GRICE ITALO A-Z R RON
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Roncaglia:
la ragione conversazionale alla palestra – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Studia a Roma e
Firenze sotto GREGORY (si veda) e MAIERÙ (si veda). Insegna a Tuscia e Roma. Si
dedica alla storia logica fra il medio-evo e Leibniz. Saggi: “Intero e frammentazione”
(Roma, Laterza); Rivista di filosofia dell'intelligenza artificiale e scienze
cognitive ; “Palaestra rationis: una discussione sulla copula e la modalità” (Firenze:
Olschki); Università Roma Tre. Dimissioni organi consultivi Mi BACT. Note a
margine del concorso per CCCCC funzionari del Ministero Beni Culturali: mezzo
bibliotecario per ogni biblioteca? E la tutela di libri e manoscritti chi la
fa? Tuscia. Nel parlare di e-book per
la didattica, c'e un primo e fondamentale quesito che occorre porsi: il formato
'libro elettronico' e davvero adatto a
veicolare contenuti didattici? II libro
a stampa, lo sappiamo bene, e ormai da secoli non solo strumento per eccellenza di produzione e
trasmissione culturale, ma anche
strumento didattico di primaria importanza: il concetto stesso di 'libro di
testo' basta a ricordarcelo. I nostri modelli di insegnamento sono figli della cultura del
libro, e si tratta - a mio awiso - di
un'impronta della quale non debbono affatto vergognarsi. II libro elettronico, che nasce per
trasferire nel mondo dei nuovi media e
dei supporti digitali un'esperienza di lettura la piu vicina possibile a quella del libro a stampa,
sembra un candidato naturale a veicolare anche contenuti rivolti specificamente
al mondo della didattica e della
formazione. E tuttavia, a mettere almeno
in parte in dubbio questa apparente certezza sono alcuni dati di fatto che
sarebbe sbagliato ignorare. Innanzitutto, va considerato che esiste gia un
vasto spettro di strumenti informatici e
multimediali nati come supporto alia Una
prima versione di questo intervento era apparsa nell'ambito del forum di
MediaMente dedicato ai libri elettronici Libri elettronici. Pratiche della
didattica e della ricerca didattica. Si
pud anzi affermare che il campo della didattica e della formazione costituisce uno dei settori
trainanti dell'editoria multimediale.
Ebbene, il punto di forza di questi strumenti che viene piu spesso sottolineato e proprio la
loro capacita di superare i limiti del libro a stampa in termini di
interattivita, flessibilita dei percorsi, ricchezza multimediale dei contenuti.
Se il libro elettronico si propone di
fornire uno strumento di lettura direttamente ispirato al modello del libro a
stampa, non vi e il rischio di
riproporre attraverso di esso tipologie di contenuti e modelli di organizzazione deH'informazione che il campo
dell'editoria didattica multimediale ha gia superato? D'altro canto, e a
parziale conferma di questi timori, si puo
osservare come i primi libri elettronici realizzati (mi riferisco
qui specificamente al formato e-book,
owero a testi elettronici nati per
essere letti su 'lettori' portatili, dalle dimensioni e dal peso simili a quelli di un normale libro a stampa)
rientrino per lo piu nei settori della
letteratura e della saggistica: ambiti di produzione testuale tradizionalmente
caratterizzati da un 'organizzazione
fortemente lineare deH'informazione, e da una decisa prevalenza della scrittura rispetto ad altri codici
comunicativi. Si tratta, non a caso, dei
settori che erano stati finora meno direttamente influenzati dalla rivoluzione digitale, dato
che la scomodita delle interfacce di
lettura (il monitor del computer) non era stata compensata da immediati ed
evidenti vantaggi nella fruizione dei
testi. In buona sostanza, la
situazione sembra quindi essere la
seguente: esiste gran copia di software e di strumenti didattici multimediali - in una miriade di formati
diversi, ma nella maggior parte dei casi non in formato e-book - ed esiste
ormai un Quali ebook per la didattica?
