GRICE ITALO A-Z S SER
Luigi Speranza --
Grice e Sereniano: la ragione conversazionale del cinargo romano – Roma –
filosofia italiana – Luigi Speranza
(Roma). Filosofo
italiano. Sereniano was a philosopher who visits the emperor Giuliano. He
followed the doctrine of the Cinargo. Nome
compiuto: Sereniano.
Luigi Speranza --
Grice e Sereno: la ragione conversazionale dell’ondella tranquilità dell’animo –
Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. He belongs to IL PORTICO and is a
friend of Seneca. Seneca dedicates some of his works to him. In the dialogue
“On the tranquility of mind,” Seneca depicts them discussing the problems S.
has with maintaining his firmness of resolve. Nome compiuto: Anneo Sereno.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; osia, Grice e Serra:
la ragione conversazionale dell’economia filosofica – storia dell’economia
romana – massoneria – filosofia calabrese -- filosofia italiana – Luigi
Speranza (Dipignano). Filosofo
italiano. Dipignano, Cosenza, Calabria. Mercantilista. Considerato il primo
filosofo dell’economia politica in Italia, e uno dei primi in Europa. A lui va
il merito di avere composto per primo un trattato scientifico, seppure non
sistematico, sui principi e sulla politica economica. Poco si conosce della sua
vita: laureato probabilmente in utroque, imprigionato nelle carceri della vicarìa
di Napoli forse a causa della sua partecipazione al complotto architettato da CAMPANELLA
per liberare la Calabria ma più probabilmente dietro accusa di falso
monetario. Mentre e in carcere compose “Breve trattato delle cause che
possono far abbondare li regni d'oro e d'argento dove non sono miniere” e lo
dedica al vice-ré di cui spera l'aiuto. Riusce a farsi ricevere dal nuovo
viceré, III duca d’Osuna, per proporgli un programma di riforme utili al Regno.
L’incontro fu infruttuoso e e ri-mandato nelle carceri della vicarìa, dove
probabilmente muore. Essendo molto gravi le condizioni finanziarie del Regno di
Napoli -- esausto il tesoro pubblico e l'onere del fisco già così gravoso da
indurre molti a lasciare la città per sottrarvisi -- Santis propone di limitare
l'esportazione della moneta e di abbassare i tassi di cambio con le piazze
estere. La polemica con Santis è alla base della proposta di S. Dimostra con
esempi tratti dalla antica storia romana l'inutilità e anzi il danno di questi presunti
rimedi. Da ciò trae occasione per spiegare la vera causa della prosperità della
nazione italiana. Analizza la causa della scarsità di moneta nel Regno di
Napoli e il fattore che puo invertire questa tendenza economica. Il primo ad
analizzare e comprendere appieno il concetto di bilancia commerciale incluso il
bene di servizio e il bene del movimento di capitale. Spiega come la scarsità
di moneta nel Regno di Napoli e causata dal deficit della bilancia dei
pagamenti. Utilizzando le sue scoperte e in grado di respingere l'idea per cui
la scarsità di denaro e dovuta al tasso di cambio. La soluzione prospettata al
problema e indicata nella promozione attiva delle esportazioni. S. segna il
distacco dalla concezione moralistiche scolastica per passare ad una spiegazione
laica ed è assolutamente innovativa per l'epoca tanto che Croce la define
lampada di vita. Galiani a scoprirlo, tessendone un elogio in una nota del suo
celebre trattato Della Moneta. Chiunque legge questo trattato, scrive, resta
sicuramente sorpreso ed ammirato in vedere quanto in un secolo di totale
ignoranza dell’economia filosofica ha S. chiare e giuste le idee della materia
di cui scrisse e quanto sanamente giudicasse delle cause de nostri mali e de
soli rimedi efficaci. Galiani paragona S. a Melon e a Locke, considerandolo
superiore per avere vissuto molti anni prima in un'epoca di ignoranza dell’economia
filosofica. Egli, che in vita era stato del tutto trascurato e per
secoli, tranne appunto quell'elogio di Galiani, completamente dimenticato, dopo
molto tempo è stato finalmente riscoperto. Addante, Cosenza e i cosentini: un
volo lungo tre millenni, Rubbettino, Martelloni, Regno di Napoli e Terra
d'Otranto, Aspetti economici e sociali di una crisi, in Perrotta, La scienza è
una curiosità. Scritti in onore di Cerroni, Manni, Benini, Croce, Storia del
