GRICE ITALO A-Z P PE
Luigi Speranza –
GRICE ITALO!; ossia, Grice e Pellegrini (Roma). C I
SEGNI DE LA NATURA NE L'HUOMO, DI ANTONIO PELLEGRINI Antonio Pellegrini,
Cristoforo Canài HI DE LA NATVRA NE L'HVOMO, % DI ANTONIO PELLEGRINI. Con
Trimlezw. ^^^.^òi^Jf-^^-. In vinetia , per Gm^vm ^ /. 7v A**':"* ^ LO
ECCELLER^ tipmo Duca di Camerino , Il Signore Ottauio Farnefe , Chrijfoforo
^ecanale, Onofcendo per uiua ^ certa froua , EcceUen^ tipmo Trencipe^che lo
intendere pienamente ^i affetti humani, apporti in tutte le opera^ tiont de la
uit a, gr andiamo gioua, mento , ^ Comma dilettatione a .Mortali ) m'e caduto
ne t animo , per fare queHo piacere, ^quefta- utilttade agli huomini, dt pub li
ed' re ( anchora che fenz^a ilconfènti- mento di lui) alcuni ragionamene ti :
fcritti ne gli anni p affati , da a ij mio compare iiPkfeJJer (tAntonio
Tellegrini : Me i quali ( fe in alcu - n altro liho ) fi può perfettamente
imprendere , quejia fi diletteuole > f^* fi gioueuole dottrina . Eiluero,
che il penfarmi di uolere far con- tro a la opinione, ^ del Compare , ^ de lo
amico J,a mente^pronta da fe y a procacciare il bene , ^ l'utile commune
alquanto mi impediua ^mi ritardaua.Aia fuhito^quafi un raggio di Sole tra
nuuoli , mi fi fcouerfe lo lj?lendore ^ l'authorita de la Ecce [lentia uoHra .
Et giudi cai che facendo io ufcire quefo li- hro ne le mani de gli hmmini , col
felici fimo uoflro nome in fronte , non folamente ciò douejfe a tuiy f-
cureXzjd ^ fauore col mondo ; ma a me anchora con lo amico imer ito ^gratta
acqmUare , ìsle nera-- mente , fu non ra^ioneuole, ^non git^fio il mio
fenfamento :Pero che qual Frouincia , qual Cittade, quale e finalmente quelt
huom o , che ardijca di oppugnare quella co fa ; cui mi rigenero dun tanto Im^
Peradore,Jiate feudo ^difefa ? Et a cui darà l'animo di biaJimarla\Ce uoi,
nipote d'un f felice coji fan to Pontefice, l'hauerete accettato ? fermjlraìEt
le firet e patrone \ Et d! altra parte, come potrà lo aù thore non gradire,'^
non hAuer ca ra queHa mia operai ione fentendo ilfuQ libro, e [fere uenuto ad
mchi^ nami ^baCciarui la mano,come a (iio Signore ? Alche far e, egli mede
Jtmo,Jè le jke occufationinon gite le hauepno uietato, uolentieri ue- nuto
farèl?be:Non Joloper le moL te, ^ tutte rare uniuerCali cagio- ni, onde fopr
amolti Fremì fi:, ^ admir abile fete et amabileyma par ticular mente , perche
benefattore, ^ signore fete de fuoi . iAccetti adunciue la Eccelle ntia mlìra,
quefio libro con allegra faccia : Et rimiri in lui , quajiin lucido ^ va
litolpecchio,tuitele fue buone]qua litaicojide t animo, come del corpo: Et
alfine , fempre lo oAuthore ^ me infteme , che ci fa fommofauo^ re , conferui
ne la gratia Jua . L ,1. \ I DE I SEGNI DE LA NATVRA NE L'HVOMO DI AN TO N I O
P E LL E G RI N I L I B IlO V B^l M 0. 0 FE B^E B B 0 Ts^O certamente tutti
quanti gli kuomini ^ con ogni lo^ ro fatica diligcntia IsfoY'xarfi eir ingegnarfit
di recare al mondo, nel mi I gliore modo che poffono y ' giouamento &
utilità : fi per ricompenfare in quefla guifa^gliamaelìramcn^y ti &
benefìci, riccuuti da gli indusìrio/i & [ani lo^[ ro maggiori : fi ancho
per non lafciare che nel tém* po à uenirt , i difcendenti loro fi dolgano {come
efii perauentura hanno fatto) de la prigitiay^^ 'i^ la negligentià de igìa
trappaffati . Et auenga che H fare quelìo a ciafcuno lìia ben^ , pure a coloro
ajjai meglio pare che fi conuengd , che con minore pe^ tiglio & daìino di
fe Heffi, efcguire lo poffono , La-- qual cofa niuno hiuero mi negar à giamai
^ne gli fcrittorinon adempir fi perfettamente • Tercioche effi , lontani in
tutto da i tumulti de le guerre , da le inuìdic de i gouerni de gli fiati dai difagi
che ftmpre ft tirano dritto tutte le arti , pofjon^ t L I B FiO tàue conferuare
le operationi de Capitani : lodar e^^^ prudenza de prencipi : Et ìnfegnare in
che maniè-^ ra , <{ue^o , o ciudi' altro , tra gli huomini fia Ua^ to
eccellente . Ver tanto difiderando pure di mani^ feHare al mondo^quanto fia in
me je non gagliar-- do il potere.almeno ardente la ajfettione^di gioita"
re (fe potrò) agli huomini in qualche modoM uo-- tmo^y polche nonni h dato
occaftonedi meglio ope^' rareyfcriuere al meno alcuna cojaichepiu dotti ^
pisani ci renda . Et perche efendo huomini ^ ci de principalmente dilettare ,
di intendere CT di cotio- fiere Vhuomo inan^ì a ciafcun' altra cofa , fi
ancho-^ rayperche ad hauere conofcen:^ di noi Hefhfumma già in per fona di un
gran fauio auertiti da i Diuini or acuii , mi è piacciuto di trattare
primieramente de la natura de Hmomo: Et moflrare fecondo le ua rie qualità del
corpo, quaipajfwni, & quali affetti, fiano naturalmente ne l'anima. De
laquale Jcientiay niuna altra più grata^opiu cara efferc ci dee: confi--
derando lei effere tutta noftra: TSlc d'altro trattar Cy che di noi medefimi.
TSljunapiu gioucuole^od utile : imprendendo da lei.ciocheper effere buoni
compiu-- t amente ydohbiamo fchifure: Is^iuna al fine più per^ f ettaro più bellaieffendo
il foggetto di leifilpiu bcU loyC'l più perfetto animale che habbia la natura
crea to. abbracciamo adunq; con tutte le for%e noHre , ^ucfìa tanta bellex^.
