GRICE ITALO A-Z T TO
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Tomitano:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dei precetti della
conversazione civile – la scuola di Padova – filosofia padovana -- filosofia
veneta -- filosofia italiana – Grice italo – By Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library, Villa Speranza (Padova). Abstract. Keywords: i precetti della conversazione – praeceptum.
– vide praecipio. : to give rules, or precepts, to avise, admonis, warn,
inform, instruct, tech, to enjoin, direct, bird, order, etc. Il tuo contributo alla conversazione sia tale
quale e richiesto, allo stdio in cui avviene, dallo scopo o orientamnto
accettato dello scambio linguistio in cui sei impegnato. Tale principio ha la
forma di un precetto o di una regola. Filosofo italiano. Padova, Veneto. Nacque a Padova, dove trascorre tutta la vita,
figlio forse primogenito di Donato. La
sua è un’illustre famiglia originaria di Feltre, che annove tra gl’antenati il
beato Bernardino da Feltre, zio per parte paterna dello stesso Donato. In
seguito all’assalto di Feltre compiuto dall’esercito dell’imperatore
Massimiliano in guerra con Venezia, questo ramo della famiglia si è
definitivamente trasferito a Padova, dove Donato ha i natali e vi esercita il
commercio con buon successo; rimasto ben presto vedovo della prima moglie
Onesta Capodilista, dalla seconda, la cui identità non è nota, ha quattro
figli: oltre a Bernardino, Ludovico -- addottoratosi in artibus --, Francesco e
Cecilia, andata in sposa a Bartolomeo Sforza. Dopo aver ricevuto in famiglia la
prima istruzione, T. è avviato dal padre agli studi di filosofia presso lo studio
patavino. Qui ha come maestri ZIMARA (vedasi), PASSERI (vedasi), Frigimelica e
Carensio (il Tosetto). Come compagno alle lezioni e poi come collega e amico ha
Vesalio. Alla sua formazione contribuirono altresì grandi figure di umanisti
attivi allora a Padova, quali i veronesi Fracastoro, da lui assiduamente
frequentato e, in anni più tardi, lo stimatissimo Monte. Fuori dallo studio, la
frequentazione di Bembo e della sua cerchia e l’amicizia con letterati e dotti
animatori della cultura cittadina, primo fra tutti Speroni, con il quale rimane
sempre in rapporto di grande familiarità, gli permisero di coltivare
l’interesse per le lettere e di completare la sua formazione anche sul versante
umanistico. Consegue il dottorato in artibus, ricevendo le insegne da PASSERI e
avendo come promotore Speroni. D’ora in avanti dedica l’intera esistenza allo
studio e all’insegnamento filosofico, all’esercizio della medicina, alle
lettere. Subito
aggregato al Collegio dei dottori artisti, gli fu conferita la cattedra di
logica, con l’incarico di leggere l’organon aristotelico – Grice: “Amazing how
things remained: at Oxford I was wanted, but only to teach the ORGANON, as I
did with Austin – and not all of it, but the philosophical bits: CATEGORIAE and
DE INTERPRETATIONE. Eccettuato un
breve periodo di assenza per malattia, probabilmente un eccessivo affaticamento
per l’intensa attività di studio, nel quale è sostituito da Trevisano, T.
sedette su quella cattedra. A
testimonianza della sua attività di docenza resta una considerevole mole di
appunti manoscritti preparatori delle lezioni, insieme a numerose reportationes
studentesche. I frutti a stampa del suo impegno di logico sono la breve Introductio
ad sophisticos elenchos Aristotelis -- Venetiis, per Bartholomeum Imperatorem
et Franciscum eius generum -- , e l’importante commento agli Analitici -- Animadversiones
aliquot in primum librum Posteriorum resolutoriorum. Contradictionum solutiones
in Aristotelis et Averrois dicta --, confluito nell’edizione giuntina delle
opere di Aristotele, con la prefazione dell’allievo polacco di T., Breznicio,
che ne cura l’allestimento collazionando, sotto la sua supervisione, gli
appunti del maestro. Rappresentante di rilievo del lizio umanistico che si
afferma all’interno della scuola padovana, T. si caratterizza per il metodo
filologico di lettura del testo aristotelico NELL’ORIGINALE GRECO – Grice: “as
we do at Oxford, in spite of MINNIO-PAULELLO!” -- nell’originale greco, nel
confronto privilegiato con gl’antichi commentatori greci e i moderni umanistici
e per il frequente ricorso all’autorità dell’ACCADEMIA. Il contributo da lui
portato al pensiero logico, riconducibile al filone averroista del maestro ZIMARA
(vedasi), consiste nella centralità delle questioni di metodo; nella
trattazione del regressus come strumento logico fondamentale per la conoscenza
dei fatti naturali; nell’affermazione del valore puramente strumentale della
logica; nella definizione delle ARTI SEMOCINALI – Grice: “I nver knew if
‘sermo’ is natural meaning!” -- grammatica, retorica, poetica -- come arti
logiche; nella distinzione tra logica del vero, propria della scienza, e logica
del verisimile, propria della retorica. A ridosso della stampa
dell’Introductio, e in linea con la centralità da essa accordata ai FATTI
LINGUISTICO-RETORICI – alla H. P. Grice --, secondo una tendenza che
caratterizza la cultura padovana, vide la luce il trattato in forma di DIALOGO,
in tre libri, Ragionamenti della lingua toscana -- Venezia, Giovanni Farri e
fratelli --, ristampato coll’aggiunta dei Precetti della rhetorica secondo
l’artificio d’Aristotele e CICERONE. Infine, rimaneggiato e ampliato,
nuovamente edito con il titolo Quattro libri della lingua thoscana -- Padova,
Olmo. Insieme ai sei sonetti che apparvero nella giolitina delle Rime diverse
di molti eccellentissimi auttori, i Ragionamenti inaugurano l’attività
letteraria di T. Prendendo le mosse dall’‘incoronazione’ di Speroni, principale
interlocutore del dialogo, a ‘principe’ della padovana Accademia degli
Infiammati, l’opera intende promuovere la scrittura volgare nella prosa ‘alta’,
filosofica, scientifica e, soprattutto, oratoria, mettendo al centro del
dibattito il rapporto tra sapienza ed eloquenza e ri-meditando gli insegnamenti
retorici dei classici e di BEMPO (vedasi) alla luce delle avanguardie padovane.
Oltre a fornire testimonianze preziose per la ricostruzione dell’attività
dell’illustre cenacolo degli Infiammati, i Ragionamenti documentano la
partecipazione di T., almeno a partire dalla data di inizio del governo
speroniano. Anche le successive accademie sorte in Padova si giovarono del suo
apporto: insieme a Speroni e a Trevisano egli si adopera per animare
l’Accademia degli Elevati, dove tenne lezioni di poetica latina e volgare; è
tra i sodali dell’Accademia degli Eterei e tra i promotori di quella degli
Animosi. Oltre che nella composizione
poetica volgare, cui continua a dedicarsi con una produzione di sonetti e
canzoni nel solco di PETRARCA (vedasi), editi in diverse antologie di rime,
l’impegno letterario di T., riconducibile all’influsso dell’esperienza
‘infiammata’, ha modo di esercitarsi anche nel campo della traduzione dal
latino. Su richiesta dell’amico genovese, ma allora a Padova, Passano, traduce
la Parafrasi erasmiana del Vangelo di Matteo, che il committente da subito alle
stampe sotto il nome di T. -- Esposizione letterale del testo di Mattheo
evangelista, Venezia, Griffio. Convola a nozze con Elisabetta Zampeschi, dalla
quale ebbe l’unico figlio, Donato, che sarebbe morto senza figli. Nella lunga Lettera al magnifico M. Longo -- in
J. Morelli, Operette, Venezia --, Tomitano da notizia delle cure rivolte
all’educazione del figlioletto e della sua vita personale, con accenni ai
disturbi uditivi che sarebbero via via peggiorati fino quasi alla sordità,
nonché alla recente sofferenza per una «gravissima maninconia» che lo aveva
tenuto assente dall’insegnamento; e vi descrive anche l’impegno nell’esercizio
della medicina e -- scacciate del tutto le Muse -- nella preparazione dei corsi
universitari che avrebbe ripreso. La lettera è un trattatello ‘di formazione’,
in buona parte incentrato sul valore dell’eloquenza, indirizzato al giovane
patrizio veneziano appena nominato senatore. Negli anni subito seguenti ha occasione
di cimentarsi nella prosa oratoria e di tornare a dedicarsi, ora dalla
prospettiva dell’eloquenza sacra, alla riflessione teorica in materia,
contribuendo in modo rilevante al tentativo dei letterati di definire il genere
della prosa oratoria italiana e di affermarne la piena dignità. Incaricato
dallo Studio padovano delle arti, compone nel genere epidittico l’Orazione ne
la creatione del serenissimo principe di Vinetia m. Marcantonio Trivisano -- Venezia,
Griffio. Volge il proprio interesse all’oratoria sacra in lingua volgare,
scrivendo il Discorso sopra l’eloquenza e l’artificio delle prediche di
monsignor Musso, premesso alla princeps del primo libro delle Prediche -- Venezia,
Giolito -- del francescano vescovo di Bitonto, con il quale T. da tempo aveva
stabilito uno stretto sodalizio -- Girardi, «L’arte compiuta del viver bene».
L’oratoria sacra di Musso, Pisa 2012; il testo del Discorso. A Musso e al
comune amico fraterno Cornaro egli ricorre chiedendo loro la disponibilità a
fare da testimoni -- ciò che non fu poi necessario --, quando dove discolparsi
presso il tribunale veneziano dell’Inquisizione a causa dei sospetti suscitati
dalla sua Esposizione del Vangelo di Matteo. T. affidò la propria auto-difesa
alle due orazioni Alli signori della Santissima Inquisitione -- Padova, Gratioso
Perchacino --, la prima dedicata alla rivendicazione del suo ruolo di semplice
traduttore e alla confutazione delle tesi erasmiane; la seconda, scritta dopo
che già era stato assolto, di carattere più letterario, nel genere
dell’eloquenza sacra -- Davi, T..
L’episodio non ha alcuno strascico, ma l’anno seguente T. da alle stampe
un poemetto in esametri latini in lode di Reginald Pole, Clonicus sive de
Reginaldi Poli laudibus (Venezia, Paolo Manuzio, 1556), per la missione da lui
compiuta, nel 1554, in Inghilterra in aiuto di Maria la Cattolica. L’encomio di
Venezia, tessuto nella seconda parte dell’egloga, la accomuna all’altra,
Corydon sive de Venetorum laudibus, stampata sempre dal caro amico Aldo
Manuzio, nello stesso 1556, insieme a due brevi carmi, per il prefetto di
Padova Vincenzo Diedo e per il doge Priuli. La ripresa in quell’anno
dell’attività poetica, di preferenza in latino, avvenne dunque nel segno della
fedeltà e dell’amore di T. per la Repubblica veneziana, celebrata, già
nell’orazione per il doge Trevisan e sparsamente in tutte le sue opere, come
baluardo di civiltà, libertà e pace. Dello stesso tenore è l’ultima prova
poetica, ancora latina, l’egloga Thetis, composta ed edita nel 1574 (Venezia,
s.t.) in occasione del passaggio per Padova e Venezia di Enrico III re di
Polonia e di Francia. Sempre nel 1556,
in seguito all’epidemia di peste scoppiata a Venezia, i magistrati della città
si rivolsero a Tomitano, la cui fama di ottimo clinico aveva varcato i confini
di Padova, per una consulenza: egli assolse l’incarico redigendo l’ampio
Consiglio sopra la peste di Venezia -- Padova, Gratioso Perchacino. A questo
segue un altro impegnativo scritto di medicina, avviato nel 1563: il De morbo
gallico libri duo, in cui è evidente il debito nei confronti di Fracastoro:
vide la luce nel 1567 nel secondo dei due volumi miscellanei sul mal francese
curati dal medico udinese Luisini (De morbo gallico tomo posterior, Venetiis,
ex off. Iordani Ziletti). I due scritti medici si inscrivono nella tradizione
della scuola padovana, seguace del metodo galeniano fondato sul connubio di
ragione ed esperienza. Il 1563 segna la
fine del magistero di Tomitano presso lo Studio: deluso per non essere stato
chiamato sulla cattedra di filosofia naturale resasi vacante alla morte del
vecchio maestro Genua, egli rinunciò alla sua di logica, sulla quale salì, nel
1564, l’illustre discepolo Giacomo Zabarella. A partire dallo stesso 1563,
oltre alla composizione del De morbo gallico, egli mise mano alla riscrittura e
al ponderoso ampliamento dei giovanili Ragionamenti che diventarono nel 1570 i
Quattro libri della lingua thoscana. Dal 1571, all’indomani della strage di
Famagosta, prese a comporre, portandola a compimento, l’imponente Della vita e
dei fasti di Baglioni, il condottiero perugino, da lui conosciuto personalmente
a Padova, barbaramente ucciso in quella tragica circostanza storica. L’opera, in cui alla rigorosa narrazione
biografica e storica si mescola la declamazione oratoria, e che si inscrive nel
filone veneziano del compianto per gli eccidi della sanguinosa guerra coi
turchi, più che della celebrazione della finale vittoria, è rimasta inedita,
eccetto che per qualche estratto pubblicato nel corso dell’Ottocento. Ancora, nell’ultimo anno di vita Tomitano si
dedicò insieme a Manuzio il giovane a un progetto, non realizzato, di edizione
del suo epistolario (Girardi, 1995, pp. 30-33). Nel 1576 una nuova epidemia di
peste si diffuse nel Veneto e Tomitano scrisse ancora una breve lettera sul
modo in cui affrontarla (Copia di una lettera per conservatione della vita
humana in questi tempi calamitosi di peste, Venezia, s.t., 1576; M.R. Davi,
Bernardino T...., cit., pp. 44-46). Ma lui stesso non sfugge al contagio, a
causa del quale muore. Venne sepolto, come da suo volere, a Padova nella chiesa
di S. Francesco. Fonti e Bibl.: La
bibliografia delle opere a stampa e manoscritte in M.R. Davi, Bernardino
Tomitano filosofo, medico e letterato (1517-1576). Profilo biografico e
critico, Trieste 1995, pp. 165-181. L.A.
Ferrai, B. T. e l’Inquisizione, in Id., Studi storici, Padova-Verona 1892, pp.
209-226; L. De Benedictis, Della vita e delle opere di B. T., Padova 1903; G.
Toffanin, Idee poche ma chiare sulle origini del Secentismo, in La Cultura, III
(1924), pp. 481-488 (poi in Id., La critica e il tempo, Torino 1930, pp.
77-87); E. Riondato, Per uno studio di B. T. filosofo, in Aristotelismo
padovano e filosofia aristotelica. Atti del XII Congresso internazionale di
filosofia, Venezia... 1958, IX, Firenze 1960, pp. 221-229; Id., B. T., in
Enciclopedia filosofica, VI, Padova 1967, pp. 111-124; C. Vasoli, Su alcuni
problemi e discussioni logiche del Cinquecento italiano, in Id., La cultura del
Rinascimento, Manduria 1968, pp. 257-297; G. Simionato, Significato e contenuto
delle “Lectiones” inedite di logica di B. T., in Quaderni per la storia
dell’Università di Padova, 1973, n. 6, pp. 111-124; M. Accame, Le rime di B. T.
tra petrarchismo bembesco e manierismo, in Atti e memorie dell’Arcadia, s. 3,
VII (1977), 1, pp. 165-203; G. Papuli, La teoria del «regressus» come metodo
scientifico negli autori della Scuola di Padova, in Aristotelismo veneto e
scienza moderna. Atti del 25° Anno Accademico del Centro per la storia della
tradizione aristotelica nel Veneto, a cura di L. Olivieri, I, Padova 1983, pp.
221-277; M.R. Davi, B. T. e la “Quaestio de certitudine mathemahicarum”, ibid.,
II, pp. 607-621; M. Verdenelli, Introduzione a B. Tomitano, La lingua toscana.
Quarto libro, a cura di M. Verdenelli, Urbino 1984, pp. 5-21; M. Pecoraro, T. B.,
in Dizionario critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca, IV,
Torino 1986, pp. 313-318; A. Daniele, Sperone Speroni, B. T. e l’Accademia
degli Infiammati di Padova, in Filologia veneta, 1989, n. 2, monografico:
Sperone Speroni, pp. 31-53; M.R. Davi, B. T. filosofo, medico e letterato
(1517-1576), cit.; M.T. Girardi, Il sapere e le lettere in B. T., Milano 1995;
M. Colombo, B. T. e i “Quattro libri della lingua thoscana”, in Momenti del
petrarchismo veneto: cultura volgare e cultura classica tra Feltre e Belluno
nei secoli XV-XVI, a cura di P. Pellegrini, Roma-Padova 2008, pp. 111-133; M.T.
Girardi, Il ruolo delle humanae litterae nella riflessione di B. T., in
Philosophical readings, VIII (2016), 2, pp. 79-82; Ead., T., B., in
Encyclopedia of Renaissance philosophy, diretta da M. Sgarbi, 2017, https://
doi.org/10.1007/978-3-319-02848-4_362-1 (1° ottobre 2019). Fondatore di
accademie letterarie, autore di commenti alle opere d’Aristotele – lizio -- e
autore di scritti di logica, alcuni dei quali ancora inediti. Da una famiglia
originaria di Feltre, frequenta il corso di filosofia a Padova dove si laurea.
Deputato dal senato veneto a leggere l'Organon di Aristotele alla scuola di
logica di Padova. Nel periodo in cui rimane a Padova stringe amicizia, fra gli
altri, con SPERONI, BEMPO, SADOLETO, GIOVIO, NAVAGERO, FRACASTORO, e MANUZIO. Fa
parte degl’infiammati, il cui proposito è scrivere compiutamente in dialetto
veneziano. Le discussioni degl’infiammati sono alla base dei quattro libri
della lingua toscana. Scrive anche due brevi dissertazioni matematiche: il
Moisè-Geometria, la dimostrazione del teorema due rette possono avvicinarsi
all'infinito senza mai unirsi, intuito dal profeta ebreo per grazia divina, e “Introductio
cosmographiae”, lezioni di geometria a fondamento della cosmografia tolemaica.
Accusato dal S. Uffizio di eresia per la sua esposizione LETTERALE a parafrasi implicaturale
al vangelo secondo Matteo. Dimostra che quella parafrasi non è sua, ma edita a
sua insaputa da un nobile signore N., con cui è assai famigliare. Creduto e
assolto, ma da allora in poi i suoi saggi divennero alquanto conformisti.
Lascia Padova e si trasfere a Venezia. I saggi più importanti del periodo
veneziano, a parte la biografia di Baglioni, sono il “De morbo gallico” e il
carme encomiastico “Thetis” in onore di Enrico III. Altre saggi: “Introductio
ad sophisticos elenchos Aristotelis. Eiusdem brevis methodus diluendorum
paralogismorum per divisionem, praeter illa quae Aristoteles habuit in
Elenchis. Quam methodum B. Tomitanus ex dialogis Platonis et ex Aristotele
nuper invenit, adiecta sunt Famigerata veterum Sophismatum exernpla, ad
exercitationem adolescentium” (Venezia); “Ragionamenti della lingua toscana,
dove si parla del perfetto oratore e poeta volgari, dell'eccellente flosofo Tomitano,
divisi in tre libri. Nel primo libro si pruova la FILOSOFIA esser necessaria
allo acquistamento della retorica e della poetica. Nel secondo libro si ragiona
dei precetti dell'oratore. Nel terzo libro si ragiona delle leggi appartenenti
al poeta, e al bene parlare” (Venezia, Farri); Quattro libri della lingua
toscana, dove si prova la filosofia esser necessaria al perfetto oratore e poeta
con due libri nuouamente aggionti, de I PRECETTI RICHIESTI AL CONVERSARE con
eloquenza” (Padova, Pasquati); “Sonetti e Canzoni, in Rime diverse di molti
eccellentiss. autori nuovamente raccolte. Libro primo, con nuova additione
ristampato” (Venezia, Ferrarii); “Esposizione letterale del testo di Mattheo
Evangelista” (Venezia); “Sopra le Pistole di S. Paolo” (Venezia); “Moisè”; “Geometria
(Mantova); Introductio Cosmographiea (Venezia); Prediche del reverendissimo
monsignor Cornelio Musso, vescovo di Bitonto, fatte in diversi tempi, et in diversi
luoghi. Nelle quali si contengono molti santi evangelici precetti, non meno
utili, che necessarij alla interior fabrica dell'huomo cristiano. Con la tavola
delle cose più notabili in esse contenute” (Venezia, Giolito de Ferrari); “Oratione
recitata per nome de lo studio de le arti padovano ne la creatione del serenissimo
Principe di Vinetia M. Marcantonio Trivisano, Venezia, Clonicus, sive de Reginaldi
Poli laudibus, Venezia Consiglio sopra la peste di Vinetia. Al Magnifico M.
Francesco Longo del Clarissimo M. Antonio” (Padova); Corydon, sive de Venetorum
laudibus, et Carmen ad Laurentium Priolum Venetorum Principem” (Venezia, Breznicio);
“Animadversiones aliquot in primum librum Posteriorum Resolutoriorum.
Contradictionum solutiones in Aristotelis et Averrois dicta, in primum librum
Posteriorum Resolutoriorum. In novero Averrois Quaesita demonstrativa
Argumenta, Venezia, Consiglio de l'eccell. m. Bernardino Tomitano sopra la
peste di Vinetia, Padova, appresso Gratioso Perchacino, De morbo gallico, inVenezia,
Vita e fatti di Astorre Baglioni; “Quattro libri della lingua thoscana, ove si
prova la philosophia esser necessaria al perfetto oratore et poeta con due
libri nuovamenti aggionti dei precetti richiesti a lo scrivere et parlar con
eloquenza” (Padova); “Thetis”; “In adventu Regis Henrici III Galliae
Christianissimi et IV Poloniae Serenissimi ad felicissimam Venetiarum urbem,
Venezia, Ziletti). Aristotelis opera omnia cum commentariis Averrois. Animadversiones et
solutiones Et alia plura” (Venezia, Iuntas). I primi due libri sono tesi a dimostrare che la
filosofia è necessaria all'oratore e al poeta. Il terzo libro ha per argomento
i precetti della retorica necessari alla scrittura e all'oratoria. L'ultimo
libro è dedicato alla prosa d'arte ("locutione oratoria, et de' suoi
ornamenti, con la ragion de i motti, facetie et apologi"). Poppi. Ricerche
sulla teologia e la scienza nella scuola padovana” (Soveria Mannelli, Rubbettino);
“Ricerche sulla teologia e la scienza nella scuola padovana” Poppi; “Oratione
prima alli Signori de la S. Inquisitione di Venetia” (Padova); e Oratione
seconda alli signori medesimi, Venezia). Quest'opera è nominata solo da Doni
nella sua Prima Libraria, un repertorio dei libri italiani stampati. L'opera
del T., pertanto, deve essere stata scritta. È una biografia in VIII libri su
Baglioni, il capitano ucciso con Marcantonio Bragadin a Famagosta. La filosofia
rimase ignota ai contemporanei del T. ed è in gran parte ancora adesso inedita.
Ne sono stati stampati solo alcuni brani. Storia della letteratura italiana di
Tiraboschi, della compagnia di Gesù, bibliotecario del serenissimo duca di
Modena, Firenze, Molini e Landi, Dizionario critico della letteratura italiana,
Torino, POMBA, su sapere, De Agostini. Opere Aulo Greco, Enciclopedia dantesca,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana. RAGIONAMENTI : DELLA LINGVA TOSCANA
Di M.BernardinTomitano. I PRECETTI DEL. LA RHETORICA SECONDO J'artificio d'
Aristotile e CICERONE (vedasi) nel fine del secondo libro não' = uamente
aggionti. Antonins àlutius pomnor Labios a t.Leonardo Bonis VIRTUTE meno
lakingVeneto. DVCE FURTVNA COMITE Co'lpriuilegiodelſommo PonteficePaulo III .
dell'Illustriß.Senato Venetoper anniX. ن 2 ALREVERENDIS fimoMonsignore,il
S.Alesandro Farnese', Cardinaleilluftrissimo, : Signorfuo. LIBRO PRIMO.
Aturalisfimo costumeeffen= do generale ditutteleco= ſedalla naturacreate ,
Illu= strissimo Reuerendissi = moMonsignore , amare lalo ro perfectione , &
àquella contemperato paſſo mouen= doſi tutte leloro operatio= ni indrizzare,
comecheà quella arriuando uengano diogni lorocompiutabeatitudine poßcditrici ,
nonho potuto ancheio,perubidire alle ſantißime & uenerabi li
leggidießanatura,tantodaqueſto ſteſſo diſio tem= perarmi,cheiohabbiafofferto di
eſſerenel numero di quellichetardi ò nonmai cercanodipoterla aseguire. Ilche
èſiaſtato inme natural prontezza di animo,oue ropiutostouna
proſontuoſaeffettionedi conseguirla, Sempretuttoiltempo &fpatiodellamia
giouenezza, tutte lemie fatiche& studi ,tuttelemie fperanze &
penfieriho perabbracciarla,àquestoſegno indrizza= ti:laquale perfettione negli
huominimaießeraltro nö mi diedi ad intendereche loſapere & conoscere,effen=
dola cognitionedellecoſe quello,onde noidallebeftiefe= 2yandoci, parandoci,ueniamo àfomigliarci allecelesti
justanze,nonmenoàglialtrihuomini ſopraftandodi quello cheeglinoà gli glialtri
animalifi ueggono di diuine granlunga efferefuperiori.Et perchela natura &
d'animo dicorpo cifeceformati, due istrumenti fi milmentecidiede,co'l mezzo de
quali potessimo allo aßeguimento diqueſtanostracommunefelicita inuiar=
ci,chefono lalingua&ilpensiero,dono neluerofpe cialissimo grande , honorato
, & dinoidegno. Conl'unole ammaestreuolidiscipline, l'arti gioue= uolisfime
appariamo,&lecagionidellenafcenticoſe, et dalla natura apprendiamo.con
l'altro lecose,per noiap parate àfodisfacimentodeliefuturegenti & à lor prò
epra memoriadeluiuernostrolasciamonotateetiſcritte. DataCaDoueampiamentefi
uedel'unoſenzal'altro non pote= ingua reeßeredellaperfettionnoftra apportatore
& mini= Sunstro,ne menolalinguaperſeſola niente ualere diquel= Seribuloche ſenza
dileiilpensieropoßafare. Ilchejim mi wer derodiedeafarconoscere&affermare
la cognitione delle auce cose nonpoterestareperalcun modo dalla'eloquenza
Jeparata, come ne anchoqueſtadaquellaper alcınama= niera diuifà.Etqueſto
nonpurene glioratori auenire mhopensato; ma nepoetietiandio altrotanto è molto
piu.Laqualcosameco stesso rauolgendo, uedendo moltihuomini,quali dalla
affettionedelle curę ciuili, quali dalle domestiche & famigliari, &
quando dauna cofa,&quando daun'altrafuiati,credere,non effer altro la eloquenzache
un portare commune uolga PRIMO uolgare,ſenza alcun gusto S cognitione di
philoſo phia,perſeſteſſo naturalmenteafſeguibile;mihaparu= toconueneuole quelle
pocheragioni in contradittione di ciòandarteßendo,cheper labreuitàdi queltempo
che miuienedallagrauezza&pesodegli altrimiei stu=
diconceſſohopotutoalmeglio ch'ioſeppi &ualſi ac= compagnarinsieme.Oltreche
iodimostrero (che cheio micredo)non efferequeſta nostra linguapocofa cre=
Sciuta &nodrita, daciascunohaggimai Toscanaad domandata,priuadiquelleformedi
ragionare gentil= mente&diquepregi,cheallagreca Romanafauel
lafuronoconceduti.Ilchefacendo(come iofpero ) uerro àſcieglierelaperfettaforma
oueroidea del buono faggioſcrittor Italiano.Ilcheanchora che eglifia cosa
moltodifficile malageuole perla uarietà tudinedelliſcrittori fi poeticome
inproſa raglonanti; nondimenoperciocheſempre giudicai eſſere lodeuolif= molti
fimo lo eſſercitarsi nelle cose grandi& istimate dubbiose,piu per
farifperienza del mio affai debole ingegno mi diediàciòfare,che perla fperanzache
iom'haueßidiuolerequesta coſa compiutamente trat=
tare,òdifarprouadicoſa,doueiohabbiafentitogli al= trihauerneſenza lor prò
&giouzuolezza grande riz portatofatica.Laqualcosa(che che ella ſiſia)ſono
tenu= tiàfareper l'iſteſſa ragione tutti quelliche uogliono
hannofperanzadipotere alcuna cosaimportante et lodeuoleconfeguire.Doueſe iodi
moltecosene li ande rod'intornoraccogliendo,lequali ad alcunoparranno troppodifficili,ouero
impoßibili piu toſtoàpoter eße reinunfoloſcrittore ritrouate & uedute, per
modo cheiofia anzicagionechenò dirimouere glianimi de cofifatto
studio,liqualiindeboliti dalladiſperation loro nonvorrannoinquellecose
affaticarſi , doueſapranno Jenonpoterfareò ritrarne profitto alcuno,à questi
breuementerispondono,che nondebbonopurciòſgomen tarſiinquantoche noi
quellaforma ricerchiamo , alla qualechi pius'appreßa , uincitorſi rimane
&àtutti glialtrifuperiore.Oltre che s'alcunofia òper natural diffetto,ò per
debolezza d'ingegno,òper estrema dif= faltadicognitionefidelleſcritture
antiche, come etian= dio delle fresche &giouani,meno atto àpotereßeredi
questaperfetta ideacapace;eglinõpotědo eſſere de pri= mieri,cerchera almeno di
noneßernel numero defez zai.Chesi comeueggiamo tra greci Homero hauer il
primoluogo nePoeti ritenuto &tra liOratoriDemo Ithene,&tra
RomaniCicerone &Virg.non ep que= stoche infiniti altriſcrittori
appreſſo,quando nell'una quandonell'altralingua,nonſienoſtatid'nfinita lo= de,
pregiotenuti:quaifurono Pindaro,Sofocle, Ar=
chiloco,Thucidide,Mifia,Gorgia,Xenofonte, Ifocrater et
deRomaniOrat.Catullo,Tibullo,Proptio,Ouid.Ces fare,Liuio,saluſ.et altri
molti.Nep questo laprotaset diuina,etleggiadra,etin ogni partedi sefelice
lingua. diCiceronefudi tataforzaschepoteße molt'altri Ro
manirimoueredalloſcriuere,fi come neilBoccaccio ne il Petrarcatranoi
altrihaogninostraſperanzadi uiuereperaiutodelleſcrittureestinta.Ilchemedesimamen
tehannofattononpurlediscipline epittori l'arti stesse;ma ſcultori
altresi.Perciòche lafamadi Phi= dia,d'Apelle,etdi Mironenonha perciò potuto
ſpauen tareà nostri di Michelagnolo , Titiano , Bellino inſieme condi
molt'altri, liquali nell'una difciplina furonoſcientiatißimi : nondimenoàpettoà
gliantichinonhannodalliſcrittori unamenoma parte diquelle
loderaccolte,chefuronà quelli ch'io dißi coff abondeuolinente donate.Donde
ueuienefimiglianteme= nell'altra techelafperanzadegli altri ſcrittoriche
uerranno, nondebberaffreddarsi&fpegnerſt nello eſſercitarfià
uiueredoppomortecon l'animadegl'inchiostri, lauitadellebuone penne:inquantoche
posto anchora chenoinonpotiamo auicinarſi allaperfettion maggior d'alcuna cosa
, cheche ellaſiſia ;nondimeno loacco cõ ſtarſele&farſele di
nonguariuicinoinferiore,ſempre fudiperfettione & di loda cagioneàchi
diciòfareuen nein'destro . Et forſeche io nel ricercarela perfetta formadel
Toscanoſcrittoreanderoquello effempiofin= gendo,alquale niunofumai ,per quanto
mi creda, appreſſato.Auegnache iononuo ricercando qualefia ſtatoànostritempiò
neiſecoli paſſatiinquestalingua primiero,mafolamenteunanorma&unaideaſempli=
cißima dello ſcrittore , laquale Cicerone perla boc= ca di Marc'Antonio piu
tosto nell'aninio fingeua, theinalcunoratore dellaſua lingua ritrouaßi . Che
percheſt come li pittorich'io dißidiſopra, uolendo a 4 alcu= 1 8 LIBRO
alcunauaga&leggiadrafigurapěnellare,èdi mestie rechenell'animo loro
ritengonounaſemplice& pura fimiglianza di quellache ſenſibilmentefanno
penſie= rediſegnare òdi ritrare ;medesimamente nell'animo dell'oratore
delPoetaſi ricercaunafalda& intie= raperfettionediquello,onde
essihannodifcriuere alcu nacosa,openione:lafimiglianza della qualecongli orec
chi giudichiamo, come con gliocchi quella poco da uanti dal pittoreformata
.Questesono quelle ſemplici fpiritualiforme,che nonfolamente ildottissimo;ma
etiandioeloquentissimo Platone ha per costume di ad= domandare idee,che altro
non importanoche eßempi normediquellecoſe,che nascononaturalmente,oar=
tificiosamentefifanno:lequalifempiternedel tutto dureuolifono,fi cometutte
l'altrecose nafcenti man= cheuoli &mortali ,&à mutationedi
continouofog-. giacentiſi poſſono addomandare.Diquestaformaadun quech'io dißi &fpecie
delo ſcrittore uolgare inten= doquellepochecosedire,che inquesti mici breui
ragio= namenti cheseguono,furonocon frettolofofubbio or= dite,
damenonhaguariinquesta maniera,cheft ue de,almeglioch'ioſeppi,teßute.Maiouedo
prestamen te alcunriprendermicheiohabbia cofipertempo que sta mia nouellaforma
diraggionarediriuata dalmez= zodellaphilofophia, coſanel ueropoco allanoſtra
età conueneuole,&difficileà quelliche nonhanno di coff
fattadifciplinaalcuna contezza,ouero alcun ammae Stramentoappreso.Alliqualiio
brieuemente rispondo, che PRIMO cheeiluero che sempremiſono sforzato d'andare
la lingua conlaphilofophia tramettendo quanto piu mi fupossibile:ondenon
poſſonegare,chetutto quel poco difpiritoè di lume,che inqueste cosedame
raccontate fiuedra,nonſiaſtatoda mepiu tosto acquiſtato nelleg
gerlegrauifententie degliantichi philoſophanti,che il Boccacciofolo,ò
ilPetrarca. Lequaline deono dare parole,chepernoiuengon fatte intutteleopere
dette,uerateftimonianza& quafi unaleale dirittura dellaverità.Etcofiil
conirario operandolenostre fa= tiche nißun gusto ò buonsentimento diuera
narratio= neportinoconjèco. Et qualeècolui chenonsappia,o
nonhabbiadimenopiuuolteuditodirelebelle & gra= uifementieeßerefpirito
neruodella eloquenza?da cui l'orationenaturalmente prendendo ilfuo nodrimen
tofi dimostrapienadiprecetti , ricca abbondeuole
dimo'tacognitione,&finalmente grauidadiquel di=
lettamento&gioucuzlezza,cheſonotenutedirenderci tuttelebuone&uaghe
ſcritture certo niuno. Perciò chelacopiadelleparolepiu ſcielte , & l'abbondanza
dellifententioſi ammaestramentiè dacofi fatta cogni= tionediriuata . Ilchemi
hafatto crederefenza dubbio non poter alcunoè perfettooratoreè gentil poeta di
uentareperalcunmodononhauendodaleicolto alcun diquefiori,diche loſuo fertile
& uerde campofem= presidimostra uermiglisfimo &fior to. Che perche
hauendonoid'intorno alle cofe& àgli effettidi natu=
ratuttodiàragionare,fpecialmenteconampio gra= ds не LIBRO 10 uestile,parmi di
neceßitachehabbiamo dimestiereha uerlungotempoincotaleſtudio logorato buona
parte dell'horemigliori. Laqualragione diede acredere al diuino ſaggio
Platone,Pericleeſſere ſtato àglialtri parlatori greci fuperiore non per
altro,eccetto che pereſſere stato eglidi Anaßagora discepolo.dalquale affermò
eglihaueredimolte belle ſaggiecose intese, efferfatto neldirecopiofißimo, &
quello che ima portapiu,ageuolissimo nelmouere&placaregli ani midegli
ascoltanti:ilche di Demosthene altresi affer= mòpiu uolteCicerone,per eßere
statoda Platone ama maestrato.Et noi inſiemementepotremmo quello ſteſſo diredi
Cicerone del Boccaccio:l'uno hauendo non pure laphiloſophia apparata;ma
moltißime coſe ſcrit tedilei comefluede,&l'altro per eßere statodiDana te
del Petrarcaamicissimo,huominicomesifa inten= dentissimi
ſaputi.Neluerocomehabbiamoà penfar noiſenza coſifattamaestrapoterealcuno
dirittamente conoscere lefpeciedelle cosedalla natura produtte, quelle
diffinire,distinguere,refoluere,argomentare,giu dicare le uere
ragioni,comefieno dallefalse differenti, uedere le
coſeconſequěti,diuidereledubioſe,&difcerne relerepugnanti?Machediremo
dellanaturadellecose, lacognitione dicuiapportaquasi unainfinita copia di
ragionare della uitahumana?degliuffici àlibero huo appartenenti?delleuirtu?de i
costumi ?dellareligione? dell'altre cosi fatte cose,tutte dal fonte aniversa lissimo
deriuanti, che éeſſa philoſophia? Lequal coſe pur PRIMO
purſononeceßarieadeßerſapute,uolendo ampiamen te
&accomihodatamentefauellare:quantunqueciò non eßere neceßario habbino
alcuni creduto,liquali d'eße= re nelloſcriuere & ragionarprontißimiſi diedero
ad intendere . Ondenasce,che eglinon èda marauigliarsi
Jenoiueggiamopochissimiefferquelli anzichenò , li= qualihanno meriteuolmente
ilnome d'ottimo oratore di leggiadro Poeta:comechedifficilecoſaſiaquinci
l'arteconla natura accompagnarein maniera gentil= mente checome giustecorde in
un ſemplice, ſолие tuonocorrispondino,quindi la cognitione dallo studio della
natura andarritogliendo,ſi come &dalli oratori Poeti etiandiolebelle
&pregiateformedi ragiona reſciegliendo.La onde nonſenzacagionedißero molti
mentre dell'arte dellanatura cercauanola forza, mainonhauereleprimepartidel
benfauellare donato L'arte,nel'estrema lanatura. Laqual cosafece credere
M.TriphoneGabriele(huomo intiero&fcientiato, dallafuafanciulezzaauezzo nel
leggeredi continouo gliotttmiſcrittori,&àcui doniamo nel giudicarela bonta
&ildifetto delleſcrittureleprimeparti. ) Mar= c'Antonioeßerestato alſecolo
de i Romanihuomo giu ditiofissimo & aueduto perhauereglidetto(comeſap=
piamo)perla linguadi Marco Tullio hauer ueduto moltioratorifacondi,maniunodiueroeloquente.
Per ciocheeglinell'animo hauea quellaſemplice & pura formadelloſcriuere
&parlar abbondeuolmente,laqua leeglipiutostouedea congli occhi
dell'animo,checon : quelli LIBRO 12 quelli delcorpo.Piacemi adunquechenoi del
uolgare ſcrittore douendo ragionareproponiamo di uederefot= to breue
dottoparlamentoſopradi ciòhauuto non haguaritraalcunirari&eccellenti
ingegniin Pado= ua.liquali di queſta &d'altre buonelingue fanno
grandissimaprofessione,tuttequellecose,che alloIcriue re compiutamentefinelleprofequantone
uerfifanno dimestiere.Ilchenonſera altro cheun ricercarela fem
plice&naturalideadiſcriuere in questanoua lingua, chesteabene.
Dicodunque,chegiahaueanogliAcademici infiam mati,l'anno dellafalutifera
incarnatione del figliuolo d'Iddio M DXLII. elettoperloroprencipe gouerno M.
Sperondellafamigliade Speroni, ilqualefi perlamoltacognitione che eglidelle
cose di philofo= phia, dellalinguaToscanaritiene comeetiandioper la
naturale&prontauirtu, cheegliha diconſigliare nellecosedubbiofe
&difficili,&finalmenteperloamo recheàuero meriteuolepadredifihonorata
& il= lustrefamigliafi conuenia,futanto èanchoraàcia=
Schedunodinoigioueuole, caro,quantoalcuno altro dei precedenti
capififuße.Auegnadio cheeglinel rez gimentodifidolce etgenerosa
compagniafumoltofag= gio& aueduto :follecito &pronto nellefue priua=
te&generalbiſogne, caldo feruente nelfare che neſſunodellipreſcritti
diſenzaqualche bella leggia dra lettionetrappaßaße ,& finalmente
diligentißimo amministratoredi tutte quelle cosecheperlo commun bene PRIMO bene
13 gioueuolezza nostra cifaceuanodi mestiere. Auennedico,chenel tempo,cheegli
noftro capo principefucreato,chefu l'anno predetto al comincia= mentodi
Nouembre,fi ritrouauano di leggiadri giudiciofihuominiin Padoua,tra
qualiu'erano, se bene tomi ricordo,ilMagnifico M.Lorenzo di Prioli elet=
toquell'annoallaperfetturadi quella città,lo eccellen= teM.MarianoSoccino,
M.GiouanBattistadiMon teM.LazzarodaBaßanochiamatoſopra nomeilPa= AreilReuerendo
Monsignor diMaiorica, M. Cola Bruno,ilMagnificoM.GiouanCornaro,M.Benedet=
toVarchi,M.DanieldeiPrioli, M.MatteoMacigno, il Conte Fortunatoda Martinengo,
& molt'altri in= fieme.Traqualidimolte bellißimecoſe phia di philoſo= delle
lingueſi ragiono:& fpecialmente della grande&iacognitioneche alfelice
dicitore ficon uiene:Nelqualragionamentofurono ( per quanto cid= ſcunopotea
comprendere )conosciutidi molti dotti generofifpiriti,liqualiper non raccontar
ad uno , ad uno,mi tacerò. Fornita lafolenne&felice incorona
tione,&datofilicenzaà ciaſcheduno dipartirsi, que ſti molt'altri
inſiemech'iodißi àragionarfi diede= rochid'unacosa chi d'un'altra,ſecondochepiu
ha= ucanoindestro,tuttauiadelleuedute uditecose non
fochebuccinando.Etfuronoquesti cotal ragionamenti fi uaghi ;chetuttoil
rimanente deldi infino àfera ci učnetrapaßato.Douedibellißimecoſe
&marauigliose furonodette ascoltate:dimaniera chene lunghezza di
tempo,neingombramentodicure, neaffalimento di penfierepertorbido
&maninconioſocheeglifia, han= nopotutoperfinà queſt'hora cancellare la
dolce & fresca rimembranzanell'animomiodicofifattoplace= re.Perciòche molte
coſefurondettedell'altezza pre giodella uolgareloquenza,molted'intornoalle
gentili compofitionidel Petrarca delBoccaccio,&infinite altre appreſſo
circagli ordini nostri, &delmodo che s'hauea àtenereperfar ſentiredi
bellissimi componi= mentiſottoil reggimento di M.Sperone.Mail giorno
SeguenteritrouadosiM.MattheoMacigniinſieme co'l ConteFortunato, M.Paolo Manutio
, &M. Vi cenzoGirello incaſaM.Sperone,conmolt'altri genti= l'huomini,
traquali ſpecialmente u'erail gentilissimo M.MichielBarocci,
M.LucaGirolamoContarini, dovedimoltecoſeſipreſero addire,affinedi dar occa=
fionediragionarepiuchetamente&conmaggior or= dine d'intorno à quelle
cose,che per la breuitadel giorno precedente , & per il tumulto delle
briga= te nons'erapotutofare. Ilpercheeßendo tolto M. SperondalConte Fortunato
daM.Paolo in mez= zod'entrambi, fidiederoàcaminarelungounaaperta
aſſaifpatiofafala . Doue eßendofi quattro òfeiuol=
tecaminato,ilConteamicheuolmente riuoltoin contra M.Sperone, &con
tranquilloſembiante guatandolo preſeàdire,Dehperchenon facciamo noi Signor M.
Speronenella guisacheciinſegnanogli antichi Philo=
Sophantischeperche,eßendocommune&generaloppe= nione IS nioneloro,che,l'animenostre diventano perlo
ſedere Sapute,inquantochelaquietedelcorpo rende l'animo
piutranquillo&temperato àmeparrebbecoſagioue= uolemolto,quandoàuoi
fußeingrado,chenoi lascian= dol'eſercitiodelcorpo,trouasfimolauia d'affaticar
le lingue, eſſercitare leforzedeglianiminostri: Ilche lafciamoſtareche egli ci
fied'utile grandißimo cagio= ne,chepurepersesteßoſuole eßer caro, &
amabile, questo anchora dipiubeneci rechera,che noi procaccia remoloſodisfacimento
diquest'altrigentil'huomini,li= quali(perquantoiom'auiſo)perudire piutosto
alcun uago&dilicato ragionamento,cheperaltrofare,ſono
inquestoluogouenuti.Facciaſi allabuon hotta riffoſe M.Sperone,come uoidite
S.Conte , ch'ioperme farò prontißimoinubbidirui,maggiormenteincofa,laqua= Lenonci
può eßereſenonutile&gioueuolisfima.Ilche eſſendo da ciascuno degli altri
affermato &hauen= doefamigliarirecatodaſedere,immantinentefi raſſet=
tarono-Douepocofpatio taciutoſi alquanto, il Conte a cui li dotti
rugionamenti,&leuaghe questioni fu= ronoſempre àcuore,preſo per la mano
dimeſttca= menteM.Paolofiglidiſſe:Etcome ui ſono piaciutele
nostrefeſted'hieriM.Paolo?ditecidigratia chenti qualiparuteuifono. AcuiM.Paoloconlietafronte
ri fpondendo diße.Taimiſonoparute S.Conte,quali Fion altramenteparere
midoueano,eſſendocofi belle& cofihorreuoli,qualiioneleuidi, nelueronon
ſenza ragioneciòfufatto, auegnadioche douendosihonorare : reM.Speron,ilquale cotanto la nostra Academia
ha conlefuebelle pregiateuirtuhonoratissima rendu= ta,fu
bendegnochedaciascunodiuoicofi prontamente amoreuolmente(comefacefte)fuße
eglihonorato al= trefi.Ma dellafua leggiadra, doke,& inogni par
tedifefeliceeloquenza,certoche poteno io altro fare
cheinfinitamentemarauigliarmi ? oueromilleuoltetra mesteſſo andar benedicendo
la natura,laquale formò quellafacratissima&felice lingua diſi leggiadre
gratiofetempre?nequeſtofeciio percheeglimifuße co Janouaadudire,mapiutosto
ladolcezza&foauitàde lasuauaga dilettcuole orationefu dellamia maraui
gliacagione.Ond'iodubito,chechi m'haueſſe potuto in quel põto uedere,haurebbedi
metemuto,checome quel li cheil capodiMedusa rimirandodurissimepietre di
uentarono,nonhaueßiàdouerperſempreun infenfibile
faßorimanere.Etquantunquelapreſenzaſuami douef= Sehorafaremeno arditodi
trappaſſareperlocapodel= lefuelode io puredaldefideriodelloamore, ch'iogli
porto, dalriſpetto ch'iohoſemprehauuto alla ueri tà,stimolato,non poſſofaredi nondire,mail'apinonha
uere il loro melepiu dolcemente nella bocca d'altrui piviaraccolto
&ftillatoche nellasua.Ma uenendoall'ordi= Inanu ne&gouerno dellanoſtra
commune Academia, dico somechequandouogliamo haueralcunriguardoallaqualità
finsdegiudiceche cisono &alla bontàloro inſieme co'l que frutto &
gioueuolezza,chene éper douer nafcere di adedi in diperlocontinouo;nel
uerochenoinon potiamo in ofmot ngheig parlaalman deni m Senon So hatte una
insegre ſenonprometterletuttaquellagloria &que
pregi,di che sonoandatenonpurlemoderne;maetiandio lean tiche lungamentefajciate
ornate.postoche ſiauero quello che generalmente uien detto,chelo fuccedimento
delle cosedallagrandezzade principiloro ficonoſca. Dehuoglia
Iddio,aquesteparoleintraponendosiilBa rocci,diffe,che come ella è stataper lo
adietro,poſſa eſſe reper innanzi,auegnadiocheſelealtre cose, comun= que
elleſiſieno,ſemprehanno hauutililoroprincipi de 1 boli&infermi, daquellihannoapoco
apoco ac= cresciuta la loro auttorita,&questacoſi alto& caft
generosoprincipiohariportato,comeſiuedeperl'aut torita,&d'Orsini,
diCorneli,&diGonzaghi, diSperoni,non habbiatutto quel sforzo dimostrato
cheualſe, puote nelſuoprincipio.Ilchecomechemol teragionimipersuada
aciòdouercredere,&temere, purunafola&sempliceſpecialmentemi fiparadauan
ti,lequale èche eſſendo interra di studio,douetuttodi fi
leggonolebelle&grauifententiedegliantichiphi loſophanti, oltre
aciòlatheologia,leleggi,la medi cina, leletteregreche,&latine,&con
riputatione piuchegrade,&auttorita nõ mezzana,pareche affai
dellajuaforzaučgaſcemado: inthe no farebbedoueel lafuſſe in
altracitta,lofplendore di o nonuerrebbep dendolumemaggiore.Questa èunadelle
ragionirifpo JeM.Sperone,laqualeha dettoil Barocci,cheio altre uoltemi
ricordahauerusatalaentro mentre piu fiate ſiragionò degliordini
&maniere,chefideonotenere nelleggere.Perciò cheio
era,&coficifaroſempre,di questa opinione che niuna lettioneſi legeſſe,che
uolgar nonfuffe:ilche a credere,Graffermare miperfuafe,che facendoflaltramente
noierauamodifouerchioinganna ti,ſe penjauamo con quellaſteſſa auttorita &maggio=
ranza leggerele lettioniGreche, & Latine, come fi fanellostudio
generaledaldottissimo M.Lazaro no= stro, per questo mi diedi a rimprouerarglile
quella uarieta,&dijordine,& quaficome una confusadifcor diadi
lettioniche la entrofi fanno,perche ſempre fui diquestaopinionecheſi
haueſſeroacontinouarele to= ſcane,noſtre &di noi proprie,piuche
l'altre,laqualco facoſitosto cheioharrò l'incarico diqueſtopeſoſoſte nuto,cheio
intendofarecheplo piu òsemprefiofferui. Auegnadioche eſſendo a noitrapeiata ,
& peruenuta L'occaſione di adunare questa nobile & generoja compagnia
d'huomini non peraltrofine, cheperac= crefcere alcunlume &uaghezza &
dignita a quez Stalingua,chenoi Toscana addomandiamo, nonper
farneunapopolarescafrataglia òſinagogazuorrei che nonfusſimo d'altra opinione
chedi far leggere altro che il Petrarca, il Boccaccio,&douendosi altrame=
te operare;uorreichequestasomache tohotoltoafoste nereniunapersonalami
haueſſedata:cheiopur trop= po ne le restereiobligato.Rijea queste parole il
Maci gni,&diffe,nequestouigiouera p alcun modo M.Spe ron afarecheuoi
nonſiatenostro prencipe,pofcia che con tuttaquellaprontezza &forza,che
lanatura ui diede PRIMO diede, وا l'arte u'inſegnò,&conlaqual uoicofifacil=
mentedegli animi nostriu'infignorite , non poteste tanto operarconnoi&perjuadercichetuttinoia
pie nauocenon ui chiamassimoper noftro principe piu uolte, nel uero mai non mi
riccorda d'haueruiudi= to ragionare ò nella Republi. uostra ò nell'isteßaAca
demia,che uoi nonhabbiatepotutoprometteruituttele nostreuoglie, impetrarequanto
a uolera ingrado eccettocheallhora,doue neßuna poteste perfuadere ad
efferuicontra,per maligno, òperamicoò per nimico cheegliuipoteſſe eſſere tanto
èl'amorecheciascunoui porta,dimaniera cheſipotea direuoi hauer allhora
perfuajoſenzaperfuafione.Detto chehebbe ilMacigni M.Speroneprestamente
riſpoſe,questocheuoi ditefu amoreuolezza &bontadell'animo
uostro,&nonpo= caforzadiperfuafioneM.Matheo,ilqualefête auezzo
conlauostranatural cortesia farparer gli huomini . piuche mezzanamenterustichi &fozzi,doue
forſe glialtriſeguendoilgiudicio uoftro, nell'iſteſſo difetto
caderonoaltresi.Allhota M.Paoloilquale buonapez= + Zas'era taciuto,riuolto al
Conte figli diffe,maleuafi gnoriſe 'Academiauostra,dellaquale primieramente
cominciai afauellare,ficonuerte in motteggiare, mari
tornandoaquellocheioincominciai addıre,uagliaà raccontarefignor Conte,ſeio di
tropponon uigrauo, alcuna cofa cercagli ordini leggidiquesta noftra picciola
Republica:fpecialmente ilmodochefitiene di leggerelaentro, qualisonoqueste
lettioni,cheſene traggono tuttodi,cheiopermeneſonſempre statode= fideroso
d'hauernecerta contezza. Di nientesipoz tete grauareriſpoſe il Conte,ma il
modochesi tiene M.Paolo èquesto.Primieramente uiene creato il prin cipe,come
uoi uedestehieri,l'ufficio delquale non èal= tro che ilfare che leleggi nostre
ſieno oßeruate con quella riuerenza & tema,che lefi conuiene, oltre a ciò
eglihadaprouedere,cheſieno lettedi belle & ua= ghelettioni toscane E
ilueroche come M.Sperone ci ricordoſono stati di quelli,chehanno tralasciando
que ſtalingua,lettoquando Homero, Theocrito,quado Vergilio
&Horatio,&quandol'unpoeta&quando l'altro.Et mi ricordad'hauer
uditodiquelli,checihan nofattofentiremoltefiatehora una lettione ditheolo=
gia,horadi philosophia,er quado diquest'arte libera
le&quandodiquella.Ilchefefufſſelorobene auenuto
òno,nonintendoperhorafarnealcun giudicio.Doma dateneuoiM.Speronequello
cheeglidi cotalfatto ne ſente.Iofuiſemprediqueſtaopinione,riſpoſe M.Spe=
roneimmantiněte,chele coseditheologiafi lasciaßero alleſcuoledifratifignor Conte,
me quelleche con la lingua tojčananonhanno alcuna conformezza òfimi= glianza,
cofi lo studiodelle leggi,ilqualereputodal noſtro
communfinelontanissimo.Madellaphilofophia ui dicochenonpureio istimo checon lo
intendimento dellalinguafi confaccia,ma tanto efimile &conforme,
tantogioueuole, neceffariacheio credo non potere alcuno ottimo oratore ò
poetapoterdiuentareperalcuna manieraſeeglialcunprecetto dileinon ritiene:tan to
èdame lontanoche iohabbiadapenſarealtramen= te: uolete che ioue neadduca
unaragione,laquale ſemprehotenutoperuerissima?Eglinon èdubbio al
cuno,cheappreſſo egreci&latinisemprefulaloquen zaconlaphiloſophiadi maniera
congionta,che auole rel'una dall'altrajeparare,diceuano tanto eßere per
uenturasquanto uolerdiuidereloſpiritodal corpo, ilfoledalmondo,ò s'altra cosasi
ritroua, laquale da un'altrafeperata poßafarepiudi ſouerchio dijordine
fconueneuole.Percio che laphilofophiache potiamo nel uero credere eßer
altro,che neruo fpirito,nodrimě to,fermezza,&fostenimento della
eloquenza?checosa giouar cipotrebbeunparlare artificiojo &fplendido Jenza
lumed'alcuno buon precetto?Cheprò cipuoren dere unafelice &prontaoratione,nulla
insegnandoci, niuna opera di uirtuproponendoci?Inchehauremo noigiusta ragione
d'ammirareladolcezza d'unafa= gratissimalingua,pienad'ambrofia celeste, ricca
di be ne accomadateparole,ſejottola bucciadellefempliciuo ci,noncomprenderaalcungusto
dicognitione?Che hi= Storie,che eßempi,che argomentiche narrationi,cheri
trouamentipotrannoeffer quelli cheaguiſa di tumide uesfiche
nientehauranfecodiferma&jodacognitione naſtofo?certo niunocredo eſſer di
noi,ilquale nonſap= pla&tengaperfermo,altronon eßereilparlare,che
istrumento dell'anima nostra,ilqualeeßa usa. adope
rafecondocheegliualeariportarne quast come per 3 Juo a b fuo natural interprete
aldi fuori testimonianza di quelle coseche in eßafi contengono.Ilche
ſempremidie deafarcredereilparlarepersefolo niente altro poter effere,che
argomento di nostra imperfectione, auegna= diochel'anima
eſſendo(cometocredo)coà diuina , fempiterna,conuieneinchinarſi,&piegarsia
richiede= requafimendicheuolmente l'aiutodella fauella, laquale operatione del
tutto corporale mancheuole perla corrottionedello istrumento.La ondeche
noiueggiama Iddiofantissimo, &glialtri intelletti purissimidelcie
10,l'unl'altro guatandosiintenderſi,ſenza fauela uso dicorporal
istrumento.Perlaqualcoſaje coſi potef fonoglihuomini rasſimigliarsiconDio,in
questa,co= meinmoltealtre perfettioni poſſonosnel uerochegli huominimainõfi
affaticarebbonodi parlare,anzi l'un L'altroguardandoſi,ſcoprirebbonoleloro
impressioni, cheche,ellefifuffero, dell'animo,ſempre mutoli,ctſem= pretaciti
stado . Mapcheciò nonpotiamofarep alcun
modosperquestolanaturapiatosissimadifpenfatricede ſuoidoni ſopra noi,ci
diedelalingua,et lafauella,laqua lepartedinostra
uolonta,&partenaturalcosafuffe,p 1ocuimezzonoiagiatamente,&facilmentepotessimo
madarfuori leuociintestimonianza denostrihumani
penfieri.Crebbedipoiildefideriodegli huomini& il lorostudiodi diin
di,diritrouarquellepiubelleetpiu uaghecheloropossibilefuffe:acui ftdiede con
lanostra industriaforma, regola, maniera diſaperleusare inguiſa,che
dilettaſſono,& giouaſſono, ne chea caſo fuffero PRIMÖ .
fuſſerodetteciparefſſe. Diqui tanticomponimentinac querodiregole,diprecetti,
&normedelfauellare,in= fieme conl'usodellarhetorica, ) tantemanieredima=
nifestareliconcettinostri:qualifono le orationi,lelette
re,l'historie,lefauole,e motti,le comedie,le tragedie,
Pegloghe,l'hinni,&altreſifattecose,& questo non peraltro
fine,eccettochelefuturegentiinloro quafi in Lucentisfimi fpecchi
rimirando,poteffero apprenderedi moltiprecettiper la lor
uitaopportuni.Vedetehoggt= maiadunque,comeilparlareperfefolo nientegioua,
niuna,perfettione ci arreca, niſſunbene.Vedetecome eglicifu datop riportarne
alle orecchie d'altrui, quel= lo cheagliocchi nostri ecotanto oscuro
&difficilea fa perſi,il cuoredico,etil pensiero.Se cotanto di impfettio
neadunqueciapportalanecessitadiparlare,che è quel lo chenon ueggiafimilmente ,
tanto la lingua ualere, quantoibelli puriconcettide l'animo lafanno eſſer tale?
certoniuno.Oltre chetanto potiam dire il parla= re prender diperfettione dal
penſiero,quanto ilpenſic ro diventaperlo meſcolamento delleuoci imperfetto.
Anzıuidicomoltopiu chele parolede gli huomini 1 dette a caſo
&fenzaalcunjèntimento,ſonopiggiori af faichequelledegli afini,
decani,òdebuoi.Auegna qui dubi diochequellede glianimalibruttiſifanno,anchora
che t ſenzaarticolatione alcuna ſiſiano,affine di manifesta Fiove realcuna loro
allegrezza òdoloreòd'altra passionedone he ſenſibileche essifentano,che quelle
che materiali sonotristes femplici
deglihuominialtrafignificationefecononpockicab b 4 portac 24 LIBRO
portano,cheargomento della stoltezza, &melenſagi= nediquetali,che ne
leformano. Eccodunque come la lingua&ilparlaredatocidalla
naturatantohadiper fettione,tanta elodeuole. &uago,quanto egli riporta
alcunjenjato concettodell'animo noſtro con eſſolui.La
ondeJenediriua,chequantopiufarannoeconcetti noz stri alti &generofi;altrotantone
diuerra il parlare alto, generojo.Etperchela philofophiaquaſiuniuer Salisfimo
abbondeuolisfimofonte,moltiriui&infi= niti canali,è ne glianimi nostri
degli alti&genero ficoncettidifpenfatrice,non mi potete negare,che ella
nonrendailparlarnostropiumagnifico, plumatu ro,&piuperfetto,che
ciascun'altra difciplinachefiri troui .Ilche affermandofa dimestiereaddire,fola
laphi lojophia effer neceßariaperlo acquiſto della perfetta intieraforma
diragionare. Ilchenonpuredellamo= raleintendo,ilche èdase steßo manifestissimo,
cer= to, madellafpeculatiua ò contemplatiua ,che noi uo= gliamdire,altresi.Et
questo dicopiualsecolo nostro, cheaquellodeRomani
conuenirfi&starbene:auegna diochenoi nonhabbiamo hora quelleſcientiate
rep.do uetuttodipossiamo eſercitare laforza dellalingua dell'ingegnonostronello
accufare & difendere.Ilchese purfifaalcunauolta,comenelueroueggiamo nellaRe
publica Venetiana, &nella nostra;non si faperò in quellamaniera chegli antichiuſauano
difare.La onde nefeguechelamaggiorpartediquellichenella uolga re eloquenzasi
affaticano,ciofannononperfarcela udirne gruisfimi Senati,onelleRepubliche,
mapiuto stoperlasciareneglianni chelor uengonodi dietro, unalongamemoriadella
uitaloro. Etquestoſono tenu ticonpiujèntentiofe&belleparoleaffare,quantopiu
hannoda stareapiufeuerogiudiciolilorocomponimé ti,chenonfannoquelliche ne
Senatififèntono.Concio= fiacheogniparlare,comunqueuago &dolce che egli
fia,puo bastevolmentedilettare all'orecchie dellepapo= lareſche
persone,&ancho a quelleche nobilifono & intendenti,manongia ilputra
farea quelliche hanno tempo&ifpatiodigiudicarlo nellescritture.Perciò
chepiufeuero giudice aſſai è l'occhio , &il pensiero, chel'orecchiajola.inquantochepocadolcezzapunba
Stareper recar nodrimentoall'orecchia,ladoueche l'a nimo
infinitanericerca.Haueteuoimai ueduto alcun buffone,opublicodicitore che
predicando perlepiaz= zequa&laſi tiranon diròjolo dietrogli huomini
groffoni &materiali mamolteuoltedepiu grandiet piuſtimati,nonmenodiquello
chefaceua Orpheolebe Stiefeluatiche &glialberi,ne questocon altromezzo con
checon laforzad'unadolce&pronta fauella lauaghezzadefuoigesti,nulladimenose
quellecole,che glidice,fuffero perfe in iſcrittura confiderate, rende= rebbono
all'animo dichi lor leggeſſe, fastidio noia rincreſcieuolissima ?
Vedeteadunquequantofi ricerca 'farelefcritturein bonta piu perfette,diquello
che prouedutamentefiparla,quanto l'animo èpiude l'o=
recchiagenerofo.Ilchemihafattopenfare Cicerone,et bos innanzi 1 ja innanziàluiDemosthene,contutto che
eccellentisfimi dwiniparlatoriſienostati,nohauer maidettofibet le, sigraui
&fifentëtiofeparolene lor Senatipar lado,quatoſonoquelleche
allefcritturefiueggono,qua fi allaloro eternitaricomandate,
&conſegnate.Etpdi redime,ilquale anchorach'ioſappiaquanto debole
freddoparlatoremiſia, oltre a ciònientecõuenirmi fi il nomed'oratore: purep
ilcommune&generalbe nedella miapatriamifuforza piud'unauolta publica
menteragionare.Quanteuoltecredetech'iohabbiadet todellecoseperquesto steſſoriſpetto,ch'ionon
direinel lemiefcritturescertoinfinite.Etquelloche iofento di me,credo
chefimigliantementeſi poſſa diredi Demo= sthene,d'Eschine,di Thucidide, di CICERONE
(vedasi), di Ceftre, di SALUSTIO (vedasi), di LIVIO (vedasi), di LUCIO CRASSO
(vedasi), e di MARC’ANTONIO (vedasi), aquelfelice & beato fecolo de Romani.Ha
ueaM.Speroneàquestosifattoragionamento postofi ne;quandoilGirello,che
attentissimamentehauea ogni parolaraccolta,ruppelofuo tacere inquesto modo, |
diffe.Ionondubitopunto,cheſequestouostroragiona= mento , andaſſe adiſquitino M.
Sperone,fi come andò quell'alpoco dauantidalMacigni ricordatos che egli non
perdeſſe per uoi ſpecialmente quella parteladoueuoidiceste, cheleparole
dauoidettenel uostro conſeglio ,fono da uoi detteinmanierache di porle in
iſcrittura non ui bastaſſe l'animo; per cioche lasciamo stare che al nostro
giudiciononfo= disfaccino ,come che uoimigliorifacciatelorofen= tire d tirenelle nostre penſatissime
ſcritture,ſpecialmente ne dialogiuostri;à me nondimenosempre misono
parutetali,che nondeueanofolamente temere d'anda re algiudiciode l'animo,ma
neancodiqualfiuoglia piufeueroCatone,òcrudo Nerone.Percioche io miri=
cordocheparlandodellareligione, miempiste l'animo d'unospauéto,
temadell'irad'Iddio, piuchemezza na.et lodando l'humilta
mifaceste,defiderarepiu uolte dimettermi intornounohabitofratefco, ilche
tutto'l modo, eccettocheuol,nonmihaurebbe pjuaso.Etaltre uolte mirimembra,uoicon
ilneruo forzadellalin= guauostra,hauermifattoturbare&tranquillare,muo
uere&quetarel'animo mio non altramente,comefeil frenodegli
animinostridepēdeſſedallalinguauostra. Malasciandoanchoraquesto
indifparte,nelueroiomi fentohoggiperquestanostra nuouaperfuafione,posto
amalpartito.perciochedicendouoila eloquenza do= uereffer
conlaphilofophiatrameſſa &accompagnata mipare diuedere
mehauertuttelemiefatiche ز studi indarnofpesi,Dauendo
ioſempredefideratodimetterla nelleleggiciuili, nonconlaphilofophia mescolarla.
il chequantomirincreſcad'hauer fate Dio'l sà. Rife M.Sperone,
poidiffe,DuecofeproponeteM.Vicen zo:l'unadellequalinonmerita altrarisposta
cheui fi dica,eccetto cheuiingannatedifouerchiozet chel'amor
uihatoltogranpartediqueldrittogiudicio,chenell'al treeojeaffaigrande
dimostrate.Ma cheuoi,quantoal L'altra ragioneuostra,nonfiatetenutoa temereche
te vostrefatichenonfienoperdute,anzi debbiate fperare
d'hauerelettounaottimaparte;io uidimostro:Auenga chelostudiodelle legginon
èaltrochepartedellaphilo Sophiadanoimoraleaddomandata, perciò accompa
gnandouoilelinguecon le leggi,niente altro faceste chequelloch'iodisfi.Ma
iononhoappreſſo dime per dubbio,cheſelapartecontemplatiuanele accompagna
ste,chela eloquenzauostra non miglioraffe,in grauita
forzamoltopiu.Coſianchoraquando iodico.chela eloquenzanonſideefepararedalla
naturadellecose,in= tendocofi,chealcunononpuo eſſereneoratorenepoeta di
intieraperfettioneſanzaphilofophia,&incotalgui
ſaſonounitisfime&accompagnate:manon mifentire
tegiadirecheperfettissimophilofophononpoſſa eſſe=
reſenzaeloquenza:anziuidico,cheſe l'uno &l'altro diquesti dui fi ritrouano,che
egliècoſa tantopiu diui na,&marauigliosa,quantocheeglidiradofuole aue=
nire.comecheperlopiudelleuolteuedrete migliorphi lofophifanza eloquenza,che con
eloquenza.Et perche uoiiluiintendiate;uoglioraccontarui alcune mie breui
pocheragioni,cheiotengoper costumedi formare d'intorno acofifatta conchiuſione,
& primieramente unauenehà,cheforse èlapiuuera &piufodadi tut= te
l'altre,laqualeſempre mi persuase ilphilofopho effe
reamatoredellaſapienza,ſicomepareche anticamen= tefuſſeda Pitagoraperproprio
nome addomandato: madigratia confideratequellocheimportaquesto no=
me,amatorediſapienza:certoeglialtro non puo significare ficareche amatordella
uerita,maditemi,laueritadoue consiste,nelfauellareforſe,ò nelle uoci?
certoseciò di= rete;niuna cosapotra eſſere piu iſconciamentedetta per uoi:in
quantocheleparole nonfannoefferelecofe ue= re &falfeperalcunmodo,perciocheſe
ciòaueniffe.na ſcerebbechetutta uolta che noi alcuna coſa raffermassi mosiluero
òfalſodicesfimo,&quello steßo negando. ondedicendo che Iddio
èmortale;neſeguirebbe cafief= fereineffetto,ficomedicendo la ingratitudinenon
effe re uitio;farebbeiluero , &pelcontrario dicendo Id= dio
noneßeremortale,&laingratitudine eßereuitio, ilfalſopronunciarei,ilche
éfalfissimo. Dunquese pur cofi è comeuedetesgia aſſaimanifesta coſa è chela fa=
pienzaricerca lacognitionedellecose,&nonl'usodel leparole:&fi
comedianzifudetto,tanto eſſereleuoci per lacognitioneneceſſarie,quanto la
nostra humanita nonconſenteapoter manifestarci l'un a l'altro,li pen=
fiernostriſanzaquestoistrumentaccio corporale della uoce,ilqualeilpiudelle
uolteſcordato &distemperato malecorrifpondealsuonodella uerita,anziinfiniteuol
teconfalfisfime&ingiustissime corde ci rendenell'a= : nimo
unquaſidiſordinato, &fallaceconcento , Onde quante uolte
babbiamonoileparoledalcuoredifferen ti ?quanteilpenfiero &leuociſono
contrari ?quan= teuoltetacela linguae'lcuorfi lagna?quanteſotto lu fingbeuoli
accarezzamentid'alcunoſcelerato, mali gnohuomosinascõde l'
acerbouelenodelmortalodios quante pel contrarioſottoturbatafronte gongolerà
l'animo LIBRO 30 Panimo delfalſofimulatore ? certoſeinfiniti testimo= ni ci
măcaſſeroa nostri dizmi darebbel'animodicõdur uiaglieffempidell'historie
degliantichi.Ma quat èdiuoi chenonsappiaCefare,poiche iltraditor d'E=
gittoglifece dono dell'honorata testa , pianse per gli occhi,celando nondimeno
lamanifestaſua allegrezza. cofi Annibale,quando a l'Imperio afflitto,uidde
farfi lafortuna nemica , contraria , risefra lemolte la=
grimedefuoifoldati,nonperaltro che per nasconder il cordoglio, & il
doloreche, eglifentiua nell'animo. Questochepuoaltroſignificare,eccetto l'animo
non hauereneceffario abbracciamento con la uoce ? & per questocagionarſi
l'amatordellauerita poco riguarda reallabuccia delleparole,ladoue che alla
midolla de buoni &uericõcetti ètenutodiſempremai teneroccu patoilpiſiero.La
onde,fi come uidisſt,ſefuffepossibile alphilofopho ſenzaaprirbocca eſſereinteso
; sempre egli mutolo starebbe,sdegnadofid'ufarpiuleuoci gre
chechelatine,òtoscane.Ma cheleparoleportino mol= teuoltepiu,d'offesa
allaueritache digiouaméto;ditemi quantefauolehannogli antichipoeti cantate ?
quante fintioniritrouiamo nefogli intieri libri difcritte ?
quantemenzognetengonol'animedele genti uolgari miferamenteingombrate?
quantebugieſi innestano tut todiparteperſemplicita,&parteper malitiadi noi
nella nostratroppocredula estimatiua ? &comeabba gliatidallalucedelſole
cifa eßeremenodifpostia di= fcernereleuere opinioni.Certoche piupossibilefareb
beil 31 beilpoter annouerarquantefrondifpoglial'autunno, PRIMO.
&quantearenepoßedono,e marini lidi,òquante stelle paſcono ilucidijereni
delcielo,chele falſe opinioni , &menzognecheognidigermoglianonelle
nostrefem plicimenti,&questo nonper altra eccetto cheper le
uoci,nonmenodellafalfita,chedel uero malignissime, peruerſe relatrici.
Etfeuolete fottilmente uedere quantobabbinodiforzale menzogne;guardatealledi
verse&cosidfferentiforti di leggi&religioni delle quali(eccettuando la
nostra uerisſima ſantissima) tutte l'altreuedretehauerhauutoforzadi congregaz
reinfinitibuomini a guiſadipecore ò montonifotto il gouernod'un pastore
nelleloro adorationi,&far fa= crifici nonpur delle bestie quando al ſole,quando
alla luna,&quandoal'unpianeta, quandoa l'altro;ma leuiteproprie offerire
miſeramenteinſacrificio loro, arderele steffecarni,macerarle,sbranate, bruscia=
tele loroceneri in riverentia de loroDij ,gittarle al
uento.Maquestesifatteingiuriedella ueritaſarebbono State anchora
comporteuoli,je lefalſe menzogne, non haueffero hauuto ardire di mescolarſipiu
oltreche ne glihuomini materiali&grossi,aquali fucoſa facile ageuole
ilpoterdar adintendere lebugiede primi inuentori delle loro religioni, auegnachefi
come bene dißeunphilofopho Arabo,lafede&semplicitadeluol
gohadatoalleleggi&religionifondemento,perleg giintendendononle uostre
ImperialiM.Vicenzo;ma leperfuafionireligiose,&constitutionidiquelle per lo
cui traſgreſſo ueniano ingiustamenteglimaluagi
Scheranihuominidialcunlorofceleratisſimo misfatto puniti comeſonotra noi
glihereticigiustamentecasti= gati.Maquellochedipeggiosenetraße,fu,che lebu=
gie,per le uoci portate &fignificatehebberoforza di contaminare
l'Egitto,laGrecia, l'Italiagranpar= te, &mettereinpianto
tuttelenationidelmondo, fpecialmenteglihuomini di piuingegno&Japienza.
Ilche comeaueniſſeui dimostro.Furono dagli Arabi incominciando
infinitiphiloſophi, liquali ingannatidal lefalſe dottrine loro insegnate,&udite,hannodettoil
cielomuouerfi contingentemente,l'anima nostra eſſere unafola
&fempliceintuttal'humanafpeciequinci quindi
ingombrantelaperogniverſo:&altri ciascun hauereunapropria
animaprodutta,nondimenoperge neratione nellaguiſa chefifanno e torchil'un
l'altro: altri concedettero iluacuonellanatura comeneceßario
etdeltuttogioueuole istrumēto diquella. TraGrecial cunidifferoilmondoeſſere
generato a caſoper lami= Schiadecorpiindiufibili,altri eſſerepiu mondi raffer=
mauano, infinitialtresi altri,unjolohannodettori trouarfi,
mafarsi&rifarsida Iddiopiuuolte,nel laguisachefannolifanciullii tumori
diterra,giocan do: l'animanostradidiuerfeforme,&fpecieagui=
SadiProteohannofabricata,perciochehorahannodet
toeſſeremortale,horafempiterna,hora corpo,horafri
rito,horaſangue,horatemperameto,hora stellare effen za,hora parte d'Iddio,hora
una,horapartitamentedi umja. 33 uiſa.Deprincipi diNatura alcunidiedero
iluacuo,al PRIMO. * cuni departi fimiglianti & difimiglianti,alcuni il
Chaosalcuniglielementicon ladifcordia & l'amore, alcuni il caldo, ilfreddo
,ilſecco, &l'humido alcuni ilnero &ilbianco ,&quandol'unacosa,
quando l'altra ,nonmenoàdannodeglihuominifacilia cre=
dere,cheabiafmodellelorfalſe menzogne hebberodi raffermare ardimento.Che
uidiròde glierrori de gli aftrologi,decosmografi,degliaritmetici, de mu
ficidegeometri,de stereometri , de rhetorici,degra matici ?quantemenzogne,
chimeredecabalisti,in= terpreti deſogni ,magi, indouini ,&altrefifattedi
ſcipline?dellequalichi lebugiepoteſſeſottrarne; cer= tamentepiu rari, mengrandi
componimentiſene leggerebbono&forſechedimoltedi eſſe,niunauerita
ſenelaſcierebbeſcritta . Et perciòche nelle ſcritture nonfifa(ilche pur
dourebbe eſſere quellochefogliono farelilauoratoridelleterre ,
liqualidiunagranmaf= ſadifrumento,diloglu,&diterramescolati infie=
me,fattalaſcielta,unpicciolo tumore digrano pur= gatonecauano;perquesto
leueritaconlefalſe opinio nimescolate,&confusamente tramesſſe,&lepiu
uolte permaluagitaòperinconfiderationedeſcrittori gene ranotantifogli,tantilibri&tantecarte,chenoi
tut todiueggiamo.Laqualcoſa, oltreche erroriſopraer=
roriinfinitamenteciaccrefcie nell'animo; questodipiu anchorafacheglihuomini
òfaftiditi dalla grandezza moltitudinede uolumi ſiſgomentanodi poter alcuna
cosaapparare , &gliſtudi stessi perdono in granparte diquella
grauita&natural riputatione chehebberoperlo innanzi. EtuoleſſeIddio chefi
faceffehoraalmenoquellocheildiuino&faggio Plato= ò ne cilascionelleſue non
diro leggi; mainfallibilioraco liricordato,che nunaſpeciedi componimento poteße
priuatamente ò publicamentealle manideglihuomi nimandarſi, ſenonfuſſeroprimaſopradeßieletti
giu dici,liquali esaminatili, tracorſili condouuta dili=
genza,testimoniaſſonodellalorobonta,eſſendobuoni,ò lidannaſſono,eſſendocattiui
&indegni di luce,Laqual leggeſe Iddiouoleſſe cheſi offeruaſſe; non dubiti
pon= to,chelacopia moltitudinedi tante ſcritture non
fuseminore&piuperfettaQuello ſteſſoch'iodißi ef
feretraGreciauenuto,tatopiue traLatiniinteruenu to :
lequaliperunaloronaturale& ardita pontenza d'animo,nonsolamente
hebberoperbasteuole iluedere lecosedaGreci&barbarilaſciate;ma uolfero
etian= dioquelle steffehora accreſciere , hora ſcemare ,hora
dannare,horariformare,&quandol'una coſa trarne quando l'altra.Ilche quanto
habbiagliſtudinonme noſciemati diuerita, che cresciuti , infalſe opinioni;
ciascunodiusiilpuò agiatamente comprendere fanza ch'io ildica. Maperdiredellaforza,
chehannolemen= zogneſopra delfarcicrederequelcotantochefi uede marauigliosa
coſadeltuttomiparecheſla quella,onde tante perſone &dellepiuſenſate &
giudiciofes'in gannanodifouerchiozilcredere intendoche per forza diin lu di incantamento poſſa naturalmente ſanza
inganno muouerfiuna imaginedicera ò d'altra materia fimi
glianteformataperſeiſteßa,quandoinſuſoquandoin giuso, quandoingiro.
Altridarannoquella cre= denzaalcantardellacornice,alfuoco,all'acqua,apon=
tiinterrauergatiacaso,alfume,allefaue,alcaderdelle
Saette,alleampolle,eraltrefpeciedibugie ;che allepiu
uere&fenfatecoſeſiſuolprestare,uerenonaltramen= techelebattagliedetopi
&lefirened'vliffe,ò le cor tinedi Phebo : tantaforzahaurannolefallaci
perfud= fionid'unamaluagiauecchia,ò d'unoſcelerato barro.
Conqueſteperfuafionimetteteinfiemequelladeglihuo mini ò donnecheadarte,o
purperacutezza d'humo= remaninconico,piucheueramentefifannofpiritate: la qualee
nondimeno dall'altre ch'iodißi differente in questo,chequelleritornanoſempreinutilediquelliche
nelefanno,chequestamolteuoltein iſconciodannone rieſce,inquantoche
alcunoperfuadendo àse stessod'esse refpiritato,nonpur a glialtri,uieneadefſſere
martiri zato&flagelatoin diuerſemaniere,quandodafrati preti ,& quando
d'altrui . Ilche molte uolte uienfatto daquelribaldofrate,ilqualeconquestomez
zofperadi mostrarelafuafinta&hippocritaſantita forseper dimostrard'hauere
quellauirtu,con laquale il nostrofignore uerace , ueracementediliberaua liue ri
demoniati . Etpoſciacheli ragionamenti mieifin quam'hannocondotto
;piacemiracontaruiunanouella ch'io uidi, infimigliantecaso. Era
unfrate,ribaldo, C 2 di peßima uita, ilqualescongiurandouno diquesti cofifatti
huomini in unaſua celletta,doueio & alcuni altri amicipiuper
ridere,cheperaltrofare,erauamo preſenti,ci promtteua difarci uedere
questosifatto miracolo , che uſcendo lospiritoromperebbe nell'uscir unuetro d'unafinestrina
,laqualeporgeua lume alla celleta, riguardauaſoprad'unhorto : il chefenten=
do,la douegli altri attentißimamente riguardauano ilmaninconico , toſempre
tenni gli occhi al finistrino riuolti , piu per uedereſe l'occhio di uetro
uenia rotto daalcuna personache nell'hortofuffe;chedallo spirito douerfi
rompereestimaßi,quando nelcacciarfuori del demonio con alta
uocedelfrate,un'altro chene l'horto • Staua perciòfare ,preſounſaſſo,ſanza
molto confide rarnepiu oltre,lo lancio nellafinestra,macoſidestra= 1 mente, che
due occhi neruppe,& ilſaſſopaleſementefi uidde :ilfrateforſe confiderando
menon eſſeredel ſaf ſo adueduto ,diſſe , dominequesti erano due fpiriti
nonuno:nelueroche'lDiavolo éungranfeduttore, quantopinpenſiamo di conoscerlo ,
tanto eglipiu no= ueinfidie ci ordifce . Ilcheſentendo io, marauigliato midella
ſua iniquißimahippocrifia, immantinente ri= ſpoſi guatandoglimiei
compagni,fratellinon toccate quella pietra,cheuoi u'inſpiritarete , laqual
cosafenten domeſſer lofratetuttodiuenneroſſoneluiſoper uer= gogna,nemaifeppeche
rifpondere. Etnoiridendo mottegiando della bonta & religionedelfrateci par=
timmo.Riſofu da ciascuno affai ,sentita queſta beffa delfrate, mapoſciacheleriſaſirachetarono,&cia=
fcunodifiderauacheM.Speroneſequitaſſe; egli ripre= ſelefueparoledacapo ,
quest'altrecon le precedenti uennecontinouando.louidiceua testefignorile uoci
eſſeredimolta noia cagione alla uerita , &le parole effereilpiudelleuoltedibugia
chedi ueraopinionere latrici .Hora ueniamoaddirequantofieno statili Bar bari
&delparlareinetti ,philofophi nondimenofcien tiatißimi &aueduti,
perciocheuoi trouareteilpiudel le uolte li
BarbariphiloſophantiportarnelpettoMer curio,&nonnelalingua ,fi
comeesemplici oratori fannofouente.Hqualportamentotanto èdipiu perfet
tioneargomento ;quantolalinguapuomentire cheil corenonpuò,
quantoèlalinguapiuche'l pettoda loſeggio dell'animolontana . Per questoſempre
sti= mailaphilofophiapoter staredalla cloquenzafepera= ta ,
&nonquestadaquellaper alcunamanierainqua tochealuolere dirittamente
&perfettamente ragio narefadi mestierehauere alcun ricordo&ammaestra
mentodalla reina dell'arti dellecognitioni raccolto ladoueilphilofophoquella
uaghezzadi parlare,che nell'oratoreſi ricerca , non diſidera , ma quelleparole
Solamentecheconpluſemplice &dimestico modo por= tano aldifuori
lauaghezzadefuoipensieri,oltre che eglianderaper maggior breuita &
ftrettezza delle fueparolefingendodimolti nomi ,ageuolißimi&ac=
comodatialla materia diche egli tenzona o uestiona, liqualinellauaga
artificiosa orationenon potreb c 3 bono LIBRO 38 bonohauerluoco.Fugge ,etiandio
ilphilofopho ogni ornamentodiparlare, pernonfuiaregli animi perla dolcezza
della oratione dalla profonditadefuci concet ti.Ha
lebelleuociinodio,percheledotteJententieama moltopiu:Serbaſotto la pouertadelle
uociun quafiin finito theforo di ricchi penſieri:freddißimoparlaper= ciò
cheferuentißimamente confidera : uſaparoleinfer= mepereffcrepiu fano&
piuarditodello intelletto : fprezza li colorrhetorici,mentre la Natura &
life= creti d'Iddio contemplando ammira, & finalmente egli lascialaſcorza
delleſemplici uoci pergustare la
Soauißimamidolladelleſoderagioni,Anziinfiniteuol
tehouedutoiodiquelli,cheanchorachenaturalmente fapeſſonofauellareaſſaiprontamente
; nondimeno por tanti dalferuore&impetograndißimo defuoi concet
ti,malediceuanopercoſacalamitofißima & infelice, il
bisognocheeßihaueanoditrouarparole,cheacconcia= mentefaceanodimistieriperdire
quelloche l'animo Loroformaus,fpecialmenteraffrontatiſiinſieme a puz
blichequestioni.Ondeiomidoà penfare,cheſeeßiha ueſſono inquelponto potuto fare
delliintieri periodi Sempliciuoci,&delle nocifillabe, dellefillabe lette
reſemplicißime; chehaurebbonoliconcetti lorocol'al phabetosolamenteefpreſſo,non
chedalelunghechiu furefifuſſono astenuti. Confiderate oltrediquestotut
teleſcientie intelletuali & arti fpeculatrici hauer da Barbariprimieramente
hauuto origine .Et (fe bene mifouiene)parmicheildiuinißimo, ſaggioPlato= ne neraffermaſſeſouentehauere li Greci dagli
Egitti, Chaldei tutti lifecreti della natura appresi : liqualpo
poli,perquantositiene,barbarißimi eſſendo maldel= l'artedi dire,
&d'eloquenza nonhebberoalcunbuon gusto. Nõdimenodaquellidiriuaronoquasi
tuttel'arti che noiliberaliaddomandiamo , &fpecialmentelaphi lofophia ,di
cuisi ragiona . Etje alcuno midiceſſe Pla tone &Aristotele contuttigli
altri maggiori philo fophieffer stati eloquentißimi,comefi uede;à questo
rifponderei cio eſſereſtato perche Natura uolendociin
ſegnarequantoinaltopoteuaafcenderela noſtrahuma nita ,&forseper
dimostrarcila forza& uirtu che ella ritieneſopranoi ,&diquanti
doniſopra di noi Steßisiadifpenfatrice, questidue buomini l'un quafi fpecchiodi
diuinita, &l'altrod'humanita produſſeal
qualsegnoniunoperquantogeneralmentesi crede,fu maineferaperl'auenireuicino. al
cuigrado perciò che niunoardiſced'approßimarsi;per questo non ha
tantohuomodafidarsiche poſſaageuolmente diuenire nel'una&nel'altra
profeßione maestro . oltre che Platone&Aristotelenonfurono
tantoeloquenti,qua tophilosophi ; nealtra cagione loroproduffein costho
noratalinguafauellanti , chel'usodellapatria,&le uocid'Athene,ilqualeparte
dallenutrici apparato, partedamaestri in uaghezza & ornamento piu fplendido
&chiarorenduto, affai facilmentepoterono dell'uno dell'altro diuenir
capaci,ilchedi noi per moltißimeragioni nonsiconciede, Etche illoropar= c 4
lare larenonfuſſeugualeinperfettione
allaloro cognitio= ne;egliui fi dimostra . Auegnadio che Platone
Aristotilenonhebbero maine traGreci, netra Barba ri , netra Latinialcuno che
nelſaperſuperiorelor fuſſe,o uguale,mane etiandio inferiore uicino,che
benediquellin'hebbero chenellaforzadelparlarefu= ron lorodi
granlongafuperiorietpiuperfettischen tifurono Demosthene , Eſchine , Pericle .
Et que= stoſteſſo trouaretetra Latini:dequalilimigliorphi= lofophi ,piggiori
oratorifi ueggono,come li oratori piuperfetti,mancophiloſophanti:ſpecialmente
Cice rone,Liuio,Salustio,&Cefare,laeloquenzade quali nonèdubbiochedellalorocognitionetrappaßo
liter= minipermolto.Oltrecheper questoil parlar Greco d'Aristotile, di
Platone,piu che mentrein Romane ucifauellano,noaccreſceauthorita
allacognitionedel lecofelordetteperciòchequello steßocheſotto laſcor
zadelleGrecheuocifi contiene,fedelmenteſottoleRo
maneintefo,&nonpurquelle,maleToscane,Venetia ne,Padouane,Bresciane,
&altreuoci rendera quello ſteßoodoreàchiunqueillegge, chenelle Greche.
Tutte leSentenze eßendonaturaliſonoàciaſchedunocommu= ni:tuttigli animi noſtri
dell'isteßociboft nodriscono, cheèlacognitionedellecosenaturalmented'una isteßa
maniera impermutabile,leuocipaſcono l'orecchie, ibuoniſentimenti&ueri
concettiſono d'ellanimo nodrimeto.Questefiuariano,&alterandofiuanno
quellinonmar,queſteſonodinoſtro uolere , quelli per natura PRIMO. 41
naturas'acquistano, lecosefanno l'huomoſaggio, leparoleilfanparere .La uoce
conlebestie ci rende communi&fimiglianti ,ilpensierodaquelliſeperan=
doci,con Iddio ci raßimiglia. Ne altro credo hauer uolutogli
antichipoetiintendereperlefirene , eccetto cheleuagheparolette,ſanzaſentimento
d'alcun buon concetto: lequali affogano glihuomini, mentre dalla dolcezzadel
canto &della uoceloro addormentatinõ fi dilettanodelfilentio della
uerita.douefe noià guifa diprudenti vlißi le orecchieotturandocihauremo piu
curadiſapere,ched'eſſeretenutiſaui,noi nonaffogare monelmaredell'ignoranza per
alcunmodo. Un'al= traragione nonpiuintendoaddurui , onde ueggia teilphilofopho
nonfar stimadelleuocipiuGreche che Romane,piu RomanecheBarbarelaqualeèquestache
notinfiniti grammatici ritrouaremo,liqualifedelmen=
tedalleGrebceuociriportarannoleſentertie d'Arifto tile , di Platone,ò
d'altrocheſiſiaphiloſophante,nelle Romaneinmaniera,chedaciascunaſauiaperfona
otti= mamentefie compreſo,&nulladimenouedreteeſudi in terpreti traduttori
cheuoglian direeffere àquefen finonaltramente,cheafini allalira,comeſiſuoldire:
il chedourebbeeffereilcontrariofeilparlar d'Aristo= tile ,comealcunisciocchi
&materialigiudici penſano faceſſedimestiereper lointendimentodellefuefenten
tie.Ma nel ueroqueſtitaliſonoallaguiſa che ueggia
moquellichefannolelancieetleſpade,liqualianchora chenellefaccianopeggio di
tuttiglialtrilefanno maneggiare.Laqualcosa conſiderandopiuuoltemipoſein
animocheeglifarebbe giustißimamětefatto,cheunaleg gefi
ritrouaffe,laqualeſottopena d'efferfrustatouie= taſſeàciascuno ignoranteil
ragionar di philofophia. Mahoggimai etempocheiomiritornicold,oueto ui lafciai,quando
addire incominciailaphilofophia effere piuchequalunquealtra
disciplinacheſiritroui alla elo quenza gioueuole,&piu ornamento
&fplendore ac= crefcierle,che l'altrenonfanno:ilchecomefia uengo
horacõquellepiuſemplici Guereragioni adimostrar louichemifiparano allamemoria .
Certanacosa è uerißima tutti gli oratori douere giouare &di
lettare,&quellosteßo lipoetiſonotenuti affare per l'isteßaragione :ma tanto
dee eßere ilgiouamentode l'oratorepiugrande; quanto èildilettamento delpoe
tamaggiore,ilche comesifacciaaltramente noninten= doprouarloui,
eßendoperleſcritture degliantichima nifestißimo daciascunocreduto.Ma lasciando
ildi= lettamento cherendeil poeta &l'oratore, parlan=
dodellagioueuolezza;iouiaddomandocomel'uno, L'altro di questi due,ch'io dißifi
dice giouare? perqualcagione?Nel uero nijsuna altra ragionemi potete
aßegnare,eccetto questa, percioche l'oratore ilpoetacipropongonoalcun
utileprecettoper la uita humanaopportuno.Queſtiprecetti adunque ouero ci
inſegnerannouiuer bene &beatamente,òcheci rende
rannofolamenteperaldunhabito intellettualeSaputi,li quali contemplatiui fi
addomanderanno, comequegli altri PRIMO. altri morali:gli uni 43 glialtri de
qualisono parte neceffariadellaphilofophia,ficomequello che Dante diffe.
Iocominciaipoeta,chemiguidi, Guardalamiauirtus'ella è poſſente,
Primacheàl'altopaſſo tumifidi, >> Tudicichedi Siluioilparente.
&quelcheſegue: Doueilpoetapquesteuoci cidiedeun precettoin
tellettuale,ilquale èche leuirtufenfitiue nell'altezza
delacontěplationeſiſgomentano,ondeſono costrette àrifugiodellointelletto , ouer
ragionefourana ricor rere,uafo&materiadellefpecie uniuerfaliinteſe.Vn
morale nepotiamo ritrarneperquelle,doue e diffe. 1 " دو 22 : : Maperche tu
ritorniatantanoia Perchenonfali ildilettoſomonte Che èprincipio, cagionditantanoia.
Mung Douelaragionfuperioreraffrenandoloſenſod'in tornoallecofe
mondaneſuiato&àpiaceri, preponen dogli ladolcezzadelfuturopremio,l'inalzaal
gio= go erto difficiledella uirtu,delquale altroue ilPe trarca lasciòfcritte
quelleparole. » Oueroalpoggiofaticoso alto > Ritrarmiaccortamentedallo
tratio, » Dalqualhoggiuorrebbe&nonpuoaitarme.
Sedunque,comeuedete,tuttieprecetti che ci rendo no ipoeti &gli
oratori,ſonodiqueste due maniere òmorali,ointellettuali,nonsi puo negare che
questi dalfonte uniuerfalisfimo dellaphilofophia nonfenddi riuati. LIBRO 44
riuati.Potrebbe alcundirelipoetiperlopiueſſer mě
daci&bugiardi,nealtroeſſerele loro ſcritture che dimenzognepiene.Percioche
alcuna uoltafentiretelo rohauerdetto,glihuomini eſſer doppoildiluuio nati di
pietre, gliDij delcielohauerſi tra loro à morte odiati,effereaccesi delle
mondanebellezze, quandofe= minili &quandomaſchili:hauerinfortediuifi
ecieli, gli elementi,& l'inferno,eſſere in diuerſeforme traf=
formati,quandoin oro,quandoinoca,quandoin A= quila,quandoin toro,&horainuna,&hora
nell'al traforma:hauerenonpureinfiniti adulteri commeßi,
mahomicidi,rapine,&incesti,hora conla firocchias horaconlafigliuola
mescolandoſi:eſſere ſtatiaquelle Steſſe paßioni che la nostrahumanita
tengonofollecita foggiacentiglihuominieſſere congliDij mescolati,et
dalorosdegni,horainfaßi,hora inpiante,horain al beri,horainfiumı, horain
augelli,&pefci, &altri animaliconuerfi, accrefciendoilnumero nutto
di,del= lepietre,delleſelue,dell'acque, deglianimali , non menoàdannoloro che
auituperiodelleingiuste uen= dettedicoſifattiDii . Cheuidirò dellemura alzate
dalcantod'Amphione?ched'Arioneportatodalmã
fuetoDelphinoperl'onde?chedellaforzadella poſſen teincantatriceCirce? che della
indouinatriceCumea? delle cortinediPhebo ,defeminatidentidi Cadmo?
dellenozzediTheti di Peleo ? dell'eta dell'oro,de gliaugelli Caucaſei,delfuoco
di Prometheo,delletraf formationi di Thirefia,delſcelerato amor di Pasiphes
della PRIMо. 45 della uittoria di Theſeo,de pomid'Atalanta, delle fi=
gliuoledel Sole in albericonuerſe,delcasodiPhetonte dell'originedella
SeluaGrinea,delledue Scille, &del lacagionedell'anticodiluuio ? neluero che
piutosto temerei,che il giorno mipoteſſe uenirmancato ,cheà
memancaffemateriadiſempreragionarne. Aggiu= gnete appreſſoàquesti licasti amori
diPenelope,gli ardenti difii d'Enone,la difperationed'Ißiphile,lefpe
ranzediBriseide,ilfurorediPhedra, lamortedi Di done,lefiammed'Ermione, li
ramarichidiDeianira, ilpianto d'Ariadna:l'incestodiCanace, lo sdegno di
Medea,lagelosiadiLaodomia, lacrudelta d'Hiper= mestra,la fedelta d'Hero,
laſemplicita diCidippe: acuidipaririſpondono glierrorid'vliffe, lainfidel tadi
Paride,laostinationediGiaſone,la durezza di Achille,il Laceramento
d'Hippolito,lafuga d'Enea, ilmicidiod'Oreste,lefatiche, & l'arſurad'Hercole,
la mortediMacareo,l'incendio &leuittoriediGia= fone,lefinidi
Protefilao,laſaluezza di Lino,loſom= mergimentodi
Leandro,iltradimentod'Aconcio,& lacrudeltadi Phaone,lequaicoſe
anticamentefauoleg giaronolipoeti,piuperdilettare leſemplici mentide
lematerialipfone,cheperuer dire.fauoleggiamětifu ronoetiandio,gli
amorid'Endimione,ilfurtodi Pro Serpina,losostenimentod'Atlante,ilpartodegli an=
tichi giganti,ilmutamento d'Atteone,diProgne,
Philomena,dellepichediDaphne,d'Alpheo &d'A= rethusa,dellefigliuolediClimene
, diNiſo, di Mir= rha, LIBRO 46 rha,diBibbo,diBatto,di Giacintho,d'Echo,diLicao
nedi Narcifo,diClitia,della cethara d'Orpheo,di Po liphemo,
altrifimigliantieſſempi. Lequaliauolere
d'unoinunoraccontaretropporincreſcieuolefarei,et perauenturalunghissimodijouerchio.
Ma quello che adalcunopotrebbedar giustamente occafionedifar parere lipoetipiu
bugiardi,équelloche essi tutto di uannodellenoueMuſepredicando di Phebo, del
giogodiParnafo,infieme co'lfiumedaloro permesso addomandato.lequalcoſe
alcunoageuolmentepotrebbe credereeffere inganneuoliſogni &fallacißimemenzo
gnepiucheombrediuere narrationi. Ma nondime=
nouagliamiquellalicenza&authorita,laqualmipa re
checoncedutahoggim'habbiate,dipoter dire ragionarea miouolere,laqualeintendo
hora d'ufare infimigliante propofitoperdifenſionediqueste uera cißime bugie,che
daglipoetiſonoſuteimaginate.Do= uetedunqueſapereduemaniere di falfita
ritrouarfi, l'unadellequalielamenzognafraudolente,laqualene uirtupuo
eſſere,nedi uirtu alcunaombra ritiene:l'al= tra èmenzogna artificiofa,laqualeudita
comefi dice Superficialmente, ritiene difallibilenarratione odore
nulladimenofecondiritto occhiouerra confiderata, riporteraſeço una fincera
&ſempliceuerita. Simil menzognefonolebellefauole&magnifichiritroua=
mentidepoeti, liqualiiſpoſtiſemplicemente , dannoa crederedife, eßi
noneſſeraltro, chetorte &fallaci bugie;maseconfanoocchioſanamente
uerrannoper noi PRIMO. 47 noi inteſe ; nouſolamente diſgombrerannoogniſofpet to
dimenzogna;maartificiosamente cifarannouede= re dimarauigliofi &fauiprecetti
al uiuer humano appartinenti.Etperche egli ui fifacciacomprendere
chealtropenſateuoi cheſignificar uoleſſero li poeti
perilgiogodiParnafodouehanno dettoeſſere lefel= ue amenißime &ſempreuerdi,
iprati di fiori &di herba minutißimaripieni,glialberitrafenascondenti
milleuarieta d'augelletti che dolcißime uocialdifuo=
rineriportanoconfoauemelodia,&doueilfiumeper meſſo conpuricristalli
dolcementetrappaſſa,cheladi uinita &forzadiquelfurorceleste,di che lefelici
ani medepoetiingombrate,uengonoa poſſedere partedi quellagioia,dicheſono
lementidiuine appagatißime, fatie?Perl'altezza & malageuolezza delgiogo,
Significando lafaticache nelloafcedere alla diuinafpe culationedelle
altecoſepatimo,per l'acque eßila uita attiuaintendono,laqualepurißime fempiterne
ope rationiper louiuerbeatamentecipropone,perlaſe= renita &
temperatezzadell'aere.l'animo nostrotra quillo,&fereno, &da ogni
perturbatione lontano perlefelue,&perliprati uerdißimi ,la ſoauita
moltitudiuedelle cose,pergliaugelli,ladolcezza infi nita delle belle
uoci,hebbero diſignificardesto.Queste Jonoquellemenzogne uerißimedapoeti
ueracißima= mětecantate.Questesonoquelle bugie,lequalifecoco
tantodisconosciutauerita apportano,questeſonoquel
lefauoleacuisifacilmenteglialti intellettideglihuo mini A minipiuſaggiconſentono,quandoleſemplicimentide
materialinonardiſconodiraffermarle. Etfinalmente questo
èilParnaĵodapoetifauoleggiato, mentreeßi
uolandoconl'alidelpensieroalcieloſiſpeſſoche qua fi effere Iddij diuenuti
loropare,paſcono lameěte d'un ci, finobilciboche ambrosia&nettar non
inuidianoa Gioue.Fingonoepoeti Orpheo,con ladolcezza della těperata
cetharahauerſitirate dietro le rigide quer datomouimento aipiudurifaßis
ifiumifer= mati, &allecrudefiere di manfuetudinefentimento
hauerrendutofouente: nequestoſolo,mahauerco'lte nordellemusichecordeplacato
l'ira di Cerbaro de leinfernali ombre, &humiliatoilſuperbo nocchiero
diſtige,nonperaltrofinecheper darciad intendere l'animaragioneuole,poſtoilfreno
alli concupifcibili appetiti,ſignoreggiare lafierezza &durezza, &
mouimentodelleperturbationi,lequaliagli animalidi Stemperatiquel cotantodi
trauaglio &follecitudine rendono,chefanno Cerbaro & lefurie infernali à
quelleanime infelici dichi cantarono.Perquellaſteſſsa ragionemiferol'anime uirtuosedepaſſati
nefelici Lieticampi elifi : onde ſiſapeſſe. l'anime diquelli che
contemperatopaſſoperlauia delle uirtu caminano, Seperatedalor corpi poſſedere
ilfrutto, lamerce= dedelleuittorie loro.Il mondo farsidell'anticoCha=
oshannodettoſouenteperdarcia conoscere niunaco=
fanaturalmenteparlandopotersigenerareſanza al= cunamateria:&perconfequente
ilmondodiſſfero ef= fere PRIMO. feredalla difcordiaprodutto , 49 corromperſi
dallo amore,inquantochela difcordia ecagionechetuttele
fpecieſperandoftuengonoaformareilmondocosiuago cofi ben ordinato chente noi
ueggiamo;fi come quelle stefſſe permezzo delloamore inſiemeſi meſcolaſ
Jero;nenafcerebbe l'antica confufionedalorocofi ue
rißimamentefauoleggiata.Ilſonnohauerduepartel'u nadicorno l'altra
d'auorioestimarono:perchenoi Sapeßimoalcuneuolteeſſer leuiſioni
notturnefallaciet alcuneuerißime . Amoreneglihortidi Poro Penia
effernatocantarono,ſignificandoeglieſſerepiu nella giouenezza lecito che in
altraeta, laqualepro di prißimamente adunuago &fioritogiardinoſiraßi=
miglia.PerPoro perPeniailconſeglio la po= uerta intendendo,ouerl'occio
&lalafciuia,ft come accennòilpoeta,d'amorparlando . >> Einacqued'ocio
dilafciuiahumana >> Nodritodipenfier dolci&joaui.
