GRICE ITALO A-Z P PRE
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Prepone: la ragione conversazionale e il principio
conversazionale – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. According to Ippolito di
Roma, a pupil of Marzione. He argues that, in addition to there being a principle of good and a
principle of evil, there is a third intermediate principle of justice. Grice:
“Only I don’t multiply principles beyond necessity, since ‘principle’ means
‘1’!”
Luigi
Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Prepostino: la ragione conversazionale
del divino di Romolo – Roma – filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi
Speranza (Cremona). Filosofo
italiano. Cremona, Lombardia. Summa theologica, Manichean, caraterismo. Prepostino.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Prestipino: all’isola -- la ragione conversazionale -- conversazione
e ragione in Vico -- per una antropologia filosofica – filosofia siciliana -- filosofia
italiana – filosofia siciliana -- Luigi Speranza (Gioiosa Marea). Filosofo italiano. Giosiosa
Marea, Messina, Sicilia. Insegna a Siena. Studia il socialismo, marxismo ed estetica.
Saggi: “La teoria del mito e la modernità di VICO (si veda)” (Palermo,
Montaina); “L'arte e la dialettica in VOLPE (si veda)” (Messina, D'Anna); “Che
cos'e la filosofia: strutture e livelli del conoscere” (Gaeta, Bibliotheca);
“Per una antropologia filosofica: proposte di metodo e di lessico” (Napoli,
Guida); “Marxismo (e tradizione gramsciana – GRAMSCI (si veda) -- negli studi
antropologici, Natura e società” (Roma,
Riuniti); “Da GRAMSCI (si veda) a Marx” (Roma, Riuniti); “Modelli di strutture
storiche” (Bibliotheca, Narciso e l’automobile, La Città del Sole, Realismo e
Utopia” (Roma, Riuniti); “Tre voci nel deserto: Vico, Leopardi, Gramsci” (Roma,
Carocci); Scheda su Aracne, Da una sponda all’altra del mediterraneo: memorie
di militanza comunista. Intervista a P.. Art. in: Historia Magistra. Rivista di
storia critica, Risorgimento e dialettica storica in Gramsci, dal Calendario
del Popolo Autori Aracne. Giuseppe Prestipino. Prestipino. Keywords:
antropologia filosofica, Vico, Volpe, Gramsci,
Narciso e l’automobile, Leopardi. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Prestipino” – The Swimming-Pool Library.
Luigi
Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Pretestato: la ragione conversazionale
del Giove del Campidoglio – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo
italiano. He achieves high office under Giuliano. He writes a commentary of
Temistio – Accademia. Vettio
Agorio Pretestato.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Preti: la ragne conversazionale, la retorica conversazionale, e
la logica conversazionale – la scuola di Pavia -- filosofia lombarda -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Pavia). Filosofo italiano. Pavia, Lombarida. Grice: “I like
Preti. He wrote “Retorica e logica,” which I enjoyed since this is what I do: I
find the rhetoric (the implicature) to the logic (the explicature).” Grice:
“Preti was a bit of a Stevensonian, with his ‘Praxis ed empirismo, and I mean
C. L. Stevenson, not the Scots master of narrative!”. Studia a Pavia sotto LEVI, VILLA e SUALI. Studia Husserl.
Insegna a Pavia e Firenze. I suoi saggi nella
rivista banfiana "Studi Filosofici", lo vedeno coinvolto in una
polemica sull'immanenza e la trascendenza. In
“Fenomenologia del valore” (Principato, Milano) e “Idealismo e positivismo”
(Bompiani, Milano) emerge con evidenza quell'impostazione tesa a conciliare
istanze razionalistiche ed empiristiche. In “Praxis ed empirismo” (Einaudi,
Torino) presenta in maniera relativamente organica, per quanto rapidamente,
alcuni temi al confine tra pensiero teoretico, filosofia morale e filosofia
politica. “Retorica e logica: le due culture” (Einaudi, Torino) è un saggio a
cavallo tra la ricostruzione storico-filosofica e il saggio teoretico, con il
quale si intende dimostrare, prendendo le mosse dalla polemica aperta da C. P. Snow,
l'inconciliabilità tra le due forme di cultura che si intrecciano nel dibattito
occidentale, quella logico-scientifica e quella umanistico-letteraria, e la
necessità di far prevalere la prima sulla seconda al fine di non cedere a nuove
forme di oscurantismo elitario e fanatico. Inoltre, affianca costantemente
alla propria attività di autore quella di curatore di classici del pensiero
filosofico. Il suo stile, volutamente trascurato, è rapido, nervoso e
semplice, in implicita polemica con il bello scrivere e l'ermetismo tipico
delle scuole idealistiche italiane. Tenta
trovare una via alternativa al rapporto fra un pensiero unitario e inglobante --
di tradizione hegeliano-crociana -- e uno invece dualistico, nel distinguo fra
saperi umanistici e scientifici. Il rifiuto di una strenua dicotomia non deve
annullare bensì esaltare le differenze. Altri
saggi: “Linguaggio comune e linguaggi scientifici” (Bocca, Milano);
“L’universalismo” (Bocca, Milano); “Alle origini dell'etica contemporanea: Smith, Laterza, Bari); “Storia del pensiero
scientifico, Mondadori, Milano); “Che será, será” (Firenze, Fiorino); “Umanismo
e strutturalismo: saggi di estetica” (Liviana, Padova); “La scessi e il
problema della conoscenza, “Rivista critica di Storia della Filosofia”, “Saggi
filosofici” (Nuova Italia, Firenze); “In principio è la carne” (Angeli, Milano);
“Il problema dei valori: l'etica di Moore” (Angeli, Milano); “Flosofia della
scienza” (Angeli, Milano); “Morale e meta-morale. (Grice: “moralia e
transmoralia”); “Saggi filosofici inediti” (Angeli, Milano); L'esperienza insegna: saggi civili d sulla
Resistenza” (Manni, San Cesario, Lecce); In principio è la carne, Scarantino,
"Rivista di Storia della Filosofia", Notizie sull'operosità
scientifica e sulla carriera didattica, Minazzi, "Il Protagora"; Filosofare
onestamente, andando là dove il pensiero ci porta. Lettere a GENTILE; Minazzi, "Il
Protagora", Ci terrei tanto a venire a Firenze. Lettere a GARIN, Minazzi,
"Il Protagora", Qui a Firenze si muore nel silenzio e nella
solitudine. Lettere a PRA, Minazzi, "Il Protagora". Franzini, Il mito
delle due culture e la filosofia dei giornali, in "La Tigre di Carta",
Zanardo, Enciclopedia Italiana, Appendice,
Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Minazzi, P. (Angeli, Milano), Pra, Studi
sull'empirismo critico”, Bibliopolis, Napoli, Lecis, Filosofia, scienza,
valori: il trascendentalismo” (Morano, Napoli); Minazzi, Filosofia (Angeli, Milano);
Minazzi, “L'onesto mestiere del filosofare” (Angeli, Milano); Minazzi, “Il caco-demone
neo-illuminista. L'inquietudine pascaliana di reti” (Angeli, Milano); Peruzzi, Filosofo
europeo (Olschki, Firenze); Parrini e Scarantino, “P.” (Guerini, Milano); Tavernese,
P.: la teoria della conoscenza: in
principio è la carne, Firenze Atheneum, Scandicci, Scarantino, La costruzione della filosofia come scienza
sociale (Mondadori, Milano); Minazzi, Suppositio pro significato non ultimato.
