GRICE ITALO A-Z P PO

 

Luigi Speranza -- Grice e Poggi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale – il ventennio fascista – incontro con Mussolini ad Ancona – la scuola di Sarzana -- filosofia ligure – I fatti di Sarzana – lasciato in libertà da Mussolini – massoni proibiti – filosofia ligure -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Sarzana). Flosofo italiano. Sarzana, La Spezia, Liguria. Colpito dalla violenza usata nei confronti del popolo durante le giornate milanesi e dal temporaneo esilio che doveno subire alcuni socialisti amici di famiglia. Questo lo porta a simpatizzare per quel partito che sta nascendo e al quale si iscrive. Studia a Palermo e Genova. Pubblica “La questione morale: Kant e il socialismo.” Insegna a Genova. Partecipa come delegato al congresso socialista di Ancona, nel corso del quale ha un duro scontro con il massimalista  MUSSOLINI (si veda) sul problema della compatibilità o meno del socialismo con la massoneria.  L'assemblea da in quell'occasione una larga maggioranza alla tesi di MUSSOLINI dell'incompatibilità. Si reca nelle domeniche d'inverno al palazzo genovese di via Palestro, dove RENSI (si veda) anima un vero e proprio salotto – o gruppo di gioco --, arricchito dalla presenza di illustri personalità quali PASTORINO, BUONAIUTI, SELLA, e ROSSI. MUSSOLINI si ricorda di quel suo leale tenace avversario e lo libera, come attesta una registrazione esistente nel suo fascicolo personale presso l'archivio centrale dello stato, lasciato in libertà dal tribunale speciale per la sicurezza dello stato per atto di clemenza di S. E. il capo del governo. Saggi: “Lo stato italiano” (Firenze, Bemporad); “Cultura e socialismo” (Torino, Gobetti); “Gesuiti contro lo stato liberale” (Milano, Unitas); “Filosofia dell'azione” (Roma, Alighieri); “Concetto del ciritto e dello stato romano: saggi critici” (Padova, Milani); “La preghiera dell'uomo” (Milano, Bocca); Meneghini, Socialismo spezzino, appunti per una storia, Massa; Meneghini, Meneghini Sui luttuosi fatti del luglio v. Meneghini, La Caporetto del fascismo Sarzana Mursia Milano,  Pastorino, Mio padre Pastorino, Genova Meneghini, Meneghini, Poggi Meneghini, Poggi, Pastorino, Mio padre Pastorino, Genova, Liguria Sabatelli, Meneghini, Socialismo spezzino Appunti per una storia, Massa, Centro Studi Bronzi, Fatti di Sarzana Social-democrazia. Anti-fascista e uomo di cultura, da Testimoni del tempo e della storia di Carabelli. Alfredo Poggi. Poggi. Keywords: stati pontificii, positivismo giuridico, filosofia giuridica italiana contemporanea – il concetto di diritto, il concetto dello stato italiano – incontro con Mussolini, lasciato in liberta da Mussolini, I fatti di Sarzana, filosofia ligure, criticism kantiano, Adler, saggi sulla filosofia dell’azione. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Poggi” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza -- Grice e Pojero: all’isola -- la ragione conversazionale alla villa Pojero e la setta iniziatica – filosofia siciliana -- filosofia siciliana – filosofia italiana -- Luigi Speranza (Palermo). Filosofo italiano. Palermo, Sicilia. Grice: “Like me, he held symposia at his villa – Villa Amato-Pojero, The Giardino inglese a Palermo – lots of Brits there!” Studia a Napoli e Pisa. La sua villa ai giardini inglesi divenne luogo di incontro di un gruppo di gioco di filosofi. La sua biblioteca è punto di incontro di filosofi come GENTILE, VAILATI, Brentano, e GEMELLI. Critica il razionalismo, incapace di comprendere la meta-fisica. Dizionario biografico degl’italiani,  Istituto dell'Enciclopedia. Giuseppe Amato Pojero. Giuseppe Pojero. Pojero. Keywords: la setta iniziatica. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Pojero” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza -- Grice e Polemarco: la ragione conversazionale della diaspora di Crotona– Roma – filosofia pugliese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Taranto). Filosofo italiano. Taranto, Puglia. Pythagorean cited by Giamblico.

