GRICE ITALO A-Z R RE
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Re: ragione conversazionale ed implicatura
conversazionale – filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Calitri). Filosofo italiano. Calitri, Avelino, Campania. Alfonso Del
Re Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Alfonso Maria Del Re (Calitri, 9
ottobre 1859 – Vico Equense, 5 settembre 1921) è stato un matematico italiano.
Figlio di Raffaele e Rosa Margotta, si trasferì a Napoli all'età di quindici
anni e vi compì gli studi superiori. Si laureò a Napoli nel 1886 dove iniziò
anche la sua carriera accademica quale assistente universitario. Nel 1889 fu
nominato professore di Geometria analitica e proiettiva alla facoltà di
Matematica dell'Università di Roma, e nel 1892 passò per la stessa cattedra
all'Università di Modena e Reggio Emilia. Nel 1899 fu infine richiamato presso
la facoltà di matematica dell'Università di Napoli per insegnare Geometria
descrittiva. Intorno al 1910 fu anche professore di matematica presso la Scuola
Militare Nunziatella[1]. È stato autore di più di un centinaio di lavori di
geometria, di statica e di logica matematica, la maggior parte in forma di
pamphlet. Note ^ Francisco Protonotari (1935) Nuova antologia: Volumi 381-382
Bibliografia Omografie che mutano in se stessa una certa curva gobba del 4.
ordine e 2. specie e correlazioni che la mutano nella sviluppabile dei suoi
piani osculatori, Torino, Loescher, 1887 Sulla struttura geometrica dello
Spazio in relazione al modo di percepire i fatti naturali. Discorso pronunziato
in occasione della solenne inaugurazione degli studi presso la R.Università di
Modena il d 16 novembre 1896, 3ª ed., Napoli, Lorenzo Alvano Edit., 1901
Lezioni di algebra della logica, dettate nella R.Università di Napoli, Napoli,
Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1907 Lezioni sulle forme
fondamentali dello Spazio rigato, sulla dottrina degli immaginari e sui metodi
di Rappresentazione nella geometria descrittiva, Napoli, L.Alvano, 1906 Sulla indipendenza
dei Postulati dell'Algebra della Logica, Rendiconti dell'Accademia napoletana
di Lettere Scienze ed Arti, 1911, pp. 450 -458 La matematica ha un carattere
universalmente unitario?, Roma, Tip. Unione Ed., 1912 Sulla visione
stereoscopica e sulla stereo fotogrammetria, Napoli, Tip. R.Accademia delle
Scienze Fisiche e Matematiche, 1914 Sulle posizioni di equilibrio dei corpi
solidi ad n dimensioni soggetti ad un sistema astatico di forze, Napoli, Tip.
R.Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1914 Le equazioni generali per
la dinamica dei corpi rigidi ad n dimensioni ed a curvatura costante
nell'analisi di Grassmann, Napoli, Tip. R. Accademia delle Scienze Fisiche e
Matematiche, 1915 Nuove ricerche di astatica per gli spazi ad n dimensioni, Napoli,
Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1915 Sopra gl'integrali
delle equazioni della dinamica dei corpi rigidi negli spazi ad n dimensioni ed
a curvatura Costante, Napoli, Tip. R.Accademia delle Scienze Fisiche e
Matematiche, 1915 Sopra certe formule fondamentali per la Rappresentazione di
omografie fra forme estensive, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e
Matematiche, 1915 Formule fondamentali per trasformare, con omografie
estensive, formazioni d'ordine qualunque, Napoli, Tip. R. Accademia Delle
Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Hamiltoniani e gradienti di formazioni
estensive nell'analisi generale di Grassmann, Roma, Tip. R. Accademia Dei
Lincei, 1916 Hamiltoniani e gradienti rispetto a formazioni non interamente
libere, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Gli
hamiltoniani ed i gradienti del prodotto di due funzioni estensive, Roma, Tip.
R.Accademia Dei Lincei, Sopra certe Relazioni di identità fra determinanti e
matrici, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916
Sopra una formula del Betti relativa alla propagazione del calore, e sopra gli
ellissoidi principali e di conducibilità del Boussinesq e del Lame. Formule
fondamentali per trasformare, con omografie estensive, formazioni d'Ordine
qualunque, Napoli, Tip. B.De Rubertis, 1916 Sopra una formula del Betti
relativa alla propagazione del calore e sopra gli ellissoidi principali e di
conducibilità del Boussinesq e del Lamé, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze
Fisiche e Matematiche, 1916 Voci correlate Giovanni Di Pirro Rossi, DEL RE,
Alfonso, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 38, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, 1990. Modifica su Wikidata (EN) Alfonso Del Re, su
MacTutor, University of St Andrews, Scotland. Modifica su Wikidata Alfonso Del
Re, in Biografie di matematici italiani, PRISTEM Università Bocconi Biografia
sul sito del Comune di Calitri, su calitri.net. Portale Biografie Portale
Matematica Categorie: Matematici italiani Nati a Calitri Morti a Vico
Equense[altre] LEZIONI \DI ALGEBRA DELLA LOGICA AD USO DEGLI STUDENTI DELLE
FACOLTÀ DI FILOSOFIA DETTATE NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI TIPOaRAFIA DELLA R.
ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA EUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHELE
Largo S. Marcellino all’Università LEZIONI DI ALGEBRA DELLA LOGICA AD USO DEGLI
STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI MATEMATICA E DI FILOSOFIA E LETTERE DETTATE NELLA R.
UNIVERSITÀ DI NAPOLI, NAPOLI TIPOaRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E
MAT. DIRETTA DA BUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHELE Largo S. Marcellino
airUniversità, 6. l LEZIONI DI \U DELLA LOGICA ìli studenti delle facoltà di
matematica E DI filosofia e lettere TK NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI ». IO
-«NAPOLI lA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA BDOBNIO DB
RDBERTIB FU MICHBLB Largo S. Marcellino all’Università LEZIONI DI ALGEBRA DELLA
LOGICA t AD USO DEGLI STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI FILOSOFIA DETTATE NELLA R.
UNIVERSITÀ DI NAPOLI i V. I NAPOLI TIPOGRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE
FIS. E MAT. DIRETTA DA EUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHBLB Largo S. Marcellino
airUniveriiUt, (^Jul bcS-'/'K^ i Z> cQ^it non munite della firma dell’Autore
sono contraffatte. LUIGI CREMONA PER LA VASTITÀ DELLA MENTE PER l'equilibrio
MORALE DEL CARATTERE NEL MOMENTO IN CUI I METODI DELL'ALGEBRA DELLA LOGICA
SEVERAMENTE RICOSTRUENDO I FONDAMENTI DELLE MATEMATICHE GETTANO VIVIDA ED
INASPETTATA LUCE' SUI PRIMI PRINCIPII DELLA GEOMETRIA. QUESTO SAGGIO CON
GRATITUDINE ED IN MEMORIA DEDICO. In questo saggio è con^gnata quella parte delle
lezioni suir da me date a NAPOLI, che, a mio avviso, più delle altre, presenta
nei suoi procedimenti, la forma e la consistenza degli ordinari i procedimenti
algebrici. Partendo da un gruppo di postulati fondamentali, diverso da quelli
che altri ha dati), ed introducendo la nozione del UMo in senso assoluto,
l’algebra qui svolta viene a ricevere una immediata interpretazione nel campo
delle così dette classi, e si presenta nel maneggio, assai più facile
dell'algebra ordinaria, dalla quale è, del resto, indipendente. Più volte sono
stato tentato a pensare che questa faciltà ed indipendenza, consentendo
all’algebra della logica di essere studiata appena dopo gl’elementi
dell'aritmetica, riescirebbe a renderla assai più utile dell' ordinaria quando
portata, in luogo di questa, nell'insegnamento secondario. Mi piace qui
rammentare il nome di alcuni studenti che, a preferenza degli altri, seguirono,
con zelo e profitto, le mie lezioni, prendendo anche i relativi esami. Essi
sono: db IR.OSIS, LicopOLi, Durante, FANELLI.. È da ratntttenture anche il mio
amico Majii, che avendo ascoltato le mie lezioni per due anni successivi,
maneggia ora, con distinta abilità, il calcolo logico. Dei gruppi completi di
postulati propriamente detti per l'algebra della logica non vennero dati che
d’Huntington nell'articolo : Seta of tndipendent postulates for the (Ugebra of
logie (Transactions fo the American MathemoAical Society). Cfr. pure Vbblrn,
fosse impartita a quei studenti, in ispecie, pei quali lo studio delle matematiche
propriamente dette, serva più per conferire una forma maggiormente organica
alla costituzione della mente che pei bisogni tecnici professionali. E mi
sembra improbabile che io m'inganni a questo riguardo quando penso all'ufficio
che compie nelle nostre scuole secondarie lo studio della logica classica, ai
tentativi persistentemente fatti per tradurne in simboli i varii procedimenti,
allo sviluppo che, portata in una logica più generale), ha preso ai nostri
giorni, ed in fine al carattere eminentemente deduttivo, e proprio delle
matematiche, che informa i procedimenti dell' algebra della logica. Tre sono le
operazioni fondamentali sulle quali è basata tutta la tecnica dell' algebra
della logica: l’addizione, la moltiplicazione, e la negazione logica. Una qualunque
di queste può essere definita mediante le altre due. Cosi, a differenza di
quanto avviene nell' algebra ordinaria, non si presentano qui le operazioni
analoghe a quelle chiamate di sottrazione e di divisione ed in grazia delle
leggi di unità e di semplicità, non si riscontrano qui né coefficienti
numerici, né esponenti, peroni tutte le espressioni, e le equazioni, logiche si
presentano come di primo grado. Il modo di esposizione qui tenuto, come il
lettore ha occasione di rilevare, ha una impronta tutta personale. Primi
principii, maniere d’eduzioni, collegamenti delle varie parti, etc. sono qui
pre.sentati in forma affatto diversa da quella seguita d’altri. Anche alcune
nozioni, nel modo come qui trovano il loro posto, apparvero diversamente, o non
apparvero affatto, in altri scritti; e qualche problema non parve essere stato
addirittura presentato. Coloro che si occuparono dell’algebra della logica, in
tutta la sua estensione, a cominciare da Boole, che deve essere [La logica
classica non riconosce che delle forme sillogistiche di deduzioni. Cosi,
comunemente si dice. Ma, meglio si direbbe, dicendo che nell'algebra della
logica manca l'elemento analogo al grado delle espressioni e delle equazioni
che si presentano nell’algebra ordinaria.] considerato come il vero fondatore
di essa, sono, fra gli altri, i seguenti: BooLE, liei col suo saggio An
investigation oftìie Laivs of Thought, Jevons con la sua Pare logie, Peirce con
articoli iuseriti nei Proceedings of the American Academy of Arts and Sciences,
e con articoli posteriori apparsi nell’American Journal of Piiì^es and Applied
Mai/iematics, Clifford, con articoli sui Tfjpes of compound Statements,
inseriti nelle Memoirs of the Literary aud Philosophical Society of Mancester e
nelle Mathematical Papers; ScHRODER con l'articolo Ope7^ationh?'eis des
Logihlialhulus, e poi con la pubblicazione di tre grossi volumi col titolo
Vorlesungen uber die Algebra der Logik; McCoLL, con articoli iuseriti nei
Proceedlngs of the London Mathematical Society e nell’Enseignement
Mathèmatiqxie, nel Congres international de Philosophie, e col saggio Symbolic
Logic and its appiications, London; Maofarlane, con il saggio Pì'inciples of
the Algebì'a of Logic; Venn, con la sua Symbolic Logic; Ladd, Mitchell e Peirce
con articoli inseriti in Studies in Logic by Members of the Johns Hopkins
University. Qui io cito soltanto i filosofi dei cui saggi mi è stato possibile
prendere visione durante la pubblicazione di questo saggio, e che mi sono
riusciti di utilità nella sua compilazione. A questo riguardo mi è anzi grato
di dichiarare che le pubblicazioni le quali maggiormente mi sono state di guida
e sprone a scrivere queste Lezioni sono quelle di Whitehead che ho citate ; e
penso anche io, con r autorevole filosofo e matematico inglese, che un largo
campo d' investigazioni viene aperto all' algebra della logica con la nozione
di sostituzioni da lui introdotta, e con gli sviluppi che egli stesso ha dato a
questa nozione. Penso' inoltre che, molta utilità deve seguire per la geometria
dalle relazioni messe in luce da Kbmpe e Royce fra i prinoipii della Logica ed
i fondamenti della Geometria stessa. PEANO, col suo saggio OPERAZIONI DI LOGICA
DEDUTTIVA j messo come introduzione al calcolo geometrico secondo
l'Ausdeh" nungsleJire di Grassmann, e poi successivamente con altri saggi
e principalmente con la pubblicazione della Rivista e del Formulario di
Matematica; i quali, a giudizio di persone molto competenti in materia -cfr. p.