G neo-realista logico studiato nei suoi saggi inediti (Mimesis, Milano) Minazzi,
Le opere e i giorni. Una vita più che
vita per la filosofia quale onesto mestiere, Mimesis, Milano Cambi, Mari, Intellettuale critico e filosofo
attuale (Firenze); Il contributo italiano alla storia della filosofia, Filosofia,
Roma, Istituto dell'Enciclopedia,
Minazzi e Sandrini, Il razionalismo critico europeo, Mimesis, Milano.
Minazzi, Sul bios theretikòs (Mimesis, Milano); Maria, Un punto di vista
cattolico (Stamen, Roma); Franzini, Il mito delle due culture e la filosofia
dei giornali. Nome compiuto: Giulio Preti. Preti. Keywords: retorica e logica.
Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Preti” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Preve: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale
– la scuola di Valenza -- filosofia piemontese -- filosofia italiana – Luigi
Speranza (Valenza). Filosofo
italiano. Valenza, Alessandria, Piemonte. Important Italian philosopher. He is the tutor
of FUSARO, of Torino. Il comunitarismo
è la via maestra che conduce all'universalismo, inteso come campo di confronto
fra comunità unite dai caratteri del genere umano, della socialità e della
razionalità. – “Elogio del comunitarismo”. Di ispirazione marxiana ed
hegeliana, scrive saggi di argomento filosofico. Studia a Torino. Sotto Garrone
sull’elezione politica italiana”. Studia Hegel, Althusser, Sartre, e Marx. Scrive
"L'illuminismo e le sue tendenze radicali e rivoluzionarie: enogenesi della
nazione: il problema della discontinuità con la romanità classica”. Insegna a
Torino. Analizza esistenzialmente il
comunismo. Membro del centro di studi sul materialismo storico. Pubblica
“La filosofia imperfetta” (Angeli, Milano), dove testimonia la sua adesione di
massima all’ontologia dell'essere sociale di Lukács, ed anche, indirettamente,
il suo distacco definitivo dalla scuola d’Althusser. Fonda “Metamorfosi”. Spazia
d’un esame dell'operaismo ida Panzieri a Tronti e Negri, all'analisi del
comunismo dissidente dei socialisti alla critica delle ideologie del progresso
storico, all'indagine sullo statuto filosofico della critica comunista
dell'economia politica. Organizza un congresso dedicato al comunismo a Milano,
e vi svolge una relazione sulle categorie modali di necessità e di possibilità all’interno
del comunismo. Da quest'esperienza nasce una rivista chiamata “Marx 101”, che
usce in due serie di numeri monografici e di cui e membro del comitato di
redazione. Collabora a “Democrazia Proletaria”, organo dell'omonimo partito, che
poi divenne insieme con i fuoriusciti dal partito comunista la componente
politica e militante del partito della ri-fondazione comunista. S’iscrive a democrazia
proletaria, facendo parte della direzione nazionale. Nella battaglia fra i
sostenitori di una scelta ecologista – Capanna -- e comunista, sostiene la
seconda. Quando la democrazia proletaria e l'associazione culturale comunista
confluiscono nel partito della ri-fondazione comunista, abbandona la militanza
politica. Con la pubblicazione dei saggi usciti presso l'editore Vangelista di
Milano, affronta il suo tentativo di coerentizzazione di un paradigma
filosofico comunista globale. Si verifica infatti una discontinuità nella sua
produzione. Opta per l'abbandono di ogni “ismo” di riferimento, uscendo del
tutto dalla cosiddetta sinistra e dalle sue procedure d’accoglimento e
cooptazione. Ritenendo che la globalizzazione nata dall'implosione
dell'Unione Sovietica non si lasci più interrogare attraverso le categorie di destra
e di sinistra, richieda altre categorie interpretative, P. diviene inoltre un
convinto sostenitore della necessità di superare la dicotomia sinistra-destra.