certo numero di e-book, nella maggior parte dei casi non specificamente
pensati per la didattica. Questa
situazione impone qualche riflessione. A mio awiso, potrebbe essere interpretata in due modi
radicalmente diversi: 1. come
testimonianza di una differenza insanabile fra il modello di testualita proprio del libro e
quello proprio di altre forme di
editoria elettronica orientate all'interattivita, all'iper-testualita e alia
multimedialita. Se si accetta questa prospettiva, e si considera il formato
e-book come specificamente orientato
verso testi fondamentalmente lineari e prevalentemente scritti, i libri
elettronici conserveranno certo una propria e specifica utilita didattica, ma
limitatamente alia realizzazione di strumenti testuali abbastanza
'tradizionali'. Corsi interattivi, test
di autovalutazione, sussidi didattici multimediali continueranno ad essere
costruiti utilizzando strumenti diversi
dal libro elettronico; come
testimonianza della relativa 'giovinezza' dei libri elettronici, ancora
limitati nelle proprie capacita e potenzialita
espressive. Se si accetta questa impostazione, l'orientamento iniziale del formato e-book verso testi
prevalentemente lineari e 'poveri' in
termini di interattivita e contenuti multimediali dipendera sia dalla maggiore semplicita di
tali modelli testuali, piu adatti alle prime sperimentazioni con strumenti
ancora tecnicamente immaturi, sia dal
desiderio di estendere i vantaggi della lettura elettronica a testi che,
proprio per le loro caratteristiche di
linearita e basso contenuto multimediale,
erano rimasti ai margini della rivoluzione digitale. In questa prospettiva, l'evoluzione futura potra
portare a libri elettronici che, pur mantenendo con l'eredita della tradizione
testuale Libri elettronici. Pratiche della didattica e della ricerca a stampa
un legame piu stretto di quello proprio di altri settori dell'editoria
multimediale, presenteranno un contenuto
multimediale piu ricco, una maggiore interattivita e la possibility di
strutturare l'informazione in maniera piu complessa e articolata. La scelta fra queste prospettive dipende,
come e owio, da due questioni ancor piu
radicali: da un lato, cosa si intenda per libro
elettronico; dall'altro, che livello di ricchezza multimediale,
interattivita, complessita ipertestuale si consideri piu adatto a veicolare
contenuti didattici. Si tratta di temi
che richiederebbero evidentemente una discussione piu articolata di quella
possibile in questa sede. Mi limitero ad avanzare al riguardo tre tesi, piuttosto
generali ma non per questo
necessariamente condivisibili. Qualora siano condivise, tali tesi indirizzano -
per vie in parte diverse - verso la seconda delle prospettive sopra delineate. La prima tesi e che, anche se il concetto di
libro elettronico dovrebbe assumere il
libro a stampa come primo modello di organizzazione deH'informazione e di
fruizione dei contenuti 2, dovrebbe pero nel contempo accettare di interpretare
tale modello in maniera flessibile e non
rigida. In particolare, si dovrebbe accettare la possibilitd (il che non
implica owiamente la necessita) che un
libro elettronico comprenda, accanto a contenuti testuali, anche contenuti grafici, sonori o filmati.
Perche si continui a par- 2 Su questo tema, cfr. R. Libri elettronici: problemi
e prospettive, in Bollettino AIB disponibile
anche in rete all'indirizzo, e Id., II
libro elettronico in biblioteca, Milano, Editrice Bibliografica, in corso di
pubblicazione. Quali ebook per la didattica?
