GRICE ITALO A-Z P PE

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Pellegrini (Roma). C I SEGNI DE LA NATURA NE L'HUOMO, DI ANTONIO PELLEGRINI Antonio Pellegrini, Cristoforo Canài HI DE LA NATVRA NE L'HVOMO, % DI ANTONIO PELLEGRINI. Con Trimlezw. ^^^.^òi^Jf-^^-. In vinetia , per Gm^vm ^ /. 7v A**':"* ^ LO ECCELLER^ tipmo Duca di Camerino , Il Signore Ottauio Farnefe , Chrijfoforo ^ecanale, Onofcendo per uiua ^ certa froua , EcceUen^ tipmo Trencipe^che lo intendere pienamente ^i affetti humani, apporti in tutte le opera^ tiont de la uit a, gr andiamo gioua, mento , ^ Comma dilettatione a .Mortali ) m'e caduto ne t animo , per fare queHo piacere, ^quefta- utilttade agli huomini, dt pub li ed' re ( anchora che fenz^a ilconfènti- mento di lui) alcuni ragionamene ti : fcritti ne gli anni p affati , da a ij mio compare iiPkfeJJer (tAntonio Tellegrini : Me i quali ( fe in alcu - n altro liho ) fi può perfettamente imprendere , quejia fi diletteuole > f^* fi gioueuole dottrina . Eiluero, che il penfarmi di uolere far con- tro a la opinione, ^ del Compare , ^ de lo amico J,a mente^pronta da fe y a procacciare il bene , ^ l'utile commune alquanto mi impediua ^mi ritardaua.Aia fuhito^quafi un raggio di Sole tra nuuoli , mi fi fcouerfe lo lj?lendore ^ l'authorita de la Ecce [lentia uoHra . Et giudi cai che facendo io ufcire quefo li- hro ne le mani de gli hmmini , col felici fimo uoflro nome in fronte , non folamente ciò douejfe a tuiy f- cureXzjd ^ fauore col mondo ; ma a me anchora con lo amico imer ito ^gratta acqmUare , ìsle nera-- mente , fu non ra^ioneuole, ^non git^fio il mio fenfamento :Pero che qual Frouincia , qual Cittade, quale e finalmente quelt huom o , che ardijca di oppugnare quella co fa ; cui mi rigenero dun tanto Im^ Peradore,Jiate feudo ^difefa ? Et a cui darà l'animo di biaJimarla\Ce uoi, nipote d'un f felice coji fan to Pontefice, l'hauerete accettato ? fermjlraìEt le firet e patrone \ Et d! altra parte, come potrà lo aù thore non gradire,'^ non hAuer ca ra queHa mia operai ione fentendo ilfuQ libro, e [fere uenuto ad mchi^ nami ^baCciarui la mano,come a (iio Signore ? Alche far e, egli mede Jtmo,Jè le jke occufationinon gite le hauepno uietato, uolentieri ue- nuto farèl?be:Non Joloper le moL te, ^ tutte rare uniuerCali cagio- ni, onde fopr amolti Fremì fi:, ^ admir abile fete et amabileyma par ticular mente , perche benefattore, ^ signore fete de fuoi . iAccetti adunciue la Eccelle ntia mlìra, quefio libro con allegra faccia : Et rimiri in lui , quajiin lucido ^ va litolpecchio,tuitele fue buone]qua litaicojide t animo, come del corpo: Et alfine , fempre lo oAuthore ^ me infteme , che ci fa fommofauo^ re , conferui ne la gratia Jua . L ,1. \ I DE I SEGNI DE LA NATVRA NE L'HVOMO DI AN TO N I O P E LL E G RI N I L I B IlO V B^l M 0. 0 FE B^E B B 0 Ts^O certamente tutti quanti gli kuomini ^ con ogni lo^ ro fatica diligcntia IsfoY'xarfi eir ingegnarfit di recare al mondo, nel mi I gliore modo che poffono y ' giouamento & utilità : fi per ricompenfare in quefla guifa^gliamaelìramcn^y ti & benefìci, riccuuti da gli indusìrio/i & [ani lo^[ ro maggiori : fi ancho per non lafciare che nel tém* po à uenirt , i difcendenti loro fi dolgano {come efii perauentura hanno fatto) de la prigitiay^^ 'i^ la negligentià de igìa trappaffati . Et auenga che H fare quelìo a ciafcuno lìia ben^ , pure a coloro ajjai meglio pare che fi conuengd , che con minore pe^ tiglio & daìino di fe Heffi, efcguire lo poffono , La-- qual cofa niuno hiuero mi negar à giamai ^ne gli fcrittorinon adempir fi perfettamente • Tercioche effi , lontani in tutto da i tumulti de le guerre , da le inuìdic de i gouerni de gli fiati dai difagi che ftmpre ft tirano dritto tutte le arti , pofjon^ t L I B FiO tàue conferuare le operationi de Capitani : lodar e^^^ prudenza de prencipi : Et ìnfegnare in che maniè-^ ra , <{ue^o , o ciudi' altro , tra gli huomini fia Ua^ to eccellente . Ver tanto difiderando pure di mani^ feHare al mondo^quanto fia in me je non gagliar-- do il potere.almeno ardente la ajfettione^di gioita" re (fe potrò) agli huomini in qualche modoM uo-- tmo^y polche nonni h dato occaftonedi meglio ope^' rareyfcriuere al meno alcuna cojaichepiu dotti ^ pisani ci renda . Et perche efendo huomini ^ ci de principalmente dilettare , di intendere CT di cotio- fiere Vhuomo inan^ì a ciafcun' altra cofa , fi ancho-^ rayperche ad hauere conofcen:^ di noi Hefhfumma già in per fona di un gran fauio auertiti da i Diuini or acuii , mi è piacciuto di trattare primieramente de la natura de Hmomo: Et moflrare fecondo le ua rie qualità del corpo, quaipajfwni, & quali affetti, fiano naturalmente ne l'anima. De laquale Jcientiay niuna altra più grata^opiu cara efferc ci dee: confi-- derando lei effere tutta noftra: TSlc d'altro trattar Cy che di noi medefimi. TSljunapiu gioucuole^od utile : imprendendo da lei.ciocheper effere buoni compiu-- t amente ydohbiamo fchifure: Is^iuna al fine più per^ f ettaro più bellaieffendo il foggetto di leifilpiu bcU loyC'l più perfetto animale che habbia la natura crea to. abbracciamo adunq; con tutte le for%e noHre , ^ucfìa tanta bellex^. ^cqui§ìiamo quesla perfct-- tione : feguitiamo queU' utile: Et guHiamo qucHo fo?nmo piacere. La conofccn:^de fegnidelavo- f T ìli M Oy 2 tira T^aturuy è celebrata da i medici : ojjeruata da i fhilofophi , & ammirata parimente dagli buomini tutti; Etpreffo agli antichi ella era in tanto di tiene rat ione d'authorità^ cheft legge gli Indiani faui non prima effcre [oliti di permettere che alcuno dcjje opera a lo fludio de la philofophiay& al gou^r no de regni , che foffino certi per le corporali qua* lità di colui Jui efj'er ne pienamente degno. Foglio a dunque mandare a le lettereccio che in qMcfla mate ria alcuni anni fono , tre ualorofi Imomini , & miei carifjirni amiciydottamente ( fecondo che poi mi fu detto) & fottihnente dijputarono infieme : ilquale ragionamentOy hebbe princìpio in quefla maniera • Dijfemi già ^Icffandro Dolce ^ che trouandofiun giorno di fiate dopo mangiare ^ne la Chiefa del Batti "ila a Murano^doue fi celebraua alhora jollennemen te la fefta de la natiuità di quel fanto , infieme con Meffer Gifmondo Harruel Jngleje^'che hora c Com-^ 7niiJario& ^mbafciadore del fHol\e prejfoaque fìa B^epublicac& il zornox^^ Confalo in qucfta Cit tà de la natione fpagnuola , Et ueggendo elfi quiui , come fi fuoleufare in luoghi fimili y ragunata una buona brigata di donne , mirando il Confilo uer^ Jò una di loro, più giouene, cì^ daciafcimo giudi^ cata belliffima di tutte le altre , uerfo gli amici ri-^ Udito fi , loro in quejio modo diffe ridendo . Ter quanto da alcuni certi fegni ìiel uifo di quefla don- na comprendo {(^^ fe loro la predetta giouene uede re) giudico che ella difideri fommamente , di ejjère JL Vi; tuttauìa in quello ejjercitio occupata , che fece r/- tornare la faldella a MaJ^etto* jl cui lo Inglefe^me Zo fogghignando rijpofe . Mia opinione è ftrma^ mente , che non pure coHei che ci hauete additato^ ma tutte le altre anchora , onde al prcfente qucHo tempio è fi pienoyhahhiano coft fatto defio. Mhoi- ra uolendo il Confolo rifpondere alcuna cofa^il DoU €e fnbito interrompendogli il fkucllare , di/Jècofi • 'Perche non ci arrecate uoi , de gli ejfempi letti ne i UoHri libri Spagntwli , feni^ impouerirci noi altri ltaliamhogUedocii& ufurpàdoci i noHriÌTanto ui bafiaua a dirc^cofiei farebbe atta a rompere la deli-- herata oHinatione del Cauallcro mudo:fe forfè non fi tenete meno ejperti ne la uoflra lingua Spagnuo- Ujdi ciò che uoi ne la nofìra Italiana ui fiatef Que- fia co fa già non cred^io^riprefe fubito il Confolo :.An :ZÌ bauendo riguardo a la leggiadretta flatura di uoiy(^ a i capelliy &ala uofira barba cofi riccia^ ui giudico non folamente dotto ne la noflra lingua^an^ 7^ mi parete proprio uno Granatino fchietto & leg giadro . Ouiui ejfendofi lieuemente forrifo , ^ ha^ uendo per quelle parole , di nnouo mirato lo amha^ fciadore la breue perfona del DolcCyuerJò di lui, che già a lo Spagnuolo rifpondcre uolca di rimandoycon lieto uifo in que^ìa maniera parlò . 7{onuidoletf punto de la uoflra breuità & picciolex^ : che già un altro ^lejjandroydi uoi non troppo maggiorcyfe ee tremare al fuono del fuo nome tuttotoriente-.per infino a le più lontane parti de l'India: Doue egli ui dCyda la for^Jt & da l'empito de la fiiauirtUy uintù ^ abbattuto quello Indiano: grande diualorey d'a^ nimo , & di configlio : ma più ajjai di membre . Et inan^i a luiyTìdeo picciotijjìmo (come recita Home ro) fuperaua tutti i Thebani. Di cui ragionando Sta tioydice che una fomma uirtu,regnaua in uno breuif fimo corpo . ^ntonmo poi Caracalla , fu anch' egli di ft atura cortiffima : Et nulladimcno , fu giudicato fortijfmo & ualoroftjjìmo Imperadore : Et caWgò per tal maniera la mordace iilejjandria y che per quel ch'io credale Ila ne conferuarà per tutti e fecO'» Uy &uiuay &uerde i & fempr e frefca memoria • Quanto poi al tempo de i noflri padri yfta Hato qui in Italiayin tutte le optrationi de la guerraychiarijjl mo Tsjjcolo piccinoynon è meftiero che horaui con^ ti : fi come co falche può troppo bene e/fere a ciafcu^ no palefe:'hlondimeno quanto egli grande fi [offe ,ol tre al fupranome tratto da la qualità de la per fona che ne dee far fede ^ fi può di leggiero confidcrare: ripetendo che dopo la rotta che egli hebbe uicino al lago di Garda da Francefco Sfor'^yCifi faceffe^dubi tandofi non gli fojje for^^ di diuenire preda de ni* mici y portare iìiuilluppato in un facco fuori di quei tumultiyda un fuo raga'x^ ueUito da faccomanno • yolea l' ^mbafciadore feguitare anchorapiu oltre, quando il Zorno'7^ preoccupandolo diffe.K^on cre^ diate già che la picciolexi^a del corpo ^fia cattiuo fe^ gno ne le offeruationi di quefta dottrina:che an'ZÌ JL rifiotele^ & altri philofophi, che anticamente & iìi jl iij à ^ L I B B^O quelli noflri tempi ne hanno trattato ^affermano tut ti di commune parere^la fiatura breueyejjere certijji mo fegno di celerità ne le operationicEt di pronte?^ mirabile d'animo^i^ di configlio. Quindi uennCf come Iherba da la radiccyil germogliare de i dijìde ri del Magno ^lejjandro y cui uoi poco inaìi'i^ cita-* ile: Et di poi il dar loro jpreUa fubitijjìma efpe-* ditione. Comincio alhora lo Inglefe a forridere : Et poi in cotai parole fciolfe la lingua. Io credo che di- gran lunga più aiutajji' (pmgeffe ^leffandro , al fhre le merauigliofe & foprahumane opcrationi , onde egli mal grado del tempo & de la morte, ni-- uerà jempre gloriofo ne le memorie de gli huomi-^ niyla grande & diuina uirtu de t animo che era in luixhe non fece la breuità , la picciolcT^i de la perfo7ia: onero qualunque altra qualità , che egli in qnal fi uuglia parte del corpo fi hauejje; Ben fapctCy Joggiunfe fiibito il Dolce, già ne la opinione entrato de lo Spagnuolo^cbe quel degno ualorojò Trend peju maggiormente da la uirtu de l'animo fpiìito : 3<[ondimeno quella cotale uirtu,per certi fegni , o?j- de ne era il corpo diìtintOyfermamente conojcere & preuedere fi poteua. Foi ui dubitate de i morfi del Confoloyriuolto l^mhafciadore uerjo il Dolce^dijje alhora ridendo: Et poi foggiunJèy& per ciò fete en irato per luì hora ne lo fieccato. ^ qucflo il DolcCi fi come egli era lieto & ridente , in cofi fatto modo rijpofe . 7^(e io magnifico ^mbajciadore ^ temo dei morfi che non mi pungono : quando per alcuna ca-^ T II I M 0 4 ^ione non mi reco a male tejjère co/i picciolo, qml mi uedete : 7{e il Zorno^^^noìi effendoper ancho^ ra Sìato unito , o cacciato del campo che egli fi ha prefo a douer mantenere , ka bifogno che alcuno fi prenda pugna per lui. Ma credo fermamente , a ciò tirato da la aut borita di me Iti grandi & eccellenti philofophi.che di tutti^o de la maggior parte de gli aff etti de Inanimo, habbiamo nel corpo alcune certif fime note: alcuni fegni^ & indici chiaritimi. Klo ui mettete a negare queiìa cofa.rifguar dando lo Inr glefe^diffe il Confalo alhora, pero che negar efie una uerità troppo pale/e & aperta: l^epotrtfìe cauar- uene i piedi , fe non con la perdita de la uoHra jenr t€ntia . Foi ui moHrate molto ardito.rìfpofe albera a lo Spagnuolo lo ^mhafciadore , dapoi che fi e il Dolce rappacificato con uoi:ma fe non haueffi rijpct to a queiìo luogo , doue non mi pare che fi conuen-^ gano queUe dijpute , come che la mia opinione ne perdeffiy non ne riporterei al menobiafimo o disho-^ fiore, Effcndomi poflo io fola Barbaro ro%o & incoi to , a difputarc con uno Italiano ornato & tloquen^ te ; Et con uno fagace & acuto Spagnuolo . Mho-- ra il Dolce , queda cortefe dijfe , & am.oreuole inr "giuria che ci fate , non tiene già ella pure un fol punto di Barbaro : ^n^i ci dimoHra chiaramente, uoi efjcre tutto pieno di humanità : Et degni fimo di effere nato nt la Città di I{oma . si al tempo de i ']{egoli y 0 de i Fabritu , foggiunfe fubito il Confolo. LEt non già a quefta trifìa CT infelice etade : ye I4 \ L I B T^O quale U ntai uiuere , & i fo'j^ coflumi di molti che bora ui J'ono,hanno ripiena quella cittàydi tutti i ui- tij, & di tutte le fceleraggini . T^je quiui il Dolce : poi ripigliando il fuo ragionamento/egui in quc fiaguifa. Certamente giudico anchor ioy queUo luo^ go non effere conueneuole 5 a le diJputationiQhe^ già cominciato baueuamoiln cui lungamente fermando^ ^ ci, mi pareua ìionpure che faceffimo contra al debi to de Chrifliani > ma anchora che da precetti di Ty^^ thagora^ molto circndefiimo lontani t dolendo egli che ne i tempij diuini , oltre a lo adorare &àl con-* templare Dio^non fi die e j[e 0 face jje altra co fa ueru ita. Ma feuolefte fare per mio conftglio, potremmo pa/fare qaefio giorno , lontani dal tumulto 5 & dal caldo yonde ardCy & ua fottofopra que[ia Chic fa: Et ijpendcrlo 0 nel cominciato ragionamento : ouero in qualunq; altra operatione, che più ci aggradijfes& che più ci andaffe per r animò. Spendafi pure in que Sìoyriprefefubito il T^untio del ke:Ma doue andre- Vìo noìy che quello fole ardentiffimo , & tarfura de la prefente fìagione^non ci apporti noia & faftidio? <:é ne andremo rijpofeil Dolce yfe cofiagrado uifia^ in alcuna de le nojìre barchette : Et farenci menare •qui drietojoue fia l ombra più frefca y e'imare piti tranquillo : Et quiui pafcendo a un tratto la uiH^ de le (poglie uerdijfime de i belli & colti giardini che €Ì daranno d'intorno y&dele onde marine imitd'- trici&cmule delCiclo,potremo ripofatamentty & SenT^ alcuna perturbatione , acquetare , comporr e% P-J^ IMO. 5 ^ ordinare V animo nojlro : Oìide il di/porlo poi ad alcuno penfiero intellettuale & contemplatiuo zaffai facile CT lieue cofa cifia .^quesìe parole del Dol^ ce y acconsentirono gli altri dui uolentieri :perchù entrati in barca^^ in parte ridottifi a punto fecon^ do la uoglia & il dijj'egno loro y poiché fermati fi furono alquanto , cominciò lo inglefe a parlare iti quella maniera . Quantunque uolte rne auenuto di penfare di quefia uoflra fcientia j altrettante mi fo no merauigliato grandemente di quegli huomini ^ che ui confumauo drieto tempo & fatica : Et l'olio (come fi dice) & Vopra ui perdono. T^on tanto per la uanitày&per lafallacia^ che pero inlei cono/eia fno certiffima^quanto perche mipare^che quelli tali fi uadano per fe medefimi procacciando hiafimo & dishonore» Terciocke qualmeritOyche laude^quanto bonorcy ^ qual gloria , diremo douerftragioneuoU mente attribuire ad alcuno, uiuente giulìoypruden" tCy forte j& temperato , fe egli non per jua delibera rata uolontà fia tale , ma perche la qualità del fuó corpo y a uiua for^a effere ne lo facciano^, 7{on «e- dete di gratta , che in queUo modo fi Hraccianoyfi distruggono y & fi gettano a terray le leggila giu^' ilitiay & VhoneUà i Che foìiOyper dir uero , nonpu re ornamento^ ma Habilimento anchora y ZS> conferà uatione di quello mondo. Ingiuflo adunque & uanù Lycurgo : llquale ne le fue leggi ^propofc guiderà done ^ premio a i uirtuofi & buoni : Et a gli federati rei pena ^ caHigo :fe gliu?ii } & gli Z J B 0 altri di coSlorOi non di loro uolontà operauano , rr^a erano da le corporee qualità^a cofifhrc sfor'j^ti. In giufto parimente Solone : Ingiunte le Dodici tauolc i^mane-.lngiu^li gli Imperiali edittiiEt ingiuHi fi- nalmente tutti gli (latuti i CT tutti gli ordini de i l{e gniy& de le l\epuhUche.H abbia uno mcdefmo me^ rito illibcrale^^- lo auaro:llprudcntey& lo fcioc^ co:ll modcjìo,& Paudace.'ll buono,& il reo: Et al fi ne l'ornato di uirtuihO' il macchiato di uittj.Confoìt dafiy & mefcoiifi ogni cofa fòttofopra : Et ritorìiifì di nuouo nel ìnondoyla confu/}one^& il Cbaos. 0 bel la adunque utile fcientia che è quefìa^fe ella non dijpaia il nerOidal bianco : [e ella ci toglie lo imita--' re le opcrationi nobili & degne : Et [e ella ci mette dinan'xiuno fcudo,di dire non poffo fkr altro, o non ci fono inclinato, jhtto di cui ricoperti^pcjfiamofen^ %a temere più hoggimai le afl^rc^^ fiere per coffe delbiafmo & del Hitupcrio^liber amente in qualun- que uitio Jommergcrei: Et da le uirtu , onde prima 'frìeglio & più fìcuramente erauamo difefi, allentai^ narci {come dir fi fuolc) per tutta la jtrada . Ma non pure, fe quella fcientia fo/feuera.ella farebbe (come ho detto) dannofa & noceuolca lauitade gli huomini:Ma ella^anchora non e,ne uera può effe -re per alcuna maniera. Ttrciotheìouorrei faptre un poco da uoi^fe i cosìurni fono affetti de l'anima: 0 pure del corpo. Sono certo che mi rifj'onde) ete de t anima : fe adunque l'anima per fe , rionubidifce » ^ non.Jtguitay& non foggiaceale paffoni dclcor- poj come miete noi . qt4im ridendo il zornoxj^ mlcua interromperlo y fc il Dolce che gli fedena et rimpetto , nonio bauejje cofi dicendoyfiitto tacerei Lajciatcper Dio Signor Confoloy che egli dica tutto ciò che gli piace yche poi con ordine uia maggiore y fi potrà di ftintamoite^a ciafcma parte del fuo ragio^ namento risponder e. Chiunque jifente trafiggere al u'UOyripreJe fuhito ilTsiuntio y hauendo già uerfoil Voice riuolto il parlare y non può in alcuna maniera. Siar cheto:pero fentendofi hora punto nel corcyCi uo. leuaper isfogare il dolore & la pajjìone che lo pre^ meuaymandare in quel modo fuori la uoce. Ma (ri^ drii^ando di nuouo le parole al Confalo) prepara^ teui pure difjcydi jchermirui bene :per che di co fi acu ti Hr ali y me rie auanxano ancora parecchi. Già jo ben io che buono arderò douete ejfere affai , rifpofe il Zornox^'i poi che fete Inglefe : Ma non dubita-* fesche io con V arcobugioyche agli Spagnuoli hado^. ^nato la gloria de la militiayfhrò lo uedrete , pÌH> profonda , & pia mortale ferita . Orfu foggiunfe io Inglefe , ueggiamo adunque qual di noi fa meglio ferire: Et poi in quella guifxy al fuo interrotto ra- gionamento diede di mano . Dico per tanto che fc V anima per fe ftejfa nonè fottopoUa a le qualità corporali , molto meno i colìumi , che fono , come già s'è detto , paffioni & affetti di quella , ui pof- fono y 0 ui debbono foggiacere : Effendo cofa cer- Ufjlma yche effmon fi impriìnono ne gli animi da naturai ma per l'ufo continouo , ^ per le frequcn^ L I B 1^0 tate operatìoni, fi accingano fi ricenono . Oltre a ciò, quello affetto che e naturale ^ non fi può per al cun modo afjuefare al contrario : Conciojiacoja che fe mille fiate fi gittafie una pietra a lo in JufOy al-- frettante ella a baffo ritornarebbe : fecondo che a U proprietà de la natura di lei fi appartiene.Ma i co^ fiumi (come ciafcuno fi uede) pofiono troppo bene efjer e contrari a le ine linat ioni deh natura: ìUhe ef fendo,noa è forte o difficile a giudicare, che ejfi non feguitanOi ?ion ubidìfcono , & non procedono in al- cuno modo da lei. Ma quale necefiità uolcte poi che poffa hauere quefìa fcientia yfe in molti fi ueg^ gon^o alcune qualità fignificanti pajjioni ne l'anime^ fce erate & trine, che fono nondimeno fantifiimi cr perfettifiimi> fi come in Socrate cr in Hippocra-^ te effere incontrato y per le fcrit tur e de gli antichi appiamo . Et fe molti fi ueggono di complefiione fol erica yefilre manfueti:non pochi fanguigni,tenaci & auari:affai maninconici, liberali: Et molti alfine Vhkgmaticiyf uribondi^T^on nafcono adunque i co- [lumi:da le qualità de le complefiioni:^n^pendo^ no in tutto^da la pura libertà^de la uolontade & de lo arbitrio nofiro.Ouiuihauendo il Juo parlare fini- to lo ambafciadore.il Confolo che con difiderìogran difiìm 0 moflraua di ajpettare che in fe ricadefieil ra gionamento , con quella uiua & chiara allcgre^:^ che fiammeggia di continouo nel fuo uolto^ in que- Ho modo comincio a fauellare. Scio non giudicafii ihefeconà o lenouelle infiitutioni del uofiro paefe I M 0. 7 ui credeHe la confefjione e/fere di fouercbioy al con^ fejjarui ui eshorterti : perche a me pare neramente che fiate fpacciato. Ts(on toccate^dijfe alhora il Dui ce di gratiacofa alcuna appartenente a religione: Ma lajciando queUi carichi a i Frati y &ai reueren di maeflriybaÙicianoiy il confiderarele cofe natura li. Amando meglio di errare con quei buoni antichi che con quefti altri modernijoltrc come fi dice, a la linea jfapere. Egli non farebbe Spagnuolo^ difielln glefe alhora uerfo il Dolce riuoltOyfe egli infieme no fofie mordace ^ ingiuriofo:Fedete come egli ci me na tutti ad un filo: Diani^i uoiy & io bora fiamo fta ti tr affìtti da lui. Ma lafciatepurej che i Dialo^i de la prefa di l\cma^in queUi tempi da lui publicatiy ci fanno bene cono fcere a pienOycio che egli de la reli^ gioney& de la fede fi fenta.Sorrifc alhora il Confo lo a que^i ultimi detti: Et poi cofi Aggiungendo fe-^ gui. Ture che uoifcrittore non mi facciate; tutte le altrecofemipajfaro di leggiero.Toi fermato alqua to il uifoy più grauementeyin quefìa maniera a ragia tiare diede principio. Egli e ben ucroyfi come uoi di tCyche i coHumi fono affetti de Vanima:ma non epe ro ueroyfi come inferite dipoiy che l'anima non uoi" difca a le qualità)& a lepafiionidel corpoi^n^i in mille modiyapertamente fi uede il contrario. Donde direhbono i medici , che il mutare de la complejfio^ ne y cambiaffe infieme gli affetti de l'anima yfe ucro foffe y che ella le qualità de i corpi non feguitajje { Ter che bauerebbe introdotto Tlatone Timeo dijpu t I B \ 0 tante , quegli huominidi lungo cjjerepiu prudenti, il cui corpOy di minore copia dlnmiore abondajfei O non è forfè laprudentia.una de le uirtu de t animai Certo fib:Tsiondimcno uuol pure^come uedete, quel fauio^an^iq principe più tofio & capOy& maeftro di tutti i fapientiy che ella da le qualità del corpo di^ penda. Ttholtmeo afirologo, ^ inanità lui Hippo crate medico ^differo che fi doueuano giudicare i co fiumi degli huomini ^ fecondo che effi erano natiiin regione o uicina , o lontana dal mt%o giorno : ciò è che riJpondayCT che fia fottepofla^ a lo Equinottia- le cerchio del Cielo , Conciofiacofa che i co§ìumi fe^ guìtino lepotentie naturalicTs^afcenti fen*:^ dubbio alcuno^ da le uarie compofitioni de i corpi : Lequali pigliano poi diuerfità & differenza , fecondo che differenti fono y& diuerfe le regioni. Onde diffe Ver gilioyeffere necejjario il uario influffo del Cielo cono fiere: Et ciò che un paefe fa atto a produrre natU'^ Talmente : Et d'altra parte^ ciò che per ninno modo gli fi conuenga^dala efi?erientiacertiffima madre di . uerit affiamo conapprouata ammonitione chiari ren iluti. JL che erano quefie confiderationibifognoy fe non le anime cotali fi dipingejfero^ qualcil corpos i colori de la materìa tinge ffero Ì Et fea feguitare le proprie qualità de la terrena poluere , onde fono quefie membra compoHey non fempreauiua for'^ te cofirìngeffero f Et confentaci la uoflra benignità^ che a lo Jpecchio lucido & politoàn que§ìo cafo Va- . mma ajjomigliamo. llquale priuo in fe d'ogni altrpt T 1^1 M 0 • 8 colore y fuori che di limpide^ , di Jplendore , & di nettei^j tale però diuienc , bianco, nero,gran^ de^ picciolo , bello & brutto , quali le imagini fono chea lui ftapprefentatno . Cctali apunto le anime, noiir eccome parte che elle fono del fuoco dellu- 7ne celùfte^chiare da fc^ri(pLendentii& fen'j^alcu^ na macchìa^come prima a qucHi corpi^foT^^ofcuri^ ex tenebro fi fi uniJcono,tHttigli affetti lorQ,onde ef. fi diuerfarnente uanno d flintiy in fe Heffe riceuono a Ma perche mi debbo faticare a ritrouare argomen^ ti , fe la ejperieìitia dinani^ a laquale fuggono le. menzogne , ce ne rende in molte maniere certiffimiì^ Ditemi un poco di gratiade infermità 7J le ebbrc^. %e, non fono elle pajfioni di quejio corpo f Certo ji Jono y rifpondercte . T\fondimeno chi è colui che non- ueggayCjuanto fi mouanOy& patijcanoper effe le ani me^Elle patifcono tanto , & cotanta alteratione fi prendono, che mentre fono opprcffi i corpi da queU la palfone,cJ]e per alcuno modo , // loro ufiicio non pojfono ufare ♦ Quale adunque più certo fegno , e^r quale più manifcflo inditio uogliamo di qutfio i Da l'altro lato, gli amorini piaceri,le trijiitie,^ le pau^ rechi dubita, che d'animo tutte pafjioni non fiano i Ma con tutto clo,ft uede la paura fkreil corpo tre^ mare & impallidire : Et talhora per lo cacciare cìr rifpingere con fouerchia for'j^ al core gli humori ^ ( fi come ci affermano i medici) e/fere cagione di ftujfo : Et alcuna uolta , uccidere ancho del tutto • Similemcnte gli ccccfiiui dolori^ fanno dintnire gli l 1 B Ti 0 hùomìnìfmofl : 'Et li rendono yqtia/i in tutti le lora operationi yfimiglianti ale fiere jcluagge. Come fi fcriue di Hecuba: che perduto il regnoyil marito^ & i iìglÌHoVh& ìntefa al fine la triSìa nouclla de la mor . te di Tolidoroyperdette infieme lo ingegno & lo in- telletto humano : Et da indi a drieto , a guija di ca- ne fu fempre udita abbaiare. ToJJono etiandio ipia ceri & le allegre^ fmijurate ampliandoy& dila- tando gli fpiriti uitali con troppo maggior f or '^cl che la natura fia ufa di /offerire , guidare lietamente queUo noHro corpo talhora a la morte. Secondo che già incontrò a quella femina Bimana: Laquale ha- nendoji creduto cìr pianto li figliuolo per morto ne la battaglia di Canne^ueggendofclo poi faluo giun-^ to dinan^i^abbracciandolo & bajciandolo fi morì di dolce"^: Quanto poifiano da lo amore i corpi ren-» duti magri j& eUenuafh& in noi medefimu & pa- rimente in tutti gli animali de le altre j^ecie^fi può in mille ^roue uedcre ogni giorno . La onde dotta^ mente come fempr endice di queHo parlando yil Man tuafto Nomerò; le cui diuine par ole, fono fiate dal na ftro DanicUoyin cui come lume in JpcccbiOyriJplende la eccellente ^ rara uirtu di mefi'er Triphone Ga- briello 5 nouello Socrate di queHa età/ono fiate di- co ne la ornata traduttione che egli ha bora fatta de la Georgica , interpretate in quefia maniera • Terche lor for%e , a poco a poco fura , La femi- na :& ueduta li confuma :Tsf e fofiicn cl/efii fi ri^ tnembrin poiyGiamai de bofchiyO de le tenere herbe • Sono 2' III M 0. p Sono adunque t anima c'I corpOydi maniera con^iim ti & collegati infiemeycbe ciajcuno di Loro yfo^ìiaie ^ fojftnjce Le paJSioni del'alcro : Et ciafamo le alter alieni de i altro , in [e mede/imo prende . Ter ciò amene che i medici che hanno cura de' corpi no^ Sìrii conofcendo la (irettifìma unione de l'anima & del corpOi& fapcndo molto bene quanto inno [otto giaccia agli affìtti de Ì altro ^ metano la prima cofa agli infermi M lafciarji da le noic^& da le trijiepaf fioni de lanirno^uincere Z7 perturbare. Ejjendo adi (jue a le corporee qualità Ì anima (come fi ucde) fog getta ^ ubidiente yC ben dritto cheancho debbano i ccjìumi , che altra cola non fono che pure ajfettioni d^anmoàl corpo parimente fcguirc: Et ejfere cotali a punto yqualt le figure i fegni di queflo ce li prò mettono: Et ce ne donano indicio. Era per fcguitarc anchora ilconfoloya le altre oppofnioni riparando > & facendo fi mcontra^onde qua/i con fortifiime ma chine , fi era iìudiato lo arnbafciadore , diabbatttre CT di rouinare lo edifìcio di quella dottrina yfe non che il Dolce ueggendolo fermo , diffe fubito queste parole. Mi mcrauiglierei inuerità grandemente^chc a la \atura ddigcntif ima altrettanto ne le cofepiu care & più nobili , di ciò che ella ne le più indegne & ne k più uili (ì mofire fojfepiacciuto che i frutti per le loro esteriori qualità giudicare fi pctejfero ^ & che drittamente , la maluagità , o la bontà loro ne fo feantiuedutada gli huomini , Et fimilmente che ne i cani , ne i cauolli^ ne lepecore^ ^ ne i buoi^ Z I B liO fìpoteffeper cfegni del corpo ^ conofcerne lauìU tày 0 lagrande%j^ de lanimo^nT apprejjòja debi^ lita y 0 laforte'2^ del corpo^^ che ne Hmomo ani male di tanta dcgnitày & di tanta per fcttione , quc Sìoislejp) parimente non auenìjje, Quaft chela TSla tura^di tutti gli altri animali y& de le piante fi ha ueffe tolto più cura , che ella de l'huomo fatto non hauea.Oueììo non e ragionciiole : 7\(e fi de per al- cuno modo penfare . Quando adunque non ci fojfc mai altro argomento dimosìrantcci qucfla fi:ientia ( comete ne abondano inuero infìnifi) confiderando che ci fia quella o fferuatione ne gUanimalhcio e il poter conojceregli affetti de l'anima loro^nelo ajpet to de la forma efleriore del corpOy fi de per degni-- tà de l'huomoycr edere che in lui qucfio iììefjo fi pof Ja.Degnita farebbe del'huomoy rijpofe fubito l'Ora- toreyfe mi lo trahcUe da la greggia de gli altri ani mali: Et non facendolo {fi come in ciò ogni uosìro ftudio fi adopra)caminare di pari con ejfo loro.Foi per mia fede procacciate^ un bello honore ala uo^ (ira fpecie : dicendo che le inclinationi de l'anima humana,fiano quello iflejfoy che fi fono gli empiti de ^ le fiere :lSlpn dico già io qucHa cofa , previamente il Voice rijpofe:Jin%ifo che tra le attitudini naturali^ ^ gli attuali cofìumiy ci può ejfere grandifma dif- feren%a.Feggendo quiui il Confolo che la dijputa in cominciata dal Dolce^er a per difender fi in troppo lunghe'T^ymirando ucrfo di luiy humanamentc con- tai parole gli dijfe.Siatc per gratia contento fignor T III M 0, IO Dolce^che domi hoggi , che uinca qucUo Inglefc •per memedefimo: Et perdo fen%a punto trauagliar ui ne la nojira battaglia , jiatcui da canto a utdere: che uiprometto^in due o tre colpi anchor affare che egli in fogno di uintOy mi porga ignuda la mano.Fe nite pur uia^dijje alteramente ridendo lo^mbafcia doreiche forfè cofidolci^o tali non ui parranno lac que del noUro Tamigi , come^^ quali hanno i no-- §ìri guflato in qucfta prouincia , quelle deTo , de r^rno^ & del Garigliano. l{ifo che fi fu alquanto per la ardita riJ}>ofla del yuntìoy^ato il Confolo un poco fopra dife^in qucjìo modo a ragionare ricomin ciò .Ts^on giudico che fia neceffarioyrijjìondere a quel la parte ampollofa del uofiro ragionamento : nela-- quale mettendomi incontra la authorità de gli an^ tichi legislatori, ui dolete che queUa fcientia toglien do la laude al buono eH uituperio al triUo , ritorni un altra uolta la confusone nel mondo : perciò che ajfai chiaro fi può uederc , lei ejjère fabricata fo^ pra la rena:fenxa alcuno od appoggio ,0 foflegno di uerità. Conciofia cofa che non per le incUnationi o potentie naturali , biafimo od honore ci meritiamo: ma per le attuali operationi: Et perlloabito poi, ^ per rufo che in effe facciamo.Chi ui nega adun- que ^che non fiano utili le leggìi Et chi può dire chcl uirtuofonon fia degno di gloria? E' luitiofo per con trarlo , di fcornOyt^ di infamia fempiterna? Vojfo-^ no gli buomini e/fere inclinati naturalmente ( come di Socrate dijfe Zopiro ) a qualche ajjetto triUo ^ L I B Ilo opprobrìofo : Ma nondimeno configlìatl & aiutati da la forte & prudente noflra imperatrice ragia-' ne y pojjono anchora quella loro naturale affettione, domar e j uincere , & ordinare : TV(e lagmja che nel già detto fempre lodatifìimo SocrateyeJJ'ere auenu^ to fifcriue. Olà ni uoleua ioydijje a Vhora lo Ingleje: Et haurci caro che per uoi mi [offe moflratOy in che maniera fja pofiibilcyche fia utile o necejjaria la co gnitione di alcuna co falche pojja nondiìnenoyefjere, Cir non ejjcreynel modo che già conofciuta Ihabbia^ mo.Dirò cofi:Che migioua il fapere che la bianche"^ %a ne gli òcchi^importi timore ne l'animo :fepero non fono gli haucnti gli occhi di quel colore, sfor^ ^tiad ejlcre timidi fempremaì ? jinT^ fe nonpo^ chi tali ft ueggono tutto' l giorno , di molto ardire , C2r di molta fìereT^ dotati ? ^ffai uipuogiouare , riprefe fubito il Confoloyilpreuedere le naturali in-^ clinationi de gli huomini:quando ne la maggior par te di coloro che ima ci uiuono.ci fono per effe il più de le uolteymanifeflatiy& venduti pale/i gli attuali cóWmi , &gli habiti propri de gli animi humani . Conciofiacofa che fecondo il detto del fauio Biante, molto maggiore fta il numero di color o^che cicchi fe ne Hanno drieto al fumo de lo appetito & del fen^ fo.che di quegli altri no è, che da la luce de la ragio ne yfcorger e ^& guidare fi lafciano.Et è oltre a ciò ue rifiimo{come dice Miflotele la ne lagenerationc de gli animali) che molte cofepotrebbono effere fchifu^ u da noidequali nodimenoyO per debole::^ di giudi T III M 0. IT €iO)0 per maluagìtà di conftglioyabhracciamo & fe guitiawo per tutta la ulta. ISleceJJaria adunque è la Ji: lentia delhumana natura , per cono [cere uniuer^ falmente in tutti gli huominiyi femi naturali de no^ ftri co/lumi : Ma perche infiniti homini , am^ tutti più tofìoya diuerfe loro etadi hauendo rijpctto, uiuo no come fi t detto feguitando il fenfo , h nccejjaria anchoray per intendere gli attuali cofìumi de i più . Et ardi fco a dire , non ejferepojìthile che huomo ue rimo habbia negli affetti de l animo alcuna propria^ qualità , che egli di quella rnedefimay non ne babbid parimente qualche proprio fegno nel corpo, ^dun que dijje lo Inglefe , de la qualità de l anima , ne de ejjere cagione il fegno del corpo f ^on h , rifpofeil Zorno'i^.ne il fegno , cagione de la qualità:!^ la qualità) cagione del fegno: Ma fempre luna di que^ fte cofey accompagna & feguita l'altra . Si come ne da qucfla forma diritta^onde da tutti gli altri ani^ mali fiamo diuerfh il noHro e(fere huomini fi deri^ ua,ne d'altra parte da l'effer noi homini, ha origine quella noilra forma , ^n^i fono ammedue queHe qualità, congiunte fempre & collegate infime • Ma la cagione primiera & originale de luna & de l'altra , è primieramente la dijpofitione cr lo in- i flu{p) celefle:producente,& generante tutte le cofe: Et riducente la materiata quella forma che più gli piace & aggrada: Et dipoiyil merito proprio & par ticulare del feme & de la materia . Secondo quello che èfiritto nel primo de le parti de gli anirnali:p iij B Z I B IL 0 medefìmamentey nel fecondo de la Vhifica: Doue fi le^ge che ad una certa materia, ha la nofira madre Dedala er architetta natura , parimente una certa for?na confegnato & attribuito . Erafi dopo quesle parole lo Spagnuolo alquanto fermato , quando il Dolce nerfo lui riuoltofh in cofifhtto modo gli diffe. Se bene gli argomenti de lo ambafciadore rijerbo ne la memoria , doucte hora uolere ejporci , donde fia che gli huomini d'una complefiioneyhabiano gli af-- fetti & e coturni de V altra. Ben fapete.alhor rijpo fe il Confoloyche quefia cofa uo dire : T>{iilla di meno ua prima ingegnarmi di dimofìrare , in che modo quella propofitionc^la T^atura non piglia affuefat^ tione in contrario, ejfere debba drittamente intefa da noi.jl haflanxa ne bauete detto, alhora il Dolce foggiunfeiDinidendo le naturali inclinationi,dai co fiumi poi inatto &inufo.T^n pertanto fe pure di nuouo hauete in animo di trattarne , ijpediteuene in breui parole: Et come fi falena dire anticamen- te,a Vufanxa di Sparta . Tercioche io ardo tutto di diCiderioydi udirui un poco col fiume de la uoflra eh quentia,ragionare diqueiìa dottrina:?ion falò dijpu tandoi come Fate tutfho^^giima infcg?iandoci più to flo,& c [ponendoci alcuna cofa: onde, o per le ofser^ uatìoni de gli antichi imparate da noi youero per le uoHre proprie & particulari da uoiflefjo mani^ fe^ìatecì^quaCt da piaceuolehumoreyfeìitiamo re fri gerarfì le nosìre fiamme: Et pofiiamo più facilmen^ te atti diuenire^a giudicare la humana natura J>{on V I^I M 0 12 cercate yil Confalo rifpofe^chì meglio tV jidamantìoi 0 d'^rìHotelCy jodisf accia al uoUro defio: pero fen %a altrimenti me granare di fouerchio pefo , ^uafi camelo sfor%a7idomi a portare V acqua ne gli atri ^ ricorrete per noi mede/imi ale uiue fonti di quegli duo faiii. Etquitdidal foauisfrmo loro licore yinaf- fiato l'albero de la uoftra fcientia^ ui uedrcte ueftirc in un tratto di nouelle frondi: Et di beiy(^ uaghi fio ^ ri adornare: Et produrre al fine^gentilifiimi ^doU cìfìimi frutti.^lhora il DolcCylungo dijjey& fatico fo fentiero ci dimagrate fignor Confoloyper perue^ nire a la cognitione di quejia dottrina : la oue uoi s per uia corta cr [pcdita^condurre ui ci potreHe.Lun ga replicò il Confalo fatico fa potrebbe ben effe^ re qucHa Sìrada: ma nondimeno ella fia certamen^ tCj uia più affai che cìafcun' altra yfecura & utile a uoi. T^e utile riprefeil Dolce^ve fecura^ mifo io fa^ re a credere ch'ella fia:potcndouifi crrarCy fen%a ef fere ramato :& cadere yfenT^effer e foUeuato . Jkn'2;i de le molte cofe che ho letto per è giorni miei,poflò giurare di non ricordarmi la cent ef ima parte: daue tutte quelle che mi fona entrate ne l'anima, porta-- teui da la uoce uiua de le parale d'altrui , come co fa che più nudrifce & più foflenta il noflro intelletto^ \ mi ftedono anchora tutte quante ferme ne la memo ria.La onde fe uicale dimeyinfegnatemìpiaceuolmt te fauellaìido in un giorno , ciò che in molti à gran pena leggendo farei atto di imprendere. Se quale è in me lo amore che io ui porto, ripiglio il Zorno'^ »... r r B IL 0 Xft.tale HI fojfe la fckntia , non uorreì afpettarc la feconda preghiera : Ma il difìderio gravide & alto del compiacerai , mè troncato del picciolo & baffo fapere.Terò fiate contento di accettare la mia fcufa^ non come difcortcfe audacia di negareima come mo deHo timore di non errare . Seguite pur bora , fog- giunfe il Dolceygli argomenti confutando del fignor Gifmondoxche quando poiunauolta a capo ne fiate uenuto , fo io troppo bene, ciò che di noi , & di uo^ flro fapere mi poffa promettere . Mhora lo Spa^ gnuolo r affettatoli un poco fu la per fona , & tutto uerfo lo lìiglefe riuoltofi.cofi comincio.Io dico fegui tando^noneffere dubbio aerano yche ne le cofe priue in tutto di fenfoy & fimilmente negli animali che cognitione non hanno , che fono tatti quei ne lo /«- telletto de quali la forma fenfìbile non fi ferma ^ non fi può per alcuna maniera tor aia , o mutare in contrario quello inflìnto , che da principio diede la natura a tutte le cofe . Ma doue è conofcimento & gìadicio,& in coloro che haìino arbitrio di eleggere eir rifiutar Cygli inlìinti & le inclinationi de la TV^^- tura , poffono leggiermente effere al contrario di quello tiratila che efii propriamente piegauano.Vof fono adunque (come diffidi fopr a) i naturali inHin tifpingere altrui ad una parte:Donde la ragme^QT la prudentia che b in lui , 7ie lo ritiri per contrario , ^ ne lo rimoua. lS[e auìene pero che le inclinationi non fiano naturali : oacro che la conofcenxa che di loro fiacqui^ia^non fia parimente & utile & necef T I{ 1 M 0. 1} farla . I{e^la bora ch'io dica , per qual cagione uno Janguignoy fta auaroicheper natura donerebbe efje^ re liberale. Ver che un maninconicOiardito : Douen^ do natHralmentc ejjere paurofo. Come uno Vhlegma ticOiUeloce : inclinandolo la fua compie fiione a tar dita. Et al fine donde uenga in un corpo colerico y la non naturale ìnanfuet udinesi di gratia^ragionate- mi di quello dijje alhora il Dolce: che è già gran tempoyche fieramente mi fen to l'animo moletiato & oppreffoyda lo /limolo , & dal pefo dì queHo co fi fatto dubbio ^Voidouet e faperc,diffeil Confilo j che i fegni che fi ojferuano ne i corpi, fono come af- ferma Galeno ydi due fole manier e. ^Itri^ perche na fcono da le qualità d'Anna compie filone , fignìfìcano gli affetti de l anima , a quella complcjiione conuc- nienti*, jiltripoi^non per altro che per una tale fem plice loro proprietà} co non minore certe^i^ alcuni altri affetti dimofirano.Forreiyripiglio il Dolce ^ac-^ Cloche io potefii con miglior fapere le uoflre parole guHare^che di tutto ciò mi condire uno effempìóne la foauità de le fembian%e:onde allettata V anima no fira^uede fpeffcfìate^ ^ ode molte cofeiche altrame te nel udirle yne il uederle le farebbe pofìibile.Ecco uelo yriff^ofe il Zorno':i^:benche la fciocca arte del macero che ui haurete clettOyUi potrà perauentura ge nerare faftidiOéDetto ch'egli hebbe quelle parole co fi forridendoydipoiin quejflo modo foggiunfe.Lo hauere nel petto molti pc li manife^ifiimo fegno > che altri fia grandemente fdegnofo & iracondo: ma L 1 B B^O gli affai peli hi quella parteyìwn d' altronde nafconoy che da fouerchia caldc%^ di core : il che piena^ mente dìmo^ira^che ne la cowplefjìone di quel cor^ pOyCcceda & foprauanxi la colera , la proportione che ella con gli altri humori e tenuta d'hauere. il fe gno adunque del petto in qucHa guifa folto di pe^ liyprocede(come fi uede ) da compltsfwne colerica . Va V altro lato il portare il collo in qualunque mo^ do, ma jpecialmente piegato /opra l'homero man^ coy e fegno(come dijjè ^damantio)di animo molle , CT effeminato: Et ciò non per altra alcuna cagione : fe non perche queflo fegnOyhaperfua femplice prò- pirietàyquefia tale fìgnifìcatione . Egli adunque può effere molto bene^che altri fia complcffionato d'una manieray^ habbia nondimeno nel conteHo delcor^ fo alcune altre qualità .fignificanti per loro pro- pria & fpeciale uirtUyalcmi affettiycontrari del tut to a quegli altriyche naturalmente a la complesfione di quel corpo y efjere conuenienti direbbono iTbifici Vedete adunque quanto diligeternente fi dcbbe cofi derare tutti e fegni del corpo y prima che al giudicar negli affetti de tanimayonde ejjo uiue <^ fi moue^co frettolofo & non ben fermo configlio fi uenga: T^c pure ci è di mefìiero di ufare qucfta diligentia nel raccogliere tutti i fegni, ma ancbora nel comporre^ ^ nel mescolar einfierneMtte le fignifcationide fu no & de l'altro : Et di poi illuminati da raggi de la ragioneyche fecuri ci fcorge per le tenebre d'efìa ui ta^cibifogna difccrnere acutamente come fi fuol T I^I M 0. 14 dire con occhi cerueriy quale de predetti fegnifia pia 0 meno fignifìcante , Et appreso , quale di tutte le membra del corpOyfia nel dimoUrarci ifegniy di piti forx^ydi più ualore^od authorita : Et hauuto al fine tutte quelle confideratìoni & ricetti cotaliyfids poi fecondo la maggior parte, CT fecondo quei che più uagUono y giudicare . La diligcntia certamente in tutte le cofe che gli huomini faccianoci loro fem pre di grandisfimogiouameto: ^n%i ella e tale ^per meglio & per più uero dire , che molte de le nofire operationi , cìr forfè le più , & ro^e & imperfet'- teda fejornaypolifce j dona loro l'ultimo compi- mento de la loro bontà. QueHay inanimi à ciafcnnal tra cofayde ejfere fempre abbracciata da noi : Que^ fiayin tutte le noHre faccende ufata: Quelìa^non la^ fcia cofay che ella pienamente non confeguifca . Che noi non ci determiniamo à giudicare gli affetti de r anima yprima che ne confideriamo tutti i fegni del corpOyh officio di diligentia : Che mefc oliamo infie- me le figniftcatioìù di ciafcun fegnoy e ufficio di di^ ligentia : che difcerniamo quale tra tutti i fegnifia più 0 meno potente , è ufficio di diligentia : Che co- nofciamo qual parte del noftro corpo y quando ne lateUaylo ingegìioynel petto y lo ardire y ^ ne le braccia y & ne le gambe la fortexT:a e ripofta , & quando non nel medefmo luogo fi offerua la auaritia , cìr la gola , & la audacia , & la debo- lexja y eir quando finalmente diuerfì luoghiy il me^ defmo affetto ci fcoprono , fia nel dìmorHrarci ifc L I B 0 gni di nì<tggìor for%a,i ufficio di diligetìtia: Che ul^ timatamtntc i più deboli & più udì Lai dandole ipiu forti & più nobili fegiiitando, giudichiamo fecondo la maggior parte^h forte jgrandc^<^ importante ca gioney che fempre certamente cono/damo la uerìta. sformiamoci aduquCy tifiamo ogni noHro potere, perche quefla egregia uirtu diligentia, che in fe !ìef pi contiene & riferba tutte l'altre uirtUy &chepuo bene jpeffo il nojlro ingegno tardo & rintU7;7^ato da fiiagu^^re CT incitare :,non fi parta & non fi allon tanigiamai da ueruno noHro atto . Fatto che hebbe qui fine al Juo parlare il Confo lo , leuando alto il ui^ fo^diffe fubito il Dolce . Io pur uoglio Signore ad o- gni modoy CT fo che uorrete anchor uoi , quando gli hone!ìi difideri de uoHri amici a grado ui fiano ,che di quefia fcientia un poco di^ìinta?ncnte mi fauel- Hate : Et ( come fi dice) che uedere ma uolta il mi dolio me ne facciate. Ecco Dolce yrijpoje alhora il Confoh y uoi pure hauete animo di farmi uaneg^ giare a la uofìra prefen'^ : sformandomi ( il che ?ion uorrei ) a ragionare di cofa , o poco grata ad alcuno di uoi : ouero , che cofi bene com'io la potete fapere.Tsjondimeno ypoi che pur miete ch'io ui fia ^ guida per quefto camino t doue io dimofirarui fola^ mente la dirada haueua penfiero y & come fi fuol dire y non far altro che additarui la uia yfate alme^ no che P^mbafciadore ne reHi contento : accioche fe io inetto ( per non dir peggio ) prefumero dì in- fegnare a Minerua, al meno non le infegni malgra-- T II I M 0. 15 do di lei. Troppo dotta inettia ci dipìngete , replico lo InglefeiEt poco erudita Mintrua.Ma io per me^ di ciò fommamente ui prego : Et promettouiy d'ha, uerne le uofìre parole carifiirneiCbe oltra che per ef fé ne uerro in cognitione di molte cofe , che occolte mi fonoy la dolcexja fingulare de la uoHra fauella, di cotanto piacere mi riempie y che mentre u* odo ^ non può il mio animo uago d^udirui^iir tutto intento nel juono de la uojira noce, altra cofà ueruna difide rare. Et poi ci auan^a anchora co fi grande fpatio di giorno , che mal fatta co/a inuero farebbe , a non ijpenderlo in qualche dotto & uirtuofo ejjèrcitio • 7S(^e mi pare per modo alcuno ragioneuole, che que-* fio onde fin hora trauagliati ci ftamo , fi debba per altro qual fi uogiia indrieto lafciare. ^m^giudico che tanto di principio , quanto e quello che per noi sigia dato al prefente ragionamento yfia degnijfi^ mo d'ejfère condotto infino a leUremo : Et meriti d'effère accompagnato da tutte l'altre fue partiàn-^ fino a l'ultima & cflrema conclufione.Orfuyfodi^fac ciafi dijfe il Confalo jal'honeHo uosiro defioiEtade^ fiafiil uirtuofo , & ragioncuolc uosiro uolere . Ma ben ui prego yche fiate contenti di non ritardare y od impedire interrompendomi^quafi alcuna fiepe od ar gineattraùerfandoliinan'^yilcorfo , e'I fiuffo na^ turalcyonde fen'X^ alcuno indugio di artificiofo or* namento , prejie & ueloci fi moucranno le parole mie : accioche ordinatamente , ciò che di quefla fcìentia trattarono già gli antichi philofophi y ef L I B B^O ^Arinotele principalmente cotanto riuerìto & lo^ dato y più a pieno raccontare ui pojja . Cbeuorre^ He y dij]e alhora il Dolce , che la lingua non mouen dola mai , ci fi agghiacciafje di freddo ^ ouero che a guifa di rane Seriphie , mutoli diuenìsfimo i me pare che ci debba efjire lecito à domandami > quando alcuna cofa diceìie , che non ci capejje bene ne lo intelletto: Et che il uolerci di quei dubbi sgra uare perfettamente ^ che per le uo^ìr e parole ne Vanirr-o cadendoci , ci tenejfero opprefii y non ci fi debba difconuenire per alcuna maniera . Fate per fede uoftra come meglio uaggrada^iprefe jubito il Confolo : Et poi ad ubidire di^ofio , alquanto in Je Uejjo colpenftero tornando^& acquiflando con po^ co filentio molta grauità ale parole ch'egli dire do uea^in queHo modo cominciò à fauellar e A faui che hanno anticamente trattato degli occolti naturali affetti de V anima ^ in tre modi hanno detto poter-* fene confeguire il giudicìo . alcuni difcorreuano prima per le fpecie de gli ammali : Et fecondo ciafcheduna Jpecie , attribuiuano una propria qua^ lità di forma : Et inficme alcuno proprio affetto dì mente:a la predetta qualità coriueneuole : Et di^ poi in quefla guifa lo argomento loro formauano . J Leoni hanno tutti uniuerfalmente le trireme par^ ti delcorpOycH petto,&glihomeri grandi : E'ipe lo brunOìduro , & robuftoi i quali medcfìmamente tutti cor aggiofi^& di grandmammo fano . Vhaucre adunque grandi gli homeriyilpettOi& le cUremitày P 7^ / Af 0. i6 è i peli , c7 colore di ^juella maniera , è fegno ba^ ftante per fe madefimo , a dimoUrare la fierei^ » C^r lagrandeT^ de l'animo. Dopo queHo,appUcaua no queSia loro offeruatioue , a tutte le fpecie de gli altri animali: Et quali le ftmbian'j^ in esji uedenano tali le nafcoHe pajjìoni de l'animo^ ne ueniuano gilè ciicando. Dando/i quafi a uedere, che in tutti i fimi^ gliantiyUn fol corpo.una folamaljai& unafolama teria fi [offe. La onde diceuano che tutti coloro che in tutto 0 in parte fimile haucuano il corpo ad alcn no animale , parimente gli affetti de l'anima , o in fartelo in tuttofa quel medcjimo animale fembian^ ti doucfiino hauere. 7N(ow intendo dijfe il Dolce, co- me uogliate che un'animale di diuerfa (pecic^fiu del tutto fimile ad un' altro :liando pero ferma, la fpe^ ciale^diro cofi)differen'za.Bcn fapctelo ^pagnuolo rijpojCychc a me non piace di dire che uìi'huomo ne la dijpofitione de la perfona^ s'ajfimigli interamente ad alcuno animale:che egli^cio facendo, non huomo ma fiera farebbe: ma uoglio , effcndo le membra de l' huomo de la medefima qualità, che quelle de la fie ra fi fianOyche eglihabbiaalhora quegli aff et ti fug gellati impreffi ne r anima, che la fiera per queU le ifleffe qualità, hauerui fi h conofciuto.Diro cofi : per meglic maniftfìare,& mandar fuori il concetto onde e pregno l'animo mio . // petto di fouerchio folto cr ingombrato di peli , è fegno proprio & uniuerfale in tutti gli ucctlliil quali fono ancho per loro propria qualità^ tutti uniuerfalmcnte garru-- L I B 0 lì & canorìiHanno parimente le gambe lurìghe^fot tilhcy ncruofe : Et jonoy come fi uede^lcggierijiimi CÌr uelocisftmi : Ma [opra tato yen crei e?" libidino^ fi. Et cefi fot y per le altre loro qualitày fi puote con^ fiderare.L'huomo aduque che nel petto haura in quc fio modo grande abondan^a di peli^jìa per quella fìmilittidine y pronto & ottimo parlatore : Et //'^/^ Jò pili che al dritto, & a Hmieflo non fi richiede , uanoycianciatore y loquace . Et fe egli haura le gambe di quella maniera , farà mede/imamente ue loc€ìleggierOi& luffuriofo. Et oltre a ciò > fe egli an co per altre qiialitayhaural corpo loro fmile^gli af fettine i naturali monimcnti de l'anima fuay da quel li de gli uccelli non faranno diucrfr. Bora ficheui intendoyfoggimfe fubitol Dolce : pero feguitate fe tii piace : gli altri dui modijche oltre al già detto ui retìano , col lume, & con lo Jplendore del uo^iro ra gionamento , facendoci chiari.SeguirOyrifpofeil Con folo uolenticrì : Ma fe in qutHo modo , tratto trat- to il mìo parlare iìitcrromperete , ìion credo che dobbiate uolcre^che cjfo hoggi al fuofìne pcrucnga. Orfu dite uiayreplico il Dolceiche da bora inani^ fa ro for^c a me livffo : per mi no recare a uoi di mo- kftia . jLlhorayricominciando il Con folo , diffc. il fe tondo modo nel quale giudicaitano gli antivhi^tra la ojjiruatione y ^ la efpcricn^a^tolta non da tut^ i gli animali^fi come il primiero : ma dalbuomo firn flicemente folo per fe sìcffo . 