Questa posizione, condivisa da alcuni filosofi e movimenti internazionali, è
criticata da molti, tra cui il filosofo Evangelisti, che ne sottolinea
l'ambiguità ideologica. P. si ha dedicato a temi come il comunitarismo, la
geopolitica, l'universalismo, la questione nazionale, oltre ovviamente ad
un'ininterrotta attenzione al rapporto marxismo-filosofia. Cerca di opporsi
alla deriva post-moderna seguita dalla stragrande maggioranza della sinistra
italiana -- in particolare dai filosofi legati al partito comunista italiano --
con un recupero dei punti alti della tradizione marxista indipendente, del
tutto estranea alle incorporazioni burocratiche del marxismo come ideologia di
legittimazione di partiti e di stati -- soprattutto Lukács, Althusser, Bloch, ed
Adorno. Dopo la fine del socialismo reale, che chiama comunismo storico, ed in
dissenso con tutti i tentativi di sua continuazione/rifondazione puramente
politico-organizzativa, lavora su di una generale rifondazione antropologica
del comunismo, marcando sempre più la discontinuità teorica e politica con i
conglomerati identitari della sinistra italiana -- Rifondazione Comunista in
primis ma anche la scuola operaista e Negri in particolar modo. I suoi
interventi sono apparsi sia su riviste legate alla sinistra alternativa -- L'Ernesto,
Bandiera Rossa -- che su riviste come Indipendenza e Koiné, dove sostene l'esplicito
superamento del dualismo destra-sinistra, approdando a posizioni antitetiche a
quelle di BOBBIO (si veda). Collabora
con la rivista Comunitarismo, prima, e Comunità e Resistenza. È redattore di Comunismo
e Comunità. Al di là delle prese di
posizione sulla congiuntura politica, tre cardini della sua filosofia sono
l'interpretazione della storia della filosofia, l'analisi filosofica del
capitalismo e la proposta politica per un comunismo comunitario
universalistico. Ri-leggendo l'intera storia della filosofia utilizza una
deduzione sociale delle categorie del pensiero non riduzionistica, che gli
permette di discernere la genesi particolare delle idee dalla loro validità
universale. Infatti quello di lui è un orizzonte aperto universalisticamente
alla verità, intesa hegelianamente come processo di auto-coscienza storica e
sintesi di ontologia e assiologia, dell'esperienza umana nella storia. Nella
sua proposta di ontologia dell'essere sociale riconosce razionalmente la natura
solidale e comunitaria degl’uomini e l'autonomia cognoscitiva della filosofia,
contrastando ogni forma di riduzionismo nichilistico, relativistico o
partigianamente ideologico. Viene definito un strenuo difensore dello statuto
veritativo della filosofia da una parte, e deciso oppositore di ogni
fraintendimento relativistico dall’altra. Intende il capitalismo come totalità
economica, politica e culturale da indagare in tutte le sue dimensioni. Propone
di suddividerlo filosoficamente e idealisticamente in tre fasi: capitalismo astratto,
capitalismo dialettico con una proto-borghesia illuministica o romantica, una
medio-borghesia positivistica e poi esistenzialistica, e una tardo-borghesia sempre
più individualistica e libertaria; capitalismo speculativo (post-borghese e
post-proletaria) in cui il capitale si concretizza come assoluto, espandendosi
al di là delle dicotomie precedenti a destra economicamente, al centro
politicamente e a sinistra culturalmente. Nell'analisi filosofica del
capitalismo, più volte insiste sulla critica al politicamente corretto, dove studia
il concetto consterebbe dei seguenti punti nella sua concezione -- dove è
considerato un'arma del capitalismo per attrarre fasce deboli a sé, nonché
un'ideologia di fondo dell'occidente imperialista. ‘Americanismo’ come collocazione
presupposta, anche sotto forma di benevola critica al governo statunitense. Religione
olocaustica: Non aderisce al negazionismo dell'Olocausto e condanna i genocidi,
ma considera la shoah un fatto non unico, utilizzato dal sionismo per
legittimare le azioni di Israele tramite il senso di colpa dell'Europa. Auschwitz
non può e non deve essere dimenticato, perché la memoria dei morti innocenti
deve essere riscattata, e questo mondo nella sua interezza appartiene a tre
tipi di esseri umani: coloro che sono già vissuti, coloro che sono tuttora in
vita, e coloro che devono ancora nascere. Ma Auschwitz non deve diventare un
simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di anti-semitismo in
tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a
derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. Teologia dei
diritti umani, che considera -- come altri filosofi marxisti come LOSURDO (si
veda), o comunitaristi -- solo un grimaldello e un paravento del capitalismo
per imporsi ed eliminare, in realtà, i diritti dei popoli e dei lavoratori,
attuando il liberismo e l'imperialismo globali. “Antifascismo in assenza
completa di fascismo. L’antifascismo, positivo un tempo, è considerato un
fenomeno dannoso e a favore del sistema capitalistico, visto che il fascismo
(da lui deprecato soprattutto per la colonizzazione imperialistica dell'Africa
e la mascalzonaggine imperdonabile dell'invasione della Grecia, è stato ormai
sconfitto, volto a creare tensioni tra le diverse forze anti-sistema, e a
fungere da nuova ideologia della sinistra post-comunista e post-stalinista
(dopo il graduale abbandono del marxismo-leninismo avvenuto per gli effetti della de-stalinizzazione), che
diviene così inutile. Falsa dicotomia Sinistra/Destra come "protesi di
manipolazione politologica". Derivata dal precedente, questa teoria
punterebbe a indebolire le critiche anticapitalistiche, impedendo l'unione tra
comunisti, comunitaristi e socialisti nazionalitari contro il capitale. Al
contempo, anche per le nette e costanti affermazioni contro i tribalismi, i
razzismi e i nazionalismi soprattutto coloniali, è da ritenersi estranea al
cosiddetto rossobrunismo (i cosiddetti nazionalboscevichi) di cui fu tacciato
da Evangelisti, che a suo dire si configurerebbe come una folle somma dei difetti
degli estremismi opposti. L'unione di sostenitori rasati del razzismo biologico
con sostenitori barbuti della dittatura del proletariato sarebbe certamente un
buon copione di pornografia hard, ma non potrebbe uscire dal piccolo circuito a
luci rosse del sottobosco politico. La sua
proposta politica va nella direzione di un comunismo comunitario
universalistico, da intendersi come correzione democratica e umanistica del
comunismo, dal momento che quello storico sarebbe stato reo di non aver messo
in comune innanzitutto la verità. Quello tratteggiato da lui è un sistema
sociale che costituisce una sintesi di individui liberati e comunità solidali.
