GRICE ITALO A-Z V VE

 

 

Luigi Speranza – GRICE ITAL!; ossia, Grice e Vercellone: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale del bello e l’estetico – la scuola di Torino – filosofia torinese – filosofia piemontese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Torino). Abstract: immaginare, immaginatum, immaginato. Filosofo torinese. Filosofo piemontese. Filosofo italiano. Torino, Piemonte. Essential Italian philosopher. Filosofo italiano. La sua filosofia si svolge inizialmente intorno all’ermeneutica e il concetto di ‘classico’ – as in English ‘classy’, in Loeb’s classy library --. Anche il nichilismo: la sua “Introduzione al nichilismo” edito da Laterza.  Continuando a muoversi intorno al rapporto tra estetica ed ermeneutica, il suo percorso filosofico verte in seguito su ambiti decisivi:  il rapporto tra temporalità storica e coscienza estetica, la dispersione dell'estetico; il problema del ‘pulcer’ (‘il bello’) (“Oltre il bello” – Castiglioncello, Bologna, Il Mulino); e il concetto di ‘immagine’. Soprattutto quest'ultima linea occupa le sue ricerche orientate sull'idea di un radicamento estetico. Insengna a Torino. Direttore del centro inter-universitario inter-dipartimentale di ricerca sulla morfologia dell’Udine. Presidente dell’Associazione italiana degli studiosi d’stetica. Vice-Presidente della Società italiana d’estetica. Collabora con La Stampa. Altre saggi: “Identità dell' ‘antico’ – (drawing from the antique”) – il concetto di  ‘classico’” (Torino, Rosenberg e Sellier); “Apparenza e interpretazione” (Milano, Guerini e Associati);  “Pervasività dell’arte: ermeneutica ed estetizzazione” del mondo della vita” (Milano, Guerini); “Nature del tempo. Novalis e la forma poetica del romanticismo tedesco” (Milano, Guerini); “Estetica”, Bologna, Il Mulino); “Storia dell’estetica” (Bologna, Il Mulino); “Morfologie del moderno” (Genova, Il Melangolo); “Lineamenti di storia dell’estetica. La filosofia dell’arte” (Bologna, Il Mulino); “Pensare per immagini: tra scienza e arte” (Milano, Mondadori); “Le ragioni della forma” (Milano-Udine, Mimesis); “Dopo la morte dell'arte” (Bologna, Il Mulino); “Il futuro dell'immagine” (Bologna, Il Mulino); “Simboli della fine”  (Bologna, Mulino); “Morte dell'arte e rinascita dell'immagine: saggi in onore di V.” (Roma, Aracne); Perniola, “Estetica italiana” (Bompiani; D’Angelo); “L’estetica italiana” (Laterza); Franzini, Immagini del moderno, in Bertinetto, Garelli, Morte dell'arte e rinascita dell'immagine. Saggi in suo onore, Roma, Aracne.  Vattimo, L'arte è morta, anzi no: è "dopo", Repubblica, Bertinetto, Garelli, Morte dell'arte e rinascita dell'immagine. Saggi in onore di V. Belpoliti, “Tra bello e brutto non c'è più differenza” La Stampa, Bodei, “Là dove rinasce il bello” Il Sole 24 Ore, Bodei, Salto nel vuoto dell'immagine, Il Sole 24 Ore, Mattazzi, Aprire lo sguardo. Stili della visione in grado di agire sul reale, Il Manifesto; Vallora, Nelle torri di Kiefer per trovare un senso in mezzo alle rovine, La Stampa, Università degli Studi di Torino.  La filologia, il tragico, lo spazio letterario. Per una rilettura di Nietzsche, in «Rivista di estetica», Oriente e ornamento nell'estetica di Hegel, in «Rivista di Estetica«, L'Oriente romantico, in «Rivista di estetica», 1Scheda di "The British Journal of Aesthetics", vol. 21, n.2, primavera 1981, in "Rivista di Estetica", Scheda di "The British Journal of Aesthetics", vol. 21, n.3, estate 1981, in "Rivista di Estetica", Scheda di "Revue d'Esthétique", Musique présente, in "Rivista di Estetica", Scheda di "The British Journal of Aesthetics", "Rivista di Estetica", Scheda di "Revista de estética","Rivista di Estetica", Dal simbolo alla scrittura. Friedrich Creuzer, in «Rivista di estetica», La riappropriazione del senso e l'opacità della lettera. Modelli della comprensione storica, in "Rivista di Estetica", Cura della sezione dedicata a L'Ottocento di AA.VV., Il pensiero ermeneutico, Scheda di "Revue d'Esthétique", n.8, 4, 1985, in "Rivista di Estetica", Scheda di "Zeitschrift für Asthetik und allgemeine Kunstwissenschaft "Rivista di Estetica",Scheda di "Revue d'Esthétique", n. 12, 1986, in "Rivista di Estetica", Al di là della lettera. Lo studio dell'antichità nel pensiero di Ast, in M. Ravera, F.  Vercellone, T. Griffero, Estetica ed ermeneutica, Palermo, Aesthetica.  16) Scheda di "Zeitschrift für Asthetik und allgemeine Kunstwissenschaft "Rivista di Estetica", Identità dell'antico . L'idea del classico nella cultura tedesca del primo Ottocento, Torino, Rosenberg. L'estetica moderna. Percorsi bibliografici, in S. Givone, Storia dell'estetica, Roma- Bari, Laterza.  Per una storia del circolo ermeneutico in : AA. VV., Ciò che l'autore non sa, Milano, Guerini.  Apparenza e interpretazione, Milano, Guerini. Con Gianni Carchia, Premessa a Romanticismo e poesia, in "Rivista di Estetica", Scheda di "The Journal of Aesthetics and Art Criticism", 'Rivista di Estetica", Sublime e memoria. A partire dal giovane Nietzsche, in Dicibilità del sublime, a cura di T. Kemeny e E. Cotta Ramusino, Udine, Campanotto. Pervasività dell'arte, Milano, Guerini. Aparencia y desencanto. Nihilismo y hermenéutica en la Frühromantik, in «Revista de Occidente», Scheda di "The British Journal of Aesthetics, in "Rivista di Estetica", rasa a della di resenca, Mila D, a Rimanik a Niezsche, in Teatro   Heidegger e Bäumler interpreti di Nietzsche, in «Immediati dintorni».  Introduzione al nichilismo, Roma-Bari, Laterza. Allegoria del contesto. Note su ermeneutica e modernità, in Oltre la linea dell'avanguardia, a cura di E. Calvi, Milano, Guerini. Forma ed estetismo nella Torino di Gobetti e di Lionello Venturi, in Alberto Sartoris. Novanta gioielli, a cura di A. Abriani e J. Gubler, Milano, Mazzotta. L'utopia del visibile. Note sull'ermeneutica dell'immagine a partire dalla 'Romantik', in «aut aut», Introduzione a W. H. Wackenroder, Scritti di poesia e di estetica, Torino, Bollati Boringhieri. Anmerkungen zur Romantik, Hermeneutik, Nihilismus, in H.M.Baumgartner und W. Jacobs (a cura di) Philosophie der Subjektivität? Zur Bestimmung der neuzeitlichen Philosophierens, Stuttgart, Fromman-Holzboog.  Autocoscienza, immaginazione e temporalità nelle Fichte-Studien di Novalis, in «Annuario filosofico», Milano, Mursia. Estetica ed ermeneutica nella filosofia italiana contemporanea, in L'estetica italiana del '900, Napoli, Tempi Moderni.  Recensione a G. Moretti, L'estetica di Novalis, Torino, Rosenberg et Sellier,  in «Itinerari», n.2. Voci: «Nichilismo», «Jonas», «Koselleck», «K. Ph.Moritz», «Wackenroder» in Enciclopedia Garzanti di Filosofia. Classicità fra natura e artificio. Goethe e Nietzsche, in «Itinerari», 3 (ripubblicato poi in «Paradosso»,  cur. Givone, Sul pensiero simbolico). Modernità e progetto; lezione tenuta nell'ambito del corso di perfezionamento in Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura di Roma (prof. F.Purini), in «Bolletino della Biblioteca del Dipartimento di Architettura di analisi della città», La volontà e l'informe. In margine alla recente riedizione della «Volontà di potenza», in «Iride», Prospettiva sull'Ofterdingen di Novalis, in «Paradosso», n. 9. Recensione a E. Calvi, Tempo e progetto, Milano, Guerini, 1991, in «Rivista di estetica», La questione della forma parte della voce Estetica, redatta in collaborazione con M. Ferraris e Sergio Givone, in La filosofia, vol.III, diretta da P. Rossi, Torino, Utet. Storicità e destino. A proposito del Nietzsche di Heidegger, in «Iride», La temporalità del poetico in Goethe e Novalis in Atti del Convegno dell'«Associazione Italiana Studi di Estetica», 1993, Milano, Luni. 17) Depregia del sublime at onl sed e anore di Citici della Pri comanik.  Carchia e M. Ferraris, Milano, Cortina.  48) P. Szondi, Saggio sul tragico, (a cura di F. Vercellone, trad. it. di G. Garelli),  Torino, Einaudi.  Estetica, in collaborazione S. Givone e M. Ferraris, Milano, TEA (riproduce n.44). Recensione a U. Perone, Nonostante il soggetto, Torino, Rosenberg et Sellier, 1995, su «Iride», L'ermeneutica e l'autore, in Prima dell'autore. Spettacolo cinematografico, testo, autorialità dalle origini agli anni Trenta, Udine, Forum, Romanticismo e modernità, a cura di C. Cianc io e F. Vercellone, Torino, Zamorani. L'altro sublime: note sull'ontologia del primo romanticismo tedesco in Romanticismo e modernità, cit.  Recensione del vol. di G. Carchia, Arte e bellezza. Saggio sull'estetica della pittura (Bologna, Il Mulino), in «Iride», Note su caos e morfogenesi nel romanticismo tedesco, in Il paesaggio dell'estetica, Torino, Trauben. M. Frank, Individualità. Difesa della soggettività dai suoi detrattori, ediz. it. a cura di F. Vercellone, Udine, Campanotto. Nature del tempo. Novalis e la forma poetica del romanticismo tedesco, Milano, Guerini et Associati.  58) Nichilismo e cristianesimo, intervista a mia cura di L. Pareyson, comparsa originariamente su «L'Ora», Liberatevi da ogni colpa); versione ampliata in «Annuario filosofico», Pareyson, Opere complete, Essere Libertà Ambiguità, a cura di F. Tomatis,  Milano, Mursia, Categorie estetiche. in Estetica. Storia, categorie, bibliografia, a cura di S.  Givone, Firenze, La Nuova Italia.  Einführung zum Nihilismus, München, Fink (trad. ted. con lievi modifiche del vol. di cui a 29). L'Occidente della verità. Identità e destino della cultura europea, a cura di C. Ciancio e F. Vercellone, Milano, Guerini.  Arte e bellezza (testo della conferenza tenuta a Jesi, presso il Palazzo dei Convegni di Jesi nel ciclo L'estetica e i suoi luoghi a cura del Circolo Culturale Jesino «Massimo Ferretti»), in AA.VV., L'estetica e i suoi luoghi, Jesi,  Arti Grafiche Jesine).  Recensione a: Maria Moneti Codignola, Moralità e soggetto in Hegel, Pisa, ETS, su «Iride») Estetica dell'Ottocento, Bologna, Il Mulino (trad. portoghese: A estética do século  X/X Editorial Estampa, Lisbona, 2000; trad. spagnola: Estetica del siglo X/X, Madrid,  Machados., Corpo, memoria, storia., in «Iride» nella rubrica «Libri in discussione», a proposito del volume di D. Dietrich Harth, Das Gedächtnis der Kulturwissenschaften, Dresden, Dresden Recensione al vol. di N. Humphrey, Una storia della mente, trad. it. di B. Antonielli, Torino. Instar Libri, 1998 su «Iride», Recensione a G. Carchia, L'estetica antica, Roma-Bari, Laterza, su «Iride», Composizione dell'infinito: Goethe e Novalis, in «Annali dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli-Sezione Germanica»,mMerce come ornamento, in Le provocazioni dell'estetica. Dibattiti a Gargnano, Torino, Trauben. L'eredità estetico-filosofica di Goethe, In Omaggio a Goethe. Fotografie di Dario Lanzardo, Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali. L'artificio della bellezza, in Arte, Natura, Storicità, Atti del Convegno Dipartimento di Filosofia dell'Università della Calabria, a cura di R. Bufalo e P.  Colonnello, Napoli, Luciano (riproduce con alcune modifiche ...).  Note su Gadamer e la filosofia italiana, in «Iride» Trad. con Serenella lovino del saggio di P. Maisak, Parole e immagini sono correlati che incessantemente si ricercano, in J.W. Goehte, Immagini per la prospettata edizione italiana del Viaggio in Italia, a cura di C. Diekamp, Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali. Archeologia della natura e teleologia dell'essere. Da Goethe a Klee, in G.  Cacciatore, P. Colonnello, D. Jervolino (a cura di), Ermeneutica, fenomenologia, storia, Napoli, Liguori; trad. spagnola : Arquelogia de la naturaleza y teleologia del ser: de Goethe a Klee, in «Círculo Hermenéutico», Revista del Seminario d'Estetica y  Semiótica (S.E.Y.S.), n.1  75) P. Szondi, Poetica e filosofia della storia, a cura di R. Gilodi e F. Vercellone,  Torino, Einaudi. Perché Il Laocoonte non grida? in «Quaderni di Estetica e Critica», 6-2001,  Estetiche della visione, Note sull'immaginazione trascendentale nel primo Fichte, in «Annuario filosofico»  17/2001, Mursia, Milano, Morfologie del moderno, Torino, Trauben Storia dell'estetica moderna e contemporanea, insieme a A. Bertinetto e G. Garelli,  Bologna, Il Mulino.  Bemerkungen über Gott, Welt und Wissen in Schleiermachers Dialektik, in.  Schleiermachers Dialektik, hrsg. Von C. Helmer, C. Kranich, B. Rehme-Iffert,  Tübingen, Mohr, / desiderio nella Frühromantik, in C. Ciancio (a cura di), Metafisica del desiderio.  Milano, Vita e Pensiero, Nietzsche e la Moderne. Dalla critica al cristianesimo alla mitopoiesi religiosa, in :  Nietzsche Illuminismo Modernità, Firenze, Olscki . L'Ecole de Turin. De L. Pareyson à G, Vattimo: entre existentialisme et herméneutique, entretien avec Federico Vercellone in «Le Cercle Herméneutique», Dossier central : Phénoménologie et existentialisme en Italie, a cura di F. Leoni)  L'artistico oltre l'estetico. Gadamer e la crisi della coscienza estetica, in "Filosofia e Teologia", Da Goethe a Nietzsche. Francesco Moiso tra morfologia ed ermeneutica, in "Annuario filosofico Archäologie der Natur und Teleologie des Seins. Von Goethe zu Klee, in  "Internationale Jahrbuch für Hermeneutik", Band 3, Siebeck, Tübingen, Schönheit, Natur und Kunst. Anmerkungen zur Vorgeschichte eines Problems, in  "Thüringen. Land der Residenz", Neu Entdeckt/Essays, Zweite Thüringer  Landesaustellung, Schloß Sonderhausen, Hrsg. von K.  Scheurmann u. J. Frank, Mainz, Zabern,, Ermeneutica e pensiero tragico. Studi in onore di Sergio Givone, a c. di F.  Vercellone et alii, Genova, Il Melangolo, La seppia e il sublime. Sulla naturalizzazione dell'estetica contemporanea insieme a O. Breidbach e a M. Di Bartolo, in "Estetica", Arte, scienza e natura in Goethe, a cura di D. von Engelhardt, Frigo, Simili,  V., Torino, Trauben.  Il tramonto della bellezza tra Goethe e il romanticismo in:Estetica tra morfologia ed ermeneutica. Dalla Klassik al romanticismo tedesco in :, La ani, Mise due compresa. Saggi in memoria di Francesco Moiso, a cura di F. Art Beyond Aesthetics: Hans-Georg Gadamer and the crisis of Aesthetic Consciousness, in: Wiercinski (cur.), Between Description and Interpretation. The Hermeneutic Turn in Phenomenology, Toronto, The Hermeneutic  Press, versione inglese rivista Morfologie del Moderno, nuova edizione rivista e ampliata, Genova, II  Melangolo.  L'impossibile estasi. Il presente tra memoria e utopia in:, Interruzioni. Note sulla filosofia di Ugo Perone, Genova, Il Melangolo, Il presente dell'arte. Note su bellezza e temporalità, in F. Desideri, S. Givone, G. Moretti, G. Scaramuzza, F. Vercellone, Estetica e filosofia dell'arte. Un'identità difficile, a cura di A. Di Bartolo e F. Forcignanò. Pres. di S. Zecchi, Milano, Albo  Versorio.  From Function to Dialogue (insieme a M. Mattioda), in : Theories and  Practice in Interaction Design edited by S. Bagnara / G. Crampton Smith, Ivrea, Interaction Design Institute Ivrea, and Lawrence Erlbaum Associates, Publishers,  Mahwah, New Jersey. London.   Voci in “Enciclopedia Filosofica Bompiani”, Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate, Milano, Bompiani:  "'Decadenza, filosofia della", Europa",  Hölderlin Johann Cristoph Friedrich", "Horen", "Novalis","Superuomo"; "Schamrsow, August" cofirmata con : G.Bettini, "Taine, Hyppolite- Adolphe, cofirmata con: G.  Morra;  Heidegger e Bäumler interpreti di Nietzsche in: Metafisica e nichilismo: Löwith e Heidegger interpreti di Nietzsche, a cura di Carlo Gentili, Werner Stegmaier, Aldo Venturelli, Bologna, Pendragon, Questioni di morfologia. Dalla Klassik all'espressionismo tedesco, in: Goethe e la pianta. Natura, scienza e arte, a cura di Dietrich v. Engelhardt e Raimondo, in "Quaderni", del Seminario di Storia della  Scienze, Facoltà di Scienze -Università di Salerno, Vattimo La filosofia come ontologia dell'attualità, Intervista biografico-teorica a cura di L. Savarino e di F. Vercellone, in «Iride», Goethe e la forma come struttura comunicativa, in : Johann Wolfgang Goethe.Der Symbolische Mord. Der Mord der Kunst, des Menschen und Gottes  Lübeck, Schmidt Römhild, Atti del convegno omonimo a cura di D.v.  Engelhardt; Lübeck, Note su Dio, mondo e sapere nella Dialettica di Schleiermacher in «Annuario Filosofico» Milano, Mursia; Borita, Mia 0, Mere da di a ora il versole a cue: i Vercellone e A.  Estetica tra morfologia ed ermeneutica. Dalla Klassik all'espressionismo tedesco in: Soggettività ontologia linguaggio, a cura di F. Mora e L. Ruggiu,  Venezia, Cafoscarina, Forma como comunicacion. Da Goethe a Carus, in Goethe, Pajsajes, Madrid, Círculo de Bellas Artes. Mi filosofia como ontologia de la actualidad, por Vattimo, (entrevista de Savarino y V.), in : Gianni Vattimo. Hermeneusis e historicidad, fascicolo monografico della rivista "Anthropos", di adio Cornale ondei dei Veria un Pere il era Sei in onore  Onl, iae libertà Scriti in onore di Claudio Ciancio, a cura di U. Perone e F.  Lineamenti di storia dell'estetica: La filosofia dell'arte da Kant, insieme a Bertinetto e Garelli. Conviene essere eguali a se stessi? Sulla teoria romantica dell' autocoscienza, in «Multiverso. Pes o m d eco in Le de Fori, Primat  Trauben, Evoluzione e forma, a cura di G. Lacchin, Seregno (MI), Herrenhaus, Arte e mondo dell'espressione. Da Goethe al Blaue Reiter, in  "Bios e Anthropos". Filosofia, biologia e antropologia, a cura di G.F. Frigo, Milano, Guerini et Associati, Nitti, S. Morandini).  Premessa a : F. Schlegel, Sullo studio della poesia greca, a cura di G. Lacchin, Milano, Mimesis, pp.7-9.  Oltre la bellezza, Bologna, Il Mulino. Herméneutique et nihilisme in : Berner, Thouard, Sens et interpretation. 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Adorno prima di Heidegger, in Heidgger trent' anni dopo, a cura di C.Gentili, F. W. von Hermann, A. Venturelli, Il Melangolo (versione ridotta e rivista La nuova mitologia romantica e il destino "neopagano" della Modernità in: e  Bulzoni. /Atti del Seminario di Studi su "Il paganesimo nella letteratura dell'800" tenutosi presso la "Fondazione Malatesta" Teoria del romanzo, a cura di L. A. Macor e F. Vercellone, Milano-Udine,  Mimesis.  Il tramonto del romanticismo nel Rinascimento. Intorno ai paradigmi estetici della Frühromantik, Hermeneutics and Nihilism. The «young» Nietzsche. A lost opportunity for the Italian Nietzsche-Rezeption? In «Estudios Nietzsche», Madrid, Editorial Trotta, Hermenéutica y nihilismo. El «joven» Nietzsche: una ocasión pérdida para la Nietzsche-Rezeption italiana? In «Estudios Nietzsche», Madrid, Editorial Trotta, Dove va la bellezza? in: Riflessioni sulla bellezza,s.l., Beiersdorf, La forme et la vie dans le platonisme allemand, in Le platonisme romantique, sous la direction de P. Tortonese, Chambéry, Université de Savoie, Atti del Convegno, Le platonisme romantique: poésie et philosophie, Chambéry, Philosophy as Ontology of the Actuality. A biographical-theoretical Interview with Gianni Vattimo edited by Luca Savarino and Federico Vercellone in «Iris», versione ampliata Una logica abitabile, in: AA. VV., Les très belles heures de F.D., Testi di L. Prando, R. Rosso, F. Vercellone, Fotografie di S. Caleca.  Goethe, Schelling e la malinconia della natura, Annuario Filosofico, Milano, Mursia, La forme et la vie dans le platonisme allemand, in Le Platonisme romantique, sous la direction de P. Tortonese, Chambery, Université de Savoie, Peazal, Chateni Lord fortn, ano Miners Bellezza e/o Novecento? 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Bozzetti, (versione rivista e ampliata Mimesis, Menas atejus jo pabaigai.  Pastabos apie meno mirti siandien (Art after Its End: Notes on the "Death of Art" Today, in "Religija ir Kultura", Der Untergang der Romantik in der Renaissance, in Maio, Macht und Ohnmacht des Wortes. Ethische Grundfragen einer personalen Medizin,  Göttingen, Wallstein, ntroduzione a Ontologia dell'immagine, con di Ciancio, Cantillo, Trione. Nietzsche y la imagen. ¿El mundo verdadero se ha convertido en una fábula? 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Studi in onore di Salizzoni, a cura di Antonelli e Martinengo, volume edito in collana Tropos Orizzonti - opere collettanee 7, Aracne Editrice Roma Il nichilismo e le nuove forme dell'immaginario tardo-moderno, in Aut Aut, Il Saggiatore, Milano, Nihilism and the New Forms of Late-Modern Imaginery, in Listening to Art, ed. Givone and Magherini, Firenze, Nicomp Bredekamp, Immagini che ci guardano Teoria dell'atto iconico, a cura V., Milano, Cortina, Immagini immaginanti, Introduzione all'edizione italiana) Modificazioni dell'infinito, in Collezioni, a cura di D. Eccher, vol quarto, Allestimento Torino, Allemandi, L'immagine senza logos. All'alba dell'estetica in «ISLL Papers», Dossier, La vita nelle forme. Il diritto e le altre arti. Atti del VI Convegno Nazionale ISLL, Urbino a cura di L. Alfieri e P. Mittica, Cascia see cia, Me eliana, Festschift in onore di Massimo  1ctitenet d mott, a i di A, Matheng, Rom, Apere Modificazioni dell'esperienza estetica tardo-moderna Abitare Possibile. 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Un confronto credibile, Udine, Forum, Identità a venire nello specchio del Grand Tour, in «nuova informazione bibliografica», Braco Dimitrijevic. La storia oltre la storia, in Braco Dimitrijevic, a cura di D. Eccher,  L'universalità dell'ermeneutica nel tempo dell' "immagine del mondo". Note e riflessioni, in «Lo sguardo». Rivista di filosofia. Herméneutique et interculturalité, a cura di C.Berner, C.Canullo, J.-J. Wunenburger,  LoSguardo While Love is not a Feeling, in Love. Contemporary Art meets Amour, edited by Eccher, Milano, Skira, Nuovo romanticismo: la civiltà dell'immagine, in G. Lingua e Sergio Racca (a cura di), La cornice simbolica del legame sociale. Prospettive sugli immaginari contemporanei, Mimesis, Milano, Francesca Iannelli, Gianluca Garelli, Federico Vercellone, Klaus Vieweg (a cura di), Fine o nuovo inizio dell'arte. Estetiche della crisi da Hegel al pictorial turn, ETS, Pisa, La fine dell'arte e la nascita dell'estetica, in lannelli, G. Garelli, F. Vercellone, K. Vieweg, Oltre la leggenda della fine dell'arte, El nihilismo y las nuevas formas de la imagen tardomoderna, in «Bajo Palabra. Revista de Filosofia, La morte dell'arte dopo Hegel, in Gabilondo, Méndez, Ramos, Tudela, Lozano (cur.), La herida del concepto, UAM, Madrid, Preface, in C. Concilio, M. Festa (a cura di), Word and Image in Literature and Visual Arts, Mimesis, Milano,Bertram, L’ARTE COME PRASSI UMANA: un'estetica, edizione italiana, cur. V., Cortina, Milano, Introduzione Il futuro dell'immagine, il Mulino, Bologna, Fantasmi, fantasmagorie, agnizioni, in D. Eccher (a cura di), Boltanski: Anime, di luogo in luogo, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, Trad. ingl., Ghosts, Phantasmagorias, Agnitions, in D. Eccher (ed.), Boltanski: Souls, from Place to Place, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, Nuovo romanticismo? La civiltà dell'immagine, in «Teologia», Beyond Beauty, New York, SUNY, tIl lusso come problema filosofico, in «Iride», Cura del numero monografico di «Azafea», La Nueva Morfologia, Perspectives On A New Morphology, Kiefer e I Sette Palazzi Celesti. Ovvero l'inizio come la fine e l'inverso, in «Bollettino filosofico», Pareyson, Suny Press, Albany Simboli della fine, Bologna, il Mulino, con esteria Maria e ilesia di) Champo delo, logaica, Palarono,  Palermo, Libri in discussione: Vita quotidiana di Enrica Lisciani-Petrini (con M. Garda e S.  Forti), in Iride - Filosofia e Discussione Pubblica, Dream, Geist. Strategie del Regno, in Dream - L'arte incontra i sogni - catalogo.  Skira, Roma, In uscita o da verificare:  en el siglo XIX Universidad Internacional Menéndez  Pelayo; traduzi lituana in corso; L'educazione estetica nella civiltà dell'immagine. Ipotesi sul futuro prossimo in versione spagnola negli Atti del con vegno Schiller a Madrid  La morfologia oltre l'estetica. Ricordo di Olaf Breidbach, trad. tedesca in Atti del convegno «Anschauen, Ordnen, Deuten, Wissen». Gedächtnissymposium zur  Erinnerung von Olaf Breidbach, Jena. Prof. Federico Vercellone  Curriculum scientifico e didattico ed elenco delle pubblicazioni  scientifiche. Dopo essersi laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino con una tesi su Filologia, storia e tragedia in Nietzsche, approvata con il punteggio di 110/110 e lode e condotta sotto la guida di VATTIMO (vedasi), si è concentrato sui problemi concernenti l'ermeneutica dell'antico nel primo romanticismo tedesco. Ha avuto modo di  sviluppare i temi cui sopra si riferivo nell'ambito del dottorato  di ricerca quadriennale in Filosofia (Estetica), al quale accede. Nel quadro del Dottorato di Ricerca svolge una tesi su L'identità dell'antico, concernente  l'ermeneutica filologica e il configurarsi dell'idea del classico nell'ambito della cultura tedesca, che è stata approvata. Questo lavoro è poi stato pubblicato dall'editore Rosenberg di Torino. Ha inoltre dedicato vari saggi al nesso estetica/ermeneutica, poi raccolti nel volume Apparenza e interpretazione -- (Milano,  Guerini --, e al problema dell'estetizzazione del mondo  della vita che ho riunito nel volume Pervasività dell'arte  -- Ivi. Nel  primo di questi volumi si sono soffermato su vari  momenti dell'ermeneutica a partire dal  romanticismo tedesco per venire a Dilthey e al pensiero  contemporaneo, in particolare a Ricoeur e a Gadamer, mentre  nel secondo tenta di delineare il sorgere della questione  dell'estetizzazione della Lebenswelt a partire dalla Frühromantik  e dal primo Nietzsche. Pubblica presso l'editore Laterza un volume  monografico di Introduzione al nichilismo, ove si  considera l'articolazione storica dei "nichilismi" a partire dal  romanticismo tedesco, per venire al populismo russo e poi a  Turgenev e a Dostoevskij, e quindi a Nietzsche, alla filosofia del  Novecento, alla teologia e alle avanguardie artistiche. Di questo  volume è comparsa la traduzione tedesca presso l'editore Fink.  Le sue ricerche sono quindi nuovamente tornate a quello  che era il suo ambito originario, e cioè la Frühromantik e il  primo idealismo tedesco. Esse hanno riguardato in particolare il rapporto tra temporalità storica e temporalità della coscienza  nelle estetiche e nelle  poetiche della Goethe-zeit, con particolare  attenzione nei confronti del problema dell'immaginazione – cf. H. P. Grice, “I can imagine a fork as a flower”. Fra i  lavori svolti in questo quadro desidero principalmente ricordare  il volume Nature del tempo. Novalis e la forma poetica del  romanticismo tedesco -- Milano, Guerini. Desidero inoltre menzionare, tra le sue pubblicazioni, il lessico Categorie estetiche  nel volume Estetica. Storia, categorie,  bibliografia, a cura di Givone (Firenze, La Nuova Italia, 1998).  Ho inoltre pubblicato, nel 1999,il volume Estetica  dell'Ottocento  affidatomi  dall'editore Il Mulino nell' ambito  della collana «Lessico dell'estetica», diretta dal Prof. Remo Bodei,  che si propone una ricostruzione della vicenda della filosofia  dell'arte nel diciannovesimo secolo a partire da Schelling e  Hegel per venire sino al positivismo e al formalismo. Di questo  volume è comparsa nel 2000 la traduzione portoghese presso  l’Editorial Estampa  mentre quella spagnola è comparsa nel 2004  presso l’Editorial Machado. Nel 2002 ho pubblicato presso  l’editore Trauben una raccolta di saggi risalenti all’ultimo  decennio dedicati all’ermeneutica dell’immagine (e, in  particolare, al nesso ermeneutica-morfologia a partire dall’età di  Goethe)  dal titolo Morfologie del moderno; una nuova edizione,  riveduta e ampliata di questo volume è stata pubblicata nel  2006 presso l’editore Il Melangolo. Ho portato a termine,  per  l'editore il Mulino, in collaborazione con Alessandro Bertinetto e  Gianluca Garelli una Storia dell’estetica moderna e  contemporanea che è stata pubblicata.  Ho  sviluppato una ricerca  sul nesso «Bellezza e Novecento» che  prevede un percorso in alcuni motivi fondamentali della  filosofia e della poetiche novecentesche orientato a mostrare  come la crisi della bellezza nel ventesimo secolo si riferisca a  una crisi più profonda, intrinseca all’idea stessa di bello artistico  dietro la quale si affaccia l’ideale antico della bellezza nella sua  qualità metafisica, intesa cioè come misura cosmica. Il volume  che contempla gli sviluppi di questa indagine s’ intitola Oltre la  bellezza ed è comparso presso l’editore Il Mulino nell’ottobre  2  3  2008. Questo libro ha ricevuto il Premio Filosofico  Castiglioncello 2009.  E’comparso nell’autunno 2010 presso l’editore Bruno  Mondadori il volume a quattro mani: O. Bredibach/F.Vercellone  Pensare per immagini, concernente la possibilità e l’idea di una  nuova morfologia. Il libro è  in corso di traduzione presso  Davies Group. Una versione ampliata di questo volume  è ora  comparsa in tedesco presso l’editore Fink con il titolo  Anschauung Denken.   Per quanto concerne il mio percorso didattico e accademico  vorrei ricordare che nel corso dell'a.a. 1989/90 ho prestato  servizio in qualità di professore a contratto (ex art. 25) presso la  Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste tenendo,  nell'ambito dell'insegnamento di Estetica, un corso su Il  problema del mito nella Frühromantik. Nei mesi di giugno e di  luglio del 1989 ho fruito di una borsa di studio di tipo B del  DAAD presso l'Università di Heidelberg. Sono stato poi  ricercatore, per il gruppo n.52, (Storia della Filosofia)  presso la  Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università della  Tuscia  dal 20.12.1990 sino al 30.10.1992, e sono stato in  servizio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di  Udine in qualità di di professore associato (1.11.1992 30.10.2000) e poi di professore straordinario e poi di professore ordinario. Dal 1.11.2008 sono professore ordinario di  Estetica presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere  dell’Università di Torino. Negli anni accademici 1992-1993 e 1993-1994 il mio  insegnamento presso la Facoltà di Lettere e Filosofia  dell’Università di Udine è stato «Sociologia dell'arte».  Da questo  insegnamento mi sono poi trasferito, a partire dall'1.11.1994, a  quello di Estetica nel frattempo resosi vacante. Negli anni  accademici 2005-2006, 2006-2007 ho tenuto anche, presso  l’Università di Udine, l’insegnamento di Filosofia teoretica  nell’ambito del Corso di  Laurea in “ Filosofia e teoria delle  forme”.   Dal 1 ottobre 2003 all’ottobre 2006 sono stato Direttore del  Dipartimento di Filosofia dell’Università di Udine. Dal 2005 al  2008 sono stato   membro  del Senato Accademico  3  4  dell’Università di Udine quale rappresentante dell’area 10  (Scienze storiche e filosofiche).  A partire dal maggio '94 e sino all'ottobre del 1995, (con  l'interruzione dei mesi di marzo, aprile, maggio '95) ho fruito di  una borsa di studio della «Alexander von Humboldt-Stiftung»  presso il «Philosophisches Seminar» dell'Università di Tübingen  dove ho svolto, sotto la guida del Prof. Manfred Frank, ricerche  sul romanticismo tedesco e il concetto di Moderne  estetica che  hanno messo capo al volume Nature del tempo  sopra citato. Ho  poi ottenuto un nuovo periodo di ricerca in Germania –  sostenuto dalla Alexander von Humboldt-Stiftung, presso l’  “Haeckel-Haus-Jena” diretto dal Prof. Olaf Breidbach per i mesi  di gennaio e giugno 2009 e di febbraio 2010 per consentire la  stesura di Pensare per immagini.   Sono stato Professeur invité presso l’Ecole d’Hautes Etudes ein  Sciences Sociales di Parigi nel 2012.  Desidero inoltre ricordare che ho collaborato all'organizzazione  di vari convegni internazionali, fra i quali Romanticismo e  modernità  (organizzato in collaborazione dal «Goethe-Institut Turin» e dai Dipartimenti di filosofia delle Università di Milano,  Torino e Udine) nel maggio 1995, e poi quello su L'Occidente  della verità, svoltosi nel maggio del 1997 (con la collaborazione  della  «Fondazione Agnelli», del «Goethe-Institut-Turin» e dei  Dipartimenti di filosofia delle Università di Milano, Torino e  Udine); per rammentare poi ancora quelli su  Nietzsche e  Dostoevskij. Origini del nichilismo, svoltosi a Torino  il 3-4-5  giugno 1999 (organizzato in collaborazione dal «Goethe-Institut Turin», dai Dipartimenti di filosofia delle Università di Milano,  Torino e Udine e dal Centro Studi Filosofico-religiosi Luigi  Pareyson), su Modernità e soggetto, esito di una collaborazione  dei  Dipartimenti di Filosofia delle Università di Padova e Udine  e svoltosi presso le due sedi tra il 29 novembre e il 1 dicembre  2001. Nel febbraio 2005 ho organizzato a Udine un convegno  internazionale dedicato a Athanasius Kircher e l’idea di scienza  universale .  Ho avviato da tempo una collaborazione con lo «Ernst-Haeckel Haus» dell’Università di Jena nelle persona del Prof. Olaf  Breidbach in vista di progetti scientifici comuni e seminari  concernenti in particolare a temi di rilievo per il nesso arte scienza. Ho creato un centro di ricerca interdipartimentale  4  5  dedicato alla morfologia (CIRM) che ha sede presso l’Università  di Udine e del quale sono Vice -Direttore dopo esserne stato  Direttore sino all’ottobre 2009. E’ un centro che può contare su  molteplici collaborazioni con sedi universitarie nazionali e  internazionali e, fra l’altro, su di un’attività di intensa  collaborazione a livello nazionale e internazionale fra gli altri  con l’Università Federico II di Napoli, il Sum, le università di  Bologna, Milano Statale, Firenze, Padova, Piemonte Orientale,  Torino, oltre a Jena, Lisbona, Madrid (Autonoma) , Parigi (Ėcole  des hautes études en sciences sociales), Stony Brook (New York),  Chapel Hill e altre ancora.  Fra le attività del Centro ci si limita qui a indicare il convegno  internazionale “Teoria del romanzo” tenutosi a Udine il 28 e 29  settembre 2007. Il CIRM ha contribuito all’organizzazione del  convegno internazionale “Ontologia dell’immagine” tenutosi a  Napoli. E’ stato fondato presso  l’Università di Torino  il Centro Interuniversitario di Morfologia  che ci sostituirà al Centro Interdipartimentale di Udine  Il 24 luglio 2014 sono stato Presidente della Commissione per  l’esame finale di Dottorato di Ricerca presso l’Unviersità di  Oviedo per valutare la tesi della candidata Dott.ssa Cristina  Morales, La Filosofia Estética de Croce.  Sono membro del Comitato Scientifico delle riviste “Azafea”,  “Cosmo”, “Estetica” , “Iride”, “Lebenswelt”, “Parol”,  Phantasia“Tropos, della redazione di “Filosofia e Teologia” , del   Wissenschaftlicher Beirat della collana   Wissenschaftskultur um   Neunzehnten Jahrhundert, edita dall’editore Franz Steiner, del  comitato scientifico della collana CrossRoads (Edizioni Nuova  Cultura) del Comitato Scientifico della collana “Filosofia Morale”  edita dalla Claudiana. Sono membro della redazione di “Filosofia  e teologia” edita presso le Edizione Scientifiche Italiane. Sono  vice-presidente  del «Centro Studi Arti della Modernità che ha sede  presso l’Università di Torino.  Dirigo, insieme al Prof. Dr. Olaf Breidbach, la collana “Morphé”  del Centro Interuniversitario di Morfologia “F. Moiso” edita  dall’editore Mimesis e sono membro del Comitato Scientifico di  varie altre collane.  Sono membro della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti  in Napoli”.  5  6  Dopo essere stato Presidente dell’AISE (Associazione Italiana  degli Studiosi di Estetica) a partire dal 2008 sino al 2011 e, a  seguito della fusione di questa società con la Sie (Societa Italiana  di Estetica), sono divenuto Vice-Presidente della SIE.  Collaboro alla pagine culturali de “La Stampa”.  Pubblicazioni scientifiche:  1982)  1) La filologia, il tragico, lo spazio letterario. Per una rilettura del  giovane Nietzsche, in «Rivista di estetica», 11, 1982, anno XXII, pp.  40-63.  2) Oriente e ornamento nell'estetica di Hegel, in «Rivista di  Estetica«, 12, 1982, anno XXII, pp. 83-90.  1984)   3) L'Oriente romantico, in «Rivista di estetica», 16, 1984, anno  XXIV, pp. 92-99, 1984, anno XXV, pp. 83-92.  4) Scheda di “The British Journal of Aesthetics”, vol. 21, n.2,  primavera 1981, in “Rivista di Estetica”, 16, 1984, anno XXIV, pp.  152-153.  5) Scheda di “The British Journal of Aesthetics”, vol. 21, n.3, estate  1981, in “Rivista di Estetica”, 16, 1984, anno XXIV, pp. 153-154.  6) Scheda di “Revue d’Esthétique”, n.1, 4, 1982, Musique présente,  in “Rivista di Estetica”, 18, 1984, anno XXIV, pp. 176-178.  7) Scheda di “The British Journal of Aesthetics”, vol. 21, n.4,  autunno 1981, in “Rivista di Estetica”, 18, 1984, anno XXIV, pp.  181-182.  8) Scheda di “Revista de estética”, 1/1983, in “Rivista di Estetica”,  18, 1984, anno XXIV, pp. 181-182.  1985)  9) Dal simbolo alla scrittura. Friedrich Creuzer,  in «Rivista di  estetica», 17, 1984, anno XXV, pp. 83-92.  10) La riappropriazione del senso e l’opacità della lettera. Modelli  della comprensione storica, in “Rivista di Estetica”, 19, 20 1985,  anno XXVI, pp. 79-92.  1986)  6  7  11) Cura della sezione dedicata a L'Ottocento  di AA.VV., Il  pensiero ermeneutico, Genova, Marietti.  12) Scheda di “Revue d’Esthétique”, n.8, 4, 1985, in “Rivista di  Estetica”, 23, 1986, anno XXVI, pp. 146-148.   13) Scheda di “Zeitschrift für .Asthetik und allgemeine  Kunstwissenschaft Bd. XXX/I 1985, in “Rivista di Estetica”, 24,  1986, anno XXVI, pp. 146-148.  14) Scheda di “Revue d’Esthétique”, n.12, 1986, in “Rivista di  Estetica”, 30, 1988, anno XXVIII, pp. 146-148.  1987)  15) Al di là della lettera. Lo studio dell'antichità nel pensiero di  Ast,  in M. Ravera, F. Vercellone, T. Griffero,  Estetica ed  ermeneutica, Palermo, Aesthetica.   16) Scheda di “Zeitschrift für .Asthetik und allgemeine  Kunstwissenschaft Bd. XXX/I 1985, in “Rivista di Estetica”, 25,  1987, anno XXVI, pp. 146-148.  1988)   17) Identità dell'antico. L'idea del classico nella cultura tedesca  del primo Ottocento, Torino, Rosenberg.  18) L'estetica moderna. Percorsi bibliografici, in S. Givone, Storia  dell'estetica, Roma-Bari, Laterza.  19) Per una storia del circolo ermeneutico in : AA. VV., Ciò che  l’autore non sa, Milano, Guerini.  1989)  20) Apparenza e interpretazione, Milano, Guerini.   21) Con Gianni Carchia, Premessa a Romanticismo e poesia, in  “Rivista di Estetica”, 31, 1989, anno XXVIII, pp. 3-4.  22) Scheda di “The Journal of Aesthetics and Art Criticism”, vol.  XLIV, 4, estate 1986, in “Rivista di Estetica”, 31, 1989, anno XXVIII,  pp. 3-4.  1990)  23) Sublime e memoria. A partire dal giovane Nietzsche,  in  Dicibilità del sublime,  a cura di T. Kemeny e E. Cotta Ramusino,  Udine, Campanotto.  7  8  24) Pervasività dell'arte, Milano, Guerini.  25) Aparencia y desencanto. Nihilismo y hermenéutica en la  Frühromantik, in «Revista de Occidente», n.106, marzo 1990. Trad.  spagnola del II cap. di 24), con alcune modifiche.  26) Scheda di “The British Journal of Aesthetics”, vol. 27,  n.1,inverno 1987, in “Rivista di Estetica”, 36, 1990, anno XXX, pp.  181-182.  1991)  27) La scena della rappresentazione. Dalla Romantik a Nietzsche, in  Teatro e letteratura,  a cura di I. Romeo, Milano, Guerini.  28) Heidegger e Bäumler interpreti di Nietzsche, in «Immediati  dintorni».  1992)  29) Introduzione al nichilismo, Roma-Bari, Laterza.  30) Allegoria del contesto. Note su ermeneutica e modernità,  in  Oltre la linea dell''avanguardia, a cura di E. Calvi, Milano, Guerini.  31) Forma ed estetismo nella Torino di Gobetti e di Lionello  Venturi, in Alberto Sartoris. Novanta gioielli, a cura di A. Abriani e  J. Gubler, Milano, Mazzotta.  32) L'utopia del visibile. Note sull'ermeneutica dell'immagine a  partire dalla 'Romantik', in «aut aut», 248.  1993)  33) Introduzione  a W. H. Wackenroder, Scritti di poesia e di  estetica,  Torino, Bollati Boringhieri.  34) Anmerkungen zur Romantik, Hermeneutik, Nihilismus,  in  H.M.Baumgartner und W. Jacobs (a cura di) Philosophie der  Subjektivität? Zur Bestimmung der neuzeitlichen Philosophierens,  Stuttgart, Fromman-Holzboog.  35) Autocoscienza, immaginazione e temporalità nelle Fichte Studien di Novalis,  in «Annuario filosofico» , 9, 1993, Milano,  Mursia.   36) Estetica ed ermeneutica nella filosofia italiana  contemporanea, in AA.VV.  L'estetica italiana del '900, Napoli,  Tempi Moderni.   37) Recensione a G. Moretti, L'estetica di Novalis, Torino,  Rosenberg & Sellier, 1991 in «Itinerari», n.2.  8  9  38) Voci: «Nichilismo», «Jonas», «Koselleck», «K. Ph.Moritz»,  «Wackenroder» in Enciclopedia Garzanti di Filosofia.  1994)   39) Classicità fra natura e artificio. Goethe e Nietzsche, in  «Itinerari», 3 (ripubblicato poi in «Paradosso», I, 1997,  a cura di  S. Givone,Sul pensiero simbolico).  40) Modernità e progetto; lezione tenuta nell'ambito del corso  di perfezionamento in Progettazione Architettonica della Facoltà  di Architettura di Roma (prof. F.Purini), in «Bolletino della  Biblioteca del Dipartimento di Architettura di analisi della  città», maggio 1994.  41) La volontà e l'informe. In margine alla recente riedizione  della «Volontà di potenza», in «Iride»,  anno VII, n.11.   42)  Prospettiva sull'Ofterdingen di Novalis, in «Paradosso», n.  9.  43) Recensione a E.Calvi, Tempo e progetto, Milano, Guerini,  1991,  in «Rivista di estetica», 43, n.2, 1994.  1995)  44) La questione della forma  parte della voce Estetica,  redatta  in collaborazione con M. Ferraris e Sergio Givone, in  La  filosofia,  vol.III, diretta da P. Rossi, Torino, Utet .  