lare di libro elettronico (e non di semplice e generico prodotto multimediale), tuttavia, il ruolo del testo
dovrebbe restare fondamentale, in particolare nel delineare il 'filo
narrative-' dell'esposizione, e gli strumenti offerti dal dispositivo di
lettura dovrebbero essere
particolarmente orientati alia manipolazione testuale dell'informazione. Analogamente, si dovrebbe accettare la
possibilitd di una strutturazione non
lineare ma ipertestuale deH'informazione, e
dunque la possibile presenza di snodi e articolazioni esplicitamente
interattivi, nei quali e richiesto l'intervento diretto del lettore per
scegliere uno dei percorsi di lettura proposti dall'autore. La seconda tesi e che - ferma restando la
grande varieta di tipologie e necessita
didattiche, alia quale corrisponde una
(almeno) altrettanto ampia varieta di possibili soluzioni sul piano delle modalita di articolazione
deH'informazione e delle scelte di
interfaccia e di funzionalita offerte dai software didattici - il lavoro
didattico e formativo vada normalmente associato all'idea di percorso, e dunque a un processo che, se non
e necessariamente lineare, e quantomeno orientato, ha punti di partenza, punti
di arrivo, tappe intermedie spesso
obbligate. Cio implica che la
complessita ipertestuale tipica della maggior parte degli strumenti
didattici (testi, ma anche corsi interattivi, strumenti di autovalutazione ecc.) non possa essere di
norma troppo elevata 3 . Chi usa questi
strumenti ha a disposizione alcune scelte, ma tali scelte (a differenza di quanto puo accadere
ad esempio nel caso 3 Sul concetto di
complessita ipertestuale cfr. R., Ipertesti e argomentazione, in Le comunita
virtucdi e i saperi umanistici, a cura di Carbone e Ferri, Mimesis, Milano, Libri elettronici.
Pratiche della didattica e della ricerca
dei giochi 4 ) sono disposte aH'interno di percorsi in larga parte predeterminati, ed anzi accuratamente
studiati da chi ha elaborate) i contenuti del prodotto didattico. Questo tipo
di limitata complessita ipertestuale pud bene
associarsi a strumenti 'ibridi' che ereditino dal libro a stampa una impostazione fondamentalmente lineare a
livello di macrostruttura, ma assorbano dalla lezione degli ipertesti la
possibility di un'articolazione interna in percorsi differenziati in
funzione delle scelte (e dunque della
preparazione, delle capacita, degli interessi
specifier) del singolo utente. Se i libri elettronici accetteranno questo
allargamento di prospettiva, potranno rivelarsi
eccellenti strumenti didattici.
La terza tesi e ancor piu generale, per certi versi meno precisa, e
forse piu radicale. Ha a che fare con i dispositivi di lettura. Sappiamo che - proprio come il termine libro'
- l'espressione 'libro elettronico' puo
essere utilizzato sia con riferimento al testo
e alle sue modalita di presentazione, owero a una componente strettamente informazionale, sia con
riferimento al dispositivo di lettura,
owero all'hardware utilizzato per leggere. Ebbene, ritengo che anche nel
parlare dei contenuti, della loro strutturazione e delle loro tipologie, dovremmo prendere
molto sul serio la componente rappresentata dall'interfaccia hardware. Si
tratta a mio awiso del campo piu
delicato per l'affermazione dei libri elettro- Non intendo qui negare la
possibile utilita didattica dei giochi di simulazione, della quale sono anzi un convinto
sostenitore. Ritengo pero che i giochi di simulazione rappresentino una
tipologia piuttosto particolare di strumenti didattici, e siano in grado di fornire i risultati
migliori se integrati anche dall'uso di materiali piu tradizionali. Quali ebook per la
didattica? nici, e di quelle- nel quale
- a fronte della 'perfezione ergonomica'
dei tradizionali libri a stampa - devono ancora essere fatti i maggiori
progressi. E alle carenze delle interfacce hardware (oltre che alia difficolta di individuare standard
condivisi e politiche semplici e funzionali di gestione dei diritti) che si
deve a mio awiso in primo luogo lo
scarso successo conosciuto finora dai libri elettronici 5 . Gli strumenti di
lettura per libri elettronici che si affermeranno in future- potranno essere