^cqui§ìiamo quesla perfct-- tione : feguitiamo queU' utile: Et guHiamo qucHo
fo?nmo piacere. La conofccn:^de fegnidelavo- f T ìli M Oy 2 tira T^aturuy è
celebrata da i medici : ojjeruata da i fhilofophi , & ammirata parimente
dagli buomini tutti; Etpreffo agli antichi ella era in tanto di tiene rat ione
d'authorità^ cheft legge gli Indiani faui non prima effcre [oliti di permettere
che alcuno dcjje opera a lo fludio de la philofophiay& al gou^r no de regni
, che foffino certi per le corporali qua* lità di colui Jui efj'er ne
pienamente degno. Foglio a dunque mandare a le lettereccio che in qMcfla mate
ria alcuni anni fono , tre ualorofi Imomini , & miei carifjirni
amiciydottamente ( fecondo che poi mi fu detto) & fottihnente dijputarono
infieme : ilquale ragionamentOy hebbe princìpio in quefla maniera • Dijfemi già
^Icffandro Dolce ^ che trouandofiun giorno di fiate dopo mangiare ^ne la Chiefa
del Batti "ila a Murano^doue fi celebraua alhora jollennemen te la fefta
de la natiuità di quel fanto , infieme con Meffer Gifmondo Harruel Jngleje^'che
hora c Com-^ 7niiJario& ^mbafciadore del fHol\e prejfoaque fìa
B^epublicac& il zornox^^ Confalo in qucfta Cit tà de la natione fpagnuola ,
Et ueggendo elfi quiui , come fi fuoleufare in luoghi fimili y ragunata una
buona brigata di donne , mirando il Confilo uer^ Jò una di loro, più giouene,
cì^ daciafcimo giudi^ cata belliffima di tutte le altre , uerfo gli amici ri-^
Udito fi , loro in quejio modo diffe ridendo . Ter quanto da alcuni certi fegni
ìiel uifo di quefla don- na comprendo {(^^ fe loro la predetta giouene uede re)
giudico che ella difideri fommamente , di ejjère JL Vi; tuttauìa in quello
ejjercitio occupata , che fece r/- tornare la faldella a MaJ^etto* jl cui lo
Inglefe^me Zo fogghignando rijpofe . Mia opinione è ftrma^ mente , che non pure
coHei che ci hauete additato^ ma tutte le altre anchora , onde al prcfente
qucHo tempio è fi pienoyhahhiano coft fatto defio. Mhoi- ra uolendo il Confolo
rifpondere alcuna cofa^il DoU €e fnbito interrompendogli il fkucllare ,
di/Jècofi • 'Perche non ci arrecate uoi , de gli ejfempi letti ne i UoHri libri
Spagntwli , feni^ impouerirci noi altri ltaliamhogUedocii& ufurpàdoci i
noHriÌTanto ui bafiaua a dirc^cofiei farebbe atta a rompere la deli-- herata
oHinatione del Cauallcro mudo:fe forfè non fi tenete meno ejperti ne la uoflra
lingua Spagnuo- Ujdi ciò che uoi ne la nofìra Italiana ui fiatef Que- fia co fa
già non cred^io^riprefe fubito il Confolo :.An :ZÌ bauendo riguardo a la
leggiadretta flatura di uoiy(^ a i capelliy &ala uofira barba cofi riccia^
ui giudico non folamente dotto ne la noflra lingua^an^ 7^ mi parete proprio uno
Granatino fchietto & leg giadro . Ouiui ejfendofi lieuemente forrifo , ^
ha^ uendo per quelle parole , di nnouo mirato lo amha^ fciadore la breue
perfona del DolcCyuerJò di lui, che già a lo Spagnuolo rifpondcre uolca di
rimandoycon lieto uifo in que^ìa maniera parlò . 7{onuidoletf punto de la
uoflra breuità & picciolex^ : che già un altro ^lejjandroydi uoi non troppo
maggiorcyfe ee tremare al fuono del fuo nome tuttotoriente-.per infino a le più
lontane parti de l'India: Doue egli ui dCyda la for^Jt & da l'empito de la
fiiauirtUy uintù ^ abbattuto quello Indiano: grande diualorey d'a^ nimo , &
di configlio : ma più ajjai di membre . Et inan^i a luiyTìdeo picciotijjìmo
(come recita Home ro) fuperaua tutti i Thebani. Di cui ragionando Sta tioydice
che una fomma uirtu,regnaua in uno breuif fimo corpo . ^ntonmo poi Caracalla ,
fu anch' egli di ft atura cortiffima : Et nulladimcno , fu giudicato fortijfmo
& ualoroftjjìmo Imperadore : Et caWgò per tal maniera la mordace
iilejjandria y che per quel ch'io credale Ila ne conferuarà per tutti e fecO'»
Uy &uiuay &uerde i & fempr e frefca memoria • Quanto poi al tempo
de i noflri padri yfta Hato qui in Italiayin tutte le optrationi de la
guerraychiarijjl mo Tsjjcolo piccinoynon è meftiero che horaui con^ ti : fi
come co falche può troppo bene e/fere a ciafcu^ no palefe:'hlondimeno quanto
egli grande fi [offe ,ol tre al fupranome tratto da la qualità de la per fona
che ne dee far fede ^ fi può di leggiero confidcrare: ripetendo che dopo la rotta
che egli hebbe uicino al lago di Garda da Francefco Sfor'^yCifi faceffe^dubi
tandofi non gli fojje for^^ di diuenire preda de ni* mici y portare
iìiuilluppato in un facco fuori di quei tumultiyda un fuo raga'x^ ueUito da
faccomanno • yolea l' ^mbafciadore feguitare anchorapiu oltre, quando il
Zorno'7^ preoccupandolo diffe.K^on cre^ diate già che la picciolexi^a del corpo
^fia cattiuo fe^ gno ne le offeruationi di quefta dottrina:che an'ZÌ JL
rifiotele^ & altri philofophi, che anticamente & iìi jl iij à ^ L I B
B^O quelli noflri tempi ne hanno trattato ^affermano tut ti di commune
parere^la fiatura breueyejjere certijji mo fegno di celerità ne le
operationicEt di pronte?^ mirabile d'animo^i^ di configlio. Quindi uennCf come
Iherba da la radiccyil germogliare de i dijìde ri del Magno ^lejjandro y cui
uoi poco inaìi'i^ cita-* ile: Et di poi il dar loro jpreUa fubitijjìma efpe-*
ditione. Comincio alhora lo Inglefe a forridere : Et poi in cotai parole
fciolfe la lingua. Io credo che di- gran lunga più aiutajji' (pmgeffe ^leffandro
, al fhre le merauigliofe & foprahumane opcrationi , onde egli mal grado
del tempo & de la morte, ni-- uerà jempre gloriofo ne le memorie de gli
huomi-^ niyla grande & diuina uirtu de t animo che era in luixhe non fece
la breuità , la picciolcT^i de la perfo7ia: onero qualunque altra qualità , che
egli in qnal fi uuglia parte del corpo fi hauejje; Ben fapctCy Joggiunfe
fiibito il Dolce, già ne la opinione entrato de lo Spagnuolo^cbe quel degno
ualorojò Trend peju maggiormente da la uirtu de l'animo fpiìito :
3<[ondimeno quella cotale uirtu,per certi fegni , o?j- de ne era il corpo
diìtintOyfermamente conojcere & preuedere fi poteua. Foi ui dubitate de i
morfi del Confoloyriuolto l^mhafciadore uerjo il Dolce^dijje alhora ridendo: Et
poi foggiunJèy& per ciò fete en irato per luì hora ne lo fieccato. ^ qucflo
il DolcCi fi come egli era lieto & ridente , in cofi fatto modo rijpofe .