7{€perù ingenerale da tutta la ^ecieima da quelli in pat ticulare y d'uva V III M 0 . 17 feldprouìncict, ÉtucdHtc& conftderate con diligeìf tia tutte le qualitài tutti i fegni de loro corpiy & . conofciutine perciò parimente gli ajf etti del' ani- me y per quelle medefime qualità 5 ne gli huomini poi auertite de ftram pae/ij prediceuanoin loroi. inedefimi affetti . Aggiungendo pero , 0 fininuendo al primiero giudicio , jecondo la propria & conue-^^ neuole uirtu di quel luogo > douc 0 nati primiera-^ mente iOuero lungamente nutriti quegli huomini s'è fmo. Firtu& proprietà non per altro acqui fiata, che per ladijpo/itione y caperlo infiujjò Cele/le: Donante per diuino uolere y non folo auarieregio^^ ni j dìuerfe doti : ma a ciafcuna fpecie, & ( che e de > ^no di maggior merauiglia ) quafi a ciajcuno indiui- duo , il fuo dono proprio & particulare . siate cer ti adunque , che la terra rkeua diuerfamcnte le in-- , fluentie del cielo: 7^c ui penfate che pano (Tuna iftef fa natura^egualmente tutte le prouincie del mondo. \ Tslon con ragione yfe ciò fujfe , haiir ebbero detto i no Uri padri Latini^gli Africani^efjcre ingannatoriiam bitiofiygli ltaliani:fioltiyÌFratiCÌofi: uantatori , gli SpagnuoU:gliAfianijlafciui:auariyi Soriani^ GrCf*, cijeggieri: Et hauere^come di/je Adamantio ) pili che l'altre nationigli occhi bellifiimi:pieni de lo fple-. dorCy ^ del lume diuino. £' ben nero eh e le notabili diuerfita de paefi y meglioy& più chiaramente fono, iLomprefe per la larghe^^jie la terra, ciò è quanti, quepiu.o menotyefii da l'EquinotialefifcofianOtO ui. y aminano, che non fi fa per la lunghex^y onde da. C L I B B^O L'Oriente a L'Occidente è la terra da nói nìi furata • ^n'^ ci fono flati affai di coloro 3 che hanno detto , fiele prouincìe poÈìe egualmente lontane ò dal pò- loy ò da l Equatore^tutto ch'ielle fiano per lunghe%j remotifiimc , non u e/fere ne la loro natura y alcu nayouero picciolijfma differen'xa . Tutta adunque ^ cuero la maggiore uarieta de le regioni yh fecondo che effe ò da r Equino tti ale yò dal Toloyfono diflati Vìuerfiffimi qmfi in tutto fono gli habitantinel'E^ thiopia^ & coloro che uiuono ne la Cottia y& ne la T^ruegia. Quelli fe ne flano foggettì tuttauiaaglì ardenti raggi delfolcyche dirittiflimi fcendono fopra di loro : Et queSìi d'altra parte hanno la loro patria, (co7ne difle il uoflro Toeta ) la fotto i giorni nubilo- fi & breui y nel ghiaccio femprcy & ne le neui fepol ta : Et tutta lontana dal camin del Jole . llquale an^. chora ci hthbe a dimoUrare chiaramente y gli ajfet ti naturali de gli aìiimi di que popoli fieri & feluag gi : foggiungendo , loro effereJ^cmici naturalmen- te di pace: gente feroccy a cuti morir non duole. Do ucper contrario que primi , fono timidi , humani > paurofh & quieti. La Italia uer amente cheposìa in me%o di quefli eHremi , non ha freddo che la conge li y ne caldo che la diHrugga , produce gli huomini participanti temperatamente , de le pajfwni de gli uni & de gli atlri ; fi come temperate fono le loro complefioni : Et in niuna maniera 9 i termini de la mediocrità hone^la & comteneuole trapp affanti. Ma quantunque più difcoHandofi da l'Italia > i> fi T III M Or i8 tèa cantra il freddo che ci manda la Tramontana^aU trettanto fi trouano gli huomini y co fi ne le qualità del corpo come de l'anima^piu fempre a i Gotth& a i J^ruegi fmili : Onero da l'altro lato nerfo ilme-^ ^0 giorno uolgcndofiyquanto più inani^ fiua^di con tinm uifineggono gli habitatori , maggiormente in ogni cofa fimìgliarjì a gli Ethiopi: Et bauere altret tanto più di calore & di ficcità ne la loro compie/^ /ione , quanto quegli altri, più dlnmore ui tengono ^ di fredde^ • Ter queiie adunque cotali diuerfi tà , fono gli huomini d'una prouincia , differenti da> coloro , che fono nati , o che uiuono altroue : TSie lo : a/petto prima, & ne le parti di fuori del corpo :poi ne i cofìumi: & ne gli intrinfechi affetti de lani-^ ma . 7S(e fi fcorgono quefìe differentie folamente ne ledifìantie grandi de le prouincicyma anchora ne le picciole d'una medefima regione: 7{e folonegll huomini ciò aduicne^ ma parimente ne gli altri ani mali . Onde coloro che hanno fcritto de la natura de gli Ekphanti , hanno detto quei di loro uiuenti ne le paludijeffere per ordinario pai^ & ^^SS^^^ riti montani.infidiofi peruerfiiEt quando il bifo-* gno cr la neceffità non ne gUaflringa, per ninno mo do fermi ne lo amore de gli huomini . J campeHri pohcome migliori che fono de gli altri^abondare di benignità , piacenole*^ ^ ^ manfuetudine : & in breue tempo domcHicatifi , lafciarfi facilmente macerare ne gli effercitìi , the gli huomini ambi^ tiofi 0 cupidi di regnare { grande argomento de U c ^ 1 L I B liO dimnìta delnoflro intelletto)non con picciolo Sludì(f^ & faticdimoHrano & infegnano loro. Or a conofcen' do adunque in quello modo gli antichi philofophi le qualità del corpo , & le naturali ine linat ioni de gU\ animi de gli habitatori d'una fola prouinciay ueniua--^ no per queHa jimilitudine , ne la cognitione de gli\ affetti ditutti quanti gli altriyche in qualunque par - te del mondò uìuejiino . ^Itri ucr amente y fecon- do i co fiumi &gli atti degli buomini(quando come riHO dafontCy da le occolte pafiioni del core^ gli at--^ ti noflri palefi , è i manifefii coflumi deriuano )for-' mauano & ordinauano interamente i loro giudici *i Onde fe alcuno uedeuano hauente naturalmcte queL Vatto del uifoyche hanno gli adirati per qualche ca- fo JòprautnutOjdiceuano douereagran ragione^ cf- fere Himato colui sdegnofo & iracondo . Timidi fi-- milmentey ^ paurojigiudicauanoi pallidi per natu va : Conciofia cofa che tutti per timore accidentale > cotalidiuengano gUhuomìni: Et fieno tifati di per- dere i colori deluifo • ^ffermauano oltre a cioyche^l naturale riuolgere & girare degli occhi a linfiifo > era fegno certiftimo di libidine ^ di lujfuria:perche haueuano 0 fferuat oche nei congiungimenti t^ene- rei^&mafòimamentenel mandar fuori l'humido ra* dicale yultimo grado fuprema ptrfettione di quel lo affetto y fhe di corruttibili & mortali, eterni & immortali ci rende 3 riuolgeuano tutti gli huominìl. j^ìr per ca\o gli occhi in cotale guifa girauano • Et ffoji procedendo in quefia maniera , di tutti gli appc T III M 0. ip 4ici de gli animi himam^pcr fetta & intera conofcen, acqHÌsìaua,noJ?uofii adunque jfi come uedete.per ' quelli tre modi effcrcitare^ queHa fcientiaioltre a quali , fi può mvdefimamente fecondo la contrarieir\ ta de fegnigiudicare.Cbe fe^diciamo cofhlagraìidex^ %a de leeftreme parti del corpo yfignifica forte'2;;:^a XÌr grandmammo y lapicciole'^per contrarioydebo^ lei:;^ & poco cuore dimoflra . Fermatofi dopo quo ^fìo lungo parlare il Confilo alquanto^ il Dolce roìn-^, pendo ilfdentioydiffein quella manierau^xfo dilui. Compiutamente hauete fodisfattoal difidem de l\t nimo no^ìro , facendoci cono/cere tutti quei modi , per cquali gli antichi giudicauano : Ma a me fareb^, he caro oltre a ciò , non folo che fe altro ue ne rejla (fusiodito ne l'arca, & nel tbeforo de la uoHra mc^ moriamo offeruato dauoi mede fimo , oucro imparato Mcglifcritti d'altruiycelofacefle commune:& lafcia flecelo ufare: ma [opra tutto che mi infiignajic par- Ocularmente una uolta^quaimembriy:& quali loro, qualità , quesìo y o quell'altro affetto fi;opriffero Tcrcioche fen^ difcendere a queììi poiticol^riy tutr^^ to do che fe ne diccjje cofi in generale yriufiìr ebbe al fine fatica inutile & tàana • Egli ci mole , diffe uer^. fo il Dolce alhora l'Inglefe : per quanto che fin qui ho comprefodalfiio ragionare ^recare inan^ ilUbro, de la Thifionomia fcritto già da ^riilotcle - per farci merauigliare ad un tempo medcfimo , 6" de U memoria ^ de lo ingegno che egli ha per buona, forte hauuto dal ciclo , Di qucHo^eJ^oncndocelo con, C iij tanta facilità: Ut di quella , andandone con fi gran diligentia raccogliendo tutte le parti . Comunque fi uoglia^riprefe fuhito il Dolceiche ciò non mi da noia ueruna.Sin'7^ Je egli in quella materia , con la luce de la fua e(pofitioneyCÌ farà chiara la ojcura fenten^* tia di quel degno philofophoytantó maggiore atithò^ rità hauerannoy ór per ciò tanto anchora mcritcran no maggiore credenza le parole fue.Lafciamolo pur ' bora feguitare^foggiunfetofio lo ^mhafciadoreiche per quel ch'io creda, egli ci hauerà à moHrare il «e- ro modoinelquale fi tolgano,^ dagli ammali CT da gli huomini , i certifiimi & chiarifiimi fcgnì • Dopo quesìoyueggendo lo Spagnuolo che ejjl da la fua hoc capendeuanOj & di r accorre le fue parole attenta- mente af^ettauano , brillando ncluolto di dolciJ?ìmo rifoyin quella guifaal fuo ragionamento diede prift cipio. Ben mi piace inuero che per uoi fi /applaudo che al prefente per me uiuien detto^efferegia fiata opinione di fi chiaro philofophofP croche certaméte miperfuadoyche maggior rifletto i& più di auerten dobbiate hauereyadopporuìy& a contradire a do che da me hora ui fia raccontato. ?y(e giudico però che ritornare in biafmò mi debba (quando ad acquì^ Slare perfetta ifperien%a d'una cofa , non bafta l'età fola di un'huomo) fe nel moSlrarui il modo del giu^ dicare tafpctto humano » quello & non più ui rife* rifco 3 che già gli antichi faui , con tanta lor lode dottamente ne fcrijfero . Conciofiacofa che tutti co • loro che hanno trattato di quefia fcientìa } &\4ri* T \1 M 0 10 Siatele in prima onde hanno bauuto origine molte fchiere di dotti & di ualenti huomivii non habbiano gran fatto in altra cofa tifato la loro diligcntiay che nel recitar e^ejporre^ & confermare le altrui opinio^ m.^^ffai adunque mi parrà di fare^imitaìido cofìo- ro:'ì<(e da le loro iniìitutioni , partendomi {come fi dice) pur un dito trauerfo. Et porterei credcìixa che mn folo ragionando jfi come bora fo^ ciò mi doueffe effere conceduto : ma commettendo anchora a gli fcrittiyqucUa nofira fententia:Et facendone un do^ no a la tarda po^ìerità • Et per qual cagione fi do-- urebbe disdire auoijdijfe il Dolce, quello che in tutte le lingue e flato lecito a gli altri fcrittoriìRjsguar- date pure i Latini: Et ueder eteli in questo ufare mot fa licentiaiMa tra tutti gli altriyCicerone fu (coni e gli ^ieffo confefja) licentiofifimo . Certamente diffe albora lo ambafciadore , quefii moderni Jcrittori de la lingua Italiana,non fi lafciano in queHa parte, ne dapaura^ne da ri/petto tenere: an^i arditamente & con animo grande entrando ne le biade ialtrui^non folo ne leuano molti di loro le più belle & le maggio ri Jpighe^maagran fafci,tutto il ricolto ne rubbano er* ne portano altroue.TSle farebbe difficile ritrouar , ne alcuni , che uolano perauentura gloriofi per le mani (ir per le bocche de glibuomini , cui fe Tla- tane, altri antichi ritoglie[iino il loro grano , di che hanno ripieni i loro granai, & le loro belle più* me, onde uagamcìite fi fono adornati, fe ne Sìareb- hono affamati fempre a bocca aperta :aJpettmdo U • • • • Z T F \ 0 imbeccata come polli bramo/i : Et nudi fi riviarerch honoycomegia la cornice^ dagli altri uccelli citata a ragione • Or fu non ci lafciamoydijje il confolo^ in U4 no trafcorrere il fugacifiimo tempo : fe ucglictmo che del noHro ragionamento^ a la fìncy & al terrai^ ne eUremo fi ueiiga . Et coloro che fi credejjero che io pili tofìo ejponefiiy che dijputjfii , lafciarno ne la loro creden^ai Laquale comunque fi fia , non ci può fe dritto guardiamOyefjcre per modo alcuno danno^ fa 0 moleàa . ^pprefjo a quefle parole y fiato il Con folo un poco penfofo , ruminando quafi alcuna cofa tra fe^coft di nuono torno a fauellarc . Haucndouigia fato conofccntiyncl parlare in che difopra diligente mente faticato mi fono, di tutti quei modi per li qua di giudicauano gli antichi , hora mi bifogna mostrar uii in che maniera pofiiamo fare una noua ojjerua-^ tionc certa CT unìuerfale , per cui fecondo le quali^ ta de i corpi , fempre cìauenga dipieìiamente inten dere le pafiioni & gli affetti de l'anime . E nccejfa^ atio adunque fe uogliamo fapere quale affetto di men te fta da alcuno fegno efìrinfeco figìiificato , & per iquefìo termine di fegno > intendo una certa difpo^ fittone 0 qualità di alcuna parte di queflo corpo f i:Qnfiderare tutti gli huomini , & tutti gli animali > che fono tratti naturalmente da Ufi medefimo appe fifp^ & da unmedefimo mouimento di core: del jquale manchino pero tutti gli altri ^ di qualunque fpeciefifiano . Scelti poi qucUi tali & huominiy & 'animaliyhauentiunofleffo naturale affettOiCiè di me 'P. Py; I M 0. Il •Sii ero dì notare attentamente y che qualità efii hab^ ■iiano ne le me?nbra del corpo : Di cui tutti gli altri^ 'QÌje la predetta iìiclinatione non hanno , ftano pari-^ mente pviui • Et ritrouato al fine queslo fegnoylonta ina daglialtrii ^ proprio di co fioro che hanno co-^ me difUiìmo affetto medefmo , dobbiamo per certa, fapcr collii ejjere quello , che quel tale affetto ci fco^ fra & ci manifeiii . Quantunque dijfe alhora lln-^ -glefe-^affai bene comprenda ciò che ci dettano le uo^ Hr e parole ynodimeno baurei caro per meglio il mio intelletto renderne podisfatto , chegraueo faticofo non ejfcndoui , mene defìe uno tffcmpio : perciochc- non mi fouiene di bauere letto giamai in ^riftotele^ '^quefìa bella & dijlinta dimofiratione che alprefen^ , te ci hauete accennato ♦ 7^(c io lo jpagìiuolo- rijpofc^ Mentre mi contentai de la fcrittura latina^ chc colpa ^ uitio di clpo/itori^ quafi folta nebbia il lume del fole & de le bielle celcfii 5 ci toglie CT ci nafconde la 'luce de i detti chiari & illufirt di quel degno Vhilo fophoyhebbi potere per alcu tempo di appagarne Va mimo mìo: ^n^ipcr molto ci) io cercafjì di fpegner'^ 10 y m le fonti di coloro attuffandolo che di poterlo faremiprometteuano ypìu fempre fe ne accendeua 11 nosìro de fio . Ma da poi che da uifo a uifomipa^ fìa^fauellare con ^riHoteUy da le piane ^ facili ^ <& gentili parole di lui.comprefi ageuolmente in una fola uoltaycio che in molte ycon gran faticayla to^':^ i.%a CT la inettia de gli ajpri ^ durifiimi interpre^ {fiy /a{Mo ìm nfi h^ucm dar& ad intendere « Ca« L I B B^O me fi fìa dijje il Volce^uenìtc dìgrcitìa a Vefftmfioz accioche o uofii a o d'^rifiotele che la già detta di-- moiìratione fi fta ypiu internamente m/a uolta , eè" con maggiore certe^^^a conofcere la pofiiamo:Et co me a lui di haucrla trouatOyCofi a noi di hauercela in fegìiato ^mercede & obligo habbiamo . ^on penato fi cortefe ueggcndoui lo Spagnuolo rilpofe^molto a fo disfare a le mUre domande : però come fin qui fete ujato di fare^afcoltatemi attentamente . Detto que-- ftoy foggiunfe di poi in queUaguifa. Seuolefiimo di co hauer notitìa piena da qual fegno ci fojjè prò- priamente manifeUato la forgia & lagrande's^ de l'animo^ ci farebbe meUièro confiderare feparata^ mentCytutti gli buomini forti & animofi : Et tutti gli animali anchoraycoraggiofi& robufti. Et dipoì^ uederequal fegno fi hauejfero quelli tali nel corpoi ^mde tutti gli altri ^ buomini & animali^che que-^ gli affetti diforte'^ & digrandcT^ d'animo non baueffero.fofiero priui. Et ojjeruato poi finalmente queBo fegno. f apremmo lui darci de gli affetti pre^ detti^certifiimo & fecurifiimoindicio. Mail fegno ueramenteyche fia proprio & particulare de i forti ^ de gli animofi j e lo hauer e le eHreme parti del corpo y & gli homeri.e'l petto ygrandi& mufculofii ^dunque fi può dire ragioneuolmente , queSio Je^ gno per fua diSìinta & feparata proprietà ^ quegli affetti & di animo fitd & di fortcT^ fignificare • Onde fi forma poi ^ ^ fi uiene ad ordinare lo argo mento in quella maniera. ^Ifonfo (pcr^^fidir^) Vl^tMO. il ha te ejlrme partì del corpo y & gli homerlycl petto grandi : adunque egli e ancho dotato & nei corpo & ne l'anima dì ardire CT dì for^a . Che egli uibifogna di certo fapere y che nel corpo hauentein forte per compagnia un' anima ualorofa^ fempre fen 7^ fallir giamaiyle predette qualità fi uedrannoiEt d'altra parte fi sdegnarebbequafì fi terrebbe a uile un cuore animo fo , di albergare in alcun corpo che le già dette qualità non haueffe.^Ma perche mot te fiate y& quafi fe?npre adiuiene.che con quejlafor tex^^a d' animo idimoftr ataci per e fegni dame dì-* chiaratì di fopra , ci fiano uniti anchora alcu^ ni altri affetti che rade uolte da lei fi difcoHanOyCO^- "ine è la liberalìtàmero la impudentia^ dico che non jen%a ragione fi potrebbe perciò dubitareyO che il fegno come fignìficante diuerfi afetti^non fi douejfe per certo accettare ne i giudici de la fcientia che ci infogna In noflra natura:ouero(in più minute diuifio ni partendolo) fe luna qualità di luiypiu toHo lafor te'j^ fignificajfeyche quell'altro affetto che congiun . to fi ucde con lei • Come farebbe : Ecci alcuno che nei fegni del corpo Jm il capo grande, & la fronte tìleuata : Et ne gli affetti poi y & ne le ìntrinfe^ the naturali inclinationi y e magnanimo & lib er- rale : onero (parlando de gli animali) con altrui di buon grado partìcipante de le fue prede • tcco ' che qui y non è picciolo il dubbio che nafcere uì pò-- trebbe : Slandouifi in forfè y o che la grandei^ del tapo foffe Jegno di liberalità : ^ la eminentia d( 1 L I B % fronte ^ dì fortcTi^^a : Oucro che la dcitcttìone d4 fronte 9 liberalità, & lagrande^j^a del capOy/orte^^ %a dimosìrafje . Ma per ifconciarc , ^^on lafcìare uenìre in luce cofì triUa & cattiua co falche crefciU'r tnpoi& fatta gì'andeyfoggioghi quafi Cyro noueU lo,& meni in fermtH lointelltto fuo auoloyci e necef fario di procedere in (jucftomodo . Eglicibifogna in prima confiderare dijlintamente tutti gli animaVp forti i & ?ion UJyerali: Et da l'altro canto > i liberar- liy ^ non forti. Et ritrouati quei primi hauerc il ca po grandej & non la fonte rileuata ypojiiamo cfjer certiy la grande'^ del capOy fola per fe medefima , il ualore, l'ardimento , & il grand' animo palefare-. 'Ma da l'altro lato fe uederemo qucsìi altri confion^ te eminente j eS^ con pìccola tcHa, dobbiamo fare fii ma j negiamaifara falfo il noflroparerey che la al^ te^^ & la rileuatura del fronte yla liberalità & la stortcfia fempre efprejfaìnente ci manifeUi. Et mede fmame^ìte fe alcuno haueffe il capo grande & acur to^i& foffe animofo inficme e sfacciato, potremo pa rimente siare dubbio ft ^ fe la acute^^y di magnani^ mitay& Jela grande-j^a^ di iìnpudentia foffe fegno: opure fe la acùte'zi:^, impudentia , & la grande's^ ^Xa^animofita ci fcopriffe . Ma ce ne potremo poi ^ non con molto affanno &fiiticay per cotal uia riffol nere CT fuillupare : Et in quefta guifa^la ccrtex^;^ & lauerita di ciò che andiamo cercando'^ ageuol^ mente trouare . Conftderando tutti che hanno il ca^ fa appuntato 3 comcsufadi dire in Tofcana^ non grande,e fere sfacciati, & mn forti: Et per con frano coloro che grande hanno la tefla , & non acit ta, e/fere animo/i, & non impudemi.Foi la accocca te a Genonefi , dijji- alhora U Dolce ridendo: lattali per un bello ordinario, hanno qnafi tutti le tefie loro acutifme . Guardate rijpofc fubito il Confilo ,fe clli fono ancbora come diffi,sfaciati:che guidati da l'ap^ petito lor naturale, per cacciarui di cafa noUra, inft no qui a Chioggia ne uennero:Doue uoi che meno acit te le folete hauere.non chea Ccnouj, ma pure a Cor fica i animo non ui die di apprejj'arui . Certamente fi f gghigando il Dolce foggiunfe : Ma perche non hebberoi capigroffi, cr no» furono forti, uedetc che CI nmalcro Fatepur ccnto riprefc alhora il Zornor %a. che il fine di quella battaglia, die de a itoi k uita^ C?- « loro tolfe l'ardire . Deh lafciate digratia, diflò Mora lo Inglefe, quelle uane tentiom: Et ritornate (CT fia meglio , ^ maggiore & più larga commodi ta di noi altri che u'afcoltiamo ) al uoftro primiero ragionameto.Et diteci,che purn'è tempo hognmaii feparatamente una uolta , quai fiano que fegni, che m piace che da noi fieno nel giudicar e ojferuati. Que- ita coja m diro poi , lo Spagnuolo rifpofeiche uo pri^ m ragionare alquanto, de la diferen^a dei Lm McorpoiEt mofirarui,fe'l mio potere a ciò baflìa' quai di loro fi debbano c ome buoni e- voueuoli che Jàno, accettar e: Et quali fi cometrifii,èr inutili, alÀ hand9nare:onde fatti dotti alfine,come quefli fchifu fh& quegli MeffireMbano jeguitati,pvfùam à L 1 B T^O quafi facerdotì di Vhebo.acefi & infiammati di ditti no {piritOylepa[fw?ii de l'anime, nafcosìe fottoH uclo de la terrena carne , fempre ueracemente falefare ^indouinare . Dicoui adunque ghe dei fcgni del (orpo^ alcuni ce ne portiamo dal uentre materno; J quali parimente j tutta uia ci accompagnano in- fino a la morte , Come farebbe ( diciamo cofi ) la lunghci^de le gambe: alcuni poi y quantunque dal nafcimento & dal principio noHro hauuti Jem^ pre con noi y cambiano nondimeno nel procedere de gli anni y la loro antica primiera dijpofitione: Et talhora ( quanta for%a ha il girare del Cielo) an^ fhora del tutto la perdono ♦ Come nel colore fi ue^ de auenire de la carne y& dei capelli : Et ne le ca pigliature fiìmilmenteia lequalifuccedono i caluex^ 'Xi : nuntij ^ ^^Jfi^ggi de la debole & tarda uec^ cbie']^ • %4ltri fono di queSìi y che non perdono in tutto la figura loro : ma la mutano folamente , Co-^ me incontra ne la maggiore parte degli huominiync la alte'Z^,& ne la drittcx^ de laperfona^ Si ueg^ gonoanchof^cfje fiate nei corpi alcuni fcgni: non già nati y & cominciati naturalmente injieme con loro : ma tali pero > che in fino che l' anima y e' l calo- re naturale da loro fi parta y loro fempre fanno y per fetua & non mai fepar abile compagnia . Di quefla cofi fatta maniera adunque y fono gli torcimenti rfe laperfona yper ^popkffiay o peraltro maluagia accidente in cjfi ucnuti : Et [opra quefìi , medefima^ menu molti dm difconci ^ debole%^:^cbclQÌn'* fermha , 0 le ferite juenti contrariai fereno dcU noflra tranquilla felicita , ne i corpi fogliano arreca re de mortali • Ora di tutte quelle qualità difegni , fecondo la forxa del noflro ingegno apertamente niayiifesìateuiy i primi che hanno infteme con noi ori gine cr fine , dimosìranofmilmente quegli affetti ^ . che fono fermi , Uabili, CT rimanenti fempr e ne / tf- nima noHra, dal primo infino a l'ultimo giorno. M4 , gli altri poi, che fo?w mutabili y 0 mancanti inan:^ chenoi^ouero dopo noi y& per alcuno accidente ^ uenutiy non poffono per modo alcuno farci nera & . c erta teSìimonian^a , di quegli affitti che ci accom^ p agitano per tutta la uita.Beneè ueroychefi può ojjèruando alcuno di quei fegniche mancano & fi mutano, cono/cere talhora la fcmprc ferma, & non mutabile uùrità . Come farebbe fe per lo uermi^lio colore del uolto , fi giudicale la pudicitia, & lauer gogna di altrui : quando è manifesìa cofa , che fi ar-^ rojfifconogli huomini , & diuengono cofi fattamcn te in quella parte uer miglia jeper qualche acciden te y fono alcuna Holta agretti à douere uergognar^ fi . Nondimeno quantunque ( come di(fi)alcuna fia- ta queflofegno il uero ci fcopra , non però e ragio'- neuole 3 ne fi conuiene in alcuna maniera , che in lui totalmente acquetandoci , ne più oltre come di me- gliobramofi cercando, lo accettiamo per certa & in fallibile norma, nel di/porcy & ne l'ordinare i noHri giudici . Concio fia cofa, che la uergogna che e flabile ^ ferma paffione delanima^nonpojja ne debba dal L I B 0 fbìòre del uolto y uago cr mutabile fcgrìo dì qùetlù\ corpo , ejfere drittammte , ne con ragione^gia mai^ giudicata . Se egli è nero dijfe alhora il Dolce , che i Jègni de le ferite yìion debbano ne i giudici de la fcien de la natura de l'buomo , efj'ere come certi , offer ' nati & fcguitati da noi, comepojjbno dire imediciy . ammoniti da Hippocrate loromaeUrOy che colut a cui faranno per alcun cafo tagliate le arterie che fo-- PO quipr^ffò à queHe uene di dietro gli orecchi , fiaj^ da indi à dietro flerile ^ infecondo! l^e poffa per alcun modoj più generare gì amai i Questa è purc% ( come fi uede ) diuinatione : laquale tutto che ella^ najca da fegno nuouo , & per cafo in quel corpo fo-\ pr attenuto ifcmpre nondimeno ri/ponde^cir riefco certifjima • Donde uien quello fhaucrei caro che al^\ cuna cofa me ne dicefie^Haueagia lo Spagnuoló apen te le labbia per fodisfare àie domande dti Dolce yì quando lo Inglefe di nuouo interrompendolo y co fh^ cmiinciò • Dapoi che m'e flato per altrui mQflrato\ la uia 5 doue caminando miattrauerfi al uoUro par^ lare , dirò anchor io , che fe ijegni (come dite)mu^ tabiliy non foffero certi , non hauerehbe potuto thagoray giudicare i fanciulli diteneriffima età: I fc\ ^ni de qualiiCome tutol giorno chiaramente per noU fi comprende^ fi mutano y ^ fi Cagiano tutti. Fogliai tno dire che Tythagora ragioneuolmente nongiudi^> caffi ^ Lafcritura , che non uoglio direlaauthorità^ ci perfuade il contrario , Diremo che ifegni de i fan.^ binili fìano fermi f ^on mai: che la e^erientiay macj I M 0 . 25 ftra di uerìtà y ci Jìa incontra. Che diremo adunque? 'Diremo rijjwjeil Zorno'z^ > cheTythagora ferma- ^mla fùa opinione nel giudicare y fopra la faldei^ ^de i fegni ììabili: ìquali [emano fempre mai quella HsleJJàJa loro primiera qualità naturale . Che quatta ^tunque pàiache la faccia dd fanciullo (cofidirer- ^rnoj diucn'cndo di giorno in giorno maggior e^^ più fempre crefcendoyO' oltre a ciò dal bianco , nel bru^ 'noydal terfo/nel rugofoy dal molici ne l'ajpro, c^. dal graffo ine t magro alterandoft é^'tfhppajjkndo ypigH alcun poco di mutatione & diuèrfndj, no però adìuie ^ne giamaiychc ella alcuna mutiyde le fue proprie an^ tiche qndità:cl)è da principio le dicde^lacelefìe im'-^ mutabile fatale necejlità . Verciocheinfìno dalprU miero giorno fi uede^fe ella è più delgiuflo , lu77ga\ breue,grandty picciola, ritonday larga , carnofa, od 'afciuttaiKt rhólte altre qualitadiin effa fi fcorgono^ l^hc no fi mutano co gli anni : ma fi mantengono fem 'prB quelle mede fmc y in fmo a V ultimo iermìne de la ^uitaQuefli erano i fegni cheojfcruaua Tythagóra:Et *da quesiiyla tì'crièac^ la certerz^nafchiayde giudi 'di ^uel Sauio VhilofophoyMa uoi Signore ^Icfadìi) cWkome medicoyil dubbio mi hauet e proposto, de [a incifione di quelle arteridcome ui fcte cofitoHo fccnr datocché pur dianzi ui difii , leipclinationi de VanU ma^non potere effere conofciute per li fegni de le ferite ? Tarui forfcy che fi debba la Herilitay pafìio^ I ne od ajjetto dinoHre anirrìe giudicare iTslpn ere-- d'io • eUa huitÌ0y& pafiione diqucHo corpo-: D J^on altramente chefifia la cecità : o qualunque al-- tra alter atìone^ò morbo fimile. Se adunque giuUa^ mente non fi potrebbe domandare diuinationeyil pre dire à colui laprìuatìone eH mancamento del lume ni Jiuo y cui fi uedefiino gli occhi da un qualche colpo ò fer altra difauenturaguaHi & ricifh cofi non fi può dire che fi indouini , la futura^an^^ pure la preferì^ te Herilitàjper lo uederej^com^^ bauete detto) taglia te quelle arterie: jin^ì la cognitione de l'uno , cr de V altro di quejlÌACCÌdcnti y fi de giudicare più toUo xertifiima fi:ie'ntia. Conciofia coJà,cbepoco menofia np quelle arterie, membri concorrenti nel generare, che fi fìano gli occhi nel uedere. Dico adunque eh f gli affetti de l anima noflrayche dal Cielo nel princi- piaci furono dati de la noflra genexafionc , & che con effo 7ioi tuttauia ci portiamo infino à ia morte y fono per quei fegni conofciuti^chi^ fia^^^ p^ri^ mente,& che fini fcono infieme con noi. De ì quali ^ co^e di loro propria^ materiaynel dar modp ordi ^ à i loro giudici fi firuono 9^ fé; ne uaglìonó i fa^ ^tfi ojferuatori di qucfia dottrina. non crediate pe [ro\ che per que^i fegmfipojfajper modQ. alcmù co- ^nofcere, que^ì'huomo douere efier medico : &)^^J:r . l'altro muficómero coftui in ufirologiaj'& colta i^ Geometria , douer diuenire ecceUentevfercioche^co^ \me. è- facile cr chiaro à uedere ytuue le fcientie, coltura & ripofo di noHre menti y per iUrani acci-^ denti , & dopo alcun tempo fi acquifiano : Et non già fono , fi come gli ometti , imprefii & fi^gg^^i T li l M O y 16 primieramente y col fogno de la madre natura negli ammìnoJìrLsen'2^ amaefìramenfo alcuno^ fono gli buomnì fin da principio ò timidi.odauarifo Ubera-' Jiyod animofi. Ma non fi può già fen'^ lunga erudi jione cìr fatica , & feni^ perdita di molto tempo , acqui/lare od impre7idercgiamai alcuna dottrinalo me dijje il Dolce albora^adunquc non uoleteuoi, che il Cielo la natura ci hahhia fatto , più h abili da princìpio più atti ad una cofu^che ad un'altra? guardate ciò che uoi dicete : perche il contrario eli quello che ci uolet^ perfuadere , tutto' l giorno ueg^ giamo : & manifeHifiiiTÌarhente fempre lo udiamo. Et per certo fe egli non foff^.ueroyche natur^^^ te fofiimó piu tojio ad una fcientia, & ad uno e0r^ citip y che ad un altro inclinati y in uano farebbe fer mamente riuJcitOylafatica & lo auedimentodiqucl ,^auio Thilofopho: che folcua menare à torno per la cìt^à\\ fanciulli ro7;i , non aue:^ad arte , od à fcientia alcuna: Et far loro in quel modo uedercy tut te le operationi onde uar iamentCy fecondo la diuerft^ ^ ^libumani appetiti y quei tai cittadini fi fole^ nano faticare • ^ccioche comprendendo ^^ ojfej:^ uando lui per quella manìer acquale arie-od effercL tio fojfe loro più grato^egli per ciò potefe più agif uolrnentey& con affai maggiorécerte':;^yintender-^ ne Mnchora & antìucderné le naturali indmationi de le menti loro. Fano parimentCyfareblje flato lo ai corto giudici 0 di Flijfe: llquale aftut amente rubbò à Ja diligentia de la madre thethi , onde egli era con D li à. ^ L I B IlO . . fi gran cura^& con tanta foUccitudinc cuHodito y il 'forte & mlorofo Achille : Facendogli [coprire con 'ingannoyquel fuo proprio naturale animo jiffmo af-^" fetto:Lontano in tuttOydala cteanxa,& dal'habithy ' in eh' egli^quafi raggio di fole [otto folta nube^albò-^ ^ra coperto fi Uaua. Ma oltre tutto à ciò, perche ere 'dete che dicejje Tlatone, effcre ne gli animi noUri^i femi de le fcientie ^ de le uirtu f Jè noit per diho-- (trarci à pieno , che dal Cielo portò Hornero la poe- /ia:ZoroafirOyla magia: Et co fi qualunque altro quel- la fcientiaine la quale egli fatto poi huornOy & per ciò gli organi del corpo ad ottimo fiato rido tti, pcr^ fetto & eccellente dinenne ^ La onde fdgpamenìe diffe A^arco Manilio^ hauendo lungamente dijputato di fopra^ogni noftra cofa regolarfi fecondo la'dijpo^ fitioney& la influcntia cclcHey il potere ancho cono- fcerele immutabili leggi de fatiy effere tofa a punto fààmaihente fatale. Ji queko lo "^pagUfìoiolgia non nego yijfn)feyche quefte attitudini hàturali.cj qucHe pàrticulari inclinattoni più à luna cofa che a lall^ay non cifiano date primieramente da Dìo per le vnani de gli otto Cieli: fuoi diligenti ; fedeli , ubidìenii minifiri . 'Ma dico bene y che elle per alcuna guifà\ effere non pofiono preuedute da noi , per le qualità V per i fe^ni del corpo . Dì modo che colui non ne può ne k JHC offeruationi trattarcene la loro cogni- rione à coltii fiappartiency che come noi ci fatichia^ mo di dimoflrare^non ad altro attende , ne altro con fiderà^ ne ad altro pon cura^che a le note &ale ap^ 7?,/^ IMO. 2j farentic cHcrion dtl corpoiEt a le 7mtr^ (dirò cojl) che circondano quella cajhydoue alloggia l'anima no Jh'éL. Ma la loro nafcoHa & occolta conjideratione, fa ne^rimane tutta intiera à lo jljirologo. lltjuale de poter giudicare minutifiimamente , di tutti gli aue^ T/ifnenti de la uita humana: ò buoni, ò rei, ò fortuna ti yOd infelici , ò prcfli , ò tardi à uenire che fiano . pico fmilmente , feguitando il primiero ragiona-- mento , non e/fere pofiìbile che per quefli fegni, di cui fono diucrfatncnee i noHri corpi diflinti yfipof[a con certe'^ alcuna fapere , cjuale huomo debba f/- fire riccoyò/juale pouero.Quefioydi ferro^&quel^ Caltroydi fuoco morire . ynoy di i^c, diuenir feruo: Et altriyefjendo come fu Cafiruccio^al meglio &piii^ che donare gli fi pofTa, figliuolo di un uile & poue ro pretesa la fuprema alte^ & nobiltà del regno falire. Di qucfiiyiijr d'altri fimili accidenti di Fortu- . na, quantunque forfè alcuno per li fcgni de i corpi gli antiuedcjfe , à me non piace però di fa4ieUarne ^ per alcuna maniera.Confiderate adunque y& con di^ ligentia tutte quefte cofe predette cfjamimteyhne^ cejfario che ui facciamo uedere al prefente^quaifia^ no quei fegni, da i quali nafcc & ha origine ,&nei quali y uiue & fi conferm , & al fiìie con cui muore^ èr finifee , quella nojìra fcientia : Et di poi y onde L predetti fegni , pigliare parimente fi debbano : Et,, finalmente cìafcuno di loro , come meglio per noi fi /apra, per le più apparenti manifeke dimofiratio ni che ci fiano y dichiarare , ejporrcy et interpreta^ , • • • D ii) \ l 1 B TiO re. E laVhifioiomia adunqucy come fuonailnome ifieffo che le diedero i Saui de la Greciaytegge^fcien^ tìa^& regola natutalcyche ci fa conojcere le interne occolte pacioni de l'anime nofire. Co/i quelle^ che fcìi^d àltèratione di qucHo corpo y per alcuni propri fegni di lui fi comprendono : come e la alte j^ de lo ingegnoM aflutia^CT altìre cofe fimili: come tutte anchora quell'altre y che innoi foprauegnendo per accidente , ci alterano , ci mutano la fuperficie efìrema del corpo: T^e la guifa che ueggiamo fare , a la uergogna^a la pauray ad altri cotaimouimen ti de noflri petti. Ma di tutte quefle differeni^yfpero più di fotto ragionarne difìint amente . Hora uera- mente mi aggrada di dircydonde fi tolganOi^- di che maniera fiano quei fegniyche nel giudicare fono of^ feruati. Douete per tanto faperCyche cfii da cotai luo ghi ficauano. Conciofiacofa che imouinie?itidel cor fOy ì colori, i geni (fe co fi dire uogliamo) òuero coi- rne diffe il uoHro Tetrarca , gli atti de gli occhi e^r del uoltOy& oltre a ciò la ajprei^ , ouero la delica-^ tCT^a de la pelle y& de ipeliy & infieme la uoce y (3* la carnè , & le parti & le mcfnbra del corpo fole per fe feparata??iente , ^ appreffo la difpofitione , ^ la forma di tutta la perfona 9 fiano uniuerfal^ mente quei luoghi yiquali fecondo le loro qualità j - da noi (come difii) fegni addomandateyci danno pie- nifiimo er perfettifiìmo indicio , de le inclinationi , & de gli affetti naturali de f anima humana. QueHi fono adunque quei luoghi & quafi quelle minere > doue i metalli fi camno, onde ì comporta fabricd de gli affetti de l'anima noUra . Mapercioche me-^ glio al difiderio uoftro fi fódisfaccia , & perche di queUa fcientia , maggiore & più ampia conofien-^ ^ Manciate , uoglio rientrare di nuouo, per entra aciafcmo de i già dettilmghi per fe: Et per tutte le loro più ripone , & fecrete parti , ragiotiand<t guidarui ; Et come nel mei^ode i loro intricati giri, u' haliti il Minotauro de le noUre perturbationi apertamente moftrarui. Cominciandoci adunque da i colori primieramente , dico coloro che hauendo la carne candida & chiara , hanno nondimeno neriffì- mi & foltijjìmi i peli , ejfere di complejjìone caìida cr colerica : Et ne gli affetti de l'anima , sdegnòfi, iracondi , impetuofì , loquaci ,fubiti, & uantatorìi-. Et a quelle medefme paffioni , ejfere in gran parte fottopom quegli altri , benché con ajfai meno di ri^ tenmento & di fermeTr^^, i cui peli, cr la cui car- ne, fono uermigli & infiammati come ardenti car- boni . I bianchi poi, abondano di fi-edde^p^a , & di. humidità: Et fono perquefto, timidi, humili,debO' li, tardi, quieti, & effeminati . Coloro uer amente , il cui colore è fmigliante ad oro , do è di perfetta mijìura tra'l uermiglio e'I bianco, hanno la loro com pleffone temperatijfima : Et fono ordinariamente , dotati di buoniffmo ingegno. llche più certo,& più fecuro anchora fi de poter credere , fe unitamente con quel colore , bauranno que^i tali , la pelle loro molle, morbida , tenera & delicata . Et fapere fi D iiij 4 l., I B Ilo de per regola generale , che tutti gli ammali che hanno il pelo molle & fattile , fono timidi & pau- toftnaturalmente -.Doue gli hauenti if altra parte ipeligroffi & duriy fono forti per contrario & ro huUi . Tra tutti gli ammaliai più timidi fono i Cer- uiyle Leprine- le Tecore : Iquali y fecondo che detto uhahbiamo , hanno tutti il pelo mollijjìmo cr fotti- liffmo. Ma il Lione» L;qrfo, & il Cinghiale, che Co- ■ ' no pieni & nel corpo , cir ne l'animo di fortcT^ , hanno medefmamente il loro pelo duriffmo. T\(e ut perfuadete , che ftano gli uccelliyda la predetta con ditione punto lontan.i:^n7(i tenete per fermo,dipo ter e caminando per queSìa ^rada,pcruenirealdrit^ t,o,ne la cognitionc de la uilta-.o del animo loro.Con fiderate (uolendo uedere ch'io dica uero) particu-' Urrnente le Quaglie, L'anitre, & L'acche : Et. file troverete piene di paura & di deboleQ;^ : Et con tutto ciò ucdrete la piuma loro e fere fofi m,oUe,chc. Uafciui&luffiir lofi huominiyfe l' hanno fatto prò-, pria & fempiterno albergo . Scorgerete da l'altro canto le animofe Ucfuilcy e i fieri &audacifftmi Gal li & Sparuieri , non hauere ne conucnicnte ne atta pennata le morbifie^ de gli ociofi ^ teneri letti . Il medefmo di tutto ciò , ne la jpecie parimente amene de glihuqmitìi, La onde fi ueggonogli habi- tanti uerfo la Tramontana, hauerei loro peli duri/ fimi-.Et ( fere ualorqfi & robuHi, Et coloro che più uerfb il me7;$ giorno menano la ulta , di poche for^. . «e/ eorpQ ,per la moka timidità, onde ne l'ani^ ' Tnoahondatio ajjai ycfjcn per contrario dotati: Et cori tutto queUoy bauere fmilementCy mollijjmi & tenerijjimi i peli Ma per ragionare al prefente de le qualità de le parti del corpo , dico (come dian7;i ni argomentai) quella moltitudi?ie di peliy che a molti fopra lo Uornaco nel petto fi uede , ejjcre di molte ciancie^ ^ di feminile loquacità^manifclìiffimo fe^ gnoMafenon folo il pettorina lo fiomaco ancbora ^ il ucntrCyfono in qucfio modo coperti di peliy fi^ gnificano grande injlabilità & leggeì^'j^: Et ap^ prejjò un fiero animo y& empio: jprcT^tore in tut^ tOj^ contaminatoreydc le leggiyde la carità^ & de la [anta religione. Ma fe^come prima dijfi) ilpct^ to folamente è pelofo y dim oHra , oltre al dilettarli del/auellare^ grandc^^a d^ animo ^ ualore^^ ardi mento . Hanno gli buqmii;ii faui , cbe non ci uiuono indàrtiOy & che fi f armo capitale di ciò che ueggo^ noytqlto qucjlo tale Jegnoy da la fimilitudine de gli uccellinquali effcndoyuia più che ne le altre loro par tiyabondanti nel petto di peli^fono parimente ani-* mofi & arditi: Et oltre a ciOyCantanoy & come dijjè il Volitiano yfuernano tuttauia . roi fate inuerità mqko bcneydiffe alhora il Dolce: in accompagnando con le authùrità de gli fcrìttori , le parole che cofi afpre,.ci porgete a gli orecchi : Che ad ogni modo di njare ui togliete licentia.alcunì cofi duri^^ cofi nuo ni uocaboliyche fe mai aucnijje che quc^ìi uojìri r^- gìonamenti fofjero fcritti^ilche peranentura ui po^ trebbe incontrarcyrnì fo a credere che non bajiercb L I B B^O' botto ì margini de i librila capere le ugnate^glì sjre^ gi^le jpe7maturey& le poHille^che d'ognintorno lo* ro farehbono fatte. Fi fo direychenon farcite già inai per imitatore riprefo:fe già non fi addoniandaf fe imitarcyil porre i uocaboli in fignifìcatione diucr fijfimaydacio che altrì^cuì o uiuh o morti che fìanoj il mondo riucrifcc & inchina ^ gli hanno ne le loro fcritture lafciato. Io non po/fo di quefli tacer€:gt4an^ tunque però ne habbiate, lìi qucTii tìeffi termini ufa to infiniti, il Boccaccio^ onde ci bjfogna confejjare di hauereimprefo 5 tutto ciò che di quella lingua fap^ piamojmette animofità,per quella pajjione d'anmo^ che norìcilajcia giudicando difcernere il dritto: Et noi (non fo con quale authorità) per ardire la hauef^ te poflo. Dianzi ancho uoleiìe dir dirittura , benché emendandouipoiufafìedritte'^^che fu forfè peg; gioiLaqnal uoce^il medefimo authorCy pofe in luogo di lealtà & di giufìitia. Tarui forfè che queiì'à fia poca liccntia ? 0 ui credete per auentura^che gli huomini abbandonata la fecurtà , & la certCT^a de l antica [ìrada»uogliano piutoHo uenirdrieto a uoi per lo dubbio & perigliofo nuouo fentiero ^he loro moHrate ì Mal diuifate cofi penfando: perche il metter fi a rifchio , a lo affìcurarfi ; eH dubitare y al' certificarfi , niuno fa giamai che propona.Ma che^ uoi cofi fattamente parliate^non ne faprei inuero al cuna altra cagion ritrouare ; "h{e giudicarci che per altra miglior guifa fi pòi effe ifcufaruene ; Se\ non dicendo y che efjèndo Sfagnuolo y come fetèf^ ìion potete hauere , la piena & perfetta conofcen^ 7;a de la lìngua Thojcana . Mentre diceua il Dolce 'queUeparole^il Confolo t ut tatua co fi lievemente fog ghignando , ne afpettam la fine: onde uedutolo che to , glirijpofe dipoi in quefla maniera. Attenga che per modo alcuno non mi paia ufficio di prudente huo mo J^afciando le difputationiphilofophiche & natn^ raliytrattenerfi in quefiioni a Gr amatici & a Tedan il couenienti'yUoglio nodimeno , dapoi che pure mi ci hauete tirato^che mi fta lecito^dirne {come fi dice) ma fola parola . Egli non e dubbio alcuno , che in tutte le lingue yfempr e fi trovarono prima huomini che fcriffero bene : Et poi coloro fuccedctterOichs offeruando i modi & le figure del dir e , ufate da gli antichi fcrittoriyfecero poiy& formarono le rego-- Icy del bello & ordinato parlare . Tlutarco in que fio propofito fcriuendo di Homero , lo nomina non falò il padre de la Gramatica ; ma il fonte anchora, gl'origine di tutte le fcientie. Ts^on per altro uera mente :fenon perche ejfendo fcrittore antichijjimo^ non eglihaueua fecondo le regole , che non ci erano faueUato;rnapiu tofìo le ofjeruationiy & le leggia-^ dre maniere del dire y fecondo il parlare di luiyhane^ uano primieramente hauuto regola & ordine, T\[on uoglio(per non moUrarui il fole a lume di torchio) ragionare rie la prtfente materia de la lingua Lati- na: per cioche non filo fappiamoy ejjere in lei le re-^ gole de la reihorica , andate drieto a buoni fcritto- ri ; ma li maeftri anchora di quelllarte^corne uani 4 ocìofi & lìiutiU a^ la città y cjfcre flati-alcuna iwita cacciati di l\oma. Ma Ufciofldo. hoggimai a i morti ^ a gli Hr ani 4e aliene gìaeflime fauelleJ?ora quefiauQ^ira imetiteltaliana^uìi poco attentamen-^ trconfidcrianin. Si uedrvmo cjjère dugent'anni o po (0 menoyche il Tetrarca & il Boccaccio^ l'uno ne la profani altro nel ucrfo fcriùtndo ^ & in quel modo i bei concetti de l'animo loro ifcoprendo , leggiadra-- mente in efja fiorirono : Iquali udendo confejjare il uero yjono certamente i più puri più regolati fcrittorhcbc hauejjeroin tutti quei tempiiEt che fin quesìa età , non hanno alcuno che loro fia paffato dauanti'jEt pqchijjirniyche per picciolo ijiteruallo lo Yo fieno ditianti.Tslondimcvo non fono pero ancho^ ra quaranta anni forniti y che fi fono cominciate ucdcre le grammatiche , le ojjcruatìoni di qucfla fanelli. . adu^rique {come per gli antedetti effem^ pi se potuto ueder e) furono in tutte le lingue pri-^^ ma gli fcrittori regolati ^ che le regole de lo fcriuer^ Irne ; ui domando , per qual cagione uogliate che a gli avtichi fcrittori ifia lecito di parlare fecondo il gìudicio de l'animo loro ? Et che i moderni (quafi che ga%e fo(fero & non huomini) dehhaìio fola^ mente le parole di quei primi imitare ? Ver certo qucfla e ingiuria cofa:lN[on foloin huomini di di^ ucrfa profeffiGne : ma in coloro anchora ^ che una materia ifleffa tratta ffcro . Secondo i tempi , diffe quiui lo ^mhafciadore , e di mediterò che gli huo^ mini che hanno difidcrio diuiucre pp' lomci^o de 'P\ l M Ó. le loro fcrìttureyneie^menti i^- ne^li animi dt: i lo^ yo difcendenti,& de i loro tardi nepoti^dcbbano tal Jooruy & talhoranon fianòtentàtdfdtrui imitare. *Ter Cloche haucndo (come fapete) it lingue , come \utte le altre cofe,accrefcimentOy fiatò y& decrcfci- mento; poffono molto bene coloro che forgono ne lo 'n^<^raudir/iyO ne ìàperfettione dialama ìinguaifcri 'tierepér fefteffi fecondo il loro giudicio: Conciofia ct^fa che hifo^& la uniuerfale foufidctudinc del com '•nfun fauellare,donde corrièra certo prim^ fi de^ riuano le fcritturejìa alhora dilungo miglior Cy ^ 'piu uago.& più leggiadro y& polito yche quello non era^ che ne l'età fuptriore quegli altri huomini ufa- jiano. Ma, a coloro yCui hauolato il Ciclo far nafccre ih tèmpo che una lingua perda& minuifcaU fue 'pure bellc'^Tie.non è p cr alcuna manier a conuenend kylo fcriuere fecondo l'ufo corrotto dei loro t^:mpi: Xffendo efìoyaf ai peggiore , più lafciuo ,piu gonfio, & più affettato che il pajfato non era . Ma loro è grandemente neceffario di coloro imitare y che nati in più felice eìadè- feri fero meglio. Tlautcè de più àntichi fcriìiori che habbiamo ne la lingua latina : Vedete parimente , come egli non poco fente di ró^ (jr di montanaVoiEt come le fue parole ypiu a là ratroy ni contado; che a la pennay &ala citta fi conuengono . Terentio poi gliuenne drieto: Ecco d'altra parte , che maggiore coltura y & maggiore eruditione in luì trouerete. Lucretiopoi fi fa piupu ro : ma non può però in tutto abbandonare la ro- L 1 B 1^0 7:e7^ antlca.Sticcedette al fine quella età felìcijjir' ma:l<!c laquale in i/patio de pocbijjlme decine d'an-;' ìihmoUi fcri£ero perfetti{iimamente . Catullo pri- wa: Et Cicerone y pieno di leggiadrie y di fioriyCir di uaghcT^tEt ilpurijfmo & caìididijjìmo Cefare.Et da l'altro catìto,f'ergilio,Horatioypbull^x& dio :& molti altri. Ciaf cuno de iqualiy quantunque 7ie lo §ìile diuerfo.lper fe.giudicato perfetto. Que fti inalT^rono quella lingua^ a la fomma grandei^ %a : La onii^y^la tofio fi empie di tutte le fcientie : htfi mantennè poi cefi grande, fen^i^a che fi poteffe uedere, che ella euidenlcmente da ìiima parte pie- gajfc , in/ino a le primiereMjcqrdi^ d^h^^ Con gli ejjerciti uenuti da la Spagna^con quelli chg da la Maniagna haueuano .feguitfi Jl^iteU^^ ^^^ol to più con le genti Orientali di Fejpàfianoycntraro^ no in B^orria^le priniiere tnanifefte corruttiomdelfd milare.Ter ìaqual coJa.QuintiliunOyTranqmll^^ uenaley& il fecondo Tlinioy& àltrlche furono po co dopo quei tempiy mofirano ne gli fcrittì loro yla^ perdita de la antica purità l\pn/ana.Si fecero poi le guerre Settentrionali più propinqueiEt i Daciy dai Cotthi cacciati, a leprouincie de lo Imperio fiaui-^ cìnarono: perche mefcolatifi i Bimani con effb loro^ fi cominciò parimente con più forzala guaflarCyé* acorromperc qucllalmgua . Di qua uicne chea pe^ tia fi pojjono Icggèrey^mmiano Marcellino'yVegCr^ tioy Frontino, Materno, & altri infiniti . l{ptti gUoflacoli de telcgionh i nondarono i Barbari tut^ 3P ]^ 7 Af 0. 52 te le regioni de lo Imperio : Onde hehbe fine , in jutta fi eflinfe y & [otto l'onde altiffime de la loro Barbarie , rimafe totalmente affogata , leloqucntia ì^omana.Come adunqae non doueuano i primi fcrit tori Latini , & quegli altri che furono a tempo di piulio^ & di jLuguflo , coloi(o imitare cheirian^ a fehaueuano fcritto^prrcioche non migliori come fu jrono /ma peggiori jarebbono fiati gli fcritti loro ; cofi non era conuenìenteyche gli ultimi, l'ufo corrot tijfmodela gualìa loro età feguitaJfero:Ma doue^ Mano più tofìoj con ogni loro ftudio & diligentia , f buoni regolati antichi imitar e. Ben fapete^rilpO" fe il Confilo alhorayche in una lingua di già pcrue- nutà a la maggiore ultima fua grandc^^ytiHto ciò fi conuiene a coloro che fcriuono-Ma non credo pero che gli fcrìttori di quefli tempi , quafi che la lingua uolgare Italiana 3 non potejj'e ne più bella ne maggiore diuenirCy ad bauere quetio penfiero fieno per alcun modo necefiitati . Sidunquc non credete uoi diffe il Dolce yche il Boccaccio habbia a fupremo ^^rado di bellc^^ & di honore , ridotto la lingua Tofcana?^n ioyfoggiunfe fubito il Confoloilsl^ mi pare inuerìta ragioncuole^che la nouella di Marcuc cioy 0 di Chichibio (però che de gli ^dmcti 3 degli 'Frbaniy& de i ThilocoUygìa il mondo fine è chia- rito) debba dare l'ultima & foprana perfettiotie ^ad una lingua . Lafciate che le fcientìe fi trattino con qucHe uoci : Et che la Italia habbia d'ogni ra- gione y (ir d'ogni maniera fcrittori : Et alhora fa-- ^ . L 1 n li 0 cìlmente troueremOiCio che bora cerchiamoiEt qt4el lo che alprefe?itCydi non banere confejJìartioiÈt che dì confeguire ycon tanto ardore & con fi accede uo- glie bramiamo. Io confcfjo di banere cofr faìiidiofo fuogliato giudicìOy che -per infino al di d'boggi , 'ninno pèrauenturay od almeno pochijfimi ftrittori ho faputo tromrey che compiutamente y& da ogni parte fodis facciano a l'animo mio. Et mi day ebbe il cuore j di potere farui uedcre neluoflro Decameron nemedefimo^non folo una fiata^ alcuni mòdi di fa^ uellarCy & alcuni uocaboli , che hauerei ardimento (li dircy chepotejjino ejjerepiu belliypìu tcgpadri , più uagbiy& migliori.J<lc per cioydcbboejjere jgiu-- dicato arrogante: percioche io non lodo me medefi^ 'mo:ma quella bontà^V quella per fcttioneuo rider-' cando in altrui, onde colpa forfè di non bpiigna & non amica Htlla, mìueggo per mia debolex^anda ve, grandemente lontano • Bene h nero che fe fojfe a qucfla età conceduto, di uedere publicàti una uòt^ tay i Dialogi de la Bj^etorica fcritti da Mcjfer Spero ncy non r e^ar ebbe gran fatto più agli buomini^che defiare in quefta materia. Concìofia cofa che egli €j}frej]amcnte dimoflri in quel librOyquanti ornarne ti, & quanto di belleT^ poffa hauer la Eloquentia. ^Ihora lo ^mbafciadore , certamente diffCymolto varo mi farebbe il uederli : che hauendomelì lodati^ con luiragionando cómefo jpejje fiate fua cortefiàj ilprudeìite Secretarlo Cornino , // cui Sauio giudi ciò non è folito ad ingannarft ygli Jìimo uer amente buona T I M 0 . 23 buona cofa & leggiadra. Ma ditemìy hauercUeli noi peraumura f T^Jon Sigtiore^rifpoje il Zorno'^^ma udì legger e, non e molto ditempo fafjatOy in caja di Don Diego nofiro ^mbafciadore: llquale come il cielo pieno di lucido & Joaue calore , a jè naturaU inerite tira & ind^ tutto il noiìro fuoco.cofi egli il cui petto come V api de fiorii fi nutrifce de la foauità de le uirtuyquajì riuoua calamità diuenuto^non il fer, ro de le minere i ma loro de le {dentiera fefcmprc ritira aduna.Ora adunque, ripigliando il ragiom mento di prima^poi che non è flato per anchora oc-^^ cupato il primiero luogo;o/ia pure fecondo ch'io giù dico che 'lo Sperone, merce de la fua uirtujui s'hab bla affettato; non debbono però gUhuomini dijj)e^ rarfi , di potere fcriuendo Jècondo il loro giudicio , parte principalijfima,& più che ciafcun' altra necef^ faria in qualunque ci uiua^merit are loda nonpicciola prefjò a la loro poUerità'Et di ejfer e odagli huomini che ne le altre età ne uerranno , letti uolentieri : Et hauuti in fommobonore, & in pre%i^ . Terciochc in tutte le noUre operationi mondane^fempre fi ere-- dette efferc d^gna & lodeuole cofa^ non potendo tra primi ^almeno tra fecondi ^ tra ter^i ejfere anoue-^ rati .