GRICE ITALO A-Z T TA

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Tataranni: la ragione conversazionale del gusto per l’antico – filosofia basilicatese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Matera). Filosofo basilicatese. Filosofo italiano. Matera, Basilicata. Lucano di origine, esponente dell'illuminismo napoletano. Non sappiamo a quale ceto appartenesse la sua famiglia, ma sicuramente essa è fornita dei mezzi economici. Non a caso, quando è battezzato nella chiesa cattedrale di Matera, i suoi genitori scelsero come padrino il nobile Ferraù. Sin da ragazzo matura quella che è la sua vocazione, tanto che divenne prima allievo del seminario diocesano. Sebbene ha una posizione di un certo rilievo sia in ambito ecclesiastico, sia in ambito educativo, non mostra alcun tentennamento nell'accettare l'invito del principe di Francavilla, che lo vuole a Napoli per affidargli la direzione della sua paggeria. Grazie a questo incarico, accrebbe ancor di più la stima di cui già gode, stringendo rapporti amichevoli con i filosofi più illustri ed autorevoli del tempo, incardinate nella reale accademia delle scienze e belle lettere. Ha la possibilità di frequentare proprio tali stimolanti dibattiti, che del resto avrebbero formato l'humus delle sue future riflessioni, in qualità prima di direttore della paggeria, poi della scuola militare del real collegio militare -- ufficialmente reale accademia militare -- fortemente voluta da Ferdinando IV, che mostra di aderire al generale clima di rinnovamento e consolidamento delle istituzioni militari del suo regno. Ha l'onore di esserne il direttore, partecipando vivamente, dunque, al graduale svilupparsi e moltiplicarsi dell'alveo della cultura politica riformatrice, che ancora auspica un reale cambiamento all'interno dello stesso apparato monarchico. Così, nell'arco di un settennio, pubblica dei saggi molto significativi, in cui è evidente il suo tracciato ideale di società. Tuttavia, in seguito agl’avvenimenti, quindi dopo il concordato e dopo la fallita congiura di Lauberg, le sue posizioni rispetto alla politica e allo stato cambiano tangenzialmente. Con questa disillusione coincide il silenzio del filosofo materano, che in quegl’anni si limita, a quanto noto, a proseguire i suoi studi come direttore ed al giardino. La delusione, si può ipotizzare, lo spinge a tacere fino alla proclamazione della repubblica, quando dichiara sicuro dell'importanza dell'istruzione del popolo e del nuovo cittadino, elabora il catechismo nazionale pe'l cittadino, nel quale incoraggia il popolo a difendere i principi della rivoluzione a vantaggio dell'umanità intera. Il catechismo vince il primo premio indetto dal governo e venne adottato come catechismo ufficiale della repubblica ed ha il compito di educare i SUDDITI – I SUDDITI DI ROMOLO -- a divenire CITTADINI – BRUTO E SUOI CO-CITTADINI. Alla caduta della repubblica riusce a porsi in salvo, rifugiandosi a Matera, nei cui tribunali, in tale periodo, venneno esaminate le posizioni di ben rei di stato lucani, dei quali sono condanati all'esportazione e VII a morte. Comunque, a Matera puo contare su solide relazioni interne al locale capitolo cattedrale. Più volte tiene a sottolineare l'importanza della triade divino-ragione-sentimento, in una sorta di compromesso tra illuminismo, sensismo e religione.  Inoltre, caratteristica della sua filosofia è una forte connotazione politica, mirando alla figura del sovrano quale principale esempio per i SUDDITI, capace di governare un regno che si fonda su solidi valori, legati all'importanza della famiglia, della civiltà contadina e della piccola proprietà terriera, quest'ultima ottenuta con un giusto ed onesto lavoro. È da evidenziare come il T. professa idee di una peculiare modernità, al punto da convincersi che il passaggio verso una nuova stagione dell'umanità avvenne attraverso la costituzione di una dieta universale. T. sostene, infatti, che, ad ogni rappresentante dell’organismo, esse ha espresso i giusti diritti del re (mon-arca) al fine di raggiungere la felicità COMUNE e la PUBBLICA sicurezza, ponendosi, negl’ordini e nelle attività sociali, sull'unica distinzione del merito. Notevole importanza e, poi, assegnata al ruolo dell'educazione e dell'istruzione, poiché afferma l'importanza dello studio delle litterae humaniores -- unico mezzo per riscoprire i principali temi della filosofia antica ed attualizzarli. Inoltre, T. si fa anche sostenitore dell'istruzione in geometria pura e, ancora una volta, suggere di avviare gl’alunni sin dall'età più tenera al processo educativo, seguendo le direttive di Pitagora. Il filosofo-riformatore auspica tutto questo in un contesto socio-economico che riserva particolare attenzione all'attività agraria (agrimensura) e ad una pratica