DoueeſſereleVenerihannodetto,l'unadiuina, l'altramortale,percheſiſapeſſeglianimininoftri,po=
terſid'amorceleste&di bellezze immortaliraccende re,ficomedicaduca
mancheuole, alle terrenebel= lezzerivolgendo ilpensiero. Medefimamente dicen
doVenereeſſeredellafpiumadell'ondemarine creata, cidimostrarono, l'appetito
concupifcibile accrefcierst innoigenerarsiperla copiad'humorifalfi,&mor
daci,liquali confoaue stimolo ,al difideriodella gene
rationeciučgonoprouocando.FingonolipoetiPanId RAGIO. dI dio LIBRO so
diod'Arcadia eſſereſtato mezzacapra et mezzafor= mahumana:conduecorna,uermiglio
nelfrõtepiuch'el lerubiconde bacche,o'lminio,con unaſampognadiſette
cannecõposta allato,laqualefiguraficomepareche la Suauoce importiil
modorappreſenta.Percioche tutte lecosechefono ò diuineò humanefono, lequalip
ledue formeineffſo lui raccoltefurono intefe:Per lecorna la
diuinaprouiděza,(auegnadiochefi comequelle inſuſo fileuanoscofi lifecretidi
quella dall'intelletti humaniſi diſcoſtano)fignificaronopil uolto affocato
etuermiglio laquinta eßenza cidiedero a conoscereco'lfuocoinfie
me,plabarbailpetto,etlepartipiuſetoſedilui,glial tri tre eleměti,liqualisono
piumateriali etimperfetti delcieloet delfuoco:p lauerga ilreggimēto della natu
raetgouerno,cheIddiolediedeſopradellefpeciecrea= te:p
lafampognadifettecannefabricata l'harmonia et concentodolcißimodeſupernigiri:perle
macchie che nelſuocorpofiueggonodipinte,l'ornamentodelle stel
lefignificarono,lequaliconfi uago ſi puroartificio furono,dallanatura
nell'ottauocerchioimpreße , non menoàuaghezzadelcielo,cheàregimento dellemon
danecoſeHannodetto quelli steßiCirce potentißima
incantatricehauerpiuuolteallehumane forme recato ferignoafpetto,mutandoinporci
glicompagni d'V= liße, &egliperildonoda Mercurio riceuuto hebbe
forzadiresistere aſuoi incantamenti, che altro nonfi= gnifica,che l'anima
humana,laquale con gli habiti delleuirtu , con l'aiuto della ragioneà leida
Iddio cona 1 conceduta, PRIMO. conlaſapienza racquſtata(uedutala
mortalitadefenfi ,liqualicompagnilefuronodallana turadonatı,temendo dinon
eſſereinferignaforma di celestecangiata)fi donaalla contemplationein manie= ra,chenullafollecitudineprende
dellemiſere pertur= SI bationi , Nequestosolohannouoluto inferire,mase gli
errori d'vliffeintieramente leggerete il configlio fattodaDeifopradilui,
ildimorar conCaliffo,lana uigatione, la fortuna marina,l'aiuto di Leucothea, diCalliroe,l'accetamentodiNaficaa,l'entrare
nella re= galcorted'Alcinoo,igiuochi &gliſdegnigiocando conceputi,laguerra
con leCicognehauuta,lapenetra tionefattaalleLotophagi,l'astutia ujata nello
acciec= carePoliphemo,lanauigatione alli Leftrigoni ,laper ditadellenaui ,il
difcendereallo inferno, il ragiona= mento diThirefia,ilpaſſaggiodelleSirene ,
il perico= lodi Scilla & Cariddı, lamorte decompagni ,lafal=
uezzaſopradellegno hauuta, ilritornonella patria addormentato, lamanifestatioue
diſefatta alſuofigli= uolo,il conuito degli amadori,labattagliad'Iro , il
celarfià Penelope,la conteſa,con gli amadori ſof= ferta,iltirardell'arco,la
uittoria contradeRiuali riz portata, ilcastigo delle fanti,la manifestatione
dife fatta allamogliere,&finalmentela prohibitionefatta
daMineruadellediſcordiecheper la mortede Riuali s'apparecchiauano ànafcere,
neluero che altro non Leggereteche un librodella uitahumana nelquale
Vlißeuederete chealtrononfignifica che l'anima ra= d 2 gioneuole LIBRO 52
gioneuoleper'la mescolatura de ſenſitrauagliata, Semprefollecita tenuta dalle
miſere perturbationi fin tanto,chequelledomeſoggiogate,in libera &tran
quillapacefi riposa . Quello stesso, cheiodißi d'V= liffetraGreci,poßiamo tra
Latini d'Enea rafferma= re, di Philocolo tra Toscani componimenti:gli errori
perturbationi de quali,niuno èdiuoi,per quantomicreda,che nonsappia, interdersi
per gli affetti &mouimenti degli animi nostri. Questi eſſem pidella
uitahumana furono con ampia artificiofa narrationedaDantepertuttalafuacomedia
descritti, Sottotrenomi,dipurgatorio, d'inferno,&di para=
difo,liqualifignificanoli tre stati manieredella ui= tahumana,liquali
statitantofurono dalpoetamera= uigliosamenteefpreßi, quanto egli d'Homero di
Virgiliohebbefpatiodiconfiderarnele ſcritture et quelleconlareligionecofi
gentilmenteaccompagnare . EtilPetrarcatato meglio diluiloft fece,quantocon piu
breuita, piudolcezza di rimequesti statidel ui uernostro lasciò fcritti , ne
triomphi dico,liqualinon altramente ammiro , cheli precetti d'Aristotile nelle
вонач leggimorali , le institutioni della religion nostra. Pa
oltrechequasituttoquelloche & d'VliſſeHomero d'EneaVirgilio, dife
steßoDanteſcriffe cofi am= piamente, il Petrarcacon merauigliosa breuita,
dolcezzadiſemedefimoindieciuerſi lasciòſcritto, le= qualinonaltramenteche un
Oracolofonodame riue= riti ,&questi int endodi ricordarui, acciòchemeco
fiate د دو " دد " ” دو " PRIMO.
flatedellamiamerauigliapartecipi. Perchealuiſod' Amorportaua inſegna
Moſſeunapellegrinailmiocoruano, Ch'ogni altramiparead'honor men degna, Etleiſeguendosuperl'herbauerde
1 Vdidiraltauocedilontano Ahiquantipaßiper lafeluaperdi. Allhor mistrinfi
all'ombrad'un belfaggio 53 Tutto penſoſo,&rimirando intorno Viddi
affatperigliosoil mio uiagio, Ettornai indietroquafiàmezzoilgiorno.
QuesteparolerecitatedaM.Speronefuronocagio neche ilBarocci rottoil tacerediffe
.anchorachenoi ueggiamo l'altezza&diuinitadi coſi fatte rime da
uoiM.Speroneraccontate;egli nondimenocifie caro ſenoico'lpellegrino giudicio
alcunecose d'intorno à questa coſifatta materia ciragionaretelequaliper ef=
fereci ſprouedutamenterecitatedifficilmente furonoda mecompreſe.
IlcheudendoM.Sperone, &quello stes Johauendoglialtri raffermato
inſieme,coſipreſead= dire:graui cofe &merauigliose per auentura ſono
quellecheleuocidameraccontate fignificar poſſono . Tuttenondimeno allo ſtato
dell'innocenza &de gli affetti deluiuerhumanoindrizate, &primieramente
comeottimophilofopho,ilquale èdelle cagioni di tutti glieffetti,comunquesifiano
, offeruatoredallacagione incomincio addirequelloche egli di inferire cipropo=
ſe,ilche haforza quellaparola,fi come ciascunfa, d 3 PER LIBRO 54 PERCHE
Sicomealtroue édiße, כב ০১ כל
Percheioueggio miſpiace, Chenaturalmiadoteàme nonuale
Nemefadegnod'unſichiarosguardo, Sforzomid'effertale,
Qualàl'altafperanzaficonface. 1 Maquello,cheegli haueadadire,eradelloStato,
chefu predadelle concupiscenze ,&diquello,onde eglidagli affettifiritraſſe,
lecelesticoſeſidiede, alla contemplatione del primieramentedellostato ſen
ſualeparlando,nelquale egli giouane accenna d'effere Statoinuolto,diceche la
cagione,ondeunapellegri= nadonnamoßeilſuocorefupercheegliportauanelri
ſol'inſegne amorose:ilcheperiltempo dellagiouenez=
zas'intende,nellaqualeloſtatodellaconcupifcenza riz ceueluogo:
fignificandosenon eſſereſtato sforzato ad amarcostei,peralcunamanierazilche
haurebbe tolto Lalibertadel nostro uolere, mamostrandoegli efferne Stato
cagione, dice cioeffer auuenuto PERCHE AL VISO D'AMOR PORTA IN= SEGNA,per effer
egligiouane,& dilicato, & uago, difpostoperſeſteſſoalricevimentodelle
pel= legrineperturbationi,nonchealtrinelsforzaffe: per
ciocheeſſendoquestosifatto amorefenfitiuo;nonpo= teasforzarlo:
ilchebenepoſſonfaregli amorcelesti,li qualihannouirtu à forzadi ritirare
lepotentiehuma= neal loro amore.Diquestofenfitiuoamoreragionan= doilCaualcanti,moftrol'iſteſſa
liberta nostra dicedo. : 24 Donna " 23 " » دو ,
Donnamipregaperch'iouoglia dire D'unaccidente cheſouente éfero Etèfialtero
chefichiamaAmore. ss Douelauoce,PREGA,haforzadiincitare stimolare,piutostoche
d'uſarforza: flmigliantemen= teperquelloche èdiffe ACCIDENTE ,percio chel'amor
celeste èſustanza impermutabile, fi come ilterrenoaccidentale:&perquello
altresi FERO, effendoildiuinoamorebeatißimo, tranquillißimo ,
inognipartediſefelice & dolce. Ilpoetadunque ne
pluuagamentenepiuleggiadramentepuote efprimere la libertahumana ; chein
questomodo ,ilche altroue lasciòfcrittoanchora. » Haituilfrenoinbaliadepensier
tuoi, Dehstrignelohorchepuoi Nondimenocontuttaquestaliberta ,chenegli af=
fettifiritiene,confiste laforza de primi mouimenti, à qualı perdifettodel
lorofproueduto aſſalto ,& della noftrahumanita,
nonpotiamousareresistenzaperal= cunmodo, ficomeéfcriffe in quelle rime
dell'anima دو parlando. Però turbatanel primiero asfalto >>
Nonhebbetantoneuigorneſpatio ; ... >> Chepoteffeal bisognoprender l'arme.
" دو ” Etaltroue Trouommi Amordeltuttodisarmato Etapertalauiapergliocchi
alcore, Chedilagrimefonfattiuscio uarco. d 4 Et ce ८३ LIBR se
Etquestoamore,chefenfitiuofiaddomanda,tan topuotedurarenelpoeta,quantofu&
hebbedi uiuer fpatioildifioconceputod'intorno allebellezzecorpo=
ralidellaſuadonna:nelqualtempoeglihauere ama=
tofiuedeficomefannocommunalmentetutti egioua ni,ilchelasciò
notatoladouefcriffe, >> Conleifußiiodachefiparteilfole, Etnonciuedeße
altrichelestelle, >> Solunanotte &mainonfuße l'alba.
Etaltrouefimigliantemente >> Pigmalionquanto lodartidei » Del'imaginetua,ſemilleuolte
2. N'haueſtiquelch'iofol undvorrei الله L'altroamoredelpoeta,chefupiutosto
humano, chediterrenabellezza diſio ,hebbe principio,dache eglifi diede
adamarel'oggettodegli occhi,dell'orec= chie delpensiero,nuladegli altrifenfi
curando,il chericordandoilpoetadiſſein un'altro luogo, ›
»Etfentieheuerteilmiocore interra Talfu,qualhoraèin ciel,nemai non uolst
Altrodateche'lfoldegliocchituoi. A Ilches'intendedellostatodeſecondiamoridel
poe= ta, nondeprimieri,altramenteneſeguirebbediſor= dine&ripugnanza,diſouerchio
tra se stesso . Ma auertitecheeglidiffe, PORTAVAsilchecidimo Straeffer stato
attouolontario elettione,AL VI SO,nellafronte,negliattiesteriori:dove
iluiſodif= Se eßendoiluoltoquafifpecchioſemplicißimo &pu= rißimo 4 PRIMO $7
rißimo dell'animo,doue pergliocchi eſcono tuttele paßioni&mouimenti
delcuore, ondeilCaualcanti . دو entrano altresi, Voichepergliocchi mieipaßaste
alcore, دو دو » Etfuegliastelamenteche dormia. Et ilPetrarcha isteßo.
Tralechiomedel'ornafcofeillaccio Alqualmistrinſeamore,
Etdabegliocchimoßeilfreddoghiaccio, Chemipaßonelcore »
Perlauirtud'unfubitofplendore. Questodunque ècagionechel'animo alterandofi,
turbandosi, oppreſſo eßendo,di tema,didefio,di follecitudine d'allegrezza ò di
dolore , immantinente pergliocchine rende testimonianza ,&questo non
peraltro, chepereßere iluzdereſentimentopiu fpiri
tuale&piupurodeglialtriquattro.ilcheficompren deperquello chefudetto. دو
Occhi leggiadridoueAmorfanido. › Occhiſoprailmortalcorſoſereni. Etmille
altriluoghi,de qualiognifoglio,ogni carta del poeta fi uede piena . Diffe egli
appreßo INSEGNA D'AMORE,che tantoualse, quanto addire,chenella fronte haueua
impreßo ue= ſtigia d'amorosodiſio ,come che i L lagiouanez=
za&lastagione,&iluagopensiero dilui tutti fa= ceßonofedeegliperſehauereilcuoreàpellegrine
im= preßionid'amoredifposto.VNA PELLEGRI ds NA, 58 LIBRO
NA,inueced'unauaga&leggiadradonna,MOS SE IL MIO CORE,doueédaſapere,ilmo=
uimentoprendersi hora corporalmente,hora fpiritual mente:l'uno&l'altro
dequalimouimentiſipuo age.. uolmente intendere, cioè questa pellegrinadonna
mof= ſe, àferitraffe ilmio cuore, il miodifio , ilche èpro=
prioparlamentodepoeti, liqualifingono dallelordon neuenir lor tolto il cuore,
miracolo in eßi piuſpeſſo , chemarauigliofo :ouerofpiritualmenteintendendodi=
remmo chemoße,cioèeffettofimigliante al mouimen toproduße:perciochegli amanti
nelliloro ogetti pers duti, tuttele lorouoglie, difii &fperanzefondano
nellecose amate,ondeparecheil cuore habbiano pera dutodeltutto . Alcuna uoltaſt
prende ilmotoper la mutatione , quaſtdiceſſe, moſſe ilmio cuore, cio é riz
traſſe delprimiero stato .ilche èpiu tostoda dire, che
alcunodeglialtrifentimenti: ciòauuiene perchel'a
Amokmoreuerißimamentesigenerapergli occhi tuttauol=
comenta,chelacosaamatafiuienenelloamantea raffrontar fieglicongliocchiperle
bellezzepenetranti portaal cuneimpreßioni di quelle,lequali àguisadel ueleno
macchiando lepartipiupuredelfanguea gliocchiuici no &doppoquelle
l'altrefucceßiuamentefintantoche alcuore ne uengono,alterandoloin
maniera,chepoi lungotempoinfettoetpestilentiato ne rimane tuttonel
rendepestilentißimo,&infermo:diquiſimuouelafol lecitudine,checotanto ci
distempra ,fipercheilcuore èdelſuo stato rimoſſo, che naturaleet dimestico
hauea. ৩. PRIMO ſi percheleimpreßioni
riportatedefiderano unirſt alloroprincipio .Perquesto dichiamoardergli ama
tistruggersi, impiegarsi,impazzirſi,& eßi eſſere arst
distrutti,impazziti,piagati,legati &traffitti.Ma di cendo, VANO , ci
dimostracome lapreſura del poetafuperfuacagione,ſicomeiodißi,piuchesforza
tamente, & àquello corrisponde PER chealuifo
d'amorportauainſegna.Pofciafoggiugnendo CHE OGNI ALTRA MI PAREA D'HO= NOR MEN
DEGNAtoccalacagionedalla partedell'obbietto,che ad amare locostrinfe,laqualèくこ perche diuinacosa leparue la ueduta bellezza.
Etben diffeMI PAREA, perchedi ueronon era,in= quantocheegliamauabellezza
terrena&nonceleste, come efiperfuafe inſuquelpunto, &questa opinione
naqueinluificomenasconotuttel'altrefalſeimagina= tioni negliamanti,ficomequadoeßidiconole
lordon ne effere bellßime, quantunche ne belle , neuicinedi
granlungaàbellefifieno: diche l'affetto, &ilcon= taminato occhio,
&ilpensieromalfanoneſono cagio ni . ET LEI SEGVENDO SV PER HERBA VERDE,
uuoldire,iouintoda cofifattabellezzamortale , mi diedia seguir lei con
ugualdiſfio,per l'herbe uerdi intendendo lofpatio della
giouanezza,laqualeadunauerdeprimauera uienecõ= paratafouente,&adun horto
verdißimo &fiorito . Ilchefecegliantichipëfare Amore eßernatoneglihor
tidiGioue,diPoro ,&di Penia ne natalidiVenere fico= LIBRO 60 ficomealtroue
àbastanzas'è detto. VDIDIR ALTA VOCE DI LONTANO,percio chenonpotendola
ragioneſempreeßeredalfenſoſog giogata,destandofi , &lasua miseriaueduta ,
comin cia à richiamare l'huomoreo allauiadelleuirtuoſe ope rationi
.ilcheſottoaltre uoci efpreße Dantela douee diße. دو دد
Mentrech'iorouinauoinbaßo loco D'innanziàgliocchi mififu offerto, Chi
perlungofilentiopareafioco. VDI dunque,fignificandoilragionamento,che
falapartemiglioreinnoicontradelſenſo. VOCE, infpirationepermodo
&ſimiglianzadi uoce AL= TA, dalla ragionfuperiore,laquale èalta , ouero
perche ènobilißimaparte&diuina,òperche éfatico= Sa
malageuole,ilchefacheilpiudeleuoltela uita uirtuosa ragioneuole uienead
un'altißimo giogo rasımigliata,ondeDante..... >>
Mapotcheiofuialpied'uncolle giunto Ladoueterminauaquellaualle,
Chem'haueadipaurailcorcomponto, ১১ Guardaiinalto, uiddi lefuefpalle. DI LONTANO,riſpetto alpoetaèdetto
perciòchecaminandoegliperloſtraboccheuoleſentie= rodegliaffettitroppo lontano
dalla ragione,ſipoteua addomandareAH1,uoce dolentißima ,&di com= paßione
dimostratrice.QVANTI PASSI,quan teoperationi,oueroquantigiorni.PER LA SEL 1 VA
L PRIMO. 61 VA PERDI,perlauitadelleperturbationi,aman docoſaterrena:
ilcheproducela perdita delle huma= nefatiche,inquantoche niunobeneſe
neracquiſta, an= zilanaturanostradellapropria humanitafpogliando
fi,d'habitoferignosiriueste:ilchealtrouediße. »
Ond'ioſonfattoun'animalfeluaggio. Questaseluafignificarpuote,ficomeio
dißi,laui= tachedietro agliaffettisiconſuma :ilchecon uaga
gentiledifcrettioneufoDantenelleprimiere uocidella fuacomedia,mentrecoſidiße, »
Nelmezzodelcamindinostrauita » Miritrouaiperunaſelua oscura . ALL'HOR MISTRINSI
AL'OM BRA.douedimostraperquellauoceALL'HOR ſeimmantinentehauerconosciutolofuo
errore, qua fiinunosteßomomentohauerſitoltodelprimiero sta= to,ilchefu cosahumana
liberale. MI STRIN= SI, dimostralaforza della cogitatione,laquale nel
pensamentodellecoseimportantitutta inſeſteßaft rac coglie,per eßere di piu
ardito&forteuigore: ilche é naturalproprietadituttelecose inse steße
uniteet rac colte . A L'OMBRA D'VN BEL FAG= GIO,cio eallacontemplatione
dellealte bellezze mi diedi . TVTTO PENSOSO , parteper marauiglia dello
statoprecedente,parteperil periglio delpresente,
&parteperdefideriodeconſeguireilfu turo,tanto miglioredeglialtri,
quantoquellifonodel terzopiumiferi, piu precipiteuoli , RIMI RANG A 62 LIBRO
RANDO,pensando, auegnachegli occhiperta
perfettione&Semplicitaloroperl'animoſi prendono,
ficomeilmirareperlopenſare,ondefi legge. Quandomiuolgoindietro àmirarglianni.
INTORNO, aguiſadichi temeuicinodan= no,ilqualed'ogni intornoguatando,
nonsitienemol toficuro delfofpettato pericolo . VIDI, com= prefi,mettendo puril
uedere,per lo conoscere comprenderemetalměte.ASSAI PERIGLIO SO,
difouerchiopieno d'affano,disollecitudine ditrauaglio IL MIO VIAGGIO, la mia
uita, laquale CAMINO addomandò Dante,fi come s'è detto . ET TORNAI INDIE= TRO
QVASIA MEZZO IL GIOR NO. diffe. TORNAI,rispettoallamutatio
nefattadalprimieroalſecondo stato . INDIETRO, quantoallostatodegliaffetti.A MEZZO
ILGIORNO,nelmezzodellaſuauitazla qualeperlogiorno ,fi comelamorteperla
notteuic= nefignificata,ficomeegli altrouediffe. ১১ " Egli occhimieiſtanchi Etera'lfolgia
uoltoalmezzogiorno, di mirarnonfatij, Quand'iocaddinell'acqua ti ellafparue.
Ecco dunquehoggimai ritornando allipoeti,chene qualifieno li fauoleggiamenti
loro, &quante cofeuengonofeco tutte uere ,tutte ſemplici, tutte Schiette
riportando . Fingono quelli isteßi etiandio-Hercoletrauagliato
&affaticato,dopo lunghietfortuneuolicafiallafinearſodiſoprailmonteEta,
effere nelcielodoppol'incendioſuo trasferito:Eſſempio agia tißimo
àdimostrarciquellaimmortalita,laquale dopò leuittoriedelli terreni
affetti,riportanogli animi no= striſempiternamente dellepaſſatenoieilfrutto poffedě
do.dallacuifententiofißimafavolahanno l'insegna lor presalinoftri
Academici,dal'arſura d'Hercole infiam mati,comeſapete, nominandoſi.Che altro
puote figni= ficareArionedalDelphinoper l'ondefolcateuarcato, che
l'animonostroilqualecon ledolcicordedelle uirtu mette paceco'lſenſo,
&uieneda quello stesso, anchora cheferignosifia,con temperatopaſſo allido
ſicurif= fimo della contemplationeſcorto? Che dirò d'Am= phioneche
conilsuonodella dolcecetharafece di The= be
alzarlemura?laqualfintionecidichiarala eloque za
&generofitad'unsolohuomohauer potuto inani= mareunpopolo intiero alia
adunatione inſieme,et a cin gerelecittadi fortißimemura. Simigliatemente cheal
tropoſſonoſignificare lefatichediGiaſone,che l'huo= motemperato,ilqualedoppo
infiniti trauaglicon l'aiu todiMedea,cheperlaragiones'intende, urene a far=
acquistodel uelodel'ora che èquafi ricchißimo pre= miodell'opere uirtuose :
macomedallaragioneft par= te,&prědealtra mogliere,che la ſenſuale concupi=
ſcenzafignifica,uienemiferamente conlei &cofigliuo
li,chefuronoleinstabiliſue operationi, arjo , &di= Strutto. Tuttigli
amoridegli huomini &delle don= nedapoeticantatiniente altro fignificano ,
chele uaz rie & diuerſeattionidella uitahumaua.CheliDijfie nodellehumane
bellezzeinamorati,questo accreſcela perfettionedellaſpetienostra,uolendocicon
questi ef= JempifarcomprendereIddiodiniunaſpecie hauerpiu cura,niuna
piucaldamente amare,etconferuare,chela nostra,tantopiudell'altrefelice
,quantoquellefurono diminor donipriuileggiatedella nostra.Letrasforma
tiontd'huominiquando inaugelli,quadoinpesci, quan doin altrianimalı, quadoin
alberietpietresetqua doinfumi, in altramateriaaltro non ricercano, cheglihuominiper
lo traſgreſſodecommandamentidi Dio delleleggi,diuentarealcuna delleformech'io
dißi:ilchemedesimamente alcuniantichiphiloſophiheb
berodidireopenione,liqualiraffermarono l'animeno stredopolaſeparatione da lor
corpi,ingõbrarelicor pideglianimalibrutti,ſecondolanatura delloanima le,
glihabitidanoicontratti uiuendo. La moltipli cationedi cotanti Dij,chelipoeti
diederoquando nel cielo,quando nellaterra, &quandonel mare, altro
nonimporta,che idiuerfiraggi&uirtu qua &la perlomondodiuiſe
dalladiuinaprouidenza,&acció chesimoſtraſſequellocheſouenteda Platone
ſidiſſesil mondo eſſeretuttod'animaripieno.per questo hanno dettoeſſereſetteDij
del cieloprincipali, tantinell'o ceanofparfi,&perli fiumi
&infinitiperleſelue,per gli antri,per limonti , &tante nimphe,&dee
qua Olaperogni luogopartitamentedwife:chealtronon
importano,chelediuerfe&differentiuie,perlequali tutto 65
tuttoilmondoàguiſad'un ottimo iſtrumento conferua l'harmonia
&proportioneditantecosedalla natu raformate. Costhanno detto li poeti ,
Thetifecon= dafigliuoladelcielo effere stata dell'Oceano moglie,
natadiVesta:ilchedimostra lageneratione dell'ac qua,laqualedellaterra
produtta,per forzadel calor celeste,fa quello elemento coſi ampio & cofi
grande chenoiueggiamo,fignificandodue cose effere nell'ac= qual'humore
&lafalſezza,quaſiinſiemenaturalmen temaritati composti . Merauigliosamente
hanno trouatalafauola delle tre Preche ,per dimostrarci quatoincerta dubbitoſaſiala
uitahumana, effendo inarbitrio di trefeminelle posta, dellequale l'unalo Stame
della uitafila , l'altra l'innaſpa ,& laterza lotronca,chesonogli effetti
deluiuer nostro naturali, fonolaſcorzadicotalfauolaartificiosamentedifcritti.
Il parto anticodegiganti,cifacomprendere la ruina diquegli
intelletti,liqualinatidelle uifcere terrene
feccioſt,hannoaridredimeſcolarſiconle diuinefusta ze,&raffrontarsi
conDio,gonfi&fuperbidepropi honori ingegni, di maniera,ched'effereà Diofu=
periori ,argomentano.Etfinalmente niunoatto,niund operatione,niuno effetto
puòfarela uitanostra , che fotto iluelodelle poetichemenzogne nonſi nasconda.
lequalihannocomeperloro propi certißimi priui leggi gli animi
ritrareàſeperlodifideriodi intender cofe nuoue.Oltrediquestofelamateria il
comporta, armareuno effercito, metterei granRe inbattaglias RAGIO. e I coprir
la marina dinauilij,nonmeno àſpauento delle Nereide, che à terrore deglihuomini
accendere lefan guinofequerre, ilcielo, la terra,e'l mare in pochiuer fi
restringere,donne, donzelledifiori dighirlan deincoronatedifcriuere,gliattide
glihuominidigra doingradodistinguere ,stimolare lifonnacchioft, affi dareli
timidetti,accendere alle uittorieglianimicorag giofi,ritrareli
preſontuoſi,piegare,&muouereglio= tinati,tranquillar gliturbati,punire li
uitiofi,&con premi, con lodemandaralcieloil nomedegliec= cellentifatti.
Maſopratutto in questosono da eſſere li poetilodati,che con tutto cioche
eßicofealte&gra ui dicano,con maggior dilettodel philofopho il fanno, fi
comequelliconpiu grauitad'eßiil ueggiamo fare, oltrea cio tuttiegualmente
coſiſaui come indotti dilettare,queſti con l'artificioſo ritrouamento dellefa=
uole,quelli con la midolla,chedrento dellefintionifi co tiene.Etper dire
delpoeta,che noipiuch'altri habbia motoltoà dipingere,il Petrarca dico ,
infinite coje egli appreſſodi jeritiene,lequalieſſendo uditeſempli
cementepaionomenzogne,pojcia con dritto &Jano occhio uedute portanofecouna
ampia &infinitatesti monianzadelfuo ingegno: ſpecialmente parlando de
gliamorofiauenimenti,miracolid'amore addomanda= ti,nondimenofanamente intese,ne
miracolisonone me rauiglie,fi come è quello, » Talhormiafſale in mezzo a i
tristipianti » Vndubbio,comepofſſonquestemembra ” Da lo spiritoloruiuer
lontane. Percioche effendol'amante,ſicomeliphiloſophan ti dicono,nell'oggetto
amato trasformati,uiuononegli oggetti inſeſteßimorendo : ilche faeffer uero
quello cheeglidiffe,lofpirito uiueredallefue membra lontano questo
stefſſofaanchora effer ueroquello chefidice,l'a nimadello amantenel diuiderſi
dall'oggetto presente partirsidalui, ſeguir lacoſa amata.ilchefifaper= cioche
ilpensiereſeguendol'oggetto,fa parerel'huo دو 22 morestarJanzauita
,&fanzal'anima, che l'ingom= bra.ilchefidiffe là, >> Largataalfin
conl'amorosechiaui L'anima efciedelcorperſeguiruoi,
Etconmoltopensieroindififuelle. Auegnadio cheil dilettodiuederl'amatadonna al
largaleuieperladolcezza dello amante , che allifpi riti uitali,& animali
danno ufcita: ilche fa l'anima con ilpensierefuggirſenedallo amante , que pochi
difpiriti,che rimangono ,ſmariti perlaperditadell'a nima, perilperderedelloamato
oggettos'attrifta= no:laqual tristezza alghiaccioperle jue proprietafi
raßimiglia, perche agghiacciarsifidicono lifpiriti,on defilegge, >>
Maglifpiritimieis'agghiaccian poi, >> Ch'iueggioal dipartirgli attiſoaui
>> Torcerdamelemiefatali stelle. Ilchefpeßißime uolte diede occafione al
poeta di chiudergli occhi uedendo laſuadonna,accio che l'animafuggedoperla
dolcezza dell'oggetto amatono'l دو دو دد دد laſciaſſefreddo &fpento,
Lohetemodelcor,chemisiparte, Etueggiopreſſo ilfindellamialuce,
Vommeneinguisad'orboſanzaluce, Chenonſaouesiuada, pursiparte.
Vn'altracosadiconogliantichiphilofophi, chel'a mantenonamatoſipuo
addomandaremorto deltutto insestesso, &muodiimperfettauita nello amato og
getto : auegnadio checolui ,ilquale riamato ama,due uite proua deltutto
poßibile &uere: l'und uiuendo nell'oggetto,l'altra dell'oggetto ,che uiue
in eſſo lui. ilche é cagionetantodi beneàqueſti,quanto ditormen to
àquelli,ilqualequantofiagrande,& dinoia ca= gione ;teftimonianza
rendonoquelleuoci delpoeta,le qualidelſuo cuoreparlano, „ Hors'ioloscaccio,
nontroua in uoi „ Nel'exilioinfelice alcunfoccorso, دو >>
Nesastarfo'l,negir ou'altriilchiamas Porriaſmarrir ilſuonaturalcorſo.
Quafidiceffe iochenonpoſſo altroue uiuer che in uoi, uoifdegnandoch'iociuiua;
potreidel tutto re Itar, morto . ilchenon meno artificiosamente che con
grauedottrina fudetto.Altreuolteeßihandetto l'a= manteinuecedelfuo
cuore,cheeglialtronde nemanda formarsi nelpetto unaimaginedellacofa
amata,laqua= lein uecedelcuorefſostiene l'amante,onde nonpera: il ches'intende
rispetto alla cogitatiua , laqualedi nien= te : PRIMO te altroconfidera no
all'oggetto difiderato,onde ilpoeta, 69 penſa adogn'hora,che d'intor= २, Mapoiuostrodestino àuoipur uieta L'eſſer
altroue,prouedete almeno >> Dinonstarſempreinodiofaparte.
L'amoreguidardonato,chenoi riciproco addoman diamo,unmiracoloproducetale,
chel'amante nelpen faredellacosa difideratainquellatuttofi traſformadi maniera,cheegliinse
steſſo morendo,uiue nell'oggetto il cuore dell'amante cedendo all'imagine della
co= Ja amatainsestessoconceputa , nell'amatorientra, fa delfuo efilio piaceuole
uendetta ,in quanto che le fiamme,ondeegliarde, tormentano parimentel'og= gettoamato.Laqualmerauigliafoloha
luogo ne gli amantiriamati,de quali el'amor reciproco ne l'uz دو دد כס no
&nel'altro,ilcheper quelle uoci leggiadramente dalpoetaſegnatesicomprende,
Quando giugnepergli occhialcorprofondo, L'imagin donna,ogn'altraindiſiparte, Et
leuirtusche l'anima comparte, ›› Lafcian lemembraquafiimmobilpondo, >>
Etdelprimomiracoloilſecondo ,, Nafcetalhorche lascacciataparte >>
Daſeſteſſafuggendoarriua inparte → Chefauendetta,e'lſuo efiliogiocondo...
Questoſteſſomiracolo amoroso èmolte uoltedella pallidezza negli
amanticagione,diche nerendonote stimonianzaquelle uoci, che le precedenti
ſeguono, » Quinci » Quinciinduouoltiuncolormorto appare, Percheil uigor,cheuiuiglimoſtraua,
Danißunlatoèpiulà,douestand. Etaltroue, ,, Volgendogli occhi almionouo colore,
Chefadimorterimembrarlagente. Il qualeeffettoquo comportare lauita 1 l'amor
nello amante inſiemeſanza ,ueruna contradittione : auegnadio che gliamanti
uiuonone gliamati ogget= ti , inſeſteßimorendo, ondeilpoeta ,inperfonad'A more.
" Sicomei mieifeguaci difcoloro, Einunmomentoglifo morti&uiui.
Un'altra merauigliafoffre amorehauere nefuoi feguaciluogofouente,che
l'amanterimirandola don= naamata,ficomeella lui,perla conformezza delle
pellegrineimpreßionifatte nell'anima , nelsangue nefpiriti uitalidell'uno
&dell'altro, tuttele uo= gli&pensieridella donna comprende,& la
donna quelledelloamantealtresi .Lacagiondicioſempremi perfuafieſſerela
trasformatione dell'amantenello ama to,
&oltreàciòlaconformezzadeloropenfieri:on= del'animapergliocchi ſcoprendo
gli affetti fuoi ad unoadunonelle rapresentaaldifuori , nonaltramen=
techeſed'uncristallo traluceßono . ilchelasciò ricor= כל datoilpoetaperquello, cheediffe,
Poi chenoftrouedereinme rifplende, › Comeraggiodifoltraluceinuetro ; »Basti .
Bastidunqueildefiojenzach'iodica. Laqualcosafucagione chegli occhi fenestre del
l'animanostrafufferondagli antichichiamate, per effe 71 reminiftri
&apportatoridellepaßioni &moumen= ti dell'anima al di fuori, nondimeno
, eccettuati gli amanti,non è neceßario,cheſempre gliocchi &iluol
torendinodelle interne impresioni testimonianza,fl comefilegge, >>
Etcofiauien,chel'animo ciascuna >> Suapaßionfotto ilcontrariomanto »
Ricopreconlauista horchiarahor bruna. Matratuttigli eßempi ,che della
trasformatione degli amantifipofono ritrouare , &dique fpiritel= li cheper
gli occhi loroeſcono entrano mentregli loro oggetti contemplano,unoueneha,
ilquale non Sanzaifconciodelpoeta,gline duenne,bauente forza di mostrarui ,
quantoin fimili cafi habbinodi potere leimpreßioni portatedal lume de
glioggetti amati pergli occhidegli amanti. Conciofiache,natural menteparlando
,ſi ritroua ,non pur loamantehauer preſo qualitafpiritalepergli occhilasuadonna
gua tando;maetiandiocorporale:diche uncaſoneraccon= ta ilpoeta,che eßendo laſua
donnadell'unodeglioc= chifuoi offefa ,il poetala uidde , &comeeradifuo
costumefiſſamente guatandola preſenell'unodeſuoi,
permezzodellepellegrineimpreßionidafpiritelli por tati,quello steßo
accidente,cheera in lei ,st comefi uedeinquelleuoci. Che daldestr'occhio,
anzidal destrofole : » Dellamia donnaalmio destr'occhio uenne Il mal,che
midiletta, ১১ دو non midole. Questa cõformezzadi diſio è
cagione d'un'altro miracolo che lo amante beneſpeſſoguatandolacofaa=
matadiuienefimilenel comprenderea gli angeli del cielo,ouerointelletti
diuiniche uogliam dire : liquali l'un l'altro fiintendono merce diquell'occhio
mentale, ilquale nedi lingua,nedifauella diuto ricerca,ondees fiueggonſi
l'unl'altro li lor inuifibili penſfieri,ilqua= le
effettouagamenteeſpreſſeladoue il poetadiffe, Conobbbi allhor,fi comein
paradiso Vedel'unl'altro in talguijas'aperſe Quelpietoſopensier,che
mainons'erſe, >> Mauiddil'io, chealtrouenonm'affifo. Ilquale effetto per
alcunamanieranon ſeguirebbe, ſenonfuffelafimiglianza &conformezzadelloaman
tecon l'amato,ouer la trasformatione . Ilche chiarofi
rendeperquellochealtrouefilegge. >>.Nelfondodelmiocuorgliocchi tuoiporgi
Atepaleseàtutt'altri couerto. Merauigliofißimo équello,che hannodettogli an
tichimaestrideſegretinaturali ,gli amanti diſiderofi delmorire nell'atto che
eßi compiutamente ueggono gliogettiamatipreſentifarsi allamorteuicini ,poſcia
perlagioia,cheſentono diſouerchio rimanerinuita, >>
Ma'lfuonchedidolcezzaiſenſilega >> Co'l grandefird'udendo effer beata, L'animaaldipartirpresta
raffrena. Quest'altradistemperatezza pruouano nella lor uitagli amati
chel'uncontrarioaccrefcielaforzadel l'altro, unfimigliantel'altro
perdeſouente.ondedo uendoconlelor donneragionare,lauoceagghiacciata دد
nelpettomanda parolein manierafredde &fpente, cheapenapoſſonoefferintefe,
Ond'ionon puotemaiformarparola Ch'altrocheda meſteſſofuffeintesa,.. ›
Coſim'hafatto amortremante&fioco. Vn'altradiſaguaglianzaſentono gliamanti,
per= che nesdegni &orgoglidelle lor donne,mirando in effefentonfi
,trasformare, quando inghiaccio,quando inmarmo, quandoinaltraforma: ondefi
leggeap preſſoil poeta di Lauraparlandotuttauia, >>
Poquelloinmechenelgran uecchioMauro >> Medusaquandoinfelcetrasformollo.
Etpocodipoi >> L'ombrafuafolafailmiocor unghiaccio Etdi
biancapaurailuifotinge, » Magliocchihannouirtudifarneunmarmo. Lascioanchora
stare infinitialtri miracoli,onde la uita degliamanti è piupiena,chedi stelleil
cielo, ò di cocchiglij li marinilidi : fi come il uiuere di doppia morte ,ilmoriredidue
uite , il morir uiuendo,il ui= uermorendo, il riderpiangendo , il temere
ardito, il : gelarardente,ildolceamaro, l'utiledanno,ladubbia
ſicurezza,l'infidofostegno ,il caderfido , il chiaro e s dubbio,
l'occultofapere, iltacitogrido, il loquacefi lentio, ilgiustotorto,
lasdegnoſapace, ilfidelingan no,lalibertaferuitu , l'utildanno ,
l'amaroconforto , lidolciguai , gli amicheuoliodi ,le perdonatriciuen= dette,
il freddo ardore , la timida fperanza, ilueder fanzaocchi,l'amaraltruipiuchela
uita propria, il perdersesteßoper ricercaraltrui ,iluiuerdidoglia,
ilpiangercantando,lo stancoriposo,ilchiaro disho= nore,ildannoſo
guadagno.Aqualifeguonodi dictro queglialtripensiero ingrembo ,uanitate in braccio
, fuggitinodiletto,fermo affanno,dubbia fpeme, breue conforto,penitenzadoppo
leſpalle,lunghierrori, ui fionfallaci,falfe opinioni, torbida confuſtone,
ragion pigra, &follecitofurore:dellequalpaßioni&foffri mentila uita de
gli amantièpiupiena, chedi fiorile campagnenella primauera,
òd'arenelimarinifondi : laqualcosa,comecheil poetauerißimoamanteſi fuße,
ilfecetantedellefue carte lasciardicotescecontradittio
niuergate:ondefileggepertutto.-- L'amarm'èdolce, utileilmio danno,
E'luiuergraue. Quantaariadalbeluiſomidiparte Cheſemprem'eſtpreßo&filontano.
Sentoamorfid'appreßo, Chedelfuoproprioerrorl'alma s'appaga.
Ouiuamorte,òdilettoſomale, » Comepuoitanto inmes'iono'lconſento? " Si
lieuedifauer d'errorfi carca; : Ch'imedeſmononſoquelchemiuoglia. دو " 72
Ettremoàmezzaſtateardendo iluerno. Ch'ipiangol'altruinoia&no'lmiodanno,
Etciecaaljuomorirl'alma conſente. » Cheprò,feconquegliocchiellaneface >>
Diſtateunghiaccio,unfocoquando uerna ? ---Questahumilfera un cordi tigre
òd'orſa, Ch'enuistahumana,e'nforma d'angeluene, Inriſo,e'n pianto,fra paura
&fpene Mirotafich'ognimiostatoinforſa. Nonpuopiula uirtufragile&stanca
Tante uarietatihomaifoffrire Che'nun
funto arde, agghiaccia,arroſſa,e'mbianca. » Etudiſoſpirandodirparole, ...
Chefariangirimonti, starifiumi. Lequal contradittioni ſecondritto occhioferanno
uedute;farannofeded'unainfinita, &ia ,&fe= licecognitionedelpoeta, non
altramente lifuoi leg giadricomponimentirendendouaghi ,diquellochefac
cianoleſtelleil cielo:ſi comequeglialtriteftimonian zanerendonoaltresi. »
Veggio,penso, ardo, piango, &chimisface. دو " دو "
Semprem'einnanzipermia dolcepena. Cofiſold'una chiarafonteuiua. Moueil dolce
&l'amaro,ondeiomipaſco. Unamanſolamiriſana &punge. Milleuolteil dimoro
&millenasco. Amormifpronainuntempo&affrena, » Affecura
&fpauenta,arde, agghiaccia -- Gradisce sdegna,àfemichiama &scaccia.
Hormiteneinfperanza & horinpena. Dolce&acerboch'ipauento, bramo, D'amor
tragge indiun liquido fottile Foco, chem'ardeallapiu algente bruma.
Dolciire,dolcisdegni, dolcipaci, Dolcemal,dolce affanno,&dolcepeso,
Dolceparlar, dolcemente inteſo, Pien di dolce ora, piendi dolcifaci.
Macom'piumen'allungo&pium'appreſſo Et perfar miedolcezze amare&empie.
Sottobiondicapei canutamente, E'nhumildonna altabelta diuina. Etquebegli
occhi,cheicorfannofimalti, » Poſſenti àrischiarar abißi ¬ti, Ettorre l'alme à
corpi darle altrui. Questi affetti o distemperatezzede gli amanti, ſo noquelle,
che ficomeuidißi,fannoparere li poeti bu ui giardi,per efferfuor dinatura
&àſeſteßi ripugnan ti . Liqualinulladimeno inteſi dirittamete,fannopiuto
sto della miferia degliamāti,chedelle mězognedepoe ti fedechiarißima:fi
cõenõrincreſciědoui , questialtri agiugnerò,liquali alla memoriahora
miſoučgono. دد 5 Innobilsangueuitahumil&queta, Etin alto intelletto un puro
core, " ১১ Frutto ſenilein fu'lgiouanilfiore, E'n
affrettopenſoſoanimalieta. Etunattocheparlaconfilentio..
Puofarchiaralanotte, oscuro ilgiorno, E'lmelamaro, addolcirl'aſſentio,
Sappiailmondochedolce ela mia morte..... Diquebegliocchi, ondeihoguerra
&pace Chi micuocono'lcoringhiaccioe'nfoco.
Lietepenſoſeaccompagnate&fole Donne,cheragionando tteperuia. Indi
manfuetudine,&durezza, Et attiferi &humili&cortefi, Forte
egualmentenemigrauanpesi, Nel'armi miepuntadi sdegnifpezza. Arda,òmora,
olanguiſcasun piugentile Statodelmiononèsottolaluna. Sidolce è delmioamaro la
radice. In dubbiodimio statohorpiango,horcanto, Et temo
&fpero,&inſoſpiri &rime Sfogo'l mioincarco,amor tuttejue lime
>> Vſaſoprailmio cor afflittotanto. Constil canutohaureifattoparlando 77
ر » Romperlepietre, pianger didolcezza. Conquestefifattediſcordanze ad
unoisteſſo termi ne anderannolefintionidelli poeti amanti , mentreef= fiin
unpuntofentirannodagliocchi delle lor donne millefoaui dolcezze meſcolati con
altri tanti amarißi mi affenzi:ilche cagiona inloro tutto di, paura , ardi=
re,dolore,dolcezza, fpeme,timore, pallidezza, rof=
Sezza,manfuetudine,furore,uolere, &diſuolere . O quandoeßidiconoſe
àguiſadifarfalle andar dietro à quellochegli arde:quandoseaquileallume deglioc=
chidellelordonnefifanno , &talhora alcigno,&al lanotio'a,
&adaltroanimale uannoſiraßimiglian= do. Oquandolelor uociperpiagge &
monti can= tandon'anderannoprouocandoapiangerglialberi, i fiumi,leſelue,
&leoccultedeitadellaterradelordă ni,ficome rallegrarsi& riderede
lorripoſiquelli stef fi. Similmentequando eßidicono paſcer il cuore de
fofpiri,di lagrime ,nodrirſi tutti e pensieriloro ef= ſereſaetteacutißime,il uiſodellelor
donneunfole, il defirfoco,lafperanza unſprone,lagelosia unfreno, iltimore
unghiaccio , ildisdegno unoincendio, lalor uitaunanauesipenfier
remi,ifofpiruenti, le lagrime pioggia,l'irenebbie,l'error
&l'igonranzafarte, gliamatiogettitramontane,&porti . O quando eßi
diconoeffereffronatidalla uoglia ,guidati d'amore,
tiratidalpiacere,traſportatida l'uſanza,& lufin= gati,beati effer
infogno,contenti di languire, felici d'abbraciar
l'ombre,uaghidiſeguirl'aure,nuotare in profondo &cupomare,folcarne l'onde,fondarnell'a
rene,ſcriuerneluento,uagheggiar il Sole,cacciar con
buezoppounafuggitiuadama,effer cicco nelſuo bez neprontonelſuodanno,mercar
lagrime, &doglia, languirdolcemente,arderdalunge&agghiacciarda
preſſoportarnelfronte lifucicordogli impreßi,far leggidell'altrui
uoglieàſemedesimi,etcangiarfiinun puntodipiucolori . Oquandodellelor donnefauellando
&fcriuendo dirannoquelle eſſereangelidalcie loinformehumanediſceſi,gliloro
capelli,diranno eße rehorad'ambraterja,hora difinißimooro ,la fronte lucente,
digrauitadifpenfatrice,gli occhi stelle del= lepiufcintillanti&chiare
legotematutinerosecongi gli ò con neuemescolate,ilnaso di bella&uagamisura
Sanzadifettoche gli s'oppona,la picciola boccahora al minio,hora al cinabro,
tal'hora àcoralli ,& ru binetti orientali andera agguagliando, lagolaalleco
lonnedifinißimoalabastro , ilsoppostopettoal bian= comarmo ,lepopelline àipomi
acerbi&crudetti,la perſona allepiu belle &immortal dee,lemaniàcinque
perle d'oriental colore , il caminare all'andamento delleformedel cielo
,pienodigrauita &magnificen= za,&finalmenteniunapartedirà eßereſenon
bellißi ma&commendabile.Oltrecheeglidirà le chiomeef ferelacci &nodi
strettißimi, onde ilſuocuorerimaſe in liberta d'altrui,gliocchi dirà
accenderfiamme ar= dentißime,la bocca traledolci perle mandar paroleat
teàfpezzar ifaßi, arderlaneue, & aguifadi quelle diGiofuefermar ilfole,quelleall'harmoniadefuperni
giriindolcezzaegualirendendo:legotedira hauerfor zadi raßerenar ilcielo,et
imprimere nell'aria unadol ce&foauequalitaamorosa,lemanilanciardardi strali
pungentißimi,&portar millefafci d'impiagati cuoripreda,il petto eſſere
d'amore,di gratia ,d'hone= sta,difenno,di ualore dicostumiun fonte,pieno di
Jaggietaltipensieri,tutte l'animede mortalialla contemplationedellecelesti
bellezzeritiranti,& finalmen teognipaſſofarfiorirep le sterilpiaggie gli
acanthi piuuaghi, lerosepiuodorate:niuno atto,niuno mo uimento estimando
effer,senonè dilettoſo,dolce, dileggiadria infinita pienonellaſuadonna ;nella
cred tionedi cui,dirà le stelle & ilcielo &glielementi ef ferſt à
prouaaffaticatiperfarla nõ altramente chefpec chiodinatura, ò eſſempio
dellemaggior bellezze che maifi uiddero,ò testimonianza delle ricchezze del
cie= lo:&efferſi co'lfortunato parto dilei tuttele ſtelle
benigneaccompagnate,& difperſe tutte quelle,che
dellemondanefciagurefonoministre,&difpenfatrici ; ondealmondopiuchiarolampo
di uirtu &dimeraui gliane ufciffe,&inpocofpatiofi chiudeßono , costu=
miangelici,beltanaturale,habito adorno, regalnatu ra,intellettoangelico,anima
chiara,uista pronta, oc= chioceruiero,prouidentia ueloce, altopenſicro,genti
lezzadifanque,defiod'honore,gratia ,fenno, destins ualore
,leggiadria,arte,natura,&uirtufopranatu= rale.Questa diraegli ßereunsoledibellezza,un'an=
gelodi costumi, unfonte dileggiadria,unmard'hone= Stasuna idea deluiuerbene,uno
eßempiod'Iddio ,un Specchio dimarauiglie, unafcalachealcielo ci guida
unaphenice orientale diincomparabiliuirtusunſeggio d'amore,unachiaue
d'amorofedolcezze, un albergo digratia&cortefia,un ricchißimotheſoro,un
termi nedeglihumanipensieri,un candidoarmellino di puz dicitia un porto
deglihumani naufragi,una tramontana dell'amoroſe tempefte,uno ogettodituttie
beni, unmiracolo dell'etànoftra,un mostrodinatura,un pe
fodegnodiVirgilio,etd'Homero,un contrastodi bel lezza
&d'honesta,unafiammaoltralebellebella,un
Sostegno&colonnadeglihumanipenfieri, unultimo sforzo delcielo di natura
,&finalmenteunabelta Sanzaeffempio. Molteuoltelipoetiamanti, per isfo
garelaforzadiqueldefiocheſentono,&perfpiegare ipregidegliingegni loro,
diranno,licaresguardide lelordonneefferedi tal forza &ualore,chedellalor
dolcezzauengonoàfpezzarsilipiurigidiscogli,l'ac quecorrenti &fonore
atacere&fermarsi, ilcielod rallegrarsi ridere,la nottedi torbidaferenißima
di uenire,gli alberip alcunapiaggiapafſſante inchinarſele perriuerenza,la
terradaſantiueftigitocca d'ogn'in= tornodigigli etdi roſe
uermiglißimafiorire,li boschi piupienid'animalidarſi che perl'innanzinonſoleano
euenti,allhorachecon maggior sdegnouannoperl'a=
riaguerreggiando,alloappariredelfuobeluiſochetar filegrottepiuriposte
&herme da puriraggideſuoi begliocchiqualitaprendendo diuenir lucentißime,
l'on demariueconmaggiorforza dacontrari uentipercof ſeinunmomentotranquillarfi
,gli augelletti di mera= uiglia starſenefu l'aliſofpefiet pendenti,
acendo,lefie repiucrude &feluaggie,qualalsuono dellacethara d'Orpheoplacarſi,altenoredelledolciparolediplag=
giainpiaggiaſeguitādola,gliangelida lor cerchimo učdofi,uenir adascoltarla
pmarauiglia,ilfolefu'lmez fI το zogiorno la statefarsid'inuidiapieno,piudolci,
piu uiuiraggiin lei ſcorgedo, ognicosa delmõdo uedědolafarfegnodi
stupore&d'allegrezza.Quelli Steßi l'animo rivolgendo alleſciagure et
trauagliloro diranola loruita nõefferaltro,cheunbersagliodell'a moroſejaette,che
in eßiuengonoper l'empiemanid'a morelanciate.Horadaloroprendera ilpoeta nome,
poſciacheeglilefue uogliejempreuerdi &stabili por ta:Hora di Cigno
animaleàlui fimigliantißimo pche con il cato àpocoà pocoualàſuauita&le sue
ango= fcieterminando:Horad'unſaßouiuo &sbigottito,s'a uienecheallaſua donna
auicinandofi vin leirimiran= doučga,nonaltraměte cheſeilcapodi Medusahaues
Seueduto,in durBima pietratrasformato:Hora d'un
fiumerapidißimo&fonante,hauendoallo abbõdeuole
humoredellelagrimerisguardo,chedagl'occhiglipio
uono:Horad'unaJelcedurißima,hauendo rispetto alla uitafeluaggia
&ficracheegliàguiſaditroncouatra hendo,Horain
unuago&folitarioceruo,perrimem branzadiquella ardentefete , alfonteditutte
ledolz cezzenelcostrigneà correr tutt'hora uelocißimamen te.Hora nell'acquila
reina degli augelli ,forſe ramen tandosi diquellaarditafperanza ,laquale di
primie ro uolo tant'altonelrileua che egliperloſole stem= prandol'ali,
qualIcaro uieneper l'aria cadendonel maredelleamorose angoscieadeffer
inghiottito . Ho ranella Phenice , fpetial merauiglia dello Oriente ,
percheegliconpari accidenti nella piu alta cima de suoipenfieriſottoeraggidell'amatoſoleardendo,piu
chemaiuago &ardito negliamorofitrauaglirina= ſce:Hora
allefontidell'iſolefortunate ,poſcia cheegli uiuemorendo &muor uiuendo:
Horaadunaferrata naueper l'indianomarepaſſante,laqualeda glinafco fiscogli
uienetra l'onde ingozzata quello stesso inse medefimoprouando,ilquale
perlomaredellelagrime trappaſſandouienedalliduriorgogli dellafua donna nelfondo
dellemiſerieſommerſo.Altreuolte eglian=
deradicendoſeeſſereloHelitropio,cheraggirando al foledegli occhi amatimai
prouaun'hora di tramißio neafuoi rivolgimenti.Dira lafuauita non eſſere altro
perauenturacheunastanca naue, colmad'oblio,paf= Santeperafpromareſullanotte il
uerno , fra Scilla Cariddi,alcui gouernoflede ilfuonemico,coremi
depenfieri,conlauela da ſempiterni uenti di ſofpiri
combattuta,ſottopioggiadilagrimare&fortuneuole něbodisdegni,con
lefarted'errore, &conignoraza attorto,lontanodalla Tramontana delporto
incer to. Diraſeeſſereilferrodall'indianapietra moſſo .
DiraſeeſſereAtlante,poſciachefi grauiſomefoprale miſereſpalleſoſtenne ,quale
èilpesodegliinfinitiſuoi trauagli&penfieri.Anderail mal uolante Icaropro
uerbiando , che delle create penne raßicurato diede perl'aria losfortunato
&pocofeliceuiaggio , quafi comeſe l'alidellefuefperanze haueſſeprejo,
nonha= verebbecadendomiſurata l'altezzadel cielo ,&dato nomealmare.
Infinitewolte pensando allo cadere di f 2 Phetonte,dira uolere eſſere stato
nelli steßigiornial mondo, auegnadiochecon lacopia degli humori,che dagli
occhiglicaggionohaurebbe potutola terra di Secca&arfaimmantinentefatta
diuenire uermiglia et fiorita. Egli Eolo Iddiode rabbiofi &sfrenatiuapo=
riandera fupplicheuolmente pregando,chequelliuo= gliaraffrenare,che
dalſuojofpiroſo petto uengono tutt'hora portati.Tal uolta argomentaranon
effereal trolofuocuoreche unafeluafoltißimap limolii stra= liàlui
perl'empiemani dellafuadonnalanciati.Al= cunafiata anderalaſuadonnadifurto
grauißimodan nando,nonsolamenteperhauergliinuolatol'anima lepartimigliori,diche
eglileggiermente l'afſſolue,ma conat perhauertoltodueſtelle alcielo, lo
fplendoreal jole, rolle li penfier casti Jaggi all'anime beate,le paroleà gli
angeliſanti,iluiſo à Venere, loJembianteàGiunone, la destrezzaà
Minerua,l'oro,l'odore & le per= o Cobrodile all'Oriente,niente in lei
naturale proprio lascian inni; do,chel'ire,&li ſempliciorgogli.
Similmentela ſuauitadiraeſſereungiardino incolto quale co'ltornaredellauaga
sterile, il odoriferaprimauera, tutto uerde &fioritoſidimostra,poſciachein
effo lui fimileufficiofannolidolciraggidell'amatadonna, la=
qualecongliferenisguardidefuoi begliocchitutto nel rended'altipenſieri etdi
tranquille uoglieripieno fiorito. Perquestacagion isteſſa l'amatadonnaaljo=
lediraeſſerefimilißima :laquale comperatione èpiu d'ogni altranelle bocche de
poetiamanti ,ilchefafor= fe 85 ſeriguardandoallaſemplicita Gunitadellaſuadõna,
PRIMO. laqualefola&fimplice,codolciraggidellefue bellez zeredealletenebre
di luidepeſterijuoi infinitofplen= dore:Horadirachesia unafierafuggitiua
iſnella, poſciache allefueuoglieſempre rubella &fugace la
comprende:Horaaduntranquillo &ficuroporto,per eſſere lofperatoriposodeſuoi
lunghiuiaggi: Horaal l'indiana pietra come àuerißima &primiera cagio=
nedeſuoiſommergimenti:Hora ad un bafilisco,che co
ilmortalißimosguardoilpocofperto rimirante bene fpeſſoancide,
posciacheegliguatandola dolcementefi muore:Hora adundiamante,ella ueggiendo
nonaltra mětepiegarsialsuonodefupplicheuoliprieghi diquel lo,cheeglififaccia
allepercoſſe del martello : Hora perl'iſteſſa cagioneaduno immobilescoglio,
effendo di taledurezza;che neper pianti & lagrime , che egliſparga,puo
rallentaregiamai ilfreno degliostina ti orgogli:Hora adunricco &generoso
palagio di bellißimo tetto d'oro ,difinestre lucētißime, dimura alabastrine, in
ogniparte diſe felicementefornito: HoraadunaPhenice,parteallaeternita delſuo
grido pensando,partealla incomperabile bellezzadi lei, la= qualeàjemedesimasola
onoaltrui raßimiglia:Hora adunafieraconuocehumana, cacciata da due ueltri,
poſſente àraccenderdiſeGioue nel cielo :Hora ad unanaue con lefarte diſeta
&la uela d'oro,d'auo= rio&d'ebenocontesta ; Hora adun'alberoegualed'o
dore, diperfettioneàquellidelParadiſo:Hora ad f 3 und unachiarafontanaſorgente d'unſaßo, &acque
fre= Schißimeconfoauemormorarfpicciante :Horaadund
bella&leggiadra&penſoſadonnacontrasestessa bu mile,
&incontrad'amore anziſuperbettachenon, in biancauefted'ororiccamente
fregiata caminante: quandoinunaforma, &quandoinun'altralaſuadon
naàguiſadiProteo mutando &alterando,cirende ampiateftimonianza degli
effettid'amoreconperfet= to drittogiudicio:liqualiperciocheſono ueri&da
gliamantiprouati;perquestonondebbono macchia= redi mentitoreil nomedelpoetaper
alcunmodo . Et postochemenzognefalfißimefußero ;elle nondimeno
nonhannodaeßereimputatealpoeta comepoeta ,ma Solamenteinquanto amante . Percio
che amanti dico nodiſentirequeste sifatte diſcordanze nelli lor cuo=
risondelapenadellamente afflittaseguace , ne manda aldifuori
nellecartemillerimepienedifuocodi ghiac cio,di paura,d'affanno,difperaza,di
ftratio, dimorte, di pianto.Chequeſti tuttiſonode gliamanti come
amatipriuilegi,difarmatiandarſicurı, ingõbratid'or
goglioandarhumili,lietißimiſconfortarfi,tranquillißi misturbarsiguerreggiatihauerpace,
immobilimutar figiacědo interrap locielo uolare,tutto il mondo ab
bracciarenullaſtrignedo,prigionato uiuerin liberta, anciſo
nosentirangosciaſanzaochi ueder lõtano,ſanza
uoceparlare,bramosodimorirchiedercoforto,ſeſteſſo odiadoamar
altrui,paſcerſid'affanno,etdidoglia,co mefußeilmaledellaſusuita dolcißimo
nodrimento . Questi affetticofifattiſonodegli amanticomeamanti PRIMO.
madapoeticantatigentilmente parteper giouare&
parteperdilettarefcriuendoſt,chente eßihanno per costumetuttelecose alla uita
humana appartenenti di fare. HaueaquesteparoledidirefornitoM.Sperone quandoilBarocci
&M.Paoloſopradiquestamateria ragionando ,doppol'hauerſidimoltecofequando
dal l'unaparte, quando dall'altra jopradi questofatto dette,s'accorferoche
ilMacigni piegato ilmentofopra delpetto ,dormiua,ondeciascuno
auedendosidiciofor risealquanto , rachetaronſitutti immantinente. Il
qualenonguaridoppo riſuegliandofi,&leuando la testa s'auidde,che eßi il
rimirauano,onde diffe,la dolcezzanonmenodelleparolediM.Speroneche del=
lamateriadalui raccontata, mihadi maniera fopra prejo&uinto;che
iohoramiaddormentai,& unfoa uefonnomibaueane gliocchimandato. Forfeuoleud=
teinferirelanota il rincrescimento,riſpojeloSpea roneimmantinenteal Macigni,
csere stato dellamia digreßionecerca allipoeticagionedelnostro addormē
tarui,poſciachedouendouiiodimostrarediquantagio ueuolezzaſialaphilofophia
alloſcriuer bene, ui con= dußiàuederelaphilofophiaeſſeremolteuolteſcompa=
gnatadallelingue ,&lipoeti noneßere buggiardi e maioneluerotestémeneueniuo
ladoueioera gia fa buona pezzaafpettato.Dico dunque che,se bene ui ricorda
sioui dißitutti eprecetti,ondegioual'orato re&ilpoeta,eſſere è precetti
moraliouero intelletud= f 4 lili lizliqualidi neceßitaſiprendonodalla
cognitione del= lecofe diuine &humane.Ilche eßendo ui domando
comepotrannogli oratori et ipoetiilfine loroeſſegui re,fanzala
cognitionedellecofe &diuine&humane? certoin nifſfunmodo.Effendo adunque
la philosophis cognitionedell'une l'altre ;non mipotetenegare,
chenofacciademestieràdouereſſeralmenoinqualche parteinteſadachiunque
intuttelelinguefperadifcri uerbene.oltre che(laſciando
tuttel'altrelingue&del lauolgarragionando)lecojedi Dante Aldıghieri
delPetrarcatutteſono d'altißimiſegreti diphiloſo= phiaripiene,tuttediprecetti
moralietintellettuali me= ſcolate,come iopotreitutteleuolte dimostrarui che
eglifaceſſe di miſtiereet questo intuttele lingue cõue
nirft&starbenemiperfuado.QuiuirifpofeilManu= tio,be
m'haueteperfuajouoiM.Speronetaphilofophia eßereneceßariaalloapprendimento dellelingue:percio
chetuttelecose,chenoiſcriuiamo ricercanounafalda etintieracognitionediuarie
cofedinatura,lequaliuoi diteconoscerfidalla philofophia ,ma nonueggioper=
ciocomenonſipoſſadire lofimigliantede l'altredot= trine arti oltrelaphilosophia
. Chepercheeſſendo leleggipartedellaphiloſophiacome tuttiaffermano , uoidiceste
nonhaguari , uoihauendo dettola philofophiaeffer neceffaria perſcriuer
ottimamente, quelloſteſſoneuerra( s'ionon mi inganno ) delleleg= giſimilmente
&cofidiremmo della Theologia , &di tuttel'altre,lequali trattando
dicofe ò diuine ò humane,parecheſottolaphiloſophiaſicontenganoper l'i
steßaragione,ò cheto leuostreragioni non beneinte= fi.Oltrechenoiueggiamoeffer in Dante &nelPe trarcadimoltiluoghi
nonmeno diphilofophia pieni , ched'altre arti difcipline,comeſonoquelli che
hora mifouengono nelPetrarca. Mapercheiotemochefarebbeunuarco دو
Dipiantoinpianto,&d'una in altra guerra ; Diquadalpaßo,cheanchormisiferra,
” Mezzorimangolaßo &mezzo il uarco. Etaltroue. LaffononàMarianon nocqueàPietro
Lafede,cheàmefoltantonemica. Etinquelluogosimilmente, Nellastagion
che'lcielrapido inchina VersoOccidente, che'ldinostrouola >>
Agentechedelaforſel'afpeta. InDanteinfiniti qua &la ſparſi ſene ueggono
quafiin ognidifciplina:ma questi duieffempiperhora basterannodifouerchio.
Ondel'humanafpecieinformagiacque, Giuperſecolimoltiingrand'errori
FinchealuerbodiDio difcender piacque. V' lanatura,chedalſuofattore
S'eraallungata,unioadfe inperfona Coll'attofolodifuo eterno amore. •
Etquell'altro doueeglidiße, Nellaprofonda&chiarasubsistenza e fs »Del'altaluceparuemi
tregiri Ditrecolori d'una continenza, د د " Etl'uno l'altro come irida iri
Parearefleßo , e'lterzopareafuoco, Chequindi&quinciegualmentefpiri. $
QuiuiloSperonemezzosorridendo diſſe, queſtoe altroM.Paolo,chela dolcezza
dellemie parole ,fi come teste diceua il Macigni,perciò che uoi mouetedub bida
rifuegliar Endimione,piuchedarenderfonno a gliocchinostri:
&fecoſiperauentura haueſſe fattoil Macigni
;iomipensocheilſuoſonnononfarebbe cost dolceſtato,chente glidice:ma uoglio
nondimenoche uoisappiateeßermicarotuttauoltache ioragiono,che
ciascunochem'ascoltaſanzariſpettodica lafuaopenio= ne .
Perciòcheiosonoilmaggiornemicodella adula= tioneforfed'ogni
altraperſonacheciuiua : che perche anchoracheioalcunacosadifenda ;non stimoper
que= stolemieparoledouer effere l'Oracolo d'Apolline, ò lecortine di Cuma
,auegnadio chenoi tutti huomini flamo, &tanto ageuolià errar difouerchio ,
quanto noile nostreforzepiudeldouutostimando,diamotro= pocredenza
allenoftreopinioni Mauenendo alledu= bitationiuostre,dicoche bene mi prouate
tutte l'arti tutte le difcipline poter dare alla eloquenza nonſo che
dipiucognitione &ornamento,ma non neceßita peralcunmodo.
Inquantochelacognitionedelloſcrit toreòdiproſa òdi uersoquantofiepiu
grande,tanto daraalleſcritturé maggiorfpledoreetriputatione. che quelli
nonfaranno,che null'altroſaprannoche laphi= او lofophia &l'artedeldire.Et
dicendole leggi eſſere parte della philoſophia, è ueroincotal modo,chele
leggisonoradicateetfondatenellaparte moraledilei:
manonſegueperciò,chesicomelapartemoraleè gio ucuoleper
loſcriuerbene:cheleleggiqueſtoſteßo fac cianoanchora. Etquesto
auienepercheleleggi han= noallargati&latiqueterminicheſoliper la mo
ralecierano basteuoliper lofcriuere. Maquella am= piezza&accrescimento ,
checi uienper leleggireca to, noncigiouaperalcunmodo,anzidalfinedella eloquenza
ciuengonoſeperandotuttauoltacheperleleg giintendiatequeuolumi &que
libricoſt ampietgră dichefuronodagliinterpretiſcritti.delliqualifottrage
dogliamaeftramentideluiuer bene&ciuilmente,nien tealtrohaueretefatto che
tolto lepretioſe gemme del lamoralphilofophia, naſcoſenelfango dimolteciancie
lequali non altramente campeggiano lorbene d'intorno diquello chefaccia
un'anello dipiombo ò di ferro adunfinißimo &oriental rubino.Questi
precettidi copurißimi, ſemplicißimi , &fantißimi,& diniund pece
macchiatibauretedalfonte della moral philofo= phia,intrepartidistinto , chesono
l'Etica,la Politi ca , &l'Economica d'Aristotele: lequalileggendo du
bitareteſe Ariftotelefupiu leggista,chefacerdote, piu Sacerdotecheprofeta,
&piuprofeta,che miracolo di natura . Quandouoipoſciadella Theologiaargomen
tatechefianeceffaria,perciochedicoſe humane &diuine ragiona ; ui rifpondo
che no,inquanto con la Theologiaconprincipi &fondamenti ,&conclufioni
dalle philosophiche dißimigliantißimefauelia , anziſe iodiceßi che
contrarie&repugnantiſiſonodeltutto; non temereid'errarfouerebio. &percheegli
uifi di= moftri, lasciando gli infiniti eſſempicheſe ne poßono adducere;
prenderemo qu llida uvinel Petrarca inDanteſegnati,non uipare che lasciando
anchora Stareleintierefententie, nonſienoquelle ſemplici uoci Pietro,Maria Fede
all'orecchiedephilofophanti ne miche,che uoi diceſte ? lequali nonaltramente
fprezza rebbe d'udire ilphiloſopho;diquello cheuoifarestele
fauoledalleuilißimefeminelle raccontate d'intorno al focolare :
&perauenturasisdegnarebbenon altrame techeseuoigliuoleſteperfuadere cheilcapo
d'Ence= ladofuſſe in proportionecorrispondentealcorpo della Formica.
Oltrecheeglidirebbe, noicredendo quello cheDanteneprimiuerfida uoiraccontati
lasciòfcrit= to, effereopinionepiumonstruoja &spauenteuole,che l'aspetto di
Cerbaro odiThiſiphone, che Iddioilqua leèunafola ſemplice
&impermutabileeffenza, do ueßeper cßereperſonalediuijoin padre,figliuolo ,
amore, cheil uerbo incarnatosi neluentre d'una
Verginefanzacarnalconcupiscenzaueniße a termina reladependenzadellanaturahumana
noperfonata,la qualdependenzaella ritieneconefſſouerbo , permez=
zodellafigliatione( &perdonatimiſequestinovi ter= miniuòfingendo
àmiapoſtain cotal modo)detta dalliTheologirelatione originale.Ilchefa molto
benene il padrene l'Amore,àqualisifattarelationenoncon= uleneterminare
etadempierequella dependenzacheto dißtperalcunmodo.Anzisdegnatofidella nostra
ofi nione, conalto gridodirebbe,ſciocchi cheèquelloche uoicredete & miferi
iltantoſeguirele perfuafioni del uulgoche uigioua? uoi errate , uoitorcete
dalla ue= ritauostra perfettione&fanita,per daruiin preda della bugia
imperfettione degli animi humani, grauißimafebre dell'immortal uostro
intelletto :alqua leuoiporgendodicoſifattemenzogneilueleno,difem
piternopluchemortale etferignolofate malgrado di uoidiuenire:maninconici
bestemmiatori della natura, bambicheuoifiete. &udendo appreßo la contin=
genza,chenoicrediamoeſſere in Dio,la cognitionede particolari,lapellegrinatione
di Christoper amorno Stro nelmondo,il peccatodelprimopadre,ilpartofan tißimo
della Vergine,ilmorire,ilritornar inuitapoi chefumorto, l'andar
incielo;riderebbetanto, che Scoppiarebbe nonaltramente,chefuceilfauoleggiatogi
gantello,uedendo la Simia calzarfi.Manoipieta pren dendo dellafux mifera &
ostina a openione diremmo, noiconlumeſopranaturale esceleste effer fattidi tut=
tequellecosecapaci,cheeglifalfißime riputana , stol= to,cieco,uaneggiante,
maninconico nelfangodella lordanatura attuffatto etſommerſodeltutto,falfißimo
istimado eſſere il credere ilmodo eſſereſempiterno,l'a nima nostra unafola
etfemplice in tutto ,gli angelinö eſſereſottod'unasteſſaſpecieingrannumero
multipli cati,Iddiononoperare contingentemente,& hauere dellefolefpecie
contezza,eſſeredifinita poſſanza, & nonpotersi lasua
eſſenzacomprenderſt,per diftintio= nedi treperſonepartitamenteefferdiuiſa.
Questa lite difcordia maggiorchenonfuquella,chedel chaos ilmondoallageneratione
riduſſe,&piu mortale di quella chefutra Cadmo &gliſeminatı děti;mainon
uerrebbe àpréder tregua,maiàrapacificarfi,seilphi lofophoda
lumeſopradinaturaingombrato,nonuenis Seadifcrederelifuoideboli, natural
principi, à cui eglifigrande & fiferma credenza uiene porgendo Etperquesto
conchiudo chepoſtoanchorachelaTheo logiadellecofediuine ragioni,
&piuueracementedel laphilofophia; nondimeno ella non portaconficoquel lo
stretto&neceffario nodo,che alla eloquenzafadi mestiere, qualelaphilofophia
conuiene.Auegnadioche àl'oratorepuobastare una cognitionedellecosenatu=
rali&femplice:neuipenſateche iouoglia l'oratore
ogniragionamentocheeglifara, ogni parolacheegli netrarraaldifuori,fiapiena di
queſtioninaturali ò diuine ilchedicendofochealtro nonfarebbe che un met
terelatestad'Atlanteal corpod'unmezzanohuomo: madicoui, l'oratore ,
&ilpoeta douer una cognitio necoſiſchietta&sempliceritenere dellecofe
alla phi= lofophiaappartenenti,lequali egli tacendole mostrera difaperle,
oltredi questogli ferannounaguida norma,ondeeglipiuuaghe&Jodefententie ne
dirui, maggiorfpledoredoni à tutto quello,ondeeglifcri PRIMO. we
òparla.Sicomeueggiamo unoeccellente & accor= todipintore con l'aiuto
delpennellofingere nelle pure femplicifuperficieun corpo rikuato, &perforza
dell'ombrependentein maniera,cheà chiunqueil mi
reradaraadintendere,chelarghezza,lunghezza, altezza ritenga,
nondimenoſemplice&ugualepiano Saradiueroparlando . Medefimamentel'oratore
vil poetadeonointuttelecosepresupporre quella dolce, Soaue
cognitione,nonaltramete lor propriadiquel tocheſieno le stellealli giri del
cielo,loſpiritoàcorpi, ilporto alle naui , lalucealgiorno, l'humore all'ac=
que,&lafaluezzaalloinfermo . Laqualcognitione nonè
altro,chebase&colonnafermißimadell'eloque za,neruodegliefordi,sostegnodella
narratione, ui= tadegliepilogi,lumede gli effempi, fortezza de gli argomenti
,ſpiritodelleconfutationi,guidadegliotti mi concetti,difpenfatricedelle
regalfententie,&final= mentemelefoauißimo &gratioſo condimentodi tutte
leattioni ,chealuero&perfeito oratoreappartengo no.Nemaiuiddi notteſi
ſerena&per moltestelle lu= centißimeuaga,nemaipratonella primaueradifiorifi
riccamentefregiato,&teſſuto; quantoferena,Guaga riccamenteornata direte
eſſer l'oratione di colui,il qualehauracuradirendereleſueſcritture
talische& giouarpoſſonocon lagrauitadellecose dette, &dilet
tareconladolcezza delleparole,eſca, nodrimento, refrigerio questadell'orecchie
etquelladell'animo no Stro. Stro.Macomeuoidite infinitiluoghi inDante
ritro= uarfisliqualiſemplicephiloſophia addomandarſi poſſo no ;riſpondoche è
uero,ma nondimeno auertite,che quelle talcofenonjono per l'intendimento della
lingua altramenteneceffarie diquello,cheſienole uoci France Je,Alemane,
altreBarbaredaluiconfuerime acco pagnate. èuerocheper la cognitionedi que
luoghifa dimestiereſaperle,manonquanto allalinguaToscana:
Laqualefemplicementeuiene conosciutada chi legge,in tende, offerualepurißimeprofedelBocaccio&del
Petrarca laleggiadra Poefia.EtperdirediDate;egli
poteuaJanzadubbiocofid'altramateriaconquellestes Jeuociquandoàlui
fufſepiaciutocantare,comedi quel lafifece:dicheforsenefu cagione
l'eſſerepiudottophi lofopho, Theologo,cheſoaue rimatore:ondetrafpor
tatodall'affettionehebbe piucuradi dire liconcettinel l'animocomprefi,chedi limare, &polire lo
ſuo stile, renderloinperfettione maggiore,ficome ediffe. Etnoneraanchodel
miopetto exausto L'ardordelfacrificio,ch'ioconobbi Ilfolitarioftato,accepto
&fausto. Checontantolucore & tanto robbi
M'apparuerofplendordentr'àdueraggi; Ch'iodißi ò Helioschefigliadobbi. Succeßedi
dietro àluiil Petrarca,huomoſingo= lare diuino,nelqualetuttigli affetti
dellegratiepor ferouirtudifaperequale coſaeradadire,onde poteffe tuttigli altri
rimatoridi quetempi, anchodefuturi fecoli PRIMо. 97
fecoliduanzare,&qualeſidoueſſe tralasciarein di
fparte:ilqualetemperatosidaquel defiderio, cheha=
weacoſtdistemperatoſouenteloſuomastro ,la philos
fophia&l'altreſcientieapparòdimaniera;che nello feriuere,copiofo,gioueuole,
maturo &grauenelren deffe,manontaleperciòche nonfuſſedagli huomini
piudolceporta stimato , cheſeuero philofopho,tanto
pludalloscriuerephilosophicamente ritenendofi;quan toDanteneera stato piudi
luiambitioſo:maper lo contrariofifueglidellalinguauago,quanto M.Dan= tepocoamore&pocacuranehaueuadileiconceputa.
Nondimenoquellecose, chenelPetrarcadiphilosophia uedrete ſegnate, tanto
piubelleſonoda chiunquele confideragiudicate, quantopiuconla loro gratia
raritariſerbanoreputatione&odoredinonſochedi uinogiudicio ,alquale
pochißimi ſonoarriuatiò per dirmegliode nostripoetiniuno.Oltrechemaiperco
Sadifficile&ofcuradirailPetrarachepura schiet tanonfia,
&adombratad'unanatiaproprieta,laqua lein ogni tempofidimostra candidißima
alliocchi di quellianimichenelamiranotutto dolce,tuttofoaue, tuttofelice&gratioſonelmirarete,nonduro,magra
ue:nonfeuero,mamaturo :non rustico,maciuile:non fpiacevole,maſoaue:
nonambitioso,ma temperato; nongonfio,maalto:nonphiloſopho,maſententioso :
nondimeſſo,madolce , &inognipartediſefelice il miroquandoioil leggo.Lagratiainluifpira,piouo
nogli dottißimiprecetti;abbondanolemoralfenten 8 tic, RAGIO. tie,germoglianoi coloriamoroft, fioriſconoin
lui le ſcielte &belle uoce:finalmente niunoè,chenonsappia
ὁnonveggaleggendolo, in luicomeinchiarofpecchio lauitadelpiuperfetto &
intiero &fingulare huomo chemaifulſe,la modestia,l'ingegno,ladottrina ,
&un giardinodi gratieſempreuago,ſempreuermiglio, ſemprefiorito. Ma
lasciando anchora starele lodidi questoleggiadro,&gentilepoeta,lequaliper
cõto che àmehoranon molto importano, ritornadoallaphi loſophia uidico,non
efſſere cotanto ilmouimentoal cie 10,loſpirito alle membra,ilſepolcroà
morti,ilporto al letrauagliatenauineceffarioet propio,quanto ècoſtei
àcoloro,che diſcriuere gětilmenteet uagamentes'affa ticanointuttelelingue .
Conquestaveggiamo leco= ſenonuifibile,tocchiamole impalpabile, udimole non
fentibile,gustiamo le ingustabili, &futiamo le non odorabili,fiamodella
primiera cagione ,che èIddio ottimo &grandißimo, comprenditori,ſappiamo in
chemanieraſonolecosediuineal gouerno delle terre= neordinatamente preſcritte :
ueggiamo l'ordine del fato ,della prouidenza , &della eternitadelleſeconde
cagioni :diuentiamo contemplatoridiquelpunto indi= uifibile, dalqualecon
moltiraggicotantefpeciedi ui= tenelfenodellamadre Natura rilucono:horalabellez
zadiluiconfiderando,horalagiustitia,horalapro= uidenza infinita, inſiemeco'lmouimento
decieli , co'l lumedellestelleforme , conglierroridellefette uagan
ti,conl'ordine,proportione ,& harmoniadi tutte, infieme 1 . infieme,
co'lgenerare&corrumperdegli elementi, وو conl'eßerdellepietreſolo
&ſemplice, co'l uiuereac=
crefcere,etgermoglieredellepiante,co'ljemplicefentir
dellemarineconche,co'lſentireperfettoetnobiledegli altrianimali ,
finalmenteconlo intendere, &fa= pere ,&uolerdegli
huomini,termine&fine delle operedinatura, doueellaperuenutafiriposa, met=
tefilentio, &comefidiceſuonaàraccolta,nientepiu oltreprocedendo. Maqual
cosa èdimaggiorforzas qualepingrande, &piu stimata, &dinostra natu=
rascheil ritrouarefra il numeroditanti &fi diuerfi
buomini,chenoituttodiueggiamo,uno,ilquale pof= Saperſeſolobasteuolmente fare
tutte quellecose,che noiueggiamo apenafareàgranfaticale migliaia?O quale coſa
èpiudolce&piucaraad eßer udita,che unaorationepienadiſaluteuoliprecetti ,
ornatadifen tentiegrauißime,colma d'ammaestreuoli ricordi alui= uerhumano
appartenenti,ricca diquellecose, chefan= nogl'intelleti nostriseperarfi
dalleterrenefustanze,et conl'alidelpensiero andareperlo cielo àfuo liberouo
lerepenetrando?Ouero qual cosafu maiueduta piu poßente&piu lodeuole,che il
placareli moumenti ciuili,comporre leperturbationipopolareſche ,la re
ligionedegiudici, & lagrauita d'un Serato andar mouendo
,&ciònonconaltromezzo ,checon lafor zad'unaornata &leggiadra lingua ?
finalmerte qualcosa fiuiddemaifi grande,fi liberale&magnifi
ca,cheildareaiutoàfupplicheuoli,mouer fperanza g 2 àgli , àgli
afflitti,recarſaluezzaàmiferi,liberarequestoet quellodagraui
,&ſopraſtantiperigli, &conferua= reglihuomininelle caſeqerpatrie loro ?
Checojapiu neceſſaria aluiuer humano che ildifenderelecitta,le propriecafe,
&l'isteſſe uitenostre ? perche noi nonpotiamo(mercediquestonoſtroſecolo
tralignan= te)cofifpeßospiegareipregi dellaeloquenza nepubli
chiSenati,qualcosafipuopenſare piudolce,piu foaue
piuhumana,cheunraggionardimeftico etfamiglia re,degnodilodein ogniluogo et
tempo?colmodiquel Ladolcezzadicheglianiminostribeneſpeſſofinodris
Scono,nellaguiſachehorafacciamo.Perciochein que= sto piuchein altro ,doue
allebestieſoprastamo ,ſo= gliamoauanzarloro, &eſſeredallaloronaturadißi=
miglianti ,in quantochenoi raggionarpoßiamo , quellecoseandar efprimendoaltrui
che negli animi nostri dimorano,ilchegli altrianimalinefannonepos fono. Ilche
eſſendo,chi dira che noinon habbiamo daaffaticarsi coogni
nostropotereàsforzarsid'af feguirquella,ondenoinonmenoſiamoàglialtri huo
minifuperiori, di quello chefianogli huomini isteßi allefiere ? Etper
diretuttoquelloche ioneſento,qual forza,qualuirtufipuopensare,che fia stata
cagione dipoterglihuominiper leſelue ,&per lidefertiqua lafparfià
guiſadibestieſanzalegge,ſanzacoftu= me,&fanza
religioneinunluogoraunareinsieme et dauitafeluareccia ,&ferignaàcostumi
cittadineſchi gentiliandartrahendo , allecitta recarelefan= tißime PRIMO. lof
tißimeleggi,li feuericostumi, &tuttel'altrecoseal
uluerhumanoappartenenti,eccettoquest'una eloquen zapostainſiemeconla
uaga&gioueuolecognitione dellanaturadituttelecosediuine mortali?Maquel
locheèpiu,qualcosasipuopenſare,che piudeldiuino
meravigliosoinſeſteſſacontenga,chequella, onde
noihuominilasciandonelleuaghe,&gentilcompoſitio ni
larimembranzadellauitanostra,ſiamoneſecolifu turida infinitialtri conosciutiletti
, nonmeno per uaghezza&fodisfacimentoloro,cheà noſtraſempi=
ternalode?certoniuna.Ilperchehoggimairitornando
oueiouilasciai,potetegiudicarequellocheiodello stu
diodellaphiloſophiaſentad'intorno alloſcriuerbene. Quiuiilconteàmepare M.Paulo,diße,
chemoltofex testatofacilenelconcederechela philofophiafianeces
fariaallalinguahauendodettoM. Sperone cheniuna coſafipuodirepernoi,chesteabene,
noneffendoda lacorda dal'archipenzolodi queſta coſi pronta, ifpedita
giudicatriceapprouata.Hora dicocofl uagliami il defiderio,&la
riuerenzach'io tengo alla ucrita)ch'io coſi aſſolutamente no'lconcederei .
Oltre cheioſochefi ritroverannoinfiniti non chemolti di
quelli,liqualiaffermando l'oratore &fpetialmente il
Toscano,delqualesiragiona,douereßere intuttel'ar=
ti&disciplineammaestrato,dirano laphiloſophianõ
efferepiuchel'altrecognitioni àlui neceffaria &pro
pia.Maquellodouerfiaddomandareloquentechepo= trainognifpecie,in ogniforma,
&inognimaniera 83 dicoa di
cognitione gentilmenteragionare. Ilche(ficome'io estimo ) nonèfarepiul'oratore
&il poeta philofo= pho,cheTheologo&leggiſta, o Mathematico; ma
ugualmenteintuttelecognitioniammaestrato . Que= sta ragione,penſatoci
alquanto,che uoi ditefignor Conte,rifpoſe incontanenteM. Sperone,èstata con=
fideratada mepiuuolte.Percio cheeſſendogia due an= nifainquesta terra il
Reuerendißimo Cardinal Bembo infiemeconMonsignor Cola,& M.LuigiAleman
ni,huomo,comeſapete ,gentilißimo, &incofi fatti Studidallafuafanciullezza
nodrito ,miricorda d'ha= ueruditofare questo ſteſſo argomentocheuoi diceste
inſiemecon di moltialtri appreſſo:de qualiparea che fidoueßelaphilofophia
nonpur lasciarin difparte, mafuggireſommamente comenemica &repugnanteà
potereageuolmente afſeguireilfinedellaeloquenza, delloſcriuerottimamente:
inarbitriodiquellilaſcian= dola,chetuttodiuannoperleſchuole&perlepubli= che
coronedeglihuomini mormorando Sillogifmi , gittando argomentifraledita . Maio
neluero non Sonoſtato( dicheneringratiolanatura ) cofifacileà credere ,che io
habbia mai potuto perfuadere àme Steßo coſiſciocca &strana opinione,chente
equesta: anziudendo laforzadelleragionidette;mimerauiglia uomolto,cheuolendo
l'auttor di quelle ſchernirelo studiodellaphilofophia, moſtrauanelloſcioglierelera
gion contrarie, nell'ordirleſueunagrande &am= piacognitionedi quella,maio
altro nopēſoeffercagioz nedi 103 nedicoſifatto errore,che ildifiodi uolerepiu
toſto PRIMO. allepropieopinioniprestar credenza , &lasciarsi tra
fportarepiudalla affettionedinoi steßi ,chedalle ue= rita. Mauenendoalle
ragioni uostre fignor Conte, ui dicochela cagione, ondeſtache
giouare&effere ne ceßarialaphilofophiadißi &non coſi l'altredifcipli=
we, èperche elladitutte cose comunqueuili , &co= munqueperfetteragiona
,lequalinondimeno alpoe ta&all'oratorefannodi mestiere: ma l'altredottrine
nonapportanoſecoqueſtaprontaneceßitachedelle co Separtitamente &nongeneralmente
fauellano :difcri uel'Astrologoilmouimentodelcielo,gli afpetti,etgli
accidentidelle stelle,parla ilgeometra dellemisure Spatij ,fauella dei
numerietproportioni loro,l'arithme
tico&ilmuſico,tenzonanoleleggidellagiustitia,met tonoinquestione
eCoſmograpisila diftintione dell'u niuerfo ;macomelaphiloſophia dico;unaſcienza
intendo,laqualetuttele coſe, &humane&diuinecom=
prende.Ilchefaquestaeßerealloſcriuerbene opportu
na,&nonquellechenoifignorConte ciproponefte.
Maquandouoiditecheuolendoformareunoſcrittore
fecondoilmodochehauetedettouniuerfale di tutte lecofecapace&pronto
inragionared'intornoàtutte lecose,cheallhora nonsolamente laphilosophia; ma
tuttel'arti &tuttelediſciplineuiferannorichieste,ut rispondocheèil uero
tuttafiatacheuoineluogliateta le,qualeformò Craſſoper la bocca diCicerone :ma
uolendalo,comeionelricerco, ottimo&perfettonel saperdirenelletrefpecie
oforme d'oratione,chefone ladimostratiua,ladeliberatiua , &lagiudiciale;fo
lamentequesto&nonpiuintendo effergli neceffario. quellochedell'oratoreui
dißidel poetaaltro tantointendo,nonuisinegaper questocheegli hauendo tuttele
dottrine del mondo(chentediſopra uidißi ) questotalenonſiaincognitionemaggior
deglialtri, chequelcotantononsapranno,Etperritornaralmio propoſitouidico,non
effercoſapiurozza&materia le,niunapiuschifeuole&stomacoſache
lamoltitudine delleparolegonfie &ornateſanzafplendore d'alcuna
uiuafentenza, laquale & uaghezzaet alimentoleren da.
Ets'alcunodiceſſeeßerenell'oratore nel poe= taalcunefentenzeloroproprieet
naturaliatteàpoter ornareleuoci&leparoleſanzailuoler ricorreread
alcunaarteouer difciplinacome àfacra ancora;riz
fponderei,cheſonooueroàcaſouenute nell'animo di chiunquel'uſa,
òcheſonodaluiindustrieuolmenteap= parate, douese con industria ſerannoappreſesegli
d'al trouenonlehauraraccolte chedalfonte uniuerfalißi
mo&abbondeuoledellaphiloſophia: &ſeàcafosme
ritera infinitobiafimo:auegnadio cheniunacosa èpiu Sciocca °nadi
riſa,niunapiudallanostranatura differente,&nemicaàcolorochetemonolegiuste
rez prenfioni de glihuominiaccorti;cheilfauellareàcafo quellocheàgran pena
potiamo penſatamente andar 4 efprimendochestea bene.Hora cheècolui, chenon
fappial'oratorehauernella linguaunagrandeetqua fiina Rinfinitauirtuſopraglianiminostrinelplacarelep=
turbationi,ammorzargl'incendidel mortal odio, quello stessoraccenderenenoſtri
cuoripiacendoglisol trediquestomettereet leuarelepaure,raſſerenaregli animi
torbidiconfortare,etimpaßionarlementi,affida re disfidare gli animi? lequal
cose comefara egli giamai,ſenoncinquello studioeſſercitatocheàconoz
fcerelanatura, laproprieta ,laforza il potere, ilmouimento, &lecagionidi
moueregli animi ap= partengono?certonon mai :oltreche moltefiategli
uerraoccafionedifcriuereòragionard'intorno(come infinite uolteueggiamo )
allanatura d'Iddio,allapieta allaconcordia , alla amicitia , allagiustitia,
alla tem= peranza,allagrandezza,&maggioranzadegliani
mi,&quellocheèpiu,all'armoniadelcielo ,alle Idee, alFato, allaprouidenza,
alla religione,alla immortali tadegliintellettihumani,eta
coſifattecoſetuttodiper lebocchedegliottimioratori ,&perlepennedefaga
giſcrittori mouentißi . dellequali coſiil Toscanocome ilGreco & il
Latinonepuofauellare,&contantoor namento&uaghezzadiuocianchora,contanto
fplen dore,&lumedifententie, finalmentecontuttique
priuileggi,cheall'altrelinguefuronoconceduti . On=
demirimembra,allhorach'iouidißichediquesta maz teria in cofifattoluogoſtragionò
dinanzial Cardi= nale,d'hauerlo udito affermare questa stessa openio=
neconfalde&tenacißimeragioni; M.AluigiAle
mannieſſeretuttoacceſoetriscaldatoſu'lragionarne, 8 s anchora / LIBRO 106
anchorachealcunifiritrouaſſonoàqueſta tentionepre ſenti, alliquali parea , che
nonſi poteße dar ad inten= derequasta pura &ſemplice uerita . Percioche eßi
diceano alcunopoter ritrouarſidi tantoingegno &di taluirtu ;che tuttili
precetti ,cheal bene ſcriuere benragionare uolgarmente appartengono,ſopra met
ter inoßeruationeſanzahauermai alcuna coſa udita dintorno alla cognitione
dellanatura & delle nascenti cose:fi comefi uedenello ſcriuer
famigliarmente, nelle orationi , fpecialmente in generegiudiciale fcrit=
te,&nellefauole,historie , nouelle,chentiſonoquel ledel Boccaccio
,&altre compoſitioni fimiglianti . Douemiricorda, che ilCardinale
àcofifatto dubbio togliendoil nodo riſpoſe, che erapoßibile poter iscriz uere
lettere , &orationi, &fauole, historie, nouelleſanzacognitione di
philoſophia ueruna,ma che laſcrittordi quelle nonſarebbeperòdiquellaforma et
perfettionecheſi ricerca : auegnadiochediquell'orato reò poetanonfi
ragiona,ilqualeconlauaghezza delle paroleſolamentediletta&piace ,
madiquello etian= dio,checonlagrauitadellefententie, & conla pro= fonditade
ibuoniſentimentiſommamente gioua. La= qual rifpofta anchora che
uerißimaſiſia,&uenga alla dubitatione togliendo il corſo ;nondimeno,seben
uiricorda quelloche iodißidiſopra ,ſignor Conte ne ghereipotereßere,chealcuno è
lettere,ò nouelleàd'al tracosafimilefcriuendopoßaſanzala cognitionedelle cofe
afſſeguirequellaperfettioneche egliricerca . Per cheionondißichelelettere,leorationi,
107 tutti gli altricomponimenti debbanoeſſerepienidi precettiphi losophici
:ilchefarebbeunuolerfarel'oratore efferphi lofophosemplice &nonoratore, ma
inteſiche à uo= lerbene tuttelecosenella lor materiadifcriuer,quan=
tunquesemplici&mezzaneſiſieno,fadimestieroche loſcrittoreseperatamente
ritengacognitione diphi= lofophia . Etuenianopergratiaallelettere famiglia=
ridoue uoi uedete,che anchora che loftiledi quello fiapiudimeſſo piu baſſo
degli altri; nondumeno qual ècolui ,cheſcriuendo non cerchidiconſeguireal=
cunfine,percheeglialloſcriuerefi diede? horacercan doalcuna efortatione ? hora
eccitando all'odio,horato gliendolo,hora ricommandando,hora racconfolan=
do,horaiſcuſandosi,boraalcuna altra cosa facendo? Doueémanifestißimacoſa,chechiunqueàfarciòsidi=
fpone,cerca diuincere domarglianimi:Ilche come
potrafaregli,nonsapendolanaturadellecose,lafor= za glimouimentiloroinſiemeconle
cagioni ,onde Amouono,onde fi turbano, ondefi placano,ondefi rimettono, in
milleguiſefluengonoduariare?Che Jealcunopotraconlaforzadelſuoingegno tutteque=
Itecoſefarecomeàluipiacera,ſanzahauermai lettoò ueduto alcunafentenza
dephiloſophanti; neluero egli hauradaeßereallanatura obligatißimoperſempre ef
Sendoegliſtatodaleiphilofopho generatoſanzafati= ca.&fanza maestro:ma
confideri nondimeno questo buono oratoreòpoeta moltobeneſopra leſueforze: acciochecredendodire
alcunacoſauerißimaetda ogni contraditionelontananonſiapiufalsa,cheilaceramen
tidi Scilla , & l'antico falto di Phetonte. Si come quelloàcuiuennediftodi
metter nelleſuerime quella Jentenzadeperipatetici,ondeeßi dicono tuttele cofe
naturali naturalmenteeſſereadunafola operatione in dirizzate, &quellecheſonodiliberouolere
effere di tuttelecoseindifferentemente capaci,miferamente
conſommainfelicita&biasmodiſſequestefifatteparo le ,parlandotuttauia
delfuoco. » Eglinaturalmentehauendoilmoto >>
Versoleſtelleinquelcerchioripoſa, -- Che dalla fredda Luna èmen rimoto:
Mal'animogentil, cheadognicosa Mobilepernatura,fi rivolge
Aquellaparte,ch'epiudilettoſa. DoueseilToscanoſcrittorehaura opinione diuo
lerdire quelle cose,chead altro studiofonoapparte ciuili, nenti,ſi
comeàuolerquistionare delleleggi naturali, dellegenti,dellaguerra,della pace,de
magi Strati, degliuffici,&dellegabelle ; diròinquelcaſo, cheegli
ètenutoricorrere allefententiediquelli, chefu ronoin cotalidiſciplineſcientiati
, oueroàconſeglio di quellicheleſanno . Costhauendoeglidaparlare indi fenfione
è inaccufationedichisi fia,ſpecialmente d'un proueditored'alcunacitta
òprouincia,ſifaeglidi mes ftierecheegli alla cognitionedeluoghi,depopoli;
dellecittacost marinecome terretri ricorra. SeneSex nati allapresenzadellegraui
orecchiedimolti, ò diun 109 Monarca, hauradamostrare laforzadellalingua, ipregi
dellaeloquenza; nondiròmaicheeglinonhab biadaprouedere d'unagrande&quafi
infinita cogni tionedi leggi di coſeciuili. Medefimamenteuolen
doeglifauellaredelnumero delle stelle,dellagrandez= zadella terra,delle misure
de corpi,dellaſcienzade inumeri ,delle indouinationi,delle interpretation de
fogni,dellamagia, finalmentedellecosecheallareli gioneappartengono,libero
arbitrio , predestinatione, gratia,chiauipapali,diuifionedellediuineperſone,fa
cramenti,&altre cosifattecofe;confeſſodouereaquel leſcientie riportarsi
,chehanno ditrattar questefifat tecofèperlorofine,oueroàquellicheleſanno. Per=
cheioſemprehostimatoeſſeralcunearti à quelli pro=
priefolamentechehannofpeſotutto iltempodella lor uitanellointendimentoloro, lequalisonodallo
scriue= reft diuerſe, comedelleprofe remotißime & differen ti.
Malacognitionediquelle cose , chefa& opera lanatura,miparetanto all'oratore
&alpoeta con= forme&propria;chel'unodall'altroſeperandoaltro
nonflachel'animadalcorpo, &lo spiritodal cielo andartogliendo. Hora ioforſeditroppouigrauoco'l
miolungodire,&ditroppoardimento migiudiche= rete,poſciachequestecose da me
raccontate no tutto hogginarrando, non meno rincreſciendoui conlalo
rolunghezza,cheoffendendoui inuoler cofi pronta 1 mentedi
lorofauellare&quiflionare,comecheio uo= leßi LIBRO 110 leßi fermamente
giudicare cost efere, & persua derminiuna altra ragionein contrario
diciòpoter= fiordire. Maioboggimaitacendomidoad afpetta= re,che uoi
meglio,giudicathe come giusti& legi= timigiudici lamiatentione,aggiugnendo
la doueio perauentura fia mancato . Niuno giudicio potete afpettaruoi,cheper
noifidia M.Speroneriſpoſe il Barocci , eccetto che coſi ècome à puntofententid=
ste: necoſamifaprei, peruerifimile chefuße, incon= trario recarui ,
&perciochemai fu la ueritaal ue= rorepugnanteperalcunmodo .
Tuttauiasequest'al= tri ,checifono,haueßonoſopra delle raccontate co=
fealcundubbio;potrannoageuolmente addomandare quellochelor uerraà destro .
Incontanenteà questo dißeil Conte,per certoniuna coſa da dubbiarem'e rimaſa ,
&quando benealcunace nefuße;il fole é hoggimaiinclinato afſfai;
ondefarebbemeglio quan dodaraggionare alcunacosa restaſſe ,cheella fuffeà
domani inquesto steßoluogo &à queſt'hora d'hog= gi differita.
Questeparolefeceroleuar latesta in= contralefinestreàciajcheduno
,&uedendosi ilfoleef ferepocomenochegiunto all'occaſo ,M. Luca Giro=
lamorompendoil tacerediffe , eglinon é dubbio,che delle
cosemolteciſiparanoſempre incontrala uerita, ſenonuere,almenouerifimili, poſcia
che in infinito crescono&germogliano leopenionideglianimi no= stri.
Etchinonſachenonciflaalcunodinoi ,alqua= lenonpiacciafostenerela parteauerfa,
effendo,come Sapete, PRIMO. III Sapete,anticaopenione
d'alcuni,tuttelecoſehauerin ſecomunque uere ſi ſieno alcuna contradittione ? Et
postoche questo non fia , almeno dobbiamo cercare d'eßer altuttodomaniin
questoluogopercheM.Spe= roneprendaoccafionediragionare infimile materia odin
altra , come(non recandogliſiniſtro ) piu glifie dipiacere: &noihauremode
inostripaßi guadagna taunabuona ufura . DiſſeallhoraM.Sperone ; male
procacciarebbonogliHebreiiluiuer lorocofigraſſo et fplendido,fignor
Luca,ſeeßinonfaceſſenodimiglior usura acquisto . Et dicouicheſein alcuna coſaui
può giouare ilparlarmio , puòegli in quanto, che confl= derandolemiefciocche
& bambe ragioni , apparate co'l uostrotacere &modestia,quatoiotorco
daldrit toſentierodella uerita troppo ampiamente fauellando. Et noi,riſpoſe
ilGirello,hauremoàgrado d'appara= redomanialtrotantediqueste nostre
ſciocchezzaM. Sperone,peruedere quanto elle moltodipiuc'inſegna nochelefauiezze
d'altrui. Queste, diſſeilMacigni, tanto piuci gioueranno , &tanto
piuhaurannoda eſſe reudite belle &uaghe ,quantoM.Speronehaura tem
podapenſarciſopra,chehogginonhebbe. Me non ha ueteingannatodi nulla,quiui
traponendofiM. Paolo diffeM.Matheo,percheioquello steſſouoleadir an= chora,
faluoſenoidifouerchionondiſagiamoM rone.Cofim'haueste occupato .. Spe diſagiato
noi , come non faceste, riſpoſe M.Sperone,ch'io fperarei d'ha=
uerinquestamanieraſodisfatto all'obligoch'io tengo conefſſouoi,poſcia checoſi
chetamente&honorata mentem'hauetehoggiascoltato, mercediquellacorte
fia&bonta,laquale èinucinonmennaturale&pro pria;chein
mel'ubidirui,doueiosappiadipoterfar coſache ui
diletti,Fudaciascunoringratiatoſommame teM.Speroneneldirediquesteparole:&
eßendoftdi moltecosetralordetteinquestaconchiuſioneſi rifolue
rono,cheilgiornoſeguente,ſuquell'hora,che quello isteſſo dis'era fatto,
ciascunoſiritrouaſſeincajaM. Sperone,affinedifornireilrimanentediquellecoseche
restauanoàdire,tuttauiacon leparoledafeder leuan
dofi.quandoinuiandosiciascunoversoleſcale,cheinca podellafaladauano
ladiscesaalbaffo,nacqueun ro= moretrail Barocci, &ilMacigni, dall'unaparte,
M.LucaGirolamo &ilGirellodall'altra,seal To=
Scanopoetafußeconueneuolealcunauoltaragionar di philofophia ono:doueM.
Lucaargomentando,chele cofediphilosophiamalpoſſononeuolgaricomponimen ti
tramettersi,mostrauad'eſſereſopradi ciòtutto ris
Scaldato&acceso,aſſegnandoragionifortißime&con fortißimauocedette
,lequalifaceanopertutta lajala rimbombareillorfuono.PercheM.Speroneforriden ; 1
dodiffe, leragioniche uoifateM. Lucafono diuero potentißime,nulladımeno,poſcia
che difauellar doma= ninehauetailcaricoconsegnato;piacemi raccontarui
l'opinionmiaincontradittionediquesto,come placen
doàDio,uoiudireteramemorarui:&fecofiaglial= tripiace;intendo
conſaldıßimeragioni raccontarlaui tripiace;intendo confaldißime ragioni
raccontarlaui prouarlaui. Certo dißeM.Lucaiouorreihoraal cunacosafentirne,cheſe
bene il giorno ha fornito lo fuouiaggio,puretanto uene resta,che alli miçidubbi
potrete ſcioglier enodizne stabenechefatica alcuna in cofifattecofefi
rifuggia.Nofi rifuggia , etragionisi, diffeM.Sperone,sepurecoſiuolete M. Luca ,
onde ui dicobrievementeilpoetaToscano poterphiloſopha redituttele cosecoſi
diuine come mortali, perauen tura,cofiuagamente&ornatamente,&contanta
al tezza&grauitadiparole,comedaGreciet Latini poetifufatto.Etpernonandarui
troppo in lungori tirando,udiretequesti pochi uerſi che il Petrarcadel ſpettato
L'immortalita deglianimi nostri lasciòſcritti.Neldi
rediquesteparole,uolendoſeguitarpiuoltre,uenneun famigliaredellafignoraBeatrice
Pia degli Obizzi ilqualefalutatolo riuerentementegli diffe,come era a= dalei
damolti gentil'huomini in caſa diſua ſignoria ,doue s'haueada fornireun ragiona
mentodellasignoraBeatriceſoprala dignita de gli huominilasciatolafera
auantitralo Sperone,&M. Cardino, Monsignordaſan Bonifatio interrotto.