Regno di Napoli, Laterza. Avendo ottenuto di parlare al vice-ré duca d’Ossuna
per comunicargli cose utili allo stato, e udito, presenti i consiglieri, ma,
giudicandosi che avesse detto ciarle e chiacchiere senz'altro concludere, e ri-mandato
al suo carcere. Parise, Vita e pensiero del primo economista moderno, Ecra, Destefanis, Illuministi Italiani, Galiani,
Milano-Napoli, Galiani, Della moneta, Napoli, Salfi, Elogio, primo filosofo di
economia civile, in Addante, Patriottismo e libertà. L'Elogio di Salfi,
Cosenza, Custodi. Scrittori classici italiani di economia politica, Milano, Pecchio,
Storia della economia pubblica in Italia, Lugano, Narrazioni tratte dai
giornali del governo di Girone duca d'Ossuna vice-ré di Napoli scritti da Zazzera,
Archivio storico italiano, Savarese, Trattato di economia politica, Napoli, Ferrara,
Prefazione, in Trattati italiani, Torino, L. Bianchini, Della scienza del ben
vivere sociale e della economia pubblica e degli Stati, Napoli, Andreotti,
Storia dei cosentini, Napoli, Accattatis,
Le biografie degli uomini illustri delle Calabrie, Cosenza; Fornari, Studii (Pavia);
Amabile, Campanella. La sua congiura, i suoi processi e la sua pazzia” (Napoli);
Marco, Teorie economiche, Memorie del R. Istituto lombardo di scienze e
lettere, classe di lettere e scienze storiche e morali, Benini, Sulle dottrine
economiche, Appunti critici, in Giornale degli economisti, Economisti, Graziani, Bari, Arias, Il
pensiero economico di S., in Politica, Croce, “Storia del Regno di Napoli” (Bari);
Economisti napoletani, Tagliacozzo, Bologna, Einaudi, Saggi bibliografici e storici intorno
alle dottrine economiche, Roma, Schumpeter, Storia dell'analisi economica,
Torino, Rosa, I critici, Atti del Congresso storico calabrese, Napoli, Galasso,
Economia e società nella Calabria” (Guida); Nuccio, Rivista storica del Mezzogiorno,
Colapietra, Introduzione, in Problemi monetari negli economisti filosofici napoletani,
Colapietra, Roma, Aquino, L’approccio monetario all'analisi della bilancia dei
pagamenti, in Studi economici, Colapietra, Genovesi in Calabria, Rivista
storica calabrese, Manoscritti napoletani di P. Doria, Galatina, Toscano, La disputa sui cambi esteri del Regno
di Napoli, Rivista di politica economica, Rije, ed. anast., Napoli, Ricossa,
Cento trame di classici dell’economia, Milano, O. Nuccio, Il pensiero economico
italiano, Sassari, Il Mezzogiorno agli inizi del Seicento, Rosa, Roma-Bari, Alle
origini del pensiero economico in Italia, I, Moneta e sviluppo negli economisti
napoletani, Roncaglia, Bologna, Zagari, Moneta e sviluppo, Rosselli, La teoria
dei cambi, Landolfi, Valentia, A.
Placanica, Storia della Calabria (Roma); Roncaglia, Rivista italiana degli economisti,
Addante, Repubblicanesimo e mito di Venezia, Istituzioni e sviluppo economico,
Roncaglia, La ricchezza delle idee: storia del pensiero
economico, Roma-Bari, Grilli, Visto da Grilli, Roma, Villari, Politica
barocca. Inquietudini, mutamento e prudenza, Roma); Roncaglia, S., in Il
contributo italiano alla storia del pensiero. Economia, Roma, Villari, Un sogno di libertà. Napoli nel declino
di un impero, Milano; Parise, Vita e pensiero del primo economista moderno,
Roma; L. Addante, La politica del Breve trattato (Soveria Mannelli). Mercantilismo
Storia del pensiero economico. Treccani Dizionario biografico degli italiani,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Il contributo italiano alla storia del
Pensiero: Economia. Antonio Serra. Serra. Keywords: massoneria, circolazione
degl’idee massoniche, mito di Venezia, economia romana, l’economia del liceo,
roma antica, antica roma, Machiaveli, mercantilismo. Refs.: Luigi Speranza,
“Grice e Serra” – The Swimming-Pool Library. Serra.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Sertorio: il
deutero-esperanto nella filosofia ligure – By Luigi Speranza, pel Gruppo di
Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Genova). Filosofo genovese. Filosofo ligure. Filosofo
italiano. S. partecipa al dibattito pubblicando dapprima il saggio “Elementi di grammatica analitica universale,”
poi “Un esame filosofico della grammatica universale,” e, infine, “Il problema
della lingua universale.” In quest'ultimo saggio, a proposito dei diversi
