GRICE ITALO A-Z T TO
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Tommaseo: CROATA, NON
ITALO! -- implicatura e ragione conversazionale dell’amorevolezza– filosofia
italiana – By Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Sebenico).
Abstract. Keywords: Deutero-Esperanto. Filosofo italiano. Sebenico, Croazia. Scrittore
(Sebenico 1802 - Firenze 1874). Nato in una famiglia di commercianti italiani,
compiuti i primi studî nel seminario di Spalato, nel 1817 si trasferì per gli
studî di legge a Padova, dove conobbe A. Rosmini. Nell'ambiente padovano, dopo
il conseguimento della laurea (1822) e un breve soggiorno a Sebenico, iniziò la
sua carriera di scrittore e pubblicista; si trasferì poi a Milano (1824-27),
dove lavorò per l'editore Stella, si legò di devota amicizia ad A. Manzoni -- si
vedano i Colloqui col Manzoni, post. -- e cominciò a collaborare all'Antologia
(v.) di G. P. Vieusseux; quindi a Firenze, dove intensificò tale
collaborazione, strinse amicizia con G. Capponi ed ebbe una sofferta relazione
amorosa con Geppina Catelli. Dopo la chiusura della rivista, causata in parte
da un suo articolo-recensione che provocò il risentimento dell'ambasciatore
d'Austria, scelse la via dell'esilio in Francia, vivendo a Parigi, a Nantes e
infine in Corsica; di qui, beneficiando di un'amnistia, rientrò in Italia
(1839), fece ritorno a Sebenico e si stabilì per un decennio a Venezia. Fu un
periodo d'intensa attività letteraria e anche politica. Imprigionato nel
gennaio 1848 per le sue posizioni antiaustriache, liberato nel marzo, insieme a
D. Manin, dal popolo insorto, fu ministro nel governo provvisorio, ambasciatore
a Parigi e tra i più accesi protagonisti della difesa della Repubblica
veneziana; caduta la quale si rifugiò a Corfù (1849), dove riprese la sua
attività scrivendo tra l'altro un libro su quegli avvenimenti (Venezia negli
anni 1848 e 1849, 2 voll., post., 1931-50), e sposò la vedova Diamante Pavello,
che lo assistette nella sua incipiente cecità. Solo nel 1854 tornò in Italia,
stabilendosi a Torino e poi a Firenze (1859), dove morì. Figura tra le più
significative e controverse dell'intellettualità cattolica italiana
dell'Ottocento, diede prova delle sue non comuni facoltà, non sempre sorrette
da adeguato rigore, in quasi tutti i campi dell'attività letteraria. Alla
lessicografia diede due opere importanti come il Nuovo dizionario de' sinonimi
della lingua italiana, più volte rivisto e ristampato, e il grande Dizionario
della lingua italiana; prime dispense nel 1861, dopo un saggio nel 1858), per
il quale fu aiutato da varî studiosi, tra cui B. Bellini e soprattutto G.
Meini, che lo condusse a termine. Nell'ambito degli studî etnografici, si
distinse con la raccolta dei Canti popolari toscani, corsi, illirici e greci,
con traduzioni che sono tra gli esiti migliori della sua poesia. All'attività
critica e alla riflessione estetica appartengono Il Perticari confutato da
Dante (1825), con cui il giovane T., nonostante la sua formazione squisitamente
retorico-umanistica, si schierava con i romantici nella polemica sulla lingua
letteraria, il notevole Commento alla Divina commedia, il Dizionario estetico,
le pagine riunite in Bellezza e civiltà o delle arti del bello sensibile,
l'edizione delle Lettere di s. Caterina (1860), degli Scritti di G. Scalvini
(1860), i saggi raccolti in Storia civile nella letteraria. Polemista
risentito, contro il potere temporale dei papi scrisse Rome et le monde (1851),
contro la pena di morte l'eloquente Supplizio d'un italiano a Corfù, contro il
darwinismo L'uomo e la scimmia (1869). Al dibattito politico prese parte con
numerosi scritti, tra cui i cinque libri Dell'Italia, ispirati a un generico
cristianesimo sociale (l'opera, terminata in Francia, per poter entrare negli
stati italiani comparve col tit. di Opuscoli inediti di fra Girolamo
Savonarola, 1835). Fu tra i primi a intuire l'importanza della questione
balcanica, battendosi per il riconoscimento dell'autonomia della
"nazione" dalmata (v. Dalmazia: Storia). Si adoperò anche per un
riavvicinamento tra la Chiesa di Roma e gli ortodossi. Repubblicano e
federalista, fu avverso alla politica unitaria di Cavour (di cui combatté anche
la politica ecclesiastica), coerentemente rifiutando, dopo l'Unità, la cattedra
offertagli dal ministro F. De Sanctis e il seggio in senato. Fulcro della
personalità intellettuale, del mondo morale e fantastico di T. fu la profonda
fede religiosa, da lui vissuta in una drammatica tensione tra colpa ed