es. Russell, Principles of Mathematics e Revue de Méthaphysique et de Morale
-hanno potentemente contribuito al progresso della logica simbolica,
specialmente dal punto di vista delle applicazioni alla matematica. L'egregio
amico e ollcega, mi permetta che io colga questa occasione per associarmi
agl’elogi che gli vengono resi, e per rinnovargli qui, in iscritto, i miei
rallegramenti. Johnson, con articoli inseriti in Mind, e nella Bibliothèque du
Congrès internationale de Philosophie. Whitehead, con la pubblicazione della
sua Universal Algebra, e con memorie apparse nell’Americaìi Journal etc, come
risulta dalle citazioni fatte nel testo. PoRETSKY, con gli articoli: Sept lois fondainentales de la théorie des
ègalités logiques; Quelques lois ultériores de la théorie des égalités
logiques, Bulletin de Ift Société Physico-Mathématique de Kasan; Vedi anche
Revue de Méthaphysique et de Morale, per l’art. : Espose élémentai^'^e de la
thèorHe des égalités logiques à deux termes a e^ b; ed La Bibliotèque du
Congrès international de Philosophie, per l'art. Théorie des égalités logiques
a trois termes a, b et e). Couturat con la
pubblicazione h' Algebre de la Logique, Scientia). Napoli.R. VW-AlV-W-VlrA/Vaf
VA/V-VV-'UV-A/V AnrA/V--\r-V\r-ViHV;VAAr AVA/VAfV ^/^^ArVVA. ome affermare X e
T insieme è affermare z perchè T è sempre affermabile, sicché da a;T segue x ;
così, dato al SEGNO posto fra due tei-mini x,y il SIGNIFICATO che
l'affermazione di x porti seco l'affermazione di y ed inversamente, ne segue
essere verificati i postulati 11^,11^. La scrittura X -^ y -\-z afferma ^ -\-y
o u, epperò e x-\-{y'\-x) afferma a; o y-|-s, e perciò pure j-, o i; la
scrittura. Le due scritture [Io dico che UNA PROPOSIZIONE È AFFERMABILE,
indipendentemente dall'essere vera o falsa, allorché essa non è in
contraddizione con le leggi fondamentali del pensiero; non affermabile nel caso
opposto. Ei in questo caso si dirà pure assurda. Cosi, una proposizione assurda
è falsa universalmente, cioè in tutto il dominio del pensiero. Una proposizione
falsa IN UN CERTO DOMINIO può non esserlo in un altro. Per es., la proposizione
secondo la quale la summa dei tre angoli di un triangolo non é due rotti È
FALSA NEL DOMINIO DELLA GEOMETRIA EUCLIDEA, ed è vera nel dominio più. ampio
della geometria non euclidea.] rappresentano dunque la stessa afiermazione ed è
quindi verificato il postulato. Similmente, la scrittura ac(y-|-z) afferma
contemporaneamente 05 ed y o z. La scrittura xy -|ajz afferma o a; ed y
contemporaneamente o contemp. a; e e ; essendo identiche le due affermazioni
resta verificato il postulato. Sono, evid., verif. pure i post. IIIa, IIImPer
ogni dato termine x si assuma come termine x la classe di tutte le proposizioni
appartenenti a T che non sono x; allora, affermare x o x, indifferentemente, è
come affermare T ; ed affermare x o Xj simultaneamente, è come affermare T
assurdo, perchè x contiene le proposizioni che sono le negazioni delle
proposizioni x, e che perciò non possono essere affermate simultaneamente ad
esse. DUNQUE x-\-x=T ed a;x==N, e rimane cosi verificato pure il postulato.
Alla interpretazione di x -|1/, data in I, come classe minima che abbraccia x
ed y corrisponde l'interpretazione consìstente neìVaffermare x o y: ed alla
interpretazione di xy quale classo masaima comune ad x, y corrisponde
l'interpretazione consistente nell’affermare simultaneamente x ed y. Le due
interpretazioni precedenti provano la CONSISTENZA dei postulati del gruppo
proposto, e pure la loro COMPATIBILITÀ, perchè nessuno dei postulati del gruppo
è escluso dalla presenza degli altri. Tal interpretazione non corriifponde
esattamente a quella che generalmente vien data nel campo delle proposizioni.
La INDEPENDENZA dei postulati del gruppo si prova seguendo la via indicata da
PEANO, PADOA, E PIERI. Sono conseguenza immediata dei postulati nella sezione
precedente, le seguenti proposizioni. Non esiste alcun termine di T cite abbia
la proprietà espressa dal post. IL, ed un solo termine N esiste che abbia la
proprietà espressa dal postulato IL. In fatti, esistano due termini N, Ni con
la proprietà IL; alsss:. ^•Z^ • • ^ M ' colora dove aversi, per essere N, Nj
tepiniai di T, e per IL : N, + N = N,, N + Ni = N, e per III4 : Ni=N.
Analogamente si pruova che SE un Tj esiste con la proprietà IIm di T, è T, = T.
Prop. Per ogni termine x un solo termine x esiste pel quale è x + x = T, xx =
N. In fatti, esista oltre a x, un altro termine a?, pel quale sia a? + ^j =
T,a?irj = N. Allora si ha x^=^T!x^=^{x-\-x) x^=a:x^-hxx^^ìs-{'XX^^.vx-{-xx^=x
(X'W^)^=ocT!^x .Il termine x di cui questa proposizione si chiama termine
supplementare del termine x, ovvero NEGAZIONE di X, Si dice anche che x q x
sono termini contradittori. Come osservare Ladd, il solo principio di
contraddizione (n.® 3 in fine) non basta a definire due termini
contraddittorii, occorre ancora IL PRINCIPIO DEL MEDIO ESCLUSO, il quale merita
anch'esso di ricevere quel primo nome (cfr. CouTURAt). MacColl chiama legge del
medio escluso la combinazione delle due relazioni -The CaZculus of Equivalent
StatemenU and Integration Limits, Proceedings of the London Mathematica!
Society. L'unicità del supplemento a; di x permette di dedurre dall’EGUAGLIANZA
x = y V altra us == y. Vale a dire si possono negare entrambi i memori di
un'EGUAGLIANZA senza che l’eguaglianza cessi di a'oer luogo, £ cosi, allorché
si vuol dimostrare un'EGUAGLIANZA, si può dimostrare l’EGUAGLIANZA logica
supplementare, se ciò è più conveniente. La negazione del tutto è il nulla, la
negazione del nulla è il tutto. In fatti, per IIm e per IL rispettivamente, si
ha TN = N, T + N = T; dunque, per la prop. 2.% N = T, T = N. Il termine
supplementare del supplementare di un dato è lo stesso termine dato. Vale a
dire x=^x {LEGGE DELLA DOPPIA NEGAZIONE – reduzione all’assurdo introdutta da
Zenone di VELIA. In fatti, dato x, soltanto x (prop. 2.^) soddisfa alla doppia
relazione Prop. Qualunque siano i termini x, y si ha sempre xy = x{y + x) . (1)
In fatti, xy=-(vy + '!>l = ooy'j-xx = x(y + x). Ponendo i/ = N dalla (1) si
deduce a?N = a;(N + ^) = (per post. IL ) o?^ = N ; (2) cosi il prodotto del
termine nullo per un termine arbitrario è il termine nullo. Ponendo y==^Xy
dalla (1) si deduce a:x = x{x -{x) = xT = x, ovvero xx = x . Questa relazione è
conosciuta col nome di legge di semplicità, o dì tautologia (Jevons, Pure
Logic; Johnson, The Logicai Calculus). Osservazione. Qualunque siano x,y si ha
sempre x + xy = x(x + y), (3) giacché per la (y') x + xy = xx -\xy = x(x + y) .
Per y = x, tanto il 1.*^ che il 2.^ membro della (3) prendono il medesimo
valore, e, in virtù della (t)>(y')» si può osservare, che la stessa cosa
avviene per |/ = N e per ^ = T (dopo di avere eseguito la moltiplicazione per
x). Ora dimostreremo che x è il valore comune dei due membri della (3)
qualunque sia il valore di y, cioè dimostreremo la seguente Prop. 4.^ Qualunque
siano x ed y si ha sempre x = x + xy = x(x + y) . (4) In fatti, X + xy = xT +
xy = x{y + y) + xy = xy + xy + xy = = (per IIIa )xy + xy + xy= [per (y)] xy +
xy — x(y+y)=x . — 11 — La relazioDe (4) è conosciuta col nome di legge di
assorbimento, e si distingue in legge di assorbimento per l'addizione^ quando
si ha riguardo air uguaglianza x=^x-\'Xy y ed in legge di assorbimento per la
moltiplicazione, quando si ha riguardo air uguaglianza x = x(x + y).
Corollario. Essendo x,y,z,...,t dei termini qualimque si ha x=x-\-xy'\'Xyz-\...
'\'Xy ... t=x(x+y) (x+y+z) ... (x+y"\... + • Con l'aiuto della precedente
proposizione e della legge associativa per l'addizione, si dimostra ovviamente
la Prop. 5.* Qualunque siano x ed y si ?ia sempre x + y = x + yx . (1') In
fatti, x + y = (x + y)T = (x + y){X'{'X) = = per la (4) x + (x + y)x = x + (xx
+ yx) ovvero (senza l'impiego del post. IV), per essere 070? = N, X {-y = x +
yx . Si può pure ragionare così x+y=x-\'y{x-\-x) = (per post. IV) x+ayy+yx=:
[per (4)] x+yx . Corollario. Ponendo T al posto di y in (1') si ha x-JrT = x +
Tx = x + x = T ; così la somma di un termine e del tutto è il tutto. Col
medesimo aiuto che per la dimostrazione della prop. precedente si dimostra la
seguente Prop. 6/ Qualunque siano x,y,z si ha sempre x + yz = (x + y){x + z) .