IlcheudendoM.Speronefece àquelloche uoleaſeguiz tarfilentio ,&fattoſi
recarlaueſte, incontaneteſce ferolescale
&dellaportausciti,tuttiinſiemeperſen=
tirfifattoragionamentoàcasadellaſignora Beatrice s'inuiarono. Finedelprimo
libro. RAGIO. br1 १ . EMPRE maiiomiſoncredu to,Illuftrißimo &
Reuerendißi= S moMonsignore,&hora piuche maitengo per certißimo douer
eſſere,che la eloquenza non deb= bia dalsapere &intendere delle
coſeſeperarfi,nontanto per openion mia, cheſopraciò m'haueßi, quantoper commune
uniuerfal giudicio degliantichi: liquali estimarono tanto alcunodouer effere
ingegnoſo &maestroartefice,quantoegli d'ac costarsi alla perfettionedella
naturahebbepiudestroet potere:Douefiuedetratuttiglialtriilpittore piu di quelli
alloſcrittore uicino,tutta fiatache eglidi pennel
larealcunauagaformafapensiero,cercarcon ognisuo Itudio &sforzodi
ritrarlanenaturalißima, al uero quantopiupuotefomigliante: &inquesto
noistimia mol'unoartefice efferdell'altropiuperfetto,comeche eglidiuerocofifia,
&non altramente . Laqualcosa effendo;hopenjato tantopiudelpittore eſſere di
far tenuto,&ilpoeta, &l'oratore,poida che eßi sono piufaggi&piu
eccellentiarteficidilei,quanto quelli hannodametterelelor operefottoilgraue&maturo
giudiciodell'animo nostro, delpensiero,&ilpit tordegli
occhifolamentefanzapiu.l'unodequalicon ifciolto SECONDO. iſciolto et libero
tracorſodiparoleètenutod'appreſen tarciunaampia&naturalformadiprecettiper
loui uerhumanoappartenenti: fi come l'altro con certa quantita,
numeroetordimentodiuociè tenutoquel Toſteſſodifarealleuolte. Ilche eſſendo ,
come potran nosifattofine afſſeguire, ignorandolanaturadiquelle
cofe,dacuiognifoda&pellegrina compofitioneſidi= riua?da
cuituttelebuone&leggiadreſcritturedeo= nofar ritratto?certo non mai.
Spetialmente quella parte,laquale, alle institutioni del uiuer bene beatamente,
& al metterinquistione cheche ſiad'in tornoallecosechetuttodiſi muouono, fa
di mestiere: perlopoetaleproprieta,gliaccidenti, lecognitio ni,
leuariationi,glieffetti ,lefomiglianze, &le riz
pugnanzedieffecoſehoralebuone &lodeuoli opere facendo, hora contemplando
non purquello che co'l giudiciodell'artefifa ;maquelloaltresi,che daſape=
re&prouidenzadiDiolorfacitore &conferuatore maestrofidiriua:
confiderando gliordini,lecagio
ni&imouimentiloro,&ſopratuttoiuari&diuer
fifini,àchevengonolenascenticoſedalla benigna JaggiaNaturaindirizzate. Laqualcoſaanticamentefe
cecredere raffermare dueeſſereleparti, onde ad efſſa philoſophia
partimento&diuiſioneles'èdata:l'u namoraleaddomandata,
l'altracontemplatiua,que stadell'intelletto è propria,quell'altradellaragione,
et dellavolontanostra .l'unailfare perfuo fine ricer h 2 cd, 2 ca,l'altral'intendere&fapereperſuo
oggetto rice ue: nondimeno &queſta & quella all'huomo, che di
compiutamente bearſi,diſidera conueneuole &richie sta.Percioche &utile,
&profitteuolecoſa èmolto il difender lapatria, offeruarle ſantißime leggi à
prò &faluezzadellecommuni&priuate congregationi, prouocar ilbendi
tuttigenerale, il reggereſomma= mente lapropriafamiglia&finalmente
ilfareſopra dije steſſolaragionedonna &fignoradella uita,fog=
giogarelaferigna&bestialnaturade iuitij,&alle belle Todeuoliopereaprirlauta:ma
gioueuolisima profitteuolß'ma eilfarsiper la contemplationdi uinaſaggio
&intěděte,ornadoſil'animo d'intellettua li uestimenta, e
quellecoſeſapere,che Dio fatte hà, conlecagioni effetti loro,fcientiatißimi,
&inten= dentissimi dituttelecosedimostrandofi:coſa tantopiu
dellaprimieraeccellente, generosa,quanto eilſape redell'operepiuperfetto
,&l'intelletto della uolon= ta piugentile piudiuino .Oraſe loſcrittore coft
diuerfocomedisproſa, nonperaltroſi dicegiouareet eſſerci profitteuole,cheperche
egli alcunabella&ua gacosac'insegna: &eſſendo ogni insegnamento(per
quantoiomi creda ) òd'intorno al conoscere, ouero all'operare;non è
dacrederſiſimilmentetantopiugio uaralcun poeta &oratorequanto laſua
cognitione piularghi ampi &fpatiofitermini, doue si dia ſtende,ricerca?
certoſi.Ilche ci dimostra ampiamente l'uno &l'altro
eſſeretenutod'appararelecosedagli antichi philoſophanti lasciatenon
altramenteànoi,che legittima &comunenoſtraheredita etdituttiglihuo mini
chedaindiinnanzicivengonoſuti generati. Et + questo nonconaltro mezzo,che con
leferitture, no= bilißimo generoso ritrouamento di perpetuaribuo ni
ammaestramenti,iqualiin eßi raunatifoglionoil calle del uiuer noſtro renderepiu
certo menofofpet to d'affai: ne quali , comein lucentißimi cristalli ri=
mirando,uegniamo à difcernere tutto quello che à drento dimacchiato torbido
l'animonoftro ritiene. Perqueſto ueggiamo tuttodi appararſinuoue cofe,
affaticarsimolticosi nellecose,chealfaperefan dibifo= gno,quantoinquelleche
alloſcriuer perfettamentefo= noadhuoporichieste:nonperaltrofine cheperdimo
strareeßi non eßernel mondo indarno, morti uenutilasciandocon l'oßa per uiuer:
con le ceneri in lungofilentio glilor nomisepolti:&perfargiouamě
toàglialtri che verranno doppodi noi,non menolor cari &uiui
parendo,diquellocheà noipaianotutt'ho ra tantiſcrittori, Phenici, Greci, &Egittij,&
Caldei, Romani, e Toscani leggiadri tunqueeßiper molt'anni
&morti&ſepolti cari,qua disa fattiſiſieno .Nonpertanto lebelle &
eccellentifcrit tare,indegneditacere,etuaghe di rinfrescarci ledolci
memoriedepaßati, colafamadiſiderofediſupplire allo accorciamento dellauita,coſiprontamente
naturalmenteci dipingonoleuite di loro che mestiereno cifaalcunodi
uedernelicongliocchidelcorpo,quando àquellidell'animodipiuforza &uirtu
ſienoadogni horapreſenti &uiui.Questa steßa ragioneàmepor fe fperaza &ardiredidimostrarinquestalinguano
uellamentefacresciuta nodritaquantoet alpoetaet all'oratorefi
conuegnailſaperedellecose.Ilcheancho= racheſipoſſapersesteſſo comprendere piu
che glifi facciadibisognoprouarlo,comeche ogni cosa nefiadi eſſempi ripieno:&perla
cognitione che hebbe Dante, Petrarca, e Boccaccio, &nelsecolochefo
praquestifu,deiRomaniCicerone, Salustio, Liuio,
Cefare,Virgilio&Horatio,&innantialoro iGreci pronti
leggiadrimaestriſidelle lingue comeetian= dio delle
discipline&cognitioni;nodimenoàme épa= rutononefferfuordiragionel'introducerepe'lmiopo
terequestanouella &formadi ragionare&questafi fattaquistionenelli uolgar
componimenti,quelleragio ni trafportandoinqueſtalingua,cheanchornella Gre caet
nellaLatinaJono inpie,etuiuonotuttauia.Lequa li alcoſteiincontrononhauranno
diritirarsidisdegno efſſendo ella hoggimaipiena &riccadi molteſcientie
dottrine,diche traGreci & Latiniſt gareggio fo uente,
tantopiuperauenturautainnanzi,quantoella haueadafperare&diſideraredipoter
effere. Percio cheoltre icomponimentidique primi ch'iodißi, puo= uisi
aggiungere altresi l'auttorita d'infiniti,i qualitutto diquandocomponimenti
daGrecitrahendone, quando da Romani, fanno della sua perfettione & bonta non
leggiera esperienza. Aqualiſe noi uorremo
hauerriguardo;troueremodiueroeßihauerfattoquel lo stesso, che i Romani fecero
tostamente che s'auide roindarnohauer i Greci nell'armifoggiogati,ſequelli
ſteßinelloſcriuerenonhaueſſerod'auanzar ricerco. Il cheframiocuorenon èaltro
uncofifare,cheunſaper fiaccommodareàinoui parti&nascimenti delle lin=
gue,auegnadiochemalpernoisiprocacciarebbediui Juereconlospirito dellepenne, con
lauita de gl'in chiostri,ſe conqueſti &conquelle nonſi componeſſe
roſcrittured'altramanierache i Romani noniscriße
ro:effendohoggimaiilnumerodelle Latine cofe cre= ſciuto inmaniera
cheiluolerdipiu,cheshefia,ſcriuer latinamente , ſarebbeoperapiuperduta,che l'affatiz
carſidi raccontare l'arenedelmare,&chiuder tutto
l'Oceanoinunpiccoluetro.Per laqualcoſaeſſerci biſo gnocomprendo, ficome i Romani
dalla Greca lingua alla loro paſſandonediederouaghi &gentili compos
nimentiinfinitiper aventura ;coſi noidaquellaallano Stra Italiana
addomandatapaßiamo,queltanto dipiu inquestaualendo,quantoin quella ſcrivendo
poßiaz modimeno ualere. Laqualeè hoggimai non guari těpo ſiampia
diuenutaschemestierenon lefail piura gionarne:percioche ella èperuenuta à tale
; che non pureàgliſempliciragionamenti raccontamentida b 4 luogo;maàdimestichelettere,etfententiofiammaestra
menti , &dottenarrationi , &bellißimepoesie,fi co metragedie,comedie,
historie, fauole lettere oratio= ni, quiftioni, priuatiragionamenti , hinni,
ode,ele gie, egloghe,fermoni , nouelle, guerre:lequalcoſe
trapiuuolteàpocoàpocofuronodalli coſteifcrittori composte. Et
haccenealcunafiuaga , ſipura , gentilmentedetta; cheleggendolalaſcianonmeno l'o
appiac recchie del tuttopagbe&contentediquello,che fac ciano quelledi
Demosthene & di HomerotraGreci, odiCicerone Virgiliotra Romani : frec
almente lapoesiadelPetrarca, &lasciolta orationedelBoc= caccio.
Ilche,quandocheſia ,intendo di dimostrarlo nelli ragionamenticheseguono .
Tuttauia fi eglimi parecofalagrimeuole&dannoſa, &àpenſaruicifo 'pra
noiamiſene accrefcie infinita,il uedere di molti
uaricomponimenticoſidiproſacomedi uerſo dalli lorfacitori &maestriformati,
liqualià tratto à trat tospuntandofi ueggonoſanzafrutto ,&fanzaalcu=
naperfettionecreſciere,non menoinbontarari,chein mancamentofpeßißimi
,&àpoco pròdichiunquene lilegge:liquali,ſecomecheſiafufſſeroda chi
nelliſcrif Je,confaldogiudiciomiſurati ,&con l'archipenzolo
dellaragionepiuchecõlaprestezzadella pennaſegna
ti;nondubito,chemoltimenononſeneleggeßero, minorenonnefuſſelalor
copia,&inbonta piuper= fetti . Diqueſtonientealtrogranfattomi diede ad
intendere intenderepoter effer
lacagione, eccettoche noi pri= macidiamoalloſcriuere,chequellecose per noifie=
noapparate , chealbene fcriuere fanno di bisogno: fpetialmente lanaturadelle
cose ,&l'istessa philoſo phia,dicui àbastanza s'èdettodifopra, uitio nonme
no grandißimo,chegenerale. Ilcheècagione ancho= ra chealli nostri dipiu
amiamodi parer faui&dot tische d'efferci: cofalaquale e
agliantichifufpiace= uole, &dee recardifparutezza à tutti quelli,chebra
manodifuggire legiuste riprenſioni degli huomini accorti, il biafimode i
perfetti giudici. Quest'uno Studiodellaphilofophiafueanchoraditanta eccel
lenzatenuto;chepuoteallo amordiſe rivolgere accendertuttelenationi cofi
straniere , come dimejti= che:ilchemainon puote nedominiotemporale,nereli=
giosainstitutione.Perciocheſemprefurono quandonel l'Afia,quando nell'Aphrica,
&quando nell'Europa diuifioni grandißimetra lorgenerali,&partitamen te
inciascunad'effepriuate:laqualcosa mai nonfecelu gotěpopoter star
tutto'lmondoſottod'unfol Impe= rio,ò d'unſcettro unito,ne quello puote unafola
reli gioneoperargiamai:coſa neluerodimarauiglia gra dißimacagione,
eſſendotuttele religioni almeno nello fun dela adoramento d'Iddioconformi
&fomiglianti.Benpuolia te&ualſelaphiloſophiapermolti &
infinitiſecoli Stimolarehora gli Egittij, hora i Caldei, hora i Pheni ti, hora
iGreci, hora iRomani, finalmentetuttoil e hs mondo, L modo,ilqual effer
lonefecelaphiloſophiaſottodelfuo reamepacifico
&tranquillo,alterandonondimeno Sette Academiedi loroin
molteguiſe:pciochequa AcademiedoStoici, Academici,quandoEpicurei,&Peripa
tetici, quandoCinici Platoniciſiſonouditi ue= duti trasegareggiarede
principidinatura,d'Iddio, dellaimmortalitanostra,degli elementi,della materia
prima,della generatione &corrottione, della eterni= ta
nascimentodelmondo,delleIdee,degli uniuer= fali, altresifattecoſe,diche
lungamente tenzond rono,&horatuttauiain questionfi mettono.Et que
ſtononfolamenteinunaſemplice nationefi uidde;ma
tratuttedelmondos'èpotutocomprendere, incominciando daOrpheo, Lino, & Muſeo,iqualid'Iddioco
fialtamente&fecretamentecantarono:aqualifuccef=
ferotraBarbariMercurioTrimegisto , Abdala, Zoroastro.T ra Greciparlaronoaltamenteetperauen
turapiu profondamentediquello,chenonportanolelo roſempliciuoci, Anaſſagora, Empedocle
di GIRGENTI (vedasi), Heraclito, Democrito , Leucippo, Parmenide di VELIA
(vedasi), Meliffo, Hippia, fil.... Hippone, Eudoffo , Calipo Socrate,
Alcibiade, 2 Pithagora , Zenone Zenone VELINO (vedasi), Cleante ,& fimili.
ceffero dopò di loro Platone , Suc= Aristotile , due lumi
chiarißimi&lucentißimi , l'uno didiuinita, &l'al
trod'humanita,traqualitutte leuirtu & discipline, comein lorproprio
&naturalnido, preſero felicis fimoalbergotantodegli
altri,cheſoprad'eßifurono maggiori, SECONDO. maggiori,quanto glialtrihaueanoper
iprincipi della philoſophia, liqualıperlopiu fogliono eſſere deboli, 1 rozzi, perla
rugginedellaetàuecchia&antica loro, menopotuto
allargareiterminidellaperfetta ottima contemplatione.Succeſſono
medefimamenteàque ſti infiniti altriquandotraGreci, &quandotraLati ni
Barbari.Tra Barbari Auicenna, Auerrois,Auč zoar, Abumafar,Xamolſide, Abbari,
Zoroastro,Al Ba chindo, Euante, Alpharabio, Auempace, Abuba= cher, altri. Tra Greci
Theophrasto, Eudemo, Alef Jandro, Themistio, Ammonio, Simplicio, Philopo= no,
Archigene, Euftrathio, Magentino,etquestipe= ripateticifurondetti . Furono
Gamblico ,Proclo, Si riano, Plotino , Porphirio,Calcidio, Pſello,Alcinoo,
Damafco , Olimpiodoro altriPlatonici. Tra La tini hebbero nome
infiniti,liqualihora non mifabifo= gnodinominareadunoaduno .Aiquali alcunoche
fiaauenědofi,et in eßi leggedo,trouera uno ſteſſo stu dio,&difiderio
comune,ilqual èdi ricercarlamidolla dellauerita: & quelloche èdipiu,
ciascuno d'eßi ha dichepoteregrande&uago&gentile auttoredimo
Strarsiachiunque nellegge . Et per incominciarda **Greci,eßihannounacasta
&finceracognitionegene= ralmentedella uerita:ilchefa,cheleggendoli, ueggia
mo in Theophrasto unagrauitaindicibile, in Simplicio dituttelecosecopiagrandißima,
in Aleſſandro co ſtanza, dottrina,in Themistiobreuita generosa,in Ammonio Ammoniocandidezza&fplendore,in
Philoponofacili tamarauigliosa,in Porphirio moltitudine di coſe con
fommareligione,in Plotinoabbondanzainfinitaquan= Huy dodicoſe
humane&quandoſopranaturali,in Giambli cofecretißimimisteri di natura, in
Proclo uaghezza in ilk comperabile, quello steßoin Damasco et Olimpiodo
ro.Tragli Arabi ritroueraßi,etſpecialmetein Auer ' rois,cognitioneferma,etfoda
et in ogni partediſefeli ce,inAuempace ingegno,in Alpharabio grauita , in
Auicennaaltezzaprofondißima&diuina.Etuenědo à iLatini ritroueraßiingegno &
acutezza nelli loro fcrittinonmezzana.Matroppo longofora il uolere
adunoadunoraccontaretutti quelli,chearsi impia gatidal difiderio diquestauaga
&gentile donnatut todiuiſoprabbondano,&fiſono tuttodiper lei affati=
catineluergare tante &cofi infinite cartedellefueme rauigliosebellezze.Da
queſtocantoſolo dirò il poeta l'oratoredouer affaticarſi diſapernedi leiqueltan
to,cheperloſcriuergentilmentecifadimestiere : to=
gliendonelcofifarl'esempioquandoda Homero , Pindaro, Hesiodo, &quando da
LUCREZIO (vedasi), VIRGILIO (vedasi), ORAZIO (vedasi): fpecialmente tra tutti
dal Petrarca,ilqualequelcotantoneſeppe, nellefue delicateri me
perifplendore&uaghezzaledaren'aggiunse,co mefi uede.Ilcheper meglio
dimostrare , percheà quelli nonfimanchi, àcui porferodilettoi paſſati par
lamenti;uerròhoggimaiàfporrequelbrieue &dotto ragionamento cheilgiorno
ſegučtetra quellifufat to,che ildi auantihaueanocoſigentilmětefauellatod'in
tornoallecosep lo scriuerbene apparteneti.Aucgnd= diocheeſſendoritornati
igiouani à cafa M. Sperone, ch'iodißi altreuolte,nell'hora apunto cheilfole Segna
ua diperuenire al meriggio,pocomeno della meta di
fuodifpendiohauedouarcato,poſtiſi inuna camera,la= qualedal'undecantidellafala
àmanmanca fi dimo= tra,tutti,comeilgiornoprecedente s'erafatto,fi die=
deroàfedere.Etpoſciachediuariecoſeſifu alquanto ragionato,fattofifilentiod'ogniparte,M.Speroneper
piccolofpatiofermatoſi afine di pēſarequaldır uolef= ſepiutostozincontanente
uerſogli altri riuoliofi diede incotalmodo àragionare. Io uiprotesto ſignori
una coſaſola ſemplice,chegia cominciafarmiſiſentireil Contarini hoggi
efferuenuto(p quantoio m'auifo)ar= matodituttopunto cõfalde
etfermerazioni,forſeper fauellarinquestamateria contra la philoſophia come
philofopho, nocomefigliuolo uero &legittimo di lei:et uedetelui uoi
comefieramente et arditamentelo ne fara.Ondeio uipromettodouerhauerlefueragioni
grandißimaforzanelpſuaderci,maquesto nõpaltro, eccettopchenonmenodotteſerano,
dall'istessaphilo fophiadiriuate cheprotissime eteloquěti.ſtrand &fie
racosadapensare,cheunfigliuolouero& legittimo debbiadifcendere ad accufare
lafua dolcemadre . Il che forse egli fa, per non eſſere in fauor di lei 1 lei parlandoſoſpettoaccusator tenuto :
&perpoterdi mostrarcilaforza losplendore,che eßaphilosophia diedeallasua
lingua,potendocotrail giusto&hone ſto&giustamente &honestamenteparlare.Ma
iomi penso,che laphilofophiafiabeneuendicatadicoſifat= ta
ingiuria:auegnacheaccufandonela mostrera tacita mented'efferdi leiardito
difenſore:percio che uolen= domostrarcinientegiouarecotesta cognitione alloſcri
uere ragionarperfettamente;cidimostrera egliha=
uernond'altrui,chedallaphiloſophiaquesta bella , dottalingua,che uoi udirete ,
appreſa. Rife ciascuno hauendouditoilparlare diM. Sperone, l'un l'altro
guatandofineluifo,come moltimerauigliatoftdellasua natiaprontezza,quando
M.Luca,fattosembiantedi ridere altresi , preſe addire,Et io uifo intendereſigno
ri dicioſopralafemiauenerendoficuri )menon
peraltrohauerhierſeramoſſaquestaquiſtione , eccet= toperche noi
habbiamofpatiodifentireM. Sperone inqueſtamateria à ragionareanchorhoggi:
ilchefor ſeneperprieghi,neperſuplicationnostre nonhaureb= befatto ladoueche
ildiſideriodi jciolger imiei dub= bihebbe di ciò fare poſſanza: oltreche quel
tanto che io nedirò contra della philofophia fie piu toſto da medettoin
ueced'altrui; che per me stesso me lo fia ito fingendo . Percioche io uoglio
che noi inten diatelacagionedi queſta miacredenza(ſe credenza fipuoaddomandarcofaalla
qualenonmoltafede fipreSta) alcunicortigiani,liquali maſchiamentefanno pro
feßionenonpurediqueſtalingua,chenoiuolgare ad= domandiamo;madelleGreche
&Latinecompofitioni etiandio,àcui diedelor credere (perquanto ioudid'a
alcunid'eßi proferire eſſendo iohoggimaiun'annofa, inVinegiain
casal'ambasciatordell'Imperatore) und
certacommune&generalopenione,ſicomediraccon
taruiintendo,chenonpurelaphilofophia ſia dalle lin guelontana;manoceuole
moltoanchora, e diuero contraria. Perciocheeßi in cotalmodoargomentano, egli
non èdubbioalcuno,chelo studiodelle cose dalla malageuole,ſiper naturaprodutte,
égrauißimo lagrandecognitionedellecose, come etiandio per la breuitadellauita
nostra,laquale èun breue uolgerdi cotal difciplina
occhio,riſpettoàquelcotantoche cifa nello eſſere in istudio ſcientiatißimi di
mestiere: quello steßoauiene dell'arte delloſcriuerbene òpar lare.
Auegnachelaperfettaforma del ragionarefl inuerso,come
inproſaricercaunalunghissimaefer= citatione,&unamoltadiligenzanelleggerlecoseda
Greci&daLatiniſcritte,inſiemecõle belle offeruaz tionidella linguaToscana,
&poſciaquelloche n'auan zanelloſcriuerefpendiamo,douedi molto tempoci fa
dimestiereanchoranel riuedereleſcritture, nelloam mendarnele,nelloaggiugnere,nelloſciemare,
correg gerloro.Dunquejelauita humananon è peruno di
questistudibaſteuoleapenasquantomanco èdapenfare che DIC che loſcrittore pofſſa
ilfinedell'unoet dell'altroconfez guiré etquestaèlaragione onde
eßidiconol'unoeffer all'altro piu tostocõtrarioet repugnate, cheprofitte=
uolecomecheuoledoetqueſtietquelliafſeguirenonpo tiamo laperfettaformanedell'uno
ne dell'altro intie= ramenteconseguire . AllhottaM.Sperone rivolto al
Contarinidiße,questi uostri cortigiani magnificoM.
Lucahaurebbonopotutofaregrandißimapaura àLu cioCraßocon
queſtelororagioni,quando eßifußero statiàquellatentionepreſenti,che eglihebbe
con Mar cantonio, &conloSceuola, gli altrial uecchio tem po demiglior
dicitori , Percioche,fi come uoisapete, appreßoCiceroneegli uolle l'oratoreeßer
quello,che nonsolamentedelle cosediphilofophia ragiona;ma di tuttele
coſe,ditutte l'artı discipline artificiosamen tefauella douefiuede, che questa
ragione molto pix Strettamente darebbe àluinoia, che ellaperauentura à
menonpotrarecare,poſciache io dellaſemplice co= gnitionedi naturami contento .
Mauenendo alnodo diquesti tali,uidico,chepostoanchora che breue& cir confcrittadi
piccoli terminiſia la uita nostra come fi uede, debole àpoterelapurißima
Ideadel perfeito philofopho &oratore aßeguire,cheè unasemplicefor
madell'uno dell'altro,ageuolepiu tosto àdouer ef= ferricerca,che aßeguita, come
diceua Marcantonioà quelfelicefecolo,nondimenol'auicinarsi piu à quella
forma&àquelfegnohadaeßerlalodanostra; sico meperl'eſſempiodi Demofthene, e di
CICERONE (vedasi) fi ue de&del Boccaccio. Hora che lacognitionedelle co=
Seallaphilofophiaappartenentinonfienocotrarie alla lingua;chedirebbono questi
tali M.Luca,quando noi affermaßimochel'unofuſſepiu tosto all'altro d'age
uolezzacagione,cometopenſo:&chenelconſeguire lacognitionedellecosefußeutilemolto
loſapere del= lelingue,&perlocontrario,laphiloſophia recaſſeal
loapprendimento della lingua preſtezza &facilita? perciòchequestidueſtudi
tanto ſono amicheuolmente P congiunti&confifattafratellanza trameßi &
posti inſieme;che l'uno ageuolando l'altrociarrecano piu preſto la
loroperfectioneinſieme congiuntietmisti,che persefoli nefarebbono , ne
potrebbono , giamai .Et cheeglifiail uero, conunaſola ragioneiluidimostro.
Certoèchetantooperala linguaistrumentodegliani
minoftri,quantouienedalpensieremoſſa,cheseilpen
flereedibuoni&leggiadriconcetti ornato, conuiene chelalinguadiluiſeguace
ottimamenteragioni,fi co= memalamente,occorendoche l'animo noſtroſia pri=
uodiquelli ottimiconcettichedallacognitionedelleco ſeuengonoàproducerfi.
Dunquesecoſie,perche ne garemisi potra,chelaphiloſophiaaccrefcendoſogget ti
materiedadire,portandoprecettiperlo uiuere perfcriuere
perloragionareoportuni,empien= dol'animod'habitiintellettuali, ornandoci
,uſtendo= ci,colmandocilementinostreditutteleſecreteoperedi
Dio&dellaNatura,nonaccrefcaageuolezzaper lo RAGIO. i fcriuer
bencfimilmentes&per locontrarionon ciſce miquellafatica,cheſanza eßadiuero
ci fopraftarebbe maggiore&piulonga?Etqueſtobastipdimostrarela philofophia
la cognitionenon apportare fatica malageuolezza alloapprendimentodellelingue.
Qui uiilBarocci traponendosi , M.Speronediße,egli non haguari archora
,cheritrouandomi con M. Triphon Gabriele,&conalquantigentil'huomini ,chedi
que Stalinguauolgarfanno profeßione , douedimoltebel= leetdottequistionifuron
moſſe,udij dired'alcuni,iqua li(ficomepurhorahadetto M.LucaGirolamo)erano di
questa openione,chel'oratore &ilpoete Toscani, altro
nonfußerochefpediti&agiatifauellanti,inquan tochel'uno liberamente la
linguaſnodando , l'altro conpochißimeregole&leggi alquantopiu riftrette
ragionando, fcuopreipriuileggi et gratiedella lingua
lequalimoltobenediceuanopotersiperſe medesimeap= predereſanza dipiugrauarci
co'luolere iprecettidel Lelingueaccompagnareco'lstudiodellecose naturali.
Altriuieranodicontrariosentimento&giudicio:per ciòche eßi diceuano
,chequelli , che noifcrittoriaddo mandiamofideuerfi
comediproſe,ſanzauerunacogni tioneeranopiutosto degni d'eſſerchiamatipredicatori
di uolgo , dicitori dipiazza cheoratori,ouerpoe=
ti,Maoratoreetpoetauoleanoſolamentecoluidouer eßer meritevolmente detto ,
&àlui cotalnome degna menteconuenirfi &star bene,chescientiatamentepar
landoſapeandituttelecose redere laragione,cheDio * SECONDO.
lanaturafattehanno.uolendodifinire la elo= quenzadiceano ellanon efferaltro,che
unabella lo deuoleprontezzadiragionare,postainſiemecõlaco tezzadituttoquellochepDio,etp laNaturaueggia
mooperarfi.Permodocheàchiuqueſidoueadar nome diperfettooratore&poetafaceadi
mestiereche fuße nellacognitionedi tuttelecoſeeſercitato. Argomentan
dochetutteleuolte,che noid'Iddio ragioniamo; delle intelleteualefustanze,del
gouerno della Republicadella giustitia , dellafofferenza,della temperanza,del
fine ragione ditutte lecose, & diquelle ſpecialmente chehannoforzadi
muouere&quetarelo statode gli animi,nonpoßiamoaltramenteraggionarne,checon
unalunga ejercitatione,&fermogiudiciod'intornoal
lacognitionedellecose,ilchediceuanohauerp'uuoltein Demosthene ueduto
,alqualeper laforzafi dellafaz pienza,quanto etiandiodelleparole non era
disdetto ilpotereglianimi degliascoltati giudici muouere,que tare, fpignere,
fermare , turbare , tranquillare à fuopiacere. Etquestoſteſſo diceano di
Cicerone delBoccaccio altresi . Alliqualirifpondeano i primie rischeerailuero
,cheDemosthene , ilBoccacciohaueano unagrande Cicerone ampia libertadi
poterciòfare,machecotestononcraperaltro,ſenon ! perloro
stremo&merauigliosogiudicio,&prontez zad'ingegno,nel direquellecoseche
difarefimili effet= ti eranoualeuolizoueroperchebaueanoglifecreti della
philosophia,non comesi ricerca,intieramente appreſt, i ma piutostoinuolati.
Oltrechediceanononeßereda farsimerauiglia ,chenoi conlaforzadellelinguepof=
ſiamo gli animi domare,&uolgere comecipiace ,per cheuoleanolasteßanatura
hauerne creati&formati pur troppoageuoliàluſingareconla dolcezzadeuez
zi,efortarecon laforza delle ragioni ,ſupplicare con l'humiltadecuori
,inanimare conilfuoco delleparo leaccese,fpauentare con il terroredelle
minaccie,tur= bareconl'empitodelle uoci,tranquillareconlaficu= :
rezzadelfuturobene,confermare lenostre openioni conueriargomenti
,ſcioglierlefaljeco'l disgombrare la nebbia delle menzogne,mettere indubbioche che
fiaconleragionidaciascunlato ,distinguerelecosedi piuparti,unirele
diuife,diffinirele nonconosciute,
rifolueriltuttoneſuoiprincipi,dilettareco'lgesto,cõ lauoce,&co'lmouimento,
nodrireglianimidichiun queascoltaconladelcezzadella prolatione,eſca , cibo,
alimentodell'orecchie conditißimo &foauißimo,et finalmenteconragione
giuditiointiero intieramen teoperaretuttoquello,che alfatto nostrofadi mestiere.Pofciaàglieffempiporgědodimano,dicenodeGre
ci da Latini infiniti eſſer istatiſipoeti comeoratori
Janzacognitionediphilofophia ueruna . Etuenendoà nostri , diceano cotaließere
Salustio, Cefare ,Liuio, Horatio, Catullo , Tibullo,Propertio,Gallo, Stella,
Martiale.Indi al Petrarca al Boccaccioperue nendoargomentauanoeglino
haueretuttoiltempodel laloruitain appararleleggiciuili,confumato:ets'al cund čunacofadiphilofophiataluolta
diceano eradettaàca ſo,oueroper eſſere statidaM.Dantein qualchecosa,
chetuttauianondimeno era pochißima , ammaestrati. Taleeral'openionediqueſti
tali: iqualidiceanodime cheniunacognitione di philofophia,come cheio ho= rapochißima
n'habbia,nonhauea anchora compre= sa:&nondimeno(fi comeeßiaffermano)Japea
mol= to bene&ragionare&fcriuere.dellequalcoſel'una ageuolmente
credea,l'altra per burlarmipenjoche mi diceano, ouerochedella lorocredenza
prendeano in= gannodifouerchio. Ma chepiudiròio d'intornoa questofatto,quando
eglino conqueste,&con altrelor ragionicercauanodidarmi ad intendere nonpure
la philofophiaeßeredallostudiodelragionarlontana:ma niuno oratore ò poetapoter
compiutamente afſeguire alcun'altra cognitione èdifciplina che che ellafi
fuffe. Dallaqualopinione iogran tempoingannato,si come
horadeltuttoſgannatonefono,nonpure hebbi ardire di
ragionarnenellepriuatecamere;maetiandio alcuna cofafcriuerne talhora . Quello
cheio horanefènto, nonèaltrocheciocheuoi diceste M.Sperone: allaqual
ueritacredoche m'habbiafpintoquellapoca efperienz
zach'iofici,&leuostrefalde&fimpliciragioni con fiderando, cheuoi
n'aſſegnaste. Onde ioui dico piu chemolte uolteleggendo ilDecamerone,parmi
cheal cunafiataeglinonempia del tutto l'orecchie mie,ne ueggaquellapura
&sempliceIdeadellauolgarfauel la,dichepiutosto unaforma unoeſſempio
nell'animo comprendiamo,cheinalcunoscrittoreueggiamo rt trouarfl. Ne
edameravigliarsi,percheglihuominimol teuoltedall'ambitione &gloria
deglihonori, dal lecurequandopubliche quandofamigliaridiſtolti, rivolgendo
ilpensiere altroue,poco ejercitano&poli
Jconoquellaparte,dichedourebbonohauere maggior istudio&diligenzache
d'altro.Maiouidicoperquel pocodigiudicio,ch'io tengo,potere alcunacosa per
l'auenireindouinare,&per quellefiamme,ch'ioſen= to accenderſi
negiihuominimoderni,ch'io nonmiſgo mento,
nediffidodouereßereanchoraperſona,laqua leconpiucaldo&maggior
istudiodiquello ,che noi facciamohora,&feronoglialtripaffati , conpiu
ageuoleprestezzad'animo,&conpiumaturodifcor
ſo,&faldaeſercitationenelleggere &ſcriuere,debbia. eßer tale,chente noi
ricerchiamo,ilquale meritevolmen teſipoßaaddomandareperfetto oratoreToscano
:in= quanto,chealla Ideadellauolgar eloquenzaperuenen= do,fiadella lingua
&della cognitionedi tuttele cofe fcientiatißimo. Alcuiſegno
s'alcunoſanzarispettofi puòdire cheſlagiunto;diremo eßereildotto,etſaggio
felice dicitoredi queſta lingua Monsignor Pietro Bembo,hora laDiomerceCardinaleillustrißimo,
miofignorehonoratißimo.Dopo ilquale,s'alcunouer= ramaidiquelloſteſſo ingegno
giudicio, dimag= gioristudio nellecoſeſi alla lingua comealloſapere ap
partenēti,nel uero miſtimo cheeglipotradi pocopiu foprastargli.Quiui tacendosiilBarocci,diffeil
Girel lo, . to,iohauròdarenderinfinitegratiealla miabuonafor
tunahoggi,laqualeèfutacagionech'iofia dcofi fat= ti
parlamentipreſente:laqualcoſa nonpotea effermi piu cara,nepiugioueuole.
Auegnacheniunoragionamen toàmepardimaggiorgioueuolezzachequesto, doue nonpuretraToscaniſenequiſtiona;
maſemprehapor tomateriadiragionarene gliannipaßati alli ſcrittori Greci Latini
. Etneluero chedi coſifattaquistione citrouaiſempre dubbioso difficile il
nodo:&taluol ta òmenoèpiudelconueneuole,horaſchifando,hora orcando la chiarezza
dicoſifatto dubbio,trauogliato
&iſmarritomifonrimaſo.Ondeuncaldo&ardente diloin
menacquedipotereconalcuna perjonaraffron tarmi,laqualefuße e
digiudicioetdidottrinaabbon dezole, con cuiampiamente ragionandone &fanza ?
moltorispetto,comeogni perſona aueduta&intenden=
tefuolfare,operaßiſi,chequesta lite,ch'io prouo,à miogiouamento &prò
uenißeun giorno in me termi nata. Eſſendo lauerita dellequiſtioni
condimentofoa= wißimodegli animi nostri, diletteuolißimo nodriz mētoàchiunquedi
ricercarelafuaperfettionericerca. Ilpche horahauendouoi M.Speronefatto
àcofistret to&malageuolecalle&peranchoradamenoncono kiuto aperta&fpatiofala
uiafipercheuoifojteilpri mieroàragionarne,&fi perchedi quelgiudicio
fapereui conosciamo, cheſiete ſanza alcundubbio, ui
preghiamochefanzatramißioned'altramateria,ciuo gliatepiulungaměte ragionare di questa
moltacognitione 2 tionedelli ſcrittori,
&fpecialmente del poeta, come chedell'oratoreaffaiampiamente
netentioninogli al tri, uoi n'habbiateàbastanzacotante ragioni affe
gnate,tuttafiatache non uifia graue &fpiacevole il raccontarnele.Laqual
coſaſeci uerrafatta ;hauronon menodaeßeretenutoàquestafala&àquestogiorno
ch'io &allescuole,& altempo,ch'ioquellepoche co ſeapparai ,ch'io
tengomipoſſadireubbrigato Aque storiſpoſe conpiaceuolesembiante
M.Sperone,&dif fe,&perchenonprouocateuoiM.Mateo, oueroi
Barocciincofifattosteccato,chenteèquesto ?M.V cenzo?perciòcheeglinotanto
digiudicio dia perefoprastannoil mio debole ingegno,quanto twi
auanzatetuttiquellichecercanodipoterconcorrereco eſſo uoi d'amore di gentilezza
: ſapetequanto delalorotenerafanciullezzaperfinoàquest'horapre Sentehabbinofattoprofeßionegeneralmentedituttele
buonelettere, &comeſon prontinel rifpondere alle
raggioncontrarie,etdifendereleloro,quantunquehog
giilMacignimaßimamentehabbiarottoloſcilingua gnolo.Cheiopermeuolentierigli
afſegnotutta quel laauttorita&luogo di ragionare ,ch'iotengo:con= ciofiache
questi ragionamentihoſemprerifiutatiqua toiohopotuto:ilcheneperſeluatichezza, neper
uil tad'animofono auezzo difare,maperfuggirpiu to stoquelle
riprenſionichecidanno gli ſaldi &fermi giudici,metreche
noiòdallacredězadinoistessi,òdal laaffettione d'alun'amico traffortati,
uogliamoquelle cofeueracißimamenteraffermare, lequalida un'al=
troperfalfißimeferanno tenute .Allhorail Macigni rottoiltacere ,
&àM.Speroneriuolto,M.Sperone difſſe uoi nonhauetecagioneuerunadi diriuare
questo fufciofopra lemie debolifpalle,eſſendouoigagliardif
fimofostenitore&franco,comefin quiconosciuto ui habbiamo . NonJapete uoi
riprese incontanente M. Sperone,Atlante,anchora chedi grandißima for= za
gagliardiafifuße; hebbenulladimeno caroche
Hercoleueniffeconpiccolatramißioneditempoleuan
doglialcunapartedellafaticachefostenea .Se Atlan= te,ſoggiunse immantinente il
Macigni,fuſſestatodi quella prodezza &forzanelsostenerelaſomadelmó
do,qualuoifietenelportare lofascio chehauete pre-. JoM.Sperone,nonpenſo che
eglihaueffe hauuto cas roperfolleuamentodifatica l'aiuto d'Hercole,ma che
perfarifperienzadell'altruiforze l'haueßefatto, nel= laguiſa cheuoi accennatedi
fare del mio poco deboleingegno,grauandonelo diquelpeso,che tut ti fanno eſſere
aluoſtro purtroppo liggiero.Onde Sarebbestatomeglio,chenoi alprincipiodiquesti
fa uellamenti haueßimofatto nella guiſa,che ueggiamo fardellenaui,lequalinon
eſſendoforti àdifendersidal de uenti, cariche folamente delle P'ira dell'onde
mercatantieagiongonuidimolta harena nellafentina perpiuſicurezzaledare. Ilche
diuoiM.Speronepo tiamdirefanzaalcundubbio,alqualeseraggionando
d'intornoàquestamateriaueniffealcun iſconcio ;uer rapercertoperhauernoiimpostotroppopicciolamer
ceallanauedel uostrofottileingegno . Queste parole, moſſonopiacevolmenteà
riderglialtri,ma M. Spero nequiuiincontanente foggiunse,percerto M.Mateo
uoihaueteungrantortoàuolerecoſi tosto questamia nauerimettere alladifcretion
dell'onde:percioche ape= naègiontainporioàjaluamento; che uoi cercate con
tral'opinione&potere delnocchiero di rimandarla danouoincofialto&gonfio
pelago,qual è questo . MafiaconDio, ricordateni,chenonſieteperandar
reaßoltoanchor uoi,percheioho intesoda M.Paolo cheegli èperdimorarqui in
Padouaanchor otto,òdie cigiorni allafila,doue &àuoi , &alConte , &à
lui inſiememente tocchera di fare una giornata.Quiui M.Paolotraponendosi,diſſe,ſe
uoi mi uorretearifchia reàcofifatte lotteM. Sperone ,locon buona fronte
negherouui, quellocheuoi diceste,ch'iofia per dimo= rarein Padouatantidi
tantopiu nõeſſendo statiàquel lastipulationetestimoni preſenti; & questo
non gia porfaticach'iomi ricuſi,incoſadoue ioſapia douer= ui recareil mio
feruigio beneficio ò trastullo che di troppo in ciograuarnon mi potreiper amor
uoftro caſocheioanchorapesoprendesi,ondeio inpoco d'ho raſapeßididouer restar
fiacco &debole:mala ca= gioneècheiononmiſofingere lo Sccuola ,neil Got= ta.
Soggiunseil Conte,seuoinonfapretefingereque fti due, che uoi dite S.Paolo
,fingerete.Marc'antonio è LucioCraßo ,comepiu àuoi piacera . Voimotteg giate
139 giateſopra dimefignor Conteriſpojeil Manutio,qua SECONDO.
do&àuoiſiaparimenteimpostodallo Sperone come. àmedi fauellare .
DißeilConteogniregolapate ec cettuationeM.Paolo, ond'ioperquesto priuileggioho
penſatod'andarnelibero: &poiſapete che l'oratore nonhadafarJentenza alcuna.
Ilperchenon puoM. Sperone,effendonoi in uice digiudici alsuo ragiona=
mentoprefenti,terminarealcuna cofa ,senoi non gli neconcediamo auttorita
,anzibenpotiamonoifenten= tiandelui imponergli ,che ilrimanentefornisca,come
hadi ragionare incominciato.ImponiamoglinecõDio diffeil Barocci, quello steßoreplicòpiuuolteilCon
tarini . MailGirello, efiuuolediffe operare,cheM..
Speroneparlidimaniera,chenonmenofiada ileggi= sti ,&semplici
grammaticiinteſo,che da philofophi.. Iononho riprese M. Sperone, la linguadello
fpirito Santo,ond'iopolsada diuerſenationi effere egualmen=
teinteso:manehounafola apena basteuoleàragiona re,fiche egli bene stea :
laqualeſeioſapeßi uolgere d miomodo, douemidarebbel'animo ;felicißimo
fortunatißimo miterrei .Cofi poteße eßere,riſpoſe il Macigni,percheageuolmente
inſegnarei,cofieffendo ritrouarla eloquenzaàtutti quellichebramanodifar
fiottimi &perfettioratori, chenteuoifieteM.Spero ne. Etinche modo,
riſpoſeegli ,ciò fareste ? man= dandogli,foggionſeilMacigni , àragionarepotendo
conquellaperfonacheuoi ſopra tutte l'altreamiate , auegnachedallasua bocca
stillerebbepiuche dall'ora= tioni 1401 tioni diDemofthene T? di
Cicerone&dalle proſe dat Boccaccio melefoauißimo &dolcißimo. Rifeciascu
no , &effendosidimoltecoſedetequandodal'uno quando dall'altro ; M.
Speronedi poco tacito dimo ratofi,coſiparlandonelſuopriemierofauellavefi rimi
Sequalestatoperdiosi puo addommādarepiu tranquil piuperfetta,quale Studiopiu
degno di lode,chequellodi colui ,che lalin lo&felice,qualeuita piu beata
guadolcementeiſnodando,&le paroleJaggiamente ifprimendo,ſemprecifaudire
alcuna uaga sentenza, Jemprec'insegna,ſempre ci gioua, &fempreci am
maestra? Ilchecomefara colui,ilquale lanaturadelle coſeignorandogittaleuoci
aluento ,&leparoleim primeneirapidifiumi, ſanzaſodacognitione&fermi
concetti? Efanzadubbioqueſtopoeta &questo ord= torequello,dicui
ildiuinoPlatonedißepiuuolte,do= uer efferedalle citta&dalle communanzedegli
huo= miniſcacciato . Conciòſiache niuna cosa èpiu noce= uole, niunadimaggior
danno cagione,ch'una ueloce prontalinguafanza cognitione&ſanza precetto.
Questisono quelli, l'ufficiode i qualinon è altroper auentura ,che esortare
alcun prencipealla tirannia: metter difreschegabelleadunabene angariata Repu
blica: trouareilmododitenere emiferi populi afflitti
dmeßi:fuiareglihuominidalle diſcipline dai Studimigliori : infiammaregli
animialleuendette:me ſcolaretraletranquillementi depacificialcuna efca di riſſa
è dinimista :recare allefceleratezze quelle lodi queglihonori, cheallemaggior
uirtufi rendono : finalmente tenersicaro appreſſo alcunpotenteMo
narcaconlaforzadellemenzogne &dell'adulatione, piuagevolmentediquellochecon
il mezzodella ueria ta delledottrinenonfaraalcun buono .Ma colui , checon
lanaghezzadelle parole, &con la natural
protezzadelragionarehauraunagentile&delicata uita,acquistata
conglihabitidelle uirtu morali, &nel Tofcriuerediquellecosefara
mentione,che alla parte piudegna di lei appartengono; non purefieda me
lodato&commendatoſopraglialtri;materrollo non altramente,che
unooracolodituttala cittazouc eglidi mora. Etqualedolcezzacredettecheſiaquella
quan donoiindeboliti fciancati anzichenòdalpeso,che glianni&laneueci recano
,non potendoquelle co=NARIA Jefarel'usodellequali tatofoleaper loinnanzitrastul
nopere litions larelauagagiouenezzaconlaNatura ragionandoho mot rafoliet otiofi
dimorati,horanella guisachein questo luogofacciamoquiſtionando, òpurepiu tosto
alcuno desuoifecreti con bellißimaproſa òcon delicato verfo Scruendo,hauer
nonfolamenteà uiletutt'altri diletti; matenerli pernulla, rifpettoàquella
dolcezza ,qua leprouiamonelſentire lenostrecompofitionieffer lette damolti,
lodatedai perfetti giudici, &ſperare che perl'auenirepoſſanouiueredoppole
nostremorti lon gotempo ? Potrei addurui l'esempio diM.Claudio Tolomei :la
uecchiezzadelquale rinforzata,conloac erefcere de ibenidell'animoſipuoteuntempo
chiamar freschißima freschißima et
gagliardißimagiouanezza.Potreiquel lo ſteſſodiruidelnostro caro
giudiciofoM.Trifone Gabriele, ilqualeallontanatosi dallecitta &diuiſo da
lecurepubliche,cerca nellefolitudiniperdergli altri huomini per ritrouarse
steßo . L'etadelquale quanto venga raddolcitadalle uifitationi deidottiingegni
daipellegrinigiudici;falloil Conte nostro , ilquale per le piu uolte ( merce di
quell'animo,cheſt per tempo s'e auezzoàdar luogoài maturipenfieri)la ſciandolefeste
lecarole, chelaſcapeftrata gioua= nezzaporgeinnanziàglialtri, prendeconeßoluido
mesticamentefauellando &follazzo&gioueuolezza
nonmezzana.Etpernonandaruiperglieſempi tut= t'hoggi rauolgendo;un'altro folo
uene addurrò,di cuifanza ch'iolongatentioneui faccianelprouarlo, sa
petepuoisteßiquatihonori,quatigradi, quantedi gnitagli habbinola uecchiezza
&loſtudio recatoil BEMBOdicolauita&icostumidelqualepermol
tecagionimifadi mestierech'iotaccia,pernon diredi altoſoggetto &rocopoco .
Moltißimisono stati anchora,iqualinellauaghezza dellostile , ònella pro
tezzadelragionare, nellaprofonditadelfodogiudicio
mescolateconlacognitionedimolte cose naturaliet diuineſonoà
questofegnoperuenuti:alqualeloapprof fimarfifusempre lodeuole,noncheil poterlo
aßeguire. Quest'unopensiero prouoioinmedigrande conforto alleggiamento alle mie
cure:conciofiachefacendo miincontro haggimaià quella eta cherende il corpo menoarditoallenaturali
operationi,ſentonon poter mancarediquelladolcezza, laqualehora forzadı in=
dilettarmiſommamentenellapiegheusle uecchiezzaò
lecoſeſcritted'altruileggendo,òalcunadame compo=
Jtaconlasquadradelgiudiciomiſurando.Laqualdol= cezza
inpropriaformauiraccontarei, quanto ècara àglianimi
&gioueuole,segiustacagionedi dirlaho ranonmitoglieſſe. Laqualeèquesta
ch'ioſoche voi damesifattoragionamentonon ricercate,maplu to stovolete,che
ioper lecompofitioni conducendoui ui dimostri quantouaghe ,&quanto gentili
renda la philosophia le uostre fcritture . Ilche farocon quella breuita,ch'ioſaproimaginaremaggiore
. Non effen dodimiodifiderio&ufficioilteneretroppoin longo le
nostregiudiciofe orecchieoccupatecon quelle cose, ch'ioſodouerpiutosto
hauerforzageneralmented'in crefcerui ,che giouarui. Tuttauiaiouolontierile ui
ifporro nonmenoper eßereà uoiubbidiente, & am= mendatoinquellecose,doue io
uerro mancando; che d'hauergiustaragionedifentiredauoialtri alcunaco
Jad'intornoàcofifatta materia,chente è questane giorni,cheseguono.
Maprimachealtropermesi di ca;uogliodaalcunipochiprincipigittar l'ordimento
della miatela: da iqualiuerròlemieconchiuſioniàpo coàpocodiriuando. Veggiamochecosa
èoratore,che ilpoeta,chefineil loro ,&incheguisa partitamente
uengonoilorogeneri àdiuiderſi. Ilcheueduto paßa
remofimilmenteallaphiloſophia,confiderandoilfine la materia, ilsoggettodi lei,
dituttelefueparti: posciauenendoaglieſempi&auttoritadel Petrarca, uifaro
noto,tantoeſſereapunto infatto , quanto con Jempliciparoletesteui dißi.
El'oratore , quello che conladolcezzadelleuoci,&grauita dellefententie ageuolia
perfuaderealcunacaufapublica dibellauoce, di gratiofemaniere, ciuile, è
dichiarafauella dotato: l'ufficio delquale è ilpotere compiutamente
parlarediquellecose,cheall'ujo ciuileſono ordinate,
conleggi&coftumizinmanieracheegliuenga adin= fignorirficonlaforza della lingua
, conlamaesta deſuoidettideglianimi&confentimento di coloro, cheascoltano:
nepotendo ciofaredeltutto ; cerchera nondimenod'accostarsiàqueſtoſegnopiuche
egli fa= praimaginare, òpotrafare.Etqueſto ufficio, ch'io
hodetto,nonèaltrochelamateriaisteſſa,diche egli tratta:ilquale
ufficioſipuodirecheſiauno atto conue neuoleàciaf-hedunapersona,comunque
ellafifia del lafouradettadiffinitionetrouareteanchoratrecoseda gli antichi addomandate
constitutioni: cheſonoconiettu rale,legittima , giudiciale:treparti de
l'oratore, lequalifpuntano dal'ufficio,&germoglianodallama teria,diche
egliragiona. Altramentefu l'oratore dettohuomoperfetto, attoaragionarbene.
L'effer buonoconfiftenellanatura , nei costumi, nella uita, nell'arti .
L'efferpronto. ageuole al parlarleg giadramentefifadallabella & artificiola
eloquenza: la quale cinque coſeritiraconfeco, che ſono inuentione, difpofitione,
parlare, memoria ,& pronuntia . Co luiadunque ,cheſaprafauellared'intornoà
quelleco= Je,che òàcafo òàdeliberationeſeglifaranno incontro fauellando
ornatamente&congentile maniera profonda memoria,uferaunaregale &quafi
matura grauita neldire,feradegnodiquesto leggiadro ho noratonomedi
ottimoparlatore.Alqualedue lodido niamo, l'unaèdeldifputarefottilmente lecose,perca=
l'altra di mouerſi con grauita affabilepercontodimoueregli animidegli
ascoltanti gionedi infignare; ineſcarli con la dolcezzadi quellamagnifica
&ge neroſa prontezzadeigesti,lagrauitadeiqualisi co=
mefuoleeßereſopratuttel'altre cosecomendabili , coft apportaſecounaartificiofa
&leggiadramaesta, laqua lenon altramente de gli animi s'infignoriſce, cheſeil
freno teneßede inostrisensi delle nostreuoglie.Et perche
ilparlaregeneralmenteſopratuttele cofe ren= deteftimonianzadinaturale
prontezzaàtale eſerci tio;perquestofi ricerca,che egliintuttele coſeſia ac=
commodatonelparlare,e habbia uirtudi perfuadere tuttoquello,che alfuoanimo
uieneòpercaso,òper diz Liberationeofferto . Horaueniamo àitregeneri det
ticapi:iqualiconſeguitanol'ufficio dell'oratore,chefo
nodeliberatiuo,dimostratiuo, &giudiciale. Ildimo ſtratiuo èdetto nonper
altro , eccetto perchefi attri buiſce in lode ò biaſmod'alcuna cosa. Inlodefi
come ladouedißeilpoeta. 22 Chiuoluederquantunquepuonatura, RAGIO . : e E'l ciel
tra noi uengaà mirarcostei. Si come in biasmo &uituperioſonoquelle rimeono
elasciòſcritto. Fiammadalcielfuletuetrecciepioua >>
Maluagia,chedalfiume&daleghiande Perl'altrui impouerirſe ricca egrande,
Poiche dimaloprar tanto tigioua . Il deliberatiuo èdettointalmodo,perciò che
èpo ſto indeliberationediperfuadere èſconfortarela cos ſadichefifauella. ,
Signormiratecome'ltempouola, Etficomelauita Fugge&lamorten'efouralespalle: Voifietehorqui, penfate allapartita,
Chel'almaignuda&fola Conuien,ch'arrive àqueldubbiosocalle:
Alpaßarquestaualle Piacciauiporregiu l'odio losdegno , Venticontrarialla
uitaferena. Etaltroue difconfortando ,in cotal modo. Vergine, incuihotutta
miafperanza, Chepoßi uoglialgranbijogno aitarme, Nonmilasciarinful'estremo
paſſo: Nonguardarme,machidegno crearme, ১ ? No'lmioualore. Il giudiciale èquello , che poſto
indifcordia ha= inſe accufatione,ouer domandacon difenfionedi chi parla.L'una
l'altra di queste due parti fi uede la たば oue دد . oueil Petrarcadiffe. >>
Ferastella, ſeilcielohaforzainnoi >> Quant'alcun crede,fu,ſottoch'io
nacqui, Etferacuna,douenatogiacqui, >> Etftraterra oueipiemoßipoi.
Etinaltraparte. S'il dißi mai,ch'io uenga inodioàquella, » Delcuiamoruiuo
&Janzailqual morrei. : Alleuoltefi
troueranno &l'accufatione & ladi= fenfioneinfiemegiunte, il chein due
modififa : ouero inunasteßaperſona, Imifoglio accufare ,&hor miſcuſo, »
Anzimipregio,&tengoaßaipiucaro. Oueroin piu,ſi comealtroue diſſeil poeta دد
دو دو Mauoieſcuſo , &mesteßoriprendo, Chenatura àuolaru'aperſel'ali
Amediedeocchi, iopurnemieimali › Litenni ,ondeuergogna&dolorprendo.
Etpoſtochequestitregenerifianocapidella Rhe= torica, nondimeno puostare che
partitamente alcu= noſiaperfettodicitore ,quantunquene l'unoſolamen= te di
queſti tre generifia eſercitato .fi comedi Tera= mene,diZenone
&diGorgiasileggenell'antiche me= morie,l'unodequalifufolamenteattonelgenere
de= liberatiuo , & l'altro nelgiudiciale , ſi come il terzo nel
demostratiuo fueccellentißimo parlatore , anchora che
nonmancaſſerodiquelli,chehebbero opinione,che il dimostratiuo doueſſeſeperarfi:
&cheduefolamente k 2 rima= : rimaneffero . Laqual opinioneneà
gliantichiGreci , ne alli Romani dicitori piacqueper alcuna maniera .
Eccol'inuentioneſegue laquale èla prima diquellecin
quecorde,chefannoharmoniaJoauißimaper lalingua dell'oratore .
Quastafudagliantichidiffinitorichia mateimaginationedicoſeuereò uerifimili
almeno, at teàrenderelacausa dellaqualesi ragiona probabileap preſſo ilgiudicio
degliascoltanti .Seguela difpofitio ne ouerocompartimento,laquale èunoordinedi
quel lecose,chedal dicitore uengono disposte:fi come la leggiadrafauella è
compofitionediuoci &difententie ordinateàfpiegarequello , chedella
inuentione uenne ordito &proposto . Lamemoriaèferma&Sodaco
gnitionedell'animo,incuicomeinfacrouafe uengono àconferuarsituttelecose,che
dalladifpofitionefurono con douuto compartimenteordinate. La pronuntia e
l'anima &lofpiritorenduto allecosetrouate&difpo Ste .Laqualesifa
conunagraue & matura raggione dimouereiluolto , lauoce e
igesticonleggiadrauenu sta . Questa èquella, chede glianimi s'infignoriſce :
pajcendodinonſoche nettaregliocchi,l'orecchi, et gl'intellettihumani ,fa
chel'animebeandofi noncura= noinquelpuntomaggior contentezza : ne inuidiano
l'ambrofiadelli Dij . Lequai coſe tutte uengono à ger= mogliaredatrepedali :
che ſono l'arte , l'imitatione , l'effcrcitatione . Con l'uno
l'oratoreprendeuna cer ta debita &ordinataragionedidire, conl'altrotolto
l'esempio d'alcunleggiadro et uago dicitore,cerca alla ſua perfettioneaccostarsi,&
finalmente co'lterzoſt uiene con la confuetudine uso delparlareàgenerar
quell'habito , che & prontezza & facilita,come lu= mealletenebre, ci
rendenelfauellarbene . Maritor= nandoalla inuentione ,dicoella dagli antichi
maestri hauerpreſoſei parti,dallequali uiene à terminarſi finire,detteEfordio,
narratione , diufione, Confer matione , confutatione,&conchiuſione. L'una
entra congraue&maturodifcorjo nelparlare; l'altralaco ſaſpiana
&dimostra: laterza ordina &distingue:la quarta neruo
&fpiritorendeallecose di chesifauella: laſeguente indeboliſcele ragioni
dell'auerfario , &la fezzaiaraccoglie tuttoquelloin breuita,ches'è detto
dafine alconto. Etperparlareàbastanzad'intor noàquestepartidico l'Esordio
eßerel'incominciamen todelparlarechefifa, nelqualeinescandoglianimi de
gliascoltanti : cattiamoattentione, beniuoglienza , inſtruttione. L'uno
mettefilentio,& acquistatuttele giuridittioni degli ascoltanti . L'altro
fede &cre denzane rende . Sicomeil terzofa gliauditori bene informati
instrutti del caso , di che fi ragiona. Sono dueEfordi,l'unodettoprincipio
& l'altro fimulatio ne.Dalprincipiouengonoàfarsigli ascoltanti attenti
beneuoli,istrutti . Attenti co'lprometteredi parlarco
Sealte,graui,neceßarie,gioueuoli , grande,nuoue, inufitate, alla commune ſaluezza
appartenenti: allare ligione, allapieta ,alliDij, ò àquellicheascoltanotut
tauia. EccoilPetrarca tuttopenſoſo e marauigliato k 3 pros produrne gli ascoltanti una infinita
attentione,nel principio di quellacanzone. » Iuopensando, nelpensierm'aßale
>> Vnapietasifortedime stcho. Benzuolisi rendonogli ascoltantiin quattro
manie= re,danoi steßi,dagli auerfari , dagli auditori, dalle cose, di cui
fifauella. Danoi,jel'ufficio nostro uferemofanza alterezza,
&ferannolelodipernoida teànoimedesimiconmodestia , ſi come. Perchelauita
èbreue. " > Etl'ingegnopauentaàl'alta impreſa, دو دو Nedilui,nedileimolto
mifido : Mafperocheſiaintefa >> Ladoueiobramo,&ladoueeßerdeue,
>> Ladogliamia,laqual tacendo iogrido : دو Occhi leggiadridoueamorfanido
, Auoirivolgoilmiodebileſtile » Pigrodaſe,ma'lgranpiacerloſprona .
Similmentesedalcommun bene cominciaremo, co دو melà. Italia mia ,benche'l
parlar ſia indarno >Allepiaghemortali. Odaparenti amici, »
Spirtogentile,chequelle membrareggi. Odagliascoltantiſteßi ,
Voich'ascoltateinrimeſparſeilfuono, Queroſenoiproporremodiraccontareinos
fagi,pouerta,folitudine,&miferia . ostri di 1 » Laßo . .. Laßomech'iononſo
inqualpartepieghi; Lafpeme,ch'eiraditahomaipiu uolte. Etaltroue, Toltom'hai morteilmio doppio
thefauro : Chemifea uiuerlieto &giraltero. Et in un'altro luogo.
Dipenfierinpenfier , di montein monte Miguidaamor. Etaltroue,
Chedebbiofar,chemiconfigliAmore? Tempo èbendimorire, „ Ethòtardato piu,ch'ionon
vorrei. : Trouafianchoralabeniuoglienzada noi steßistut tauolta chefimostra
noinonhauermai fperatoje noz neinquellaperfona,conlaqualesi ragiona, come nel
lacanzoneVergine bella, Amormifpigneàdirditeparole د Manonfoincominciarfanzatua
dita, » Etdicolui,che amandointefipose. >> Inuocolei,cheben sempreriſpoſe.
Chi lachiamò confede . Dallapersonadegliauerfaritrouaſtanchorabeniuo دو
glienza,dandoli inpotere dell'odio,dell'inuidia, &del la difcordiade
gliauditori , dell'odio, Fontana di dolore,albergo d'ira, Scola d'errori tempio
d'heresia. Delladifcordia , >> L'auara Babilonia ha colmo ilfacco k 4 D'ira D'ıradiDio &diuitij empierei.
Dell'inuidia. Odiluuio raccolto >
Dichedeferti strani Perinondar inoftri
campi. 4 : Dalcantode gli ascoltanti firaccogliela beniuo glienza,ſenoi diremo
uoleriuftamente, fortemente " parlaredicoſe, che
adesiappartenga,&lodandoli. Riconoſcicolei,che primatorſe » Ipaßituoi
dalpublicouiaggio. Segue hoggimai L'ATTENTIONE, la=
qualesifadatuttelecosediſopraraccontate: e maßi mamentequandopromettiamo
diparlarecofe alte importanti: دو » Conquestealzatouengo àdirhorcoſe,
C'hoportatonelcorgrantempo afcofe. 1 Lofimile hauraforza di operare il uolere
iſnoda rele cose dubbie,dechiarire ledifficili ,ſcoprire lenon conosciute
,&le coseda altrileggiermentetoccate con ordine diftintionemarauigliosa
esaminare. AMMAESTRATI firendonogli ascoltanti pro=
mettendoildirecofegioueuoli, &attead instruiregli animi loro . „
Poiſeguirofi comeàluin'increbbe » Tropp'altamente, &chedi ciom'auenne »
Dich'ioſonfattoàmoltagenteeſſempio, „ Benche'lmiodurofcempio „ Siascritto
altroue, »Si ز " Nefongiastanche. . Sichemillepenne
Doueproponeilpoetadidire alcune marauiglio= ſetrasformationi : lequali
&instruttofaranno altrui attento.In struttoper lofuggire dagliamorofitra
uagli,attento perlamarauigliadel caso .LaSIMV LATIONEfifadalfingeredinonuolere
alcuna coſatrattare ,&nondimenotacendo ,artificiosamente fauellarne,
mostrandola neceßitadi dovere d'alcu= nacosa,communqueellaſtfia,ragionare .
Tacernonpoſſo&temononadopre > Contrarioeffettolamialingua alcore. LA NARRATIONE
èditregeneri:il primo èquello,onde ſi racconta loſucceßo di alcu nacofa.
Iodicochedaldi,cheilprimoasfalto 22 Midiedeamor,molt'anni eranpaſſati.
Etaltroue, >> Standomiungiornoſoloallafinestra, »
Douecofeuedeatante&finoue. " ده L'altro èquello, onde
filodaalcunapersona,con dottiincidentemente àparlaredital coſa,ſt come.
L'almach'efoldaDiofattagentile , Chegiad'altrui nonpuòuenir talgratia,
Similealſuofattorſtato ritene . Il terzo édallecose ciuilipiu remoto, nondimen
eglifamolto prò l'esercitaruift inquello altresi.Ha dueparti:conciofia che
appartiene àifattio plle per ks fone 4 2 Sone. Hailprimiero trecose proprie
&àſe richies ste, lafauola, la storia ,& l'argomento . Elafa
uolanarrationeneueraneuerifimileper alcunmodo -- Lastoria écoſapaſſata,lontana nondimeno dai
no= stritempi . L'argomento é coſaimaginata, nondime no uerifimile , chente
èl'argomento delle comedie,del= lafauola, Facendomid'huomuiuoun laurouerde,
Cheperfredda stagionfoglianonperde. Della storia accennò la ilpoeta. »
VinſeHannibal&nonſeppeusarpoi >> Benlauittorioſaſua uentura .
Del'argomentoladoueediffe. tettod'oro. >> Murierand'alabastro
Quellochenelle perſone consiste,dee hauere pid= ceuolezzadi parlare ,
diſſomiglianze d'animi,graui= ta, affabilita ,fpeme ,timore ,ſoſpetto , diſio,
fintio= ne,mifericordia , mouimenti dicoſe , ſtraboccamenti difortuna , disagi
,ſubitane allegrezze , &lieto fine dellecose,gli esempiprendete nel
Petrarca di tutteque ftecoſeraccontate,fènon ui ènoia l'udire. >> Pigmalionquanto
lodartidei >> Del'imaginetua,&quellocheſegue. Etaltroue . >
Pacenontrouo, &nonhodafarguerra . Della grauita accennò in quelluogo. »
Donna,chelietaco'lprincipio nostro. Dell'affabilita altroue ediffe , 2 » Quando
amoribegliocchiàterra inchind. Lafpemetoccainquellaparte,
Piuuoltegiadalbeljembiante humano • Iltimorenellerimeche cominciano ,
Quandofontutto uolto inquellaparte . Delfoſpetto accennò quandoſcriſſes دو
" " Idi einguardiaàfanPietro,hornonpiunò. Deldiſioparlainquel luogo,
Semaifuocoperfuocononfifpenfe. Dellafintionealtroue ,
Standomiungiornofoloallafinestra. Dellapieta inquellaparte. Tacitouo,che
leparolemorte » Farianpiagnerlagente Deistrabboccamenti uari di fortunain quelfon
netto. .. Omifera horribiluiſione. Deidiſaggipurdouediffe , >
Paſſermaifolitario in alcun tetto. Dellagioiafubita inquelluogo, >
Dolciire,dolcisdegni, dolcipaci. Dellietofine, دو Felicefaßo che'l beluiſoſerra
Chepoi, ch'hauraripresoilſuobeluelo, >> Sefubeatochi lauidde interra;
>> Horchefieadunqueàriuederla incielo? Maperchelanarrationefu diuiſa
dagli antichi in treparti,perquestoſeguendol'istessa openione:di= CO <<
co lanarrationeeßere di tremaniere,Brieue,Chiara, Verifimile. LaBrieuecomincia
dallecofe neceffarie , nondagliultimiprincipij , maingencraletoccaleco
fe,&ferpendoàpocoapoco ſiritira finladoue egli
fabisogno,&nondoueandarfipotrebbeconlauaga ده fauella scorrendo . Eccobrieue,foccinto,
&fanza cir= cuitione di parole: ilPetrarcainquellaparte.
Mainonuòpiucantarcom'iofoleua, Ch'altrinonm'intendeua, ond'hebbiſcorno. La
narration chiarafifa tutte le uolte, che noi diremole cofe cofifinceramente
,comeuennero opera te ,toccandoitempi &l'ordinedellecofe,fecondoche
furonopofteinefecutione . Quiuihaßi conmolta diliz genza àconfiderare,chenonfi
dicanole coseconfuse,ò torte,òdubbie,ò nuoue,òchefi paßi daunfatto all'al tro,
&daunamateria adun'altra diſſomigliante differente dallaprimiera,oltre
àciononfidee comincia reilragionamento da molto lontaniprincipij, nemol= to in
longodifferirla tramadel'orditoparlamento,nó lasciando le coseneceffarie,
neabbracciadolefouerchie. Tuttequestecose diligentemente offeruò il leggiadro
poetaquandoediſſeinquellauagacanzone,laqualeper 1
esempio&Ideadelbenfcriuere non menolasciòil Pea
trarca,cheperdichiarationedituttalafua usta. Neldolcetempodella prima etade,
>> Chenafcer uidde, anchorquafiinberba, >> Laferauoglia,cheper
miomal crebbe, >> Perchecantandoilduolfi difacerba, Canterocomeiouißiin
libertade. Lauerifimile fi fa, toccando quelle cose,che l'uso tollera , & l'opinione
&laNatura , &i tempi: conla ragionedelleperſone,dignita
,conſigli,luoghi , conueneuolezze,&costumi, iqualifiorituttiqua
laperlouerdegiardinodel canzonieredelPetrarcafi trouanononmenoàuaghezza
dell'orecchiechegli odo no,cheà conforto, dell'intellettoche lifiuta,ſparſi, دو
uditene intestimonianza di ciòquesterime. Neltempo,cherinouaimieifofpiri
>> Per la dolce memoria di quel giorno, >>
Chefuprincipioàfilonghimartiri. Conglialtriquattro terzetti,cheseguono dietro
alraccontato ... Aquestepartidell'oratoresi aggiugne la CONFVTATIONE,
CONFERMATIONE altresi, cheſono dueuie,per lequali ſiprocedeallaper
Suafione,finedellaRhetorica,comealcuni vogliono . Faßi
laconfermationefortificando leragioni nostre, ft comedebilitando lecontrarie la
confutatione. L'una di fende noisteßi,l'altra offendegli nimici . Questa re=
calauita alle nostrecause;quellaamazza &uccidegli auerfari .
Puòadunquelaperfuafioneacquistarfi con l'unadiquesteduepartifeparatamente:macon
mag giorfortezza&leggiadriaſe l'una l'altra potre
moperauenturacõſeguire.Queste dueformedellaRhe torica,che
confutatione&confermatione furondette, usoil poeta tanto piu uagamentede
gli altri poeti, quanto egli neldescriueredegliamorosicontrastifu il
piueccellentediciascunochemaifcriueſſe .Etleggete= neuipregolacanzone, p›
Quelanticomiodolce, empiofignore. Doue il poeta maestreuolmente finge d'accufar
Amore.Poi uedetecomeeglidalleaccufationifattegli dalpoetasidifende,parteconfermando
, &parteri= futando,ilcheper non recarui increſceuolezza, con buonafrontemi
trappaffo . Veniamo alle constitutio= ni; lequalisonotre; Congietturale,
legitima, giuridica . La CONGIETTVRALE,equando nafce rumore ò difcordiaperfatto
d'alcunacosa,appli= cafigeneralmente àtutte lecoje,lequaliuengono àcono ſcerſi,
òperpatriaò perlegge, òper costume , òper profeßione , òper habito ,
òperftudio,ficomedi Sap phocongietturalmenteparlò, doue dißeilpoeta. Unagiouene Grecaàparoàparo Coinobilipoetigia
cantando, رد t Ethaueaun ſuoſtilleggiadro & raro . Allargafi la congettura
permoltofpatio : auegnd= dio, che daglieffetti , &dalleoperationi &
acci= denticommuniuengonoà prendersilecongietture,le= condola Natura, qualita
&giudicio dellecose.Lacon Stitutione LEGITIMA prendenascimentoetmet teſiin
difcordiaper contodi lettereſcritte, òleggi in= terpretate. Hafei particelle,
addomandate loſcritto ouer lafentenza,leleggi contrarie ,il dubio,la diffini
tione ,latradottione la ragione. La GIVRIDICAAppartienequandoilcasoconfta:manoipro
cacciamodiſaperefeegli èfattoperragione èper in=
giuria.L'unodanna,l'altropurga:l'unoscioglie , l'altro lega . Mostraftlacauſa
eſſeregiusta ò contra= ria allaragione,perleggi, confuetudine,&accordo
ragioni, auttorita, &costumi , &eſſempi, patitadicaſo. Eccoilpoeta
uolerſi sbrigaredalle cure amoroſe, aßegnandolaragionenaturalein cotalmodo,
Obedirà Naturaintutto è ilmeglio : دو >>
Ch'acontendercõleiiltemponesforza . Percostumeargomentaualadoueconamor fauel=
Landodiße, >> Amorseuuoichi torni algiogo antico,
Comeparchetumostriun'altra proua Marauigliosa&noua ; Perdomarme,conuienti uincerpria . " /
Ilmio amato theforo in terratroua , Chem'en'aſcoſto, ond'ioſon ſimendico . Per
auttorita degli antichi , ſi come in quel luogo دو Credeteuoi ,che Cefareò
Marcello, » OPaolo,odAphricanfuſſer cotali , Per incudegiamainepermartello Pandolfomioquest'opere
ſonfrali , Allongoandar, ma'lnoſtroſtudio équello, Chefaperfamaglihuominiimmortali.
Maritornandodacapoallitregeneri ch'iodi fo prauidißi;dico il GIVDICIALE eßerquello
che èpiuneceßario &utiledeglialtri : fi comeildi= mostratiuo èpiugencroſoet
magnifico,&inperfettio nemaggiore. Concioſiachecon quello ſi mantengono
lecittatranquille,leRepubliche quiete, i stati pacefi cihoradifendendo, horaaccufandoaltrui,douedimol
tecoſefannobisognoalſamoparlatore:&ſpecialmen te usandolaconftitutione
congetturale.percio che di congetture &d'argomentiprobabili fadi mestiere
cheeglitengacognitione, adducendo comparationi fegni ,&conseguimenti
,&pruoue. lequal parti tutteſonoinquellacanzone raccolte,doue amore& il
poetafi accufano ingiudicio.Eccol'argomento pro bababiledouefcriffe, ›› Madonnailmancopiede ›,
Giouenettopos'ionelcostuiregno, Ond'altro,ch'ira sdegno Nonhebbimai. Laqual
ragionefaßi dimostrando all'auerfario maieffer reſtatoin alcun tempo
dimaloperare .Mala comparationeècomecaso,àcaso,fattoàfatto, &fu
ceffoàfuceſſo uiene àraffrontarsi, fi come nell'iſteßa canzone. دو دد
Odonnaintendil'altraparte, Che'luero,ond'eifiparte, >
Quest'ingratodiraſanzadifetto. Co'lfegno fi uieneà dimostrare l'ageuole pron
tezzanel reodel mal oprare,&questoinſe contiene il luogo;iltempo, lofpatio,
l'occafione, lafperanza dimal f SECONDO 161 dimalfare, il
difiodinasconderſi,comela, >> Perfarunaleggiadraſuauendetta, دد >>
Etpunirinundibenmilleoffeſe Celatamente amorl'arco riprese, >>
Com'huom-ch'à nocerluogo&tempoafpetta. L'argomentofifaconfalda
ragioneaccufando al trui: òco'l testimonio deltempo paſſato, òfuturo ,o
preſente, nellacanzone, che diſopra dißi leggonſi que steparole >>
Questim'hafattomen amareDio, >> Ch'ionon deuea, mencurarmeſteſſo, ›,
Perunadonnahòmeſſo » Egualmenteinnoncaleognipenfiero. Loconseguimentoficauada
gli accidenti, che ab caſoſeguirono. Poichefuofuinonhebbi hora tranquilla: Lapruoua
equella,chenelle deretaneparti delraz gionamentos'introduce,eſſendoſi gia
confermatalafo fpitioneneglianimide gliascoltanti. > Quincinaſconlelagrime e
imartiri. > Leparoleeiſoſpiri, › Dich'iomi uostancando, forsealtrui. 11 ›
Giudicatuchemeconosci&lui. Laconstitutione legittima dißi diſopra hauere in
fecinquecoſe, ſcritture , leggi contrarie, dubi, diffini raggioni. Lequal cose,
per non tioni, tradottioni, discostarmi dal miopropofitoleggiermentepaffar in
tendo. SimilmentelaGiuridica inſecontiene Natura, ARAGIO. 11 legge, confuetudinedigiudicare,giutitia
&bene, patto, dicui &glieſſempi &l'autoritafurono à ba=
Stanzadiſopraaßegnate.Horadiremodegliſuoi istru menti :cheJono la comparatione
latradottione,lacon= ceßione,laneceßita , lafortuna, iprieghi , l'allonta=
nanzadelmaleficio ,gli argomenti, laconchiufio= ne.Dellacomparatione
dißipocofadifopra,&non è altroquiuicheil uedere ,sefu meglio operare quello
che il reoconfented'hauerfatto, òquellochel'accufa= toredicechefidoueafare.
> Questiinfuaprima etafu dato all'arte : دو دو دو Dauenderparolette,
anzimenzogne, Neparchefiuergogne Toltodaquellanoiaalmiodiletto »
Lamentarsidime. ১১ : 71 Latradottionefifadalreotutteleuoltecheil
com meſſo peccatofi trasferisce allacolpad'altrui. >> Neparchefiuergogne
Toltodaquella noia almio diletto دو دو ১১ Lamentarsi di me,chepuro&netto
Contraildiſio,cheſpeßo'lſuomal uole, Lui tenni,ond'hor fidole Indolceuita,cheei
miferiachiama rodo t La conceßione si fa allhora ,chenoi domandia=
momerce,&fperiamochelenostre colpe cifien ri= meffe >> Misereredelmionon
degnoaffanno , " Riduciipenſferuaghià miglior porto i C Ramenta . »
Ramentalor,com'hoggifostiincroce. Laneceßitasi usanel mostrare cheilreo non po
teaperqualchefortißima ragione riguardarsidi non " peccare. Però turbata
nelprimieroaſſalto, Nonhebbetanto neuigornefpatio Ch'albisognopoteſſeprender l'arme.
Aggiugnesil'escusationefatta dalreoper inauertenza, Trouommi Amordeltutto disarmato, t
Etapertalauiapergliocchialcuore. Conlafortunafi conferiscela causa honestandola
appreßoilgiudiciodegli ascoltanti: Amor,
Fortuna,&lamiamenteſchina, >> Diquelcheuede, nelpaſſatouolta >>
M'affligon , fi, ch'ioporto alcunauolta Inuidiaàquei,chefonful'altrariua. ९ Iprieghi fifanno allhora,che ilreo chiede
miſez ricordiadellecommeßecolpe,non nefacendo cagione nefortuna,nedestino,
nepoco auedimento ,ne altrui perfuafione ,ma tuttoil difetto trasferisce inſe
me= defimo. » Pentito tristodemieiſiſpeſianni , Chefpenderſi
doueanoinmiglioruso > Incercarpace&infuggiraffanni, Signor,cheinquestocarcerm'hai
rinchiuso, Tramenefaluodaglieternidanni, •, Ch'ioconoscoilmiofallo&non
loſcuſo. L'allone L'allontananza dei commeßi diffettififa dando
nelacolpaòallacauſa, ò all'huomo cagione di tutto ilmale. Mai notturno phantasma,
D'errornonfufipien, comeei uernoi, Ch'èingratiadapoi CheneconobbeaDio,
allagente, t J Diciòilſuperbofi lamenta,&pente. Segue l'argomento,ilqual
uiene diuiſoincinque parti: auegnache eglicontiene,proposta ,ragione,con=
fermatione,ornamento, abbracciamento , con la propoſtaſiadduce in breuita il
fatto in propria for= ma. Laragionebrevementedimostra quelloche pro= uar
intendemmo. Laconfermatione con molti argo mentibreuementefortificala ragione
esposta. L'or= namento é quelloche abbelliſce &honesta la causa:l'ab
bracciamento foccintamente comprendecioche d'intor noallepartidello argomentofu
proposto. >> Semaifocoperfoco non ſiſpenſe, >> Nefiumefugiamaifeccoperpioggia,
دو >> Maſempre l'unperl'altrofimilpoggids. Etſpeſſo l'un contrario
l'altro accense: »
Amor,tucheipensiernostridispense >> Alqualun'alma induicorpis'appoggia,
Perchefaiinleicondifusatafoggia >> Menpermoltouoler leuoglieintefe? :
Laconchiuſioneouero Epilogo èfatto per replis carelecose inbreuita,di che
longodiſcorſonella narrationefifece.ha treparti dette enumeratione, eſage= ratione &miferia.Conl'unainſomma
breuitafirin= frescailcaso: conl'altraſieſaggera lacofa cone die= ciprecetti
della Rhetorica:con laterzaſi muouono gli animi trappaſſandoper le
nostremiſerie, &disagi diſauenture mostrando lepiaghe dateci dalla fortuna
gliinganni teffuticidainonueriamici,gliefigli, lepo uerta,idanni,
ipericoliingiustamenteſofferti: Com parandolepaſſateuenture conle
calamitaſouraftanti òpreſenti:dimostrando quantofurono in altrui benefi= ci&lapietapernoi
uſata:facendo nota lafermezza costantia nostranegliingiusticolpi della fortuna,
ne iuelenati morſidell'inuidia , ò nelle acerbepercoffe dei nostri nimici. In
quattro luoghi s'intesse dell'o= ratione l'Epilogo uolendo, nelprincipio,nella
narra= tione,enelJodoargomentare,&nellafine . Matempo ėdilasciareil
Giudiciale, uenire hoggimaialDelibe ratiuo. Sonoledeliberationididue maniere,
oueroal lhora cheſiricercaqualediduecofe debbiamettersi in effecutione ; oueroà
qualpartito attacarsi maßimamen tesiarichiesto , tramolti checi uengano propostiEc
coilpoeta di questi trattiſauißimo &accorto maestro, dubbiare, àqualdi
duecoſe debbiaopporſi ò allaut= دو tafuamanincoſadarfineper morte , ouiuere ,
come eglifacea,addolorato. S'io credeßipermorteefferescarco »
Delpensieramoroso,chem'atterra, >> Conlemiemanihaureigiaposto in terra 13
Queſte membranoiofe&quell'incarco, Maperch'iotemo ,chefarebbeunuarco ده
" دو Dipiantoinpianto &d'unain altra Diqua dalpaſſoanchor ,
chemififerra, raguerra; »Mezzorimangolaßo &mezzoiluarco
Diliberadipiucoſeladouelasciòfcritto. Chefaialma ?chepensi?hauremmatpace?
»Hauremmaitriegua? odhauremguerraeterna? Il dimostratiuotuttodaoperanelſuoconto
ò nello dare ènelbiafimarealtrui.faßilalodepermezzode
ibenidell'animo,delcorpo,dellafortuna,faßiilbia= fimoperil contrariodeigia
raccontatibeni. La lode èilpremiodell'operecomendabili,ſicome il uitupe= rio
ècastigodelleſceleratezze,ouero dellecose abhomi
neuoli.Etperparlaredellalodedico,chepotiamo al= cunacofaesaltare ,occorendo
l'occaſione,toccandola parentela,lacreanza, le ricchezze,ta poſſanza,la
gloria,lacitta l'amicitia,per conſeguente ancho rauituperando. Etqueste cose dameraccontates'intern
donoquantoallibeniistrinſichi.Potiamo lodare dalla partedelcorpo,toccando
ecommodidilui,ficomela uelocita , la destrezza, la leggiadria,leforze,la diz
gnita,lafanita, l'ottima compleßionecon labellez za,icuicontrariferuirannocial
uituperio. Similmen te all'animo uieneàdarſi lalodedalla maturezza dei
penfieri,dallagrauitadeiconfigli,da l'acutezza del l'ingegno, dalla buona memoria,
dalfacile apprende re,dalle discipline,dalleuirtu,comeſono la giustitia, laforz
1 lafortezza, &lamodestiadalli
cuicontrarifidiuifa noiuituperi ibiafimi dicoloro,chenoiflagelliamo
conlasferzadellelingue:&uccidemo con il coltello dell'eloquenza. Loda il
Petrarcalafuadonnapertut= toilcanzonieredallanobiltadelfangue,dall'ingegno,
dell'animo, dalle bellezzedelcorpoinmaniera, che lamaggiorparte dellefuerime
ſono orditealſubbio diqueſtogeneredimostratiuo,&fouerchio reputolo
addurneinciò testimoniāze:percheiopotrei (uolendo increfcerui conla longhezza
delle parole)mandara uialfonetto. » RealNatura,angelicointellettoka > Inqualpartedelcielo,in
qual Idea. » PermirarPolicletoàprouafifo. » QuetolfeAmorl'oroetdiqualuena. Et
Et Et Et » Od'ardenteuirtuteornata &calda. Similmente allacanzone.
Etàquella » Gentilmiadonnaiueggio. › Verdipannifanguigni,oscuri,operfi >>
Inquellaparte,dou'amor mifprona 4 oueramente. piutosto »
Tacernonpoffo,&temononadopre..... Mapercheogn'unoſatutte lerimedel poeta
effer piene delle lodidi Laura, di quellenon altrimen= te ornate mostrarfi, di
quello,che faccianoi limpie diferenidella notte d'infinite chiarißime
stelle,par= ce mi il uoler parlarne, altro non effer perauentura, che
annoverare ad una ad una l'arene del mare,o contarquante goccioled'acquafonodal
maggior pez 14 lagoentroàfuoi termini raccolte. Si che lasciamo leui prego. Del
uituperarefu quest'huomo diuino tantoparco; che ben pare egli effer nato per
par larbene. Eccoquellamodestia, quellaleggiadria,que costumi,quella riverenza,
quella humanita ineffabile, quella bonta indicibile,ſempregentile ,ſemprecom=
mendabile usare lefue cortefie. Etperchesono tal uolta iuitij tantoempi
,lefrodiſiſpeſſe, lefcelera= tezzefimanifeste , che igiusti nonlepoſſonoſofferi
relungotempo,perqueſto alcuna uolta riprendeRo ma,ficomela. >
Fiammadalcielfuletuetrecciepioud. Tal uolta adiratosi,maperòmodestißimamentemet
teralalinguanelPapa. I diein guardiaàſanpietrohornonpiuno.
Alcun'altrabiafimeragliinganniamorosi,lacru= deltadellaſuadonna, il mutabile
uolere del destino, iltempoe'lcielo uolubili, l'ingordigia d'altrui,lefe=
ditionid'Italia , comegiustissimo giudice dannera inſemedefimolo sfrenatoappetito,lauoglia
ingorda, latimidezzadellaſualingua, ilpaſſardeglianniſanza frutto, &dirà
confeueroanimo. » Mabenueggiohorfi'comealpopoltutto »
Fauolafuigrantempo,ondefouente › Dimemedefmomecomiuergogno. t
Potrei(poſciacheiluento della licenza data mi di ragionareha
tantoinnantiſpintalanauedelmiopar= Lamentoperl'ampiopelagodiſialtamateria
)conducerui distintamenteàuedere,checoſaſia difpofitione , pronuntia, tenerezza
diuoce , attitudine di mouer il corpo, memoria,mabastiuidi quelpococh'io dißi
diſopra,ſanzach'io difouerchioui aggraui nell'u= direcofadauoimilleuolte
ueduta, & ampiamenteda meſcrittaaltroue àbastanza,Hora eglimipartempo,
pernólasciarel'incominciatoordine,cheio dianzipro poſidimantenere,di uenire
hoggimaialla cognitione destili,chesi oßeruanonel ragionare, òpiu tostopar
lando&fcriuendofi acquiſtano.Etauegnadiocheioal treuoltemi sforzaßi
diaggiugnerelemanierede stili conli tregeneridelle cauſe,dianziproposte, amen=
duiquestico'l mouimento,&inuentione,&difpofitio=
ne,&insegnare,&fauella, &diletto;nondimeno da capo alcunecoſenedirò,
maßimamente richieste aldiz mostraruiquello,che io nell'animo miointendodi
ragio nare.Sonoadunquegliſcrittorididuemaniere(& ba= stimi
perhorasedidueſoli non dipiu ragionare mo)alcunioratori, alcun'altripoeti
addomandati. Glioratoriſono di tremaniere, l'unodettograue,il
qualeconl'ampiezza &maestadellefententie&qua
ficonunaregalpreſenzadiparole éageuoleet accom modatoàmouereglianimiconlaforza,
&uarieta, moltitudine, &grauitadiquellecosediche egli ragio
na:Liqualipoßono efferedi due maniere,inquatocheal cuniciofannorozzaměte;altri
cõleggiadriaet arte. Alcunifonodimeßiliqualicõistilepiubafſſo ušnoditut
telecofegeneralmentefauellando,&quelle steße face= do piu chiare, mamenoampie
&graui:dequali alcu niciòfannoingegnoſamente, maconpocauaghezza:al
tripiuornatamente,hora motteggiando ,hora alcuna cofafaceta degnadi riſa
mescolandouidentro.Nel mezzodiquesteduefpecie,ch'io dißi,è ilmezzano,il=
qualeugualmentedalli stremidiſcoſtandosièpiu difua naturatemperato,non
ditantauaghezza come questi, neditantagrauitaquantoquelli , magiustamente tra
amenduiposto: dicui èl'ufficioragionareconunacer tamodestia
&qualita,laqualein ognitemposteabene: oltreà cione dimoltabaßezzanedi
troppagraui tariceuaodore.Etqueſte trefpecie ch'iodißi ſono di tanto ualore
&forza,chechiunqueſeperatamenteinal cunadiqueſteè stato
eccellente&ejercitato 3sipuòad domandare ottimo
&perfettoſcrittore,manondiquel lacompiutaperfettionecheſi
ricerca:perciòchetutti trenelbuono perfettißimoſcrittore, di cuisiragio
na,ugualmentefi ricercano,ſicomepotiamo diredi De mosthenetraGreci, di CICERONE
(vedasi) tra Romani ,deli quali l'uno l'altrofu graue,dimeßo,&tempera
to.Ilchepotremmonel Boccaccio non menocheneglial tricomprendere:perciòchelo
stiledella Fiammetta po tiamo perlopiuaddomandargraue&maturo, fico=
mequellodelphilocoloingegnoſo &dimeßo, quel= lodel Decameronetemperato
Guago,anchorachepar titamenteintuttiquesti libri,ch'iohodetto, ſieno tut=
telefpeciedellostilemeſcolate.Ilchepuò procedere dal
lauarietatantodellamateriadichesiragiona,quanto dalloaccrefciere
diminuirelaforzadelleparole usa te. E parlando delle nouelle fu graue Boccaccio
lado uecominciòordireilprincipiod'eße, ingegnoſo&piu baſſonelconchiudere, matutto
nellanarratione tempe rato:nequestodicofolamente auenire adunaisteßa no uella, mafattoà
fattomateriaà materia, caſoàcaſo; ragionamentoà ragionamento comparando.Mauenen
do alpoeta, ilqualediquellesteffetrefpeciepartitamen tefipuoritrouare,ficometra
Greci & Latini fouente uidicocheglipoeti poſſono eſſere ſeperatamente graui
dimeßi, mezzani. Graue diremocheſia Catullo tra Romani Horatio, dimeſſo Quidio,
fi come temperati Virgilio & Tibullo, & dei Toscani il Petrarca, il=
cheſipuòuederetuttauoltachefifentirannoquelle ri=
me,chevengonodidietroàquelprincipio, Donnachelietaco'lprincipio noftro .
Delftiledimeſſotestimonianzacipuò renderequel fonetto. S'unafedeamorosa,uncornonfinto. Etaltroue temperatamente
fu ſcritto quello , Mentreche'lcorda
gliamorofiuermi. In compagnia del qualeualamaggior partedegli altridal Petrarcaſcritti.Ilche
potra ageuolmentecono ſcere,chiunquehaueradeſtro,di uedere, ilnumero,la
qualita,lamaniera ,& lagiaciatura del sonetto: sa
pradistinguerelefpeciedeſtili &la uariatione della materia, dichiragiona. Anchora
che la uarietadellosti letrapoetistfaccianonpuredallamateria diche eßi parlanozma
dalla differenzadellatesturadeiuerfi,che Jonappreßogli Romani endecafillabi, Sapphici
giam= bi heroici,eleggi,etfimiglianti,liquali rispondonoàTo ſcaniſotto
quest'altre uociſonetti,capitoli,canzoni,Se= Stine, ballate, Madriali, ſtanze, &
altrecosifatte com poſitioni. Perciòche la teſtura delle canzoni,diremo eſſer
grauißima &matura:ficome dimeßa quella che nelle ballate &nellestazeſi
ricerca, & temperata quel ladelfonetto . E per conchiuder tostoquellocheio
ne Sento; diremofotto lo stilegraue mettersilacanzone, doppo
lafestina,&àquelladidietro ilMadriale.fot= toildimeſſoſtarannoleballate, poſcialestanze,
ultima mentegli capitoli;comeetiandioſotto ilmezzano lofo lo ſemplice Sonetto.Laqual
uariationenondalrima tore ;ma dall'arte &manieradiſcriuere procede,ſe=
condolaqualeeglidi ragionare comporrepropone. Etquestatalenaturadiſcriuere ò di
stile mai non fi muta,in quantocheè naturaledellauariatione &fpe= ciedele
rime&nondi nostrouolere,à ciascuno che
Scriuecomunqueegliilfacciagenerale.Sicomenepro fatori uannodiparile Orationi,le
nouelle, l'historie, et lelettere, &quafiàlorogiustamentecorrispondenti fi
poſſono chiamare: percio che l'orationediremo effere una artificiofa &
regal mescolaturadi parole, laqua= lefecofempreportauna
quaſiſemplice&naturalgra uita:dicuipocomenone recanolehistorie.Auegnadio che
l'historia èdettada gli antichi diffinitori ,hiftoria &artificiofa
&feueranarrationedeglihumanifuccedimenti, pienadiprecettiper lauitadegli
huomini op portuni, maestradel uiuerhumano,nuntiatricedellaue rita, fplendore delle
paßate uite & dell'antiche memo= rieprontißimaconferuatrice, laqualeneluero
égraue, mamenodell'orationealquanto.Lalettera fiaddoman dera
unachiusuradischietteuoci,fatta affinedi ripor= taraltrui
unaquaſipronta&neceßaria testimonian zadellehumane biſogne: laqualeperciocheilpiu
delle uolte è adalcun amico,che cheſia, indirizzata;perque
ſtoricercaunaſemplice &famigliar confuetudine di parlare,ilqualedi
nonmoltagrauitariceua odore,co= mealtrotanto lefifadi bisogno l'eſſere candida,
fince= cera,etuaga.Ilchefa la letterahauerdimestierechefla inistile dimeſſo
&communeſcritta.La Nouella effendo mezzanadifauola
&d'historia,quaſidell'uno&del l'altropartitamentepartecipa, digrauita
dico baßezza. Questaſteſſadiuifionedellostileſipuò aggiu gnereallauariatione decomponimenti,
che fono Comedie, Tragedie, Egloghe, Fauole, di ciascun'altra fpecie
dicomponimento:maperchehoranomoltomiimporta no, intendoinaltrotempo ragionarneàbastanza.
unafo la&femplicecoſaricordando,chelo stile,che propria
menteèinpoterdelloſcrittore, ſolodalleuocifi prende Secondocheſono Antiche, Noue
Vfate, nonVfate, Trasferite,Tralignanti, Ardite, Languide, Gonfie, Rotonde, Baße,
Tacite, Strepitoſe, Naturali, Improprie, Tarde, Veloci, Rintuzzate, Intiere, &
Sceme.Lequali tut= tepoſſonoprodurre unadelle trefpeciedi stile,p aiuto nondimeno
dellamateria, &dellatestura,oltreche nel
loaccompagnarleſipoßonouariareleconstructioni,le fententie & i periodi, dequaliſono
generali accidenti Le Cadenze, il fuono, l'harmonia, la Dolcezza, lo Strea
pito, la Quiete, il Mouimento & le figure. L'ornamento & Splendore di cui,
Specialmente ſi poſſonoaddoma darele comparationi, le traslationi, dellequalco=
fefemaggiorimpedimento nonmeneauerraintendo altroue ragionarneàbastanza.
Etpernon trappaſſare inutilmentequestepocheda mepurhoraraccõtate,bre
uementediremo cofi, certißima cosa è& uerißima che
Leuociantichedomandanoſiquelle,che ò perl'uſo òper
lamutationedellaetaſonodiſmeße inmaniera,chene
fole,neconlenoueaccompagnaterendonopiuquellana tia famigliardolcezza
all'orecchiedi chi l'ode.tali fipoſſonodirequelle Meo, Deo, Piacenza, Doglioreche
fouenteſidiſſe, Follore, & Sorbondato, & Sgozza re, Foruiare,
Alpostuto,&Sentißate,&Bi= ſcazza, & Dolfi, Ondunque, & Quandunque,&Bra
colone, &Frugone, Caualcione,&Misfare,et.Mi Sagio,Trafandato,
Altrotale, Calere,&Blasmo Placere,&Lucore, Amanza,conaltre infinite
appreſſo:l'uso dellequali èſopra ogni estimationefpia= ceuole&noioso,
daognilodato componimento lon meno tano.Maquesteuociantichepoßonoeßerpiu
diſuſate ro tempi wani i tralasciate,in quanto che alcune d'eßeàlo luoghi
posteinſieme condel'altrepiu gio fresche,poſſonodilettarci,&renderelenostre
scritture tantodi piugrauita;quantol'uſogeneraledi tuttelenuouediuienepiubaßo, ficomeſonoquelle,Mif
fatto, Temenza, Trascurato, Sormontare Rappellare, Accozzato, Ingozzare, Intralciato,
Stralciato, Affetta tuzzo, Forſennato, Ingombrare, Scioperato, Aldafezzo, Cappia,
Scherano, Gnaffe, Fuſciello, Horreuole, Souerchio, Prouerbiare, Schiamazzio, Stropiccio,
Miſcre denza,Talento, Rintuzzato Scretiato , Spigolistro,
Malenſo,Cinguettare,Remarichio,àuicenda er fimiz glianti. Altreſonodiuerofi
rancie &fifracide;che quantunque òperſeſoleftdicano, ò conaltremainon
poſſonoriceuerealcuna uaghezza òfplendore,ò gra= tia,ògiacitura,che
lodcuolefia,&peggio,cheudendo= leciapportanoquafiunodoredi
rincreſcieuoluecchiez zamescolato,chentifurono quelleche diſopra ricordai
l'usodellequali ſempregiudicaida ogni ſenſato &per fettogiudiciolontano. Lenouediremo
effere didue ma niere,òper rifpetto diquelle antiche òpernoi diriuate
trasferite:lequalıpercioche infiniteper aventura poßono
eßere,&infinitamente creſcono;altrononne dico eccettochetanto
piubellecipaiono communalmen te,quantotuttelecofenouelle diſuſate uengono piu
dalcommunegiudiciodegli huomini approuate,etpre donoperlalorogiouanezzamaggior
auttorita li cenza,che l'altrenonfanno.LeVfateſono quelle,che
učgonodallaelettionedeſcrittori dalgiudicio cõmu nedeglihuomini confermate,
òtrouatefi comeiodißi. Si come nonusatequelle,dicui lauariationedecostumi il mutamento
dellaeta uienela uaghezza&l'aut toritafcemando.Trasferite poſſono
addomandarſiquel lechefonodinostrouolere,&cheper noiſipoßono di riuare ,
mutare, danuouo riformare,&questoalcu nauoltafaßi,lor diriuādo dall'istessa
linguain cuifcri uiamo,comefarebbe addireIngombramento,Smarimen to,Aßalimento ,
Isteßita&Medefimita chedaingom brare, fmarrire, affalire, isteſſo, &
medesimo fi diriua= no . Diriuerannosialtre uoltele uocidaun'altra lin=
gua,diuerfa& peruenturadifferentemoltoda quella
inchepernoififcriue,comeHuopo,chequafidaunuer bolatino fi diriua,altreuolteſono
le uoci trasferiteda unalingua all'altra tutte intiere &queſto ſifa, ò per
licenzadegliantichi,comeEstremo Efpropofito, che il Boccaccio diffe,&Commendaturo,
&Amaturo, che anticamentefidiße,&leVerba, elettionefecondoil uolere le
Fata; oueroper arbitrio di chiunque ha destrodi ciofare. Tralignanti inuolate
dirannofi quelle,che nonſono nostredeltutto, &che dal nostro generale&communeuſouanno
trauiando:dellequali niunaforſe nelPetrarcaſenelegge,eccettoche nella ca zone
Laſſo mech'iononfo in qualparte pieghi , doue pur lascioſcritto, >>
Dretraiſones,quieuciantendemori. >> Mifereredelmio nondegnoaffanno
Etaltroue Ilchefu attosforzato,&dettocon graue& genti=
leartificio:auegnadiochetaleera la mente del poeta che tutte le
stazediquellacanzoneforniſſero dallo in cominciamentod'alcuna bella,&uaga ,
leggiadra căzonedemigliorpoeti,cheàquetempifi trouaßono. Dallequal uocı
nondimeno infiniteuolte,&fanza otti= ma cagionecheàciofare nel'induceſſe, potremouede=
rel'uſoinDante,sicome ladoueeglifcriße. » PapeSathan,PapeSathan aleppe.