45) Storicità e destino. A proposito del Nietzsche di Heidegger,  in «Iride», La temporalità del poetico in Goethe e Novalis  in Atti del  Convegno dell'«Associazione Italiana Studi di Estetica», 1993,  Milano, Luni.  47) Ontologia del sublime? Note sull'essere e la forma poetica  della  Frühromantik  in Interpretazione ed emancipazione. Studi  in onore di Gianni Vattimo , a cura di G. Carchia e M. Ferraris,  Milano, Cortina.  48) P. Szondi, Saggio sul tragico, (a  cura  di F. Vercellone, trad.  it. di G. Garelli), Torino, Einaudi.  49) Estetica, in collaborazione  S. Givone e M. Ferraris, Milano,  TEA (riproduce n.44).    50) Recensione a   U. Perone, Nonostante il soggetto, Torino,  Rosenberg & Sellier, 1995, su «Iride», 18, 1996.  9  10  1997)  51) L'ermeneutica e l'autore, in Prima dell'autore. Spettacolo  cinematografico, testo, autorialità dalle origini agli anni Trenta,  Udine, Forum, 1997.  52) Romanticismo e modernità, a cura di C. Ciancio e F.  Vercellone, Torino, Zamorani.  53) L'altro sublime: note sull'ontologia del primo romanticismo  tedesco  in Romanticismo e modernità, cit.  54) Recensione del vol. di G. Carchia, Arte e bellezza. Saggio  sull'estetica della pittura (Bologna, Il Mulino, 1995), in «Iride»,  gennaio-aprile 1997.  55) Note su caos e morfogenesi nel romanticismo tedesco, in  AA.VV., Il paesaggio dell'estetica, Torino, Trauben.   1998)  56) M. Frank, Individualità. Difesa della soggettività dai suoi  detrattori,  ediz. it. a cura di F. Vercellone, Udine, Campanotto.  57) Nature del tempo. Novalis e la forma poetica del  romanticismo tedesco, Milano, Guerini & Associati.   58) Nichilismo e cristianesimo, intervista a mia cura di L.  Pareyson, comparsa originariamente su «L'Ora», 16.10.1987 ,  (con il titolo Liberatevi da ogni colpa); versione ampliata in  «Annuario filosofico», 7, 1991, pp.31-34 ripresa ora in L.  Pareyson, Opere complete, Essere Libertà Ambiguità, a  cura di F. Tomatis, Milano, Mursia, 1998.  59) Categorie estetiche. in Estetica. Storia, categorie,  bibliografia, a cura di S. Givone, Firenze, La Nuova Italia.  60) Einführung zum Nihilismus, München, Fink (trad. ted. con  lievi modifiche del vol. di cui a 29).  61) L'Occidente della verità. Identità e destino della cultura  europea, a cura di C. Ciancio e F. Vercellone, Milano, Guerini.  62) Arte e bellezza (testo della conferenza tenuta a Jesi,  il  20.1.1998, presso il Palazzo dei Convegni di Jesi nel ciclo  L'estetica e i suoi luoghi  a cura del Circolo Culturale Jesino  «Massimo Ferretti»), in AA.VV.,  L'estetica e i suoi luoghi, Jesi,  Arti Grafiche Jesine).  63) Recensione a: Maria Moneti Codignola,  Moralità e soggetto in  Hegel, Pisa, ETS, 1996,  su «Iride», 25, dicembre 1998.  1999)  10  11  64) Estetica dell'Ottocento, Bologna, Il Mulino (trad. portoghese:  A  estética do século XIX  Editorial Estampa, Lisbona, 2000; trad.  spagnola: Estetica del siglo XIX, Madrid, Machados., 2004.  65) Corpo, memoria, storia., in «Iride» nella rubrica «Libri in  discussione», a proposito del volume di D. Dietrich Harth, Das  Gedächtnis der Kulturwissenschaften, Dresden, Dresden University  Press, 1998.   66) Recensione al vol. di N. Humphrey, Una storia della mente,  trad. it. di B. Antonielli, Torino, Instar Libri, 1998 su «Iride», 28,  dicembre 1999.  67) Recensione a G. Carchia, L'estetica antica, Roma-Bari, Laterza,  1999, su «Iride», 28,  dicembre1999.  68) Composizione dell’infinito: Goethe e Novalis, in «Annali  dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli-Sezione Germanica»,  n.s., 1999, pp.95-108.  2000)  69) Merce come ornamento, in  Le provocazioni dell'estetica.  Dibattiti a Gargnano, Torino, Trauben.  70) L'eredità estetico-filosofica di Goethe, In Omaggio a Goethe.  Fotografie di Dario Lanzardo, Torino,  Museo Regionale di Scienze  Naturali.   71) L'artificio della bellezza, in Arte, Natura, Storicità, Atti del  Convegno 6-7 Maggio 1999 Dipartimento di Filosofia  dell'Università della Calabria, a cura di R. Bufalo e P. Colonnello,  Napoli, Luciano (riproduce con alcune modifiche …).  72) Note su Gadamer e la filosofia italiana, in «Iride»  30, agosto  2000.  73) Trad. it. con Serenella Iovino del saggio di P. Maisak, Parole e  immagini sono correlati che incessantemente si ricercano, in J.W.  Goehte, Immagini per la prospettata edizione italiana del Viaggio  in Italia, a cura di C. Diekamp, Torino, Museo Regionale di Scienze  Naturali.  2001)  74) Archeologia della natura e teleologia dell’essere. Da Goethe a  Klee, in G. Cacciatore, P. Colonnello, D. Jervolino (a cura di),  11  12  Ermeneutica, fenomenologia, storia, Napoli, Liguori; trad. spagnola  : Arquelogia de la naturaleza y teleologia del ser: de Goethe a Klee,  in «Círculo Hermenéutico», Revista del Seminario d'Estetica y  Semiótica (S.E.Y.S.), n.1    75) P. Szondi, Poetica e filosofia della storia, a cura di R. Gilodi e F.  Vercellone, Torino, Einaudi.   76)Perché Il Laocoonte non grida? in «Quaderni di Estetica e  Critica», 6-2001, Estetiche della visione, pp.211-223.  2002)  77)  Note sull’immaginazione trascendentale nel primo Fichte, in  «Annuario filosofico» 17/2001, Mursia, Milano, 2002, pp159-174.  78) Morfologie del moderno, Torino, Trauben .  2003)  79) Storia dell’estetica moderna e contemporanea, insieme a A.  Bertinetto e G. Garelli, Bologna, Il Mulino.  80) Bemerkungen über Gott, Welt und Wissen in Schleiermachers  Dialektik, in. Schleiermachers Dialektik, hrsg. Von C. Helmer, C.  Kranich, B. Rehme-Iffert, Tübingen, Mohr, pp.207-215.  81)Il desiderio nella Frühromantik, in C. Ciancio (a cura di),  Metafisica del desiderio. Milano, Vita e Pensiero, 2003, pp.203-215.  82)Nietzsche e la Moderne. Dalla critica al cristianesimo alla  mitopoiesi religiosa,in : Nietzsche Illuminismo Modernità, Firenze,  Olscki .  83) L’Ẻcole de Turin. De L. Pareyson à G, Vattimo: entre  existentialisme et herméneutique, entretien avec Federico  Vercellone in  «Le Cercle  Herméneutique», Numéro 1, avril 2003,  Dossier central : Phénoménologie et existentialisme en Italie, a cura  di F. Leoni, pp.57-64.  2004)   84) L’artistico oltre l’estetico. Gadamer e la crisi della coscienza  estetica, in “Filosofia e Teologia”, anno XVIII, n.2, maggio-agosto  2004, pp. 260-270.  85) Da Goethe a Nietzsche. Francesco Moiso tra morfologia ed  ermeneutica, in “Annuario filosofico 2003”, 2004, pp. 449-463.  12  13  86)  Archäologie der Natur und  Teleologie des Seins. Von Goethe  zu Klee, in “Internationale Jahrbuch für Hermeneutik”, Band 3,  Siebeck, Tübingen, 2004, pp. 43-54.  87) Schönheit, Natur und Kunst. Anmerkungen zur Vorgeschichte  eines Problems, in “Thüringen. Land der Residenz”, Neu  Entdeckt/Essays, Zweite Thüringer Landesaustellung, Schloß  Sonderhausen, 15 Mai-3 Oktober 2004, Bd. 1, Hrsg. von K.  Scheurmann u. J. Frank, Mainz, Zabern,, 2004, pp. 351-358.  88) Ermeneutica e pensiero tragico. Studi in onore di Sergio  Givone, a c. di F. Vercellone et alii, Genova, Il Melangolo, 2004.   89) La seppia e il sublime. Sulla naturalizzazione dell’estetica  contemporanea insieme a O. Breidbach e a M. Di Bartolo, in  “Estetica”, 2/2004  2005)   90) Arte, scienza e natura in Goethe, a cura di D. von Engelhardt,  G. Frigo, R. Simili, F. Vercellone, Torino, Trauben.  91) Il tramonto della bellezza tra Goethe e il romanticismo in: 90),   pp.447-466.  92) Estetica tra morfologia ed ermeneutica. Dalla Klassik al  romanticismo tedesco in :, La natura osservata e compresa. Saggi in  memoria di Francesco Moiso, a cura di F. Viganò, Milano, Guerini e  Associati.  93) Art Beyond Aesthetics: Hans-Georg Gadamer and the crisis of Aesthetic  Consciousness, in: Andrezej Wiercinski (a cura di), Between Description and  Interpretation. The Hermeneutic Turn in Phenomenology, Toronto, The Hermeneutic  Press, pp.423-429.versione inglese rivista di 70).  2006)  94) Morfologie del Moderno,  nuova edizione rivista e ampliata di  78), Genova, Il Melangolo.  95) L’impossibile estasi. Il presente tra memoria e utopia in:,  Interruzioni. Note sulla filosofia di Ugo Perone, Genova, Il  Melangolo, pp.191-196.  96) Il presente dell’arte. Note su bellezza e temporalità, in F.  Desideri, S. Givone, G. Moretti, G. Scaramuzza, F. Vercellone,  Estetica e filosofia dell’arte. Un’identità difficile, a cura di A.. Di  Bartolo e F. Forcignanò. Pres. di S. Zecchi, Milano, Albo Versorio.  (riproduce 94 con lievi modifiche).  97) From Function to Dialogue ( insieme a M. Mattioda), in :  Theories and Practice in Interaction Design edited by S. Bagnara  13  14  / G. Crampton Smith, Ivrea, Interaction Design Institute Ivrea,  and Lawrence Erlbaum Associates, Publishers, Mahwah, New  Jersey. London.  98) Voci in Enciclopedia Filosofica Bompiani, Fondazione Centro  Studi Filosofici di Gallarate,  Milano, Bompiani:  98,1) “Decadenza, filosofia della”, vol.III, p..2573  98,2)“Europa”, vol.IV, pp.3859-3860;    98,3) Hölderlin Johann Cristoph Friedrich”, vol.VI, p.5334 5336;    98,4) “Horen”, vol..VI, p.5346;   98,5) “Novalis”, vol.VIII, pp.7958-7961;    98,6) “Superuomo”; vol. XI, pp.11236-11237;  98,7) “Schamrsow , August “ cofirmata con : G.Bettini , vol.X,  pp.10179-10180; 98,8) “Taine, Hyppolite- Adolphe, vol.XI,  pp11276-11278” cofirmata con: G. Morra;  99) Heidegger e Bäumler interpreti di Nietzsche in: Metafisica e nichilismo: Löwith   e  Heidegger  interpreti di Nietzsche, a cura di Carlo Gentili, Werner Stegmaier,  Aldo Venturelli, Bologna, Pendragon,  pp.223-234.[riproduce 28) con piccole  variazioni].  100) Questioni di morfologia. Dalla Klassik all’espressionismo tedesco, in: Goethe  e la pianta. Natura, scienza e arte, a cura di Dietrich v. Engelhardt e Francesco M.  Raimondo, in “Quaderni”, n.9 ( Settembre 2006) del Seminario di Storia della  Scienze, Facoltà di Scienze –Università di Salerno, pp.33-40.  2007)  101) G. Vattimo  La filosofia come ontologia dell’attualità, Intervista  biografico-teorica   a cura di L. Savarino e di F. Vercellone, in  «Iride», 49, dicembre 2006 (ma 2007), pp.467-495.  102) Goethe e la forma come struttura comunicativa, in :  Johann Wolfgang Goethe. Evoluzione e forma, a cura di G.  Lacchin, Seregno (MI), Herrenhaus,  pp.66-72.  103) Arte e mondo dell'espressione. Da Goethe al Blaue Reiter, in   “Bios e Anthropos”. Filosofia, biologia e antropologia, a cura di  G.F. Frigo, Milano, Guerini & Associati, pp.33-50.  104) Der Symbolische Mord. Der Mord der Kunst, des Menschen  und Gottes zwischen Hegel und Nietzsche in: Der Mord.  Darstellung  und Deutung in den Wissenschaften und Künsten,   a cura di D. v. Engelhardt und M. Oehmichen, Lübeck, Schmidt  14  15  Römhild, pp. 163-171.Atti del convegno omonimo a cura di D.v.  Engelhardt;  Lübeck, 9-11./09/2005  105) Note su Dio, mondo e sapere nella Dialettica di  Schleiermacher in «Annuario Filosofico» 21,2005, Milano, Mursia, 2006  (ma:2007); versione italiana con alcune modifiche di 80), pp. 229-237.  106) Athanasius Kircher e l’idea di scienza universale, a cura di F. Vercellone e  A. Bertinetto, Milano, Mimesis  (collana Morphé); Introduzione: pp.7-17.  107) Estetica tra morfologia ed ermeneutica. Dalla Klassik all’espressionismo  tedesco in: Soggettività ontologia linguaggio, a cura di F. Mora e L. Ruggiu,  Venezia, Cafoscarina, pp.242-250.  2008)  108)   Forma como  comunicacíon. Da Goethe a Carus, in: J. W. Von Goethe,  Pajsajes, Madrid, Círculo de Bellas Artes,  pp.71-78.  109) Mi filosofia como ontologia de la actualidad, por Gianni Vattimo, (entrevista de  Luca Savarino y Federico Vercellone), in : Gianni Vattimo. Hermeneusis e historicidad,  fascicolo monografico della rivista “Anthropos”, n.217, 2007 (ma 2008).[Traduz.  spagnola  di 101)]  110) La secolarizzazione della bellezza nella Frühromantik in «Annuario  Filosofico»,22, 2006, Milano, Mursia, 2007 (ma:2008) ,versione it. di 119).  111) A proposito dell’ontologia dell’immagine, in Ontologia e libertà. Scritti in onore  di Claudio Ciancio, a cura di U. Perone e F. Vercellone, Vercelli, pp.173-181.  112) Ontologia e libertà. Scritti in onore di Claudio Ciancio, a cura di U. Perone e F.  Vercellone, Vercelli.  113) Lineamenti di storia dell’estetica: La filosofia dell’arte da Kant  al XXI secolo , insieme a A. Bertinetto e G. Garelli.  114) Conviene essere eguali a se stessi? Sulla teoria romantica dell’autocoscienza, in  «Multiverso», 6, pp.25-27.  115) Piero Gobetti (1901-1926): un illuminismo tragico, in: Le due  Torino. Primato della religione o primato della politica, a cura di G.  Cuozzo e G. Riconda, Torino, Trauben, pp.89-98  15  16  116) Evoluzionismo e teologia, sezione a mia cura  della rivista  «Humanitas», 3, maggio –giugno 2008 (testi di F. Vercellone, J.Moltmann, A. Vianello,  G. Tanzella-Nitti, S. Morandini).  117) Premessa a : F. Schlegel, Sullo studio della poesia greca, a cura di G. Lacchin,  Milano, Mimesis, pp.7-9.  118)   Oltre la bellezza, Bologna, Il Mulino.  119)   Herméneutique et nihilisme in : C. Berner, D. Thouard  (éds.), Sens et interpretation. Pour une introduction a  l’herméneutique, Villeneuve d’Ascq, Presses Universitaires du  Septentrion,  pp.131-143.  120) Die Säkularisierung der Schönheit in der deutschen  Frühromantik in: S. Vietta, H. Uerlings, Ästhetik-Religion-  Säkularisierung I. Von der Renaissance zur Romantik, München,  Fink, pp.133-143  121) Ermeneutica e nichilismo. Il “giovane” Nietzsche:  un’occasione perduta per la Nietzsche-Rezeption italiana? In:  «Chora», n. 15, anno 7,  pp.38-43.  122) Concepts of Morphology, edited by O. Breidbach & F.  Vercellone, Milano, Mimesis.  123) Il corpo dell’opera, in : «Multiverso»,  n.07/08 , numero monografico  dedicato a «Il corpo», pp. 36-37.    124) Nota introduttiva a:  L.A. Macor, Il giro fangoso dell’umana destinazione.  Friedrich Schiller dall’illuminismo al criticismo, Pisa, ETS, pp. 9-10.  .  2009)   125) Forma come immagine. Da Goethe a Carus, in «Annuario filosofico», 2007,  Milano, Mursia (ma :2009), pp.223-232.  126) From Negativity to the Event: Adorno “before” Heidegger, in : Das Daedalus  Prinzip  Festschrift für Steffen Dietzsch, hrsg von L. Kais,  Berlin,  ParErga Verlag  (versione ridotta e rivista del cap. IV di 115), pp.231-251.  16  17  127) La dialettica dell’arte. Adorno “prima” di  Heidegger, in AA.VV. Martin  Heidgger trent’anni dopo,  a cura di C.Gentili, F.W. von Hermann, A. Venturelli, Il  Melangolo (versione ridotta e rivista del cap. IV di 118) .  128) La nuova mitologia romantica e il destino “neopagano” della Modernità in:  P. Tortonese, (a cura di ), Il paganesimo nella letteratura dell’Ottocento Roma,  Bulzoni, pp.61-72. /Atti del Seminario di Studi su “Il paganesimo nella letteratura  dell’800” tenutosi presso la “Fondazione Malatesta” il 20-21 settembre 2006.   .  129) Teoria del romanzo, a cura di L. A. Macor e F. Vercellone,  Milano-Udine,  Mimesis.  130) Il tramonto del romanticismo nel Rinascimento. Intorno ai paradigmi estetici della  Frühromantik, in 129), pp. 119-129.  131) Hermeneutics and Nihilism. The «young»  Nietzsche. A lost opportunity for the  Italian Nietzsche-Rezeption? In «Estudios Nietzsche», numero 9/2009, Madrid,  Editorial Trotta, pp.139-150. trad. inglese di 121).  132) Hermenéutica y nihilismo. El «joven» Nietzsche: una ocasión pérdida para la  Nietzsche-Rezeption italiana? In «Estudios Nietzsche», numero 9/2009, Madrid,  Editorial Trotta, pp.139-150. trad. spagnola di 121).  133) Dove va la bellezza ? in:  Riflessioni sulla bellezza,s.l.,   Beiersdorf , pp.9-19.  134) Capitolo : Nichilismo, in .F. Coniglione, M. Lenoci, G.Mari, G. Polizzi, Manuale  di base di storia della filosofia, pp.193-196, Firenze,  Firenze University Press.    135) La forme et la vie dans le platonisme allemand, in Le  platonisme romantique, sous la direction de P. Tortonese,  Chambéry, Université de Savoie, pp135-145. Atti del Convegno,  Le platonisme romantique: poésie et philosophie, Chambéry,  1.2. 12. 2005.  136) Philosophy as Ontology of the Actuality. A biographical-theoretical Interview  with Gianni Vattimo edited by Luca Savarino and Federico Vercellone in «Iris»,1,2,  2009, pp.311.350.- [versione inglese ampliata di  101)].  137) Una logica abitabile, in: AA.VV., Les très belles heures de F.D., Testi di L.  Prando, R. Rosso, F. Vercellone, Fotografie di S. Caleca, pp. 12-17 .  138) Goethe, Schelling e la malinconia della natura, in «Annuario Filosofico», 24,  2008, Milano, Mursia, 2009, pp.127-137.  17  18  139) La forme et la vie dans le platonisme allemand, in Le Platonisme romantique, sous  la direction de P. Tortonese, Chambery, Université de Savoie, pp. 135-146.   2010)  140) Le radici greche del fondamentalismo, in: Laicità e filosofia, a cura di G. Miligi e  G. Perazzoli, «Quaderni Loris Fortuna»,Milano Mimesis , pp.115-119.  141) Bellezza e/o Novecento? In: «Nuova informazione bibliografica», 1/10, pp.35-51.  142) Morphologie. Eine philosophische Perspektive? in: C. Gentili-C. Nielsen (a cura di), Der  Tod Gottes und die Wissenschaft, Berlin/New York, De Gruyter, pp.303-313.  143) Ermeneutica e nichilismo. Il 'giovane’ Nietzsche : un’occasione perduta per la Netzsche Rezeption italiana?in  La filosofia come servizio. Studi in onore di Giovanni Ferretti, Milano,  Vita & Pensiero, pp.305-321 [riprende con alcune modifiche 121) ].  144) Verso una morfo-logia su “Theoria”, XXX/2010/1 (terza serie V/1) fascicolo  monografico dal titolo : Filosofie dell’immagine [version it. con alcune modifiche di  141].  145) Pensare per immagini. Tra scienza e arte (con O.Breidbach), Milano, Bruno Mondadori.  146) Prospettive sulla morfologia, (con O. Breidbach), in «Annuario Filosofico», 25, 2009 (ma  2010), pp.91-115 [riprende con alcune variazioni il cap.1 di 145)]-  147) Attese senza fondamento. Su «Hamletica» di Massimo Cacciari, in «Iride 60»,  anno XXIII, agosto 2010, nell’ambito della Rubrica: «Libri in discussione», pp.439 442.  148) Der Tod Gottes und die Wiedergeburt des Symbolischen. Zu  einer Mopho-logik [versione abbreviata di 142)] in : Nichts , Negation  Nihilismus, a cura di A. Bertinetto e C. Binkelmann, Frankfurt a. M., Peter Lang.  2011)  149) Gestalt denken oder in Gestalten denken? Zum Ansatz einer  neuen Morphologie  con O. Breidbach) , in A. Fabris, A. Lossi, U.  Perone (a cura di), Bild als Prozess. Neue Perspektiven einer  18  19  Phänomenologie des Sehens,Würzburg, Könighausen & Neumann,  2011, pp.105-119.  150) Le ragioni della forma, Milano, Mimesis.  151) Anschauung Denken. Zum Ansatz einer Morphologie des  Unmittelbaren, (con O.Breidbach), München, Fink (versione tedesca  ampliata e rivista di 145).  152) Un disincantato reincantamento. Ermeneutica e morfologia,  in «Annuario Filosofico», 26,  Mursia, pp.163-171, ISBN 978-88-425-4897-3  153) La Frühromantik e lo spirito incompiuto in : Lo spirito. Percorsi  nella filosofia e nelle culture,  a cura di M. Pagano, Milano-Udine,   Mimesis, pp.319-326, ISBN 978-88-5750708-8.  154) Nietzsche e l'immagine. Il mondo vero è diventato favola?Francesco Cattaneo e  Stefano Marino (a c. di), Da quando siamo un colloquio. Percorsi ermeneutici  nell'eredità nietzschiana, Studi in onore di Carlo Gentili, Aracne, Roma 2011, pp. 67 -  81.   2012)  155) Premessa a : Arte e Terrore. In dialogo con Félix Duque , in  “Tropos”.  156) Dall’ ermeneutica alla morfologia in La questione del  dire.Saggi di ermeneutica per Graziano Ripanti, a cura di M.  Bozzetti, (versione rivista e ampliata di 152), Mimesis, pp.85-96  157)Menas atèjus jo pabaigai.  Pastabos apie meno mirtį šiandien (Art after Its End: Notes on the “Death of Art”  Today, in “Religija ir Kultura”, 8, 2011, pp. n52-63 – ISSN 1822-4539  158) Der Untergang der Romantik in der Renaissance,in G.Maio (a cura di), Macht  und Ohnmacht des Wortes. Ethische Grundfragen einer personalen Medizin,  Göttingen, Wallstein, 2012, pp.101-101 (trad. ted di 130)- ISBN 978-3-8353-1148-  159) L’arte dopo la sua fine. Note sulla “morte dell’arte” oggi, in  Ontologia dell’immagine, a cura di C.Ciancio, G. Cantillo, A. Trione,  F. Vercellone, in « Quaderni di Tropos».   160) Introduzione a Ontologia dell’immagine,con di C.Ciancio, G.  Cantillo, A. Trione.  19  20  161) Nietzsche y la imagen. ¿El mundo verdadero se ha convertido en una fábula?  In  «Estudios Nietzsche», 12, 2012, pp.161-171, ISSN1578-6676 (versione  spagnola di 154).  162) L’estetica di Luigi Pareyson come ermeneutica dell’arte, in «Annuario  Filosofico», 27, 2011, pp.31-40. ISBN 978-88-425-5076-1,  163) Il mito dopo l'arte. Hegel e il futuro della bellezza, in “Studi di estetica”, 46,  2012, pp. 43-64. ISSN 0585-4733  164) Dialoghi filosofici, Introduzione alla sezione monografica omonima di  “Estetica. Studi e ricerche”, 2, 2012, pp. 5-7. ISSN 2039-6635  165) (con Dario Giugliano), cura di Dialoghi filosofici, sezione monografica di  “Estetica. Studi e ricerche”, 2, 2012, pp. 3-64. ISSN 2039-6635  166) Presentazione di G.A. Farinella, L’immagine del pensiero. Nichilismo e logica  della sensazione, Firenze,Editoria d’Arte, 2.0., pp.7-8, ISBN, 978-88-97677-02-4  167) Hacía la morfo-logia in : " Escritura e Imagen", vol.8, 2012, pp.  301-312, ISSN 1885-5687 , trad. spagnola di 144) ripreso anche  in 150)  168) L’Estetica di Luigi Pareyson come ermeneutica dell’arte., in  “Annuario Filosofico, 27, 2011,ISBN 978-88-425-5076-1,  pp.31 40.   169) Elogio della formalità. L’arte tra decoro ed espressione, in : La  vergogna/The shame, Milano/Udine, Mimesis, pp.343-347, ISBN  978-88-5751-474-1  2013)  170) Dopo la morte dell’arte, Bologna, Il Mulino ISBN 978-88-15-24426-0, pp.5 156.  171) Recensione a S. Poggi, L’io dei filosofi e l’io dei narratori. Da Goethe  a Proust, Milano, Cortina, 2011, pp.93, su “Iride” 68, vol:XXVI,  gennaio –aprile 2013, pp.213-214, ISBN 9788815242938  172) Mas allá de la bellezza, Madrid, Biblioteca Nueva, pp.9-229, ISBN 978-84 9940-602-2 trad. spagnola di 118)  173) Perché la cornice è un modello razionale? In “Multiverso, 12,  2013, pp.59-62, ISSN 1826-6010  174) Due secoli di “morte dell’arte”, in Sotto la superficie visibile.  Scritti in onore di Franco Bernabei,a cura di M.Nezzo e G.  Tomasella, Padova?, Canova, pp.501-510, SBN 978-88-8409-272-4  20  21  175) L’esperienza dell’arte di Massimo Poldelmengo, in  Poldelmengo l’opera del prima, a cura di S. Chiarandini, Udine,  Venti d’Arte,  pp.53-54 (con traduzione inglese e tedesca sino a p.  57) , ISBN978-88-907329-3-5  176) Dalla contemplazione all’interattività. Modificazioni dell’esperienza estetica dopo la morte  dell’arte, «Anterem. Rivista di ricerca letteraria» 87 (2013), pp. 46-50, ISSN 0393-1838  177) After Art: Notes on the Death of Art Today, in M.F. Molder, D. Soerio e Nuno Fonseca  (a cura di), Morphology: Questions on Method and Language, Peter Lang, Bern, 2013, pp. 331 345, ISBN 9783034313766  178) Le ragioni dell’immagine. Considerazioni sull’interattività, in P. D’Angelo, E. Franzini, G.  Lombardo e S. Tedesco (a cura di), Costellazioni estetiche. Dalla storia alla neoestetica. Studi in  onore di Luigi Russo, Guerini, Milano, 2013, pp. 481-485, ISBN 9788862504287  179) La mort de l’art après Hegel, «Klesis» 28 (2013), pp. 191-207, ISSN 1954-3050.  180) Tecnologia e classicismo in : Parole chiave nel percorso di  Gian Franco Frigo a cura di M. Dalla Valle, D. De Pretis, F. Grigenti,  L.Illettterati, Pasdova, Padova University Press, pp. 157-165 , ISBN  978-88-97385-81-3  2014)  181) A Disenchanted Reenchantment. Hermeneutics and Morphology, in E. Ficara (a cura di),  Contradictions: Logic, History, Actuality, De Gruyter, Berlin, 2014, pp. 183-193, ISBN 978-3 11-034082-2  182) L’educazione estetica nella civiltà dell’immagine. Alcune riflessioni, «Spazio filosofico» 10  Classicità e tecnologia. La tecnica dopo la “morte dell’arte  in :  Studi in onore di Gian Franco Frigo. (versione rivista e abbreviata  di 157].  183) La peste come metafora del mondo, «Iride. 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Inglese con lievi  modifiche del cap. 3) di 94)  206) La morfologia oltre l’estetica. Ricordo di Olaf Breidbach, in  «Annuario filosofico», 30, 2014, pp.443-446. ISBN 978-88-425 5645-9  207) Mitridatizzare l’immagine in «Anterem», 91,40, L’altrove  dell’erranza, pp. 65-67 ISSN 0393-1838  (Versione rivista della  prima parte di 194).  2016)  207) Prefazione a A.Vianello, Sapere e fede. Un confronto  credibile, Udine, Forum, pp.9-12, ISBN 978-88-8420-9269  208) Identità a venire nello specchio del Grand Tour, in «nuova  informazione bibliografica», Braco Dimitrijevic. La storia oltre la storia, in Braco  Dimitrijevic, a cura di D. Eccher, Silvana, pp. 19-21.ISBN  97888366336692.   210) L’universalità dell’ermeneutica nel tempo dell’ “immagine  del mondo”. Note e riflessioni, in «Lo sguardo». Rivista di  filosofia. Herméneutique et interculturalité, a cura di C.Berner,  C.Canullo, J.-J. Wunenburger, pp.41-55. ISSN 2036-6558.  Indirizzo elettronico: wwwLoSguardo.net  211) While Love is not a Feeling, in Love. ContemporaryArt  meetsAmour, edited by D. Eccher, Milano, Skira, pp.81-88. ISBN  23  24  9788857233574  Versione italiana: Perché l’amore non è un sentimento…, in L’arte  contemporanea incontra l’amore, a cura di D. Eccher, Milano,  Skira, pp.81-88. ISBN 978-88-572-3326-0  212) Nuovo romanticismo: la civiltà dell'immagine, in G. Lingua e  Sergio Racca (a cura di), La cornice simbolica del legame sociale.  Prospettive sugli immaginari contemporanei, Mimesis, Milano,  2016, pp. 75-83 (ISBN 9788857536880)  213) Francesca Iannelli, Gianluca Garelli, Federico Vercellone,  Klaus Vieweg (a cura di), Fine o nuovo inizio dell’arte. Estetiche  della crisi da Hegel al pictorial turn, ETS, Pisa, 2016 (ISBN  9788846745620)  214) La fine dell’arte e la nascita dell’estetica, in 213), pp. 329 344.   215) F. Iannelli, G. Garelli, F. Vercellone, K. Vieweg, Oltre la  leggenda della fine dell'arte, in 213), pp. 7-12  216) El nihilismo y las nuevas formas de la imagen tardomoderna,  in «Bajo Palabra. Revista de Filosofía», II, 12, 2016, pp. 249-256.  217) La morte dell'arte dopo Hegel, in Ángel Gabilondo, Patxi  Lanceros Méndez, Antonio Gómez Ramos, Jorge Pérez de Tudela,  Valerio Rocco Lozano (a cura di), La herida del concepto, UAM,  Madrid, 2016, pp. 487-502 (9788483445433)  218) Preface, in C. Concilio, M. Festa (a cura di), Word and Image  in Literature and Visual Arts, Mimesis, Milano, 2016, pp. 9-11  9788869770838.  2017)  219) G.W. Bertram, L’arte come prassi umana: un’estetica, edizione  italiana a cura di Federico Vercellone, Raffaello Cortina, Milano,  2017 214 pp.    220) Introduzione a 219), pp. XI-XVIII  221) Il futuro dell’immagine, il Mulino, Bologna, 2017 152 pp.  (ISBN 9788815267511).   222) Fantasmi, fantasmagorie, agnizioni, in D. Eccher (a cura di),  Boltanski: Anime, di luogo in luogo, Cinisello Balsamo, Silvana  Editoriale, 2017, pp. 75-79 (ISBN 978-88-366-3763-8).   Trad. ingl., Ghosts, Phantasmagorias, Agnitions, in D. Eccher (ed.),  Boltanski: Souls, from Place to Place, Cinisello Balsamo, Silvana  Editoriale, 2017, pp. 75-79 (ISBN 9788836637645).   223) Nuovo romanticismo? La civiltà dell’immagine, in «Teologia»,  42, 2017, pp. 286-295 (1120-267X).   24  25  224) Beyond Beauty, New York, SUNY, 2017, 164 pp., trad. ingl. di  118 (978-1-4384-6587-6).   225) Il lusso come problema filosofico, in «Iride», 81, 2017, pp.  484-486 (1122-7893).   226) Cura del numero monografico di «Azafea», La Nueva  Morfologia, 19, 2017, ISSN 0213-3563 E-ISSN 2444-7072.  227) Perspectives On A New Morphology, in 226), pp. 19-27.  228) Kiefer e I Sette Palazzi Celesti. Ovvero l’inizio come la fine e  l’inverso, in «Bollettino filosofico», 32, pp. 175-181.  229) Libri in discussione: Vita quotidiana di Enrica Lisciani-Petrini  (con M. Garda e S. Forti), in Iride – Filosofia e Discussione Pubblica  82, Volume XXX – dic. 2017, pp. 643-660.  2018  230) Arte y práctica humana en la sociedad de la imagen. In  ESTUDIOS FILOSOFICOS - ISSN:0210-6086 vol. LXVII (194), pp.305 320.  231) Pareyson’s Aesthetics as Hermeneutics of Art, in S. Benso e B.  Schroeder (a cura di), Thinking the Inexhaustible: Art,  Interpretation, and Freedom in the Philosophy of Luigi Pareyson,  Suny Press, Albany (978-1-4384-7025-2).   232) Simboli della fine, Bologna, il Mulino, 2018 (9788815274946)  233) Katechon estetico. Appunti e riflessioni, in Chiara Agnello,  Rosaria Caldarone, Angelo Cicatello, Rosa Maria Lupo (a cura di), Il  campo della metafisica, Palermo, Palermo University Press, pp. 7 13 ISBN 978-88-31919-20-3.  234) Dream, Geist. Strategie del Regno, in Dream – L'arte incontra i  sogni – catalogo. Skira, Roma, pp. 12-15.   2019)  235) Recensione a C. Klonk, Wenn Bilder zu Waffen werden, su  “Iride”.  236) «Katékon» e legittimità del nostro tempo. Note su estetica e  teologia politica, in “Iride”, a. XXXII, n.87, maggio-agosto 2019.   237) Con E. Corriero, curatela di Cristalli di storicità. Studi in  onore di Remo Bodei, Rosenberg & Sellier, Torino 2019, ISSN  2499-6408.   238) Con E. Corriero, Introduzione a E. Corriero, F. Vercellone  (a cura di), Cristalli di storicità. Studi in onore di Remo Bodei,  Rosenberg & Sellier, Torino 2019, pp.9-15, ISSN 2499-6408.  25  26  239) Dimenticare la nostalgia in E. Corriero, F. Vercellone (a  cura di), Cristalli di storicità. Studi in onore di Remo Bodei,  Rosenberg & Sellier, Torino 2019, pp.123-129, ISSN 2499-6408.  240) Afrodite oggi. La bellezza e la notte, in D. Eccher (a cura  di), The Dark Side. Chi ha paura del buio?, Silvana Editore,  Milano 2019, pp. 226-230 (con trad. inglese sino a p. 234), ISBN  9788836644643.  241) Curatela di H. Bredekamp, Berlino città mediterranea. Il  richiamo del Sud, Raffaello Cortina, Milano 2019, ISBN 978-88 3285-120-5.   242) Prefazione all’edizione italiana di di H. Bredekamp, Berlino  città mediterranea. Il richiamo del Sud, Raffaello Cortina,  Milano 2019, ISBN 978-88-3285-120-5.  243) Curatela con F. Iannelli e K. Vieweg di Hegel und Italien -  Italien und Hegel. Geistige Synergien von gestern und heute,  Mimesis, Milano-Udine 2019.  244) «Warum schreit Laokoon nicht?». Zur Geschichte einer  alten Frage, in F. Iannelli, F. Vercellone, K. Vieweg, Hegel und  Italien - Italien und Hegel. Geistige Synergien von gestern und  heute, Mimesis, Milano-Udine 2019.  245) Curatela di “L’Ombra”, 12/2019, Proposte per il  reincantamento del mondo, Moretti&Vitali, ISBN 978-88-7186 775-5, ISSN 1126-0653.  246) Il reincantamento mancato. Note su bellezza e teologia  politica, in “L’Ombra”, 12/2019 (vd 255), pp. 30-40.  247) Con P. Furia, F. Monateri, Dal Terzo Paradiso all’Arte  Povera: intervista a Michelangelo Pistoletto, in “L’Ombra”,  12/2019 (vd 255), pp. 82-89.    248) Presentazione di “L’Ombra”, 12/2019 (vd 255), pp. 7-8.  249) Un’eternità non arcaica. Renato Calligaro, in Calligaro. Il  linguaggio visivo come avventura, Fondazione Friuli, Udine  2019, ISBN 978-88-95752-32-7.  250) Form als Kommunikation. Von Goethe bis Carus, in  Morphologia. Goethe und die Naturwissenschaft, 41,  Japanischer Verein für Goethes Naturwissenschaft, Tokyo 2019,  pp. 17-33, ISSN 0286-133x.  251) Il tempo illegittimo. Il katechon tra estetica e teologia  politica, in Costellazioni del senso. Saggi in onore di Romeo  Bufalo, a cura di F. Lesce e L. Sampugnaro, Guida, Napoli, pp.  381-390.  26  27  2020  252) Neue Ikonoklasmen, in L. Follesa (a cura di), Il ʻpensiero per immaginiʼ e  le forme dell'invisibile / Das ‚Denken in Bildern‘ und die Formen des  Unsichtbaren. Atti del Convegno Internazionale Cagliari 7–9 marzo 2018 /  Akten der Internationalen Tagung Cagliari 7.–9. März 2018, Berlin et al.  Peter Lang, ISBN: 978-3-631-79535-4, pp. 253-265.  253) Prefazione a A. Isola, La barba di Leonardo, Aión, Firenze 2020, pp. 7-8  [ISBN 978-8898262-87-8].  254) Arte e interattività nell’estetica di Luigi Pareyson, in  Claudio Ciancio, Maurizio Pagano (a cura di), Il pensiero della  libertà. Luigi Pareyson a cent’anni dalla nascita, Mimesis,  Milano-Udine 2020, [ISBN 9788857565583], pp. 225-228.  255) Traduzione di T.W. Adorno, Kitsch (1932), in “Riga”, 41/2020, Kitsch, a  cura di M. Belpoliti e G. Marrone, [ISBN 978-88-229-0458-4], pp. 148-151.   256) Adorno: oltre il Kitsch, in “Riga”, 41/2020, Kitsch, a cura di M. Belpoliti e  G. Marrone, [ISBN 978-88-229-0458-4], pp. 152-154.  257) Con F. Avanzini, P. Ribet, L. Savarino, Editoriale. L’esperienza religiosa  fra fondamentalismo e sincretismo, “Protestantesimo. Rivista della Facoltà  Valdese di Teologia”, Dire Dio oggi. Come si dice e si pensa Dio nelle società  contemporanee. Atti del Convegno, Torino 28-29 novembre 2019, vol. 75, 3 4, 2020, pp. 193-195 [ISSN 0033-1767].  258) Fine della trascendenza e moltiplicazione degli dei. Alcune riflessioni  conclusive sul presente, “Protestantesimo. Rivista della Facoltà Valdese di  Teologia”, Dire Dio oggi. Come si dice e si pensa Dio nelle società  contemporanee. Atti del Convegno, Torino 28-29 novembre 2019, vol. 75, 3 4, 2020, pp. 321-324 [ISSN 0033-1767].  259) F. Vercellone, S. Tedesco (a cura di), Glossary of Morphology, Springer,  Cham 2020 [ISBN e-book 978-3-030-51324-5; ISBN cartaceo 978-3-030 51323-8].  260) S. Tedesco, F. Vercellone, Introduction, in F. Vercellone, S. Tedesco (a  cura di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 1-22.  261) S. Tedesco, F. Vercellone, Aesthetics, in F. Vercellone, S. Tedesco (a  cura di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 23-28.  262) F. Vercellone, Artistic Morphology, in F. Vercellone, S. Tedesco (a cura  di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 41-44.  263) S. Tedesco, F. Vercellone, Formation, in F. Vercellone, S. Tedesco (a  cura di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 201-206.  264) F. Vercellone, Historical Form of Art, in F. Vercellone, S. Tedesco (a cura  di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 243-246.  265) F. Vercellone, Iconoclash, in F. Vercellone, S. Tedesco (a cura di),  Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 261-264.  27  28  266) F. Vercellone, Image/Reproduction, in F. Vercellone, S. Tedesco (a cura  di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 271-272.  267) S. Tedesco, F. Vercellone, Morphology, in F. Vercellone, S. Tedesco (a  cura di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020, pp. 337-346.  268) F. 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Note sull’estetizzazione della politica, in  “Cosmo”, 17 (2020), Sguardi sulla città / Metamorfosi di un paesaggio, a  cura di C. Jandelli, C. Simonigh / T. Biondi, P. Furia, pp. 163-172.  2021  274) Con G. Tenti, La Naturphilosophie comme morale. L’encyclopédie selon  Novalis, in G. Valpione (éd.), L’Homme et la nature. Politique, critique et  esthétique dans le romantisme allemande. Politique, critique et esthétique /  Mensch und Natur in den deutschen Romantik. Politik, Kritik und Ästhetik, Lit  Verlag, Münster 2021, pp. 49-62 [ISBN 978-3-643-91359-3].  275) L’archetipo cieco. Variazioni sull’individuo moderno, Rosenberg &  Sellier, Torino 2021 [ISBN 8878859044].  276) Im Archetyp wohnen. Die neuen Symbole von Anselm Kiefer, in “Studi  Germanici”, 18 (2020), pp. 9-13.  277) The “Transparent Society”: An Aesthetic-Political Project, in “Journal of  Italian Philosophy”, 4 (2021), pp. 23-30 [ISSN 2515-6039].  278) Un animale estetico, in M. Ceruti (a cura di), Cento Edgar Morin. 100  firme italiane per i 100 anni dell’umanista planetario, Mimesis, Milano Udine 2021, pp. 421-423 [ISBN 9788857578927].  279) Sistemi dinamici. Morfologia come concetto storico, in “Cosmo”, 18  (2021), pp. 45-54.  280) La gratuità del fare artistico. Riflessioni su arte e democrazia, in F.  Andolfi (a cura di), Essere persone colte, Diabasis, Parma 2021, pp. 89-96  [ISBN 978-88-8103-984-5].  28  29  Vercellone, L. Follesa (a cura di), Bilddenken und Morphologie.  Interdisziplinäre Studien über Form und Bilder im philosophischen und  wissenschaftlichen Denken, De Gruyter, Berlin/Boston 2021 [open access:  https://doi.org/10.1515/9783110674194. ISBN cartaceo: 9783110674125,  ISBN ebook: 9783110674194].  282) F. Vercellone, L. Follesa, Bilddenken und Morphologie: Eine Einleitung,  in Id., Bilddenken und Morphologie. Interdisziplinäre Studien über Form und  Bilder im philosophischen und wissenschaftlichen Denken, De Gruyter,  Berlin/Boston 2021, pp. 1-8.  282) F. Vercellone, Die illegitime Zeit: Ästhetik und politische Theologie, in F.  Vercellone, L. Follesa (a cura di), Bilddenken und Morphologie.  Interdisziplinäre Studien über Form und Bilder im philosophischen und  wissenschaftlichen Denken, De Gruyter, Berlin/Boston 2021, pp. 221-230.  283) La era antiutópica, in “La Maleta de Portbou”, n. 48, septiembre octubre 2021, pp. 42-48 [online:  https://lamaletadeportbou.com/articulos/la-era-antiutopica/; ISSN  cartaceo: 2339-6768].   284) La «società trasparente». Un progetto estetico-politico, in “Annuario  Filosofico”.  In corso di pubblicazione:  x) Adorno, Theodor Ludwig Wiesegrund, in “Enciclopedia  dell’Arte Contemporanea” Treccani,  x) Bredekamp, Horst, in “Enciclopedia dell’Arte  Contemporanea” Treccani,  x) Gadamer, Hans, in “Enciclopedia dell’Arte Contemporanea”  Treccani,  x) Gentile, Giovanni, in “Enciclopedia dell’Arte Contemporanea”  Treccani,  x) Iconoclash, in “Enciclopedia dell’Arte Contemporanea”  Treccani,  x) Pareyson, Luigi, in “Enciclopedia dell’Arte Contemporanea”  Treccani,  29  30  x) Marcuse, Herbert, in “Enciclopedia dell’Arte Contemporanea”  Treccani,  x) Breidbach-Vercellone, Annuario 2009  in  corso di stampa  presso Frommann- Holzboog volume a cura di Sascha Freyberg  30  31  Terza missione - Intervista su Riforma 2021  (https://riforma.it/it/articolo/2021/07/20/fototessere-27-limmagine-parola-che-si vede) - Podcast su Edgar Morin 2021  (https://www.unitonews.it/index.php/it/news_detail/edgar-morin-i-cento-anni-di un-grande-intellettuale) Nome compiuto: Federico Vercellone. Vercellone. Keywords: bello, estetico, immagine. Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Vercellone: l’estetico e il bello’ – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Verdiglione: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale della congiura degl’idioti – la scuola di Reggio Calabria – filosofia calabrese – la scuola di Caulonia -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Caulonia). Abstract: de-cifrare. Filosofo calabrese. Filosofo italiano. Caulonia, Reggio Calabria, Calabria. Essential Italian philosopher. Filosofo italiano. Grice: “I like Verdiglione; my favourite: his “La congiura degl’idioti” – I have used the Greek root which Boezio translated as ‘proprium’ twice in my seminar on implicature. The first time to refer to ‘kick the bucket’ as a ‘recognised idiom’ – idioma in Latin and idIoma, with stress on the i, in the Grecian; but more importantly – since ‘recognised by who?’ – in the next session I referred to a conversationalist using a one-off signaling which I referred to as a ‘signalling idiolect.’ Yes, Speranza and I can be pretty idiosyncratic!”. Vincitore di una borsa di studio nel collegio Augustinianum, studia a Milano, dove si laurea con una tesi sulla filosofia semiotica di PIRANDELLO (vedi). Formatosi con Lacan, pubblica con le case editrici Marsilio, Rizzoli, Feltrinelli e Sugarco, con cui collabora. Per quest'ultima dirige la collana "Bordi". Traduce la raccolta di testi Scilicet di Lacan per Feltrinelli e il Seminario XXII. Con la sua casa editrice, Spirali, pubblica testi come la traduzione del Malleus Maleficarum, Il martello delle streghe, il manuale dell'Inquisizione per la caccia alle streghe, e in seguito, sempre per le edizioni Spirali, pubblica alcuni testi di BRUNO, come “Le ombre delle idee” e “Cabala del cavallo pegaseo.” Traduce per Feltrinelli libri che in Francia animano il dibattito in ambito culturale, come il saggio di Irigaray Speculum. L'altra donna edito da Feltrinelli nella traduzione di Muraro, il saggio di Mannoni, Educazione impossibile. Introduce in Italia Kristeva. Incontra anche Oury, fondatore assieme a Guattari della clinica La borde, di cui pubblica “Creazione e schizophrenia”, “Psicosi e logica istituzionale”. “Il collettivo”, Babele e la Pentecoste. La Borde e la scrittura della psicosi, La psicosi e il tempo. Traduce sempre per Feltrinelli l'edizione del libro di Jean-Goux, Freud, Marx: economia e simbolico. Fonda il Movimento freudiano e la Spirali Edizioni. Con Spirali, pubblica autori come  Daniel, Lévy, Glucksmann, Halter, Arrabal, Grillet.  Esce in edicola il primo numero del mensile “Spirali: giornale di cultura”, a cui segue l'edizione francese Spirales, Il Secondo Rinascimento. V. e il Collettivo “Semiotica e psicanalisi” organizzano a Milano, in V sedi differenti, il Congresso internazionale "Sessualità e politica" seguito dai media italiani. Partecipano molte filosofi. Sempre con il Collettivo “Semiotica e psicanalisi”, organizza il congresso “La follia”, che si svolge in più sedi, tra cui il Palazzo dei Congressi e il Museo della scienza e della tecnica. Il congresso è seguito dalla stampa di vari paesi. Intanto, inventa la “cifre-matica,” la cosiddetta scienza della parola. Nell'Enciclopedia Rizzoli Larousse viene così definita la cifrematica come dottrina della parabola intesa come cifra -- dottrina elaborata da V. e utilizzata all'interno di esperienze di conversazione, lettura, ecc. Secondo la cifre-matica, ogni parabola può essere analizzata secondo la sua logica idiomatica – cfr. Grice, “Idioma, not language” -- o la sua qualità cifratica, come ‘cifrema.’ C’e logica idiomatica della relazione, dello stigma, della funzione, della operazione, e della dimensione. C’e tre 'strutture': struttura sintattica, struttura frastica e struttura pragmatica – o griceiana, secondo cui ogni expression – idioma --  può essere 'de-cifrata.’ E a Milano, su invito di V. Ionesco. In un'assemblea di intellettuali e lettori, c’e un convegno organizzato da lui, portando la testimonianza della sua vita e della sua attività filosofica, documentata nel libro Una vita di poesia.  La sua Università internazionale del Secondo Rinascimento acquista dalla famiglia Borromeo la Villa di Senago e il parco, lasciati per anni in uno stato di abbandono. I nuovi proprietari decidono pertanto di avviare un primo importante restauro che mira alla salvaguardia stessa del bene. Il restauro si è protratto nel tempo, fedele a criteri conservativi, con la collaborazione di ingegneri, esperti, architetti, tecnici, storici e filologi che hanno lavorato, insieme, sotto la direzione della sopra-intendenza ai beni ambientali ed architettonici di Milano. L'attività editoriale prosegue quanto già avviato e si indirizza soprattutto sulla dissidenza, in particolare romanzieri. Pubblica libri di Bukovskij, Zinovev, Naghibin, Maksimov e molti altri. L'interesse per la dissidenza lo porta a pubblicare saggisti come Suvorov, gl’ambasciatori russi in Italia Adamishin, Jurij, il teorico della perestrojka Jakovlev, e l'ex ministro per l'energia e leader dell'opposizione di destra Nemtsov. Oltre agl’autori, pubblica dissidenti provenienti da tutto il pianeta. In questa direzione sono stati organizzati i convegni internazionali Festival della modernità che propongono, in ciascuna edizione, diverse tematiche -- scrittura, libertà, politica.  Prosegue il lungo processo di restauro della Villa San Carlo Borromeo di Senago, restituendo all'edificio la sua originaria bellezza e trasformandolo in un palazzo del turismo culturale e artistico, nella sede dell'Università internazionale del Secondo Rinascimento e della casa editrice Spirali. In questi anni, la villa è sede di congressi, di corsi, di seminari, di riunioni di enti pubblici e privati, italiani e stranieri, di un museo permanente e di un museo per grandi mostre. V. ha totalizzato X anni e VI mesi di carcere per reati vari.  È stato condannato a IV anni e due mesi per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace. Dopo un patteggiamento è stato condannato a I anno e IV mesi. è stato di nuovo condannato in primo grado a IX anni (e la moglie a VII) per associazione a delinquere, frode fiscale, truffa alle banche e allo stato. In seguito la pena è stata ridotta a V anni. In tale occasione ha causato sofferenze bancarie per 73,4 milioni: 18,3 sono in capo a Intesa Sanpaolo, altri 25,9 milioni a Banca Etruria. Truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace V. è al centro di una serie di vicende giudiziarie (Affaire V.) relative all'attività sua, della sua fondazione e dei suoi collaboratori. Viene condannato a IV anni e due mesi di reclusione per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace, condanna che passa in giudicato. Intellettuali di vari paesi -- tra cui Lévy, Ionesco, Arrabal, Halter, Benamou, Henric, Bukovskij, Safouan, Xenakis, Zinovev, Mathé, Lanzmann -- acquistano una pagina del quotidiano “Le Monde” in cui pubblicano e sottoscrivono un appello rivolto al presidente della repubblica italiana e ai giudici milanesi, col quale denunciano un presunto clima di caccia alle streghe. Il caso V. secondo i firmatari mette in discussione le nozioni di diritto, giustizia e libertà di parola in Italia. Daniel, direttore del Nouvel Observateur, pubblica su la Repubblica una lettera, intitolata "Difendo V.", rivolta al direttore del quotidiano. Il Partito Radicale organizza un incontro internazionale in piazza Montecitorio sul Ve., a cui partecipano anche importanti esponenti del "Comitato Internazionale per V.", promosso da MORAVIA, Ionesco, Lévinas, Arrabal, Bukovskij, Lévy, Halter. La Repubblica scrive che dopo quello di Tortora ci e la sponsorizzazione da parte del PR del caso giudiziario di V.”. Il programma satirico Drive In lo fa conoscere anche al grande pubblico, attraverso la parodia del "Dottor Vermilione, psicanalista santone" impersonato da Greggio. Il caso V. è anche citato in relazione al disegno di legge per l'abolizione del reato di circonvenzione d'incapace -- articolo del codice penale. Dopo la condanna in Cassazione, la vicenda giudiziaria si conclude con il rinvio a giudizio per i capi di imputazione stralciati in occasione del primo procedimento giudiziario e con il definitivo patteggiamento a una pena di I anno e IV mesi e indennizzi di oltre 3 miliardi di lire a ex allievi. Si concludono le indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, Viene indagato per evasione fiscale in relazione all'emissione di fatture false, e appropriazione indebita. A seguito della richiesta avanzata dalla procura di Milano, due dimore storiche riconducibili al professore (tra cui la Villa San Carlo Borromeo di Senago) per ordinanza del Gip vengono poste sotto sequestro preventivo, pur mantenendone la disponibilità. A meno di III settimane di distanza il Tribunale del Riesame di Milano annulla i decreti di sequestro concessi dal GIP C. Mannocci al PM Albertini, e restituisce gli immobili alle proprietà, in quanto non sussiste l'accusa di evasione fiscale. Si tratta invece di neutralità fiscale, in quanto l'IVA dovuta sarebbe sempre stata pari a zero. In base alle conclusioni del giudice, sarebbero state emesse fatturazioni fittiziema regolarmente pagatetra società facenti capo a V., allo scopo di ottenere crediti presso gli istituti finanziari, potendo esibire bilanci dai quali risultano entrate ingenti, in realtà fasulle.  La giudice Marchiondelli rinvia a giudizio V. per associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale e truffa allo stato. Viene condannato a IX anni per i reati di associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale, truffa alle banche e truffa allo stato. Nel medesimo processo vengono emesse condanne anche a carico della moglie  Angeli e di due sue società, intanto fallite. Viene altresì disposta la confisca, fino ad un valore equivalente rispettivamente di 100 milioni e 10 milioni di euro, di beni come la storica dimora trecentesca Villa San Carlo Borromeo a Senago con 10 ettari di parco. La sentenza di secondo grado conferma la prima, nonostante che Procuratore generale, nella sua requisitoria, abbia chiesto l'annullamento della sentenza di primo grado per assoluta indeterminatezza e intrinseca contradditorietà delle accuse. La condanna a V anni di reclusione diventa esecutiva. Nel pieno delle inchieste giudiziarie, l'associazione da lui fondata viene definita setta dallo psicoterapeuta infantile Foti. Analoga affermazione fu fatta da Calefato, professoressa associata di sociolinguistica, che così si espresse in un'intervista per un quotidiano locale in occasione dell'incontro con Verdiglione organizzato a Bari da Ponzio, Professore di filosofia del linguaggio, intitolato "La cifra del Levante". MUSATTI, considerato il fondatore della psicanalisi italiana, prova una profonda avversione per V. che etichetta come "“il magliaro di Caulonia” e come "cialtrone". V. ha ospitato come relatori, nell'ambito di alcuni congressi organizzati alla Villa San Carlo Borromeo, autori come Duesberg, virologo statunitense, scopritore dei retrovirus, e Rasnick, biologo, che negano l'esistenza dell'AIDS, sostenendo che gli ammalati di tale morbo morissero in realtà sia a causa dell'assunzione di droghe sintetiche fortemente immune-soppressive sia a causa delle cure che erano loro imposte nella prima fase sperimentale, dove si ricorreva all'utilizzo di farmaci come l'AZT, originariamente sintetizzato a scopo anti-neoplastico e poi abbandonato per l'elevata tossicità. Saggi: “Il carcere. La questione della parola, Associazione Amici di Spirali,  Ur-kommunismus; “La paura della parola”, Associazione Amici di Spirali, “La grammatica dello spirito,” L'androgino trinitario e la bilancia dell'orrore, Associazione Amici di Spirali, “I padroni del nulla” Associazione Amici di Spirali,  L'Operazione guru, Associazione Amici di Spirali,  La rivoluzione dell'imprenditore, Associazione Amici di Spirali,  Il bilancio di guerra, Associazione Amici di Spirali,  In nome del nulla. L'accusa di blasfemia, Associazione Amici di Spirali,  Il bilancio intellettuale dell'impresa, Associazione Amici di Spirali,  Parola mia, Spirali,  La realtà intellettuale, Spirali,  L'Affaire fiscale ovvero il dispensario del tempo, Spirali,  Scrittori, artisti, Spirali, La libertà della parola, Spirali, “La politica e la sua lingua”, Spirali, La nostra salute, Spirali, Il capitale della vita, Spirali,  Master dell'art ambassador, Spirali, Master del brainworker, Spirali, Master del cifrematico, Spirali,  “L'interlocutore”, Spirali, Il Manifesto di cifrematica, Spirali, La rivoluzione cifrematica, Spirali, Artisti, Spirali, Il brainworking. La direzione intellettuale. La formazione dell'imprenditore. La ristrutturazione delle aziende, Spirali, Edipo e Cristo. La nostra saga, Spirali, La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, Spirali, Venere e Maria. La fiaba originaria, Spirali, MACHIAVELLI, Spirali/Vel, Vinci, Spirali/Vel, La congiura degl’idioti, -- cfr. Grice, “L’idioma dell’idiota” -- Spirali/Vel, L'albero di San Vittore, Spirali, Lettera all'eccellentissima corte di appello, Spirali, Quale accusa?, Spirali, Processo alla parola, Spirali, Il giardino dell'automa, Spirali, Manifesto del secondo rinascimento, Rizzoli, Spirali, La mia industria, Rizzoli Spirali,  Dio, Spirali, La peste, Spirali, La psicanalisi questa mia avventura, Marsilio, Spirali, La dissidenza freudiana, Feltrinelli, Spirali. E. Roudinesco, Histoire de la psychanalyse en France, Paris: Le Seuil (réédition Fayard )  dal sito web italiano per la filosofia.  il domenicale arretrati n. Domenicale miei libri Scienze umane Sociologia e comunicazione Sollers-scrittore La dissidenza della scrittura Lacan e altri, Scilicet: rivista dell'école freudienne de Paris, trad. di V., Feltrinelli, Milano, Lacan,  Il seminario, in «Ornicar? Venezia. Institor (Krämer), Sprenger, V., Il martello delle streghe. La sessualità femminile nel "transfert" degli inquisitori, Spirali, Milano, BRUNO, Caiazza, Le ombre delle idee, Spirali, Milano, BRUNO, Sini, Cabala del cavallo pegaseo, Spirali, Milano, Mannoni, Educazione impossibile, (Feltrinelli, Milano). Spirali pubblica le opere La rivoluzione del linguaggio poetico. L'avanguardia, : Lautrémont e Mallarmé e Poteri dell'orrore. Saggio sull'abiezione  Guattari /spirali books-of-Jean+Oury. Php  Goux, Freud, Marx: economia e simbolico, introduzione e cura di V., Milano, Feltrinelli, atti del Convegno Sessualità e politica edito da Feltrinelli, 2000 partecipanti al Congresso di Psicanalisi con tema "Sessualità e Politica", svoltosi a Milano", Anquetil, "A Milan, le sage congrès de la folie", Les Nouvelles Littéraires, Dadoun, "A Milan F comme Folie", La Quinzaine littéraire,  Descamps, "A Milan au congrès de psychanalyse on a débattu (vivement) de “Sexe et politique”", La Quinzaine littéraire, Congres v Milanu, “Razprave problemi”, Maggiori, "La 'Jet Society' psychanalytique reunie a Milan", Liberation,  Italianistica, Cifrematica: di che cosa parliamo?  Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse, Rizzoli, Milano, Mascheroni, il Giornale, Borzi, Etruria perde 26 milioni nel crack V., in Il Sole 24 ore, V. affidato al servizi sociali, la Repubblica, in Archiviola Repubblica.  "Pour V.", Le Monde, "Difendo Verdiglione", di Daniel, direttore di Le Nouvel Observateur pubblicato da la Repubblica, Caso v.:, all'hotel nazionale in piazza montecitorio, a partire dalle ore 11.45, incontro internazionale sul tema: "il caso v.". marco pann..., su radio radicale. I radicali bocciano pannella, la Repubblica, in Archivio la Repubblica legislature camera dati/leg10/lavori/ stampati Milano, 18 rinvii a giudizio per la vicenda v., Repubblica » Ricerca, non profit, v. fa lo sponsor e le associazione danno forfeit, la Repubblica, in Archivio la Repubblica. Turano, V. spa, in Corriere Economia, V., ovvero come sposare lo sponsor e viver felici  Corriere della Sera, su milano.corriere.  Archivio Corriere della Sera, su archivio storico.corriere. Corriere della Sera, su archivio storico.corriere.  Frode fiscale, IX anni a V. confiscati beni per 110 milioni, in Corriere della Sera. Lo psicanalista V. dai fasti al ritorno in carcere, su milano corriere.  sito dell'associazione diretta da Foti, 'V. fuori dall'Ateneo' la Repubblica, in Archivio la Repubblica. Il chiaccierato V., la Repubblica, in Archivio la Repubblica. musatti Analisi laica, su Analisi laica. Italian guru, la Repubblica, in Archivio la Repubblica. Szaz, La battaglia della salute, Spirali. «L'Aids non è contagioso in nessun modo, non si trasmette né attraverso rapporti eterosessuali né attraverso rapporti omosessuali e neanche senza rapporti, non si trasmette in nessun modo; l'Hiv è un retro-virus che, secondo Dusberg, è innocuo." "Muoiono per via della cura. È la cura, che li ammazza."».  Dizionario di cifrematica, su dizionario di cifrematica. V.  Com: Recenti Vicende, su tg mediaset. Il bilancio di guerra, Spirali 2017 In nome del nulla. L’accusa di blasfemia, Spirali 2017 Il bilancio intellettuale dell'impresa, Spirali 2017 La grammatica dello spirito europeo, Spirali 2017 I padroni del nulla, Spirali 2017 La rivoluzione dell'imprenditore, Spirali 2017 Parola mia, Spirali 2016 L'operazione guru, Spirali 2017 La realtà intellettuale, Spirali 2014 L’affaire fiscale ovvero il dispensario del tempo, Spirali 2012 Scrittori, artisti , Spirali 2009 La libertà della parola, Spirali 2009 La politica e la sua lingua, Spirali 2009 La nostra salute, Spirali 2007 Il capitale della vita, Spirali 2007 Master dell'art ambassador, Spirali 2005 Master del brainworker, Spirali 2005 Master del cifrematico, Spirali 2005 L'interlocutore, Spirali 2005 Il Manifesto di cifrematica - La rivoluzione cifrematica, Spirali 2004 Artisti, Spirali 2003 Il brainworking. La direzione intellettuale. La formazione dell'imprenditore. La ristrutturazione delle aziende, Spirali 2003 Edipo e Cristo. La nostra saga, Spirali 2002 La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, Spirali 2002 Venere e Maria. La fiaba originaria (con Maria Grazia Amati e Alessandro Taglioni), Spirali 2002 Niccolò Machiavelli, Spirali/Vel 1994 Leonardo da Vinci, Spirali/Vel 1993 La congiura degli idioti, Spirali/Vel 1992 L’albero di San Vittore, Spirali 1989 Lettera all’eccellentissima corte di appello, Spirali 1987 Quale accusa?, Spirali 1987 Processo alla parola, Spirali 1986 Il giardino dell’automa, Spirali 1984 Manifesto del secondo rinascimento, Rizzoli 1983, Spirali 2002 La mia industria, Rizzoli 1983, Spirali 2002 Dio, Spirali 1981 La peste, Spirali 1980 La psicanalisi questa mia avventura, Marsilio 1978, Spirali 1997 La dissidenza freudiana, Feltrinelli 1978, Spirali 1997 Libri di Armando Verdiglione editi in altre lingue in Francia La dissidence freudienne, Grasset 1978 La psychanalyse. Cette aventure qui est la mienne, Uge 10/18 1979 La peste. Fondations de la psychanalyse. 0., Galilée 1981 Dieu. Fondations de la psychanalyse. 1., Grasset 1982 La liberté que je prends, Gallimard 1983 Manifeste de la deuxième renaissance, "Spirales", nn. 40-41 1984 Le jardins d'automne. Fondations de la psychanalyse. 2., Carrère 1985 La conjuration des idiots, Grasset 1992 in Argentina La peste (Monte Avila Editores, Caracas 1983) in Giappone Manifesto del secondo rinascimento (Libroport, Tokio 1984) in Russia La mia industria La congiura degli idioti Leonardo da Vinci (in uscita) Altre pubblicazioni all’estero a cura e con interventi di Armando Verdiglione Psychanalyse et sémiotique. Actes du colloque de Milan (1974), Uge, Parigi 1974 Matière et pulsion de mort, Uge, Parigi 1975 Sexualité et politique. Documents du congrès de Milan, Uge, Parigi 1975 La jouissance et la loi, Uge, Parigi 1976 Dissidence de l’inconscient et pouvoirs, Uge, Parigi 1980 La folie, I. Actes du colloque de Milan (1976), Uge, Parigi 1976 La folie, II. actes du colloque de Milan, Uge, Parigi 1976 La violence, I. Actes du colloque de Milan (1977), Uge, Parigi 1977 La violence, II. Actes du colloque de Milan (1977), Uge, Parigi  La sexualité dans les institutions, Payot, Parigi 1978 Drogue et langage, Payot, Parigi 1978 Sexualité et pouvoir (Milan 1975), Payot, Parigi 1975 La folie dans la psychanalyse. Actes du colloque La folie (Milan 1976), Payot, Parigi 1976 La sexualité. D’où vient l’Orient? Où va l’Occident? Document du congrès de Tokyo, La deuxième renaissance, avril 1984, Belfond, Parigi 1984 Antipsychiatrie und Wunschökonomie (Materialen des Kongresses, Merve Verlag Berlin Psychoanalyse und Politik in Mailand (8-9 mai 1973), Merve Verlag Berlin Psicoanálisis y semiótica, Gedisa (Barcellona) Locura y sociedad segregativa, Editorial Anagrama (Barcellona) Sexualidade e poder, Edicoes Settanta (Lisbona) Sono uscite le edizioni in lingua greca di: Sessualità e politica La follia La violenza Sesso e linguaggio. Sulla mitologia psichiatrica Congresso "Psicanalisi e politica" 8-9 maggio 1973 Milano Psicanalisi e politica, Feltrinelli, settembre 1973 La materia non semiotizzabile Congresso "Follia e società segregativa" 13-16 dicembre 1973 Milano Follia e società segregativa, Feltrinelli, maggio 1974 Il godimento della materia Congresso "Psicanalisi e semiotica" 23-25 maggio 1974 Milano Psicanalisi e semiotica, Feltrinelli, febbraio 1975 La sembianza Congresso dell’École freudienne ottobre 1974 Roma "Vel", 1 (Materia e pulsione di morte), 1975 La psicanalisi questa mia avventura, Marsilio 1978, Spirali 1997 La scrittura del godimento Conferenze di Padova, e di Parigi, Congresso dell’École freudienne 22-23 maggio 1975 14-15 giugno 1975 Padova Parigi "Vel", 2 (Il godimento e la legge), agosto 1975 con il titolo La sintassi del godimento Notulae. Situazione della psicanalisi in Italia 1975 "Tel Quel", 64, ottobre 1975 Introduzione Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La materia freudiana Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Premessa Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 La sezione della droga (un’introduzione) Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 A proposito di "Sessualità e politica" Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano In "Vel", 3 (Sessualità nelle istituzioni), Marsilio, febbraio 1976 Significanti istituzionali? Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano In "Vel", 3 (Sessualità nelle istituzioni), febbraio 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. La droga del presidente giugno 1976 "Vel", 4 (Droga e linguaggio), 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Introduzione J.-J. Goux, Freud, Marx. Economia e simbolico, Marsilio 1976 Introduzione Congresso "La follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La follia, Feltrinelli, marzo 1976 Logica della follia Congresso "La follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La follia, Feltrinelli 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Il fiasco di Ulisse 1976 "Vel", 5, gennaio 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Sovversione della ragione febbraio 1977 La follia nella psicanalisi, Marsilio, aprile 1977 "Communications", 26, 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Matematica dell’inconscio "Vel", 6, agosto 1977 Epilogo luglio 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Introduzione Il diavolo sul lettino, Marsilio, settembre 1977 Una nota Scilicet, Feltrinelli 1977 Introduzione Il martello delle streghe, Marsilio 1977, Spirali 2003 Il politico è l’inconscio Convegno "Il politico e l’inconscio" giugno 1977 Lubiana Il politico è l’inconscio, Marsilio 1978 Introduzione Congresso "La violenza" 24-26 novembre 1977 Milano Violenza e psicanalisi, Feltrinelli, aprile 1978 La cosa non è militare Conferenze 20 e 27 gennaio 1978 Milano "Spirali", marzo 1979 L’arte, la psicanalisi Convegno 23-25 novembre 1978 Milano L’arte, la psicanalisi, Feltrinelli, settembre 1979 I due bordi dell’arte. Estetica e poetica Conferenze 12 agosto, 21 e 28 ottobre 1978 "Spirali", dicembre 1978 Come divenire parricida. L’intellettuale, l’artista, lo psicanalista Conferenza 5 ottobre 1978 Genova "Spirali", novembre 1978 L’alingua "Spirali", ottobre 1978 Come divenire analista Conferenza 6 dicembre 1978 Bologna, Biblioteca Montanari L’ostile è l’uomo, in "Spirali", gennaio 1979 Il giullare della nostra epoca Conferenze 16 e 23 dicembre 1978 Milano "Spirali", febbraio 1979 Le istanze della cultura: estetica e poetica Conferenza 22 gennaio 1979 Firenze, Gabinetto Vieusseux I partiti e la cultura Conferenza 23 gennaio 1979 Arezzo "Vel", 10, 1979 Clinica psicanalitica e poesia Conferenza 29 gennaio 1979 Mantova, Teatro Bibiena "Vel", 9, 1979 Chi gode? Parabola del despota, del tiranno e del padrone Conferenza 17 febbraio 1979 Milano "Spirali", marzo 1979 Apocalittici e messianici Conferenza 24 marzo 1979 Milano "Spirali", maggio 1979 Alla vigilia del convegno della sofistica Conferenza 28 aprile 1979 Milano "Spirali", giugno 1979 Liminari (L’intellettuale) intervista con Alain Ravennes per la "Revue de l’Europe" "Spirali", maggio 1979 La maschera di Apollo Conferenza 26 maggio 1979 Milano "Spirali", luglio-agosto 1979 Clinica del sembiante Conferenza 9 giugno 1979 Milano "Vel", 11, 1979 I due sentieri dell’impossibile Conferenza 27 giugno 1979 Padova, Gran Guardia Liminari (L’amore) "Spirali", settembre 1979 Liminari Conferenze settembre 1979 "Nominazione", 1, 1980 Clinica del sembiante Conferenza 7 luglio 1979 Milano "Spirali", settembre 1979 Dalla parabola alla cifra Conferenze luglio 1979 Milano "Vel", 12 (nuova serie 1), 1980 Il tempo della roulette Conferenza 23 agosto 1979 Milano "Spirali", ottobre 1979 La corda e il passo del tempo Conferenza 22 settembre 1979 "Spirali", novembre 1979 L’amore e il tempo Conferenza settembre 1979. Milano Liminari in "Nominazione", 1, 1980 Quell’autore dei drammi di Shakespeare Conferenze 9, 16 agosto, 6, 20, 27 settembre 1979 Clinica psichiatrica Universitaria, Milano "Clinica", 1, 1980 Freud e l’Unione Sovietica. O della negazione della differenza sessuale conferenza stampa di ritorno dal simposio L’inconscio, a Tbilisi, in Georgia, Urss 6 ottobre 79 Milano "Spirali", novembre 1979 L’inconscio, il sesso, la verità Conferenza 23 ottobre 1979 Padova, Sala della Gran Guardia Edipo era dunque un artista?, in "Spirali", dicembre 1979 Il piede e il passo del tempo Conferenza 31 ottobre 1979 Torino "Spirali", ottobre 1980 La mitologia schreberiana Convegno L’ideologia europea 2 novembre 1979 Roma "Spirali", novembre 1979 Situazione della psicanalisi nel 1979 7 novembre 1979 Venezia, Ateneo Veneto Liminari in "Clinica", 1, 1980 Lo stile è l’intellettuale seminario Milano "Vel", 9, 1979 L’innumerazione Conferenza 24 novembre 1979 Milano "Spirali", gennaio 1980 La questione L’inconscio, Marsilio 1980 Liminari L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 Il sessuale Conferenze 3 dicembre 1979 e 2 gennaio 1980 Torino "Clinica", 2, 1980 Comincia un’altra sofistica Conferenza 17 dicembre 1979 Firenze "Spirali", febbraio 1980 L’atto sessuale e la verità Conferenza 18 dicembre 1979 Roma L’atto sessuale e la verità Conferenza 19 dicembre 1979 Napoli Il taglio clinico. La psicanalisi non è psicoterapia medicolegale di stato intervista con R. Dadoun, "Quinzaine Littéraire" 28 dicembre 1979 "Spirali", marzo 1980 Contro il giornalismo selvaggio conferenza stampa al Terzo Congresso internazionale di psicanalisi L’inconscio 30 gennaio 1980 Milano "Spirali", marzo 1980 La questione gennaio 1980 L’inconscio, Marsilio, ottobre 1980 Liminari gennaio 1980 L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 Intellettuali, editoria e psicanalisi negli anni ottanta presentazione delle case editrici Spirali e Vel Edizioni al Palazzo delle Stelline 16 febbraio 1980 Milano "Spirali", aprile 1980 La verità è il tono di un incontro 25 marzo 1980 Padova "Spirali", maggio 1980 La scommessa clinica 19 e 26 aprile 1980 Milano "Spirali", giugno 1980 L’amante della causa 3 maggio 1980 Milano "Vel", 13, 1980 La funzione vuota intervista per la "Quinzaine" con R. Gentis alla vigilia del Convegno internazionale di psicanalisi La verità "Spirali", settembre 1980 Una nota Congresso La verità maggio 1980 La verità. Atti del convegno di Parigi 1980 "La vérité", Feltrinelli, gennaio 1981 Il caso per la psicanalisi è il sogno L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 "Spirali", luglio-agosto 1980 Il parricidio e la sessualità Simposio internazionale di Barcellona, conferenza conclusiva "Spirali", novembre 1980 Lo specifico della psicanalisi Convegno del MFI sul tema Il sintomo e la sessualità. Il metodo della psicanalisi 1-2 novembre 1980 Bologna "Spirali", dicembre 1980 Caracas: la peste non è ancora arrivata intervento di apertura al Simposio internazionale di psicanalisi di Caracas L’inconscio "Spirali", gennaio 1981 C’è nessuno 29 novembre 1980 Milano "Spirali", gennaio 1981 Il padre immortale 2 dicembre 1980 16 dicembre 1980 Padova Firenze "Vel", 14, 1980 e "Spirales", 3, aprile 1981 Il destino della psicanalisi 13 dicembre 1979 Bologna Fuoco fatuo 16 dicembre 1980 Firenze L’intellettuale e il sesso, Spirali 1980 Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità", 1, 1981 Il getto di Afrodite Congresso "Il sembiante" 29-31 gennaio 1981 Milano "Spirali", febbraio 81 e "Spirales", 2, marzo 1981 Le subjectal est un effet du temps Congresso "La verità" Parigi "Spirales", 1, febbraio 1981 Contro la mafia "Spirali", marzo 1981 L’appuntamento di New York "Spirali", aprile 1981 "Spirales", 4, maggio 1981 La frontiera non è il limite "Spirali", maggio 1981 "Spirales", 5, giugno 1981 La metafora di Corinto conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York "Spirali", giugno 1981 "Spirales", 6, luglio-agosto 1981 La questione della verità conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York "Spirali", "Spirales", 7, settembre 1981 La questione ebraica Seminario alla vigilia del Congresso Milano "Spirali", settembre 1981 Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità", 1, 1981 "Spirali", ottobre 1981 A ce point Conferenze aprile 1981 e dicembre 1980 Milano Roma "Spirales", 9, novembre 1981 Il cielo della voce 24 ottobre 1981 Milano "Spirali", dicembre 1981 "Spirales", La verità come effetto della cifra 18 aprile 1981 Milano "Nominazione" 2, 1981 "Spirales", 8, ottobre 1981 La peste a Venezia 7 gennaio 1981 Venezia "Clinica", 3, 1982 La voce Congresso New York: sesso e linguaggio, 1981 30 aprile-2 maggio 1981 New York New York: sesso e linguaggio, 1982 Dio e verginità a Bologna 15 dicembre 1981 Bologna "Clinica", 4, 1982 Liminari della fondazione Conferenze aprile 1982 Padova e Venezia "Vel", 16, 1982 "Spirales", 16, giugno 1982 Il successo romano Conferenza 14 novembre 1981 Milano "Spirali", gennaio 1982 "Spirales", 11 gennaio 1982 Roma o della fondazione Conferenze 26 dicembre 1981 e 9 gennaio 1982 Milano "Spirali", febbraio 1982 "Spirales", 12, febbraio 1982 Dio non agisce ma opera Conferenze 16 e 23 gennaio 1982 Milano "Spirali", marzo 1982 La mia cetra Congresso La cultura gennaio 1982 Roma "Spirali", aprile 1982 "Spirales", 14 aprile 1982 Della terapia come vicenda della gloria 3 aprile 1982 Milano "Spirali", maggio 1982 "Spirales", 15, maggio 1982 La voce: questo industriale 1° maggio 1982 Milano "Spirali", giugno 1982 "Spirales", 17 luglio 1982 La gloria Congresso La voce e il sesso maggio 82 Parigi "Spirali", luglio-agosto 1982 "Spirales", 18, agosto-sett. 1982 L’industria è inconscia e L’industriale nell’atto sessuale primavera 1982 Milano "Spirali", settembre 1982 "Spirales", 19, ottobre 1982 Dio e verginità a Genova 16 dicembre 1981 Genova "Spirali", ottobre 1982 "Spirales", 20-21, novembre-dicembre 1982 — Otium et negotium — Le labyrinthe e la chanson — Le sublime — Le psychanalyste et la science — D’une drogue qui ne terrifie pas — De la culture au chiffre — Daumendick "Spirales", 19, ottobre 1982 Pornografica e fotografica. Note intorno alla danza e al coro Conferenza 4 ottobre 1982 Milano "Spirali", novembre 1982 "Spirales", 20-21, novembre-dicembre 1982 Il ritratto nella danza Conferenza 11 ottobre 1982 Milano "Spirali", dicembre 1982 Lo psicanalista e la scienza Conferenza "Nominazione", 3, 1982 Io, tu, lui e la gloria Conferenza primavera 1982 Milano "Nominazione", 3, 82 "Spirales", 19, ottobre 1982 Nota introduttiva Conferenza 27 gennaio 1982 Roma La cultura, Spirali 1982 Dalla cultura alla cifra Conferenza primavera 1982 Milano La cultura, Spirali 1982 La camera Conferenza 18 ottobre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 La pellicola Conferenza 25 ottobre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 Teorema del film: la nazione è l’industria. Da dove viene la moneta Conferenza 15 novembre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 Da dove viene la moneta. Dove va e come avviene. La questione cattolica e la questione femminile Conferenza 6 dicembre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983 La moneta e la donna di Ezechiele Conferenza 27 dicembre 1982 Milano "Spirali", febbraio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile, 1983 La banca e la pietra Conferenza 3 gennaio 1983 Milano "Spirali", febbraio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile, 1983 L’usura Conferenza 18 gennaio 1983 Milano "Spirali", marzo 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983 La moda nella psicanalisi Conferenze 24 gennaio e 31 gennaio 1983 Milano "Spirali", marzo 1983 La moda vive di questo paradiso Primo Festival della moda del secondo rinascimento Giochi e invenzioni del narcisismo 5-6 marzo 1983 Milano "Spirali", aprile 1983 "Spirales", 26-27, maggio-giugno 1983 La psicanalisi e le invenzioni dell’informatica 1 marzo 1983 Milano "Spirali", maggio 1983 Le donne nella repubblica occidentale 2 aprile 1983 Milano "Spirali", maggio 1983 La veille de l’ère de l’industrie 12 gennaio 1983 Beauboug "Spirales", 26-27, maggio-giugno 1983 Dall’invenzione dell’America alla macchina come invenzione 18 maggio 1983 Genova "Spirali", luglio-agosto 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983 La terra dopo la terza guerra mondiale Primo Festival dell’energia e del secondo rinascimento 18-19 giugno 1983 Milano "Spirali", settembre 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983 Il tempo di Venezia Il secondo rinascimento a Venezia. Arte, cultura, industria e turismo 1-2 luglio 1983 Venezia "Spirali", ottobre 1983 e "Spirales", 30-31, novembre-dicembre 1983 Teorema del sacro e scrittura pulsionale "Spirali", ottobre 1983 A proposito della Mia industria "Spirali", novembre 1983 Modelli di elusione del tempo: futurismo e surrealismo "Spirali", dicembre 1983 Note in margine a un dibattito Primo Festival dell’informatica 19-21 maggio 1983 Milano "Vel", 17, 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983 Internazionalismo rinascimentale. Da dove viene l’invenzione. Dove va l’arte "Nominazione" 4, 1983 Gerusalemme o della struttura della rimozione novembre 1983 Milano "Causa di verità", 2, 1984 Parigi ’83 (parte prima) 21 settembre 1983 Parigi "Spirali", gennaio 1984 "Spirales", 32-33, gennaio-febbraio 1984 De rerum pulsione Festival Previdenza e cultura 29-30 ottobre 1983 Milano "Spirali", febbraio 1984 Automa e rischio della verità "Spirali", febbraio 1984 Il banco e il letto congresso europeo Le banche, l’arte e la cultura 26-27 novembre 1983 Milano "Spirali", marzo 1984 L’atto del congresso Presentazione del congresso di Tokio 10 marzo 1984 Milano "Spirali", aprile 1984 De Jérusalem à Tokyo "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 Tokio ‘84, Conferenze stampa ottobre 1983 e febbraio 1984 Tokio "Spirali", maggio 1984 "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 L’America, l’Europa e il Giappone conferenza stampa all’ESIEA (École supérieure d’informatique éléctronique audiovisuelle) 13 marzo 1984 Parigi "Spirali", maggio 1984 La sessualità e le donne del secondo rinascimento conferenza 2 marzo 1984 Bari "Spirali", giugno 1984 Le Congrès de Tokyo "Spirales", 36-37, maggio-giugno 1984 L’industria della psicanalisi 28 aprile 1984 Milano "Spirali", luglio-agosto 1984 Dalla scienza la letteratura 15 maggio 1984 Roma "Spirali", luglio-agosto 1984 Manifesto dell’arte del secondo rinascimento convegno Arte del secondo rinascimento 16 giugno 1984 Milano "Spirali", settembre-ottobre 1984 "Spirales", 38-39, ottobre 1984 Tokyo à Paris Conferenza 24 aprile 1984 Parigi "Spirales", 38-39, ottobre 1984 La cifra della città Appendice al Giardino dell’automa "Spirali", novembre-dicembre 1984 "Spirales", 42-43, gennaio-febbraio 1985 Inaugurazione La finanza e la scienza, Villa Borromeo "Vel", 18, 1984 Medidioma, dal Giardino dell’automa “Clinica”, 5, 1984 "Spirales", 44-45, marzo-aprile,1985 Brindisi vigilia di Natale 1984 "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La nostra città, dal Giardino dell’automa "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La Triennale delle arti e delle scienze 10 gennaio 1985 Parigi "Spirali", marzo-aprile 1985 La finance et la science conferenza Parigi "Spirales", 44-45, marzo-aprile 1985 La questione mediterranea e le donne "Spirali", maggio-giugno 1985 L’automation et le marché 13 dicembre 1984 Brescia "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il pubblico della cosa "Spirali", luglio-agosto 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Tsukuba, Milano e la città planetaria dopo la visita all’Expo 1985 "Spirali", luglio-agosto 1985 La cifra di Caulonia "Spirali", luglio-agosto 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Milano e l’immagine dell’Europa nel terzo millennio "Spirali", luglio-agosto 1985 "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il video per chi non crede più nel diavolo 27 giugno 1985 ISPI, Milano "Spirali", settembre-ottobre 1985 Una questione bizantina per la reinvenzione dell’Europa Congresso La trasformazione della città in apertura del terzo millennio Ravenna "Spirali", novembre-dicembre 1985 Note in margine al congresso "Spirali", novembre-dicembre 1985 Quando ho incominciato "Spirali", novembre-dicembre 1985 La parola reato impossibile Convegno Cultura e libertà d’impresa luglio 1985 Roma "Spirali", novembre-dicembre 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Non c’è più psicoterapia "Spirali", novembre-dicembre 1985 L’automazione e il mercato Logica dell’economia e commercio internazionale 13 dicembre 1984 Brescia "Nominazione", 5, 1985 Humilitas "Spirali", gennaio-febbraio 1986 Berlino e la donna in Europa 2 febbraio 1985 Milano La sessualità: da dove viene l’oriente, dove va l’occidente, "Vel", 3, 1986 "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Musatti e il mostro di Firenze "Spirali", marzo-aprile 1986 L’affaire Italia "Spirali", giugno-luglio 1986 Venezia: cifra dell’Europa, in Oriente e occidente, nord e sud in apertura del terzo millennio "Vel", 20, 1985 La cifra dell’Europa Reinventare la pace e la speranza, "Vel", 21, 1986 Il foglio e l’albero "Nominazione", 6, Il foglio e l’albero, Spirali 1986 Notoriae 13 dicembre 1986 Milano "Spirali", gennaio-febbraio 1987 Quale accusa? allegato a "Spirali", marzo-aprile 1987 Una società senza normalizzazione "Spirali", maggio-giugno 1987 Interrogatorio Il tribunale contro le idee, "Causa di verità", 1987 La cifratica sessuale e Per una lezione di cifrematica "La cifra", 1, 1988 Il dispositivo cifrematico "La cifra", 2, 1989 La proprietà della parola "La cifra", 3, 1989 La carta europea della tolleranza "La cifra", 4, 1989 Editor Il pericolo dell’Altro L’artista del paradiso (Congresso di Milano, 7-9 giugno 1991) "Il secondo rinascimento", 0, giugno-luglio 1991 Editor Le lucciole (da La congiura degli idioti) L’approdo di Ferdinando Ambrosino "Il secondo rinascimento", 1, marzo-aprile 1992 Il cielo di San Pietroburgo La cifrematica contro la gnosi La cifra di Sandro Trotti (congresso di San Pietroburgo, Il cielo d’Europa. La finanza e la scienza, 12-14 giugno 1992) "Il secondo rinascimento", 2, maggio-giugno 1992 La mia clinica L’anoressia virtù del principio. Una nota Intellettuale dove stai? Fernando Arrabal, scrittore del 2010 Felix Guattari: proprio un diavolo santo? "Il secondo rinascimento", 3, settembre-ottobre 1992 La tipografia di Ely Bielutin Il cielo di Michail Anikushin La poesia di Alekseij Lazykin "Il secondo rinascimento", 4, novembre-dicembre 1992 La via del malinteso "Il secondo rinascimento", 5, gennaio-febbraio 1993 Parigi vale ancora una messa? Lo scultore del cielo (Alessio Paternesi) (Congresso di Parigi, Il cielo d’Europa, 4-6 marzo 1993) "Il secondo rinascimento", 6, marzo-aprile 1993 Aforismi intorno alla catastrofe Altro dal Cézanne russo (J. Gurwic) "Il secondo rinascimento", 7, maggio-giugno 1993 La lettura integrale del testo di Leonardo "Il secondo rinascimento", 10, gennaio-febbraio 1994 Come cessa la lingua dei litiganti (dal Leonardo da Vinci) Della città di Milano. La Cena (dal Leonardo da Vinci) "Il secondo rinascimento", 11, marzo-aprile 1994 Il manifesto di Bologna Il manifesto di Milano Il manifesto di Palermo La libreria-galleria SR a Modena L’editore del libro culturale oggi Il ritratto della pittura. Marco Castellucci La natura mai più morta (Bologna, 9-10 aprile 1994) (Milano, 23-24 aprile 1994) (Palermo, 23 febbraio 1994) (Modena, 22 marzo 1994) "Il secondo rinascimento", 12, maggio-giugno 1994 Il manifesto di Ginevra (Ginevra, 17-18 maggio 1994) "Il secondo rinascimento", 13, luglio-agosto 1994 La repubblica senza arcaismi 18 giugno 1994 Milano "Il secondo rinascimento", 14, settembre-ottobre 1994 Mamma la paura (dal Niccolò Machiavelli) "Il secondo rinascimento", 15, novembre-dicembre 1994 Il caso dell’unico La paura e la depressione 17-18 novembre 1994 Milano "Il secondo rinascimento", 16, gennaio-febbraio 1995 La carta intellettuale La notizia delle cose e la comunicazione diplomatica (Congresso di Ginevra, 2-4 dicembre 1994) "Il secondo rinascimento", 17, marzo 1995 Le donne italiane e la lussuria (dal Niccolò Machiavelli) "Il secondo rinascimento", 18, aprile, 1995 Monoteismo, etica, finanza Convegno 4-5 marzo 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 19, maggio 1995 La necessità del superfluo Conferenze, equipe, dibattiti agosto 1994-aprile 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 20, giugno 1995 L’etrusco e il fiorentino Conferenze, equipe, dibattiti gennaio-maggio 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 21, luglio 1995 Le donne, la finanza, la clinica Master 6-7 maggio 1995 Venezia "Il secondo rinascimento", Le donne, la vendita, il profitto Master 3-4 giugno 1995 Bologna "Il secondo rinascimento", 23, settembre 1995 Il denaro. La moneta. I soldi. Ieri, oggi e domani L'intervento cifrematico Master Equipe 24-25 giugno 1995 1993 Udine Ginevra "Il secondo rinascimento", 24, ottobre 1995 La batteria della soddisfazione Conferenze, equipe maggio-giugno 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 25-26, novembre-dicembre 1995 La città del secondo rinascimento. Il progetto e il programma per ciascuno. Noi, gli ereditieri Master 22-23 luglio 1995 Venezia-Mestre "Il secondo rinascimento", 27, gennaio 1996 La città. I nostri prodotti e la loro vendita Master 2-3 dicembre 1995 Senago "Il secondo rinascimento", 28, febbraio 1996 La vendita e la scommessa della clinica La medicina e il programma di vita (Modena, 22-23 settembre 1995) (Padova 21-22 ottobre 1995) "Il secondo rinascimento", 29, marzo 1996 La città Conferenze febbraio-marzo 1996 Senago "Il secondo rinascimento", 30, maggio 1996 La ripresa Splendore e intelligenza della Russia (interventi a congresso "La città" maggio-giugno 1996) "Il secondo rinascimento", 33, luglio 1996 I capitani dell'avvenire Conferenze maggio-giugno 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 34, agosto 1996 La cifrematica dà il suo statuto alla psicanalisi Conferenze e equipe settembre 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 35, settembre 1996 La scrittura dell'esperienza Conferenze ottobre e novembre 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 38, dicembre 1996 Il profitto intellettuale Conferenze febbraio 1997 Milano "Il secondo rinascimento", 40, febbraio 1997 SR 40 La tripartizione dell'esperienza Conferenze marzo 1997 Milano "Il secondo rinascimento", 41, marzo 1997 SR 41 Il caso clinico I ragazzi e le ragazze del ’97 (Equipe febbraio 1997) (Conferenze marzo 1997) "Il secondo rinascimento", 42, aprile 1997 SR 42 Il programma della città di Milano. La banca, l'assicurazione, l'impresa, la cultura Il sogno di Franz Schubert Conferenze aprile 1997 "Il secondo rinascimento", 43, maggio 1997 SR 43 La sessualità, l'impresa, la finanza nella città di Pordenone Dove sta la novità (9 maggio 1997) (conferenze aprile maggio 1997) "Il secondo rinascimento", 44, giugno 1997 SR 44 L'alibi della parola: economia e finanza Conferenze giugno 1997 "Il secondo rinascimento",  SR 45 La psicanalisi, la clinica, la cifrematica a Padova, a Milano, nel pianeta È possibile cambiare analista? Tripartizione dell'esperienza, oggi e domani (Padova, 10 aprile 1997) (Convegno, Senago 19-20 luglio 1997) "Il secondo rinascimento", 48, ottobre 1997 SR 48 La giustizia, il diritto, la finanza Conferenze agosto 1997 "Il secondo rinascimento", 49, novembre 1997 SR 49 Occorre narrare l'avvenire Conferenze agosto-settembre 1997 "Il secondo rinascimento", 50, dicembre 1997 SR 50 La struttura nuova dell'esperienza La medicina, la direzione, la salute La New Age, il panico, la cura La New Age e il fumo "Il secondo rinascimento", 51, gennaio 1998 SR 51 L'Euro, la finanza, la telematica Dal disagio alla salute: progetto e programma di vita Gli errori tecnici Dispositivi intellettuali dell'impresa del terzo millennio. Redazione, comunicazione, formazione. La sirenetta "Il secondo rinascimento", 52, febbraio 1998 SR 52 L'epoca New Age e la differenza sessuale La New Age. La sessualità, la finanza a Milano Chi è psicanalista? E chi è cifrante? Gli errori tecnici "Il secondo rinascimento",  SR 53 La New Age, la felicità, la vita La New Age, il benessere, la salute Il titolo e il diploma La vita è la parola originaria. Analisi della New Age. Hänsel e Gretel La famiglia, il Friuli, la salute Gli errori tecnici "Il secondo rinascimento", 55, maggio 1998 SR 55 Legge, etica, clinica Le cose chiare e semplici Il figlio, la matematica, l'etica "Il secondo rinascimento", 57, luglio 1998 SR 57 Cave foeminam, cave nomen Alla ricerca della più bella Alekseij Lazikin. La cifra della civiltà "Il secondo rinascimento", 58, agosto 1998 SR 58 Alekseij Lazykin. La cifra della civiltà Alekseij Lazykin. La pittura, Spirali/Vel, 1998 La materia della felicità. Il contrasto, il dibattito, la tranquillità Alfonso Frasnedi. La materia della felicità, Spirali/Vel 1998 Il capitano, il manager, l’imprenditore Sulla mitologia psichiatrica Congresso "Psicanalisi e politica" 8-9 maggio 1973 Milano Psicanalisi e politica, Feltrinelli, settembre 1973 La materia non semiotizzabile Congresso "Follia e società segregativa" 13-16 dicembre 1973 Milano Follia e società segregativa, Feltrinelli, maggio 1974 Il godimento della materia Congresso "Psicanalisi e semiotica" 23-25 maggio 1974 Milano Psicanalisi e semiotica, Feltrinelli, febbraio 1975 La sembianza Congresso dell’École freudienne ottobre 1974 Roma "Vel", 1 (Materia e pulsione di morte), 1975 La psicanalisi questa mia avventura, Marsilio 1978, Spirali 1997 La scrittura del godimento Conferenze di Padova, e di Parigi, Congresso dell’École freudienne 22-23 maggio 1975 14-15 giugno 1975 Padova Parigi "Vel", 2 (Il godimento e la legge), agosto 1975 con il titolo La sintassi del godimento Notulae. Situazione della psicanalisi in Italia 1975 "Tel Quel", 64, ottobre 1975 Introduzione Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La materia freudiana Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e politica, Feltrinelli, gennaio 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Premessa Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 La sezione della droga (un’introduzione) Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano Sessualità e potere, Marsilio, aprile 1976 A proposito di "Sessualità e politica" Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano In "Vel", 3 (Sessualità nelle istituzioni), Marsilio, febbraio 1976 Significanti istituzionali? Congresso "Sessualità e politica" 25-28 novembre 1975 Milano In "Vel", 3 (Sessualità nelle istituzioni), febbraio 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. La droga del presidente giugno 1976 "Vel", 4 (Droga e linguaggio), La psicanalisi questa mia avventura, cit. Introduzione J.