^ Malafciamoda parte hoggimai quefie uani fciocche'7:je : Et ritorniamo più tofioydopo tantiy& co fi intricati rauolgimmi. > a riappiccare il filo del primiero noSìrp ragionamento^ la dòueefio dianT^fi ruppe. Seguitò dopò quejie parole uno breue filentio; quafi con quella taciturnità , dichiarare uolefiino gli £ altri duh U loro attcntìone :,perche àl nuouo il Con-* foto in cjuefìa manitra comincio a fauellare . l{itor^ fiando adunque y a i fcgniche fi cauano da te quali-: de le parti del corpo , dico che la carne dura , CT come dicono i Medici di forte folta teflurà, è <ir- gmiento Jemprcper Je notifòimo j che altri fia ro'2^ & flupido neh ingegno: Èt nel corpo , di fi pocì> debole fentimento dotato y che a gran pena queU le cofc che mordono & pungono leggiermente la parte di fuori del corpOyCjfere pojfano non che fenti te ifna aduertitc pure da lui . Ter contrario poi la molle & rara , è fegno di protitc:^ (^ uiuacità di ceruello : Et di fentire fubito & acutifiimamente * ogni picciola ^ lieue puntura : Se già non f offe é^ueiìa rarità & moUe^^ di carne , accompagnata con un Còrpo forte ^ robufto : le cui eHre?nitd , CT^ grandi , dure fofiino fimilrnente . Teroche bene ha for^ quest'ultima e onditioncy di alterare^ & di mutare la prima:ma non può però la primieray quc-' Scaltra in alcuna notabile parte guafìaìe* Ma óU tre anchùra a tutto quello , da diuerfi mouimentì y onde uariament£ la per fona fi moue , lyanno come .già difiiy ojferuato i Saui del mondoyCjjere parimen- te negli animi noHri , uari <^ diuerfi appetiti.-Con* cìofta cófa che la tardità & la pigritia del mouimen to y a gli effeminati & molli huomini fi conuenga : £t a coloro y^e fourabondano nel corpo di fred- 'dc^ y & di humidità : freni fen'j^ alcun dubbia . fotentifiimi 5 in fermare & a ritenere il corfo de le humanc Itogli e . Laonde ragioneuolmente diciamo^ éjjete quefio tale mouimentó ^ dìgran lunghi più che àafcm'altroy alefcmine 'i naturalmente fredde & humide conueneuoLe . Ma da r altro canto il 7nou€rji con prciìe'T^^j^ 6"' uclocernente yfignifìca ne la corn^ plefiioìie del corpOyCalore & ficcità f Etne gli affet^ tiy& ne le naturali inclinationi degli animi , incon- Hantia legger e^^.f^ mobilitàiEt è infiemcpin con nenicnte^ & più proprio de l'huomo. La uoce nera-^ tììcnt esquando per lei ?ion folo iconcitatiy fnai ripor fati dnchora monumenti de noiìri petti fi intendono ^ tffendo molta chiara eJ?^ grande , ne l'animo uirilità & uigore ; ^ nel corpo gagliardia & fortè'^^a ci rnanìfeda : Ma la poca^picciola^& ofcuraja t altra iato ne V uno timore ; & ne l'altro debolcT^ dimó^ ' fira. Le figure poi, & gli atti del uolto, che portati dalucntrcmaternoy ci danno ìndicìo di qualcVe cer^ to affetto de l'animo, fono tali naturalmente y quale h in quel tempo il uolto di coloro, che Jbnò talhora traff) èrtati a cafo da quel tifile affetto . Come fareh-^ he percofì dire y accio che meglio fi ano daùoicofH^ preje le noHre parole : lo iracondo ha per natura queig^Hi neluoltOyO quella figura y o quegli atti che dire li uogliàmoy che altri fuole hauereper acciden^ tCyquand'cgli fi adira. E dopò queUo necefjariaco^ fa a fnperc , che iti tutti gli animali generalmente ^ femprc il mafchio è più arditOypiu forte,& maggio-- re che la femina : Et ha le parti efireme del corpo , pu robuHCypiH piene f& pili forti:Et h migliore uni E ij Z I B 1^0 fierfalmentei& più atto a ciafchedma cofa . Fcirrei, appreso a qucHo che per noi fi confideraffe ^ ninno tra tutti i Jegni che o/Jèruarete. ne i corpi , ne ejjèrf cofi forte nel fìgnìfìcare^ ne douerui rifpondere tut- tauia cofi certo nel giudicar eccome quelli fempre fa rannoy che da i gefii come difillo dagli atti fi tolgo-- no , f quali congiuriti infu me col caminare^ col mouimento^engono fen':^ alcun faUoyin quella e c- gnitione le primiere parti • La cagione uera'/ncnte perche queflo fiayèchc feguitando quefìi dui {limo uimento dicOy& gli atti del uolto) od in tutto ferf^ alcuni^od almeno con minori impedimentiyle natura li innate ajfettioni de l'anime, uengono per ciò ad ef t fere^ne i giudici di quefia Jcientiaypiu ehe qualunque altro fegno fi fia , ojferuatì fempre con certeT^ dì lungo maggiore . Ma bene e uero ( fi come ancho, di fopra per me ui fu detto) che lo acquetar fi y& il ere dere fermamente in un fegno folo;non fia maigiu^ dicato da alcuna fauiàperjona.ne ben fano^neprur dente configlio, ^n'^i e necejfario a chiunque uuole ragioneuolmente procedere giudicando, ^ difidera che i giudici fuoi fempre certi , & fempre ueraci tiejcano , non prima certamentey& con determina^ io giudicio pronunciare , CT affermare alcuna co/a 9 ck^ egUueggay & chiaro & manifeUo comprenda <^ jda molti de principali più importanti fegni , concptr^nti la medefma fignificatione^, quella fua opinione ejprcjj amente ejfere dichiarata ^ Ha", k^iiè^A & confermata . Eccijmcbora j oltre a tutti T III M 0. ^5 ^uefli uri altro modo : per loqualc le conditìoni de la nolira natura, & le buone , CT le ree qualità de l'a- nima no§ìraf non acquiftatcper alcuno iUrano amae ' ftr amento , ma imprejjeui con interna nota del fat- tore del uniuerfoy pojjòno chiaramente ejjère da noi conojciute • llqualmodo y ne gli antichi tempi da ^riHoteley come egli mede fimo fe ne uanta y fu& trouatOy & ojjèruato primieramente . Quando confi • derando , adunque akun corpo y uederetein luìy da molti fegni , effere ftgnijicatt diucrfc pacioni od in^ cUnationi di mente y potrete col giudicio uoHro con Aetturare^non folo a quelle note CT manifcsìe pcrtur bationieffere fottopoftaqueWanimaima anchoraad alcuna altra ne palefe y ne chiaraiche pero feguiti CT volentieri fi accompagni con e/Jò di loro ♦ lederete talhora(accioche il mio fauellare meno ofcuro uifìa) per gli aperti fegni , & per le certe qualità del cor^ po^douere alcuno , ejfere naturalmente inclinato y a lo fdegnoya la meUitia^ &ala Jpiaceuolc^yod a la mala creanza : parlando per un termine nofiro : da noi nuouamtnte introdotto in Italia : JL costui me-^ de fimo , potrete drittamente giudicandoy predire fi^ cur amente y VeffergliV anima modeUata da lo ili- molo pungente de la jrcda ìnuidiai^uenga dicOyche nel corpo di lui , non fi fcorgefie chiaro c^T ejprefio , alcuno fegno che quella pafiione fignificafie . Tercio cheti fauio Z7 accorto confidcratore de corpi , da i predetti fegni , che dimoHrano le qualità y&lean tedette pafiioni de Vanima^ caua & tragge lo affetto _ m • • • 7? .1 T 'B II 0 ■:xde la imidia : ancbora che accolto : nondmerio coti* ^fcqiìeriteyZÌr comeneuole a loro. Et è neramente cjue ^ilo modo di procedere , molto proprio y <^^moLto ^omeniente al Thilofopho. Concio fia cofa che il trar ire da alcune coje certe , uno configgente neccfiario , -fia grandemente proprio & peculiare di quella par ^ te di pbliofophia , che rationale fu detta da i Lati-^ ' ni: qantunque la confuetudine & l'ufa comune , ab^ bia fiiìipre il Greco nome più uolenticn accettato . ^Et fapere ui bifogna , cheji cornepir molti buoni an tecedenn , fi dicedouere efiere il confequente buo- no ; coft per contrario . da molti aìit ecedenti triUi , '"^lafce fimilemente il confiquente reo • Dirà co fi y per cagione di efiempio . l<(el medefimo moda , che ueg -gendo alcuno douere efiere , cofi dimoHrando le qua iitadel fuo corpo y giuHo y pietofoy & modello ; pojfpdire lui infiemc eff^re ben creato : & di gentili iir leggiadri coHumi adornato tcofiperxerti & ma nifefìi fegniy conofcendo altrui sfaciatOy crudele j & ingiusioj che egli ancho fia con tutto ciò fcoftumato , tni h lecito a credere ueramente . ^Ihora il Dolce y fi come colui che ardeua di difiderio di domandare il Confilo alcuna cofafilche per lo sfauillare delgli oc chi y per lo jpejfo mouerfi , & per altri atti chiara- mente ficomprendeua; anchora dijfe, che non bene Sìiay di interrompere con mie domande y l' empito ^eH concitato cor fi del uoUro ragionarnento ; Et che fap pia ciò facedoydi daruigiufia cagione^onde & leggie XP x& impatiente giudicare mi poffiatemondimeniè. IP l^T MO ^6 Ito pure ad ogni modo , che uno ofcuro dubbio hor hQ ra uenutomi ne la mente , col lume de le uofìre paro le mi facciate chiaro : Che f in m'e caro di cono/cere 40 quei nomi le (ofe che mi fono ocfoUe , chefeni(ef fi 5 non fapere, ( come fi dice) più la di qnanto che ci recai da cafa. Domandate pur nia fecur amente rifpa- fe il Confalo , di tutto ciò che nel penfiero ni cade : \^he hauendomi tolto hoggi a mantenere quefìo cani pOy nongiuflamentefoi'ei , rifiutando affatto 0 pugna Alcuna Oli lo foj]i ricbieSìo . ^d uno prode & uaLen- ie caualicre come noi , diffc il Dolce.v ad uno fcher tnitore eccellente ^fo io troppo bene ^ che i micipo-r /a macftreuoli colpi , non faranno perdere pure un dito di terra: "Nondimeno acsioche io fappia per l^ auenire ^ fe non con più for'Zfi ferirenltrui , almeno 7ne più cautamente difendere y ìnfcgnatemì corsie pò teffiqueHo colpo fchifare . Voi poco ìnanxi dicèfie^ •che la uoce grande /i^groffa, era fcgno di uirilità iO di fort€7^:. Et per contrario la fiottile, ^ picelo la y didebolexx^parimenue d'animo & di corpoXp • poi foggiungeiìe foco di fiotto ^ tm tutti i Jegniche uariamente uariano ì nofìri corpi, che ci fanno in tata fimilit Udine andare diffomiglianti^ ^l^^g^ifO^'^ fen^a alcuno fallo di lungo più certi ^ che dagli at-r ti j & da le eHeriqriapparentie J^luoltofitolgonoY 7^ lequaì parole y hauutouì fopYa confideratione , citrouo grande diucrfita. Tercioche fe aigeHiri^ guardo y ueggogU huomini adirati , tutto che la UCfr fc loro/iagraue &groffa naturalmente, falere ^or^ dimeno in fu quel punto ^a[Jottigliàrh ^'éf^dgux;^ la non poco . Et altra parte , coloro che non pati^ [cono alter atìone alcuna di colera , parlare per or- dinar io più grauemente : Et mandar fuori il fuono de la noce loro yfempre più grojfo . Ter iatjual co fa in quanto a quefia apparcntia , giudicarci che fi do- ueffe direy che gli huomini chthdnfio Idùoce sfottile acutayf off ero forti i & iracondi: Et deboli da l'ai tro lato , & manfueti coloro y cheingraue & grof^ fo tuono fauellano . Ma oltre che uoi ( come ho det^ to ) ci affermafie il contrario , fi ueggiamo anchora tutti gli ammali > che hanno magiore grido di fde^ gnofi y di forti ^ & di animo fi , come fono il Lione\ il Toro , il Cane latrante , é*l coraggiofo Gallo , far^ fici di loro propria natura : congroffa&graue uoce fempre fentire : Et quegli altri poi che fono timidif fimi & debolijfmi yfi^ come è il Ceruo^ , il Capriuolo, ^ la Lepre > acuto & fittile naturalmente , hanere il fuono de la uoce loro. Di maniera che s'io miro a la fimilianT^ de gli animaBy ueggo la uoflra propofi^ tione 3 hauere faccia di uerita : Ma d'altra parte fe confiderò la appareiitìà che ci fiede di fuori nel uoU to , che uoi horageiji^ ^ hora folete attiaddoman dare , parmì di conofcere , che elìaper non lieue jpa tio y fe ne uada lontana daluero • Di che mi farete fommo piacere , aleuaì-mi de t animo quello dubio : Et a rnofirarmi ( come diffi di fopra ) quello tratto dìfchrima . Mhora lo spagnùolo ,queko rifpofcy mi è fembratQ ad uno affalto Siciliano: Onde foggiunfe$ V III M 0 . foleua dire Antonio da Leuay che fempre ne riporta -fio gli afjalitipiti uant aggio che danno. Domandai e-^ ne pure i Frantiofh riprejè [libito il Dolce: Et quello cofifoUenne & decantato uef^ro.T^n ne ne maraui gliatCy il Confolo replico : che come dice ilproutrbio uolgared^huomo che dorme , fe Iq mangiano in/ino a le mofche. K^on credo già che nafcoUo eljereui deb-- ba.come da ogni tempo quei nojiri uicini , ma moltQ più in fu l'horaulel uejproy fieno ufati di dormire non folo col ceruello come fanno quaft ad hogni hora:rm ancho co gli occhi del corpo. Ma per ritornare a uoi^ dico che le qualità de la uoce^dimofìranti o fartela Q debilita.non fono come ui penfate , lagrauita , o la acute:^: Maalhora dobiamo giudicare ilualore & la fierc'x^ di alcuno , quando ne fentiamo la uoce , che grande fortCymoltayrifonanteyZi^ copiofa difjnri tiyciperuengaagli orecchi: Et da l altro cantOydebo Icy & uileragioneuolmente efiimare pofiiamo colui ; la cui uoce fia picciolaydcbokypocaylanguiday er in^ terrotta. Direte per tanto inqucUo modoiEt piucer ti affaiyCX più fccuriyuederete riufcirne i uofiri giudi €Ì . Gli animali forti & iracondi , hanno grande ^ molta uoceiadunque gli huomini hauenti la uoce loro co queHecoditioniydebbono parimente,^ robusìi & animo fi e [fere giudicati. Oltreacioy gli huominiadi^ rati parlano per accidente in uoce rifonante yaltuy ^ abondante di /pirti: coloro adunque che di loro pro^ pria natura fauellano fempre in questa maniera^ fo^ no fmilmente fieri & difdegnofi*Eccoui adunque^ fi l^ B IL .0 come fi lem la c'omrarkta da le noHre parole : Et fi come iljenfo lorQ , & chiaro cff^edito cene rimar- ne. E ben uero chejie ifegni the fi tolgono. da la uoce^ fi da qualimque altro fi fiamenibro o qualità j^orpi^ Yale ,fi debbe hmere cur^ (li non determinare certa piente ilgiudicio; quando ifegni tra [cpalefino paf- fioni contrarie & diuerfie l'uno da l' altro. Oiciamo co fi: fe intenderò per la uoce douere ef] ere Alcuno aniT mofi) , icuifegnipoiofjèruatineg^i occhia uile me h diryioHrino ^ non debbo poter con ragione , in lui cO'* me certa eà" manifesta cofity & non poco più de l'air tre apparente^ alcuna de le già dette pcrturbatiom credere giudicando; Ma fi bene uno certo flato mei:^ iìo: che fi a di ardimento) & di timor CyCon eguale & giufta proportÌQne partecipe^Et hau€tC4 fapere^ efr fcrci eia/cuna uolta nccejjario di hauere qucHa tale aucrtpi%a , cheH Malora & (ii uirtu (come ho det^ - 'fo )pari i fegnì trouìamo.Ma quando Inno di loroy è più potente & più forte che lahroyalhora a quello di maggiore autorità , come il dritto & Vhonefto pcf. jre che fi richieggay indi ilnofìrogiudicio informanr •done:accoftare ci dobiamo: Et fecondo lui folóyfen%a .hauere a gli altri di minor grado riJpcttOy conuienci dar modo y ordine y & dijpofitione y a tutto quello che noi giudichiamo .Come farebbe adire: Qtian^ do e dai peli manifefiatay alcuna certa paffione y qua, Ut a y od affetto d'animo ^ non fi de per la uoce auenr ga che ella il contrario ci anunciafie , la primiera jgnif catione tolta da i peli ^ . in tutto cancellar^ td eslìnguer e. Concio fiacofa che il fegno ofjtruato M . le condì tioni de peli^jìa di gran lunga più forte , che ejuello de la uocc non è. Dobbiamo oltre a cioybaHci^e fernpre rifpetto a le regioni : Et (come difii) a i uari Cìr diuerjì inftuffi del Cielo : onde diuerfi anchora, , differenti fono i pacft:dati in forte ad habitare a gli huomini da la reina fortuna . La onde fe uedrcmo • uno africano (per cofi dire) forte & animofo , non - è però ragioneuole , che crediamo hi ejfere tale^fe^ . non con gli huomini comparato j nati folamente ne . V africa . Ver Cloche queìio ualente & animo/o ^A^ fricanoymejfo mfieme con un HungherOy 0 con alcù^ no BohemOyche però habbiai mede fimi fegnigraH^ (t animo & gran for^a fignifcanti y potrà merita-^ mente ejfere giudicato debole & uile. Tanto cforte^ eJr* cotanto puote > laparticularc proprietà di alcun cielo : Et la diuerfa qualità de le regioni. Ma perche meglio ui fi imprimanone la mente le parole eh* io dico , & con miglior ordine^C p^^ pit* diHintame?r te inarf^a ginocchi recaruele^uoglio a guifa di buon . capitano y di quefla confufa moltitudine di fcgm^ • di ajfcttiy ordinare partitamele diuerfe fchiere ^ Xhe fe già foleua Antonio da Leua , & hora il Marchefe del Fafìo y con tanta lor lodcy onde uiue^ ranno fernpre nei lunghi fecoliche a quefto fucce^ deranno y nel dijporre & ne F ordinare gi ejferciti > '.mandare gli Spagnuoli in questa parte ; gli Italia-- jti y in quell'altra ; Et altroue i Tedejchi ; Et tra quefli anchora , qui le cauallerie , & cola uolere cl/e Slefòino i fanti y7{e un fol loco^agUarcobugierij^ a i picchieri donare ; ne i carriaggi y con le artiglia-^ rie confondere & mefcolare ; Ma ogni cofariporre nel fuo luogo proprio & particulareydiuijo [epa rato dagli altri ; Et fare a ciafcunagcntc,^ a eia- fcuna fattione^non /o/o le fuc fian'7^ y ma anchora i fuoi propri capi conofcere; Cofi parimente a me pia^ ceyfe a le cofe grandi, le picciole;a le uirilije femi^ nili ;&ai fattìzie parole pofforio degnamente effe^ re pareggiate; ridurre in una fchiera y tutti quei fe^ gni che dimoSìrano uno affetto medefimo: Et dato di -''poi loro quello affetto per capitano y farui ucdere qual di loro ne i primi ordini y quale ne i fecondi y quale ne i ter'^^ fi debba conJlituire. Et in queUagui fa non folo tolto di mano lo fcetro a gli Imperado^ riymaanchora il pennello a dipintori^ & lo fcarpeU lo a gli fcultori^mt ne andrò quafi un'altro Donatela lo 0 Titiano yfe forfè (uerfo il Dolce 7nirando) non uolefte diruoi Gidn Bellino^piu che al ueroya Camici • tia doìtando che egli hebbe con uo^iro padre y me ne andrò dico y formando & dijponendo i corpi yfecon^ do le loro più conueneuoli qualità . Si digratiay dif^ Je alhora il Dolce: Che di ciò ypur bora ni era a pun to in animo di uoterui pregare: Ma hauutopoi rijpet to a i uoftri rimbrottoliy mi ritenni , & tacqui • Si t che uoifete di quelli foggiunfe egli ridendo y che per altrui parole fimouano : Ma come fi fiuy ecco che fenxjlfi ne hauete a mio potere a rimaner fodisfat-- to .^Dico primieramente adunque ^ commettendo a T II I M 0. 39 gli arditi & ualoroji huomini la anttgmrdia del\ campo; & inanx} a tutti gli altri di/ponendoli ne le prime fila , che i fegni che i rohuUi cr forti corpL conofcere ci facciano , fono ipeli duri , & molto di nero partecipi: la perfona diritta : gli ojiiy lecolle^i^ fianchiy^ le eflrcme parti del corpOyConueneuolmcn^^ te grandi fortiyc!^ ojfute:il uentre ampio:ma che pe. ro non ijpinga in fuoriycomeil loro a le femine gra-^ uidc:gli homeri larghi y& fortiy& dijtantì: 7na fi me non troppo ne legati , ne congiunti in/ieme ; coji^ non però fuelti, nedifciolti , oltre ad ogmmifura c;- froportione;,ll collo fermo /odo con poca carne: ^ il petto ampiOiCarnofo,& raccolto.\le cofcie ajciut^^ tede gambe ferme>mufculofey& /carme ne la par-^ te di fotto: Et imprefjò a le e^ìreme cauiglic , tntte piene di neruofa fortei^:Gli occhi uarixhe già, /m> ronogratiofi nominati da Grecii con certe flammei^ ley& raggi per entro , di colore come quei di Lione,- proprio ad oro fembianti: J^on grandi^ o rileuati di: foucrchio:Ts(€ ancho più delconueneuole piccioli , o fitti i& nafcofi nel capo: '\e d'altra parte in fouer-- chiachiufuraineindifconcia & fconueneuole aprin, tura peccanti. Lo (guardo humido, ^ ueloce : le ci^, glia non congiunte: il colore fofco^o bruno , come y2, dica : Et tale che non partecipi molto di bianco : La fronte acuta , & diritta : ma non grande però come quella degli ^ftni : IS^e fimilmente più di ciò che fi 0 conuenga , od afpera y o molle : Le cofcie & le nati- che , ne terfe in tutto & polite : 2S(e del tutto rugo-* ^ L I B 1^0 ^ fe^cy pì^^€ dlgrìnie : 1 piedi mufculofida mcegran d€,forte,& [onora: Et i?i fintalo rejpirare fermo gagliardo. S ecuro uer amente idijf^ alhora lo ^mba fciadore, fe ne andrà dopò tanto & cofi forte prm- cipiojo ejjercitio uoHro: Et cotanta diligentia haue re poHo in formare & dipingere (come già Tolycle tv) queHo Hercokyche io pieno di gran merauiglia, quella cofa onde lungo tempo prima mi fono mera^ lUgliato y come nuoua, merauigliofa, od impofiibile, jHH non admirò: cio è come haueffe potuto^il Tordo^ none dipintore a quefìa età che a pena l'ha potuto ue dere y eccellente & egregio y cofi perfettamente j con fi grande artificio , il fuo Milone dipi?igere : In cui e^lt pofe col pennello maesireuolmente , tutte le qualità • obbietti non falò de gli occhi , ma quafi dé ^i orecchi anchora , che uoi eloquentemente con U parole ad uno corpo forte conuenirfi ei hauete dimo §iro . Se ne lepofe.rifpofe il Confoto je doucuafape^ re : Et ben ini credo in nero che eile fapeffè : perche tonfidcrando l'opre di molti de i dipintori di quefìi tempi , di pochifjimi poche ne trouòycbe mi diano fag giv di maggiore dottrina^che quelle fi facciano di co Sìnil Et uoglio che acca f iate per regola generale ^ che tanto fen^a dottrina poffa alcun dipintore far cofa che buona fia;come fen^ix haucre di molte fcien tie perfetta cognitione , può e/fere alcune giamai, perfetto Oratore . Che quantunque la moltitudine de le liti y la varietà de le caufey& la confufione C In barbarie del uofìro palaT^ 5 dia luogo l>oggi-^ nt^kaMqW'ft fìct igmrantifjlmo ; non però mi piace che i tali fieno giudicati da uoiy degni di quel 'cìirùWghrioJò'nóme. Lacognitione de le fcientie.c TanimaMcore & U nita de Le arti: Et di quelle maf^ fmamcnteyche fono (come que(iaueggiamo) tutte piene di coltura ^ di artificio , & di leggiadria . A(c 'peraltro dome credere che f offe in tanta uenera^. uoneVarrhafiOy che egli meritalje di e/fere domani dato li datore de le leggi, e'I Solone , o7 Lygtirgo de ta pittura; fenon per eh" egli orjiaua le taHole'(\come recita Xenophonte) de la dottrina & de le fcientie ^ 'apparate Hudiofamente da i Thilofophi di que tern-^ pi.QuefìiHudi sfecero admir abile Eaphranore r vuercndo : Et degno di e(fere ifìimato tanto più de gli altri dipintori Eccellente ; quanto di tutti gliaU tri Oratori Latini , e flato il più perfetto eH piu'cel lebre Cicerone . Quefìia Theone Samioyla innen^ tione ; ad ^ pelle , lo ingegno cr la gratta ; Et die- dero a Trothógene la d lig enti a . Oiiefìi mt de fimi ia ragione a Melanthio la facMtà donaro ad 'kAntiphilo : Et fecero inan'T^i a cosìoro , trouarea Zeuft la proportione de le ombre de i lumi ; Et clonare ad imitationc di Homero y a tutti i corpi ^ una certa augufìa & reuerenda grande:^ . Ma ri^ tornando hoggimai al noflro ragionamento dipri^ tna y quali fiano quei fcgni , che ci diano argomeu^ to di timidità & di dcbole^r^a y bora mi aggrada ipontarui : Sono adunque quegli huomini deboli &^ p auro fi y che hanno ipeli, (<r la pelle. tenera^ moU le: la per fona cadente ; . T^eatta quafia fojlenerft (Urina: la noce finiente ^ debole acuta^jl re- ipirare interrotto ,; Et con una certa fatka& anfie- ta : Uganbe picciolo , gonfie , groffe\ & carnofe a guifa di f 'emin€:.ùl miiimento tardo : il colore de U faccia , co fi ne i peli, come ne la carne mirandq , » pallido t.Ò gi<iÌlo ,.ò nero ancho talbora : ma di ner ^exx^a pero y non come quella de gli Etbiopi y di tale y che a queflo nofiro Cielo jìa conucncuole . CU occhi languidi :,&.jp.ejjò le palpebre mum : le eSìremita del corpo deboli cr puciolé : Le mani fottili & lunghe ; Et lunghi parimente , ^- piccio- li i lombi : & non atti a /offerire alcuna fatica : taj le la figura eHgeHo del uolto , che salteri.^- fi mu-^ ti di jubito : Et conformifi preSìamente , con tutte le pajfioni , & con tutti i mouimenti de l'animo . Si uergo^nam qi^Ui' tali di leggiero : tengono la te- Sìa , ijr J^li occhi M'ìi& ehm Jcmpre uerfo la ter ra : fi dilettano di feder e ocìofi : flanno di contino^ m con un certo atto nel nifi , come a guifa di pcrjp ne merauigliantifi : Et in breue patifcono come diflj, alteratione & mutamento nel uolto : Et fono oh tre ad ogni cofa , qiiafi. fmpv^. meiìi & addolora- ti Ora poi eh' e paffata in qucUo modo la feconda fchiera , fia buono che dato il fegno a l'altre , le fac damo fimilemente inanzi M^re . Et perche le co-? fe contrarie (come ce ne rende chiari quel detto uol ^are)accoppiate inficme luna con l'altra, più chiara mente apparifcono; uoglio, come ho fatto del timore ^dela •tir de lafortej^^ , ^ f^^^^i alcuni altri affetti , cà* \mcdefimamcnte dei loro contrari y ftgmtarc mo^ flrundoui . Coxifidcrando adunque gUing^gi'iofi pri meramente , & gli huomini dotati difubLime & al to intelletto , dico che eglino debbono ejjèrc commu nemente affai grandi , c7 diritti yfu la per fona : Èf \hauere le membra grandi: Et i nodi di tuttofi corpo, & mafjlmàmente de le mani 3 & de piedi , grandi y ymanife^ii , & difgmnti : le dita fuelte , tenere , ^ Jungbe: I camelli , non molto di^ìefi: ne ancho più d cji .conueneuole ricci : la carne tenera , & bmmda me^ diocr emente : non abondante di fouerchio graffo : n^ di tefiura , 0 compofitione che fi dica y molto folta 0 denfa • Debbono hauere magri temperatamente , gli J?omeriy il collo j & la faccia: Etpreffo a (juefìoygli homeribajfi raccolti: Et mede/imamente le (palliò fbaije er humili: le coHe afciutte: la fchiena fenica car ne: il colore del corpo^mefcolato diuermiglioc^ di bianco: Et bene fpeffo fmigliante al colore del mele: Ma con tutto queiiOy molto uiuOychiaroMmpidoy (^jt aperto:& in tutto fen^a nebbia^o macchia ueruna.la pelle y ^ lugneyfottili: i peli non duriy^ neri oltra modo: Et in fine gli occhi uariyallegriy humidi^ & ri fplendentL l fegni neramente che accompagnano lo (iupore & la balorde:^^ gli huomini di ingegno rintu\^to ro%o > fono gli occhi uerdigni yfiffi.^ <& immobili : nonifcoprvnti ne gli atti loro , alcu-r 7Ì0 affetto 5 0 pafjlone d'animo : Et oltre a cioy laf::c ^fia^bor^dante di caìcnQ ; CJ' p\^ lunga alquanto y di F L I B KO quello che a la communcy & debita forma fi fta con utneuole.-la fronte grande , cìvcularei& carnofa: le mafceUeygrandifimilmnte,€r ricche & copio- fe di carne : il collo , grofo, & corto : Et qui ne la fua parte di drieto , & parimente negli homeriy ne le braccia , & nel uentre , moUa & fouercbia abon- dan%a ài, carne-, la forcella ala chiane che fi dica del collo , grandemente risìretta: le palme de le mani ri tonde: gli bomeriyfiu del conueneuole rileuati:'il.om hi carnofi: le gambe lunghe :Et preffo a le cauiglie ^ grojfe, carnofe, & ritonde: I nodi di tutto il corpo, ficcioliy nafcofiy & congiunti, &per do quaft inutl li: Il colore molto bianco: Et l'hauere in tutte le par ti de la perfonay più ajjai che mezana copia di carne ; Et ultimatamente lo accompagnare la figura & gli atti del Udito y infieme col mouimento de gli home- ri ; Et per ejjiy fcoprire ^-^manifefiare prirnieramcn. te , tutte le incìinationi , & tutti gli appetiti loro vaturali. Di qua uicne, dijjè albore^ il Dolce, die a uoi altri Spagnuoli , cotanto dif^iace il riftringerfi ne le ^cdle^ Et lo accompagnare ( come uoi dite ) & dar quafi , & accrefctre una certa far%a , a le parole che altri ft dica, col loromouimemoj Et ricordami di hauere uedutojiora finijcono a puto quattr'anniy l{pderico d'^uila , uenuto qui per concludere con quegli signori la Tregua per la difefa de la Ita- Ha, & principalmente de lo fleto di Milano , quando Ccjare armato per la ma del Tiamont€ entrò ne la fraiicia;non altramente hauere a noiayfuggire, & ri T ^1 M 0\ 42 volgere come fi dice altrone gli occhi j mentre che uno qui parlando con ejjo luifaceua quefli atti ; che fi fi:riua che già [offe ujato di fare Caligula Impera dorCy infamia , pefle, & rouina de tempi che lo prò dujjtro , ueg^endo i folgori , ^ gli ardenti baleni • In uerità che l'atto in feb foi^;^mo , ri^ofe il Zor-- nojj:a ; Etpoflo anchora che non fc ne cauajjc giudi ciò alcuno , buona a farci conofcere gli affetti de la humana natura , non è ragioneuole , nepojfibile che fi creda , colui effere ne prudente , ne fauio , ne gra- ne , ne cofìumato , ne honcfto , che fauellando fi ueg^ ^a in cofi fatta maniera diftorcere & dimenare . Ma non uorrei perciocché alcuni difiderofi di fuggire ' quefìo uitioy affettando per contrario lagrauitàjief fero tuttauiafermiy & immobiliyCome che trauifof- fero & non huomini.Comefifcriue di Coftantio Impc radore ; llquak per confo uare la maejià di quel^ra do , uemtto a l{pma per ri':(^rui leaguglie fatteui condurr^ di Egitto.ftaua & nel Senato, ((^ ne i Tem fi , nel Theatrq , & breuemente in tutti i luoghi doue egli in publico fi lafciaua uederCjfcnxa mouerfi punto giamai : percioche il fare in queHa maniera , non fi può dire che fia abbandonare un uitio : ma fi 'bene , con un'altro cambiarlo : contrario in tutto ^ diuerfo dal primo • La uirtu , non ua mai negli ellrtmi : ma è come una uia , ^ fi come un certo fenticro , fegnato & battuto nel me%^ de le noSìre cperationi: per loquale debbono i prudentihuomi^ nhfemprx: caminando tener fi. Etfarfiacredere^cbt • • L I B B^ O fi come il Sole , fonte & principio dinoflra uìta^ gì ' vandofi tuttauia regolatiffimarnente y& con ordì-- ne certiffmo & infallibile , per me'^ di quel cer- chiochecon nome Greco e addomandato Zodiaco ; . Isje di quindi , o da l'm lato , o da l'altro giamai ri mouendofi; am^ nel mede/imo fegno , & drieio a la ■ medefima linea fempre tenendofi; merita di douere ejfcr dettOynon folo il più regolato e7 più certo di tut ti i Tianeti; ma quello anchora che col marauigliofo e^r eterno fuo ordine^ regoU^compona^^ informi^ il • mouimento di tutti quei corpi diuiniy che per quei lu .cidi cerchi fi uanno girando;cofi credano dicOychegli huominiinon negli cftrcmipaJfandoyWa nel mei:^ de le cofe fermandofi y degni efiere debbano , di hauere ' nome di uirtuo fi. Accetti adunque di continuo la me diocritày chiunque non uuole o rompere al lito la na ' ue: oueroC come dijJeHoratio)ajfoggarla ne lo altijfi mo pelago . Ma da parte lafciando hoggimai tutto quefloydicù che gli sfacciati: & cdoro che per niunci guifa fi uergognano y fono mani f efiati dagli occhi jplendidi & eminenti: da le palpebre groficy CT apcr teida lo afjiffarfi negli occhi di chiunque lo miruyda la altCj^y rileuatura degli h omeri : auenga pe- rò, cheH rimanente de la per fona , fia più tolto chi^ no che dritto : da la uelocità & prelìe'^']^ del mor uimento : da la ro(]e%i^a del corpo , dal colore fan-^ guigno ' an'xi fimile più toslo ad accefi carboni : da la ritonditàde la faccia: da laacutCT^ deh noce : Et apprefio da la groffe^^ del nafo: da lo T 1^1 M V i 4^ Jpingerfi^ & hmi':^rft ad alto nclcafnìnare : Et al fine da la akej^ j&dala eminentia del petto . Da r altro lato , modello uergognofo de ejjere ere* duto colui y che habbia il movimento tardo ^ egua- k : la uocegraue , [onora , chiara , & ufcentè jen^a^ alcuna fatica , & ^IP^(^'K^' gli occhi neri:non Jplen dìdi: non himidi:ne molto eleuati: ne però quafifit^ trnel capo : Et oltre a tutto ciò , che le palpebre mo uacon una certa grauità & tarde%i^: ciò e che non per lungo tempo immobile & ferme le tenga: Tsje parimente , che le apra & le chiuda con molta uclo cita .Mala letitiapoi , & la allegre's^a de l'animo^ infieme il maneggiare le cofe con poca confiderà tione & penfieri^ìmlacarnofità delafronte^potere. difignificarc:quando però^no folamente carnofa^md grande anchora, & mollcy (jr terfa , polita fi fio. quella parte : Et quando mcdefimamente , la faccia- tutta fiaabondeuole & copiofa dicarne.E'fegno pa. , rimente di ftUofo & lieto cuore , il tenere inguifa\ di fonnacchiofo ^gli occhi , & le ciglia baffe : T\(e dai ^ueHa fignificationemedefima , fi allontana giamai lagrauitày la lentex;^. , & la tardità de lo andare ; 7V(f anco il non potere , qualunque co fa fi 'fia; con molta int emione guardare. J<[e fìmilcmente lafoaut tà de la uoccT^c llmmidità,& il molto Jplendore de gli occhi: f{e fopra queflojo fcoprire ne lo ajpetto cTi rie gli atti del uolto^niunafraudeyceleritày& fiibitex^ '3^: ma più tolìo una certa femplice^& ripofata boru tà . Ter contrario poi, le mqlte rughe > ogrin'^ ch& t i È ^0 te diciamo j nel fronte ^ & in tuttaia faccia, la mà^ gt'C'^ yl'ùjfereijui fubito fopra'l nafotra lunci^ glìo & l altrosiTtolto crelpi & Yugoft , l'hauere la^ jpettotYamgliatò > & dimoHrante fasìidìo & an-^^ fietàjil mouifhcntó tatdoy& quìetOi la faccia fcar- nayle ciglia congiunte i& le palpebre fiffe& inten^ ttymanifeflàno infteme tutte queflecofe predetteytii^ turalmentc rneHitia & dolore ne t animo . Ma i fe-^ gniyche gli huomni lafciuijinolliy& delicati babbitt no for%a di palefare^ & coloro che tutto che fienó nati mafchisfentano nondimeno leinclinationi degU animi loro effere effeminate , nepur quefio , ma che facciano anchora molte fiate operationifeminili, fa no primieramente^ le rughe & lecrefpe negli angti li de gli occhi uicini a le tempie: Et infìeme^il porta re di continouo/oprà l una de le fpalley& principat mente fu la finiflraypicgata la teUail mouimenti de lemani)fen:^ordiney& fen%amodo:llcafnìnare dif uguale &.ff)roportioHato : Et quando^ con la perfo^- na cadente ylanguìday& chinai Et alcune uoltean^ choraydiritti 6- fosìenutifu ifiayichi: lofpefjògira^ re de ^li occhi foauemente: lo fguardo humido y coH non fo che apparentia di sfacciato & di audaceiVha nere nel fronteyne le goteyne t fianchiy& in tutte le membra , uno certo perpetuò mouimento, & qua/i tremar edo rìf guardar fi fpeffe fiate: Et inandandoyil percoterfì l'uno ginocchio ne l'altro : Et oltre ad ogni cofayla uoce^Sìridenteyfpe'^^tayfottiley&Jòm^ mmente tarda^Le note poi che ifaflidiofh ajj>riiri^ V)lll M 0 44 gìdl^& duri ci fcoprano^fono la paUid€'X^^& la ne ^^V>3' colore: il ge^ìo de la faccia^in guifa di fa* * Jp€f'oidiibbiofoy& conftderantcdafouercbìa magrc^ %a:ll non bauere molti peli nel uifo: La faccia rugo^ fa%^ fenxa carne: I capelli iteri , duri & dijie/i : // parlare in noce alt a\ll molto r efpirar e :ll batter ft^et jregarfi le mani l una con l'altra : il rimirare ajpero & [ecco: Et al fine^l bauere i piedi molto rugo/i.Gli huomini ueramente d'alto cuore/degno/iji^ iracon di^moflrano la interna loro qualitàyper tutte le eHe tiori apparentie cbe qui [otto da noi raccontate fa-^ ranno^Sono adunque coUoro la primiera cofa^dìaU ta & diritta Uatura:h anno gli homeri larghi, gran--^ diy& di^anti: ampie ^& apparenti le coHe:ll colore ne ipeliyhrJ^nOiCome quello de Leoni: & ne la carne uermiglio:rc/pirano fortementCj & con grande co^ pia di fpirti:Le eUremìtàdel corpo loro, fono gran^ di,f€rmey& robu§Ì€:ll petto è delicato, moUcyCt^ cerne dijfe^rijìoteleyquaft nudo dipeli:cotali mede fmamente^fonoancbora quelle altre partii chepofc uicine a Panguinaglia la mae§ìra natura: il mento h rcnon ritondoi& non acuto fi uedc: Pt la faccia che da fe h bellaipiena^& foda^h di crejpiy^ di folti pe li coperta cr ripiena: I loro capelli^inanellati ne la lo ro ultima parte , fono in un certo modo riuolti y & quafi a lù ingiufo rimirano:Ma [opra ogni altra co^ faybanno quefìi huomini fdegnofi , molto abondanti di fangue , & grandemente uermigUe^ le uene loro de gli ucchi: Et le uene parimente ^ani^ pure le ^'terie dd coUo^gonjìe fommamente;rileuate^& ùi^ fihili. Magli huominiypiaceuoliy^ manfueti , fer-^- bano da 1 altro lato ma certa grauità ne lo affretto : abondando di rìHoltai di humida carne : fono con" itenient emente grandi & proportionati: portarlo la perfonay aucnga che forte , pure come un poco fca^ uej^ nel me%o\6nde fempre in uno atto fi flanno f qua fi che fe il Cielo mira fiero : Hanno parimente^le^ efirernità dei capelli in fufo riuolteiLofguardoferÀ mo : il moulmento tardo : Et tarda fmilmcute , c^r. molle la noce . ilfmulatore uera7nenteyilparafitOr lo adulatore^ &^ colui che per far fegratOy di din male d'altrui fi diletta , è da la grafjcT^ & da U' grander^T^delemafcelle manifeHato: dagli angu^ li degli occhi , come difopra mi ricorda bauer det^ to^crefpi ^ rugofiida la uoce someffatdalcaminarei^ ^ dal mouerfi con una certa leggiadria, & numero fa proportione : ma tuttauìa^ con troppo più di iielo cità&dipreHe'T^ychead alcuna graue^^mode^ sìa per fona diceuole fia ; Et ultimatamerìte , da lo afpetto & da la figura del uoltOy fimigljante qua fi a gli addormcntati^ Voi che fu il Confolo a qùeHapar te ridotto col fauellare y il Dolce cofime'^ fogghi^ gnando^ma di manìerapìu toflo a turbati , che a He tijhuomini conuencuole y-in queHomodo gUdiffe:. uoì ci hauete dipinto uìi'o perfettamente , che quan^ tunque il più de le uolte non chiamato , ^ non ricerco y merce di mìo fratello Francefco che.fe. ne figli piacere y fole effere Jì>(^J]o Jpejfo.a defi'^ T Tir M 0. 45 nare &à cena con noi : llquale da tutta ^ueUa cit-^, tà ^ efjhndo publicamente per paraftto nominato & creduto , cr per tale da fanciulli > da uecchi &.da. gioueni conofciutOy ne fol queflo^ ma per ciò ad ogni ordine , ad ogni età y& ad ogni feffo , in difgratia & m odio uenuto , quanto ha di for:ì^ la uitiofa dif honesìa , nun manca di alcuna a punto > de le già dette qualità che ci hauete moHrato : anT^ tra le al trccoje ylagrojje^:^ ycrlagran copia de la car^ ìie y che egli hauere ft uede ne le mafcelle > eccede di gran lunga , ogni ragioneuole er* proportionato ter mine & modo. 7\(e ui uoglio oltre a cio,anchora che egli in tutto fia tale , del China Fior editino mouere, bora parole: uenutoci, prejfo a le ufure , le fodomie, , & a mille altre maladittioni che ci ha fempre ino-- Srato quella città, ad infegnare ultimatamcnte^a di uorare & agittar uìain una fola cena , ciò che i no Hrì maggiori fudandoj CT digiunando ^ & in ogni co . fa parcamente uiuendo, in lungo tempo agranpend acquijìarono . 0 tempi, o coliumi ?n.iluagi : o felici coloro che alhora nacquero in queSle lagunc^quan^. ^ do la Schilla natia,& la domeWca Tajfera, ui nutrì . nano gli habitanti . Deh lafciate i uoti di gratta 5 lo: Spagnuolo ri(pofe:Et quefla canaglìa^di che non con . parole^ma con folgori & tuonici hauete parlato iab bandonatela fen'^ altramente curaruene, a ì Lupi% &ai Corui : che d'auant aggio mi torrà gran parte di queflo ragionamento, il Sole che uerfo il mio pae fii^g^^^ fretta fi inchina: fen'^^t chexQnfumiama ^ L I B 0 ' iltempOy dicoIìorofaucllandoy che fono il dishonù-» re y il uituperioy & la uergo^na degli ImominiilSla . ti (come difje tìoratio) non per altra cofa^cbeper ampliare il numero de uiuenti : Et per confumarne le biade. Quella parte che hoggi nifi toglie^ f^Rgi^^^ fe fuhito il Dolce ni fi potrà dimane rifarla : "ly^e ni maginate giay & farete per certo gran fcnnoy che dal uoftro debito affoluere ui dobbiamo ^fe prima in fino a la esirema parte di cjueUo ragionamento, con dotti dijputando non ci hauerete ' tutto però dico § che non foli dui ^ ma quattro anchora& fei giorni uifi haueffe a {pendere . Lafciate pure , dijf e alhord il Confoloyche hoggi per me a queÙa parte fi dia com pimento:che poife di intendere alcuna altra cofa di quefla fcientia farete bramofo, o dimane , o quando che fiaycheunque però me ne jappìaycon uoi ne ragia, narò uolentieri.Mettetela pure a dimane per fermai il Dolce foggìunfe: Che non uogliopcr niente lafciare (come dianzi ui difii)di intenderne ognipartCy quan^ to più 7nbmtamente potrò : T>{e ue ne potete per cer^^ to .y ne hauete cagione di ifcufaruene : che i giorni fo^ no hora cofi lunghi, che grand' agio h'auretedifi^ende re due o tre bore in quefio ragionamento: Et nulla di meno , attendere ìnfiememente molto bene a le altre faccende: Et di un giorno i^ìeffb, parte agliamici,^ gli fludi;& parte a le cure famigliari^ & alebifogne de la cafa donare. ^Ihora lo .AmbafciadorCy e fi uo^ gliono diffe y compiacere gli amici:quando maffimame^ te i defideri loro , // cme queHi bora del Dolce, &\ Ijuale è // mìo che auampo del mede/imo ardore > ìw honeHi > ragioneuoli , &giuHi . Ter tanto di/pò neteui hoggimai con animo allegro » di rendere unà Uolta non fola lui ma me anchora contento ìnfiemc con lui : Et di f^egnere in noiy qnefla accefa & infiafA mata uoglia. Et io per me ui pregò yfepur farmi co- tanto di fauore a grado uifia , ilche nel nero a me fà febbe gratifiimo , che fiate contenti ammedue , di ef- fere meco dimane a mangiare: Doue poi , fc co/i ui pd re/fe, a quella parte del uoUro ragionamento y che hó ra dà la breuità del tempo «'è tronca ^potrafii interd mente dar fine pcrfettioìie . Klon penjateaque^ Ha cofa , di fubito il Dolce riprefe , che in altragui-^ fa ui prometto , ha da andare la bifogna: Et quantuti que ejfendo uoi huomini publici ì V hauendo fopra lé jpaìle ilpefo de regni ^ & de le prouinciejpiu fi conué nijfe a me priuato di uenire a uoi , chù a uoi tali di fii re il contrario; nondimeno lafciatì & rifletti & ii^ foli da parte , mi fkrete pur grafia di e fiere meco di^ mane : Et hauerete più cura difodisfare a me uoflró amico y che di feruare in tutto quel grado y che a U n horreuolei^a de la uoHra degnità fi richiede . Sid comunque ui piace y diffeilConfolo alhoray benché affai di degnità & d'honore ci fia y non dirò la cori fuetudincy anxipuré la amicitid chchàbbiàmo infié me con uoi: Che fete fi uirtuofo i & gentile , CT uera-^ fninte dolccyche non credo che de uoflriparhmolti dì leggiero fi potè/fero ritrovare. Dopò quefìo , perché già fi auicinaua la fera^impoiìo a i famigli che uogati t È'K 10^ do pian pìhiVfi riamaJJero uerfo f^inetià ; rìpi^tiaft"' do di niiouo il parlare 5 in qucfta guifa il Confolo co-- 'mìnciò . Dapoì che come il meglio per me s'è potu^ tOy ubo moUrato quei j'egni onde potrete gli adu- latori conofcere , bora di narrami quegli altri mi fiede ne l'animoy che fono propri degli buomini de- boli y & uili : & [opra tutto auariffimi : an^^ mife^ riffimi : acciocbe io più drittamente fauelle • La pie ciolexj^ adunque de le membra , & infieme degli occhi y & di tutta la faccia , principalmente^ & in ìan^i a ciafcuna altra cofa > quegli affetti palefa & difcopre : Et parimente il caminarey e' l parlare fret tolofo : "Et la uoce debole , fottile , & acuta^ Queflo medermo ancora ci può far conofcere , il colore fo^ fco j cr ofcuro : con non fo quale , benché lieue me- fcolan^a di uermiglio : Et apprefjo ilpòchiffimo or-^ namento , ciò è la mala difpofitione , & la non de^ bita proportione del corpo. Ter oche non uorreiper ciò che ui cadeffe ne V animo , che fola la pìcciole':^ ^ per fcy co/i potentemente come di(fi di fopra, 0 de holex^^ay 0 uiltà , od auaritia manifeflaffe: .An'xifici te certi, che a ciò fare, di neceffità fia conuenire effe re unite con lei , la (proportione , ^ la fconueneuo lexi^ de le parti picciole > CT tra fe primieramente Vuna con l'altra:^ poi tutte infieme ycon tutto il ri-- manete de la perfonaiEt oltre a tutto quefio,è di me fliero che fia in que corpi piccioli ^ fproportìonati^ /concia parimente , &fouerchia magrei^ . Et fi)" no naturalmente quefii tali buomini , atti [alt atori : gìuocatoriy& mettiton (come dijje il Boctaccio) nialuagi dadi'. Et finalmente ddgni di e/fere tra colo;* ro annoueratiyche per presien;^ di mam^ingannan^ do (ù* confondando la nolìra uirtu j'enfitiuayuedcrc Jpcjje fiate ci fanno le merauigliey & le coft impoffi bill, EccOy diffe alhora il Dolce , & ridetta tmauicf, lietamenteicbe pur farete una Holta^entrato da ucro ne le lode mie . f^ofire lode non fono già qucfle , lo .Spagnuolo ripre/èiani^ quelle drittamente a uoi fi conuengOìWiChe a qualunque altro fi fia,piu de^ne fi poffano attribuire : llche quantunque anchora non uoleffimo^ci può far credere (auenga che ella piccio la fio) ilgiuftoy debito , <^ proportionato componir mento de lauoHra perfona . Ma nonuoglio farmi inan^i bora a lodar ui^jecondo che uoi meritate: aC'^ ciocheycomediani^i^chc fu di uoUra corte fio) mi dicerie mordace & ingiurio fo^ alprefente di più aU tri fopr anomi grauan domi, non mi pof tate adulato re (Ut bugiardo fimilmentc nomare . Dopo queUo , rientrato da capo nel fuo parlare di prima, in que^ flaguifa foggiunf e. Coloro grandemente di doni^^, di efjereprelentatifi dilettano , & fono de lo altrui cupidi (en^a modo , che o parlando , o ridendo y ri-^ uolgono in fufo il labro di fopra: Et di maniera lo ri uerfano , che tutta la gengiua intera ne mofirano i Et hanno oltre a ciò quefìi tali , ne gli atti del uifoj^ alcuno fegno euìdente dibefiialitày d'arrogantiay c&T di profuntione : Et hanno al fine , il colore de la car pe molto uermìgliOsCotali fono a punto i fegni degli L J B II Q (luari : che quei di fopra , più propriamente wifert domandare fi doucrebbono : Conciofiacofa che ejii tion togliendo lo altrui^ma conferuando il loro > an^ (ho con difagio de la uitayari'jripiire con ejprefii dan niy umano uolontariamente in eterna mifcria : Doue quefìi altriyla natura d^ FranciofiimitandOy & a la ingorda uoglia de l'animo , con le audaci opcrationi (onipimentoÀonandOirapifcono & ruhbano chi che fi fia : non per tenere.come i primi: ma pergittare , (iraboccatamentc fi:nxa alcuno giudicio . Et tale tra t{pmàni ejfere fiato fi fi:riuc Marco Cr affo: che fagò caramente colfangue.lo cHrcmo defiderio che '^gli bébé r del rapire i thefiìri de Varthi . I pietofi poiybumani,& compafiioneuoli , fono per ordinario.^ k//i>twwcfoi>/e'^5wrfn,6^ proportionati: Hanno gli occhi grafiiJmnndi.G' pregni di uifcofa humidìtà : Et per ciò fccrpellini quafi di continouoiEt ^er man darne fuori le lagrime^ cheloro aguifadi feìnine fempre fono prefte & apparecchiate, non hanno di rnolta alterationey o mouimtntOy bifogno . Tortano, oltre acioyil nafo fottile,& brettone la parte difo. fra: Et fono grandi fiimi amatori di f emine. Etge-^^ aerando i fono il più de le uolte padri & creatori di [emine . La loro complcfiione e temperata & buo-^ na: auenga perocché Ì?ene Jpeffo , di calore ab ondina alquanto: Et fono ordinariamente per tutte quefie cagionh& nel trouare da fe ficfii,& ne lo appara^ telo altrui ^ molto ingegno fi , molto facili, & ponti: Etpojfono oltre a ciò cu^iodire fccuramcne^^ T III M 0. 48 dentro a le fìepi de la loro forte memoria , qualun'» que cofa fi fia : od apprej'a , 0 nata loro ne lo inteU letto. Sono medefimamcnte^ uagbi cofioro de la buo na crean'Z^ & de i leggiadri , gentilh& ornati co^ fiumi • Et deuefi accettare per generale ^ infhUi^ bile offer Hat ione, che tutti ifaui , i timidi y &gli hft nefli ^fiano fempre pietofi & bimani : Et per con^ ' trario i disboncHi , gli sfacciati , Scoloro che non Jono atti naturalmente ad hauere cognitione alcuna difcientie ^fiano da V altro lato jpictati er* crudeli . Grandi poi mangiatori fono color Oyche hanno quella -parte del corpo che e dal petto al belicoy affai mag-* giore di quella che è dal petto al collo: Et uoglio fo^ pra quello (^anchor a che io medico non fia) darui m altro uniuerjale precettOyChe ui potrà fen^alcu fallo giouare y afarui ageuolmente ejr con certex^ coloro conofcere , che fono atti di loro natura a tijfi chi diuenire : Et che pojfono con loro grauijfma no j iuy ^ congrandiffima difjicultà uornitare: che rece re(come s'ufa in Tofcana)a me non piace di dire.Do ì uete adunque fapere tali ejfere tutti color Oyche han no il petto siretto:gli homeri rikuati: il collo lungo: Et il nodo de lagola^fegno come affermano ì uolga^/ , ri del pentimento d'^damoy molto eminentey er in fuori refpinto.Ma luffuriofi & libidmofi fono quegli altriyil colore de la cui carne è bianco:con alcuno po co di mefcolamento di uermigliotche hanno i capelli groffiyneri y cir diritti : che fono pieni per tutta la ]perJona ^ ma ne le tempie ne le cofcie priìicipaL ■ ' \ .ti B 0- \. mente, di molti, duri, & horridi peli: che hanno gli occhi grosji , in fuori , hutnidi , grasfi, & lucenti.: ' Et inaine che fpcffe fiate gli Hrauolgono in [ufo: ne la maniera che fi fu ne lojpargimento del feme, ne la fine de i carnali congiungimentìio neramente che agnifa dì p^KXf 5 di qua, & di la,uelocemcnte gli ag girano. Sì trouano ancho talhora alcuni huomini,éa [ ' miti le parti di [opra del corpo, ìnaggiori di quelle difotto\ calidi di compie sfione: belli ne la faccia: & pelofi nel petto : & con la carne di buona & mode.- rata teflura:& con molta & conueneuole humidità: Et infieme coni piedi curui , come gli Or fi fogliom>^ hàUere : I quali per tutte quefle conditioni , ejjere fi conofcono fonnacchiofi : Et tali, che leggiermente di qualunque cofa fi Jcordino . Ma coloro che da laltro canto hanno le parti di [opra minori ; conuc^ neuolmente carnofe, & bellc:& ornate, & con bua vaproportione ,fono huomini dotati naturalmente di molta memoria:^l€ di dormire gran fatto fi cu- 'rano.Ma oltre a tutte quelle qualità fopradette^of- feruò ^damantìo alcuni hiiomìnuchc infime con ìa^ tnalmgita la pai:^a,& con la pa'^^ia la maluagìtà haueuano ad un tempo medefimo fcmpre congiunte: Et ci ammoni che i loro propri fegni, erano i capelli neri : il capo fretto , & che in guifa di piramide iì{ acuto finifca:gli orecchi come fpezi:ati:& alquanto 'più grandi de la debita , & conuenicnte mijura : il collo da tutte le parti ritondo: gli occhi (cechi yt ene- brofhpiccioUy concaui,fipi& rigidi nel rimirare; le palpebre T II I M 0. 4P (e falpehre languìde y &cafcanti : leguancie lun^ ghe > & riflrette: il mento lungo: la bocca jporgen^^ te in fuori , cianciarne , & fenTia alcuna conclufio^' ne : la faccia come diuifa : la per fona curua : il uen-- tre ampio , & eminente : le gambe groffe : le eSìrc- mita de le mani y & de piedi ^grofie parimente y & dure : Il colore de la carne fmigliante al uerde ; gonfie que^c parti quifotto degli occhi , come han^ no coloro che da dormire fi leuanoi il fouerchio man giare : la uoce tremante ycome quella di pecore : Et con tutto ciò molto rocca , picchia , & a/pra. Men tre che il Confilo in queUo modo feguia ragionane do ygia erano giunti a Vinetia : perche udito il ru-^ more & lo Crepito de le barche , poSìo fine al fauet lare de le fcienticy in altri dolci & piaceuoli ragiona, mentiifi trattennero fin che tempo loro ne par ue . Mfine raffermato lordine del ri-- trouarfi il giorno feguente a U cafa del Dolcey dolcemente^ l'uno da l'altro fi accommiata- rono, . TRIMO LIBRO. DEI SEGNI DE LA N^T VRÀ Ì?E L'HVOM O. ^ R O SECONDO DI ANTONIO' PEtLEGRlNI. OG LI 6'>Ì^ Molti buomìnì non pé che fiate i con grauijjime querele la mentarfi de la natura : Iqt4ali fp con occhio più drjrito riguardafjcì- 'rOi& con attentìone meglio auer ma confide'rajJ<;SO , le qperatiorù che ella fu tuttofi giorno ,, ft rimarrebono inuero , & di recare a lèi ^aon fimk^e tioci biafimo& uitupeno: Et in fe medefmì accrefcere con quepenfieri nùt t^ affan- ni . Il che fiiccmdq , uiuerebbouo certamente , fe non più felici _&. conmti> almeno ■& più quieti z ^ digran lungapiu riporti .Terò che ejfendoquc Sìo modo tmoj uno animale »■ & compofitione da tutte le fue parti intiera.