 

Luigi Speranza -- Grice e Polemarco: la ragione conversazionale o PLATONE IN ITALIA – Roma – filosofia pugliese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Turi). Filosofo italiano. Thuri, Turi, Bari, Puglia. He comes from a very rich family and owns the villa in Piraeus where the ‘Republic’ of Plato is set, and in which he is featured as the host and participant. He lives most of his life in his villa at Thurii, except for a very brief sojourn in the countryside of Attica – across the pond --, where he unfortunaly falls foul of the rustic rulers and is condemned to death. The events of his last days are recounted by Plato in “Lisi”. Refs.: Cuoco, PLATONE IN ITALIA. Polemarco.

 

Luigi Speranza -- Grice e Poli: la ragione conversazionale dell’implicatura conversazionale del pappagallo di Locke– filosofia lombarda -- filosofia italiana. Luigi Speranza (Cremona). Filosofo italiano. Cremona, Lombardia. Si laurea a Bologna. Insegna a Milano e Padova. Pubblica il saggio di “Filosofia elementare”, un eclettico sistema di empirismo e razionalismo. I “Saggi di scienza politico-legali” considerano il diritto un insieme di scienza in quanto trattano dei principi e di arte in quanto applicazione di un principio giuridico nella valutazione dei singoli casi. Il diritto e un'espressione provvidenziale. Si distingue in naturale e in positivo. Combatte il positivismo negli “Studii di filosofia”, ri-vendicando la superiorità dello spirito sulla materia. “Saggio filosofico sopra la scuola dei moderni filosofi naturalisti -- coll'analisi dell'organo-logia, della cranio-logia, della fisio-gnomia, della psico-logia comparata, e con una teoria delle idee e de' sentimenti” (Milano); “Elementi di filosofia” (Napoli); “Elementi di filosofia teoretica e morale” (Padova); “La filosofia elementare” (Milano); “La scienza politico-legale” (Milano), “Filosofia” (Istituto Lombardo. Rendiconti); “Studii di filosofia” (Istituto Lombardo); Rendi-conti, “Cenni su CORLEO (si veda): il sistema della filosofia universale, ovvero la filosofia dell'identità” (Istituto Lombardo); Rendi-conti, “La filosofia dell'incosciente”, Istituto Lombardo. Memorie, Studi CANTONI, Studio della vita e delle opere. Milano, Filosofia Istituto veneto di scienze, lettere ed arti. Dizionario biografico austriaco. Il linguaggio, presidendo dale grandi controversie de’ filosofi intorno alla sua origine e alla sua formazione, antro non è che il complesso de’ segni destinati ad esprimere le nostre idee e i nostri sentimente. E comeche vari sono codesti segni per la loro indole e per la loro origine, cosi varia è la specia del linguaggio naturale -- ossie delle grida, dei gesti e dell’azione – e del linguaggio artificiale -- ossia della parola e della scrituttura. Fra tutte le opinioni, sembra incontrastabile, prima di tutto, che gl’animali hanni i segni d’una specidie di linguaggio naturale nelle gride e nei moti. Ma questi signi sono o incerti e inisignificanti. O quasi sempre dubii almameno per noi, senza che sia in loro il potere di perfezionarli. In secondo luogo, è dimostrate che gl’animali quantunque forniti dell’organo della loquella e dell’udito, come anche della facultata di associare e d’imitare, non poterono mai giungere all’invenzione del linguaggio veramente articolato, e cio per difetto senza dubbio della facolta superior di della ragione. Sicche i pappagalli – come il famoso riportato di Locke (Grice – si veda), che pur vanno ripetendo le voci umana, non hanno, al pari delle scimie, ne’ loro gesti una vera connessione mentale tra i suoni e le idee annessse, come il dimonstrano il loro parlare a caso ne mai correlative alle domande nuove e straordinarie, e la loro incapacita a ingrandire ed estendere il linguaggio gia appreso. In terzo luogo, è sicuro che com’è impossibile che gl’animale reseano dell’uso d’un linguaggi overamente articolato, non possedendo le idee astratte e generali delle quali esso si compone, cosi riusicrebbe loro affatto inutile, non avendo bisogno di espremiere tutti i nostri pensieri e tutti i nostri sentimenti. Nome compiuto: Baldassare Poli. Poli. Keywords: naturalisti, organologia, craniologia, fisiognomia, psicologia comparata. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Poli,” per il Club Anglo-Italiano, The Swimming-Pool Library, Villa Grice, Liguria. Poli.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Politeo: la ragione conversazionale – CROATA, NON ITALIANO! -- filosofia italiana (Spalato). Spalato. Split, Croazia. Insegnante al Liceo Santa Caterina di Venezia. È seduto nella seconda fila dal basso con un bastone in mano. M. Venezia. -- è stato un filosofo italiano. Frequenta nella natìa Spalato il locale seminario -- che funge anche da liceo per i non seminaristi, col nome di Ginnasio Liceo Imperiale --, ricordando in seguito che sugli stessi banchi aveva studiato l'amato Foscolo. Provene d’un'antica e stimata famiglia spalatina, ma un rovescio finanziario lo costringe a cercare un impiego come supplente nello stesso seminario/liceo, continuando quindi gli studi da auto-didatta. -- è quindi supplente di latino, storia e geografia a Spalato, poi è a Vienna per partecipare all'esame a cattedre per insegnamento letterario nei Ginnasi del Regno Lombardo-Veneto, e dalla memoria inviata alla commissione pella valutazione conosciamo le sue ampie letture: TACITO (vedasi), MACHIAVELLI (vedasi), VICO (vedasi), Guizot, Gibbon, Schlegel, Kant, Hegel, De Maistre, Schelling, Michelet. In tale occasione, presenta un lavoro sul poema cavalleresco: "Che cosa l'Ariosto abbiasi più specialmente proposto col Furioso" – cf. H. P. Grice: proposto – che cosa l’Ariosto s’ha proposto con Furioso --, che viene positivamente segnalato dalla commissione. P. viene quindi approvato per l'insegnamento per tutte le otto classi ginnasiali: primo esempio, fino ad allora, nelle province italiane dell'impero austro-ungarico. -- è supplente alla cattedra di storia universale ed austriaca a Padova, ove frequenta il gruppo di studenti e docenti dalmati, uso a riunirsi presso la casa della contessa Cattani Borelli di Vrana: una delle famiglie più in vista nella Dalmazia austriaca. In attesa di una prevista nomina presso un'università austriaca, ottiene una supplenza presso il Liceo/Convitto di Santa Caterina a Venezia (Liceo Ginnasio Marco Foscarini). Richiamato a Vienna, inutilmente attende la promessa cattedra universitaria ed infine - su sua richiesta - viene nuovamente inviato al Liceo Santa Caterina di Venezia. Già negli anni precedenti indagato per la sua adesione ai principi liberali, a Venezia subisce un processo con l'accusa di "poca ortodossia religiosa". Nonostante il parere dell'allora Patriarca di Venezia Monico, secondo il quale bisogna "augurare all'insegnamento uomini di così alta coscienza come P.", questi viene per punizione destinato a Mantova -- allora ancora sotto la sovranità austriaca, a differenza del resto della Lombardia. Qui riprende gli studi, ed in particolare un saggio di "Storia dell'ideale umano", per il quale termina e pubblica l'introduzione col titolo "Genesi naturale di un'idea". Il clero mantovano lo accusa d’a-teismo e di pan-teismo, mentre di converso qualche positivista del tempo lo accusa di misticismo. La polizia quindi continua a vigilarlo, ma in un rapporto si legge che "Legato di amicizia con persone note per la loro avversione al governo, quali Grossi, Benzoni, Rosa e alle famiglie Arco e Martinelli, egli serba condotta politica irreprensibile ed è esemplare il suo contegno sociale e morale". Collega di P. è al tempo ARDIGÒ (vedasi). In seguito alle guerre d'indipendenza, la provincia di Mantova e il Veneto vengono annessi al regno d'Italia e P. ritorna ad insegnare a Venezia, prima presso il Liceo Marco Polo e infine di nuovo al Liceo Foscarini e all'istituto tecnico Sarpi. In quest'ultimo anno sposa una mantovana, Guadagni. Alla coppia nasce una figlia, prematuramente scomparsa. Negli anni successivi P. lavora continuamente alla sua opera, manifestando sempre più un tratto di fortissima auto-critica – H. P. Grice: “Reminds me of myself – or rather, reminds STRAWSON of myself!” -- che lo porta a distruggere più volte i testi già completati. A causa di questo impegno rifiuta l'offerta d’una candidatura al parlamento. Su insistenza di Luzzatti partecipa al