7^(e io magnifico ^mbajciadore ^ temo dei morfi che non mi pungono : quando per
alcuna ca-^ T II I M 0 4 ^ione non mi reco a male tejjère co/i picciolo, qml mi
uedete : 7{e il Zorno^^^noìi effendoper ancho^ ra Sìato unito , o cacciato del
campo che egli fi ha prefo a douer mantenere , ka bifogno che alcuno fi prenda
pugna per lui. Ma credo fermamente , a ciò tirato da la aut borita di me Iti
grandi & eccellenti philofophi.che di tutti^o de la maggior parte de gli
aff etti de Inanimo, habbiamo nel corpo alcune certif fime note: alcuni fegni^
& indici chiaritimi. Klo ui mettete a negare queiìa cofa.rifguar dando lo
Inr glefe^diffe il Confalo alhora, pero che negar efie una uerità troppo pale/e
& aperta: l^epotrtfìe cauar- uene i piedi , fe non con la perdita de la
uoHra jenr t€ntia . Foi ui moHrate molto ardito.rìfpofe albera a lo Spagnuolo
lo ^mhafciadore , dapoi che fi e il Dolce rappacificato con uoi:ma fe non
haueffi rijpct to a queiìo luogo , doue non mi pare che fi conuen-^ gano queUe
dijpute , come che la mia opinione ne perdeffiy non ne riporterei al
menobiafimo o disho-^ fiore, Effcndomi poflo io fola Barbaro ro%o & incoi
to , a difputarc con uno Italiano ornato & tloquen^ te ; Et con uno fagace
& acuto Spagnuolo . Mho-- ra il Dolce , queda cortefe dijfe , &
am.oreuole inr "giuria che ci fate , non tiene già ella pure un fol punto
di Barbaro : ^n^i ci dimoHra chiaramente, uoi efjcre tutto pieno di humanità :
Et degni fimo di effere nato nt la Città di I{oma . si al tempo de i ']{egoli y
0 de i Fabritu , foggiunfe fubito il Confolo. LEt non già a quefta trifìa CT
infelice etade : ye I4 \ L I B T^O quale U ntai uiuere , & i fo'j^ coflumi
di molti che bora ui J'ono,hanno ripiena quella cittàydi tutti i ui- tij, &
di tutte le fceleraggini . T^je quiui il Dolce : poi ripigliando il fuo
ragionamento/egui in quc fiaguifa. Certamente giudico anchor ioy queUo luo^ go
non effere conueneuole 5 a le diJputationiQhe^ già cominciato baueuamoiln cui
lungamente fermando^ ^ ci, mi pareua ìionpure che faceffimo contra al debi to
de Chrifliani > ma anchora che da precetti di Ty^^ thagora^ molto
circndefiimo lontani t dolendo egli che ne i tempij diuini , oltre a lo adorare
&àl con-* templare Dio^non fi die e j[e 0 face jje altra co fa ueru ita. Ma
feuolefte fare per mio conftglio, potremmo pa/fare qaefio giorno , lontani dal
tumulto 5 & dal caldo yonde ardCy & ua fottofopra que[ia Chic fa: Et
ijpendcrlo 0 nel cominciato ragionamento : ouero in qualunq; altra operatione,
che più ci aggradijfes& che più ci andaffe per r animò. Spendafi pure in
que Sìoyriprefefubito il T^untio del ke:Ma doue andre- Vìo noìy che quello fole
ardentiffimo , & tarfura de la prefente fìagione^non ci apporti noia &
faftidio? <:é ne andremo rijpofeil Dolce yfe cofiagrado uifia^ in alcuna de
le nojìre barchette : Et farenci menare •qui drietojoue fia l ombra più frefca
y e'imare piti tranquillo : Et quiui pafcendo a un tratto la uiH^ de le (poglie
uerdijfime de i belli & colti giardini che €Ì daranno d'intorno y&dele
onde marine imitd'- trici&cmule delCiclo,potremo ripofatamentty & SenT^
alcuna perturbatione , acquetare , comporr e% P-J^ IMO. 5 ^ ordinare V animo
nojlro : Oìide il di/porlo poi ad alcuno penfiero intellettuale &
contemplatiuo zaffai facile CT lieue cofa cifia .^quesìe parole del Dol^ ce y
acconsentirono gli altri dui uolentieri :perchù entrati in barca^^ in parte
ridottifi a punto fecon^ do la uoglia & il dijj'egno loro y poiché fermati
fi furono alquanto , cominciò lo inglefe a parlare iti quella maniera .