ér perfetta , e dime- Slieroche per ornam^vtoxper milita ^ & per coti feruatione di lui , ui fiano non pure d'ogni ragione ^ d' o%ni maniera huominij ma animali anchora de le altrejpecie'f di tutte le qualità: Etmcdefima mente piantq yherhe y pietre , <^ tutte le altre co- fe, onde egli merauigliofamente adornato & pie^ nofiuede. Ora hauendo (fi come h ragioneuole } cura ^ rifguardo la natura principalmetite a le co- S E C 0 T^D 0. yo fi maggiori ^ più importanti , adiuiene che ella intenta tuttauiaìiT beri cjferédi qUèfle ^ non cura -poi in particulare y che queHo pin che- quell'altro , fia leggiadro .felice y& beato. ^ni^richiedendofelo la utilità uniuerfale^fa jpejje fiate molti miferijfor-' tunatì i& fo'J^'. llchenon fi che fer altra cagione fia fatto da leiy fe non perche a la per 'fettiùne del mondo ( come già di/fero alcuni degni Thilofopbi) animale da eia/cuna parte y (^per qua Hunque rijpèttofi fia compito ^Vipieno , ella cio ef fere conuemente y come più fauìa&piu prùdente xhe non fiamo noi , perfettamente conafce cT inten^ de w 7<le altramente auiene ne Itpafti dermondo'y di quello ( fe è lecito le co/è piciole a te grandijfime ragguagliare) che ne i membri del corpo humartày 'per chiunque attentamente ui miri , ci fi uegga aue^ 'iiire: Dei quali y alcuni a degnifiimi & nobilifiimi biffici , alcuni uer amente a uilifiimi^ uituperofif^ •fimi fono ohligati da la natura y mano , &• diligente ^miniftra di Dio : Et oltre a ciò alcuni comandano quafì y & fono come Trencipiy & Signori de gli al tri : .Altri poi a quelli ubidifcono : Et fono loro co-- '^e feruie^ foggeti . TS[ìuno inueritaè chenon ueg y quanta fia la degnlta del capo : la rìuercìitia degli occhi : & del uolto la maefia . Et per contra^ rio ciafcuno conofce , quanto ftano ledishone^fep'^r ^ti y piene di infamia & di uergogna : quanto humi-^ ' li le gambe: & quanta a la fine yi piedi uili & abbici ti f Douerebbono adunque quelli membri de la na^ 0 i 9,K^ % tuxa dolerfi : laquale tali gli ha fatto , & quello ttf^ fisciù ha dato loro y che ejii ejjer citano : quali Jo^ \ no • Douerebbono ramaricarfi , che efii quafi /afte-- ^ni & colonne di tutto i edificio del corpo y fortini il ucntre , il petto j, el capo : iti guìfa di triomphan-;-^ ^^a farli intorno uedere a le genti ; Ladoue^efSij^hf •tutta la fatica &il pefo fofferifcóho yuannotutta-;- ma calpesìando la terra : ejfendo fempiterrif^. obbiet f 0 a le pietre y aglifiecchi , agli fiini : ondepun ' tiy Uracciail^ cpnfuniatifqng ^ternamentei^^^ alcuna intermijìione haueirui giamài . Douerebhe da Jaltro lato y il capoinuidiarc a le co/eie il molto fu f ehioy cr la molta carne: Ejfendo cffoyfonte & prin^ cipio di nofìrofeìitìrc , da una fola fecchifiimay cf grandemente afciutta cottenna coperto .T^on ci è ^memhro in tutta la figura del corpo j, che hauendo più ad altrui che a fe medefimo riguardò y non fi po tejje ragioneuolmenteyO de ruffìciqy, ode la compofi itone yO deUuogo fuo lametare:lSlpdimeno per bene fido & per dono di natura^ ciafcuno pienamente di quello fi appagaya chey& doue^& nel modoyche ejfo fu da lei da principio ordinato, Tye folamete è ne le membra quefl^tale corUente']^ i^^ggono infiif me alcune di loroy an7;i tutte più toflo y entrare UQlontariamenteinmanifeHipemoliy eJr ne la roui na^& ne loguaUameto anchora dife medefime.per . la conferuationeyper lo riparo , eÌT p^y la falue^^ degli altri.Come jpeJfo fi uede , che le mani fanno » ^le braccia- Lequali per difendere il capo & l aU . SECO 71 D $t tre parti più nobiliypatifcono tutto l giórno infiniti grauijjìmi danni . Quella concordia adunque de le membra , & (JueUo fodisfacimento di fe medefime, conferua & mantiene il corpo , quel tanto di temr- po che dal Cielo gli è conceduto: DoUe fe fi inuidiap- fero , & s'odio fi portaffero luna a V altro , aueni^ rebbefen^ fallo alcuno(come già fe uedere al popò io I{omano la fauola da Menenio recitata ) che efjò in pochiffme bore figuaftarebbe: CT del tutto diftrug gcrebbefi. Ver fare adunque la natura i corpi ne ief fere loro perfetti^ & perche fofiino meglio di/pofii^ & più deUri ne le operationi che a fare haueuano 4 ella non ha in alcuna maniera hauuto confìderatìo^ ne a le parti loro : ma bene fi haprcfo curay che effe tutte infieme , ^ ciafcuna per fe^ fecondo la fuapró portioncy fùfferò a tutto il corpo commode ^ utilì^ eJ" apportaffergligiouamento.Medefiwamente ì Sà uiy& prudenti ordinatori de le cìttayquando primie f amente diedero loro principioygia non ui induffero quei foli huomini ad hahitare^che una fola arte fape uanoìpcrche quale farebbe di gratta^ &come{ìa'' rebbe quella communam^ , nt laquale tutti gli huo tninifoffcro o cal^olaly 0 fartiyù legnaiuoli ì od inai tra fola quale fi Uoglia arte fi fapeffero effer citare ? ^n'3^ piacque loro per lo bene & per l'utile uniuer^ faley& per l'agio eV commùdo dè Cittàdini, che eìldi abondaffe copiofamente di tutti gli effer citij & di tutte le arti • Curarono per tanto diligentemente $ fondatoti de le Citta j che in effe uifojfero hu omirii G Iti 1^ . n ri I B ^0 'Àl tuttcA'arH rifaeHw^^^ era a tutti in combi' inune gioueuole & buono : ma non fi tolfero miga penfitroy che lo ejfercitio defabrUfojfe tra tutti gli ^Itri il più fo::^ f eHpiufaticofo: Et che gli buomi ni che in efjòfi adoper afiino, pieni tuttauia di caligi ne & di fumo i più toflo a dannate furie^che a uiuen tihuominift afiimigUafìino ♦ TSle parimente alcuna cura fi diedero^ che ifetaiuoli fi potefiinQ ejjere più politi & più uaghi: Et che agiatamente^ ^ con mot tQxipofo de la per fona 3 fojfe loro permejfo di per ^ fittamente quell'ufficio adempircja che efii attende uano/Pcrciocbe alcuna di quefle confiderationi, non fi faceua punto ad utilità , 0 uero a migliore fiato di quei Cittadini. Tslon debbono gli huomini adunque, che fono membra^& parti di queilo mondo y de lo ef fircitio cr de la forte loro lamentar fi giamai Kle e per modo alcuno conueneuoleyche la natura pruden tijfima rnaeSìra di tutte le cofe^da fcioccaprofuntio^ ne tiratiycerchino biafimare:ouero che di lei in alcu ua maniera per fumano didolerfi • Conciofiacofa che il ciò fare altro neramente non farebbcyche un rama ricarfi di non potere aguifa di Tori con le corna fe tire : di non uolare , come gli uccelli : di non hauerc cornei camelli y gli fcrigni [oprala fchiena:^ la mano ala fembian'j^de gli elephanti y cofi preSla & cofi ueloce . Klondimeno quantunque in queHe cofe y & iti più altre anchora , fiamo da molti & di uerfi animali fup erati y non pero fi troua (cke io mi . creda)buomo ueruno^ che difiderandokQ:<fm€ dir fi S E C 0 ^ID 0. 52 fuole) fi firngga 0 fi disfaccia . llche non per altra cagione ad'mencyfe non forche cìafcuno cono fce per fettamente , che elle fono oltre a la propria natura de Vhuomo i.Et che in nìuna maniera , a lui conue-* nire fi pojjQno • Come adunque quelli tal difideriy 0 . per dir meglio quefti tali appettiti , fono da gli huo mini f fi come nani & folli che .fono , ahbaìidonati ; CÌr come ciajcuna di quella formayche a la Jpecie fua fi richiede, pienamente fi contenta ; cofi doucrebbo no egli anchora , degli effercitij , & de l'altre parti xulari qualità , che loro ha uoluto dare il creatore de l'uniuerfo, con tranquillità & ripofo d'animo fo disfarfene lietamente: Tercioche elle fono ne più ne meno naturali , & loro prop/iet che la forma & la figura ne fia. il Cielo ordina CT dijpone tutte le cofe iz le fini loro : Et chiunque ci nafce , porta feco dal primiero g orno , le fue proprie &parttculariincli nationi : fecondo lequali , egli opera poi tutto {1 tcm po che egUuiue fopra latcrray Ma perche gli affet-^ tiyCt le naturali inclinationi degli huominiyonde pof fono poi da una perfona prudente ejfere coniettura te tutte le auenture, & tutti i fortunoft accidenti di ciafcheduno(come nel precedente libro lungamente s'è dijputato ) fi cono fcono per le qualità > ^per le dijpofitioni del corpo ; uoglio horapvr fine a quella parte del ragionamento de ifcgni de Vhumana natu ra , che quei tre miei amici y il fecondo giorno fauci landò difputarono infieme . Venuto diceua il Dolce^ il giorno fegufi^itCy ^ riccunti da lui gli inuitati con. G Itti I • '.^ Z 7 B 0 Uno più toflo dilett ernie & amico y che jplendido é5* ficco mangiare y dapoi che allegramente hebbero à le hifogne del corpo fodisfatto , in uari & f iaceuoti ragionamenti y pudendo mufìchcdi più maniere ^ di che il Dolce fommaméntc fi dilettaua y fi trat^ tennero infino a tanto j che fen*:^ impedimento al^ cuno giudicarono chei ragionamenti del pajjato giorno ripigliare fipotejjero : Et in queHagUiJa quanto in quella matèria , s'era per breuita di tem^ fo lafcìato alhora di dire y la mano eflrema compìu tamente mettefjero . Et perchegli parue che la de^ gnita de lo jimbajciàdùre & del Confilo , douefiè ejferehonorata di maggior compagnia y piacquegli che Jòpfa loro fofiino quella mattina à definare con effoluiy alcuni altri faui & ualenti huominudi ciàfcu no di loro parimente amici . Trai quali dui ue ne furono , congiunti Erettamente di (angue conejjb'» meco: Vuno , MeJJer Luigi Quirini Dottore : figlia uolo che fu di quel grande & honorato Oratore : di tuifidiffcychepoche caufe furono difefe da luiychè' egli non le perfuàdeffe : Et pòche oppugnate y che egli non le abbattejfe . llqUale Mcjfer Luigi , meno fecoy per fua ombra hauerebòno detto i Latini yil^ Fogliano Mufico & Thilofopho : cui egliy come à proprio padre honoraua : Et ordinariamente in ca^ fa teneua . L^ altro mio parente , fu Marco dal Gi^ glio:effercitatifiimb ne le cofe de la facra Theologià. Fuui oltre a quefli un' altro Dolce: come che di minò te età de gli altri 9 certo di uirtUy & di dottrina^ -SECO X D 0. 5J tomeprer lìfuoi molti ferini fi può uedcre, eguale à :• .qualunque altro fi uoglia . Leuatifi adunque da fede re yZT rìdottifi tutti infieme intorno al Confoloyché Micino ad una finefìratiratofiy onde piaceuolifiima -tiura jpirauaj iui tutto penfofoy forfè contemplandò ciò che egli diredouea, appoggiato fi flaua, fatto-- .gli un cortcfe ajfalto ygli dijjè forridendo il Quirini ^in quella maniera . Se forfè non uigraua, o non u'è molefìa la non penfata nofira prefentia , ilchè nòli xonfenta Dio,a me parrebbe effere tempo hcggimai^ the de la dolccT^ & de la foauita de uoSìri ragio* namenti ci faceììe godere: acciochepoteffmo cono^ fiere perfettameyite , che noi non menò hòggi grati uifiamoyche hieri lo ^mhafciadorey & il Dolce nò firò Siati uifiano. ^Ihora il Confoloy che già uerfò di loro s'era riuolto , moletìi dìffey non mi pojfonó già effere huomini come uoi mifeie amicifsimi : Mà io ben debbo , fe meritamente fenx^ ucrgogna non uoglio e/fere riputato y hauere rijpetto come mi mei ta a fauellare in prefentia di cotato fennoi ^niìfóg giunfe il Fogliano , ciò fommamenie caro effere ui douerebbe : perche non dui foli come hieri , ma citi que almenoy che io d'uno di loro fono òmbray degni tefiimonì haUerete de là uìrtu , & de la eloquentià uoSìra.^h'j^ de la uanita & de rignor antia mi du- bitalo y replico lo Spagnuolo ♦ Et egli quando ciò pò iejfe effere ripiglio y che non e però menò impóffib 'ilù the il ghiaccio fia fecco & caldo y& freddo & hunii iiù il fiiocoymaggiore numero d' amici hauerelie chi . L I B 1^0 ^ ne ne ìftufafiino. Dopo qutjìo , haucndo la opinione del Thilofopho tutti communemente lodato , fi con chiufeper ciafcuno di loro» che il Confalo non haue^ ua cagione alcuna ^ ond' egli honeflamcnte poteffe da i cominciati ragionamenti ritìrarfi : Ter laquaL cofa tutti da capo quafi ad una uoce nel ripregar(h- no : Et quanto ciò doueffe loro e/fere grato y conpa^ role piene di caldo affetto gli dimoflrarono . Mail Quirini cui più era a grado d'udirlo: come colui che più mite fentito Vhauea commendare per dotto & benparlante , poi che gli altri r achetati fi furono 9 in queUo modo torno à fauellare . T^n mi poffofa- 're a credere fignor Confalo y che la bontà fingulare de l'animo uofiro. 3 permetta che tanti preghi non efaudìti rimangano, llche facendo , 0 moftrarefie di poco amarci : llche noi , per cofa di quello mondo non crederemmo-. 0 fareJìeci dubitare , che più ne i noftri mori pote/fe il rijpettOj che lo amore: LaquaL cofa e certamentCy oltre ad ogni termine ragioneuo le. Ma fe pure ui par effe queHa nolira uentuay trop po più cupida(per non dir peggio)che a moderi huo mini fi conuengay datene tutta la colpa al nofiro Dol ce hoHe : che inuitandouici , ha uoluto qhe cofi fia t Se uer amente libera , & humana , & cortefe la, reputate j eUimate che tutti egualmente^ ne fiamo. partecipi . ^Ihora il Confalo , per quale fi uoglia dijfe cagione , ch'io mi trouafìi con fi cariy degnìy & honorati amici come uoi mifete^non ne potrei fenon p render e fommo piacm:purc(dirò liberamente cià. SECO T^ D 0, i€he mi fìede né l'animo) cìafmri altra uorreipiuto^ -Jìo che qui uhauejfe condotto y che difiderio di udir^ fhì parlare : Conciofiacoja ci) io fempre di mia riatti, rafeccamente pofja ciò fare: ilchc non fi conuicne con la morbide'^ de le uojlre orecchie c Et poi que fla materia che bora trattiamo ^ edafe talmente arida & feccaychegran fiume ynon picciolo riuo le fà rebbe mcjliero per adacquarla.Et per certo fefugici mai , che me medefimo poco parlando fodisfacejii^ hieri fu che poch 'ijfmo , o nulla mi fodisfeci . Ture poi che cofi difiderofi ui ueggo ch'io ne ragioni > d?r io fono molto contento di compìacerui: jperando co* .me diffe il Fogliano che debba auenire^che più toUo la uofira amicitiami Jcufi, che la dottrina mi debba notare. Detto quelioy il Dolce in cafa di cui erano yin tjuefto modo jòggiunfe : adunque poi che alcuni ci ha qui tra noi che non fono Varipathetichcome que- fli èi & addito il Fogliano y & come mi d'effere Ine ri in qualche parte ci dimofirafie y fia bene che non iiiandoyo fpatiando^fecondo il cofiume di quegli Imo mini antichiy feguìtiamo i noflri ragionamenti : ma concedendo alcuna cofa a le tenere noUre delicate'^ ^y & a l'ufo onde fi uiuea queUi tempi > entriamo in camera:Doue agiatamente fedendoy fi forniranno, ( Dio permettente ) le noUre difpute • Entrati dopo quelle parole in una grande bella camera, non peranchora uedyta da alcuno di loro , & già uolen* do/i porre a federe y rimirando fi intorno intorno ^ &^ ^ifopra^ &dalatOy ^ difotto ogni cofa attentd Èk L 1 B liO mente confider andò ydf con gli occhi bora a quefìd parte y bora a quell'altra più volte tornando y dijje poi il Fogliano in queH a maniera • Conofcendo effe^ re Dolce uoHra opinione ycbe per lo piacere fi debba abbracciare la uirtu^^ che più perjè medefima una picciola guanciataycbe una uergogna grade ejjere ci debba mokUaJìora mi credetti che di [ala ci facezie ufcirey che feguendo gli ordini de uoHri maefiri , in qualche uago CT diletteuole horticello ci douelie me nare : Doue ociofamente uiuendo , foleuano antica^ mente quei felici pbilofophi ingrajfarfu Ma poi che bora qui fiamoy conofco che noi troppo piu famo$ cSr più beato fete y che non erano quegli antichi Epi curei: Conciofiacofa che l herbe y a" le piante y di che erano adorni i loro giardini y foffmo foggette tuttauia a quelle mutationi y che fempre Jogliono le Stagioni portare coneffoloro : Laonde erano talho^ ra nude , & fecche : ^ quando uerdi , & fron'^^te nifi uedeuano. Ma quelle uojlre , che di lana finiffi^ ma cuoprono quelle muray fempre ucrdi y fempre fi(> rite y & fempre cariche di maturi frutti y porgono di coniinouo a riguardanti fempiterna gioia . Et doue le fonti loro , o mancauano la Hate , o s^arre^ Piavano il uer no y queHa uoHra non è ne tenuta da ghiaccio : ne da caldo afciuggata giamai . Et fe ben miro a quello cauallo alato , che qui ci ueggo y ella de effere uer amente od HippocrenCy od ^ganippe: Et quefle nimphe , faranno perauentura le Mufe Et quel colle , che cola con due gioghi al cielo fi inai 1 %a^jia forfè Tarriafoy od Hciicona ^Et oltre a ciò il Cielo che loro copriua, doueua talhora ejfere chiufo 4a nuuoli :Poue quejio uoftro di dorate /ielle Jplendi do & rilucentey jempre apèrto lucidijfme le ui mo-* fira: Et da ognitempo i Juoi Scorpioni yfegno forfè che ui die la uitay & ifuoi Centauri uifa manifefii . Felice adunque y ^ beato uoi : Ma uorrei bene , che tra tante imagini & di Imperadori^ ^ di Thilofo^ phiche qui hauete raccolte^ tra quali, ui rijplendo^ no quella di Tlatone & d'^riHotele mio maeftro » i^uero in luogo più tofio di tutte loro y tii hauejle meffogli Epicuriyi Me tbr odorici lenoni: Et de Lati itti lMcretijy& gli Horatijicome coloro^cuipiuera^ no a grado queUe delitiei^nxi chefenT^ejfenon ere deuano poter uiuere beatamente* ^Ihora il Dolce 3 jo crederei dijfe non che ^rìHotelc (come dite y & corrilo penfaua ) uifoffe §ìato maeftro > ma Diogene più tofio; od ^ntìUene : od alcuno di quegli altri cani : dapoì che fi fieramente mordete ; "t^ondim meno con ^riflippoinfieme uipojfo rijponderey che queHe cofe non hanno me , ma io loro.Dopò queUo éiffett atifi già tutti in un cerchio , hauendo però tot fo il Confalo in mc^o tra lorOy che egli al fuo parla re dejfe principioyajpettauano attentamentejlquale la loro uolontà conojcendo y fen^^altro indugio in queUaguifa cominciò a fauellare . Dapoi che uofiro difiderio e fiato eh' io pur ragioni de le qualità de la nofira natura y & de i naturali mouimenti de gli Mimi noHriy onde & fiamo buomini > & come bua r L 1 B 110 ^ fnìnì ci mouìafnOy& io il faro HolcntkwSipero cl)t non crediate ych* io com'mo di queUi Saui le cui ima pni qui uedctCyO Forfè per no ir tanto a lungeycome fecero al tempo de gli auoli noflri yMbertoMa- gney Michele Scotto , B^ìmondo LuUio , ^rnal do di ui'Ua noua , non crediate dico cFio ne ragiofd i)er pompay& per dimoHratione di mio ingegno : 'Ma fiate certi che come amicò y& tra amici & co fìretto da Vamicitia , fortiffmo legame di noftre uq ^Ucy coftfamigliarmente , & fen%a alcuno apparec chio dijplendide & ornate parole y ne debba tratta Ve. laqual cofa non già per infegnare altrui y che a ciò non baciano le mie for%e , & ma f imamente a voi y la cui uirtu rijplende come fiaccola accefay an'^ fure come chiariamo Solcyma faro folamcnte per ritornarmi ne la memoriay ciò che da molti dottor ■con non picciolo fludio & fatica , ho potuto dìquc Jìa cofà in lungo tempo , &per continua oJferuatiQ ne coprendere. ^cciochecoft coyieffouóir.agiojiando ncy & ne impari ciò che m"e nafcoììo finhora: Et ne Tanirho mi comfermi , ciò che di pienamente ptr- ycrneym'e pure aucnuto fino a quello temfo.T^efia poca certamente la utilìtayche da qiie^ìà cognitione per molte uie trarre & confeguire fe nepotra, Con^ ciofiacofa che fi come conofcendo a la uijìa di fuori tutte le monetCy C^ perfetttimt nte intendendo qual ^uer acquai falfay qual buona , qual reay & quale in- tieray ^ qual manca fifojfcy non ci lafciaremo ne le it^fhe faccènde da i cattiui huemini incannare, cofi J E C '0 X D O* 5(5 ^dUicnutìper cjueHa fdmiay daUconfìdemione de corpi i conofcitori de gli animi humaniy nel giunge-- re le amicitie , faremo più canti: ne L'accettare i fa-^ ifiiglìariy più accorti : nel conuerfare con gli buomi ^ni y più prudenti: Et breuemente in tutte le opera-^ tioni che con altrui fi fanno^piu^auertiti ypiu confì^ deratii & più rattenuti faremo . Ora adunque poi 'che tale è quejìa dottrina , & poi che ella è cofi na Sira che altri hón uba parte alcuna , quale ragion tiuole che non la dobbiamo accettare i perciò non imprenderei da cìyerijpetto tenuthpofiiamonùnan 'tcporla a quale altra fi uoglia ^ T<(e io per me ,fo ue r amente come pojfano alcuni negare^ che per le qiia lita eHeriori del corpo , non fi pojfano intendere gii 'intrinfechi affetti de l'anima : ueggendo CT con/ìde rando mafiimamente^quale & quanta fia.la congiun tione & la coUegan'^ de l anima & del corpo : Et potendo per uiua ejperientia conofccrCy che feconde^ gli auenimenti cr le pafiioni del corpo y patijca pari mente y (ir diuengay& mutifilanima^la onde ejpref fornente ueggiamo y quantunque uoheadmene y che rbabito & la dijpofitione de t'anima , da uno tiato ad urìaltroy per alcuno fop'rauegnente cafo fi cangi , che medefimamente la forma & la figura del corpo, diuenta fubìto d'un' altra maniera : Et da ì! altro la tofi ueggiamo ancborayche tramutandofi talhora U figura cr la appar ernia del corpo^ gli interni moui^ tnenti de gli animi noUriy non fi conferuano più quc j^li siefii z quali perìnanT^i a quella mutatione , ejjè- ce Ufentiuamo. Sono (come tutti ifhìloJopU coni beffano) lo attriHarfh & Ueffcr lieto, il temere , cÌT. lo adirar fty lo JperareyeH dijperarfh & altri taliaj^. (aiy affetti & perturbationiji noSire anime: 3s(^o«- dimeno colorò che hanno ne Camma afflittione CT dolorCy mojlranq di fuori ne lafaccia(cbe è pur par te di queUo corpo) la doglia, la pafiioney& lo affan $to loro: Et le ciglia ìlringendo, & chiudendo le lab bra. & gli occhi qua/i afiondendo, fi prendono uno, ^lerto uifq y, propriamente a me§ìi ^ addolorati huq. mìni conuenìente. Et d'altra parte coloro che han^ no l'anima lieta &gÌQÌofa .fono fimilementc ne la faccia ridenti &guliui • Ma oltre a tutto quello confiderò anchora che effondo disfatta l'anima CT ' diSiruttay la forma infieme del corpo fi disfa crfi di firugge:Ter la qual cofa fi può chiaramcute uederCy 4^he C anima foftiene cr fofferifce le pajfioni del cor- ffo: E'I corpo parimente quelle de l'anima . Et aucn gache quanto a Je me defimi y ne il qorpo faccia l^ani way ne l animali corpo^nondimeno mànifeHamente fi uedeyche l'uno feguita l'altro : Et che quefio da quell0y& quello da quejl' altro, le pafiioni & gli af^ fetti riceue.In quefio ueggendo il Cqnfolo che ambe 4ui i Dolciyche uicinifedeuanoys' erano in fu quefl'ul time fue parole, poHicofi pianpianoafauellare in fiemejafciato il fuo primiero ragionamento y dijfe lo '^qin quefia maniera. Che condite Signori Dolci cofi ira uoi , con la uoflra dolce^^ ? 0 pur ui paiono (cornicile fono ueramete)^ucfie cofe di ch'io ragiono di poca S E C 0 7^ D 0, 57 di poca Slmaf7{ongia,ri/J)ofcfubito il minor di lo- ro : Che ciò alhorapotrebb'eferCy cbcfofca la luce , flellato ilgiorno,& di far dinato ciparefjè il mouime to del Ciclo . Mhora il Ciglio , fattoji incontra al Dolce che in qucHo modo barieua parlato, cofi mcTo ridendo y^e e uero dife, ciò che'l Fogliano poco auanti ci raccontò y non doucuatequeW ultima parte accommmarla col uojiro conforte: percioche crcd^m doft egli ckel mondo Ji regga a cafo.no uc ne uuqle , 0 ne nepHote hauere entro , alcuna benché pie dola parte. Si bene c'hanere ne ne potrei^ ripigliò^ Dol- ce , contra di cui quelle parole ueniuano • Et come , foggiunfe il Giglio , fia qucjìo, che l'anima non cono Jco? ^^Ihora ( dijje egli) che ni degnale di predare per mc^ S. ChriHoforo , che mi ramafje ne la buona ma: ol caualiere. S. Giorgio y che miguardajje da le male-opimoni : inìmiche di [anta Chiefa. Ma noi che chrijiianamente parlandoyui credete efere quei fin- ti f nomi nani & fen'j^a foggetto(che non uoglio però dire che la oratione a i Santi ui paia fuperflua) non mi uorretc qneUo tanto di bene far confeguire. ,Ap ' prefjo a qucfle parole y molt' altre fe ne dìfjèro in //- mile materia: Ma Mcffhndro mettendo fine al qui- fiionareygia rìuoltofi uerf&l Confolo che col Quirini nanfa che ragionaua^ in queUo modo gli difje . Da-r poi che come hicri^non hauete hoggi il fauellare uie tato y ne ci hauete tolto con le uoftre leggi , ciò che a ciafcmo concedette la natura liberarnente , quti^ lo che poco auanti tra noi due difccreto ragionatta- H L I B 1^0 moyhora mi piace inpalefe a tutti ridir lo. TS^onfi fb no fatte leleggiyrijpofe fubito il Confolo,acciocht mi norc hauejjc ad ejjere il uoHro fallire : che già fape tiamo bertesche no erauate ad ogni modoperdouere ojftruarlc . T<londimenOy dite pure cheunqne ut ag^ grada, che ejjèndo qui dentro a confini de lo imperio uofiro, nifi permette & uifi concede ogni co fa . Et egli alhorayfe l'uno huomo dijfe genera l'altro, ^ fc il padre e cagione de la uita & del e/fere del figlino loy in che fi conchiude parimente [anima ci corpo , come hauete mi detto difopra, che il corpo non fac eia l' anima t ne l'anima il corpo ì Lo difii ripv efe il Confoloyche quantunque a perpetuare, tifare eter na la fpecie de llmomo^et ne lageneratione di dincr fi corpiy Dio l' huomo ui concorra ; non pero adi-- uiene giamaiy che in uno ifle/fo foggetto , in uno huomo mede fimo y fi uegga l anima di alcuno gene^ rame il corpo : ouero il corpo, ejferne cagione de Va nima . Diro cofiy per cagione di ejfempio. Egli è ben uerOy che il Ciclo , CT i noflri parenti yfono ^ìati ca^ gionc de le anime, & de corpi nofiriiMia non è però uerOy che le anime nolìr enfiano [late da i noHri cor pi create : ouero che questi corpi yfiano da le anime onde uiuìamo , ^ati in alcuna maniera prodotti . Tercioche queilo tanto di bene y non da noi?nedc^ fimi ci può uenire : ma (come di(ii)dal Cielo, & dal padre che ci creoe. Ma auenga dico che ciò fia, Vani ma però e* l corpo, con più forti legami annodati in fieme di ciò ch'altri fi penfa, ubidifcono perpetuarne E C 0 J^D 0. 58 ìe , fottoggiacciono a le pafiioni Vuno de V altro ; La qual cofapiu chiaramente afjai , con ma ìnag giore qertei^ potrete cono/cere, confiderandoy & h'a^icndo rijguardo ad uno vjjcmpio che hora no dar ui. Eglih manife§la cofa che la furia y t^lapai^T^a (comejtdice)concitata, & fen'7^ freno (che non ho glio parlare hora de la quieta^ che infama domanda uano i Latiniy& noi drittamente menticaggìne dire potrenmo)cgli dico è manifcfio affair che ella è paf- ftone y&perturbatìone particulare & propria dc L'anima' "hlondimeno curando i medici} non l'anima interna & inuìfibile , ma qucHo corpo cHeriorc & palpabile^ con alcuni licori , con certe beuande ; facendolo ufare oltre acio^ ò' tenere alcunimo di nel uiuere , gioucuoli a quella pacione ; effì coli facendo , l'anima da lapa'^^a (jr da la furia , onde ella era pria tormentata , fogliano al tutto delibera re.Ma non altramente pero , ne con altri argomcn^ iiy che(come ho detto)conmedicine datefi al corpo: Et con la cura, con la follicitudine,che i medici fi hanno hauuto di luiXaonde auiene che ad un mede fi mo tempo e'I corpo y lafciay& perde quello aJpettOy eir quella figura che egli haueua , mente era da quel furore l'anima opprejfa : Et l'anima parimente , da quella pafiioney & da quella noia che prima la mole sìauaùiberay ij^editay& fciolta fe ne rimane. Ora la /dando adunque & perdendo ad uno ijiejfo tempOj ^ V anima e'icorpo le qualità che haueuano perinan ^,non fi può negare , che ciafcuno di loro non fottog H i/ L I B IL 0 giaccia a lepajjiom de l'altro: Et che ambidui non fi rniitino, fecondo che l'uno o l altro di loroy mittatio neM alterationepatifce. Et oltre a tutto ciò fi può comprendere ageuolmente,che a le mrtu,& a le po tentie de lanimayftano le figure & le forme de cor-^ pi y fempre fmili & connfpondenti ^ 7^ per al-- tra cagione(come dijfeil noHro Commentatore Cor doHcfe)fono le membra del Lione ^ differenti da quel le del Cerno jfe non perche trai' anime de l^uno , CT de l'altro di quegli ammali , u'ha,come a ciafiuna è paleJeydifferentìagrandisfma.Tutte le fimiglian'^ adunque degli animali manifeiiano] CT dijcoprona egualmente yuna certa pacione , c7 uno certo affetto mede fimo : Ma non douetepcro intendere di quelle , fembianT^yOìide da la mac^ìra natura fono in quella ' guifa distinti , & che conuengono, nel componimen tOy& ne la dijpofitione de la forma deglianimali . ConciofiacQja che quantunque lo hauere ne le efìre mita de i piedi & de le brada le ugn€y& intorno al corcy &ale altre interiora le coUe^ & molte altre cotalifimilitudini y fiano cofe , quafi in tutti i corpi uiuenti d'anima fenfitiuà parimente fimili; nonpe^ ro altra co fa alcuna ci mamfe§ìano , che quel tale che è cofi fatto , effere ueramentc animale : & non pietra , & non albero . Ma quelle fimiglian^yche per conofceregli affetti de l'anima , debbono effere offcruate da noi, fono ( come' e a dire)la roffe'^^ de gli occhi: lafortez:2;a , & la grande:^ de le esire me parti del corpo:Et molte altre cojc cotali.Etp£r S E C 0 D 0 . 5P €ÌH come hieri uì diftiy & bora di mouo ui dico , fer fempre ui conuiene bauere fifio ne la memoria , di tutte le pafiioni generalmente , & di tuti i moui^ ■menti , & perturbationi de le anime noUrCy ^ non 'far noflre , ma uniuerfalmente anchora di tutti gli altri animalhalcHne propricy^ alcune altre fono ad domandate communi; douete fapere cbe i propri af^ f etti de l'anima y fono fempre accompagnati da le proprie qualità j& dai propri fegni del corpo : Et d'altra parte le communi paffioni y medefimamente a i communi fegni fempre rijpondono . Ma fi de ben por cura , di non determinare & dichiarire per com mune alcuno affetto y auenga che a molte y od a tutte le Jpecie degli animali commune yfe prima non fi è mertito diligcntementeycbe effo per alcuna propria qualitay non fiaproprio & particulare di alcuna fpe^ eie. Et accio che meglio fi fermino ne la uoHra intcli getia le nojire parole y darò con la chiare':^ di que fio effempio y lume & fplendore a quelle teìichre , onde ragionando difopra mi inuolft . 7{iuno credo è che non fappìay quanto la concupifccntia de i car-^ fiali congiungimenti ^ fia commune uniuerfale quafì a tutte le jpecie degli animali: Kjondimeno non de pero potere que^ìa tale communione y farci credere quello affetto commune : ^n^i dobbiamo perfuadercicertifii?no y cheejfo fia proprio &par-^ ticulare degli ^fini CT de Torci. Conciofiacofa che per una particular e qualità y & per uno proprio je gno^che feparatamente da tutti gli altriy hanno nei H iij L I B T^O loro corpi queHi animali y non fono liiffurìofi cotii*^ munemente con gli altri : ^n'Z^ ejjiy come proprio mouimento de l animo loro , donano & participano con altrui , la loro propria libidine . il fegno uera^ mentCy donde queHa fi comune perturbationcy fi ere da propria folamente di queUe due Jpecie , è che que Sìi .aìùmaliyfoliy & feparati^ CT diuifi da tutti gli altri^mentre fi affaticano ne Inatto f^enereo^a guifa che maflicafjero y Wouono (^menano le ìnafcelle. L^effere me de fmàmeht e ingiurio fo , e 7 dilettar fi di mole^lare di dare noia ad altrui y h pafiione & affetco.certo a gran parte, fc non a tutti gli animai li commune : K^n per tanto i cani foli tra tutti gli altri ringhiando , & digrignando i denti, loropar^ ticulari proprietà , rendono co fi facendo , loro prò-* pria, queHauniuerfale perturbatione. E di mefiiero adunque, conofcere quefte diuerftta : Et fapere , qua le affetto fia comune a tutti gli animali : Et quale a parte di loro: Et quale infieme^fia proprio & parti-^ culare a ciafcuno . Ora in che modo fi debba dìfiin^ guere il commune, dalproprio,hicri a baflan^ai^cre do)fe ne. è ragionato. E il uero che a chiunque difide ra di potere baUeuolmente di cìafcuna di quefle co^ f e parlare , & giudicare a pieno , come & hieri hoggi più uolte fi e detto, per efegni di fuori del cor po y le intrinfeche paffioni , &gli interni mouimen ti de t anima, è necefiario principalmente, accompa g7iare,unire,& congiungere infieme con la fcicntia > tufoylaprattica^la confuetudine^& l'ejperientia. In. S E C 0 T^t) 0. 60 nero che rejjercìtare lungamente- le cofe^ è il miglio re,& più eccellente maeUro che fipojfa difiderarem Ter quello , la belle'^ la leggiadria de le arti^ Ter quefto y la eccellentia &la perfettione de le fcientie ; Ter quello , ogni bontà 3 ogni uaghex^ 9 ogni perfetta utilitade y in qualunque fi fa noftra operatione acqui fliamo.1\le fen^a ragione ueramen te: Conciofiacofa che fe tutto quello che per noi fi fay h femprein più alto grado di perfettione , quan do penfandouifopra lo riuoltiamo lungamente ne Va nimo ; ilche non è altro che uno effercitaruifi con la mente; quanto fi de credere che migliore & più per fetta riefca la noUra fatica^ rifacendo CT rinouando da capo y quella cofa che prima una uolta buona fa^ cemmo ? Certamente non e dubbio alcuno che molto ' meglio . Cofi il SanfouinOy che dipublici & di pri^ uati edifici adorna bora qucfla Citta, è diuenuto /ò/- lennijjimo architetto : Et degno y dia qualunque al tro fi uoglia y 0 Dinocrate y 0 Thilone y effere pad- reggiato • Cofi Titiano y cofi Michelagnolo , cofi (^quanta perdita fece il mondo nella fuamorte)Gia nantoìfio daTordonone y hanno acquistato nome di dipÌ7itori eccellenti & egregi. Che fece Mef[ere Lui gi uoHro padre y & che ha fatto bora il Feleto uo-^ §ìro cognatOy cofi celebri Oratori y altro che Veffer^ citio i Donde uenne il loro fìgnoreggiare nelpalla^:^ c?;o , & l effere tiranni de le uoglie de giudici y d'al^ trondc che da l'ejfercitio ? In che modo ne gli inno-' unti biafimo ^ terrore^ & hauerebbono potuto in • • • ■ . L I B B^O 4urre ne t rei ficurta & bonoreyaltramente che cori J^efjercitio ? ^dunque poi che in ciafcuna coja , l'ef- fercitaruifi lungo tempo ha cotanto difor^a^ pcnfia . tnoci & rendiamoci certiy che ne la cognitione de la nofira natura, il lungo & dilìgente ejjèrchio , il me defmo parimente^ouero piupoffa. Ma percioche(co me hierì diccm?no)cjueifegni che fi ueggonOi& fi of feruano ne corpi , fi rìferifcono a le jmiglian'^ de gli animali; dico qucHe talifembìan^e , effere tolte ouero da tutta la difpoftione del corpoyoucro da al- cune parti di quello: Et talbora dagli atti degli huo mini: Et quando aìichora da certi ajpetti : procederi ti altri da calidita: & altri da freddei:^ . Alhora lo ^mbafciadorcy che accofiatofi ad una tauola, ha lUeua tuttauia tenuto appoggiata la teHa fu la deftra mano, rotto al fine il filentio , & leuatofi ritto fu la per fona, dijfe al Confalo in qucHa maniera* Dapoi che uba condotto il filo del uoHro ragionamento, al parlare degli afpetti del uoltOy bauerei caro che gra ne '& noìofo non effendoui,ui contentale di dirmi > in cheguifa fi debbano alcune di quelle qualità giudi care, che fiofferuanone lo affetto ,^ne la ejierio re apparentia del uifo : Lequali non perche elle fia-^ no in tutto medefme y ma perche elle hanno tra lo^ YOpicciola differenza ,fono communemente addo^ mandate per uno medefmo nome. si come auiene ne lapallidei^naturale:ondeci e fcoperto il timore^ & la debbolei^ de l'animo : Et ne la accidentale ^ di che àfono cagione le infermìtaZequdipasfionh . S E C 0 T^^D 0 6ì 'quanUmqne come uedete nate diuerfamente yfonó non dimeno > per cjuefta folanoce nominate di palli-- dexT:a : llche fi come dijji non per altro ne mene , fe non perche l'effetto loro e fmile: benché nefia la ca gione differente & diuerfa . // Confilo alhora , con ragione admqne fe è ciò dijfe^ che e certamente , ho io con tante parole poco auanti lodato lejfercitare , ^pratticare lungamente le cofeiConciofia co fa che neramente quando alcuno di cojioro giudicare doh* biamoy hauenti nel loro afpetto alcune di queHe qua litaypoco come haucte detto da alcune altre diuerfcy an'^ in gran parte loro fimili^fommamente difficile ^ cofacifiay ad intendere certamente il dritto : Et et uenirc perfettamente^ ne la cognitione^ & ne lafcie %a del nero : La onde , necejfaria cofa douere ejjere iiimoy che per lunga conuerfatione , la certe%7^ de la uerita con aperta ragione confeguiamo : Et de la naturale dijpofitione de lo cofloro afpetto y & piena^ & abondantcy afferma notitia acquiHiamo: Et qua lenaturalmentCy&fenxa accidentale alcuno impe^ dimento , l'atto & lappar entia per co fi dire^ & la figura del uifo loro fi fìa , fecur amente , & ogni dub bio rimofoy lappiamo . Et uer amente che il giudi- care per questa qualità de lo af^wtto , propria & per natura conueneuole , non mutata & non alte- rata da alcuno accidente ^ è huoniffma & fecurij- fima uia > per condurci doue ci tira il nofiro de fio : Et chiunque per queHo modo procede y può ferma mente di leggiero conofcere, non folo in uniucrfale i Z J J5 0 fegni communi ; ma quegli arichora che fono propri & particulari a ciafcuno. 1 quali fono in tanto dijfe^ Ytnti l'uno da l altro y cbe alcuni come ho detto, jpef fe fiate fe ite uannodifcompagnati da gli affetti che effi dimoflranoy Et alcuni nonmaifeparati fi ueggo- ììOy da le perturbationi palefate da loro J communi, bene Jpeffo non fono dai loro affetti feguiti: Et ipro priy non ne fonò da i loro abbandonati giamai.Quan do adunque uedcr et e alcuno di compie jfione fangui^ gna ) carnofo , con occhi neri , con ampio uen^ tre > che fono tutti fegni communi yfe logiudicarete mangiatore ^ libidinofo , potrà perauentura aueni re , che V effetto , alcune uolte al giudicìo non corri Jponda. Ma Je ad altruiychegli occhi JpeJJò Jpeffo uer fol cielo riuolga^di modo che la pupiUa^^ gran par te de la ruota de rocchio sfotto la palpebra dijopra fi uenga a nafcondere.pr edirete i medefimi affetti di golofìta & di lujfuria ; per cffere qucfto fegno non communCyma proprio; auerra femprcy che faranno in fu faldafermexi:a di ueritay fondate leuoflrepa-^ role : Et faranno mcdefimamente tutti coloro cbe haucranno rie gli occhi quefto tale accidente^ molto foggetti a patire il morbo caduco : Et fe hauejfino co tutto ciò ygli occhi loro difofca & ofcura pallide'^ %a ingombrati , farebbono fen'j^ alcun fallo mici^ diali j empi , & fommamente crudeli , Ora uedetc adunque , quanto poffa digiouamento recare ad aU truijl conofcere perfettamente le differen'j^ de i/è gniprcdetti.Douete oltre a queflo porre non picelo^ S E C 0 T^D 0. éi la iìUgentia^in confederare quale de ì moulmenti dè gli animi noUri^fcgiùtì di fua propria naturaO sac compagni uolentieriypiu con l'ima che con l'ahra de le pajjìoni naturali de le noHre menti . Laqual cofa effendo pienamente intefa da uoiy uederete come hieri ui diffi , ejjere molte uolte turbata l'anima no-- flra da alcuna affettione , che-non ha fegno alcuno nel corpo , che indicio o tertimonio doni di lei.La on de fe talhora a giudicare ui mouerete 3 chi per le no te det corpo efjere comprendiate taciturno è' sfaccia tOy non pero douete queUifoli affetti credere in lui : ma infiemc la auaritia e'I defio del rullare : T^n oUante dicoyche di niuno di quefiiyce nefoffe in quel corpo manifefìo fegno ^Concioftacofa che colui che foco naturalmente fi diletti di fauc Ilare yfa per or dinario di complejfione maninconicaia laquale la mi feriay & la auaritia è fempre compagna . Et d'altra parte ylo sfacciato ardifceper fua naturaydi commei' tere molte fcelerita : Sen%a punto ne uergogna te- merne: ne di perdita d'honore > farfi conto alcuno - Ora adunque non fìa mai flimato giudicio non ragio neuole , il dire ad uno sfacciato & amatore difden-^ tic y che egli fia parimente ladro (&auaro : Quan-^ tunque come difji y de la taciturnità & de la sfac- ciateli^ y cifiano aperti fegnìnel corpo : Et che la auaritia & i ladronecciy non ui halbiano alcune cer te note che li pale fino. T croche fono qucHi ultimi af fetti di maniera con quei primi congiunti > che rade mite fono 0 non maiy gli unifeni^gli altri ueduti * L I B KO Bifogna intendere adunque in qneHo modo , le pro^ prieta de le perturbationi: Et Japere quale a quejìa^ (ir quelle a quell'altra , feguiti naturalmente & ft unifca. llchc fattola guifa di terreni Dijy le cofeoc^ colte j palefi ; lefuture, prefenti; le lontaìie, uicine; & le incerte.certiffime uederemo: Et illuminato a la fine dal cbiarijjimo raggio de la ueritade il noflro in tellctto.nonpiu hoggimaine le tenebre del' ignorati riarma per entro gli (plendori de la [dentiate on mot tafodisfattione de l'animo noUro , ogni cofa terta--^ mente conofceremo.Et di bel punto come a coloro ci interuèrra^ che mentre ueggono il Cielo talhora di folte & di ofcure nuuole chiufo.non folo parte alcu^ nà fcorgere non ne pojjbnoian'zi loro e^ quel nero pauentofo horrore che in quel modo lo ingombra^ di trifiex7:a & di noia cagione . Doue fe poi fono da un potente fiato Settentrionale, fugatCydijperfey& con fumate quelle nuuole in tutto ^alhora il celefte can dorè da ogni parte agli occhi loro fi rapprefentaion de gli animi loro parimente i fono di letitia, & di gioia ripieniMapcrcioche tutte le Jpecie degli ant^ mali fi diuidono primieramente in duefcsfi , mi pia ce la prima cofa di raccàntàre y quai de i mouimenti naturali de gli animi nosìri yfiano od al uirile , oue^ ro al femìnile fejjo conuenienti . Douete adunque fa pere che di tutti gli animali , fi che uiuano & fiano nutricati apprejjò di noi , fi ancho che fieri pafcano per le altiffme jelue ,fempre le femine fono di gran lunga più pìacewlhpiu delicate^ & più mafuetechc S E C 0 1^ D 0. 6^ i mafchi: Et fono mcdeftmamente^ ^ nel animo, & nel corpo meno foni: Et fi auex^ano con minore dif ficiiltaj ad effere & pafcÌHtc,&' toccate da noi:Et fo no generalmente più caute: Et più lontane da lofde gnoy & da l'ira • Laqual co fa uolendola ridurre a' Vapparentia degli atti efleriori^pojjiamo negli aue nimenti di noi medefmi fempre uederla • Conciofia cofa che effendo talhora da alcuno empito di coltra ajfalitiy quantunque & humani ^ piaceuoli per na turafoffimo affai ^nondimeno fi auiene eglipurcy cìje albora abbandoniamo in tutto la piace nolei^':^ ^ la manfuetudine: albora con grandisfma difficiilta, da la prudenza > fida ^ jccura fcorta di nofire ope re , reggere & guidare ci lafciamo : albora ci inui- gorifce y ci accrefce forn^ay^ ci alieggerifce , lo fde gno: In tanto che non temiamo di cofa alcuna: l>{e di noi medefmi anch or a ci curiamo: an^i arditamente a fare qualunque effetto y da l'ardente caldo che ci bolle ne l anima , a tiina for^a fiamo tirati . Ora adunque fe chi per accidente è adiratOypcrde fìmile^ mente in fu quel punto ognipiaceuolex^ huma-' nita ; ragioneuolmente fi de dire , cì^e chi e per na^» tura humano & piaceuole , fia aricho naturalmente poco moleftatOi & poco foggetto a le acerbe pasfio^ ni de la colera» La onde hauendo la maeHra natura, creato le f emine come disfi^ & moUiy & manfuete » ^ compafiioneuoli\; Ts^e uagbegiamai di crudeltà , a di fangue-yam^ fempre aprieghi picgkeuoli;etagli altrui difideri arrendeuoli; con ragione fi può dire L I B B^O medefmamentey che elle ancho fìano da lo fdegno lontane . Ma d'altra f arte il credere loro sfacciate, ciliare^ maluagie^mohilh dishoncHe, & molto chine al male operar e ypiu dico affai di ciò che gli ìmomini fia noyfia fempre fi come dritto er fano giudiciOyTnol to lodato Jl pili gioucne alhora de duo Dolciyfattofi in fu quelle parole tutto lieto nel uijOy uerfo lo Spa-^ gnuolo in quella guija parlo. Foi forfè Signor Con^ folo y a dire in qucHo modo male di f emine ui asfi^ curate, perche come poco inanT^ ci hauete detto ^ egli uipare di certo conofcercy che elle ne fdegnofe , ne crudeli non fìano. l^ondìmeno non ui fermate ui prego 3 co fi faldamente in fu le uofire offeruationii percioche di leggiero cadendone, come in fu cofa ap poggiato che fermo foftegno non hahbiayne potrcjie perauentura con danno & dijpiacere uoHro, & con utile & contento loro, rimanere ingannato : Concia fìacofa che lo fdcgno de le f emine, come tattoH gior 710 per mille proue pur troppo chiaramente fi uede > fta fen%a alcun fallo maggtore,piu alto^& più acuto che quello degli huomini • Et fe uolete uedere ch'io nero parli , riuolgete un poco attentamente ne l ani mo uoiìro , le operationi fatte da le adirate fetnine ne i tempi paffati . Effe tracciarono i propri figliuo li: Et altre non fatie folamente de la morte loro , in cibo dinan'^ a padri gli offerirono: Effe il morto pa dre fuperhamente crdcarono: Et per lo fdcgno loro, molte fiate no)ì folo i gran palagi , eÌT le ricche co-- fe , ma le f^lendide Citta y &gli altisfìmì B^gni in S E C 0 T^D 0 . ^4 rouina ne andarono . Le tigri, & Ic ferpU & gii al tri fieri animali^ udita la uoce di Orpheo,diuenii4ano manfueti : Et le f emine più che fcrpi , & più che ti^ gri crudcli^quella uita che gli haueuano conceduto le Jpietate fune de lo inferno > non altramente potenz- ilo lo [degno dèi loro animo porre in terra^fieramen te gli tolfero. Mia direte forfè , grane offe fa per cer to douere efere fiata quiìlay che queWhmmo diuino lor fececonde eglifCotanto contra di fe infiammarle^ bibbia hauuto poter eJ^on piaccia a Dio che ciò fta. che anxi egli tu tutto intento ne la conte piattone de la celefìe Theologia , non a le f emine noia fi fludia-- uà di dare ; ma a tutta la generatione de uiuentidi^ letto:'b(onad alcune biajìmo; ma ad ogni huomo ho nore:lslon a poche danno; ma a tutti in commune fa Iute. Et per gli aperti & fpatiofi campi uagando^& gli ardentisfimi fplendori del Cielo intentamente conftderandOy gli ordini & le belle'^ di la fujby ul tirna fpeme di noUra m.ente, manifvjiaua a mortali • yedete in altra parte la figliuola di Leda hauere cetra il poeta Steficoro^ di fiero & dicoc'étefdegno l'anima accefa : Klon per altro uer amente : Se non ^perche^egli hauea cantato ne fuoi Lirici carni^ la bel lex^ di lei effere come cofa humana & terrena , grande certo & merauigliofa: Ts(ondimtno effere di gran lunga più riguardeuole , quella de la celeUe & diuìna forella. Di che ella , nel cui petto boUiualo ar dentisfmo odio, co caldisfmiiprcghi^& con ayriarif fime Lagrime , pronte & perpetue arme di quel fef- 0 ar / 7 fOy impetro dal padre Giouc^ [degnando fi graue^ mente portando che la immortale & diuina yene^ re/offe giudicata più dife bellay che colui rimanere ne doueffèpriuo di lume: fi che egli non potejj'egia-- maiynon che giudicare^pur uedere alcuna helleT^ ♦ Direte forfè che a la follia ^ ala uanita di Stcfico ro^cotale pena fi conuenijfe i l\[on direte bene : T\(c ragioneuole huomo uerunc^ y acconfentirelouipo-^ irebbe . Che an7;ì per la molta lode da lui a la beh le'^ d' Helena attribuita , egli era degno di qual fi •uoglia grande & nobile guiderdone. Siate per tanto signor Confolo molto bene auertitOydi non biafima- re^ od altramente dir male difemine: Se non uolete che elle coneffouoifi adirino di maniera , che poi nel tempo a ucnircyne habbiate ad ejfere a coloro che do fo noi fcguir anno yjpecchio CT ejjcmpio chiarisfmo : Et che le uojlre regole , ?jy le oferuationi de la cono fceìixa dei nofiri appettiti yfcbernitc una qualche Molta con non picciolo uofiro danno fé nehabbiano a rimanere^ Con w.eco non fi douerano già elle adira rCy ragioneuolmente facendo,rijpoj]èil Confolo albo Ya:ma fi bene cone{foiioi:llquale rimprouerate loro., per torta uogliache hauete di biafimarle^tuttii men sfattiyonde elle fene uanofamofe . i^otrebbc effercy rìprefe fuhito il Dolce che ciò foffe ueroyfe elle ìie le loro operationi fi mouejfcroper ragione : ma fcnT^a che con mille effcmpi che di ciò ciafcun gioryio fi ueg gono a dimoftrarlouimiaffatichi^Tlatone che fu cofi fauio mi può far fede ^ che elle anima li no fiano per fcttamente S EtC 0 1^ D O. 6$ fettamente ragionemli : Effondo come fapete UatOi diibhiofoy fe Itfmine participajfero di ragione . Et pure non erano alhora ?iela Grecia Je lujjuriofe deli tie per ìion peggio dircycheboggi qui regnano uergo, gnofamente tra loro. Mhora il Quirini^in buona f e, de dife Signor Dolce, fe uoi la lingua non raffinar te y giudico che al Confilo quella punitione preoccu^. pare uogliatCy che ui fento dircele parole di lui da le. f emine uenir meritando. Ben gliele dico io , lo Spa^ gnuolo foggiunfe : già uerfo il Dottore rinoltofi ; Et poifeguitOyin quefia maniera dicendo.Etperla uita mia.che mifaprebhe bene^di ogni male che lefemi^ ne gli facejjìnOyEt uorrei che gli infegnaffino un po- coycio che fia uolcre mifurare le /phere^i^ ritrouar- ne il centroifi come egli dice che già Orpheo fi face ua y la ne la ualle del Barbaro Hemo , Diflero dopo, ijueflo tutti infieme , nonfo che motteggiando & ri dendo : Et dapoi che più fiate fi hebhono l'uno uer l altro rimandato il parlar e^il Confalo a la loro ten^ tìone poflofineyil fuo primiero ragioìiameto ripiglia doy diffe cofiy Io diceua che le f emine fono piupiace- tioliy più manfuetCy & più delicate che i mafchi: Et apprejfoy che elle fono men forti , & menaanchora fdegnofcycheeffi non fono. Lequali conditioniyinfie-- me con 7nolf altre che difopra narrai y fi ucggono apertamente in quegli animali del fejfo feminino ^ che domeliichi nutrichiamo ne le noHre cafe: lime defimo di che ycfftr e parimente in quegli altri.che o manfueti per le campagne yO fieri uiuono ne le felue^ I L I B Ti 0 tì confejjano i pallori , & i cacciatori . Ma di tutti quejii già detti femìnìli affetti y cene fono ne loro corpi mani f e^ìi fegni. Concio ftaco fa che cìafcunafe mina di qualunque fpecie fi fiay habbia il capo mino re ila faccia più picciola Hretta^il collo più fottio Ip^piu debole il pcttOyil numero de le cojìe minore , &i fianchi & le cofcicypiu carnofe& più graffe che ima fchijHabbìa parimente gli fchinchiy & le ginocchiaypiu fottiliy&piu molli: ipiedi^piu leggio, dri y più fcarmU Et la forma di tutto l corpo ypiu tofio piaceuole & foaucy che nobile generofa. Et fiano tutte quante generalmente yne i corpi, più che i mafchi picciole & uaghe. Guardate ydiffe alhor a h Inglcjeycio che ditCydi quefla uniuerfale picciole^^- di tutte le f emine :che bauendo diligentemente in quefla cofa più uolte confiderato , dopo infinite efpc ri€7;c fattene yho trouato a la fine che ne le jlquile^ Cr negli altri uccelli rapaci y fempre lefemine fono grandemente maggiori de i mafchiiEt fono parimen te cr nel corpo & ne lanimoypìu arditCy più fdegno- fcypiu ualentiy&piuforti.Tsle folo ho ueduto ciò auc nire ne le già dette fpecie d'uccelliyma anchora in 'tutti gli altri animali di quattro piedi, che partorì-^ fcono OHa:Et in tutti quei piccioli animalucciygrude & merauigliofo artificio di naturayche già furono da i Latini nominati infetti:cio e (^come alcuni siima rono)fecondo tutte le loro parti indiuifibili: T^eppf fo medefmamente imaginarmi , come fia poffibile cJ)e quefla uoftra cofi generale determinationCy Jpe^ SECÒ D 0. 66 cìalmente ne le lepri hahbia luogo . Lequalì come fi' ferine , CT come ancho la elpericntia certa cr fe^^ dclc maefira ci infegna yfono tutte ad un mede/imo tempo CJ' fumine ^ mafcìn.