espiazione, peccato e pentimento. Oltre che dalle pagine del suo Diario intimo
(post., a cura di R. Ciampini, 1938), tale travaglio è testimoniato dalle sue
opere creative, e in primo luogo dai versi che egli venne scrivendo e
pubblicando fin dal 1836 (Confessioni) e che riunì nel volume complessivo di
Poesie nel 1872: versi nuovi nella lirica italiana per l'accorata, cristiana
introspezione e per il senso profondo della natura venutogli in parte da
Rousseau, da Lamennais e dall'ammiratissima G. Sand. Vicina ai modelli della
prosa francese di confessione (al Volupté di Sainte-Beuve) è, per temi e
sensibilità, la sua più importante opera narrativa, Fede e bellezza, scritta in
Francia e pubblicata a Venezia nel 1840 (n. ed., 1852), storia di peccato e
redenzione in cui si riflettono esperienze dello stesso T.; se l'aspirazione a
una lingua modellata su quella popolare toscana si traduce spesso, come notò il
Cattaneo, in una perdita di "freschezza e naturalezza di modi",
notevole è in questo romanzo lo sforzo di aprire la nostra narrativa a
tematiche che le erano estranee e che più tardi sarebbero state riprese, in un
mutato clima spirituale, soprattutto da A. Fogazzaro. Oltre ad alcune novelle e
al pur notevole romanzo storico Il Duca d'Atene, vanno ricordate le prose
d'arte in serbocroato Iskrice (1844), già da lui pubblicate in traduzione
italiana col titolo Scintille, e una serie di bei racconti tradotti dalla
vulgata biblica (Esempi di generosità proposti al popolo italiano, 1867).
Ricchissima è la sua corrispondenza (con Rosmini, Vieusseux, Capponi, R.
Lambruschini, A. Poerio), di cui sono stati pubblicati numerosi volumi.
L'edizione nazionale delle opere di T. ha preso avvio con il volume di Scritti
editi e inediti sulla Dalmazia e i popoli slavi (1943), cui hanno fatto seguito
Sul numero, Salmi e Inni sacri tradotti, Del presente e dell'avvenire, Racconti
biblici e Meditazioni sui Vangeli, I santi Evangeli. Col commento che da scelti
passi de' padri ne fa Tommaso d'Aquino. Al dibattito sulla lingua filosofica universale
partecipa T. con il suo Nuovo dizionario dei sinonimi della lingua italiana. T.
muore a Firenze. Scrittore e lessicografo italiano, è intimo amico di MANZONI
(si veda). Consegue la laurea a Padova per poi tornare nel paese d'origine e
iniziare la sua carriera di scrittore. Vive a Firenze, Parigi, Nantes, Venezia,
e Torino. Tra le tante opere, da alle stampe il dizionario de' sinonimi della
lingua italiana nel e il Dizionario della lingua italiana. Nelle prime pagine
dell'introduzione, ragionando sul senso delle parole – cf. Grice, the meaning
of a word --, asserisce che è utile ordinare le parole in un dizionario dei
sinonimi secondo l'ordine delle IDEE (Duden) che essi conteneno, di modo che
ogni termine si trova accanto ad uno che esprime un concetto simile o che
deriva dalla stessa idea. Un dizionario dei sinonimi filosofico, in cui spiega
che tutte queste voci si possono numerare; e puo il medesimo numero
rappresentare la voce corrispondente in tutte le lingue -- assegnando alle voci
che corrispondente non hanno un segno di frazione o un segno composto --; il
qual numero da ciascun lettore è tradotto nella lingua propria: e se ne ha una
lingua universale di cifre, comoda assai [T., Nuovo dizionario dei sinonimi
della lingua italiana, Firenze, presso Vieuusseux] e grazie al quale, dati i
seguenti numeri e le corrispondenti idee. Desiderio e odio; Desiderio solo;
Desiderio invincibile di natura; Intellettuale; De' bruti; Turpe; Desiderio del
bene altrui; Del bene de' nemici; Desiderio abituale; Vivo; Men vivo; Interno;
Significato di fuori; Di minore a maggiore; Di maggiore a minore - potremmo
esprimere il concetto di 'amorevolezza' tramite i numeri 2, 7, 11, 13, 15,
essendo questa segno di desiderio non vivo, del bene altrui, e per lo più di
maggiore a minore. Un progetto di lingua universale che non ha quindi un sistema
fonico utile alla comunicazione parlata, ma resta espresso soltanto in forma
scritta. Sebbene possa sembrare un sistema piuttosto preciso, comporta l'uso
costante di un vocabolario, vista la difficoltà con la quale qualsiasi essere
umano impara una tale mole di numeri e idee corrispondenti. Grice: “We spent a whole term crossing
dots on pieces of paper. Austin
called it SYMBOLO.” Nome compiuto: Niccolò Tommaseo. Tommaseo. Keywords: lingua
universale, lingua filosofica, il Deutero-Esperanto di Grice – analisi di
‘amorevolezza.’ Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Tommaseo” – Tommaseo.
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