GRICE ITALO A-Z S ST

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Stefanini: la ragione conversazionale dell’inter-personalismo contro l’idealismo filosofico – filosofia fascista – veintennio fascista – la scuola di Treviso -- filosofia veneta -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Treviso). Filosofo veneto. Filosofo italiano. Treviso, Veneto. Grice: “Italians are obsessed with personalismo; I am with interpersonalismo!” “L’essere è personale.” “Tutto ciò che non è personale nell’essere ri-entra nella produttività della persona, come mezzo di manifestazione della persona e di *comunicazione* o conversazione *tra* due persone,” “La mia prospettiva filosofica. Nacque secondo-genito di quattro fratelli. Il padre Giovanni gestiva una tintoria, la madre, Lucia De Mori, è diplomata maestra ma si dedica interamente alla famiglia.  S’impegna nell’associazionismo cattolico: fonda il circolo San Liberale, nucleo del movimento cattolico trevigiano dopo lo scioglimento dell’Opera dei congressi. È nominato presidente della federazione diocesana e fonda il mensile Il foglio per promuovere la cultura religiosa e trattare temi politico-sociali, con particolare attenzione al nascente sindacalismo cattolico. La pubblicazione è sospesa, quando S., in attrito con il vescovo di Treviso Longhin, si dimise da presidente della federazione. Conseguita la maturità presso il liceo classico Canova -- ove ha come docente di filosofia Rotta, futuro professore all’Università cattolica di Milano --, si iscrive al corso di laurea in filosofia a Padova, partecipando alle iniziative del circolo universitario cattolico Zanella. Si laurea con una tesi sull’Action di Blondel, avendo come relatore Aliotta, che aveva appena iniziato il suo breve periodo padovano, e inizia a insegnare. Richiamato alle armi, è ferito da una scheggia di granata sul Sass de Stria e conclude il servizio militare con il grado di capitano e una croce al merito di guerra. Si laurea in lettere a Padova con una tesi sull’estetica di Gravina, poi pubblicata sulla Rivista di filosofia neo-scolastica. È eletto a Treviso consigliere comunale e provinciale nelle file del Partito popolare italiano ma, insegnando fuori sede, non poté partecipare regolarmente alle sedute, impegnandosi comunque nelle questioni culturali e scolastico-educative. In particolare sostenne l’insegnamento religioso nelle scuole elementari, che allora sono amministrate dal Comune, e difende la scuola privata. La giunta e il consiglio comunale di Treviso si dimisero in seguito a dissidi interni e alle intimidazioni e aggressioni degli squadristi fascisti, e sorte analoga tocca al consiglio provinciale. Nell’assemblea generale della Gioventù cattolica svoltasi a Venezia, S. è tra i pochi a proclamare l’inconciliabilità teorica e pratica di fascismo e cristianesimo, ma da le dimissioni dalla presidenza regionale di tale associazione, motivandole con ragioni di studio -- in realtà è una protesta contro il rinchiudersi dell’associazionismo cattolico in un ambito strettamente ecclesiale.  Ai funerali dell’amico e sindacalista Corazzin -- l’anno precedente era stato oggetto di un violento pestaggio da parte dei fascisti --, S. sottolinea l’esigenza di risolvere l’antitesi tra le forze produttrici e le forze redentrici del lavoro non con la lotta violenta di queste, non con la sopraffazione prepotente di quelle ma nell’accordo cristianamente voluto, frutto della carità più che del diritto -- La vita del popolo. È entrato nei ruoli della scuola media superiore quale docente di filosofia, insegnando a Taranto -- per poche settimane -- e a Mantova; a partire dall’anno successivo insegna nel liceo classico Livio di Padova, ove ha fra i suoi allievi il futuro ministro Gui. In questo periodo si dedica alla stesura di una serie di manuali per i licei e soprattutto per gli istituti magistrali, in linea con