolta un soggetto isterico
ricada nell’attacco della personalità seconda. Noi siamo solamente di fronte ad
un esempio elementare di quelle reminiscenze mnesiche che colpiscono tanto i
profani, perchè nella stessa tenacia con cui durante più anni si con¬ servano
all’insaputa di chi d’un tratto se li vede riapparire davanti alla coscienza,
hanno qualche po’ del meraviglioso: ma esse dipendono da un meccanismo
naturale. I sogni nor¬ mali, l’attacco isterico, le pazzie ricorrenti, il sonnambulismo
spontaneo, l’ipnotismo, il mediumnismo ne presentano esempi assai più
complicati di questo : però il fondamentale processo fisio-psicologico del
fenomeno è su per giù il medesimo per tutti. Sono le criptomnesie del
Floubnoy. In vero non si può supporre che, nell’ intervallo tra le
esperienze del 1901-2 e queste del 1906-7, Eusapia abbia avuta occasione di
evocar più lo spirito di Melania Saccozzi in Morselli, giacché nessuno dei suoi
consultanti vi poteva avere interesse: non si evocano e non si desiderano
d’ordi¬ nario che “ i nostri cari morti Il ricordo del “ qualche cosa in fronte
„ che contraddistingueva mia madre è, dunque, rimasto latente per cinque anni
precisi nella subcoscienza di Eusapia, e non è riapparso se non quando essa ne
aveva bisogno per aiutarmi (o per spingermi) ad accettare la forma
stereoplastica prestata temporaneamente dal suo psicodina- raismo alla
disincarnata. Ma bastava quell’accenno mnesico vago e isolato perchè io
passassi alla operazione mentale di visione ed identificazione che ero chiamato
a fare ? Evidentemente la sonnambula faceva troppo calcolo sulla mia
duttilità suggestiva, o sulla mia acquiescenza di psichi- cista, o sulla mia
emotività di figlio. Sono disposto ad am¬ mettere che E. P., in tutto quel
processo di evocazione e designazione fosse sincera, come son certo che le
materializ¬ zazioni stereoplastiche erano autentiche : ma qui risiede per
l’appunto l’importanza psicologica della mia nuova pre¬ sunta comunicazione
coll’Altro Mondo. Noi sappiamo già che il “ qualche cosa in fronte „ era
stato mal designato anche nelle sedute del 1901 : ora, gli sbagli d’allora non
sono stati corretti nel tentativo tànato- critico di quest’anno; che anzi,
avendo voluto Eusapia de¬ finir meglio il connotato, ha ingrandito l’errore. La
defunta non portava affatto un “ porro „ nè una * specie di porro , perocché
(anche prescindendo dal valore dei termini anatomo- patologiei ignoto al
medium), questo nome popolare signi¬ fica una escrescenza cutanea, spessissimo
peduncolata, di colore e struttura diversa dalla pelle su cui si impianta ;
laddove il segno della defunta consisteva in un piccolo sol- levamento cutaneo
dovuto a un sottostante tumoretto (ciste o lipoma), della grossezza d’una
piccola nocciuola, e sul quale la cute era intatta e sana nelle sue
caratteristiche visibili di struttura e colore. Sotto questo riguardo la con¬
notazione, anche se popolarmente intesa e giudicata equiva¬ lente nei termini,
è riuscita fallace. Ma poi, a guardar bene, l’indicazione del segno aveva
un carattere cosi artificioso e villanamente scortese, da disobbli¬ garmi verso
la medium definitivamente per questa sua in¬ sistenza di volermi aprire le
porte del Mistero. La defunta poteva egualmente essere indicata e specificata
per altri suoi connotati, lineamenti e particolarità somatiche : l’evocare
soltanto quello, e poi smettere quando il percipiento non abbocca, mentre la “
visione „ del fantasma invisibile per gli altri poneva la medium nella
congiuntura fortunatissima di potermene indicare statura, età, magrezza, colore
o quan¬ tità dei capelli, foggia di vestire, ecc., pone a nudo, secondo me,
tutto l’artificio mediumnico di codesti avvenimenti im¬ pressionanti solo per
chi vi è predisposto e per chi li vede da lontano senza la lente del psicologo.
Non mi soddisfa il fatto che anche in altre sedute della Paladino, come ce n’ha
avvertito il compianto spiritista De Albertis, o in quelle del medium Politi,
si vedrebbero spesso materializzazioni vaghe di forme, di figure, di volti
irriconoscibili : talvolta non si avrebbero, come nel caso nostro, che
sensazioni di stereoplasmi incompleti senza cranio e senza faccia, e solo più
tardi si. arriverebbe a riconoscere qualcuno sotto quegli informi tele¬ plasmi
(“ L. e 0. „, ’04, p. 55). Questi fatti, anche se con¬ fermati, rinvigoriscono
la spiegazione metapsichica, ma non giovano, salvo sottigliezze dialettiche,
alla spiritistica. Che la Paladino, pur nel suo stato sonnambulico, abbia
una certa percezione dei dubbi e sospetti della sua assistenza, e accorgendosene
se ne angustii, e angustiandosi se ne difenda meglio che può coll’ironia o
coll’astuzia o colla pru¬ denza o con una diversione nei fenomeni, è cosa ormai
notoria a chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui. Orbene: anche stavolta
essa si è accorta del pericolo cui andava incontro il tentativo di evocazione
spiritica a mio benefizio; e il suo subcosciente l’ha protetta. Per accertarmi
del punto cui può giungere la teleplastia medianica, io ho chiesto all’ *
Invisibile „, che seguitava nella sua agitazione intenzionale dietro la tenda,
di lasciarsi toccare e palpare anche da me sul volto, come aveva lasciato fare
a Barzini: avrei naturalmente cercato il “ qualche cosa sulla fronte „. Ma un
repentino e violento no bissato da “ John King, — voglio dire, dal tavolo della
Pizia — mi ha fermata la mano in aria; e l’Invisibile, sfuggendo a quella
prova, ha profittato della mia esitanza per scostarsi subito da me, per Spro¬
fondarsi nelle tenebre del gabinetto, e per dileguarsi poco tempo appresso,
dopo avermi data ancora qualche fiacca e sempre più evanescente
manifestazione. La mia nuova delusione sul conto dell’Àl di là che sembra
rifiutarmi ogni “ evidenza „ , ha un buon compenso nella conferma che reca
all’ipotesi innanzi esposta circa al pro¬ cesso psicogenetico della
ricognizione e denominazione dei fantasmi tangibili quando si compiono per “
sviluppo „. Sono sempre più del parere che qualora anch’io fossi caduto in
stati emotivi dell’animo e avessi dato in espressioni di affetto, di giubilo, di
tenerezza per la materializzata “ entità . avrei forse finito
coll’autosuggestionarmi, o per lo meno avrei fornito alla subcoscienza della
medium altri indizi, altre notizie, altri contrassegni che adagio adagio
l’avreb¬ bero condotta ad una presentazione più decorosa, meno spuria e
alquanto men lontana dalla realtà. La libertà la¬ sciata a Barzini di tastare
la faccia teleplasmata non met¬ teva a repentaglio quel conato infelice di
evocazione: l’avere negata a me la stessa esperienza implica — per chi non è cieco
del lume di ragione — che Eusapia non faceva assegna¬ mento sulla mia
partecipazione involontaria e istintiva allo schema obbligato che mi concerneva
personalmente. Non chiuderò il capitolo senza rincalzare sul lato poco
dignitoso di queste chiamate di defunti inframmezzate ai giuochi di prestigio
del “ buon John „ o alle futilità onde consta per nove decimi una serata
professionale d’Eusapia. Gli spiritisti ortodossi e i modernisti ribelli al
dogma e semplici “ immortalisti , si impermaliscono quando si dice che gli
spettacoli “ spiritistici „ non sono morali: il loro cruccio sarebbe giusto se
contemporaneamente non si dicesse pure dagli psichicisti, che la provocazione
frequente e pro¬ lungata degli stati mediumnici può esser fonte di malanni, di
nervosità, persino di pazzia. Ripeto, ad ogni buon conto, che la taccia di
creare degli impostori e dei neuropatici non viene da me, nè da scienziati “
materialisti , : viene da cultori spregiudicati e onesti dello spiritismo
classico, da un Dr Prel o da un Dilanke, per esempio. S’è dato recentemente
anche il caso incredibile di spiritisti fanatici che, congiungendo in un
amplesso mostruoso le loro evocazioni spiritiche con le superstizioni magiche,
hanno preteso di agire a distanza con una specie di incantesimo su individui
loro avversari: essi dichiarano di averli... fatti morire per opera degli “
spiriti „ ! ! Siamo pertanto sulla china della delinquenza supernormale; e se
ogni persona assennata può sorridere a simili deliri di menti scombussolate da
idee settarie, deve poscia meditare seriamente sul gravissimo significato etico
e sociale di sì fatti ritorni atavici verso la Magia. E la chia¬ mano corrente
neo-idealistica, questa in cui da qualche anno diguazziamo!... Non
insisto: aggiungerò soltanto che io sono rimasto stupefatto dell’indifferenza
con cui moltissimi credenti della nuova religione lasciano evocare i loro “
cari morti „ in mezzo alle stupide farse di queste sedute. “ John King „ si
arroga l’ufficio di cercatore e conduttore di anime al pari dello “ spirito
Nellie „ della Thompson e di “ Rector , della Piper: e questo può contentare e
lasciar tranquilli altri, non me, cui, lo dico fieramente, ripugna che un tal
Messere sia l’araldo o il nocchiero d’una persona sacra al mio affetto traverso
le ombre del Gran Mistero. Il mio sentimento figliale ne è ferito, e il mio
sentimento etico-estetico si ri¬ bella davanti a questa indegna associazione di
cose sciocche e burlevoli con cose auguste e penose. Un po’ più di
rispetto ai morti e ai sentimenti che essi ci dovrebbero inspirare, signori
kardechisti e atanatisti, che sedete attorno al tavolo delle Pitonesse in crisi
istero-ipnoidi, e vi servite di cotali intermediari per risvegliare in voi i
ricordi più intimi e le commozioni più ideali ! Io, che sono un “ positivista
indurito „, non ne ho bisogno per mantener caldi i miei sentimenti; e quasi mi
vergogno di dover sotto¬ porre questi a simili prove assurde e per me
disgustevoli a scopo esclusivo di studio. LA SEDUTA.
Compendio della serata. Ho più volte segnalato il fatto che l’arrivo di
una persona nuova o insolita in un circolo di sperimentatori fa ordina¬
riamente perdere il frutto dell’ “ omogeneità „ acquistato nelle sere
precedenti, perchè riconduce la fenomenologia paladiniana alle manifestazioni
elementari. Dinanzi ad ogni individuo di cui sospetta o di cui non ha ancor
ragione di fidarsi, la Eusapia sente il bisogno istintivo di ricevere le spinte
dalla tecnica iniziale, come il saltatore che indie¬ treggia fino al punto di
partenza per prender la rincorsa. Ma Tessersi aggiunto a noi jersera l’Avv.
Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera, se da principio ha sugge¬
rito T inevitabile e un po’ disordinata ripetizione d’alcum vieti fenomeni, ci
ha poi permesso di assistere a un altro saggio di presentazione spiritica: per
ciò il nuovo venuto ha reso per me un servizio alla Metapsichica. Infatti, 1
Al- bertini aveva assistito in Milano ad altre sedute d Eusapia, accompagnato
dalla sua signora consorte, figlia del celebre Giuseppe Giacosa, la quale
vestiva abiti di lutto: questa circostanza non era sfuggita di certo alla
medium, che, ri¬ vedendolo in Genova, se ne rammentò, e dal ricordo trasse
occasione ad un tentativo evocatorio. Questo nesso psicolo¬ gico era da
segnalare. * La prima parte della seduta è stata
consumata in mani¬ festazioni del solito stampo, ma disordinate, slegate e con
lunghe pause tra l’una e l’altra: pareva che il subcosciente dell’Eusapia
stentasse ad orientarsi verso uno scopo intravveduto. Egli è che l’Albertini s’era
collocato in catena tra me ed il Sozzano, e colà veniva a trovarsi fuori della
sfera d’azione di * John Così per una buona ora si sono suc¬ ceduti soltanto
moti inclinatorì, sollevamenti parziali e le¬ vitazioni isolate (alcune, a dir
vero, bellissime) del tavolino : a un certo momento questo pareva invaso da
frenesia, tanto era vorticoso il suo movimento; picchi fortissimi, come colpi
di maglio, lo scuotevano. In quella disposizione ormai abituale di
catena, Eusapia sembrava aver bisogno di suggestioni nostre per agire : e più
volte, un fenomeno accennato vagamente o suggerito senz’altro a “ John King „ ,
l’abbiamo visto prodursi. A questo modo un po’ atassico abbiamo ottenuto
battiti e rumori, movimenti di oggetti lontani dal medium e altri ben discer¬
nibili (a viva luce), vento freddo dal gabinetto, gonfiamenti, svolazzi e
strofinìi delle cortine, e qualche apparizione di “ forme „ mal distinguibili e
poco definibili al davanti del medium, nel vuoto tra me e Barzini. Ma “
John „, eccitato dalla venuta di quella sua cono¬ scenza, non poteva restarsene
tranquillo. E sua consuetudine scaricare l’attività medianica su qualcuno, che
gli prema, per obbligarlo all’ammirazione delle sue prodezze : e perciò gli
astanti di maggior riguardo sono presi di mira, e quando si siedano al “
controllo „ si scarica loro addosso una vera furia di fenomeni. Il tavolo fa i
suoi esercizi ginnici specialmente dalla loro parte, la tenda diviene una vela
cbe s’avanza spinta da un maestrale impetuoso, e li tenta e ritenta, e loro si
addossa, e loro è progettata sulla testa, allo scopo di celare lo “ mani
invisibili , che li toccano e li premono : di guisa che, chi non è rotto a
quella esplosione di contatti coll’Occulto o chi ha i nervi sensibili ne rimane
impressio¬ nato, e spesso desidera che abbian fine o che gli lascino cambiar di
posto nella catena. E “ John „ sembra trastul¬ larsi in questi scatti e uragani
di medianità irrompente: egli esige, anzi, per lo piu che i nuovi ammessi
vadano ai lati del medium per averli nella sua sfera d’azione più
intensa. Ecco pertanto il tavolino ordinare d’un colpo che l’Alber¬ tini
funzionasse da vigilatore al posto di Barzini, cosicché questi s’è alzato ed è
venuto a sedere dietro di me, fuori di ca¬ tena. In questa disposizione dell’assistenza
si sono avuti alcuni fenomeni rilevantissimi, che qui mi contento di catalogare
: 1°. Sollevamenti totali del tavolino, senza alcun contatto di mani,
visibili a mezza luce, e coi piedi di Eusapia afferrati dal Barzini e tenuti
solidamente sul suolo. Trasporto di oggetti, senza vista di mani o persone
che li tenessero per aria. Era essi riscosse il nostro plauso il vas¬ soio
della plastilina da modellare, che uscì d’un tratto alla se¬ miluce fuori dal
gabinetto, passò tra l'Eusapia e 1 Albertmi, o venne a posarsi sul tavolo
davanti a Bozzano: mentre passava ci si comandò (da ‘ John „ impersonato in
Eusapia) di non toccarlo... — Un altro oggetto che peregrinò all’oscuro qua e
là per la stanza, volando fuori dal cortinaggio, fu una trom¬ betta da lìera.
Q. 3°. Spostamento di corpi pesanti per azione a distanza. — si sono
smossi rumorosamente diversi mobili: una seggiola dentio il gabinetto, il
grosso tavolo della finestra, un tagliere con uno strato di mastice spalmatovi
sopra, eco., tutti oggetti pesanti da 6 a 8, a 12 chili. La seduta e stata
chiusa dal so¬ lito fenomeno di attrazione e ripulsione d'un grave per forza
radiante dalle mani di Eusapia (Tomo 11 , p. 228): il grave stavolta fu una
seggiola, che ben rischiarata da una lampada di 5 candele vedemmo avanzarsi e
ritirarsi come sotto 1 azione d’una potente calamita: Eusapia era
invigilatissima. 4". Suono autonomo d'uno strumento musicale — E
stata la trombetta e ha suonato in due posizioni diverse: — a) nel sortire dal
gabinetto: io vedevo lo strumento di profilo nella penombra, e la sua
imboccatura s’appoggiava alla cortina nera, come se dietro di questa fosse in
piedi un * Invisibile „ che vi soffiasse dentro traverso la stoffa; — b) nel
suo volo aereo: ognuno di noi poteva discernere la trajettona della tromba in°
aria, mentre ne uscivano suoni prolungati. Qui la straordinarietà del
fatto sta ip ciò che se per il trasporto occorre una mano, per il suono a fiato
abbisogna una bocca o altro apparecchio immettente aria nella imbocca¬ tura. Ci
si può forse imaginare che dal gabinetto esca una corrente limitata del solito
vento, la quale valga a far vibiare le linguette metalliche?! Non è possibile,
perchè la trombetta volitava girando su sè stessa. Il suono autonomo di stru¬
menti a corda o a tasto (chitarra, mandolino, pianoforte, ecc.) è assai più
facile da comprendere, che non quello di strumenti a fiato: pei primi basta la
telergia meccanica. 5°. Effluvio nem ico radiante dal corpo del medium. —
Lo abbiamo risentito provenire chiaramente dalla testa di Eusapia, più
precisamente dalla sua regione fronto-parietale sinistra, alla quale io e
Barzini abbiamo appressata la palma della mano, tenendovela per alcuni minuti a
distanza di circa 2-3 cen¬ timetri. Ne tornerò a parlare. 6°. Toccamenti
e palpamenti. — Nessuna differenza sostali- zi ale da quei “ contatti , che
formano una caratteristica delle sedute spiritiche; ma iersera giunsero alla
seconda persona della catena, e persino agli astanti di prospetto (alla
signora Berisso); e non di rado furono simultanei. 7°. Materializzazione
di membra e forme soltanto tangibili. — Le membra toccanti e prementi non si
percepivano ordi¬ nariamente con la vista: agivano da sotto il cortinaggio. A
Barzini vien comandato di salire e porsi ginocchioni sul tavolo, e si ripete la
rituale scena dell’entità occulta che si rende tan¬ gibile e talvolta
afferràbile nella parte superiore del gabinetto: vi avevo già assistito altre
due volte al ‘ Minerva „ (Tomo I, p. 410), e non mi riesci nuova. Barzini al di
là delle tende ha percepito in alto, a 2“.30 dal suolo, i tocchi di un corpo
non duro, poi un po’ più in basso una stretta energica di mano misteriosa al di
sopra della testa di Eusapia che intanto io e Albertini teniamo
solidamente. 8°. Sollevamento d’una persona (?) e tocchi multipli e
simul¬ tanei. — In eguali condizioni di vigilanza il tavolino su cui è
inginocchiato Barzini si muove, ed egli lo sente sotto di sé alzarsi dal suolo
di alcuni centimetri, mentre io ed Albertini siamo simultaneamente toccati.
Sarebbe questa una levitazione eccezionalissima, impor¬ tando il sollevamento
d'almeno 75-80 chili. Ma, per dir vero, se io mi sono accorto dei moti e
sussulti intensi del tavolo sostenente il collega, non ho percepito affatto che
fosse le¬ vitato : dubito che egli ne abbia avuta la sensazione com¬ plessa
illusoria dalle oscillazioni del suo corpo e dall’insta¬ bilità d’equilibrio in
cui si trovava. A me è parso che il fenomeno, preannunziato da Eusapia con la
raccomandazione (anch’essa abituale in codeste contingenze !) di “ non aver
paura „, fosse bensì in procinto di effettuarsi, ma non si sia compiuto: la
medium, a quella scarica formidabile di me- diumnità, ne sarebbe rimasta
esaurita fino al deliquio. Ri¬ mane però la impressionante simultaneità dei fenomeni
: una mano fluidica che stringe in alto; due toccamenti laterali, che sono
attribuiti ad altre due mani (?) pure fluidiche; una forte paracinesia
esercitata su di un peso notevole. 9°. Impronte sulla creta molle. — Su
quel blocco trasmi¬ grante, che ci era stato proibito di toccare, ritroviamo in
fin di seduta due impronte separate. Questo fenomeno non mi risulta totalmente
genuino, e ne riparlerò più avanti. 10”. Apparizione di forme mobili ed
attive. — Oltre alle molte tangibili, si sono avute materializzazioni visibili
in numero insolito. — Quando a sinistra d’Eusapia io mi sentivo toccare, i miei
compagni di fronte e sopratutto l’ Albertini dichiaravano di scorgere “ mani e
braccia , protendersi dal gabinetto verso di me : Barzini ha anche distinto una
mano sinistra, aperta, carnea, che mi batteva sulla spalla. Allo stesso modo,
dopo una prima fase, in cui non riesco a vedere di prospetto se non
avanzamenti e gonfiori della tenda verso 1 ' A Iberti ni, sono poi stato
colpito dalla netta impressione visiva di “ forme , ne¬ rastre, a contorni
sfumati, che si avanzavano dal cortinaggio, pur essendone certo indipendenti
nella loro lunghezza e mo¬ tilità, e spesso non arrivavano a toccare nessuno,
indi si di¬ leguavano. Queste forme, per la loro molteplicità proteica e
per il loro significato personale compreso da noi ulteriormente, meriterebbero
descrizione minuta. Alcune parevano braccia, ma tozze, corte e rigonfie a mo’
di sacchetti ripieni o di manicotti; e portandosi in avanti andavano a toccare
l’Al- bertini o gli rasentavano le spalle. Altre, fuoruscenti più in su, al
disopra del suo capo, erano propaggini a mo’ di clava o di mazza, che io
paragonerei volentieri ad una testa de¬ forme di microcefalo sostenuta da un
collo fantasticamente lungo: questa specie di cigno enorme per due o tre volte
si è abbassata verso di lui, e poi si è rialzata con lenti movimenti, quasi in
atto di martellargli il capo. Io e Barzini, che stava dietro di me, discemevamo
codeste apparizioni sullo sfondo di chiarore che dal Corso Torino penetrava per
le invetriate nella stanza, trapelando per due larghe e lunghe fessure ai lati
degli scuri. A un certo punto ambedue ab¬ biamo riveduto la nota forma faunica,
che tanto spesso so¬ praggiunge nelle sedute d’Eusapia (Tomo I, pag. 402): io
l’ho subito riconosciuta al suo ceffo grifagno, e la descri¬ zione orale e un
disegno ulteriore del Barzini me l’hanno confermato. L’esserci noi due,
che vedevamo, comunicate ad alta voce le nostre concordi percezioni ha tosto
suggerito al subco¬ sciente di Eusapia un fenomeno di comprovazione
sinestetica: io mi sono sentito toccare la testa simultaneamente in due punti
diversi: in alto sul bregma, a guisa di lieve sfioramento; in basso, sulla nuca
e sulla spalla, a guisa di forte e larga pressione. Ho immantinente ideato che
un grosso uccellaccio mi si appollaiasse addosso; poi ho ripensato al fantasma-
caprone prospettatomi innanzi, e mi son chiesto se per av¬ ventura “ John King
„ non avesse voluto darmi con quei due contatti la percezione del suo profilo
adunco e mefistofelico. Strani effetti dell’associazione immediata tra
impressioni sen¬ sitive e imagiui rievocabili, dove si addimostra il potere
illimitato della nostra fantasia, e dove forse sta la ragione di tante
interpretazioni personali di fatti sensitivi e psico¬ sensori illusoriamente
percepiti e definiti ! L’interesse del un tempo istesso tante sensazioni
negli astanti P**” & natiti1" J^r^ìZ ne'sTir^T “ì "°'e ^
P^do-perso- e poiché fu il fatto menomo— ddh^sel?udél ne discorrerò più
in esteso. seduta del 2 gennaio aumento di p'éso^eaUi0—0 Pesata
"PParen,e seduta non 'ri è trovata Sifc E ^P° ^ vece avremmo
ottenuto dulia „,0j: ' penili 08). in sua rione anoor più singolare alla
legje di gTavitò 'ìlV essendo per tutti risultato sospettile, feXt qSc08a a
“ Astuzie ? Stratagemmi maliziosi ? Tre volte mi è
sembrato jersera che Eusapia Paladino ci ingannasse: per due sono quasi certo
che ci fu inm per la terza, che tratto subito, porto soltanto dei
dubbi1.110’ A) Dubbi sulle impronte. — Checché mi si dica il modo con cui
appaiono comunemente eseguite le imnrnnto i mastice o sulla creta non mi
lasciaTafVanS anche per la Paladino 'V’T ■*' -m.0Stra g^^elte benevolo
P07 p 109? Non “f T u “-?1 t,m:0rÌ {F°rCeS natur- Eusapia n°onesiaeStaS'
“a’ li££S u^mlno^^dttm) °é a pigiarvi sopra col pugno semichiuso due volte di
seguito una prima volta per produrre rimpressionl che si ™ colle l™ ‘de
CalC° C0“ la seconda flange delle dita minorfe colle eminenze tenare e
ipotenare della palma • la seconda a càrpSalaCnLaadeir T dej- polli?e e
coll’articolazione meta- aipo falangea dell indice disposti ad anello. Fu ben
in auel momento che essa ci ordinò aspramente: “ non toccati' e tale
affettazione mi svegliò sospetto. ’ hulle impronte da noi ottenute la
sera del 2, II, ’07 manca Morselli, Psicologia e Spiritismo,
TL Tav. XVL Calco in gesso dell’impronta di 8 mani
spiritiche,, ottenuta in presenza di Eusapia Paladino durante una seduta in
casa del D‘ Gellona, a Genova. la trama del sottile “ velo medianico ,
che, al dir dei com¬ petenti, caratterizza quelle autentiche : la si vede
benissimo, con le sue piccole pieghe, nei due pugni ricalcati da stupendi
esemplari ottenuti con Eusapia in casa del Dr. Gellona (Tav. XVI*). E vero che
la interposizione della tela non mi risulta costante : tuttavia debbo tener
conto della notizia co¬ municatami or ora da A. Berisso, che dopo le sedute
di Calco in gesso di due impronte di * mani fluidiche „ ottenute la
sera del 2 gennaio 1907, in casa Berisso. (I,e impronte non sono, a dir
vero, fra le migliori eseguite da F.nsapia: "i1 ,r,rro“, ° 00,1 ln mano;
piegata puro ad artiglio, della Tav. IV* del Tomo I, e oon 1 due bellissimi
pugni della Tav. XVI* del Tomo II]! casa sua avrebbe trovato macchie
di creta asciutta sulle cortine nere. La cosa non è nuova, essendosi osservata
anche quando le impronte sono eseguite a distanza non sospettabile, o alle
spalle di Eusapia nel gabinetto, o altrove nella sala; ma per quanto si voglia
essere corrivi, la notizia porta a dubitare, o che quella stoffa servì a
fasciare il pugno com¬ primente e non lasciò traccia di sè a causa della
qualità e durezza eccessiva della sostanza adoperata, o che servì per
350 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II contro a ripulire
la mano traditrice della medium, che infatti 3nsopotr’stringendola poi
pei controii°’ saccorse si Stante le ragioni che dissi precedentemente,
non è il caso di trarre illazioni da un confronto del calco con le mani
di EuSap'a: "onu *'!levo Onesta volta che vi siano divergenze
sensibili Si badi bene peri» che non tutto il fenomeno del- 1 impronta syegha i
miei dubbi : sono sicuro che il trasporto della plastilina fuori del gabinetto
fu genuino, per vera c ergia. Ara 1 psichicisti, da Oohorowicz in poi, sanno
che Eusapia, al pari d, tutti i medi, mescola e intel-cala invo lontanamente (e
volontariamente) fenomeni falsi e fenomeni veri ogni qualvolta, nella
semicoscienza ipnoide, le riesce fastidiosa o faticosa una scarica di
mediumnismo : allora ub¬ bidendo all istinto isteroide di simulazione, essa
cerca di i aggiungere 1 intento col minimo dispendio possibile di forza Qui
aggiungerò che giudico con meno severità di critico le impronte famose di
faccio di vecchio, che da anni sono hanno EusaPla; Molti prima, e il
Flammarion adesso hanno notata la rassomiglianza di quel volto sbarbato,
a naso forte, a mento rilevato, a zigomi sporgenti, con la fàccia di una msapia
invecchiata (l’av. IX»): parrebbe quasi che la medium percepisca le proprie
fattezze per un processo di autoscopia cenestehca (e perchè no?) e che,
sdoppiandosi, le impronti tali e quali sul mastice. L’autenticità di quei volti
sparuti de » T eSpreSS‘0,ie S1 lntrav7ed« un'artistica raffigurazione dei
postumi agonici o del riposo mortuario, può essere de- sunta, a parer mio,
anche dall’atteggiamento che Eusapia 'nmfiìbe C°,S.tretta dl Prendere
onde stamparli per lo pitici profilo o di mezzo profilo: il suo corpo dovrebbe
disporsi in senso orizzontale. Ora, niuno la vede mai durante le sedute
ordmarie distendersi a terra; essa si corica soltanto nelle sedute di grandi
materializzazioni entro il gabinetto Biso- tiattohmwt °‘a ,SUpP°rre ?he.
Esistenza è divenuta ad un tiatto cieca, sorda e... inebetita. n„;
\!LjTlatÌV° di in HH0 spostamento di oggetti. — Qui invece ho senza dubbio
colto nel segno, quando sen- endonn sfuggire a un dato momento la sinistra
d’Eusapia verso ’ÌIbeV.atinigehnUainente pian0 piano ]a destra’
verso 1 Albertim, ho compreso che essa stava per giuocarci Ima su. Vro
,del sostituzione di mani. La trombetta era erma sul tavolo, ed essa voleva
forse smuoverla e adopp¬ iarla per qualche nuovo “ fenomeno „ senza far più
fatica! Per avverare 1 Alberimi di stare in guardia non ho trovato miglior
mezzo che di ricordargli il suo antecessore nel Cor¬ redi Vi. eSuam,!lt0: ‘ E
T- V‘ -- * Eugenio To- relli-Viollier che di quel trucco si era fatta
un’arma po¬ tentissima antieusapiana. Ma prima che gli altri capissero la mia
allusione, 1 aveva afferrata l’intuito sempre sveglio di Eusapia, che quasi piagnucolando
mi ha gridato- — ■ Vo» lo dite, non lo dite! 6 l 0n Non so se questa
preghiera, sincera o accorta, provenisse dalla sua suscettibilità offesa da
quel ricordo scottante, o se esprimesse il timore di rimanerne suggestionata e
di agire nh-le Pagtlton?t’ T T in c*si “Mimili ha narrato avve- nnie.
Patto sta che al mio dubbio la serie dei fenomeni ripresa* ■ c^Ta ^ bUOn,
qUarto d’ora’ è stata subito Ì trombetta se n’è partita da sé, mentre
noi vagliatori accrescevamo le nostre cautele; che, spinta da Bar- zmi
verso la tenda, gli è stata presa di mano dall’Invisibile indi lanciata di
nuova a corsa pazza e vertiginosa per aria ■ th,VneraeeèraPPar? parte’
paSSando tra >• ^ due Z! f la,s°Pratenda pesante, e mi è venuta a dare
due potenti colpi traverso la nuca, producendomi anche un P dl dolore-
E'-a “ John King „ che mi castigava di aver pronunciato quel sottinteso
alfabetico. Però la mia punizione alfe namlì 5 , P° d“rÒ anC01'a la
seduta- cosicchè n he i ammirazione verso fenomeni ulteriori che noi
“TJf, Pronunciavamo per toglierle il rammarico di mente ^rr° am°r
Pr<?pl?°’ ' eSSa ha «ridato stiz.zosa- mente. - Otà, saranno le lettere
dell'alfabeto.' . - Ma vùkivaeHUSCe\° daHa >nCe” è caduta in una crisi
con¬ ato VLrfnTV TT ifrefrenabile, con espressioni Sino n u 5 ° da farmi
Pentire della mia impron- febb0-Tder gmStÌZÌa aUa medium : con quello fare f *
“*? df\ me sorPreso *» fieri poteva, tutt’al più fare sloggiare lo strumentino
da fiera, ma non esedre nessun altro numero del suo vario e complicato programma
jP F*rheria nell’ abbassamento automatico della stadera * - Un
abbassamento della stadera ed un conseguente Tn'- nalzamento del suo braccio di
leva senza che nefsun corno pesante fosse stato deposto sulla piattaforma,
costituivano un esperienza di grande nlievo: era il pesalettere di A de Rocuas
ingigantito! E noi, memori dei fenomeni di lesa gravitazione della prima
sera, abbiamo insistito presso Eu- sapia perchè lo tentasse alla piena luce
deU’anticamera. La Paladino, che già era discesa dalla piattaforma dopo
la seconda sua pesatura, ha mostrato di accondiscendere e si è accostata
all’apparecchio in stazione eretta, esigendo però che 1 Alberimi le stringesse
le mani e il Bnrzini , accanto a lei le premesse coi suoi i due piedi: un lembo
della sottana del medium toccava l'orlo laterale della piattaforma. Dopo alcuni
istanti, occupati da sforzi muscolari evidenti dell'Eusapia, noi abbiamo veduto
e udito moversi e cigolare in moti alterni di alzamento ed abbassamento la
stadera, che avevamo lasciato carica del peso di 20 chili. Questo peso, dunque,
diminuiva o cresceva sotto l'influsso bio-psichico della medium!?). Ma è
sicura questa esperienza straordinaria che, d’altronde non si potè ripetere? Ci
attestò il Barzini di non essersi ac¬ corto di nessun movimento delle gambe
d’Eusapia, cosicché parrebbe escluso il dubbio di un abile spostamento di un
piede all’indietro o di fianco per arrivare a premere sulla piattaforma. Però
essa, con un piede solo, astutamente dis¬ posto, può dare a chi la sorveglia in
quella incomodissima po¬ sizione la impressione ingannevole di un buon
controllo. E affievolisce l’esperienza quel contatto di sottane, per chiunque
ricordi le accuse di Cambridge, sebbene la veste non sia stata veduta moversi,
e sebbene sia arciprovato che la con¬ tiguità degli abiti d’Eusapia cogli
oggetti che sposta (tavo¬ lino, seggiole, sgabelli, ece.), aumentata talvolta
dal rigonfiarsi visibile delle stoffe, non contraddice affatto l’ipotesi meta-
psichica della formazione d’arti soprannumerarii dinamici- questi si
organizzerebbero ed agirebbero in una specie di gabinetto oscuro minuscolo
costituito dal giro delle vesti. Se non che, noi jersera, messi in
sull’avviso dalla stessa esitanza nostra ad accogliere per buono quel fenomeno,
ab¬ biamo fatto un curioso rilievo: — salendo sulla piattaforma di una stadera,
si riesce a farla oscillare in più ed in meno quando si appoggi una sola punta
di dito sull’arcata fissa che in quello strumento comunissimo serve a impedire
il soffregamento dei corpi da pesare con il meccanismo del biaccio di leva.
Questa esperienza (cui ha assistito con aria sorniona la Paladino, che se ne
mostrava impensierita) ci permette di sospettare un inganno nella infrazione
alla lecrge di gravità constatata la sera del 26 dicembre, e pone in qna-
rantena, per ciò che ci concerne, le pesate del... “ perispi- rito , o, se si
vuole, dell’ “ anima ,. Sulla definizione e denominazione
delle forme materializzate. Jersera tornai a fare attenzione alla
stranezza delle forme che Eusapia Paladino projetta nello spazio circostante e
che sembrano larve di sogno (“ dream-ghosts „ , dice ironica¬ mente, a ragione,
Paolo Cards): talvolta orride e quasi pau¬ rose, il più spesso assurde e
grottesche, quasi sempre in¬ complete e male organizzate (Tav. XVIIa). È
sempre il modo eusapiano di materializzare frammenti tangibili o toccanti di
persone, non persone intere; ma la stessa imperfezione spetta alle
materializzazioni visibili. Io sono d’avviso che il nome di “ mani „ di “
braccia „ di “ teste , sotto cui si designano queste forme, sia, nel più delle
volte, abusivo. D’ordinario non sono parti morfologica¬ mente caratterizzabili
di un organismo umano compiuto, ma dei quidsimili, spesso informi e strani,
quasi direi mo¬ struosi nella loro larvale apparenza : certo, non hanno le
proporzioni, i contorni e neppure le movenze precise che vediamo, pur sempre,
nelle nostre membra agenti in pe¬ nombra, e neanco nelle così dette ombre
chinesi, con cui forse avrebbero una tal quale somiglianza. I pugni sono troppo
grossi, gli avambracci non han piegature di gomito, le teste son deformi e
troppo voluminose, i colli spropositati e tortuosi, le capigliature e le barbe
acconciate in foggio strane, i corpi disarmonici e pressoché mostruosi...
Soltanto le “ mani „ che appaiono isolate, massime le biancastre (fino dai
primi tempi dello spiritismo americano) si “ sviluppano „ meglio, ossia
raggiungono una forma più avanzata; ma pur esse sono in generale di aspetto
anormale, non cadaverico, come pare agli spiritisti, ma scimmiesche e mal
fatte, precisamente come può disegnarle un esordiente od un profano dell’arte
del disegno. Il che apporta una conferma all’ipotesi che le materializzazioni
siano imagini pensate dalla medium, proiettate e plasmate visibilmente in
correlazione con la sua facoltà rappresentativa. L’obie¬ zione che, in tale
ipotesi, anche le mani e le faccie tele- plasmate nelle impronte dovrebbero
essere egualmente scor¬ rette e deformi in rapporto con l’ inabilità
raffigurativa della medium, non avrebbe molto valore per la fisiopsico¬ logia :
si deve, infatti, supporre che nella esteriorazione di un arto intenzionalmente
immerso in una sostanza plastica vi saranno, associate, — oltre alle visive, —
imagini tatto¬ cinestetiche numerose, e assai più efficaci per la rappresen¬
tazione e produzione esatta del fenomeno (se autentico 1). La
nomenclatura delle forme organizzate dai medium andrebbe, dunque, corretta e
mutata, poiché chi sente par¬ lare o chi legge di “ braccia „ di “ teste „ e di
“ persone viventi „ che toccano e agiscono, e poi all’atto pratico non disceme
che abbozzi e aborti di corpi antropomorfi o an¬ dròidi (come scrivevano alcuni
dei primi pneumatologi), è tratto a ritenere non infondata l’accusa di “
fantasie riscal¬ date „ e di “ animi sovraeccitati „ che fuori dei circoli gli
scettici agnostici lanciano agli spiritisti. Una correttezza maggiore nel
definire ciò che si sente, si tocca, si ode o si vede in seduta, toglierebbe
forse o attenuerebbe di certo quelle divergenze che si notano fra i percipienti
di uno stesso fenomeno. Rimarranno sempre le diversità nel perce¬ pire indotte
dal tipo mentale degli individui, com’ io rilevai fino dai primi miei studi al
riguardo (Tomo I, p. 274); ma non s’avrà più quella dissomiglianza di
definizioni e descri¬ zioni, che serve a dar presa alla ipotesi esplicativa
dell'illu¬ sione ed allucinazione. Ci pensino gli investigatori futuri.
Un buon metodo per cerziorare le percezioni dei singoli è di paragonarne le
raffigurazioni fatte dopo la seduta, o, meglio, negli intervalli di riposo. A
tale scopo io ho fatto tirare molte copie della pianta della sala Berissó, e
qualche sera io e alcuni miei compagni abbiamo segnato su di esse, l’uno in
disparte dall’altro, i punti precisi in cui, secondo le nostre percezioni
individuali, sarebbe accaduto il feno¬ meno (p. es. un trasporto), o dove
avremmo veduto le forme materializzate. Il metodo ci ha servito egregiamente,
inquan- tochè l’accordo costante delle nostre indicazioni topografiche
basterebbe da solo a eliminare il dubbio dell illusione. Lo stesso metodo
di comparazione obiettiva si applichi alle figure delle materializzazioni
visibili, e si avrà un dato eccellente per la definizione e delimitazione dei
percetti. Già nelle sedute del 1901-2 i disegni di “ ombre , e di “ larve „
eseguiti da me, dal Vassallo, dal sig. Schmolz e dal dot¬ tor Venzano, messi a
raffronto, ci avevano dimostrato la realtà dei fatti e anche avevano servito al
riconoscimento dei fantasmi (Tomo I, p. 402) : e di nuovo, nelle sedute del
gennaio 1907, la prova è riuscita ottimamente. >k>ki. li .
Psicologia c Spiritismo , II. tav. xvn. m.
Forme di arti andròidi apparse successivamente la sera del 2
gennaio 1907 in una seduta di casa Berisso. Un’altra evocazione di
defunto mandata a male. La presentazione di uno “ spirito di
defunto „ che se¬ condo le istruzioni della E. P. doveva questa volta venire
evocato per l’Albertini, è stata preannunziata alla solita ma¬ niera : —
inclinazioni significanti del tavolino verso di lui, quando egli sedeva al mio
fianco ; e con insistenza tale, che noi abbiamo ben dovuto comprendere il
significato intenzio¬ nale di quelle manovre. Conformandomi al rituale, io ho
interrogato il mobile sapiente, procedendo a bella posta per esclusione.
D. Verrà qualcuno ? — R. S). D. Verrà per me ? — R. No (risoluto).
D. Verrà per Bozzano? .. per Barzini? — R. No, no.. D. Forse verrà per
Alberimi? — R. Sì, si (con gran forza). L’Albertini allora è intervenuto
e ha chiesto : D. Potrò, dunque, sentirti? — R. Sì (con gran
vigore). Quando il Direttore del Corriere è passato al controllo, noi
tutti ci aspettavamo che “ John „ facesse onore alla propria firma...
tiptologica, se non tipografica. E infatti è tosto scoppiata una imponente
serie di manifestazioni me¬ dianiche rivolte aU'Albertini : - — tocchi e
pressioni espressive, sventolamenti del cortinaggio, organizzazione di forme
tan¬ gibili e apparizione di forme visibili, che, come ho detto, s’avanzavano,
lo toccavano, si ritraevano e ritornavan fuori per scuoterlo come se volessero
farsi ben sentire. Mancava, 10 si vede, qualunque siasi personalità nel
modo di presen¬ tarsi del nuovo venuto, com’era mancata in quella di Nal- dino
Vassallo o di mia madre. Non si varia mai. È vero che gli “ spiriti „ accorrenti
all’evocazione di “ John King „ si trovano costretti nel breve spazio tra
Eusapia, la tenda, 11 vigilatore prescelto e l’angolo del tavolo, in
tutto un’area di neanco un metro quadrato, la quale non permette molta
larghezza di movimenti. Però mi si vorrà concedere che la facoltà espressiva
dei disincarnati si uniforma troppo a quel manuale paladiniano di segnalazioni
e di saluti convenzionali. Ma una mano ha battuto famigliarmente tre
volte sulla 356 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II
spalla d’Albertini, come per farsi da lui riconoscere con un particolare
carattere energico ed affettuoso ad un tempo. Qualcuno fra noi, me compreso,
istintivamente pensò a suo suocero, il drammaturgo e letterato Giuseppe Giacosa
(morto a Ivrea nella state del 1905), ma all’Albertini — similmente che a me
per mia madre ! — ripugnavano quei contatti di forme invisibili, e più ancora
ripugnava, considerando il lato fisico dei fenomeni, tirare in campo il
Giacosa. Egli dichiarò sol¬ tanto ad alta voce di risentire l’impressione vaga che
qual¬ cheduno gli stesse vicino, alla sua sinistra, al di là della sopratenda e
della nera cortina del gabinetto. Mi ricordo d’avere provato io pure tale
oscura e vaga sen¬ sazione d’una persona presente nell’ombra, tanto
nelle°sedute in cui mi si sarebbe avvicinato “ John King „ invisibile, quanto
nelle altre in cui fui oggetto di comunicazioni par¬ ticolari. Da quali
impressioni risulta questa percezione in¬ definibile che è realissima? Forse
potremmo metterla in relazione con sensazioni tattili e termiche minime
percepite dai margini della nostra coscienza ; ma non sono alieno dal credere
che vi abbiano parte gli effiuvii radianti dall’orga¬ nismo umano (e animale)
quando è nell’esercizio delle sue attività vitali: una macchina cosi perfetta e
complicata che vive, trasformando dell’energia, può bene spanderne una por¬
zione tutt attorno a sè nello spazio sotto forme ancora igno¬ rate e
indeterminate. E se fosse il u doppio n che ci si av¬ vicinasse, dico per
ipotesi, non potrebbe esso radiare egual¬ mente della forza? Ma quella
dichiarazione d’Albertini, non accompagnata dal riconoscimento immediato della
persona evocata, non poteva contentare il suscettibilissimo subconscio di
Eusapia. Il “ qualcuno „, che pareva trovarsi in piedi entro il gabinetto, e
del quale l’Albertini diceva di non sentire e di non vedere altro se non i
soliti rigonfiamenti e avanzamenti della tenda, gli si è avvicinato e
pesantemente gli si è appoggiato ad¬ dosso, indi goffamente lo ha picchiato, e
forte! Una testa si è chinata su di lui; ed egli ne ha avvertito il contatto:
una bocca gli si è applicata sulla guancia, e lo ha legger¬ mente morsicato.
Noi conosciamo da un pezzo questo modo singolare di farsi sentire vivente, non
di farsi riconoscere (Tomo I, p. 445; II, pag. 300). È una scena inescusabile
per la serietà dei disincarnati che ritornerebbero, dopo as¬ senze di mesi e di
anni (e quale assenza!), presso i loro cari. Tutti diminuiti nella loro
personalità intellettuale e mo¬ rale : tutti personaggi da farsa, o meglio, marionette
mosse con manierismo cristallizzato dall’automatismo inferiore. Ad ogni
modo, per secondare l’esperimento e per non contra¬ riare Eusapia nelle sue
futili imprese spiritiche, l’Albertini dichiarò di “ riconoscere, a quel gesto,
il caro estinto „. I disincarnati offerti in seduta dalle ruminazioni
media¬ niche di Eusapia gestiscono assai (tutti alla stessa maniera), ma
comunicano poco. Per saperne qualcosa di meno sbia¬ dito e di meno comune
bisogna rivolgersi al tavolino che risponde per essi: Ossia è il subcosciente
d’Eusapia (“ John King „) che risponde, surrogando l’ordinariamente muto fan¬
tasma organizzatosi accanto a noi. Tutte le comunicazioni dei disincarnati
paladiniani si riducono a ripetere, con colpetti sulle spalle o sulle teste dei
percipienti, i due monosillabi no e sì convenzionalmente rappresentati da due o
tre bat¬ titi. Ma in generale la tiptologia è il surrogato della raris¬ sima e
quasi sempre indistinta necrofonia. Or dunque, io ho interrogato nuovamente il
tavolino: L>. Dicci chi sei... Chi sei ? — B. Si. D. Sei un
amico di Alhertini ? — R. No. D. Sei un suo parente ? — R. Si. D.
Sei suo zio? — R. No. D. Sei suo padre? — R. (nettamente) Si. T).
Sai che eri mio amico? — R. (esitando) Si. Noto che la qualificazione di
“ padre „ non corrispondeva alla presentazione del defunto, che tutti noi,
compreso l’Al- bertiui, avevamo in mente, cioè del Giacosa : ma uno suocero d
animo nobilissimo e affettuoso come l’illustre scrittore può bene inspirare
sentimenti figliali e nutrirne dei paterni pel proprio genero. Era evidente che
la evocatrice esitava, e che la connotazione dell’evoeato sarebbe continuata
incerta e confusa qualora noi tutti, moderando le legittime emozioni del
momento, non avessimo fornito verun dato al subliminale della medium e, magari,
l’avessimo sviata surrettiziamente (a scopo d’esperienza) con domande
suggestive. E ho tentata la prova: D. Potresti dirmi la tua statura ? —
R. (dopo una pausa che tradisce la esitazione)... Sì. D. Eri basso? — R.
No. D. Eri molto alto? — R. No. D. Sta bette: ora, all'età. Quanti
anni averi? — R. (silenzio). D. Avevi cinquantanni ? — R. No. D.
Avevi quarantanni? — R. (dopo una pausa) No. D. Allora avevi sessantanni
? — R. (di nuovo un silenzio ascrivibile a peritanza, indi battiti poco
energici e come cal¬ colati)... Sì, ecc., eco. Non continuerò a
riprodurre il nostro dialogo : ormai si rendeva chiaro a tutti che le risposte
strappate, per così dire, al mobile riluttante non ci offrivano nessuna figura
personalmente distinta come quella del defunto pensato. Ne usciva un
personaggio di media statura, di età incertamente sessagenaria, non del tutto
calvo (beato lui!), ma ancora con capelli, con barba così così... Si può
credere forse che Eusapia non intendesse presentarci coi suoi teleplasmi par¬
ziali e con le sue connotazioni tiptologiche il fu Giocosa, tanto questi ne era
diverso per statura e mole del corpo, per calvizie, per età, ecc. dal
disincarnato descritto in quei tratti? L’Albertini, in una delle sedute date
dalla medium negli uffici del Corriere della Sera due mesi addietro, aveva
assistito alla materializzazione tangibile di un’ “ entità che alla sig.'
Albertini-Giacosa (in lutto) aveva dichiarato di essere suo “padre,. Forse il
subcosciente della medium si è rimesso, a casa Berisso , sotto lo stimolo della
presenza dell’Albertini, nelle identiche condizioni di sonnambulismo attivo, ed
ha riprodotto automaticamente la intera scena evocatoria già rappresentata a
Milano : è un fatto che abbiamo avuto oc¬ casione di rilevare anche nella
reiterata e pur sempre infelice presentazione di mia madre. Una prova
decisiva, secondo me, per questa ipotesi fisio- psicologica la si è avuta poco
tempo dopo il surriferito ten¬ tativo di riconoscimento. L'Albertini,
nuovamente interve¬ nendo nel dialogo, ha chiesto : D. Ti chiami
Giuseppe, non è vero ? R. (prontissimo) Sì. Il battesimo, fallace
per il padre di Albertini, giusto per Giacosa, non era spontaneo, era suggerito
; e ognuno comprese sul momento, l’interrogante pel primo, che il tavolo di Eu¬
sapia avrebbe risposto in modo affermativo anche se la do¬ manda, fatta con
tono naturale e non commosso di voce, o senza artificio alcuno di espressione,
fosse stata una o altra delle seguenti : — Ti chiami Paolo ?... Ti chiami
Pietro ?... Qualunque studioso di psicologia, normale o supernor¬ male
che sia, ammetterà facilmente che un’identificazione non è avvenuta neanco per
lo spirito di Giacosa. Non si identifica nessuno, sia morto, sia vivo, per
mezzo di assen¬ timenti di questa sorta, ottenuti dalla subcoscienza del medium
con opportunità voluta o ingenua di domande, e con rilascio altrettanto
volontario o inconsapevole di qualche connotato specificativo. Tutte queste “
entità occulte „ che tendono a personificarsi, sono informi e imperfette, come
gli stereoplasmi in cui l’ideazione onirica di Eusapia tenterebbe di scolpirli
: sono accozzi fortuiti di caratteri fisici, di linea¬ menti, di fattezze, di
connotati, cui potrebbe uno sperimen¬ tatore infliggere con arte qualsiasi
raffigurazione : il subco¬ sciente suggestionabilissimo della medium tutto
accoglie e tutto riproduce nel suo lavoro di esteriorazione delle iinagini.
Tanto è vero che, se gli astanti non collaborano scientemente o inscientemente
alle sue presentazioni di pseudo-entità ge¬ neriche, queste non acquistano
consistenza maggiore, non progrediscono mai verso la individuazione, non si “
svilup¬ pano „ neanco in più sere di seguito (come è avvenuto dello spirito
vago di mia madre) : e la evocazione non avviene più, 1’ “ entità occulta „ si
dissipa e sparisce. Così è avvenuto anche del u qualcuno „ che s’era pre¬
sentato dapprima all’Albertini con tanto vigore e con tanta insistenza,
cosicché io ne speravo uno “ sviluppo spiritico „ più avanzato dei precedenti.
La presentazione del defunto, non aiutata dall’attento dominio che l’Albertini
esercitava su di sé, è cessata non sì tosto che il subconscio automa¬ tismo
della Paladino s’è accorto che tutto il suo lavorio non faceva presa. Mancata
la corda di salvataggio, anche questa evocazione è naufragata, e 1’ “
Intelligenza, manife¬ statasi si è addimostrata almeno intelligente nel non
esporsi a fallimento più clamoroso. E poi come si rispecchia sempre,
nella psicologia dei de¬ funti, la cerebralità di cui sono il prodotto ! Se lo
“ spirito „ di messer Lodovico Ariosto scende a inspirare il cervello istruito
di uno Scaramuzza, può anche dettargli delle inter¬ minabili ottave, che nei
loro dilavati endecasillabi rammen¬ tano alla lontana lo stile ariostesco : ma
se arriva un “ Gia- cosa , fabbricato a mezzo dalla cerebralità di una
Paladino, che è analfabeta e parla scorrettamente in lingua, non sarà capace di
dirci nulla, “ egli „ che in vita era l’ammirando dicitore, lo squisito
conversatore che tutti ricordano con simpatia e venerazione ! Lo
schematismo della presentazione d’un Giocosa è, nella mente d’Eusapia, il
medesimo di quello della fanciulla ot¬ tenne di Porro ; ambedue , che pur
dovrebbero essere così diversi nel loro comportamento di “ ritorno „, baciano
mor¬ dendo o mordono baciando con eguale affettazione. E ad essi metto accanto
la mia povera madre. E penoso mescolare l’ironia a ricordi cosi preziosi
pel nostro cuore, ma vi sono trascinato dalla parodia di codeste scene
evocative : mi si associa l’imagine di Compare Turiddu che morde “ a buono , 1
orecchio di Compare Alfio , chè, tanto, siamo in piena mimica popolare del
mezzogiorno. * Se si sintetizzano i risultamenti
dell’evocazioni spiritiche cui fino ad ora ho assistito , si trova che la presentazione
delle “ entità personali , procederebbe a gradi, di cui in ristretto espongo lo
sviluppo : 1° grado : — plastica parzialissima e semplice, e attività
automatica iniziale (es., i tocchi fuggevoli) ; U" grado : —
plastica parziale più avanzata, e attività automatica con espressioni
rudimentali (es., le forme mate¬ rializzate tangibili); 111° grado : —
plastica quasi integrale, con attività in¬ citatrice e sollecitatrice sul
percipiente, di carattere sempre espressivo o sentimentale e senza contenuto
ideativo (es., le forme materializzate tangibili e attive, ma invisibili)
; iy° grado : — plastica di forme parziali visibili, non tangibili e non
attive, e senza alcun carattere personale (es., i globi nebulosi, eco.) ;
V° grado: — plastica di forme più complesse, in qualche momento soltanto
visibili e in qualche altro anche tangibili ed attive, ma ancora senza
personalità (è la fase raggiunta dall’" entità „ materializzatasi accanto
all’Albertini, tangibile e attiva per lui, visibile in parte per noi di
prospetto) ; VI» grado : — plastica di forme quasi integrali, tangi¬
bili, visibili ed attive, e con qualche attributo personale finalmente captato
dal subconscio del medium che lo este- riora e lo scolpisce, per così dire,
nello stereoplasma tele- fanico. ^TH° grado: — plastica dei veri e
proprii fantasmi (“spettri,) con attributi personali, ma soltanto visibili e
non identificabili da nessuno dei presenti; VIII° grado: — plastica di
detti fantasmi soltanto vi¬ sibili e non tangibili, ma con attributi personali e
identi¬ ficati (?) ; IX° grado : — plastica di fantasmi non solo
visibili, ma pure tangibili e attivi, aventi apparenze personali, ma non
identifioabili ; X° grado e
ultimo : — plastica di fantasmi visibili, tan¬ gibili e attivi, con personalità
identificata di defunti (?!). A questi due ultimi , superiori gradi ,
della teleplasma- zione medianica, le quali assumono la consistenza solida e le
altre caratteristiche fisiche della materia organizzata (“ stereoplasmi „), non
che una attività autonoma, apparen¬ temente almeno indipendente dalla persona
del medio, è da riservare la designazione di “ produzioni „ od “ entità fan¬
tomatiche Nelle presentazioni di casa Avellino (marzo 1902) la Eu- sapia
sarebbe con noi arrivata al 7° e forse all’80 grado : non so se essa, durante
la sua carriera professionale di medium, sia passata ai gradi ulteriori. Nella
scienza metapsichica hanno appena diritto di entrare, con passaporto però
soggetto ancora a vidimazione, pochissimi esempi dell’ottavo, tre soli, fino ad
ora , del nono e del decimo grado, i quali sarebbero quelli appena più validi
per un’argomentazione in favore dello spiritismo. Parlo, si capisce, di
fantasmi, la cui formazione autentica e la cui autonomia (apparente) ci siano
attestate e sostenute da uomini di sicuro criterio objettivo. Dalla “Katie King
„ di Crookf.s (1872-4), si salta, per autorità di nome e con intervallo di un
terzo di secolo, al “ Bien-boa„ di Villa Carmen (1895) descritto e fotografato
da Carlo Riohet ; ora vi si aggiunge lo spettro “ Eleonora „ di Bar¬ cellona
decantato dallo scrittore spirito-psichicista Esteva- M a rata (1906-7). Ma
sono tutte e tre “ persone „ senza identità, certamente perchè questi dotti
ricercatori non ne fornirono loro nessuna. Il Boihac, che è uno psichicista di
vaglia, ha definito assai bene il caso-tipo di questa classe suprema di
fenomeni, voglio dire il caso di “ Katie King „ : — una “ inèredibile storia ,
(La Psych. incojinue, ’08,p. 90). * * * Principio di
esperienze sulla radioattività medianica. Dove “ John King ,
(almeno fino a queste nostre sedute dell’inverno 1906-71 pare irriducibile a
miti propositi, è nella sua antipatia per ogni innovazione tecnica. Del mio
cilindro girante, coperto di nerofumo, non ha voluto saperne.
Invano l’abbiamo pregato di stamparvi le impronte della mano, invano
l’abbiamo ripregato di tracciarvi sopra almeno un debole segno della sua azione
a distanza : sposterà seggiole e tavoli pesanti parecchi chili, trasporterà in
aria una Barlock che pur richiede uno sforzo di molti chilogrammetri; ma non
strofinerà mai una punta di dito su quel nero di odore scientifico, che lo
mette in apprensione e lo irrita come il rosso delle banderuole inferocisce un
toro nelle “ corridas , di Andalusia. Ma Eusapia ha forse sentito raccontare di
quel medium, al quale, sperimentando con fogli affumati, furono poi trovate
sporche le dita al levar della seduta; e anche se sa o le han detto che la
spiegazione della frode in¬ cosciente (Ochobowicz) può essere applicata a
quell’appicci¬ catura sospetta di fuliggine, diffida di sé stessa e non vuole
esporsi allo scacco. Avevo anche progettato di raccogliere con la
fotografia le “ radiazioni neuriche , da me e da altri precedentemente
avvertite col termo-tatto sul bregma d’Eusapia (Tomo I, p. 260 e II, p. 345):
perciò applicai alla sua testa la corona fatta di pellicola sensibile (v.
retro, p.280). La tecnica era, certamente, rudimentale e, forse, difettosa ; ma
negli ambienti privati e nei circoli spiritici si sperimenta male, con stento e
fatica, sempre in lotta col misoneismo di tutti, con le consuetudini e con la
mancanza di mezzi idonei: bisogna adattarsi! Gli stessi psichicisti più
colti non si fanno illusioni ; un vero metodo sperimentale sarà possibile
soltanto in ambienti- scientifici. Dal Chookes in qua non s’è progredito
affatto, in primo luogo perchè nessun uomo di scienza del suo va¬ lore s’è più
cimentato in ricerche psichiche; in secondo, perchè, sotto l’impulso della
inglese S. f. p. R., e sopratutto per l’autorità di Sidgwiok, Mvers,Gurnky,Hodgson,
Podmobe, la Metapsichica scientifica si è rivolta ai puri fenomeni in¬
tellettuali, che ben difficilmente sono assoggettabili ad espe¬ rimento. Il
metodo delle inchieste, sul quale molto sarebbe a ridire per l’eccesso del
subiettivisino cui può essere in¬ dotto, ha quasi soffocato per ora quello
obiettivo. Si leg¬ gono e si ammirano opere come i Pliant anni of thè Living e
come Human personnality ; ma là dove manca la prova sperimentale, non nasce la
convinzione nell’animo del natu¬ ralista, del fisiologo, del psicologo,
abituati alla austerità della induzione dopo accertamento dei fatti: nascono,
per contro, le credenze nel verosimile, le ipotesi razionali basate sul
possibile o sul probabile. I Phantasm conducono a questa fase preliminare di
evidenza, ma non vanno fino alla certezza ; e la Personnality sta ancora più in
qua di quei pre¬ liminari, giacché è un saggio magnifico di deduzione aprio¬
ristica da principi dottrinali ultra-ipotetici non provati, nè per ancd
suscettìbili di prova. ... Pertanto noi non siamo riusciti a totografare
la radio-attività cefalica della E. P.: salvo alcune lievi strisele di
luminosità a ventaglio nei margini della carta sensibile, le quali possono
essersi prodotte per una chiusura non perfetta del diadema, lo sviluppo della
negativa e la stampa della positiva nulla ci ha mostrato di sicuro. Ciò non
serve a negare l’esistenza di raggi bio-neurici o bio-psichici : io penso e
spero che essi avranno consistenza maggiore dei famigerati raggi N di Blondlot,
messi ormai a riposo; con una tecnica piu avanzata si riescirà a fissarli e a
determinarne le leggi di radiazione e di emanazione. Può pure avvenire che^essi
n.on siano assimilabili al radio, nè all’elio, nè ad altri “ corpi n aventi una
materialità sottilissima, come si supponeva un tempo degli spiriti vitali ed
animali (Tomo I, p.56 e s.): torse ji tratta di ondulazioni eteree, non
dissimili, almeno per la comprensibilità loro, da quelle dell’elettricità e
della luce unificate dal genio di E. Hertz. I procedimenti tecnici per
mettere in evidenza queste ignote forze radianti e per studiarne le
azioni, sono sempre gli stessi : — 1° renderle visibili , trovando il
modo di sensibi¬ lizzare la nostra retina a loro riguardo: — 2° dimostrarne la
esistenza mediante la modificazione chimica (= jonica) di sostanze che ne “
sentano „ l’arrivo od il passaggio, ce ne segnalino la presenza e ce ne fissino
gli effetti, come può farlo la fotografia; — 3° saggiarne le azioni meccaniche
sugli oggetti circostanti, a un dipresso come fa il radiometro del CRookes per
la sua materia radiante; — 4° esaminarne le corrispondenti azioni fisiche, ad
esempio i mutamenti indotti nella conduzione elettrica e termica dei corpi,
nella direzione, rifrazione dei raggi luminosi elettrici e magnetici, nelle
fluorescenze, ecc. ; — 5° stabilirne le azioni sugli or¬ ganismi vegetali td
animali inferiori ; 6“ e da ultimo, analizzare l’influenza che esse
esercitano sull uomo nello stato di salute e in quello di malattia,
determinandone gli effetti fisiologici e terapeutici. È un programma
vastissimo e non siamo per ora, si può dirlo schiettamente, in condizioni di
effettuarlo. Alcune di queste vie sperimentali sono state appena aperte e
qualche risultato s’è ottenuto, ma fino ad oggi le temerità apriori¬ stiche dei
dottrinari si mescolano troppo alle ingenuità tecniche dei principianti e
alle insipienze dei dilettanti, perchè da^tutto quello che si è scritto e detto
intorno alle “ forze ?. aui'e.’\ 0 “ correnti „ vitali, ecteniche, neuriche,
polari, biG-psiemeho, bio-radio-attive, eco., ece., si possa cavare co¬ strutto
seno e sicuro. Però, in questi giorni critici per lo spi- ntismo di vecchio
formato, le osservazioni serie e attendibili su questo vero fascio di “ forze
naturali ignote „ si avvi¬ cendano con i trovati più strabilianti : da ciò si
arguisce che siamo nella corrente. E infatti si può vedere che qualche annunzio
di risultati si è avuto in quasi tutte le direzioni sperimentali
suaccennate. a) Per la visibilità diretta delle variazioni bio-neuriche.
Un Americano, il prof. Floivkr-Gates, ha annunziato or ora di avere “ scoperto
„ che certi raggi invisibili, analoghi agli ultravioletti dello spettro solare,
sono emessi dagli ani¬ mali viventi, e che al momento della morte si vede come
una specie di ombra o di nuvola salire dal loro corpo ancora caldo. Ma..... la
notizia ci arriva dal di là dell’Oceano me¬ diante i giornali politici, e per
quanto il fatto non paia inverosimile (quanto parve l’“od„ di Rbiciienuach al
Du Bois KeymondI), dopo l’insuccesso dei raggi N è opportuno attendere
relazioni di origine più seria prima di impiantare codeste novità nel campo
inesplorato della Biologia. b) 1 er la fotografia delle stesse
radiazioni. — Ne ho discorso a lungo nelle mie Note alla seduta di casa
Avellino (lomo II, p. 260); ma c’è da aggiungere adesso qualche dato
importante. A Torino, nella primavera del ’07, dopo la
pubblicazione (tei resoconti di Barzini su queste nostre sedute e de' miei
articoli sul Corriere tre giovani e valenti fisiologi, assistenti nel
Laboratorio del Mosso, i dottori A. Aooazzotti, C. FoA e A. Herlitzka, ammessi
a due o tre sedute di Eusapia in una casa privata, sono riusciti ad ottenere su
di una lastra sensi¬ bile, chiusa ermeticamente entro una scatola fotografica,
alcune macchie indubbiamente biancastre, dove si scorgono i contorni allargata
di quattro dita di una mano. Ora, la scatola era stata atterrata e loro tolta
con violenza dal solito ‘ Invisibile , che si torma e agisce nel gabinetto
oscuro; e i tre investiga¬ tori attribuiscono perciò quelle digitazioni al
passaggio di raggi d un genere speciale emanati attraverso il legno dalla
occulta mano atterratrice. Ho ricevuto dal dott. A. Herlitzka alcune loro
positive, e opino anch’io che si tratti di radiazioni particolari, non già di
quelle termiche, siccome ha creduto di obbiettare il fisico ginevrino
Tommasini (nel “Coenobium „). Il paragone con le imagini calorifiche lasciate
dalle dita appli¬ cate direttamente sulla lastra (Guébhard) . mostra notevoli
dif¬ ferenze: e poi qui ci sarebbe stato il passaggio, dirò così, ròn- geniano
traverso il coperchio, ciò che par dubbio per radia¬ zioni esclusivamente
termiche. Anche sulla pellicola-diademada noi posta attorno al capo di
Eusapia si discernono alcune debolissime chiazze più chiare del fondo grigio: e
forse.se si fossero meglio sviluppate, andreb¬ bero appaiate^ alle digitazioni
di Torino Tuttavia siamo ben lontani dalle ' psichicone „ di Baraucc e dalle
pseudo-“ imagini di idee „ del Tkqrad, e dalle fotografie del “ doppio , di
Istkati-Hasdko, e più ancora dagli “ ultimi pensieri d’una morta , apparsi
sulla negativa sensibilizzata dal medium sig. Bandone e pubblicati dal Carreras
(“ L. e 0 ., '04)... Ne siamo lontani, ma non credo di cadere in illusioni
prescienti- fiche, siccome scrive il prof. Grasset, se dico che fondamen¬
talmente (salvo le invasioni del fanatismo settario o della inabilità tecnical
siamo davanti a cose molto affini e a risul- tamenti degni di
considerazione. 3“ Per le azioni meccaniche. — Il prof. Pettinelli dell
Istituto tecnico di Savona ha fatto sapere che con adatti apparecchi è
possibile mettere in evidenza “ una nuova forza biologica che agisce
meccanicamente a distanza,. Con grande cortesia egli mi ha mandato or ora il
modello più semplice del suo ‘bioscopio, (vedi figura). Consta di una lastra
me¬ tallica sottile, sospesa ad un filo non torto e tenuta in equi¬ librio, da
un contrappeso: in alto vi è uno specchietto che può servire da riflettore di
un raggio luminoso per segnare a distanza i più lievi movimenti
dell’apparecchio, come nei galvanometri; in basso vi è una paletta, pure
metallica, che immersa nell’acqua funziona da “ smorzatore ,. Dalle sue
esperienze il Pettinelli aveva concluso per “l’esistenza di lina forza
originata dall’organismo umano (e corpo animale in genere), la quale sotto l
azione della luce tende ad orien¬ tare verso la persona attiva una superficie
mobile qualsiasi, entro un certo raggio che può essere anche di 6-7 metri
,. E ne desumeva: — “ Tale fatto s’accorderebbe coi fenomeni mediumnici :
i medi avrebbero la facoltà di dirigere e con¬ centrale la forza suddetta,
comune a qualunque persona: al bujo le esperienze riuscirebbero meglio, perchè
allora non si disperderebbe in tutti i sensi come lé accade sotto Fazione della
luce ,. . Queste affermazioni e deduzioni di un fisico mi avevano col¬
pito : saremmo noi andati in modo così agevole verso l’agognata
366 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mèta ? Ho
ripetuto gli esperimenti, ma non sono in verità p™prbadaCOranC"war I
de,1’aPParecchi° dipendono K,°f"0 una forza biologica, particolare. Non è
Questo luogo di esporre 1 risultati ottenuti nè di discuterla dir/s soltanto
che, pur tacendo delle ri*™ p„S r — - 10 "1
F A a* y *•'. ( S . / L jrTÉSI-' w 1
1 v ! U bÌs°3°n d?1 pr?f;,G'. Pettinelli, di Savona (1906) secondo
il modello inviatomi dell’inventore rt,o9‘dfÌrÌgi;n0 10
P,aContrVaer^°8oa Z7e,C^ d°?’° Più ampia e varia investigazione, io temo
che il bioscopio, del Pettinelli altro non sia se mito Tdi r°Sr0P]°
Precisamente come Cbookes ha rite¬ nuto e dimostrato di altri apparecchi
costrutti con le stesse calorifiche 'JZff m0t° da rad“ fisiche
S^inofe neurichi t’anl? Che k° ^1° ®trett°)> non da radiazioni
neuncne, tanto meno bio-psichiche. 4° Per le azioni fìsiche di
polarizzazione. — Lo stesso STEXOMETBIA DELLE RADIAZIONI
RIO-PSICHICHE 867 mi tocca di scrivere per l’apparecchio fatto
costruire dal Dott. Joike, e sul quale ci sarebbe forse da fondare maggiori
speranze. Ommetto le ricerche sulle correnti di polarità dello Chazarain e
Dècle, e ricordo che al biometro del Baradco s’è fatto l’appunto di non
differenzarsi dal magnetometro di Fortin e mettere in evidenza forze
biologiche, ma bensì effetti fisici. Il medesimo può dirsi del dinamoscopio del
Dr Coul- longes. Mi arresto perciò allo stenometro dello Joire che conosco e
che ho sperimentato. E una specie di grande bussola, in cui l’ago
indicatore è co¬ stituito da un’asticella leggerissima ricavata dallo stelo
secco di una graminacea e sospesa orizzontalmente mediante un fulcro mediano.
Avvicinandole la mano dal di fuori della campana di vetro che ricopre
Tap-parecchio, si ottengono, secondo l’inventore, delle oscillazioni ora
attrattive ed ora ripulsive a seconda del soggetto in esperimento: un qua¬
drante diviso in gradi permette di stabilire il valore perso¬ nale di codeste
oscillazioni, le quali varierebbero poi anche per lo stato di salute, sotto le
emozioni, nella ipnosi, ecc. ecc. Non sono stato più fortunato, fino ad
ora, con lo steno¬ metro dell’esimio psichicista di Lilla, di quanto mi sia
acca¬ duto col bioscopio del fisico di Savona. L’apparecchio, un po’ grossolano
per gli scopi dell’inventore, si orienta con difficoltà: bisognerebbe
aggiungervi una piccola, ma esattis¬ sima livella, o livellarlo con quattro
viti micrometriche agli angoli del sostegno. Certo, l’asticella si muove; ma
non mi consta 'ancora che si muova regolarmente, nè che indichi valori
personali stenometriei, nè che i valori ottenuti siano costanti. Continuerò gli
esperimenti, e ne darò ragguaglio in luogo più adatto, cioè sui periodici ed a
consessi scien¬ tifici : ad ogni modo penso che la biometria, la bioscopia, la
stenometria, la bio-psicometria, la odometria (se si battezzerà a questo modo
qualche nuovo apparecchio), e ogni altro consimil genere di nuove e pressoché
intentate investigazioni debbono, anzi tutto, mettere la mira nel dominio della
pura fisiologia e psicologia sperimentali : soltanto provenendo di là, potranno
passare in quello della metapsichica; ma adesso è prematuro, da risultamenti
cotanto incerti, inferire che la medianità sia diggià chiarita e
spiegata. 5° Per le azioni sugli organismi inferiori. — Cito qui i “
miracoli „ compiuti dai Fakiri Indiani, e sui quali ave¬ vamo informazioni
sbalorditive da Jacolliot e da altri viaggiatori in Oriente. Secondo quello che
se ne racconta, la forza bio-radiante dalle mani di qualche fakiro avrebbe
tale efficacia sui semi vegetali da affrettarne in pochi minuti la germinazione
e in circa un’ora o poco più la nascita e crescita di una giovine pianta fino
alla formazione di foglie 11 Urna era giustamente indignato che si fatte
meraviglie venissero accolte senza veruna analisi critica: egli le bat¬ tezzava
per “ sfacciate ciurmerie „; e lo seguono i psichidsti piu sera (B. di Vesmei.