Etaltrouepocoacconciamentefileggonoquelle, >> Ofannaſanctusdeus Sabaoth
>> Super illustrans claritatetua » Felices igneshorummalaoth,
Acuidipariquelleriſpondono,chediconoin cotal modo. »
Deusgentesueneruntalternando Condolce&confoauepfalmodia. E quello che di questes'èdetto,
ſipuo dire delle Francesi, Spagnuole, altre Barbare lingue, leuo ci dellequali Dante
hebbe per costumesi agevolmente trametterene ſuoi componimenti. Ilcheſcufar
puotein granparte,lamateriacoſigrande,&cofi ampia, cofi diuerfa,dicheegli
douea trattare: oltre à ciola groſſezza &materialita,per coſi dire,dique
tempi: il chenondimenofarebbeuitiofißimo hora,iperla per fettione della
lingua,laquale èhoggimai nodrita et cre fciuta in uaghezzatalci chepiunonleſeparagiusta
ra gionedauanti,ondeelladouutamentefia tenutamendi=
carel'altruiuoci,quandodellefueproprieneſia copio=
fißima&pienißimaàbastanza,oltrechedaniunopoe taòGrecoòLatinochesia stato
mai,per quanto io RAGIO. " I Sappia, Jappia,fuposto
inconfuetudine:quantunque egli non fla diſdiceuole ne gli oratori , ſi come in
Cicerone fra Romanifiuede, il quale & Grechi nomi & uerbi ſententie
infiniteuolte traſuoi domestici & natij ando mescolando piu uolte
&ilBoccacciocomechequestost fatto costume non biasmaßelasciò questeparole
notate iscritte Manifesta cosaechesicomelecoſetemporalitutte ſo= no transitorie
& mortali:doue appare Tranfitorie effer uerbo deltutto Romano.Et altroue
,ſiperlo me stier nostro , ilquale loro pareiniquißimo Et quell'al tre, inquifitoredellaheretica
prauita.Et quelledi piu Stima altresi una parola molte uolteper accidente,non
exprodoſito dettal'ha operato, Ne questofolo fece il Boccaccio delleuoci
Latine;madelleprouenzaliinfini= te uolteficomefono quelle Souente,Onta,
Altresi, altrefimiglianti,&alcuna uolta le Venetiane usò ,fi
comelatraquelle nonfanzagranromore dimolti,che tuttidicean cheſequel ? cheſequel?
ilconduſſeinfu la » piazza.Ma l'usodiqueste taluocieſſendodirado , oltreà
cioportandofècounaquaſineceßariaopportu= nitascidimostracio eſſerefatto
piutosto conarte, che fconciamenteoueroàcaso,maqueſte nondimeno deono effere
rare & riſpettoſe,inquanto che l'uſoloro per la troppanouitaapportataquasi
una infedele&fofpetta licenza,tanto piudannoſa&inutile,quanto él'uso lo
ro piuſpeſſo &distemperato oltrecheegli hadelloinetto quello che e peggio,
inconfiderato affai,ge=, nera . nerafastidio, rifamolto achiunquel'ode.Arditefo
noquelleuocichehannoletterepronte,&ifpeditofuo=
noficomelanguidequelle&indebolitecheſonoin con trario.Per questa
ragioneadunque tutte queste uoci Meleagro, Coperto, Armatura & fimiglianti,uocidel
tuttopronte &arditefono,ficomelanguidequest'al=
tre,Vnque,Quando,Quinto,Comunque , altreche
uannodipariàqueste.leGonfieportanounacertana=
turalgrauita,laqualemoltevolteuiene di affettatione
macchiata,anchorachealcunidicanonon eſſere affetta tionelaloro,maquaſi
unaregale & artificiosa pre= fenza, chentifonoquelle Afflitto, Afpro,Troppo
, Sostiene, Destro, Antro, Diſarmato, Parlatore, Forfennato, fimili. Le Rotonde
mancano ditanta grauita, non dimeno di generosofpiritoſono, fimezzane traquelle
magnifiche &qua le dimeſſe:pure,comique egli fifia,uengonoconlegraui
ordinate, cotali fi poffono addomandar quelle Gloria, Onde,Celeste, Cielo ,Gra=
tia, Fondamento, Profondo, Popolo & altredicofifat= ta maniera.LeBaffe
anderanno per locontrario, aue= gnadio,cheoppreſſeſono &quaficon
unanaturallan guidezzamefcolate,eccetto chepiudolcezzaportăfe=
cochelelanguidenõfanno,comefi uedeperlo eßempio di
queſte,Mille,Minime,Nimphe,Niuna, leloro con formi:lequali tanto piu dolcifono
dellelanguide; quan= tofonodipiu dolci & piaceuolilettereformate,che
quell'altre, nondimeno niente digrauita ritengono . Le Impropriefonoquelle,che
ilpiu delleuolte per difetto m di 2 di
chiunque leuſaſi commettono;&hannoſecounaqua fi sforzata,&tormentata
ſignificatione diquello che diamochente èqueluerboinondare,ſeper abbondare fi
usa, Montareinuece diuolare,&Caderein luo= godidifcendere,&finalmentetuttequelleuoci
lequali (Jèmetaphoranonlecostrigneàciofare ) ò dubbie, sforzate,òfanza drittura
alcuna diſignificationefuor diNaturafiuedranno,deono ragioneuolmente impro=
prie addomandarſi.Naturali generoſeſono quelle, checonlaNaturadellecose daloro
fignificate paiono effernate&cresciute,&quantopiu poſſonomai dal
lorproprio&nationonſidiſcoſtano; la Natura delle qualipiuperje
steſſaſicomprende &piualla difcre= tionedelloſcrittoreſirimettesche con
esempioalcunofi poſſa dimostrare,Le Tardiſerannoquelle,cheper la commiffura
&compoſitionedellelettere &fillabe lo= ro,portanoconfeco una difficile
pronuntiatione,laqua= lead ognilingua,communqueſpcdita , partoriſce ripo
fo,talifonoquelleche dicono,Vedestegliele,Manifestaz
ſtegliele,Pronunciaftigliele , Dichi uiſifuſſe, Non cifi accoſta,1olami
prendero,Vedeteluiuoi,&fimiglian= ti. Le Veloci &prontehanno contraria
Natura,lequa lianchorachelongbefiano &diſteſe nondimeno nella loropronuncia
apportanoſeco un quaſi pronto , ifpedito &ueloce
discorrimento,comequesteFortuna tißimo,Felicißimo, questo ch'io horadißi
Velocißi mo.Etquestonascedalla compofitionedelle lettere, che
queſteuocirendonocotali, alcunauoltafifa dallo accentoòſuonocheuogliamdire,fi
comeſonoqueste La tora, Diedemi, Toljemi,Vergine, Timido. Le Rintuzzateportanofeco
ilfinimento loro imperfetto mozzocomeſonoquelleche neuerfipiuſpeſſo chenel
leproſefileggono,Quel,Qual,Lor,Andar, Legger,
Venir,Sofpir,Penfier,&altredicoſifatta maniera,le quali ilpiudelleuolteper
laſtretezza & neceßita del uerjo, oltreà ciò perpiuuaghezzadilui, l'ultime
uocalile ſileuanocomenel Petrarca دو » Diqueiſofpir,ond'io nutriuailcore.
Quelc'hanostraNaturainſepiudegno. >> Qual mifeci
ioquandoprimierm'accorfi. Lofpirtodellequaluociuiene piu uago &piu gene
roſo renduto diquelloche intierenonfarebbono,fi come fiuedeperquella دو 22
S'iopenſaßipermorteeſſerejċarao. Questim'hafattomenamare Dio. Etaltroue Il qualsuonodiuenneaſſailanguido
&mortop quel lodueuoci effere, amare: ladouecheſe, effer, etamar
fuſſerondette piuspedito &piupronto , &di minor languidezzaſene trahea
l'uno &l'altrodi que due uerſi ch'io dißi.Intiere diconfiquelleàcui
nelettera,ne fillabaalcunapuòmancare,onde illorofenfo imperfet= to, la
lorogiaciturasforzataſiueggia,quelle ſteſſe fornite, Quello, Quale, Loro, Andare,
Leggere, Veni= re,Sofpiri &Penfiere,fidirannonelleprofe: ancho neuerſi,ſe
altro impedimento non celouieta. Sceme quelleferannodetteàcuinonmanchera alcuna
lettera く m 3 ofile èfillabaaltrouechenelfinimento loro ,qualisi
poßoz nodirquelle Laueinuecediladoue,òme,in uecedi ol me,
setu,&tutto,popoco,ben bene,& altreche de la
steßamanieratuttodiſiueggono quandodarimato= ri & quando da proſatori usate.
Queste uocida merac contate,pofte che neuengonoinfieme, &artificiosamě
teſecondol'opinione giudiciodeloſcrittore accom pagnate,uengono
àproduceretuttequell'altre diferen= tie che furon dette. Et
primieramenteparlando della construttionediremo,quella eſſere unaſemplice&
ac= commodata mutationediparole, fatta dachiunque leg= ge,affinedi ritrouare
loſentimētodiquellocheſotto la giacitura di eſſeuocifi contiene, fi come
dicendo Verdipanni,ſanguigni,òſcuri,òpersi Nonuestidonnaunquanco, --و دو ככ
Ned'orcapelliinbionda trecciaattorſe Si bellacome questa,che mi spoglia
dalcamin dilibertade i D'arbitrio, Secomi tirafi,ch'iononfostegno
Alcungiogomengraue. Laconſtruttioneconordine afſaidal raccontato di uerſodira
in cotalmodo,Donnafi bella comequesta,che mifpoglia d'arbitrio,&mi tirafeco
dal camindi li= Bertade,fich'io nonjostegnoalcun giogomen graue, nonuefti
unquancopanniuerdi,ſanguigni , oscuri,o perfineattorſe capellid'or in treccia
bionda.Ilchenon peraltrofifa, eccetto cheper intendimentodi quello chel'ordine
la giacitura primiera alquantoci re= deano G deanopiu difficile &malageuole. Laſentenza
èlo Sentimentodiciascuna compoſitionedi piuuocipofte in ſieme,cheche
ellefifieno,laqualeuiene pergli interpre ti,o
efpofitoricheuogliamdire,dichiarita . Altramen= tesentenzafidefiniscecheſiaungioueuole,
&ammae= Streuoleprecettodellauitahumana,detta affineche noi
alcunacosaappariamo,òbene operiamo . Auegnadio chetuttoquello
ondefifcriuedabuoni&ottimiſcritto ri,sifa
affinediinſegnarci,&rendersifaputi,maper= cheilſaperesifa ò perſe ſteſſo
ſolamente,co'l mezzo deglihabitiintellettuali,ouero perdirittamente opera
reperaiuto demoraliammaestramenti,perquesta ra=
gioneetiandiolefententieſecondodue loro manierefi
poßonouariare:alcuneferannointellectuali, altremo rali.delle primiere
nehabbiamoinfinitieſſempi appreſ foGuidoCaualcanti,nellacanzone ,,
Donnamipregaperch'iouogliadire: Anzipertuttieſuoicomponimenti,&quello
stesso fiuedepertuttala comedia diDante,specialmente la ” " douediße ,
Lagloriadicolui,che'ltutto moue, Perl'uniuerfo penetra, rifplende >> Inunapartepiu
&meno altroue. Laqualefentenza egli piu toſtocome traduttore, cheauttore
dilei lamiſe neſuoi canti,come paleſemen= teſipoſſa credere
eglidiuocehauerlatolta dagli an= tichi peripatetici il Petrarca quella
medefimamente dagliAcademici,doue legge, m 4 L'almache èfolda Diofattagentile,
Chegiad'altruinonpuòuenirtalgratia, Similealsuofattor statoritene.
Dellemoraline èpienoognifoglio, mequeſte >>
Miferiiltantoaffaticarchegioua? د ogni rima fico 1. Tuttitornatealla
granmadreanticas: E'l nomeuostro apenaft ritroua. Et altrouemedesimamente
" כל Feminaecojamobil per naturas
InGiouenilfallir èmen uergogna, Vnbelmorirtutta la uitahonora.
Veramentefiamnoipoluer&ombra. Chequantopiaceal mondo ébreueſogno. Periodo,é
artificiofa&penſata compofitione di piuuociadunisteßofineindrizzate.Ilqualepuò
eßez redi piumaniere,Longo toso, Languido Brieue, Dolce &Strep= Ardito, Rotondo
& Baßo, Graue Dimeßo, &d'altredifferentie molte,ficometalene torendono
leſempliciuoci che lo producono. Dolce breue,&inognipartediſefelicefuquello
. >> Humanacofa. èl'hauer compaßioneàgliafflitti. Lon= >>
go&ftrepitosoquello , Fu adunquein Genoua buon >>
tempoépaſſatounGentil'huomo chiamato M. Ermi= >> nodeGrimaldi,ilquale(perquellocheda
tuttieracre= د duto)digrandißimepoffeßioni & didanari di gran >>
longatrappaßauala ricchezza d'ogni altro ricchißi= >>
mocittadino,cheallhoraſiſapeßein Italia,&fi come egli di ricchezzaogni
altroauanzaua,che Italicofuf >> fescofid'auaritia دو di miferia ogn'altro
mifero auaroche al mondofuffe,foperchiauaoltre misura:per=
ciochenonfolamenteinhonorare altrui teneuala bor > fåstretta;manelle
cofeopportune alla sua propia per »Jonacontrailgeneral costumede Genouefi, che
ufifono di nobilmenteueftire, ſoſteneuaegliper nonſpenderedi „
fettigrandißimi,&fimilmentenel mangiar &nelbe » re. Longbißimo, periodo
quantopiueßer poßa e quellocheſeguedietro al raccontato.Mezzano & roz دد دد
tondo&pienofuquello,ficomechiarißimafamaqua= fipertuttoilmondojuona, M.Canedellascala, alquale
in affaicofefu fauoreuolelafortuna,fuunodepiu no= دو tabili,
depiumagnificiſignorichedallo Imperator Fedricofecondoinquaſiſapeſſe in Italia.
Ardito >> grauefuquello , ualoroseDonne come nelucidi fereni
»Jonolestelleornamento del cielo, nella primauera i >> fiori ne
uerdiprati; coſidelodeuolicostumi &dera= >> gionamentiplaceuoliſonoi
leggiadrimotti. Languido debole,fi puoaddomandare quello Giouani Don= >>
nefpcßeuoltegiaadiuenne,che quello che uarieripren >> fioni &molte
penedateadalcunononhannopotutoin " " luiadoperareunaparola molte
uolteperaccidente,non cheexpropofitodetta, l'haoperato.Dolce,&graueet
>> maturofuquello,Ahidolcißimo albergodi tuttii miei » piaceri,maladettafia,la crudelta dicolui
,che con gli occhi dellafrontehor mi tifa uedere.La cadenzaè fini
mentodelperiodo altramentenellaprofa,Caltramen= mste
teneluerſocompreſoPerciòchel'unocon fimiglianza egli pare &conformezzadi
uocififa, &difuono;l'altroconfo che Willa giustamifuradelle uoci.Quella
deluerfo comefi Cainterfaccia ènotaaciaſcheduno, perciocheſecondolanatura
alwanak milaret qualitadella compoſitionecofi etiandio altra &al=
tracadenzaſenetragge.Sicomealtra nericarcala ſe
Stina&lacanzone,altrailCapitolo il Madriale all'uno & l'altro
diſſomigliante lo Sonetto Ballate.Quelladellaproſa ètale,cheſempre debbe em=
pirl'orecchia, le conchiudere l'intieraJentenza del pe riodo,nequantofiadiſe
laſciarl'animo dubbio. Laqua lequantofiepiudolce, tanto piu reca
diſiderioditrap= paßar leggendopiuoltrelamisura,il numero, ilmo do
diquella,perciochein poteredechi ſcriue consiste, piutoſtoper
naturafiappara,cheperartes'insegni . auegnachequelladel tuttofirimetteal
giudicio,ſape= re,auedimento,offeruanza,&orecchiadi chiunqueſcri ده ני
ue.Fu dolcißimo &bellissimo &molto lodato perio= do,
gentilcadenzaquella:Giouani Donne, come ne lucidifcrenifono le
stelleornamentodelcielo,& nella primavera ifiori deuerdiprati,
decollirivestiti al= buscelli ; cofi de lodeuoli costumi &de ragionamenti
belliſono i leggiadri motti:liqualipercioche breuifo= „ no,tanto stannomeglio
alledonne,che àgli huomin', >> quantopiuàledonne,che àglihuominiil molto
par= دو larſt diſdice.Lo ſuono adiuienedalla commiſſura delle uoci,ilquale può
eſſere Graue, Dimeſſo, Ardito Languido morto, Strepitoso, Tacito, Soave, Spiaceuole,
Dolce. crudo,altramente nella profa,che nel uerſo.Nella
profafuiltenorediquelleparoledolcißimo,lequal dicono, Nellaqualnoiatantodi
refrigeriogiami porfe= roepiaceuoliragionamentid'alcun amico,&lefuelo
deuoli confolationi;ch'ioportofermißima opinioneper quelle eßeraduenutoche
iononfiamorto.Sicome gra= ue&maturoquello,adunque,acciocheinparteperme
s'ammendiilpeccato dellafortuna,laquale doue meno
eradiforza,ſicomenoinelledilicatedonneueggiamo, » quiuiplu
auarafudisostegnoinſoccorso, rifugio di » quelleche amano. Nel
uerſograue&generoſoſuonoèquello,che in cotaluoci fifente, ,,
Redeglialtrisuperbo,alterofiume. Graußimo Fior',frond',
herb',ombrantr',ond',aurefoлиі, : 3 ” Dicuipocomenofuquell'altromaturo Rhodano,
Hibero, Rhen, Sena, Albia, Hera, Hebro. Dimeſſofuquello >>
Volgersialtroue àteeſſendoignota دو Voich'ascoltateinrimeſparſeilfuono. ›
Questim'hafattomenamareDio. Neàleitorreanchorfuadignitate. » Primach'io mi
diſoßi &ſnerui &ſtolpi. Amoriofallo&ueggioilmiofallire.
Sentol'auramia antica e i dolci colli bella, Santa, faggia,cortese,honesta,
Percheàfaluarte menull'altra uia. >> Anima bella daquelnodosciolta. Ardito Languido,... Morto, Strepitoso Tacito,
Sodue, Affettato, Spiaceuole, Dolce, Crudo, Conl'arbofcelcheinrime orno
&celebro. L'harmonia,ladolcezza,& lo strepito per eſſer
partidelsuononon anderannoaltramentefeperate.La quietesifa dalla grauita delle parole,
ſi nella profa,co= >> meetiandio nellerime:Etcõqual compagnia nepotrei io
andarpiucontenta, èmeglioficuraàluoghi non co →, nosciuticheconlei. در Etil
Petrarca Dolce,mio caro, &preciosopegno. , Nondal'hispanoHiberoall'indo
Idafpe. òquello Ilmouimento dalla prestezza delle uocine naſceſi comelà ››
L'odorifero lucidoOriente. Lacomperatione è una artificiofa fimiglianza di due
òdipiucofe traſeſteſſepari &conformiper alcu nalorocommunediffofitione,
laqualenon altramente cheunlume, rendeallaſcrittura fplendor grandißumo tutta
uolta cheellanonfiafuordibisogno, di tem po, dimisura,
ouerononfiatiratapecapelli&af= » fettata, Effo hauead'intorno dase perlo
mezzo » inaſſaiparti uieampißime & dirittecome strale. EtilPoeta , » Paffermaifolitario
inalcuntetto Nonfuquant'io,nefera in
alcunbosco. LaTraslationefifaalhora, che noi dall'una cofa all'altra tiriamo
quellochenoi uogliamdire&ènon altramente,chelume&uaghezza
dell'oratione, dinonmezzanofplendoreapportatrice. Ondequagiuſounbelpietofocore Tallhorfipafcedeglialtrui
tormenti. Etaltrouca „ Piagnerl'aria
laterrae'lmardeurebbe. EtinaltraparteilBoccaccio دو
Carißimedonnesiperleparoledeſauihuomini udi= „ te,&fiperlecose molteuolte
dame & uedute, letteistimauaiocheloimpetuoso uento &
ardentedel l'inuidia nondoueſſepercuotereſe non l'alte torri, ò le >>
piuleuatecimedegli alberi. Dunque ritornandocold onde ciſiamo dilongati
dico,cheficometreſonoleuie dello stile,con che al ragionarefiperuiene,
detteGraue,Mezzana,&Di meſſa,altretanteſono etiandioleune delpeccare d'in=
tornoadeßi stili. Eccoilgonfio ,con undenfiatapre Jenza diparoleoffendere
l'orecchie & l'animodi chiascolta: perciocheſicomeueggiamo iltumore dei
corpi affomigliarsi alla ottimaſanita medesimamente credonogliſciocchi
quelparlareeffer graue,chetrop po altamentefigonfia,&fa ilgrande, conun
conte gnodiparole,nonmenoimproprie,che strepitose.Si=
milmentecoluichepenſadiconſeguireloſtile mezza= nouieneàraffrontarsimolte
uolteco'lparlarlangui= do,fanzaarte,ſanza neruo, &ſanzagiudicio, onde
dalmezzoſcoſtandofiuieneàtraportar ſeſteſſonell'u nodegli estremi , Etficomein
tuttelecose èdifficile ilritrouarela mediocritadi maniera,chenon piu qua
chelauengaàpiegarl'effettodella nostraelettione;me
defimamenteèmalageuoleſemprelaforma,la ragione, laugualita,
ilmododelmezzanostileofferuare:per cioche troppoinalzandociueniamoàcapitarnelGon
fio,òtroppodeprimendoci,ciaccostiamo àquelparla retanto
humile,chenonaltrimentechelaferpecamina
fanzahauerpuntodiforzanell'alzarfidaterra. Ilter zouitiofifa
peccandod'intornoallostiledimeſſo:allhot ta,chenoi uscendodelparlarefaceto
& motteggioso, c ueniamo adar dipettonello stile, baſſo, langui
do,&feccoinmaniera,che diplebeo&feminileragio
namentotengasomigliazapiu, ched'altro. Maperche giaflamomeßi
àsfrondarequestaſeluaſiampiaet lar gadellabellafauella;ueggiamo
quellecosebreuemente, cheallaelocutioneuengon dietro. Questesonotrepar= ti
addomandate. Eleganza compofitione, La eleganza fa che le parole da noiuſate,
leggiadre, propriefonodette. S'honestoamorpuòmeritarmercede,
Etfepietaanchorpuòquant'ellaſole; Mercedebauro,chepiuchiarache'lJole Amadonna
almondoèlamiafede. Lacompofitioneè construttione Dignita. pure, ordimento di
paroleugualmente inſieme, & con discreta mifura commeffe.dicuiſono treparti
neceßarie, l'ordine, la congiuntione e il numero. douesi ha da fuggire lo
fpeßoabbattimento delle uocali, & il molto uſo d'una Steßalettera,faluose
conartificiononsifa,ficomein quellaparte. " Prima cheimi diſoßi
&fnerui& fpolpi. Etuolendol'esempiodellacompofitione,miratequelle voci,
che dicono, » Famanel'odorato&riccogrembo دو اوا >> D'arabi
montileiripone &cela, Cheper lonoftrocielſialtera uola. LaDignitaèquella
cherende ilparlareuago leggiadrocon lauarieta:laquale uienefatta dall'orna
mentodellebelle uoci,&delleuagheſfententie. l'uno l'altro
dellecoseministro.Et èdelleparoleritratto, perchequestecosemeglioueggiamo, piu
distintamen te;comincieremodallefiguredelleparoledette altramentecolori
&ornamenti.doue toccatich'io hauro i piuneceßari,
comechedeglialtriinquestoluogonon intendafauellare;uerro àquellidelle
uiuefententie fi= milmenteconl'iſteßa ragione difcorſo.Etcomincian dodalla REPETITIONE
dicuella eßere una figura del parlare – H. P. Grice, ‘implicature as figure of
speech’ --, fattanonperaltro,che peraccre= fciergliene&uaghezza
&auttorita. >> Veramenteſiamnoipoluere&ombra, ›
Veramenteèlauogliacieca e ingorda, >> Veramentefallaceèlaſperanza. A
AcuiſegueilRivolgimento,detto anticamentecon uerfione,&perdonatemiſeioanderoferuendomi
del leparoleanticamenteuſate, percio chequesto faccio àfi nedinonintricaruoi
con uocaboli freschi , &per auenturapiunonuditi &pernonaffannarme
steßoin dar loro il battesimo tuttohoggi:faßiquesto colore allhorache
noilasciateleprimeparole uegniamo à re= plicarel'ultima
conuariationedelleprimiere.ilqual ornamento radoònonmaidapoeti
uieneuſato,madagli oratoripiufpeßo èpoſtoin costume. &quello isteßo
auienedella tradottione Abbracciamento: Punode : qualireplica la
parolainognimaniera. Dilorchim'aßicura, >> luogridandopace,pace,pace.
L'altrodopoalcunadomanda,ſpeßefiate replicata con diuerſeparole,rispondeperò
con l'isteßa cosa piu conuencuolealleprofecheaiuerfi.
LaContentionegiuocaſopraloEpiteto contrario allacosa,concuisiaggiugne. ›
Dolcidurezze&placiderepulfe. L'esclamationefatta nei debiti tempi luoghi
por taconJecounamarauigliofaforza appreso l'orecchie dichi ode:laqualefifain
lode&uituperio,fi comeap pareperquellerime, oueſi legge, Ofeliceeloquentia, olictoingegno. »
Onostrauita,chesi bellain uista, دد Com'perdeageuolmentein unmattino Etaltroue
» Quelch'inmolt'anni àgranpenas'acquiſta Faßil'Esclamationehorane principi, horanelmezzo,
horainfulafine:&talhorſemplice, talhoraco replicatione:della ſempliceſono
testimoni i uerfi gia detti:della replicata ſi ragiona in quelfonettoś Otempo,ò
cieluolubil,chefuggendo ,, Ingannieciechi, miferimortali, "
Odiuelocipiucheuento ò strali. LaInterrogatione ècolore attofacilmenteàtralignareinbaſſezza&inettia,jenonuiene
conleggia dramanierafostenuta: felicißimafuquelladelpoeta, la r "
doueelasciofcritto, Ondetolſeamor
l'oro&diqualuena? Etquella, Inqualpartedelcielo, inqual Idea? Et
quell'altre » S'amornone;chedunqueéquelch'ioſento? Etaltroue, , Che faialmachepensi?...
Segue la Sentenza, della quale habbiamo àbastanza detto di ſopra, hora della contradittione
diremo: della qualea uegna dio che hieri lungamente habbiamo fauellato, & dimostro
tutto il Petrarca eſſerne pieno; non di
menoperhoracicontentaremod'unſoloeffempio. »,
Voloſenz'ali,&nonholingua&grido, » Etbramodimorir,&chieggioaita, »
Ethòinodiomestesso,&amoaltrui. Ilmembrofifadalleparoleincife,
lequaliconchiu= donounaſentenza, noneſſendoanchora ilfinedelpe
riodo,&faßihoradiduefententie, ficome. M » Lefoauiparole, eidolciſguardi;
Hora di tre, >> Chefai,chepensi,che purdietroguardi? Horadiquattro, »
E'lriso,e'lpianto,ela paura,el'ira. Ettalhor di cinque uediffe, piu,ſi
comeſiuedeladon »Veggio,penso,ardo,piango,&chimisface » Semprem'cinnanzi.
RAGIO. nI L'articolo fifa allhora, che interrotto il parlareuč gonole parole àdistinguerfiin
cotal modo, » Amor, glisdegni, ilpiato, la stagione. Etaltroue. Santa, faggia, cortese,
honesta, LaContinuatione consiste nel pronuntiare ſanza riposo bella tramißione
di uoce alcunperiodo,tutta uol= tache eglifia dalloscrittore continuatamente
cõposto. Peròs'alcunauolta io ridoò canto; Faccio'lperch'iononhosenonquest'una
Viadacelarilmio angosciosopianto. 1quaitreuerfifonotanto continuiche apenafifen
teinloroilnumerodelpoeta sifamigliare&dome= stico. Finalmente à questi
colori, ch'io u'hò raccontati feguono l'vguale, lo simile cadente, lo Simile cessante,
l'annominatione, la soggettione, l'andamento, la diffinitione, il trappassamento,
la correttione, l'occupatione: à le qual figure ficcedono quell'altre dette: congiungimento,
diſcioglimento, aggiungimento, conduplicatione, interpretatione, Con lequt
liučgonoincompagnia la Commutatione,laPermißio
ne,laDubitatione,l'Eſpeditione,la Diffolutione, & la precisione. Alle quali
succedono la conchiuſione, la nominatione, il cognome, la denominatione, la circuitione,
la trasgressione, la suplatione, l'inteletto, l'abusiones la traslatione, la permutatione,
la distributione, la ciceza. Cõqueſteuano. similmente icolori rhetorici
chiamati, diminutione, descrittione, diuifione Freque tatione, politezza, Indugio,
discordia, somiglianza, essempio, Imagine simile, la fattura, la notationc, il parlarfinto,
la confermatione, la significatione, la breuita, la demostratione. Ma
àmeincrefcieuera mentemolto lo andaruinoiando conquestecose, infini
teuolteperaventura dauoilette & udite, & dame piufiateraccoltein
oßeruatione.Perlaqual cosa ètem podidarfinealliprecetti della Rhetorica: come
che à bastanzafiadetto,checosa è Oratore , chefine ilfuo,
chemateriaouerufficio,in quantigenerifienostate le
causediuife:quantefiano,leconftitutioni ,che cosa fia elocutione,come diparole
&diſententieuengaàfarst finalmenteche coſaſono lefiguredeldire,oueroco
loriRhetorici.Veniamo alpoeta.Queste cosehauendo dettoM.Sperone,ſubitamente
preſealquanto di filen= tio ilche uedendo il Girello,diße,L'arroganza, che io
prendonelfauellare,mi ſiaimputata àdefiderio difa= pere,piuche àuitio,che
ellafla.Etperquesto dico ,che uoiM.Speronenonhabbiate curadi coſttosto fornire
ilragionamento uostro d'intorno alla. Rhetorica :che quellochecenehaueteſopraciofattofentire,nesforza
àdifiderarepiuoltrein tale materia ad uddrui, ne ua=
glialascusaperuoifatta,chele coſe raccontateci fieno note, dauoi
pofteinoffcruatione che l'unonöuilibe radaquestocarico nonlehauendomatjentitein
cotal guiſa,comeborafacciamo ,nel'altro anchora,eſſendo
noiperlopiudallevostrerenghelontani.Et accioche ilmiodomandareuiſla noto ;
uorreiudirealcuna coſa d'intorno allaperfuafione,& ben
fauellare:&checire 2 jol n Soluestequanto aldiletto,che porge
l'oratorenel dire, incheconsistequestaperfettionedel benragionare:
ſel'artepuòpiuchela Natura inſimilcaſo,etseè tenu
to(comefannoipoeti)l'oratoredilettare &giouare ò nò&finalmente perche
mipareleggendola Rhetori= cadiCicerone,hauerinteſo,che eglialquantoda l'ordi
ned'Aristotile è differente,perciouorreiſapere,queſta taldifferenza
loro,&in checosaconſiſta.Rife à que Steparole il Macigni. ilcheſentendo lo
Sperone;fubita= mente nella risposta entro in tale maniera , cheniu=
nofpatiotralaproposta del Girello & larisposta fu compreſo.Affaicofein
piccolfasciostrigneteM. Vicen zo: perauenturatalischeDioſa,ſejipotranno con
tanta diligenzaesaminare, con quanta prontezza le proponeste.Oltra diquesto
allaqualita delle quistioni dauoifatteaffai comprenderepotiamodileggierotan
touoifaperedella Rhetorica, quanto à mesta maleil farilCraffoo'lCotta,ilcheha
porto(perquanto pen= fo)nonpocasperanzaàqueſti ſignorid'udirda uoi in
talemateriacoſenon menbelle,che gioueuoli.Dicoche i dubbinostrisono &grandi
bellißimi:Alliqualicer chero nonperuiadirifolutioneriſpondere; maingui=
Jadiragionamento probabileal meglio,cheio potro, dir l'opinion
mia.Quello,cheiofento d'intorno al diz letto(da questaparte incominciando)ſi è
quello che io altre uolteper la boccadelmioBrocardo dißi( &ua=
gliamihorailreplicarlocon quellemigliorparoleche prouedutamentefaprofingere) il
diletto eßere tutta quellaforzadelparlare;ondeuiene àprodurſi la ua=
ghezzadellafauella, la uirtu diperfuaderelacausa appreßo ipieghevoli
confentimenti delle ascoltatrici orecchie, auegnadiocheildicitoreper conto
difeme defimopoſſa &giouare, mouere;egli nondimeno per moltißimecagionipuoeßereimpeditodinonconfegui
re ildiſideratofine.Taliſono l'eßere inetto nello iſno=
daredellalingua,dibrutto afpetto,diff iaceuoli mouiz menti,ditrista uoce, di
cattiua pronuntia Allequal cofefimigliantemente s'aggiungonola nonbuonafama deldifeso,lacaufapreſa
contra ilgiusto l'honesto, taluoltalalunghezzadelparlare. Perciò chefico
meueggiamoilcorpod'alcuncibo,quantunquedilicato al gustopiaceuole,allungo
andarefatiarsi,onde fchiuodalmangiarenediuiene, ſatio;medesimamen= tefal'animo,
l'orecchiedegliascoltantisà qualifen donellungodigiunodeifilentij offertocibo
piaceuolis fimo perla lingua d'alcun uago dicitore,facilmente permolto molto direuerrebbonol'orecchieàfatiar
fidelcontinouomasticare,& l'animo etiandio delfem=
prepafcerfi.Nonuiparlodiqueglioratoripoi, liquali
Juenturatifononelfauellare:percioche l'animofuggen
dol'imbeccate,piutostomuordifame neidisagidelta cere,che uolerſicibaredicoſa,ilcui
gustoglifiafpiace= uoleſopramodo.Oltreà cioildicitore uolendo ritira
regliascoltantiperla uiadegliaffetti,etmouergli ad odio,àmifericordia,
altrefimili perturbationi,é te nuto difarciòconattopiaceuole,onde alſuouolereconsentano
gli animiperpropria uolonta &non sforza= ti ò tiraneggiatidallaforza di
qualche impeto ferino fpiaceuole,perciocheeſſendol'animo cosadiuina liberazdee
mouersi àgliaffetti parimentecon ilpro= priopiede,&nontiratope capelli.Al
fare di questi mouimenti deeprocurare ilparlatore cautamente, con molta
diligentiadiſapere la natura,qualita,manie
rccostumi,uita,eta,&profeßionedichi ascolta,percio chealtramentefimouonoi
uecchi che i giouani, altra= menteipoueriche iricchi,&fimilmente i dotti
& i uolgari,inobili &uili,ibuoni eireizi domestichi peregrini.Adunque
l'oratore ſempredee conilmele dolcißimodeldiletto stempraretutti gli affetti ,
onde dolcißimipaianoàquellicheneglianimiloroſono per
riceuergli,benche&fpiacevoli,et amarißimi ſienoper sestoßi.Etquelloche ioho
dettoquanto al mouimento uoglioche ſlainteso etiandioquanto alloinfegnareme
defimamente:comechel'insegnareſanza piaceridi chi ascoltaaltro nonfia,che
unuolerſeminarefanzaſeme, illustrarle tenebreſanza lume.In talemaniera adu
quecon laforzadeldiletto uerrannolenostrelingue à
prenderdominioetgiuridittioneſopralalibertadegli animiliberi,o mouendo,
òinsegnando ,&tanto piu dolce,d'ognialtraciſaraqueſta uittoria;quanto piuci
uerradonatafanza uiolenza etsforzodegliauditori,
tantopiuhauremodestrodiconferuarla;quantoche iuintiinebriatidalladolcezza d'una
uaga et leggida drafauellapenſeranno trarguadagno dital perdita. re Ouita •uittoriagiocondißima:laqualemettendofrenoalpiu
coiaro &piupreciofodono, chela Natura ci habbia porto,che
èl'animo;faichegli huomini tanto tra eßi oprastannol'un l'altro quanto
eglinodelle fierefono maggiori&piuperfetti.Che altrofipuo credere,che fuffe
ladilettanteGetharad'Orpheo, che le feluatiche fieredailorboschi, glialti
alberi dal lor terreno, daglihorridı montileſodepietre,er irapidifiumi
dailorcorſi rimoueua,chelapura & leggiadrafauel lad'undiqueprimi oratori ?
laqualtuttavia ueniano ſeguitandoqueglihuominirozzi &feluatichi,chene i
monti nelle ſeluetra le bestie albergauano ?certo nientealtro.Maſopratutto,doue
io bramochela for= zadiquesto dilettofi comprenda,ſi ènellecoseafpre et alla
natura nostra contrarie,perciò chelafciando an= choradaparte,infiniti
eßereſtati quelli,chepercagio= ned'unbello &arditoparlare,fimifero àſtrani
peri= coli àdannoſeimpreſe,ſi come àprenderl'armi cõ tralinemicifoscener
l'impetud'una battagliaconpoca compagnia, finalmentemettersiàmilleriſchidimor
testratti spinti dalla forza d'una lingua ; Parmi quello
anchoramarauiglioso,che l'orationed'uno hab= batantalicentia;che
penetrandonellapiu occulta puprofondapartedelcuore,&quiui inaffiandolefa=
uile degliaffetti,poſſa accendereadira,ad odio, àmi fericordia,à diſio,à timore,
&adaltrimouimenti . Et quello che è dipiu,molte uolte hauer forzadi mouere
Ranimopiu alpiantochealrifo,piu altimoreche alla speme, piuall'odiocheall'amore,piu
allisdegni chealla pace:&nondimeno naturalmentefiamo piutostoàque
ſticheàquellipiegati.Et cheglifia il uerosiopiagner piufacilmentefoprai
caſtdiGifmonda, che io non po tromouer lerifa ſopralefacetiedelPicuano:temero
piudolcementeſopralediſgratie&pericolidella mo=
gliediBernabojchenonmifarannofperarealcun pia= ceuolefine lefauoledelPoggio:piu
arditamente conci= taròl'odioſopra Ambrogiuolo,cheamoreſoprailSe= raphino:
finalmentepiu sdegnoin me nafceralegge dolacrudeltadiGuglielmoRoßiglione,chenonm'ac=
cheterannoifesteggioflprouerbi del Cornazano:quan
tunquel'animonostropiufacilmenteamiglieſempi cõ trari,ch'io dißi.Et
lacagionedicio pensandoche potes ſeeßerezgiudicainon altro,che la Elocutione
.dicui parte &membro ildiletto, dicendo chefuffe cuor
anima,nonerrareifouerchio . Etauegnadio che i dilettofiaun
condimentogeneraleditutta l'oratione;
nondimenopiuriſguardalaElocutione,comeradice
principio.Douel'insegnare&mouereper fefoli fa= rebbonofreddi
&Spenticarboni,se non fuffequest'u nodiletto,che nelliſcalda &
accende:oltre chelo infe gnareeattoproduttodallabontade iconcetti fatti la
coluicheragiona,piutosto chedallalingua, òdallaclo cutione:bencheſia neceffario
albendire,ilpenfaredin= tornoà belli ſaggiconcetti.Onde l'inſegniamento i cosa
proprißima leggittima delphilofopho, ilqualt perlacognitionedelle cose humane &
diuine ciconduce.ilcuifine,èlauerita,oggettoſolo dell'animo.Mala
Rhetoricanonhauendoquestofine,ma ilperfuadere co mealcunihandetto,ouerocome
altriuogliono, ilfauel largentilmente&bened'intorno alle cosesi communi
comepriuate;nondeeparimentehauere perſuoufficio legittimo&naturale lo
inſegnare;ma artificiosamen te loacconciareinſieme &con leggiadro modo
quelle parole,cheporterannoal difuoriqueconcetti,da iqua li uieneàfarsi
l'insegnamentoàquellicheascolteranno. Etse puresi ritrouaſſeperſonatanto
empia,&dalle leggidellanostrahumanitalontana, laquale diſideraſſe
d'usarquest'artecofibella &leggiadra, ſolamente in
perfuaderecoſacheneinsegnamento ,negioueuolezza alcunacirendeſſe,maſempre
àpeßimifatti,àciuiledi= ſcordie,àfcostumatamente uiuereci indirizzaße,confi=
dandoſtſoprauna ragione, laquale èche l'oratorenon haperfinelauerita,ſi come io
dißisnel ueroquesto tale nonOratorefarebbedegnod'effer nominato ,mahuo=
moperfido,etiniquo,natotraglialtri,cometrailgra nonasconolelappoleetloglio.
Etfarebbefimileadun peritomedico ,ilqualebencheegli haueſſeuirtu conla
forzadellafcientiadonare à mille laſaluezza;eglinon dimenoconuelenimortiferi
poſſenti tutti gli occi= deſſe.di questi gliantichiparlarono,quandolaRheto=
rica comecofadannoſa allauita humananemicari= fiutaronoHoralasciandoſtare l'insegnamento,concede
temicheiopaßi almouimento Rhetorico, comeà cofa piu
all'oratorepertinentedell'insegnare. Muoue il dicitore, & muoueintalemaniera,comedallasualinguadi
pendalalibertadeglianimi nostri:&fpecialmente de i
primimouimenti:dequalinonèdubbio,che eglin'efiz gnore,
esfil'ubbidiſconoinmanierapronti &ardi= tischead altrononpaiononati,che
àuolontariamětefer uireunaleggiadra &felicelingua, Ilqualemouimen=
tononuipenfate, chefifaccianeconfaticadellelingue,
neconresistenzauerunadegliascoltanti,ma ècosafpi ritale,purißima,et dinoſtra
uolonta. Perciochegliani mimoßiòdafinediletteuole, òdafperanzadicoſabuo
na,òdiconfermezzadipenſiero,òdilibertadellafauel lahauenteforza dipenetrare
leſegreteuiede inostri cuoriliberamenteconſentonoalla forzadellapersuasio ne:
allaqualesimuouonononcomelaterraalcielo,ne
comefuocoalcentro;macomeilcanebenaffamatoalci bouicino indebitadistanza,ò come
pietrad'altoca dentein uerlaterra : tale èil mouimentofattodagli animi
noftri,mentreſeguendo lainclinationedelcofen= timentoloro,fipiegano inuer
l'affetto ,chelitira non perforzasmaperelettione: &altramenteoperandosa
rebbel'oratoreilpiuperfido Tiranno,il piu crudoNe rone,
chemaisforzaßecontraognigiusta &ragione= uoleconftitutioneubbidire alſuo
uolere,altrui.Etfico meildicitore uienenelfrontedellaſuaorationeà tro=
uarbeniuolenzada gliascoltantiscoſiuerebbeàtrouar
odio&sdegnoinmaniera,cheprimacheegliforniſſeil fuoragionamentouerebbead
eßere ò lapidatoòtraffit to,òd'altramorteugualeallifuoi meritipunitoda quellichel'ascoltaßono
– H. P. Grice: the addressee. Ecco adunque comeilmovimento preſupponenon
altramenteildiletto, diquellochefac= ciailmeleladolcezza, il
solelofplendore,lanottele 203 tenebre, l'acquailmare VedeteilCuocoadunfole=
neconuitometterin ordinemilleuiuande,contantifa= pori,etantiintingoli,che
fannoprimacheglineaffa giateiluostrostomacofatio&confuso perlaloroud rieta
& moltitudine:nonpenfatechetanta uarietadici bifuße ritrouata
operdebilitarui lo stomaco,ofatiar= ui primache
limangiate,chel'unoſarebbecosacrude= le, l'altro d'auaritia non mezzanoinditio:macio
fapercontodimostrarela liberalitadel Signore, oltreàcio,percheciascuno
prendadiquella uiuanda,di che eglipiufidiletta:medefimamentefa l'oratoreCuo=
codellamente,ilqualeperdarciboàglianimi incopia
grandißima,&inmanierachetuttin'habbiamo lapar
tefuacomepiuglipiace;millecosecondifce,milleinuen= tioniritrouxper
infignorirſideluolerealtrui. Eccola dolcezza de imotti,la ſoauita
delleproposte,la piace uolezzadel rifpondere,lofalfodellefacetie,loacutode
iprouerbi,l'amaro delle ironie,loausterodeidettipro uerbiofi,l'arcodelle
rampogne,ildolcedellelodi,con in finitealtrecoseche ufanoidicitori,
nonperaltrochep recarpasturaalle mentiaffamate dal digiuno degli otiofiripofi.
Perquestogliantichihanopiuuoltecõps rato laRhetoricaadunacucina, dimolte
uiuandepie na:&quelloteſſohannofattoallapittura,dichealtro
ueintendoragionarneampiamente Matornadoàpro pofitos 204 LIBRO
pofito,dicoconqueste uarietapaſſare l'oratorė perli nostri affetti
beneſpeſſo,accendendol'ire ,destandogli orgogli,infiammando l'amore, aguzzando l'odio,
im= pallidendo l'inuidiatingendolauergogna,&humilian dolamifericordia,come
à luipiace. Di qui najce che leggedoalcunolefauole,quantunqueegliperfalſenar
rationi le tenga,auenendoſtnondimeno àparte òmife= raòlieta,conciteracontra il
crederedella propria ope nione,&piantoſugliocchi,&riſoinfronte. Etper
nonandareinaltruiritrouandol'eſſempio zdırodime, chemai leggo inhomero
lelagrimediPenelope,larab biadegliamanti, lapatientiadi Telemaco , ipericoli
d'Vliße, finalmentela uittoria riceuutap aiutodelli Dij, checonfoaue
mescolatura noprouinell'animomio picta,sdegno,marauiglia,paura, et allegrezzade
irac contaticafi.Mauenendoalli poeti Latinimainan per= corro
lamorted'Elifa;cheiononpiangacon lei&la crudeltadelfuo destino, &ladurezzadelſuomarito.
Mainonmiſirappresentala dolce&compaßioneuo= 10
lemortediGismonda;chelelagrimenon trouinop gli occhi miei liberalißima
licenzad'ufcire.Etfenonfusst, cheioholettol'isteſſo effere auenuto alli fanti
Padri della nostra religioneztemeri inſu quel pontod'eßerdi uenuto troppo
lafciuoòfeminile.ma infatto èpureegli dalcantodellascrittura piuchedallabaßezza
dell'ani= modichi la legge. Quellosteßoprouano euolgarinel
leggerelefauoledeiRomanzi,doue lelagrime, rifi,&fperanze,&timori,&gioie,&doloriuengo
nod SECONDO. 205 noàſottrardiquellepiacevoli fauoledallilorotestori
ptrastullodeglihuominiuolgariin tal materiaordite. Naſconoquestimouimenti
damoltecagioni &fpecial= mentedalladifpofitione dell'animodichilegge,poi
dal= la confermezzadello affetto,indidallaforzadella bel= laelocutione,
etdaifemidelladolceetpiegheuolehuma nitaſparſidallanatura
nellefibredeinostricuori.Dalla difpofitionedico,in quatocheuna
voltapiudell'altra fi trouanoglianimidiſpoſti àcõjentire àgliaffetti:concio
fiacosachehoggipiagnera alcunoleggendoil quarto
librodell'Eneida,chedomaninonpotrapurfareilmso arcigno.Dalla cõformezza
delloaffetto, percheunona turalmenteferapiuinclinatoà ridereconTofano ; che
piagnerecon Lisabetta,un'altropiu uolontieri entrera inſoſpetto de
ipericolidimadonnaBeritola,che infpe ranzadigioire amorosamente con Mafettoda
Lampo recchio:&cofidicodegli altri affetti. Etio fogliodi
re,chepiudolcemente piangoſopra lamorte di Pom= peoscheiononridofopra la
uitadiLabeone.Dallafor zadellafauellafaßietiandio questo mouimento inqua
tochelamorte di Didonedetta perlafelice tromba
Mantouanacommouerainmelelagrime,laqualedipa
rolainparolaraccontatadaiuerſid'unoaltroſcritto redipocaeloquentia & minor
giudicio anderaàriz ſchio difarmi ridere.Similmentedalnostropiegheuole confentimento
l'iſteſſo adiuiene,inquanto cheposto che noiſiamod'animoritroſo&crudele; nondimeno
alle uoltefiuieneàpiegarelanostrahumanitaper mezzo d'alcu LIBRO 2 206
d'alcunoaffetto.OndeNerone ingiusto fitrouopiagnerepercompassione
leggendoinunaGre difpietato, catragediala morted'Iphigenia,piuuolte: ditalief
ſempiuenepotreiadduretestimonianzaingrancopia.
Maueniamoaldiletto,ilqualeconfifte ,ſicome dißi di
Sopra,nellaElocutione,cometronco nellesue radici,ò
radicenelſuoterreno.Haperſuoi fergenti&ministri lefacetie,imotti,i tratti,i
colori,lefigure,la uariatione labellalingua,l'ottima pronuntia, lemaniere
leggia= dreigeſtigraui,iripoſi,leuelocita,letiepidezzedel di re,ledigreßioni, lafauellanumeroſa,etlo
accommodar delle paroleatto &uagoneidebititempi & luoghi, dallequal
cofeftcomebelladipintura di molticolori & inbontafinißimi,&nelle
debiteparti accommodati, tantobella riescie l'oratione all'intelletto
diletteuo= le,quatoladipintura àgliocchi dichilamira.Etauer tite,cheil
dilettoèditremaniere,l'uno dell'animo fo= lamente,qualeèquellodicolui,che
contemplandoleca gionidellecosenaturali,ſanza parlare,òſolingo stan= do,ònella
cameretta otiofopensando trappaßa l'hore migliori,dinotadoallapallidezzadeluolto,etmaninco
niadelpensieroſe eſſere philofopho naturale,ò divino. Un'altro
dilettohadettofenfitiuo,ilqualepuo eſſere ò
distemperato,òdallaragionetemperato.Si comedistem peratodiletto
èilmoltogoderedeipiacericoncupifci= bili,il molto attuffarsi nel
cibo,neluino,nelſonno, altridiquesta isteſſaqualita.Temperato diletto, tut
touolta,che noigli occhi,l'orecchie, gli altrifenfi in dilettiamo deipropriogetticontemperataragione.Ec
ciun'altrodiletto,il qualepartecipadifenfitiuo&in tellettuale,quale
èquellodella Poesia,Rhetorica,etMu fica:perciocheàqueste trecoſeſono communi
idiletti dell'animo &dell'orecchia . Diletta all'animo ilpoeta conl'arte,inuentione,inſegnamento,
gioueuolezza delle cose dette:piaceall'orecchieco'l numero,&bonta della
elocutione.Lofimilefa l'oratore , eccettochenon èristrettodalegged'accenti,
comeipoetiGreci,non daterminidi piedicomei Latini,ne da uaghezza di
rime,&conformezzadiſuono,&numerodi fiilabe,
comeiToscani:quantunquenelleproſeſi ricerchi il pro prionumero,
terminatione,comedi ſopraſt diſſe. Ilmusicofaquelloisteſſo,che opera &
l'oratore &il poeta,mainquestoèdifferente, che diletta con la uoce
L'orecchie,per mezzodi quell'artificioſa mescolatura di uocitemperate
&proportioneuoli:lequalicon loan
darehoralto,horbaſſo,hormolle,horconcitato,hor ta cendo,horparlando,hor
replicandohorſeguendocon= tinouamenteuengonoadeſſerſoaui &diletteuoli:lado
uechel'oratore&ilpoetaciofannofolo co'l bello
artificiosoacconciamentodiparole,conlequali uengo=
nomagnificamenteadifprimereiconcettidell'animo lo ro.Hora;perciòche
buonauiaſonoperquesta campa gnacaminato,tempo ècheall'altradomandadelGirel
toconfentiateche io miriuolga, ſeionon m'ingan= no;mi
richiedesteuoiM.Vicenzoqualdiduecofehab biamaggior forza ſoprailben parlareè
l'arted la Natura; perquesto,benche io sappiauoiper tentarmi piucheper ignoranza
di talequistionehauermiciò do
mandato,diſiderosod'ubbidireallegiuste&amicheuo li preci dichi reputo
poteretanto agevolmente, com= mandarmi,quanto àmeſtabene l'ubbidire &presto
uolontieri,diròtuttoquello,che ioneſento.Dicoche ſeuoiconfideraretemoltobenechecosafiaarte&Na
tura,trouerete l'unadi rado dall'altra diſcostarsi:anzi moltecose
dall'artefatte hannodi mestiere dell'aiuto della Natura. Sicomecoluichetigne
ipanni,hadi bifo gnodelSolecheliraſciugailfornaio non cocerebbeil
paneſanzal'aiutodelfuocomedesimamentelaNatura producendonelcampoilgranoha
dibisogno dell'arte, laqualeuengadelloglio&dellelappole, dell'altre
herbeinutili àpurgarlo,oltre l'arardelterreno,semi narlo,tagliar
leſpiche,trebbiare,&nettar il grano. lequaloperationitutteſonofatte
dall'arte,per aiutono dimenodella Natura.Perquestopotetegiudicarequato uaglia
l'oratore,ilqualesolamenteper Natura perfua de,oueroquelloche conl'arte folasi
faualere. Eccoil cauallobello, proportionatodaNatura,quanto ries
Sciefornitodiricchißimi &riguardeuoliguernimenti. Imarmibianchißimi da
artificiofa mano intagliatiuen gonopiubelli&piuprezzati.Accreſcono
igioiellie ri allegemmefinißimecon l'artegratia & bellezza.
ProducelaNaturaper leſelueglialberihorridi &di
niunoornamento,iqualiintagliati,&conadorno ar tificiodißegnati,uengono
adeſſere bellißime traui delle regal SECONDO 20
regalcaméretuttid'azurioltramarini belli compas fiuagamentedipinti.Etseben parealcunauolta
chela Naturarifiutil'operadell'arte, ficomeinunabellafan
ciullettafiuede:labellezzadellaquale & lafreschezza
dellecuigotefendotintad'alcunliſcio,parechevengaà
fcemarebuonapartediſuaperfettione,questo non ép
altro,senonpchenell'operarelaNaturaalleuolte per
uieneaduncertotermine,oltreilqualenonfipuo difi derarpiuinnanzi:ma nell'artedel
parlare l'una l'altradiquestedueforelleu'ha giuridittione, & per questo
l'aiutodiquesta &diquellaſi ricerca. Ecco il dicitoredi piazzacon
unapronta&arditafauellana turalmenteacquistatadilettarmolti,chein girogli sta
nopreſenti,nondimenoqueldilettamentoàperfonain= tendente èsi freddo spento;che
tostoinnoiasegli conuerte.Vedidall'altra parteuno inetto daNatu
ramalformatoàqueſto eſercitioparlandoconla lin=
guadiDemosthene,òrecitandolebelle orationidiM Tullio,òlegentiliprofedel
Decamerone affligertiinfi nitamente:ladouecheaccompagnandofiin unomezza
naarte&mezzanaNatura,maggiordilettofi proua nell'ascoltarlo, cheestrema
arteòestremanaturafuole, ritrouandofi.Per questoſuolegenerarsimarauiglia ap
preſſoilgiudicio dimolti:onde ciòfiachei piu antichi
piufauiingegni,qualfuronomaßimamentePlatone Aristotile,habbinotenuto contraria
opinioned'in tornoàcosifatta materia,l'uno dicendo la Rhetorica efferefolamente
opera di Natura l'altro effetto .del RAGI0. dell'arte LIBRO nond'altrui.Maionon
pensoeſſere tra questi duenobiliintelletti alcuna difcrepanza,se bene
miriamo.ilcheprima che iouidimostri,confentiate, che io tocchi in
breuitaleragioni,che probabilmětesi poſſo noteffereperl'una parte&per
l'altra . Tienesi per fermonellememorie,degliHebrei, Egittij cheinnan ti
allaedificationedella torre di Babel,tuttiipopoliha
ueſſerounafolalingua,conlaqualegeneralmentefauel= laffero tutti
glihuomini:&questatal lingua uarian= doft(ilchepocoleueniafatto)folamenteprendeua
alcu= nedifferentieaccidentali, ſicometralelingued'Italiafi uede.Mafacendosiper
la edificationedi eſſa torre la di Stintionedelle lingueſopra glihuomini;fra
l'altre tre furonoprincipalitenute piudegne, 'Hebrea,laGre cae
laRomana.douenonfolamenteil carattero lafauellabebberodiuerfita traloro;ma
ilmodo fimil mentedifar lapronuntia:percio che noiſenſibilmente
ueggiamogliHebreiparlarenellagola,ficomeiGre= ci nelpalato, iLatini
fradenti,lequaldifferentiena fcendodagli organi istrumenti naturali,pare che
lafauellafia del tuttoper Natura&nonperarte A questosi
aggiugnel'iſperienzadi molti,iquali parla= noornatamente&inmaniera bene,che
&perfuade= re&dilettarpofſſonoſanza arte ueruna.Dall'altra
parteparchefiaAristotile,dicendo ilbenparlare eße rearte,
arteriadeltutto.cõciofiacosa cheeglipare chedaunaartificiofaperfuafione
molteuolte uengono ottenutefra ipopolilepartipiupericolofe,&dimaggior dannocagione:anziqueſt'artetiranneggiando
oc cultamentegli animi,parechesiacoſadalla nostrahu= manitalontana:oltrache
ilcommoueread iraàſdegno adodio lagrime,à uendetta 211 altri affettifimili, par
chefiacosaspiaceusle¬oſa.Maper concordanza diquestedueparti,douiamoſaperealtro
eſſere il parla reciòèl'articulationedelleparole,altrol'artificio,con
chefimettonoinsieme, altrol'uſo loro.Non é dub= biocheſenoiparliamo della
uirtudelleparole,con che l'huomofratuttigli altrianimali uieneà manifestare
iconcettidell'animoſuoschetale uirtuci uienedatadal
laNatura:laqualeuolendofarl'huomopiuperfettode ibrutti, oltreà cioconuerfabile
&ciuile,fu dime= Stiere,che ella ilfaceffe di tale strumentodotato,conche
egli parlare&riſponderſapeße.diquesta natural uirtuparlòil diuinoPlatone,ſi
comeiopenſo ,&chi altramentecrede erra.L'uso delle parolefimilmente,
cheèilnominare lapietrapietra, il cielo cielo,quan doadunaguisaappreſſo i Romani,
& quando in un'altraappreßo, i Greci, è artefolamente,&ècosalaqua=
ledipendedalla libertadella nostra elettione.di questo
inteſeAristotile.Traquestiduiestremi èposto l'orna toparlare,ilqualecome
ornatosifa dall'Arte, & come parlaredalla Natura: & questo è l'effetto
della Rhetorica,ilqualedadueradiciegualmentemandafuo riilſuo
pedale.&perqueſtaragionediſſe M. T. CICERONE (vedasi) ilbenparlarefarsidall'uso,dall'arte,
dallaNa tura infieme.Etperquestotutte leragioni,chedifopra probabilmente addußi
,ſipoßonouerificare nella guisa,ches'èdetto.Maquanto àquellaparte,chedanna
etuituperaqueſtaarte eccellentißimazintendo dire alcu nacosapofcia che
ilmioparlarenonuiè fpiacevole, perquantoio poſſo comprendere . Fu primieramente
opinionedi Socrate,ferquantofipuò leggere appreffo Platone, la Rhetorica non
efferene arte,neſcientia: ma unacertafagacitapienadi menzogne, riccadiadu
lationi.Nellaqualfententia accennarono di peruenire Lifia, &Cleante:fimilmenteuenne
dannatada glianz tichi Lacedemoni:iqualifi diederoadintendereilpar=
lared'unhuomo accostumato &buonodouereffer na
turale,&noncopertodalliſcio della Rhetorica,e trali gnantediutilecofa in
uilißumaadulatione.Hebbedaal finito cunitalediffinitione, Rhetorica, e
artificiodiſaper mě +tire.Ondefi leggePericleeſſere statoditanta audacia, che
hebbe ardirepoter con laforzadellalingua acqui Staretuttoquello,checon l'armi
conle leggi hauea di Coraceprometto perduto.NemenodiCarneade nol'antiche
memorie; ilchedi Protagora affermanofi milmentei dialogi di Platone:
ilqualelasciò per legge inuiolabile che l'oratore doueſſeeſſer cacciato della Re
publica infieme con lipoeti & l'histrioni. Chiamò l'o ratore
Euripidetiranno atrocißimo.Et di ciò prendete l'esempioin BRUTO (vedasi), CASSIO
(vedasi), GRACCO (vedasi), CATONE (vedasi), CESARE (vedasi), CICERONE (vedasi),
Eſchine, Demosthene:iquali fi come furono elo=
quentißimi,cofieranofeditioſi,&pienidi tirannißima ambitione.Et per
nonandaretantoinnanti trahendo i uituperi diquest'arte,chepermia mala
uenturaueniffe àfarsiqualchesinistraperfuafione nell'animo del Gi=
rello,ilqualetantofacilmentefuol credere ( bontafua) allemieragioni;dico
breuemente, tuttequeste ragioni poterdannarenonlaRhetorica: mal'usodi lei ,&la
pocamodestiadicolorochel'adoprano, prendasil'e ſempiodalmedico, ilqualecomemedicoſemprefana
fempregioua:ma comehuomoignoranteòperfido am=
mazza,&nuoceſommamente.&questobaſti al ri fponderealli
argomenticheprouano idanni etle afflit tionidellegenti preuenuti dalla
Rhetorica. Diquesta parlauaSocrate&gli altri.questafuda igiusti Lace
demonisbanditadallecommunanzedegli huominitră quilli.à questa conuienela
fouradetta diffinitione: conquestasi ualeuaPericle, glialtri, ch'io dißi .Et
febene BrutoCaßio &gli altrialcuna uoltal'usaro noinmalaparte;fia ilbiafimo
diBruto di Caßio,et nondell'arte,ficomeil coltellofatto dall'artefice affiz
nedigiouare all'huomoin molteoccorrentie,ſedaun perfidouerrausato nell'uccidere
altruiznondee la col= pariceuereegliè l'artefice ,macolui,che malamente
usandolo,miſeadeffetto in talemaniera loſuoſcelerato proponimento. Quantoàquellochefidißecon
laRhe toricatiranneggiarsi glianimizcerto ſequesta tiranni
defafauolontariamente&nonàforza,&ſeſi com metteper
contodiqueldiletto,cheapportaunaleggia dralingua,piucheperforzadi
efigli,colle,croci,fuochi altritormenti;nonſoperchetaletirannidenondebbia &dolce&tranquillaaddomandarfi
. Ioper me uorrei ſempre questogiogo questo peſoſopralamia liberta,ne
credo,cheperſona delmondo poteffe ritro uarſitantodilicata, ſchiuachenon
poteſſefofferirlo dolcemente.Similmentechinonſa,che ilconcitarenegli animinostriira,dolore,pianto,ſofpetto,paura,
odio altriaffetti,nonfia male,quando uengono afarsi con fpiacevolezza &
noiadelliſofferenti? perciòcheſola lanoia,laqualealligiadettiaffetti uiendietro
come om braalcorpo, cifaeſſere quelle paßioniaccerbe&dolo rofe: mafe
alliraccontatiaffettiſeguirail diletto;non feranno diletteuoli&cari?
certofi. Etperchel'o ratorenondeemouere gli animi per la stradadegliaf
fetti,ſenonconpiaceuslemouimento &dolcezza;per questo,gliodi,&l'ire
&glialtriaccidentiferannodi Tettofietfoaui,iqualifi prouanoper
contodellamanfue tißimafierezzadeldicitore.Mauoi chepurnoleteche piu oltre
procedendo alcunaltro precetto d'intornoà questa
nobilarteragioninellaqualetraGreciAristo tile&Hermogenealtamente
&perduenturaindiuer saguisafauellarono:&traLatini CICERONE (vedasi) e
Quin= tiliano(comeche de l'altruigiudiciopoca curami prě da)iochediſidero
ubbidirenon laſcieròquesto uostro difiderio eßerſcarſo.Etprimieramentelasciando
indi= Sparte tuttigli altri, &folamenteaccostandomiàque= stidue
Cicerone&Aristotile,dico chealtrimente l'u= no &altrimente l'altronello
inſegnare dei precetti dellaRhetoricausòdiprocedere.Sicomefie manifesto facendouitoccarconmanoognilordifferenza.Et
inco minciandoda l'ordinedal buon Romano tenuto,egli primieramenteintreparti
ladiuiſeche ſono Officio , Oratione,et Quistione.l'Officio nellefentěze et
nellepa roleconfifte. Doue eda auertire,cheſebeneleparole fiuenganoàtrouare
difporre nell'isteßaguisa,che foglionoleſentenze, nondimenocotal
ritrouamento& difpofitioneferàpropriadelleſentězepiu che d'altrui.
Auegnadiochela Inuentione&difpofitione delleuoci piuconueneuolmentefi
deechiamar Elocutione,che al= tro,laqualuienedipoidalla Voce,dalMouimento, dal
uolto&finalmentedat utta l'Attione accompagnata.
Lequaicoſetutteuengonoadeßerenelpretiofotheſoro della Memoriaguardate
cuftodite.Leparti del'o= rationefonoquattro,detteNarrattione,Confirmatione
Probemio,Epilogo.Hannoledueprimiereforza diin egnare
farpalejetuttoquellodichefitraita&ra giona. L'altrehanno uirtudi
muouereglianimi delli apoltanti.Ela Quſtionedi dueparti, l'unainfinitadet
taconaltro nomeConfultatione: L'altra difinita ad=
donandataaltrimenteControuerfia . Ma perchetra-tutte l'altre cojemaßimamente
all'oratore èneceffario ilriirouare:per queſtoſommamente ètenuto di ritro=
uarlauiadifarfedeappreſſolapiegheuoleopinionedi coloro,alliquali intendecon
ognifuo sforzo perfuadere chechefia: comeglianimi delli ascoltantimouendoft
poßadellelor uoglieinfignorire.Vienela fede adac= quistarſi con lauiua
&Sodaragione delli Argomenti: 0 4 li quali tuttauiafi uengonoàtrarda iluog
i,ouero congiunticonlacaufa,oueroda eſſacaufalontani.Sono
iluoghiquellinequalistannogli argomenti riuchiufi, l'Argomentononèaltrocheuna
cosa uerißimile, nonadaltro fineritrouatocheperfar fededi ciò ,che
noitrattiamo.Vengonoquesti due modi à diuiderſiin cotalguiſa, perciòche
icongiuntiſonoquelliche hanno conlacaufa alcunacongiuntione:Ilontanifi addoman
danoquellialtri,chefacilmenteuiene ritrouando l'ora
red'altronde,qualiſonoitestimoni.Hà iltestimoniodi uifionein diuino
humano.Contiene ildiuinoſottodi fegliOracoli,gliAufpici,iVaticini,lerispostede
isa cerdoti,delli Harufpici&delli interpretidell'infogni.
l'Humanoprendeoccaſioneſopra l'Authorita,Volun
ta&parlaridelleperſone:liquaiparlamentist vengo noàfar ò dinoftralibera
elettione ouerofendo dalla raggionecostrettichentiſonole ſcritture,gliaccordi
lepromißioni,i giuramenti,&finalmentetuttoquell cheperforzadicolla,difuoco
òd'altri tormentiforo glihuomini sforzatidiconfeßare. I Congiontiſno
quelli,cheſonopostinellecause,tutta uolta,che noi ar= gomentiamoòdaltutto, òdalleparti,ò
dallaSignifica tionedella uoce,òdaquellecose,chefiauicinano, han norispetto,
quafiaffinitàconquellodichefi quistio
na.Quelli,chetuttalajostanzadellaquiſtione abbrac cianofonoitreprimi,cheio ho
detto:la Diffinitione, laNumeration delleparti,& la significatione della
soce.Quelli altrichetuttala quiſtione noncontengono, fiuengonoàdiriuartuttauia dallecoſe,
chest acco ftanosolamente, hannonellaguiſacheio dißizrifpet to òquafiaffinita
conquello,cheinquifitione èpropo sto.Etfono inmaggior numerod'affai, altro nome
riceuono.Perciòche,alcunifonodetticongiogati, altri
dalGenerealtridallafpeciediriuati.Altri fimilmente dallafimilitudinesi dicono
eſſer prefi,altri dalla diffe= renza,altridalcontrario.Alcunidalle
cofccongiunte, alcunidalleprecedētialcunidalle conſeguenti, alcunidal
lerepugnantififormano.Qualidallecagionifi tolgono qualidalli effettifi
deriuano. Finalmente moltifi trannodallacomperatione dellecosemaggiori,
delle'mi nori, delle uguali,comeſonoſpecialmente laDiffini
tione,ilContrario,lecofe,che ad effo,ouero al contra= riodi luiſonoò fimili,o
differenti. Leconueneuoliò ſconueneuoliquelle chesonoquasi congionte,òche tra
ſetengonoquafialcunaripugnanza.Lecagionidi cio,
chesitratta.Lecose,cheſonouicineadeſſer effetti di eſſe
agioni,lediuifionisigeneri delle parti, leparti
deigeneriiprincipidellecose,ouer lecagionilontane, dallequalifi uiene
àformartaluoltaalcunafoda ragio ne. Lecomperationidellecosedalpiualmeno,dalme
noalpiu,dalleuguali ,nellequai comperationift uen= gonoadagguagliartraſe, òlenature,
ouero la forza dellecose trafe comparate.Hora chequestecosehabbia
mod'intornoallainuentioneraccontate,fadi mestiere,
chealſecondomembrodel'Vfficio,iomirivolga,det= toDifpofitione.Questanon èaltro
per duentura,che os ordinedellecoseritrouate.Procede laDifpofitione,nel=
laQuiſtioneinfinita,quafi con l'iſteſſoordine,cheioho detto,fauellando de
iluoghi. Nelladefinitafadi mestie= reaggiugnerequellecose cheſono atteà
destareleper turbationide l'animo.I precettidelfarfede &mouer
glianimi,tengonoalcuni loro communiluoghi. Aue= gnachealtro non èlafede,cheuna
ferma stabile openione:ma ilmouimento èuno occolto&tacitoriuol
gimentodel'animoallagioia,oueroallanoia,allatema, oueroallafperanza
tanteſonoapuntolefpecie delmo= uimento;benchein maggiornumerocrefcanopoile par
ti di ciascuna.Hora io metto laDifpofitione alfinedel
laQuistione,ilqualeperciòche nella Conſultationenon èaltro,chelafolafede, nella
Controuerfia lafede, e'lmouimento,nejègue,che chunque ragionadellacon=
trouerfia(poscia chein eßaaltresificontienela conful tatione)uiene à ragionare
& dellafede: &del moui= mento.Placciaui,cheio mi riuolga hora alla
Contro= uerfia.laqualefecondola maniera delli ascoltanti fi di=
uide.Perciòchecolui che ascolta,ouero,che egli è ſem=
pliceascoltante,fanzapiu,ouero é moderatoredella cau ſa&dellafentenza,in
maniera,che ouero eglihà da prenderfolamentediletto,ouero determinarealcuna co
ſa.Questioueroditerminadellecosechegiàfono feor=
fe,quaieèilgiudice:òdellefuture,qualil Senato : doue nascono letremanieredella
controuerfias'che sono la Giudiciale,la Diliberatiua,la Dimostratiua:detta inco
talmodo,perchetuttain loded'altruiſifrende. L'oratore perqueſti tre generi
incotalmodotrappaſſa,per= ciò che nella Dimostratiua propone ildiletto:nellaGiu
dicialela Seuerita ò Clemenzadelgiudice:nella Diliz beratiuala Sperăza
ouerlatemadicolui,chedilibera. Etauertitechenonper altrofifoglionoporlefpecie, in
questoluogo, dellacontrouerfia,cheperapplicare ipre
cetidellaDifpofitione,allafineditutte tre . Percio che
inquelleorationi,chehanno ildiletto per lorofine,ud= ri&diuerfitraſeſono
gliordini della difpofitione. Auegnadioche,òfiferuano i gradideitempi, òſidiui
donolemanierede beni,odallecofeminoripaßiamoal lecosemaggiori,òdalle maggiori
alle minori fiuiene discendendo,ouerocondiuerfita difuguale distinguiamo
congnignendolepicciolecon legrandi,leſemplici con lecongionti,l'oscureconle
manifeste,le lietecon le tri= Stileincredibilicon leprobabili,lequai cofetutte
cado nonellaDimostratiua.Nella Diliberatiua eda auerti= reſopratutto,che
iprincipi nonſieno tirati troppo in lungo: anchomoltefiate fi debbono
tralasciar del tutto,perciòchequelli,che diliberano alcuna cosa, fono
perpropria cagionepurtroppodiſpoſti adudireoltre chefpeßo,neluero,nonsi douiamo
affaticarenellaNar ratione,fendoellaòcircale cofe andate ò tuttauid pre
fenti:mala diliberationetutta allefuturesi rivolgeper
laqualcosaegliadiuiene,chetutta l'oratione &allafe
dealmouimentoindrizarfidebbe.NellaGiudiciale ſiusalariſpoſitionein altro
modo:perciòche laDifpo Atione del reo, non èquella iſteſſache allo accufatore s'appartiene.
Perciòche l'accufatoreſuole indrizzar
l'ordinefuo,ſecondoquellodellecose,dicendoleragioni argomentiad unoaduno:&
comeseegli teneße un'hasta inmano,propone arditamente, conchiudefor=
tißimamente,confirmacon tauole,condecreti,contefti= moni, & conognisuadiligenzabada
nellaesaminatio= nedituttelecose. Oltrecheeglififerue di precetti del=
loEpilogosiquali uaglianonel commoueregli animi delli ascoltanti.Etquestofà
tantonel rimanente della Oratione,uscendo alquantodel dritto corso del dire,
quantoetiandio,&conmolto maggiorforzanelloEpi logo hauendoinanimodirenderilgiudicecrucciofo
et pienodisdegno.Il reohàdafarquestecose, in maniera moltodiuerfa.Ilprincipio
deeacquistar beniuogličza, lenarrationiſienobreui, hauendoforza di offendere,o
filafcinoindifparte,ſeſonodeltuttomoleste. Confutar fidebbanogliargomentida
jiauerfari,non altrimente che acutißime &uelenoſeſaette nel'animo
delreo,git= tati:ouerofidebbonorender ofcuri,ò conlelunghe di= greßioni
affogarglideltutto, nelfondodellaobliuione. Sia l'Epilogodififutta tempra,che
penetrando nelle fegreteunedeicuori,deſtila morta compaßione,accen=
dalaſepoltapieta, rauiuerfaccialapiegheuole mi fericordia.Sequehoggimaila
Elocutione,laquale èdi due maniere:l'una dellequali èperfe steffa aperta
diffusa,l'altramutatadeltutto alterata.Laprimie= radiqueſteè nelleſemplici
parole, l'altranelleuoci composte infiemelegate confifte.Leuoci chefemplici fono,
ſonodaeſſereindustriosamenteritrouate,le com 221 posteuengonoadeßere
gentilmente&con leggiadro artificio diſpoſte.Traleuociſemplici, alcunefono
na= tie,alcune fi ricercano.Natiefonoquelleche vengono ft
gnificateco'lſenſo:Ritrouatequellechedaquestefi fin no,òſi rinouellano
perfimilitudine,òper imitatione,ò aggiugnimento diparole. Vn'altra diuifiones'e
data alleparoleincotalmodo,perciò che alcunefonodaNa tura,alcunedal'uſofi
prendono.Quellecheda Natu raprendono origine,alcunefonoconsonanti,graui,lig
giere&quaftcomede l'altre piu nette, altrefonoal contrario.Quelleche
l'uſoforma, ſifanno allbora,che fiprendonoouero iproprinomi delle cose, ouero
ag giunteſonoalnome,òſono nouellamenteformate,òanti che, òdal'oratoreſecondo
ilſuo giudicio alterate al= quanto:Si comeſono quelle,chefi uengono à
trasferire cangiare,oueroquelle,che noiquafi inmala parte uſiamo difarfentire,ò
quelle,chenoiofcuriamo,ò quel le,cheincredibilmentetogliamo,o uero chepiu mard=
uigliosamente,diquelloche nonſoffreilcostume,faccia= mouaghe leggiadrefentire
.Maperche di queſte fempliciuoci,tuttigliauenimenti, tuttele differenties tutti
ipartimenti ,che riceuer poßonohò disopra da quello,che i Romani et Greci ne fauellarono
in propria forma raccontato, conſentiteche delleſemplici iomi tac
cia,&allecomposteindrizzi laueladelmio ragiond= mento.Nellequalidue
coſeſono auezzi di confiderare gli antichi maestridi
questanobilarte:inumeri,&la confe 1 conseguenzadelleparole.Delnumeroſono
giudicil'o recchie,in fare,chenon fiuengaàlasciare,quello, cheft propone, imperfetto,ouerodiſouerchio
nonciſla alcu nacosainterposta ò aggiunta l'fficiodellaconseguen zaèilfare,che
l'orationenon uenga à turbarsi.conge neri,con
numeri,contempi,conperſone,èconcost.Che ficomenellamoltitudinedelleſemplici
parole,quellame ritevolmenteſtimiamo effer uitiofa , che pura Toscana.
oueroItaliana nonè,medesimamentetra il numerodel lecongionte èdegnadi biafimo
quella, che non èin ma niera confequente ,checome ingiusta corda stempra
l'harmonia delle compagne,ſono alleuoci ſemplici
congiontecinquecofecommuni,quaſtcinquelumi delle parole,la chiarezza,la
breuita,la probabilita,la gran dezzaillustre,&laſoauira.La chiarezzanafce
dalle paroleusate,proprie,difpofte,ouero per circonfcrittio
ne,opertramßione,òper troncamento diparole al contrariodiuienel'ofcurita
òperfouerchia lunghezza òpercontrattioned'oratione, òper dubbiezza, òper
piegamento mutationediuoci.La breuitauļaparo leſemplici,nonfacendoſoprad'una
isteſſacoſa alcuna repetitione,ne adaltroattendendo,eccettocheilparla= reſia
chiaro &purgato. La oratione probabile non ricercad'eßeredifouerchio ornata
&uaga,ma uuole hauerenonſochepeso &authorita nelle parole, &di
fideraefferpiena digrauifententie,ouero alla opinione costumidellihuomini
accommodate. E la oratione illustre &magnifica, ſefie riccadi paroleſcielte
generofe, ettrasferite,etſopraposte, 223 alnomeaggiu
te,&duplicate,&quell'iſt ſſoſignificanti, ne lontane
deltuttodallaattione& imitationedellecose . Ma la
Joaueorationeſifaprimieramente dallaleggiadra dolce Natura delle parole fonanti,
&gioconde : pościa percongiontione,laqualenonhabbia abbatimenti mol=
toafpri,neaperti feperati : &fia circonfcritta di nonlunga
rottura,mafiaallospirito della uoce ubbis diente&presta,habbia fomiglianza
& ugualita di parole, prefadacontrarieparole,le molteallemol te,
leparialleparigiustamente,àguiſa di tempera= tecorderiſpondino,fi mettonole
riferiteal medesimo uerbo, & cofile duplicate ouero piu uolte replicate al=
trefi: lacostruttionedelleparoleuengadalle congio tioni unita,
daliſciolgimentitalhoraslegata. Oltra che, l'orationesifa in unoaltro
modo,affaidifferente piacevoleetuaga.Etquestoadiuienetuttauolta che noi
diremoalcunacolanonpiu ueduta inaudita &nuoua
deltutto.pciòchenaturalmeteſuolci indilettare tutto quelloche apporta
marauiglia,etfpecialmeteſiamomos fidaquella orationeche èageuoleàdestarealcun
moui mentonel'animonostro:&chefignificagliamabilico stumi dell'iſteſſo
oratore. Ma molti ſono iprecettidella dolce&gioconda fauella, liquali fannoil
parlarnoz stro è piu oscuro,ò menoprobabile,deiquali,iochera gionoperpiacerui,
piuche perrecar noiaalle uostre pacientißimeorecchie,nonanderòilnumero aumentan
do, efacendoconnoiosa perdita ditempomaggiore tempo éhoggimai di auicinarſi
alla oratione mutata Laqualeconsistenella mutationedelleparole : & nelle
ſemplici parole fiuieneàtrattaringuiſa,chel'oratio= neoueroperlaparolaſiuengaà
dilatare&iare, oueroneluerbo àrestrignerſi del tutto.Perla parola
dico,allhora,che òpropriaeffendo, òquell'isteſſo significando, ouero la parola gia
fatta in piuparole fi conduce. Perl'oratione, quando cheèla definitionefi
ritira adunaſempliceparola,òleparoledanoipreſeſileua=
no,oueroincircuitioneſiindrizzano,ouero nella con= giontionefiuiene
àfarunafolaparoladidue.Cofinel leparolecongionte tre mutationifi fanno,
nondelle isteſſe parole masolamentede l'ordine difpofitione loro:ficomehauendo
unavoltadettodrittamente, come porta ilcostumediNaturafiuieneàcangiar l'ordine
quaſi l'isteßofiuiene àraccontareinjuſo didie tro,poſciail medesimo,con
interposta rottura &con= fuſamente.Tutta laforza & eſercitationedella
leggia drafauellaconsisteinquesta maniera diparlar mutato.
Horaèdadirealcunacosad'intorno alla Pronuntid= tionelaquale pur
fidiuideindueparti, dettefiguradel lauoce, &mouimento dituttoilcorpo,perciò
che leparole, lecoseisteſſe uieneſeguitando.Questaren
deilparlarechiaro,magnifico,probabile,&fuaue:non conleparole,mapiutostoco'l
mezzodellauarietadel lauoce, delmouimentodelcorpo,
del uolto:lequalco fegrandeneluero &uaghezza&forzaaggiungono
alparlatore,tuttafiata che alla qualitadel parlare corrifpondano, & la uariatione
di eſſo parlare uengano conpari uestigi seguitando. Appreßoqueste cose
fuccedeiltesorodellamemoria laqualenon altrimente fi
informadeleimagini&luoghi,cheàleiſonoconfe gnatidiquellochefaccialacera, tuttafiatache
noi im primiamoineſſaleialcunalettera ouerfigura. Fu tra
gliantichinonmezzanaquistione,ſelamemoria tutta fußeperNatura, oueroinſeriteneſſealcunapartediin
dustria artificiofa.Nondimenoinquesto,perhorami ri Soluo,chelamemoriaèdidue
maniere,l'una naturale, l'altraartificiofa. Natural memoria addomandast quella
chedaNaturaciuieneſutadata, poſtadaiphilo Sophantinelaparte posterioredelnostrocapo:laquale
infieme co'lpensierouiene àproducerſi. L'artificiosa e quella
checonfirmatauienein noidallaeſercitatione ragionedeiprecetti,attiàpolirla,
renderlaoltreil naturalcostume,perfetta.cheſi comeinmoltecofeauie= ne,che
l'arte aiuti il corſo diNatura, quale ueggiamo l'agricoltura eßerauezza
difare,&lamedicinaaltre fi,medesimamentemoltobenepuòl'artificioſa industria
donarealla naturalmemoria,uncerto accrefcimentodi piu,che eßaNatura nepuò,ne
intende didonarci.Coft auieneche coiprecettilanatural memoria agiatamen= tefi
rendamaggiore &piu illustre.La naturale adun queconprecettificonfirma: la
artificiofa con inge= gnos'acquista.Perciochemanco inquestocaso,chenel l'altre
cosesiricercanol'ingegno,ladottrina ,gli am= maestramenti,&
laforzadiNatura.Maquesto basti RAGIO. P per perhoraquanto àquelledue partidella
pronuntiatio ne,dettefiguradellauoce,Attionedi tutto ilcorpo ,
allamemoria,& anchoſlailfinedelle cinque parti de l'ufficio,che all'oratore
s'appartiene. Segueilfecon= domembroprincipaledituttal'arte,detto oratione le
cuiparti dißi efferquattro &nonpiu.dette,Prohemio
Conchiufione,Narratione,Confirmatione.Et bechetut tequeste cofecongliesempi
delPetrarcauifienostate dimostrate,pureduealtreparolene diròp dimostrar= ui
quella differenza,che da me diſideradi intender il Girello. Laprimera
l'ultimadi queste parti aßai forzaritěgonoſoprai mouimenti de l'animo,ilqualeet
neprincipi &nellafineuienead eßercommoffo. L'al= tredueacquistano
alparlamento nostrofede& creden za.Cominciandoda iprincipidico ,che questio
dalle perfone,ò da lecose isteßesiprendono.Etquestifi pren donoper tre
cagioni:&per eſſere amicheuolmente,in
tendentemente,&attentamenteascoltati. dellequai cofe laprimiera innoi
medesimi confifte,neimoderatori dellafentenza,&negliauerfari.Trouafi il
principio della beniuoglienza òper meritinostri,òper dignita,
òperqualchefortediuirtu,&fpecialmente della libe=
ralita,uffici,giustitia,fede.I contrari loro fi debbono imputar alli auerfari:
ſein noifuſſealcun odio oue= roalcunaoffefaperauenturariuolta, douiamo affati
carſi di leuarla,ò ſminuirla,co'l purgarfi, iſcuſarfi,ri=
compensando,òpregando.Masenoiuogliamo proccac ciard'effer intendentemente
&con ſomma attentione afcolta= SECONDO 227 ascoltati,dalle cose isteſſe
prenderemo ilprincipio.Fa= cilmenteintendel'ascoltante,sedaprincipio abbraccie
remoilgenere &laNaturadellacausa:se diffiniremo
Sediuideremo,senonimpediremo lafua prudentia con laconfufionedelleparti,ne la
memoriaconlaloro rin crefceuolemoltitudine.Se noi uorremo acquistaratten=
tione,comealtreuolte ui dißi,proponeremodidirecofe
grandi,neceffarie,oueroappartenentiàquelli,che tutta-
uiaodono.Nellanarrationedipoi,laquale è dichiara= tionedelle
cose,&quafifondamento dellafede,uferemo didirequello,chenell'altre parti
della oratione ſiamo auezzidioßeruare,cheèparteilraccontarlecofe ne=
ceffarie,partequelleche all'orationerendonouaghezza ornamento.Neceffario,è
deltutto ilnarrardelle co Jechiaramente, probabilmente,etco dilettodichiun que
ascolta.doue ciualeremodiquellecose che difopra ui
dißischefuronoicommuniprecettidelparlar, chia ro,probabile,
&foaue.Vengohora àquellecosecheci acquiſtano fede,dette argomenti,lequaliſi
diuidono in confirmatione &Riprenfione. Laprimiera di queste
duepruouaquello,che ànoifa di mestiere:l'altralera gionicontrarierende deltutto
inferme deboli. Et perciòche tuttoquellochefi mettein controuerfia,ſt ricercaſe
egli é,ò no,ouero quello che egli è, oueroqua
leeglififia,terquestoalprimierogioudla congiettu= ra,àl'altro
ladiffinitione,& al terzolaragione. In cominciamo da iluoghi della
congiettura laquale fe= guegliindicijpropri delle cose uerifimile .Verifi= P 2
mile LIBRO 228 milepotiamo direcheſiaquello cheilpiudelleuolte cofi
auiene,ficome dicendola uecchiezza efferinclinataper propriaNatura alla
auaritia.L'argomentochedalpro prioinditioprocede,équello chefifa,da cosa che
non puo altrimete uenir cagionata,tale e il dire che il gior
nofia:percheueggiamo ilfole,ſopra dellaterra.Il ue= rifimile fi trouaper
leparti&membradella
narra=-tione:sicomenelleperſone,neluoghi,netempi,nefatti, nelli effetti,nelle
nature dellecose isteffe.Nellepersonest guardanoprimieramentelemaniere
dellaſanita,figu= ra,eta, ſeſſo,&questodicoquantoal corpofolamen
te.Nel'animofi confidera come egli èdifposto,quanto alle
uirtu,uitij,arti,&pigritie: ouero incheguiſaſono commoßi,per cupidigia,paura,piacere
&affanno.Et questecosenellaNatura consistono. Nellafortunari=
Iguardasiilsangue,leamicitie i figliuoli, iparenti, le ricchezze,glihonori,le
potesta,la liberta, conque= Hi i loro contrari altresi.Quantoàiluoghificonfide=
ranoquelli,cheſonoperNatura,ſe marini, ò dal mare lontani,piani ò
montuoſi,ageuoli ò malageuoli,falubri opestilentiofi, opachiouero
aprici:fimilmente i luoghi cheperfortunaſonotali,colti,
incolti,habitati,ofolin= ghi,edificati o abbattuti,nobili o ignobili,facri ò
pro= phani.Netempifiesaminano,ipaſſati ipreſenti ifu turi.Etconquesti lecose
uecchie,freſche, einstanti. ol treche quelle differentie naturali del tempo
confide= rarfi debbono , ficomeil ucrno , la primauera,la state , l'autunno
:ouero itempide l'anno ,ficome il mese, il giorno la notte, l'hora, il momento,
che tutti Sonoda Natura. Per fortunaifacrifici,lefeste,igiuochi
lenozzelfattieteffetti, oſono coconſiglioet diſcorſo
operati,oueroimprudentemente,laqual imprudentia o confisteinuncerto mouimento
del'animo,òuieneàca= foAcaso,tuttafiata,cheegliauienecoſa oltrelafperan za
ilpensiero.Per mouimento d'animo,quandoo l'obliuione,o l'errore,òlapaura,ò
altrafimilecagio= nehal'animocommoſſo.Lecoseisteßeuengonoad eßer
conſommadiligenzaconfiderate,lequaliſonodi trema niere,nel'animo,nel corpo,
nelle cose istrinfeche, queſtetuttefidiuidono in buone&rie.Prendesiun'al=
troargomētodaiuestigi dellieffetti,ſi come ildardo, ilsangue,ilgrido,la
instabilita,ilcangiar delcolore, il parlareinconstante,lapaura
contuttoquelloche alfen forecaalcunoinditio, ſefuapparecchiatoordine alcu=
no,ſepaleſatofuad altrui,ſeſiuidde òintefe, òfigiu= dicò effetto
ueruno.Tralecose,cheſonouerifimili, al= cuneperpropria
auttoritamuouono,alcune,bencheper ſeſteſſeſienodipoco ualore, nondimenoposte
infieme Soglionogiouarebenſpeßo grandißimafedefuolfare
allaſomiglianzadeluero,l'efſſempio,di poi lo introdu= cerdellafomiglianzadella
cofa,&taluoltalafauola: laqualeje bene èfalfa &incredibile,nulladimeno
muo uegli animifouente. Maueniamoalla diffinitione. La diffinitionedicoſageneralefifa&dipropria.ma
per chefpeßeuolteficontended'intorno alle cose proprie,
molteuolteeglifadimestierediffinireper i contrari, p 3 molte D T molteper
lecose diffomiglianti &molteperleuguali. Habbiamodetto quelle cosecheappertengonoquandoil
fatto èmanifesto, quellocheegliſignifica,parliamo horaquandola qualitadel
fattoſi ricerca,douee da auertireche èper ragioneſi uiene àdimostrar l'effet=
to d'alcunacosa cheche ellafifia,ò percagionediuin= dicarsi,ò perpieta,òperpudicitia,
òper religione,òp nomedellapatria,ò perneceßita,òper inauertenza,o
àcafo.Perciòche quellecose,cheſono accadutepermo uimentod'animo,ſanza
ragione,neluerononriceuono difenfione dellalorofceleratezza
neilegitimigiudicij: neiliberi nericeuonotalhora.Cerchiamoadunque nel=
laqualitadel fatto,se con ragioneè giustamentefia auenuto
ilcafo.Lacuidifputationenon d'altronde che dailuoghi dalla lorodeſcrittioneſi
prende.Maper che nel diuideredela fedede l'oratione iodißi , l'una
parteaddomandarfi Confirmatione,laquale ègià piez namentedichiarita:l'altra
Riprenfione,non anchora danoi perauentura diffinita,dico,che l'ufficio della
ri= prensionenonèaltro che ilnegaretuttoquello che l'a= uerfariopreseper
ingagliardire leſue ragioni:tutta fiata che noipotremodimostrareleragioniſue
eßerfal laci,&fintedeltutto, ouero fiedi mestiere abbatter tuttigli
argomenti,cheuerifimile poteanofar parere ilfattodel'auerfario.Primieramente
dimostreremo le cofedubbie,efferstatepresepercertißime,&in quelle,
chechiaramenteſonofalſe,potersiil medesimo inferire. ouero
potremodimostrare,cheleragioni nonsono al propo propofito accomodate,&finalmentetuttele
cose che ci ostanodouiamospezzare , adducendo gli effempi per liqualisipruoui
infimigliantecasononhauerſi datoal cunaminimacredenza:&oltreàciò, doniamo
dolerſt ſopralaconditionedelcommunepericolo,ſein arbitrio dellihuominiſcelerati
èposta la uitadelli innocenti.Re Sta àdiredel'argomentatione,laqualeè la
dichiara= tione,del'isteſſo argomento,attaàprendersidai luo= ghigià damepocofa
raccontati.Questasifa,prenden docoſenondubie,ouer probabili, con lequali tu
faccia quello cheèdubioperſe medesimo appare omeno pro
babile.Dueſonolemanieredello argomentare:l'unadel lequalidrittamente riguarda
lafede,l'altrafipiega al mouimento,questosifa,allhorache noi proponiamoal= cuna
cosachehaforzadiprouare,poi prendiamoquelle che noi habbiamoper
costumi:&questeconfirmateha cuendo,ritorniamo alpropoſito,conchiudendo.
Quell'al traargomentatione, quaſtàdietro, &alcontrariopro
cedědopredequellecoseche lepiaceprima,etquellecon
firma:dipoinelfine,ſendogiaglianimicommoßi,pro= poneciò che ellaintendeua
Equellauarieta dell'argo mentare,nonfpiaceuole:fi comequando noifogliamodo
mandarealcunacosa,ànoimedesimi,òcomandare, òdi fiderare,lequaicoſe,con
molt'altreſono ornamenti del= Lefententie.Hora
diròdiquellecose,cheſanzaarteſono etuengonoistrinsicamentepreſeda
l'oratore,lequalinel uerofanzaartefonodette,nonperche niuntarte ,infe steffe
richiudino,maperche,nonfonodal'artedell'ora= p 4 tore torepartorite,mad'altronde.Nondimeno con arte
A trattano altresi:&fpecialmentediqueſtaNaturaſono iteftimoni.
Douecercheremotuttala generationede i testimoni render inferma,uſeremoin
cioglieffempicon liqualidimostreremo quantopocafede douiamo pre= star
àtestimoni, della loro qualita ragionando,fare
moconoscerecheſonouani,leggieri,uitupereuoli,&fe
dafperanzaſonomoßiàtestimoniare,dapaura,da sde
gno,&dacompaßione,ſeàciofurono per premio o perfauoreindutti.Speſſe
uolteanchora douiamo refiz ſtereallequestioni,dimostrandoche moltiper fuggire
ildolorehannoilfalſoconfeßato,uolendopiu toſtomo
riredicendolabugia,chemantenendoilueroeßerafflit ti
tormentati.Moltianchoralapropriauitafprez= zarono,per
liberarequelli,cheſopradellaloruitaama uano.Altriopernaturadelcorpoloro
&perconfue tudinediſofferirei tormenti oper temadifupplicio,o
morteſupportaronolaforzadelmartorio.Alcunimen tironoàdannodeiproprinimici. lequalcofetutte
con eſſempiconfirmarfidebbono, &perciocheaffaimani festo é, chemoltieſſempiſono
alcontrariodiquesteco Seraccontate,perciooccorrendo ufareicontrari,conl'i
Steſſa confirmationed'esempiprocederemo,se eglifie dimestiere.Ma
parmicheegliſlatempodiuenire alla conchiuſione,laqualeèoßaifacileàcomprendersi.
Per= ciòche induepartifi diuidedetta esageratione&nu= meratione.Ela
amplificatione oueresageratione(come cheniuna
differězaiofacciatraquestedueuociphora) und unagrauißima affirmatione, laquale neldire
acquista fede,peraiutodelmouimentodel'animo.questa confi steinparoleet
ineffetti.Leparolefi usanotali,chehab biano forzadiilluftrare,ne fiano
dal'uſolontane,ma graui,piene,fonanti,gionte,fatte,noncommuni,ſopra poste,
specialmentetrasferite.Accrescono anchora leparoleriferite, replicate,&duplicate,
&quelle che pergradi afcendono dalle cosehumilialle ſuperiori.Co queste
parole,tanto piuageuolmenteconſeguiral'effet toalcuno,quantomegliopotrà
usarelapronunciadella uoce, iluolto,e'lgestoconueneuole, &al muouer de
glianimiaccomodato.L'amplificationedellecose,fi to= glie dali isteßiluoghi,dalliqualifi
prende tutto ciò,che fedeacquista:Specialmente uagliono le diffinitioniinse
medesimeprocedenti&l'uſode iconſeguenti, &lame ſcolatura dellecosecontrarie,dißimili
traſe repu= gnanti: lecause, ciochedellecaufeuiene àprodu=
cerſi,ſpecialmenteleſomiglianze&gli eſſempi.oltre
àciòleperſonefinte,&ſeſipuoparlino lecosemute, selacausaloconſente,fi
dicano tuttelecoſe grandi eimportanti.SonoalcunecoſegrandiperNatura,alcu neper
costume.PerNatura, ſi comelecosecelesti &di uineouerochehannoleloro cagioniofcure.qualisono
tuttelecoſein terra ònelmondo,chemarauigliaci rez cano adudirleòuederle,lequali
moltociferuono albi= Sognoinmolteoccorenze.Peruſoſicomequellechegra
dementeſonogiudicatedallihuominio gioueuoliodan nose,dellequalitregeneriſono
alla amplificatione attri Ps buiti buiti.Perciòchegli huominiſono atti àmouerfip
cari tadeideiodellapatria,odeiparenti:ouero peramo=
re,ficomedeifratelli,dellemogli,deifigliuoli&del= liamici:oper honestà,si
come delleuirtu , & fpecial= mentediquellecheſonoutilialla communioneo
liberali tadellihuomini.Conquestimezziſi prende almante= > nerdiqueste
cofelaefortatione, &fiuienead eccitar odio,uerfocoloro che l'hannoper
propria maluagita contaminate, &finalmentequinci la compaßione& la
mifericordia nenafce.Eproprioluogodello accrefcie= re
&lificarequest'unocheinqueste cosefi pren= de,dimostrandola
perditadicoteftibeni ,o'l pericolo diperderli,uicino.Niuna cosaè piu
compaßioneuole, cheilfentir alcunodibeatoeffer infelicißimodiuenuto,
maſiatuttaquestamiſeriaaltrui, in breuitadi parole
riftretta,auegnadiocheprestoſi uengono àraſciugar
lelagrime,ſpecialmentecadendoſopra ilſucceſſodel'al truimiferia.
Nellecause,cheà diletto fogliono eſſere adornatefi debbono trattar queluoghi
,che poßono muouere l'efpettatione,lamarauiglia e'lpiacere.Nelle efortationi
moltouagliono le enumerationide beni demali&glieffempi,neigiudicij quelle
coseche sde= gnopartoriſconouersol'accuſatore&alreocompoßio ne.Eueroche
l'accusatoreè tenuto alcunafiata muo= uer misericordia, pe'l contrariosdegno il
difensore Succedela enumeratione alcuna uolta al dimostrante neceſſaria,al
diliberante non molto,alloaccufatore mol topiuchealreorichiesta.Habbiamogiaaßai
difouer chio fauellato d'intorno alli due membri principali de l'arte, cheda
principiodißieſſer stati addomandatiuf= ficio & oratione.Vengohoraal
terzodetto per pro= prio nomeQuistione,laquale èdi duemaniere,l'unafi nita
detta controuerfiaouer caufa,l'altra infinita addo
mandataconfultatione,ouerpropofito.Lafinita edetta coſuperche riguarda
certitempi &certe perſone de= terminate:lainfinitaſichiama in cotal modo
per non haueràfignificarepreſcrittione alcunaneditempi ,ne di
perſone.Maparmiche l'anticoRomano,di quest'ar temaestrouoglia
cheanchorachelaquistioneſia diui= Sainquestedueparti,dette Controuerfia &
Confulta= tione che nondimenolaConfultationeſi poſſa chiamar
partedellacontrouerfia &dellacaufa,perciò che l'in finito èſottodelfinito
compreſo, anziàquelloſi riferi ſcono tuttele cose.Perlaqualcoſa,ſeguitando
questo iſteßo ordine(poſciache ioqueste cose racconto,non co medamepenfate,mapiutoſtoofferuate
nell'orare,che iotalhorafo)dico,cheprima delpropofito raggionan
do,edaſapere,cheegli èdidue maniere,traſeperauen turadifferenti.L'una èdella
cognitione ,ilcuifine èil fapere:l'altra appartieneall'attione,ilqualeſi
riferisce adalcunacosa,chefarintendiamo: ſicomefe noi ricer=
cheremoinchemodoſioſſerua lagiustitia òla religio ne,odaltro.Ilprimieromodo
dettodella cognitione, e diuiſointreparti:ſelacoſa èòno,quellocheella e,
qualeellafifia.se eso no,ſicomecercandodi ſapere ſe laleggeènaturaleodinoftrocostume.Quelloche,
ella A esfe è,selagiustitia èquellache
indrizza glianimià dar àciascuno,quellochejegliconuiene.Qualeellafifia,fe egli
èutile il uiuereuirtuosamente,ò no.Medefimamen
tel'Attione,fidiuideinduefpecie,l'una èquellache co fiftenelprocacciare
alcunacoſaofuggirla deltutto,fi come,con chemezzialla beata tranquillauitapoßia
moperuenire:ouero inchemodo poßiamo fuggire le falſeaccufationidelli huomini
maluagi.L'altrafpecie de laAttionefiattribuisce adalcun uso, comodo :ficome
cercado ilmododigouernarelafamiglia,oueroconche mezzoſipoteſſeammorzarel'incendiod'unadifcordia
publica et ciuile.Oltreàciòdallacõſultatiõe dellacogni
tionedouealcuacosafia,òſe ellafia,òſiaſtata,òſiapdo
uereßerefiricerca,unafortedi quistioneè ſe alcuna coſaſipoſſafare,fi come
ricercando,chipuò eſſerepie namenteinquestauitafelice'altrae,inchemodo cia=
ſcunacosasifa:ficomein chemaniera potiamo confez
guireilpregiodellagloria,oconuirtu,ocon lettere,o conarmi.
Sottodellaqualfpecieſi contengonoquelle co ſe,dicui lecagioniproccacciamo
diſapere, ilche nelle quiſtioni ofcure &naturalibeneſpeſſoſucl auenire.Ve
niamounpocoalgenere,nelqualficotiene ilfapereche cofafiaquella che
noiproponiamodi conoscere.questi haduegeneri,nel'unodeiqualidiffutiamojelacosaè
diuerfa,o furquellaisteßa,fi cõe l'ingegnoe'lgiudicio, lauirtuse'lſommobene.l'altrodeſcriuela
coſaet quasi uieneàdipignere laformadichechefia:ficomericercan
dodiſapere,qualefial'huomoliberale, oueroche cofa fia fial'auaritia.Nelterzogenere,nelqualenoiuogliamo
Saperequalefialacoſa cheſi ricerca,fadi mestiere par lare ò del'honestà,ò de
l'utile,o della giustitia, de l'ho nestà diremo in cotalmodo,ſeeglièhonesta
coſa per lapatriaſofferire alcun affanno opiutosto conferua rela propria
tranquillita. De l'utilediremoin cotal modo:ſeegli èutileilricercar
magiftrati&ufficinel la nostracitta.Delagiustitia fi dirain questaguiſa,ſe
egli ègiustopriuarilfigliuolo maluagiodella pater=
naheredita,ſottodiquestogenere,nelquale ricerchia= mo laqualitadelle
coſe,ſicontengono anchorale qui= Stionifatteper comparatione adaltrui,ſicome
ricercă doqualcoſaſiapiuhonesta,piuutile,piugiusta: etiandioqualehonestißima
utilißima &giustißima.Si come,ſeegli èfelißima coſa iluiuere uirtuosamente,
questedifferenzetutteſonoalla cognitioneappartenen= ti.
PrendiamohoralaAttionelaqualehaunafpeciefot
todiſe,attaàcomandare&imporrealcunacosa,che allaqualitade l'ufficio
appartenga,ſicome,inchemo= dofidebbaadorar Iddio,honorareimagistrati, amar gli
amici,ubbidiralpadre &somiglianti. Laſeconda fpecieconfifteneltranquillarde
glianimi, &fanarli conladolcemedicinadellaoratione,fi come confolan=
donelletristitie,leuando isdegni, rimouendo lapaura,
etſminuendolacupidigiaaltrui.Alqualmododi attio ne,uieneàcontradire
quellafpecie diargomento, laqua leconsistenello eccitardeimouimenti del'animo
ilche fifa,comegiasi èdetto,nello amplificaredella oratione. Et edaduertireche
la ragionedi difporre di ſtribuiretuttequestecose, conquelisteßoordineproce=
de,chel'altre procedono,da mepocofaraccontate.Ha= ucaquestecosegiafornite di
dire lo Sperone,quando fendoalquantorachetato, fececredere,chealla incomin
ciatamateriahauefſſe postofineilcheuedendoil Conta rini,diße:che le cose,dauoi
M. Sperone raccontateci piacciano credo,che ampiafede,uenerendiquestacom
mune&uniuerfaleattentioneladolcezzadel cuifilen tio
haforzatalhoradifardire, àquelliche fauellano, moltopiu diquello che eßtper
aventuranon haueano propostodifareſicheui preghiamo,che altutto cifac=
ciatefentirealcunodiqueſti uostridiſcorſi ,ſopra de i
tregeneridellecaufe,cheſebenediſoprane diceste al cunacosa,mi penjo,che
ciòfacestepiuper ritrouar gli effempidel Petrarca,cheperdichiarirelaforza dieße
cause.Cofié riſpoſé M.Sperone:&perciò parendomi hauernedetto
àbastanzaperquanto al mio propofito era dimestiere, forſediſouerchio
riſpettoànoi,che miascoltateper cortesia nostra,piu cheper bisogno, che
adappararequel tanto,cheion'lodetto,uimuoud, giamieraalprofondo & oscurogiudicio
d'Aristotile uoltato, doue confiderando il marauigliofo fuo giudicio, l'ordineincomparabile,
la breuità delle parolela co pia dellefententie, anchoper uerdire, la
difficulta malageuolezza delloeffetto, miſtaua nonaltrimen teſoſpeſo & dubiojodiquellochegia
fece il gran cavallier romano, appreſentato alla profonda caverna, che uko uiuo
il douea per lajaluezza commune inghiottire recargliſepultura. Ma poi, cheuoiM.
Luca uolete, che iodifferiscaquesto sbalzofon contento:ondealli tre-ge
neridellecauſeauicinandomt, dicochela loro forma è diduemaniere:l'unadellequali
propone ildiletto, non altrimente,cheſoauißimocondimento delle ascoltatrici e
orecchie: l'altra contende diprouare & conseguire il ſuoproponimento.La
primieraornamentofipuochid mare, laqualebencheſiaampißima &fpatiofa, nondi
menohaunaparte, con la quale noi lodiamoglihuomi= ni illustri generofi,
ifceleraticon lefaitedelbia ſimopercotiamoniunogeneredi parlare èpiu ampio
copioso diquesto,nepiu magnifico &ſecondo l'o=
penionediCiceronepiugioueuole allecitta, &commu
nanzedellihuomini,oueronelquale, piufacciadi me= ſtiere all'oratore il
conoscere la Naturadelle uirtu, la qualita de iuitij. L'altro genere ò che
confiderafo= pralaprouifionedeltempofuturo,oueroconfifte nel
lacontentionedeltempopaſſato,dellequai cose,l'una ap partiene alla
diliberatione, & l'altro algiudicio. Dal= lequaldueradici ſpuntarono itre
generidelle cause, unodetto laudatiuo , togliendo ilnomedalla miglior parte
&piuperfetta &piu di nostra Natura:l'altro fudettodiliberatiuo fi come
il terzogiudiciale.Ilper cheincominciandodalprimiero,dicoche la ragiondel
lodare&biafimaredaqueſtiprincipi ſiprendono. So nodaeſſerelodatetutte
quellecose,che hanno alcuna congiontione con lauirtu:fi come uitupereuoli
quelle, che chealuitiofi accostano.Onde auieneche ilfinedel'uno
l'honestà,del'altrola dishonestà . Questo generedi parlaresifanarrandoifatti, ſanzaargomenti,
èac commodatopiutostoà commouer piacevolmente gli
animi,cheàfarfede,oconfirmarla.Perciochequiui nõ ftordiſcecoſaalcunadubbia,o
difficilead effercreduta masitrattadicoſechiare,oche liggiermětesi credono:
perlaqualcosa,fi replicheranno i precetti del narrare accrefciere,dallecose
dianzi raccontati.Ma perche in cotestecause, ogniragione,ogniattosi riferisce
al piacere &aldilettodel'ascoltante,fadimestiere,che nel dire
diogniparolausiamoquelle cose,chehano mol to di piacevolezza:cio e chenoi
usiamole parolefatte antiche, molteuoltetrasferite: nella costruttione
deuerbidouiamosforzarſidimetterepariconpari,fi= miliconfimili,et talhora
cofecõtrarie, et talhoradupli catecouna circoscrittione
numeroſa,laqualneluerono flacomeiluerfocanora, maritenědolapropriaharmo niain
dilettil'orecchiecodolcezza piaceuole. Moltefia tedouiamoriccorreralli
ornamentidellecose,chefono marauigliose,nonpenſate ,ouero dacoſe mostruose
prodigiose predette,oche allapersonachefi lodaſe=
rannointeruenuteperuoleredeicieliodeifatı.Aue= gnadiocheogni improuiſo
auenimento,apportaàcolui che ascolta,infinitodiletto&placere.Ma perche
ilbe= ne&ilmalecõsistonoin trecoſe,cheſonole cose istrin Ache delcorpo,
del'animo,primieramenteparlere modelle istrinfiche, lequali siprendono dalla
nobilta del fangue, con laquale breuemente &poco hauendo
lodato,ouerofefieinfametacendo,ohumiletrappaßan do,operaccrescimento
dell'altrui gloria,toccandoleg= giermente,potremoſel'effetto il comporta dire
delle ricchezze&fortunedellodato. Poſcia uenendoàbeni delcorpo, loderemoquelliſpecialmente,
cheſono attià fignificarelauirtu, qualemaßimamente è labellezza.