-J. Goux, Freud, Marx. Economia e simbolico, Marsilio 1976 Introduzione Congresso "La follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La follia, Feltrinelli, marzo 1976 Logica della follia Congresso "La follia" 1-4 dicembre 1976 Milano La follia, Feltrinelli 1976 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Il fiasco di Ulisse 1976 "Vel", 5, gennaio 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Sovversione della ragione febbraio 1977 La follia nella psicanalisi, Marsilio, aprile 1977 "Communications", 26, 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Matematica dell’inconscio "Vel", 6, agosto 1977 Epilogo luglio 1977 La psicanalisi questa mia avventura, cit. Introduzione Il diavolo sul lettino, Marsilio, settembre 1977 Una nota Scilicet, Feltrinelli 1977 Introduzione Il martello delle streghe, Marsilio 1977, Spirali 2003 Il politico è l’inconscio Convegno "Il politico e l’inconscio" giugno 1977 Lubiana Il politico è l’inconscio, Marsilio 1978 Introduzione Congresso "La violenza" 24-26 novembre 1977 Milano Violenza e psicanalisi, Feltrinelli, aprile 1978 La cosa non è militare Conferenze  Milano "Spirali", marzo 1979 L’arte, la psicanalisi Convegno 23-25 novembre 1978 Milano L’arte, la psicanalisi, Feltrinelli,  I due bordi dell’arte. Estetica e poetica Conferenze 12 agosto, 21 e 28 ottobre 1978 "Spirali", dicembre 1978 Come divenire parricida. L’intellettuale, l’artista, lo psicanalista Conferenza 5 ottobre 1978 Genova "Spirali", novembre 1978 L’alingua "Spirali", ottobre 1978 Come divenire analista Conferenza 6 dicembre 1978 Bologna, Biblioteca Montanari L’ostile è l’uomo, in "Spirali", gennaio 1979 Il giullare della nostra epoca Conferenze 16 e 23 dicembre 1978 Milano "Spirali", febbraio 1979 Le istanze della cultura: estetica e poetica Conferenza 22 gennaio 1979 Firenze, Gabinetto Vieusseux I partiti e la cultura Conferenza 23 gennaio 1979 Arezzo "Vel", 10, 1979 Clinica psicanalitica e poesia Conferenza 29 gennaio 1979 Mantova, Teatro Bibiena "Vel", 9, 1979 Chi gode? Parabola del despota, del tiranno e del padrone Conferenza 17 febbraio 1979 Milano "Spirali", marzo 1979 Apocalittici e messianici Conferenza 24 marzo 1979 Milano "Spirali", maggio 1979 Alla vigilia del convegno della sofistica Conferenza 28 aprile 1979 Milano "Spirali", giugno 1979 Liminari (L’intellettuale) intervista con Alain Ravennes per la "Revue de l’Europe" "Spirali", maggio 1979 La maschera di Apollo Conferenza 26 maggio 1979 Milano "Spirali", luglio-agosto 1979 Clinica del sembiante Conferenza 9 giugno 1979 Milano "Vel", 11, 1979 I due sentieri dell’impossibile Conferenza 27 giugno 1979 Padova, Gran Guardia Liminari (L’amore) "Spirali", settembre 1979 Liminari Conferenze settembre 1979 "Nominazione", 1, 1980 Clinica del sembiante Conferenza 7 luglio 1979 Milano "Spirali", settembre 1979 Dalla parabola alla cifra Conferenze luglio 1979 Milano "Vel", 12 (nuova serie 1), 1980 Il tempo della roulette Conferenza 23 agosto 1979 Milano "Spirali", ottobre 1979 La corda e il passo del tempo Conferenza 22 settembre 1979 "Spirali", novembre 1979 L’amore e il tempo Conferenza settembre 1979. Milano Liminari in "Nominazione", 1, 1980 Quell’autore dei drammi di Shakespeare Conferenze 9, 16 agosto, 6, 20, 27 settembre 1979 Clinica psichiatrica Universitaria, Milano "Clinica", 1, 1980 Freud e l’Unione Sovietica. O della negazione della differenza sessuale conferenza stampa di ritorno dal simposio L’inconscio, a Tbilisi, in Georgia, Urss 6 ottobre 79 Milano "Spirali", novembre 1979 L’inconscio, il sesso, la verità Conferenza 23 ottobre 1979 Padova, Sala della Gran Guardia Edipo era dunque un artista?, in "Spirali", dicembre 1979 Il piede e il passo del tempo Conferenza 31 ottobre 1979 Torino "Spirali", ottobre 1980 La mitologia schreberiana Convegno L’ideologia europea 2 novembre 1979 Roma "Spirali", novembre 1979 Situazione della psicanalisi nel 1979 7 novembre 1979 Venezia, Ateneo Veneto Liminari in "Clinica", 1, 1980 Lo stile è l’intellettuale seminario Milano "Vel", 9, 1979 L’innumerazione Conferenza 24 novembre 1979 Milano "Spirali", gennaio 1980 La questione L’inconscio, Marsilio 1980 Liminari L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 Il sessuale Conferenze 3 dicembre 1979 e 2 gennaio 1980 Torino "Clinica", 2, 1980 Comincia un’altra sofistica Conferenza 17 dicembre 1979 Firenze "Spirali", febbraio 1980 L’atto sessuale e la verità Conferenza 18 dicembre 1979 Roma L’atto sessuale e la verità Conferenza 19 dicembre 1979 Napoli Il taglio clinico. La psicanalisi non è psicoterapia medicolegale di stato intervista con R. Dadoun, "Quinzaine Littéraire" 28 dicembre 1979 "Spirali", marzo 1980 Contro il giornalismo selvaggio conferenza stampa al Terzo Congresso internazionale di psicanalisi L’inconscio 30 gennaio 1980 Milano "Spirali", marzo 1980 La questione gennaio 1980 L’inconscio, Marsilio, ottobre 1980 Liminari gennaio 1980 L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 Intellettuali, editoria e psicanalisi negli anni ottanta presentazione delle case editrici Spirali e Vel Edizioni al Palazzo delle Stelline 16 febbraio 1980 Milano "Spirali", aprile 1980 La verità è il tono di un incontro 25 marzo 1980 Padova "Spirali", maggio 1980 La scommessa clinica 19 e 26 aprile 1980 Milano "Spirali", giugno 1980 L’amante della causa 3 maggio 1980 Milano "Vel", 13, 1980 La funzione vuota intervista per la "Quinzaine" con R. Gentis alla vigilia del Convegno internazionale di psicanalisi La verità "Spirali", settembre 1980 Una nota Congresso La verità maggio 1980 La verità. Atti del convegno di Parigi 1980 "La vérité", Feltrinelli, gennaio 1981 Il caso per la psicanalisi è il sogno L’altro tempo della psicanalisi, Sugarco 1980 "Spirali",  Il parricidio e la sessualità Simposio internazionale di Barcellona, conferenza conclusiva "Spirali", novembre 1980 Lo specifico della psicanalisi Convegno del MFI sul tema Il sintomo e la sessualità. Il metodo della psicanalisi 1-2 novembre 1980 Bologna "Spirali", dicembre 1980 Caracas: la peste non è ancora arrivata intervento di apertura al Simposio internazionale di psicanalisi di Caracas L’inconscio "Spirali", gennaio 1981 C’è nessuno 29 novembre 1980 Milano "Spirali", gennaio 1981 Il padre immortale 2 dicembre 1980 16 dicembre 1980 Padova Firenze "Vel", 14, 1980 e "Spirales", 3, aprile 1981 Il destino della psicanalisi 13 dicembre 1979 Bologna Fuoco fatuo 16 dicembre 1980 Firenze L’intellettuale e il sesso, Spirali 1980 Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità", 1, 1981 Il getto di Afrodite Congresso "Il sembiante" 29-31 gennaio 1981 Milano "Spirali", febbraio 81 e "Spirales", 2, marzo 1981 Le subjectal est un effet du temps Congresso "La verità" Parigi "Spirales", 1, febbraio 1981 Contro la mafia "Spirali", marzo 1981 L’appuntamento di New York "Spirali", aprile 1981 "Spirales", 4, maggio 1981 La frontiera non è il limite "Spirali", maggio 1981 "Spirales", 5, giugno 1981 La metafora di Corinto conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York "Spirali", giugno 1981 "Spirales", 6, luglio-agosto 1981 La questione della verità conferenza stampa al congresso di New York 1981 New York "Spirali", luglio-agosto 1981 "Spirales", 7, settembre 1981 La questione ebraica Seminario alla vigilia del Congresso Milano "Spirali", settembre 1981 Addirittura 17 dicembre 1980 Roma "Causa di verità", 1, 1981 "Spirali", ottobre 1981 A ce point Conferenze aprile 1981 e dicembre 1980 Milano Roma "Spirales", 9, novembre 1981 Il cielo della voce 24 ottobre 1981 Milano "Spirali", dicembre 1981 "Spirales", 10 dicembre 1981 La verità come effetto della cifra 18 aprile 1981 Milano "Nominazione" 2, 1981 "Spirales", 8, ottobre 1981 La peste a Venezia 7 gennaio 1981 Venezia "Clinica", 3, 1982 La voce Congresso New York: sesso e linguaggio, 1981 30 aprile-2 maggio 1981 New York New York: sesso e linguaggio, 1982 Dio e verginità a Bologna 15 dicembre 1981 Bologna "Clinica", 4, 1982 Liminari della fondazione Conferenze aprile 1982 Padova e Venezia "Vel", 16, 1982 "Spirales", 16, giugno 1982 Il successo romano Conferenza 14 novembre 1981 Milano "Spirali", gennaio 1982 "Spirales", 11 gennaio 1982 Roma o della fondazione Conferenze 26 dicembre 1981 e 9 gennaio 1982 Milano "Spirali", febbraio 1982 "Spirales", 12, febbraio 1982 Dio non agisce ma opera Conferenze 16 e 23 gennaio 1982 Milano "Spirali", marzo 1982 La mia cetra Congresso La cultura gennaio 1982 Roma "Spirali", aprile 1982 "Spirales", 14 aprile 1982 Della terapia come vicenda della gloria 3 aprile 1982 Milano "Spirali", maggio 1982 "Spirales", 15, maggio 1982 La voce: questo industriale 1° maggio 1982 Milano "Spirali", giugno 1982 "Spirales", 17 luglio 1982 La gloria Congresso La voce e il sesso maggio 82 Parigi "Spirali", luglio-agosto 1982 "Spirales", 18, agosto-sett. 1982 L’industria è inconscia e L’industriale nell’atto sessuale primavera 1982 Milano "Spirali", settembre 1982 "Spirales", 19, ottobre 1982 Dio e verginità a Genova 16 dicembre 1981 Genova "Spirali", ottobre 1982 "Spirales", 20-21, novembre-dicembre 1982 — Otium et negotium — Le labyrinthe e la chanson — Le sublime — Le psychanalyste et la science — D’une drogue qui ne terrifie pas — De la culture au chiffre — Daumendick "Spirales", 19, ottobre 1982 Pornografica e fotografica. Note intorno alla danza e al coro Conferenza 4 ottobre 1982 Milano "Spirali", novembre 1982 "Spirales", 20-21, novembre-dicembre 1982 Il ritratto nella danza Conferenza 11 ottobre 1982 Milano "Spirali", dicembre 1982 Lo psicanalista e la scienza Conferenza "Nominazione", 3, 1982 Io, tu, lui e la gloria Conferenza primavera 1982 Milano "Nominazione", 3, 82 "Spirales", 19, ottobre 1982 Nota introduttiva Conferenza 27 gennaio 1982 Roma La cultura, Spirali 1982 Dalla cultura alla cifra Conferenza primavera 1982 Milano La cultura, Spirali 1982 La camera Conferenza 18 ottobre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 La pellicola Conferenza 25 ottobre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 Teorema del film: la nazione è l’industria. Da dove viene la moneta Conferenza 15 novembre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 Da dove viene la moneta. Dove va e come avviene. La questione cattolica e la questione femminile Conferenza 6 dicembre 1982 Milano "Spirali", gennaio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983 La moneta e la donna di Ezechiele Conferenza 27 dicembre 1982 Milano "Spirali", febbraio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile, 1983 La banca e la pietra Conferenza 3 gennaio 1983 Milano "Spirali", febbraio 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile, 1983 L’usura Conferenza 18 gennaio 1983 Milano "Spirali", marzo 1983 "Spirales", 24-25, marzo-aprile 1983 La moda nella psicanalisi Conferenze 24 gennaio e 31 gennaio 1983 Milano "Spirali", marzo 1983 La moda vive di questo paradiso Primo Festival della moda del secondo rinascimento Giochi e invenzioni del narcisismo 5-6 marzo 1983 Milano "Spirali", aprile 1983 "Spirales", 26-27, maggio-giugno 1983 La psicanalisi e le invenzioni dell’informatica 1 marzo 1983 Milano "Spirali", maggio 1983 Le donne nella repubblica occidentale 2 aprile 1983 Milano "Spirali", maggio 1983 La veille de l’ère de l’industrie 12 gennaio 1983 Beauboug "Spirales", 26-27, maggio-giugno 1983 Dall’invenzione dell’America alla macchina come invenzione 18 maggio 1983 Genova "Spirali", luglio-agosto 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983 La terra dopo la terza guerra mondiale Primo Festival dell’energia e del secondo rinascimento 18-19 giugno 1983 Milano "Spirali", settembre 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983 Il tempo di Venezia Il secondo rinascimento a Venezia. Arte, cultura, industria e turismo 1-2 luglio 1983 Venezia "Spirali", ottobre 1983 e "Spirales", 30-31, novembre-dicembre 1983 Teorema del sacro e scrittura pulsionale "Spirali", ottobre 1983 A proposito della Mia industria "Spirali", novembre 1983 Modelli di elusione del tempo: futurismo e surrealismo "Spirali", dicembre 1983 Note in margine a un dibattito Primo Festival dell’informatica 19-21 maggio 1983 Milano "Vel", 17, 1983 "Spirales", 28-29, settembre-ottobre 1983 Internazionalismo rinascimentale. Da dove viene l’invenzione. Dove va l’arte "Nominazione" 4, 1983 Gerusalemme o della struttura della rimozione novembre 1983 Milano "Causa di verità", 2, 1984 Parigi ’83 (parte prima) 21 settembre 1983 Parigi "Spirali", gennaio 1984 "Spirales", 32-33, gennaio-febbraio 1984 De rerum pulsione Festival Previdenza e cultura 29-30 ottobre 1983 Milano "Spirali", febbraio 1984 Automa e rischio della verità "Spirali", febbraio 1984 Il banco e il letto congresso europeo Le banche, l’arte e la cultura 26-27 novembre 1983 Milano "Spirali", marzo 1984 L’atto del congresso Presentazione del congresso di Tokio 10 marzo 1984 Milano "Spirali", aprile 1984 De Jérusalem à Tokyo "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 Tokio ‘84, Conferenze stampa ottobre 1983 e febbraio 1984 Tokio "Spirali", maggio 1984 "Spirales", 34-35, marzo-aprile 1984 L’America, l’Europa e il Giappone conferenza stampa all’ESIEA (École supérieure d’informatique éléctronique audiovisuelle) 13 marzo 1984 Parigi "Spirali", maggio 1984 La sessualità e le donne del secondo rinascimento conferenza 2 marzo 1984 Bari "Spirali", giugno 1984 Le Congrès de Tokyo "Spirales", 36-37, maggio-giugno 1984 L’industria della psicanalisi 28 aprile 1984 Milano "Spirali", luglio-agosto 1984 Dalla scienza la letteratura 15 maggio 1984 Roma "Spirali", luglio-agosto 1984 Manifesto dell’arte del secondo rinascimento convegno Arte del secondo rinascimento 16 giugno 1984 Milano "Spirali", settembre-ottobre 1984 "Spirales", 38-39, ottobre 1984 Tokyo à Paris Conferenza 24 aprile 1984 Parigi "Spirales", 38-39, ottobre 1984 La cifra della città Appendice al Giardino dell’automa "Spirali", novembre-dicembre 1984 "Spirales", 42-43, gennaio-febbraio 1985 Inaugurazione La finanza e la scienza, Villa Borromeo "Vel", 18, 1984 Medidioma, dal Giardino dell’automa “Clinica”, 5, 1984 "Spirales", 44-45, marzo-aprile,1985 Brindisi vigilia di Natale 1984 "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La nostra città, dal Giardino dell’automa "Spirali", gennaio-febbraio 1985 La Triennale delle arti e delle scienze 10 gennaio 1985 Parigi "Spirali", marzo-aprile 1985 La finance et la science conferenza Parigi "Spirales", 44-45, marzo-aprile 1985 La questione mediterranea e le donne "Spirali", maggio-giugno 1985 L’automation et le marché 13 dicembre 1984 Brescia "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il pubblico della cosa "Spirali", luglio-agosto 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Tsukuba, Milano e la città planetaria dopo la visita all’Expo 1985 "Spirali", luglio-agosto 1985 La cifra di Caulonia "Spirali", luglio-agosto 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Milano e l’immagine dell’Europa nel terzo millennio "Spirali", luglio-agosto 1985 "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Il video per chi non crede più nel diavolo 27 giugno 1985 ISPI, Milano "Spirali", settembre-ottobre 1985 Una questione bizantina per la reinvenzione dell’Europa Congresso La trasformazione della città in apertura del terzo millennio Ravenna "Spirali", novembre-dicembre 1985 Note in margine al congresso "Spirali", novembre-dicembre 1985 Quando ho incominciato "Spirali", novembre-dicembre 1985 La parola reato impossibile Convegno Cultura e libertà d’impresa luglio 1985 Roma "Spirali", novembre-dicembre 1985 "Spirales", 48-49, settembre-ottobre 1985 Non c’è più psicoterapia "Spirali", novembre-dicembre 1985 L’automazione e il mercato Logica dell’economia e commercio internazionale 13 dicembre 1984 Brescia "Nominazione", 5, 1985 Humilitas "Spirali", gennaio-febbraio 1986 Berlino e la donna in Europa 2 febbraio 1985 Milano La sessualità: da dove viene l’oriente, dove va l’occidente, "Vel", 3, 1986 "Spirales", 46-47, maggio-giugno 1985 Musatti e il mostro di Firenze "Spirali", marzo-aprile 1986 L’affaire Italia "Spirali", giugno-luglio 1986 Venezia: cifra dell’Europa, in Oriente e occidente, nord e sud in apertura del terzo millennio "Vel", 20, 1985 La cifra dell’Europa Reinventare la pace e la speranza, "Vel", 21, 1986 Il foglio e l’albero "Nominazione", 6, Il foglio e l’albero, Spirali 1986 Notoriae 13 dicembre 1986 Milano "Spirali", gennaio-febbraio 1987 Quale accusa? allegato a "Spirali", marzo-aprile 1987 Una società senza normalizzazione "Spirali", maggio-giugno 1987 Interrogatorio Il tribunale contro le idee, "Causa di verità", 1987 La cifratica sessuale e Per una lezione di cifrematica "La cifra", 1, 1988 Il dispositivo cifrematico "La cifra", 2, 1989 La proprietà della parola "La cifra", 3, 1989 La carta europea della tolleranza "La cifra", 4, 1989 Editor Il pericolo dell’Altro L’artista del paradiso (Congresso di Milano, 7-9 giugno 1991) "Il secondo rinascimento", 0, giugno-luglio 1991 Editor Le lucciole (da La congiura degli idioti) L’approdo di Ferdinando Ambrosino "Il secondo rinascimento", 1, marzo-aprile 1992 Il cielo di San Pietroburgo La cifrematica contro la gnosi La cifra di Sandro Trotti (congresso di San Pietroburgo, Il cielo d’Europa. La finanza e la scienza, 12-14 giugno 1992) "Il secondo rinascimento", 2, maggio-giugno 1992 La mia clinica L’anoressia virtù del principio. Una nota Intellettuale dove stai? Fernando Arrabal, scrittore del 2010 Felix Guattari: proprio un diavolo santo? "Il secondo rinascimento", 3, settembre-ottobre 1992 La tipografia di Ely Bielutin Il cielo di Michail Anikushin La poesia di Alekseij Lazykin "Il secondo rinascimento", 4, novembre-dicembre 1992 La via del malinteso "Il secondo rinascimento", 5, gennaio-febbraio 1993 Parigi vale ancora una messa? Lo scultore del cielo (Alessio Paternesi) (Congresso di Parigi, Il cielo d’Europa, 4-6 marzo 1993) "Il secondo rinascimento", 6, marzo-aprile 1993 Aforismi intorno alla catastrofe Altro dal Cézanne russo (J. Gurwic) "Il secondo rinascimento", 7, maggio-giugno 1993 La lettura integrale del testo di Leonardo "Il secondo rinascimento", 10, gennaio-febbraio 1994 Come cessa la lingua dei litiganti (dal Leonardo da Vinci) Della città di Milano. La Cena (dal Leonardo da Vinci) "Il secondo rinascimento", 11, marzo-aprile 1994 Il manifesto di Bologna Il manifesto di Milano Il manifesto di Palermo La libreria-galleria SR a Modena L’editore del libro culturale oggi Il ritratto della pittura. Marco Castellucci La natura mai più morta (Bologna, 9-10 aprile 1994) (Milano, 23-24 aprile 1994) (Palermo, 23 febbraio 1994) (Modena, 22 marzo 1994) "Il secondo rinascimento", Il manifesto di Ginevra (Ginevra, 17-18 maggio 1994) "Il secondo rinascimento", 13, luglio-agosto 1994 La repubblica senza arcaismi 18 giugno 1994 Milano "Il secondo rinascimento", 14, settembre-ottobre 1994 Mamma la paura (dal Niccolò Machiavelli) "Il secondo rinascimento", 15, novembre-dicembre 1994 Il caso dell’unico La paura e la depressione 17-18 novembre 1994 Milano "Il secondo rinascimento", 16, gennaio-febbraio 1995 La carta intellettuale La notizia delle cose e la comunicazione diplomatica (Congresso di Ginevra, 2-4 dicembre 1994) "Il secondo rinascimento", 17, marzo 1995 Le donne italiane e la lussuria (dal Niccolò Machiavelli) "Il secondo rinascimento", 18, aprile, 1995 Monoteismo, etica, finanza Convegno 4-5 marzo 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 19, maggio 1995 La necessità del superfluo Conferenze, equipe, dibattiti agosto 1994-aprile 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 20, giugno 1995 L’etrusco e il fiorentino Conferenze, equipe, dibattiti gennaio-maggio 1995 Milano "Il secondo rinascimento", 21, luglio 1995 Le donne, la finanza, la clinica Master 6-7 maggio 1995 Venezia "Il secondo rinascimento", 22, agosto 1995 Le donne, la vendita, il profitto Master 3-4 giugno 1995 Bologna "Il secondo rinascimento", 23, settembre 1995 Il denaro. La moneta. I soldi. Ieri, oggi e domani L'intervento cifrematico Master Equipe 24-25 giugno 1995 1993 Udine Ginevra "Il secondo rinascimento", 24, ottobre 1995 La batteria della soddisfazione Conferenze, equipe maggio-giugno 1995 Milano "Il secondo rinascimento", La città del secondo rinascimento. Il progetto e il programma per ciascuno. Noi, gli ereditieri Master 22-23 luglio 1995 Venezia-Mestre "Il secondo rinascimento", 27, gennaio 1996 La città. I nostri prodotti e la loro vendita Master 2-3 dicembre 1995 Senago "Il secondo rinascimento", 28, febbraio 1996 La vendita e la scommessa della clinica La medicina e il programma di vita (Modena, 22-23 settembre 1995) (Padova 21-22 ottobre 1995) "Il secondo rinascimento", 29, marzo 1996 La città Conferenze febbraio-marzo 1996 Senago "Il secondo rinascimento", 30, maggio 1996 La ripresa Splendore e intelligenza della Russia (interventi a congresso "La città" maggio-giugno 1996) "Il secondo rinascimento", 33, luglio 1996 I capitani dell'avvenire Conferenze maggio-giugno 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 34, agosto 1996 La cifrematica dà il suo statuto alla psicanalisi Conferenze e equipe settembre 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 35, settembre 1996 La scrittura dell'esperienza Conferenze ottobre e novembre 1996 Milano "Il secondo rinascimento", 38, dicembre 1996 Il profitto intellettuale Conferenze febbraio 1997 Milano "Il secondo rinascimento", 40, febbraio 1997 SR 40 La tripartizione dell'esperienza Conferenze marzo 1997 Milano "Il secondo rinascimento", 41, marzo 1997 SR 41 Il caso clinico I ragazzi e le ragazze del ’97 (Equipe febbraio 1997) (Conferenze marzo 1997) "Il secondo rinascimento", 42, aprile 1997 SR 42 Il programma della città di Milano. La banca, l'assicurazione, l'impresa, la cultura Il sogno di Franz Schubert Conferenze aprile 1997 "Il secondo rinascimento", 43, maggio 1997 SR 43 La sessualità, l'impresa, la finanza nella città di Pordenone Dove sta la novità (9 maggio 1997) (conferenze aprile maggio 1997) "Il secondo rinascimento", 44, giugno 1997 SR 44 L'alibi della parola: economia e finanza Conferenze giugno 1997 "Il secondo rinascimento", 45, luglio 1997 SR 45 La psicanalisi, la clinica, la cifrematica a Padova, a Milano, nel pianeta È possibile cambiare analista? Tripartizione dell'esperienza, oggi e domani (Padova, 10 aprile 1997) (Convegno, Senago 19-20 luglio 1997) "Il secondo rinascimento", 48, ottobre 1997 SR 48 La giustizia, il diritto, la finanza Conferenze agosto 1997 "Il secondo rinascimento", 49, novembre 1997 SR 49 Occorre narrare l'avvenire Conferenze agosto-settembre 1997 "Il secondo rinascimento", 50, dicembre 1997 SR 50 La struttura nuova dell'esperienza La medicina, la direzione, la salute La New Age, il panico, la cura La New Age e il fumo "Il secondo rinascimento", 51, gennaio 1998 SR 51 L'Euro, la finanza, la telematica Dal disagio alla salute: progetto e programma di vita Gli errori tecnici Dispositivi intellettuali dell'impresa del terzo millennio. Redazione, comunicazione, formazione. La sirenetta "Il secondo rinascimento", 52, febbraio 1998 SR 52 L'epoca New Age e la differenza sessuale La New Age. La sessualità, la finanza a Milano Chi è psicanalista? E chi è cifrante? Gli errori tecnici "Il secondo rinascimento", 53, marzo 1998 SR 53 La New Age, la felicità, la vita La New Age, il benessere, la salute Il titolo e il diploma La vita è la parola originaria. Analisi della New Age. Hänsel e Gretel La famiglia, il Friuli, la salute Gli errori tecnici "Il secondo rinascimento", 55, maggio 1998 SR 55 Legge, etica, clinica Le cose chiare e semplici Il figlio, la matematica, l'etica "Il secondo rinascimento", 57, luglio 1998 SR 57 Cave foeminam, cave nomen Alla ricerca della più bella Alekseij Lazikin. La cifra della civiltà "Il secondo rinascimento", 58, agosto 1998 SR 58 Alekseij Lazykin. La cifra della civiltà Alekseij Lazykin. La pittura, Spirali/Vel, 1998 La materia della felicità. Il contrasto, il dibattito, la tranquillità Alfonso Frasnedi. La materia della felicità, Spirali/Vel 1998 Il capitano, il manager, l’imprenditore "Il secondo rinascimento", 61, novembre 1998 SR 61 Genesi, genetica, generazione, clonazione Filius genitus nec generatus. Il figlio nei quattro discorsi "Il secondo rinascimento", 62, dicembre 1998 SR 62 L’impresa: insegnare, formare, produrre Il mito della madre, l’industria, il profitto La psicanalisi non è psicoterapia "Il secondo rinascimento", 64, febbraio 1999 SR 64 Il discorso paranoico Il cancro "Il secondo rinascimento", 65, marzo 1999 SR 65 L’economia La finanza Il profitto, la soddisfazione La qualità della vita "Il secondo rinascimento", 66, aprile 1999 SR 66 L’impressione della luce Andrej Lyssenko. L’impressione della luce, Spirali/Vel, 1999 Preambolo Montevago, La Sicilia. Le dimensioni della parola. Il piacere della civiltà, Spirali/Vel, 1999 La festa della vita Antonio Vangelli. La festa della vita, Spirali/Vel, 1999 L’arte Enzo Nasso, L’arte, Spirali/Vel, 1999 L’immunità "Il secondo rinascimento" 67-68, maggio-giugno 1999 SR 67-68 Il discorso ossessivo L’infarto Il discorso isterico L’ictus "Il secondo rinascimento", 71-72, settembre-ottobre 1999 SR 71-72 L’anoressia La bulimia Il morbo di Parkinson La malattia di Alzheimer "Il secondo rinascimento", 73-74, novembre-dicembre 1999 SR 73-74 Il bello della differenza Saverio Ungheri. Il bello della differenza, Spirali/Vel 2000 Ungheri Il dolore Il tabacco L’alcool Il nome, l’acqua l’automazione "Il secondo rinascimento", 75-76, gennaio-febbraio 2000 SR 75-76 Il ritmo della vita e i suoi dispositivi La psicanalisi del secondo rinascimento I dispositivi della rivoluzione: la conversazione, la narrazione, la lettura Dell’indifferenza in materia di umanità Quali valori all’aurora del terzo millennio? I giovani: la scienza, la cultura, l’arte "Il secondo rinascimento", 79-86, maggio-dicembre 2000 SR 79-86 La Borsa e il cervello della telematica "Il secondo rinascimento", 87-88, gennaio-febbraio 2001 SR 87-88 Un'altra nozione di accesso L'esperienza non è commercializzabile Il divario digitale La mia psicanalisi Medicina e verità La medicina, l'industria, la salute La battaglia per la salute. La medicina, la psicanalisi, la vita La vita senza luogo "Il secondo rinascimento",89-90, marzo-aprile 2001 SR 89-90 La cosiddetta legge dell'incesto Il Vangelo L'impresa per la salute Come si scrive il Vangelo nell'era della telecomunicazione La Bibbia della telecomunicazione Come divenire psicanalista Come divenire capitalista La questione intellettuale. La questione donna Come formare gli italiani La mia proposta per la città di Milano Il valore della vita Le donne, la sessualità, la comunicazione La scienza della vita I giovani, le donne e l'educazione intellettuale La cifrematica. I dispositivi della rivoluzione: conversazione, narrazione, lettura "Il secondo rinascimento", 91-92, luglio-agosto 2002 SR 91-92 La clinica La chirurgia Psicanalista chi? "Il secondo rinascimento", 93-94, settembre-ottobre 2002 SR 93-94 Niente avvenire senza le donne Il dispositivo immunitario: verginità, grazia, carità La fede nella riuscita Interventi al Congresso Stress. La clinica della vita "Il secondo rinascimento", 95, marzo 2003 SR 95 "Il secondo rinascimento", 61, novembre 1998 SR 61 Genesi, genetica, generazione, clonazione Filius genitus nec generatus. Il figlio nei quattro discorsi "Il secondo rinascimento", 62, dicembre 1998 SR 62 L’impresa: insegnare, formare, produrre Il mito della madre, l’industria, il profitto La psicanalisi non è psicoterapia "Il secondo rinascimento", 64, febbraio 1999 SR 64 Il discorso paranoico Il cancro "Il secondo rinascimento", 65, marzo 1999 SR 65 L’economia La finanza Il profitto, la soddisfazione La qualità della vita "Il secondo rinascimento", 66, aprile 1999 SR 66 L’impressione della luce Andrej Lyssenko. L’impressione della luce, Spirali/Vel, Preambolo Montevago, La Sicilia. Le dimensioni della parola. Il piacere della civiltà, Spirali/Vel, 1999 La festa della vita Antonio Vangelli. La festa della vita, Spirali/Vel, 1999 L’arte Enzo Nasso, L’arte, Spirali/Vel, 1999 L’immunità "Il secondo rinascimento" 67-68, maggio-giugno 1999 SR 67-68 Il discorso ossessivo L’infarto Il discorso isterico L’ictus "Il secondo rinascimento", 71-72, settembre-ottobre 1999 SR 71-72 L’anoressia La bulimia Il morbo di Parkinson La malattia di Alzheimer "Il secondo rinascimento", 73-74, novembre-dicembre 1999 SR 73-74 Il bello della differenza Saverio Ungheri. Il bello della differenza, Spirali/Vel 2000 Ungheri Il dolore Il tabacco L’alcool Il nome, l’acqua l’automazione "Il secondo rinascimento", 75-76, gennaio-febbraio 2000 SR 75-76 Il ritmo della vita e i suoi dispositivi La psicanalisi del secondo rinascimento I dispositivi della rivoluzione: la conversazione, la narrazione, la lettura Dell’indifferenza in materia di umanità Quali valori all’aurora del terzo millennio? I giovani: la scienza, la cultura, l’arte "Il secondo rinascimento", 79-86, maggio-dicembre 2000 SR 79-86 La Borsa e il cervello della telematica "Il secondo rinascimento", SR 87-88 Un'altra nozione di accesso L'esperienza non è commercializzabile Il divario digitale La mia psicanalisi Medicina e verità La medicina, l'industria, la salute La battaglia per la salute. La medicina, la psicanalisi, la vita La vita senza luogo "Il secondo rinascimento",89-90, marzo-aprile 2001 SR 89-90 La cosiddetta legge dell'incesto Il Vangelo L'impresa per la salute Come si scrive il Vangelo nell'era della telecomunicazione La Bibbia della telecomunicazione Come divenire psicanalista Come divenire capitalista La questione intellettuale. La questione donna Come formare gli italiani La mia proposta per la città di Milano Il valore della vita Le donne, la sessualità, la comunicazione La scienza della vita I giovani, le donne e l'educazione intellettuale La cifrematica. I dispositivi della rivoluzione: conversazione, narrazione, lettura "Il secondo rinascimento", 91-92, luglio-agosto 2002 SR 91-92 La clinica La chirurgia Psicanalista chi? "Il secondo rinascimento", 93-94, settembre-ottobre 2002 SR 93-94 Niente avvenire senza le donne Il dispositivo immunitario: verginità, grazia, carità La fede nella riuscita Interventi al Congresso Stress. La clinica della vita "Il secondo rinascimento", 95, marzo 2003 SR 95 INEDITI Scritti, conferenze, master, corsi, lezioni Leonardo da Vinci Leonardo da Vinci I giganti della montagna, tesi di laurea, 1968 Equipe La cifra della città, 1985-1989 Equipe del dizionario 1986-1989 Equipe del dizionario e della cifra. La tripartizione del segno e la clinica psicanalitica, 1987-1988 Corso Storia della psicanalisi, 1988 Linguistica e psicanalisi, master, 1988 Droga e famiglia, 11 lezioni di cifrematica, 1988-1989 Lacan 1, master, 1988 Lacan 2, master 1988 Carrefour. Lo scritto dello psicanalista, lezioni, 1988-1989 Editoria, gestione, produzione, commercializzazione, master, 1989 Freud e la cifrematica, master, 1989 Editoria e cifrematica, master, 1989 Lacan 3, master, 1990 Dalla psicanalisi alla cifrematica, master, 1990 Freud, Lacan e la cifrematica, master, 1990 Dalla logica matematica alla cifrematica, master, 1990 La cifrematica, master, 1990 La rivoluzione cifrematica, lezioni, 1990-1991 Equipe Il caso di cifra, 1990-1991 Freud, Lacan, master, 1991 Società e clinica della parola, master, 1991 Equipe Logica, teoria e scrittura, 1990-1991 La rivoluzione cifrematica (master e conferenze) 1990-1991 Equipe del caso clinico, 1992-1997 Letture cifrematiche, lezioni, 1992-1994 Come divenire psicanalista del secondo rinascimento, master, 1995 Freud e Lacan, master, 1995 Peano e la logica matematica, master, 1995 L’intervento cifrematico e il caso, lezioni, 1997 Equipe della clinica. L’errore tecnico, 1997-1998 Equipe della clinica. Lettura dei Sei personaggi in cerca d’autore, 1998 Equipe della clinica. Lettura dell'Enrico IV di Pirandello, 1998 Nuove lezioni di psicanalisi. I casi clinici, 2000-2001 Conferenze, master, equipe, Ginevra e Losanna, 1985-2003Nome compiuto: Armando Verdiglione. Verdiglione. Keywords: de-ciphering the cipher, cifra decrifrata, implicatura e cifra, Bruno, Machiavelli. Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Verdiglione e l’idioma dell’idiota” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Vernia: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dei peripatetici del lizio – la scuola di Chieti – filosofia abruzzese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Chieti). Abstract. Keywords: living thing. Grice soul psuche bios Joachim logically developing series. Zen psuche. Filosofo abruzzese. Filosofo italiano. Chieti, Abruzzo. Grice: “I love Vernia, but then any Englishman would, especially when learning that Saint Thomas (Aquino) would have made such a fuss about him!” -- Essential Italian philosopher. Allievo a Padova di PERGOLA e Thiese e successore di quest'ultimo. Ha come collega POMPONAZZI (il Pomponaccio). Tra i suoi allievi: NIFO e PICO. Seguace dell'ermetismo imperante a Padova, cura un'edizione di Aristotele, il lizio. V. sostenne l'unità dell'intelletto -- dottrina poi abbandonata a causa di una condanna inflittagli dal vescovo di Padova --, l'autonomia della fisica rispetto alla meta-fisica, e la superiorità della scienza della natura sulle scienze dell'uomo. Saggi: “Contra perversam Averrois opinionem de unitate intellectus et de animae felicitate”; “De unitate intellectus et de animae felicitate”; “Expositio in posteriorum capitulum secundum in fine”; “Expositio in posteriorum librum priorem”; “Quaestio de gravibus et levibus”; “Quaestio de rationibus seminalibus”; “Quaestio de unitate intellectus”; “Quaestio in De anima. Bellis, “L’aristotelismo” – del lizeo (Firenze, Olscheki editore, Treccani Enciclopedie Istituto dell'Enciclopedia Italiana.   Esaminiamo in prima quali sieno le sue cose stampate, le quali sono poco conosciute, si perché si trovano inserite in altre opere, si perché scritte con caratteri molto fitti, danno pena all'occhio anche molto paziente. La dissertazione più conosciuta é l'ultima, contro l' unità dell'intelletto di Averroe; tanto è vero, che nella seconda iscrizione apposta al monumento trasportato dalla chiesa di S. Bartoloneo all'oratorio dell'ospedale civile di Vi-cenza, è precisamente questo ultimo scritto ricordato. Del Vernia sono stampate sei dissertazioni. La prima porta la data del 1480 (') ed è: quuestio un ens mobile sit toliusphilosopine nuturalis siljectum ('); essa si trova nel commento sul de general. et corrupt. di Aristotele, di Egidio Romano, di Marsilio Ingnen, e di Alberto di Sassonia.  La seconda é collegata colla terza, e tratta della partizione della filosofia; è una prolusione ad un corso di un anno intorno alla fisica di Aristotele. La terza è: utrum medicina jure civili sit nobilior: è come una conclusione della seconda (°); tutte e due sono nella fisica di Burleo, e sono precedute da una lettera a Sebastiano Baduario, censore di Vicenza (3), nella quale ricorda il Vernia la grandezza della di lui famiglia, di cui i capitani sono scolpiti nelle immagini del Palazzo Ducale di Venezia. Il Badua-rio fu discepolo, come il Vernia, di Paolo della Pergola, ed addivenne illustre scotista. In sua casa fu educato il compaesano del Vernia, Nicola Manupello, di Chieti, che fu fisico e medico. E qui soggiunge, che essendo stato pregato dagli stampatori di emendare il libro sulla fisica di Burleo che era corrotto e che doveva leggere agli scolari, volle premettere la divisione della filosofia e l'ampia questione de inchoatione formaruin da lui trattita, ed al Baduario dedicata. Questa ultima questione è andata perduta; almeno finora non la rinvenni. La partizione della filosofia e l'altra sulla medicina portano la data della fine di febbraro 1482 (*). La quarta dissertazione è sul  de gracibns et lucciles, dedicata a Berardo Bolderio filosofo e medico veronese; tratta se i gravi ed i leggeri inanimati si muovano da se stessi o da altro, quando sia rimosso ogni impedimento. Essa si trova nello scritto sull'intelletto contro Averroe. La data non ci è veramente segnata; ma siccome essa é citata nella quinta dissertazione, e non nelle altre prevedenti, è da dirsi essere la quarta. La quinta dissertazione é: questio an denter unicersalin realia, ed é premessa al commento sulla fisica di Urbano Servita, Averroista. Il Renan seguendo l'Hain, ha creduto che sia una prefazione ('); invece è una questione a se, che la poca relazione propriamente culla fisica. Antonio Alabante scrive al Vernia di leggere ed esaminare il manoscritto di Urbano Servita, e di vedere se ne sia stato l'autore Giovanni Marcanova, ovvero Urbano. Il Vernia risponde che il manoscritto nel primo esemplare è di Urbano: Marcanova lo copiò e fu trovato nei libro di costui senza indice: che è degno di essere stampato, jerche Urbano supera moltissimi averroisti, e non islugge le questioni le più difficili della fisica. Corrisponde alla gentilezza e stima di Alabante di Bologna con pari condutta, mandandogli la dissertazione sugli universali, perché la legga e gli dica se può essere stanpata.  La lettera di accompagnamento porta la data del giugno 1492 da Padova; e la dissertazione è stata terininita nel 17 febbraio 1492 (*). Sino a questo tempo il Vernia è un pretto averroista, mostrando nei suoi scritti unlampo di razionalitá e di liberta di filosofare pregevole e rarissima a quei tempi.  Ma alla sorveglianza del Vescovo di Padova e alla • pietá di un uomo dottissimo quale era il Barozzi non poteva sfuggire il libero pensiero del Vernia. Imperocche il Barozzi nel 4 maggio 1489 aveva emanata la scomunica lutae sententiae a tutti quelli che disputavano pubblicamente quoris quaesito colore, sull'unità dell' intelletto.  Il Vernia con tutto ciò si mantiene ancora fermo ai suoi principii; sperava che essi fossero mantenuti illesi colla pubblicazione delle sue dottrine, affidata alla protezione di uomo colto ed autorevole che l'aveva accolta.  