^lbora^non fi può dif-- fe il Giglio y certamente negar Cyche ciò uero non fia:' Conciofiacofa che lafciando pure da un canto ciò che fe ne dicano i dottoriyio per me ho ueduto con i miei propri occhi , certo non fen^:^ gran rnerauiglia , questa cofa e [fere nera . Che trouandomi poco tem . pofa , a caccia con alcuni ìniei a?nici in quel di Bolo gna^tra le molte lepre che alhor a prender/mio^ affai ue ne furono di quelle chegrauide eranodequali non ofiantepiu figliuoliy& di più mifure^ondegraue era loro il uentre y haueuano infiemeynente tutte quelle membra, che per lageneratione ejjère ne i mafchift credono neceJJarie.Dapoi che il Ciglio cofi hehbe dct tOy& eifi tacque: Et lo ^mbafciadore in quella gui fi dicendola fauellare ricomincio. Ora uedete adun quefignor ConfolOyCome queHa uoUra fi generale conclufionCy molti partìcidari leuatincy neretta ' impedita Je ne rimanga. Vero fe ui da Inanimo come hauete dcttOy difoHenerci che ella in tutto fia ueray apparccchiateui di negarci la ejperientia: Come già quelmaefìro fifecexhe haucndo per fue calculatio-^ ni detto douere la Luna congiunger fi in tal giorno coiSolej ammonito poi di fuo errore da idijcepoli che la nuoua Luna ìnanT^ al tempo da lui predetto nel Cielo gli dimóHrarono , come quella che a le fue numerationi non r ijpondeuay lequali egli pero fi ere 1 tj L I B B^ q ^ dem certìsfme , rìfpo fe , più ne i fuoì fallaci conti , che ne la certe:^ del fuo uedere confìdandofhqiie^ Ha cofa non potere per alcuna maniera ejjere uera : Et che fen%a ordine alcuno yla Luna alhora appari^ uà nel Cielo . Ecco adunque che non folo difficile & contra il dritto , ma contra il fcnfo anchora & itn-- posfibik e certo y il uolere quella cofa negar Cy che al tri 0 fi Hcdeofi tocca. B^Ha per tanto y che ci con^ f esfiate che non tutti gli animali del f e ffof eminino ^ . di qualunque Jpecie fi uogliayfiano di corpo minore, più deholiypìu humaniyO' meno robufli che gli altri. Onde fuhito il Confolo , egli è uero rìf^ofe che dì tut tigli uccelli rapaci , le f emine fono più che i mafchi ualorofe & maggiori : Ma ciò adiuiene , perche e/1 fluido la loro jpecie di gran lunga più calda & più fecca di ciafcuna de l^ altre , i mafchi che fono caldi per lo calore proprio di tutta la (pecie^et di piu^pcr quello che è proprio & naturale al feffo loroy concio fiacofache tutti i mafchi fiano generalmente più ca lidi &piu fccchi che non fono le f emine ; uengono per quello doppio calore ad abbrucciarft di fottcr^ chio:Et fuori di ciafcuna mifura a rifcaldarfi.Ldódc, fono per ciò ne i corpiy piccioli & fecchi: Et uiliy& abbietti ne l'animo * Vercontrario , le f emine fono calde folamente per lo calore de la jpecie : ma per la conuenientia de la loro natura f eminile y fono hu-^ rnidc &fredde:Ter laqual coja fortifcono ne la com plefione uno certo temperamento ; llqualecreain loro, l'animo più uiuo & ardito : Et le fa eJJere nel S % C 0 T^ D 0. 67 ' corpo più robuUe & maggiori . Ma che il fouer^ cbio caldo no dijjcccìn & minuifca il corpo y & non indebolisca & aiiilifca l' animai non credo che per al "cimo fipojja co ragione dubitare. Ejjindofi hieri dct to masfmamentej che gli Ethiopi , &gli altri popò li , tiiuenti ne le promncic di uerfo il mei:^ giorno , non per altra cagione fiano ne i corpi cofi magri & afcìutti 5 CT ne V animo cofi uìli e^r codardi , fenon per la ardentisfma for%a del uìcino Sole : llquale -afciugga y confuma^ & disecca il lóro llmmido ra-* . dicale t^ndefonopoiy cojipoueri d'animo & difor 7^ : Et in quel modo , afciutti , piccioli , & magri . ' Ma de le lucertole poi , & degli alti i ammali che partorifcono oua^ & de gli infetti medefimamek^ 'tCy la natura ha uolutoper lo fine lorOy che le femi-- ne fieno maggiori : acciochepiu ageuolmentepotef^ "^fmo {offerire la fatica de i carnali congiungimenti : ^Et ap 'reffo , più leggier amente portare y il pefo de le "vua . 7^e le Lepre uerameìite , non fi può gran fatto fcoprire queUartale differeni^: hauendo(come dice fle)tutte ad uno medcfimo tempOyil fefjo a la femina proprio:Et infieme quell'altro che al mafchio è dice mie. Ma rimoffe ^ lafciate da parte quelle poche J}>eciey dico bene che in tutti gli altri animali di qua lunque ragione fi fia y le f emine fem^ alcun' altra ec cettione hauerui^ ritengono fempre le conditioni ch'io disfi : Et che hauendo le carni loro più huml^ de effoido meno ncruofe , fono ancho più tcne-^ re 5 più molli y& più delicate di ciò che i mafchi fi L I B 0 fiano. I quali in tutte qucHc qualità fopr adette fon^ a k forami; in ciascuno modo diucrji : Et fono natu- rahncììte nel corpo , forti : & ne l'animo jginfli . ' £^ ^jf^ P^^' ^^^^^^^^'i^ fi^^ di loro natura y debo-^ li di for%e : & inique di uolonta. Ora douete adun^ ^ que diuìfare ne V animo uoflro^che come quando fi di ! ce alcuna cofa ejfere in una regione^ molto meglio fi intede lei e (fere ne laprouincia di cui quella regione c parte; Et quando in alcuna citta , più ampiamente ne la regione^ fi-a termini de laquale quella cittade è . pofta; Et fe ancho in alcuna cafa^con maggior certex^ %afra le inura de la citta^ onde quella cafa è rinchiu 'fa;pcrcioche(come dicono i Logici)gliuniuerfaliy ab sbracciano benei particulari ; ma non già i particu- lari,gli uniuerfali contengono;cofi parimente quello che ho detto de mafchi & de le f emine ìie la fola Jpc eie de glihuomini ypiu chiaramente , & certo con maggior uerita yfì puote & fi debe confiderare , & cr cadere fermamente che adiuenga^ in uniuerfale mi .genere tutto degli animali . Come hanno adunque, in una jpecie iftefa , le f emine diuerfe qualità ne i corpi, & medefimamente ne le anime lorOyda i ma- fchi de la medefima Jpecie ; co fi in tutta lageneratio ne de uiuenti, quella fpecie d'animali che haura cor-- f oralmente parlando piuconditionifcminine ,fara etiando ne le affettioni de 1 anima j grandemente a ^quell'altra diuerfa , che più uirili qualità hauere fi comprende/fé • In queHo modo non folo intenderete il Lìone.llmomo , & L'orfo , ejfere più coraggiofi S E C 0 'hi D 0. 6S eìr più forti che Vorfay che lafemina^ CT che la Leo neffa; maìnficmemente che la f emina de la fpecie Leoninayfia più ardita^ più robuHa^ in tutto piti . uirile^ che il mafchio di quella de Tardi . La cagio^ . ne neramente di quefìa cofa^h come dijje ^rifiotele, » • perche ambedue quelle fpecie fono notabilmente dal la natura fegnate: Vuna y de le qualità feminiluV al tra de le uirili. T Leoni di coìidition. uirili; I Tardi, di femmine jono dotati. Laqual cofa^fe partitamene te tuno & ì altro di quegli animali confider aremo j ^fen:^a alcun falloy uerisfma certisfma fempre la . ritroueremo.Ha primieramente il Lione la bocca af -fai grande: la faccia quadray^& non molto d'ojja ri pie?ia:ll labro di [opra non cminenteian':^ conuene-^^ uolmcnte in giufo riuoltodl nafo più toHogroffo & JargOy che fittile & ftrctoiGli occhi uari y concaui^ non molto ritondiy ne molto eminenti: Et di mi fura ta & proportionatagrandei^: le ciglia grandi : la fronte quadrata : Et nel me%o concaua alquanto : auengapero che pochis fimo. Glifìede oltre a queHo ^ di continouoyquitral nafo & le ciglia^come una cer ta tenebrofa nuuola di horror e diferita:ondeage ^uolmcnte Jpauentati & isbigottitifono coloro , che^ fifo lo mirano. Sono di quesìo cagione y alcuni peli : che nafcendoglì ?ie la parte di [opra del fronte y a guifa di un certo ripara , gli ricadono [opra degli occhi . Ha parimente la teHa proportionata , & di perfetta mifura:ll collo lungOygroffo, & ben fatto : jEt al rimanente del corpo cori^orf dente: I peli bru 1 Hij i L ì È 1^0 ^nì di colore ìnefcolato di giallo & di roffo: & qthft jìmiglianti ad oro; non horridi^rìtti & molto difte-- 'fi:T^ pii^ ricci pero , opiu crefpi di quello che fi fia 'Conueneuole. Sue Ita & aperta la forcella del colló^ : 'JEt non già ne rifirettaync chiufa» Gli huomeri robu- ^fli: il petto [odo , pieno , & raccolto : Et con certa ^iouenile frefche'^.La fcbiena larga^ grande no 4ifcÌHtta: Et infieme con molte , & apparenti coSìe . E qucflo animale, ne le ancbe^ & ne le co fcie^poue^ ro di carne : ma ricco da V altro canto 5 CT quini^^ -in tutto il rmanente del corpo , di mufculiy di nerid, Cjr di legature. Ha le gambe fortiygrandiy nerito je: Et è nel caminare leggiadro ardito: Et uniucì" ^falmente , ha tutto il corpo neruofo , compreffo y eS^ triufculofo : Tsjon peccante per alcuna fouerchia feo^ €he'^;j;a: TS[epero di alcuna humidita foprabondaìì^ te.l pajji ond'egUfi muoue^fono lunghi cr tardi : Et Hnandandoyinal-j^grandementeyfcuotey & dimena/i gli homeri.Ora ejjendo adunque ne le qualità del cor fo tale il Lione , egli medefimamente è negli affetti de t animai corte fe^ liberale y aueduto, magnanima, tnanfuetOygiuHoy& amatore di uittoria:& amore^ uoleuerfo coloro , con cui egli prende domeUichei^ '^a.Ma poi che per me ui fi fono mofirate^comunqua meglio fi è potuto da noi , tutte le qualità de i Leoni the propriamente fi conuengono al feffo de ì mafchiy bora parimente mi piace di raccontarui quelle dei Tardiiche per contrarioyal fefio f eminino fono qua fi tutte conuenienti » In uero che tra tutti gli ammali S È C 0 T^D Ó. 69 the di hauere in fe mlore fortex^ dlmoHrìnOiò permeglio dire che pure hahbiano apparentia di >- mafcbioy tengono i pardi ne la forma del corpo loro • molte conditioni^che fono di gran Umgapin tofto che ^ à i mafchi , a le [emine oonuenemli & proprie • Ma come che in molte parti del loro corpo ciò cjfere «e- ^ ro per manifeUi & aperti fegni comprendali , non pero è ragioneuole a creder e^ che ne le branchcy ^ ne l ultima & deretana parte de le gambe yil mede/i mo fiay Cóticioftacofa che coneffo quefle membra ope ' tando , molti uelocijjimi animali nel corfo auan- '%andOi flracciando crudelmente le minori fiere\ ftano Jpejfe fiate molte robuUe &fortiffme opera- tioni arditamente adoperate dd loro. Ma ne le altre parti ueramenteyonde tutto il loro corpo b formato^ facile & leggiera cnfa è a uedere^quanto tutte ripie ne ftano di qualità f eminine. Hanno per tanto yinan- -^(i ad ogni cofa i Tardi tutti Communemente la fac-^ dapicciola.Hanno gli occhi bianchÌ9piccioli,& fit^ ti,& nafcofìi nel capoiEt raggìranliy& flrauolgon- li uelociffimamente • Hanno lafronte^ oltre ad ogni -fagioneuolc mifuraylungbijfima^Et ne le tempie^& '^uiprejfo agli orecchiypiu toHo ritonda che piando il colloymolto lungo , fottile : Il petto con poche -cofte:^ quafi nulla apparentiila fchiénaylunga: J?^ te anche, le cofcie^ abondanti di carne . Sono nei fianchi ^ ne la pancia.teneri ^ molli : Et mancano in quefle parti , qtafi in tutto dipeli . Sono uari di cùlow ^ (j^urft per tutto il corpo ydi mólte , ér di r ; L 1 B 1^0 ffjejfe macchie : Et hanno a la fine tutta la per fona 3 ' fen%a mufculr. Et ftnT^ alcuna proportionCy 0 mifu-- ra. Confiderate adunque qudtc tali conditioni nei corpi de pardi^uedefimedefmamente itele affettio ni onde naturalmente la loro anima è pregna , loro efferc uili & codardi:Et apprejjo a ciò rubbatori:Et per tutto dire in. un fiato, abondare da Vuna parte di nafcofia fi-audejEt da l altra Jjauere di aperta magni ficentiaygrandisfmacareUia .Js[efolamcnteè ciò • negli animali ter refii^& quadrupedi , ma in quegli ancora che liberamente peri aria difcorrono: Et in quegli altriy che ferpono ^ìrifciano per la terra . Come Vjtquìla el DragQ^\& la Vernice & la uìpe^ ^ ra moftrano : queUi di ft minine , & quegli altri di mafchie qualità abondanti. Et(fe pojjibile foffe) ne . Vhumore penetrando de l'acque ^ con att emione . tutti ipefci ueggendoui y ^ le conditioni loro tutte infieme & ciafcuna perfe confideradouiyfì trouereb he certamente in loro queUo ifte/fo aucnire. Ora co me hauete adunque in que§ìo modoy ne lordine de gli animali fortÌ30 che hanno come disfi maggiore . apparentia di mafchioyucduto la (pecie de Leoni ef- fere di mafchie qualità ; CT queUa de Tardi, difemi nili in tutto ripiena; potete fimilment e in tutte le al tre Jpecie , che fotto al unìuerfale geìiere deglijxni^ mali fono comprefe , ftmpre la medefima maniera continouando nel giudicare , con uerita & con cer^ ^^KK? eonofcere 3 quale de mafchi ( diro cofi ) fta jpiu mafchio degli altri : Etiquale, tra le altre femi S E C 0 7^ D 0 70 ne ipìuf emina fia. Ter laqual co fa^fe tanto ciappor ta iìgiommento l ojferuatione de particular'h quan to di piacere ci dona la cognitione de generali; ci ^ fosfiamo fecuramente rendere ben certiyche non me no di utilità trarremo inauertedo diligentemente le sparti : che di diletto prendiamo incomprendendo il tutto capacemente. Ma egli mi pare ben tempo hog gimai y che al ragionare de le qualità de ftgni de no :Sìri corpiya i quali tutta fi indri'^ y&nei quali confi^ie quefia dottrina,per noi una qualche uolta fi doni principio. Ter tanto a imitatione d'^ri^iotele^ da i piedi fermi fofiegni di noUra ulta , minifìri ubidienti di nojlro uolere incominciando , dico che gli buoìnìni hauenti conucneuolmente ipiedi gran^ diy benfatti^ mufculofiy & con molti neruìyfono tut tifieri^coraggiofiy cT arditi: '^c meno abondano di gagliardia & di fortCT^ nel corpo ; di ciò che ne l'animo ydi ardimento & di ualore pieni fi fiano. Et guefla qualìtaydi tali hauere ipiediyquali ui ho difo fra co le parole dipintOyCt fi riferifi^e propriamente al genere del mafchio.Coloro poiy i cui piedi fono pie dolly fcarmiycarnofiyteneriy& feni^ mufculiy&piii toUo uaghi al uedere che f or ti y fono parimente uili ^ effeminati ne V animo: Et nel corpo ydeboli & im po tenti. Et è per contrario qucHataleconditione , Jempre propria al genere de la feminaMa Mbertò Magno più particularmcnt e parlando diqueflc mem brayci afferma che i piedi br cui grosfiy molta de-- koleT^ , & ferina natura dimostrano : I fottili & L I B \ 0' , . ' corti]mlignita: Et i limghUoltre a la debita & con ueniente mifura^fraudìiingannU& tradimenti mani fejiis fimi. Bene è nero che jidamantio Greco Dotto reyaggiunge che que(F ultima qualità ypalefi gli huo fnini operatiuiydiro co fi: Et che facciamo molte fac cende : Et chefempre i loro triài p enfi eri , onde di continouo trauaglìati Hanno fo'Z.Topragli animi lo^ YOyfappiano molto bene guidare ad effetto . Et ha ol tre aqueUo opinióncychei piedi molto piccioliy fia- no di maluagio animo fermiffimifegni: Et che colorò che hauendo i piedi curuiygìi hanno concaui anchora ne la pane di fi>ttOyfiano tutti rei & maluagi huomi ni: Et che tali infieme fiano quegli altri , che hanno le piante de i piedi , molto piane & uguali : Et che portano le loro cauigUcy ne la parte di dentro de le gambeygrandemente a la terra uicine. Coloro uera-^ mente che hanno le ugnay o le dita de i piedi curue à guifa di uncini, fono rapaci ysfacciatiy & fen%^alcH^^ na uergogna : ìl chcyda la fimilitudine degli uccelli fii tolto:bauenti leugne loro , torte & piegate iìi quella manieradcquali da uoi altri Italianiyfono uol garmente parlando , artìgli addoman dati . Le dita poi de piediy che fottilisfime e/fendo, fo?io parimene te congiunte quafi & ri^ìretteVuno coni altro yfi gnifcano paura & timidità: Laqual cofa da le tìmi^ diffime quaglicyche cotali hanno i piedi loro , fcgui^ tando come dijfi le fimiglian^e degli animali il han-^ 710 tolta & impreja i Saui Thilofophi: foli tra tutti gi huomini ^ degli occoltifecreti de la natura, cona' • S B C 0 TS^D 0^ 71 fckori • Ma più alto alquanto falendo ti ragio'na^ mento de piedi indrieto metténdojfapere u'e di me^ slieroycbe coloro che hanno le camgliefudte , eìr le. parti ini moine , neruofe , ^ piene di mufculi , ilche alfejjb delmafcbiojì attribuifceyfono medefimameìi te ualorofi ZS* forti. Ma alcuni che le hanno molliate nercycarnofey & fenx^ alcuna legatura di neruiy la^ qiiol cofa de lefeminehpropriayfono deboliyefft'mi^ natiy timidi^ dipocbiffimo animo. Le cauigUc oU tre a ciò fottiliffime , manifefiano gli huominipau^ rofi intemperati. Et apprejjoyfecuri ui potete ren dere & molto ben certiycbe chiunque infieme con le cauigliegrojjey ha parmiente le calcagna ajprcyi pie dicarnofìyle dita bremy^ groj]e legambcyper lo più de le uolte impax^fcafermamenteyO uaneggi.Ouei ftmigliantementc che le gambe hanno neruofcyrnH-^ fculofey& fortii il che propriamente fi conuiene a i mafchiyfono & nel corpo y& ne l'animo fieri & ro^ huìii : Et hanno per ordinario buonifjimo ingegno • Coloro poi, che tutto che le gambe habbiano neruo- fcyfi ucggono nondimeno hauerle inficine fottdiypof fono con ragione effer e giudicati da mi > & timidi^ & fcoflumati: Et ne le baffe uili ajfettioni de la lujfuriay oltre, al dritto & al douere chini & piega, ti: Et fìmili e/fendo ne la detta qualità del corpo , a gli uccelli liberi & uaghi Cittadini de l'aereyporta- no parimente quelle fiere imitando yi cuori loro de h già dette pasfioni impresfì & fuggellati . Guado d4 uoi fia neramente alcuno ueduto , le cui gambe fia-* L I B X 0 no nel mer^ grosfisfme , & in tanto piene C com-^ prefe di copiofa carnCyche paia che elle come che gru Uidefosfinoy & romper fi, & creppare, & mandar fuori il parto uogliano tuttauia; albora coHui potre te drittamente credendo, & odiofo, & intempera- to, & abhominemle giudicarlo :Et apprejjò,fefuer gognato & [en%a nullo rifletto lo Himarete , & al nero uicini , & dalfalfo grandemente lontani riu-^ fciranno i uofiri giudici . 7N(e pero uoglio , che d'ai tronde penfi alcuno di uoi , che queHa tale ojferua^ tione tolta fi fia,fe non che da la grande fconueneuo l^"^ & Jproportione , onde ( come disfi)per lafo^ uercbia groffex;^ loro,fono & infcfiefje, & con le altre membraje gambe maleauenenti Conciofiaco fa che la proportione di ciafcuno membro giuHa moderata , & non trappajfante da alcuna banda i termini de la conuencuole & dritta mifura.fiafem^ flicementeperfe Hefa,basìeuole & attisfmo fo- gno, a pienamente moHrarci la gratitudine, la corte fia,la modenia,l'honena, & in fomma la buona na-^ tura d'altrui.Doue da V altro lato la indijpoJìaJprO'- portìone, non fe ne uagiamai da quegli affetti Ionia 7ìa,chefono a igia detti difopra.come e ala quiete^ il mouimento; a la luce , le tenebre ;& ala uitay la mortc'yin tutto contrari.Se molto adunque di bellc^ v:^ accrefce in un corpo ,folo a la fcor^a di fuor i ini rando,la tcìnperata proportione;penfateui parimen te che dentro penetrando ne le midolle, afi ai ella pof fa di uirtu & di bontà, belle'^piu durabili &Me-^ S E C 0 ^{ D 0. 72 rCyfte Vaìilma agiugnere: Ejjcndo 7nasfma7nente(co me pili uoltes'h detto)i fegni in quefla carne imprejfit idoli & imagini certe de le no/ire menti. Mei nel ra gionamento de le gambe tornando , dico ultimata- mente che legrafjej tenere , & fen^ mufculi^ quag- li per naturale loro proprietà le f emine tutte foglio no hauere , fe a l animo rifguardiamo , i timidi uilii&fe al corpo cifrali & deboli mànifeflano.TSfe per alcuna maniera de efjere , un generale maeUra mento donandoui , la fouercbiagrojjex^ de legam be & de le calcagna , lodata 0 commendata gia^ mai : Che an^i come a l'acqua flmmore^ il calore al fuoco y & al Sole lo fplendore , le è femprc congiun ta & unita la ro::jix?3' cr maluagita . ^pprejjb a tutto quefto € ui bifogna fapere, coloro le cui ginoc-- May che già a la mi[ericor dia gli antichi [acraroìio fono grajjcy carnofc, &groj]efuora di ragione y effe re pur per quella fproprotiorne , & ne l'animo , & 7ie ì cosìumiymolli & lafciui : Et come Scotto foleua dirCyUberi & uani: Et non attigiamai, a durare aU cuna fatica . D'altra parte coloro che le hanno ma-- grey& di misura giurìa &proportionatayfono per contrario ne lanimoy forti & ai^daci : Et ne i cosìu^ mi^ temperati & modefìi : Et fi come il mede fimo S cotto ui aggiunfcy & fecreti , eà* tenaci, CT confcr uatori de loro occolti'penfieri. Le cofcie come baue^ re debbono i mafchiy conucneuolmcnte nerborute & offutCy di ualorCyd'animOi £ ardimento cipre ftano indicio. Oiielle poi, che quantunque offute ra^ oioneuolmente , abondam nondimeno di fouerclnn %irne,ilche è naturale a le f emine, di timor e.d effe^ minatione,& di lafciuia.proprifcmimli affetth(ono fmpre certifiimo & fcrmisfimo fogno. Gli buomni che le natiche hanno acute , per lagrandez^ de le oda loro che jportano in fuori , potete ( & fiafano ZUtdicio)robt{ni.fieri , & ardittfiimarli. altri ue - rumente che hanno ciucile parti graffe & carno- fe ,& deboli, & paurofi, & effeminati, debbono cj fere nonfenxa ragione creduti . Ma fe perauentura., alcuno uedeSìey in cui queHe medefme parti fojjino fommamente fcarne er afciutte , quafiche la carne loro (come auenne con una Artigliarla del XI In yerona al uoflro Capitano Lattantio da Bergamo) Me loro per qualche flr ano accidente portata ma; nclaguija che le malìtiofe fclmie fono ufate d haue_ Y.e;fotreHe non aliar gandoui punto da le perturba, tiòniy & da i mouimenti de le anime propri a que- gli animali; potrete dico l'anima cr la mente di co §ìui, di ribalderia , di trìnitia, di maluagita , CT di fceleraggine , giudicare certiffmo feggto : Et come che molto da ogniparte fe ne Siimi di male , potete farui a credere fcrmmem , che più auanti u hab- bia anchora di peggio. Dapoi che ragionando it{ino a quefto tarmine fu il Confolo proccduto,& egli per alquanto tacendo del fuo fauellarefi ripofo:Et tutti qU altri, tenne parimente un uguale filentio . Ma il fogliano fhilofopho che Sìato lungamente era cbeto^ di nuouo entrando inparolc^cpji prefe a dire.Cran- de occafione S E'C 0 'X.D 0. 7J occafionc dì ragionare, certamente queUo nosirà commune tacere mi ha porto: Laquale^io che a beU lo ftudio Vattendeua , lafciare nanamente pajjarla y non ho mintolo potuto giamai. Ts^on perciò ch'io di ceffi alcuna cofay come che ciò molto mi fi coueni£èy Xir che uago & dìfiderofo nefojjl affai, o in laude, o in dimofiratione di quella tanta dìligentia^onde tu( te le membra de la noflraperfona, a parte a parte^ ^ con molto & merauigliofo ordine ci uenite efpo-- nendoifi perche eUa,ne laguifa a punto che la luce fi facciaiancho a chius occhi ilfuo fplendore ci manife Sia:fìpoi,che maggior fiume d'eloquentia^a portar^ le i debiti honori ci farebbe mcHiero. Ora adunque^ da canto ogni altra cof 'a lafciando ,folamente diro ìjuanto mi fi fia di dubbio per le uoflre parole appre- fo ne r animo: llquale degno fia che d^indi da colui fia fuelto da le radici,cheprimieramente(quafinouello germoglio in ben colto terren6)lo uhebbe a pianta^ re.Conciofiacofache fe drittamente mi fono per gli crecchi penetrati al core i fentimenti de uoUri det^ ti, già mi pare d'hauere comprefo , effere la fomma del parlar uoflro,che V anima onde muiamo,ejfendo in alcuna parte fimile il nosìro corpo ad alcuno jini male, fia ne le fUe naturali affettioni,&^ ne i fisoipro fri mouìmentì,a F anima di quel tal animale fimìglìa ' te in tutto . Laqual cof'a quanto fia lontana da la ra^ gioìie^niunocredoe qui tra noi che apertamente non uegga. Debb' io forfè filmare che per noi fi ere- da,lanima humana ecceuete^immortale,& diuina^ K L I B effereala tencnaymortaley& YO%a, de gU animali, pure in alcuna parte fmile i jK[on mai,: Che male il fuoco y a l acqua ; l aererà la terra fi agguaglia ; la uiua uirtu del uojiro petto , che moue come ifìrumcnto la lingua a dijputare fi dottamente^fi me ritayod è degna dipremiofiuile.Se di dinari adun-^ que & di diuerfe cofenon fi può in un medefmo ma do parlare ylSie per modo alcuno epofjìhile il donare loro gli fteffi accidentii&je la no flr anima (come in f ugnano le fchuolc de migliori Thilofophi) & ne la materia & ne la forma , cir ne gli accidenti & ne la fufìantiay e differente in tutto dal fenfo per loqua le fi mouonogli animaliicome potete uoi dire^ che el la per alcuna maniera a lui s^afiomìgìi ? Et che tali fianca punto le inclinationi degli animi nofìriy qua li fono ne i Leoni, negli Fccelliy & nel altre fierCy a feluaggCyO domeniche yi befliali loro appettiti? era mente non credo che fi pojja per uoi mantenere que fta tale conclufione : Tslondimeno affettare pure at^ ternamente , ciò che per uoife ne dica :Jperando & rendendomi certo che debba auenire: che o ne l'uno modoyo ne laltro^o fiaper douere acquiflare hoggi da ufiiy di alcuna buona & leggiadra cofa certe';^ & cognitione. Dapoi che tacendo diede fcgno il Tbi Ivfopho di hauere detto ciò che egliuoleua,il Confolo honcflamete ridendo, & la dritta mano del Qtiirini ne la fua finiiìra amoreuolmente tenendo,cofifubito fifr ' difie • Con fubita & fiera tempefìa hauete in modo afialito il mio dire , che quafi tra l'onde ahi ffime de SECONDO. 74 la uoflra eloquéntiayCgU fi come uinto fi farebbe fom merjoiouero cbetraglijcogli de le uoHre durijjme vppofitioniyfi come pm fiale fi perebbe fiaccato : Se già non fojje flato che per entro a quello impetuor fo turbine di par ole ^ aguija di CaUore & di ToUu^ ce, fiammelle fcUcifiime a namgantiy mi apparuc lo fi^lendorc che a le mie lode donaHe : fior (e più da amore tirato y che altramente da dritto & fanogiu^ dicio perfiiafo . Laqual cofia cotanto di confolationc mi diede y che /pero anchora fthifato il naufragio > poter condurre la naue del mio ragionamento al de fiato porto . Et per certo che fé non fi trouafie ne la Ulta de gli huomini alcuna perfonache uiuefièfola^ mente fecondo ilfenfo,& fecondo le affettioni de la terrena carne; a che fono tutti gli animali di qualun que fpeciefoggettiian^ife tutti f blamente qual tan- to Qperafieroyche lo intelletto illuminato da la ragio ne loro mofirafe; llche come mi dite è falò proprio de l'huomo ; con non pi ce io la diffìculta mi crederei di potere sbarbare de l'animo uofìro , quella pianta maluagiayche come hauete detto^pur di an7^ uifi ap piglio. Ma per cloche le sìrade tutte quante, le cafcy lepia'j^^y le Cittay & finalmente tutta la fpatiofiif- [ima quantità de la terra^dimoHrano apertamente^ gridano con altisfiimeuociynon efferc poffibile ritrouarfi alcuno tra gli Immini y che Jpefie fiate, non rouini ne iprecipittj de l'appetito; & che come, ftnfualeynon fiia punto & tirato da lepaffìoni cr da, gli affetti de fenfi; a tutti gli animali corrmuniy non. K tj ^ I I B B^O pure a gli huomini foli;minore fen^a fallo alcuno ne uerra ad ejjere la mia fatica : In purgando da lappo le & da lolio^ i giardini de uo^ìri petti. Qualunque uolta adunque fentirete ch'io dica r anima humana ajjimigliarji ad alcuno animale , ouero prendere in fe Uejfa mutatione & alter amento, fecondo che per qualfi uoglia cagione fi muti o fi alteri queSio cor^ fOypenfateui come inerì anchora narraiyche di quel l anima parlo , che cieca fi trauìa CT fi torce per le tenebre fenfuali. TSfe uoglio che di quella fi intenda per alcuna maniera, che rilucente & chiara/econ^^ do gli Iplendori de la ragione fi drix^^a & rauia.ll^ che eJ[endo(che uoglio che fia certamente)ne uoiyne altra per fona alcuna ha ragione di biafimarmiiquan do nel modo che di [opra fi e detto^de l anima di nuo uo ragioni: Ut quando perturbationi uoglie & affet tiyfimiglianti a quei de le fiere, le conceda & le do^ ni. Pertanto poi che a uoifi come Uimo s'è fodisfat to,fia bene che rientrando nel noHro ragionamento diprima,la dichiaratione de fegni de nofiri corpi ydi nuono ripigliando feguìamo . Ut perche a le mem- ^ ^ bra,onde di fopra fona fiate da noi le qualità dichia ^/f»x^fhi^^^ i lombi e'iuentre naturalmcnte,prì^ ! ^iéf^J^^ ài quelli , & poi di queHo parlando , dico che M' chiunque ha quelle parti alquanto lunghette,cy con ueneuolmente grandi,dure^grojfe, & neruofe, oltre al c/fere communemente forte animofo &gagliar^ do,è propriamente anchora,grandijfimo amatore & c^ciatore di fiere. Laqual cofa non d'altronde han-- S E C 0 T^V 0. 7$ no tolta i Saui Dottori^ che da le proprie qualità de ^ Leoni & de pardi : Et de cani infttme & de gatti: fV^y^ ^ fer parlare ancho alquanto dì quegli animalh che fi ^^V^"^^ uiuono dortieSìichi infteme con noi : Tra i mali ogni a ^ - giorno fi uede quei di loro più ne l anima hauer que . ììo affetto^ che maggiormente ferhano ne loro corpi le conditioni predette : Oltre pero che tutti infieme quelli animaliy in quato agli animali de le altre fpe eie paragonati Joanno & ne Vanirne & ne i corpi lo . ^ [ro.piuche tutti gli altri le qualità fopradette.J^ r - f[ [coprono i lombi folamentCyfen'^ alcun' altra • uiyquefta fola fignificatione a covfideranti:an7} quei ^ di loro che più ofjutifonoy gli huominì forti CT uiru- ' : carnofiygli effeminati & de boli ;& gli acuti gran ^ "^^ì demente i timidi gli intemperati palefiino. Ma nel fecondo luogo come disfi trattando deluentre 3 a^^^' ui fo certi douer efiere coloro cor aggio fi & forti , x2r magnanimi oltre a ciò & faticofi & ornati di buono & di facile ingegno , che ne laguifa a punto che conuienfi a mafchi y hanno il uentre , & qucfte farti qui intorno a lo ftomacoyauenga che grandi & ^ . mcT^namcnte carnofe , nondimeno in niuna parte ^f'^^/! emineti.Ma più tofio come che uuote fi fofiìnoypiane ^^^j^^/^ humili.Maper contrario p auro fi , & deboUy &^ J*i^fU vili fono quegli altriyne pofiono alcuna benché lieue fatica comportare , & fono ro'xi , & duri di inteU letto ne l'imparare y che fen%a proportione 0 mi fu-- / ra y&fconueneuolmentebreui le hanno & afciu^ tè . Se neramente il uentre come ho detto grande '-é^y^^^ <J^«^^ & carnofoyfiaparimeme tenero , moUe y & fM'/eM^ molto YÌleuato ^potete/empre crederlo argomento f'^mc^ . certisfimoy digrade ìntemperantia nel mangiar e^& nelbere:Etnegliafetti(come di(]e Sophocle)fiirio T^^^^^/l fi ^ I^^^^^Sè^ ^'^ffi^^ì^-p^jjione & ferturbatio ^ ne di nofire anime non dolcc,ma amara:non quietay Ma concitatamonhumana , Ma ferina: Et certi <zjr fecuri r edere ui potete yche ne l anima a cotale cor^ j)0 congiunta^ poco o nulla potendo la parte da Tla^ tone figurata per Ihmmoy quella da V altro lato ad ' ad un Mario & di molte forme moslro rajfomiglia-- ^ tayuifta donna del tutto &' I{eina . Ma fe con tutti f //tt gli altri fegni già detti, il uentre in uoce di molle , kc0t0t^alpro;di tenero y duro; & di molta er /oda carne fia inóif^fi^f ^^^^^Q compreffo , non epicciola ueramente la mali-- gnita che per lui ci è dimoUra: Ma fopra ogni altro affetto che ci apporti qucjìa tale conditione del uen trey è di tutti gli altri grandijfmo il defio del man^ ^fhfrcJ^- giare. Quando poi /la quefta parte infieme colpet-- U*f ff^^c^tOy(& con lo stomaco folta di peli , cifonogliauda^ t ^X^X^'^^^^ cortefiyìfagaciy& i cianciatoriyfen'^ alcun fai- ^ JiM^'^^ ^t4nciati da lei. Coloro d'altra parte che la fcbie- 1- ^ va hanno grande Jargay & robufìa , come propria^ "^^^ unente a gli huomini hauere fi conuiencytengonomol c(^^^ '^^^^^^^^P^^^^^^^^&fi^^^^^i^^d^^ole Ihannoyjem ^ ^u^fre a guifà di f emine , che tali fono in quella parte per or dinar ioydi uilta^di dapocagginey &' di timore fieni ne fono, "t^e mancano etiandio le cofte de la lo* S E C 0 71 D 0 . j6 ro fignificatìonei^n'^^le molte ygrandh^ bene ap-* /(^'^ farent 'hfono diforte's^ & digrancCaninjofermif^ ^ fimi fegnhllche è proprio del mafchìo. Et per contra Pf '^ rio le poche ypìcciolc^ & qt4afi del tutto nafco(le » ^^^'^ non fe ne uanno ne da la debole%^ , ne dal poco cuo^ redìfgìuntegiamauLaqualcofayefJereftdicealefe^ /m^ì^a ^ mineydi loro propria natura conueniente. Ma feper ^ Muentura tra coloro che hanno come fi è detto le co- , fle grandi y alcuno ue n'haueffe y che in quelle parti ^l^^f'^A^ gonfio difouerchio , & come enfiato fi fofjcynon ha la uanìta de le fue dande , ne la fi:iocche':^ de fiioi Gioiti penfieriy ani^piu toflo parlari ; che egli poco penfandoyi^ curando nulla y & tante uolteparlan^ do , quanti obbietti gli fi apprefentano a gli dc^ chiyin infinitOy& fenT^ mai ripofarfi faueUa;non ha dico ne modo ne termine alcuno. Di che fe ne cerca^ /V^h^^ He ejjempio tragli ammaliane i tortane le rane ^^"^^/^^^ ne neramente & [empiici cofe^& che molto nondi^ meno fi fanno fentireynon ut lafciaranno molto a lun go andar faticadoi^pprejfo a tutto qucflo.e necejfa rio chejappiatcycoloro ejferegolofisfimiy&grandif fimi mangiatori parimente flupidiy & injenfatìf & di pochisfimo eìr quafi nullo giudicio dotati^ che/^^^'^ ^ hanno quello /patio che è dal belicOypropria fedia de c^^r^ ^ la luffuria , & perdo a Venere facro , a la ^fi^^^^^^^* parte di /òtto del petto , magiore affai che queU'aU^f/ f^J^, tro non è, che da indi tiene per infino a la gola . Et il^^i^f oAU percheyper alcune ragioni naturali y facilmente uìfi^^/^n^ può dimoHrare . Conciofiacofa che la ampie^^ yò-/'^'^'/^ : L I B B^O - J^ii€rchia& fino dorata di quel uafo , dout il tolto ^t^A Jc^^fi ripofii & fi digerifceMuendo per riempimene to fodisfattionc di fi: di von poche coje meUiero^ .jcccita er accende di continouo in quel corpo, appetì ,T0i& brama ardentisfima di mangiare. Et come U grande':^ de lo (ìomaco , ejjendo egli imo , è ca=^ gìone de lafame;cofi dal riempinento di linone preti dono poi i fentimenti lo Hupore & la torbide'^a , Che effondo egli da la moltitudine de cibi dilatato ^ Xìr diHefo y & perciò firpra il core , fonte , princi^ fiOyCy* primi, ra origine di noflrofentire appoggiane doft 3 adiuiene che glijpiriti quindi al cerueilo fa-^ gUentiy donde partit amente confeguijconoi fintimi ti noftri le loro /pedali for'^y uengono da cofi grane pefo , ad efferefujfoccati & riHretti: Sen%a cioè me fcolandofi infieme co uapori grosfi ^ fofihiyCshalan ti da cibi che fi cuocono ne lo (lomaco por to caldo del core , non altramente riceuono tsfi /piriti in fe Sìesfi lagro/fe^T^ CT l'ofcurita di que uaporiy che fi faccia talhqra il lume de la candela , poUo [opra il fumo de la bollente caldaia . Ma per contrario poi ^ \ faggi & prudenti & auedutiry' accorti fono colo- & fi contentano naturalmente dipochisfimo ci^ f^m^JX^ ho y il cui petto è più che lo [ìomaco ampio CT mag^ 7tr Jt'm^:giore • Da V altro lato , amalaticci fono , & infer^ ^^^^^ jjmiper tutta la ulta y&ala fine anchora in bre^ ff/ufA'ié ^^^^^pofi muoiono y quegli huomini che dal beli-. AM , f «^^^^ ) hanno più di {patio , che dal petto al {e(^'^ ^ h^^^^o . La cagione di che corificf orando yfi può dire. S E C 0 7{^D 0. 77 parlando natHralmente , che ejjendo cagione certif^ c^^k^'^ /ima de la hreuita de lo Uomaco : il mancamento ci / i'/^^^ dijfetto del calore naturale che in lui fi ritroua^ * auieneper cotale freddei^ noceuole & non natura le , che egli diuiene impotente > a cuocere perfttta^^ mente & a digerire il cibo tolto per nutrimento:da iaquale indigeHione , come da la abondantia de le piogge forgono & s'aumentano l'acque ne torrenti & ne poi^^cofi ne fcaturifcono fempre molte juper fluita : Et molti non [ani , & non buoni humoriyart ^ maluagipiu toHo & danno/i^ ogni giorno ne han no principio:Donde poi le infermìta^èr le malattie^ cr al fine lapreHa morte^dure & fpinofe fiepiy che ^ rompono v attrauerfano il camino de la noflra ui^^' ^ tayprimieramentc ne tirano origine. Cofi fempre ha gran forcane la giuHa & moderata temperantia de gli animi noflriy la debita & conueniente propor ^ tione de cor pi. Et per certo [e da la confl>nantia de le ^^^^ noci y il concento & Vharmonia ne rifulta; foaue diletteuole obbietto di noHro fentire ; Et fe da ^ >^ la buona di[pofitione de le loro partiy la belle'X,%a &f^^J'^'ll la commodita degli edifici & de le citta ne proce -.^^ ^^-^ de ; Donde uiene che i Saui del mondo , non come c^<^i bella & ordinata , ma come ricca & merauigliofa^ lodano queUa uoHra citta; perqual cogione non dobbiamo fimilmente ejjer certiy che la propor tìo-^ nata mifliradele parti di qucflo corpo y fia fl'gno €ìr inditio fempre manifeUisfimOy del temperamen lode le affcttioni & de le uogliede l'animo? QnarH. L r B Ilo ,^to neramente l migliore & più nobile il capo che i fj^c piedi,gli occhi che le manine" l core che le altre mino rìintejìine, tanto di pcrfettione, & di dignitayauan gl'ordine Ja confusone: laproportione^la difugua glian'S^: & la belle'j^ al fìne^ il fuo contrario fta^ to. Quindi è nata la opinione de uolgari^ in lodando principalmente la belici^ ne prencipi: Si come quegli che certo prefumono y ìion potere per ninna giiifa anenire prefente lei.che elli o di bonta^o di ma fuetudincyo digÌHflitiayamabili & care doti nudano priui .Etfea te uolte co fi giudicando fi ingannano , adiuiene talhora per la mala confuetudincy^per la trifla con ucr fattone che hanno i Signori: Donde oc^ coltamete & a poco a pocOydi molte macchie, & di molte brutture in fe flesfi riceuono.Ts(onaltramete aputo che coloro fi facciano, che [otto al Cielo aper tOy & per lo Sole lungamete caminano d quali fen^a auederfency la chiarei;^ <^ la bianche^ de le lo^ ro carniyin fofco cr in nero colore fi fentono hauer tramutata : Cofi adunane molte fiate alcuni naturai mente coflumatida bene & humani , con maluagie uitiofe & arroganti perfine comerfandoyindi a non molto di tempOyla loro Immanità in fuperhiayla bon ta in trifiitiay & la gentile creanT^ inuillanimodi, tardi & fenxa prò di loro danno auedendofi yfi cor^ nofcono hauer e ifcambiata. Errano parimente bene Jpefoy&falft ueggono i popoli riufcire i lorogiudi^ ciyperche non drittamente yquale la nera ZS^perfetz^^ ta bellcT^ fi fia , pofiono o fanno interamente di^ S'^E C 0 7( D 0 78 fcernerc: ^n':^alafempUcc apparen':;a credendo f . ne più alianti coja alcuna /correndo y & molti queU ^0 Hefjo che lodano & ammirano , per qual cagione lodabile od ammirabile ft fìa non intende do e ntono j)oi molte fiate con non lieue lor danno ^ fe uanamen^ te battere di prima creduto . Et ueramente fe uoglici tno bauere confìderatione a le cofe pajjate , uedere-^ ^mo non Vira & la furia d^Meffandro^non la crudel taf la lujfuria^ & limpìeta di tre Ttholemei^cbe di idclitie & di uilta f Egitto y& di [angue & d' uccido ni i loro propri palagi riempierono , ejfere flato fcnTafegno nel corpo . Hebbeno parimente corpo^ rali inditiyle lafciuie d'Antonio: la auaritia di Craf fo:Et le crapuléy & le disbonefle di FitcUio . la rapacità di Caligulay ne la uanita di T^rone, ne fu no dimoflrata da fegni del corpOy la tardità & la da p ocaggine di Claudio . Mentre che in quella guifa procedeua il Confolo ragionando ^gia uedendo jLlef fandroche egli a le altre parti del corpo dichia-^ rare uoleua per mano, fen:ra ajpcttare che egli piti oltre feguifjcyuerfo il QMirini riuoltofi , ilquale ha- uea publico grido di molto intendere leproportio^ ni de ^gli humanì corpi , co fi fubito a dire comin-^ ciò • Credete uoi perauentura , ch'io od alcuno di quefli altri chequi fiamo , dobbiamo per alcuna ma niera comportare y che non ci ragioniate di quefla corporale proportioìiCyquanto &con lo Hudio y & poi con lauiua ejperiemiay uifete faticato di inten-- derne? Certame te non lo penfatexhe an^^ co/i ricco L 1 B 0 - faitendouìyUOglìamo anchora da noi la toUcttaé Che già fappiamo bene^^ a noi tutti epalefe aperto^ che in quefio non bauete cofa alcuna lafciato indrie^ tOyO ne i libri leggendo j o conferendo con gli huomi niyfincbe di qaeiìa fcientia(fe ella fcientia nominare fi dee) non ne bauete acquiflato perfetta & intiera notitia. ^dunque fe quefi'hyche certamente non pò-- tete negarlo , e ben dritto che anchora uoi la parte uoflr a paghiate: Et che co/i facendo , a i difideri di noi tuttiycbe altra cofa no babhìamo più cara^ intera mente fodisfacciate. ^uaro albergatore fete uoi Si gnor Dolce, rifpofe preflamente il Quirìni: poi che fi acerbamete rifcotete dagli bofti uojiri^qucllo che per niuna maniera fono di pagare fofficienti.Che quando pure fia uero che con lungo tìudio ne habbia ricer^ catopc ì libri la opinione de gli antichi Dottori j. & che col Tordonone, & con molti altri & dipin^ . tori eSr Statuari , mifia poi uoluto certificare con . Vcfpericntiay cofi effereapunto come haueagia Ut-- tOynon perciò è ragioneuole che quello che femplìce mente per mia fola notitia mi fono curato di inten^ dereydcbba a tutti uoi bora arrogantemente perfume re di infegìiarui'. Qua/i neramente che non foffi cer^ to douermi auenire fe ciò faceffi, come auenne già a quel uecchio Thormione da Ephefò : llquale in pre^ fentia d'Hannibale , ^ del gouerno degli efferci- ti y ex de Tufficio del Capitano difputando copìofa^ mentCyfenia rifguardare che egli no haueffe giamar udito fuono di tamburro , & che Cannibale fifof- S E C 0 D 0 . 7p f<:con tanta gloria innecchiato nel ferro ^ ne le battaglie y merito (Tejfere fi come nano & inetto da lui biafimato. Q^eHa co fa medefima farebbe di me , fe in prefcntia diuoi tutti , troppo più fe parlan done come egli fa il signor Confolo , ofajiper modo alcuno di occupare le parti d'altrui , 7S(e le parti d'alcuno non porrete uoi mano , foggiunfe fubito il Confolo : Che io quel tanto ne era per ragionare non più , che pur dianT^ da me con quelle poche pa^ role ne udiste : 7S(e mipenfo che alcuni di qucHi aU tri signori , h abbiano aguifa di nouelli Hercoli , in animo di fottentrare al pefo chea uoifaurafla. Ter tanto fe u'e caro^& fe u aggrada difodisfarcidafcia te le fcufe una uolta che qui luogo non pojfono haue re : Et diteci in che modo ciafcun membro de noUri corpi^&con quale proportioìie & mifura^ìiel forma re unogìuHo & perfetto componimento, debba con l'altre membra infieme effere temperato & propor tionato . Laqual cofa fe quale è la grande':^ ^ U benignità de l'animo uoUro cortefemente farete & a noi tutti ( come di/fe il Dolce ) grandemente compiacerete : Et me dipiuyfo?nmamente mi ui ren derete obligato . Che fianco già da la fatica , & dal uìaggio de la mia lunga di/putationcy non altramen te che in un bello & piaceuole praticello ^nel uofiro ragionamento mipofero : Doue non la uiHa & / o- dorato di uaghi & di foaui fiori herbette , ma V animo & V intelletto , parti di noi più gentili & più degne , con dotte fententie , ^ con benfana ^ L I B B^O utile dottrina conforterò . Guardate ( ripiglio H Quirini)rw più toào in un qualche luogo fpiaccuole. tu fermiate : la brutte^^ del quale di poi conofciu-r ta,& uenutauiafchifo & a noia.ue ne faccia fen'z^. pure poter prendere fiato fuggire.Ma come fi fiatai; fioche non ui refli cagione di ritrarui da feguitarc in fino a la fine il cominciato ragionamento , io pure mi sformerò di fodìsfarea le uolire uoglie y come men male per me fi potra.Benche atte/a la poca in tclligcntia che' e in me de la cofa onde fare ragionar mi uoletCy ajjai meglio per me fi farebbe il tacerne dei tutto , che il parL rne imperfettamente : Che al * bora , ch'io lo facejfi fi crederebbe per giuditio di non uolere: Et bora , cìfio lo faccia farà palefe , per poucrta di non meglio potere • Oltre pero anchora che non ueggo effcre alcuna neceffita^ che al giudica re la natie proprietà de le anime nofìre, fi conuenga V intendere cofi fottilmente , ouero la qualità , ofia pure la quantità rifguardandOy comefia^o debba ef-- fere l'uno membro con l'altro corrifpondente. Et co me non e egli neceffario, il Dolce replico prename/jt te ? se come dianzi diffc il Zornoz;^ 3 da la propor^ tionc 0 fproportione de le membra ^ne feguono ne Va nimo diuerfifjlmi affetti f K^on altramente a punta che da l'al^^rfi il Sole nel Cancro , & percontrario poi dai! abbaffarfi nel Capricorno^ vericeua& ne forti fca quella parte di mondo habitata da noìy dif- ferenti CT uarijsfime qualità . Et egli , bene è uera riprcfe ciò che' l Conjolo diffeiMa la proporzione SECONDO. So Mcejfaria a fapere a colui , che per lei debba antiuc dere le pasfioni naturali de le noftre menti , non col filo 0 col cornpajjò , come a me di fare fu di me§ìier' rOy an'2^ con unfolo & femplìce fguardoy è ne i cor^ fi offcruata da lui • T>{el primiero ajpetto degli hu^ inani corpi jtjuai di loro fecondo la debita proportio ne & miftira fieno ordinati , & quai d'altra parte fen^a ne conuenientia ne modo o manchi fieno o fo^ uerchiy di leggiero & fen':^ porui alcuno dìndio o fatica comprcndefi : fen%a pero dicOy che bifogni de le già dette proportioni hauerne particulare alcuna ^ diUinta notitia • T^n in altra maniera ueramen te ^che adiuenga nel concento ne I harmonia de la mufica:Doue ciafcun huomo che non fia di giudi- cioprim & difentimentOypuo facilmente fentirCyO la confonatiay o la dijfonatia de le uoci ^ de fuoni : Kfepero difapere diUintamente gli fia necejjario , quanto che ellifiano tra loro l'uno da l'altro diflan ti.^lhora il Dolce foli contento dijfe non negaruief fere uero quanto hora narrate: Ma come potrete uoi non concedermi parimente , che molto migliore & più certo giudicio fare non ne potejfeuno perfetto conofcitore di mufìca^cke un'altro^che di quella fcien tia cognitione non hauejfe ueruna f Certamente non potete negarlo . Ver tanto non uogliate hora dire che il ragionarne necejfario non fia: Che fempre quella cofa e necejfariay che buona ejfere fi conofce . 7^ fi può dire come afferma Tlatone , che quello che in alcuna guifah mancheuole yfiaopoffa ejfere L 1 B 1^0 jìamahdl alcuna cofa gui§ìa& perfetta tnifura^' Difiacciate adunque una liolta le tenebre delUgno-r rantia da mitri intclUttuportandoui co i raggi de le uofire parokylo jplendore di quella dottriìia.Quin-^ di uago il Quirini di fodisfare agli amìci.non curan do di dare altra rijpo^ìa a le parole del Dolce^mafla to per alquanto penfando /opra dife ^fapendo che il parlare bene a la fproueduta non cfacile^& hauuta ui confideratione non e difficile , poco di poi in que^ Sìa ^uifa comincio afauellare.Giuiìo uerameìtte & honeHo defio ,è quello che uijfdnge a ricercare parr, tit amente y de le mifure & proportioni degli burna^ ni corpi : Et io per mcy ho fempre giudicato uani male accorti quegli huornini , che niuna conofcen'^^ hauendo de le mifure de corpi loroycon molto nondi meno di diligentia^ an%i pure di curìofita s affati-^ canoyinucfìigaììdo i lunghifiimi fentieri de la ter-- va: gli ampijfimi fpati del mare : Et quello che è de- gno di maggior merauìgliafin fufopra il Cielo pro^ fondo & inacceffìbile formontando: Et quiuìMfal- lace opinione de loro diuifamentifeguendOy& regio nìy & cerchi,& diUantie , audacemente come coje ucre afermandoui. TSÌoSìro ufficio farebbey di cona^ fiere & intendere prima noi medcfìmi perfetta^-, mente : Et dipoi a quelle cofe che fono fuori di noi^ applicar e(cofi par endoci)l' animo nofiro. Se già per auentura non gìudicaffmo degno di laude colui 9^ che non togliendofi penfiere alcuno de le priuate hi- fogne de la cafa fuayfoffe tuttauia con V animo inten tane SECONDO. Si to negli alti maneggi degli lìati f & ne i gou^ni glorio/i de lerepubliche , & degli imperi ? Ma per dare una mltaa qucHo noslro ragionamento prin^ àpio y dico la natura cautijfima <^ diligentiffma ne le opere fue^ hanere ne la forma & ne la dijpofitio-' ne del nojiro corpo , pofio la faccia in qucjio modo ne la fuprcma parte di quello , perche ellafoffe da ogni tempo da ciafcuno ueduta ér confederata: cioche non d'altronde' che da lei , fpeccbiolucidiffi'* tno la doue tutte le imagim fi rapprefentano de le af fettloni de Vanimoy come non d' altronde che da uno i numeri, dal punto le lince , diuifajfimo bauere principio di tutte l'altre parti del corpOyle giufle ^ froportionate mifure • Vrimieramcnt e adunque, ne la faccia fono tre fpatigiufli & eguali : intanto che in un uolto proportionato , niuno di loro ue ne ha , che ecceda^cy* che trappafii la mifura de l altro . il primiero, comincia nel principio delfoìite,doue na^ Jcono i capelli:Et difcende fin giù tra le ciglia al co-^ minciamento del najo : il fecondo tiene da quella farte,infino a le ultime naridl terT^ ueramente che ' haprincipio nel fondo del nafoi à la fine ne lo eHre- mo merito finifce • Bifferò anticamente già alcuni Thilofophiy effere il primo di quefìi , il proprio feg^ gio de la fapieni^ : // fecondo y a la bellei^ donar- fi: Etnei ter'j^^ ultimamente albergare la bontade. QueUi tre /pati adunque.o quefie tre mifure del uol to, moltiplicate perfemcdefìmcci moHrano , & ci riarmo ad intendere che la perfetta lunghe:^ de QOYpUnone mite tanto de effcre.quanto h lunga tut^ ta la faccia.EjJendo adunque tutta la lunghe^ del corpo noue portioniyla feconda di loroycbegialafac eia come habbiamo detto.ne occupa & ne pojjede la primay ingombra tutto quello fj^atio.cbe da la gola . ^ è per in/ino al fondo del petto . Tiene la ter^^a , dal fominciamento de lo ftomaco y al belico : Da indi , per infino afotto t anguinaglia , al principio de le co fcieyla quarta. Le cofcieyfno al ginocchio, la quinta cr lafeHa ; indi le gambe jfingiufo al talone odala ^auìglia che ui dicbiate , la fettima & l'ottauafor- nifcono , La nona ueramente y da tre parti diuerfe > foUein diuerfi luoghi de la per fona lafua perfetta inttgr ta confeguifce : Lequali & tra loro , & con quelle altre tre che già u bo ne la faccia dejcritto , fono in tutto fmiglianti & uguali. Di qucfte adun- qfie e la primiera y l'arco di quel me^^p cerchioy che da la prima origine de la fi-onte y afcendefinfufo a la fommita de la tcHa: La fecondaylagolaiche dal rnen toy tiene fino a lachiaue od a la forcella del collo : La ter'Z^. y fcende poi da la cauiglia , fin giufo a U elìrema pianta del piede. Ecco per tato(comegia di fopra ui diJfOche geìieralmete ne la maggiore parte .degli huominiy& in coloro maffimamtnte le cui mi hra compreffe 2r raccolte , formano quafi unafigU" ra quadrata , cotanto fi diflende la perfetta lunj gheT^ dell)urt:ana ^ìatura , quanto da la fronte al jpentOy uifi uegga noue fiate ejfer lungo tutto il ter- piine de la faccia. Ma perche la natura hehhe pen^ S E<:C O T^D 0. Sz fiero y quando primieramente la fpccìe àellmomà cornpofe , le fue membra come a lei piacque ne la forma che bora fi ueggono ordino dilìinfe , beh* be dicopenfiero di douere formare del corpo buma- no uno perfetto quadrato, i cui lati eguali, iijr il cui centro foJJ'c ne languinaglia , fiamo non folamente da la alte^j^ del capota la baJfcT^ de piedi nout facete ima altrettanto per largbei^ ancbora ne defcriuiamo ne lo aprire de le braccia da luna a lai tra efiremita de le mani . Et il come ciò fia , pero^ cbe uaghi ni fento effere dijàpcrlo^digradirui difi-^ derandoy in pocbi detti mi ingegnerò di molìrarui • Le braccia adunque (fi come altri diffe fati e per fcr^ hire a le manij arme donateci da Dio per contrapor ci a noftri nimici, ouero cominciando da gli bomeri^ -Ò" di fuori fcendendo per lo gomito in fino a lapri- miera giuntura de le dita.ouero da le afceUcy & per di dentro uenendo a l ultima parte de la palrna^do-- ue confinano le dita, fono di bel punto tre f accie per uno: Le dita ueramente cr de luna mano & de laU tra, la mifuragiuHa di un'altra ne empiono.Di ma- niera cbe ambedue le braccia con le mani infieme , non fono minori, & non fono ufatedi ecceder e, pro^ por tionatamente parlando, il tcrmiìie intiero difet-» te facete . Ma la largbe^^T^ poi di tutta la per fona da Inno bomero a l altro , cotanto fi dilata CT non più y quanto è due fiate la mi fura del uolto : Tercbc adiuicne come dijfi, cbe nel diflejidcrc ^&nclo aK -iirgare de le braccia ,fi defcriuc a punto altrettan^ L ij L 1 B K 0 to dijpatio, quanto da la altiffima farle del capo , h fino a l ultime & terrene piante : bafì & foUtgni fermiftimi onde tutto s'appoggia l'edificio del cor^ fo • Mhora il Dolce , che primieramente haueua in quello ragionamento tirato il Quirini , può egli ef^ fere adunque preftamente a dire comincio , che tut^ tigli huommij quanti ue n hanno & da la terra no^ dritiy & coperti dal Cieloy fiano tutti infra i termi^ ìli rifìretti de la mifura che ci hauete narrato ? Du-* ra & forte co fa neramente mi pare il ciò credere : T>ie mi poffo per alcuna maniera ne Inanimo confer-^ marCyO che il signor Cagnino da Boxalo y grande CT proportionato come ui de ricordare che egli era mol to^quando non e gran tempo egli uenne per lo ì{cdi Francia a parlare con qucfia Signoria^non trappaf^ fafje in lunghe'^ ligia da uoidi fopra dimojìraty termineiouero che Gradaffoy delitie di Hippolito de Medici Cardinale di chiara famaylacuiproportiona tapicciolex^mi rimembra uederui ammirare in Bologna, non nefo/fe fommamenteminore. Inondi-* meno potrà forfè anchora auenire^GT h degno a fpe^ rarlo da la uoUra uirtu , che ciò che hora & diffida le & quafi impofiibilc è da megìudicatOy da la chìa^ rcT^a & da la eloquentia de le uolìre parole , «/- ni lumi che fcoprono la uerita de le cofe a l occhio deh meUettOj mifiapoco di poi & facile & pofii^ bile di7noHrato. Giauidifsio fin nel principio ripi-^ glio il i)uirini > non che in uniuerfale in tutti i uiucn ti , ma nela maggiore parte folo de gli huomini , & SEC Ó Ti D 0 . partìcularmente a La proiiincìa onde fiamo nati ha-^ uendo riguardo y non eccedevano ^ onon fcemaMa- noi corpi humani de lamifura ch'io difii .Macon tutto cioynon fi difdicc tuttauia ne fi nega^ che alcu-- ni & de maggiori & de minori y non fe ne pojjano talhor ritrouare : De i quali , altri infino a quanto è dieci uolte la faccia loroda loro lunghe'^a dìfiendo noialtri ueraynetCy dentro a confini de la ottaua fac ciay& a leuolte(ilche è più di rado)de la jettima la rifiringono.I maggioriyquatoh dicci fiate illoro noi tOyfono lunghi:! mìnori^piu che quanto fiano otto o fette faccicy noncrefcono. Bene e laucritache tutte quefle eccefiioni di noflra naturayO fiaper lunghex^ 'Xa 0 per hreuita > in qualunque et a fi uoglia yfono femprein pochifìimi corpi. Ma radifsima di tutte T alerete quella fcnza dubbio alcuno ^quando non più 'S*al7a alcun corpo , che quanto fia in lui la mifura deluolto fette uolte moltiplicata. Que^ìa tale prò-- fortione adunque ycfjendo come fi fente ne la mufica falfa & diffonante > non fi può per alcuna maniera conuenircycon la harmoniay^ con la certe^^ de le opere de la noHra madre natura : perche accìoche moUrofi non hauefiino poi ad effere i corpiy ilche et la difuo proponimento nonhgiamai ufata di fare , pochifiìmi in tutte le eta^ne fono co fi piccioli prodot ti da lei. Ben ne fuole effapiu fpeffo crear de maggia ri : trappajfanti come fi è detto d'una intera por^ tioncyla communale& ordinaria grandei^^a. I qua li da più larga mano hauendo copìofamente rice-^» L I B Ti O ' mto de doni celeHi ^ fono frop or t tonati film più af-^ faiy che tutti gli altri corpi fi fiano. Et per ciò il ho- Uro Ciceron Tofcano , padre de la eloquentia onde lodatamente fi raccomandano bora a le lettere i concetti degli animiy uolendo di bellcT^ commcn^ ^dare alcmaperfona^femprc lagrande^^.come ra^ ra & eccellente dote aggiunge. Or a efjendo adun^ que quefla tale grande ^ rileuata Statura cofi pie-^ va di degnita , troppo di errore mi parrebbe com^ )mtttcre,fe fen7;o più auanti parlarne , ragionando fin oltre pajjafii: Et fe quali fiano le particulari mi jìire di leiydiftint amente non ui contafii : Et fe come dal capo a le piante -i fiano cjuefli corpi grandi ^ froportionati dipinti in dieci parti giuHe & ugua iiy partit amente non ui moHrafti . l\agioneuolc per tanto e che per uoi fi fappia , che la primiera de Is dieci portioni di quefli corpi y cominciando da la fomma alte'X^ del capo , fe ne fcende fingiujo ne le ultime nari: Dila^ua la feconda per infino nelprinci fio del petto*. La ter'^ yfmonta ne la fommita de lo Slomaco:Cade nelhelicoyla quarta: Et la quinta poK la giù nel fondo de l'aguinaglia finifce: La doue affèr fnano i mifuratori de corpi^effere il centrOyeH me7^ a punto de Ihumana lungheTi^^.Le altre cinque par ti ueramentCy da le cofcie & da le gambe per infi-^ 710 a la pianta del piede , feconda & eguale metx dÌ7ioflri corpiy fono interamente compre/e* Ma non folamente con la faccia (come u'ho difoprapiu uol^ te dimosiro) s'c trouato modo digiunamente mifif^ Vi* ' ^ ' S É C O T^ D 0. 