Mauenendodipoiallacommemorationedellieccellenti &generofifatti,cominciaremo
daqueſto cantopiuam piamentelodare.La difpofitione deifatti èdi tre ma=
niere:percioche oferuare fidee l'ordinedel tempo, oueroalcunacosafreſchißimaraccontaremo,oueromol
ti Mapercheilcampodeiuitii diuerfifatti indrizzaremo ne ipropri generi. delle
uirtu eampißimo fpatiofißimo &infinitamenteaperto,perciò lasciando
lelugheeinfinitedifputationi,ched'intornoà coſifatta materiamuouerfipotrebbonoetſeguědounauiamodi:
facile L breue perhora,diremo,lauirtu eſſere indue pciòche la uirtuò cõſiſte
inſapere oinoperare. Sicõe laprudentia,l'aftutia, quellachecograuißimo nome
Sapientia uienechiamatapernome,lequalitutte nelfa= pereficontengono.Quella
uirtucheperratemprarele concupifcenze idiſideri,gli apetiti dei nostricuori,
peraffrenareimouimentiſouerchide l'animo,e detta temperanza,neluero
nell'operarconsiste. questa nel lecose,familiari,temperanza domesticafi chiama
, nelle cosepubliche,temperanza ciuileuien detta. Simil= mente la temperanza
nelle fuecoſe proprie nelle RAGIO. communi ediuifa, indue effettiſieſercita
nelle cose commodeouero nondifiderandoquellochenoinon hab
biamo,ouerodaquellecoſe,chefonoinpoternostro afte
nendosi.Cofietiandionellecoseincommodelatemperan zaritienedue
gradi:perciòchequella temperanza,che Aopponeallefourastantifciaguredellauita ,
fortezza uien dettama quella cheiprefènti affanni conferent
fronteſofre,&toleraarditamente,ènominatapacien= tia.Quellachetuttequeſte
uirtu inſieme abbraccia gra dezzad'animouiendetta;dicui èlaliberalita, laquale
consistenel'uso deldanaio: con tutto ciò insieme a l'altezzade
l'animo,inriceverelecosenoiose neuoli, dan fpecialmente le
ingiurie,&finalmente tutta quelloche
ègraueadefferſofferto,ſpiaceuole,increfcie= uole,&atto à
muouere&turbarelafelicetranquilli= tadellauita delli
animinostri.Quellaparte,chenel lacommunanzadellihuominiconsiste,é nominatagiu=
Stitialaqualeuerfo liDijreligione fichiama, &uerso ilpadre
lamadrepietadaluolgodettabonta, nelle cofecredute,fede,nellatemperata ragionedi
conuerfare piacevolezza,amicitianello amare.Etqueste uirtu tut te nelle attioni
nostre consistono.Sono alcunequaficom pagne, &ministredella ſapientia
,dellequalil'unadi ftingue &giudica,qualifienoneldifputarelecofe ue=
re&falfe,&comedaalcuniprincipi,uenganoà dirt=
uarfileconchiuſioni,laqualetutta nellaragionedeldiz fputareconsiste:l'altra è
l'oratoria . Perciò cheniente altro éla eloquenza cheunaſapientia,che
artificiofazmente fauella: la quale diriuando, dal'iſteßogenere, da cui
èdiriuataquella che ildifputareciinſegna,e alqua todileipiu
ampia&fpatiofa,&almouimentodel'a nimo, sentimento
deluolgoaccommodata.Maquella chetuttele uirtu àguiſa diottima ministra
cuſtodiſce guarda diligentemente,nel uero potiamo dire,che fiala uergogna.Queste
uirtuſono quaſicerti habiti de l'animo,talmentedifposti,che tuttiſi poſſano
chiamare 1 trajeperpropriogenerediftinti.Da cui tutteleattio=
nihumanediriuanti,honestefidebbonochiamare Guir
tuoje.Altrihabitifiritrouano,chevengonocome difpo sti studi, apparecchiati
perla uirtu,co'lmezzode i buoni arti,ſicome lo studio delle lettere,dei numeri
deifuoni,dellestelle,de lacavalieria,del'armi,&della caccia. Nellecosecommuni,
ſono li studi d'alcuna forte eccellentediuirtu:ouero ildaropera allediuine
cofeè nelloamarecaldamenteiparenti,gliamici, iforestieri: questisono
igeneridelle uirtu,alliqualis'oppongo= noquelli de iuitij.Sopra
tuttodouiamoefferaccorti,che fotto fpecie di uirtu,nonſiamo daluitioingannati,
che Acomepuòl'intelletto,dalfalſo,uenire,ſottofomiglian zadi ueroingannato, coſipuòdal'isteßa
somiglianza ingannarſilanostra elettione.Cofifuoletalborala ma
litiaprenderſembianzadi prudenza , &la durezza d'animo infprezzar
lecoſediletteuoliimitala tempe= ranza,lafuperbia
éfimilebenſpeſſoallagrandezzade L'animo nelgonfiarfi,la prodigalita ci
ingannafotto ombradiliberalita,l'ostinatiõehaforza diſomigliarfi १ 2 allajofferenza,l'austeritaſegue
confalfiuestigila giu Stitia, la ſuperstitione prende coloredireligione,lamol
litiadel'animo perpiaceuolezzaſi prendefouente,la timiditafi ueste talhora
dellihabiti della uergogna,la uana &increfciosacontentionedi ciancie
inutili , bene fpeßo,acuta ragionedi difputareuienegiudicata, la fcioccamoltitudinedelleparolefouerchie,cercadi
para gonarſi allaforza delparlarefacondo. Perquesta ra= gione,ogni mezzodi
lodare biasimarefi prendera di questeparti,diuirtu òdiuitij:ma nel
contestodel'o rationeſpecialmentequeste coseillustraresidebbono,fi come,inchemanierafiaalcunoche
noi lodiamo, gene= rato comenodrito,come alleuato come inftituito , come bene
accostumato. contuttociò, ſe àlui alcuna cofa
grande,notabile,eccellente,magnifica,o marauigliofafe
raperauenturaaccaduta,& maßimamentese potremo prouaresche ellaſia
peruolerdiuinooccorsa,einterue= nuta.Oltreàciòlodandola uitad'alcunocheſianondo
uiamolasciar lamorteſua,ſealcunacosa notabileui ri= troueremo per duentura,
degna d'eßerifposta , Specialmenteſopra lamanieradella morte difcorrendo,
oſopra le cose,che eßamorteſeguitarono.Paßiamo ho ra àla Diliberatiua
caufa,ilcui fine èl'utile,alquale tutte lecose,onelconſigliare,o
neldiredellaſentenzafi uengonoà riferirein maniera,cheprimaſonodaeßere uedute
queste cose,da colui chepersuade,odiffuade, che fono,qualcosasipoßafare , o
no,&qualeſia necef= faria afarſiono.Percioches'alcuna cosanon èpoßiz tile bileàfarsi,ſubitamenteſi leua ognioccafionedi
dilibe= rare,bencheſiagioueuole:erſe ella è neceßaria, quello
èneceßario,fanzadi cuinonpotiamoeßer nefalui,ne liberi,degnod'eßerantepoſto à
tutti glialtricommodi honestà,nellaragionciuile.Et ricercandoquelloche
fipuòfare,èdauederequantofacilmenteſipoſſa fare. Perciocheſpeßo adiuiene,che
quelle cose cheſfonodiffi= cili &malageuoliadefferfatte,fihannoperimpoßi=
bili.Etparlandodelecosenecessarie,auertiremoàquel le,cheſebene
alcunaneceßitafeconon arrecano,nondi= menoſonogradi&importati, &confidereremo
quan tola lorograndezzaſiſtende. Auegnadioche, quello, che
égrande,moltefiate,in uecedineceßariofuoleeffer preſo.Perlaqualcoſaſendo
tuttoquesto genere intento allaperfuafione,òdißuafione,proprioferadel perfua
denteditrattare,ſelacosa è utile, ſeſipuofare,che altuttofimetta in
effecutione.Ma colui,chediffuader intende,due coſepropone,l'una è,ſelacosa non
èutile impedireche ellafifaccia,l'altrafenon èpoßibile,che nonfiaccetti.cofi
appare manifestamente,checolui,che persuade l'uno l'altro è tenuto
didimostraremaco luichedißuadeètenutofolamente ol'uno ol'altro di confutare.Ma
perche ilconsigliarconfiste in arbitrio, tantodicolui,che perfuade, quanto di
quell'altroche dißuade,primadiremoalquantepocheparole d'intor=
noall'utile,ilquale consiste neldestinguere &feparare lecoſebuonedallerie.
Sonotrai benialcuni neceffari, fi comelauitalacastita,i figliuoli,laliberta,
lemogli, 93 i parenti,il padre
Jari,deiqualialcunipersesteßiſiricercano,qualisono lamadre.Alcuninonſono necef
nelle uirtu consistono, alcuni altrifi difiderano,per riſpettod'alcunbene,che
tuttequellecosechenelli uffici ci arecano, ſi comele ricchezze& lacopiadei
bend istrinfichi.Quellecose,che per se steffe fidifiderano,al=
cuneperhonestàvengonodiſiderate ricerche, alcu neper commodo.Perhonestà quelle
che nascono dalle uirtuprecedenti,da mepocofaraccontate,cheperfeme
desimesonolaudeuoli.Percommodo,alcunecheſonoda eßerricerche ,neibenidel
corpoouer dellafortuna. Dellequal cofe alcunefonoquasi come congiontecon
P'honesta, fi comel'honore&lagloria,alcunefonodi uerſe,ſi
comeleforze,labellezza,laſanita,lanobilta, lericchezze,& lacopiadeiclienti
Eanchoraà guiſa dimateriafoggietta à l'honestasuna certacofa,laquale
fpecialmětesi trouafraliamici,le amicitiecöfistononel lacarita,
nellaamoreuolezza.Allacaritaſiuleneà riferireilcultodeidei,delpadre de
lamadre,delta patria, &diquellihuomini,cheſonoo pſapičtiaoper
ricchezzeillufcri.Ma loamoresiattribuisce allemogli
allifigliuoli,allifratelli,o altrià noi per uso operfami liaritacongionti.Conoscendoquestecose,in
cuiconsisto noibeni,agevolmente etiandio uerremo in cognitione
dellilorocontrari.Cheſe noipoteßimoſempre abbrac tiarlecoſebuone,nonmolto
cifarebbedimestiere ric 4 correre all'aiuto del conſiglio.Maperche ne itempi è
unagran forzadi alterare la fimilitudine dellecose egli fpeßo adiuiene,che
l'utilecontendacon l'honesto,et perciòlacontentionediquelle tai
coſeuieneàproducer lediliberationi,chesifanno difputando,ſe lecofeconue= neuoli
efpedientiſidebbono lasciareper conto della dignita, òlehonestepercontodel'utile.Douefadibifa
gnohauere alcuniprecettid'intornoàquesta cotaldif ficulta,
liqualibreuementeintendodiraccontare. Pri= mieramenteèdasaperechel'oratione non
solamentefi deeaccomodarealuero,maanchoraalla openionedico loro,che ascoltano,perciò,primaſaperdouiamo
dueef= ferelemanieredellihuomini,alcunifono rozzi &maş teriali,liquali
antepongonoſemper l'utileà l'honestàs alcun'altriſonociuili bene
accostumati,liquali ante pongonoladignita àtuttel'altrecose Aqueſtiſi deb=
bonoproporrelalode,l'honore,lagloriaslafede,lagiu ftitia,&finalmente
ognifpecie diuirtu,à quelli ilgua dagno,l'utile,e'l frutto: &molteuolte
anchorailpid= tere, ilquale è ſpecialmente nimico alla uirtu , &fot
tofallacefomiglianzadibene,ingannaconlefuedol= cilusinghela nostra
elettione:proccacciatoda qualun= queBarbaro
&ferignoanimo,anzidaluinonſolamë teallecosehonestemaneceffarie anteposto
altresi. Que ftouieneadeßer lodato,allhorache perfuadendo,àque stitaliſi
uoltiamo,per configliare.Sonocerti huomini natiperuiuer honestamente,madipeßimoculto
,&di praueopenioni corrotti.Nello eshortarefaradi mestie
reinſegnarelauiadiconſeguire il bene ,&fuggir il uitio.Maappreſſoglihuomini
beneaccostumati douia q 4 molungamenteragionaredeipreggi dellalode ,della
gloria, del'honestà fpecialmentefauellaremode Lecoseche alla communeutilita
appartengono,se ap= preßogliignorantiparleremo,proporremoil frutto, Putile,il
piacere ilfuggirdeldolore,aggiugnendo an= chora ilbiafimo
&l'ingiuria.Cheniunagentesi tro= uafi
rozza&malcriata,chenonmouendosiperl'ho nestà,almenodallaingiuria,ò uergogna
nonuengacoz moffo.Fin horahabbiamodetto del'utileàbastanzaje guehoggimaiilmodo,
con che ricerchiamosela cosaft puòfare,òno:doueanchoracerchiamoquantofacilmen
tesipoßafare,&quantofia efpediente l'effettodi che
chefia:fpecialmentequeſtoſtricerca inquellecause,che fannoalcuna cofa.Sono
lecauſedipiumaniere.Alcune fonochehannoforzadioperare:altre nonfanno cola
ueruna, ma alfarearrecanobenſpeſſoaiuto, le prime fi chiameranno
efficienti,l'altreferandette tali,chefar zaeffenonsipoſſafare.La caufa
efficiente può eſſere perfefinita &perfetta:oucropuò eßere compagna el
aiutrice,piu menotalhora.fonofimilmentecerteal
trecause,lequaliefficientiſonodetteoueroper loprin cipio,operlafineloro. Quando
adunqueſi ricerca qualcosafiamiglioreàmettersiineffecutione, allhord òl'utileò
lafperanzadifare, sforzaglianimidi con fentirealla eſſecutionedello effetto.
Hora hauendo ra= gionato àbastanzadel'utile,parliamodellaragiondel
operare.Doueeglifadi mestiere di ricercare confoma
madiligenza,leperſone,iluoghi,itempisi mezzi,con t cuialcuna
cosafarintendiamo,ſi comeſeconarmi,ò cõ denari,ò compagnia douiamoche che sia
mandar ad eßecutione.Oltre chenon solamentequelle coseconfide
rardouiamo,cheſonoinfauornostro maquelle altre
fischeciſonocontrarie.Coſiſelecose nostreferannopos fibili,nonsolamente la loro
poßibilita dimostreremo, mapjuaderemo,cheſienopiuageuoli,piu disposte, piu
pronte piupiacevolidel'altre. Volendo diffuade reouerogittaremoper terra
l'utile,ò mostreremo la difficulta,&questofar potremo conl'isteßi precetti
de Laperfuafione, fanzariccorrer à luoghipiu particola= ri distinti.Nelfare
dellaperfuafione, è diffuafione douiamoproccacciared'bauerfempreallemani unaco
piad'eßempifreschi &nuoui,oueramenteuecchi , per daremaggior authorita al
ragionamento nostro. fia= nogli ingegni nostri in ciò, dimaniera eſercitati,che
poßiamohorale coseutili&ncceßariepreporall'ho= neste,horaqueste àquelle
piuſpeſſo. Giouera grande= mentealmouerdelli animi,fegli eccitaremoco imezz
zi,che appartengonoàfatiaregliappetiti,ouer,l'ocio, òuindicarsi delleingiurie.Sele
coſe ſeranno profpere mostremolaloroincostanza,biſognando,conlo incer=
toandamentodellecose, con ledubbieforti,delle co= Sefuture.ſeſeranno auerfe,
auerferemoil loro perico= 10,òſourastante,òtoſto uicino. &questiſono i
luoghi delloEpilogo. Neldiredellefententie,ſieno iprincipi breui. Perciò che
l'oratore inquejta parte nonuieneà guija di fupplicante ,ouero adeccitar
compaßione al qs giudice, matomesempliceefortatore , & authore.Per
laquatcoſapropongajolamenteil modo lamaniera, concheèperdire,quello che egli
intende, eshortigli afcoitanti adudirlo,ciòcheegliconbreuitàuuoltratta
re.finalmente tuttal'oratione dee eßer,pura,ſemplice, graue, riccadimoltefententie,&pau
difententie che diparole, lendida&uaga.Paßiamshora alge= nere
dettoGiudiciale ilcuifineèla giustitia.laqualenõ
Briguardasemplicemente,maincomparatione,ficome
quandofidifputajuicafideluerißimo accufatore oue ro,quandofidomandalapoffeßioned'nnaheredita,fan
zaleggie, ſanzatestamento:nellequai cauſeſiricer caqualcosafiapiugiusta ,ouer
giuftißima.dellequai cause,fi prendonogli argomentidailuoghi della giu
ftitia,dicui parleremopoco dipot.Oltrecheauantiche fiailgiudicio,fogliamo
cercare,ilmododella coſtitutio ne di eſſo giudicio. Si come allhora che noi
conten diamo ſel'attioneappartieneàcolui,chefa, àfean= chora gliuiene, òfeella
è digiafornita, ouerofe eßa attionefiacon tale&tallegge,ò contali talpa=
role:lequaicoſeſebene nonsono giudicate, &de terminate,innanti
chelacoſaſiapoſtain giudicio,non dimenoineßi giudicijſonodigrandeimportanza,di=
cendoin cotalmodo . Tu haidomandatopiudeldo= uuto,tardièſtatala
domanda,larichiestanon èsta= ta tua,non dame, non per questa legge,non per tal
parole,non perquesto giudicio. Hora nell'or= dinaredelle
attioni,&prendere&accettardeigius dicij, dicij,delleuarela giustitia,
&acquiſtarſila giustitia, per eßercoſe,dital maniera,che benchein
eſſogiudicio fi rimettino,nondimenoinnantial giudiciofi debbono
trattare,alquantoio leſeparoda i giudici ,quantoal tempodelfare,piutosco,che
per diſſomiglianza,dige= nere qualita, cheeffehabbino.Perciòchetutte quel
lecofè,chefidifputano circa algiusto albuono, cadonoinquellaforma,nella quale
dubitiamo,diquello chealcunacoſaſtſia,laqualenella giustitiafpecialmen=
teconsiste. Intuttelecauſe adunquefonotregradi, dei
qualiunoprendernedouiamo,percontodivoler refi= tere,se piunonpotremo. Perciò
cheoche negheremo eſſerfatto,quello checi uieneopposto:oueroconfeffando egli
eßer auenuto,negheremo,che eglihabbiaquellafor 1 za,chel'auerfarioaccusando
intendediprouare, oue= roſedelfattononfi puodubitare,negheremo eglieffer
tale,quale l'auerfarioefferafferma, &cio che noidrit tamenteeßerfattodiremo,conpruoue
&ragioni use= remodi difendere agramente.Perlaqualcosaauiene,che. quelprimo
stato,oueroconteſa,che noiharremo conl'a. nerfariouieneda effertrattato con
alcuna congiettura: ilſecondoconla diffinitione,ilterzocon la difputatio=
nedelfiusto,del uero, deldritto, &della humanita facilealperdonare rimetter
l'ingiuriadelle com= meffecolpe.Etpercbecolui,che difende,ſempre è tenu
tononfolamente direſiſterecon alcunodi quelli stati dameraccontati,o
negando,òdiffiniendo,òconoppor . remediantelagiuftitio, maanchora ètenuto diaßtgnare
la ragione delſuo ricuſamento: per questo egli adiuiene,chequelprimo
stato,ch'io dißi , ritieneinſela ragionedellafalfa accufatione;&effa
negationedelfat to:ilſecondo contiene il prouareche quello chel'auerfa rio
affermainparole,nonſia ueroin effetto : Il terzo Stato contiene il
cõfeßareſanza alcuna contesailfatto, manondimenoegliragioneuolmenteeßerfatto
fidimo stra.oltre à ciòfa dimistiere,cheàtutte leragioni,uen
gaoppostodall'accufatorequello,che noneffendo nella accufatione,ft uerrebbe
deltuttoà rimoueressa caufas Perlaqualcosa, tuttoquello,cheuiene incotalmodo à
ri ferirfi,chiameremouna ragione laquale inſe contiene
ricchiudelecaufe:bencheleragionidel difendere nõ menocomprendanole cause,di
quellochefaccia tutto ciòchecontrala ragionedeldifendereſi produce.Ma
percagionedi andaredistintamente , noi domandere= moragione,quella
cheuieneprodottadalreonello ri cufare,percontodifcacciardaſelacolpa del'imposta
accufatione:laqualenon eſſendo,nonharebbeil reo cofa
uerunadadifendersipunto.Coſidomanderemo Firma= mentoquellochecontralaragionefi
adduce,per conto di abbaterla &stenuarlaiſanzadelqualel'accufatione
nonpuòhauerluogo.Daquestedueparti adunquetra Serepugnanti&contrariedette
ragione,&firmamen to,mentretrafetenzonano,&quafiarditamentecom
battono,neuieneànascereunacertaquistione,laquale anticamentefuchiamata
difcettatione:nellaqualesifuol cercarequellocheuienein giudicio,
&dicuificonten de.Perciòche laprima conteſadelli auerfaribala quiz SECONDO.
tioneaſſai ampia &fpatioſa,ſicomenellacongiettura SeGiouannihabbia prefi
idanari:nella diffinitioneſe Pietro habbia offefala marsta,nellagiustitia,jeà
ra= gioneLucilliohà ucciso Settimio. Questesonoquelle co fe,cheuengonoadoccupar
iprimiluoghi dellaconteſa, quanto all'argomentare
&resistereampißime&fpa tiofe.La contesadelleragioni
firmamentiritienepiu Stretta difputatione&controuerfia:poiche nelle con=
gietturenonhàluogoueruno.Perciò cheniunopuote,ò debbe,òſuole,renderlaragion
diquello,cheegli niega efferfatto.La ondeauiene,cheincotestecause maquistione,
lapri l'ultima diſettatione èquell'istessa.Ma inquelle.douefi dicein cotal
modo, Eglinonha offeso lamaesta , perhauerſidiportato uerſodi Cepione al=
quanto finistramente . Perciòcheil giustosdegnodel Popolo Romano fu cagione di eccitare
quella forza, nonl'ufficiodel Tribuno. Lamaesta adunque,(Sendo
unagrădezzadelpopolo Romanoilconferuar lapro pria authorita,)epiu
tostaaccresciutache ſminuitapu to &anchora quando coſiſi dice, Egli è
Maesta de l'imperio &honore ditutto ilpopolo Romano,ilqua leſminuiſce
colui,cheperforza,commiſepublica difcor dia:nascequelladifcettatione,fe
habbiaminuitala Mae ſta,colui,che per uoleredelpopoloRomanobà conuio
lenzafattocoſagrata &giusta.Inquestecaufe,douefi difende alcunacosa
eßerragionevolmentefatta,ficome fendodaOpimio riferito,giustamente hofatto, per
cagione della communeſaluezza &per conferuatione della republica: da Decio
eriferito,Tu nonhaipo= tutoneluero,ſanzagiudicio,per alcunaragione,ucci=
dereuncittadino, quantunquefceleratißimo:nafcequel=
ladifcettatione,feeglihapotuto uccidere ragioneuol menteuncittadino,per
laſaluezzadella republica , di Struttoredellacitta ſanza effer
condannatoingiudicio. Cofiauiene,chequeste difcettationi ,lequali confiftono
inquellecontrouerfie,cheà certeperſone & tempipar
ticolarmentefiriferiscono,fifannodacapoinfinite: leuandoneitempi&leperſone,
ficonduconoda capo nellaforma&ragionedellaconfultatione.Ma ne ifir=
mamentidimoltaimportanzaſidebbono anchor meiz tere,quellecose,che ò
perloſcrittodella leggie,ò delte ſtamento,ò delleparoledieſſo
giudicio,òd'alcunaſtipu lationefiuengonoadopporsicontrariealladifenfione.
Etqueſtogenere anchoranonpuòhauer luogoinquel lecause,chefonodalla congiettura
comprese. Perciòche quello,cheneghiamo eßerfatto,nonſi puòcon iſcritto
confirmare.Similmentenonhà luogonella diffinitione
percontodelgenere&dellaqualitadi eſſoſcritto.Per ciòcheſe alcunaparola
delſcritto uiene adeffer diffini ta,percognofceredi qualforza,che ellaſi ſia ſi
come Sarebbeaddirealcunauoceneitestamenti,ò nelle leggi didifficile,
oscuraſignificatione allhoranon uieneà farsilacontrouerfiadalgeneredi eßoſcritto,ò
testa= mentoòleggie,odaltro cheeglifia,matutta la diffu=
tationeconsisteſopralafignificationedellanoce ofcu= ra,o rajòqualuncheparoladifficileadeffer compreſa.
Ma comeauiene,che'lſcrittoſignifichipiu coſe,per rifpetto della
dubbiezza,checadeſopraalcunauoce ,allhora la difcettatione nascedalla
contesadelſcritto:ondenelleco Sedubiesi contendaſoprala fignificatione di eße
uoci: nella differenzadelſcrittoòdellaſentenza quale delle
duepartifiatenutodiſeguitarilgiudice:nela contra= rieta deſcritti,qual partesia
piuprobabile.Ma come la difcettationeè costitutadeeeſſerepropostada l'ora
tore,in maniera,chetutti gli argomenti fi uenganoà
trarredailuoghidelritrouamento,fi comenella con= giettura,mentreilreo niega
&resiste,del'accufatore confiderare fpecialmentequesteduecosecheſono lacau
ſa l'effetto.Lacausadomādiamo la ragionedifare, che chesia : l'effetto èquello
,chedaeßacausanenafce. Dellecausenonparleremopiu,hauendone ragionato à
bastanza,tra iluoghidella perfuafione.Perciòchequel lecofe,chenelprenderedelconfiglio
quanto al tempo futurouiricordai, inche modoò utilefignificaßero,o forzadi
operare,quelleistefſſeè tenuto di oßeruare.co= lui,che di eßofattodifputa. La
congiettura del'utilest muoue,ſequello,chefi proua,ſi diraeſſer fatto ò con
fperanzadi bene,òconpauradi malc:ilche tanto piu agramente fifa ,quanto ſi
dimostrano lecose àl'u na , & l'altra di queste due cagioni appartenen= ti,
effer maggiori . Si riguardano , anchora alla cagionedelfatto,&beneſpeßofi
confiderano,imcui= menti del'animose l'ira éfresca,ſel'odio eantico,se diſiderio
di uendetta ui hà luogo,ſedolord'ingius ria,se cupidigia d'honore,ſe di
gloria,ſe di im= perio,se di denari ,ſepauradi pericolo,sedifficul
tadicurafamigliare,seaudace,ſeliggiero,ſecrudo,ſe impotente ,se incauto,se
stolto,se amante, se tur= bato,seimbriaco,Jeconfperanzadifare,ſecon ope= nione
di celare:oueroſendo ilcasoaperto,feconinten= dimentodiſcancellaril
commeſſomaleficio, ò ritirarin lungailtempo,ojelapenadelgiudicio éminore,che
ilpremiodelfatto:òſe maggioreil piaceredella com meßafceleratezza,cheil dolore
dellacondannagione. Con questecosefiuieneà confirmarela ſoffitione del
fatto,quandofiuengonoà ritrouarlecauſedella uolun
tanelreo.Etquestocibastiquantoalladiuifioneditut teleparti della Rhetorica, ſecondo
la forma, chegiale diedeilfacondo oratore Romano. Alla cui ordinata
compoſitione diedero norma ®ola nonlecoseda Greciòpreſe,òtrafportate,ne icampi
Latini, ma l'e= Jercitio,l'industria et lelunghefatichedel fauellarepu
blicamente,quandoinungenere &quandoinun'altro ſecondochepiu gliueniaà
destro.Hora uegniamo ad Aristotilebenchepochecoſemi prometta licenzadipo
terdire iltempo:perciòchegiamipar diuedere effer
giuntalafera,ondealchiuderedellalucediurnafiebuo
nocheioparimentetacendo,impongafilentio almiote nebroso parlareilqualepuòpiu
tofto offufcaregli ani miuostriconlafuaincrefcieuol longhezza,checo'lſuo
lume,farli d'alcuna lorodifficulta chiari rifoluti, chenteioſtimo.Horauenendo
all'ordinepiu anticamen tedaAriftotileofferuato, dico, chelaprimacofa,laqua
leoccorreda effertrattata è ladiffinitionedi effa Rhe torica,laquale
&dalſuogenere,&dallefue differen= tiesi toglic.Queſtogenerenon è
altro,chequesta uoce Arte,laqualeèattaadefferinregole precettirac
colta.Etuolendonoicompiutaměteeſercitare quest'ar te,egli
neluerofadimestiere,cheaquellecose indriz=
ziamol'occhiodel'animo,cheſononeceßarie,piucheà quelle,cheſonoistrinſiche
diniun momento. Sicome fecerogliantichiſoprailsecolodi eſſo Ariftotile ,
Platone,liqualitralasciandogli Enthimemi, cheſono
gliargomentitral'altrefpeciedelprouare, fortißimi digranualore,fi
accoſtaronosolamente a cofe di pocaimportanza,qualeèilcommouerdelli animi
alterarglico'lmezzodelli affetti. Lequaicofenullaal
fattoappartengono,maſonopiutoſto atteatiranneg= giarel'animodelgiudice,&inescarlo,chead
altro. PerlaqualcoſainfinitamentelodarfidebbonogliArco pagiti,hauendo deltutto
uietato allioratori il mouere delliaffetti. Con tutto ciò ſipuò dire questa
arteeſſer Sipiunellitigareadoperata,che in altro .Nealtroef ferl'ufficiodellitiganteche
dimostrareſela cosa , o no,&fe'lfatto , òno.Ilcheper meglio poter fare è
tenutodiconoſcerleleggi.Qualle fonoottimeleggi, le qualiabbraccianotutto quello
che puooccorrer infat= to.lecofedipocomomětoſilascianoinarbitrio&po'e ſtadelgiudice.Maperchegliantichihalbinoputosto
RAGIO. I cfercis r 258 LIBRO efercitato il genere giuditiale, che
ildiliberatiuo ,fen= do quello co'l dimostratiuo molto piuperfetto del giu
diciale, piuutile,nõſtarò a dimostrarla ragione,ha uendone molteſopra ciò
raccolteilfauio Aristotilene iragionamentidellaſua Rhetorica.Equest'arte
utilißi maperciochenaturalmenteſono migliori piugio= ueuolile cofe
uere&giuste,che lilor contrari,allequa li ella tuttafi indrizza.Mala
cognitionedelprouare, fecodolaformadelli Enthimema,liqualihabbiamo det
toefferquelli in cui consiste tuttalaforzadellaperfua
fione,dipendedallacognitionedelfillogismo,ilche per
horanonintendodimostraraltrimente . Ne eda cre= dere,cheilfine di questa
arteſiailperfuadere,ma ildi re agiatamente percontodiacquistarlaperfuafione..
Oltrea cio eda auertireche non èpoſtoin costumeil nominarquellichemalamente
usanoquest'arteſi come èdatoilnome àquellichemalamenteusanola Dialetti
ca.percioche proponendoqueſti taliper lorofinelapõ pa,ouerguadagnoſonochiamati
Sophiftigeneralmen= tedaciascuno.Horaritornado alladiffinitionedella rhe torica
è daauertire,chequelſuo generedettodanoiar te,chepur dianzihabbiamo ritrouato è
alquanto com mune, perciocheà molt'altre coſeſiſtende : ondefadi mestiere
cheun'altro ne ritrouamo piu proprio particolaredelprimo,& questa
chiameremo noiPo= tentia.laquale è differentedal'arteinquesto,chenoipo
tiamoilfinedi questamalameteuſare, ilchedel'artenõ ſipuòfarein alcun modo .
ilche medesimamente auiene della medicina, lequai difcipline del'artemilitare
hannounfinechepuòegualmentebuono rio uenir conseguito. Diremoadunquela
Rhetorica eßer una potentiadiritrouaretuttocio,che inogni propofito
fiaperfuafibile.Vieneàconseguirela Rhetorica ilfuo intendimentoco'lmezzodelleproue.Dellequalialcune
fonoartificiali,altreſanzauerunoartificio. Quello é fanzaartificio,che
l'oratore nonritrouamaJolamen= te uſa.Etſonolepruoueſanzaartificiocinque
&non piu:detteleggi,testimoni, giuramenti,tormenti patti,lequaicoſe,comefi
ufinoſarebbe conueueuoleà di chiariretuttauoltache labreuitadeltempo il compor
taffe.leproue artificialiſono ditre maniere: laprimie ra,laqualeottienetra
l'altrelamaggioranza,&del= Laqualeniunamentione
fecerogliantichiconsistenello infegnare.Lafecondanelmuouere & la
terzanelcõ= ciliare.Parliamo diquestaprima:laqualehadueistru menti
addomandatiEnthimema & Eſſempio. Nafce l'Enthimemadacofecredibili daſegni.1
Segnifo= nodiduemaniere,perciochealcunineceffariamentecon chiudono,alcuninon
neceffariamente. Similmenteogni enthimema òchesiprendeda iluoghicommuni , ouer
daipropri. Domandoluoghicommunil'amplificatio ne,laqualebencheal dimostratiuo
propriamente ap= partenga,nondimenopuò feruirealtresialli altri due
generidiliberatiuo&giudiciale. Eun'altro luogo co mune,ildimostraresela
coſaèpoßibile,ouero impoßi bile,ilqualealdiliberatiuos'appartiene.benche alli
al tri r 2 tri etiandiofi uengatal uolta
adaccomodarſi.Segue il terzoluogo commune,che è ildimostrare ſe la coſa è
fattaònò. Ilqualequantunque ſia proprio al genere giudiciale,nondimeno
conuieneetiandio alli altri due generi.Sarebbedi mestiere il raccontar
partitamente tutti queluoghi,chealli tregeneriappartengono ,ma diciòmi riferuoà
douerne ampiamentefauellare,quan doaueniffe,che noi parlasſimo de
iprecettidellaRheto rica, percontodiinſegnarla distintamente: &nonuo lendofolamentedimostrar
la differenza,chetraGre= ci&Latinioratoriconsiste. Equestaartein tregez
neri diuifa,addomandati Dimostratiuo , Diliberatiuo, Giudiciale.Trefono
lemanieredelli ascoltanti,tre Sonoitempi ,&altretanti ilorofini.Pereoche
iltem popassato, l'ascoltantegiudice,&ilfine addoman datogiustitia ouero
ingiustitiafono propridel giudiz ciale.Iltempopreſente, l'ascoltantedetto
Spettato= re, ilfinechiamatohonefto ouernonhonesto appar tengonoalDimostratiuo.
Iltempofuturo, Pacol= tante Senato,e'lfinedetto utile ouer inutileafpettano al
generediliberatiuo.Oltre àciodouiamoſaperequa lifienoquellecofè,cheal
diliberars'appartengono. E daſapere,che ognipublica diliberationeconfifteincin=
quecose,chesonol'entrate, lapace, &laguerra,ipre Jididella
ragione&delle citta , le mercatantie che fi portanodentro ofuori ,
&finalmente il creare&co Jeruaredelleleggi.Et perche ilfine del
diliberatiuo é d'intorno all'urile ouer inutile,comes'èdetto; ogniuti leſendo .
efendoinquantoutile,buono,neſegue che della felici=
tafiatenutoàparlarildiliberatiuo, ouero castretto di confiderarla almeno,come
uniuerfalisſimogenere,di tutti ebent . Pofcia dee confiderarebeni particolarme
teſecondotutte lelorfpecie,cheſonodelcorpo, del lafortuna,quelli
del'animofilasciano,come da questo generelontani&differenti molto . Trattera
adunque il diliberatiuodei beni difortunaſotto quelli metten= dolanobiltadei
fangue,l'amicitiebonorate &mol= te,lacoppiadelle ricchezze, labonta della
prole,la profperitadella necchiezza. Sotto e beni del corpo fi porranno
ladolcezzadellaſanita,iluago della bellez= za,lagrandezzadelcorpo,ilforte
dellemembra , la granfama, lofpiritodellagloria la felicitadelliho nori
Etenutocontuttociòſapere il diliberatino tutti queluoghi,da iqualififormanogli
Enthimeminelſuo propriogenere.de iqualisi potrebbe alcun precette raccontare,fe
la lunghezzadella materia il compor= taffe oltrea cio,uolendonoiproporreuna
ottimacon= fultationefadimestiereconoscere i costumi del Re, le
manieredellaſuauita,&qualicoſepoſſono &foglioz nomuouerlo alli affetti,
diche cosaeglifuole pren derſitraſtullo &piacere. quellocheio dicodelRes
ſipuointendereditutte l'altre maniere di Monarchie reggimenti.Veniamohoraal
dimostratiuožilcuifi nehabbiamodettoeffer l'honesto l'inhonesto. l'und dellequal
coſe appartiene alla lode,&l'altra al biafi mo.Perquesto ètenuto
costuiragionar della uirtu del del uitio.da iqualiogni lode&ogni biasimo
non al trimentenafce,chefacciaognialbero daſuaradice.
Questatrattationefieutilealterzo generedellepro= ue,cive a conciliar l'animode
l'ascoltante . Sifaquesta conciliatione,ouero per mezzodellabonta,dellauita, del'oratore,ouero
con lauaga &artificiofa maniera diorare. Perlaqualcoſa ètenuto il
dimostratiuo non folamenteabbracciarleuirtupercontodi lodaralcu= no,ma
anchoraacquistarſico'lmezzodieſſeuirtu,ase medesimo
ottimafamadiuirtuosoetaccostumato. Met terannoſiſottodella uirtu tutte
leſuefpeciead una ad una:facendofentireilſeuero dellafortezza, il dritto della
giuftitia,il largodellaliberalita, lofplendidodel lamagnificenza,ilgrandedella
magnanimita, ilcondi mento della temperanza,con i lorocontrari.Dallequai
cofe,comedapropriluoghi,ſiprendonogli Enthime=
mischeaquestogenereappartengono.Oltreàcioquat trocoſein questogenereſi
oſſeruano. Primieramente, fequelli chenoilodiamo nonſonotali,douiamo hone=
ftaregli stremiincuiessipongonolalorcura: &que stosifaradallecose propinque&somigliante.Sicome
P'auarofaremoparco:ilprodigo liberale&somiglian ti.Faanchoradibisogno
ilconfiderareappreßodi cui fifaquesta lode. Perciochenonè coſadifficile (ft co=
mediceua Socrate)gli Athenieſt effer lodati appreſſo deiſuoi. Anchoradouiamo
affaticarsi di dimostrare igestidichichefia eßerdegnidiquellichevennerodal
liſuoianteceßori ò maggiori .Etfinalmentenafcendo ogni lode dalleoperationi
&effetti,reffendoproprio al'huomo perfetto l'operarefecondo la elettione
,per quejtofi debbono dimostrar questi effetti efferauuenu=
tinonàcaso,òfcioccamente,mapiu tosto con difcorſo elettione.
Passiamoalgiudiciale, nelquale prima confiderarfideequellocheſignifica
l'ingiuria,&qua liſonoquelli,chefanno eße ingiuriedchefine, à qualihuomini
ſpecialmentefifacciano Edafapereche l'ingiuria fi faperduecofe,oueroper
l'utile, ouero p lopiacere.Dellecoseutiliſi è dettonelgenere dilibera tiuo:
Dellepiaceuolianchora raccoteremotuttelediffe rentie,fi cõeilpoſſedere de
ibeniche a l'animo ouero al corpopoßonorecardiletto,lequalitutte direi,ſela lun
ghezzadelamateria'cõgiustaragioneda dirle nõmi toglieffe.quiui anchoraeglifa
dimestierecõſiderarche coſaſialegge,&cõealcunesi addomadanoſcritte,alcu ne
naturali.dallequalitutto il giudicio prende occafio= ne òdi condennare,òdi
afſſoluerealtrui. Mahauendo dettopocofastre eßer igeneridellepruoue il primo il
qualesifainsegnando,dicui a bastanza habbiamo det= todifopra,ilsecondo
checonsiste ne imouimenti ilche nelli affetti consiste,perqueſto egli è
neceſſario conofce retuttelefpecie delliaffetti, quelle alli lor generifa
perattribuire.doueprimieramentepaßeremo allaira, dimostrando come ella
fiaccenda,comefi muoud come creſca &comeinfinita ſi renda.contutto
ciofitocche= rannoglihuomini attiadinfiammarſt, accenderfi arderedalfuocode i
sdegni,dimostreremo anchora il r 4 piace uoledellamansuetudine, ildolce de
l'amicitiail freddodella paura,iluermiglio della uergogna,iluago della gratia
,ilpietoso dellacompassione , ilnoiosode isdegni,ilmaluagio
dell'inuidia,l'inuido della emula= tione, somiglianti.Etpercioche questi
affetti fono proportionati allediucrsemanieredelaetà dellihuomi nifi di
mestiere cõfideraregli affetti, à qualiſonoſop posti igiouani,iuecchi,i
mezzani,inobili,gli ignobili, iricchi,i poueri, i potenti &fortunati,
altri. Per= ciocheil mouimeto altrimenteſi inſignoriſce de l'unodi quefti ,
&altrimentede l'altro.Segue la terzapruo= ua,laqualesifa cometo dissi
conciliando:&questafi prendeda i costumidell'oratore,ouero dala maniera
dellaoratione:fendo tuttalaſuauaghezzapostanella corrispondenzaditutte
lefueparti,nelcorrer libera= mente, nelterminare connumero ,& hauerlepa
role non trafportate,ouero istrinſiche;manaturali,pro
prie&quaficonl'effenza delle coseprodotte. Maqua toalladifpofitione
dellepartidi eßa oratione confide rar fi debbono tuttequelle cose,di cui
ampiamente habbiamo diſopraragionato,cheſono Probemio,Nar ratione,
Confirmatione , &Epilogo. Comelo Speronehebbequeste ultime parole finitodi
dire,tutti gittaronogli occhi alle finestre,che dall'uno decanti della camera
porgeano lalor luce, & ueden docheilfolegiaerainclinato all'occidente, parědo
alla bellabrigata,che il ragionamentoſopra lecosedella
poetica&dellaphilofophia,qualeM.Speronehaueadi uifato uiſatodifarfentire,nonpoteſſe
caperein quel pocodi tempo,cheſoprauanzaus,&oltreàciòeßendo lo spe
roneanziſtancochenòdelmoltofauellaresparue àcia ſcuno,cheeglidoueſſeperhora
ripoſarſfi: dicendoche quandoàlu nonincrefcießefarebbe stato conueneuole cofa
alſeguentegiorno rimettereilrimonente.Diche lo Sperone,ilqualed'ubbidire
&far piacereàquegen til'huomini erafommamenteuago,fu contento.Perche
inaltroparlamento entrati , buona pezza stettero in ragionamenti piacevoli
&festeggiofi. Маросо doppo , i giouani leuatifi da ſedere &lasciatoM.
Speroneincasa,daeßoaccommiatatiſt, quando tempo lorparuefipartirono, chiqua
auiati. chi la allelor cafe 1 . VANDO giafagrantempo proemis gli antichi
Crotoniatieranodi tut folkfuste te lericchezze,cheà libero popo di parda 9
lofannodimestiere, abbondeuoli, Karacio 15 ingaw tra noi Italiani felicißimi
per vori not lelorofortunetenuti,eßiconmol= одо to studio &
curaprocacciauanod'empireil Tempioà Cibrode Giunoneconsacrato di belle
&uaghedipinture,&tut murxhe to dentro &difuoridi finißimi marmi
pietre di ve Straniere contradeportate cercauanod'ornare :percio rsche LIBRO
266 chetale Deaeracon moltareligione& riuerenzada ciascunod'eßihonorata
&temuta. Ilpercbe effendo al= ThoraZeufidigran longaà tutti glialtri
dipintori di que tempifourastante, &daeßi medesimamentetenuto diquella
artemaestro eccellente,congrandißimo prez= zoàCrotoneil conduſſero:doueeglidi bellißimecosedi
pinfe,dellequali una buonaparte perfino alfelicefecolo de iRomanifuconferuata
&riguardeuoletenuta,po= fciada Romaniinqua, parteperoffesadegli anni,par=
teperingiuriadeglihuominiedeltuttospenta &per duta.Matral'altrecose,che
eglifarepropose, diffe per teftimoniodellefue fatiche degnod'alcuna memoria
neiuenentifecoliuoler dipingerela bella et marauiglio ſafigurad'Helenagreca.Ilcheà
Crotoniatifumoltoca ro : Auegnadioche eßimolto beneperiſperienzasapea no,quanto
egliuagamentepenellaualebelle & leggta= drefiguredelledonne. Et oltre à ciò
stimaronoquest'u nafatica potereeſſerecoſa al lor Tempio d'honoregră dißimo
&preggio,quandoaueniſſecheeglififattopro ponimento mandaſſe ad effetto . Ne
furonoquesti tali peralcunamanieradellaloroopinione ingannati:per= cio cheZeusi
immantinentecomando,cheglifuffero ap= preſentate di belle &uaghefanciulle
auanti : àcuiegli= nomandaronononlefanciulle ,comehaueadetto;madi dipiaceuole
afpetto, della lor citta : comequella che nehaueadepiu moltifanciulli
&garzonettibellißimi , belli ,cheinquelleparti ſipoteſſonouedere ,
&oltre à ciò difpostißimiper li loro lodeuolieſercitij chefaceano.
Perchel'acorto maestro rimirandoilorobellißimi proportioneuolicorpi ;
dimandoseeßiperduentu rahauefferoforelle, &effendoglirispostochefi; diffe,
ſeuoidameuolete una perfetta & leggiadra figura per operadelmio
penellodipinta;fadimestiero ch'io tolgal'effempiodelleforelle
uostre.IlcheudendoiCro= toniatipergeneral conſiglio di ciascunogliconduſſero
allapreſenzadimolte uergini donzelle dellacittas dellequali cinqueneſcelſe,come
à luipiacque, all'altre diede congedo. Cofidaciascunadellecinque tolſelepar ti
piu belle piuriguardeuoli ,perfarnenascere und formaperfettißimaetintiera
,ualendoftconl'arted'un folo esempio, ladouela naturainmoltis'era adopera
ta,Etciofeceildegno&fauio dipintore,fapendomol= tobenechetutte
lebellezzenon si poteuanoritrouar nellasuperficie d'unſolocorpo.Percio
chenellefimplici fpreßionidellanatura radoò nõmaiadiuene, chetuttele
partiintieramenteformate,ueganocomegiuste cordeà rifpondereinſieme:effendo coſa
difficile etmalageuoleil ritrouarlaſommapfettioned'alcunacoſatranoi,laqua
lenõuengad'alcunneodidiffetto òd'errorecofidel'ar tecomedellanaturamacchiata.
Laqualcosamedesima= mentenoihabbiamoprocacciatadi fareuolendo questi breui
ragionamentiandarteſſendod'intorno alliprecet ti dello ſcriuere
oparlaregentilmente .Douenonpure unafola &ſempliceformadi precettidagli
antichihab biamoraccolto; matuttiquellichedicio hannolonga= mentefauellato
inuno isteſſo luogo hauendo ridotti, quelle quellecosehotolto,che àmeſonoparutedipiu
uaghez= zaòdimaggior uerita:horaaggiugnendo,horarefecă do,horadubitando,hora
lecoje incerte rifoluendo,fecon dochealmiodebolegiudicio è statoin poter
difare. Il perchegraueetnon mezzana stoliezza mi èparuto il uolerpercagionedi
contendereſcioccamente,farmicon= te trarioalleuere opinioni di quelli,chein
talemateriaha nocongiudicio &conuereragionifauellato:neminor biasmoho
tenutoiluolereinalcunaloro falfitatrabboc candocadere ladoueionehabbia
alcunpíuſaggio piuueroprecettoalloincontro.Laqual cosa intutte l'al tre ottime
difciplinehoggiadiuiene,cheglihuominigiu diciofi uannopiutostoquelle cose
abbracciando,chepiu lorodilettano cheloeffereadunſoloſcrittore intutte
lecoseaffettionato: &ciofanno affine di non ostinata=
menteperfeuerarenellefalſeopinioni, etdi nonmostrar
fiuiepiudell'honored'alcunoſcrittoreamico;che della uerita,madre &
cõferuatricedellauitadeglianimino Stri.Ondeadiuiene,cheſequellaisteſſa
perfettacognitio • leinZeusil'arte necircaallecosedell'oratore et delpoetafufſeinnoi,qua
ilgiudicio delpencllo era profon dißimo;digran longa egliuerrebbedanoi
adeſſerſupe rato: perciòche eglid'unafolacittatogliendo l'effem=
piodell'oprafuas nonditutteledonne,madicinque Solamente,chebelle uidde
dimarauigliosa uaghez za,lahorreuoledipintura hetraſſe,ladouechenoiho= rada
tuttiepoetie buoni ricordi etammaestreuolipre cetti ritogliedo,horaperle ampie
ethonorate ſcuolede iphilofo iphiloſophiſpatiandomolti piu eſſempihabbiamo
eletti daimitare,chenonfece l'accortodipintore.Laqualifpe riențiache
noihabbiamofatto,fecegiagrantempoildi uinißimo&graußimoPlatone :ilquale
partitamente tutti eprecetti della philoſophiada infiniti altrimae=
ſtritolje,poi quelli con moltauaghezza in uncorpori=
duffe,quafimembradellaceratoHippolito, per lemani d'Esculapio reintegrate,dando
loroquellauita,cheda i laceramentidellefalſeopinioni qua &laſparſehauea= noperduto.LofimilefeceCicerone,traRomani:alla
cui industriadiedeforma &fplendorela gentile&abbon
deuolecopiadiquellaſuaſacraethonoratalingua. Tra Toscanıpochißimiui ſono stati
,&perdiremeglioun folo; il BEMBO dico, horala Diomerce Cardinale illustrißimo
&fignormio : lacui diligenzaficome intuttele formedeldireè statanon
mencaracherara; cofidalBoccaccio dal Petrarcain qua è stata non menoprima
chefezzaia: etperdonimiqualunqueſiſia, àchiquestogiudiciofuſſefpiacevole.
Mauenendobog= gimaialfattode ipoeti de glioratori;dicocheda queste duefamiglie
,&daquelladeiphilofophantito= gliendo le formedeifuturi ragionamenti
intendoalla dianzipropostamateriadarfine. Ladouesequellepo= checose, che ioho
raccolteàcoſifattamateriad'intor= noferanno ottimegiudicate;fialalodenond'altri,
che della affcftioneportata alla uerita:fi come alloincontro etiandio s'alcuna cosafieda
me liggiermente&conpo cogiudiciotrapaſſata,è pocouagamentedescritta, con conistiledalla natiaproprieta
diquestalinguadifferen te;uolontiericangieroopinione,tutta fiata che d'alcun 1
Saldo&fermogiudiciouenga amaestrato.Perciòche nonilpocofaperefudigran
biafimo cagione;mafibe= neiluolerenellapropria opinione durare,et aldiſpetto
della ragione perfeueraruilungamente. auegna chel'u=
noconlaimbecillitàdeglianimi nostriattinaturalmen teàfallireècommune, l'altro
di uitiofaarroganza di grandıßimaostinationeèueracissimo argomento.
Mapernonandaretenendopiuinlungoiragioname= tinoftri,&àquellecoſeritornando,che
iodiſopra la= fciaizanderofecondoildouuto ordineda meincommin=
ciatoquelleiſteſſeſeguitando.Dico dunque,cheilgiorno feguente, parendoche
moltecoſe auanzaſſerodadirefo= pralapropostamateria,tuttiquelli che
iprecedětigior ni baueanoascoltato,piuper tempo,cheglialtridi non
s'erafattouenneroin cafaM.Speroneidacuicorteſemě te,cõe è
diſuocoftume,furonoraccolti.Et eßendociascu nogia dipezza
raffettato;sentironounpicchiardipor
tagrandißimo,&pocodopounfamigliareuenirein ca
mera&dire,comenouellamente erafouraggiunta una groſſa brigata di
gentil'huomini, liqualitratti dal gri dodiqueparlamentieranouenutiperſentire M.Spero
ne Apenahebbeilfamigliarenutiatala loruenutasche eßifi trouaronoſopraquelliche
in camera fistauano, quandotuttidafederſileuarono,inuitandoàfederenei
Loroluoghi inouellamente uenuti.&eßirifiutando l'in
uitotuttavia,tantoſtettero,cheda ifamigliari furono portati portati dimoltiſcanni perloſedere :
doueagiatamente tutti ſi rafettarono . Erainquesta compagnia uenuto
MonsignordafanBonifatio, M. Cardino Capodiuac= ca,M.Cola Bruno, M.Giouan
Cornaro,ilmagnifico M.Marc'antonio Morefino, ilPanico,conunafrot= ta digiouani
studenti.i quali M.Cardinoperpoterco= nofcere,preſeilfuoocchiale, cõquello fi
diede à guar dareſottilmenteper tutto. Riſe alquanto ciascuno: per= che M.
Cardino,ficome inogniſuoatto èpiaceuole cortese,diſſe:questa nostraetà
èpurcorrotta,quandoio ci penſo, posciache egli uiene beffato ſchernitogene
ralmentedaciascunocolui,cheha confumatalauista A cuiforridendoriſpoſeil Panico,Mercèdella
natura,la= qualehàuoi&mefimaleguiderdonati. MaditeciM. Cardino,checofa
uoleuateuoi difcernere con l'occhiale purhora?Iomipenſaua
,diſſeegliincontanente,checi fuſſe raccoltaquaentro l'Academia . Rifpofe
ilMaci= gni,cheper notareipoueri Academici,qualibaueteA maltrattatiquest
disfacendolidipignerein caſa uostra informa di ſimie?HaueteiltortodißeM.
Cardino, al Macigni,ch'ioneluero altracoſa uolli fignificareſotto
diquellemiedipinture,ſebeneſonostatidiquelli,che ue= dědoui
lafimiabianca,hannocreduto cheeglifiailPani co,&quelle
duechegiostranoinſieme,hanopensatoche fienodiquellicheſonotuttauia qua entro.
maquestiſo no ingegnitroppopenetratiui.Quiui interponendofi il Baroccidiße,to
nonſoſe iodebbo accufare è l'ostina= tione di M.Cardino,òlapoca diligentiadelſuoconfessore,chequell'occhialeistrumento
nefandißimo ditante occhiate lafciue, &tantiſguardi amorosi non lasci sta=
reungiorno,ficomelaſcianoglialtrichristiani le cose, chesonoiftrumenti della
loro dannatione, cheſi, che il Panico,quantunqueueggapeggio di lui, nonloporte
ra. AllequalparoleriſpoſeM.Cardino Vditebella ra= gione fignori,che ilBarocci
afſegna:&comelasciando L'occhiale,potrei ucdereleuarlofacramento?o lefigure
deifantinellechiefe? mail Panico ilqualeamalaſuado naquanto alle
bellezzedel'animopiuchedelcorpo,po cohadaricercarl'aiuto delliocchiali.Quiusfu
riſo al= quanto, effendodimanoinmano peruenuto fifatto ragionamento,diſſeil
Cornaro,Signori,noiſiamouenu tiperudirequellochenoifappiamodouereM.Sperone
fauellarehoggitrauoi, piuchepermotteggiare. Siche quandoui piacciadarprincipio
àcoſi fatto ragionamě to;àmebasta l'animodifartacereM. Cardino inma=
nierascheparramutolo.IlcheudendoM.Cardinodiffe, fiacconciadomiuoiperun
Maſſettoda Lamporecchio, inluogo douehaueßiàfendereilegnami, etpassarpon
teàl'oca AquestoriſpoſeM. Sperone,maletrattareste uoi lefuoreM. Cardino,
perciocheuoimiſomigliate Maffettopiu attoàl'uscire, cheall'entrar nelmoniste=
ro,ſela neuedelletempieuostrenonmi inganna.Ma ri fpondendo alCornaro,dico
,chepocopiacere prouera eglidiqueſtoſuodifiderio che èdiuolermifentireàfa
uellare in cofa,lacui longhezza & difficultaportera primaalsuoanimo
increſciquolezza,cheallamateria compi TERZO. 273
compimento.Quiuifumoltobenerifpostodamolti: doppolerifposte,fiuenne a
prieghid'ogn'uno,cheM. Speroneuoleßefornireilragionamento lasciato laſe=
raauantiimperfetto.Perlaqualcoſa nõpotendo lo Spe ronedafifatto
obligoritrarſtdoppohauere alquanto penfatoſopra,tacendoſi gia ciascuno,preſe
addire. Voi uoletecheiofauellidiquellecose,doue tante,&fidiuer
ſeopenioniſono state,&tuttauia creſconoogni di: lacui difficultapiutostomi
inuita àfentire l'altrui opinione;che ardiremiporgadi paleſarmilamiama
poichefiuolete,&ionegarenon uipoſſo cofi dritta cosihonestadimanda
,pregandomiin cofa ,lado= cio, uel'ubbidire mi reputononmezzanofauore,
&elmi piace. Hieriuilasciai,ſebeneui ricorda , nella fine deiprecetti della
Rhetorica: hoggiin breuita intendo toccaruiduecofe:l'unailuederequai
precetti,qualuffi qualfinehabbiailpoeta àſe proprio richie Sto.Dipoi
nellafineintendoco l'eſſempio deipoetimo strarui la cognitione alta fonda,
chealloſcritto àcuifuccedelaregola, redeuerfi èneceßaria.Incominciamo
adunquedalpoe ta.laprima differenzache tra l'oratore nafce,et ilpoe
taèchel'unoricercail perfuadere,et l'altro l'imitare, normadi parlare , in
quanto che l'oratore uſaparoleſcioltedalegamide i piedi. liberedall'obligo
dellefillabe astretto all'una delle rime, l'altra legge.Et benche anticame
tefußelapoesiadiuiſa in Epopeia,Comedia,Tragedia Dithirambicacon
altredifferentie,lequalıfiuenia= J I no il poeta 274 no adaccommodareallecanne,
LIBRO alle cetharestutteno dimenohaueano questo dicommunecheerano imitatio
trattoda Aris 02: ne &fono.Maquesta imitatione è di tregeneri, per= cioche
ò vengonoadimitaripoemi con coſe differenti di natura, genere,o cosedistinte
trattano tuttauia quero inmanieradifferente,Sicome appareper l'eſſem emur
piodiquelliche tolgono l'imitatione dellecose permez zodeicolori la
confuetudine, dellefigure : questi con arte,quelli co molt'altri con
lauoce;ſimilmente ne lefouradetteparti dellapoesiaadiuienezonde esercita= no
l'imitatione connumero,conparlare, conarmo nia:&questoin due maniere,
oſeperatamete,òconfuja mente,tutte queste coseponendo in uno,lequal differen
tiem'ingegnereidi tramettere, unireinſieme;sel'u ſodeinostri tempi,vilguastosecololotolleraße,Ma
prendiamo ladiffinitionedelpoeta, laquale è questa. imitatore degli
attihumanicon marauiglia dichi scolta.
Nellaqualdiffinitionefidaàcomprendere,che lapoesiafia imitatione; l'a perche
l'imitatione èta= leriſpetto àcoluiche opera,quale l'ombra dicorpi;p questo è
neceſſario,che operandoſtin due maniere ò be ne
omale(comechetutteleattionihumanevenganoad eßer differenti per contodeluitio
&dellauirtu)fimil menteogni imitatione à fimileadiuiene , ò migliore, à
Ferma tionele piggioredell'effetto,lequal differentie medesimamente
hannoluogonelladipintura. Auegnadioche,come af= Aristotile, Polignotofacea per
operadell'imita cofemigliori, ſicome PaufonepiggiorizetDio nifio niſtoſomiglianti:lequalpartiuoglionoalcuni,checon
l'isteſſoordine corrispondonoàMichel'agnolo,Belliz no,
Titiano.Cofiauienetrapoetiantichi:percioche Homeroformaglihuomini
eccellenti,Cleophonefimili Natoda Hegemone uilisfimi &abietti. L'isteßa
proportione cadetra Romaniin Virgilio,Horatio , Martiale.con questo
ordined'imitationeprocedela Comedia & la
Tragedia;auegnachequestafingeglihuominipiuge= nerofi &piueccellentide
l'effetto , &quelladimeno aſſai.douehaueteanchoraper questa isteſſa
ragiõetra questedueforme dicomponimentimanifesta differenza E'
questaimitationcfondatasopragli affetti della
nostrahumanita,ſopraicafidellafortuna,ſopra ibeni dell'animo
delcorpo.Quantoàgli affetti,imita la Tragedialeſperanze idefii,ledifperationi,
ipianti,i moral ricordi , &lemorti.La Comedia iſofpetti, le paure,iſubiti
mouimentidalbene al male, dalmale albene,leſaluezze,leuite, glihumani
contenti.Dol cipenfieripartoriſce&magnifichelodiil Saphico:hu mili
baßecurelo Endecafillabo: lagrime &fofpiri
laelegia:precetti,costumi,ricordi,amori, &loded'al trui le Ode:diſcorſial
uiuerebeatamente neceßariifer moni;uituperidel uitioſo uiuere,&premi delle
uirtu, leSatire:gesti illustri &generosi l'heroico stile,& co
fiprocedendoneglialtridimano inmano. lequal diffe rentieanchorachequanto
allatesturade iuerfinonue ganoàfarfineuolgarcomponimenti; nulladimeno fi
fanoper conto dellamateria trattata: percioche i Ca § 2 pitoli pe pitoliper lopiuuengonoadimitarelecoſe
alte,ficome appareperl'effempio di quellidi Dante ca. Ilfonetto riguarda
tuttigli affettigeneralmente,al cuni àſeproprinericercala Sestina,ſi come le
cofe delPetrar piu graui&piumagnifichelaCanzone. Alleottaue
stanzedannoļilemateriebaſſe,ſi comele mezzane al Sonetto.L'humilechiamano le
Barzelette ò Ballateche uogliamdirenellaguiſa che alliMadrialiſiconſegna=
noleuaghe pure.Etquestaimitatione nafcedallaua rietadellerime.Ecceneun'altra,
chesifadalla manie= radelcomponimeto,quale èlostileHeroico,Tragico,
Comico,Elego,Lirico, conlequaldifferentiesimetto= no tuttauiaglihinni,le ode,le
egloghe, altre uarie= tadicomponimenti:lecui differentie altroue faranno
dameraccontate.Conſentite horacheallaincominciata imitationeimi riuolga:&auertiteche
anchorachetut ti ipoetiuengano adimitare;nondimenopoſſono eſſere valto da
diffomigliantinellaguifa ouermanierad'imitatione,on Notre deleggedoHomero
Sophoclenonsitrousdifferěza tor: tra eßi uerunaquantoallacoſacheessitolgonoad
imi tare,conciofiachel'uno l'altro imita gli huomini
generosi&eccellenti,maſibene ritrouarete nel mo= doalcuna differenza nella
ragioned'imitare , quello iſteſſo dico anchoradi Aristofane,cofi Michel'a gnolo
&Titiano potrannoperauentura imitare l'i= steßa cosa,nondimenodißomigliantemente.
laqualedif ferenzacomprenderſipuo medesimamentenel Petrar caein Dante. Riguardateanchora
laforza di questa imitationeinun'altra cosa : laqualè chemoltiin guiſa
imiterannomeglio in ungenere, moltiin un'al tro,ondehebbesi opinioneche
iDoricifußero nella co= una media eccellenti &nella Tragedia;ficomenella
come wat d diafolamente iMegaresi, i Sicaliant:l'origine delle An quali
eßihannoàsesteßi attribuito,fi comeiprouense: zali i Sicilianimodernile
rime,che horatra Tosca nicotantofonoin uso.Etsebene confiderarete d'intor=
noàquesta materia; neluerouederetenelle comedieua lereottimamente i
Ferraresi,neſonettiiVenetiani,ne Capitoli iMarchigiani.nelleBallate
iVicentini,nelle Ode HinniiRomani,nelleTragedieiPadouani,ne queſto bastialla
imitatione.Ve= niamoall'originedella poetica.Dueſonolecagioninel ſciolti
iFiorentini, ueronaturali &Jemplicißime,perlequalisi proual'o rigine
incominciamentodelpoetare.Primieramen
teuoiuedetelanaturahauerneornatidafanciullipron tisfimi allo imitare:&tanto
piu degli altri animaliz quantopiuhabbiamogli istrumentidifposti àtaleeffet
to&delleimitationinostreprendiamo diletto. dicio malto da prēdetel'eſſempionegli
effetti, che tuttodifiueggono. Aristi Perciochequellecoſe,chetanto ci
paionohorride, & (rella poe fpiacevoli,ſeauienecheda maestramanouenganoinge
niosamente dipinte;ci diletterannoſommamente:ft co= melamorte,glihuomini
uccisi, iferpenti , lecrude fiere.Etperquestocotanto di trastullociporge ilue=
derelafiguradi Laocoonteperſeſteſſamiferabile, in quantoche lamorte, lapaura,
ildolorehase 3 CO 4
coquafinaturalmenteespressi &medesimamentedico del'infernodellefiamme, de i
demoniſpauenteuoliſ fimi diMichel'agnolo inRoma. dichela cagione èil diſiterio
communedella nostrafpeciedi apparare intendere.Però auienecheinqueste
imitationi rimiran doueniamoàrallegrarcinonperaltro,cheperlo infe tratto da
gnamento,cbeindinenasce. Eſſendoadunquel'imitatio neànoinatural cofa,infieme
con l'harmonia & co'l ariyonl numero (taccioiuerſiiqualiogn'unc v'unoſa
eſſereparte, et membrodelnumero)apparequestihauerhanutoforza diincitarglianimi
àdilettarſidellefintioni poetiche, fattenondimenoadimitationedellecose uere,
ficome neluedereildolorediLaocoonte,lapaura dell'uno de ifigliuoli,
ilmorirdell'altro,con loauinchiarſide i ferpentimortiferi crudelicotantodi
diletto prendia mo,quantunque&lamorte,e imorfi,&iſofpiri , lestrida,
iltimoreſien coſetriſtißime &odiofe;me defimamenteiluedereòfentiredalpoeta
glialtruitor menti,stratij,morti,efigli,fupplici,&affannicidiletta
confoauepassione,&tormentaconamara piacevolez
za.Ondeecheiopiuuolontieripiango conle Trage= die,ch'io nonrido coiComici.
Queſtopiegarsidegli animiuerso ifpiaceuoliaffetticonpiacere nondimeno
gioia,fuefpreſſoper l'antica fauola d'Orpheo , al suonodella
cuicetharafifermauanoicorrentifiumi,fi moueanoglihorridimonti,
taceanoicantantiaugel li, ſeguitauanlolefiere,quantunqueàifiumi,àimõ ti,àgli
augelli,erallefierefuſſeroquestiaffitti fpiace uoli uoli . lõtanidalcorso della
lor natura.Quato àipri mimaestri,che àquestaſinobilartediederoprincipio,
nonafpettatedamech'iouiraccõttinomiet le patrie: percio
chemalageuolmentepotrcidifiantica cognitio nedir
cofa,laqualpareßeuerifimile:etfra lemolteope nioni,cheinciòſi
leggono,difficilmenteperfuaderquel la,cheioſeguitasfi,eſſendocoſaprobabile 279
dubbiofa Sopraogni istimatione.Solodirò ella eßere stata anti
chissima,&comealcuniuoglionoprimahauerhauuto originetra gli Aßiri
&Egittij,chetra Greci,&heb beſiopinione,che il medesimofuſſero i
Theologi che i poeti:oltreche ipoetifurono profeti chiamati. diche làcagione
èquelfuror diuino,dalquale inebriati que
ſti&quellivengonoàpredirelecofefuture benefpef=
fo:HebbelaPoetica,comemoltiuogliono,principiodal cantareconcerto
numero,&certechiusuredifententie regolatoordinedipiedi,&terminato
andamento di uoci lelodi delliDij: & questo primieramente tra
Barbari,poitraGreci,ilche Mose,Dauid, glialtri
profetiſantihauerfattochiaramentefiuede: come l'i stefſſohauer operato
Orpheo,Lino, & Muſeofi com= prendeaſſaimanifesto,iqualialtamentecantarono,
conmagnificoplettrolelodidiDio accompagnarono co'lsuonodellemellifluecorde:la
cui dolcezzafu tale che Amphionemouendolepietrefecealzar le mura di Thebe;
Arionedandoleggeconpiaceuoleſenſo d'hu manitaalmostro marino,fecuramente
uarcauasopra dellesuespalleleliquideuiedel mare. ARomatienefi 14 la lapoesiahauerhauutoforma ®olaper inuentio edi
LiuioAndronico,comealcuni affermano: &Nu
mareligiosoofferuatoredelleſanteleggihauere ordi= nato, chelelodediuinefußero
in uerfi cantate. Tra Grecihanno eprimiluoghioccupati,Homero, Pinda= ro,
Sophocle,Hesiodo, Callimaco , Phileta, Euripide, Aristofane, altri. Si cometra
Romaniinfiniti ,che io laſcio à dietro per nonrecaruinoiainraccontar co
ſachiarissima&manifestaad ogn'uno . Succefferopo
ſciaiToscani,traqualiiprimi luoghi tieneM.Dante ilPetrarca:l'unodi
grauißimiconcetti ricchißimo fi come l'altrodi purißimeparoleabbondeuole: questi
difiorifi uede uagamentedipinto,quelli difrutti gufte Danteuoli
&gratiofifitrouacopiofo. Lasciostarei molti,
cheinnanziaquestiduediederoiprimiprincipi della
toscanafauella:huominipartediſangueillustri , parte G
dimoltacognitionedotati,SicomeM.CinodaPistoia, Guido Guinicelli,Guido
Caualcanti,Guittond'Arez= 20, altriinfiniti:perciochequando all'artificio
normedelpoetareuicondurrò; intendodiprendergli eſſempiſolamentedaiuaghi,
gentili componimenti diDante delPetrarca. Iltestimoniodellacui aut= torita ageuolmentepotrabastarein
confirmatione de mieidetti,ſanzacheioprědafaticadipiuin prouarla lorouerita
effermanifesta. Queste cose hauea dettolo
Sperone,quadoilCõtediſſe,digratiaM.Sperõe nõst diacoſitostofineàīstaparte, mafateci
intéderequal= checosaptiněte alfineet ufficiodelpoeta: ſetralui l'ora 281
esl'oratorefitroua altra differenza ; raccontatecela. . Acui ſoggiunseegli,io
afpettaua nonprieghidauoi fi= gnorConte,madubitationi &argomenti :hauendoui
detto,cheiononparloinguiſadi uoleredeterminare
questamateria,manellaformachefaceanogliAcademi ci,liqualiàtuttele
partiargomentauanoſopra ogni quiſtione probabilmente: mapoichelanostracortefia
cotantomi honorape'lmezzo dellasuagentilezza, mi offendeco'lpregarmi;uagliami
l'ubbidireà uoi non Solamenteinqueſto ufficio,che io ui debbopercompia=
ceruizmain tutte l'altre coſe altresi,doue lemieforzeui poſſonofarcofa,cheuifia
di gioueuolezza. Dißi difo= pra l'oratoreperfuadere, il poetaimitare:&incio
ui afſegnaiquelleragioniche iojeppiimaginarpiupos= fenti.horadoueteſapere,che
anchoilpoetapersuade,che uoi non credestetaluolta daqueſtofineeglifarsilonta=
no:anziui dicopiu,cheall'uno,& l'altroſonocommu
nilamaggiorpartedellefigure,colori, ®oledidi re : ambidue
sonotenutidilettare&giouare. Sono però differenti in questo,che l'oratore
fuggel'usodelle fauole, inuecediquelleabbraccia leleggi,icostumi, gli effempi
&l'historie:ladouecheil poeta dandoco'l penellodellaperfuafionecolore
allemenzogne, cifapa= rereilfalſo uerifimile.Se adunque ilpoetaſcriueracoſe
tali,cheſieno ordinategentilmente,&uagamentedifpo ſtein
maniera,che&giouino&dilettino;neluero po= tremodire eglihauere
conseguitoilſuofine &ufficios Sendoilfinenon altro,che conſeguimento
diciochedian zi zil'ufficiohauea
proposto & diuiſatodifare.Hanno hauutoi poetialcunediumſionida gliantichi,
inquanto chealcuniſonoſemplici, altricompoſtiſtati chiamati .
HoraperAttiuo,cummune, &Narratiuofuronodiui fi:lequaldifferentie naſcono
dalleuariemaniere,conche L'auttore&leperfoneintrodottefauellano . Matempo
ècheiouiguidiallainuentione:laqualefate contoche fia lepietre,dellequaliſi
hanro àfabricareilpalagio, ouero ilegnami, dicheſihannoàformarelenauidalli
loromaestri.Perciòche malepotrebbono icoloriprepa rarſidaldipintoreper
dareallefigure uita,fpirito,
difpofitione,mancandolaſuperficie,ſopradellaqualeil penello habbiaàdiſtendere
letinture de icolori E' adu quelainuentioneriſpetto
dell'altredueparti,difpofitio nedico,&elocutione,qualele tauole,imuri ,
&letele aldipintore. Etfi comeuoi uedreteſoprad'unmuro in equale scabro,
& rozzo malamente potereil dipintore formareuna
bellafigura,doue,cheſoprad'unafuperfi= cieterſa, piana,&ugualefacilmente
potrascoprirele *forze dell'arte;medefimamente auienealpoeta :ilquale hauendoinuentioneòbaſſa,ò
uile,òfpiaceuole,ò rozza, con gran difficulta potrapermezzodella difpofitione
polirla, dellaelocutioneornarla:la douechelamate= ria
eſſendouaga,piaceuole,graue,perje stessa desidera= bile,moltopiugentilPoema
ciapportera chealcontra riouenendoimaginata. Etfe tal'horafiuedealcunpoe
tahauerpreſoſoggettobaßißimo,inutilerozzo, &di pocapiacevolezza,come
quellichecantaronodellaMo= Seas SECONDO. 283
ſca,delleFaue,dellapeste,&piuanticamentedellapo= uerta, anchorapiudellerane
dei toppi;questo credohauereeglinofattaperisfogareuna diquelle noz
gliefolletiche,chetal uoltafara àTitiano prenderun
tizzonedelfoco'are,&foprad'unmuroſcabro etroz
zoinquattrotiratefarunafigurailaqualecon millepe nelli
inunauagajuperficienonpotrannofare glialtri dipintori.Maparlando
ordinariamente,uuoleeſſerela materiadaPinuentione
ordita,pura,uaga,piaceuole,uti le, generoja,laquale ordita alJubbiodel Poemauen
gaadeffertramatadallebellefiladelladifpofitiõeetdel
laElocutione.Questainuentionemale(peruerodire)fi puòadditare;eſſendocommune,ampia,&generale,che
auegnadiocheilpoeta fiuegga perlopiuſcriuereco
Jepiaceuoli&fauolose;nondimenoilritrattodiquelle
coſepuòprenderedatuttoquello,che Iddio&lanatu
rafattoha.Eglipertutteleuiedegliaffetti humanica mina:di tuttiebenidellafortuna,delcorpo,
dell'aniz moragiona:fcriueleſanguinoſeguerre,lepacitogate,i lafciuiamori,
lediſcordiedeigrăRe:armailididihuo
miniguerreggiofi:cuoprelemarineuiedilegni;canta lelodi delleuirtu,fulminaiuitij
priuati,&lepubliche ſceleratezze: penetral'aria:miſura laterra:redecoto
della ragion de i tempi: numera le stelle:contempla gli
elementi:difcorreperlicieli ,&per mezzodelfuror poeticofileuatant'alto:che
lauiſtadebole deglihuomi niſciocchi nonpuò affifarlo.Con tuttoquesto egliſcher
zafulabruttafiguraetſozzastăpadell'anticoChaos: celebra ipartidi Venere
leguerredeGiganti,lafan= ciulezza diGioue,gliingannidiRhea, i legamidi Sa=
turno ilfurto diPrometheo,gliamoridel Sole,glierro ridiDelo,lefatiche di
Latona, lamortediPitone ,gli aguati di Titio, ildiluuiodi
Deucalione,lefrodidiGiu none,l'incendiodi Semele,laftirpediBacco. Similmen=
teparladiMinerua, di Vulcanodi Erithonio , di Bo= rea,d'Orithia,di Theſeo,di
Egeo, diCastore, di Pollu= ce,diHelena,d'Hippolito.Conlequalicofeeglimescola
tuttauiailpiantodi Cerere,il ritrouamento di Profer= pina,lefatiched'Hercole,la
guerradiNettunoco'l So= le,le trasformationi di lo , la cuftodiad'Argo, il
uello dell'oro,lamortedAgamennone,lofuppliciodiCliten nestra. Appreſſo
allequalinuētioniaggiugnei fattidi Mino,di Cadmo,di Niobe,di Pentheo,di Atteo,
diEdi pode,di Peleo,di Iafone,di Medea,diDanae, di Perfeo,
diCaßiopea,diAndromeda,diOrpheo,Nelascialaui= ta
&costumid'Oreste,d'Enea,d'vliffe,di Circe,di Eo lo,di
Palamede,d'Aiace,diDaphne,di Ariadna,d'Eu= * ropa,di Phedra,diPasiphe di
Dedalo,d'Icaro, diGlau co,d'Atlante,dıGerione,diTantalo, diPan,deiCen tauri,de
i Satiri, delle Sirene,deiFauni , delleNimphe, altre deita
dellaterra.Dellequalcofe il poeta ne èfi= gnore, conferuatore: Oltreche egli
ètenutoſapere tuttel'arti, tutte le buone discipline: nellequalicome
inlucentißimifpecchi rimirandouedetuttele coſe,cheal Saperedilettare
&giouarefannodimestiere. Nonui parlodelleleggi,de icostumi,deifacrificij
,delle religioni,de gliandamenti,deglihuomini,deipensieri,
disegnihumani,delle uite,delle patrie , delleprofeßioni checontezza
eglifiatenutod'hauere ,eſſendo fimiadi tutti igesti humani, douendo offeruareil
Decorodel leperjone,fiato,&fpiritodellecose per noi raccontate,
Tacciodegliaffettiamorosi,effendo àciascunomanife=
ſto,oltreàquellocheilprimogiornocon l'effempiodel
Petrarcauidimostrai.Delleſelue,deimonti,deilaghı, deifumi,deiprati,
dellepiaggie,delle riue , &altri luoghilacognitioneè infinitanel Poetadeglianimali,
dellepietre, dellepiante ilmedesimofi uede.Delle ſcie tiecofidiuine
,quantohumanepocafaticamifie àpro= uarlo,quandomillechiarieſſempi, mille domest
che testi monianzen'habbiamonegliantichipoeti. EccoHome=
rouenircitatopiuuoltedaldiuinoPlatone, da Ari= Scotele nelle piugraui
piugeneroſeſententie daloro dette. EccoHefiodoaltamente&conprofondogiudicio
cantaredellagenerationedelli Dij, &lo steßofareOr pheo, Linofiuede.Ecco
Lucretio neicampiLatini Virgilio,nelqualecome inuerdegiardino fiorisco= notuttel'arti
&tutta laphiloſophia.Mamolto nell'in uentionedituttiglialtri piumagnifico
eccellenteri miratetra ToscaniM. Dante,ilqualetanto altamente deistati degli
animi parlò,&dellecosediTheologia Philosophia; chesidimenticò
piuuolted'efferpoeta. Guardatecon tuttociòilfiorito Aprile(che cofichia=
marfoglioil Petrarca) uedetese coſa fu,che àbella dotta inuentione
appartenga;ch'eglinonlaſapeſſe: della della lingua non parlo
perchetantohebbeàcuoredipo lirla ornarla;cheſolamente accennolacognitione
dellecose.Dellaqualecomperationeuoglio,che argomen tiateil Petrarca effer
statomaggior poetadi Dante,fi comeDantemigliorphilofophodiM.Francesco.Quiin
terponendosiil Contarini diffe, iononſocomeegliuist debbaconcedereM.
Speronequello,cheuoiditeilPe= trarcaefferdi Dantemigliorpoeta :
&queſtoperdue ragioni,lunaèchehauendouoipiuuolteprouatolaphi lofophia
efferalpoeta neceffaria ;parecheſendo Dan= te migliorphilofopho, uenga
adeſſereparimentepiugë tile&piuuagopoeta delPetrarca. Oltreàciò iotro=
noAristotelecomparandoSophocleadEuripide,loda= repiu Sophocle,pereßer
statopiuriccodicocetti,qua tunqueEuripidenelparlarefuſſepiuuago&piuper
fettodicitore. Parueà ciascunoche ildubio del Contari
nifufſenonmenoacuto,cheforte; ondetutticominciaud
nogiaàpiegareuerſol'opinionſua. Quandolo Spero ne entrònella riffosta in
cotalmodo. Sebeneuoiconfi= deraste, magnifico M. Lucacomeio stimo,quelle cose
ch'io dißiallhora, che ioprouai ilpoeta douereſſerphi lofophosui
ricordareteanchora, cheioſoggiunsimenon dimenononvolere (&questasteßaopinionefudeglian
tichi altresi ) cheil Poeta in ogni uerſoch'egli fara, in ognifuocomponimento
ſiatenutodi parlare dellaim= mortalitade glianimi,della prouidenzadi
Dio,&d'al tre quiſtioninaturalı perciò chequandociòfuffe,auerz rebbeche
Lucretioparladodiphiloſophiapiuche Vir gilio; 1 . gilio;fuſſe miglior poetadi
luisilche èſciocchezzapur àpenfare. SicometraGreciſarebbepiuperfetto
Empedocle di GIRGENTI (vedasi) d'Homero,cosafalfißima &fpauenteuole adudi=
re.Voglioadunquechemigliorpoeta fiaquello &piu graue,checon
l'aiutodellaphiloſophiajapra renderi Juoi componimentipiubelli&piugraui ,ma
nonper questo che eglidi philoſophia tenzoni òparli. Etper questo nonuisi
concede,che Dantequantunquesiamag giorphiloſophozuengaadefferpiugrauepoetadel
Pe= trarca, Percioche ilPetrarcaquel tanto diphilofophia intese,che a
recarfpirito &fermezza allefuerimeba= Stauaila douechepoi nellabella
elocutione, dallaqualest denomina il Poeta,comepiuàbaſſo uidirò,fu diDan=
temigliore , Ondeconchiuderfideeegli effer stato di Dantemigliorpoeta . &di
gratia nonmi fateadirar conDate,perciòchetoſto uerreià biaſimaremoltedelle
fuesupstitiofe offeruationi, et licetie,ſi come quella, ?, S'iomiintuaßicome
tutiimmij, Maquantoallacomperationedi Sophocle &diEu ripide che
diceste;dico cheil Poetaindue coſe migliori dell'altreficonsidera,ouero quanto
aldiletto, oquanto algiouamento.Ilgiouarenascedalle fententieficomeil
dilettaredalla leggiadrafauella.Etperquestohauendo Aristoledetto
Sophocleeſſerſtato piuperfetto diEuri pidescio diſſequanto allo inſegnare
&giouare:laquale proprieta ecommuneetiandio co'lphiloſophobarbaros
Mauontrouarete mai,che Sophocleſia migliorequan= to allaelocutione,dallaquale
nasceildilettoproprijßi= ma maproprieta
delpoeta, dacuiegliuienepoetachid= mato,ficomefauio&dottodall'inſegar bene.
Queste parolehauendo dettelo Sperone,ſeognuno rimaſedi questa
rispostafatisfatto ;non èdadomandare. Perche egliſeguitandol'ordinedello
incominciatoragionamen todiffe.Horaper uenireàquesta materia chedalla in=
uentioneuieneamministrataalpoeta,dico,che ellafi puo uariareinpiumodi,inquanto
chealtrane ricercauna manieradicomponimento,&altra un'altro.Perciò
chelemateriepiggiori &uiliallacomediaſidanno,co melemagnifiche &realiallatragedia
,ficomegliec= cellenti&generofifattideiprencipi allicomponimen=
tiheroici,dellequalidifferentie,perciòchediſopra abbon deuolmentes'èdetto:
piunonintendodiragionare.Solo mireſta ilmostrarui con l'eſſempioaltrui ,
quantotra Toscanifieno statequeste materie &foggietti offerua= ti,
&cominciandodalle cosediuine leggeteil capitolo della diuinita,doue
trouareteuna materia graue &ma gnifica,fi come
religiosa&humile,quellacanzoueleg gendo. >>>Verginebella
chediſoluestito. Etparlandodeluiuere morale;miraretei bellissimi triomphi:
&milleluoghiqua &la ſparſi,come stelle ne ilucidifereni delcielo,per
locanzonieredel Petrar ca.VoleteunamateriaAmorofa,&piaceuole?ricorre
teàquellaparte " Gentilmiadonnaiveggio . Etpiacendouil'udire alquante
bellissime trasformation imoralizandateàquelle rime, » Neldolcetempodella
primaetade. 4 M Maquandouidial'animo diuedereipericoli,&
lerouinepreueduteſopraalcunacitta, ò prouinciasno arrestate di
leggerquellacanzone. »Italiamiabenche'lparlarſia indarno.serv
Etcomeordirfidebbanote lodi d'alcuno illustre
fignore,òeccellenteCapitano,ògenerosoPrencipe;ha ureteda stupiremiradoquelle
rime,cheincominciano. >> Oafpettataincielbeata bella.όπαλουςΙωά
Selamateriauaga, quasiunaartificioſa confusc fioneuidiletta; tostohauete,
ondetrouarpoßiate l'es Sempioinquelle, ce ८ »Verdipanni,ſanguigni oscuri, perft. Similmentedilettandouidiaffettiamorofitraſe
diſet ορατός Somiglianti&differenti;riccorrerpotete la; doueil
poetalasciòſcritto. » Giouene donnaſottounverdelauro. giá Quandodellatormentoſa
uitad'unoamateàſeſteſ ” ſoincreſcioso &durouipiacciauederun ritratto; nd
turalißimoil uedreteinquelleuoci. Si èdebile ilfiloàcuis'attene. Etnellacanzone
>> Nellastagionche ilcielrapido inchina. 2 Et quella
Cofipiacendouiinaltrui ueder ilfuocodei sdegni, ee »
Laſſome,ch'iononſoqualpartepieghi. lafreddezzadellagelofia,& il
timoredelfofpet= to,quanto fierepassioni arrechinoin altruiz mirare J RAGIO. t
I te tequelleuoci. »Mainonuòpiucantarcom'iofolcua.is og....
Etseuoleteuedere il paragonedelledueuitefamo= JeAttiua &Speculatiua; non
lasciate ditracorrere tutta quellagentilcanzone »
Unadonnapiubellaaffaich'elfole. Jor ۲۴ A Sedeidolcipenfieri &uaghe
rimembranze, che nellementi degliamantiſi uolontierihannopercostu mediinestarsi;uolgetegli
occhi àquelleparti. در Se'lpensier chemi strugged Etaltroue Della
bellezza,come, &incheguisafiricerchi, » Chiarefreſcheedolciacque. di
cheparteuengaaformarsi, &tra quai terminifia circonfcritta ragionano
quellerime, ث ٢٠ در » Inquellaparte,doueamormifprona.
Parladellafolitudinetantoallitrauagliati amanti piaceuolequellacanzone. »
Dipenſierinpenſierdi monteinmonte. Appreſſodiciòhaueteconlemarauigliedel mon=
dolacomperationedeimiracolid'amoreartificiofamě tedifcritta inquelluogo. »
Qualpiudiuerfa&noud... Succedel'humilta,laqualeſiſcuſaſopra della
pro= priainnocenzacondennata àtortodallefalſe calunnie in queuerfi. »
S'ildissimai,chiuengainodio aquella. Si comedelleamorose
diſaguaglianzeſimostrano menoinacerbita chepienaquellacanzone. Benmicredeapaſſarmiotempohormai.
201 Sicomedella rinouationedeglianimi noſtri dopo lecommeſſecolpe, nonmeno
leggiadramente chemo= ralmentefifauellainquellafestina. Anzitredicreataeraalmainparte...
Allequal cofefuccedonoi calori amorofile di=
ftemperatezzedeluiuerhumano,ipensieri lafciui, icostumidiquellichedi fouerchio
amanonelledueche Seguono, » Nonhatantianimali ilmarfra l'ode. Etin quella. »
Lauerl'aurorachefidolceLaura. Similmenteseuoiuoleteuedereilcontrasto chefan no
ipensieri d'alcunperdutobene; gittategliocchi alle rimechedicono. Iuòpensando,
nelpensierm'aſſale... K1 Sicome idubbidel uiuerhumano,quando aſſaliti
dalleauerfitadellafortuna,nonsappiamoàqualparte riuolgere inostri
penfieri,appaionoper quellenoci, "Chedebbiofar?chemiconfigliamore?
Appreſſodicio,perchedicontinuo combattelacar
nee'lfpirito,liſenſi,&laragione,l'appetito & l'in er telletto,il
piacere &l'honesto,&come nuouiauoltoij connuoui
laceramentiritornanoſempremaiàtormen tarci qual Titij i piaceri, leconcupifcenze,miratela
guerratra'lsenso laragionela doue il poeta la= Jciòfcritto, >>
Amorseuuoi,ch'iotorni algiogoantico.
Conquestefifatteinuentionitramettetequelladoue t 2 M.Fran= M.Francescocon
tantoartificiopredicelamortedella fuadõnaſotto lauifione delleferimagini, nella
cazone, Standomiungiornofoloallafinestra. A Seguonole lodi,chedar ſi
poſſonoadunabella leggiadra Donna,dette contantaarte,&confileggia
dramaniera,conquantamaineGreconeLatinopoeta
haperfinoàquest'horapotutodifcriuere.&in testi monianzadicio leggetein
quellaparte, „ Tacernonpoſſo&temo nonadopre. Eccolacomperationedel
uiueretranquillo &chia rointorbido &oscurocangiatoperlemanidella uo=
lubilefortuna,ladouefi uedeſcritto, " Miabenignafortuna,e'l uiuerlieto.
Dolce,amorosa,leggiadra &artificiosauis.one,fat taadunmiferopriuodicoſa,
ondeil suo refrigerio. Jaluezzadipendea, con dolci,amorofe,leggia= dre,
artificiojeparolehauetedalle rime, , Quandoilfoauemioconforto. b Vnalitetra
Amore l'amante,conragioniall'u na parte l'altrafortißime uedretetutta in genere
giudicialeformata,mirandola canzone. » Quelantico miodolce,empiofignore. 1
Contutto cio agguagliati i statidegiianimi,imo uimenti,affetti, perturbationi
nostrealli triomphi, trouarete,unordine marauiglio,o,una catenaindiffolu
bile,un magiſtero profondo,unagrauita indicibile,una harmoniaJoauißima &unoartificioinfinito.Et
que to bastui quantoalainuentionedelpoeta:di cuil'ef Sempio ſempio&unagiustadrittura uoglioche
togliate dal Petrarca,icui concettinon meno moraliſono dotti
diquello,chelasualingua leggiadra, pura , in ognipartefelicißimafifia.
Lafcioanchoraſtaretan te belle materie,tantouaghifoggetti,tante leggiadrein
uentionide ifonetti,&madriali:dellequali &graui= do, fertile, &fruttifero
oltre ogni iftimatione è di queſt'huomo ilfingularißimo Poema. Ma datemi li
cenzache alla difpofitionetrappaßi, perciò che delle •materiealte&grauiin
altraparteintendo ragionar ui . E' ladifpofitioneal Poemaquale icolori &
liz neamentiallefigure,leformeà iliquidi metalli, im preßionidelloſcarpello
àimarmi. Percioche apparec= chiatelefuperficie,i bronzi, imarmichesono dalli
lor maestri,uanno eßiraßettandoi pennelli, ſtempran=
doicolori,bozzandolefigure,racconciando leforme, difponendolepietre , onde
poſcia artificiofamente inuolando alleuere coſeicolori,ifpiriti,gli atti, le
maniereuenganoinplatoconlanatura.Perlaqualcosa ilprimoprecetto
delladifpofitione appreſſode gli an= tichinon
èaltroperauentura,cheilfaredelPoemapia no,terſo uguale,
àfesteſſoproportioneuole,vin ogni parteferuanteharmonia gratia inmaniera,chel'u
naparte all'altra in alcuna guisa repugnante nonft ueggia,nequeſta
daquelladifſomigliante:nellecoseha rafienoconcise, rotte,hora aperte
&languide,bo= raftrette &difficili,accio che il Poemaſcioccamente
ordito nonueniffeinnoi àpartorirequelle riſa che fa quella quellafiguramostrofadalbuon testore
Romanodipinta, la qualealcapo humanofitrouahauereil collodelca uallo
aggionto.ouero da laparteinſu ritiene afpetto di bellissimadonna,terminandofi
poi in brutta &foz zafiguradipescie.Che quantunquea Poeti & dipin=
torifiadataunaugual licenza difingere;nulladıme= nomaifieriputatoeffettodiragione
il mettere infie= meitoppielagatta:òfarcheaduna iſteſſafontanaue
ganoaberepacificamentelepecoree ilupi, ojcherzi= noinflemeileoni eledame.
Aiquali precetti ſegue . quello,dalqualeanticamenteciuenne ricordato chenoi
nondobbiamocominciareda cofealte &graui poi à poco àpocoperdendo
digrauitaandareà dardipet tonellalanguidezza&nellecosecommuni,nellagui=
Jachefarebbeundipintore,ilqualeallatestad'Atlante ueniffe àpoco àpocoà congiongereilcorpo
d'hunbuo momezzanoetcommune. Cosinellauariationedelpoe
madobbiamoauertire,chelecoseper noi alterate & Cuariate
nonuenganoàdiventare inette ,& moſtroje nellaguisachefannoquelledi colui,
che iguizzeuoli delphininellefeluedipigne, oueroicinghialinell'onde marine.Sia
adunquelamateriapiana, accommoda= taalleforzedichiunqueſcriue,ſichene
leggiadrafa= uella,nechiaroordineuengane lPoema à diſiderarſi: matuttochiaro, tuttoſplendido,
tuttocopiojofi ueg gia.OltrechenelcominciaredelPoema ſonodausare
moltimodididiligentia.percio che hora trouarete i poetinellafrontede ipoemi
& fpecialmenteHeroici ufare usareletrefiguredettepropofitione,inuocatioe,etnar
ratione. Si come Homero & Virgilio, &Hea دو fiodo &Quidio
Danteusodifare, diciòprende te l'eßempiodaquelleuoci. ,, Per corrermiglioracqua
alzaleuele Homailanauicelladelmioingegno, Chelaſciadietro àſemarfi crudele: ›
Etcanteròdiquelſecondoregno, : » Douel'humanospiritofipurga, ,, Etdifaliral
cieldiuentadegno. » Maquilamorta poesiariſurga: " Ofantemufèpoiche
uoftrofono. 1 ! Alcunauoltala propoſitionenelprincipiofifa cõ
tantiuerfiapunto,con quantiſonoilibrichedi talema teria ragionano; nella guiſa
chefece Marone nella Ge= orgica,ilche nõſolamětetiene deluago, &leggiadro,
madicoſaetiandiomarauigliosa. Altrefiateferadet
tainunfoluerfo,&alleuoltecon mezzo ſolamente il chefece Tibullonelle lodidi
Meſſala.Faßidi due uer fi,nellaguisachefece Ouidionelle transformationi".
LonghißimafuquelladiStationelleguerre di The be.Taluolta
èlapropoſitionemeſcolata con lainuoca tione, ilchefa Hesiodo nella generatione delli
Dij , Homeroſempre; la qualcoſa oſſeruaparimente Statio nell'Achilleide. Sicome
alccun'altra uoltaſene leua noledue prime, &fubitamente entra ilpoeta nella
narratione, comeDante. › Nelmezzodelcamindiuostrauita t 4 »Mi LIBRO 296 55
Miritrouaiper unaſeluaoscura. Allacui imitatiõe ſcriffe Petrarca quella cazõe.
>> Neldolcetempodellaprimaetade. Queſtodisponimento di propofitione
èchiamato damoltihistorico &naturale ,&iosono auezzo di
chiamarlonarrationeſubita:percio cheſanza chieder ne licentia dallapropofitione
&inuocatione entrafu bitamentenellamateria,laquale narrationeuedreteha
uerusatailpiudelleuolteilPetrarca ne iprincipidel lefuecanzoni, nellequali
entra immantinente nelſuo parlamento,comefiuedeperquellerime. Gentil mia donnaiueggio
→, Nelmouerdeuostr'occhiundolcelume.
AlcunafiatalasciailPoetalapropofitione,&in uoca,ficomenellacanzone, ›
Verginebella,chediſoluestita. Alcun'altratuttetre le figureusa,ilchechiaramen
teficomprendeperlecanzoni, Perchelauita èbreue. Etperquella
Poichepermiodestino. Doueilpoetapropone, inuoca, narra,neuipaid
marauiglioso,eßendolacanzone allafimilitudine d'u nopicciolo Poema,che queste
tre coſe uengano alle uoltein eſſa adofferuarſt. Oltredciopiacemi, cheil
principio dellapropoſitionenonſiatantogonfio, che Spiacciaàgli ascoltanti
èleggenti, ne tanto baſſo,che uengaàfuilireilrimanente,maſiagraue,maturo,
magnifico, di parolegenerofe.Ilchefucagione, che hauendo hauendo Virgilio quattro uerfitroppobaßi
humili preposti alſuo Poema;Tuccadiligenteofferuatore del lagrauitanelileuaße,
&piacemi queſtoſuogiudicio: percioche&Homero&HefiodotraGreci
s'ingegna ronosemprediprenderuocineiprincipialte&gra= uinonhumili,nongonfie,
nonpiane. Oltrechedouendo neiprincipileparolehauere l'accentoſoprala fillaba
penultima comeèopinionede i perfettigiudici, ſopra
laqualfillabariposandofiloſpirito lapronunciano
Strauegnaàfarelaprolationepiumatura;nonſouede recomeallıprincipi
steanobeneleuocihumili&baße peralcunamaniera.Veniamoallainuocatione,laquale
puòeſſereòſempliceòmiſta.della mista, quale uſaHo= mero,habbiamodettodiſopraàbastanza
dellasempli ce,laqual uiendietroalla propofitione , èdasapereche
ellahorabreue,horalongafifi,nonhauendoriſpettoal lalonghezzadelPoema, maſecondoiluoleredichiſcri
ue,cheauegnadiochelaGeorgicafia minoredell'Enei=
desnondimenobebbepiulongainuocatione,&l'Eneide
piubreue.Sicomeugualel'Iliaded'Homero etlaguer
radellerane,quantunqueingrandezzanonfiatraque
Aiduecomponimentiproportioneueruna.Faßil'inuo cationehoraaduna fola muſa come
Virgilio nell'histo= riad'Enea, et Homeronell'Iliade: horaalcorodellemu
Jegeneralmente, come Dante nelpurgatorio,Hesiodo nellagenerationedelliDij , &Homero
nellabattaglia deitoppi.horaadunoamicoparticolarecomeVirgilio
ManilioàCefare,Horatioà Mecenate, Tibullo, à Meffala Meſſala Petrarca. » Spirto
gentilchequellemembrareggi. » Oaspettata incielbeata &bella. Etaltroue.
Alcunavoltaalli Dij &Dee: qualeè l'inuocatione delaGeorgica
delletrasformationi d'Ouidio . Ma tempoéhoggimaiche
allanarrationeiomiriuolga.Al laqualuogliochedoniatetuttequelleparti, chehieri A
diedonoalla Oratoria:Jendo inpoteredel poetamolte fiated'accufare, &difendere,lodare,
&biafimare , finalmenteoperar tutte quellecose ,che all'oratore ap
partengono.Siala narrationecolma,uera, òuerifimile
almeno,uguale,piana,àfesteſſa inognipartefimile,in niunadiffcrenteò repugnante,
gioui &dilettiquanto piupuo.Corrisponderedeeparimenteallaproposta,
trattaredi quellecosechel'uſo,la uita,lapatria,icostu= mi,la religione,
leleggicomportano:acciocheilcon trariooperando,nonueniamo
contrailſecondoprecet= to dell'arte àpeccare, che è comeui dißimetterinſieme
gliaugelliet iferpenti, ouerogli agnelli, letigri.Sia riccadi precetti,copiofa
diragioni,grauida di bellefèn tentie,abondeuoledifigure,dipinta
dileggiadreparo= fle,colmadipurißimilaffetti ,festeggiosa dibelli motti,
&grauedimaturidiſcorſiinmaniera, cheperuenendo alloEpilogositrouinoglianiminonmen
paghi &ri= folutidellecosedette,chedesideroſi d'udirpiu auanti.So
pratuttosiadibellapura leggiadra elocutione, laquale
èquellauirtu,cherendequellaisteſſa uaghez zaaibellicomponimenti,qualerendono
l'ultimeimpressioni dello ſcarpellodiMichel'agnoloallefigurenonbe
ume&fpirantiformatedagli altrifcultori: ò gli ulti mitratti di Titiano,che
alle figure deglialtripittori recanolalenae'l polso .Dellaqualeelocutione
anchora chemoltecosesifienodetteil paffatogiorno;pure egli mifadimesuere, chealcun'altrase
nedicapiupropria alPoeta.Quiuidiffeil Girello, uiricordoM.. Sperone
cheanchorachebieri dellaelocutione oratoria ragiona
ste;eglifadibisognochepermaggioreutilenostro per pufodisfattionediquestialtri gentil'huomini,che
i paffatı dınonfuronoatalragionamentoprefènti,non
firifpiarmifatica,nefirifuggia alcuna diligenza in di= retuttoquelloche
intalemateriaſipuoper uoi ragio= nare,auegnachelamateria édifficile&bella
,&Dic ſaquandociuerramai piufimileoccafioneà destro,on dediſifattecoſeſi
poſſaquistionare, &permezzo del uostrogiudicio rifoluerfi.Io
nointraiinqueſta arena, riſpoſe immantinente loSperone,M.V.cenzoperconto di
rifoluere, ma perdirequellocheda imieipochiStudi uigiliehocercatod'apparare
;&tantopiuproba= bilmente debbo ragionarne,quantoche dellamateria
ladifficulta lamoltitudinedelleopinionilo richie dono.Dicoadunque,chehauědonoi
in noisteßiduepar tidellanatura,ilpensiero&lalingua: &eſſendoilpë
fieroquello,che regola, &forma, &
significatione reca alle parole; auiene medefimamente lalinguataleef
fereall'animo,qualeilmartello all'artefice,oueroil ca= uallo allabriglia.