Quantunque uolte rne auenuto di penfare di quefia uoflra fcientia j altrettante
mi fo no merauigliato grandemente di quegli huomini ^ che ui confumauo drieto
tempo & fatica : Et l'olio (come fi dice) & Vopra ui perdono. T^on
tanto per la uanitày&per lafallacia^ che pero inlei cono/eia fno
certiffima^quanto perche mipare^che quelli tali fi uadano per fe medefimi
procacciando hiafimo & dishonore» Terciocke qualmeritOyche laude^quanto
bonorcy ^ qual gloria , diremo douerftragioneuoU mente attribuire ad alcuno,
uiuente giulìoypruden" tCy forte j& temperato , fe egli non per jua
delibera rata uolontà fia tale , ma perche la qualità del fuó corpo y a uiua
for^a effere ne lo facciano^, 7{on «e- dete di gratta , che in queUo modo fi
Hraccianoyfi distruggono y & fi gettano a terray le leggila giu^' ilitiay
& VhoneUà i Che foìiOyper dir uero , nonpu re ornamento^ ma Habilimento
anchora y ZS> conferà uatione di quello mondo. Ingiuflo adunque & uanù
Lycurgo : llquale ne le fue leggi ^propofc guiderà done ^ premio a i uirtuofi
& buoni : Et a gli federati rei pena ^ caHigo :fe gliu?ii } & gli Z J B
0 altri di coSlorOi non di loro uolontà operauano , rr^a erano da le corporee
qualità^a cofifhrc sfor'j^ti. In giufto parimente Solone : Ingiunte le Dodici
tauolc i^mane-.lngiu^li gli Imperiali edittiiEt ingiuHi fi- nalmente tutti gli
(latuti i CT tutti gli ordini de i l{e gniy& de le l\epuhUche.H abbia uno
mcdefmo me^ rito illibcrale^^- lo auaro:llprudcntey& lo fcioc^ co:ll
modcjìo,& Paudace.'ll buono,& il reo: Et al fi ne l'ornato di uirtuihO'
il macchiato di uittj.Confoìt dafiy & mefcoiifi ogni cofa fòttofopra : Et
ritorìiifì di nuouo nel ìnondoyla confu/}one^& il Cbaos. 0 bel la adunque
utile fcientia che è quefìa^fe ella non dijpaia il nerOidal bianco : [e ella ci
toglie lo imita--' re le opcrationi nobili & degne : Et [e ella ci mette
dinan'xiuno fcudo,di dire non poffo fkr altro, o non ci fono inclinato, jhtto
di cui ricoperti^pcjfiamofen^ %a temere più hoggimai le afl^rc^^ fiere per
coffe delbiafmo & del Hitupcrio^liber amente in qualun- que uitio
Jommergcrei: Et da le uirtu , onde prima 'frìeglio & più fìcuramente
erauamo difefi, allentai^ narci {come dir fi fuolc) per tutta la jtrada . Ma
non pure, fe quella fcientia fo/feuera.ella farebbe (come ho detto) dannofa
& noceuolca lauitade gli huomini:Ma ella^anchora non e,ne uera può effe -re
per alcuna maniera. Ttrciotheìouorrei faptre un poco da uoi^fe i cosìurni fono
affetti de l'anima: 0 pure del corpo. Sono certo che mi rifj'onde) ete de t
anima : fe adunque l'anima per fe , rionubidifce » ^ non.Jtguitay& non
foggiaceale paffoni dclcor- poj come miete noi . qt4im ridendo il zornoxj^
mlcua interromperlo y fc il Dolce che gli fedena et rimpetto , nonio bauejje
cofi dicendoyfiitto tacerei Lajciatcper Dio Signor Confoloy che egli dica tutto
ciò che gli piace yche poi con ordine uia maggiore y fi potrà di ftintamoite^a
ciafcma parte del fuo ragio^ namento risponder e. Chiunque jifente trafiggere
al u'UOyripreJe fuhito ilTsiuntio y hauendo già uerfoil Voice riuolto il
parlare y non può in alcuna maniera. Siar cheto:pero fentendofi hora punto nel
corcyCi uo. leuaper isfogare il dolore & la pajjìone che lo pre^
meuaymandare in quel modo fuori la uoce. Ma (ri^ drii^ando di nuouo le parole
al Confalo) prepara^ teui pure difjcydi jchermirui bene :per che di co fi acu
ti Hr ali y me rie auanxano ancora parecchi. Già jo ben io che buono arderò
douete ejfere affai , rifpofe il Zornox^'i poi che fete Inglefe : Ma non
dubita-* fesche io con V arcobugioyche agli Spagnuoli hado^. ^nato la gloria de
la militiayfhrò lo uedrete , pÌH> profonda , & pia mortale ferita . Orfu
foggiunfe io Inglefe , ueggiamo adunque qual di noi fa meglio ferire: Et poi in
quella guifxy al fuo interrotto ra- gionamento diede di mano . Dico per tanto
che fc V anima per fe ftejfa nonè fottopoUa a le qualità corporali , molto meno
i colìumi , che fono , come già s'è detto , paffioni & affetti di quella ,
ui pof- fono y 0 ui debbono foggiacere : Effendo cofa cer- Ufjlma yche effmon
fi impriìnono ne gli animi da naturai ma per l'ufo continouo , ^ per le
frequcn^ L I B 1^0 tate operatìoni, fi accingano fi ricenono . Oltre a ciò,
quello affetto che e naturale ^ non fi può per al cun modo afjuefare al
contrario : Conciojiacoja che fe mille fiate fi gittafie una pietra a lo in
JufOy al-- frettante ella a baffo ritornarebbe : fecondo che a U proprietà de
la natura di lei fi appartiene.Ma i co^ fiumi (come ciafcuno fi uede) pofiono
troppo bene efjer e contrari a le ine linat ioni deh natura: ìUhe ef fendo,noa
è forte o difficile a giudicare, che ejfi non feguitanOi ?ion ubidìfcono ,
& non procedono in al- cuno modo da lei. Ma quale necefiità uolcte poi che
poffa hauere quefìa fcientia yfe in molti fi ueg^ gon^o alcune qualità
fignificanti pajjioni ne l'anime^ fce erate & trine, che fono nondimeno
fantifiimi cr perfettifiimi> fi come in Socrate cr in Hippocra-^ te effere
incontrato y per le fcrit tur e de gli antichi appiamo . Et fe molti fi ueggono
di complefiione fol erica yefilre manfueti:non pochi fanguigni,tenaci &
auari:affai maninconici, liberali: Et molti alfine Vhkgmaticiyf uribondi^T^on
nafcono adunque i co- [lumi:da le qualità de le complefiioni:^n^pendo^ no in
tutto^da la pura libertà^de la uolontade & de lo arbitrio
nofiro.Ouiuihauendo il Juo parlare fini- to lo ambafciadore.il Confolo che con
difiderìogran difiìm 0 moflraua di ajpettare che in fe ricadefieil ra
gionamento , con quella uiua & chiara allcgre^:^ che fiammeggia di
continouo nel fuo uolto^ in que- Ho modo comincio a fauellare. Scio non
giudicafii ihefeconà o lenouelle infiitutioni del uofiro paefe I M 0. 7 ui
credeHe la confefjione e/fere di fouercbioy al con^ fejjarui ui eshorterti :
perche a me pare neramente che fiate fpacciato. Ts(on toccate^dijfe alhora il
Dui ce di gratiacofa alcuna appartenente a religione: Ma lajciando queUi
carichi a i Frati y &ai reueren di maeflriybaÙicianoiy il confiderarele