Non è inteso come inevitabile sbocco storicistico o positivistico di una storia
che si svilupperebbe linearmente, né tuttavia in modo aleatorio, bensì in
potenza, a partire dalla resistenza alla dissoluzione comunitaria innescata
dall'accumulazione individuale di merci. Qui il problema dell'auspicabile
democrazia viene impostato su basi antropologiche, scommettendo sulle
potenzialità ontologiche della bontà del potenziale degl’uomini, ente
politico-comunitaria – “zόoa politika; razionali e valutativi della giusta
misura sociale – “zόa lόgon échon” -- e generica, in senso marxiano – “Gattungswesen”
-- cioè in grado di costruire diversi
modelli di convivenza sociale, compreso quello in cui gl’uomini, affermando la
priorità etica e comunitaria per contenere i processi economici altrimenti
dispiegantisi in modo illimitato e dis-umano, può realizzare le sue
potenzialità ontologiche immanenti, attualmente alienate. La liberazione
avverrebbe quindi a partire dal suo radicamento comunitario in cui agisce collettivamente,
pur rimanendo l'individuo stesso l'unità minima di resistenza al potere. Adere
al partito comunista italiano, ma presto si allontanò (essendo ostile al
compromesso storico tra PCI e DC, promosso da Berlinguer e Moro), entrando poi
a far parte della Commissione culturale di Lotta Continua. In seguito si
iscrisse a Democrazia Proletaria durante la sua ultima fase. Dopo lo
scioglimento della Democrazia Proletaria, e in seguito alla confluenza di
quest'ultima in Rifondazione Comunista, si è sempre più allontanato
dall'attività politica in senso stretto. In seguito manifestò critiche verso
l'operaismo e il trotskismo che animavano talvolta queste esperienze della
post-sinistra extraparlamentare. Se dal punto di vista teorico si era già
distanziato dalla sinistra italiana a seguito della dissoluzione dell'Unione
Sovietica e della svolta della Bolognina, il distacco emotivo definitivo dalla
sinistra avvenne con il bombardamento NATO in Jugoslavia durante la guerra del
Kosovo, che ricevette il beneplacito del governo italiano. Considera questo
fatto come la fine della legalità costituzionale italiana riferendosi alla
violazione dell'articolo 11 e un atto di tradimento verso i valori fondanti
della Repubblica Italiana. Sul tema scrisse Il bombardamento etico. Saggio
sull'interventismo umanitario, l'embargo terapeutico e la menzogna evidente. Molto
clamore ha suscitato (anche tra le file della sinistra alternativa) la sua
adesione ad alcune tesi del Campo Antimperialista per l'esplicito sostegno da
questi fornito alla resistenza irachena. È stato uno dei filosofi di
riferimento del comunismo comunitario, nonché animatore della rivista Comunismo
e Comunità. Altre saggi: “La classe operaia non va in paradiso: dal
marxismo occidentale all'operaismo italiano, in “Alla ricerca della produzione
perduta” (Bari, Dedalo); “Cosa possiamo chiedere al marxismo”; “Sull'identità
filosofica del materialismo storico”; “Marxismo
in mare aperto”; “Rilevazioni, ipotesi, prospettive” (Milano, Angeli); “La
filosofia imperfetta”; “Una proposta di ricostruzione del marxismo ” (Milano,
Angeli); “La teoria in pezzi”; “La dissoluzione del paradigma teorico operaista
in Italia” (Bari, Dedalo); “La ricostruzione del marxismo fra filosofia e
scienza”; “La cognizione della crisi. Saggi sul marxismo di Althusser” (Milano,
Angeli); “La rivoluzione teorica di Althusser, in Il marxismo” (Pisa,
Vallerini); “La passione durevole” (Milano, Vangelista); “La musa di Clio
vestita di rosso, in Trasformazione e persistenza. Saggi sulla storicità del capitalismo”
(Milano, Angeli); “Il filo di Arianna. XV lezioni di filosofia marxista”
(Milano, Vangelista); “Il marxismo e l’eguaglianza”, Urbino; “IV venti”; “Il
convitato di pietra”; “Saggio su marxismo e nichilismo” (Milano, Vangelista); “L'assalto
al Cielo”; “Saggio su marxismo e individualism” (Milano, Vangelista); “Il
pianeta rosso”; “Saggio su marxismo e universalismo” (Milano, Vangelista); “Ideologia
Italiana”; “Saggio sulla storia delle idee marxiste in Italia” (Milano,
Vangelista); “Il tempo della ricercar” “Saggio sul moderno, il postmoderno e la
fine della storia” (Milano, Vangelista); “L'eguale libertà”; “Saggio sulla
natura umana” (Milano, Vangelista); “Oltre la gabbia d'acciaio”; “Saggio su
capitalismo e filosofia” (Milano, Vangelista); “Il teatro dell'assurdo”; “Cronaca
e storia dei recenti avvenimenti italiani”; “Una critica alla cultura dominante
della sinistra nell'attuale scontro tra berlusconismo e progressismo” (Milano,
Punto Rosso); “Strategia politica”; “Premesse teoriche alla critica della
cultura dominante della sinistra esposta nel Teatro dell'assurdo” (Milano,
Punto Rosso); “Il marxismo vissuto del Che”; “Lettere di Che Guevara a Tita