(p') In fatti, x-\-yz = x-\-xy'{-yz = x + y{x + z) = = x{x + z) + y(x + z) = (x
+ y) {x + z) . La proprietà espressa dalla relazione O') si chiama legge
distributiva dell' addizione rispetto alla moltiplicazione. Per rappresentare
il termine supplementare di una somma. ] di un prodotto, porremo in parentesi
la somma ed il prodotto, e poi a sinistra, fuori della parentesi ed in alto, un
piccolo tratto; scriveremo, in altri termini, per indicare rispettivamente il
termine supplementare di quello che risulta dalla somma x -{y, e di quello che
risulta dal prodotto (vy. In ordine al modo di formare il termine supplementare
di una somma, o di un prodotto, si ha la seguente Prop. 7.* Il supplemento
della somma di due ter^nini è il prodotto dei supplementi di questi termini^ ed
il supplemento del prodotto è la somma dei supplementi; vale a dire '-{x-\-y) =
xy (5) -{xy) = x-\'y . (6) In fatti, cc + y + xy = x + xy'\'y==x-^y-\-y = X'\-T
= T (x + y)xy = X . xy + y . xy ; e per essere in generale z.zt = ìi + z,zt =
zz + z,zt = z{z + zt) = zz = '!>i, ... (7) è pure dunque la (5) è vera. Per
pruovare la (6) si osservi che, per la (5), ~{x + y) = xy = xy, e che perciò _
_ _ _ ~(^y) = "["(^ + y)] = oo + y La (6) può essere dimostrata
direttamente in modo analogo a quello tenuto per dimostrare la (5), poiché si
ha c(^y + (à) + y) = x + yx + y = x-['y + y = x + T = T (vyix + y)=(x + y)xy=x
.xy-\-y,xy=[]^ev la (7;] N + N=N . Le formole (6), (7) sono generalmente
conosciute col nome di (prmule di De Morgan. Con l'aiuto della proposizione precedente
si può ora dimostrare che la moltiplicazione, come l'addizione, gode
nell'Algebra della Logica, della proprietà associativa; cioè si ha: Prop. 8.*
Qualunque siano x, y, z ha luogo la relazione xy,z = x,yz . («') In fatti,
-[xy,z]=~{xy) + z={x-\-y) + z= (per post. IV) a? + (y + '2^) 5 dunque xy,z='-[x~\-{y -\-z)\ =
xr{y-\'Z) = x.yz . Dai postulati Isegue che si può
variare comunque l'ordine dei termini di una somma logica senza cambiare la
somma stessa. Dal postulato IIIm, e dalla proposizione precedente segue che la
medesima proprietà ha luogo per un prodotto. Dalle medesime sorgenti deriva
pure che la prop. 7.* è vera non soltanto per la somma, o pel prodotto, di due
termini, ma per una somma, o per un prodotto, di un numero qualunque di
termini; giacché, per es. -{po + y + z + t)='[x + {y + Z'\-t)\ = xr{y + z + t)
= = x.~[y + {z -{-()]=:= xy~{z + t) — xy zi . ~{xyzt) = '{x . yzt) = x+
"(yzt) = ==0(;+''{y.zt) = x + y +''{zt) = x + y + Z'\'l . Prop.
S."" Se X + y = N è j/f^re Se xy = T, è pu7^e x = T, 2/ = T. In
fatti, in virtù della (4), dopo di avere moltiplicato per ^, si ha x{x + y)==x
= ìix = ]a? (1, 2) la prima delle quali sarà letta 4: x è incluso, è contenuto
in {fa parte, è una sottoclasse di) y », ovvero « X IMPLICA ^ », e la seconda
sarà letta « y include, contiene {ha come parte, è una sopì^aclasse di) x »,
ovvero « t/ È IMPLICATO DA x ». La RELAZIONE (1, 2) si chiama INCLUSIONE, o
IMPLICAZIONE (ma non conversazionale – vide: H. P. GRICE: “Il profferente
IMPLICA che p”], ii%verse l'una dell'altra. Imitando Poretsky *) la xy... (7) ;
5? + |/ = T... (8) sano tali che avendo Itwgo una qualunque di esse avranno
luogo le rimanenti. Poiché le (6), (7), (8) sono le relazioni supplementari
rispettiv. delle (3), (4), (5) è evidente (prop. 2.*, osserv.) che basta
limitare la dimostrazione della proposizione soltanto a queste tre. Ora si ha:
«) Se x=^xy, addizionando y ad ambo i membri, sarà: X + y = xy + y^=y, che è la
(4); moltiplicando ambo i membri per y sarà in vece: ccy = xyy^='^y che è la
(5). p) Se y=a) + y y moltiplicando ambo i membri per a?, si ha: ooy = x(a) +
y) = x, che è la (3); e da questa, per a), segue la (5). Y) Se a?2/ = N,
aggiungendo ad ambo i membri ary, si ha: an^ + xy = oo{y + y)=xT===x = ìi +
an^=xy, che è la (3); e da questa, per a), segue la (4). Si osservi quanto
segna : 1.^ Se è x=:^xy, aggiungendo x ad ambo i membri si ha X -{x = x -\xy j
ovvero T = x -\yx = x '^y j che è la (8). 3.^ Se è ysstx^yj moltiplicando ambo
i membri per y si ha yy = y(x -^-y), ovvero N=rya;, che è la (6); aggiungendo,
invece, x si ha a;-|-y=a5+*"i'y=T+3/=T, che è la (8). 3.^ Se xy = 'N,
aggiungendo ad ambo i membri os, si ha 1/ -|ocy = N + y, ovvero a: + y = «,
tasche è Ift (4); prendeudo i supplementi d*ambo ì membri, si iui la che è la
(8). 4.^ Se è x^^y^atT f moltiplicando ambo i membri per x si ha xy = Tx = X,
che è la (8); moltiplicando per y e prendendo poi i supp}. dei dq^ prodotti :
as -fy = y, che è la (4) ; prendendo 1 supplementi d' ambo i membri: xy = N.
Cosi, limitatamente alle (3), (4), (5), (6) cba fra le sei relazioni disll*
prop. precedente hanno forma effettivamente differente, questa proposizione
tenuto pur conto di quanto si è detto in a), p), y) resta dimostrata, per ogni
caso, direUamente, nel senso che da ciascuna delle 4 relazioni si fa,
direttamente, discendere la verità delle altre tre. Osservazioni. Dalla prop.
13.* e dalle (1, 2) segue che è la medesima cosa scrivere ^oo, (9) ovvero
scrivere una qualunque delle sei relazioni cc = 0(Ty, y=x-\-y, ^ = N J a? = a?
+ i/, y = !vy, a) + y = T ] Corollario 1.® Poiché N = Na?, ed x = Tx qualunque
sia a?, si ha, per ogni termine x CoROLL. 2.^ Ogni prodotto di due, più ^
termini logici x, y, . . ., t è incltiso in eiasouno dei fattori. CoROLL. 2.^
Ogni somma di due » o più, termini logici x, y, . . ., h include ciascuno degli
addendi. In fatti, dimostrando la sola proposizione a sinistra, abbiamo^ per ia
legge di assorbimento ^ + (^y ... /i) = a?, ^ -f {xy ... h)==y, ..., t/i -f {xy
... h) = h; e quindi, per la 2** delle (IO) osy ..,hy (H) hanno luogo
simultaneamente. Esse dicono che dalla negazione dei due membri di una
inclusione logica nasce l'inclusione logica inversa (l'inclusione diventa
opposta alla data). In questo enunciato, o meglio nelle formule, consiste il
così detto principio, o legge, di contrapposizione, 10. Proposizioni diverse
sulle inclusioni. Una serie di proposizioni sulle inclusioni, che ora daremo,
permette un rapido maneggio di queste nel CALCOLO [cf. H. P. GRICE, FIRST-ORDER
PREDICATE CALCULUS WITH IDENTITY] logico, e di presentarne un'applicazione a
tradurre in formule le quattro proposizioni tradizionali della Logica
deduttiva, e la teoria del Sillogismo. — he 9 proposizioni sono le seguenti.
Prop. 14.* Se x se wy ...hA; dunque, sommando, o moltiplicando. Prop. 17.' Se z
x, z>y, ..., z>h z> xy ...h . In fatti, dal coroll. 2." prop.
13.% e dal coroll, della prop. 18." a sinistra, si ha rìsp. 1 a dritta, si
ha risp. xy ...h a?, ..., x+y-\-...-\ A> h icy ... A irj/...ft ; quindi, pel
princìpio del sillogismo (prop. 14,') segue la verità. dell'assorta Prop. 18.'
Se z(u + x) (v + y) sarà :C>xy, z>uy, C^v . In fatti, per la addizione, è
! distributiva della [ moltiplicazione, zxi/-\-uy-\-xv-\~ui:i ; d'onde, per la
proposizione precedente (a sinistra ed a dritta rispettivamente), segue la
verità dell'asserto. N.B. — La prop. 18.' è pure vera se le ipotesi sono; z^ux
+ vy, Prop. 19.' Se b a sarà (a + u)f) = (a + u)(b + u). In fatti, au + b = au
•{b{u + u) ^={a-\-h)u-\'ì)u = au-^ìni, giacché da &a segue ab=^a. Prop.
20.* Se b a&, e quindi au + bù'^ b . Ravvicinando i due risultati, si ha,
in fine, b x . (2) Il binomio a secondo membro è lo sviluppo normale della
funzione f{x) nel termine logico x. Data Aa?), e ridotta alla (1), il processo
indicato mostra come si costruiscono i coefficienti a, et dei termini a? e a;
del suo sviluppo normale. Però, è interessante vedere come essi si determinano
direttamente dalla f{x) nella forma nella quale è data, cioè senza ridurla
dapprima alla (1) e poi senza seguire il procedimento tenuto per ricondurla
alla (2). Poiché la (2) deve essere vera per qualsiesi valore di x, allorché,
in essa, al posto di x si pone una volta T ed un'altra N, si avrà
rispettivamente /•( N) = aN + ftN = aN + &T = ft ; opperò, i coefficienti
cU x e di x nello sviluppo normale di f{x) sono rispettivaìnente ciò che
diventa, f(x) quando ai pasto di x si pothe una volta T ed un' adira N ; vale a
dire si ha Esempio. Sia A^) = AT)..; + /-(N).5 . (3) fix) = (l + x)(m -{x)h
-{px{q -{x) + r ; poiché /(T) = (; + T) (m + N)A +pT(5 + N) + r = w»A 4-2?g + r
/(N)=(Z + N)(m + T)A+i>N(5 4-T)+r = iA + r ; smtk f(x) =• {mh 4i?? + ^) * +
(^* ~h ^) a? • Corollario. Dalla nx)=nT).x+m).x, moltiplicando una volta per x
ed un'altra per Xy si hanno le r — 83 — segueuti fopmole (di Mac Coli.) ccfXx)
= xf(T), xf{x) = xm) . (4) h) Sia ora f{Xyy) una funzione di due termini logici
x,y. Considerando la f(x,y) come funzione della sola ^r, si ha per la (3) ax,y)
= nT,y).x -\r(^,y)x . (5) Ora è, per la stessa (3): AT,z/) = AT,T).i/ + AT,N)^
AN,2/) = AN,T).2/ + AN,N)^; dunque, sostituendo ia (5), si avrà f{x, i/)=AT,
T).^2/ + AT, N).r^ + AN, T)xy^f(f{, ì^)~xy, (6) In questa formula consiste lo
svilupiH) nonaale di f{x, y) nei due termini logici x^y. I varii addendi dello
sviluppo sono formati coi varii costituenti di T moltiplicati rispettivamente
per ciò che diventa la f{x,y), allorché al posto ^ì x &à y si pongono T ed
N secondochè, in essi, x ed y figurano direttamente, coi loro supplementi. e)
Sia ancora una funzione f{x,yiZ) di tre termini logici x,y,z. Dalla (6) si
deduce che Aa?,l/.2:)=AT,T,2:).^l/-t-AT,N,^)^^+AN,T,^):^i/+/^N,N,2:)^^, (7) e
dalla (3) che AT,T,^) = AT,T,T)^ + AT,T,N)^ AT,N,;^) = AT,N,T)^ + AT,N,N)^
AN,T,^) = AN,T,T)^ + AN,T,N)^ AN,N,^) = AN,N,T)^ + AN,N,N)5 ; sostituendo nella
(7), si avrà:
A^,y,^)=AT,T,T)^(/^+AT,NTT)a;i;^+AN,T,T)^i/^+AN,N,T).^^2:+AT,T,N)r7'2/^+AT,N,N)^^z+AN,T,N)à;i/5+AN,N,N)^]/5.
