GRICE ITALO A-Z V VE
Luigi Speranza – GRICE ITAL!; ossia,
Grice e Vercellone: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale del
bello e l’estetico – la scuola di Torino – filosofia torinese – filosofia
piemontese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P.
Grice, The Swimming-Pool Library (Torino). Abstract: immaginare, immaginatum, immaginato. Filosofo
torinese. Filosofo piemontese. Filosofo italiano. Torino, Piemonte. Essential Italian
philosopher. Filosofo italiano. La sua filosofia si svolge inizialmente intorno
all’ermeneutica e il concetto di ‘classico’ – as in English ‘classy’, in Loeb’s
classy library --. Anche il nichilismo: la sua “Introduzione al nichilismo” edito
da Laterza. Continuando a muoversi
intorno al rapporto tra estetica ed ermeneutica, il suo percorso filosofico
verte in seguito su ambiti decisivi: il
rapporto tra temporalità storica e coscienza estetica, la dispersione dell'estetico;
il problema del ‘pulcer’ (‘il bello’) (“Oltre il bello” – Castiglioncello,
Bologna, Il Mulino); e il concetto di ‘immagine’. Soprattutto quest'ultima
linea occupa le sue ricerche orientate sull'idea di un radicamento estetico.
Insengna a Torino. Direttore del centro inter-universitario inter-dipartimentale
di ricerca sulla morfologia dell’Udine. Presidente dell’Associazione italiana
degli studiosi d’stetica. Vice-Presidente della Società italiana d’estetica. Collabora
con La Stampa. Altre saggi: “Identità dell' ‘antico’ – (drawing from the
antique”) – il concetto di ‘classico’” (Torino,
Rosenberg e Sellier); “Apparenza e interpretazione” (Milano, Guerini e
Associati); “Pervasività dell’arte: ermeneutica
ed estetizzazione” del mondo della vita” (Milano, Guerini); “Nature del tempo.
Novalis e la forma poetica del romanticismo tedesco” (Milano, Guerini); “Estetica”,
Bologna, Il Mulino); “Storia dell’estetica” (Bologna, Il Mulino); “Morfologie
del moderno” (Genova, Il Melangolo); “Lineamenti di storia dell’estetica. La
filosofia dell’arte” (Bologna, Il Mulino); “Pensare per immagini: tra scienza e
arte” (Milano, Mondadori); “Le ragioni della forma” (Milano-Udine, Mimesis); “Dopo
la morte dell'arte” (Bologna, Il Mulino); “Il futuro dell'immagine” (Bologna,
Il Mulino); “Simboli della fine” (Bologna,
Mulino); “Morte dell'arte e rinascita dell'immagine: saggi in onore di V.” (Roma,
Aracne); Perniola, “Estetica italiana” (Bompiani; D’Angelo); “L’estetica
italiana” (Laterza); Franzini, Immagini del moderno, in Bertinetto, Garelli,
Morte dell'arte e rinascita dell'immagine. Saggi in suo onore, Roma, Aracne. Vattimo, L'arte è morta, anzi no: è
"dopo", Repubblica, Bertinetto, Garelli, Morte dell'arte e rinascita
dell'immagine. Saggi in onore di V. Belpoliti, “Tra bello e brutto non c'è più
differenza” La Stampa, Bodei, “Là dove rinasce il bello” Il Sole 24 Ore, Bodei,
Salto nel vuoto dell'immagine, Il Sole 24 Ore, Mattazzi, Aprire lo sguardo.
Stili della visione in grado di agire sul reale, Il Manifesto; Vallora, Nelle
torri di Kiefer per trovare un senso in mezzo alle rovine, La Stampa, Università
degli Studi di Torino. La filologia, il tragico, lo spazio
letterario. Per una rilettura di Nietzsche, in «Rivista di estetica», Oriente e
ornamento nell'estetica di Hegel, in «Rivista di Estetica«, L'Oriente
romantico, in «Rivista di estetica», 1Scheda di "The British Journal of
Aesthetics", vol. 21, n.2, primavera 1981, in "Rivista di
Estetica", Scheda di "The British Journal of Aesthetics", vol. 21,
n.3, estate 1981, in "Rivista di Estetica", Scheda di "Revue
d'Esthétique", Musique présente, in "Rivista di Estetica", Scheda
di "The British Journal of Aesthetics", "Rivista di
Estetica", Scheda di "Revista de estética","Rivista di
Estetica", Dal simbolo alla scrittura. Friedrich Creuzer, in «Rivista di
estetica», La riappropriazione del senso e l'opacità della lettera. Modelli
della comprensione storica, in "Rivista di Estetica", Cura
della sezione dedicata a L'Ottocento di AA.VV., Il pensiero ermeneutico, Scheda
di "Revue d'Esthétique", n.8, 4, 1985, in "Rivista di
Estetica", Scheda di "Zeitschrift für Asthetik und allgemeine
Kunstwissenschaft "Rivista di Estetica",Scheda di "Revue
d'Esthétique", n. 12, 1986, in "Rivista di Estetica", Al di là
della lettera. Lo studio dell'antichità nel pensiero di Ast, in M. Ravera,
F. Vercellone, T. Griffero, Estetica ed ermeneutica, Palermo,
Aesthetica. 16) Scheda di "Zeitschrift für Asthetik und allgemeine
Kunstwissenschaft "Rivista di Estetica", Identità
dell'antico . L'idea del classico nella cultura tedesca del primo Ottocento,
Torino, Rosenberg. L'estetica moderna.
Percorsi bibliografici, in S. Givone, Storia dell'estetica, Roma- Bari,
Laterza. Per una storia del circolo ermeneutico in : AA. VV., Ciò che
l'autore non sa, Milano, Guerini. Apparenza e interpretazione, Milano,
Guerini. Con Gianni Carchia, Premessa a Romanticismo e poesia, in
"Rivista di Estetica", Scheda di "The Journal of Aesthetics and
Art Criticism", 'Rivista di Estetica", Sublime
e memoria. A partire dal giovane Nietzsche, in Dicibilità del sublime, a cura
di T. Kemeny e E. Cotta Ramusino, Udine, Campanotto. Pervasività
dell'arte, Milano, Guerini. Aparencia
y desencanto. Nihilismo y hermenéutica en la Frühromantik, in «Revista de
Occidente», Scheda di "The British Journal of Aesthetics, in
"Rivista di Estetica", rasa a della di resenca, Mila D, a Rimanik a
Niezsche, in Teatro Heidegger e Bäumler interpreti di Nietzsche, in
«Immediati dintorni». Introduzione al nichilismo, Roma-Bari, Laterza. Allegoria
del contesto. Note su ermeneutica e modernità, in Oltre la linea
dell'avanguardia, a cura di E. Calvi, Milano, Guerini. Forma
ed estetismo nella Torino di Gobetti e di Lionello Venturi, in Alberto
Sartoris. Novanta gioielli, a cura di A. Abriani e J. Gubler, Milano, Mazzotta.
L'utopia del visibile. Note sull'ermeneutica dell'immagine a
partire dalla 'Romantik', in «aut aut», Introduzione a W. H. Wackenroder,
Scritti di poesia e di estetica, Torino, Bollati Boringhieri. Anmerkungen
zur Romantik, Hermeneutik, Nihilismus, in H.M.Baumgartner und W. Jacobs (a cura
di) Philosophie der Subjektivität? Zur Bestimmung der neuzeitlichen
Philosophierens, Stuttgart, Fromman-Holzboog. Autocoscienza,
immaginazione e temporalità nelle Fichte-Studien di Novalis, in «Annuario
filosofico», Milano, Mursia. Estetica
ed ermeneutica nella filosofia italiana contemporanea, in L'estetica italiana
del '900, Napoli, Tempi Moderni. Recensione
a G. Moretti, L'estetica di Novalis, Torino, Rosenberg et Sellier, in «Itinerari», n.2. Voci:
«Nichilismo», «Jonas», «Koselleck», «K. Ph.Moritz», «Wackenroder» in
Enciclopedia Garzanti di Filosofia. Classicità fra natura e artificio. Goethe e
Nietzsche, in «Itinerari», 3 (ripubblicato poi in «Paradosso», cur. Givone, Sul pensiero simbolico). Modernità
e progetto; lezione tenuta nell'ambito del corso di perfezionamento in
Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura di Roma (prof.
F.Purini), in «Bolletino della Biblioteca del Dipartimento di Architettura di
analisi della città», La volontà e l'informe. In margine alla recente
riedizione della «Volontà di potenza», in «Iride», Prospettiva sull'Ofterdingen
di Novalis, in «Paradosso», n. 9. Recensione
a E. Calvi, Tempo e progetto, Milano, Guerini, 1991, in «Rivista di estetica»,
La questione della forma parte della voce Estetica, redatta in collaborazione
con M. Ferraris e Sergio Givone, in La filosofia, vol.III, diretta da P. Rossi,
Torino, Utet. Storicità e destino. A proposito del Nietzsche di Heidegger, in
«Iride», La temporalità del poetico in Goethe e Novalis in Atti del Convegno
dell'«Associazione Italiana Studi di Estetica», 1993, Milano, Luni. 17)
Depregia del sublime at onl sed e anore di Citici della Pri comanik.
Carchia e M. Ferraris, Milano, Cortina. 48) P. Szondi, Saggio sul
tragico, (a cura di F. Vercellone, trad. it. di G. Garelli), Torino,
Einaudi. Estetica, in collaborazione S. Givone e M. Ferraris, Milano, TEA
(riproduce n.44). Recensione a U. Perone, Nonostante il soggetto, Torino, Rosenberg
et Sellier, 1995, su «Iride», L'ermeneutica e l'autore, in Prima dell'autore.
Spettacolo cinematografico, testo, autorialità dalle origini agli anni Trenta,
Udine, Forum, Romanticismo e modernità, a cura di C. Cianc io e F.
Vercellone, Torino, Zamorani. L'altro
sublime: note sull'ontologia del primo romanticismo tedesco in Romanticismo e
modernità, cit. Recensione del vol. di
G. Carchia, Arte e bellezza. Saggio sull'estetica della pittura (Bologna, Il
Mulino), in «Iride», Note su caos e morfogenesi nel romanticismo tedesco, in Il
paesaggio dell'estetica, Torino, Trauben. M.
Frank, Individualità. Difesa della soggettività dai suoi detrattori, ediz. it.
a cura di F. Vercellone, Udine, Campanotto. Nature
del tempo. Novalis e la forma poetica del romanticismo tedesco, Milano, Guerini
et Associati. 58) Nichilismo e cristianesimo, intervista a mia cura di L.
Pareyson, comparsa originariamente su «L'Ora», Liberatevi da ogni colpa);
versione ampliata in «Annuario filosofico», Pareyson, Opere complete, Essere
Libertà Ambiguità, a cura di F. Tomatis, Milano, Mursia, Categorie
estetiche. in Estetica. Storia, categorie, bibliografia, a cura di S.
Givone, Firenze, La Nuova Italia. Einführung
zum Nihilismus, München, Fink (trad. ted. con lievi modifiche del vol. di cui a
29). L'Occidente della verità. Identità e destino della cultura
europea, a cura di C. Ciancio e F. Vercellone, Milano, Guerini. Arte e
bellezza (testo della conferenza tenuta a Jesi, presso il Palazzo dei Convegni
di Jesi nel ciclo L'estetica e i suoi luoghi a cura del Circolo Culturale
Jesino «Massimo Ferretti»), in AA.VV., L'estetica e i suoi luoghi, Jesi,
Arti Grafiche Jesine). Recensione a: Maria Moneti Codignola, Moralità e
soggetto in Hegel, Pisa, ETS, su «Iride») Estetica dell'Ottocento, Bologna, Il
Mulino (trad. portoghese: A estética do século X/X Editorial Estampa,
Lisbona, 2000; trad. spagnola: Estetica del siglo X/X, Madrid, Machados.,
Corpo, memoria, storia., in «Iride» nella rubrica «Libri in discussione», a
proposito del volume di D. Dietrich Harth, Das Gedächtnis der
Kulturwissenschaften, Dresden, Dresden Recensione al vol. di N. Humphrey, Una
storia della mente, trad. it. di B. Antonielli, Torino. Instar Libri, 1998 su
«Iride», Recensione a G. Carchia, L'estetica antica, Roma-Bari, Laterza, su
«Iride», Composizione dell'infinito: Goethe e Novalis, in «Annali
dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli-Sezione Germanica»,mMerce come
ornamento, in Le provocazioni dell'estetica. Dibattiti a Gargnano, Torino,
Trauben. L'eredità estetico-filosofica di Goethe, In Omaggio a Goethe.
Fotografie di Dario Lanzardo, Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali. L'artificio
della bellezza, in Arte, Natura, Storicità, Atti del Convegno Dipartimento di
Filosofia dell'Università della Calabria, a cura di R. Bufalo e P.
Colonnello, Napoli, Luciano (riproduce con alcune modifiche ...). Note
su Gadamer e la filosofia italiana, in «Iride» Trad. con Serenella lovino del
saggio di P. Maisak, Parole e immagini sono correlati che incessantemente si
ricercano, in J.W. Goehte, Immagini per la prospettata edizione italiana del
Viaggio in Italia, a cura di C. Diekamp, Torino, Museo Regionale di Scienze
Naturali. Archeologia della natura e teleologia dell'essere. Da Goethe a Klee,
in G. Cacciatore, P. Colonnello, D. Jervolino (a cura di), Ermeneutica,
fenomenologia, storia, Napoli, Liguori; trad. spagnola : Arquelogia de la
naturaleza y teleologia del ser: de Goethe a Klee, in «Círculo Hermenéutico»,
Revista del Seminario d'Estetica y Semiótica (S.E.Y.S.), n.1 75) P.
Szondi, Poetica e filosofia della storia, a cura di R. Gilodi e F.
Vercellone, Torino, Einaudi. Perché Il Laocoonte non grida? in «Quaderni
di Estetica e Critica», 6-2001, Estetiche della visione, Note
sull'immaginazione trascendentale nel primo Fichte, in «Annuario
filosofico» 17/2001, Mursia, Milano, Morfologie del moderno, Torino,
Trauben Storia dell'estetica moderna e contemporanea, insieme a A. Bertinetto e
G. Garelli, Bologna, Il Mulino. Bemerkungen
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Dialektik, hrsg. Von C. Helmer, C. Kranich, B. Rehme-Iffert, Tübingen,
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desiderio. Milano, Vita e Pensiero, Nietzsche e la Moderne. Dalla critica
al cristianesimo alla mitopoiesi religiosa, in : Nietzsche Illuminismo
Modernità, Firenze, Olscki . L'Ecole
de Turin. De L. Pareyson à G, Vattimo: entre existentialisme et herméneutique,
entretien avec Federico Vercellone in «Le Cercle Herméneutique», Dossier
central : Phénoménologie et existentialisme en Italie, a cura di F.
Leoni) L'artistico oltre l'estetico. Gadamer
e la crisi della coscienza estetica, in "Filosofia e Teologia", Da
Goethe a Nietzsche. Francesco Moiso tra morfologia ed ermeneutica, in
"Annuario filosofico Archäologie der Natur und Teleologie des Seins. Von Goethe zu Klee, in "Internationale
Jahrbuch für Hermeneutik", Band 3, Siebeck, Tübingen, Schönheit, Natur und
Kunst. Anmerkungen zur Vorgeschichte eines Problems, in "Thüringen.
Land der Residenz", Neu Entdeckt/Essays, Zweite Thüringer
Landesaustellung, Schloß Sonderhausen, Hrsg. von K. Scheurmann
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S. Bagnara / G. Crampton Smith, Ivrea, Interaction Design Institute Ivrea, and
Lawrence Erlbaum Associates, Publishers, Mahwah, New Jersey. London. Voci in “Enciclopedia Filosofica Bompiani”,
Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate, Milano, Bompiani:
"'Decadenza, filosofia della", Europa", Hölderlin Johann Cristoph Friedrich",
"Horen", "Novalis","Superuomo"; "Schamrsow,
August" cofirmata con : G.Bettini, "Taine, Hyppolite- Adolphe,
cofirmata con: G. Morra; Heidegger
e Bäumler interpreti di Nietzsche in: Metafisica e nichilismo: Löwith e
Heidegger interpreti di Nietzsche, a cura di Carlo Gentili, Werner Stegmaier,
Aldo Venturelli, Bologna, Pendragon, Questioni di morfologia. Dalla Klassik
all'espressionismo tedesco, in: Goethe e la pianta. Natura, scienza e arte, a
cura di Dietrich v. Engelhardt e Raimondo, in "Quaderni", del
Seminario di Storia della Scienze, Facoltà di Scienze -Università di
Salerno, Vattimo La filosofia come ontologia dell'attualità, Intervista
biografico-teorica a cura di L. Savarino e di F. Vercellone, in «Iride», Goethe
e la forma come struttura comunicativa, in : Johann Wolfgang Goethe.Der
Symbolische Mord. Der Mord der Kunst, des Menschen und Gottes Lübeck,
Schmidt Römhild, Atti del convegno omonimo a cura di D.v. Engelhardt;
Lübeck, Note su Dio, mondo e sapere nella Dialettica di Schleiermacher in
«Annuario Filosofico» Milano, Mursia; Borita, Mia 0, Mere da di a ora il
versole a cue: i Vercellone e A. Estetica tra morfologia ed ermeneutica.
Dalla Klassik all'espressionismo tedesco in: Soggettività ontologia linguaggio,
a cura di F. Mora e L. Ruggiu, Venezia, Cafoscarina, Forma
como comunicacion. Da Goethe a Carus, in
Goethe, Pajsajes, Madrid, Círculo de Bellas Artes. Mi
filosofia como ontologia de la actualidad, por Vattimo, (entrevista de Savarino
y V.), in : Gianni Vattimo. Hermeneusis e historicidad, fascicolo monografico
della rivista "Anthropos", di adio Cornale ondei dei Veria un Pere il
era Sei in onore Onl, iae libertà Scriti in onore di Claudio Ciancio, a
cura di U. Perone e F. Lineamenti
di storia dell'estetica: La filosofia dell'arte da Kant, insieme a Bertinetto e
Garelli. Conviene essere eguali a se stessi? Sulla teoria romantica dell'
autocoscienza, in «Multiverso. Pes o m d eco in Le de Fori, Primat
Trauben, Evoluzione e forma, a cura di G. Lacchin, Seregno (MI), Herrenhaus,
Arte e mondo dell'espressione. Da Goethe al Blaue Reiter, in "Bios e
Anthropos". Filosofia, biologia e antropologia, a cura di G.F. Frigo,
Milano, Guerini et Associati, Nitti, S. Morandini). Premessa a : F.
Schlegel, Sullo studio della poesia greca, a cura di G. Lacchin, Milano,
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interpretation. Pour une introduction a l'herméneutique, Villeneuve d'Ascq,
Presses Universitaires du Septentrion, Die Säkularisierung der Schönheit in der
deutschen Frühromantik in: S. Vietta, H. Uerlings, Ästhetik-Religion-
Säkularisierung I. Von der Renaissance zur Romantik, München, Fink, Ermeneutica
e nichilismo. Il "giovane" Nietzsche: un' occasione perduta per la
Nietzsche-Rezeption italiana? Chora, Concepts of
Morphology, edited by Breidbach e V., Milano, Mimesis. Il
corpo dell'opera, in : «Multiverso», n.07/08, numero monografico dedicato a «Il
corpo», Nota introduttiva a: Macor, Il giro fangoso dell'umana destinazione.
Schiller dall'illuminismo al criticismo, Pisa, ETS) Forma
come immagine. Da Goethe a Carus, in «Annuario filosofico», Milano, Mursia From
Negativity to the Event: Adorno "before" Heidegger, in : Das Daedalus
Prinzip Festschrift für Steffen Dietzsch, hrsg von L. Kais, Berlin, ParErga
Verlag (versione ridotta e rivista La
dialettica dell'arte. Adorno prima di Heidegger, in Heidgger trent' anni dopo,
a cura di C.Gentili, F. W. von Hermann, A. Venturelli, Il Melangolo (versione
ridotta e rivista La nuova mitologia romantica e il destino
"neopagano" della Modernità in: e Bulzoni. /Atti del Seminario
di Studi su "Il paganesimo nella letteratura dell'800" tenutosi
presso la "Fondazione Malatesta" Teoria del romanzo, a cura di L. A.
Macor e F. Vercellone, Milano-Udine, Mimesis. Il
tramonto del romanticismo nel Rinascimento. Intorno ai paradigmi estetici della
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«young» Nietzsche. A lost opportunity for the Italian Nietzsche-Rezeption? In «Estudios Nietzsche», Madrid, Editorial Trotta, Hermenéutica y nihilismo. El «joven» Nietzsche: una
ocasión pérdida para la Nietzsche-Rezeption italiana? In «Estudios Nietzsche»,
Madrid, Editorial Trotta, Dove va la bellezza? in: Riflessioni sulla
bellezza,s.l., Beiersdorf, La forme et la vie dans le platonisme allemand, in
Le platonisme romantique, sous la direction de P. Tortonese, Chambéry,
Université de Savoie, Atti del Convegno, Le platonisme romantique: poésie et
philosophie, Chambéry, Philosophy as Ontology of the Actuality. A
biographical-theoretical Interview with Gianni Vattimo edited by Luca Savarino
and Federico Vercellone in «Iris», versione ampliata Una logica abitabile, in: AA. VV., Les très belles heures
de F.D., Testi di L. Prando, R. Rosso, F. Vercellone, Fotografie di S.
Caleca. Goethe, Schelling e la malinconia della natura, Annuario
Filosofico, Milano, Mursia, La
forme et la vie dans le platonisme allemand, in Le Platonisme romantique, sous
la direction de P. Tortonese, Chambery, Université de Savoie, Peazal, Chateni
Lord fortn, ano Miners Bellezza e/o Novecento? In: «Nuova informazione
bibliografica», Ermeneutica e nichilismo. Il 'giovane' Nietzsche : un'occasione
perduta per la Netzsche- Retinato, Pa al raco oni miche 12, Cioani Fermei
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Milano, Bruno Mondadori), pi il mare con a (e a rina) di Ario Filosofico, Der
Tod Gottes und die Wiedergeburt des Symbolischen. Zu einer Mopho-logik
[versione abbreviata] in : Nichts, Negation Nihilismus, a cura di A. Bertinetto
e C. Binkelmann, Frankfurt a. M., Lang. Gestalt denken oder in
Gestalten denken? Zum Ansatz einer neuen Morphologie Le ragioni della
forma, Milano, Mimesis. di ta se, o, Ene enica e 4ologia, in
Annuario88-Nietzsche e l'immagine. Il mondo vero è diventato favola?Francesco
Cattaneo Premessa a : Arte e Terrore. In dialogo con Félix Duque, in
"Tropos". Dall' ermeneutica alla
morfologia in La questione del dire.Saggi di ermeneutica per Graziano Ripanti,
a cura di M. Bozzetti, (versione rivista e ampliata Mimesis, Menas atejus jo
pabaigai. Pastabos apie meno mirti siandien (Art
after Its End: Notes on the "Death of Art" Today, in "Religija
ir Kultura", Der Untergang der Romantik in der Renaissance, in Maio, Macht
und Ohnmacht des Wortes. Ethische Grundfragen einer
personalen Medizin, Göttingen, Wallstein, ntroduzione a Ontologia
dell'immagine, con di Ciancio, Cantillo, Trione. Nietzsche y la imagen. ¿El mundo verdadero se ha
convertido en una fábula? In «Estudios Nietzsche»,
L'estetica di Luigi Pareyson come ermeneutica dell'arte, in «Annuario
Filosofico», I o5-413 tr della belles, in Sudi d erietica 46, "Gete,
Su enerthe marima di ) ion Sardi
(rietino) Di Sedi laso 2, evione
monografica di del resataio di e aria c.09, e de pensi, Hacia
la morfo-logia in : " Escritura e Imagen", ripreso anche in 150) L'Estetica
di Luigi Pareyson come ermeneutica dell'arte., in "Annuario Fi o,
espressione, in : La vergogna/The shame, Milano/Udine, Mimesis, Dopo
la morte dell'arte, Bologna, Il Mulino Recensione
a S. Poggi, L'io dei filosofi e l'io dei narratori. Da Goethe a Proust, Milano,
Cortina, "Iride" Mas allá de la bellezza, Madrid, Biblioteca Nueva,
Perché la cornice è un modello razionale? In "Multiverso, Due
secoli di "morte dell'arte", in Sotto la superficie visibile. Scritti
in onore di Franco Bernabei,a cura di M.Nezzo e G. Tomasella, Padova?, Canova,
L'esperienza dell'arte di Massimo Poldelmengo, in Poldelmengo l'opera del
prima, a cura di S. Chiarandini, Udine, Venti d'Arte, (con traduzione inglese e
tedesca sino a Dalla contemplazione all'interattività. Modificazioni
dell'esperienza estetica dopo la morte dell'arte, «Anterem. Rivista di ricerca
letteraria» After Art: Notes on the Death of Art Today, in M.F. Molder, D.
Soerio e Nuno Fonseca (a cura di), Morphology: Questions on Method and
Language, Peter Lang, Bern, Le ragioni dell'immagine. Considerazioni
sull'interattività, in Angelo, Franzini, Lombardo e Tedesco, Costellazioni
estetiche. Dalla storia alla neoestetica. Studi in onore di Luigi Russo,
Guerini, Milano, La mort de l'art après Hegel, «Klesis» Tecnologia e
classicismo in : Parole chiave nel percorso di Frigo a cur. Valle, Pretis,
Grigenti, L.Illettterati, Pasdova, Padova University Press, pp. A Disenchanted
Reenchantment. Hermeneutics and Morphology, in E. Ficara (a cura di),
Contradictions: Logic, History, Actuality, De Gruyter, Berlin, cidate leia la
cilica opo la More deficie, spasi fisicre di Gian Franco Frigo. (versione
rivista e abbreviata La peste come metafora del mondo, «Iride. Filosofia e
discussione pubblica» der Prescione, Milal, Malisia, talk I Fi orali, a cura di
G. Gareli c La finzione necessaria. La fine dell'arte e la nascita
dell'estetica, in "Tropos. Rivista di ermeneutica e critica
filosofica" Breidbach-F. Vercellone,
Thinking and Imagination. Between Science and Art, transl. Kaiser, (thinking
European Worlds), Aurora, Colorado, Davies, trad. Di L'educazione
estetica nella civiltà dell'immagine. Ipotesi sul futuro prossimo, in «Annuario
Filosofico», Milano, Mursia, Note
sul destino artistico della tenologia, in : Confini dell'estetica. Studi in
onore di Salizzoni, a cura di Antonelli e Martinengo, volume edito in collana
Tropos Orizzonti - opere collettanee 7, Aracne Editrice Roma Il nichilismo e le
nuove forme dell'immaginario tardo-moderno, in Aut Aut, Il Saggiatore, Milano, Nihilism
and the New Forms of Late-Modern Imaginery, in Listening to Art, ed. Givone and
Magherini, Firenze, Nicomp Bredekamp, Immagini che ci guardano Teoria dell'atto
iconico, a cura V., Milano, Cortina, Immagini
immaginanti, Introduzione all'edizione italiana) Modificazioni dell'infinito,
in Collezioni, a cura di D. Eccher, vol quarto, Allestimento Torino, Allemandi,
L'immagine senza logos. All'alba dell'estetica in «ISLL Papers»,
Dossier, La vita nelle forme. Il diritto e le altre arti. Atti del VI Convegno
Nazionale ISLL, Urbino a cura di L. Alfieri e P. Mittica, Cascia see cia, Me
eliana, Festschift in onore di Massimo 1ctitenet d mott, a i di A,
Matheng, Rom, Apere Modificazioni
dell'esperienza estetica tardo-moderna Abitare Possibile. Estetica,
architettura, new media, Milano, Mondadori. The
lost Experience of Art, in «Cosmo», Art and aesthetic experience, InSpe iosotto
Nuneto - F StA I, Spaio Fisoridlco. regolazians socie, Miens il no 201n
Romanticism, in Teoria e Critica ella 3orelone Mence, Tit SEN rad K
Veves. F. tamell, F. Das
Ende der Kunst und die Geburt der Ästhetik Nemo contra deum nisi deus ipse. Il
nichilismo dell'apparenza e il re- Ricensament onicanidate su. X, o losofico»
Vichlismo e moderità. Concepts
of Morphology, edited by O. Breidbach et F. Vercellone, rist. rivista di 122),
Milano-Udine, Mimesis International- Chaos and Morphogenesis in German
Romanticism, in Visiocrazia. Immagine e forma della legge/ Visiocracy. Image
and Form of Law, Milano-Udine, Mimesis, trad. Inglese con lievi modifiche pe
estelica Rico do riach, in «Anuario, Misil osare in eie ne ritrea prima pal do
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a A. Vianello, Sapere e fede. Un confronto credibile, Udine, Forum, Identità a
venire nello specchio del Grand Tour, in «nuova informazione bibliografica», Braco
Dimitrijevic. La storia oltre la storia, in Braco Dimitrijevic, a cura di D.
Eccher, L'universalità dell'ermeneutica
nel tempo dell' "immagine del mondo". Note e riflessioni, in «Lo
sguardo». Rivista di filosofia. Herméneutique et interculturalité, a cura di
C.Berner, C.Canullo, J.-J. Wunenburger,
LoSguardo While Love is not a Feeling, in Love. Contemporary Art meets
Amour, edited by Eccher, Milano, Skira, Nuovo romanticismo: la civiltà
dell'immagine, in G. Lingua e Sergio Racca (a cura di), La cornice simbolica
del legame sociale. Prospettive sugli immaginari contemporanei, Mimesis,
Milano, Francesca Iannelli, Gianluca Garelli, Federico Vercellone, Klaus Vieweg
(a cura di), Fine o nuovo inizio dell'arte. Estetiche della crisi da Hegel al
pictorial turn, ETS, Pisa, La fine
dell'arte e la nascita dell'estetica, in lannelli, G. Garelli, F. Vercellone,
K. Vieweg, Oltre la leggenda della fine dell'arte, El nihilismo y las nuevas
formas de la imagen tardomoderna, in «Bajo Palabra. Revista de Filosofia, La
morte dell'arte dopo Hegel, in Gabilondo, Méndez, Ramos, Tudela, Lozano (cur.),
La herida del concepto, UAM, Madrid, Preface,
in C. Concilio, M. Festa (a cura di), Word and Image in Literature and Visual
Arts, Mimesis, Milano,Bertram, L’ARTE COME PRASSI UMANA: un'estetica, edizione
italiana, cur. V., Cortina, Milano, Introduzione
Il futuro dell'immagine, il Mulino, Bologna, Fantasmi,
fantasmagorie, agnizioni, in D. Eccher (a cura di), Boltanski: Anime, di luogo
in luogo, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, Trad. ingl., Ghosts,
Phantasmagorias, Agnitions, in D. Eccher (ed.), Boltanski: Souls, from Place to
Place, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, Nuovo romanticismo? La civiltà
dell'immagine, in «Teologia», Beyond
Beauty, New York, SUNY, tIl
lusso come problema filosofico, in «Iride», Cura del numero monografico di
«Azafea», La Nueva Morfologia, Perspectives
On A New Morphology, Kiefer e I Sette Palazzi Celesti. Ovvero l'inizio come la
fine e l'inverso, in «Bollettino filosofico», Pareyson, Suny Press, Albany
Simboli della fine, Bologna, il Mulino, con esteria Maria e ilesia di) Champo
delo, logaica, Palarono, Palermo, Libri in discussione: Vita quotidiana
di Enrica Lisciani-Petrini (con M. Garda e S. Forti), in Iride -
Filosofia e Discussione Pubblica, Dream, Geist. Strategie del Regno, in Dream -
L'arte incontra i sogni - catalogo. Skira, Roma, In uscita o da
verificare: en el siglo XIX Universidad Internacional Menéndez
Pelayo; traduzi lituana in corso; L'educazione estetica nella civiltà
dell'immagine. Ipotesi sul futuro prossimo in versione spagnola negli Atti del
con vegno Schiller a Madrid La morfologia oltre l'estetica. Ricordo di
Olaf Breidbach, trad. tedesca in Atti del convegno «Anschauen, Ordnen, Deuten,
Wissen». Gedächtnissymposium zur Erinnerung von Olaf Breidbach, Jena. Prof.
Federico Vercellone Curriculum
scientifico e didattico ed elenco delle pubblicazioni scientifiche. Dopo essersi laureato in
Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino
con una tesi su Filologia, storia e tragedia in Nietzsche, approvata con il
punteggio di 110/110 e lode e condotta sotto la guida di VATTIMO (vedasi), si è
concentrato sui problemi concernenti l'ermeneutica dell'antico nel primo
romanticismo tedesco. Ha avuto modo di
sviluppare i temi cui sopra si riferivo nell'ambito del dottorato di ricerca quadriennale in Filosofia
(Estetica), al quale accede. Nel quadro del Dottorato di Ricerca svolge una
tesi su L'identità dell'antico, concernente
l'ermeneutica filologica e il configurarsi dell'idea del classico
nell'ambito della cultura tedesca, che è stata approvata. Questo lavoro è poi
stato pubblicato dall'editore Rosenberg di Torino. Ha inoltre dedicato vari
saggi al nesso estetica/ermeneutica, poi raccolti nel volume Apparenza e
interpretazione -- (Milano, Guerini --,
e al problema dell'estetizzazione del mondo
della vita che ho riunito nel volume Pervasività dell'arte -- Ivi. Nel
primo di questi volumi si sono soffermato su vari momenti dell'ermeneutica a partire dal romanticismo tedesco per venire a Dilthey e
al pensiero contemporaneo, in
particolare a Ricoeur e a Gadamer, mentre
nel secondo tenta di delineare il sorgere della questione dell'estetizzazione della Lebenswelt a
partire dalla Frühromantik e dal primo
Nietzsche. Pubblica presso l'editore Laterza un volume monografico di Introduzione al nichilismo,
ove si considera l'articolazione storica
dei "nichilismi" a partire dal
romanticismo tedesco, per venire al populismo russo e poi a Turgenev e a Dostoevskij, e quindi a
Nietzsche, alla filosofia del Novecento,
alla teologia e alle avanguardie artistiche. Di questo volume è comparsa la traduzione tedesca
presso l'editore Fink. Le sue ricerche
sono quindi nuovamente tornate a quello
che era il suo ambito originario, e cioè la Frühromantik e il primo idealismo tedesco. Esse hanno
riguardato in particolare il rapporto tra temporalità storica e temporalità
della coscienza nelle estetiche e nelle poetiche della Goethe-zeit, con
particolare attenzione nei confronti del
problema dell'immaginazione – cf. H. P. Grice, “I can imagine a fork as a
flower”. Fra i lavori svolti in questo
quadro desidero principalmente ricordare
il volume Nature del tempo. Novalis e la forma poetica del romanticismo tedesco -- Milano, Guerini.
Desidero inoltre menzionare, tra le sue pubblicazioni, il lessico Categorie
estetiche nel volume Estetica. Storia,
categorie, bibliografia, a cura di
Givone (Firenze, La Nuova Italia, 1998).
Ho inoltre pubblicato, nel 1999,il volume Estetica dell'Ottocento affidatomi
dall'editore Il Mulino nell' ambito
della collana «Lessico dell'estetica», diretta dal Prof. Remo
Bodei, che si propone una ricostruzione
della vicenda della filosofia dell'arte
nel diciannovesimo secolo a partire da Schelling e Hegel per venire sino al positivismo e al
formalismo. Di questo volume è comparsa
nel 2000 la traduzione portoghese presso
l’Editorial Estampa mentre quella
spagnola è comparsa nel 2004 presso
l’Editorial Machado. Nel 2002 ho pubblicato presso l’editore Trauben una raccolta di saggi
risalenti all’ultimo decennio dedicati
all’ermeneutica dell’immagine (e, in
particolare, al nesso ermeneutica-morfologia a partire dall’età di Goethe)
dal titolo Morfologie del moderno; una nuova edizione, riveduta e ampliata di questo volume è stata
pubblicata nel 2006 presso l’editore Il
Melangolo. Ho portato a termine,
per l'editore il Mulino, in
collaborazione con Alessandro Bertinetto e
Gianluca Garelli una Storia dell’estetica moderna e contemporanea che è stata pubblicata. Ho
sviluppato una ricerca sul nesso
«Bellezza e Novecento» che prevede un
percorso in alcuni motivi fondamentali della
filosofia e della poetiche novecentesche orientato a mostrare come la crisi della bellezza nel ventesimo
secolo si riferisca a una crisi più
profonda, intrinseca all’idea stessa di bello artistico dietro la quale si affaccia l’ideale antico
della bellezza nella sua qualità
metafisica, intesa cioè come misura cosmica. Il volume che contempla gli sviluppi di questa indagine
s’ intitola Oltre la bellezza ed è
comparso presso l’editore Il Mulino nell’ottobre 2
3 2008. Questo libro ha ricevuto
il Premio Filosofico Castiglioncello
2009. E’comparso nell’autunno 2010
presso l’editore Bruno Mondadori il
volume a quattro mani: O. Bredibach/F.Vercellone Pensare per immagini, concernente la
possibilità e l’idea di una nuova
morfologia. Il libro è in corso di
traduzione presso Davies Group. Una
versione ampliata di questo volume è
ora comparsa in tedesco presso l’editore
Fink con il titolo Anschauung
Denken. Per quanto concerne il mio
percorso didattico e accademico vorrei
ricordare che nel corso dell'a.a. 1989/90 ho prestato servizio in qualità di professore a contratto
(ex art. 25) presso la Facoltà di
Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste tenendo, nell'ambito dell'insegnamento di Estetica, un
corso su Il problema del mito nella
Frühromantik. Nei mesi di giugno e di
luglio del 1989 ho fruito di una borsa di studio di tipo B del DAAD presso l'Università di Heidelberg. Sono
stato poi ricercatore, per il gruppo
n.52, (Storia della Filosofia) presso
la Facoltà di Lingue e Letterature
straniere dell'Università della
Tuscia dal 20.12.1990 sino al
30.10.1992, e sono stato in servizio
presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Udine in qualità di di professore associato
(1.11.1992 30.10.2000) e poi di professore straordinario e poi di professore
ordinario. Dal 1.11.2008 sono professore ordinario di Estetica presso la Facoltà di Lingue e
Letterature straniere dell’Università di
Torino. Negli anni accademici 1992-1993 e 1993-1994 il mio insegnamento presso la Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università di Udine è
stato «Sociologia dell'arte». Da
questo insegnamento mi sono poi
trasferito, a partire dall'1.11.1994, a
quello di Estetica nel frattempo resosi vacante. Negli anni accademici 2005-2006, 2006-2007 ho tenuto
anche, presso l’Università di Udine,
l’insegnamento di Filosofia teoretica
nell’ambito del Corso di Laurea
in “ Filosofia e teoria delle forme”. Dal 1 ottobre 2003 all’ottobre 2006 sono
stato Direttore del Dipartimento di
Filosofia dell’Università di Udine. Dal 2005 al
2008 sono stato membro del Senato Accademico 3
4 dell’Università di Udine quale
rappresentante dell’area 10 (Scienze
storiche e filosofiche). A partire dal
maggio '94 e sino all'ottobre del 1995, (con
l'interruzione dei mesi di marzo, aprile, maggio '95) ho fruito di una borsa di studio della «Alexander von
Humboldt-Stiftung» presso il
«Philosophisches Seminar» dell'Università di Tübingen dove ho svolto, sotto la guida del Prof.
Manfred Frank, ricerche sul romanticismo
tedesco e il concetto di Moderne
estetica che hanno messo capo al
volume Nature del tempo sopra citato.
Ho poi ottenuto un nuovo periodo di
ricerca in Germania – sostenuto dalla
Alexander von Humboldt-Stiftung, presso l’
“Haeckel-Haus-Jena” diretto dal Prof. Olaf Breidbach per i mesi di gennaio e giugno 2009 e di febbraio 2010
per consentire la stesura di Pensare per
immagini. Sono stato Professeur invité
presso l’Ecole d’Hautes Etudes ein
Sciences Sociales di Parigi nel 2012.
Desidero inoltre ricordare che ho collaborato all'organizzazione di vari convegni internazionali, fra i quali
Romanticismo e modernità (organizzato in collaborazione dal
«Goethe-Institut Turin» e dai Dipartimenti di filosofia delle Università di
Milano, Torino e Udine) nel maggio 1995,
e poi quello su L'Occidente della
verità, svoltosi nel maggio del 1997 (con la collaborazione della
«Fondazione Agnelli», del «Goethe-Institut-Turin» e dei Dipartimenti di filosofia delle Università di
Milano, Torino e Udine); per rammentare
poi ancora quelli su Nietzsche e Dostoevskij. Origini del nichilismo, svoltosi
a Torino il 3-4-5 giugno 1999 (organizzato in collaborazione
dal «Goethe-Institut Turin», dai Dipartimenti di filosofia delle Università di
Milano, Torino e Udine e dal Centro
Studi Filosofico-religiosi Luigi
Pareyson), su Modernità e soggetto, esito di una collaborazione dei
Dipartimenti di Filosofia delle Università di Padova e Udine e svoltosi presso le due sedi tra il 29
novembre e il 1 dicembre 2001. Nel
febbraio 2005 ho organizzato a Udine un convegno internazionale dedicato a Athanasius Kircher
e l’idea di scienza universale . Ho avviato da tempo una collaborazione con lo
«Ernst-Haeckel Haus» dell’Università di Jena nelle persona del Prof. Olaf Breidbach in vista di progetti scientifici
comuni e seminari concernenti in
particolare a temi di rilievo per il nesso arte scienza. Ho creato un centro di
ricerca interdipartimentale 4 5
dedicato alla morfologia (CIRM) che ha sede presso l’Università di Udine e del quale sono Vice -Direttore
dopo esserne stato Direttore sino
all’ottobre 2009. E’ un centro che può contare su molteplici collaborazioni con sedi
universitarie nazionali e internazionali
e, fra l’altro, su di un’attività di intensa
collaborazione a livello nazionale e internazionale fra gli altri con l’Università Federico II di Napoli, il
Sum, le università di Bologna, Milano
Statale, Firenze, Padova, Piemonte Orientale,
Torino, oltre a Jena, Lisbona, Madrid (Autonoma) , Parigi (Ėcole des hautes études en sciences sociales),
Stony Brook (New York), Chapel Hill e
altre ancora. Fra le attività del Centro
ci si limita qui a indicare il convegno
internazionale “Teoria del romanzo” tenutosi a Udine il 28 e 29 settembre 2007. Il CIRM ha contribuito
all’organizzazione del convegno
internazionale “Ontologia dell’immagine” tenutosi a Napoli. E’ stato fondato presso l’Università di Torino il Centro Interuniversitario di
Morfologia che ci sostituirà al Centro
Interdipartimentale di Udine Il 24
luglio 2014 sono stato Presidente della Commissione per l’esame finale di Dottorato di Ricerca presso
l’Unviersità di Oviedo per valutare la
tesi della candidata Dott.ssa Cristina
Morales, La Filosofia Estética de Croce.
Sono membro del Comitato Scientifico delle riviste “Azafea”, “Cosmo”, “Estetica” , “Iride”, “Lebenswelt”,
“Parol”, Phantasia“Tropos, della
redazione di “Filosofia e Teologia” , del
Wissenschaftlicher Beirat della collana
Wissenschaftskultur um
Neunzehnten Jahrhundert, edita dall’editore Franz Steiner, del comitato scientifico della collana CrossRoads
(Edizioni Nuova Cultura) del Comitato
Scientifico della collana “Filosofia Morale”
edita dalla Claudiana. Sono membro della redazione di “Filosofia e teologia” edita presso le Edizione
Scientifiche Italiane. Sono
vice-presidente del «Centro Studi
Arti della Modernità che ha sede presso
l’Università di Torino. Dirigo, insieme
al Prof. Dr. Olaf Breidbach, la collana “Morphé” del Centro Interuniversitario di Morfologia
“F. Moiso” edita dall’editore Mimesis e
sono membro del Comitato Scientifico di
varie altre collane. Sono membro
della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli”.