84 tare tutta intiera la quantità che formano queÙe , membra: Ma con quello jpatio anchora^che piegan- do il braccio & diftendendo la mano , è per di fuori da lagiuritura delgomito^per fino a la efirema ugna del dito di me^oiEt fi è poi col teflimonio ueduto de Vefperientia che non fuole fallire od errare giamai , che ciafcuno corpo proportionato di qualunque wi- fura effere fi uoglia^nulla ufando difcemare 0 di ac-- 'Crcfcere di lunghex^ ^ fempre tanto e lungo^quan^ to perfettamente è quattro uolte lo (l'atio che ho ''detto : llquale non ci partendo da la confuetudine degli antichi sgomito ci è piacciuto di doucre nomi narlò . Vuna adunque di quelle mifure , hauendo ne la fommita de la tefla principio ^uiene a finire tra le "mammelle nel meT^ del petto : Termina l'altra ne Vanguinaglia : che e come diffi il mcT^ de ihuomoz 'La terza ha il fuofine fotto a i ginocchi : Et la quar ta & ultima yperuiene al fine ne la più hajfa par- te de i piedi. "Et fi come ciafcuno di quefti Jpati è fem fre uguale corrijpondente a l'altro , fen'^ iiulU hauerui di differentia; & come tutti infieme aperta mente ci moflr ano la proportionata altezza de l'imo fno ; cofi ci fanno efii accortì^quanto debba effere la apritura&la larghex^ de gli homeri: LaquaU froportionatamente parlando , non de giamai l'uno di que gomititrapp affare . Ma la debita poi ^ prò fortionata groffex;^ di ciafcun corpo , confiderai ta nel fafciamento CT nel circuito de Vhuomo 3 non ^-giu fopra, il helico mi principio del uentre , ma fu^ .... l ni] t . -; L I B IIO Jbìto per [otto le afcelle , non una fola di quelle mi-' furr^ma due infieme^cio è la meta giuHa de la aUe:i^ 'S^^del corpo , fono ufate di terminarla • T^el petto tueramente , tanto feparate & difìanti ejfere ji ueg ^gono le mammelle luna da l'altra sparlo Jèìnpr e de tnafchi^ che ciò ne le [emine hauerc luogo non è pof ^fibilcy quato precifamente e la lungheT^ giujia del ^uoìto ;Ts(t? meno fogliono di lungbe'Z^jca occupare ambedui quelli fpati.che da le mammelle partendo/i, ifi dilìendono fino a le afcelle - an^ifi come feparata mente cìafcuno di loro tanto e lungo , quanto e da la icima del fronte a la meta del nafo;ouero da l'eSìre-^ mo mento purealamedefimametadi quel mem^ bro i ciò e il mex$ a punto de l'bumana faccia ; cofi unitamente racco'^^i^ti & congiunti infieme amhe^ .duiya la perfetta mifura del uolto yfen%a che alcu^ ^a cofa ui manchi od ahondante ui fia y donano inter rumente perfettione & integrità: tanto che la lar-- ^ghe'2^ giurìa del petto proportionato ^ da luna de le afcelle a l altra , o con la mijura di due f accie youe ro con un folo gomito yilche è tanto pero.giuUamcn- te fi può mifurare. Et fen'^che piujungehorada jqueHe mammelle ci dipartiamoyhauete a fapere che fe da luna a lAltradi loro fi tir affé una dritta linea j ^ fé poi da ammedue parimente due altre talife ne leuafimo , congiungentifi ne la forcella del collo , fi uerrebbe drittamentéa formare un triangolo ne i la ti eguale i& neglianguli acutoiLa doue foleuanogli amichi facerdoti Egìttijy fi come in luogo piu jpirita S E C 0 T^^D 0 8? ^ le di tutta la perjò?ia , portami il fegnofempremai imprejfo del [acro & diurno loro Serapide-.fhper in formarne con quel ftggillo le uìrtu de l anima: fi an co per cnHodirnela , che le affettioni & le ofcurita delj'enfo & de la terra ond'ella èfafciata^ dal dritto fentiero fuolgendola , non le togliejiino il diurno lu- me celeHe. Ma lafciando bora queflOydico che la luti ghe'Xj^ de piedi debita & comicniente^non de ejje- re minor e^che fi fia parlando communemente^dal ca po a le piante la fefta parte di tutta la flatura himà mi\Auenga pero che in alcuni più lunghi squali colo ro efferefi ueggono di cui u'ho difopra narrato yftd la quantità de loro piedi , quanto e la fettima parte di tutta la lunghe:^ loro . Concludete adunque fermate ne l'animo uoJirOt che ne i corpi come difii communi & quadrati , ne il pie foprauanzi o [cerni da la fcfia parte de la lunghex^-.ne tutta intiera la altei:^ de la ftaturayfoglia da la mifura di feipiedi^ 0 difcrefcere od abondare giamaiy Et d'altra parte 4}be i corpi prpportionatifiimiinon fiano o maggiori 0 minori di fette piedi : Et che il pie fommamente proportionatOy nonpafii^nefia meno, che la fettima parte de la perfona:oltre alqual termine, non h come flijfe Marco Garrone , predato ad alcuno di douere alxarfi. il diametro poi , un matheniatico termine ufandoy ouero fepiu u'aggrada la profondita de cor pi ben fatti, & con ragione & con buona proportio ne ordinati,ne pf^r graffe:^ o per magrcT^a fouer chia fconcii^ fmoderati^ qui proprio nel trauerfo ' ^ l I B Ilo naturale intendendo yftmpre è tanto ne più ne me voy quanto è la mifuragiufia di un piede. 7s(e da quc f?o tanto di /patio , è per alcuna maniera differente o diuerfagiamaii la lunghe':!^ de la parte del brac xìoy che ne la giuntura de la mano incominciando » tiene perfino a doue il gomito ne la parte di den^ tro del braccio e folito di piegarfì . Ut altrettan^ to e medcfimameìite da la meta del petto , la douc furono per temperare il caldo del core , ouero come alcuni differo per accrefcergliene, le mammelle im^ preffe da la natura^ o fta montando fujòfino a gli ar gini de le lahra : ouero difcendendo per infino a la concauita del belico . Tarte di quella nofìra Jpoglia terrena.non pure come il Confilo diffe a F enere fa-- era, ma anchora come centro del corpOyfottó la di^ uinacHSÌodia del gran padre Gioue . Qidndiuen^ ne chepreffo agli antichi, nel tempio famof/fiimo di ^mmoncy nera la effigie del belico depinta: Et con fommi & immortali honoriyriuerita & celebrata :. Volendo in quella guifa dimosìrare queipopoliyche Gioueycio è Dio creatore & conferuatore^era il cen Hro di tutte le cofe. Et la medefma anchora quanti^ 'ta di fpatio y t da la pianta del piede , a la fine del 'tnufculo de lagaba: Et da queflo luogo parimtte.in fino a la meta de la ruota onde il ginocchio fi piegai Sono adunque fi come uedeie^tuttii predetti luoghi del no^iro corpo, proportionati & corrifpondenti a la mifura del piede. Ma non pur quefìifoli, hannoy 'o.col piede folo pi qpoxtione^ ma tutte le membra S E C 0 TslD 0. 85 'mchoya onde formati fiamo^ & tutte te parti loro\ con alcune altre partii & con alcune altre membra^ [emano infcparabilmente la analogia: da noi, i mae-- §ìri Latini imitando^ o proportione , o conuenientìa ilimifura denomnata.Latjmle(fi come agli occhi il lu7ne)ci hftmpre fiday& fempre fecurifiima fcortUy aperuenire ne la conofcem^ da la proportione fimiL mentCyde le uirtu & de lepotentie de r anima. Ma •di queflaharmonia (per co/i dire) & di tjMefio con-* cento de le naturali uirtu de l'anima nostrayforfc al tre uolte non ni ejjendo graue V udirne ragionar cmo^ Hora che certamente nel bclico fta come dipòi il ceti tro de llmmana ftatura > alhora ne potrete hauere ogni dubbio lontano, che ponendo un huomo inpie^ dii lo farete allargare & inalbare le braccia cotan-^ 'to 5 che non più di interuallo uhabbia tra\piedi le manìache tra luna mano & l'altra fi fia : M-^ hora fe per le cfìremitadc le mani & de piedi un cerchio difcriuerete^ il centro di quello ejfere nel he Vico ritroverete. Et queUo mede fimo auerra,fe non più giunti i piedi tenendo ma tanto l'uno iniqua, & V altro in la rallargando ^ che facciate che la flatura uenga ad ejfere più breue la quartadecima parte: Ut che la difiantia de piedi tra loroy di quelli di poi a Vanguinaglia , formi un triangulo eguale ne i lati # Ter oche il cerchio che alhora defcritto farà intorno al ultime parti de le mani ^ de piedi , haura fen^ %à dubbio nel belico il fuo centro . Medcfimamente anchoruyfe co i piedi giunti^le mani fifìenderanno fo^. 1 L I B TiO pYcHl capo altijjlmamcntey i gemiti pareggiar ano U alteT^ del capo: E'I quadrato Ridotto in forma equi luterà per gli ('jlrerni de le mani & depiediy nonpo tra in altra parte hauere il fuo centro^ che ne la già detta difopratLaquale fara anclj0ragii4flamentt il me%o ytrala fomma altei^ de la tefìa e i ginocT chi .Ma di più inan':^ farmi col parlare fiu lunga-- mente di queUa cofa per hora la fciando , ^ quella parte feguitando di raccontare che già cominciato haueuamo , dico che quanto jpatio ha da la eftrema punta del najo fin fu tra le ciglia^ tanto ne defcritto da que^ìo (portare infuori del mento da la fommita 'de la gola: Et tanta oltre a ciò de^effere fempremai la lunghe':^ del collo , quanto medefmamente è da r estremo mento , fin fufo a la punta del nafo : Et o/- tre a tutto queHo , quanto anchora ci fi uede ejjerc di diflatia dal nafo al labro di fopr aitato no fi difdice ^he fia rileuata la cima del nafo, dal rimanente y & *dal piano per dir cofi de la faccia: J<[e ragioneuole è che fia da quefia mifura diuerfayla cocauita degli oc chi qui negli angulial nafo uicini.Ma ne le mani poi dodegra parte hanno gli huomini de la loro irnmor t alita ; perche con efjo loro come difii fi uincono gli inimici ; fi fabricano le Jphere imitatrici del Cielo , cJr le Citta , & le Cafe , & le T^aui , certifiimo ar^ gomentode la audacia nofira-j con effe fi teffono le ueWi ; & la mturaimitando , fi dipìngono ^ fi fcolpifcono tutte le cofe;^ finalmente con effe fi di*^ firiuono le leggi , & compongónfì h libri > mmo^ SECONDO. 87 ria eterna de fatti del mondo ; ma ne le mani dico , ninna parte h di loro y che ala mifura di alcune aU tre me nbra , onero di alcune altre farti pure de la i§icjsa mano, non fia corrijpondente in tutto & prò fortionata.Et primieramente la lunghci:^ di qne^ fio dito col quale additiamo & dimoilriamo le cofe, ne la parte di fuori de la manosa la fommita de lu* gna a C ultimo nodo,de la giuUa meta de la lunghe:^ di tutta la manoyci rende interamente accorti: Et € ftmpre eguale a l'altra meta: che dal predetto ulti mo nodo di quel ditOyUa fino a lagiutura onde la ma no al braccio è congiunta. Ma ne la parte di dentro^ queHo ifìeffo ci fa uedere il dito di me'^ : comin^ dando dal fuo principio quiuerfo l'ugna, & poi fino a la meta difcendendo del fuo monticeUo : llquale /patio y fimigliantementc paragonato a quell'altro che da indi tiene al cogiungimento del braccio y fi come una meta a V altra è conueneuole che fia, fem^ pregli de c/fere per lunghe^i^ fìmigliante & ugna Le.Vareggia fmilmente , corijponde a tutta la al tei^ del fronte , quella parte qui uicina a la paU tna, CT primiera & magiore di queHo dito , che in^ dice 0 dimojlrante e nomato : QueHa feconda poi , & infieme ancho la ter^a , infino a CeUrcmo de l'u ^ gna, da lo /patio che è da le ciglia a la punta del na^ fo y non fogliono e/fere differenti giamai • Ma la primiera parté ueramente del dito di me':^ , h fem'- pre dì quella i/iej/a mifura, che fi /ìa dal nafo comin dando, & giù difcendendo fino a l ultimo mento: m L 1 B B^O Za feconda è poi lunga , quanto è dal mento , inprìo -fu nel principio del labro di [otto: Et la ter'^a infie-- me con L'ngna,fi confa giuSìamcnte con quello fpatiù tb è dal l'ultime nari a la bocca. Medefmamete nel dito maggiore & più graffo , tanta e in lui la lun- ghc^ de la prima parte che a la mano fi congiuur ge, quanto e la larghe-z^^a de la bocca, rnifurata col' co-mpajfo: Terocbe Je col fio , a lungo il labro difo-^ pra la bocca fi mìfuraffe , non più la larghe'^ di ^aucUa a la predetta mifura Affonderebbe : anT^ di gran lun'^a , ancbo dico fen%a ufcir.e di proportio^ tione,lapaf brebbe:Et d'altra parte, o a la lungbeT:^ .%a del nafo , ouero.a la alte'^ del fonte , ella ejje re uguale fi uederebbe. jlpprtf'o a tutto qucfio pet iifcire de le mani una uolta^dico che ragioneuolmeu te tanto lunghe debbono efere lugne di tutte le di- tta^quanto h la meta di quella parte del dito» la doue le fenafcere,chipriain cofi fatto modo pemoHra utile le hebbe createMa lagrofe'^ poiy o de le di ta grof'e,ùUcro de le braccia cofi ne la parte difetto come di fopra delgomito,& apprejfo quella aìichQ* ra de le cofiie & de le gambe , fempre con ia lun" ghcT^ infieme de le ìjieffe membra , bene e ragion tloe fia tanta.Fero e che ìagroffe7:za de la tefla» mi furadola con un fio ouero per la cima del fonte fin di drietro a la nuca doue terminano i capelli , oucro cominciando qui tra le ciglia a confini del nafo , & ■perla fommita del capo trafcorrendo fn drieto net trincipio del collo. , non ad altra co fa alcuna ftfmU S E C CrT^t) 0. 88 ■àggiiUgUarè 3 che a la ampìcxj;a del petto tra rimo bomero & l altro: Laqualmiftira , tolta ne la teUa 0 per l'uno 0 per l'altro uerfo come habbìamo mo^ Slrato y fempre la quinta parte è neceffario che/ia, \dì tutta la burnaìia lunghe -^a . Ma ritornando hog gimai 7ie la faccia , donde non e gran tempo che ra^ gionando mi diparti , ui bifogna fapere lei effere fempre uguale di lunghe:^ y a la mifura che e da la -esiremita del dito di me^o , infino a la giuntura che è trai braccio CT la mano. Et tanto oltre a questo ef ferci di diftantia da la meta de lo (patio che e tra le ciglia a confini del nafoyiìifmo agli anguli degli oc-' thi uicini a le tempie , quanta d'indi ne refla fino a gli orecchi : La lunghe:^ de qualiy andare diuerja da la islefja mifura , non è lecito che fi uegga gior mai • Gli occhi poi debbono effere per lunghe-:^ de la medefima quantità , che fi fia tra luno occhio &; V altro l^grojjexT;^ del nafo: oueroper meglio dire t quanto efii fono tra fe y l'uno da l'altro difìanti • Ze ciglia parimente congiunte luna con l'altra , ^ di.ammedue cofi accoppiate informandone un cerchioy & il medefmo anchora fattofi de i mc:!^ circuii degli orecchi ( che fimili & uguHifono tra fe gli orecchi CT le ciglia) uengono poi a figurare un cerchio di eguale grandcz^y a quello che ne lo apri re de la bocca fiamo foliti di formare . Et in quefla maniera , cofi pienamente rifonde la bocca aperta a lagrandcT^ de le predette due membra , come ambedue loro ^ fa giuHamente unaiUejfa ugualità L I B 1^0 pmigUantì . il collo neramente j accioche in tutte le parti del corpo dìHìnt emente proceda ìlno^ro par lareytanto pergroffcT;^ de efjt reyquanto è due fiate la liingbe']^ di tutta lafacciaiouero quanti) a pliche pero fia fmilmente il medefmOydal btlico al prìnci pio del petto. La larghe^^a poi de le mani ^ de pie i/i 5 alhora è degno che fia Himata conmneuole & ginsUy quando a la meta de la lunghc^^ di quelle membra , ella interamente, & è (en's^ alcuna diffe^ rentia corrijpoudcnte. Quiui il Dolce ,fentendo che il parlare di quelle mifurCjO corrifpondentie^o prò- portìoni che dire le ui uogliate , era già uenuto a la fine,fattofi tutto lieto nel uifo , ^ mirando ucrjo il Ouìrinì^uedete diffe con che picciola uoHra fatica , ci hauete a noigrandifiimo [odi sfacimento donato • "Et io per me , inuero non uorrei efjerc rima fio di in tenderne quanto ne hauete trattato, per tutto l'oro €he nel ricco sfortunato Tago fi coglie del Confò' losche pero non uo dire de le infinite mcramglie^& del Verày& de le Indie Occidentali, che egli tuttofi giorno con ifiupo- e di noi altri ci fiwle contare ^ Ter ciò s'altro ui auan%a a dire in quefla materia ^ recatelo ui prego a compimento una uolta : accio^ ^he poi de la proportione che hanno le membra tra loro ne la quatitade & ne ifeg?ii , interamente (eh e tale fapetefu il carico che ui demmo)ciragioniate : Ma troppo più , perché de Vhàrmonia occolta de le uirtu naturali de l' anima nofìra , come ci promette^ Slepur dian'j^i , ce ne facciate parlando uoi pale fi udire SECONDO. 89 udire il concento. Et drittamente non fi può dire che ad altri più che a uoi tocchi di farlo: llquale con l^ ele^antia de uoHri dettiyci hauete hoggi mofìrato co me a Le cofe uecchie,(i dia nouita:authorita^a le nuo ueicbiareT^ya lefoj'chc: a le dubbie y fede :gratiay a le già uenute infasudio:i^ a la fine a tutteja natu- ra loro . il Dottore albera , Dio uolejjè rijpofe che quello che l'amore che mi portate uha jpronato a di rCy lo hauciìe detto , per ch'io almeno in una mini- ma parte il ualejji: Ts[ondimcno io le uoHre parole 3 ad una ferma necejjita mi recherò di co fi douerfa- rei Et poijfe coìne ììimo per la mia impot ernia fat- to non mi uerra di douer confeguirtoy mi confòlcro con quella bella fcntentia di colui: llquale afferma , ne le co'e grandi efferegloriofo ^ honoreuole aff iti lo baucre folamcnte uoluto.Ma lafciando bora que- Jto^a me non pare egli uer amente che altra co fa alca numi resìi a douer dire:fe per auenturain animo non mi uenìffe(ilcbe non confvnta Dio)di moUrarui le arme del furio fo pai^ guardiano deglihor- ti : ouero di menami col parlare per entro a quello ofcuro jpeco y^donde noi altri tutti ufciti ci fiamo : quando primieramente y diuenimmo cittadini di que fio mondo. Ma conciofiacofa che queHe parti Uiam d'ogni tempo bonesìamente ctlatCynon giudico uffi- cio di modefio huomOyil uolere in prejcntia di uoi fa uellando manifcfl.irle.TsJaJcondetele pure quanto ui piaceyil Dolce foggiunfe:Che in luogo di uoiyce ne fa dotti a pieno quel prouerhio uolgare:onde ejjere fap M L I B B^O pìamOyda la forma del nafo conofcìuta la coda.S'og-^ ghigno coft lieuemente U Dottore a queHe parole : Etpoiyin qneHa maniera fegui ragionandola ne le qualità corrifpondentiayiì uentre con lafacciaiban-- nouela con le bracciaylegabe:Et con i piedi al fine Je mani . Che chiunque fi troua hauere la faccia graffa ^ carnofa , ha parimente grafo il uentre & pieno di carne:Et cofi per contrario.Simigliantemente co loro che hanno breiù le braccia i portano infieme le gambe di quella maniera • Et coloro le cui manifotio piciole & corte^non^fi ueggono haucr i piedi da le predette qualità differenti : Èt poi ne le conditioni a queHe diuerfCy il mede fimo a punto neauìene. Ma fi èanchora da Ihumana diligenza offeruatOy che ne la lunghei^yil collo ha con ^e gambe corrifponden-- tia: onde dicono che tutti gli ammali che hanno il collo lungOyfono alti fimilmente & rileuati affai ne le gambe . Dicono oltre a ciò di non fo chepropor--^ tione(come dianTii diceHe uoi)che ne gli huomini dal nafo fi toglie : Et ne le f emine , da la meta de la lunghe^ del piede: Et da le qualità anchora de le labbia. Ma fi come diffhnon iflimo che fia ne conue^ neuole ne honefta cofa , il difiendermi hora più lun^ gamente in cotale ragionamento : Laonde tacendo^ ncyd' altra che più modeUa & più debita fia^comin* ' daremo a parlare.! fegni ucramente^oue uoleteche anchora tendano ragionando le mie parole , fono \ come qnelìi dua y che ìmpreffmiuiy dal Cielo , come dal figgillo la imagine ne la ceray mi potete ucdcrL S E C 0 T^D 0. po qui ne la guancia fimHra:Et fono uolgarmente addo mandati neui.De quai, qualunque huomo ne la cima alcuno ne ha de la frontc^ne ha parimente ne la uer ga un altro a quello fmileyje preffo a le ciglia^uno al trettale nel petto: fe ne le palpebre , uno nel uentre la di /òtto al belicoMa colui ch'uno cofi fatto fegna hauejfe fui ìiafo^un altro ne portarebbe ju i geniali diqueUa iflefj'a manicra:ouero ne la manca parte del petto : 0 fia pure la giù dintorno de la anguinaglia . I neuipoi deleguancie^ danno ìndicio di doHercene ejfere da quella parte medcfma^altrettantijuigeni tali. Quei uer amente de le labbia^da uno ne le brac- cia tra la /palla e'I gomitOyJempre fi ueggono ejjere accompagnati . ^l fine potale mani, con la uerga^ o co i genitali; & lagola^con la dritta banda delpet- cto ;hannoin quefii tali fegmcorrifpondentia La ca^ gione de quaiypercioche ella a quetìo luogo non fi ap partiene , non mi darò alprefente fatica di dichia- rarla* I{eflami bora a douer dircyde la occoltapro- portione de le uirtUyO de lepotentie naturali de l'a^ nima : Laquale di nafcoHa ^ ofcura che eWh , tofto che al celefle fole hauremo porti i debiti uati , & per lui (come da l'effetto a la cagione)faremo afcefi ne l'eterno intelligibil lume^ toflo dico al nofìro in- telletto , illuminato da i raggi di quel uiuo jplevdo-^ te^^ chiara &palefe & bella fi moUrara.Conce^^ dcteci adunque o Soli eternici' uno dal fenfo , V altro da l'intelletto compre foy che con gli occhi penetrane do de la mente negli inuilluppi^zx per entro la neb-- L I B B^O hìa che la natura nafcode^poffiamo apertanitte ma nifefii una uolta uedere gli accolti fecreti di lei,Toi che cofihehhe detto il Qiànni.quafi da fop-aueguen tefor^a tenuto^dipiu auantifauellar {i rimafe: Ma poi che tacitamente egli hebbc non Jò che tra fe we^ defmo mormoratOiinpiu chiare CT più efpedite uo ^- ci cofi di nuouoprefe a parlare . Ha primieramente con la terra l anima noflra corrijpondentiayper quei fentimentiy onde come per ufci apertiyCntra in lei la cognitione de la uerita de le cofe : Ha conuenientia con l'acqua ypcrlimaginationeiper la ragione y con Varia: & col Cielo al fine y per lo intelletto . Cornee adunque in alcun corpo e più potente quefìo o quel l altro elementOyCofi ne V anima^quefla o quella par-- te^fignoreggia & fnpéra V altre : Ma quando fono gli elementi infìeme di maniera cotrapejati^che [eco do la naturale proportione niunolamijuradei'al tro trappaffi od auan%i 3 alhor a parimente forge ne r anima y come da la fonte 1 acqua nel rio , un certo eguale per cofi dirCyr^ giusìo & temperato compo nimento d'affetti: Et tutti infieme.o intellettOyO ra- gionerò imaginatìone y 0 fentimcntiydentro a termi- ni propri af] e gnati loro da pio,[lanno fempre da niu na parte eccedendo riflrctti.Ma la proportione che ne i noflri corpi hauere debbono gli elementi tra lo- ^"Oynegli humori onde uìuiamo confiderandolasfi ri- chiede che tale fi fta, quale apprejfo diro . f^uole il Jangucycfjere otto uolte tantOyCorne'èla colera ncn : quattro com'è la uermiglia:Et duCyfi come la phU^ S E C 0 7<l^D 0. pi gmaJnguifa che per ordine procedendo da l'uno a l'altro jci e tra loro fempre doppia proport ione: Ma dalprimiero al ter%Oy& dal fecondo alquartOyqua drupla:(Che ben mipenfo che buona mi farete cjue Sìa parola:^' alcune altre a?ichora:che no ne hauen do la fauella uolgareforo sfor'^to di torle inprejìa Xa da la Latina.) Ma dal primiero poi a l'efiremOyOt tuppla come dijii , laproportione che ci è conuiene che fia.Da lequaiproportioniyne nafcono parimente diuerfe harmonie:perche la proportione doppia ^fa tre diapafon: Et la quadrupla^fa il diapafon due fia^ te:& una il diapente.Quindi è uenutOyche i Saui del . mondo y hanno detto che la ragione a la concupifcen tiayuuole hauere laproportione diapafon: Et a l'ira, diate ffaron . Et che la uirtu irafcibile a la concupì-- fcentiayè conucniente che fiaproportionata per dia-- ^ pente. Laonde conofcendo anticamente i philofophìy quelle tante dijpo/itioni harmonice che ne l'anime fono & ne i corpi/econdo la diuerfita de le complef fioni de gli huominiy uarifuonìy & uari canti fi dio, dero a ufare :fi per conferuare la fanita del corpo ^ & infieme per riuocare la fmarrita: fianchora per introdurre negli animi i buoni coUumi: Et per ren-- derli interamente confinanti & concordiycon la ce- leHe diuina harmonia. Ma in che modo ciafcun corpo fia partitamente dotato de le predette uirtu naturali, & in che maniera elle fiano proportionate tr^ loro y non per altri me':^ pofiiamo conofcerlo , che per quei propri ond'^Ue pajfano in noi:, ciò e per M iti L I B 1^0 li corpi &per le fphere celcfti.Concìofiacofa che tut ti quei corpiy donino particularmente a gli IvAomini nelnafcimento loro , le loro (pedali er proprie uir^ tu. La Lunaria potenzia uegetatiua: La fantafia , l' ingegno. Mercurio: La concupì fcibile , enere : il Sole , la Fìt aleda e fpid fina o l'irafdbile ^ Marte: Gioue y la naturale: Et la retentìua al fine , Saturno. La uoloìita ueramete che ci uiene da tottaua & uU ima jphera , fi come il primo mobile tutti gli altri cieli j cofi ella uolge,menay& gira coneffofecoytutte le antedette potentie o uirtu che fi dicano naturali • Conofciuto adunque come fliano o naturalmente o accidentalmente locate quelle /ielle nel na [cimento d^ alcuno , & quale habbia di loro più di uigore & di for7;a , potremo parimente di leggiero ejjer cer- tiyquali c7 quati fianogli appettiti de l'anima ond'e glifi uiua . Veruenuto il Dottore a quello termine ragionando , parue che egli di più auanti procedere rimaner fi uoleJJe:perche lo ^mbafciadoreyche tut^ to hauea queHo difcorfo con fomma attentione afcol tatOyrìmettendolo di miono inparoky in quefla ma- nieragli dijfe.jl me c flato ucramente caro & dilet teuolc affai , lo hauere intefo da uoi tutte quante le proportioni CT conuenientieyonde eJr con noi mede-* fimiy& congli elementi p & col Ciclo iHefJo cene andiamo proportionati . Ma acciocbe in quello non mi reUipìu cofii alcuna a douer defiare , mi farebbe apprejjo fommamente grato a fiipercyfe portate fer ma creden'j^a (nel ragionamento de corpi tornando) S E C 0 7^D 0. che tutti gli buomini , & tutte le membra loroy tali fìano apuntOyquali ci hauete narratolo pure fe con- fefjate che cijiano molti ( come forfè la cfperientia ni sformerebbe) ne i quali la analogia di cui poco fa ciparlafle^non fi troui in alcuna lorparte:ouero che molte loro membra (quando il dir tutte fia troppo) priue^jpogliate^ & manche ne fi ano . Già non fi può negar Cy foggiunfe alhorapresìamente il Quiriniyche molti tutto' Igior no no fia ufata di produrre la natu ra(cofi uolcndo & dij^onendo il Cielo) non feruan ti in tutto il lor corpo , ouero in alcuna parte di lui, la debita & conueneuole proportione.Ma quefti ta^ liyfono communementeda tutti gli fcrittori , moftri addomandati:T<[on osìante pero che lufo CT la con^ fuetudine del parlar uolgare^ non foglia per qneUa uoce di morirò altro intender Cy che uno che due te^ ficytre braccia, gli occhi nel fronte , un pie meno, od altra fimigVwite fciagura fia ucduto di hauere . (t pagano oltre a ciò molto ben caroy non foloala de^ formita de laperfona ?nirando y ma anchora ne le in uifibili bellc'^'j^ dt l'anima trappaffando , la mala & Iproportionata dìfpofitione che efii hanno ne i corpi : Tercioche fono ne i maluagi trini affetti de l'animcyfempre tr abboccanti & fouerchi: Et d'ai tra parte ne i regolati &buoniyda ognitempo man cheuoli & fcemiMa negli altri corpi youe non fia al tra di^crenT^ alcuna che di quantità & digrande^^ ^ytutte le proportioni da me dauanti contate , per fettamente in tutti fi trouano. Tsfe altramente in lo • • • • L I B 1^0 ro adimene^che nei lenti, od in altri cotali iflromen tiyfonando foglia auenire: ISlf i quali tirando le cor^ deyfi al%a fi acuifcc il fiiono : Et per contrario aU Untandole: egli fi abbajfa & diuiene più grane : J\i^ manendo pero ferma & intiera^o ne iuna maniera 0 nel' altra , quella ifiejfa proportione di numeri & ài dillantìe.Dico fmilmente che il mede fimo incon^ tra ne i corpi: l quali od accrefcendo o minuendo U tor quantitayfempre interamente conferuanoy fcn%a pero hauerui alcuna diucrfita , la loro proportione pròpria & natia . Laonde da alcuni Dottori fattine dotti yfap piamo hauere antican^ete uenticinque arte ficiy fatto in diuerfi tempiyi^ in nari luoghi j una §Ìa tua cofigiu!ìa & proportion<ita^come fe un folo mae flro & nopiuyuljauejfe nelfabricarlapofìo le manL Laqual cofa chiunque dicejfe hauere hauuto origine dà altro luogOyche dal conofcere coloro per fettamen te la proportione che hanno le membra le parti del corpo luna con l'altra^ perauentura il dritto & la uerita non direbbe: Et fopra qucHo , di nana , & falfa , ^ bugiarda opiìiione , fcioccamente il fuo animo impregnar ebbe . Ma egli doucriabene effe^ re tempo hoggimaiy& c flato forfè già pei^ yche noifignor Confolo che nel mio ragionamento ripo- far ui uoleUe , fianco già non pur fatio di più lun-^ gamente dimorare in luogo cofi Jpiaceuole , quafi da ombrofa & non ben fana palude aUontanando- uiy nelgratiojoy aprico y& diletteuole fentiero del uofìrodire^ di nuono rientrale . Et tutto quello SECONDO 9^ eh e manca a por fine al uoflro parlare, interamente ci riferisle : Et oltre a ciò che. non folo a le uoUre prome{]e (jtedete quanto fi affetta da uoi)ma ancho ra a i dijfctti mieiycopiofamente Jodisfacesìe , ^Iho ra lo Spagnuolo^ani^i rijpofe fon'io fiato fi fplendida mente da mi ricetmo^chepure il prefumere di ag- giunger ni co fa alcuna , oltre che impofiibile a me , certo ne farebbe 0 fuori di tempo ^o fouerchio lima- to da ogni huomo : Effendo nofolameteper le uofire parole diuenutopiu dotto, ma infiemepiu ardito, a, ragionare delanoflraproportione. Laquale fe bella Cìr utile cofa è il dimojlrarla ne le membra efieriori del corpo-, quanto più cibifogna confejfare che fia gioneuole <^ merauigliofo , // manifefìarla ne gli humoriy che fepolti ^ rinchiufi fi Hanno [otto a que fia carne ? Ma troppo più fi deue poter trarne di piacere di bene , intendendola ne le inuifibili af-^ fettioni de r anime: Et ne le non bene intelligibili in fìuentie del cielo , M a lafciando il lodamene ad aU. truichepiu ricco fia d'eloquentia, io ne la mia roT^ pouerta rìHretto , condurrò al fuo fine cefi piacene do a Dio y il mio già cominciato, & nel me%o tron-^ cato ragionamento.Toi in f^fteffo raccolto,in queflo modo foggiuìife. J\ipigliando il difcorfo onde di prir maragionauamo de le qualità de le parti del cor-* fOydico che coloro in cu il petto grandemente ampio &mufculofo fi uede^abondaìio fimilmente cìrntl corpo e>" ne l' anima y diforte'z^ & di ardire : Ma, per contrario i deboli & uili, & picciola & Hretta L I B 1^0 queHa parte fi ueggono hauere : & ìnfìemementc fen'^ alcuna colleganza di nerui.I ro7Ìfoii& cm- deliy& che per cojà ninna fono ufati di mouerfi a compajjlonejmno pure in qucjio luogo medefmo de Ja loro perfoìiaygradifiima & fouerchia copia di car ne: Et ben potete in nero fecur amente render ui cer* tinche il petto in queUo modo molto carnofo y& le mammelle per tròppo di grajJeT;^ affai rileuate , anuncino fermamente ad un medefmo tempo & la fcìuia & ebbre'^a.Lc fpalle ueramet e grandi mufcù lofe & forti 9 rnfl^ìr ano gli huominirobuHi fieri ^ arditi:Laqual cofafi come propriamente al mafcbio fi attribuifcey co fi dal altra parte le fneruate piccia le & deboli , & fono di loro propria natura a lefe-- mine conueneuoli : Et fannoci oltre a ciò eonofcere parimente Je timidi oruiliy &perpocodiuigore & difor^a facilmente arrendeuoli perfine. Le JpaU le firette.fogliono portare ipax^ : Et le molto car^ nofeygliinfenfati: Ma le larghe ^de i magnanimi; CT lelieuemente ritonde , dei prudenti amoreuoli& gratiofi^fono certo fegno. ci mancano anchora, altri nonpochiyfceleratiimaluagiyinuidiofi^& fcoftu mati ne l animo y perche nel corpo fono le loro Jpalle in tanto ciirue & piegate , che gli homeri quafi in fui petto loro trafcorrendOy& le parti dinanzi che ragioneuolmente manifeUe ^ apparenti efjere do^ uerebhono ceLvido &^najcodeìidOy molìrano in que Ilo modo che elle fiano priue del tutto de la debita & lodata proportione : Da quefìo ifìeffo fegno ^ fi S E C 0 T^D 0. 94 dipartono ancho quell'altre , auenga che per hradd diucrfa^yche non dirne come quciìe, ma concaue & qmfi jpartitefi ueggono , Lequali tali ejjendoj come rendono il corpo mcn bello , coft danno argomento che fi debba credere , ejjerne l'anima infieme men buona: E/fendo in leiynon fenno,mafollia:nonpruden 5^ : ma uanita : non continentia , ma lafciuia : c^r fi nalmente non chiaro giudicio uirild ma ciechi femi nili appetiti . Edo che hauete adunque quali debba no ejfere quefìe membramon curue e^r eminenti co-- me le prime:Ts(e per contrario concauiòr uallofe co me quefl'altre:ma tutte [ode ^ piene: cir dolcemen te diro coft ritondette . Lequali belle'}^ <^ ^^gg^^-- dria accrefcendo nel corpOyfignificdno parimente ne l anima & bontà (^uirtu:migliori & più nobili or^ namenti de la mente nojira.Et douete ojjeruareper generale regola er* norma, che la giufia proportio- ney& la uaga & gentile dijpofitione de corpi^palefi Cjr manifefti fempre buoni cofiumiyhonejiaiprudcn" lealtà: Et d'altra parte le membra indiJpoHe fproportionatej fiano difcelerate's^ , di uiti^ di maluagitay& di perfidia^fegni & dimofirationifem pre infallibili . Etpiacemi di nuouo hora ridire(co^ me poco auanti ce ne fece certi il Quìrini)che ne l'a nima uiuente in compagnia di alcuno corpo moflro- fo y uhabiti parimente di continouo qualche moHro horribile CT Hrano . ^ che hatiendo riguardo anti^ camente ipopoli de la Ethiopia, che fecondo la dot^ trina & le inflitutioni de i Saui Cimnofophifti figo^ EIE 1^0 uernauano facendo elettiont del loro V^e^nonalpìn forte ne al più ricco miramnoima fi bene a colui^che era di migliore & di più grato affetto: Et che orna to uedeano di più bella , & più leggiadra forma . Viuifando tra fc medefimi non potete auenire , che infieme con la pe fetta belle'^a del corpo y non ci fofjemedefimamente grande temperamento de gli affetti de V animo. Quindi e nata come pianta dal fe me , quella uniucrfale opinione apprefa ne i cori di tuttiiiuiuenti^\che fi debba fcbifare^an^i fuggire co me uno fcoglio^le laide joxi^e & /proportionate per foneiEt con le belle leggiadre CT benfatte spratti- care & conuerjàre ogni giorno.Tercheffi come da i fetenti odori angofcia tormento , & dai buoni piacere & contento ne riceue il ceruello;& fi come foauita dal mofco , cr p^%^ dal %olfo , prendono i ueflimenti che accompagnati fono flati co tali co fe; cofi dal buono odore de le uir tu di coloro con cui conuerfiamOi& foauita & contente'^ ne acquila no Vanirne noiìre: Et fetore da l'altro lato & affan nOidalpHi^ de le loro fcclerita.Siamo adunque ac corti da bora inan^^^ quali fuggir Cy & quali huomi ni ne le amicitie che contrarcmojiabbiamo a fegui-^ re: accioche de le felicita de migliori participandoy i^'de le aduerfita de peggiori mancando , poffiamo. con diletto infino a la fine lietamente menarne la ut ta. Ma più auati feguedojdico anchora che gli home ri neruofi fermi mufculo fi ^ fodi^effendo proprietà delfejfo uirìlcy dimofirano & nel animo & nel cor^ S E C 0 TSl^ D 0. P5 poforte*:^a: Doue i languidi & uoth& f^^^'K? gature ne mufcidiycljc finale femine fi conuengo^ noyfempre di uigore^a' fempre d'ardire fon priunEt oltre a cio^a quefli lapax^a la uanitay& a que gli altri il fenno & la pruden'j^yConueneuole è che fi doni. I largi& dìfcioltiydi franche-^ liberalità fCÌrcortefia; Et fono indicio gli Jir etti congiun^ ti, di [corte fia d'auaritia & miferia.Et cornei mol- to grojji non poffiamo lodar e^cofi i troppo fottiliy & acuti ne la lor fommita , medefimamente ì conca uiy & quafi con una fojja f eparati , & diHinti l uno da laltroyUafimare & uituperare dobbiamo : per- che queHi lajciuia; maluagita i fecondi; stupore i ter^ii ci donano. Ma oltre a tutto queìloycoloroc'ha no la parte di [opra delpcttOyla don egli con lago-^ la fi giunge, coueneuolmente larga difciolta & aper tayfonoper ordinario prudenti efficaci fenfitiui cr in gcgnofi.'Conciofia che patenti & ampie fiano le uie, per Icquali dal core al ceruelloy facilmente ifpirtifi mouono: Iquali nel ceruello informatiy& ueramen-^ te fcnfi diuenutiyne ejfendo da alcuna cofa impediti , tornano tutti infieme ciafcunoper fe^ad cjfercita re ne i loro propri luoghi Je (pedali loro proprie uir tu • Ma quegli buominipoi che queUa parte hanno chìufa rijiretta & congiuntay& ftupidiy& impoten tij & fciocchi , & infenfatiy ragioneuole è certo che fiano: llche auiene^ peroche il fentiero onde afcende La materia de fentimentiy & ferrato & attraucrfa-^ tofitroua ejfere da quella /lrett€7^:Diché elUytra L I B F^O tante & cofi angurie difjìculta inuiìluppatay debole mente a la fine y & con fatica fi può aliare ala fua perfettioneMa comejCffendo qucfta chiane oforcel la che fi dica del collo honeUamente fuelta & aper ta, ella è come ho detto lodeuole buona ; cofi pia del douere &pìu del dritto allargadofi^eUa tofto di uerrcbbe biafimeuole ór reaiEt di fouercbia la- fciuia, cr di effeminati cojiumìi & di temeraria im fudentia ci farebbe argomento • Le braccia lunghe poi quanto e la loro perfetta mifura, ilche o nel mo^ do che ci ha contato il Dottore ageuolmente fi inten de;ouero fe Hando la perfona dritta^le eflrtmita de le mani giungono fin giù /otto la meta de la cofcia; o fia pure come diffc ^damantio,fe leuandole in alto ' la giuntura del gomito ala fommita dclcapo fi ag- guaglia; inguifa che fipojja con le braccia circonda dare tutta la tefla;mlta attitudine & prontcj^ nel operarey& apprcffoy forte'^^y bontà, & ardi- mento fignifìcano . Ma le più cortCy & quelle che a la già detta mifuranon poffo7W peruenire Jono di tnaluolere^di inuidia^et di dilettar fi de i danni d'ai truiymanifcfto & euidente fegno. Le [carne & fot-- tiliy tenere':^ d'animo & di corpo ; Et le gr offe & carnofe , ro7:e'Z^ moflrano & ììupore. Male più ' forti &groJle^& lunghe conuencuolmente^i^ Ugo miti inficmc wufculofi & tutti pieni di nerui y fono di tutte l'altre qualità de le braccia di gran lunga migliori. Le manipoiychealafortc'x^'^a haueano de dicato i Thcologi antichi y benché la defirafarticu-- S E C 0 T^D 0 , 96 larmente,con lacuale fi giungono i facrmentiyinfie me con lafortcT^ja a la fede facra ft foffe,& le dita poi d'ammedue, per non andare diuerfo nel mio ra- gionare da quello che ha detto il Quirini , Minerua de le arti inucntrice conofcejfino per loro Dea, ejjen do tenere cr molli & per quantità conueneuoli , ci danno indicio di molto ingegno,& di non poco ualo re-.Doue le dure per contrario, ajpre,(y più gran di che a l'honeUo non fi ricbiegga, di molta forxa , & di poco intelletto fede ci fanno . Ma le più breui affai,che non uolendo di proportione mancare d'efc re loro è neceJfario,quanto di accortCT^ acquila- no, di aHutia,& fagacita; tanto d'altra parte di ui~ gore per dono, di gagliardia,& di bota. Le fattili & di§ìorte,i mangiatori & i molto parlanti; Et le pie ciole & lirette,ÌYuhbatori, ^ auari,& rapaci por tanofempre. Le molto corte, ipas^^ manifeHono ; Lequaife parimente groffe faranno , unifcono infie- me con la pax:^ia infinite fcelerita. Coloro ueramen te che le mani grojfe hauendo come u'ho detto, ten^ gono con tutto ciò le dita breuiffme , & traditori , &fi-odolcnti, & ladri,& ingannatori, meritamen te pojfono ejjere da uoi giudicati: Iquaife fimilmen- tedi fouerchio graffe le dita hauejfero de le mani, appreffo a le maluagie difopra narrate conditioni , aggiungere uifi può drittamente, la bemalita,la au dacta,lafiere^a,& l'inuidia. Mtripoi che hanno le dna fattili spicciole, fono uani Gioiti leggierit^jr capneciofi i Et tai , che di continouo la teSìa hanno L I B 1^0 mena dhrìlli & dì mitoMoltianchora ueggiamo, Ue ed dita fono gobbe difugmli & attratte - onde pn ciò loro e(fcre auarijjind , & apfreffo maligni , trm,rconumati,& rìbaldì,f ienamentc fi intende. Ma quelle dita che proportione moHrano di hawre con le mani,& come diffi con tutto il rimanente del corpoScoprono ad uno medefimo tempo l ordme,la -proportione , cr la temperantia de V animo. Ma le uJepoifottili,clnareMghe,uermigli^^^^^ ie, tenereMcìde , & rìjf tendenti , cidimoiirano tolta prudentia:perfettiJJimo ingegno: rara bontà: ■Et alto & infinito fapcre.[Da le amie & grifagne quafi in guifa di artiglila arrogantia,la sfaaiatex:, L & [opra tutto le rapine afpettatcfen%a fallo al cuno ! Lequai fe inficmemente a la JtmbianT^ ■de le fiere fcluaz^e & lunghe foffino & frette, po- tete coloro credere che tali le haueffino.oltre a quan to fe n'h già detto , non molto fenfitim ne le wrttt corporali: Et ne Vanimo,non aueduti.non accorti, & noningc'i,nofi:Ethauentifopratuttocio,ripienala Zna di Appettiti & di uoglie bcsliali.Le bremfjlme p oi,comc elle fono foz:^e & tnrpijÌMea uedere.co- fi ui debbono efj'ere nuntie fedeli di fouerchia mali- mta : cr di eccefflue & infinite fceleratez^e . Ma % molto ritonde & circulari^nìmio altro affetto jo~ vliono cofi di continouo menarole con effo feco> quali, to la accefa 6- infiammata Ibidinc : Et la sfrena- ta & impotente luffuria: sferre & Himoli in ueuta- fotentiffmi , atti a far precipitare non pur cerere S E C 0 T^D o: 97 la no/Ira carnalità , doumque più loro fia a grado . Le pallide ueratnente cr nere & ajprc, & che man cano in tutte di fi>lendore & Licidifa,cdano cr na- fcondono fcmpre fotto di hrd , qualche tri§ìa mac- chia, cjr qualche graue difetto de l'anima. Ben do- uete peroifapere con tutto que!Ì0iChe la fignificatio he de l'ugne fola per/e Rej]:-, , fempre da ciafcuno huomo prudente, debba ejfere ifiimata & debole &poca.Oraperchefmadaitoir miconuiene col faueìlarcycht nel capo parte di tutto' l corpo degnif fima , nobiUJfima , & la doue perfettamente ut ue& regnai' anima huraana,& dimofiraui ejprejfa mete le uirtufue m bifogna montareyper meglio CT più auicinarmiuiydel collo chehilfoUegno & la ba fi di quello, primieramete ragionerò. Douete adun- que effer certi,che fempre il colio modefiamete grof fo,forte^paleficìr ualore: Et il fattile da l'altro lato:debilita ettimore.Mafe con lagroffeT:^i^a,ivfie we unite anchora ciuedete effere lunghe-:^^ ^ car nofita,non andrà mai dal uero difcoUoil uosìro giù dicio, coloro credendo che tale queSìa parte hauejji no, aguifa di adirati Torì,onde prima queHofegno fi tolfe,ne i riposìi affètti de l'animo, colericifardi-. ti,proterui,& uantatori: Et ne le aperte operatio- hi del corpo, preSii, uchci ,fubiti , & efpediti . La migliore forma, che giamai fi pojja nelcoUo difìde- rare , è lejfere come quello de leoni lungo conuene- Molmente: Et in tutte le altre conditioni proportio^ itato:Etfopra tutto ben fodo,compre£ò, ^ nerwh- K LI BK 0 . fo.OueUo di magnanìmitaydi ardmento,& di alte-^ revia hfegno:Et queUo ìHeJJo , gli huomim manife ftadifciplinabili:am naturalmete ad imprendere te fciemie : Et di pronto dotatiy& di felice & facile ingegno.Ma nongia i allontanano per breue&ptc dolo interuallo da queSìo termine, gli hauentifì co-' me i Ceruiyil coUo lungo & fattile: an^i in luogo di ■ardire,timidita ; difenda, debole:^ ; & digran- derza d'animo, uiltade effere infefentendo,fano in tutto fimiglianti a igia detti animalucor.ie pero che per molto di malignità & dimalacrean-j^, fiano ufati per grande jpatio di lafciarfegli adrieto . cuni neramente che hanno il collo molto corto breue, è ragioneuole cbefìano traditori,faUaci,bef- fatori, & profuntuoft : Ma che pero, non habbiana giamai ardimento , di fare alcuna cofa ne la aperta luce : jln'4 aguifa di Lupyn cui ci fece la ejpertcn tia primamente quefii affetti uedcre» tentano du continouo'a ta'uita humana miUe nafcoHe & mgan. ncuoli infidie : Ut fempre» in tutti i loro affetti ^ maneggi , con tradimenti & con fraudi fi adopn* no : indici ueramente ne ofcuri né incerti , de triBtia cr maluagita de l'animo loro . "He job già fi è tolto come ho detto queiìo fegno dal Lupo , rm da quel gefioanchoraonde fi ueggeno gli huommi Sìare , inapprcHandofi di fare con fraude & na- Jcofamente , qualche male & ingiuria ad altrui . Il collo affai neruofa , in cui fi ueggano apparente- mente diftefe U corde de nerui^imHra fopratutto ^ S E C 0 ^ D 0. p8 gli huomìnìro'zi:! quali non mancando de ^liaU trìfegniconueneuoli a queUo impa'^fconoancho^ ra del tutto: Et fpejjo trauolti & furioji diuengono^ B^o:^ parimente & oftinatifono , cr incttiffimi a ca pire & a trouare difuo ingegno eia/cuna cofayCola ro che hanno ufanj^a diportare il collo fermo dirit*> to & immobile : Q^ua/i che non fapefjinoy oper me^ glio dire che nonpotefjinoyo da quefla.o da queWal tra parte piegarlo. 7{epure ad ifcoprirci la roxe"^: '^&la dure':^ de l'apprenfiua de lo intcUet- to.èatta quefta immobilita & ferme':^ di collo i ma anchora cipuote ejfere ella guida & fentierOy a menarci ne la cognìtioìie de la pofiibile concitata paT^a. Ma d'altrapartc il collo in [ufo riuoltoyco^ me fogliono tenere coloro che contemplano il Cieloy non de e/fere ne lodeuole ne buono creduto:^n7;i ci fa egli conofcere apertamente^ i mentecatti J lafci^^ hh&gli ingiurioft. Ter cotrario poi il curuo.pìega toalo ingiujOy & qua fi nafcoHo dinan'j^yè teftimo^ ìlio talhora di pa':^a:Et alcune uolte anchcra^difo uercbia folÌicitudiney(^ diligentiay ne lo acquiftare, & amìnujfarc denari ^ baucrc: Et di troppa in finita parfimonia : an\Q più tofto di paurofa mife-- ria: Et con tutto cioydi fcontentay & odioja tri-^ boiata malignita.TS(on fe^ofiy non lietiy nongìoiofi, & non ridenti ejfere fi ueggono coHorogiamai: tua in loro uece di continouo aperti tenganogli ufci de l'anime loro , a la mcUitiay a la afflittionCy al dolo^ re, & al perpetuo trarguai. B^lìa bora che fi parli L J B liO come dtjfe jliamantioydel collo Ueuemcnt'e inchina to uerfo rhomero drittoionde affettar douete fenT;^ fallo alcHìio^prudcntiaileggiadriaiOrnate^ di co- fiumU^ gentili &gratioJè maniere. Et d'altra par te dal riuoltopoi uer k finiHra a banda , degno Jia che attendiate effeminata lajciuia: adulterij: libidi^ nofi appetiti: & non fani CT non dritti co'fi/igli. Ma quello che hor ne l'unay& hor ne t altra par te è pie gato , fignifica parimente ne lo ir.tellettOy cercagli , ajfetti predettila medefima infiabilita & leggere^j^ ^.Tortano le maluagie CT le maligne perfone^ofia ne le operationi o ne i penfieri mirado, qmitimque pero uagliano de lo ingegno y illoro collo fiacco yte-^ neroy & come moto . Ma i duri di cerueìloy & che non fono atti naturalmente ale fcientie^ an%i che con fomma diffìculta pojfono apprendere qualun-- que cofky cìr duroy& fodOy& raccolto^ hauere lofi reggono per contrario Ma in più minute parti diui dendo anchor qneHo membro , fapere fi dee che la <tjpre':^a del collo ne la parte di drieto , ro':^z,%? in queHo modo moflra e indocilita: ma ne la parte di^ nanxiìUanita^leggrcj^yprofuntione, CT loquacità» Ben è uero pero , che fe la gola con queUa aj^rex^ infiemeyh alta anchor a & eminente nel nodo del col lo , tutto che ella di leggrc^ d'animo fia fegno , non perciò e ella ufata di accompagnarfho con la te^ meritalo con le molte dande: Anxlfono coloro cui piacque a la reìna natura di tali crearliytardi & pe grinele operationi del corpo : Et neleuoglie& S E C 0 T^D 0. 9p ne fèpafìionì de ranìmoypenjòft^tacìturniyhmente^ uoliyme^ìiy & difdegnofi . Ma oltre a tutto cio^ Mi chele Scotto ne i paffuti tempi ne di picciolo , ne di bajfo nome Vhilcfophoj fcriuendo a Federigo Impe radore^affermo che leguancie molto lunghe ^fempr e a la lafciuiaya la uanìta^tà* al fouerchio parlare an^ dauano drieto:Et che le hreui & picciole^fraudi & crudeltà ; & le rìtonde^inganni debole*]^ & uilta palefauano. Mapreffo a quefto anchoraje uedete al cuno con le guancie grojje & carnofe y giudicate lui tardo & uhbriacco : fe jòttili & magre^non penja^ teche fen%amalìgnitayil fuo animo firitrouigia^ mai:Et che an'^percontrario^eglifempredi malfa re fi diletti & fi prenda piacere . 