Nessun uomo di scienza ha mai potuto vedere quei prodigi in condizioni degne di
rispetto: si tratta verosimilmente di abilissimi giuochi di prestidigi¬
tazione, di cui dalla Turchia al Malabar, dalla Persia al Giappone, gli
Orientali, nel loro istinto mistico di razza e di civiltà, sono avidissimi
spettatori ed ammiratori • e i takiri vi si sono impratichiti durante secoli e
secoli di vita contemplativa, circoscritta ed oziosa, sfruttando la credulità
religiosa delle masse. I recenti smascheramenti di pseudo- takiri, che però
ripetevano, con pieno successo, le gesta di quelli veri, debbono porci in
guardia contro l’asserzione di fenomeni, che per ragione delle odierne scoperte
fisico-chi¬ miche non potremo, certo, dire impossibili (Garbe), ma che
presentemente si trovano a mille miglia dalla scienza positiva. Il meglio
è, per gli studiosi di Metapsichica, di raccogliere intanto le prove sensibili
dimostranti la realtà e la estensione de la facoltà di esteriorare della “
forza „ posseduta dai così detti medi in grado eccezionale; anche se essa non
si ren¬ desse dimostrabile, per ora, sulle lastre bromurate, o sui nerofumi
chimogrnfici, o sui bioscopi, o sui germi vegetali rimangono in suo favore le
evidenze delle nostre percezioni individuali e collettive e le induzioni dei
nostri ragionamenti , ^'oPPOn0 dagli agnostici in istudl psichici la tesi
comoda dell illusione sensoriale; ma, dopo le prove che ne ho rac¬ colto, credo
che questa tesi sia inapplicabile all’aura nenrica fumicante, quasi, dal capo
della Paladino. Ho dubitato per un po che la nostra sensazione dipendesse da
uno spostamento dello strato d aria interposto e dovuto al calore della polle
come io avevo provato, fino dal 1891 avvenire nelle espe¬ rienze consimili
sugli effluvi delle mani di Pikmann, famoso lettore del pensiero (“Lo
Sperimentale,, Firenze). Ma non sembra: la capigliatura della E. P. è
abbastanza folta per impedire che si avverta la irradiazione termica, e inoltre
la sua corrente cefalica è troppo forte. Però c’è da chiedersi se
l’esercizio della mediumnità, con¬ sistendo in un lavoro più intenso e quindi
in un ricambio chimico piu attivo nella sostanza nervosa, non potrebbe
cau- “nn produzione ed una perdita maggiori di calorico. Mi anche onesto non
credo. Sebbene manchino finora dat. ■ itili sulla termogenesi nella
medianità, questa non .um»to di cito «vU'.rg.mmno, . cervello piu che non
avvenga per il lavoro mentale O sotto niueir/ delle emozioni. Per un pezzo si
era creduto che ‘ “del pensiero si addimostrasse anche con un aumento .m.cTndta
to’» cerebrale: c nell» »» Clinic» pe.cb,.- . ■ Tanzi e Mosso, sperimentando
delicatamente su so„ «tti ipnotizzati, rinacirono » raccogliere cifre ebe
p.r.ero dimostrative. Ma ulteriori, classiche ricerche del Mosso giun sero a
risultati affetto diversi, e oggi comunemente si ammette S, d pensiero non
indo» grandi mod,8c.z,on. nè noto to pola/ione nè nella temperatura del
cervello (Gauihier). _ In vista di ciò, opino che il senso di ventilazione che
si prova alla testa di Eusapia non dipenda neppur esso da radiazione
termica: io lo paragonerei piuttosto ^ soffio eh si sprigiona da un
conduttore carico di elettricità statica. La ponderabilità dell’ ‘
anima , e le nuove ipotesi sulla Materia. Camillo Flammarion nel
suo primo ^col°d?f ® naturali ignote (“ Rev. des Rev. „, nov. 906 ), dice che d
peso del medium aumenta in proporzione di quello dell o^ Setto che eo-li
solleva (ma non in proporzione esatta) n. L’oo-^etto sollevato era un guéridon,
e suppongo che pesasse poco" non ho compreso però, sopratutto in causa
della paren¬ tesi se lo scrittore si riferisce ad una esperienza di pesatura
effettuata realmente con la bilancia, o ad una impressione cinestetica della
Eusapia e dei suoi viglia tori : ne I™ caso eri opportuna un’indicazione di
cifre. Ad ogni modo, 1 os servanone pone in evidenza che il mobile è stato
sollevato ^ Lavanda ^ ‘potrebbe servire a prova più concludente, se la si
ponesse sotto i piedi di Eusapia; e se in qualche modo se ne registrassero da
lontano le oscillazioni con un sem- phee apparato a trasmissione. Mentre il
medium produce le sue telecinesie, si vedrebbe aumentare, forse, il suo
peso somatico di quel tanto che corrisponderebbe al peso del¬ l’oggetto
trasportato. Non essendovi contatto visibile del suo organismo coll’oggetto, si
avrebbe un dato per ritenere che questo venga preso, tenuto e portato da un
prolunga¬ mento “ dinamico „ secondo la ipotesi dell’ “ esteriorazione
motrice Ma è altra cosa quando la bilancia viene adoperata du¬ rante la produzione
dei teleplasmi a distanza, dei quali non si vedesse nè si arguisse la
continuazione coU’organismo proiettante. Supponendo che la esteriorazione sia
avvenuta con distacco completo del “ quid „ proiettato, la differenza ponderale
del medium in meno darebbe il peso di questa sua “ proiezione „. E qualora si
ammettesse quello “ sdoppia¬ mento „ intero del medium, la cui ammissione non
più ri¬ salta ostica a valorosi fisiologi, si potrebbe dire d’avere pesata l’“
anima „, tanto nel significato che I’Aksàkoff ha dato all’ “ animismo „, quanto
in quello che taluni psichicisti tanatocriti danno adesso alle emanazioni del
medium, para¬ gonandole (e non solo metaforicamente) al radio, all’elio,
aH'ipotetico * jonio , e agli altri corpi consimili che si pro¬ durrebbero, più
o meno transitoriamente, nelle trasforma¬ zioni della radioattività secondo le
nuove ipotesi del Rutiier- ford, del Thomson, del Blotwood... In questo ultimo
caso l’“ anima „ diventerebbe un semplice anello nella serie con¬ tinuamente
instabile e mutabile dei “ corpi semplici „ ter¬ restri, ossia del nostro
sistema planetario: e quantunque “spi¬ ritualizzata „ in astratto e, magari,
mancante di massa in concreto al pari dei raggi R emanati dal radio, sarebbe
pur sempre un “ corpo „ di cui presto o tardi la Fisica deter¬ minerà le
qualità fisiche e una Chimica futura le qualità chimiche. In che si
distinguerebbe allora dalla materia? Io non so che sia stata provata
sperimentalmente da osser¬ vatori autorevoli la alterazione di peso e statura
dei medi in azione, che pur ho letta asserita senza documentazione in libri e
opuscoli polemici prò spiritismo. Il solo scrittore degno di credito nel quale
mi sono in proposito imbattuto, è il Gyel. Nell’universale, panni che il calo
di peso e di mole dei medi durante il loro sdoppiamento, e in causa della
formazione dei fantasmi, si asseveri e sostenga per ragioni aprioristiche piut¬
tosto che per accertamenti di fatto. La sera del 26 dicembre (’06) noi
credemmo d’aver tro¬ vato che Eusapia calava di peso durante la seduta:
l’importanza del reperto, se fosse stato positivo, spiega il primo nostro
contento. In un campo interamente coslnuovo di ricerche s’ è preparati a tutto,
ma una novità di quel genere sveglia naturalmente negli osservatori un’emozione
di compiaci¬ mento: si spera sempre d’aecostarsi in qualche maniera alla
soluzione deH’Enigma. Infatti, quella perdita di peso andava parallela alla
diminuzione di forza muscolare che mi aveva segnalato il dinamometro (Tomo I,
p. 351): e ambedue le osservazioni portavano di conseguenza all’ipotesi che
nella crisi di mediumnità vi sia consumo organico. Senonchè quella
diminuzione ponderale appariva un effetto, anziché una condizione coincidente
della fenomenologia eu- sapiana: e inoltre, non si sarebbe veduta soltanto la
perdita di poche centinaia di grammi, come scrive il Gyel, bensì d’una massa
rispettabile di materia! Ma... il fatto non si verificò più : e questo, unito
alla sospettabilità delle succes¬ sive esperienze ottenute con quella
compiacente stadera, mi induce a considerare la “ prova „ senza alcun
valore. Non già che la cosa in sè sia inverosimile: tutt’altro! Se fosse
vera l’ipotesi del “ doppio fisiologico una diminu¬ zione di peso, suscettibile
d’essere accertata colla bilancia, somininistrereboe qualche lume sul
meccanismo della me¬ dianità telergetica. E il bello è questo, che pare sfugga
agli “ spiritologi „ dottrinarii : ciò servirebbe a trattenerne la spie¬
gazione entro i confini della più pura materialità, poiché non si potrà
asserire, senza vergognarsene, che lo “ spirito „ inteso nel senso purissimo di
“ principio attivo, semplice ed immortale dell’uomo, di origine divina „ (?),
si pesi e valuti in grammi. Dov’entra la bilancia quale strumento di valuta¬
zione, c’è materia, nieut’altro che materia (naturalmente da concepirsi secondo
le nuove teorie della filosofia naturale). Però è dubbio se un’anima che,
sortendo da un medium, si pesa con la bilancia a “ centinaia di grammi „
(Gyel), abbia neanco diritto di cittadinanza nella fisica moderna della radioattività
: sarebbe un’anima appena più sottile della materia solida, del soma, e neppure
potrebbe aspirare ad essere una so¬ stanza gaziforme; giacché un metro cubo di
idrogeno (il corpo o elemento più leggiero e più semplice della chimica
atomistica fino a ieri), con la sua densità di 0.0095 pese¬ rebbe sempre meno
di un si fatto corpo animico o astrale! Il che mi pare assurdo e ridicolo dalla
parte di uno “ spiri¬ tualismo „ purchessia, mentre sarebbe perfino
inconciliabile col più ostinato materialismo. Gli spiritisti , che pesano il
corpo astrale, hanno forse il trave simbolico di Gesù nel loro occhio
cosicché veggono solo il iuscello nell occhio dei loro avversavi, che accusano
di essere materialisti “ grossolani „ ! Ma lo stesso P. Cabus, sul cui
idealismo sincero c’è da giu¬ rare, ha acutamente deriso questo “
antimaterialismo , da studentucoli liceali. ... . Recentemente, alcuni *
scienziati „ Americani (non so piu se spiritisti o no, ma, certo, meriterebbero
d’esserlo) hanno propalato d’essere riusciti a pesare l’“ anima „ trovandola,
tutta intera, di pochi grammi. Secondo ciò che ne fu detto, essi operavano su
individui agonizzanti e poi subito dopo morte. Ora, la “ trance „ è un sonno
profondo, che non disso¬ miglia molto dalla morte nella dottrina spiritica e
anche nello spiritismo-ipotesi a binario ridotto: il Myers le chiama tutte e
due “ proiezioni dell’io cosciente o maggiore nello spazio l'una temporanea,
l’altra definitiva. Ma in verità, se qualche cosa si proietta o esteriore
dai medii fisici come Eusapia, e se questo quid è ponderabile, lo spiritismo
scientifico sgarra in modo comico rispetto alla scienza cui pretende
appellarsi. Si è appellato infatti con grande e ingenuo calore alle nuove
ipotesi sulla costituzione e dissoluzione della materia; ma non ha riflettuto a
due cose: 1° che la teoria atomica della elettricità, dando origine alla teoria
elettrica della materia, abolisce la massa in un buon numero di trasformazioni
di quest’ultima; e con ciò con¬ traddice la ponderabilità di tutti i sedicenti
corpi ^astrali : 2» che, ad ogni modo, vogliasi la materia composta di atomi „
o vogliasi fatta di “elettroni,, le cose sostanzialmente non mutano per la
causa della sopravvivenza della “ personalità cosciente „. — Perocché, o questa
entra nell’Al di là col suo perispirito sottile, ma ponderabile, al
quale(parlando nel senso dello spiritismo evolutivo) essa deve i propri
caratteri ereditari ed acquisiti ; e allora la ipotesi spiritica suppone il
trapasso negli spazii siderei ed ultrasiderei di una porzioncella di sostanza
terrestre più o men materiale. — 0 la personalità cosciente è una “ forma „ nel
senso aristotelico, cioè una serie astratta di relazioni fra cose concrete ; e
queste sono gli elementi fisio-chimici e biologici, ossia la “ materia „ della
personalità somatica: e allora col dissolversi di tali elementi, alla morte si
avrà la cessazione e scomparsa di tutte quelle relazioni formali. Il
dilemma dispiacerà agli spiritisti, ma tant è: se essi conoscessero meglio la
storia delle loro stesse dottrine, come può leggersi, ad esempio, nel lavoro
sintetico-tìlosofico del Dankmaii, verrebbero finalmente a sapere che il filo
congiuntivo di tutta la Pneumatologia antica e moderna è dato dal concetto di
una vera materialità di quell’elemento o componente umano detto astrale o
sidereo , intermedio tra corpo e spirito, al quale si attribuiscono 1 fenomeni
me¬ dianici. Lasciamo in pace gli antichi, i medievali e i moderni di cui ho
parlato nella Prima parte (Tomo I, p. 12 e sg.) ; Omni etti amo Eliphas Levi,
che non assegnava lunga vita individuale al suo “spirito astrale, ; e non
tocchiamo i teosofi che sostengono questa mortalità appena ritardata del “
corpo astrale, : fermiamoci alla corrente pura spiritistica, affermatasi ai
nostri giorni. Non è forse allo stesso “corpo astrale, che Dn Prel assegna le
meravigliose imprese del suo “ io ma¬ gico „ ? E non è lo stesso “ corpo
sidereo ,, in cui Fed. Myers ha voluto riporre il germe della “ personalità più
ampia e completa , che, secondo la sua parola inspirata, sarebbe in vita sotto
il controllo degli spiriti, e alla morte emergerebbe dalPuomo, projettata nello
spazio verso 1 altro Piano ?... Aveva un bel dire Carlo Du Prel che 1
ultima, parola della magia — il corpo astrale — diventa così la prima pa¬ rola
dell’ immortalità e dello spiritismo ,: ma ognun vede di quanta grossolanità
sostanziale sia tessuto questo atana- tismo odierno, che non riesce a concepire
e a far sopravvivere lo spirito se non traverso la materia, sottilizzando i
fluidi, o at¬ taccandosi ai corpi transitorii, siano il radio, il jonio, l’elio
e simili, che si formano e susseguono nella genealogia degli ele¬ menti
novellamente ideata dalla Fisica. Nè meglio di questo spiritualismo a base di
emanazioni, vale 1 altro che, a coi to di argomenti suscettibili di
dimostrazione, ricorre all’etere e all’ancor più ipotetico “ metaetere ,,
illudendosi con ciò di dare una risposta all’Enigma. Che controsenso, . questa
im¬ mortalità spirituale acquistata mediante distillazioni succes¬ sive della
materialità sul modulo dell’omeopatia! Il materializzarsi o, se si
preferisce, il “ dispiritualizzarsi „ dello spirito in tutte codeste ipotesi
iluidistiche, odistiche, nevrauristiche, emanatistiche, ultraeteristiche e
simili, risulta cosi chiaro e lampante per chiunque abbia uno zinzino di senso
filosofico, che lo stesso Do Prel è costretto a perorare una cosi detta “
dottrina monistica dell’anima , ( Monistisclie Seelenlehre, ’88). Su questo suo
monismo, rafforzato da ve¬ dute neo-buddistiche, fanno grande assegnamento gli
spirito- spiritualisti e gli spirito-occultisti (Brofeerio, Bormann, Dankmar,
Hùbbe-Schleiden, ecc.). Invero vi si scorge il con¬ trapposto fortunato del
monismo di quel grande antesignano del tanatismo “ materialistico „ che è Haeckel,
contro il quale non c’è ingiuria che gli spiritisti non sca¬ glino (cfr.
Seilixg), ricambiando del resto i suoi sarcasmi. Ma essi non s’accorgono che,
in fondo, i due monismi non sono agli estremi o ai poli opposti di una linea
retta, bensì alle faccie di una sola linea curva, siccome diceva il Lewes
parlando del corpo e dello spirito. Il monismo Haeckeliano avrà, in vero,
troppe tendenze al meccanicismo, ma l’altro, il Dupreliano, non avrà mai che le
apparenze di un dina¬ mismo puro, finché assegnerà un substrato o un vestito,
sia pur sottilissimo e volatilissimo, astrale o sidereo, ma ma¬ teriale, al suo
io magico e trascendentale. A me importa poco che il perispirito astrale
corrisponda al TET degli antichi Egizi, i quali ne facevano l’inviluppo del KA,
formandone cosi 0 SAHU o doppio. Che cosa spie¬ gano, scientificamente, queste
credenze popolari inscritte sui papiri funerari d’allora, per lo stesso
procedimento psicologico che oggi fa vendere sui muriccioli, ai canti delle
strade, le canzonette e le giaculatorie religiose o erotiche stampate alla
macchia V Si crede proprio sul serio che quei papiri popo¬ lari, deposti nelle
tombe dalla pietà dei superstiti, conten¬ gano il “ verbo „ della verità
filosofica sul destino umano ? Come si può ignorare tutto l’enorme lavoro
critico della mitografia comparata? — Tanto varrebbe assegnare al cate¬ chismo
della dottrinetta cristiana il valore di un documento per tramandare
all’Umanità futura del 7800 dopo Cristo la filosofia cosmologica e
antropologica del XX secolo! Le teorie neo-tìsiche sulla
radioattività portano, invece, un buon contributo alla ipotesi
dell’antropodinamismo; ma non sono vere due asserzioni che in loro riguardo
annun¬ ziano gli spiritisti ; la prima d’ordine storico, che cioè esse siano state
un colpo inaspettato al monismo positivista; la seconda di carattere deduttivo,
che cioè esse valgano a comprovare la ipotesi della sopravvivenza.
Discorriamone per un poco. 1° Storicamente è inesatto che le nuovissime
ipotesi sulla genesi e costituzione di ciò che diciamo materia, siano giunte
inaspettate ai filosofi e naturalisti della scuola positiva. Da molti
anni si riteneva che gli “ atomi „ congetturali della chimica e formanti le “
molecole „ della fisica, non etere, materia ed energia
375 fossero il primo nè l’ultimo elemento della sostanza
univer¬ sale. Dopo la scoperta famosa della legge di periodicità per opera di
Mendf.lkjekf, alcuni scienziati di vaglia, o, più correttamente, filosofi della
natura, già sostenevano che tutti i corpi detti semplici provenissero dal più
semplice di essi, dall’idrogeno. E qualcuno, sorpassando questo primo con¬
cetto, supponeva logicamente che anche l’atomo d'idrogeno derivasse a sua volta
da un principio sempre più sottile, sempre più vicino all’etere ipotetico : che
anzi, quel primo ri¬ sultato del condensamento dell’etere cosmico aveva
ricevuto il battesimo di protile (da npùiTtx;, primo; e OXq, sostanza).
Ciò portava, sempre per logica induzione, a ritenere che se la materia attuale,
pesata e analizzata nei nostri Labora- terii, era nata per integrazione
evolutiva, ben potesse anche tramutarsi e assumere altre forme e qualità per
disintegra¬ zione evolutiva. A quelle geniali intuizioni si connettono i nomi
gloriosi diMENDÈLE.iEi F, di CiiooKEs.di Thomson-Kf.lvin, di Van t’Hoff, di
Ramsay.. ; ed io — non dispiaccia a chi mi accusa adesso di insussistenti
capitolazioni ! - io mi posso vantare d’avere contribuito a farle conoscere e,
anzi, d’averle sostenute in Italia ventiquattro anni or sono (cfr. “ Riv. di
filosofia scientifica „, voi. Ili", IV", 1883-84, e posteci).
Nè basta. Se nel nostro paese non si ignorasse supina¬ mente dalla quasi
universalità dei “dotti, (non dico poi degli indotti!) la storia delle idee
scientifiche in genere e quella delle concezioni originali e delle invenzioni
nazionali in ispecie, si saprebbe pure che i rapporti tra materia ed energia
sono stati da oltre un quarto di secolo concepiti ed espressi dal prof. Marino
Pompei dell’ Istituto tecnico d’ Ancona. Questo modestissimo, eppur geniale
studioso intuì, per il primo, con ragionamenti e calcoli ingegnosi, che la
Materia no li è altro se non una forma di Energia al pari del calore, della
luce, dell’elettricità: anzi, egli andò oltre nelle sue pre- veggenze, poiché
pose arditamente “l’analogia tra il composto luce-bianca ed il composto materia
„, e arrivò a conchiudere che luce e materia sono essenzialmente eguali
essendo, per lui, i fenomeni luminosi “ veri fatti chimici, prime efficienze
dei corpi, forme primordiali della materia „. Che cosa ha aggiunto di più
la scienza fisica odiernissima a queste idee del Pompei? Ha identificato la
luce con la elettricità, ed in luogo dei corpuscoli luminosi newtoniani ha
posto i ioni o minimi elettrici hertziani ! Ma è pur sempre il concetto
fondamentale del Nostro : * è dagli abissi del minimo che sorge accessibile a
noi [ai nostri sensi e alle , II nostre
rappresentazioni] ciò che diciamo materia ». Segui¬ tando il filo di codesta
argomentazione, si riesce a collocare le sensazioni di resistenza,
impenetrabilità, massa e peso, che noi sintetizziamo nel nostro cervello e
simboleggiamo sotto il termine di “ materia ,, nella serie tuttora
indeterminata dei movimenti cosmici, ossia delle vibrazioni dell’Etere uni¬
tario, alle quali le facoltà sensitive e reattive del nostro orga¬ nismo si
sono adattate durante il corso della Evoluzione biologica (Indico il titolo
dell’opuscolo: La Materia con¬ siderata come forma d’ Energia, Ancona, 1884,
con tav. ; cfr. la mia "Rivista di Filosofia scientifica», voi. IV",
1883-84). Cello, nel concetto del Pompei, al quale posso oggi van¬ tarmi
di aver fatto festosa accoglienza, nel mentre che i maggiorenti della scienza
accademica (tranne il compianto fisico-filosofo Giov. Cantoni) ostentavano di
ignorarlo o, ma¬ gari , di spregiarlo, certo, dicevo, v’è dell’ immaturo e del-
1 mcompleto: ma questi sono i difetti di ogni idea vera¬ mente nuova e giovane.
Fatto sta che G. Cbookes, nel suo celebre discorso monistico sulla scala delle
forme d’Energia (citato da C. Flammahion fin dalle prime pagine del suo libro
sull Ignoto), ha avuto per precursore un modesto, sebbene dimenticato
insegnante italiano. Or dunque, le nuove ipotesi fisico-chimiche non sono
af¬ fatto nuove: si disingannino, al riguardo, coloro che vi veg¬ gono un
argomento in favore delle arbitrarie interpretazioni spiritiche dei fenomeni
metapsichici. Noi “ monisti , le aspet¬ tavamo, anzi, da un pezzo, perchè sono
nella direzione pre¬ cisa di una concezione unitaria dell’Universo : e c’è da
stu¬ pirsi soltanto che la grande maggioranza dei fisici, dei chi¬ mici e dei
neo-filosofi della natura ignori o disconosca gli antecedenti storici da me
ricordati. 1 Tutto è Energia : tutta la materia è in continua dissolu¬
zione per ritornare ad essere Energia: — ecco, si dice, il verbo novissimo
della fisica nuova, da cui scaturisce un con¬ cetto nuovo della cosmologia
(cfr. le opere di G. Le Bon). E se ne trae la conclusione che il mondo è
fatto di forze simili all elettricità, e che la psiche essendo una forza, ossia
un potentissimo fattore dinamico dell’evoluzione cosmica, essa non abbia
affatto bisogno della materia per preesistere alla sua incorporazione in un
soma individuale e per sus¬ sistere (sopravvivere) dopo la sua disincarnazione
da codesta forza. Ora, è facile rispondere che se la “materia» dei mo¬
nisti-meccanicisti si dissolve, anche la “ forza » dei monisti- LA
ENERGETICA E LA MEDIANITÀ 377 dinamisti, individuata in
quel sistema, che noi designiamo col nome di “organismo personale,, si
dissolverà "egual¬ mente. E infantile non iscorgere che i due concetti
sono equipollenti, e che nella nostra mente il concetto dinamico si sostituisce
al meccanico senza che la sostanza delle cose si carabi menomamente (E.
Mach). Giudico inutile fermarmi sulle numerose e spesso stram¬ palate
idee espresse recentemente intorno all’Energetica ap¬ plicata albi
interpretazione dei fenomeni medianici. Solo il Gaetani d’ Aragona, a mio
avviso, ce ne ha data una buona sistemazione, quantunque sommariissima e in
taluni punti azzardata, sia perchè lo scrivente non sembra avere espe¬ rienze
proprie sullo spiritismo, sia per l’indole generale del¬ l’argomento che fino
ad ora oltrepassa i limiti d'ogni accer¬ tamento positivo (v. “ Corr. della
sera „, febbraio 1907). Lo stesso difetto hanno, secondo me, le brevi e
forse troppo rapide induzioni d’Energetica biologica che i dottori Aggazzotti,
Foà ed Hkrlitzka hanno voluto anticipare sulla base dei tre o quattro fenomeni
eusapiani, in tutto, da essi giudicati attendibili, fra cui le impronte di dita
sulla lastra lotografica di cui ho superiormente parlato (v. “ La Stampa , e
‘Ann. de Se. psych. ,, marzo ’07). Si potrebbero, con eguale ardimento,
ricavare altri raf¬ fronti, altre analogie, altre interpretazioni verosimili
dai libri e dalle teorie di G. Le Box, che pure è assai scettico circa la
realtà dei fenomeni fisici medianici di Eusapia Paladino (cfr. L’ Svolutimi de
la Mal irre , ’06; L’ Svolutimi desForces, ’07). Del resto, nell’opera di
De-Fontenav sulTEusapia si può leggere un buon saggio di “ supposizioni e
teorie snlla costi¬ tuzione misteriosa della materia ,, non che una “ ipotesi
dinamica la quale conduce l’autore ad un monismo, dirò così, di ordine
eterologico con le sue brave conseguenze d’ordine morale, insomma con tutte e
quante le doti d’un sistema metafisico. Ciò mi rallegra perchè se ne ricava che
à quelque chose Eusapia est botine, e mi conforta perchè sull’esempio
dell’accreditato spirito-psiebista spero nell’indul- genza dei lettori per le
mie divagazioni al largo dall’umile tavolo della Pitonessa. 3° Forse è
prematuro discorrere di spiegazioni fisico-chi¬ miche dei disputati fenomeni
medianici in un momento, nel quale e la Fisica e la Chimica attraversano una
crisi, che ha perfino i caratteri di un rivolgimento anziché di una semplice
riforma : tuttavia, mi preme dire due parole anche per dimostrare che le
speranze degli spiritisti sono, qui, illusorie e basate su di una errata,
frettolosa e incompleta intelli¬ genza delle nuove ipotesi scientifiche.
La produzione esteriorata di un “ doppio „ include o pre¬ suppone la
possibilità che la materia organizzata vivente subisca, nello stato di “ trance
una specie di assottiglia¬ mento (molecolare?) per cessione temporanea d’una
qualche sua porzione di sostanza. La quale porzione potrebbe con¬ stare di
atomi o, più verosimilmente di subatomi o di ele¬ menti preatomici, epperciò
estremamente più leggieri delle molecole fisiche, ma ciò non pertanto capaci di
restare ancora aS3reSati in sistemi identici a quelli da cui deriverebbero.
Questa loro capacità aggregativa basterebbe per mantenere a tali sistemi
preatomici la configurazione (spaziale?) del corpo da cui provengono, e la cui
esistenza contemporanea sarebbe però necessaria al fenomeno dello sdoppiamento,
inquan- tocchè l’aggregazione somatica grossolana sarebbe sempre il meccanismo
ingeneratore e determinatore dell’esteriore ag¬ gregazione più sottile (“
aerosoma ,). Dato pure che l’“ atomo „, o ciò che fino a ieri desi¬
gnammo sotto questo nome, non sia “ materiale . (mà chi ha mai avuto, da
Democrito in poi, la ingenuità di crederlo solido e figurato?), sia invece un
aggregato di migliaia di piccolissime unità dinamiche, ossia di minuscoli
centri di forza cui diamo il nome di “ elettroni „ o di k ioni „, non cessano
per questo la sua instabilità e la sua mortalità. La disso¬ luzione s’è portata
dal composto grande (organismo) al mi¬ nimo (atomo); ma la immortalità è
inconcepibile tanto nel- 1 aggregato grossissimo, quanto nell’elemento
piccolissimo. Gli studi odierni sulla durata dei corpi radioattivi, nei
quali soltanto si vuole e si può trovare qualche analogia colle “ emanazioni
dinamiche „ dei medi , hanno dimostrato che gh elementi semplici aventi una più
lunga vita sono quelli piu materiali, cioè quelli che possiamo vedere, toccare,
pe¬ sare (p. es. uranio, torio, piombo, ecc., ecc.), mentre i corpi meno
materiali, quelli che supponiamo più vicini all’etere e quasi intermedi tra la
materia e l’etere, o imponderabili, sono costituiti da atomi iu continuo
sfasciamento, in con¬ tinue conflagrazioni, per cui hanno vita brevissima (ad
esempio, 1 uranio X dura 32 giorni, l’emanazione di radio A dura solo 37
minuti, il polonio dura al più 207 giorni, ecc.). Adunque, è falso che la
nuova fisica dia appoggio alla ipo¬ tesi spiritica della sopravvivenza della
parte più spirituale i?) del nostro essere. Quanto più ci allontaniamo dalla
stabilità grossolana della materia terrestre e ci avanziamo verso la serie
probabilmente interminabile delle trasformazioni dei corpi più sottili o
eterei, e tanto meno possiamo sperare di vederli acquistare una lunga
esistenza. Se 1’ anima „ tosse composta di uranio, potrebbe torse durare
500,000,000 di anni, e se lo fosse di torio, chi sa se non avrebbe anch’essa,
l’enorme durata di 2,000,000,000 di anni, come risulta dai meravigliosi calcoli
di Ruther cord, di Wilson, di Loul Kelvin !... Ma un’anima fatta di emanazioni
bio-radioattive, ovvero costruita dinamicamente con un “ sistema di forze ., è
condannata a sfasciarsi assai presto, e verosimilmente du¬ rerà (sopravviverà
all'organismo che informa) meno ancoia delle emanazioni radioattive, le quali
vivono appena 5 se¬ condi e 7 decimi di secondo ! . Ammenocchè non si
fantastichi che 1 " anima „ è un ione o qualcosa di simile immensamente
più tenue d un atomo (che può contenere, secondo i calcoli di Thomson, fino a
2000 ioni!)... Qualcuno forse troverà meritevole di risurrezione la
monadologia di Leibniz, e fantasticherà che nel sistema com¬ ponente un atomo
esiste un numero altrettanto grande di “monadi, incluse l’una nell’altra, come
i germi dei “bio¬ logi „ preformisi del XVII secolo (H alleiì). Ciascuna di
queste “monadi ,, liberandosi dalle scorie dell atomo primi¬ tivo, si farebbe
ognor più sottile lungo una serie lunghissima di esistenze individuali, di
reincarnazioni secondo la tesi pre¬ diletta ai kardechisti, di ritorni
periodici secondo la lesi ultrametafìsica di Nietzsche . E ogni volta
trascinerebbe con sè negli spazi e iperspazi i lineamenti e le qualità ca¬
ratteristiche della “ personalità cosciente » : sarebbe un essere sempre unico,
che si incarna e si disincarna... Ma è possibile che non si concepisca
l’assurdo di una ipotesi spiritualistica che ha bisogno di ricorrere alle
particelle minime dei fisici per rendere tollerabile l’idea antropomorfica
della sopiavvi- venza d’un “ io personale cosciente „?! LA
SEDUTA. Compendio della serata L’assistenza è tornata la
medesima delle prime sere, e ci prefiggiamo di stimolare la medianità d’Eusapia
a darci le desiderate “ materializzazioni „ di gabinetto. Pertanto la prima
parte della serata decorre in catena, come d’ordinario, salvo che la formiamo
nel mezzo della sala, con Eusapia discostata dalle cortine: nella seconda
parte, Eusapia è co¬ ricata entro il gabinetto, e noi ci sediamo in semicircolo
davanti a questa, aspettando di vedere le apparizioni. Ma 10 dico subito:
siamo rimasti delusi: non solo i “fantasmi, non sono venuti, ma la medium era
anche di pessimo umore e poco disposta da principio a cadere nella “ trance „
ne¬ cessaria. Il Uozzano reputa che la medianità della Napole¬ tana dal 1902 in
poi sia in diminuzione, o per la età o per 11 diabete o per lo strapazzo
; però queste cause, se forse agiscono sulla facoltà organizzatrice di
teleplasmi visibili, non mi sembra che sostanzialmente abbiano scemato di molto
quella telergetica, che si addimostrò jersera ancora potentissima. Io penso, a
riguardo delle apparizioni mancate, che il nostro ambiente, sebbene reso
omogeneo dalla comu¬ nanza di intenti e dalla mutua inibizione delle nostre
opinioni sulla medianità, non stimoli troppo il subconscio della Pa¬ ladino. Ho
già detto in qual modo, secondo me, l’assistenza partecipa alla fenomenologia,
specialmente “ spiritica „ : noi domandiamo molto alla attività di “ John „ ma
colla stessa severità del controllo gli concediamo poi un margine troppo
ristretto. Eusapia esige e quasi impetra le massime pre¬ cauzioni di vigilanza;
ma, alla fine, la stessa limitazione che il controllo impone alla sfera
d'azione della medianità, va a scapito della fenomenologia supernormale. I
Fenomeni accaduti mentre siamo in catena tiptica. L’innovazione di
collocarci lontani dal gabinetto è stata inspirata dal desiderio di dare ai
fenomeni in catena una direzione diversa dal solito : con Eusapia a quasi un
metro dalle tende vogliamo vedere che cosa succederà in quell’an¬ golo oscuro ;
le azioni a distanza ne acquisteranno una au¬ tenticità maggiore, e non sarà
più il caso, se avvengono telecinesie, di sospettare che siano falsificate con
trucchi a portata di mano. Non abbiamo assistito a novità vere, ma
ottenemmo mani- frslazioni di intensità non comune e in condizioni tali di
distanza, di luce e di effetti, da costituire una convincentis¬ sima “ evidenza
„ . Tutti i fenomeni che più sotto accennerò avvennero in luce discreta : al
chiarore che il grosso moccolo di paraffina spandeva nella stanza, e che dalle
chiare pareti si rifletteva su di noi, io leggevo di quando in quando nel
quadrante del mio orologio da tasca: discernevamo .netta¬ mente Eusapia
immobile e imbroncita al suo posto di capo- tavola. Nè io nè Barzini abbiamo
mai lasciato un solo istante le mani e i piedi della medium: ne siamo sicuri,
arcisicuri, poiché ad ogni fenomeno ci comunicavamo le nostre impressioni di
contatto e di presa: e poi, se vede¬ vamo tutta intera la persona d’Eusapia,
come dubitare che costei ci tradisse usando stratagemmi inconciliabili con la
sua immobilità da noi sentita e veduta? Dico e riassumo ciò ancora una
volta, perchè qualcuno, cui narravo le “ meraviglie „ occorse nella prima metà
della seduta di jersera in una sala abbastanza rischiarata, mi ha obiettato che
forse l’abitudine di invigilare ci ha reso meno accorti e forse la reiterata
compagnia di Eusapia ci ha fatto più corrivi verso di essa: dimodoché oggi
saremmo quasi trascinati a raddolcire la nostra austerità di investigatori e a
rafforzare, con troppo facile annuenza, la opinione favorevole espressa pure
troppo sollecitamente. Insomma, a sentire questi ipercritici, noi staremmo
cadendo, come tanti spiritisti dal¬ l’entusiasmo proverbiale, nell’ agguato
tesoci dalla stessa nostra buona fede. E un’accusa stantìa, alla quale c’è da
rispondere coi fatti, più che con le parole. Ora, i fatti sono proprio quelli
da cui ricaviamo la nostra sicurezza di spe¬ rimentatori. Eccoli un per uno
: 1° Il tavolino si muove , si alza e levita. Levitazioni
stn- pendo, fino all’altezza di 50-60 centimetri, e fino alla durata di 62
e di 78 minuti contati ad alta voce dal Ycnzano. 2° Il tavolino ni
trasforma in aeroplano. — La più perfetta levitazione „ che io abbia mai
veduta! 11 mobile sospeso in aria oscillava come se galleggiasse in un fluido :
le mani d'Eu- sapia erano da noi tenute ferme sulle sue coscie, e nessuno
toccava il mobile volitante. Due volte ! 3° Il tavolo scandisce il tempo.
— A questo giuoco, di ac¬ compagnare con battiti ritraici o una numerazione ad
alta voce, o il nostro canticchiare, ‘ .Tolin „ ci si diverte un mondo; e
jersera lo ha ripetuto parecchie volte di seguito. 4 Si raspa sotto il
tavolo. — 11 raspamento pareva fatto con le unghie, ma noi tutti ci siamo messi
inutilmente alla caccia dell invisibile che grattava: mentre le nostre mani
cer¬ cavano in un punto, il rap scoppiava, quasi per ironia, in un altro, e poi
ce lo sentivamo sopraggiungere sotto le dita! 5° Si annunzia un “ defunto
, che poi non viene. — Da certe inclinazioni insistenti del tavolo verso il
Bozzano s’è capito che nel gabinetto avrebbe dovuto materializzarsi una forma,
pel mio vicino da destra: ma anche jersera, come ac¬ cade spesso nelle sedute
d'Eusapia, al preavviso non seguì la presentazione dell entità occulta. 0 ’
John „ se ne distrae e dimentica, venendo meno alle sue promesse; oppure
l’organiz¬ zazione stereoplastiea non progredisco per mancanza di forza
medianica o per deficiente partecipazione psicocollettiva. 6° Le seggiole
camminano. — Ha camminato la mia all’in- dietro con la evidente intenzione di
trascinarmi verso il ga¬ binetto. dove, anche per me si sarebbe dovuto
presentare qualcuno „. E un gesto indicativo abituale dell’automatismo d
Lusapia : ci si vede, non è dubbio, della intenzionalità, ma quanto volgare e
quanto convenzionale! t° La cortina del gabinetto si anima. — Siamo alle
solite: quel floscio e nero diaframma penduto esce dalla sua inerzia di materia
bruta e piglia un'anima; ma è un’anima effimera, che le si cela dietro e non
l’invade, che agisce sempre ad un modo, e che è assolutamente anonima. La
tenda lavora al pari di un automa, le cui molle siano tirate da un marionettista
circoscritto nella gesticolazione dai limiti meccanici del suo congegno.
L’automa, che si nasconde, sembra però vivo: si avanza, si accosta, ci tocca e
si ritrae, ritorna e ci preme, si lascia palpare, ma sfugge ad un esame troppo
minuzioso, ci stimola e solletica, ci blandisce strofi¬ nandoci, talvolta
spinge la sua espansione a carezzarci con due inani, a baciarci o morderci con
una bocca, a pigliarci fra due braccia. Ma tutto ciò è compiuto al riparo r un
legio¬ nario romano non si proteggeva meglio col suo scudo dai colpi del
nemico, di quanto si difenda questa “entità occulta „ da
investigazioni troppo spinte. Se si solleva la tenda, e le si guarda dietro,
non c’è nulla ; eppure, le nostre mani sen¬ tono delle resistenze e il nostro
corpo avverte i contatti multipli che rispondono a frammenti di un essere vivo
che eseguono azioni abbastanza complicate. Il mirabile si è lo scorgere a mezza
luce i moti intelligenti di quei rigontìi di storta, i quali gestiscono,
incitano e poi si dissipano da sè, dietro ad Eusapia che ne dista 70
centimetri. Il gabinetto medianico sembra, adunque, abitato : si sente
che un “ operatore „ vi si muove e lavora a suo agio, e lo si indovina
provveduto delle caratteristiche personali della volontà, ossia della
intenzionalità negli atti. Il nostro orecchio ne distingue ogni movenza, e lo
seguiamo mentre smuove e fa funzionare gli oggetti che vi abbiamo collocato.
Infatti la tenda fluttua, si inturgidisce e si abbatte, si arrotonda e si
spiana modellandosi su di un corpo semovente in confor¬ mità degli atti che
desumiamo eseguiti. Ma 1' “ agente „ non si vede: è come un’imboscata.
8“ V Invisibile mi perseguila. — Non trovo altro termine per designare
l’insistenza con cui quel- 1’ ‘Invisibile, mi aveva pigliato di mira.
Giurerei che coi suoi ‘piedi, m’allun¬ gasse dei ‘ contatti , per di sotto alla
tenda, tanto erano bruschi, larghi e... grevi: in altro momento mi si ì:
buttato addosso con tanta violenza, che io mi sono piegato sulla spalla destra
di Boz- zano. Questo ‘ qualcuno , era, certa¬ mente, un disincarnato burlone, o
“John, più facchinesco del consueto. 9° L' “ Invisibile , fa nodi in una
funicella. — Un pezzo di corda spesso mezzo centimetro e lungo un metro, che
dovrà servire poi a legare Eusapia, dap¬ prima ci è gettato sciolto sul tavolo;
poi se ne va, e dopo un po', alla mia osser¬ vazione che l'avrei voluta vedere
anno¬ data, ci ritorna con tre nodi eleganti nel mezzo (V. fìg.).
L’esperimento non è neppur parago¬ nabile a quelli ottenuti da Zììllnei:
con Slade fino dal ’77, quando costui, fra una serie di miracoli di fisica tra¬
scendentale, eseguì quattro nodi equi¬ distanti in una cordicella suggellata ai
due capi su di un I tre nodi di fune esegùiti dall’ ‘
Invisibile asse (cfr. le “ WissenschafU. Abhandl. „ , Tomo III);
ma, ad ogni modo, è notevole per due circostanze : la prima, che esso sia
avvenuto a mia richiesta, e quindi con buona guardia da parte nostra sul
medium: la seconda, che, es¬ sendo le mani d’Eusapia visibilmente imprigionate,
si per¬ cepiva nettissimamente da noi tutti, nel fondo bujo, lo strofinìo di
altre mani sulla funicella e il loro lavorìo per avvolgerla. 10° Un
oggetto penante si sposta e trasvola senza contatto. — L’oggetto di cui parlo è
un’asse di legno con su uno spesso strato di plastilina, l’esava cinque chili;
eppure, è stata buttata fuori del gabinetto ad un colpo, con violenza,
precipitando sul tavolo dopo un volo aereo di almeno due metri! 11° Una
mano invisibile stampa una orma parziale. — La superficie della plastilina lia
offerto, dopo il trasporto, alcune orme di dita: ora, Eusapia non può averla
toccata con le sue mani anatomiche che noi non abbiamo mai lasciato
libere. 12“ Un “ Invisibile „ agisce intenzionalmente fuori del gabi¬
netto trasportando e porgendo oggetti — Noi abbiamo veduto l'asse della
plastilina alzarsi da sè dal tavolo in mezzo a noi, e passando al di sopra
della testa di Eusapia ritirarsi lenta¬ mente dietro il nero diaframma; quindi
essa è ricomparsa in aria alla stessa altezza, come fosse una guantiera, che
con stu¬ diata lentezza ci venisse mostrata da un invisibile portatore che poi
l’ha debitamente riposata sul tavolino. Fenomeno di telecinesia
indubbiamente ammirevole per la sicurezza del controllo, per la visibilità
completa dell’oggetto trasportato lungo tutto il suo percorso, e per la
invisibilità assoluta dell’ agente ! Si noti che la molle pasta arrivava tino
all’orlo, e che, senza afl’ondarvisi, la mano occulta ha sollevato con qualche
stento il pesante vassoio, portandoglisi poi di sotto e sostenendolo, prima
oscillante e poi bene equilibrato, sulla punta delle cinque dita protese e
divaricate, come si farebbe da un compito cameriere. S’intende che noi vedevamo
queste “ mani „ con la fantasia: in realtà c’era il vuoto. Passando tra la mia
e la testa d’Eusapia, uno spigolo dell’asse mi ha urtata la fronte ; ma, tranne
questo piccolo incidente, tutta la manovra si è compiuta con precisione e con
delicatezza. E noi abbiamo calorosamente applaudito ! 13“ Il “ medium „
si indiadema di “ fuoco — A un certo momento alcuni dei presenti esclamano di
vedere una mano bianca e luminosa sopra la testa di Eusapia. Guardo, e a me
pare invece di vedere una grossa e non vivace luminosità ARTI
MULTIPLI DEL MEDIUM 385 lievemente azzurrognola, larga
almeno 4 cent., alta 5., ellis¬ soide e appuntita ossia lanceolata, si da darmi
l’impressione di una * lingua di fuoco , , a due zone, una interna più lu¬
cente ed una esterna soltanto chiara, a contorni non troppo sfumati. 11
fenomeno stette in vista per 4-5 secondi. 14“ Compaiono mani senza
braccia e braccia senza mani. — Si sono vedute molte forme materializzate, e i
miei compagni non facevano in tempo a denunziarle: erano prolungamenti nerastri
o mani biancastre, che si formavano sopratutto tra me ed Eusapia, cosicché io
meno degli altri potevo scorgerle bene. Ne ho percepite due distintissimamente:
1“ una mano si¬ nistra, evidentemente di fattezza femminile, di color carneo,
che si fe protesa al di qua e al dinanzi della " medium , tra me e
Barzini. colla palma aperta verso di lui e col dorso semi- Uesso verso di me,
con il mignolo in basso ed il pollice in alto, senza contorni delimitati quasi
fosse composta di nebbia ; e 2° un'altra, pur essa bianco-carnea, che si è
allungata da sotto alla tenda nera gettata traverso al tavolo: essa ha tentato
di atterrare il piatto della plastilina, ma non riuscendoci per il peso l'ha
spinto verso il lato opposto. Ambedue le volte ne ho ricevuta profonda
impressione, poiché vedevo contemporaneamente e chiaramente Eusapia munita di
tre arti superiori ! Quelle mani sono state affer¬ rate dal Barzini, che se le
è sentite “ defluire fra le dita come per uno sgonfiamento „ : sono estremità,
egli osserva giustamente, che svaniscono in modo rapidissimo “ dopo aver avuto
un massimo di energia ed un’apparenza assolu¬ tamente vitale al momento di
compiere un atto „. Anch’io ho varie volte provata eguale impressione di “
fluidità „ nell’afferrare le mani che furtivamente mi si accostavano. Dirò per
di più, che mentre alla vista i prolungamenti di¬ namici toccanti del medium
non hanno sempre forma decisa androide, al tatto mi è riescito di tastare mani
morfologi¬ camente ben fatte. Ma tale differenza fra le impressioni tattili e
le visive non dipenderà dall'imperfezione con cui queste ultime sono accolte
dalla retina nella penombra in cui per solito avvengono i toccamenti? Vi è per
ciò da so¬ spettare che un certo numero di toccamenti subdoli sia ese¬ guito
bugiardamente e che alcune forme visibili siano illusorie. A tale
proposito noto nuovamente che esiste sempre una certa differenza individuale
fra i percipienti, minima per ri¬ guardo alle percezioni tattili, grande per le
acustiche sem¬ plici, massima per le visive e per la necrofonia: debbo però
dichiarare che nelle esperienze del 1907, fatte con metodo più severo di
controllo perchè più uniforme, la influenza del tipo mentale mi è risaltata
minore di quanto avessi stimato nelle sedute del 1901-2. Direi anzi che,
mantenendo costanti le condizioni d’esperimento, si eliminano molte ra- crioni
di dubbio anche per la individualità delle descrizioni e definizioni dei
fenomeni, pur restando fermo il contributo personale degli astanti allo
sviluppo ulteriore di essi. II. Fenomeni accaduti mentre Eusapia giace
entro il gabinetto nero. “ Nero „, per modo di dire: la branda di legno
che vi abbiamo introdotta è troppo larga e lunga, e le cortine e so¬ pratende,
che dovrebbero chiudere al dinanzi 1 angolo della sala e farvi bujo perfetto,
ne restano separate. Cosi vi pe¬ netra troppa luce dalla lampadina rossa, che
rimarrà accesa durante il resto della serata. Chi sa se non è stata questa la
causa per cui non abbiamo ottenuto le grandi apparizioni che ci aspettavamo? È
possibile, poiché passa per assiomatico che l’energia, onde si formano le materializzazioni,
non si “ condensa „ e non si plasma se non neH’oscurità perfetta.
Ricordandomi che i più grandi medi ad apparizioni (ad es. la Cook, l’Eglinton,
la D’Espérance, il Miller, la Virginia di “ villa Carmen „) ordinariamente non
si legavano nè si legano, avevo convinto i miei compagni di lasciare libera
Eusapia : pensavo che la coercizione materiale, anziché gio¬ vare, potesse
danneggiare la medianità proprio nella produ¬ zione di quei fenomeni che
richiedono uno stato prò tondo di sonno col massimo d’automatismo, e per i
quali sembia assurdo sospettare agguati. Ma questa libertà non è nelle
abitudini d’Eusapia : per di più, essa rifugge dall idea di lasciare aperto il
varco al dubbio. A malincuore pertanto accettò dapprima di sdraiarsi sulla
branda, mentre noi ci disponevamo, a luce rossa, nel rituale semicircolo.
lo occupo la seggiola di mezzo: alla mia destra stanno Be- risso, Bozzano e la
signora Berisso, alla mia sinistra il U ven- zano e Luigi Barzini.
, Sono le 23, ed Eusapia è al lavoro da oltre due ore: era essa
affaticata e per ciò impoverita di 4 forza medianica Lo dovrei dire, perchè
durante mezz’ora buona il gabinetto rimane tran¬ quillamente silenzioso. Ma
Eusapia comincia a smaniare e a gemere, e con voce rotta e piagnucolosa insiste
perché io la le»hi. Devo pertanto cedere ai suoi piagnistei, e avvolgerle e
annodarle una prima corda attorno al collo dei piedi, una seconda attorno al
tronco, ed una terza attorno ai polsi: ì capi di queste tre corde sono passati
in anelli metallici appositamente infissi nella testata e nelle due prode della
lettiera, e lì anch'essi allacciati. t _ Con che la Eusapia sembra
quietarsi ; ma dopo un po' di infnittuosa e silenziosa aspettativa, eccola di
nuovo seroisveglia chiamarmi con voce alterata e mostrarmi le sue «lue mani li¬
bere dai lacci ! Per dir vero, non saprei spiegare come le sia riuscito
di slacciarsi, poiché ritenevo d'aver fatta una legatura strettis¬ sima e non
facilmente snodabile ; ma l'avventura capita spesso a chiunque abbia da fare
coi medi professionali: anzi, si deve credere che anche questo slaceiamento
appartenga oramai al programma fisso delle sedute di gabinetto, poiché lo
abbiamo veduto nel 1902 a casa Avellino; ed Eusapia, nel suo au¬ tomatismo,
sembra pigliarci gusto ! La rilego pertanto più strettamente, e per
maggior precau¬ zione le passo attorno ai due polsi una quarta corda, i cui
lunghi capi escono di sotto al cortinaggio e son tenuti da me: così no
avvertirò qualsiasi movimento. Inoltre, per desiderio di 4 John , che parla
personificato in Eusapia, mutiamo la nostra situazione di spettatori e ci
disponiamo in due file: nell'anteriore siamo da sinistra a destra Barzini, la
signora Be- risso, io e Bozzano: nella posteriore siedono Berisso e Yeu- zano:
in sèguito anche Bozzano passa dietro di me. Sono curiosi questi
mutamenti di catena chiesti dai medi. A prima vista si direbbero inutili e
capricciosi, o, quanto meno, indifferenti per la riuscita dei fenomeni : ma a
guar¬ darci bene, debbono corrispondere a esigenze fisio-psicolo- giche, a un
di presso come serve il volger di fianco a chi, soffrendo di insonnio, cerca
accomodarsi in altra posizione per dormire. Certe volte però il mutamento è
imposto per esigenze tecniche : gli astanti più dubitosi sono mandati a sedere
nei punti, dove si porterà la scarica di medianità ; per la qual cosa c’è da
scorgere un'altra prova della influenza della volontà sui fenomeni. E
intanto nel rilegarla osservo lo stato fisiopsichico della Paladino. Essa è
indubbiamente in ‘ trance ,, trasognata, se¬ miconscia, con le palpebre
abbassate, le guancie cadenti, l’a¬ spetto invecchiato, cosi che non sarebbe in
grado di camminare e neanco di mettersi seduta, tanto meno di alzarsi in piedi
sul materasso, e di t.enervisi in equilibrio, sia pel suo stato di semisonno,
sia per quello di amiostenia. Eccetto alcuni sospiri profondi o qualche
gemito a mezza voce, Eusapia è rimasta silenziosa: non la turbavano,
a quanto sembra, i sogni allucinatoli, di cui altre volte in circostanze
simili, con gridi e con smanie, ci ha palesato Tinsorgere repentino nella sua
subcoscienza. Veggo con De Fontenay che la “trance, passiva perde i caratteri
del sonnam¬ bulismo: mancano, ad es., le esclamazioni ànW'* Ajutami tu !, del *
Vieni tu, vieni! ,, dirette allo spirito-guida, ora con voce imperiosa ed ora
con un accento di supplica. Quando la medium si pone volutamente o per
autoipnosi nello stato propizio alle grandi apparizioni, la sua coscienza si
oscura del tutto, e la condizione psichica assomiglia sempre più strettamente
al letargo degli ipnotizzati: i fantasmi sono, dunque, prodotti di sogno, “
dream- ghost s „, secondo il giu¬ stissimo e ironico termine di P. Carus.
Ma, nonostante tutti questi preparativi, all'una dopo mez¬ zanotte eravamo
ancora ad aspettarli tra gli sbadigli e la voglia di dormire. In loro vece, si
sono prodotti alcuni fe¬ nomeni di non lieve significato, quantunque non nuovi
nè intensi come altre volte. 1° Il tavolino danza da solo. — Non è stato
il ballo stu¬ pendo di casa Avellino, ma il mobile, che era rimasto libero da
ogni contatto al dinanzi del gabinetto, s’ è scosso, ha sal¬ tato qua e là. si
è sollevato; e tutto da se come se fosso vivo! 2° Un ‘ Invisibile ,
gratta e smuove dei fogli di carta. — Questi fogli costituivano un pacco di
cartelline deposte da Barzini sul tavolo. Da prima s’è udito un rumore di
ra.spa- mento come se qualcuno vi scrivesse sopra; poi si sono visti i
foglietti sollevarsi regolarmente l’un dopo l’altro da uno dei loro angoli,
come se una mano da noi non veduta li sfogliasse. Speravamo di aver ottenuto
una ‘scrittura diretta,, ma ‘John, seguita ad essere ostinatamente
analfabeta! 3° lì “ Invisibile „ slaccia i polsi della medium. — Ne ho
parlato ; e qui dico che l’abbia fatto una entità occulta per se¬ guitare nella
terminologia interpretativa della ipotesi spiritica. 4° L’ ‘ Invisibile ,
solleva le tende e sopratende. — Più volte le cortine si sono aperte nel mezzo
e rialzate dalle parti, come se una persona (che la nostra vista non scorgeva)
le stirasse allo scopo di svelarci l'iuterno del gabinetto: in altri momenti si
sarebbe detto che si cercasse invece di aggiustarle per chiu¬ dere ogni
spiraglio alla luce. Quegli atti ci allargavano il cuore alla speranza: pareva
quasi che un attore stesse per uscire dalle quinte di un palcoscenico da
salotto; ma inutilmente! 5" Si formano chiarori e luminosità
indistinte entro il ga¬ binetto. — A me e a qualchedun altro è parso di vedere
rischia¬ rarsi fiocamente il fondo oscuro del gabinetto verso il mezzo della sua
altezza. Per quattro o cinque volte, al di sopra di Eusapia, che tra le fessure
del cortinaggio seguitavamo a vedere distesa ed immobile, si è formata una
specie di nebula - bianchiccia, disposta orizzontalmente, come se da tutto i
corpo della medium emanasse una luminosità vaga, di fievolissima fosforescenza:
tale apparenza spariva e ricompariva alternati¬ vamente, ma dopo quindici o
venti secondi s'e dileguata. Barzini e la signora Berisso hanno detto di
discerncre al di sopra della testa di Eusapia una nubecola bianca, tondeg¬
giante, a contorni meglio definiti, che s’alzava e s abbassava, indi svaniva:
ma io non ero in posizione per vederla. 6. Si tenta lo sviluppo di una *
forma , (?). — Su questo fenomeno luminoso che "e apparso nella fessura di
mezzo tra le due cortine nere, a circa l,n 50 dal suolo, gli astanti non sono
stati concordi nel descriverlo e nell’apprezzarlo. Come io l’ho percepito, lo
definirei — una tostorescenza bianchiccia, più chiara nel centro, striata
trasversalmente da linee scure, di aspetto fusiforme, larga circa 5 cent., alta
15, la quale mi ha dato l'impressione di un volto che si stesse formando lo
allac¬ ciando?)... — , . Era una specie di faccia mal tracciata da un
disegnatore ine¬ sperto o, magari, da un caricaturista : i chiaroscuri trasvei
sali mi suggerivano le fattezze della fronte . delle narici dilatate, della
bocca semiaperta, ma gli occhi mancavano, forse perchè nascosti ai miei dagli
orli delle tendine. Se considero che la sala era illuminata a luce rossa
e che quell’ “ apparenza „ mi colpì pel contrasto del suo bianco col nero di
queste tendine, sarei tratto a concludere che avesse una luminosità
propria. Ma . stante la divergenza dei giudizi che ne ho udito esprimere
in seduta, non oso pronunciarmi. Qualcuno ha sospettato che fosse 1 Eusapia a
mostrarci astutamente il suo viso; ma allora bisognerebbe supporre che essa ha
potuto sciogliersi nuovamente i lacci, e porsi ginocchioni sul materasso : in
quella vece 1 abbiamo ritrovata dipoi coi lacci intatti, e 1 instabile equilibrio
della branda, che cigola ad ogni movimento di chi vi giace, l’avrebbe fatta
precipitare in mezzo alla stanza. Per me non sono alieno dall’ammettere
la spiegazione datami da Bozzano e da Venzano, che cioè quell’apparenza ci
abbia permesso di assistere proprio ad un tentativo di sviluppo di una “forma
personifieabile ,, ossia di un “ fan¬ tasma,: la “trance, d’Eusapia era così
profonda, che è occorsa un’altra ora almeno prima che riprendesse coscienza, e
questa condizione fisico-psichica non si finge. Trentatrè anni di pratica
neuro-patologica e psichiatrica mi hanno istruito abbastanza sulla simulazione
e dissimulazione degli attacchi isterici e ipnotici, non che sulle
perturbazioni della coscienza nei miei ammalati; per cui, se dico clie al
rompersi del circolo e al levar della seduta, Eusapia giaceva ancora in¬
cosciente. ossia incapace di percepire e di rispondere, amio- stenica, astasiea
ed abasica, ossia incapace di reggersi, di muoversi e di camminare, per di più
amnesica, ossia senza memoria delle cose occorse in quelle due o tre ore, posso
essere creduto. Ora, sì fatta condizione subpsichica può con¬ ciliarsi colla
fraudolenza consapevole e prolungata ? Eusapia e noi, ossia il
medium, l’assistenza e il controllo. L La psicologia d’Edsapia durante le
sedute non ha variato dal 1902. Riassumo le mie nuove osservazioni. a)
Come fattore di successo le giova un certo stato fisico di benessere (per
quanto è compatibile col suo dia¬ bete) e un conseguente stato di buon umore-,
e se il successo della serata la rallegra, si può per converso dire che una
certa altezza di tono sentimentale sia necessaria ai fenomeni. È chiaro che la
cenestesi agisce efficacemente sotto questo rapporto. Forse oscure percezioni
del subcosciente avvertono i medi della tensione interna della loro energia
bio-psichica, e danno origine ad una specie di istinto che li porta poi a
desiderarne la scarica. Questo mi spiegherebbe perchè certi individui dotati di
medianità si rifiutino talvolta alle sedute : i professionisti, come Eusapia,
sono invece im¬ pegnati a “ lavorare , anche quando si sentono mediumni-
camente fiacchi, e allora... frodano. b) Il Myehs ha detto che le facoltà
supernormali, “ controllate , da esseri estranei al medium, sono ingo¬
vernabili da costui : ma le mie esperienze con la Paladino mi hanno provato il
contrario. L’ho scritto più volte in queste pagine; e scorrendo quelle delle “
Ann. des Sciences psychiques „ trovo che il Mangin, uno psichicista scrupoloso,
è del mio parere (ivi, ’03). I fenomeni sono in buona parte governabili, e
sempre suggestionabili. Jersera — come, del resto, in ogni “ buona „
seduta — a ciascun fenomeno isolato (in catena) seguiva una pausa,
a ciascun gruppo di fenomeni, anclie se turbinosi, un peiiodo di calma e
di concentrazione: si sarebbe detto che il subliminale di Eusapia era incerto
sul da farsi, e allora bastava una nostra qualsiasi indicazione di fenomeno, la
espressione velata di un nostro desiderio, perchè la seduta prendesse immedia¬
tamente una piega determinata. Ciò dimostra più cose : che i fenomeni sono in
buona parte governabili ; che la atten¬ zione volontaria del medium agisce su
di essi ; che il subco¬ sciente non è chiuso alle percezioni arrivanti per le
vie dei sensi alla coscienza superiore ; e che sopratutto un'assistenza accorta
può infliggere alle manifestazioni un dato avviamento, cosicché si spiega come
in un “ circolo „ le intelligenze e i sentimenti degli astanti partecipino alla
produzione dei feno¬ meni. Direi, anzi, che se “ John King „ non piglia di tanto
in tanto rimbeccata, la seduta trascorre monotona e fasti¬ diosa. Ecco perchè,
avendoci udito asserire che i movimenti del tavolo o degli oggetti con contatto
erano poco probativi, “ egli „ ci ha dato subito bellissime levitazioni e
altre te- lecinesie senza contatto di mani ; “ egli „ ha snodato lo “ chàssis „
dalle bacchette e se ne è servito poi lungamente, quasi non sapesse più
staccarsene ; ecco perchè, stimolato dai nostri accenni ai fuochi fatui, “ egli
„ ha fatto comparire la “ lingua di fuoco Non escludo la telepatia nelle
sedute con medi capaci di percezioni extrasensorie; ma con Eusapia questo
fattore su¬ pernormale sempre più mi risulta raro ; ed io opinerei che anche
quando nessuno dei presenti manifesta esplicitamente la voglia di un fenomeno,
Eusapia capisca per mezzo di per¬ cezioni muscolari o sensorie minime, pur
avendo l’aria di farlo per “ intuito „. Essa è perspicacissima, ad esempio, per
ogni sospetto di inganno : la si sente allora esclamare in tono ironico o
caustico, secondo la disposizione ilare od iraconda del suo animo : — “ è il
medium che froda,... saranno le mani della medium,... sarà la testa del medium
! „ — È chiaro che la sua coscienza sonnambolica ha singolari facoltà
marginali, per dirla con James: la si direbbe sempre sveglia e... astu¬ tamente
sveglia, anche quando è semisonne e semiconscia, tanta è la congruenza dei suoi
gesti, atti e motti. Soltanto nel vero rapimento medianico che decorre con
anideismo, anestesia ed amnesia, vengono a mancare questa dirigibilità dei
fenomeni e questa etero-suggestibilità. c) È degno di rilievo il fatto
che la Eusapia mede¬ sima è conscia di questa sua malleabilità
suggestiva. 392 PSICOLOGIA R SPIRITISMO, II
Ne potrei rammentare molte prove ; ma basti questa. Jet- sera, durante
una pausa, noi ci scambiavamo ad alta voce alcune riflessioni sulla modalità
dei fenomeni tiptici, e insi¬ stevamo (di proposito) sulla possibile
falsificazione delle sue levitazioni : io dicevo di non comprendere come dagli
incre¬ duli si potesse supporre che il medium tenesse °alzato il tavolino
mediaute la pressione delle due eminenze tenare e ipotenare della palma contro
i polpastrelli corrispondenti alle teste dei metacarpi (si sa che questo mezzo
di presa è usato dai prestidigitatori che lo chiamano impalmare e lo utilizzano
per fare sparire un oggetto, ecc.). Inutile che io dica come tale artificio sia
impossibile con un tavolino pe¬ sante più chili : eppure, Eusapia, che
ascoltava, ci interruppe gridando: - Non lo dite, non lo dite: il medium potrebbe
farlo,... potrebbe tentare di farlo „. — Era la ripetizione del¬ l’ansia
indotta in E. dalle mie tre lettere E. T. V.\ Con ciò essa ha dimostrato
di temere i tranelli della propria suggestività, di sapere che in “ trance „
tende tal¬ volta. istintivamente alla frode, e di volersene esimere per non
incorrere nella accusa di imposterà. Anche in ciò la coscienza superiore si
rivela gelosa della sua facoltà di go¬ verno. E supponibile che durante le
operazioni dovute al- 1 automatismo medianico, la parte alta della personalità
morale di Eusapia venga talvolta in lotta con quella bassa: quando questa tende
a prendere la via più corta e meno faticosa, rappresentata per l’appunto dalla
frode, l'altra, che è la custode dei sentimenti di amor proprio, di dignità, di
veridicità, deve provarne sgomento. Così è comprensibile il grido oneste di
Eusapia contro la suggestione. d) Altrettanto è argomento della sincerità
sua il preannunzio dei fenomeni. Certe volte essa lo fa con un tono reciso e
imperioso di voce, come se parlasse a sè me¬ desima : ne ho avuta l’impressione
che Eusapia stessa age¬ voli lo sdoppiamento della sua personalità, passando
ordini dal psichismo superiore all’inferiore. Tn altri momenti si direbbe che
essa preavverte gli astanti per eccitarsi, por dare una frustata al proprio
automatismo intorpidito, insomma per autosuggestionarsi: e allora è decisamente
Videa rap¬ presentativa che si trasforma in idea-forza. Se Eusapia fosse
quella spacciatrice di menzogne che ta¬ luni proclamano, opererebbe sempre
tacitamente e inaspet¬ tatamente. Non c’è che un dilemma per opinare che una
levitazione, un trasporto di oggetti per aria, la messa in moto di nn
metronomo, la comparsa di una forma materializzata dietro le tende,
preannunziate spessissimo dal medium, siano inganni ; non c è che una via di
scampo : — o Eusapia supera in abilità sbalorditiva tutti i prestidigitatori
più celebrati nella loro arte, assommando in sè tutte le loro virtuosità; o gli
astanti sono come incantati per una specie di magia. e) Il Myers, forse
perchè non abbastanza versato in psicopatologia, ha attribuito al subliminale
una autonomia troppo grande, ed una potenzialità eccessiva di creazione.
Le osservazioni cliniche sull’isterismo mostrano invece che la scissione tra le
due coscienze non è mai assoluta, e bene spesso è piu apparente ehe reale:
l’isterica nel suo delirio sonnambulico ripete per lo più scene già vissute,
ossia ri¬ produce nel subcosciente impressioni, emozioni, imagini, idee che
hanno attraversato la sua coscienza vigile e sociale.' Allo stesso modo
la fenomenologia mediumnica, oggidì stilizzata nella universalità dei medi, è
il prodotto di 'per¬ fetti e di ricordi sommersisi dall’alto o prima o poi :
anche in questo dominio psicologico si avvera la legge umana delle due facoltà
opposte, l’inventiva e la imitativa. Sono pochissimi i medi inventori, dalla
imaginazione ricca di fe¬ nomeni nuovi : metto in questa categoria privilegiata
le Fox, FHome, la Van Day, la Marshall/ la Guppy, la Cook, lo Slade, la Pepper...
e sono per lo più medi professionisti. La grande maggioranza consta di
pedissequi imitatori, suggestio¬ nati in modo diretto e inavvertito dai *
circoli „, e in modo indiretto, per cosi dire mesologico, dalla corrente “
spiritica „ che da oltre mezzo secolo stordisce, trascina e affascina le. menti
in Europa ed in America: costoro sono i dilettanti od orecchianti, gli altri
sono i virtuosi e i genialoidi del- 1 arte. Otedo pur io che tutto il bagaglio
materiale e intel¬ lettuale dello spiritismo sia dovuto alla fantasia dei medi;
ma questa facoltà è tutt altro che libera e feconda di risorse: anche quando le
sue associazioni subcoscienti sembrano spon¬ tanee nella loro sconnessione,
nella loro bizzarria, nella loro straordinarietà romantica, essa non fa che elaborare
ricordi del passato e impressioni del momento. f) Nulla ho da mutare in
quello che ho scritto (Tomo I) nel 1901-2 cirea alla parte che spetta ai
movimenti mu¬ scolari d’Eusapia nella effettuazione dei suoi fenomeni, massime
di para- e telecinesia. Sono sempre i medesimi ehe registrai allora: direi,
anzi, che si sono resi più franchi e più espressivi. È ad litteram
impressionante quel suo gestire con le mani visibili in aria ogni qualvolta
deve prodursi un picchio o rumore lontano : qui il fatto ha valore in quanto
esclude la malizia. Ma è ancora più importante, per la bio- psicogenesi della
medianità, l’irrigidirsi tonico-catalettiforme di tutto il corpo di Eusapia
durante la presentazione di “ entità „ materiali aventi una qualche morfologia
androide: allora si pensa, induttivamente, che il grande fenomeno sia legato ad
una ejezione potente di forza, e che i centri mo¬ tori, spinali e cerebrali,
della medium debbano per necessità trovarsi in condizione
spastico-convulsiva. Ho varie volte avvertito in proposito che se lo
sforzo rimane iuadeguato e se l’effetto (il trasporto d’oggetto, la impronta
sul mastice, la materializzazione) non si produce, l’esauri¬ mento
post-accessuale di Eusapia è maggiore che non quando avvenga il fenomeno.
Questo parmi dovuto alla legge fisio- psicologica generale che regola
l’attività di ogni funzione organica e psichica, ossia la sodisfazione d’un
bisogno, l’ap- pagamento di un desiderio o di un istinto. Ecco un altro indizio
che la coscienza superiore, quella capace di emozioni e di sentimenti, prende
parte più o meno diretta alle gesta automatiche di quella subliminale.
L’Eusapia, che ha udito queste nostre riflessioni sulla con¬ comitanza di gesti
e contrazioni muscolari ai fenomeni, ci ha ripreso vivamente, esclamando: — non
sempre /„ — Malasua negativa non è argomento valevole contro un’esperienza cosi
piana e chiara: egli è che essa, indettata dai suoi amici spiritomani, respinge
sempre con vigore ogni lontano ac¬ cenno a spiegazioni scientifiche, perchè ha
timore che la si incolpi di ciurmeria. L'atto muscolare non è sempre dal
lato in cui avviene il fenomeno, ad esempio il “ rap „ : spesso è dal lato
opposto, ed Eusapia ci mette della vanità a farcelo constare. Altre volte il
fatto muscolare è così lieve da rimanere impercet¬ tibile a quel controllore,
presso il quale succedono le ma¬ nifestazioni ; ma l’altro di faccia si accorge
da piccole agi¬ tazioni delle dita, da lievi contrazioni della mano, del pugno
o dell avambraccio o del ginocchio prementi sui suoi, che “ un fenomeno „
accadrà fra poco o sta accadendo. Io e Bar- zini l’abbiamo vicendevolmente
sperimentato. Si aggiunga che quando non si contraggono gli arti di Eusapia, le
si contrae la faccia : lo si capisce anche in piena oscurità daU’uscir della
voce tra labbra spasticamente accollate sui denti. Lo stesso timbro strozzato
della voce indica che i muscoli laringei possono contrarsi in luogo di
altri: e così è probabilissimo che l'organismo intero di Eusapia, con reazioni
vasomotorie, viscerali, secretorie, agisca somaticamente e fisiologicamente
nella produzione dei fenomeni. Lo si giudica pure dal re¬ spiro e dalle
esclamazioni di sofferenza durante la “ trance „ passiva. Io ho già
paragonata la eiezione di forza biopsichica in medianità ad una vera parturizione
: Eusapia ha l’aspetto e gli atteggiamenti di chi sprema qualcosa dal proprio
corpo. I suoi sforzi hanno talvolta del tragico; e 1 udirla nel fondo oscuro di
una sala a gemere e a dibattersi, come se un or¬ rendo incubo la dominasse, mi
rammenta sempre le paurose crisi delle istero-epilettiche della
Salpetrière. Egli è che 1’emissione del “ perispirito „ è uno strapazzo,
e si risolve in uno sperpero di energia vitale. A primo aspetto la medianità
intellettuale offre maggiore spiritualità, perchè i suoi fenomeni — le
incarnazioni, le personificazioni, la psicografia, la psicometria — sembrano
compiersi nelle in¬ timità subiettive, nelle profondità dell’ “ io magico ina
in realtà anch’esse sono un equivalente di sforzi organici (ce¬ rebrali), come
addimostrano le ansie, le agitazioni, i sudori, i deliquii, le cefalalgie, il
malessere consecutivo dei medii più intellettuali, ad es. della Piper e della
Smith. Eusapia adesso è mancina, e i “ fenomeni , sono più in¬ tensi
dalla mia parte. Ciò però non indica, a parer mio, che la medianità si scarichi
preferibilmente a sinistra per ra¬ gioni fisiologiche: io reputo che ciò
avvenga per puro auto¬ matismo psichico; infatti io sono sempre, per la medium
in “ trance „, il Num. cinque da riconquidere: cambierà di rotta se le sue
ondate esopsichiche continueranno ad infran¬ gersi contro lo scoglio della mia
incredulità spiritica. * ♦ II. E ora
parliamo un po’ della psicologia dell’ am¬ biente, ossia di noi,
sperimentatori. a) Vi è, in riguardo all’assistenza, un primo punto
psicologico, sul quale mi par lecito di tornare col sussidio delle osservazioni
di Barzini e Venzano, conformi alle mie di cinque anni fa: ed è che lo stato d’
animo dei formanti una “catena medianica , del genere della nostra non presenta alcun
carattere di eccezione, di anormalità,, come presuppon¬ gono gli agnostici
sputasentenze in fatto di “ spiritismo Siamo tutti calmissimi,
serenissimi; versiamo loto animo in questo studio attraente, sebbene
affaticante, della medianità all’opera, ma non attendiamo il “ miracolo non
abbiamo ansie nè trepidazioni, e ci serbiamo in perfetto equilibrio di sensi e
di cervello. Le nostre facoltà sensitivo-sensoriali ci lasciano percepire,
riconoscere, distinguere tranquillamente le cose esterne, mentre la coscienza è
lucidamente consape¬ vole delle operazioni intellettive che si compiono nel
nostro interno ; vediamo, tocchiamo, udiamo i fatti medianici come vedremmo,
toccheremmo e udiremmo ogni altra categoria di fatti naturali; per noi quelli
devono avere, dunque, la stessa realtà di questi, e noi non ci accorgiamo di
essere “ illusionabili „ nè “ allucinabili „. Neanco ci accorgiamo di
dormire, di avere intorpiditi al¬ cuni centri, e altri sovraeccitati, cosi da
renderci suscetti¬ bili di disgregazioni di personalità conforme alla
spiegazione di Janet, portata all’iperbole da Croco e da Grassbt. Quello
psicometro per eccellenza che è l’attenzione, è in tutti noi sveglia e attiva,
niente affatto distraibile nè passiva. 1 “ fe¬ nomeni „ ci interessano, ci meravigliano,
sia pure, ma non ci turbano trasportandoci all’entusiasmo : le nostre espres¬
sioni di ammirazione sono studiate a bella posta per ren¬ derei vieppiù
benevolo “ John King „ che lavora nel subli¬ minale di Eusapia; o per
ammansarlo se scopriamo che egli ci sospetta dissuasi o sfiduciati. Mettiamo a
buon frutto in tal modo le nostre esclamazioni di ostentato stupore, perchè ci
vengono ripagate in altre “ meraviglie „. È falso che dei percipienti,
come noi, cadano in condi¬ zioni tali da essere più suscettibili agli errori di
senso e più facili a giuntare. Fu asserito, non so da quale bello spirito, che
i medium professionisti lavorano volentieri sotto l’esame degli scienziati
perchè questi, abituati alla severa onestà dei loro Laboratori e delle loro
Cliniche, dove ogni affermazione di fatto è controllabile, sono più ingenui e
perciò più facili a cadere in trappola. Ecco: io non credo che questa
spiritosità scalfisca neppure la fama di esperimen- tatori come Crookes,
Schiapparelli, Lodge, Richet, Luciani [Bottazzi e Galeotti]. È un modo curioso
di stimolare la scienza “ ufficiale „, in cui questi “ antispiritisti „ per
pro¬ getto hanno fede, d’accingersi a ricerche di metapsichica. Però
osservo, a caso disperato, che il nostro gruppo non è composto di scienziati, e
che io vi figuro quale modesto — MESOLOGIA PELLE SEDUTE
MEDIANICHE “ uomo di scienza „ soltanto perchè sono professore in
una Facoltà medica del Regno. Debbo avvertire, ad ogni modo, che oltre ad
esercitare una continuata vigilanza sui nostri sensi e sul nostro raziocinio ,
noi ci invigiliamo e correg¬ giamo l’un l’altro: formiamo un gruppo tipico di
mutuo soccorso contro l’illusione per parte nostra, contro l’inganno per parte
della medium , giacché nessuno di noi ha inte¬ resse o voglia di precipitare in
agguati, né di essere zim¬ bello di errori sensoriali e di giudizi avventati.