5 6 Dopo essere stato Presidente dell’AISE
(Associazione Italiana degli Studiosi di
Estetica) a partire dal 2008 sino al 2011 e, a
seguito della fusione di questa società con la Sie (Societa
Italiana di Estetica), sono divenuto
Vice-Presidente della SIE. Collaboro
alla pagine culturali de “La Stampa”.
Pubblicazioni scientifiche: 1982) 1) La filologia, il tragico, lo spazio
letterario. Per una rilettura del
giovane Nietzsche, in «Rivista di estetica», 11, 1982, anno XXII,
pp. 40-63. 2) Oriente e ornamento nell'estetica di
Hegel, in «Rivista di Estetica«, 12,
1982, anno XXII, pp. 83-90. 1984) 3) L'Oriente romantico, in «Rivista di
estetica», 16, 1984, anno XXIV, pp.
92-99, 1984, anno XXV, pp. 83-92. 4)
Scheda di “The British Journal of Aesthetics”, vol. 21, n.2, primavera 1981, in “Rivista di Estetica”, 16,
1984, anno XXIV, pp. 152-153. 5) Scheda di “The British Journal of
Aesthetics”, vol. 21, n.3, estate 1981,
in “Rivista di Estetica”, 16, 1984, anno XXIV, pp. 153-154. 6) Scheda di “Revue d’Esthétique”, n.1, 4,
1982, Musique présente, in “Rivista di
Estetica”, 18, 1984, anno XXIV, pp. 176-178.
7) Scheda di “The British Journal of Aesthetics”, vol. 21, n.4, autunno 1981, in “Rivista di Estetica”, 18,
1984, anno XXIV, pp. 181-182. 8) Scheda di “Revista de estética”, 1/1983,
in “Rivista di Estetica”, 18, 1984, anno
XXIV, pp. 181-182. 1985) 9) Dal simbolo alla scrittura. Friedrich
Creuzer, in «Rivista di estetica», 17, 1984, anno XXV, pp. 83-92. 10) La riappropriazione del senso e l’opacità
della lettera. Modelli della
comprensione storica, in “Rivista di Estetica”, 19, 20 1985, anno XXVI, pp. 79-92. 1986)
6 7 11) Cura della sezione dedicata a
L'Ottocento di AA.VV., Il pensiero ermeneutico, Genova, Marietti. 12) Scheda di “Revue d’Esthétique”, n.8, 4,
1985, in “Rivista di Estetica”, 23,
1986, anno XXVI, pp. 146-148. 13)
Scheda di “Zeitschrift für .Asthetik und allgemeine Kunstwissenschaft Bd. XXX/I 1985, in “Rivista
di Estetica”, 24, 1986, anno XXVI, pp.
146-148. 14) Scheda di “Revue
d’Esthétique”, n.12, 1986, in “Rivista di
Estetica”, 30, 1988, anno XXVIII, pp. 146-148. 1987)
15) Al di là della lettera. Lo studio dell'antichità nel pensiero
di Ast,
in M. Ravera, F. Vercellone, T. Griffero, Estetica ed
ermeneutica, Palermo, Aesthetica.
16) Scheda di “Zeitschrift für .Asthetik und allgemeine Kunstwissenschaft Bd. XXX/I 1985, in “Rivista
di Estetica”, 25, 1987, anno XXVI, pp.
146-148. 1988) 17) Identità dell'antico. L'idea del classico
nella cultura tedesca del primo
Ottocento, Torino, Rosenberg. 18)
L'estetica moderna. Percorsi bibliografici, in S. Givone, Storia dell'estetica, Roma-Bari, Laterza. 19) Per una storia del circolo ermeneutico in
: AA. VV., Ciò che l’autore non sa,
Milano, Guerini. 1989) 20) Apparenza e interpretazione, Milano,
Guerini. 21) Con Gianni Carchia,
Premessa a Romanticismo e poesia, in
“Rivista di Estetica”, 31, 1989, anno XXVIII, pp. 3-4. 22)
Scheda di “The Journal of Aesthetics and Art Criticism”, vol. XLIV, 4, estate 1986, in
“Rivista di Estetica”, 31, 1989, anno XXVIII,
pp. 3-4. 1990) 23) Sublime e memoria. A partire dal giovane
Nietzsche, in Dicibilità del sublime, a cura di T. Kemeny e E. Cotta Ramusino, Udine, Campanotto. 7
8 24) Pervasività dell'arte,
Milano, Guerini. 25) Aparencia y
desencanto. Nihilismo y hermenéutica en la
Frühromantik, in «Revista de Occidente», n.106, marzo 1990. Trad. spagnola del II cap. di 24), con alcune
modifiche. 26) Scheda di “The British
Journal of Aesthetics”, vol. 27,
n.1,inverno 1987, in “Rivista di Estetica”, 36, 1990, anno XXX, pp. 181-182.
1991) 27) La scena della
rappresentazione. Dalla Romantik a Nietzsche, in Teatro e letteratura, a cura di I. Romeo, Milano, Guerini. 28) Heidegger e Bäumler interpreti di
Nietzsche, in «Immediati dintorni». 1992)
29) Introduzione al nichilismo, Roma-Bari, Laterza. 30) Allegoria del contesto. Note su
ermeneutica e modernità, in Oltre la linea dell''avanguardia, a cura di
E. Calvi, Milano, Guerini. 31) Forma ed
estetismo nella Torino di Gobetti e di Lionello
Venturi, in Alberto Sartoris. Novanta gioielli, a cura di A. Abriani
e J. Gubler, Milano, Mazzotta. 32) L'utopia del visibile. Note
sull'ermeneutica dell'immagine a partire
dalla 'Romantik', in «aut aut», 248.
1993) 33) Introduzione a W. H. Wackenroder, Scritti di poesia e
di estetica, Torino, Bollati Boringhieri. 34) Anmerkungen zur Romantik, Hermeneutik,
Nihilismus, in H.M.Baumgartner und W. Jacobs (a cura di)
Philosophie der Subjektivität? Zur
Bestimmung der neuzeitlichen Philosophierens,
Stuttgart, Fromman-Holzboog. 35)
Autocoscienza, immaginazione e temporalità nelle Fichte Studien di Novalis, in «Annuario filosofico» , 9, 1993,
Milano, Mursia. 36) Estetica ed ermeneutica nella filosofia
italiana contemporanea, in AA.VV. L'estetica italiana del '900, Napoli, Tempi Moderni. 37) Recensione a G. Moretti, L'estetica di
Novalis, Torino, Rosenberg &
Sellier, 1991 in «Itinerari», n.2.
8 9 38) Voci: «Nichilismo», «Jonas», «Koselleck»,
«K. Ph.Moritz», «Wackenroder» in
Enciclopedia Garzanti di Filosofia.
1994) 39) Classicità fra natura
e artificio. Goethe e Nietzsche, in
«Itinerari», 3 (ripubblicato poi in «Paradosso», I, 1997, a cura di
S. Givone,Sul pensiero simbolico).
40) Modernità e progetto; lezione tenuta nell'ambito del corso di perfezionamento in Progettazione
Architettonica della Facoltà di Architettura
di Roma (prof. F.Purini), in «Bolletino della
Biblioteca del Dipartimento di Architettura di analisi della città», maggio 1994. 41) La volontà e l'informe. In margine alla
recente riedizione della «Volontà di
potenza», in «Iride», anno VII,
n.11. 42) Prospettiva sull'Ofterdingen di Novalis, in
«Paradosso», n. 9. 43) Recensione a E.Calvi, Tempo e progetto,
Milano, Guerini, 1991, in «Rivista di estetica», 43, n.2, 1994. 1995)
44) La questione della forma
parte della voce Estetica,
redatta in collaborazione con M.
Ferraris e Sergio Givone, in La filosofia,
vol.III, diretta da P. Rossi, Torino, Utet . 45) Storicità e destino. A proposito del
Nietzsche di Heidegger, in «Iride», La
temporalità del poetico in Goethe e Novalis
in Atti del Convegno
dell'«Associazione Italiana Studi di Estetica», 1993, Milano, Luni.
47) Ontologia del sublime? Note sull'essere e la forma poetica della
Frühromantik in Interpretazione
ed emancipazione. Studi in onore di
Gianni Vattimo , a cura di G. Carchia e M. Ferraris, Milano, Cortina. 48) P. Szondi, Saggio sul tragico, (a cura
di F. Vercellone, trad. it. di G.
Garelli), Torino, Einaudi. 49) Estetica,
in collaborazione S. Givone e M.
Ferraris, Milano, TEA (riproduce
n.44). 50) Recensione a U. Perone, Nonostante il soggetto,
Torino, Rosenberg & Sellier, 1995,
su «Iride», 18, 1996. 9 10
1997) 51) L'ermeneutica e
l'autore, in Prima dell'autore. Spettacolo
cinematografico, testo, autorialità dalle origini agli anni Trenta, Udine, Forum, 1997. 52) Romanticismo e modernità, a cura di C.
Ciancio e F. Vercellone, Torino,
Zamorani. 53) L'altro sublime: note
sull'ontologia del primo romanticismo
tedesco in Romanticismo e
modernità, cit. 54) Recensione del vol.
di G. Carchia, Arte e bellezza. Saggio
sull'estetica della pittura (Bologna, Il Mulino, 1995), in «Iride», gennaio-aprile 1997. 55) Note su caos e morfogenesi nel
romanticismo tedesco, in AA.VV., Il
paesaggio dell'estetica, Torino, Trauben.
1998) 56) M. Frank,
Individualità. Difesa della soggettività dai suoi detrattori,
ediz. it. a cura di F. Vercellone, Udine, Campanotto. 57) Nature del tempo. Novalis e la forma
poetica del romanticismo tedesco,
Milano, Guerini & Associati. 58)
Nichilismo e cristianesimo, intervista a mia cura di L. Pareyson, comparsa originariamente su
«L'Ora», 16.10.1987 , (con il titolo
Liberatevi da ogni colpa); versione ampliata in
«Annuario filosofico», 7, 1991, pp.31-34 ripresa ora in L. Pareyson, Opere complete, Essere Libertà
Ambiguità, a cura di F. Tomatis, Milano,
Mursia, 1998. 59) Categorie estetiche.
in Estetica. Storia, categorie, bibliografia,
a cura di S. Givone, Firenze, La Nuova Italia.
60) Einführung zum Nihilismus, München, Fink (trad. ted. con lievi modifiche del vol. di cui a 29). 61) L'Occidente della verità. Identità e
destino della cultura europea, a cura di
C. Ciancio e F. Vercellone, Milano, Guerini.
62) Arte e bellezza (testo della conferenza tenuta a Jesi, il
20.1.1998, presso il Palazzo dei Convegni di Jesi nel ciclo L'estetica e i suoi luoghi a cura del Circolo Culturale Jesino «Massimo Ferretti»), in AA.VV., L'estetica e i suoi luoghi, Jesi, Arti Grafiche Jesine). 63) Recensione a: Maria Moneti
Codignola, Moralità e soggetto in Hegel, Pisa, ETS, 1996, su «Iride», 25, dicembre 1998. 1999)
10 11 64) Estetica dell'Ottocento, Bologna, Il
Mulino (trad. portoghese: A estética do século XIX Editorial Estampa, Lisbona, 2000; trad. spagnola: Estetica del siglo XIX, Madrid,
Machados., 2004. 65) Corpo, memoria,
storia., in «Iride» nella rubrica «Libri in
discussione», a proposito del volume di D. Dietrich Harth, Das Gedächtnis der Kulturwissenschaften, Dresden,
Dresden University Press, 1998. 66) Recensione al vol. di N. Humphrey, Una
storia della mente, trad. it. di B.
Antonielli, Torino, Instar Libri, 1998 su «Iride», 28, dicembre 1999. 67) Recensione a G. Carchia, L'estetica
antica, Roma-Bari, Laterza, 1999, su
«Iride», 28, dicembre1999. 68) Composizione dell’infinito: Goethe e
Novalis, in «Annali dell’Istituto
Universitario Orientale di Napoli-Sezione Germanica», n.s., 1999, pp.95-108. 2000) 69)
Merce come ornamento, in Le provocazioni
dell'estetica. Dibattiti a Gargnano,
Torino, Trauben. 70) L'eredità
estetico-filosofica di Goethe, In Omaggio a Goethe. Fotografie di Dario Lanzardo, Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali.
71) L'artificio della bellezza, in Arte, Natura, Storicità, Atti
del Convegno 6-7 Maggio 1999
Dipartimento di Filosofia
dell'Università della Calabria, a cura di R. Bufalo e P.
Colonnello, Napoli, Luciano (riproduce
con alcune modifiche …). 72) Note su
Gadamer e la filosofia italiana, in «Iride»
30, agosto 2000. 73) Trad. it. con Serenella Iovino del saggio
di P. Maisak, Parole e immagini sono
correlati che incessantemente si ricercano, in J.W. Goehte, Immagini per la prospettata edizione
italiana del Viaggio in Italia, a cura
di C. Diekamp, Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali.
2001) 74) Archeologia della
natura e teleologia dell’essere. Da Goethe a
Klee, in G. Cacciatore, P. Colonnello, D. Jervolino (a cura di), 11
12 Ermeneutica, fenomenologia,
storia, Napoli, Liguori; trad. spagnola
: Arquelogia de la naturaleza y teleologia del ser: de Goethe a
Klee, in «Círculo Hermenéutico», Revista
del Seminario d'Estetica y Semiótica
(S.E.Y.S.), n.1 75) P. Szondi, Poetica
e filosofia della storia, a cura di R. Gilodi e F. Vercellone, Torino, Einaudi. 76)Perché Il Laocoonte non grida? in
«Quaderni di Estetica e Critica»,
6-2001, Estetiche della visione, pp.211-223.
2002) 77) Note sull’immaginazione trascendentale nel
primo Fichte, in «Annuario filosofico»
17/2001, Mursia, Milano, 2002, pp159-174.
78) Morfologie del moderno, Torino, Trauben . 2003)
79) Storia dell’estetica moderna e contemporanea, insieme a A. Bertinetto e G. Garelli, Bologna, Il
Mulino. 80) Bemerkungen über Gott, Welt
und Wissen in Schleiermachers Dialektik,
in. Schleiermachers Dialektik, hrsg. Von C.
Helmer, C. Kranich, B. Rehme-Iffert,
Tübingen, Mohr, pp.207-215. 81)Il
desiderio nella Frühromantik, in C. Ciancio (a cura di), Metafisica del desiderio. Milano, Vita e
Pensiero, 2003, pp.203-215. 82)Nietzsche
e la Moderne. Dalla critica al cristianesimo alla mitopoiesi religiosa,in : Nietzsche
Illuminismo Modernità, Firenze, Olscki
. 83)
L’Ẻcole de Turin. De L. Pareyson à G, Vattimo: entre existentialisme et herméneutique, entretien
avec Federico Vercellone in «Le Cercle
Herméneutique», Numéro 1, avril 2003,
Dossier central : Phénoménologie et existentialisme en Italie, a
cura di F. Leoni, pp.57-64. 2004) 84) L’artistico oltre l’estetico. Gadamer e
la crisi della coscienza estetica, in
“Filosofia e Teologia”, anno XVIII, n.2, maggio-agosto 2004, pp. 260-270. 85) Da Goethe a Nietzsche. Francesco Moiso
tra morfologia ed ermeneutica, in
“Annuario filosofico 2003”, 2004, pp. 449-463.
12 13 86)
Archäologie der Natur und
Teleologie des Seins. Von Goethe
zu Klee, in “Internationale Jahrbuch für Hermeneutik”, Band 3, Siebeck, Tübingen, 2004, pp. 43-54. 87)
Schönheit, Natur und Kunst. Anmerkungen zur Vorgeschichte eines Problems, in “Thüringen. Land der
Residenz”, Neu Entdeckt/Essays, Zweite
Thüringer Landesaustellung, Schloß Sonderhausen,
15 Mai-3 Oktober 2004, Bd. 1, Hrsg. von K.
Scheurmann u. J. Frank, Mainz, Zabern,, 2004, pp. 351-358. 88) Ermeneutica e pensiero tragico. Studi in
onore di Sergio Givone, a c. di F.
Vercellone et alii, Genova, Il Melangolo, 2004. 89) La seppia e il sublime. Sulla
naturalizzazione dell’estetica
contemporanea insieme a O. Breidbach e a M. Di Bartolo, in “Estetica”, 2/2004 2005)
90) Arte, scienza e natura in Goethe, a cura di D. von Engelhardt, G. Frigo, R. Simili, F. Vercellone, Torino,
Trauben. 91) Il tramonto della bellezza
tra Goethe e il romanticismo in: 90),
pp.447-466. 92) Estetica tra
morfologia ed ermeneutica. Dalla Klassik al
romanticismo tedesco in :, La natura osservata e compresa. Saggi in memoria di Francesco Moiso, a cura di F.
Viganò, Milano, Guerini e
Associati. 93) Art Beyond Aesthetics: Hans-Georg Gadamer and the
crisis of Aesthetic Consciousness, in:
Andrezej Wiercinski (a cura di), Between Description and Interpretation. The Hermeneutic Turn in
Phenomenology, Toronto, The Hermeneutic
Press, pp.423-429.versione inglese rivista di 70). 2006) 94) Morfologie del Moderno, nuova edizione rivista e ampliata di 78), Genova, Il Melangolo. 95) L’impossibile estasi. Il presente tra
memoria e utopia in:, Interruzioni. Note
sulla filosofia di Ugo Perone, Genova, Il
Melangolo, pp.191-196. 96) Il
presente dell’arte. Note su bellezza e temporalità, in F. Desideri, S. Givone, G. Moretti, G.
Scaramuzza, F. Vercellone, Estetica e
filosofia dell’arte. Un’identità difficile, a cura di A.. Di Bartolo e F. Forcignanò. Pres. di S. Zecchi,
Milano, Albo Versorio. (riproduce 94 con
lievi modifiche). 97) From Function to Dialogue ( insieme a M.
Mattioda), in : Theories and Practice in
Interaction Design edited by S. Bagnara
13 14 / G. Crampton Smith, Ivrea, Interaction
Design Institute Ivrea, and Lawrence
Erlbaum Associates, Publishers, Mahwah, New
Jersey. London. 98) Voci in
Enciclopedia Filosofica Bompiani, Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate, Milano, Bompiani: 98,1) “Decadenza, filosofia della”, vol.III,
p..2573 98,2)“Europa”, vol.IV,
pp.3859-3860; 98,3) Hölderlin Johann
Cristoph Friedrich”, vol.VI, p.5334 5336;
98,4) “Horen”, vol..VI, p.5346;
98,5) “Novalis”, vol.VIII, pp.7958-7961; 98,6) “Superuomo”; vol. XI, pp.11236-11237; 98,7) “Schamrsow , August “ cofirmata con :
G.Bettini , vol.X, pp.10179-10180; 98,8)
“Taine, Hyppolite- Adolphe, vol.XI,
pp11276-11278” cofirmata con: G. Morra;
99) Heidegger e Bäumler interpreti di Nietzsche in: Metafisica e
nichilismo: Löwith e Heidegger
interpreti di Nietzsche, a cura di Carlo Gentili, Werner Stegmaier, Aldo Venturelli, Bologna, Pendragon, pp.223-234.[riproduce 28) con piccole variazioni].
100) Questioni di morfologia. Dalla Klassik all’espressionismo tedesco,
in: Goethe e la pianta. Natura, scienza
e arte, a cura di Dietrich v. Engelhardt e Francesco M. Raimondo, in “Quaderni”, n.9 ( Settembre 2006)
del Seminario di Storia della Scienze,
Facoltà di Scienze –Università di Salerno, pp.33-40. 2007)
101) G. Vattimo La filosofia come
ontologia dell’attualità, Intervista
biografico-teorica a cura di L.
Savarino e di F. Vercellone, in «Iride»,
49, dicembre 2006 (ma 2007), pp.467-495.
102) Goethe e la forma come struttura comunicativa, in : Johann Wolfgang Goethe. Evoluzione e forma, a
cura di G. Lacchin, Seregno (MI),
Herrenhaus, pp.66-72. 103) Arte e mondo dell'espressione. Da Goethe
al Blaue Reiter, in “Bios e Anthropos”.
Filosofia, biologia e antropologia, a cura di
G.F. Frigo, Milano, Guerini & Associati, pp.33-50. 104) Der Symbolische Mord. Der Mord der
Kunst, des Menschen und Gottes zwischen
Hegel und Nietzsche in: Der Mord.
Darstellung und Deutung in den
Wissenschaften und Künsten, a cura di
D. v. Engelhardt und M. Oehmichen, Lübeck, Schmidt 14
15 Römhild, pp. 163-171.Atti del
convegno omonimo a cura di D.v.
Engelhardt; Lübeck, 9-11./09/2005 105) Note su Dio, mondo e sapere nella
Dialettica di Schleiermacher in
«Annuario Filosofico» 21,2005, Milano, Mursia, 2006 (ma:2007); versione italiana con alcune
modifiche di 80), pp. 229-237. 106)
Athanasius Kircher e l’idea di scienza universale, a cura di F. Vercellone
e A. Bertinetto, Milano, Mimesis (collana Morphé); Introduzione: pp.7-17. 107) Estetica tra morfologia ed ermeneutica.
Dalla Klassik all’espressionismo tedesco
in: Soggettività ontologia linguaggio, a cura di F. Mora e L. Ruggiu, Venezia, Cafoscarina, pp.242-250. 2008) 108)
Forma como comunicacíon. Da
Goethe a Carus, in: J. W. Von Goethe,
Pajsajes, Madrid, Círculo de Bellas Artes, pp.71-78.
109) Mi filosofia como ontologia de la actualidad, por Gianni Vattimo,
(entrevista de Luca Savarino y Federico
Vercellone), in : Gianni Vattimo. Hermeneusis e
historicidad, fascicolo monografico
della rivista “Anthropos”, n.217, 2007 (ma 2008).[Traduz. spagnola
di 101)] 110) La secolarizzazione
della bellezza nella Frühromantik in «Annuario
Filosofico»,22, 2006, Milano, Mursia, 2007 (ma:2008) ,versione it. di
119). 111) A proposito dell’ontologia
dell’immagine, in Ontologia e libertà. Scritti in onore di Claudio Ciancio, a cura di U. Perone e F.
Vercellone, Vercelli, pp.173-181. 112)
Ontologia e libertà. Scritti in onore di Claudio Ciancio, a cura di U. Perone e
F. Vercellone, Vercelli. 113) Lineamenti di storia dell’estetica: La
filosofia dell’arte da Kant al XXI
secolo , insieme a A. Bertinetto e G. Garelli.
114) Conviene essere eguali a se stessi? Sulla teoria romantica
dell’autocoscienza, in «Multiverso», 6,
pp.25-27. 115) Piero Gobetti
(1901-1926): un illuminismo tragico, in: Le due
Torino. Primato della religione o primato della politica, a cura di
G. Cuozzo e G. Riconda, Torino, Trauben,
pp.89-98 15 16
116) Evoluzionismo e teologia, sezione a mia cura della rivista
«Humanitas», 3, maggio –giugno 2008 (testi di F. Vercellone, J.Moltmann,
A. Vianello, G. Tanzella-Nitti, S.
Morandini). 117) Premessa a : F.
Schlegel, Sullo studio della poesia greca, a cura di G. Lacchin, Milano, Mimesis, pp.7-9. 118) Oltre la bellezza, Bologna, Il Mulino. 119)
Herméneutique et nihilisme in : C. Berner, D. Thouard (éds.), Sens et interpretation. Pour une
introduction a l’herméneutique,
Villeneuve d’Ascq, Presses Universitaires du
Septentrion, pp.131-143. 120) Die Säkularisierung der Schönheit in der
deutschen Frühromantik in: S. Vietta, H.
Uerlings, Ästhetik-Religion- Säkularisierung
I. Von der Renaissance zur Romantik, München,
Fink, pp.133-143 121) Ermeneutica
e nichilismo. Il “giovane” Nietzsche:
un’occasione perduta per la Nietzsche-Rezeption italiana? In: «Chora», n.
15, anno 7, pp.38-43. 122) Concepts of Morphology, edited by O.
Breidbach & F. Vercellone,
Milano, Mimesis. 123) Il corpo
dell’opera, in : «Multiverso», n.07/08 ,
numero monografico dedicato a «Il
corpo», pp. 36-37. 124) Nota
introduttiva a: L.A. Macor, Il giro
fangoso dell’umana destinazione.
Friedrich Schiller dall’illuminismo al criticismo, Pisa, ETS, pp.
9-10. .
2009) 125) Forma come immagine.
Da Goethe a Carus, in «Annuario filosofico», 2007, Milano, Mursia (ma :2009), pp.223-232. 126) From Negativity to the Event: Adorno
“before” Heidegger, in : Das Daedalus
Prinzip Festschrift für Steffen
Dietzsch, hrsg von L. Kais, Berlin, ParErga Verlag (versione ridotta e rivista del cap. IV di
115), pp.231-251. 16 17
127) La dialettica dell’arte. Adorno “prima” di Heidegger, in AA.VV. Martin Heidgger trent’anni dopo, a cura di C.Gentili, F.W. von Hermann, A.
Venturelli, Il Melangolo (versione
ridotta e rivista del cap. IV di 118) .
128) La nuova mitologia romantica e il destino “neopagano” della
Modernità in: P. Tortonese, (a cura di
), Il paganesimo nella letteratura dell’Ottocento Roma, Bulzoni, pp.61-72. /Atti del Seminario di
Studi su “Il paganesimo nella letteratura
dell’800” tenutosi presso la “Fondazione Malatesta” il 20-21 settembre
2006. .
129) Teoria del romanzo, a cura di L. A. Macor e F. Vercellone, Milano-Udine,
Mimesis. 130) Il tramonto del
romanticismo nel Rinascimento. Intorno ai paradigmi estetici della Frühromantik, in 129), pp. 119-129. 131)
Hermeneutics and Nihilism. The «young»
Nietzsche. A lost opportunity for the
Italian Nietzsche-Rezeption? In «Estudios Nietzsche»,
numero 9/2009, Madrid, Editorial Trotta,
pp.139-150. trad. inglese di 121). 132) Hermenéutica y nihilismo. El «joven» Nietzsche: una
ocasión pérdida para la
Nietzsche-Rezeption italiana? In «Estudios Nietzsche»,
numero 9/2009, Madrid, Editorial Trotta,
pp.139-150. trad. spagnola di 121). 133)
Dove va la bellezza ? in: Riflessioni
sulla bellezza,s.l., Beiersdorf ,
pp.9-19. 134) Capitolo : Nichilismo, in
.F. Coniglione, M. Lenoci, G.Mari, G. Polizzi, Manuale di base di storia della filosofia,
pp.193-196, Firenze, Firenze University
Press. 135) La forme et la vie dans le platonisme allemand, in
Le platonisme romantique, sous la
direction de P. Tortonese, Chambéry,
Université de Savoie, pp135-145. Atti del Convegno, Le platonisme romantique: poésie et
philosophie, Chambéry, 1.2. 12. 2005. 136)
Philosophy as Ontology of the Actuality. A biographical-theoretical
Interview with Gianni Vattimo edited by
Luca Savarino and Federico Vercellone in «Iris»,1,2, 2009, pp.311.350.- [versione
inglese ampliata di 101)]. 137) Una logica abitabile, in: AA.VV., Les
très belles heures de F.D., Testi di L.
Prando, R. Rosso, F. Vercellone, Fotografie di S. Caleca, pp. 12-17
. 138) Goethe, Schelling e la malinconia
della natura, in «Annuario Filosofico», 24,
2008, Milano, Mursia, 2009, pp.127-137.
17
18 139) La forme et la vie dans
le platonisme allemand, in Le Platonisme romantique, sous la direction de P. Tortonese, Chambery, Université
de Savoie, pp. 135-146. 2010) 140) Le radici greche del fondamentalismo,
in: Laicità e filosofia, a cura di G. Miligi e
G. Perazzoli, «Quaderni Loris Fortuna»,Milano Mimesis , pp.115-119. 141) Bellezza e/o Novecento? In: «Nuova
informazione bibliografica», 1/10, pp.35-51.
142) Morphologie. Eine philosophische Perspektive? in: C.
Gentili-C. Nielsen (a cura di), Der Tod
Gottes und die Wissenschaft, Berlin/New York, De Gruyter, pp.303-313. 143) Ermeneutica e nichilismo.
Il 'giovane’ Nietzsche : un’occasione perduta per la Netzsche Rezeption
italiana?in La filosofia come servizio.
Studi in onore di Giovanni Ferretti, Milano,
Vita & Pensiero, pp.305-321 [riprende con alcune modifiche 121)
]. 144) Verso una morfo-logia su
“Theoria”, XXX/2010/1 (terza serie V/1) fascicolo monografico dal titolo : Filosofie
dell’immagine [version it. con alcune modifiche di 141].
145) Pensare per immagini. Tra scienza e arte (con O.Breidbach), Milano,
Bruno Mondadori. 146) Prospettive sulla
morfologia, (con O. Breidbach), in «Annuario Filosofico», 25, 2009 (ma 2010), pp.91-115 [riprende con alcune
variazioni il cap.1 di 145)]- 147)
Attese senza fondamento. Su «Hamletica» di Massimo Cacciari, in «Iride
60», anno XXIII, agosto 2010,
nell’ambito della Rubrica: «Libri in discussione», pp.439 442. 148) Der Tod Gottes und die Wiedergeburt des
Symbolischen. Zu einer Mopho-logik
[versione abbreviata di 142)] in : Nichts , Negation Nihilismus, a cura di A. Bertinetto e C.
Binkelmann, Frankfurt a. M., Peter Lang.
2011)
149) Gestalt denken oder in Gestalten denken? Zum Ansatz einer neuen Morphologie con O. Breidbach) , in A. Fabris, A. Lossi,
U. Perone (a cura di), Bild als Prozess.
Neue Perspektiven einer 18 19
Phänomenologie des Sehens,Würzburg, Könighausen & Neumann, 2011, pp.105-119. 150) Le ragioni della forma, Milano,
Mimesis. 151) Anschauung Denken. Zum
Ansatz einer Morphologie des
Unmittelbaren, (con O.Breidbach), München, Fink (versione tedesca ampliata e rivista di 145). 152) Un disincantato
reincantamento. Ermeneutica e morfologia,
in «Annuario Filosofico», 26,
Mursia, pp.163-171, ISBN 978-88-425-4897-3 153) La Frühromantik e lo spirito incompiuto
in : Lo spirito. Percorsi nella
filosofia e nelle culture, a cura di M.
Pagano, Milano-Udine, Mimesis,
pp.319-326, ISBN 978-88-5750708-8. 154)
Nietzsche e l'immagine. Il mondo vero è diventato favola?Francesco Cattaneo
e Stefano Marino (a c. di), Da quando
siamo un colloquio. Percorsi ermeneutici
nell'eredità nietzschiana, Studi in onore di Carlo Gentili, Aracne, Roma
2011, pp. 67 - 81. 2012)
155) Premessa a : Arte e Terrore. In dialogo con Félix Duque , in “Tropos”.
156) Dall’ ermeneutica alla morfologia in La questione del dire.Saggi di ermeneutica per Graziano
Ripanti, a cura di M. Bozzetti,
(versione rivista e ampliata di 152), Mimesis, pp.85-96 157)Menas atèjus jo pabaigai. Pastabos
apie meno mirtį šiandien (Art after Its End: Notes on the “Death of Art” Today, in “Religija ir Kultura”, 8, 2011, pp.
n52-63 – ISSN 1822-4539 158) Der
Untergang der Romantik in der Renaissance,in G.Maio (a cura di), Macht und Ohnmacht des Wortes. Ethische
Grundfragen einer personalen Medizin,
Göttingen, Wallstein, 2012, pp.101-101 (trad. ted di 130)- ISBN
978-3-8353-1148- 159) L’arte dopo la sua
fine. Note sulla “morte dell’arte” oggi, in
Ontologia dell’immagine, a cura di C.Ciancio, G. Cantillo, A.
Trione, F. Vercellone, in « Quaderni di
Tropos». 160) Introduzione a Ontologia
dell’immagine,con di C.Ciancio, G.
Cantillo, A. Trione. 19 20 161) Nietzsche y la imagen. ¿El mundo
verdadero se ha convertido en una fábula?
In «Estudios Nietzsche»,
12, 2012, pp.161-171, ISSN1578-6676 (versione
spagnola di 154). 162) L’estetica
di Luigi Pareyson come ermeneutica dell’arte, in «Annuario Filosofico», 27, 2011, pp.31-40. ISBN
978-88-425-5076-1, 163) Il mito dopo
l'arte. Hegel e il futuro della bellezza, in “Studi di estetica”, 46, 2012, pp. 43-64. ISSN 0585-4733 164) Dialoghi filosofici, Introduzione alla
sezione monografica omonima di
“Estetica. Studi e ricerche”, 2, 2012, pp. 5-7. ISSN 2039-6635 165) (con Dario Giugliano), cura di Dialoghi
filosofici, sezione monografica di
“Estetica. Studi e ricerche”, 2, 2012, pp. 3-64. ISSN 2039-6635 166) Presentazione di G.A. Farinella,
L’immagine del pensiero. Nichilismo e logica
della sensazione, Firenze,Editoria d’Arte, 2.0., pp.7-8, ISBN,
978-88-97677-02-4 167) Hacía la
morfo-logia in : " Escritura e Imagen", vol.8, 2012, pp. 301-312, ISSN 1885-5687 , trad. spagnola di
144) ripreso anche in 150) 168) L’Estetica di Luigi Pareyson come
ermeneutica dell’arte., in “Annuario
Filosofico, 27, 2011,ISBN 978-88-425-5076-1,
pp.31 40. 169) Elogio della
formalità. L’arte tra decoro ed espressione, in : La vergogna/The shame, Milano/Udine, Mimesis,
pp.343-347, ISBN 978-88-5751-474-1 2013)
170) Dopo la morte dell’arte, Bologna, Il Mulino ISBN 978-88-15-24426-0,
pp.5 156. 171) Recensione a S. Poggi,
L’io dei filosofi e l’io dei narratori. Da Goethe a Proust, Milano, Cortina, 2011, pp.93, su
“Iride” 68, vol:XXVI, gennaio –aprile
2013, pp.213-214, ISBN 9788815242938
172) Mas allá de la bellezza, Madrid, Biblioteca Nueva, pp.9-229, ISBN
978-84 9940-602-2 trad. spagnola di 118)
173) Perché la cornice è un modello razionale? In “Multiverso, 12, 2013, pp.59-62, ISSN 1826-6010 174) Due secoli di “morte dell’arte”, in
Sotto la superficie visibile. Scritti in
onore di Franco Bernabei,a cura di M.Nezzo e G.
Tomasella, Padova?, Canova, pp.501-510, SBN 978-88-8409-272-4 20
21 175) L’esperienza dell’arte di
Massimo Poldelmengo, in Poldelmengo
l’opera del prima, a cura di S. Chiarandini, Udine, Venti d’Arte,
pp.53-54 (con traduzione inglese e tedesca sino a p. 57) , ISBN978-88-907329-3-5 176) Dalla contemplazione all’interattività.
Modificazioni dell’esperienza estetica dopo la morte dell’arte, «Anterem. Rivista di ricerca
letteraria» 87 (2013), pp. 46-50, ISSN 0393-1838 177) After Art: Notes on the Death of Art
Today, in M.F. Molder, D. Soerio e Nuno Fonseca
(a cura di), Morphology: Questions on Method and Language, Peter Lang,
Bern, 2013, pp. 331 345, ISBN 9783034313766
178) Le ragioni dell’immagine. Considerazioni sull’interattività, in P.
D’Angelo, E. Franzini, G. Lombardo e S.
Tedesco (a cura di), Costellazioni estetiche. Dalla storia alla neoestetica.
Studi in onore di Luigi Russo, Guerini,
Milano, 2013, pp. 481-485, ISBN 9788862504287
179) La mort de l’art après Hegel, «Klesis» 28 (2013), pp. 191-207, ISSN
1954-3050. 180) Tecnologia e classicismo
in : Parole chiave nel percorso di Gian
Franco Frigo a cura di M. Dalla Valle, D. De Pretis, F. Grigenti, L.Illettterati, Pasdova, Padova University
Press, pp. 157-165 , ISBN
978-88-97385-81-3 2014) 181) A Disenchanted Reenchantment.
Hermeneutics and Morphology, in E. Ficara (a cura di), Contradictions: Logic, History, Actuality, De
Gruyter, Berlin, 2014, pp. 183-193, ISBN 978-3 11-034082-2 182) L’educazione estetica nella civiltà
dell’immagine. Alcune riflessioni, «Spazio filosofico» 10 Classicità e tecnologia. La tecnica dopo la
“morte dell’arte in : Studi in onore di Gian Franco Frigo.
(versione rivista e abbreviata di 157]. 183) La peste come metafora del mondo,
«Iride. Filosofia e discussione pubblica» 71 (2014), pp. 206-210, ISSN 1122-7893 184) L. Pareyson, Estetica dell’idealismo
tedesco II. Fichte e Novalis, a cura di G. Garelli e Federico Vercellone, Milano, Mursia, ISBN
978-88-425-4308-4 185) La finzione
necessaria. La fine dell’arte e la nascita dell’estetica, in “Tropos. Rivista
di ermeneutica e critica filosofica” VII
(2014), n. 1, pp. 9-28 (ISSN 2036-542X-14001)
186) O. Breidbach-F. Vercellone,
Thinking and Imagination. Between
Science and Art , transl. Wilton Kaiser, (thinking European Worlds), Aurora, Colorado, The Davies Group
Publishers, pp.170, ISBN-10:
1934542342 - ISBN :978-193542-34-7 –
trad. Di 145) 187) L’educazione
estetica nella civiltà dell’immagine. Ipotesi sul futuro prossimo, in «Annuario Filosofico»,
29, 2013, Milano, Mursia, pp.21-33, ISBN
978-88-425-54 188) Note sul destino
artistico della tecnologia, in : Confini dell’estetica. Studi in onore di Roberto Salizzoni, a cura di E. Antonelli
e A. Martinengo, volume edito in collana
Tropos Orizzonti – opere collettanee 7, Aracne Editrice Roma 2014. 21
22 189) Il nichilismo e le nuove
forme dell’immaginario tardo-moderno, in Aut Aut, Il Saggiatore, Milano, num. Ottobre-dicembre 2014.
190) Nihilism and the New Forms of
Late-Modern Imaginery, in
Listening to Art, ed. S. Givone and G. Magherini,
Firenze, Nicomp 2014, pp. 11-21 2015)
191) H. Bredekamp, Immagini che ci guardano Teoria dell’atto iconico, a
cura di F. Vercellone, Milano, Cortina,
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Perché l’amore non è un sentimento…, in L’arte
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(1122-7893). 226) Cura del numero
monografico di «Azafea», La Nueva
Morfologia, 19, 2017, ISSN 0213-3563 E-ISSN 2444-7072. 227) Perspectives On A New Morphology, in
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Enrica Lisciani-Petrini (con M. Garda e
S. Forti), in Iride – Filosofia e Discussione Pubblica 82, Volume XXX – dic. 2017, pp. 643-660. 2018 230) Arte y práctica humana en la sociedad de
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233) Katechon estetico. Appunti e riflessioni, in Chiara Agnello, Rosaria Caldarone, Angelo Cicatello, Rosa Maria
Lupo (a cura di), Il campo della
metafisica, Palermo, Palermo University Press, pp. 7 13 ISBN
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Strategie del Regno, in Dream – L'arte incontra i sogni – catalogo. Skira, Roma, pp.
12-15. 2019) 235) Recensione a C. Klonk, Wenn Bilder zu
Waffen werden, su “Iride”. 236) «Katékon» e legittimità del nostro
tempo. Note su estetica e teologia
politica, in “Iride”, a. XXXII, n.87, maggio-agosto 2019. 237) Con E. Corriero, curatela di Cristalli
di storicità. Studi in onore di Remo
Bodei, Rosenberg & Sellier, Torino 2019, ISSN 2499-6408.
238) Con E. Corriero, Introduzione a E. Corriero, F. Vercellone (a cura di), Cristalli di storicità. Studi in
onore di Remo Bodei, Rosenberg &
Sellier, Torino 2019, pp.9-15, ISSN 2499-6408.
25 26 239) Dimenticare la nostalgia in E. Corriero,
F. Vercellone (a cura di), Cristalli di
storicità. Studi in onore di Remo Bodei,
Rosenberg & Sellier, Torino 2019, pp.123-129, ISSN 2499-6408. 240) Afrodite oggi. La bellezza e la notte,
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Chi ha paura del buio?, Silvana Editore,
Milano 2019, pp. 226-230 (con trad. inglese sino a p. 234), ISBN 9788836644643. 241) Curatela di H. Bredekamp, Berlino città
mediterranea. Il richiamo del Sud,
Raffaello Cortina, Milano 2019, ISBN 978-88 3285-120-5. 242) Prefazione all’edizione italiana di di
H. Bredekamp, Berlino città
mediterranea. Il richiamo del Sud, Raffaello Cortina, Milano 2019, ISBN 978-88-3285-120-5. 243) Curatela con F. Iannelli e K. Vieweg di
Hegel und Italien - Italien und Hegel.
Geistige Synergien von gestern und heute,
Mimesis, Milano-Udine 2019. 244)
«Warum schreit Laokoon nicht?». Zur Geschichte einer alten Frage, in F. Iannelli, F. Vercellone,
K. Vieweg, Hegel und Italien - Italien
und Hegel. Geistige Synergien von gestern und
heute, Mimesis, Milano-Udine 2019.
245) Curatela di “L’Ombra”, 12/2019, Proposte per il reincantamento del mondo, Moretti&Vitali,
ISBN 978-88-7186 775-5, ISSN 1126-0653.
246) Il reincantamento mancato. Note su bellezza e teologia politica, in “L’Ombra”, 12/2019 (vd 255), pp.
30-40. 247) Con P. Furia, F. Monateri,
Dal Terzo Paradiso all’Arte Povera:
intervista a Michelangelo Pistoletto, in “L’Ombra”, 12/2019 (vd 255), pp. 82-89. 248) Presentazione di “L’Ombra”, 12/2019
(vd 255), pp. 7-8. 249) Un’eternità non
arcaica. Renato Calligaro, in Calligaro. Il
linguaggio visivo come avventura, Fondazione Friuli, Udine 2019, ISBN 978-88-95752-32-7. 250) Form als Kommunikation. Von Goethe bis
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Naturwissenschaft, 41, Japanischer
Verein für Goethes Naturwissenschaft, Tokyo 2019, pp. 17-33, ISSN 0286-133x. 251) Il tempo illegittimo. Il katechon tra
estetica e teologia politica, in
Costellazioni del senso. Saggi in onore di Romeo Bufalo, a cura di F. Lesce e L. Sampugnaro,
Guida, Napoli, pp. 381-390. 26
27 2020 252) Neue Ikonoklasmen, in L. Follesa (a cura
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forme dell'invisibile / Das ‚Denken in Bildern‘ und die Formen des Unsichtbaren. Atti del Convegno
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Akten der Internationalen Tagung Cagliari 7.–9. März 2018, Berlin et
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La barba di Leonardo, Aión, Firenze 2020, pp. 7-8 [ISBN 978-8898262-87-8]. 254) Arte e interattività nell’estetica di
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libertà. Luigi Pareyson a cent’anni dalla nascita, Mimesis, Milano-Udine 2020, [ISBN 9788857565583], pp.