sistemi inventati – incluso il deutero-esperanto di H. P. Grice, S. individua
tre fondamentali tipologie di lingue ausiliarie. Il primo tipo comprende quella
categoria di linguaggi che definiamo a posteriori che riprendono alcuni, o
tutti gli, elementi, non di rado modificandoli, da lingue storico- naturali, come
può essere l'italiano, il francese, il cinese, ecc.. Il secondo tipo è
costituito da quelle lingue che definiamo a priori con le quali è possibile
comunicare sia in via scritta che in via orale, ovvero che presentano una forma
ideografico-fonetica tale da permettere non solo la semplificazione della
scrittura, ma anche una sua agevole e veloce riproduzione tramite foni. L’ultima
tipologia è costituita da quelle lingue che adottano delle scritture
tipografiche, crittografiche, numeriche, nelle quali gl’elementi fondamentali
della lingua sono utilizzati per trasferire solo l'idea della cosa che si vuole
comunicare, ma che non presentano un reale metodo di comunicazione orale. Della
seconda categoria discute ampiamente nel primo saggio dedicato al problema
della lingua universale, che intende come lingua adatta alla comunicazione tra
persone adulte, che hanno già delle idee proprie sviluppate attraverso l'uso
della loro LINGUA MADRE – l’inglese oxoniano di H. P. Gice. Qui S. s’occupa
innanzitutto della definizione del sistema numerico della lingua ideale, e ne
propone di due tipi differenti, sia a base decimale che sessagesimale, e, poi, del
suo sistema GRAMMATICALE – cioe, morfologia, sintassi, morfo-sintassi –
(“Pirots karulise elatically”) e lessicale (“pirot, karulise, elatic”. Le
informazioni seguenti sono tratte da S., Elementi di grammatica analitica
universale, Porto Maurizio, Tipografia
Prov, di Demaurizi. Il sistema decimale romano
– I II III IV V VI VII VIII IX X -- S. associa ad ogni numero da 0 a 9 una
consonante, secondo le seguenti corrispondenze: 1 = b, 2 = g, 3 = d, 4 = c, 5 = 1, 6 = m, 7 =
n, 8 = p, 9 = 1, 0 = z. A partire dalla
virgola che separa i numeri interi dai decimali si pongono in ordine da destra
a sinistra le 5 vocali (a, e, i, o, u) e questo ordine è invariabile. Le vocali
vanno scritte al di sotto delle consonanti precedenti e, durante la lettura,
questi nessi di c+v (che possiamo allora intendere come SILLABA – ma, pa, da)
sono da pronunciarsi assieme (del tipo “be” e non “b – e” (prima
articolazione). Le cifre devono sempre essere raggruppate a gruppi di tre, secondo
l'ordine decine, centinaia, migliaia, milioni, ecc.) e laddove non vi sia
alcuna cifra a coprire le sedi di queste terne si inserisce lo zero. Si avrà
allora qualcosa di simile all'esempio successivo: 372,215,8976,340 -- 4 d n
g .cgb.1pr. n m d Z e
a ・i a u i e a. Il numero così composto in italiano si dicee
"trecento-settanta-due miliardi, quattro-centovent-uno milioni, cinque-centottanta-nove
mila, sette-cento-sedici virgola trecento-quaranta.” Nella lingua di S.
solamente "denagu, cogibe, lapuro, nibema, ducozi.” I vantaggi sono
molteplici, come dice Frege – nella trauduzione di Austin per Blackwell,
favorita di Grice -- se si riconosce oltre all’evidente brevità – cf. Grice,
“Be brief (avoid unnecessary prolixity (sic))” -- anche il fatto che in un
sistema numerico-alfabetico di questo tipo le vocali che occupano un posto
fisso permettono d’individuare perfettamente l'ordine di grandezza di ciascuna
cifra senza dover ricorrere ad altre parole per indicarlo. Cosi si sa che la
combinazione c+e+c+a+u corrisponde sempre all'ordine dei miliardi, c+a+c+u+c+o
a quello delle centinaia, ecc. Il secondo sistema proposto è quello a base
sessagesimale in cui ad ogni cifra da 0 a 60 S, associa una sillaba cv, del
tipo 1 = ba, 2 = ge, 3 = di. Nonostante anche questo metodo assicuri una brevita
d’espressione considerevole (centoventitré › bagedi), risulta meno convincente
del precedente per il semplice fatto che quello prevede uno schema di
composizione RICORSIVO basato su POCHE semplici regole – la composizionalita
com’essenza d’una lingua come il suo oxoniano nativo, mentre questo aumenta
notevolmente il grado di difficoltà mnemonica associato ad ogni numero a causa
del maggior numero di combinazioni esistenti e
dell'arbitrarietà delle stesse.