Cio non basto a salvarlo: una più severa minaccia di seomunica direttamente al Vernia dovette venire, la quale l'obbligava a ritrattarsi. Non si puù spiegare diversamente la vicinanza delle due date, della quarta e della sesta dissertazione, nella quale ultima il Vernia si ritratta interamente del suo averroismo. La questione degli universali porta la data del 17 febbraio. La lettera poi di accompagnamento di questa dissertazione diretta ad Antonio Alabante porta la data di giugno 1492; mentre quella contro l'unità dell'intelletto è del 18 settembre, dello stesso anno, 1192.  Non dustrente ophtelmia quae me tune molestant, soggiunge il Vernia in fine: una circostanza tuti'altro favorevole a fare scrittura. Argomento da ciò, che il Vernia la dovuto affrettarsi a fare questa ritrattazione. Che la dissertazione sesta sia un po' affrettata ed un poco anche confusi, é in qualcle parte evidente. Che rimanga il dubbio di avere abbandonato l' averroismo perfettamente, e evidentissimo; ed il Barozi se n'era già accorto. Epperò non possiamo noi accettare come veridica la sua confessione, cioé, che solo per disputare e per aguzzare l'ingegno tentò di corroborare con argonenti l'opinione di Averroe intorno all'unico intelletto.  Contro tale dichiarazione sta non solo la dissertazione precedente dello stesso anno sugh universali, in cui si professa puru averroista, ma anche un'altra che è sparita, intorno al1180 nella prina questione preliminare intorno al soggetto della fisica (').  Ma la vita di insegnante per 33 anni nell' università di Padova sarebbe stata troppo scarsa di frutti intellettivi, se il Vernia si fosse limitato a queste sole sei dissertilzioni. Giá abbiamo visto che egli emendo la fisica di Burleo. Anche ai tempi di POMPONAZZI (si veda) Burleo gode allcora grande autoritá nella scienza. Ed alcune opere di lui erano già andate perdute (°). Un altro lavoro di currezione di edizione lo fece intorno al de caelo et murulo del Gianduno. Pellenegra di Troja che insegno filosofia morale a Padova, ci da notizia di avere più accuratamente stampate le questioni del Giandono che furono emendate da V. Noto questa notizia molto rilevanImperocché sono di credere che molti hanno pubblicato dei lavori del Vernia, non originali però, ma intorno ai commenti di Aristotele, appropriandosi in tutto e per tutto gli scritti del filosofo chietino. Che V. non perde il tempo sulla cattedra, si rileva dalle sue stesse parole nelle quali dice che essendo stato professore per anni a Padova, crede essere poco decoroso, se non avesse pubblicato ció che avea raccolto con diligenza per tanti anni dai filosofi latini. Egli non cessa tutti i giorni di forbire e ritrallare i commenti che aveva fatto su tutti i libri del LIZIO, perché potessero meritare di essere pubblicati . Ma manda alla stampa in prima l'opuscolo sulla immortalità secondo la fede cattolica, aífinché fosse esso come il conduttiero delle altre opere. Prega inoltre Grimani di accettare questo dono durante il tempo, che egli da un'aitra mano ai coinmenti di Aristotele. Se la lettera dedicatoria è scritta nel 1499, nella quale confessa che egli ha già pronti questi commenti, ma non li pubblica perché hanno bisogno di essere ricorsecondo il tenore del suo opuscolo, cioè contraria ad Averroe, di cui era stato per tanti anni fautore. Quindi si può supporre, o che egli non li abbia pubblicati prima per la minaccia del Barozzi, ovvero che dal 1499 egli siasi messo a ritrattare tutti i commenti in senso antiaverroistico, e che non li abbia finiti per gli acciacchi della sua età. Pochissimo é stato anche il tempo dalla pubblicazione dell'opuscolo alla sua morte; quindi si può ritenere che i suoi scritti sieno andati nelle mani degli altri.  Una caratteristica quasi costante si può notare negli scritti del Vernia, la quale è duplice, materiale e formale.  Il Vernia è molto ordinato nel suo scrivere: quasi tutte le sue dissertazioni sono divise in tre parti: la prima espone tutti coloro che hanno deviato da Aristotele e dal suo commentatore, Averroe; la seconda, che cosi al buno sentito entrambi intorno al quesito proposto, e la terza contuta le opposizioni addotte dagli avversari. Questo tenore di dividere in tre parti l'argomento era però comune a tutti i tomisti e scotisti. Ciò riguarda la materia dei suoi argomenti. Circa la sua opinione, a quale cioé, dei filosofi più si accostava, è da dire in genere, che egli sebbene averroista, era piu veramente un albertista. Tomista non mai periettanente. Il suo storzo è di mostrare che l'opinione di Averroe poco differisce da quella di Alberto. Lo dice finanche nella sua sesta questione contro l'unità dell'intelletto. Sebbene in quest'ultima sia stato costretto ad essere tonista, per avvalorare la sua ritrattazione.  Il Vernia insegnava propriamente li tisica a Padova, e non poteva sottrarsi all'esameseguace, d’AQUINO (si veda), o di Alberto. Tale questione era, se l'oggetto della filosofia naturale era l'ens mobile, come disse S. Tommaso, ovvero il corpres mobile, come opinó Alberto. Osserva che Egidio Romano combatté l'opinione di S. Tommaso, perché la scienza naturale non è subalterna della metafisica; poiché tre sono gli abiti speculativi, il metafisico, il matematico, ed il naturale. E se la mobilità è un' accidentalità, questa non deriva punto dall' essere, in quanto questo è obbietto della metafisica.  La scienza naturale non é parte della metafisica, ma questa e quelle sono diverse parti della filosofia. D’AQUINO (si veda) la la più buona opinione, dicendolo il migliore espositore tra i latini; ma pure non solo in questa, ma in altre questioni gli é spesso contrario. Lo Scoto volevi invece clie l'oggetto dalla fisica fosse la sostanza naturale, che é soggetto del moto e di altre aflezioni. Ma se per naturale s' intende il sensibile, soggiunge il Vernia, esso  è il soggetto che é principio di moto e di quiete.  Sostiene perció che il corpo mobile sia il soggetto della fisica. Otto sono le condizioni requisite per un subbietto di una scienza: che sia reale, uno almeno per unitá analogica, universale, adeguato, primo noto in quanto alla sua ragion formale, che abbia parti, che abbia affezioni, che abbia principii. Ora l'errore di Antonio Andrea è di aver posto l'essere come comune a Dio ed alla creatura. Queste otto condizioni si trovano nel corpo mobile,l'ammettere il noto come soggetto di scienza, risponde che quell'accidente solo non entra nella scienza, il quale non ha causa.  Due difficoltá considerevoli s'incontravano in tale definizione della fisica. Se il corjo mobile é il subbietto della fisica, gli angeli sono mobili, ma non sono corpi: inoltre, il cielo non é composto di materia e forma, e quindi cone può essere l'obbietto della fisica? La questione dell'an  gelo intorbidava la liberta di filosofare nella scienza naturale. Intorno alle specie ci era quella della plurabilita,  o moltiplicabilità dell'angelo, che non era ammessa da S.  Tommaso, perché ogni angelo rappresentava la specie tutta. Per l'anima umana invece si doveva sostenere la plu  rabilita, altrimenti si cadeva nell'averroismo, e si riconosceva l'unita dell'intelletto umano. Il Vernia confessa che egli intende di parlare secondo la ragion naturale in tale questione: e dice che gli angeli non si possono muovere con una velocita infinita, perché la velocita dura un certo tempo: il loro moto locale, se fosse veloce infinitamente, dovrebbe avere uno spazio infinito ; locché non conviene all'angelo. Esso é dunque una sostanza semplice ricettiva di luogo, e quindi di moto. Era giá il primo indizio, con cui egli si dipartiva dalle veritá di fede e della teologia ('). I teologi invero volevano concedere all'angelo il moto infinitamente veloce, ovrero  l'ubiquità, negandogli il luogo. Locché e contraddittorrio per V. E se con AQUINO (si veda) ammette che l'angelo rappresentando tutta la specie, era implurificabile, lo stesso sosteneva rispetto all'intelletto umano.  Ma si riserva di trattare tale questione in quella dell'intelletto.  Se questo scritto sia stato pubblicato, non si sa: forse dovette sparire dietro la persecuzione del Barozzi; non credo però che gli fu impedito di pubblicarlo. Il Nifo pare che lo accenni. Imperocché e chiaro che la citazione sui concorda perfettamente colla dottrina che espone e che pol Il Nito combatte. Cioé, che per sostenere l' unità dell'intelletto, disse un nuoro espositore, che una stessa forma spirituale informa subbiettivamente la fantasia e l'intelletto. Imperocché la forma spirituale può essere una di numero in diversi soggetti, come il colore nell'acqua e nell'aria. L'intelletto in se come uno in atto informa il nostro intelletto, ed é la specie intelligibile; informa anclie la fantasia, ed è il fantasma.  La seconda difficolta era: se  Averroe aveva ammes  so che il cielo non è coinposto di materia e foria, perché é ingenerabile e pur tuttavolta è mobile, come poteva abbracciare l'idea del corpo mobile il cielo e le cose terrestri? V.risponde che la sostanza mobile è cio che è soggetto alla triplice dimensione. Pare accostarsi per ciò all'opinione di Egidio COLONNA ROMANO (si veda) che pone identici natura nel cielo e nella terra. Ma pure non é veramente cosi; perché confessa altrove che il cielo è atto, e non si da in esso passaggio dall' essere al non essere.  Il punto di vista interessante per caratterizzare fin da ora il chietino filosofo è questo nel primo suo lavoro, dichiarare, cioè, la fisica indipendente della metafisica: sottrarre la natura, per quanto poteva, dall'influenza della teologia. Fin di ora i fisici non stunno in accordo coi metafisici. E una linea di condotta che è troppo costante  in V.  La seconda dissertazione intorno alla partizione delli filosofia è una prolusione che fece in un anno del suo insegnamento; nel quale dovendo esporre la filosofia naturale, esamina quali sieno le relazioni delle varie parti del sapere al tutto.  La filosofia, dice il Vernia, è la perfezione del sapere; essa è prattica, speculativa e razionale; e riducendo, è reale e razionale. Questa ultima è la logca; dando a questa il solo valore razionale e non reale, il Vernia si dichiara vero occamista: non tomista, né scotista. In tal guisa seguiva la tradizione patavina cirça la logica, la quale, non solo di Nicoletto Veneto e da Nicola della Pergola era stata ritenuta come speculativa secondo Alberto, il differenza di alcuni tomisti che la dissero pratica, ma anche di valore nominale; e cio era la massima distinzione degli occanisti moderni dai logici antichi che erano o tomisti, o scotisti. Siccome tre sono gli atti di ragione in eni jo siano errare, tre sono le parti della logica che servono a dirigerci alla verita.  Le Categorie che Aristotele e Platone ricevettero da Archita da TARANTO (si veda), servono a non attribuire id una cosa uni qualitá che conviene ad un'altra. Il libro de interpretalione tratta delle enunciazioni singole, in cui vi è la composizione, o la divisione dell'intelletto. Il terzo atto é il sillogino pertetto: ed è questa l'arte nuova che fu da Aristotele ritrovata. Questa parte é divisa nell'inventiva e nella giudicativa: quindi la topica e la sofistica. Lia giudicativa è l'analitica, di cui la prima tratta del sillogismo comune in cui si risolve la conclusione nella preinessa;la seconda é quella che riduce gli elletti alle loro cause.  La risolucione prima é relativa alla seconda ; perché quella é comune ad ogni sillogismo, questa é speciale al sillogismo che versa intorno alle cose necessarie.  Al libro dei primi analitici viene quello dei topici; e poi quello dei secondi analitici, e finalmente quello degli elenchi. Doyo, la rettorica e la pratica.  La scienza reale poi é divisa in prattica e speculativa.  Quella in fattiva come la medicina, ed in attiva clie comprende l'etica, l'economica e la politica. Questa compren Je la naturale, la matematica e la divina. La considerazione intorno al mobile in se è della fisica, che è priuna tra le parti della filosofia naturale: se si considera il solo moto locale, ecco la trattzione del cielo; se verso la forina, ecco il libro della generazione; se verso il misto, si la il libro dei meteorologici, e quello dei minerali : se é animato, questo o è in genere ed ecco il libro de  parcis naturalibus, o é specitico, ed e il de planlis et de animalibus.  La scienza dell' anima contiene tre parti : la prima il trattato deila vita e della morte, poi quello de respirationo e il de jucentute et seneclule, de causis  lougitulinis et bieritatzs citae, de sunate et acgriedine el de nutrimento, i quali due ultimi libri non ci pervennero. La seconda ciò che riguarda il motivo, de cresis motes animalium et de pingresse animalium.  La terra cio che è propriamente del sensitivo, quindi de sense et sensat), de memoria et reminiscentia, de sonno et vigiliu. Ma perché dai sinili si procede al dissimile, perció dopo il libro dell'anima in genere, vien quello del senso, del sonno e della veglia. L'intelletto non a. endo concretez/a nel corjo, é delle sostance separate che appartengono alla metatisica. Sbagliano perciò coloro che dicono soggetto del libro dell'anima il corpo animato e che l'anima sia sostanca del corpo. Perché il corpo animato secondo le operazioni comuni a tutti i corpi animati,è soggetto del libro perenni animalinm: considerato poi secondo le operazioni specifiche è il soggetto dei libri de animalibus et plantis.  Il Vernia è nella dottrina dell'anima in armonia colla dottrina del cielo. L'anima è propriamente l'intelligenza, così nel cielo, come nell'uomo L'intelligenza è sostanza separata; eppero non appartiene veramente alle cose né celesti, né umane. L'anima come senso, come fantasia, appartiene alla natura, siccome la forma e la materia del cielo danno il cielo nella sua pienezza. Questa dottrina del 1482 è in pieno accordo colla dissertazione inedita, se il cielo é animato.  Di qui è chiaro l'ordine delle arti liberali: cioé, prima apprendiamo la grammatica, indi la logica e la parola, poi la filosofia naturale e la matenatica: da ultimo la divina sapienza.  Da questa seconda dissertazione non comparisce per noi nulla di notevole, salvo una mente abbastanza ordinata in mezzo a tutto il ginepraio dei trattati aristotelici. Si può ritenere che il Vernia gia si era dichiarato per l'unità dell'intelletto fin dal 1482, perché dichiara l'intelletto non avere concreteria nel corpo, essendo una potenza separata. Una dottrina che aveva per conseguenza la mortalitá dell'anima. Imperocché egli confessa che non solo la sensazione, ma anche la memoria appartengono alla vita sensitiva. Il senso non è che una specie dell'anima.  L'intelletto come unico appartiene alla metafisica. Non sappiamo se a quest'ora avesse gia pubblicato il suo traltato de unitute intellectus. Forse no: ma questa dichiarazione è già abbastanza, oltre quella che si trova nella prima dissertazione, per dichiararlo rigido averroista.  La terza dissertazione, se sia jiù nobile la professione della medicina o quella del dritto civile ('), ha qualcheche di spiritoso. Nissuno si deve meravigliare che il Vernia abbia preso a trattare quest'argomento; poichè era egli un medico e filosofo. Difatti, distingue in questo lavoro la medicina come scienza di cui parla, dalla medicina come arte, la quale dipende da quella. I medici artisti sono quelli che discreditano la nostra medicina, dice lui:  e dovrebbero essere espulsi dalle città (').  Dopo avere esposto alcuni argomenti in contrario, tra cui, che il fine del dritto è fare l'uomo virtuoso, quello della medicina conservarlo nel suo essere solamente, che con questa si sana il corpo, con quello si sana l'anima, ragiona cosi per la parte vera. La medicina riguarda la conservazione dell'individuo, che è come la sostanza migliore di ogni accidente. Il dritto si appoggia sull'autorità dei dottori, la medicina dá una certezza dimostrativa.  Essa veramente dipende immediatamente dalla filosofia naturale. Senza di quella nulla si conoscerebbe: ed in essa consiste la felicità, anzi che nella convivenza, che è una certa felicita. Dimostra a lungo la felicità consistere nella speculazione; e gli pare clie il giurista sia più lontano dall'ultimo fine che attinge il naturalista. La medicina fu sempre avuta più in onore, epperò fu bene ricompensata.  Qui non gli mancano vari esempi dalla storia. Una scienza indeterminata e variabile non può mai essere davvero scientifica. Tale è la legge degli atti umani, in cui è impossibile dire universalmente un vero: anzi è utile in certi casi particolari osservare l'opposto di una legge (°).  I forestieri che entrano nella cittá, sono puniti: ma se questa è assediata, ed entrano per liberarla, sono degnidi premio. Cne leges cariantui secundum locorum commoditutes et ad libitum hominum. Leges enim Justiniani in Gallia nihil culent. Aristotele nel V dell'etica le rassomiglia alle misure del vino e del frumento. Similiter non naturalia et lumana justa non eadem ubique. Dopo aver distinto la inedicina come scienza da quella come arte, osserva che gli scicnziati medici non solo fanno gli esperimenti, ma ricercano le cause di essi dalle cose naturali. E se ad Esculapio gli Ateniesi, ad Antonio  Musso i Romani per avere sanato Ottavio Augusto ere:sero una statua di bronzo, che cosa dovremmo fare noi a Gerardo Bolderio di Verona, principe tra i moderni  medici? (').  Osserva clie i legislatori dei suoi tempi sono privi di cultura e li disprezza, perclé non conoscono le scienze morali, nè quelle dell'anima. Tali non furono gli antichi legislatori, come Solone ed Aristotele, che erano periti nella scienza naturale. Dopo aver riferita l'autorità di (icerone nella pro Murena, in cui dice che se Servio Sulpicio aprese dritto civile, non perciò trova aperta la via al consolato, mette in ridicolo alcune glosse che si trovano nel codice giustinianeo (*).  Fra le risoluzioni delle difficoltà poste nella prima parte della discussione, noto questa. Sebbene la virtú siapreferibile alla vita nel genere dei costumi, perchè la morte è preferibile alla vita turpe, perché è più lodevole chi muore per virti di chi vive ozioso; pure nel genere della natura non è cosi, anzi è l'opposto, essendo preferibile l'essere alla virtú. E siccome, più essenziale è il genere di natura di quello del costume, è meglio vivere cle è il fine della medicina, che essere virtuoso che è il fine della legge. Acuta riflessione! Questa dissertazione mi è apparsa la più originale tra tutte, perché, oltre che è lasciata interamente la forma scolastica, essendo scritta in maniera molto spigliata e libera, è piena di osservazioni punto, sprezzabili. Né si dica che era usuale a quei tempi l'invettiva dei professori di vari studi contro i legisti, i quali erano decaduti nella stima jer l'aridità delle loro dottrine. Imperocchè V. si mostra jiuttosto inspirato ad un altissimo concetto che è vero : cioè, che la scienza della natura è la sola che ci procaccia una felicita per le verità conosciute, le quali non sono variabili come le leggi umane. Comprendo che da essa risulta pure evidente lo stato di decadimento della giurisprudenza a quei tempi. Ma V. indica pure il modo come rinsanguare quegli studi coll' estendere la coltura a quelle sorgenti, da cui puó fluire la vita del pensiero che era rimasta assiderata nella forma e nella parola.  La questione de paritus et lecilus è di poca importanza: tratta se i gravi e leggieri inanimati, rimosso l'impedimento, si muovono localmente da se, o da altro.  Espone secondo il solito, le opinioni devianti da Aristotele e le confuta, quella di Averroe che é la stessa di Aristotele, e finalmente risponde alle obbiezioni. L’Accademia che pone l'anima e le cose inanimate muoversi da se, è in opposizione ad Aristotele, che volle nissuna cosa poter muovere se stessa. Alberto disse muoversi per accidente; e che non ci è bisogno del movente nel moto naturale, ma solo nel violento: e questo è l'aria. Ma osserva che ogni moto ricerca per se il movente, e tali sono i gravi. Contro AQUINO (si veda) che dice i gravi finmaliter si muovono da se, ed effectire dal movente, dice che per il moto in atto ci è bisogno del movente in atto.  Neppure l'opinione di Gianduno che disse il movente essere la forma, e la materia la cosa mossa, sta benc, perché allora la forma sarebbe movente e mossi, perché il moto in atto è distinto dal motore. Alcuni teologi separarono la gravità dalla sostanza; e dissero clie l'ostia consacrata cade in giù come gravità, non come sostanza. Ma questa opinione non è naturale: e non ne parla perciò. Egli dice che i gravi e leggieri, dopo che sono generati, si muovono da se, rimosso l'ostacolo, ai loghi naturali propri, e fuori di essi sono mossi dall'aria per l'impeto dato dal morente violento. I proiettili sono mossi dall'aria secondo Averroe, la quale è causa della velocita.  Imperocché il mobile in fine è più veloce, perché maggiore quantità d'aria lo segue nel fine, che nel principio.Lo stesso succede per l'acqua, perché aria ed acqua sono corpi interminati, indifferenti a qualunque figura, come non é dei solidi. Cosi si spiega, perché la balista percuote più a certa distanza che vicino, perché i raggi si uniscono nello specchio a certa distanza. E curioso che si mantiene più fedele ad Averroe che ad Alberto, il quale secondo lui non ha detto bene che i gravi sono mossi dall'impeto ad essi dato e non dall'aria e dall'acqua, perché i gravi misti terminati non sono nati a ricevere tali violenze. Altrimenti un uomo getterebbe a maggiore distanza una piuma che un pezzo di ferro; locché è contro l'esperienza. E se il maestro Gaetano risponde, che avendo il ferro più materia, riceve più impeto e va quindi a maygiore distanza, gli osserva V. che, data una pietra ed un pezzo di ferro della stessa quantita, il ferro dovrebbe andare a maggiore distanza. Cio proviene perché la mano si applica meglio alla pietra, che alla piuma.  Questa dissertazione fa troppo desiderare la venuta di BONAIUTI (si veda )per isciogliere questo quesito della fisica che arriluppo nel buio le povere menti aristoteliche.  Nella quinta dissertazione, un dentur unirersalia vealia, il Vernia è ancora pretto averroista, cioè sino algiugno del 1492. Espone secondo il solito le opinioni devianti da Aristotele e dal commentatore, poi quella di questi due, e finalmente risolve un numero immenso di obbiezioni. Dice che gli universali o sono concetti puri secondo Occam, ovvero sono reali secondo Burleo nel prologo della fisica; oppure ci è la via media in quanto sono reali nella cosa singolare e formali nell'intenzione. V. prende lo stato della questione non dai primordi della discussione, ma dalle ultine forme che aveva assunte nella scienza. Perché il Burleo discepolo di Occam stando alla pura questione filosofica, aseva guardato più alla parte fisica dei generi e delle specie, ed Occam aveva ridotto la soluzione al puro nominalismo. Non crede dover fare lunga discussione sugli universali ante rem, parendogli fuori proposito pei tempi della scienza. Noi che camminiamo nella via media, dice lui, affermiamo che l'essenza di ogni cosa si può considerare doppiamente, cioè in se, e nella materia, in quanto è quell'aptitudo realis che nou è particolare, perche è una essenza non di unitá di numero, ma l'unità secondo l'aptiludinem communicabilitatis. È una comunità non di materia, ma di forma. Ed é appunto questa inchoulio formae che é reale. Cosi nello sperma non cessa mai la forma umana, fin tanto chie l'nomo si perfeziona. Altrimenti la forma sarebbe creata dal niente di se. Il Vernia è un fisico, e non può trattare la questione degli universali, se non dal lato della sua scienza. Essa si può dire che si identiticacon quella dei germi della vita, sino ad un certo punto.Occam sciolge la questione degli universali negando ogni esistenza astratta e tutto riducendo il loro valore al puro termine. Ma la specie non ha valore in se? Ecco il Burleo che ammette quest' universale nella specie : il Vernia lo chiama unita di forma che é increata, eterna, appunto per negare la creazione temporanea della specie. La difficoltà era per l'anima intellettiva, ritenendosi che essa è creata prima e poi infusa nel corpo. Sebbene ciò, dice il Vernia, é secondo la mente dei sacri teologi, non è però secondo la mente di Aristotele ('). Poichè secondo Averroe nel settimo della metafisica non può uno stesso effelto essere prodotto da due agenti che non sono subordinati nell'operare, e che non concorrono aggiustatamente allo stesso effetto. Cosi sarebbe di Dio e di un particolare agente nella generazione di Socrate. Epperó egli é di opinione clie la dottrina di Alberto a questo punto poco differisca da quella di Averroe. Il quale volle tutte le forme prodotte ed emanate dalla potenza della materia e non per creazione, la quale credette essere impossibile. Quindi l'anima intellettiva non è creata, maché la volle creata. Ma cio che ha esistenza preesistente, è al aeterno.  Il Vernia nella questione dell'anima vede la cosa secondo il fatto. L'uomo genera l'uomo per l'apretito naturale clie non può essere indarno. L'agente fa la  mil  tazione, trasmutando la materia dalla potenza all'atto, non congregando due cose jer fare l'unità di un effetto: cosi si approssima alla creazione. La forma non si crei, ma si produce per generazione. La creazione de noco non gli va. La generazione non é per trasferimento secondo Anassagora, nè per le idee secondo Platone. Per Averroe quando succede la generazione, vi è qualche cosa che si completa: la forma è il termine di essa. La forma particolare è distinta dalla essenza che la include; jercio essa non si crea, ma si genera. Se Alberto dice che è creata dal niente di se stessa, rispondo che è jer accidente generata. E se soggiunge che incomincia ad essere de noco, rispondo anche dicendo non dal niente di se stessa, ma da qualche clie di se, cioè dalla essenza che è l'incoazione ed il seme nella stessa specie. E coloro che non intendono queste cose, non hanno il cervello abilitato al bene, e non sono atti a filosofare secondo i principi di Aristotele ('), il cui assioma è dal niente niente farsi. La quale dottrina fu accolta da tutti quelli che parlano naturalmente. Ottima confessione! Ma osserva ancora che la forma della specie non è distinta da quella dell'individuo; perché nell'uomo vi è una forma particolare che si dice l'anima cogitativa. Nello sperma da cui si ha l'uomo, non si distruggono le parti di esso, ma si generano successivamente le forme dell'uono, finchè si perfeziona la forma umana. L'incoativo sene non è una potenza subbiettiva, ma potenza formale, distinta dalla materia ('). Da ciò segue darsi gli universali reali. Anzi arriva a dire che tutte le specie rimangono in ogni ora, altrimenti tutto sarebbe corruttibile, locché appartiene al solo singolare. Perfino il concetto di finalità nella natura non lo ammette; poiché il fine è ens rationis, il quale è ben diverso dal processo naturale, che non dipende dall'anima nostra. L'incoazio  ne è reale, dice più prima, é nella materia, non è nell'intuizione delle cause agenti (*). Segue una immensità di obbiezioni che tralascio per brevità: qualcuna solo voglio menzionare. Con questa teoria in ogni uomo vi sarebbe qualche che dell' asino; risponde : in potenza vi é questa indifferenza della specie, in atto no. Essendo questi universali separati dall'individuo, non vi sarebbe la necessita dell'intelletto agente. Risponde: questo essere necessario a produrre nell'intelletto jossibile mediante i fantasmi le intenzioni dell'intelletto in atto. Nota poi con Alberto che questi universali incorporei sono sempliciquiddità ulique eristentes, come la quantità indeterminata. Infine a Burleo che nega gli universali nella mente, altrimenti si andrebbe all'infinito nei concetti comuni, e cosi non vi sarebbero principi primi della scienza, risponde, che il concetto dell' essenza in ratione entis è singolare, in ratione signi è comunissimo. Un uomo e un uomo sono lo stesso rutione signi, ma differiscono materialiter. Per questa dottrina egli si avvicina di molto ad Occam che è un puro terminista; ritiene con lui gli universali nella mente rutione signi, e combatte Burleo clie li negó nella mente: ma ritiene con costui la realtà degli universali come enti obbiettivi, che nego l'Occam. In questa dissertazione vi è del buono, vi è del falso. Ad ogni modo è la ultima manifestazione del suo averroismo. Il Vernia nega la creazione perché riconosce in natura la sola generazione: ed arriva sino a toccare la questione nebulosa della generazione spontanea colla dottrina della indifferenza dei generi. Non fa eccezione per l'uomo e neinmeno per l'anima cogitativa, dicendola una specie non diversa dall'individuo, un' accidentalità della natura, per cui non ci è bisogno della creazione de noco. Nega l'infondersi dell'anima nel corpo umano secondo S. Tommaso, reputando sufficiente la generazione per l'appetito naturale inerente all'uomo. Questo è il lato più vero dell'arerroismo professato dal Vernia. E se ritiene gli universali separati dai singolari in quanto sono in se, non è meraviglia che sia costretto ad ammettere anche l'intelletto agente che completa nell'uomo la cognizione. Il Vernia mi pare proprio sospeso tra il cielo e la terra, tra la scolastica antica a cui non può dare un totale addio, e la nuova dottrina della realtá della natura di cui ne ha qualche presagio. E certo peró, che se altro scritto mancasse a conoscere qualche valore negli studi naturali, questa quinta dissertazione è la più valida prova del suo talento negli studi filosofici. Con questa dissertazione quinta preceduta dall'altra, se il cielo èanimato, inedita, il Vernia chiude il suo averroismo il più deciso. E si noti che è una dissertazione in cui fu minacciato della scomunica; cioé prima della sua ritrattazione, e  prima del saggio de intellecte di Nifo, che ne è il preludio. Discepolo e maestro, cioe Nifo prima e V. scrivono due saggi contro* l'unità dell'intelletto di Averroe.  Il trattato de intellectu di Nifo è molto più lungo: maci sostara e quine di io iu pablicato nel 1503, cosi quello di V. vidde la luce nel 1499. Naude ha detto che il de intellecte di Nifo fu prima di quello de unitrle di V. É vero, perché nella dedica del libro a Baduario, patrizio veneto, dice che gli avevabe procurato di stamparla, se non ci fossero stati gli invidiosi che lo accusavano di eresia. Da ció si è argomentato che Nifo ha giá fatto il trattato; e che avendo diteso V., si attirò sopra di lui accuse di eresia; epperò fu costretto a pubblicarlo nell'anno dopo, avendolo prima del tutto emendato.  E questo ha potuto essere sino a quando V. è ancora averroista. Ma mutatosi d'opinione il maestro, si muto anche lo scolaro. Kimane la difficoltà rispetto al Vernia, che è maggiore di quella di Nifo, come dopo più di due mesi soltanto cambio opinione, cive da averroista addivenne antiaveroista col trattato de unitute intellectus contro Averroe. Di cosi subitanea mutazione la causa dovette essere la scomunica di Barozzi fattasi sentire un po' più efficacemente.  Che il Nifo ricerette dal Vernia l'indirizzo fondamentale dalla sua ritrattazione, risulta non solo dall'andamento del libro de intellecte nel tutto insieme, ma anche da un'altra circostanza che c' induce a credere cosi. Nifo confessa nella dedica del commento de anima al Giulio cardinale dei Medici, che tutte le cose raccolte sul de anima da lui fin da quasi fanciullo gli furono rubate e stampate a sua insaputa e col suo nome, acciocché la cosa fosse più verosimile (). Si capisce che queste cose raccolte furono sotto scuola del Vernia. E se il de intellectu a confessione del Nifo si intende per il commento de anima, e deve succedere a questo, ed è giudicato il primo parto suo giovanile, è ragionevole supporre che l'un e l'altro libro sieno stati inspirati dal suo maestro nei punti principali della ritrattazione.  Percorriamo ora brevemente la sesta dissertazione, per vederne il contenuto. Dice che Anassagora, Esiodo, Senofane, Melisso di VELIA e VELIA convengono nel porre che sia lo stesso Dio e l'anima intellettiva: unico Dio, unico intelletto. Di qui nacque l'errore di Averroe e di altri peripatetici che dicono uno essere l'intelletto in tutti.  Democrito e Leucippo non facendo differenza tra senso ed intelletto, ammisero l'anima fatta di atomi. Empedocle volle l'anima composta degli stessi principii delle cose, perché conosce queste cose. Costoro dunque ammettono l'anima generabile. Riferisce l'opinione di Pitagora che pose l'anima immortale per la metempsicosi, e di Platone che disse l'anima da Dio creata, infusa nei corpi. Ma Origene secondo AQUINO (si veda) volle l'anima creata de noronon eterna, rinchiusa nel corpo pel peccato originale. Avicenna che ammise l'immortalità, disse le specie non causate dai fantasmi per l'agente intelletto, ma clie questi dispongano l'anima a ricevere le specie. Dopo ciò, magna discordia inter peripateticos, perché in Aristotele non si trova sciolta né la prima ne la seconda questione, cioe an anima intellection sit forina substantiulis humani corporis, utrunce sit in eo felicitabilis. Alessandro ammise l'anima intellettiva essere eterna, e pose l'intelletto agente e possibile come eterni. Averroe non avendo conosciuto il horo dell'anima di Aristotele, disse l'intelletto possibile corruttibile, ed intese per intelletto possibile l'anima cogitativa. Ma se è immortale l'agente, tale è anche il possibile. La sua attitudine a tutto ricevere è in consonanza colla libertà. Qui ci è una esposizione delle ragioni per cui Averroe ammise l'unita dell'intelletto; perché è impossibile l'infinita moltitudine d'intelletti, perché non non vi è moltitudine nella stessa specie se non per la materia, perché è impossibile la creazione. E subito dopo una imprecazione ad Arerroe.  Conchiude coi peripatetici più famosi che tra Platone ed Aristotele non ci è discordia, se non nelle parole, e che l' anima sia sostanziale dans esse forinaliter corpori hurano, moltiplicata in singulis hominibus, ab acteïno creata a deo et corporibus infusa. E ciò secundum sacrosanctam Rom. Ecclesiam et veritatem. Ma ci è qualche cosa di più: sostiene che queste cose non solo bisogna credere ex fide, sei philosoplice, non dicendo nulla di contrario ai principii di Aristotele. Arriva ad ascrivere ad Aristotele anche la creazione: locché é la cosa più strana per il Vernia, che a questo profosito si era cosi decisanente espresso cessario cambiarne altre con quella connesse. Ritiene perciò che all'anima non conviene mutazione per l'acquisto della scienza. Per l'unione ai fantasmi è l'universale co  nosciuto. Ma il singolare non può essere conosciuto prima dall'intelletto, ma solo dal senso in cui vi è mutazione.  Nega quindi al Gianduno che l'intelletto per conoscere l'universale abbia prima bisogno della conoscenza del particolare; altrimenti vi sarebbe mutazione nella scienza, e quindi alterazione nell'intelletto. Cosi spiega che l'intendere è per reminiscenza. Similmente circa la indivisibilità dell'anima, il cui opposto ammise Averroe, Osserva che se l'anima non fosse tale, l'uomo non sarebbe lo stesso da mane a sera. Un altro inciampo era, come l'anima intellettiva dá l'essere al corpo umano. Crede una stoltezza l'affermare col Gianduno che non può avvenire se non jer miracolo, che una forma inestesa dia l'estensione.  Qui intanto anche lui si rifugia alla fede, ut fideles ponunt. Finalmente ne dimostra la immortalità: ciò che é indebilitabile per la esistenza dell'oggetto, è immortale.  L'intelletto è tale: è eterno, come gli universali, non è organico, jerché la sua operazione non è corporea. Un argomento spesso riprodotto dal Pomponazzi, è questo : non si va da un estremo all'altro senza un mezzo. Tri la forma astratta e la nateriale ci è la media che dá l'essere alla materiale: e jer questo conviene colla be-stia, ed è incorrutibile come la celeste natura. In mezzo a tante difficoltà che tratta, egli è però convinto che lasoluzione si trova nella fede: e e Platone si accostò alla verità, non la vidde completamente. Sei soluin ficiles inspirationis lemine fidei illuminati ceritatem attingere complete, et soli complete salisfuciunt omnies poesi-  tis in his difficultatibies. Da questa dissertazione si vede che V. mostra di aver perduto ogni vigoria speculativa, ed ogni connes sione stretta di pensare. Ed essa si può piuttosto accettare come una confessione di fede, anzi che come una vera tesi scientifica. Il rifugio nella scienza è AQUINO (si veda), od un Platonismo cristiano. Tale era l'intonazione che da Bessarione venendo in Italia: e questa si seguito piuttosto a Firenze, che a Padova. E nissnn dubbio che questo indirizzo lo segue il Vernia. E credo che gli faceva coin-modo per levarsi dagli impicci che gli dava il Baroz-zi, e perché desiderava il canonicato di Aquileia, al quale avrebbe trovato ajerta la via con tale pubblica con-tessione. Ma, siccome è troppo difficile abbandonare quelle idee che sono state il nutrimento di un giovane intelletto; cosi anche qui si vede in mezzo alle imprecazioni ad Averroe ed alle eccessive dottrine di fede, una tendenza a mitigare l'averroismo, cioè a con-temperarlo colle dottrine della chiesa. Ed il Barorzi gli dice nella lettera di risposta che lui la fatto bene di fare questo opuscolo, sia che senta cosi, sia che no, perché la sua autorità è grandissima. E lo paragona a S. Paolo con-  vertito; ma pure il sospetto sulla sua fede non cessó to-talmente. Epperò egli replica la sua confessione dopo pochi mesi dalla pubblicazione del suo opuscolo nel suo testamento.  Il Nifo nella età giovane imito in tutto il suo mae.tro nella tarda etá colla sua barcollante fede nell' arerroi-smo. Cosa che il Pomponazzi gli osservò bene nel de-fensorium. Che autorità ha quest'uomo (ei dice) che mentre ora segue l'unita dell'intelletto che noi diciano essere di Averroe, prima l'ha condannata! Allude appunto al trat-se il sistema secondo il Bessarione, di non avere nissun criterio proprio. E nella prefazione al de Anima egli professa col Bessarione che né Platone ne Aristotele arrivarono perfettamente alla fede ortodossa; ma in loro si osserva una parvenza della nostra religione, che poi il creatore per mezzo della dottrina del suo figlio rivelò più manife-stamente. Le sentenze perció di Platone e di Aristotele si debbono accomodare a quella di Cristo. Tale fu il Ver-nia nell'eta decrepita, e tale il Nifo nella gioventi.  Il sistema era molto commodo non solo a non avere disturbi quali ebbe il Vernia, ma anche ad aprirsi una via sicura agli onori che la chiesa impartiva. Era il tempo della simonia allora: una fede anche larvata ci voleva semj re, come scala alle lucrose onorificenze.  Noi non ci meraviglieremo delia confessione del Ver-nia, o meglio della sua ritrattazione, perclé ancle il povero Pomponari fu obbligato a confessare che gli argomenti del Padre Crisostomo, dell'ordine dei predicatori, contro il suo trattato de immortalitale erano fuori ogni dubbio. E si obbliga che il suo libro non puù esser venduto senza quella aggiunzione! Solo ci possiamo meravigliare del suo discejolo che seppe imitare a proprio vantaggio ció che fu un tratto di deboleza senile del suo maestro, senza aver mai dato in tutte le sue 44 opere un lampo di ingegno un po' libero e meno servile alla chiesa. V, Nicoletto (o Nicolò o Paolo Nicola) Filosofo -- m. Vicenza. Allievo a Padova di Paolo della PERGOLA (vedasi) e di Gaetano da THIENE (vedasi), consegue il dottorato; si laurea anche in medicina. Successore nell’insegnamento di filosofia naturale di THIENE (vedasi), ha come allievi NIFO (vedasi) e POMPONAZZI (vedasi). È autore di numerosi scritti legati all’insegnamento: Quaestio an ens mobile sit totius ­philosophiae naturalis subiectum; De divisione phiosophiae (prologo alla Fisica); Quaestio an medicina nobilior ac praestantior sit iure civili; Quaestio an caelum sit animatum; Quaestio an dentur universalia realia; Quaestio de gravibus et levibus; Quaestio an coelum sit ex materia et forma constitutum vel non. Da queste opere emerge un orientamento aristotelico-averroistico, cauto nelle soluzioni più controverse; poiché la sua fama di averroista e di incredulo era assai diffusa, scrisse una confutazione della dottrina dell’unità dell’intelletto -- Quaestiones de pluralitate intellectus contra falsam et ab omni veritate remotam opinionem Averroys et de animae felicitate, redatta e pubblicata post. Nome compiuto: Nicoletto Vernia. Vernia. Keywords: i parepatetici, i parepatetici padovani – i parepatetici di padova, il lizio, unita, Aquino, method in philosophical psychology “living thing” -- Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Vernia: viva Aristotele!” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria. Vernia.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Vero: la ragione conversazionale a Roma – l’implicatura conversazionale del fratello d’Antonino – la scuola di Roma – filosofia romana – filosofia lazia -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Roma). Abstract. Keywords: il principe filosofo di Siracusa. Cuoco. Platone in Italia. Filosofo romano. Filosofo lazio. Filosofo italiano.  Roma, Lazio. Like Antonino, he is adopted by Antonino Pio. They share many tutors, including Erode Attico, Frontone, Apollonio, and Sesto. They both succeed the throne when their adoptive father dies. When he dies, his brother deifies him for the Roman people.   Quando Marco Aurelio, gia’ Cesare di Antonino Pio, divenne Augusto alla morte del padre adottivo, si verifico’ un fatto straordinario : l’ Impero Romano ebbe per la prima volta nella sua storia due Imperatori legittimi ; ma come si giunse a questa anomala circostanza ?  