Infante” (Milano, Punto Rosso); “Un elogio della filosofia” (Milano, Punto
Rosso); “Quale comunismo?”; “Uomini usciti di pianto in ragione” (Roma, Manifesto);
“La fine di una teoria”; “Il collasso del marxismo storico del Novecento” (Milano,
UNICOPLI); “Il comunismo storico novecentesco”; “Un bilancio storico e teorico”
(Milano, Punto Rosso); “Nichilismo Verità Storia”; “Un manifesto filosofico
della fine del XX secolo” (Pistoia, CRT); “Gesù. Uomo nella storia, Dio nel
pensiero” (Pistoia); “Il crepuscolo della profezia comunista. A 150 anni dal
“Manifesto”, il futuro oltre la scienza e l'utopia” (Pistoia, CRT); “L'alba del
Sessantotto”; “Una interpretazione filosofica” (Pistoia, CRT); “Marxismo,
Filosofia, Verità” (Pistoia, CRT); “Destra e sinistra. La natura inservibile di
due categorie tradizionali” (Pistoia, CRT); “La questione nazionale alle soglie
del XXI secolo”; “Nota introduttiva ad un problema delicato e pieno di
pregiudizi” (Pistoia, CRT); “Le stagioni del nichilismo. Un'analisi filosofica
ed una prognosi storica” (Pistoia, CRT); “Individui liberati, comunità
solidali. Sulla questione della società degli individui” (Pistoia, CRT); “Contro
il capitalismo, oltre il comunismo”; “Riflessioni su di una eredità storica e
su un futuro possibile” (Pistoia, CRT); “La fine dell'Urss”; “Dalla transizione
mancata alla dissoluzione” (Pistoia, CRT); “Il ritorno del clero. La questione
degli intellettuali oggi”( Pistoia, CRT); “Le avventure dell'ateismo. Religione
e materialismo oggi” (Pistoia, CRT); “Un nuovo manifesto filosofico.
Prospettive inedite e orizzonti convincenti per la filosofia” (Pistoia, CRT); “Hegel
Marx Heidegger. Un percorso nella filosofia” (Pistoia, CRT); “Scienza,
politica, filosofia. Un'interpretazione” (Pistoia, CRT); I secoli difficili.
Introduzione al pensiero filosofico dell'Ottocento e del Novecento, Pistoia,
CRT); “L'educazione filosofica. Memoria del passato, compito del presente,
sfida del future” (Pistoia, CRT); “Il bombardamento etico. Saggio
sull'interventismo umanitario, l'embargo terapeutico e la menzogna evidente” (Pistoia,
CRT); “Marxismo e filosofia. Note, riflessioni e alcune novità” (Pistoia, CRT);
“Un secolo di marxismo. Idee e ideologie, Pistoia, CRT); “Un filosofo controvoglia.
Introduzione a G. Anders, L'uomo è antiquato” (Bollati Boringhieri); “Le
contraddizioni di Bobbio. Per una critica del bobbianesimo cerimoniale” (Pistoia,
CRT); “Marx inattuale. Eredità e prospettiva” (Torino, Boringhieri); Verità
filosofica e critica sociale. Religione, filosofia, marxismo” (Pistoia, CRT); “Dove
va la sinistra?” (Boninsegni, Roma, Settimo Sigillo); “Comunitarismo filosofia
politica” (Molfetta, Noctua); “La filosofia classica tedesca, Dialettica e
prassi critica. Dall'idealismo al marxismo (Molfetta, Noctua); “L'ideocrazia
imperiale americana” (Roma, Settimo Sigillo); Filosofia del presente. Un mondo
alla rovescia da interpretare” (Roma, Settimo Sigillo); Filosofia e geopolitica”
(Parma); All'insegna del Veltro, Del buon uso dell'universalismo. Elementi di
filosofia politica” (Roma, Settimo Sigillo); Dialoghi sul presente.
Alienazione, globalizzazione destra/sinistra, atei devoti. Per un pensiero
ribelle” (Napoli, Controcorrente); “La comunità ritrovata. Rousseau critico
della modernità illuminista, Torino, Libreria Stampatori); “Marx e gl’antichi
greci” (Pistoia, Petite plaisance); “Il popolo al potere. Il problema della
democrazia nei suoi aspetti filosofici” (Casalecchio, Arianna); “Verità e
relativismo. Religione, scienza, filosofia e politica nell'epoca della
globalizzazione” (Torino, Alpina); Elogio del comunitarismo” (Napoli, Controcorrente);
“Il paradosso De Benoist. Un confronto politico e filosofico” (Roma, Settimo
Sigillo); “Storia della dialettica” (Pistoia, Petite plaisance); “La democrazia
in Grecia. Storia di un'idea, forza di un valore, in Presidiare la democrazia
realizzare la Costituzione. Atti del seminario itinerante sulla difesa della
Costituzione, Bardonecchia, Susa, Bussoleno, Condove, Borgone Susa, Edizioni Melli-Quaderni);
“Sarà Dura!, Storia critica del marxismo. Dalla nascita di Karl Marx alla
dissoluzione del comunismo storico novecentesco” (Napoli, La città del sole); “Il
presente della filosofia italiana, Pistoia, Petite plaisance, Storia dell'etica,
Pistoia, Petite plaisance, “Hegel anti-utilitarista”
(Roma, Settimo Sigillo); Storia del materialismo, Pistoia, Petite plaisance, Una
approssimazione a Marx. Tra materialismo e idealismo, Saonara, Il Prato); Ri-pensare
Marx. Filosofia, Idealismo, Materialismo” (Potenza, Ermes); Un trotzkismo
capitalistico? Ipotesi sociologico-religiosa dei Neocons americani e dei loro
seguaci europei, in Neocons. L'ideologia neoconservatrice e le sfide della