la riforma gentiliana ma con chiara ispirazione cristiana. Tale produzione sfociò nel fortunato SOMMARIO STORICO DELLA FILOSOFIA, che nelle ristampe successive espone, giusta le disposizioni allora vigenti, anche la dottrina fascista dello stato etico e corporativo. Acquisita la libera docenza, tenne un corso libero a Padova. Sposa Maria Javicoli, di origine abruzzese, figlia di un medico che a Padova dirige la Cassa nazionale per le assicurazioni sociali e dalla quale ebbe tre figli -- Elena, Paolo e Lucia. Si iscrive al partito nazionale fascista – le iscrizioni, chiuse nel 1926, erano state riaperte il 29 ottobre 1932 in occasione del decennale della marcia su Roma – e fa il prescritto giuramento di fedeltà al regime. Vince il concorso a professore ordinario: chiamato sulla cattedra di filosofia in Messina, ottenne il trasferimento a Padova nella facoltà di filosofia, da cui passa alla cattedra di storia della filosofia, tenendo nel contempo l’incarico di estetica e insegnando all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Partecipa con una relazione al I Convegno nazionale della Scuola di mistica fascista. Preside di facoltà, nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale si tenne appartato e si dedica a una vasta riflessione sul ruolo della Chiesa di fronte all’avanzare dei regimi statalistici e alla conseguente crisi che imperversa sull’umanità, investendo «anche istituti, dottrine, valori e inducendo «alle revisioni più radicali e agli orientamenti più arditi -- La Chiesa cattolica, Milano, Premessa.  All’indomani della Liberazione, S. è sospeso dall’insegnamento con l’accusa d’attiva collaborazione con il fascismo sul piano educativo e di essere stato membro del direttorio del fascio di Padova – Cappello -- , ma il ministero della Pubblica Istruzione archivia il provvedimento per la scarsa rilevanza degli addebiti e di tale atto fu data comunicazione all’interessato. A queste traversie personali -- cui si aggiunse la perdita della moglie, a pochi mesi di distanza dalla nascita della terzo-genita Lucia -- reagì con rinnovato impegno culturale. Nell’estate del 1945 fu tra i promotori di un convegno di filosofi d’ispirazione cattolica sugli orientamenti del pensiero contemporaneo, svoltosi nel mese di ottobre a Gallarate presso l’Istituto Aloisianum dei padri gesuiti e dal quale trasse origine il Centro di studi filosofici cristiani di Gallarate, coordinato da Carlo Giacon. Fra il 1948 e i primi anni Cinquanta si adoperò, anche con l’appoggio del ministro della Pubblica Istruzione Gonella, per essere chiamato a Roma, tradizionalmente dominata dai idealisti, ma il tentativo non ha esito. In questo periodo ricoprì numerosi incarichi, fra cui la presidenza del Centro didattico nazionale per la scuola media. È socio corrispondente dell’Istituto veneto di scienze lettere ed arti; socio effettivo dell’Accademia Patavina di scienze lettere ed arti; premio della Reale Accademia d’Italia; premio Marzotto per la filosofia. Colpito da un tumore ai polmoni, muore a Padova.  Figura eminente dello spiritualismo cristiano, S. si confronta a fondo con il pensiero -- dallo storicismo e dalla filosofia dell’azione all’idealismo, alla fenomenologia, all’esistenzialismo -- ricollegandosi alla tradizione di pensiero che va dall’accademia a Gioberti. Nell’ampia monografia su Platone – H. P. Grice: “Reminds me of my tutor, Hardie” -- sottolinea il ruolo della scessi quale ricerca continua e mai conclusa, che prende avvio da una embrionale intuizione originaria – L’accademia, Padova, rist. con prefazione di Santinello, Padova. L’esemplarismo agostiniano di FINDANZA (vedasi) viene da lui rivissuto nella forma dell’‘imaginismo’, intendendo per imagine -- alla latina -- la capacità di esprimere in vario modo la similitudine che lega la creatura al creatore – H. P. Grice: “Il mio genitore, inteso come un ricorso