Lo scambio delle nostre impressioni sui fenomeni che ci riguardano di¬
rettamente (massime tra Barzini e me per la vicinanza all Eu- sapia) o che percepiamo
avvenire ai compagni, è fatto con franchezza, a voce alta, e con quella maggior
precisione che comporta la rapidità e la istantaneità dei fenomeni. Non discu¬
tiamo, chè allora rallenteremmo o inibiremmo le manifesta¬ zioni, e noi non
abbiamo tempo da perdere: un cenno, una parola, un sottinteso, lo stesso
silenzio ci bastano per co¬ municarci i giudizi sintetici che formuliamo, e i
sospetti che per avventura insorgono in noi, nè finora ci siamo tro¬ vati mai
in dissenso sulla autenticità dei fatti. Psichicisti o non psichicisti, questa
armonia fra noi è importante, seb¬ bene l’assistenza di casa Berisso sia
piccola: essa non de¬ riva da una “ omogeneizzazione spiritistica ,, ina
semplice- mente da affinità di intenti e da eguaglianza di educazione. La
mesologia delle nostre sedute è assai semplice: io ne traggo motivo per
dubitare con Bozzano dell’ipotesi psico- eolfettiva messa avanti
dall’OcHORowicz ; tuttavia non escludo la partecipazione di ciascuno di noi al
bio-dinamismo dei fenomeni. b) L'ordine e la quiete delle nostre sedute
ci as¬ sicurano su due cose: sulla bontà del controllo e sulla eli¬ minazione
di ogni individualismo nelle percezioni e negli apprezzamenti. 1° Già sul
primo punto ci tranquillizzerebbero per sé sole le condizioni di rischiaramento
in cui manteniamo la sala. Non concedendo quasi mai, se non per corti periodi,
ad Eusapia d’operare al buio assoluto (filtra sempre un po’ di chiarore tra gli
scuri delle finestre), noi siamo certi che le sue mani e le nostre stanno al loro
posto: per intanto io e Barzini, non solo discerniamo nella penombra il
biancore delle mani e del volto di Eusapia (se siamo in semioscu¬ rità), ma
sentiamo nettamente le prime in rapporti continui con le nostre, la mia destra
con la sinistra, la sua sinistra — 398 PSICOLOGIA E
SPIRITISMO, Il con la destra di Eusapia, ed io veggo la mano di
Barzini ed egli scorge la mia : noi ci diciamo pure a vicenda la posizione e
direzione dei due pollici, la cui morfo-fisiologia semplicissima non ammette
scambio. Quando, ad esempio, io avvertivo un tocco di “ invisibile „, e lo
definivo come eseguito da una mano sinistra (“ fluidica „), è perchè non mi
riesce arduo ricordare che se delle dita mi premono sulla regione deltoidea
posteriore di destra e restando di¬ rette con le punte verso l’ascella si
flettono in avanti, il pol¬ lice necessariamente sarà rivolto in alto anche se
non lo sento (ma il più delle volte si sente pure il dito grosso ! ) : e allora
la diagnosi di “ mano mancina „ scaturisce legit¬ tima dalla sintesi delle
impressioni tattili e muscolari pro¬ vate. Se poi a un tempo stesso io ho
seguitato a stringere la sinistra d’Eusapia, che oramai conosco minutamente, il
fenomeno risulterà “ controllato „ in modo impeccabile , anche se Barzini, o
l’altro invigilatore avesse, puta caso, la¬ sciata libera la mano destra , con
cui non è possibile provo¬ care le sensazioni di tatto che corrispondono alla
morfologia della sinistra. Ma... Barzini non ha, certo, lasciato libera la
Eusapia di frodarci in maniera da far compassione! Per noi il
determinismo materiale, manuale, dei miracoli paladiniani è fuori di
contestazione. Non potremmo dubi¬ tare di raspature e fremiti che si sentono
nel piano del ta¬ volo, quando le mani d’Eusapia sono tenute in alto ; nè di “
raps „ che si ódono entro il gabinetto, quando abbiamo le quattro membra della
medium sotto le nostre, nè di gon¬ fiamenti della tenda al vento misterioso,
quando Eusapia non può soffiarle per di dietro!... 2° Quanto
all’ingerenza del tipo mentale degli astanti, che mi era parso nelle sedute del
1901-1902 alquanto com¬ promettente per la realtà di alcuni fenomeni, massime
visivi (v. Tom. I, p. 274), adesso non è più il caso di assegnarle troppo
valore. Senza dubbio l’individualità dei pereipienti trasparisce ancora nelle
definizioni e descrizioni dei fenomeni che riguardano ciascuno di noi, ma
queste differenze non infirmano la validità delle osservazioni. Debbo dire che
a me e a Barzini, essendo noi sempre accanto alla medium, è toccata la massima
parte dei fenomeni; ma li connotavamo ad alta voce con la parsimonia maggiore
per non intralciarne la successione: Barzini, poi, ci metteva quella concisa
pro¬ prietà di termini, che tutti ammirano nelle sue corrispondenze speciali,
dondechè vengano e qualunque ne sia il tema. In casa Berisso non ho avuto
occasione di lamentare LA QUESTIONE DELLO SPAZIO E LO
SPIRITISMO 399 quell'eccesso di imaginazione
descrittiva che mi aveva col¬ pito al Circolo Minerva. Anche il particolarismo
dei feno¬ meni visuali mi è stavolta risultato minore, pur conservan¬ dosi da
questo lato un po' più di diversità individuale nei percipienti. Sono sempre
del parere che certe “ personifica¬ zioni „ di fenomeni luminosi e di
stereoplasmi siano princi¬ palmente inspirate, connotate e rese più o meno
identifica¬ bili dal complesso dei fattori psichici personali (attesa, emo¬
zione, affetto, proselitismo, ecc.); ma ammetto che si debba assegnare un
ufficio di non lieve momento anche agli ele¬ menti fisiologici, che non sono
sotto il dominio della vo¬ lontà nè dello stato di animo (grado di sensibilità
tattile e barica, cutanea e muscolare, visus, senso acustico, ecc.).
* * * Lo Spazio, l’Ispcrspazio... e gli “ Amici dello
spazio „. In due modi la questione metafisica dello Spazio si con¬ nette
allo spiritismo: — per la sede assegnata agli “ spi¬ riti „ , massime dei
disincarnati, che rappresentano la legione precipua fra le “ entità occulte „ ;
e per la congetturale fa¬ coltà ad essi attribuita di agire in uno spazio
trascendente al nostro, ossia non euclideo, a più di tre dimensioni. Dirò poche
parole anche su questi due punti, sebbene siano fra gli aspetti principali
della dottrina: me ne porge il destro l’esperimento della funicella
annodata. La forma e la sede degli “ agenti occulti „ NELLO
SPAZIO. A) Gli “ spiriti „ hanno una morfologia spaziale, e con ciò non
sono “ spirituali „. Lo Spiritismo antropomorfizza i suoi “spiriti, di
tal ma¬ niera, che è costretto a imaginarseli composti per metà di una sostanza
materiale sottilissima foggiata sempre come un corpo umano vivente : essi
vivono o sopravvivono in quanto sono provveduti, secondo il dogma
pneumatologico, anche del cosi detto “peri spirito,, o “coipo astrale,. Nella
esistenza ultra- o superterrena gli umani sono ridotti aU'anima rivestita inse¬
parabilmente del suo primo astuccio o involucro ( sic), al quale, per divenir
tangibile e visibile ai superstiti e per potere agire sugli oggetti terrestri,
abbisogna poi una fusione o combina¬ zione (fisico-chimica?) o meglio una miscela
(molecolare?) tran¬ sitoria coll’analogo primo astuccio o involucro dello
spirito di taluni viventi privilegiati, i “ medi „. Con che lo “ spi¬ rito 4-
perispirito , nel quale è supposto sopravvivere ogni essere umano, conserva di
quest essere tutte le proprietà fisiologiche e psicologiche. Infatti, oltre al
pensiero perso¬ nale e cosciente, che, al più, dovrebbe costituire la sua sola
ed unica essenza nell’ Al di là (spiritualismo classico), esso è senziente e
reagente come tutti gli organismi, ossia sente gli stimoli e imprime moti ai
corpi fìsici della superficie del pianeta (vitalismo). In soprappiù, lo *
spirito , può anche foggiarsi a ino’ di pseudo-materia, che i nostri sensi
arrivano a percepire tale quale con tutte le caratteristiche di un or¬ ganismo
corporeo (somatisrao — materialismo). Dunque, uno “ spirito „ è un essere
umano diverso da noi solo perchè ordinariamente rimane invisibile e non lo sen¬
tiamo occupare in modo impenetrabile lo spazio che ci cir¬ conda, e perchè non
mangia nè beve, non patisce le conse¬ guenze nè lascia i residui di queste due
necessità terrene, quantunque poi possegga le facoltà del sonno, del torpore e
anche quella di delirare e di cadere in ipnosi. Ma in date circostanze,
quell’essere “ spirituale „ diviene sensibile al tatto, ossia duro,
impenetrabile, resistente, con tutte le qua¬ lità spaziali della materia, e
anche visibile, ora vaporoso ed ora solido, ma opaco, così da intercettare e da
riflettere i raggi luminosi al pari di ogni corpo fisico . . Sono concetti
“ spiritualistici „ (1) di una primitività stre¬ pitosa: e Luigi Bocbdeau ne ha
egregiamente dimostrata la miseria e la genesi mitico-sociale nei suo solido e
denso Problème de la Mori (Parigi, 1893'. Concepiti gli “ spiriti „ dei
disincarnati nè più nè meno dal come li imaginano da secoli i popoli animisti,
ne viene per inevitabile conseguenza che per possedere una personalità e per
non spandersi in seno all’Etere o all’Anima universale, essi debbono avere
sempre una estensione ed una configu¬ razione. I medi infatti li evocano, e li
veggono (ossia li esterio- rano) sotto determinate figure: ma gli spiritisti
dicono che MATERIALISMO E DINAMISMO SPIRITICI 401
ciò avviene per facilitare le comunicazioni fra i due Mondi. E in realtà,
se sono “ persone „ costituite non di puro spi¬ rito, ma con sostanza fluidica
o vitale o eterea purchessia, gli spiriti occuperanno uno spazio limitato nello
spazio illimi¬ tato; saranno, cioè, degli esseri finiti entro V Essere
infinito. Da ciò una prima loro relazione spaziale di una materialità
desolante. Ecco perchè “ John King „ non è imaginato da Eusapia, e
ordinariamente da chi lo accetta per reale (?), come un che di dinamico diffuso
nell’Universo , bensì come un che di concreto e di condensato e di determinato,
a con¬ torni fisici somatici. Recentemente il soffio delle nuove teorie
scientifiche sulla costituzione della materia è penetrato nello spiritismo (su¬
periore), e gli ha fornito un concetto meno barocco, o un po’ più elevato dello
“ spirito I più colti pneumatologi mirano oggidì a definire lo spirito
dinamicamente, ossia come un aggregato di innumerevoli “ centri o sistemi di
forza Ciò migliora alquanto le cose e dà anche un sapore di “ mo¬ dernismo „
alla vecchia e fradiciccia dottrina. Ma ad intendere lo spirito in senso
platonico, ossia non esteso, non legato a nessun corpo, non assoggettato a
nessuna struttura o legge organica, lo spiritismo si rifiuta (Carus); e il
“neo-spiritua¬ lismo» rimane solo un materialismo porfirizzato, passato per
l’alambicco della superstizione animistica. È possibile sperare che la massa
dei suoi gregari si innalzi sino a quel senso filosofico delle Cose, che è
tanto raro anche fra i così detti scienziati ? C è da dubitarne, leggendo le
grossolanità che si nascondono fra le pieghe dei loro sofismi e delle loro fan¬
tasticherie. Dunque, John King e i suoi compagni restano i prodotti di
una sublimazione arrivata fino al “ dinamismo „ : non ci allontaniamo, però,
dalla fisica e dalla geometria dei solidi, cioè dalla Euclidea pura, anche se
loro si dà la cresima di esseri trascendentali» : lo stesso Zòllner non ha
fatto che trapassare nel trascendente ciò che gli aramannivano i dati
dell’esperienza. B) Gli “ spiriti „ hanno un abitato spaziale e anche con
ciò perdono ogni qualità spirituale. Se sono configurati e se agiscono su
porzioni della ma- feria, gli spiriti debbono avere una sede da cui si spostano
: ma in quale parte o in quale forma imaginabile dello spazio? Qui i
popoli animisti e gli individui immortalisti hanno lasciato prendere la
carriera alla loro imaginazione: chi ha _ _ stiS sr sr*s* i —
— IìIìtÉì^^ imi =z / 7 <*'^y / 1
c\y\ /Va' m un A i y AH?l V 1- «®» .- V ; l
,>■ V > ‘w \ / ~ ■“SfifiSìSSSsSsSSSIS nostri bimbi di
qnattr’anm!]. *-sa 5*sr M.»i "jg^ygy^* Smente "la
ISÌSSk che'eomunicano DOVE ABITANO GLI “ SPIRITI
403 dal dare ragguagli precisi sul mondo di Là; per ciò nello
spiritismo militante è di prammatica di ascoltare le loro “co¬ municazioni „ ed
i “ messaggi „ senza chiedere donde ven¬ gano e dove sia il loro soggiorno
abituale. Questi soprav¬ viventi si guardan bene dal dircelo, oppure cadono, se
lo tentano, in un materialismo peggiore di ogni cauto silenzio. Qui
esistono dissensi gravi Irai dogmatisti: qualcuno non osa affrontare il
problema, quasi ne avesse pudore gnoseo¬ logico. Ma con un largo volo di
sintesi li possiamo dividere in tre categorie: i realisti, i metageometri e i
metafisici. — 1 primi assegnano puerilmente agli spiriti una residenza precisa
nello spazio: l’atmosfera terrestre, i pianeti (anche le lune, comprese quelle
famose di Urano?) e le loro atmosfere parti¬ colari, gli astri, gli spazi
siderei, oppure quello spazio vuoto e indeterminato che diciamo Etere. — I
secondi non scen¬ dono a sì fatte determinazioni, amano la metafora, parlano di
un “Al di là „ , di un “ Lato opposto „, dì un altro “ Estremo di Linea „ o di
un altro “ Piano „ ora superiore ed ora inferiore, ma sempre diverso dal “
nostro „ ; qualcuno accenna ad un “ Ultra-spazio , ad un “ Mondo ultraterreno
„, o ad una “ Sfera più alta , . È una concorrenza di ter¬ mini
geometrici, anch’essi distillati e sublimati, con un po’ di ritorno alla
cosmologia dei Caldei, di Bkroso e di Tolomeo,.... tanto per non perdere mai il
colorito “ esote¬ rico „. — 1 terzi ed ultimi sono metafisici nel senso genuino
aristotetico: vanno al di là della fisica ordinaria, ma sempre ne portano con
se le nozioni e i concetti : così ci parlano di un “ Mondo più luminoso „,di
una “ Luce „ più vivida e pura . , non badando che la luce non esiste
fuori di noi ed è un attributo delle cose solo pei nostri sensi e
cervello. Insomma, abbiamo sempre un antropomorfismo malamente coperto
nel labirinto ingenuo della parola (v. fig. p. 402). Ed ecco come,
mediante i lazzi di “ John King „, noi respiriamo un’aura non più terrena, e
saliamo di un piano, gettando lo sguardo nelle tenebre dell’ Ultra finem.
C) Gli “ spiriti „ hanno tra di loro una gerarchia di sviluppo e di sede
spaziale, e ancora con ciò sopravvivono nella più completa tnaterialità
(umana). Se non che, si presenta ora un secondo principio, quello della
evoluzione spiritica (non oso più scrivere “spirituale,,). Oli spiriti sono di
varie gradazioni, e naturalmente, secondo i dogmatici, dimorano in luoghi
diversi dello spazio. In fondo, gli uomini hanno una fantasia piuttosto povera
: applicando all’Al di là i loro criteri sociali di valutazione, essi imaginano
sempre un mondo spirituale costruito sulle caste e classi di quaggiù o sulle
gradazioni terrene di ca¬ pacità, di merito e demerito: la scala
assiro-ebraico-cnstiana, che va dagli Angeli agli Arcangeli, dai Cherubini ai
lroni ed alle Dominazioni , è il modulo leggendario su cui lo spiritismo si è
adagiato nella sua empirica acquiescenza di aprirci una finestra nuova sulle ombre
del Mistero. Seguiamo per un poco l’umile e antifilosofico ragionamento.
a) Quelli di primo grado, i disincarnati grossolani, che non si possono
liberare dai loro appetiti e dalle loro abitudini, che stanno attaccali alla
loro esistenza terrena, non salgono molto: sopravvivono nell’atmosfera, e vi
errano qua e la, sono cioè viaggiatori a biglietto circolare economico. Certuni
non si allontanano dal luogo dove vissero amarono od odia¬ rono, e dove
accumularono tesori od esercitarono un mestici e. Se pòi morirono di morte
violenta, per assassinio o per sui¬ cidio, sopravvivono nel luogo istesso della
tragedia o là dove sono le loro spoglie, trattenutivi da vere fissazioni, ora
ven¬ dicative e manifeste cogli strepiti e colle danze di stoviglie nelle case infestate,
ed ora pianamente professionali, come sarebbe l’apparecchiare le tavole da
pranzo se in vita erano stati dei domestici, ecc., ecc. Ombre di Banco nella.
possente fantasia di uno Shakespeare, ma qui larve plebee, come plebea è la
imaginazione che loro ha dato nascita! Talvolta questi “ reduci „, non si
sa se volontari o in¬ volontari, dall’ Al di là, sono imbestialiti in
monoideismi sin¬ golari, come quello di venire a cercare un oggetto perduto, un
documento ecc., o come l’altro (favorevole all; egoismo dei superstiti) di
apparire per preannunziare pencoli, di¬ sgrazie e morte ai discendenti, nel che
eccellono le famose “ Damo bianche , dei castelli feudali o principeschi. Qual¬
cuno ritorna spinto ancora dalle inclinazioni e passioni della sua esistenza
terrena: tale quel birraio, dilettante del turf, che appariva per accalorarsi
da bravo anglo-sassone in di¬ scussioni sulle corse di cavalli (leggerne la
inverosimile istoria, accolta per buona dallo stesso Gorney e dalla Siduwick,
in “ J. S.f. pR,, marzo 1901!). Quando poi gli _ spiriti „, al pari delle anime
impaurenti i popoli selvaggi, si attardano a sopravvivere e a manifestarsi
attorno alle tombe, man¬ tengono nei superstiti la vecchia, demopsichica paura
dei morti e dei cimiteri. Terra tegit Cameni , tumulum circumvolat
Umbra, Manes Orcus habet, Spiritus astra petit; antava Ovidio,
mettendo in versi scorrevoli, che noi diciamo classici, l’idea popolare allora
nel Lazio e nella Etruria che l’uomo fosse quadruplo , cioè composto di un
corpo, di un’ombra semi-materiale e spesso visibile, di un “ mane „
preternaturale o, come adesso diremmo, animico, destinato al culto di famiglia,
e di uno spirito, il solo degno delle re¬ gioni sideree. Proseguendo
nella umanizzazione dell’altra vita, i siste¬ matoti dello spiritismo non si
peritano dall’assegnare a questi “ spiriti „ cosi poco diversi dai viventi un
destino gerarchi¬ camente basso. Tutti questi disincarnati inferiori o mani
aspettano il momento di reincarnarsi in qualche germe umano propizio o, meglio,
di salire a qualche sfera accessibile. Si è persino imaginato (sulla guida
degli occultisti) che cotali dis¬ incarnati siano immeritevoli della “
immortalità „, e che consumino la loro esistenza postuma più o meno breve nella
missione poco elevata di fare da “ spiriti-guida „ dei medi inferiori o di
intervenire a creare disordini e oscenità nelle sedute dei medi migliori.
Il “ John King „ della Eusapia Paladino apparterrà di certo a questa categoria
di disincarnati poco evoluti, insieme con lo spirto “ Piscator „ del medium
Karin di Svezia (H. Wijk). Salvo qualche rara infedeltà egli non lascia da
quasi trent’anni, le sottane di Eusapia, pronto a scuotere il tripode della sua
Pizia e a folleggiarle d’attorno, compiendo adesso una mis¬ sione burlesca di
gran lunga inferiore a quella teologica d'una volta e a quella patetica di sua
“ figlia „ o “ sorella „, la dolce “ Katis „. b) Ma ben altra sede e ben
diversa sorte toccano agli spiriti di grado superiore. Essi sono i veri
astrali, i siderei, gli “ amici dello spazio » : stanno lontano dalla terra,
nell’ Al di là genuino, molto in “ Alto „ (questo concetto astrologico del “
Cielo „ vige da tempi immemorabili e fermenta tuttavia nelle subcoscienze
umane). Essi scendono di là ad inspirare i medi intellettuali, o a parlare col
mezzo delle tavole a con¬ tegno più serio. Sono gli spiriti-istruttori, non più
buffoni come il povero “John„, ma pedagoghi austeri come “Edusa, o “ Il Genio „
di Piérart, o “ Emanuele „ di Forsboom, o “ Rector „ di Moses e della Piper, o
1' “ Orientale „ della NoEGGERATn; essi sono i risvegliatori d’alti concetti
filo¬ sofici o poetici celati nel subconscio degli evocatori, come T “ Ombra
del sepolcro » di casa Hugo a Jersey o come l’inspiratore foureriano di Eugenio
Nus. Questi “ spiriti „ eletti sono chiamati a progredire, ma più si
perfezionano ed elevano, e più rari divengono i loro rapporti coi terrestri,
sino a che si allontanano ordinariamente dalle nostre “ Sfere » e passano a “
Piani „ di un occulto insondabile. Vero che vengono o, meglio, sono
venuti ancora Mosè, Pitagora, Càkya-Muni, Socrate, ed altri grandi antichi, ma
nessuno che avesse un’età oltre a 2500*3000 anni: tanto che non è mai tornato,
nonostante che la imbalsamazione ce ne* abbia conservato meravigliosamente i
corpi, nessun Faraone 0 Egizio delle prime dinastie, nè Manete, nè Sesostri
(Ram- sete) così cari agli Occidentali. Questa selezione di perso¬ naggi entro
ai limiti accademici della storia scritta o nelle tradizioni dell’esoterismo
sacerdotale, dimostra a chiare note la psicogenesi dei “ messaggi „. Quanta
ingenuità nella so¬ pravvivenza di questi grandi morti, soltanto perchè il
rispetto popolare verso il loro potere e il genio, o la venerazione mistica
verso il mistero della loro esistenza, li hanno catalogati da secoli fra gli
uomini degni allegoricamente di immortalarsi ! Qui conviene ricordarsi
una curiosissima disuguaglianza che certi spiritologi suppongono esistere tra
gli nomini. Non tutti (essi dicono) potrebbero sperare 1’ “ immortalità „, giacché
i meno forniti d’intelletto e di cuore muoiono m foto, anima e corpo, quando è
giunto il loro momento: solo gli individui più intellettuali, pauci electi,
sopravvivrebbero e diventerebbero gli abitanti dello spazio ultraterrestre.
Carlo Marx stesso sarebbe imbarazzato a togliere di mezzo questo destino
diverso degli umani, al quale arride persino il pen¬ siero immortalista di un
Camillo Flammarion ! La discesa inspiratrice degli spiriti superiori
dagli spazi siderei o dai piani astrali, e la incomposta attività peri- geica e
peritiptica degli inferiori, non saranno eterne. Già, a voler dire la verità,
si sono rivelate quasi ad un tratto, nel modo intensissimo che tutti oramai
conosciamo, solo da mezzo secolo, e in America: ma può darsi che non durino più
che tanto. I magni spiriti fanno comparse sempre più rade; e quelli di grado
mediocre, i disincarnati semplice- mente parentali, pare che incontrino adesso
qualche mag¬ giore ostacolo per dare messaggi ai loro “ cari C’è dunque
il caso che “ John King „ scompaja a sua volta dalle sedute di Eusapia, e, dopo
avere fatto tante pro¬ dezze e gerito tanti affari della medianità
professionale, si risolva a scomparire. Investigatori dello stampo austero di
un Sidhwick o di un Hodgson o di un Hvsloi’, così disdegnosi di quella sua
fenomelogia fisico-meccanica, che pare ideata in un vicolo di Santa Lucia
a Napoli, sarebbero capacissimi di farlo scappare e di ridurne i “ miracoli „ a
puri fenomeni di au¬ tomatismo senza falsa vernice di “ spiritismo E chi sa che
onesta dissoluzione di una entità occulta troppo vicina allo “spazio terrestre,
non si effettui più presto di quanto si crede! Col progredire delle ‘
ricerche psichiche , c’è da circa dieci anni un manifestissimo diminuire delle
comunicazioni tra l’Al di qua e l’Al di là. Forse gli “ spiriti „ cesseranno
fra non molto le loro relazioni fisiche con questo mondo: effettivamente ,
inspirano talvolta i loro medium per^ un certo tempo , poi li abbandonano ;
partono come “ Katie King ,, e spesso insalutato hospite. Cosi si vede
dileguare il vecchio spiritismo sotto il contraccolpo di diverse cause
perturbatrici, fra cui non ultima l’eccessiva smania di inda,- gare degli
psicologi, e le riduzioni prudenti degli psichicisti. ° Oramai le comunicazioni
fisico-materiali del mondo spiri¬ tuale passano nella categoria dei “ fenomeni
pseudospiritici , (Hyslop): oramai non vi sono quasi più che i morti della
Piper cui ancora si presti un po’ di fede, e forse, ma in seconda fila, anche i
morti condotti dallo “ spirito Nelly , a comunicare mediante la Thomson.
L’Hyslop, che, mancato il Myebs, si atteggia adesso a legislatore del novello
assetto degli studii psichici, ci ammonisce che i soli fenomeni che possano
pretendere di avere valore per la ipotesi spiritica, sono i psicologici. Così
tutta la clamorosa e varia, attività comunicante “ spiritica , in modo fisico o
meccanico, dalle sorelle Fox alla Eusapia, viene buttata in un canto. L’Aksa-
koff, con la sua separazione dei fenomeni * animici , dagli “ spiritici ,,
aveva cominciata codesta eliminazione del ma¬ teriale cotanto prediletto al
volgo degli adepti; ma I’Hyslop accenna a ricondurre lo spiritismo a sempre più
* pure , sorgenti, anzi a trasformarlo in psichismo, e nulla più. Si riabilita
Allan Kakdeo , per lo meno nel disprezzo per quella fenomenologia fisica dello
Spiritismo che i gregarii, facendo degenerare le sue stesse dottrine, avevano
finito col mettere quasi al primo posto fra le “ prove , della spiri¬ tualità e
sopravvivenza dell’anima. Insomma , tutto il cumulo enorme di “
comunicazioni , puramente fisiche e senza contenuto intellettuale degli spiriti
e spettri inferiori, percussori o materializzatori, compreso “ John King ,,
costituisce per I’Hyslop e per gli psichicisti anglo-americani della sua forza
critica, una prova bastarda, fatua e perniciosa per il problema della V ita
futura. Qualcuno meno severo, come il Carrington, lascia ancora passare i
fenomeni telecinetici di Home e le materializzazioni della Cook-Corner, perchè
c’è di mezzo W. Ckookes, il cui nome illustre blandisce l’orgoglio
anglo-sassone (cfr. Physical phe- nomena, p. 321). Ma I’Htslop passa diggià
sotto ostentato silenzio in tutte le sue opere il fantasma di “ Katie King
forse perchè era costrutto con troppa materialità: il neo-spiritismo purificato
si deve contentare degli effetti intellettuali della medianità di un Moses (che
nessun uomo di scienza, nessuna commissione mai studiò e sottopose ad esame!) e
di una Leonora Piper. Detronizziamo dunque Socrate, Platone,
Sant’AGosTiNo, San Tommaso, Descartes, Leidnitz, Kant, Hegel, e tutti quanti i
grandi edificatori dello spiritualismo idealistico e dualistico: “ la
filosofia, scrive l'ex-professore deH’Università di Columbia, la filosofia è
impotente e non ha alcun valore per provare la Vita futura „ (Science and a
future Life , 1905). Allo spiritualismo debbono bastare il “ Doti Phinuit „, e
“ Giorgio Pelham „ ovvero anche “ Imperator „ col suo sèguito di personaggi
ignoti battezzati con un latino da docente di ginnasio (Stainton-Moses, da cui
la Piper s’è inspirata, non era per niente un “ lecturer „ di un collegio
d’Oxford). Ma via tutti i “ John King „ , via tutti i “ Pi- scator „, via tutti
gli spiriti acrobatici o suonatori di trom¬ bette, o picchianti sui muri! La
soluzione di quel proble- mino della Vita futura, che ha messo nell’imbarazzo i
massimi cervelli deirUmamtà pensante, si trova nelle dita della signora Leonora
Piper di Salem (e perchè non anche nel mignolo della signorina Elena
Muller-Smith?), quando scri¬ vono o battono ritmicamente sul tavolo per darci i
“ mes- saggi „ delle sue personalità oniriche secondarie . È un
colmo di ribellione antifilosofica per un ex-professore di Etica e di Logica
1 IL L’attività iperspaziale degli Spiriti. Lo Zollner, sperimentando
con Slade e con Eglintou, intravvide una fisica trascendentale in certi loro
fenomeni, che non trovava spiegabili con le formule e leggi della geo¬ metria,
fisica e meccanica ordinarie; congetturò pertanto che essi si
effettuassero in uno spazio diverso dal nostro, for¬ nito cioè di una quarta
dimensione a noi ignota. Questi fenomeni erano, in particolare, gli apporti, la
penetrazione della materia, i trasporti di oggetti senza contatto, la scrittura
fra due lava¬ gne sigillate, la magnetiz¬ zazione di un ago (raris¬ sima), il
passaggio di due anelli 1’ uno entro 1’ al¬ tro (v. fig.), la reazione acida
data a sostanze neutre (eccezionalissima), le impronte su mastice,
Esperimento degli anelli i nodi in striscio di cuoio secondo lo
Zòllxkr. o in funicelle suggellate ai due capi . S’eranogià
prodotti anche con Home, e or’ è poco li ripeteva un giovane medium
isterico di Kalomer ( “ Psych. St. „,'05). Ma “ John King „ ci si è dimostrato
refrattario alla più ardua parte di questi “ miracoli moderni,,: e per dir vero
ben pochi medi sembrano in grado di estrinsecare tutta la forza iperfisica,
metamagnetica e metachimica atta a produrli. Come non si parla più negli annali
spiritistici di “ profumi „ ineb- brianti l’assistenza, di “ melodie celestiali
„ e di “ incombusti¬ bilità del corpo „ (salvo per i leggendari fakiri
d’Oriente), così dallo Zollner in poi nessuno ha più veduto calamitarsi degli
aghi, nè acidificarsi delle soluzioni alcaline : tutto al più, gli aghi deviano
e i bagni chimici svolgono imagini metapsi- chiehe o psichicone su lastre
bromurate apparentemente vergini (Bakaduc). Sulle orme del celebre
astronomo di Lipsia si crede da parecchi che attorno ai medii fisicamente
potenti, fra cui sarebbe la Paladino, si produca una “atmosfera ultra-fisica „
in cui le leggi comuni di gravità, coesione, inpenetrabilità e inerzia della
materia sono sospese, e in cui lo spazio, questa “ categoria „ ontologica,
acquista altre dimensioni, oltre le tre che gli sono abituali. E bensì
vero che lo Zollner ebbe , da vivo, a subire l’accusa formale del Wundt
d’essere troppo vecchio quando sperimentava, e d’ essersi lasciato ingannare
dai suoi sensi indeboliti (alias, d’ essere stato lo zimbello dei medii); ed
ora che è morto, e che si ricordano la sua demenza senile e il suo ricovero in
casa di salute, qualcuno gli rinfaccia la tendenza alle allucinazioni (cfr.
Carrington, che è uno psico-spiritista credente in Home e nella Piper,
loe. cit., p. 28). Che più? gli si rimprovera perfino la sua incompe¬ tenza in
psicologia: I’Hyslop lo dice proprio “ entirely igno- rant „ nello sperimentare
sui fatti di coscienza (cfr. Border- land of Psych. Bes., 1906, pag. 235). Ali,
i modernisti in psicliismo non lisciano davvero il pelo ai loro antecessori,
solo che li sospettino troppo fiduciosi nel valore spirituale della
fenomenologia fisica più classica: al paragone, noi, * scienziati
materialisti,, li trattiamo coi guanti! Ciò non¬ pertanto, lo Zòllnkr, con la
sua Fisica trascendentale, viene tuttodì citato fra gli araldi dello
Spiritualismo sperimentale. E sopratutto la sua idea di uno spazio
metageometrico, che ha rallegrato e soddisfatto gli spiritisti. C’è in
quel termine qualificativo “ a N-dimmsioni , una tal quale speciosità occulta,
che lo rende pressoché incom¬ prensibile ai volgari: e gin, dove c’entra un po’
d'algebra s’è sempre inclinati a scorgere delle nozioni superiori ! Ma pur¬
troppo lo spazio pluri-dimensionale non è che un concetto mera¬ mente astratto,
del quale sembra prematuro e azzardosissimo ideare, anche in via di ipotesi,
una qualsiasi applicazione a fenomeni percepiti da un essere come l’uomo, che
non va oltre alla terza dimensione, e ci arriva pure con difficoltà. Basta
ricordarsi della storia della prospettiva in pittura! La ipotesi (la
chiameremo così per una concessione, giacché è tutta ricavata da analogie e
verosimiglianze arbitrarie) l’ipotesi dello spazio a «-dimensioni è nata da
eleganti ardimenti astratti e da disquisizioni gnoseologiche di insigni
matematici. Le dettero la prima spinta il Gauss, il Bolyai, il Saciieri ; ma fu
concretata, sebbene sotto forma diversa, da Lobatsciiewsky, Riemasn, Beltrami,
Sophos-Lie, eco., e l’hanno discussa seriamente, ora restringendone ed ora
ampliandone la portata, molti insigni studiosi (cfr. i lavori stoidci di Del
Re, Bouciier, Jouffbet). Passata sotto le forche caudine della critica di un
Helmiioltz, di Tanxéuy e Milhaud, l’ ipotesi ne è uscita col semplice attributo
di una possibilità ideale : ma qualcuno (massime fra gli occultisti) la
considera diggià come una realtà verosimile, il che è sostanzialmente diverso.
V’è poi chi costruisce su di essa o con essa persino nuovi Universi differenti
da quello sensibile e visibile. “Suppo¬ niamo che..., è la premessa solita di
questi fabbricanti di co¬ struzioni fantastiche. Da un canto , “ supponendo „
la esi¬ stenza di esseri a una sola dimensione (la linea) o a due sole
dimensioni (la superficie), si arriva con elegantissime deduzioni a descrivere
e a pensare, naturalmente, un mondo diverso dal nostro, che è costruito su
tre dimensioni e gli rimane per ciò “ superiore D’altro canto, “ supponendo ,
l’esistenza di altri esseri dotati della capaciti di percepire in una quarta o
in una quinta e magari in una ennesima dimen¬ sione e di agire congniamente in
esse, si imagineranno altri Universi più complicati del nostro, il quale, a sua
volta, loro rimarrà “ inferiore Sono congetture che allettano i
sognatori, i mistici, e alle quali la matematica si presta per la sua stessa
indole di scienza astratta. Nessun naturalista si proporrebbe un quesito
consimile : —“suppongasi che abbia vissuto o viva in qualche parte un essere
come l’ Ippogrifo o la Chimera: quali le sue funzioni e abitudini di vita, e
come collegarlo al noto pro¬ cesso dell’Evoluzione organica?, — - Nessun
fisiologo si fa l’altro problema metabiologico: — “che cosa sarebbe dell’orga¬
nismo umano se il rene, in luogo di secernere urina, ser¬ visse a formare del
latte? . ! — Ma in geometria, che lavora su puri simboli, e non su fatti, la
ipotesizzazione (mi si scusi il termine) dei suoi concetti astratti sembra
legittimata senza alcun confine. “ Se il fatto di una quarta dimensione (si
dice) ha l’apparenza di urtare contro ogni possibilità, non osta per altro al
ragionamento , (Ballatoio:) : e intanto, con questi raziocini alati e icàrei si
finisce coll’abbandonarsi all’acrobatismo mentale di applicare un’ “ idea ,
imaginosa e inverificabile ad un “ fatto „ reale, ma oscuro! Qualche anno
fa R. de Saussure imaginò che noi fossimo circondati da uno spazio a quattro
dimensioni senza accor- ' gercene : difatti, egli scriveva, “ questa ipotesi
non è assurda, inquantochè, anche se lo spazio in cui viviamo avesse più delle
tre dimensioni che percepiscono i nostri sensi, non pos¬ sederemmo alcun
indizio per renderci conto della quarta che non percepiremmo „ (“ Ardi. Se.
nat. „ , Ginevra, ’91). Ma per l’appunto qui sta l’ostacolo: ossia nelle
facoltà accordate ai sensi dell’uomo reale, non già di un essere imaginario
dotato di facoltà supernormali. Uno spazio che sia differente da quello solo
che per noi è realtà , si potrà imaginare, ma non già applicare a fatti che poi
cadono sotto sensi incapaci di percepire una quarta e tanto meno una quinta o
una ennesima dimensione. E con cose impercettibili, appena ima- ginabili in
forma confusa e indefinita, ma impensabili, non si ha diritto di interpretare
le forme e gli atti di entità oc¬ culte bensì, come gli “ spiriti „, ma agenti
nel comune nostro spazio a tre dimensioni. Giunge però a questo punto il
rinforzo prestato dall’idealismo nelle sue vesti pragmatistiche, il quale dice
che anche lo spazio tridimensionale è un puro effetto illusorio e una semplice
convenzione. Il Poincaré ha discusso recen¬ temente, con sottile competenza, la
questione ( La science et l’hi/pothèse, 1904). Lo spazio geometrico, ossia
quello posto dai geometri a base delle nostre nozioni in scienza matematica, in
meccanica, in fisica e in biologia, ha le seguenti proprietà : è continuo; è
infinito; è a tre sole dimensioni (v. fig.); è omo¬ geneo; è isotropo,... ma è
pur esso un mito, una convenzione. La nostra percezione delle tre
dimensioni spaziali. [a. angolo formato dall’o/teaa e dalla hrqhezsa-. a
a, a ò, tìh. il piano della *uperflcie\ — de n p, la profondità, da cui
desumiamo il volume] Invero lo spazio rappresentativo, quello normalmente
per¬ cepito dalla vista e dal senso muscolare, non ha tutte quelle proprietà:
non è intanto omogeneo, nè isotropo ; e quanto alla infinitezza, la non si può
provare. Dunque, anche la geometria comunemente ammessa, la Euclidea, è ideale
: si raffigura e mette in opera solo dei corpi ideali (solidi). E così è ben
possibile che ne esista un’ altra non-euclidea, anzi che ne esistano più altre
differenti da quella conven rionalmente costruita dagli uomini per loro uso e
consumo, e codificata da Euclide. Sono sempre concepibili degli esseri
senzienti e intelligenti che vivano in uno spazio dove, ad esempio, la linea
retta non sarà la più corta fra due punti e dove due linee parallele si
incontreranno... Si noti intanto che lo spazio metageometrico di Lobatchewskv è
essenzial¬ mente diverso da quello di Riemann, e così via via. Ma codeste
metageometrie riemanniane, beltramiane, zoll- neriane. sono esse proprio capaci
di farci progredire di un passo solo nella intelligenza dei fenomeni provocati
da Eu- sapia? Io veggo e sento muovere un tavolo, spostarsi una seggiola,
girare una manovella, accendersi una lampada elettrica, mettersi a
oscillare un metronomo; e li veggo e li odo entrare in movimento con sensi che
non vanno oltre a tre dimensioni : anche se applico a codesti fatti la imagine
irreale di una quarta dimensione perchè si movono senza che alcuno li tocchi,
ne capisco un iota di più? Ammesso pure che sotto i miei occhi un oggetto
materiale penetri in un altro, o lo traversi senza distruggerlo, io mi
imaginerò, al più, una loro “ fluidificazione „ effimera e parziale non per¬
cepita dai miei sensi ; ma per quanti sforzi faccia con la mia mente non
arriverò mai a comprendere qual parte in codesto fenomeno (dato che Eusapia sia
in grado di produrlo) spet¬ terebbe ad una “ quarta dimensione „ , di cui non
ho invero nessuna idea precisa. . Perciò l’ho detto : la congettura
di uno spazio pluridimen¬ sionale e la ideazione di una geometria non-euclidea
empi¬ ricamente utilizzabile, non meritano neanco il titolo di ipotesi. Sia
pure che neUe “ ipotesi „ della scienza si trovi sempre dell’ arbitrario e che,
in fondo, esse si inspirino a pure ana¬ logie e a semplici verosimiglianze : ma
l’esperienza è poi destinata a verificarle, e la loro sussistenza è
giustificata da. ciò che esse coordinano nozioni staccate senza preoccuparsi
troppo delle lacune. Qui invece siamo nell astrattezza più completa, fuori di
ogni capacità sperimentale e argomentativa della mente umana qual'è prodotta da
un dato organismo, e non da un altro: qui navighiamo iu un mare nebuloso senza
sponde, dove siamo sicuri di non toccar mai teira,.... eccetto che la
Evoluzione biologica, proseguendo a perfe¬ zionarci organi e funzioni, non ci
conduca col tempo al possesso di qualche nuovo, meraviglioso senso per le
perce¬ zioni pluridimensionali. L’ ipotesi degli spiriti di
“disincarnati,, o d altra natura, agenti nel medianismo è già un bel po’ avanti
nelle teme¬ rarie superfluità della imaginazione: ora, che cosa dire di quest’
altra vaporosissima aggiunta, che serve solo a nascon¬ dere, tra le pieghe
labirintiche del verbalismo, la completa nostra ignoranza delle forze che
agiscono in certi fenomeni naturali? Aggiungendo buio a buio, neanche il Jeova
della Genesi di Mosè... o di Kardec-Flammarion, saprebbe creare della luce!...
Se si vuole stare nel positivo e nello speri¬ mentale. come si vantano gli
spiritisti e come intendono di procedere i seri psichicisti, bisogna rinunziare
per ora a queste fantasticaggini, lasciarle agli occultisti, agli erme- tisti e
rosa-(- crociani, fors’anco concederle ai teosofi, ma non inquinarne la
psicologia supernormale. LA SEDUTA. Compendio della
serata. I. Rinforzo della catena. Pino ad oggi, nonostante i vivi
nostri incoraggiamenti al fantastico “John King,, e a malgrado della piena
armonia del nostro gruppo, le sedute della serie 1906-7 non ci ar¬ recano
novità di rilievo, e sopratutto non ci portano verso le grandi e rare
manifestazioni della medianità plasmatrice : noi vogliamo, intensamente vogliamo
vedere i fantasmi, e una seconda edizione della famosa seduta di casa Avellino
(v. Tomo II, p. 214) è alla cima dei comuni desiderii. Ma, come fare ad
ottenerla se in Eusapia sembra diminuita la potenzialità medianica ? Per
consiglio di qualche abituale cultore dello spiritismo, che ha voluto portarci
l’aiuto della sua esperienza, abbiamo pensato che fosse il caso di rinforzare
il “ circolo „ mercè l’intervento di persone notoriamente versate in materia,
sim¬ patiche alla medium e in parte dotate pur esse di poteri mediuinnici. Chi
sa, ci dicemmo, chi sa che un apporto di simpatie e di facoltà congeneri non
valga a produrre quella convergenza e coerenza di forze bio-psichiche, dalla
quale, secondo alcuni studiosi (p. es. Oohorowicz, Maxwell), di¬ pende il
successo delle sedute costituite da soli spiritisti ? Perocché l’esperienza
insegna che la presenza di certe persone rende più conseguibili i fenomeni,
mentre la presenza d’altri li disturba o li impedisce. È questo un fatto
organico, ossia dipendente da condizioni biologiche individuali, o non è in¬
vece un semplice effetto psicologico di suggestione sul sen¬ timento
d’autofiducia nel medium ? Non discuterò questo punto fino a che non si
posseggano notizie più attendibili intorno all’esistenza di una radioat¬ tività
bio-psichica umana (ed animale). Io ritengo prematuro trarre dalle sedute
spiritiche, come sono oggi organizzate, RINFORZO DELLA CATENA
MEDIUMNIOA 415 le conclusioni del Maxwell, il quale
parlando per l'appunto del contributo diverso apportato dagli assistenti alla
feno¬ menologia medianica, scrive (1. c., p. 43): “ Si direbbe che la
facoltà di emettere la ignota forza (bio- psichica) sia diffusa inegualmente,
che essa costituisce una pro¬ prietà fisica dell’organismo, e che a suo
riguardo l'organismo stesso si mostri positivo o negativo, emanante o
assorbente Evidentemente l’egregio magistrato-medico allude qui alle
ipotesi sulla 6 polarità delle correnti „ sistemate da Chazarain e Dkcle, o a
quelle consimili della “ forza „ e “ aura ueu- rica „ enunziate da Baréty,
Baraduo, Joire : ed io sono disposto a riconoscere con lui che, avanzando con
prudenza e con migliori metodi sperimentali su questo terreno pres¬ soché
vergine della biologia, noi acquisteremo nozioni in¬ sperate. Ma osservando i
fatti con occhio di psicologo, mi è parso più probabile (almeno in riguardo
alle grandi proie¬ zioni biofisiche della Paladino) che la partecipazione degli
astanti ai fenomeni si estrinsechi preferibilmente nella sug¬ gestione del
subconscio e nella stimolazione dell’automatismo del medium, pur lasciando una
qualche efficacia alla emis¬ sione e all’assorbimento mutuo di energia
radiante, e assai minore influenza alla trasmissione extrasensitiva ed extra-
sensoriale del pensiero (telepatia). Qualcuno mi aveva susurrato
all’orecchio fin dalle se¬ dute del 1901-2, che la Eusapia sia gelosa dolla
propria supremazia, e non vegga con piacere entrare nella catena altre persone
dotate di poteri medianimici, anche se deboli e limitati alla psicografia ed alla
semplice tiptocinesia : co¬ sicché, in luogo di aiutare, la presenza di queste
possa anche danneggiare le manifestazioni. Ciò ridurrebbe la cosa entro i
confini del semplicismo psicologico, adeguato alla menta¬ lità non troppo
evoluta della Napoletana. Ma la nostra scelta non poteva svegliare le ombrosità
di Eusapia; i nuovi ag¬ gregati al circolo di casa Berisso erano jersera il
cav. Carlo Peretti, la di lui moglie sig.a Giuditta e una di lui nipote
signorina Delia Susini, il sig. Luigi Montaldo e la con¬ sorte sig.* Attilia,
coi quali tutti la medium è in relazioni amichevoli da più anni, avendoli avuti
molte volte alle sue sedute di Genova, come ho narrato in altre mie Note (cfr.
Tom. I, pag. 326 e Tom. II, pag. 215). Cosicché, mancando stasera E. Bozzano,
siamo in numero di dieci, oltre Eusapia; e questo numero dicono i fasti dello
spiritismo militante che sia ancora propizio : in troppi, nuocerebbero. Ma
il rinforzo del circolo di casa Berisso non ha dato tutto il frutto che ci
attendevamo : la Pitonessa ha fatto bensì lieta accoglienza ai nuovi venuti,
che per la loro perizia in spiritismo sarebbero stati come gli epoptici o
iniziati d’ul¬ timo grado dei Misteri Eleusini ; ma non ci ha portato fuori dal
girone esoterico, cioè pedantesco, di esperienze cui ci ba ormai assuefatti. È
proprio una “ legge di parsimonia come scriveva Kant, quella che domina adesso
nella media¬ nità della Paladino : non per la via più lunga e varia, nè più
interessante pei suoi clienti essa ora procede, ma per la via più corta ed
abituale. Non c’è qui la evidentissima dimo¬ strazione che tutto il suo
spiritismo di maniera — nel quale a me pare inconcepibile che qualcuno presti
fede “ spiriti¬ stica „ altro non è se non individuazione eusapiana della
attività ed abilità medianica? S è cominciata la seduta in circolo
tiptico, con la medium a ridosso del gabinetto, e la si è Unita in semicircolo
di spettacolo, con la medium sulla branda entro il gabinetto : per ciò due
parti separate nel programma. II. In catena attobno al
tavolo. Fanno catena, coi due vigilatori soliti, la signorina Susini, i
coniugi Montaldo, la sig.a Peretti: gli altri ne restano fuori, e il dott.
Venzano sta pronto a fotografare qualche buona le¬ vitazione di tavolo. Ma
Eusapia, ciarliera e distratta, non è in vena : non riesce a concentrarsi, e
non entra se non tardissimo in autoipnosi. Dopo un po' di aspettativa, il
tavolo ci ordina di mutar catena, e che al posto della signorina .Susini
venisse lo zio Peretti. Su questo incidente ritornerò più avanti. Così
perdiamo un'ora e mezza senz’ altri fenomeni che moti e levitazioni mediocri
del tavolo , picchi e raspatnenti per entro alla sua materia lignea, lo
scuotimento rumoroso della branda. e. infine, V avvolgi mento del materasso ad
una delle sue estremità ed il suo solici amento fino all’altezza della mia
spalla, dove mi sono sentito all’improvviso premere un voluminoso soffice
corpo, che mi dette subito la bizzarra impressione di un grosso ani¬ male
tardigrado avvicinatosi a me sotto il riparo dei drappi. Si noterà che questo
fenomeno telecinetico implica uno sforzo non piccolo, trattandosi di oggetto
ben poco maneggievole e pesante oltre 10 chili. Non fu questo però il
fenomeno culminante della prima metà di seduta ; altri ne ottenemmo, e non
comuni. A un certo mo¬ mento vedemmo Eusapia chinarsi dalla mia parte e
guardare con insistenza, e in atto di meraviglia, la sua veste : abbiamo allora
guardato anche noi, e abbiam visto un rigonfiarsi ed un arti
supplementari e telecinesie 417 afflosciarsi alterni
delle stoffe, come se al di sotto si formasse una specie di vescica prima tonda
e tesa, poi ad un tratto svuotata d'aria: co! tatto abbiamo percepito una
resistenza che qualcuno ha paragonata a quella d’un animale (cucciolo) na¬
scostosi fra le sottane della medium Mi sono sovvenuto delle osservazioni
congeneri fatte a Cambridge, e sulle quali la Johnson e la Sidgwick si fon¬
darono per gridare alla frode ; e mi è tornato in mente il fenomeno anteriore
della stadera toccata da un lembo di abito della Eusapia ed abbassatasi più
volte. Non c’era in¬ ganno, non dico ad opera delle mani che stavano control¬
late sul tavolo ; dico ad opera dei piedi, che i nostri piedi seguitavano a
sentire : eravamo in piena luce, e il fatto si presentava in condizioni
abbastanza sicure d’autenticità. 0 io e Barzini non siamo capaci di distinguere
un tallone di scarpa alzato di sotto le vesti da una donna, scambiandolo con
una grossa palla rigonfia (?!) ; e spero che ci si rispar¬ mierà questa patente
di stolidità. 0 fa d’uopo ricorrere alla ipotesi metapsichica della proiezione
di arti dinamici sopran¬ numerari conforme a quanto s'era più volte veduto
nelle serate del Circolo Minerva. Il sollevamento del tavolo non potrebbe
essere spiegato cosi? Iersera tentammo di fotografarne qualche levitazione: lo
sviluppo delle lastre ci darà forse una novella prova obiettiva di questa
elementarissima manifestazione della me¬ dianità. Noto però che mentre il
tavolo levitava e Barzini, per accudire alla macchina fotografica, aveva ceduto
il suo posto di controllore al padrone di casa, questi denunziò con parole
convenzionali un conato fraudolento della medium. Non consta che il sig. Berisso
abbia accertata la frode, ma ragionatamente ha sospettato che Eusapia tentasse
di avan¬ zare la punta del piede destro sotto la gamba del tavolino per
imprimergli una inclinazione significativa verso di me, che intanto mi sentivo
toccato e stimolato da un’ * entità „ invisibile formatasi alla mia
destra. Gii altri fenomeni in catena consistettero nella materializ¬
zazione di due “ entità occulte „ ohe hanno preteso anche sta¬ volta di
personificarsi, una dal lato destro d’Eusapia per Bar¬ zini, ed una dal lato
sinistro per me : inoltre, l’entità che mi riguardava ha tentato finalmente di
rendersi visibile e ricono¬ scibile, ma, come prima, non v’ò riuscita. La cosa
è troppo im¬ portante perchè io non le dedichi un ultimo capitolo.
III. In SKMIC1BCOLO PI FRONTE AL GABINETTO. Andata a male la
presentazione dei due “ disincarnati Kusapia, inopinatamente per l'assistenza,
ha voluto entrare nel gabinetto. Erano le 23.30; la seduta, pressoché sterile
ed atas- sica, ci aveva stancati, e non ci lusingavamo d’ottenere gran cosa
ripetendo l'esperimento della sera antecedente. Non si potè neanco legare la
medium, perchè le corde erano rimaste nell’anticamera; ed io consigliai di non
rompere i sigilli del¬ l’uscio, precauzione che mai avevamo tralasciato di prendere.
È proprio indispensabile che entrando nel vano nero per coricarvisi e cadere in
“ trance la medium sia fissata ogni volta? Non è opportuno osservare i maggiori
prodotti della mediumnità, le grandi materializzazioni (dato che possano
avverarsi), nella completa loro spontaneità e col medium in condizione di
estrinsecare le sue forze biopsichiche senza coercizioni menomatrici ed
inibitrici ?... E vero che la Pala¬ dino, piagnucolando e gemendo, mi domandava
ripetutamente di essere legata, quasi che questa fosse condizione sine qua non
del successo della sua attività onirica, e come se con la legatura noi
dovessimo stimarci al sicuro da ogni sua possibile gherminella. Ma la storia
dello spiritismo classico non impone, come abbiam visto, il restraint dei medii
nè dentro nè fuori del camerino nero : i maggiori corifei della medianità,
quali le Fox, la Cook, la Woold, la D’Espérance, l’Eglinton, le ragazze di
Villa Carmen, il Miller (senza par¬ lare degli altri innumerevoli medii
americani), operavano ed operano in libertà, e non per questo le loro creazioni
fan¬ tomatiche meritano maggiore o minor credito, sia presso i credenti, sia
presso i miscredenti nel dogma della soprav¬ vivenza e ritorno dei trapassati.
Gli spettri di “ Katie-King, di “ Yolanda di “ Bien-Boa di “ Beisi/ „ e i loro
con¬ fratelli non hanno avuto bisogno, per apparire, di strappare funi nè di
rompere chiavistelli. D'altronde, chi dice che la legatura salvi dalle frodi, o
è ingenuo o ignora la storia dell’argomento : i nodi più complicati e stretti
non impedi¬ scono la giunteria; tutto sta, dicono gli intelligenti furbi, nel
saper farsi legare. Oltre ai famigerati Fratelli Davenport, smascherati prima a
Parigi, poi a Itaca dagli studenti della “Cornell University „, c’è da citare
un’altra celebre medium americana, la Annie Èva Fay, la cui abilità
consisterebbe nel farsi legare ingegnosamente con una benda di cotone : essa
ingannò (dicesi) una commissione di scienziati Inglesi, ma ora il suo giuoco è
conosciuto da tutti i prestidigitatori. apparizioni nel gabinetto
osccro 419 Sembra che anche Io Slade usasse un
sotterfugio simile con Zollner e Pkchner nel lasciarsi avvolgere da una corda
(cfr. Cariungton, L cit., p. 44 e tav.). Per di più abbiamo visto che
Eusapia sa sciogliere, me¬ dianicamente o altrimenti, i lacci onde essa è
avvinta o coi finali le si fissano attorno gli strumenti di segnalazione. Ed
ecco il motivo per cui ho resistito ai lagni di Eusapia osses¬ sionata dalla
abitudine del controllo. In luogo di fissarla sul suo lettuccio, come avevamo
fatto per l’innanzi, ho preferito, d’accordo con Barzini, di invigilarne i
movimenti tenendone stretto una mano con una nostra allungata per di sotto alla
tenda : noi abbiamo cessato questa sorveglianza diretta non appena ci siamo
accorti che essa si era calmata ed era caduta nella “ trance „ passiva.
Eusapia. presa dall'impulso sonnambolico, s’era gettata prima per traverso sul
materasso, e vi si era frettolosamente raggo¬ mitolata di contro alla spalliera
da piè : l’abbiamo raggiustata noi stessi distendendola colla testa verso la
sinistra, coi piedi (scalzati) verso la destra dell’assemblea: e mezz'ora
appresso, cioè a mezzanotte in punto, si e veduta una apparizione. 0 per dir
meglio, coloro che erano in situazione prospettica pro¬ pizia. Barzini e
Venzano in prima fila, Peretti e Berisso in seconda, ei hanno dichiarato tutti
a un tempo di vederla. Io no, non lo potevo, perché la “forma, è apparsa a
sinistra del gabinetto, a circa m. 1.80-1.90 dal suolo, nell’angolo in ombra
costituito dalla sopratenda e dalla finestra; e nel posto mediano dove sedevo
la visuale m'era tolta dal cortinaggio. Chi lia percepita la apparizione,
l’ha descritta li per lì diversamente : per Barzini era “ una cosa bianca che
poteva somigliare ad una testa per Berisso una “ figura come di vecchia (?),
col capo e col mento fasciati da una benda „. Io ho scorto soltanto la stoffa
moversi da quella parte, e un po’ d’ombra oscurare l’anta verniciata in chiaro
della finestra; Barzini, invece, avrebbe osservato che “ la tenda non appa¬
riva spostata tanto quanto sarebbe stato necessario pel pas¬ saggio di una
testa vera Ad ogni modo, tra per la luce non viva irradiata dalla lampadina
elettrica a vetro rosso e tra per il fosco di quella penombra, la percezione fu
in tutti fuggevole e indefinibile la prima volta. Si è da tutti domandato
a gran voce che il fantasma tor¬ nasse; la testa è riapparsa, e questa volta
chi poteva scor¬ gerla ha denunziato che era “ una figura bianca, dalla par¬
venza d’una pallida faccia vivente, circondata da un panneggio bianco „.
Nell’insieme mi sono fatta l’idea che Eusapia ci desse una seconda
edizione, anche stavolta cristallizzata nelle sue modalità, di quella presunta
Katie-King, che a casa Avel¬ lino si protese pure dalla sopratenda verso di noi
(Tomo II, p. 224) : i suoi sogni subiscono il ritmo deU’automatismo, appena
appena differiscono nella forza di proiezione. Mentre ci comunicavamo
reciprocamente le nostre impres¬ sioni, vediamo Kusapia irrompere
semitrasognata, ma anche mutamente incollerita, dal gabinetto, e sotto i nostri
occhi stupefatti spogliarsi della gonnella e della sottana gettandoli col
fazzoletto in mezzo al circolo, e rimanendo solo col sotto¬ vita o col busto,
in camicia e mutandine. Honmj soit qui mal y pen se, esclamò il re che raccolse
la giarrettiera della sua bella ; e naturalmente noi non abbiamo pensato che
Kusapia ci volesse sedurre mettendosi in quell’abbigliamento succinto : essa
aveva di certo indovinato i dubbii sottintesi nell'intonazione dei nostri
discorsi, e ha voluto liberarsi d’ogni indumento che potesse servire a foggiare
degli pseudo-fantasmi. Abbiamo ripreso fiducia, aspettandoci del meglio,
e ci siamo immersi in un lungo, silenzioso raccoglimento. Nella sala ri¬
schiarata debolmente in rosso non si udivano che il respiro affannoso del
medium e il sobbalzare del lettuccio ai suoi sus¬ sulti d’ineubo : in queste
condizioni rituali lo spiritiamo ha sempre un che di misterioso e di triste,
che agirà da potentis¬ simo fermento d’illusioni e di precognizioni nei
cervelli toccati dalla labe del misticismo. Alle 12.45 le due cortine si
sono alquanto scostate nel mezzo, e quasi all'altezza di m. 1.60-70 dal suolo è
apparso un qualche cosa di chiaro, di biancastro, a forma di grosso fuso, che
ai miei occhi prese l’apparenza di una zona media di volto sot¬ tostante ad una
Bpcssa e alta acconciatura bianca, però mala¬ mente discernibile a causa del
sovrapporgli» laterale delle stoffe nere. Direi d'avere percepito e
riconosciuto i lineamenti nebbiosi di un naso, di una bocca e di un occhio solo
(il si¬ nistro) : quanto agli altri astanti, basterà la descrizione di Luigi
Barzini, che ha ottima vista: * Nello spiraglio mediano, la luce della
lampada colpisce di pieno un volto femminile, circondato dallo stesso panneggio'
degli altri, che gli copre la fronte e si ravvolge alla beduina sulla bocca.
Guarda con l’occhio sinistro, si volge lento di fronte, sparisce — Quella
testa... sembrava molto grande, pro¬ babilmente a causa delle bende che
impedivano di vederne il contorno. Il suo sguardo era fisso; le sue palpebre
non hanno mai battuto: le sopraciglia erano leggermente aggrottate. La sua
carnagione era pallida ,. Per la maggioranza dei presenti il fenomeno è
stato ge¬ nuino, ossia la materializzazione di un “ fantasma „ che ci avrebbe
guardato da quella fessura : ma . la modesta riflessione che Easapia era libera
e che quel guardarci aveva dell’ a- stuzia e della puerilità a un tempo, fa
rimanere perplessi. 1 - or Berisso è stato in dubbio se anche la figura di
vecchia (?) affacciatasi dal fianco sinistro del gabinetto non fosse la testa
d’Eusapia levatasi in piedi e sportasi arditamente : e in questo caso il volto
di mezzo sarebbe pure stato il suo. Ecco una condanna formale della medium, cui
non saprei associarmi senza circospezione per i seguenti motivi : 1»
Eusapia era, sì, libera, ma non avrebbe potuto driz¬ zarsi nè porsi ginocchioni
sulla branda senza che ce ne ac¬ corgessimo. Ad ogni movimento di chi vi si
corica il mobile cigola e strepita nelle sue commessure, e noi che sedevamo a
poco più di un metro dalle tende, ne avremmo udito il rumore. Gravata del peso
d’un individuo che si spostasse verso i bordi del materasso, la branda avrebbe
oscillato, e la per¬ sona stessa, perdendo l’equilibrio, sarebbe precipitata in
mezzo alla sala. Di tutto questo abbiamo noi stessi fatta jer- sera la
controprova. Ma Eusapia non s’è mossa! 2° La figura apparsa a sinistra
sarebbe stata coperta di veli o di bende : ora, noi abbiamo la certezza che
Eusapia, ispezionata prima e dopo della seduta, non possedeva con sè nulla con
cui simulare quel turbante che caratterizza le apparizioni : meno ancora lo
avrebbe potuto per le bende della seconda figura, ammenoché non si supponga che
abbia usata la camicia, ma per cavarsela di dosso avrebbe dovuto slacciarsi il
busto e poi riallacciarselo dopo di essersela ri¬ messa ; e per questa manovra
noi non le lasciammo il tempo. 3° La figura apparsa nel mezzo era ai miei
occhi si¬ mile in tutto a quella che con lo stesso atteggiamento si era mostrata
la sera del 4 gennaio, quando Eusapia era so¬ lidamente fissata : un fenomeno
identico non può essere ve¬ ridico una sera, falso o illusorio un’altra in
condizioni diverse del medium. 4“ La stessa figura centrale non mi ha
offerto veruna somiglianza con Eusapia ambedue le volte : era un viso più
lungo, con occhi più grandi, con fronte più alta... 5° Infine, rievocando
la serie delle formazioni fantoma¬ tiche Eusapiane, trovo che la mezza faccia
di casa Berisso dev’essere la medesima, che si presentò come faccia intera a
casa Avellino (Tav. XI) , la medesima che forse hanno veduto o intravveduto,
con essa, altri cultori di studi psi¬ chici : i teleplasmi fantomatici — per
contrassegnare con tal nome le forme organizzate, che sono qualcosa di più
materiale dei fantasmi — sono sempre riproduzioni. 422
PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Comprendo ben bene che questi
motivi non sono con¬ vincenti, e che in una serata cotanto povera di manifesta¬
zioni, e col precedente poco incoraggiante dei tiri di mano segnalatici dal
Berisso, queste scene di gabinetto raffreddano 1 entusiasmo di qualunque
ricercatore, anche quando sia pi oc live a benevola attesa: in chi non vede o
non teme che ti anelli, cresce poi il rancore verso studi chiaramente troppo
lontani dalle regole severe del metodo scientifico. Noi non eravamo certi
d’avere veduto del vero, marestavamo anche incerti di avere veduto del falso :
e in questa curiosa disposizione di animo interrompemmo aH’uua del mattino la
lunghissima e noiosissima seduta. La prova di rinforzare la nostra catena con
elementi digià omogeneizzati non era stata felice ; perciò, se dovessi
riprendere le esperienze con la Pa¬ ladino o condurle su altri medii, mi
atterrò con fermezza alla regola di non modificare 1’ “ambiente» : la medianità
è in fun¬ zione di circostanze mesologiche uniformi. Che Eusapia tendesse
a fingere durante buona metà della seduta, l’abbiamo capito dal tentativo
sciocco e bambinesco <;be essa ha fatto di poi, quando abbiamo voluto
rinnovare la spenenza della stadera. Come Richet allusola Roubaud, 1
abbiamo colta nell’atto di sfuggire al controllo dei piedi di’ Barami accostati
ai suoi e di portare all’indietro uno dei suoi piedi per premere sulla
piattaforma dell’apparecchio, e in tal modo far segnare un peso maggiore al
braccio di leva. L’in¬ ganno ora manifesto ; ed Eusapia stessa, che s’è accorta
di aver fatto cecca e che ha letto sui nostri volti la ironia, ne è rimasta
sconcertata ed avvilita: lagrime calde e amaris¬ sime le solcavano le guancie,
e s’è accasciata cupa e muta in un canto. E un vero peccato che la
ricerca metapsichica sia inqui¬ nata da questo intruglio di finzioni
ciarlatanesche, di astuzie professionali, di menzogne e simulazioni isteriche.
Ma il pianto d’Eusapia era sincero: talvolta è il suo interesse che la porta a
truccare, ma bene spesso è il suo subcosciente che la tradisce. L’io magico non
ha soltanto le facoltà ec¬ celse di cui lo adorna Carlo Du Prel: ne ha altresì
delle bassissime e vilissime : e forse forse sono queste che, in¬ sieme alle
semplicemente basse e a quelle di vile prezzo, co¬ stituiscono la trama, su cui
il subliminale di Myers arriva qualche rara volta a ordire un po’ di risalto di
valore. Nuovi insuccessi nella presentazione di ‘ spiriti Tre
entità spiritiche — voglio dire anime di disincarnati fabbricate col “
perispirito „ d’Eusapia (?) — si sarebbero presentate la sera del 7 gennaio ’07
: L II Mercurio del mondo spiritico Elisa- piano. L’inevitabile “
John King „ è il primo venuto, ma del resto è ormai relegato quasi sempre
dietro le quinte (del sub- cosciente), e se ne allunga fuori le braccia o le
gambe solo per far danzare e parlare il tavolino, anche in ciò si addi- mostra
parchissimo di rivelazioni. Chiama e introduce gli altri suoi compagni
dell’Ultra-sensibile, ma in generale non li nomina, non dà messaggi in nome
loro, li lascia alle prese con la indifferenza e con i sospetti degli astanti,
senza curarsi troppo della sorte di quelle semimute e appena gesticolanti
ambascierie dell’Ultra. Per lo più si giunge a sapere che oltre a John ,
cè “ qualcheduno „ quando noi lo domandiamo: la sola rive¬ lazione della
presenza di un altro “ spirito , da lui con¬ dotto è data dal puntarsi ostinato
del tavolino contro il petto di uno degli astanti, e bisogna alla meglio
interpre¬ tare questo singolare modo di preannunzio ad hominem. D’altra
parte, i chiamati dall’ Al di là variano poco: sono sempre gli stessi, una
volta che “ John „ si sia abituato ad andarli a prendere nei labirinti
dell’Altro Mondo. C è sicu¬ ramente di là, nell’Ombra indeterminata, una folla
innume¬ revole di sopravviventi con la loro coscienza e personalità, ma essi si
debbono spostare di continuo e invisibilmente tutt’attorno ai loro
superstiti.se d’ordinario sono subito pronti a “ comunicare „ non appena “ John
King „ li appella. E questi esseri ci si manifestano, non quando nelle dure o
gioconde traversìe della esistenza noi sentiremmo dippiù il bisogno di
associare quei cari morti ai nostri dolori ed alle nostre gioie: no, allora
essi restano inflessibilmente muti, e ciechi, insensibili al fiotto dei nostri
ricordi e al tumulto dei nostri memori affetti : allora essi tacciono, allora
essi si mantengono nel loro sempiterno assenteismo; e le braccia che noi
stendiamo implorando od esultando verso il Gran Mistero, non toccano che il
vuoto. E così: ed è una irrisione pei nostri sentimenti, ed una
lanciullaggine per la nostra ragione. II. Una “ disincarnata „
insistente, ma sempre più smemorata e confusa. Io speravo che, meglio
preparata dalle sue manifestazioni antecedenti, la “ Entità occulta „ o “
Intelligenza . venuta per me si sarebbe evoluta: infatti io dovrei essere, pel
subcosciente della Eusapia, una conoscenza più vecchia che non sia Barzini, e
sarebbe logico che con me lo sviluppo del comunicatore „ o della “
comunicatrice , si mostrasse più avanzato. 1 .d®“° comunicatrice „
perchè dalle risposte tiptologiche dateci dal subcosciente dell’Eusapia mi si
annunziava per la quarta o quinta volta la venuta di mia madre. E di nuovo ho
dovuto, per ragioni imperiose di Ricerca, trangugiare l'a¬ marezza di quella
profanazione. Del resto, non c’era novità al¬ cuna nel suo presentarsi: era la
solita ‘forma, semovente, na¬ scosta dalle tende, che. come farebbe un automa
mosso identi¬ camente dalle stesse identiche molle, mi è venuta dappresso, mi
ha toccato il braccio, mi ha battuto confidenzialmente sulle spalle, ha tentato
di scuotermi sulla sedia, mi ha spinto in IV gomito quasi per irridere al mio
controllo sulla mano In questa serie di atti, toccamenti e scherzi c’era
sicuramente della intenzionalità, ma non c’era della personalità, e men che mai
c era, argomento per identificare la defunta. Si tratta - non e chiaro. ^ delle
solite goffe, volgari e monotone manifesta¬ zioni degli esseri ultraumani,:
Barzini, dall’altro lato d’Eu- sapia, provava le stesse impressioni
stereoguostiche ! Ho cercato di aiutare del mio meglio il processo di
sviluppo, e accortomi ohe il tavolo voleva parlare, (lo si capisce sempre dai
colpi ritmici che arieggiano ad un segnale di appello) ho cominciato a
rivolgergli domande, giacché gli * spiriti non son sordi, ma son muti, e per
essi discorro alfabeticamente il mobile, non si capisce bene se influenzato a
distanza dal loro pensiero , che si trasforma in quel noioso e faticoso moto
meccanico come avviene del subcosciente del medium, o se non piuttosto scosso
da un prolungamento delle loro linee di lorza. Checche sia, il nostro dialogo è
stato breve, ma ha condotto a questi curiosi risultati: . L * essere
occulto , che mi infastidiva coi suoi tocchi aveva nome Ros... ma non s’è
potuto sapere se questo prin- difficoltà dell’identificazione
spiritica 425 cipio dovesse finire in Rosa, Rosina,
Rosetta, Rosaura, Rosalia, Rosalba, Rosm amia... b) era ‘ morta di 52
anni — infelice ritorno dell’età segnalata al Circolo Minerva nel '902 (V. pag.
168); c) aveva avuto ‘ tre figli , :correzione altrettanto er¬ ronea
quanto la prima di sei o di cinque (V. pag. 169); d) la * sua morte
risaliva a venti anni fa , : — ricordo sbagliato, perchè l’intervallo tra il
1874 e il 1907 è di tren- tatre anni! Nessuno di questi connotati
riguarda colei che mi si ma¬ nifestava secondo le prime annuenti risposte del
tavolo, ammenoché (come dicono gli spiritisti che avviene talvolta) uno “ spirito
„ diverso non si sia sostituito a quello di mia madre e non l’abbia soppiantato
per burlarsi di me. Tutto è possibile nell’Altro Mondo, come nel nostro: anche
questi giuochi birichini! Ma io non ho conosciuta, fra i miei morti, nessuna
persona che in vita avesse quei connotati: e allora? 0 il tentativo di
identificazione è rifallito miseramente — e questo risalterà agli occhi di
chiunque ; o si adotta la comodissima scusa che l’ Al di là può entrare in com¬
mercio coll’Al di qua senza obbligo alcuno di ordine, senza alcun nesso con il
determinismo psichico di ambiente. I “defunti, son tanti che sarebbe vana
pretesa identificarli tutti, quando ci si annunziano col tavolo. E invero,
speri¬ mentando con altri medi, io mi sono trovato talvolta in comunicazione con
i morti più diversi e i più sconosciuti, persino con Turchi e con Cinesi...
quando la stampa quo¬ tidiana ci intratteneva ogni giorno cogli eccidi
d’Armenia e con le gesta sanguinose dei boxers in Cina! In queste sue creazioni
indeterminate e generiche il subliminale, o scorrazza a piacere pei campi
sconfinati della fantasia onirica, o ri¬ produce, durante il sonno dei centri
superiori, le impressioni spicciole della giornata. Se poi le creazioni sono o
diventano determinate e specifiche, il subcosciente legge invece il più spesso
nei muscoli, talvolta, forse, nel pensiero dei presenti. Ma l’ardimentoso
subliminale d’Eusapia era jersera in vena di creare delle “ forme „ : non s’è
contentato di farmi comunicare tangibilmente con quella “ entità , ; ha preteso
mostrarmela. I miei compagni hanno cominciato a vedere delle “ mani „,
poi una ‘ testa , o, per lo meno, delle * forme tondeggianti portate da lunghi
colli „ protendersi verso di me Costretto a guardare di fianco là dove cotali
forme mi si annunziavano, non riuscii dapprima a discernerle: soltanto vedevo
delle pròfaggini scure a contorni sfrangiati farsi avanti tra me e Bar- zini.