Per quanto riguarda invece la parte della SINTASSI, LA MORFOLOGIA, e la
MORFO-SINTASSI – la grammatica ragionata -- e lessicale della sua lingua
ideale, S. indica delle caratteristiche fondamentali che questa deve possedere
per essere di semplice comprensione. La separazione d’un MORFEMA LESSICALE (‘be’)
d’un MORFEMA SINTATTICO – “Fido *is* shaggy; Fido e Rex *ARE* shaggy”; ‘Rex is
SHAGGiER than Fido’ (One pirot karulises elatically; therefore, pirots karylise
elatically – in an elatic way. L’esistenza di particelle SINTATTICHE nuove, più
semplici, meno *ambigue* -- cf. Grice, “Do not multiply the senses of ‘if’
beyond necessity, Strawson!” -- di quelle
esistenti. L’invariabilità delle parole – cf. Grice on word meaning –
shaggy’. A questi aspetti deve aggiungersi anche l'esistenza d’un vocabolario o
lessico in cui ogni elemento possede UNO E UN SOLO SIGNIFICATO (O STRETTAMENTE,
SENSO) – “Senses are not to be multipled beyond necessity”: Grice’s modified
Occam’srazor --. La sintassi verte intorno al verbo o PREDICATO (“... is
shaggy”, “kaurlise”), che da solo e opportunamente coniugato (Fido is shaggy,
Fido and Rex are shaggy; a pirot karulises, but pirot karulise -- è in grado di
descrivere non solo l'azione, ma anche il SOGGETO (cf. Grice on ‘the’ –
discussione con Sluga --) della stessa, il suo NUMERO – cf. Grice on Peano, (Ex),
“some, at least one”; il genere, e le circostanze di modo (modo indicativo,
ecc.) e di tempo (cf. Grice, “Actions and events,” basato su von Wright). A
questo, se necessario, si possono associare ulteriori complementi di pro-posizione,
anch’essi declinati, per descrivere
l'azione in MODO più particolareggiato (non volitivo, ma ottativo). L'alfabeto utilizzato è composto di
diciassette lettere, le stesse che sono state utilizzate per il sistema
numerico decimale visto in precedenza. Ogni particella sintattica o parte del
discorso presenta un ordine vcvcv ed esse sono riconoscibili a seconda delle
lettere che vengono poste in ciascuna
sede. I verbi sono riconoscibili dal fatto che presentano nella sede della
prima consonante una «b» o una «g» e questa, assieme alla seconda vocale, forma
il modo verbale -- diviso in: «ba» INFINITO (‘to be shaggy’), «be» PARTICIPIO,
«bi» GERUNDIO (‘being shaggy’), «bo» INDICATIVO (‘is shaggy’), «bu» IMPERATIVO
(please be shaggy, o ‘is shaggy, please’, «ga» SOGGIUNTIVO (‘that Fido be
shaggy’), «ge» CONDIZIONALE, i. e. con-dictum (‘si Fido e shaggy, Fido e
amato’), «gi» MORALE (“Jones is between Richards and Smith”, «go» FISICO
(“Jones is between Richards and Smith”), «gu» MATEMATICO O ORDINALE). La vocale
iniziale indica la forma del verbo («a» = verbo IN-transitivivo (“Fido IZZ
shaggy”, «e» = ri-flessiva, «i» = attiva (Paride ama Elena), «o» = passiva
(Elena e amata da Paride), «u» = neutra»). Le ultime due lettere, consonante e
vocale, indicano il tempo, il numero e la PERSONA (Grice, “Someone, i. e. I, is
hearing a noise”) a cui il verbo stesso si
riferisce, secondo ua tabella:129tem
0. Particelle numero d del e personal 1R28
22 มา สิ 1.ª
TO 3." Singolare
IP838a 아비아비비이 2 Plurale
130 3. Specificazione del Tempo = Più che perfetto = Passato anteriore =
Passato indefinito Passato
definito Imperfetto Presente
Futuro Futuro anteriore = •
Dipendente = Indipendente = Persona
Numero. Così ad esempio il verbo 'mangia!' (Grice, hobble) può divenire
«ibupe», dove «i» indica la forma transitiva (eat a nut – Grice, as ordered to
his pet squirrel, squarrel, Toby), «bu» il modo imperativo – cf. Hare, “The window
is closed, please -- e «pe» la seconda PERSONA persona singolare (you, not ye) del
tempo presente. Allo stesso modo si compongono i nomi. La prima lettera -
vocale - indica il genere (del tipo «a» comune – man --, «e» sessuale – flower