essegetico per dire ‘Dio’” --, in un incessante rinvio a ciò che è altro da sé -- Imaginismo come problema filosofico, Padova. Da Gioberti riprende il principio della e-duzione, ovvero dell’ineludibile rapporto tra fatti e idee, al di là delle radicalizzazioni empiristiche o idealistiche -- Gioberti, Milano. Il tema della scesi trova compiuta espressione nella centralità della persona. L’essere è personale. Il punto di partenza di ogni dimostrazione è l’esperienza che io ho di me stesso. Nessuna metafisica si costruisce se il suo primo capitolo non è psicologico -- La mia prospettiva filosofica, Padova; nuova ed. con testimonianza di Rigobello e commento critico di Pagotto, Treviso; si vedano anche Metafisica della persona ed altri saggi, Padova; Esistenzialismo ateo ed esistenzialismo teistico, Padova. Tale prospettiva, vicina alle istanze dell’esistenzialismo senza però accettarne gli esiti irrazionalistici, è tosto applicata al campo socio-pedagogico (Personalismo sociale, Roma 1951; Personalismo educativo, Roma 1955), nonché a quello estetico (nell’ultimo anno di vita Stefanini fondò la Rivista di estetica, poi diretta da Luigi Pareyson).  Un incisivo ritratto di Stefanini è offerto da Armando Rigobello, che più di altri sviluppò il lascito speculativo del maestro: «Sull’esempio di Platone la sua teoresi aveva un radicale movente politico-educativo e l’ideale teoretico della vita non è mai in lui un disimpegno. Si potrebbe accennare all’inquietudine del pensatore sempre sorretta dall’espressione plastica e luminosa, all’uomo infaticabile nel lavoro, capace di sottoporsi alla più dura disciplina come di abbandonarsi alla riposante distensione contemplativa dinanzi alla bellezza, alle vive simpatie umane che suscita, al rapporto facile, signorile e comprensivo. Ha, della terra veneta in cui era nato e lavora, il gusto per gli equilibri e la calda tonalità --L’itinerario speculativo di S., in S., Personalismo sociale, Roma.  Fonti e Bibl.: L’archivio e la biblioteca di Stefanini furono ceduti dagli eredi alla Fondazione Luigi Stefanini, sorta nel 1996 e ospitata nel seminario vescovile di Treviso.  Sulla sua biografia e sul suo percorso intellettuale è fondamentale la monografia di G. Cappello, L. S. dalle opere e dal carteggio del suo archivio, Quinto di Treviso 2006, con appendice di testimonianze e bibliografia generale delle opere su Luigi Stefanini a cura della Fondazione Stefanini (per la bibliografia relativa agli anni 2006-16 si veda M. De Boni, Le ragioni dell’esistenza. Esistenzialismo e ragione in L. S., Milano-Udine 2017, pp. 137-142). Fra gli studi più significativi: L. Caimi, Educazione e persona in L. S., Brescia 1985; G. Santinello, Il senso del personalismo filosofico di L. S., in Atti del Convegno... 1986, a cura dell’Associazione filosofica trevigiana, Treviso 1987, pp. 31-42; S. Tramontin, L. S. nella cultura e nel movimento cattolico trevigiano, ibid., pp. 11-29; Dialettica dell’immagine. Studi sull’imaginismo di L. S., a cura dell’Associazione filosofica trevigiana, Genova 1991; P. Prini, Il personalismo estetico-religioso di L. S., in Id., La filosofia cattolica italiana del Novecento, Roma-Bari 1996, pp. 140-149; L. Corrieri, L. S. Un pensiero attuale, Milano 2002 (in partic. pp. 171-224: elenco degli scritti di Stefanini); Per una antropologia in L. S.: metafisica, personalismo, umanesimo, a cura di G. Cappello - R. Pagotto, Padova 2012; B. Fassanelli, Censura ecclesiastica e intellettuali cattolici nel primo Novecento. L. S. e Luigi Scremin: due docenti sotto lo sguardo del Sant’Uffizio (1929-1931), in Quaderni per la storia dell’Università di Padova, L (2017), pp. 83-116.Attivo nelle associazioni e nei movimenti cattolici del trevigiano, iscrivendosi a gioventù cattolica dove assume presto l'incarico di presidente diocesano. Qui svolge la vocazione di educatore, seguendo, in particolare, gli