7S(e fìmilmcnte è da credere che pojfano fare alcuna refiSìentia a la ìnuidiayche punge & mòrde loro di contìnouo ilco-^ YCyColoro che le guancie tutte non pur le mafcelle p gr offe fuori di modo & eminenti , hebberoCcofi no-» lendo il Cielo)in forte da Ut naturailquali fen^^ fa^ re atto alcuno con la faccia sfor^atOytanta è la grò f /^KK? ^^^It^ parti^ageuolmentele fi mirano fem pre . Le labra uer amente , dentro a quali la quarta parte . de le delitie di F enere alberga, &per quai porte efcono le parole , ueraci teHimoni di noiira mentey& fottili molli ejfendo , majfimamente ne gli anguli de la bocca , & quello di fopra alquanto più infuori cheH baffo auan'j^ndo , & tutti infieme con quei de i leoni grande fimilitudine hauendoyVar ilire^lamagnanimìtaj ^ laforters^a di quelle fiere^ ^ • • • L I B ^^O fempre clrapprefentano. Si perocché la bocca doue tali fi nederano le labbia , ne picciola neflretta non fià . Quando ordinariamente la bocca picciola , a lo ajpetto <& a i cofiumif minili couienfi:Et la grande poii& ne luna cofa & ne l'altra^h più fimile al ma-:- fchio.Ma an^i^conferuata tuttauia la debita propor tione j ella de ejjere , & larga più tojìo & grande modrflamente. Che fe cofi nonfojje , non fortei^ , Jpiaceuole's^ & mole§ìia ; non magnanimità , ma empietà cir perfida ; non ardire^ maprojuntione ^ impudentiaydimoUrarebbono le predette quali^ ta de le labbia . Coloro uer amente le cui labra fono dure & fiottili , & rileuate & eminenti intorno a i denti caniniyfiono huominì di molta pr ole y &gene^ tanti molti figliuoli: onero per più dritto ^ meglio parlare^molto drieto inchinati a gli appetiti uili & indegni de la lujfiuria : Et infiieme , oltraggiofiy mal creatiylordiycianciatorìymaluagiy & fiempre in uoce alta parlanti: Et dilettantifi come i porci a i quali fi yafiimiglianOydilordurey& di fpur citte y & di odori trifli & fetenti. Ma fie da t altra parte altri fiaran^ no che hauendo le labra grofifè, tengano infiememen te quello di fiotto più infiuori che quello di fiopra^co- me che egli altramente maluagicoftumi non habbia no y è pero degno che uani , eì^ ro'^ , & fi^^X? ^Z- €uno auedimento 0 fiapcre yfiienofiimati: ile he s'è per efifiempio conoficiuto ne gli ^fiini: Et ne gli altri animali di filmile natura : poco o nulla prudenti & giudiciofii.La bocca molto grande ^aperta^ larga^ S E C 0 7^D 0. 100 f òrfano gli huomìnì goloftfiìmì : mangiatori fenx^ mifuraiEt che rhai non fi fatoUcrebbono di mangia^ re. Iqualiprejp) a queflo fi gentile affetto yfono an^ cho pa'^yfpìaceuolii& cmpi,& fommamente cyh^ deli.La picciola poiy & eminente & rileuata dinan ^ y effere gran fatto non fi trotia giamai > fin'^gli fceleratij traditoriy& li micidiali.Et feinfieme con quefia emincntia fofiino i labri grojii y ritondi , molto a lo infuori piegati , meritarebbono quegli huomini che cotale haucfiino la bocca,dieJfere et ne gli affetti del' animo y& ne le attuali operat ioni del corpo ynon effendo dal freno ritenute de la ragionerà, i porci onde hanno fimilitudine ragguagliati . "hìc pero ragìoneuole è che fia ftimata lodeuole o buona, la bocca concaua o piana : come per accidente y fono ufati di tenere color o^che per ira, o per difdegno fre monoiche an'^ìfempre lefcclerate'^^y la maluagi^ taja immodeSìiay& fopra ogni altra cofa U fouer-- chia inuidiaycon la primiera de le dette partii fi ac^ compagnano uolentieri : fi come non fi è gran fatto mai ritrouatOy che la feconday fe ne poffa Hare fen^ .^Xa la paura &gli inganni.Onde fi uede che medefi-^ mamete la concamta & la eminentia de la bocca^fo no quantuqueper diuerfe cagioni y& biafimabili & uituperabilifempreJl mento acutOyh fegno dì bon-^ ta^difedcydi ualorCy CT di grandmammo: Dal riton^ doyajpettare effeminata la fcìuia: Et fefoffepofiibile di rimouere dal lungo la uanitayle cianciey& la leg gere^f egli inuero per altro da ^re'j^re^o da ri . L I B liO fiutare non farebbe . Ma il breue & cortOyCome per naturahauer fogliano tutti iferperiti ^hfeni^ fallo più che tutti gli altri triftifiimo : Conciofiacofa che con effo lui fempre cifiano. congiurncy le fcelerita^ i tradimentiyle perfidie:^& la crudeltà: affetti & mo uimeti d'animojpropri et naturali di quelle fiere:an tichì & perpetui nemici dei' bimana generat ione • Il quadro poi,agli huomini uirilha iforti, agli ani^ ynofi y & agli arditi ft richiede naturalmente . Ma perche molte uolte , in me%p al mento ci fiede una fojfa fcolpitauida la macera natura,^ande talho^ Ya,& apparentey^ fpeffo picciola & quafi nafcofta$ mi piace al prefente^de luna & de t altra conditio^ ne di lei faue Ilare: quando luna di loro fraudiyingan nh& trifiitia ; & l altra leggiadria yamorCy& leti* tiay ha per ordinario fempre in ufanxa di pakfare : La grande adunque, ipeggìoriy & la picciola poi , i migliori de i predetti affetti^ fuole fen^a alcuna con trarieta dimoflrare . // nafo neramente , ne la fua efiremita ygroffo come quello de buoi > porta pari-r mente fecoy la tardità cr la pigritia di quegli anima li: Ma fe non ne la cìmayan^ipìu fopra ft uedeffe aU quanto queUa grojfe'j^y fariano gli appettiti che con lui fi accompagnerianOi & ^01^7^ & flupore & poco giudicio . Ma fe da l altro lato fojfe il na^ fo ne la cima acuto & fottiley abotidarebbono colo^ ro che tale lo haucfiino , fempre ordinarwnente di ira & difdegno ♦ ìl nafo da ogni parte [odo pieno ^ ritondqy& ne la cima modejìamete un poco grof J E C 0 T^D 0. lor fetta > quale i Leoni , & ì migliori de Cani fono ufa ti di haueref potete per uerace & fedele teìiimonio accettare ydi animo/ita^ difortcxs^> di ualore^^ di gagliardia : Et fopra queHo anchora y di loquacità^ de : Et di uantarfi oltre al merito alquanto . Ma il nafo che ritondo fia ne la parte di fopra y & che poi fittile & acuto finifca yficonuiene propriamente a tutti gli uccelliila onde poi fi Hima^che coloro in cui tale eglifia,dcbbano ejferefi come gli uccelliymobi^ Hi leggieri > garruli^ inconfianti, & libidinofuColui che ti nafo tiene proportionato & conuemente a la faccia}^ buono prudente & uirile: chi d'altra parte jproportionato & fen^a alcuna conuenientiayh cat'^ tiuo Holto & effeminato . // nafo più tofio un poco gradetto, de ejfere sepre tenuto miglioretDOue il piti picciolo, fi tira drieto cotinouameteyladronecciyfrau diyCJ inganni: Et parimente la molta dritte':^ del nafoyilpochifiimo ritenìmentOy ^ laimmodeftia de la lingua argomenta. Ma per contrario il nafo ne^ la parte di fopraja doue egli conia fronte confina, cur uo & adunco, & che dritto poi ingiufo difcenda,fi^ gnifica gli huomini sfacciati : Et non tenuti giamai da rifpetto,o da alcum uergogna: Etmedefimamen te i uitiofiy inuolatori > & cornei corui fceleratiy ^ tnaluagi.Da l altro lato quei che ne la cima hanno il nafo grijfagno , & curuo & piegato a guifa di un^ cino , diritto & pieno ne la parte di fopra , co^ me fi fcriue y &fi uede anchora ne le imagini , ha^ ucre hauuto Mabometto fecondo primo Imjperada^ L I B B^O te de Turchi , fono come le àquile di grandìfitm^ animo: Et di mangifico altero CT di reale fpirito: Et oltre a tutto do , ferocifjìmhiiaghi del rapire lo aU truuE difprez^atori , & cale at ori dì tutti i perigli 4ér aduer/ita . Coloro neramente che nel me^x^ han^ no H nafo fchiacciatOy & ne le parti efireme^ & fo^ fra tutto ne la fuperiore , eminente & ritondo , /o- no fi come i Galli , & arditi & luffurioft : Ma fe la fchiacciatura & la baffe^ è ne la cima folamen- teycome di loro natura hauere fogliono i Cerui & le CaprCyalhora de i predetti affetti ritenendo coneffò feco la libidine fola, mancano d'altra parte, & fono friui d'animo & d'ardimento:Et feinfieme con que Sìa ba ffc^y foffe fimilmente la cima del nafo mol^ to groffa & piana^non e ragioneuole che attendiate da alcuno altro fegno , maggiori fceleratez;^ & dishoneftay Le nari a la fine molto aperte, fono /e- gno di colera & d'ira : Et a un mede fimo tempo » & [nel corpo , & ne l'animo di gran for%a . llche cofi fi crede, perche alhora che più gli huominifono adirati 9 tengono fommamente le nari apertiffime : per quindi eshalarcycome da fpìragli ampiffimi,il ca lore^& lo accefo fuoco del core.Maaquefiepredet te qualità di ualore & di ardire,fi aggiunge infieme mente fouerchia lujfuria.perche fecondo la opinione di Scotto , la apritura de le nari > tiene co i genitali proportione: Laonde effendo effigrandi,ilchei dìmo ftrato da quella apritura , poffono prejlare ad uno ijieffo tempOi &gran dìfidmo^ ^ non minor potè S E C 0 "Ì^ D 0 tot re dì luJJuYÌare • Le chìufe poi nerette & ritonde, fono fempre di pa'i^a cr di mentìcaggine mntie : Et quello che e peggioydoue il rejpirare non fta mol* tp facile ydanno fegno di ajfoggarfi con poca difficd ta.ll nafo ultimamente in qualunque maniera diflor tOifuole dÌ£ontinouo hauere coneffoluiytorte uolon^ fa & appetiti . Qmui Mejjandro , per lo amore di Vio lajciate dijfe una uolta di parlare più lungamen te di queHo nafo: che già mi fento mexo arrofiire% per la grande']^ , & per le altre firane qualità del mio. Strane non foìiogia ellcyrìfpofe fuhìto il Confo^ lo : ma fi bene reali & degnijiime ♦ Etparmi di bel punto di ucdere nel uoHro najoytionfo che di magni fico &grande.Gia di quejla fuagrande^^^mi uo io coft forte come fentìte ramaricando^foggiunfeil Dol ce ridendo : Et poi feguitoima come che bora a uoi cofi fattamente male ne paìaytcordomi che in I^o- ma una uoHra SpagnuoUyper buona & per bèlla co fa me lo foleua lodare. Bene fta per miafe^riprefe al bora il Zorno'j^ : ma a laproportìonepoco auanti dal Quirini accennata , ella fi come io fiimo doueua mirare. Cettatìfì appreffo a queUoy Vuno uer l'altro alcuni motti piaceuoli & uaghi^al fine cofi di nuouo lo Spagnuolo parlo . Hora mi pare che ragioneuote fta di ragionando entrare^ ne la confideratione uni^ tamente di tutta la faccia : Laquate effendo gratin deylargaygrajjayhumiday& carnofa^ella ci de efferù argomento certi (ìimo , colui che talmente è formai to, effe re inan*:^ ad ogni cofa^ allegro ^f memorato $ L I B 1^0 lujfurlofo : Et tìmido apprefo, & temerario, & tardo j& ìnuìdìofoiEt fpejje fiate molto facile ad ine briarfi: onero per qualche altra manieraydebole & non [aldo di cerucUo. Se neramente ella è pìcciola , ftrettay magra, fcarnay& afciuttayalhora diligenti, fiUecìti 3 aHntiy & accorti, & ft come i Gatti er le Scìmie a cui portano fimigUan^a, uitiofi , ladri , cìr auarì , fono tutl gli Imomini tali : ardifcono di metterli gian^jii, apertamente in alcuna honoreuole ìmprefaiAnTÌfolo dalt tenebre,& da l'alta joUtu. dine fafciatiyle maluagìe opere loro , onde con ogni indegno fi adoprano > fi Hudiano & fi affaticano di celare & nafcondere,T)eeper tanto la faccìà,noleti do buona di^ofitione & buona forma tenere, effere mexana tra pie dola & grande: Et in ninno de igia detti eHremi cader e. Lacuale mediocrìta,come bel'^ Ic:;^ aggiunge nel corpOyCofi fuole nonpoco di bon ta & di uirtH,aggradire & accrefcere ne rahìmo . Coloro adunque che più del douere pìcciola haneran no la faccia,faranno pur per quefla fcoueneuole's;^, tenaci delloro de lo altrui ycupidiiamat ori di rapine: 'Et br euemeut e macchiati di molte fcelerita, Doue da P altra parte la maggiore delgiufto, dimoflragli huomini foniiacchiofi y ubbriacchi, tardi yinuidiofi^ cianciatori , & roxi* Ma perche fino ad bora, com^ munementc le fignifìcationi di tutte le eHrcmita de la faccia n'ho raccontato, conueniente & giuria co^ fa mi Himo di doner fare , fe quale proprietà a eia fcuna di loro fi richiede partitamente, da bora ìnan S E C 0 T^D 0. 10^ 5;i dichiarando mifaticaro di moHrare. Come adun que la carnoftta del uifoy propriamente la letitia de l animo fu^k alloggiare; cofi i molti penfieriy le frati dij & lo accorgimentOy con la magre'3^:!^ fono ufati di §iarc.Ma a la gran /acciaila femplicita & la ro^ K?K?s? > ^ picchia y fi connengono la auaritia Cjr la mala crcan'^a • Da l'altro lafQ , ne la lingua , & ne le rnanì^ la lunga porge ardimento : an'^per. meglio dire audacia & temerità: Et fuperbia infie^ mey & impudentìa^& dilettatione di fare ingiurio ad altruuMa la ritonda poi^non ha gran fatto altro male alcuno ^ faluo eh e fciocche':^iUamtay& luffu- ria . Ora auenga che tutte come ho ^etto quefte eflremitadi buone non fiano , ta meno rea pero che ne la faccia fi ucgga , è la larghe7^t quafi in tutta piana & uguale: Conciofiacofa che fe bene per lei et fono manifeHatigli huominìferi^plidinonfi7^achne faui^ne accorti;fappiamo nondimeno che rsfmo me defimi^abondano di fede di amore Jicortefia.Jt fofferifcono con animo franco & tranquillo % tutte le aduerfita de la contraria & inimica fortma.Bene ci nafcono alcunìyche oltre a tutte quefie predette qua lita , hanno la faccia loro cofi flretta & acuta , che molto cogli uccelli non n'hanno di differ^nxa:nelco te crne la bocca de qnalì^ utuono & regnano di continouo le bugie & le uanita, & le inuidie & gli fiondali . Et hanno offeruato parimente alcuni mo^ d^ni dottori^ che i micidiali^ ladroni^ & f^re^:^^ tori de le leggi & di Dio > tengano ne] me%$ de la ì L I B 1^0 faccia una certa concauita : Et non nel più eminen^ te & rileuato luogo di quella , come fogliono quafi tutti gli huomìni hauercy an%i nel più baffo & hu^ fnilcy habbia loro il nafo & la bocca uolnto creare il signore . Diche elli non foco di belle^j^a perdendo nel corpo^acquiHano ne V animo affai dimaluagìta • Cofi adunque auiene , che quelle cofe che [07^ & hrutte rendono quefte\membra,pano fempre nuntie^ ^ molte ^ate compagne di triflifiimi affetti: Et ap portino douunquc eUe uanno y/ì come bene diffi ^riiìotele^tuttauia miferie e infelicita. Confiderà^ re per tanto diligentemente ci è di mefììero , tutti gli attiitutti igeSìiy & tutte le qualità de la faccia Quando come habbiamo dctto.aperta & manifelìa cofa è certoycoloro a quello affetto hauere F anima lo ro inclinata^ alquaUy inatto e'igeflo del uifo loro, fi coface & fi raffìmiglia. Etaqueftopropofìto,femai ai uerra utduto alcuna faccia non per accidente ma fcr natura maninconica , tremare & mouerfi ne le ^uancie Zappiate che il furore & la publìcapai^àj tion può effere a quel tremore molto difco§ìo: Ma fe quetio medefìmo tremóre^ h congiunto poi con la na turale letitia del uifo , egli ne continente , ne ca^io , ne modefloyfion è da effere creduto gìamai . Mora ne uiene appreffo yfeben miro a l'ordine del noflro di^ ve la cofideratìone di tutte le qualità che fono negli occhi: Ad a prìmierametCyft couiene alcuna cofa nar^ rare y di quelle parti che loro fono uìcine. llche fap to^con poco poi di mio affanno , fentìrò quella mia S E C 0 D 0. 104 faitca^effer giunta al fuo difiderato fine.Mhora Mef fer Gifmondo 3 già è gran ft'T^i^diJJey.chea quefio pajfo u attendo. Et credo fermamente ypoi che fi feri ue 3 gli occhi ejjere certifiimi teSìimoni de l'animo^ quefia douer ejjere la più bella parte del uoftro ragia . namcnto.Gli occhi per ogni modoygli rijpofe il Con-^ foloyhanno inuerita molta fori^^ a discoprire & ma nìfeflare i mouimenti degli animiiOnde tratto ^da mantio da credenza che a quefio membro douejje ejjerc conceduta la primiera palma^ di dui libri che eglijcriffe in queiìa materia, il primo tutto intiero^ &non picciola parte del fecondo ^ egli in dichia^ rando Jpefe le qualità & le fignificationi de gli oc^ chi . Ma nondimeno , ejjendo comrtìime opinione di tutti i mediciy& di Galeno mafiìmamctucyche quat tro fiano le membra principaihonde parimente hab biano origine le quattro noHre maggiori ajfcttioni; come è dal ceruello l'ingegno , l'ira dal core , dalfe^ gato la letitiaj & la libidine al fine da i genitali; mi pare che per gli occhi maggiormente fi debbano conofcerc quegli affetti che regnano in noi j non in potentia , ma in atto: Et che moHrano fuori , il mouimcnto loro pale) e ipiu dico affai che quegli aU tri non fanno y chemfcofamente , quajì addor-^ nientatì ci Hanno nel petto . Et in queHa maniera fi de credere che intendeffe colui , indici nominan-^ doli & dimoHratori de gli animi . Che quantunque fia nero , che da gravide allegre"}^ inebricta Pani^ ma noUray ej^rima fuori. per lo sfauillare degli oc- L J B €hi y la ktitìa onde giubila il core ; Et altra par^ te 3 intenendoli fermi & immobili , la fiera &gra ue doglia che la affligge certamente dichiari; Et €he medefimamente , in diuerfe altre pafiionique-^ fio §ìeJJo le auenga;(conciofiacofa che non altramcn te fianogli occhi in noi degli affetti del core pale^ fatoriy che fi fianone icaualligli orecchi; & nei leo ni & ne i cani la coda ;) ISlonpero tKamfeSiano del tutto già gli occhi con tanta for%a , tutti ifemi na^ turali de gli affetti noUri : quando da la alteratio- ne che elli ci arrecano^ ci troiiìamo lontani* Ma co^ munque fi Uia queHa cofa^poco di /otto quali pro^ priamente fiano le fignificationi de gli occhiaci sfor^ faremo con lo aiuto di Dio raccontare dijlintamen» te. Hora come ui difii , trattar emo pria de le gote : Che co fi quefle parti fiiperiori a leguanciCy^ molto agli occhi uicineydrittamente fi debbono domanda^ reiordinateui in quefto modo da la naturayperche el lefofiino come fiepi & argini yper riparare gli oc^ chi da ogni iHrana fciagura che loro incontraffè . Que§le tal gote adunque , fe inptrfona alcuna fi ue dranno tfiere più che la ragione porti gonfie & eminenti , fempre di debole*^ & mancamento di ceruello , & di molta facilita ne lo inebriar fi fono prefaghe. MafeinluogopoidiqueSìegotey lagon^ ficT^ & la rileuatura fofjè ne le palpcbre(non ere do già che ad alcuna di uoifia nafcoflOyle cartilagi-^ ni difopra degli occhi per tal noce nomar/i) alhora ^ue!io è manifejio indicio di grandifiimo de fio ^ & di uogUa S E C 0 T^D 0. 105 , MOglia ìnfatiabile di dormir e. Coloro ueramente che di [opra & di [otto degli occbi,han»o parimen- te quelle parti gonficy fentono aduno inejjo tempo, fe ejjère fomiacchiofi infime ór uhbriaccbi.Lequai fignificationi yfono tratte parte da Papparemia de gli ehbri:Et parteM chi hahbia lungamente & fifa dormito:De iquali altri le palpebre^ & altri in que Ho modo hanno gonfie le gote . Gli ebbri.nc le parti di fotta degli occhi,& coloro che da profondo fon- no lungamente fono Hati opprcffi, tengono in quelle difoprayqueHa tale gonfiatura & rileuamento.Ora ne gli occhi poìyche le lucerne fono delcorpo,& da & reggimento dinoUri paffi , u'ha duediuerfe confiderationi : Vuna de lequali, è dintorno a la for ma ed il fìto:L'altra,cerca il colore & il mouimeto. Ma lafciando bora a drieto il faucllare di quefì' ul- tima parte ^ che alhora quando del colore di tutta laperfonafitrattara , ne diremo credo a baSìr.nza» folo farà al prefente la fatica noflra y il dichiarare le fignificationi de la primiera . Confiderà fi adun- que ne la forma degli occhiylagrande';^^^ ^ piccia leo^ loro : Et nelfito , la concauìta l'eminen- tia . Ora in quanto a la prima , la grande;^ fouer chia degli occhi, non ua fen%a la pigritìa del cor- po^ & la tardità de lo ingegno de buoi : Et la com- paffione , la piaceuole'j^y & la manfuetudincy an* nouerafempre tra principali degli affetti fuoi . Ma la fproportionatapicciole'z^a,poco cuore er timidi', ta manifeSìa. La concauitay con la malitia Ha de h ' fcimie: Et la etnìnentia, con U roTCX^, &Bupore, bdordeTj^a de gli ^fini. Mapiiipartitamente , bora narrare intcndo,di ciafcuna di queSie conditio ' ■ni per [e. Etprimieramcnte,mfo certi che gli occhi •■^ne la manier adetta di [opra molto concaui & nafco fi nel capo, non pojjonoper alcuna altra coja meri- tarne lo de,fe non che per lo acume,& per lo grande ■yMigor de la ui^a-Bene è il nero pero che non efjendo piccioih& mouendofi oltre a ciò come fa V acqua rie iuafi, non hanno con # loro alcuna cattìuita : Se na pcrauéhtura non f offe da qualche altro malua- eio fcgno del corpOy quel male & quella trìfiitia de L'animo che gli occhi non moftrano, con non minore certe'^denuntiato . Ma fe pur gli occhi concaui fi 4:ome ho detto con la pìcctole':^a fi rimanef[ino,egU co i frodolcnti & con gli infidiofi co^ìumi, mai fem- ■fre fi accompagmriano:Ve da laftruggerfi per inr- Midia & per gclofia,gran fatto mai lontani fariano: IqHali fe ahchor con tutto qucHo fecchi fi foffim , la perfìdia & i tradimenti, a i predetti affetti certijfi- tno aggiunger iano.Queni medcfmi poi,con tutte le antedette qualità efjendo languidi CT cafcanti , ac-^ trefcono merauigliofamcnte le fraudi &gli ingan^ ni\ Ma fe la languide73:a d'altra parte conlbumore k congiunta, fappiate lei effere di pa%7:ia, ne debole tie picciolo argomento. 9e per contrario ueramente^ gU occhi nan poco fportajfero infuori, & dal piano auanxaffero de la faccia, & foffero infieme o da un certo rileuamento,ouero da una fofJ'a.^ìretta& pr9 SECONDO. 106 fonda fafciatiyfate ftima che negli inganniy ne Iv fraudi &ne le trifte fcekritaynon cedano da alcun' al tra conditione. Et Je con queUo anchora, abondajJU no molto di [angue i& follerò pieni di sfacciata la/ci viaipotete porli fenT^ dubio alcunOypcr ucraci tefti monidiebbrci^ &.golofita. Mia fe foffcro gli oc^ chi in qucHaguifa eminenti di colore uliuignoyO bia chi come uolgarmente fi dice^ouero imitando il Te- trarca fimigiianti al Zapbiroy la ingiuftitia parims te & laimprudentia gli accufercbbc . Ma jcprejjh di qucftojlc palpebre Hanno loro come grani c^pe^ fanti, tanto più certo de cffere il giudicio de la paX;^ '^a.Se con ValtCT^poi & l'eminentia degli occhi, ciò lo IplendorcunitOy & lapurita^^ lagrande'X;^ l'humiditay quali furono già come fi fcriue gli cechi di Socrateydobbiamo per fermo tenere^ lagiii fìitia^la prudeni^yil buono ingegno ^& la amoreuo le^ay rade uolte difcompagnarfi da loro. Ma da lai tro lato i micidiali di tutti i loro congiunti , gli in-. cantatoriy& gli artefici di ueleni, come già furo na la antica etay EdippOy Oreflcy Circe y & Medea; Et quale pochi anni a drieto è Hato S elino gran Signo^ re de Turchi;portanogli occhi gonfiypiccioliyjechij & tenebro fi. Gli occhi a la fine di foucrchio emìnen ti,& infieme molto piccioli & fofchiynongia fcioc^^ chti^T^a 0 m jnticaggincy ma fi bene maggiore pron^ t^T^ di lingua CT di mani chefifoffe mesìieroy me nano & hanno di continouo ftco. Ora uedete adun^'* qucycomegli occhiyfe buona & proportionata mifu- 0 if L I B ^0 rade haueruìydehhono ejjerc no troppo grandi o pie cioli:Ts{e molto concaui od eminenti: Ma fi conuen^ ga loro y di tenere ^ ne la quantità & nel fitOy uno Siato meT^nozEt una conueneuole & giufta uguali^ taiLaquale come altre uolte già s'è detto, fignifica et nel corpo ^ ne l'anima, buonijjime difpofitioni > c^r otti?ae qHalita.Benche fe leggiermente fuori di que^ fìi prcfcritti termini fi eccedejfe^ Et che ouerogli occhi unpocolino fitti nel capo , ofìa che non molto fofjero più del douere elcuati^non fi douria pero mal uagitade alcuna loro attribuir e :^ni:i [aria ben drit tOya quei primieriyla forteT^ & la magnificentia de i leoni donare: Et credere che i fecondi , la man^ fuetudine cJr lapìaceuole%a de buoi potejfmo haue^ re . Dapoi che in queflaguifa raccontato habbiamo le conditioni de la forma & del fito degli occhi^non fi difdira credoy alcuna cofa di quelle hora delfron^ te ragionareXl cominciando ydico che quegli hm^ni ìli che più del douere quella parte hanno pie dola ftrettayfonofi come i porci ygrojjieriyro'^ & igno tanti : Et inetti naturalmente a tutte le fcientie: a tutti gli ejfercitìj maeflrcuoU & ingegnofi • Que^ gli altri neramente , la cui fronte e grande più che l'honeHoy non fanno ne da la tarditayue da la pigri^ tia debuoiygiamaidipartirfi. Douete oltre a ciò, fa-* pere anchorachela fronte picciola , inflabilita leggere^^*^ ritondaycolera & [degno; CT la circu lare & difuguale & montuofa, flupidita ne ifegni ; ^ jpriuatioìie fignifica di giudicio& di auedimen^- S E C 0 T^l^D 0. 107 to.K^on laudate medcfmamcnte la fronte molto baf fa: perciò che ellaydegU effeminata & de ilafciuih propria: Ts{c parimente la cuma, alta^ circulare difouerchio:*perche la impudentia^^ il poco uigo^ re de fentìmentiyh da lei dimofirato . 7S(^ mi piace ancbor che h allegriate de la fronte afpera:ouero di queir altra che ha come alcune foffe &gofiature per entroiche ciafcuna di loroydi malignità & diperfi-^ dihjEtfpeJfe fiate dipax^a & di furore; concorren doui ma(fimamente gli altri fegni a ciò couueneuoli, rendere ce ne può tefiimonìanxa fedele. Ter lo acu-- me ueramente,& per la chiare:^ de i fenfh& per la facilita de lo intendere & de h acquìfìare le fcìe tic , è più che tutte l'altre perfetta:la fronte lunga » larga, & quadrata debitamentcccomeperle imagi^ ni.fi uede anticamente hauere hauuto ^4.riflotele:Et nei tempi poco fopra noi trappaffati^ Dante Mdi^ ghìeri. Ha a la rileuatura &a la altc^ di quejia parte, fi richiede molto la liberalità & la cortefta : Etinfieme, la oflinationey & la pertinacia . Coloro che nel fronte, tra lun ciglio t altro non u hanno alcuna ruga ogyin^^^cheft dica.non efuore di ragia ne,& bugiardi & adulatori filmarli: Etccmediffe ^ ^damantio^ feairì & ccnfidenti.llche fu cagione €he Michele Scotto credefje coHoro medcfimi, effer 'grandi i^ìr acerbi litigatori . Ma per contrario , il fronte qui neime7;p^érfiibito fopra il mfo pieno di crefpe & di rughe, che puote egli mofirare & mani feflarealtroiichc a^ttme,penficri,icroflinatione i • • • -1 ' Ora uedendo al preferite, a quello parìrm che fottò a le^loro fignificatìoni chiudono le qualità de latefta^ ' douete effere certi la grande'X^afouerchia & fmifu rata, quale in cofìui uedete(& loro addito laftatua, di Fitellio Imperadore)fempre efere infieme con non poche [celerità : Ma [opra tutti gli altri rei & maluagi difetti y onde gran mancamento fi [ente ne T anima, i principali fono dapocaggine cr uilta ; Et fenxa termine o mifura alcmia, be§ìiale & ferina > anT^i moHruofa crudeltà- T>{e oltre a ciò, la ingorda ^ infatiahile auaritia, ne la ro%a & difauedutaim prudetia, può fiare giamai feparata da lei.Que^ìifo^ no adunque i mouimenti & le inclinationì naturali che ci apporta ne l animo , la corporale [moderata grandezx^ del capo- Maper contrario poi la difdi^ ceuole picciole7^7;ajfe7nprc da luna parte bpriua di bontà, di modesiia, di femplicita, & di ragione, Ut ahonda ne l altra difcelcratex;z^,difraude,di arro^ gantia,& maluagit a. Coloro il cui capò al rimanen^ te de la perfona e froportionato , auengapero che alquanto grandetto X fono cornei bracchi , fagaci^ aUutì, fenfitìuiy & animoft . ^Itri che quantunque habbiano tutta la quantità de la tefla affai grande^ ueggono nuUadimenoxjJcre loro data da Dio la parr' te di [opra ad domandata calua & picciòla &firet^ ta,ne l effere Uupidi^.infenfatiynon hanno cagione alcuna di cedere a gli Jifinii^nxi mdncando in lor ^0 la chiare^ & lo fpledorede lo ingegno ,moflr a M apertamente , di^ effere a quegli animali pari &^ S Ey 0 X'if^O. io8 ftniìgtìanti . \Alcum uerameme che hanno il capo acuto in guifa di pigna^nonfentono al freno dela uer gogna & del rijpettoje operatimi^ od almeno le no glie loro 5 ubidire giamai : Ma come ne la tSirinfeca figura del càpo^cofi ne gli affetti di dentro del core^ non fe ne uanno o da i coruh o da le cornici diuerfik 3V(e ci renino lungi anchora quegli altrì^che hàiedh la collottola^ ciò e la parte di drieto del capo , baffa ^ humile, fono per quefìo fegnoy conofciuti d'e/fert animoft & arditi: Et fc alcuno , fieri &' temerari il nominaffe certamente non errar ebbe. Da l'altro la-^ ìo.non douete punto di quegli hitomini fidami , che tengono qui ne le tempie molta concauita:perciocht fempregli trouerete efferefrodolentiybejfardiy&ìn gannatori: Et hauere tuttauia nel petto & ne tani^ nió loroyin cambio di piaceuolc^rjr^yitroftaÀi com^\ paJfione,odio:& di manfuctudiìie & humanita^ fie^\ re^T^ dia fine & difdegno . Ora la forma adunque, de la tcfìagiufia & proportionata: non d'altra qua. tita rfe ' e/fere che mediocre : onero più tofto minore, alquanto che grande : Etprejfo a ciò , ritonda ne la parte dinan'7^ & di dietro} Et ne le tempie non con taua ò cauernofama leggiermente baffa & humile-^ Quegli huomini per tanto chcdi quefla manier^f portano il capOy abondano principalmente di inge^ gno; Et fono ne corti Moni j pictoftyhumamj pcuA denti: J<(e in liberalità ^^graìidei^ d^anmòy q m ^bauere di continouo accejb iL coré4i nobili>&altK &honorc{tisi^d^conceiono^gi^^ 0 ìlU L I B ^0 perfona le primiere parti.I{efla bora carne fiimo,d^ uendo porre a queHa mia fatica l'ultima manoy alca na cofa a ragionare anchora de le qualità degli aree chi: membri come diffe la antichità reuerenda ^ala memoria facrati: benché alcuni letoriya la fapien'^ iredeffero. De i quali i piccìoliffmi y le malìtie , U libidine , i furti y & lefcelerate^^e^ propri & na* tur ali affetti de lefcimie^ [hmprecon ejfo loro fo^^ gliono hauere: Douei troppo grandi ^ come a gli Ufini ne le qualità corporali fanno ritratto ; co fi ne l*ignorantia, ne la Ì7ifenfate^ per co fi dire , & ne la fciocchexi^ cT balordexj^ & fimplicita > che uoglie fono & pajjioni di mente, fe ne uanno a que^ gli Heffi animali parimente drieto • Gli orecchi ue^ ramente di me^ana grandei^ y formati come dif-- fe il Ouìrini di bel punto un me^o cerchio , & con^ ueneuolmente dal capo jpiccatij di molta facilita ne lo imprendere , & di acute's^a & di ecceìlentia di ingegno danno argomento 2 Et infieme anchora di humanitaydi cortefia.di prudcntiaydì manfuetudine, ^ di pieta.Con gli orecchi poi oltre al douerc da la teHa jpiccatiyleuanita& le fouerchie dande ; Et per contrario co i molto attaccati,Hanno fempre la pigritia ja ro%e7;x^y& la tardità cofi del corpo co^ me de l'animo . t^de uolte oltre a do gli orecchi molto lunghi & Sìrettiy da Vinuidiafi dtfcompagna m : I fecchi & fottili y da Vanfieta & da i dolori ; £tdi ritti & difiefiydal ftlentio & da i molti penfià ùiEirbuona cofa ancjf (ira cheperuoififappia: eoltt S E C 0 7{^D 0. lop ro che ne gli orecchi abondano di molti peli y haue-^ re oltre à tutti gli hmminì -perfettijìimo udito • Da poiché fuHcmto fino à quello termine il Conjblo ragionando , non altramente che foglia un nauilio iìanco per molto uiaggioy CT cui non poco anchora di uia rcSÌi à fare.rìtrouato qualche picciolo fino di m ar e yr accoglier ui fi denti'Oj fi per ripofarfi de la durata fatica-^ & parte per prouederft de le nece f far ie bi fogne al fuo camino ; ucggendofi condotto oue facea il fuo ragionamento queflo breue golfo , raccolfe al fuo dire le uele , CT fermofii ; non meno per riprender lena; che per prouedere à ciò che di più auanti dir e gli era mefìiero.Laqual co fa, preflo occafione àgli altri di fare il contrario. Onde tutti infieme , lietamente fi diedero in fui ragionare de le cofe udite : Et quale di una parte y & quale di un'altra che più gli era a l'animo fauellauaia colui lo Sìile^a quell'altro la dottrina piaceua : L'ordine ad altruìyad alcuno la diligentia aggradiua : Et eia ffuno diuerfamente,ma di uolere in quejlo mito co gli altriyne commendaua & ne lodaua molto il Zor no'j^.Terche egliyuago che a cot ai parole fi dejfe^ ro lejpallefmterrompendo loro il parlar e y in quefto niodo rincomincio JÌSfon perche con molto di coltu- ra ut fi Hudi ogni giorno ydiuentarà il pruno mela- xanciogiamai:T>(e mutata la primiera naturayil fal m fi farà ctprejfo. Siate contenti adunque^non ten^ tando cofa che il foHenerla o difficile , come Himo impofiibile HÌfìày lafciarmifeguitare narrando co- mepromìfiyde le condìtìoni del colore di tuttodì cor po:cofi ne la carne per [eccome anchora ne i peli^i^ 7ie le ruote degli occhi riguardando: De laqtial co^ fa (pacciatomiycon poco altro che apprejfo foggiun^ gafaro del tutto de la mia fatica diliberato. Et fen %a altra rifpoHa ajpettare^cofi feguito. il colore ne ipeli ne la carne molto fofco & ncro^fignifìca li bidineiaflutiay& timidità: De laqual cofa cffère ce ne pojjbno efjmpio , 7 Mori de l'africa ^ .dela BarberiaiChe di tale colore dipinti il corpo da là no, tura i non d'altre maggiori & più uìue affettioni § fentono fe hauere l'anima pregna . La carne uera^ niente hianca^chiaray & humidetta y accompagna-- ta con neriftimi & foltifiimipeliy colera ne la com plefiione ; & ardimento , ingegno , piaceuole']^ ^aymobilitay(^ incoslantia , ne gli affetti fuol di-^ moUrareiMaper contrario poi y con rari & hian^ chi peli congiuntaydi fouerchio humore nel corpo , Cir di molto timore rie l'animo Ì proprietà generaU mente naturali a lefemincyctla fempre èjjer fcgno fi crede, il còloYè adrmqiie temperàtàmente d'àm^\ bedue quefti efìremimefcolatOyciò è di bianco & dì heroyquale è il hàtutale colore de i Lèóniy che bru-^ no è uolgarmcnte domandato da uoi y non fofco pe^ ròyma chiaro anT^ ^ apertOy&da le proprie'uoglie de i Leònìycbc fono animof:ta^7ìiagnificentiayftrita^ & orgoglio yì[ion h^ufato di 'partiì'/i giamai. ^ltrh che grandemente s'à ffòmìglianò ài colore de le Fot f i^fono fi comè àptitQj^tiegti anijfiàti^mti cafcAHti S E C 0 0 ìió ' dì ue%^i: fcelerat'ua^ìuti : & pieni fmpre di modi feccioji:! pallidi , & che mostrano ìtel colore & ne gli atti turbatione alteramento^ fono timidi A^-^ boli-,& paurofi'parte perche aiia:^ ne la loro com* flejjione l'humidita:Et molto più > perche naturaU mente hanno quelgeHo del uifoy che fogliono gli al tri hmmini hauere^efjendo per accidente^da alcuna fiibita paura sbattutiSìSle ni fi. [cor di maiy ani^ tene te per generale regola & norma, che lapaUide^^ naturale, non dinerfa dal colore de la cenere o del piombo, ilche fu come indicio digraue maluagità a Tifone oppofio da Marco Ttillio^nonfilafciadrie^ togiamaiyncl corpo laprigritia & la tardità: Et ne l'animo la incontinentiaylcjfeminationey te fraudi > le fimulationhgli ingannici tradimenti , la perfidia^ & VempietaiLequali trifiifime coditionijyen teme uà Cefare in Bruto & in Cafiioipiu affai che egli n$ faceua la ebbre^^ , la libidine , & la crudeltà di Marco Antonio di Dolobella : ^n'^ che dico io '^pÌH affai? Che queUe, non mai il fuó animo moffero : Doue quelle, pur fcmprelo moleHarono . La carne 'gìaUa,& che molto col mele tenga di fimiglianxa^ come che poca cofa ella ne fia lontana dal tempera^ * 'meto y moHra nondimeno cheVhumore &lafred^ 'de'^^yfouerchi per alquanto la conuencnole propor ^tione:Onde ne feguita primieramente ne le parti in trinfichedi quel corpo, il difficile & tardo mouime to del fangue:icìr per ciò de gli fpirti: Etpoiinquel le di fuorivia pigritia (^y h tardità de le operruìo^ ■ i L I B liO nhEt al fnt negli inuifihili affetti de V ammolla ti-- midìtàile ciancie,^ lagolofnà . Ma come poco la complejiione fi parte come ho detto da la mediocre temperaturaj cofi fi de filmare che le cofe che a lei uegono appreffo^no debbano per modo alcuno andar fenefin negli eHremi:Ma il quanto ciò fìa , non con parole o regole infegnare y ma con accorte':^ ^ ^ giiidicio fi puote conietturare. Ver che fe ben uedre moyqwxnti à punto hoggi ci uiuono huomini , tante fono quafi Le mefcolan%e temperamenti de le complefìioni: Di che il uolere darne certa partii culaìfe ojjhuationejfarebbe certamente difficileyan ;(f pure impofiibile imprefa.Terò d'alcune cofi in ge neraleycome ho già cominciato parlandoneyle minti te & copoHe differe'Z^ che tra tuna & l'altra ìiha no di loroyin tutto al uofiro giudicio me ne andrò ri mettendo.Ora adu7iq; feguendoydico che i uerdigni non in tutto fecchinepouerineluifo di peliy come che di colore poco più fofchiopiu chiari gli habbia no de la carney fe ne rimangono come quegli ultimi poco difopra narratile ol timore y con le bugie y con le cianciey^ con le uanitày Et fopra tutto ycolgolofo tS^accefo defio del mangiare. Ma da l'altra parte ne lo fdegn0y& più nela fi>iac€Uole'^ayper nonpo €0 dì (patio loropajjàno auanti . Se ueramente^on quello già detto color e ^unitì fono rarifiimi & nerif fimìpeliy& infiemegrandiffima fecche'^^ di carne noni facile a raccontareyquayitainmdiay & quata ^iac€Hole';;2^yq!teJìe tai qualità fi tirino drietQ;2^c. S E C 0 TID 0. rir inoioftpenfieriyne le cure folUcite cr anfiofe , ne là vdiofa & fcontenta mdigmtà^giamai dalor fi allo tanano.Di coloro poi che ne la carne & ne i pelifo no uermìgliyé propria naturalmete la prcfte':^^ la mobìlità^ia leggere^^^^^etla udocìtàtcofì ne le aper re, & manifc/ie opcr adoni dclcorpo;quanto negli occoltì&chiufi mouimeti de C animo. Et quanto que Ho colore è più infiamato r7 più uìuoytanto douer ef fere maggiori i predetti affctti^ccrtamete ci è da lui dimoHrato: Et tale fi potrebbe egli efiere anchora , che laprcHe':^ in furiarla mobilita in impeto , la legger e%^ in precipitìoy& la uelocità in ììrahboc camento ne mutar ebbe: Et cofi di unpicciol male » ^ di poco moment Oy uno grandifiimo CT molto im portante fe ne farebbe. Ben èuero però chequeUa uiua & molta roficT^yCjfendo con humida^S^ mol le^zir candida)& chiara carne accompagnata , non ofcuri inditi di ahondan%a difangue^fignifica facili ta&p rontc:^ di ingegno: Et buona, ^ cortefe , Cjr amoreuole natura: Et facili fiima a rimettere ^ a perdonare tutte le offefe.Ma non a^ et tate già in coloro quefli ultimi buoni affcttiyche hauendo ipeli uermigli come bragie , & come acce fi carboni^ gli habbiano medefimamente durifihni & fommamete grofii: Et inficme la carne fofca.nera^durayVt ajciut ta.^nxigiudicandolì pieni fempre di furor e, d'ira^ fj;- diferuente fdegnOy & abbondanti di malignità (ir diprauì ^fcelerati penfieri^non maiingiufìa^ mente farete: medefmamente > fe le infidie^ le I 1 B K 0 fraHd'hi tradìment'hó" U mancar de lafede^con c/- fo toro congiugnerette . Ma fé queiìo colore come fiamma uermigUo nel petto fi uedc.da la molta coh ra che regna in quel corpo,quafi da acuto & da fu crentcHimoloyne èfojpintafeggiermeme l'anima ad adirarfi.Tle altramente fentono coloro tn fe auem^ re>che portano le uene del collo &de le tewpie,gra demente gonfieyatnpie,rUeuate,& apparentifìme . lequalìammeduefignificatìon'h dal gefto di coloro /«) o«o tratte,che per accidente fono talbora adira ti-lqualimentrefonoaccefi nel furore ardcntifit- mo de la colera.CT nel petto , nel già detto modo fi tnfianmanoiEt ne le predette uene, non poco fi gon fiano.Lafacciaueramente tutta fparfadi colore di rofe,come cheipeli o biondino uermiglhod' altra ma niera coloriti fiano,fuole ejfer fempre nuntìa di gi9 condita & di letitia d'anmo:Et troppo più di mo-- elegia & di uergogna-.ouero come fi diccydi arrofiir fi cr di uergognarfi con poca difficultà . Ma fe que-^ fio colore , non per tutta la faccia come ho detto h. fbarfo , an'^folo ne le guancie è riflretto, ne la eb- fcrc^^cc^ , ne l'ingordo appetito del bere , può Bare gran fatto lontano ofeparato da lui . meno da l'apparentia degli ebbri fi è tolto queH ultimo fe-^ "noyle guancie de i quali fa come rofe fiorire la abo %n'zadel beuuto uino ;cb e' l primiero fi fia da colo- ro,cbc per alcuno cafo fi uergognano : Onde per h fan"uefoprauenutoM,arde la faccia loro inguifa di fiamma . il phìlofopho aUma che gran pc^er* I S ^ C 0 71 D 0. 112 ^ flato fen'^far mottOypoi che cofi lo Spaghuolo beh he detcòijeriteììdo Ui del fno ragionamento rìpofar fiyin queHo modo parlò. B^cor domi ejjèndo ancbora giouenctto^an':^piu lofio f 'anciulloyhauer ueduto un principe che faceua fecondo la uiltà di quei tempi la Italia tremarcybaucre il nafo tuttOy^ quefte par ti del uolto che gli fono uicine , tinte di uno ofcuro rofforei Etpiu tojio a [angue congelato^ od a fegato fimiglianteychc ad altra qualunque cofa fi fojfe . IL^ che fu poi cagione iche notati & aduertiti i coftu-- mi di luiyio face/a in tutti gli altri buomini che quel le parti cofi fattamente baucuano rojje , una certa mia paticulare offeruatione:Etfi m' acorfi poiy&ue r amente comprefh effere in tutti loro ugualità per cofi dir e y& fimilitudine di appetiti • Terò mi faria carOyche anchor uoi la opinione uoHra me ne dice^ fteiaccioche come bene per ine medcfimo mifofii ap poHo a la uerita^ intendere mi faceUe.Dalucro na ui farete dipartito rifpofefubito il Confoloy in giudi cado co fioro fceleratijfmiiEt pieni di tutti i uitipitt enormi &piufoi^. Difiderofi di patire le disbone Hafeminilhcontaminatori de la bonefia de fanciul liibeuitorifen^a modo & fen:^a mifura : Et al fine malcdicentiyinuidiofiyCÌancìatoriyfuergognatiy& fo pra tutto fieri ftimi & crudelifiimi.^ queflo il Fo-- glianoycertamente fegli animi fi potejjero difie di^ finger e ygia non faria pofiihile di meglio &, più mi nut amente colorimele qualità , & le uoglie de le inenti loroiche col penellq de la lingua,a' colore de L I B 1^0 le parole^ ce le habbbiate ejpreffamente fatto uede re. Ala poi che la confcrmatione di uoimi ha rendu to certo itne non hauere ne i termini di que^ìa dot- trinafalfarncte Uimato/egno fia che lafciando que fìi rei htiomini ftarfi ne la lor mala uentura^ quello fegtiitiate^che più auati a dire in quefia materia ui re^U.^lhora lo Spagnuolo , diftendendo alquanto la Jiia dejira mano^quafi in qual modo lignificare uo lendo che fiejjero attentiyin cofi fatta maniera rifa mllo.lSlegli 0 c chi yap erte i& chiare, & lucide fine Sire de l'animo , del colore de quali hora è ben tepo che fi ragio7iiymolte CT uarie confidcrationi àfono . Ma nonperò.fono quefle differei^ein tutto l'occhio egualmcntcxanxi in quella parte folayche circodata dal bianco jfafcia & fta intorno a la pupillaXaqua^ leèuolgarmete nominata il ncì'o de l'occhio: Et da ^alcUnìpiu dottila ruota.^o hanno adunque in aU cun' altra parte fuori che in qucfla^ la propria loro hahhatione quelle diucrfita , onde ( fi come il perfo dal uermigliOo& l'aTiurro dal uerde)fi dice uariare ^ ejfere diuerfo lun'hnomo da V altro nel colore de gli occhiXhe lapuppilla e'lbianco(come chiaro &^ aperto fi uede)pcr qualità di colorejn tutti quanti gli huominijono fempre quelli medefmi: fen%a ha-- uerui da colui a quefi'altrOy alcuna uarìcta . Il nero adunque folamente è quella parte che uaria: ma no gia^come e flato fententia di alcuni non indegni dot tortane i cauallifolo & ne gli huomirti: ma ne i cani anchorai^ ne lejcimic : & in molte altre jpecte di animali: S E C 0 D 0. ìT^ fi come noi diligenaemcìnc habbiam'o dfferudt(K T^le pure è differente rfue[ìa parte, gli huonàm tra laro confiderandoy & luno ir^eme con T altro para gonandoyma in im corpo medejimoyfecondo che egli o più. 0, mti.no. annouera anni.fi fcorgono in lei non fìcciole differeu's^e.Concìojìacofa che altro fia il co^ i^rc di qiicjla ruota^ injtn tenero & acerbo bambir m:aUrOy inm .Imómo più maturo & fermo: & al- tro. al fine yin m di già mex^: ^peruenuto a l[efirc tna uecchic^i^^ Ma le puppille neramente come ho dt^ttOyTkcXa tonalità &.mlcQlore.no uariam gia:Ma foto rie là qudntitay& nela grande'^ . Terche fa^ f ere conmenfiy cbje k.picciole.come portano le yol-^ piyi Serpenti^ & le Scimieymai ne da maluagita^ ne da caniuipmfieri, ne da ouaritìuyneÀapQco qgdir fhento^triSit uogliè che l animo imgombr ano di qtic gli animaliynon pojj'orio jìare lontane naturalmente., Ma'comc che in tutte^lf maniere ^ le qualità rfè gli occhi y lapicciolex^ de le puppille fia rea;eHa è peggiore affai , negli occhi bianchi er ulìuigni : EP. pejfima poiyje quefti Hejfi fono concauiyfecchiy& tt nebroft: Ma in molti doppia ani^pure in infinito ne crefce la fua malitia > fe con tutte le conditionipre-^ dette.fojjero gli occhi macchiatiy& Jparft di alcune, punte di uari colori Ma da l'altro lato la grande':^ %a de le puppille y poi chetalìinquefla parte fono le pecore ei buoiy chepuote ella altro fignifìcare , che tardità di ingegno :groJfe'2^ di cerueUo:uanita:foffe rèntia:^ femplice &ro7^ humanitafaccioche non V i L 1 5 i^U minore lei femhìanxafojje ne le inuifibili paffionì de l'animo; che ella fi fia ne le manifefie conditioni del corpo. In fomma^le puppìlle come tutte V altre mera braydebbono ejjere j?roportionate:Et tali effendo^et giuflitiai& bontà buoni coHumi dimoHrano: Do ue color OiCui d'altra guifii furono date da la natura^ eJr fconumatiy& maluagh CT ingiuri ^effer e per ciò fi comprendono . tt [e per auentura alcuna fiata aue nij}e(ilche pero fia di rado)che da uoifojjero ueduti chi le puppille hauejjero lunge & ouali j oucro di ijualunque altra forma angularhbcne & ragioneuo le è che fappiatey i naturali mouimenti de l'anime lo ¥oyCofi da VefJeregiuHiy o buoni ^ od honefli trouarfi difcoflo;come daldieci^l'uno: dalpefi), la leggere':!^ %ai& da la Brumali folSìitio del Cancro Jh{e punto fate Hima che quegli altri più ui s'accoftino , chele puppille (tutto che de la ifteffa forma ) nondimeno l'una ne haueffino maggiore & più ampia che Val^ ira^r T^el bianco poijfe ben non u'è partitamente dif feren%^ alcuna di colore o di quantita^u^èpero intro dotta una certa diffomiglian^a^da la qualità di alcu neuene che per entro ui fcorrono:LequaiyUermigUe^ moltei& chiaramente uifibilieJfendOi mo^rano che la colera ahondi nel corpoiEt lo fdegn0y& lafie re7^ r^e inanimo. Ma fe elle tantey& cofifolte^ & cofi grandi fono y che in gran parte il bianco quafi tutto ne coprano Jlimat e pure che gli affetti che con loro fi giungonoyfiano oltre ad ogni termine honeiìo & diceuolefuribondi:Et fe con quefìa tale conditio S E C 0 TS(^D 0. 114 ne y fojjero gli occhi tutti in fe od humidì 0 fèccht^ Vchhrcz^y con Ihumidita; & la furia impctuofìffi-^ nta^con la fecchc^ credete che alloggi . Ma quan^ do il bianco non in quello modo Jparjò di uene, an^} fia tinto di pallido liuidore , c^r che tutta la quantità de l'occhio (come che grauemente) pure JpeJJb fi ma myrnetteteloper certiffimo fegnoy diferma^^ tena xey& profonda memoria:Et di buonifjlmo giudicioi Etinfiemc dipenfofayintellettuale^& contemplati^ ua natura.Ma perche con maggiore diflintione pro-^ ceda il noflro ragionamento, onde più facile ne fia parimente la ìntelligeni^a hauete a fapere che la ruota degli occhi , laquaLe come difopra narrai Ha intorno a la puppilla,& è circondata dal bianco j no può generalmente parlando , ejjere d'altro colort^^ che 2uno'di queHitire.Tercioche o eUa e tutta axyr ra: Et ha intorno a lapuppilla alcuni raggi bianchi che a pena fi Jcorgono.llchefi come ftimoy diede oc-^ cafione primieramete^che gli occhi tali che Cefii da i Latini furono detthfoffìno communemente nomina ti da quel colore. Ouero che ella è uerdigna:Et i rag gi che manifefti apparenti efcono da lapuppilla^ fono di colore d'oroylquali non altramente leftanno dintorno ^che fi facciano ìfuoi cerca la ruota de l'ho riuolo : Donde auiene > che elli quantunque uifibil- mente da la puppilla fi partono > non cuoprano pero tutta la ruota : 2S(e fino a l'ultima eflremita di lei che è contigua al bianco, pojjano peruenire^ Laqual cofa, non in tutti gli occhi tali medefimamente ; ma T ij TI \QL I B U Z . , ih alcuni pìuy& m alcuni meno fi trouaXonciofiaco Jaycbe talhora i raggi per poco di (patio lotani da ta puppilla finifcano: Et nota lafcino in queUo modo^no f icciola parte de la ruota: Et alcune uolt comandino M punta loroyfin ne l'ultima circonfer ernia di queU la. Et in cjuefla maniera quella parte fola nota ne re -Jktj che tra le onde diro cofi , de l'uno raggio Cir de altro rimane. Or aper che in quesìa forte d'occhi fi -fcoprono almeno due qualità di colori.ynoii latini -imitando iUari li domandiamo: Ma i Graci da la bel^ lex^ loro tirati^ non per quel folo nome gli appella i rono; ma gratiofi ancbor^ li dijfcro : Èt come che ^iu belli di tutti gli alttk co fi anchùranHntij di mi^ ^cgUori affetti jhehbero opinione che fofft rò. Vultima :poi generale qualità di queSìa ruota , è che i raggi ufcenti da la puppilla fiano cofi forti & Jpeffiychela 'ingombrino tutta infino aia fua ultiirm parte: Et, alhora gli occhi tali , fono addomandati neri : non perche neri fiano ueramente: Che an'^ da uicìno fifo miratijfi fcopre in loro il colore giallo: Etprov ^riamente ad oro fimile . Ma perche di lontano y jion co molta attentìone guardati^ fcgliono ne la pri ma uiSìa fempre hauere quella apparenza • Ma que He uniuerjali differenT^ lafciamo : Et d'alcun aU tre , che più particular mente fono negli occhi ua^ ri , Jegiiitando diciamo . In alcuni de quali , ne /V- firema parte de la ruota , laquale come la carne a la peUe.è congiunta al bianco de l'occhioyucdefi talho^ ra uno cerchietta nera : xiuando ^ uno bianco: fpcjjìà^ » * S E C 0 71 D 0. ir^ uri^altro-^aguìfa d'oro lucido & YÌjplendentc:Etal^ cune uolte^uno uergato di più colori come Inarco ce-- IcHe ♦ De la nerex^a^ ne h cagione la ftccita : Et la ^hondan^a del muninconico humore . // bianco^Ja humìdita & da phlegma procede. T^afce lo Jplendo re yda punta di fangue.Etlauarictaylafua origine ti ra da lo eccejjò di quegli humori yche per cjutjie re^i gole ejfere ne gli occhi fi intendono: Donando tutta^ uia il Uerrhigtio accefOj ouero ilferrigno^ol rugino foyfe in qucUa mefcolan'T^ u' hanno di tai coloriy a la fuperfluita de la colera. I primieri,non fen^ cagio;- ne luuidiofi & maligni pojjono ejjer e giudicati:! fe^ condì , uani & bugiardi : T\[e hanno per ordinario molto acuta uifla. I ter7^Mbidinofi:Etgli ultimi a la fine golofi 0 inteperatiMa fegno alcuno di colera^ hauendoy& priui medcfmamentc effendo di humi ditajnfiemecongli affetti predctti,il furore aggiun gereft conuienese ueramente la fecchei^ con l'hu more cambiafiinOy& magnanimì^& fortiy& uera^ ciy& giudicìoft fartbbonoMa oltre a queflo^non pO, co di afprexi^ neglifdegni ritenirebbono: Et drie^ io a tutte le cofe Peneree,fcmpre uanamente fi per derebbono . Ora perche(come difopra alquanto ne toccai breuemente)non pochi fono quegli huomìni che portano negli occhi impr effe alcune punte di ua fi colorijragioneuole flimopria che d'altra cofa aU- cuna fi trattiyle fignifìcationi di queflc apertamente moflrare. Et come che generalmente in tutte le qua lita degli occhiale punte ^ le macchie fian reefpur T iij L I B re nondimeno di gran lunga fono peggiori negli oc chi bianchi & uliuigni: onde coneJJòlorOyi tradimen tiylejraudiyle rapinerie maUtieyla f^gacitayCt U sfrt nata temer itayfempremai fi congiunge. Ma fe ne gli occhi nari alcune poi ce ne hauefiinoy la roi^'j^a ne lo intelletto , & la ajperita la {piaceuok7;p:;a ne i cofiumijcertamente fi menarebbono appreJJòéMale fanguignCycheper entro agli occhi neriycome le fiel le nel Cielo y& ne i prati i fiori uederete fparfey non altramente hanno gli affetti loro maluagi che IOt leandro CT la Cicuta;& l'Orione e'I tempeflofo jir turo fiano foliti hauere.Oìide fia fempre bencylo flU mare che da homicidijyda dishonefia Ubidiney da fi-m mulationiy& fopra tutto da aUutia nel fapere cela^ re i fecreti del cuor enfiano da ogni tempo feguite ^ Quelle altre poi che di pallido &fofco colore mac-^ chianogli occhiyfanno forgere ne l'animo uogliayche tutti gli huomini un fol capo hauefiino:Et quello(co me dei Bimani diceuaCaliguld) uedere pofcialor tronco. Et a quefia fi grande & cofi fiera malignità^ fi unifce naturalmete lo appetito de le cofe impofiibi li: Et la inuefiigatione (benché a cattiuo fine) degli accolti fatti de la natura & de gli huominiMa non rcflo ^damantioyilche da noi certifiimo se ritroua tOydi mettere non meno infieme con quefleil timo-- re;che con le fopr adette il furore fi flia.Ora concbiu dendoyin fomma affermo che le macchie tutte degli occhiycume iljuccidume & le lordure a ipanni,tol^ gono a l anima la nette^ & lapurita.Ma jper di^ S E C 0 T^D 0. 