In questa formola consiste lo sviluppo normale di f(.v,y,z) nei tre termini x,y
yZ. — l varii addendi, si presentano anche A. Dbl Rb ~ qui come formati dai
varii costituenti di T moltiplicati ciascuno per ciò che diventa f{x,y,z)
quando al posto delle x,y ^z si ponga T od N secondochè, nel costituente che si
considera, x, yyZ entrano direttamente, o per mezzo dei loro supplementi. d) Il
procedimento precedente è generale; esso può essere seguito per una funzione di
un numero qualunque di variabili. Si arriva allora a ciò che si chiama lo
sviluppo normale di questa funzione; ed esso si comporrà, se n è il numero
delle variabili da cui dipende la funzione, di 2 addendi, formati coi 2
costituenti di T corrispondenti a tali variabili, moltiplicati rispettivamente
per ciò che diventa la funzione, allorché al posto delle variabili stesse si
pongono i termini T ed N secondochè queste, nei costituenti in considerazione,
entrano direttamente, o col mezzo delle variabili supplementari. Cosi, ades.,
data una funzione f{x,y,z,t,u) di 5 variabili, considerando il costituente
xyztu, per avere un addendo dello sviluppo normale della funzione si deve
moltiplicare xyztu per /"(T, N, T, N, T). In pratica, quando si vuole
ottenere lo sviluppo normale di una funzione in n variabili data come somma di
più addendi, giova, il più delle volte, moltiplicare ogni addendo nel quale
manchino r variabili per lo sviluppo di T in queste r variabili, e poi fare le
riduzioni opportune. Cosi da f{x,y)=ax '\-by -^ e sì passa ad f{oo, 1/) =
aa;(2/ + 2/) + hy{x + x)'\-c{xy + xy '\xy + xy) = (a + et + c)a7i/ + (a4-c)a?i/
+ {l) + c)xy -\cxy, moltiplicando i tre addendi della t\x,y) data
rispettivamente per gli sviluppi di T in x, in y, ed in x,y, e) Da quanto
precede risulta che ciò che caratterizza lo sviluppo normale di una funzione
logica sono i termini che moltiplicano i varii costituenti di T nei varii
addendi dello sviluppo. Essi saranno chiamati discriminanlì della funzione *);
così i discriminanti di una funzione logica sono i valori che assume la *)
Adoperando un modo di discorrere usato nel!' Algebra ordinaria si può dire che
i discriminanti di una funzione sono i coefficienti del suo sviluppo normale.]
funzione allorché al posto delle variàbili si sostituiscono i terììiini T ed N
in tutti i lìiodi possibili', cosi ancora una funzione logica dì ii vaìHabili
possiede 2** discriminanti. Quando un discrimiuante di una funzione f{u;,y,...)
risulta dal porre per x il termine T, il discriminante si dirà positivo
rispetto ad a? ; e quando in vece risulta dal porre per a: il termine N, si
dirà negativo rispetto alla x; cosi fra i 2" discriminanti di una funzione
logica in u variabili ve ne sono 2""* jpositivi rispetto ad una
ìuedesima variabile^ ed altrettanti negativi ; ed in generale, rispetto ad r
variabili simultaneamente ve ne sono 2^'' positivi^ ed altrettanti negativi. La
forma generale che può essere data al discriminante di una funzione
f{x,y,...,t) di n variabili a;,y,...,t è la seguente allorché per t,,t,,...,t„
si prende una combinazione qualunque, n ed n, dei 2n termini n volte n Tolte
T,T,...,T, N,N,...,N . I discriminanti di T, o di N, o di un termine qualsiasi
a, considerati come funzioni logiche di un numero qualunque di variabili, sono
tutti eguali a T, o ad N, o ad a. Ciò risulta evidente da quanto or ora si è
detto, e direttamente per T ed a (incluso N) dagli sviluppi già dati di questi
termini. f) Lo sviluppo normale di una funzione si dirà pure sviluppo di BOOLE.
Nel caso di sviluppo in un sol termine x, in luogo di dire sviluppo normale, o
sviluppo di Boole, in x, diremo pure espressione binomia in x, 15. Proprietà
dei discriminanti e delle funzioni sviluppate, a) Se una funzione f{x,y,,..)
risulta dalla somma, o dal prodotto, di due altre 9(07,2/, ...), 4^(^,1/, .
..)» sicché si abbia per tutti i valori delle x,y,. . . o /( (37, 1/,...) = 9
(a?, 1/,...) + 4; (a?, 1/, ... ) /•(a;, 2/, . . .) = 9(07, 2/, . . .) . 4;(a?,
y, . . .), — 36 — ponendo al posto delle x,y, ... supposte in numero di n, ì
valori Tj,Tj,,..., T^ di cui nel n.^ precedente e), in fine, si avrà o Ora
/'(t,, f,, ...) è un discriminante di f{x, y, ...) e 9(t,, Xg, ...),
^(t,,Tj,...) sono i discriminanti ad essi omonimi (cioè positivi negatiti
rispetto a variabili dello stesso nome) di 'fs » • • •) • Ora 9(Tj,t,,...) è un
discriminante della 9(0^,2/,...) ed ~/'('r,,Tj,...) è il supplemento di f{r^,
Tg, . . .) che è il discriminante omonimo delle f{x,y,.-.)', dunque Prop. 26.^
Il supplemento di un discriminante di una funzione logica è il discriminante
omonimo della funzione logica supplementare. e) Dal teorema in a), e dal modo
di presentarsi dei discriminanti di una funzione nello sviluppo normale della
funzione stessa segue la Prop. 27. Nello sviluppo della somma, del prodotto, dì
più funzioni logiche, i coefficienti dei varii addendi si ottengono sommando,
moltiplicando, i coefficienti degli addendi omonimi (che moltiplicano lo stesso
costituente) delle singole funzioni. Dal teorema dato in b) segue poi la Prop.
28.*" Ia) sviluppo della funzione logica supplementare di una funzione
logica data si ottiene prendendo i supplementi dei coefficienti dei singoli
addendi nello sviluppo della funzione data. Cosi, ad esempio, le l'unzioni
supplementari delle f{30, y) = axy + l^Joy + cxy + djoy, sono rispettivamente
le funzioni: ~f{x) = ax + àx ~f(3o, y) = aotry + hxy + cxy + dxy Osservazione.
La proposizione può dimostrarsi direttamente sommando, o moltiplicando, due a
due gli addendi omonimi, degli sviluppi delle funzioni date, ed osservando che
nella moltiplicazione di questi sviluppi, il prodotto di un termine dell'uno
per un termine non omonimo deir altro è nullo. La proposizione può pure
dimostrarsi nei due modi seguenti: 1/* modo. Limitiamoci al caso di due
funzioni di due variabili. Le due funzioni _ _ /(^ > y) = «^y + ^^y + ^^y +
^y 9(x . y) = axy + bxy -f cxy -f "dxy sommate, membro a membro, danno
/(aJ » y) + 9 (•'^ > 2/ )=(« + a) ^y + (^ + ^) ^y +(c -f e) a;y 4(d +5) ay
=T . xy+T . j:y +T . ij/-f TÌy=T {xy -\^xy+xy-\'~xy)='ì! ; moltiplicate, in
vece, membro a membro, danno f{x, y) . ^(x ^ y) = aa, xy -\bb, xy -{ce, xy
-\dd, xy = ^ ; dunque è 9(^,y) = "/(^,y)2.^ modo (Whitehead, n.® 29, 6).
Per una funzione di una sola variabile _ f{x) = ax 46x, si ha ___ _ ~f{x) = {a
-\x) {b -[x) = ax -^ bx -{ab, ~/{x) = (a -|ab)x + (^ + *^)* = ax -fftas, — 38 —
e quindi la proposizione enunciata è vera. — Supponiamo ora che la proposizione
stessa sia vera per una funzione di un numero n di variabili x,2/,...,^^y +
(^'^y + ^«^'^z ~f{x,y,z)=axyz-\-hxyz -\cxyz-\-dxyz -\exyz-\-~fxyz~\'
gxyz-\-/ixyz, Ora, prendendo i supplementi d'ambo i membri di ciascuna di
queste relazioni, con le formule di De Morgan (prop. 7.^ ed oss. dopo prop. 8.^), si ha /'(.^,y) = (ct + x +
y) (& + a? 4y) {c + x + y) (rf + a? + y) r{x,y,z) =
(a\x\y\-z) {b\x-\-y^^) (^+.^+'^+'3:) {d^rOsAry\z)
{e-\-^ì)\-y^z){r'\'X^y^z)(g\x^y\'Z){n-\-x-]ry-\-z\ che sono appunto gli
sviluppi domandati di f{x,y),f(x ^y,z), N. B. — Il Sig. PoRETSKY {Bulle tin de
Kasan, 2.* serie, t Vili, n.® 2) propone pei discriminanti della funzione f(x,
y, ...) che figurano nel suo sviluppo reciproco del normale, la denominazione
di CO-OPERANTI (cf. H. P. GRICE), quale correlativa dell'altra di coefficienii,
già adoperata allorché di f sì ha lo sviluppo normale. ValoìH e doniinio di
estensione di una funzione logica. Una funzione logica /'(.x*, 2/, . . ., ^) di
un certo numero n di variabili X,y,,.,,t, assume, in generale (cioè quando non
dipenda formaUnente dalle .t, 2/, ..., ^, come nel caso in cui essa si riduca
ad un termine determinato a) valori diversi in seguito ad una diversa scelta
delle j?, 7/, ..., /. La collezione di tutti i valori possibili per la f{x, 2/,
. . ., /) in conseguenza di tutte le possibili scelte delle x,y,,.,,t si chiama
il dominio, o il campo di estensione della f{x, 2/, . . ., /). Sitfatto dominio
si dice illimitato se tutti i valori sono possibili perla f{x,y,...,t); si dice
limitato nel caso contrario. Le parole illimitata, limitata si applicano pure
conHspondentemente alla funzione /'(j:;,!/,..., ^),— Di-oendo che il valore a
di una funzione è inferiore, più piccolo del valore ^ allorché è soddisfatta la
inclusione a • • • > B « > • • • > H « Un'equazione in cui uno dei due
membri è nullo e l'altro è presentato col suo sviluppo noì'male si dirà in
forcina noì'niale. Così la forma normale dell'equazione proposta è la seguente
A a A a 072/. . . ^ + Bp B p cry .. .t-\.. . \Hx xy...t = ^, (3) Esempii. 1.^
Sìa data l'equazione ax -{bx =:z ox -\dx ; i suoi discriminanti sono i
determinanti formati, nel modo sopra indicato, con ì termini delle due
orizzontali ab ed m ab od cioè a e a e :=ac -\a>c, b d bd = bd i-bd ] e r
equazione, in forma normale è la seguente (ac -{ac)x -{{bd -fbct)x = N . 2.^
Sia ancora data l'equazione ax -|bx = cx ; siccome può scriversi cx=:cx -{Nx,
cosi questo caso vien ricondotto al precedente ponendo (i = N ed osserv. che rf
= T. Trattandolo direttamente, i suoi discriminanti si caveranno, nel modo
sopra indicato, dal quadro e saranno, perciò a b a 6 e N e* T ac'4-ttc,
òT4-òN==6 L' equazione, in forma normale, sarà {oc 4ctc)a; + òx = N . 3.° Sia
l'equazione ax '\bx == e. — Potendosi scrivere c = ca;-jcas, i discriminanti
dell'equazione, e la forma normale di questa, si otterranno facendo
corrispondentemente e dappertutto d = c nell' es. 1.*^, ovvero, direttamente,
cavandoli dal quadro a b a b e e e e I discriminanti sono ac -}oc ^ bc -{ bc j
e la. forma normale dell'equazione è _ _ _ _ _ {cLc -{ac)x -f{bc -fbc)x = N .