Ma ad un tratto la voce strozzata d’Eusapia mi ingiunge di stare attento e di
guardare alla mia destra, e finalmente, sullo sfondo nerissimo del gabinetto,
sotto la tendina nera che si è sollevata come se un invisibile personaggio la
stirasse verso il mezzo, veggo anch’io 1’ “ apparizione E una grande
forma biancastra, allungata e incurvata, a contorni abbastanza decisi sebbene
digradati, che sembra fatta di una sostanza nebulosa: da un lato e verso l'alto
sembra un grosso trifoglio, che potrebbe rassomigliare ad una testa acconciata
con discriminatura mediana : dall’altro, e verso il basso, consta di un
prolungamento via via sbiadito che si sperde nel fosco, in direzione di destra,
ossia contrariamente alla po¬ sizione di Eusapia (Tav. XVIII).
L'apparizione mi ricorda una cometa chiomata e caudata, anche perchè nella
porzione più larga (la “ testa „) discerno alcuni punti più bianchi, dove si
direbbe che la materia plastica tenda a condensarsi come nel nucleo di certi
corpi celesti. Non c’è dubbio: è una forma androide in procinto di
materializzarsi, ma non somiglia nei suoi contorni a nes¬ suna persona che io
conosca. Quella dentellatura superiore potrebbe forse raffigurare due ciuffi di
capelli divisi, rialzati e rigonfi, siccome usano nel pettinarsi le donne:
penso istin¬ tivamente, per un rapidissimo raffronto, ad Eusapia che se ne
stava immobile al suo posto, e trovo che la rassomiglianza è piccola, sia
perchè la medium non ha una capigliatura così ricca come appariva nello
spettro, sia perchè la sua faccia è proporzionalmente assai più corta della
spettrale. Non dico poi di quel collo che sorpassa ogni possibilità antro¬
pomorfa: d’altronde, l’apparizione va interpretata per un teleplasma
parzialmente organizzato, e noi sappiamo già che i fantasmi si mostrano
d’ordinario frammentari, imperfetti e persin deformi, ciò che gioverà di poi a
permetterne lo sviluppo ulteriore mediante i ritocchi suggeriti al subco¬
sciente o da esso attinti in via telepatica. Alla mia esclamazione: — ‘
Ti redo, ti vedo! „ — il tavolino ha battuto tre colpi: annuiva con gioia al
fatto da me affer¬ mato. Ma alla mia domanda — Chi scia — non ha risposto più
il tavolo: per una di quelle contraddizioni di cui è tutta materiata la tecnica
spiritica, ha risposto in vece sua la voce rauca d'Eusapia (impersonata in *
John ,?): — Tu la conosci, tu la conosci! — Hobsblij, Psicologia e Spiritismo,
II. Tav. XVIU. Fantasma incompleto materializzato da
Eusapia la sera del 7 gennaio 1907 in una seduta di casa Berisso, a
Genova. (Disegno di A. Bekisso dn un mio schizzo a lapis). La
Paladino ha forse voluto di nuovo presentarmi la “ donna dal porro in fronte?
Dal tono imperioso e ira¬ condo della voce, io lo direi: fors’anco ha voluto
sugge¬ stionarmi o allucinarmi, usando il procedimento del mulatto indiano
abate Custodi de Fabia, che ipnotizzava i suoi sog¬ getti col comando: “dormite!
„ Ma ho un bel rivangare nei recinti della mia memoria ; non vi incontro
nessuna donna con le fattezze attribuite a quell’essere telefanico. Pur
volendo assecondare la inflittami suggestione e sup¬ ponendo mantenuto
l’indirizzo personificatore delle prece¬ denti sedute evocatorie d'Eusapia, ho
richiamata l'imagine a me più nota della cara defunta: e di primo tratto, ho
creduto di ravvisare una certa rassomiglianza della “ testa trifogliforme „ con
il contorno di un vecchio piccolo ritratto di mia madre eseguito tra il 1861 e
il ’66, e del quale tengo sul camino del mio studio un ingrandimento
fotografico. Yi si scorge la pettinatura dell’epoca: fronte totalmente scoperta
anche alle tempia, capelli stirati in su, spartiti in mezzo e avvolti a rocchio
da ambo le parti. Ma badiamo bene: ho detto “ una certa rassomiglianza e
in verità occorre un grande sforzo di imaginazione per vedere riprodotto nel
fantasma il contorno superiore del¬ l’acconciatura del ritratto: ravvicinamento
è da me effettuato solo per uno scrupolo di investigatore. Se si considera però
che il ritratto rappresenta mia madre non ancora trentenne, ossia per lo meno
10-12 anni prima della sua prematura perdita, il dubbio di una possibile
evocazione si risolve in negativa. Tornano forse i “ disincarnati „ colle foggie
e coi caratteri fisici della loro giovinezza? Logicamente (se vi è una logica
nello spiritismo) dovranno ripresentarsi cogli abiti e coi connotati degli
ultimi loro momenti di vita, cioè di quando si “ disincarnano e così avviene di
fatto nella immensa maggioranza dei casi “ documentati „ negli Annali
spiritistici. Che anzi i fantasmi non sono d’ordinario identifica¬ bili per i
vestiti e le acconciature, bensì per i lineamenti o per le espressioni o altre
caratteristiche personali : quasi sempre li avvolge il bianco paludamento, che
nella sua uniformità serve a celare la mancanza di un reale differenziamento e
lascia adito alle sfruttabili Incertezze del processo ricognitivo. Quel
ripresentarmisi con acconciatura retrodatata sarebbe stato pertanto una anomalia
anche nel mondo e nelle co¬ stumanze dei sopravviventi. Ma poi, che
strane contraddizioni in queste comunicazioni ingenerate dalla medianità
d’Eusapia ! 11 tavolo mi presenta una defunta “ Ron . ultracinquantenne,
pluripara, morta da vent’anni „ (ossia nel 1887); e telefanicamente mi si
offre un fantasma, il cui solo distintivo riconoscibile sarebbe una foggia di
pettinarsi di quaranta anni fa! L'Eusapia non può aver veduto quel
ritratto giovanile di mia madre, perchè quando nel 1901 essa venne in casa mia
io non lo possedevo ancora o, per lo meno, non lo avevo esposto nello studio,
dove intanto Eusapia non entrò mai. Quindi cade pure la congettura che il suo
subcosciente abbia teleplasmata la forma su di una imagine criptomnesica.
Neppur questo. Rimarrebbe la ipotesi telepatica, che cioè abbia “ pompato „ (il
termine è di stile) nella mia subco¬ scienza quel ricordo oramai lontano, di
quando io ero ancor quasi fanciullo. La telepatia serve egregiamente a
spiegarci un gran numero di pretesi fatti spiritici, e anche per Eleon. Piper
il prof. Hyslop pena infinitamente per eliminarne, con fina ma non convincente
dialettica, l’azione subconscia. Ma in Eusapia la telepatia, per mia
esperienza, ha poca effi¬ cacia; e noto inoltre che se ella avesse saputo
leggere nel mio pensiero, vi avrebbe rinvenuto (a parte le incongruenze della
denominazione, dell’età, della figliolanza...) la imagine di una donna
quarantenne, sofferente, smunta dai patemi fisici, con capelli diradati e
pettinati in forma piatta. Se quella sua produzione fantomatica, con la testa a
trifoglio e il lungo collo di giraffa, vuol raffigurare nelle sue inten¬ zioni
una defunti, sarà sempre un modulo generico, più o meno malleabile in un tipo o
nell'altro, ma al quale per conto mio nego risolutamente ogni e qualunque
personifi¬ cazione che ini riguardi. III. Una * evocazione „
irriconoscibile. Ho notato — e l’avranno notato tutti gli studiosi — che
gli “ spiriti , evocati sono preferibilmente famigliaci ai due vigilatoci
d'Eusapia, cioè agli assistenti che sono con essa in immediato contatto e dai
quali perciò può ricevere spinta e attingere più agevolmente informazioni
(emotive, musco¬ lari, ece.). E così fu che un' * entità spiritica ,. non
chiesta nè prean¬ nunziata da altro indizio se non dal rigonfiarsi delle tende,
s’c costituita pure dal lato di Barzini mentre egli era al con¬ trollo: e per
un momento è parso che si volesse identificare. Dapprima, in forma tangibile, e
l'ha toccato, premuto, abbrac¬ ciato; — di poi, in forma visibile, e una mano
biancastra, che evocazioni spiritiche mal mescite
429 tutti noi abbiamo percepito, s’e sporta dal gabinetto poi
gra¬ tificarlo d’una carezza. Si è susurrato nel circolo cbe quegli atti
particolari mi¬ rassero a specificare lo spirito medesimo venuto sere prima per
l’Albertini (ossia “ Giuseppe Giacomi ,): ma nè la ri- cognizione è stata
possibile da parte di Barzini, nè il pro¬ cesso di organizzazione fantomatica
si è sviluppato abbastanza per definirlo in chiara maniera. Un corto
dialogo tiptico ha fornito dei particolari di sta¬ tura, di età, di
corporatura, cbe non corrispondevano affatto a quelli ben noti del defunto, ed
erano, d’altra parte, irri¬ conoscibili. Il “ defunto „ non si è reso visibile
se non con quella mano: ma era troppo poco per farsi riconoscere. Co¬ sicché
anche al fianco destro d’Eusapia non s’è progredito: tutt’altrol Però,
come s’è veduto tante altre volte, P Interlocutore di destra si rivelò con
picchi un po’ differenti dall’Interlocutrice di sinistra: debolissimo argomento
per una identificazione di¬ versa! È curioso cbe questi “ spiriti . raspino,
bussino e palpino, tutti , per annunziarsi. Ma cbe bussino pare naturale al
Savaoe, giacché “ chi è fuori di una porta, fosse la re¬ gina Vittoria o fosse
Washington, deve usare quel mezzo convenzionale per farsi aprire „ (Con
telepathy expluiu , ecc., p. 30)1! Argomento ancor più fiacco e ingenuo del
prece¬ dente, poiché nessuna persona educata gratterà mai le zampe delle
seggiole ai sedenti, e neanco in confidenza farà loro il solletico nei
fianchi. ♦ * * L’adattabilità degli ‘ spiriti „
alle contingenze dell’evocazione. C’è, dunque, un gran disordine in
queste presentazioni di “ spiriti di molti „ per opera della Paladino: e prima che
essi si personifichino occorre un'elaborazione talvolta lunga, spesso
inefficace. La psicogenesi del fenomeno risiede — non c’è ombra di dubbio — in
questo semplicissimo e chiarissimo fatto, che del resto non è affatto nuovo
nello spiritismo evocatorio, ma, direi quasi, lo caratterizza. Chi legge
attentamente, anche con mediocre acume psico¬ logico, il principio
dell’elaborata identificazione spiritica raggiunta da Hyslop con la Piper nelle
sue cinquecento sedute (potrebbero essere dieci o mille, il processo resterebbe
il me¬ desimo), cbi fiuta, insomma, con un po’ di discernimento nel miracolo di
Salem , vi trova riprodotto nelle pi-ime sedute il disordine caratteristico di
queste comunicazioni coll’Altro Mondo. La Piper era incerta ; e prima di
orientarsi col nuovo cliente gli presentò successivamente e confusamente vari
spiriti ignoti, quasi per cimentarlo ad identificarli : una “ Mar¬ garet „, una
“ Lillie „ , un “ Henry „, poi un' “ Alice „ cbe alla fine si trasformò in *
Annie „ , vieppiù accostandosi alla so¬ rella morta cui ei-a corso intanto il
pensiero dell’HvsLOP. Soltanto alla seconda seduta questi raccappezzò meglio il
significato delle comunicazioni, ecc. ecc. (cfr. “ Proc. of Soc. f. p. Res. „,
XIV, ott, 1901). Ora, qui noi vediamo un processo più o men graduato e
più o men rapido di adattamento: gli spiriti evocati a poco a poco si
conformano alla loro situazione, ed acquistano una personalità determinata dai
desideri, dalle idee, dai sen¬ timenti, dalle credenze dei comunicanti. — Sono
i “ comu¬ nicatori , cbe si mettono al livello di questi — gridano gli
spiritisti: no, risponde uno spiritualista vero e autorevole, Paolo Carus, è il
mondo spirituale cbe si adatta progres¬ sivamente al basso Mondo Terrestre
(cfr. *Monist.„, apr. ’02). Ed io aggiungo: perchè è questo mondo sensibile che
inventa, crea e foggia a modo suo 1’ Ultrasensibile , trasportandovi di
preferenza --- e con un’inevitabile contraddizione alle sue pretese ideali
sublimità — tutte le sue fanciullaggini e tutte le sue piccinerie. Porse
queste imperfezioni della pneumatologia e pneumato- fania sono più evidenti
ancora nella Paladino, così che hanno suggerito al Mangin il dubbio che alle
sedute di costei non avvengano apparizioni (* Ann. Se. psych. ’03). Egualmente
il Flammarion, che non vede alcun intervento di spiriti nel paladinismo, ha
assistito una sola volta alla presentazione di un fantasma personificato nella
figliuola di un sig. Pallotti ; ma nei suoi dubbi arriva soltanto ad ammettere
che fosse un “ essere tiuidico „. Certamente, nessuno dei medi italiani
forma materializza¬ zioni complete e durature, nè l’Eusapia, nè il Politi, nè
il Randone. Uisogna guardarsi sempre dall’affermare la com¬ parsa di “ fantasmi
„ là dove possono i nostri sensi cadere in deplorevoli inganni. Fra tutti i
medium plasmatori spes¬ seggiano i falsari imitatori abilissimi della realtà.
Anche in questi giorni mi tocca di leggere di smascheramenti formi-
„ «labili- Con Ceeil Husk seguitano a venire fantasmi al
buio, ma non c’è ria fidarsi molto : la Catterina Graham, di St. Louis, è stata
trovata in fallo, e buttata americanamente a terra dagli astanti mentre “
materializzava , fantasmi camuffata sotto merletti cosparsi di fosforo ; e il
Chambers è stato afferrato in persona, mentre si pompeggiava da “ entità
fantomatica Ad ogni modo, parlando di cose vedute da osservatori degni di
fede, sembra che “ Bien-Boa „ lo spirito Indiano di Villa Carmen sia migrato da
Algeri a Parigi coi medium che colà lo facevano comparire (Richet); ma non si
sa an¬ cora nulla di preciso sulle nuove sue apparizioni : eerto, mancando i
registri di stato civile a Golconda, dove “ egli „ funzionava da Gran Prete,
l’identificazione sarà un po’ difficile. Presentemente passa per autentico lo
spettro “Eleonora*, che si plasma in Barcellona ad opera della sig. Carmen Do-
minguez, e che si offre alla vista e al tatto dell’assemblea spiritistica con
tutte le apparenze della vitalità. Sarebbe una seconda edizione della “ Katie „
di Crookes: ossia solida, re¬ sistente, agente e parlante come “ Katie*, alquanto
differente dalla medium, con capelli più neri, con colorito più scuro, col
piede più lungo di 2 cent, (nell’impronta su mastice, il che diminuisce la
differenza), con voce 6 molto simile „ ma * con pronunzia diversa È il caso di
dire: chi vivrà, vedrà! Con Eusapia non si va tanto in là, ma si rimane
intanto più al sicuro: le sue apparizioni, come quella imperfetta di jersera (e
la imperfezione è qui indizio di veridicità), non sono “ spiritiche „ no, ma
sono state viste con occhi non abbacinati, nè ingannati. Sempre più mi sento
del parere di Mangin, che per questi fenomeni straordinari scriveva essere la
ipotesi della “ ideoplastia „ la più sostenibile. E veggo che anche pei
fantasmi materializzatisi alle sedute sperimentali del Mao-Nab, questi si dimostrava
(nel 1888) di già proclive ad una simile interpretazione. Molte volte la
fotografia rivela il meccanismo del fenomeno, come quando si è visto sulla
lastra il doppio fisiologico evidentissimo di chi posava davanti all’obiettivo
e pensava alla propria imagine {cfr. la fotografia degli “ Ann. Se. psych. „,
ottobre 1905, dove la rassomiglianza è visibilissima, e il fantasma sembra
persin prodotto da uno spostamento della lastra sensibile nel fondo della
camera oscura). Il Delanne enunzia il principio spiritico cosi: — “La
materia proviene dal medium, la f orma dallo spirito (dei disincarnati) „. — Io
lo muterei in quest 'altro: — “La materia proviene dall’organismo del medio che
la esteriora; servate a Parigi è stato condotto a pensare proprio
come Di guisa che, come io opinai hn dal 1901 (ctr t io san tT
che^son o Ta ? so r^en te^d el iVEn orgia Tintesi' nei fenomeni di
medianità. Le “ visioni , della Eusapia. Durante il corso delle mie
esperienze ho rilevato che in il suo celebrato opuscolo: Memorie di un
visionario, messo un po’ in disparte dai kantisti antichi o nuovi per pudore
della scuola, oggi invece rimesso in onore dai neo-mistici. le “ visioni
, del famoso illuminista svedese si collegano, nei capitoli dei trattati di
psicopatologia, con quelle meno metafìsiche e più realistiche di H.lle Couésdon
: risulta im¬ possibile segnare un confine tra le sublimi e le ridicole; co¬
sicché vi sono dottrinari onesti e coerenti dello spiritismo che non rifiutano
V Arcangelo Gabriele della isterica Parigina, e dicono (in buona fede, io
spero) che alla fin fine le cose pos¬ sono anche esser vere, ossia le visioni
corrispondere a reali entità del Mondo Occulto che gli altri uomini non
riescono a vedere perchè mancano di chiaroveggenza. Nei circoli spiritici
privati i medi veggenti non sono rari, e ne ho citato uno, quello di Tours,
dove pare che le vi¬ sioni di disincarnati spettrificati avvengano tutte le
sere. Anche la Smith “ vedeva „ i personaggi del suo romanzo
indo-rivoluzionario-marziano a tre intrecci sovrapposti; ed ora, che è divenuta
medium pittrice, “ vede „ il Cristo cbe ha potuto disegnare, come scrivono gli
ammiratori suoi, con espressioni sovraumane. Eusapia si contenta di dire
che “ vede „ fantasmi per lo più impersonali, nè inai sovrabbonda in
descrizioni di linea¬ menti e altri connotati, che potrebbero compromettere
l’in¬ dole sempre generica delle sue creazioni. Stimolata perchè dia maggiori
ragguagli, non va più innanzi : l’indicazione di * un uomo „, una “ donna „, un
“ giovine „, deve bastare, secondo lei, alla bisogna ; e forse basterà ai “
fedeli „ che in proposito si mostrano sempre arrendevoli e facili. Ma uno
psicologo, anche ammettendo la realtà dei suoi teleplasmi, si chiede se la
dichiarata “ visione n sia reale, o non debba essere attribuita ad altri
processi fisiopsicologici. Prescin¬ diamo, per un momento, dallo stato di
veglia o di estasi medianica, poiché oramai a me par dimostrato che la simula¬
zione incosciente le accomuna in maniera più che sufficiente ; orbene, ecco altrettante
condizioni causali delle visioni: 1“ Eusapia non vede nulla, ma dice di
vedere per proselitismo spiritico: in fin dei conti, sostengono gli scettici,
lo spiritismo le dà guadagni! 2° Eusapia non vede nulla, ma dice di
vedere per sug¬ gestionare gli astanti e per indurre in essi uno stato illu¬
sorio e, magari, allucinatorio. 3° Eusapia nulla vede, ma con
l’affermazione simbolica di visioni spettrali preannunzia le ulteriori
materializzazioni. Morseli i, Psicologia « spiritismo, II. 28
4» Eusapia dice di vedere perchè vedereatae^^
SVipnoide in cui avvengono, noi diciamo “ oniriche »• , organizzazioni,
che essa 5° Eusapia vede realmente le oigan for?a 0 ra. SSS » * »
doppio annunzia, ed essi sono una rea solo a(j essen pn-
soprasensihile esiste e si remi s mistici, come S17.’ sraa-JSra
‘“..SJptT»”»- ““4i di M“m ,Sm* * ““ di “neo-spiritualismo!»). . concreto
rimane Si scorge da ciò che in ciascun caso .conci ^ ^ arduo
determinare la vera "f^j^zioni di Eusapia. Certe molto da Bdarsi al tono
deUe esclama* icm a ^ ^ volte essa si mostra spavent _ . ^andona
gotte gridi . lai (- • • «“»( artLmb» voglio fuggire sui Vigi latori, s
aggrappa a ’■ pho anche sentita alle minacele di un personagg ’aifenda. (
Proteggete deprecare che la si salvi, che assistono individui la
figlia mia! „ — ); ecl 10 , )ar0]e esplicative della creduli, quella
agitazione sman , * ssionj e possessioni oirx:ii ■« — . da delirio di indemomamento. • di medi
caduti Certo si è che furono descritti e^mp . in deliri consimili;
e la cosa multerà eompr^ ^ ^ chiunque consideri il grave s provocheranno
nella lucinazioni) e le reiterate disint.g j , aj^AKOFF) che pure era
sintesi della personalità mte e • ^aii»ace0gliere la puerile uno monte
superi»», non « ponte ege cioè spiegazione avanzata dag 1 # ;onj degli
spiriti » si possano verificare dell 1 straordinaria si fatta (“
An. et Spir. », tr. frane., p. ' V è ^nche p selvaggio acquiescenza alle
superstizioni a t epilettico, una non ammetterà mai che un attacco ateneo
o^ pazzia furiosa con delirio sensoriale, ,ui ogni ni Ani morbosi
dipendenti da processi natuia incidente anormale dell’uomo vivente è l’effetto
di cause estranee, di influenze arcane, di poteri magici. E il più spesso, se
non sempre, sono le anime dei suoi “ non cari „ morti che lo vilipendono, lo
sopraffanno, lo torturano, gli arrecano disgrazia : sono esse da cui bisogna
guardarsi, perchè possono cercare di ritornare a vivere e a godere dei beni
terrestri impossessandosi del corpo di un vivo mentre dorme o mentre è
distratto... La fiaba dei vampiri nasce da quelle paure. Gli spiritisti,
che parlano di “ possessioni „ spiritiche, non sono dunque più in alto dei
popoli animisti riguardo a concetti psicologici ed escatologici: e quelli che
credono, senz’altro esame, alla realtà obiettiva delle visioni d’Eusapia o
d’altri medi veggenti, debbono escludere volta per volta le altre cinque
spiegazioni del fenomeno allucinatorio (vero o falso che sia) prima di trarre
illazioni da simile genere di * prove „ in favore del intorno sublunare dei
disincarnati. Sarà un lavoro un po lungo di critica , e forse bisognerà rifarsi
daccapo! Interferenze biopsichiche o strategia
medianica? Ho segnalato più su, con intenzione, il mutamento di catena impostoci
dalla medium quando dal tavolo ha fatto allontanare la signorina Susini: ogni
avvenimento di seduta ha la sua importanza psicologica. Quell’ordine era forse
un pretesto per giustificare l'assenza di manifestazioni, quindi un atto di
semplice tattica medianica? o non era invece, come taluni spiritologi voglion
dire, uno dei tanti casi dì interferenza biopsichica fra il medium e qualcuno
dea-li astanti ? -io Eusapia non era in “trance,, e l’ordine mi sembrò
capric¬ cioso, come tanti altri suoi consimili del “ più luce „ , e * meno luce
». del raccoglimento o del “ parlate „, ai quali si ubbidisce nella fiducia di
assistere a qualcosa di insolito e che poi restan senza effetto. Questa
incoerenza reca un po’ di scompiglio nelle indagini sul determinismo dei fenomeni,
•-ono ordini e conti- ordini spesso, non del subcosciente d’Eu¬ sapia, ma della
sua vigile, anzi vigilantissima coscienza nella «rima fase
delle sedute, quando tenta di mettersi in “trance,. 35£:3H?èlf*«
IS^tggÉ^ii i'd^pTedì, sbadigl^rìrequentemente come le accade nelle 86 Per
^gni*1 avvenimento di sedute medianiche, sia grande quattro anche nel
caso, come questo, d una semplice n chiesta di mutamento di catena.
l-.la r^enza'^ella loro^uggestibilità individuale; ragion, di tattica ,
tradizionalismo tecnico, jcc. chc ,a telepatia abbia larga2 efficacTa*
nella fenomenologia,^ ^<hum àlK'iaSdSpii al fenomeno che vuol
produrre. _ .„.0 esistere antagonismi o SftEsrr-., - “tftsra
pi" toSJ'Srto in principio di qnort. «..conto dello XXV4^'
\rSwifatf»: - il medium ubbidisce a ordini impar- r!0:S^-s=“'‘ Non
occorre molta fatica di cervello per vedere che l’ul¬ tima spiegazione, così in
questo come in ogni altro evento delle nostre sedute con Eusapia (idem, con gb
altri medi i) resta la meno naturale, la meno logica, la più lontana da ogni
dimostrabilità. Essa è, poi, viziosa in quanto ammette 1 esi¬ stenza di un
fattore occulto da dimostrare, ed è superflua in auanto contraddice alla
massima dell’ “ enfia non sunt, vraeter necessitatem, muUiplicanda... „. Ci si
fermerà, con maggior profitto, all’una o all’altra delle tre prime
stazioni. Il più semplice modo di interpretare un atto di volontà conscia
o subconscia del medium è di guardarlo ai lumi del buon senso. Insistendo che
si mutasse la catena, Eusapia poteva, anzi tutto, esser mossa da sentimenti di
ìndole, di¬ ciamo così, sociale: simpatie ed antipatie personali. Certo, io non
vorrei a priori escludere la possibilità di un con¬ trasto più profondo fra la
medium e i partecipanti alle sue sedute. Qui la credulità e la incredulità non
ci hanno che fare: ormai ho le prove in mano che il percepire i fenomeni detti
“ spiritici „ non dipende dal credere nello spiritismo, ma bensì dal fatto
semplicissimo e notevolissimo di impressioni reali che colpiscono i nostri
sensi. C*è per contro da ritenere, come affermano taluni pratici, che
Eusapia tolleri di mala voglia la vicinanza di persone dotate di medianità. È
gelosia di mestiere, è timore che 1 fenomeni siano attribuiti al potere altrui
e non al suo r* non è vero e proprio malessere fisico, originato da antago¬
nismi organici, da “ polarizzazioni „ diverse di forza biopsi- chica? Parrai
difficile dirlo, e sarebbe antiscientifico arrestarsi alla prima spiegazione
d’ordine psicologico, rifiutando ogni valore alla seconda di ordine
psichicistico. Vi possono certamente essere ignote sintonizzazioni e in¬
terferenze metapsichicbe fra gli individui costituenti una riunione spiritica o
mediumnica, come se ne incontrano spe¬ rimentando sull’ipnotismo e sul magnetismo
animale, sopra¬ tutto col processo donatiano della fascinazione. Questo ar¬
gomento delle affinità e disaffinità elettive, per usare il termine introdotto
da Goethe, è appena sfiorato. Forse ne troveremo le ragioni dirigendoci verso
l’indagine spenmen- tale delle “ forze ignote non definite „ secondo A. Dk
Roouas, ma verosimilmente “ biopsichiche „, le quali emanino o ir- radiino
dall’organismo umano, se i dati un po troppo teorici che ancora le concernono
acquistassero maggior consistenza e... concordia. Ci sarà da risuscitare
forse 1’ * od , di Reiohenbacu e la “ neuraura „ del Dodee... E perchè no?
Veggo, senz’al- cun’ansia (lei mio animo rii positivista, che nei più recenti
investigatori in questo dominio incerto vi è la tendenza comune (ci pensino i
neo-spiritualisti!) a ravvicinare le ignote forze biopsichiche agli altri
agenti fisici naturali, fra i quali spesseggiano le facoltà attrattive e
ripulsive, che’ i grandi filosofi monisti della Grecia credevano simboleg¬
giate nell’ amore e nell’odio fra gli elementi cosmici. Cito alcuni fatti in
appoggio. Il Baiiéty dice che la “forza nenrica radiante e circolante,,
secondo Ini. nel corpo umano, è ineguale d’intensità nelle diverse persone; e
che da codesta ineguaglianza sembra risultare, in parte, la possibilità per un
individuo di influenzarne un altro (la parola “ influenza , sarebbe quasi da
adoperare, qui, in senso fisico!). Egli aggiunge che la facoltà posseduta da
certe per¬ sone di influenzarne altre con la loro ‘ neuricità „ non dipende
solo dalla varia intensità, ma fors’anche dalla ripartizione e direzione di
essa, massime nell’individuo suscettibile di essere “ neurizzato La forza
neurica avrebbe una spiccata analogia con quella della calamita. b) Le
“correnti di polarità, di Uhazarain e Décle hanno a un dipresso le stesse
proprietà, ma ancora più definibili in senso fisico. Vi è, essi sostengono, una
‘ corrente organica ascendente da un lato delle membra del tronco e della
testa, discendente dal lato opposto , ; — e la loro polarità seguirebbe “ la
logge mede¬ sima delle azioni elettriche , : sarebbe positiva a sinistra, nega-
twa a destra. Si dovrebbe desumere da ciò che vi possano essere differenze
individuali di potenziale bioneurico, tanto assolute e di tutto il corpo,
quanto relative e dei due lati : per cui si ren¬ dano probabile azioni mutue di
scarica dal -f- al — , e ripul¬ sioni tra poli isonomi, e attrazioni fra poli
eteronomi. c) Più recentemente il dott. Joirk, misurando col suo steno-
metro la “ forza neurica , radiante dalle punta delle dita, dice d aver trovato
che alcuni individui respingono , altri invece at~ traggono l’indice
orizzontale. Anche questo risultato, ove rice¬ vesse conferma, darebbe corpo
alla congettura che esistano po¬ larità contrastanti negli organismi umani.
d) J1 Pettisklli, di Savona, erede di avere scoperta una nuova “ forza
biologica , dotata di proprietà, si direbbe quasi fisiche, di attrazione e
ripulsione. Ho già ricordato il metodo ed ho detto di avere ripetuto le
sperienze del fisico ligure : ma non mi sono convinto che la causa dei moti di
un apparato così grossolano sia ‘ biologica , : ad ogni modo, c’ù da tener
conto del fatto indiscutibile che alcune persone fanno girare la lamina
aH'innanzi, e altre all’indietro. e) Sull'esistenza di
un’atmosfera pericorporea di emanazioni o radiazioni, la quale potrebbe anche
possedere determinate nolarità è basata, come tutti sanno, la dottrina-dogma
del " peri spirito : e dopo le ultime scoperte della scienza fisico-
chimica, qualcuno ha tentato applicarle al vecchio concetto [A
sinistra del medium, in E, materializzazione integrale di uno spettro; — a
destra del medium, in E", materializzazioni parziali di « mani » e « piedi
> fluklici]. Kardechiano. Fra i tanti, citerò il greco Dr Pol Arcas,
che in un’opera II Segreto della Vita (della quale mi ha inviato un rias¬ sunto
in-fol., edito ad Atene. Tip. ‘ Hestia „ giugno ’07), spiega la telepatia, le
materializzazioni spiritiche e tutti i fenomeni psichici e spiritualistici
mediante una sua ipotesi dell’ “ Elet¬ tricità vitale che vuole però
accuratamente distinta dalle ipotesi magnetologicbe. A parte il lato della
pubblicazione, che potrebbe cadere sotto la lente dell’alienista, trovo che
il saggio dell elettrobiologo greco è interessante come documento della
crisi formidabile attraversata adesso dallo spiritismo. Ne riporto la figura
molto espressiva con cui l’A. cerca di spiegare le apparizioni e le
materializzazioni. Attorno al medium seduto e addormentato si forma, con
le sue emanazioni, un’atmosfera positiva (-(-). Alla sua sinistra uno spirito
h, che per suo conto è carico di corrente negatwa(—\ e attratto in quella sfera
fluidica, ne assorbe una parte (-+■) e si rende totalmente visibile. Alla
destra, un altro spirito E" pur esso negativo, volteggiando nello spazio,
si accosta alla medium, ma non entra del tutto nell'atmosfera di questa : vi
immerge solo una mano (±) e un piede (±), e cosi si mani- lesta con
materializzazioni parziali, tangibili e visibili. Io raf¬ fronterei volentieri
questa ipotesi delTAacAs a quella del Hor- kitno, che già riportai nell’opera
(Tomo II, pag. 170): ma mi pi e noe, pel momento, trarne soltanto la
conseguenza pratica elle se 1 atmosfera fluidica mediumnica fosse sempre
positiva, sarebbe estremamente difficile ottenere la cooperazione di due o piu
medi troppo vicini in catena: le loro polarità omonime si respingeranno!
Senza andar oltre con le citazioni, c’è nel materiale ancor dubbio fin qui
raccolto il germe d’una rivoluzione del problema dei sentimenti simpatetici ed
antipatetici in ele¬ menti d ordine meccanico. Io, come monista, non me ne
stupirei nè dorrei certamente: ma come se la caverebbero i neo-idealisti, che
presumono di trovare negli studi meta¬ psichici argomenti nuovi e validi per la
spiritualizzazione crescente dell’Essere V Tuttavia, se io posso vedere
nei fenomeni mediumnici le prove dell esistenza di forze biopsichiche ignote,
non trovo poi che le esperienze fin qui fatte siano sufficienti a darmi un
concetto qualsiasi sulla loro intima natura: e parlare di neuricità radiante „,
e paragonare codeste forze ipotetiche alla elettricità, alla luce, alle
correnti magnetiche, alle ra¬ dioattività ultimamente discoperte, mi par
prematuro ed anche pericoloso. Si rimanga pure con Ostwald e con Mach nella
Energetica, ma non si vada più in là di congetture molto problematiche, alle
quali non saprei assegnare, in massima, altro valore se non di analogie
metaforiche. La spiegazione, che i mutamenti di tecnica voluti dalla
Paladino siano semplicemente atti psicologici di difesa dal dubbio o di tattica
operatoria, è pedestre, si, ma probabi- lissimamente più vicina al vero. Io
opino che le varianti domandate dal subconscio dei medii siano una conseguenza
logica della loro singolare situazione nei circoli: e prima di dare il passo
alle spiegazioni iperfisiche delle * affinità , od omogeneità „ fra i “
perispiriti „ o “ corpi astrali „ (traduzioni più o meno libere delle “
neuricità , e delle forze radianti „), vorrei che caso per caso si
eliminassero i motivi d’ordine psicologico. Spessissimo si vedrebbe allora che
i medi, nel far mutare il posto alle persone, nello strin¬ gere o rallentare il
circolo, nel chiedere luce o buio, si¬ lenzio o chiasso, luce rossa o luce
verde, — se non sono guidati da ragioni strategiche per la esecuzione dei loro
piani non hanno altro scopo se non di mostrarsi ligii alle tradizioni dei
circoli, e di dare un falso o simulato colorito di “ sperimentalismo „ alla
loro tecnica frivola ed inetta. Tutti questi campioni professionali dell’
Ignoto ultra¬ conoscitivo, tutti questi presuntuosi iniziati deH'esoterismo, si
piccano sempre di intuire di pensare e di operare al di fuori e al di sopra
della scienza: ma nonostante i loro ra¬ gionamenti acroamatici, cioè
intelligibili soltanto agli adepti, sono poi costretti dalle necessità della
logica ad appellarsi a quel metodo obiettivo e a quei procedimenti di ricerca,
che ostentano di dispregiare e di oltrepassare. L’ULTIMA
SEDUTA. Compendio della serata. Ultima e non fortunata
seduta, questa del 10 gennaio! Siamo ridotti al gruppo primitivo di
sperimentatori, salvo l’aggiunta del giovane sig. ing. L. Pikeli.i di Milano;
Eu- sapia è in ottime disposizioni d’animo, perchè durante il soggiorno in
Genova si sente fisicamente migliorata, ed è anche fornita di non comune
potenzialità medianica: ma non ci giovano queste condizioni favorevoli per
avanzare nella pneumatologia conforme ai nostri desideri, e tutta la serata si
consuma in fenomeni che quasi più non ci de¬ stano interesse. I. In
catena attorno al tavolo. Io e Barzini invigiliamo la medium; il nuovo
venuto, ing. Pirelli, è seduto accanto a Barzini. a) Dimostrazioni
elementari di medianità, che ormai è inu¬ tile descrivere a parte a parte : —
movimenti e sollevamenti del tavolino, picchi e rumori di grattamento, bussate;
— svolazzo delle cortine : fracasso entro il gabinetto, derivato dal sol¬
levarsi e ricadere della branda col suo materasso; — palpatine, tocchi e
stringimenti al gomito e alla spalla; — spostamenti di oggetti anche
pesantissimi (il tavolo grande colmo di roba e strumenti); — formazione di
corpi androidi attivissimi sotto il cortinaggio, un dei quali in particolar
modo agiva dalla sinistra d’Eusapia, ossia su di me. — E tutto ciò in semi¬
oscurità, ma in modo discernibilissimo , con una successione rapida, pressoché
furiosa, di fenomeni, ma nel tempo istesso con una lentezza studiata nello
sviluppo di ciascun fenomeno, come se ci si volesse lasciare — e ci si lasciava
difatti — tutto 1’ agio di osservare , di verificare , di commentare e di
interpretare. Il fenomeno del mandolino. — Il più bel fenomeno
teleei- netieo della prima ora di seduta ci è stato offerto dal man¬ dolino. —
Prima si è udito il suo suonare spontaneo nell’interno del gabinetto, poi s’ò
visto il suo trasporto aereo sul tavolino dove posando s’è rimesso a suonare. I
cantini vibravano da sè sotto i nostri occhi, senza che alcuno li toccasse :
soltanto un lembo della nera cortina ne copriva la paletta del manico.
Anche stavolta 1 istrumento era isolato ; noi scorgevamo in semiluce, che la
tavola armonica era tutta scoperta. Le forti, ma disarmoniche vibrazioni dello
strumento avvenivano come se' una mano, situata entro la cassa, grattasse o
pizzicasse con le dita, non con la penna,, le corde: e la mano che strimpel¬
lava, non si vedeva. Noi tenevamo sicuramente le mani d’Eu- sapia, le quali
intanto battevano il tempo con le dita: io sentivo la sua sinistra, sopra la
mia destra, premermi a ritmo: ed è poi andata scherzosamente a solfeggiarmi
sulla fronte, mentre il mandolino riprendeva ad autosuonare ogni volta che lo
do¬ mandavamo. Aggiungo che una grossa piega della tenda s’era interposta tra
le nostre mani e il manico del mandolino. Per¬ tanto questo è uno dei fenomeni
più autentici che io abbia da segnalare. e) Una telepla.t mozione
fantomatica. — Mai ne avevo rice- yuto impressioni altrettanto realistiche di
consistenza, di mor¬ fologia umanoide, di attività vigorosa e intenzionale.
Natural¬ mente mi si è fatto sapere tiptologicamente che quell’automa ripetente
1 soliti gesti ed atti, era. “ essa „ ; ma, come per l’in- nanzi, mancava ogni
personalità. Però lo strofinarmi, il solleticarmi al fianco, il dar
colpetti sulla seggiola, il toccarmi con la mano aperta o con la punta di tre
dita distinte, 1 atterrarmi pel gomito, l’addossarmisi come per un abbraccio,
il retrocedere dell’ ‘ Invisibile , sotto quella tumidezza di stoffa, avevano
un’intensità impressionante, quasi che. essendo 1 ultima serata, mi si volesse
far sentire con mag¬ gior calore. Lna cosa grossa, sferoidale, lignea, mi si è
acco¬ stata in alto e m ha pigiato il capo ; nella superficie cutanea premuta
da quel corpo ho creduto riconoscere la sporgenza orbitaria esterna di una
fronte e lo zigoma d’una faccia os¬ suta, e rabbrividendo (lo dico
schiettamente) mi è parso d’a¬ vere addosso una testa di morto, un teschio,
spinto con forza da una persona nascosta nel gabinetto. Barzini ha guardato
sotto la tenda sollevatasi verso di me, e non ha veduto nulla di solido nè di
formato. h- il posto di una riflessione. Io penso che quella inter¬
pretazione strana derivi dal modo insolito col quale i nostri sensi cutanei
sono impressionati e dalla mancante correzione della vista, che raddrizzerebbe
le illusioni sensorie o, per lo meno, toglierebbe loro ogni carattere macabro
(“ spiritistico „). Se si vuole stare nella serena obiettività, bisogne¬ rebbe
analizzare sempre le impressioni: il processo percet¬ tivo implica una
ricognizione, che non si effettua mai rego¬ larmente qualora manchino gli
elementi comparativi. Ora, qui, di teste pigiantimisi al buio contro la tempia
io non ne avevo sentite mai, prima delle sedute. d) Fenomeni perspicui
telefonici. — Avemmo, in primo luogo, una quantità notevolissima di luci:
alcune si formarono in alto, sulla testa d’Eusapia, altre sulla stessa mia
persona, e precisamente sulla spalla destra di dove mi scesero saltellando
lungo il braccio spegnendomisi verso il pugno. Queste lumi¬ nosità
azzurrognole, ora fioche, ora più o meno splendenti, pul¬ santi, erano
indubitabilmente connesse con le materializzazioni tangibili : comparivano
quando la tenda s'avanzava, e Barzini, di fronte a me, scorgendola avanzare mi
preavvertiva che sarei stato toccato ; il toccamente io lo sentivo, poi, netto
e distinto. È una bella esperienza di correlazione perfetta fra due
ordini di percezioni, le visive di un percipiente, le tatto-muscolari di un
altro. Queste luci di Eusapia erano assai meno spettacolose di quelle “
dure come la cera, calde come il sangue, screziate di vene di bioplasma „ (?!),
che, al dire del Fakmer, il grande medium Eglinton si faceva comparire nelle
mani e che erano “ spiriti in via di organizzazione „, talvolta tenute in una
mano a mo’ di “ ciottoli luminosi „ (io direi irrivei'ente- mente, di
saponette!) da altri “spettri,. Certo, meno mira¬ bolanti, ma... più autentiche
ed autentieabili. e) Mani... sempre mani. — E avemmo, in secondo luogo,
la comparsa di una mano biancastra al di sopra della testa di Eusapia : io non
l'ho vista perchè in quell’istante volgevo le spalle al gabinetto, ma
distintissimamente l'han vista tutti gli altri ; e le mani della medium erano
controllatissime, anche perchè discernibili in mezza luce. II. Nel
gabinetto oscuro. Incuorati da queste materializzazioni visibili, alle
22,30 facciamo coricare la Eusapia entro il gabinetto, ed io la lego solidamente
agli anelli appositamente infissi nelle sponde della branda, adoperando un
grosso e resistente nastro di canapa, largo 2 cent. L’esperienza sui medii (e
sui pazzi nei vari Manicomi, dove s’applica tuttora la coercizione) ha
insegnato che i nodi di un nastro sì fatto si sciolgono assai diffìcilmente: e
per scioglierli Eusapia dovrebbe vincere le strettoje che non le lasciano ai
polsi e ai piedi piu di 25-30 centimetri di raggio. Rimaniamo illuminati
dalla veilleuse e dalla lampadina elet¬ trica a vetro rosso, di 5 candele :
posso leggere lo stampato di corpo 9 in un giornale e distinguere benissimo le
ore sul quadrante del mio orologio. . Dopo un po' d’attesa — e durante
questa si è consumato il solito ' numero „ del programma, ossia 1’ a solo coreografico
del tavolino — abbiamo assistito a un piccolo colpo di scena: le tendine nere
si sono scostate dalle sopratende delle due fi¬ nestre, e così la testa e i
piedi d’Eusapia giacente ci si sono resi ben visibili, come se ci si volesse
assicurare che la medium non si sarebbe mossa. Ma le grandi forme
materializzate che da tanto tempo aspettiamo, non sono comparse. In
queste condizioni d’esperimento, tre sorta di manifesta¬ zioni furono ottenute
: a) Formazione di una nebbia biancastra, “ odica ,„ che al¬
ternativamente s’elevava e s’abbassava lungo il corpo disteso della medium;
l’ho giudicata dello spessore di 12-15 centun. b) Comparsa di luci tonde,
azzurro-verdognole, a 40-50 cent, dalla testa della medium, le quali scendevano
lentamente, im¬ pallidendo, una dopo l’altra verso di essa, e poi
sparivano. c) Ripetuta apparizione di mani nel vano delle tende, le quali
non potevano essere le mani d’Kusapia, chè io le avevo allacciate con più nodi,
e tali le ho trovate al finire dello spet¬ tacolo. Le mani che s--i mostravano,
erano ora serrate a pugno, ora aperte coll'indice e col medio estese e con le
altre dita piegate nell’atto che si suol designare ‘ di predicatore „. Que-
st'ultima mano, dirò così, vescovile, sottile e a vola stretta, aveva forme
aristocratiche, ovvero femminili : ed io la diagno¬ sticai per una sinistra,
mentre proprio allora la sinistra di E. P. pendeva in risoluzione muscolare
sull'orlo opposto del materasso . Quanto ai pugni, alcuni apparvero dal lato
radiale o del pol¬ lice, altri dall’ulnare o del mignolo. d) Comparsa di
una forma biancastra, allungata, nel mezzo delle cortine nere, lo l’avrei
giudicata una terza edizione, peg¬ giorata perchè ancor meno definibile, del
mezzo volto affac¬ ciatosi allo stesso modo nelle sere precedenti ; e così la
pen¬ sano il dott. Venzano e il Berisso. Ma altri, fra cui l’ingegner Pirelli,
ha creduto riconoscervi una mimo : nel qual caso sa¬ rebbe stata quella di un
gigante. Era forse “ John King , che prendeva congedo e ci dava il saluto
d’addio?... Mi rincresce, ma noi lo avevamo congedato da un gran pezzo !
La apparizione di mani nelle sedute d’Eusapia fu anche segnalata nel ’92 dalla
Commissione di Milano, che però non si pronunziò sul loro conto. Questo
fenomeno è vecchio nella storia dello spiritismo: si sale oltre alle sorelle
Fox. Il Richet ha ripubblicato, due anni fa, la ingenua e istruttiva storia,
redatta da un teologo cattolico e stampata a Utrecht, di uno spirito “ Clemente
Zwesspenpauer [nomignolo] che nel 1641 tormentava una giovane ventenne molto
saggia e pia, Regina Fischerin, produceva “ luci brillanti „, appariva in forma
di vecchio, e per identificarsi stampava la sua “ marca di fuoco „ sulle stoffe
in forma di mano coi carat¬ teri del defunto (“ Ann. Se. psych. „, apr. ’05).
Allora i segni di identità erano dati dalle “ anime purganti „ 0 “ penitenti „
ovvero dai *■ diavoli „ : adesso lo sono dai dis¬ incarnati, che non dicono più
di venire dal Purgatorio o dall’Inferno, perchè pochi ci credono sul serio, ma
prote¬ stano di scendere da Altri Piani. Il processo psicogenetico è sempre il
medesimo: lo sforzo di autenticare in qualche modo le straordinarietà del
supernormale. III. Esperimento d’addio. L’ultima manifestazione di
medianità che ci ha voluto dare Eusapia prima di chiudere la serie delle nostre
sedute, è stato il solito esperimento dell’azione a distanza. Questa
volta fu. un piccolo organetto-giuocattolo. Dapprima, accostandogli la punta
delle dita, essa ne ha fatto girare il mec¬ canismo interno, traendone tre o
quattro striduli suoni ; in sèguito, senza toccarlo, gli ha impresso un
movimento di va e vieni sul piano del tavolino. La cosa fu chiesta da noi lì
per lì ; le mani d’Eusapia si protesero verso l'oggetto senza in¬ dugio e senza
precedenti sospettabili gesti ; la sala era rischia- ratissima ; i nostri occhi
non l'abbandonarono un istante : — il fenomeno ha dunque avuto tutte le
caratteristiche della sincerità. Una dimostrazione di questo genere ,
piana e sicura, ci ha servito di coronamento e di compenso per le lunghe ore
trascorse in quella penombra, in una fastidiosissima immo¬ bilità di attesa, in
una simulazione noiosa di credenze non condivise. Anche il più sistematicamente
incredulo, colui che facesse pompa di “ retetica „ come dicevano gli antichi
gno- seologi, ossia che si impuntasse di cercare la verità col pre¬ concetto di
non trovarla mai, dovrebbe ben riconoscere, a tali prove, che la telergia
esiste quale funzione eccezionale di certi organismi privilegiati o
anormali. Non chiudo questo sommario dei fenomeni veduti,
senza ricordare che la sera del 10 Eusapia volle e ottenne muta¬ menti di
catena pel motivo che non può tollerare il con¬ tatto di “ mani umide di sudore
Forse non esiste, qui, che una idiosincrasia isterica, comune del resto a molte
persone normalissime cui una mano sudante e fredda fa ri¬ brezzo. Ma fors’anco
è vero quello che dice la Paladino: che quel contatto le spiaccia, perchè le
diminuisce la potenzia¬ lità medianica. E perchè no? La catena tiptiea non le è
forse tanto necessaria, quanto la vigilanza delle sue membra operata dai
controllori : spessissimo le mani degli astanti si allontanano l una
dall’altra, o sono ritirate sotto il tavolo. Ma finché non si sia provocato lo
stato profondo di “ trance „ Eusapia cerca le mani dei vigilatori o di altri
fra i presenti, come se ne aspirasse porzione del psicodinamismo che poi
dispiega nei fenomeni. Ora, codesta verosimile trasmissione di forza può bene
essere aiutata o impedita da particolari condizioni fisiologiche delle persone
‘ incatenate „ ; e, come avviene di certe sostanze coibenti del flusso
elettrico, può la traspirazione cutanea costituire un ostacolo alla coope¬
razione fisica incosciente ed involontaria dei due vigilatori a ledere del
medium. Historia dilecteuole et ueridica di uno Ispirito,
che... Il I)1 Giorgio Dumas ha or ora riesumata la “ Histoire admirable „
di una isterica celebre negli annali della de¬ monologia cristiana, di Giovanna
Féry, che nel 1584-5 fu esorcizzata da un intero sinedrio di teologi diretti da
Mon¬ signore di Darleymont, “ illustrissimo e reverendissimo Ar¬ civescovo e
Duca di Cambrai, conte di Cambrésis, prin¬ cipe del Sacro Romano Impero „. Dopo
molte fatiche e traversie Giovanna fu liberata da tre demoni, che dissero
chiamarsi A anione, Gorgia e Cornuau (?), e dei quali que¬ st ultimo resistette
a lungo, intavolando — per bocca della indemoniata, s’intende — meravigliose
discussioni teologiche cogli esorcisti e spesso mettendoli in imbarazzo con lo
sue acute objezioni da calvinista eretico ed indurito (cfr. “ Rev. de Paris „,
aprile-maggio, ’07). Non sempre queste “ Istorie „ di ossessione
diabolica sono terminate in modo mite, come quella di Giov. Féry :
molte, purtroppo finivano in modo tragico, e tutti orma! lo sanno.
Ma quando si tratta di quegli io secondari, di quegli sdop- piamenti isterici
di personalità, che come quei discreti diavoli di Gorgia e di Nomane non
portano a rovma nè al logo uè al Manicomio l’ infelice in cui si costituiscono,
si può anche guardarli con occhio indulgente e con umore faceto. Lo
stesso buonumore svegliano certi spinti delll'®tessa; risma, che fanno capolino
dall’ Al di la impersonandosi nei medi più potenti, per es. il “ Capitano „
innominato che 4 controllò per un po’ di tempo la celebre Fiorenza Cook Come; e
là “ Sofia , e lo “ Spirito blu » ch®.tu“odÌ C°n‘ inimicano con il Circolo
spiritico kardeclnano di Tours in Francia • e 1’ “ Abdullah „ e il “ Selim ,
del Bailey, dai dubbi apporti assiro-caldaici; e il “ Bien-Boa , , di Villa
CanM„, e il “ Bien-Aìssa „ del giovine medium galiziano di Kolomar ( “ Psych
St. „, ’05). Come fra i diavoli del Medio-evo si sen- ; tiva l’eco della
demonologia d’Oriente negli stessi nomi di Astaroth, Mammone, Azaztele, ecc.,
cosi fra gli spimti-gnide dei grandi medi si avverte, d’ordinario, quella
intrusione di Turchi Arabi ed Indiani, che serve mirabilmente a c°naet tere la
pneumatologia Occidentale eoll’esoterismo Orientale agli occhi degli abbacinati
e suggestionabili gregani. Per- sfno la imaginazione creatrice della Elena
Smith, forse la più coordinata e ferace di quante abb’aa° forato r >- manzi
spiritici, .non ha saputo liberarsi da l Onen e anto meno dall’India: la sua
prmcipessa Simandmt e la ternmi nizzazione drammatica del Falciro e del
Càkya-mouni di casa Nokogerath 1 Per contro, “ John King , e la sua pa¬ rentela
hanno una patria meno classica ed esoterica, so emigrati, come sappiamo, dalle
pianure americane neo-in- 17vèro cli'e'viohn , oramai, alle sedute
d’Eusapia coi nostri gruppi non si fa più vivo come prima. Anche la tenome- L*
delle sei serate dai Berisso ha avuto un car^ter® impersonale: gli oggetti si
muovono fremono, i carillon* stridono, qualcuno invisibile „ ci tocca e
ci sospinge o guasta dispettosamente ì miei strumenti scientifici ; ma non si
dice più che il turbolento sia “John,. Ornai si Va avanti facendo dello “
spiritismo senza spinti, giacché “ nessuno . ordinariamente c, si annunzia e
men ehe mai ci si rende palese. Presentemente in Eusajiia la in corporazione ,
del “ disincarnato , suo padre nord-americano è aTsai scolorita. Nella seconda
sera abbiamo progredito verso L comunicazioni spiritiche, ma “ John „ ha
continuato a tenerci il broncio ed è sempre, di poi, rimasto nell’ombra-
siccome oramai egli sa die ne conosco “ Vita e miracoli è abbastanza prudente
per non mostrarsi troppo. 1. Genealogia, patria e virtuosità dello spi¬
rito “ John King ,. r , I ‘ Km/.* son? «“a. famiglia dinastica, anzi, un
vero clan , del mondo spiritico; comparvero, secondo che Lo narrato, nel bel
numero di 165 alle sedute che un Gionate Koon teneva in casa sua con un figlio
o nipote Nahuin • e fcfra“Tn >irituale * Prendami* (dr. tomo 1,
p. -2). Preadamiti, vorrebbe dire a un dipresso uomini preistorici,
dell'epoca della pietra- ed è al¬ lora meraviglioso che avessero un cognome
inglese puro sangue, e che si chiamassero Gianni, Catterinetta, e forse orno
barn, anticipazioni “premonitorie,, forse, della storia futuia del
neo-spintualismo ? L’origine dei “King, è volgare puerile è la loro qualifica:
si vede che la coltura dei due Koon si cn coscriveva, da austeri quacqueri o
ebrei che fos¬ sero, entro la sacra Bibbia. Dal popoloso circolo di Power
nell’Ohio i “ Kintr uas- sarono in altri luoghi di America, e poi, entro la
valigfa dei grand, medi nord-americani professionisti in miracoli migrarono in
Europa: e giunti sul nostro vecchio Continente operarono mirabilia ancor più
intense che non nel loro paese nativo Diminuirono di numero fino a ridursi a
due olio meX H K- P0<TÌalÌtà 6 S0|Jratutt0 si Personifica ìono meglio.
I King , hanno vissuto oggimai nella fede di tie o quattro generazioni di
spiritisti, e sono sempre i privilegiati Leviti dell’AI di Ih e
dell’Ultra-sensibile Dure! ranno ancora molto? Sopravviveranno alla
disfatta dello “ di“"» 1 «•** — «1 <1,1)0 Senza dubbio fra
“ John , e « Katie , vi sono differenze personali: anche nelle famiglie di
“spiriti, i due sessi ninno caratteristiche diverse ; e perciò di tanto “John è
adesso grossolano e ridicolo, di quanto “Katie, è stata "od è graziosa e
patetica; ma alla fin fine le due personalità eccelse del mondo spiritico
presentano una innegabile aria i miglia. La “ Katie „ è la donzella
anglo-britannica dal flirt ftn S ^ * unosquiSto sapore romaùS John
„ sotto la maschera napoletana che ha assunto con Eusapia, conserva ancora
nella sua valentìa ginnica qualche Morselli. Psicologia «
Spiritismo, H. Z9 lineamento di nord-americanismo , come ne
vediamo dei campioni nel Negro mezzo disbarbarito che balla il goffo cake-walk
sui palchi scenici dei nostri Teatri di Varietà. Sono lunghi anni che “
John King „ lavora per la causa dello spiritualismo nuovo : esso ha “
controllato » una vera folla di medi, di là e di qua dell'Atlantico, sul nuovo
e sul vecchio continente, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Italia, in
Olanda. Nessuno degli altri “ spiriti-guide „ può stargli a fianco : in un
concorso interplanetario di attività ed abilita ultra-terrestri, il Giuri
dovrebbe assegnare a “ John „ il diploma di merito. Se non che, forse in causa
dello stra¬ pazzo per tanto affaccendarsi, le sue facoltà intellettuali si sono
indebolite: a paragone di ciò che “ John „ era capace di fare e di dire coi
medium nei primi suoi anni di co¬ municazione „, si deve purtroppo constatare
che egli è m preda ad una vera degenerazione. Per poco che durino, la “
sopravvivenza „ nell’Altro piano e il controllo n da questa nostra Parte
finiranno coll’incretinirlo. Eccone le prove storiche. . . Notiamo
dapprima un fatto singolarissimo che ha traver¬ sato tutte le vicende dello
spiritismo moderno senza arre¬ stare mai (e pour cause!) l’attenzione dei
gregari: ed è il continuo mimetismo tra i medi. La preponderanza di spinti
Orientali, Indiani, Turchi e simili cui più su accennavo, e diogià una prova di
questa imitazione pedestre, in cui si sperde la meschina imaginativa del
subcosciente mediummco; ma che dire allora del contemporaneo e successivo
apparire deo-li stessi spiriti nella fenomenologia medianica? Quando tra il ’
70 e T ’80 era in auge la Fiorenza Cook, e, nonostante le denegazioni del Voi.kmanm.
trascinava all entusiasmo i cii- coli di Londra, un' altra medium. Miss
Showers, autosug¬ gestionata da quei trionfi, evocava due spiriti che rispon¬
devano ai nomi precisi di... Florence e di Katie ! Accaduta poi la catastrofe
del gennaio 1880, quando la Corner fu sorpresa in flagrante mendacio (come
narrarono gli stessi periodici “ Spiritual notes, e “ Spiritualist „),
l’imitazione a suo riguardo cessò: e da allora nessun medium, per quanto mi
consta, aveva più evocato “ Katie King , fino alla seduta di casa Avellino,
quando Eusapia, naturalmente poco versata in istoria dello spiritismo, ha
creduto bene di disotterrarla e di rimettercela sotto gli occhi. Ma “
John King , deve godere di simpatie eccezionali nei “ circoli „: è assai più
imitato e duro nel sopravvivere in rapporti con questo basso mondo, di quanto
sia stata la sua parente “ Katie „. Sembra un personaggio obbligato degli
spettacoli spiritistici, e, se non paresse irriverente, lo para¬ gonerei alla
maschera del “ Capitan Fracassa „ che non mancava mai nelle antiche commedie
italiane dell’ arte. La u Katie „ ha rinunziato presto ad essere la Colombina o
la Jtosaura della compagnia; ma “.John,, no: da cinquanta- einque anni precisi
non ha requie. 2. Peregrinazioni dello sjjirito “ John King „ in questo
mondo sublunare. Già in America, dopo aver guidato i due medi Ivoon, che
eb¬ bero l’onore di tirarlo giù dall’ “Altro Piano „, egli si è mani¬ festato
nei circoU degli Eddys e degli Holmes, e sicuramente in qualche altro che non
sono riescito a conoscere. Ma in Europa la filza dei suoi evocatori è assai
lunga, e le sue vicende ben più avventurose. Nel 1866-67 troviamo “ John
, e la sua compagna allora inseparabile “Kate„ (piccola variante nel nomignolo)
in casa Marshall, dove la signora da oltre tredici anni, ossia dal ’53, ha fama
di dare sedute meravigliose. I due spiriti concede¬ vano “ manifestazioni
vocali ossia comunicavano con la voce, però non direttamente, bensì per mezzo
di una “ trom¬ betta di carta , che stava per aria non tenuta da nessuno (al
bujo !) e serviva da portavoce tra PAI di là e l’Al di qua. 11 Colkman, un
pioniere valoroso dello spiritismo, ce ne dà preziose notizie (cfr. in
“Spiritual Magazine „, ott. ’67). Val la pena di riprodurre sommariamente le
sue narrazioni : Le * voci . che si udivano dai Marshall, ci fa sapere il
bravo Colemax, non erano, certo, quelle dei due padroni di casa: però egli
aveva sentite le * stesse voci „ alle sedute spetta¬ colose dei fratelli
Davenport, por cui si supponeva diggià che “John King, fosse migrato con essi
dall’America, nel loro famoso armadio, ... senza pagar dazio perchè merce
invisibile, D’ordinario ‘ John , aveva un contegno serio: riconosceva e
salutava col loro nome cognome e qualità i nuovi venuti, si interessava dei
lavori “ letterari . cni alcuni di essi atten¬ devano, dava loro consigli,
discorreva di questioni astratte e religiose, discuteva di teologia, citava la
Bibbia, ammoniva in materia di fede. E ben lo seppe il rev. pastore Bengough.
che una sera si sentì faro da “ John „ una terribile paternale, coll'accusa
formale di essere un troppo tepido credente e di non avere opinioni
ortodosse. Ma talvolta “ John , perdeva quel contegno di * gentleman „
pietista, e diventava di carattere gioviale e scherzoso fino alla ,
li trivialità. 11 rev. Bengough, che non gli perdonava quella la¬
vata di capo, un bel dì s’accorse che * John „ dava un aspetto volgare e
repulsivo (sic) alle sue rappresentazioni. Non si dice in che consistessero
queste volgarità e grossolanità : si sa però che i due spiriti cantavano
insieme dei duetti a voce sfogata, ma stonatissima, e (narra un testimone) “
insopportabilmente „ : che anzi una volta 'John, ordinò all’assemblea che si
cantasse in coro, ed egli la accompagnò a suon di chitarra ma con discreta
assonanza. ‘ John „ si divertiva pure a zuffolare delle ariette, ma in modo
imperfetto. Promise persino di mostrarsi disegnatore e che avrebbe ritrattata
una signorina del circolo : infatti, poche sere appresso si trovarono su di un
foglio di carta due disegni. Il primo rappresentava una donna in forma
d’angelo, con grandi veli svolazzanti attorno, con una croce sulle spalle, e
con scritto sotto il termine greco Agape (V raf¬ frontare ai disegni
egualissimi che dava lo spirito * Joey „ con Eglinton!). L’altro figurava una
donna coronata, una regina con scettro in mano, ed era destinata — come fece
sapere la “ voce , spiritica — a rappresentare Lady Coleman; ma disgraziata¬
mente, o per inabilità del ritrattista, non c'era alcuna rassomi- nianza. Aggiungo
però che ‘ John ,, vista l’accoglienza calo¬ rosa fatta a quelle sue opere
d’arte, ne diede altre, ma sempre con le stesse identiche figure angeliche
(stereotipia a noi ben nota e di cui oggi Elena Smith, coi suoi ‘Cristi
sovraumani,, seguita a fornirci esempi non nuovi per noi. alienisti). In
alcune di queste manifestazioni si intravvede diggià il ‘John , paladiniano; ma
di quanto superiore! In allora ‘John,, oltre alla intellettualità dei messaggi,
oltre al brio che pale¬ sava nei colloqui" e nelle dispute coi
frequentatori di casa Marshall, profondeva ad essi altri ‘ miracoli , :
apportava pro¬ fumi e faceva piovere dal soffitto essenze liquide ed odorose
sulla loro testa. Aveva però un carattere meno allegro d'adesso : attaccava brighe
volentieri, ed era geloso di ‘ Kate , : esigeva che si conversasse soltanto con
lui. obbligava la sua compagna al silenzio, e si impermaliva se qualcuno gli
preferiva la ra¬ gazza. Però non si lasciò mai vedere : parlava ed agiva
restando invisibile, anzi esigendo l’oscurità più assoluta: egli però ci vedeva
benissimo nelle tenebre, e seguiva con fine attenzione tutti i movimenti
sospetti di chi voleva troppo accostarsi a... controllare la medium. Del resto,
a discolpa di "John, debbo dire che a quei tempi le ‘ apparizioni
fantomatiche divenute poi abbastanza comuni, erano rarissime: nel '67 non si
cono¬ scevano ancora che il fantasma della moglie del banchiere Livermore e
quello del ‘ Dr Pranklin , materializzati da una delle Fox, non che la ‘ dama
velata , vista da Roe. Dace Owkk (v. Tomo 1, p. 23). Inoltre gli spiriti
parlavano diffìcilmente: la disincarnata Livermore, apparendo nelle stanze già
abitate in vita, “ emetteva appena un mormorio incomprensibile , : solo la dama
bianco-velata di Owkk era arrivata alla necro¬ fonia ben distinta.
JOHN KING „ E ALFE. RUSSELL- WALLACE 458 Non
piccolo, dunque, è il merito dello spirito di ‘John King, ohe non solo parlava,
ma dialogizzava a fiato perduto con la sua cartacea trombetta. Che anzi questo
modo di comunicare aveva fatto nascere in cuore al Colkmam le più audaci spe¬
ranze: ‘ Gli spiriti, egli scriveva, ci hanno annunziato grandi comunicazioni
orali: non è dubbio che la predizione si realizzerà, e che i più fortunati fra
noi, non solo percepiranno gli spiriti sotto forma visibile, ma potranno anche
conversare (a tu per tu!) e riceverne istruzioni ». Tuttavia ‘ John „ e ‘ Rate
„ non si mo¬ strarono, solo diedero qualche ragguaglio sulla loro personalità:
dichiararono di essere i medesimi spiriti che accompagnavano i fratelli
Davenport, ma non spiegarono il ‘ mistero dell’ar- madio , e dei ‘ nodi
zollneriani ,! Per scusare poi le sue buf¬ fonate, ‘ John , confessò
francamente che quel genere di esi¬ stenza e quell’essere ancora legato al
nostro mondo sublunare per “fini voluti dalla Provvidenza », gli seccavano
molto, e che per ciò tanto lui, quanto la compagna “ Kate », procurando di
pigliarsela con filosofia, si divertivano più che potevano... alle spalle dei
miseri mortali (sic\ Quanto alla trombetta, debbo dire che una sera fu
afferrata in aria e la si trovò un po’ troppo vicina alla testa della si¬ gnora
Marshall: la scoperta fece un po’ di rumore, ma la cosa finì lì, per maggiore
tranquillità dei comunicanti. Aggiungo che la stampa londinese, internandosi in
polemiche spiriti¬ stiche e antispiritistiche come la italiaua di questi
giorni, accennò a strane facoltà di ventriloquio, sempre a carico della signora
: altri accennò a trasmissione di ‘ voci , traverso a tubi. Ma in verità nessun
trucco fu messo in luce, e poco dopo l’intervento del celebre naturalista
Alfredo R. Wallace mise in silenzio i denigratori di “ John » e ‘ Kate King
». Tutta questa storia amena ed onesta si legge scritta can¬ didamente
sul serio nei più autorevoli periodici spiritici del¬ l’epoca; ma il fatto più
culminante delle sedute di casa Marshall fu questo, che ci andò miss Nichol,
damigella di compagnia di una sorella di Alfe. R. Wallace, e che per mezzo o
eccitamento di lei ci andò anche il celebre emulo di Darwin. Credo che il
Wallace avesse già scritto il suo opuscolo : The scienti fic aspect of thè
supematural (Londra, ’66), ma non era ancora in buona vista presso gli
spiritisti or¬ todossi: o ne temevano la vasta coltura biologica, o non ne
credevano ben sicura la conversione alle loro dottrine. Il Wallace entrò
subito in cordiali relazioni con i due * King conversò a lungo con “John,, di
cui percepì la voce forte e maschile, e ammirò la vasta (!) conoscenza di cose
astratte. * Noi conversammo (queste le sue stesse parole) sui medium, sui
progressi dello spiritualismo, sulla vita nelle altre sfere e su molti
altri soggetti; le risposte di John erano convenientissime, ed io lo trovai
molto intelligente, facile e pronto „ (sic). Orbene, fu questo giudizio
benevolo del sommo scienziato, che disarmò i sospetti dei circoli spiriti¬
stici; por mezzo di “ John King , la immensa autorità di un Wallace fu
guadagnata per sempre al neospiritualismo. Scusate se è poco! La Niello)
diventò, o già era un medium efficace, massime- in “ apporti „ di fiori : essa
dava sedute in casa dei signori Houghton, dove accanto al Wallace sedeva allo
stesso ta¬ volo magico il drammaturgo-spiritista Damiani di Napoli. C’è bisogno
di seguire altro filone per discoprire donde sia passata ad Eusapia la
suggestione dello spirito-guida “John,? (Cfr. Tomo I, pagina 1.20). Nel
71, o giù di lì, troviamo miss Nichol divenuta la seconda moglie di Samuele
Guppy, un letterato mediocre, destinato però ad essere il marito successivo di
due medie potenti, giacché anche la di lui prima moglie ha inscritto il suo
nome nel libro d’oro dello spiritismo (cfr. Podmo re, 1. cit., passim). Il
Guppy era stato dapprima un positivista, e aveva scritto un libro per spiegare
chimicamente i fenomeni spiritici (vedi Bibl., 1°, pag. xxxvn) ; ma poi,
convertito dalle mogli, diventò uno spiritista ferventissimo. In allora i medi
si facevano spietata concorrenza: si incolpavano a vicenda di ciar¬ lataneria
(Home scagliò tale accusa a miss Cook!), si dispu¬ tavano la clientela', e...
si rubavano gli spiriti. Così fu che “John, e “Katie, (non più “Kate„) passarono,
forse insalutato hospite, da casa Marshall a casa Guppy ; e qui acquistarono
ambedue la facoltà del canto. “ John „ cantava con voce pro¬ fonda di basso, “
Katie „ faceva gli acuti, ma il suo bisbiglio riusciva poco intelligibile. Per
ciò spesso i due litigavano fra loro : “ Katie , disillusa sulle proprie
abilità canore non vo¬ leva cantare, e “ John „ incollerito glielo ordinava ; e
allora la poverina ci si provava, dicendo: — sì, sì ; voglio, voglio — ma la
voce era chioccia e il canto falliva. Nell’anno 72 “John King „ fece la
sua comparsa trionfale alle sedute che un’altra zitella, la già citata Showers,
teneva insieme con la sua domestica Elena a Teignmouth nel De- vonshire, a
circa 800 chilometri da Londra ! Miss Maria era appena sedicenne, ma medium
potentissima ; fu con lei che “ John , cominciò i suoi straordinari esercizi di
telergia. Quando essa cadeva in “ trance , la casa era messa a soq¬ quadro : “
John „ cacciava i mobili persino in strada (tipico esempio di “ casa fantasmogena
„ e inizio della carriera teleci- “ JOHN KING „ A TEIGNMOUTH,
NAPOLI, PAKIGI, ECO. 4o;> netica ulteriore del corsaro). Per
soprappiù a quelle sedute tumultuose, esaudendo i voti del Coleman, apparivamo
vari “ spiriti „ : ci veniva “ John „ ci veniva “ Katie „, e ci veniva anche un
“ Peter „ (?). Un astante narra d’aver veduto coi suoi occhi “ John King „
involto in una stoffa luminosa, con la testa circondata da un turbante, e
vicino a lui, se¬ duto comodamente su di un sofà, il suo nuovo compagno “
Pietro „ in abito da caccia (sic!). La data della prima comparsa di “
John King „ alle se¬ dute della Paladino in Napoli non è precisata, ma deve ca¬
dere verso il ’72 o il ’73 (cfr. Tomo I, p. 120 e seg .). Na¬ poli era in
quegli anni, ed è tuttora un buon centro di spi¬ ritismo; vi fiorivano parecchi
circoli privati; e in casa del prof. Capuano, detto il “ Nestore degli
spiritisti partenopei „ , lo spirito di Frate Angelico (!!) dava picchi e
responsi tiptici ascoltatasi mi. Infatti più tardi, in casa del cav. Ghiaia che
era succeduto al Damiani nell’ufficio di “ sviluppatore „ della medianità
d’Eusapia, “ John King „ si manifestava sempre in compagnia di “ Frate Angelico
„, e faceva piovere rose e monete (di stagno) : ma poi i due spiriti si
distaccarono, ed ora “ John „ viene ordinariamente solo. Il gran pubblico
e la immensa maggioranza degli spiritisti che non ne sanno o ne tacciono la
storia, credono che John „ sia esclusivamente impegnato con la “ Eusapia ,; ina
pur¬ troppo, da vecchio marinaio, egli si diletta di viaggiare .
all’Estero. Dò alcune tappe del suo itinerario. Nel '75, a Parigi, in
casa della baronessa medium Ad. van Vay il medium americano professionista
Carlo Williams evocava “ John King „ene faceva vedere 1’ “anima astrale, sotto
forma d’una palla luminosa che saliva e scendeva, entrava da un angolo della
sala e scompariva traversando ì muri. Non basta: “ Joku „ usciva allora dal
gabinetto e si mostrava bene illuminato: un astante, il Gledstanes, ne de¬
scrisse l’occhio nero e vivissimo (cfr. in “Medium a. Day- break ,, ’75: cfr.