storia, Rimini, Il Cerchio); “Alla ricerca della speranza perduta. Un
intellettuale di sinistra e un intellettuale di destra "non
omologati" dialogano su ideologie e globalizzazione” (Roma, Settimo Sigillo);
La quarta guerra mondiale, Parma,
All'insegna del Veltro, L'enigma dialettico del Sessantotto quarant'anni dopo,
in La rivoluzione dietro di noi. Filosofia e politica prima e dopo il '68,
Roma, Manifesto); “Il marxismo e la tradizione culturale europea, Pistoia,
Petite plaisance, Nuovi signori e nuovi sudditi. Ipotesi sulla struttura di
classe del capitalismo contemporaneo” (Pistoia, Petite plaisance, Logica della
storia e comunismo novecentesco. L'effetto di sdoppiamento” (Pistoia, Petite
plaisance); “Elementi di Politicamente Corretto. Studio preliminare su di un
fenomeno ideologico destinato a diventare in futuro sempre più invasivo e
importante, Petite Plaisance, Filosofia
della verità e della giustizia. Il pensiero di Kosík, con Cesana, Pistoia,
Petite plaisance, Lettera sull'Umanesimo, Pistoia, Petite plaisance, Una nuova
storia alternativa della filosofia. Il cammino ontologico-sociale della
filosofia, Pistoia, Petite plaisance, Lineamenti per una nuova filosofia della
storia. La passione dell'anticapitalismo, con Luigi Tedeschi, Saonara, Il
Prato,.Dialoghi sull'Europa e sul nuovo ordine mondiale, Saonara, Il Prato, Collisioni.
Dialogo su scienza, religione e filosofia, Pistoia, Petite plaisance, Marx: un'interpretazione,
Nova Europa). Prefere non definirsi marxista ma appartenente alla "scuola
di Marx", e «allievo indipendente di Marx»; Elogio del comunitarismo, Controcorrente,
Napoli, Personalmente, non sono credente
né praticante. Non credo in nessun Dio personale, considero ogni
personalizzazione del divino una indebita e superstiziosa antropomorfizzazione,
e sono pertanto in linea di massima d’accordo con Spinoza. Ma ritengo anche la
religione, così come la scienza, l’arte e la filosofia, dati permanenti
dell’antropologia umana in quanto tali desti durare tutto il tempo in cui durerà
il genere umano (Elementi di politicamente
corretto. Convegno, Lukács e la cultura europea (II intervento) Relazione Congresso Nazionale di DP
(terzultimo intervento) Destra e
Sinistra: confronto tra P. e LOSURDO (si veda); Carmilla: I rosso-bruni: vesti
nuove per una vecchia storia Democrazia
comunitaria o democrazia proprietaria?”; “Considerazioni sulla geopolitica”; “Il
bombardamento etico dieci anni dopo”. Monchietto, Colletti; Marxismo,
Filosofia, Scienza. L'“ultimo” filosofo marxista su la RepubblicaTorino Addio al filosofo, In memoria, Fusaro Un lutto veramente grande per noi di
Gianfranco La Grassa, La Sala Rossa ricorda la figura e raccogliendosi in un
minuto di silenzio, P., Con Marx e oltre il marxismo; Comunismo e Comunità »
Laboratorio per una teoria anticapitalistica
A. Volpe e P. Zygulski, Verità e filosofia, in Monchietto e Pezzano,
Invito allo Straniamento. I. filosofo, Pistoia, Petite Plaisance, P., Elementi di politicamente corretto. E qui
concludiamo con una serie di previsioni artigianali. Ricordo al lettore che
questo non è ancora un Trattato di Politicamente Corretto, che ho peraltro
intenzione di scrivere, in cui i cinque punti principali indicati (americanismo
come collocazione presupposta, religione olocaustica, teologia dei diritti
umani, anti-fascismo in assenza completa di fascismo, dicotomia Sinistra/Destra
come protesi di manipolazione politologica) verranno discussi in modo più
analitico e preciso. Da Intellettuali e cultura politica nell'Italia di fine
secolo, Rivista Indipendenza, Da Gli Usa, l’Occidente, la Destra, la Sinistra,
il fascismo ed il comunismo. Problemi del profilo culturale di un movimento di
resistenza all’Impero americano, Noctua Edizioni, P.: audio congressi DP (Radio
Radicale) Intervista politico-filosofica
(Repaci, P.) «La costituzione italiana è
stata distrutta per semprre con i bombardamenti sulla Jugoslavia, e da allora
l’Italia è senza costituzione, e lo resterà finché i responsabili politici di
allora non saranno condan morte per alto tradimento (parlo letteralmente
pesando le parole), con eventuale benevola commutazione della condanna a morte
a lavori forzati a vita. Eppure, questi crimini passano sotto silenzio, perché
si continuano ad interpretare gli eventi di oggi in base ad una distinzione completamente
finite (P., Elementi di politicamente corretto) Bobbio, Né con Marx né contro
Marx, Riuniti, Roma, Storia dei marxismi in Italia, Manifestolibri, Roma, Alessandro
Monchietto, Marxismo e filosofia in Preve, Editrice Petite Plaisance, Pistoia, Zygulski,
P.: la passione durevole della filosofia, presentazione di Pezzano, Pistoia,
Editrice Petite Plaisance, Monchietto e Pezzano, Invito allo Straniamento. I. P.