Sia l'equazione ax-{'b=cx] poiché b==bx-{-bx e cx=cx~{-ì^x ^ i discriminanti
saranno cavati dal quadro a + b b ab b e N e saranno perciò (a -}6)c -|afte, 6.
L' equazione in forma normale sarà [(a + b)c -\abcjx -\bx = 'N . 6.*^ Sia
l'equazione axy -f bxy + cxy + dxy = exy + fxy + gxy -\hxy ; i discriminanti di
essa, cavati dal quadro a b e d a b d e / g h saranno e f g k ae-^ae, bf-\-bf^
cg -^^ cg, dh -\-dh : e l'equazione, in forma normale, sarà (oe -f ae)ajy + (V
+ hf)xy + {cg + cg)xy + {df + d/)xy = N, — 46 — 6.*^ Sia ancora l'equazione axy
+ xy + dxy = xr/ + gxy ; se la scriviamo come segue ricadiamo subito sul caso
precedente ; cioè troviamo che i discriminanti sono da farsi col quadro: a T N
rf a N T d T N ^ N N T // T } e sono, perciò _ a, T, ^, d ; sicché l'equazione,
in forma normale, sarà axy + jry + r/xy + dxy = N . OsservazioThe, Quando nello
sviluppo normale di una funzione logica manca in un addendo il coefficiente del
relativo costituente, allora è da intendersi per esso il termine T. Cosi, se
manca addirittura l'addendo che porta un dato costituente, esso si considererà
come presente e col coefficiente N. Questa osservazione è stato appunto tenuta
presente nel trattare il precedente esercizio 6.® h) Quando sia data una
inclusione contenente termini variabili, si diranno discriminanti della
inclusione, i discriminanti di una qualunque delle equazioni che equivalgono
alla inclusione. Così, data la inclusione Aa;, 1/, . . ., e per massimo a + P +
... + XOra, perchè l'equazione sia possibile per una medesima scelta delle
x,y,...,t ^ è necessario .. che questi due dominii non siaAB...H A+B+...+H
«P...X «+P+...+X no mutuamente esclusivi, ^^^' ^'" cioè che il loro
prodotto, in senso logico, non sia nullo, e però è necessario che si abbia
(fig. 7.% 8.^). AB.,.H -^^] tende che debbono essere soddisfatte
coatemporaneamente, scegliendo per tutte in uno stesso modo le incognite da cui
dipendono. È proposizione fondamentale per lo studio dei sistemi di equazioni
la seguente Prop. 3L* Ogni sistemjx di equazioni è equivalente ad una sola
equazione i cui discriminanti sono le somme dei disoHminanti omonimi delle
singole equazioni del sistemai. In fatti, siano /,(^,2/,...,0 = N,
/;(a7,2/,...,0 = N, ..., ^»(a?,|/,...,0 = N (6) m equazioni costituenti un
sistema. Per quelle determinazioni delle a?, 1/, . . ., per le quali queste
equazioni sono soddisfatte simultaneamente, è soddisfatta pure la equazione che
risulta dal sommarle membro a membro; vale a dire la /; + /; + . ..+/;.=N . o)
Viceversa, ogni determinazione delle x,y,,..,t per la quale è soddisfatta la
(6), in virtù del CorolL della prop. 9.% a sinistra, soddisfa pure alle
/;=N,/;=N, ..., /:,=N -, cioè simultaneamente alle equazioni. Dunque, il
sistema e la equazione sono equivalenti. Ora, per la prop. 25.* e per la def.
data al n.° 18, a), essendo i discriminanti della (7) le somme dei
discriminanti omonimi delle (6), la proposizione enunciata risulta dimostrata.
I discriminanti dell'unica equazione, equivalente alle equazioni di un dato
sistema, si chiamano discriminanti del sistema. — Così, se i discriminanti
delle /; = N, /i = N, ..., ^ = N sono rispettivamente Aj, B^, . . ., H^ ; A,,
B,, . . ., H, ; . . . ; A^, B^, . . ., H^, i discriminanti del sistema saranno
A = SA,, B = 2B,, ..., H = SH,, e l'equazione (in forma normale) che
sostituisce il sistema stesso Kooy . . . ^ 4Bxy . . . ^ + . . . + H^i/ . . .^ =
N . (8) 21. Sistemi di inclusioni. La definizione di sistema si estende al caso
in cui in luogo di equazioni siano date delle inclusioni, ovvero delle
inclusioni ed equazioni insieme; e la proA. Dbl Rb — Algebra della Logica, 7 —
50 — posizione 31.* regge pure in questi due casi. — In fatti, siano A (^, 2/,
. . ., Yt i discriminanti delle f^ e 9,(e = 1, 2, . . ., m) rispettivamente
omonimi, per essere [n. 18.% ì))] A,a,, B,p,, . . ., H,x. quelli della /Jqp^.,
saranno A^a^ + A,a, + . . . + A^a^ = 2Aa B,P, +B,p, + ...-hBX=2Bp" • • • •
• • • quelli dell'equazione unica che rimpiazza il sistema (10), epperò il
proposto (9). La forma normale dell'equazione equivalente a (9) è la seguente
SAà,ODy..A-\SB^ . 0?^ . . . ^ + . . . + 2Hx . ^'^ . . . ~t = N . Se un sistema
contiene inclusioni ed equazioni, ciascuna di queste ultime può essere
considerata come inclusione possedente per termine maggiore il termine N.
Definizione, I discriminanti della (11) si chiamano pure discriminanti del
sistema. P. e., sia a formare P equazione equivalente al sistema oas -|6a; • •
• > ^9 + ^9. La risultante dell’eliminazione delle (v,y,... yt dalla (10)
sarà perciò la _ _ « _ » _ («9 + «9) (&9 4^9) . . . (^9 + /29) = N, ovvero
la _ __ _ e scrivendo 9 e 9 per disteso, la ab...h\ aS.„hu-\'{a+S-^...'\'Ji)u\
+a&...^j(a-f&...+^)t«+a&...^w|=N ; e questa è, evidentemente,
soddisfatta indipendentemente dal valore di u, poiché sono nulli i coefficienti
di w e di u. Corollario 1.° Se nella (10) facciamo i^ = T, con che w = N,
avremo f{a),2/,...,^) = a~|-^ + --+ ^; se facciamo, in vece, te = N, con che w
= T, avremo f{x, 1/,...,/) = a& ... /z. — Gli estremi ab . . . h, a + b -|•
• • + h del dominio di estensione della f (x, y, . .,, t) sono quindi valori
effettivamente raggiunti dalla funzione (cfr. prop. 29.). Corollario 2.° Poiché
la (a-\b +,,.-{h)u -\-ab ...u rappresenta tutti i valori compresi fra ab,.,h ed
a+&+... +/^ (prop. 18.% oss. in fine), la prop. 26.* si completa affermando
che i valori di cui una funzione logica è suscettibile sono tutti i valori
compresi fra ilpr^odotto e la somma dei suoi discriminanti. Corollario 3.° Una
funzione logica è illimitata se il prodotto e la somma dei discriminanti
valgono rispettivamente il nulla ed il tutto \ cioè, riferendosi alle
indicazioni di sopra, se contemporaneamente aì)...h = ^, a + et + ... + ^ = T,
ovvero od anche _ _ Corollario. Perchè due funzioni f(x, y, ..., t), 9(x, y,
..., u) dello stesso > di diverso, numero di variabili abbiano eguale
estensione è necessario e basta che il prodotto e la somma dei discriminanti
dell'una siano rispettivamente eguali al prodotto ed alla somma dei
discìHminanti dell'altra. ^ Corollario 5.® Se il prodotto dei discriminanti di
una funzione logica eguaglia la loro somma, la funzione ha un sol valore (sì
riduce ad un termine indipendente dalle incognite). In fatti, in tal caso, per
essere sarà (prop. 10.^) a = et = ... = ^ ; epperò si avrà : f(x, 2/, ..., f )
= a{xy ... t + xy .,.t-{... + xy ... ^) = aT = a . Si puo trovare, col mezzo
della precedente proposizione 33.% la condizione data al n.^ 19 [eguagl. (4)]
per l' esistenza di valori comuni ai dominii di estensione delle funzioni
/(a;,y,...,«), 9(05, y,...,«) . Detti A, B, . . ., H i discriminanti della
/> oc } P 7 • • ^X quelli della 9, ed ii un termine assolutamente
arbitrario, poiché i dominii di estensione della /, 9 sono quelli stessi delle
due funzioni (A + B + . . . 4H) w + AB . . . Hw = Sm + Pt4 del termine w, vi
saranno valori comuni alle /, 9 tutte le volte che è possibile scegliere u in
modo che sia Sw -jPw = aw -{*Ku . Ora^ essendo Sa + Sa, Pit + Pw i
discriminanti di questa equazione, ciò avviene tutte le volte che si abbia (Sa
+ Sa)(Pit + Pw) = N ; ovvero, essendo SPàir=(A + B + ... 4-H) AB...Hfltp...Y
(à+p +-...+x)=AB...H . flìp...x SPait = SPap . . . xap . . . x = N SPaw = AB .
. . H . AB . . . H . a« = N SPait=AB ... H(À-f B+ ... +H) (a+p +... +x)»P X=ÀB
... Hotp ... x, -57 — quando sia AB . . . Hap . . . X -f ap . . . ^ÀB . . . H =
N, che è appunto la (4) citata. 24. Equazioni limitate ed equazioni i/^^meto^e.
Un'equazione logica fra più variabili x,y,.. .,z,t si dice illimitata rispetto
ad una variabile t, allorché scegliendo comunque la f, la equazione sia
possibile per valori da determinarsi delle altre variabili a?, 1/, ..., ^ ; e
si dice illimitata rispetto a più variabili, separatamente considerate, quando
una tale proprietà ha luogo per ciascuna di dette variabili. Un'equazione logica
si dice illimitata simultaneamente rispetto a più variabili quando, facendo di
queste una scelta arbitraria, la equazione sia possibile per un'opportuna
scelta delle altre variabili. Un'equazione non illimitata si dice limitata. Un'
equazione illimitata rispetto a tutte le variabili da cui dipende ha,
evidentemente, tutti i suoi discriminanti nulli ; giacché, scritta, p. es., in
forma normale, . . . + L^ • • • zt-^. . . = N, se è ljxy...zt un suo termine
qualunque, ponendo T al posto delle variabili che figurano in esso
direttamente, ed N al postodi quelle che vi figuraflo coi supplementi, il
termine stesso si riduce al suo coefficiente L, mentre con l'analoga
sostituzione gli altri si annullano. Dovendo, intanto, l'equazione, per
ipotesi, essere soddisfatta si ha L = N. b) Sia f{x, t/, . . ., ^, = . . . (11)
un' equazione logica, nelle variabili a?,2/,...,z,^, e supponiamo dato a ^ un
arbitrario valore, sicché essa diventi equazione nelle sole variabili
a?,t/,...,z. Scrivendo questa equazione nella sua forma normale, sia essa kxy .
. . z + Vixy ... ^ 4... -h Vi.xy . . . .s: = N ; (12) saranno A,B,...,H
funzioni della sola t che potremo pensare scritte come segue k = a,t + aL~t, B
= Pj^-hp/, ..., H = x\^-hx/; (13) *) Whitehbad, l, e, n.® 32, pag. 59 e 60. A.
DfCL Rb ~ Algebra della Logica. . 8 \ — 58 — sostituendo nella (12) avremo la
(11) nella forma a^xy .. .zt-\p^a^,, . zt -{-,., -f Xi^ . . . ^^ + oL^xy . . .
^7 + ?iXy ... ^7 + ... + Xì^y . . . ^^ = N ; dalla quale si vede che «i, Pj, .