cofe natura li. Amando meglio di errare con quei buoni antichi che con quefti
altri modernijoltrc come fi dice, a la linea jfapere. Egli non farebbe
Spagnuolo^ difielln glefe alhora uerfo il Dolce riuoltOyfe egli infieme no
fofie mordace ^ ingiuriofo:Fedete come egli ci me na tutti ad un filo: Diani^i
uoiy & io bora fiamo fta ti tr affìtti da lui. Ma lafciatepurej che i
Dialo^i de la prefa di l\cma^in queUi tempi da lui publicatiy ci fanno bene
cono fcere a pienOycio che egli de la reli^ gioney& de la fede fi
fenta.Sorrifc alhora il Confo lo a que^i ultimi detti: Et poi cofi Aggiungendo
fe-^ gui. Ture che uoifcrittore non mi facciate; tutte le altrecofemipajfaro di
leggiero.Toi fermato alqua to il uifoy più grauementeyin quefìa maniera a ragia
tiare diede principio. Egli e ben ucroyfi come uoi di tCyche i coHumi fono affetti
de Vanima:ma non epe ro ueroyfi come inferite dipoiy che l'anima non uoi"
difca a le qualità)& a lepafiionidel corpoi^n^i in mille modiyapertamente
fi uede il contrario. Donde direhbono i medici , che il mutare de la
complejfio^ ne y cambiaffe infieme gli affetti de l'anima yfe ucro foffe y che
ella le qualità de i corpi non feguitajje { Ter che bauerebbe introdotto
Tlatone Timeo dijpu t I B \ 0 tante , quegli huominidi lungo cjjerepiu
prudenti, il cui corpOy di minore copia dlnmiore abondajfei O non è forfè
laprudentia.una de le uirtu de t animai Certo fib:Tsiondimcno uuol pure^come
uedete, quel fauio^an^iq principe più tofio & capOy& maeftro di tutti i
fapientiy che ella da le qualità del corpo di^ penda. Ttholtmeo afirologo, ^
inanità lui Hippo crate medico ^differo che fi doueuano giudicare i co fiumi
degli huomini ^ fecondo che effi erano natiiin regione o uicina , o lontana dal
mt%o giorno : ciò è che riJpondayCT che fia fottepofla^ a lo Equinottia- le
cerchio del Cielo , Conciofiacofa che i co§ìumi fe^ guìtino lepotentie
naturalicTs^afcenti fen*:^ dubbio alcuno^ da le uarie compofitioni de i corpi :
Lequali pigliano poi diuerfità & differenza , fecondo che differenti fono
y& diuerfe le regioni. Onde diffe Ver gilioyeffere necejjario il uario influffo
del Cielo cono fiere: Et ciò che un paefe fa atto a produrre natU'^ Talmente :
Et d'altra parte^ ciò che per ninno modo gli fi conuenga^dala
efi?erientiacertiffima madre di . uerit affiamo conapprouata ammonitione chiari
ren iluti. JL che erano quefie confiderationibifognoy fe non le anime cotali fi
dipingejfero^ qualcil corpos i colori de la materìa tinge ffero Ì Et fea
feguitare le proprie qualità de la terrena poluere , onde fono quefie membra
compoHey non fempreauiua for'^ te cofirìngeffero f Et confentaci la uoflra
benignità^ che a lo Jpecchio lucido & politoàn que§ìo cafo Va- . mma
ajjomigliamo. llquale priuo in fe d'ogni altrpt T 1^1 M 0 • 8 colore y fuori
che di limpide^ , di Jplendore , & di nettei^j tale però diuienc , bianco,
nero,gran^ de^ picciolo , bello & brutto , quali le imagini fono chea lui
ftapprefentatno . Cctali apunto le anime, noiir eccome parte che elle fono del
fuoco dellu- 7ne celùfte^chiare da fc^ri(pLendentii& fen'j^alcu^ na
macchìa^come prima a qucHi corpi^foT^^ofcuri^ ex tenebro fi fi
uniJcono,tHttigli affetti lorQ,onde ef. fi diuerfarnente uanno d flintiy in fe
Heffe riceuono a Ma perche mi debbo faticare a ritrouare argomen^ ti , fe la
ejperieìitia dinani^ a laquale fuggono le. menzogne , ce ne rende in molte
maniere certiffimiì^ Ditemi un poco di gratiade infermità 7J le ebbrc^. %e, non
fono elle pajfioni di quejio corpo f Certo ji Jono y rifpondercte . T\fondimeno
chi è colui che non- ueggayCjuanto fi mouanOy& patijcanoper effe le ani
me^Elle patifcono tanto , & cotanta alteratione fi prendono, che mentre
fono opprcffi i corpi da queU la palfone,cJ]e per alcuno modo , // loro ufiicio
non pojfono ufare ♦ Quale adunque più certo fegno , e^r quale più manifcflo
inditio uogliamo di qutfio i Da l'altro lato, gli amorini piaceri,le trijiitie,^
le pau^ rechi dubita, che d'animo tutte pafjioni non fiano i Ma con tutto
clo,ft uede la paura fkreil corpo tre^ mare & impallidire : Et talhora per
lo cacciare cìr rifpingere con fouerchia for'j^ al core gli humori ^ ( fi come
ci affermano i medici) e/fere cagione di ftujfo : Et alcuna uolta , uccidere
ancho del tutto • Similemcnte gli ccccfiiui dolori^ fanno dintnire gli l 1 B Ti
0 hùomìnìfmofl : 'Et li rendono yqtia/i in tutti le lora operationi
yfimiglianti ale fiere jcluagge. Come fi fcriue di Hecuba: che perduto il
regnoyil marito^ & i iìglÌHoVh& ìntefa al fine la triSìa nouclla de la
mor . te di Tolidoroyperdette infieme lo ingegno & lo in- telletto humano :
Et da indi a drieto , a guija di ca- ne fu fempre udita abbaiare. ToJJono
etiandio ipia ceri & le allegre^ fmijurate ampliandoy& dila- tando gli
fpiriti uitali con troppo maggior f or '^cl che la natura fia ufa di /offerire
, guidare lietamente queUo noHro corpo talhora a la morte. Secondo che già
incontrò a quella femina Bimana: Laquale ha- nendoji creduto cìr pianto li
figliuolo per morto ne la battaglia di Canne^ueggendofclo poi faluo giun-^ to
dinan^i^abbracciandolo & bajciandolo fi morì di dolce"^: Quanto
poifiano da lo amore i corpi ren-» duti magri j& eUenuafh& in noi
medefimu & pa- rimente in tutti gli animali de le altre j^ecie^fi può in
mille ^roue uedcre ogni giorno . La onde dotta^ mente come fempr endice di
queHo parlando yil Man tuafto Nomerò; le cui diuine par ole, fono fiate dal na
ftro DanicUoyin cui come lume in JpcccbiOyriJplende la eccellente ^ rara uirtu
di mefi'er Triphone Ga- briello 5 nouello Socrate di queHa età/ono fiate di- co
ne la ornata traduttione che egli ha bora fatta de la Georgica , interpretate
in quefia maniera • Terche lor for%e , a poco a poco fura , La femi- na :&
ueduta li confuma :Tsf e fofiicn cl/efii fi ri^ tnembrin poiyGiamai de bofchiyO
de le tenere herbe • Sono 2' III M 0. p Sono adunque t anima c'I corpOydi
maniera con^iim ti & collegati infiemeycbe ciajcuno di Loro yfo^ìiaie ^
fojftnjce Le paJSioni del'alcro : Et ciafamo le alter alieni de i altro , in [e