filosofo, Pistoia, Petite Plaisance, Zygulski,
e l'educazione filosofica, in Educazione Democratica, Foggia, Edizioni del Rosone, gennaio, Monchietto,
Invito allo Straniamento. II. Marxiano, Pistoia, Petite Plaisance, Massimo (Bontempelli); Bentivoglio, Il senso dell'essere nelle
culture occidentali (Milano, Trevisini); Formenti, Il socialismo è morto. Viva
il socialismo!, Meltemi, Milano). LA MISERIA DEL MONDO ROMANO
E LA FORMAZIONE SOCIALE DEI PRESUPPOSTI DEL CRISTIANESIMO. IL
ROVESCIAMENTO DIALETTICO DELL'IMPERIUM IN BASILEIA E L'INVERSIONE
ONTOLOGICO-SOCIALE DELLA TERRA IN CIELO La filosofia stoica, nata sulla
base della violazione sistematica del comune senso del pudore (anaideia),
e poi gradualmente “normalizzata” in innocuo sapere del saggio capace di
vincere il turbamento (ataraxia), diventò la koiné filosofica più dif-
fusa nel mondo ellenistico-romano. E questo non è un caso, perché si passò da
una prima fase “politica”, provocatoriamente antischiavistica ed
antiproprietaria, ad una seconda fase “apolitica” di semplice cura
dell'anima individuale. Il percorso normalizzatore dall’anaideia
all'ataraxia è ovviamente mistificato e nascosto dalla manualistica
filosofica ordinaria, che lo rovescia integralmente. Tace e censura il
momento fondante dell’anaideia, e sostiene al contrario che la teoria della
ataraxia è la sola “filosofia politica” delo mondo romano. Se si legge
Seneca e Marco Aurelio, tuttavia, si vede che in realtà quello che viene
impropriamente chiamato “stoici- smo”, ed invece non lo è per niente, non
è altro che la vecchia buona “cura di sé” platonica (ricordo la corretta
interpretazione di Alessandro Biral cui ho accennato nel precedente
capitolo su Platone), del tutto desocializzata. E vedremo più avanti che
proprio la desocializzazione della saggezza sta al centro di quella che Hegel
ha chiamato la “miseria del mondo romano”. L'unica definizione filosofica
possibile della “miseria sociale”, a fianco ovviamente della povertà
materiale della gente (povertà materiale su cui tornerò diffusamente nel
prossimo capitolo), è proprio la desocializzazione della saggezza, per la
saggezza stessa, non avendo più alcun mandato sociale, non può che
avvizzire nell'ampio spettro di posizioni che vanno dallo specialismo
alla stravaganza, e cioè dalla filologia universitaria ai punkabbe-
stia. Il pensiero stoico ha però “messo in circolo” due elementi
filosofici nuovi, e cioè l'universalismo del genere umano (katholikòs) e
l’idea di necessità provvidenziale (pronoia). Il primo concetto è
ovviamente un derivato categoriale del cosmopoli- tismo prodotto dalle
conquiste di Alessandro il Macedone in Oriente, mentre il secondo ha una
derivazione “mista”, in parte greca ed in parte orientale. Zenone
riteneva che l'universo periodicamente terminasse nella conflagrazione e che
gra- dualmente si ricostituisse nello stesso modo. Come il vuoto che lo
avvolge, il tem- po è un interstizio cavo fra gli eventi (Leibniz dirà
poi qualcosa di simile). I fatti della storia universale ritornano
eternamente. Si ripresenterà in futuro un nuovo Socrate per subire un
nuovo processo, e ci saranno nuovi Anito e nuovi Meleto per accusarlo. Chi
sostiene quindi che il concetto di storia universale è nato con il
cristianesimo e con la fusione messianica giudaico-cristiana (Karl Lòwith ed
altri) a mio avviso sbaglia. Il concetto di storia universale è nato
prima in forma ciclico- ripetitiva con lo stoicismo di Zenone, ed è nato
sulla base di una provvidenza pu- ramente naturalistica e non
divino-religiosa (pronoia), il cristianesimo l’ha incor- porata in una
visione messianica e salvifica della storia, e poi la filosofia classica
tedesca della storia (Fichte, Hegel e Marx) l’ha rielaborata in forma dialettica.
Ma questo punto verrà ovviamente sviluppato più avanti. Al tempo di
Zenone, data l'impossibilità di pensare la storia universale con un solo
concetto unitario trascen- dentale riflessivo (non possiamo infatti
imputare a Zenone di non essere vissuto nel settecento illuministico
europeo), era inevitabile che la si pensasse nella forma ciclica della
ripetizione. Il pensiero ciclico, infatti, riflette in forma astratta il
ciclo delle stagioni che determina l'agricoltura, la pastorizia,
l'allevamento e l'uscita in mare dei pescatori, mentre il pensiero
lineare-progressivo riflette la fine dei cicli stagionali e l'avvento
dell’accumulazione “lineare” del capitale. Ma su questa ov- vietà,
naturalmente, ritornerò più avanti in un prossimo capitolo. Lo
stoicismo, quindi, passata la fase provocatoria dell’anaideia, consegna
al mondo classico posteriore i due concetti di universalismo
cosmopolitico e di prov- videnza necessaria (pronoia). Entrambi staranno
alla base del cristianesimo. È giun- to allora il momento di parlare
delle origini del cristianesimo, di Gesù di Nazareth e di Paolo di Tarso,
che ne sono stati entrambi i fondatori a “pari grado”, il primo nella sua
dimensione messianica, ed il secondo nella sua complementare dimen- sione
di assoggettamento universalistico ad un unico salvatore, codice
filosofico già presente da almeno duecento anni nei trattati in lingua
greca “sulla monar- chia” (perì basileias). Mentre infatti il primo ciclo
della filosofia greca produce innu- merevoli testi sulla natura (perì
physeos), natura con cui veniva metaforizzata la so- cietà (Diodoto,
ecc.), ora il secondo ciclo della filosofia greca vede la pubblicazione
di innumerevoli testi sulla monarchia (perì basileias), con cui veniva