--, «i» maschile (aquila macchio), «o» femminile (“ship”), «u» neutro» (‘ship’),
la seconda - consonante indica la declinazione e il numero, ed esistono cinque
declinazioni. La terza e la quarta lettera - vocale e consonante - delimitano
l'idea in ordine alla quale si riferiscono le preaccennate qualità di genere e
numero, cioè costituiscono la parte che potremmo in qualche modo chiamare morfema
lessicale, RADICE (v this little piggy went to market) lessicale SIGNIFICANTE
(‘the shag of shaggy) della parola (cf. Grice, word meaning); l'ultima vocale
indica il caso di appartenenza. In questo modo poi si formano anche tutte le
altre parti del discorso. Il problema d’un sistema di questo tipo è che la
riuscita di una buona conversazione dipende in maniera non trascurabile dalle
capacità mnemoniche e combinatorie degl’individui interessati – Grice: “That’s
why I say: who cares?”. Oltre alla notevole mole di nessi consonantici e
vocalici esistenti, oltre al fatto che questi cambino significato se non SENSO in
base alla posizione, oltre all'enorme numero di combinazioni possibili, un
aspetto penalizzante e soprattutto la struttura stessa delle parole che,
indipendentemente dalla parte del discorso interessata, deve necessariamente
essere di cinque lettere o di sei lettere, in ordine VCVCV o CVCVCV. Per quanto riguarda invece la terza categoria
delle lingue inventate ad uso internazionale individuate da S., si riporta un esempio
di lingua puramente ideografica, numerica. Esempio: Ne Il problema della lingua universale, S.
propone la frase italiana. Il grammatico intelligente interpreta facilmente
questa scrittura; perchè il significato o SENSO unico di ciaschedun segno è
reperibile istantaneamente nella
trascrizione numerica seguente del terzo metodo: - 12. 111. 15. 2101. 1245 - 27. 33. 72. 2152.
1151 - 14. 114. 18. 0454. 3293 - 3 - 364 - 14. 111. 15. 1564. 4252 - 14. 112. 16. 0435.1555 -15. 33.72 - 1533. 1265 -
1. Ad ogni cifra associa una funzione grammaticale, sintattica o di senso (ad
esempio il numero «1» finale esprime il punto fermo, la fine della sentenza. Il
numero «3» corrisponde al punto e virgola. Il «111» significa 'soggetto della
proposizione. Il «15» il caso nominativo nella sua forma singolare. Il «364»
significa 'perché; ecc.. I trattini indicano l'inizio di ciascun termine e i
punti dopo le cifre separano i fattori che fanno parte di ciascun termine. Esempio
tratto da S., Il problema della lingua universale, Porto Maurizio, Berio. La volontà è quella di limitare (ma non del
tutto) la fusione dei morfemi e piuttosto apporre nuove cifre che siano ognuna
portatrice di un determinato significato (del tipo 'leone-femmina' e non 'leonessa', o ‘aquila macchio’ e non ‘aquilo’).
S. è perciò convinto che, tra quelli individuati, il più esatto dei metodi e
il terzo, visto che: La ragione
dell'evidenza, che ammirasi nel linguaggio algebrico e che spesso riguardasi
come un privilegio di questa scienza dell’arimmetica, si è che nei ragionamenti
algebrici o arimmetici non entra mai un segno il di cui valore assoluto e di
posizione non sia esattamente definito. Cf. Grice sul formalismo di Peano e
l’informalismo di suo alievo Strawson. La sintassi, che attualmente più
soddisfaccia alle esigenze filosofiche è la sintassi algebrica o arimmetica –
Frege, il concetto di numero, traslato da Austin, read by Grice -- ed i
precetti di questa dovrebbero essere
comuni ad una lingua universale. Di nuovo quindi, l'interlingua in grado di
descrivere in maniera conforme la natura delle cose è di tipo numerico e
algebrico o arimettico e per essere utilizzata necessita di tanti vocabolari
quante sono le lingue storico naturali esistenti. Giacomo Francesco Sertorio. Sertorio.