Perciocheparlandola linguaaltri= mente mentediquello,chel'animoſente;
nasconolebugiefebre mortaledelnostrointelletto,oueroparoleſcioccheetud
nedeltutto. Ladoue che effendolalinguamoſſadalpë fiero, uengonoàproducerſi
leuere narrationi ſalez= za,refrigerio, Janitadell'animo.Etperciòeſſendoci
datalafauella,moſſadalcorpo, ®olatadall'animo
comefuameſſaggiera,laqualehaueſſead interpretare queconcetti,chenelpensiero
fannotuttauia reſidenza; Jeguedineceßita, chel'uso delparlarefiainnoi nõper
Sesteffo,map cagiond'altruiformato. Etperche ilpar
lardiuocififa,lecuidifferentieuannoin infinitocre= ſciendo;diqui fi
comprendelafauella efſſeredi noftro arbitrio&uolere.ilperche tante
&fidiverseformedi ragionareuennerodall'uſohumano trouate,conche 1 Greci,
Barbari, & Latini & Toscani diſſomiglian tementeuengonoadesprimereli
loroconcetti.fonoadun queleparolefruttidellanoſtra uolonta. Etpercheil
parlarenonuieneàcrearſijènondauncerto ufogene rale,alquale
iluulgodonaoccafione,inquanto chemai unalinguanon
uennedaunapriuatafauellaàformar= fisper questoiofogliodireeſſere leparole
nellabocca deluulgo tali,qualisono ifiori all'herbe , ol'herbeài prati
.Laragionediciòprendeteneluederelauarieta
dellecinq;fauelledellaGrecia,differentipercontodella diuerfita
diquellepronuncie,dondenacquero;douealla communediedeluogounageneraluſanzadel vulgo,
che cotuttequellelinguefauellaua.Quelloſteſſoargometa teneluedereinognilingua
diſmettersi tuttodiuocabo livec li
uecchi ,&introduruiſinoueuoci. Il che la lingua Greca la Romana hanno veduto piu
uolte :&hora uedetuttauia lanostra,nellaqualefiuedeunainfinitaco
piadiparoleeſſeretralasciatainmaniera, cheudendole
generanoetnoiaetincreſcieuolezzagrandißima. Que fło daaltro nonadiuiene, chedallaopenionedeiuolga
ri, iquali introducono tutto dil'usodelleuocifreschezet
pofpongonoquellodelleantiche.onde é,chenonfolamen te inDante,lacuilicenzafù
alquantodeglialtripiu li : bera;ma nel Boccaccio, nel Petrarca altresi ritroua=
reteuoci del ttuto abbandonate &tralasciateindifpar te,nefolamente
deluulgoſipuò chiamarequestaautto= ritapropria, che
èilrinouareleparoleditempointem pozmadiformareunalinguatutta intieraetiandio:ft
co medietro àgliHebreihanno iGrecioperato,&dopo iGrecifecero i Romani, &
hora nouellamente hanno fatto i Toscani tuttauia, chentefiuede. Ma prendiamo le
voci, le quali ho detto esser seguacı dell'animo; dico cheſt come dell'intelletto
nostro alcune operationi ſono semplici, quale è lo intendere il fuoco, il sole,
il cielo, una pietra un tronco: alcune composte, come lo affermare e negare
chefifa. Similmente un'altro tale partimento fi dona alle voci: delle quali alcune
semplici sono, alcune composte. di tutte queste la grammatica eſſendo maestra
diffefatrice, reca ordine, regola, misura à ciascunas le semplici dividendo in nomi,
verbi, participi, pronomi, adverbi, interiettioni, prepostioni, e copule: dalla
cui mescolatura, come da molte fila , uiene adordirſila tela della oratione: la
quale interamente poiuieneàue= Stirfi della vera o falsa significatione delle
coje. Di queſte adunqueuieneàfarsicome bella di pintura di piuco lorila
Elocutione: le cui partiſono eleganza, compositione, dignita: dicui altre volte
uifudetto E' adunque conceduto al poeta usare le voci communi, tal'ho rafingere
delle nuove. Nuoue intendo quelle che vengono dall'uso nouellamente prodotte: fi
come al tempo di M. Francesco furono introdotte quelle Mio, Dio, Piacere, Dolore,
le quali prima Meo, Deo, Piagenza, DogliANZA erano proferite.Taluoltaunauocefera
aßailangui daò volgare, che per il numero dell'altre compagneuer raàprendere al
quanto di ardıre òdiuaghezza. Languida voce fu quella Defpitto, ma ardita &
prontanon dimenoa diuiene per quelle. Perisfogarilſuoacerbodefpitto. Sicomeinetta
&commune quella, Belzebub laqua= leuagaetbella diuienepla mescolatura diquell'altre.
Perlecameretuefanciulli&uecchi Trescandouanno &Belzebub inmezzo.
Maèdaauertire, cheficomefredda&fpenta ela lodediquellearti,chehannoilloro
eſercitioperiglioso, qualeilcaminarſopra lefuni, òilcalarſidallecimedel
letorri,eßedoilfatto accõpagnatodaun rischiodubio fo,ilqualedipědedallemani
dellafortunapiuchedadrit taclettione; medesimamente l'uſo delleuociinette, languide
& attenuate,quantunqueriescaalcunafiataper conto della
artificiofateſtura,pureneſicuro è potendo cadere in
trafcuratezza,neutile,potědo tralignare age volmenteiniſconciouso. Per la qual cosalodo
che il Poeta s'ingegni di trouare rimebelle, & pure & ifchiette, le qualifienoalla
materia accomodate,con leparolepro prie,inmaniera, chepaianonateconla naturadelleco
fe.Ilchefuchea Petrarcadoniamo quepregichegli fi conuengono, eſſendo
statoditantofenno &giudicionel lo eleggere delledure &leggiadreuoci.Etfepuretal
uoltadiededimanoàparole strepitose &afpresciofu di rado,&affine
diarricchireicampidellalingua ,ft comeinquellerimefiuede. 2 رو »
Nondal'HifpanoHiberoàl'Indoidafpe. Et in quellaparte .. S'amoràmorte non da qualche
ſtroppio . E nel sonetto. » Dolcidurezze, placiderepulse.
Lacuiraritanonmenoèperdutanelnumeroditan
tealtrerimecandide&pure;checomendataperl'arti ficio&diligenzadelpoeta.
Dall'altrocanto nonpoßo ſe nonstrettamentebiafimarequelli,che unamanieradi fars
Poemafilicentiofa &commune abbraccierannocheec cellentißimamente
inquellaſcriuendo niuna lodegline ) concedelatroppalicenza, ſicome
mezzanamentenello ſcriuere diportandosi neacquistano dishonoriestremi. Je
Questitalichecio fannoio raſſomiglioadun Soldato benißimoguernito,ilquale fi
mettainordine percom battereconungarzonettodifarmato:cheda uittoriano
puofperarniungradodiriputatione,madallaperdita puo puobeneconſeguiretuttiquellidellauergogna.fciocco
anchoraauedimento tengoquellodicoloro, che trasportando d'una lingua in un'altralefententie
d'un leggiadro Poeta, quelleiſteſſe trasportano conaltro tanto numero e peso: percio
chelafctamo starecheogm lingua habbiaifuoi termini privati, le ſue leggi
partitamente diftinte, et le fue forme diverse del favellare, ondel'una
all'altrap ogni uersono può quadrar Grafſſomigliar figmaquesto è anchorabiafimeuoledi
piu, che eßiniuna lode, & niunopregioacquistano, uestendosidell'altrui
uestimenta, & daudoperlomezzodelletradottioniin predaalliſciocchilecoje
fide Greci come de Latini, la douecheilualerfi delle cose altrui con ragione e giudicio,
mostranonmeno l'arte; che la intiera cognitione di colui che diciofarebàdestro.
La quale opinione nonſo lamentefumia; ma di CICERONE (vedasi) d'ORAZIO (vedasi)
altresi, due lumi della romana eloquenza: co'lgiudiciodequa=
lipiutoſtotorreterrare;chejaperecon l'ardire di que Stitali.De i
principifilanguidi, come gonfidiſopraui befsen dißi il poetadouer fuggire la
bellezzae lo strepito. Ondemainomisilasciò crederecheilprincipiodiquel
lerime,perlalorolanguidezza fuſſeuago&piaceno lein Dante. >>
Alfindellesueparoleilladro >> Lemanialzoconambeduelefiche GridandotolleDio,chetele quadro.
Sicomegonfioditroppofuquell'altro,pur nell'ia
Steſſopoeta,&peruerdirestrepitoso. 44 Ofanna . OfanaSanctusdeusſabaoth. Si
comeduro,&increſcieuolequello, Horaera,che'lfalirnon uoleastorpio
Ch'elfolehaueailcerchio delmeriggio Lasciatoil Tauro, la nottealloſcorpio. Megliodiſſeil Petrarca, trouandoparolegraui,
nnmeroſe,ſchiette &pure,fi come, >> Neltempocherinouaimieiſofpiri
Perladolcememoriadiquelgiorno, >> Chefuprincipioafilunghimartiri.
Etuoleteinquestiuerfi uedere la grauita,guarda techetutte ledetteuocihanno
l'accentoſopralafilla= ba,che è uicina all'ultima.uoleteil numero? pesate le
cadenze finimentodei tre uerst co'l principio co'l
mezzoloro.uoletelaſchiettezza? uedetecometut tele parole ſono intiere, non
rotte, non languide, non aperte. uolete lapurita ? miratel'uſo,lacandidezza et
) facilitadi eſſe voci. Etoltreà cio uedete come dallas, las ve fi
èilpoetaquantopiuualſe astenuto,perche ifiſchifus Der v Jerolontani.
Etpoichedelnumerouiho toccatound JuShep parolascontemplate come altroue con la
S,accopagnar) دو uollelaR,acciòchela piaceuolezzadell'unadi queste lettere
stempraſſe lo strepito dell'altra: quando diße. Voich'ascoltate in
rimeſparſeilsuono, Madiciòfauelleraßialtroue à bastanza , doueui mostrerò effer
auenutofouente,che moltiincontrando fi nellagrauitahannocredutoche ellafia
gonfiezza. Si cometrouandoappreſſodiM.Francescolo stile at= RAGIO. u1 tenuato;
L tenuato;hannocredutocheſia
illanguido.Maionon maiperauenturaardireidi trouare languidezza & gonfiezza fifacilmentenel
Petrarca,laqualetrappaf= faffeun uerfo oduealpiu.Etper nonpaſſarecosa che alli
precetti di questa arteſia richieſta; dicochegran= demente ne i Poemigrandi
massimamenteHeroici èdaauertire,che nõfidebba ordireilprincipio(come
inprouerbio èpoſto di dire)dall'uouo:cheetanto in=
cominciaredalnascimentodellecose.Percioche noi ueg giamol'Iliade
incominciaredallepreghiere diChrifa Sacerdote,sendogia noue anniintieri
statoiGreci co'l loroeſercitod'intorno la citta di Troia.Similmente co
mincial'Odißeadalconfigliodelli Dij raunatiſopra i
fattid'vliße,hauendoeglidimoltotempo qua &la
confumatouagando.ilqualuitiohebbe àfuggirDante fimilmente incominciando ilſuo
Poemadalmezzodel camindinostra uita.Etperdirediciòlaragione, on= defiacheiPoemi
non debbano incominciare dallepri meradici ; dicoche àquestoprecetto diede
formalari putationedellecosedette.comeche nonriducendoleco=
Jeneſuoiprincipi,apparel'historia ouero narratione effere piu approuatadal
giudicio uniuerfaledeglihuo mini, piucommune.Dallaqualragioneconchiuder
fipuomedesimamenteHomero(tuttauoltache alcuna
testimoniazanonehabbiamo)hauerhauutolaguerra Troianacommune&nonpropria,
nedaluiimagina ta:eſſendo statoquellochelecosedeGreci &Troiane
hanondalprincipio;madall'ultimo annodellaguer= γλ 1 raordito.L'altra ragione
èpercheiprincipidelleco= Jeſonoàciaſchedunomanifeste:la douechetuttibrama
nocaldamente udire quegli effetti,che da iprincipide lecofeuengonomoßi.oltreche
il uolere minutamente ogni cosacomprendere,tirain longocotantola narra tionesche
i lettori infastiditiper lopiu laſcianodi ue= dereilrimanente
.Nelqualuitioeſſerecaduto Antima chouoglionolamaggiorpartedeidotti:ilquale
uenti quattrolibrihaueadigiacompostoprimacheſetteCa pitani
dell'effercitohaueffe condottiàThebe:horpensa te chefabricafipoteuafperareda
cofi longofondamen to.EtfeHomerohaueßedall'uouoincominciato, &di anno in
annofauellato de i Grecijui domandoche ope= rasipoteapensarechefuſſel'Iliade,
eſſendonondimeno fiampia&grandeteßutaſopra ifattid'unoannoſo= lo?Iopermenonſoſemihaueßedato
l'animodipoter lain tutto lofpatiodi mia uitaleggeremai.Quantoal
lafauola,dellaquale ouerifimilmenteparleralo Heroi co,òdalComico, Tragico
fieinatti & in parole rappreſentata auanti ilpopolo,dico elladouer primie
ramenteeſſere artificiosa,diletteuole,&uaga.onde ne lecoseui
manchino,nelagratiadeleparoleuifi difide ri. douendo
mancare,inunadiquestedueparti;ma chipiu tosto nella uaghezzadelleparole,che
nellagra uita dellecose,Percioche piufuole alle orecchie commu ni dilettare una
copia dibuoniſentimentiſanza orna= mentodi uoci,chebelle uoci ſanzalumedi
ottimi con= cetti; la ragione èperquantoioftimo ,che effrendo) u 2 ilpen= LIBRO
308 (ilpensieropiunobiledell'orecchie,ſi egli appare che
maggiorifconciouengaacagionarſitutta uoltachefi tieneà disagiola cosapiuperfetta,ondemaggior
dan= no èche ilparlare ſia priuo deisentimentifpo= glie delitie dell'animo ;che
nudodiuaghe parole (ornamento&contentezzadell'orecchie. Maquello à cui
l'esercitationedellafauella dellecose apporterauirtu difare la molta cognitione
quello; neluerohadaottenerepergeneralgiudiciotutteleuo questo ci.Perciò che
stimarnonſipuò mescolaturapiuperfet= ta,chequella,ondel'utilecon
ilpiacerefiuiene àmefco 1arinfiemene igentilicomponimenti . Perquesto sti=
maronogli antichi moltigradid'honore poter ritro= uarſiin tutte
ledifcipline,ſicome iſecondi, i terzi o imezzani ladouecheal buonpoetaſemprefi
ricerca no eprimi. Sicomebuon dipintore ſi puo chiamare uno,quantunque sia di
Titiano mancoperfetto, &gen tiljcultorequell'altro,benche a Michel'agnolo
fia di granlungainferiore.Ma il poetaper mezzanoch'egli fifia,mainonpoßedeil
nome di buono ò diperfetto.la cagione di cio é,perchel'utilee'l piacere hanno
inſe questa differenza,che aſſai commendabile èquelloarte fice,cheòlaſanita
cirende,ò la liteci donaper guada gnata,quantunqueegliperfetto
nofia:ladouechechiu que proponedidilettarci,qual èilpoeta, il muſico,
Senonempietuttiigradi,ettuttigliinteruallidelpia ceresnonsipuodomandar
buono.Hareıda dirui(poi che aquestapartem'hannoleparoletraſportato)della modestia
modestia &fofferenza
delpoeta,cheegli deehauere nello eſſereammonito &corretto,
moltefiateungentile, comeauiene,che leggiadro dicitoreſia stato auertitoda
unaperſona ò uolgare,ò dipoche lettere. perciochemolteuolte ſupera
ilgiudiciodella naturalo sforzodell'arte .Ilchequanto meglio poſſafare perso
naaueduta, nei studiauezzadieſercitarfi; ciascu= nopersesteſſo
puòfapere,Janzacheeglifacciadimi Stiere il perfuaderlo
altramente.Mainonhòtenuto ef Sereàl'huomouileilpeccare,mafi beneil perfeuerare
ostinatamentenellefalſe opinioni:maiuergognosol'ef= ferammendato,maſibene ilnon
fofferire di riceuer correggimentodachipiuintende:maibiafimeuoleil co
feßaredinonſaperequello che noiignoriamo,maſibe ) neilfarprofessioned'intendere
ciòche non sappiamo Potrei anchora ricordare cheil poetaſia cauto di
ligentenelſentirelelodi date àſuoicomponimentiper laboccad'altrui: &fpecialmenteſendo
eglituttauiad quellepresente.Auegnadioche troppo folta elaſelua degliadulatori,
àuolerla sfrondare; eglineluero piudell'opera,chedelgiorno auanzerebbe .
Fuantico precettodeimigliortestoridellapoetica,cheilpoeta faccial'iſperienzade
iRe,iqualiuolendoſapere chi gli efidato, traditore,glidanno tantoda bere,che
egli ebbro &pazzodiuiener & percheinquellaſtor digionel'animononusa
riſpetto,riuerenza ,o temadi futurodanno,perciomandaper labocca fpenfierata
mente ifecretidelcuoreall'orecchie dichiunque afcol 43 th ta douei ueri
&falfiamiciuengonofacilmenteàcom prenderſi:fi come ibuonigiudicij gli
adulatori fi jcuopronoperl'iſteſſaragione.Etnon uolendofarque sta ifperienza
affaichiarotirendora l'animo dell'ami colalongadimeſtichezza, l'uſo il
mododellodarti, et lemaniere,hauendo l'occhio allaqualita delle maraui=
glie,altorceredelleciglia,alchiuderdelle labra, &in gegnadoti
difarilGiano,fefie possibile,perchedauă ti a tel'amico nontifaccia delle
marauiglie, poi al uoltar dellespalle,non fi trasformi inuno orecchiuto
afinello.Onde credendotid'hauer compagni Homero, Virgilio,
&ilPetrrrcanelloſcriuere deiuersi, per gratiadellemuseparticolare
acquiſtati,confolle gra= uita,&gonfiaimaginationenonvenghiadefferfauo=
ladeluulgotenuto.facendofentirepofcis alledotte o= recchie
quelleſciocchezze,cheallaimmortalitatua in=
drizzanounapiramided'eternouituperio. Ma è ap= preſſol'altre questa
unadelleſciocchezzetue, chetuti credieſſereben uago&benleggiadro dicitore,
ar difci diuolere leggere inpreſenzadi moltipublicamě te
ituoipriuatidishonori,increſciendo noiando il
gustodichit'ascolta,&aguisadiſanſuga mailascia
dolacotenafinoàtantochediſanguenon ti trouifa=
tio&pienodeltutto.QuiuiruppeilfilentioM. Lu= caGirolimo
diſſe,ſeeglinonuidanoia(comeionõ credo)M.Sperone,uorreipermiocontento chequanto
aiprecettidelaelocutioneuoiritornaste,&quellici faceftefentireal quantopiucopiofamentediquello,
che non hauete fatto.Perche nelueroeglimi pare,che da questocantoſiprendatutto
il fondamentodeldiletta= repoeticamente:comeanchorauoipocofa, ci ricorda= ste.
Io aponto à questapartehaueateste disegnato di ritirarmi
riſpoſeM.Sperone:mapofciacheuoiM.Lu came'lcomandate;tantopiuuolentieriuiučgo.Hodet
toleuoci eſſereſemplici &compoſte, &quaidifferen
zefienodatedalliGrammaticialleſemplici: lequalida me perhoranon afpettateche io
piu distintamente ui dichiari:per eßere materiaallo grammatico richiesta, nonal
poeta E' uero chedi eſſe uociſemplici per compiacerne'al Contarini diro
quellepoche cofe , che piufanno all'ordimentodiquelcheſeguedibisogno.So
noledittioniouerſchiette uocicomposte dipiu parti,
inquantocheeßevengonoaformarsidilettere,difilla bedicongiontione,dinome,
diuerbo,dicaſo,di artico= lo, d'oratione. La lettera éparteindiuifibile della
uoce.Lafillaba è uocediniuna fignificatione. Lacon giontione
èdellaisteßanatura, maquestodi piuritie= ne,che ella eatta adeßeredipiuuoci
composta, &tie neconueneuoleproportione co'l mezzo &conl'estre
model'oratione.L'articoloè uoce di neſſunaſignifica futefly tione,preposto
nondimenoallauoce per terminatione fimon chiarezzadilei.Ilcaſo
èlauariatione,laquale adi uiene àinomipercagionedella loroinfleßione.Note:
meèuocefattaſanzaſpressioneditempo,le cuipartic niunafignificationeritengono.
Verbo èpartedell'o= rationefattaconfignificationeditempo.Oratione euo 44 cc + cedicomponimento d'altreformata: lecuiparti
tengo notraſediuiſe alcunafignificatione.Maſtandoſopra ifemplici nomi(come
chedi doppianchorafe ne ritro= ( uino,qualeè equivalente,drittangolo,
&altriinfini= ti)dico che egliperopinionedegli antichi può eſſereò
Proprio,ò rubato,ò tradotto,oornato,òfinto,ò pro= dotto,osottratto,ò
prestato.lequaldifferentie hebbeil nomeper opinioned'Aristotile.Et anchora
ch'iomol naseden tepuledimostraßihieri,nondimeno baftar potra di soilmoto
fouerchios'iodiquestepocheperhoggirenderò la ra usaioda gione.Proprionomeèquellocheadunalingua
conuie sur nein maniera,cheadun'altranõmaissicomeſonoquel Arift:
yulenociFuoco,Barca,Paura,Augello,&fomiglianti. with poe:
Altrisonotoltedaun'altralingna,comeOnta,Talen to,Souente,Altresi,Teſte,che da
prouenzali nella no= Stralinguadiriuarono:Etmifericordia,Longeuo,Ima
go,Bibo,Frange, altrediquestaiſteſſamaniera,che dallafauella
Romanafurontolte,&pofte in usonella Toscana.Tradottifi chiamanoquelli,
cheuengono da diuerfi altrinomi trasferiti, laqual traslatione fifa dalgenereallafpecie,dallafpeciealgenere,dallafpecie
allafpecie ouerofecondo altre maniereatte àferuarefi militudinetrase
proportione.dalgenere allafpecie prendetel'effempionelpoeta. ›
Chiarafontanainquelmedeſmobosco >> Sorgead'unsasso.
Doueapparecheilnafcere èuna certa fpecie del ( forgere.Dallaſpecie
algenerefatraslationeil poeta quando diffe. " » Millepiaggiein
ungiorno&milleriui Mostratom'haper la famosaArdenna 313 >> Amor.
Nelqualluogofiuede,che milleſonomoltonumero,
permoltosiprendono.madafpecieàſpeciefa traf lationeilpoetadicendo. » Quelfuoco
èmorto,e'lcopreunpicciolmarmo. Douel'effercopertofi prendeper l'effermorto,
questo perquello,l'uno &l'altrodeiqualistaperef ferestinto.
Proportioneuoletraslationesi faperconto d'alcunasomiglianza tra molti
terminitrouata. Sico= me,talifonoleſtelleal cielo;quali ifiorialla terra. Di=
remoaduuqueifiori efferleſtelledella terra ſicomele Stelleefferi fioridel
cielo.Similmente talediceſieſſerela fera algiornosqualela mortealla uita.
Diremo adunq; quyto lin laſera émortedel giorno, fi comelamorte èſeradella
opróprio uita. Et accioche ioinquesta bellißimatraslationeui di
mostriconl'eſſempiode ipoeti; piacemiraccotarui quel lav bellißimo leggiadro
Epigramma ſcrittoſopra la oris, morte d'unfanciullo,quale eglififia,daldiuino
Plato= ne:delqualeconfeſſone ilarghi campi della Greciamai nonhaueruedutopiugratioſone
ilpiu leggiadro.Di= rolloToscanamente,accioch'iofiaintesodacoloro,che
nõhãnodelleGrechecõpoſitioni alcunacontezza.Et perche intendomanifestaruiil
ſenſo delleparole Gre= che,lodirodiuocein uoce,&ſanzarime: Risguardao
stella mia tra l'altre stelle: : »Cos'io cimal ma Cos'iopoteßi diuentar il
cielo, » Perpotertiueder conmoltilumi. ,, TULVCIFEROinuitaefferſoleui, ComeHESPEROtramortihorarifplendi. Piacque la
traslationedi Platone oltre ogni istima tioueàciascuno. PercheM.
Speronerientrandonelfuo ragionamento,foggionſe in cotalmodo.Finti nomijono
quelli,cheuengonodalpoeta nouellamenteritrouati,no toltid'altrui:fi
comeapparenelpoeta ladoueediffe. Iluicario di Chriſto chelafoma. i
Doueperlouicariointefèil Papa. Sicome l'iſteſſo adiuiene
chiamandolecornarami;l'ondepecore: Roma francor Babilonia:la terra
madreuniuerfale, &fomiglianti. I rrijke prodottififannodalloaccrefcerelonghezza
ad unaſil= lababreue:fi come èquellochediceAnnibale ilcuiacce
retoordinariamentecadeſu lafecondafillaba, &fabreue lapenultima:matostoche
iodiro Annibale;diuentapro Brettdutto,ilche diſſeilPetrarca. " • Et Annibalquandoall'Imperioafflitto
. Sicomebreuenomeilfece inquella parte Ch'Annibalenon ch'altrifarianpio.
Ifottrattififannodallo accorciamento,quale épenſier
inuecedipenfieri,&martirinuecedimartiri . ›
Diqueifofpirond'ionutriuailcore. EtDante > Togliendoglianimà,cheſono interra
.- Ilche nellaproſaalcunauoltahaluogo, benchedira do.I mutiouero alterati
ſifanno dallo accrefcierealcu= nauoce,nonvariandoperò la
ſignificatione:ficomefi 4 ueduedeperlomezzodiquellieſſempi . Primiero
entrandoall'amorofauita. 315 Doueprimiero staperprimo òprima,conaccrefci= mento
nondimenodilettere. comefuquella uoceche il Crefcenzousòſouentemente ,
&auegnadio ,laquale Janza Diopotrebbehauerluogo. Ilchesifaòsemplice
menteperaccrefciereforza &uaghezzaallauoce,ò p distinguerla da
un'altralingua,come èquellaetiandio, uocebella dellaproſa, allaqualefi
diedeaccrefcimen= to,perchenonfuffepura&schiettalatina.L'ornamen= todeinomiperefferaccidenteistrinsico,
&apportato dallacompofitione,seràdichiarato,quantochedelleuoci
ſiragionera,che tengonocoponimento. Raccoltecheuoi haretein offeruanzaqueste
regole tutte;l'altredifferen zeuiferannomanifeftedelleuoci.etfapretequaliuocift
deonochiamarecommuni,qualiproprie , qualistranie=
re,qualtnuoue,&qualianticheondechi è,cheuedendo quellauoceHuoponon
sappiaellaeſſere communealla lingualatina , prouenzale, Toscana?Chinonuede
Ofanna,Sabaoth, malaotheffereproprie allahebrea: ficomeSanctus,
Deus,&gentes,etaltrecheusòDã telatineſolamente certo
niuno.Similmenteogn'unoue= deDorare,Inostrare,Imperlare, Inforſare, Smorfare,
Difoffare,Sneruare, Spolpare,effer uocifresche&diri uated'altreuoci,ilcui
uſo è piucommune. questedi= riuationitantopiuſonoſpeſſe in Dante;quanto èl'uſo
loromencommendabile.Aggiugneteàqueste pochele differentie, conlequalihierifi
diedepartimentoallefem plici 316 LIBRO plici uoci,&haretepienamentetutto
ilconto diuiſatoz che ionon intendofaruiundittionarioditutti inomi di
queſtalingua,bastafolamente, ch'io mostrila natura et qualitad'alcunid'eßi.
Vogliobeneche auertiateeffere alcuneuoci chehorcrefcoro,horſcemanoſecondoilgiu
diciodique chegli ufanosi qualinel numerodeiprodut ti&fottrattiſi poſſono
mettere, quandouidial'animo difarlo,ficomeMAGISTERIO Magistero, IMPERIO
Impero,MAESTRO Μα stro &altri dell'isteſſamaniera.Veniamo allefigure,et
primieramenteparliamodiquelle,cheseguonol'usodelle parolecomeuoci,poſcia
uerremo all'altre. Creſcono & ſcemanſimolteuocifi nomi,comeuerbiper
cagionedel= laloro communenatura, fi comequelle PROVI= DENZAProuidentia , ISPERIENZAIfpe
: rientia:DILIGENZA Diligentia,chenella
profaneluerfofidiceàl'unmodo&l'altro. Altre ciofanno,percioche il uerſo
l'unmodoricerca,ficome laprofal'altro, qualisonopenſir'Dolor'martir,nelnu
merodelpiu,cheneluerfofidicono ladouechenellapro Safidirannointiere.Et coſi
auieneà iuerbi,chebenenel uerſodiro andar,dieder,donar andaro,diedero,dona ro: chenellaproſaandarono,
dierono&donaronoſidi rapiugentilmente.Cofi CHIVSE richiuse,AF FERMA
raffermariceuonoaccrescimento,òper conto di replicamento , òpercontodi maggior
forza. Quellostesso si fapernaturapropriadellauoce attaà uariarsiàl'unmodo
l'altro dicendoSTESE,di Stefe, TERZO Steſe,COMINCIOincomincio, DORMEN 317
TATOaddormentato , CHIESTO richiesto, SFIDOdisfidoSCENDO difcendo, SPIA
CEdifplace, SPARVTOdifparuto,&fomiglian ti,lequal differentienonvengono
àfarsiper lauariatio nedeluerfo òdellaprofa; maperlicenza liberadi eſſe uoci;
Conquestesi mettonotuttauid PRODVR= 1 RE, producere, STRANO straniero,che
libereſonodeltutto. Etpoiche inquestamateria iofo=
noentrato:dicocheficomenellelingueGrecheuot uede temolteuariationi
tantodelſcriuere,quantodelprofe rire;medefimamente èauuenutoaquesta nostra,doue
chi SIMILMENTE, GENTILMEN gentilemente ; tal'hor fimigliantementedirapiu
uolontieri,con lequal TEuedreteuſare,chiſimilemente differentieuanno quelle del
SIMIGLIANTE somigliante, PENSIERE pensiero, MI= STIERI,mistiero,
mistiere,chetuttauiafidico= no,moltiuogliono ALTRIMENT I, moltial= tramenti,
altri altrimente. EccolaQVISTIO= NEcolaQuestionefarrumore:&CRIAR Econ il
creare mettersi inpiato .ilnumerodellequaliaccre= ſconoquelledipiu
etiandioVENGOVegno, TEN GOTegno,VEGGOVeggio,SEGGOSeggio. quell'altre
ESSISTESSI,Eglisteßi,ESSO STESSOEglisteſſo checommunalmente entranoin
ufo.medesimamente CIASCVNO Ciaschedu= no,CHIVNQUE Qualunque, A CHIet A cui:
LIBRO 318 cui:DICHI etDicui.Quasiunasteſſalegge écomune
alNESSVNO,Veruno,Niuno,etNullo:eccettoche ilNeffuno èpiudeluerfosladouechegli
altritre me= glionellaproſaſi mettono.Altritoglionoàſcriuerepiu uolõtieri
HABBIAMOchebauiamo altripiu tostohauemo: comemolti SENTIAMO etnõfen timo, SEGGONOetnõſiedono,
TRAHI piuche Traggi.TO IpiucheTogli,SAGLIENTEpiu cheſalente:DOGLIONO
piucheDolgono. Per l'istessa ragione uoitrouaretealtre moltedifferentiedi
questeſempliciuoci. Ondealcunidiranno PROFE =
REREpiucheProferire,PENTEREetnonpë tire,CAPEVOLEetnoncapace:HAVIENO,
PONIENO,SERVIENO, CONSEN= TIENOpiucheHaueano,Poneano,Seruiano,Cofen tiano. AltriA
MASSERO, LEGGESSE RO,PRESTASSEROſcriuerano,cheun'al= trohaura
piudiligězanelloſcriuereAmaſſeno,leggeſſe no,preſtaſſeno,ſicome iterzi dirano
Amaſſono,Leges fono,Prestaſſono. Simigliantemente dira colui F Ep
feci,SEDEIperfedetti,TEMEIper temetti,DO VEIperdouetti.Sicomeun'altroMORDEI
morfi:che pur differenzahannoinjegrandißima,et nu merodiffomigliate.Ecco la
proſadirpiutosto SPAR TOchefparfo:ficomeiluerso l'uno l'altro abbrac
cia.SENTISTI nonſentestilodalaindustria d'un'altro:ficomeA MARONOet PORTARO NOpiucheamoronoouerportorono.&CONCE=
DV= TERZO 319 DVTOpiucheconceffo,Sicomealcontrario S PE=
SOpiucheſpenduto.Metteinuso laregoladi quell'al= tro ſcrittore piu
ildireRADOcheraro, SAR= ROinuecedifalirò MERRRO'ininluogodiMe nerò,fi come
PERRO, GVARRO , SOF FERROin ifcambiodi penerò ,guarirò,soffrirò EtcontuttociòR
1 SAPRAGGIO riſaperò farannoadalcunocheſianonpiccoladifferenza,sico= meHAGGIA,
habbia,SAGGIO,&fauio, OPERAGIONI operationi,TORRABO Torrò,chediffe il
Boccacciofouente E' anchora ap= preſſo ilgiudicio de iletterati fatto
differenzanel dire AMERETEchepiubella piu legiadrauoceé
cheAmarete:ficomePOTRIAcheporria: &com munalmenteuerrannopostein
usoquellechediconouor rei chetumi A MASSI, uorreichetumiamasti, FACESSI
facesti,&DIMANDAS= SI &domandaßi dimandasti domandaſti, FESSI
&faceßi&FESTI&facesti. Sicome FOSperfoffe cheilBoccaccio,
Dante&ilPetrar caufaronodidire. Sicome HAVESSI, DICES SI,
FACESSIinterzaperſonanellaguiſacheet
haueſſe&diceſſe&faceſſepiulicentiosamentefifoglio nousare,cheil
Petrarcaſolodiße. Cofihaueddettolo
Sperone,tacédoſialquanto,quafiàchecheſiapenſando,
quandononafpettandocheilparlaregliueniffe inter= rottoimmantinenteſoggionſe.
Infiniteſonoleuariatio= ni diquestalingua, &perauenturapiucheinaltra mai chefifuſſe.
Percio cheinquesta isteſſa parola ch'ioho dettotrouafi
differenza.auegnacheFOSSE &fuße fièdettopiuuolte:fi comepiu anticamente
HABBI ENDO DOBBIENDOperHauendo douendofi diffe . Sicomehoggidi cõmuneměte
s'usano quest'altre FIE, FIENO, SIE, SIENO, FIAFIANOSIASIANO.SimilmenteHAG GIO
Hồ, nonHabboche Dante diffe. Allequa= liſoggiungono SACCIO diffe: sò, che Boccaccio HEI per hebbi cheusò M. Cinoda Pi=
stoia:fi come SAPE ८
sàinterzaperfona. QVI, QVA, LI, LA,chegeneralißime uociſono&àmouimento
& luogocommuni.parimen teCOSTI costa,che ſonodifferentie del luogo , douefi
troua quellacotalperſona, conchififauella.Ecco ilDONDEpiusonoro
piupoeticochel'onde.ft come queſtipiunaturaledelleprofediquelli. lecui figni
ficationiquanto belle quantoſteſſo ,&quantoad ogni propofito
accommodabilififieno ;ageuolmente fiuede leggendo ognifoglioognicartadi
Dante,diM.France fco,diGiouan Villani,et del Boccaccio.oltrecheilCre
ſcenzo&tuttiglialtri dicitori fi Toscani come Pro= uenzali
nefonopieni.Eccianchorafimilitudinetraque Ste dueQVINCENTRO &quaentro, ficome
tantouale POI DA CHE perauentura piu
leggiadramenteèdetto,cheildire,dapoiche:quantun= que l'uſonon tolleri la molta
licenzadel primo. Sico= MEIL CHE POIinuecedipoiche, DA CHE per TERZO 321
perdapoichepl'iſteßa ragione.Medefimaměte la pro SauuoleilDILVNGI
dalungi,ficomedalun geiluerfo.alqualefida L'HORA etiandio,ficome TESTE
testeſſoalcunafiatadelleproje. Alcuni dirannoconmigliorgusto PRESTAMENTE,
cheimmantinente,ficomeincontanente &fpacciatamen tefanzafaruialcuna
differenza. quantunqueuocifleno tuttecommuni
&buone.qualimedesimamenteſonoAP PRESTARE Apparecchiare: APPRE= STAMENTO
Apparecchiamento: diME RIGGIE, diMeriggio,&di Meriggiana.
Metteilgiudiciosodifferenza tra L'ANCHE, an cho&anchora; ſecondo lauocaleè
confonantecheſe= que:ondeeglidiraanchorapietrou'era &nonancho:
ficomeanch'iomiui ritrouai, nonanchorio.Niuna ſenefatraildireD A SEZZO
aldaſezzost comequell'ifſteſſo adiuienedel NON PER TAN 1 TO
nientedimeno.comeunacoſaſola hannoàfi= gnificarquelle PEROCHE, percioche, impero=
che,impercioche, perchetuttafiata, che questa uoce Sezzaianonſia
postopercontodarenderla ragione òdomandaralcunacosa cheche ellafifia.
Niunadiffe renzafogliofaretralo AVEGNADIO, che, Ben comeche.Grandißimafaccioſu
leſignificationi del CHE, comechealcunauolta steaperſiche, piuchenellagu'sache
IL NON CHE ſiprende alleuolteper benche &perdonatemise iouiuado no=
tandoconlaincrefcieuolezzadi queſteuoci: lequali mi RAGIO. x I re LIBRO 322
fonostatedateinpenitenzadal Contarini àcui ubbidi rem'eforza:poicheiodiquestamateria
ragiono per compiacergli non peraltro. Sonoalcunealtreuoci
lequalileggiadramenteſiconfondono &ſono PAR TE
&Mentre,sicomedicendoParteche iofon sta toadudirti affaidolci mi
furonoletueparole. Sicome tanto ualeperauentura ildire IN QUELLA,che in
quelpunto:qualdicendo mentre iofofpiraua,in quel lamiuenne lamiadonna ueduta fi
come IN QUE STA alleuoltetantouale,quanto in questo,in que statutto miriſento,
dellapauraſoprapresomirima fitutto sbigottito Conqueſte
differentiemettetequella deldire, IO SON VSO, tosonoufato,iosono
auezzo,chemescolatamatefi uſanodallifcrittori.Qua Lemedesimamenteè VISSO
Vinuto, OBLI GATO &Vbrigator PERSO perduto, IGEVOLMENTE Ageuolemente, PVR
MO, purhora, ALTRETTANTO al trottanto, BIASMO biasimo , AVANTI, innanti, innanzi,
TVTTA FIATA, tut tauolta, DENTRO &Drento, DRIETO Dietro,Retro,Diretro,
Dirietro,chetutti diffeDa te.con lequal uocifi mettono quelle DI ΡΟΙ, Ο dapoi,
DRIZZARE, indirizzare, DRIT TAMENTE Dirittamente,cheDantehebbe p
costumedidire.SimilmenteETERNO Eter nale, ETERNAMENTE eternalmente, FVORA fora,
fuori, fori, forest come TERZ O. 323 come SV ſuſo, GIV giuſo,chedal Pe=
trarcaficonfondonomolte uolte. FINO A TAN TO
&perfinoàtantohannolaiſteſſalegge. Sico= me HORMAI, horamai,homai,
hoggimai, INFINO infinoperl'iſteſſa ragione uengono àmettersiin ufo,&fi
comela licenza étanto auanti peruenuta;cofibahauutoforza dipenetrar piu oltre
inuariarel'usodelleuocitoscane, percioche FOLGO RANDO
folgoreggiandosidiffe,& GVA TARE guardare,ficome ALLHOTTA alihora, AVACCIARE
&auanzare in unaiſteſſaſignificatione,cheaffrettare uoglion dire, TIMORE
temenza, SPEME &fpe ranza, DISIO,&diſiderio, CRI cre de, ME meglio,
AGRO acro, NVDO &ignudo. TRATENGO etin tertengo, RICORDARE,Gramembrare,
RASSOMIGLIO Graffembro, VN QVANCO &finohoramai, LAVDEO lode, MARAVIGLIA
&merauiglia,COM PERATIONE, &comparatione, PIETA piatd,ASCOSTO,
nafcoso,NVDRIRE nodrire,&nutrire, MINIMO menomouifi aggiungonoaltresi
,sicome PENTERE etpein tire, OFFERERE offerireuannodipari. conquelle OBEDIRE
Vbidire, OVRA= RE &operare OLIVI, uliui. PARTI RE dipartire, PRO
FERERE,&proferi x re 2 rire,
PARTICCIVOLA &particella, GRANDO, grandecheilBoccacciousa,PVO TE pote,
PRESVME Oprofume,PRE SONTIONE &proſontione, PARSO paruto , PARTVRISCE,
partorifce PREZZARE, &pregiare, PONNOO poffono, PRODVRRE producere, CONCETTO,
&conceputo, PARVOLETTO من pargoletto, RICOMANDO,&raccoman do,
RIFIVTARE, &rifutare, ROGGIO roffo, CONSEGVIRE, affeguire, PIN= SE, spinse,
RINCORARE, & rancora re, RICHIVSO racchiuso, VOLTA uolge, uolue, RIGIRARE
ragirare,RI MANGA rimagna, SPENGE fpegne SEGVITARE ſeguire, SAPEVAMO sapauamo
cheDante laje oſcritto Aquesticorrif= pondonodipari SII uerbo fe, SOLVERE
fciogliere, FRENO &affreno, SVOLI, Jogli,VVOI &uogli,SEMBIARE ſem
brare, TORCE ſtorce, SATISFARE fodisfare, PATRONE &padrone, VISTO ueduto,
TREMO, triemo, TEPIDEZ ZA, tiepidezza, SAPENDO &fapiendo. Lequaluarieta
appreſſodeimiglior dicitoridiqueſta 4 linguaſonotuttauiaà l'unmodo&àl'altro
poſte in ufo. Et dell'altrece nefono,lequalifornireidi racconta rein
propriaforma,segiusta ragionedadire nonmi ritoglieffe. 325 TERZO.
ritoglieffe.Quiui da ciascunofupregato moltoM. Spe rone,che egli l'incominciato
ordineſeguitaße: raßicu= randolo,che quandodellungodireàlui non ueniffeal
cunanoia,cheper lungoascoltaremai nonfarebbe ad alcuno perdoueruenire. Ondeegli
ciò udendodipoco fpatiofermatofi effendo, questeparole andò conlepas
fatecontinuando.Sono DIANZI &dinanziuo= cidell'istaßafignificatione: fi
come NVLLA niente mailnulla piuſpeſſoentranelle profe,ficome il nienteneluerfo.
horadiduefillabeſifa horadi tre, ilcheil Petrarca all'una guisa
&all'altradiße.Dicefi anchora LEGGIERMENTE, & liggier= mente,ſi
comeleggieramentein Dante appreßodelqua lefidiffeanchora lievementefi come
OLTRE O oltra:ılprimiero nelleproſepiu ſpeſſo,fi comeilfecon
doneiuerfi.conquesteuoci uengono PΟΙ po jciacommunia
iuerfi&alleprofe,ficome PRIA, prima.Nelle prose PERPETV AMENTE
perpetualmentediciamo. Si come QVAN DVNQVE &quantunque.QVI &quapoz trebbono
fignificarel'iſteſſo,senonfufſe cheil qui al leuoltedaDante dal Petrarca ſipreſe
perhora. Dante, >> Maquilamorta Poesia riſurga. Aggiugnefiil RVVIDO
rozzo, SE= CRETO segreto, TOSTO tostamen te, TARD ) tardo, VIA PIV &uie
piu, VOLUNTIERI uolentieri EGVALE x 3 uguale, VNQVE &unqua.Potrebbonoha= uere
unafolafignificatione AHI &ab,ſenon ſiue deßeeffere in
uso,cheilprimierofignifica sdegno, L'altro compassione,nellaguiſache far fuole
HAI ΜΕ & ΟΙΜΕ, maoimeèpiudeluerſo,ficome ahimedella
profa,quantunqueDanteunafol uolta hab bianeluerfo postoloahime.la doueche
dall'boimefi a= Stenne, &in iſcambiodiquellanocediffe OME. Suc cedonoquelle
uocilibere &communi àuerfi &profe ALTRI altrui. QUESTO fiatachefiprendanonell'istessa
maniera. E, ciò, tutta , uannodipariſicomedicendoEbuoni,I buoniE rei,et
irei,cheall'unmodo l'altro Dante usaneluerfo,ben che ilfecondouogliail Petrarca
, le proſel'uno & L'altrofanza differenza.ficome EI, egli,&Ellifi
diſſenelnumerodel meno, in quello delpiu ESSI elli,et eglino.trattonefolo eglinopiuproprio
dellepro ſe. Nemancol'usodi ESTO &diquestoin una iſteſſa fignificatione
appreßo Dante.ilchefece alle uol= tefanzaimpedimento uerunodeluerfocomelà. 6,
Estopianetaòficomecomparte. Alleuolteastretto dalla chiusura Socomealtroue,
terminideluer >> D'estaseluaseluaggia &afpra &forte
L'usodellaqualuoce,come che distemperatofuße;
Sommamenteſpiacqueall'orecchiediM.Francescofico mebenediede regolaà QVE
&queicheindifferen tementeſipoteſſero uſare.EtDantenon contento delle dettelicentie
delfauellarehebbe anchor percostume di accorciar leparole diprodutte,ch'io
difopra diß Secondounafigura allafauellaRomanapropria &fa migliare
metterlenellefottratte:ficomequadoegli ufa VOpuoisetVOperuoglio,cheè
piudellaprofa, TV,pertuo ſicomeMI, ME,SV, I, inuece didi
remio,meglio,fuo,iosanchorache queſta uocefizzaia il Petrarca
illustraffemoltonellefue rime. CIO CHE quello,che
nonprendonoalcunadifferenza,fi come ne PRESSO neappreſſoſenonincerticaſichedi
radouengonoinuso.ſimilmente adiuiene di SECO confeco
&fegocheDantelascioſcritto, D'AT TORNO &d'intorno,alquanto
dedifferenzada quelledue uocidiede il d'ogn'intorno, come che mag=
giorforzauengaquest'ultima uoce ad efplicare. SO VRANO fopranoficome SOPRASTA
RE&fourastarequelloiſteßofignificarfoglionofan zapartimento.con lequali
uanno CONTRA incontra, VERSO inuerfo, VER inuer,tutta uoltache àmouimento
fidannocomeprepofitioni.ME CO &conmeco. PROFITTO o pro,con lequaliprodemiſe
Dante, quantunqueprodeſempreua lorosofignifichi nelleprofediM.Giouanni.Nefonoda
una iſteſſa ſignificatione diuiſe AVENGA auegna duegnadio:ſeben quest'ultima
uoce si met= tein ufo anchoperbenche& piu leggiadramenteche
inaltrofentimento,con laqualeio uolontieri nell'isteſſo
periodohòpercostumed'accompagnare,nõdimeno che x 4 tanto tantoualequantonientemeno, nientedimanco, nul
ladimeno, nonpertanto,cheilBoccaciodiffe. Seguo no DII dei,ilprimo édellaproſa
ſicome l'altro deluerfo.Oltreche questecongiuntioni, BENCHE,
auegnache,anchorche,tuttoche tuttauiache,&quan tunqueſi comehannosenza
partimento l'isteſſanatu= ra,bell ßimeſiſono etiandio &ufateda miglior
dicito ri:Quantunquel'ultimafia piuuaga &piunumerosa piuposta
inusodel'altre.cosifanno ILQVA LE &loquale,checommunalmenteſidiſſero.ſi
come QVALI quai&quafouentefurondetti.Non parlo diquelleuoci cheper propria
naturaſono atte à prendersiinl'unmodo &l'altro:aiternando àuicen=
dacomehermaphroditi,deiquali Greci Latini ragionanoneilor componimenti.
Percioche à tuttiè noto potersi dire CASTELLI Castella,
MEMBRIOmembra,VESTIGI,uestigia, PECCATI peccata, MVRI mura,OREC CHI orecchie
DITI dita, BISOGNI, bifo= gne,SACCHIfacca, STRIDI strida, FRVT TI frutta,
CERCHI cerchie,GINOCCHI ginocchia, altriſomiglianti.&per tornare àquel
lecheſonouariatefolamentedall'uso,dico,che queste no cicheseguonotutteſono
poſte in usodi dirsiVSVRA 10 ufuriere:VIRTVTE uirtude: HONE= STA honestade :
VOPO huopo: VINCVLO uincolo:VANGELIO uangelo: TERREMO TOtremuoto;
SVGGETTOfoggetto, S.V= SPI TERZO 329 SPIRO fofpiro: SOGNO &fonno: SO=
LITARIOfolingo : GVARDIANO guardingo, STORIA historia, SCANDO LO fcandalo.
SIGILLO fuggello, STILE ftilo, SEPOLCROfepulcro: SELVATI COfaluatico, DIMESTICO
domestico,FA MILIAREfamigliare. SEMENTEfemen ta: RITONDO rotondo, HARENA rex
na: RIVERENTE reucrente, PICCOLO picciolo, PALAGIO palazzo, OBIETTO ogetto,
NVVOLI nubi,nugole, NIMICO nemico:MANDRA mandria, MAI mali,
MACVLAREmacolare,MAVMETTO macometto: LABBIA labra LOICA logi= ca, LITTERATO
letterato,NVMERO nouero, LABOLE labile, IMAGE imago, imagine: HEDRA,
hedera,hellera, DEMO NIO dimonio : CONCISTORO confifto= rio, CILESTRO celeste,
CHETO quieto, CA' cafa, BOLLENTE bogliente, BER= ZAGLIO bersaglio, VCCELLO
augelio, ANCVDE Incude,AGNOLI angeli, AR BORI alberi. Traqualiconſentiate,che
uenganoà numerarſiquegli altri ANCISE no uccise, l'u= l'altro delleprofe commune:
ficomediparicon sentonoAVINCHIARSI auinghiarst,che legarsiugualmente
significano . BIBO & be= 10, CAGGENDO cadendo, CHERO, x 330 LIBRO chiedo,
DEVRIENO dourebbono. fi come DEVRO'chealcunavoltain uicedidoueròdalPe deb
trarcafidife.co qualisi mettono DEVB be, DEONO denno debbono, DESCRI=. VO
defcribo, cheilPetrarcahebbepercoftumedi . dire,ficome DIVEGNO
&diuerto,SGOM BRA disgombra,SFOGA disfiga,SFA CE disface,DORAindora, SENDO
effendo, ENNO fono, HAGGIATE hab biate, INDIVINOindouino,NEVICA
neua,chediffeM.Francesco, NVDRISCO nu drico,PAVENTAflauenta,PLOROO piango,
SCONTRARE Incontrare, SCO= ucden= VERSEſcopersſe,VEGGENDO do, quantunqueuedotoscanauocenonfia,comeueggio.
ALTRONDE &altrouesonotrasedifferenti, chel'uno daluogo, &l'altro
aluogoſignificaqualdi cendod'Altrondeegli è venuto,cheda Roma, Al=
troueeglihoraseneua. Cofi ugualforzaritengono quelle ALTERO altiero, SVBITO
difu= bito, DOLCEMENTE dolce,cheilPetrar cadiffeadimitationedi Flacco, NOVAMEN=
TE nouellamente, SVBITANTEfubita mente, ESILIO,exilio, figlio, APPO ap preffo,
A GVISA, & in guifa, POTEN TE, &poſſente, ADVERSARIO auerfa= rio AVIENE
adiuiene, VELENATO auelenato,BARBARO barbarico, CATE= NA f TERZO NATO
incatenato, PRIGIONATI impri 331 gionati, CHIOVO chiodo,CONCLUSIO
NEconchiufione, CVLLA cund, DRAGO dragone, DESIRE defiro,fi come DISHO=
NORE,erdisnore,cheusòM.Fracefco,ESTRA NIO iftrano,FE fede.GENAIO, ge naro,GVERRERO
guerrieri, GVIDAR DONE guiderdone,EBBENO &ebbano,
chelegnopretiofofoglionofignificare. Aggiugnete d questi LIDI
Liti,quandovengonoadesprimere gliultimicorfinidellaterradalmarepercoffa, NA=
TIA, natiud, NATO nasciuto, PREGO priego, ARTEFICE,artifice, PITTORE, dipin
tore, QVADRELLAquadrelle, REDE herede,REregi RVBELLO ribello,STA TEestate,VERNO
inuerno, STRACCO Stanco , SENSI, sentimenti,ſentimenta, TEBRO Teuere, VEGLIO
uecchio.l'usodellequaluoci è communeperla loronatura.Etpercheintendo accre=
fciere ilnumero diquestenoci, dico chealle gia rac= contate ui si aggiungono
queste altre ACCO= MANDARE ricomandare,chePiſteſſo inm=
portanocome,LATTAREallattare, ALLEG GIAREaleviaresCAPE capisce,CERCO cer cato,
GOVERNO gouernato, HORRE= VOLE honoreuole,CONTENDERE con trastare, CORCATO
coricato,COSSE cocette, DIVERRAI, diventerai, DOR= RO LIBRO 332 RO
dolerò,GVARNIRE guernire, FINGENDO infingendo, DISTORRE istorre, MANDOE
mandocheilBoccacciodif Je NOTARE &natare; CAVRIOLO capriolo, RAMARICO
ramarischio,REDI MEREridimerecheM.Gouannifcriffe, SPACIA RE passiggiare,
STARNVTO ster= nuto, SCHICCHERARE, &fciccarare, TACQVONO tacquero SCEVROfe
parato TRASVEDERE trauedere quel loisteſſononvoglionoſignificare,perciocheil
primie ro diqueſti uerbiualtanto quantopiucheuedere, : l'altrouna
cofàperun'altra uedere. Sicõe STRAN TENDERE &frantendereſonodißomiglianti:
Punoſignificandopouche intendere, l'altro intende reunacoja
perun'altradifferentemolto.Ondeincio n'hauete ilteftimonioſopra ladifauentura
di Solofmeo chepernonparlar ifſchiettopreseungranchio ,ondei Toscanidiconto →,
Qui graceilsoloſmeo,che'l uotoappese, >> Cheicapogliscemaffe,&gli
ècresciuto, PerchePannuntiatatoframese. Vjafiil TE, perto,onde
diceßitequestolumebuo nobuomosuoceMarchigianaprucheToscana, fi co me DILEGGIERO
dileggierifidice, BREVE brieue, I'NDARNO e inua= no, INSIEME
einfème,infiememente dal Boccac cio,comeinſembredaM.Dante.MERIT A MEN TE TERZO
333 TEanchorasidice&meritevolmente, MICA,
miga,SENON&fenonne.colequaluociuongo notuttavia ELLE elleno,COSTVI Stui
alleuolte, STA MANE cote istamane, benchestamaneſiapiudeluerſo, come
stamanedcen dodellaprofa. FRA &trafonocommuni, eccetto cheallaprima
fecondaperfonafidapiu gentilmen= teildirefra miocuore,frafepenſaua.che
tramio.cur re trajepenfaua.nellaterzasinelnouzrodelpu, o
medelmenoficonfondono,ondefidirafraquesteualli. comepiueglici piace.
Cosil'iſteſſoimportano SE= COSTESSO, fecomedfimo. COMVN QVE comemai. Riceuono
differenza queſte due CONCIOSIA COSA CHE laquale ſipuòdareàtuttiitempideluerbo
&maniere, che co ciofuſſecoſache non ſidirafenonin cotalmodo , Con=
ciofuffecosa chequel terreno producaCipolle che diße ilBoccaccio quella isteffa
forza portano conico, CHE CHE &qualunquecofa, ARANGI aranzi, ARROSSITO
arroTato, BAC CIELI &Bacceli,CAMICLAcanifcia,C.E THERA cetara,CINGHIALEcinghiaro,
CERVO cerulo, COCVMERO cocomero, CORSARO corfale, DOVITIA diuitia, DVCENTO
dugento, EBBRO ebbriaco, IMPETO empito,FRATELLI frategli,BE= NIVOLENZA
beniuoglienza, FESTEGIAN= TEfestante, LA FINE ilfine, FIRENZA fiorenza fiorenza,il primodella
profa&ilsecondopiudeluer Sonaturale proprio.Aggiugneteildire INCAN TO
incantamento,incantesmo,incantesimo,incanta= tione,incantagione, NERBVTO
neruojo,MO GLIETA moglietua MOGLIEMA mo gliemia, MONAGI monici, MICIDIO
homicidio, MERCATANTVZZO, mer cantuzzolo, MORTAIO permortale, che il
Boccacciousodi dire. SOSPETTIONE fo fpittione, SORGOZZONE &fergozone
ch'anchorahoggidileuatenelarouſanodi dire iMar= chigiani. VERMIuerminicheM.
Giouanni diffe.Eccoadunquequantefonole uariationi del dire chein questa
linguaàtratto àtrattoſiritrouamo, ueggonfigermogliaretutt'hora:dellequaliio
nonande roaccrefciendo piuilnumero:parte per non incre=
Scierui,&partepernonfoucnirmene hora piuallame moria.cheradeuolte
auiene,ch'altripoſſadi tutto ciò chehuopoglifa ramemorarfi. Maperuenendohoggi mai
adalcunepiupriuate regole,concuifiindrizza= no comedagiustediritture,leuoci
dico, cheuoiinque ſtalinguatrouereteparoleslacui produttione ac
crescimentofifa,&netuerſo nellaprofa, in molte maniereficomenelprincipio,in
quelle, DISDE GNO, ISTESSO, RACCESO, DI SPARVTO, DISTESO, chepiufemplice
mentefidiconosdegno,stepo,acceso,ſparuto , steso. ne
penfatechelacagionedicotali accrefcimenti fiauand من ۱ TERZO 335 di fouerchio.
Percioche borafifa per replicamento, come RIVEGGIO,che dacapoueggiofignifi
cazhorapermigliorſuonocome INGATENA TO, cheuaghezzaritieneinſemigliore,che
ildire catenato: horaperfuggir lo strepito delle confonanti, Stemprando la
loroamarezzacon lofpirito& teno= redelle uocali:chemigliorſuonouerra
dicendo I O VOGLIO fariſperienza,cheleuandonelai, dire iouoglio farifperienza:
ſicomefeguitando la uocale pernonfarne'ljuonosdruccioloſo &mozzo ui leue=
remo la uocale dicendo IO FAREI ſperienza, &nonfareiifperienza.Crefcono
alleuolte leuociper piuforza dellalorofignificatione,comeche piu cofa uenga
àfignificarsi co'l dire DISDEGNO chesdegno, o RACCESO che acceſo A V E= ENATO
cheuelenato.Sicometaluolta sifa p dire ilcontrario,quale ènellanoce,GINTO, che
aggiugnědoui letterein manierache dica Difcinto, uie ne àriceuereſentimento
&forzadallaprimiera con= traria.Alleuoltefifa peraccreſcier uiolenzaàquello
chediciamo:fi comeogn'unoſa che TIENE Oriz tiene in questoſonodifferenti,che
l'uno accrefcieuiolen za,&poſſanzaall'altro . Creſcononumero &forza
tutte quelle CONTRISTA, DISFIDA, DISPIACCIA, DISCENDE, DIS= FRANCA, DISBRAMA,
DISNEВ BIA, DISCIOGLIE,DISTEMPRA DISPARE, INCOMINCIO, RA SCIV= 336 SCIVGO, T ADDORMENTARE, (ABBRVSCIARE, altre,à
questefimili ( deltutto.Etfi comel'accrescimentodiqueste sifa per questi
effetti, medesimamenteo per inchinarla forza della uoce,òper humiliarla,ò
peraltro effetto meneà jcemarſi laparolaneifuoiprincipi.Accrefcieſiancho
ra&fcemafinelmezzo, come SV BITA MEN T.E, fubitanamente, MERCATANZVO LO,
mercatantuzzolo,ETERNAMENTE eternalmente , AGEVOLMENTE ageuole mente, altreòper
efferedalcommune uſolontani,o per recaremaggiorgrauita, piulungamisura alla
uoce &fuonopiugeneroso.Etfimilmentenelafinefi
Seemalauoceòpernecessità,òpernatura.Pernecesita fi
comeauieneneluerfo,nelqualemartir',dolor , pen= fier',filegge inuccedi
martiri,dolori,penfieri. Ilcon trariofalaproſa,chelunghezzaetermineporge alle
uoci,come quellacheiperiodi, &ilnumerohapiulite ri ischietti.Per
naturasifal'accorciamentoòla lun ghezza,fendolauocedafeftoffa comune, fi comeVO
Cuoglio, PVO, puote, FE, &fede,conl'e quali ME meglio,TV, tuo,
SV,&juofi poſſonoaccompagnare.Oltreche uoci fi trouaro,alle qualinon fida
accrefcimentonelprincipio ne allafine, manelmezzofiuariano quantoalla
ſcrittura,come BERZAGLIO bersaglio, BENIVO LENZAcheinbeniuoglienzafi cangia,
BEL LI inbegli, 2 SALENTE chepiu gentilmente fi
cangiainfagliente.laqualuariationefifa dallara TERZO.
gionedeliafcritturafolamente,&non d'altronde un
quanco.Paßiamohoraalleuoci,cheforzahano diıfpri merealcunamanierad'affetto.
dellequali alcunefanno Segnodidolore, alcunediallegrezza, alcunedimarauiglia, comemoltealtrediuarimouimenti
degli animi tanoinſieme ira nostri.Primieramentetrouaretealcuneuoci,che dino=
dolore , qualisono AHI, AHidellequalilaprimieradimostrapaßionesdegno=
fa,òsdegnoaddolorato. AhiPisauituperiodellegenti. Etl'altra doloreſanzapiu.come
appreſſo del Pez trarca. >> Ahnull'altrochepianto.
Altreuocihannoforzadimanifestarehumiltà d'a nimo, &mouimento dicuore in
domandar piata ò Soccorjoaltrui. Dehporgimanoàl'affannatoingegno. Si
comequellastessauocepuò haueruirtu di per= fuadereòd'ishortarealcunoche sia.
>> Dehpercheuai?Dehperchenont'arresti? Valeanchoranelloimpetrare
alcunagratiada chi chefia,conattopiegheuole &affettuoso:
„Dehmettialmiouolertoſtocompenfo. Sicomerichiedendoalcunacoſa ufiamodi scongiu
rarealcunocondire >> Dehsegiustitia&pietauidiſgreui. Prouocaanchoraadudire à uedere cosecheinse
RAGIO. yi ritengono molta di marauiglia. Dehrestateauederqualeilmiomale.
Succede loAhime,che carfuole. Ahimechepiagheuidinelormembri Ifprime la
o,marauiglia, dolore, compaßione, in= dolore terceßione, biafimo, allegrezza
&altri effetti. Marauiglia Ofelice eloqnentia,ò lietogiorno: pietàſignifi
Dolore Odelmiomalpartecipe &preſago. Compaßione. Ogiornoòhora
òultimomomento, Ostellecongiurateà impouerirmi. Intercesfione. OuiuoGioue
Mandaprego il mioprima,che'lſuofine. Biafimo . Oterrenianimali,ò mentigroſſe.
Ofacro,auenturoso, dolce loco. Allegrezza Sdegno, Defiderio Ochebel morir
erahoggihaterz'anno. Derifione Ofouratuttemal creataplcbe. Onostra
uita,chefibella in uista. Valeanchorainquesticaſiil LASSO OMI SERO
nell'istessoaffetto , inquanto che amendui efplican'ildolore. »
Lafſomech'iononſoin qualpartepieghi. Anchoracheilmijeroučgaàmanifestare compas
fioneinaltrui.- Miſeroamante, chedolorilmena. Segue L'O
IME,laqualuocediradoDante co : me ✓ TERZO " 339 mepiuſpeſſo il
Petrarcalapoſeincostumedidire. Oimeilbeluifo, oimeilfoane sguardo, Etaltroue.
رو دو Oimeterra efatto ilſuobeluifo. Vienein compagnia di queste L'O ME: à cui
Dantediedepiu regola &ujodi M. Francesco: questa uocefignificanonpur
dolore;mapaura , marauiglia. Omemaestro,che equelch'iueggio. Taluoltasi
compongonoper accrescimento diaf-- fettodueuocidiqueſtamaniera,ſi
comefeceM.Fran= ceſcoquando ediſſe, OIME LASSO; laqualfor
madidiremedesimamenteusò un giouane della no= ſtra cittàinuna
ſuacanzone,dicendo. „ Etfonfattooimelapo , Nonformad'huom,mad'inſenſibilſaſſo,
Etperche iofon entrato negliaffetti cagionati da quelleuoci pure,
dolci,&fpirituose , nellequal ha luogol'H; uengohora à quelle, chehumilta
&mode Stia importano,fi come VAL CHE SI SIA, COMVNQVE EGLI SI SIA, QVA=
LVNQVE SI SIA QUAL CHE SI FVSSE, &fomiglianti, ilcui fenfobafſſezzad'ani m
&modeftiapiuimporta,che altro .Quantunque allaproſapouche
aluerſoſiaquest'usodifauellarecon ueneuole richieſtosnondimeno Dantehebbe à
dire. >> Qualchesifuſſe lomaestrofelli. Pasfiamo horaalleragionideldirefigurate:
delez quali laprimiera ètuttauolta chesidonaunacommu= 2 2 ne L ne proprietà ad
untutto, laqualepoi artificiosamente uieneinpiupartiàriceuerdiuifione &
partimento ... dellaqualfiguraètutto ilcanzoniere delPetrarca di= pinto,ſi come
inquellaparte. כל در גל Amor,Natura, labell'almahumile, Ou'ognialța
uirtutealberga Contramefongiurati. . regna Finqui haueteiltutto,dietro
allequaluociſegue la diuifionein cotalmodo, ?" دو دد » Amors'ingegna
Ch'imora afatto,e'nciò ſegueſuoſtile. Naturatiencosteid'unſigentile Laccio,che
nullo sforzo ècheſoſtegna. دد כל در ?? Ella èſiſchiua c'habitar nondegna
Piunella uitafaticosa &uile. Alleuolte àdue òpiucoſecompreſeſottoil nume=
rodel menofidonailuerbodelpiu,ouero l'aggiun= to . ilche il nostro Padouano
diſſe non iſconciamente inunfonetto. Etl'uno &l'altro fole Didolcezza
d'amorfereni &caldi. : Un'altrafifamentre chenoiprendiamouna pro=3
prietaconpiuuociinſieme,&quella ad unafola do= namo,fi comedicendole
stelle,i cieli,et lanaturaàpia gner mi costrigne:doueappar cheil uerbo
coftrigne uieneadunirſicon lanatura piuchecon l'altre uoci,il
cheappareperquesto effempiodiM.Franceſco... › Crudeli stelle Orione armato, » Spezzaà
tristi nocchier gouerni eſarte: 341 Alleuolte piucofehauerannouna steßa
proprietà, 4 nonpercontodellauoce;madellafignificatione. دو Qualfiorcadeafu'l
lembo >> Qual fuletrecciebionde. Seguelafigurachepermaggior chiarezza
d'alcu nacosaaggiugneproprietà,che inſe ritiene dichiara= La tione, &dimostramentodiciòcheſi
ragiona, » Ladonna,che'l miocorneluiſoporta, " A A Ladouefolfrabeipenſterd'amore
Sedeam'apparue. Similmentefadimestiereſapere quella ragione di parlare,ondefi
mettono insieme moltecoſeperse steffe
permanětiinunoisteſſolegame,dettaAppoſitione. Piacciauiporregiu l'odio losdegno
Venticontrarialla uitaferend. Etfinalmentefuccedequella, ondegliaccidentid'al 7
cunapartefiafſegnano altutto. Unastranaphenice ambe duel'ale, ›
Diporporauestita e'lcapod'oro. Piacciauihorach'iomi rivolgaadalcune offeruan I
zenonindegned'efferudite,specialmente da coloro, chenonhannodiquestalinguaferma
&certacontex za,fassiunafiguradettaTramisfione,nonſpiaceuole,
nedipocolumeapportatrice, è tuttauolta che ilfen ſouieneperlainterpofitione d'alcuna
uoceà diuiderſi ilchefailpoetaladouediſſe. >> Delfiorirqueste innanzi
tempo tempie. 23 Et Etpoichequestoverſomihamandato allamemo ria
laforma del Biſticciare,che alcuna uolta rende uaghezza nonmezzana
àicomponimenti; dico ilBi= sticcio effere un giuocofatto ſopra alcunauoceconua=
riatione delle uo cali delfignificato , onde il Pe trarca. " Quest'ècolui,
che'l mondochiama Amore Amarocomeuedi. EtDantealtrefi x > Ch'iofui
perritornar piuuolte uolto. Fassiun'altratramisfione.per contodichiarezza,
d'alcuna cosa chepotealasciarel'animo dello ascoltan tedubbitoſodettaParentesi.
I l'ho piuuolte(horchifiacheme'lcreda?) دو Nel'acquachiara. Alcunafiata egli
adiuiene,che da gli accidentifi descriuono lecose leſostanze loro , fi
comefignifi= candoalcunacosa auenire nella state ò neluerno;dire=
mocioeffereauuenutocoifioriòconlaneue, " Sich'allamorte inunpuntos'arriua
1 Oconlebrumeòconlebianchechiome. Chetantouolledire,quantoègiouane,duecchio.
Aquesteragionifi aggiugne quella,onde alcuna coſaſilodaò biafima per eſſempio
d'altre nell'istesso genere. Nonfurgiamaiuedutiftbegliocchi 13 >>
Onellanostra etadeòneprimianni. Etoltreàciouannoincompagnia diqueste la ragione,chefifa
argomentandoſoprale coſeimpoßibili, nel dimostrarelafermezza d'alcunacosa,
chechefia: Quandohauroqueto ilcor,asciuttigli occhi; 12 دد
Vedremghiacciarilfoco,arder laneue. Conjentelamodestiadeglihuomini,che nelle
cose!4 dubbiofefipaßi con difcrettione,in maniera, chefiuen gaàrisentire la
propriafragilita,onde errando s'ac= quisti perdono: dicendo s'io non crro,s'io
non m'in= ganno,cometo stimo,perquantoio mi penfo,se be= ne miauifo . Ches'al
contarnonerrohoggihafett'anni, >> Cheſofpirandouòdiriuainriua.
Vfanoepoetialcuna uolta ilnumero infinitoper 15 lofinito. » Nonhotanticapelliinquestechiome
» Quantiuorreiquelgiorno attenderanni. Etaltroue. ›› Benmillefiateòdolce
miaguerrera, » Per hauercobegliocchiuostripace, → V'haggioproferto ilcuor .
Accresconotalhoraipoetilacoſacolafiguragene 16 ralmente detta
inalzamentodipiudicendo dell'effetto, » Unadonnapiubellaaffaich'elfole, »
Etpiulucente. Auienemedesimamenteche l'effetto d'una cosa fi 17
diaadun'altraincotalmodo, ., Finchel'ultimodichiudaquest'occhi.
Cheilchiuderdegli occhiſi attribuisce a'llultimo giornodella
uita,inquantocheintaldi uiene quell'i y 4 stesso effettoadoperarfi.Seguelo
abbracciamentofat= to nellaconchiuſlonedipiucofe con unaſteßachiusura fi comefa
ilPoetanelfonetto, » Opaßifparfi. Douetrattieneillettorefino all'ultimo uerſo,
quello steſſo in quelle rime, " Pacenon trouo. Tırădolocondiſideriodiuederlafinepiuchemez
19 zanamente. Conquestoprocedequell'altra, con chef aguaglia
l'unostatoall'altrodituttelecose per con D) trariaragione
comedicendotantodeluedertifon lie to,quantodelnonuedertimifero, Et quanto
eramiauita all'horgioiofa >>M'insegnalapreſenteafpra&noiosa.
Valacomperationeisteßamolteuolteſucoſenon / " contrarie;ma pari
&fimilideltutto, Chedilagrimepregni... Siengli occhi miei,fi
comeilcordidoglia. E'dametterein uso altresiquellaformadi dire, que ſto tempo
miuietailnauigare, inuecedidire,inquesto tempomifi uietail nauigare,
E'lbelgiouenil petto >> Torred'altointelletto, 22 Micelanqueſtiluoghi
alpestri &fieri. 71 Iniſcambiodidiremificelainquestiluoghi.Ag= giugnete
quella figura,chesifatuttafiatachesi met teiltuttoper laparte, >>>
Perchedi nottegliocchimieifonmolli. Vnd Vnauenehàdiquestamaniera,quandochenoiacaZ2
compagniamopiucoſeſoprad'unoisteſſofine con un Jolouerbo. 1. >>
Neperuolgerdicielo òdipianeta. Figuratamentediciamotuſeperuenuto à tale
talgrado, dando ciochealmouimento appartiene,à caſo d'altrafignificatione,
Poichesegiuntoall'honorata uerga. Si comeneperMetaforaufare,nepercontodicom 23
paratione,fidiraadalcuna coſauillanie,togliendolaft militudine da
coſadifferente molto:comeilpoetadell'I taliaparlandotuttaua diffe, „
Vecchiaotiofa&lenta, Dormiraſempre &nonfiachilafuegli? 4
Conqueſteſimette lafigura,che inſeritienecondi 25 tionefoprailfauellarechesifa,
→, Etfecoſadi quanelcielficura. Peraccrescimento diforza,& permaggioraffet " tofaßi lareplicatione
etiandioincotalmodo. Gridanòfignor nostro aita aita.
Iouògridandopace,pace,pace. PapeSathan,pape Sathanaleppe. Etaltroue. Et Dante.
Bellißima &leggiadraforma di dire quella,onde 27 noiſopra lafermezza
d'alcuna coſa argomentiamo dalloeſſempio d'altre cose, intal guiſacheſi uenga à
confermare l'intendimentonostro,faßicoſi, › Mentrechealmardifcenderanno ifiumi,
Etlefere amerannoombrofeualli: Fiadinanziabegliocchiquella nebbia » Che fanafcerdemieicontinua
pioggia. Segue quella,che i Latini coſiſpeſſo uſano, tuttafid tacheil
numerod'alcunacosauengonocomparandoà quellod'un'altra, »
Peradequarco'lrifoidolortanti. Drizzanoipoeti il parlaremolteuolteàcoſepri I
uedisentimento,&inanimate,trattandole comefen= fibili
&animate:ilcheinfinitamentehebbeper costu me M.Francesco
didire,mabaſtiuid'unfolo effem= pioperhoras » O'poggi òualli
òfiumi,òſelue,òcampi. دو Otestimon dellamiagraueuitd, »
Quanteuoltem'udijtechiamarmorte? 30 A`cofe contrarie molteuoltefidarannoproprietà
nondiuerfe:qualdicendo,amartinondebbo, ti nonpoffo,il parlarnon miſtabene, l'odiar iltacerenon mièconueneuolc, >
Lostarmi strugge,e'lfuggirnonm'aitd, Adiuieneanchora,chenoi uogliando
comprendere... untutto, tocchiamoleſue stremita, necui termini egli
uieneàcontenerſi ,ſicome uolendodire, in tutto il mondo
nonritruoarſtlapiubelladonnadi coſtei.dirò dal'Oriente a l'Occaſo
noneſſeredonna dicostei piu bella:postoanchora,chealtrepartiſieno diqueste nel
mondolaqual figuraneldescriuere tuttol'annousò il poeta,dicendo. »
Etquando'luernofpargelepruine, » Et TERZO 347 »
Etquandopoiringio,ueniſcel'anno. Anchorachefoglianotuttelequattroſtagioni di
pingere i poeti,comefecequelnostrogiouane dicui diſopraragionai. Comeche ilcaldodie Fendeilterreno,
comedellefponde ,, Biancoiluerderitorna, » Etcomeprimaueracolliadorna
Etcomecaggionpoileuerdifronde, Dauafi alloistrumentomoltefiate ilnome pacheal72
tri conuiene,qualdicedo ilmartellohauerfatto ilchio uo comecheilfabbronesia
statocagione,peraiutono dimenodelmartello, دم Chinonhàlauroo'lperde, »
Spengalafetefuaconunbeluetro, Rendeuaghezza &fplendore allicomponimentila
J3 uiuafentenza,& ilprouatoprouerbio,dellafentenza berifi diſſeà
bastanza:horaprendiate l'eſſempio del prouerbio, Amachit'ama. Etpocodoppo
>> Checonuench'altriimparealleſueſpeſe. I
qualidettiriceuonogrande,&difficilepartimen
to,ilqualeperchehoranonimportaintendodilasciar= lo.Sonoli Enigma
anchoraincerticaft leggiadri & 3 + diletteuoli,tanto piuquantoà
glianimicurioſt reca دو " nounpiaceregrandißimo&diletteuole.
Etgiadiladalriopaſſatoèilmerlo. Dehueniteàuederlo. Tal uoltaàduecose
differentiſi danno proprieta diuerfe,che uicendeuolmenteſipoſſono
uerificare,nel= laguiſachenoifogliam dire,tu segentile,come tuo
padrecortese:cheualequantoil dire, tuse cortese: quantofutuopadregentile:bella
&figurata ragio= nedidire. „ Beato il padre benedettoilgiorno; „ C'hà
diuoiilmondoadorno. dinonpocolumeapportatricequella chiara
gentilefigura,concheſopral'impoßibilta s'argomen tad'alcuno effetto. دو
Adunaadunaannouerar lestelle: >> E'npiccioluetrochiuder tuttel'acque »
Forſecredea,quandoinfipocacarta, Conquelcheſegue. Segueunaragiondi dire,of
Seruatatuttauolta che noi moſtriamofar dibisogno il
dired'alcunacosa,quantunquenulla rileui quelcotal ragionamento . >>
Italia mia,benche ilparlarfia indarno, Co'lrimanente. Metteſialcunavolta
loacciden 79 teperlacoſaprincipalmente inteſa:neliaguisa che fi
dice,nelSenatohoggieranopiudimilletoghe, inuece didire piudimillehuomini
togati. >> Chefanquitanteperegrinefpade? In uece didiretanti huomini
diſpade guerniti. Siz milmente uedretene imigliordicitoriper accrescimen
tod'alcunacosa ufarsi ilprenderproprietà dißimile et contralanaturadichechefla:comeseio
diceßi ,u'era 1 ۲ た
tan= 1 tant acqua chehaurebbeſpentounmardifiamme. Ch'uncor
dimarmoàpietàmoſſohaurebbe. Metteſialleuoltein uso difignificar lo stato delle coſeſecondo alcuneproprietamolto accidentali,
د dal fatto lontane:ficomes'to uogliodirenon effere il piu perfidohuomo
d'alcunocheſia,dirònon eſſereſotto il cielo il piu ribaldodilui. Chetanti
affannihuom maifottolaluna >> Nonfofferse.quant'io. Etaltroue, →,
Quanto'lfolgira,amorpiucaropegno » Donna diuoinonhaue. Et Dante >>
NonuedeilSol, chetutto'lmondogira, Trouafiunafpeciedicontrapofitione (ilqual
àfuof1 luogofiragionera)fattatra duecofecontrarie,ma con •legatura
difimile.comefeiodirò, colui è gentil'huo= modiuilla,ſcientiato
d'ignoranza,accostumatodi ui= tij,ricco di pouertà, somiglianti.
Poich'amorfemmiun cittadindeboschi Allequalmanieredidire s'aggiongonoquelle,onde
47 diciamoadunfanciullouecchio didieci anni,&adund feminagia
difpoſſente&antica,giouinettadiſettanta anni.Etunochediffe M.ColaBruno,ad
unochehaued fatto unPoemaſcritto in foglio, &alto un palmo, pouero &di
stile&di cognitione,questi s'hafat= tounpublico tropheo
delleſuepriuateignominie. Faf43 fi fimigliantemente la interpretatione,ilche
ètoglier dàunalinguaunaſentenza n'altra conaltre uoci, accommodarla ad u= 22 Per
lodolcefilentiodellanotte. Feminaècosamobilpernatura. Et altroue
Laqualtradottionesifa imitandoalcunauolta l'i= steffe parole dicolui,che in
altralingua ſcriffe. Ilche feceilPetrarca,mettendo ildolceper dolcemente, à
fimilitudined'Horatio,che lo fimile fece nell'iſteßo propofito. Etcomedolceparla dolceride. 44
Nonèdalasciareuntrattogentilemolto & leg= giadro: ondefiuieneà
mostrarladifferenzadidue co Jediuerseconproprietà contrarie,ſi comedicendo , tu
Jeunatorrecontrailuentodel'inuidia,tufefcogliodi pacienza contral'onde delle
maluagielingue. >> Ellaſijtapurcomeafpr'alpe al'aura. Etquelloisteſſo
inunfonetto da me non ha guari . : ueduto. Cheinuoifara co'lſuotenaceoblio
Comedifole unpicciolraggio in marmo, Odinpiufaldoscoglio ondamarina.
Allaqualimpoßibilità accennò ilpoeta medesima menteinquellaparte,
Etco'lbuezoppoandremcacciandol'aura, Moſtraſiparimentelauanitàd'alcuno effetto
, in cheſpendiamo opera&ftudio inutile,in cotalmodo. >> Inrete
accolgol'aura,e'n ghiaccio ifiori, rigid'alma. » Einuerfitentoforda
Deiquaicolorifonodipintetutte leſcritture Greche & Romane. Accrefconfianchoralecoseper
cagione diargomentodettopiuforte, ilche chiaramentemet tein ufo il
Poeta,quandodice. >> Sefubeatochilauide interras
>>Horchefiadunqueàruederla in cielos Etaltroue.
Chedouedelmalſuoquagiusilieta " » Vostrauaghezza acqueta >>
Vamouerd'occhio,unragionaruncanto; >> Quantofiaquelpiacer,ſequesto
ètanto? Eleggiadro gentiletrattoquello, conchefido= 47
naalcunaproprietàd'unaparte adun'altra,che eſſen
dolauergognaaffettodelſanguejparſo alle parti if
trinfichedelcorpo,nondimenoperche piu dijua appa renzatienenel volto,fi diede
aluijoda M. Francefco. Signormio,chenontogli Homaidaluolto mioquestauergogna? ८८ ५८ Succedonolefigureche apportano merauiglia à 48 chiunque
l'ascolta;dellequalichiminutamente ilnume= rowlauariatione uoleſſe giudicare,
nel uero ha= urebbedatemere, chepiutostoilgiorno ,chelama= teriagli
ueniffemancata. Perciochetutto pieno , tut= to riccoinogni parte, ſene dimostra
il poeta : pernon trappaßarequestaparteſanzaeſſempio;udi= tequandoeglidiße, »
Ethorcarpone,horcontremantepaſſo >> Legno,acqua,terraòfaßo. >>
Verdefacea, chiarafoaue l'herba >>
Conlepalme&coipiefresca&fuperba, co » Et >> Etfiorircobegliocchi lecampagne,
>> Etacquetariuenti &letempeste.
Daßianchoraadalcunacosaquello,chepermezzo + d'altriuificonuiene: fi
comedicendoquestecarte pia gono:questerimeſoſpirano;doueegliſi appare che il
lagrimare&sofpiraresiattribuiscono allecarteetal
lerime,pciochefannoaltrui&piangereetfofpirare. »
Eifoauiſofpiri,e'ldolceſtile » Chefolearisonarinuerfieinrime. Giuocafifopra alcunauocebeneſpeſſo non perra=
gion dibiſticciare;ma percontodiScherzo,ilchefiue deinquellerime, »
Necontramortefperoaltroche morte. >> Mortem'hamorto&folopuofarmorte
دو Ch'i tornià riuederqueluiſo lieto. Alleuolte ilgiuoco uaſopradue cofe diuerfe
contrarie, > Nonpuòfarmorte ildolceuiſoamaro, >>
Ma'ldolceuiſodolcepuòfarmorte. Etfalloilpoetaalle uoltepercontodi contrapofi
tioneincotalmodo. » Egliattiſuoifoauementealteri › Eidolcisdegni
alteramentehumili. La onde,che alcuniperfarneloſcherzopiuleggia dro
inuecedifoauementeſcriſſerohumilmente,noauer
tendocheilgiuocouàfulafentenza,&nonfulauoce.
Auegnacheſoauehoradolce,horahumileſignifica,fi cõenellacăzone,Verdipani,fi
uede,quado édiffe Etogni sdegno Failuederleifoaue. 353 Chedolcenonpuò significare,
uolendodire ilcotra rio dellosdegno,cheel'humiltapiuche ladolcezza.
Figuratafauella èfimilmenteil daradintenderele cofedailorocommuni
accidenti,nellaguiſachenoimet tiamoincostumedidire, C'horfußiiofpentoallatte
& allaculla, Inuecedidireſendobambino &fanciulletto :
da gliaccidenticommunitoccado la naturadi quello che
trattiamo.Vieneàfarsimedesimamente unaffecie di
affettione,laqualenellafèntenzapiuchenelleparole co fiste:&ciòadiuiene,quandoche
nellodare òbiafima= realcunotogliamoglieſſempidacoſefuordi ragione
differentidal corſodinatura. رو Dolcemente&s'adira Conparoleche
ifaßiromperponno. » Romperlepietre&piagnerdi dolcezza Etaltroue 1 Piaceanchoranellecosecontrarie
usarl'iſteſſa pro $7 prietà, nellaguisachenoifogliam dire, ſi come iopo=
coàtefui cortefe; coſiuoglitubora eſſereà me mol= toliberale. ›
Verginedolce&pia >, Queilfalloabondòla gratiaabonde. >
Raddoppiasialcuna uolta l'effettod'alcunacofa,il 54 cui utileò
honoreòpiacereuienea deßerecommuneà noisteßis àcolui conchifauelliamo
:comedicendo, tanto équeſtaperditaàtedannoſa;quantoàmefpiaz RAGIO. 12 ceuole ceuolestantoioamo te; quantotuſempremigioui. »
Porfinealmiodolore, Ch'àtehonore, &àmefiafalute. Etaltrouc, 55 ››
Vostrofia'lbiasmo, &mio'ldanno&lapena. Faßiun'altramaniera difigurato
parlare tanto perauenturaſpeſſonel Petrarca; quantoaltra cosa che
fiueggiapostaincostume,che èdallaproprieta diuna cofaadun'altra trasportarſione
laguiſache fi dice, IL VICARIO diChristoperlo Papa, IL FRENO per logouerno,la
CHIAVE per l'auttorita, L'ORO perlechiome,la NEVE perlegote,i CORALLI
perlelabbra,la LV GERNA perlofoli, BABILONIA per Roma, SAN PIETRO
perilPontefice , PIOGGIA per lelagrime, VENTI perfo fpiri,NAVE perlautta,
DIAMANTER caftita, SMALTO perladurezza GHIAC 36 CIO perl'ostinatione,
&altre uocifimili infinite, cheparteallegoria ,partetraslatione inſe
ritengono conleggiadramaniera. Un'altro accrefcimento fifa talhora quando noi
Sempreinalziamoquellochepernoifi dicedi uoce in uoceperfinoallafine,ſi
comedicendo nonpuriot'ho= noromariuerisco, amo, &adoro.doue appareſempre
lacoſastarincrefcieretuttauia,inquestomodo, Etfiammeggiarfralaruggiadae'lgelo,
Che pocoeraildirelarugiada, douealgelopaſſa per piuforzaledare.&queſto
accrescimento èquato àdueuoci,onde
ditrefonoquelle rime,che dicono. دو » Amorchenelpensiermiouiue®na
E'lſuoſeggiomaggior nelmiocor tiene. Etdiquattroanchora, در Rotta è l'alta
colonna,e'l uerde lauro, Perdutoboquelcheritrouarnonfpero, ) »
Toltom'haimorteilmiodoppioTeſauro. Laqualfigura èaffaicommune in costume po=
Sta,bencheio non astringaalcunoàtanta ſoggettione,
chealtrimentefcriuernonpoſſa. Sicome con l'isteſſo ordine ua
talhorailpoetaadieci, &quindeciuocicre fciendo,fi comecalandoſempreladouediſſe,
» Lestelle, ilcielo,&glielementi àproua. Etaltroue,
Santa,faggia,leggiadra,honesta, &bella. Nonèdalasciarelafigura, laqualecirconfcriue il
57 nomedellecose:&fasſiinpiumaniere,horapermode Itia,horaperfuggir
nomibaßiet communi, horaper maggioreſpreßionedell'eccellenza d'alcunacosa.Per
modesteain talemauiera, L'auaraBabiloniahàcolmo ilfacco Intendendoragionardi
Roma,perpiu modestiaBa bilonia la chiamò,aggiugnendo anchor fignificatione
allacirconscrittioneperfuggirnomicommuni. » Ilfucceffor diCarlo. Significandolo
Imperatore.permaggior efpreßio ne,incotalmodo,parlando diDio, 22 "Quel
arte Quel cheinfinitaprouidentia Mostrònelſuomirabilmagiftero. Rimanecheio ui
dica,comeſi ufano lecomperatio= ni,lequalihorafifannosottol'iſteſſa
ſpecie,horafot= tol'istessogenere,&horaneà l'unmodoneal'altro:
uannosottodel'isteſſaſpecie, fi comenelfonetto, Mouefi'luecchiarelcanuto&bianco.
Valacomperationedahuomoadhuomo ,fi come dahuomoadaltrafpecie, Cometalhor
alcaldotempofuole Semplicetta farfalla allume auezza. Nellaguisa chefuor di
genere èquella compera tione. Mortehebbeinuidia almiofeliceſtato, Anzi
allafpeme&feglisiall'incontra » Amezzauiacomenemicoarmato.
Dellequalcomperationifuor digeneretutta n'ẻ So
pienaquellacanzone,Qualpiudiverfaernuoud.Vſa no anchora i
poetileallegorie,lequaliftfanno percon todiparlarecofe,dicheiluulgo niuna
contezzahauer poſſa: perloprufonotuttelecose dapoeticatatetes
futeàquestofubbio,doueperhauernea bastanza quel 60O tantoragionato,cheilprimo
di ſentisteuerroai con traposti,chesonofigurebellißime, dellequalituttouer
gatofidimostra quelfonetto,Pacenontrouo: infini te altre rime,comequelleche
alPetrarcafurono piufa migliari,cheàfcrittoreGreco ò Latino, chein tali fi gure
diragionarefi esercitaffe.Di queſte fifattecotra ٢٠ pofi .
poſitionilungamenteſi tětionò nel primogiorno:refta ch'ioui
affegniun'altralorofpecie,cheinonsifatoccan docontradittione nell'iſteſſo
tempo,main diuerfi:nella guiſache fogliamdire,quantogia in ndiot'hebbistan
tohoraiot'amo.Giabella cortesetufusti:hora brut taingrata.laqualcontradittione
donaueritaall'u no l'altro stremo. دو Cantai,horpiango. Ipianfi,horcanto.
Etaltroue. » Inajoglioaccufare,&hormiſcuſo... ficome 1 Fassi
anchorariſpetto alla diuerfitade i tempi, 62 » Doueilgranlaurofupicciolauerga. Si
come riſpettohauendoà diuerfecagioni di tale 63 contrarieta. Lietepenſoſe,accompagnate&fole.
Etaltroue ba >> Lofpirto éprontomalacarneestanca.
Dellequalicontrapofitionialcuneſono ſemplici di cuiglieſſempihò inpropria forma
raccolti; &al= 64 tredoppie, nellamaniera che molteſe ne ritrouano nel
Petrarca, unadamenonhaguari ueduta nella fine diunfonetto. د >
Dolce&ficura,horfon cagionch'ioproui Gliocchi,ond'iofogliohauer ristoro
&pace. » Acerboaffanno,&perigliosaguerra. rieproprietainfieme
congiunte,&adunoisteſſofine : Douequattro contrarihauete, &quattro
contra= z3 indriz indrizzate .
Cofidipocohauealo Speronedettotacen doſi ogn'uno,quando ilGirello diffe:
Horach'egli mi fi daad intendere,che uoiM.Speronefetedigiaper uenuto allafine
dellefigure, onde al ragionamento Spirito&alli concetti &uaghezzasi
rende,hauendo dell'altrechefoprauanzano,fauellatobieri di fouer= chio, quali
massimamente,ſono ilRitorno, ilgridola diffinitione,lafintione,il Dubbio,la
domanda, ilnasco dimento, la dimostratione,laſentenza & quelleonde le
coſeſi tacciono, òfipermettono,òfi correggono,ofi difciogliono, ò ſilegano,òfi
abbelliſcono, èfiprouano òſi ripigliano òſieſaggerano tuttavia ,uipreghiamo
cheuogliate anchorapiuparticolarmente toccarci al= cunapriuatalocutioneda uoi offeruata:
percioche in questoſtimiamo coſiuoi eſſere auezzo &affaticato di
darforma;comeintuttel'altrecoseda uolracontate,
Cheildarediquestefigureadintendere altronon mi pare,cheſiaſanzaaltro,che ſe
Michel'agnoloiſuoi Scarpelli isuoicolori benißimodisposti &stempra tideſſe
adalcuno inetto ſciocco dipintore,imponen=
doglichelefigurepennellaßefimilialleſue,fanzadar gliquell'arteparticolare,con
che egli pennellar juole fileggiadramente,cheſcorno rendeàgliantichi , come
inuidia alla natura.Che benpotraalcuno cheſiaſape= re,
chenelPoemafidebbonotramettere tali talifi gure,mauenendoalleuoci,
uſerainmaniera ò perdi fettodellapocaeſercitatione,ò dellanaturaldebolezza
pocadiligenza,che ſciocco infelice dicitorefie riputato.Sicomeſapendoche bello
è il formare della 359 comperationeàtempo &luogoconueneuoli ;nondime
nomeglio laformerauno poeta dell'altro ò difestef= fo:comeche plu uaga &
piugentile lane formaſſe دو " Dantequandoediße. Comeal nomedi Tisbe
aperſeil ciglio Piramoin fulamorte&riguardolla >>
Allhorche'lgelfodiventò uermiglio. Cheallhora, che egliquell'altra pocodoppo
lascio Scrittanebellanepiaceuole. ›› Qualifistannoruminandomanfe >>
Lecapre staterapide&proterue. >> Sopralecimeauantichefianpranfe.
Sorriſe uncotalpocolino M.Sperone, riſpoſe. Voimirichiedete unacoſa
M.Vicenzo,laqualnonpu re è difficile per se steßa:ma per le molte &
quafiinfi nite,che ineſſaſicomprendono: auegnache tantifono imodi
lemanieredellelocutioni,quanteſono leco Jedicheparlaronoitre lumidi
questalingua,cheſono Dante,il Petrarca, ilBoccaccio,& àuolerneli in
numero&ſegnaturariducere , nel uerofarebbedibi
fognodipiulongalettione,ch'iononhofatto, di pu tenace memoria,chenonèlamia, e
dipiu tempo di quellocheneſoprauanza.Map mostraruicheà menõ
Aconuieneilrifugirepercompiacerui fatica ò studio, ficomequellochegentilefete
& amoreuole,&benein ogniparte àuoimedesimorifpondete, °noper i
costuminostriche gliamiciuostritengano àpiacere z 4 quello 360 LIBRO
quello,cheadaltri èdinoia difatica cagione, mi contentodiciochea uoi piace:
promettendoui dirac= contarnealquante(dlquelleformeparlo delfauellare,
cheuoidicestepiuparticolari)con questo che uoi pres ghiateM.Paolo,che
uogliaalcunacosa diruianch'egli deinumerialtreſt,ſgrauandomidiquelpejo ,che
atte fuefpallefiemoltoliggiero. Quelloisteßoreplicarono adunoadunotuttigli
altri,uenendoperfino àiprie= ghi. Il cheuededoM.Paolodiße,impongaſiquestoinca
rico al Barocci,oueroal Macigni,etnõàmeM.Spe= rone.fi comequellichetanto
inciouagliono,quantoet dicognitione,&digiudicio miſonoſuperiori. Quiui
fumoltobeneriffofo&piuuoltereplicatodaciascuno delli due, dagli
altri,chefuforzacheM.Paolo, ilBarocci, ilMacignifi cõtentaſſerodidoverragio
naretuttauoltache aM.Speroneplaceße,&inquella materiachepiuglifußea
grado.IlpercheM. Sperone dipocofpatiodimoratoſi,coſi andòſeguitando, da ca=
poentrandoneiprecedentiragionamenti.Tuttelefor medellafauella Toscana riceuono
partimento di due maniere:ouerocheſonocommunifi come ildire IO TI AMO, IO
DISIDERO d'efferdeibe nefici ricordeuole, IO SPERO difarti cofauti
le&piaceuole: Querochehannoconfeco una certa uaghezzaper
contod'eleganza,laqualefafede nome rodella cognitione.chedelgiudiciodiqueltale,
chene la uſa. Sicomedicendo, QUANDO ellaſiſareb
beuolutodormireegliladeftaua.Etanchora PVR SEa TERZO 361 SECO
proposediuolertentarequantunque in cio farſenepoteffe,&altre, dellequaliio
alcuna intendo diricordarui,ficomemeglio mi uerraallamemoria . Bello
&leggiadromododi dire èquello onde noi al uerbodoniamofulafinele uoci Ti,
Te, Mi, Me, chealtrinoncostgentilmentedanno nelprincipio, on=
depiuuagamentediraßi TERROTT I fempre per amico,cheio ti terrò:fiperche la uoce
èdimiglior numero,&fiperchefiuiene àrifugire la moltitudine delleparole.
SARATTI utile, FARATTI prò, AMEROTTI ſopratuttiglialtriamici, RICORDERATTI
delmiobeneficio A mili,in uece didire,tifarastifarà,tiamero,tiricorde rai,che
languideuociſono dipoconumero altreft. Similmente STAROMMI foloVIVEROM MI
lieto, ANDEROMMI inuilla. FAM MJ questagratia, LEVERAMMI d'affan nicheil
dire,mi starò,mi uiurò,mi anderò,mi fa,mi leuerai.Conlequaliuanno dipari SOVVI
certa resin uece diuijocertare, DIENNE unfalu to,inuecedinediede. Vieneſi
anchoraaleuardi te= nebrequellalocutioneda pochiuſata,con l'uso didire NOI
trarentila, inuecedidiretitraremo ,ficome MENRENTI pertimeneremo,cheDantediffe.
ΟΝΟΙ ΝΕ uenimmoalla citta,inuece di dire uenißimo Valeanchoradi piuil dire FORA
che fariaòfarebbe,ondepiugentilmentefidira,se queſto auenmßechetu di,fora
distrutta ogni nostrafperanza, zs che LIBRO 362 chesarebbe distrutta. Leuafi
alcunauoltaunalettera aduna uoce,accrefciendo nondimeno laforzadella fi=
gnificatione, PARTITI tostodiquinci, qua tala
entrochiu'é:douefiuedechechiu'è,ualtatoqua to chi iui è.Leggiadramenteanchora
nello accompa= gnardellaprima &ſecondaperſona èdaauertire,che dietro
aluerbo nonfidoni quelfinimento,che harebbe laprimafolamenteò lafeconda.ficome
egli bene fidi ce ELLA NON puòamarmi, non amarme. ellanonpuò amarti
nonamarte.Mafelaprimaper fonaallafecondauieneàfar comparatione; per niun
mododirete amarmi &amartimaamarme amar te, ondedipocogiudiciofi
uerrebbeàfar questafauel la,crudelefu il miofignoreànonpunirti,&premiar
miiladouechebellißimoparlamentoſeradeltutto ildi re,crudelefu il miofignore
ànonpunirte,&premiar me.ilqualmododidiredißeil Petrarca. »
Ferirmedifaettainquellostato, » Etduoiarmatanon mostrarpurl'arco.
Cheferirminonpotedſtare,per alcunamaniera Haueteanchoradaauertirechequelleuoci,
ondefidice • CALDAMENTE, gentilmente,ſemplicemen te,neiuerfinondeonopaſſar
ilnumerodi cinquefilla becomefoauemente,ladouechelaloro longhezza nel laprofa
bella &maturaapparisce, SVBITA NAMENTE dicendo,affettuofißimamente,Wal
treſomiglianti.Ma nonpocamarauiglia mi nafcenel= l'animo,tuttafiatacheper mefi
confidera inquesta lingua Lingnamainoncomporfiuna uoceconun'altra,chefan
zaalcunpriuatogiouamento fiueggia:fi comeTEN GAVI, PRENDAVI, SOVENGA= VI,
chepiubreacmente&piugentilmente signifi= cano
tengauoi,prendauoi,&fouenga àuoi. Souen= gauinellamemoria la
cosacheuoifapete. Etmegliodi rete, TEL VOLLI farauifato,cheio tel'ho uoluto. Et
IL VIDIRO, inuecedi dire, io uelodirò:Vfa iluerſouna licenzadidare alnerbonel
numerodelpiuunnome hauente ilfuono nel numero delmeno, Etaltroue Otestimondellamiagraueuita.
>> PiangaPistoia eicittadinperuerfi, In uecedi direteftimoni
&cittadini,piuuagamen teuſeremodi dire GLI S'E' detto,ches'èdettoloro,
ficome MOSTREROLTI inueceditelomo Strero, FELSE' perſelofece, & VEDE=
DELVIuoiperuedeteuelouoi.Etpofciacheinque Ste locutioniarticolateſonoentrato,
dicoegli eßerpiu leggiadromododi dire, LA VESTE cheio ti diedi,tu lami recherat
&nontumela recherai . I denaridameprestatiquandoui piacciaiogliui done=
ròperueglidonerò. COME la donnaentrò nel tempio tuttiglihuomini leſifeceroallo
incontro, me= glio èdetto,cheſe lefecero. LA SAETTA amorofatallamitrouòalpetto,
qualegli occhi della miadonnalamimandarono,fiamegliod'affai,che il diretal,me
la troud.Sicomepiu gentilmentefi dira IO MI RIMARRO contento,io mifaroque sti
trafichiziomifoncreduto,cheleuandonela uocemi, dire altramente,Si come ſe TV TI
VOI par= tire, SE VOI uiuoleteandare,che leuandone il Ti, ilvi . Et dire LO,
farelo,donerelo, amerelo,cheildirei,ilfarei,ildonerei,&lo aimerei .
Moltagratiaallefcrittureetiandiofiarroge,ciascuna uolta,che laterza perſonaſi
accompagnacon laprima nelnumerodelpiu,quale dicendo NATVRAL RAGIONE E DI
CIASCVNO CHE CI NASCE,cheildirediciascunochenasce,uer rebbead eſſere
piucommuned'affai . Segueil dire NON GVARI TEMPO,inuecedimolto tempo. Et VNA VE
NE HA inuecedidire unauen'è dimoltecolline, che iui d'ogn'intornofiueg
gono,unauenehalapiubella piu diletteuoledell'al tre. DOVERLOVI megliofidice che
douer uelo,nefamestierecon altrieſſempi douerlouifar chia ro.Aggiugnesila
ne,molteuolte per eleganzaà gli articoli,ouer uoci articolate,come
empierlaneperem pierla.Et cioallascritturafidonaper inuaghirlane di piu:che
altro nonè ilparlaruago,che ragionarecon uocipostein uso daimiglior dicitori,
&lontanedalla communanzadeiuolgarihuomini;inmaniera nondi= meno
chedaeßifieno leparole inteſema non l'artifi cioloroinchemanieraſia
postouengaadeffercompre fo.Daottimo effempiofanno ritratto etiandio quelle
formediparlare,perquellocheio micreda,Sanza le Harne TERZO 365 uarnelaMi: HAI
TItusentito. NON haitu Jentito SVOLTI perſuoledte:AGGIVNSON
VENEperueneagginnfono :&Fecerneinnece di direnefecero: DIETELO
pertelodiedi, fico= me FOSTV, inuecedifostitu,ſidirapiu agiata= mente.
Conqueste compongonſenedell'altre , come MANDATOLNE,permandatolo,ficomeIL VI
inuecedi li,òdigliſidira incotalmodo, raddop piandouiſialcuoreinfinito
cordoglio:che al numero delpiu delmeno, alſeſſomaschile puòferuireac
conciamente.Taluoltaaccompagnarfifuoleil SIcon l'articolohora dauanti la
uoce,horafulafine,ficome dicendo LESI auicino,preſalaſi,chetantoualequa
toseleauicino, leipreſaſi,cheM. GiouanBoccac= cioin unaſteſſachiusura
diparolediffe,prestamenteda P'altrapartelefi coricò al lato, in braccio
recatala ſiſanzaalcunacontraditione. Vieneanchora leggia dramenteàdiuiderfiil
uerbo dalla DI conalcuna co Sacheſia,percioche communalmente ognun diceDI
COLLARgiu,diMONTARfu,ladoueche •meglioiſtadigiucollare, diſumontare,cheſanza
in= dugioprocacciaſſe diſu montarui, raccontaſſe ciò cheuifuffe.Dicefianchora PVOLLOCI,
inuece di celopuòpiugentilmente , & SVOLOCIin uece dicelofuole,
ilqualeſolociò checifabisognoco= nosce&puollocidare.&ficomepercontodi
piuu = gafauellafi daabbreuiationealleuociscoſtſi da l'ac=
crescimentod'unalettera,come ISTESSOperstef fo: LIBR 366
fo:dichelaragionediſopraui dißi: DESSOP altroconto,percioche diremoegli èdeßo,
&noneffo Curradoauifo luidouereſſerdeffo:fi comediremo effo
fece,eſſodiffe,&nondeſſo,efſſo hauea d'entorno dafe,
&perlomezzoinaßaipartiuie ampißime. Accre= fcie anchora uaghezzapiuche
mezzanalauoce, SI, quandoàconueneuolepartefiaggiugne: 10nonſopia ceuoli donne
s'eglimiſi uerrafatto di faruicon una
mianouellettanonmenuerachepiaceuole,tantoride= re.Metteſianchoral'Asinuece
diperuno,noningrata mentein cotalmodo,&haueuaſiun'ocaàdanaio , &.
unpapauerogiunta. Sicomeadalcunuerbo uagamen tefi aggiugnequelloche
HAVEREfignifica,on= demegliofidiraegli m'hebbetrouato;cheeglimitro uòzefßi
m'hebbero alufingare,in uecedidireeßi milu
fingorono:questodiauolodiquestafemminamaladetta miſiparòdinanzi, hebbemi
ueduto,Trouarete an= chorala maggiorpartedicoloro cheſcriuonousare il uerbo
CERCO inquestamanicra,iocercounmio amico, iocercoueamiacofaperduta , quando
ch'egli nondimenopiugentilmentefi dica,io cerco d'unmio amico,io cerco
d'unamiacofa: Dießiadunqueàcerca re dicostoro altroue.cominciarono adandaringiu
dellapietracercado.Vēgonotreuerbiinfiniti àlegar ſitaluoltainsiemecopiacevole
maniera,fi comedicen do, VORREI potere amareilmiofignore,s'egli parte
inſeriteneffeuirtuofa.ilchediſſepiuacconciamen teilBoccacciozethauedouedutoin
cheguisa quiuipue= 14= nutafuſſe;s'auiſodi poteredouerlahauere.Bella ancho
raragionedidiree IO MI VADO auanzādod'al cunacosainuecedidirio mipreuaglio,io
procaccioal cuno utileM.Guafparinoſiparti&inpiupartiandò inničtepotědoſi
auizare.Sicomepiuaccõciamětesidi ce INQVELmezzotěpo,cheinquelmezzodi těpo:
laqualeinquelmezzo těpo era tornata, nonfenza gramarauigliadellagětildõna,
E'iluerbo VALI CAREpurißimo etleggiadro,ilqualetanto uale,qua totrappaſſare:
Etgia l'hora delaterzaualicata,effa, chelafèradauanticenato nonhauea,difamecostrettaà
pafcerl'herbefidiede:Fassianchora nell'iſteſſa chiusu radi uocireplicamětod'una
uoce,ſpecialměte quadosi prendela primaperfonaòlaſeconda,l'unanelnume=
rodelmeno, l'altradelpiu. IO VAN DERO 10, VOI LOfareteuoi : 10 VENTRE=
ROdentroio,&coſidettopostoilpettoſopra l'or= lo,&quelcheſegue.Tal
uoltabàforzalo A CHE dipercheficomela,iononſoache io mi tegno ch'io
nonuegnalagiu. SicomeMIGLIORE può ut lere tantoquanto meglio;nonuolere sta
notte effere uccijocostisuatteneper lo tuomigliore.Et DI TAN- TOpertanto:&ditanto
l'amò Iddio;cheniunmale ftfecenelacaduta.Fuordi regola &ragione deltut= to
eildire DOMENICA dimattina, Giouedi Sera,douechelenandoneilD I ſi
dirapiugentilmente, Domenicaferainfu'luefpro , dall'hostefuo informato.