concorso pella cattedra di filosofia a Padova, ma l'amico Guerzoni lo mette sull'avviso. Le prove sono già decise e fanno di tutto per metterlo in cattiva luce. Così accade. L'esame pubblico si chiude con un battibecco e la candidatura di P. viene scartata. Avendo pubblicato poco, non poté concorrere con Labanca, vincitore di questo concorso. La sua vita da quel momento scorge senza grandi sussulti, fra l'insegnameno e lo studio, nonché col contatto con alcuni filosofi, quali Symonds, Laveleye, Renan. Durante la sua vita P. pubblica solamente la "Genesi naturale di un'idea", mentre una parte dei suoi scritti venne data alle stampe da Zanichelli. Il periodare del Politeo è caratterizzato dal rifiuto di ogni schematismo, da frammentarietà e da continue divagazioni al limite dell'erudizione spinta: tutto ciò ne rende assai complessa la lettura, così come una categorizzazione. In linea generale, si può dire che P. propende verso una sorta d'irrazionalismo sentimentale, che sgorga in lui d’una sincera religiosità. In questo si può collegare con filosofi quali Herder, Jacobi, Hamann, pur essendo la sua scaturigine di diversa natura. Sebbene il pensiero di P. sembri procedere nella concezione della natura sulle vie dello spinozismo idealistico, pure egli si salva da questo che considera un "paradosso mostruoso" mediante l'accettazione del dio personale del cristianesimo, nel quale egli fermamente crede. "Il suo Dio, pur restando il principio plastico dell'universo, non è più il dio astratto di Spinoza né quello di Schelling, che si disperde nel mondo ed esce da sé con atto incomprensibile, per ritrovarsi attraverso il processo della natura e della storia; ma il dio degl’umili che parla al cuore con tutto il fascino della bontà e la poesia del sacrifizio. Se nella "Critica della ragione pratica" di Kant l'uomo si affranca dall'ordine naturale, perché si auto-determina come fonte delle categorie, e avendo coscienza di sé come soggetto universale, si sente vincolato a una legge che non tiene conto della connessione necessaria delle cose; per P., al contrario, il principio morale non è una legge di ragione, ma un principio, che avendo solidarietà con tutti gli altri elementi della vita, scaturisce dalle profondità del sentimento, come lo scopo dell'essere umano; e le forze intellettive e volitive non hanno altra funzione che d'interpretare e di attuare questo impulso interiore, questo sentimento del bene, il cui meccanismo e la cui origine sono inaccessibili alla ragione -- Tacconi. In anni più recenti le maggiori riflessioni sull'opera dello spalatino P. sono giunte da parte di alcuni studiosi croati. Nel tentativo di croatizzarlo, egli però viene presentato come "Juraj P." mzos.hr. Tre articoli della studiosa Heda Festini su Juraj Politeo. P.. Scritti filosofici e letterari, con introduzione di Luzzatti, Bologna, Zanichelli, Bordiga, P. - Commemorazione, Venezia, Faggi, Per un filosofo dalmata, Marzocco, Gentile, P. in Critica, 20 novembre 1919. A. Renda, Un pensatore dalmata in Nuovo Convito, novembre 1919. F. Tacconi, Un filosofo dalmata in Rivista dalmatica, gennaio 1926. Ildebrando Tacconi, Giorgio Politeo, in Istria e Dalmazia. Uomini e Tempi. Dalmazia, Udine, Del Bianco, 1992. Erminio Troilo, Un filosofo dalmata in Bilychnis, novembre 1927. Voci correlate Dalmati italiani Altri progetti Collabora a Wikisource Wikisource contiene una pagina dedicata a Giorgio Politeo Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giorgio Politeo Collegamenti esterni POLITEO, Giorgio, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Giorgio Politeo (XML), in Dizionario biografico austriaco 1815-1950. Modifica su Wikidata P.Zenoni-Politeo, «Giorgio Politeo (1827-1913)» in Ateneo Veneto, Anno CXXXIII, Gennaio-Marzo 1942, Vol. 129. AA. VV., «POLITEO, Giorgio» in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Portale Biografie Portale Filosofia Categorie: Filosofi italiani del XIX secoloEducatori italianiNati nel 1827Morti nel 1913Nati il 15 aprileMorti il 26 dicembreNati a SpalatoMorti a VeneziaDalmati[altre]. Nome compiuto: Giorgio Politeo.

 

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