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del Convegno, Torino 28-29 novembre 2019, vol. 75, 3 4, 2020, pp. 321-324 [ISSN
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30 31 Terza missione - Intervista su Riforma
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(https://riforma.it/it/articolo/2021/07/20/fototessere-27-limmagine-parola-che-si
vede) - Podcast su Edgar Morin 2021
(https://www.unitonews.it/index.php/it/news_detail/edgar-morin-i-cento-anni-di
un-grande-intellettuale) Nome compiuto: Federico
Vercellone. Vercellone. Keywords: bello, estetico, immagine. Refs.: The H. P.
Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Vercellone: l’estetico e
il bello’ – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Verdiglione: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale della congiura degl’idioti – la scuola di Reggio Calabria –
filosofia calabrese – la scuola di Caulonia -- filosofia italiana – Luigi
Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Caulonia). Abstract: de-cifrare. Filosofo
calabrese. Filosofo italiano. Caulonia, Reggio Calabria, Calabria. Essential
Italian philosopher. Filosofo
italiano. Grice: “I like Verdiglione; my favourite: his “La congiura degl’idioti”
– I have used the Greek root which Boezio translated as ‘proprium’ twice in my
seminar on implicature. The first time to
refer to ‘kick the bucket’ as a ‘recognised idiom’ – idioma in Latin and
idIoma, with stress on the i, in the Grecian; but more importantly – since
‘recognised by who?’ – in the next session I referred to a conversationalist
using a one-off signaling which I referred to as a ‘signalling idiolect.’ Yes, Speranza and I can be pretty idiosyncratic!”. Vincitore
di una borsa di studio nel collegio Augustinianum, studia a Milano, dove si
laurea con una tesi sulla filosofia semiotica di PIRANDELLO (vedi). Formatosi
con Lacan, pubblica con le case editrici Marsilio, Rizzoli, Feltrinelli e
Sugarco, con cui collabora. Per quest'ultima dirige la collana
"Bordi". Traduce la raccolta di testi Scilicet di Lacan per
Feltrinelli e il Seminario XXII. Con la sua casa editrice, Spirali, pubblica
testi come la traduzione del Malleus Maleficarum, Il martello delle streghe, il
manuale dell'Inquisizione per la caccia alle streghe, e in seguito, sempre per
le edizioni Spirali, pubblica alcuni testi di BRUNO, come “Le ombre delle idee”
e “Cabala del cavallo pegaseo.” Traduce per Feltrinelli libri che in Francia
animano il dibattito in ambito culturale, come il saggio di Irigaray Speculum.
L'altra donna edito da Feltrinelli nella traduzione di Muraro, il saggio di Mannoni,
Educazione impossibile. Introduce in Italia Kristeva. Incontra anche Oury,
fondatore assieme a Guattari della clinica La borde, di cui pubblica “Creazione
e schizophrenia”, “Psicosi e logica istituzionale”. “Il collettivo”, Babele e
la Pentecoste. La Borde e la scrittura della psicosi, La psicosi e il tempo.
Traduce sempre per Feltrinelli l'edizione del libro di Jean-Goux, Freud, Marx:
economia e simbolico. Fonda il Movimento freudiano e la Spirali Edizioni. Con
Spirali, pubblica autori come Daniel,
Lévy, Glucksmann, Halter, Arrabal, Grillet. Esce in edicola il primo
numero del mensile “Spirali: giornale di cultura”, a cui segue l'edizione
francese Spirales, Il Secondo Rinascimento. V. e il Collettivo “Semiotica e
psicanalisi” organizzano a Milano, in V sedi differenti, il Congresso
internazionale "Sessualità e politica" seguito dai media italiani. Partecipano
molte filosofi. Sempre con il Collettivo “Semiotica e psicanalisi”, organizza
il congresso “La follia”, che si svolge in più sedi, tra cui il Palazzo dei
Congressi e il Museo della scienza e della tecnica. Il congresso è seguito
dalla stampa di vari paesi. Intanto, inventa la “cifre-matica,” la cosiddetta
scienza della parola. Nell'Enciclopedia Rizzoli Larousse viene così definita la
cifrematica come dottrina della parabola intesa come cifra -- dottrina
elaborata da V. e utilizzata all'interno di esperienze di conversazione,
lettura, ecc. Secondo la cifre-matica, ogni parabola può essere analizzata
secondo la sua logica idiomatica – cfr. Grice, “Idioma, not language” -- o la
sua qualità cifratica, come ‘cifrema.’ C’e logica idiomatica della relazione, dello
stigma, della funzione, della operazione, e della dimensione. C’e tre 'strutture':
struttura sintattica, struttura frastica e struttura pragmatica – o griceiana, secondo
cui ogni expression – idioma -- può
essere 'de-cifrata.’ E a Milano, su invito di V. Ionesco. In un'assemblea di intellettuali
e lettori, c’e un convegno organizzato da lui, portando la testimonianza della
sua vita e della sua attività filosofica, documentata nel libro Una vita di
poesia. La sua Università internazionale del Secondo Rinascimento
acquista dalla famiglia Borromeo la Villa di Senago e il parco, lasciati per
anni in uno stato di abbandono. I nuovi proprietari decidono pertanto di
avviare un primo importante restauro che mira alla salvaguardia stessa del
bene. Il restauro si è protratto nel tempo, fedele a criteri conservativi, con
la collaborazione di ingegneri, esperti, architetti, tecnici, storici e
filologi che hanno lavorato, insieme, sotto la direzione della sopra-intendenza
ai beni ambientali ed architettonici di Milano. L'attività editoriale prosegue
quanto già avviato e si indirizza soprattutto sulla dissidenza, in particolare romanzieri.
Pubblica libri di Bukovskij, Zinovev, Naghibin, Maksimov e molti altri.
L'interesse per la dissidenza lo porta a pubblicare saggisti come Suvorov, gl’ambasciatori
russi in Italia Adamishin, Jurij, il teorico della perestrojka Jakovlev, e l'ex
ministro per l'energia e leader dell'opposizione di destra Nemtsov. Oltre agl’autori,
pubblica dissidenti provenienti da tutto il pianeta. In questa direzione sono
stati organizzati i convegni internazionali Festival della modernità che
propongono, in ciascuna edizione, diverse tematiche -- scrittura, libertà,
politica. Prosegue il lungo processo di restauro della Villa San Carlo
Borromeo di Senago, restituendo all'edificio la sua originaria bellezza e
trasformandolo in un palazzo del turismo culturale e artistico, nella sede
dell'Università internazionale del Secondo Rinascimento e della casa editrice
Spirali. In questi anni, la villa è sede di congressi, di corsi, di seminari,
di riunioni di enti pubblici e privati, italiani e stranieri, di un museo
permanente e di un museo per grandi mostre. V. ha totalizzato X anni e VI
mesi di carcere per reati vari. È stato condannato a IV anni e due mesi per
truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace. Dopo un patteggiamento
è stato condannato a I anno e IV mesi. è stato di nuovo condannato in primo
grado a IX anni (e la moglie a VII) per associazione a delinquere, frode
fiscale, truffa alle banche e allo stato. In seguito la pena è stata ridotta a V
anni. In tale occasione ha causato sofferenze bancarie per 73,4 milioni: 18,3
sono in capo a Intesa Sanpaolo, altri 25,9 milioni a Banca Etruria. Truffa,
tentata estorsione e circonvenzione di incapace V. è al centro di una serie di
vicende giudiziarie (Affaire V.) relative all'attività sua, della sua fondazione
e dei suoi collaboratori. Viene condannato a IV anni e due mesi di reclusione
per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace, condanna che passa
in giudicato. Intellettuali di vari paesi -- tra cui Lévy, Ionesco, Arrabal,
Halter, Benamou, Henric, Bukovskij, Safouan, Xenakis, Zinovev, Mathé, Lanzmann
-- acquistano una pagina del quotidiano “Le Monde” in cui pubblicano e
sottoscrivono un appello rivolto al presidente della repubblica italiana e ai
giudici milanesi, col quale denunciano un presunto clima di caccia alle
streghe. Il caso V. secondo i firmatari mette in discussione le nozioni di
diritto, giustizia e libertà di parola in Italia. Daniel, direttore del Nouvel
Observateur, pubblica su la Repubblica una lettera, intitolata "Difendo V.",
rivolta al direttore del quotidiano. Il Partito Radicale organizza un incontro
internazionale in piazza Montecitorio sul Ve., a cui partecipano anche
importanti esponenti del "Comitato Internazionale per V.", promosso
da MORAVIA, Ionesco, Lévinas, Arrabal, Bukovskij, Lévy, Halter. La Repubblica scrive
che dopo quello di Tortora ci e la sponsorizzazione da parte del PR del caso
giudiziario di V.”. Il programma satirico Drive In lo fa conoscere anche al
grande pubblico, attraverso la parodia del "Dottor Vermilione, psicanalista
santone" impersonato da Greggio. Il caso V. è anche citato in relazione al
disegno di legge per l'abolizione del reato di circonvenzione d'incapace -- articolo
del codice penale. Dopo la condanna in Cassazione, la vicenda giudiziaria si
conclude con il rinvio a giudizio per i capi di imputazione stralciati in
occasione del primo procedimento giudiziario e con il definitivo patteggiamento
a una pena di I anno e IV mesi e indennizzi di oltre 3 miliardi di lire a ex
allievi. Si concludono le indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla
Procura della Repubblica di Milano, Viene indagato per evasione fiscale in
relazione all'emissione di fatture false, e appropriazione indebita. A seguito
della richiesta avanzata dalla procura di Milano, due dimore storiche
riconducibili al professore (tra cui la Villa San Carlo Borromeo di Senago) per
ordinanza del Gip vengono poste sotto sequestro preventivo, pur mantenendone la
disponibilità. A meno di III settimane di distanza il Tribunale del Riesame di
Milano annulla i decreti di sequestro concessi dal GIP C. Mannocci al PM
Albertini, e restituisce gli immobili alle proprietà, in quanto non sussiste
l'accusa di evasione fiscale. Si tratta invece di neutralità fiscale, in quanto
l'IVA dovuta sarebbe sempre stata pari a zero. In base alle conclusioni del
giudice, sarebbero state emesse fatturazioni fittiziema regolarmente pagatetra
società facenti capo a V., allo scopo di ottenere crediti presso gli istituti
finanziari, potendo esibire bilanci dai quali risultano entrate ingenti, in realtà
fasulle. La giudice Marchiondelli rinvia a giudizio V. per associazione a
delinquere finalizzata a frode fiscale e truffa allo stato. Viene condannato a
IX anni per i reati di associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale,
truffa alle banche e truffa allo stato. Nel medesimo processo vengono emesse
condanne anche a carico della moglie
Angeli e di due sue società, intanto fallite. Viene altresì disposta la
confisca, fino ad un valore equivalente rispettivamente di 100 milioni e 10
milioni di euro, di beni come la storica dimora trecentesca Villa San Carlo
Borromeo a Senago con 10 ettari di parco. La sentenza di secondo grado
conferma la prima, nonostante che Procuratore generale, nella sua requisitoria,
abbia chiesto l'annullamento della sentenza di primo grado per assoluta
indeterminatezza e intrinseca contradditorietà delle accuse. La condanna a V
anni di reclusione diventa esecutiva. Nel pieno delle inchieste giudiziarie,
l'associazione da lui fondata viene definita setta dallo psicoterapeuta
infantile Foti. Analoga affermazione fu fatta da Calefato, professoressa
associata di sociolinguistica, che così si espresse in un'intervista per un
quotidiano locale in occasione dell'incontro con Verdiglione organizzato a Bari
da Ponzio, Professore di filosofia del linguaggio, intitolato "La cifra
del Levante". MUSATTI, considerato il fondatore della psicanalisi
italiana, prova una profonda avversione per V. che etichetta come "“il
magliaro di Caulonia” e come "cialtrone". V. ha ospitato come
relatori, nell'ambito di alcuni congressi organizzati alla Villa San Carlo
Borromeo, autori come Duesberg, virologo statunitense, scopritore dei
retrovirus, e Rasnick, biologo, che negano l'esistenza dell'AIDS, sostenendo
che gli ammalati di tale morbo morissero in realtà sia a causa dell'assunzione
di droghe sintetiche fortemente immune-soppressive sia a causa delle cure che
erano loro imposte nella prima fase sperimentale, dove si ricorreva
all'utilizzo di farmaci come l'AZT, originariamente sintetizzato a scopo anti-neoplastico
e poi abbandonato per l'elevata tossicità. Saggi: “Il carcere. La questione
della parola, Associazione Amici di Spirali,
Ur-kommunismus; “La paura della parola”, Associazione Amici di Spirali, “La
grammatica dello spirito,” L'androgino trinitario e la bilancia dell'orrore,
Associazione Amici di Spirali, “I padroni del nulla” Associazione Amici di
Spirali, L'Operazione guru, Associazione
Amici di Spirali, La rivoluzione
dell'imprenditore, Associazione Amici di Spirali, Il bilancio di guerra, Associazione Amici di
Spirali, In nome del nulla. L'accusa di
blasfemia, Associazione Amici di Spirali,
Il bilancio intellettuale dell'impresa, Associazione Amici di
Spirali, Parola mia, Spirali, La realtà intellettuale, Spirali, L'Affaire fiscale ovvero il dispensario del
tempo, Spirali, Scrittori, artisti,
Spirali, La libertà della parola, Spirali, “La politica e la sua lingua”,
Spirali, La nostra salute, Spirali, Il capitale della vita, Spirali, Master dell'art ambassador, Spirali, Master
del brainworker, Spirali, Master del cifrematico, Spirali, “L'interlocutore”, Spirali, Il Manifesto di
cifrematica, Spirali, La rivoluzione cifrematica, Spirali, Artisti, Spirali, Il
brainworking. La direzione intellettuale. La formazione dell'imprenditore. La
ristrutturazione delle aziende, Spirali, Edipo e Cristo. La nostra saga,
Spirali, La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale,
Spirali, Venere e Maria. La fiaba originaria, Spirali, MACHIAVELLI,
Spirali/Vel, Vinci, Spirali/Vel, La congiura degl’idioti, -- cfr. Grice,
“L’idioma dell’idiota” -- Spirali/Vel, L'albero di San Vittore, Spirali, Lettera
all'eccellentissima corte di appello, Spirali, Quale accusa?, Spirali, Processo
alla parola, Spirali, Il giardino dell'automa, Spirali, Manifesto del secondo
rinascimento, Rizzoli, Spirali, La mia industria, Rizzoli Spirali, Dio, Spirali, La peste, Spirali, La
psicanalisi questa mia avventura, Marsilio, Spirali, La dissidenza freudiana,
Feltrinelli, Spirali. E. Roudinesco, Histoire de la psychanalyse en France, Paris: Le Seuil
(réédition Fayard ) dal sito web italiano per la filosofia. il domenicale
arretrati n. Domenicale miei libri Scienze umane Sociologia e comunicazione
Sollers-scrittore La dissidenza della scrittura Lacan e altri, Scilicet:
rivista dell'école freudienne de Paris, trad. di V., Feltrinelli, Milano, Lacan, Il seminario, in «Ornicar? Venezia. Institor
(Krämer), Sprenger, V., Il martello delle streghe. La sessualità femminile nel
"transfert" degli inquisitori, Spirali, Milano, BRUNO, Caiazza, Le
ombre delle idee, Spirali, Milano, BRUNO, Sini, Cabala del cavallo pegaseo,
Spirali, Milano, Mannoni, Educazione impossibile, (Feltrinelli, Milano). Spirali
pubblica le opere La rivoluzione del linguaggio poetico. L'avanguardia, :
Lautrémont e Mallarmé e Poteri dell'orrore. Saggio sull'abiezione Guattari /spirali books-of-Jean+Oury. Php Goux, Freud, Marx: economia e simbolico,
introduzione e cura di V., Milano, Feltrinelli, atti del Convegno Sessualità e
politica edito da Feltrinelli, 2000 partecipanti al Congresso di Psicanalisi
con tema "Sessualità e Politica", svoltosi a Milano", Anquetil,
"A Milan, le sage congrès de la folie", Les Nouvelles Littéraires, Dadoun,
"A Milan F comme Folie", La Quinzaine littéraire, Descamps, "A Milan au congrès de
psychanalyse on a débattu (vivement) de “Sexe et politique”", La Quinzaine
littéraire, Congres v Milanu, “Razprave problemi”, Maggiori, "La 'Jet
Society' psychanalytique reunie a Milan", Liberation, Italianistica, Cifrematica: di che cosa
parliamo? Enciclopedia Universale
Rizzoli Larousse, Rizzoli, Milano, Mascheroni, il Giornale, Borzi, Etruria
perde 26 milioni nel crack V., in Il Sole 24 ore, V. affidato al servizi
sociali, la Repubblica, in Archiviola Repubblica. "Pour V.", Le Monde, "Difendo
Verdiglione", di Daniel, direttore di Le Nouvel Observateur pubblicato da
la Repubblica, Caso v.:, all'hotel nazionale in piazza montecitorio, a partire
dalle ore 11.45, incontro internazionale sul tema: "il caso v.".
marco pann..., su radio radicale. I radicali bocciano pannella, la Repubblica,
in Archivio la Repubblica legislature camera dati/leg10/lavori/ stampati Milano,
18 rinvii a giudizio per la vicenda v., Repubblica » Ricerca, non profit, v. fa
lo sponsor e le associazione danno forfeit, la Repubblica, in Archivio la
Repubblica. Turano, V. spa, in Corriere Economia, V., ovvero come sposare lo
sponsor e viver felici Corriere della
Sera, su milano.corriere. Archivio
Corriere della Sera, su archivio storico.corriere. Corriere della Sera, su
archivio storico.corriere. Frode
fiscale, IX anni a V. confiscati beni per 110 milioni, in Corriere della Sera. Lo
psicanalista V. dai fasti al ritorno in carcere, su milano corriere. sito dell'associazione diretta da Foti, 'V.
fuori dall'Ateneo' la Repubblica, in Archivio la Repubblica. Il chiaccierato V.,
la Repubblica, in Archivio la Repubblica. musatti Analisi laica, su Analisi
laica. Italian guru, la Repubblica, in Archivio la Repubblica. Szaz, La
battaglia della salute, Spirali. «L'Aids non è contagioso in nessun modo, non
si trasmette né attraverso rapporti eterosessuali né attraverso rapporti
omosessuali e neanche senza rapporti, non si trasmette in nessun modo; l'Hiv è
un retro-virus che, secondo Dusberg, è innocuo." "Muoiono per via
della cura. È la cura, che li ammazza."».
Dizionario di cifrematica, su dizionario di cifrematica. V. Com: Recenti Vicende, su tg mediaset. Il
bilancio di guerra, Spirali 2017 In nome del nulla. L’accusa di blasfemia,
Spirali 2017 Il bilancio intellettuale dell'impresa, Spirali 2017 La grammatica
dello spirito europeo, Spirali 2017 I padroni del nulla, Spirali 2017 La
rivoluzione dell'imprenditore, Spirali 2017 Parola mia, Spirali 2016
L'operazione guru, Spirali 2017 La realtà intellettuale, Spirali 2014 L’affaire
fiscale ovvero il dispensario del tempo, Spirali 2012 Scrittori, artisti ,
Spirali 2009 La libertà della parola, Spirali 2009 La politica e la sua lingua,
Spirali 2009 La nostra salute, Spirali 2007 Il capitale della vita, Spirali
2007 Master dell'art ambassador, Spirali 2005 Master del brainworker, Spirali
2005 Master del cifrematico, Spirali 2005 L'interlocutore, Spirali 2005 Il
Manifesto di cifrematica - La rivoluzione cifrematica, Spirali 2004 Artisti,
Spirali 2003 Il brainworking. La direzione intellettuale. La formazione
dell'imprenditore. La ristrutturazione delle aziende, Spirali 2003 Edipo e
Cristo. La nostra saga, Spirali 2002 La famiglia, l'impresa, la finanza, il
capitalismo intellettuale, Spirali 2002 Venere e Maria. La fiaba originaria
(con Maria Grazia Amati e Alessandro Taglioni), Spirali 2002 Niccolò
Machiavelli, Spirali/Vel 1994 Leonardo da Vinci, Spirali/Vel 1993 La congiura
degli idioti, Spirali/Vel 1992 L’albero di San Vittore, Spirali 1989 Lettera
all’eccellentissima corte di appello, Spirali 1987 Quale accusa?, Spirali 1987
Processo alla parola, Spirali 1986 Il giardino dell’automa, Spirali 1984
Manifesto del secondo rinascimento, Rizzoli 1983, Spirali 2002 La mia
industria, Rizzoli 1983, Spirali 2002 Dio, Spirali 1981 La peste, Spirali 1980
La psicanalisi questa mia avventura, Marsilio 1978, Spirali 1997 La dissidenza
freudiana, Feltrinelli 1978, Spirali 1997 Libri di Armando Verdiglione editi in
altre lingue in Francia La dissidence freudienne, Grasset 1978 La psychanalyse.
Cette aventure qui
est la mienne, Uge 10/18 1979 La peste. Fondations de la psychanalyse. 0.,
Galilée 1981 Dieu. Fondations de la psychanalyse. 1., Grasset 1982 La liberté
que je prends, Gallimard 1983 Manifeste de la deuxième renaissance,
"Spirales", nn. 40-41 1984 Le jardins d'automne. Fondations de la psychanalyse. 2., Carrère 1985 La
conjuration des idiots, Grasset 1992 in Argentina La peste (Monte Avila
Editores, Caracas 1983) in Giappone Manifesto del secondo rinascimento
(Libroport, Tokio 1984) in Russia La mia industria La congiura degli idioti
Leonardo da Vinci (in uscita) Altre pubblicazioni all’estero a cura e con
interventi di Armando Verdiglione Psychanalyse et sémiotique. Actes du colloque de Milan
(1974), Uge, Parigi 1974 Matière et pulsion de mort, Uge, Parigi 1975 Sexualité
et politique. Documents du congrès de Milan, Uge, Parigi 1975 La jouissance et
la loi, Uge, Parigi 1976 Dissidence de l’inconscient et pouvoirs, Uge, Parigi
1980 La folie, I. Actes du colloque de Milan (1976), Uge, Parigi 1976 La folie,
II. actes du colloque de Milan, Uge, Parigi 1976 La violence, I. Actes du
colloque de Milan (1977), Uge, Parigi 1977 La violence, II. Actes du colloque
de Milan (1977), Uge, Parigi La
sexualité dans les institutions, Payot, Parigi 1978 Drogue et langage, Payot,
Parigi 1978 Sexualité et pouvoir (Milan 1975), Payot, Parigi 1975 La folie dans
la psychanalyse. Actes du colloque La folie (Milan 1976), Payot, Parigi 1976 La
sexualité. D’où vient l’Orient? Où va l’Occident? Document du congrès de Tokyo,
La deuxième renaissance, avril 1984, Belfond, Parigi 1984 Antipsychiatrie und
Wunschökonomie (Materialen des Kongresses, Merve Verlag Berlin Psychoanalyse
und Politik in Mailand (8-9 mai 1973), Merve Verlag Berlin Psicoanálisis y
semiótica, Gedisa (Barcellona) Locura y sociedad segregativa, Editorial
Anagrama (Barcellona) Sexualidade e poder, Edicoes Settanta (Lisbona) Sono
uscite le edizioni in lingua greca di: Sessualità e politica La follia La
violenza Sesso e linguaggio. Sulla
mitologia psichiatrica Congresso "Psicanalisi e politica" 8-9 maggio
1973 Milano Psicanalisi e politica, Feltrinelli, settembre 1973 La materia non
semiotizzabile Congresso "Follia e società segregativa" 13-16
dicembre 1973 Milano Follia e società segregativa, Feltrinelli, maggio 1974 Il
godimento della materia Congresso "Psicanalisi e semiotica" 23-25
maggio 1974 Milano Psicanalisi e semiotica, Feltrinelli, febbraio 1975 La
sembianza Congresso dell’École freudienne ottobre 1974 Roma "Vel", 1
(Materia e pulsione di morte), 1975 La psicanalisi questa mia avventura,
Marsilio 1978, Spirali 1997 La scrittura del godimento Conferenze di Padova, e
di Parigi, Congresso dell’École freudienne 22-23 maggio 1975 14-15 giugno 1975
Padova Parigi "Vel", 2 (Il godimento e la legge), agosto 1975 con il
titolo La sintassi del godimento Notulae. Situazione della psicanalisi in
Italia 1975 "Tel Quel", 64, ottobre 1975 Introduzione Congresso
"Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e
politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La materia freudiana Congresso
"Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e
politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit.
Premessa Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano
Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 La sezione della droga
(un’introduzione) Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre
1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 A proposito di
"Sessualità e politica" Congresso "Sessualità e politica"
25-28 novembre 1975 Milano In "Vel", 3 (Sessualità nelle
istituzioni), Marsilio, febbraio 1976 Significanti istituzionali? Congresso
"Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano In
"Vel", 3 (Sessualità nelle istituzioni), febbraio 1976 La psicanalisi
questa mia avventura, cit. La droga del presidente giugno 1976 "Vel",
4 (Droga e linguaggio), 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit.
Introduzione J.-J. Goux, Freud, Marx. Economia e simbolico, Marsilio 1976
Introduzione Congresso "La follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La
follia, Feltrinelli, marzo 1976 Logica della follia Congresso "La
follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La follia, Feltrinelli 1976 La
psicanalisi questa mia avventura, cit. Il fiasco di Ulisse 1976
"Vel", 5, gennaio 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit.
Sovversione della ragione febbraio 1977 La follia nella psicanalisi, Marsilio,
aprile 1977 "Communications", 26, 1977 La psicanalisi questa mia
avventura, cit. Matematica dell’inconscio "Vel", 6, agosto 1977
Epilogo luglio 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Introduzione Il
diavolo sul lettino, Marsilio, settembre 1977 Una nota Scilicet, Feltrinelli
1977 Introduzione Il martello delle streghe, Marsilio 1977, Spirali 2003 Il
politico è l’inconscio Convegno "Il politico e l’inconscio" giugno
1977 Lubiana Il politico è l’inconscio, Marsilio 1978 Introduzione Congresso
"La violenza" 24-26 novembre 1977 Milano Violenza e psicanalisi,
Feltrinelli, aprile 1978 La cosa non è militare Conferenze 20 e 27 gennaio 1978
Milano "Spirali", marzo 1979 L’arte, la psicanalisi Convegno 23-25
novembre 1978 Milano L’arte, la psicanalisi, Feltrinelli, settembre 1979 I due
bordi dell’arte. Estetica e poetica Conferenze 12 agosto, 21 e 28 ottobre 1978
"Spirali", dicembre 1978 Come divenire parricida. L’intellettuale,
l’artista, lo psicanalista Conferenza 5 ottobre 1978 Genova
"Spirali", novembre 1978 L’alingua "Spirali", ottobre 1978
Come divenire analista Conferenza 6 dicembre 1978 Bologna, Biblioteca Montanari
L’ostile è l’uomo, in "Spirali", gennaio 1979 Il giullare della
nostra epoca Conferenze 16 e 23 dicembre 1978 Milano "Spirali",
febbraio 1979 Le istanze della cultura: estetica e poetica Conferenza 22
gennaio 1979 Firenze, Gabinetto Vieusseux I partiti e la cultura Conferenza 23
gennaio 1979 Arezzo "Vel", 10, 1979 Clinica psicanalitica e poesia
Conferenza 29 gennaio 1979 Mantova, Teatro Bibiena "Vel", 9, 1979 Chi
gode? Parabola del despota, del tiranno e del padrone Conferenza 17 febbraio
1979 Milano "Spirali", marzo 1979 Apocalittici e messianici Conferenza
24 marzo 1979 Milano "Spirali", maggio 1979 Alla vigilia del convegno
della sofistica Conferenza 28 aprile 1979 Milano "Spirali", giugno
1979 Liminari (L’intellettuale) intervista con Alain Ravennes per la
"Revue de l’Europe" "Spirali", maggio 1979 La maschera di
Apollo Conferenza 26 maggio 1979 Milano "Spirali", luglio-agosto 1979
Clinica del sembiante Conferenza 9 giugno 1979 Milano "Vel", 11, 1979
I due sentieri dell’impossibile Conferenza 27 giugno 1979 Padova, Gran Guardia
Liminari (L’amore) "Spirali", settembre 1979 Liminari Conferenze
settembre 1979 "Nominazione", 1, 1980 Clinica del sembiante
Conferenza 7 luglio 1979 Milano "Spirali", settembre 1979 Dalla
parabola alla cifra Conferenze luglio 1979 Milano "Vel", 12 (nuova
serie 1), 1980 Il tempo della roulette Conferenza 23 agosto 1979 Milano
"Spirali", ottobre 1979 La corda e il passo del tempo Conferenza 22
settembre 1979 "Spirali", novembre 1979 L’amore e il tempo Conferenza
settembre 1979. Milano Liminari in "Nominazione", 1, 1980
Quell’autore dei drammi di Shakespeare Conferenze 9, 16 agosto, 6, 20, 27
settembre 1979 Clinica psichiatrica Universitaria, Milano "Clinica",
1, 1980 Freud e l’Unione Sovietica. O della negazione della differenza sessuale
conferenza stampa di ritorno dal simposio L’inconscio, a Tbilisi, in Georgia,
Urss 6 ottobre 79 Milano "Spirali", novembre 1979 L’inconscio, il
sesso, la verità Conferenza 23 ottobre 1979 Padova, Sala della Gran Guardia
Edipo era dunque un artista?, in "Spirali", dicembre 1979 Il piede e
il passo del tempo Conferenza 31 ottobre 1979 Torino "Spirali",
ottobre 1980 La mitologia schreberiana Convegno L’ideologia europea 2 novembre
1979 Roma "Spirali", novembre 1979 Situazione della psicanalisi nel
1979 7 novembre 1979 Venezia, Ateneo Veneto Liminari in "Clinica", 1,
1980 Lo stile è l’intellettuale seminario Milano "Vel", 9, 1979
L’innumerazione Conferenza 24 novembre 1979 Milano "Spirali", gennaio
1980 La questione L’inconscio, Marsilio 1980 Liminari L’altro tempo della
psicanalisi, Sugarco 1980 Il sessuale Conferenze 3 dicembre 1979 e 2 gennaio
1980 Torino "Clinica", 2, 1980 Comincia un’altra sofistica Conferenza
17 dicembre 1979 Firenze "Spirali", febbraio 1980 L’atto sessuale e
la verità Conferenza 18 dicembre 1979 Roma L’atto sessuale e la verità
Conferenza 19 dicembre 1979 Napoli Il taglio clinico. La psicanalisi non è
psicoterapia medicolegale di stato intervista con R. Dadoun, "Quinzaine
Littéraire" 28 dicembre 1979 "Spirali", marzo 1980 Contro il
giornalismo selvaggio conferenza stampa al Terzo Congresso internazionale di
psicanalisi L’inconscio 30 gennaio 1980 Milano "Spirali", marzo 1980
La questione gennaio 1980 L’inconscio, Marsilio, ottobre 1980 Liminari gennaio
1980 L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 Intellettuali, editoria e
psicanalisi negli anni ottanta presentazione delle case editrici Spirali e Vel
Edizioni al Palazzo delle Stelline 16 febbraio 1980 Milano "Spirali",
aprile 1980 La verità è il tono di un incontro 25 marzo 1980 Padova
"Spirali", maggio 1980 La scommessa clinica 19 e 26 aprile 1980
Milano "Spirali", giugno 1980 L’amante della causa 3 maggio 1980
Milano "Vel", 13, 1980 La funzione vuota intervista per la
"Quinzaine" con R. Gentis alla vigilia del Convegno internazionale di
psicanalisi La verità "Spirali", settembre 1980 Una nota Congresso La
verità maggio 1980 La verità. Atti del convegno di Parigi 1980 "La
vérité", Feltrinelli, gennaio 1981 Il caso per la psicanalisi è il sogno
L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 "Spirali",
luglio-agosto 1980 Il parricidio e la sessualità Simposio internazionale di
Barcellona, conferenza conclusiva "Spirali", novembre 1980 Lo
specifico della psicanalisi Convegno del MFI sul tema Il sintomo e la
sessualità. Il metodo della psicanalisi 1-2 novembre 1980 Bologna "Spirali",
dicembre 1980 Caracas: la peste non è ancora arrivata intervento di apertura al
Simposio internazionale di psicanalisi di Caracas L’inconscio
"Spirali", gennaio 1981 C’è nessuno 29 novembre 1980 Milano
"Spirali", gennaio 1981 Il padre immortale 2 dicembre 1980 16
dicembre 1980 Padova Firenze "Vel", 14, 1980 e "Spirales",
3, aprile 1981 Il destino della psicanalisi 13 dicembre 1979 Bologna Fuoco
fatuo 16 dicembre 1980 Firenze L’intellettuale e il sesso, Spirali 1980
Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità", 1, 1981 Il getto
di Afrodite Congresso "Il sembiante" 29-31 gennaio 1981 Milano
"Spirali", febbraio 81 e "Spirales", 2, marzo 1981 Le
subjectal est un effet du temps Congresso "La verità" Parigi
"Spirales", 1, febbraio 1981 Contro la mafia "Spirali", marzo
1981 L’appuntamento di New York "Spirali", aprile 1981
"Spirales", 4, maggio 1981 La frontiera non è il limite
"Spirali", maggio 1981 "Spirales", 5, giugno 1981 La
metafora di Corinto conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York
"Spirali", giugno 1981 "Spirales", 6, luglio-agosto 1981 La
questione della verità conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York
"Spirali", "Spirales", 7, settembre 1981 La questione
ebraica Seminario alla vigilia del Congresso Milano "Spirali",
settembre 1981 Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità",
1, 1981 "Spirali", ottobre 1981 A ce point Conferenze aprile 1981 e
dicembre 1980 Milano Roma "Spirales", 9, novembre 1981 Il cielo della
voce 24 ottobre 1981 Milano "Spirali", dicembre 1981
"Spirales", La verità come effetto della cifra 18 aprile 1981 Milano
"Nominazione" 2, 1981 "Spirales", 8, ottobre 1981 La peste
a Venezia 7 gennaio 1981 Venezia "Clinica", 3, 1982 La voce Congresso
New York: sesso e linguaggio, 1981 30 aprile-2 maggio 1981 New York New York:
sesso e linguaggio, 1982 Dio e verginità a Bologna 15 dicembre 1981 Bologna
"Clinica", 4, 1982 Liminari della fondazione Conferenze aprile 1982
Padova e Venezia "Vel", 16, 1982 "Spirales", 16, giugno
1982 Il successo romano Conferenza 14 novembre 1981 Milano "Spirali",
gennaio 1982 "Spirales", 11 gennaio 1982 Roma o della fondazione
Conferenze 26 dicembre 1981 e 9 gennaio 1982 Milano "Spirali",
febbraio 1982 "Spirales", 12, febbraio 1982 Dio non agisce ma opera
Conferenze 16 e 23 gennaio 1982 Milano "Spirali", marzo 1982 La mia
cetra Congresso La cultura gennaio 1982 Roma "Spirali", aprile 1982
"Spirales", 14 aprile 1982 Della terapia come vicenda della gloria 3
aprile 1982 Milano "Spirali", maggio 1982 "Spirales", 15,
maggio 1982 La voce: questo industriale 1° maggio 1982 Milano
"Spirali", giugno 1982 "Spirales", 17 luglio 1982 La gloria
Congresso La voce e il sesso maggio 82 Parigi "Spirali",
luglio-agosto 1982 "Spirales", 18, agosto-sett. 1982 L’industria è
inconscia e L’industriale nell’atto sessuale primavera 1982 Milano
"Spirali", settembre 1982 "Spirales", 19, ottobre 1982 Dio
e verginità a Genova 16 dicembre 1981 Genova "Spirali", ottobre 1982
"Spirales", 20-21, novembre-dicembre 1982 — Otium et negotium — Le
labyrinthe e la chanson — Le sublime — Le psychanalyste et la science — D’une
drogue qui ne terrifie pas — De la culture au chiffre — Daumendick
"Spirales", 19, ottobre 1982 Pornografica e fotografica. Note intorno
alla danza e al coro Conferenza 4 ottobre 1982 Milano "Spirali",
novembre 1982 "Spirales", 20-21, novembre-dicembre 1982 Il ritratto
nella danza Conferenza 11 ottobre 1982 Milano "Spirali", dicembre
1982 Lo psicanalista e la scienza Conferenza "Nominazione", 3, 1982
Io, tu, lui e la gloria Conferenza primavera 1982 Milano
"Nominazione", 3, 82 "Spirales", 19, ottobre 1982 Nota
introduttiva Conferenza 27 gennaio 1982 Roma La cultura, Spirali 1982 Dalla
cultura alla cifra Conferenza primavera 1982 Milano La cultura, Spirali 1982 La
camera Conferenza 18 ottobre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 La
pellicola Conferenza 25 ottobre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983
Teorema del film: la nazione è l’industria. Da dove viene la moneta Conferenza
15 novembre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 Da dove viene la
moneta. Dove va e come avviene. La questione cattolica e la questione femminile
Conferenza 6 dicembre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983
"Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983 La moneta e la donna di
Ezechiele Conferenza 27 dicembre 1982 Milano "Spirali", febbraio 1983
"Spirales", 24-25, marzo-aprile, 1983 La banca e la pietra Conferenza
3 gennaio 1983 Milano "Spirali", febbraio 1983 "Spirales",
24-25, marzo-aprile, 1983 L’usura Conferenza 18 gennaio 1983 Milano
"Spirali", marzo 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983
La moda nella psicanalisi Conferenze 24 gennaio e 31 gennaio 1983 Milano
"Spirali", marzo 1983 La moda vive di questo paradiso Primo Festival
della moda del secondo rinascimento Giochi e invenzioni del narcisismo 5-6
marzo 1983 Milano "Spirali", aprile 1983 "Spirales", 26-27,
maggio-giugno 1983 La psicanalisi e le invenzioni dell’informatica 1 marzo 1983
Milano "Spirali", maggio 1983 Le donne nella repubblica occidentale 2
aprile 1983 Milano "Spirali", maggio 1983 La veille de l’ère de l’industrie
12 gennaio 1983 Beauboug "Spirales", 26-27, maggio-giugno 1983
Dall’invenzione dell’America alla macchina come invenzione 18 maggio 1983
Genova "Spirali", luglio-agosto 1983 "Spirales", 28-29,
settembre-ottobre 1983 La terra dopo la terza guerra mondiale Primo Festival
dell’energia e del secondo rinascimento 18-19 giugno 1983 Milano
"Spirali", settembre 1983 "Spirales", 28-29,
settembre-ottobre 1983 Il tempo di Venezia Il secondo rinascimento a Venezia.