macchine strettamente dedicate e monofunzionali, ma piu probabilmente saranno -
e in parte gia sono - strumenti che
permetteranno di leggere libri
elettronici (auspicabilmente assegnando a tale funzione un'alta priorita a livello di progettazione deH'interfaccia),
ma che permetteranno anche di fare altre cose: ascoltare musica, telefonare,
controllare la posta elettronica, e cosi via. Ora, credo che in casi di questo genere la plurifunzionalita
associata a un unico strumento hardware
abbia la tendenza a generare nuovi paradigmi interpretativi 'ibridi' che
fondono e intrecciano cio che in origine
era distinto. Dove in partenza si vedono funzionalita radicalmente diverse
(libro elettronico, scrittura, navigazione in
Internet, ascolto della musica...), alia lunga si potranno vedere aspetti e caratteristiche diverse di un unico
strumento, al quale si verranno ad
associare connotazioni nuove. Se gli studenti utilizzeranno, a scuola o
all'universita, un unico dispositivo di lettura per leggere libri elettronici
ma anche per ascoltare musica, guardare
un filmato o navigare in rete, il fattore decisivo non Si veda al riguardo il
capitolo dedicato ai libri elettronici in Calvo, Ciotti, R., Zela, Internet, Laterza, Roma-Bari,
e II libro elettronico in biblioteca
cit..Libri elettronici. Pratiche della didattica e della ricerca sara quale particolare componente software
debba essere utilizzata per 'leggere' un determinate) prodotto didattico, ma il
semplice fatto che quel particolare prodotto didattico possa essere utilizzato su quel particolare lettore, su
quel particolare strumento hardware. Chiamare o no 'libro elettronico' (nel
primo significato, quello relativo al
contenuto informativo e alia sua
articolazione) lo strumento didattico in questione potra rivelarsi una questione almeno in parte
nominalistica. Cio non significa, si
badi, che sia opportuno o anche solo possibile prescindere dalle questioni di
definizione e di indirizzo, limitandosi
a delegare all'evoluzione tecnica la nascita dei nuovi paradigmi di testualita (e di testualita
didattica). Al contrario, la lezione da
trarre e a mio awiso che anche gli aspetti di evoluzione tecnologica, lo studio
delle interfacce, l'organizzazione delle
funzionalita offerte dagli strumenti hardware, vadano studiati con un'attenzione specifica, considerandone
le ricadute sulle forme di testualita e
sui modem didattici. In altri termini: se
vogliamo (come vogliamo) che gli e-book siano uno strumento per preservare e far crescere la cultura del
testo, dobbiamo essere noi a mettere i
testi nella macchina, dobbiamo sapere che la
macchina modifichera i testi, e dobbiamo pensare che questo processo puo essere studiato, interpretato,
indirizzato. La comunicazione nelle scienze biomediche di Maurella Delia Seta L'informazione nelle
scienze biomediche Preparare un intervento dedicate alle scienze biomediche
nell'ambito di un convegno dedicate al libro elettronico non e compito facile.
Infatti, mentre in altre discipline il libro elettronico si e gia affermato come strumento per la
diffusione delle conoscenze, questa considerazione non e del tutto valida per
l'ambito che stiamo prendendo in esame.
Nel settore della scienza e della tecnologia in generale, e in particolare per
la medicina, la classica monografia (a
stampa o in formate elettronico), per quanta sempre fonte insostituibile di
conoscenza, non riveste l'importanza che
ha per altre discipline; l'aggiornamento in campo medico awiene prevalentemente tramite altri canali,
tra cui la consultazione di articoli pubblicati su riviste e quello piu comune:
la tempestivita nell'aggiornamento dei dati e la necessita di una pronta
diffusione dei risultati privilegiano infatti l'articolo rispetto al libro.
Prendendo spunto da questa considerazione, in questo lavoro si esamineranno le principali tipologie di
fonti informative in ambito biomedico,
soffermandosi in particolare su quelle in formate elettronico e sulla loro
diffusione in Internet. Come primo
punto e opportuno interrogarsi su chi ricerca
l'informazione medica in rete. Da una parte il medico o il ricercatore,
dall'altra l'uomo della strada, il paziente o i suoi familia Libri elettronici.