L' Imperatore Adriano aveva stabilito che alla sua morte l’ Impero passasse all’ adottato Cesare, Lucio Ceionio Commodo, meglio conosciuto come Lucio Elio Vero, non tutti i consiglieri di Adriano approvarono questa scelta, ma cosi’ fu ; Lucio Elio dopo una breve permanenza lungo la frontiera del Danubio, tipiche di questo periodo sono le monete emesse con al rovescio Pannonia, tornò a Roma per pronunciarvi il primo giorno del 138, un discorso innanzi al Senato riunito . La notte prima del discorso però si ammalò e morì di emorragia nel corso della giornata . Il 24 gennaio del 138 Adriano scelse allora come successore Aurelio Antonino, che assunse poi l’ appellativo di Pio, obbligandolo a sua volta di adottare il futuro Imperatore Marco Aurelio e Lucio Vero il figlio di Elio Cesare .  Marco Aurelio, nato come Marco Annio Catilio Severo, divenne Marco Annio Vero, che era il nome di suo padre, al momento del matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, assunse quindi il nome di Marco Aurelio Cesare, figlio dell' Augusto, durante l'impero di Antonino Pio .  Marco Aurelio Antonino fu dunque, su espressa indicazione di Adriano, adottato nel 138 dal futuro suocero e zio acquisito Antonino Pio che lo nominò erede all' Impero . Alla morte di Antonino Pio il Senato voleva confermare solo Marco ma si rifiutò di entrare in carica senza che Lucio ricevesse gli stessi onori, alla fine il Senato fu costretto ad accettare e insignì anche Lucio Vero del titolo di Augustus . Marco divenne nella titolatura ufficiale, Imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto mentre Lucio divenne Imperatore Cesare Lucio Aurelio Vero Augusto . Per la prima volta Roma veniva governata da due imperatori contemporaneamente .  Marco conservò una preminenza, dovuta al fatto che era stato Cesare dell’ ultimo Imperatore Antonino Pio, fatto che Vero non contestò mai sebbene la sua elezione ad Augusto fosse stata voluta da Adriano per onorare la memoria di Lucio Elio adottandone il figlio e al tempo stesso lasciare l' Impero anche a  Marco Aurelio di cui aveva capito le grandi qualità . A dispetto della loro uguaglianza nominale, Marco ebbe maggior autorita' di Lucio Vero e fu Console una volta di più avendo condiviso la carica già con Antonino Pio ; fu anche il solo tra i due a divenire Pontifice Massimo . In pratica l' Imperatore più anziano, Marco Aurelio aveva circa 10 anni piu' di Lucio Vero, deteneva un comando superiore al fratello più giovane .  Marco Aurelio durante l’ Impero tenuto in fratellanza con Lucio Vero ebbe diversi figli da Faustina minore ma uno solo sopravvisse, il futuro Imperatore Commodo . Apparentemente sembra che i due Imperatori regnassero in armonia con l’ unica informazione certa che Marco Aurelio non approvasse lo stile di vita del fratello adottivo in quanto da lui ritenuta troppo libertina per un Imperatore, come dimostro’ Lucio nella campagna partica nella quale affido’ in loco gran parte della guerra ai suoi generali mentre lui si divertiva in Antiochia ; Lucio ebbe anche qualche remora nel seguire Marco nella campagna in Germania essendo da poco tornato dall’ Oriente .  A questo punto della storia sorge la domanda del titolo, la morte di Lucio Vero ad Altino vicino Venezia a causa di un colpo apoplettico, fu casualita’ naturale o dovuta ad altra causa ? La domanda nasce spontanea per due motivi principali, il primo, forse meno importante, si riferisce al fatto che Cassio Dione nel narrare dei fatti di questa epoca, tace completamente sulla morte di Lucio Vero e questo fatto e’ alquanto strano aver taciuto sulla morte di un Imperatore conoscendo la serieta’, scrupolisita’ e precisione dello storico greco, una dimenticanza ? Forse, ma rimane comunque un fatto strano .  Secondo motivo, piu’ importante, e’ che Marco Aurelio aveva quasi 10 anni in piu’ di Lucio vero e sapendo sempre tramite Cassio Dione che Marco Aurelio era di costituzione fisica non perfetta anzi cagionevole, in teoria sarebbe forse morto con molta probabilita’ prima di Lucio Vero e a quell’ epoca avere 10 anni in piu’ rispetto ad altra persona era quasi una naturale condanna a morire prima . Cio’ avrebbe comportato il fatto che Lucio Vero sarebbe rimasto un giorno unico Imperatore legittimo in carica, alla barba di Commodo figlio di Marco, oppure se questi avesse rivendicato l’ Impero anche per se, si sarebbe verificato il rischio di una guerra civile, come in seguito avvenne tra Marco e Avidio Cassio . Insomma i motivi per eliminare Lucio Vero erano seri, a Marco non piaceva il suo stile di vita e si sentiva anche legato nelle scelte di politica imperiale, inoltre lo strano assoluto silenzio di Cassio Dione sulla morte di Lucio lascia quanto meno perplessi essendo stato questi un Imperatore .  Occorre anche aggiungere che Giulio Capitolino nel narrare la Vita di Marco Aurelio riporta un passo secondo cui Marco Aurelio, nonostante le sue grandi qualita’ morali da tutti riconosciutegli, “sapesse anche abilmente fingere o almeno di essere meno leale di quanto sembrava”  Al termine di questo discorso si puo’ affermare che non esiste nulla di concreto, si ipotizza soltanto, ma le basi per avere dei blandi sospetti esistono ; naturalmente se di omicidio si tratto’, non e’ detto che sia avvenuto per volonta' di Marco Aurelio, contrasterebbe troppo con la sua natura umana, potrebbe essere stato deciso da altra persona della cerchia imperiale, i pettegolezzi circa la sua morte, inseriti nella Vita di Lucio Vero, in questo senso non mancano .  In foto un cammeo antico in sardonice con Marco e Lucio, due busti al Museo di Londra, una moneta celebrante la Concordia degli Augusti e una di Lucio Elio con la Pannonia.  Marcus Aurelius: Plato's Philosopher King Article Joshua J. Mark by Joshua J. Mark published on 09 May 2018 Available in other languages: French, Spanish  Subscribe to topic Subscribe to author Print Article PDF Plato's concept of the Philosopher-King (one who governs according to philosophical precepts and higher truths) is thought to be best exemplified through the Roman emperor Marcus Aurelius Antoninus (r. 161-180 CE), the last of the Five Good Emperors of Rome and a devout student of Stoicism, whose principles informed both his life and reign.  Scholar Michael Grant describes Aurelius as “the noblest of all the men who, by sheer intelligence and force of character, have prized and achieved goodness for its own sake and not for any reward” (Grant, 139). This is the common view of Aurelius, whose reign was characterized by a devotion to his people and a stoic discipline expressed clearly in his work Meditations, a private journal he kept which, once published, has become his greatest legacy.   Aurelius was highly respected in his lifetime and is referred to as “the philosopher” by later ancient sources such as Cassius Dio (l. c. 155-235 CE) and the authors of the Historia Augusta (4th century CE), a history of Roman emperors. It is clear from both these sources that Aurelius' Meditations was known to them but the authors focus, not only on the written work – which Aurelius never intended for publication – but on how he lived his philosophy throughout his reign.  Roman Emperor Marcus Aurelius Roman Emperor Marcus Aurelius Bibi Saint-Pol (Public Domain) The Meditations is Aurelius' journal, written between c. 170-180 CE when he was on military campaigns in Germania, and expresses his philosophical, particularly Stoic, view of life. The work is a private reflection on how to live the best life possible – it is not a polished philosophical tract – and repeats a number of themes throughout its twelve books as Aurelius grapples with the same serious questions at different times. Scholar Gregory Hays elaborates:   The questions that the Meditations tries to answer are primarily metaphysical and ethical ones: Why are we here? How should we live our lives? How can we ensure that we do what is right? How can we protect ourselves against the stresses and pressures of daily life? How should we deal with pain and misfortune? How can we live with the knowledge that someday we will no longer exist? (xxiv-xxv)  His Meditations has inspired countless people through the centuries but, in the present day, he is probably best known for his depiction in popular Hollywood films such as Gladiator (2000). While his depiction in Gladiator is somewhat fictionalized, especially concerning his cause of death and his `vision' for Rome, that he should be played so sympathetically in the movie is a testament to his legacy.  Whatever artistic license the film may have taken with the facts of Aurelius' life, the spirit of the man comes through as a close proximation to Plato's concept of the Philosopher King articulated in Book V of the Republic. Plato writes:   Unless either philosophers become kings in their countries, or those who are now called kings and rulers come to be sufficiently inspired with a genuine desire for wisdom; unless, that is to say, political power and philosophy meet together…there can be no rest from troubles. (Republic V.473d)  Aurelius himself would never have thought to compare himself favorably with Plato's vision nor with the ideal of a Roman Emperor as embodied by his noble predecessor Antoninus Pius (r. 138-161 CE) who adopted him as successor. He saw himself as a student of philosophy, not as a “philosopher”, and as a man struggling to fulfill his obligations to the people who had faith in him, not as an “emperor”. It is precisely his humble view of himself which makes him the ideal candidate as the Philosopher King. Plato's concept stipulates that is precisely the man who loves wisdom more than power who is best suited to rule.   Antoninus Pius adopted and groomed Aurelius as a Roman emperor but it is clear that the young man would have preferred the life of the philosopher. In his Meditations he returns constantly to the theme of the importance of living a true, honest life in the attempt to find inner peace rather than pay attention to the trappings of power and the kind of responsibilities inherent in ruling an empire.  The Meditations are the diary or journal of Marcus Aurelius, written largely during his campaigns in the Danube region in twelve books. Youth & Introduction to Philosophy Aurelius was born in Spain in 121 CE to an aristocratic Roman family which was politically connected. He was named after his father, Marcus Annius Verus, who had been named for his father and his father's father who were senators. His mother, Domitia Lucilla (l. c. 155-161 CE) was also a wealthy patrician and well-connected politically. At the age of three, following the death of his father in c. 124 CE, Aurelius was brought up primarily by his grandfathers and nurses.   When he was eleven years old he was introduced to philosophical thought by one of his teachers, Diognetus, and internalized the discipline which would guide him throughout the rest of his life. In his Meditations, Aurelius thanks Diognetus for the lessons he learned and lists them:  Not to waste time on nonsense. Not to be taken in by conjurors and hoodoo artists with their talk about incantations and exorcism and all the rest of it. Not to be obsessed with quail-fighting or other crazes like that. To hear unwelcome truths. To practice philosophy…to write dialogues as a student. To choose the Greek lifestyle – the camp-bed and the cloak. (I.6)  Aurelius' reference to the “camp-bed and the cloak” suggests the Cynic school of philosophy as the first to have a major impact on him. The Cynic School was founded by Antisthenes of Athens (l. c. 445-365 BCE), a student of Socrates (l. c. 469/470-399 BCE) and its teachings were later exemplified in the lives of Diogenes of Sinope (l. c. 404-323 BCE) and Crates of Thebes (l. c. 360-280 BCE). The Cynic philosophers, as well as Plato, would influence Zeno of Citium (l. c. 336-265 BCE) who founded the Stoic School of philosophy which would come to have a profound impact on Aurelius' life and thought later on.  Antisthenes Bust, Vatican Museums Antisthenes Bust, Vatican Museums Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) The Cynic School was characterized by the discipline of self-denial which rejected luxuries, social status, and wealth along with unnecessary material objects. By freeing one's self on all non-essentials – including social conventions of polite manners and “proper” behavior – one would be free to pursue simply being one's self.   Aurelius seems to have found this kind of life appealing and pursued it by choosing the “Greek Style”, as he calls it, and sleeping on the ground or the floor of his room instead of his bed and adopting the simple woolen cloak of the philosopher. If he fully embraced Cynicism he would have also renounced any luxurious possessions, contented himself with the simplest food, and rejected basic hygiene as an expression of vanity. His immersion in this lifestyle, however, was curtailed by his mother fairly quickly who felt he should pursue goals more in keeping with the family name and their status in society.  His mother and grandfathers hired tutors to train the boy and no expense was spared. Historian Will Durant remarks, “never was a boy so persistently educated” and continues, “four grammarians, four rhetors, one jurist, and eight philosophers divided his soul among them…he was attached in boyhood to the service of temples and priests” (425). His early education also included the services of the highly-respected orators and rhetoricians Herodes Atticus (l. c. 101-177 CE) and Marcus Cornelius Fronto (d. late 160's CE) who would both exert significant influence over the boy. Aurelius and Fronto, in fact, would become life-long friends.  Adoption & Stoicism In 138 CE, Antoninus adopted Aurelius and his future co-emperor Lucius Verus (r. 161-169 CE) as successors as stipulated by his predecessor Hadrian (r. 117-138 CE). Aurelius at this time took the name Marcus Aurelius Antoninus and was betrothed to Antoninus' daughter Faustina. Antoninus then began a careful grooming of the young man as future emperor and this included not only responsibilities at court but further education by tutors.   Book Recommendation THE CLIMAX OF ROME by Grant, Michael published by Weidenfeld (1993)  $13.99 Aurelius dutifully complied with his adopted father's wishes but found his new life unsatisfying. In his letters to Fronto (still extant) he complains about his boring lessons in law, his secretarial duties, and his life at court. He also expresses these feelings in one of his more famous lines from Meditations:  The things you think about determine the quality of your mind. Your soul takes on the color of your thoughts. Color it with a run of thoughts like these: Anywhere you can lead your life, you can lead a good one. Lives are led at court – so then good ones can be. (V.16)  Fronto had tried to dissuade his pupil from philosophical pursuits, feeling they were a waste of time, and directed him to what he saw as more practical disciplines. Aurelius had always been predisposed to philosophy, however, and his preoccupation with introspective thought on the meaning of any given action, and life in general, would continue throughout his life.  Fronto was disappointed, then, when he learned that, included in his former-pupil's education at court, he would be tutored in philosophy; but this news must have been a great relief to Aurelius himself. Antoninus hired two philosophers who would greatly impress Aurelius and whose teachings would inform the rest of the young man's life: Apollonius of Chalcedon (dates unknown) and Quintus Junius Rusticus (l. c. 100-170 CE), one of the greatest Stoic philosophers of his day.  Epictetus Epictetus MB (Public Domain) These tutors instructed him in Stoicism, the philosophical school first articulated by Zeno of Citium but fully expressed in the writings of Epictetus (l. c. 50-130 CE) in his Discourses and Enchiridion. Stoicism held that there was an eternal binding force to the universe called the logos from which all things came. The logos infused everything, bound it together, and allowed it to dissipate all in its own good time according to nature.  There was nothing in life, therefore, which could be called “bad” because all observable and unobservable events flowed naturally from the logos and judgments on whether an experience was “bad” or “good” were simply transient sense perceptions of the individual. A person could lead a peaceful, harmonious, life if that person focused on the nature of the logos and controlled one's sense-impressions. Epictetus writes:  It is not circumstances themselves that trouble people, but their judgments about those circumstances. For example, death is nothing terrible, for if it were, it would have appeared so to Socrates; but having the opinion the death is terrible, this is what is terrible. Therefore, whenever we are hindered or troubled or distressed, let us never blame others, but ourselves, that is, our own judgments. (Enchiridion I. 5)  In his Meditations, Aurelius thanks Apollonius and Rusticus for their instruction and notes that Rusticus introduced him to the work of Epictetus, lending him his own copy (Meditations, I.7). The Stoic view became Aurelius' view from this point on and he expresses this in another of the best-known passages from Meditations:  If it is good to you, O Universe, it is good to me. Your harmony is mine. Whatever time you choose is the right time. Not late, not early. What the turn of your seasons brings me falls like ripe fruit. All things are born from you, exist in you, return to you. (IV.23)  In 161 CE, Antoninus died and Aurelius became emperor. The senate preferred to ignore Hadrian's wish that Verus should co-rule with him as they thought him unfit for office. Aurelius, however, reminded them that Antoninus had promised his predecessor to adopt both himself and Verus as successors and refused to take on the mantle of power unless Verus was named co-emperor; the senate had no choice but to comply.  Remove Ads The Philosopher King Verus was younger than Aurelius and far more interested in pursuing pleasure than the duties of an emperor. He threw lavish and expensive parties and gave luxuriant gifts to his guests. Aurelius, on the other hand, continued to live as he always had: simply and without pretension. He took his responsibilities seriously, even if he did not always care for them, and devoted all his energies to making sure his decisions were just. Cassius Dio writes:  The emperor, as often as he had leisure from war, would hold court; he used to allow abundant time to the speakers and entered into the preliminary inquiries and examinations at great length, so as to ensure strict justice by every possible means. In consequence, he would often be trying the same case for as much as eleven or twelve days, even though he sometimes held court at night. For he was industrious and applied himself diligently to all the duties of his office; and he neither said, wrote, nor did anything as if it were a minor matter but sometimes he would consume whole days over the minutest point, not thinking it right that the emperor should do anything hurriedly. For he believed that if he should slight even the smallest detail, this would bring reproach upon all his other actions. (Roman History, Book LXXII.6)  Shortly after coming to power, the province of Syria revolted and the Kingdom of Parthia invaded Armenia, which was under Rome's protection. When Cassius Dio notes how Aurelius performed his duties when “he had leisure from war” he is referencing very little time indeed; but Aurelius was pressed by other matters as well, both public and private.  Marcus Aurelius Equestrian Statue Marcus Aurelius Equestrian Statue Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) Throughout the nineteen years of his reign, Aurelius would be constantly harassed by bloody military campaigns, natural disasters, and domestic sorrows. Of the five sons Faustina bore him, only one, Commodus (r. 177-192 CE) survived to adulthood. Aurelius had only been emperor about a year when the River Tiber flooded in 162 CE, destroying crops and livestock, resulting in widespread famine.  When Verus returned to Rome from his military campaigns against Parthia and the Syrian rebels, his troops brought the plague back with them. Verus, in fact, would die of the plague in 169 CE, leaving Aurelius to rule alone. At about this same time (c. 162-166 CE) there was a surge in Christian persecutions which have been blamed on Aurelius. Modern scholarship, however, claims that Aurelius never ordered any such edict and, in fact, tried to protect Christians from unjust practices such as higher taxation and confiscation of goods. Melito of Sardis (d. 180 CE), who addressed his Apology for Christianity to Aurelius, clearly refers to him as a protector, not a persecutor, in asking for his intervention.  The tribes of the Marcomanni and Quadi began invading the frontiers in c. 166 CE and Aurelius spent untold hours and resources trying to secure and maintain the boundaries as well as expand Rome's territory into the Danube region as a buffer. Although Plato promises an “end to troubles” once a philosopher becomes king, Aurelius had no end of troubles throughout his reign. Even so, as history and his own writings attest, Aurelius did his best to remain steady in the face of challenges, exhibiting what Hemingway would later call “grace under pressure” – the ability to remain steady and true to one's self no matter the circumstance.  Conclusion The choices Aurelius made during his reign give evidence of a kind, compassionate, disciplined soul who placed a high value on loyalty to one's true self as well as to others. His insistence on honoring promises and upholding tradition, however, sometimes led him into error as seen when he refused to rule unless Hadrian's wishes were honored and Verus ruled with him. Verus proved a vastly inferior emperor to Aurelius in every respect.  Remove Ads His choice of Commodus as his co-ruler and successor in 177 CE, however, was his greatest mistake in that his son never shared his high ideals nor displayed his intelligence. That Commodus would essentially un-do all the good that Aurelius had done, handing over the rule of Rome to incompetents and amusing himself constantly in his seraglio (which allegedly was comprised of 300 girls and 300 boys) shows exactly how poor Aurelius' judgment could be. Aurelius seems to have sensed that his son would never measure up to the potential he saw in him and, when he died in 180 CE, Commodus would prove himself the worst choice possible as successor.  Yet it is this very `human-ness', this kindness and hope for others to share his same vision to become the best version of themselves which makes Aurelius so admirable and the Meditations so enduring. The work stands as a testament to the nobility of its author and endures because of the immense practicality and sense of the vision for life it expresses. There is no room for self-pity or self-excuse in the pages of Meditations; only the constant exhortation to do one's best under any circumstance and to use one's time wisely, for life is short. He writes:  You must one day realize at last of what cosmos you are a part and from what Governor of the cosmos your existence comes, and that a limit of time has been set aside for you, and if you do not use it to clear away the clouds from your mind it will be gone, and you will be gone, and it will never return again. (Book II.4)  Aurelius understood that, if one wants to change the world, one cannot live the way the rest of the world does. Even at the height of his power, he never betrayed his philosophical vision or his belief in a fundamental meaning to human life. He expresses this ideal in Meditations Book VIII.59: “People exist for the sake of one another; teach them, then, or bear with them.”  In this passage, as in many others, Aurelius pre-figures the much later ideals of the 20th century Existentialists who also held that the purpose of one's life is to be the very best human being one can be regardless of the circumstances or the actions of other people. At the same time, of course, he embodies the earlier concept of Plato's Philosopher King: the man who rules, not for himself, but for the greater good of his people.  Did you like this article?   Subscribe to topic Bibliography Related Content Books Cite This Work License  Editorial Review This human-authored article has been reviewed by our editorial team before publication to ensure accuracy, reliability and adherence to academic standards in accordance with our editorial policy.  Bibliography Adkins, L. & Adkins, R. A. Handbook to Life in Ancient Rome. Oxford University Press, 1998. Baird, F. E. Philosophic Classics, Volume I: Ancient Philosophy. Routledge, 2010. Dio Cassius. Cassius Dio's History. Harvard University Press, 1924. Durant, W. Caesar and Christ. Simon & Schuster, 1972. Grant, M. The Climax of Rome. Weidenfeld, 1993. Harvey, B. K. Daily Life in Ancient Rome. Focus, 2016. Hays, G., translator. Meditations of Marcus Aurelius. Modern Library, 2004. Lewis, J. E. The Mammoth Book of Eyewitness Ancient Rome. Running Press, 2003. Long, G., translator; Edman, I., Introduction. Meditations of Marcus Aurelius. Walter J. Black, Inc., 1945. Mellor, R. The Historians of Ancient Rome. Routledge, 2012. Plato. Plato's Republic. Harvard University Press, 2013. Plato. The Collected Dialogues of Plato. Princeton University Press, 2005. Staniforth, M. Marcus Aurelius Meditations. Penguin Classics, 1964. The Meditations of Marcus Aurelius translated by George Long, accessed 23 Mar 2018. World History Encyclopedia is an Amazon Associate and earns a commission on qualifying book purchases. Nome compiuto: Lucio Vero. Vero. Keywords: il principe filosofo. Luigi Speranza, “Grice e Vero”. Vero.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Veronelli: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale del sadismo italiano – la scuola di Milano – filosofia milanese – filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Milano). Abstract. Keywords: philos Aritotle logically developing series, Joachim, Grice, recusive unification. Filosofo milanese. Filosofo lombardo. Filosofo italiano. Milano, Lombardia. Essential Italian philosopher. Figura centrale nella valorizzazione e diffusione del patrimonio eno-gastronomico. Antesignano di espressioni e punti di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione agricola e alimentare, attraverso la creazione delle denominazioni comunali, le battaglie a fianco delle amministrazioni locali, l'appoggio ai produttori al dettaglio. V. assieme ad alcuni sommelier F.I.S.A.R. Originario del quartiere Isola di Milano, dopo il r. ginnasio Parini, compie studi di filosofia a Milano, diventando assistente di BARIE (vedi). Si professa per tutta la vita di fede anarchica, rifacendosi anche alle ultime lezioni tenute da CROCE a Milano. Inizia l'esperienza di editore, pubblicando tre riviste: “I problemi del socialismo,” “Il pensiero”, e “Il gastronomo.” Pubblica “La questione sociale di Proudhon” e “Historiettes, contes et fabliaux di De Sade”. Per quest'ultima viene condannato, insieme a MANFREDI (autore dei disegni, poi assolto), a tre mesi di reclusione per il reato di pornografia. L’opera di De Sade e poi messa al rogo nel cortile della procura di Varese. Subisce anche una condanna di VI mesi di detenzione per aver istigato i contadini piemontesi alla rivolta, con l'occupazione della stazione di Asti e dell'auto-strada, per protestare contro l'indifferenza della politica per i problemi dei contadini e dei piccoli produttori. Diventa collaboratore de Il Giorno.  L'attività giornalistica lo impegna, e i suoi articoli, di stile aulico e provocatorio, ricchi di neologismi e arcaismi, faranno scuola nel giornalismo eno-gastronomico e no. Tra le testate cui collabora vanno ricordate, oltre a Il Giorno: Corriere della Sera, Class, Il Sommelier, V. EV, Carta, Panorama, Epoca, Amica, Capital, Week End, L'Espresso, Sorrisi e Canzoni TV, A Rivista Anarchica, Travel e Wine Spectator, Decanter, Gran Riserva ed Enciclopedia del Vino, The European. L'apparizione televisiva ne aumenta notevolmente la fama, in particolare A tavola alle 7, in cui conduce il programma prima a fianco di Scala e di Orsini, poi di Ave Ninchi, e il Viaggio Sentimentale nell'Italia dei Vini, dove realizza l'aggiornamento, provocatorio e di denuncia, della viti-coltura italiana, con inchieste, interviste, proposte che hanno scosso quel mondo.  La sua attività di ricerca e di approfondimento nel campo eno-gastronomico lo porta alla pubblicazione di alcune opere fondamentali, anche di carattere divulgativo. Da segnalare: “I Vignaioli Storici”, “Cataloghi dei Vini d'Italia”, dei “Vini del Mondo”, “Degli Spumanti e degli Champagne, delle Acquaviti e degli Oli extra-vergine”, “Alla ricerca dei cibi perduti”, “Il vino giusto”, e la collana Guide V. all'Italia piacevole. Fondamentale anche la collaborazione con Carnacina, maître e gastronomo celeberrimo e Guazzoni maître e sommelier. Ne nascono, ad esempio, “La cucina italiana” e “Il Carnacina.”  Fonda la seconda V. Editore col puntuale obiettivo di approfondire la classificazione dell'immenso patrimonio gastronomico italiano e contribuire ad accrescere la conoscenza dell’attrattive turistiche del “paese più bello del mondo,” secondo Platone. La casa editrice cessa l'attività a fine. Collabora con Derive\Approdi scrivendo le prefazioni ad alcuni libri di carattere storico, politico e gastronomico. L'intenso rapporto epistolare sulle pagine di Carta con Echaurren costituisce un forte stimolo di riflessione sulle questioni legate alla terra e alla qualità della vita materiale per il movimento contro la globalizzazione. Isieme ad alcuni centri sociali, tra cui La Chimica di Verona e il Leoncavallo di Milano, al movimento Terra e libertà. Sempre di questi anni le battaglie per le denominazioni comunali, una salvaguardia dell'origine di un prodotto; per il prezzo-sorgente, cioè l'identificazione del prezzo di un prodotto alimentare all'origine, per rendere evidenti eccessivi ricarichi nei passaggi dal produttore al consumatore; per l'olio extra vergine d'oliva, contro le prepotenze e il monopolio delle multi-nazionali e le ingiustizie della legislazione per i piccoli olive-coltori. Di idee anarchiche, si è anche interessato di questioni filosofiche, pubblicando anche articoli su A/Rivista Anarchica e saggi. Le pubblicazioni hanno subito il segno dei suoi interessi libertari, libertini, eno-gastronomici: racconti, novelle e novelline di de Sade -- che gli procurerà una denuncia e la condanna al rogo dei libri, tra gli ultimi roghi di libri avvenuti in Italia --, le poesie di Pagliarani, la rivista Il gastronomo e quella di filosofia “Il pensiero”, poi interessante per qualche anno e l'editore della rivista Problemi del socialismo, diretta da BASSO. In seguito mise un po' in disparte le questioni filosofiche per concentrarsi su quelle più propriamente eno-gastronomiche e agricole. In A-Rivista Anarchica si definisce V. l'"anarchenologo" ritenendo che l'attività di V. vada inquadrata in un ambito libertario e contro l'attività delle multi-nazionali agricole.  Gli anarchici della Cellula V., con l'intento di mostrare l'aspetto più propriamente politico di V., hanno organizzato un incontro intitolato "V. politico", a cui hanno preso parte personalità del calibro di MURA, giornalista di La Repubblica, FERRARI della Federazione Anarchica Reggiana (promotrice dell'evento biennale, ideato nella sua prima edizione insieme allo stesso Veronelli, Le cucine del popolo) e TIBALDI. Dag’anarchici è sempre stato considerato un compagno. V. e un libertario, un uomo colto, senza dogmi, senza ipocrisie, in perenne lotta contro l’armate schiaviste delle multi-nazionali (Pagliaro, Umanità Nova, Milano gli attribuisce l'ambrogino d'oro.  Rassegna stampa. A-Rivista, Lettera i giovani estremi  Proudhon: La questione sociale – V. politico. L'ultimo dei vini artigianali sarà sempre migliore del primo dei vini industriali, perché avrà un'anima -- Il canto della Terra. Il nostro anarchenologo. Un incontro inatteso. Cellula V. Veronelli politico. Circolo Cucine del Popolo, l'addio, Bosana Salsa suprema. This article examines Aristotle’s use of the term philia. As a basis for the analysis, the author employs the communicative component of this notion. This allows us to consider friendship as a process, distinguishing it from everything else that cannot be identified as such. This “residue” is something that comes from nature (original), common to all living creatures, and is at the root of all types of positive communication. The goal of this article is to show that the content identified as such can be understood as a separate concept.  Keywords:  philia koinonia homilia friendship friendliness friendability communication positive communication Notes 1. In his Index Aristotelicus, Hermann Bonitz also identifies only two meanings for this term in Aristotle’s ethical works: comitas, which corresponds to “friendliness” (a virtue), and amicitia, which corresponds to “friendship.” See the entry on “φιλία” in Index Aristotelicus, ed. H. Bontiz (Berlin, 1870).  2. All terminology and citations from the Ancient Greek are in conformity with the following publications: Aristotelis [Aristotle]. Ethica Nicomachea, ed. I. Bywater (Oxford: Clarendon Press, 1962) (henceforth EN, with indications for chapter, paragraph, and pagination); Aristotel’, Evdemovo etika, trans. T.V. Vasil’eva, T.A. Miller, and M.A. Solopova (Moscow: Kanon+, 2011) (henceforth EE, with indications for chapter, paragraph, and pagination); and Aristotle, Politics, trans. H. Rackham (London: William Heinemann Ltd, 1959) (henceforth Pol., with indications for chapter, paragraph, and pagination).  3. EN II.7, 1108a25–30.  4. In some English editions, φιλία is sometimes translated as excellence.—Ed.  5. All terminology and citations from the English are in conformity with Aristotle, The Complete Works of Aristotle, ed. Jonathan Barnes, vol. 2 (Princeton, NJ: Princeton University Press, 1995), and unless otherwise noted, Aristotle, Politics, trans. H. Rackham (London: William Heinemann Ltd., 1959).  6. EN VIII.3, 1156a5–10.  7. David Ross, Harris Rackham, and Roger Crisp equally adhere to these two terms when translating φιλία, as well as Franz Dirlmeier and Olof Gigon in German.  8. EN VII.2, 1155b15–20.  9. For example, Lorraine Smith Pangle replaces “friendship” for “love” when it sounds better: “Parents love children … this love of one’s own is so deep.” See L.S. Pangle, Aristotle and the Philosophy of Friendship (New York: Cambridge University Press, 2003), p. 87. However, we see the same mismatched approach in the translations.  10. R. Nickel, “Erläuterungen,” in Aristoteles, Die Nikomachische Ethik, ed. Rainer Nickel and trans. Olof Gigon (Berlin: De Gruyter, 2007), p. 512. See also the description of φιλία in N.V. Braginskaia, “Primechaniia,” in Aristotel’, Soch. v 4 t-kh, vol. 4 (Moscow: Mysl’, 1984), pp. 736–37; L. Brown, “Explanatory Notes” in Aristotle, The Nicomachean Ethics, trans. W.D. Ross (Oxford–New York: Oxford University Press, 2009), p. 252.  11. EN VIII.1 1155a15–20 in Aristotle, The Nicomachean Ethics, trans. H. Rackham, in Aristotle in 23 Volumes, vol. 19 (Cambridge: Harvard University Press; London: William Heinemann Ltd., 1934).  12. In the first Russian translation, Eduard Radlov followed the English and German in using the term “friendship”: see Aristotel’ [Aristotle]. Etika Aristotelia, trans. E. Radlov (St. Petersburg: Obshchestvennaia pol’za, 1908).  13. EN VIII.1, 1155a5.  14. The English term “friendability” is used (and immediately noted in the list of key words) as a possible rendering of the Russian term “druzhestvennost_’ ”since English translations have not yet adopted a word that could consolidate the substantive meaning that this article refers to. Most of all, the second part of this word seems felicitous, since it indicates a capacity or something that makes friendship possible.  15. Also including one point where Harris Rackham uses “affection.”  16. EE VII.9, 1241b10–15.  17. EN I.2, 1094b5.  18. Pol. I.1, 1253a15–20.  19. Pol. I.1, 1252a25–30, 1253a30.  20. More precisely: positive communication.  21. EN II.7, 1108a25–30.  22. EN IV.6, 1126b10–25.  23. EN IV.6, 1126b10–30.  24. According to Maria Silvia Vaccarezza, friendliness (which she terms “amiability”) and “homonoia are two possible (even if not the only) expressions of the same disposition, namely politike philia.” See M.S. Vaccarezza, “Aristotle’s account of philia/amiability,” Philosophy Study, vol. 2, no. 3 (2012), p. 198.  25. EN IV.6, 1126b25–30.  26. EN IV.6, 1127a1–5.  27. See J. Annas, The Morality of Happiness (New York–Oxford: Oxford University Press, 1995), p. 249.  28. EN VIII.3, 1156a10.  29. EN VIII.2, 1156a1–5.  30. “All friendship for the sake of good or of pleasure” (EN VIII.3, 1156b20).  31. EN VIII.2, 1155b30–35.  32. EE VII.2, 1237a5.  33. EE VII.2, 1235b15–20.  34. EN VIII.2, 1155b25.  35. EE VII.2, 1236b20–25.  36. EE VII.2, 1236а15–25.  37. EN VIII.4, 1157а30. Marco Zingano shows that the definition “by similarity” preserves a hierarchy in kinds of friendship. See M. Zingano, “The Conceptual Unity of Friendship in the Eudemian and the Nicomachean Ethics,” Apeiron, 2015, no. 48(2), pp. 195–219. This is important because the defined semantic core is preserved.  38. See the description of the first and second kinds: EN VIII.3, 1156a5–1156b5.  39. EN VIII.4, 1157а15–20.  40. EE VII.2, 1236b5–10.  41. EE VII.10, 1242b30–1243a.  42. EN VIII.11, 1161b1–5.  43. EN IX.1, 1164а.  44. EN IX.4, 1166а10.  45. “Aristotle highlights the importance of pleasure and utility in all friendships, including the very highest. See L.S. Pangle, Aristotle and the Philosophy of Friendship (New York: Cambridge University Press, 2003), p. 52.  46. EE VII.6, 1240b15–20.  47. EN VIII.1, 1156b5–10.  48. As David Kostan says of this, “unequivocally and emphatically altruistic.” See D. Konstan, “Aristotle on Love and Friendship,” ΣΧΟΛΗ, 2008, vol. II, no. 2, p. 209.  49. Further consideration of this issue is beyond the scope of this article. It is merely important to show that, in our analysis, φιλαυτία does not procedurally extend beyond ethical friendship: you cannot love yourself (or be your own friend) alone. Conversely, in that sense, you are your own friend when you truly befriend others.  50. EN IX.9, 1169b5–10; “ἄλλος αὐτός” (EE VII.12, 1245a30).  51. “A man cannot think only of himself, because he possesses the good usually through another. In other words, the pure I is displayed in the individual through the contemplative activity of the human mind, while the empirical I, which is dependent, above all, on the other and on perceiving itself through the other, comes to know itself … in another empirical I.” See M.A. Garntsev, Problema samosoznaniia v zapadnoevropeiskoi filosofii (Moscow: Izdatel’stvo MGU, 1987), p. 34.  52. EN IX.9 1169b5–10.  53. Which also encompasses all the sensory phenomena: “Aristotle is highlighting a consequence of his theory of pleasure, namely that pleasure is necessarily co-extensive with intellectual or perceptual activity of the highest form.” See C. Shields, “Perfecting Pleasures: The Metaphysics of Pleasure in Nicomachean Ethics,” in Aristotle’s Nicomachean Ethics. A Critical Guide (New York: Cambridge University Press, 2011), p. 209.  54. For example, a friend as such is “the greatest of external goods” (EN IX.9 1169b10).  55. David Konstan reaches a somewhat similar conclusion, saying that “philia has two uses,” one “refers to an altruistic wish,” and the other to a “corresponding wish,” that is, it requires reciprocity. See Konstan, p. 212.  56. Aspiring to its ultimate form.  57. EN II.1, 1103a25. In her examination of the nature of the virtues, Paula Gottleib’s conclusion, “If people had naturally bad tendencies that had to be overcome, the ethical virtues would be contrary to nature,” could be an additional argument in favor of the assumption of some positive, innate property. P. Gottlieb, The Virtue of Aristotle’s Ethics (Cambridge/New York: Cambridge University Press, 2009), p. 57.  58. As Julia Annas has noted, it is this feature that does not enter into Aristotelian analysis of friendship, yet “this idea of extended self-concern suggests the later Stoic theory of oikeiōsis.” J. Annas, The Morality of Happiness (New York/Oxford: Oxford University Press, 1995), p. 255.  59. EN VIII.1, 1155a15–20.  60. EN VIII.1, 1155a15–1155b10.  61. EN II.5, 1105b20–25.  62. See: EN VIII.5, 1157b25–30.—Ed.  63. See: R.G. Apressyan, “Slova liubvi: eros, philia, agape,” Filosofiia i kul’tura, 2012, no. 8(56), pp. 27–40.  64. Braginskaia, p. 703.  65. Aristotle does not use φιλία at this point in the original text since he is giving examples of what he called φιλία above.  66. EE VII.2, 1236b10.  67. “Passions, faculties, states” (πάθη δυνάμει ἕξεις) (EN II.5, 1105b20). Matching φιλία with a capability is unnecessary, since there is no direct or indirect alignment as there is with passion or virtue.  68. EN VIII.3, 1156b30.  69. EE VII.7, 1241a5.  70. EN IX.5, 1166b30.  71. EN VIII.6, 1158а5–10.  72. EN IX.5, 1167а10.  