. ., Xi so^^ i discriminanti della /* (pensata come funzione dell'intero numero
di variabili) positivi rispetto alla f, e che ai,p8,...,Xi sono i discriminanti
negativi rispetto a t. Ora, perchè la (12) sia possibile deve aversi AB... H=N,
cioè (aj + a,ì) (^,t + p^O . . . (x,t + X J) = N, ovvero aiPi---Xi-^ +
a8p8...Xi-^ = N (14) pel dato valore di ty e per ogni altro arbitrariamente
preso; vale a dire, in grazie di quanto si è detto in a), deve aversi «iPi • •
• Xi = N, a,pj . . . Xg = N . Cosi : Prop. 34.^ Affinchè un'equazione logica
sia illimitata, rispetto ad una delle incognite da cui dipende, devono essere
nulli il pròdotto dei discriminanti positivi rispetto a quella incognita, ed il
prodotto dei discriminanti negativi. Per trovare le condizioni di illimitazione
rispetto a più variabili occorrerà scrivere per ciascuna variabile le due
condizioni che risultano dalla proposizione precedente. e) Sia ancora la (11),
e supponiamo fatta una scelta arbitria di alcuu'e ...z,t delle variabili;
sicché la (11) diventi una equazione nelle sole variabili rimanenti a?,?/,...
Allora, scritta in forma normale, la (11) sia aan/ * . . + ^(vy + . . . + xooy
. . . = N . (15) Le a, p, . . ., T conterranno le . ..z,t, e perciò nel loro
sviluppo normale rispetto a queste, .,z,t si presenteranno come espressioni
della forma et = fltj . . . Zt -p . . . -|(Xm • • • zt p = p^,,, zt -|. . . -p
p„ . . . /2^f T =T^ . . . zt -\., . -\-T^ . . . zt . — 59 — Sostituendo questi
valori nella (15), potremo scrivere la (11) come segue ...+(T,...s:^-f-...-fTjj,...^0^-=N
; (16) e da questa si vede che a^,. . .,a^, Pj, . . ., p^, . . ., t,, . . .,
t^^ sono i discriminanti della f considerata come funzione di tutte le date
variabili, e precisamente che «1, pj, . . ., T^ sono positivi rispetto a tutte
le ..,zt «j, Pj, . . ., Tj » » » alle,„Zf e negativi risp. a t •»•>•••>•
«pk » P^ > • • . » T'i^ » negativi rispetto a tutte le . . . zt Ora, perchè
la (15) sia possibile per valori da trovare di a;,2/,..., . dovrà aversi «p . .
. t = N, cioè (a^. .zt-{-...-j-a^.,.zl) (Pi...-3:^+...+pjj... (^ 4" ^)^
4" ^^^ > orf 4" ^^ > e quelli negativi (pj^c)d + hk, hd-\-bd,
cd4-cd, Nd4-Td = d . Il prodotto dei primi (tenuto presente che sono tutti nel
loro sviluppo normale rispetto a d) è (a 4" ^ 4" ^) (^ 4" ^) (^
4" ^)^ 4" *^^ . ca . ah . ad^=^ ad '\abc . d ed il supplemento di
questo prodotto (a + d) (a + 6 + e 45). Il prodotto dei secondi è, in vece,
ho,d, mentre è ab ed il prodotto di tutti i discriminanti. Dunque, il dominio
di estensione della x è 6c . rf ropomamooi ài trovare: 1,^ la risuUamiU
(oondìzìoae per la sua possibilità); 2.^ % damimi di estensione deUe x j y, z,
1.^ Le tre equazioni del sistema possono essere scritte x^ome segue xyz -|Nosyz
-fxyz -[Hixyz -|l^xyz -[Nojyz -jNasya + ì^xyz = a xyz -jxyz -|ÌHxyz -j. . = è '^
; (31) 05^2 -|'Nxyz -f-\xyz -|Nojyz -|d'onde segue che i loro discriminanti
sono rispettivamente b,b,b,b,b,b,h,b\, (32) e quelli del loro sistema a +
6-|-c, a-{-b-^c, a -{b -^ e, a-|-6-{-c, a + 6 + c, a-f-ft + c, a-|-6«-}-c, a +
^ + c(33) La risultante sarà, dunque (a + 6 + e) (à + 6 + e) (a 46 + e) (a 46 +
e) (a + 6 + e) = N ; ovvero, per essere (prop. 6.% pag. 11) (a -^ b -\e) (a -\b
'\' e) =^ a -\b -]ce = a -{b {a -\b -\e) (a -{b -{e) z= e '\{a '\~ b) (a '{' b)
= e -\ab -{ab, e poi pure (a -}^) (e + «^ + «&} = ca -f" ^'^ ~l~ ^^,
sarà (a 46 -Ie) (6c + ca -|oò) = N ; o. in fine 1 aòc -j6ca + ca^ = N . (34)
2.° Dal gruppo (33), confrontato col modo come sono state scritte le (31), si
scorge che i discriminanti del sistema positivi rispetto ad x hanno per
prodotto {a -^ b -{e) (a -{b -{' e) (a -{b -\e) (a -\b -\e) = a(b -^ e) -^^
a,bc e quelli negativi per prodotto (o 4è -[e) (a + ò 4e) = ò + e, ^ f-^ — 67 —
ne segue che il dominio di estensione della x è h '\e -\'~c) . In vista della
simmetria che presentano le equazioni del sistema rispetto ad una permutazione
ciclica delle xyz ed alla corrispondente permutazione ciclica delle a ^h ^c ^
si può affermare che i dominii di estensione delle y, z sono rispettivamente ^
• (86') a 4" ft ^ a6c -|e (a + 5) ) Visto che dalla (34) seguono le
ahG'=.hGa^=.cab'=il che danno ohe = bc = ca = ab e tenuto pure presente la
prop. 5.*, le (36), (35'), possono pure scriversi come segue b -\e ^bc -{a ' e
-{a^ca-^-b a'{' b^ab ^ e x — > «I» ^ * * * ^ Q ^®orisp. ad y, Pj, ..., Pv » »
» ^^S' * ^ ® pos. risp. ad y, Pv+i » » PpL » * » >> ^ ® ^^S' risp. ad y ;
perciò, il prodotto dei discriminanti negativi rispetto ad y nella data
equazione è QS e la somma dei supplementi dei discriminanti positivi rispetto
alla stessa y è P-f-R ; da che segue essere QS Qa?-f-S^ ovvero PRo? + PRiZ? =
N, si vede che per ogni valore di x del dominio RP ad 1/, con E,F i prodotti
analoghi rispetto a. z, e cosi via via con L,M i prodotti analoghi rispetto a
^, si può scrivere Sostituendo questi valori nella (1), o soltanto un gruppo di
essi, si avrà, come risultato della sostituzione, una equazione nella quale
entrano come incognite le Wj, t^j, ...,u^o un gruppo di queste, e tale equaz. è
illimitata risp. a ciascuna delle nuove incoga. [Una equazione ad una incognita
sia stata ricondotta alla sua forma normale aw + b.v = ì!i ; (11) poiché è a
l'unico discriminante positivo deir equazione, e ?j l'unico discriminante
negativo, sarà al) = la risultante dell'equazione stessa, e t) -|cd(d -|-«)^t)
-|cd(d'{-cb)ìw= =ab . uv^buv -fo>cduv -fcd6 . wv, sicché bxy=abGduv=iN ;
a;y=a6(a-|-ftc)uv -fo con l'adoperare le notazioni del n.® 25, rf), conduce ad
a? = (P + Q)u + RSw = {aà' + W)u, + cc\ ùdu^, (16) e quindi [form. (5) prec. e
form. (46) n.° 25, d)'\ ad
y=A^(wJw,+B,(Wj)w,= = {aà! + ed, dd) u^u^ + W (aà' + dd') u^u^ + (ce' + aa'.
dd') u^^ + dj^ (ce' + W) u^u^, (17) essendo _ A (Mj) = {aa' + ed. dd') u^ + {ed
+ aa!. dd')u^ — 77 — d'onde _ A(Wi) = aa'(6v' -f (id')u^ + cc'(aa' + M)u^, e _
B{u^) = bb'(aa' + dd')u, + M' {ed + ftft') ti^ . Dallo
stesso quadro di cui sopra si vede anche subito che, per continuare ad
applicare lo stesso procedimento tenuto in h), si deve osservare che il dominio
di estensione della z, essendo a'c\ b'd' ^) • ^ » ^(tt, t>) = (a 4hd)uvi
4d{h -\a)uv f (6 4" clcì)uv 4" (^ + cd)iM3, ^{u, 1?) = (a 4"
c(i)wD 4" ^(^^ 4" ^c)w'u -|c{a 4&)«*v 4* ^(* 4" «,) = N (a^
+ b,) {a, + b,) {a, + bj (a, + &J = N Cosi, visto pure che le x^y, con
formule analoghe alle (39), in vece che in funzione di due sole variabili indipendenti
u^, u^ possono esprimersi iu funzione di un numero n u^yU^,., .,u^ di siffatte
variabili, e che ciò fatto si arriva a conclusioni analoghe alle precedenti,
abbiamo: 1.® che due variabili d’assegnate estensioni soddisfanno ad una
infinità di equazioni non contenenti altre variàbili; 2,^ che due variabili di
estensione illimitata possono essere indipendenti^ o collegate da una infinità
di equazioni illimitate rispetto a ciascuna delle vaìHabili e non contenenti
altre variabili. Ciò viene a significare, in sostanza, il fatto da ritenersi
evidente, che esistono infinite equazioni in due variabili che sono illimitate
rispetto a ciascuna di esse). Questi risultati possono essere estesi al caso di
un numero qualunque di variabili. Le (43) contengono le (42) e contengono
inoltre le seguenti, come si rileva sviluppando i prodotti e sommando,
l^fl^afi^,, + ^.u^flK + 2à,«,àA..+ ^o.pypm = N (44) Sa.^.^A. + ^fl^K + ^dflAK +
2«À¥«. = N, (45) e quella che si deduce dalla (44) scambiando le a con le b. La
(44) e quest'ultima possono scriversi pure come segue 2« ^a, + 2à,a^àj = N, 2^?
A^, + 2^À^, = N ; (46) e poiché da (47) afl^a, -f afl^a^ = afl^ (a, + a^) = N
«i«m^t + «i«À = ^m (ài + a J = N seguono rispettivamente afl^ i^i + (s » ^ J ^
» y)^i^i + (a^, 6^ ; a:, y)u^u^ = N . (62) Ora, la condizione perchè questa
equazione abbia una soluzione sola è, in virtà della (31) 2~(a.,h.]x,y) r{a^, \
; ^, 2/) = N, (e, A; = 1, . . ., 4 ; i z|= ^^ ovvero, per essere ~(a.,h^',x,y)
=~\{a., x) + {h., y)\ = (a., x) (6., y) : 2(ai, x) {b., y) (a^, x) (b^, y) =
l{a.a^x + a.a^x) {h.h^y + ò.6"^y)= N, od anche Sa.a^ò.ò^ . xy -f ^a.aj^.\
. xy + 2a.a^6.6^ . xy +2a.a^6.ò^ . xy = N ; e questa è soddisfatta
identicamente in virtù, della (49). 88 — Rammentando quanto si è detto nel n.^
28 in ordine ai valori delle incognite che risolvono un'equazione provvista di
una soluzione sola, si ha pei valori di w^, u^ che soddisfanno alla (62) le
espressioni segu. ; epperò, siccome, per tutti i valori dell'indice /, da 1 a
4, si ha -(a.,b^]x, y)={u., x) {h., y)=afi. . xy+afi. . xy+a.b. . xy + afi. .
xy (a., b. :x,y) = {a. + b.) xy + {a. + ò .) xy + (a . + b.) xy + (a . -f b.)
xy, se si scrivono le (53) nella forma Mj = (x^xy -f fltgjjy -}«gay -fa^xy '^2
= ?^xy + p,xy + p3xy + p^xy (54) si avranno, fra le a^, . . ., a^, p^, . . .,
P^^ e le a,, . . ., ^4 ? ^i » • • • r ^4 » 1® relazioni seguenti «1 = K + ^) K
+ \) = a,6, + «A «2 = («3 + ^3) («4 + **) = «1^1 + «2^2 «3 = («3 + ^) («4 + h)
= «1^1 + «2^2 «i = ^«3 + ^3) («4 + ^4) = a,^ + aÀ l / (65) Pi = («2 + ^) («4 +
b^) = ttjò, + ajò, P2 = («2 + ^) («4 + ^4) = «1^ + «3^ P3 = («2 + ^2) K + K) =
~^i\ + «3^ Pi = (^'a + ^2) («4 + ^4) = «1^1 + «8^ Il Sig. WiiiTEHKAi) ha
chiamato sostituzione l'assieme delle due relazioni quanio è soddisfatta la
condizione (61), cioè quando sono possibili le relazioni inverse (53), che
allora costituiscono la sostituzione inversa della data. Con le formule (65) da
una data sostituzione [la (39jJ si passa alla inversa [la (54)]. Indicata con
t§ una data sostituzione, con tB~* si indicherà la sostituzione inversa ;
trasformare con tB le x, y nelle Wj, Uj, e poi trasformare le Wj, Wj con t§~*
equivale a ritornare alle x,y ^ vale a dire, a lasciare invariate le x, y.