Arte, cultura, industria e turismo 1-2 luglio 1983 Venezia "Spirali",
ottobre 1983 e "Spirales", 30-31, novembre-dicembre 1983 Teorema del
sacro e scrittura pulsionale "Spirali", ottobre 1983 A proposito
della Mia industria "Spirali", novembre 1983 Modelli di elusione del
tempo: futurismo e surrealismo "Spirali", dicembre 1983 Note in
margine a un dibattito Primo Festival dell’informatica 19-21 maggio 1983 Milano
"Vel", 17, 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983
Internazionalismo rinascimentale. Da dove viene l’invenzione. Dove va l’arte
"Nominazione" 4, 1983 Gerusalemme o della struttura della rimozione
novembre 1983 Milano "Causa di verità", 2, 1984 Parigi ’83 (parte
prima) 21 settembre 1983 Parigi "Spirali", gennaio 1984
"Spirales", 32-33, gennaio-febbraio 1984 De rerum pulsione Festival
Previdenza e cultura 29-30 ottobre 1983 Milano "Spirali", febbraio
1984 Automa e rischio della verità "Spirali", febbraio 1984 Il banco
e il letto congresso europeo Le banche, l’arte e la cultura 26-27 novembre 1983
Milano "Spirali", marzo 1984 L’atto del congresso Presentazione del
congresso di Tokio 10 marzo 1984 Milano "Spirali", aprile 1984 De
Jérusalem à Tokyo "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 Tokio ‘84,
Conferenze stampa ottobre 1983 e febbraio 1984 Tokio "Spirali",
maggio 1984 "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 L’America, l’Europa
e il Giappone conferenza stampa all’ESIEA (École supérieure d’informatique
éléctronique audiovisuelle) 13 marzo 1984 Parigi "Spirali", maggio
1984 La sessualità e le donne del secondo rinascimento conferenza 2 marzo 1984
Bari "Spirali", giugno 1984 Le Congrès de Tokyo "Spirales",
36-37, maggio-giugno 1984 L’industria della psicanalisi 28 aprile 1984 Milano
"Spirali", luglio-agosto 1984 Dalla scienza la letteratura 15 maggio
1984 Roma "Spirali", luglio-agosto 1984 Manifesto dell’arte del
secondo rinascimento convegno Arte del secondo rinascimento 16 giugno 1984
Milano "Spirali", settembre-ottobre 1984 "Spirales", 38-39,
ottobre 1984 Tokyo à Paris Conferenza 24 aprile 1984 Parigi
"Spirales", 38-39, ottobre 1984 La cifra della città Appendice al
Giardino dell’automa "Spirali", novembre-dicembre 1984
"Spirales", 42-43, gennaio-febbraio 1985 Inaugurazione La finanza e
la scienza, Villa Borromeo "Vel", 18, 1984 Medidioma, dal Giardino
dell’automa “Clinica”, 5, 1984 "Spirales", 44-45, marzo-aprile,1985
Brindisi vigilia di Natale 1984 "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La
nostra città, dal Giardino dell’automa "Spirali", gennaio-febbraio
1985 La Triennale delle arti e delle scienze 10 gennaio 1985 Parigi
"Spirali", marzo-aprile 1985 La finance et la science conferenza
Parigi "Spirales", 44-45, marzo-aprile 1985 La questione mediterranea
e le donne "Spirali", maggio-giugno 1985 L’automation et le marché 13
dicembre 1984 Brescia "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il
pubblico della cosa "Spirali", luglio-agosto 1985
"Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Tsukuba, Milano e la città
planetaria dopo la visita all’Expo 1985 "Spirali", luglio-agosto 1985
La cifra di Caulonia "Spirali", luglio-agosto 1985
"Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Milano e l’immagine
dell’Europa nel terzo millennio "Spirali", luglio-agosto 1985
"Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il video per chi non crede più
nel diavolo 27 giugno 1985 ISPI, Milano "Spirali", settembre-ottobre
1985 Una questione bizantina per la reinvenzione dell’Europa Congresso La
trasformazione della città in apertura del terzo millennio Ravenna
"Spirali", novembre-dicembre 1985 Note in margine al congresso
"Spirali", novembre-dicembre 1985 Quando ho incominciato
"Spirali", novembre-dicembre 1985 La parola reato impossibile
Convegno Cultura e libertà d’impresa luglio 1985 Roma "Spirali",
novembre-dicembre 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Non
c’è più psicoterapia "Spirali", novembre-dicembre 1985 L’automazione
e il mercato Logica dell’economia e commercio internazionale 13 dicembre 1984
Brescia "Nominazione", 5, 1985 Humilitas "Spirali",
gennaio-febbraio 1986 Berlino e la donna in Europa 2 febbraio 1985 Milano La
sessualità: da dove viene l’oriente, dove va l’occidente, "Vel", 3,
1986 "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Musatti e il mostro di
Firenze "Spirali", marzo-aprile 1986 L’affaire Italia
"Spirali", giugno-luglio 1986 Venezia: cifra dell’Europa, in Oriente
e occidente, nord e sud in apertura del terzo millennio "Vel", 20,
1985 La cifra dell’Europa Reinventare la pace e la speranza, "Vel",
21, 1986 Il foglio e l’albero "Nominazione", 6, Il foglio e l’albero,
Spirali 1986 Notoriae 13 dicembre 1986 Milano "Spirali",
gennaio-febbraio 1987 Quale accusa? allegato a "Spirali",
marzo-aprile 1987 Una società senza normalizzazione "Spirali",
maggio-giugno 1987 Interrogatorio Il tribunale contro le idee, "Causa di
verità", 1987 La cifratica sessuale e Per una lezione di cifrematica
"La cifra", 1, 1988 Il dispositivo cifrematico "La cifra",
2, 1989 La proprietà della parola "La cifra", 3, 1989 La carta
europea della tolleranza "La cifra", 4, 1989 Editor Il pericolo
dell’Altro L’artista del paradiso (Congresso di Milano, 7-9 giugno 1991)
"Il secondo rinascimento", 0, giugno-luglio 1991 Editor Le lucciole
(da La congiura degli idioti) L’approdo di Ferdinando Ambrosino "Il
secondo rinascimento", 1, marzo-aprile 1992 Il cielo di San Pietroburgo La
cifrematica contro la gnosi La cifra di Sandro Trotti (congresso di San Pietroburgo,
Il cielo d’Europa. La finanza e la scienza, 12-14 giugno 1992) "Il secondo
rinascimento", 2, maggio-giugno 1992 La mia clinica L’anoressia virtù del
principio. Una nota Intellettuale dove stai? Fernando Arrabal, scrittore del
2010 Felix Guattari: proprio un diavolo santo? "Il secondo
rinascimento", 3, settembre-ottobre 1992 La tipografia di Ely Bielutin Il
cielo di Michail Anikushin La poesia di Alekseij Lazykin "Il secondo
rinascimento", 4, novembre-dicembre 1992 La via del malinteso "Il
secondo rinascimento", 5, gennaio-febbraio 1993 Parigi vale ancora una
messa? Lo scultore del cielo (Alessio Paternesi) (Congresso di Parigi, Il cielo
d’Europa, 4-6 marzo 1993) "Il secondo rinascimento", 6, marzo-aprile
1993 Aforismi intorno alla catastrofe Altro dal Cézanne russo (J. Gurwic) "Il
secondo rinascimento", 7, maggio-giugno 1993 La lettura integrale del
testo di Leonardo "Il secondo rinascimento", 10, gennaio-febbraio
1994 Come cessa la lingua dei litiganti (dal Leonardo da Vinci) Della città di
Milano. La Cena (dal Leonardo da Vinci) "Il secondo rinascimento",
11, marzo-aprile 1994 Il manifesto di Bologna Il manifesto di Milano Il
manifesto di Palermo La libreria-galleria SR a Modena L’editore del libro
culturale oggi Il ritratto della pittura. Marco Castellucci La natura mai più
morta (Bologna, 9-10 aprile 1994) (Milano, 23-24 aprile 1994) (Palermo, 23
febbraio 1994) (Modena, 22 marzo 1994) "Il secondo rinascimento", 12,
maggio-giugno 1994 Il manifesto di Ginevra (Ginevra, 17-18 maggio 1994)
"Il secondo rinascimento", 13, luglio-agosto 1994 La repubblica senza
arcaismi 18 giugno 1994 Milano "Il secondo rinascimento", 14,
settembre-ottobre 1994 Mamma la paura (dal Niccolò Machiavelli) "Il
secondo rinascimento", 15, novembre-dicembre 1994 Il caso dell’unico La
paura e la depressione 17-18 novembre 1994 Milano "Il secondo
rinascimento", 16, gennaio-febbraio 1995 La carta intellettuale La notizia
delle cose e la comunicazione diplomatica (Congresso di Ginevra, 2-4 dicembre
1994) "Il secondo rinascimento", 17, marzo 1995 Le donne italiane e
la lussuria (dal Niccolò Machiavelli) "Il secondo rinascimento", 18,
aprile, 1995 Monoteismo, etica, finanza Convegno 4-5 marzo 1995 Milano "Il
secondo rinascimento", 19, maggio 1995 La necessità del superfluo
Conferenze, equipe, dibattiti agosto 1994-aprile 1995 Milano "Il secondo
rinascimento", 20, giugno 1995 L’etrusco e il fiorentino Conferenze,
equipe, dibattiti gennaio-maggio 1995 Milano "Il secondo
rinascimento", 21, luglio 1995 Le donne, la finanza, la clinica Master 6-7
maggio 1995 Venezia "Il secondo rinascimento", Le donne, la vendita,
il profitto Master 3-4 giugno 1995 Bologna "Il secondo rinascimento",
23, settembre 1995 Il denaro. La moneta. I soldi. Ieri, oggi e domani
L'intervento cifrematico Master Equipe 24-25 giugno 1995 1993 Udine Ginevra
"Il secondo rinascimento", 24, ottobre 1995 La batteria della
soddisfazione Conferenze, equipe maggio-giugno 1995 Milano "Il secondo
rinascimento", 25-26, novembre-dicembre 1995 La città del secondo
rinascimento. Il progetto e il programma per ciascuno. Noi, gli ereditieri
Master 22-23 luglio 1995 Venezia-Mestre "Il secondo rinascimento",
27, gennaio 1996 La città. I nostri prodotti e la loro vendita Master 2-3
dicembre 1995 Senago "Il secondo rinascimento", 28, febbraio 1996 La
vendita e la scommessa della clinica La medicina e il programma di vita
(Modena, 22-23 settembre 1995) (Padova 21-22 ottobre 1995) "Il secondo
rinascimento", 29, marzo 1996 La città Conferenze febbraio-marzo 1996
Senago "Il secondo rinascimento", 30, maggio 1996 La ripresa
Splendore e intelligenza della Russia (interventi a congresso "La
città" maggio-giugno 1996) "Il secondo rinascimento", 33, luglio
1996 I capitani dell'avvenire Conferenze maggio-giugno 1996 Milano "Il
secondo rinascimento", 34, agosto 1996 La cifrematica dà il suo statuto
alla psicanalisi Conferenze e equipe settembre 1996 Milano "Il secondo
rinascimento", 35, settembre 1996 La scrittura dell'esperienza Conferenze
ottobre e novembre 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 38, dicembre
1996 Il profitto intellettuale Conferenze febbraio 1997 Milano "Il secondo
rinascimento", 40, febbraio 1997 SR 40 La tripartizione dell'esperienza
Conferenze marzo 1997 Milano "Il secondo rinascimento", 41, marzo
1997 SR 41 Il caso clinico I ragazzi e le ragazze del ’97 (Equipe febbraio
1997) (Conferenze marzo 1997) "Il secondo rinascimento", 42, aprile
1997 SR 42 Il programma della città di Milano. La banca, l'assicurazione,
l'impresa, la cultura Il sogno di Franz Schubert Conferenze aprile 1997
"Il secondo rinascimento", 43, maggio 1997 SR 43 La sessualità,
l'impresa, la finanza nella città di Pordenone Dove sta la novità (9 maggio
1997) (conferenze aprile maggio 1997) "Il secondo rinascimento", 44,
giugno 1997 SR 44 L'alibi della parola: economia e finanza Conferenze giugno
1997 "Il secondo rinascimento",
SR 45 La psicanalisi, la clinica, la cifrematica a Padova, a Milano, nel
pianeta È possibile cambiare analista? Tripartizione dell'esperienza, oggi e
domani (Padova, 10 aprile 1997) (Convegno, Senago 19-20 luglio 1997) "Il
secondo rinascimento", 48, ottobre 1997 SR 48 La giustizia, il diritto, la
finanza Conferenze agosto 1997 "Il secondo rinascimento", 49,
novembre 1997 SR 49 Occorre narrare l'avvenire Conferenze agosto-settembre 1997
"Il secondo rinascimento", 50, dicembre 1997 SR 50 La struttura nuova
dell'esperienza La medicina, la direzione, la salute La New Age, il panico, la
cura La New Age e il fumo "Il secondo rinascimento", 51, gennaio 1998
SR 51 L'Euro, la finanza, la telematica Dal disagio alla salute: progetto e
programma di vita Gli errori tecnici Dispositivi intellettuali dell'impresa del
terzo millennio. Redazione, comunicazione, formazione. La sirenetta "Il
secondo rinascimento", 52, febbraio 1998 SR 52 L'epoca New Age e la
differenza sessuale La New Age. La sessualità, la finanza a Milano Chi è
psicanalista? E chi è cifrante? Gli errori tecnici "Il secondo
rinascimento", SR 53 La New Age, la
felicità, la vita La New Age, il benessere, la salute Il titolo e il diploma La
vita è la parola originaria. Analisi della New Age. Hänsel e Gretel La
famiglia, il Friuli, la salute Gli errori tecnici "Il secondo
rinascimento", 55, maggio 1998 SR 55 Legge, etica, clinica Le cose chiare
e semplici Il figlio, la matematica, l'etica "Il secondo
rinascimento", 57, luglio 1998 SR 57 Cave foeminam, cave nomen Alla
ricerca della più bella Alekseij Lazikin. La cifra della civiltà "Il
secondo rinascimento", 58, agosto 1998 SR 58 Alekseij Lazykin. La cifra
della civiltà Alekseij Lazykin. La pittura, Spirali/Vel, 1998 La materia della
felicità. Il contrasto, il dibattito, la tranquillità Alfonso Frasnedi. La
materia della felicità, Spirali/Vel 1998 Il capitano, il manager,
l’imprenditore Sulla mitologia psichiatrica Congresso "Psicanalisi e
politica" 8-9 maggio 1973 Milano Psicanalisi e politica, Feltrinelli,
settembre 1973 La materia non semiotizzabile Congresso "Follia e società
segregativa" 13-16 dicembre 1973 Milano Follia e società segregativa,
Feltrinelli, maggio 1974 Il godimento della materia Congresso "Psicanalisi
e semiotica" 23-25 maggio 1974 Milano Psicanalisi e semiotica,
Feltrinelli, febbraio 1975 La sembianza Congresso dell’École freudienne ottobre
1974 Roma "Vel", 1 (Materia e pulsione di morte), 1975 La psicanalisi
questa mia avventura, Marsilio 1978, Spirali 1997 La scrittura del godimento
Conferenze di Padova, e di Parigi, Congresso dell’École freudienne 22-23 maggio
1975 14-15 giugno 1975 Padova Parigi "Vel", 2 (Il godimento e la
legge), agosto 1975 con il titolo La sintassi del godimento Notulae. Situazione
della psicanalisi in Italia 1975 "Tel Quel", 64, ottobre 1975
Introduzione Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975
Milano Sessualità e politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La materia freudiana
Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano
Sessualità e politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La psicanalisi questa mia
avventura, cit. Premessa Congresso "Sessualità e politica" 25-28
novembre 1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 La sezione
della droga (un’introduzione) Congresso "Sessualità e politica" 25-28
novembre 1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 A proposito di
"Sessualità e politica" Congresso "Sessualità e politica"
25-28 novembre 1975 Milano In "Vel", 3 (Sessualità nelle
istituzioni), Marsilio, febbraio 1976 Significanti istituzionali? Congresso
"Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano In
"Vel", 3 (Sessualità nelle istituzioni), febbraio 1976 La psicanalisi
questa mia avventura, cit. La droga del presidente giugno 1976 "Vel",
4 (Droga e linguaggio), La psicanalisi questa mia avventura, cit. Introduzione
J.-J. Goux, Freud, Marx. Economia e simbolico, Marsilio 1976 Introduzione
Congresso "La follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La follia,
Feltrinelli, marzo 1976 Logica della follia Congresso "La follia" 1-4
dicembre 1976 Milano La follia, Feltrinelli 1976 La psicanalisi questa mia
avventura, cit. Il fiasco di Ulisse 1976 "Vel", 5, gennaio 1977 La
psicanalisi questa mia avventura, cit. Sovversione della ragione febbraio 1977
La follia nella psicanalisi, Marsilio, aprile 1977 "Communications",
26, 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Matematica dell’inconscio
"Vel", 6, agosto 1977 Epilogo luglio 1977 La psicanalisi questa mia
avventura, cit. Introduzione Il diavolo sul lettino, Marsilio, settembre 1977 Una
nota Scilicet, Feltrinelli 1977 Introduzione Il martello delle streghe,
Marsilio 1977, Spirali 2003 Il politico è l’inconscio Convegno "Il
politico e l’inconscio" giugno 1977 Lubiana Il politico è l’inconscio,
Marsilio 1978 Introduzione Congresso "La violenza" 24-26 novembre
1977 Milano Violenza e psicanalisi, Feltrinelli, aprile 1978 La cosa non è
militare Conferenze Milano
"Spirali", marzo 1979 L’arte, la psicanalisi Convegno 23-25 novembre
1978 Milano L’arte, la psicanalisi, Feltrinelli, I due bordi dell’arte. Estetica e poetica
Conferenze 12 agosto, 21 e 28 ottobre 1978 "Spirali", dicembre 1978
Come divenire parricida. L’intellettuale, l’artista, lo psicanalista Conferenza
5 ottobre 1978 Genova "Spirali", novembre 1978 L’alingua
"Spirali", ottobre 1978 Come divenire analista Conferenza 6 dicembre
1978 Bologna, Biblioteca Montanari L’ostile è l’uomo, in "Spirali",
gennaio 1979 Il giullare della nostra epoca Conferenze 16 e 23 dicembre 1978
Milano "Spirali", febbraio 1979 Le istanze della cultura: estetica e
poetica Conferenza 22 gennaio 1979 Firenze, Gabinetto Vieusseux I partiti e la
cultura Conferenza 23 gennaio 1979 Arezzo "Vel", 10, 1979 Clinica
psicanalitica e poesia Conferenza 29 gennaio 1979 Mantova, Teatro Bibiena
"Vel", 9, 1979 Chi gode? Parabola del despota, del tiranno e del
padrone Conferenza 17 febbraio 1979 Milano "Spirali", marzo 1979
Apocalittici e messianici Conferenza 24 marzo 1979 Milano "Spirali",
maggio 1979 Alla vigilia del convegno della sofistica Conferenza 28 aprile 1979
Milano "Spirali", giugno 1979 Liminari (L’intellettuale) intervista
con Alain Ravennes per la "Revue de l’Europe" "Spirali",
maggio 1979 La maschera di Apollo Conferenza 26 maggio 1979 Milano
"Spirali", luglio-agosto 1979 Clinica del sembiante Conferenza 9
giugno 1979 Milano "Vel", 11, 1979 I due sentieri dell’impossibile
Conferenza 27 giugno 1979 Padova, Gran Guardia Liminari (L’amore)
"Spirali", settembre 1979 Liminari Conferenze settembre 1979
"Nominazione", 1, 1980 Clinica del sembiante Conferenza 7 luglio 1979
Milano "Spirali", settembre 1979 Dalla parabola alla cifra Conferenze
luglio 1979 Milano "Vel", 12 (nuova serie 1), 1980 Il tempo della
roulette Conferenza 23 agosto 1979 Milano "Spirali", ottobre 1979 La
corda e il passo del tempo Conferenza 22 settembre 1979 "Spirali",
novembre 1979 L’amore e il tempo Conferenza settembre 1979. Milano Liminari in
"Nominazione", 1, 1980 Quell’autore dei drammi di Shakespeare
Conferenze 9, 16 agosto, 6, 20, 27 settembre 1979 Clinica psichiatrica
Universitaria, Milano "Clinica", 1, 1980 Freud e l’Unione Sovietica.
O della negazione della differenza sessuale conferenza stampa di ritorno dal
simposio L’inconscio, a Tbilisi, in Georgia, Urss 6 ottobre 79 Milano
"Spirali", novembre 1979 L’inconscio, il sesso, la verità Conferenza
23 ottobre 1979 Padova, Sala della Gran Guardia Edipo era dunque un artista?,
in "Spirali", dicembre 1979 Il piede e il passo del tempo Conferenza
31 ottobre 1979 Torino "Spirali", ottobre 1980 La mitologia
schreberiana Convegno L’ideologia europea 2 novembre 1979 Roma
"Spirali", novembre 1979 Situazione della psicanalisi nel 1979 7
novembre 1979 Venezia, Ateneo Veneto Liminari in "Clinica", 1, 1980
Lo stile è l’intellettuale seminario Milano "Vel", 9, 1979 L’innumerazione
Conferenza 24 novembre 1979 Milano "Spirali", gennaio 1980 La
questione L’inconscio, Marsilio 1980 Liminari L’altro tempo della psicanalisi,
Sugarco 1980 Il sessuale Conferenze 3 dicembre 1979 e 2 gennaio 1980 Torino
"Clinica", 2, 1980 Comincia un’altra sofistica Conferenza 17 dicembre
1979 Firenze "Spirali", febbraio 1980 L’atto sessuale e la verità
Conferenza 18 dicembre 1979 Roma L’atto sessuale e la verità Conferenza 19
dicembre 1979 Napoli Il taglio clinico. La psicanalisi non è psicoterapia
medicolegale di stato intervista con R. Dadoun, "Quinzaine
Littéraire" 28 dicembre 1979 "Spirali", marzo 1980 Contro il
giornalismo selvaggio conferenza stampa al Terzo Congresso internazionale di
psicanalisi L’inconscio 30 gennaio 1980 Milano "Spirali", marzo 1980
La questione gennaio 1980 L’inconscio, Marsilio, ottobre 1980 Liminari gennaio
1980 L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 Intellettuali, editoria e
psicanalisi negli anni ottanta presentazione delle case editrici Spirali e Vel
Edizioni al Palazzo delle Stelline 16 febbraio 1980 Milano "Spirali",
aprile 1980 La verità è il tono di un incontro 25 marzo 1980 Padova
"Spirali", maggio 1980 La scommessa clinica 19 e 26 aprile 1980
Milano "Spirali", giugno 1980 L’amante della causa 3 maggio 1980
Milano "Vel", 13, 1980 La funzione vuota intervista per la
"Quinzaine" con R. Gentis alla vigilia del Convegno internazionale di
psicanalisi La verità "Spirali", settembre 1980 Una nota Congresso La
verità maggio 1980 La verità. Atti del convegno di Parigi 1980 "La
vérité", Feltrinelli, gennaio 1981 Il caso per la psicanalisi è il sogno
L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 "Spirali", Il parricidio e la sessualità Simposio
internazionale di Barcellona, conferenza conclusiva "Spirali",
novembre 1980 Lo specifico della psicanalisi Convegno del MFI sul tema Il
sintomo e la sessualità. Il metodo della psicanalisi 1-2 novembre 1980 Bologna
"Spirali", dicembre 1980 Caracas: la peste non è ancora arrivata
intervento di apertura al Simposio internazionale di psicanalisi di Caracas
L’inconscio "Spirali", gennaio 1981 C’è nessuno 29 novembre 1980
Milano "Spirali", gennaio 1981 Il padre immortale 2 dicembre 1980 16
dicembre 1980 Padova Firenze "Vel", 14, 1980 e "Spirales",
3, aprile 1981 Il destino della psicanalisi 13 dicembre 1979 Bologna Fuoco
fatuo 16 dicembre 1980 Firenze L’intellettuale e il sesso, Spirali 1980
Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità", 1, 1981 Il getto
di Afrodite Congresso "Il sembiante" 29-31 gennaio 1981 Milano
"Spirali", febbraio 81 e "Spirales", 2, marzo 1981 Le
subjectal est un effet du temps Congresso "La verità" Parigi
"Spirales", 1, febbraio 1981 Contro la mafia "Spirali",
marzo 1981 L’appuntamento di New York "Spirali", aprile 1981
"Spirales", 4, maggio 1981 La frontiera non è il limite
"Spirali", maggio 1981 "Spirales", 5, giugno 1981 La
metafora di Corinto conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York
"Spirali", giugno 1981 "Spirales", 6, luglio-agosto 1981 La
questione della verità conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York
"Spirali", luglio-agosto 1981 "Spirales", 7, settembre 1981
La questione ebraica Seminario alla vigilia del Congresso Milano
"Spirali", settembre 1981 Addirittura 17 dicembre 1980 Roma
"Causa di verità", 1, 1981 "Spirali", ottobre 1981 A ce
point Conferenze aprile 1981 e dicembre 1980 Milano Roma "Spirales",
9, novembre 1981 Il cielo della voce 24 ottobre 1981 Milano
"Spirali", dicembre 1981 "Spirales", 10 dicembre 1981 La
verità come effetto della cifra 18 aprile 1981 Milano "Nominazione"
2, 1981 "Spirales", 8, ottobre 1981 La peste a Venezia 7 gennaio 1981
Venezia "Clinica", 3, 1982 La voce Congresso New York: sesso e
linguaggio, 1981 30 aprile-2 maggio 1981 New York New York: sesso e linguaggio,
1982 Dio e verginità a Bologna 15 dicembre 1981 Bologna "Clinica", 4,
1982 Liminari della fondazione Conferenze aprile 1982 Padova e Venezia
"Vel", 16, 1982 "Spirales", 16, giugno 1982 Il successo
romano Conferenza 14 novembre 1981 Milano "Spirali", gennaio 1982
"Spirales", 11 gennaio 1982 Roma o della fondazione Conferenze 26
dicembre 1981 e 9 gennaio 1982 Milano "Spirali", febbraio 1982
"Spirales", 12, febbraio 1982 Dio non agisce ma opera Conferenze 16 e
23 gennaio 1982 Milano "Spirali", marzo 1982 La mia cetra Congresso
La cultura gennaio 1982 Roma "Spirali", aprile 1982
"Spirales", 14 aprile 1982 Della terapia come vicenda della gloria 3
aprile 1982 Milano "Spirali", maggio 1982 "Spirales", 15,
maggio 1982 La voce: questo industriale 1° maggio 1982 Milano "Spirali",
giugno 1982 "Spirales", 17 luglio 1982 La gloria Congresso La voce e
il sesso maggio 82 Parigi "Spirali", luglio-agosto 1982
"Spirales", 18, agosto-sett. 1982 L’industria è inconscia e
L’industriale nell’atto sessuale primavera 1982 Milano "Spirali",
settembre 1982 "Spirales", 19, ottobre 1982 Dio e verginità a Genova
16 dicembre 1981 Genova "Spirali", ottobre 1982 "Spirales",
20-21, novembre-dicembre 1982 — Otium et negotium — Le labyrinthe e la chanson
— Le sublime — Le psychanalyste et la science — D’une drogue qui ne terrifie
pas — De la culture au chiffre — Daumendick "Spirales", 19, ottobre
1982 Pornografica e fotografica. Note intorno alla danza e al coro Conferenza 4
ottobre 1982 Milano "Spirali", novembre 1982 "Spirales",
20-21, novembre-dicembre 1982 Il ritratto nella danza Conferenza 11 ottobre
1982 Milano "Spirali", dicembre 1982 Lo psicanalista e la scienza
Conferenza "Nominazione", 3, 1982 Io, tu, lui e la gloria Conferenza
primavera 1982 Milano "Nominazione", 3, 82 "Spirales", 19,
ottobre 1982 Nota introduttiva Conferenza 27 gennaio 1982 Roma La cultura,
Spirali 1982 Dalla cultura alla cifra Conferenza primavera 1982 Milano La
cultura, Spirali 1982 La camera Conferenza 18 ottobre 1982 Milano
"Spirali", gennaio 1983 La pellicola Conferenza 25 ottobre 1982
Milano "Spirali", gennaio 1983 Teorema del film: la nazione è
l’industria. Da dove viene la moneta Conferenza 15 novembre 1982 Milano
"Spirali", gennaio 1983 Da dove viene la moneta. Dove va e come
avviene. La questione cattolica e la questione femminile Conferenza 6 dicembre
1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 "Spirales", 24-25,
marzo-aprile 1983 La moneta e la donna di Ezechiele Conferenza 27 dicembre 1982
Milano "Spirali", febbraio 1983 "Spirales", 24-25,
marzo-aprile, 1983 La banca e la pietra Conferenza 3 gennaio 1983 Milano
"Spirali", febbraio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile,
1983 L’usura Conferenza 18 gennaio 1983 Milano "Spirali", marzo 1983
"Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983 La moda nella psicanalisi
Conferenze 24 gennaio e 31 gennaio 1983 Milano "Spirali", marzo 1983
La moda vive di questo paradiso Primo Festival della moda del secondo
rinascimento Giochi e invenzioni del narcisismo 5-6 marzo 1983 Milano
"Spirali", aprile 1983 "Spirales", 26-27, maggio-giugno
1983 La psicanalisi e le invenzioni dell’informatica 1 marzo 1983 Milano
"Spirali", maggio 1983 Le donne nella repubblica occidentale 2 aprile
1983 Milano "Spirali", maggio 1983 La veille de l’ère de l’industrie
12 gennaio 1983 Beauboug "Spirales", 26-27, maggio-giugno 1983
Dall’invenzione dell’America alla macchina come invenzione 18 maggio 1983 Genova
"Spirali", luglio-agosto 1983 "Spirales", 28-29,
settembre-ottobre 1983 La terra dopo la terza guerra mondiale Primo Festival
dell’energia e del secondo rinascimento 18-19 giugno 1983 Milano
"Spirali", settembre 1983 "Spirales", 28-29,
settembre-ottobre 1983 Il tempo di Venezia Il secondo rinascimento a Venezia.
Arte, cultura, industria e turismo 1-2 luglio 1983 Venezia "Spirali",
ottobre 1983 e "Spirales", 30-31, novembre-dicembre 1983 Teorema del
sacro e scrittura pulsionale "Spirali", ottobre 1983 A proposito
della Mia industria "Spirali", novembre 1983 Modelli di elusione del
tempo: futurismo e surrealismo "Spirali", dicembre 1983 Note in
margine a un dibattito Primo Festival dell’informatica 19-21 maggio 1983 Milano
"Vel", 17, 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983
Internazionalismo rinascimentale. Da dove viene l’invenzione. Dove va l’arte
"Nominazione" 4, 1983 Gerusalemme o della struttura della rimozione
novembre 1983 Milano "Causa di verità", 2, 1984 Parigi ’83 (parte
prima) 21 settembre 1983 Parigi "Spirali", gennaio 1984
"Spirales", 32-33, gennaio-febbraio 1984 De rerum pulsione Festival
Previdenza e cultura 29-30 ottobre 1983 Milano "Spirali", febbraio
1984 Automa e rischio della verità "Spirali", febbraio 1984 Il banco
e il letto congresso europeo Le banche, l’arte e la cultura 26-27 novembre 1983
Milano "Spirali", marzo 1984 L’atto del congresso Presentazione del
congresso di Tokio 10 marzo 1984 Milano "Spirali", aprile 1984 De
Jérusalem à Tokyo "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 Tokio ‘84,
Conferenze stampa ottobre 1983 e febbraio 1984 Tokio "Spirali",
maggio 1984 "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 L’America, l’Europa
e il Giappone conferenza stampa all’ESIEA (École supérieure d’informatique
éléctronique audiovisuelle) 13 marzo 1984 Parigi "Spirali", maggio
1984 La sessualità e le donne del secondo rinascimento conferenza 2 marzo 1984
Bari "Spirali", giugno 1984 Le Congrès de Tokyo "Spirales",
36-37, maggio-giugno 1984 L’industria della psicanalisi 28 aprile 1984 Milano
"Spirali", luglio-agosto 1984 Dalla scienza la letteratura 15 maggio
1984 Roma "Spirali", luglio-agosto 1984 Manifesto dell’arte del
secondo rinascimento convegno Arte del secondo rinascimento 16 giugno 1984
Milano "Spirali", settembre-ottobre 1984 "Spirales", 38-39,
ottobre 1984 Tokyo à Paris Conferenza 24 aprile 1984 Parigi
"Spirales", 38-39, ottobre 1984 La cifra della città Appendice al
Giardino dell’automa "Spirali", novembre-dicembre 1984 "Spirales",
42-43, gennaio-febbraio 1985 Inaugurazione La finanza e la scienza, Villa
Borromeo "Vel", 18, 1984 Medidioma, dal Giardino dell’automa
“Clinica”, 5, 1984 "Spirales", 44-45, marzo-aprile,1985 Brindisi
vigilia di Natale 1984 "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La nostra
città, dal Giardino dell’automa "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La
Triennale delle arti e delle scienze 10 gennaio 1985 Parigi
"Spirali", marzo-aprile 1985 La finance et la science conferenza
Parigi "Spirales", 44-45, marzo-aprile 1985 La questione mediterranea
e le donne "Spirali", maggio-giugno 1985 L’automation et le marché 13
dicembre 1984 Brescia "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il
pubblico della cosa "Spirali", luglio-agosto 1985
"Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Tsukuba, Milano e la città
planetaria dopo la visita all’Expo 1985 "Spirali", luglio-agosto 1985
La cifra di Caulonia "Spirali", luglio-agosto 1985
"Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Milano e l’immagine
dell’Europa nel terzo millennio "Spirali", luglio-agosto 1985
"Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il video per chi non crede più
nel diavolo 27 giugno 1985 ISPI, Milano "Spirali", settembre-ottobre
1985 Una questione bizantina per la reinvenzione dell’Europa Congresso La
trasformazione della città in apertura del terzo millennio Ravenna
"Spirali", novembre-dicembre 1985 Note in margine al congresso
"Spirali", novembre-dicembre 1985 Quando ho incominciato
"Spirali", novembre-dicembre 1985 La parola reato impossibile
Convegno Cultura e libertà d’impresa luglio 1985 Roma "Spirali",
novembre-dicembre 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Non
c’è più psicoterapia "Spirali", novembre-dicembre 1985 L’automazione
e il mercato Logica dell’economia e commercio internazionale 13 dicembre 1984
Brescia "Nominazione", 5, 1985 Humilitas "Spirali", gennaio-febbraio
1986 Berlino e la donna in Europa 2 febbraio 1985 Milano La sessualità: da dove
viene l’oriente, dove va l’occidente, "Vel", 3, 1986
"Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Musatti e il mostro di Firenze
"Spirali", marzo-aprile 1986 L’affaire Italia "Spirali",
giugno-luglio 1986 Venezia: cifra dell’Europa, in Oriente e occidente, nord e
sud in apertura del terzo millennio "Vel", 20, 1985 La cifra
dell’Europa Reinventare la pace e la speranza, "Vel", 21, 1986 Il
foglio e l’albero "Nominazione", 6, Il foglio e l’albero, Spirali
1986 Notoriae 13 dicembre 1986 Milano "Spirali", gennaio-febbraio
1987 Quale accusa? allegato a "Spirali", marzo-aprile 1987 Una
società senza normalizzazione "Spirali", maggio-giugno 1987 Interrogatorio
Il tribunale contro le idee, "Causa di verità", 1987 La cifratica
sessuale e Per una lezione di cifrematica "La cifra", 1, 1988 Il
dispositivo cifrematico "La cifra", 2, 1989 La proprietà della parola
"La cifra", 3, 1989 La carta europea della tolleranza "La cifra",
4, 1989 Editor Il pericolo dell’Altro L’artista del paradiso (Congresso di
Milano, 7-9 giugno 1991) "Il secondo rinascimento", 0, giugno-luglio
1991 Editor Le lucciole (da La congiura degli idioti) L’approdo di Ferdinando
Ambrosino "Il secondo rinascimento", 1, marzo-aprile 1992 Il cielo di
San Pietroburgo La cifrematica contro la gnosi La cifra di Sandro Trotti
(congresso di San Pietroburgo, Il cielo d’Europa. La finanza e la scienza,
12-14 giugno 1992) "Il secondo rinascimento", 2, maggio-giugno 1992
La mia clinica L’anoressia virtù del principio. Una nota Intellettuale dove
stai? Fernando Arrabal, scrittore del 2010 Felix Guattari: proprio un diavolo
santo? "Il secondo rinascimento", 3, settembre-ottobre 1992 La
tipografia di Ely Bielutin Il cielo di Michail Anikushin La poesia di Alekseij
Lazykin "Il secondo rinascimento", 4, novembre-dicembre 1992 La via
del malinteso "Il secondo rinascimento", 5, gennaio-febbraio 1993
Parigi vale ancora una messa? Lo scultore del cielo (Alessio Paternesi)
(Congresso di Parigi, Il cielo d’Europa, 4-6 marzo 1993) "Il secondo
rinascimento", 6, marzo-aprile 1993 Aforismi intorno alla catastrofe Altro
dal Cézanne russo (J. Gurwic) "Il secondo rinascimento", 7,
maggio-giugno 1993 La lettura integrale del testo di Leonardo "Il secondo
rinascimento", 10, gennaio-febbraio 1994 Come cessa la lingua dei
litiganti (dal Leonardo da Vinci) Della città di Milano. La Cena (dal Leonardo
da Vinci) "Il secondo rinascimento", 11, marzo-aprile 1994 Il
manifesto di Bologna Il manifesto di Milano Il manifesto di Palermo La
libreria-galleria SR a Modena L’editore del libro culturale oggi Il ritratto
della pittura. Marco Castellucci La natura mai più morta (Bologna, 9-10 aprile
1994) (Milano, 23-24 aprile 1994) (Palermo, 23 febbraio 1994) (Modena, 22 marzo
1994) "Il secondo rinascimento", Il manifesto di Ginevra (Ginevra,
17-18 maggio 1994) "Il secondo rinascimento", 13, luglio-agosto 1994
La repubblica senza arcaismi 18 giugno 1994 Milano "Il secondo
rinascimento", 14, settembre-ottobre 1994 Mamma la paura (dal Niccolò
Machiavelli) "Il secondo rinascimento", 15, novembre-dicembre 1994 Il
caso dell’unico La paura e la depressione 17-18 novembre 1994 Milano "Il
secondo rinascimento", 16, gennaio-febbraio 1995 La carta intellettuale La
notizia delle cose e la comunicazione diplomatica (Congresso di Ginevra, 2-4
dicembre 1994) "Il secondo rinascimento", 17, marzo 1995 Le donne
italiane e la lussuria (dal Niccolò Machiavelli) "Il secondo
rinascimento", 18, aprile, 1995 Monoteismo, etica, finanza Convegno 4-5
marzo 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 19, maggio 1995 La
necessità del superfluo Conferenze, equipe, dibattiti agosto 1994-aprile 1995
Milano "Il secondo rinascimento", 20, giugno 1995 L’etrusco e il
fiorentino Conferenze, equipe, dibattiti gennaio-maggio 1995 Milano "Il
secondo rinascimento", 21, luglio 1995 Le donne, la finanza, la clinica
Master 6-7 maggio 1995 Venezia "Il secondo rinascimento", 22, agosto
1995 Le donne, la vendita, il profitto Master 3-4 giugno 1995 Bologna "Il
secondo rinascimento", 23, settembre 1995 Il denaro. La moneta. I soldi.
Ieri, oggi e domani L'intervento cifrematico Master Equipe 24-25 giugno 1995
1993 Udine Ginevra "Il secondo rinascimento", 24, ottobre 1995 La
batteria della soddisfazione Conferenze, equipe maggio-giugno 1995 Milano
"Il secondo rinascimento", La città del secondo rinascimento. Il
progetto e il programma per ciascuno. Noi, gli ereditieri Master 22-23 luglio
1995 Venezia-Mestre "Il secondo rinascimento", 27, gennaio 1996 La
città. I nostri prodotti e la loro vendita Master 2-3 dicembre 1995 Senago
"Il secondo rinascimento", 28, febbraio 1996 La vendita e la
scommessa della clinica La medicina e il programma di vita (Modena, 22-23
settembre 1995) (Padova 21-22 ottobre 1995) "Il secondo
rinascimento", 29, marzo 1996 La città Conferenze febbraio-marzo 1996
Senago "Il secondo rinascimento", 30, maggio 1996 La ripresa
Splendore e intelligenza della Russia (interventi a congresso "La
città" maggio-giugno 1996) "Il secondo rinascimento", 33, luglio
1996 I capitani dell'avvenire Conferenze maggio-giugno 1996 Milano "Il
secondo rinascimento", 34, agosto 1996 La cifrematica dà il suo statuto
alla psicanalisi Conferenze e equipe settembre 1996 Milano "Il secondo
rinascimento", 35, settembre 1996 La scrittura dell'esperienza Conferenze
ottobre e novembre 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 38,
dicembre 1996 Il profitto intellettuale Conferenze febbraio 1997 Milano
"Il secondo rinascimento", 40, febbraio 1997 SR 40 La tripartizione
dell'esperienza Conferenze marzo 1997 Milano "Il secondo
rinascimento", 41, marzo 1997 SR 41 Il caso clinico I ragazzi e le ragazze
del ’97 (Equipe febbraio 1997) (Conferenze marzo 1997) "Il secondo
rinascimento", 42, aprile 1997 SR 42 Il programma della città di Milano.
La banca, l'assicurazione, l'impresa, la cultura Il sogno di Franz Schubert
Conferenze aprile 1997 "Il secondo rinascimento", 43, maggio 1997 SR
43 La sessualità, l'impresa, la finanza nella città di Pordenone Dove sta la
novità (9 maggio 1997) (conferenze aprile maggio 1997) "Il secondo rinascimento",
44, giugno 1997 SR 44 L'alibi della parola: economia e finanza Conferenze
giugno 1997 "Il secondo rinascimento", 45, luglio 1997 SR 45 La
psicanalisi, la clinica, la cifrematica a Padova, a Milano, nel pianeta È
possibile cambiare analista? Tripartizione dell'esperienza, oggi e domani
(Padova, 10 aprile 1997) (Convegno, Senago 19-20 luglio 1997) "Il secondo
rinascimento", 48, ottobre 1997 SR 48 La giustizia, il diritto, la finanza
Conferenze agosto 1997 "Il secondo rinascimento", 49, novembre 1997
SR 49 Occorre narrare l'avvenire Conferenze agosto-settembre 1997 "Il
secondo rinascimento", 50, dicembre 1997 SR 50 La struttura nuova
dell'esperienza La medicina, la direzione, la salute La New Age, il panico, la
cura La New Age e il fumo "Il secondo rinascimento", 51, gennaio 1998
SR 51 L'Euro, la finanza, la telematica Dal disagio alla salute: progetto e
programma di vita Gli errori tecnici Dispositivi intellettuali dell'impresa del
terzo millennio. Redazione, comunicazione, formazione. La sirenetta "Il
secondo rinascimento", 52, febbraio 1998 SR 52 L'epoca New Age e la
differenza sessuale La New Age. La sessualità, la finanza a Milano Chi è
psicanalista? E chi è cifrante? Gli errori tecnici "Il secondo
rinascimento", 53, marzo 1998 SR 53 La New Age, la felicità, la vita La
New Age, il benessere, la salute Il titolo e il diploma La vita è la parola
originaria. Analisi della New Age. Hänsel e Gretel La famiglia, il Friuli, la
salute Gli errori tecnici "Il secondo rinascimento", 55, maggio 1998
SR 55 Legge, etica, clinica Le cose chiare e semplici Il figlio, la matematica,
l'etica "Il secondo rinascimento", 57, luglio 1998 SR 57 Cave
foeminam, cave nomen Alla ricerca della più bella Alekseij Lazikin. La cifra
della civiltà "Il secondo rinascimento", 58, agosto 1998 SR 58 Alekseij
Lazykin. La cifra della civiltà Alekseij Lazykin. La pittura, Spirali/Vel, 1998
La materia della felicità. Il contrasto, il dibattito, la tranquillità Alfonso
Frasnedi. La materia della felicità, Spirali/Vel 1998 Il capitano, il manager,
l’imprenditore "Il secondo rinascimento", 61, novembre 1998 SR 61
Genesi, genetica, generazione, clonazione Filius genitus nec generatus. Il
figlio nei quattro discorsi "Il secondo rinascimento", 62, dicembre
1998 SR 62 L’impresa: insegnare, formare, produrre Il mito della madre,
l’industria, il profitto La psicanalisi non è psicoterapia "Il secondo
rinascimento", 64, febbraio 1999 SR 64 Il discorso paranoico Il cancro
"Il secondo rinascimento", 65, marzo 1999 SR 65 L’economia La finanza
Il profitto, la soddisfazione La qualità della vita "Il secondo
rinascimento", 66, aprile 1999 SR 66 L’impressione della luce Andrej
Lyssenko. L’impressione della luce, Spirali/Vel, 1999 Preambolo Montevago, La
Sicilia. Le dimensioni della parola. Il piacere della civiltà, Spirali/Vel,
1999 La festa della vita Antonio Vangelli. La festa della vita, Spirali/Vel,
1999 L’arte Enzo Nasso, L’arte, Spirali/Vel, 1999 L’immunità "Il secondo
rinascimento" 67-68, maggio-giugno 1999 SR 67-68 Il discorso ossessivo
L’infarto Il discorso isterico L’ictus "Il secondo rinascimento",
71-72, settembre-ottobre 1999 SR 71-72 L’anoressia La bulimia Il morbo di
Parkinson La malattia di Alzheimer "Il secondo rinascimento", 73-74,
novembre-dicembre 1999 SR 73-74 Il bello della differenza Saverio Ungheri. Il
bello della differenza, Spirali/Vel 2000 Ungheri Il dolore Il tabacco L’alcool
Il nome, l’acqua l’automazione "Il secondo rinascimento", 75-76,
gennaio-febbraio 2000 SR 75-76 Il ritmo della vita e i suoi dispositivi La
psicanalisi del secondo rinascimento I dispositivi della rivoluzione: la
conversazione, la narrazione, la lettura Dell’indifferenza in materia di
umanità Quali valori all’aurora del terzo millennio? I giovani: la scienza, la
cultura, l’arte "Il secondo rinascimento", 79-86, maggio-dicembre
2000 SR 79-86 La Borsa e il cervello della telematica "Il secondo
rinascimento", 87-88, gennaio-febbraio 2001 SR 87-88 Un'altra nozione di
accesso L'esperienza non è commercializzabile Il divario digitale La mia
psicanalisi Medicina e verità La medicina, l'industria, la salute La battaglia
per la salute. La medicina, la psicanalisi, la vita La vita senza luogo
"Il secondo rinascimento",89-90, marzo-aprile 2001 SR 89-90 La
cosiddetta legge dell'incesto Il Vangelo L'impresa per la salute Come si scrive
il Vangelo nell'era della telecomunicazione La Bibbia della telecomunicazione
Come divenire psicanalista Come divenire capitalista La questione
intellettuale. La questione donna Come formare gli italiani La mia proposta per
la città di Milano Il valore della vita Le donne, la sessualità, la
comunicazione La scienza della vita I giovani, le donne e l'educazione
intellettuale La cifrematica. I dispositivi della rivoluzione: conversazione,
narrazione, lettura "Il secondo rinascimento", 91-92, luglio-agosto
2002 SR 91-92 La clinica La chirurgia Psicanalista chi? "Il secondo
rinascimento", 93-94, settembre-ottobre 2002 SR 93-94 Niente avvenire
senza le donne Il dispositivo immunitario: verginità, grazia, carità La fede
nella riuscita Interventi al Congresso Stress. La clinica della vita "Il
secondo rinascimento", 95, marzo 2003 SR 95 "Il secondo
rinascimento", 61, novembre 1998 SR 61 Genesi, genetica, generazione,
clonazione Filius genitus nec generatus. Il figlio nei quattro discorsi "Il
secondo rinascimento", 62, dicembre 1998 SR 62 L’impresa: insegnare,
formare, produrre Il mito della madre, l’industria, il profitto La psicanalisi
non è psicoterapia "Il secondo rinascimento", 64, febbraio 1999 SR 64
Il discorso paranoico Il cancro "Il secondo rinascimento", 65, marzo
1999 SR 65 L’economia La finanza Il profitto, la soddisfazione La qualità della
vita "Il secondo rinascimento", 66, aprile 1999 SR 66 L’impressione
della luce Andrej Lyssenko. L’impressione della luce, Spirali/Vel, Preambolo Montevago,
La Sicilia. Le dimensioni della parola. Il piacere della civiltà, Spirali/Vel,
1999 La festa della vita Antonio Vangelli. La festa della vita, Spirali/Vel,
1999 L’arte Enzo Nasso, L’arte, Spirali/Vel, 1999 L’immunità "Il secondo
rinascimento" 67-68, maggio-giugno 1999 SR 67-68 Il discorso ossessivo
L’infarto Il discorso isterico L’ictus "Il secondo rinascimento",
71-72, settembre-ottobre 1999 SR 71-72 L’anoressia La bulimia Il morbo di
Parkinson La malattia di Alzheimer "Il secondo rinascimento", 73-74,
novembre-dicembre 1999 SR 73-74 Il bello della differenza Saverio Ungheri. Il
bello della differenza, Spirali/Vel 2000 Ungheri Il dolore Il tabacco L’alcool
Il nome, l’acqua l’automazione "Il secondo rinascimento", 75-76,
gennaio-febbraio 2000 SR 75-76 Il ritmo della vita e i suoi dispositivi La
psicanalisi del secondo rinascimento I dispositivi della rivoluzione: la
conversazione, la narrazione, la lettura Dell’indifferenza in materia di
umanità Quali valori all’aurora del terzo millennio? I giovani: la scienza, la
cultura, l’arte "Il secondo rinascimento", 79-86, maggio-dicembre
2000 SR 79-86 La Borsa e il cervello della telematica "Il secondo
rinascimento", SR 87-88 Un'altra nozione di accesso L'esperienza non è
commercializzabile Il divario digitale La mia psicanalisi Medicina e verità La
medicina, l'industria, la salute La battaglia per la salute. La medicina, la
psicanalisi, la vita La vita senza luogo "Il secondo
rinascimento",89-90, marzo-aprile 2001 SR 89-90 La cosiddetta legge
dell'incesto Il Vangelo L'impresa per la salute Come si scrive il Vangelo
nell'era della telecomunicazione La Bibbia della telecomunicazione Come
divenire psicanalista Come divenire capitalista La questione intellettuale. La
questione donna Come formare gli italiani La mia proposta per la città di Milano
Il valore della vita Le donne, la sessualità, la comunicazione La scienza della
vita I giovani, le donne e l'educazione intellettuale La cifrematica. I
dispositivi della rivoluzione: conversazione, narrazione, lettura "Il
secondo rinascimento", 91-92, luglio-agosto 2002 SR 91-92 La clinica La
chirurgia Psicanalista chi? "Il secondo rinascimento", 93-94,
settembre-ottobre 2002 SR 93-94 Niente avvenire senza le donne Il dispositivo
immunitario: verginità, grazia, carità La fede nella riuscita Interventi al
Congresso Stress. La clinica della vita "Il secondo rinascimento",
95, marzo 2003 SR 95 INEDITI Scritti, conferenze, master, corsi, lezioni
Leonardo da Vinci Leonardo da Vinci I giganti della montagna, tesi di laurea,
1968 Equipe La cifra della città, 1985-1989 Equipe del dizionario 1986-1989
Equipe del dizionario e della cifra. La tripartizione del segno e la clinica
psicanalitica, 1987-1988 Corso Storia della psicanalisi, 1988 Linguistica e
psicanalisi, master, 1988 Droga e famiglia, 11 lezioni di cifrematica,
1988-1989 Lacan 1, master, 1988 Lacan 2, master 1988 Carrefour. Lo scritto
dello psicanalista, lezioni, 1988-1989 Editoria, gestione, produzione,
commercializzazione, master, 1989 Freud e la cifrematica, master, 1989 Editoria
e cifrematica, master, 1989 Lacan 3, master, 1990 Dalla psicanalisi alla
cifrematica, master, 1990 Freud, Lacan e la cifrematica, master, 1990 Dalla
logica matematica alla cifrematica, master, 1990 La cifrematica, master, 1990
La rivoluzione cifrematica, lezioni, 1990-1991 Equipe Il caso di cifra,
1990-1991 Freud, Lacan, master, 1991 Società e clinica della parola, master,
1991 Equipe Logica, teoria e scrittura, 1990-1991 La rivoluzione cifrematica
(master e conferenze) 1990-1991 Equipe del caso clinico, 1992-1997 Letture
cifrematiche, lezioni, 1992-1994 Come divenire psicanalista del secondo
rinascimento, master, 1995 Freud e Lacan, master, 1995 Peano e la logica
matematica, master, 1995 L’intervento cifrematico e il caso, lezioni, 1997
Equipe della clinica. L’errore tecnico, 1997-1998 Equipe della clinica. Lettura
dei Sei personaggi in cerca d’autore, 1998 Equipe della clinica. Lettura
dell'Enrico IV di Pirandello, 1998 Nuove lezioni di psicanalisi. I casi
clinici, 2000-2001 Conferenze, master, equipe, Ginevra e Losanna, 1985-2003Nome
compiuto: Armando Verdiglione. Verdiglione. Keywords: de-ciphering the cipher,
cifra decrifrata, implicatura e cifra, Bruno, Machiavelli. Refs.: The H. P.
Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Verdiglione e l’idioma
dell’idiota” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Vernia: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale dei peripatetici del
lizio – la scuola di Chieti – filosofia abruzzese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di
Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Chieti). Abstract.
Keywords: living thing. Grice soul psuche bios Joachim logically developing
series. Zen psuche. Filosofo abruzzese. Filosofo italiano. Chieti, Abruzzo. Grice:
“I love Vernia, but then any Englishman would, especially when learning that
Saint Thomas (Aquino) would have made such a fuss about him!” -- Essential
Italian philosopher. Allievo
a Padova di PERGOLA e Thiese e successore di quest'ultimo. Ha come collega POMPONAZZI
(il Pomponaccio). Tra i suoi allievi: NIFO e PICO. Seguace dell'ermetismo
imperante a Padova, cura un'edizione di Aristotele, il lizio. V. sostenne
l'unità dell'intelletto -- dottrina poi abbandonata a causa di una condanna
inflittagli dal vescovo di Padova --, l'autonomia della fisica rispetto alla
meta-fisica, e la superiorità della scienza della natura sulle scienze
dell'uomo. Saggi: “Contra perversam Averrois opinionem de unitate intellectus
et de animae felicitate”; “De unitate intellectus et de animae felicitate”; “Expositio
in posteriorum capitulum secundum in fine”; “Expositio in posteriorum librum
priorem”; “Quaestio de gravibus et levibus”; “Quaestio de rationibus
seminalibus”; “Quaestio de unitate intellectus”; “Quaestio in De anima. Bellis,
“L’aristotelismo” – del lizeo (Firenze, Olscheki editore, Treccani Enciclopedie
Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Esaminiamo
in prima quali sieno le sue cose stampate, le quali sono poco conosciute, si
perché si trovano inserite in altre opere, si perché scritte con caratteri
molto fitti, danno pena all'occhio anche molto paziente. La dissertazione
più conosciuta é l'ultima, contro l' unità dell'intelletto di Averroe; tanto è
vero, che nella seconda iscrizione apposta al monumento trasportato dalla
chiesa di S. Bartoloneo all'oratorio dell'ospedale civile di Vi-cenza, è
precisamente questo ultimo scritto ricordato. Del Vernia sono stampate sei
dissertazioni. La prima porta la data del 1480 (') ed è: quuestio un ens mobile
sit toliusphilosopine nuturalis siljectum ('); essa si trova nel commento sul
de general. et corrupt. di Aristotele, di Egidio Romano, di Marsilio Ingnen, e
di Alberto di Sassonia. La seconda é collegata colla terza, e tratta
della partizione della filosofia; è una prolusione ad un corso di un anno
intorno alla fisica di Aristotele. La terza è: utrum medicina jure civili sit
nobilior: è come una conclusione della seconda (°); tutte e due sono nella
fisica di Burleo, e sono precedute da una lettera a Sebastiano Baduario,
censore di Vicenza (3), nella quale ricorda il Vernia la grandezza della di lui
famiglia, di cui i capitani sono scolpiti nelle immagini del Palazzo Ducale di
Venezia. Il Badua-rio fu discepolo, come il Vernia, di Paolo della Pergola, ed
addivenne illustre scotista. In sua casa fu educato il compaesano del Vernia,
Nicola Manupello, di Chieti, che fu fisico e medico. E qui soggiunge, che essendo
stato pregato dagli stampatori di emendare il libro sulla fisica di Burleo che
era corrotto e che doveva leggere agli scolari, volle premettere la divisione
della filosofia e l'ampia questione de inchoatione formaruin da lui trattita,
ed al Baduario dedicata. Questa ultima questione è andata perduta; almeno
finora non la rinvenni. La partizione della filosofia e l'altra sulla medicina
portano la data della fine di febbraro 1482 (*). La quarta dissertazione è
sul de gracibns et lucciles, dedicata a Berardo Bolderio filosofo e
medico veronese; tratta se i gravi ed i leggeri inanimati si muovano da se
stessi o da altro, quando sia rimosso ogni impedimento. Essa si trova nello
scritto sull'intelletto contro Averroe. La data non ci è veramente segnata; ma
siccome essa é citata nella quinta dissertazione, e non nelle altre prevedenti,
è da dirsi essere la quarta. La quinta dissertazione é: questio an denter
unicersalin realia, ed é premessa al commento sulla fisica di Urbano Servita,
Averroista. Il Renan seguendo l'Hain, ha creduto che sia una prefazione (');
invece è una questione a se, che la poca relazione propriamente culla fisica.
Antonio Alabante scrive al Vernia di leggere ed esaminare il manoscritto di
Urbano Servita, e di vedere se ne sia stato l'autore Giovanni Marcanova, ovvero
Urbano. Il Vernia risponde che il manoscritto nel primo esemplare è di Urbano:
Marcanova lo copiò e fu trovato nei libro di costui senza indice: che è degno
di essere stampato, jerche Urbano supera moltissimi averroisti, e non islugge
le questioni le più difficili della fisica. Corrisponde alla gentilezza e stima
di Alabante di Bologna con pari condutta, mandandogli la dissertazione sugli
universali, perché la legga e gli dica se può essere stanpata. La lettera
di accompagnamento porta la data del giugno 1492 da Padova; e la dissertazione
è stata terininita nel 17 febbraio 1492 (*). Sino a questo tempo il Vernia è un
pretto averroista, mostrando nei suoi scritti unlampo di razionalitá e di
liberta di filosofare pregevole e rarissima a quei tempi. Ma alla
sorveglianza del Vescovo di Padova e alla • pietá di un uomo dottissimo quale
era il Barozzi non poteva sfuggire il libero pensiero del Vernia. Imperocche il
Barozzi nel 4 maggio 1489 aveva emanata la scomunica lutae sententiae a tutti
quelli che disputavano pubblicamente quoris quaesito colore, sull'unità dell'
intelletto. Il Vernia con tutto ciò si mantiene ancora fermo ai suoi
principii; sperava che essi fossero mantenuti illesi colla pubblicazione delle
sue dottrine, affidata alla protezione di uomo colto ed autorevole che l'aveva
accolta. Cio non basto a salvarlo: una più severa minaccia di seomunica
direttamente al Vernia dovette venire, la quale l'obbligava a ritrattarsi. Non
si puù spiegare diversamente la vicinanza delle due date, della quarta e della
sesta dissertazione, nella quale ultima il Vernia si ritratta interamente del
suo averroismo. La questione degli universali porta la data del 17 febbraio. La
lettera poi di accompagnamento di questa dissertazione diretta ad Antonio
Alabante porta la data di giugno 1492; mentre quella contro l'unità
dell'intelletto è del 18 settembre, dello stesso anno, 1192. Non
dustrente ophtelmia quae me tune molestant, soggiunge il Vernia in fine: una
circostanza tuti'altro favorevole a fare scrittura. Argomento da ciò, che il
Vernia la dovuto affrettarsi a fare questa ritrattazione. Che la dissertazione
sesta sia un po' affrettata ed un poco anche confusi, é in qualcle parte
evidente. Che rimanga il dubbio di avere abbandonato l' averroismo
perfettamente, e evidentissimo; ed il Barozi se n'era già accorto. Epperò non
possiamo noi accettare come veridica la sua confessione, cioé, che solo per
disputare e per aguzzare l'ingegno tentò di corroborare con argonenti
l'opinione di Averroe intorno all'unico intelletto. Contro tale
dichiarazione sta non solo la dissertazione precedente dello stesso anno sugh
universali, in cui si professa puru averroista, ma anche un'altra che è
sparita, intorno al1180 nella prina questione preliminare intorno al soggetto
della fisica ('). Ma la vita di insegnante per 33 anni nell' università
di Padova sarebbe stata troppo scarsa di frutti intellettivi, se il Vernia si
fosse limitato a queste sole sei dissertilzioni. Giá abbiamo visto che egli
emendo la fisica di Burleo. Anche ai tempi di POMPONAZZI (si veda) Burleo gode
allcora grande autoritá nella scienza. Ed alcune opere di lui erano già andate
perdute (°). Un altro lavoro di currezione di edizione lo fece intorno al de
caelo et murulo del Gianduno. Pellenegra di Troja che insegno filosofia morale
a Padova, ci da notizia di avere più accuratamente stampate le questioni del
Giandono che furono emendate da V. Noto questa notizia molto rilevanImperocché
sono di credere che molti hanno pubblicato dei lavori del Vernia, non originali
però, ma intorno ai commenti di Aristotele, appropriandosi in tutto e per tutto
gli scritti del filosofo chietino. Che V. non perde il tempo sulla cattedra, si
rileva dalle sue stesse parole nelle quali dice che essendo stato professore
per anni a Padova, crede essere poco decoroso, se non avesse pubblicato ció che
avea raccolto con diligenza per tanti anni dai filosofi latini. Egli non cessa
tutti i giorni di forbire e ritrallare i commenti che aveva fatto su tutti i
libri del LIZIO, perché potessero meritare di essere pubblicati . Ma manda alla
stampa in prima l'opuscolo sulla immortalità secondo la fede cattolica,
aífinché fosse esso come il conduttiero delle altre opere. Prega inoltre
Grimani di accettare questo dono durante il tempo, che egli da un'aitra mano ai
coinmenti di Aristotele. Se la lettera dedicatoria è scritta nel 1499, nella
quale confessa che egli ha già pronti questi commenti, ma non li pubblica
perché hanno bisogno di essere ricorsecondo il tenore del suo opuscolo, cioè
contraria ad Averroe, di cui era stato per tanti anni fautore. Quindi si può
supporre, o che egli non li abbia pubblicati prima per la minaccia del Barozzi,
ovvero che dal 1499 egli siasi messo a ritrattare tutti i commenti in senso
antiaverroistico, e che non li abbia finiti per gli acciacchi della sua età.
Pochissimo é stato anche il tempo dalla pubblicazione dell'opuscolo alla sua
morte; quindi si può ritenere che i suoi scritti sieno andati nelle mani degli
altri. Una caratteristica quasi costante si può notare negli scritti del
Vernia, la quale è duplice, materiale e formale. Il Vernia è molto
ordinato nel suo scrivere: quasi tutte le sue dissertazioni sono divise in tre
parti: la prima espone tutti coloro che hanno deviato da Aristotele e dal suo
commentatore, Averroe; la seconda, che cosi al buno sentito entrambi intorno al
quesito proposto, e la terza contuta le opposizioni addotte dagli avversari.
Questo tenore di dividere in tre parti l'argomento era però comune a tutti i
tomisti e scotisti. Ciò riguarda la materia dei suoi argomenti. Circa la sua
opinione, a quale cioé, dei filosofi più si accostava, è da dire in genere, che
egli sebbene averroista, era piu veramente un albertista. Tomista non mai
periettanente. Il suo storzo è di mostrare che l'opinione di Averroe poco
differisce da quella di Alberto. Lo dice finanche nella sua sesta questione
contro l'unità dell'intelletto. Sebbene in quest'ultima sia stato costretto ad
essere tonista, per avvalorare la sua ritrattazione. Il Vernia insegnava
propriamente li tisica a Padova, e non poteva sottrarsi all'esameseguace, d’AQUINO
(si veda), o di Alberto. Tale questione era, se l'oggetto della filosofia
naturale era l'ens mobile, come disse S. Tommaso, ovvero il corpres mobile,
come opinó Alberto. Osserva che Egidio Romano combatté l'opinione di S.
Tommaso, perché la scienza naturale non è subalterna della metafisica; poiché
tre sono gli abiti speculativi, il metafisico, il matematico, ed il naturale. E
se la mobilità è un' accidentalità, questa non deriva punto dall' essere, in
quanto questo è obbietto della metafisica. La scienza naturale non é
parte della metafisica, ma questa e quelle sono diverse parti della filosofia.
D’AQUINO (si veda) la la più buona opinione, dicendolo il migliore espositore tra
i latini; ma pure non solo in questa, ma in altre questioni gli é spesso
contrario. Lo Scoto volevi invece clie l'oggetto dalla fisica fosse la sostanza
naturale, che é soggetto del moto e di altre aflezioni. Ma se per naturale s'
intende il sensibile, soggiunge il Vernia, esso è il soggetto che é
principio di moto e di quiete. Sostiene perció che il corpo mobile sia il
soggetto della fisica. Otto sono le condizioni requisite per un subbietto di
una scienza: che sia reale, uno almeno per unitá analogica, universale,
adeguato, primo noto in quanto alla sua ragion formale, che abbia parti, che
abbia affezioni, che abbia principii. Ora l'errore di Antonio Andrea è di aver
posto l'essere come comune a Dio ed alla creatura. Queste otto condizioni si
trovano nel corpo mobile,l'ammettere il noto come soggetto di scienza, risponde
che quell'accidente solo non entra nella scienza, il quale non ha causa.
Due difficoltá considerevoli s'incontravano in tale definizione della fisica.
Se il corjo mobile é il subbietto della fisica, gli angeli sono mobili, ma non
sono corpi: inoltre, il cielo non é composto di materia e forma, e quindi cone
può essere l'obbietto della fisica? La questione dell'an gelo intorbidava
la liberta di filosofare nella scienza naturale. Intorno alle specie ci era
quella della plurabilita, o moltiplicabilità dell'angelo, che non era
ammessa da S. Tommaso, perché ogni angelo rappresentava la specie tutta.
Per l'anima umana invece si doveva sostenere la plu rabilita, altrimenti
si cadeva nell'averroismo, e si riconosceva l'unita dell'intelletto umano. Il
Vernia confessa che egli intende di parlare secondo la ragion naturale in tale
questione: e dice che gli angeli non si possono muovere con una velocita
infinita, perché la velocita dura un certo tempo: il loro moto locale, se fosse
veloce infinitamente, dovrebbe avere uno spazio infinito ; locché non conviene
all'angelo. Esso é dunque una sostanza semplice ricettiva di luogo, e quindi di
moto. Era giá il primo indizio, con cui egli si dipartiva dalle veritá di fede
e della teologia ('). I teologi invero volevano concedere all'angelo il moto
infinitamente veloce, ovrero l'ubiquità, negandogli il luogo. Locché e
contraddittorrio per V. E se con AQUINO (si veda) ammette che l'angelo
rappresentando tutta la specie, era implurificabile, lo stesso sosteneva
rispetto all'intelletto umano. Ma si riserva di trattare tale questione
in quella dell'intelletto. Se questo scritto sia stato pubblicato, non si
sa: forse dovette sparire dietro la persecuzione del Barozzi; non credo però
che gli fu impedito di pubblicarlo. Il Nifo pare che lo accenni. Imperocché e
chiaro che la citazione sui concorda perfettamente colla dottrina che espone e
che pol Il Nito combatte. Cioé, che per sostenere l' unità dell'intelletto,
disse un nuoro espositore, che una stessa forma spirituale informa
subbiettivamente la fantasia e l'intelletto. Imperocché la forma spirituale può
essere una di numero in diversi soggetti, come il colore nell'acqua e
nell'aria. L'intelletto in se come uno in atto informa il nostro intelletto, ed
é la specie intelligibile; informa anclie la fantasia, ed è il fantasma.
La seconda difficolta era: se Averroe aveva ammes so che il cielo
non è coinposto di materia e foria, perché é ingenerabile e pur tuttavolta è
mobile, come poteva abbracciare l'idea del corpo mobile il cielo e le cose
terrestri? V.risponde che la sostanza mobile è cio che è soggetto alla triplice
dimensione. Pare accostarsi per ciò all'opinione di Egidio COLONNA ROMANO (si
veda) che pone identici natura nel cielo e nella terra. Ma pure non é veramente
cosi; perché confessa altrove che il cielo è atto, e non si da in esso
passaggio dall' essere al non essere. Il punto di vista interessante per
caratterizzare fin da ora il chietino filosofo è questo nel primo suo lavoro,
dichiarare, cioè, la fisica indipendente della metafisica: sottrarre la natura,
per quanto poteva, dall'influenza della teologia. Fin di ora i fisici non
stunno in accordo coi metafisici. E una linea di condotta che è troppo
costante in V. La seconda dissertazione intorno alla partizione
delli filosofia è una prolusione che fece in un anno del suo insegnamento; nel
quale dovendo esporre la filosofia naturale, esamina quali sieno le relazioni
delle varie parti del sapere al tutto. La filosofia, dice il Vernia, è la
perfezione del sapere; essa è prattica, speculativa e razionale; e riducendo, è
reale e razionale. Questa ultima è la logca; dando a questa il solo valore
razionale e non reale, il Vernia si dichiara vero occamista: non tomista, né
scotista. In tal guisa seguiva la tradizione patavina cirça la logica, la
quale, non solo di Nicoletto Veneto e da Nicola della Pergola era stata
ritenuta come speculativa secondo Alberto, il differenza di alcuni tomisti che
la dissero pratica, ma anche di valore nominale; e cio era la massima
distinzione degli occanisti moderni dai logici antichi che erano o tomisti, o
scotisti. Siccome tre sono gli atti di ragione in eni jo siano errare, tre sono
le parti della logica che servono a dirigerci alla verita. Le Categorie
che Aristotele e Platone ricevettero da Archita da TARANTO (si veda), servono a
non attribuire id una cosa uni qualitá che conviene ad un'altra. Il libro de
interpretalione tratta delle enunciazioni singole, in cui vi è la composizione,
o la divisione dell'intelletto. Il terzo atto é il sillogino pertetto: ed è
questa l'arte nuova che fu da Aristotele ritrovata. Questa parte é divisa
nell'inventiva e nella giudicativa: quindi la topica e la sofistica. Lia
giudicativa è l'analitica, di cui la prima tratta del sillogismo comune in cui
si risolve la conclusione nella preinessa;la seconda é quella che riduce gli
elletti alle loro cause. La risolucione prima é relativa alla seconda ;
perché quella é comune ad ogni sillogismo, questa é speciale al sillogismo che
versa intorno alle cose necessarie. Al libro dei primi analitici viene
quello dei topici; e poi quello dei secondi analitici, e finalmente quello
degli elenchi. Doyo, la rettorica e la pratica. La scienza reale poi é
divisa in prattica e speculativa. Quella in fattiva come la medicina, ed
in attiva clie comprende l'etica, l'economica e la politica. Questa compren Je
la naturale, la matematica e la divina. La considerazione intorno al mobile in
se è della fisica, che è priuna tra le parti della filosofia naturale: se si
considera il solo moto locale, ecco la trattzione del cielo; se verso la
forina, ecco il libro della generazione; se verso il misto, si la il libro dei
meteorologici, e quello dei minerali : se é animato, questo o è in genere ed
ecco il libro de parcis naturalibus, o é specitico, ed e il de planlis et
de animalibus. La scienza dell' anima contiene tre parti : la prima il
trattato deila vita e della morte, poi quello de respirationo e il de jucentute
et seneclule, de causis lougitulinis et bieritatzs citae, de sunate et
acgriedine el de nutrimento, i quali due ultimi libri non ci pervennero. La
seconda ciò che riguarda il motivo, de cresis motes animalium et de pingresse
animalium. La terra cio che è propriamente del sensitivo, quindi de sense
et sensat), de memoria et reminiscentia, de sonno et vigiliu. Ma perché dai
sinili si procede al dissimile, perció dopo il libro dell'anima in genere, vien
quello del senso, del sonno e della veglia. L'intelletto non a. endo
concretez/a nel corjo, é delle sostance separate che appartengono alla
metatisica. Sbagliano perciò coloro che dicono soggetto del libro dell'anima il
corpo animato e che l'anima sia sostanca del corpo. Perché il corpo animato
secondo le operazioni comuni a tutti i corpi animati,è soggetto del libro
perenni animalinm: considerato poi secondo le operazioni specifiche è il
soggetto dei libri de animalibus et plantis. Il Vernia è nella dottrina
dell'anima in armonia colla dottrina del cielo. L'anima è propriamente
l'intelligenza, così nel cielo, come nell'uomo L'intelligenza è sostanza
separata; eppero non appartiene veramente alle cose né celesti, né umane.
L'anima come senso, come fantasia, appartiene alla natura, siccome la forma e
la materia del cielo danno il cielo nella sua pienezza. Questa dottrina del
1482 è in pieno accordo colla dissertazione inedita, se il cielo é
animato. Di qui è chiaro l'ordine delle arti liberali: cioé, prima
apprendiamo la grammatica, indi la logica e la parola, poi la filosofia
naturale e la matenatica: da ultimo la divina sapienza. Da questa seconda
dissertazione non comparisce per noi nulla di notevole, salvo una mente
abbastanza ordinata in mezzo a tutto il ginepraio dei trattati aristotelici. Si
può ritenere che il Vernia gia si era dichiarato per l'unità dell'intelletto
fin dal 1482, perché dichiara l'intelletto non avere concreteria nel corpo,
essendo una potenza separata. Una dottrina che aveva per conseguenza la
mortalitá dell'anima. Imperocché egli confessa che non solo la sensazione, ma
anche la memoria appartengono alla vita sensitiva. Il senso non è che una
specie dell'anima. L'intelletto come unico appartiene alla metafisica.
Non sappiamo se a quest'ora avesse gia pubblicato il suo traltato de unitute
intellectus. Forse no: ma questa dichiarazione è già abbastanza, oltre quella
che si trova nella prima dissertazione, per dichiararlo rigido
averroista. La terza dissertazione, se sia jiù nobile la professione
della medicina o quella del dritto civile ('), ha qualcheche di spiritoso.
Nissuno si deve meravigliare che il Vernia abbia preso a trattare
quest'argomento; poichè era egli un medico e filosofo. Difatti, distingue in
questo lavoro la medicina come scienza di cui parla, dalla medicina come arte,
la quale dipende da quella. I medici artisti sono quelli che discreditano la
nostra medicina, dice lui: e dovrebbero essere espulsi dalle città
('). Dopo avere esposto alcuni argomenti in contrario, tra cui, che il
fine del dritto è fare l'uomo virtuoso, quello della medicina conservarlo nel
suo essere solamente, che con questa si sana il corpo, con quello si sana
l'anima, ragiona cosi per la parte vera. La medicina riguarda la conservazione
dell'individuo, che è come la sostanza migliore di ogni accidente. Il dritto si
appoggia sull'autorità dei dottori, la medicina dá una certezza
dimostrativa. Essa veramente dipende immediatamente dalla filosofia
naturale. Senza di quella nulla si conoscerebbe: ed in essa consiste la
felicità, anzi che nella convivenza, che è una certa felicita. Dimostra a lungo
la felicità consistere nella speculazione; e gli pare clie il giurista sia più
lontano dall'ultimo fine che attinge il naturalista. La medicina fu sempre
avuta più in onore, epperò fu bene ricompensata. Qui non gli mancano vari
esempi dalla storia. Una scienza indeterminata e variabile non può mai essere
davvero scientifica. Tale è la legge degli atti umani, in cui è impossibile
dire universalmente un vero: anzi è utile in certi casi particolari osservare
l'opposto di una legge (°). I forestieri che entrano nella cittá, sono
puniti: ma se questa è assediata, ed entrano per liberarla, sono degnidi
premio. Cne leges cariantui secundum locorum commoditutes et ad libitum
hominum. Leges enim Justiniani in Gallia nihil culent. Aristotele nel V
dell'etica le rassomiglia alle misure del vino e del frumento. Similiter non
naturalia et lumana justa non eadem ubique. Dopo aver distinto la inedicina
come scienza da quella come arte, osserva che gli scicnziati medici non solo
fanno gli esperimenti, ma ricercano le cause di essi dalle cose naturali. E se
ad Esculapio gli Ateniesi, ad Antonio Musso i Romani per avere sanato
Ottavio Augusto ere:sero una statua di bronzo, che cosa dovremmo fare noi a
Gerardo Bolderio di Verona, principe tra i moderni medici? (').
Osserva clie i legislatori dei suoi tempi sono privi di cultura e li disprezza,
perclé non conoscono le scienze morali, nè quelle dell'anima. Tali non furono
gli antichi legislatori, come Solone ed Aristotele, che erano periti nella
scienza naturale. Dopo aver riferita l'autorità di (icerone nella pro Murena,
in cui dice che se Servio Sulpicio aprese dritto civile, non perciò trova
aperta la via al consolato, mette in ridicolo alcune glosse che si trovano nel
codice giustinianeo (*). Fra le risoluzioni delle difficoltà poste nella
prima parte della discussione, noto questa. Sebbene la virtú siapreferibile
alla vita nel genere dei costumi, perchè la morte è preferibile alla vita
turpe, perché è più lodevole chi muore per virti di chi vive ozioso; pure nel
genere della natura non è cosi, anzi è l'opposto, essendo preferibile l'essere
alla virtú. E siccome, più essenziale è il genere di natura di quello del
costume, è meglio vivere cle è il fine della medicina, che essere virtuoso che
è il fine della legge. Acuta riflessione! Questa dissertazione mi è apparsa la
più originale tra tutte, perché, oltre che è lasciata interamente la forma
scolastica, essendo scritta in maniera molto spigliata e libera, è piena di
osservazioni punto, sprezzabili. Né si dica che era usuale a quei tempi
l'invettiva dei professori di vari studi contro i legisti, i quali erano
decaduti nella stima jer l'aridità delle loro dottrine. Imperocchè V. si mostra
jiuttosto inspirato ad un altissimo concetto che è vero : cioè, che la scienza
della natura è la sola che ci procaccia una felicita per le verità conosciute,
le quali non sono variabili come le leggi umane. Comprendo che da essa risulta
pure evidente lo stato di decadimento della giurisprudenza a quei tempi. Ma V.
indica pure il modo come rinsanguare quegli studi coll' estendere la coltura a
quelle sorgenti, da cui puó fluire la vita del pensiero che era rimasta
assiderata nella forma e nella parola. La questione de paritus et lecilus
è di poca importanza: tratta se i gravi e leggieri inanimati, rimosso
l'impedimento, si muovono localmente da se, o da altro. Espone secondo il
solito, le opinioni devianti da Aristotele e le confuta, quella di Averroe che
é la stessa di Aristotele, e finalmente risponde alle obbiezioni. L’Accademia che
pone l'anima e le cose inanimate muoversi da se, è in opposizione ad
Aristotele, che volle nissuna cosa poter muovere se stessa. Alberto disse
muoversi per accidente; e che non ci è bisogno del movente nel moto naturale,
ma solo nel violento: e questo è l'aria. Ma osserva che ogni moto ricerca per
se il movente, e tali sono i gravi. Contro AQUINO (si veda) che dice i gravi
finmaliter si muovono da se, ed effectire dal movente, dice che per il moto in
atto ci è bisogno del movente in atto. Neppure l'opinione di Gianduno che
disse il movente essere la forma, e la materia la cosa mossa, sta benc, perché
allora la forma sarebbe movente e mossi, perché il moto in atto è distinto dal
motore. Alcuni teologi separarono la gravità dalla sostanza; e dissero clie
l'ostia consacrata cade in giù come gravità, non come sostanza. Ma questa
opinione non è naturale: e non ne parla perciò. Egli dice che i gravi e
leggieri, dopo che sono generati, si muovono da se, rimosso l'ostacolo, ai
loghi naturali propri, e fuori di essi sono mossi dall'aria per l'impeto dato
dal morente violento. I proiettili sono mossi dall'aria secondo Averroe, la
quale è causa della velocita. Imperocché il mobile in fine è più veloce,
perché maggiore quantità d'aria lo segue nel fine, che nel principio.Lo stesso
succede per l'acqua, perché aria ed acqua sono corpi interminati, indifferenti
a qualunque figura, come non é dei solidi. Cosi si spiega, perché la balista
percuote più a certa distanza che vicino, perché i raggi si uniscono nello
specchio a certa distanza. E curioso che si mantiene più fedele ad Averroe che
ad Alberto, il quale secondo lui non ha detto bene che i gravi sono mossi
dall'impeto ad essi dato e non dall'aria e dall'acqua, perché i gravi misti
terminati non sono nati a ricevere tali violenze. Altrimenti un uomo getterebbe
a maggiore distanza una piuma che un pezzo di ferro; locché è contro
l'esperienza. E se il maestro Gaetano risponde, che avendo il ferro più
materia, riceve più impeto e va quindi a maygiore distanza, gli osserva V. che,
data una pietra ed un pezzo di ferro della stessa quantita, il ferro dovrebbe
andare a maggiore distanza. Cio proviene perché la mano si applica meglio alla
pietra, che alla piuma. Questa dissertazione fa troppo desiderare la
venuta di BONAIUTI (si veda )per isciogliere questo quesito della fisica che
arriluppo nel buio le povere menti aristoteliche. Nella quinta
dissertazione, un dentur unirersalia vealia, il Vernia è ancora pretto
averroista, cioè sino algiugno del 1492. Espone secondo il solito le opinioni
devianti da Aristotele e dal commentatore, poi quella di questi due, e
finalmente risolve un numero immenso di obbiezioni. Dice che gli universali o
sono concetti puri secondo Occam, ovvero sono reali secondo Burleo nel prologo
della fisica; oppure ci è la via media in quanto sono reali nella cosa
singolare e formali nell'intenzione. V. prende lo stato della questione
non dai primordi della discussione, ma dalle ultine forme che aveva assunte
nella scienza. Perché il Burleo discepolo di Occam stando alla pura questione
filosofica, aseva guardato più alla parte fisica dei generi e delle specie, ed
Occam aveva ridotto la soluzione al puro nominalismo. Non crede dover fare
lunga discussione sugli universali ante rem, parendogli fuori proposito pei
tempi della scienza. Noi che camminiamo nella via media, dice lui, affermiamo
che l'essenza di ogni cosa si può considerare doppiamente, cioè in se, e nella
materia, in quanto è quell'aptitudo realis che nou è particolare, perche è una
essenza non di unitá di numero, ma l'unità secondo l'aptiludinem
communicabilitatis. È una comunità non di materia, ma di forma. Ed é appunto
questa inchoulio formae che é reale. Cosi nello sperma non cessa mai la forma
umana, fin tanto chie l'nomo si perfeziona. Altrimenti la forma sarebbe creata
dal niente di se. Il Vernia è un fisico, e non può trattare la questione degli
universali, se non dal lato della sua scienza. Essa si può dire che si
identiticacon quella dei germi della vita, sino ad un certo punto.Occam sciolge
la questione degli universali negando ogni esistenza astratta e tutto riducendo
il loro valore al puro termine. Ma la specie non ha valore in se? Ecco il
Burleo che ammette quest' universale nella specie : il Vernia lo chiama unita
di forma che é increata, eterna, appunto per negare la creazione temporanea
della specie. La difficoltà era per l'anima intellettiva, ritenendosi che
essa è creata prima e poi infusa nel corpo. Sebbene ciò, dice il Vernia, é
secondo la mente dei sacri teologi, non è però secondo la mente di Aristotele
('). Poichè secondo Averroe nel settimo della metafisica non può uno stesso
effelto essere prodotto da due agenti che non sono subordinati nell'operare, e
che non concorrono aggiustatamente allo stesso effetto. Cosi sarebbe di Dio e
di un particolare agente nella generazione di Socrate. Epperó egli é di
opinione clie la dottrina di Alberto a questo punto poco differisca da quella
di Averroe. Il quale volle tutte le forme prodotte ed emanate dalla potenza
della materia e non per creazione, la quale credette essere impossibile. Quindi
l'anima intellettiva non è creata, maché la volle creata. Ma cio che ha
esistenza preesistente, è al aeterno. Il Vernia nella questione
dell'anima vede la cosa secondo il fatto. L'uomo genera l'uomo per l'apretito
naturale clie non può essere indarno. L'agente fa la mil tazione,
trasmutando la materia dalla potenza all'atto, non congregando due cose jer
fare l'unità di un effetto: cosi si approssima alla creazione. La forma non si
crei, ma si produce per generazione. La creazione de noco non gli va. La
generazione non é per trasferimento secondo Anassagora, nè per le idee secondo
Platone. Per Averroe quando succede la generazione, vi è qualche cosa che si
completa: la forma è il termine di essa. La forma particolare è distinta dalla
essenza che la include; jercio essa non si crea, ma si genera. Se Alberto dice
che è creata dal niente di se stessa, rispondo che è jer accidente generata. E
se soggiunge che incomincia ad essere de noco, rispondo anche dicendo non dal
niente di se stessa, ma da qualche clie di se, cioè dalla essenza che è
l'incoazione ed il seme nella stessa specie. E coloro che non intendono queste
cose, non hanno il cervello abilitato al bene, e non sono atti a filosofare
secondo i principi di Aristotele ('), il cui assioma è dal niente niente farsi.
La quale dottrina fu accolta da tutti quelli che parlano naturalmente. Ottima
confessione! Ma osserva ancora che la forma della specie non è distinta da
quella dell'individuo; perché nell'uomo vi è una forma particolare che si dice
l'anima cogitativa. Nello sperma da cui si ha l'uomo, non si distruggono le
parti di esso, ma si generano successivamente le forme dell'uono, finchè si
perfeziona la forma umana. L'incoativo sene non è una potenza subbiettiva, ma
potenza formale, distinta dalla materia ('). Da ciò segue darsi gli universali
reali. Anzi arriva a dire che tutte le specie rimangono in ogni ora, altrimenti
tutto sarebbe corruttibile, locché appartiene al solo singolare. Perfino il
concetto di finalità nella natura non lo ammette; poiché il fine è ens
rationis, il quale è ben diverso dal processo naturale, che non dipende
dall'anima nostra. L'incoazio ne è reale, dice più prima, é nella
materia, non è nell'intuizione delle cause agenti (*). Segue una immensità di
obbiezioni che tralascio per brevità: qualcuna solo voglio menzionare. Con
questa teoria in ogni uomo vi sarebbe qualche che dell' asino; risponde : in
potenza vi é questa indifferenza della specie, in atto no. Essendo questi
universali separati dall'individuo, non vi sarebbe la necessita dell'intelletto
agente. Risponde: questo essere necessario a produrre nell'intelletto jossibile
mediante i fantasmi le intenzioni dell'intelletto in atto. Nota poi con Alberto
che questi universali incorporei sono sempliciquiddità ulique eristentes, come
la quantità indeterminata. Infine a Burleo che nega gli universali nella mente,
altrimenti si andrebbe all'infinito nei concetti comuni, e cosi non vi
sarebbero principi primi della scienza, risponde, che il concetto dell' essenza
in ratione entis è singolare, in ratione signi è comunissimo. Un uomo e un uomo
sono lo stesso rutione signi, ma differiscono materialiter. Per questa dottrina
egli si avvicina di molto ad Occam che è un puro terminista; ritiene con lui
gli universali nella mente rutione signi, e combatte Burleo clie li negó nella
mente: ma ritiene con costui la realtà degli universali come enti obbiettivi,
che nego l'Occam. In questa dissertazione vi è del buono, vi è del falso. Ad
ogni modo è la ultima manifestazione del suo averroismo. Il Vernia nega la
creazione perché riconosce in natura la sola generazione: ed arriva sino a
toccare la questione nebulosa della generazione spontanea colla dottrina della
indifferenza dei generi. Non fa eccezione per l'uomo e neinmeno per l'anima
cogitativa, dicendola una specie non diversa dall'individuo, un' accidentalità
della natura, per cui non ci è bisogno della creazione de noco. Nega
l'infondersi dell'anima nel corpo umano secondo S. Tommaso, reputando
sufficiente la generazione per l'appetito naturale inerente all'uomo. Questo è
il lato più vero dell'arerroismo professato dal Vernia. E se ritiene gli
universali separati dai singolari in quanto sono in se, non è meraviglia che
sia costretto ad ammettere anche l'intelletto agente che completa nell'uomo la
cognizione. Il Vernia mi pare proprio sospeso tra il cielo e la terra, tra la
scolastica antica a cui non può dare un totale addio, e la nuova dottrina della
realtá della natura di cui ne ha qualche presagio. E certo peró, che se altro
scritto mancasse a conoscere qualche valore negli studi naturali, questa quinta
dissertazione è la più valida prova del suo talento negli studi filosofici. Con
questa dissertazione quinta preceduta dall'altra, se il cielo èanimato,
inedita, il Vernia chiude il suo averroismo il più deciso. E si noti che è una
dissertazione in cui fu minacciato della scomunica; cioé prima della sua
ritrattazione, e prima del saggio de
intellecte di Nifo, che ne è il preludio. Discepolo e maestro, cioe Nifo
prima e V. scrivono due saggi contro* l'unità dell'intelletto di Averroe.
Il trattato de intellectu di Nifo è molto più lungo: maci sostara e quine di io
iu pablicato nel 1503, cosi quello di V. vidde la luce nel 1499. Naude ha detto
che il de intellecte di Nifo fu prima di quello de unitrle di V. É vero, perché
nella dedica del libro a Baduario, patrizio veneto, dice che gli avevabe
procurato di stamparla, se non ci fossero stati gli invidiosi che lo accusavano
di eresia. Da ció si è argomentato che Nifo ha giá fatto il trattato; e che
avendo diteso V., si attirò sopra di lui accuse di eresia; epperò fu costretto
a pubblicarlo nell'anno dopo, avendolo prima del tutto emendato. E questo
ha potuto essere sino a quando V. è ancora averroista. Ma mutatosi d'opinione
il maestro, si muto anche lo scolaro. Kimane la difficoltà rispetto al Vernia,
che è maggiore di quella di Nifo, come dopo più di due mesi soltanto cambio
opinione, cive da averroista addivenne antiaveroista col trattato de unitute
intellectus contro Averroe. Di cosi subitanea mutazione la causa dovette essere
la scomunica di Barozzi fattasi sentire un po' più efficacemente. Che il
Nifo ricerette dal Vernia l'indirizzo fondamentale dalla sua ritrattazione,
risulta non solo dall'andamento del libro de intellecte nel tutto insieme, ma
anche da un'altra circostanza che c' induce a credere cosi. Nifo confessa nella
dedica del commento de anima al Giulio cardinale dei Medici, che tutte le cose
raccolte sul de anima da lui fin da quasi fanciullo gli furono rubate e
stampate a sua insaputa e col suo nome, acciocché la cosa fosse più verosimile
(). Si capisce che queste cose raccolte furono sotto scuola del Vernia. E se il
de intellectu a confessione del Nifo si intende per il commento de anima, e
deve succedere a questo, ed è giudicato il primo parto suo giovanile, è
ragionevole supporre che l'un e l'altro libro sieno stati inspirati dal suo
maestro nei punti principali della ritrattazione. Percorriamo ora
brevemente la sesta dissertazione, per vederne il contenuto. Dice che
Anassagora, Esiodo, Senofane, Melisso di VELIA e VELIA convengono nel porre che
sia lo stesso Dio e l'anima intellettiva: unico Dio, unico intelletto. Di qui
nacque l'errore di Averroe e di altri peripatetici che dicono uno essere
l'intelletto in tutti. Democrito e Leucippo non facendo differenza tra
senso ed intelletto, ammisero l'anima fatta di atomi. Empedocle volle l'anima
composta degli stessi principii delle cose, perché conosce queste cose. Costoro
dunque ammettono l'anima generabile. Riferisce l'opinione di Pitagora che pose
l'anima immortale per la metempsicosi, e di Platone che disse l'anima da Dio
creata, infusa nei corpi. Ma Origene secondo AQUINO (si veda) volle l'anima
creata de noronon eterna, rinchiusa nel corpo pel peccato
originale. Avicenna che ammise l'immortalità, disse le specie non causate
dai fantasmi per l'agente intelletto, ma clie questi dispongano l'anima a
ricevere le specie. Dopo ciò, magna discordia inter peripateticos, perché in
Aristotele non si trova sciolta né la prima ne la seconda questione, cioe an
anima intellection sit forina substantiulis humani corporis, utrunce sit in eo
felicitabilis. Alessandro ammise l'anima intellettiva essere eterna, e
pose l'intelletto agente e possibile come eterni. Averroe non avendo conosciuto
il horo dell'anima di Aristotele, disse l'intelletto possibile corruttibile, ed
intese per intelletto possibile l'anima cogitativa. Ma se è immortale l'agente,
tale è anche il possibile. La sua attitudine a tutto ricevere è in consonanza
colla libertà. Qui ci è una esposizione delle ragioni per cui Averroe ammise
l'unita dell'intelletto; perché è impossibile l'infinita moltitudine d'intelletti,
perché non non vi è moltitudine nella stessa specie se non per la materia,
perché è impossibile la creazione. E subito dopo una imprecazione ad
Arerroe. Conchiude coi peripatetici più famosi che tra Platone ed
Aristotele non ci è discordia, se non nelle parole, e che l' anima sia
sostanziale dans esse forinaliter corpori hurano, moltiplicata in singulis
hominibus, ab acteïno creata a deo et corporibus infusa. E ciò secundum
sacrosanctam Rom. Ecclesiam et veritatem. Ma ci è qualche cosa di più: sostiene
che queste cose non solo bisogna credere ex fide, sei philosoplice, non dicendo
nulla di contrario ai principii di Aristotele. Arriva ad ascrivere ad
Aristotele anche la creazione: locché é la cosa più strana per il Vernia, che a
questo profosito si era cosi decisanente espresso cessario cambiarne altre con
quella connesse. Ritiene perciò che all'anima non conviene mutazione per
l'acquisto della scienza. Per l'unione ai fantasmi è l'universale co
nosciuto. Ma il singolare non può essere conosciuto prima dall'intelletto, ma
solo dal senso in cui vi è mutazione. Nega quindi al Gianduno che
l'intelletto per conoscere l'universale abbia prima bisogno della conoscenza
del particolare; altrimenti vi sarebbe mutazione nella scienza, e quindi
alterazione nell'intelletto. Cosi spiega che l'intendere è per reminiscenza.