religiosa semplice “pura, e brieve.” Dunque, predica il ritorno alla religione delle origini, costruita sull'aiuto reciproco tra gl’individui, in modo che gli’uomini si rassomiglino in qualche modo all'ente supremo d'infinità bonta. Pertanto, afferma che i filosofi dovessero essere esenti dalle pubbliche cariche e che come gl’altri uomini dovessero essere soggetti alla giurisdizione dei giudici laici nelle loro cause civili. Il primo, monumentale, saggio è il Saggio d'un filosofo politico amico dell'uomo (Napoli). Con la composizione di questo saggio, T. si propone di delineare il suo tracciato ideale di società, confidando nella figura del sovrano. Infatti, già il titolo dell'opera risulta molto significativo, in quanto T. si presenta come un filosofo con atteggiamento “filantropico” nei confronti di Ferdinando IV, al fine di mostrargli la retta direzione per guidare un giusto governo ed attuare delle riforme interne allo stesso apparato monarchico, favorevoli alle idee democratiche.  La fiducia che ripone nei riguardi del monarca vienne ancora espressa nel “Ragionamento sul carattere religioso di Carlo III umiliato a Ferdinando IV re delle Due Sicilie” (Napoli). Si tratta di un panegirico riferito al *padre* del sovrano, Carlo di Borbone, che, spentosi l'anno precedente, vienne proposto come esempio da seguire al suo erede. In tal senso, egli si rivolge ancora pieno di ammirazione nei confronti di Ferdinando IV nel “Ragionamento sulle sovrane leggi della nascente popolazione di S. Leucio umiliata alla maestà di Ferdinando IV re delle Due Sicilie” (Napoli). Nella “Brieve memoria sull'educazione nazionale dei nobili guerrieri,” T. affronta il tema, a lui caro come direttore di istituti di formazione, dell'educazione dei militari. T. adere alla repubblica, ma, convinto dell'importanza che rivestiva la formazione del popolo e del nuovo cittadino, decide di redattare e pubblicare questo catechismo nazionale pe'l cittadino. Archivio Diocesano di Matera, Cattedrale, Battesimi Lerra. Catechismo nazionale pe’l cittadino. Progetto di cultura politica e ruolo dell'antico. Lerra XVII.  Chiosi, Lo spirito del secolo. Politica e religione a Napoli nell'età dell'illuminismo (Napoli, Giannini); Bruno, "Catechismo nazionale pe' il cittadino". Contributo alla storia della repubblica partenopea -- "Studi Meridionali", Cronache di una rivoluzione: Napoli (Angeli, Milano); Lerra, L'albero e la croce: istituzioni e ceta dirigente nella Basilicata, Napoli, ESI, Bruno, Il catechismo nazionale pe' il cittadino" (noterelle di storia napoletana), in Scritti in onore di Trifone, Storia Meridionale,  II, Sapri, Ed. del Centro Librario, Bruno, "Catechismo nazionale pe' il cittadino". Contributo alla storia della Repubblica Partenopea, in Studi Meridionali,  Guerci, Istruire alle verità repubblicane. La letteratura politica per il popolo nell'Italia in rivoluzione” (Bologna, il Mulino); Caserta, Teologo della rivoluzione napoletana, Napoli, Vivarium, Capobianco, La pedagogia dei catechismi laici nella Repubblica napoletana (Napoli, Liguori), Lerra, Catechismo nazionale pe' l cittadino. Progetto di cultura politica e ruolo dell'antico, Manduria-Roma-Bari, Lacaita, Andria, T.: un riformatore napoletano in limine, in Sguardi sul mezzogiorno, Quaderni eretici -- studi sul dissenso politico, religioso e letterario, Illuminismo in Italia Repubblica Napoletana. Storia della Basilicata  Un'analisi dei concetti politici nel catechismo, su nuovo monitore napoletano. L'indice ragionato del Filosofo Politico amico dell'Uomo La Brieve memoria in edizione integrale. Onofrio Tataranni. Tataranni. Keywords: filosofo principe, i sudditi e i cittadini, il popolo sovrano – sovrano e monarca, filantropia del re.  Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Tataranni” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza -- Grice e Tatiano: la ragione conversazionale -- ogni filosofo è arrogante – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. He founds a sect in Rome which he calls The Encratites’ – the self-controlled ones. Ippolito claims they are more followers of the Cinargo than anything else. T. famously accuses all philosphers of arrogance – “including himself,” as IRENEO di LIONS noted in his review of the tract. Nome compiuto: Tatiano.

 

Luigi Speranza -- Grice e Taumasio: la ragione conversazionale della dialettica come anti-romana – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. A pupil of Plotino and Porfirio at Rome. He finds their style of teaching – through questions and answers – to be very ‘silly,’ and ‘uncongenial to a proper Roman,’ preferring instead the old ‘formal lecture’ of his ancestors. “And right he was, too!” – H. P. Grice. Nome compiuto: Taumasio.

 

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