Chiamando, perciò, prodotto t?,t§j| di due soatHuaioni t^i^t^^r ^^ ^^ dìr&nrìo
fcUtorij Toperasione che cotisiste nel cambiare dapprima i due termini logici
a;, ^ nei termini logici x^, y^ per messo di tS, j e poi x^ ^ y^ in x^, y^ per
mezzo di t?,, operazione che^ evidentemente ò, a sua volta, una sostituzione,
si chiama bosHiu9Ùme identica il prodotto tStS~^. Tutte le sostituzioni
formano, cosi, quando vi ai include la sostituzione identica, una classe tale
che il prodotto di due individui della classe è ancora un individuo della
stessa classe; vale a dire (vista pure la proprietà cumcicUiva del prodotto: Le
eoatituzioni formano un gruppo. Se si indica con t§* la sostituzione t§t§, con
t?' la t3*t§, etc. con la ©** la t§**~*t?, per un certo valore di m la
tS"* coincide con la sostituzione identica. Giacché, dai simboli logici che
figurano in t^, come costanti, si passa a quelli che, come tali, figurano in
t^, per n qualunque, per mezzo delle operazioni di somma e di moltiplicazione
logica che non introducono nuovi simboli logici. Epperò, dopo un numero finito
di tali operazioni, si dove tornare alle costanti di partenza. //€ sostituzioni
neW Algebra della Logica, sono, dunque, tutte periodichr (cfr. Whitehbad,
Memoria cit., part. II, § 3). § X. li problema generale di Booie. Metodo
simmetrico di Schroder per risolvere le equazioni logiche. 30. Problema A Btole
*\ Allorché è data una funzione logica di più variabili a?, y, . . ., ^
r{pD,y,...,tì (1) se si lasciano arbitrarie le a;, y, . . ., ^, i valori della
f sono quelli del dominio che si estende dal prodotto alla somma dei discriminanti
della /(prop. 33.*). Ora, se in qualche modo si impongoQO alle a?, !/>..•,
8. A. Dkl Rb " Algebra della Logica. 12 00 di una funzione logica V
imporre alle variabili da cui la funzione dipende certe deterraìnale
condizioni. Le condizioni da imporre alle Xyy,>..,t nell'algebra che
studiamo, si riducono tutte ad obbligare le variabili a soddisfare ad un certo
sistema di equazioni, poiché, quando, in vece di questo sistema, fosse
prescritto per ogai variabile un proprio dominio di estensione, si potrebbe
sempre costruire [n.** 29, b) prec] un'equazione che collegherebbe le
variabili, e che, mentre prescriverebbe per queste come dominii di estensione i
dati, le lascerebbe arbitrarie in tali dominii Si supponga perciò che le
variabili oo,y,,..,t soddisfacciano alle equazioni, tutte possibili, del
sistema 9j(ir, 1/, ..., 0=N, 92^07, 1/, ..., t)=N, ..., 9,(0?, 1/, ..., 0=N,
(2) in numero di r, supponiamo. Indicando con «j, Pj, . . ., X, ; otg, Pg, . .
., X2 ; . . . ; a^, p^, . . ., X,, rispettivamente i discriminanti omonimi
delle 9,, 92, . • . » 9^ » ^ ponendo a = 2a,, p = 2p,,, ..., X = 2X,, (3) al
sistema (2) è possibile sostituire l'unica equazione 9 (a?, i/, . . ., = ^^y
" ' t -\^^-^y . . . ^ + . . . + ^J^ . . . 7, (4) ed il problema di cercare
come si restringe il dominio di estensione della f{x,y,. .,,t) vien ridotto a
quello di trovare il do[*) Ad es., se si tratta delle due vai'iabili ac, y per
le quali siano stati assegnati rispettivamente i dominii di estensione B^,
quando^ ed x,y^...,t si trovano collegate dal sistema delle due equazioni
9(07,1/, ...,0 = N ] Ora, se si suppone che i discriminanti della f nelle a?,
y, ..., ^, omonimi agli a, p, . . ., X, siano rispettivamente a,&,..., ^, i
discriminanti della prima delle (5) saranno le funzioni prime ap -\ap, hp
-\-l)p, .,., Ip +7/;, e quelli del sistema (5) le espressioni »-[ ap + ap =
(a'\a)p + (a -f a)p ^^ì)p+hp = (^ + b)p -f (p + &)p (6) X + /!> + /p =(X
+ /)i> + (X -{l)p sicché la condizione per la possibilità di un tal sistema,
cioè la condizione perchè p rappresenti valori della f{x,y f. ..yt)
corrispondenti a valori della ;r, t/, . . ., soddisfacenti al sistema proposto,
vede espressa dall' uguagliare ad N il prodotto dei -secondi membri delle (6).
Si ha dunque per i? l'equazione (a + à)(p-f-&)...(X + ÒP + (a + a)(P +
&)...(X j l)p = ìi ; e questa mostra che il dominio di estensione della p è
(a + a) (p + &)... (X 4-, + 6rfM,= (a + e) (m, -jbdu^) xy + xy = x = {o +
rf)w, + aòù^ = {c + d) (w, + oòw,) ; (14) asy + ajy = y = (6 + T{oc, y) = kxy +
^xy -fCxy + \)xy = N (15) la data equazione, e proponiamoci di soddisfare ad
essa per mezzo di valori delle x, y dati dalle formole X = a^uv + a^uo -\a.^v +
a,;av y = })^x> \b^uv -\h^uv -fb^uv dove u, 'V sono termini arbitrarli, ed
indipendenti. (16) --Gola virtù di quanto si è detto nel n.® 29, b), le cD,y
date dalle (15) sono legate dairequazione Ìl(ài'\-b,)ayy
\-n{à,+b,)a^+n(a,+b,)xy, (17) se dunque si scelgano le a,, a,, flj, a*, &,,
&,, &8, b^ in guisa che i coefHcienti della (17) siano rispettivamente
eguali a quelli della equazione data (15), cioè in guisa che sia (18) a fi, + a
fi, + afi^ + a fi, = À afi, + afi^ + afi^ + afi, = B f O'fii + «A + ^«^ + «A =
^ a fi, + «A + afi^ + a fi, = D saranno le (16) la soluzione dell'equazione
(15).Le (16) sostituite nella (15), a riduzioni eseguite, danno f(a,,
b,)uv\-f{a^, /;,)t«i?+Aa,, b^)uv\'f{a,, 6Jwt5=N, (19) e perchè questa sia
soddisfatta qualunque siano le w, v occorre che sia f(a,, &,)=N, Aa,,
&,)=N, f(a,, «^,)=N, fia,, ^)==N . (20) Ora, quando sono verificate le
(18), le (20) lo sono egualmente, poiché dalle (18) si deducono le (21) kafi, +
AaA + A^s^s + Afl A = N B«. A + Ka A + BaÀ + Ba/, = N Càfi, + Ca A + ^fi^ +
Ca4&4 = N Da fi, 4Daj/7, + Dafi^ + Da fi, = N e da questa per* somma na,, b,)
+ Aa,, b^) + Aa,, b,) + /*(«,, ^) = N . (22) Abbiamo in ciò una pruova che le
(16) rappresentano la soluzione generale dell'equazione (15) subordinatamente
alle condizioni (18) ed altresì all'informazione che a,yb,\ a^,b^ ',a^fb^ ;
^4,^4 sono quattro soluzioni particolari della stessa equazione. Non per ogni
quaterna di soluzioni particolari dell'equazione sono soddisfatte le (18);
giacché, supposte le (20), queste danno AaA=N, BaÀ = N, CàA = N, DàÀ = N
{^=1,...,4), e quindi pure aA,=-C, SaÀ = D ; cioè appunto le [Il nostro
problema della ricerca della soluzione generale rappresentabile con le formole
della equazione, è dunque ridotto a quello della ricerca di una soluzione sola
per ciascuno dei 4 gruppi di equazioni /'(iP,2/)=N ) /•(^,2/)=N; Aiz?.y)=N 1
Aa?,y)=N ) _ (24) _ _ (25), _ (26) — (27) xy=^k 1 xy==Q j xy=C ] a?i/=D ]
Siccome i discriminanti delle seconde equazioni dei vari gruppi sono
rispettivamente A,À,À,À;B,B,B,B;C,C,C,C;D,D,D,D, cosi, al posto di tali gruppi
vanno considerate le equazioni, iso\ — orlatamente prese Aa;i/ + (B4-À)a;j/ +
(C + À)^j/ + (D + À)afyB=N (24) (A + B)a7V + ft»i)+(C + B)^l/ + (D + B)^ = N
(25) (A + C)(Bv + (B + C)a-y + Cxy+(D + C)xy = i:i (26) (A + D)iPj/ + (B + 5)a^
+ (C + D)^ -f-D^=N (27) le quali, per essere ABCD = N, sono tutte possibili.
Poiché queste equazioni sono palesamente limitate, trasformiamole in equazioni
illimitate. Eseguendo il calcolo per la sola prima, dovremo porre nella (24)
(28.) ar=(A+B)I,-KA+CD)X, a^=ABX,4-A(C+D)X, j/==(À+C)|»,+(À+BD)|I, '
i;=AC|x.+A(B4-Ì)K ove Xj,|i, sono termini arbitrarli; avremo
A{(À+BC)X,|t,+ÀX,ii, +ÀX,,i, + À.X,ii.l4+(B+À)|ABC . X,|i,,+Am,ii[,
+ACDX,|i,,+ABCD . X.ji,)+ +(C+À){ACB . X.ji.-f-ABDXjjI.+AC . X,|i,+ARDC .