mede/imo prende . Ter ciò amene che i medici che hanno cura de' corpi no^ Sìrii
conofcendo la (irettifìma unione de l'anima & del corpOi& fapcndo molto
bene quanto inno [otto giaccia agli affìtti de Ì altro ^ metano la prima cofa
agli infermi M lafciarji da le noic^& da le trijiepaf fioni de
lanirno^uincere Z7 perturbare. Ejjendo adi (jue a le corporee qualità Ì anima
(come fi ucde) fog getta ^ ubidiente yC ben dritto cheancho debbano i ccjìumi ,
che altra cola non fono che pure ajfettioni d^anmoàl corpo parimente fcguirc:
Et ejfere cotali a punto yqualt le figure i fegni di queflo ce li prò mettono:
Et ce ne donano indicio. Era per fcguitarc anchora ilconfoloya le altre
oppofnioni riparando > & facendo fi mcontra^onde qua/i con fortifiime ma
chine , fi era iìudiato lo arnbafciadore , diabbatttre CT di rouinare lo
edifìcio di quella dottrina yfe non che il Dolce ueggendolo fermo , diffe
fubito queste parole. Mi mcrauiglierei inuerità grandemente^chc a la \atura
ddigcntif ima altrettanto ne le cofepiu care & più nobili , di ciò che ella
ne le più indegne & ne k più uili (ì mofire fojfepiacciuto che i frutti per
le loro esteriori qualità giudicare fi pctejfero ^ & che drittamente , la
maluagità , o la bontà loro ne fo feantiuedutada gli huomini , Et fimilmente
che ne i cani , ne i cauolli^ ne lepecore^ ^ ne i buoi^ Z I B liO fìpoteffeper
cfegni del corpo ^ conofcerne lauìU tày 0 lagrande%j^ de lanimo^nT apprejjòja
debi^ lita y 0 laforte'2^ del corpo^^ che ne Hmomo ani male di tanta dcgnitày
& di tanta per fcttione , quc Sìoislejp) parimente non auenìjje, Quaft
chela TSla tura^di tutti gli altri animali y& de le piante fi ha ueffe
tolto più cura , che ella de l'huomo fatto non hauea.Oueììo non e ragionciiole
: 7\(e fi de per al- cuno modo penfare . Quando adunque non ci fojfc mai altro
argomento dimosìrantcci qucfla fi:ientia ( comete ne abondano inuero infìnifi)
confiderando che ci fia quella o fferuatione ne gUanimalhcio e il poter
conojceregli affetti de l'anima loro^nelo ajpet to de la forma efleriore del
corpOy fi de per degni-- tà de l'huomoycr edere che in lui qucfio iììefjo fi
pof Ja.Degnita farebbe del'huomoy rijpofe fubito l'Ora- toreyfe mi lo trahcUe
da la greggia de gli altri ani mali: Et non facendolo {fi come in ciò ogni
uosìro ftudio fi adopra)caminare di pari con ejfo loro.Foi per mia fede
procacciate^ un bello honore ala uo^ (ira fpecie : dicendo che le inclinationi
de l'anima humana,fiano quello iflejfoy che fi fono gli empiti de ^ le fiere
:lSlpn dico già io qucHa cofa , previamente il Voice rijpofe:Jin%ifo che tra le
attitudini naturali^ ^ gli attuali cofìumiy ci può ejfere grandifma dif-
feren%a.Feggendo quiui il Confolo che la dijputa in cominciata dal Dolce^er a
per difender fi in troppo lunghe'T^ymirando ucrfo di luiy humanamentc con- tai
parole gli dijfe.Siatc per gratia contento fignor T III M 0, IO Dolce^che domi
hoggi , che uinca qucUo Inglefc •per memedefimo: Et perdo fen%a punto
trauagliar ui ne la nojira battaglia , jiatcui da canto a utdere: che
uiprometto^in due o tre colpi anchor affare che egli in fogno di uintOy mi
porga ignuda la mano.Fe nite pur uia^dijje alteramente ridendo lo^mbafcia
doreiche forfè cofidolci^o tali non ui parranno lac que del noUro Tamigi ,
come^^ quali hanno i no-- §ìri guflato in qucfta prouincia , quelle deTo , de
r^rno^ & del Garigliano. l{ifo che fi fu alquanto per la ardita
riJ}>ofla del yuntìoy^ato il Confolo un poco fopra dife^in qucjìo modo a
ragionare ricomin ciò .Ts^on giudico che fia neceffarioyrijjìondere a quel la
parte ampollofa del uofiro ragionamento : nela-- quale mettendomi incontra la
authorità de gli an^ tichi legislatori, ui dolete che queUa fcientia toglien do
la laude al buono eH uituperio al triUo , ritorni un altra uolta la confusone
nel mondo : perciò che ajfai chiaro fi può uederc , lei ejjère fabricata fo^
pra la rena:fenxa alcuno od appoggio ,0 foflegno di uerità. Conciofia cofa che
non per le incUnationi o potentie naturali , biafimo od honore ci meritiamo: ma
per le attuali operationi: Et perlloabito poi, ^ per rufo che in effe
facciamo.Chi ui nega adun- que ^che non fiano utili le leggìi Et chi può dire
chcl uirtuofonon fia degno di gloria? E' luitiofo per con trarlo , di fcornOyt^
di infamia fempiterna? Vojfo-^ no gli buomini e/fere inclinati naturalmente (
come di Socrate dijfe Zopiro ) a qualche ajjetto triUo ^ L I B Ilo opprobrìofo
: Ma nondimeno configlìatl & aiutati da la forte & prudente noflra
imperatrice ragia-' ne y pojjono anchora quella loro naturale affettione, domar
e j uincere , & ordinare : TV(e lagmja che nel già detto fempre lodatifìimo
SocrateyeJJ'ere auenu^ to fifcriue. Olà ni uoleua ioydijje a Vhora lo Ingleje:
Et haurci caro che per uoi mi [offe moflratOy in che maniera fja pofiibilcyche
fia utile o necejjaria la co gnitione di alcuna co falche pojja
nondiìnenoyefjere, Cir non ejjcreynel modo che già conofciuta Ihabbia^ mo.Dirò
cofi:Che migioua il fapere che la bianche"^ %a ne gli òcchi^importi timore
ne l'animo :fepero non fono gli haucnti gli occhi di quel colore, sfor^ ^tiad
ejlcre timidi fempremaì ? jinT^ fe nonpo^ chi tali ft ueggono tutto' l giorno ,
di molto ardire , C2r di molta fìereT^ dotati ? ^ffai uipuogiouare , riprefe
fubito il Confoloyilpreuedere le naturali in-^ clinationi de gli huomini:quando
ne la maggior par te di coloro che ima ci uiuono.ci fono per effe il più de le
uolteymanifeflatiy& venduti pale/i gli attuali cóWmi , &gli habiti
propri de gli animi humani . Conciofiacofa che fecondo il detto del fauio
Biante, molto maggiore fta il numero di color o^che cicchi fe ne Hanno drieto
al fumo de lo appetito & del fen^ fo.che di quegli altri no è, che da la
luce de la ragio ne yfcorger e ^& guidare fi lafciano.Et è oltre a ciò ue
rifiimo{come dice Miflotele la ne lagenerationc de gli animali) che molte
cofepotrebbono effere fchifu^ u da noidequali nodimenoyO per debole::^ di giudi
T III M 0. IT €iO)0 per maluagìtà di conftglioyabhracciamo & fe guitiawo
per tutta la ulta. ISleceJJaria adunque è la Ji: lentia delhumana natura , per