73. EE VII.10, 1242а.  74. Pol. I.2, 1253b.  75. When “the association of a father with his sons bears the form of monarchy … of man and wife seems to be aristocratic … of brothers is like timocracy… . Democracy is found chiefly in masterless dwellings (EN VIII.10, 1160b20–1161a5).  76. For example, Aristotle views the relationships of “those with whom one has studied philosophy” (that is, teachers and students) as the kind of relationships “with the gods and with one’s parents” (EN IX.1, 1164b1–5).  77. EN VIII.10, 1155a20.  78. Pangle, p. 143.  79. Aristoteles, Nikomachische Ethik, ed. F. Dirlmeier, in Aristoteles: Werke in deutsche Übersetzung, vol. 6 (Berlin: Akademie Verlag GmbH., 1999), p. 510.  80. On this question, Annas very precisely locates the “sociological reasons” that limit the activity of φιλία: Aristotle believes man is, to a significant extent, “the product of moral education in particular contexts–the family, the peer-group, the city.” Annas, p. 251. This is especially important in our case, when using the concept of communication.  81. EN I.7, 1097b10 (in the Rackham translation).  82. Σωφρονιστήριον is the prison in Plato’s “Laws,” designed to enlighten the ignorant. See fragment 908a–909b in Plato, “Laws,” in Platonis Opera, ed. J. Burnet, vol. 5(II) (Oxford: Clarendon Press, 1903).  83. EN VI.13, 1144b1–15. Nacque, secondogenito con il gemello Giovanni, di Adolfo, imprenditore chimico, e di Claudia Genta; primogenita, la sorella Marisa.  Luigi crebbe in una famiglia benestante, con il culto della buona tavola. Proprio in casa celebrò il suo ‘battesimo enoico’: il giorno della prima comunione il padre gli concesse l’assaggio del vino, che accompagnò con parole severe e affettuose insieme: il vino va bevuto con rispetto, perché dentro c’è la fatica dei contadini. Gli si stamparono in mente indelebili, e fecero da bussola nel suo lavoro per l’affermazione della qualità.  Dopo essersi diplomato al liceo classico, Luigi si iscrisse per volontà paterna alla facoltà di ingegneria chimica ed entrò in azienda. Abbandonò entrambe alla morte del genitore e passò a filosofia, alla Statale di Milano, ove fu assistente di Giovanni Emanuele Bariè, cattedra di filosofia teoretica, sino al suicidio del professore, nel 1956.  Investì buona parte dell’eredità in viaggi di istruzione, Francia in primis, e nella cultura (libri antichi e incisioni). Nel 1948 sposò Maria Teresa Pina, bergamasca e figlia di pasticceri, con cui ebbe tre figlie: Benedetta, Chiara e Lucia.  Nel 1956 fondò la Veronelli Editore; eterogeneo il catalogo, in forza della sua vivacissima curiosità intellettuale: filosofia, letteratura, politica, sport (l’amatissimo sci) e gastronomia. Pubblicò autori libertini come il marchese de Sade, ribelli come Anatole France e anarchici come Pierre-Joseph Proudhon. Non ebbe vita facile: Storielle, racconti e raccontini, di de Sade, subì un processo per oscenità (sia i testi sia i disegni di nudo di Alberto Manfredi). Assolto in primo grado, Veronelli fu condannato in secondo a tre mesi di carcere, mai scontati; il libro fu sequestrato e messo al rogo, ultimo in Italia, nel cortile della questura di Varese.  Puntò anche su tre periodici: Problemi del socialismo (linea politica di Lelio Basso), Il Pensiero (di filosofia neotrascendentale) e Il gastronomo (letteratura gastronomica, di sua direzione). La terza gli diede notorietà, anche per le sue nette prese di posizione: «Solo la gente volgare giudica la gastronomia una disciplina volgare e la crede rivolta all’unica soddisfazione dell’appetito» (Il gastronomo, inverno 1956-1957, n. 1).  Decisivo l’incontro con Luigi Carnacina, maître di bravura leggendaria; con lui accrebbe le conoscenze tecniche, comprese le potenzialità della ristorazione e l’importanza degli abbinamenti tra piatti e vini. Scrissero, lungo il loro sodalizio, opere fondamentali per la moderna codificazione della cucina italiana.  Chiuse la casa editrice nel 1962, non redditizia e perché attratto maggiormente dal giornalismo. Nello stesso anno incontrò Italo Pietra, direttore del Giorno, che ne intuì il talento e lo lanciò; Luigi conquistò subito i lettori con i servizi di gola per il Giro d’Italia e collaborò con il quotidiano sino al 1983; qui conobbe due colossi della scrittura, Gianni Brera e Mario Soldati, con cui fiorì una grande amicizia.  Scrisse per varie altre testate, tra cui: Panorama (battaglieri gli articoli per la richiesta di modifica della legge che negava il nome del vigneto in etichetta), Epoca (si ricordano gli speciali L’aristocrazia dei cibi, dei vini, delle acqueviti, dei formaggi, dei dolci), Il vino, L’Espresso (durissimo il pezzo – Imbecilli e corrotti – sullo scandalo del metanolo, nel 1986), Sorrisi e canzoni tv, Corriere della sera, La gazzetta dello sport, Class (rubrica Maître à vivre, a riconoscergli il valore di filosofo), più l’inglese Decanter, la spagnola Gran reserva e Carta capital, brasiliana. -ALT  Da scrittore enoico esordì nel 1961 con I vini d’Italia, libro – impreziosito da testimonianze letterarie, per esempio di Giovanni Arpino, Giorgio Caproni, Giuseppe Dessì e Leonida Repaci – che rivelò il valore del nostro patrimonio enologico. Iniziò da qui il suo inesauribile impegno per il rinascimento del vino italiano e fece leva sul concetto di ‘cru’ (l’esaltazione della vigna, o porzione di essa, di maggior pregio) e sulle basse rese: «Piccolo il podere, minima la vigna, perfetto il vino», fu l’epigrafe dei cataloghi Bolaffi. La serie di questi ultimi e, non completata, delle Guide all’Italia piacevole divennero due capisaldi: della critica enoica l’una, l’altra dell’identità turistica italiana, un mosaico di fascinose diversità, non solo per cibi e vini.  Dal 1975 al 1979 Veronelli diresse Vini&Liquori, rimasto nella memoria per i coraggiosi reportage su frodi e sofisticazioni. Clamoroso quello sulla Coca-Cola, nel 1977; accortosi dell’irregolarità nell’elencazione degli ingredienti sulla bottiglia fece esposto contro la compagnia americana; lo accolse il pretore Mario Sossi di Genova, che ordinò il sequestro della bibita per un giorno in tutt’Italia, fatto che procurò a Veronelli non pochi fastidi.  La televisione aumentò la sua popolarità. Nel 1960 la prima esperienza, ospite nel rotocalco Personalità; pur positiva, tenne a distanza il piccolo schermo, impaurito dall’eccessiva semplificazione del linguaggio. Cedette più avanti, sulle insistenze del direttore RAI di Torino, Luciano Rispoli, che volle lui, nel 1971, per il programma pilota Colazione allo studio 7. Terminate le venti puntate, Veronelli ribaltò il pregiudizio, si rese conto della potenza comunicativa del mezzo e proseguì. Il titolo cambiò in A tavola alle 7, grandi l’ascolto e il successo, in particolare nelle edizioni con Ave Ninchi; i due – nel ruolo di massaia lei, lui di professore – formarono una delle coppie televisive più amate.  Per RAI Tre, nel 1979 realizzò con il coautore Nichi Stefi, il Viaggio sentimentale nell’Italia dei vini, un docufilm di aggiornamento sulla viticoltura, di elogio della civiltà contadina e di denuncia delle leggi sfacciatamente pro industria; di qui, uno dei suoi più pungenti aforismi: «Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino d’industria».  L’anno dopo Veronelli fu involontario protagonista dei cosiddetti fatti di Asti. Durante una manifestazione di protesta contro le misure agricole del governo, fu invitato, fuori programma, a salire sul palco; solidale con gli agricoltori, li incitò a reagire: «È iniquo obbedire a leggi inique». Detto fatto, questi bloccarono la stazione ferroviaria e le strade cittadine con i trattori. Veronelli fu denunciato. Nel processo, fu l’unico imputato per il reato di blocco stradale aggravato, ma poi tutto finì in prescrizione.  Tra i suoi libri di cucina ebbe affezione speciale per Alla ricerca dei cibi perduti – colta, singolare narrazione tra segni zodiacali e ricette d’antan, del 1966 – con «un Veronelli che scriveva d’impeto, raccontava le sue cose e i suoi incontri migliori», disse in un’intervista del 1999 per RaiSat Gambero Rosso.  Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta uscirono: le guide gastronomiche ai ristoranti e ai vini, che fecero scuola per l’approccio carico di humanitas; Il Veronelli, enciclopedia a dispense su vini e acqueviti del mondo, per volontà di completezza un notevole sforzo editoriale; I vignaioli storici, ritratti delle grandi famiglie del vino. In più, con la direzione grafica del designer Giacomo Bersanetti, l’Etichetta, «il periodico più ambizioso, lussuoso e graficamente impegnato d’Italia, vera e propria guida alla vita materiale attraverso l’incontro estetico con le ‘cose’ – non solo gastronomiche – della vita di ogni giorno» (editoriale, autunno 1983, n. 1).  Nel 1986, Veronelli costituì, con alcuni illustri produttori, il Seminario permanente Luigi Veronelli, associazione per la cultura del vino e degli alimenti, con l’obiettivo di diffondere e promuovere la gastronomia come cultura. Ne restò presidente onorario a vita.  Le censure subite e la scadenza dei diritti di sue opere, lo spinsero a ricreare la Veronelli Editore, nel 1989. Dapprima con il bimestrale Ex-Vinis, che diventò il suo diario personale, poi con cataloghi, ricettari, guide e due collane letterarie: I luoghi e la memoria (sul viaggio) e I semi (biografie di donne e uomini votati all’agricoltura).  Negli ultimi anni di vita si fece ancora più agguerrito nella difesa delle produzioni alimentari e del genius loci. Creò le De.Co. (denominazioni comunali), una certificazione di origine rilasciata su semplice delibera dall’amministrazione comunale. Osteggiatissime all’inizio, perché interpretate in contrapposizione alle denominazioni di origine vigenti, le De.Co. vennero riabilitate, con valore di censimento, dal ministero delle Politiche agricole.  Prese a cuore la disperazione dei tanti olivicoltori costretti a non produrre, a causa del monopolio delle multinazionali nel mercato dell’olio d’oliva, con prezzi a litro bassissimi; si oppose con veemenza: articoli, appelli alla politica e azioni eclatanti, come l’occupazione del porto di Monopoli per impedire lo sbarco di navi cisterna piene, si diceva, di ettolitri di olio estero o di semi, raffinato chimicamente e poi venduto per italiano. Intensificò le relazioni con i centri sociali, speranzoso nella sovversione per il ritorno alla terra: «Il mio lavoro consiste nel camminare le terre e nel raccontarne la qualità. La terra è l’anima» (Bergamo, Archivio familiare, manoscritto s.d.). Fondò il premio letterario internazionale Nonino-Risit d’aur; ispirò il Primo Congresso mondiale degli scrittori del vino; fu consulente, tra gli altri, del Poligrafico dello Stato per due CD-ROM compendio su cucina e vini, e di Alessi per linee di bicchieri. Inventò il giornalismo enogastronomico e lo interpretò con sensibilità da precursore.  Si distinse per lo stile aulico, metaforico e provocatorio; coniò neologismi, come vino da meditazione, acquadipiatt, giacimenti gastronomici, oppure tutt’affatto, vaddassè, ant’anni fa.  Fu esteta raffinato e – nel senso di teso alla ricerca del meglio – elitario. Educò generazioni al buon mangiare e bere, sui presupposti del rispetto, della conoscenza e del piacere. Incise a fondo nel costume sociale, convinto che «l’uomo che si dedica alla qualità della vita materiale, nel rispetto dell’altro (il che significa: tutti gli altri hanno diritto di sottrarsi alla sofferenza e cercare il piacere) è un giusto» (Class, dicembre 2004, p. 395).  Veronelli rivendicò la sua anarchia – per lui sinonimo di disobbedienza civile, rifiuto della violenza, assunzione di responsabilità e rispetto dell’altro – abbracciata nel 1946, quando ascoltò, per un corso di filosofia politica a Milano, Benedetto Croce. Nel 2003 il Comune di Milano gli conferì l’Ambrogino d’oro, di cui andò – lui refrattario alle onorificenze – molto fiero.  Morì il 29 novembre 2004, a settantotto anni, a Bergamo, sua città d’adozione.  Opere. I Vini d’Italia, Roma 1961; Mangiare e bere all’italiana, Milano 1962 (con L. Carnacina); I cocktails, Milano 1963; Alla ricerca dei cibi perduti, Milano 1966, Roma 2004; La buona cucina italiana, Milano 1966 (con L. Carnacina); Il vino giusto, Milano 1968; Guide all’Italia piacevole, Milano 1968-1970; Catalogo Bolaffi dei vini del mondo; dei vini d’Italia; dei vini rossi; dei vini bianchi e degli spumanti; delle grappe e dei distillati di frutta, Torino 1968-1980; Bere giusto, Milano 1971; I mille menu, Milano (con L. Stucchi); Il libro delle conserve, Milano 1973 (con M.T. Veronelli); La Pacciada, Milano 1973 (con G. Brera); The world of food, New York 1973; The best of Italian cooking, London 1974; Il libro delle salse, Milano 1974; La cucina rustica regionale, Milano 1974-1978 (con L. Carnacina); Il libro delle frittate, Milano 1975 (con Paolini & Silvestri); Il cucinario, VI, Milano; L’aceto, Brescia 1979 (con R. Andreotti - F. Mecca); I ristoranti, Milano-Bergamo 1979-2004; Bere giusto, Tokyo 1980; I cento menu, Milano 1981 (con L. Carnacina); Il Veronelli-Enciclopedia mondiale dei vini e delle acqueviti, Milano 1981-1983; I dolci, Milano 1982; Catalogo dei vini d’Italia; del mondo; degli spumanti&champagnes; delle acqueviti, Milano 1983-1985; Breviario libertino, Firenze 1984; Matrimoni d’amore, Milano 1984; I grandi menu, Milano 1985; Il libro della pasta, Milano 1985; Le cantine (poi I Vini), Milano-Bergamo 1987-2004; Bere bene-Guida agli accostamenti cibi-vini, Milano 1989; Le cose buone, Milano-Bergamo, 1989-1997; Vietato vietare-tredici ricette per vari disgusti, Milano 1991; I luoghi di Amore-Frasi amorose nella letteratura italiana (con lo pseudonimo Lelio Livrogne), Bergamo 1994; Sorella Acqua, Bergamo 1994; Gli alberghi, Bergamo 1994-2004; Catalogo dei vini da favola, Bergamo 1995; Dizionario dei termini del vino, Bergamo 1995; Novissimo repertorio dei vini italiani, Bergamo 1995; Conoscere il vino, Milano 1996; Viaggio nelle città del vino, Milano 1997; Le parole della terra, Tarquinia 2003 (con P. Echaurren). Come curatore: L. Carnacina, La grande cucina, Milano 1960; L. Carnacina, Il Carnacina, Milano 1960. Come editore: G. Giusti - G. Giupponi, Dizionario dei proverbi italiani, Milano 1956; Il gastronomo, Milano 1956-1962; Il pensiero, Milano 1956-1962; Apicio, La cucina di Roma, Milano 1957; G.E. Bariè, Il concetto trascendentale, Milano 1957; L. Carnacina, À la carte, Milano1957; A. France, L’astuccio di madreperla e Giocasta e il gatto magro, Milano 1957; P.J. Proudhon, La questione sociale, Milano 1957; M. de Sade, Storielle, racconti e raccontini, Milano 1957; L. Schirollo, Antropologia e dialettica nella filosofia di Platone, Milano 1957; G. Traglia, Le ghiottornie di Gabriele D’Annunzio, Milano 1957; G. Bertolucci, Le notti di Mosca, Milano 1958; A. Compagnoni, Uomini sul K2, Milano 1958; A. France, Il pozzo di Santa Chiara, Le sette mogli di Barbablu, Baldassarre e I racconti di Giacomo Girarrosto, Milano 1958; I. Soldà, Lo sci moderno e Lo sci agonistico, Milano 1958; G. Tuni, Filosofia e scienza nell’attualismo, Milano 1958; Problemi del socialismo, Milano 1958-1959; E. Pagliarani, Inventario privato; Biblioteca del gastronomo (cofanetto di 12 volumetti), Milano 1959; U. Caruso, La ginnastica presciistica, Milano 1960; Ex-Vinis, 1989-2004; Catalogo delle etichette, Bergamo 1990-1991; Catalogo dei vini da meditazione, da favola, doc e docg, Bergamo 1992, 1993 e 1994; M.D. Febbrari, Salute e grande cucina, Bergamo; G. Salvaterra, I ristoranti America, Bergamo 1994-1996; I luoghi e la memoria (I-XII) e I semi (I-XXI), Bergamo 1994-2004; B. Francese, Le pizzerie d’Italia, Bergamo 1999; Gli oli, Bergamo 2000; G. Mangano, Terra cultura e cucina del Gargano, Bergamo 2003.  Fonti e Bibl: M. Mariani - N. Stefi, I 107 titoli di V., Milano 1984; G.A. Rota - N. Stefi, L. V. La vita è troppo corta per bere vini cattivi, Firenze 2012; S. Lorigliola et al., Pastiche. Cultura materiale alla Veronelli, Bergamo 2014; A. Capatti - A. Colonetti - G.A. Rota, L. V. Camminare la terra (catal.), Firenze 2015.Nome compiuto: Luigi Veronelli. Veronelli. Keywords: implicatura. Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft – Luigi Speranza, “Grice e Veronelli: metafisica dell’amore” – The Swimming-Pool Library, Liguria.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Veronesi: la ragione conversazionale -- Umberto Veronesi  Umberto Veronesi nel 2012 Ministro della sanità Durata mandato 26 aprile 2000 – 11 giugno 2001 Capo del governo Giuliano Amato Predecessore Rosy Bindi Successore Girolamo Sirchia Presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare Durata mandato 5 novembre 2010 – 3 novembre 2011 Predecessore Carica istituita Successore Carica abolita Senatore della Repubblica Italiana Durata mandato 29 aprile 2008 – 22 febbraio 2011 Legislatura                           XVI Gruppo parlamentare Partito Democratico Coalizione Centro-sinistra 2008 Circoscrizione Lombardia Incarichi parlamentari 7ª Commissione Istruzione pubblica, beni culturali (dal 22/05/2008 al 22/02/2011) Sito istituzionale Dati generali Partito politico PSI (fino al 1994) PD (2008-2011) Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia Università Università degli Studi di Milano Professione Medico chirurgo Firma Firma di Umberto Veronesi Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925 – Milano, 8 novembre 2016[1]) è stato un oncologo e politico italiano. Fondatore e Presidente della Fondazione Umberto Veronesi, ha fondato e ricoperto il ruolo di direttore scientifico e di direttore scientifico emerito dell'Istituto europeo di oncologia[2]. È stato direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994. Ha ricoperto l'incarico di Ministro della sanità dal 26 aprile 2000 all'11 giugno 2001 nel governo Amato II.  La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna[3]; in tale ambito è stato il primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le medesime di quelle della mastectomia, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.  Si è inoltre distinto per la sua lotta in difesa dei diritti degli animali e dei diritti civili.  Biografia Giovinezza e vita familiare Figlio di Francesco Veronesi, scomparso quando Umberto aveva sei anni, ed Erminia Verganti, cresce in via Vallazze, al Casoretto, negli allora sobborghi agricoli di Milano, con quattro fratelli maggiori e una sorella minore[4], il giovane Umberto Veronesi si conquistò lo status di “cittadino” da sé e con le proprie forze, come egli stesso racconta:  «Mio padre era un fittavolo della pianura lombarda, stavamo fuori Milano, anche se non lontanissimi. La vedevamo come la grande meta di chi vive nei sobborghi. Quindi la nostra grande speranza era di diventare “cittadini”: si andava a scuola facendo 4-5 chilometri a piedi tutte le mattine, anche in pieno inverno, con i nostri calzoni corti, con quella cultura naturalistica del mondo agricolo. La conquista è stata lenta, ma ci ha molto gratificato come tutte le grandi forme di emancipazione.[5]» Fu bocciato per due volte al ginnasio.[6] Ricorderà:  «Da ragazzo mi vedevo bruttissimo, ero convinto che le ragazze non potessero degnarmi di uno sguardo, ed ero sicuro che nessuna mai si sarebbe innamorata di me. Forse perché ero davvero troppo alto per la mia età [...]. E per sfogare questo senso di inadeguatezza facevo il monello e mi rifiutavo di studiare.[7]» Data la precoce scomparsa del padre, fu per lui fondamentale la figura materna, Erminia Verganti (a cui ha dedicato il libro Dell'amore e del dolore delle donne):  «Mia madre mi ha fatto da padre, da sorella maggiore, da compagna di viaggio, perché io ho perso mio padre a 6 anni... un bambino ha bisogno di una guida e mia madre è stata la grande guida, una donna profondamente religiosa... mi ha insegnato due cose importanti: una è la tolleranza... e l'altra è ricercare le cause degli eventi; se una persona ti è ostile, non limitarti a respingerla o a trattarla male: se ti è ostile, una ragione c'è e tu devi individuarla.[8]» Ha scritto anche, riguardo alla propria giovinezza:  «In casa parlavamo dialetto. La sera, nell'ampia cucina con il grosso camino, unica fonte di calore nelle giornate di freddo, mia madre intonava il rosario e tutti dovevamo seguirla. Mio padre conservava una vecchia bandiera rossa. Aveva le sue idee di socialista alla Turati, riformista, che ho ereditato. E un giorno arrivarono gli squadristi per dargli una lezione. Ma lui si era nascosto nei campi e loro se ne andarono. Qualche anno dopo, quando ero entrato in clandestinità, sarebbe capitato anche a me di scappare. Fascisti e tedeschi mi davano la caccia, una soffiata li avvisò che mi trovavo in città. [...] Mi salvai grazie all'Angiolina, la portinaia, che fece una cosa molto coraggiosa: li lasciò salire in ascensore, poi tolse la corrente [...]. Un anno prima, non ero invece riuscito a scappare da un campo minato. [...] Ci vollero otto interventi per togliermi le schegge. Tutte tranne una [...] tra la vena cava e l'aorta, e me la porto ancora addosso, facendo suonare i detector ogni volta che oltrepasso le barriere degli aeroporti.[9]» Veronesi è nato in una famiglia cattolica ed è stato anch'egli praticante, ma si è allontanato dalla religione a partire dai 14 anni[10], divenendo agnostico.[11][12] Ha in seguito dichiarato che lo studio dell'oncologia l'ha sempre più convinto della non esistenza di Dio.[13]  Sposato con Sultana Susanna Razon, detta Susy (1932), una pediatra di fede ebraica e di origini turche, sopravvissuta ai campi di concentramento[14] dalla quale ha avuto sei dei sette figli (cinque maschi e due femmine)[15][16], due dei quali, Paolo e Giulia, hanno seguito le sue orme e sono chirurghi, mentre un terzo, Alberto Veronesi, fa il direttore d'orchestra[17].  Attività e incarichi Laureatosi in medicina e chirurgia presso l'Università degli studi di Milano nel 1951, specializzatosi in chirurgia presso l'Università degli studi di Pavia nel 1956[18], decide di dedicarsi allo studio e alla cura dei tumori: dopo alcuni soggiorni all'estero (Inghilterra e Francia) entra all'Istituto Nazionale dei Tumori come volontario e ne diventa direttore generale nel 1975.[19]  Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell'AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola europea di oncologia. Dal 1985 al 1988 presidente dell'Organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro.  Contrario per principio allo sciopero dei medici («È uno strumento di lotta legittimo [...] ma, secondo me, non di chi, medico, lavora in ospedale»[20]), nel 1981 è stato minacciato di morte dalle Brigate Rosse, come spiegato da lui stesso:  «Qualche giorno dopo l'uccisione del direttore sanitario del Policlinico Luigi Marangoni [...] trovai le segretarie in lacrime. Mi fecero leggere una lettera di minacce con la stella a cinque punte: «Lei è un cadavere ambulante». Andai in questura per chiedere che cosa dovevo fare. «Non possiamo darle la scorta, ma solo dei consigli. Non esca mai alla stessa ora, cambi il numero di telefono, se può cambi abitazione o, perlomeno, non vada a dormire sempre nello stesso posto. Viva in modo irregolare. [...]» Così ho fatto per un po' di tempo. La cosa irritante era che tutte le notti squillava il telefono, prima verso l'una, poi alle due, alle tre, e così fino all'alba. [...] In questura insistettero perché cambiassi numero. Così feci, ma il giorno dopo le telefonate notturne ripresero. Cambiai una seconda volta e di nuovo il telefono tornò a squillare. Lo dissi in questura e mi risposero che c'erano talpe infiltrate ovunque. Trascorsi un periodo strano. Provavo un bizzarro senso d'avventura, perché la mia esistenza era stata sconvolta nelle abitudini, negli orari, nel lavoro. Devo dire che accettai le cose senza farne un dramma.[21]» Ha fondato, nel 1991, ed è stato direttore scientifico dell'IEO - Istituto europeo di oncologia una prima volta dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 al 2014.  Nel 1993 è stato nominato dall'allora ministro della Sanità Raffaele Costa membro della commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie tumorali. Nel 1998 è stato membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”[23][24][25].  Nel 2003 ha dato vita alla Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze, con l'obiettivo di sostenere la ricerca scientifica a livello nazionale in oncologia, cardiologia e neuroscienze e promuovere la divulgazione scientifica[26].  Il nome di Veronesi è legato a contributi scientifici e culturali riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo. I contributi scientifici più rilevanti riguardano l'invenzione della chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari.  Nel 2009 è diventato "ambassador" del movimento Internet for Peace[27], fondato dalla rivista Wired Italia con lo scopo di candidare internet al premio Nobel per la pace nel 2010.  Nel 2009 con la sua Fondazione avvia il progetto Science for Peace, un movimento internazionale per la pace guidato da personalità del mondo scientifico, tra cui diversi premi Nobel.[28] Lo scopo è affrontare le cause alla radice di conflitti e disuguaglianze con approccio scientifico e proporre soluzioni concrete per il loro superamento[29].  A questo riguardo Veronesi (che si è definito «un pacifista estremista»[30]) ha affermato:  «Io ho iniziato il movimento per la pace universale, ma nel senso tolstojano, la pace non come assenza di guerra, o non solo come assenza di guerra, ma come ritorno ad una condizione naturale, pacifica, profonda del nostro pensiero. Quindi ci stiamo battendo per la pace nel mondo, contro le guerre, contro le armi, contro i soprusi, contro le violenze, contro la pena di morte, a favore delle donne la cui identità è calpestata in molti paesi. E quindi potremmo dire che è un grande movimento per la non violenza.[31]» Dal 2010 è stato presidente del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.  Attività politica  Umberto Veronesi Da sempre vicino al Partito Socialista Italiano, negli anni ottanta Veronesi venne chiamato da Bettino Craxi a far parte dell'assemblea nazionale del PSI.  Il 26 aprile 2000 è stato nominato Ministro della sanità nel governo Amato II, fino all'11 giugno 2001. In qualità di ministro si è battuto in particolare per una legge antifumo.[32]  Dal 29 aprile 2008 fino al febbraio 2011 è stato senatore del Parlamento Italiano nella XVI Legislatura eletto con il Partito Democratico.[33]  Il 5 novembre 2010 è stato nominato presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana, carica che lo ha portato alle contestuali dimissioni dall'incarico di senatore. Il 3 settembre 2011 si è dimesso dall'agenzia in polemica con il governo Berlusconi, lamentando l'assenza di una sede, di un decreto formale di nomina e delle strutture minime per consentire all'agenzia di iniziare le sue attività[34].  Morte Umberto Veronesi è morto l'8 novembre 2016 a 90 anni nella sua casa di Milano. I funerali laici si sono svolti a Palazzo Marino in presenza di Giuseppe Sala e di molta gente comune; il figlio Alberto lo ha omaggiato con due brani musicali di Beethoven e Puccini. Dopo i funerali, la salma dell'oncologo è stata cremata.[35]  Posizioni pubbliche Tra le varie campagne di cui Veronesi si è fatto promotore vi è quella, intrapresa nel 1995, per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere al fine di giungere a una regolamentazione dei derivati della canapa, soprattutto per i suoi usi terapeutici, specialmente in materia di terapia del dolore[36]. Dal 2002 ha fatto parte dei garanti dell'associazione Libertà e Giustizia, che agisce in difesa della laicità dello Stato e dell'equilibrio tra i poteri. È stato favorevole agli Organismi geneticamente modificati. Nel marzo 2005, in occasione di un convegno sulla comunicazione ambientale Veronesi ha affermato che a provocare il cancro, più che gli OGM o le polveri sottili delle automobili, sarebbero le tossine contenute per esempio nella polenta, nelle patate, nella farina di mais o nel basilico[37]. Questa affermazione provocò l'indignazione del movimento Slow Food, dei coltivatori di cibo biologico e dei movimenti contrari alla legalizzazione delle sementi transgeniche[38]. L'11 dicembre del 2006, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze e tecnologie agrarie all'Università degli Studi di Napoli Federico II, Veronesi ha ribadito che «l'ingegneria genetica non è una bacchetta magica per risolvere i problemi dell'umanità, ma è un metodo estremamente intelligente per combattere la fame nel mondo, per ridurre l'impatto dei pesticidi, per contrastare la desertificazione» Nel giugno 2008 ha dichiarato di essere contrario, per principio, alle intercettazioni telefoniche[39]. È stato contrario alla pena di morte e all'ergastolo ostativo, e ha portato avanti con l'associazione Science for Peace, una campagna abolizionista, affermando: «il nostro sistema di neuroni non è immutabile, ma si rinnova perché il cervello è dotato di cellule staminali in grado di generare nuove cellule. Quindi la persona che abbiamo chiuso in un carcere non è la stessa vent'anni più tardi. Per ogni uomo esiste la possibilità di cambiare ed evolversi. In secondo luogo gli studi sul Dna dimostrano che la violenza non è un imperativo biologico. Al contrario il messaggio del nostro codice genetico è la perpetuazione della specie, una naturale predisposizione alla solidarietà».[40] Bioetica animale e vegetarianismo Nel libro Una carezza per guarire Umberto Veronesi dedica un denso capitolo, l'ultimo, al tema della sperimentazione animale. Come il filosofo australiano Peter Singer, Veronesi auspica l'evolversi di un atteggiamento etico antispecista[41]. Pensando che negli ultimi anni sono stati messi a punto via via diversi metodi di ricerca che non fanno uso di animali, risulta per lui ingiustificata la ancora ampia utilizzazione di cavie da laboratorio, specialmente per esperimenti che darebbero scarso contributo al progresso scientifico; da ciò Veronesi richiama l'urgenza di una legislazione in merito alla sperimentazione animale, al fine di limitare sempre più al minimo, grazie all'utilizzo di tecniche alternative, l'uso di animali da laboratorio e perché gli animali di grossa taglia come primati, cani e gatti siano esclusi del tutto dalle pratiche sperimentali[42].  Ma il percorso di una nuova etica volta al rispetto degli animali non si ferma alla drastica riduzione delle sperimentazioni mediche su di essi. Veronesi apre un importante inciso a proposito delle condizioni degli animali da allevamento, chiedendosi come possa, chi sia sensibile alla sofferenza delle cavie da laboratorio, rimanere insensibile davanti al crudele trattamento riservato agli animali da macello, considerati mere "macchine" produttive per la trasformazione da una merce (i mangimi) in un'altra (la carne) e destinati a morire per dissanguamento affinché la loro carne prenda quel colorito bianco che piace tanto alle persone comuni, magari quelle stesse persone che, pur prodigandosi nel firmare petizioni contro la vivisezione, non si rendono conto della incoerenza mentale che mostrano nel finanziare proprio, con le loro scelte alimentari a base di carne, la cruenta uccisione di tanti altri animali[42].  Veronesi spiega che, all'obiezione secondo cui il dolore di un animale non può essere paragonato a quello di un uomo – data la complessa struttura neuropsichica e affettivo-sociale che hanno gli umani a differenza degli animali – i sostenitori dei diritti degli animali rispondono notando come il livello di elaborazione psichica della sofferenza sia ridotto anche nei casi di esseri umani ritardati, cerebrolesi o semplicemente neonati, ma nessuna persona di buon cuore riterrebbe etico uccidere o utilizzare per esperimenti queste ultime categorie di persone, dato che pur possiedono un sistema nervoso e quindi provano sensazioni di gioia e dolore; le piante, invece, non sono dotate di un sistema nervoso, quindi non soffrono e – per questo motivo – i vegetariani preferiscono nutrirsi esclusivamente di alimenti vegetali onde evitare di causare sofferenze inutili. All'altra obiezione frequente dei negatori dei diritti degli animali – secondo cui tutti gli animali sono aggressivi fra di loro, quindi l'uomo segue semplicemente la legge naturale nell'imporre la propria forza sulle altre specie – è facile rispondere che l'essere umano può benissimo correggere una legge naturale che reputa ingiusta (dal momento che essa prevede l'infliggimento di sofferenze non necessarie da parte di una specie sull'altra) e che il tratto caratterizzante dell'uomo, rispetto agli altri animali, risiede proprio nella sua etica e nel suo rifiutare liberamente quei comportamenti che ritiene brutalmente contrari alla propria coscienza[43].  Veronesi ritiene che la carne non sia un alimento indispensabile per l'alimentazione umana, e sostiene che la dieta vegetariana, da lui stesso assunta, aiuti a prevenire l'insorgere di gravi malattie, tra cui il cancro intestinale:[44]  «Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie.[45]» In un altro articolo Veronesi chiarisce di essere vegetariano – e di esserlo ormai da molto tempo – non per motivi salutistici, bensì in virtù di ragioni etiche:  «Sono vegetariano per motivi etici e non medici. Gli animali vanno rispettati e non uccisi per poi mangiarli. Tutti gli animali.[46]» Per Veronesi la motivazione salutistica dà ancora più valore ad una scelta prima di tutto etica – poiché suscitata dalla compassione per la sofferenza patita dagli animali –, alla quale si aggiunge pure, come terza motivazione di ulteriore stimolo rafforzativo, la scoperta del valore diremmo terzomondista della scelta vegetariana, spiegato da Veronesi in un altro articolo:  «Rinunciare alla carne inoltre è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento.[47]» Sempre secondo Veronesi, la produzione incontrollata di carne rischia di privare la Terra di acqua potabile e di fonti energetiche, come da lui denunciato in un'intervista rilasciata al Corriere poco dopo essere stato eletto senatore:  «L'umanità rischia un effetto a catena distruttivo: esaurimento di energia, di acqua potabile, di alimenti base per soddisfare consumismi alimentari errati. [...] I conti non tornano. Sei miliardi di abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibili dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. Grano, soia, riso, mais costano sempre di più e vanno a ingrassare gli animali da allevamento. Dobbiamo fermarci ora.[48]» Nel suo libro Longevità, Veronesi inoltre afferma:  «Al di là di decisioni etiche, filosofiche e di tutela dell'ambiente, credo che badare alla propria salute sia una ragione sufficiente per ripensare al consumo di carne.[49]» Il vegetarianismo, per Veronesi, ha perciò valore etico, salutistico, sociale ed ambientale. Insieme ad altri sforzi etici (come il progressivo accantonamento della sperimentazione animale e di pratiche quali la derattizzazione[42]), il vegetarianismo rappresenta per lui un tassello utile all'instaurarsi di un nuovo rapporto – che sarebbe così non più antropocentrico, bensì solidaristico[41] – tra uomo e natura.  Veronesi ha dichiarato che nell'Istituto Europeo di Oncologia da lui fondato «non si usano animali»,[50] pur non negando che altre strutture facenti capo all'Istituto fanno sperimentazione sugli animali nel contesto della ricerca di base. Veronesi ha poi chiarito in una intervista di considerare la sperimentazione sugli animali altrettanto necessaria di quella sull'uomo, e di ritenere però che entrambe debbano sottostare agli stessi vincoli etici di fondo.[51] Parlando del nuovo Istituto europeo di oncologia (Ieo 2) a fianco di quello già attivo, Veronesi ha inoltre dichiarato: «noi vorremmo che i nostri pazienti diventassero tutti vegetariani, perché questo istituto deve avere anche una funzione educativa» e «dobbiamo dare anche l'esempio di una giusta alimentazione»[52].  Eutanasia e aborto Veronesi è stato un promotore del consenso informato e del testamento biologico[53], nonché dell'eutanasia[54], argomento sul quale ha scritto il libro Il diritto di morire: La libertà del laico di fronte alla sofferenza (2005). Socio onorario dell'associazione Libera Uscita per la depenalizzazione dell'eutanasia, ha anche affermato:  «Ma sono ancor più convinto che, per non arrivare all'eutanasia, passiva o attiva che sia, c'è un fondamentale obiettivo da raggiungere: prevenire il desiderio di morte facendo il possibile perché il malato, in particolare il malato terminale, non arrivi a un tale stato di sofferenza. Se è curato bene, difficilmente il paziente chiede di morire. Se è curato con affetto, con amore, senza dolore, non chiederà la buona morte.[55]» Riguardo all'interruzione volontaria della gravidanza ha scritto:  «Eppure io sono contro l'aborto. Tutti lo siamo, credo: non c'è persona che non sia idealmente contraria all'interruzione di gravidanza, perché è un atto contro natura (nel senso che si oppone all'imperativo genetico della riproduzione [...]) e perché produce conseguenze traumatiche dal punto di vista psicologico. Ma condannare l'aborto con una legge, renderlo illegale, non impedisce che gli aborti avvengano. [...] L'aborto volontario è un evento grave, ma l'aborto clandestino è una tragedia: per questo offrire a una donna l'opportunità di abortire in modo legale e controllato corrisponde alla scelta del «male minore». E allora, all'interno di questo male minore, la modalità della pillola RU486 – che ho sostenuto sin dai primi accenni alla possibilità di una sua introduzione in Italia – è la scelta migliore, perché è quella meno dolorosa per la donna.[56]» Autore ateo e laico, col filosofo cattolico Giovanni Reale ha pubblicato nel 2013 il libro dal titolo Responsabilità della vita. Un confronto fra un credente e un non credente, nel quale, partendo da concezioni antitetiche, si manifesta una convergenza di vedute opposte sul tema del non-accanimento terapeutico: secondo Veronesi si fonda sulla libertà di ogni individuo e il diritto di decidere liberamente per sé e del proprio corpo; Reale affermò che la vita è un diritto indisponibile per il suicidio e l'omicidio, ma ‘indisponibile’ "anche nei confronti dell'accanimento terapeutico e della tecnica invasiva alla fine della vita", quando la vera vita ha ormai cessato di essere[57].  Veronesi ha sostenuto inoltre che, dalla fine degli anni ottanta alla prima metà degli anni duemila, il numero degli aborti sarebbe drasticamente diminuito, in Italia, grazie alla legge 194.[58] Anche a tale riguardo, egli ha parlato della scelta del «male minore»:  «La lotta a un grande male (l'aborto) se viene combattuto con una misura non idonea (il proibizionismo) conduce a un male ancora maggiore (cioè alla clandestinità delle pratiche abortive con le gravi conseguenze relative), mentre l'analisi delle cause che sono all'origine del male e la loro rimozione conduce alla misura corretta: a impedire che accada. La soluzione del male sta nella sua prevenzione.[58]» Inceneritori e centrali nucleari Veronesi era favorevole agli inceneritori come soluzione di alcune problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti e ha sostenuto la loro innocuità per la salute.[59]  Beppe Grillo e altri attivisti hanno messo in discussione tali affermazioni[60], nel caso di Grillo ipotizzando un conflitto di interesse e sostenendo l'esistenza di una sorta di business a beneficio dell'Istituto tumori, consistente nel provocare i tumori e curarli[61]. A tali critiche Veronesi ha risposto con una lettera[62][63]. Gli attivisti sostengono che tra i partner della Fondazione Veronesi figurerebbero aziende che si occupano di inceneritori e loro costruzione, centrali a carbone, ad olio combustibile e nucleari. Le aziende chiamate in causa, oltre ad Enel, sono Acea e Veolia Environnement che si occupano, oltre che di reti idriche, di incenerimento inquadrato in ambiti rispettivamente di produzione di energia e di trattamento dei rifiuti.  Tali aziende sono tra i ventitré partner della conferenza mondiale The Future Of Science, di cui la Fondazione Veronesi è una delle tre fondazioni organizzatrici, mentre non figurano tra gli oltre cento partner propri della fondazione[64].  In altre circostanze, Veronesi si è detto favorevole alle centrali nucleari: il 30 maggio 2007 ha dichiarato che per rispettare gli impegni presi nel Protocollo di Kyoto, ed evitare sanzioni per inadempienza, l'Italia dovrebbe realizzare 10 centrali in 10 anni, superando lo «spauracchio ingiustificato» della tecnologia atomica, con la motivazione che tale fonte «non comporta rischi per la salute e l'ambiente». Allo stesso tavolo era presente il Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, il quale si è dichiarato in disaccordo con quanto detto da Veronesi.[65]  Omosessualità Veronesi si è detto favorevole sia al matrimonio tra persone dello stesso sesso sia all'adozione da parte di coppie dello stesso sesso, sostenendo la totale uguaglianza tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali.[66]  Ha inoltre sostenuto che l'amore omosessuale è quello più puro, in quanto non finalizzato alla sola procreazione.[67]  Superiorità della donna Veronesi, in più occasioni, ha sostenuto la superiorità morale e intellettuale della donna sull'uomo. Egli ha scritto che «quella della donna è una grandezza istintiva e completa, una grandezza genetica perché basata su una combinazione di DNA e caratteristiche mentali che porta a una migliore capacità di adattamento»[68]. A suo giudizio le donne sarebbero più resistenti al dolore e alla fatica, più fedeli all'azienda o all'istituzione che rappresentano, meno aggressive, più decise, più votate all'armonia, alla pace e al progresso civile.