insegnamenti contenuti nell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII -- opera pure nel sindacato cattolico dei lavoratori. Dopo il diploma presso il liceo classico Canova, dove ha fra gl’altri ROTTA come insegnante di filosofia, si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia a Padova. Nell'ateneo patavino, la corrente del positivismo è tra le più seguite. In controtendenza, decide di scrivere la propria tesi sull’inter-personalismo, avendo ALIOTTA come relatore, con cui si laurea in filosofia . Nel periodo di studi padovano, inizia a frequentare anche il circolo di ZANELLA e inizia a insegnare. Mentre completa gli studi universitari, inizia già a respirarsi aria di guerra in Italia, ma come molti giovani, pur favorevole ad una posizione di neutralità nei confronti della guerra, viene comunque chiamato all’armi. Terminato il conflitto, uscendone con il grado di capitano e una croce al merito di guerra, studia l’estetica di GRAVINA. Eletto consigliere del comune di Treviso ma, la violenza dello squadrismo fascista investe anche il trevigiano. Si oppone con fermezza a tale ideologia, dimettendosi e dedicandosi completamente all'insegnamento, che ora è la sua occupazione principale e che conduce sempre secondo una pedagogia ispirata ai principi cristiani, costantemente attento e sensibile sia ai bisogni che agl’interessi degli studenti. Si dedica con scrupolo alla stesura di apprezzati testi didattici di storia e filosofia. Conseguita la libera docenza, ottiene, per incarico, l'insegnamento a Padova. Oltre ad iscriversi al partito nazionale fascista, affianca l'insegnamento nelle scuole pubbliche a quello universitario fino a quando, vinto l'ordinariato, ha una cattedra di storia della filosofia a Messina che tiene fino a quando si trasferisce a Padova. Al contempo, tiene per incarico l'insegnamento di estetica a Padova e quello di pedagogia a Venezia, nonché sarà preside della facoltà di lettere e filosofia dell'ateneo patavino.  Nel dopoguerra, riabilitato alla propria cattedra e all'insegnamento universitario, si dedica prevalentemente allo studio e la ricerca, ma partecipando anche alla ri-organizzazione della filosofia italiana, in particolare promuovendo incontri, convegni e riunioni all'Istituto Aloisianum dei padri gesuiti di Gallarate, che divenne poi il centro di studi filosofici di Gallarate, per primo diretto da GIANON. Socio corrispondente dell’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, nonché socio effettivo dell’accademia patavina di scienze, lettere ed arti, ricevette il premio della r. accademia d'Italia per le discipline filosofiche, e il premio Marzotto per la filosofia, nonché è membro dei consigli direttivi della società filosofica italiana e del centro di studi filosofici di Gallarate. Fonda a Padova la “Rivista di estetica”, della quale dirigere solo il primo fascicolo e a cui gli subentrerà PAREYSON. Gli saranno intitolate delle scuole medie statali di Treviso e Padova, nonché l'ex istituto magistrale di Mestre. Uno dei maggiori rappresentati dello spiritualismo, ri-esamina storicamente e criticamente diverse correnti della filosofia, fra cui lo storicismo, la filosofia dell'azione, l’idealismo, la fenomenologia, l'esistenzialismo, lungo il corso della storia della filosofia, da FIDANZA ed AQUINO a GIOBERTI, ROSMINI ed altri, sulla scia della sua prima formazione incentrata su uno stretto connubio fra prospettiva storica e dimensione teoretica.  