Keywords: Il deutero-esperanto di Grice. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Sertorio”. Sertorio.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Servio: la ragione
conversazionale VIRGILIANA – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza. (Roma). Filosofo italiano. Nei "Saturnali" di Macrobio,
rivolti alla glorificazione di VIRGILIO, S. appare uno degli interlocutori. La
sua attività filosofica ha per sede Roma. Predilesse Virgilio, che esalta
come il maestro di ogni sapere e che commenta in un’opera di cui rimangono due
redazioni. La più breve sembra tramandare lo scritto autentico di S.,
mentre la più ampia ("Servius auctus o plenior o Scholia Danielis",
dal Daniel, che la pubblica) pare derivata dalla prima e da una riduzione del
commento d’Elio Donato. Si discute se gl’appartengano l’Explanatio
dell'Arte Grammaticale dello stesso Donato e tre saggi di metrica. Il commento
include non poche dottrine di carattere filosofico, che però provengono dalle
fonti usate da S.. Si è voluto fare di S. un seguace dell’accademia. Ma,
da una parte, non è lecito attribuirgli una teoria filosofica organica, e,
dall’altra, le proposizioni che dovrebbero provenire da quella scuola non sono
proprie di essa, perchè appartengono all’accademia in generale, a Posidonio, o
anche alle credenze mistico-religiose di quell’età: natura divina dell'anima,
immortalità di essa quale principio di movimento, sue trasmigrazioni, suoi
destini dopo la morte, teoria delle sfere. Quando, oltre alle tre parti
dell'anima, l'anima vegetativa, l'anima sensitiva e l'anima razionale, ne
ammette anche una quarta anima, l'anima vitale, principio di movimento, si
allontana dalle teorie tradizionali inclusa l’accademica. Quando S.
afferma che nulla esiste salvo i quattro elementi (acqua, aria, fuoco, terra) e
il divino, che è uno spirito (o una mente, o un'anima) il quale, infuso in
essa, genera ogni cosa, sicchè uguale è la natura di tutte, accetta in
complesso la cosmologia del PORTICO esposta da VIRGILIO, che però cerca di
liberare dal suo materialismo originario. Del resto, esplicitamente S.
loda i filosofi del portico -- et nimiae virtutis sunt, et cultores deorum -- che
contrappone ai filosofi dell’Orto, che critica spesso. In S. mancano
un coerente e un indirizzo preciso, sebbene si affermino in lui le tendenze
mistiche dell’età sua. Un'edizione del XVI secolo di Virgilio con il
commento di S. stampato sulla sinistra del testo. S. Mauro Onorato. Grammatico
e commentatore romano. L'appellativo Deutero-S. o S. Danielino si
riferisce alla pubblicazione da parte di Daniel di un'edizione del commentario
di S. all’Eneide contenente alcune aggiunte rispetto all'originale serviano.
Tuttora è discussa l'autenticità del cosiddetto S. Danielino. S. ompare come
uno degl’interlocutori nella “Saturnalia” di Macrobio. Alcune allusioni
presenti nei saggi ed una lettera di Quinto Aurelio Simmaco indirizzata a S..
Saggi: “Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, Commentarii in Vergilii
Bucolica, Commentarii in Vergilii Georgica. Del commento alle opere di Virgilio
esistono due tradizioni manoscritte. Il primo è un commento relativamente breve
e conciso, attribuito di per certo a S., ed è chiamato “S. Minore". A una
seconda classe di manoscritti appartiene un altro commento, molto più esteso,
infatti le aggiunte sono abbondanti e in contrasto con lo stile di S.. L’autore
è ignoto. Questo secondo è chiamato "S. Auctus" o "S.