VfastinueceilGVARI , uoce laquale nonfola mente 368 LIBRO
mentealtempofida,dichetuttelecarte neſonopienes maadogn'altracosa,checheellaſi
ſia unanouellanon guarimeno dipericoliinſecontenente, chelanarrata dalauretta.
PRESSO CHE piugentilmente fi dicechepoco menoche:alqualenonbastandolasuaric chezza,defiderandodiraddoppiarlauenne
preſſo che fattodiperdercontuttaquellasesteßo. Bella & leg= giadrafauella
èquella,ondeil uerbo VOLERED douerefiufa in cotalmodo,enonſiuuoleuſaretuttala
crudeltachealtrimerita.la ondeilBoccacio,ma ciòno fiuuolecon altruiragionare,ficomeil
CADERE peruenire.maquelloche nell'appetito loro giouentle 4 cadeuadiuolerfare.
SANZA MODO dicefi perfanzafine,incioſeguendounaragionepropria de
lalinguaRomanadegli accidenti di Martellino da Neiphile raccontatiſanza
modorijeroledonne.Met= tefi incostumelauoce BEN, per da: comedicendo
BENMILLEfiorinihofpeso perfaldar imiei debiti.Jubitamenteuditoqueſto ;bendodici
defergen= ticorferoladoueilmifero Martellinoeraſanza petti
necarminato.Dicefiparimentequestacoſaeſſere auue nuta FVORIDITVTTA
opinionedicid= ſcuno,in uecedioltreadogni iftimatione : &poifuori
dituttofuo penfiero affaifelicementeradunnostro cit= tadinoadueniffe. ET HO
TALENTO difa= relatalcosa,in uecedidefiderioò uoglia. Primaßo il
qualehaueatalentodimangiare, comecoluichecami= natohauea.Leuifiaduna
uocel'articolo,tuttauolta che i . chenoidicoſaragloniamonon
determinata,nellaquija che noidiciamolauirtu è comehuomdicefermezza et
nodrimento dell'animo.Douepciochenonsi determina qualhuom ciòdica;percio
àquella uocefiuieneàleuar quell'articolo onde in altrotempoſi direbbe l'huomo: ciòdiſſeM.Francescos. >> Ilfonno
èueramentequalhuomdice >> Parentedellamorte Et ilBoccaccio , 1 2
Veramenteèquesti cofimagnificocomehuom dice.Di marauigliosauaghezzacagione è
ilVERBO uentre, come adaltrisiaccompagnafuoridella propriafignifi catione,
dicendoeglimi uennetrouato,ellamiuenneue duta inuecedi dire lui trouai elia
uidi:gliuenne uedu taunagiouinettaaſſai bellaforſe figliuola d'unde lauo-ratori
della cõtrada.Et in uece di collocato èſpeſouſe remo IMPIEGATOfuoridell'uso,
mauocenon dimenogenerofa.Perdutaholafaticalaqualottimame temi
pareahauerimpiegata.Vale IL PIVfoaue mentequelloche ildirela maggior
partefuolualere.co meilpiuimercatantifannofare.Etdoue communal= mentediciamo
DEL mettendoui infuocambio DI, veniamoa trarnelalocutionepiu bella,cofi dicendo:El
la èfattafeminadimondo :Iddio lamadre &tutta lacorte di paradiso.Et A,iu
uccedialla: io uò infino à cittaperalcunamia uicenda Douenon èdapretemet=
terelauoce SVTO, laquale horaperfe fa, hora con altreaccompagnata: Sola
incotalguijahorbene RAGIO. I tu da LIBRO 370 tumi
dicheſeſutomercatanteingannasti tumai perfo= na?Si come
accõpagnatal'usoM.Giouaniquadoediffe Seiohaueßicreduto,checoncedutomidoueffe
effer futo tungotempo èchedomandato l'hauerei.Che tanto ual
futoinquestocasoquanto ildir stato,chediſoprafatto
piutostohaueaforzadifignificare.Cosip l'isteßaca= gionedonafi adunnomelauoce
DI,alterando ilcaso et accrefciědoelegazaad effo nome.Piudi noia,chebifo <
gnonomieraſpeſſfeuoltefentir mifacea.Inuecedidire piu noia
.Etaltrouedellaualledelledonne aſſaidi bene di lodenediffero,in luogodiaffai
bene etlode.Simil mentemegliodirajši , IO HO MENO di ſperienza , JO HO PIV
digiudicioche tunontipenfi.In uecedi dire io hò minor iſperienza-ò
maggorgiudicio:laquale douemeno eradi forza si comenoinelledelicatedonne
ueggiamo. Etalcun'al= tra uoltadiretefiguratamente quiui éM. Pietro no= ftroET
NON E' CHI HONORARLO perchil'honori : ET SECI FVSSE CHI FARGLI
pertuttodolorosipiantiudiremosinuece didire se cifuffechi gli faceffe:locutione
leggiadra da pochiffimi(ch'io ueggia)postainconfideratione. Sicomequella ondefi
fuol dire FACENDOSI A CREDERE, inuecedicredendo ò stimando che pur
leggiadramenteſuonafacendosiàcredere,che quellea lorficonuenga&non fi
disdica,che all'altre fimigliantemente donaſi alleuoltel'articolo allauoce,
cheterminediluogofignifica :onde communemente fi dira TERZ O. dira,ioho penfato
diandarmiin altroluogo, ET DO VE,
giatuttauiauomecoſteſſo rauolgědo.mapiuleg giadramentefidirànellaguisa che
diſſe M.Gioudani reputoopportunoilmutarcidiqu', &andarnealtro-ue, ildoueho
gia penſato,inuecedidiredouefan=- zaarticolo.Etfimilmennte ildire TAL QUALE
inuecedicomunque,ò comeche megliorilieua:Niuna tuacosapotrebbeefferaltro,che
bella piaceuole, percio talqualtu l'hai,cotalela di. Et il COSI in
uecedifubito:lequali come il giouaneuide,cofi doman
doilpadrechecosaquellefuſſero. Et QVALE in cambio di chi
&domandatoqualgridaße,&qual fuſſedelrumor lacagione,riſpoſe ,cheil
rumore cra tra Licifca Tindaro.Etficomepocofaui ricordai lauoce DI aggiugnerſi
adalcun'altraper uaghez= za, ſiegliuienfatto altresi,che noi perl'iſteſſa
cagio= neadaltrefi leui checommunalmenteuno diràla bel= lezzadi costui,il
giudiciodi coſtui,douemeglioleuan donela DI, دو mutandol'ordine diremo la
costui bellezza,il costuigiudicio. Giouinettopoſiionelcostui regno. Segueil
dire CIO FV, che molteſegnatefor medifauellarefignifica:perciòche horaimporta
que= ſto, horaquesti,horaquesta,horaqueste. Ciò fu M. Pietro,ciòfuronoinostri
amici,ciò fuMadonna Lau ra,ciòfuronolenostre uicine Vjafilauoce EGLI
nonpurenellacommune ſignificatione, eglimi piace, eglimi diede;maneiprincipi
delle cose agiatamente, ad 2 co'l co'l
dire eglimifi lascia credereò donne,niunacoſaeſſe repiulodeuole.
Eglinonfarebbegran fatto,cheella noniluoleßeamare.Taluolta inuece diEgliſe leda
la Enell'isteßosentimento:E mipare,cheegliftea in maniera,chefanzaalcun
maestroiomedesimatel tra= roottimamente.EtHO CERCO, in uededi cer
cato,chepercertodiquantomondoeglihaveacercoset quelchefegue.Horailuerbo GODO
unaaffaiuol garmaniera, concheſipronuncia io vorrei goder le
tuebellezze,comeche piugentilmente fi dica DEL= LETVE
bellezze,longamentegoderonodelloro amore.Iddiofaccianoi
goderedelnoſtro.Meritòdigo deredelſuo defiderio. Si comeperl'isaßa cagione
iſconciamentefidira 10 MIDEGNO, TV NON tidegni , QVELLI NON fi degna,
mamegliouarraildire IO DEGNO, tudegni quelli nondegna,ondeM.Francesco, >>
Ched'habitarnondegna, » Piunellauitafaticosa &uile. Etaltroue , Onde'lmotoreterno »
Degnòmostrardelfuolauoro interrd. Matempoèhoggimai,che alBarocci fidonifpatio
diragionare, cheiopermeneſonſtanco, &uolontieri afpettod'udireò
lui,òM.Paolo,òilMacigni,odaltri faellarefopra il rimanentediquello
chem'auanza.Cofi haueadettoM.Sperore,quadoilPriuli diſſe,nonhaue
dofinhorapiurottoiltacere,di troppoanderdegli be ne ne,sequeſto ordinesi offerua che M.Speroneci
ricorda maparrebbemi,cheſeperatamenteinquella che auan= zaciascuno ragionaſſe,
ogn'unoquella materia di questitreraccontatiabbraciaſſe,che piu neglipiaceffe.
Ilchefarachenoibene àprò uedremo recarsi questa uariatione,in
quantochemoltecose nonpoßonojènon
damoltileggiermenteefferinteſe,macontalpatto,che
ilContariniacutißimod'ingegno,comeciascunpuò fa
pere,talhorafopralecosedifficiliuenga argumentan= do,affinedi rifoluerci, il
GirelloconilConte stan= doallefrontierenonlaſcinopaffarcofa,laquale alcun
dubbio potefferecarci.l'auifodel Priulipiacquefomma menteàciascuno:
benesicomprendeaeglihaueredi fpostol'ordinedi queſti ragionamenti conmoltogiudi
cio,&misurataragione. Ilpercheparendoà M.Paolo difcortesia il nonuolere à
coſifatto ordine&proponi mentoconfentire; aspettatobuonapezza,chealcunoal
troincominciaße, & non ueggendo alcuno farmoto cofigentilmente ,come in
ognisuoatto &modesto piaceuolefi dimostra,preſeaddire. Poichecofi à uoi
piace,honestißima &gentilißima brigata,cheiofa= uellar
debbaincostampia&difficilmateria,chente e questa, dellaqualesi ampiamente
dottamenteha ra= gionato M.Sperone,nondilongandomidalla maniera tenutaper lui,
lecuiparole leggiadre riſolute furono dimarauiglioso ordine, inpoche parole ui
faroilparermiomanifesto ilqualeſeuoicon il noſtro
configlioterretecheſtacommendabile:intendodifegui da 3 re LIBRO 374
re.Etperchetratutte le cose,che nelleſcrittureriluco
nononaltramentecheſtelleneilucidiferenidella notte miparecheſienoibellitratti
che non tantodalla coltu radellalinguauengono àprodursi,quanto dall'inge=
gnodicoluicheſcriue, &oltreàciononaltrimentefo nouaghidiquellocheſieno
ifioriper iprati, gli ar bufcelli perle piaggie:perquestoà meda l'animodi
douernericordarealcunod'eßi,&mi silascia credere questa materianonmeno
douerui dilettare udendola, chelepaſſatequantunque il dicitore non ugualmente
flaperdoueruipiacere.Perciocheà niuna persona di noi cheſiam qui,meglio
starebbequestaparte, che allo Sperone,ilqualenel raccontarui di
questitratti,tratti bellissimiharebbeusato,raccontandonegli. Rife loSpe 1
roneet diße, et uoi hora untrattohaueteufatoM.Pao
lo,ftchepaßiatealcontouoftro,mentreiopenfèrofo= pral'obligatione qualui
tengo,nelloeſſereda uoipiu caldamentechegiudiciofamente amato.Quiuipiaceuol
menteforrifeciascuno:percheil Manuccio immantinen teſegui. Questibellißimi
tratti,chenon motti ,nonfa= cetie,nonfauoleaddomandiamo;mafali dellescritture,
condimentiloropiacevolißimi,uengono àformarsi dal'intelletto,piuche della
lingua anchorache ne lo e= Splicarneglipiuadun modoche ad un'altro uenga à
dargliuifi maggiore ominoreuaghezza.Diqualido=
uendoioragionarnealcunacosa;mifadimestiereusa= reunacertaloro diuifione,onde
dalpartimentolo roordine,&dalladistintione chiarezza fi uenga à generare:perciochel'isteſſonon
pur consentono , ma etiandio comandanoiphilofophanti,che intuttelecose,
comunquefifienofarfidebba. Primieramentediquelli raccontar intendo,che
inſeritengono colauaghezza delleparole efpreßioneleggiadra & purad'alcunaco
fa,posciauerremo àquelli,che in biaſimo òlode d'alcu naperfonafifogliono usare,
finalmenteà idettife steggiofi ò mordaciuerremo, al daſezzo. Etcomeche io
intendadiquelliaddurgli effempi,che da Greci Latini, Toscani,
altrenationtdiriuarono,da menonafpettate,cheleparolein teftimonianza ui ad=
ducadiquestitali:percioche la loro uaghezzapiu con l'acutezza
dell'animo,checonparolefimifura ,&fen te.Iointendomostrarlagrandezza
d'alcuna cosaesse redifugualealleforzedella mialingua,allhordirò,SE 10 HAVESSI
tantadiuitiadiparole,quanta e lecitodipoterformarecon l'imaginatione, ouero
efpri mereco'ldefiderio nonardireidipoterelaminima lo daredelleuoftre
rareuirtu.Si comeintendēdo parlare cõpſonagentile,laquale tuttauiafta in
attedere anfio Saalcunmeritatopremiosdıro coſt, TO STO EGLI VI
uerrafatto,chequaleèilmeritodellanostra gen tilenatura;taleſecondo
ildifiderioditutti ebuoni ,fla terimunerato . Aperfonadanoiaffettuoſißimamente
amatadiremo, IO VI RACCOLGO ad o= gn'horapiufresconellamiamemoria, tengodentro
naſcoſodelgrembodemieidifii.Volendofignificaredu bitationed'alcunacosazuſeroil
dire : INCERTO aa 4 dubitofo
diqualfariodebba mifono.Parlandodicõ fortoad alcunocheſperi &diſideri di
conſeguire cofa dicontentezza;fi dira, SE IL GIVDICIO nonm'ingannaztosto,mifi
daàcredereche la fortuna Spenga intequesta ogni altra brama . Volendoà quelli
che ascoltanoconmodeftiaaccrefèier feded'alcu namarauigliapernoiraccontata,
diremointalmanie ra. SE TROPPO lentifieteàcredermi;cionõ uidee
recarmerauiglia,che iocheil tuttouiddi,apena ardiſcodicredere
àmeſteſſo.Etfignificando unoeffer diuenutocieco;dirò, EGLI E' fattodella uista
di= giuno.Ringratiandoperfona,comericordeuoli d'alcu= nobeneficiohabbiamo
addire , SIGNOR MIO L'obligoch'iotengoconuoiinfinito pareggia il bene=
ficiodauoi riceuuto,ondeficurezzamidonaste, &le
uastemidimillependentiperigli.Alla bellezzahauen= do riguardod'alcuno ; si
potradire, I'L LVME DEL SOLE farebbepouero ſcarſoacompe= ratiouedi queluiſo à
null'altrofomigliante ,che àfe Steffo.Adalcunoingordo,lecui uoglie
l'offendanotal hor3 dirò, SE TV NE HA I diquestotuodi
fideriotroppoaffannosincolpanelatuauoglia,àciool tre
ognidouutaragioneattenta.Etuolendopregarp= fona,chenonciuietiquello,che
noitantobramiamo;ha remo addire , SCIOGLIETE in me queldiz
giuno,chealladiſiderofa animamiarecasi granfame
uiprego.Dinotandoadalcunoperſcherzohauer det= toalcuna cosa,fidira, A GIVOCO
mifonte CO Y
coſcherzato.Adunoanimoſodiremo,EGLI NON MENO E'armatodelcuore,cheſicuro dellafron= te.
Adunfuggitonedauanti, DINANZI mifi tolje,qual ombradauātiàgli
occhidelſole.Adunoco tra l'opinione diuenutoci nimico,fidira, QUESTO SCELERATO
fuord'ognidrittaragione mi s'efatto nimico. Lodando isembianti d'alcuno che
fia; dirò, FONON POSSO credere,che uoi nonfiategentilißimodinatura , ſegli atti
uoſtri non m'ingannano,ueracıßimi teftimonid'uncor genero= fo. Parlandod'una
gioia QUESTA ALLE GREZZAinmenouellamentetraſcende &for= montatutte l'altre
inſieme chefino horahannoporta= toall'animamia dolcißimorefrigerio
.Volendopale= fareconaffettuosadimostratione l'amore ad uomoà donna; potremdire
, IO BRAMO non allifio ridelleparoleſcoprirtil'amor mio;ma alli frutti dei
ueraci effettifarti conoscere,chetantofon tuo quanto
dimeſteſſo.Parlandodelauaghezzadegliocchid'al cunadonnazharaßiadire, I
BEATISSIMI AR= DORI, ipurißimilampi leamorose fauille degli
occhiuoftri,nonpurstelle lucenti; mafoli diuinißimi nonmenorafferenanoconil
lorſplendoreletenebrede mieitorbidi pensieri,diquellocheoscurano tuttelebel
lezzedei piuchiari piuſcintillatilumi.parladodel
feguirealcunocogliocchidilontano;diraßi TAN TO TI SEGVI conla uiſta, quanto
l'occhio miopuotetrar d'ale,&piutifarebbeſeguito quando A aa segli eglihaueffehauutolepennedelcuore.Similmenteuo
lendoragionared'unguardointento moltospotrem di re, GLI OCCHI
MIEIeranfißineltuouol to,comehorau'e l'animo miointento . Lodando uno sguardo
piatofo; diremo, VIDIVI ORNA= TA iluoltodiquellapieta,che uimancauad trarui
delnumerodelledonne,&farui angelodelcielo. Voz
lendodirealcunacoſaeſſeredinotte auenuta;diremo: TANTO VISTETTI,
quantolestellebeb beroagiodipafcere i celestiinflußine ifereni campi
delcielo:quantol'hore notturne tardarono à destaril Jole,quantoche l'Orizonte
tenne chiuſo ilgiorno:qua tolaterratennedauantiagliocchilanegra benda.
Ragionandodellaliberalita òaltrauirtud'alcuno; po trem dire, LA VOSTRA
liberalita fignor mio,ètale;cheiuoſtri nimicinon nepotranno tenere
lalinguamuta.Parlando d'undolce riso, ERA DI PINTO
iluoltoſuod'unriſodolcissimo,attoàfa redinotte ofcuraferenißimogiorno.
Adun'altrorifo fintodiremo, ERA INVITRIATO iluol
tofuod'unriſoacerbisfimo,daſtempraretuttelecon= tentezzede icuori.
Nelloeſſercidatelodigradißime daperfona&digiudicio di grado;diremo, IO CHE
INFINO àquest'horanon mi tenni per nullauogliocominciaramarmi & apprezzarmi
piu dell'usato.Difcriuendolenostrelagrimesharemo a di= 2 re, SON CERTO CHE
feuoiuedeste quel lelagrime,cheperlegote midistilla il dolore; uoi du= rißimo rißimo terreno diuerresti tenera ungiorno: Et
della paurafauellando. ERANO GLI OCCHI miei confufiftupefattiisentimenti &
l'animosimaga o in manierazehe un'ombraputosto,che uiuaforma mi
haresteinſuquelpuntogiudicato Parlandodella pie tatealtrui;si puòdire, TALE E
LA TVA pieta,chenon folamenteàquelli che ti richiedonofoc=
corre;mafouenteprecorrealledimandealtrui.Nelri ferirgratic ad alcuno; fidirà in
cotalmodo, DI QVANTI BENEFICI ho riceuutidalla tuabonta&potere,riconoſco la
gratia& la uirtute. Adunoſcriuendoalcunfoffertonostro accidente; po trem
direin tal guifa DOPPO LA trattadi uno amarißimofofpiro,apenahebbi la uoce per
ri= fpondere, &rihauutoche io l'hebbi pocomeno che le
labbranonlapoteronoformare.ondedi ciò tifi rende certezzaco'l uedermida l'hora
innanzi fi afflitto ;che lamiapelleuieneadinformarsi da tutte l'offa. Parlan
dodelladifficultadellodare alcuna persona , APE= NA CHE eglimiuieneconceduto
ilpoter adom= brarelelodiuostre,non cheal mio stileſiadonato po
tered'incarnarle.Parlandodellacortesiad'alcuno;di= rete, TANTO E' ſignor
mio,diuoi naturalco= Jàlacortesia;che neſſun'altro nonu'ha parte uerund.
Etdolendonelaperditad'alcun nostro bene;diremo, FVLMINATE
&morteſonotuttelemiefpe ranze,lequalinon dıdiamanteeſſendo; ma diuetro,fo=
nocadendomidimanomiferamentefpezzate.Bellisi mo motrattofuquello diM.Speronequandoparlando de
lauitahumana,diſſeGLIDII eßerintēti àuedereilfi nedella nostra
Tragedia:&che noieffendo occupatip lopiu inquestebellezzefecciose
&mortalıJiamoinui tati a goderedelleeterne celesti dalleſtelle che col
fuofcintillareneaccenano,che taroſtomettiamo in effet to il
defideriodifalirealcielo.Nellelode dateci d'alcu= noamico,oltreildouuto;diremo
POTERIA VENI REcheſendoinganato dall'affettione, l'amore habbia fpētoilsuodrittogiudicio.Eteſſendo
ò nellofcriuere ò nel donarealcunacoſa ſtatipreoccupati d'alcuno ami=
cosrifpõderemo AQUESTI SEGNInoihauercono Seiutoaccrefcimēto nella
obligatiõesmanõgia nell'amo re,comechel'unopoſſadiuentarmaggiore,&l'altro
mainonriceneaccrefcimentoueruno,òpoſſariccuerlo. Volendodimostrara plonadanoiamatamolto,ildift
deriodiadoperarfipiu inalcunaſuabiſogna diquello chenoinonfacciamo,
&massimamenteſendo l'amico in iftranierepariipercontod'alcunefiglio,odaltro
ac 1 cidente;fidirà, IO CON OGNI MIO uffi cio,anziconogniragiondipietà, nel tuoferuigio
fe= cicecontcondoPopinionediciascunomiaffatico con molta fo=
nelfinedisfattioneditutti; ma ſecondo ilmio uolereniuna ope
ramipard'ufare.Nelqualtratto,mostrate allo amico
dinonmăcareperdiffettouostro,anzifartuttoquello cheeglidefidera:oltreche
nell'animo gliaccendete non fochefperanzadiconseguiredauoi maggior diligen=
zanelfuobisogno,Nelricompēſarealcunbeneficioda chi chi cheſiaricevuto conqualcheſegno picciolo
digrati tudine,dobbiamofporreilnostroauiſo intalmaniera. SENDO
L'OBLIGOinfinito,ch'iotengocoeſ fouoi, infinitoildefiderio, con chedesidero
alcuna parteleuaredicioch'io ui debbofignor mio,meglio sti
maiunpiccioldonoconeniruiſicheunomaggiore:si p nonpareringratoconquello,
quantofitemerariocon questo;ch'iopensasipotereall'obligojodisfare con co
ſadimaggiormomento:non potendolopagarecon al= tromezzoche
conl'efferuidinouotenuto,quando aue niffeche lauostra cortesia
midonaſſel'obligatione, che io hotuttauiacon uoi.Etocccreendonoi ò conuiuafa=
uella,o lettera dimostraread alcuno,di nouo effere in noi alcun beneficio
riceuuto accrefciuto obligatione ta= lecheaumentarfinonpoſſaperalonnamaniera;
ufere moquestaformadiragionare ofcriuere, NON MI DIFFIDO punto,chebenchelemie
lettereàtefi Speßomandate,&difi leggiero argomento fcrittefi fieno, checare
leggiadre,mercedell'humanità tua nonfienogiudicate,anzinondebbanoda
teeffertenu= te fermißimo testimoniodella miapietàuerſodite.Al laqualenel
uerofento(ilcheapena ardiua di credere) effer datononpiccolo accrefcimento per
inouellibenefi ci.Perciòchefi comeprima lamoltitudine de gliuffici
àmeusatifece,ch'ionopoteßihauerdi temaggior obli goàperſonauerunadel modo; cofihora
èſiauantiper uenuta l'obligatione;che dipiu non poſſa eßerti perl'a
ueniretenuto diquelch'iofono.Cofiragionando òfcri uendo LIBRO 382 uendotuttauid
adalcunoamico, quanto poco alcuna proferta meritiamo,&quanto
diquellaferuirsihabbia mo defiderio; potremdireincotalguifa , SEIO DELLA
promeſſafattamıperuoi nonmenolibe= ralechecortese,tanto ringratiare uiuoglio,
quanto io ne lamerito;pochiffime parole in ciopotrannoperauen turabastarmi
:mauolendoſecondolaforma del defi= deriomio cio farezinfinitece neuoranno,&àpenapo
trannoàquestapartepienamentefodisfare. 1cufando lanostraprefontione inprender
cosa & difficile alle nostreforze, malageuoleadeffer
conſequita;hare=-moaddire, SE IO MI DIEDI afarcofa,che al mio deboleingegno,ne
allemieforzeſofferiuadi patirproportione;iſcuſimi il defiderio dell'ubbidirui,
1 dalquale in manierafui forzato &moßo;cheminor fallo mi èparutol'eſſere
preſontuoſo giudicato; chedi= Subbidientea perfona,lacui auttori
altruituttelegran colpecommeffe larein ico piacerle. Etuolendoesprimerecor
affentofia mogratid'alcunriceuutobeneficio,co'l dimostrare la grandezzadi
lui;diremo, POTREI NELL'A NIMO ferbarlamemoriadi coſifatto beneficio fi=
gnormio nell'animo infinito per proprianatura,quan
doauenißecheeglipiucheinfinitononfuße. Adonna drizzando ilparlare da no
moltoamata, &digen= tili costumi,diraßi, QUESTO РОТЕТЕ A VOI
STESSAficuramentepromettere,che
&qui&altroue,&felice&sfortunato, inaltaod A in in baßafortunasemprefonper eßerequelfedele
Helio tropio,dcui con eternafermezza uoifola in ogni tempofareteil Sole. Ad
uno,la cui protettionefoglia ef ferejopradinoilarghißima, dıraßi. TALI SO NO
imeritidellanostrahumanita benigna natu raichenonpuremi
recaardire,ricorrerealei,doue la Juagratiamifadi mestiere adoperare;mami
rendono certißimodinonpotereusltarmi altrouefanzafarui offofagrandißima.
Similmentehauendo à dimostrar Pobligo di checheſfiaad alcunoamico,potremo met=
ter inusocotestaforma diragionare, IO NON SO COME
poterrendergratiedell'infinita cor= teslauostra,mabensò,ch'io non
mipentod'hauerle in finita obligatione:nemidiffido puntodinon hauere cõ ledoti
dell'animo mioà mostrarleundiquatoioleſia tenuto,sebenelafortuna non
midailpoteretrouar al traremuneratione, chepareggiarpoſſa lasua gentilez za. Dubitandoalcunochelofcriuere,chenoi
glifaccia modirado&breueměte,nonuengadaincrescimétodi Scriuerglicagionato
uſeremo incotal guisa le ragion nostre,
ESSENDO LO SCRIVERVI cheiotalhorafo,àmediqueldilettocagione, che cre=
derfipuochemifia,hauendoauoi riſpetto, auoi che perfona gentilißimaſete, inogni
uostro affare amo reuolißima, mi trattatedahuomononincrefcioso , ma
priuod'ognilumedigiudicio,pensandoche io non ui
Scriuaambitiosamentenoncheuolontieri . Ettuttauol
tacheuoletepurech'ioconfeßid'hauererrato;micon tento tentodeltutto,quandofia certoche l'errorea
negligen za,piuchea pocaamoreuolezza uengadauoi imputa to.
Aperfona,laqualehaueßecon plu che mezzana diligenzaprocacciatodifarsi nostro
amico, modesta= mentedimostrandola noſtrabaßezzadiremo, V.S. QVANTVNQVE
piuchemezzanamentefi fiaadoperata,nelfarmiſiamica,nonpeſipero d'hauer
fattotuttoquelguadagnoin effetto,che ildefiderio L'amorelelaſejauano credere
dipoterfare:perchera= doadiuienechetaleflal'effetto, quale èil grido d'al=
cunacosacidetta,òildefiderio raccendeneinostricuo ri:èuero chedallo amoremio
uerſodi uoi nonfarete ingannato,ficomequello cheſuperbetto eßendo,anzi cheno, uorrapiatirco'l
uostro, non cedendoui punto: ladouecheintuttel'altreuirtuconfeßodi douerui cf=
ferinferioregrandemente. Etmalperuoije l'animo uostrofusse stato auzzodidare
beneficiaduſura,che uiprometto,che altro nonharebbetrouato queficurar
ficheſopral'amore l'obligationmia. Adunalette
racortese&amoreuoled'amicogentilßimo&acco= Jtumatopotrem rifpondere,
CHE PIV DOL CE, &piuſoauelettera, poteuada uoi afpettare, chetuttodolcezza,
&foauitajete ,&pienodi tanta amoreuolezza,che
ioqualprimagentilißimomitenni ardiuafarprofißionedicortefia, hora rozzo
Janzacostumimitengo. Ad alcuno,che per contodi qualfiuogliaobligatione, cercheradigiouarne
incofa danoiſommamentedefiderata,diremo, SON CER TISa TISSIMO cheſeV.S.uorrà inciò adoperarsi,
quanto è tenutadifare, chenonpurefodisfera à l'obli
go;maresteraditantocreditrice,cheà menonfi da=
ramododipoterlainalcuntempofodisfarle. Simiglia tementegiocandoJopral'amore
obligationediremo SE QUANTO L'AMOR miofuperaquel lodituttiglialtri
amiciuostri,tanto imeritimieiauă zaſſerolaſommadeiuostri benefici,
potreifperare di pagarui ogni obligationech'iotengoconuoi . mapoi
chequestononpuòeſſere; contentateuid'eſſer ficuroſo pral'amormio,ilquale
inmaniera stabiltrouarete, •nonalienatoadaltruischeleragionuostreferannoper
Jempreſicurißime. Volendoà donna ouer huomoda noicaldaměteamatofarfededelloamor
noftro, qua fificuropiucongli effetti,che con leſempliciparoledi remocofi,
PERCIOCHE molteuolteuedrete- alcunoconſegnodiſtremapietà lagrimarcongli oc=
chiſopraicaſi d'alcuno,con animo nondimeno&lie to
&festeggioso,&altriòconlingua ò coniſcrittu
ramostrargrandißimiſegnid'amore ,hauendo l'odio
nondimenonelcuorepiucheauuelenato;per questoio bramopiutosto
moltoamandoui&pocoparlando ef Jerdauoitenutomeno amoreuole,cheilcontrario
fa= cendomaligno. Efortandoalcunfigliuolo alla imita tionedelleuirtupaterne;diremoin
cofifatta maniera 3 PREGO DIO CHE VOI talmente ui di= portiate dolce
ilmiofigliuoletto,chepoßiateapprende remoltedelleuirtudiuostro padre,
conlenostrere RAGIO. bb cargli cargliallegrezza &marauiglia: onde piu
tosto per conto dipiupretiofo ramoueniamo à tralignare dal uostro pedale cheper
eſſere menohonorato fimile te nuto Achis'affaticaneldiredellelodi nostre, LE
LODI DA VOI datemiſonoà mecarißime, perciochedauoicara
&gentileperjonauengono: & tantoanchorapiucare,quantoelle tengono
inſepiudi cortesiachedi uerità.A perfona danoi amata,laquale cihabbiain speranza
d'alcunacosa lungamente tenuti diremo , VOI FORSE MI FACE ACESTE afpettartanto
leuostre dolci &amoreuoli lettere,per chepiu caremifußero.ilche
nelueropocoficonuenia, fiperche taleè ildiletto,cheper effe,nefentoinognitë
poschenonpoteariceuere miſuraalcuna di maggior crescimento,&fi
perchetaleèla loro auttorita ap= preßod:me;chefelicißimoſipuo tenerecoluiàchi, quă
dochefia, uenganolegratiofißime parole uostre con= cedute.Adhuomo,àcuisi tenga
obligoper contodibe neficio,potremdire DOLCISSIMA COSA MI FIE
ricordarmiadogn'horal'efferui infinita mentedebitore,dalqualobligopiacciaà Dio
di mainõ mislegarinalcuntempo. Douese cofahaueffe ditan=
topregio,chepareggiarpoteſſequello cheioui debbo; nelueroglieloproferiret,
maperche alcuna tale non uenehò,&perchegiatuttofonfattofuodono,folol'a
moreperficurißimopegnolelaſcio.Adonna,laquale dubitaſſelefuericomandationihauer
luogo,conquesto trattofi dee rifpondere, SONOMI ſtate ledubi tationi 3 TERZ O.
tationidiV.S.in un tempo &dolci, amare :dolci,
hauendodaquestocanto,ondefperare,che mi amiate: amareper
lapocacredenza,laqualprestate alla mia fede.Nemifarebbequeſtaamarezzaper la
compagnia 387 diquell'altradolce cagionefpiacevole;ſein ciò nonui interueniſſe
uostroparticolarfpiacere:ilperche la noia fuperadigranlunga ognimia
contentezza. Senoiad un tempod'alcunoamicoharemo , come perduentura egli
occorre lettere, doni;allhor diremo HEBBI LE LETTERE
&ilpresenteuostrofignor mio, uenutimiaduntempoàrallegrarei ſentimenti
l'animo; l'unopartoliberalißimodella uostra cortefe natura,&l'altrofrutto
pretiofißimodelnostro inge= gno,ambidueàmeugualmente &rari cari. Ad uno
cheardentementeabbracci lelettere & le uirtu, diremo. PIACCIA A DIO DI
conferuar uilungamentein questobuonanimo,ondeui ingegna
tedifaramicitiaconlelettere,&la uirtu , guerreg= giando conl'ignoranza
quilla, coluitio:laqual pace , laqualguerrapoſſanoeternamente stare l'unatran=
l'altra turbatanell'animo uostro.Volendolo darepienamentealcunaleggiadra compofitione,laqua
lefła stataoltre il commune uso d'alcungentile fcritto reteſſuta;diremo , BELLO
ET LEGGIA DROcomponimentoil uostro,&àmeparuto diuoi degno
&naturale:nelqualecofiuinceteuoiſteſſo;quan toconglialtri,tutti quellicheà
questi tempi si diletta= nodiſcriuere . Adunoamico,qualetemadi noneße= 1 66 2 reda
noiamatoſi caldamente,quantoegli dimostra di amarnoiparebbemichefidiceffe,
CHIARISSI= MOfegno,cheiouincauoi nelloamore, mipareche eßer
poßaladubitatione,chehauetedinoneßeredame uicendeuolmente amato,perciò chechi
caldamente ama credeauuenireche talmentefia l'amorſuo manifesto; cheperquello
meriticambieuolmented'effer amato. Si
milmenteuolendoſopraalcunanostranegligenzatro= uarifcufatione appreßo l'amico
;hauremmo addire , PREGOVI VOGLIATE hauerelamiane
gligenzaperiſcuſata,laqualeneluero nonhebbecagio ned'altro,che
dallafedech'iotengo che uol mi amiate inmaniera;cheà conferuatione dießo
amore,nonft ricerchino queste operationi istrinſiche &accidentali,
conlequali credono eſciocchiconferuarfileuere amici tie,nonsapendoche
nell'animoſonopiantate nonne leparoleleradicidelperfetto amore. Adonnaſcriuen
dodanoiamata, dubitandodinon eſſereſodisfatti di ingratitudinediremo, SON
CERTISSIMO che uoi nonpagaretedifiacerba &manifesta merce= delamiadolce &fecretaferuitu,aßicurato
da i testi= monidella uoftrainfinita &naturalcortesia. Modesta menteuerremo
àrispondere alle lodi datecida alcuno amico òinuerſo òinproſadicendo, I VOSTRI
VERSI caro diligenteſignormioſon stati in ogniparteloro puri Soggetto:
gentili,for chemancanodi di cio incolparſenedeeilfouerchio amo= rechemiportate
inmaniera,chetalhora uiene iluo= ftro . stro intutel'altre cosedritto
&fermogiudicioper= 3.89 dendo.Bellißima corrispondenza è quella &
leggia drachiusura diparole,concheſi uienead alcuno ami= co,acui
noui&grandihonorihabbia recati lafortu=
naòlaelettionedeglihuomini,àmanifestar l'allegrez zariceuuta,
&lafperanzadimaggior coſe, infimil cofedicendo, SIGNOR MIO HONORA TISSIMO
pofciacheiointeſilafortunaet ilfauor deglihuominigiuſtihauerui à cofi
degno&rarogra dod'honoreinalzato, chente fperarfipoteada ibuoni
diſideraredallinimiciuostri; ionon ne prefi però
nequellamarauiglia,cheprendiamo generalmente di tutte
lecosegrandißime&inaspettate,netutta quella
allegrezza,cheſentirſipuònell'animo maggioredi co filieto accid nte,hauendouoigia
conglifrutti dellepaf fateopere,&conifioridellefuture,cacciatadell'animo
l'altra nonpotendointieramente riceuer nelmio cuore,non
eßendoeglidicoſiinfinito benecapace,&el lacrefciendotuttauia con la
fperanza, raßicuratada i pregidellauoftramaggiorgloria. Toccando l'humani
tadiperſonacortese, gentile,diremo, TALE E SIGNOR MIO labenignanaturauostra3che
iocheardirenon poteaprenderedimeritare nepmeri todibenefici, nepersomma
d'amorela gratiauostra, horaper l'humanissimauoſtra cortesia miparedime=
ritarla aßai bene.ondeinguiderdonedicio unafedeui profero di
maniera,chequandoellanonſiaperpocoua loredaeffer tenutacara,permolto uolere,
grato bb 3 animo, &ricordeuolememoria dei benefici riccuuti
nonuerramaitempo,nelquale d'hauermiamato , giouato,habbiate àpentereper
alcunmodo. Et pure nelfimil casopotremo direin cotal modo, SE LE STELLE NON MI
darannopotere alcuno difarmi meriteuoledeibenefici uostri ;
nonrimarra,ch'ioeternamentenonui rendagratie,et grato della
cortejeuolontauostrauerſo dime, & dell'hono= ratotestimonio,che digiouarmi
&amarmialtruiren dete.fra tantolo uiurodicontiuouocon lafrescamemo
rianell'animo miodella gentilezza &ualoruostro. Bella&d'amoreuoleconfidenzapiena
èquellaſcuſa, checonunperfettoamicofifa,ſopra o negligenza di fcriuere, ò
tardanzadiferuigio ,o d'altro accidente, co'ldire. CERTO IO RIGVARDAN= DO
alperfetto amoruostro,chemiportate;io non poßoappreſſo di uoi errare,hauendo
l'ibertad'eſſere quanto iouoglionegligente,opotendo liggiermente
dallanostranatia dolce manfuetudinericeuer per= dono.Mauolendodellanostrafede
renderſicura alcu naperfona,intal manieraſcopriremo il disegno noStro: VOI BEN
POTETE, &qui&al= troue, ricca
&pouera,&lieta&ſcontenta,inal= toò inbaſſogradodi meprometterui,
ſicurißimate nerui,cheniuncontrarioaccidentealuiuer uostro deb
biahauerforzadimouere,ne intepidire il miofermo caldopeufiero:anzipotrebbonotuttele
perturba= tioni uostredipiuſcaldarmi, cõfermarminell'amor vostro a
ciascunhora:&quantopiulafortuna cotor bidi auenimenti turbaffe(che
àDiononpiaccia)lafere nitade ipenfieruostri,tanto piuuedresteilmio duris
fimotopacioaffinarſi, diuentar chiaro. Rifponden= doaletteraamoreuole
ſpecialmenteda donna reca= tacizdiremo HO LE VOSTRE letereriue= rentemente
riceuute madonna, conquellatenerezza lette,chenellefibredelcuoremifparfe la
loro dolcez= zainfinita,lequalicomeſogliono eſſeretuttelecojeuo
ſtre,eranopienediqueimele,chefolo daifioridelleuo Strediuineparolette,piuche in
altrapartefiuede stilla re.Ondefiperquesto,quantoper altreoccafioni infini
te,bramai &bramo, bramerò d'hauerſempre quel loch'io
bofperato,&fpero,&fpereròdi continouo, chealtro non èpure,che
ilconferuarmi nellagratiauo ſtra,&inquellaconfermarmiciascun dte. Mandando
alcunodenostricomponimential giudiciodiperfona, nonmenodi ottimi costumi
chediprofonda cognitione diremo MANDOVIQVESTE cartefi=
gnormio,nonanchorauscitedella mia cameretta,àgui Jadipure
innocentißimedonzelle,perchefpecchian dost nelcristallolucentissimo delgiudicio
uostro, or natefi con l'aiutodi quellopoſſano belle riguar
deuoliusciredellematernemani, nellepublichecaro lemetterſiſanza biafimo delle
loro bellezze. Adami coſcriuendo,ilqualetroppoaffannatoſiſianel profe
rirfioltre ildouuto diremo, IL VOLERE RINGRATIARVI dellelonghe, reitera bb 4 te
teproferteuostre,coſiſarebbe
àmediſdiceuole, comefu difouerchio in uoiil replicarlepiuuolte. Ma rifpondě
donell'isteßocasoà persona di grado conditione horreuole, pracemi di
mutarproponimento & dir in cotal modo , IN ISCAMBIO delle proferte
uostre,nonp contodi contrapesar di equalfommailbe neficio;ma percheinme coſe
nonsi troua di maggior prezzo,piacciaui àuoi steſſadiproferire tutto quello che
iomifono,standoſicura,tanto iopiudouere me stef ſoaprezzare&tenercaro,quantouoipiu
speßo conmaggior confidanzadegnaretedicomandarmi.Ri
fpõdendoàlodedatecidaperfona inognifuoattoamo reuole, fi potra dire, VEGGIO CHE
VOI SI HONORATAMENTE dimefauella te,piuper abbondanzadella uostra
humanita,& per l'amore che uoimi portateschepermeritomio, che à
ciòfareu'induca.Di che uiringratioſommamente,non giapercheiopenfi ò diſideri
con queſto ufficioſcemare l'obligation mia,che l'uno nonpoſſo, l'altro nondeb
bo,nonhauendoioinmeparte,onde poſſameritare,che mifiatetenuto,&effendodi
tantoalcunobeato, quan tomeritaperſuauenturad'haueruiobligatione,map= che la
uoſtragentilezzanel richiede.In casodiraccon= Solarealcuno amicopermortedi
padre,òmadre, òfra tello, òd'altri, diremo, QVESTE POCHE COSE
uihouolutoſcriuere,nonpercheio stimi di potereconlimieiconfigliſanarla
penetreuolißimafe ritadell'animo uostro,eſſendo purtroppodaſe prudete;neperdimostrar
d'hauerincioſipocodolorſenti to,cheàuoipoteßirecarparte alcunadiconforto, ef=
fendoiodellamortedel noſtro carißimofratello rima= >
fooltreadogniiftimatione stordito &confusoinma= niera, cheiono
poßonell'animorivolgere dacofiacer bopensiero,negliocchidallelagrime, lequali
anchora fcriuědomiponejugliocchi la tenerezza delmiomol
toaddoloratocuore;maqueſtofeci per non mancare diquelloufficio, àcheconpietami
costrigneusaruer= ſodiuoil'amoreche uiporto.Infimigliantecafo dire= moaltreft,
SETANTO DOVESSIMO aprirlauiaaldolore,quantofu l'acquiſto d'alcunap= duta
coſa&lieto dolce;potrebbe amenire, cheuoi meritevolmenteil
uoſtrodolcißimofratello piagneste, adogn'horaapiufreſche lagrime u'ingegnaftedi
daruscita,ma perchedipiu ualela ragionenelmitiga reifouerchi affanni,che'lſenſo
àrallegrarsinellegusta teallegrezze; per queſtoui conforto à dar triegua àgli
addolorati occhi &pace al mestißimo cuor uoftro . Nell'isteſſo propofito
ufereteanchora un'al= traformadi racconfolationedicendo, DISIDERO SIGNOR MIO
chetantohabbinolemie confortatrici paroledi forza in aquetareil uostro ani
mo,quantohebbeildoloredella mortedelnostro genti lißimofratello inturbareil
mio.Soncerto,checio effen dofiuerrebbono à stagnarein granparte quell'onde,
chegliocchiuostri d'eternelagrimenodriscono .Deh fignormio nonuiricorda,che il
rafrenare dellefouer bbs chieangoscie allegrezzetantocifa eſſerepiudegli
altrifortißimi &generofi;quanto il non potersi da quellerattemperareci
annoueraconglihuomini uolga ri, dibaſſocuore?Etpostoche dolerefommamente ui
debbala mortedilui,hauendo nonſolamenteunfra telloperduto ilche perſe
ſteſſoſuole effergraue&do lorofo; maunfratellocheſolohaueuate, gentilißimoud
lorofo, d'alticostumi,ilquale, leuostre cure al=
leggiarepiuchelefuepropricdifideraua , &oltre à ciofu'l fiore dellajua
giouanezza, &nel colmo di quellefperanze,chenell'animo diciascuno
prometteua noper l'auuenireinfinitihonori,dallequal cagioni egli merita
quantofuuiuodauoiamaio,tanto effer morto lagrimato nondouetepercioconfinite
lagrime cerca= redipareggiarunainfinitaperdita.Et perquesto co=
mesdegnoſodouete piutoſtouindicaruidicofifatto ol traggioridendouidellafortuna,
chedandoui iu preda deldolore,accrefcterealla uoftranimica ilnumero del
leuittorie.In un'altramanierarisponderemo àperfo= na,laqualefifia
diligentementeper noi adoperata di= cendo, SE IO HAVESSI dubitatodella tua
fede&diligenzauerſodime ;neluero egli farebbe Statocoſa nonconueneuole
neallanaturatua,laquale è ficortese,chepiu operadiquellochenoi nelle noftre bi
fognefferiamo &bramiamodipoteraſſeguire,nealla
grandezzadell'animomiorichiesta,ilqualefemprefpe
radipoterimpetraretuttelegrancofe,non percagio d'arroganza;mapergrandezzadi
quelloamore,ondeionontollero d'alcunoaltro amico effer ſuperato
giamai.Rifpondendoàperfona laquale ècon lettereà conrelatione d'altrui ſi fia
affaticata di ricordarsi di tutti e benefici da noi ricevuti ; placemi che fi
dica , POCO FV neceffariaquellaparte,onde uoi rinfrescatela memoriadeibenefici
ufatiui: ilchefa tetuttauiacontante&fi cortesiparole. Perciocheſe
uoiciofatepercontodibenignitadella natura uostra, fpintodallagrandezza
delloamore in me uoftros mirallegro uoi eſſeredi coſi chiari &eccellentico=
stumi,ne penſo poter ritrouarfi naturapiugratane piuamabile dellauoftra.
Maseilfate per dimostrarui. grato, confermarenello amor uostrol'animo mios
neſſuna diquesteragioniuiſtconuenia.Noneßendone
uoiingratopunto,nepotendoiomairitrarmi dall'af= fettioneincredibile,cheiouiporto:Adalcunochehauef
Sericercatocongrandeinscantia hauereil nostro giu= dicioſopragli
studiſuoiuogliochefidica,QVAN DO uoifcriueteſommamentehauercarocheiouiren
daragione giudicioſopraiſtudiuostri;nelueromo ſtrateche ioui porti grandißimo
amore, donate al miogruditiotroppaauttorita:l'unadellequalcose po
teteſperarecheingannarnonuidebba;l'altranonmol to.Inquestamaniera
uoglio,cheunopadreſcriuendoà ſuoifigliuoliquantogratagliſia stata
larelationefat tagli delprofittodeiſtudiloro,dica, IO HO DOL CI mieifigliuoliinteſo,quantadiligenza
ſi metteda glianimiuostrinelloapprendimento deifanti coſtumi et
dellebuonelettere di chel'allegrezzaé tale chelela grimenonhopotutoritenereper
fouerchia dolcezza dacofifattanouellapartorita,ondeàme cheu'amaită to, quantopadreamarpoteffefigliuoli,
sifacredereho rachenullaamatiu'habbia, coſt accreſciendo lemie Speranze
&inostrifruttiingegnateuidifare,cheper l'auueniretantoui,ami,cheio
credad'haueruià questo tempoodiatiriſpetto allo amore,cheallhorami mette
ranell'animo lauostra uirtu diligenza. Scriuendo àdonnanonmenod'alto ualore,che
auezzadi leggere le anticheſcritture persesteſſa trar alcuna uaga
compofitionediremo, VOI NON peraltro ma donnafètepiuuagad'ornar l'animo uostro
delle belle uirtu,chedipreciofiuestiriilcorpo ; onde tutto quel
tempo,cheperuoisipuo,trapaſſate òleggendo l'anti
chememoric,òdiuaghicomponimentile nostre carte uergando,nonper
altro,eccettocheper potereditan= toconlabellezzadelcorpoallebelledonneſoprajtare,
diquantoconquelle dell'animofuperateleuostre. Scri
uendoàperfona,chepercõtod'affettioneragionatrop-pocaldamentelelodinoſtre,diraßi.
VOI FRA tantoriguardatemoltobene,che promettendo dimeal
cunoeffettotroppoeccellente dalla uerita lontano, nonuifacciatedi me
malleuadoreinmaniera,che non potendo iorispondere allaeſpettationeuoinon paghia
*teildebito:percioche io molto bene hò conosciuto piu uolte,quanto
errinofouentequelli chedifouerchioama no concedendopiualloamore, cheallauirtu
effendolo= ro rocostumedi affermare
nelleperſone amate ritrouarsi quelle cose,che eſſi diſiderano,ſebene il piu
delle uolte nõjononemolto,nepoco.Adiuienealcunauolta,chenoi òpermalignita
d'altri, òperfalſe relationi,ò perfo= ſpettod' alcunamico,faremo statiàtorto
accufatifal= Jamente,piacemi,che dopo l'hauereottimamente rifpo= sto alle
ragioni ingiuste degli auerfari, eſſendo laper=
Jonaconchiparliamodigrandeaffare, cofibumilmen te dichiamo; QVANDO iofußi
statoſipreſon=--- tuoso,che iſcuſandomihabbia offefa l'altezza uostrafi
gnormio,lafupplico cheuogliaquesta & ogni altra offejain ciò auuenuta
perdonarmi, imputarnel'erro reallaſmiſurata angoscia,ch'iojoffero,perlasommadi
fi acerbodolore,ilquale toſto uerrebeà terminarimiei
dolorosigiorni,quandoaueniſſe chequella nõaccettaſſe lemie ifcufationi che
anchora che mal uolontierigli huomini patiſcano ogni maniera di afflittione;quella
nondimeno piu citormenta&impaſſiona,che dagli nemici noftri ci uiene àtorto
recata: intollerabile par che ſia quella ferita,cheinnocentemente ciuieneà
tormentare Euero cheaffai confortomi deerecare ' efferinnocentemariguardando
allapersona uostrazdi piuforzainquesto caſotieneilſenſochelaragiõeVno ci
ringratiad'alcunbeneficio,eſſendonoidi primaàlui legati
dinonmezzanoobligospiacemichefidica: E STATO ilvostroaccumularedicotanti
ringratia menti in uoi diſouerchio,per due ragioni:l' una,per cheditanto anchorami
fete creditore chemainon mi uerra uerra
fattodicompiutamente poter ſodisfarui,&l'al altra, perchelamianatura
mifaobligato àtutti quelli àchipoßousaralcunbeneficio.Nel domandare alcuna
gratiaàperfonagrande &illustre,doue il riſpettoci costrigne à parlar meno
licentiofamente, dirafſſi: SON CERTISSIMO cheper lofcriuermio
Sopradicoſifattamateriaparràdi leggieroche la aut toritamiaſia diquesta
gratia,ch'iodomandominore, l'ardireche incio prendomaggiore:ma diciò im
putiſilacolpapiualla confidenza,chemi donalauoſtra
cortesiascheàjouerchiaaudacia mia.Giocandoſopral'a moreuolezzad'alcuno
amico,dimostrataciinlettere od altro,diremo:CERTISSIMOteftimonioche uoimi a=
miatepiuche ionomerito,miparcheſiachelemielette retantocareuiſieno,&tanto
leggiadreparute,quaio uoi affermate. Perciocherozzeeffendo deltutto l'amo
reinmanierale abbelliſcescheà usicoſi pure, & cofi
dolcipaiono,mercedell'affettiõe,laqualealmio difetto d'
ugualſommafuppliſce.Douendodinuouo adoperar unoamico,come cheperaltrefiate egli
fia statoaffati cato,diremo: VOIPOTETE chiaramentecom
prendere,quantofaldaèlaſperanzach'iohofondatafo pralafede humanitauostra:che
nonhauendo ancho raſcoutatoquello,cheio ui debbosintendofar un nouo debito.Et
ciò auieneperdifetto dell'animo, mioilquale ditantoſiſtima,che
ardiſcepoterefopportarilpeso di questo degli altrioblighi. Modestamentemipiace
ches'entria domandarealcunpiacereincotalformadi dire, ESSENDO
certißimodinonhauermaia meritar alcunbeneficioco'lJeruirui,per la moltafpro
portionedellauoſtra magnificaet miahumilefortuna; misforzeròdimeritarioco'l
comandarui, conoſcendo taleefferelauirtu, natura uostra chenon minoro=
bligoportateàchiconfedeuicomada, cheàquelliche caldamentefiadopranonelferuirui
. Volendo dimo= ſtrar l'affettion nostraquantosia grande, ad alcuno
chefla,diraßi: MI INGEGNAREI dimanifeſtar uico'l testimoniodelleparolequantorocaldamenteu'a
mi; senonfufſechetropporagionandone; miparrebbe porrein dubbioilmiogiudicio, la
grandezza di lui:ilche l'unoper ignorantemipotrebbefar conosce= re,
l'altroperpocoamoreuole.Rallegrandofitardi- conunoamicod'alcuna
dignitanouellamentericeuuta; diremo: QVANTVNQVE ionelrallegrar mi con letteredeglihonor
uostriſia stato tardo;non fuiperònetardo,nenegligente à prenderne infinita
confolationenell'animo mio. Nellocreard'alcun magi •
Stratopotremmodirfimilmente, HARESSIMO dapiagnerhoggiplu chedafarſegnidi
commune alle grezza,pdědouncoſiſanto giusto amministratore, qualep
lopassatohahauutolanostracitta;senonfuffe lafperaza,chetuttauiaciporge
ilſuoſantißimo etgiu ſtißimofucceſſore:colqual pocodeiriceuuti honori dob
biamorallegrarci,hauendo egli co'l testimonio delle paſſateopere, con
lafperanzadellefuture maggior honoripiuuolte meritati:douechelanostra citta ,
con laquale. Laqualeragionevolmenteallegrarnepoßiamo,ha con feguito
reggimentopiuhonoratodiquello,cheeſſa non afpettaua,nefferauadipoter afſeguire
. Volendo im= petrardopomolteunagratiadaalcuno principe,òft= gnorediremo.
QUANDO V. S. Illust.uorrà darfinealnumerodei benefici fi largamente per lo
adietrouſatimi,pregolacheellafla contenta difuggel=
largliconlapreſentegratia,cheio le domando.Volědo
darricordodinoiadalcunamico;ſtdeedire gétilměte-incotalmodo;M'E'
parutocõueneuoleildarui ricordo dime,nonperch'ioſtimiciò eßeremoltoneceffariaalla
gentilnaturauostra;ma percompiacereà quell'arden
tediſiderio,ch'iotengod'eſſerſculpitonellanostrame= moria. Adunocheſommamente defiderilenostrelette
reſpeſſouſeremocotestaformadifauellare: NIV NO
dilettopuònelcuormiotrouarpiudolcericetto diquello,che è ilſapere che lemie
lettere ui ſienocost care&cofidilettewoli; dalqual dilettotratto cofispes
fouifcriuo.doues'alcunaincreſcieuolezzaueniffeà ge nerarfidalcontinououſo
lorozincolpateuolstußo , che diciòfetecagione ,mentreio credendo piacerui uòà
riſchiodiſommamentefpiacerui.Incasodi dimostrare quanto cifia stata acerba la
morted'alcuno ò difangue òperaltro accidenteall'amico congiunto;sidirà: SE
DELLA mortedelnoſtrodolcißimopadrehebbi dolore;falloIddiocheuidde il cuore,
&tutte leperfo= ne,cheudironoilsuono deiſoffiri,Guidderola copia
delleinfinitelagrime. Effendo incolpatifuordi ragio= ne TERZO.
ned'alcunſcelerato effetto ; diremo: NON MI DVOLE tantoperla colpadicoſi ſcelerato
maluagio effetto uenirincolpato,ilchedase è puregra ue &doloroso;ma
piumirincreſcielohauere lafortu nalasciatoincorrerequesta openione dime
nell'animo uoſtroiche l'unoaſſaidi riparo&giustificationemi re
cheral'innocenzailadoue che l'altro uiene à minuire quellafede inuoi,qualdianzi
era uerſodimefi pura, &cofischietta.Rispondendoà lettera òrelatione d'a=
mico,ilqualepernoneßere statocon lettereda noi ul tatoſiſia moltodoluto;direte:
SE MAGGIOR difpiaceredee nafcernellapriuationedelle cose,douela perdita
èpiugrande;nel uero uoi haurete cagionedi poco
dolerui,hauědofattopfchissimapdita:ladoueche iodimeàragiõedolermipoßo,haučdo
leuoſtre lette repdutetatodolci,tatocare,&in ognilorparte coff
diletteuoli.Et crefcerebbeinmequesto affanno,s'ionõ conoſceßi,chetaleè
labenignanaturauostra cheglier ronidagliamicicomeßi,tuttiugualmentegiudicatea=
moreuolmete,affermado piutostonointědere lacagio nedelmacamětocheimputarloal
difettodello amico. Cofihauea dettoM. Paolo,dipoco dimorato eſſendo,
quadoaccorgedosi,che ciascunoafpettaua,ch'egli ra=
gionadoſeguitaſſe;prefeaddire.Veniamohoraà i detti conchebreuementesi toccanole
lodi & il biafimo di chichefla.ciòsi fauariamenteſecondola diuerfitadelle
Lingue&nationi:fi cometra latiniſonoalcune priua teformedi
lodare,òbiafimare o dir uillania adalcuno RAGIO. che i CC 1 chetraGrecinonfiuſeranno òtraToscani; &
molti traquestichein quellinonsi trouano giamai. Etlaſcia do
stareicommuniluoghi del lodare òbiafimare,iqua lisi prendono dagli
effempi,dailuoghitopici, dalle biftorie,fi comedicendotuſepiuchiaroche'lfole,piu
stabileche la terra,piuoscuroche letenebre,piu muta= biledellefrödi de
gizalberisiqualiluoghicommuni fo noàtuttelelingue;ueniamoalleformedelparlarepiu
particolari e diftinte, ſicomefonoquelle, quando lo dandoalcunodiremo,egli
ègiouanedelicato, egli ha unauezzofagratiain tuttieſuoimouimenti,hauno in
gegnomarauigliofo,unuederefottilißimo, una intelli= genza profonda, èdeditoalle
uirtu,dotato di buon coftumi ,finceronella conuerfatione, amoreuole nel
fauellare,modestonei gesti, ſpedito nelle attioni. Allequal
lodiuannopercontrariotuttauiaqueste ra= gioni di dire. Egliè giouane rozzo,
egli hà und poßima gratia in tutti emouimentiſuoi,hauno i = gegno rintuzzato,
unuedere groffone, und intel genza materiale, èdeditoalle opereuitiofe, uesti
to di peßimi costumi, inetto nella conuerfatione fciocconelfauellare,
distemperato ne i gesti, tard nelle operationi . Lequallocutioni ſecondolecoſe,
di chepuresiragiona,uanno ininfinito crescendo tutta= uia.Lodafi anchora
&fi biafimainuno altromodo to gliendo òconmetaphora,ò confimilitudine,è con
alle goriaalcunacofadalfatto nostrolontanissima, ac=
compagnandolaconquello,dicheragionar intědiamo: Sicomelabilancia ècofadaunhuomo
moltodifferen= te,nondimeno dicendo uoiſetebilancia digiustitiazaſſai
acconciamenterieſcie il nostro detto ; gli altri effempiadducailteftimonio
tuttequeste uan= nodipari,uoijete lagloriadell'affettione, la uitadela religione,
l'anima dellebelle uirtu,ilpolſodellapruden tia,lalenade ibuonicostumi,il
fiatodellaliberalita, il ritratto della magnificenza,ilnidodeibuoni ammae
Stramenti,lofuggellodella bontajil librode la ueritas l'albergodellefante
opere.Faßilofimile per biafimo, con appofitioni contrariedicendo , uoiſetela
infamia della affettione, la morte della religione, la perditadelle belle
uirtu,loſmarrimentodella prudentia , lafreddez zade ibuonicostumi,l'affogaggine
della liberalita, il dißimiledellamagnificenza,l'efigliodeibuoni ammae
Stramenti,ilpurgodella bonta,letenebre deluero , lo Stimolodellefante
opere.Alcunauoltasi aggiugnealle
detteuocimaggiorcompofitione,percagionedipiufor perche iode za,
dichiarezzamaggiore,dicendo,uoifeteildente sdruccitore della pellede iuitij,
uoifeteil coltello ta= glientedellemaluagieopere:fi come in biasino quello,
uoifeteildentesdrucitoredellepelledelleuirtu, quel l'altro,uoifete ilcoltello
taglientedelle ſanteopere. Aggiugnesi appreßo diqueste ragionidi dire quel= la
, onde noiàguiſadiottimi dipintoriqua &lato gliendo
icoloridellecose,facciamo riuscirnela figura del nostro parlarebelliffima &
riguardeuole:dalle bel lecofetogliendolabellezzaper lodare, ficome dalle こ CC 2 brutte bruttela bruttezza perbiasimare.Bello è
ilfole, bella lafenice,belleleſtelle, ci,i rubini,le perle, con questi
l'oro,laneue,itopa. lo alabastro:dellequaliuerremo àformarelabellezzad'unadona
òd'altri.Brutto eil demonio,bruttauna strega,bruttigliocchi del guffo,
conquestiilcanape,la pelle dellacapra,ifunghi, le Spugne icarboni,
lacotennadelle raggie: dellequal cofefiuienea dipingere l'altruifozza
&ffauenteuo= le deformita.Sicome piacendoui udir l'esempionelPez trarca
aſſai chiaroui ſidimostra perquelleuoci, Realnaruraangelicointelletto,
Chiar'alma,pronta uista,occhioceruiero, Prouidentiaueloce altopensiero. 1 Chi
echenonueggiaqueste paroleeſſerdette inlo dedi Laura,togliendodallecoseil bello
ilbuonosla doueche inuituperio fi acconciarebbono l'isteſſe uoci
dicendo,rustica natura,diabolico intelletto , ofcura al=
ma,deboleuiſta,occhioditestuggine,prouidentia infer ma,baſſo
pensiero.Similmente biafimando il poeta Ro mahebbeaddire: » Fontanadidolore,
albergod'ira, Scolad'errori, tempiod'heresia, GiaRoma,horBabiloniafalfa&rid,
Percuitantosi piagne&ſiſoſpira. →, Ofucinad'inganni,òprigiond'ira, دو
Queilbenmore,e'lmale si nutre&cria, Diuiuiinferno,
Douemutadol'ordineformarpotretelelodidiRo ma ma,dicendo,fontana d'allegrezza,albergo di
tranquil lita,ſcoladifanti precetti,tempio di fede,GiaRomahor Gierufalemmeuero
&buono,percui tantoſi ride,
fifafesta,fucinadifincerita,libertabenigna,oueilmal more,e'l benfinutre cria,di
mortiparadijo. Si lo= da fiuituperaanchoraper eſſempio d'altri lodati et
biafimati ò dalleantiche memorie,ò dalle openioni delle psone
inalcunoc'anchorauius tu tauia.Lodafiuno di cendo,uoi fetedi religioneun
Numa,difortezza un Ca tone,diClemenzaunCefare:ficome p biafimofi dirà uoifete
di difpregiodelliDij un Dionfio,dipufillanimi taun Labeone,dicrudeltàunNerone.
Maartificiofa= mentefiuieneàdirle lodiiuituperital uolta con
l'effempiocontrario,contrariamente inteſo: come uolen
dolodareunodifortezzadiremo,tuſetimido comeCa millo,auarocomeAlessandro,uitiofocomeun
Scipione: chetuttelocutioni ſono bellißime in lodealtrui leg=
giadramentedette.Sicome; inbiafimoufiamo l'istes fi luoghidicendo.
Tusereligiosocome Dionisio, com= paßioneuolecomeun Silla,benigno comeNerone. Et
tuttequesteformedidetti,uengono à trarsi comeiodis
Adallememorieantichedegliſcrittori.alcunauoltaft fannotogliendoglieſſempi
daquellicheuiuono:ma ta= lemanieradilodeagevolmentesipuòcangiarein adu=
latione, il biafimo in maluagia calunnia: nella guiſa che
noilodadounoamicoofignorediremo, uoiſeteglo
riofocomeunCarloquinto,liberaleaomeFarnese,dot tocomeun
Sadoletto,accostumatocomeun Sauello,giu CC 3 dicioso Y ciofocomeunTriphone: uituperando alcuno dire,
conl'effempiod'alcunodeimodernilefueſceleratezze uitij. Faßi un'altra
lodegiuocando ſopral'isteßaparo la,laqualmanieradi lodareageuolmente
puòdiuenta= re uilisimafpecied'adulatione ; tanto alli Spagnuoli piuin
uso,quantoalleItaliane orecchieſuole eſſerefpia ceuoledicendo,uoi fetepiubello
della bellezza,piudot todella dottrina,piugiudiciofodelgiudicio,&piusan
todellafantita,iqual luoghi albiafimouengono adac commodarfifacilmente Voifiete
piubruttodella brut tezza,piuignorantedell'ignoranza, piuſciocco della
ſciocchezza &piuribaldo della ribalderia. Taluolta uengonoàmutarsile
uoci,restandonondimeno l'isteßa fignificatione:qualdicendoin altrui lode,
uoiſete piu bellodella uaghezza, piu dotto dellefcientie,piugiudi=
ciosodell'ingegno, piuſantodella religione. Soglio noanchora
eſcrittoriconartificiofacatenatura accom
pagnareleudci,continoatamenteprocedentiinfino alle fini,co'l dire.Odolcezza
ſoaue,òfoauita giocondissi ma,ògioconditatranquilla,òtranquillitafelicißima, lo
eßeredue amantideltutto,deluolere & dell'animo in ogni tempo,inogni
stato,in ognilorofortunacongion ti. Sicome in biafimo diremo ilcontrarioin
cotalmo= do,òpaßioneamara,òamarezzadolorißima,òdolore inestimabile l'eſſere dagliacuti
morſi dellainuidia la= cerati.Ma tempo è ch'iouiconducaàcerte particolar
ragionididire,concheſt biafimaalcunocon parolenõ dimenocheniuna
riafignificationeritengono: ilqual biafimo TERZO. 407 biaſimoſifa
òpercontodidileggiamento,ouero per= chelacattiuanaturad'alcunoſiaſimanifesta
,che per difpregioogn'unopenſi quelletalparoleofferglidette: ficomediraßiad uno
cheragiona in contegnoffuta perle,er aduno cheuaditropposu la grauita piu di
quellochela eta,ò l'habito,ò la profeßionenon richie= de,ilſeicento,ouer
untheatrodifenno,od altra cosa fi migliante.Lequalparoleanchorachedasenullo
biafi= morilcuino;nondimenoàtalepropofitorecano uitupe
riograndißimo.Altreportanouituperioaccompagna
tenondimenoconuocifuordipropofito,qual dicendo aduno,montoneordinario,afinoincremifi,
&fciocco diterzopelo,fi comequelleanchorfanno,cheaccennan do
lelodid'alcuno,uengonoàdar dipettonel biafimo
intalmodo.Honoratacofaèiltempio,maaggiugnen= douidiricottastofto uiene
àcaderein iſcorno d'altrui comedicendo adalcunoioticonsacrero untempiodiri
cotia,tiſcolpirònel cauiaro,t'intagliero nella midolla delle rapist'immortalero
alla eternita dimeloni ,tula ueraiiltuo mortaleconl'orina dellemuſe,ferai adora
tonellago diComo,leuoſtrerimeſonoparteghelfe et
parteglibelline,Apollouilegheraun ditral'altreima ginidelcielocon
laſtregghiadelmulopegaseo doureb bonoifecolifar lepazzie, percheui imparentaſte
un giornoconlefibille.Voifetepiufauiodeldidelgiudiz cio. I
uostriuerfinonharannonefreddonecaldo,per chelifapetefare
&nudiuestiti.Lequalformeneda Grecineda Latinimainõhebberoalcunuso, perquan
cc 4 to 408 LIBRO toiomipenfi,&perciononmolto loderei l'uſo loro:
tantopiuquantoallaloro legaturauiſiricercapiuto. sto lanaturachel'arte:neper
moltochenoi ci affatiz chiamo po remoàquelſegno peruenire,che ilnoſtro
diuinoM.Pietrocoſiageuolmentehebbedestrodiacco Starfi.Veniamoàquelli,
chepercontodibiafimofiuen gonoàformareconlegaturadicoſecõtrarie,nellagui Ja,che
noidiremo,uoi conquesteuoſtrefatiche uihare= teguadagnatountropeo diuergogna ,
unapiramide d'ignominia,unconfalonedi uilta,unaſtatuadi dapo= cagine, effendo giocatore
folenne. pazzo diuino,dotto d'ignoranza. Conquestimetteteil doleggiare alcuno
conparole,ilcuiſenſomouailridereinaltrui:fi come
adunafeminadicendo,Voifetel'intingolodellemiebu della,il tringiamentodella mia
sbudellata milza,losco pisciato appetito dell'anima miaconcupifcibile,etil ez
zojo difideriodelmiopolmonesſoncerto chetenendoß
offesadauoigrandemente;cercheradifarne quelle uen dette
cheſetuttel'iſconcie&uillaneparole al ſuo
honorepiunimichelehauestedetto.Etfi comel'uſolo= ro èfpracenole adhuomo accostumato
&ciuile;coft deono efſſeredalpoeta &dall'oratore lontane , come
quellechepiufannodelbuffone chediperſona aueduta giudiɔlofa. Piacemi
anchora,chefuggirfidebbano quelleſciocche affettationi
checotantoſpeſſefiueggono neicomponimentiSpagnuoli,&coficarealleorecchie
degliignoranti,ondeeßidicono, imiei ſenſi ſono per amordiV.S.impiccati:
ſquartata el'animamiaper le le
manidiqueltradittor bo'a amore.Nonuipare,che udendoquesti strepiti & questi
auenimenti horribili, L'orcecchieuostre,sisdegninodicoſifatte affettatiõi?Ec
coquell'altro,tuttelepeneamorofefentoregistratefu'l librodelmiocuore,cheſciocchezzeſonoquestesPuoes
ferechegl'Italianihuominidifenno di giudicio (il cui ualore noncredo
cheneglianimi lorofiaancho= rafpento)habbinoſidimenticata l'anticadiligenza nel
giudicare;che ardischinodi dire itratti Spagnuoli& i lovodetti effere
piualti&piugenerofide gli Italia= ni?Perciochelaſciamo stare,checonquesta
opinioneuč ganoàpreporreiSpagnuoliàGreci &Latini;non è anchoramifera
&compaßioneuolecoſadeltuttoilgiu dicaregrauiiconcetti baßißimi,magnifichi
eſciocchi, generofiquelli che muouonoleriſa?Certo à me in= creſciemolto,che
hoggidilamaggiorpartedegli huo miniuolgari habbinoauttorita di lodare
&biafima= rele compofitioni: piu miduole,cheidottiſeguendo
ilgiudiciocommune,uadinodietro algiudiciode i mol ti . Quiuidiſſe
ilContarini,EmiſilasciacredereM. Paolocheilgiudicioche moltifannoſopra delle
cose Spagnuole,nonuengad'altro, chedauna certaopinio
nechenoihabbiamodidiletarnoi steßipiuco'l piace= re,chegiouarconl'utile.
massimamenteeſſendo i loro dettimescolatihoracon lemetaphore,horacon lecom
parationi,horaconlebugie,lequalbugie mescolateda capoco'l liquorediquella
adulationetrafcurata,fanno riderechi lefente gliignorantifpecialmente,chepia :
CC 5 cere ceretrouanointutteleſciocchezze,e idotti di
riſo ſol letico&generatodaluederequellepazzie,forſe loro dileggiandoin
cotal modo:Etperquiſtoil giudiciodi M.Paolo èstato
bonißimo,chequesteaffettationifiano dafuggire,comepiufia ànoipoßibile.
Quiuidißelo Sperone,un'altra cosapenſodouerefommamenteſplace
reàM.Paolo,quellofcriueredilettereloro, con que periodi,che mai non
trouanolauiadiuenir àcapo,co= fadaGreci Latinitantodiſuſata,&fuggitadai
miglior Toscanialtresi.Etpercheionon parlı in cio piupercompiacerealManutio
&al Contarini,cheal >> lauerita;uditequesteparole,Moltefiateuòtra
meme defimo confiderando la miagiouanezza,&mifouiene >> ch'effendo io
lettorein Rodi,lamia giouenilcarne non »
menofralechetenera,meſſaſinellaprimauerafi trouò >> infolitudine,
lafolitudine inſieme cõla libertafiuta >> ronoilmondo, fiutandololoſenti,
sentendolo lo »ſeguito, seguitandolol'aggiunje, gusto, gustandolol'amariggio,
giognendolo lo amariggiando= lolorifiuto, rifiutandolololasciò,&lasciandolo
ri tornò, دو ritornandolo loraccettò,&finalmenteconui tatomi ilmondo, ionon
lorifiutando, cinquanta due annihabbiamouno isteſſopanemangiato,Ginuna , casa
medesimadimorati,cisiamo.&cofiinsieme stan >> do,quando touedeua
ilmondoadirato; loferuiua , & ›, egliquando miuedeuamaninconico;
miaccarezzaua, > quandoiolo uedeuaprofpero glidomandaua,quando 22
miuedeuanolieto;m'ingannaua, quando diſideraud » und d unacofazmiaitaudàconseguirla,&nelpiu bello
che lagodeua,melaritoglieua,quando miuedea contento, دد miuifitaua, &quandocontento;
midimenticaud,quan do oppreßomiporgealamanoperch'iofalißi, qua
domiuedeafaltto;mi leuaua il trefpidoperfarmi cade
re,&inconchiufione,quando mipenſaua hauer pur qualchecosa al
mondo;trouochecioche egli poßiedee unsogno. Hor cheuiparediquestaeaggerationes
uisòdirechequellapoueraconchufione doued penar l'animaafpettado
chel'auttoredoueſſefinirdidarle la collata.Certoſe il buö Spagnuolo
stauaunpocodipiu atormentarla;lefacea confeßarqualchealtrapazzia. Rijeroquiui
tuttidelleparolediM.Sperone, ilMa cignidiffe,quelfuomondo,che luiha
cofimalacconcio, doura eſſere unamalabestia leuandoïi come feceil tre=
fpido.Anzierahuomodiſauio giudicio,dißeilPriuli, àconfolare il
buonMarconellemiferie, ingannarlo nelleprofperita,perche ne difperato
nellefciagure , ne-fuperbonelleallegrezzenon diuentaße.Sidiße ilCon
teerahuomodigiudicio il mondo,ma nonperòdifcreto molto ,hauendo
ilpanedell'Imperator Aurelioman= giatocinquantaanni & poi
affaßinarlo.Comedomine fateuoiche'lmondoeraunhuomodiffeilBarocci,ha= uendolo
descritto l'auttoreperunmelone?quandodif= Seche lafualiberta
lofiuto&fiutandolo loſenti.Dif= SeallhottailGirello,fubellißimamethaphora
il chia= marlomelone,uolendofignificarilmondo effere di fi=
gurarotonda.Etco'ldire diquesteparole ciascuno fi dicde diedearidere.mailConte Fortunatorivoltoà M.
Paolo diße,di gratias'alcuno di questi detti ue neri
cordatepiacciauidifarcelofentire, perchenoi dal lon goascoltaregiastanchi anzi
chenò,prenderemoalqua todiristoro.Soncontento riſpoſeimmantinenteilMa
nutiofoifequi.Iolaſciero raccontarequedetti coſilon
ghi,cheM.Speroneciricordò,comeche di cofi fatti
maiuerunononhabbiaſoffertodimandarà memorias dirò quelliche
brevementeuengonoàſporreilfatto loro.Tojonodißeunoinnamoratoallaſua donnafcri=
uendo,l'idea della compaßione,ilprincipede gliaffan= ni,ilfecretario delle
miferie,perciochenellemie uifcere hòdepofitata lacoßadi tutteletribulationi. Et
altrc= uefcriuendounoadunoamicodiße,ioho deltuodolo= regrandolore,&dellatua
marauigliagranmaraui= glia,perche iltuo dolore &la tuamarauigliafono ra
dicati nelmio cuore.Un'altro uituperando la inuidia
diße,neluerocontradel'inuidia riunobafortezzada difendersi,negrotta
danafconderſi,ne cimadainalzar fi,nemontagnadaridurſi,neboscoda imbojcarfi,nena
uedafuggire,necauallodacorrere,nedanaiodariſcat tarfi. Per confolationed'uno
amicofcriße in cotal mo= douno,anziperdimostrargliſeeſſered'ognifuomale
partecipe;Tanto mi tiene afflitto la tua afflittione , tormentatoiltuotormento,
addoloratoiltuo dolo= reschementretupiagnicon gliocchiistrinſichi letue
Sciagure;io quelleisteßepiangointeriormente con gli occhi dell'animamia.
Sicomeun'altro ad unafuadonna ſcriuendodiße,se lefiammechem'ardono,tali uſcif=
ferofuori,qualiàdentro mi conſumanostengereiil cie= loco'lfume, la
terrafareidiuentarbragia.Etnello isteſſo auuenimento,io deliberal con
deliberata delibe= rationefcriueruiquſtalettera,perintenderefe ui era in
piacere,chelefaettede i miei sguardi pigliaffero di miranelberfagliode
lauostraferuitu. Ad unadon= naostinata &crudele,uoi adempietelauostra
publica crudeltacon imieidanni priuati, &con lemieango= ſciefecrete. Ad una
persona laquale habbia posto in difparte l'amor noftro , uoi hauete ne i paest
dell'obliuione sbandita la memoria de tuojtri ami= ci. Adonna crudele eßi
diranno ,se tu defi= deridiſuperarmi; mi tidonoperſuperato:ſedistrug=
germişmitidonoperdistrutto:ſedi ancidermi ; mi ti donoper ancifo,sedi
affliggermieternamente, mitido nopereternamenteafflutto,percio che neluifo,
nell'an= darenello stare,e inogni mia attioneſipuò uedere co meiltuofpeßo
offendermi, &il mioraro difendermi fonoedificipiuattiàdarmimorte, chead
aßicurarmi lauita.Nelloisteßo auuenimento procaccieremo d'im=
petrarpietàdicendo, poſciachela mia liberta èconden nataalfiſcodellatuaferuitu,
piucarom'è il per= dermiperamortuo,cheacquistarmiperconto d'altri;
conſenticheioſiatantocertodellatuafede, quantofei tudellamiaaffettione.
Affettatißima esclamationefie quella,ondeſopra laliberta delle donnedirà lo
spa= gnuolo.Ahigiustitia del mondo ingiustißima, pofcia che chefi uccidonoglihuominiche inuolano larobba
le ricchezze,& fiperdonaallefemine,chetroncanoleno streuite traffiggono
inostricuori,fucchianoil nostro
fangue,&cauanolenostreuifcere,nonnelasciandol'a nimaanchorfana ſicura.
Un'altrafifasopradel propriocuorein tal guija,o molto appaßionatocuore,
ch'effendofanofustiferito,eſſendo intierofusti diuiſo,ef fendolieto fufti
tribulato,effendo uiuofustiucciso, &ef fendomiomifusti inuolato .
Questipochi adunque,che cheiohòraccontatifin hora,bafterannodifouerchio p
fodisfarlealdefideriodelConte. Vnafolcoſaaggiu= gnerò,alleraccontate,che i
detti Spagnuoli quanto fo= nopiuingegnoſitiratidai Francesi;tantopiufono
éFrancesipiupuri&piu dolcid'eßt,in ogni lorpar te.Etcontuttochelalingua
Tedescaſia cofi Barbara ſi ſpiaceuolecomelafua pronunciadimostra;non=
dimenonello efflicarealcuno effettoè di tanta forza; ch'egli èuno stupore.La
lingua ondefauellinoeturchi specialmentenella citta di Costantinopoli , eſſendo
pronuntiatajulalingua&neiconfinidedenti de lelabbra,hafuonolanguidetttoma
diflinto&chiaro. ondeperl'isteffa cagioneſono i lordettipiaceuoli,
festeggiofi,&per lopiuuanno ilovo tratti non allap Sona conchififauellazma
àcoſadifferente. Sicomefcri uendoadunaamica diranno, òcielo, perche ofcurando
tinonfaiſegnodelmiodolore.ò stelle perche piangen
dononfatefededellemiepene.Eccocheimontiballano, laterrafi muoue ilfolefiofcura
&gliaugellinonca tano tanoperpietatedelmio cuore IGrecipronti &
leg= giadrimaestriditutte l'arti, ricchi dimolteuarie= tadidire,hanno
unaloroinfinitanatural gratia nello efplicare nonfologliaffetti;ma lodare
biafimare chechefia. Neglieffettibaſtiui queſto eſſempio. Era unoche
caldamenteamaua,uede un'altro cheua cercan dodelfuocop apprendereunſuo
lumicino,dice l'aman te,o tucheuair cercandodellefiammeueniàme, ac cofta il
lume all'anima mia,quiuitanto fuoco ritroue rai,quantoCerbero
uedeardereneiregni infernali. Parlandodellapocacertezza qualhabbiamo dellafede
degliamicidicono, Lamaggiorpartedegli amiciuen
gonoàterminarfineiconfinidellaſalutatione, percio cheoltre
àquestofegnononardiſcono di trappaſſare. Similmenteragionandodelfilentiodicono:
mentreche chel'huomo fitace,comunqueſciocco &ignoranteche egliſiſia può
darinditio di accorto &fauio, celando Sottol'ombradeltacerele bruttemacchie
dell'animo.3 Inmateriadell'inuidiaeßidicono,L'inuidia éfra tutti iuitij
peßimacosa nondimenoinſeritiene tantodibon tasche maceragliocchi&l'animo
dell'inuidioso.Ad unocheconilportaredellabarba lunga foltauoglia
daradintendereadaltrui d'eſſerſauio,diconoſe ilnu= trird'unagranbarbaéſegno di
dottrina ; ancho il barbutobeccoſi potra chiamareunfauioPlatone.Ma
dòPericleadunaſuadonnaunuaſodi precioso odore dicendo,ioti
mandoquest'odoreſoauißimo,nonperche àterendagratia;maperchedal
tuoodorediuentipiu pretioſo perfetto.AdunadonnadirailGrecoaman
te,uoihauetegliocchidiGiunone,lemanidiMinerua, lepoppedi Venere,legambediTheti
, adunque felice chi ui uede,beatochi ui ascolta,mezzoIddiochi ui ba=
Scia,eternodel tuttochi gode delloamor uostro.Bellißi
maesclamationecontral'oro,fu quella,O oro padrede gli adulatori,
figliuolodellecure&l'hauerti è ti= morese'l nonhauerti é dolore
Vnabellezzaſanzagra tie dirannoeßereun'hamoſanzal'esca.Diſcriuendoun
baſcioamorosofoglionodire ,fu nelbaſciarui l'anima miaarijchiodi rompericonfinidellelabra,peralber-garneidolcipaesidellanoſtra
meliifluabocca. Etcon tuttochelaGrecia partehabbiahoggidiperdifettode
Iafortunacangiatalafuanatia fauellain Turchesea, Barbara, partepermalitiadegli
anni fia tralignata pocomenochedeltuttodalſuoanticopedale;nondime=
nolauolgarfauella,conche iGreciàtempi nostri ra
gionano,ferbapuranchoraalcunueftigiodellapristi=-nadolcezza
&forzanell'efprimeredolcementei no= Striaffetti,fi come appare co'ltestimonio
d'una can= Zoninauditadame in lingua Turchesca, & in lingua Greca, la quale
hauea quiſto ſentimento. Che una gio= uanetta cantando
fidoleuadellapartitadelſuo aman= tedicendo. „ Bafilicòhopiantato, Etroſeſon
nafciute; „ Dentrodellicui rami , Cantanlerondinelle. L „Deh . Dehrondinellemie
» Pregouinoncantate, " " Poiche'ldolcemioamante Radicedelcormio ১১ Sifadamelontano, Fuggendoildolce porto, Perritrouarfra l'onde
Tempestofitrauagli. Dehrondinellemie Pregouinoncantate; » Mapiutostopiagnete, Sepietoſeuoi fiete. Piacquel'udirequestacanzone
àciascuno,&fpe= cialmenteal Conte alBarocci, percheM.Paulo per
compiacerloro, recitòquest'altra ,laquale affermaud hauerudito inPadouadauna
gentilegiouane Greca, laqualdicea in cotalmaniera. Donnas'alle bellezzerade òjole Hauesteugual pietate;
Foranlefiammemiedolci &beate. Ets'inmefußeiluoftroduroorgoglio, E'n
uoilamiabumiltà non temopunto, Ch'alfommodel miobennonfufſigiunto,
Ch'iononſonſidiſcoglio, Ch'iodonaßiàpietàtantocordoglio: Fates'èmorta almeno »
Illegame,ch'alcor m'hauete auinto, , Co'lmedesimodiſcinto 4 : RAGIO. : و 3 Sid:
C dd Siaperche morte homaim'ha posto il freno,
O'metrabete à tempopiufereno. Et nell'istesso tempo,che ioinPadoua mi ritrouai,
Sentij unaferaunoſcolare Ungaro,ilquale mormoran
dotrafe,nonſochecantauapienamente:&percheegli era alquantomio
domestico,ilpregai che egli latina= menteuoleffe efpormiquella cotal
canzone,&egli uo= lontierila mi diße,onde molto restai della purita di
quella linguamarauigliato, &à dirla toscanamente uerrebbe
àfignificarequellocheuoi udirete. Donnac'hauetenelbelpettofanto
Millecor,millepalme Dimillefuenturateamoros'alme, Chefala miasben sò,che'l
sdegnoe'lpianto Del'altretutteinſemedesimatolle, Perched'ogn'altra èpiutenera
&molle: Etuiepiuſo di uoſtra crudeltate Ch'ha presoqualitate; >
Quest'una dogliail corbendeepatire, >> Malepene d'altrui nonpòſoffrire.
Matempoéhoggimaididarluogoal Macigni, il qualeſochetanto
piubellecosedimeuifarafentirequa toilfuogiudicioreputograndementein ogni attomi
glioredelmio. Etciòdetto ſubitamenteilManutioft diedeatacere: Laqualcosauedendo
ilMacigni dopo unhauereciascunode gliascoltanti riguardato nella frontepiacevolmentepreſe
adire.Egli èpurforzache lariuerenzadameportatauiuinca la debolezza del mio : mioingegno,poſciacheàuoi piace ascoltarmi
mentre io ragionerò anch'iodiquelleconditioni,che nelpoeta
nell'oratorefonoadhuoporichieste: non perche io
fperidiconseguireineffettoqueltanto, che le amoreuo liparoledel Manutioui
promiſe di me nelfinir dei ragionamentifuoi;ma perubbidiruiſanzapiu. Emi
ricorda leggendo ilDecamerone hauer uedute quelle parolenelprincipio d'unanouellettaaffai
piaceuole le qualdicono,cheficomene lucidifereniſonole stelleor namentodel
cielo, nellaprimauerai fiori de uerdi
prati,&decolliirivestitialbuſcelli,coſi de lodeuolico
ſtumi&deragionamenti belli ſonoileggiadri motti, liqualiquantopiubreuiſono,tantofuronopiu
bellida gli huomini giudicati & hebbeft per l'isteßa cagione
openione,chemeglio alledonneconueniffero, fi perche piualle
donne,cheàglihuominiil moltoparlare ſi diſ
dice,ſiperchetantofonopiuleggiadri;quantofono det tiall'improuiſo ;
ilchediradouiene àglihuominicon= ceduto,
alledonnepiuſpeſſo,comequellecheſopraua
zannoinellefubitanerifpofte,&piudegli huominiua glionomolto E'
iluerochehoggidilenostre femmine
s'intendonomegliodeldirefufo,&conochia& arco laio, contuttociò piu
astuteſono nelfar mercatoco lalauandaia, &faper quante uouafi mettono
àcoud= re;chenetempiopportuniſaperrifpondere, òpropor realcunaleggiadracosa,oueralcunodi
questi leggid= drimottifarfentirene loro tempi. Etpercio radifono glieffempi,
chedalledonneprender fi poßono, onde dd 2 que quepochi, che di miglior gustofifentono, par
che da glihuominiuengano aformarsi. Etpercio effendo il motto,ſpirito
&dolcezzadelragionamento noftro,at to àleuare la noiadellongofauellare,
didolcißimo conforto all'orecchie degli ascoltantiminiſtrozàmepia cerebbeche
eglital uolta &dalpoeta &dall'orato reuenißeusatoznondimeno
conquellamodestia & con ueneuolezza che10faròfentire.Auegnadio,che conci=
tando il motto o rifo,ò marauiglia,òbiaſimoinaltruis non dee eßerefpeßißime
uolteuſato,nonfacendolapia ceuolezzainfciocca buffoneriaperauentura traligna= re,
lofalfo delle parolein ifpiaceuoleinettiacangiar fi.Et
dicioprendetenel'eſſempioin HomerotraGreci fonte uniuerfalißimodi
tuttelegratie,et trouarete egli hauernenon altramente alcuno d'eſſiſeminato per
lo fuo poemasche fioriper lo prato uerdißimodellapoe= fia.Tal
uoltaalcunod'eßiDemosthene nehafattifenti re&fimilmente iſocrate,Eschine,
glialtri: &per uenire alliRomaniCicerone,Cefare,Hortenfio,Hora
tio,&Martiale,& altrinonistaro à prender fatica in
dimostrarloui,effendoàtuttimanifeftißimo . Ettra Toscaniſcrittori
Dantetuttolieto & tuttofesteggio fo,&ilBoccaccio intutteleſuediuine
profeſalfo motteggioso.Ilchenonpuotefar ilPetrarca,fi perche lamaterianon
loricercaua, &fiperche eglista me= glioildirdeimottialla profa,che
aluerfo.Ondeall'o= ratoreſonoper l'iſteſſa cagionepiu chealpoetarichie sti
&conueneuoli.Maèdaauertire ilmotto eßeredi piu 421 piumaniere:percioche
alcuniſono dishonesti , alcuni . empi,altri mordaci,altri chemouonolerifa,
&alcun' altricheperrispostaſidano adaltrui.Lequal differen= zeuengono
òmarauiglia àgenerarenegli ascoltanti, ògiuoco,òbiasimo in altrui , per
dichiarare tutte tuttequeste fpecie,dicoildishonesto poterfarsi ò per
rifpettodellamateria,òpercontodellapersonafi come effendodettoin preſenzadi
donnediottimafama, oue rotraperſonereligiofe,ouero riſpetto al luogo come
neltempio,deiqualidamenon afpettategli eſſempi. Gli empifono quelli,onde uiene
il motto a cangiarsiin unacertamalignità,laquale&gli ascoltantiinfastidi
fce; &biafimogenera incoluichenel'uſa. Sicomead unpouero
imprigionatodicendo,colui éfattouccellodi-gabbiaòdomandandoadunpouerofegliha
monetadi unoscudo,ò dicendoaunciecoſeuuol giocare à paro caffo:òinuitandouno
aßideratoàcorrere. Similmē tenonfideemotteggiareſopragli huominidifanta ui a,
diottimicostumi,nedileggiare iuecchi,nebeffar idelloandar
iſcalzodeicontadini,neriderſi dell'al= trui calamita altrimente
uengonotuttiquemotti ades fer empiescelerati, inditiorecano d'animo torto
maluagio.Spiaceanchorailmotto detto folamente perincaricarealtrui,ſanzaeſſerne
data occafione da colui, fopradichiuiene uſato, &fpecialmente quando
mordaciſono, &àtuttinell'istesſſaprofesionesi poßo noattribuire: Si come
uedendounhuomomaritodibel lamoglietemerariamente dire, Costuisifaombradelle dd
3 Jue fuecornaàſeſteffo:Etadun
medico,non uiaccoſtateà colui,cheputedi sterco:& aduno aduocato fuggiteco
lombe,che quiui èilfalcone. Et uedendounnotaiocon
lapennanell'orecchia,coſtuiportaconſeco il testimo= nio degl'iſtrumentifalſi
chehafatto.Etuedědo uncor tegianochi cheſia,chiamarlo cortigianoſpelato. ue=
dendoperſona perbaßezza difortunapocoriſpettata dirlemurofanzacroceſcompiſciato
daciascuno:Simil menteincontrandounuiſodalla naturacontrafattofo=
glionoalcunichiamarlouolto diphantafima, uoltodi baronzo,capodafruſtatedi
meloni,&altrefimilcian cie:lequalificomeinetteſonoscoſifanfededi nonſoche
importunita intollerabiledichtl'uſa. Sicomeuedendo
unoundiquezoppischeuannoconlagambadi legno, diße,costuifarebbebuonoda
andarinuolar ilporcodi Calandrinofanzaeßersentito. Imordacififınno per
contoditoccar iſentimentid'alcuno acerbamente, ma inmaniera cheilmorſo diletti
à gli ascoltanti: ciòfarfi dee conperſonenontantoſciocche,che ilmot=
tononvengaaperderedi ſua riputatione; necon uir= tuofi ,acciochemalignonon
fiažneditanto alta fortu na,chenonsenericeuaqualche afprapunitione:macon
quelli,cheſonodi buonointendimento, pocofauoriti oucroamatidagliascoltāti,et
dimezzanafortuna.On denonlodo coluichepiuardito chefauio eſſendoglida
unCardinalestatoiniradetto afino indiscreto,riſpoſe queſto nonm'èdifcaro ad
udire, perchel'iſteſſoſi di= ce diV.S.Reuerendißimaanchora.EtAiacemordendo Vliffe,accennòvliſſe
eſſerefraudolente & tradito reſanzacagionedicendo, Domandateo Grecideifatti
di costuialla notte,chedituttineèconſapeuole,&fu
dituttelefueunpreſeſolateftimonio .Sicomefentendo
unoparlarealcunaperſonafreddamente,chi chieglifi fuſſe,diceacostuimunge
unbecco.Eteßendoun giorno uenutoilMarulloà Bolognanel tempo di Fhilippo
Beroaldo, alcuni Bologneſiunamattinaper tempo le= uatiandaronlo àuifitare
portandogli alcuni uerfi di M.Philippoinlodediluicomposti: i qualiuedutiche
glihebbe,fanzaaprirbocca gli gittòſoprad'una ta= uolatacendo.Etinscando
igiouanidiſentiril giudicio fuocaldamenteilpregarono, cheilMarullo uoleßedi=
requellocheglipareſſedellepianteBolognesi,fuperba menteriſpoſe,ſe cotesta
uostra piantahapaßato dodici anni;nonaspettate daleifruttodiforte alcuna.Hor ue
detecomeil Marullofuinuntempo mordace difcor tese.Non mipiaceanchorailmordere
motteggiare fopralecofefacre,nellaguiſa chefeceGianpolodaVe
netia,chestandoinconditionedimorte, &hauendo ri ceuutol'ogliofanto, fudomandatodaunſuoamico,co=
meeglistaudz eglibeneriſpoſe,nonuidubitate che
iofcorreròbenißimoeſſendotuttounto .Sonoancho= ramordaci quelli,ondefi tocca
alcunocon ingiuria dimolti , ficome diße il Sanfeuerino di Pietro da Valle in
una brigata di perſone ,guardate feegli è pazzo , cheè Sanese ,se egli è tristo
cheèprete, feeglièsfacciatoche éallieuodicaſaN.douemorden= dd 4 do Pietro
ueniuaadoltraggiar molti altrifimilmente per l'istessa cagioneHabbinoadunquei
motti unalo= ro falfa &conuene.uole opportunità ,trouata dalla
difcrettionedell'huomo accorto, ilqualefperain questa parte ualerfi. Sono
alcunialtri motti attiàmouere le rifadegliascoltantiinmaniera,che apenaſipoßono
uolendo racchettare:onde dolerele mascelle,&fcop piarui ilpolmone, &fuffocar
le uiſcere uiſentite con quella piaceuoleamarezza,chediede alpicciologigan=
tello,neluederelafimiacalzarſi,ſiſoaue morte. Ilqual riſo
procede,ficomeſapeteda unacertadolcezza ,la= qualedilettaglianimi noftri
percagionediuedereòd' udire cose strane,allhottachelauolontà moßadall'affet
tionedell'oggetto,conſentealla allegrezza , àcuiubidi ſconoque nerui,che
uolontariamenteſi muouono: dai quali tiratala pelle i muscolidel uoltoueniamo
àra nichiar iluso, fareque ceffi chefi ueggionofar ri dendo. Ilqual riſo, s'è
macchiato d'odio,didolore, òd'altrononpuòfarsiperalcunamaniera, eccetto se
nonsifaceſſeſimile àquellodi Annibale,quando rife tralelagrimede
fuoisoldatiperdifperatione. Questi adunqueotraffiggono iuitij
altrui,òſcuſanonoimede fimi,òrispondonoquandod'alcun'altro ueniamopro uocati.De
iquali,per darneglieffempi dico,cheleggia dramentefiuieneamorderealcuno chesia
nella guiſa chefeceGuido Caualcantiicauallier Fiorentini , MonaNonail
VeſcouodiFirenze. Sicomeiniſcuſa difenfioned'altri uengonoquelli,chefi leggono
nel la Janouelladi MadonnaPhilippa,diCichibio
cuoco, di M.Forefe.Etin risposta d'altrui quelladiCistiforna= io: fi
comepercontodi reprimereilfollediſideriod'al cuno, quellachelaMarchesanadi
Monferrato.E'bel loquello,ondenoiueniamo àtoccarel'auaritia o poca
cortesiad'alcuno,fi comehauendo un gentil'huomofat todardamangiareadunſuo
lavoratoreſolamentedel pane&deluino, ilcheuedendo ilcontadino,comeardi
renonoſaſſedimangiare,nonſochetrase steßo penz fandosi staua:Ilebeuedendo
ilmeßere dißc,perchenon mangitu àcuiriſpoſeilbuon huomo ,meſſere questo
uostropane euinofono tantodifcreti,che nonuoglio notraghittaresenonvengonoglialtricompagni.
Et replicando piuuolteunfratead un'altropouerohuo moſantoChriſtofanoeſſer
statoperſpecialegratia da Iddiofattodegno disostenereſoprale ſue fpalle ilfuo
figliuolo,diſſequel cotale, meſſereſeſanto Chriſtofa= no,portauaChrifto,
&Christoſoſtieneil mondo con lefuemani;ditemidouefermaua i piedifuoifan
Chri stofano? Fece ridereM.Pieriouna brigatadouefira
gionauainPadouasopraicaſid'un dottore della no= tracittà eßendomolti, iquali
diceano lui douerfi maritare nonhauendoalcunoherededellasua famiglia chi
diceala tale starebbebeneſuamoglie, &chilata le,diße ilPierio,fignori
nonuiaffaticate dipersuader costuiàmaritarſi conalcunadiqueſte,che uoiraccon
tate, ch'io uiſodire che egli èinnamorato nellaTrap, polina,
questaamaſopratuttel'altredonne delmo dds do. do. Ilqualemottogiocauafoprail dubbio eßendo
la Trappolinaunagentildonna Padouana,madellecarte intendeua, della
Trappola,dicui eglimolto fi dilet taua.Vnmaestrodigrammaticahauendoconuitatoun
fuoamicoàcenacõfeco, standoin cucinailmaestro uoltaualoſchiedone, doueeraunapiccolaquantita
d'ar rosto: uoltandofi mise àprouare,che gliantichinon
ufauanocapitoni,adducendoſopradi ciò l'auttoritadi Virgiliozdicheinfastidito
l'amicorifpofe,fere uoi uiue tetuttoallamoderna,perciochene ancho si troua che
gliantichicuoceſſero arrostodiun'onzadicarne,come fateuoi Vnodolendofi
chelamogliegli era fuggitas glifudettodaun'altro, benſeipazzoàprendertique
stifaftidi, lascianelacura allifuoifratelli,&non te
neimpacciare.Giuocaſital uoltafulafimilitudine d'al cunauocecnnun'altraznella
guiſache feceilGiuccari, ilquale ritrouandoſiſuunballo,doue erano celebrate le
fested'unaſpoſa, ſentendodire che iſpoſi erano Statiinſiemeallefrontiere,
diſſecostorohannofattome gliodime,perciòchehannoconfumatoil matrimonio,
&ioilpatrimonio E' anchoragentilmodo di riſpon= dereinmaniera,chelarispostanengameno
à lasciare l'animorefolutoetpagodeldomadantecheprima.Ta lefu quellod'uno,che
idenari, &leueftimenta haurd ſu'lgiocoperdute, onde fidiede
amarameteàpiagere. fudomadatocioch'eglihauea, eglinienterispose,du quediſſe
l'amico,senonhai nullazperchepiagni?a cui Jempre rifpondeaquell'altro,iopiango
perche io non ho honiente.Scherzandofu'ldubbio, chefacedil
nienteal tramentedalui,che dalcompagnointeſo.Mordestl'al= trui
inſolenzahonestamente, ilcontrario rifpondendo àquelloch'èl'opinioned'alcuno, nella
guiſachefece Ce farezàcuieſſendomostrata unaferitada Pompiliofuo Joldatohauuta
fu'l fronteperluinella battaglia,etha uendopiuuoltereplicato queſtobo ſofferto
ò Cefare peramortuo,fastidito Cesaredeltanto replicare,ri=
fpose,un'altrauoltafugendononti uolterai in dietro. Alcune uolte fi uieneà
riprendere ilfolle ardimento d'alcuno,con cheegli ſimette àfar coſa for di
propoz fito,&daljuoſapere lontana:nella maniera che fa= cea un Saggitaro, ilquailefiuantauadi
tirar d'archo benißimo &uenendoalleproue;mainonpotetoccaril
bersaglio,itcheuedendoDiogeneſimiſe davanti alſe= gno, effendoglidomandato
perchequestofaceſſe ri= Sposesperefferficuro che colui non mi percotafarttan=
do. Quasifimileàquestamanieradi motteggiarefuc= cede quella ondeſi rifponde
alle parole mordaci d'al= cuno,dandolorouna interpretatione diuerfa.si co=
medicendounBergamasco à M. Pietro Aretino, le fuecompofitioni eſſerſanzaarte,
ſanza neruo,ri= ſpoſe 'Aretino àmenonfadibiſognone d'arte ne di
neruo,effendogentil'huomo &non Bergamasco.Puos
fianchoraquellochealtriſtimaua eſſer coſa horreuole bella,con
intendimentodißimiletirar in uituperio. ficomedomandandounprencipeadun'altro,comegli
fomigliaua lafuaformascolpitain unmarmo,diffe l'a mico, mico atteſalagroſſezzadelprencipe,ilqualeera
inet tomolto dipocogiudicio,fignoreellauifomiglia in
animaeincorpo.Vieneſtanchora à riprědere alcuna trafcuratadomandainbella
maniera,dicendonellagui Jaschediffegiaunphiloſopho aduno,chemarauigliado
ficheeglimangiauamarzapani,hebbe addire,che man gianoquestecoseiphilosophitet
egliriſpoſe, perchenos penſituchelanaturahabbiaproduto il zuccherofola
menteperigaglioffi &ignoranti?Si morde anchora gentilmentecon lo
afpettarechealcunuega àprouocar-ci d'alcuna coſa ueduta da noi.Si come
M.Lodouico Tofettomedicofacetiſſimo eſſendo ilgiornodinatale à meſſa
congliRettoridiPadoua nela chiesadifanto Antonio,&co'l Simonettafrate
minore&Theologo, douendoſileuar l'Eucharistia, il Tofettoquale era uicino
al Simonettafiparti, Gandoà nascondersidie
trod'unacolonnapernonuedereilfacramento, poile= uatachefu l'Eucharistia torno
alſuoluogo,doueil Si monettaperfarrideregli Rettoriſu'lfatodel Tofetto,
qualeper communegiudicio eratenuto heretico,diffe, cheuiparfignoridelbuono
eſſempiodatocidaM.Loa douicosuiparecheeglicihabbia rifoluti di quello, che
perfofpettodei uulgonoi habbiamotanteuolte intefo, eglieſſereheretico
manifesto? àqueſto riſpoſe ilTofet to,ſignoriqueſtononfeciio,pche io non
credain Chri sto; mà perche miuergognaua,che meſſer Domenedio miuedeſſein
compagniadiquestofrate:icuiuitij fono troppograndi, Ilmedesimo anchorauedendo
in Padoua paſſarlaproceßionedella madonna,laqualfifaced
percontocherestaßeroalcunepioggie ch'erano alco tadodigrandißimodanno,
uedendoilVescono i Canonicinostriconglialtripretiandar cantandofor
temente,diffe Tacetepreti,cheguaiànoiſeChristo ui ſente.Vn'altrauolta,hauendo
uno comperatounpolmo nediuitellocon gli altri interiori, &incontrandoM.