cono [cere uniuer^ falmente in tutti gli huominiyi femi naturali de no^ ftri
co/lumi : Ma perche infiniti homini , am^ tutti più tofìoya diuerfe loro etadi
hauendo rijpctto, uiuo no come fi t detto feguitando il fenfo , h nccejjaria
anchoray per intendere gli attuali cofìumi de i più . Et ardi fco a dire , non
ejferepojìthile che huomo ue rimo habbia negli affetti de l animo alcuna
propria^ qualità , che egli di quella rnedefimay non ne babbid parimente
qualche proprio fegno nel corpo, ^dun que dijje lo Inglefe , de la qualità de l
anima , ne de ejjere cagione il fegno del corpo f ^on h , rifpofeil Zorno'i^.ne
il fegno , cagione de la qualità:!^ la qualità) cagione del fegno: Ma fempre
luna di que^ fte cofey accompagna & feguita l'altra . Si come ne da qucfla
forma diritta^onde da tutti gli altri ani^ mali fiamo diuerfh il noHro e(fere
huomini fi deri^ ua,ne d'altra parte da l'effer noi homini, ha origine quella
noilra forma , ^n^i fono ammedue queHe qualità, congiunte fempre &
collegate infime • Ma la cagione primiera & originale de luna & de
l'altra , è primieramente la dijpofitione cr lo in- i flu{p)
celefle:producente,& generante tutte le cofe: Et riducente la materiata
quella forma che più gli piace & aggrada: Et dipoiyil merito proprio &
par ticulare del feme & de la materia . Secondo quello che èfiritto nel
primo de le parti de gli anirnali:p iij B Z I B IL 0 medefìmamentey nel fecondo
de la Vhifica: Doue fi le^ge che ad una certa materia, ha la nofira madre
Dedala er architetta natura , parimente una certa for?na confegnato &
attribuito . Erafi dopo quesle parole lo Spagnuolo alquanto fermato , quando il
Dolce nerfo lui riuoltofh in cofifhtto modo gli diffe. Se bene gli argomenti de
lo ambafciadore rijerbo ne la memoria , doucte hora uolere ejporci , donde fia
che gli huomini d'una complefiioneyhabiano gli af-- fetti & e coturni de V
altra. Ben fapete.alhor rijpo fe il Confoloyche quefia cofa uo dire :
T>{iilla di meno ua prima ingegnarmi di dimofìrare , in che modo quella
propofitionc^la T^atura non piglia affuefat^ tione in contrario, ejfere debba
drittamente intefa da noi.jl haflanxa ne bauete detto, alhora il Dolce
foggiunfeiDinidendo le naturali inclinationi,dai co fiumi poi inatto
&inufo.T^n pertanto fe pure di nuouo hauete in animo di trattarne ,
ijpediteuene in breui parole: Et come fi falena dire anticamen- te,a Vufanxa di
Sparta . Tercioche io ardo tutto di diCiderioydi udirui un poco col fiume de la
uoflra eh quentia,ragionare diqueiìa dottrina:?ion falò dijpu tandoi come Fate
tutfho^^giima infcg?iandoci più to flo,& c [ponendoci alcuna cofa: onde, o
per le ofser^ uatìoni de gli antichi imparate da noi youero per le uoHre
proprie & particulari da uoiflefjo mani^ fe^ìatecì^quaCt da
piaceuolehumoreyfeìitiamo re fri gerarfì le nosìre fiamme: Et pofiiamo più
facilmen^ te atti diuenire^a giudicare la humana natura J>{on V I^I M 0 12
cercate yil Confalo rifpofe^chì meglio tV jidamantìoi 0 d'^rìHotelCy jodisf
accia al uoUro defio: pero fen %a altrimenti me granare di fouerchio pefo ,
^uafi camelo sfor%a7idomi a portare V acqua ne gli atri ^ ricorrete per noi
mede/imi ale uiue fonti di quegli duo faiii. Etquitdidal foauisfrmo loro licore
yinaf- fiato l'albero de la uoftra fcientia^ ui uedrcte ueftirc in un tratto di
nouelle frondi: Et di beiy(^ uaghi fio ^ ri adornare: Et produrre al
fine^gentilifiimi ^doU cìfìimi frutti.^lhora il DolcCylungo dijjey& fatico
fo fentiero ci dimagrate fignor Confoloyper perue^ nire a la cognitione di
quejia dottrina : la oue uoi s per uia corta cr [pcdita^condurre ui ci
potreHe.Lun ga replicò il Confalo fatico fa potrebbe ben effe^ re qucHa Sìrada:
ma nondimeno ella fia certamen^ tCj uia più affai che cìafcun' altra yfecura
& utile a uoi. T^e utile riprefeil Dolce^ve fecura^ mifo io fa^ re a
credere ch'ella fia:potcndouifi crrarCy fen%a ef fere ramato :& cadere
yfenT^effer e foUeuato . Jkn'2;i de le molte cofe che ho letto per è giorni
miei,poflò giurare di non ricordarmi la cent ef ima parte: daue tutte quelle
che mi fona entrate ne l'anima, porta-- teui da la uoce uiua de le parale
d'altrui , come co fa che più nudrifce & più foflenta il noflro intelletto^
\ mi ftedono anchora tutte quante ferme ne la memo ria.La onde fe uicale
dimeyinfegnatemìpiaceuolmt te fauellaìido in un giorno , ciò che in molti à
gran pena leggendo farei atto di imprendere. Se quale è in me lo amore che io
ui porto, ripiglio il Zorno'^ »... r r B IL 0 Xft.tale HI fojfe la fckntia ,
non uorreì afpettarc la feconda preghiera : Ma il difìderio gravide & alto
del compiacerai , mè troncato del picciolo & baffo fapere.Terò fiate
contento di accettare la mia fcufa^ non come difcortcfe audacia di negareima
come mo deHo timore di non errare . Seguite pur bora , fog- giunfe il Dolceygli
argomenti confutando del fignor Gifmondoxche quando poiunauolta a capo ne fiate
uenuto , fo io troppo bene, ciò che di noi , & di uo^ flro fapere mi poffa
promettere . Mhora lo Spa^ gnuolo r affettatoli un poco fu la per fona , &
tutto uerfo lo lìiglefe riuoltofi.cofi comincio.Io dico fegui tando^noneffere
dubbio aerano yche ne le cofe priue in tutto di fenfoy & fimilmente negli
animali che cognitione non hanno , che fono tatti quei ne lo /«- telletto de
quali la forma fenfìbile non fi ferma ^ non fi può per alcuna maniera tor aia ,
o mutare in contrario quello inflìnto , che da principio diede la natura a
tutte le cofe . Ma doue è conofcimento & gìadicio,& in coloro che
haìino arbitrio di eleggere eir rifiutar Cygli inlìinti & le inclinationi
de la TV^^- tura , poffono leggiermente effere al contrario di quello tiratila
che efii propriamente piegauano.Vof fono adunque (come diffidi fopr a) i
naturali inHin tifpingere altrui ad una parte:Donde la ragme^QT la prudentia
che b in lui , 7ie lo ritiri per contrario , ^ ne lo rimoua. lS[e auìene pero
che le inclinationi non fiano naturali : oacro che la conofcenxa che di loro
fiacqui^ia^non fia parimente & utile & necef T I{ 1 M 0. 1} farla .