Danielinus" da Daniel, che lo pubblica. Esiste una terza classe di
manoscritti, composti in Italia, derivati dai primi due, a significare la
diffusione di questi commenti. Per quanto riguarda il "S. Minore"
è in effetti l'unica edizione completa esistente di un romano scritta prima del
crollo del principato in Occidente. È una vasta critica al testo di VIRGILIO,
con critiche anche ai commentatori prima di lui -- in un certo qual modo ci
fornisce il modo di pensare dei secoli precedenti. S. non usa un linguaggio
particolarmente elevato, ma è colorito e fantasioso qualora si tratti di
etimologie. Oltre all'aspetto grammaticale, i commentari di S. contengono
abbondante materiale filosofico, la maggior parte del quale probabilmente è
derivata da fonti di filosofi anteriori, con cui la poesia di Virgilio viene
interpretata nel suo aspetto filosofico.. Commentarius in artem Donati, Raccolta
di note grammaticali d’Elio Donato. De centum metris ad Albinum - Un trattato
di diverse figure metriche, dedicato a Cecina Decio Albino. De finalibus ad
Aquilinum - Un trattato di metrica sui finali. De metris Horatii ad
Fortunatianum - Un trattato di metrica di Orazio, forse dedicato ad Atilio
Fortunaziano. Vita Vergilii. Enciclopedia italiana. Funaioli, S., in
Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Pellizzari, S..
Storia, cultura e istituzioni nell'opera di un grammatico (Firenze, Olschki); Ramires,
S., Commento al libro IX dell'Eneide di Virgilio; con le aggiunte del
cosiddetto S. Danielino, Bologna, Patron, su Treccani Enciclopedie on line, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. S., su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia
Britannica, Inc. S. su PHI Latin Texts, Packard Humanities Institute. S. su
digilibLT, Università degli Studi del Piemonte Orientale Avogadro. S. Open
Library, Internet Archive. Opere complete di S., su forum romanum.org. V · D ·
M Grammatici romani -- Portale Biografie Portale Letteratura
Categorie: Grammatici romani Romani. The second version was named the Egyptian, which is a
puzzling name since the first reference to this particular descent/ascent
concept seems to come from a commentary on Book IV of the Aeneid of Publius
Vergilius Maro, or Virgil, by the commentator S. In S.’s version, each
planetary sphere is associated with one of the seven major vices. The list is
as follows: I avarice avarizia from Saturno; II desire for dominance and
gluttony from Giove; III violent passions or anger from Marte; IV pride from
the Sole; V lust from Venere; VI envy from Mercurio; and VII sluggishness from
the Luna. Some philosophers differ as to *which* vice to assign to which *planet*,
e. g., sluggishness is often assigned to Saturn instead of the Moon. It should
be noted that each of these seven vices, are all psychological characteristics
as is befitting of a soul. Roman philosopher and grammarian, commentator on
Donato and Virgilio There is some doubt as to his name. The commentator on
Donato in the Parisinus Latinus codex (GrL) is called _Sergio_, as is the
commentator on Virgilio in the Bernensis codex. In other manuscripts, the
commentator on Virgil is called S. but no mention is made of the rest of his
name (Marinone). In the Saturnalia, MACROBIO (si veda) gives a portrait of as him
an adulescens; and Daniel asserts, in a
note to the Bernensis codex that he is one of Donato’s students. If these
indications hold true, it would appear that he lives in Rome, where, according
to MACROBIO, he belonged to the intelligentsia of the ACCADEMIA. Of
considerable importance are his commentaries on Virgil's Aeneis, Eclogae and
Georgica, surviving in two ms. codices of varying length. The shorter is
published by Daniel, who adds several scholia -- the Scholia Danielis -- to it.
It is commonly known as the S. Danielinus. Critics disagree as to the contents.
Thilo holds that the additions are probably a fusion of an original text with
parts of Donato’s lost commentary on Virgil. His commentaries, based for the
most part on his predecessors (Donato in particular), enlarge on and enhance that
tradition by virtue of the quality of the grammatical observations and the
comparisons of Virgil with other philosophers. Various grammatical treatises
bear his name but modern criticism unhesitatingly ascribes to him only the
Commentarius in artem Donati (GrL). Prisciano mentions S. as the author in
Institutio de arte grammatica (GrL). Other attributions are uncertain. The two
books of the Explanationes in artem Donati (GrL) are apparently posterior to S.