Buse, Isis dévoilée, p. 179). Nel ’77, il medium Alfredo Firman,
descritto dal Sullivan, impersonava con molto successo diversi spiriti, fra cui
sua madre, due graziose ragazze che rispondevano ai nomi di Alessandrina e di
Natalia , un misterioso “ Glaucm (V), e... “ John King , il venerabile anziano
dell’ Al di là. Disgrazia¬ tamente questa presentazione non va scompagnata dal
ri¬ cordo dello smascheramento di sir Firman: a Parigi fu sor¬ preso mentre opportunamente
abbigliato si preparava a tare da “ spirito d’nn Indiano ,. Ah quelle
Indie! Nel ’77 e ’78 era ancora in voga, come medium
ultrapo¬ tente, il detto Williams, che non si separava più da una com¬ pagna,
medium essa pure e celebre sotto il nome di * Rita Il Williams, nelle sue
serate migliori, faceva apparire “ John King „ in abito da “pirata pentito, ( i
sic). Ma disgraziata¬ mente anche per lui venne il brutto quarto d’ora : una
sera uno scettico astante afferrò lo spirito Charlie, e si trovò tra le mani la
“ Rita , palpitante e confusa : frugalo il Williams gli si rinvennero indosso
la barba nera posticcia di “ John, e alcuni metri di mussolina pel suo
turbante. La delusione fu grande nel campo spiritico: ma quel signor Gledstanes
sug¬ gerì che si risolvesse il dibattito, consultando in qualche altra seduta
d’un buon medium “ John King „ medesimo. Come è possente la fede e come spiana
le montagne ! Si parla infatti con calore di “ John „ anche nei serii
libri dogmatici di Oxon, come di uno spirito ammirabile per la “ evidenza „
delle sue manifestazioni (cfr. Staixton Moses, Spirit teachings, ult. edizv p.
44), e se ne parla anche in quelli della Marryat (cfr. Bibl., I, p. xxxii). Ma
il bello si è che “ John „ non si contenta di messaggi tiptici, di comu¬
nicazioni incarnatorie, di fenomenologia fisica : è pure “ psi- cometra „ ; e
nel ’99, per opera del ben noto medium Peters, si manifestò alla principessa
Kakadja e le ripetè la sua ve¬ ridica istoria: “ egli fu su questa terra un
corsaro vissuto ai tempi della Regina Elisabet ta (1558-1603) ,! Migliaia di
persone, ribadisce la principessa, lo hanno sentito e veduto in Inghilterra, ed
egli è stato rappresentato più volte: alle pareti della sala maggiore della “
Spiritualist Alliauce , di Londra è appesa la fotografìa del “ repentant Pirate
„ in varie pose ! Ma come alla sua gloria non bastassero i fidi
spiritisti, “ John King „ gode anche credito fra i teosofi. Secondo le sette
teosofiche in auge, “ John „ non è lo spirito di un pirata, niente affatto, ma
di un mago, che in vita fu po¬ tentissimo. Gli spiriti dei maghi, detti
Nirmanakaya , segui¬ tano a possedere le loro virtù magiche anche dopo la
disin- eamazione: e forse è per questo che “ John „ smuove i tavolini e suona
la chitarra... senza mani visibili! Nel 1903 “John, viaggiava nei Paesi
Bassi, e guidava il medium olandese Munstermann , dividendo bonariamente questa
fatica con uno spirito collega, nientemeno che “ Abdnl- Hamid ,, l’immancabile
Orientale della compagnia (cfr. in “ Het tookmshs Leven „, ’OS). Con
Cecil Husk, medio notissimo (ma discutibilissimo !) JOHN KING „
DISPUTATO E... BURLATO a grandi materializzazioni, appaiono molti
fantasmi. Uno Ira i tanti, drappeggiato dalla testa alle spalle in una specie
di scialle bianco, con il viso scarno, con la barba nera e lunga, e “ di tipo
orientale „ (?!), mosse una sera le labbra, emise una voce forte e potente, e
annunziò di chiamarsi... “ John King „ ! Il Fotherby, che racconta l’avventura,
non crede alla realtà dei fantasmi se non in quanto sono “ forme eteriche „
formate dal pensiero del medium fcfr. “Ann. Se. psyeh. „, luglio ’06).
Che più? Anche il medium romano Politi, sulla cui since¬ rità corrono dubbi
gravi fra gli stessi spiritisti, è riuscito ad ottenere comunicazioni o, per lo
meno, la partecipazione di “ John King „ alle sue sedute (“ Luce e Ombra „,
febbr. ’05). Roma non vuole essere seconda a Napoli, e visto che il Pirata
elisabettiano è il più intraprendente e fortunato degli abi¬ tanti
dell’iperspazio, bisogna bene sfruttarne in qualche ma¬ niera la popolarità
! Ma la troppa popolarità espone a rischio, e la soverchia fortuna trasciua
ad atti temerarii. Non altrimenti si spiega la gravissima disavventura toccata
a “John King, neU’8t> quando inabilmente egli si lasciò burlare e condurre a
per¬ dizione da Chicot, uno “ spirito „ inventato, al quale s’era dato il nome
del buffone dei re Enrico III e IV di Francia. La storiella è stata ampiamente
narrata da Roberto Bracco (v. Bibliogr.,I°, pag. 151-170), nè fa d’uopo
ripeterla per in¬ tero; basterà un cenno di quella burla esiziale. Dal
1592. anno in cui morì vittima della sua impertinenza da Guascone, Chicot non
aveva fatto più ridere nessuno: bi¬ sognava che lo evocassero alcuni distinti
giovani Napoletani venuti nel divisamente di mettere alla prova lo ‘ spiritismo
, di casa Chiaja. Sparsero pertanto la voce che in casa Goetzel avvenivano
fenomeni mirabolanti per virtù di medii potentis¬ simi, specialmente del
contrabassista sig. Franchi : i fenomeni erano giochi di prestigio, i medi
abilissimi imitatori, e gli spiriti comunicanti, fra cui * Chicot . del tutto
imaginarii. Intanto in casa del cav. Chiaja le sedute dei medii Eusapia
Paladino (fisico¬ meccanica), Luisa Pellegrino (psicografo), ed Enrico Madia
(psi¬ cografo) si succedevano fertilissime e convincenti. Fra i due
gruppi si venne ad un accordo : tenere sedute miste, e associando la
potenzialità di tanti medii. giungere, se era possibile, alle cime dello
spiritismo. E cosi fu fatto: gli spiriti del circolo Chiaia, che erano John
King, un Monary (?) e un Loriani, si presentarono insieme a quelli (falsi) del
circolo Goetzel : John ebbe, anzi, un colloquio animatissimo con Chicot, e si
dissero vicendevolmente le loro generalità. Per mezzo dello psicografo
Madia, lo '‘spirito. Chicot narrò d’avere vissuto nel secolo XVIII e di essere
morto a Roma (?); e tutto andò benis¬ simo sino alla fine, cosicché il Chiaja e
il prof. Capuano, presi ingenuamente nella trappola da quei burloni, firmarono
il verbale autenticando in tal modo l’esistenza di... Chicot : ciò che vale,
sia detto per finirla, la inesistenza di John King... sia esso un pirata, sia
un J nirmanakaya „ ! Nessun dubbio che la burla non sia espressiva, ma
non nel senso attribuitole dal Bracco e dal Pavoni, che se ne sono valsi per
buttare ad Eusapia Paladino la taccia di eiurmatriee. La burla non vale affatto
in riguardo alla realtà e autenticità dei fenomeni fìsici-meccanici prodotti da
Eusapia; le sue telergie rimangono veridiche anche se Chicot era falso. 1
colloqui tra .John e Chicot significano soltanto che il primo è la riproduzione
ormai automatica d’un monoidesimo di origine suggestiva, tramandato per oltre
mezzo secolo dall’una all’altra generazione di medii, dall uno all’altro
circolo di spiritisti. 3. Regresso mentale di “ John King , e sua
psicogenesi . Adunque, John King di Eusapia è un degradato : ha pèr¬ duta
quasi ogni intellettualità; non sa più nulla di teologia, non cita più la
Bibbia, non disputa più intorno a soggetti astratti, non canta, _ non suona,
non parla se non per bocca del suo medium, non regala più prolumi come faceva a
casa Marshall, nè fiori, come a casa Chiaia. Del resto, John si incarna ed
immedesima talmente nei suoi medii da dive¬ nirne quel * doppio isomero „,
quell’ “ individualità allo¬ tropica „ di cui parla elegantemente il Delanne.
Lasciata la qualità assurda di Preadamita che i Koon nella loro ignoranza di
preistoria (allora non nata) gli avevano attri¬ buito, egli resta, per anamnesi
tradizionale, il “ corsaro del secolo XVI ma cambia carattere a seconda del
medium che lo evoca o lo personifica: è giocoliere coi Davenport, teologo e profumiere
con la Marshall, filosofo e baritono con la Nichol-Guppy, facchino addetto ai
trasporti di mo¬ bili con la Shawers e con la Eusapia ; è giudizioso con W
allace, è stupido con Ghiaia. Il suo stato progressivo di decadenza sveglia
commiserazione. Che pensarne? Guardando al suo impoverimento in Eusapia,
vien voglia di pensare che John King sia ridiventato fanciullo, e che questo
suo puerilismo sia analogo a quello che il De Rocn as ha visto manifestarsi in
taluni ipnotizzati dietro una suggestione che li renda bambini. Il dotto
colonnello chiama “ regressione della memoria „ questo fenomeno, che ogni
ipnotizzatore avrà potuto facilmente produrre nei suoi sog¬ getti, e che per la
psicologia scientifica non altro è se non un caso della “ obiettivazione dei
tipi „ studiata da Richet. Ala il De Rociias, e dopo di lui il Bouvier, avevano
supposto che con acconcie suggestioni fosse possibile far regredire la memoria
dei soggetti fino all’infanzia, poi fino alla na¬ scita, indi grado grado fino
a prima della nascita, traverso ciascuna delle loro precedenti incarnazioni
come le ammette il kardechismo dogmatico (cfr. “ Ann. Se. psych. ’06).
Per esempio, il soggetto di Bouvikk avrebbe rivissuto o, meglio, rammentato in
iscoreio e alla rovescia queste esistenze anteriori: — verso la metà del secolo
XIX, essa sarebbe stata una Margherita Duchesne, morta nel 1860: — nel secolo
XVIII. un Giulio Robert morto a Milano nel 1780; — alla fine ilei secolo XVII
una Jenni/ Ludovic di Ploermel (il luogo della Dinorah di Mkvkhukku!) morta nel
1702; — finalmente, tra il secolo XV e il XVI, un Michele Berron morto ad
Amiens. Non s’è riusciti a farle rivivere esistenze anteriori a quest'
ultima. Riguardo alle più antiche incarnazioni regressive non c’è modo di
verificarle: mancano gli atti dello stato civile! Ma per la più recente, quella
della sedicente Margherita Du¬ chesne, la ricerca era possibile, ed è risultata
falsa. Cosicché il De Rociias, anche per uno studio più esatto su altri
soggetti suscettibili a codeste suggestioni, ha finito col convincersi che le
esistenze anteriori indicate in ipnosi mai furono vissute. To mi domando
com’era sensato, per chiunque ha pratica di ipnotismo, credere che la “
regressione della memoria » ottenuta per suggestione servisse a consolidare
l’atavico dogma della Reincarnazione! Non la si può pertanto applicare
menomanente al John King di Eusapia, il quale non fa mostra del suo puerilismo
perchè, sopravvivendo, sia regredito per telepatia o per au¬ tomatismo alla sua
età infantile, ma perchè, come spirito¬ guida, è il degno prodotto della
mentalità “ guidata „. Piut¬ tosto si dovrebbe confrontarlo a tutti gli “
spiriti „ che hanno vissuto troppo a lungo: persino il Diavolo, questa sintesi
di tutto il mondo spiritico sub-umano, anche lui, poveretto, è
irrimediabilmente allenito e striminzito da quel che era ai tempi di Giovanna
Féry o delle Orsoline diLoudun. È fatale: gli “ spiriti „, di cui la
imaginazione dei primitivi, dei seivaggi e dei semi-civili popola l'aria, la
terra, gli astri e i cieli, invecchiarlo e soffrono da qualche secolo in qua
una vera moria: siano maliziosi come Namone, Mammone e Belzebù siano bonaccioni
come John o sentimentali come Katie, muo- Planf° P‘ano i S1, rÌ8°lvono nelle
paure dell'ignoranza, nelle fantasmagorie derivanti dall'isterismo, nei
monoteismi subcoscienti e suggestivi dei medium ; si dissipano alla luce della
scienza come la nebbia al sole. Les Esprits s’en vont! di (ari°SISSlmo’ Per n°n
dir altro, il ragionamento specioso Kimr esiste" EL'r':i_- iSe n'ente
C‘ ha Provato che John Pb/„ t ' nlent® c‘ ha P01 provato che egli non esista „
V*9ch 7 P; 5p4)- Debbo semplicemente supporre che ÌniStì'U,0i1S1ChlC1Sta n°D
abbia saPuto sondare nella psiche dello spirema Cercare abbastanza neUa storia
allegra Le conseguenze psicologiche di questo accoppamento di uno
spinto-guida „? Eccole: John King è un io secondario, una
personificazione oni- nca, in tutti 1 medi che inspira o che guida; — è
stato inventato in America per un’autosuggestione di ignoranza storica ;
6 — si è propagato. ed è passato da un Continente all’altro, da un medium
all altro, per mimetismo; - si svolge in ciascun medium per suggestione
d’am¬ biente, per invidie ed emulazioni professionali, per falsifi¬ cazione
impudente; v ~ quando è sincero, si ripresenta a ciascun nuovo at¬ tacco
medianico per automatismo ; — la sua sopravvivenza è una credenza di
origine ata¬ vica e mimetica ; 6 . la ?uo personalità palesa la miseria e
il puerilismo della imaginazione subliminale ; la sua variabilità
personale dimostra che le personifi¬ cazioni medianiche sono trasformate dal
prisma cerebrale cne le rifrange; ~ }a s.*la s°i'te infelice ci lascia
presumere quella di Spiritismo6 C0USlmi11 Pers°nificazioni su cui si fonda lo
I romanzi subliminali e la psicologia scientifica. Le “
comunicazioni meccaniche „ e le presentazioni fan¬ tomatiche della Paladino
sono così elementari , discontinue e inintellettuali, che un abisso sembra
separarle dai “ mes¬ saggi „ dei Magni Spiriti che ogni tanto si fanno sentire
vivi, col tavolo o con la psicografia, nell' “ Altro Lato „, e dai coordinati e
spesso eleganti prodotti della coscienza subli¬ minale che crea i “ romanzi „
ultraterrestri e storico-palin- gnostici delle Van Vay, delle Smith, dei
Forsboom, delle Smead, delle Weldon, e in generale dei medii acclamati in casa
Nokggeratii o nei circoli spiritici ortodossi. Eppure, lo schema è, in
fondo, sempre il medesimo ; solo ne variano il rivestimento, l’arricchimento,
le efflorescenze onde ogni singola fantasia mediumnica, ricca o povera che sia,
empie i vuoti tra le linee della intelaiatura o ricama a risalto la tela che
serve loro di sostegno. Ma basta che rocchio sagace del psicologo, e sopratutto
del psicopatologo, vi si fissi per scorgerne la trama grossolana e
uniforme. Lo so bene : a prima vista, par difficile assomigliare le gesta
funamboliche di un “ John King „ o i semplici pateticumi di una “ Katie King „
alle rivelazioni astrofisiche dello * spirito Galileo „ o dello “ spirito
Humboldt „, ai poemi dettati dallo “ spirito L. Ariosto „, alle romantiche
vicende della indiana “ Principessa Simandini „. Àncora più lontane da tanta
miseria sembrano le sublimità poetiche prorom¬ penti dalla subcoscienza di
Carlo Hugo sotto la suggestione del suo gran genitore, all’isola di Jersey,
quando venivano a inspirarlo col tavolo 1’ “ Ombra del sepólcro „ oppure alcuni
simboli astratti chiarissimamente Vittorhughiani, come il “ Leone d’ Androide
„, il “ Romanzo ,, 1’ “ Idea „, o “ La Morte „ (G. Bois). Queste inspirazioni
mostrano che l'anima è profonda: eppure, la profondità non scende oltre la
capacità del cervello umano, nè oltre ai dinamismi assegnati dal¬ l’Evoluzione
bio-psichica alla sostanza nervosa. Certo, la tribù dei “ King „,
quantunque rappresenti in questi ultimi cinquant’anni tanta parte del commercio
tra il Mondo di Qua e il Mondo di Là, è stravinta in potenza mi-
mico-ra&gurativadai “ Cesari „ dai “Santi lgnazi da Lojola, dai Robespierre
, e dalle “ Marie Antoniette „ che si muo¬ vono dignitosamente e artisticamente
impersonati in altri inedn incarnatori. E certo, le stamburellate e i sussulti
tip¬ ici del “ Nirmanaltaya d’Eusapia „ sono un nulla rimpetto alle esecuzioni
musicali e coreografiche delle belle medium JNjdia e Maddalena. Lo so
benissimo; e ne veggo e ne ap¬ prezzo la distanza: ma non mi lascio impaurire
dalle grida ostili degli adepti, che forse se ne diranno offesi. Io penso e
scrivo da alienista e neuropatologo qual sono, che tra quell imaginoso mondo
dell’Al di là e il povero nostro mondo terrestre un ponte solido sotto i nostri
piedi ih gettato dalla scienza psicologica, non solo supernormale, bensì anche
normale, massime mitosociologica (folklore) e dalla anormale, massime
patologica (psichiatria). La mia critica si rivolge allo “ spiritismo „
in blocco, non facendo distinzione, sotto questo punto di vista, tra il dogma
(davisismo, kardecismo) e lo spiritismo-ipotesi (battezzato, per opportunità
come “ psichismo „). Hanno un bel dire quelli che ci vorrebbero persuadere d’adottare
lo spiritismo almeno come ipotesi di lavoro „ : no, signori miei, il vostro
spi¬ ritualismo chimerico, estratto dai fatti di mediumnismo, non e che una
riduzione del vecchio kardechismo; e ne conserva la fisonomia o, se volete, lo
scheletro; e i suoi corifei sono ancora i medn ad incarnazioni più o meno
romantiche Ci serviremo di costoro come di strumenti, ma le loro fisime e halle
neo-spiritualistiche non ci guideranno più nell’interpre- tazione dei fatti.
r Verissimo che certi spirito-psichicisti odiernissimi, ve- (tendo la
mala parata, gettan via come cenci le “ comuni- «azioni intellettuali „ delle
Smith e delle Smead. senza neppur pm degnare di uno sguardo le “comunicazioni
meccaniche „ delle Eusapie e dei Politi. Ma purtroppo anche nella sfinge
Eleonora Piper, il cui « mistero . rimar¬ rebbe indecifrabile „ dalla scienza
psicologica e perfino dalla metapsichica, la continuità della fenomenologia
spiri¬ tica dal falso “ Dr. Phinuit „ al reduce spirito del “Tr. Hodgson e
evidente: nè valgono le sottili distinzioni del prot. Htslop per separare le
ingenuità fanciullesche della prima spintificazione „ dai sibillini messaggi
della seconda reduce personificazione. Di tanto è atavica o tolomaica la
cosmologia a più sfere dello spiritismo e dello spiritoccultismo, di quanto è
antro- l’epos del mondo spiritico 463
pomorfico e volgare l’Epos dei suoi personaggi ultramon¬ dani. Costoro —
1 ho detto — sono per lo più doppii in¬ tellettuali e morali del medium. Per
ciò che è intelletto, su mille “ comunicazioni „ delle Intelligenze occulte a
fa¬ tica se ne incontra una che al riceverla o al leggerla non faccia
smascellare dagli sbadigli o sorridere di compassione, tali e tante sono le
banalità, le sciocchezze, le incongruenze, le “ presuntuose corbellerie „
(frase di St.-Mosss !), onde sono composte. E per ciò che è condotta o azione o
virtù, tutte le 1 Entità occulte, sono il riflesso dell’antropomorfismo più
comune, anche quando si presentano con nomi sonori. Vi sono indubbiamente
dei casi, in cui questo riflettersi della personalità del medium in quella
delle sue creazioni subliminali sembra mancare del tutto: ma sono rarissimi, e
bisognerebbe consegnarli uno per uno alle morse spremi- trioi di uno psicologo
di razza, come Tu. Floiìrnov , o Pietro .Tanet, o Sion. Freud, o Morton Prince
: che cosa ne sprizzerebbe fuori e che cosa ne rimarrebbe? Ne rimar¬ rebbe quel
tanto che, sotto le indagini d'uno psichiatra acuto come Jung, s’ò trovato
nelle insulse fantasticaggini del medium S. 3L W**, o quel tanto che lo stesso
psichi - cista Hyslop s’è veduto restare tra le mani frugando seria¬ mente nel
povero romanzo spiritico di M. Smead. Nessuno fra i psiehicisti e io,
credo, fra gli stessi indul¬ genti propugnatori dello spiritismo-ipotesi,
prende più sul serio le grandi comunicazioni in cui, fino a pochi anni fa, si
soleva sentire 1’ ‘ eco sublime dell’Infinito „. Spogliando le effemeridi
spiritistiche ho raccolto una lunga lista di ‘ spiriti comunicanti , : per
rivelarci tutta l'assurdità dello spiritismo classico basta che scegliamo a
caso alcuni nomi. — Per esempio, fra le (traudì figure della storia religiosa
si è osato evocare Mose, il profeta Daniele, Càkya-Muni, ilBudda, S. Giovanni
Battista, Gesù Cristo (!), S. Giovanni l’evangelista. San Pietro, San Francesco
d'Assisi, Lutero, Calvino, S. Ignazio di Loyola... ; fra i personaggi storici,
Nume Pompilio, Bruto, Giovanna d’Areo, la Clairon (attrice del secolo XVIIJ),
la Pom- padour, il convenzionale Couthon, l’Abate Grégoire, Saint- Just e
altri, la Théroigne (l’attrice che rappresentò la “Dea Ra¬ gione ,,), M.lle
Lenormnnd (famosa indovina e chiromante du¬ rante la Rivoluzione)...; fra i
filosofi, Pitagora. Socrate, Ipazia, Abelardo, Rousseau, Voltaire, Diderot.
Lamennais, Mamiani...; fra i rìsionarii e ciarlatani precursori, Swedenborg,
Cagliostro, Mesiner. e... Allan-Kardec... Come prendere sul serio tutti questi
reduci dall' A 1 di là ? Ce lo insegna un’autorità cara agli spi¬ ritisti. lo
Sta inton- Moses . “ L’abuso dei grandi nomi è uno dei fatti più sospetti,
sopratutto quando loro si attribuiscono le presuntuose corbellerie, le
ampollose volgarità e le inutili cianeie di cui si intessono le comunicazioni
tiptiehe e psico¬ grafiche „ (cfr. Spirti Identity). È vero che talvolta,
a dimostrazione della loro origine subcosciente, i sommi Morti parlano
pedestremente, come è accaduto a “ Dante , quando si è manifestato ad un
austra¬ liano sig. Smith (“ L. e 0. „ ’04, p. 230): ed è pur vero che i grandi
Defunti si rivelano senza accenni alle loro oc¬ cupazioni abituali, come il
pittore “ Giovanni Segantini „ che per opera del medium Fulton ha parlato molto
di filo¬ sofia, ma non ha disegnato affatto (“ Harb. ofLight,, ’04). Però
d'ordinario “ Dante „ si rifa vivo con terzine, lo * Sca¬ ramuccia „ con
buffonate, e “ M. de Staci „ con discorsi so¬ nori: il subliminale di certi
medi presenta a quel modo i suoi personaggi onirici per renderli riconoscibili,
nè si dà la pena di riflettere sempre che i poeti in vita non fanno solo dei
versi e i filosofi non solo delle meditazioni peripa¬ tetiche, mentre ai
buffoni dei re di Francia spesso le lagrime troncavano il riso. La venuta
degli “ Spiriti Magni . subisce le vicende della moda: essi si manifestano a
ritmo, come tanti sonetti a rime obbligate. Quando era ancora grande la fama di
Frax- cklix e di Byron, venivano l’inventore del parafulmine e il cantore di
Manfredo : questo fu l’ultimo strascico del roman¬ ticismo tubercolotico ed
epilettico tramontato, per fortuna per i vivi, verso il 1840-50, trapassato fra
i morti dopo il 1850: l’Al di là è sempre il prodotto della cultura popo¬ lare,
che è in ritardo su quella àe\V élite sociale. Poi, col fiorire del
naturalismo, fu il turno di “ Humboldt „ defunto da poco (Van Vay), e del
glorioso nostro * Galileo „ perchè il medium era un assistente d’osservatorio
(Flammarion). Muore Gounod? Eccolo rivelarsi alla Weldon, ma non come
musicista, forse perchè essa non sa di musica, bensì come “ poeta „. Ho già
accennato al Segantini... Ogni personaggio illustre non passa da questa vita
senza vedersi costretto a tornare dopo poco a battere ai tavolini o a fare
scorrere la “ tavoletta „ autoscrivente: è una punizione che l’ima- ginazione
del Divino Alighieri non ha saputo vaticinare a sè stesso ! Però fra gli eroi
popolari ve n’ha di prediletti dai medii ed altri no : “ Washington ,
furoreggia sempre di là dall’Atlantico, mentre da noi “ Garibaldi , preferisce
dor¬ mire a Caprera i suoi sonni soltanto funestati dai dissapori e dai
pettegolezzi della sua famiglia. Tutto ciò ai nostri posteri parrà stupido e
incredibile- eppure, è scritto a lettere cubitali nella storia dello “ sdì-
rituali sino moderno .. Già, “ moderno,!, e, per giunta sperimentale .11
La cosa è tanto chiara, che le personalità sporadicamente rivelante neUa “ trance
, con quei nomi è con quei discorsi magniloquenti, sono adesso la folla-zavorra
che minaccia di colare a fondo la nave dello spiritismo. Conosco una
signora intelligente e colta, medium scrivente ottimo, che ha scritto non so se
romanzi o tragedie sotto la inspirazione di Akss Manzoni,,, e non osa
pubblicarle col nome suo per paura che la si supponga plagiaria o discopri-
tnce di scritti inediti del grande Lombardo. Ma 1 psichicisti non hanno
questi timori: per essere con¬ seguenti tacciono sul significato intimo dei
sogni e aneddoti spintici, oppure hanno, come M. Sage, il coraggio di ripu¬
diare la medianità delle Elene Smith, appunto perchè oi è dentro troppo
‘Cagliostro, e c’è troppo Indianismo spurio. Io direi, anzi, che una
reincarnazione mediumnica troppo insistente, una personificazione onirica
troppo romantica, mette oggi m sospetto. Un medium incarnatore corre il rischio
d essere appajato a una visionaria qual’èM "'Couèdon suoi attacchi
isterici di profetismo si incarna nell Arcangelo Gabriele , e da responsi con
voce alquanto piu grave della sua naturale, e in falsi versi tutti imbecil-
lescamente rimati in é o in er, come i seguenti: aJncfL* X*?f *
M"" °“a *“» — - u A- Rome tu vas étre appelé, “ Par un
personnage tu es protegé, « T„une r.0bbe couleur du sangje le vois
habillé; . lu va beaucoup voyager, Et par là tes ennuis seront de
courte durée, ecc. m<ldre ^ Mede Ma taumatur9a se una sua ^ Faut
pas te tourmenter, « fon enfant va mieux aller (bis). Je vais le
soigner. Et quand tu vas entrer , (-'h ! tu seras etonnée Uu changement
qui sera operé, ecc. Bambocciate poetico-mistiche, di cui gli alienisti
veggono Uouclu, Psicologia e Spiritismo, n. ^ ogni giorno esempi
nei Manicomi, fra i paranoici e i dementi precoci ! Certo, che lo spiritismo
odierno le ripudia, ma ciò non di meno esse hanno psicogeneticamente lo stesso
valore dei messaggi , non più di “ arcangeli „ , di “ demoni „ , di “ eroi „ o
di “ disincarnati di genio ma soltanto di disin¬ carnati comuni. Il “ Gabriele
„ della Coiiédon va nel mondo dell’ Ultrasensibile a braccetto coll’ “ Alfredo
„ e con la “ Maddalena „ del medium Politi, collo “ Stanislao Volpi „ della
medium sig'“ Ponzoni, e coll’" Arnaldo „ dell’altra me¬ dium sig"'k
0. de S. decantata da un bollente Achille (offen- bacchiano) dello spiritismo
meridionale. * L'infantilismo psichico domina, dunque,
inesorabile tra gli inspiratori dell’Al di là, tra gli amici dell’iperspazio
pro¬ creati nell’ officina della subcoscienza. Già, questo tatto si scorge nei
sogni, che sono il primo gradino nella scala sub¬ liminale del Myers : lo si
scorge poi anche nelle personalità multiple degli stati alterni di coscienza
d’origine isterica ; nè manca nei metabolismi di personalità dei paranoici. Lo
Schupp, che al Congresso psicologico di Parigi mise innanzi, a difesa della
ipotesi spiritica, questi esempi di ego duplex o triplex, come se ciò bastasse
a dimostrare l’arrivo e l’in¬ gresso di codeste * coscienze „ diverse dal di
fuori, s’è di¬ menticato tutto un capitolo ormai solido di
psicopatologia. Molti dei grandi medi incarnatori o presentatori di
fantasmi si creano uno spirito-guida fanciullo per giustificare la or¬ dinaria
scipitaggine e puerilità dei loro messaggi. Per bocca della celebre Mme
Thomson parlano o per le sue mani scrivono tre personalità spiritiche: una “
Mrs Cartwìght „, antica sua maestra di scuola, una “ Mme Z. „ ed una sua bam¬
bina ‘ Nell;/ „, morta in tenera età (M’ Veukàll). — lu Maria Barmes si
incarnano otto o dieci “ disincarnati un “ Hutto ,, una ‘ Mary Nick , una *
Mary Ann ,, un “ Tarn' a Darli ng „ (?), un giudice * Uneza „ (?), e fanno a
gara per inspirare sciocchezze atossiche alla medium, cosicché il Dr Wilson
pensa che avvenga in essa durante la 'trance, una dissociazione fra strati
profondi e strati superficiali della corteccia cerebrale (“ Proc. S. f. p. R. „
’05), precisamente come si crede avvenga nel cervello dei dementi precoci
(Alzheimer I. — E forse è per un consimile dissesto funzionale transitorio che
Miss Beauchamp di Boston si vede occupare la sua subcoscienza da due
personalità liti¬ ganti tra loro, una ‘ Sally „, nemica giurata della medium,
che ne deve sopportare dispetti ed ingiurie, ed una "X...,. apparsa
soltanto in sèguito, che ne prende le difese (MortonPhince). — Citerò ancora il
Miller, il medium oggidì in maggior fama quale evocatore di spettri: in una
seduta a Parigi egli è riu¬ scito a presentarne una ventina, fra i quali, oltre
a due più v meno riconosciuti da qualcuno dei presenti, sette sconosciuti
dall'assemblea, due defunte illustri per ragioni diverse, la “ Blawatski „ e la
“ Luisa Michel . (?), un ‘ DrDenton „, e i due suoi spiriti -guide abituali, un
“ Giuseppe , e la immancabile fanciulla, la * graziosa Betsy „. In altra seduta
il Miller presentò «lue sorelle ‘ Fox „. il ‘ Prof. Denlon ., ‘ Mona, regina
dell'A¬ tlantico , (!!!) e ‘ Betsy „. È quest’ultima che dà sempre il tono alla
rappresentazione. Ho anche notato in qualche punto di queste mie Note la
strana frequenza di Indiani, di Orientali, di Bramini e di Fakiri in tutta
questa popolazione dell’Oltre-tomba. Vi è del¬ l'India coi fakiri e del
Bralimanismo con Càkya-Muni, in quasi tutte le pagine liriche della Survie
della Noeugeratii ; e ahimè ! si deve pagare questo tributo all’Oriente, perchè
là è la patria sacra dell’esoterismo con cui lo spiritismo, hn dal suo nascere,
s’è accompagnato. C'è V Abdullah della d’Espérance; c’è “ V Abititi-
J/umid „ che si alterna con " John King , alle sedute dell'olandese Mun-
stermann. A Villa Carmen, colla medium Valencia Garcia, da¬ vanti agli occhi di
Richet s' è plasmato “ Bten-Boa un k uomo di lm 85 ,, dall’andatura lenta e
maestosa, dai gesti solenni, dalla barba nera, dagli occhi nerissimi ,,
coll’elmo in testa, ma anche coll’inevitabile turbante: e chi fu in vita? Fu un
bramino, gran sacerdote a Golconda. durante il XVII secolo. E con lui la non
meno immancabile personalità puerile, la “ Perlette e poi 4 Phygia , (?), e poi
‘ Zina „ e poi “ Abd-el- Kader , nientemeno!. l’Arabo che s’appaia sempre
coll’Indiano. E quando non provengono dall’India orientale od Asiatica,
sono per lo meno delle “ Indie occidentali , scoperte da Co¬ lombo: ossia
Indiani d’America. Nella folla di spettri incar¬ nati o materializzati dai medi
Americani c’è spesso, se non sempre, 1’ 4 Indiano gigante , : anche il “ I)' ,
Slade ne aveva due, uno di bassa estrazione chiamato “ Owasso „ che sapeva
l’inglese, e l'altro, un “ Gran capo „ che non lo sapeva e si alternava nelle
incorporazioni con un “ Dottore Scozzese „ ! Questi accenni al misterioso
Oriente ed al segreto rituale scendono dall'alto nella coscienza subliminale,
che li rumina silenziosamente nelle sue cripte, li elabora, e al momento del
sonno autoipnoide li ejacula, come razzi spontanei, fra i sogni del medium,
dove, ripetendosi, si sistemano, si organizzano, si cristallizzano. Poche
notizie derivate da una coltura superficiale e frettolosa, o informazioni
giunte dai margini della coscienza superiore bastano alla bisogna : la ima¬
ginazione subconscia li associa poscia a modo suo, li feconda, li complica e ne
costruisce i suoi “ romanzi spiritici E sono sempre i medesimi elementi : e
sono sempre, o a un di presso, gli stessi episodi, come nelle epopee
cavalleresche della Tavola Rotonda o nella favola ancora più vecchia del Renard
e Canteclaire. Noi, ordinariamente, vi troviamo : un ciclo astro-planetario, un
ciclo palitignostico-romantico, un ciclo genealogico-aneddotico-, i primi due
elaborati sponta¬ neamente, il terzo, sotto il nome di “ regressione della me¬
moria ,, rivelato sopratutto con la suggestione ipnotica (De Rochas). Nei casi
completi esistono, più o meno chiari, tutti e tre; negli incompleti, che sono
la maggioranza, or l’uno or l’altro dei cicli è più sviluppato, oppure
l’elemento tipico viene sostituito da altri consimili o equivalenti. I.
NeH’esempio classico di Elena MiUler-SmiV/i — che tutti conoscono — il cielo
planetario si aggira principalmente tra la Terra e Marte, e poi tra la Terra ed
Urano. 11 ciclo palingno- stico-romantico fe doppio, e si compie in Francia all'epoca
della Rivoluzione, e in India nel secolo XVI: i personaggi del sogno, oltre ai
Marziani, sono Cagliostro, Maria Antonietta (probabil¬ mente per suggestione
dei romanzi di A. Dumas sul processo della Collana ¥), la principessa Simandini
(forse per suggestione di qualche vecchia lettura . 11 ciclo aneddotico, quasi
abortivo, consta della rievocazione di ricordi individuali antichi, concer¬
nenti persone conosciute probabilmente nell’infanzia o, come il vecchio
parroco, sentite nominare in famiglia (Floubhoy). II. Nella signorina S.
W**, quindicenne, fortemente in¬ sidiata da eredità morbosa, un po’ rachitica
nel cranio, note¬ volissima medium a incarnazioni, con crisi grandi o crisi
piccole di sonnambulismo isterico e di emisonnamhulismo, lo spirito guida è suo
‘nanna,, ma gli si associano un ‘sigi. /<***, fra¬ tello di un giovanotto
che faceva troppo il galante alle dame in seduta, un “ Ulrico di Gerberstem .
parlante in vecchia lingua tedesca, e sporadicamente altri “ spiriti r. L'io
sonnambulico della W" si affaccenda in un inviluppo di cicli ; viaggia
nel¬ l'interspazio astrale: i suoi spiriti sono * abitanti degli astri essa
visita, ben s’intende, Marte, e come la Smith ne descrive le genti in forme
bizzarre, con macchine da volare, ecc. Il ciclo storico s’aggira confusamente
attorno a ‘ Napoleone , che abita in Marte (il guerriero!), attorno alla
Frederiea Kauff, la veg¬ gente di Prévorst, attorno a Swedenborg l'illuminista,
poi sale a ‘ Nerone „ all’epoca del quale la W" fu una giovane cri¬ stiana
morta vergine e martire. Il ciclo palingnostico b, qui, assai ricco, ma
caotico: la W** è stata anche una ‘ ebrea „ ai tempi del Re David: poi si
pretende sorella di ‘ Katie King „ come ‘ John King , è suo fratello, e così
per mezzo dei ‘ King » la medium svizzera si imparentela . con la Eusapia
Paladino! Suggestionabilissima , la W*‘ assorbe tutto ciò che legge o
ascolta, e lo getta nel crogiuolo del suo sogno medianico (Jung). III. La
signora Smead, medium di Boston, ha elaborato anch’essa nel suo subliminale uno
scipito romanzo astro storico. Due abitanti del pianeta Marte
secondo disegni eseguiti dalla medium sigr* Smead (Hyslop). (Prova di
infantilità ancora più. evidente di quella riprodotta addietro e appartenente
allo stesso «ciclo marziano*. Da raffrontare con le figure umanoidi eseguite
dai nostri bimbi]. Il ciclo planetario cominciò ad accennare a
Giove, ma poi, sotto la suggestione dei recenti popolari articoli sulle
scoperte in Marte (Schiapparklli, Percival Lowkll), s’è portato in questo
pianeta : la veggente (?) ne descrive le case, gli abitanti (v. fig), i
costumi, le barche aeree, gli orologii... Ma il suo ‘Marte,, i suoi Marziani ,
sono meno differenziati dagli umani che non siano quelli della Smith; il suo ‘
linguaggio marziano ,, ancor più di quello di ‘ Esenale ,, è un parlar negro,
dove ricorrono le strop- piature filologiche degli idiomi terrestri (p. es.
mar, uomo, dal “male„ingl.; emerincenzen , Equatore, da ‘eoli,, metà;
frain, pane, da ‘ finii n „ eco.). Il ciclo storico è semplificato : chi
si pre¬ senta è un * Hurrison Clarke i„. tipografo, soldato, morto nella guerra
di secessione; ma le notizie che dà di sfe questo disincar¬ nato sono erronee ;
egli si giustifica con sotterfugii bambineschi. Accanto all’ “ Harrison ,
, che è una personalità secondariasi- mulata, vengono altri * comunicanti ,,
nei quali, ciò nondimeno, I'IIysi.op , da cui tolgo tutti questi dettagli,
crede di scorgere caratteristiche spiritiche più autentiche (! !) di quelle dei
per- sonaggi onirici della Smith ; egli arbitrariamente separa il falso dal
vero nella mediumnità della Smead, attribuisce a costei facoltà evocatone di “
disincarnati , realmente vissuti, e la colloca in mezzo tra la Smith, che
ripudia, e la Piper, in cui vanta la quintessenza dello spiritismo. Ecco un
modo curioso di logica, che abbandono al criterio del lettore! IV. La
nobile medium. Donna Marinila Alice de la Correa, di cui ha parlato
Soitza-Couto al Congresso del 1900, ha, tra molti altri sogni abbastanza
analoghi a quelli della Smith, il suo ciclo planetario (‘ C. - r. Congrès „.
’02, p. 211). V. Carlo Bailey, se non è totalmente un falsario, ha pure
il suo ciclo storico, solo ne ha spostata la sede nella America- precolombiana,
11 suo spirito-guida è un ‘ Prof. Robinson „ ar¬ cheologo, che gli fa rivivere
l’epoca degli Aztechi e Toltechi del Messico, degli Incas del Perù : poi con
salti mortali traverso l’Oceano, probabilmente passando per la leggendaria
Atlantide, se non pel Pacifico, lo trasporta fra i popoli asiatici della Meso-
potamia fioriti 6-7000 anni pr. d. Cristo. Nel ciclo palingnostico (forse
simulato V) compaiono i soliti spiriti orientali, un ‘Selimr, un Abdul „ , un
parsi ‘ Ciandazan „, e, a coronar l’opera, il solito 4 Prof. Denton ,, che
ritengo possa essere l'inventore delle impronte medianiche su paraffina. Si
noterà l’analogia con le evocazioni abbastanza dubbie del suo collega, il
Miller. VI. 11 medium Lay-Foncielle incarna uno spirito superiore
chiamato Julia, che è 4 cristiano ,, ed in rapporto con tutte le famiglie
spirituali superiori, particolarmente con quelle coman¬ date (da Dio?) al
governo generale del pianeta Terra. E basti. Gli esempi addotti mostrano
che dei pianeti il preferito dagli “ spiriti , è Marte, ma anche gli altri
corpi astrali non sono trascurati; Urano, Giove, Mercurio . La Van
Vay fu condotta spiritualmente in Mercurio dallo spirito di “ Humboldt , e ne
tornò con la descrizione di quella fauna: i suoi disegni rappresentano delle
specie di gatti dal lungo pelo arruffato e dalle orecchie a coniglio, con una
mescolanza di caratteri zoologici che rivela la origine sua da sciocche
associazioni subcoscienti di sogno (cfr. in A. Bastian, loc. cit.). Questa
tendenza astrale tradisce sempre l’antico concetto precopernicano, rimasto nei
bassifondi della co¬ scienza dei popoli occidentali: è un sostitutivo del “
Cielo , ed è un equivalente del “ Paradiso „. La letteratura
romantico-spiritica si giova di codeste aspira¬ zioni ‘celestiali,. Urania e
Lumen di Flammabion sono repu- tatissimi e popolarissimi in Europa. In America
lo è adesso un libretto per ragazzi: Stella ’s Adventures in Star land, con
intro¬ duzione astronomica di Elbbidgk H. Sabia (ed. Des Moines, Jowa):
l'eroina va in cerca di avventure in Mercurio, in Venere, in Marte, in Nettuno,
e porge curiose notizie su di una ‘ scuola , in Venere, che speriamo non sia...
venerea. Tutta questa pro¬ duzione pseudo-spiritualistica, buona a leggersi dai
ragazzi, fa¬ vorisce la corrente spiritica, fomenta l’insorgere dei cicli
astrali nella subcoscienza dei medii, ma non merita d'essere nennco accostata
alle stupende creazioni di un Vernf. o di un Wells, dove la coscienza superiore
manifesta la sua grande superio¬ rità sulla inferiore. All'insipido romanzo
marziano della Miiller- Smith ogni buongustaio preferirà la Certa inty of a
future Life in Mara del Guatala e. Un gran numero di questi prodotti
mediumnici sembrano componimenti scolastici, imbastiti di reminiscenze. E già
il Mykrs, analizzando le Lettera frotn Julia edite dallo Stbau (Londra, ’97),
aveva dovuto riconoscere la estrema rasso¬ miglianza tra le “ comunicazioni
automatiche „ di Moses, della Piper, ecc. con tutti i migliori romanzi sullo
stesso argomento della vita ultraterrena, ma anteriori alla esplo¬ sione dello
spiritismo : per es. le storie mistico -occultistiche di Lawrence Oliphant, la
Seraphita di Balzai-, lo Zanoni del Bulwer-Litton, ecc. ai quali sarebbero
adesso da aggiun¬ gere l'Anima di IAUie di Mf.ry Corellt, VAmias Frigoulet di
Mab (pseudonimo della sig” Bosc), ecc. tutte figliazioni evidentissime della
letteratura swedenborghiana o illumi¬ nistica. C’è pertanto da credere in una
suggestione o mi¬ mesi più o meno conscia dai romanzieri ai medi: e la ragione
messa avanti dal Myers, che cioè si tratti di sem¬ plici analogie , non di
imitazioni letterarie, perchè “ gli spi¬ rili ci comunicano ciò che è vero, e i
romanzieri imaginano ciò che è vero ,, attesterà bensì il candore di
convinzione nel teorico del subliminale, ma non farà molto onore alla sua
logica superliminale. Nel periciclo della celeberrima Piper — il campione
grani¬ tico del neo-spiritualismo — manca o non è esplicito l'elemento astrale
: ma la sua medianità, che nacque per vero contagio psichico da visite ai medii
signora Orsat e signor Cocke o Cook.^ha il suo ciclo storico-pulingnostico
nello spirito-istrut¬ tore Dr. Phinuit medico francese, morto in altro secolo,
e derivato per suggestione degenerata dallo spirito ‘ Dr. Finny , del Cocke; in
Sebastiano Back, il grande musicista tedesco del sec. XVIII; in Loretta
Ponchini, una cantante italiana, che poi rimase soccombente davanti
all'invasione del Phinuit. , come questi è stato a poco a poco surrogato da
Giorgio Pelham, che lia seguitato però a comunicare nello stesso stile e con le
iden¬ tiche imagini (cfr. I’omo II, p. 157). Non manca l'elemento eso¬ tico e
infantile nella (Monne, giovane Indiana (non dell’India asiatica, bensì una
Pelle Rossa!). Ma tutte le primordiali personalità secondarie, sorto per
eso- suggestione nella Piper, furono respinte nell’ombra, come acu¬ tamente
osservò (juolielmo .1 amks, quando ella arrivò a conoscere gli io secondari i
di Oxon (St. -Moses) e ne senti la maggiore potenzialità medianica: allora, nel
suo subcosciente si originò il solito intreccio del suo mondo spiritico con
quello di Moses, e comparve Rector, ricopiato dalla pneumatologia del retore di
Oxford. E il medesimo procedimento di mimetismo psichico, per cui anche la
Zurighese signorina W** innesta nel suo far¬ raginoso romanzo la Katie King,
che ha copiato dalla Florence Cook e... da E u . sapi a Paladino; ed è pur
sempre il motivo iden- tico pel quale E usa pia copia con * John * il piccolo
mondo spiritico della Cook-Corner degli anni giovanili. A sua volta Rector e
Imperator di St.-Moses. imitati dalla duttile imagina- tiva della media di
Salem, non sono altro che rimembranze letterarie di quello a Spiritus rector „
o dominante, con cui gli alchimisti medievali indicavano la forza naturale
capace di pro¬ lungare la vita umana e di trasmutare i metalli. E sia pur
vero che sono tutte mimesi meccaniche e remini¬ scenze^ ossia inconsapevoli
richiami e automatismi onirici del subliminale, non ricordi evocati ad arte,
n'e agguati della co¬ scienza vigile; ma sono anche reminiscenze di concetti
atavistici e ritmi di idee popolari che emergono negli attacchi di sonno
mediumnico, perchè la coscienza superiore, o poco evoluta, o autosuggestionata
dall abitudine, le aveva assorbite avidamente. Per ine, psicologo, il
lato più meraviglioso è questo, di psichicisti come 1 Hodgson e I’Hvslop, i
quali, dopo diciotto anni di frequentazione e dopo centinaia di sedute, non
Scor¬ gono codesti legami psicogenetici dell’ “ Al di là „ nella epopea
subliminale, abbastanza misera, della loro eroina. Eppure, bastava conoscere i
lavori classici di Maubt, Car- penter, Delboeut, Sputa, De Sanotis, Tissik...
per com¬ prendere e apprezzare le origini di tutte quelle poetiche e spesso
caotiche invenzioni dall’attività soraniatrice dei medi. La sig."*
Fbank-Miller ci ha dato un modello di indagini psicoanalitiehe sulla
derivazione delle sue creazioni oniriche da ricordi della giornata:
anch’essa aveva fra i personaggi onirici l’ immancabile elemento esotico ,
l’azteco o indiano Chi-wan-to-pel, nato per suggestione, e che equivale agli
Ab- dullah, alle Chlorine e ai King del medianismo militante (v. “ Arch. de
Psychol. „, ’06, Y). Che dire poi della bambinesca maniera di comunicare
degli spiriti Piperiani? Bisogna ‘‘parlare alla titano della medium „ (sic!),
altrimenti non si ottiene risposta. Perocché non è esatto ciò che scrive il Dr
Visani-Scozzi, che gli spiriti comunichino telepaticamente mediante il cervello
dei medi : no, sarebbe un modo troppo elevato pel subcosciente di un medium, di
concepire i suoi rapporti eoH'Ultrasensibile. È proprio la “ mano „ che
impersona lo “ spirito „ ed è la “ mano „ che bisogna interrogare, come è il
tavolo d’Eusapia che si prega e si eccita con le nocche affinchè risponda. 0
non è nel “ dito mignolo , della Smith che si incorpora il suo Leopoldo-
Cagliostro, il quale ne agita in aria la piccola e rosea punta per segnare le lettere
dell’alfabeto onde si com¬ pongono i messaggi (Flournoy)? Scene da commedia e
giuochi da bimbi ! E la psicogenesi delle comunicazioni e
presentazioni, siano intellettive, siano meccaniche o teleplasmatiche, che
bisogna investigare: e la psicopatologia e la psicologia anormale ci dànno
forse la chiave per aprire quasi tutte le porte del Mi¬ stero. L’isterismo sta
là in nascondiglio, nelle latebre del subli¬ minale, per trascinarlo seco nelle
sue disposizioni ludiche. Come l'ipnotizzato acconsente a seguire con
docilità le imagini o idee che gli infligge il suo suggestionatore ; e come nel
sogno ipnotico provocato la fantasia, schiava della prima suggestione, giuoca
con gruppi associati di idee ed imagini; e come l’isterica, abbandonandosi ai
capricci della sua ima¬ ginazione, si diverte a inventare e a simulare fino a
smar¬ rirsi nelle concatenate menzogne della pseudologia fantastica; così il
soggetto in autoipnosi mediumnica crea subconscia¬ mente i suoi sogni macabri e
i suoi romanzi astrali. Ma purtroppo una rigorosa analisi di tutte codeste
creazioni ne rivela la inconsistenza, la infantilità, la ristrettezza, il lato
grottesco e inintelligente. Ipnotismo, isterismo, mediuinnismo si sono
strettamente legati a condizioni fisiopsichiche, che rappresentano un regresso
della mentalità verso il tipo infantile, contraddistinto sopratutto dal dominio
della fantasia, dalla deficienza del criterio, dalla elementarità della logica,
e dalla disposizione al giuoco, nel quale si realizzi una vita di sogno ad
occhi aperti o semi-aperti. La produzione medianica ha tutte le note del
piziatisrno isterico, come direbbe J. Babinski: vi è la disin¬ tegrazione della
sintesi mentale (personalità) ; vi è il restrin¬ gimento del eampo della
coscienza superiore ; vi è lo sdop¬ piamento, e magari il triplicamento della
personalità; vi è la incapacità o la insufficienza di regolare i reflessi
elemen¬ tari organici e psichici; vi è la suggestibilità ; vi è il pue¬
rilismo, che sdrucciola per divertimento nelle balorde associa¬ zioni superficiali
di idee e nelle consonanze insipide di imagini, come quella fissazione del
medium rosso (di capelli ?) MrBellet, il quale nella scrittura diretta non usa
che un lapis rosso perchè lo inspira “ .1/ j elìca „ , un defunto Indiano
Pelle¬ rossa. Un neuropatologo è tratto a pensare che forse conver¬ rebbe
esaminare la ghiandola tiroide dei medi affetti da codesti infantilismi
mentali. lo faccio vibrare fortemente quest’ultìma nota, perchè (lo
dichiaro a voce alta) sono nauseato della ostentazione con cui un gran numero
di spiritisti e anche di psichicisti passa accanto ai prodotti intellettuali
del mediumuismo, lascian¬ done prudentemente in ombra la insulsaggine. Un
alienista non può esimersi, per eontro, dal riflettere alla strettissima
analogia che passa fra le gesta assegnate ai disincarnati ed agli occulti con
le stereotipie delle isteriche e dei pazzi, e fra i termini inventati dal
subliminale con i neologismi dei parauoidi e dementi. Basta fermarsi sui nomi
di certi “ spi¬ riti-guida „ che io ho citato. L’esempio classico è il “ Mer¬
cedes, figlio di Dio , della medium Blin ; ma che cosa dire del “ Dr Cypriot ,,
sanitario serbo, che apporta consigli e medicinali al belga sedicenne Pirks,
potentissimo medium meccanico ? e il “ Néplientes o Nepentes , che pare uno
spi¬ rito botanico; della D’Espéranee ? e la “ Cordala „ , spirito di una
religiosa che, col suo sacro rosario attorno ai fianchi, controlla una medium
di Berlino recentemente scoperta? 0 forse che i linguaggi marziani, mereuriani,
uraniani non sono un giuoco puerile, più intralciato, è vero, ma sostanzial¬
mente identico, per uno psicologo folklorista, al famoso — “ È arrivato V
ambasciatore — col tira lira lera . „ — che si giuoea da secoli sotto
tutte le latitudini, fra le razze più disparate, non appena tre o quattro
bambini si son messi in circolo? Lo ha dimostrato I’Henky per l'idioma
pseudo- marziano della Smith: ritengo che la dimostrazione sarà ancor più
agevole per il marziano sgrammaticato della sua com¬ pagna, la Smead. Il
De Rochas, che è un ricercatore gagliardo, ha fornito con le sue bellissime
indagini ipnologiche sulla regressione della memoria un argomento di primo
ordine per la psico- genesi delle invenzioni subliminali. I suoi soggetti
passano in sogno ipnotico, a ritroso, per le loro imaginarie esistenze
anteriori: la sig"* Mayo, la sig““ Giuseppina, la sign“- Giu¬ lietta da
lui studiate (“Ann. d. Se. psye. ., “ Rev. d. Spiriti ,, passim ) mutano
successivamente la loro personalità, la loro coscienza dell’io, a seconda che
l’ipnotizzatore le conduce abilmente ai ricordi della prima infanzia, della
nascita, del periodo prenatale. Questi personaggi fittizi rivestiti dal su¬
bliminale o sono indeterminabili, o dopo un’inchiesta risul¬ tano inventati: e
appunto è qui l’importante dell’osserva¬ zione. Lo stesso De Rochas riconosce
la enorme analogia di queste creazioni etero-suggestive con quelle auto-
suggestive della Smith ; e per un psicologo, che frughi nella medium- nità, ciò
può bastare... Io non ignoro, anzi lo segno loro a credito, che gli
spiritisti, impauriti da sì fatte indagini psicologiche, si affrettano ora a
rinunziare agli “ Esenale , e ai “Leopoldo*, ai “ Phìnuit , e alle u Chlorine „
, agli “ Abdullah , e ai “ Nephentes „, come hanno relegato nel limbo dell’ Al
di là i “ Dante ,, i “ Fénélon ,, gli “ Swedenborg , , i “ Manzoni „ e i
“Goethe „. Ma insomma, è un bel rompicapo da sciogliere quello che loro rimane:
— fare il taglio netto e dimostrativo fra il romanzo o l’e¬ popea di
imaginazione e l’aneddoto biografico o storico di identificazione. Per ora
sembra che, inombratosi nuovamente il “ Dr Phìnuit*, non restino altri attori a
recitare sulla scena dell’ Oltre-tomba se non il disorientato “ Giorgio Pelham
, della Piper o la briosa “ Nelly „ della Thomson. Mi pajono una troppo piccola
brigata di difesa nel ridotto ultimo dove s'è rifugiato lo spiritismo-ipotesi,
e del quale, forse, smantelleremmo le mura posticele il giorno in cui potessimo
minarle con queU’iiTesistibile psieonalisi che ha demolito il mondo
spiritico della Smith e . della Eusapia Paladino. Disillusioni di
sperimentatori. Quando, finita la serie di sedute eusapiane, il Dr
Venzano ci annunziò di avere sviluppata la negativa di una foto¬ grafia
stereoscopica di “ levitazione di tavolo „ da lui presa la sera del 7 gennaio e
ce ne presentò la negativa, noi tutti spingemmo esclamazioni di gioia: — la
tavola che unisco spiega la nostra sodisfazione (Tav. XIX). In quelle “
strie „ traversanti il campo di presa dell’obiet¬ tivo, in quell’inviluppo di
altre “ strie „ avvolgentisi attorno al tavolo, in quell’amniasso di “ razzi „
alznntisi dal pavi¬ mento, ci parve a primo tratto di avere, finalmente, sor¬
presa, acchiappata, fissata col processo chimico, che non niente, la ancora
ignota “ emanazione odica „ o tluidica o animica, che si suppone dai
teorizzatori dello psichismo costi¬ tuire la forza radioattiva dai medii.
Le recenti scoperte sulle radiazioni rendono comprensibile l’illusione in cui
siamo caduti, ma che poco dopo, con op¬ portune investigazioni, abbiamo
dissipato. Altri invece, meno guardingo, se n.’-è lasciato ingannare, tanto più
che negli archivii dello spirito-psichismo sono depositati numerosi esemplari
di fotografie assai somiglianti alla nostra, e sulle quali taluno si è basato
per credere nella formazione di “ corpi astrali „ o ' fasci eterei , attorno ai
medii ed alle ca¬ tene medianiche. Anche il Db Rochas si dice in possesso di
fotografie, dove si è reso visibile quel “ mediatore pla¬ stico „ che il
Cudworth imaginò per spiegare l’azione del¬ l’anima (o delle “ anime , ) sul
corpo, e che gli ocelli nostri non percepiscono sempre, o al più percepiscono,
come nelle ultime sedute di Eusapia, in forma di “ nebula , attorno alle
persone dei medii. I soggetti sensitivi di Luys, di Db Ro¬ chas, di Baraduc,
dicono divederlo emanare dal proprio corpo. Nel caso nostro le strie
radianti parvero in sulle prime indicarci delle “ linee di forza „ o, meglio,
dei * fasci di vibra¬ zioni eteree „ di valore ancora sconosciuto, avvolgenti
il medium in una specie di atmosfera iperfisica; e il cumulo eruttante dal
basso potè essere interpretato per una esplosione dell’oc¬ culto biodinamismo
proiettato dal medium stesso, in conformità Morseli-!, Psicologia e
Spiritismo, II. Tav. XIX. “ Radiazioni „ spurie, di
presunta origine biopsichica comparse la sera del 7 gennaio 1907 in una
fotografia istantanea di levitazione di tavolo. Esempio di errore
nell’interpretazione dei fantasmi medianici). Il ? forze E
radiazioni bio-psichiche 477 r .«il avara il tavolo: il
tutto non visto dagli JàT- 3» d3U uà» /««»*“ ' "-“*** ” dl
essa durante l'esecuzione del fenomeno. g-r dì S ‘«Sditi, * 10
SPILLO» O. "™" ““ 10 >* SS Z per 1 appunto
fenomeni raediumnici della Paladino. e psichica a un tempo “e accrescono
l’intensità, patiche, cooperano a quest . , tanto meno è
spirituale. La forza proiettata non finissima. Potrebbe essere una
sostanza mate ; dell'etere una derivazione eterea meno diffusa . Rstrale
da cui s’ongina, una sua incipiente nebulose Si abissi d°eTceie.o mentre
la nostra retina non le discerne. E in tal caso, la radiazione
fotografata da noi avrebbe essa arrecato » «*«£0. disino ,, de __ w” più
probabilmente essa sarebbe tato formo d»IP En.rgi. rggfg’S -
'mT“Lt?o»rx.TS— sr ".nM W e inaccessibile alla retina umana,
nullameno poten- tSima come agente di modificazioni sulle altre
formeconsi- SSrll ordinari. pM*. ^T=“rr^ord»‘XS„u medium o
degli astanti , e allora agire con apparenze di intenzionalità autonoma,
toccarci, far funzionare apparecchi e poscia assumere certe somiglianze col
corpo umano, allora in qualche maniera impersonarsi.... Così ci sorrideva
perfino la dottrina occulto-^osofica^ P seria e più coerente della spiritica:
sarebbe il ooipo astrale , li del medium che ne escirebbe e
diverrebbe animato, non già ad opera di spiriti disincarnati, bensì della
subcoscienza del medium stesso. Ci accostavamo nello stesso tempo alla ipotesi
fisio-psichicista di De Rochas, secondo la quale il soggetto che esteriore il
suo “ corpo astrale „ può modellarlo a vo¬ lontà, “come uno scultore modella la
cera sotto le sue dita Tutto ciò ci giungeva a galoppo nel fervore della
nostra “ scoperta Le “ strie „ erano il pensiero di traslazione degli oggetti
projettato da Eusapia; il “ razzo „ era l’idea subli¬ minale della levitazione.
Qui il pensiero, materializzandosi, prendeva aspetti conformi ai fenomeni
meccanici da pro¬ durre: altrove lo stesso pensiero crea e plasma al di fuori imagini
più complesse, perchè i fenomeni hanno un contenuto piu intellettuale. Sono le
psichieone del Baiìaduc? sono i thought-bodies o “ corpi di pensiero „ di certi
psichicisti Inglesi recentissimi, ricordati anehe dal Fotiierby, e nei quali il
medium può materializzare volontariamente, in “ trance », coll'aiuto del
proprio organismo, un essere “ etereo . rap¬ presentante una persona o un
paesaggio? Sono le “ goccio eteree di preghiera „ fotografate dal Baraduo a
Lourdes?!... Che problemi, che enigmi! Ahimè! Dovevamo stare in guardia
contro gli entusiasmi di “scopritori,. Le fotografie dell’ “invisibile» sono
state un tra¬ collo per lo spiritismo : dei tre fotografi spiritualisti,
Mumler, Hudson Parìe?, Buguet, nessuno s’è salvato dall'eccidio che ne ha fatto
la Sidgwick ( “ Proc. S. f. p. R. ,, VII, 268): tutti impostori! Le stesse
fotografie tendono, pertanto, delle insidie anche agli sperimentatori
coscienziosi. I n esame accurato stereoscopico ci ha mostrato, in primo
luogo, che il “ mazzo di radiazioni energetiche , è fuori del tavolino; in
secondo luogo, ci svegliarono dubbi quelle efflorescenze lin¬ guiformi lucenti,
che interrompono o finiscono le fascie lumi¬ nose e i razzi. Con una lente di
ingrandimento mi riesci age¬ vole vedere che queste specie di campanule
luminose sono imagini di fiamme, e che la loro piccola base splendente è... la
stearica di una candela resa trasparente in quel punto dai raggi della sua
fiamma. Non c’era dubbio: tutte quelle apparenze ingannatrici sono date
da una candela accesa, che ha attraversato lo spazio più volte davanti
all’obiettivo aperto della macchina, perchè de¬ posta sul pavimento al di fuori
della nostra catena e davanti al tavolino, aveva servito a mettere la camera
oscura a foco... Tutto il nostro edificio induttivo crollava! E
l’esperimento, questo grande maestro di scienza vera, a un di presso come
la pratica della vita è madre della saggezza, l’esperimento
raffreddò gli entusiasmi, troncò ogni discussione. Si badi che sottoposta
all’ esame di parecchi fotografi professionisti e dilettanti egregii, la lastra
enigmatica rimase a tutti incomprensibile. Qualcuno aveva pensato a imagini di
particelle incandescenti di magnesio projettate dallo scoppio e rimaste
fotografate, sia durante la loro traiettoria, sia du¬ rante la loro combustione
sul suolo: ma la spiegazione non resse alla prova che ne facemmo noi medesimi
in casa Berisso. Diagnosticata però la “fiamma di candela, fu agevole ad un
fotografo egregio della città, al sig. Sdutto, eseguire espe¬ rienze dimostrative.
Egli ha trovato che una fiamma di candela stearica all’aperto, la stessa fiamma
entro un tubo di vetro, un lume a petrolio con o senza schermo di tubo di mica,
passati o lasciati alcuni Strie a ghirigoro e campanule luminose ottenute
su lastra fotografica mediante una candela. (Si raffrontino con le strie
e le campanule della Tav. XIX, non clie con le macchie, che sono invece
legittime, della tig. a pag. 2&1 di questo Tomo li]. istanti di
fronte alla macchina, danno figure identiche o affatto simili alle nostre : uc
riproduco una soia che è caratteristica. La luce fioca di questi corpi in
combustione non esaurisce la sensibilità della lastra: questa, dopo esserne
rimasta impres¬ sionata, può ancora ricevere le impressioni luminose più vio¬
lente date dal magnesio. E così nella negativa (della Tav. XIX) _ _
«-MUTISMO, M * f^i«T™p»r »"" ribT* fotof»fi« di corpi
astrali ;„X * «mri t,c„iC o 'iT, '; “'"!»»'« ii i„,J,i„ll0
quella commessa la sera dnl 7 dlDlentlcanze del genere di „osp" t,
»? ritwto“d;i4 nn, \m * »» e.» nostra delusione, affinchè altri 7 d
ar"° ia storia della TfoLD01'(i£xperÌmenium c™cia d“ceCvaCRa
lnav'redutamente a otograh0 spirito-psichiciste c^édo chetC°NB- In
ciare da capo. ’ creao che convenga ricomih- "P .
è Licenzio lo “ ani»,*- ° spiritismo d’Eusanìa sSftS°àt?2‘s”“
‘5"®11' *”« « mpro- Lusapia Paladino, .e se doli j-S1 Producono in
presenza di le quarta seri, di «dnV “° u"* ** "**. »° X £ ne ero
infastidito, tanta è la n ,sen.so di sollievo- oramai 1^*5 è ?«
smaffirmaf dTsS° 7 dÌ * che " *%£. dire. Quasi quasi rimpiangerei il
7 * Tar,are e di progre- superata, se non vi avp«=; * J tempo perduto e la nni»
Preziose amicizie e la conferma^0 17^ COuiPens° di care e gU‘nt° c'nque anni
prima. ^ delusioni cui ero mirabbPerÌffnZe ^^En^pia encredor Jhe 1* “ia
Paz‘enza in h»ica potenzialità medianica Non Perdt^a Parte della sua parere.-
lo condividono con me ErneT » S°]° di questo tor \ enzano, che studiarono pn« •
“est<? Bozzano e il dot- due competentissimi Sci M P’-3 ?el 1901‘2 e che
sono pi* ^ e... meno 77 * nvo1^ * mai, a medi Qualche medium cessa
volontariamente dal dar sedute perchè ne risente malessere e nocumento alla
salute (per esempio v S’g' aVV‘ ,;N- G- e la S1*T E- R- Genova, la sig~ P
B di Paiigi, che io conosco personalmente): qualche altro deve cessare per
forza in causa dei perturbamenti psichici che ° ^prendono (p. es. il giovane
sig. A. T. di Chiavari, e la sig - ■ Q- di Genova, che ho avuto io stesso sotto
cura) La mediamte troppo esercitata altera e debilita spesso il fisico,
disordina e sconvolge talvolta la mente; e non sono soltanto gli individui
predisposti e degenerati che ne per¬ dono la testa: la stessa scnttura
automatica è gravida di pencoli, perchè, in fin dei conti, richiede una
disgregazione d, coscienza. Per Ciurcot lo spiritismo era un agente pro¬
vocatore di isterismo; e cinque anni fa I’Hennbberg ha ìecato un contributo di
casi molto espressivi dei rapporti u;a spiritismo e pazzia (“ Arch. f.
Psjchiatrie „ 02). L’alie- msta, che legga certi periodici spiritistici o i
resoconti dei Congressi spiritualistici, vi incontra delle vecchie conoscenze
da manicomio: e il Delaxne, spiritista emerito, che si in¬ canta di
indicarmele. UérTV C fr c2Tle ieQno"0n ?Ì*,una esaltata Ia àstica
Rosa : U , £r: «* 1900> P- iddi. 0 un paranoico il Deullin (p. J8), o
un illuso lo stesso Bdtim (p. 142-3). o un allucinato e infantile quel signore
che 4 vede i morti , e domanda ai Con¬ gressisti se egli e o no un medium (p.
153), o una psicopatica Agullana clic trova diamanti dentro le uova (p 162-201)
o un paramnesico quel sig. Georges che rinviene entro una poltrona d.d denaro
perduto e ne da mento agli 4 spiriti , (p. 164) v Non sono fanatici tutti
quegl, spiritisti Ispano Americani che con le loro intemperanze hanno
trascinato il Congresso a votazioni dogmatiche non meno intolleranti di un
Sillabo papale? Bisogna, dunque, non stimolare troppo i medii a dar
sedute, coltivare lo spiritismo con discretezza, e non dichia-
1'de«nSPint'f'VSenZa--m°lte CaUtele e riserve. come fanno a les o gli studiosi
piu austeri in materia e anche quelli che accolgono tepidamente lo
spiritismo quale “ ipotesi di lavoro -la senza implicare sempre pericoli
così allarmanti la s Indente nlu ™ perC0rrei'6 “na Parabola ascendente e
di¬ scendente nella maggioranza dei medii e scomparire snon- mieamente.
Qualcuno, forse presentendo il danno delle' pra- p r troppo p.roi;n«*te-
» e- troncarle a tempo: parrai che questo sia stato il caso
itrlante^fn0™- Vl7°BUN0 SARriou, che ebbe dal tavolino P ut. il preavviso della
scomparsa improvvisa della sua Morselli, Psicologia e Spiritismo,
II. 81 482 PSICOLOGIA E SPIRITISMO,
Il medianità, come difatti si avverò. La D’Espérance l’ha per¬ duta
d'un colpo, nè si è mai saputo perchè. È anche noto il caso della
famiglia Pety di New- York, com¬ posta di parecchi individui dotati di poteri
eccezionali media¬ nici, alcuni dei quali furono nel 1875 chiamati
dall’AKBAXOFF a sue spese fino a Pietroburgo, dove giunti si trovarono, con
grande loro scorno e con amaro disinganno del celebre psichi- cista, senza
alcuna forza. Un certo Frank, medium frequentatore del circolo
Noeggeralh, è rimasto privo di poteri dopo che un tale inopportunamente lo
volle ipnotizzare. Fors’anco le malattie fisiche deprimenti, quale
sarebbe il diabete ond’è affetta Eusapia, costituiscono un nocumento per
l’organismo dei medii, sebbene si sia narrato recente¬ mente dello Slade che è
morto paralitico in un Sanatorio mostrando ancora un po’ della sua potenzialità
antica. Certo si è che noi non siamo giunti con Eusapia ai punti eccelsi
di “ spiritismo „ cui altri suoi osservatori dicono di essere pervenuti
(comunicazioni di morti identificati !). Veggo però che i “ miracoli spiritisti
„ sono attribuiti alla Paladino soltanto da adepti fanatici e da spiritologi di
vecchio stile, la cui opinione non può avere oggidì molto peso: oppure da sperimentatori
di indiscutibile fama, ma troppo notoriamente corrivi, e dei quali la buona
fede, il desiderio immoderato delle novità eterodosse e il difetto abituale di
metodo spie¬ gano im consentimento tardivo, ma non troppo ponderato, alle
dottrine spiritiche, il quale riuscirà forse dannosissimo alla Metapsichica
positiva in formazione. Mi si può dire te mi si dirà): — Voi non avete
avuto pazienza; dovevate attendere che gli “ spiriti „ si svilup¬ passero
interamente: il processo di sviluppo talvolta è lungo: all’HonosoK, all’
Hyslop, sono occorse centinaia di sedute prima di giungere ad una convinzione :
se aveste pazientato, anche in voi doveva fatalmente succedere la conversione.
— Ebbene: io credo di avere pazientemente, benevolmente se¬ guito il processo
di presentazione delle pretese “ entità occulte „ fin dove la mediumnità di
Eusapia, povera coni' è del fattore telepatico, sa giungere per proprio conto e
trasci¬ nare i suoi assistenti. Conosco a menadito tutta la lettera¬ tura che
la riguarda (parlo di quella degna di credito): e non so che vi" siano
altri psicologi, fisiologi e uomini di scienza, cui la medium Napoletana abbia
dato manifesta¬ zioni più numerose e intense e, diciamo così, più “
spiritistiche , di quelle da me vedute al Circolo Minerva, in casa mia, e nelle
case Avellino, Berisso, Celesia e Peretti di Genova. È nella sicurezza
d’avere un fascio solido e scelto di ‘ fatti „ che io mi sento nel diritto di
trarne “ induzioni „ • sono convinto di essere in una fortezza rispetto ai
principi! della metodologia scientifica. Credo pertanto di avere acqui¬ stata
con buone ragioni la certezza che le evocazioni estem¬ poranee del subliminale
di Eusapia, anche se percepite esatta¬ mente dai nostri sensi e apprezzate
correttamente dal nostro intelletto, non hanno consistenza più che non ne abbia
l’ima- ginario “ John King „. Costui si è sistematizzato, e all’in- grosso può
ingannare, ed ha ingannato molti osservatori piu frettolosi o piu indulgenti di
me, con le sue parvenze di vita: ma ab imo rlisce oiimes; e se queste parvenze
sono fallaci in * John „ (starò a vedere se c’è chi possa, novello Lazzaro,
farlo risuscitare), non c’è sofistica nè metalogica argomentazione che riesca a
convincermi che sieno veridiche quelle degli altri cosi detti “ spiriti
In argomenti che si trattengono, per ora, su di un terri¬ torio quasi
totalmente extra-scientifico e solo per piccolis¬ simi tratti entrano in quello
prescientifico, ognuno ha il di¬ ritto di opinare in conformità dei fatti che
ha osservato Gin non pertanto mi conforta il sapere che vi sono, per mia
fortuna, e scampo, molti sperimentatori valentissimi ma, pru¬ dentissimi nel
concludere, ai quali è risultato, come a me illogico o, per lo meno, superfluo
parlare di “ spiritismo ’ al cospetto della fenomenologia, pur cosi molteplice
e in¬ tensa, della Paladino. Formeremo insieme un manipolo ab¬ bastanza
rispettabile Pro medianismo — Versus spiritismum. ì e/,qne«St° -™1-
(llstacc0 senza ostentazione di dispiacere dal falso spiritismo, della Eusapia
; voglio dir meglio: lo licenzio definitivamente. Altri vi trovi pure le
rivelazioni . “n “ondo Occulto formicolante di “ entità , acefale o
(•imbambinite, o imbastardite; e altri vi vegga pure tutto impostura o tutto
illusione, lo reputo di essere nel vero collocandomi in mezzo alle due correnti
contrarie, eppure avanzando. Come dice Goethe, nel motto che premetto alla
larte 111, sempre indagato e sempre fondato, mai chiuso e spesso esteso,
conservato con fede il vecchio, abbracciato con gioia rinnovo, coll’animo
sereno e puri gli intenti, suvvia' si va avanti un bel pezzo! „ « Stcl»
gefoncht uni itela gegrilniet, Nìe geachloasen, oft ger Uniti, Aeltestes
bewahrt mit Treue, Freundlich aufgefuiates tiene, Ilei ter n Sinn uni
reine Zwecke, Xun! man kommt teohl etite Strecke ! » W. G-0ETH8.