metaforizzato l'incredibile bisogno di protezione ed assistenza dei
poveri abbandonati allo sca- tenamento selvaggio della crematistica. E
chi non coglie questo punto resta fuori dalla storia della filosofia come
un amante della musica che restasse fuori dalla sala dei concerti e non
potesse sentire che echi musicali vaghi e lontani. Affrontiamo
quindi il noto e cruciale problema dell’interpretazione filosofica delle
origini storiche del cristianesimo. Si tratta del secondo grande problema
teori- co del pensiero occidentale, dopo il primo grande problema che
abbiamo affrontato nei capitoli precedenti, quello delle origini e della
natura della filosofia greca clas- sica e poi ellenistica. Anche in
questo caso, quindi, mi comporterò come mi sono comportato in precedenza
per il primo caso, ispirandomi alla genesi storica della deduzione delle
categorie del pensiero ed al metodo ontologico-sociale. In estrema
sintesi, sebbene mi ritenga più competente per il primo problema che per il
se- condo (sono infatti un filosofo che legge correntemente il greco
antico ed il latino, non sono per nulla un esegeta biblico e non conosco
assolutamente né l'ebraico né l’aramaico), considero l’analisi
ontologico-sociale delle origini del cristianesimo La miseria del mondo
romano e la formazione sociale dei presupposti del cristianesimo
più facile di quanto lo sia l’analisi complessiva del mondo greco. I Greci
antichi sono già volati via, infatti, e non sono più fra noi, mentre i
cristiani, sia pure “ir- riconoscibili” rispetto ai loro lontani
progenitori (e vedremo il perché in questo e nei prossimi capitoli), sono
ancora fra noi, e per quanto mi riguarda mi auguro che restino con noi a
lungo. Una parentesi. D'accordo con lo studioso di scienze sociali
svedese Myrdal, io ritengo che il massimo di “oggettività” possibile
nelle scienze sociali ed in filoso- fia, in cui non esiste la
matematizzazione, l'esperimento e la verifica dei protocolli
sperimentali, sia l’esplicitazione pubblica chiara e veridica delle proprie
premesse di valore. Ciò vale soprattutto quando si parla di politica
(destra e sinistra, ecc.) e di filosofia (credenti e non credenti, ecc.).
E farò anch'io così, interrompendo brevemen- te la mia esposizione. Il
lettore, infatti, ha il diritto di sapere bene come la pensa colui che
sta leggendo. : Personalmente, sono stato battezzato a pochi giorni
di vita nel culto cattolico romano. Ho perso la cosiddetta “fede” nelle
discussioni adolescenziali e da allora potrei essere classificato fra
coloro che si dicono e vengono detti “atei”. Termine che non mi piace,
peraltro, e in cui non mi riconosco, perché non mi piace per nulla che ci
si definisca in negativo con l'alfa privativo (a-teo). Da filosofo, preferisco
le definizioni in positivo, e non quelle in negativo. Pur non essendo in
alcun modo un “credente”, e pur ritenendo (a differenza di Benedetto
Croce) che se lo vogliamo e lo riteniamo necessario “possiamo anche non
dirci cristiani” (su questo punto Alain de Benoist ha ragione e Croce ha
torto), sono tuttavia un sostenitore della necessità sociale della
religione. La religione, a mio avviso, è sempre e comunque un katechon
contro lo scatenamento della bestialità nichilistica della crematistica
nei rapporti sociali ( si tratta di un punto che mi differenzia fortemente dal
mio maestro di ontologia sociale Lukécs). Gli atei mangiapreti a mio
avviso non lo capiscono, ed è per questo che considero il loro un
pensiero dell'intelletto astratto (Verstand) e non della ragione concreta
(Vernunft). Dal punto di vista dell'intelletto astratto (Verstand) mi
sembra del tutto logico sostenere non solo che Dio non è logicamente
“dimostrabile” (vedi la Critica della Ragion Pura di Kant) e che non è
logico rappresentarselo come un soggetto progettante antropomorfizzato
(vedi l’Etica di Spinoza), ma che siano anche del tutto plausibili le
teorie dell'evoluzione darwiniana e delle capacità auto poietiche ed
auto-organizzative della materia e dell'energia, da cui deriva la
necessaria conclusione per cui “Dio non esiste”. Dal punto di vista della
ragione concreta (Vernunft), sono un sostenitore della necessità sociale
della religione, che nonostante tutti i suoi difetti e la possibile
corruzione venale e pedofiliaca di molti suoi esponenti ( comunque minore
di quanto sosten- gono i suoi avversari laici) considero in termini di
katechon, e cioè di freno verso una bestializzazione crematistica
integrale dei rapporti umani. Sbagliano quindi coloro che contrappongono
il bel mondo dei Greci, riletti come atei e materialisti (vedi Nietzsche,
Onfray e compagnia cantante) al mondo posteriore superstizioso dei
cristiani. Se infatti costoro conoscessero meglio i Greci, che invece non
conosco- no e su cui coltivano pittoreschi ed infondati luoghi comuni da
scuola media, saprebbero che i Greci veri si fondavano sul katechon, ed anche
se preferivano quello razional-politico non disdegnavano certamente anche
quello religioso. Detto que- sto, e messe bene le carte in tavola,
passiamo a ragionare di filosofia. Nome compiuto: Costanzo Preve. Preve.
Keywords: fascismo, antifascism – antifascism in assenza completa di fascismo,
comunita, comunitarismo, la mascalzonaggine imperdonabile dell’invasione a
Grecia;colonizzazione imperialista,storia dell’etica, storia ontologico-sociale
della filosofia, vico anti-capitalista. Refs.:
Luigi Speranza, "Grice e Preve," per il Club Anglo-Italiano, The
Swimming-Pool Library, Villa Grice, Liguria, Italia.
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