[69]  Metodo Di Bella Nel 2012 è apparsa su alcuni siti internet la notizia secondo la quale il suo istituto avrebbe certificato l'efficacia del metodo Di Bella,[70] in realtà si tratta però di una bufala e lo stesso Veronesi dichiara falsa la notizia e conferma l'inefficacia di questa cura alternativa.[71][72]  Riconoscimenti Laurea honoris causa in Fisica - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in Fisica «Per il contributo fondamentale dato alla fisica sanitaria in Italia, con particolare riferimento alla sua pionieristica attività nel settore della chirurgia laser e nello sviluppo di tecniche avanzate ed innovative per la terapia antitumorale con fasci di particelle ionizzanti» — Università degli Studi di Milano-Bicocca, 15 marzo 2005[73] Veronesi ha ricevuto tredici lauree honoris causa, nazionali e internazionali, in Medicina, Biotecnologie Mediche, Fisica, Scienze Agrarie e Scienze Pedagogiche[senza fonte].  Premio Minerva Anna Maria Mammoliti all'Uomo nel 1983[74]  Nel 2002 ha ricevuto il King Faisal International Prize. A questo riguardo, ha poi affermato:  «Negli ultimi anni mi è capitato sempre più spesso di curare donne islamiche. Hanno iniziato a venire a farsi operare da me, all'Istituto Europeo di Oncologia, dopo che ho ricevuto nel 2002 in Arabia Saudita il premio King Faisal per i miei studi sulla chirurgia conservativa del seno. Per il mondo islamico, infatti, quel riconoscimento è una specie di Nobel.[75]» Nel 2009 ha ricevuto il Premio America della Fondazione Italia USA.  Il 2 agosto 2010 gli è stato intitolato un pezzo di lungomare della spiaggia di Jesolo.[76]  Nel 2012 ha ricevuto il “Premio Arte, Scienza e Pace” alla carriera.[77]  Nel 2014 ha ricevuto il Premio nazionale Toson d'oro di Vespasiano Gonzaga.[78]  È stato presidente del comitato scientifico di BioGeM.  Nel marzo 2017 la European School of Oncology (ESO), di cui è stato fondatore, gli intitola l'Umberto Veronesi Memorial Award, premio biennale assegnato a ricercatori che contribuiscono all'avanzamento della ricerca nel trattamento del tumore mammario.  Onorificenze Medaglia d'oro ai benemeriti della sanità pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della sanità pubblica — 8 novembre 1974[79] Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana — 5 gennaio 1982[80] Onorificenze straniere Cavaliere Grand'Ufficiale dell'Ordine Equestre di Sant'Agata (Repubblica di San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Grand'Ufficiale dell'Ordine Equestre di Sant'Agata (Repubblica di San Marino) «A riconoscimento dell’opera svolta nel campo della ricerca medica.» — Città di San Marino, 28 gennaio 2010[81] Cittadinanze onorarie Cittadino onorario di Asti (31 gennaio 2004) Cittadino onorario di Inveruno (2015)[82] Cittadino onorario di Monte Argentario (2006).[83] Opere Umberto Veronesi, Da bambino avevo un sogno. Tra ricerca e cura, la mia lotta al tumore, Milano, Mondadori, 2002, ISBN 88-04-51036-6. Umberto Veronesi, Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, Milano, Sperling & Kupfer, 2005, ISBN 88-8274-791-3. Umberto Veronesi, Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza, Milano, Mondadori, 2005, ISBN 88-04-54864-9. Umberto Veronesi, Prefazione a: AA.VV., La fecondazione assistita. Riflessioni di otto grandi giuristi, introduzione di Maurizio De Tilla, Milano, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Corriere della Sera, 2005, SBN RMS1296979. Umberto Veronesi, Alain Elkann, Essere laico, Milano, Bompiani, 2007, ISBN 88-452-5953-6. Umberto Veronesi, L'ombra e la luce. La mia lotta contro il male, Torino, Einaudi, Veronesi, Dell'amore e del dolore delle donne, Torino, Einaudi, 2010, ISBN 978-88-06-20133-3. Umberto Veronesi, Alessandro Cecchi Paone, Scienza e pace, Bagno a Ripoli, Passigli, 2011, ISBN 978-88-368-1253-0. Umberto Veronesi, Il diritto di non soffrire. Cure palliative, testamento biologico, eutanasia, Milano, Mondadori, 2011, ISBN 978-88-04-60652-9. Umberto Veronesi, Perché dobbiamo essere vegetariani, in Verso la scelta vegetariana. Il tumore si previene anche a tavola, Firenze, Giunti, 2011, ISBN 978-88-09-76687-7. Umberto Veronesi, Longevità, Torino, Bollati Boringhieri, 2012, ISBN 978-88-339-2333-8. Umberto Veronesi, Giovanni Reale, Responsabilità della vita, Bompiani, 2013, ISBN 9788845273469 Umberto Veronesi, La dieta del digiuno. Perdere peso e prevenire le malattie con la restrizione calorica, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-04-62630-5. Umberto Veronesi, Il mestiere di uomo, Torino, Einaudi, 2014, ISBN 978-88-06-21692-4. Umberto Veronesi, Maria Giovanna Luini, Il mio mondo è donna, Mondadori, 2015, ISBN 978-88-520-5973-5 Umberto Veronesi, Tre sere alla settimana. 300 film, 12 anni di passione cinematografica, Torino, UTET, 2015, ISBN 978-88-511-3656-7. Altri ruoli ricoperti È stato membro del Consiglio d'Amministrazione della Mondadori.[84]  Note ^ È morto Umberto Veronesi, Focus, 8 novembre 2016 (archiviato l'11 novembre 2016). ^ Umberto Veronesi, su ieo.it, IEO. URL consultato il 30 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2016). ^ Epidemiologia del carcinoma mammario Archiviato il 7 febbraio 2008 in Internet Archive. ^ Dell'amore e del dolore delle donne, p. 5. ^ Citato in Giovanni Floris, La fabbrica degli ignoranti: La disfatta della scuola italiana, Rizzoli, Milano 2008, p. 169. ISBN 978-88-17-02486-0 ^ Dell'amore e del dolore delle donne, p. 13. ^ Dell'amore e del dolore delle donne, p. 42. ^ Intervista a Repubblica Tv, ottobre 2010, su tv.repubblica.it. URL consultato il 14 ottobre 2010 (archiviato il 16 ottobre 2010). ^ Da bambino avevo un sogno, pp. 160-161. ^ «La religione impedisce di ragionare», su corriere.it, Corriere della Sera.it, 5 febbraio 2010. 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Francesco Sansone, L'eutanasia. Lettera aperta al prof. Umberto Veronesi, 2009, Schena editore Voci correlate Agenzia per la sicurezza nucleare Fondazione Umberto Veronesi Governo Amato II Istituto europeo di oncologia Ministri della sanità della Repubblica Italiana Oncologia Partito Democratico (Italia) Scuola europea di medicina molecolare Altri progetti Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni di o su Umberto Veronesi Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Umberto Veronesi Collegamenti esterni Veronési, Umberto, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata Alberto Costa, VERONESI, Umberto, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 98, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2020. Modifica su Wikidata (EN) Opere di Umberto Veronesi, su Open Library, Internet Archive. Modifica su Wikidata (EN) Umberto Veronesi, su Goodreads. Modifica su Wikidata Umberto Veronesi (XV legislatura della Repubblica Italiana) / XVI legislatura, su Senato.it, Parlamento italiano. Modifica su Wikidata Umberto Veronesi, su Openpolis, Associazione Openpolis. Modifica su Wikidata Registrazioni di Umberto Veronesi, su RadioRadicale.it, Radio Radicale. Modifica su Wikidata Registrazioni audiovisive di Umberto Veronesi, su Rai Teche, Rai. Modifica su Wikidata Predecessore Ministro della sanità della Repubblica Italiana Successore Rosy Bindi 25 aprile 2000 – 11 giugno 2001 Girolamo Sirchia Portale Biografie   Portale Diritto   Portale Medicina   Portale Politica Categorie: Oncologi italianiPolitici italiani del XX secoloPolitici italiani del XXI secoloNati nel 1925Morti nel 2016Nati il 28 novembreMorti l'8 novembreNati a MilanoMorti a MilanoCavalieri di gran croce OMRIGoverno Amato IIMinistri della sanità della Repubblica ItalianaOppositori della pena di mortePacifistiPersonalità dell'agnosticismoPolitici del Partito Democratico (Italia)Politici del Partito Socialista ItalianoSenatori della XVI legislatura della Repubblica ItalianaSostenitori del vegetarianismoStudenti del Liceo ginnasio statale Giosuè CarducciStudenti dell'Università degli Studi di MilanoStudenti dell'Università degli Studi di PaviaUmberto Veronesi[altre].  Nacque in una cascina alla periferia di Milano, da Erminia Verganti e da Francesco. Non è necessario aspettare la seconda guerra mondiale affinché V. incontrasse il suo più grande nemico, il cancro. Fin dall’infanzia, infatti, aveva vissuto molto vicino all’Istituto dei tumori di via Venezian, che a quei tempi era chiamato con drammatico sconforto ‘il lazzaretto’. È durante la guerra che V. venne colpito d’una mina. Arruolato con la forza a Milano e destinato a un reparto aggregato a una divisione tedesca, si ritrova in un campo minato vicino a Pistoia. Dopo l’esplosione si risvegliò a Montecatini in ospedale, con duecento ferite da schegge. Finita la guerra, intrapresi gli studi di medicina e terminata l’università con il massimo dei voti, V. decide di scommettere sulla sfida più difficile: invece della neurologia, scelse oncologia, quella branca della medicina ‘destinata ai rassegnati’. Appena laureato, varca la soglia dell’Istituto dei tumori. Sotto la guida di Bucalossi (allora direttore dell’Istituto), V. inizia a studiare la strategia migliore per ottenere risultati soddisfacenti, approfondendo gli studi di genetica e di biologia cellulare. Ciò gli fu possibile anche grazie a una borsa di studio presso quella ‘officina del DNA’ che era allora il Chester Beatty Research Institute di Londra, lo stesso istituto di ricerca che annoverava tra i suoi scienziati i due premi Nobel Watson e Crick. Direttore del Chester Beatty era sir Alexander Haddow, figura fondamentale per la formazione di V..  Grazie a un’altra borsa di studio, V. si reca in Francia, al Centre Léon-Bérard di Lione, per approfondire sotto la direzione di Dargent nuove terapie chirurgiche nel trattamento dei tumori e perfezionarsi negli interventi al seno e alla tiroide.  Nel caso specifico dei tumori mammari la tecnica più importante era allora la mastectomia, ovvero l’asportazione totale della mammella, dei linfonodi ascellari e del muscolo grande e piccolo pettorale, a cui si aggiungevano intense sedute di radioterapia sul torace, sul collo e sull’ascella. L’azione violenta delle terapie era giustificata dal desiderio di debellare completamente il tumore, agendo in modo massiccio su tutta la zona malata e prevenendo il rischio di nuove neoplasie.  Fu tra il 1968 e il 1973 che Veronesi, interrogandosi sulla possibilità di correggere gli effetti della mastectomia, elaborò una nuova tecnica chirurgica dagli intenti conservativi; ancora una volta, si rivelò utile partire dal microscopio e, di nuovo, risultò indispensabile la presenza di un ottimo maestro, Pietro Redaelli, che lo aveva preparato a perseguire un’intuizione poi rivelatasi estremamente innovativa. Dal 1958 Veronesi aveva conseguito l’abilitazione alla libera docenza in anatomia e istologia patologica e aveva appreso come una fase che consentiva ancora di contrastare l’avanzata del male era quella in cui le cellule si riproducevano in una forma poco aggressiva.  Sostanzialmente, se preso in tempo, il tumore poteva considerarsi non più così temibile e se colto in una fase di limitata estensione (inferiore ai due centimetri) si rendeva credibile la possibilità di operare solo una parte della mammella.  Per otto anni, settecento donne furono curate, secondo un ordine casuale, sia con la mastectomia sia con la quadrantectomia (tale era il nome della tecnica innovativa di Veronesi che asportava appunto solo il quadrante della mammella contenente il tumore) accompagnata da sedute di radioterapia. I risultati, pubblicati nel 1981 sul New England journal of medicine si rivelarono positivi. Il primato della mastectomia, che si poneva come obiettivo quello di salvare la vita, era stato eguagliato dalla nuova quadrantectomia che non solo salvava la vita, ma anche la qualità della stessa.  Un’altra importante lezione che Veronesi assimilò dai suoi maestri fu la strategia multidisciplinare, che consisteva nella costante collaborazione tra chirurghi, oncologi, medici ed esperti di radioterapia. L’evoluzione di questo nuovo modo di fare oncologia portò Veronesi a entrare nel Consiglio direttivo della sezione milanese della Lega italiana per la lotta contro i tumori (LILT) nel 1957, diventandone poi presidente nel 1968 e fino al 1977, periodo durante il quale la LILT ricevette il riconoscimento come ente pubblico, sotto la vigilanza del ministero della Sanità e in collaborazione con le regioni, le province e i comuni. Per sostenere gli sforzi della Lega, nel 1965 insieme al collega Giuseppe Della Porta (anch’egli ricercatore presso l’Istituto dei tumori), riuscì a coinvolgere alcuni esponenti dell’imprenditoria milanese nella costituzione dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC), che aveva per missione il finanziamento dei progetti di ricerca, l’alta formazione e la diffusione al pubblico di una corretta informazione in materia.  Sotto la guida di Veronesi, che lo diresse dal 1976 al 1994, l’Istituto tumori di Milano divenne un centro pubblico riconosciuto a livello europeo, sviluppato in venti divisioni e promosso come luogo di ricerca d’eccellenza.  Il primo obiettivo di Veronesi fu quello di creare una nuova generazione di clinici e ricercatori, uomini e donne determinati nella ricerca e nella cura del cancro, capaci di sollevarsi dal senso di ineluttabilità che opprimeva la generazione precedente. -ALT  L’edificio si estese e i letti passarono da duecento a cinquecento. Nel 1964 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) annoverò tra i membri del Comitato mondiale di esperti sulla terapia dei tumori proprio Veronesi, che inoltre, dal 1966, a quarantuno anni, divenne presidente del Comitato per l’istruzione professionale della Union internationale contre le cancer (UICC), l’unica organizzazione non governativa (con base a Ginevra) dedicata esclusivamente a connettere, in collaborazione con ONU e OMS, gruppi di ricerca per un globale controllo del fenomeno cancro. La consacrazione della figura di Veronesi sul piano internazionale avvenne però in modo definitivo nel 1974, quando fu nominato segretario generale dell’International cancer congress per la UICC, che si tenne a Firenze. Sempre nel 1974 venne chiamato alla presidenza dell’UICC per il quadriennio 1978-82 e infine alla presidenza del programma Detection and diagnosis fino al 1986.  Veronesi volle dare all’Istituto dei tumori una sua forte autonomia rispetto all’università. Inoltre, decise di tenere aperto il ‘reparto solventi’, dedicato a quei pazienti che disponendo di un’assicurazione o di mezzi propri preferivano una sistemazione in camera singola e soprattutto desideravano poter scegliere il proprio medico, il che permetteva di trattenere in Istituto medici con clientela privata e procacciare fondi per l’Istituto stesso. La scelta non fu affatto condivisa, bensì giudicata classista; non veniva recepito il fatto che una differenza nei comfort non escludesse affatto la possibilità di una uguaglianza nella cura.  Nella primavera del 1986, insieme a cinque colleghi, Veronesi mise a punto il documento Manifesto bianco della sanità, nel quale si disegnava innanzitutto un’organizzazione del lavoro meno burocratica e meno statalista. Al tempo stesso prese parte attiva a istanze europee di ricerca, prima fra tutte la European organization for research and treatment of cancer (EORTC), un’organizzazione no-profit volta a coordinare le attività di laboratorio e di ricerca clinica sul cancro in tutta Europa. Veronesi, che vedeva in essa la base ideale per poter lavorare a un progetto comunitario, entrò nel consiglio scientifico nel 1972 per poi diventare vicepresidente dal 1978 e mantenere la presidenza dal 1985 al 1988.  Questo risultato fu possibile perché nel frattempo Veronesi e Della Porta erano riusciti nell’impresa di ottenere dal CNR di Roma quindici anni di finanziamenti statali per progetti oncologici, i ‘progetti finalizzati’. I loro piani quinquennali furono approvati per tre volte consecutive contribuendo a trasformare radicalmente il panorama oncologico italiano. Con l’ammodernamento dei laboratori, si verificò anche un ‘ritorno di cervelli’ formati dalle università americane e aumentò il prestigio dell’Italia a livello internazionale, al punto che fu possibile fondare a New York, nel 1981, l’American Italian cancer foundation (AICF), con lo scopo di sviluppare la cooperazione Italia-USA. Veronesi misurò in questo caso il prestigio raggiunto trovando al suo fianco persone del calibro di Alessandro Cordero di Montezemolo e Anna Bulgari.  Veronesi decise di contattare gli scienziati che avevano collaborato alla stesura del Cancer act americano e, grazie alle preziose informazioni ottenute, stilò un documento di programmazione europea. L’incontro con il professore Maurice Tubiana, allora direttore dell’Istituto oncologico Gustave Roussy di Villejuif, si rivelò fondamentale; insieme concepirono il progetto Europa contro il cancro sostenuto dal presidente francese François Mitterrand e dal primo ministro italiano Bettino Craxi. Perfetta a questo scopo si rivelò la European school of oncology (ESO), fondata insieme al dottor Alberto Costa nel 1982 grazie al sostegno economico della famiglia Necchi Campiglio, tutt’oggi considerata un punto di riferimento indiscusso sul piano della didattica oncologica, non solo in Europa.  Veronesi, nominato presidente di Europa contro il cancro, lanciò un decalogo per la prevenzione del tumore, il Codice europeo contro il cancro, risultato di un’analisi dei diversi fattori di rischio, primo tra tutti il fumo. Il passo successivo si articolò nell’educazione e nell’informazione capillare contro il tabagismo, con il fine ambizioso di far smettere di fumare il cinque per cento degli europei. Le multinazionali del tabacco ostacolarono sempre l’azione della coalizione europea, arrivando al punto di denunciare lo stesso Veronesi. La battaglia, vinta nel 1991 grazie all’accortezza di alcuni parlamentari, proseguì con importantissime conquiste: si ottenne la scritta sul pacchetto che indicava la quantità di condensato e nel 1992 fu la volta della scritta «nuoce gravemente alla salute», che aumentò di dimensioni nel 2000. Veronesi si impegnò anche a sottolineare i tremendi rischi del fumo passivo, soprattutto durante la gravidanza. I lunghi anni di studi dedicati a questo tema ebbero come risultato un divieto in molti Stati europei di fumare negli spazi chiusi, nei luoghi pubblici e privati aperti al pubblico, e una legge antifumo redatta da Veronesi nel 2000, che l’Italia adottò subito, grazie all’impegno del suo successore al ministero, Gerolamo Sirchia.  Veronesi coltivava da molto tempo il sogno di un ospedale che si allineasse perfettamente con i valori e le convinzioni maturate in anni di attività e che rappresentasse un nuovo passo della ricerca italiana nel mondo. L’identità dell’Istituto europeo di oncologia (IEO), dunque, si può riconoscere in primis nel suo affiancare l’attività terapeutica alla ricerca scientifica, secondo l’assunto che recita «si cura meglio dove si fa ricerca» coniato dalla squadra dei suoi due più stretti collaboratori all’interno della Direzione scientifica, Alberto Costa e Stefano Zurrida. La collaborazione decisiva per la nascita del progetto fu quella del fondatore di Mediobanca, Enrico Cuccia, il quale ne affidò lo sviluppo a Renato Pagliaro (in seguito divenuto presidente della banca d’affari). Questi elaborò uno speciale statuto volto a mantenere il carattere privato dell’Istituto e al tempo stesso a garantire che tutto l’eventuale profitto venisse investito in ricerca.  Sulla scelta del luogo, Veronesi puntò nuovamente su Milano, optando per un terreno circondato da vecchie cascine, tra via Ripamonti e il paesino di Macconago. Il nuovo ospedale fu inaugurato nel maggio del 1994. Quando fu il momento di reclutare nuovi clinici e ricercatori, l’idea fu quella di andare in controtendenza rispetto alla ‘fuga di cervelli’, riportando a casa i giovani desiderosi di poter finalmente svolgere il loro lavoro con serietà nel proprio Paese.  Fu un’ulteriore sfida per Veronesi, accompagnata dal peggiore nemico che un ospedale possa avere: l’indifferenza. Le cose cambiarono solo quando ci fu un vero tramite tra il mondo della politica e quello della scienza: Fabio Sereni, scienziato di livello internazionale, divenne assessore alla Sanità della Regione Lombardia e, grazie alla sua esperienza nel campo della ricerca, nonché alla sensibilità politica nei confronti di un sistema sanitario equo, seppe giudicare l’importanza e il valore del neonato IEO. La Regione Lombardia si interessò alla causa, proprio nel momento in cui aveva deciso di concedere un’apertura sostanziale al convenzionamento con nuovi centri d’eccellenza. Il 18 gennaio 1996 l’Istituto europeo di oncologia nacque di nuovo, questa volta come IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico).  Pochi anni dopo, nel 2000, in seguito alla caduta del governo D’Alema, ci fu la promozione di Veronesi stesso, ormai riconosciuto come autorevole ‘istituzione’. Gli venne affidato l’incarico di ministro della Sanità nel governo guidato da Giuliano Amato. Seppur per un solo anno, il ministero diede a Veronesi la possibilità di dedicarsi maggiormente alle proprie battaglie etiche; fu il banco di prova per applicare il pragmatismo scientifico al mondo sociale, nel tentativo di risolvere subito i problemi che da anni limitavano il Sistema sanitario nazionale. Veronesi amava sottolineare, del suo operato di ministro, soprattutto sei punti di forza: la battaglia contro il dolore, quella contro il fumo, quella per la libertà decisionale delle donne in materia di interruzione di gravidanza, quella per l’aggiornamento continuo dei medici e quella per la liberalizzazione delle droghe leggere. Il sesto tema fu la ricerca dell’ospedale ideale.  I primi tre temi appartenevano da anni al pensiero di Veronesi, gli altri furono figli delle sue esperienze più recenti. Sulle droghe, leggere e pesanti, Veronesi tenne un atteggiamento coerente; contrario a tutti gli stupefacenti sostenne tuttavia che con il proibizionismo non si poteva risolvere il problema: «La lotta alla droga, che va tenacemente condotta, non si deve quindi basare su divieti e proibizioni, ma su programmi educativi, nella scuola e in famiglia, e su progetti per ridurre al minimo l’isolamento e il disagio esistenziale dei giovani» (L’uomo con il camice bianco, 2009, p. 204).  L’impegno per l’aggiornamento continuo dei medici nacque dall’ammirazione di Veronesi per il sistema inglese, il CME (Continuing Medical Education), basato sul principio tipicamente anglosassone del controllo di qualità e del diritto di ogni utente a ricevere il miglior prodotto possibile. Grazie all’impegno straordinario e alla dedizione di Riccardo Vigneri, professore dell’Università di Catania, Veronesi riuscì a introdurre anche in Italia l’Educazione continua medica (ECM) con un sistema di aggiornamento a punti obbligatorio che fu imitato da altri ministri della Salute della UE.  Al progetto dell’ospedale ideale fu dedicato il suo decreto ministeriale del 12 dicembre 2000, frutto dell’intensa collaborazione con Renzo Piano. Intitolato Nuovo modello di ospedale, il progetto descrive un prototipo da approfondire e da applicare a contesti specifici. Si fissavano i requisiti minimi di uno standard molto elevato, usando il paziente e (per la prima volta) non più il medico e l’amministratore come perno attorno cui far ruotare tutta l’attività.  Dal 1° luglio 2001, conclusa l’esperienza di ministro, Veronesi riprese il suo incarico di direttore scientifico all’IEO di Milano. L’anima politica di Veronesi rimase impegnata nell’attività del Senato e le sue battaglie sociali furono sempre in primo piano. Fondamentale quella sul diritto all’autodeterminazione spinto fino alle estreme conseguenze. Ben conoscendo le sofferenze indicibili alle quali certe malattie possono portare un individuo, si fece promotore attivissimo del testamento biologico, una dichiarazione di volontà stilata in condizioni di benessere contro l’accanimento terapeutico. Cercò in tutti i modi di sensibilizzare il Parlamento al tema del ‘fine vita’ e alle tematiche etiche che lo caratterizzano. Contrario all’eutanasia scelta dai Paesi Bassi, guardava con interesse all’opzione svizzera del suicidio assistito, massima espressione dell’autodeterminazione. Convinto della sempre maggiore necessità di diffondere la cultura scientifica, crea la Fondazione V. per il progresso della scienza. La Fondazione, sotto la sua guida e successivamente presieduta dal figlio Paolo, anche lui chirurgo senologo, crebbe in pochi anni grazie al sostegno della società civile, divenendo un punto di riferimento nel panorama scientifico italiano, finanziando ogni anno centinaia di borse di studio per giovani ricercatori, non solo in campo oncologico ma anche cardiologico e delle neuroscienze, organizzando importanti convegni sul futuro della scienza. Stimolata dal fondatore, caratteristica peculiare della Fondazione è però quella di affrontare grandi temi etici, dal testamento biologico, rimasto obiettivo costante della sua azione, a un movimento che metta la scienza al servizio della pace nel mondo. La conferenza Science for peace organizzata dalla sua Fondazione insieme a venti premi Nobel rappresentò, ancora una volta, una lotta contro il più grande dei dolori, la guerra. Veronesi si impegnò in un’azione molto efficace di comunicazione contro le spese militari, sostenuto fortemente dalla parlamentare radicale Emma Bonino.  La volontà di conservare, proteggere, salvaguardare e prendersi cura è stata sempre presente in ogni progetto. Il nemico principale, il cancro, era diventato sempre più un ‘male curabile’ e questa constatazione ha permesso la nascita di nuove speranze intorno a problemi non solo scientifici, ma anche civili.  Il King Faisal international prize award, ricevuto nel 2003 in Arabia Saudita, dimostrò che il mondo di Veronesi non era divisibile in occidentale e orientale e fino all’ultimo lo portò a lavorare per il dialogo Est-Ovest, fino al punto di fondare un’ennesima organizzazione che chiamò Eurama, volta a promuovere lo scambio di conoscenze sul tumore al seno fra Europa e Asia.  Meno fortunata fu la sua battaglia in difesa dell’energia nucleare. Fin dagli anni Novanta si era posto il problema del costo sanitario della produzione di energia ed era giunto alla conclusione, assieme ai principali esperti del momento, che le centrali nucleari fossero di gran lunga meno inquinanti e meno dannose per l’ambiente di quelle a carbone o a petrolio. La sua quindi non fu mai una presa di posizione a favore del nucleare tout court, ma una difesa del suo minor impatto ambientale. Il tragico incidente di Černobyl′ fece crescere in tutto il mondo una forte ostilità verso le centrali nucleari e quello di Fukushima (2011) diede a questa opzione energetica il colpo di grazia.  Morì l’8 novembre 2016, alla soglia dei novantuno anni, nella sua casa di Milano, circondato dalla moglie Sultana e dai suoi sette figli: Pietro, Paolo, Giulia, Alberto, Marco, Silvia e Francesco.  Opere. Molti i saggi scientifici scritti da V. con altri studiosi, come Inefficacy of immediate node dissection in stage I melanoma of the limbs, in New England Journal of medicine, 1977, vol. 297, pp. 627-630; Comparing radical mastectomy with quadrantectomy, axillary dissection, and radiotherapy in patients with small cancers of the breast, ibid.,; Radiotherapy after breast-preserving surgery in women with localized cancer of the breast, ibid., 1993, vol. 328, pp. 1587-1591; Sentinel-node biopsy to avoid axillary dissection in breast cancer with clinically negative lymph-nodes, in Lancet, 1997, vol. 349, pp. 1864-1867; Twenty-year follow up of a randomized study comparing breast-conserving surgery with radical mastectomy for early breast cancer, in New England Journal of medicine; Italian randomized trial among women with hysterectomy: tamoxifen and hormone-dependent breast cancer in high-risk women, in Journal of National Cancer Institute, 2003, vol. 95, pp. 160-165. Si vedano inoltre: Un male curabile, Milano 1986; Colloqui con un medico. Giovanni Maria Pace parla con U. V, Milano 1991; Da bambino avevo un sogno. Tra ricerca e cura, la mia lotta al tumore, Milano 2002; Il diritto di morire, Milano 2005; Le donne vogliono sapere, Milano 2006 (con M. Pappagallo); L’uomo con il camice bianco, Milano 2009 (con A. Costa); Fede, scienza e futuro dell’uomo, Firenze 2010; Il diritto di non soffrire, Milano 2011; Il primo giorno senza cancro, Milano; Il mestiere di uomo, Torino 2014; Confessioni di un anti-conformista, Milano; L’eredità di Eva, Milano  (con M. Pappagallo); Senza paura, Milano (con G. Gravettoni); Il diritto di essere umani, Milano 2018.  Fonti e Bibl.: Informazioni dell’autore e fornite da Jacopo Costa Buranelli e Paolo Veronesi. Nome compiuto: Umberto Veronesi. Veronesi.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Verrecchia: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale della falena dello spirito – la scuola di Vallerotonda – filosofia lazia -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Vallerotonda). Abstract. Keywords: la metafisica dell’amore, Aristotle on the recursive definition of philia – cited by Joachim, ‘logically developing series’ Aristotle philia. Grice on friedship philia – φιλός Filosofo italiano. Filosofo lazio. Vallerotonda, Frosinone, Lazio. Essential Italian philosopher. Studia a Torino. Trascorse un certo periodo nel parco nazionale del Gran Paradiso, considerato come il più formativo della sua vita. Lì contempla in modo disinteressato i fenomeni della natura. Fa tre università -- e solito dire -: quella vera e propria, che non mi ha dato nulla o quasi; la collaborazione alle pagine dei quotidiani come elzevirista, che mi ha costretto a leggere libri che altrimenti non avrei mai letto; e infine l'università più utile in assoluto, vale a dire il soggiorno nel Gran Paradiso a contatto con la natura. Frutto di quel soggiorno è il saggio che contiene la sua filosofia, potentemente aforistica. I manoscritti riaffiorati molto più tardi spiegano la tardività della sua pubblicazione, avvenuta presso Fògolasi tratta del Diario del Gran Paradiso. Visse poi a Berlino ed e per addetto culturale all'ambasciata d'Italia a Vienna. Collabora alle pagine culturali di giornali italiani, tra cui Il Resto del Carlino, La Stampa, Il Giornale. Collabora stranieri (Die Presse, Die Welt). Non parla volentieri della sua vita privata perché, dice, di un filosofo ciò che interessa sono gli teorie e non le vicissitudini personali. Traduttore di Lichtenberg, appassionato studioso di BRUNO e Nietzsche, nel suo orizzonte culturale, però, la figura che risalta di più è senz'altro quella di Schopenhauer, da lui considerato a tutti gl’effetti un maestro da tradurre e continuare. Elementi caratteristici dei suoi saggi sono l'irriducibile vena polemica e una sacra bilis, ma la sua prosa spicca anche per chiarezza ed energia. La sua prosa insieme a quella di CERONETTI, SGALAMBRO e GIAMETTA è stata giudicata la migliore prosa filosofica. Saggi: “L'eretico dello spirito” (Firenze: Nuova Italia); “La catastrofe di Nietzsche a Torino” (Torino: Einaudi), “La tragedia di Nietzsche a Torino: la catastrofe del filosofo che sogna un super-uomo al di là del bene e del male (Milano: Bompiani); “Incontri viennesi” (Genova: Marietti), “Cieli d'Italia (Milano: Spiral); “Diario del Gran Paradiso (Torino: Fogola), “BRUNO: la falena dello spirito” (Roma: Donzelli); “Rapsodia viennese: luoghi e personaggi celebri della capitale danubiana” (Roma: Donzelli), “Schopenhauer e la Vispa Teresa: l'Italia, le donne, le avventure” (Roma: Donzelli), “Vagabondaggi culturali” (Torino: Fogola); “La stufa dell'Anti-cristo: altri vagabondaggi culturali” (Torino: Fogola), “Batracomachia di Bayeruth: nietzschiani contro wagneriani; Padova: il prato, Lettere Mercuriali (Torino: Fògola). “Il cantore filosofo” (Firenze, Clinamen); “Il mastino del Parnaso: elzeviri e polemiche” (Firenze: Clinamen); Saggi introduttivi, traduzioni e cure Viaggio in Italia  di Mommsen (Torino: Fogola). Libretto di consolazione (Milano: Rizzoli); Le civiltà pre-colombiane (Milano: Bompiani,). Colloqui (Milano: Rizzoli), poi: “Il filosofo che ride” (Milano: Rizzoli), “Metafisica dell'amore sessuale: l'amore inganno della natura” (Milano: Rizzoli); “Sulla filosofia di Schopenhauer (Milano: TEA); “Aforismi per una vita saggia” (Milano: Fabbri); “O si pensa o si crede: sulla religione” (Milano: Rizzoli); “Lo scandaglio dell'anima” (Milano: Rizzoli); “Breviario spirituale” (Torino: POMBA). A Bogotà c'è un erede di Montaigne. Tuttolibri de La Stampa, Allora basta un rospo per finire al rogo. Tutto libri de La Stampa, MATHIEU, Tre giorni in giallo. Tutto libri de La Stampa, Risvolto di copertina della Rapsodia viennese.  Verrecchia, su digilander libero. Lanterna, V. venerando e terribile, Pulp Libri, (ora in Lanterna, Il caleidoscopio infelice. Note sulla letteratura di fine libro, Clinamen, critica Lanterna, Il caleidoscopio infelice. Note sulla letteratura di fine libro, Clinamen. Dotti, I vagabondaggi culturali di V., in rivista. Le case illustri, di Lisa Elena su archivio la stampa. Addio al filosofo V., di Sorrentino, su poesia. RAInews. L'Anticristo goloso, di Rota, su piemontemese. "Developing Series" -- From Aristotle To Grice -- And Back I'm analyzing a passage from Ethica Nichomachea by Aristotle -- what a difficulty!  It is mentioned by Grice in his "Method in philosophical  psychology".  Apparently, Aristotle coined the term, 'developing series'. This when first reading Grice, I thought it was a boring notion in evolution theory; but it's not: it's a fascinating area of semantics.  For Aristotle (and Grice), various notions allow for a 'developing  series'.  One is _number_ indeed. Aristotle criticises Plato for having failed to  reflect on 'number' (but only on oneness, twoness, threness, etc). Then  Aristotle uses the argument of 'developing series' not just for 'number' but to elucidate the meaning of 'good' (agathon) -- as per the passage below.  Finally, and this is what interested primarily Grice: to identify  'psyche' in terms of a 'developing series'. Thus, Grice quotes Witters. Witters  had said, "an animal can expect food (e.g. Geary's feral cats) but a man can expect a drought in the summer. Yet we wouldn't say that 'expect' has a  different sense for cats and men. It's a developing series.  Aristotle writes:  "to men gar zên koinon einai phainetai kai tois phutois, zêteitai de to idion. aphoristeon ara tên te threptikên kai tên auxêtikên zôên. hepomenê de aisthêtikê tis an eiê, phainetai de kai autê koinê kai hippôi kai boï kai panti  zôiôi. leipetai dê praktikê tis tou logon echontos: toutou de to men hôs  epipeithes logôi, to d' hôs echon kai dianooumenon. dittôs de kai tautês legomenês tên kat' energeian theteon: kuriôteron gar hautê dokei legesthai. ei  d' estin ergon anthrôpou psuchês energeia kata logon ê mê aneu logou, to d' auto  phamen ergon einai tôi genei toude kai toude spoudaiou, hôsper kitharistou kai  spoudaiou kitharistou, kai haplôs dê tout' epi pantôn, prostithemenês tês kata  tên aretên huperochês pros to ergon: kitharistou men  gar kitharizein, spoudaiou  de to eu: ei d' houtôs, [anthrôpou de tithemen ergon zôên tina, tautên de  psuchês energeian kai praxeis meta logou, spoudaiou d' andros eu tauta kai  kalôs, hekaston d' eu kata tên oikeian aretên apoteleitai: ei d' houtô,] to  anthrôpinon agathon psuchês energeia ginetai kat' aretên, ei de pleious hai  aretai, kata tên aristên kai teleiotatên. eti d' en biôi teleiôi. mia gar  chelidôn ear ou poiei, oude mia hêmera: houtô de oude makarion kai eudaimona mia  hêmera oud' oligos chronos. perigegraphthô men oun tagathon tautêi: dei gar isôs  hupotupôsai prôton, eith' husteron anagrapsai. doxeie d' an pantos einai  proagagein kai diarthrôsai ta kalôs echonta têi perigraphêi, kai ho chronos tôn  toioutôn heuretês ê sunergos  agathos einai: hothen kai tôn technôn gegonasin hai  epidoseis: pantos gar prostheinai to elleipon. memnêsthai de kai tôn  proeirêmenôn chrê, kai tên  akribeian mê homoiôs en hapasin epizêtein, all' en  hekastois kata tên hupokeimenên hulên kai epi tosouton eph' hoson oikeion têi  methodôi. kai gar tektôn kai geômetrês diapherontôs epizêtousi tên orthên: ho  men gar eph' hoson chrêsimê pros to ergon, ho de ti estin ê poion ti: theatês  gar talêthous. ton auton dê tropon kai en tois allois poiêteon, hopôs mê ta  parerga tôn ergôn pleiô ginêtai."  The Loeb Classical Library translates:  "The mere act of living appears to be shared even by plants, whereas we are  looking for the function peculiar to man; we must therefore set aside the vital  activity of nutrition and growth. Next in the scale will come some form of  sentient life; but this too appears to be shared by horses, oxen, and animals  generally. [13] There remains therefore what may be called the practical1 life  of the rational part of man. (This part has two divisions,2 one rational as  obedient to principle, the others possessing principle and exercising  intelligence). Rational life again has two meanings; let us assume that we are  here concerned with the active exercise3 of the rational faculty, since this  seems to be the more proper sense of the term. [14] If then the function of man  is the active exercise of the soul's faculties4 in conformity with rational  principle, or at all events not in dissociation from rational principle, and if  we acknowledge the function of an individual and of a good individual of the  same class (for instance, a harper and a good harper, and so generally with all  classes) to be generically the same, the qualification of the latter's  superiority in excellence being added to the function in his case (I mean that  if the function of a harper is to play the harp, that of a good harper is to  play the harp well): if this is so, and if we declare that the function of man  is a certain form of life, and define that form of life as the exercise of the  soul's faculties and activities in association with rational principle, [15] and  say that the function of a good man is to perform these activities well and  rightly, and if a function is well performed when it is performed in accordance  with its own  proper excellence--from these premises it follows that the Good of  man is the active exercise of his soul's faculties in conformity with excellence  or virtue, or if there be several human excellences or virtues, in conformity  with the best and most perfect among them. [16] Moreover, to be happy takes a complete lifetime; for one swallow does not make spring, nor does one fine day;  and similarly one day or a brief period of happinessdoes not make a man supremely blessed5 and happy."Nome compiuto: Anacleto Verrecchia. Verrecchia. Keywords: la metafisica dell’amore, Nietzsche a Torino, Bruno, la falena dello spirito. Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Verrecchia: metafisica dell’amore” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Vettori: la ragione conversazionale – Luigi Speranza (Ostiglia). Filosofo italiano. Ostiglia, Mantova. Medico e poeta. M. a Mantova. È noto per le sue Piacevoli poesie, di cui fa due edizioni -- Milano e Mantova --, nella seconda delle quali si leggono ottave di presentazione dell'autore ai lettori scritte da Baretti, e due capitoli dell'autore stesso all'amico suo, che lo ricorda nella XLVII delle Familiari, lodandone i molti versi con cui "ha celebrata la bruttezza, la vecchiezza, la schifezza e la dappochezza d'una sua fantesca". Carducci giudica V. "il miglior verseggiatore lombardo nell'interregno tra il Maggi e il Parini". Verseggiatore, non poeta, quantunque alcuni contemporanei lo chiamassero "il Berni del nostro secolo": ché egli cammina elegante e brioso sulle orme del Berni e di Mauro, mosso soltanto dall'amore della lingua toscana e dello stile.  Bibl.: Tonelli, Biblioteca bibliografica, Guastalla 1782, I, p. 14; G. Carducci, Il Parini principiante, in Opere, XIII; G. Natali, Il Settecento, Milano 1929, p. 665.Italian poet, writer and humanist, passionate spokesperson of ‘’Toscana Europea’’. He has been author of more than 200 volumes of poetry, narrative, philosophy, literary criticism and Dante essays translated into diverse languages.  External links [1] (The book of Vittorio V. published by Giubbe Rosse) [2] (Florence Remembers Poet V. Vettori with a Plaque in his honor) Authority control databases Edit this at Wikidata International ISNIVIAFFASTWorldCat National GermanyUnited StatesFranceBnF dataItalySpainNetherlandsCroatiaPolandVaticanIsrael Academics CiNii Other IdRefYale LUX   Flag of ItalyBiography icon This biography of an Italian philosopher is a stub. You can help Wikipedia by expanding it.  Flag of ItalyWriter icon This biographical article about an Italian poet is a stub. You can help Wikipedia by expanding it.  Categories: Italian male poets1920 births2004 deaths20th-century Italian poets20th-century Italian male writers20th-century Italian philosophersEuropean philosopher stubsItalian academic biography stubsItalian poet stubs. Nome compiuto: Vittorio Vettori. Vettori.

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