I. I fenomeni medianici. Metapsichica e
medianità. La Metapsichica non ha un dominio ben definito ; essa non sa
ancora quali e quanti fatti naturali e apparentemente pre¬ ternaturali stiano
per uscire, ad opera sua, dalla zona tenebrosa dell'ignoto per entrare in
quella rischiarata della conoscenza. Nata nel 1 882, battezzata appena
nel 1905, la Metapsichica designa e abbraccia l'insieme di quei fenomeni ancora
male co* ■ nosciuti, che “ s'estendono dai fatti allegati dagli
spiritisti a quelli studiati dalla Società per le ricerche psichiche di Londra
e dall'Istituto generale psicologico di Parigi „ (Maxwell;. Però non è facile
stabilire — nella congerie di fatti empirici, leggen¬ darii, tradizionali,
storici, etnografici, psicofisiologici e psico- patologici, veridici illusorii
e falsi, accolti senza troppo acume critico nello Spiritismo — quali siano
quelli meritevoli di re¬ stare nel programma di indagini della giovine scienza:
in un > lavoro di coordinamento e di classificazione cui pur si dovrà
arrivare con cèrnita severa, è possibile che una forte porzione di quella
documentazione amorfa e anomiea ne rimanga fuori. Federigo Myehs è stato
il primo a tentare un ordinamento della ardua e molteplice materia ; nella sua opera
Human Per- sonnality (voi. II, p. 506 e seg.), si legge una stupenda “ Si¬
llepsi della facoltà vitale „ che abbraccia tutti i fenomeni da lui designati
col termine di “ supernormali Essa comincia, da un lato, colla “ visione del
mondo materiale soltanto per mezzo delle impressioni sensorie dall'altro con la
“ nutri¬ zione fisica „ ossia coi due fatti fondamentali della fisiologia
normale. Ma poi, effettuando una vertiginosa ascesa traverso le funzioni
ordinarie della vita fisica e naturale, quindi tra¬ verso le funzioni stesse
governate dalla coscienza subliminale o dal subconscio
dell'individuo vivente odi ,Timiw „ ssssssnsg'" fr ■ nlle
c/pcvre >ne*, c^onTt1 davanti droSterioli IfSn^plrfl '^T^Y
sssggspi:;: Ìoo: ir?’ -Pr ,m0,ksto: ('A,iL0 R™het, nd LTeldT
iispsiiliii e i Da PnZ PretWldano 1 filoswfi ^Ua scuola, ! Mvkrs
S1IP3SSSS55 1" Impressioni risentite daanimali IVI- _ o<> ; ,
■ tifi; — presentimenti realizzati- — 4> sòo-n?00"1” presen'
previsioni deU'avvenire • > ’ . . s<?om premonitori; stanza ; - 6»
vista di fa tt7n TT^'^di Pensieri a di’ dicanti la morlè di peSone lon tene -
*?tan0 :- 7 S0^ni in' tasmogene dell’ERMAcoRA); — 9» movimenti' 8|j/nfesta.f.e.
(° laa- eausa apparente; — 10» porte china» , ntl d. °2#etti senza da sé (?); -
li» manici , tinni i, catenaccio, che si aprono non ammalati; — jo« (}0‘:: a;
_^pp0,“^0’ *°"tane) di viventi 1- doppu di viventi; — 13»
manifestazioni df mortT--”! hS^: 7 M* ™ailife»tezioni ed
apparizioni vi vente che cLt 7 grandi distanze (senza nessun one cluami
r) — 16° esperienze di spiritismo. Neil elenco si veggono enumerati dei
fatti di significato e va- lore diversissimi , gli uni forse prodotto di errori
e su^s izioni popohm gli alte effetto di allucinazione e perturbamento
ns^ spietata ^ tmm 81 V^li0 di »"■ ^tica ZSSSJZ. Pm seno,
sebbene non sistematico, è il programma di uno psicbidsta teorico di cui ognuno
apprezza l’ingegno e la fede anche se lo combatte come me: il prof. Hyslop di
Boston Rae- onere d'0 “ u •" lnazz? 8h argomenti diversi trattati nelle
sue mStnentafieón°T " .“7ntrjamo *>1 materiale più schietta-
sdoriti dennwm lndlSI,arte 1 fenomeni tradizionali e stt.nu, di cui 1 egregio
filosofo passa sotto silenzio il significato tranne gli antichi oracoli,
egli assegna alla psicologi suner- normaleJo studio pur qui, dame coordinato):
delsoTnl- delle illusioni ed allucinazioni; delle premonizioni ; delle perce-
ziom ultrasensone; della memoria latente; degli stati di disso¬ ciazione e di
polarizzazione della coscienza; deir ipnotismo • deUe personalità secondarie;
della telepatia della SroZl genza : delle apparizioni; della cristalloscopia e
cristaUomanzii- *"“*>*!** . ri bsiei-meccanici in massa’) • e
infine dei fenomeni medianici, sopratutto della reincarnazione n i a quale si
sa coni egli abbui quasi illimitata fede dopo le sue espeuenze con Eleonora
Piper. Lo spiritismo, depurato dalle sue escrescenze ed efflorescenze
c?,s,ì ad occuPare 11 posto che veramente gli spetta, e hi elamita passa ad
essere un semplice capitolo delta Metapsi- chica. Sotto questo aspetto è di
sommo interesse scientifico Li- ™ne,e lymldd, , -azioni ufficiali delta Society
fot- p.v, chimi iZitvt ndr<;- 6,1 “ S1,ÌHtÌstÌ » •'“»»« tentato ta
Srii bolle H™'t"Pl • U° f“ster0 programma tutta la roba che “? ' , dil
ses*ant anni nel loro anfrattuoso e compiacente ero- aiuolo . ma invano ! La
Società è rimasta rigidamente ferm i nel suo proposito «li chiudere le porte ai
dilettanti ed ai me- f ^uta‘ rigori1 dati iT*° UbbÌa d°VUt°iÌn taluni
l’UntÌ folcire suoi ngon, dati i fenomeni nuovi che le si venivano semi-
arido, io posso dire che il suo psicliismo tanto più si elabora claSa e
nnV1^0nsce- 'inanto più si scosta dallo spiritismo Gli spiritisti sono
stati, invece, d'una facilità enorme e quasi Sconsiderata, ne, primi decennii
dopo i picchi dTlrcadta: J l’elenco di Luigi Gahiiy (“
Messager * di Liegi) enumera 1177 “ fenomeni spiritici „ divisi in 77
categorie, dove, mi si scusi il paragone proverbiale, si è fatto di ogni erba
un fascio. Accanto a fenomeni di valore psicologico innegabile, come sono
la chiaroveggenza, la doppia personalità, la scrittura au¬ tomatica, le
ossessioni, rautomatismo medianico, il presenti¬ mento, le coincidenze dei
sogni, le suggestioni mentali, noi ve¬ diamo elencati fatti di dubbia
autenticità e pressoché ridicoli, ad esempio l’armadio dei fratelli Davenport,
l’acqua cambiata in vino (Gesù Nazareno alle nozze di Canaan ?) e il ritrovamento
d’oggetti per merito di * spiriti , informatori! Alcuni fenomeni non
hanno di supernormale se non la igno¬ ranza psicologica di chi li pone fra gli
spiritici; tali le attitudini straordinarie di certi individui, la precocità
dei fanciulli-pro- digii, le scoperte scientifiche, l’azione moralizzatrice
della sug¬ gestione, la disperazione del suicidio, ecc. Finché non avremo
eliminate queste superfetazioni paras¬ sitarle, la Metapsichica incontrerà
ostacoli quasi insormontabili per poter figurare in un quadro sinottico della
scienza; ma per arrivarci, converrà che essa definisca il suo compito, e
determini il suo campo di azione, dal fatto supernormale più semplice e men
lontano dalla normalità a quello più complesso, e oscuro, e meno risolvibile in
elementi noti. Ogni scienza si forma e si consolida mediante quattro
procedimenti conoscitivi graduali : l’osservazione e l’esperimento dei fatti,
che sono il suo mate¬ riale; la loro descrizione; la loro coordinazione e
classifica¬ zione ; la loro spiegazione. Si scorge da ciò quanta strada debba
percorrere ancora la Metapsichica prima di giungere al grado di disciplina
scientifica con un materiale coordinato e sistemato ! Tassonomia
generale della mediumnità. Io non intendo di fare la storia della
mediumnità traverso le trattazioni di tutti gli autori che se ne sono occupati,
principal¬ mente allo scopo di sistemare la intralciatissima materia; voglio
soltanto rammentare che fino ad oggi i tassonomisti dei fatti medianici hanno
seguito due criteri: uno empirico ed uno dottrinale, donde due gruppi di
classificazioni. Ne darò alcuni esempi. A.
Classificazioni empiriche. Queste sono piuttosto degli elenchi razionali
che delle coor¬ dinazioni sistematiche; e si comincia dal Crookes. 1 . In
Metapsichica, quando si vuole ricordare una indagine od una veduta che abbiano
carattere positivo, bisogna ritornare a (Jiiookes, come in antropologia si
comincia da Blumknbach, in paleontologia da Cuvier, in batteriologia da Pasteur
e in radiologia da Rontgen. Questo ragguaglio di stona delle scienze valga di
risposta a tutti coloro che, per antispiritismo iracondo e sarcastico, trovano
eccessiva la devozione degli spi¬ ritisti all’illustre scienziato Inglese.
Egli, nel descrivere i fe¬ nomeni medianici studiati con Home, fu pratico: mirò
preci¬ puamente a quelli fisici sui quali potè mettere in opera metodi
scientifici, e solo di scorcio parlò degli intellettuali; ma per lo meno iniziò
un'èra di sistemazione. 1. Movimenti di corpi pesanti, senza contatto, ma
senza in¬ terruzione meccanica; . 2. Fenomeni di percussione e produzione
di suoni; 3. Alterazione del peso dei corpi; 4. Movimenti di corpi
pesanti ad una certa distanza dal 5'. Tavole e seggiole alzato dal suolo
senza contatto di alcuno , 6. Innalzamento del corpo umano
(‘levitazione,); 7. Movimenti di diversi corpi di piccolo volume, senza
con¬ tatto di alcuno; 8. Scrittura diretta; 9. Apparizioni luminose
(di “ luci . 10. Apparizione di mani luminose per loro stesse, o visibili
coll'aiuto della luce; 11. Fantasmi, forme, figure; 12. Fatti
comprovanti l’intervento di un Intelligenza su- ' 13° Altri casi di
carattere composito (p. es., suono di un cam¬ panello, trasporto di funi,
ecc.). I fatti catalogati sotto il n. 12 sono tre, e non mi sembrano, in
verità, molto dimostrativi nè per l'intervento d’una Intelli¬ genza estranea al
medium ed agli astanti, nè per la superni rità „ di essa. Ma erano ancora i
tempi nei quali sarebbe stata p rematura l'analisi critica della parte
intellettuale o, meglio dirò, psicologica dello spiritismo; e d'altronde il
(Jiiookes stu¬ diava i fenomeni da fisico e da sperimentatore, non da
psicologo. Ciò che mancava alla nuova * scienza „ che da venti¬ cinque anni
turbava i sonni degli accademici, era la prova obiettiva; l’illustre fisico si
accinse a fornirgliela, e la forni difatti, com’egli scrisse al prof. Cociss
nel ’73, * per la realtà dei fenomeni detti spiritici Non raggiunse, invece, la
prova per la natura spiritica dei fenomeni stessi, come poi ha dichiarato
sinceramente, dimodocchè s'è continuato per rari anni a cercarla
affannosamente, e lo Z5llner vi sagri- ficava la sua fama, vi perdeva la sua
salute. La si cerea tuttora, ma inutilmente. 2. Un buon
osservatore, dopo di Crookes, è stato Paolo Gibier (1888), che sperimentando
col medium Biade ottenne sopratutto fenomeni di scrittura diretta su lavagne
sigillate, o applicate contro il tavolo; quindi i fenomeni 'seguenti:
1. Fenomeni di percussione, colpi, suoni diversi: 2. Movimenti di corpi
in lieve contatto del medium; 3. Movimenti di corpi più o meno pesanti,
senza contatto col medium ; 4. Rottura di oggetti col semplice contatto
del medium: 5. Trasporto di corpi nelle stesse condizioni : 6.
Fenomeni di estasi; aumento di forza fisica; personifica¬ zione (nell'indiano ‘
Owasso ecc.); 7. Materializzazioni di mani visibili; toccamente
0 Sono a un dipresso questi i raggruppamenti empirici che si
ripetono le dieci e le cento volte nelle opere spiritiche : non va! la pena di
insistervi, perchè dovremo rivederli poco mutati nella sostanza, sebbene
cresciuti di numero, nella storia sinot¬ tica che io darò fra poco della
fenomenologia Eusapiana. 3. Ricorderò piuttosto un autore di notevole
tempe¬ ranza nelle idee, che, pur serbando fede alla dottrina spiri¬ tica, ne
ha saputo presentare una sintesi degna di conside¬ razione per la serietà della
coltura psicologica e per la armonia delle parti. È questi il dott, E. Gelev di
Chambéry (= Gley), il quale intanto, seguendo il luminoso esempio dato
dall’AKSAKOFF (v. più av., pag. 495), cominciò a separare i fenomeni psichici
supernormali in due gruppi caratteristici, degli * intramediumnici „ e degli “
extramediumnici „, con particolare riguardo alle azioni a distanza. Cito
dall'£ssat (1898); Fenomeni che avvengono nella persona del medio,
a a suo contatto immediato (“ intramediumnici „): 1. Movimenti di oggetti
pendolo, bacchetta divinatoria o rabdomantiea, tavolo); . , ... ,.
, 2. Colpi (battuti sul tavolo, sui mobili vicini, ecc.; tipto¬
logia) ; 3. Scrittura automatica; 4. Medianità vocale,
oratoria: a) incarnazione per posses¬ sione (spiritica) ; - b)
personificazione; - c) trasformazione, ossia con modificazione del corpo e
della fisionomia del medium [rarissima]); U. Fenomeni che si effettuano
fuori del medio e sema contatto con la sua persona C extra medili m nici
J: 1. Colpi e picchi a distanza; . _ 2. Movimenti di oggetti senza
contatto (teleeinesia); il Ulet dà per esempi, a dir vero poco affini: d)
la diminuzione o l’aumento di peso e di statura del medio o di un
mobile; b) la scrittura diretta, con lapis o gesso sulla lavagna, oppure
con macchina da scrivere (?', 3. Apparizioni luminose ; 4. Apporti,
con penetrazione della materia. — Il '-.lev cita : a) i profumi (¥); — b) le
formazioni di nodi in funicelle senza fine; _ c) l’apporto di fiori ed altri
oggetti non preesistenti nella stanza; .Materializzazioni e
dematerializzazioni: — a) formazione apparentemente spontanea, breve ed
effimera di gualche cosa (forma) rappresentante più o meno esattamente, in
totalità o in parte, un organismo vivente, o un oggetto materiale t r! ;
hi scomparsa istantanea o quasi, in totalità o in parte, d un or- nanismo
o di un oggetto. . , . n ,, ,, Di questo gruppo segnalatissimo di
fenomeni il Dlky ta quattro gradazioni: a) luccicori più o meno
distinti: forme instabili, non concedenti una investigazione pro¬ lungata
(es., mani tangibili e toccanti, ma k fluidiche , ; mani invisibili,
ecc.). ,. 7) forme definibili e copie esatte di un membro o di un
corpo intero, tangibili e visibili; , , b) impronte lasciate da membra
invisibili su sostanze pla¬ stiche. Il Gelry, perla sua competenza,
per la concisione dello stile e per il modo aforistico con cui presenta le sue
idee personali, è un autore di rara efficacia; mi piace citarne le seguenti
defilimoni, elle servono stupendamente a illuminare lo spiritismo dottrinalo
odierno, che ha tenuto in retaggio da <|uelJo di Allan-Kardec ij principio o
dogma della reincarnazione, ma 1 ha messo sotto il patrocinio delle nuove
teorie scientifiche: ‘ Si può descrivere la materializzazione : - una
reincarna¬ zione anormale, relativa, rapida, momentanea; ‘ Si può
descrivere la reincarnazione: — una materializzazione normale, completa, lenta,
durevole 4. Infine, credo utile citare un autore antispiritista, il
pro¬ fessore Grasset, che si è fatto un nome per le sue opero sulla
psicopatologia e ^Occultismo (1906-71. Se non che, egli lm preso un criterio
diverso di classificazione dei fenomeni occulti quello della loro dimostrabilità
scientifica. Secondo lui, di fronte ai tatti psichici o metapsichici (che
confonda cogli occultisi icii noi siamo in una fase appena prescienti fica; gli
sembra che al- i uni gruppi di fatti non siano dimostrabili se non in un
lontano avvenire, mentre altri gruppi sarebbero dimostratili più presto- anzi
dee cercasi di dimostrarli prima. È un criterio metodo- togieo astratto, che
compromette inutilmente la dignità della scienza potendo il cammino di questa
riuscire affatto diverso dal previsto, potendo, anzi, incontrare ostacoli
maggiori là dove il procedere sembra oggi più comodo e sicuro: la storia della
scienza spesso ha sfatato i vaticini!, tanto in senso troppo spe¬ ranzoso,
quanto in senso troppo sconfortante. Checché stia per avvenire rispetto olla
più o meno prossima “ dimostrazione dei tatti „, ecco il breve elenco del
clinico di Montpellier: I. batti di possibile, ma lontana dimostrabilità
: 1. Telepatia. Premonizioni; 2. Apporti a grande distanza ;
3. Materializzazioni (fantasmi, fotografie, ecc.). II. tatti di
dimostrazione forse prossima e più urgente: 1 . Suggestiono mentale e
comunicazione diretta del pensiero; 2. Spostamenti di oggetti senza
contatto; levitazioni; picchi 6. Chiaroveggenza. Non c’è
bisogno di far rilevare al lett ore che il prof. Grasset pur avendo rifatta la
sua opera in questi ultimi due anni, è in' arretrato : ì picchi (■ rape ), le
telergie, e anche le telefonie, che egli non cita, appartengono oramai al
patrimonio incontesta¬ bile della mediumnità fisica, e la suggestione mentale e
la te¬ lepatia sembrano, non di lontana, ma di vicinissima evidenza. li.
Classificazioni dottrinali. 1 Aless. Aks.vkoff ('95) ha reso un gran
servizio alla dello spiritismo quando ne ha coraggiosamente oomin- ■ ta j riduzione.
Egli lo doveva difendere da un avversano formidabile, qualora Edoardo v.
Hartmann ; e sua prima cura ,■ ,ij sfrondarlo di tutte le rame parassitane
innestategli mi¬ di- sso dal Kardechismo sistematico e pseudo-religioso.
La cenarazione dei fatti così detti spirito-mediummci in tre orunni è
notoria, ed io ne ho parlato in più punti dell'opera feti- Tomo I", p- 54,
II", p. 171, eco.) : - ma a chiarimento di quanto dirò nell'ultimo
capitolo del presente tomo, ne riporto le definizioni significantissime:
I. — Fatti di i-eusonismO : Fenomeni psichici incoscienti, che si
producono entro i limiti della sfera corporea del medium, o i nt ramediumnici :
— fra cui principalissima la personificazione, ossia l'appropriazione 0
adozione del nome e carattere d’ima personalità estranea. Questo gruppo
di fenomeni sembra anche all' Aksakoif ridu¬ cibile aH’automatismo, alla
cerebrazione incosciente : e ne cita conio esempii la tavola parlante, la
scrittura automatica, la parola incosciente medi oratori „): su di che, siamo
perlet- tamente d’accordo. II. — Fatti di Animismo: Fenomeni
psichici incoscienti, che si producono fuori dei limiti della sfera corporea
del medium, ossia extramediumnici, ^ di cui i tipi principali sarebbero
la trasmissione del pensiero, la telepatia, la teleeinesia, le
materializzazioni ecc. Questo troppo di fenomeni sembra dovuto all
esteriorazione di un ‘ qualche cosa , di ancora ignoto dall’organismo de
medium, del “ corpo animico „, o ‘ fluidico „, o odico „ del “ metaorganismo ,
del Bar. von Hellenbach. — L Aksakofe ne fa cinque ordini '• 1. Azioni
extracorporee dell’uomo vivente, producenti ettetti psichici: . , .
a) fenomeni telepatici; b ) trasmissione di impressioni a distanza.
2. Azioni extracorporee dell’uomo vivente, sotto forma di effetti fisici:
... a fenomeni telecinetici; _ b) spostamento di oggetti a distanza,
ecc. Azioni extracorporee “trascendentali, dell’uomo vivente
coll'apparizione della sua propria imagine : a) fenomeni telefaniei; .
.... b) apparizione a distanza del 4 doppio , ; allucinazioni
veridiche. 4. Azioni extracorporee dell’uomo vivente, manifestantisi
sotto forma di apparizioni della sua imagine con attributi di vera
corporeità: n) fenomeni teleplastici; b) formazione di 4 corpi „
materializzati. 111. — Fatti ni spiritismo, sensi i strictiore:
Fenomeni apparentemente di personùmo ed animismo, ma ri¬ conoscenti una causa
extramediumnica, superterrestre; ossia fuori della nostra esistenza.
Ordinariamente, dice I’Aksakoi'S', sono gli stessi elementi della personalità
che costituiscono l’anima, ma che qui sono fuori del corpo, anzi fuori della
sfera terrestre „. Ossia, sono gli 4 spiriti „ che agiscono sul medium o per
mezzo del medium, sia per incorporazione o possessione, sia per suggestione mentale
(in pochissimi casi gli 4 spiriti , si manifestano senza medi). Ma 4 è un
grande errore dei fanatici dello spiritismo 1 aver voluto attribuire a spiriti
tutti i fenomeni ordinariamente co¬ nosciuti sotto il nome di spiritici Tutto
sta nel provare 1 iden¬ tità dell’entità che si manifesta ; ora, questa si
prova spiritica¬ mente coi mezzi qui indicati: o) col parlare in lingua
sconosciuta al medium [questa e la 4 xenoglossia „ di C. Richet]; „ b)
coll'usare stile ed espressioni caratteristiche del deiunto, ma ignote al
medium; c ) colla scrittura in caratteri eguali a quelli del defunto
; d) col fornire informazioni su dettagli della di lui vita, ignoti
a tutti i presenti; . . e) col fornire particolari noti esclusivamente al
defunto; f) colle comunicazioni provocate dal defunto mediante let-
tcre sigillate; . g) con la presentazione di stati psichici o fisici che
aveva il defunto (disquilibrii mentali, dolori, ece.l; h)
finalmente, coll’apparizione della sua forma terrestre, sia in visione mentale
del medio, sia nella stessa visione con fo tografia simultanea, sia in forma
materiale e con comunicazioni intellettuali caratteristiche. L'Aksakoff
prudentemente ammonisce che non c è prova assoluta di una identificazione: ma a
parte questo ostacolo enorme, quasi insormontabile, contro cui va ad urtare lo
spi¬ ritismo, io chieggo se con le presentazioni fantomatiche e con
ie comunicazioni dateci dalla Paladino siamo arrivati anche soltanto al
margine di ciò che sia una identificazione conforme al catechismo aksakoffiano.
2. 11 doti. Geley, in un secondo lavoro ('99 —'05), ha por¬ tato più innanzi la
conoscenza psicologica dei fenomeni detti spiritici, collocandoli sulla solida
base della neuro-psicopato¬ logia, ed approfittando delle ultime teorie metapsichiche
sul- Pesteriorazione della sensibilità e motricità. È forse il tenta¬ tivo fin
qui più completo per non lasciare isolati i fatti me- dinmnici e per
connetterli alla serie di quelli biologici. 1. Nevrosi (di cui sarebbe
fondamentale, tipica l'isterismo) ; 2. .Manifestazioni di personalità
doppia o multipla nello stesso individuo; 3. Ipnotismo; 4.
Ksteriorazione della sensibilità; 5. Azioni sensoriali a distanza
(chiaroveggenza, lucidità); 6. Esteriorazioni motrici a distanza (movimenti
di oggetti, teleciuesie); 7. Azioni a distanza di una facoltà
organizzatrice e disor¬ ganizzatrice sulla materia; esempli: u)
produzione ora effimera ed incompleta, ora durevole e completa, di organi, di
forme, di oggetti (teleplastia, mate¬ ria lizzazioni) ; b) dematerializzazione
del soggetto (medium) o di oggetti esterni. 8. Azioni a distanza del
pensiero snl pensiero : a) lettura del pensiero ; b) suggestione
mentale; cj telepatia. 9. Medianità, mediumnismo pr. detto, che
comprende : a) fenomeni intellettuali : — personalità mediumniche au¬
tonome, apparentemente indipendenti, con facoltà e conoscenze diverse da quelle
ilei soggetto (= spiriti di morti); b) fenomeni fisici: — a) movimenti
d’oggetti a distanza: — fi) scrittura automatica; — f) scrittura diretta; — 6)
lucci¬ cori; — e) forme materializzate; — \) apporti, ecc., ecc. Per
Geley è 1'“ essere subcosciente alias il subliminale del Mveiis, che si
csteriora e produce tutti questi fenomeni: alla morte questo “ essere , (del
quale è però da lui sottaciuta la natura) sopravvive, e ritorna in
comunicazioni con la Terra. Questo spiritismo classico è trasformato in
esopsicologismo. 3. In analoga situazione, per lo sviluppo delle dottrine
spi¬ ritiche, si colloca pure E. Anastay, il distinto psiehieista Marsigliese,
la cui Nomenclatura razionale dei fenomeni della sca nsa psichica (Congresso
spiritistico del 1900, “ C.-r. „ ’02, p. 5-J4-7 ) merita un cenno. Essa è molto
complessa e lunga, nella sua minuziosa enumerazione ili tutti i fatti che
possono figu¬ rare nel quadro della Metapsichica, e ragioni di spazio mi vie¬
tano di riprodurla interamente. In sostanza, essa è basata sul- l’applicazione
di due tricotomie: quella dell Aksakokk, che già conosciamo, in fatti
personistici, animistici e spiritistici; ed una particolare bU’Anastay, il
quale suddivide i fenomeni psichici nei tre gruppi, di movimento o telecinesie,
di sensibilità o tele- stesie, e di organizzazione esteriorata o teleplastie. A
questo modo si compongono classi, ordini e famiglie di fenomeni. A.
Pebsonistici. — Risultati delle facoltà trascendentali d’ima personalità
vivente isolata: I. Telestesia personista: — esempi: la lucidità, e le
previsioni dei magnetizzatori; — la “ psicometria, degli occultisti, ecc.
II. Telecinesia personista: — es., la forza ectemca , di Thory, la “ forza
psichica , di Cox e Cuookes; — la^” esterio¬ rizzazione della motricità , ili
A. De Rochas; la scrittuia diretta , degli spiritisti ; — la “ levitazione „
ecc. ^ III. Teleplastia personista: — es., certe allucina¬ zioni
telepatiche,; la formazione del “doppio ,; — ^ ‘ tocca- menti , e i rumori alle
sedute mediumniche; — certe appari¬ zioni , a carattere obiettivo; — gli “
apporti , di fiori, eoe. B. Animistici. — Risultati delle facoltà
trascendentali della personalità vivente, esercitatisi per mezzo d' un’altra
personalità pure vivente: I. T elestesia animica o telepatia , pr. detta;
— es., trasmissione del pensiero; — allucinazioni per suggestione
mentale; — allucinazioni veridiche; — 4 toecainenti , e appa¬ rizioni a
carattere subiettivo (?). . II. Telecinesia animici! : — le stesse
applicazioni della precedente fenomenologia personistica, salvo che qui gli
effetti sono prodotti sotto l’influenza di un’altra personalità vi¬ vente, ad
es. gli astanti ad una seduta (fenomeni rari). III. Teleplastia animica :
— a effetti tattili, uditivi, visuali, eco. C. Spiritici, pr. detti. —
Risultati delle facoltà trascenden¬ tali della personalità morta corporalmente,
esercitantisi con o senza intermediarli: ovvero anche Risultati dell azione di
una personalità vivente su di una o più personalità morte corporal¬ mente
: Telestesia spiritica: — es., lucidità spiritica; — visione; -
lucidità del passato (ignoto ad altri) in forme parlanti o scriventi, intuitive
od organizzate tangibilmente, visibilmente, ecc. . . , II.
Telecinesia spirìtica: — es., incarnazione Ir) che ,, j,NASTAv chiama la vera
raediumnità; — i movimenti senza con¬ tatto (spiritici?): — gli apporti; — la
scrittura diretta, ecc. III. Teleplastia spiritica: — a effetti tattili,
uditivi, visuali e tangibili; p. es., luccicori; — impronte; — formazione di
corpi non conservabili, ecc. [1 saggio tassonomico dell’ANASTAY finisce,
a questo modo, in uri irto viluppo di fenomeni: ho tentato di applicarlo alle
manifestazioni medianiche della Paladino, ma francamente dirò che, per quanto
buon volere io ci abbia messo, non sono riuscito sempre a definirne la natura
conforme allo schema quassù riassunto. 4. Un filosofo-psicologo di
segnalato valore e nello stesso tempo psichicist» studioso e prudente, Esumo
Boieac, aveva proposto parecchi anni fa ( 1893) un saggio di classificazione
ilei fenomeni che egli denominava “ parapsichici „, dove era tenuto conto non
soltanto dei loro caratteri estrinseci, ma pur della loro probabile intima
natura. Distingueva, anzitutto, due or¬ dini principali. L'uno comprenderebbe
tutti quei fenomeni para- o metapsichici che sono scientifici, in quanto
sembrano potersi spiegare con le sole forze conosciute, supponendo sol¬ tanto
che queste forze agiscano secondo leggi tuttora ignote e più o men differenti
dalle leggi note; e il B. vi collocava l’ipno¬ tismo e la suggestione. L’altro
comprenderebbe i fenomeni che sono extrascientifici, in quanto sembrano
richiedere l’in¬ tervento di forze ancora sconosciute, ossia di agenti diversi
da tutti quelli scoperti e studiati dalla scienza: e il B. vi disponeva, p.
es., i fenomeni del magnetismo animale, della telepatia, dello spiritismo, ecc.
Indi, suddivideva i due ordini cosi : 1. Fenomeni parapsichici
scientifici, ila forze note : 1. Psicopatia, ossia modificazioni (pathos)
dell’anima; con esaltazione o inibizione di dato facoltà psicologiche o vitali
: «) Suggestione verbale, mimica, ecc. percepita pei sensi; b)
Ipnotismo. 2. Cripto ps ichia, ossia manifestazioni psichiche o in¬
tellettuali, di cui il soggetto non ha coscienza. (Corrisponde¬ rebbero ai *
fenomeni subliminali „). Esempii: a) Profetismo; b) Scrittura
automatica ; Spiritismo 4 almeno in parte , (Non è però indicato
chiaramente quale parte dei fatti 4 spiritici , il Boirac mettesse m questo
gruppo). up!, ',t,Fen°meHÌ ParaPsichiei ejctrascie ntifiei, da
forze d. Psicodinamia, ossia azione di un essere animato su altri
esseri o su oggetti materiali mediante forze ignote circolanti e radianti
analoghe al magnetismo, alla luce, alla elettricità ece «) Psicodinamia
vitale: - a) con effetti sull'uomo: — 3) ìd. sugli ammali; — y) ld. sulle
piante; « Psicodinamia materiale: - a) indiretta, ad es., ì’a-
!llaT magnetizzata (?); - 0) diretta; e qui il Bo.rac mamfestazion1 della
medianità fisica, ossia gli effetti visibili prodotti dai medi sulla materia,
tavoli giranti levita¬ zioni. materializzazioni, ecc. 4. lelepsichia,
ossia azione psichica esercitata a di¬ stanza e attraverso ostacoli: n)
Telepatia, pr. detta; b) Doppia vista, chiaroveggenza, lucidità; c)
<ì)e) Trasmissione di sensazioni - di idee (suggestione mentale, pr. detta),
— di volontà. 5. lloscopia. ossia fenomeni in cui la materia. (ilos)
sembra esercitare sugli esseri umani un'azione non spiegabile con le note sue
proprietà fisico-chimiche. Esempii :* o) 6)c) Influenza delle correnti
atmosferiche, — delle cor¬ renti sotterranee, — del magnetismo terrestre
; d) e)f) Influenza della calamita, dei metalli, dei legni e di altre
sostanze; e qui si metterebbero l’omeopatia, le azioni me¬ dicamentose a
distanza (?), forse l’opoterapia. Lo si vede: e un saggio costruito
con molta ampiezza, ma dove gli spiritisti lamentavano con ragione la piccola,
troppo piccola porzione assegnata nel quadro ai fatti di me- dmmmsmo e
spiritismo. Perciò il Boirac, in sèguito, ha ri¬ tatto con grande
semplificazione di linee il suo schema; e adesso (Psych incornine, 08) egli si
contenta di dividere i fenomeni di psicologia ignota „ in tre ordini •
1. Ip n oidi : — 1 enomeni che non implicano l'ipotesi d alcun agente
ignoto, ne di nessuna causa distinta da quelle mi ammesse nella scienza; ma che
sembrano potersi spiegare me diante agenti già conosciuti, mediante cause (o
forze) ancia adesso note, le quali però operano solo in condizioni nuove ancora
ma e o incompletamente definite, ossia secondo legg; diverse dalle conosciute.
- Es., i fenomeni di ipnotismo e di suggestione. II Magnetoiiii ( o
elettroidi): — Fenomeni che sem- lirano implicare l’ipotesi di cause (o forze)
ancora incognite, non catalogate, però di natura fisica, e più o meno analoghe
alle forze radianti della fisica, aria, luce, calore, elettricità, magnetismo,
ecc., differenti da esse ma pur sempre intranatu- rali ossia spettanti
naturalmente al nostro mondo. — Ks., i fe¬ nomeni del magnetismo animale e
della telepatia. 111. Spiri Ioidi : — Fenomeni che sembrano implicare
l'i¬ potesi di agenti ancora ignoti, ma di natura psicologica, più o meno
analoghi alle intelligenze umane, forse situati fuori del nostro mondo, in un
piano di realtà esterno a quello in cui viviamo e ci moviamo. In questa rubrica
si classificherebbero i fenomeni detti di “ spiritismo solo in quanto non si
potes¬ sero ricondurre ai due ordini precedenti. Queste idee dall'esimio
corrispondente dell’Istituto (è un titolo da ricordare a quegli incolleriti
spiritomani, che accu¬ sano sempre falsamente la scienza ufficiale e accademica
ili non occuparsi dei loro paradossi) sono state da lui applicate ad una riedizione
or ora comparsa di molti suoi scritti di metapsicologia. Ma nella categoria
degli “ spiritoidi „ il Boibao inette un breve resoconto di due sedute d‘
Eusapia, dove proprio, anche a volerlo fare apposta, non c’è indizio di fe¬
nomenologia extra-animistica nel senso aksakoffiano, e un ur¬ titelo sulla
teleeinesia medianica che pure nelle intenzioni dello scrittore è spiegabile
con forze magnetoidi, niente af¬ fatto con intervento di spiriti. 5. E
con questa interessante contraddizione di un intel¬ letto colto e fino,
terminerei il noioso epilogo della tassonomia mediumnica. Ingenerale i
trattatisti si contentano di descrivere, pochissimi si azzardano di coordinare
i fatti descritti. L’Elbè, fra gli altri, distingue appena le manifestazioni in
sensitive, fisiche e intellettuali; il Moutin, che è un magneto-spiritista
combattente, sale la scala dello psichismo dalla suggestione mentale alla
chiaroveggenza, alla telepatia, poi aH’ammismo, infine allo spiritismo, ma
toglie da quest'ultimo tutta la fe¬ nomenologia fisica. Al contrario, lo
spiritista Winklf.ii, che per dieci anni di sèguito ha coltivata la misteriosa
e potente medium Berlinese detta “ La femme masquée „ ('05), elimina tutta la
fenomenologia intellettuale perchè troppo personale al medium e scientificamente
priva di valore (sic) ; e si ar¬ resta ai soli prodotti obiettivi,
sperimentabili, divisi da lui in sei ordini: due ottenuti ali’ aperto — cioè
toni esplosivi, moti di un ago calamitato; — e quattro in gabinetto oscuro, ben
chiuso, che egli chiama caverna — cioè rumori, proiezinne di oggetti,
produzione di materia, produzione di “forme, funzionanti. 0. Avrei da
citare ancora il Du Prel e il Myeiis; ma gli stilemi classifieatorii del
filosofo tedesco e dello psichi- cista inglese sono cosi impregnati di
metafisica, che non pos¬ sono trovar posto in un opera, come la mia, destinata
in massima al gran pubblico; abbisognerebbero troppe diluci¬ dazioni dell
espositore, e questi dovrebbe internarsi in analisi critiche che troveranno
meglio — io spero — il loro posto altrove, in un'opera dedicata ai cultori
della specialità. Mi limito a dire che lo schema dato dal Du Prel nel suo
Enigma untano è basato sulla fantastica esistenza di un “ io magico „ o “
soggetto trascendentale , di irrealizzabile di¬ mostrazione, il quale sarebbe
capace di tre sorta di fenomeni: la sua “coscienza soprasensoria, darebbe
origine al sonnam- bolLsmo ; — il suo “corpo astrale,, al doppio e alle
materia¬ lizzazioni, da cui proverrebbero lo spiritismo e la nascita ter¬ rena
('?!); — finalmente, la sua “facoltà magica, spiegherebbe i fatti di magia
nera, o stregoneria, e cU magia bianca, o magnetismo animale e misticismo
religioso. E uno schema degno di alchimisti ed ermetisti medievali,
assolutamente extra-scientifico. La Sinapsi di Myebs si presenta con un
contenuto tanto astratto e complesso e ha tali caratteri di possente, ma arbi¬
traria originalità, che tino ad ora, per quanto mi consta, non lu applicata
allo studio della mediumnità. La morte immatura del grande psichieista gli ha
impedito, d’altronde, di darne una spiegazione completa, che sotto molti
aspetti avrebbe anche dovuto essere una giustificazione dei suoi ardimenti
biologici, dei suoi preconcetti filosofi co-religiosi, e delle sue
indimostrabili sintesi cosmologiche. Fra queste ultime indi¬ cherò 1 ipotesi
del “ metaetere ,, dal quale scenderebbero le azioni spirituali dominatrici
(control) sulle “ manifestazioni eteree (luce, elettricità, gravitazione,
coesione) ,. Fra i lire- concetti che il Myers ha levato di sana pianta, in
parte dall'occultismo teosofico, iri parte dalla filosofia medievale, c’è
quello che la vita (umana e animale) sul pianeta sia una ‘ incarnazione
transitoria „ di “ personalità spirituali , aventi una esistenza prenatale, e
fra di loro mutuamente attive, tanto nella sfera “ metaeterea „ quanto nell' “
eterea ,. Qui, evi¬ dentemente. navighiamo fuori del mare aperto ai metodi ed
ai lumi della Metapsichica positiva; è meglio scendere mo¬ destamente a terra,
con Eusapia Paladino.Tassonomia particolare della mediumnitù. di Eusapia
Paladino. Nessuno dei grandi medii viventi, siano intellettuali come la
Piper o la Thomson, siano fisici, come F. Miller o C. Bailey, ha veduta la
propria fenomenologia sottoposta a tanti tagli e sottotagli elassificatorii,
quanti sono quelli eoi quali fu smi¬ nuzzata e ricomposta la ricca produzione
medianica della Paladino. Anche qui mi restringerò a poche citazioni. 1.
La Commissione di Milano ( 1892) lu la prima a mettere dell'ordine nella
esposizione dei risultati ottenuti in presenza di Eusapia Paladino. Essa divise
i fenomeni secondo un criterio essenzialmente tecnico, quello delle condizioni
di rischiara¬ mento della stanza in cui tenne le sedute: era una risposta
perentoria a tutti coloro che credevano e credono nella, frode, perchè favorita
dalla mancanza di luce. Dalla stampa del fa¬ moso rapporto della Società
dialettica di Londra, lo spiritismo non aveva più ottenuto in suo favore un
documento di così alto valore, come la relazione milanese sulla medium Napoletana.
Tutti riconoscono che quel giorno si aperse una fase nuova per gli studi
psichici: l’elenco comprende tre grandi classi, ventini ordini, e nove
subordini di fenomeni autentici. Non 10 riproduco, malgrado la sua
importanza, perchè su di esso c sullo schema già citato del Ckookes è basata in
massima anche la classificazione che io presenterò fra poco. 2. Gli
sperimentatori del gruppo radunatosi a Roma in casa del pittore Sif.miiìadzki
('94-95) e del quale faceva parte rOcHoaowioz, sono stati più parchi nella
descrizione: essi non parlano che di quattro categorie di fenomeni, giacché ne
fanno un raggruppamento troppo sintetico : — movimenti di oggetti; toecamenti;
apparizioni luminose; fenomeni uditivi. 3. Appena migliore è la
distinzione ilei De Fontenay i 97), 11 quale però molto opportunamente
separa i fenomeni in¬ tellettuali dai fisici: certo, i primi sono relativamente
poveri di contenuto ideativo, ma esistono lo stesso, non fosse che nello stato
fisiopsichico particolare della “ trance „. Però i fenomeni eusàpiani, che egli
descrive in maniera alquanto confusa, sono pochi, nonostante clic loro
dedichi 300 pagine: ma egli non assistette che a due o tre sedute!
Accanto ai tre stadi di * trance . di cui ho parlato (Tomo II, pag. Ili), il De
Funtenay si contenta di fare due classi di fenomeni fisici, i meccanici e i
luminosi. 4. Coll'opera di ViSANi-Scozzi.che ha pur sempre Eusapia
Paladino per soggetto, noi ci eleviamo di cento cubiti sulla precedente. Le
sedute furono appena un po' più numerose (quattro), ma i fenomeni
spesseggiarono, e l’A. li studia in più diretto rapporto con la condizione
psiconervosa del me¬ dium. Io ho già riportata in sunto la scala delle cinque
fasi ipnologiche del Yisani (Tomo I. pag. 210), però avverto che la
fenomenologia ivi classificata oltrepassa la zona concessa alla medianità della
Paladino. Si può escludere che questa dia manifestazioni di medianità intuitiva
, parlante , scrivente, quantunque per queste due ultime essa, immedesimandosi
in “ John King , e in altre personalità evocate, pronunzi qualche parola o
frase, e tenti anche di tracciare alcuni segni (s’è detto che abbia scritta
qualche parola!). Neaneo sono pro¬ dotte dalla Paladino delle materializzazioni
parziali perma¬ nenti : i lettori vorranno ricordarsi del tentativo, assai
dubbio, di lasciarmi dei capelli d una defunta (Tomo II. pag. 150). Nei
suoi bellissimi commenti alle sedute il Yisani attri¬ buisce i fenomeni di
moto, rumore e luce ad una “ radia¬ zione dinamica del .medio „ ; le
materializzazioni, ad una “ obiettivazione concreta della idea ,, ; gli
apporti, ad una “ facoltà di sintesi, decomposizione e ricomposizione dei corpi
„, con qualche accenno alla “ quarta dimensione spa¬ ziale „. La distinzione è
acuta e costituisce un apprezzabi¬ lissimo tentativo di classificare i fenomeni
col criterio della loro intrinseca natura: disgraziatamente ci portiamo troppo
lontani dal dominio per ora concesso alla metapsichica spe¬ rimentale. 5.
Il libro severo e ragionato di E. Bozzano ( 1903), discute a lungo minutamente
i fatti k spiritici „ da lui osservati in un ben più grande numero di sedute
con Eusapia, ma non li dispone a gruppi, nè li coordina secondo le teorie
discusse. 6. Per contro il libro di J. Maxwell, uscito nel medesimo anno,
quantunque sia basato esso pure in buona parte sulle manifestazioni osservate
dall'Autore colla media italiana, porge ima, classificazione dei fenomeni
psichici ancor più ampia, per rispetto ad Eusapia, di quella del
Visani-Scozzi. La classe dei * fenomeni psichici d’ordine materiale e
fisico „ solo in parte è paladiniana ; nè la zOllneriana u penetrabilità della
materia nella materia nè i disegni a distanza, nè i “ can¬ giamenti di peso e
temperatura . entrano nel programma d 'Eusapia: anche gli apporti sono dubbi.
Allo stesso modo, nella classe dei k fenomeni psichici <1 ordine intellett
uale „ . come la forma il Maxwbll, la massima parte mi pare estranea alla
potenzialità della Pugliese : questa non mi lui dato che incerti fatti di
telepatia, di scrittura diretta, di voci dirette: e non ha presentato mai
fenomeni di grn iamatologia, di scrit¬ tura automatica, di chiaroveggenza e
chiaroudienza, di cri- stalloseopia. 7. Ultimo degli illustratori
precedenti di Eusapia fra gli scienziati è Camici, o Flammaiìion (’06-7), il
quale da uomo pratico, che desidera sopratutto convincere il gran pubblico, ha
dato nelle sue narrazioni e classificazioni il massimo posto al “ fenomeno
della tavola „ • La maggior parte di coloro che si interessano da anni, o
in prò’ o in contro dello spiritismo, è sempre stata e s è sempre messa (anche
ora!) in gran pensiero pei moti del tavo¬ lino, forse perchè questo è il dato
più caratteristico del neo¬ spiritualismo, il più popolare, il più facile da
riprodurre nei salotti mondani, dove si fa nocivamente del dilettantismo
spiritico. Ma la tiptocinesia è allabbiei delle manifestazioni eusapiane ; e
quando si è avuta la sorte a me toccata di as¬ sistere alle apparizioni di
fantasmi, il fenomeno del tavolino bussante danzante e parlante, pur
conservando il suo carat¬ tere di fatto obiettivo utilissimamente accertabile
con la fo¬ tografia, perde assai del suo rilievo cotanto preso di mira dagli
antipsichicisti, e va a collocarsi modestamente al suo posto nella schiera
numerosissima e complessa degli effetti fisici della mediumnità di Eusapia.
Tuttavia il Flammahion ha ragione: in una disciplina cosi nuova e materiata di
fe¬ nomeni tanto strani e vari, bisogna cominciare dal fissar bene la esistenza
dei più elementari. E allora si deve dare al “ ta¬ volo » la precedenza ! Su
ventitré categorie di fenomeni paladiniani, i moti tiptiei contano per dieci
secondo il Fi.am- marion, il quale poi lascia in disparte le vere manifesta¬
zioni spiritiche (evocazioni di defunti, materializzazioni di fantasmi),
accennandole di sfuggita. 8. Come segno dei tempi non lascierò sotto
silenzio i poteri straordinari che alcuni fanatici spiritisti assegnano alla
medinmnità della E. Paladino, esagerando la portata dei feno¬ meni da essa
ottenuti. L’anonimo autore di una pubblicazione popolare a dispense, che estiva
alcuni mesi or sono ^ Ge¬ nova (’07), ci fornisce un tipico campione di questo
iper spiritismo battagliero e... credulo. Eusapia Paladino possiede
ventuna facoltà «ediani che : - e iì, “"?•(.;!« a".* ^
fpSS°S«Lili Mote spontanee ,|iinndo 0 in Ipnosi, , - sZitJvo r sente la
presenza degl, spinti per mezzo d, una impressione vaga.); — pneumatografo
(scrittura diletta.). X - agente - motore -, - a traslazione; - ella
levitazione); - tipologico; - a effetti musical* (?); - «*- Snella ^ ,j stato
ai sonnambulismo , "“tiS *- Serializzazioni, di cinque gradazioni
dal 1 es okrtangi bili alle parlanti!?!); - fonico C provoca voci chiare e
distinte ,); - ad apporti; - calcografico. Non c’è bisogno di rilevare
quanta parte in questa enu¬ merazione di virtù medianiche abbia avuto pa
tantasia de percipienti. Cinque o sei anni -fa Giulio Bois,
brillantissimo, se non profondo indagatore di tutte le credenze e correnti
ammali Ili idee che si agitano e sembrano celarsi alla luce del sol in seno
alla nostra raffinata civiltà occidentale, parlando del “Solo moderno , e delle
« forze ignote proclamava Elis imi Paladino la vera “ ginnasta „ del psiclnamo
. ma e„ 2^3355 soltanto <k im « d» «*1. » “1 ”itt in ,•»*, del Daimex
o del K.oh.t, Se peto h a. stadt» con animo pacato, in un ambiente propizio, e
durante piu sene Ili sedute come io ho fatto, si giunge a considerarla come Il
atleta gigantesca del mediummsmo fisico contemporaneo. In circa trenta sedute
io le ho veduto compiere parecchie centinaia di fenomeni, ed ho i lettori lo
ncordemino rag- .tiiinto le vette della medianità palndimana, ciò die 1 sem
plie^ dilettanti e molti studiosi dello «1^0 ebbero immediatamente Ottenere,
senza indugio, fino dalla, pinna sera L’impazienza di alcuni sperimentatoli, 1
inespenenza di •litri fors’anco la troppo chiara diffidenza di taluni, ha loie
tolto di assistere a parecchie delle manifestazioni che io nas- sSLrò egli è
che le più importanti avvengono determinate finalità medianiche nella sua
subcoscienza questo è un gran colpo alla dottrina spiritica, girn e
. C la conclusone scientifica che i fenomeni sono dovuta alla
azione esclusiva dei medii e sono proporzionate agh elementi psichici o
subpsichici esistenti, per acquisto individuale o pe eredità cumulativa, nel
loro cervello. A. Fenomeni Subiettivi. Una prima grande
classe di fenomeni mediumnici è quella sia perchè si fondano sulla cooperatone
struttuiale Intrica (vitale) dell’organismo corporeo. , , te Eusapia non
sono cospicui, appunto, per la povertà de contenuto intellettuale delle sue
manifestaz.iom; neppure^ appariscenti per chiunque cerca nelle sue sedute il
fenomeno immediatamente percepibile della personificazione. la F ceiosia può
raccogliere, per contro, anche sul medio rnpo tetano una ricca messe di
osservazioni che concernono la n i tura e la liio-psicogenesi della mediamta
spiritica, bisogna "rò essere versati in fisiologia e patologia mentale
per con,- mende™ e gustarne la importanza. Mi limito a fare 1 e eneo Ilei fatti
subiettivi che io ho registrato nei miei lungli ap punti sulle sedute. I
Modificazioni dello stato di coscienza: a) Restringimento o abbassamento,
e oscuramento della cord» Z o snperliminate (Jet., .«eh. »»e«»
vigile e sociale); Allargamento o approfondimento, e intensificazione
della coscienza inferiore o subliminale (delta anche marginale o subcoscienza o
pericoscienza). II. Modificazioni dello stato fisiologico: a)
Mutamenti delle funzioni organiche (circolo, respiro, traspirazione cutanea e
polmonare, ricambio materiale, pro¬ duzione di bioelettricità, ecc.) ; b)
Mutamento delle funzioni di innervazione (sensibi¬ lità, motilità,
refiettività, trofismo, ecc.) ; c) Mutamenti nelle funzioni psico-sensorie
(p. es. nella cenestesi) e nelle psicomotorie (p. es. nella refiettività cere¬
brale). III. Radiazioni dal corpo del medio: a) Radiazioni
percettibili al termotatto; b) Radiazioni percettibili alla vista (“
nebule „, “au¬ reole „, “ lingue di fuoco „). IV. Autoipnosi, per
concentrazione e restringimento della coscienza dell'io: a) Fase
preparatoria, analoga alla catalessi; b) Fase attiva, analoga al
sonnambulismo; c) Fase passiva, analoga al letargo. V. Amnesia del
periodo di “trance „ : a) Amnesia per ciò che concerne il soggetto (i
fatti interiori) ; b) Amnesia per ciò che concerne il mondo esterno (le
relazioni coll’ambiente e le reazioni fisio-psichiche). VI. Ester i or
azione della sensibilità: a) Telestesia spontanea (forse dubbia);
b) Telestesia sperimentale (rarissima). VII. Est eri or azione della
motricità; è la ca¬ ratteristica più nota e più intensa della medianità di
Eusapia Paladino : a) Paracinesie, ossia con lieve contatto cogli
oggetti; b) Telecinesie, ossia senza contatto cogli oggetti. Vili.
Suscettibilità ipno-magnetica: a) Ipnotizzabilità (relativamente
difficile e sempre molto debole); h) Magnetizzabilità, eoi passi
mesmerici (facilissima). Suggestibilità esogena (dagli assistenti):
a) Suggestibilità mediante la parola (verbale); b) Suggestibilità
mediante altre percezioni sensorie, e sopratutto percezioni minime (tattili,
muscolari, ecc.). X. Monoidei s m i, offrenti molti dei caratteri dei
sub- delirii isterici, in rapporto col restringimento di coscienza e col
dominio di automatismi psichici: a) Ossessione della propria veridicità
; b) Fissazione nella tecnica abituale (misoneismo); e) Credenza
palingnostica semipuerile in una evolu¬ zione spiritica del proprio io
(esistenza anteriore, nel secolo XVI-XVII, come pertinente alla famiglia “ King
„!). XI. Fenomeni onirici al luci natorii : a) Cenestetici: p. es.
sensazioni di volo; b) Visuali: p. es. visioni di fantasmi; c)
Emotivi : p. es. terrori onirici analoghi agli incubi, con subdelirio di
possessione e di persecuzione ad opera di enti fantastici. XII. A 1 1
tornati s m o , per disgregazione della coscienza e con reiterazione ritmica
dei medesimi fenomeni ad ogni crisi di trance: a) Automatismo
sensorio; b) Automatismo motorio; e) Automatismo subpsichico (“
volontà subcosciente „). XIII. Regressioni psichiche: nella disgregazione
della personalità, che contraddistingue la crisi autoipnoide del mediumnismo,
si ha sempre il ritorno a stati o a feno¬ meni di mentalità inferiore
sorpassati nell’evoluzione tanto etnico-atavica, quanto individuale : a)
Predominio delle credenze e degli errori popolari (“ sopravvivenze mentali
»); b) Ritorni atavici, fra cui principalissimo e fonda- mentalissimo
l'aniinismo primitivo; c) Infantilismi mentali: nelle idee, nei
sentimenti, nella condotta; d) Disposizioni ludiche, ossia alle creazioni
fantastiche per giuoco, come nell'isterismo. XIV. Personificazio n i ,
per formazione più o meno effimera, più o meno completa di “ io secondarii
sonnambulici » con evidente perturbazione del sentimento e del concetto
del proprio io, e con sostituzione totale o parziale di un altro io: a)
Idea fissa di trasformazione della propria perso¬ nalità in relazione alla
suaccennata credenza palingnostiea < “ figlia di John King „). b)
Incorporazione accessuale, stereotipa, di un per¬ sonaggio defunto (qualificato
come lo “ spirito di John King „), con corrispondente (mediocrissima)
obiettivazione minio-drammatica del tipo incorporato; c) Talvolta impersonazione
(abbastanza dubbia, e ad ogni modo assai malamente rappresentata) in altri “
esseri che ordinariamente sono anime di defunti appartenenti alle famiglie
degli astanti. Queste “ reincarnazioni „ spiritiche transitorie non
costitui¬ scono però la specialità medianica della Eusapia, che vi si
addimostra di scarsissima imaginativa. XV. Comunicazioni e messaggi (in
lingua ita¬ liana), che risultano assai limitati in Eusapia e di poverissimo
contenuto intellettuale: a) Tiptologia elementare, ossia comunicazioni
bus¬ santi, per mezzo di pochi segni convenzionali, regolanti la tecnica delle
sedute; b) Tiptologia più evoluta o, come suol dirsi, gram- matologia,
assai rara e ridotta a poche stentate espressioni; c) Tiptologia inimica:
questa ricchissima, sebbene con note spiccate di infantilismo. XVI.
Comunicazioni in idiomi diversi dal proprio, o “xenoglossia, in senso
ampio: a) Comunicazioni in dialetti italici differenti dal pu¬
gliese-napoletano parlato da Eusapia ; sono state affermate da qualche
osservatore, ma io non ne ho alcuna prova; b) Xenoglossia pr. detta ;
ossia comunicazioni hi lingue straniere (?): fenomeno assai discutibile (nella
Paladino, più che in ogni altra medium), e probabilmente dovuto alla ri¬
scaldata imaginazione di qualche percipiente. XVII. Pseudodivinazione del
pensiero, per iperestesia nello stato subipnoide: a) Lettùra muscolare
del pensiero mediante le per- cezioni minime, o marginali, dei moti e
atteggiamenti mu¬ scolari degli assistenti: b) Utilizzazione di piccoli
indizi sfuggiti agli assistenti stessi, e ohe vengono rapidamente percepiti,
associati ed elaborati nel subcosciente attivissimo d'Eusapia. Criptopsichismo
, con ritenuta inconsape¬ vole di antiche impressioni e idee, loro discesa nel
subco¬ sciente, e loro riapparizione automatica dietro stimoli esterni e
sopratutto interni (stato di ‘‘trance»): a) Criptomnesie, propriamente
dette, rare e ridotte in Eusapia a pochi schemi; b) Suggestioni esogene a
scadenza (da sedute ante¬ riori! per opera dei formanti la
catena. Suggestione mentale artificiale, con trasmissione provocata e
intimatoria di stati fisiopsichici: a) Suggestione sensoria: fu da me
tentata, ma senza successo ; b) Suggestione ideo-motoria: ne ho fatto
qualche saggio con incerto risultato ; e) Suggestione emotiva, ideativa,
volitiva, ecc. : nessun effetto : d) Suggestione antagonistica: una
o due volte con principio di effettuazione; e) Suggestione organica:
riuscita nelle esperienze di De Rochas, non nelle mie. XX. Luciil ita,
chiaroveggenza, seconda vista: Contrariamente alle asserzioni di alcuni
spiritologi, Eu- Mpia mi è risultata incapace di questi fenomeni
metapsichici, < he cito soltanto per invogliare altri a farne la
ricerva. XXI. Telepatia intr aumana, ossia comunicazione spontanea di
stati psichici, a distanza, fra persone viventi, senza intermezzo normale dei
sensi: a) Con Eusapia soggetto passivo o percipiente: — quantunque essa
narri qualche suo aneddoto in appoggio (a pro¬ posito del turto, Tomo I, p.
132), e alcuni degli sperimentatori, ■ Ite mi furono compagni di sedute,
fra cui l’egr. dott. Ven- z ano, propendano ad inserire anche la telepatia
nella fenome¬ nologia paladiniana, io dubito assai delle attitudini di Eusapia
per questo fenomeno di psicologia supernormale: certo, nelle evocazioni
pseudo-spiritiche che mi concernono, la telepatia mancò completamente; b)
Con Eusapia, soggetto attivo : — posso invece rite¬ nere che siano probabili,
in alcuni casi, delle induzioni di fatti illusori ed allucinatoli per
azione di Eusapia sull as¬ sistenza, o, per lo meno, su alcuni predisposti tra
gli assi¬ stenti. Telepatia i per -umana, ossia propriamente spiritica per
azione di “ enti occulti „ viventi in Altro Piano, su Eusapia. „ , Sebbene ammessa e sostenuta da taluni
spirito-psichicisti (li. es. da "Vis ani -Scozzi), questa l'orma del tutto
fantastica di telepatia extranaturale non ha diritto di figurale nel quadro
della fenomenologia metapsichica sperimentale e positiva di Eusapia Paladino
perchè, seconde le mie esperienze, ne manca la più elementare
dimostrazione. B. Fenomeni obiettivi. Anziché “ fisici
» preferisco porre qui un termine piu psi¬ cologico, giacché i fenomeni, che
ora passo a catalogare, non appartengono soltanto a tutte le sezioni della
fisica, cioè alla meccanica, all’acustica, alla termodinamica, all ottica, alla
radiologia, fors’anco alla elettrologia, ma sottintendono po¬ teri plastici
molto più simili ai fatti biologici (propriamente parlando, ai “ metabiologici
.), e nello stesso tempo hanno sempre un valore intellettuale, in quanto si
veggono inten¬ zionalmente prodotti e rivolti ad un fine. Ogni
classificazione pecca di artificiosità; e cosi 1 raggrup¬ pamenti che io
presenterò, vanno intesi piuttosto come la espressioni delle modalità
estrinseche dei fenomeni, che non come i contrassegni di una loro sostanziale
affinità o diver sità dinamica. Ad esempio, nelle “ luci „ vi e il fenomeno lu¬
minoso, ma non mancherà il termico; nelle forme materia¬ lizzate vi è il
fattore teleplastico, ma vi si trova pure spesso l’elemento visuale; nelle
impronte su mastice v è la esteno- razione di un’imagine, qualcuno dice anzi
del doppio fisio¬ logico „ del medio, però v’è anche l’elemento telecinetico
nel movimento di impressione. Ma è principalmente la distinzione fra
fenomeni subiettivi ed obiettivi che, come ho più su accennato, rimane artifi¬
ciosa. Nei fenomeni fisici c’è sempre dell ìntramedmmnico, poiché ognuno di
essi è rivolto ad uno scopo. La fenome¬ nologia di Eusapia ha caratteri di
assurdità , di infantilismo. FENOMENI EX TEAM EOI OMNI CI di
stolidità, ma non è mai atassica nè ateleologica: l’ele¬ mento psichico si
trova presente anche nel semplice pulsar di un tavolo o nel volitar d’un
giocattolo. Non dirò della tiptologia che, per quanto ridotta generalmenle a
pochi picchi, ha però sempre un significato mentale (si, no, luce , buio, ecc.)
: dico degli stessi fenomeni meno apparentemente intellettuali, come sono le
lucciole fluidiche, le bussate lontane sulle pareti, le ombre chinesi; questi
fenomeni vogliono esprimere, ; ,er lo meno, l’intenzione della medium di farsi
ammirare, di stordire, di indurre percezioni sensorie negli astanti a contro¬
prova dei suoi poteri. Cosi si è potuto affermare con ragione . he nn elemento
di “ forza psichica ignota „ (Flammakion) invade, per così dire, l’atmosfera
attorno al medio e opera per esso, con esso e da esso; laddove l’ipotesi di una
“ forza neurica analoga all’elettricità „ (De Bochas, Maxwell) ci man¬
terrebbe, è vero, nel campo della fisica, o iperfisica che sia, ma non
spiegherebbe l’intenzionalità evidente di tutti, o di quasi tutti i fenomeni
obiettivi. Per pura comodità, e per facilità di comprenderci, dividerò
anch’io questi fenomeni in classi o categorie e in gruppi, se¬ condo criterii
che chiamerò estrinseci, ossia in conformità dell’impressione o delle
percezioni che essi risvegliano negli astanti. Non è possibile adesso
distinguerli secondo la loro intrinseca natura, genesi e meccanismo di
produzione : questo sarà eòmpito della Metapsichica futura. I.
Paracinesie. — Fenomeni meccanici, con produ¬ zione di movimenti negli oggetti
esterni ancora a contatto con la persona del medio, ma con effetti
sproporzionati alla spesa di forza nerveo-muscolare normale da parte del medio
stesso. L’anomia di questi fenomeni consiste in ciò che col dinamometro si
riescirebbe a dimostrare la nessuna correlazione tra i moti muscolari (piccoli
e lontani) del medio e gli spostamenti o urti degli oggetti su cui egli tiene
appli¬ cate le mani 0 con cui ha qualsisia contiguità. 1. Oscillazioni e
moti del tavolino, senza significato con- venzionale. — Fenomeno comunissimo e
frequentissimo ; più spesso autentico, però soggetto a facile
falsificazione. 2. Moti e picchi dei tavolino aventi un significato. Pur
essi molto numerosi ; ordinariamente genuini, ma non senza miscela di battiti
prodotti a volontà (frodi): a) Linguaggio convenzionale per le sedute
(tipto¬ logia tecnica); Lingua mimico: molto vario e intenso; Lingua
alfabetico, ad enumerazione di picchi ; non molto comune nelle sedute d’Eusapia
e di poca inten¬ sità e durata. 3. Sollevamento totale del tavolino, con
lieve con¬ tatto delle mani del medium : frequente, e il più delle volte
sincero. 4. Movimenti di oggetti diversi appena toccati dalle mani o dal
corpo o dagli abiti del medium. — Numerosissimi, talvolta intensissimi, e
ordinariamente veridici. 5. Movimenti, ondulazioni, gonfiamento delle
tende del gabinetto medianico. — Immancabile ad ogni seduta; im¬ possibilità di
frode. li. Moti e gonfiamenti degli abiti del medium. — Il più spesso
spontanei, durante la produzione di moti tiptici o di telergie; talvolta
volontarii e allora... sospetti. 11. Tele e ines i e. Questi effetti
meccanici si producono senza alcun contatto con la persona del medio, a
distanza, e questa può variare da pochi centimetri a qualche metro. Sono i più
disputati, perché mal si comprendono secondo le leggi ordinarie della fisica
meccanica e fisiologia: queste scienze ci insegnano, difatti, che una forza
meccanica deve agire direttamente sulle resistenze opposte dai corpi mate¬
riali; qui, all’opposto, le azioni sembrano esercitarsi “ per influenza „, da
lontano. 7. Osoillazioni, fremiti, ondeggiamenti e moti del tavo¬ lino
senza contatto. — Comunissimi, or deboli ed ora forti; generalmente
autentici. 8. Sollevamenti autonomi completi del tavolino. — Sono un
fenomeno abbastanza comune, talvolta intensissimo; il più spesso in condizioni incriticabili:
qualcuno della durata di pochi secondi, qualche altro di uno o due
minuti: a) Levitazione semplice ad aeroplano ; b) Danza a solo del
tavolino, o tiptocinesi coreica. 9. Ondulazioni, gonfiamento e gettito
delle cortine del gabinetto. — estensibilissimo e frequente fenomeno, sul quale
in massima non c’è da emettere dubbii. 10. Movimenti impressi da lontano
a corpi materiali più o meno pesanti. — Manifestazione generalmente terminale
della seduta; nel maggior numero dei casi, genuina: a) Telecinesie
prodotte spontaneamente da Eusapia; b) Telecinesie richieste dagli
sperimentatori. 1 1. Movimento e spostamenti apparentemente autonomi di
oggetti diversi, a varia distanza dal medio. Fenomeno im- FENOMENI
EXTBAMEDUTMNICI passionante, abbastanza comune, quasi sempre in
condizioni di autenticità: a) Movimenti di oggetti o mobili entro
il gabinetto medianico, alle spalle di E. P. ; b) Movimenti di
oggetti o mobili nella stanza, tal- volta a 2-3 m. dal medium. 12.
Trasporti di oggetti lontani sul tavolino. — Fre¬ quenti, di grande effetto;
veridici in massima, pochissime volte (al buio) sospetti: a) Trasporti
per mezzo delle tende nere, che agi¬ scono da tramite e da usbergo alla forza
medianica; b) Trasporti in pieno spazio libero. 13. Spostamento,
attir amento, rivolgimento delle seg¬ atole dei vigilatori. — Fenomeno di ogni
seduta; impossibile incriminarlo (se la mano è sotto buon controllo !).
14. Movimenti funzionali di ordigni meccanici posti a distanza. —
Numerosissimi, rapidissimi, e il più delle volte sicurissimi fenomeni per
azione a distanza: a) Telergie entro il gabinetto oscuro ; Telergie
attorno al circolo di assistenza. 15. Trasporti di oggetti da uri punto
all’altro. — Ali- bastanza frequenti e tali da impressionare; conviene però
dubitare dell’oscurità : a) Nella medesima stanza delle esperienze: ordi¬
nariamente veridici; b) Da una stanza all'altra : rari e
sospettabili. III. Anomie boriche. — Questa classe di fenomeni
meccanici concerne le alterazioni del peso dei corpi, e sarebbero pertanto in
contrasto colla legge di gravitazione. Insigni psichicisti ce ne garantiscono la
autenticità (Crookes, Aksa- koff, Df. Rochàs...), ma io debbo dire, per la
verità, che in genere mi son parsi fatti assai meno sicuri dei precedenti, seb¬
bene anche nelle telecinesie si abbia una infrazione del prin¬ cipio di inerzia
della materia. 16. Mutamenti spontanei di peso in una bilancia. —
Fenomeno eccezionale e (nel caso nostro) forse fraudolento. 17.
Oscillazioni di peso del corpo del medio. Pur esso eccezionale, e
verosimilmente illusorio o falso. 18. Sollevamento in aria della persona
del medio (“ le¬ vitazione „). — Rarissimo fenomeno: certamente sincero nel suo
inizio, forse illusorio per parte nostra nella sua continua¬ zione aerea al di
sopra del tavolo mediumnico; Sollevamento d’una persona diversa dal
medium in condizioni inspiegabili con la meccanica ordinaria. Una volta
sola e, a parer mio, non sicura. I V. Fenomeni termirò-ra ,ì i a n t i. È
un piccolo gruppo di manifestazioni medianiche consistenti in modifica¬ zioni
apparentemente autonome, e perciò nnomiche, della tem¬ peratura dei corpi
materiali circostanti al medio. Si connettono torse alle radiazioni
dell’organismo, delle quali ho parlato nel paragrafo dei fenomeni
subiettivi. , . * m^° Qobinetto nero. — È frequentissimo, pei che
lo si sente ad ogni seduta : talvolta intensissimo, e quasi sempre
autentico; M. Abbassamento termico dello spazio aereo vicino al medio (
freddo sepolcrale „). — Abbastanza frequente, e in- spiegabile con la
frode. A . !• enomeni acustici. Sono fenomeni anomici in questo che la causa
meccanica produttrice della vibrazione ma¬ teriale percepita come suono o
rumore rimane ignota o, quanto meno, non ascrivibile direttamente per mezzo dei
nostri sensi al medium. V 1 hanno rumori anorganici e rumori organici. Al- euni
di essi sono fatti acustici primitivi, autonomi ; altri sono latti acustici
secondarii, giacché dipendono dai fenomeni mec¬ canici superiormente elencati,
i «piali per l’urto, per lo striscia¬ mento, per lo scuotimento degli oggetti
smossi, eec., sono accompagnati da percezioni uditive. Ih. ( 'ólpi,
picchi , e altri rumori nel tavolino. — La ma¬ nifestazione più comune della
medianità fisica; centinaia di essi sono genuini, pochi forse sono
artificialmente prodotti. Ne sono varianti notevoli i seguenti fenomeni: j
Scricchiolìi, crepitìi, ecc. nella compagine del . ^ Raspamenti,
grattamenti, ecc. ad opera di agenti invisibili e intangibili; i)
Colpi formidabili di pugno, di maglio, ecc. sul piano del tavolino, anch’essi
senza agenti personalmente ri¬ conoscibili. 23. Colpi e picchi a distanza
dal me.dio. Frequentissimi e non ascrivibili, in massima, alla persona del
medium: li crederei per lo più veridici: a) Entro il gabinetto medianico;
i più comuni; ò) Nella stanza delle esperienze: abbastanza fre¬ quenti, ora
sulle pareti, ora sugli affissi, ora sui mobili; « ) fuori didla stanza:
se Eusapia ne produce, deb- bono essere rarissimi ; io non ne ho percepito
mai. Suoni di strumenti musicali. — Fenomeno predi- , *♦„ nrT Eusapia ;
difficilmente manca alla seduta, ed è sempre di origine mediumnica pura, quando
gli strumenti sono lon¬ tani- dubitare dei fenomeni quando 1 ordigno è a
portata di mano 'Fila a ^a)0 (trombetta, fischietto) ; b) Strumenti
a corda (chitarra, mandolino); e) Strumenti a battuta (pianoforte, tamburello)
; d) Strumenti a congegno rotatorio (carillon»...). Rumori organici
di mani, di piedi, ecc. Rari e abbastanza sinceri quelli di
mani plaudenti, percotenti, schioccanti, ecc. in aria ; eccezionali, e forse
illusore, quelli di Diedi o scalpitìi entro il camerino. 26. Suoni vocali
umani. — Rarissimo fenomeno con Eusapia, e. a parer mio, sempre sospetto ;
parlo, si intende, ,Uh “ necrofonia „, ossia di voci articolate in aria
attribuite a “ spiriti „ di umani disincarnati ; nel mio caso, sono molto
dubbioso sé non vi fu inganno (o illusione ?). VI Fenomeni
iloplastici. — Designo con questo neologismo che mi pare di buona lega, tutti i
fenomeni consi¬ stenti in segni lasciati su corpi materiali mediante azioni a
distanza; e ve n’è di due sorta: i grafici e i plastici pr. detti. Ma dei primi
Eusapia è povera in ragione del proprio analfa¬ betismo; perciò manca, come
dissi, nella sua fenomenologia su¬ biettiva la scrittura automatica, ed è
fallito il nostro tentativo di ottenerne la scrittura fra lavagne,. 27.
Segni simbolici lasciati a distanza. — Manifesta¬ zione eccezionale con Eusapia
; e nelle volte in cui 10 1 avrei veduta, verosimilmente spuria.
28. Scrittura diretta senza opera di mano ( spiritica » nr detta). Fenomeno
quasi estraneo alla mediumnita di Eusapia : quando mi è accaduto (due o tre
volte) erano segni indecifrabili eseguiti al buio; lo ritengo, per ciò, da
eliminare. 29. Freghi sulla carta affamata. -- Si suggeriscono e si
ottengono facilmente, essendo riducibili ad una semplice te- lecinesia; .