Similmente circa la indivisibilità dell'anima, il cui opposto ammise Averroe,
Osserva che se l'anima non fosse tale, l'uomo non sarebbe lo stesso da mane a
sera. Un altro inciampo era, come l'anima intellettiva dá l'essere al corpo
umano. Crede una stoltezza l'affermare col Gianduno che non può avvenire se non
jer miracolo, che una forma inestesa dia l'estensione. Qui intanto anche
lui si rifugia alla fede, ut fideles ponunt. Finalmente ne dimostra la
immortalità: ciò che é indebilitabile per la esistenza dell'oggetto, è
immortale. L'intelletto è tale: è eterno, come gli universali, non è
organico, jerché la sua operazione non è corporea. Un argomento spesso
riprodotto dal Pomponazzi, è questo : non si va da un estremo all'altro senza
un mezzo. Tri la forma astratta e la nateriale ci è la media che dá l'essere
alla materiale: e jer questo conviene colla be-stia, ed è incorrutibile come la
celeste natura. In mezzo a tante difficoltà che tratta, egli è però convinto
che lasoluzione si trova nella fede: e e Platone si accostò alla verità, non la
vidde completamente. Sei soluin ficiles inspirationis lemine fidei illuminati
ceritatem attingere complete, et soli complete salisfuciunt omnies poesi-
tis in his difficultatibies. Da questa dissertazione si vede che V. mostra
di aver perduto ogni vigoria speculativa, ed ogni connes sione stretta di
pensare. Ed essa si può piuttosto accettare come una confessione di fede, anzi
che come una vera tesi scientifica. Il rifugio nella scienza è AQUINO (si veda),
od un Platonismo cristiano. Tale era l'intonazione che da Bessarione venendo in
Italia: e questa si seguito piuttosto a Firenze, che a Padova. E nissnn dubbio
che questo indirizzo lo segue il Vernia. E credo che gli faceva coin-modo per
levarsi dagli impicci che gli dava il Baroz-zi, e perché desiderava il
canonicato di Aquileia, al quale avrebbe trovato ajerta la via con tale
pubblica con-tessione. Ma, siccome è troppo difficile abbandonare quelle idee
che sono state il nutrimento di un giovane intelletto; cosi anche qui si vede
in mezzo alle imprecazioni ad Averroe ed alle eccessive dottrine di fede, una
tendenza a mitigare l'averroismo, cioè a con-temperarlo colle dottrine della
chiesa. Ed il Barorzi gli dice nella lettera di risposta che lui la fatto bene
di fare questo opuscolo, sia che senta cosi, sia che no, perché la sua autorità
è grandissima. E lo paragona a S. Paolo con- vertito; ma pure il sospetto
sulla sua fede non cessó to-talmente. Epperò egli replica la sua confessione
dopo pochi mesi dalla pubblicazione del suo opuscolo nel suo testamento.
Il Nifo nella età giovane imito in tutto il suo mae.tro nella tarda etá colla
sua barcollante fede nell' arerroi-smo. Cosa che il Pomponazzi gli osservò bene
nel de-fensorium. Che autorità ha quest'uomo (ei dice) che mentre ora segue
l'unita dell'intelletto che noi diciano essere di Averroe, prima l'ha
condannata! Allude appunto al trat-se il sistema secondo il Bessarione, di non
avere nissun criterio proprio. E nella prefazione al de Anima egli professa col
Bessarione che né Platone ne Aristotele arrivarono perfettamente alla fede
ortodossa; ma in loro si osserva una parvenza della nostra religione, che poi
il creatore per mezzo della dottrina del suo figlio rivelò più manife-stamente.
Le sentenze perció di Platone e di Aristotele si debbono accomodare a quella di
Cristo. Tale fu il Ver-nia nell'eta decrepita, e tale il Nifo nella
gioventi. Il sistema era molto commodo non solo a non avere disturbi
quali ebbe il Vernia, ma anche ad aprirsi una via sicura agli onori che la
chiesa impartiva. Era il tempo della simonia allora: una fede anche larvata ci
voleva semj re, come scala alle lucrose onorificenze. Noi non ci
meraviglieremo delia confessione del Ver-nia, o meglio della sua ritrattazione,
perclé ancle il povero Pomponari fu obbligato a confessare che gli argomenti
del Padre Crisostomo, dell'ordine dei predicatori, contro il suo trattato de
immortalitale erano fuori ogni dubbio. E si obbliga che il suo libro non puù
esser venduto senza quella aggiunzione! Solo ci possiamo meravigliare del suo
discejolo che seppe imitare a proprio vantaggio ció che fu un tratto di
deboleza senile del suo maestro, senza aver mai dato in tutte le sue 44 opere
un lampo di ingegno un po' libero e meno servile alla chiesa. V, Nicoletto (o
Nicolò o Paolo Nicola) Filosofo -- m. Vicenza. Allievo a Padova di Paolo della PERGOLA
(vedasi) e di Gaetano da THIENE (vedasi), consegue il dottorato; si laurea
anche in medicina. Successore nell’insegnamento di filosofia naturale di THIENE
(vedasi), ha come allievi NIFO (vedasi) e POMPONAZZI (vedasi). È autore di
numerosi scritti legati all’insegnamento: Quaestio an ens mobile sit totius
philosophiae naturalis subiectum; De divisione phiosophiae (prologo alla
Fisica); Quaestio an medicina nobilior ac praestantior sit iure civili;
Quaestio an caelum sit animatum; Quaestio an dentur universalia realia;
Quaestio de gravibus et levibus; Quaestio an coelum sit ex materia et forma
constitutum vel non. Da queste opere emerge un orientamento aristotelico-averroistico,
cauto nelle soluzioni più controverse; poiché la sua fama di averroista e di
incredulo era assai diffusa, scrisse una confutazione della dottrina dell’unità
dell’intelletto -- Quaestiones de pluralitate intellectus contra falsam et ab
omni veritate remotam opinionem Averroys et de animae felicitate, redatta e
pubblicata post. Nome compiuto: Nicoletto Vernia.
Vernia. Keywords: i parepatetici, i parepatetici padovani – i parepatetici di
padova, il lizio, unita, Aquino, method in philosophical psychology “living
thing” -- Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e
Vernia: viva Aristotele!” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.
Vernia.
Luigi
Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Vero: la ragione conversazionale a Roma
– l’implicatura conversazionale del fratello d’Antonino – la scuola di Roma –
filosofia romana – filosofia lazia -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel
Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Roma). Abstract. Keywords: il
principe filosofo di Siracusa. Cuoco. Platone in Italia. Filosofo romano.
Filosofo lazio. Filosofo italiano. Roma,
Lazio. Like Antonino, he is adopted by Antonino Pio. They share many
tutors, including Erode Attico, Frontone, Apollonio, and Sesto. They both
succeed the throne when their adoptive father dies. When he dies, his brother
deifies him for the Roman people. Quando Marco Aurelio, gia’ Cesare di
Antonino Pio, divenne Augusto alla morte del padre adottivo, si verifico’ un
fatto straordinario : l’ Impero Romano ebbe per la prima volta nella sua storia
due Imperatori legittimi ; ma come si giunse a questa anomala circostanza
? L' Imperatore Adriano aveva stabilito
che alla sua morte l’ Impero passasse all’ adottato Cesare, Lucio Ceionio
Commodo, meglio conosciuto come Lucio Elio Vero, non tutti i consiglieri di
Adriano approvarono questa scelta, ma cosi’ fu ; Lucio Elio dopo una breve
permanenza lungo la frontiera del Danubio, tipiche di questo periodo sono le
monete emesse con al rovescio Pannonia, tornò a Roma per pronunciarvi il primo
giorno del 138, un discorso innanzi al Senato riunito . La notte prima del
discorso però si ammalò e morì di emorragia nel corso della giornata . Il 24
gennaio del 138 Adriano scelse allora come successore Aurelio Antonino, che
assunse poi l’ appellativo di Pio, obbligandolo a sua volta di adottare il
futuro Imperatore Marco Aurelio e Lucio Vero il figlio di Elio Cesare . Marco Aurelio, nato come Marco Annio Catilio
Severo, divenne Marco Annio Vero, che era il nome di suo padre, al momento del
matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, assunse quindi il nome
di Marco Aurelio Cesare, figlio dell' Augusto, durante l'impero di Antonino Pio
. Marco Aurelio Antonino fu dunque, su
espressa indicazione di Adriano, adottato nel 138 dal futuro suocero e zio
acquisito Antonino Pio che lo nominò erede all' Impero . Alla morte di Antonino
Pio il Senato voleva confermare solo Marco ma si rifiutò di entrare in carica
senza che Lucio ricevesse gli stessi onori, alla fine il Senato fu costretto ad
accettare e insignì anche Lucio Vero del titolo di Augustus . Marco divenne
nella titolatura ufficiale, Imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto
mentre Lucio divenne Imperatore Cesare Lucio Aurelio Vero Augusto . Per la
prima volta Roma veniva governata da due imperatori contemporaneamente . Marco conservò una preminenza, dovuta al
fatto che era stato Cesare dell’ ultimo Imperatore Antonino Pio, fatto che Vero
non contestò mai sebbene la sua elezione ad Augusto fosse stata voluta da
Adriano per onorare la memoria di Lucio Elio adottandone il figlio e al tempo
stesso lasciare l' Impero anche a Marco
Aurelio di cui aveva capito le grandi qualità . A dispetto della loro
uguaglianza nominale, Marco ebbe maggior autorita' di Lucio Vero e fu Console
una volta di più avendo condiviso la carica già con Antonino Pio ; fu anche il
solo tra i due a divenire Pontifice Massimo . In pratica l' Imperatore più
anziano, Marco Aurelio aveva circa 10 anni piu' di Lucio Vero, deteneva un
comando superiore al fratello più giovane .
Marco Aurelio durante l’ Impero tenuto in fratellanza con Lucio Vero
ebbe diversi figli da Faustina minore ma uno solo sopravvisse, il futuro
Imperatore Commodo . Apparentemente sembra che i due Imperatori regnassero in
armonia con l’ unica informazione certa che Marco Aurelio non approvasse lo
stile di vita del fratello adottivo in quanto da lui ritenuta troppo libertina
per un Imperatore, come dimostro’ Lucio nella campagna partica nella quale
affido’ in loco gran parte della guerra ai suoi generali mentre lui si
divertiva in Antiochia ; Lucio ebbe anche qualche remora nel seguire Marco
nella campagna in Germania essendo da poco tornato dall’ Oriente . A questo punto della storia sorge la domanda
del titolo, la morte di Lucio Vero ad Altino vicino Venezia a causa di un colpo
apoplettico, fu casualita’ naturale o dovuta ad altra causa ? La domanda nasce
spontanea per due motivi principali, il primo, forse meno importante, si
riferisce al fatto che Cassio Dione nel narrare dei fatti di questa epoca, tace
completamente sulla morte di Lucio Vero e questo fatto e’ alquanto strano aver
taciuto sulla morte di un Imperatore conoscendo la serieta’, scrupolisita’ e
precisione dello storico greco, una dimenticanza ? Forse, ma rimane comunque un
fatto strano . Secondo motivo, piu’
importante, e’ che Marco Aurelio aveva quasi 10 anni in piu’ di Lucio vero e
sapendo sempre tramite Cassio Dione che Marco Aurelio era di costituzione fisica
non perfetta anzi cagionevole, in teoria sarebbe forse morto con molta
probabilita’ prima di Lucio Vero e a quell’ epoca avere 10 anni in piu’
rispetto ad altra persona era quasi una naturale condanna a morire prima . Cio’
avrebbe comportato il fatto che Lucio Vero sarebbe rimasto un giorno unico
Imperatore legittimo in carica, alla barba di Commodo figlio di Marco, oppure
se questi avesse rivendicato l’ Impero anche per se, si sarebbe verificato il
rischio di una guerra civile, come in seguito avvenne tra Marco e Avidio Cassio
. Insomma i motivi per eliminare Lucio Vero erano seri, a Marco non piaceva il
suo stile di vita e si sentiva anche legato nelle scelte di politica imperiale,
inoltre lo strano assoluto silenzio di Cassio Dione sulla morte di Lucio lascia
quanto meno perplessi essendo stato questi un Imperatore . Occorre anche aggiungere che Giulio
Capitolino nel narrare la Vita di Marco Aurelio riporta un passo secondo cui
Marco Aurelio, nonostante le sue grandi qualita’ morali da tutti riconosciutegli,
“sapesse anche abilmente fingere o almeno di essere meno leale di quanto
sembrava” Al termine di questo discorso
si puo’ affermare che non esiste nulla di concreto, si ipotizza soltanto, ma le
basi per avere dei blandi sospetti esistono ; naturalmente se di omicidio si
tratto’, non e’ detto che sia avvenuto per volonta' di Marco Aurelio,
contrasterebbe troppo con la sua natura umana, potrebbe essere stato deciso da
altra persona della cerchia imperiale, i pettegolezzi circa la sua morte,
inseriti nella Vita di Lucio Vero, in questo senso non mancano . In foto un cammeo antico in sardonice con
Marco e Lucio, due busti al Museo di Londra, una moneta celebrante la Concordia
degli Augusti e una di Lucio Elio con la Pannonia. Marcus
Aurelius: Plato's Philosopher King Article Joshua J. Mark by Joshua J. Mark
published on 09 May 2018 Available in other languages: French, Spanish
Subscribe to topic Subscribe to author Print Article PDF Plato's concept of the
Philosopher-King (one who governs according to philosophical precepts and
higher truths) is thought to be best exemplified through the Roman emperor
Marcus Aurelius Antoninus (r. 161-180 CE), the last of the Five Good Emperors
of Rome and a devout student of Stoicism, whose principles informed both his
life and reign. Scholar Michael Grant describes Aurelius as “the noblest
of all the men who, by sheer intelligence and force of character, have prized
and achieved goodness for its own sake and not for any reward” (Grant, 139).
This is the common view of Aurelius, whose reign was characterized by a
devotion to his people and a stoic discipline expressed clearly in his work
Meditations, a private journal he kept which, once published, has become his
greatest legacy. Aurelius was highly respected in his lifetime and
is referred to as “the philosopher” by later ancient sources such as Cassius
Dio (l. c. 155-235 CE) and the authors of the Historia Augusta (4th century
CE), a history of Roman emperors. It is clear from both these sources that Aurelius'
Meditations was known to them but the authors focus, not only on the written
work – which Aurelius never intended for publication – but on how he lived his
philosophy throughout his reign. Roman Emperor Marcus Aurelius Roman
Emperor Marcus Aurelius Bibi Saint-Pol (Public Domain) The Meditations is
Aurelius' journal, written between c. 170-180 CE when he was on military
campaigns in Germania, and expresses his philosophical, particularly Stoic,
view of life. The work is a private reflection on how to live the best life
possible – it is not a polished philosophical tract – and repeats a number of
themes throughout its twelve books as Aurelius grapples with the same serious
questions at different times. Scholar Gregory Hays elaborates: The
questions that the Meditations tries to answer are primarily metaphysical and
ethical ones: Why are we here? How should we live our lives? How can we ensure
that we do what is right? How can we protect ourselves against the stresses and
pressures of daily life? How should we deal with pain and misfortune? How can
we live with the knowledge that someday we will no longer exist?
(xxiv-xxv) His Meditations has inspired countless people through the
centuries but, in the present day, he is probably best known for his depiction
in popular Hollywood films such as Gladiator (2000). While his depiction in
Gladiator is somewhat fictionalized, especially concerning his cause of death
and his `vision' for Rome, that he should be played so sympathetically in the
movie is a testament to his legacy. Whatever artistic license the film
may have taken with the facts of Aurelius' life, the spirit of the man comes
through as a close proximation to Plato's concept of the Philosopher King
articulated in Book V of the Republic. Plato writes: Unless either
philosophers become kings in their countries, or those who are now called kings
and rulers come to be sufficiently inspired with a genuine desire for wisdom;
unless, that is to say, political power and philosophy meet together…there can
be no rest from troubles. (Republic V.473d) Aurelius himself would never
have thought to compare himself favorably with Plato's vision nor with the
ideal of a Roman Emperor as embodied by his noble predecessor Antoninus Pius
(r. 138-161 CE) who adopted him as successor. He saw himself as a student of
philosophy, not as a “philosopher”, and as a man struggling to fulfill his
obligations to the people who had faith in him, not as an “emperor”. It is
precisely his humble view of himself which makes him the ideal candidate as the
Philosopher King. Plato's concept stipulates that is precisely the man who
loves wisdom more than power who is best suited to rule. Antoninus
Pius adopted and groomed Aurelius as a Roman emperor but it is clear that the
young man would have preferred the life of the philosopher. In his Meditations
he returns constantly to the theme of the importance of living a true, honest
life in the attempt to find inner peace rather than pay attention to the
trappings of power and the kind of responsibilities inherent in ruling an
empire. The Meditations are the diary or journal of Marcus Aurelius,
written largely during his campaigns in the Danube region in twelve books.
Youth & Introduction to Philosophy Aurelius was born in Spain in 121 CE to
an aristocratic Roman family which was politically connected. He was named
after his father, Marcus Annius Verus, who had been named for his father and
his father's father who were senators. His mother, Domitia Lucilla (l. c.
155-161 CE) was also a wealthy patrician and well-connected politically. At the
age of three, following the death of his father in c. 124 CE, Aurelius was
brought up primarily by his grandfathers and nurses. When he was
eleven years old he was introduced to philosophical thought by one of his
teachers, Diognetus, and internalized the discipline which would guide him
throughout the rest of his life. In his Meditations, Aurelius thanks Diognetus
for the lessons he learned and lists them: Not to waste time on nonsense.
Not to be taken in by conjurors and hoodoo artists with their talk about
incantations and exorcism and all the rest of it. Not to be obsessed with
quail-fighting or other crazes like that. To hear unwelcome truths. To practice
philosophy…to write dialogues as a student. To choose the Greek lifestyle – the
camp-bed and the cloak. (I.6) Aurelius' reference to the “camp-bed and
the cloak” suggests the Cynic school of philosophy as the first to have a major
impact on him. The Cynic School was founded by Antisthenes of Athens (l. c. 445-365
BCE), a student of Socrates (l. c. 469/470-399 BCE) and its teachings were
later exemplified in the lives of Diogenes of Sinope (l. c. 404-323 BCE) and
Crates of Thebes (l. c. 360-280 BCE). The Cynic philosophers, as well as Plato,
would influence Zeno of Citium (l. c. 336-265 BCE) who founded the Stoic School
of philosophy which would come to have a profound impact on Aurelius' life and
thought later on. Antisthenes Bust, Vatican Museums Antisthenes Bust,
Vatican Museums Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) The Cynic School was
characterized by the discipline of self-denial which rejected luxuries, social
status, and wealth along with unnecessary material objects. By freeing one's
self on all non-essentials – including social conventions of polite manners and
“proper” behavior – one would be free to pursue simply being one's self.
Aurelius seems to have found this kind of life appealing and pursued it
by choosing the “Greek Style”, as he calls it, and sleeping on the ground or
the floor of his room instead of his bed and adopting the simple woolen cloak
of the philosopher. If he fully embraced Cynicism he would have also renounced
any luxurious possessions, contented himself with the simplest food, and
rejected basic hygiene as an expression of vanity. His immersion in this
lifestyle, however, was curtailed by his mother fairly quickly who felt he
should pursue goals more in keeping with the family name and their status in
society. His mother and grandfathers hired tutors to train the boy and no
expense was spared. Historian Will Durant remarks, “never was a boy so
persistently educated” and continues, “four grammarians, four rhetors, one
jurist, and eight philosophers divided his soul among them…he was attached in
boyhood to the service of temples and priests” (425). His early education also
included the services of the highly-respected orators and rhetoricians Herodes
Atticus (l. c. 101-177 CE) and Marcus Cornelius Fronto (d. late 160's CE) who
would both exert significant influence over the boy. Aurelius and Fronto, in
fact, would become life-long friends. Adoption & Stoicism In 138 CE,
Antoninus adopted Aurelius and his future co-emperor Lucius Verus (r. 161-169
CE) as successors as stipulated by his predecessor Hadrian (r. 117-138 CE).
Aurelius at this time took the name Marcus Aurelius Antoninus and was betrothed
to Antoninus' daughter Faustina. Antoninus then began a careful grooming of the
young man as future emperor and this included not only responsibilities at
court but further education by tutors. Book Recommendation THE
CLIMAX OF ROME by Grant, Michael published by Weidenfeld (1993) $13.99
Aurelius dutifully complied with his adopted father's wishes but found his new
life unsatisfying. In his letters to Fronto (still extant) he complains about
his boring lessons in law, his secretarial duties, and his life at court. He
also expresses these feelings in one of his more famous lines from
Meditations: The things you think about determine the quality of your
mind. Your soul takes on the color of your thoughts. Color it with a run of
thoughts like these: Anywhere you can lead your life, you can lead a good one.
Lives are led at court – so then good ones can be. (V.16) Fronto had
tried to dissuade his pupil from philosophical pursuits, feeling they were a
waste of time, and directed him to what he saw as more practical disciplines.
Aurelius had always been predisposed to philosophy, however, and his
preoccupation with introspective thought on the meaning of any given action,
and life in general, would continue throughout his life. Fronto was
disappointed, then, when he learned that, included in his former-pupil's
education at court, he would be tutored in philosophy; but this news must have
been a great relief to Aurelius himself. Antoninus hired two philosophers who
would greatly impress Aurelius and whose teachings would inform the rest of the
young man's life: Apollonius of Chalcedon (dates unknown) and Quintus Junius
Rusticus (l. c. 100-170 CE), one of the greatest Stoic philosophers of his day.
Epictetus Epictetus MB (Public Domain) These tutors instructed him in Stoicism,
the philosophical school first articulated by Zeno of Citium but fully
expressed in the writings of Epictetus (l. c. 50-130 CE) in his Discourses and
Enchiridion. Stoicism held that there was an eternal binding force to the
universe called the logos from which all things came. The logos infused
everything, bound it together, and allowed it to dissipate all in its own good
time according to nature. There was nothing in life, therefore, which
could be called “bad” because all observable and unobservable events flowed
naturally from the logos and judgments on whether an experience was “bad” or
“good” were simply transient sense perceptions of the individual. A person
could lead a peaceful, harmonious, life if that person focused on the nature of
the logos and controlled one's sense-impressions. Epictetus writes: It is
not circumstances themselves that trouble people, but their judgments about
those circumstances. For example, death is nothing terrible, for if it were, it
would have appeared so to Socrates; but having the opinion the death is
terrible, this is what is terrible. Therefore, whenever we are hindered or
troubled or distressed, let us never blame others, but ourselves, that is, our
own judgments. (Enchiridion I. 5) In his Meditations, Aurelius thanks
Apollonius and Rusticus for their instruction and notes that Rusticus
introduced him to the work of Epictetus, lending him his own copy (Meditations,
I.7). The Stoic view became Aurelius' view from this point on and he expresses
this in another of the best-known passages from Meditations: If it is
good to you, O Universe, it is good to me. Your harmony is mine. Whatever time
you choose is the right time. Not late, not early. What the turn of your
seasons brings me falls like ripe fruit. All things are born from you, exist in
you, return to you. (IV.23) In 161 CE, Antoninus died and Aurelius became
emperor. The senate preferred to ignore Hadrian's wish that Verus should co-rule
with him as they thought him unfit for office. Aurelius, however, reminded them
that Antoninus had promised his predecessor to adopt both himself and Verus as
successors and refused to take on the mantle of power unless Verus was named
co-emperor; the senate had no choice but to comply. Remove Ads The
Philosopher King Verus was younger than Aurelius and far more interested in
pursuing pleasure than the duties of an emperor. He threw lavish and expensive
parties and gave luxuriant gifts to his guests. Aurelius, on the other hand,
continued to live as he always had: simply and without pretension. He took his
responsibilities seriously, even if he did not always care for them, and
devoted all his energies to making sure his decisions were just. Cassius Dio
writes: The emperor, as often as he had leisure from war, would hold
court; he used to allow abundant time to the speakers and entered into the
preliminary inquiries and examinations at great length, so as to ensure strict
justice by every possible means. In consequence, he would often be trying the
same case for as much as eleven or twelve days, even though he sometimes held
court at night. For he was industrious and applied himself diligently to all
the duties of his office; and he neither said, wrote, nor did anything as if it
were a minor matter but sometimes he would consume whole days over the minutest
point, not thinking it right that the emperor should do anything hurriedly. For
he believed that if he should slight even the smallest detail, this would bring
reproach upon all his other actions. (Roman History, Book LXXII.6)
Shortly after coming to power, the province of Syria revolted and the Kingdom
of Parthia invaded Armenia, which was under Rome's protection. When Cassius Dio
notes how Aurelius performed his duties when “he had leisure from war” he is
referencing very little time indeed; but Aurelius was pressed by other matters
as well, both public and private. Marcus Aurelius Equestrian Statue
Marcus Aurelius Equestrian Statue Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) Throughout the
nineteen years of his reign, Aurelius would be constantly harassed by bloody
military campaigns, natural disasters, and domestic sorrows. Of the five sons
Faustina bore him, only one, Commodus (r. 177-192 CE) survived to adulthood.
Aurelius had only been emperor about a year when the River Tiber flooded in 162
CE, destroying crops and livestock, resulting in widespread famine. When
Verus returned to Rome from his military campaigns against Parthia and the
Syrian rebels, his troops brought the plague back with them. Verus, in fact,
would die of the plague in 169 CE, leaving Aurelius to rule alone. At about
this same time (c. 162-166 CE) there was a surge in Christian persecutions
which have been blamed on Aurelius. Modern scholarship, however, claims that
Aurelius never ordered any such edict and, in fact, tried to protect Christians
from unjust practices such as higher taxation and confiscation of goods. Melito
of Sardis (d. 180 CE), who addressed his Apology for Christianity to Aurelius, clearly
refers to him as a protector, not a persecutor, in asking for his
intervention. The tribes of the Marcomanni and Quadi began invading the
frontiers in c. 166 CE and Aurelius spent untold hours and resources trying to
secure and maintain the boundaries as well as expand Rome's territory into the
Danube region as a buffer. Although Plato promises an “end to troubles” once a
philosopher becomes king, Aurelius had no end of troubles throughout his reign.
Even so, as history and his own writings attest, Aurelius did his best to
remain steady in the face of challenges, exhibiting what Hemingway would later
call “grace under pressure” – the ability to remain steady and true to one's
self no matter the circumstance. Conclusion The choices Aurelius made during
his reign give evidence of a kind, compassionate, disciplined soul who placed a
high value on loyalty to one's true self as well as to others. His insistence
on honoring promises and upholding tradition, however, sometimes led him into
error as seen when he refused to rule unless Hadrian's wishes were honored and
Verus ruled with him. Verus proved a vastly inferior emperor to Aurelius in
every respect. Remove Ads His choice of Commodus as his co-ruler and
successor in 177 CE, however, was his greatest mistake in that his son never
shared his high ideals nor displayed his intelligence. That Commodus would
essentially un-do all the good that Aurelius had done, handing over the rule of
Rome to incompetents and amusing himself constantly in his seraglio (which allegedly
was comprised of 300 girls and 300 boys) shows exactly how poor Aurelius'
judgment could be. Aurelius seems to have sensed that his son would never
measure up to the potential he saw in him and, when he died in 180 CE, Commodus
would prove himself the worst choice possible as successor. Yet it is
this very `human-ness', this kindness and hope for others to share his same
vision to become the best version of themselves which makes Aurelius so
admirable and the Meditations so enduring. The work stands as a testament to
the nobility of its author and endures because of the immense practicality and
sense of the vision for life it expresses. There is no room for self-pity or
self-excuse in the pages of Meditations; only the constant exhortation to do
one's best under any circumstance and to use one's time wisely, for life is
short. He writes: You must one day realize at last of what cosmos you are
a part and from what Governor of the cosmos your existence comes, and that a
limit of time has been set aside for you, and if you do not use it to clear
away the clouds from your mind it will be gone, and you will be gone, and it
will never return again. (Book II.4) Aurelius understood that, if one
wants to change the world, one cannot live the way the rest of the world does.
Even at the height of his power, he never betrayed his philosophical vision or
his belief in a fundamental meaning to human life. He expresses this ideal in
Meditations Book VIII.59: “People exist for the sake of one another; teach
them, then, or bear with them.” In this passage, as in many others,
Aurelius pre-figures the much later ideals of the 20th century Existentialists
who also held that the purpose of one's life is to be the very best human being
one can be regardless of the circumstances or the actions of other people. At
the same time, of course, he embodies the earlier concept of Plato's
Philosopher King: the man who rules, not for himself, but for the greater good
of his people. Did you like this article? Subscribe to topic Bibliography
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publication to ensure accuracy, reliability and adherence to academic standards
in accordance with our editorial policy. Bibliography Adkins, L. &
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World History Encyclopedia is an Amazon Associate and earns a commission on
qualifying book purchases. Nome compiuto: Lucio Vero. Vero. Keywords: il principe
filosofo. Luigi Speranza, “Grice e Vero”. Vero.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Veronelli: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale del sadismo italiano – la scuola di Milano – filosofia milanese
– filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di
Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Milano). Abstract.
Keywords: philos Aritotle logically developing series, Joachim, Grice, recusive
unification. Filosofo milanese.
Filosofo lombardo. Filosofo italiano. Milano, Lombardia. Essential Italian
philosopher. Figura centrale nella valorizzazione e
diffusione del patrimonio eno-gastronomico. Antesignano di espressioni e punti
di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie
battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione
agricola e alimentare, attraverso la creazione delle denominazioni comunali, le
battaglie a fianco delle amministrazioni locali, l'appoggio ai produttori al
dettaglio. V. assieme ad alcuni sommelier F.I.S.A.R. Originario del quartiere
Isola di Milano, dopo il r. ginnasio Parini, compie studi di filosofia a
Milano, diventando assistente di BARIE (vedi). Si professa per tutta la vita di
fede anarchica, rifacendosi anche alle ultime lezioni tenute da CROCE a Milano.
Inizia l'esperienza di editore, pubblicando tre riviste: “I problemi del socialismo,”
“Il pensiero”, e “Il gastronomo.” Pubblica “La questione sociale di Proudhon” e
“Historiettes, contes et fabliaux di De Sade”. Per quest'ultima viene
condannato, insieme a MANFREDI (autore dei disegni, poi assolto), a tre mesi di
reclusione per il reato di pornografia. L’opera di De Sade e poi messa al rogo nel
cortile della procura di Varese. Subisce anche una condanna di VI mesi di
detenzione per aver istigato i contadini piemontesi alla rivolta, con
l'occupazione della stazione di Asti e dell'auto-strada, per protestare contro
l'indifferenza della politica per i problemi dei contadini e dei piccoli
produttori. Diventa collaboratore de Il Giorno. L'attività giornalistica
lo impegna, e i suoi articoli, di stile aulico e provocatorio, ricchi di
neologismi e arcaismi, faranno scuola nel giornalismo eno-gastronomico e no.
Tra le testate cui collabora vanno ricordate, oltre a Il Giorno: Corriere della
Sera, Class, Il Sommelier, V. EV, Carta, Panorama, Epoca, Amica, Capital, Week
End, L'Espresso, Sorrisi e Canzoni TV, A Rivista Anarchica, Travel e Wine
Spectator, Decanter, Gran Riserva ed Enciclopedia del Vino, The European.
L'apparizione televisiva ne aumenta notevolmente la fama, in particolare A
tavola alle 7, in cui conduce il programma prima a fianco di Scala e di Orsini,
poi di Ave Ninchi, e il Viaggio Sentimentale nell'Italia dei Vini, dove
realizza l'aggiornamento, provocatorio e di denuncia, della viti-coltura
italiana, con inchieste, interviste, proposte che hanno scosso quel
mondo. La sua attività di ricerca e di approfondimento nel campo eno-gastronomico
lo porta alla pubblicazione di alcune opere fondamentali, anche di carattere
divulgativo. Da segnalare: “I Vignaioli Storici”, “Cataloghi dei Vini d'Italia”,
dei “Vini del Mondo”, “Degli Spumanti e degli Champagne, delle Acquaviti e
degli Oli extra-vergine”, “Alla ricerca dei cibi perduti”, “Il vino giusto”, e
la collana Guide V. all'Italia piacevole. Fondamentale anche la collaborazione
con Carnacina, maître e gastronomo celeberrimo e Guazzoni maître e sommelier.
Ne nascono, ad esempio, “La cucina italiana” e “Il Carnacina.” Fonda la
seconda V. Editore col puntuale obiettivo di approfondire la classificazione
dell'immenso patrimonio gastronomico italiano e contribuire ad accrescere la
conoscenza dell’attrattive turistiche del “paese più bello del mondo,” secondo
Platone. La casa editrice cessa l'attività a fine. Collabora con Derive\Approdi
scrivendo le prefazioni ad alcuni libri di carattere storico, politico e
gastronomico. L'intenso rapporto epistolare sulle pagine di Carta con Echaurren
costituisce un forte stimolo di riflessione sulle questioni legate alla terra e
alla qualità della vita materiale per il movimento contro la globalizzazione. Isieme
ad alcuni centri sociali, tra cui La Chimica di Verona e il Leoncavallo di
Milano, al movimento Terra e libertà. Sempre di questi anni le battaglie per le
denominazioni comunali, una salvaguardia dell'origine di un prodotto; per il
prezzo-sorgente, cioè l'identificazione del prezzo di un prodotto alimentare
all'origine, per rendere evidenti eccessivi ricarichi nei passaggi dal
produttore al consumatore; per l'olio extra vergine d'oliva, contro le
prepotenze e il monopolio delle multi-nazionali e le ingiustizie della
legislazione per i piccoli olive-coltori. Di idee anarchiche, si è anche
interessato di questioni filosofiche, pubblicando anche articoli su A/Rivista
Anarchica e saggi. Le pubblicazioni hanno subito il segno dei suoi
interessi libertari, libertini, eno-gastronomici: racconti, novelle e novelline
di de Sade -- che gli procurerà una denuncia e la condanna al rogo dei libri,
tra gli ultimi roghi di libri avvenuti in Italia --, le poesie di
Pagliarani, la rivista Il gastronomo e quella di filosofia “Il pensiero”, poi interessante
per qualche anno e l'editore della rivista Problemi del socialismo, diretta da BASSO.
In seguito mise un po' in disparte le questioni filosofiche per concentrarsi su
quelle più propriamente eno-gastronomiche e agricole. In A-Rivista Anarchica si
definisce V. l'"anarchenologo" ritenendo che l'attività di V. vada
inquadrata in un ambito libertario e contro l'attività delle multi-nazionali agricole.
Gli anarchici della Cellula V., con l'intento di mostrare l'aspetto più
propriamente politico di V., hanno organizzato un incontro intitolato "V. politico",
a cui hanno preso parte personalità del calibro di MURA, giornalista di La
Repubblica, FERRARI della Federazione Anarchica Reggiana (promotrice
dell'evento biennale, ideato nella sua prima edizione insieme allo stesso
Veronelli, Le cucine del popolo) e TIBALDI. Dag’anarchici è sempre stato
considerato un compagno. V. e un libertario, un uomo colto, senza dogmi, senza
ipocrisie, in perenne lotta contro l’armate schiaviste delle multi-nazionali (Pagliaro,
Umanità Nova, Milano gli attribuisce l'ambrogino d'oro. Rassegna stampa. A-Rivista,
Lettera i giovani estremi Proudhon: La
questione sociale – V. politico. L'ultimo dei vini artigianali sarà sempre
migliore del primo dei vini industriali, perché avrà un'anima -- Il canto della
Terra. Il nostro anarchenologo. Un incontro inatteso. Cellula V. Veronelli politico.
Circolo Cucine
del Popolo, l'addio, Bosana Salsa suprema. This article examines Aristotle’s
use of the term philia. As a basis for the analysis, the author employs the
communicative component of this notion. This allows us to consider friendship
as a process, distinguishing it from everything else that cannot be identified
as such. This “residue” is something that comes from nature (original), common
to all living creatures, and is at the root of all types of positive
communication. The goal of this article is to show that the content identified
as such can be understood as a separate concept. Keywords:
philia koinonia homilia friendship friendliness friendability communication
positive communication Notes 1. In his Index Aristotelicus, Hermann Bonitz also
identifies only two meanings for this term in Aristotle’s ethical works:
comitas, which corresponds to “friendliness” (a virtue), and amicitia, which
corresponds to “friendship.” See the entry on “φιλία” in Index Aristotelicus, ed. H. Bontiz (Berlin, 1870). 2. All terminology and citations from the
Ancient Greek are in conformity with the following publications: Aristotelis
[Aristotle]. Ethica Nicomachea, ed. I. Bywater (Oxford: Clarendon Press, 1962)
(henceforth EN, with indications for chapter, paragraph, and pagination); Aristotel’,
Evdemovo etika, trans. T.V. Vasil’eva, T.A. Miller, and M.A. Solopova (Moscow:
Kanon+, 2011) (henceforth EE, with indications for chapter, paragraph, and
pagination); and Aristotle, Politics, trans. H. Rackham (London: William
Heinemann Ltd, 1959) (henceforth Pol., with indications for chapter, paragraph,
and pagination). 3. EN II.7,
1108a25–30. 4. In some English editions,
φιλία is sometimes translated as excellence.—Ed. 5. All terminology and citations from the
English are in conformity with Aristotle, The Complete Works of Aristotle, ed.
Jonathan Barnes, vol. 2 (Princeton, NJ: Princeton University Press, 1995), and
unless otherwise noted, Aristotle, Politics, trans. H. Rackham (London: William
Heinemann Ltd., 1959). 6. EN VIII.3,
1156a5–10. 7. David Ross, Harris
Rackham, and Roger Crisp equally adhere to these two terms when translating φιλία, as well as Franz Dirlmeier and Olof Gigon in German. 8. EN VII.2, 1155b15–20. 9. For example, Lorraine Smith Pangle
replaces “friendship” for “love” when it sounds better: “Parents love children
… this love of one’s own is so deep.” See L.S. Pangle, Aristotle and the
Philosophy of Friendship (New York: Cambridge University Press, 2003), p. 87.
However, we see the same mismatched approach in the translations. 10. R. Nickel, “Erläuterungen,” in
Aristoteles, Die Nikomachische Ethik, ed. Rainer Nickel and trans. Olof Gigon
(Berlin: De Gruyter, 2007), p. 512. See also the description of φιλία in N.V. Braginskaia, “Primechaniia,” in Aristotel’, Soch. v 4 t-kh,
vol. 4 (Moscow: Mysl’, 1984), pp. 736–37; L. Brown, “Explanatory Notes” in
Aristotle, The Nicomachean Ethics, trans. W.D. Ross (Oxford–New York: Oxford
University Press, 2009), p. 252. 11. EN
VIII.1 1155a15–20 in Aristotle, The Nicomachean Ethics, trans. H. Rackham, in
Aristotle in 23 Volumes, vol. 19 (Cambridge: Harvard University Press; London:
William Heinemann Ltd., 1934). 12. In
the first Russian translation, Eduard Radlov followed the English and German in
using the term “friendship”: see Aristotel’ [Aristotle]. Etika Aristotelia,
trans. E. Radlov (St. Petersburg: Obshchestvennaia pol’za, 1908). 13. EN VIII.1, 1155a5. 14. The English term “friendability” is used
(and immediately noted in the list of key words) as a possible rendering of the
Russian term “druzhestvennost_’ ”since English translations have not yet
adopted a word that could consolidate the substantive meaning that this article
refers to. Most of all, the second part of this word seems felicitous, since it
indicates a capacity or something that makes friendship possible. 15. Also including one point where Harris
Rackham uses “affection.” 16. EE VII.9,
1241b10–15. 17. EN I.2, 1094b5. 18. Pol. I.1, 1253a15–20. 19. Pol. I.1, 1252a25–30, 1253a30. 20. More precisely: positive communication. 21. EN II.7, 1108a25–30. 22. EN IV.6, 1126b10–25. 23. EN IV.6, 1126b10–30. 24. According to Maria Silvia Vaccarezza,
friendliness (which she terms “amiability”) and “homonoia are two possible
(even if not the only) expressions of the same disposition, namely politike
philia.” See M.S. Vaccarezza, “Aristotle’s account of philia/amiability,” Philosophy
Study, vol. 2, no. 3 (2012), p. 198. 25.
EN IV.6, 1126b25–30. 26. EN IV.6,
1127a1–5. 27. See J. Annas, The Morality
of Happiness (New York–Oxford: Oxford University Press, 1995), p. 249. 28. EN VIII.3, 1156a10. 29. EN VIII.2, 1156a1–5. 30. “All friendship for the sake of good or
of pleasure” (EN VIII.3, 1156b20). 31. EN VIII.2, 1155b30–35. 32. EE VII.2, 1237a5. 33. EE VII.2, 1235b15–20. 34. EN VIII.2, 1155b25. 35. EE VII.2, 1236b20–25. 36. EE VII.2, 1236а15–25. 37. EN VIII.4, 1157а30. Marco Zingano shows that the definition “by similarity” preserves a
hierarchy in kinds of friendship. See M. Zingano, “The Conceptual Unity of
Friendship in the Eudemian and the Nicomachean Ethics,” Apeiron, 2015, no.
48(2), pp. 195–219. This is important because the defined semantic core is
preserved. 38. See the description of
the first and second kinds: EN VIII.3, 1156a5–1156b5. 39. EN VIII.4, 1157а15–20. 40. EE VII.2, 1236b5–10. 41. EE VII.10, 1242b30–1243a. 42. EN VIII.11, 1161b1–5. 43. EN IX.1, 1164а. 44. EN IX.4, 1166а10. 45. “Aristotle highlights the
importance of pleasure and utility in all friendships, including the very
highest. See L.S. Pangle, Aristotle and the Philosophy of Friendship (New York:
Cambridge University Press, 2003), p. 52.