(Schanz-Hosius). The tract De littera de syllaba de pedibus de accentibus de distinction
(GrL) gives "Sergius" as the author but seems to be an extract from
the Commentarius and thus not a work intended by S. to stand alone. Criticism
is divided over attributing to S. De centum metris (GrL), a treatise on
metrics: Müller excludes S. as the author while Marinone defends the opposite
view. The treatises De finalibus (GrL) and De metris Horatii (GrL) are
similarly controversial; see Müller. In his Commentarius in artem Donati, S.
brings home two points which characterize Roman grammatical thought, as seen in
the artes. First, grammar is intimately connected with all the disciplines
dealing with language – philosophy – GRAMMATICA FILOSOFICA – SEMANTICA
FILOSOFICA -- dialectics, and esp. rhetoric (GrL). Second, grammar has a
distinguishing subject matter which consists, according to S., of the analysis
of the VIII parts of speech – Latin does not have an article, but it has
interjection. S.’s admiration for Donato derives, in fact, from the latter's
unswerving conviction that a grammatical treatise ought to begin by defining
the partes orationis -- other grammarians were hesitant and inconsistent).‘That
is why Donato is wiser, who starts out with VIII parts of speech that concern
the grammarians – including the philosophical grammarians – specifically – UNDE
PROPRIUS DONATUS EST DOCTIUS, QUI AD OCTO PARTES INCHOAVIT, QUÆ SPECIALITER AD
GRAMMATICOS PERTINENT – Commentarius. S. holds, together with Donato, that the
study of grammar, taken to be the study of the partes orationis, is a
prerequisite for literary analysis, i. e., for commenting on poetic texts, such
as Virgil’s. Although S. contributes to enriching the discussions of the
grammatical distinctions formulated by Donato, by citing and criticising the
work of other philosophical grammarians, S. leaves unsolved the many problems
inherent in the categories handed down by tradition. For example, some
grammarians considered the 'future' tense to be a separate MODVS and not a
tense of the 'indicative' mode, given that, properly, one can 'INDICATE' only
what one knows and not the future, by definition an un-known. “And remember I’m
a philosophical grammarian!” Grice: “In Rome, grammarians simpliciter were
usually slaves!”. S. expounds the question clearly (GrL), but does not venture
an answer. "Martii Servii
Honorati Commentarius in Artem Donati" (GrL). "Commentarius in Artem Donati"; "De
finalibus"; "De metris Horatii"; repr. Hildesheim. S. Grammatici
qui feruntur in Vergilii carmina commentarii, Thilo e Hagen eds., Lipsiae. Editio Harvardiana, Rand et al.
eds., Lancastriae, Ad Aeneam; Stoker/Travis eds., Oxonii (Ad Aeneam). Commento ai libri 9 e 7 dell'Eneide di
Virgilio, with introd., biblio. and critical ed. by Ramires, Bologna. BARATIN, La naissance de
la syntaxe à Rome, Paris. Id., CRGTL, BARWICK, "Zur S.-Frage",
Philologus; BRUGNOLI, "S.", Enciclopedia Virgiliana, Roma. KASTER, "Macrobio and S., Verecundia and
the grammarian's function", HSCP; MARINONE, "Per la cronologia di S.",
AAT; MÜLLER, L. "Sammelsurien", Jbb. für Klass.Philologie; SCHANZ, M.
e HosIus, Geschichte der römischen Literatur, München, TIMPANARO, "Note
serviane, con contributi ad altri autori e a questioni di lessicografia
latina", Studi urbinati di storia, filosofia e letteratura; WESSNER,
"S.", RE. Keywords: Virgilio, Donato. Nome compiuto: Servio Mario
Onorato. Servio.
Luigi Speranza -- Grice e Sestio: la ragione conversazionale del fallito
morale – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. He founds his own school in Rome
that draws heavily on La Setta di CROTONE and IL PORTICO. S. preaches an
ascetic way of life, which includes vegetarianism, and exhorts his followers –
whom he called ‘Sestiani’ – to reflect at the end of each day on their moral
failings – “if any.” Upon his death, his son, also called Quinto S., inherits
the school, but it does not long survive him. One of the Sestiani is SOTIONE, who
becomes Seneca’s tutor – Seneca himself is influenced by the school’s teachings
for some time. Nome compiuto: Quinto
Sestio.
Luigi Speranza -- Grice e Sesto: la ragione conversazionale delle sentenze
trasformative – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. S. is a compiler – The “Sentences
of Sesto” are mainly of an ethical nature and show signs of a variety of
influences including traditional wisdom literature, and IL PORTICO. They
proclaim that wisdom is attained through the conquest of the passions. –
Chadwick, “The sentences of Sextus,” Cambridge. Grice: “Chomsky thought that
the sentences of Sextus were ‘transformational’!”
Luigi Speranza -- Grice e Sesto: la ragione conversazionale del’accademico
d’Antonino – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Tutor to Antonino. Antonino regards
him as something of a role model and greatly admires the morality and humanity
of both his life and his teachings. Accademia. Suda thinks that S. is of the
scesi only because he confuses him with Sesto Empirico!
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