, 30. Impronte a distanza su materie duttili, che conser¬ vino la
impressione di estremità e volti umani. — Non rari nella medianità d’Eusapia,
questi fenomeni vanno pero sog¬ getti, frequentemente, a censura; io non posso
dire d averne ottenute in condizioni di piena sicurezza che una 0 due
volte. a) Impronte su fior di farina: ci sono mancate; h) Impronte
su creta, mastice, plastilina, ecc.: ne ottenenimo, ma non di così espressive e
profonde come Eusapia ne ha date altrove ; c) Impronte e modellature in
paraffina: furono ten¬ tate, ma non riuscirono. VII. Fenomeni ilurgici o
zollneriani. — Sotto tal nome, in onore di Fed. Zììllner, si possono designare
quei rari fenomeni medianici, nei quali sembrano venir meno le proprietà
fisiche della materia , la sua inerzia, la sua coesione o aggregazione
molecolare, la sua impenetrabilità. Eusapia non ce ne ha dato molti di questa
classe ; ma se i confini di questa non si intendono troppo ristretti, alcune
delle sue manife¬ stazioni arieggiano lo ziillnerianismo. 30. Formazione
di nodi su funicelle non toccate. — L'abbiamo ottenuta una o due volte
soltanto, e fu genuina. 32. Slegamenti e rilegamenti di oggetti esterni e
delle persone in catena. — Fenomeno piuttosto raro, e che tuttavia mi è parso
in massima genuino. 33. Slegamento e rilegamento autonomo del medio. —
Altro fenomeno straordinario, e con tutte le apparenze della realtà nel maggior
numero delle volte : a) Lo abbiamo avuto mentre la media era in catena;
h) E mentre era coricata sul lettuccio, entro il ga¬ binetto medianico; due
volte in condizioni assai difficili, ricor¬ danti quelle dei fratelli
Davenport. 34. Apporti. — Fenomeno di primissimo ordine nei tasti
spiritici, ma assai raro e sempre assai dubbio con la Pa¬ ladino; i pochi che
io ho veduto, non mi sono parsi sinceri, 0 almeno mi sembra che mancasse la
prova : a) Apporti di corpi materiali (sassi, chiodi, eco.); h) Apporti
di corpi organici (fiori, ramoscelli). 35. Disgregazione della materia. —
Eccezionalissimo, e quella sola volta (scomparsa di capelli)
probabilissimamente effettuato con frode: ci fu, per lo manco, tuttala imprevi¬
dente apparenza dell'inganno. Vili. Teleplastie esclusivamente tangibili
{'‘materializzazioni stereoplastiche „), ma attive. — Con questa classe
disputatissima di produzioni obiettive della mediumnità si entra nella
fenomenologia più elevata, in quella che costi¬ tuisce la base propria dello
spiritismo. Si tratta di forme più o meno complete, a somatismo androide
(umano), offrenti i caratteri della materia organizzata vivente, ossia la
resistenza, la densità, la opacità, talvolta il calore, e fornite di attività
apparentemente autonome. Nel più dei casi sono continue fenomeni
extbamediummici 519 flp, medio, ma in altri si debbono
considerare * on ll1 Pers, •' contigue, e perfino indipendenti a distanza. In
soltanto a es^ si lasciano percepire solo col tatto e nTsePus“muscolare
(tangibili); e costituiscono propriamente S* “ Toclhi^lpa^^^ strette di
mani fluidiche (in- • -i J t Comunissimi nelle sedute al buio e al semibmo;
tlcìli però da imitare per fraudolenza ; ma in maggioranza li 2 rite,1of
OraSzazione criptica eli fanne solide e abbastanza " r ,uti ! caratteri
morfologici e fisiologici di parti di stabili, affi e 1 JHJg0 u fmde lìd
gabinetto me- -'•PVr^ Fenomeno frequente nelle sedute di Eusapia, %
- caverna , (Winki.eh), e impossibile a simularsi. 'let d a) ' Forme tangibili
parziali, quasi frammenti di persona; tangibili più o meno
integrali. ^Organizzazione libera di forme tangibili, ma mvu ■1 ;; aeenti
la mole e la attività di una persona reale. I atto ’• 1 e issimo avvertito
mediante l’oscura percezione di uccezionaliss^rno ^ d sU vicin0; mi sembra d,
potere “lJETrbS-o. qn-.do la “presenza, era avvertita tatrno dall.
d. m. ' m rti „„„„„ mi.„, ’im S™tr.“l buio? in certi momenti l’h.
giudi e. to a) Organizzazione di “ mani „ o di dita carnee ,
defluenti al tatto e sfuggenti alla presa; „ b) Organizzazione di “ barbe
fluidiche pelli anumm,., . ^ dldVazUme delle forme pia- stanza
conveniente da E. P., sono sincere : sono queste manifestazioni attribuite agli
“Enti Invisibili ,. a) Funzionamento di strumenti musicali • . b)
Funzionamento di apparati fisici, fisiologici, ecc. , r) Funzionamento di
piccoli congegni piu o meno complicati; arrecati agU strumenti
scientifici (miso¬ neismo infantile e dispettoso del medium); deffii
astanti80^?”6 d‘ 0ggf-tti dallp tasche 0 dalle '«ani P«; pnS :T
*sg”ssi" •* a,,ì di lot'* n ^ Az!0n‘’ P,ù 0 lneno complesse, ora
blande e be- r«;,l e de*n . . “■ » •«li¬ di • ■* p“ •- siWSusaar .
. _ ,4!‘ Comparsa di nebbie o nubi biancastre attorno al corpo del
medium. — Sono piuttosto rare, e si formano in buone condizioni di verifica. no
m Comparsa di -luci,, punti luminosi, fiammelle ecc TJ1"-U
>>C <lrv' 7 Plu comuni delle precedenti, queste te- lefanie sono, d
ordinano, insospettabili per le loro apparenze per la distanza dal medium, ecc.
apparenze, dium i3'JÌTParSa dÌ "ureole !"mi>wse sulla testa
de! me- aium. — Karo, ma significantissimo fenomeno. a/tif'; TelePlasmi .
(“ materializzazioni „) visibili e Vn l’ e a volt.f! vis*b>l, e in una
tangibili. — bone le torme piu evolute tra le organizzazioni della virtù
plasmatrice a distanza: e per lo più debbono essere còni poste di sostanza
opaca che intercetta la luce, e per ciò si rendono visibili. Non escludo
tuttavia che certe materiali/ zaziom androidi pm o meno complete (“
fantomatiche „) pos¬ sano avere qualche piccola facoltà fotogenica. 45.
Fuoruscita di forme aventi piu o meno somialianza con mani teste e colli, da,
gabinetto nero. - Sono un feno¬ meno abbastanza frequente; e stante la loro
indipendenza dalla persona^ del medium, debbono considerarsi genuine
certa t*l™L =f ^ P.roP“88>ni di morfologia in- S? ’ * d'"*“K |,er
men,tr“ m"m°w b) Forme androidi meglio sviluppate: qualche volta
agiscono ricoperte dalle tendine nere del gabinetto o. Apparizioni di “
mani spettrali „ ma senza con¬ notati personali. — Non sono rare, e figurano
tra i fenomeni piu antichi e anche piu sicuri della telepatia
paladiniana- piuttosto Ire?1*™10116 dl manÌ flUÌdÌChe SCUre: C'ueste
sono Apparizione di mani Huidiche biancastre, evane¬ scenti: meno
rare. 47. Apparizione di forme androidi oscure o chiare, Din o meno
integrali, ma a carattere indeterminato e imper¬ sonale. — Le direi “ larve „
od “ ombre „ nel puro signi¬ ficato del termine, e non costituiscono una
rarità: la loro forma stravagante mi attesta che siano genuine. a)
Apparizione di profili larvali, al davanti o ai lati del medium; b)
Apparizione di figure larvali più o meno con¬ tigue (mediante “ filo dinamico
„) alla persona del medium; c) Apparizione di figure libere, non
contigue; veri “ spettri „ presumibilmente autonomi; ma sono un’eccezio¬
naiità, e quella che mi si è presentata, non aveva ima con¬ figurazione
riconoscibile. 48. Apparizione di forme umane aventi caratteri de¬
terminati e personali, visibili ed attive in modo spontaneo. — Sono il prodotto
culminante della mediuinnità di Eusapia e credo che siano rarissime: io ne ho
vedute alcune che non ini hanno lasciato senza esitanze, e altre sulla cui
autenticità posso quasi essere sicuro. Distinguerò tre categorie di pro¬
duzioni fantomatiche: a) Produzioni di fantasmi parziali, difficilmente
ri- conoscibili perchè semicelati: da sottoporre a revisione; h)
Emifantasmi personificati, ma immaginarli e senza rapporto coi presenti: la
personificazione, nei casi da me veduti, è stata fatta con criteri tradizionali
non suscettibili di identificazione (‘ John King? „ “ Katie King „?); c)
Emifantasmi personificati in rapporto coi presenti : la personalità degli
apparsi non è giunta con sicurezza alla identificazione. È mancata nella
lunga serie di manifestazioni mediumniche della Eusapia Paladino qualsiasi
formazione di fantasma in¬ tero, e meu che mai di fantasma autonomo, visibile,
tangi¬ bile ed attivo lontano dalla medium. IL Le ipotesi
sulla medianità. Fatti e idee. Nella Prima Parte di quest’opera ho
tracciata in poche pagine la storia delle principali correnti di idee, che si
sono delineate e svolte durante gli ultimi decenni per trovare ima spiegazione
dei tenomeni catalogati nel precedente ca¬ pitolo (Tomo I. pp. 63-73).
Perocché era impossibile che, di fronte a fatti cotanto straordinari, la mente
dei più restasse contenta e soddisfatta di conoscerli soltanto nella loro reale
e autentica effettua¬ tone : bisognava che per istinto o per curiosità o per
de¬ siderio di trovar ad essi un posto nel casellario sistematico della
conoscenza, se ne cercasse eziandio una spiegazione. Fuori della scienza
austera e pura si crede sempre che le “ formule „, le “ leggi ,, le “ teorie „
e magari le “ ipotesi „ enunciate dagli studiosi di ingegno sintetico, e
accettate tem¬ poraneamente quali idee o linee direttrici nella indagine dei
fatti, o quali strumenti utilizzabili di lavoro fino al loro consumo, siano
realtà discoperte e verità stabilite per sempre. Se la folla ha di queste “
illusioni , sul conto delle dottrine o ipotesi scientifiche, gli uomini di
studio hanno poi, per loro conto, il torto frequente di un'adorazione
sconfinata della scienza, dimentichi, molti di essi, che questa scienza non è
mai costituita nè fatta, ma che continuamente si fa, si disfa e si rifà. L'ossatura
solida dell'edificio scientifico è formata unicamente ed intrinsecamente da
fatti bene accertati: ma tutti, tranne pochissimi scienziati-filosofi
positivisti, corrono frettolosamente a soddisfare il loro senso estetico nella
am¬ mirazione delle parti ornamentali e più appariscenti della fab¬ brica,
offerte per l'appunto dalle spiegazioni ipotetiche, dalle interpretazioni
teoriche e dalle dottrine sistematiche. Questa invece è purtroppo la parte
caduca e rinnovabile della Cono¬ scenza, la parte utilizzata per qualche tempo
quale stru¬ mento’ di lavoro, indi lasciata in disparte, nell’archivio sto¬
rico delle credenze delle delusioni e degli errori via via sfruttati dall'
umanità in cerca del Vero. E il curioso si è che quanto più una categoria
o un or¬ dine di fenomeni fuoresce dall’ordinario e dal consueto, quanto più
esso si trova nella zona in penombra di cui ac¬ cennavo in principio dell'opera
(Tomo I, p. 3-5), e tanto più frettolosamente e insistentemente se ne spera e
se ne esige una spiegazione. Per i tatti che cadono sotto i nostri occhi ad
ogni "momento, ad esempio per la caduta dei corpi nel¬ l'aria^ per la
combustione di una candela, per lo sehiudimento di un ovo di pollo, ecc...
tutti si contentano di sapere che esiste una “ legge di gravitazione ,, o una “
legge di com¬ binazione degli elementi chimici „ o una “ legge di sviluppo dei
germi ed embrioni di viventi „... Ben pochi pensano e considerano che queste “
leggi „ sono semplicemente nostre rappresentazioni verbali, in cui riassumiamo,
per brevità e ,)er chiarezza, le nostre percezioni e idee sui fenomeni senza
mungere con ciò a disvelarne la intima natura. [ fisici, i chimici, i
fisiologi, i naturalisti, cioè quelli che si dicono “ uomini di scienza pura ,,
sia perchè sono ancora sotto il dominio di un positivismo falsato dalla
prigionia dei loro laboratori e musei, dove si pretendeva studiare soltanto i
fatti, sia perchè si versano invece con tutto 1 animo nella il¬ lusione di fare
della “ scienza esatta „ mentre noi psicologi faremmo, quasi, della
“letteratura,, guardano con ima cert'aria di superiorità le investigazioni
psicologiche. Qualcuno, meno austero degli altri, ci accusa di enunciare troppe
idee in ri¬ guardo alla genesi e natura dei fatti psichici. Eppure, aneli 'essi,
da un lato, non vanno oltre all’esteriorità dei fenomeni che da secoli
osservano, raccolgono, registi-ano e classificano; dal¬ l'altro. si trovano,
nonostante le loro leggi, teorie ed ipotesi, nella impossibilità di spiegarci
perchè un grave cade verso il suolo, o perchè l’ossigeno si combina
elettivamente col¬ l’idrogeno, o perchè da una cellula-ovo si svolga un essere
morfologicamente e fisiologicamente individuato. Allo stesso modo, pur
raccogliendo e accertando e catalogando i fatti che diciamo psichici e
metapsichici, noi psicologi non dovremmo arrossire al cospetto degli altri “
scienziati , per non poterne dare al gran pubblico un’idea chiara e limpida, e,
tanto meno, un’ipotesi esplicatrice completa e soddisfacente. Tuttavia
non si può passare vicino a fatti così eccezionali come sono i medianici
senza preoccuparsi almeno dei tentativi di loro spiegazione. Dal momento che
essi esistono e hanno realtà, bisogna bene collocarli in qualche parte dello
scibile, non fosse che ai confini verso l’Ignoto, salvo a farli poi en¬ trare
nella zona del Noto. Anche qui il compito della scienza esatta sta nel radunare
e sottoporre a critica tutte le spie¬ gazioni, ipotesi e teorie, che vennero
enunciate, o per istinto empirico, o per prematura generalizzazione, o per
bisogni di metodo investigatone, o per appagamento della curiosità in¬
dagatrice, o per ingenita tendenza a coordinare, a unifi¬ care, a sistemare i
fatti, com’è accaduto in ogni epoca e per ogni passo in avanti della Evoluzione
mentale umana. L’atteggiamento più sicuro per il filosofo è sempre quello
storico-critico : e il metodo migliore per accostarsi alla Verità è quello di
eliminare di mano in mano l'Errore. Mancanza d’una critica
comparativa delle ipotesi circa i fenomeni detti ‘ spiritici Guglielmo
Crookes, nelle sue Researches, è stato il primo , che abbia enumerate e poste
di fronte le possibili ipotesi a spiegazione dei fenomeni chiamati spiritici.
Egli nel 1873 ne riassumeva concisamente otto : “ I fenomeni sono tutti
il risultato di astuzie, di sagaci disposizioni meccaniche, o di giuochi
prestigiatori: i medium sono impostori e il resto della assistenza si compone
di de¬ menti r (ipotesi della frode I. II. “ Le persone presenti ad una seduta
sono le vittime d'una specie di follia o di illusione: si imaginano di vedere
dei fatti che non hanno esistenza fuori della loro fantasia , (ipotesi
deiriWttSMmr e allucinazione). III. “ Tutto è il risultato d'una azione
cosciente o inco¬ sciente del cervello , (ipotesi fieiopsicologiche dell'
automatismo, della disintegrazione di personalità , degli sdoppiamenti di co¬
scienza, ecc.). IV. “ Il risultato ottenuto è forse dovuto
all'associazione della psiche del medium con quella di alcuni dei presenti o
anche di tutta la assistenza „ (ipotesi della cooperazione psico- dinamica
collettiva). V. ‘ Sono azioni degli spiriti maligni, o diavoli, e si
operano per mezzo del medium che loro piace, nel modo che ad essi più conviene,
per rovinare il Cristianesimo e far perdere agli uomini l’anima „ (ipotesi
teologica del diabolismo o satanismo). “ Sono azioni (l'un ordine di
esseri conosciuti in tutti 1 e in tutti i tempi sotto i nomi di demoni, gnomi,
fate. Filetti, ecc. viventi sulla terra, ma invisibili e immateriali, ,-iò non
pertanto capaci, in date contingenze, di manifestare , ioro presenza „ (ipotesi
AelY occultiamo). VII. ‘ 1 fenomeni dipendono dall’azione dei defunti o
umani disincarnati , (teoria spiritica). Vili. “Il medium e il circolo
delle persone riunite attorno . 1 esso possiedono una forza o un potere oppure
un influenza ' virtù ’ mediante le quali gli esseri spirituali possono produrre
, fenomeni osservati , (ipotesi della forza psichica procedente dall’organismo
dei viventi e mediatamente utilizzata da Intel¬ ligenze estranee al medium
istesso). In disparte, e colle stesse parole del Sehgent Cox, dal
quale attinge l’ipotesi della “ forza psichica „ simile o assi¬ milabile alla “
magnetica il Crookes incorda una nona ipotesi, che è assai più riservata della
precedente. “ ba forza, che esteriorandosi produce il movimento fuori dei
limiti del corpo, è la medesima che li produce entro rodesti limiti, e che
rimane diretta dalla intelligenza o anima regnante all’interno della persona,
dalla quale essa forza si origina » (ipotesi deH’esopsic/iismo, del
biopsicodinamtsmo). Scriveva il Cox : “ Noi non pretendiamo di
affermare che questa forza non possa essere presa e diretta da qualche altra
intelligenza diversa da essa : noi ci contentiamo di af¬ fermare che non esistono
ancora se non prove ìnsutucienti in favore di an agente direttivo diverso dall
intelligenza del medium; sopratutto, non esiste nessuna prova dell’intervento
degli spiriti di morti. La controversia non sarà risolta se non dopo una
laboriosa serie di esperienze „. Nei quarantacinque anni da che furono
scritte queste linee austere e prudenti del Cox, il lavoro sperimentale com¬
piuto ha ristretto, piuttosto che ampliato, quelle che da principio, nel
fervore del movimento spiritualistico, parvero « evidenze , attendibili;
d’altro canto, lo stesso lavoro in¬ vestigatone ha dimostrato che sotto la
molteplicità straboc¬ chevole dei fatti presentati come “ spiritici „ esisteva
una varietà indiscutibile di contenuto, di genesi, di natura. Da ciò due
conseguenze di primo ordine : 1° bisognava sepa¬ rare accuratamente i fatti
secondo questo loro carattere in¬ trinseco, procedendo ad una revisione
particolareggiata di ognuno ; 2° bisognava rinunciare forse ad una spiegazione
unica che li abbracciasse tutti. ... Gli spiritisti dogmatici, i
Kardecliisti specialmente, seguitimo a scegliere, fra le nove spiegazioni
elencate dal Crookes. la sola ipotesi spiritica, ma sono in errore. Nel
frattempo, entro lo spiritismo stesso si è operato un lavoro di separazione e
di riduzione ; e fuori dello spiritismo tradizionale, si sono avanzate, massime
per merito della psicologia analitica e della metapsichica positiva, nuove
spiegazioni per categorie speciali di fenomeni supernormali. r L’Aksakoff,
spiritista insigne, ha presa la via più corta. Nel confutare la tesi di Ei>.
v. Hartmann, che attribuiva gran parte dei fenomeni spiritici alla forza
nervosa del medio od alle allucinazioni dei presenti, e l’altra minor parte
spiegava con la sua ipotesi metafisica dell’Incosciente, egli non ha quasi
degnato di uno sguardo molte delle ipotesi elencate dal Crookes, e si è chiuso
in tre sole : — nella fisiopsicologica, che egli ha chiamato personismo, senza
però darne una de¬ scrizione adeguata al valore dei fatti che le assegnava : —
nella fluidiea e nella dinamistica, che ha fuso nel mal da lui denominato
animismo ; — e nella spiritualistica, che ha con¬ centrato nel suo spiritismo
ridotto (c-fr. a pag. 495). La grandissima maggioranza dei successori del
psichicista russo (p. es., Delanne, Erny, Pappalardo, ecc.) non s’è oc¬ cupata
di passare sotto il vaglio della critica comparativa le altre ipotesi ond’è
ricca questa materia di studio, e si è li¬ mitata a riprodurne le idee. Al
Congresso spiritistico del 1900 nessuno ha fatto le viste di accorgersi che
accanto alla ipotesi classica, ìcardechiana, ve ne erano molte altre più degne
di esame : solo gli spiritisti non reincamaziouisti, taluni psichicisti e, in
massima, gli occultisti e i teosofi pro¬ cedono spediti e franchi sulla via
della critica, sottoponendo le loro idee e dottrine al cozzo delle avversarie
(p. es. Papus). Persino al Podmore, che è uno storico diligentissimo, si po¬
trebbe muovere l’appunto di ignorare un po’ troppo le di¬ verse correnti
esplicative nate in seno al neo-spiritualismo; perciò gli spiritisti, ad es. il
Dusart, che gli sono naturalmente ostilissimi, lo accusano anche di non aver
tenuto conto di tutte le loro “ prove di fatto e a me non perdonano, nè mi
perdoneranno d avergli prestato credito, siccome egli si me¬ rita, per
l'esattezza della coltura storica speciale. Quanto al Mters, la sua figura
nello sviluppo delle dottrine metapsi¬ chiche resta quella di un creatore, di
un innovatore ; e chi crea o innova non ha bisogno di fare della critica. Lo
stesso deve dirsi del Du Prel, tutt’inteso com’è stato negli ultimi anni a
ricavare dai fatti spiritici le argomentazioni per la sua dottrina
metafisico-monistica dell'anima. le spiegazioni dei patti
medianici 52 1 Nfei libri, opuscoli e periodici
spiritìstici — quasi esclusiva- mente rivolti alla apologia e propaganda della
dottrina — si cercherebbe invano un raffronto critico completo e pro¬ fondo fra
le diverse e contrastanti spiegazioni dei fatti: lo steSso stile, con cui sono
redatti i racconti di questi fatti , denota l'opinione preformata in favore dei
due dogmi fon¬ damentali dello spiritismo: la sopravvivenza dell'anima semi-
spirituale; e l’intervento dei trapassati nei fenomeni sotto os¬ servazione.
Contrariamente a ciò che ha obiettato Baudi di Vksme alla maniera usata dagli
scienziati antispiritisti, come me, per definire e per narrare i fenomeni
veduti (cfr. * Ann. de Se. psyeh. „, giugno ’07), l'appunto di sottintendere
una spiegazione preconcetta e determinata dei fenomeni dev’es¬ sere rivolta a
tutta intera la immane e confusa letteratura ufficiale od ufficiosa dello
spiritismo; essa resta, per ciò, quasi totalmente inutilizzabile dalla scienza
psichica. Questa condizione di cose ci spiega perchè fra gli adepti acritici
della nuova fede, fra i cultori troppo sistematici della psi¬ cologia
supernormale, e tra il gran pubblico, si sèguiti a non vedere e a non conoscere
più che un ristrettissimo nu¬ mero di idee direttrici, laddove la immensa
varietà dei fe¬ nomeni sottintende, implica ed esige forse altrettante varietà
delle possibili e verosimili spiegazioni. Uno scrittore popo¬ lare di
occultismo, il Berndt, le ha or ora ridotte tutte a sole tre : la frode, il
punto di vista spiritico, il punto di vista occultistico. Ma è un semplicismo
da empiristi! E vi sono dei presunti cultori positivi di questo larghis¬
simo e quasi sconfinato campo di fenomeni, i quali si sono messi a sostenere
che per istudiarli basti, anzi necessiti esclusivamente, quale guida di lavoro,
la ‘ ipotesi dello spiri¬ tismo „. Essi non conoscono, di sicuro, o non
vogliono ricor¬ dare che furono enunciate almeno una trentina di altre ipotesi
più o meno distìnte, delle quali ciascuna ha i suoi sostenitori, le sue ragioni
più o meno fondate, ciascuna trova qualche applicazione a ordini o a classi
particolari di fenomeni. Come escluderle in blocco ? e d’altronde, come
orientarsi in mezzo a tanta abbondanza e a tanto contrasto di teorie e di dot¬
trine ? E presumibile che col tempo si avrà l’abbandono totale della massima
parte di esse; che si otterrà la sepa¬ razione dei fatti in categorie numerose
differenti per natura ; e che, per compenso, alcune ipotesi si fonderanno
insieme per dar luogo ad un concetto sintetico. :
Sguardo alle principali ipotesi fin qui enunciate circa i fenomeni detti
‘ spiritici Non intendo esporre, intendo passare appena in rassegna
codeste ipotesi, e neaneo tutte quelle che eventualmente siano state enunciate;
questo mio è appena un saggio comparativo provvisorio, e per di più imperfetto:
la storia critica dello Spiritismo, esclusivamente da ogni idea preconcetta, è
tutta ancora da scrivere. Frattanto, senza dar troppo peso alle distinzioni che
propongo, e sopratutto col preavviso che non intendo dogmatizzare in nome di
una gnoseologia razionale assolutistica, separerò le ipotesi in tre gruppi, a
seconda dei loro rapporti con la scienza odierna: — naturalmente, da sin¬ cero
positivista, non escludo che la loro situazione non possa mutare col tempo, o
prima o poi, rispetto alla Conoscenza. A. Ipotesi extrasci
entità die. I. Le Teologiche. 1 . Satanismo. — I fatti spiritici
sarebbero l’opera di Sa¬ tana che con essi vuole condurre gli uomini a
perdizione, al¬ lontanarli dalla religione vera, trascinarli a parodiare coi
riti tanatocritici e psicopompi quelli del Cristianesimo, ecc., ecc. E la
tesi dei teologi cristiani ortodossi e sopratutto dei cat¬ tolici poco propensi
al modernismo, per esempio, del padre Franco della C. d. G . Non dico
altro : è penoso assistere alla risurrezione del “ Gran Maligno „ anche
fra gli spiritisti non ascritti alle religioni positive, con un regresso semi¬
fatuo a credenze che parevano abbandonate per sempre dalla umanità sensata.
Sembra davvero che Satana sia in gran ribasso, se tutti i suoi rnalefizi
terribili si riducono alle scioc¬ cherie innocue delle sedute di Eusapia
! 2. Diabolismo. — Variante della precedente, questa ipo¬ tesi, più
mitologica che teologica, se ne differenzia perchè in luogo di uno solo mette
in opera una folla indeterminata anonima o pseudonima di spiriti delle tenebre,
di esseri plu¬ tonici o infernali. f ", Anime purganti.
— È il contraccolpo della credenza • tjana dogmatizzata dal Concilio di Trento
(Sess. VI*), di nn periodo temporaneo di espiazione per le anime dei giusti non
'perfettamente degni ancora del Paradiso. — Fra le soffe- ze di questi
penitenti ultracorporei vi sarebbe quella di aggirarsi talvolta sulla Terra,
per impetrare le preci e le in¬ dulgenze dei superstiti. — Se non nei moti del
tavolino, ciò che sarebbe ridicolo, certo negli altri fenomeni spiritici
(fuochi fatui, apparizioni, spettri), la mente popolare sèguita a vedere, coma
nei conventi durante il Medio-Evo o nei secoli scorsi, l'opera
obbligatoriamente espiatoria di anime di morti. Spi¬ ritismo intinto di
pietismo ! II. Le Metafisiche. 4. Paicocosmismo, ilozoismo,
ecc. — Le comunicazioni , ol mondo degli invisibili consisterebbero nel
sommergersi e immedesimarsi dell'anima individuale (medium intuitivi, in¬
tellettivi, ecc.) coll’Anima universale, col Tutto onnisenziente e onnisciente
; e le azioni supernormali rompenti la catena delle leggi naturali sarebbero
dovute all’attingere delle energie individuali (medium fisici) nel Tutto
onnipotente, ossia nel serbatoio infinito delle forze cosmiche. — Astrazioni
de¬ rivate dall’ indeterminatezza dei concetti di psiche e di co¬ scienza, di
forza e di energia. 5. L’Incosciente. — A un dipresso è l’ipotesi
precedente passata attraverso al vasto e originale cervello di un filosofo
tedesco, di En. von Hartmann. — I fenomeni spiritici, quando non sono
allucinatorii, nè dipendenti dalla forza nervosa del medium, sopratutto quando
sono intellettivi (premonizioni, telepatia, messaggi!, sono rivelazioni
dell’Inconscio univer¬ sale che salirebbe a galla, per così dire, nella
subcoscienza dei medii. — L’Aksakoff ha criticato acerbamente questa idea
hartmanniana, ma in fondo essa è molto simile a quella del subliminale di Myers
e della coscienza più larga di Lodge : soltanto pecca troppo di
metafisicheria. 6. Intuizione dell’Essere. — Non so dove ho letto questo
pensiero filosofico, che ha carattere intermedio fra l'illuministico e
l’idealistico: — ossia che la psiche del medium possa, in certe condizioni,
avere l'intuizione dell’Essere uni¬ versale, nel quale infatti tutto si
ritrova, passato, presente e futuro, realtà e possibilità, necessità e
contingenza, generale e individuale, unico e multiplo. — Certi occultisti
sostituiscono l'Etere all’Essere. Ma sono i cavalli di Pegaso, che tras¬
portano il pensiero umano pei campi sconfinati della fantasia. III.
Occultistiche, esoteriche e simili. 7. Ermetismo. — Che vi siano forze
ignorate ancora, e che siano in numero e di potenze probabilmente maggiori di
quelle che fin qui conosciamo e sfruttiamo, la scienza contemporanea ammette di
buon animo : ma essa prevede pure che se le discoprissimo e, meglio ancora,
quando certo le discopriremo (come ci è avvenuto di fare recentemente della
elettricità, delle onde herziane, dei raggi X, della radio- attività, ecc.),
quando ne avremo dimostrata l’efficacia e ce ne saremo resi più o meno padroni,
ognuna di tali forze ignote andrà a collocarsi accanto a quelle naturali già
note ed accertate. In Natura non v’è nulla di supernaturale. Invece gli
occultisti, seguaci che siano di Agrippa, di Saint-Martin,o di Eliphas Levi,
congetturano — la esistenza di “forze occulte, inconoscibili, insondabili,
preternaturali „, agenti però sulle naturali, a scapito o a malgrado di esse,
pel¬ uria specie di “ corrispondenza misteriosa, che lega il visi¬ bile
coll’invisibile, il disocculto coll’occulto... n — Questa sa¬ rebbe l’eredità
sacra del leggendario, e forse mai esistito, Ermete Trimegisto. La
scienza non ha obbligo di intrattenersi in un campo che le si dice precluso ;
essa sdegna a ragione di occuparsene : il suo ufficio è di scoprire e di
definire, se le riesce, le forze c> attività palesantisi nei fenomeni
naturali percettibili ai sensi e soggette, secondo le norme della ragione, a
determinazione stabile, possibilmente convertibili e reversibili l’una
nell’altra. 8. Forze magiche. — Oggi, con Lermina e con Guaita, con sir
Peladan e col Bar. von Hellenbapii, si regredisce anche verso la magia
naturale, bianca o nera che sia, come si ha il coraggio di tornare al
demonismo. E penoso scorgere che nel suo progresso la coltura debba, non solo
percorrere la spirale allegoricamente imaginata da Goethe, ma nel perio¬ dico
ritorno su sè stessa toccare di nuovo punti assoluta- mente micidiali per
l’umano intelletto. Ed ecco sopragginn- gere la stravagante credenza che —
certi uomini agiscano per poteri magici, ogniqualvolta possono alzarsi fino al
piano astrale, al di là dei poteri concessi all’Universo fisico sensi¬ bile: —
i medii diverrebbero insomma psichiurgi; e persino gli stati ipnotici,
sonuambolici, isterici, ecc., sarebbero stati magici della mente. Carlo du
Prel era uomo di nobile ingegno, ma col suo “ io magico ,, al quale attribuiva
virtù trascendentali e che è statoci lercio mal compreso dai dilettanti di
psicologismo *• monistico „, ha incoraggiata una nociva riabilitazione della
cosmologia folklorica e dell’ontologia mito-erinetico-oeculti- stica. 9,
Gli spiriti degli elementi. — Secondo gli antichi alchimisti, con Paracelso
alla testa, e secondo gli ernietisti e i Rosafcroce odierai, — le cose naturali
nascerebbero tutte da elementi primigenii, — cioè dal fuoco, dall’aria,
dall'acqua, dalla terra — cui presiederebbero spiriti subumani ( * uma¬ nimali
„, “ hominuculi „ di L. M. de Figanièrks), di sottilis¬ sima sostanza, e
rispettivamente Salamandre, Silfi, Ondine e Gnomi!! — Sono “ spiriti „ nè buoni
nè cattivi, che agiscono per impulso esterno : sarebbero essi che, secondo
certi oc¬ cultisti (Papcs), si divertono a spese dei medium e degli astanti,
presentandosi come Carlomagno o Yittov Hugo, a scelta. Terribile ironia
per lo spiritismo tradizionale ! Il quale, in¬ fatti, non sapendo come spiegare
in modo ragionevole le biz¬ zarrie e incongruenze di certe sedute, dove il
subcosciente dei medii proietta le sue sciocchezze futilità e oscenità, parla
vagamente di “ spiriti burloni „, o di “ spiriti malevoli », non specificandone
però mai la natura, non sciogliendo il pro¬ blema pratico se siano anime di
morti eterocliti che vengono a disturbare le comunicazioni degli altri
disincarnati, ovvero siano entità “ spirituali „ di natura diversa dall’umana.
Par¬ rebbe talvolta di capire che si alluda a specie di Larve, di Vampiri, di
Folletti e altre consimili creazioni della fantasia popolare, sopravvissute
dalla più remota antichità, attivis¬ sime nei miti, nelle fiabe e nelle leggende...
Ma non si osa di parlar chiaro, tanta è la ridicolezza della ipotesi. 10.
Entità intelligenti e occulte — È il termine con¬ sacrato nei processi verbali
spiritistici, e ordinariamente sta a significare — le anime reduci dei
trapassati, i sopravviventi umani dell’altro Piano — ... Però questo va bene
per lo spi¬ ritismo, dirò così, ufficiale ; vi è accanto ad esso uno spiri¬
tismo semi-eretico, che non pronunciandosi in merito, riconosce bensì nei
fenomeni medianici la intellettualità, ma non vuole risolvere in senso
spiritistico la questione oscura della loro ori¬ gine. Qualcuno, essendosi
accostato alle dottrine occultistiche, esoteriche, teosofiche, illuministiche,
eco., ecc., sembra che voglia con quei termini vaghi accennare ad “ esseri
intelligenti , celantisi negli abissi del Mistero Universale, chiamati
PSICOLOGIA K SPIRITISMO attorno al Medio da un istinto ignoto, come le
farfalle at¬ torno al lume — . Ciò che risulta chiaro, nel guazzabuglio
occultistico, è solo questo, che i dottrinarii o ipot.etizzatori assegnano a
cotali entità una forma antropomorfa ed una intelligenza del tipo umano : ne
fanno cioè degli indeterminati esseri androidi, o dei frammenti o porzioni di
una personalità umana, non si sa se vissuta o ancora prematura. Attenti bene!
Non sono io ohe definisco tutto l’occultismo un guazzabuglio ( g&chis ): è
lo stesso occultista E. Bosc, che mi serve di guida. Secondo i seguaci
indisciplinati della scuola, ci sono al¬ meno novecento varietà o categorie di
“ entità intelligenti occulte , che possono venire a fungere da “John-King,
nelle sedute. Ci sono i Ninnanakaya degli Indiani, maghi disin¬ carnati, ora
buoni ed ora cattivi, che s’impadroniscono dei medii e li fanno agire a loro
piacere. — Ci sono poi i Le¬ muri, le Larve, gli Incubi e Succubi, di monastica
memoria, terrifici o lussuriosi a scelta. — Poi vengono gli Eiementali, che
sarebbero “ forze semi-intelligenti del regno della Na¬ tura „, ingenerate
dallo spirito umano e sopravviventi nel- l’atmosfera terrestre sotto le specie
di “ imagini od idee astrali „ , o altrimenti, come dicono cprti teosofi, di “
gusci , (coquesW) capaci di comunicare con noi viventi e di addos¬ sarsi a
qualche persona di poca volontà: generalmente essi sono sudicioni (sic). —
Seguono gli Elementini, che sarebbero fratelli minori, “ più piccoli „ dei
precedenti. — E poi com¬ paiono gli Elementari (questa volta coll’»-!), esseri
di un ordine superiore e con facoltà più ampie. — Tutti questi Esseri strani
circondano il tavolo delle Eusapie; e non si sa mai chi viene o chi si presenta
: è un Lemure ? è un Elementino ? o è un “ qualche anarchico dello spazio „
(sic), uno spirilo di pomofilo, di ammazzato, di impiccato, di suicida, di
ghigliot¬ tinato, che rivive un po' di esistenza terrestre per il desiderio
immondo o satirico di colpire i superstiti con le sue ne¬ quizie o coi suoi
scherzi di cattivo gusto? Mistero indeci¬ frabile! Neiroccultismo l’altra vita
è, dunque, concepita e raffigurata come un immenso comparto di vecchio
Manicomio o di Bagno penale. 11. Esseri terrestri superumani. — Qualcuno
po¬ trebbe congetturare (mi diceva Giovanni Papini, il valoroso apostolo del
pragmatismo italiano) anche — la esistenza di animali evolutisi sulla terra
molto più in su dell’uomo, e che fossero in possesso della facoltà di rendersi
e restare invisibili, e di agire in uno spazio diverso dal nostro... — Ingomma,
si avrebbe qualcosa di più del Metanthropos di certi antropologi
ultraevoluzionisti, anzi una specie di “ su¬ peruomi™ . analoghi agli abitatori
di Marte immaginati dalla potente fantasia del romanziere inglese C.
Wells. 12. Esseri terrestri preumani. — Ma si obietta da altri che le
azioni mediumniche danno in generale effetti in¬ sulsi, e. di fronte alle
sublimità ideali di un mondo ultra¬ umano, decisamente bestiali. E allora viene
in mente che alle sedute scorrazzino per la stanza delle — anime di morti di
ordine animale propriamente detto, delle anima)' bellini- rum... — La serie
delle creazioni mitologiche può prolun¬ garsi all’infinito: ma certo, lo
spiritismo e l'occultismo non hanno mai osato affrontare e tanto meno
risolvere, con coe¬ renza di idee, il gravissimo problema della sopravvivenza
dello “ spirito „ anche degli animali. Vi sono animali evi¬ dentemente più
degni di sopravvivere che non moltissimi uomini: uno zoofilo troverebbe con
facilità esempi ili cani, di cavalli, di elefanti provvisti di intelligenza e
di senso etico, con adattamento completissimo alle esigenze della loro vita
sociale, e perciò più evoluti di celti selvaggi e crimi¬ nali. Il babbuino
eroico, di cui scrisse Carlo Darwin, non sarebbe idealmente preferibile al “
Corsaro pentito „ che soffia nelle trombette delle sedute di Eusapia?
IV. Le Teosofiche. 13 e 14. Il piano astrale. — È ben difficile
orientarsi nelle dottrine teosofiche, le quali sono un impasto vario di tutto
ciò che la scienza ha lasciato di residuo nel suo cammino plu¬ risecolare, con
idee provenienti dall’esoterismo d'ogni razza ed epoca, con credenze
occultistiche, magiche, kabbalistiche, teurgiche, e con astrattezze etiche
elevatissime attinte dal¬ l’Oriente (Brahmanismo, Buddismo, Carsismo, ecc.).
Per questo motivo io mi sono ben guardato dalTaccostarmi alla cosi detta
teosofia; temevo di non comprenderla abbastanza, o di non farmi comprendere.
Ciò che interessa al caso nostro è questo, che nelle scuole teosofiche per lo
più si insegna la costituzione ternaria dell’uomo, quale io riportai dal Papus
in altra parte dell’opera (Tomo I, pag. 30), e che in un insegnamento teo¬
sofico più complesso ed elevato (p. es. quello di Annie Bksant), i componenti
della natura umana sarebbero sette inviluppati l’uno nell’altro: 1“ il
corpo fisico, mortale; 2° il corpo eterico, che sopravivrebbe al più 4-5 giorni
(?); 3° il corpo astrale, sede della sensibilità deU’imaginazione e delle
passioni animali, o altrimenti della coscienza interiore o subli¬ minale : esso
seguiterebbe a vivere più lungamente, massime negli individui di men nobile
sentire e ancora attaccati alla terra, avvolgendo o rivestendo per un poco gli
aitai quattro corpi nella loro evoluzione iperoosmica, ma poi dissolvendosi
anch’esso; 4° il corpo mentale, o “ raanas inferiore ,, racchiu¬ dente le
facoltà concrete della mente, la intelligenza, la vo¬ lontà, l’io pensante; 5°
il c. causale, corrispondente alla men¬ talità astratta, o “ m alias superiore
, degli Indiani; 6° il c. buddhico , raffigurante l’intuizione; 7° il c.
atmico, il più puro, di origine divina, il solo che al fine della evoluzione,
spogliandosi dei sei precedenti, arriverebbe al Nirvàna. La opinione dei
teosofi intorno alla medianità è di gran lunga superiore a quella degli
spiritisti; anzi, per certi ri¬ guardi non è molto lontana dalla dottrina
positiva. Tutti i fenomeni spiritici, secondo i teosofi, accadono nel piano
astrale, vale a dire in un piano di ben poco superiore al fisico, e loro
rimangono estranei gli elementi superiori della personalità cosciente. Dobbiamo
però distinguere due sub-ipotesi teoso¬ fiche in riguardo alla fenomenologia
medianica. a) Premesso — : 1° che un gran numero di fenomeni mediumnici
palesano una falsa spiritualità, e sono fraudolenti; — 2° che non c’è prova
dell’intervento dei soli “ disincar¬ nati ,, ma che probabilmente la
pneumatologia del media- nismo è assai più varia, agendo forse sul medio o
attorno a lui più sorta di spiriti occulti (dementali) ; — 3° che il corpo
astrale è una sola cosa col perispirito di A. Kardbo, ma non è tutto
persistente all’infinito, non accompagna l’essere psi¬ chico nella sua
ascensione, bensì si divide alla morte in due parti, una che rimane col
cadavere e si dissolve (il corpo eterico), l’altra che inviluppa lo spirito
nella sua evoluzione astrale ma poi si distrugge, — un buon numero di teosofi
assegna la scarsissima fenomenologia mediumnica reputata autentica all’azione
di questo elemento astrale fuori della persona del medio. Insomma, è la ipotesi
dell’esopsiehisrao. b) 14. Un’ultra spiegazione d’origine teosofica, e
verso la quale sembrano ora volgersi le simpatie di non pochi psichi- cisti, è
quella delle'cosl dette imagini astrali, o, come si dice con metafora
abbastanza volgare, dei gusci o bozzoli eterici (“coques,). Noi abbiamo visto
che l’essere umano percorre una lunga via ascensiva di sviluppo, alzandosi
dal piano fisico a quello atmico, e traversando successivamente cln dice tre o
quattro, chi dice sette piani. Kiteniamo intanto che nulla si perde nel Creato,
che ogni cosa, ogni accidente naturale, ogni modificazione dinamica lascia una
traccia di sè nell’etere infinito, dove tutto è immerso. E allora (dicono i
teosofi) troveremo logico supporre che durante questa ascesa l’individuo lasci
nel piano astrale una imagine di sè stesso , come ve la lasciano tutte le idee
e azioni umane, le quali sono pei teosofi forze dinamico-materiali simili al
ca¬ lore ed all’elettricità. Ora, sarebbero queste iinagini, che quasi sempre
gli spiritisti prendono per la apparizione reale del¬ l'individuo evocato o per
sue comunicazioni: sarebbero questi •< «usci „ analoghi all'incosciente
quelli che si manifestano, mentre l'individualità cosciente del defunto non
c'entra af¬ fatto, seguitando a svilupparsi in altri Piani. In sostanza,
e non tenendo conto delle intricate altre ipotesi teosofiche ile qunli sembrano
sogni grandiosi di una mente esaltata dal misticismo), la spiegazione teosofica
dei fenomeni rnediurnnici è quadruplice : — frode ; — forza emanata dal medium
mediante il suo corpo astrale ; — imagini e residui dei defunti nel piano
astrale; — spiriti eiementali. Per la si¬ gnora Maui) Jovnt certi fantasmi sono
forme di “ sogno astrale , proiettate da un defunto, 0 al momento della morte
(ciò che potrebbe anche discutersi), o più tardi (ciò che resta
indimostrabile). H. Ipotesi ultraseientifìelie. V. Le
11’ESpazio pluridimensionale. — Il gruppo delle spie¬ gazioni iperfisiche,
immaginate da Tu. ZOllner, è rappre¬ sentato specialmente dall’ipotesi dello
spazio a n- dimen¬ sioni, che vale sopratutto pei fenomeni fisici,
sperimentabili, della medianità. Dicono gli spiritisti che se ne trova traccia
perfino nella Bibbia (Giorue, XI, 7-11; Paolo, Agli Efesi, III, 18); aggiungono
che Eeiccno poneva gli Dei in un “ metacomon , o “ intermuncUum dove cessavano
le leggi del nostro Mondo; e ricordano che H. More, un teosofo del XVII secolo,
aveva pensato ad un ampliamento del concetto di spazio, e che già nel XVIII un
Fischer e un Okt- tinger avevano cercato con esso di chiarire lo stato det¬
ratti ina dopo la morte. Le idee sono in un perpetuo ciclo 1 Gli
occultisti, che risuscitano l’ossessione kabbalistica ed ermetico-alchimica del
sacro numero 7, assegnano anzi allo spazio sette dimensioni: 1“ lunghezza, o
potere d’estensione; 2* larghezza, o potere d’espansione ; 3* profondità, o
potere di capacità ; 4“ aggregazione e disgregazione, o potere di pe¬
netrazione ; 5* propagazione, o potere vibratorio di trasferta; 6* bilocazione,
o potere di sdoppiamento dell’essere; 7“ di¬ mensione integrale, o potere di
creazione (divino). Coi feno¬ meni mediumnici saremmo alla vigilia della quarta
dimen¬ sione e ci incammineremmo a passi lesti verso la quinta e hi sesta,
rimanendo l’ultima e la settima dimensione riser¬ vate soltanto a Dio !
Adesso si avanza l’idea, non peregrina certamente dopo E. Kant , della
relatività dello spazio (cfr. Poincaré, in “ Année psychol. „, XIII, ’l>7) e
che la geometria Euclidea non sia più vera, ma solo più comoda delle altre. Ma
in uno spazio più complicato deH’euclideo, e dove, con Riemann, la somma degli
angoli di un triangolo fosse più grande di due retti, o dove, con
Lobatchewschv, la stessa somma fosse più piccola, si potrebbero forse più
facilmente spiegare i movi¬ menti d’oggetti non urtati né visibilmente
influenzati, la penetrazione della materia nella materia, e quelle aggrega¬
zioni semi-materiali- temporanee che si formano nelle seduti- di Eusapia?
16. Fluidismo. — La vecchia ipotesi dei fluidi, pas¬ sando dalla fisica
alla psicologia supernormale, ha dato ori¬ gine alla idea che il nostro corpo,
oltre allo k spirito con¬ tenga un “ fluido „ particolare idoneo a spiegarci
sopratutto i fenomeni mediumnici obiettivi, e fors’anco taluni dei super¬
normali subiettivi, ad es. la telepatia, la chiaroveggenza, eco. Il
fluidismo non è che un supermaterialismo, o un mecca¬ nicismo sublimato; e si
trova rappresentato, come già dissi (Tomo I, p. 66; II, p. 363), da una folla
di sostanze ed entità più o meno immaginarie, non più dimostrate finora di
quanto lo siano stati al loro tempo il fluido elettrico o il fluido vitale.
Tutti i pneumi, le ombre, gli spiriti vitati e animali degli antichi; l’flòuAov
di Platone ed IppocraTE ; Vaether animai vehimlum di Agrippa; il corpo sidereo
di Paracelso e Van Helmont, ne sono stati i precursori. Ma nel secolo XIX è
straordinariamente cresciuta la compagnia di queste
creature pseudo-spirituali o supermateriali, finissime, diffusissime,
elasticissime; e ne sono arrivate d’ogni parte, dal mesme¬ rismo, dalla fisica
fluidistica, dall’occultismo, dalla poesia. C’è stata una continua
altalena tra la spiritualità e la ma¬ terialità, giacché la mente umana oscilla
sempre fra questi due poli. 11 poeta Wirland cantava 1" “ organo
dell'anima di natura eterea ma il poeta Kbbner, l’illustratore della veg¬ gente
di Prévorst, abbassava il tono, mettendo in rima lo “spi¬ rito nerveo ,, il
Nervengeist. Di poi lo Jcng-Stilling risaliva all’ k essere etereo luminoso n ;
mentre lo Schelling ricalava sem¬ plicemente al secondo “ corpo più fino,. E
cosi I’Esohevmayeb tornava a parlare di un “ etere organico , ; ma l'alienista
soma- tista Groos ridiscendeva al “ corpo incorruttìbile „ ; e il tra¬ massone
Krause al suo “ corpo primordiale „ o “ Urleib „. S’alzava l’americano dott.
Grimks col suo etherium a con¬ cetti ultrafisici; ma Gdst. Feohner, l’insigne
fondatore della psicofisica, ritornava ad un semplice k cestito animiro post-
mortale ,, ossia a un “ Seelenkleid „ . L’altro americano Dodke rimetteva in
voga 1’ * aura neurica , o neurara; laddove il filosofo Em. Fichte, convertito
allo spiritismo dalle esperienze di Slade che aveva viste con lo Zòllser,
associava i due estremi nel suo “ corpo fantastico interiore , o “ Pkantasie-
leib .... Predomina tuttavia nei tempi ulteriori ed attuali la
.semimaterialità; il perispirito di Kardeo, il corpo astrale di Dp Prel. il
metaorganismo d’HELLKNiiACH, il corpo sidereo della Blawatsoht (risurrezione
Ae\\' eoestrum paracelsiano !), hanno tutti un che di iperfisieo, che non è più
materia gros¬ solana e ponderabile, ma non è neppure spirito ; per ciò il loro
posto comune è qui, nella rubrica del fluidismo. Questo è un mezzo comodo
(non troppo filosofico) di risol¬ vere la difficoltà dell’unione del corpo con
lo spirito: si tenta di spiegarla gettando un ponte tra l’uno e l’altro la
mercè di un terzo componente, al quale si affibbiano le facoltà che sarebbe
eccessivo di attribuire al corpo, che sarebbe avvi¬ lente di attribuire allo
spirito! Secondo tutti i fluidisti, al di sopra del corpo organico e del
componente tluidico sottile e imponderabile, esiste nell'uomo il voOi;, I anima
immateriale semplice e immortale dello spiritualismo classico, la “ pura
spiritualità , di Em. Erm. Fichte, il “ principio psichico , (propriamente
animico) di Reichenbach, il “ soggetto tra¬ scendentale „ di Dij Prel, la “
personalità subliminale , di Myers, il “ corpo mentale-atmico , dei
teosofi. Le ipotesi fluidistiche non si contentano, dunque, di am¬
mettere e di osservare i nuovi fenomeni quali effetti di forze PSICOLOGIA
E SPIRITISMO, HI indefinite possedute daU’organismo ; pretendono,
invece, di definirle e concretarle in una sostanza a sé, in una “ entità », a
un dipresso come facevano cento anni or sono i fisici con il loro “ fluido
calore „, col “ fluido elettrico „, ecc. o come i biologi col “ fluido vitale
». Debbo dire, per vero, che nelle recentissime ipotesi sulla dissoluzione
della mateiia (cfr. in Le Bon) certi fisici sembrano propensi a risuscitare la
vecchia dottrina fluidistica, inquantochè la materia, dissol¬ vendosi, verrebbe
a trovarsi, secondo essi, in uno stato inter¬ medio tra quello materiale a noi
noto e quello etereo che suppo¬ niamo esistere ovunque. Per ciò avrei torse
dovuto mettere il fluidismo fra le ipotesi prescientifiche, cioè fra quelle che
non soltanto sono possibili in astratto, ma possibili in con¬ creto ; ossia,
riguardo alla loro più o meno prossima dimo¬ strabilità, accanto alla ipotesi
di una radioattività particolare alTorganismo, della quale parlerò più avanti e
con cui, in fondo, la idea centrale dei fluidisti ha le maggiori
analogie. VI. Le metabiologiche. Unisco in questo gruppo le
ipotesi oggi culminanti, che pur prendendo a base della spiegazione l'uomo
quale essere vi¬ vente, gli attribuiscono un principio attivo per sé, unico o
mul¬ tiplo, con qualità, con poteri e con durata (“sopravvivenza»)
oltrepassanti i limiti visibili e sperimentabili dell organismo. 17.
Polizoismo umano, pluralismo psichico. Vie una teoria biologica detta
“coloniale», la qualevede in ogni am¬ malo superiore o Metnzoario un aggregato,
o colonia, derivato dalla associazione e fusione di molte individualità
semplici, primitive (cfr. le opere di Perrier, Cattaneo, Durand-de-Gros). La
teoria dell’aggregazione polizoica permette di concepire anche un
polipsichismo; ossia - la formazione della coscienza dell'io mercè la unione di
tutte le coscienze elementari: - - ciò che porta a immaginare nell’Uomo la
pluralità delle coscienze e la possibilità di una disgregazione psichica
all’estremo, la quale separi e renda libere ed autonome le monadi
coscienti inferiori. . , ,. Quest’ipotesi polizoopsichica
assomiglia a quella della dis¬ gregazione della personalità, di cui dirò più
avanti; ma se ne differenzia in quanto che parte da dati biologici, mentre 1
altra ha il suo fulcro nell’osservazione psicopatologica. D altronde, il
pluralismo psichico arieggia un po’ la moltiplicità di compo¬ nenti della
natura umana, fantasticata da certe scuole di i eo-sofia (come più su ho
detto). Il genialissimo Durano de Gros, che ne è il padrino in metapsichica,
non ha però avuto il tempo di illustrarla. 18. Animismo. — Io non credo
che vi sia sostanzialmente molta diversità tra il fluidismo e l’animismo, salvo
che il primo è derivato da concetti fisici, il secondo da concetti bio-psicolo¬
gici. Ho avuto occasione di parlarne più volte nel corso del¬ l’opera, giacché
Tipotesi animica si collega strettamente alla spiritica: 1’“ anima „
dell’AKSAKOFF e degli spirito-psichicisti suoi seguaci è il “ perispirito „ del
kardechismo ufficiale. A parte la denominazione che io di già protestai
scorretta, l’animismo ha del buono in quanto riconosce la causa dei fenomeni
medianici fisici e di parte degli intellettuali, così detti spiritici,
nell’organismo stesso del medium, e li fa correlativi delle sue potenzialità
individuali. Sarebbe il “corpo aniraico, (impropriamente, 1’ “ anima „) del
medium ciò che si esteriora dal suo corpo; è desso, che diventa capace di agire
oltre ai limiti di cpiesto, e anche di fuoruscirne. L’ipotesi del “doppio fi¬
siologico , — cnriosa risurrezione del “ doppio „ dei sel¬ vaggi — trae qui le
sue fonti ; e se non si dà al termine “ anima „ altro valore tranne quello di
un’astrazione irreale per rinsieme delle “ forze , che si esteri orano, questa
ipo¬ tesi è alle soglie della scienza metapsichica. Nè 1’ Aksakoff, nè
gli spiritisti in genere si arrestano però alla designazione astratta; secondo
essi, 1’ “anima, non è soltanto, caso mai, un prodotto effimero e contingente
dell’organismo senza del quale non avrebbe esistenza nè autonomia, ma è proprio
un’entità reale attiva, un quid di intermedio, per la sua natura, tra la
materia del corpo e la immateria dello spi¬ rito: l’anima, anzi, sarebbe
composta di una sostanza sottilis¬ sima, raffinatissima, affine alla corporea
abitata, di cui costi¬ tuirebbe un perfetto duplicato interno, disseminato o,
meglio, risiedente in tutti gli elementi cellulari deH’organismo: in¬ somma,
sempre il perispirito fiuidico. E avrebbe due ufficii: — agire per sè stessa,
in modo autonomo, esteriorandosi ; — lasciarsi captare dagli spiriti estranei
al medium, erranti nell’iperspazio, e sopratutto dalle anime dei morti che
invi¬ luppandosene avrebbero il mezzo di manifestarsi, di smuovere oggetti
materiali, di farsi visibili... Noi conosciamo diggià qualche raffigurazione
imaginosa di codesta ipotesi (Tomo II, pag. 170 e 439): ma giriamo in tondo,
poiché il pernio ri¬ mane pur sempre la ipotesi spiritica. 19.
Spiritismo. — La quale ipotesi, dopo tutto quello ohe ne ho scritto
nell’opera, mi pare meritorio verso il let¬ tore di accennare soltanto in
questo gruppo delle spiegazioni metabiologiche. * Lo spiritismo — ho scritto
altrove (Corriere della Sera, febbraio '07) — diffusissimo nei paesi civili,
colle¬ gato alle credenze e leggende degli antichi e alla storia di tutte le
grandi religioni e filosofie, merita attenzione e rispetto dal¬ l’uomo di
scienza, anche dal più “ liberale „ e 11 spregiudi¬ cato „ : esso ha in in suo
favore l’assenso di intelletti di primissimo ordine, e una immensa moltitudine
di documenti,. Ma l’attenzione e il rispetto andranno soltanto allo spiri¬
tismo quale espressione di un dato temperamento mentale di chi lo accetta e
sostiene, o quale opinione personale de¬ sunta dall’apprezzamento di fatti
individualmente percepiti e concepiti; non già alla ipotesi spiritica
introdotta abusi¬ vamente nel sapere o imposta alla psicologia
supernormale. Perchè una spiegazione di un qualsiasi gruppo di feno¬ meni
naturali oggi si imponga, non basta il criterio di au¬ torità, se non è
sorretto da larga e sicura prova sperimen¬ tale; ora, questa manca ancora del
tutto, e povero sarebbe 10 spiritismo qualora dovesse affidare le sue
sorti alla me¬ dianità delle Eusapie, o dei Politi, o dei Miller. L’edifizio
immane dello spiritismo sistematico e dogmatico fu elaborato, in poco più di
venticinque o trenta anni, con materiali ge¬ neralmente di dubbia provenienza e
di sospetta fattura; s è mantenuto vivo per un vero miracolo di statica, e
perché i suoi adepti si sono- sempre guardati dall’applicare ai fatti ed ai
documenti un vero metodo critico. Presentemente, è cominciato anche per esso un
lavoro di seria revisione, come è successo a tutte le dottrine trasmesseci dal
secolo XIX"; e coloro, che ancora credono nella sopravvivenza dell’io co¬
sciente personale e nelle comunicazioni con i defunti, sono i primi a
protestare contro le esagerazioni, pressoché assurde e ridicole, della prima
èra storica dello spiritismo. Tanto meglio! probabile che, ripensando e
rivedendo, tutto 11 vecchio materiale vada in fumo e più non se ne trovi
uno nuovo, e sicuro, e scientificamente provato, da sostituirgli. Non ho che da
leggere le opere di Hyslop per consolidarmi per ora nel mio autispiritisino,
fortificato da tutte le espe¬ rienze compiute con la Paladino. Non ho che da
scorrere la raccolta dei periodici di spiritismo per trovarmi d accordo (e la
cosa, davvero, è curiosissima) con Gastone Méry, spiri¬ tista esimio, sebbene
cristo-cattolico ; il quale, veduto all opera il Miller, com’io ho veduto la ,
Eusapia, se n’è partito convinto che la ipotesi demoniaca e la spiritica non
corrispondono ai fatti. Del resto, vi sono adesso molti altri
investigatori di vaglia — fisici, fisiologi, medici, psicologi, psicbicisti — 1
quali, dopo prova e riprova, la pensano precisamente come me a riguardo dei *
John King » e compagnia. E non ho altro, qui, da aggiungere.
C. Ipotesi prescientitìelie. VII. Le empiriche
negativistiohe. È un piccolo gruppo di spiegazioni, che io in altro luogo
ho criticate come troppo sollecitamente pratiche. 20. Frode e
prestidigitazione. Tipica fra le spie¬ gazioni dettate dall’empirismo, questa
della fraudolenza per¬ petua e universale dei medii è l’opinione più
comunemente adottata dagli iperscettici, dagli increduli per progetto o per
inerzia, dai “ furbi , di cui, pare impossibile, è tanta inspe¬ rata dovizie
nel mondo soltanto a proposito della medianità, mentre difettano in riguardo a
tutte le altre cose, grandi e piccole, della vita ! È tesi indubbiamente
giustificata dal grande numero di smascheramenti di medii celebri professionisti
e dilettanti: io stesso l’ho esaminata più volte, e ho dovuto riconoscere che
la E. P. froda; non cosi spesso come si pre¬ tende, ma froda. Però i suoi
stratagemmi le servono sol¬ tanto per i piccoli fenomeni: sono affatto incapaci
di spie¬ gare la sua complessa fenomenologia, in cui io ho potuto distinguere
classi e categorie di manifestazioni subiettive ed obiettive. Non insisto di
più: ritengo per oramai acquistato alla metapsichica un grosso numero di
effetti reali ed auten¬ tici della medianità della Napoletana, come è sicura,
del resto, una buona parte della fenomenologia fisica prodotta da altri medii
potenti, siano professionisti, siano volontaria¬ mente operanti nei circoli
privati. 21. Illusioni ed allucinazioni sensoriali. — Altra tesi popolarissima,
perchè empirica! — Tutto ciò che si narre¬ rebbe di aver percepito, sentito,
toccato, visto nelle sedute sarebbe il prodotto di uno stato illusorio ed
allucinatorio dei presenti. E questo si originerebbe per attenzione aspettante,
per credulità, per effetto di emozione o di stanchezza, per impreparazione
scientifica, per suggestione dell'ambiente, per l’oscurità, per le
convulsioni del medio, eec., tutte cause che alterano la percezione, perturbano
il raziocinio, diminuiscono il criterio... — Anche su questa ipotesi mi
sono intrattenuto più volte : le ragioni per cui essa deve respingersi, sono
intrinseche ed estrinseche. Fra le prime indicherò solo questa : che nessun
alienista al mondo conosce casi, in cui possa succedere che sei, otto, dodici,
talvolta venti persone sane di mente e di sensi normali diventino ad un tratto,
e tutte ad un tempo, illuse ed allucinate senza un preesistente processo
patologico del cervello; nessun alienista ha mai veduto simili turbamenti
morbosi inconcepibilmente effimeri, di pochi minuti e secondi, apparire e
sparire come per incantesimo magico. Fra le estrin¬ seche citerò una ragione
che vale abbastanza, almeno per me: tanto al Circolo Minevra, quanto nelle
altre sedi, noi abbiamo saputo sempre discernere pochissimi tentativi di
inganno, e li abbiamo quasi sempre sventati. Aggiungerò le prove fotografiche:
e basta! Vili. Le empiriche psicopatologiche. Le ipotesi
esplicative che seguono, hanno sulle precedenti il vantaggio di abbandonare
tutte le generalizzazioni troppo astratte e di basarsi sulla analisi delle
condizioni fisio-men- tali dei soggetti, in presenza dei quali avvengono i
fenomeni; ma hanno poi il torto di non prendere in considerazione i fenomeni
stessi nelle loro modalità particolari per stabilire se tutti siano spiegabili,
ad esempio, cogli stati subiettivi del medium... Questo gruppo di spiegazioni
della medianità è .sopratutto a base fisio- psicologica e psico-patologica, e
da un canto si lega alla ipotesi empirica suaccennata degli errori di senso, in
parte alle idee che sono il patrimonio proprio della metapsichica. Per ragioni
di studio io le separerò l’uua dall’altra; ma in verità esse si incastrano tra
di loro e co¬ stituiscono un nucleo unitivo di idee direttrici ed esplica- t
rici, massime dei fenomeni intramediumnici (press’a poco il * personismo „ d’
Aksakoff). Questo nucleo rimane vigoroso anche se lo si associa ad altre
ipotesi più generali, quali sa¬ rebbero l'animismo, lo spiritismo, il Huidismo
mesmerico, ed anche l’esopsichismo o biopsicodinamismo. Infatti la
condizione fondamentale, sine qua non, del me- diumnismo resta sempre di natura
fisiopsichica, ed io l’ho lungamente dimostrato: adunque, delle spiegazioni di
con¬ tenuto psicologico anormale e psicopatologico saranno indubbiamente applicabili
al carattere interiore dei fenomeni mediumnici. Ed io le ho accettate e difese
da gran tempo, ed io le sostengo tuttora quali interpretazioni parziali po¬
sitive e scientifiche, cosi dello stato di fondo della medianità, come di molte
sue manifestazioni, poiché le trovo pienamente conformi alla mia esperienza di
clinico ed alla logica scien¬ tifica. Ciò non pertanto dichiaro subito che
nessuna di esse ha il valore di una spiegazione generale dello spiritismo - e
neanco della medianità in azione. Da vari anni, con inutili collere degli
spiritisti, ho espresso il concetto che la immensa congerie di fatti denominati
“ spi¬ ritici „ e malamente riuniti sotto una sola e medesima eti¬ chetta, si
scinderà in tanti gruppi od ordini diversi, ognuno dei quali chiederà e
riceverà dalla scienza una interpretazione particolare e differente. Di qui
allora, taluni fenomeni su¬ biettivi resteranno nel pieno dominio della
patologia normale, della psicopatologia, della neuropatologia (come loro appar¬
tengono diggià) ; altri, dopo essere rimasti ancora per un po' di tempo nella
penombra della psicologia supernormale, o aberranti nella zona
ultraconoscitiva, saranno assorbiti di pien diritto dalla bio-psicologia
allargata di tutto un capitolo su poteri organici ritenuti adesso occulti o su
forze bio-psi¬ chiche tuttora ignote. 22. Isterismo, nevrosi, ipnotismo e
stati affini. — Sicuramente, l’Eusapia, come tanti altri medii, è
un’isterica, e l’isterismo è il progenitore comunissimo di centinaia e mi¬ riadi
di fatti biopsichici eccezionali : sicuramente, la media¬ nità esige che il
soggetto entri, come io ho provato, in uno stato di concentrazione autoipnotica
della coscienza. Il Car- binoton arriva a credere che persino i fatti
meravigliosi della Piper non siano altro che ipnotismo ! — Ma la morbosità
costituzionale del medio e la sua transitoria condizione di autoipnosi (“
trance „) non servono a spiegarne la fenome¬ nologia objettiva: l’effetto non è
una cosa sola con la causa. E prima di tutto tale teoria non spiega le
percezioni reali dei presenti, e poi non i poteri straordinari in che consiste
pro¬ priamente la medianità; e infine, non gli effetti estrinseci o fisici di
questa. Per la produzione dei fenomeni metapsichici, in generale, è
necessario, si, uno stato abnorme, talvolta addirittura pa¬ tologico, la cui
valutazione (questo vada detto ai dilettanti infestatori del dominio nostro),
non può essere eseguita se non da alienisti e da neuropatologi ; ma l’isteria,
l’ipnosi, la trance , sono avvenimenti intramediumnici : come capire con
essi la telecinesia, la telefonia, le materializzazioni, ossia i fenomeni
extra-mediumnici? 23. Suggestione ed autosuggestione. Questi termini sono
divenuti comuni ; e tutti li ripetono, anche senza saperne il preciso
significato, Si vuole perciò che — • tutta, la fenomenologia di Eusapia sia il
prodotto di suggestioni che essa eserciterebbe sui presenti (ipnotizzandoli?);
o di auto- suggestioni, che tanto il medium quanto i suoi vigilatori e gli
altri astanti proverebbero durante le sedute... La cosa è vera in
piccolissima, in minima parte, cioè per quanto concerne la direzione data ai
fenomeni dalla medium che è suggestionabilissima, e per l’apprezzamento di
certe per¬ cezioni ricevute da taluni fra i pereipienti che siano sugge¬
stibili, per es. nelle percezioni tattili e visive, e più ancora, secondo me,
nelle presunte identificazioni di “ .spiriti fami¬ gliavi „. Ma alla ipotesi
della suggestione intesa nei suoi veri confini e poteri oggidì ammessi,
sfuggono almeno i nove decimi, se non più, delle manifestazioni paladiniane:
inoltre, essa incontra l’ insormontabile ostacolo che, se la medium cade in
autoipnosi, gli astanti non cadono mai, certamente, per opera sua in
etero-ipnosi. 24. Disgregazione della personalità. — È la teoria
prediletta dai psicologi sperimentatori e dai clinici psicopato¬ logi ci, i
quali segtìono in ciò le vecchie, ma indelebili orme segnate da Dura.vd (de Gros)
rispetto al polipsichismo, dal- I’Azam nei suoi studi celebri sugli stati di
doppia coscienza, da P. Janet sull'automatismo degli elementi inferiori della
personalità, da Flocknoy sulle alte manifestazioni intellet¬ tuali del
sonnambulismo medianico. Ne ho parlato molte volte nel contesto dell’ opera , e
credo che i lettori ne ab¬ biano oramai un concetto preciso. La teoria
della disgregazione psichica ha dei precedenti gloriosi nelle indagini di
Chevreul, Faraday, Babinet, Thury, sul meccanismo dei moti incoscienti, ed
occupa un posto di pri¬ missimo ordine nella psicopatologia moderna: ma se vale
per i fenomeni subiettivi del mediumnismo, e se può essere ap¬ plicata anche ad
alcune piccole categorie di fenomeni extra- mediumnici (per. es. alla tiptologia,
a certe paraeinexie), rimane poi inefficace per spiegare la intera
fenomenologia “ spiritica „. Essa illumina, certo, particolarmente i fatti di
medianità intellettuale, poiché sarebbe in una parte disgregata (inferiore)
della personalità del medio e dei presenti, che si elaborerebbero gli
impulsi ideativi e motori capaci di dare lo scrittura automatica, i moti
subconsci trasmessi agli og- ,ti esterni, le personificazioni, le azioni
inimico-oratorie, fé presunte trasformazioni, le memorie latenti, i romanzi
spi- rit * i ere. Ma se si bada alla medianità fisico-meccanica, che per
Èusapia è in causa, la personalità disgregata chiarisce forse le azioni a
distanza? No. 25. Automatismo ed io secondarii. — Sulla disgrega¬ zione
della personalità si fondano le ipotesi sussidiarie, che attribuiscono i
fenomeni mediumnici all’ automatismo dei centri inferiori cerebrali e alla
formazione di io secondari. a) Una delle teorie che presentemente fa più
rumore, è quella detta “ poligonale „ del prof. Gkasset (ctr. Le Spirit., [/Oc
cult., Intr. à la Phil., ecc.). L’insigne clinico, dopo aver costruito un
teoretico schema geometrico dei diversi centri funzionanti nella corteccia del
cervello, suppone che quelli psicosensori e psicomotori costituenti il “
poligono „ si libe¬ rino dall’egemonia del centro ideogenetico (centro O), e
agi¬ scano con autonomia, ciascuno per proprio conto, o il più spesso
associati. Non diversifica sostanzialmente dalla precedente ipotesi, ma
non spiega affatto il più gran numero di fenomeni obiettivi. Anche il
neuropatologo belga Croco l’ha adottata, ma senza riuscire a dimostrarne la
applicazione a fatti che mi sembra siano rimasti ignoti a lui come al Grasskt.
Con lo schema poligonale si schiariranno la danza del tavolo quando è toc¬
cato, la psicografia, le personificazioni, forse le visioni cri-
stallomantiche, la criptomnesia, magari la xenoglossia e i romanzi
subliminali..., ma l'automatismo concerne l'elemento subiettivo della
medianità, non l’obiettivazione della forza psichica che opera extra. b)
Cito solo di passaggio l’ipotesi congenere del- 1’ “ io splancnico „ di
Tissifi: sarebbe una specie di coscienza inferiore, localizzata nei nervi e
plessi splancnici del gran simpatico, la quale rendendosi libera da ogni
soggezione verso la coscienza superiore, ingenererebbe i fenomeni della vita
onirica, e conseguentemente dell’ipnosi, auto-ipnosi, ecc. Qui c’è da
rammentare che anche certi teosofi (p. es. En- causse) collocano il “ corpo
astrale „ nel sistema nervoso gran simpatico, la cui funzionalità piuttosto
oscura per¬ mette questa e . altre cosi fatte imaginazioni. Le
metapsichiche. Le ipotesi che seguono, sono il patrimonio speciale della
nuova psmolog1,, supernormale. Un nesso innegabile le vin- ‘ alle spiegazioni
fisiopsicopatologiche, senza delle quali r«.,«bb.ro indecifrabili inni i potSi
swSh «US . *""*1|0 <*rcllS l»'"J»rre i fenomeni
detti spintiti : esse hanno, però, il carattere peculiarissimo di t
ovars1 tuttora al di là del territorio scientifico ; sono pos¬ sibili, forse
anco probabili, ma non sono per ora dimostrate Un lavoro sperimentale serio
s’impone, perchè esse passino dalla fase prescientifica alla scientifica.
1 26. Telepatia e suggestione mentale. — Non si può più negare la
possibilità della trasmissione del peasfero 1 no percezioni, imagim, idee,
emozioni, impulsi — da MWggetn° alla rorisel'za l'intermezzo dei sensi
ordinari- anima (ha scritto Paolo Carus, forse con esagerazione) è una macchina
telepatica .. E vero che i saggi sferimentah SSriTfSfr ‘ Ri^.en?e
han"° (pt0 finora Esultiti scarsi e incerti (tir. Ricuet, Ermaoora,
Podmore, ecc.); e anch’io dopo le mie esperienze sulla Paladino, sarei
tratto a dirla rarissima m costei e a non ammetterla senza con.ronro va nè
tanto facilmente, come fanno alcuni autori. Però la telepatia esige forse un
concorso spontaneo, non provocabile ad arte di condizioni fisiopsichiche
peculiari deiTe agenti sia dei trasmissore, sia del peroipiente. °
Bisognerà fare una cèrnita accuratissima dei casi sporadici (secondo i cntern
che io mi sforzai di stabilire alcud annl meri- ° è ln<rOIltestato die un
buon numero di fenomeni Zìi?0? rrv; 'T dalIa applicazione di codesta ipotes
psichicista. Certo, ha torto I'Htslop che nega la telenati , oTnchnn rfrr
in * trance ” (?)- Ma P»i 1* estende sig ‘ SmGwicl f? a ,° -° Slnriti8,n0 (P-
es Podmore hi Importata Va' t!l fnfale.' P^hicisti Inglesi), ,,e esagera S h
V1V1 P°tlà ehiarird- * « chiarisce lft pr&hS„ d^' k dnaroveggenza, la
psicometria, forse I h ! ma soPratutto la divinazione del pensiero rJone
dei “CHV°nl 6 CeftÌ TSSaggÌ Che s™° all,/ identifi¬ cazione dei disincarnati „
(come, a mio avviso, sarà il caso pm frequente delle rivelazioni della
Piper e della Thomson) non sussi?ta ragi°ne di sospettarvi frodi o
illusioni psichiche; essa spiegherà anche la direzione IPOTESI
METAPSICHICIIE assunta da certe sedute per suggestione mentale degli
astanti : _ ma non spiegherà mai la fenomenologia fisica, le azioni a distanza,
le apparizioni luminose, le materializzazioni. Quanto alla ipotesi che i
medi caduti in “ trance „, quando si personificano e danno comunicazioni, lo
facciano perchè sug¬ gestionati mentalmente ossia telepaticamente dagli k
spiriti „ (ctr. Visani-Scozzi), io la reputo una grossa petizione di prin¬
cipio: ammette per dimostrato eif> che è da dimostrare. E poi, non si
concilia con tale telepatia fra vivi e morti il carattere realistico o
artistico-drammatico, che prendono le “ incarnazioni „ e che rammenta le
disposizioni ludiche degli ipnotizzati e... dei ragazzi, tenuto poi fermo che
spesso il medium cade nel giro dei monoideismi ossessionanti e mi¬ tomaniaci
deiristerismo. L’Hyslop ha capito così bene la gravità di queste obie¬
zioni alla ipotesi telepatica che, pel caso della Piper, s’è af¬ frettato a
combatterla tra vivo e vivo, ossia tra la medium e i suoi clienti (cfr. Science
a. a flit. Life, p. 257). Ma nè le sue dieci ragioni sono convincenti, uè — lo
ripeto — un caso unico, dato pure che fossero eliminate tutte le difficoltà già
accennate da W. James, da J. Jàbtbow e da C. Bell, può bastare a costruire una
fabbrica così imponente, come vuoisi quella dello “ Spiritualismo moderno
„. Potrei fare la critica minuta delle dieci argomentazioni di Hyslop. —
P. es. alla prima , che “ la telepatia sia selettiva, accada cioè solo fra dati
individui, mentre nella Piper av¬ viene con tutti i comunicanti „, si obietta
agevolmente che qui si è scambiata telepatia con suggestibilità mentale ; ora,
questa potrebbe esistere nella Piper in grado eccezionale, siccome infatti
opinano alcuni psichicisti non immortalisti di vaglia, e costituire perciò il
fondamento di un vero pseudo- spiritismo. — Alla quarta, che nella * trance „
di Eleonora si seguano rapidamente parecchi “ comunicatori „ , mostrando così
che sono spiriti di disincarnati dall'Altra Parte, e non io secondari „ , si
risponde (con un po’ di stupore per sì fiacca induzione psicologica!) che nei
soggetti ipnotici le trasmu¬ tazioni di personalità si creano con velocità ben
maggiore, e che , per giunta, si sono vedute in altri medii, p. es. nel sig.