46. EE VII.6, 1240b15–20. 47. EN
VIII.1, 1156b5–10. 48. As David Kostan
says of this, “unequivocally and emphatically altruistic.” See D. Konstan,
“Aristotle on Love and Friendship,” ΣΧΟΛΗ, 2008, vol. II, no. 2, p.
209. 49. Further consideration of this
issue is beyond the scope of this article. It is merely important to show that,
in our analysis, φιλαυτία does not procedurally extend beyond ethical
friendship: you cannot love yourself (or be your own friend) alone. Conversely,
in that sense, you are your own friend when you truly befriend others. 50. EN IX.9, 1169b5–10; “ἄλλος αὐτός” (EE VII.12, 1245a30). 51. “A man cannot think only of himself,
because he possesses the good usually through another. In other words, the pure
I is displayed in the individual through the contemplative activity of the
human mind, while the empirical I, which is dependent, above all, on the other
and on perceiving itself through the other, comes to know itself … in another
empirical I.” See M.A. Garntsev, Problema samosoznaniia v zapadnoevropeiskoi
filosofii (Moscow: Izdatel’stvo MGU, 1987), p. 34. 52. EN IX.9 1169b5–10. 53. Which also encompasses all the sensory
phenomena: “Aristotle is highlighting a consequence of his theory of pleasure,
namely that pleasure is necessarily co-extensive with intellectual or
perceptual activity of the highest form.” See C. Shields, “Perfecting
Pleasures: The Metaphysics of Pleasure in Nicomachean Ethics,” in Aristotle’s
Nicomachean Ethics. A Critical Guide (New York: Cambridge University Press,
2011), p. 209. 54. For example, a friend
as such is “the greatest of external goods” (EN IX.9 1169b10). 55. David Konstan reaches a somewhat similar
conclusion, saying that “philia has two uses,” one “refers to an altruistic
wish,” and the other to a “corresponding wish,” that is, it requires
reciprocity. See Konstan, p. 212. 56.
Aspiring to its ultimate form. 57. EN
II.1, 1103a25. In her examination of the nature of the virtues, Paula
Gottleib’s conclusion, “If people had naturally bad tendencies that had to be
overcome, the ethical virtues would be contrary to nature,” could be an
additional argument in favor of the assumption of some positive, innate
property. P. Gottlieb, The Virtue of Aristotle’s Ethics (Cambridge/New York:
Cambridge University Press, 2009), p. 57.
58. As Julia Annas has noted, it is this feature that does not enter
into Aristotelian analysis of friendship, yet “this idea of extended
self-concern suggests the later Stoic theory of oikeiōsis.” J. Annas, The
Morality of Happiness (New York/Oxford: Oxford University Press, 1995), p.
255. 59. EN VIII.1, 1155a15–20. 60. EN VIII.1, 1155a15–1155b10. 61. EN II.5, 1105b20–25. 62. See: EN VIII.5, 1157b25–30.—Ed. 63. See: R.G. Apressyan, “Slova liubvi: eros,
philia, agape,” Filosofiia i kul’tura, 2012, no. 8(56), pp. 27–40. 64. Braginskaia, p. 703. 65. Aristotle does not use φιλία at this point in the original text since he is giving examples of what
he called φιλία above. 66. EE
VII.2, 1236b10. 67. “Passions,
faculties, states” (πάθη δυνάμει ἕξεις) (EN II.5, 1105b20).
Matching φιλία with a capability is unnecessary, since there is no
direct or indirect alignment as there is with passion or virtue. 68. EN VIII.3, 1156b30.
69. EE VII.7, 1241a5. 70. EN
IX.5, 1166b30. 71. EN VIII.6, 1158а5–10. 72. EN IX.5, 1167а10. 73. EE VII.10, 1242а. 74. Pol. I.2, 1253b. 75. When “the association of a father with
his sons bears the form of monarchy … of man and wife seems to be aristocratic
… of brothers is like timocracy… . Democracy is found chiefly in masterless
dwellings (EN VIII.10, 1160b20–1161a5). 76.
For example, Aristotle views the relationships of “those with whom one has
studied philosophy” (that is, teachers and students) as the kind of
relationships “with the gods and with one’s parents” (EN IX.1, 1164b1–5). 77. EN VIII.10, 1155a20. 78. Pangle, p. 143. 79. Aristoteles, Nikomachische Ethik, ed. F.
Dirlmeier, in Aristoteles: Werke in deutsche Übersetzung, vol. 6 (Berlin:
Akademie Verlag GmbH., 1999), p. 510.
80. On this question, Annas very precisely locates the “sociological
reasons” that limit the activity of φιλία: Aristotle believes man is,
to a significant extent, “the product of moral education in particular
contexts–the family, the peer-group, the city.” Annas, p. 251. This is
especially important in our case, when using the concept of communication. 81. EN I.7, 1097b10 (in the Rackham
translation). 82. Σωφρονιστήριον is the prison in Plato’s “Laws,” designed to
enlighten the ignorant. See fragment 908a–909b in Plato, “Laws,” in Platonis
Opera, ed. J. Burnet, vol. 5(II) (Oxford: Clarendon
Press, 1903). 83. EN VI.13, 1144b1–15. Nacque,
secondogenito con il gemello Giovanni, di Adolfo, imprenditore chimico, e di
Claudia Genta; primogenita, la sorella Marisa.
Luigi crebbe in una famiglia benestante, con il culto della buona
tavola. Proprio in casa celebrò il suo ‘battesimo enoico’: il giorno della
prima comunione il padre gli concesse l’assaggio del vino, che accompagnò con
parole severe e affettuose insieme: il vino va bevuto con rispetto, perché
dentro c’è la fatica dei contadini. Gli si stamparono in mente indelebili, e fecero
da bussola nel suo lavoro per l’affermazione della qualità. Dopo essersi diplomato al liceo classico,
Luigi si iscrisse per volontà paterna alla facoltà di ingegneria chimica ed
entrò in azienda. Abbandonò entrambe alla morte del genitore e passò a filosofia,
alla Statale di Milano, ove fu assistente di Giovanni Emanuele Bariè, cattedra
di filosofia teoretica, sino al suicidio del professore, nel 1956. Investì buona parte dell’eredità in viaggi di
istruzione, Francia in primis, e nella cultura (libri antichi e incisioni). Nel
1948 sposò Maria Teresa Pina, bergamasca e figlia di pasticceri, con cui ebbe
tre figlie: Benedetta, Chiara e Lucia.
Nel 1956 fondò la Veronelli Editore; eterogeneo il catalogo, in forza
della sua vivacissima curiosità intellettuale: filosofia, letteratura,
politica, sport (l’amatissimo sci) e gastronomia. Pubblicò autori libertini
come il marchese de Sade, ribelli come Anatole France e anarchici come
Pierre-Joseph Proudhon. Non ebbe vita facile: Storielle, racconti e raccontini,
di de Sade, subì un processo per oscenità (sia i testi sia i disegni di nudo di
Alberto Manfredi). Assolto in primo grado, Veronelli fu condannato in secondo a
tre mesi di carcere, mai scontati; il libro fu sequestrato e messo al rogo,
ultimo in Italia, nel cortile della questura di Varese. Puntò anche su tre periodici: Problemi del
socialismo (linea politica di Lelio Basso), Il Pensiero (di filosofia
neotrascendentale) e Il gastronomo (letteratura gastronomica, di sua
direzione). La terza gli diede notorietà, anche per le sue nette prese di
posizione: «Solo la gente volgare giudica la gastronomia una disciplina volgare
e la crede rivolta all’unica soddisfazione dell’appetito» (Il gastronomo,
inverno 1956-1957, n. 1). Decisivo
l’incontro con Luigi Carnacina, maître di bravura leggendaria; con lui accrebbe
le conoscenze tecniche, comprese le potenzialità della ristorazione e
l’importanza degli abbinamenti tra piatti e vini. Scrissero, lungo il loro
sodalizio, opere fondamentali per la moderna codificazione della cucina
italiana. Chiuse la casa editrice nel
1962, non redditizia e perché attratto maggiormente dal giornalismo. Nello
stesso anno incontrò Italo Pietra, direttore del Giorno, che ne intuì il
talento e lo lanciò; Luigi conquistò subito i lettori con i servizi di gola per
il Giro d’Italia e collaborò con il quotidiano sino al 1983; qui conobbe due
colossi della scrittura, Gianni Brera e Mario Soldati, con cui fiorì una grande
amicizia. Scrisse per varie altre testate,
tra cui: Panorama (battaglieri gli articoli per la richiesta di modifica della
legge che negava il nome del vigneto in etichetta), Epoca (si ricordano gli
speciali L’aristocrazia dei cibi, dei vini, delle acqueviti, dei formaggi, dei
dolci), Il vino, L’Espresso (durissimo il pezzo – Imbecilli e corrotti – sullo
scandalo del metanolo, nel 1986), Sorrisi e canzoni tv, Corriere della sera, La
gazzetta dello sport, Class (rubrica Maître à vivre, a riconoscergli il valore
di filosofo), più l’inglese Decanter, la spagnola Gran reserva e Carta capital,
brasiliana. -ALT Da scrittore enoico
esordì nel 1961 con I vini d’Italia, libro – impreziosito da testimonianze
letterarie, per esempio di Giovanni Arpino, Giorgio Caproni, Giuseppe Dessì e
Leonida Repaci – che rivelò il valore del nostro patrimonio enologico. Iniziò
da qui il suo inesauribile impegno per il rinascimento del vino italiano e fece
leva sul concetto di ‘cru’ (l’esaltazione della vigna, o porzione di essa, di
maggior pregio) e sulle basse rese: «Piccolo il podere, minima la vigna, perfetto
il vino», fu l’epigrafe dei cataloghi Bolaffi. La serie di questi ultimi e, non
completata, delle Guide all’Italia piacevole divennero due capisaldi: della
critica enoica l’una, l’altra dell’identità turistica italiana, un mosaico di
fascinose diversità, non solo per cibi e vini.
Dal 1975 al 1979 Veronelli diresse Vini&Liquori, rimasto nella
memoria per i coraggiosi reportage su frodi e sofisticazioni. Clamoroso quello
sulla Coca-Cola, nel 1977; accortosi dell’irregolarità nell’elencazione degli
ingredienti sulla bottiglia fece esposto contro la compagnia americana; lo
accolse il pretore Mario Sossi di Genova, che ordinò il sequestro della bibita
per un giorno in tutt’Italia, fatto che procurò a Veronelli non pochi
fastidi. La televisione aumentò la sua
popolarità. Nel 1960 la prima esperienza, ospite nel rotocalco Personalità; pur
positiva, tenne a distanza il piccolo schermo, impaurito dall’eccessiva
semplificazione del linguaggio. Cedette più avanti, sulle insistenze del
direttore RAI di Torino, Luciano Rispoli, che volle lui, nel 1971, per il
programma pilota Colazione allo studio 7. Terminate le venti puntate, Veronelli
ribaltò il pregiudizio, si rese conto della potenza comunicativa del mezzo e
proseguì. Il titolo cambiò in A tavola alle 7, grandi l’ascolto e il successo,
in particolare nelle edizioni con Ave Ninchi; i due – nel ruolo di massaia lei,
lui di professore – formarono una delle coppie televisive più amate. Per RAI Tre, nel 1979 realizzò con il coautore
Nichi Stefi, il Viaggio sentimentale nell’Italia dei vini, un docufilm di
aggiornamento sulla viticoltura, di elogio della civiltà contadina e di
denuncia delle leggi sfacciatamente pro industria; di qui, uno dei suoi più
pungenti aforismi: «Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino
d’industria». L’anno dopo Veronelli fu
involontario protagonista dei cosiddetti fatti di Asti. Durante una
manifestazione di protesta contro le misure agricole del governo, fu invitato,
fuori programma, a salire sul palco; solidale con gli agricoltori, li incitò a
reagire: «È iniquo obbedire a leggi inique». Detto fatto, questi bloccarono la
stazione ferroviaria e le strade cittadine con i trattori. Veronelli fu
denunciato. Nel processo, fu l’unico imputato per il reato di blocco stradale
aggravato, ma poi tutto finì in prescrizione.
Tra i suoi libri di cucina ebbe affezione speciale per Alla ricerca dei
cibi perduti – colta, singolare narrazione tra segni zodiacali e ricette
d’antan, del 1966 – con «un Veronelli che scriveva d’impeto, raccontava le sue
cose e i suoi incontri migliori», disse in un’intervista del 1999 per RaiSat
Gambero Rosso. Tra la fine degli anni
Settanta e i primi anni Ottanta uscirono: le guide gastronomiche ai ristoranti
e ai vini, che fecero scuola per l’approccio carico di humanitas; Il Veronelli,
enciclopedia a dispense su vini e acqueviti del mondo, per volontà di
completezza un notevole sforzo editoriale; I vignaioli storici, ritratti delle
grandi famiglie del vino. In più, con la direzione grafica del designer Giacomo
Bersanetti, l’Etichetta, «il periodico più ambizioso, lussuoso e graficamente
impegnato d’Italia, vera e propria guida alla vita materiale attraverso
l’incontro estetico con le ‘cose’ – non solo gastronomiche – della vita di ogni
giorno» (editoriale, autunno 1983, n. 1).
Nel 1986, Veronelli costituì, con alcuni illustri produttori, il
Seminario permanente Luigi Veronelli, associazione per la cultura del vino e
degli alimenti, con l’obiettivo di diffondere e promuovere la gastronomia come
cultura. Ne restò presidente onorario a vita.
Le censure subite e la scadenza dei diritti di sue opere, lo spinsero a
ricreare la Veronelli Editore, nel 1989. Dapprima con il bimestrale Ex-Vinis, che
diventò il suo diario personale, poi con cataloghi, ricettari, guide e due collane
letterarie: I luoghi e la memoria (sul viaggio) e I semi (biografie di donne e
uomini votati all’agricoltura). Negli
ultimi anni di vita si fece ancora più agguerrito nella difesa delle produzioni
alimentari e del genius loci. Creò le De.Co. (denominazioni comunali), una
certificazione di origine rilasciata su semplice delibera dall’amministrazione
comunale. Osteggiatissime all’inizio, perché interpretate in contrapposizione
alle denominazioni di origine vigenti, le De.Co. vennero riabilitate, con valore
di censimento, dal ministero delle Politiche agricole. Prese a cuore la disperazione dei tanti
olivicoltori costretti a non produrre, a causa del monopolio delle
multinazionali nel mercato dell’olio d’oliva, con prezzi a litro bassissimi; si
oppose con veemenza: articoli, appelli alla politica e azioni eclatanti, come
l’occupazione del porto di Monopoli per impedire lo sbarco di navi cisterna
piene, si diceva, di ettolitri di olio estero o di semi, raffinato chimicamente
e poi venduto per italiano. Intensificò le relazioni con i centri sociali,
speranzoso nella sovversione per il ritorno alla terra: «Il mio lavoro consiste
nel camminare le terre e nel raccontarne la qualità. La terra è l’anima»
(Bergamo, Archivio familiare, manoscritto s.d.). Fondò il premio letterario
internazionale Nonino-Risit d’aur; ispirò il Primo Congresso mondiale degli
scrittori del vino; fu consulente, tra gli altri, del Poligrafico dello Stato
per due CD-ROM compendio su cucina e vini, e di Alessi per linee di bicchieri.
Inventò il giornalismo enogastronomico e lo interpretò con sensibilità da
precursore. Si distinse per lo stile
aulico, metaforico e provocatorio; coniò neologismi, come vino da meditazione,
acquadipiatt, giacimenti gastronomici, oppure tutt’affatto, vaddassè, ant’anni
fa. Fu esteta raffinato e – nel senso di
teso alla ricerca del meglio – elitario. Educò generazioni al buon mangiare e
bere, sui presupposti del rispetto, della conoscenza e del piacere. Incise a
fondo nel costume sociale, convinto che «l’uomo che si dedica alla qualità
della vita materiale, nel rispetto dell’altro (il che significa: tutti gli
altri hanno diritto di sottrarsi alla sofferenza e cercare il piacere) è un
giusto» (Class, dicembre 2004, p. 395).
Veronelli rivendicò la sua anarchia – per lui sinonimo di disobbedienza
civile, rifiuto della violenza, assunzione di responsabilità e rispetto
dell’altro – abbracciata nel 1946, quando ascoltò, per un corso di filosofia
politica a Milano, Benedetto Croce. Nel 2003 il Comune di Milano gli conferì
l’Ambrogino d’oro, di cui andò – lui refrattario alle onorificenze – molto
fiero. Morì il 29 novembre 2004, a
settantotto anni, a Bergamo, sua città d’adozione. Opere. I Vini d’Italia, Roma 1961; Mangiare e
bere all’italiana, Milano 1962 (con L. Carnacina); I cocktails, Milano 1963;
Alla ricerca dei cibi perduti, Milano 1966, Roma 2004; La buona cucina
italiana, Milano 1966 (con L. Carnacina); Il vino giusto, Milano 1968; Guide
all’Italia piacevole, Milano 1968-1970; Catalogo Bolaffi dei vini del mondo;
dei vini d’Italia; dei vini rossi; dei vini bianchi e degli spumanti; delle
grappe e dei distillati di frutta, Torino 1968-1980; Bere giusto, Milano 1971;
I mille menu, Milano (con L. Stucchi); Il libro delle conserve, Milano 1973
(con M.T. Veronelli); La Pacciada, Milano 1973 (con G. Brera); The world of
food, New York 1973; The best of Italian cooking, London 1974; Il libro delle
salse, Milano 1974; La cucina rustica regionale, Milano 1974-1978 (con L.
Carnacina); Il libro delle frittate, Milano 1975 (con Paolini & Silvestri);
Il cucinario, VI, Milano; L’aceto, Brescia 1979 (con R. Andreotti - F. Mecca);
I ristoranti, Milano-Bergamo 1979-2004; Bere giusto, Tokyo 1980; I cento menu,
Milano 1981 (con L. Carnacina); Il Veronelli-Enciclopedia mondiale dei vini e
delle acqueviti, Milano 1981-1983; I dolci, Milano 1982; Catalogo dei vini
d’Italia; del mondo; degli spumanti&champagnes; delle acqueviti, Milano
1983-1985; Breviario libertino, Firenze 1984; Matrimoni d’amore, Milano 1984; I
grandi menu, Milano 1985; Il libro della pasta, Milano 1985; Le cantine (poi I
Vini), Milano-Bergamo 1987-2004; Bere bene-Guida agli accostamenti cibi-vini,
Milano 1989; Le cose buone, Milano-Bergamo, 1989-1997; Vietato vietare-tredici
ricette per vari disgusti, Milano 1991; I luoghi di Amore-Frasi amorose nella
letteratura italiana (con lo pseudonimo Lelio Livrogne), Bergamo 1994; Sorella
Acqua, Bergamo 1994; Gli alberghi, Bergamo 1994-2004; Catalogo dei vini da
favola, Bergamo 1995; Dizionario dei termini del vino, Bergamo 1995; Novissimo
repertorio dei vini italiani, Bergamo 1995; Conoscere il vino, Milano 1996;
Viaggio nelle città del vino, Milano 1997; Le parole della terra, Tarquinia
2003 (con P. Echaurren). Come curatore: L. Carnacina, La grande cucina, Milano
1960; L. Carnacina, Il Carnacina, Milano 1960. Come editore: G. Giusti - G.
Giupponi, Dizionario dei proverbi italiani, Milano 1956; Il gastronomo, Milano
1956-1962; Il pensiero, Milano 1956-1962; Apicio, La cucina di Roma, Milano
1957; G.E. Bariè, Il concetto trascendentale, Milano 1957; L. Carnacina, À la
carte, Milano1957; A. France, L’astuccio di madreperla e Giocasta e il gatto
magro, Milano 1957; P.J. Proudhon, La questione sociale, Milano 1957; M. de
Sade, Storielle, racconti e raccontini, Milano 1957; L. Schirollo, Antropologia
e dialettica nella filosofia di Platone, Milano 1957; G. Traglia, Le
ghiottornie di Gabriele D’Annunzio, Milano 1957; G. Bertolucci, Le notti di
Mosca, Milano 1958; A. Compagnoni, Uomini sul K2, Milano 1958; A. France, Il
pozzo di Santa Chiara, Le sette mogli di Barbablu, Baldassarre e I racconti di
Giacomo Girarrosto, Milano 1958; I. Soldà, Lo sci moderno e Lo sci agonistico,
Milano 1958; G. Tuni, Filosofia e scienza nell’attualismo, Milano 1958;
Problemi del socialismo, Milano 1958-1959; E. Pagliarani, Inventario privato;
Biblioteca del gastronomo (cofanetto di 12 volumetti), Milano 1959; U. Caruso,
La ginnastica presciistica, Milano 1960; Ex-Vinis, 1989-2004; Catalogo delle
etichette, Bergamo 1990-1991; Catalogo dei vini da meditazione, da favola, doc
e docg, Bergamo 1992, 1993 e 1994; M.D. Febbrari, Salute e grande cucina,
Bergamo; G. Salvaterra, I ristoranti America, Bergamo 1994-1996; I luoghi e la
memoria (I-XII) e I semi (I-XXI), Bergamo 1994-2004; B. Francese, Le pizzerie
d’Italia, Bergamo 1999; Gli oli, Bergamo 2000; G. Mangano, Terra cultura e
cucina del Gargano, Bergamo 2003. Fonti
e Bibl: M. Mariani - N. Stefi, I 107 titoli di V., Milano 1984; G.A. Rota - N.
Stefi, L. V. La vita è troppo corta per bere vini cattivi, Firenze 2012; S.
Lorigliola et al., Pastiche. Cultura materiale alla Veronelli, Bergamo 2014; A.
Capatti - A. Colonetti - G.A. Rota, L. V. Camminare la terra (catal.), Firenze
2015.Nome compiuto: Luigi Veronelli. Veronelli. Keywords: implicatura. Refs.:
The H. P. Grice Papers, Bancroft – Luigi Speranza, “Grice e Veronelli:
metafisica dell’amore” – The Swimming-Pool Library, Liguria.
Luigi Speranza –
GRICE ITALO!; ossia, Grice e Veronesi: la ragione conversazionale -- Umberto Veronesi Umberto Veronesi nel 2012
Ministro della sanità Durata mandato 26 aprile 2000 – 11 giugno 2001 Capo del
governo Giuliano Amato Predecessore Rosy Bindi Successore Girolamo Sirchia
Presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare Durata mandato 5 novembre
2010 – 3 novembre 2011 Predecessore Carica istituita Successore Carica abolita
Senatore della Repubblica Italiana Durata mandato 29 aprile 2008 – 22 febbraio
2011 Legislatura XVI
Gruppo parlamentare Partito Democratico Coalizione Centro-sinistra 2008
Circoscrizione Lombardia Incarichi parlamentari 7ª Commissione Istruzione
pubblica, beni culturali (dal 22/05/2008 al 22/02/2011) Sito istituzionale Dati
generali Partito politico PSI (fino al 1994) PD (2008-2011) Titolo di studio Laurea
in Medicina e Chirurgia Università Università degli Studi di Milano Professione
Medico chirurgo Firma Firma di Umberto Veronesi Umberto Veronesi (Milano, 28
novembre 1925 – Milano, 8 novembre 2016[1]) è stato un oncologo e politico
italiano. Fondatore e Presidente della Fondazione Umberto Veronesi, ha fondato
e ricoperto il ruolo di direttore scientifico e di direttore scientifico
emerito dell'Istituto europeo di oncologia[2]. È stato direttore scientifico
dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994. Ha ricoperto
l'incarico di Ministro della sanità dal 26 aprile 2000 all'11 giugno 2001 nel
governo Amato II. La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata
per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è
occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella
donna[3]; in tale ambito è stato il primo teorizzatore e strenuo propositore
della quadrantectomia, dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di
sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le
medesime di quelle della mastectomia, ma a impatto estetico e soprattutto
psicosessuale migliore. Si è inoltre distinto per la sua lotta in difesa
dei diritti degli animali e dei diritti civili. Biografia Giovinezza e
vita familiare Figlio di Francesco Veronesi, scomparso quando Umberto aveva sei
anni, ed Erminia Verganti, cresce in via Vallazze, al Casoretto, negli allora
sobborghi agricoli di Milano, con quattro fratelli maggiori e una sorella
minore[4], il giovane Umberto Veronesi si conquistò lo status di “cittadino” da
sé e con le proprie forze, come egli stesso racconta: «Mio padre era un
fittavolo della pianura lombarda, stavamo fuori Milano, anche se non lontanissimi.
La vedevamo come la grande meta di chi vive nei sobborghi. Quindi la nostra
grande speranza era di diventare “cittadini”: si andava a scuola facendo 4-5
chilometri a piedi tutte le mattine, anche in pieno inverno, con i nostri
calzoni corti, con quella cultura naturalistica del mondo agricolo. La
conquista è stata lenta, ma ci ha molto gratificato come tutte le grandi forme
di emancipazione.[5]» Fu bocciato per due volte al ginnasio.[6]
Ricorderà: «Da ragazzo mi vedevo bruttissimo, ero convinto che le ragazze
non potessero degnarmi di uno sguardo, ed ero sicuro che nessuna mai si sarebbe
innamorata di me. Forse perché ero davvero troppo alto per la mia età [...]. E
per sfogare questo senso di inadeguatezza facevo il monello e mi rifiutavo di
studiare.[7]» Data la precoce scomparsa del padre, fu per lui fondamentale la
figura materna, Erminia Verganti (a cui ha dedicato il libro Dell'amore e del
dolore delle donne): «Mia madre mi ha fatto da padre, da sorella
maggiore, da compagna di viaggio, perché io ho perso mio padre a 6 anni... un
bambino ha bisogno di una guida e mia madre è stata la grande guida, una donna
profondamente religiosa... mi ha insegnato due cose importanti: una è la
tolleranza... e l'altra è ricercare le cause degli eventi; se una persona ti è
ostile, non limitarti a respingerla o a trattarla male: se ti è ostile, una
ragione c'è e tu devi individuarla.[8]» Ha scritto anche, riguardo alla propria
giovinezza: «In casa parlavamo dialetto. La sera, nell'ampia cucina con
il grosso camino, unica fonte di calore nelle giornate di freddo, mia madre
intonava il rosario e tutti dovevamo seguirla. Mio padre conservava una vecchia
bandiera rossa. Aveva le sue idee di socialista alla Turati, riformista, che ho
ereditato. E un giorno arrivarono gli squadristi per dargli una lezione. Ma lui
si era nascosto nei campi e loro se ne andarono. Qualche anno dopo, quando ero
entrato in clandestinità, sarebbe capitato anche a me di scappare. Fascisti e
tedeschi mi davano la caccia, una soffiata li avvisò che mi trovavo in città.
[...] Mi salvai grazie all'Angiolina, la portinaia, che fece una cosa molto
coraggiosa: li lasciò salire in ascensore, poi tolse la corrente [...]. Un anno
prima, non ero invece riuscito a scappare da un campo minato. [...] Ci vollero
otto interventi per togliermi le schegge. Tutte tranne una [...] tra la vena
cava e l'aorta, e me la porto ancora addosso, facendo suonare i detector ogni
volta che oltrepasso le barriere degli aeroporti.[9]» Veronesi è nato in una
famiglia cattolica ed è stato anch'egli praticante, ma si è allontanato dalla
religione a partire dai 14 anni[10], divenendo agnostico.[11][12] Ha in seguito
dichiarato che lo studio dell'oncologia l'ha sempre più convinto della non
esistenza di Dio.[13] Sposato con Sultana Susanna Razon, detta Susy
(1932), una pediatra di fede ebraica e di origini turche, sopravvissuta ai
campi di concentramento[14] dalla quale ha avuto sei dei sette figli (cinque
maschi e due femmine)[15][16], due dei quali, Paolo e Giulia, hanno seguito le sue
orme e sono chirurghi, mentre un terzo, Alberto Veronesi, fa il direttore
d'orchestra[17]. Attività e incarichi Laureatosi in medicina e chirurgia
presso l'Università degli studi di Milano nel 1951, specializzatosi in
chirurgia presso l'Università degli studi di Pavia nel 1956[18], decide di
dedicarsi allo studio e alla cura dei tumori: dopo alcuni soggiorni all'estero
(Inghilterra e Francia) entra all'Istituto Nazionale dei Tumori come volontario
e ne diventa direttore generale nel 1975.[19] Nel 1965 ha partecipato
alla fondazione dell'AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola europea di oncologia.
Dal 1985 al 1988 presidente dell'Organizzazione europea per la ricerca e la
cura del cancro. Contrario per principio allo sciopero dei medici («È uno
strumento di lotta legittimo [...] ma, secondo me, non di chi, medico, lavora
in ospedale»[20]), nel 1981 è stato minacciato di morte dalle Brigate Rosse,
come spiegato da lui stesso: «Qualche giorno dopo l'uccisione del
direttore sanitario del Policlinico Luigi Marangoni [...] trovai le segretarie
in lacrime. Mi fecero leggere una lettera di minacce con la stella a cinque
punte: «Lei è un cadavere ambulante». Andai in questura per chiedere che cosa
dovevo fare. «Non possiamo darle la scorta, ma solo dei consigli. Non esca mai
alla stessa ora, cambi il numero di telefono, se può cambi abitazione o,
perlomeno, non vada a dormire sempre nello stesso posto. Viva in modo
irregolare. [...]» Così ho fatto per un po' di tempo. La cosa irritante era che
tutte le notti squillava il telefono, prima verso l'una, poi alle due, alle
tre, e così fino all'alba. [...] In questura insistettero perché cambiassi
numero. Così feci, ma il giorno dopo le telefonate notturne ripresero. Cambiai
una seconda volta e di nuovo il telefono tornò a squillare. Lo dissi in
questura e mi risposero che c'erano talpe infiltrate ovunque. Trascorsi un
periodo strano. Provavo un bizzarro senso d'avventura, perché la mia esistenza
era stata sconvolta nelle abitudini, negli orari, nel lavoro. Devo dire che
accettai le cose senza farne un dramma.[21]» Ha fondato, nel 1991, ed è stato
direttore scientifico dell'IEO - Istituto europeo di oncologia una prima volta
dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 al 2014. Nel 1993 è stato
nominato dall'allora ministro della Sanità Raffaele Costa membro della
commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie
tumorali. Nel 1998 è stato membro della commissione che dovette giudicare gli
effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”[23][24][25].
Nel 2003 ha dato vita alla Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle
scienze, con l'obiettivo di sostenere la ricerca scientifica a livello
nazionale in oncologia, cardiologia e neuroscienze e promuovere la divulgazione
scientifica[26]. Il nome di Veronesi è legato a contributi scientifici e
culturali riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo. I contributi scientifici
più rilevanti riguardano l'invenzione della chirurgia conservativa per la cura
dei tumori mammari. Nel 2009 è diventato "ambassador" del
movimento Internet for Peace[27], fondato dalla rivista Wired Italia con lo
scopo di candidare internet al premio Nobel per la pace nel 2010. Nel
2009 con la sua Fondazione avvia il progetto Science for Peace, un movimento
internazionale per la pace guidato da personalità del mondo scientifico, tra
cui diversi premi Nobel.[28] Lo scopo è affrontare le cause alla radice di
conflitti e disuguaglianze con approccio scientifico e proporre soluzioni
concrete per il loro superamento[29]. A questo riguardo Veronesi (che si
è definito «un pacifista estremista»[30]) ha affermato: «Io ho iniziato
il movimento per la pace universale, ma nel senso tolstojano, la pace non come
assenza di guerra, o non solo come assenza di guerra, ma come ritorno ad una
condizione naturale, pacifica, profonda del nostro pensiero. Quindi ci stiamo
battendo per la pace nel mondo, contro le guerre, contro le armi, contro i
soprusi, contro le violenze, contro la pena di morte, a favore delle donne la
cui identità è calpestata in molti paesi. E quindi potremmo dire che è un
grande movimento per la non violenza.[31]» Dal 2010 è stato presidente del
comitato scientifico della Fondazione Italia USA. Attività politica
Umberto Veronesi Da sempre vicino al Partito Socialista Italiano, negli anni
ottanta Veronesi venne chiamato da Bettino Craxi a far parte dell'assemblea
nazionale del PSI. Il 26 aprile 2000 è stato nominato Ministro della
sanità nel governo Amato II, fino all'11 giugno 2001. In qualità di ministro si
è battuto in particolare per una legge antifumo.[32] Dal 29 aprile 2008
fino al febbraio 2011 è stato senatore del Parlamento Italiano nella XVI
Legislatura eletto con il Partito Democratico.[33] Il 5 novembre 2010 è
stato nominato presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana,
carica che lo ha portato alle contestuali dimissioni dall'incarico di senatore.
Il 3 settembre 2011 si è dimesso dall'agenzia in polemica con il governo
Berlusconi, lamentando l'assenza di una sede, di un decreto formale di nomina e
delle strutture minime per consentire all'agenzia di iniziare le sue
attività[34]. Morte Umberto Veronesi è morto l'8 novembre 2016 a 90 anni
nella sua casa di Milano. I funerali laici si sono svolti a Palazzo Marino in
presenza di Giuseppe Sala e di molta gente comune; il figlio Alberto lo ha
omaggiato con due brani musicali di Beethoven e Puccini. Dopo i funerali, la
salma dell'oncologo è stata cremata.[35] Posizioni pubbliche Tra le varie
campagne di cui Veronesi si è fatto promotore vi è quella, intrapresa nel 1995,
per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere al fine di
giungere a una regolamentazione dei derivati della canapa, soprattutto per i
suoi usi terapeutici, specialmente in materia di terapia del dolore[36]. Dal
2002 ha fatto parte dei garanti dell'associazione Libertà e Giustizia, che
agisce in difesa della laicità dello Stato e dell'equilibrio tra i poteri. È
stato favorevole agli Organismi geneticamente modificati. Nel marzo 2005, in
occasione di un convegno sulla comunicazione ambientale Veronesi ha affermato
che a provocare il cancro, più che gli OGM o le polveri sottili delle
automobili, sarebbero le tossine contenute per esempio nella polenta, nelle
patate, nella farina di mais o nel basilico[37]. Questa affermazione provocò
l'indignazione del movimento Slow Food, dei coltivatori di cibo biologico e dei
movimenti contrari alla legalizzazione delle sementi transgeniche[38]. L'11
dicembre del 2006, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in
Scienze e tecnologie agrarie all'Università degli Studi di Napoli Federico II,
Veronesi ha ribadito che «l'ingegneria genetica non è una bacchetta magica per
risolvere i problemi dell'umanità, ma è un metodo estremamente intelligente per
combattere la fame nel mondo, per ridurre l'impatto dei pesticidi, per
contrastare la desertificazione» Nel giugno 2008 ha dichiarato di essere
contrario, per principio, alle intercettazioni telefoniche[39]. È stato
contrario alla pena di morte e all'ergastolo ostativo, e ha portato avanti con
l'associazione Science for Peace, una campagna abolizionista, affermando: «il
nostro sistema di neuroni non è immutabile, ma si rinnova perché il cervello è
dotato di cellule staminali in grado di generare nuove cellule. Quindi la
persona che abbiamo chiuso in un carcere non è la stessa vent'anni più tardi.
Per ogni uomo esiste la possibilità di cambiare ed evolversi. In secondo luogo
gli studi sul Dna dimostrano che la violenza non è un imperativo biologico. Al
contrario il messaggio del nostro codice genetico è la perpetuazione della
specie, una naturale predisposizione alla solidarietà».[40] Bioetica animale e
vegetarianismo Nel libro Una carezza per guarire Umberto Veronesi dedica un
denso capitolo, l'ultimo, al tema della sperimentazione animale. Come il
filosofo australiano Peter Singer, Veronesi auspica l'evolversi di un
atteggiamento etico antispecista[41]. Pensando che negli ultimi anni sono stati
messi a punto via via diversi metodi di ricerca che non fanno uso di animali,
risulta per lui ingiustificata la ancora ampia utilizzazione di cavie da
laboratorio, specialmente per esperimenti che darebbero scarso contributo al
progresso scientifico; da ciò Veronesi richiama l'urgenza di una legislazione
in merito alla sperimentazione animale, al fine di limitare sempre più al
minimo, grazie all'utilizzo di tecniche alternative, l'uso di animali da
laboratorio e perché gli animali di grossa taglia come primati, cani e gatti
siano esclusi del tutto dalle pratiche sperimentali[42]. Ma il percorso
di una nuova etica volta al rispetto degli animali non si ferma alla drastica
riduzione delle sperimentazioni mediche su di essi. Veronesi apre un importante
inciso a proposito delle condizioni degli animali da allevamento, chiedendosi
come possa, chi sia sensibile alla sofferenza delle cavie da laboratorio,
rimanere insensibile davanti al crudele trattamento riservato agli animali da
macello, considerati mere "macchine" produttive per la trasformazione
da una merce (i mangimi) in un'altra (la carne) e destinati a morire per
dissanguamento affinché la loro carne prenda quel colorito bianco che piace
tanto alle persone comuni, magari quelle stesse persone che, pur prodigandosi
nel firmare petizioni contro la vivisezione, non si rendono conto della
incoerenza mentale che mostrano nel finanziare proprio, con le loro scelte
alimentari a base di carne, la cruenta uccisione di tanti altri
animali[42]. Veronesi spiega che, all'obiezione secondo cui il dolore di
un animale non può essere paragonato a quello di un uomo – data la complessa
struttura neuropsichica e affettivo-sociale che hanno gli umani a differenza
degli animali – i sostenitori dei diritti degli animali rispondono notando come
il livello di elaborazione psichica della sofferenza sia ridotto anche nei casi
di esseri umani ritardati, cerebrolesi o semplicemente neonati, ma nessuna
persona di buon cuore riterrebbe etico uccidere o utilizzare per esperimenti
queste ultime categorie di persone, dato che pur possiedono un sistema nervoso
e quindi provano sensazioni di gioia e dolore; le piante, invece, non sono
dotate di un sistema nervoso, quindi non soffrono e – per questo motivo – i
vegetariani preferiscono nutrirsi esclusivamente di alimenti vegetali onde
evitare di causare sofferenze inutili. All'altra obiezione frequente dei
negatori dei diritti degli animali – secondo cui tutti gli animali sono
aggressivi fra di loro, quindi l'uomo segue semplicemente la legge naturale
nell'imporre la propria forza sulle altre specie – è facile rispondere che
l'essere umano può benissimo correggere una legge naturale che reputa ingiusta
(dal momento che essa prevede l'infliggimento di sofferenze non necessarie da
parte di una specie sull'altra) e che il tratto caratterizzante dell'uomo,
rispetto agli altri animali, risiede proprio nella sua etica e nel suo
rifiutare liberamente quei comportamenti che ritiene brutalmente contrari alla
propria coscienza[43]. Veronesi ritiene che la carne non sia un alimento
indispensabile per l'alimentazione umana, e sostiene che la dieta vegetariana,
da lui stesso assunta, aiuti a prevenire l'insorgere di gravi malattie, tra cui
il cancro intestinale:[44] «Il nostro organismo, come quello delle
scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una
dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza
fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il
suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci
farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie.[45]» In un
altro articolo Veronesi chiarisce di essere vegetariano – e di esserlo ormai da
molto tempo – non per motivi salutistici, bensì in virtù di ragioni
etiche: «Sono vegetariano per motivi etici e non medici. Gli animali vanno
rispettati e non uccisi per poi mangiarli. Tutti gli animali.[46]» Per Veronesi
la motivazione salutistica dà ancora più valore ad una scelta prima di tutto
etica – poiché suscitata dalla compassione per la sofferenza patita dagli
animali –, alla quale si aggiunge pure, come terza motivazione di ulteriore
stimolo rafforzativo, la scoperta del valore diremmo terzomondista della scelta
vegetariana, spiegato da Veronesi in un altro articolo: «Rinunciare alla
carne inoltre è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale.
In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se
oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del
terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti
agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se
non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da
allevamento.[47]» Sempre secondo Veronesi, la produzione incontrollata di carne
rischia di privare la Terra di acqua potabile e di fonti energetiche, come da
lui denunciato in un'intervista rilasciata al Corriere poco dopo essere stato
eletto senatore: «L'umanità rischia un effetto a catena distruttivo:
esaurimento di energia, di acqua potabile, di alimenti base per soddisfare
consumismi alimentari errati. [...] I conti non tornano. Sei miliardi di
abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila
litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibili
dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. Grano, soia, riso, mais costano
sempre di più e vanno a ingrassare gli animali da allevamento. Dobbiamo
fermarci ora.[48]» Nel suo libro Longevità, Veronesi inoltre afferma: «Al
di là di decisioni etiche, filosofiche e di tutela dell'ambiente, credo che
badare alla propria salute sia una ragione sufficiente per ripensare al consumo
di carne.[49]» Il vegetarianismo, per Veronesi, ha perciò valore etico,
salutistico, sociale ed ambientale. Insieme ad altri sforzi etici (come il
progressivo accantonamento della sperimentazione animale e di pratiche quali la
derattizzazione[42]), il vegetarianismo rappresenta per lui un tassello utile
all'instaurarsi di un nuovo rapporto – che sarebbe così non più antropocentrico,
bensì solidaristico[41] – tra uomo e natura. Veronesi ha dichiarato che
nell'Istituto Europeo di Oncologia da lui fondato «non si usano animali»,[50]
pur non negando che altre strutture facenti capo all'Istituto fanno
sperimentazione sugli animali nel contesto della ricerca di base. Veronesi ha
poi chiarito in una intervista di considerare la sperimentazione sugli animali
altrettanto necessaria di quella sull'uomo, e di ritenere però che entrambe
debbano sottostare agli stessi vincoli etici di fondo.[51] Parlando del nuovo
Istituto europeo di oncologia (Ieo 2) a fianco di quello già attivo, Veronesi
ha inoltre dichiarato: «noi vorremmo che i nostri pazienti diventassero tutti
vegetariani, perché questo istituto deve avere anche una funzione educativa» e
«dobbiamo dare anche l'esempio di una giusta alimentazione»[52].