116 ^ fintamente bora di tutte L'altre qualità del colore de gli occhi narrare ydouete hauere in mente ycbe ne i tenebrofi & ofcuri , u'babiti di continouo qualcbe fnale:& qualcbe Tirana & borrenda fciagura. Iqua li poi [e infìeme con l'horror e & con Cojcurita ante detta fcccbi & aridi fojjìno, tanto più certi tejlimo ni di perfidia & di infedeltayne uerrebbono ad effe rei Et fe co tutto ciocia picciolc'j^ anchora conefjò loro fifoffcytanto meno di cagione bauete di douere lor fede prefiare: Concio fia co fa cbe di fraudici ma lignitayditradimenth& di inganni fiano abondan^ tiffmi. Quei foli , tra tutti i tenebrofi alcuna parte hanno in fe di bontay che di conucneuole grandex^ dotati ypiu cbe mei^namente fono bumidi. Quegli f foUecitudine & cofìdtia;quefìiyConfideratione & do edita; Et quefli ifleffureligione & timore ne l anima impartono: Et del core la liberalità de le radici fue^ gliendojn uece di leiyO lauaritiayO la miferiayod al-- meno la parftmonia ui piantano . Ma fcmprefgene^ Talmente parlando) quefla tale ofcuritayfi tiene con-* effolei la perfìdia & lintemperantia:Laquale tanto e maggiore & più crefcCy quanto più fono borribili & ofcure le tenebre. Da l'altra parte gli occhi lumi nofi & rìfplcndenti , come per la qualità del colore a i fopr adetti fono contrari ; co fi ne gli affetti cbe loro die per compagni la dìuina natura , come viete a la Libra , CT al Boote il Canopo , & come il Sericano a VlberOy& a l'Ethìopo il Scitta^fono co-- me fi dice distanti per tutto il diametro . Onde , & L I B B^O Z di grande':^ & di eminentia l'altre buone condì'* tioni haucndoyfono fen%a alcun fallo yuia più che tut ti gli altri difiderabili ^ T^e fogliono altro di incom modo hauere conejjoloro , e/fendo tuttauia fi. come quei di i Galli lucidiffimi , & ardenti di puro fpleìi^ dorcyfaluo che la iìicontinentia & la libidine :Ondc^ fia jàno configlio y il non commettere quelle femine a la guardia loro > che caHe ^pudiche difideriamo che uiuano : altramente con la paglia il fuoco, e'I Lupo con l'ugnella, tardi & con noftro dannOy a la fine ci auedremo di hauere infieme congiunto . Gli occhi uariy che grandi & rijplendenti & humidi/ia noconueneuolmentey diforte^i^ di corpo^di graUfr. de.':^ d'animoy& di ualorey& di ingegno prejìanò fede: Et a quei fi ajfmigliàno , degli animofi Leonia ^dele fiere àquile. Ma fefofiino grandi folamen te più de l'hone^ìo, & lucefilnoy CST mouejfmfi nel ri mirar ey come quei fanno degli huomini acce fi d'ira eìr di J degno y& Uefiìno le palpebre loro molto lar^ ghe & apertcycon uerita fi potrebbe dir'eyloro ejfe^ re più di tutti gli occhi tri§ìijfmi:fi come quelliyche a i Lupìy & a i cinghiali portando fembìan^a , non potrebbono da le maluagie uoglie di quegli anima^ iiycffere lontani giamaì:jtn%i di crudeltay& difie^ reT^y & di rapacità 9 di molto gli uincercbbono • Se uer amente con la picciolei^ uibrajjino , / mali-- gni &frodolenti cifcopririano.-Doueco lagrande's^ %a y ci dariano manife§ìo indicio digolofita, difoU Ha , ^ di fciocche'^ • Ben è ucro che gli occhi in S E C 0 ISI D 0 tty ^itetia guifamouemifi i ne per humìdìtay ne per grandei^y ne per jplendore , dal medriocre CT ra^ gionemle flato partenti/i , e^r con tutto queHo Uca ti ejjendo & brilLant'h dimofirano eccellente & ra^ ra alte']^ d'animo : altero CT inuincìbile jpirito , Cìr ardentijjimo & ineflingmhìle difiderio di gloria CJr d'honore . Ma non crediate pero , che per que^ ^ìe fi buone & fi lodate conditioni y manchino da r altro lato o di fouerchia arrogantia : &nel uan^ tarfi majjimamente : onero di cbbrc^a : & di ira sfrenata CT impatiente : Et del corpo parlando , di ejfere da lepaffioni del morbo caduco di leggiero ah battuto.Tali (come fi troua fcritto) furono gli occhi del Magno ^lejfandro : In cui le qualità primiera mente dette , lo fecero empire di fuoi triompbi eSr* di fue uittoric , le parti Orientali tutte del mondo : £t le feconde , a" la uccifionejct .Jpinfero di dito Calliftene : & a l'incendio de l'antica Citta di Ver-^ fepoli . Or finalmente adunque , & per ttniuerfatc conclufioncy tutti gh occhi che uibrano y come fe jat tare uolefiino fuori del capo y hanno fempre in com^ pagnia loro , qualche tritio uitio : Et qualche grauc & biafimeuole {celeraten:^ . Quegli altri poi y ne i quali il rifo CT il piacere albergay tenendo con la feù. the'xj^ infìeme y le palpebre cofi me'xo chiiife , & guardando come qui sufa a dire difotto co'7;j^y non fono àegni inuero di lode alcuna : Et meno anco que gli altriyche con tutto quello fono concaui anchora^ \An'^ & qneHi & quelli y uanno fempre qualche 1 L I B B^O ria malisagitafabricando. TriHo è parimente il foy fe nel fronte y ne legate^ & ne le ciglia, uba uno certo tremore : Et più cattino poi yfe chiudendo & aprendo jpelje fiate lepalpcbre, mirano intentamen te: Et triliiffmo al fine, quando di loro natura Han no gli occhi aperti(fmi.^lhora neramente il rijò ha meno in fe di trifiitia, che egli comolta humiditade è congiunto : Ts[e fuori che uana ór fciocca fcmpLici tay ór non potere fojferire i dolori, altro di male gli. fi può attribuire. Ida fe con quefto humore lepalpe braflejfmo tefe , ór molle il fronte, ór molli fofiino queHe parti qui intorno agli orecchi, ciafcuno uitio in tutto da Ce difcac dandone , fi rimane il rifo in compagnia de le uirtu : De lequai, lagiufiitia rende gli huominifimili a Dio : laprudentia , gli ammae^ Sìra: la amoreuoleT^ la pietà CT la manfuetudine > li fanno cari ór grati ciafcuno: Et la magnifìcetia al fine,il difìderio de la gloria & de Vhonore nel petto gli infilila . Ma per contrario gli huomini di fiera Órpauentofa guatatura , hauendo pregni gli occhi diconueneuole copia di humidita,fono penfofi natu^ talmente & ingegnofi . Doue fe la fecchcj^ infie^ me con la ferita de lo fguardo fi accoppia , alhora Ibene in male , l ingegno in malitie, ór li penfie-^ iri in dijperatione in un tratto fi mutano : Et fe con tutto queHo , ajpra la front e, gli occhi fermi , ÓJ* ritte fofiino le palpebre, incrudelifcono ne la feroci ta de le uoglie; ardifcono a qualunque imprefai Ts(e finalmente^ alcuna cofa non tentata lafciano . Et poi S E c o T^D 0. llS che m'è auemto di fare bora mentlone de Ictferme^ %a & rigidità degli occhia da quejio non miparten doy hauete afermarui nel core , lei ejjere aperto ^ manifejlo fegno^di maluagie & trifie offe tt ioni ehm fe & occoltenc ranimo.Magli miuerfali lafciando, er ne iparticulari col parlare entrandoygli occhi in queHo modo fermi rigidi & fifii^ inft eme con llm^ miditayil timor e-ycon la fecches^x^yld menticaggine; 0 con la pallide'^y lo Hupore argomentano. CoU ro poi che con la rigidej^ leuano altamente le ci^ glia^aprendogli occhi come fe per efii rejpirare uo^ Lefimo y fono [degno fiy crudeli^ imprudenti^ maligni ^ CT Jìoltamcnte faui . Ma fe col rigore fono gli occhi grandi & di colore uermiglioy infatiabile nehlaga la'& sfrenata & ardentijìima la libidine.Et fe con • quefioy hauefiiuo le gote ma certa fijfura, non fi de ìlare in dubbio che la sfacciatex^y la ingiuHitiaM infatiabilita (per cofi dire) & la dijperationcy CT h mala cotentc j^yfempre co i predetti affetti non ua dano.Gliauarh & di continouo a i guadagni &for feale rapine intenti da gli occhi piccioli & fermi fono moftratidqualife medeftmamente tra le ciglia il fronte crejpajìinoy o fia che per natura molte grìn c(e n'haueffino , frodolentifiimifopra tutti gli huo^ mini ne farebbono : Et fe con tutta la per fona an^ dajfmo chini & piegatiy che ladroni fojfino & fom- mamente colericiyconofcere douerefle.Ma fopra tut to y Vamicitia hauere non ui curate , & hauendola, dilafciarla cercate^ di coloro che ^Hocchi uliui< 1 l I B 110 j^niy& rigìdìj & ofcHYÌ portano ne la teJlaiChe fem i preingannatorij& nel malfare & ne le graui [cele | yatex^ifuegliati & fremii li troi^ercte: Et non /o- lo dilettaìitifhnm procaccianti anchora le nnferiej.e -calamita, & le rouine degli buomini. Tale fu ne di fuoi^ne fino ad bora da la morte di lui molto di tem- po è pajfatOyun giouene di non picciolo affare in que Sìa Citta: llquale col fuo fine borribile & pauento- fo^con danno difej& utile di chi u' intende & appli ta l'animo, IdUerita di qitefìa dottrina pienamente ci confermo. Soli gli occbi filfhche piccioli & burnii di fiario.infteme con la fronte priua di rugbcy & con le palpebre mouentifii, tengono in fe qualche cofa di buono: Quando certo fappiamo , che da queUi uie^ ne come l'ombra da i corpijC amore uerfo le lettere: m la éruditione.eH caldo defio del fapere . Ma fi come a coloro che gran tempo fono Hati nauigando per Valto mare , quando fi auicinano a la terra , uiene loro un certo odore che lei benché non ueduta pale^ fa; cofi a me quantunque con humili uclcdifcorren-* te per lo pelago de le dimo^lrationi degli occhiai fi fentire il propinquo lito : Conftderando che de /r quattro auerten'^ che in loro diffi douere effere ha mtCy ciò è Informa , il fito , il colore, el mouimen- tò , le tre lafciatomi dritto a le Jpalle , per affai difpatio ingolfatomi ne la quarta non poffa quel luo go effere molto lontano,doue la Hanca mia nauìceU tii,/e tale fu il fuo deiìiìw, de la durata fatica fi po^ fora. Ora adunque Jeguendo , dico che gli occhi, che S E C 0 T^ .D 0. irp con fretta fi mononoy più negligentiayche faccende ; fili perfidiaychefedt ; più fojpctto , che fccurìta ; cr fignijicano a k fine ypiu che tranquillila y perturbai tione. Ma color q che con gli occhi infiemc le palpc^ bre hanno mobili» mancano il più de uoltc di grath* de']^ d'animo: Doue quegli altri che girandoli (ian no con le,palpebre ferme , diuengono ne le aduerfir tay animofirne iperigliy audaci''^ ne la dijperatio^ neyConfidtnti.J^^er contrario chi gli occhi tardamen te moucrèpegro ylentOy^ dipocojtnno: Et cori fa^ tica fa cominciare alcuna cofa: Et coniinciatolaycon maggiore difficulta fe ne fa rimanere i.,Gli occhi fofchiyi^^ da l uno lato & da l'altro raggiranti fi pre diamente y fono paT^xi & inutili:! grandi & trernan tiy a r^bbrex^i a lagolay a la tarditaya lo Uupore^ a laiioltìtiafqno incimati. 1 piccioli & bianchi & a lo ifiefjo tremorfottopofliy agliirjgii4fiiy sfacr ciati y & infedeli conuengono : procuranti V altrui male: Etuiuenti de le altrui mijeriè. Et fe nerifof^ fino 0 iwiy in tutto le rnedcfimefignific adoni hau^- rebbono : fe non in quanto , ^ucjìi più imprudenti ^ temerari ; Et quelli , più sfacciati & difdegnojt farebbono. Gli occhi che ondeggiano a laguifadel mare , uolano a piene uele ne i piaceri & ne It cofe amorofeima pero non ingiuftiyne maluagiy ne di rea natura^ ne lontani fono a le Mufe e ad apollo. Va^ frirfi e7 riferrar fi molto Ipejfo negli occhi , ei dee con iejjempio del Barbaroffày già Corfaley& al pre fente I{e d'Mghiere , ^ Capitano de le armate d§ L 1 B J^ U Turchìy àe ì rapaci & degli infidìofi rendere accor ti • JqualifacUmente cimlunque arte & qualunque difficile cofa apprenderiano , & in fomma aftuti & ìngegnoft JarianoJ?auendo entro negli occhi abonde Mole copia di hmidita. Ma [e la pallidezj^ col tre- more uifojjcyfarebbono dal [acro morboyod almeno -data uertigine moleHati: Et lo acume delointellet tOy e7 raggio & lo jplendore de lo ingegno y& fofco f2r rintw^ato ejjere in fe fentendoy& in [e medefi-- mi fcontentiy& ad altrui uiuerebbono ingrati. Que gli occhi che nel chiuderfi in qucflo modo uoltano U fuppiUe a Vinfujby già mi par e di ricordarmi di ha^ uerui detta^ che molta libidine , & poca prudentia ftano nfati di tenere con ejjo di loro; Ma fe non in fu fo fi uolgonoyan^i dritti cr fermi rimangono yhaucn do conueneuole parte digrandezj^ydi fplendorey& 4^hmiditay& infieme la fronte fcn^^a ruga alcuna^ non ci reiìa(fe agli occhi foli guardiamo) cagione Ónde non habbianoad effere religiofi , prudenthua^ ghi dfintendereygcntilis & fopra tutto amoreuoli : Voue Vhumidita con lafecche's^ cambiandoylafcia te le buone & le honefie affcttioni da una parte ^ & in luogo di quelle qualche rio & abhomineuole pen fiero tuttauia trauagliandofi ne la mente , dricto a la ferocità &ala ingiufìitia , trifte & ferine uo-* glie yfi abhandonerehhono in tutto , Et effendo que^ Ha tale ficcitaycon la aj^rei^ & con le grinte del fronte accompagnata , & col raggiungimento de /e €igliay fUr €on la durc'Sf^ de le palpebre^non cono^ S E C 0 1^ D 0 ^ Ilo fce la audacia loro alcuno ri/petto : Et la fiere^j^ t con fomma difficoltà fi può re?idcre manfueta & humilcft<lu\ladmcno fi come i Dei con gli incenfìxo uotiy& co [almi , cofi cofioro lodati riueriti & pre^ jentatiy fi mitigano & tornano humani . Gli occhi molto aperti, Hcbe alhorafi intende yche & difottQ e^r di /òpra tutta la circonferentia de la ruota fi pof fa uederCy & oltre a quella anchora fpvjje fiate uno cerchietto del bianco^ ejjèndo fermi humidi^ ofcH rii^ hauendo piaceuole guardatura^mcmno per or dinario in loro compagnia & bontà & uiuacita & fronte'z;z^ di ingegno: Ma (e Hhumort con la ficcita^ & con lo fplendore Vofcurita permutajfino, CT non^ dimeno con fe§ìofo& lieto & chiaro [guardo miraf finoydifomma sfacciate'T^yet di cftrema audacia ci fariano fegno.Ora fe dritto e§ìimoy?ion mi pare che degli occhi parlandoyaltra cojà alcuna ci reSìi, che a dirla mi fia neceJfario:per tanto fe cofi confentìre tCy altro foggetto donando a le mie parole , procac-^ ciaro di menare a fine & terminare queUa fatica ; onde io fio in fojpetto che a me ne fegua molto di perdita & di molefiia : Et uoi fete certi che niuno forfè yod inuero pochiffmo diletto od acquifloyue ne debba uenire . Se la natura , rijpofe prefiameute il Qurinì, è quella che cofentìre iluipoffa, niuno ere do farà tra noi di fi dura mentCyche ardifca a negar louiiMa feinfinitiifonotutto'lgiorno prodotti da lei^ cogli occhi altri a queftas& altri a quella parte, alcuni in fuf0}& no pochi ingiuforiuolti}come uole te che p offa acquetar fi lo intelletto nojlro , non ha* uendo di tante diuerfita^pure uno foto motto intefo da uoi^Lauate aduque quella picciola noia che uap fona il difìderio noftroycon l'acqua dcla grande hu tnanitade uoHrac^ Et al dijpiacert che Un uoi,amen ^àte nonfolo conia confolatione^ma col giouamento anchoragrandiffmo che ci date.^lhora lo Spagnuo loyaffai joggiunfe mi credeua di hauerne^detto^quan do cercai di perfuaderui , che jenxa là maluagita de l'animoyi uiti del corpo nonpotejjino Hare. Ala poi che pure fete fermati che più partitami te fe ne hab hia a parlare > io ftudiando di compiacerui , mio mi ingegnerò di fare il uoftro uolere.Quindi il ragia namento fuo ripigliando , cofi feguito . Fariamcntt come piacque al CicloyCterno feme di noUre uìte^for^ fio gli occhi de huomini torti: Cociofiacofa che talha va uerfo l'homero dritto , fì^effo mirano contra il /iniSìro:Et alcune uoltCy quajfi che amìnedue accendi najfero al nafo , fono uolti al dì dentro : ÈtTuno al contrario de l altro . Et quando oltre a ciò fi ficcar: no fiotto la palpebra di fopra : Et bora in quella di [otto fi affoggano • Lequali differente , tutto che babbìario una fola-c^r fimile fignificatione di trifìi movimenti d' animo y nonauiene peroy che tra lo-- ro non uadano in qualche parte dìfiomiglianti . Ma quello che confufo ^mefcolato ubo mejfo dinan-^ bene è ragione che per più ferma ìnteiligenxa di, uoi.ue lo fcpari alprefente^& ue lo dìflingua. Quei primi adunque che la delira parte rijguardano , la pa:^ia. S E C O T^D 0. 121 pao^aja negUgentia, & la menticaggìne hanno ui dna: Olici che la fmiUra^gli adultcrijyla luj]ìma^^ la ardente libidine : Et quelli che accennano al na* fo y le beffe , leìgermìncUe^ & le berte. Onde pro^ uede in quello modo la fauia natura , che i Brunii e i Bujfalmacchi , rifo & dolce':^ de gli huomini , per rattemperare t amaritudine eH dolore de la ui^ ta y non uengano a mancare giamai , Meramente coloro che di tale maniera portane gli occhi , fono peruero dire j il mele e' l condimento de thumaìia confue t Udine . Ejji tuttauia faceti ^ con eia fc uno pia^ ceuoliy & fempre motteggiofi & feHtuoliy& grati ^ amici di continouo a l'amore & a legratie , cìr uiuono in fe medefimi , & aue^^yio altrui a uiuere la uita foauemente.Ma feperauenturayalcunigli oc chi auenga che torti in quefl' ultima guifa^ ^ jecchi infieme , & fifsi , cìr aperti gli hauejjero , ejjì da le grafie & da lo amore abbandonati, le pfaceuole':^^ 'X^ in trujfe , i motti in oltraggi, ^ le facetie in uiU lanie conuer tendo, negiuUitia ne uergogna non ccì nojcendoya le maluagita era le triUitie reflarebbo^^ no in preda. Et a peggiore conditione anchora ucr^ rebbono , & la audacia & la ferocità cH dejìo del malfare accrefcerebbonoyfe gli occhi non rigidi ^ fijfi y ma tremanti & uaghi tenefiino . Quei poi che l'occhio dritto ne la deHrapartCy e' l manco tor^ corto ne la finìflra, come fono nel corpo d'ambidui gli fior cimenti partecipi ycofi lapa^S^ia & la libidi ne r affetti che loro feguono^ne l'animo hanno con^ t L 1 B U giunte.Bcnfi de però fempreja maggiore & più po tente fignificatione, donare a Vocino più torto: Ma ejjendo egualmente queflo uitio ne l'mo come ne L'ai troyii finiftro ne le f emine , e'I dritto nei mafchifi ha daprcporre . Ma quando non da lato(come «tr duto habbiamo ne iprec€denti)an7^pd in fufo od in giufo è lo fior cimento , tanto alhora più di malitia crefce ne i mouimenti del core^ quanto meno di heU Ici:^ ne Icluci [cerna del capo.Di che douend io dar ne partite regole , dirò primieramente che coloro che tengono uerfoH fronte rìuolti gli occhia il male caduco ne le infermità del corpo ; & la libidine y la golofitay ^lebbre^i:^ in quelle de l'animo ; & ne i j'entìmentiyhanno per loro proprio loflupore & la torbide':!^. Et [e queUi occhi tali fi mouejfma con un certo tremore , non ne può ejfere lontana la epi^ lempfia : od il morbo caduco che fi foglia dire . Ma quando non tremanti^ma di liuida paìlide'Z^ foffe- ro dipintiy non ajpira & non attende ad altro la lo^ YO ferina crudeltUyche a mortiM uccifioni& homi cidi^^e poi grandi fono & uermigli, a igiuocatoriy a gli effeminatiya i dishonefliy& incontinentiy& go lofiffimifi conuengono. Coloro poi che per contrario in giufo portano giratigli occhi , & come ajfogati fìr fommerfi ne le palpebre di f otto yfentono credo non fen%a noia , fe hauere da le medefime pajfioni che quei che in fufoy eH corpo & l'a nìma perturba ti: Se non in quanto che Iodio & lo fdegnojpiu lun gamentCy& con più duro & ofiinato affetto ritengo SECONDO. I2t tto. T^e d'altro mo^rano d'ejjèr uaghUne d'altra co fa tanto lor calcy quanto the trauagliarjì in tutte le loro operationiycon feluaggia & roT^ & aJ}^rafero, ctta. Ma fetalbora alcuni uedesìe che l'uno occhio al Cielo y^ l'altro a la terra uolgefiino^tr emando in ambiduiy & Hringendo le ciglia^ ^ molto JP^JP> ref^irandOife direte che il morbo caduco fia in loro, fe non in atto^almcno inpotentia molto propìnqua^ fempre del uero nuntij diuenirete.^lhora il Giglio, chiaramente difje s'è da noi comprefo per le uofìre parole^quafi pel lume il colore^ ciajcmia diffcren'^ c'habbiayO nelfito,o ne la torcitura degli occhiMa ptrcioche non fubito ogni cofa b bene che non è ma^ Uy ne e uirtu non effendo uitio^ne inferma tutto ciò che non fana, uorrei che intorno a le predette quali tdynon folamente ci dicefte come non hauefflno ad ef fere gli occhi:ma più tofìo come effere fi douejjino . La concauitaj l'eminentia, ne conofciamo: ma il conueneuole loro HatOy non peranchora fappiamo . Leuerita de torcimenti ci fono palefi : Ma la nera forma de la drittezza ci rimane accolta . Dateci adunque uoi , che lefofche chiare,& le cofe dubbie certe folete fare^ una ferma regola onde habbìamo ad intendere la giuHa qualità degliocchiillche non meno fi conuerra a la uofira cortefia nel come pia^ cerci.che fia diceuoleala dottrina ne lo infegnarcL ^n^T^i rifpojè il Confolojla cortefia non mìlafoia in^ fegnare a più dotti: Kle la dottrina confentCy che di do che non pojfo debba compiacere ad altrui. Onde il H U Gìglio di mono yuoi potè do foggimfe.cì farete pia cere: Et cofa a tutti noi moftrerete^che non ci e nota. Che già cofi ingiuri non faremmoyche di cofa ui pre gafiimoyche tifarla non f offe in uoflra baliaiT^le cofi imprudentiiChe ciò che noi fapeJiimOidauoi che non ne haue^le cognitioncy^ìudiajfmo di appararlo . Et loSpagnuolo alhora, duro pefo cercate dijfe di im^ porre fopra di medlquale io non fo come mi [peri di poterlo regger e:Klp hauendo in tutti i libri de i paf fati dottoriy letto giamai cofa alcuna che mifoUeui^ ^ulladimenofe la uoHra aita mi promettet^^y io co ejfouoiy come fedeli cT amici conftglieri , de la ejpe^ ricntia che lungamente ne ho fattOydomandand oue ne cofiglìo ragionerai jperando che piacendo hora a uoile mie nouelle offcruationi , elle tanto debbiano acquiHare di auttorita y (he nel tempo auenire^pof fano anchora a i difcendenti noftri effere careXt poi incominciando j cofi fegmò.Mhor a credete che nel fito degli occhi debbano effere giufii^ne punto oltre^ al douere o rileuati.o bafjìyche da la efieremita de i peli de le ciglia ^ fino a l'ultima eminentia dei pe- li de le palpebre tirando una linea ^ouero con un fil mfurandoytrouerete la predetta linea ejjere diritta, circolare: le palpebre più de le cigliarne queflc più di quell'altre , o ritirar fi in dentro o ^ingerfi in fuori . Ma quando o le palpebre foprauan^ano a le ciglia y ouero che elle ne fono più baffe , eminenti nel primi) cafo , & nel fecondo, caui effere fi dicono gli occhi . Et tanto più o di queSìi o di quegli afftt^ S E C 0 T^D 0. ti ejjere pìen'h quanto che la eminentìayOuero la con cauita ne e maggiore • Vada adunque nel primiero affetto lo [guardo uoHro ^ fen^ia altramente Uno . compafjb affettare ^ mirando giudiciofamente o le palpebre & le ciglia : onero [e più u'aggrada( ilcbe è tanto però)la fommità de la carne del fronte qui fu hìto [opra degli occhiy& la fommita parimente di quella de le palpebre:E'l fronte più di queHe^ o quc he più del fronte ueggendo ali^arfhfecodo la propor tione del più & del me7io, Valte%T^ a gli ^ fini od a i Buoi y cr la baffe^i^ degli occhi od a i Leoni, ód a le Scimie rafomigliate: Et in quefìo modo o fcioc chio buoni , o prudenti o malitiofì giudicate gli huo mini.Ora ueduto adunque quale fia il giù fio CT uero fito de gli occhi, da bora inan':^ cerca il torcimento CÌr la dritte^ loro, & cerca l'apritura el chiudi^ mento , poi che cofìuolete ragionar emo . Gli occhi che fermi flando, hanno nel mexo a punto di loro la ^ puppilla dritta , ne più da tuno lato che da V altro fi ci fcorge del bianco apparere, mancano certamente di laterale torcitura . Et quei, la cui circonferentia eflrema de la ruota^cofi ne la parte difopra comein quella difotto,è fempre da le palpebre coperta, non effendo ne ad alto ne a baffo riuolti,drìtti fi debbono domandarcele più chiufi od aperti fìimare,che con uetieuole & giufìo fi fia .Ma quei che me%a o più cori le palpebre tengono occupata & nafcofa la tuo a, come che egualmente da ambedue le parti , più nondimeno fon chiufi , che la ragione, an:^ che , j L 1 B A. 0 la natura commmemente fia ufa di comportareiOn de i triUipenfieriyO l trauagliare tuttauia ne V ani- mo cofe horrendey hanno fempre in lor compagnia. Quegli altri poi che per contrario moflrano tutta in tiera la ruota y & con effa infieme molte uolte uno brcue cerchietto del hianco^peccano d'altra parte in troppo apritura : Et a la adulatione > a la letitia de r animosa le bugie^& La uanita fanno perpetua [cor ta. Quei neramente che non da ogni banda [coprono il bianco y ma folamente o di [opra o di fottoy cr guanto da Vun lato di queUo pale/ano , altrettanto da r altro ne afcondono de la ruota y da niuno credo che porti occhi in fronte & in capo fenno , dritti debbono effere giudicati : ^uenga però che in alcu^ ni il torcimento fia co fi poco , che non pure il fcnfo ncla prima uiHa noljentaima a gran pena conmol to anchoradi attentionepojja comprenderlo: Ma no per ciò ui mouejfe a doucrli non torti crederesti «e- dere che molti fiano coloroyche ne la parte inferio- re degli occhi^nun celano alquanco di quella bianca humiditaycheper nutrire & temperare il fuoco de lapuppillayui ci ordinò cjpofe la diuina ^ fauia na tur a:per eh e più proprio è de la moltitudine di accre fcerCyche di fcemareil uitio: Et oltre a quefìo y cia-^ fcuno fa che fempre trai poco eH nulla^come che pie ciolaypure ci ha qualche uiucrfità.^dunque non do ucte in tutto dritti credere che fiano queiì'occhi : quantunque cofipoco come ho detto ?ie paiano tor^ ti Jquali forfè in tanto numero ha uoluto produrre S E C 0 J^D 0. 124 la natura y perche col difiderio de le cofe Veneree^ . che tanto e Loro naturale ^ proprio^ quanto a i cS trari e la follicìtudine e ipenfieri^fojjero come fojìe gni de Hjumana generatione . 7S(e altramente fola ^per quefia ragione^fono come ftimo da lei tra morta li creati : che fiano dal prudente capitanOyper le fir^ la cr in ciajcuna parte de refcrcito , difpoiìi alcuni huonùni di notabile uirti4:accioche col ualorc & con reffempio loroyficurei^ falute apportino a tut^ te legenti.Ora dapoi che in quefio modo ragionato hahbiamo di tuttofi corposa giù da i piedi comincia 'dOy& fu montando Jin ne la teHa, quattro fole cofe ^mi fi parano dauanti per ejjere dette da me. La qua lita^& la quantità de ipeli in alcune parti de la per fona: La uoceùl mouìmentoii^ la ftatura . De lequai 'fornito una uolta di far parole^uoi d'udire , & io di fauellaregiaftanchiyripoJeremo.Dico per tantOychè gli huomini molto ricci ^ ne i capelli crejpi , man^ cano rade uolte per quello fegno di fraude & di tìr> more:Doue quegli altri , cui diflefa & ritta chioma donò la naturarne coflumatiynepiacenoliyne faui e/1 fere,ne buono ingegno hauerc pojfono in alcun tem^ po . similmente la molta jpejfe'^r^ dei peli ^ de le fiere è propria:Et,la rarita^fen^j^a maligno & ingan neuole animo con difficultà fi ritroua. La tenerci^ anchorayha no fo che difeminìle er* di rio: 7^e però la dure':^ y fi può credere buona & uirile : ^wc^i più tojloy^ beiliatey& feluaggiay& afpra y & ro^ '^.lefipuo dire . Dunque fe queftieftremiy tengono • • • . L I B 1^ 0 xome fi uede , tutti qualche difetto , bene è ragione che per cofa certa ci fermiamo ne l'animoyqucllofia to che temperatamente de Inno CT de l'altro è par^ (tecipe^ejjere (opra tutti gli altri perfetto: Et nel cor po belle-s^a cr leggiadria^ 0 giuHitia accrefcere ne l'animo & intelletto. Saranno adunque i peli che lati depoffano meritaréynohYtcci o diflefiyma inanellati: non rari o folti^ma mediocri: non teneri o duri y mei conueneuoli.Et alhora quel tanto di bene che da lo^ ro ci può ucnircychc in uerita non è molto , intera^ mente confeguiremo/QUeHaela fomma adunque^in uniuerfal parlando di tuttofi corpo: Ma partitamene tey & fole per fe fiejfe le gambe tutte folte di peli , ne l'ingegno ro%e'xi:^^& ne l'animo importano fe- rita.se neramente la parte loro difopra folo è pelo^ fay& nuda & polita quella di fottOypartitaft la ro^ is^'^M ferita fi rimane : Ma quando per contrae rio à le cauiglie intorno haìino molti peli y come à i lafciui becchi furono dati naturalmente y tramutafi élhora la ferita in libidine: Et confciocca uanafim^ plicitàybene bufata di far fi compagna. Le cofciepoi e ifianchiy& tutto intorno a i ge?iitali ingombrato di peliyfe ci gioua di credere a GalenOyardentijJima lufjuria dimofirano:Ma tale per òy che previamente fi fatij:Et di nuouo anchora in un tratto riacce fafi » cerchi uouellamentc di ejìinguere il fuo fuoco ♦ Ca^ loro che in un proponimento non fanno & non pof» fono lungamente fiar fermi , & fono tutti nani & lafcwii abondm & nel pmo & nel nentrc di mi S E C 0 T^D 0 . 125 ti peli: Ma fé nel petto filo cofi fojjeroynonpiu ni & tmtabil 'hma accorti & ingannatori diuenireb bono. Quegli altri poi che gli homeri & la fchie^^ na hanno taleyuolano come gli uccelli co i pen fieri per l'ampio cieloiEt digiardino ingiardino uagan^ dOj& bora quello bora quell'altro dijfegno ombreg giando con V intelletto , trouano a la fine fi /piegar l'ali per l'aria uana.I Leoniyche di grande'^7;a d'ani tno & £ ardire tra tutti gli animali non hanno pari^ portano cofi uolendo il cielo che loro le diede yint or ^ no al collo le loro corone: Onde ci ha poi la fimiglia %a fatto uederejgli buomini che in quella guifa han-^ nopelofi il collo , effere parimente magnanimi & coraggiofi.Ma come le predette parti per fe^ in que Ho modo folte dipeliMnno come fi è ueduto 0 que^ Jia 0 quell'altra fignificatione ; & come quando ad un'altro animale fi raJimigUano gli buomini per quei figni; cofi tutto il corpo egualmente pelofo j gli Or fi non filo negli ajpetti^ ma ne' gli affetti an^ ebora ci debberapprefcntare.Le ciglia neramente 9 dapoi che ancho di loro hanno parlato iSaui^effcn-- do (pejfe dure & congiunte^ il dolore & la manin* coniay& infieme la malignità & l'inuidia non han^ no lontana : Mia quando ritenendo le primiere loro due conditioni , in luogo de la ter%a , fi difendono ìunghifiime infino a le tempie , & dinan^^ uerfo'L nafo alquanto fi piegano y&nei coflumi eSìeriori del corpoy & ne le uoglie interne de l'animo fi con^ fanno in tutto ao iporci.Se poi non cofi lunghe uer^ Z I B O fogli occhhma folamente fono piegate dinariT^i ^ la àjprexj^a, la ritrofiay & la jpiacenoleT^'s^ayfcmpre è con loro- Ma fe il nafo lafciando fi accosìafjero mot^ to a le tempie^non ajpri alhora, ó ritrofi^o Jpiaceuo-- li;tna bugiardiyHami& inganneuoli buomini moflra rebbcro:Et fe ne a cjue^ìa parte ne a quell'altra in-- chinafjeroyina diritte egualmoite fi fiejjeroy tappeti to ardente de la lujjkria palefiirebbero . Ma oltre a tutto cjHtfio jdijjeanchora Arinotele prima y & ^damantio poi , che Jcendvndo i capelli fin giù a mczp ilfronteyO' quindi in due parti diuidendufi', era per ordinario quefio fegno indicio d'ottimi affet ti: Et runoM benignità & la cortefia; Et l'altro, la grandcT^ de l'animo & la forte^:^ gli attribuii ua.^riSìotelel'bumanitày & ^damantiolauirili^ ta gliconcedena: EtqueHo [opra la fembìan'iìra de gltanimalis& quell'altro foprai ge§ìi ^ fappa-^ ' "tentia de gli attuali coftumìyilfiio giudiciofondaua^ Ma noi per molte ejperientie fatti certi del uero ^ più tofìo ad ^rifloteleyche ad ^damatio giudicbia mo che creder fi debba. La uocepoiyfi come iifuono la qualità de i metalliyfuole palefare anch' ella le na fcoUe cqnditìoni de l'anima • Quindi hanno detto i Sauiyche nel tempo antico i& nei moderno hanno of feruato la natura humana^che il parlare grane grof fo & alto y a gli oltraggiofi fconfiderati & golo fi conuienfi:Etche coloro che dal tuono graue inco^ minciando finifcono ne lo acutbycio e come fi dice da la uoce groJf4 ne la fittile , uiuono odiofi fempre 4 SECONDO 116 cìafche duna per fona: haitendo in un mede/imo tenu po combattuto il petto da dijdegno, & maninconia: da colerayi^ dogHa:& daHiXji^i& lamenti. Lauo ce ueramtnte forte grojja & inuiluppata^ come ella èpropriadeirobusìi & fieri maflini, cofi ne gliaf-' futi d'ira ardente onde loro l anima auampa; & ne i coHumi poi , le ingiurie ^ le uiolentie , gli oltraggi ^ & in fine l'odio de gli huominiiè feco fempreufa^ ta di ritenere . Chiunque poi in fuono acuto chiaro er molle ragionarla uUtayl'cff'eminatione,^ la lafci uia fuayfcopre per fe medefmoiMa quei che la acu^ teo^ delfauellare in/ìcme con la ficcita & l'afpre'^ %a congiungono yla mobilitarla leggiere':^^^ la ua ria & inflabile incoHantia, più affai che ciafcun'al-^ tra cofa hanno ferma nel core:!^ u'ha ragione an^^ chora che fi debba per buona lodare , la uoce frale languida & lamcnteuole:Che an-i^gli anari^imeftif 0- fojpettofi fopra tutti gli huominiydi continouo Cu fano tale:Che però con quefie pajfioni ne l'animaceli fere uon debbono buoni creduti . Et tanto preffo a queUo di timore tiene & di pìgritia Cacato tardo debole parlare^ quanto ha di temerità & di pa-i^ '^^ayla forte frettolofa & grauefauella:Et fimilmen te in udendo alcun tuono jiridente rifonante acu tOynon hauete cagione alcuna di rallegrarueneiper^ che ne uigor d'animo^ne acutex^ d'ingegno ne prti dentia con lui fi ritrouagiamai.Sola la uoce grojja^ i& concaua,& ritonda diro cofi , come quella che a la leggiadria^a la bQntà ^^a la uirtn è concorde 1 h \ L I B 1^0 drittamente degna di loda.Coloro ultimamente y che a gran pena fnodare & mouere pojjono la lingua a formar le parole ^forje perche fu in cielo quando nac qucro JoUenea Mercurio qualche notabile impedì-- mentOyla prudenza & Vaccortex^^a che douea loro uenire da quel pianeta^ conofcono fe hauere con ma litia & con uanìtà permutato. Quindi al dottore pa rendo che il Confilo di queHa materia non uolejji coja alcuna ragionarne più auanthin quejio modo di cendo [egli fece incontro. Foiper quel ch'io fento non hauete penfìeroy ne fete di coloro diJpòSio di far parolcyla cuiuoce loro nelfauellare entrando nel na Jòyvende loro le nari Tonanti: Et pur mi farebbe fom inamente car0j& co fi credo a qucfli altri Signoriydi ejfcre certi quale maluagita y foglia hauere per capa gna quel uitio. Terò fe cofa alcuna di ripoflo in quo fio cafo tenetCyrecatela ui prego a la luce: Et mofira tecela apertamente. Et egli alhora y ìion era dijfe in uero mio proponimento di altramente parlare di quefli moftri cìr giuochi di TS[aturaychegiudicaua do uerui baciare , Vhaucre io detto più uolte , tutti gli huomini che naturalmente hanno difetto & man-^ camento nel corpo^ effere mede/imamente ne le qua lita de l'anima yfempre mancheuoli & guarii . Et per certo partitamente di cofioro che talmente ragionano y che altro limate che dire fe ne pojfa, fe non che più s'allegerino de le altrui mìferìe ; che non fanno de le proprie felicità? Et che più sat^ triSiino de le cofe pro^ere altrui i che de le loro S E C 0 7^ D 0. 127 aduerfe non fogliono f Et freddi di perpetua inui-- diajportino in queHaguifa di continouo gelato il co re di malignità. Et che la fede & la uerità da loro . sbandendo iCome Romolo ne lo ^filo a i malfattori^ diano per contrario nel petto loro ricetto ^a la sleal- tà & a lafraude.Or poi che de la noce tutte le fìgni ficationigia narrato habbiamo , porche il fiato è la fojlanT^ & la materia ond'ella fi creaydal proposto nofiro non ci partendo , di lui alcuna cofa Joggiun^ geremo . Coloro adunqae chenelrejpirare eshalano gran copia di fiato , anfando come je lunga fatica dianzi durato haucjfmo , fono per ordinario mali- gniypai^: & projontooft: Ts^e tengono 0 ne le ma-- ni 0 ne la lingua^ ne modo ne mifnra alcuna : ^n'j^ fen':^ nullo rifpmo , dicono & fanno difordinata- mente jtutto ciò che da l'empito de l'animo loro, uie ne lor fubito mejfo dinan'j^i . Ma quando il fiato è molto j&firide & geme ne l'ufcir fuorivia eblprex;^ %a alhora & la ferità ua can Ini. Et fe altamentefpi rando y fi manda fuori pel nafo lo fpirito jpejfo CT leggierOy& la fconfolatione , & la paura coUoro fi conuiene : I quali molli anchora & effeminati ef- fere poffono di leggiero^quando altri Jegni in queàa medcfima fignificatione confentano.Infomma come dijfe Scotto.chiunque molto fiato eshaUydipoco ie- re non può coment arfi.Ma da l'altro lato lo fpira- refi foaue & piano che nulla fi fcorga^fempre da molti penfieri fuole e/fere accompagnato: Lanatu^ ra de quali, fe accorti &giudiciofi farete^facilmen- L I B 1^0 tey& fenx^ errore ne gli occhi conofcerete . Ma fé* ' ejjetido fiato lungamente quieto ^ efce poi il fiato confurìaicome Vacque fogliono de fiumi ritenuta da qualche foftegno y feni^ dubbio da [celerità non f icciola ne e V anima trauagliata: Et fc cofi fpe'7;p^^ W tamente jpirando ^ mone alcuno gemendo la tettai \ egli certamente fi pente ^di alcuno fiio detto o fatto waluagio : Benché fe quefto gemere ^^ fe queflo ta le mouerdi capo^fi fa tenendogli occhi fijji & inttn tiypiu toHo u'e alhora imagìnatione di male^che pen timeto.ll fiato adunque che fuauemente^a poco a po £0'& fen%a flrepito eshala,è certo indicioydi buone Cjr honefte ccnditioni ne l'anima • Tslel movimento foìych'cfferegìa diffi la ter^^ parte di quelìct mia eUrema faticaiOjJeruafi laprtftei^ & la tardità : 'Et la hreuita anchora & la lunghe^^i^. Quei per ta tOiChc con lunghi <^ tardi pajfi hanno ufan'^ di'ca- pùaaeey abondano ordinariamente di pruden'3^ e^r d^auedimentoiTSle lafciano che in foUicitudine er di ligen'xai molte perfone loro uadanoinan^i: Et fono per cofi dire^molto operatiui: Et att 'ifjimi a qualun-- quc cofa fi uoglia. Ma non pero adiuiene^che la dot ceT^ de la familiare conuerfatione^con non fo che di ^iaceuoltj^ CT di ritrofia , affen*:^ CT tofco di queUa uitay non fogliano uelenare & inamarire - I fafii ueramente che infieme con la tarde'^ hanno i congiunta la breuità , ritengono bene la auerteni^ & r accorgimento : ^ medefimamente la noia zf ilfafiidio:Ma d'altra parte la attitudine a le fO- S E C 0 7^ D O. 128 fey ^ la dìligenx^y& la foUicitudine abbandonami Et in luogo loro. la inettiai& la pigritia , & la tra fcuraggine accettano . Etfpejjò (come dijje ^da-- rnontio)la auaritìa e di fari con cjjb loro: che poi a douer dejìare la robba d^altrui^ CT talhora ad muo-^ larUy inchina & fpinge chi loro mone ♦ Ma la lun^ ghcj^ poi con la uelocita del caminarcycome è pie na di bumanita di piacetiole^^a & di cortefiay& come h fempre rijj biuta <^ eìpedita ne le faccende, cofi da l'altro lato di fermcT^ & Habilita di con^ fglioy& diconfiderato & [amo difcorfo y [mie ad. ogni bora fcntir mancamento.Coloro al finecheina dando fanno ipaffi breui er ueloci , non tengono fe mi credcttyan'^^pure fe ad ^rifiotelcy CT ^daman tio,& a tutti gli altri Dottori preHate fede ^eccet- to facilita ne lo imprendereyin fe cofa alcuna di buo no • Concìofia cofa che la leggerexj^y& la profun^ tioney& la mordacita,& le calumniejjabitino fem^ pre ne la mente loro: Et fiano parimente tuttauia ne l'animo dubbiofune ipenfieri inuilluppati:Et fo- Jpefi al fine in tutte le loro deliberationi : Et fopra tutto queftoy auarìffmii & maligni : & dì tutti gli buomini timidifiimi. Se ueramente alcuno caminan do infrettayHarainatto di fofpettofo & temente, cìr tutto fi riSìrignera in fe Heffo , da luì potrete certame te hauere^fermiffimi inditi] d.i timor e ydi inai uagitaydi miferìa & difcortefia. Ma fe col frettolo fo mouimento fi moHra ne gli occhi non fo che di pertur batione & d'horrore , & rc^irpfi anfando. L I B F^O fie ft tiene ferrra la tcSìa,mn cruàte ,'non curate di co di hauere amicitia con huomini tali: Terocbe am litio fifiimi,&maluagi, & da ejjere fuggiti (ono il più che ft fojjà . Lapre^e-^^a poi con la dritte':^ infieme de la perfona»ritenendo nel mouerfi mia cer tr degnità & honeiioleT^M fempre prejjo lyUu to cr uolpìno accorgìmento:Ve mancagiamai d'a- nimo & d'ardire , ne l'entrare primieramente , & poi tic l'efeguire qualunque imprefafi uoglia. Situil mente il fermarji fen'^ alcuna cagione nel camina re,e'l riguardarfì intorno con la teSìa altay ne humi leyne caHo.ne benigno non può cjjere giamai : an^ lo ^re^T^ar tutti» & la fuperhta.cr l'acce fo ardore degli adulterijygli h fempre (come a taria il uento) naturale & proprio.l mouimenti poi & de le ma- ni & de le braccia^non dubitate punto che ne la rne defima ft gnificatione non entrino» che quelli de pie- di.Ma il mouerfi ne gli[homeri>& inftcme con tutta la perfona lieucmente inchinarfi,h molto conuenien te a la pruden'^^^al ualore,eala magnificen-:^: Do- tte chi gli homeri folamente moue, & ua dritto & pettoruto con la tefla in altOil'ambitione, gli oltrag gi,& Vofiinatione ha fempre ne l'anima.Et queHo, a i caualli che talmente caminano , fi può affomiglia re.Et quegli altri,non meno ne i mouimenti de Vani tuo che in quelli del corpo, a i leoni debbono effere pareggiati.Chiunque poi,fi come il cane adulatorio faueìlandOiOttero andandoyfi torce,& fi dimena ue- Qctment€if otete il uero oredendOi giudicarlo fìmtt- latore. S E C 0 Ù 0. Tip latore^ hugìardo.fallacey & ingannatore. Ut oltre a ciò 5 effeminati fono coloro che uanno piegati ne la, deftra parte: Ma pili pa:^ a la fìnc^& più lujjurio^ fi quegli altri , (^come hieri ^ boggi più mite ti ho detto) che ne la manca fi inchinano .Orne V ultimo liiogo^a ragionar mi retta de Ihumana flatura : La-- quale è bsn ragione che hoggi chiuda & finifca que- Ho ragionamento , poi che hieri mettendoci in bat- taglia j l'apcrjè primieramente cr gli diede prin^, àpio . Difiguale per certo cìr mal partita pugna fu hieri tra noi^dijjè alhora l'^mbafciadore : quale fi come fcriuc Homero ^fu nel tempo antico tra Dio-: mede & Glauco . ^n^^i per uero dire , quale fareb- be fe ua Glauco foloyche fu quel ioycon due Diomedif chcnti uoi col Dolce infieme mi rajfembrafleyfì met-- tejfe con tarmi a terminare fue liti. Ma fe ne l'altre cofe y iniqua colpa di mio fero desino a Glauco mi fece pare , benpojjo certamente andarmene altero f che in quefi'una l'auan^^o : Et di gran lunga megli trouo fuperiore . Che doue egli la dorata fua arma^ tura con la ferrigna di Diomede mutOy io il ferro de la mia rorafauella.con loro de la polita uofira elo-* quentia , ricca felice permutatione hauero cam^ biato . ^nxi foggiunfe fubito lo Spagnuolo y io più tolìo 3 & come Sìimo più giurarne nt e , me Vallan- te facendo y uoi Turno giudicarci : hauendo con la for%a de uoflri preghi y armi uìa più pungenti di tutte r altre , del proponimento onde era ueUita U uogUa mia, ciò è di non ij^endere parole in fimil ma L I B B^O feria , me jf obliato uiolernemente .7{on affermate quefto^dijje albera ^leffandro Dolce :Che ad alcuno di uoiygiaper ninna guifa fi conucngono^le già dette fimiUtudini:quado ne egli Glauco fuo ejfere^^^uoi Vallante e ragione che fiate, Ma più drittamente ere dendoy& da quello che la bonefta uuolepur di tanto non ci partcndoyuoi che domato & cfiinto hauete il fero moftro de l'ignoratia che in me uiucua^degno fe tinche ad Hercole ucciditore de Cinghiali & de Ser pentiyUi pareggiamo: Et egliychepregandouene ui ci sfor xpi fiira quella immortai Dea^ che a le fatiche , an-^ pure a la gloria jHerolc . andauafoUtcitando% Ma perche il moflrorrìioyfi come l'Hidra ifuoi capi non rinouelliy feguìte inan'j^ con la (pada de lo infe-^ gnare , tagliandogliene infino al fine . Quindi ri^ prendendo afauellare il Confoloxofi feguito.Gli huo mini adunque dijìatura molto picciola & hreue^che da uoi signore ^lejjandro poi che fi Dolce fete non fo dipartirmi ^ douete crederli fagacì , afìuti y ingC" gnofi 5 & accorti ; Et ne le loro operationi > cofi nel corpo come ne l'animo rifguardando, prefìijfimi & uelocifiimi.De laqual cojayejferne certa cagione gin dicare dobbiamo^ la molta uelocita : onde fi come in ficciol luogOyin lorofimoue il fangue:Da cuiyfi come lo fplendore dal lume^la uiuacita^^ la chiare':^ ne uiene de lo intelletto: Et è fol quella anchorayche co-- fi frettolofamente mone le membra : tutto dico , che la difpofitione & la preparatione de P animo altra^ mente intenda. Ma da f altro lato la grande^ fo^ SECO TSiP:,0. 1^0 uerchia & [proportionata , non fuole ualere giamaì de r ingegno : TS^c ha potere alcimOydi moflrarenel corpo {retta & celerita.Tero che efjcndo dal core al ceruello molta dìftantia , tardo ne uiene ad ejjere il mouimento degli (piriti uitali : Et non pre/ìe poi le imaginatigni i l>{e mfieme le attigni corporali . Ma come generalmente parlando > (jhcJIc due propofitio nipojjòno ritenere qualche dubbio iCQjì ne le particu lari dislintioni , fempre certifiirne ne riefcono . Ora ^ adunque cofi distinguendo^perche nontalhorafalfe, ma fempre uere;non alcuna fiata dubbie ^ma tuttauia certe;non tal uoltafmojje & croUantifhma di conti^^ nouo falde ferme fiano le cofc da noi propojieui , dico che la breuita & la picciolcT^ de la datura , unita con la fecchcT^ de la carne ^ con la nerex^ , 0 con la roffe:!^ de i peli , & con la abondan^ del calore naturale^ non può fe dritto guar diamo y e/fere utile a cofa alcuna . Conciofiacofa che effendo alìjora il moto del fangue^ fi per la fircttCTi':^ del luogo, & parte per la caldc:^ de la cowpUjjéone uclociffymo non può cìn talmente e formato , ne ancho per breue /patio di tempo iflare in un medefmo propoìiimento cofiante: ^?i;^diuno di/iderio& d'uno penfiero in un altro , prirha che nifi fermi punto yfdrucciola & rouinaprecipitofamente. Ma per contrario i lun ghi humidi & carnofi , & bianchi ne ipeli & ne la carncy ^ in fomma non poueri d'humore & dijred^ dc^^j per qual cagione ejfere non debbano in tutta la uita loro inettijjimiyper ine in ucrj) comprendere I 7 B 2^ 0 gìamai non faprei Che mouendofì in loro tardamene te il l'angue^fiper la ampici^ del uajoy & ancbora per la fredde':i;^ ò^- per la loro naturale bimidita , uengono a confeguire ro-zjfjimatardita ne lo inge- gno : uana & inetta femplicita ne l'animo : nel corpo 3 (pìaceuole odiofapigritia ♦ Ma da l'altra parte le perfine picciolejnmidey bianchey& difred da compLcjJloneybanno i mouimenti del corpo tem^ perati: Ei difcor fi e i concetti dt l'intelletto , fag-- gi y prudenti , aucduti , Ter che la tardità de la natia jreddei^y tempera > ordina , CT* compone , la uelocita del rnouimento de gli [piriti : da la breuita procedente de lajìatura. Et parimente lagrade^j^ afciutta bruna & pelofa y & per altri manifcftife- gni ricca di calore & di ficcita y femprc fuole ejjère temperata yfenfitiua yprudentCy i^.ingegnofa . Che la celerità , che dal calore da la fecche*^ ha ori gitfe de la compie fiione^mefcolata infieme con la tar diiki dal pigro nfoto najcente degli interni jpiriti > è fempre di creare tifata uno perfetto temperamento : Donde come dal Sol la luce^ uengono gli ordinati & regolati mouimenti del corpo : Et medefimamente ilbuongiuditio : <^ l'accorgimento : e*l maturo & fauio configlio . Totete adunque da tutte le cofe da, noi hoggi narrateui , come fouente habbiamo det^ to y trarre qucjìa generale ^ certiffima conclufione: che la mediocrità ne la Sìaturay la temperanx^ ne la compie filone ynon trappaffante in calore od in fcC'» ^he^^^ne infredde'^:^^ qì inhumoreì debiti ter^ S E C 0 Ti^D 0. i^i mìnì:& ftmilmme la proportionata dijpofitionc de^ le mernbray foglia nel corpo naghei;^^ & ornamen- tOj & arrecare ne l' anima gwjiitia:forte7i;3^i: pru^^ denxci:& temperamento.De lequai la primicrayco- me dijje Vlatone , ^ tutta inftcmc la antica Thco^ logia y fatta di nmuo bora riffdendere da la accefa uirtH diMeffer Triphone Gabriello , ne efen%a al^ cun fallo donna reina imperatrice . Et per con trarlo poi quando le membra non feruano la loro proportioneyquando la compie fiione non e tempera . ta,& ultimatamente od in lungheT^o od in bn uita la Hatura peccando , fo':^ ne appare e difforme^ nel riguardare il corpo: Et trifta Jifente et maluagìa nel conuerfare l'anima finalmente, Tanto beati adun que sfortunati color o^che quel bene & quella per fettioneMnno in forte bauuto dal Cieloiquanto mi^ feri & sfortunati co/loro ychc non per loro colpa:ma perche cofi uolfero quegli eterni lumi , ne mancano priui ne fono. Et felici te aueturoft uoiyfe quefii U fciadOiCt a quei primi co ogni uoftro potere accolla douìy cercarete di bauere parte di quelfauore cele- [feconde nobilmente i pregna l'anima loro.Ora per cbe dei fegni che effere debbono offeruati da noi » alcuni come ho detto con maggiore forxa & più chiaramente pale fano la uirtu loro che glialtr iyftu diaro al prefente difarui certi^quali fiano quelli che habbiano tanto di ualore & di authorita : Et quai parÌ7nente quegli altriyche nefentano mancamento. Tutti quelli adunque che ne i luoghi eletti^ principa L I B B^O Ih&pìu nobili fono de laperfonay& doue prìncipal mente dimosìra V anima l eccelkntia del [uo potercr come gli occhi Jlfronteyil capo^ & la faccia, onde fu che dijjè ^pulegio , che tutto Hjuomo nel uolto & ne la teftafola uiueua^come tali,ejjere debbono pri^ mieramente confiderati da uoi:Et nel fecondo Luogo^ auertirete gli homeriùl pettode bracciale mani: & con le gamberi piediMa ne l ultimo poiylo fiomacoàt uentrey^ quelle pani doue il centro pofe di noSìra^ ftatur agl'architetto , e'I fabricatore de gli bumani corpi. Doueteanco ejfer cauti di preporre fempre la fignificatione de i fegni propri , a quella che i com-^ muniprefìar uipotefferoiperche come altre uolte ha dettOyqueftiJpeJfofalfi conofcerete:^Et^con quegli al ' tri ytuttauia albergare la certc^ ritrouerete. Che^ fe ijègni communii come fono il colore uermiglioy la molta carne^é* la fanguigna complejfione^mi mojlraf fiero alcuno liberale er franco ycome noi ufiarno di di reyilquale nondimeno ne la faccia picciolo & far-- mojér congiunto CT rifirettofojfe negli homeriycht fono propri fegni di f cor te fa & d'auaritiay debbo drittamente giudicare uolendoy a queHi ultimi affet- ti, uolgcre inchinare ilpenfìero . Ora ultimata^ ^ mentCy&per fuggello & concbiufione di quanto ho ragionato fin quiydouete(preuedcre uolendo lafor^ tc^ d^alcuno) quelle membra offeruare principale, . mente , con lequai le gagliarde & forti operationi fi fanno. Male bracciayle mani, gli homeriyle cofcic, & i piedi y fono quelle membra a punto ^ onde pia S E C 0 T^D 0. i^Z fortemente. fi adopera llmomo: adunque per la lo ro qualità fi de primieramente giudicare il ualore & lafor^a . Etfelo [degno poi, & fe l'ira conofce re ne uogliamo , pero che è primo il core ad ejjere da quella ardente pafiione infiammato & acce fondai petto y da le colie y&dalo Homaco , membre uici-- ne al core , ilgìuditio noftro informare ne dobbìa-^ mo . Et co fi parimente in tutti gli altri affettila go^ uernarci CT a reggerci habbiamo^ Ma /opra ogni aU tra cofa^flate di continouo fermi & intenti riguar^ dando negli occhi:percioche quiuìfiedonOy quafi tut te le fignificationi de le nofire uoglie: Et per loro{co me per fineflre aperte) tr affare & traluce V anima noflra . ^duìique tutti ifegni che ne gli occhi ho detto douere efjereauertitìy con tutte le forxe de la uofìra diligcntiay attentamente confiderate: perche quatunque ne VapparenxapiccioUfienOyhannopero negli effetti grandijfma differenza* Dopo quello ^ facendo fegno il Confilo di hauere il fuo ragionamen tofornitOileuatifi tutti da federe^ attefero ad altro . IL F I T^E. In vinetia , per Ciò* Grifo M D L X I X, 1 r * 1 r ■c f rC Nome compiuto: Antonio Pellegrini.

 

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