Interessato pure all'estetica, su cui scrive molti saggi, il contributo più importante è frutto della sua costante riflessione su personalismo e spiritualismo, grazie alla quale il rapporto soggetto-oggetto viene interpretato in termini di alterità, di altro da sé, prospettiva questa che permette di concepire il singolo individuo come membro di una comunità. Questo rapporto soggetto-oggetto, da un tale punto di vista, è concepito come il momento fondante di ogni comunità di esseri umani in relazione fra loro. Le più importanti problematiche connesse a questi principi di base, sono affrontate nella “Metafisica della persona” – cf. Strawson, “The concept of a person” -- e “Inter-personalismo”. Strettamente connesse a queste tematiche filosofiche, poi, sono quelle didattico-pedagogiche aperte e portate avanti pressoché durante l'intero suo periodo di attività, dai primi anni formativi, in continuo ripensamento e progressiva ri-visitazione.  Per quanto concerne poi la sua vasta produzione, ricordiamo solo che dà alle stampe le seguenti, notevoli saggi: “L'esistenzialismo” “Spiritualismo”, “Il dramma filosofico”; “Metafisica della persona”; “Esistenzialismo ateo ed esistenzialismo teistico”; “Inter-personalismo”; “Estetica”; “Trattato di estetica. Viene pubblicata la raccolta di scritti intitolata “Inter-Personalismo”. Dizionario Biografico degli Italiani. L. Corrieri, “Un pensiero attuale” (Prometheus, Milano). Citando sue testuali parole. L’opera di Blondel è più arte che filosofia. I passaggi più ardui superati con immagini ardite, anziché con logiche dimostrazioni; affermate le più inconciliabili anti-tesi affinché queste rendano vivo e tragico il contrasto; i mezzi dialettici atti più a trascinare che a convincere: tutto ciò ci conferma pienamente nella nostra interpretazione. L'opera del Blondel è, più che una dottrina filosofica, un romanzo psicologico che descrive l’esitazioni e l’incertezze, le vane pretese e le supreme aspirazioni dell'umana volontà, che alfine si appaga e riposa nel divino. Per ciò che al di là del filosofo si riesca ad afferrare l'uomo, al di là del sistema si riesca ad afferrare il programma generoso del credente, la filosofia dell'azione può essere efficacemente educativa, può esercitare nella coscienza contemporanea l'influsso salutare che essa si era proposta. “L'azione” (Padova). Il quale, a sua volta, prende le mosse dalle concezioni personalistiche mounieriane e giobertiane; cfr. Piaia, cit. Altri saggi: “Il problema della conoscenza in Cartesio e GIOBERTI” (Torino, Sei); “Il problema religioso in Platone e FIDANZA: sommario storico e critica di testi” (Torino, Sei); “Idealismo cristiano” (Padova, Zannoni); Platone (Padova, Milani); “Il problema estetico nell’Accademia” (Torino, Sei); “Imaginismo come problema filosofico” (Padova, Milani); “Problemi attuali d'arte” (Padova, Milani); “La Chiesa Cattolica, (Milano-Messina, Principato); “GIOBERTI” (Vita e pensiero, Milano, Bocca); “Metafisica dell'arte” (Padova, Liviana); “La mia prospettiva filosofica” (Treviso, Canova); Esistenzialismo ateo ed esistenzialismo teistico. Esposizione e critica costruttiva” (Padova, Milani); Aubier, Estetica (Roma, Studium); Trattato di Estetica”; “L'arte nella sua autonomia e nel suo processo” (Brescia, Morcelliana); Personalismo educativo (Roma, Bocca). Dialettica dell'immagine. Studi sull'imaginismo di S., a cura dell'Associazione filosofica trevigiana (Genova); Caimi, Educazione e persona” (Scuola, Brescia); Cappello, Dalle opere e dal carteggio del suo archivio, Europrint, Treviso, Per una antropologia in S.: metafisica, personalismo, umanesimo, Cappello, ER. Pagotto, Padova, Lasala, Una ragione vivente. L'immagine e l'ulteriore, in  Frammenti di filosofia contemporanea, I.v.a.n. Project, Limina Mentis, Villasanta, Boni, Le ragioni dell’esistenza. Esistenzialismo e ragione (Mimesis, Milano); Rigobello, Scritti in onore (Liviana, Padova). Rivista Rosminiana, treccani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Nome compiuto: Luigi Stefanini. Stefanini. Keywords: inter-personalismo, io e l’altro, l’altro da me, altro da se, alterita, other-love, self-love. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Stefanini” – The Swimming-Pool Library.

 

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