Eutanasia e aborto Veronesi è stato un promotore del consenso informato e del
testamento biologico[53], nonché dell'eutanasia[54], argomento sul quale ha
scritto il libro Il diritto di morire: La libertà del laico di fronte alla
sofferenza (2005). Socio onorario dell'associazione Libera Uscita per la
depenalizzazione dell'eutanasia, ha anche affermato: «Ma sono ancor più
convinto che, per non arrivare all'eutanasia, passiva o attiva che sia, c'è un
fondamentale obiettivo da raggiungere: prevenire il desiderio di morte facendo
il possibile perché il malato, in particolare il malato terminale, non arrivi a
un tale stato di sofferenza. Se è curato bene, difficilmente il paziente chiede
di morire. Se è curato con affetto, con amore, senza dolore, non chiederà la
buona morte.[55]» Riguardo all'interruzione volontaria della gravidanza ha
scritto: «Eppure io sono contro l'aborto. Tutti lo siamo, credo: non c'è
persona che non sia idealmente contraria all'interruzione di gravidanza, perché
è un atto contro natura (nel senso che si oppone all'imperativo genetico della
riproduzione [...]) e perché produce conseguenze traumatiche dal punto di vista
psicologico. Ma condannare l'aborto con una legge, renderlo illegale, non
impedisce che gli aborti avvengano. [...] L'aborto volontario è un evento
grave, ma l'aborto clandestino è una tragedia: per questo offrire a una donna
l'opportunità di abortire in modo legale e controllato corrisponde alla scelta
del «male minore». E allora, all'interno di questo male minore, la modalità
della pillola RU486 – che ho sostenuto sin dai primi accenni alla possibilità
di una sua introduzione in Italia – è la scelta migliore, perché è quella meno
dolorosa per la donna.[56]» Autore ateo e laico, col filosofo cattolico
Giovanni Reale ha pubblicato nel 2013 il libro dal titolo Responsabilità della
vita. Un confronto fra un credente e un non credente, nel quale, partendo da
concezioni antitetiche, si manifesta una convergenza di vedute opposte sul tema
del non-accanimento terapeutico: secondo Veronesi si fonda sulla libertà di
ogni individuo e il diritto di decidere liberamente per sé e del proprio corpo;
Reale affermò che la vita è un diritto indisponibile per il suicidio e l'omicidio,
ma ‘indisponibile’ "anche nei confronti dell'accanimento terapeutico e
della tecnica invasiva alla fine della vita", quando la vera vita ha ormai
cessato di essere[57]. Veronesi ha sostenuto inoltre che, dalla fine
degli anni ottanta alla prima metà degli anni duemila, il numero degli aborti
sarebbe drasticamente diminuito, in Italia, grazie alla legge 194.[58] Anche a
tale riguardo, egli ha parlato della scelta del «male minore»: «La lotta
a un grande male (l'aborto) se viene combattuto con una misura non idonea (il
proibizionismo) conduce a un male ancora maggiore (cioè alla clandestinità
delle pratiche abortive con le gravi conseguenze relative), mentre l'analisi
delle cause che sono all'origine del male e la loro rimozione conduce alla
misura corretta: a impedire che accada. La soluzione del male sta nella sua
prevenzione.[58]» Inceneritori e centrali nucleari Veronesi era favorevole agli
inceneritori come soluzione di alcune problematiche legate allo smaltimento dei
rifiuti e ha sostenuto la loro innocuità per la salute.[59] Beppe Grillo
e altri attivisti hanno messo in discussione tali affermazioni[60], nel caso di
Grillo ipotizzando un conflitto di interesse e sostenendo l'esistenza di una
sorta di business a beneficio dell'Istituto tumori, consistente nel provocare i
tumori e curarli[61]. A tali critiche Veronesi ha risposto con una
lettera[62][63]. Gli attivisti sostengono che tra i partner della Fondazione
Veronesi figurerebbero aziende che si occupano di inceneritori e loro costruzione,
centrali a carbone, ad olio combustibile e nucleari. Le aziende chiamate in
causa, oltre ad Enel, sono Acea e Veolia Environnement che si occupano, oltre
che di reti idriche, di incenerimento inquadrato in ambiti rispettivamente di
produzione di energia e di trattamento dei rifiuti. Tali aziende sono tra
i ventitré partner della conferenza mondiale The Future Of Science, di cui la
Fondazione Veronesi è una delle tre fondazioni organizzatrici, mentre non
figurano tra gli oltre cento partner propri della fondazione[64]. In
altre circostanze, Veronesi si è detto favorevole alle centrali nucleari: il 30
maggio 2007 ha dichiarato che per rispettare gli impegni presi nel Protocollo
di Kyoto, ed evitare sanzioni per inadempienza, l'Italia dovrebbe realizzare 10
centrali in 10 anni, superando lo «spauracchio ingiustificato» della tecnologia
atomica, con la motivazione che tale fonte «non comporta rischi per la salute e
l'ambiente». Allo stesso tavolo era presente il Premio Nobel per la Fisica
Carlo Rubbia, il quale si è dichiarato in disaccordo con quanto detto da
Veronesi.[65] Omosessualità Veronesi si è detto favorevole sia al
matrimonio tra persone dello stesso sesso sia all'adozione da parte di coppie
dello stesso sesso, sostenendo la totale uguaglianza tra coppie eterosessuali e
coppie omosessuali.[66] Ha inoltre sostenuto che l'amore omosessuale è
quello più puro, in quanto non finalizzato alla sola procreazione.[67]
Superiorità della donna Veronesi, in più occasioni, ha sostenuto la superiorità
morale e intellettuale della donna sull'uomo. Egli ha scritto che «quella della
donna è una grandezza istintiva e completa, una grandezza genetica perché
basata su una combinazione di DNA e caratteristiche mentali che porta a una
migliore capacità di adattamento»[68]. A suo giudizio le donne sarebbero più
resistenti al dolore e alla fatica, più fedeli all'azienda o all'istituzione
che rappresentano, meno aggressive, più decise, più votate all'armonia, alla
pace e al progresso civile.[69] Metodo Di Bella Nel 2012 è apparsa su
alcuni siti internet la notizia secondo la quale il suo istituto avrebbe
certificato l'efficacia del metodo Di Bella,[70] in realtà si tratta però di
una bufala e lo stesso Veronesi dichiara falsa la notizia e conferma
l'inefficacia di questa cura alternativa.[71][72] Riconoscimenti Laurea
honoris causa in Fisica - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa
in Fisica «Per il contributo fondamentale dato alla fisica sanitaria in Italia,
con particolare riferimento alla sua pionieristica attività nel settore della
chirurgia laser e nello sviluppo di tecniche avanzate ed innovative per la
terapia antitumorale con fasci di particelle ionizzanti» — Università degli
Studi di Milano-Bicocca, 15 marzo 2005[73] Veronesi ha ricevuto tredici lauree
honoris causa, nazionali e internazionali, in Medicina, Biotecnologie Mediche,
Fisica, Scienze Agrarie e Scienze Pedagogiche[senza fonte]. Premio
Minerva Anna Maria Mammoliti all'Uomo nel 1983[74] Nel 2002 ha ricevuto
il King Faisal International Prize. A questo riguardo, ha poi affermato:
«Negli ultimi anni mi è capitato sempre più spesso di curare donne islamiche.
Hanno iniziato a venire a farsi operare da me, all'Istituto Europeo di
Oncologia, dopo che ho ricevuto nel 2002 in Arabia Saudita il premio King
Faisal per i miei studi sulla chirurgia conservativa del seno. Per il mondo
islamico, infatti, quel riconoscimento è una specie di Nobel.[75]» Nel 2009 ha
ricevuto il Premio America della Fondazione Italia USA. Il 2 agosto 2010
gli è stato intitolato un pezzo di lungomare della spiaggia di
Jesolo.[76] Nel 2012 ha ricevuto il “Premio Arte, Scienza e Pace” alla
carriera.[77] Nel 2014 ha ricevuto il Premio nazionale Toson d'oro di
Vespasiano Gonzaga.[78] È stato presidente del comitato scientifico di
BioGeM. Nel marzo 2017 la European School of Oncology (ESO), di cui è
stato fondatore, gli intitola l'Umberto Veronesi Memorial Award, premio
biennale assegnato a ricercatori che contribuiscono all'avanzamento della
ricerca nel trattamento del tumore mammario. Onorificenze Medaglia d'oro
ai benemeriti della sanità pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia
d'oro ai benemeriti della sanità pubblica — 8 novembre 1974[79] Cavaliere di
gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per
uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della
Repubblica italiana — 5 gennaio 1982[80] Onorificenze straniere Cavaliere
Grand'Ufficiale dell'Ordine Equestre di Sant'Agata (Repubblica di San Marino) -
nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Grand'Ufficiale dell'Ordine Equestre
di Sant'Agata (Repubblica di San Marino) «A riconoscimento dell’opera svolta
nel campo della ricerca medica.» — Città di San Marino, 28 gennaio 2010[81]
Cittadinanze onorarie Cittadino onorario di Asti (31 gennaio 2004) Cittadino
onorario di Inveruno (2015)[82] Cittadino onorario di Monte Argentario
(2006).[83] Opere Umberto Veronesi, Da bambino avevo un sogno. Tra ricerca e
cura, la mia lotta al tumore, Milano, Mondadori, 2002, ISBN 88-04-51036-6. Umberto
Veronesi, Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra
scienza e coscienza, Milano, Sperling & Kupfer, 2005, ISBN 88-8274-791-3.
Umberto Veronesi, Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla
sofferenza, Milano, Mondadori, 2005, ISBN 88-04-54864-9. Umberto Veronesi,
Prefazione a: AA.VV., La fecondazione assistita. Riflessioni di otto grandi
giuristi, introduzione di Maurizio De Tilla, Milano, Fondazione Umberto
Veronesi e Fondazione Corriere della Sera, 2005, SBN RMS1296979. Umberto
Veronesi, Alain Elkann, Essere laico, Milano, Bompiani, 2007, ISBN
88-452-5953-6. Umberto Veronesi, L'ombra e la luce. La mia lotta contro il
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Susanna Agnelli, Marisa Bellisario, Laura Biagiotti, Margherita Boniver, Renato
Guttuso, Ruggero Orlando, Paolo Portoghesi, Maria Teresa Randi e Annamaria
Mammoliti. LE PREMIATE :Imprenditoria, Diana Bracco, Direttore Generale della
Bracco Farmaceutici... ...Cinema Cinzia Th Torrini, brava e giovanissima
regista. Politica e l’Impegno Sociale Simone Veil, Prima donna Presidente del
Parlamento Europeo ... Premio all’Uomo Umberto Veronesi, per il suo
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Scienza, Longanesi, 2009. Francesco Sansone, L'eutanasia. Lettera aperta al
prof. Umberto Veronesi, 2009, Schena editore Voci correlate Agenzia per la
sicurezza nucleare Fondazione Umberto Veronesi Governo Amato II Istituto
europeo di oncologia Ministri della sanità della Repubblica Italiana Oncologia
Partito Democratico (Italia) Scuola europea di medicina molecolare Altri
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Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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degli italiani, vol. 98, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2020. Modifica su
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Umberto Veronesi, su RadioRadicale.it, Radio Radicale. Modifica su Wikidata
Registrazioni audiovisive di Umberto Veronesi, su Rai Teche, Rai. Modifica su
Wikidata Predecessore Ministro della sanità della Repubblica Italiana Successore
Rosy Bindi 25 aprile 2000 – 11 giugno 2001 Girolamo Sirchia Portale
Biografie Portale Diritto Portale Medicina
Portale Politica Categorie: Oncologi italianiPolitici italiani del XX
secoloPolitici italiani del XXI secoloNati nel 1925Morti nel 2016Nati il 28
novembreMorti l'8 novembreNati a MilanoMorti a MilanoCavalieri di gran croce
OMRIGoverno Amato IIMinistri della sanità della Repubblica ItalianaOppositori
della pena di mortePacifistiPersonalità dell'agnosticismoPolitici del Partito
Democratico (Italia)Politici del Partito Socialista ItalianoSenatori della XVI
legislatura della Repubblica ItalianaSostenitori del vegetarianismoStudenti del
Liceo ginnasio statale Giosuè CarducciStudenti dell'Università degli Studi di
MilanoStudenti dell'Università degli Studi di PaviaUmberto Veronesi[altre]. Nacque
in una cascina alla periferia di Milano, da Erminia Verganti e da
Francesco. Non è necessario aspettare la seconda guerra mondiale affinché
V. incontrasse il suo più grande nemico, il cancro. Fin dall’infanzia, infatti,
aveva vissuto molto vicino all’Istituto dei tumori di via Venezian, che a quei
tempi era chiamato con drammatico sconforto ‘il lazzaretto’. È durante la
guerra che V. venne colpito d’una mina. Arruolato con la forza a Milano e
destinato a un reparto aggregato a una divisione tedesca, si ritrova in un
campo minato vicino a Pistoia. Dopo l’esplosione si risvegliò a Montecatini in
ospedale, con duecento ferite da schegge. Finita la guerra, intrapresi gli
studi di medicina e terminata l’università con il massimo dei voti, V. decide
di scommettere sulla sfida più difficile: invece della neurologia, scelse
oncologia, quella branca della medicina ‘destinata ai rassegnati’. Appena
laureato, varca la soglia dell’Istituto dei tumori. Sotto la guida di Bucalossi
(allora direttore dell’Istituto), V. inizia a studiare la strategia migliore
per ottenere risultati soddisfacenti, approfondendo gli studi di genetica e di
biologia cellulare. Ciò gli fu possibile anche grazie a una borsa di studio
presso quella ‘officina del DNA’ che era allora il Chester Beatty Research
Institute di Londra, lo stesso istituto di ricerca che annoverava tra i suoi
scienziati i due premi Nobel Watson e Crick. Direttore del Chester Beatty era
sir Alexander Haddow, figura fondamentale per la formazione di V.. Grazie
a un’altra borsa di studio, V. si reca in Francia, al Centre Léon-Bérard di
Lione, per approfondire sotto la direzione di Dargent nuove terapie chirurgiche
nel trattamento dei tumori e perfezionarsi negli interventi al seno e alla
tiroide. Nel caso specifico dei tumori mammari la tecnica più importante
era allora la mastectomia, ovvero l’asportazione totale della mammella, dei
linfonodi ascellari e del muscolo grande e piccolo pettorale, a cui si
aggiungevano intense sedute di radioterapia sul torace, sul collo e
sull’ascella. L’azione violenta delle terapie era giustificata dal desiderio di
debellare completamente il tumore, agendo in modo massiccio su tutta la zona malata
e prevenendo il rischio di nuove neoplasie. Fu tra il 1968 e il 1973 che
Veronesi, interrogandosi sulla possibilità di correggere gli effetti della
mastectomia, elaborò una nuova tecnica chirurgica dagli intenti conservativi;
ancora una volta, si rivelò utile partire dal microscopio e, di nuovo, risultò
indispensabile la presenza di un ottimo maestro, Pietro Redaelli, che lo aveva
preparato a perseguire un’intuizione poi rivelatasi estremamente innovativa.
Dal 1958 Veronesi aveva conseguito l’abilitazione alla libera docenza in
anatomia e istologia patologica e aveva appreso come una fase che consentiva
ancora di contrastare l’avanzata del male era quella in cui le cellule si
riproducevano in una forma poco aggressiva. Sostanzialmente, se preso in
tempo, il tumore poteva considerarsi non più così temibile e se colto in una
fase di limitata estensione (inferiore ai due centimetri) si rendeva credibile
la possibilità di operare solo una parte della mammella. Per otto anni,
settecento donne furono curate, secondo un ordine casuale, sia con la
mastectomia sia con la quadrantectomia (tale era il nome della tecnica
innovativa di Veronesi che asportava appunto solo il quadrante della mammella
contenente il tumore) accompagnata da sedute di radioterapia. I risultati,
pubblicati nel 1981 sul New England journal of medicine si rivelarono positivi.
Il primato della mastectomia, che si poneva come obiettivo quello di salvare la
vita, era stato eguagliato dalla nuova quadrantectomia che non solo salvava la
vita, ma anche la qualità della stessa. Un’altra importante lezione che
Veronesi assimilò dai suoi maestri fu la strategia multidisciplinare, che
consisteva nella costante collaborazione tra chirurghi, oncologi, medici ed
esperti di radioterapia. L’evoluzione di questo nuovo modo di fare oncologia
portò Veronesi a entrare nel Consiglio direttivo della sezione milanese della
Lega italiana per la lotta contro i tumori (LILT) nel 1957, diventandone poi
presidente nel 1968 e fino al 1977, periodo durante il quale la LILT ricevette
il riconoscimento come ente pubblico, sotto la vigilanza del ministero della
Sanità e in collaborazione con le regioni, le province e i comuni. Per
sostenere gli sforzi della Lega, nel 1965 insieme al collega Giuseppe Della
Porta (anch’egli ricercatore presso l’Istituto dei tumori), riuscì a
coinvolgere alcuni esponenti dell’imprenditoria milanese nella costituzione
dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC), che aveva per
missione il finanziamento dei progetti di ricerca, l’alta formazione e la
diffusione al pubblico di una corretta informazione in materia. Sotto la
guida di Veronesi, che lo diresse dal 1976 al 1994, l’Istituto tumori di Milano
divenne un centro pubblico riconosciuto a livello europeo, sviluppato in venti
divisioni e promosso come luogo di ricerca d’eccellenza. Il primo
obiettivo di Veronesi fu quello di creare una nuova generazione di clinici e
ricercatori, uomini e donne determinati nella ricerca e nella cura del cancro,
capaci di sollevarsi dal senso di ineluttabilità che opprimeva la generazione
precedente. -ALT L’edificio si estese e i letti passarono da duecento a
cinquecento. Nel 1964 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) annoverò tra
i membri del Comitato mondiale di esperti sulla terapia dei tumori proprio
Veronesi, che inoltre, dal 1966, a quarantuno anni, divenne presidente del
Comitato per l’istruzione professionale della Union internationale contre le
cancer (UICC), l’unica organizzazione non governativa (con base a Ginevra)
dedicata esclusivamente a connettere, in collaborazione con ONU e OMS, gruppi
di ricerca per un globale controllo del fenomeno cancro. La consacrazione della
figura di Veronesi sul piano internazionale avvenne però in modo definitivo nel
1974, quando fu nominato segretario generale dell’International cancer congress
per la UICC, che si tenne a Firenze. Sempre nel 1974 venne chiamato alla
presidenza dell’UICC per il quadriennio 1978-82 e infine alla presidenza del
programma Detection and diagnosis fino al 1986. Veronesi volle dare
all’Istituto dei tumori una sua forte autonomia rispetto all’università.
Inoltre, decise di tenere aperto il ‘reparto solventi’, dedicato a quei
pazienti che disponendo di un’assicurazione o di mezzi propri preferivano una
sistemazione in camera singola e soprattutto desideravano poter scegliere il
proprio medico, il che permetteva di trattenere in Istituto medici con
clientela privata e procacciare fondi per l’Istituto stesso. La scelta non fu
affatto condivisa, bensì giudicata classista; non veniva recepito il fatto che
una differenza nei comfort non escludesse affatto la possibilità di una
uguaglianza nella cura. Nella primavera del 1986, insieme a cinque
colleghi, Veronesi mise a punto il documento Manifesto bianco della sanità, nel
quale si disegnava innanzitutto un’organizzazione del lavoro meno burocratica e
meno statalista. Al tempo stesso prese parte attiva a istanze europee di
ricerca, prima fra tutte la European organization for research and treatment of
cancer (EORTC), un’organizzazione no-profit volta a coordinare le attività di
laboratorio e di ricerca clinica sul cancro in tutta Europa. Veronesi, che
vedeva in essa la base ideale per poter lavorare a un progetto comunitario,
entrò nel consiglio scientifico nel 1972 per poi diventare vicepresidente dal
1978 e mantenere la presidenza dal 1985 al 1988. Questo risultato fu
possibile perché nel frattempo Veronesi e Della Porta erano riusciti
nell’impresa di ottenere dal CNR di Roma quindici anni di finanziamenti statali
per progetti oncologici, i ‘progetti finalizzati’. I loro piani quinquennali
furono approvati per tre volte consecutive contribuendo a trasformare
radicalmente il panorama oncologico italiano. Con l’ammodernamento dei
laboratori, si verificò anche un ‘ritorno di cervelli’ formati dalle università
americane e aumentò il prestigio dell’Italia a livello internazionale, al punto
che fu possibile fondare a New York, nel 1981, l’American Italian cancer
foundation (AICF), con lo scopo di sviluppare la cooperazione Italia-USA. Veronesi
misurò in questo caso il prestigio raggiunto trovando al suo fianco persone del
calibro di Alessandro Cordero di Montezemolo e Anna Bulgari. Veronesi
decise di contattare gli scienziati che avevano collaborato alla stesura del
Cancer act americano e, grazie alle preziose informazioni ottenute, stilò un
documento di programmazione europea. L’incontro con il professore Maurice
Tubiana, allora direttore dell’Istituto oncologico Gustave Roussy di Villejuif,
si rivelò fondamentale; insieme concepirono il progetto Europa contro il cancro
sostenuto dal presidente francese François Mitterrand e dal primo ministro
italiano Bettino Craxi. Perfetta a questo scopo si rivelò la European school of
oncology (ESO), fondata insieme al dottor Alberto Costa nel 1982 grazie al
sostegno economico della famiglia Necchi Campiglio, tutt’oggi considerata un
punto di riferimento indiscusso sul piano della didattica oncologica, non solo
in Europa. Veronesi, nominato presidente di Europa contro il cancro,
lanciò un decalogo per la prevenzione del tumore, il Codice europeo contro il
cancro, risultato di un’analisi dei diversi fattori di rischio, primo tra tutti
il fumo. Il passo successivo si articolò nell’educazione e nell’informazione
capillare contro il tabagismo, con il fine ambizioso di far smettere di fumare
il cinque per cento degli europei. Le multinazionali del tabacco ostacolarono
sempre l’azione della coalizione europea, arrivando al punto di denunciare lo
stesso Veronesi. La battaglia, vinta nel 1991 grazie all’accortezza di alcuni
parlamentari, proseguì con importantissime conquiste: si ottenne la scritta sul
pacchetto che indicava la quantità di condensato e nel 1992 fu la volta della
scritta «nuoce gravemente alla salute», che aumentò di dimensioni nel 2000.
Veronesi si impegnò anche a sottolineare i tremendi rischi del fumo passivo,
soprattutto durante la gravidanza. I lunghi anni di studi dedicati a questo
tema ebbero come risultato un divieto in molti Stati europei di fumare negli
spazi chiusi, nei luoghi pubblici e privati aperti al pubblico, e una legge
antifumo redatta da Veronesi nel 2000, che l’Italia adottò subito, grazie
all’impegno del suo successore al ministero, Gerolamo Sirchia. Veronesi
coltivava da molto tempo il sogno di un ospedale che si allineasse
perfettamente con i valori e le convinzioni maturate in anni di attività e che
rappresentasse un nuovo passo della ricerca italiana nel mondo. L’identità
dell’Istituto europeo di oncologia (IEO), dunque, si può riconoscere in primis
nel suo affiancare l’attività terapeutica alla ricerca scientifica, secondo
l’assunto che recita «si cura meglio dove si fa ricerca» coniato dalla squadra
dei suoi due più stretti collaboratori all’interno della Direzione scientifica,
Alberto Costa e Stefano Zurrida. La collaborazione decisiva per la nascita del
progetto fu quella del fondatore di Mediobanca, Enrico Cuccia, il quale ne
affidò lo sviluppo a Renato Pagliaro (in seguito divenuto presidente della
banca d’affari). Questi elaborò uno speciale statuto volto a mantenere il carattere
privato dell’Istituto e al tempo stesso a garantire che tutto l’eventuale
profitto venisse investito in ricerca. Sulla scelta del luogo, Veronesi
puntò nuovamente su Milano, optando per un terreno circondato da vecchie
cascine, tra via Ripamonti e il paesino di Macconago. Il nuovo ospedale fu
inaugurato nel maggio del 1994. Quando fu il momento di reclutare nuovi clinici
e ricercatori, l’idea fu quella di andare in controtendenza rispetto alla ‘fuga
di cervelli’, riportando a casa i giovani desiderosi di poter finalmente
svolgere il loro lavoro con serietà nel proprio Paese. Fu un’ulteriore
sfida per Veronesi, accompagnata dal peggiore nemico che un ospedale possa
avere: l’indifferenza. Le cose cambiarono solo quando ci fu un vero tramite tra
il mondo della politica e quello della scienza: Fabio Sereni, scienziato di
livello internazionale, divenne assessore alla Sanità della Regione Lombardia
e, grazie alla sua esperienza nel campo della ricerca, nonché alla sensibilità
politica nei confronti di un sistema sanitario equo, seppe giudicare
l’importanza e il valore del neonato IEO. La Regione Lombardia si interessò
alla causa, proprio nel momento in cui aveva deciso di concedere un’apertura
sostanziale al convenzionamento con nuovi centri d’eccellenza. Il 18 gennaio
1996 l’Istituto europeo di oncologia nacque di nuovo, questa volta come IRCCS
(Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Pochi anni dopo,
nel 2000, in seguito alla caduta del governo D’Alema, ci fu la promozione di Veronesi
stesso, ormai riconosciuto come autorevole ‘istituzione’. Gli venne affidato
l’incarico di ministro della Sanità nel governo guidato da Giuliano Amato.
Seppur per un solo anno, il ministero diede a Veronesi la possibilità di
dedicarsi maggiormente alle proprie battaglie etiche; fu il banco di prova per
applicare il pragmatismo scientifico al mondo sociale, nel tentativo di
risolvere subito i problemi che da anni limitavano il Sistema sanitario
nazionale. Veronesi amava sottolineare, del suo operato di ministro,
soprattutto sei punti di forza: la battaglia contro il dolore, quella contro il
fumo, quella per la libertà decisionale delle donne in materia di interruzione
di gravidanza, quella per l’aggiornamento continuo dei medici e quella per la
liberalizzazione delle droghe leggere. Il sesto tema fu la ricerca
dell’ospedale ideale. I primi tre temi appartenevano da anni al pensiero
di Veronesi, gli altri furono figli delle sue esperienze più recenti. Sulle
droghe, leggere e pesanti, Veronesi tenne un atteggiamento coerente; contrario
a tutti gli stupefacenti sostenne tuttavia che con il proibizionismo non si
poteva risolvere il problema: «La lotta alla droga, che va tenacemente
condotta, non si deve quindi basare su divieti e proibizioni, ma su programmi
educativi, nella scuola e in famiglia, e su progetti per ridurre al minimo
l’isolamento e il disagio esistenziale dei giovani» (L’uomo con il camice
bianco, 2009, p. 204). L’impegno per l’aggiornamento continuo dei medici
nacque dall’ammirazione di Veronesi per il sistema inglese, il CME (Continuing
Medical Education), basato sul principio tipicamente anglosassone del controllo
di qualità e del diritto di ogni utente a ricevere il miglior prodotto
possibile. Grazie all’impegno straordinario e alla dedizione di Riccardo
Vigneri, professore dell’Università di Catania, Veronesi riuscì a introdurre
anche in Italia l’Educazione continua medica (ECM) con un sistema di
aggiornamento a punti obbligatorio che fu imitato da altri ministri della
Salute della UE. Al progetto dell’ospedale ideale fu dedicato il suo
decreto ministeriale del 12 dicembre 2000, frutto dell’intensa collaborazione
con Renzo Piano. Intitolato Nuovo modello di ospedale, il progetto descrive un
prototipo da approfondire e da applicare a contesti specifici. Si fissavano i
requisiti minimi di uno standard molto elevato, usando il paziente e (per la
prima volta) non più il medico e l’amministratore come perno attorno cui far
ruotare tutta l’attività. Dal 1° luglio 2001, conclusa l’esperienza di ministro,
Veronesi riprese il suo incarico di direttore scientifico all’IEO di Milano.
L’anima politica di Veronesi rimase impegnata nell’attività del Senato e le sue
battaglie sociali furono sempre in primo piano. Fondamentale quella sul diritto
all’autodeterminazione spinto fino alle estreme conseguenze. Ben conoscendo le
sofferenze indicibili alle quali certe malattie possono portare un individuo,
si fece promotore attivissimo del testamento biologico, una dichiarazione di
volontà stilata in condizioni di benessere contro l’accanimento terapeutico.
Cercò in tutti i modi di sensibilizzare il Parlamento al tema del ‘fine vita’ e
alle tematiche etiche che lo caratterizzano. Contrario all’eutanasia scelta dai
Paesi Bassi, guardava con interesse all’opzione svizzera del suicidio
assistito, massima espressione dell’autodeterminazione. Convinto della
sempre maggiore necessità di diffondere la cultura scientifica, crea la
Fondazione V. per il progresso della scienza. La Fondazione, sotto la sua guida
e successivamente presieduta dal figlio Paolo, anche lui chirurgo senologo,
crebbe in pochi anni grazie al sostegno della società civile, divenendo un
punto di riferimento nel panorama scientifico italiano, finanziando ogni anno
centinaia di borse di studio per giovani ricercatori, non solo in campo
oncologico ma anche cardiologico e delle neuroscienze, organizzando importanti
convegni sul futuro della scienza. Stimolata dal fondatore, caratteristica
peculiare della Fondazione è però quella di affrontare grandi temi etici, dal
testamento biologico, rimasto obiettivo costante della sua azione, a un
movimento che metta la scienza al servizio della pace nel mondo. La conferenza
Science for peace organizzata dalla sua Fondazione insieme a venti premi Nobel
rappresentò, ancora una volta, una lotta contro il più grande dei dolori, la
guerra. Veronesi si impegnò in un’azione molto efficace di comunicazione contro
le spese militari, sostenuto fortemente dalla parlamentare radicale Emma
Bonino. La volontà di conservare, proteggere, salvaguardare e prendersi
cura è stata sempre presente in ogni progetto. Il nemico principale, il cancro,
era diventato sempre più un ‘male curabile’ e questa constatazione ha permesso
la nascita di nuove speranze intorno a problemi non solo scientifici, ma anche
civili. Il King Faisal international prize award, ricevuto nel 2003 in
Arabia Saudita, dimostrò che il mondo di Veronesi non era divisibile in
occidentale e orientale e fino all’ultimo lo portò a lavorare per il dialogo
Est-Ovest, fino al punto di fondare un’ennesima organizzazione che chiamò
Eurama, volta a promuovere lo scambio di conoscenze sul tumore al seno fra
Europa e Asia. Meno fortunata fu la sua battaglia in difesa dell’energia
nucleare. Fin dagli anni Novanta si era posto il problema del costo sanitario
della produzione di energia ed era giunto alla conclusione, assieme ai
principali esperti del momento, che le centrali nucleari fossero di gran lunga
meno inquinanti e meno dannose per l’ambiente di quelle a carbone o a petrolio.
La sua quindi non fu mai una presa di posizione a favore del nucleare tout
court, ma una difesa del suo minor impatto ambientale. Il tragico incidente di
Černobyl′ fece crescere in tutto il mondo una forte ostilità verso le centrali
nucleari e quello di Fukushima (2011) diede a questa opzione energetica il
colpo di grazia. Morì l’8 novembre 2016, alla soglia dei novantuno anni,
nella sua casa di Milano, circondato dalla moglie Sultana e dai suoi sette
figli: Pietro, Paolo, Giulia, Alberto, Marco, Silvia e Francesco. Opere. Molti i saggi
scientifici scritti da V. con altri studiosi, come Inefficacy of immediate node
dissection in stage I melanoma of the limbs, in New England Journal of
medicine, 1977, vol. 297, pp. 627-630; Comparing radical mastectomy with
quadrantectomy, axillary dissection, and radiotherapy in patients with small
cancers of the breast, ibid.,; Radiotherapy after breast-preserving surgery in
women with localized cancer of the breast, ibid., 1993, vol. 328, pp.
1587-1591; Sentinel-node biopsy to avoid axillary dissection in breast cancer
with clinically negative lymph-nodes, in Lancet, 1997, vol. 349, pp. 1864-1867;
Twenty-year follow up of a randomized study comparing breast-conserving surgery
with radical mastectomy for early breast cancer, in New England Journal of
medicine; Italian randomized trial among women with hysterectomy: tamoxifen and
hormone-dependent breast cancer in high-risk women, in Journal of National
Cancer Institute, 2003, vol. 95, pp. 160-165. Si vedano inoltre: Un male curabile, Milano 1986;
Colloqui con un medico. Giovanni Maria Pace parla con U. V, Milano 1991; Da
bambino avevo un sogno. Tra ricerca e cura, la mia lotta al tumore, Milano
2002; Il diritto di morire, Milano 2005; Le donne vogliono sapere, Milano 2006
(con M. Pappagallo); L’uomo con il camice bianco, Milano 2009 (con A. Costa);
Fede, scienza e futuro dell’uomo, Firenze 2010; Il diritto di non soffrire,
Milano 2011; Il primo giorno senza cancro, Milano; Il mestiere di uomo, Torino
2014; Confessioni di un anti-conformista, Milano; L’eredità di Eva, Milano (con M. Pappagallo); Senza paura, Milano (con
G. Gravettoni); Il diritto di essere umani, Milano 2018. Fonti e Bibl.:
Informazioni dell’autore e fornite da Jacopo Costa Buranelli e Paolo Veronesi. Nome
compiuto: Umberto Veronesi. Veronesi.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Verrecchia: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale della falena dello spirito – la scuola di Vallerotonda –
filosofia lazia -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di
H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Vallerotonda). Abstract.
Keywords: la metafisica dell’amore, Aristotle on the recursive definition of
philia – cited by Joachim, ‘logically developing series’ Aristotle philia. Grice on friedship philia – φιλός Filosofo
italiano. Filosofo lazio. Vallerotonda, Frosinone, Lazio. Essential Italian
philosopher. Studia a Torino. Trascorse un certo periodo nel parco nazionale
del Gran Paradiso, considerato come il più formativo della sua vita. Lì
contempla in modo disinteressato i fenomeni della natura. Fa tre università -- e
solito dire -: quella vera e propria, che non mi ha dato nulla o quasi; la
collaborazione alle pagine dei quotidiani come elzevirista, che mi ha costretto
a leggere libri che altrimenti non avrei mai letto; e infine l'università più
utile in assoluto, vale a dire il soggiorno nel Gran Paradiso a contatto con la
natura. Frutto di quel soggiorno è il saggio che contiene la sua filosofia,
potentemente aforistica. I manoscritti riaffiorati molto più tardi spiegano la
tardività della sua pubblicazione, avvenuta presso Fògolasi tratta del Diario
del Gran Paradiso. Visse poi a Berlino ed e per addetto culturale all'ambasciata
d'Italia a Vienna. Collabora alle pagine culturali di giornali italiani, tra
cui Il Resto del Carlino, La Stampa, Il Giornale. Collabora stranieri (Die
Presse, Die Welt). Non parla volentieri della sua vita privata perché, dice, di
un filosofo ciò che interessa sono gli teorie e non le vicissitudini personali.
Traduttore di Lichtenberg, appassionato studioso di BRUNO e Nietzsche, nel suo
orizzonte culturale, però, la figura che risalta di più è senz'altro quella di
Schopenhauer, da lui considerato a tutti gl’effetti un maestro da tradurre e
continuare. Elementi caratteristici dei suoi saggi sono l'irriducibile vena
polemica e una sacra bilis, ma la sua prosa spicca anche per chiarezza ed
energia. La sua prosa insieme a quella di CERONETTI, SGALAMBRO e GIAMETTA è
stata giudicata la migliore prosa filosofica. Saggi: “L'eretico dello spirito”
(Firenze: Nuova Italia); “La catastrofe di Nietzsche a Torino” (Torino: Einaudi),
“La tragedia di Nietzsche a Torino: la catastrofe del filosofo che sogna un
super-uomo al di là del bene e del male (Milano: Bompiani); “Incontri viennesi”
(Genova: Marietti), “Cieli d'Italia (Milano: Spiral); “Diario del Gran Paradiso
(Torino: Fogola), “BRUNO: la falena dello spirito” (Roma: Donzelli); “Rapsodia
viennese: luoghi e personaggi celebri della capitale danubiana” (Roma: Donzelli),
“Schopenhauer e la Vispa Teresa: l'Italia, le donne, le avventure” (Roma: Donzelli),
“Vagabondaggi culturali” (Torino: Fogola); “La stufa dell'Anti-cristo: altri
vagabondaggi culturali” (Torino: Fogola), “Batracomachia di Bayeruth: nietzschiani
contro wagneriani; Padova: il prato, Lettere Mercuriali (Torino: Fògola). “Il
cantore filosofo” (Firenze, Clinamen); “Il mastino del Parnaso: elzeviri e
polemiche” (Firenze: Clinamen); Saggi introduttivi, traduzioni e cure Viaggio
in Italia di Mommsen (Torino: Fogola).
Libretto di consolazione (Milano: Rizzoli); Le civiltà pre-colombiane (Milano:
Bompiani,). Colloqui (Milano: Rizzoli), poi: “Il filosofo che ride” (Milano:
Rizzoli), “Metafisica dell'amore sessuale: l'amore inganno della natura” (Milano:
Rizzoli); “Sulla filosofia di Schopenhauer (Milano: TEA); “Aforismi per una
vita saggia” (Milano: Fabbri); “O si pensa o si crede: sulla religione” (Milano:
Rizzoli); “Lo scandaglio dell'anima” (Milano: Rizzoli); “Breviario spirituale” (Torino:
POMBA). A Bogotà c'è un erede di Montaigne. Tuttolibri de La Stampa, Allora
basta un rospo per finire al rogo. Tutto libri de La Stampa, MATHIEU, Tre
giorni in giallo. Tutto libri de La Stampa, Risvolto di copertina della
Rapsodia viennese. Verrecchia, su
digilander libero. Lanterna, V. venerando e terribile, Pulp Libri, (ora in
Lanterna, Il caleidoscopio infelice. Note sulla letteratura di fine libro,
Clinamen, critica Lanterna, Il caleidoscopio infelice. Note sulla letteratura
di fine libro, Clinamen. Dotti, I vagabondaggi culturali di V., in rivista. Le
case illustri, di Lisa Elena su archivio la stampa. Addio al filosofo V., di
Sorrentino, su poesia. RAInews. L'Anticristo goloso, di Rota, su piemontemese. "Developing
Series" -- From Aristotle To Grice -- And Back I'm analyzing a passage
from Ethica Nichomachea by Aristotle -- what a difficulty! It is
mentioned by Grice in his "Method in philosophical
psychology". Apparently, Aristotle coined the term, 'developing
series'. This when first reading Grice, I thought it was a boring notion in
evolution theory; but it's not: it's a fascinating area of semantics. For
Aristotle (and Grice), various notions allow for a 'developing
series'. One is _number_ indeed. Aristotle criticises Plato for having
failed to reflect on 'number' (but only on oneness, twoness, threness,
etc). Then Aristotle uses the argument of 'developing series' not just
for 'number' but to elucidate the meaning of 'good' (agathon) -- as per the
passage below. Finally, and this is what interested primarily Grice: to
identify 'psyche' in terms of a 'developing series'. Thus, Grice quotes
Witters. Witters had said, "an animal can expect food (e.g. Geary's
feral cats) but a man can expect a drought in the summer. Yet we wouldn't say
that 'expect' has a different sense for cats and men. It's a developing
series. Aristotle writes: "to men gar zên koinon einai
phainetai kai tois phutois, zêteitai de to idion. aphoristeon ara tên te
threptikên kai tên auxêtikên zôên. hepomenê de aisthêtikê tis an eiê, phainetai
de kai autê koinê kai hippôi kai boï kai panti zôiôi. leipetai dê
praktikê tis tou logon echontos: toutou de to men hôs epipeithes logôi,
to d' hôs echon kai dianooumenon. dittôs de kai tautês legomenês tên kat'
energeian theteon: kuriôteron gar hautê dokei legesthai. ei d' estin
ergon anthrôpou psuchês energeia kata logon ê mê aneu logou, to d' auto
phamen ergon einai tôi genei toude kai toude spoudaiou, hôsper kitharistou
kai spoudaiou kitharistou, kai haplôs dê tout' epi pantôn, prostithemenês
tês kata tên aretên huperochês pros to ergon: kitharistou men gar
kitharizein, spoudaiou de to eu: ei d' houtôs, [anthrôpou de tithemen
ergon zôên tina, tautên de psuchês energeian kai praxeis meta logou,
spoudaiou d' andros eu tauta kai kalôs, hekaston d' eu kata tên oikeian
aretên apoteleitai: ei d' houtô,] to anthrôpinon agathon psuchês energeia
ginetai kat' aretên, ei de pleious hai aretai, kata tên aristên kai
teleiotatên. eti d' en biôi teleiôi. mia gar chelidôn ear ou poiei, oude
mia hêmera: houtô de oude makarion kai eudaimona mia hêmera oud' oligos
chronos. perigegraphthô men oun tagathon tautêi: dei gar isôs hupotupôsai
prôton, eith' husteron anagrapsai. doxeie d' an pantos einai proagagein
kai diarthrôsai ta kalôs echonta têi perigraphêi, kai ho chronos tôn
toioutôn heuretês ê sunergos agathos einai: hothen kai tôn technôn
gegonasin hai epidoseis: pantos gar prostheinai to elleipon. memnêsthai
de kai tôn proeirêmenôn chrê, kai tên akribeian mê homoiôs en
hapasin epizêtein, all' en hekastois kata tên hupokeimenên hulên kai epi
tosouton eph' hoson oikeion têi methodôi. kai gar tektôn kai geômetrês
diapherontôs epizêtousi tên orthên: ho men gar eph' hoson chrêsimê pros
to ergon, ho de ti estin ê poion ti: theatês gar talêthous. ton auton dê
tropon kai en tois allois poiêteon, hopôs mê ta parerga tôn ergôn pleiô
ginêtai." The Loeb Classical Library translates: "The
mere act of living appears to be shared even by plants, whereas we are
looking for the function peculiar to man; we must therefore set aside the vital
activity of nutrition and growth. Next in the scale will come some form
of sentient life; but this too appears to be shared by horses, oxen, and
animals generally. [13] There remains therefore what may be called the
practical1 life of the rational part of man. (This part has two divisions,2
one rational as obedient to principle, the others possessing principle
and exercising intelligence). Rational life again has two meanings; let
us assume that we are here concerned with the active exercise3 of the
rational faculty, since this seems to be the more proper sense of the
term. [14] If then the function of man is the active exercise of the
soul's faculties4 in conformity with rational principle, or at all events
not in dissociation from rational principle, and if we acknowledge the
function of an individual and of a good individual of the same class (for
instance, a harper and a good harper, and so generally with all classes)
to be generically the same, the qualification of the latter's superiority
in excellence being added to the function in his case (I mean that if the
function of a harper is to play the harp, that of a good harper is to
play the harp well): if this is so, and if we declare that the function of
man is a certain form of life, and define that form of life as the
exercise of the soul's faculties and activities in association with
rational principle, [15] and say that the function of a good man is to
perform these activities well and rightly, and if a function is well
performed when it is performed in accordance with its own proper
excellence--from these premises it follows that the Good of man is the
active exercise of his soul's faculties in conformity with excellence or
virtue, or if there be several human excellences or virtues, in
conformity with the best and most perfect among them. [16] Moreover, to
be happy takes a complete lifetime; for one swallow does not make spring, nor
does one fine day; and similarly one day or a brief period of
happinessdoes not make a man supremely blessed5 and happy."Nome compiuto: Anacleto
Verrecchia. Verrecchia. Keywords: la
metafisica dell’amore, Nietzsche a Torino, Bruno, la falena dello spirito. Refs.:
The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Verrecchia:
metafisica dell’amore” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.
Luigi
Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Vettori: la ragione conversazionale –
Luigi Speranza (Ostiglia).
Filosofo italiano. Ostiglia, Mantova. Medico e poeta. M. a Mantova. È noto per
le sue Piacevoli poesie, di cui fa due edizioni -- Milano e Mantova --, nella
seconda delle quali si leggono ottave di presentazione dell'autore ai lettori
scritte da Baretti, e due capitoli dell'autore stesso all'amico suo, che lo
ricorda nella XLVII delle Familiari, lodandone i molti versi con cui "ha
celebrata la bruttezza, la vecchiezza, la schifezza e la dappochezza d'una sua
fantesca". Carducci giudica V. "il miglior verseggiatore lombardo
nell'interregno tra il Maggi e il Parini". Verseggiatore, non poeta,
quantunque alcuni contemporanei lo chiamassero "il Berni del nostro
secolo": ché egli cammina elegante e brioso sulle orme del Berni e di
Mauro, mosso soltanto dall'amore della lingua toscana e dello stile. Bibl.: Tonelli, Biblioteca bibliografica,
Guastalla 1782, I, p. 14; G. Carducci, Il Parini principiante, in Opere, XIII;
G. Natali, Il Settecento, Milano 1929, p. 665.Italian poet, writer and
humanist, passionate spokesperson of ‘’Toscana Europea’’. He has been
author of more than 200 volumes of poetry, narrative, philosophy, literary
criticism and Dante essays translated into diverse languages. External
links [1] (The book of Vittorio V. published by Giubbe Rosse) [2] (Florence
Remembers Poet V. Vettori with a Plaque in his honor) Authority control
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Vettori.
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