X,ii,H+(D+À)|ABC . X,|t,-|-ABDX,p.+ACr)X,ji,+A(f) f BC)X,|i,J=0 ; ovvero, fatte
le riduzioni: ABC . X,fi, + DABCX.jI, = N . (24') In modo analogo, trasformando
le (25), (26), (27), si hanno rispettivamente le BAD . X.|i, + CBÀDX^. = N
(25') CAD . X,|i, -1BCÀDXjI, = N (26') DBC . Xji^ 4ADBCXaT» = N (27') ove Xj,
|i, ; X,, (1,, ; X^, ja^ sono termini arbitrarli, sottoposti alla sola
condizione di soddisfare a queste equazioni. Scrivendo le espressioni delle
0B,y, analoghe, con le quali si passa alle ^i=N,fi.,=A ; X2=B,jji2=C ;
X3=B,;i.3=(3 ; X,=D,|i^=N, — 99 — e quindi un'altra forma di soluzione generale
dell'equazione, quella data dalle formule x= (A + CD)wy + (B + QXy)ui + C(B +
D)wì; + CDwr ì/ == (A + G)uv + B(C + \y)ux) + (C + BD)^!; + D(À + G)ùv. Se si
osserva che quando le m, v, x sono legate dalla 1.^ delle (16), il dominio di estensione
di y quale è dato dalla 2.* di queste formule, calcolato con la regola data nel
n.° 80, b) si estende da un minimo rappresentato dal prodotto delle espressioni
a^x + ttjX + ^1 = («1 + ^i)^ + («1 + ^i)^ a^x + a,x + 6, = (a, -f 6,)x -f (a, +
6,)x a,x + a,x + 6, = (a, + 6,)x + (a, + 63)x ad un massimo rappresentato dalla
somma cioè, rispettivamente, da n(o'^. -|6^.) . X -[n (a^. -f6^ . X, 2 aJb^ . x
+ 2 a^A^ . x. Si trova che un tal dominio è quello stesso che ha la y
considerata quale incognita soddisfacente alla equazione (15), se [n.^ 26, d),
pag. 68] n(a, + 6^ = B, n(a. + 6,) = D, 2a.A, = A, Zàfi, = C ; vale a dire se
sono soddisfatte le (18). Si arriva cosi a queste condizioni nel modo stesso
che si trova seguito da Whitehead. Cosi può giustificarsi pure perchè il metodo
di Schrodbr, che, come risulta dalla esposizione fattane, è indipendente dal
problema di Boole, si trova qui presentato dopo della soluzione di questo
problema. Il metodo precedente si può estendere ad una equazione con un numero qualunque
di variabili, che supporremo scritta, in forma normale, nella maniera seguente
f(x, y, . . ., = Aooyz .,,t + Bocyz . . . ^ + . . . + K^l^ . . . ^ ; (30)
sicché ne sono a,b,c,, ., yh i discriminanti. Supponiamo di volere soddisfare
alla equazione con valori della — 100 — forma X =s a^uvw . . . T + d^vw . . . T + . . . + QJ^'cw . . . T \ y =
b^umo . . . T + b^uvw . . . T + . . • + h^uvw . . . T f t = k^UVW . . . T +
h^UVW . . . T + . . . + hJULVW . . . T (31) ove w, t?,
t^?, . . ., T sono termini logici arbitrarii ed è |ji = 2** ; bisogna, fatta
l’eliminazione delle te, i;, ..., t da quest'espressioni, che l'equazione in ^,
2/, . . ., ^ risultante, sia identica alla equazione proposta. Ora, poiché i
discriminanti del sistema delle (31), considerate come relazioni in w, i^, ...,
t sono, per 1 = 1, 2, . . . w. _ _ («i,a7)-f(&,,2/) + --+ (AtJ) ; così
l'equazione cui soddisfanno le x,y,...,t date dalle (31) sarà
S(a,,a?)(6,,i/)...(/2,,0 = T ; ovvero lapfii ... hi . xyz... t-\^apf^ ...h^.
xyz.,. ^-f +Sa,^^c,... ^^ . (vyz„.ì=T ; e questa equazione coincide con la
proposta, se uJOaC^ ... fit ""p Cl^O^C^ ... rJj ~j— ... ~p"
^nPttyn^ ... n>^ ^— A. ttàO^Cà ... ria "X* C»|L/jC| ... rtji
""Y" ... ~p* dfx Ut Uf • • • JA "^ > . (32) 111 • * • ^i
i" CtJDuC^ ... /vj ~j~ ... "Y* ^lìPtx u» • • • ^ui — xV. Ora, per
soddisfare a queste relazioni, con valori delle a^.,&^, ^i, . . •, ^i >
basterà prendere queste, per modo che siano soddisfatte le seguenti relazioni
dtO^C^ • • • Ht — ^ Jx., CL^O^C^ ... /vj ^, JD, . . *, Cu^O^C^ ... /vj ^^ xv
CL^O^C^ ... ^j ^^ A, (Z^O^O^ • • • ^j — * ìj, . . •, Clt^O^C^ ... ^j ^^ Jl\. '
. (33) poiché, sommando queste per colonne si deducono appunto le — 101 — (32);
ed inversamente. Alle (33) si possono sostituire le ka^hyC^ ... /Ji = N, Ba,&iC,
... /^^ = N, ..., KaJ)fi^,..li^ = N Aajì^c^ ... /{, = N, Ba,&,c, ... 7e, =
N, ..., Ka,&,c, ...\ = N ; (34) e queste, sommate per orizzontali, danno
Queste si ottengono pure se si fanno le sostituzioni (31) nella (30) e poi si
esprime che l'equazione risultante deve essere soddisfatta indipendentemente
dalle w, ^, ..., t ; perciò le a^,b^, ..., h^ ; ag,&j,...,^j ;...
;aj^,&^,...,ftjj^ sono, rispettivamente, soluzioni dei sistemi di equazioni
, _ _ ,..., -_ ; (35^) xy ... t =A ] xy,.,t =B ) xy ... t =K j ovvero delle
equazioni, equivalenti a tali sistemi, kooy... ^ + (B + K)xy... ^ -f ... + (K + À)a72/...7 = N (A + Wjxy ... t + Bxy.,.
^ +... + (K + B)i^... ì= N, (36) (A + K)xy ... ^
+ (B + ^)xy ... ^ + ... + KiT^... F= N tutte le volte che le (31) soddisfanno
alla (30) indipendentemente dalle w, i;, . . ., T. Indichiamo con V^^Q^
rispettivamente il prodotto dei discriminanti positivi ed il prodotto dei
discriminanti negativi rispetto ad X, nella prima delle (36), con P^, Qy i
prodotti analoghi rispetto ad 2/, e così successivamente, con P,,Qj i prodotti
ana- loghi rispetto a t ; per mezzo delle relazioni X = V^u^ 4- Q^w,, y = V^u^
+ QyU^, ..., t = V,u^ + Q,^^, (37) la prima delle (36) verrà trasformata in una
equazione illimi- tata rispetto alle t^j, tt,, . . ., t*^ . — In modo analogo
verranno — 102 — trasformate in equazioni illimitate tutte le rimanenti
equazioni (36); ed allora, per mezzo di gruppi particolari di soluzioni di tali
equazioni illimitate in u^,u^,, . . ^u^ e per mezzo delle re- lazioni (37) e
delle analoghe non scritte, si troverà, come si è fatto pel caso di n = 2, la
forma che assumono le (31) allorché rappresentano una soluzione generale
dell'equazione proposta. (Cominciato a stampare il dì 12 Ottobre 1906,
Terminato il dì 15 Gennaio 1907), ERRATA-CORRIGE A pag. 12, penultimo verso, in
luogo di «(6), (7)» leggi «(5), (^6)» A pag. 19, verso 6.®, in luogo di «§ I»,
leggi «§ II». A pag. ì>7, sestultimo verso, a pag. 43 (l.*^, 4.°, ultimo
verso della Nota) ed a pag. 64, verso G.^ della prop. 33.% in luogo di « AVi-
THEAD leggi « WniTBHEAD ». A pag. 76, verso 2.°, prima del segno =, in luogo di
« a; »' leggi « x ». A pag. 80, verso 4.°, in luogo di «soluzioni» leggi
«equazioni». A pag. 83, ultimo verso, cambia le due A in due B. A pag. 94, verso
6.°, togli « (12) » dopo la parola « relazioni ». Come comincia ogni conoscenza
capace di deduttivo trattamento — Consi- stenza, compatibilità, indipendenza di
postulati — No- zione di classe e di relazione — Calcolo di classi o di
proposizioni e calcolo delle relazioni. Come qui si in- tende svolta l'Algebra
della logica ....... » 1-5 § II. Primo sistema di postulati e concreta
interpreta- zione di essi. — Addizione e moltiplicazione logica — Il tutto, il
nulla — Leggi commutative — Legge asso- ciativa per l'addizione — Legge
distributiva della mol- tiplicazione rispetto all'addizione — Legge dell'unità.
. » 5-8 § IH. Proposizioni fondamentali. Termine supplementare di un termine
dato Legge del medio escluso Legge di semplicità o di tautologia Leggi di assorbimento
Legge distributiva dell'addizione rispetto alla moltipli- cazione — Formule di
De Moruan — Legge associativa della moltiplicazione » 8-16 § IV. Legge di
reciprocità di Peirce e Schroder— Enun- ciazione della legge — Osservazioni —
Secondo sistema di postulati » 16-20 § V. Le inclusioni logiche — Delìnizioni
ed uguaglianze co- me equivalenti ad inclusioni — Operazioni sulle inclu- sioni
— Legge di contrapposizione — Osservazioni — Altre proposizioni — Teorema di
Poretsky — Esercizi . » 20-28 § YI. Le funzioni logiche. I loro sviluppi. I
loro discri- minanti. — Definizioni — Sviluppi di Boole e sviluppi reciproci —
I minima ed i maxima di un discorso in n termini — Osservazioni — Proprietà dei
discriminanti e delle funzioni sviluppate — Valori e dominio di esten- sione di
una funzione logica — Esempii » 28-41 — 104 — » 61-71 Le equazioni logiche l loro sistemi Definizioni Equazioni logiche
equivalenti — Discriminante di equazioni e di inclusioni — Condizione per la
possibi- lità di una equazione logica o di una inclusione — Si- stemi di
equazioni — Sistemi di inclusioni — Esercizii^ esempi pag. 41-51 § Vili. Il
processo di eliminazione— Le risultanti. — Il processo di eliminazione come
equivalente a quello che PoRBTSKY chiama problema delle conseguenze Teorema di
ScHRODER, e conseguenza per la possibilità di un'e- quazione logica Nozioni
complementari sul dominio di estensione di una funzione logica — Esercizio —
Equa- zioni limitate ed equazioni illimitate — Eserapii — Do- minii di
estensione per le incognite che verificano una equazione, ed esempii — Caso di
un sistema di equa- zioni, ed esempio Come si restringe il dominio di
estensione di unMncognita per un valore assegnato, nel proprio dominio di
estensione, ad un'altra incognita — Esempio corrispondente — La risoluzione
delle equazioni logiche. — Procedi- mento generale — Trasformazione di equazioni
limitate in equazioni illimitate Soluzione delle equazioni con una incognita e
delle equazioni con due incognite Verifica Soluzione di un problema di Jonhson Equazioni
con tre incognite Metodo di Jonhson per la soluzione delle equazioni con un
numero qualunque di incognite, limitato al caso di due sole — Equazioni con una
sola soluzione — Funzioni w'** lineari prime e sepa- rabili prime (Whitbhead) —
Il problema inverso della soluzione delle equazioni Le sostituzioni. Il
problema generale di Boole •— Metodo simmetrico di Scbrdder per risolvere le
equazioni logiche — In che consiste il problema più. generale di Boole per
l'Algebra della Logica, e soluzione di questo problema — Esempio— Come
un'equazione condiziona i minima d'un discorso in n termini Metodo di Schrodbr
per la soluzione delle equazioni logiche. Insegnamento di Geometria descrittiva
nella Università di Napoli. Fascicolo stampato per uso degli studenti. Coutiene
: oc) Il programma del corso ed il programma di esame per Tanno 1906-1907. P)
L'elenco dei modelli geometrici donati dal prof. A. Del Re. Y) L'elenco dei
modelli geometrici eseguiti dagli studenti nel periodo . d) L' elenco dei
modelli geometrici acquistati dal prof. A. Del Re sui fondi assegnati alla sua
scuola. L' indice dettagliato delle materie contenute nelle Lezioni di
Geometria Descrittiva. La Astàttca e le sue rappresentazioni prospettiche --
presentata alla R. Accad. di Napoli, ed inserita nei Rendiconti della medesima.
Alfonso de Re. Keywords: implicatura. Luigi Speranza, “Grice e Re”. Re.
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