R... di Roma, succedere prestissimamente in po’ più di mezz’ora sei o sette
personificazioni oniriche di un pueri¬ lismo desolante! — Alla decima, che tra
il “ Rector „ e il “ Giorgio Pelham „, le due principali personificazioni me¬
dianiche della Piper, esistano differenze essenziali, per cui la prima
soltanto, secondo Hyslop, sarebbe onirica e copiata s PSICOLOGIA
E SPIRITISMO servilmente dai libri di Stainton-Moses, mentre la seconda
sarebbe... vera (11), io non oppongo nulla, perchè a chiunque abbia la più
lieve coltura in psicologia scientifica e si senta libero il processo logico da
ogni preconcetto, basterà l’enun¬ ciazione deH’argomento per apprezzarne il
valore eguale a zero!.... Ma non è il caso di incrudelire, da] momento che qui
si tratta di Eusapia Paladino, medium spurio secondo l'austero prof. Htslop, e
non della somma, incomparabile medissima americana. 27. Allucinazioni
indotte e telepatiche. — Taluno pensa che Eusapia Paladino ci abbia “
allucinati „ con un procedimento, non ipnotico nello stretto senso della
parola, bensì telepatico. — Il medio possederebbe qualche potere ma¬ gnetico, o
magico, o quidsimile, con cui indurrebbe nel cer¬ vello dei presenti alle sue
sedute tutte, le percezioni tattili, muscolari, visive, uditive, che essi
risentono e con le quali descrivono e definiscono i fenomeni : e pur
recentemente ci si è accusati di essere caduti in siffatta condizione di “ al-
lucinamento veridico „ (Tomhasina). — Anch’io non nego in modo assoluto questa
possibilità per talune percezioni, e l’evento mi parrebbe, ad ogni modo, sempre
degno di studio : ma lo reputo indimostrato per la massima parte della feno¬ menologia
mediumnica, e, nel caso nostro, improbabile per tutte le ragioni che ho qua e
là disseminate nel libro, e che è inutile ripetere. In particolare, rilevo che
la fotografia delle levitazioni tiptiche, i mutamenti di oggetti accertati dopo
le sedute, escludono anche questa spiegazione derivata per vie tortuose dalla
telepatica. 28. Esteriorazione della motricità e della sensi¬ bilità. Bei
nomi, e di buon tenore psicologico, introdotti dal De Rochas per indicare — la
facoltà dei medii di percepire le eccitazioni sensitive a distanza e di
proiettare fuori dei limiti tegumentali del corpo le incitazioni motorie con
che essi producono movimenti a distanza. — Però le due este- riorazioni ne
presuppongono una terza, che il colonnello non ha distinta nè denominata :
quella delle imagini, o esterio¬ razione propriamente psichica. Sarebbe con
quest’ultima che il medium organizza luci e forme a distanze : un movimento
esteriorato non spiega affatto le “ materializzazioni „, che sono il fenomeno
più cospicuo del medianismo. L’ipotesi deH’esteriorazione è ancora assai
lontana dalla dimostrazione, e dirò inoltre che i fatti per cui il De
Rochas l’ha creata (illusioni e visioni di soggetti ipnotizzati) lasciano
sorgere dei forti sospetti o di suggestione, o di simulazione : tuttavia è
proprio vero che nelle sue sedute Eusapia sembra uscire invisibilmente dal
proprio corpo, e sdoppiarsi, ed este- riorare la sua sensibilità sensoria e la
sua attività motoria, operando in tal modo lungi dalla sua persona fisica
visibile. E con queste ipotesi siamo, forse, a buon punto ; ma rimane oscura e
quasi incomprensibile la natura del quid che si esteriora e si ideoplasma: il
De Roohas ed il Maxwell hanno pensato che questo quid sia qualche cosa di
analogo all’ elet¬ tricità, e con tale supposto ci attacchiamo da una parte al
fluidismo e aH’animismo, dall'altra al metadinamismo di cui parlerò più
avanti. 29. Produzione psico-collettiva. — I risultati me- diummiei
derivano forse dall’associarsi della psiche del medio con quella di alcuni fra
i presenti (medii in latenza, medii in sviluppo), o anche di tutta l’assistenza
V — E stato sostenuto anche questo, e I’Ochorowicz ha legato il suo nome
all'ipo¬ tesi che i fenomeni siano un prodotto psichico collettivo ; bisogna
però che si supponga la presenza di un qualche ele¬ mento fisico o estrinseco,
sia essa una “ forza ignota „ spri- gionantesi dai presenti in seduta, sia essa
una “ emana¬ zione „ semimateriale ; per cui, in fondo, la ipotesi si riduce
alla congettura di una fusione o miscela di elementi meta¬ organici derivati
dall'assistenza. Non si tratta, dunque, soltanto di un contagio psichico,
di una psicologia inter-iudividuale, come la intendeva Ga¬ briele Tarde: ma
allora la ipotesi vale, forse, per i fenomeni che si effettuano in una
riunione, non serve invece per quelli sporadici, nè per quelli spiritici
propriamente detti. Ad es. ciascuno degli astanti potrà collaborare alla
tiptocinesia, che è un fenomeno percepito da tutti; ma che contributo fornirà
alle percezioni singolari, p. es. luminose, degli altri ? 30.
Esteriorazione dell’essere subcosciente. — As¬ sommando la sensibilità, la
motricità e l’inteHigenza esterio- rantisi dai medii in una unità che avrebbe
molte analogie cogli io secondarii della teoria disgregazionistica (vedi
retro), ma che possederebbe esistenza autonoma o quasi, e si renderebbe
indipendente dalla coscienza personale, si crea il concetto ipotetico del “
subconscio attivo ., dell’1* essere subcosciente,. Sarebbe quest'essere il
portatore di tutte le facoltà super¬ normali, l'agente nel sonno,
nell'ipnotismo, nell’isterismo, nella telepatia e nella medianità, la monade
Bruniana capace di separarsi già dal corpo organizzato del vivente e di sopravvivergli
alla morte, recando con sè i caratteri ereditarii ed acquisiti che ne fanno un
io personale e cosciente. E la ipotesi riassuntiva esposta dal Dr Geley e
costruita con grande abilità; e pochè tien conto d'un buon numero di tatti
fisiopsicologici e psicopatologici, essa, a mio avviso, costituisce il
tentativo più serio di sintesi dello spiritismo “ scientifico , contemporaneo.
L’ “ essere subconscio „ del medio entrerebbe in comunicazione cogli esseri
subconscii liberi ed autonomi (dei defunti), e li impersonerebbe atteg¬
giandosi, esprimendosi e conducendosi, in raffigurazione, forse suggestiva,
degli invisibili. Ma anche in questa ipotesi non è detto in che consistano, nè
la natura dell’essere agente, nè il meccanismo dell'azione sua esteriorata :
questo essere sub¬ conscio è, dunque, fatto di sostanza materiale o semimate¬
riale, così che possa rendersi tangibile, visibile ed attivo? E un incognita
che il Gkley non dilucida e neanco esamina. •il. Il subliminale, il
sub-ego trascendentale. Arditamente concepito e battezzato da F. Myebs, il “
subli¬ minale „ altro non è se non un derivato del subcosciente scoperto dai
psicopatologi già ricordati; soltanto, che bisogna ampliarne, anzi sconfinarne
il concetto. Da principio il Myebs lo aveva concepito con proprietà
psicologiche bensì straor¬ dinarie, ma non eccedenti i limiti della funzione
psico-vitale vincolata all’organismo: solo più tardi, e principalmente nella
sua grande opera postuma, egli ne ampliò la capacità e gli attribuì tutte le possibili
facoltà supernormali, da quelle del sogno alla genialità, dalla chiaroveggenza
ipnotica alla so¬ pravvivenza spiritica. Ne consegue che il subliminale risulta
adesso una cosa sola con quella sua “ personalità trascen¬ dentale „, che in
questa vita eccederebbe ogni potere e limite del corpo e che alla morte si
proietterebbe nel metaetere con tutte le sue caratteristiche individuali
acquistate durante i esistenza terrestre o durante le sue varie
esistenze. L’ipotesi del Myers ha recato un po’ di vigore all’ago¬
nizzante spiritismo, ma togliendogli la sua indole empirica e dandogliene una
ultrametafisica, non gli ha fatto perdere 1 aspetto .semireligioso: esorbitiamo
da ogni scienza positiva. Col subliminale, alla fine, si confonde
l’essere subcosciente del Gyel : ambedue, finché agiscono in un organismo, sono
capaci di percezioni, di attività e di creazioni extraorganiche. bono,
tutti, bellissimi ed elegantissimi pensieri, e si pos¬ sono applicare con
profitto ai fenomeni intellettivi del medianisrao: rimane perù sempre nella
" Sinopsi „ del Mveks una lacuna tra il fatto psichico e il fatto
meccanico... ammenoché non si assegni al subliminale la facoltà di esteriorarsi
in forma di agente invisibile, sia come materia assottigliatis- sima (etere?),
sia come forza ectenica o radiante. 32. La più estesa coscienza, il
Mega-ego ultra-corporeo. — Io opino che anche la ipotesi secondaria della “
coscienza più estesa , enunciata dall’illustre fìsico Ol. Lodue, si risolva
nelle due precedenti. Per il Lodge, che sembra èssersi parzialmente inspirato
alla “ frangia marginale „ del James — la nostra coscienza superiore vigile,
personale e sociale, non è che una piccola porzione di una coscienza più vasta,
perdentesi nell’oscuro e nell’indeterminato delle Cose: assegnando a questa
porzione, “ emersa come un iceberg dall’Oceano glaciale „, una certa facoltà
elastica di allargare e restringere i propri i margini, si comprende com’essa
possa acquistare percezioni ultrasensitive e produrre effetti ultra- Organici.
— Il Lodge non ha sviluppata, e tanto meno dimo¬ strata con sufficiente vigore
la sua ipotesi, che indubbiamente colpisce per una certa genialità. Questa sua
Vita, assoluta¬ mente distinta dalla Materia e dall’Energia, non riducibile nè
convertibile nelle altre “ forze „ conosciute dal fisico, risulta un potere a
sé, misterioso, pressocchè occulto, dis¬ seminato per tutto il cosmo, ma
latente, il quale si mani¬ festa solo quando incontra le condizioni propizie; e
allora “ si incarna „ in un organismo, come il magnetismo, pur esso sempre
latente, si rivela d’un tratto in una sbarra di ferro magnetizzata. Sono i
vecchi concetti dualistici che ritornano; ma quello che rimane inspiegato ed
inconcepibile, nonostante gli sforzi dell’insigne scienziato psichicista, è il
come possa persistere in questa Vita universale e diffusa la individualità cosciente
dopo che le condizioni della sua manifestazione “ incarnata „ si sono
disperse. X. Le metadinamichk. La sola interpretazione, alla
quale presentemente si debba attaccar peso, con riserva di accoglierla per
intero allora quando dallo stadio di probabilità sia passata a quello di
evidenza, è la ipotesi prescientifìca che suppone — la esistenza di particolari
“ forze biotiche , o * psichiche , (meglio “ bio- psichiche ,), agenti per
opera dell’organismo vivente anche fuori di esso, ma entro una determinata
cerchia del suo ambiente spaziale. — Ossia è l'ipotesi che attribuisce i
fenomeni straordinarii, sopratutto obiettivi e fisici, della Medianità ad
un’azione esclusiva della persona del medium, senza inter¬ vento alcuno di
agenti estranei superterrestri, e tutto al più con qualche probabile contributo
di un’azione consimile, / sebbene assai piu debole, fornita dagli altri
individui presenti. L’azione di codeste forze ancora ignote si potrà
esercitare anche da cervello a cervello, ma particolarmente si effettua
all’esterno ; e i suoi effetti , percepiti ed apprezzati diversa- mente, fors
anco aiutati dai presenti conforme alla loro di¬ sposizione d animo, alla loro
coltura, alle loro credenze, co¬ stituiscono la fenomenologia del medianismo,
che va dal semplice moto del tavolo al fantasma. Le * forze bio-psi¬ chiche „
sono scaricate dai centri nervosi nei quali esse si ingenerano; ma il pensiero
e la volontà (subcoscienti, auto¬ matiche) del medium ne dirigono le linee di
scarica, e si obiettivano al di fuori per mezzo dell’ intreccio e della si¬
stemazione di queste linee projettive. Quando alla ipotesi metadinamica
si uniscano quelle psi¬ copatologiche per comprendere lo sviluppo della trama
di fondo o della condizione fondamentale subiettiva esistente nella persona del
medium, e quando anche si adottino dalla Metapsichica le altre ipotesi che
servono a illuminare i fe¬ nomeni intellettuali (disgregazione della
personalità, automa¬ tismo subcosciente, telepatia...), si costruisce un
insieme di spiegazioni che può. quasi aspirare alla dignità di teoria.
Bisognerebbe contentarsi di un’ipotesi generica, non troppo determinata nei
suoi concetti, ma sufficientemente elastica, sì da potere poi, senza
deformazioni, col sussidio del metodo induttivo e sperimentale, acquistare una
maggiore determina¬ tezza. Voglio dire che ai progressi della Metapsichica
sarebbe più vantaggioso lasciare indeciso il quesito della natura di questo “
biodinamismo „ procreatore dei fenomeni medianici. Ma non è possibile arrestare
la mente degli investigatori in mezzo alle nebbie, e ciascuno aspira a trovare
la luce che gli rischiari la via : parecchi più ingegnosi o più ardenti
credono, anzi, di aprire uno spiraglio in tutta quella oscu¬ rità, e diggià
avanzano verso definizioni più determinate. 33. La radioattività
umana. — Un primo tentativo in questa direzione ha consistito nel definire le “
forze „ pro- jettate dal medium in conformità delle nuovissime scoperte sulle
radioattività fisiche. Taluno ha trovato persino un’ana¬ logia fra le
“emanazioni metabiotiche, dell’organismo e quelle del radio, dell'elio e
dei corpi chimici consimili, ben poco co¬ nosciuti, a dir vero, per prestarsi a
raffronti e a congetture. Il prof. Ijomuboso ha accennato fuggevolmente,
in articoli di giornali, a questa ipotesi della bioradiazione, ma non avendo
detto ancora gli argomenti sui quali si fonderebbe, mi sembra prematuro
discuterla. Soltanto desidero rilevare che, secondo lui, i fenomeni spiritici
puri (comunicazioni e presentazioni più o meno parziali di defunti) sarebbero,
forse, dovute alla facoltà posseduta dai medii di attrarre a sè o di percepire
codeste emanazioni radioattive provenienti per qualche tempo dai cadaveri e
conservanti qualche caratte¬ ristica personale, salvo a non avere poi una durata
troppo lunga. Ora, queste idee si trovano già enunciate in termini poco
diversi, tenuto conto dell’epoca, dal medico scozzese Gcgl. Maxwell: egli
attribuiva i suoi raggi corporei vitali anche agli escrementi, al sangue ed
alle parti separate dagli animali “ finché esse non si fossero cambiate in
altra cosa ,. La fine della putrefazione cadave¬ rica diverrebbe pertanto il
termine della sopravvivenza delle radiazioni bio-attive personali.
Paragonare le forze sprigionatisi dai medii alle emana¬ zioni sottilissime dei
corpi radio-attivi, col supposto che in tal modo ci verremmo a trovare in un
quid di intermedio tra la materia grossolana, capace solo di tutte le nequizie,
e l’etere finissimo, poco lontano dallo affialus divino, è sem¬ plicemente un
abuso della figura rettorica dell’analogia. I calcoli di RuTnEnFouD, di Soddy,
di Hamsay' (cfr. in “Nature,, 6 marzo 1908), hanno trovato che i corpi
intermedii inge¬ nerati dalla dissoluzione e trasformazione di quelli radioat¬
tivi non durano più di pochi minuti o, al più, di pochi giorni: certo, non sono
costanti, tanto meno immortali! Se lo Spiritismo si appoggia da quella parte,
precipiterà nella sua tomba: la nuova Chimica, almeno per adesso, gli ri¬ fiuta
ogni sostegno. Energetica. — Per altri studiosi le “ forze , particolari
circolanti ed emesse dall'organismo umano, fanno parte del ciclo di
trasformazione dell’unica Energia cosmica: sono, cioè, analoghe al calore, alla
luce, all’elettricità, e ne sono persino un equivalente. Il dinamismo
della mediumnità verrebbe, in tale ipotesi, a costituire semplicemente un
aspetto parziale del pandi- namismo cosmico; e gli effetti suoi, tanto fisici
quanto psichici, sarebbero paragonabili a quelli di tutte le altre “ dinumidi „
(secondo il linguaggio di Keichenbaoh) , quando dallo stato di riserva latente
si rendono potenziali. Ciò por¬ terebbe a concludere che la psicologia normale,
anormale e supernormale, è un semplice capitolo dell’Energetica. Indico fra gli
enunciatori e sostenitori più recenti di questa ipotesi dinamistica il Dk
Fontenay in Francia, il Gaetani D’Ara- gona e i dottori Augazzotti, Foà ed
Hkrlitzka in Italia, perchè ne hanno discorso proprio a riguardo dei fenomeni
mediumnici di Eusapia. Qualcuno è corso più in là , e ha emessa l’opinione che
la forza esteriorata dai medii sia elet¬ tricità (Hammond), o analoga ad essa (
De Rooiias, Maxwell). Che la psiche sia una forza a sè è un concetto caro
ai neo¬ evoluzionisti ed agli idealisti ; ma che la psiche stessa sia una forma
di Energia fu sostenuto anche da filosofi spiritualisti, -Jfl ad esempio dal
prof. N. Grote di Pietroburgo. Il Lodge, che bisogna ascoltare con rispetto per
la sua doppia qualità e autorità di fisico e di psichicista, e anche perchè
trae in parte le sue opinioni dalle esperienze con la Paladino, nega invece che
la Vita sia una medesima cosa coll’Energia. Non solo egli contesta ogni loro
assimilazione, ma oppone per di più l'una all’altra, in quanto che la prima non
si risolve mai in forme note della seconda: inoltre la Vita dirige, negli
organismi, la Energia (cfr. “ Hibbert Journal „, ; La Vie et la Matière, trad. frane., ’).
| La questione è troppo complessa e
di troppo alta me¬ tafisica per essere^ qui dibattuta: mi contento di osservare
che, forse, nell’assomigliare la Psiche (coscienza) o la Vita all’Energia si
pecca per analogismo, e si gira in un circolo vizioso, poiché ciò che chiamiamo
energia negli oggetti mate¬ riali viene costruito di elementi psichici
(rappresentazioni di movimento, senso di potere), e noi trasferiamo nella
Realtà esterna i nostri mutamenti subiettivi. Le difficoltà del pro¬ blema non
sono perciò risolte menomamente dal dualismo, ossia dall’opposizione tra Vita
ed Energia : sembra più le¬ gittimo, date le fonti e le facoltà della
Conoscenza umana, supporre la immedesimazione delle due entità, ossia che la
Energia sia nello stesso tempo Vita e Pensiero. Psicodinamismo. — Il
meglio si è di rassegnarsi per ora a parlare di “ forze psichiche ignote „ e di
scorgere nei fenomeni di medianità, compresi i pochissimi spiritici che ancora
sfuggono al naufragio dello spiritismo-sistema, gli effetti o le risultanti di
un “ psicodinamismo „ di natura indefinibile, capace di manifestarsi così entro
come fuori del- i ipotesi dell’esopsichismo
l’organismo. Non si può escludere che lo posseggano gli
animali, o, almeno, certi animali superiori; ma è provato che nell’uomo esso
richiede per manifestarsi condizioni partico¬ lari non molto differenti dalla
malattia o dall’anormalità extrnfisiologica. Eusapia Paladino ne è un esempio
tipico. Perchè queste “ forze „ esigano tali predisposizioni e dispo¬ sizioni
individuali è altrettanto ignoto, quanto lo è la loro intima natura ; ma per la
scienza costituisce diggià un bel progresso, questo, di averne, fino a un certo
punto, stabilito il determinismo biologico. Queste forze psichiche,
conosciute solo pei loro effetti e pel¬ le condizioni individuali che le
sviluppano, debbono eviden¬ temente cessare dallo svilupparsi con la
disgregazione del meccanismo che le ingenera. Quindi i loro sistemi transitori
non possono sopravvivere all’organismo individuale, che è condannato a morire e
a dissolversi: perdureranno i loro ef¬ fetti soltanto nelle percezioni, nei
ricordi, nelle idee dell’ag¬ gregato sociale. Tutto al più, retrocedendo di
centinaia d’anni alle ingenue idee dell’animismo primitivo, ma questa volta coi
fatti telepatici e con le allucinazioni veridiche alla mano, si potrebbe porre
il problema se quelle “ forze , non riescano a sussistere parzialmente durante
un tempo limitatissimo (un nulla rispetto alTeternità !) per dileguarsi poi in
seno all’ln- determinato e all’Impersonale, presso a poco come avviene delle
vibrazioni sonore, delle ondulazioni elettriche e lumi¬ nose, le quali lanciate
nello spazio finiranno più o meno col dissiparsi nell’Energia cosmica,
nell'Essere infinito e uno. Ma non siamo neanche ai preliminari di una
lontanissima riso¬ luzione di tale problema. Il termine di “ forza „ non
può reputarsi compromettente : se lo usano i fisici, i chimici, i biologi, ben
lo possono usare anche i psicologi, con questa intesa, che “ forza „ significa
qui, puramente e semplicemente nel senso empirico, la causa reale degli effetti
che noi diciamo medianici. Noi psicologi non sappiamo, intorno alla intima
natura della forza o attività psi¬ chica, meno di quello che il meccanico
sappia del movimento; il fisico, della gravitazione o deiìl’ elettricità; il
chimico, An\\' af¬ finità; il biologo, della vita. Con questi termini la
scienza in¬ dica delle astrazioni, che pone a capo di ciascun ordine delle sue
indagini come tanti dati o principi eccedenti ogni possibi¬ lità di
dimostrazione : bisogna accettarli tali quali sono, e ci si manifestano. Non a
torto si lasciano alla metafisica. Chi pretendesse, adunque, di definire
la “ forza psichica „ agente nei fenomeni psichici, farebbe della speculazione
meta-fisica, non della scienza metapsieliiea. E di fronte a coloro che, non
contenti della posizione d’attesa in cui si pone la psico¬ logia supernormale,
domandano con alta e iraconda o ironica voce ai suoi cultori di dare una
definizione del biopsicodi- namismo rivelantesi nella medianità, nella
telepatia, nella lucidità e nei così detti “ fatti spiritici di fronte agli
altri, che non sodisfatti del metodo positivo si affrettano, col de¬ bole
fardello dei fatti accertati che loro tuttavia rimangono, ad appagare la
curiosità e la sete del meraviglioso delle folle, io ricordo agli investigatori
seni e calmi in questo dominio la raccomandazione del grandissimo Leonardo da
Vinci: — “ Fuggi i preciecti di quelli speculatori, che le loro ragioni non
sono confermate dalla isperienza r.
'^^?vv*W,Wivv^v^Sv;Sv^v^w^VS^NJs1^w*>A^Vw^v*vv^ m.
Le mie esperienze. La psicologia scientifica mi ha mandato “
antispiritista „ verso lo stadio dello spiritismo: e lo spiritismo, studiato
at¬ traverso la medianità di Eusapia Paladino (e di una mezza dozzina di altri
medii privati meno, famosi, ma non meno cari ai circoli spiritici), mi
restituisce “ antispiritista „ alla psicologia : al più, porto con me un
piccolo corredo di con¬ vinzioni metapsichiche guadagnatemi
coll'esperienza. E non posso essere spiritista, in riguardo ai fenomeni
me¬ dianici di Eusapia, per tutte le ragioni che ho dette nel¬ l’opera; e non
posso diventarlo, in riguardo all’insieme della dottrina, perchè mi sembra di
poterne indurre il vecchio adagio: ab uno disce omnes... Il dott. Cyuiax
di Berlino ha scritto un opuscolo notissimo intitolato: Perchè sono diventato
spiritista ?, ed io ho scritto e pubblicato questi due grossi tomi, con grande
fatica per me e con maggior fastidio dei lettori, allo scopo di dire le ragioni
perchè mi mantengo antispiritista. Avrei forse dovuto atten¬ dere, prima di
fare questa dichiarazione, e studiare, con altret¬ tanta pazienza, altri medi,
seguendoli, come ha fatto I’Hysloi* con la Piper, in cinquecento sedute ? Ma
dove trovare dei medi che, nella crisi attuale dello spiritismo, diano garanzia
sicura che mi mostreranno veramente i fatti “ spiritici „ che invano ho cercato
nelle sedute di Eusapia? Dovrò studiare i Zancing, i Bailey, i Miller, i
Politi, le Nydie e le Mad¬ dalene, le Virginie e le Dame mascherate, con quel
po’ po’ di sospetti che circondano tutti questi procreatori di “ mi¬ racoli
moderni „ , non già da parte dei psicologi, fisiologie psichiatri, ma da parte
dei psichicisti e degli stessi spiritisti? Mi si dice: badate, che lo Spiritismo è in evoluzione, e
voi non dovete più confondere quello odierno con quello di A. K arduo : le
vostre critiche sembrano talora non tare distinzione fra l'uno e l’altro. — Lo
dissi: nello spiritismo ci sono i modernisti. E lo so: la sola accettazione dei
quattro postulati psicologici, che sono la azione e reazione dell’am¬ biente
psichico, la telepatia, il subliminale, ed i molteplici aspetti dell'io
interiore, hanno distrutta la compagine del Kardechismo. Vorrei però che mi si
dicesse chi è che rap¬ presenta adesso la corrente “ autorevole „ dello
spiritismo ripulito e rinfrescato. È forse ancora il vecchio Wallace, come
vorrebbe il Dr. Visani-Scozzi ? E allora, le nove pro¬ posizioni dell’ illustre
naturalista in che si differenziano dal Kardechismo di trent'anni fa? È forse
Annue Besant? E allora bisognerà sorbirsi tutto il beveraggio teosofico, col
suo Karma e il suo Mahathma ? — È forse il Delanne? E allora siamo da capo alla
reincarnazione. — È forse I'Htslop? E allora, mettiamo al bando tutta la
medianità fisica. Infatti mi si soggiunge: — badate che M. Sage, compe¬
tente e autorevole fra i “ modernisti „, sbattezza Eusapia, e la esilia come
falso medium, mentre la Smith è, secondo lui, un altro medium spurio: la
Pugliese perchè ha troppa me¬ dianità fisica, la Ginevrina perchè ne ha troppa
della... in¬ tellettuale. — Ma se rifaccio la vecchia carriera della Pala¬ dino
trovo che, per contro, un psicologo di valore come Angelo Brofferio si convertì
per mezzo suo allo “ spiri¬ tismo più puro „ , e che un filosofo mistico di
talento come Carlo Dd Prel, tornando in Germania dopo averla veduta in sul
lavoro, si affrettò a proclamare che “ dopo la istrut¬ toria di Milano (sui
fenomeni paladiniani), tutto il mondo avrebbe nel secolo XX creduto allo
spiritismo „ (sic). Se poi tengo conto di quello che dalle sedute d’Eusapia
deducono gli spiritisti dichiarati e i psichicisti indecisi del momento
attuale, leggo che fra le gesta di questo * grande „ medium, sconfessato da una
parte e acclamato dall’altra nel seno stesso dello Spirito-psico-occultismo
militante, si annovera la dimostrazione della sopravvivenza più o meno lunga di
k qualcosa assomigliante all' anima „ del defunto pirata * John King, . E
allora, a chi debbo credere? Senza alcuna intenzione di mancare di rispetto
verso le persone , direi che i “ modernisti , in Spiritismo versano nelle
medesime condizioni mentali di incertezza e di abulia dei ‘ modernisti , in
Cattolicismo. Nessuno di essi ardisce tagliare apertamente e francamente la
gomena, che li tiene ormeggiati alla vecchia terra dove le loro credenze
nacquero, misero radice e fruttificarono. È il caso di gridar loro: Coraggio,
tagliate; e andate una bella volta al largo: tanto, già, ortodossi non lo siete
più, e la vostra eterodossia, fatta di ma e di se, non inganna certamente i
capi e i fedeli delle vecchie dottrine o chiese di cui siete figli
semi-ribelli. * Se medium vuol significare un soggetto che, messo
in de¬ terminate condizioni fisiopsichiche, produce fenomeni ancor non
spiegabili con le leggi ordinarie della fisica, della biologia e della
psicologia, e se costui mi presenta tali fenomeni come il risultato di un suo
traffico coll’ Al di là, ossia con delle entità occulte che si dicono le “
anime dei morti „, Eusapia Paladino è un medium, checché possan dire e
sospettare contro di lei la Johnson, I’Hodgson, I’Hvslop, il Sage, il
Carrington (per fermarmi agli studiosi competenti): ora, la questione sta nel
vedere con quale procedimento o dina¬ mismo essa produca quei fatti, e se le
sue rappresentazioni più o meno estetiche provino davvero l'intervento dei
disin¬ carnati che essa in sonno ed in veglia dice e protesta, da oltre trenta
anni, di far comparire. Orbene, per me, se ho raccolto un copioso
materiale in dimostrazione dei poteri eccezionali designati sotto l'etichetta
metaforica di “ medianità non ho poi veduto un solo fatto autentico,
incontestabile, ragionevole di “ spiritismo „ e tanto meno di “ spiritualismo
„. Il libro di A. Brofi f.rio in (irò’ delle dottrine spiritiche, tratto
quasi esclusivamente dagli stessi fenomeni eusapiani da me sperimentati (e
anche molto meno efficaci), è un’opera sincera e briosa: ma le sue ragioni,
stringenti fin che si vuole uell'argomentare, perspicue e lucidissime nello
stile, non mi convincono più: e potrei ribatterle, coi fatti alla mano, una per
una. a) Dobbiamo, scriveva l’esimio filosofo, credere che “ vengono i
defunti, perchè sono essi che ce lo dicono „ . Ma non è vero; lo bussa il
tavolo per l'automatismo di “John King „: ora è possibile che qualcuno creda
più oggi sul serio alla esistenza di questo “ spirito „ arlecchinesco ?
h) Dobbiamo crederlo, continuava l’arguto scrittore, perchè le “ Intelligenze
occulte pensano ed agiscono diversa¬ mente da quello che sa pensa e vuole il
medium „. Ma questa differenza non resiste all'analisi psicologica delle
incarnazioni ed evocazioni di Eusapia, la quale presenta dei fantasmi-fantocci,
e non delle “ personalità „; e se la diversità si applica ai contrasti tra
il suo volere e quello di “ John King „, io ne ho dimostrato la superficialità
e l'aspetto bambinesco. E poi, da una Eusapia non si crea spontaneamente nessun
“ de¬ funto „ : bisogna che ci sia una preparazione, e... quale pre¬
parazione!... <•) Dobbiamo crederlo, riprendeva il Bhokfekio, perchè “
le tradizioni, la storia, il consenso universale narrano di apparizioni
spontanee „... Ma il consenso delle plebi intel¬ lettuali, le cronache e le
fiabe ci trasmisero tale folla di er¬ rori e di pregiudizi, che siffatta
argomentazione, da G. Leo¬ pardi in qua, è poco incoraggiante, massime in un
periodo, come il nostro, nel quale non le sole leggende, ma le teorie stesse
scientifiche e filosofiche sono dimostrate convenzioni e puri strumenti di
ricerca... S’è detto, al Congresso spiri¬ tualistico di Londra del 1898, che lo
Spiritismo era “ la democratizzazione dell’ idea filosofica di immortalità „ ;
ma la dico schietta : bisogna diffidare, in filosofia e ovunque, d’ ogni “
ideale „ che si adatta alla mentalità popolare. In tal caso sarà preferibile
l’Occultismo ermetista, che corrisponde meglio alla mentalità borghese, o la
Teosofia, che rappresenta l’ari¬ stocrazia nell’ordine gerarchico di queste
tendenze mentali. È inutile , è superfluo insistere a riguardo degli
altri ar¬ gomenti brofferiani in favore dello “ spiritismo „ (1?) della
Paladino. La mia piena ed assoluta denegazione ha l’assen¬ timento dei più
autorevoli e non sospettabili psicliicisti che la studiarono recentemente,
ossia dopo che la dottrina spi¬ ritica ha sofferte le amputazioni che tutti
sanno. Presente- mente mi risulta naturale e logico ratteggiamento antispiri¬
tico di quasi tutti coloro che avevano chiesto alla medianità di Eusapia almeno
un principio di luce spiritica. Il Maxwell, che l’ha tenuta in casa sua per
tanto tempo, scriveva pochi mesi fa: ‘La spiegazione spiritica è
difficilmente accettabile: le più gravi objezioni possono esserle fatte, e una
delle più evidenti è la contraddizione che si osserva nelle così dette comunicazioni
degli spiriti. Non ho la pretesa (egli soggiunge) di tron¬ care il dibattito:
non posso che esprimere una opinione sta¬ bilita su osservazioni lunghissime,
pazientissime e fatte senza preconcetti. Questa opinione non è favorevole
all'ipotesi spiri¬ tica: non so e non voglio dire con ciò che essa sia
sragione¬ vole in principio ; essa è conforme alle teologie più diffuse, e non
diviene assurda che nelle sue esagerazioni. È prudente giudicarla secondo i
suoi rappresentanti più autorevoli, e non secondo la massa dei suoi fedeli , (‘
Année psychol.. le screpolature dell’edifizio spiritico Ebbene- io
vado più in là dell’egregio magistrato-medico, e affermo che negli esperimenti
da me veduti la tesi spiri¬ tica è sramonevole, superflua e assurda, anche
senza ricon¬ durci ai fanatismi dei tempi di Allah K a unico. Quanto alle
teologie non so di nessuna che adotti lo spiritismo tal quale fu sistemato da
costui e dopo di lui: quello che ne rimane consiste unicamente della
antichissima credenza nel doppio sopravvivente e nelle sue apparizioni. Ma col
folklore non si costituiscono teologie, nè filosofie, nè teorie scientifiche.
Ecco perchè l’edifizio costrutto dagli spiritisti ha diggià tali screpolature,
e grandi e piccine, da non reggersi più in piedi, simile a un castello di carte
da giuoco che si innalza con abilità, ma che si fa cadere non appena lo si
tocchi. Dal lungo elenco di ragioni da me esposte in quest'opera traggo,
fra le tantissime possibili, le seguenti conclusioni, le quali (si noti bene)
non sono il riepilogo dell'opera, ma piuttosto un questionario di difficoltà da
risolvere che io pongo a me stesso ed espongo agli studiosi in materia, ben
contento se mi si sapran segnalare delle risposte convincenti. la Lo
spiritismo non è degno del nome abusato di “ neo¬ spiritualismo » ; esso (anche
quando passa uttraverso le dot¬ trine teosofiche, assai più elevate delle “
spiritistiche „) è un materialismo più grossolano assai di quello che, si dà
l’aria di combattere. 2“ Lo spiritismo non ha contenuto filosofico, che
valga l’obolo che i defunti dovevano pagare a Caronte pel trapasso di
Acheronte. Lo spiritismo parla di “ spiriti „ e di “ spiritualità „, ma
non sa che cosa siano, e non li definisce, salvo che con analogie tratte da un
gretto e popolare empirismo. •1^ La cosmologia, la filosofia, la
psicologia e la socio¬ logia dello spiritismo classico sono un verbalismo
affettato senza originalità , un miscuglio di vecchi e contradditorii concetti,
un misto di atavismi e di sopravvivenze. 5“ LI “ mondo degli spiriti „,
come essi lo descrivono per bocca dei medii, è ricalcato sul nostro con un antropomor¬
fismo da primitivi e da ragazzi ; le sue gerarchie non sono che un riflesso
scipito di quelle creale e mantenute nella società umana dalla sua evoluzione
naturale, per cui l’ambiente ultrasidereo è una ripetizione speculare della
lueso- logia terrestre. Gli “ spiriti „, che vengono a comunicare, sono crea¬
zioni quasi sempre instabili, troppo spesso puerili o ridicole, in correlazione
colla personalità dei medi ; si veggono “ co¬ municare Bossuet e Maria
Antonietta, che discorrono fra loro come potrebbe farlo una cuoca „ (lo
dichiarò lo spiritista E. Anastay al " Congresso „ , cfr. “ C.-r. ,, ). L’economa
cosmica, regolatrice delle comunicazioni spiritiche e delle intuizioni
teosofiche, è il prodotto della immaginazione (lo proclamò con ironia la
spiritista Elisa Van Calcar allo stesso Congresso!). 8“ L’esoterismo
indianistico, brahmanistico, ecc.,<t che ora si dà il vanto di rinvigorirlo,
ma che in realtà inquina lo spiritismo, è il risultato di un erroneo concetto
sul va¬ lore delle così dette civiltà antiche, massime Orientali. 9* La
lotta fra gli spiritisti d’Oriente e quelli d’Oc- cidente, cisatlantici e
transatlantici, intorno al dogma della reincarnazione, ha ucciso lo spiritismo
in sul nascere. 10a 11 contrasto odierno fra occultismo, spiritismo e
teosofia, sopratutto in riguardo alla costituzione del mondo ultrasensibile ed
alla sopravvivenza del “ perispinto „ o corpo astrale, rivela l’origine
artificiosa e imaginosa, non po¬ sitiva nè scientifica, di tutte queste
dottrine. 11* Le prove dello spiritismo non sono sperimentali; è un
artificio dite che il Crookes, nelle sue esperienze, abbia fatto dello “
spiritismo no, fece solo della metapsichien, e anche non andò a fondo, là dove
sarebbe stato suo obbligo di andarci, nella identificazione di “ chi „ si
presentava. 12“ La identificazione degli “ spiriti „ non è ammessa dagli
stessi spiritisti se non come un supposto inverificabile ; essa è sfuggita fin
qui, sempre e dovunque, alla evidenza: bisogna ricominciare a provarla caso per
raso, e quando si tenta la “ prova „, tutto svanisce. 13* Un gran numero
di comunicazioni sono false, o bizzarre, o stolide; nessun argomento serio
spiega codesto fatto, se non la loro derivazione dagli strati inferiori della
personalità dei medi. 14“ L’elemento psicopatologico entra per bnona
parte nella sistemazione dello spiritismo-dottrina: questo, lo rico¬ noscono e
confessano gli stessi suoi Maestri. 15* L'elemento menzognero e
ciarlatanesco ha ingene¬ rato un’altra parte dei fenomeni detti “ spiritici „,
più an¬ cora che di quelli esclusivamente “ medianici Alle sedute si ottengono
talvolta comunicazioni di „anne viventi e, magari, presenti; questo prova
l’origine l i .nnscia e automatica di tutte le altre. SU 17* È un
artificio ed è un sofisma separare nella feno- nlócrh intellettuale dello
stesso medium (come fa I’Hyslop • casi suoi) quello che sarebbe personistico,
ammico e telepatico da quello che si pretende “spiritico Te 1 1 8* Le
personificazioni sono tutte dello stesso valore, ' no esse di “ magni , o
di mediocri spiriti, siano di umani incarnati o di esseri superumani e subumani;
ossia deri¬ vano tutte egualmente dal fondo fantastico e mnesico di riserva del
subcosciente. 19» Nei fatti onirici , che costituiscono la trama
delle * comunicazioni „ , si vede una selezione uniforme che alla 'un«a
riduce tutte le rappresentazioni e raffigurazioni dell Al di hi a pochi
elementi mentali popolari (cicli romantici, av¬ venture astro-planetarie,
ecc.). 2o» u fakirismo occidentale non è piu serio, ne piu *
spiritualistico „ dell’orientale; quando non si riduca alle facolti esopsichiche
autentiche, è il figlio della bugia,, come visto or ora a Parigi col
pseudo-conte Sarak. *21* È assurdo e superfluo pensare che i fenomeni
fisici della medianità, dai moti del tavolo alla levitazione, dalle luci alla
incombustibilità, siano'dovuti all’intervento di dis¬ incarnati. ■ « 22“
Quando poi si pensasse Ima v e qualcuno che lo faccia "sul serio?)
aU’intervento di gnomi, ondine, folletti, diavoli, arcangeli, ecc., non si ha
più il diritto che la scienza si occupi e preoccupi di simili corbellerie, per
le quali fun¬ ziona una delle istituzioni più vantaggiose della civiltà mo¬
derna: il manicomio. 23* Lo spiritismo, largo o stretto che sia, nou si
pronuncia esplicitamente circa alla sopravvivenza degli animali e degli esseri
“ inferiori „ all'Uomo. Data la varietà individuale nelle facoltà psichiche
anche degli animali — ora manifestazione piena ed or rudimento di “ personalità
„ non si saprebbe segnare il limite del diritto dei viventi a sopravvivere:
forse agli animali domestici, perchè l’uomo li ha resi degni di accompagnarlo
nell Ombra? forse ai Mammiferi? o ai \ei- tebrati? o sigli Invertebrati? o alle
Amebe?... E se fino alle Amebe, perchè non anco alle Quercie ed a i Cristalli ?
Si crede forse che non potrei continuare in questa enu¬ merazione di difficoltà,
di assurdità, di contraddizioni? Lo potrei benissimo. Ma è ora di finire, e mi
riservo, in caso uei casi, di riprendere la discussione generale sullo spiri¬
tismo in altro luogo e momento. Qui, però, mi si obietta che, ciò
nonostante, potrei accettare lo spiritismo almeno quale “ ipotesi di lavoro „,
come hanno creduto di fare o di dire alcuni studiosi autorevoli e spregiudi¬
cati. L ho tatto durante tutta questa mia opera sulla medianità di Lusapia
Paladino; ma mi sembra che i risultati siano poco consolanti per una “ ipotesi
, che ci si olire basata sul metodo dei residui, cioè di quei pochi fatti che
la scienza fisica biologica, psicologica e sociologica trova in fondo al cro¬
giuolo dove ha depurate le credenze, le novelle e gli empi¬ rismi plurisecolari
dell’Umanità. 8 P Allo spiritismo “ ipotesi di lavoro „ io tàccio due
obiezioni tondamentali: — a) Non è lecito presentarsi come tale ad un ipotesi
che, per consenso dei suoi più serii rappresentanti, liberata dalla zavorra
immane di argomenti acritici, rimane in possesso di un troppo tenue patrimonio
di fatti presunti irriducibili (per adesso): — b) Non è vantaggioso alla
ricerca introdurvi un elemento superfluo, immaginato in un periodo poco evoluto
ed esclusivamente empirico dell’osservazione. Questa è pure la tesi di uno
spiritista coscienzioso ed esperto come il Winklbb: bisogna, egli dice,
riformare una bella volta lo Spiritismo „, e la riforma consisterà nel buttarne
inori via tutte le cosi dette ipotesi medianistiche. animi- sticlie spmtishche,
eoe., le quali non hanno alcun valore scientifico ! I mi ipotesi
non può aspirare ad essere guida sicura nella iticerca quando, infrangendo le
buone regole del ragiona¬ mento, essa afferma il conseguente e ne inferisce poi
che può affermare [antecedente (cfr. W. St. Jkvons, Lo,, ira). Senza dubbio, si
investiga talvolta col sussidio di un’ipotesi falsa • ed io stesso ho proceduto
in questo mio esame critico dello " spiritismo Paladiniano „ cercando di
eliminare l’errore o ciò che a me sembrava errore, e di accostarmi per via
indi¬ retta al vero. Ma insieme con la spiritica si devono saggiare tutte le
altre spiegazioni che io ho enumerate; oggigiorno esse hanno eguale diritto ad
essere considerate quali ipotesi di lavoro. Or dunque, un procedimento
siffatto di Ricerca, coll’ingombro di concetti essenzialmente cosi diversi,
sarebbe faticosissimo ed anche insolito nella scienza. Seguendo l’e¬ sempio
della fisica, della chimica, della biologia, della stessa psicologia moderna
positiva, si dovrà, in ogni caso, preferire nello studio dei fenomeni medianici
la ipotesi più conforme al patrimonio sicuro del sapere, quella che parte dai
feno¬ meni più semplici e non dai più complessi, quella che può essere provata
in via induttiva e non discendere da deduzioni, infine quella che intuisce le
cause e le condizioni determi¬ nanti dei fatti in analogia alle altre già
note. Per ciò paruri che, tutto sommato, la degnità di strumento efficace
e sicuro di lavoro spetterebbe pur sempre alla ipo¬ tesi psicodinamica, che scorge
nel Cosmo resistenza di “ forze psichiche ignote „ e le colloca
provvisoriamente nella serie delle altre “ forze „ naturali ammesse dalla
scienza e dalla filosofia. Posso ingannarmi, ma io credo che fra alcuni anni lo
Spiritismo sarà eliminato dalla Metadinamica e dalla Metapsichica.
indice alfabetico delle materie contenute nei due Tomi dell
Opera Abitudine'’ I, 36® ; 11, W, 1,!- Y mistici, fenomeni : I, 19,
956, 3tfU ; Udito. Agenti occulti. Vedi Invisibili. Aquilana
(mediani): I, 104 , 388. Al 'ldmisti : 1, 19 .Al di là »: il, IO
Allucinazioni, sonsoriee indotte: veridiche : I, 8159 ; IX, 211. Ambienti
spiritici Americanismo Amnesia degli spiriti del medium Androidi Fantasmi,
Forme, eoe. Anideismo Letargo, « Trance » . Anima Animali Anime purganti:
II. 440. 528. Animismo , esteriorazione del corpo * animino »: I, xxxv, oo,
24B. itili. religione naturale Apparizioni Apporti Arti fluidici. Vedi Membra.
Assistenza. Vedi Catena, (Eruppi, Percipienti. Astrale, principio o
corpo: 1, 01, 05; li, 373, 400, 533. Atomi, atomismo Attacchi nervosi: 1,
108, 126; II, 811. Attenzione: I. 252, 383, 400. Attrazione magnetica : 1
, 362, 425. Australiani : I, 52. Autenticità dei fatti Frodi.
Autobiografìa dei rnedii: T, xxxi ; II, xin. Autoipnosi Automatismo
Autorità, criterio di : I, 84, Autoseopia Auto-suggestione Azioni a distanza Barbe
duidiche Bailey 0., medium: Bibliografìa dello spiritiamo : I, xm-XLviii ; di
Eusapia Paladino: I, 184- 170; n, xvu-xvm. Bioscopio Braccia flqidicho Membra.
Buddismo Cabbaia Cartesianismo Catalessi Catena, medianica Certezza : II, 20.
Vedi Autenticità, Autorità, Testimonianza. Cervello: I, 247; U, 182, 209.
Chiaroveggenza: I, 420. Cinesi : I, 62. Circolo « Minerva •: I,
173; n, 3. Classibc azione dei fenomeni su* I pernormali Comunicazioni
spiritiche Congressi spiritistici Connotazione degli spiriti. Vedi
Identificazione. Contrasto psichico Controllo, spirituale: I, 109.
Vedi Spiriti-guida. Controllo sul medium Cook-Cornor FI., medium: I,
67, 100; ir. 23, Ili, 195, 251. 450.' Coscienza dell’io; I, 65, 70, gJ8
249, 266, 812, 822; n, 65, HO,’ Io, Personalità, Sdoppiamento, Subco¬
sciente, ecc. Cosmologia Credulità, incredulità: : il, 19, 31, eco!
Criptomnesia, criptopsichla Cristalloseopia Decadenza dello spiritismo Defunti Morti.
Denta tarializzazione : 11,296. Vedi Materia. D’Espéraneo E.t medium Dotermiuismo
psichico Deutcroscopia: II, 324. Diavolo, diabolismo Sata- nismo.
Diuamometria Disgregazione delia personalità: I, 229 : IT, 896, 544. Vedi
Sdop¬ piamento. Disincarnati Divinazione: 1, 420; II, 510. Dogmatismo
spiritico : I, xx,81, 34. Doppio (ipotesi del) Dottrina dello spiritismo Durata
dei fenomeni : r, Ebrei Edeniche, forze Eso- psiehismo, Forze, eoe. Ectoplasmi.
Vedi Materializza¬ zioni. Effluvii neuriei: 1,64,67.421; II 263,
345. Egizii Eglinton G., medium Elomeutnli, eco.: II, 531.
Elettricità animale e fisica Emanazioni Effluvii, Forze, eoe. Emotività Endofasia:
ET, 208. Energia, energetica Entità occulte e passivi. Personali Epilessia
Ermetismo Esop&ichismo Esteriorazione, Forze, Radiazioni. Esoterismo:
I, 19; II, 530. Vedi Occultismo. Esperienza : II, 20. Vedi Metodo,
Sperimentalismo. Essere, intuizione dell’postumo subcosciente: II,
549. Esseri occulti. Vedi Entità. — preumani, superumaui, ter¬
restri, II, 532-3. Estasi. Vedi «Trance*. Esteriorazione (nnimica) Etere
Eusapia Paladino (DeWlaiz). Vedi Paladino E. Evidenza Certezza,
Metodo. Evocazione spiritica Evoluzione Extracorporeità: II, 495.
Fakiri Fatica: I, 818; II, 70, 302. Falsi Reazione dei fenomeni : lì,
104. Fantasmi Fantomatiche creazioni Fantasmi, Materializza¬ zioni,
Spettri Femme masquée, medium Fenomeni medianici Frodi. Filantropismo Filosofia
spiritica Fisica trascendentale Zollner. Fisiopsicologia: I, 74, 218 e
jhi8- 8im Flfddismo Folklore Forme. Vedi Apparizioni, Fan¬ tasmi,
Materializzazioni, Te- leplasmia, occ. Forza vitale Forze bio-psichiche,
ignote magiche: li, radianti: 1,24,68; 11,438. Vedi Effluvii,
Esopsichismo, Ra¬ diazioni, eco. Fotogenesi Luci. Fotografia Fox,
sorelle, medium Fraudolenza e medianità Frodi, Isterismo , Medii , Simula¬
zione, ecc. Frodi del medium Autenticità. Fuochi spiritici Luci. Gailiiuetto
oscuro, medianico cavità legge di Greci Gruppi di sperimentatori Gusci » ( co*/
ìi ), ipotesi dei — : II, 534. H<mie IX, medium: I, 15, 10*). 108, 282
e passim. Idee fisse Monoideismi. — forze Ksopsicliismo,
Esteriorazionu. Telepsichia. Identificazione , identità spiritica Entità,
Personifica¬ zione, Spiriti, ecc. Ideoplasma Ignoto, 1’—Illuminismo Illusioni
– H. P. GRICE and G. J. WARNOCK, La sintassi dell’illusione -- lloplastici,
feuomeni : II, 516. Iloscopia: II, 500. ilozoismo: 11,529.
Ilurgici, fenomeni. Vedi Zullne- riani. Imflgini astrali Imitazione dei
fenomeni Immortalità, immortaliamo Sopravvivenza. Impronte ani mastice,
creta, eoe. Incarnazione Personificazione. Incorporazione. Vedi
Incarna¬ zione, Personificazione, incosciente Vedi Coscienza, Sub-
cosciente, Subliminale. Indiani Individuazione Identificazione,
Personificazione, ecc. Infantilismo Puerilismo. Intelligenze
occulte Entità, Invisibili, Spiriti. Lutellettualità Intenzionalità dei
fenomeni, ecc. Vedi Volontà. Interferenze psichiche Interpretazione dei
fenomoni Percipienti . Tipo mentale. Invisibili Entità occulte. Intelli¬
genze, Spiriti. Io. Vedi Coscienza. — magico, trascendente sonuamboliei
: I, 391: II, Ilo, 545. Vedi Personificazione. Iperestesia Ipotesi
sui fenomeni Vedi Interpretazione. Ipnoidi, fenomeni: II, 500.
Ipnosi, ipnotismo Autoipnosi, Estasi, « Trance * . Isterismo Kabbala.
Vedi Cabbaia Kardoehismo e pattivi Spiritismo. «King*, famiglia di spiriti
Katie, spirito John, spirito Laboratori! Psichici Larve Apparizioni. Fantasmi,
Spettri. Lavagne scritture su Legatura del medium Nodi. Letargo e
pastini, l odi Medianità, «Trance». Letteratura spiritica Lettura del
pensiero Levitazione del medium Gravità del tavolo impropr. detta Linee
papillari Lingua tiptioo e pat¬ tini. Vedi Tavolino. Tiptologia, Locali
delle sedute I vocalizzazione nello spazio Vedi Spazio. Luce nelle sedute
Oscu¬ rità, Rischiaramento. Lucidità Luci spiritiche Fuochi, Vista.
Luminosi fenomeni Apparizioni, Fantasmi, Forme, Luci, eco. Magia Magnetismo
animale Mammone: I. 407; lì, 199. Mani spiritiche Manierismo Stereotipia.
Manifestazioni. Vedi Fenomeni. Marshall, aig™, medium Martinismo: 1,
49. Materia (penetrabilità della! Ilurgici fenomeni. Materialismo Materializzazioni
Fan¬ tasmi. Forme, Spettri, Tangi* bilità. Teleplastia, eoe. Meccanici,
fenomeni e pattini o pattini. Azioni a distanza , Telecine- sie, eco.
Medianità, mediumnismo Ipotesi, Me- diuw, Trance, ecc. Medioiimnia :
11,802. Medium, medii Membra Iluidielie: I, 197, 241, 4218;
d/Z indice alfabetico delle materie li. Arti,
Mani. Materializzazioni, Tangibilità, eoe. Memoria, regressione della
Amnesia. Mentoviamo: I, 81. Mesmerismo Magnetismo. Messaggi
spiritici Comuuieazioni, Spiriti. Metabiologin Metadinamismo Metafìsica Metageometria
Metapsichica Metodo nelle ricerche spiritiche Miller F., medium Misoneismo Abitudine,
Stereotipia. Miracolo spiritico : II, 15, 297. Mistero, misticismo Monismo
Monoideismo Idee fìsse. Movimenti del medium Esteriorazione di oggetti Azioni
a distanza, Forze, Telecinesie,ecc. Morti Defunti, Disincarnati.
Musica, musicali strumenti Azioni a distanza. Necrofonia Voci
spiritiche. Neodinamismo Neoidealismo Neologismi spiritici Neospirituaiismo
: I. 86 o passim. Vedi Spiritismo. Neovitalismo Neurosi Attacchi,
Epilessia, Ipnotismo, Isterismo. Medianità, Trance (Grice: “She fell”, “She fell on a
trance”). Nodi (allacciamento e slacciamento dei):
Objettivi, fenomeni Occulto, occultismo Vedi Entità occulte. Forze, Kahhala.
Magia, eoe. Ombre. Vedi Apparizioni, Fantasmi, Larve, eco. Onirici,
fenomeni Vedi Ipnotismo, Sogni, Subco sciente, Trance, eco.
Organizzazione (facoltà di). Vedi Forme, Materializzazioni, Teleplastia—McGinn
on Grice’s TELE-mentationalism, eco. Orientali, spiriti: Oscurità: Vedi
Luce, Rischiaramento. Ossessioni spiritiche Paladino Fusa pia: Medium.
Paracinesie Tele-cinesie, Tiptologia. Parapsichici fenomeni Pazzia Percezione,
percipienti dei fenomeni Tipo mentale. Pericolosità dei fenomeni Periodici
spiritici Periodicità Ritmo. Perispirito: Personalità (disgregazione
della) Coscienza, Io Bon- nauibulici, ecc. Personificazione Perso ni amo
: Peso del medium Pianeti, cicli plnnetarii Picchi, rumori Rapa ». Piper
El., medium Plastica delle forme Materializzazioni, Telcplastia.
Pluralismo dell1 anima, polipsichisrno Pneunmtologia Polarità, polarizzazione
Ponderabilità dell’anima Positivismo Possessioni spiritiche Personificazione.
Preipnosi Prestidigitazione Frodi. Psicliicismo, ricerche psichiche
Speri¬ mentalismo. Psieliicoue Ra/- diazioni. Psicocollettivi,
fenomeni l’sicocosmismo Psicodinamismo Esopsichismo.Esteriorazione, Forze
biopsichiolie, ecc. Psicogenesi della medianità: I, xxxix ; II,
xv. Psicografia Automatismo, Scrittura, ecc. Psicologia razionale Psicomauzia
Psicometria Psicopatologia Puerilismo Infantilismo. Radiazione
biopsichica, neurica, ecc.: Effluvii, Forzo biopsi¬ chiche. Radio,
radioattività: 11,870,378. Rapporto magnetico Rappresentazioni idee Idee-forza,
Ima- gini, ecc. «Rapa* (colpi, picchi): Telecrasia. Regressioni
psichiche Reincarnazione Religione Ricerche psichiche Laboratori, Psichicismo,
Sperimen¬ tazione. Riconoscimento dei defunti : I, 449; IT, 143. Vedi
Identificazione, Personificazione. Rischiaramento del locale Luce,
Oscurità. Ritmo Periodicità. Rito, ritualismo spiritico Romanzi
spiritici Vedi Pianeti Rosa f Croce: I. 49. Rothe A., medium Satana,
satanismo Scetticismo Scienza e spiritismo Scrittura automatica diretta Sdoppiamento
di coscienza, del- l’io, della personalità Coscienza, Io, Persona- I i t :'i
. Sedute con E. P. : Selvaggi Sensazioni, sensi Illusioni , Perce¬ zione,
Telepatia, eoe. Sforzo del medium Frodi. Medium. Movimenti.
Sidereo, corpo. V. Astrale, Teo¬ sofìa. Simultaneità, sincronismo dei
fenomeni Slade Dr, medium: Smascheramento dei medii Smead M*., medium Smith E.,
medium lòti Sogni Onirici fenomeni. Sonnambulismo, sonno: Ipnosi,
Onirici, ecc. Sopravvivenza Anima, Immortalità. Religione.
Spazio, a /«-dimensioni proiezione nello Sperimentalismo Psiohicismo,
Ricerche. Spettri Apparizioni, Fantasmi, Larve. Materializzazioni. Spiriti
animali e vitali guide, istruttori King ». Spiritismo (bibliografìa
dello): I, xiii-xLvm ; II, v-xv. definizione, dogmatismo e dottrina fallimento
dello metodo e tècnica dello storia dello Spiritoidi. Fenomeni Spiritualismo
antico e nuovo Stadera cavità, Peso. Stenomet-ro, stenonietria : 11,367.
Stereoplasmi Formo , Materializza¬ zioni, Telepl astia, ecc. Stereotipie Mono-ideismi.
Studi psichici Psiohicismo, Ricerche, eco. Subcosciente, subcoscienza Coscienza,
gub-ego GRICE: SUB-EGO, EGO, SUPRA-EGO Incosciente, Subliminale. Subiettivi,
fenomeni Subliminale Suggestione, suggestibilità Ip¬ nosi, Medium, eco. —
mentale Vedi Lettura del pen¬ siero, Telepatia. Snpernormale ,
supernormalità Metapsichica, Psichicismo. Sviluppo dei fantasmi Connotazione,
Identifi¬ cazione, Personificazione. — dai medii. Vedi Medianità, Medium,
Paladino. Tanatismo: II, 321. Tangibilità delle forme Tatto,
fenomeni tattili. V. Forme, Mat e ri al izzazioni . Tavolini bussanti,
danzanti, par¬ lanti, picchiatiti: Levitazione, Telocinesia, Tip¬ tologie,
eco. Termica spiritico-iuedianica Telecinesi Azioni a distanza Meccanici
fenomeni, Trasporti, eoe. Telecmsiu (« rapa*): Picchi, «Rapa». Tel
e fan! a Apparizioni. Fantasmi, Fuochi, Luci, Ombre, Visuali
fenomeni, ece. Telepatia Allucinazioni, Lettura del pensiero,
Suggestione. Teleplastia Fantasmi, Forme, Materializzazioni.
Telepsiehia Forze biopsichiche, Radiazioni, eco. Telergia. V.
Telocinesia. Telestesia Bsteriorazione. Teologia Teosofia Teste
fluid ielle Testimonianza criterio di Thomson, M\, medium: Tipo mentale Vedi
PeroipientL Tiptocinesia. Vedi Tavolino. Tiptologia Tiptomimioa Toccamenti
, « contatti » spiritici Mani, Membra. «Trance*, estasi medianica Ipnosi,
Medianità. Trascendentale Trasmissione del pensiero. Vedi Lettura del —,
Suggestione, Telepatia. Trasporto di oggetti Azioni a distanza.
Invisibili, Telecinesia. Trucchi. V. Fraudolenza, Frodi, Prest id igit
azione . Udito: Acustici fenomeni , Musica , Picchi, ♦ Rapa », Voci.
Uniformità dei fenomeni Stereotipia Uomo costituzione dell’ Utilità dei
fenomeni: I, 289. — delle forze medianiche. Veglia del medium Velo
spiritico Vento medianico Veridicità: I, 812. Vedi Autenticità. Certezza,
Evidenza , Frodi, eco. Vigilanza sul medium Controllo. Visibilità
delle forme Apparizioni . Fantasmi , Larve, Spettri Visioni Vista, fenomeni
visivi Apparizioni, Fantasmi, Fuochi, Luci, Materializzazioni, Spet¬ tri,
eco. Vitalismo antico e nuovo Voci spiritiche Vedi Necrofonia.
Volontà e medianismo Automatismo, Coscienza, Subco¬ scienza. Williams,
medium Xenoglossia, discorso in lingue straniere Zollneriani, fenomeni Hurgici,
Materia. Zoofilia La Bibliografia dello Spiritismo Supplemento alle Note
bibliografiche Le sedute medianiche con Eusapia Paladino. seconda, terza
e quarta]. .Serie U. Le cinque sedute dell'inverno al Circolo scientifico
Minerva di Genova. Preliminari. Composizione e intenti del gruppo
di esperimen- tatori . Pag. La undicesima seduta (5 dicembre
1901). I fenomeni della serata . , II medium e la sua sistemazione
tecnica L’autosuggestione e la fisiologia della “ trance Miseria intrinseca dei
miracoli Eusapiani... e del miracolo spiritico in genere . ,
L'accertamento dei fenomeni Esperienza e certezza GRICE INTENTION AND
UNCERTAINTY Il criterio della testimonianza (‘ autorità ,) , La
dodicesima seduta. Dal verbale della seduta 11 controllo Luce ed oscurità,
chiasso e silenzio illi sforzi muscolari del medio Il dubbio sistematico
Morselli, Psicologia e Spiritismo La seduta Interventi “ spiritici » sospetti
.... Controlli di sorpresa e salute dei medii . L’autofiducia del medium La seduta
Di meraviglia in meraviglia Le “ luci , spiritiche . , 49 Stato psichico
del medium e dell’assistenza Le volizioni dell'io cosciente e le operazioni
dell’io subcosciente La personalità di “ John King Ritratto morale di uno
spirito-guida Ritratto fisico di uno spirito-guida CI Psicogenesi delle ‘
Guida Invisibili La quindicesima seduta Dal verbale della seduta La fatica del
medium Le interferenze psichiche Tangibilità e visibilità indiretta delle forme
ma¬ terializzate Limitazione fisiologica della spiritualità * spiritica In
conclusione... sempre per ora Sehik III. — Appunti su altre sedute della
Eusapia Paladino in Genova Preliminari. 11 metodo e il contenuto delle
sedute spiritiche . La seduta Ciò che è avvenuto in casa mia .
Fenomenologia ridotta . Trucchi iperbolici . False imitazioni di
fenomeni . La diciassettesima seduta (15 giugno 1901). Corani
populo!. . Coscienza, subcoscienza e ipnosi dei medii Entità spiritiche „
ed “io sonnambolici La seduta Verso l’“ Altro Lato Sommaiùo cronologico dei
fatti I cinque spiriti , della serata L’occulta entità abituale (‘ John King ,1
. „ 130 li. L'occulta entità puerile specificata L'occulta entità
giovanile specificata Un'occulta entità muliebre... da specificare L'occulta
entità senile specificata Le mie comunicazioni coll"1 Al di Là Un
deficiente principio di identificazione La seduta Frodi, illusioni e
suggestioni Fallimento del conato di identificazione Esperienze di inibizione
spiritica . „ Teleplastia e Pneumatologia La teleplastia La
personificazione . » La ventesima seduta Fenomeni accertati a viva luce .
. Ancora delle materializzazioni tangibili e visibili „ Le forze bio
psichiche radianti e l’ipotesi del “ doppio „ biopsichico Come forse si
organizzano le materializzazioni „ B. Come forse lo idee del medium si
tcleplasmano , Satanismo e Spiritismo La seduta. Seduta breve, ma
espressiva Gli sforzi rappresentativi del medium in relazione ai loro
effetti . » Fenomeni di telestesia La seduta Ai fastigii della medianità
Eusapiana 11 luogo e le persone . » ivi II. La successione dei fenomeni .
, Per l’autenticazione delle meraviglie vedute Per i fenomeni
telecinetici Per le materializzazioni di fantasmi . . „ 231 Caratteri
percettibili e apparenze di vitalità dei fantasmi Come Eusapia può aver
prodotto i fantasmi Chi sarebbero i personaggi della rappresenta¬ zione
Eusapiana . , I. La personificazione dello spirito-guida . . „ ivi
II. 11 ritorno di ‘ Katie King Una sconosciuta? Un'evocazione di famiglia Un
tentativo di fotografia spiritica Sempre sulla stessa strada! Moussi. i.i,
Psicologia e Spiritismo Le sei sedute date da Eusapia Paladino a Genova,
nell'inverno 1906-1907. I. Perche ho smesso e perché ho ripreso 1 ar- II. Lo^copo'e ii metodo delle nuove ricerche Il
nostro ambiente sperimentale La seduta< | SSffSiSSi'SifV ’• : i
Lo stato fisico-psichico del medium ;••••.” A) Medi umnismo, ipnotismo e
isterismo Mediumnismo e automatismo John King , nei sogni di Eusapia . »
La seduta ^ j La seduta Compendio della serata. \ stazi e ¥ stratagemmi
maliziosi r Sulla definizione e denominazione delle torme ma- ^
tecjalizzate . • • ‘ ,V ' ’ ot.» Un’altra evocazione di defunto mandata a
male . , oso Principio di esperienze sulla radioattivi mediarnca La
ponderabilità dell’anima e le nuove ipotesi sulla materia . * La
ventesima sesta seduta Compendio doliti sera-in, Eusapia e noi. ossia il
medium, 1 assistenza e controllo Psicologia del mediumPsicologia
dell’ambiente " oqq Lo
Spazio, l’ Iperspazio e gli amici dello Spazio La forma e la sede degli agenti
occulti , .y. nello spazio L’attività iperspaziale degli spinti La seduta Compendio della serata Rinforzo
della catena . In catena attorno al tavolo In semicircolo di fronte al
gabinetto Nuovi insuccessi nella presentazione di 4 spiriti II Mercurio del
mondo spiritico Eusapiano * ivi lì Una disincarnata insistente, ma sempre
più smemorata e confusa . . » "o 111. Un’evocazione
irriconoscibile • • • « L’adattabilità degli spiriti alle contingenze
del- l’evocazione Le 4 visioni . di Eusapia Interferenze biopsichiche o
strategia medianica t...La ventesima ottava e ultima seduta Compendio della
serata Historia dilecteuole et ueridica di uno 1 spinto, I romanzi
"subliminali e la psicologia scientifica Disillusioni di sperimentatori .
» Licenzio lo 4 spiritismo , d’Eusapia e ne trattengo la *
medianità Riepilogo dei latti e delle ipotesi sulla medianità di Eusapia
Paladino. I fenomeni medianici. Metapsichica e medianità Tassonomia
generale della medianità Classificazioni empiriche . B. Classificazioni
dottrinali • • Tassonomia particolare della mediumnita di tur sapia
Paladino . Saggi precedenti . . Mio saggio di classificazione
: A. Fenomeni subiettivi . B. Fenomeni obiettivi Le ipotesi sulla
medianità. Fatti e idee . Mancanza di una critica comparativa delle
ipotesi circa i fenomeni detti spiritici Sguardo alle principali ipotesi fin
qui enunciate circa i fenomeni detti ‘ spiritici r ... . J’a;/. Ipotesi
extra-scientifiche Le teologiche Le metafisiche Le occultistiche, esoteriche e
simili Le teosofiche . r B. Ipotesi ultrascientifiche Le iperfisiche o
fisiche trascendentali Le metabiologiche . 533 C. Ipotesi prescientifiche
Le empiriche negativistiche . r ivi Le empiriche psicopatologiche . „
542 Le metapsichiche Le metadinamiche Le mie esperienze. Perchè
sono e rimango antispiritistn Indice alfabetico delle materie contenute nei due
tomi dell’opera Illustrazioni Tavole separate. Tav. Fotografia
di una levitazione di tavolo (presa di pieno giorno) Calco in gesso dell’
impronta di ‘ volto spiritico „ ottenuta in casa Ramorino, a Genova Calco in
gesso dell’impronta di piede spiritico, ottenuta al Circolo Minerva in Genova
. Primo fantasma materializzato nel ga¬ binetto da Eusapia in casa
Avellino, la sera Secondo fantasma, c. s . Terzo fantasma, materializzato fuori
dal gabinetto Quinto e sesto fantasmi, materializzati nel gabinetto, c. s
. Eusapia Paladino Calco in gesso dell’ impronta di due mani spiritiche,
ottenuta in casa Gellona a Genova Forme di arti andròidi, apparse in casa
Ilerisso la sera Fantasma incompleto, materializzato da Eusapia in casa
Berisso, c. s. Radiazioni spurie, di presunta origine bio-psichica,
dipendenti da un errore ili tecnica fotografica Figure intercalate nel testo.
22. Pianta della sala e disposizione della catena nella seduta di
casa Morselli . Pag. 95 23. Disposizione della catena medianica
Raffigurazione schematica dell'ipotesi spiritica delle materializzazioni
(Hornino) ILLUSTRAZIONI Apparizione di una l’orma “ fluidica Figure spiritiche
(diaboliche) apparse a Lipsia (Bastian) . % 27. Pianta della sala nella
seduta di casa Avellino Ja sera del 1“ marzo 1902 . „ 28. C’oin’è
stata legata la Paladino la stessa sera Ritratto del fantasma denominato ‘
Katie King „ (Ckookes) . Forme e radiazioni fluidiche invisibili e
di natura ignota, fotografate in casa Avellino Pianta della sala di casa
Berisso e disposizione iniziale della catena tiptica Altra disposizione
della catena tiptica nelle se¬ dute di casa Berisso . „ 33. Calco
in gesso di due impronte di mani tiuidiche „ 34. Il * bioscopio „ del
prof. Pettinelli di Savona I tre nodi di fune eseguiti dall' “ Invisibile
Tappezzeria con paesaggio da un palazzo del pia¬ neta Marte, disegnata
dal medio signora Sinead (Hyslop) Esperimento degli anelli secondo lo Zollneh
La nostra percezione delle tre dimensioni spaziali „ 39. Raffigurazione
del processo di materializzazione secondo il Dr Pol Akoas . „ 40.
Due abitanti del pianeta Marte secondo disegni eseguiti dalla medium
signora Smead (Hvslop) „ 41. Strie a ghirigoro e campanule luminose
ottenute artificialmente in fotografia A. Addenda al Tomo I.
linea 12“ Il nome del sig' Brrisso, pittore, indicato nella Prefazione
(Abtcbo), si corregga in Alprkdo.H (dal tasso) 2* del
tutta del tutto 4“ Kuke Enke 26“ Deio
Delfo 10“ Acunta Arunt-a 11“
Estesionometria Estesiometria 7“ (dal basso) durante il “
trance ,, 3“ gli attacchi del ‘ trance,, 26“ il “
trance medianico Debbo avvertire che in quasi tutto il Tomo 1.
qui e in altri luoghi da pag. 245 a , non che in taluni del Tomo II, la parola
inglese “ trance „ appare mascolinizzata in italiano, sebbene originariamente
sia di genere femminile. Ciò e dipeso dall’aver voluto sottintendere Ogni volta
la frase ‘ lo stato medianico o mediumnico di trance , che, in verità, sarebbe
la più propria, essendoché la estasi o il rapimento = ingl. trance, é una
condizione psichica di origine varia (cfr. lo schema di pag. del Tomo 1). Nel resto del Tomo II ho però
lasciato il termine “ trance , al femminile. 25* Aggiungo altri
particolari sulle vicende coniugali di K. P. Il suo primo marito era Del Gaiz:
pereiù essa figura talvolta in certe opere straniere di psi- chismolp. es.in
Flammarion, ediz.amer.), col doppio cognome Paladino-Dei Gaiz. quasi
sconosciuto in Italia. Nel corso, essendo migliorata «lei din - bete. Eusapia è
passata in seconde nozze con un giovane venticinquenne, Fran¬ cesco Niola, la
cui famiglia la aveva assistita amorosamente durante la ma¬ lattia (Comunic.
del C" Bai;di di Vksme). in tuono di leggere linea
3“ crurale crurale 114 . penultima quando
quando , 18* DaORET Darokt (e così in altri
luoghi del¬ l’opera). 11 meno che Il merlo male che
263 . 13* Tav. 1, HI. IV. (dal Basso) Tsthai.i e Hasdo 1
STRATI e Hasdeu 288 , 4* (e. s.) Perelli Perett.i
314 . 19“ due primi tre primi 335 » 1* e 2*
mensche mai — men che mai — di uo figlio di suo figlio
. reminiscenze ri sorgenze dal
basso variazioni radiazioni nel titolo del §
Isperspazio Iperspazio 403 linea 26* ari stote
tico aristotelico . 26“-27* Forse qualche raro fenomeno
mettilo a- gnetico rì deve ancora attribuire alla mediumnitù
fìsica, in vista che la medium * Femme masquée » di Berlino
produr- rebbe incontestabilmente, a quanto pare, movimenti in
un ago calamitato per vera actio in distanti (C'fr. Winki.er,
Reform d. sogenn. Spiritismus, tre sorta quattro sorta Come
Corner Abdul-Humid Abdul-Iiamid. Not to be confused with Emilio
Morselli. Enrico Morselli. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Morselli.”
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