Pratiche della didattica e della ricerca
ri: le esigenze di queste due categorie di utenti sono diverse e diverse sono le prospettive e le fonti a cui
rivolgersi al momenta di effettuare una
ricerca. Per quanta riguarda l'utente
non specializzato, e stato calcolato che "ogni giorno nel mondo vengono
condotte su Internet dodici milioni di
ricerche sui temi della salute, che il ventuno per cento degli europei, prima di andare dal
medico, consulta la rete, che nei paesi
occidentali il trentanove per cento dei malati di cancro cerca informazioni online. E anche
noto, pero, che la ricerca di
informazioni mediche in Internet non sempre riesce ad ottenere i risultati desiderati. Benche la
ricerca di notizie su argomenti delicati
come tutti quelli che coinvolgono la salute sia
una delle motivazioni che piu frequentemente spingono al collegamento in
rete 2, la semplice immissione di un termine medico in un motore di ricerca produce spesso un
numero di citazioni elevatissimo. Non
sempre, come e noto ai navigatori Internet, cio
che piu potrebbe interessare compare tra i primi risultati, ed e quindi inevitabile lo scorrimento di pagine e
pagine prima di riuscire a ritrovare
informazioni valide e pertinenti. Come orientarsi quindi nella scelta di
risorse mediche, come giudicare quali siano
attendibili e come districarsi nel mare magnum del Web? La necessita di strumenti di guida e
orientamento e tanto piu 1 Riccardo
Renzi, Internet e salute: come districarsi nella rete, in "Corriere
Salute" La medicina e anche l'argomento piu trattato nei media, nelle
trasmissioni televisive e nelle rubriche scientifiche dei quotidiani. Si veda,
a questo proposito, B. Montolli,
Osservatorio permanente sulla comunicazione scientifica attraverso i media, in "JCOM: Journal on science
comunication", Seta, La comunicazione nelle scienze biomediche sentita se consideriamo che la diffusione in
rete deH'informazione nel settore della salute, rivolta sia al professionista
che al cit- tadino o al paziente, e la
possibility di accedervi liberamente
costituiscono temi di grande interesse e molto discussi nel decennio appena trascorso. Ogni responsabile
di politica sanita- ria si e ormai reso
conto che rendere accessibile al grande pub-
blico l'informazione sulla salute e sui farmaci potrebbe da una parte migliorare il livello di prestazioni
del sistema sanitario, in quanto un
paziente ben informato stimola il medico all'aggiorna- mento professionale; dall'altra garantire a
lungo termine un risparmio sui costi
della spesa pubblica, in quanto un innalza-
mento nel livello delle conoscenze potrebbe influire su una miglior utilizzazione dei farmaci, nonche
indurre una maggiore consapevolezza
dell'importanza della prevenzione e dell'adozione di stili di vita piu salutari. Si
indicheranno quindi nelle pagine
seguenti alcune realizzazioni di metasiti, cioe di selezioni di
risor- se Internet affidabili e valutate
secondo criteri di qualita, parti-
colarmente indirizzate verso l'utente non professionale. Passando adesso ad esaminare l'altra
tipologia di utenti, cosa motiva il
medico a ricercare informazioni su un determinate argomento in rete? In genere, la preparazione
di una relazione scientifica o un
intervento a un convegno, oppure la risoluzione
di un problema clinico strettamente correlato ad un paziente: nell'ultimo caso la necessita di reperire
informazioni attendibili ed aggiornate e
ancora piu impellente Bagagli, EBM e ricerca bibliografica in medicina
generate, Societa italiana di medicina generale Libri elettronici. Pratiche
della didattica e della ricerca Gia nel
XIX secolo il moltiplicarsi del numero delle riviste scientifiche rendeva difficoltoso
l'aggiornamento del medico e del
ricercatore. Nascono in quel periodo i primi repertori di riviste, tra cui il piu celebre e Vlndex Medicus, che
inizia la pubblicazione, grazie all'intuito di Billings, responsabile della biblioteca medica
dell'ufficio del Surgeon General of the
Army, negli Stati Uniti. È lui infatti
che, dopo qualche anno di direzione, comincio a pubblicare un catalogo della biblioteca e un indice
periodico della letteratura corrente
(Index Catalog of the Library of the Surgeon General's Office), prototipo del futuro Index Medicus,
che corse peraltro il rischio di cessare
la pubblicazione gia dal volume 6, in quanto
con la morte del primo editore vennero a mancare i fondi necessari.