Lodouicoglidißein atto diſcherzaremeſſereguarda
teseiohofattobuonaſpeſa:àcuiriſpoſeegli, megliosa rebbestatoche
tuhaueßicomperatoilceruello,chedel polmonetunehaipurtroppo.Bellißimafularisposta
LaqualdiedealmedicoZerbo,quandoilZerboeffendo sdegnatodinonſochecon
ilToſettoglidiße. Tacifo chino,nonſoiochetuo padre fumuratore ? Rifpofe il
Toſetto,Neſſunoaltrotelo puòhauerdetto,chetuo padreilqualportaua lacalcina
&lepietrealmio... Un'altrauoltahauendodetto che nei frati nonſono
buonelettere.il che udědo unfrateminoreandòincole
ragrandißimadicendo,&qualisonoqueste buonelet=
tereignorante?acuinullariſpoſe.ilche uedendo ilfra tetutto leuato
incontegnoſoggiunse,tunon rispondi huomodabene? egli,nontirispondo,perchenonmi
domandicoſacheappartenga alfattotuo.Significando
chelebuoneletterenoneranocoſache àlui s'apparte= neße Vnoopportuno per
trauagliarloſopraicaft de lafuaMadalena,laqualeeradonnamoltodalTofetto
amata,glidiffe,Meffere ditemiperuoftrafe la Mada lenaèmoltolargadi
quellafacenda? riſpoſeegli imz mantiněte,afſſaimaco di tuamadre.No e
datacerequel 10,cheegli dißeunavolta inquesto proposito.Vsano i Scolariin Padouacomeſapete,farogn'anoil
lor retto re,l'ufficio del qualein moltecoſedello studio è neceßa
rioquell'annoera elettoperauenturaun delcontado diBergamo,huomodiuolto dicorpo
contrafatto et tortoinmaniera,cheparcaunaphantafima. Elettoche egliuiene,è costumedi
appreſentarlo alVescouo &al liRettori contuttoloſtudio,&il piuuecchio
dottore dicealquanteparolein lodedelloeletto , accio chegli Rettoriuogliano
confirmarel'elettionfatta. Auenne adunquecheà M.Lodouicotoccoilfardelleparole,
il qualeoltra l'hauerlojommamentelodato, nellelodi affirmatoche egliera un
miracolo,un mostrodi natu= ra,conchiuſe l'oratione in cotalmodo, Etcertofignori
magnificitalifonoleuirtudi queſtonoſtro eletto ;che uoi potetefperare che
ingouernarequesto studio in prouedereàtuttii bisognisuoifera cõlaJua diligenza
etastutia un'altroBartolomeo daBergamo. Quiuifu
moltorifodaogn'uno.Perchetacčdosid'ognipartenõ
guaridopoilMacigniripresoilſuoragionamětofog giunse.Mottopiaceuole èquello
medesimamente, onde nelrispondere neniamoa direilcontrariodiquelloche
fuproposto,nellagniſache ragionandosi d'unaperfo= natra certi
gentil'huominipoco amica di M. Pietro Aretino, uolendounodella compagnia
reprimere la follemanieradi parlarediquel tale, diffe cheegli parlandoerafi
inetto,che la parola gl moriuainbocca ca.diße allhora M.Pietro Aretino ,anzigli
nasce in bocca, se beneauertiste.douepochifurono chefiaccor= gefferodel
tratto.auegnadioche ciascunopěsò chel'A retino uoleßelodare ilſuo
nimico,uituperandolonondi meno acerbamente,co'l dire,ſicomeanticamente ufaud
noiRomani, ch'eglidiceaparoledaſpenſierato, come coluichenondall'animo ò dal
cuoreleformaus,matra dentiſanzauerundiſcorſo.Simotteggiaſopral'affetta tione
d'alcuno anchor leggiadramente , fi come il
Panico,ilqualeuedendounafemmina,cheſoprail mor tomaritopiagnendoſiſtracciaua
icapelli, &faceua'il piuaffettato ramaricodel mondo, uolendo unole=
uarladiſopra il mortopercompaßionediße , lafciala fare, cheadognimododahoggiin
lanonfara piu cote ste pazzie.Affettationefu anchorquella grandißima
d'unanostragentildonna Padouana , allaqualeeßendo
domadatodaalcunealtredõne,s'ella eragrauida,riſpo
ſe,iononfocerto,domandateneMeſſer Francescomio marito,chefaquestecosemegliodi
me.Etun'altra che uedendosuunafestadiM.Gian Cornaro, accederſi la notteparecchi
torchi, diffetutta melenſa, egli è pure granpeccato,chetantebellecerefi
cõſuminoperunpia cerechesiprestopaſſa.Rife quiuiil Cornaro,&diffe,
Voipotete aggiugnere quella diun'altra gentildona, laqualepureraju
lamedesimafestach'iofeci,àcuidiffe ungiouanepadouano,ueggendola
startuttamaninco= nica penferofa,Madonnachehaueteuoi,ch'iouiueg
giocofiturbata?diffeladonna, ſopral'animamia, che miuienegrandißimamarauiglia quando
iopenſo alla pocadifcretionediuoiafini mostrando la moltitudine deigiouani
fiscolariquantoPadouani, chestauanoà
guardareintentamenteledonne:&ſoggiunse,Vedete digratiacheuificagneſchi come
stanno inattodifalta readoſſo alepoueredonne.dcuiil giouaneimmantinen teriſpoſe
Madonnatuttinonpoßonoeſſerecostdifcre ti come è frateArcangeloda Modona ilche
udendori masetuttasbigottita,auedendosicheeglifapea ilfrate eſſereſuo amante,
goderedelasuagratia. Quan= tunquefimulaffeconleſuehippocrifieſciocche d'effere
lapiufaggia&pudicadell'altre.Riſe ciascuno,& il
Macignipurſeguitandoilfuofauellare,diffe:Bella ra= gionedimotteggiarefuoleeſſer
medesimamentequella, ondegiocandofu'ldubbioueniamoà reprimere alcun uitiodichi
chesia.Qualfuil mottodiDiogene,che ue= dendo unmedico libidinoso di temeraria
luffuria medicar l'occhiod'unafanciullaſanzamadre padre
rimaſaingouernod'alcunitutori,accostatofial medi= co diffe,di gratiafii
diligente, guardati di non cor romperlapupilla
intendendodellafanciulla&nondel l'occhio Vno amicodi MonsignorValerio,dinonmol
to altafortunadiffe, Monsignoreheridi notte mifon
Sognatocheuoimifaceuateheredeuostro uniuerfale,a cui rifpoſeil
Valerio,Questononhopensatoiodifare giamai,ma benedi lasciaruiheredepriuatofo
pensiero ungiornogiocandofu'lpriuato altramentedal Vale
riointeſodiquellochecommunalmenteſuolefignifica= re realcunauoltaconmetaphorauerremo à dimostrare
alcunanostraincreſcieuolezza òfpiaciměto:ficomeun fecretariodellanostra
Academialeggendounaoratio= netantolunga,che&lasualingua, l'orecchiedegli
ascoltantihaueagrandementeinfastidite, uoltato ilfo= glio,&uedendo
eſſereuicinoallefini,diſſe forridendo un cotalpocolino, Siaringratiato meßer
Domenedio ch'ioueggiopurterra.In cafa M.Odo medico ritro
uandomiungiornodistate,uenneungiouine,ilqualefa ceuatuttoilmotteggioso,
hauendoperpartedinon fochifattounarelatione, afpettandod'effer inuitato a
bere,ficomequellochenehauea uoglia,&uedědoM. Odoeßerintentoad
altro,cominciò tuttoriverenteco laberettain manodir,fignornò,eglinofa
dibiſogno; questoeffendoreiteratodaluipiuuolte;diſſeM. Odo,
Checofadicituchenonfabiſogno? a cui il giouane,
chequestarispostaattendeua,ſoggiunsenonmi inuita= teuoiaberemeßere?norifpoje
M.Odo,ch'ionõpë Sauaàfimilcoje,bonestamente mordendo lo sfacciato
giouanechedimotteggiarfacedprofeßione. Vienesi anchoraàripercoterealcunmordace
con l'istessomot to,con cheegli disegnatohauea dipercoter noi, Sico=
meM.GiulioBoldudißead uno,cheperiſcherzo ju'l giocodellaprimiera glidomandò, ſeſiricordauaqua
doandòàrischiod'efferfrustato ,ſoggiugnendo M. Giulio,miricordochefuallhora,che
io hebbi fi gran paurajentendo igridi,chetufaceuidellepercoffeche à
tedauatuttauiailboia.Nefu minorequellad'unosco RAGIO. lare in Padoua
ilqualeamauaunafigliuolad'un genti l'huomodellanostra città, &era
nel'amorfuo cofial padre coc à moltialtri manifesto. ritrouadofiun gior
noilpadrein cõpagniadimoltimagnifici fignori, co meécostumefulaportadellaſua
caſaragionado,uidde ropaßar loscolaresonde ilpadredella giouane riuol= to
àquegentil'huominifi gli diffe: fignori io intendo
faruiridere,&tuttoaduntrattoſi riuolfe alſcolare dicendogli
unaparola.gentil'huomo,ſe egli nonuifpia ce,ilquale corteſemente, benche
marauigliatosi riuolſe al gentil'huomo, &diſſegli,eccomi ſignormio,che mi
comandate: dißeallhora il gentil'huomo , Noiſiamo in unagran
difcordiatranoi,dellaquale niuno ci può meglio rifolueredi V.S.&perciòui
pregoche ciuo= gliatedire,se uifonoanchornaſciutiipeli deitefticoli ònò? allhorauditala
uergognoſaproposta,lietamen teriſpoſeilgiovane,fignor mio uoi uenepoteteinfor
marconuostrafigliuola, domandateneàlei.Vedeteco meélecito rifponderàquelliche
toccanofù l'honore, inmaniera ch'altriuengadell'honorea rifſentirfi. Lo
fimilediße ilBernaaduno che lo rimproucraua con parole dishoneste
&fozzerifpondendo, Queste paro let'inſegnò tua madrestrattandocoluidafigliuolo
di femminadishonestaet meretrice A' Bolognaera l'Hu more,non
menofacetoehegentilezilqualeeſſendoueftiz topercapricciodibigio;unaſua donna
uedendolo in cotal'habito ueftitoforridendoglidiffe,hora uoimipa retequello Afinocheio
uhòſempremaiconosciuto. à cui cui
riſpoſel'Humore,Madonnaſeuoicoſtſomigliaste unbuecomeunauасса;поifareßimoun
bellißimopre= Sepio diChristo.Vn nostrogiudicedettoil Macaffo=
lapersonaaßalcortese&faceto, ſentendodueauerfa=
ricontenderinſieme&gridartanto fortemente, che tutto ilpalazzo
nerimbombaua,riuoltoadalcuniami cichegliſtauano uicinidiſſe, costorouanoà rischio
d'eſ ferprefidai beccaiper duecastroni.Tal voltariffon= dendoalmotto
mordace,ueniamo àtradurlacolpafo pral'auerfario, Jonoquestimottidoppi;
percioche dannoallapropostalafuaparte, oltre àcio riper=
cuotonolaragionedelprimieromorditore:fi comea= uenneaduno,ch'effendo
maritatoinunauedoua, &do uendolaprimanottemettersi al paragone ,gli parfe
trouar lauia molto ampia&fpatiofa: perchein atto
dimorderelamogliediſſe,moglie tufarestiſtata buon nanoce.Significandola
noceeßermigliore quanto è piularga,malamogliemalitiofcttaeßendo,rifpofe.
tumaritomiofarestiſtato buona rapa , perciò che-
tienelerapeeſſeretantopiuperfette,quantohanno la codapiufottile.Caualcaua
ilPiceno perla Marcafo= prad'una cauallauizza &magratantochel'ossalest
farebbonocontate,ilcheuedendoalcunigiouani,perten tarlodiffero.Quanto
quelcorſiere?allhora il Piceno alzatalacodadellacaualladiffe,fignorientrate
inbot tega,checiaccordaremo perlecose honeste. VnVe= ſcofendoadiratoconunſuo
famigliareglidiffe, tu se unpazzo:àcuieglirifpofe. E'ilveroche io cifono, prea
ee 2 perciocheſe
iofußiſauiozlecoſeuostreandrebbono af fatmeglioco'lqual mottotrattòil
eſcouoperpazzo egualmente comelui.Trouafialcuna uolta alcunmotto perconto
difaluare òlauita o l'honore,astutamete ac conciandoilfattonostro
inalcunaopportuna occorre za,nellaguisachefece frate Cipolla , quando uolendo
moftrareàicõtadinilapěnadell'agnoloGabriello, in luogodiquella
trouòcarboni,qualidifſſe eſſerdi quelli chearrostironofan Lorézo. Sonoalcunefacetie,lequa
lifannoridere, raccõtadolein altrui,chepiu tosiotego nofimilitudine dipiccola
nouelletta,che d'altro. Si co meappreßoHomerofilegge,cheVlißehauendoſipre
fonomediuerfofifaceadomandarneßuno, inmaniera chehauendocauato
l'occhioaPoliphemo, &egli gri dandoperildolore chiamauaadaltauoceglialtriCi
clopi,chegli porgeßeroaiuto:iquali uenutifuor delle lorgrotte domandarono à
Poliphemo chesifuße quel locheilmolestaua,sempreriſpoſenißuno.ondeeßisti
mandoegli eßereimbriaco,illasciarono àfuo piacere
gridare.Queroraccontandodiquelfrate,ilqualepre= dicandoin
uillaàicontadini,uenendoilVenerdifanto, feceunapredica bellißima,&dimostrandoipeccatide
Icontadinieſſerſi graui, cheperquellinonmeritauano diuedereilnoſtrofignoresin
iſcambio d'un crocifißo mostrò loro unabalestrain unfacco, facendogli pia
gnereamaramente.Et un'altro predicandofu'lconta= dodi Padoua,nel torcomiatofece
ungran strepito& rumore,gridando dolendosicheleſuepredicheha ueßero neßerofattofipocofrutto:chetratate
perſone,cheiui erano,nonhaueaacquistatopiuchecinqueanimette,in tendendodi
cinquefemmine conuertite à confentirea ipiacerifuoi.Oueroquelladei uillano, che
uolendo al podestadescriuerelaformadelſuoauerfario,diße,mes
fereeglièuncertoanimalazzogrande comefete uoi. Ouerola burla
diTitianoſcultorequando,diedeadin tendereàun
Abbatecheuncertofcioccodipintorefa= peafonar fibenedi liutoche era
unamarauiglia; ma cheeffendocapriccioso; nonfipoteafarjonarefanza
darglideipugni. Ilcheintendendo l'Abbate, feceà ſeuenirildipintore,hauedo
conuitatimolti gentil'huo miniper udırfonarcostui,tantomarauigiosamente. il
qualeuolontieriuiandò, penſando,chel'Abbate uoles feferuirsidiluineldipignere. Mal'Abbatefattopor
tarnonſocheliuti intauola cominciò pregar costui, che
uoleßeperfatisfattionediquegentil'huomini toc= carneuno. Ilcheudendoil
dipintore,stauatutto attoni to,neſapeaaltrorifpondere, che dire,chequellano era
Juaarte.Horahauendo l'abbatepregatoinfinitamente costumfecea
jeuenirunbastone,dicendochequandonõ Jonaße,egli lobastonarebbe:alhorail
dipintore sbuf fando,sileuò ſuſotuttocaldodallosdegno,uolědopar tirfi,ma
l'Abbate alzando ilbastonegline diedeuna, ildipintorequestouedendo siaccostò
al'Abbate, cominciòfonarilliuto coipugniinſieme, &cofifendo
azuffatifidiedero alquantodelli urti, de ipugnif
pelaronoalquanteciocchedellabarbafino atanto,che ٥٢ ee 3 que quegentil'huominigliſepararonol'unodal'altro:fen
dopocomeno,cheſmaſcellatidalle rifa. Et quella dal medesimo
ritrouata,quandouolendofiuedicare delfuo maestro,cheglihaucafatto non
ſocheſpiacere, ilcon= dußeàmeßanellachiesadelſanto, quiuiconfembia
tediuolerfollecitarilfrate,cheprestouenißeall'alta= re,andò nellafacrestia,
prego un frate,che àmezza lameßa,comeècostume,uolejšericomandar al popolo
quelpoucro hebreofatto Christiano,cheegli haurebbe uedutoin tal luogo delſuo
maestrointendedo.ilcheriu fcicongrandijs mafaciliti,&nonſanzariſodiquelli,
cheallameßafuronprefenti.Quero quando eßendoun dipintorechefaceaprofcßione
difar uerfi , ilqualeà trattoàtrattoueniaàtrauiare unfuo compagno dal laucro,
ond'egli un giorno àquifa di Martellinoff cominciofarsiinpreſenzadi quel
taletutto attratto, gittarmugiti&gridida indemoniato, tutto ad
untempofaltargliadoßo, darglitantipugni cal ci,chepocomenocheper mortonon
lolasciò, hauendo. loprimamoltobenecarminatoſanzapettine. Dicheil
compagnodolendofico'lbattuto,diceaquesto eßerper
cagionedicertihumorimaninconici, liqualià certi te
piglidauanotantanoia,checomeindiauolato&paz
zodiuenia.Ilcheſentendoildipintoremaipiunon heb beardirediapproßimarsiàcafa M.GianCornaro,do
ue ildipintorebebbe lepercoffe; anzi incontrandofi
Punl'altroungiornoperauenturaſu lapiazza;comin
ciòTitianouedendolo,soffiare,&torcerſt, &mugia re re.ilcheuedendo il
dipintorefidiedecontantafrettaà fuggire,cõquantas'eglihaueße havutodietro
tuttii sbirri.Bella piacevolenouelletta fu quella chefece l'antica Thaide, adunſcultorefamoſißimo,detto
per nomePraßitele,ilqualegrandementel'amaua. Perciò
chedifiderandocostuigoderedel'amorfuo,tedoman= dòcheprezzoellauoleße.
Laqualediffe, che uolea la piu bella ſcolturach'egli hauBe incasa, ilche lepro=
mifePraßitelo:con animonondimeno di dartene und
mediocre.MaThaideaftutißimahauendolo introdotto
incasa,nefidandofidilutmolto,chela promeßa figu rale donaß,primacheeglipoßediße
lefue bellezze, finfecheun meßoueniße correndoà lui,auifandogli,
comelafitacajajibrufſciaua.Ilchefentendo Praßitele, mijėun grandißimogrido
dicendo,oimeilmio Cupidi ne,che èdelmiocupidine? A questoconobbe ladon=
nacheilCupidineeralapiubellafigura,daluifcolpi=
ta,ondedopolohauergliſcopertalacosasuolle ilCupi dineneliemanisauantiche
ilbuonfeultore, ficogiacef= fe. V'nbuffonedelduca di Mantoud,detto Ambruo
gio,perfarunabeffaadunoabbategraßißimo,glipu fèil
colloconunoago,dandogliintendere, che erasta
tounofcorpione,ilqualecredendoloſidiedea gridare, faltare,
tuttoaduntemposlacciarsi, fintatoche in camifciafifogliò inpreſentia dimolii
gentilbuo minial tempodel'inuernata,ilchefecepoi rider tanto, che
anchorajenetienmemoria.Taluoltaſitoccal'al truiuitio,
raccontandoalcunadiquestenouelle, laqua ee lemarauigliofamentediletta.Sicome
èquella del'aua ritiad'unCardinale.ilquale leuandoſilanotte, ne an=
dauaarubarlabiadadavantiaifuoicaualli, ilchefen
tendounpalafreniere,&accortofiche egli erailfuoft gnore,piu
piuuoltetacque,ſanzafarmotto.Allafi nediliberòfaruntratto,ilqualefu queſto: chefendo
il Cardinaleuenutounanotte, fileuòdelletto,&preſo
unbastonecominciòdarglineparecchie,dicendoà que stomodotraditore,coſiſi aßaßina
il miofignore,al miofignoresifaquesto oltraggio? tuttauidtened co'lbastonea
raßettargliilfarfetto d'intornoil Cardinalelasciandolabiadainterrafuggidella
stalla, fifaluò,fanzaaprirboccaadalcunodiqueſto fattote nendo di certo noneßer
statoconosciuto, nonfola mentehebbein animodinon uindicarsi,ma tennesem=
premaiquelpalafreniere,perlo piu caro fidato huomo cheeglihawßenellafuacorte .
Un'altropur Cardinale anchorapaßandoà cantoad alcuna chiesa fu'lmezzo giornoentrauafubitamenteadentro,
fa cendosi afpettar difuori iſuoiferuitori, nellachiesaen
traua,&comeuoleßeſecretamentefarorationeferra ualaportadellachieſa,
cercandopertutti gli alta= ri, ricoglieuaimoccolidellecandelle, perchenongli
fußerouedutisegli attaccaua àliferretidelleſtringhe
àcafasegliportaua.Moltomaggiorefuquella di
unogentil'huomodellanostracitta,ilqualejèndo cala toilprezzode ifrumenti ,
hauendone una gran quantitadauendere,difperatofiappiccocon unlac : cio rioaduntrauicellodellacasa. Questoperauenturafen=
tendounfuoferuiiore,corſeàlui immantinente, tro uandolouicino
dipocoallamortefubito tagliòillac= cio, cofi nelliberò dallaMorte.Auenne
cheincapo dell'anno,nonuolendo ilferuitorepu star in caſa di
costui,uennefu'lfar de iconti, doueà conto delfalario tral'altrecose, che
ilferuitorehaueahauutoglimife an chorail
laccio,cheglitagliofendoapiccato.Nonman= copiacevolefu quella,chein
Padoudauennenon éan= choragrantempo, adunſcolarTrentino, ilqualfendo
auezzodiimbriacarſiſpeſſe uoltequa &laſigittaua
adormire:douetantouidimoraua,chefi ueniaàſmal= tiriluino.Auenneun
giornotrallialtri,cheſendoper mortoaddormentato, alcunifuoicompagni, uolendofi
pigliarpiaceredicostui,il mijero entro un'arca di ta= uole,comefe
eglifuffemorto: prejal'arcalaporta= ronoinunacantina,&quiui il
lasciaronotanto,che fi accorgefferoeglihauer liberiisentimenti.Poifingendo
allhorache egliincominciaua amuouerſiunode i com pagniefferfoura un
cimiterioſacro, comepauraha ueßedinonſoche,diße,in uerl'altro. Perdio noiandia
moaquest'borequinciattorno, come noifußimo ipiu bendifpoftihuominidel mondo:
&fpecialmenteſopra diquesto cimiterio,douefoglionoil piudelle uolte ap
parirel'ombrede imortiAcuiriſpoſeil compagno,
fattiilsegnodellacroce,&noncipenſarſopra.diffeal lhorailprimoztu di pur
latua,infediChrifto,che ta mifentotutti rizzarmiſiipelidelaperſona.certoche ee
S el'az èl'anima diPhilippo,ch'aquestidi
e morto,ilqualfen docomefaidamorteſubitanamancato,ſanzaconfeßio ne&ordini
dellachiesa,ò ſeradannato, òcheil fuo fpiritoanderàquincierrando, per finoà
tanto,che ci purgheraalcunjuopeccato. Coſimidubitoanch'io, ri fpojeil
compagno,ondeandianciconDio, diciamo deipaternostriper l'animafua,cheIddio
habbiapieta dellafisa anima.Etcofifingendo d'effer partiti,muto
lifidiederoadascoltare,quellocheil mifero Philippo diceße.Ilqualeiltuttoudi,
&poſciachemanifestamen tes'auided'efferinun'arcaposto,tennedi certofe ef
fermortoonde amaramentefidiede apiagnere,&uo lendomouerfiqua
&la,chiaramentecompreſeſe effe= reinunaarcaricchiuso,ondealtamente
gridando, fi diedeàchiamare&dire.Apritemi chetofon wino Maicompagniſtando
tuttaviacheti,ſidiedero ada= Jcoltarpiuoltre,cioch'egli diceffe.Philippo dopoba
uerlungamentechiamato &gridato, comincioaper fuadereàfe medesimod'eſſer
morto,plaquat difcorren doſopradeifuoicasi,fidiedeàparlaretra fe medefi=
mopiuchetamentedicendo, o mijero &infolice meſe iofon morto,mortofon
io,òuiuo :nel uero se iofußi mortononpiagneretnepotreiparlare. Ma chenon
puoparlarel'animafendo dal corpo diuifas certofi. Dal'altrocantofe
iofußiuiuofarei statofepelito co= mehòuditochiarameuteinquestocimiterios certo
no. Adunqueiofon morto.Tantopiu,che io mi ricordo,
cheiouenniallemaniconqueitre,chemidiederotante ferite, feritechemiuccifero.Nõ éuero,iofon morto
dafebre pestilentiale,ch'horamifouiene alla memoria,comeda
Jouerchiadietaindebolito, mi fon morto. Oime benfo= nodistrutto
rouinatodelmondose èueroch'io fia morto.Ne
accadedubitarne,cheiosentol'ardoredelle frameinfernali,che mibrusciano
l'anima,percioche io fonmortoinpeccatomortale:&cofitrafefauellando
Philippocominciòanumerartuttiifuoipeccatiaduno aduno,co iqualigiudicauahauer
offeſoIddio:&per quelli effer auuenuto,che eglifufſſedannatoalle penede
L'inferno.Mapofcia,che ifuoicompagnififuronolun gapezzatraſtullati,aprirono
l'arca, &egli ufcendo ne,benchefdegnatoſiparti. Ilchefu cagione, che da
quell'horain poi, ma piu non ftuide imbriaco.Ma l'u fodiquestenouellettefi
comesta meglioà perſone te nere, molli, dilicatezdeeeßere nonmolto caroal
Poratore, occorrendoperricreationede gli afcol= tantifarne alcunafentire, fiainmanieralegatacon
la materia diche eglifauellaschequaficostretto paid eße
rediraccontarnela.Horaritornandoàimotti dicoal cunauoltaeßerincostumedi
motteggiarecontalma= niera,chenoi piaceuolmente rifponderemofu'l dubbio
inmaniera chefuoridell'opinionefi trarrà la rifpo Stadicoluiconchifi parla.
Nellaguisachefece uno, l'annocheerapenacapitalein Venetia àparlar dico fenoue, òricercarne,
ilqualeuolendounpaiodifear= pezandodauncalzolaio, hauendogliil mastrofat=
touedereun paiodiſcarpe rifattediße,ioleuogliono ие LIBRO ciò replicandopiu
uolte; diſſeilcalzolaio,uer Joifuoicompagni,in uoſtra preſenza,costui na cer= ue, candodicoſenoue.Taluolta è il
mottoreplicate in di uerſemaniereda molti,ficomeauenne,non è anchor grantempo, nellanostracittà,
nellaqualefi douea fare unagiostra, dellaqualefu ilpregio dellavittoria difes
gnatannaghirlandafattadimoltifiori chefoura un
ballodonaronotuttelegentildonne,doueniunafuche
ilfuonondonafſſeuolontieri,uenendo i giouani foura ciò
elettidimanoinmanoadunabellißimagentildon= na,lapregaronoconmolteinſtatie,chealcuni
fiorido narloro lipiaceffe, qualiellanelJenoteneafralemam melle.ilchefempre
constantemete loronego:neperpre ghi scongiuricheigiouani lefaceſſero,mai nopuo
teuoltarl'animodidonargliene. Laqualostinatione ſpiacqueà molti:
ilprimocheſopraquestamateria fauellaße,fuunodicaſaMonsignor LeoneOrfino, il
qualepocomenoche adiratodiße,Percerto io ofodire chelanaturausò
grandißimaſcortefia in dar a coft fatta bellezza
fiduroanimo.Seguiun'altro,chiſa che queldono ò nonfußed'alcunofuoamante, ouero
non baurſſegiadiſegnato nell'animodidonarlo àlui.Sog giunseilterzoforſe
uorraqueſtagentil madonnadar adalcunodiquegiouaniquefiorià talhora,ch'eßipof
fanoconlepropriemanicoglierlifanza eßer ueduti. Dißeun'altro,piutosto direi che
ella uogliadaradin tendere,cheoffendoifioricoſalanguida mancheuo le, nonuuole chel'amorſuoſiaſipocodureuolegiudicato,
quanto él'odore &lafreschezzadi quefiori.
Anzi,dißeun'altro,ellauuolfareifperiězadiquegio uani,uedendo seeßi
perlongopregareuengono afgo= mentarsi hauer diffidenzadi lei : Soggiunsel'ulti=
mo,piu toſto credereiche questa gentil madonna gli habbianegatoiftoriperdonargli
ifrutti delſuoamo re. Ecco come in unoisteßo accidente ſipoßonoima=
ginarpiucofe,tuttenondimeno differenti, &talhora
contrariedeltutto,auegnachedellerisposte date da i
Jeigiouani,alcunauenehadifdegnofa,alcunamorda= ce,ficometalunaſe
neuedebiaſimeuole,&altragenti le.Tal uoltafigiuocaper contodel dubbioſu la
cofa detta,dandoleinterpretationefuor di propofito, fico= mediffeil
CardinaldeMediciadunjuo cortigianoſen tendodireneltempo della stateigiorni
effertanto lon ghichemainonuentafera,costuidee eſſere difperato,
chenonuedel'horadimorire. Et meßer Lampridio
uolendotrattarunoinfolentedabestiaad una tauola, doueeraMonsignordiFano,
ilmagnificoM.Alui giPriuli,diffe,iopensochePithagora, quando affer=
mòleanimenostredouer entrareneicorpidegliani= malibrutti,prendeſſe ungranchio &uoleſſeintendere
chealcunauoltaleanimedellebestie doxeſſero entrar neicorpihumani.Tacitamente
mordendoilpreſontuo So,ilqualehauealacierad'huomo &icostumibestiali
tantofumigliore,quantodalmordutononfuinte=
fo.Vieneſtanchoraàreprimeralcunadomandahone= stamentegiocandoſopra
alcunauerifimile escusatione A 446 LIBROT ficomefeceunnostrogětil'huomodeitoM.
Annibale Capodilista, alqualeeffendodaunfuoamicodomanda= tidieceſcudiin
prestanza,diße(percioche egli eraCa ualliere, buomodigrandeauttorita)àme
nonsico uieneimpreſtarfi poco.Replicò l'altro ,fènon uolete darmenediecemene
daretecento.Eteglirifpofe,cote= Staſomma è troppogranderiſpettoalla tua
conditio= ne.L'amicoparendoglidipoterloſula meta tirarlo, disse,datemene almeno
cinquanta OriffofeM.Anniba le cotestononfarò ioperchei beatiuogliono
lauiadi-mezzo,iononglifareimaiqueſto torto. HauedM.
GianPifaniunfuopodere,nelqualeper tempi paßati haued
ridotteinfiniteualliinfruttiferepoßißioni, eßendoper
commandamentodellafignoriadi Venetia determinato,chefußero
tagliaticertiripari,iqualiaf fogauanoconl'acque delle uallilepoßeßioni di molti
al tri priuati gentil'huomini,con ifmifurato danno,
fpiaceredelPifani,moltidella nostra cittàandaronop uederequesto effetto:doue
uisi ritrouò ilCipro,faceto gentileoltremodo,con unauestedi rafo ,ilcheue=
dendoM.GianPifanidiße,Ciprochi uihaimpreſtata questauestesàcui
riſpojeilCipro,Magnifico patron mioziol'hoprejaanolloper uenirauederequeste uo=
stre allegrezze. Tal uoltafi motteggia,togliendo fenfocontrariodellecose, ficomefecegiaunoſcolarein
Padoua ilqualeucdendounVeſcodipochißima entra ta il
pouerofarmercatod'unfcriniobellißimo,&di bellefigure
intagliatofiaccostoalVefco inatto dima rauigliarsidellasuaartificiosa testura
,ondeilVesco uoltatofialloſcolarediße,che uiparediquestofcrinio,
penfatecheioharròfattobuonaſpeſa?Monsignor no rifpofeloſcolare,perciocheuoi
andate àrischiocheun giorno,nonuiuenganofpezzatilidenari & rubato loſcrinio.Significandoche
piu ualeuala casa,chenon eranolifuoidenari.Ilfimilediße Castruccio castraca
niuedendounacajapiccola baſſa, con una porta moltoampia
grande,perdiodißeegli,chequellaca Saungiornousciràfuoridiquella
porta,&fuggirane altroue.questamanieradi motteggiarosi stende à tut=
telecosechenonhannodouutaragioneò proportione cofiM.Tulliouedendofuo genero di
piccola ſtatura portarun granfpadoneàlatodiße,eccomiogenerole
gatoallafpada.Alcuna uoltafi rifponde oltrel'efpet= tationedi coluicheparla, fi
comeauenneal moroduca diMilano,ilqualehauendo mostrato alliambasciatori
fiorentinituttoilſuotheforo,ilqualeneluero era gra dißimo,che ui
parfignori,hoioforſedibisogno almõ dodicoſa chedefiderarfipofa? Signorfiriffofe
uno delli ambasciatori, uostra eccellenza ha bisogno d'un chiodo,d'arrestarla
ruotadellafortuna,chenongiri. Sottodel'istßogenereanderàla rispostadiM.Luigi
Alemani: ilqualeritrouandoſiunamattinaadefinar conungentil'huomofranceseal
tempode l'inuernata, perciocheifranceſiuſano davanti alfuocole stuo re,percalarlegiufacendocaldodifouerchio,fendogia
ditropposcaldatalacamera,illuogodouefimagiaua, dißeilfranceseadunſuoſeruitore,affoga
quelfuoco conlaſtuora,ilcheudendo loAlemani,ſubitamente ri= fpose,cosisi
potràaffogareuncaneconle lasagne an= chora.HaueafattodipignereunducadiMilano,la
Ita lia&lui infieme,ilqualetenendo unaſcopa inmano Janettaua,fignificadofeeßerquello,che
l'Italia tenea purgatadalle nationibarbare.Auennechedichiaran=
doquestainuentioneaduno ambasciator Fiorentino, glidamandòqueliochedital
ritrattoglinepareße,il qualeimmantinenteriſpoſe,dicendo eglimi par bene.
nauoftraeccellenzaſitiratuttalapoluereaddoßo. Il chefuinfiemeriffofta &
uerißima prophetia . Tra questifimettonoanchorquelli, cherifpõdono for difpe
ranzaaltrui,bisticciando tal uoltafopral'iſteßauoce ficomeappreffo il
Rembo,dicendouno , chele donnefi diconocosiperchejonodidanocagione,a cui
rifpofe un'altrofile uecchie,manonlegiouani,percio cheeße
giouano.AppreßoAristophaneungiouane dettoper nomeChremilogodea de l'amored'una
uecchia per prezzo,maſendoilgiouanearrichito,cominciòprocac ciarsidelle
uenturealtroue,dichedolendoſt lauecchia, uolendodimostrarealgiouane d'eßer
anchoratut taattilatadiße,infediDio,cheiopasserei perun'anel
lo,ilquaiprouerbiouſauanoegreci,efprimendol'atti=
Latura,àcuiriffofeChromilo,ſiſe l'anellofußeun cer
chiodibotteVnodißeadAristippo,cheglisciogließe
undubbio,qualglirecauamoliofastidio,alhorarifpo JeAristippo,jelegatotida
noia,chefarà eglifciocco Sendoslegato?giocandoſu'ldubbio contra l'opinione.
dicolui,chehauea domandato.VoleaunPeruginouen derunfuocaualio,&eßendo
uenutoamercatocouno, ilqualegli domandaua,ſeſapeacorrerbene,risposeche
correacome unuento.diße allhoracolui,perdionon lo uoglio,perchefuggendomiilperderei.Simileàquesti
dell'isteßo generefu la rispostadata da un conta= dinoadunfrate ilquale
uolendoſommamente lodare SantoFrancesco, lungapezzahaueadifputato in qual
luogoeglifuſſepoſtoinparadiso,allafinegridandoad altauoce,inqual
luogodiflemetteremoquesto glorio Jopadre,ſiche egli steabene? acui
ilcontadino,leuan= doſidafedere,&uolendo partirfi,per lofastidiodi fi
Jungoragionamento, diſſe padre reuerendo ponetelo
nelmioluogo,cheioglielconcedouoluntieri, etciòdet tofubitofiparti.Sonoalcuni
motti, alliquali doniamo occafione di effer dettiadaltrui,peralcunanostrapar
ticolarutilitàè piacere:fi come auenne àPhiloßeno,il qualecenandoallatauoladi
Dionisio,&uedendo che Dionisiohaueddauantiunpesciedilicatißimo &grof
So,douecheàluiunpesciolinoera stato appreſentato, Aaccostòconl'orecchia
alpiccolo inatto di afcoltare quello,cheeglidiceße,di che accortofi il Re
domando Lacagione,ilqualefuimmantinentedaPhiloffeno rifpo
ſto,fignoreiohouedutaqui dauanti eſſermi appreſenta galathea,da cui difideraua
intenderealcunecofe,mala fanciullamihariſpoſo chepereßeretroppo tenera di
cta,nonmipuò dar informationealcunadi quello che RAGIO. ff io T io uorrei:ma cheio domandiafuo auo,chenon é
di qui moltolontano,cheegli,mipotrà chiarirdel tutto. rife il Re, questeparoleudendo,
comando,cheilfuope= fciefuſſe a Philoffenoappreſentato. Similmentefendo
Zenoneadun conuito:&fentendocheciascuno cicala= uamangiando,inmanierache
eglierauna confufione: uolendofignificareque ragionamenti effere inetti
increfcieuoli,fidiede achiuderla boccaſanzaman= giare,ilche uedendo
ilfignoredel conuitoglidomandò-lacagiõediquestochiuderlaboccaacuiriſpoſecheciò
faceua per dimostrarecheathenenõ erauenutaancho ratantoalbaffo,chein
leinonfitrouaſſe uno, chene conuitifapeffetacere.Portauaunbergamascosolamen=
teunguanto,dicheſendoglidomandatala cagioneda molti,atutti rifpondeua,perche
uoleaimitareipretiet fraticheportano,l'unamano aſcoſache èquella delda re,
l'altrapalese,che èquelladeltuorre.Mal'uso diquesti
mottinonmoltoloderei,fipercheſonopenſati fi perche aldirgliricercano
l'occaſione dai domanda ti.Perl'iſteſſaragione,nonloderei molto quelli, chef
dicono,percontodioltraggio dichichefia, posto an
choracheilfoggettolomeritaſſe:hauendo anchoraeßi cagione,ſopral'effer
penſati.nellaguiſa che diffeAri stophanelalucernaeſſer ilfole dellecortigiane:
uno uedendotregobbi,diße criccadigobbi.Altridiranno
adunriccoignorante,afinocaricod'oro.Allelagrime
d'unauedouapioggiadiLuglio.Aduno infame ffen=
nacchiacredito.Adunprelatoſenzaentrata,cestofan zamanico,fportoſanzafondo,
ſcarpaſanzaſuola, cie baloſanzafonaglio,portaſanza battaruolo, bottega
fanzainfegna.Adunaingordameretrice,perlaſanza buco.Adungobbodirannoalcuni, costuiuiue
felicißi= mo,perciochequandoglialtritengono ifastidi & le curenelpetto,egli
lefigettadietro lespalle . Aduno chenonuadimaifuoridellaſuapatria uien
detto,che egli èunalumaca:perciòchelalumacaſempresi por=
talacaſaconfeco.Adunofallito,fi dira talhora uita fpelata.Adunoche
lodi,perſonagrande mauitiosa,fi dicecostuigratailporco. Adundottorignoranteluce
tenebrofa.Adunriccoauaro,feliceinmiferia.Aduno
troppofauiofumed'incenfo.Adunoadulatore,agnello
rapace.Aduntraditorecolombauelenofa.Adunoche troppofacciadelgraue,ſputa
bambagia.Adun'amico finto.pillulainzuccherata.Adunſuperbo,ueßicapiena diuento.
Adunapersonacheuestaoltrelafua condi tione,ſonaglio
fanzapillola.Adunpaponebolgia Fra cefe.Adunoimbriacouaßel tedesco.
Adunoiracondo altarchefuma.Aduno chetutto'lgiornouadierrando
augeldibosco.Adunochesiaper lebolledel malfran ceſetuttoſegnato,coſtui
èhuomogiusto.conciofia cofa chegiustifidicano èpeſt &lemiſurechesono ben
bol late.Infinitiſonoperauentura,queſtitali,liqualiquan=
tunquetalhorapiaccianoad eſſerſentiti,nondimenop=
ciochepoſſonoeſſerpenſati,perdonoalquanto diriputa
tione.Piacemiilmotteggiare,tuttauolta,che alcuno o
percontodilodarcıòpercoprirealcunamanifestafpe ff 2 cie OLIBERTO cied'errore,dicendo alcuna coſa laqualfrera,
chefia creduta,ne riceuerifpoſta,laquale accenna di confenti= re,
nondimenotacitamente repugna.nella guiſa che dffie,Ciceroneadungottoſo,
ilqualeper najconderela Suainfirmitàfiuantauadi caminar due milla paßial
giorno,àcuirifpofe,i giorni debbono eſſere piu lun ghi delfolito. Similmente
auenne , che uantando fi uncardinale difar una gran fpesa,(fendonon=
dimenoauarißimo)riſpoſeunsuo cortigiano , perdio monsignore,che io mi
marauiglio moltodell'ostinatio nedelleperjone,cheuedendolochiaramente
no'luoglio nocredere . Siuantaua unod'hauertiratoconun'ar=
counafaettalungeunmiglio: &parendogliche alcu ni,nonglielcredeſſero, chiamòunjuoferuitore,
dicen= docheeglineera testimonio: domandandogliſecofi
era,perconfirmarilſuodetto,rifpoſe ilferuitore,mef
ferfi,mauoihauesteiluentoprofpero.Talhorafi giuo cafoprailcontrariodiciò che
noiintendiamo diconfe guire.SicomeM.Pietro Aretinocaualcando alparo di Carlo quinto,
Imperatore, altuordelcomiatochefa ce, glidiße l'Imperatore M.Pietroche
micomandates ilqualejentendo ciò, sapendoche talhora con gran Stentihauea
certidenari,che l'Imperatoregli dauao gniannod'entrata,percontocheunMarcheſe
talhora differiuaildargliene, oltreildouutotermine,tutto al contrario riffofe,diquello,cheegli
intendeua, diße iocomandoalla eccellenzauostracheuogliapregar,ra de uolte la
CefareaMaestadel Marchese,cheque dend ri, ri,che non ètenutodarmi,me lifaccia bramar
molio, primacheegli nonmeglidia,chetuttoal contrario fi
intendeua,uolendodireche pregaualafacra maestàde l'imperatore,che
comandaßefouenteallaeccellenzadel Marchejecheli denaridouuti, non glifaceßi
bramar tanto,primachelifußero dati.Cofifacendojembiante unodi rallegrarſi,
cheun'altrohaueſſe meriteuolmen= teconſeguitononſochehonore, sapendoegliperaftu
tia fauorihauerlo afſeguito,diße mi rallegromolto, cheiltuomerito,nontuaaftutia,le
uirtu ,non le ric= chezze,t'hanfattohauerehonorato grado. cheritor= nandoin
dietro dirà,grado honoratohauerfattot'ha
nolericchezze,nonleuirtu,tuaastutia,non iltuo meri to.Quafifattode
l'isteßogenere sipotranno mettere quelle interpretationi,chefi donano ad alcuna
cosafuo= ridell'opinionedichi chefia.Sicomeauenneadun gio uanedellanostra città
ilquale ritrouandoſcrittoà ca= ſoſoprad'unmuro queste lettere P. P. P. S. S. S.
S. S.S.P.P.P. domandòal Thebaldino , ilqualefeco tuttauia.eracheſenſoſi poteße
dare,àquellelettere le= qualiàcajopareano,incofifattamanierafcritte,à cui
rifpofeil Thebaldino,comediteuoi àcafo ? anzifapen doil loro fignificato loderetefommamente
chi nele fcriffe.Perciòche dicono,Papa, Preti, Paraßiti, Soli,
Sempre,Stentano,cioealcontrario Soli, Sepre, Sguaz zano,
Papa,Preti,Paraßiti;Mafefuſſeroſoggiŭfeque ſte isteſſe
lettereſcritteincotalmodo P. S. P. S. P.S. S.P.S.P.S.P. direbbono, PapaSanto,Prete
Sauio,Pa ff 3 raßito raßito
Semplice,Salutifera Pestilentia , Sapientißime pazzia,Soaue Paßione.Questetali
interpretationifo nopiacenoli , &farebbonoanchoradiqualchemomen
tofeeglinonaucniſſe,checi recaſſero ſofpitioned'effer penfate,ofcritteda colui
che gli dà il lorofenfo. Mo= ueriſo ilmotto,tuttauoltaanchorache noi moftriamo
lafciocchezzad'altruifi comeſi riferisce, che gia in Moncellefe casteldel
Padouanofuun podesta , ilquale nonhauendomaipaſſatoperauantilelaghunedi Viz
negia, sentendoparlareunlitigante, parendogli cheleragionidiquellapartefußero
uerißimene potes ferohauercontraditione,ſiuoltò con uiſo tutto turbato
alliauerfari, diffe,àquesto modoftuienedinantial
lamiapreſentia,hauendomanifeſtamente iltorto? to= glieteui toſtouiadi
quinci,ſenon ch'io ui castigherò talmente,qualuoimeritate.Gliauerfariquejto
udendo ilpregarono,che uoleſſeudirla contrariaparte ancho ra,ilche
appenauolleconſentire, mainfastidito dalle lu ghepreghiereglidiedelicětiadi
usarle lororagioni. Etparědogli nõmenofortileſeconde,cheleprimiere, inattodiconoſcermolto
bene d'eßerbeffato,dißetutto in colera,a mean?ghiotti,ghiotti,che uoi
siete,uoiuipë fate,ch'io nonmene accorga,chetutti uoihaueteraz gionmanifesta,
&uenitequiperburlare.Maandate cheperquestavoltaioue laperdono.Ragionauafiad
unatauolainPadouatramoltigentil'huomini di coſe nuoue. eſſendoil
ragionamentodimano inmanofo= pradiuerfecoseperuenuto,fiuenne aparlar delmondo nuouo.Traqualialcuni
uoleanoſoſtentare, chein quellepartifußeritrouatauna infinita quantita d'o=
ro,alcuni contradiceanodeltutto,dicendoche egli era
bugia,ilchesentendoungiudice groſſone & materiale molto,ilqualeſi
ritrouòperauenturaquel giorno tra que gentil'huomini,riſpoſe,comediteuoi,chenon
ui é quantitad'oro ?anzihointeſo,cheegliue ne e tanto, che nonfi
trouanodenariperoro.Ilche proacò tuttià
ridereſommamente.Sonobellißimeleriſpoſte,chesida
noalledomandetantotrascurate,comefordi tempo. nella guisa chediffeun
Parmegianoaduno,cheglido= mandoquante libre di fumerendeuauncarrodilegna,
ilqualeriſpoſe,peſerai lelegna primache ſieno bruscia
te,poibrujciatecheferannotorneraiàpesar leceneri, il restoferatuttofume.Eraun
duca,ilqualeangariaua molto isudditi,in manierachediTirannohauea acqui
tatopubliconome, questodipiusiaggiugneua alla qualita de iſuoiuici,chetutta
lafuacorteera piena di adulatori ¶fiti,ficomequello che niente haued in
preggiola uirtu l'honore.Domandandoungior
nocostuiqualanimalefuſſenelmondopiunociuo,glifu riſpoſoda
ungentilbuomofignore,tra lianimalidife rignanaturailpiunociuo èil Tiranno tra
idomestici L'adulatore. cofiaduntempotoccoicostumidelDu ca
dellacorte.Simotteggiaanchora rifpondendo à propostalaqualeperinalzarilſuo
intendimento dice cofafuordiragione.Sicomedicendouno eßer stato d Sentirunacomediapiacevolißima,
uolendoperfuda f4 derelaſomma piaceuolezzaſua ad alcuni compagni diffe,ſeuoi
l'hauestefentita,fareste morti dalleriſa, à cuiriſpoſeuno,èstato megliopernoi
ilnon eßerui sta ti.Similmentediße uncontadinoad un prete dellafud uilla
ilquale uolendoeshortareicontadini afarunali= mofina,prometteuainpremio
centoperuno: ilcheſen= tendocostuifi leuò,&dißequesto èilbuono eßempio
checidatemeßere anonpeccare,infediDio,chetale ufura,noncommetterò
io.Ilchefecerider tutta la briga ta.Cofihauendounferuitorecommeſſononſo cheerro
re,uerſoilſuopadrone ,&uolendoſcuſarſid'hauerlo offeso
nonuolendo,riſpoſeilpadrone , &nonvolendo porterailapena.Diffeun
medicodella nostracittà,in= contrandounphilofophoper lauia,inattodimostrare che
imedicieranoricchißimisla doue che i philoſophi uiuonopoueramente,
pouera&nudauaiPhilofophia. Acuiimmantinenteſeguitoilphilofopho,rifpondendo,
Dicelaturbaaluilguadagnointeſa.Mostraua unri tratto
uncortegianoadungiouaneFiorentino,nelqua leeradipintounPapa,con
lettere,chediceano,Flagel lodei Fiorentini à cuiriſpoſeilFiorentino immanti
nente,ipoeti ipittorifoglionoegualmente mentire.
SilamentauailSacerdotediGioueappreßoAristofaz ne,cheleperſonereligioje non
portauano piu offerte altempio,macheſendoiltempiofattoàguisad'unafpe
lonca,nonui uenianoleperſoneſenonperorinare,& Scaricariluentre,ilchefentendounodiße,
prendete la decimadicotesteofferte,che noi dite.Quanteuoltehabbia ilmotteggiaregiouatoad
altrui, lungo forail rac contarlo,maiounoeßempioue nedarò non hà guari
interuenutoin Venetia,doue eßendosidisfidati duegio uani
allecoltellatefu'lcampodifan Stephano,& eßen dofegnatal'horadelcombattere,
l'uno d'eßianimosa mente comparse; l'altropiu diduegroffehoredop
poilterminedatofece dimoraadapparire , alla fine giugnendo tuttoardito,fu
moltoripresodaalcunifuoi compagni,chegranpezza l'haueanoatteſo:&eglino
nimarauigliatese ioſon ſtatotanto auenire,rifpofe,p= ciocheioho uoluto mettere
tutte lemie robbein barca acciòchemortoch'ioharoquestogaglioffo,iopoßaim
mantinentefuggire.Ilqual mottotanto terroremife ne Panimodell'auerfario
cheegli,pauroſo tristosene andòaliroue,fanzauoler combattere. Motteggiasige
tilmentefu'ldannodelcompagno,dimostrando dipro cacciarilſuoutile,nella guisa
chefece un di caſa il ma gnificoM.CatarinoZen,alquale eſſendo ricorso uno
peraiuto,che inunadifcordia nata fprouedutametetra
Lui&certialtrigiouani,haueadatodimolteferitead anod'eßi&pregando
ilfamigliare di M.Caterino, che uoleßeimprestargli uncauallo dafuggire(percio
cheinuillaerano)co'lqualfuggedo poteßefaluarfida coloro,chetuttauiadilui
cercauanoperdarglidellefe rite,diße.cofite nehaueßonodataunabuona,perchepo
testipoidarlaquerelaſopradiloroper casopensato. Piacemi adunque che il
mottoqualfi mette in ufodat= Poratore,òper mordere l'auerfario,op biaſimarlo,
fs per rifpõdereadalcunatrascuratadomandadellapar
tecontrariastantoingenerediliberatiuo parlado,qua togiudicialedebba
eßere,raro,modesto, leggiadro: ondeneilbiafimouengaſopradi lui aterminarſt, ne
rendalacaujadishonesta,neoffendal'honore dellepso negrandi, accostumate, neinacerbiſcalepiaghedei
miferi,neſcherzi fu la ignoranza d'altrui, tuciononuengaàprouocareperſone
illuftri contut grādi allauendettadefuoimorſi,&ficomein tutte l'altre cofe
deeefferel'oratoremodesto ; in questaſiricerca egließeremodeftißimo,&difcretoſopra
modo.Sapen dolalinguaeßer l'arma,ondel'anima,&glihonori
nonmenofiuccidono,checonlecoltellafifaccianoleui tedeicorpihumani. Etquesto
basti,quantoalla ragio nedelmotteggiare.CofihaueadettoilMacigni,quado il
Barocci uedendo d'ogniparteciascuno starcheto
afpettare,ch'egli,ſecondol'incominciato ordine,ſegui
taffeco'lfuofauellareilragionamentodeglialtri,tut to,com'ègratia etfpirito,fi
diede addire.Carißimi fiz gnori,pche iuoftri cenimiſonpreghiere et lepreghie
recomadaměti, ficomequesti, leggideltutto inuolabili
pciòſapedoeßerinpiaceruostro,ch'iocol'isteßo ordi nedaglialtri
tenuto,dicainquestamateria alcunaco Jalietoadubbidıruimimuono,fperado
nosologuada gnarlodeincõpiacerui,quatop eſercitarminellaquali
tàdiquelſoggetto,ch'ioraccōtar intedo,chenon èal
tro,cheilraggionardeinumeritlacognitionedequa li tatoilprimogiornouifecefentire
M.Sperone, qua to tobastauaà compireilſuodiſcorſo.
Horapchequesta cofifattamaterianonmenopiacevoleèchedifficile, et
nopurdaToscanipoſta inquistiõe;maprimadaiRo mani, ſopraqueſtida
Greci,&fpecialmětedaquel leggiadro prontoingegnod'Aristotile&da Cice
rone,comeogn'undiuoipuòhauer letto; perciò con tuttequelleforze ch'iopotro
maggiori,dirò quelloche d'intornoàtalecognitioneſi ricerca, breuemente non
dimeno, qualficonuiene alla breuitadeltempo, 7
perdarluogoaglialtrimedesimamente,à qualiferă inpiaceredi ragionaralcuna cosa .
Etpercio cheo gni cosa uieneà terminarſi & comprendersi dalla
fuadiffinitione;perciòincominciarono àuedere, che *cosafianumero,delqualeritrouò
duediffinitioni, l'u napiugenerale, l'altrapiu alnotropropofitofpe ciale &propria.
Generalmentefudettoil numeroeße remisurata ragionedituttelecose. Ilchemoſſo
Pitago raàdireicieli,gli elementi, finalmente tutto il mondo
eſſereconharmoniacomposto: atteſo l'ordine bellißimo,ladifpofitioneconueneuole,
ilmovimentomi furato, il numero proportioneuoledituttelepar= ti
diquestamachina,chenoi mondo chiamiamo . Ilche questoisteßo nome,cheio teste
dißi,mondo , medesi mamenteimporta, quaſi nettofignifichi , ouero orna=
tocomediconoiGreci,chetato e,quatoildir bello, mi furato, conmarauiglioso
ordinedisposto. Ma laz friandoquestaampia largaſignificationedel nume ro,
uenendoàpiuſpecialediffinitionesdico ilnume= ro S roprendersiperuna
misura,laquale nelfare d'alcuna cosafiricerca, questapuò eßeredi piu maniere:
in quantochetal'una misuralaucce, tal'unailmouimento tal'unai corpi:
prendiamogli eſſempinellecosechia re&fenfibili,Voihaucte uncorpo
grauediotto libre, Gun'altrodiquattro,lacuifuccede ilterzodidue;ma
nifestißimacosa e chequesticorpiferberanno trasenu mero,ilqualenascedalla
proportioned'alcunalorqua lità,ouirtu cheuogliam dire.Cofifala lunghezza di
ottopalmi àquelladiquattro, questaàquelladidue, perl'isteßa ragione.Lamisuradel
mouimento nafceà dalla proportione dello ſpatio, ficome il movimento di
ottomiglia di quattro, didue e numerofotouerodel tempo,nellaguisa che
ilmouimentodidodicihore,diſei di tretieneragiondi misura,ondeleparole,chenoi
diciamofatteàtempocotantocidilettano,nonper al= tro,cheperchefononumeroſe,
empionol'anima no= ſtradi amicheuoliinterualli musicheproportionifor
mata.Vedetelamoreſca,il giuocodelleſpade , de i martelli leforze
daluulgochiamated'Hercole, conche ibuffoni cotantotrastullocirendono,tuttique
giuochi Jonomisuratidaltempo, percheincerto mouimento confiftonoragioneuole
&numeroſo perciò numeroff fono diletteuoli. Ondegliantichi nel lustrar de i
campi, inalcuneloroparticolarifolennità, foleano
Saltandofanzamifuracantarcertilor uerfi , nonpal trocheper
eßerlecitoinquegiornifarilpazzo,come chepazzauengal'animanoſtra ritogliendola
del numero &dallaragionemiſurata, laqualecotanto dilet toporgeàleinoneßendo occupata
&ſoprapresada acciděti distemperati.La misura della uoceè diduema
niere:l'una,laquale all'orecchie diletta , &l'altra allo
intelletto.Laprimiera è ditrefpecie, oueronellecorde ònellecanne, ò
nelleuocihumane.maqueste tre fpecie uengono tutteàproducereillornumero harmonia
dalla misura delgraue&dell'acuto,comedaduefon
ti,daqualicondiuerjealtredifferentie,quafipiccolica nalettida eßi
diriuatiuengonomoltealtre uociagene rarfi,ondemegliopoßanogliinterualli empiere
proportioni loro &piuperfettoſuono apartorires le
Questaamicheuoleſcordanza,ò difcorde amicitia,èuna ruffianadolcißima, laqualeconlelufinghedellefue
dol cezzetiral'animainquelcontentoadamareunnonfo
che,chenoinonbenesappiamo,anchorache ePitagori cihabbindetto,chequestooggetto
fia Iddio, nellacui opinioneaccennòdiperuenire Platonealtresi. Oltradi ciò
ricercaafarelamusica numeroſa,il regolato giudi ciodeltempo,ondeéche
Pitagorafentendo l'harmo= niadeifabri.primaconobbeil batter lorofarsicon mi
fura, poiplopesodeimartelli compreſeleproportiont daquellehebbe la
ragionediquelsuono numeroso, ch'essifaceuano.Tutti queſtinumeri chedi graue
acuto daltempomiſuratinasconoò nelle corde,ònelle 2
canne,ònelleuocihumane,ſonodilettcuoli àſenſino stri; maſopratuttiqueſtiunaforteuenehà
tantopiu perfetta dell'altre, quanto quescafola basta a dilet tar LIBROT 446
tar l'animo di cui eßa é miniftra: ilqual numero è quello,chenoidoniamo
alleuoci nostre,noncomegraui acuteconfiderate;mapiutostocomein tale & ta
lemaniera composte,per manifeftare alcun concetto dell'animo. Quindi
nasceilnumeroſo giudicio , con che&leproje&iuerfiuengonoad effer
misurati. Eccoadunqueilnumero, chenoi ricerchiamo,eßer la
mifuradelleuocihumane,noncomegraui´ma comegiustamentemiſurate,perpiu dilettar
l'animodi chiascolta o legge.Ilqualnumero quantofi auicinial= T'harmonico;
diquiprendetela ragione,chepiu dolce= mentecanterannoimuſiciibelli
misuratiuerfi , piucidiletteranno,che cantando irozzi&mal com= posti.Ma
edaauertire,chequeſtamiſura puòfarſt in piumodi:auegnachenoiueggiamogli Hebrei
mifura reilorouerfine conpiedi,neconſillabezma con certo
loroandamentodiparoleperinfino aduntale tale
termine.iGrecihannolaragionedeipiedi nelfargli, manelpronuntiar lorouſanogli
accenti.Copiediren dono numerosi iRomanigliloro,ſicomecon numero difillabe con
mouimento riposo di pronuntiae Toscani.I Tedeschi,gliUngari,& i Francesi
quello iſteſſofannoconquantitadi fillabe,& molte uolte con ufodi rime.
Malasciando indifparte tutte le lingue barbare,&uenendoalnumero delleprofenostre
dico, lalororagioneconsister nel bello &artificiofocompo
nimentodipiuuoci,tutteadunfineindrizzate. Etp= chel'orecchia e quella,the
giudica questo cotalcompo nis nimento
perciòdobbiamo eßerdiligěti nelloaccommo darealle uoci tal
legatura;chehoradolci,horagraui, horaueloci, horatarde, horalanguideuengano
atrar Ji ledefinentie loro,accio che adarte fiafatto quello,
cheàcafocredonoeffer dettoesciocchi . Ondechinon
uedeadarteilBoccaccioperlopiudicendocoſefecrete opiano,usarparoletacite ,
&fuggir la S, lettera di Strepito,laquale co'lſuo fiſchiohaforza d'eßer
udita, ficomeladoueGirolamo eracoricato allatodelafal= » uestrasegretamente
diße, O animamiadormituan > chora? Etaltroueſecretamentemoſtrando
Gabriot >> toeßerſtatodall'Andreuolaamatodiße.Inunbelgiar dinodelpadredileipiu &piuuolte
àdilettodell'una >> partedell'altrafumenato. Similmente riuſci peril
moltousodella s,strepitosoquelperiodo , quando la moglie diTofano,
ferratoilmaritofuordi casa, fi diedeàgridardicendo.Horuedete,chehuomoche eglice
८० ??
e,chediresteuoi,s'ioffußinellauid , come eegli, » eglifuffeincasa,comeſonio? in
fe d'Iddio che io dubito, che uoi
noucredestecheeglidiceßeil vero. » Benpoteteàquesto conoscere ilfenno fuo. Eßo
mi credete ſpauentareco'lgittar nonſoche nel pozzo, , maboruoleße
Iddiocheegliuififuße gittato da doz » uero,&affogatoſi .
Cofiuolendoefprimere questo fingolarhuomolalanguidezza & la grauita nella
nouelladi Guifcardo, feceà Gifmondahoraparolegra > uietgenerofe
ragionare,ficõequelle.Nonficõueniua >> ſepolturamendegnached'oro
àcofifatto cuore,chen= te T
..teèquesto,difcretamentein ciòhailmiopadreadope " دو rato.
Lalanguidezzamojtrò nella infelice donna di cendo. RimaneteconDiocheiomiparto.
Mostròil dolore losdegnodellainnamoratagiouane,quando
»conpiuftrepitoseuocidiſſe, Ahi dolcissimo albergo dituttiimieipiaceri, maladetta
fialacrudeltàdicolui, checongliocchidellafrontehor mitifauedere.Tardo
alcunafiatauà ilperiodo per riſpettodegliaccention detardi
&grauießeriprincipi,affermanoglihuomi
nigiudiciofi,douendol'accentoriposarsiju lafillaba, cheall'ultima èuicina.fi
comeapparenel principio di 1 : •, quellagiornata. Haueuala Luna eſſendo nel
mezzo :: delcielo perduti iraggiſuoi, giaperla nuous luce »
uegnenteognipartedel nostro mõnda era chiara. ALIGHIERI (vedasi), ,
Nelmezzodelcamindinostrauita Miritrouaiper unajeluaofcura.
Neldolcetempodelaprimaetade, i EtilPetrarca. >> Chenafceruide. »
Quandoilfoauemiofidoconforto. Etaltroue, 3 Deerßereanchorailfinimento della parola poſta
: per terminedelperiodo,dell'iſteſſa maniera: ondeman .. candoilperiodoin
unauoce,ilcui accentofitrouaſſeſu L'ultimafillaba; farebbe imperfetto
&mozzo.qualifo noleuoci cofi fenti ledie,camino,che nelfinimento nulla
rieſcono,ouero eßendo lauoce di quattro fillabe conl'accentofulaprima qual
e'ildireMacinano,Ter minano, chefuonolanguido&ſcarſorendonofu'l finimento
delperiodo.Vieneadunque àfarſi ilfinimen 465. to oconparole, ilcui
accentofiripoſaſulafillabauici >, naall'ultima,comequello,
Percomandamentodellarei D2 »nafimiferoamangiare,oueroinnantiallapenultima,à
tuttiparue didoueruerfocaſatornare,perche uoltati »
ipaßilaſeneuennero.Accrefcieancholo Epitetofor= za&numeroallecose,ma
l'usodi questo taledeeeße= re temperato & modesto inmaniera,chetroppa
affet= tatione non cirechi,ouero nonfaccia laprofa cantante.
FuleggiadramentedalBoccaccio ufatol'Epitheto,qua >>
doediffe,LaqualnoichiamiamoLucifero,che anchor >> luceuanella
biancheggianteaurora. Etneiprincipiaf fai grauitàrendenelragionare,amabili
donne, Amo= >> rosedonne,Cortefi giouani, somiglianti. Machel'u
ſoſpeſſoofferuatodiqueſti Epitheti nonſtapiaceuole ; fi
dimostrachiarißimamente:perciocheſeM.Giouan nihaueßedetto, giapertuttohaueua
ilchiarofole rez cato conlasuarifflendente luce ilnuouogiorno, i
cantantiuccellifupergliuerdirami cantandopiaceuo liuerfi nedauanoallehumane
orecchiecertißima testi monianza.Ilchepoteadireuolendo ,ma meglio, doue »
piugentilmentediſſein cotalmodo . Giàpertuttoha >>
ueuailfolerecatoconlaſualuceil nuouo giorno , „ gliuccellifupergli
uerdiramicantandopiaceuoli ar ,, finedauanoall'orecchie testimonianza. Viene
ancho= railnumerodellaprofaàuariarsi ingrauita baßez= za,languidezza,ftrepito,tardanza,&prestezza,ſe=
condolamateriadiche sitratta. Ilcheageuolmentefi RAGIO. uedecomparando trasele
nouelledi M.Giouanni,ica fi,gli auuenimenti,&gli effetti loro d'uno inuno.
On defi come niunadipinturapuò eſſereſanzacolore, niū corpofanzagrandezza,niun
mouimentoſanzatempo cofiniunauocepuò effſerſanzanumero. &perciòtutti iuerfi
&tutteleproſeſononumeroſe,cometutti icor piopposti
alfolefannoombra,comunquebelle ò brutte fificno,maalnumeroritrouarforma
perfetta,laquale diletti con lafuauaghezza, & gioui con l'artificio; questa
èl'opera, &questaèlafatica. Ilcheperpoterui
piuchiaramentedimostrare,intendouenire à iuerfi,i qualififormanodiquelle
iſteſſeuoci,chefannoetiandio laprofa,macon definenzeſimili,&certaquantità
di Mlabe, chiusura diuerfamoltodaquelladelle profe. Doueprimieramente e
d'auertire, ilnumeroriceuer partimentoſecondo la differenzadella testuradel uer
fo.Perciòchetalenumero ricercailſonetto chealCa pitolonon starebbe bene:
talealCapitoloſiconuie= nechenon allaCanzone.intendendoche leleggi de i
componimenti Toscantuengonoà uariarſiſecondoche con uocihorafonore,horabaſſe,hora
mezzaneuengoz noa comporfi.Ma lafciamoquestiprecettiparticolari
prendiamoigenerali,cheatutteleſpeciede icom= ponimenti
conuengono,dicoilpoetadouereco'lgiudi ciodell'orecchiemescolareinſieme leuoci
rotonde, con P'humili,l'humili con lefonore,lefonorecon lelangui= de, queste
con legraui.onde la grandezza dell'une temperata con la humiltà dell'altre
uenga àfare : : und . unamescolaturaperfetta, un condimentoſodue. La ragione
difarquestoperhora nonſiinſegna, eſſendo 467 tutta inpoteredelloſcrittore, &nond'altri.Maper=
chedelnumerodel uerfofauellar intendo ;dicoiluer= foeßereunaartificiofa
mescolatura diuoci accompa gnateinſiemeconmisurain maniera,chealjuo tenore
L'orecchiaconfenta &peruenuta alfine abbracci la quiete.Etperchefuronoi
uerfitrouatitali,checo'lcan tare&sonaresipoteßero unire infieme in maniera,
chedolcementerifpondeßero ,&eßendo ilcantare di
piumodi,inquantochepiulongheopiu breui uiene à
terminarelefuedefinenze;perqueſtofurono i uerft ritrouatidagli
antichirimatori,quandodi dodicifilla be,quandodiundici,quandodi dieci:&con
tuttocio d'otto,difette, anchoradimeno,ficome nell'antiche ballate fi
uede,acciochela breuitàd'un uerso tempe= raſſe la lunghezzadell'altro
intiero,come che le rime fpezzatefienodelleintierepiudolci, &queſtediquel
Lepiugenerofe. LaondenonſanzaragioneM.Tripho neGabrieleuuole,chelematerie
Heroichefi fcriuono coterzetti,iqualisono uerfi,chetantoauanti procedo
noiquantouogliamo.ilcheà neßuna altrafpecie di co= ponimentiauiene; &oltre
àciotutti isuoiuerfi ri= cercaintieri.tlche la Canzone & altri componimenti
*nonpoſſonoconseguire.Parlando adunquedegl'intie=
risdicoilPetrarcanonhaueruoluto uerfi di piu che d'undicifillabe,uedendo che
iluerfodidodici ,ò fanza armonia ueniaàfarſt,ouerosdruccioloſodiparolela 2
guide guide,nellaguiſachein Dante
medesimo infinitiſe ne leggono,&pereſſempioprenderpoßiamo quello,on= de
dißeilPetrarca, » L'undi uirtute&nond'amormancipio. Ilqualesifa
tuttauolta,che nell'ultima uoce fiuiene àriposarl'accentoſopral'antepenultimafillaba.
Succe deà queſtoil uerſo di dieci fillabedi rado dal Petrar= ca ufato,comemolto
piuſpeſſo daDante:ilquale moz zo &imperfettoproduce
ilsuononelſuofinimento,co meappreßodi M.Francesco. » Alessandro,ch'almondobrigadie.
Adunqueegliparcoſaragioneuoleil conchiudere, cheil uerfo
diundicifillabe,nelanguido eſſendo, netro cato,fiail piubello,&
ilpiunumeroſode gli altri. Ondenon edalajciartral'intieriquest'uno tanto da
M.Frăcescoposto inufo,ilcui ingegnofi come intutte
lecosefumarauigliososcofiilgiudiciodell'orecchiaheb befratuttiglialtri rimatori
perfettißimo & leggia= dro.Veniamo hora almouimento &quietedel uerfo,
chenonſono altrocheilviaggio ilriposodella no= ſtra pronuntia,douefi uede
eßapronuntia alcunauol tafermarsi conbellagrauitàſulaquartafillaba, come
inqueuerſigrauementedetti. Donna,chelietaco'lprincipionoftro. >>
Rapidofiume,ched'alpestrauena. » Quelch'infinitaprouidentia & arte.
Fermaſitaluoltail uerſoſopralafesta, » Era ilgiornochealfolfifcoloraro. : »
Quand'io Quand'iomouoifofpiriàchiamar uoi. Nondal'hiſpanohibero àl'indoHidafpe.
469 Laqualpronuntiatantopiu corrente il uerſo piu mobile rendedell'altra;quanto
la primiera è di quest'altra &piugraueepiu temperatanelmouimen to.Nafce
anchorailnumerodaparoleincui entrinola r. lasilt, &delleuocalilao,
ficomeſono Soggiorno Rapido,Antro,Ardori,Acerbo, Vestigia,Amoroso, Sparſo.
Dellequaluoci,òſomigliantiàqueste èteßuto quelfonetto.こ Rottael'altacolonna,e'luerdelauro. "
Iterime dolentialchiusosaßo, » Acuiſeguequell'altro,che diße.. »
PermirarPolicletoàprouafijo. Etquello, 7 Eccoanchora ne iprincipidelle canzoni
&deica pitolifimpre il Petrarcahauereusato perlo piuuoci d'unafolafillaba,
1 laſcioſtare iſonetti,per non eße= .. reastretti à cotallegge,ilchefiuede p
questi eßempi. , Aqualunqueanimale. >> Neldolcetempo. دو " دو
O'afpettata in ciel. si èdebileilfilo. Nelastagion. Poichepermiodestino,
Chièfermato... Mainonuòpiucantar. Se'l pensier chemi Arugge; " »
Inquellaparte. »Di C 1٠ ce Dipensier'inpenfier. .. Qualpiudiuerfa&noua. دو "
Aladolceombra. Ditempointempo. S'il dißimai. , Benmicredea paßar. "
Nonhàtantianimali. ; Lauerl'aurora. Iuopensando. Chedebbiofar. Miabenignafortuna.
כס DS › Quell'anticomiodolce. Neltempocherinoud. →, Lanottecheſegui.
Nelcorpiend'amarißima, » Dapoichemorte. ره . Piend'infinita. Iononſapeadatal.
DelTaureoalbergo. ,, Dapoicheſottoilciel. Quelc'hanostranatura:
Horauenedoàpiugeneralregoledeinumeri dico numeroſoparimentediuentariluerfoper
cagionediua دو "R riatione di lettere,fi come inqueluerſo Dehporgimano
all'affannatoingegno. Sicomeper le moltecolliſioni diuenne quell'altro,
pieno,Canoro,graue,&magnifico. odan',Hibero,Rhen ,Sen'Albi Her'Ebro. : Alcuna voltafifuggeilterminar una uoce in un
tuono,dalqualeuengaàcominciarlaſeguente,ondeme gliofuildire, >>
Quand'ioſontuttouoltoinquellaparte Cheincotalmodo, >> Quand'iofonuolto
tutto. Perciò chelauicinanzadelt,potca generarestra no&cattiuofuono . Et
hauendo ilPetrarca tal'hora Etl'horadiſideriod'inalzarſico'luerfo, darnella
grauitàufa lauoceonde,fonora&piena, » Del'empia Babilonia,ond efuggita :
›Ogniuergogna,ond'ognibene efuori.. Si comel'ist.Bopoeta lasciandole lusinghe
dell'os recchie,&uolendoil numeropiudimeſſo,dird ;
Inquelbeluiſoch'ioſoſpiro &bramo. Doue,ond'iofofpiro & bramo,potea
direvolendo, mauiddechesoffiro erauoce
graue, &bene potea em pieriluerſo ſanza aiutod'altrui. Similmente adarte
uolle M.Francescolanguidotrarqueluerfo S'iopenſaßiper morte eſſereſcarco.
Facendolocadereconqueluerbo eſſere,percheſigni ficaſſela languidezzache era in
lui dell'amoroso peso. perciochebenehaurebbe potutouolendo ardito ren
derlodicendo. » S'iopenſaßi permorted'eßerſcarco, Queropiu acconciamente. »
S'iopenſaßiper morte eßer'iſcarco. Tiene alcunauoltailpoetail uerfoabada co'l
fo 1 4 Stea Stenerloin maniera,che non uenga à
precipitarfi per latroppauelocità, Afprocore, ſeluaggio,&crudauoglia.
Chepiuriposatodiuenne,cheildire „ Afpro,ſeluaggiocor' crudauoglia.
Ilqualuerjotantodivenneuolgare,quanto quell'al uerjo
trofudegnodegliorecchidiM.Francesco.Cofiuolen dodimostrare un continouo mouimento;
feceiluerſo in manieracontinouato;cheapenapuòla pronunciafer=
marſineſulaquartanefulaſeſtaſillaba, » Nonmiouoler,mamiastellaſeguendo.
Etpiacendoglifarfu'luerſoſentir quello ſtrepito, che egliesprimerintendeua
;uoci strepitoseet gon fietroud,con bellißimoartificio,dicendo »
NonbollimaiVulcan,Lipari,od Ischia, ›, Stromboli ò Mongibello intanta rabbia.
Etjeuoletec õl'orecchie ſenterlostracciardellecar ni,etsbranar
lepolped'alcuno,leggete ladoue ediffe. Primach'i midiſoßi, ſnerui,&fpolpi.
Cosifa dibiſognoalcuna uolta offeruareil numero tranquillo,come è lapura
orationedellaprofa. Ilchefi faneiprincipid'alcunanarratione,douenonſi ricerca
altezzadiparole,nepesodifententie,masolamente fi
fannoattentigliascoltanti,ficome dicendo » Neldolcetempodelaprima etade.
Vedetechepura &ſempliceformafuquesta difa uellare,douequestoriſeguentiuerfi
hannoparoleue locietfuggitine,ficome uelocissimel'hebbequell'altro L'odorifero lucido Oriente.
Hauendodueuocisdruccioloſe,dafar precipitare ilſentimento&la
pronuntia.coſipurißimafuancho raquellanarratione&lubrica, >>
Dettoquestoallaſuauolubilrota Siuolfe, inch'ellafila ilnostro stamе. に Paſſano adunquei numeriinmanierainqueſti eßë
piarditi prontischeniunacosapard'eßipiu liggie ra,ondeſanzaarte,&fanza cura
uengano àparer formati difposti.Ecco perfare innarcar le ciglia, con
rotondapronuncialeggereiluerfo,inmaniera cheiluersotuttopieno quantobene
diſſeilPoeta ardito uengaà generarfis »Alepungenti,ardenti, lucid'arme,
Alauittoriofainſegna verde , Contra cui in campo perde Gioue&Apollo,etPoliphemo,etMarte.
Etaltroue. >> Nondal'hifpano Hiberoall'IndoHidafpe. Voletelapiacevolezza
&grauitàfanza ftrepito ueruno;leggeteil principiodiquelfonetto,cheilPe
trarca tolſedaTheocritopoetaGreco:quando latran quillita del
marefcriße,wilfiletio della notte,etguar datesemaifunarrationepiutranquilladi
questa Horche'lcielo laterra e'luento tace, Etlefere gliaugelliilsonnoaffrena,
Notte il carro stellato ingiromena, Etnelsuo lettoilmarsenz'ondagiace,
Etperchenonpaia cheipoetihabbiano àcafodiz pinte pintelecose,uedete come con arte uolle
M. Francesco torquella ufata forza aluerjo,dicendo la rouina&la mortedi
Sanfone. " Viddiilgiusto Ezechia, Sanſon guasto. Ammiroladiligenzadi queſt'huomonel
uerodiui noanchora in un'altracosa,chehauedoeglialcunauol
tadettounuerſodilanguidofuonostoſto l'innalzacon laforzad'un'altro,empiedolone
diqueltanto,chepri maglifutolto,fi comeſi uedeinquella parte,doue di
Curtioragiona. Chediſe
del'armeempielofpeco Inmezzoilforohorribilmenteuoto.
Ilqualprimouerſolanguidoučneper leuocali,che efprimerſidebbonoſanzarottura, ſicomealtrouetut
tiquestialtrießempineſonotestimoni. Defendermidahuomcopertod'arme.
Ethaueaunsuostil leggiadro&raro. Nelmezzoèun'ombrojo &uerdecolle. Cheéhogginudoſpirto&pocaterra.
Ch'altro ch'unſoſpirbreue elamorte. » Volgersialtroueàte eßendoignota. Efferestatodanno &nonuantaggio.
Lalanguidezzadei qualiſemprea d'alcunprece dente òſeguenteverſo
èinmanierafolleuata;che arte *fipuòdirechesiapiutosto,chepouertàdiparole
ilco-fifare nelloingegnodiquestopoeta.Viene anchorail uerfolanguidotutta
uoltachel'accentoſi riposasu la fillaba quinta,comeinquelluogo, Enone C EnonediParis Menelao. Ilqual
uerſoinnalzoconquelcheſegue, D'Helena, HermionchiamareOreste.
Poconumeroſouieneanchorailuerſoquando l'ac cento
&lapronunciahannoiſuoidebiti luoghi,ma nõdimenolauocehasforzatagiacitura, ſicõe
appreſſo Dante,uolendo hauer riguardo piu all'accento della uoce,
ch'allaleggedeluerfosui riposaretefu lafecon= dafillaba...
Aue'rrois,che'lgrancommentofto. Oueroſejula quartauorreteriposarui ;allhorafi
daràaccentopellegrino straniero in tempoallauox
ceneproprioneconueneuole,comedicendo Auerroi's,che'lgran commentofeo.
Nellaguifach'appreßo ilPetrarcaſuonaqueluerfo, →,
EtfecoHippomenes,chefracotanta. Doueripoſandouifulaquarta;il rimanente uiene
aſſailanguido;ma dandolaquieteſulafestahauraotti moſuono,mal'accentodellauoceuiene
adalterarfi, fi comefi uedeperquell'altro esempio,
L'altraPenelope,questegliſtrali. Chepiacedogli haurebbepotutodireHippomened et
Penelopea,cheſuonoleggiadrohaurebbepartorito, > macofiuolledireperuariare
inumeri laforza de uerfi.Taluoltadonasi acconciamento aduna uoce,face
doladimanconumero,eſſendonacuralmětedipiusi co mefacedo Clio,Dio,d'unafillaba
etHebreodidue, Herfiliadi trep cagiondeluerfo. Ilche M. Francesco usò usoſpeſſefiatedi dire,facendo anchoraTroia
d'unaso lafillaba, Pistoiadi due DaIndia,dalCattaio,Marrocco similmenteCattaio
con l'aiuto peròdiquellapronuntia,ficomequandodiße, Spagna EccoCinda Pistoia, Guittond'Arezός
Si comeintiere lefece,quandoediße >> QualnelregnodiRoma,o'nqueldiTroia.
>> PiangaPistoiae icittadınperuerfi.
Nequestiaccorciamentiſifannoſolamente nelmez zodeluerfo,ma anchorafu'lprincipio
>> Milciade,che'lgran giogoàGreciatolfe Ettal'horafu'lfinimento, ›
DißeioSeleucofon, queſtieAntioco. : Etficomeuengonoàricevereleuoci accorciamen=
to; parimenteuengonoàprolongarſiperl'isteßaragio ne.ondediremo MorioperMori
FeoperFe,&Fue inuecediFù. Lagranuendettamemorabilfro.
Cheſolſenzaalcunpar almondofue. Etaltroue. Horaquatoalnumero, èd'auertire,cheſi
comela quiete deefarſi oſu laquarta òfu la festafillaba;mede fimamětetatopiufie
ilnumero rotondo,quantofu la quarta òſulafestauieneàfinirela uoce,
&riposarst il sentimento, fi comefù la quartainquesto uerſo, >>
Noncorsemaifilieuementealuarco. Etſopralafestainquest'altro, ›,
Chegiamaiſchermidornonfu fiaccorto. : ifrat insec Madiqueste due manierede numeri la
prima a me piugraue&piu magnifica ,onde occorrendoil non
auertireàquesteleggi;adiniene che iluerſo uiene dalla pronuntiafpezzato
&diuiſo, fi come chiaramentefi uedeperquelleuoci,
Comechifimifuratamenteuuole. Etperche naturalmentes'aita. Etaliroue, Douefi
uede,chequelle due uociſmiſuratamente, : : naturalmentefi uengono dalla pronuncia
à fpezzare &diuidere E' anchorcagionedelnumerouelocela uo cesdrucciola, perciocheritieneforza
d'un di que pie= di.che appreßo i Romanidona aluerſoſi libero ſpe dito corſo
detto Dattilo;quale èla uoce, termine, Logo ro,&fomiglianti,ondeuelocißimo
nacquequel uerjo, » Dipoemachiarißimo&d'historia. Taluoltanascelauelocitàda natural prontezza
delle uoci,fanza effersdruccioloſe, Dellepericoloſetuefauille.
Alcunauoltafinijcelapronuntia,doueanchotermi nalauoce,mafilascialoſentimčio
imperfetto,comela. » Speßo,comecaualfren,cheuaneggia.
Douenoiprononciadoloueniamo àfermarciſula festafillaba, fpezzandonõdimeno
lafentëtia. Mapche pocofa,ch'iodißiil uerſo molteuoltefarsilaguidetto, A
quandoleuocalicocorronoinſiemeſanza collisione; p queſtoàquellaregolaſi donauna
eccettuatione,cheta= T'horanohaluogo,fpecialmete nell'efplicar alcuno af=
fetto.perciocheinquelcaſo iluerſo acquista forza grauità,piuchelanguidezza,fi
comedicendo, : Chiuedràmaiin donnaattoperfetto? Ohumane fperanzecieche
&false. 4 Etaltroue Humilediuieneil uerfo,&dipoco numerodalfini mento
d'una uoce, laqualenaturalmentediſidera d'ef feraccorciataficomeinqueluerfoche M.Sperone
hie riciricordò. Questim'hafattomen amareDio.
CheamarIddiofifarebbepiunumeroſamentedetto altroue.
Neltriomphod'altruiſeguireſpiacque Maperchel'uno l'altrouerso doued efprimere
unatto humile&dimeſſo;artificiosamentefuronodal lortestore in cotalguiſa,comeſiuede,formati.Si
mette rannoanchora cõleggiadronumerodueuoci corrifpă denti in uno
isteſſoſuonocõbellagrauitàdicendo, Allepungenti,ardenti&lucid'arme. Etaltroue, Iui n'aggiunse
&necongiunseamore.--Questoanchoradipiuritrouarete in M.France=
ſco,mainonfartuttoiluerfodi uocisdruccioloſe quan tunqueil uerſo uoglia
&mobile&ueloce,таЈетрле temperaruollela lorouelocità co'lnumerograue,fi
co me in quedueuerfiditreuoci, ›› L'odorifero lucidoOriente.
Doueledueprimeuocitemperarglipiacquecon la terzapiugraue: &quelloſteſſo in
quell'altrodoue an tepone la uocegrauealle dueprecipiteuoli&mobili.
Dipoemachiarijšimo &d'historia. Diedeanchorafineadunuerſoconfuono heroico,
termi ? terminandoloindueuocihauentiforza di Dattilo
difpondeo,dicendo, • Morteconlaſuamanun'aureocrine. i Similmentetanto è grandela
diligenza di queſto poeta; chemaiin tutto'lſuo canzonierenon uiddipiu
cheun'uerſo,alqualecolapronuntia nonſipoteſſe dar riposofu
alcunadellefuefillabe :ilquale credo ch'egli laſciaßescritto nonperaltro
cheperunparagone del la bellezza & bontàdeglialtri,nellaguiſa chefanno lebelle
donnemettendofiincompagniad'una fozza et laidafemina,accioche col'esempiodella
bruttezzauč gonodcrescerforzaallabellezza loro.il uerſoèquesto »
Etlemitreconpurpureicolori. Douemainonmijeppiingegnaredipoterlo profe
rireconriposodellapronuncia,chebene steße.Cosi nel difcriuer alcuna cosa il
poetaſuole eſſereinmanieradi ligente ;che iſuoi uerſi trasforma nellanatura
dicio, ch'egli esprimereintěde.Si come uolendodire ledifcor
danze&contrarietàdellafuauita amorosa;fece tre uerſideltuttodifcorditrafe, &
allauitafua conformi deltutto.mentreediße. Coficaldo,uermiglio,freddo bianco, Hortristo,hor
lieto,infinquit'hò condutto › Saluo,ond'iomi rallegro,benche stanco.
Un'altracosafi troutnelPetrarcadegna di am= miratione, cheſcrivendo alcunuerſo
alto & graue, alcunauolta trametteglihumiliin maniera;chelagra uità
nonuieneapercuotereinunaſtrepitoſagonfiezza A ſi comechiaramenteficomprendeinquelfonetto, fcrits
todi dueftili, duenumeri,alto &dimeffo:douela= ſciato anchora
l'usatocostumedifar,cheilsecondowar ſorispondial terzo, ilquarto
alprimoglipiacque alternandoformarlo,perchela rima Afpenorendeße
conlafuauicinanzatroppo strepito. Nondal'HispanoHibero,àl'IndoHidafpe, Ricercandodelmarognipendice Nedallitouermiglioàl'ondeCaſpe, »
Neinciel,nein terra èpiud'unaPhenice. Ondeiononpoßonongrandemente marauigliar=
mi deinostripoeti moderni,cheſolonumerosi stimano queuerfische òftrepitofanno
conl'afprezzadello R, S, T,conl'altezzadellaO,oltreche
nonaprez-zanoquelfonettoè quellacanzone,cheſanza gonfiar delleuifcere dicolui
che nellalegge, nonſipuòprofere resouerochemai co'luerfouieneàfornirelafentenza
daiqualuitijtantosiaftenne PETRARCA (vedasi), quantoaltro
maicheinqueſtalinguafcriueße.Etperchegließem= pi neſono
troppofpeßi&ingrannumero;perquesto unſolo neaddurrò,doueje l'incatenarde i
uerfifu à questopoetamaifutoconueneuole; erain questo caso,
doueful'ultimouerfohaueadariposarsi , &finirla Sentenza: nondimenodiße.
>> Gratie:ch'apochiilciellargodeftina, Rarauirtùnongiad'humanagente,
Sottobiondicapeicanuta mente, E'nhumildonnaaltabeltàdiuina, Leggiadriafingulare&pellegrina,
E'lcantarchene l'animaſiſente L'andarcelestese'luagoſpirto ardente,
Ch'ognidurrompe, ognialtezzainchina, Etquebegliocchi,cheicorfannoſmalti Poßenti
a rischiarar'abıßo notti, Ettorrel'alme àcorpi darlealtrui, Co'ldirpiend'intellettidolci
&alti, Coifofpirfoauemente rotti, Daquestimagitrasformatofui. Hoggimaihauetefentitoilnumero & l'harmonia
diquestodiuinpoeta,nonconosciutadagli orecchide lamaggiorpartede
inostrimoderni,faluo che dal dottißimo M.PietroRembo:delquale non haurò riz
pettoaddire,dalBoccaccio dal Petrarcainquanõ eßer maiſtatobuomo checon piufaldo
gusto aẞag= giaffe idolcißimi puricondimentidiquesta lingua anchora cheallifciocchi
paia l'arteaffettatione , la puritàdellafauella
bumiltà&baſſezzaſiagiudicata. Rendeanchorabellißimo numero il tramettere
delle uocid'unafillaba,comequelle che la pronuntia tratten
gonocongraueintendimento riposatocamino;on= degraue fuquelprincipio. >>
Voich'ascoltateinrimeſparſeilsuono. 1.Douequattrouocifimplicißimeſi
leggonocheſono uoi,che, in,il. Sicomenelquinto uerfo dell'ifteßo so= netto
altrequattro ſineleggono, " Deluariostile,in cuipiango &ragiono. bb I Lequalfono,
Del, In, Cui,Et. ficome cinque in quell'altro Etpunirinundibenmille offefe.
Laondedibaßonumerojenetraſſequellodoueniu nauoced'unafolafillabafi troua
inDante, Cantando comedonnainnamorata . Etnel Petrarca. » Fianchi, stomachi, febri
ardentifanno. Etpercheleuocid'unafillabaui moſtrai eßerusa tein tutti
ibuonipoetineiprincipid'alcuna narratio ne,ſi come inDante, Nelmezzodelcamin.
Percorrermiglior acqua Lagloriadicolui
Volch'ascoltate, Neldulcetempo Neltempo cherinoua, EtM.Francesco,
Perquestoritrouareteper lopiul'uno & l'altro di questi
duepoetidoppolauocedettad'unafolafilla= ba,accompagnarneun'altrao dell'iſteſſa
natura, come inqueluerfo „ Voi, cheascoltate. Quero
diduefillabe,comefiuedenegli altri cin= queeßempi,che testeui recitai .
Belnumerofi dice an= chorquello,ondefiprendonotutteleuocid'una &di
duefillabe,ma teßuteunaconl'altra , comefi uede in queſto eßempio,for che
l'ultima,laquale èditre. um MY Paßa LA NaueMIA,colmaD'oblio Stannoanchora
queſteuocinonſparſetal uoltama 0 tutte 1 . tuttecontinouate, nella
guiſacheſonoqueſtecinque, DS Trouasti ET, CHI, DI,T E,SI, altofcriße
Vengonoanchora ad accommodarſi ne iprincipi perfermarelaprestezzadeluerfo,
Èmipard'hor'ınhoraudirilmeſſo. Lidiindiuocangiandoiluiſoe'lpelo. Si
comediſetteſe netraſſequello, „ NE, SI, NE, NO, NEL, COR, MIſonointiero.
Nellafinenon usanodimetterle ibuonipoeti,per ciòcheòfanza numerouieneiluerfo , come
nello ef= Sempio di ALIGHIERI (vedasi): Aragazzoaspettato daſignor So.
Ouerocheil uerfo farebbedidiece fillabe di rado dalPetrarcausato, »
Alesandro,ch'almondobrigadie: Romanipiuſpeſſo uſano Ladoueche i Greci questo
numero, éappreßodellelorlinguediforza
nonmezzana,&fpecialmentequandocominciano& finiscano dal'istesseuoci
d'unafolafillaba. Hannoanchoragrannumeroleuocididuefillabe, inquantoche
nesdruccioloſeſono nediprestomouime to.òfianone iprincipideluerſo,ònelfinimětoò
teſſu= tinelmezzoſicome,
Geri,quando,talhormeco. Sicomenellafine, >> Vnfocoquandouerna. Meſcolati,
O'paßiſparſi èpensieruaghi&pronti. Sicõetuttoilverſodiparoledi
duejillabeéquello; hb 2 د Dolci,ire,dolci,sdegni dolci,epaci,
Etquantoqueuerfichediuociconſtanodi talema nieraJonograui&rotondi ;tanto
quellichelehanno ditreſono correnti&baßi, L'odorifero, lucidoOriente.
VidıAnafarcointrepido&uirile Iui era ilcuriofo Dicearco Quintiliano,Seneca
&Plutarco. Nelcorpien d'amarißima dolcezza. Ondequantopiu i
uerſiſonodipocheuoci,tantofo nopiuuelocementedella pronuncia proferiti,
&meno graui. Ilchefece,che mai M.Francesco nefcriueffealcu nodi
dueuoci,comechepoßibilefia, ma languido baßonumerodiuentarebbe,qualdicendo
Sdegnosissimamentedifperato. Inefpugnabilißima fortezza. Iqualuerfi Ouero.
dello inettoſanno,&dilettar pof= ſono gli orecchidel uulgo piuche
deglihuominigiudi cioft.ondechi èchenon
ueggia anchornelleproſe rite= ner moltodigrauital'uſo delle uoci didue
fillabe,come in quelprincipiodell'unadelledieci giornatefi uede,il
qualediquestetaluoci nehaunagranparte. HauealaLuna,eßendo nelmezzo delcielo ,
perduti i raggifuoi, giaperla nuoualuceuegněte ogni par ,`tedelnostro mondo
erachiara. " Ladouechequell'altroperlocontrarionon hebbe queltantodi
numerofagrauità Anchora eranouermiglicertinuuoletti nell'Occiden= te, C . te, eßendogiaquellidell'Orientenelle
loro stremitàA miliadorolucentißimidivenuti E ueroche il
comin= ciar un uerfo da treuocidi trefillabe éleggiadronu= meroſoſicomelà.
Piouommi. amare, lagrime,dalufo... Ouerohauendo nelprincipio & nella fine
quelle isteße, si come. DATEMI paceòduri miei PENSIERI.
Etmegliohauendoneun'altranelmezzo. TREMANDO bor di PAVRA hordi SPERANZA.
Vieneanchora ilPoeta àfarnumeroſo il uerſo accompagnandodueuocidiquattrofillabe
etcioper non lasciaruarietàalcuna,laqualepoteffe con dolci lufin=
ghedilettargliorecchi,ficomequando ediße. Verme 5 fi DOLCEMENTE FOLGO RANDO
.Etnelprincipioaltreft, VINCITORE ALESSANDRO. l'irauinfe.
Similmentedicinque,nelprincipio &nelfine. D'ABANDONARMIfufpeffointradue.
Chel'auaramoglierD'AMPHIARA O. Etnelmezzoufolla etiandio,dicendo, „
Liete,penfojė, ACCOMPAGNATE, &fole, 5 Nequestofolamente;manelprincipio nelmez
zoinsiemeanchoralonefece. Et LA ODAMIA,ilfuo PROTESILAO. Ilqualnumero
mai,perquanto iomi ricorda,paß درا hh 3 il ſette, il Petrarca. Quantunquelaproſa
habbiauocidiſeifil labe, otto & noueanchorasilchefi uede in queſte .
DOLCISSIMA MENTE, DI= STEMPERATISSIMO, TRASCV= RATISSIMAMENTE,AFFETTVO
SISSIMAMENTE. Vieneanchora iluerfo atrarsinumeroso,&magnifico,quandouengonoleuo
ci tra la uocale adinteſſerſi ,ſicome, O'fiumi,ò ualli,è monti,o poggi, ò riue.
Et altroue Etfimilmente, Otempo,ocieluolubil. Ogiorno, òhora,oultimomomento. Si
comedalla rottura della penultimauoce acquisto numeroqueluerſo ,, NeCiroin
Scithiaouelauedou orba. Faßianchoranumeroſoiluerſodaun'altrafigura
formadiusarleuoci , & ciò adiuvene tutta uolta chenoi incominciamo
dall'iſteßa lettera due otrepa= role,nonfacendoperò replicamento dell'istesla
uoce,ne dell'isteſſojentimento:nellaguisa chefece il Poeta. 5,
Fauolafuigrantempo Dolcidurezze. Dodicidonne. Come'lcandidopie Lietifiori
&felici PiangaP stoid, , Ioſonſiſtancosottoilfafcio. •, Laurache'luerde
Lauro, L'aureocrine. Etpofciachequestonumeromi pardi uedere che affai aßaiuifiagrato;
piacemi di dirueneuno,chemi rimaſe tramolti,ch'io leßiunafiata,nella
memoria,ſommamë tedacommendareperpiuriffetti,ſiperche traduce di
paroleinparolaunodiquedi Virg lio,douedella cor niceragionanellaGeorgicaz ſi
percheuacon l'istes Joordinedelleparole Latine, &comincianoſemprele
uocidalla S, come quellede Virgilio anziempieiluer
ſod'unadipiu,cheilLatinononfece. EtSola,fico fpatia,inſecca(abbia.
Faßianchoraquestoreplicamentonon continoata= mente,macon interpofitione
d'altreuociſi comeſipuò uedereinquesti eſſempi, Nelbeluiſodiquellacheu'hamorti. DaLEI tiuenL'amorosopensiero.
Mentr'iofonoàmiraru!. » Folgorauad'intorno ilfune auolto. Bafcialeilpiede,ò la
manbella e bianca Bellißimo numero è il tramettereunafolauoce, ده : E' non
Furonmaifiuminestagni. Ilche anchorfi fa leggiadramente nel finire d'un
uerſo,&incominciardell'altro. . Quest'ecolui,che'lmondo chiama Amore, »
Amarocomeuedi. Fasſiun'altro replicamento dilettereda tuttii rac contatimodi
diuerfo.Et eallhora,che dall'isteßa lette ra cominciaunauoce,nellaqualefinisce
la precedente, ouero dall'isteßafillaba,fi come , Menamiàmorte bh 4 „Di Diquesta breueuita : " " Mortet'hatolto. Lafcifconfolato &cieco. →,
Nonuolendomimai. Suoleanchora nel Petrarcafarſi un'altronumero, tuttauolta che
una uocefinisce nell'iſteſſa uocaleèconfo د " nante,dallaquale
cominciapoilaſeguente,dellaconfona tefi uedeperquello esempio Infragillegno.
Neperſuomiritien' neſcioglie. Madelle iſteſſe uocalipiuſpeßofi trouanoglieffem
pi,eßendo diquesteil numeropiu uagoinelaguisache fileggonoquelleuoci, »
Fior,frondHerbe. Lauramiuolue fon. » Quituttahumile در رو quilauidi, Ond'ogni
beneefuori. >> se'lfaſſo ondeépiuchiusa. Co'ldolcefpirtoond'io. →,
Fattohauea Silla àl'ultimo » Ettalhormengamorte. Parmi cheneltefferdeiuerſi
,questo diuin poeta alcunauoltafacciaquello che lebellefanciullehanno p
costumedifare lequali alla bellezza &ornamentode lorcorpi rendono
marauigliosa uaghezza con una piccolagemma",ouerounfiore ,che coſeſono di
pic= ciolomomento , nondimeno alla loro beltàrecano nonmezzanoaccrescimento
gratia.onde nelPetrar cauedretetalhora
alcuneoßeruationidipiccolomom . to,lequalietuagheet gratioferendonolefuerime.on
demiratequanta dolcezzahabbinoqueuerfi,lecuino cifiniscono inuocali, cominciano
daconsonanti. >> Dunque,PerchE,MI,DatE,questA,Guerra. Etaltroue. >>
AuenturoSO,PIV,D'altro,Terreno. Dannoanchor numeroleuocidiuifedallanoce ,E
Hor,Ne,fi come EttemoEtfperoEtardo,Etſonounghiaccio. Etinaltraparte,
Horafpra,Horpiana,Hor difpiatata,Horpia. Si come mescolatamentecon
bellißimoordinefimet tonoinsiemelaHor la Et. HorrimeEtuerfi,Horcolgoherbette,
Etfiori. DellaNe testimoninefono queuerfi. دو دو Nedeluulgomical,Nedifortuna,
Nedi memolto,Nedicoſauile, Nedentroſento,Nedifuor gran caldo. Si comeilQui,
medfimamentefece numero crescimento di affetto. Quicantodolcemente, quis'aßife,
» Quifiriuolſe, Quiritenneipaßi » Quicobegliocchi mi trafiffeilcuore. »
Quidißeunaparola, Qui Sorrife » Quicangioluifo, ac
Madequeſtinumeriaßain'habbiamodetto,quado furagiõatodelleuocid'unafillabahora
cõſentite,ch'io bb S mi mi
riuolgaàquelleleggi, ch'appartegono all'ingegno et prudēza delloſcrittore,in
dartale et talenumeroa uerſi,ſecondol'affetto,etla materiadi
chesiragiona.-Sicomeparlandodella prestezza fece il Poeta quel uerfo
uelocißimo, Veggiolafugadelmiouiuerpresta. Etpocodoppo, » EtnelfuggirdelSole »
Larouinadelmondomanifesta. Verſobreuißimo,&uelocedel tutto,ma nel dire
dellatardanza,usaquellagrauita,chefi uede in questo efſſempio, »
Miraialzandogliocchigraui,&stanchi, Douenoaltrimete èiluerſo &graue
quellocheſeallhora,ch'egliildiße,dalfonnopigro letosifußedestato.ufa
anchoragrau taet riposouole staco,di dodescriueriluolgersichefa
unoàpiupartidelluogo Cosi'horquinci,horquindirimirando Doueeglipar
bene,cheiluerfocon la quietedella quartafillaba, & delledueuocalıfanza
rotturauenga àuolgersico'lpoetainſieme,coſi neldimostrar lo stre
pitod'unfumecorrente,ufaildire » Rapidofiume,ched'alpestrauena „
Rodendointorno. LequaluociperlaR,&perlaS,&perilT, di=
uennarostrepitose, oltre àciòperlaloropronun= tia afpra rotonda. Malosdegno
dipinje intutta quella canzone,Mainonuòpiùcantar, com'iofoleuas doue
paroleinordinatediße, cojetrafenonbe= ne neconueneuoli, chenteè costumedifare l'huomo
sde= gnoso, di rabbiaacceso, uolendoſentirela languidezza d'unoamanteleggete
quelfonetto Laßo,ch'ioardo, &altrinonme'l crede,
Sicredeogn'huom,ſenonfolacolei, Cheèfoura ogn'altra, ch'iofola uorrei:
Ellanonpar,che'lcreda,&ſiſeluede. Conquellochetuttauiafegue . Etuolendo
mostrar attoforzato uiolento,troua uocichehannodeldu= rouiolento.
S'amoromortenondaqualchestroppio Allatela nouella. Cofinelladiſcrittione
d'alcunafortuna marina usa ilmoltoafprofuonodellaR.ilche chiaramentefi uzde
intuttoquelfonetto, delqualtreſoli uerfi ne addurrò pereßempio
iqualinonmenoſdegnoſi,chemormore= uolififannofentire, » Allborriprend'ardir
Saturno &Marte, Crudeliſtelle, Orionearmato Spezzaàtristinocchiergouerni&farte.
Mapchediquestiaffetti fudi ſouerchiodetto diſo prashopěſatodirecarfinealmio
ragionaměto, Sicõe quelloch'abastaza èſtatologo,etforſeincresc euolep Souerchia
ambitionenelvolerquestecosetroppo minu tamentecõſiderare,ch'io
disſi.Maquestofeciuolõtieri pubbidirui,etpche la bellezza di questa materia
lorichiedeua.Doueso,chemoltecoſehòpartedeltutto lafciate,partetrappaßateliggiermente,
fipche ragio nando My . nandotrapfetti&leggiadrigiudicij nonfadi mestie
reognicosaminutamente riferirez ſipchequestama teria haura forse in altrotempo
ò parlatorepiu giudi cioſo,òſcrittorepiu grauedi quelloch'ionomisono.
Affaichiarofeceàciascunpalese ilBarocci coqueste •parolehauerimpostofinealſuo
ragionamento;quado M.Speronediße,to nosochealtro resti,che ilparlar della
imitatione:pciochegli huominigiudiciofi &dot tipiulodano loſtiledi quel
poeta, & di quell'oratore cheſcriueimitado imigliori che l'acquiſtarſene
unpro prio, &particolare. Ilcheſeà medial'animodi crede reò
no,intedoinaltri tempiragionarneàbastanza. Quiuidiße ilConte,intědoche'l nostro
Tomitanone hàſcrittoſopradiciòalquantecarte,nongia con ani mo
didarefratanteopinioni,checiſonoſentenza ;ma pmescolarefra l'altreragioniprobabili,alcuna
delle Jue,difputandoin cionella guisa chefecerogli antichi
Academici.RiſpoſeàquestoilBarocci,la materia ébe lißima, porgeplafuadubiezzaardiredifauellarnelõ
gaměte.Cosiporgeſſeella licenzadi ragionarne rifo lutamente,rifpofe
ilGirello,ſi che laquistione ueniſſe plutestoàterminarſi,cheàmoltiplicarin
numero di opinioni.Ionõ sò tāteopinionidiffe M. Luca Cotarini mabenfoglionellecoseapparteneti
all'intelletto pren derl'esempiodallecoſeſenſibili: pcio chenoiueggiamo inoftri
moderni dipintori ſcultori tantoefferpiu il lustri,quanto con laperfettione
dellalor artefi poffo= noaccostare all'esempio degliantichi, ouero ritengo. Nome
compiuto: Bernardino Tomitano. Tomitano. Keywords: i precetti della
conversazione civile. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Tomitano” – The
Swimming-Pool Library. Tomitano.
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