Fortunatamente venne trovato un nuovo editore e la pub- blicazione pote continuare senza
interruzioni, fino ai giorni nostri,
nonostante alcuni cambiamenti nel titolo e nella periodi- cita 4 . Lo sviluppo della tecnologia
informatica fece si che divenisse operativo il MEDLARS (Medical Literature Analysis and Retrieval System), un sistema di
analisi e di reperi- mento della
letteratura medica, che venne utilizzato, in un primo momenta, essenzialmente per registrare su
nastro e gestire i dati relativi alia
letteratura medica indicizzata per Vlndex Medicus, che aveva raggiunto una dimensione tale da
non poter essere piu trattata con
procedimenti manuali. Contemporaneamente il
sistema MEDLARS veniva usato a livello sperimentale per effet- Per maggiori
informazioni sulla storia deW'Index Medicus e sul PubMed si veda: Dracos, Seta,
Cammarano, PUBMED: guida pratica alia consultazione del Medline su Internet,
Roma, Di Renzo. Seta, La comunicazione nelle scienze biomediche. Nome compiuto:
Gino Roncaglia. Roncaglia. Keywords: palestra. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Roncaglia” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Ronchi:
la ragione conversazionale e la ragione conversativa -- il conversativo, o, filosofia
della comunicazione – filosofia italiana – Luigi Speranza (Forlì). Filosofo Italiano. Forli,
Emilia-Romagna. Si laurea a Bologna e consegue il dottorato a Milano sotto SINI.
Insegna all’Aquila. Dirige “Filosofia al presente” per Textus, di L’Aquila e
“Canone minore” per Mimesis di Milano. Dirige la scuola di filosofia
Praxis. Si dedica alla passione -- “Sapere passionale” (Spirali, Milano) e
alla questione della comunicazione intesa filosoficamente come partecipazione
alla verità e fondamento ontologico della stessa pratica filosofica (“Teoria
critica della comunicazione: dal modello vei-colare al modello conversazionale”
(Mondatori, Milano) -- Grice: “I like ‘conversativo,’ Almost a Spoonerism for
‘conservative’!” --; “Filosofia della comunicazione. Il mondo come resto e come
teo-gonia” (Boringheri, Torino). Propone una revisione del modello vei-colare o standard
della comunicazione e una critica al paradigma linguistico del vivente. Al
problema della raffigurazione e al suo rapporto col dicibile nella filosofia è
invece dedicato “Il bastardo: figurazione dell’invisibile e comunicazione
indiretta” (Marinotti, Milano). Grice: “This shows a distinction between ‘ingelese italianato.’ To call
indirect communication bastard would be a bit too much at Oxford!” --. Grazie ai suoi studi su Bergson si è segnalato
come una voce significativa della cosiddetta “Bergson renaissance”. – cf.
Grice, “Speranza e la cosidddetta “Grice renaissance””. In “L’interpretazione”
(Marietti, Genova) e “Una sintesi”
(Marinotti, Milano) guarda a Bergson come a un filosofo in grado di dare
risposta a questioni tuttora aperte del dibattito filosofico. Bergson non è un
filosofo irrazionalista, spiritualista, ostile alla scienza e ai suoi metodi.
Per lui la filosofia è un metodo rigorosamente empirista, che consente la
massima precisione possibile nella descrizione dei fenomeni. Bergson è anzi il
filosofo che cerca di emancipare la scienza da quanto di meta-fisico è ancora
inconsapevolmente presente nelle sue pratiche. Con le sue celebri nozioni di
“durata” e di “memoria” (cfr. Grice, “Personal identity: my debt to Bergson”) ha
costruito un nuovo modello di intelligibilità del divenire, alternativo a
quello del Lizio, in grado finalmente di spiegare, senza riduzionismi, il
“vivente” quale e descritto dalla biologia evoluzionista. Il pensiero bergsoniano
è presentato come uno snodo essenziale della filosofia. La sua dirompente
attualità è mostrata attraverso un confronto sistematico con la fenomenologia,
l’esistenzialismo, l’ermeneutica, il pensiero della differenza e
l'epistemologia della complessità. Al tempo stesso però, Bergson è ricollocato dall’interno della
tradizione filosofica come un capitolo, tra i più alti, dell’indagine
filosofica sulla natura: un capitolo che continua l’opera di quei filosofi e di
quei teologi che, dai accademici a Cusano fino a Grice e GENTILE, hanno provato
a pensare la natura come vita vivente e come divinità immanente. Impegnato
in una definizione e ri-abilitazione del filosofico contro il pericolo della
sua dismissione (“Come fare: per una resistenza filosofica”, Feltrinelli,
Milano), proprio grazie al confronto con Bergson e ai filosofi amici di
quest’ultimo -- Grice, and Grice’s immediate sources: Gallie and Broad -- define
la sua posizione filosofica inscrivendola in una costellazione ben precisa,
ancorché minoritaria -- “Canone minore: verso una filosofia della natura” (Feltrinelli,
Milano). Empirismo radicale, realismo speculativo e “pragmatica”
“trascendentale” sono le definizioni che, più di altre, esprimono il senso e la
direzione della sua ricerca, improntata com'è a criticare quella che chiama “la
linea maggiore della filosofia” e che definisce dualistica, soggettivistica e
antropo-centrica. In una parola: moderna. Da Kant sino a Derrida, la
filosofia è stata infatti caratterizzata dal primato accordato alla finitudine,
alla contingenza, all'intenzionalità griceiana, alla negazione e al linguaggio
e la semiotica. La filosofia di questa linea maggiore è, in fondo, un’antropo-logia
cui oppone una filosofia del processo radicalmente monista e immanentista che
contesta la tesi dell'eccezione umana e che non pone come apriori il principio
della correlazione soggetto-mondo -- anche nella versione offertane
dall'ermeneutica e dalla fenomenologia. Alla svolta trascendentale kantiana è
opposta quella cosmologica whiteheadiana e, al dispositivo aristotelico del
Lizio potenza/atto, dispositivo insufficiente a cogliere la natura naturans, la
nozione di gentiliana di “actus purus”. La linea minore della filosofia è,
infatti, anche e soprattutto una linea megarica che, alla potenza
logico-linguistica e umana troppo umana dei contrari, sostituisce una potenza
che non può non esercitarsi -- sia essa quella dell’uno di Plotino, della
sostanza di Spinoza o della durata di Bergson. La filosofia della linea minore è
una filosofia del processo -- categoria che oppone all’aristotelica Kinesis del
Lizio -- che, pur confutando il nulla e il possibile come pseudo-problemi, non
sacrifica il carattere creativo e dinamico del reale. Il problema filosofico
del rapporto uno-molti da sempre al centro della riflessione cioè risolto nei
termini di una co-generazione reciproca fra i differenti per natura, in cui
questa differenza non di grado tra il principio e il principiato funziona come
causa dell’immediato essere uno dei molti ed esser molti dell’uno, ossia
come la causa di quella unità cangiante di tutte le cose che chiama immanenza assoluta. Altri saggi: “Luogo
comune: verso un'etica della scrittura” (Bocconi); “La scrittura della verità:
per una genealogia della teoria” (Jaca, Milano); – modello conversativo. Grice: “As I say, I like
‘conversativo;’ perhaps I should adopt it! ‘conversative,’ rather than the pompous
‘conversational’! -- Liberopensiero. Lessico filosofico della contemporaneità
(Fandango, Roma); Brecht. Introduzione alla filosofia (et al., Correggio )
Zombie outbreak: la filosofia e i morti-viventi (Textus, L'Aquila ); Credere
nel reale (Feltrinelli, Milano); Dispositivi (Orthotes, Napoli) -- realismo speculativo,
Sini, Gentile. Nome compiuto: Ronchi. Keywords: filosofia della comunicazione,
immanenza, in defense of the minor league, natura naturans, Gentile, atto puro,
implicatura conversativa. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Ronchi” – The
Swimming-Pool Library.
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