I{e^la bora ch'io dica , per qual cagione uno Janguignoy fta auaroicheper
natura donerebbe efje^ re liberale. Ver che un maninconicOiardito : Douen^ do
natHralmentc ejjere paurofo. Come uno Vhlegma ticOiUeloce : inclinandolo la fua
compie fiione a tar dita. Et al fine donde uenga in un corpo colerico y la non
naturale ìnanfuet udinesi di gratia^ragionate- mi di quello dijje alhora il
Dolce: che è già gran tempoyche fieramente mi fen to l'animo moletiato &
oppreffoyda lo /limolo , & dal pefo dì queHo co fi fatto dubbio ^Voidouet e
faperc,diffeil Confilo j che i fegni che fi ojferuano ne i corpi, fono come af-
ferma Galeno ydi due fole manier e. ^Itri^ perche na fcono da le qualità d'Anna
compie filone , fignìfìcano gli affetti de l anima , a quella complcjiione
conuc- nienti*, jiltripoi^non per altro che per una tale fem plice loro
proprietà} co non minore certe^i^ alcuni altri affetti
dimofirano.Forreiyripiglio il Dolce ^ac-^ Cloche io potefii con miglior fapere
le uoflre parole guHare^che di tutto ciò mi condire uno effempìóne la foauità
de le fembian%e:onde allettata V anima no fira^uede fpeffcfìate^ ^ ode molte
cofeiche altrame te nel udirle yne il uederle le farebbe pofìibile.Ecco uelo
yriff^ofe il Zorno':i^:benche la fciocca arte del macero che ui haurete
clettOyUi potrà perauentura ge nerare faftidiOéDetto ch'egli hebbe quelle
parole co fi forridendoydipoiin quejflo modo foggiunfe.Lo hauere nel petto
molti pc li manife^ifiimo fegno > che altri fia grandemente fdegnofo &
iracondo: ma L 1 B B^O gli affai peli hi quella parteyìwn d' altronde nafconoy
che da fouerchia caldc%^ di core : il che piena^ mente dìmo^ira^che ne la
cowplefjìone di quel cor^ pOyCcceda & foprauanxi la colera , la proportione
che ella con gli altri humori e tenuta d'hauere. il fe gno adunque del petto in
qucHa guifa folto di pe^ liyprocede(come fi uede ) da compltsfwne colerica . Va
V altro lato il portare il collo in qualunque mo^ do, ma jpecialmente piegato
/opra l'homero man^ coy e fegno(come dijjè ^damantio)di animo molle , CT
effeminato: Et ciò non per altra alcuna cagione : fe non perche queflo
fegnOyhaperfua femplice prò- pirietàyquefia tale fìgnifìcatione . Egli adunque
può effere molto bene^che altri fia complcffionato d'una manieray^ habbia
nondimeno nel conteHo delcor^ fo alcune altre qualità .fignificanti per loro
pro- pria & fpeciale uirtUyalcmi affettiycontrari del tut to a quegli
altriyche naturalmente a la complesfione di quel corpo y efjere conuenienti
direbbono iTbifici Vedete adunque quanto diligeternente fi dcbbe cofi derare
tutti e fegni del corpo y prima che al giudicar negli affetti de tanimayonde
ejjo uiue <^ fi moue^co frettolofo & non ben fermo configlio fi uenga:
T^c pure ci è di mefìiero di ufare qucfta diligentia nel raccogliere tutti i
fegni, ma ancbora nel comporre^ ^ nel mescolar einfierneMtte le fignifcationide
fu no & de l'altro : Et di poi illuminati da raggi de la ragioneyche fecuri
ci fcorge per le tenebre d'efìa ui ta^cibifogna difccrnere acutamente come fi
fuol T I^I M 0. 14 dire con occhi cerueriy quale de predetti fegnifia pia 0
meno fignifìcante , Et appreso , quale di tutte le membra del corpOyfia nel
dimoUrarci ifegniy di piti forx^ydi più ualore^od authorita : Et hauuto al fine
tutte quelle confideratìoni & ricetti cotaliyfids poi fecondo la maggior
parte, CT fecondo quei che più uagUono y giudicare . La diligcntia certamente
in tutte le cofe che gli huomini faccianoci loro fem pre di
grandisfimogiouameto: ^n%i ella e tale ^per meglio & per più uero dire ,
che molte de le nofire operationi , cìr forfè le più , & ro^e &
imperfet'- teda fejornaypolifce j dona loro l'ultimo compi- mento de la loro
bontà. QueHay inanimi à ciafcnnal tra cofayde ejfere fempre abbracciata da noi
: Que^ fiayin tutte le noHre faccende ufata: Quelìa^non la^ fcia cofay che ella
pienamente non confeguifca . Che noi non ci determiniamo à giudicare gli
affetti de r anima yprima che ne confideriamo tutti i fegni del corpOyh officio
di diligentia : Che mefc oliamo infie- me le figniftcatioìù di ciafcun fegnoy e
ufficio di di^ ligentia : che difcerniamo quale tra tutti i fegnifia più 0 meno
potente , è ufficio di diligentia : Che co- nofciamo qual parte del noftro
corpo y quando ne lateUaylo ingegìioynel petto y lo ardire y ^ ne le braccia y
& ne le gambe la fortexT:a e ripofta , & quando non nel medefmo luogo
fi offerua la auaritia , cìr la gola , & la audacia , & la debo- lexja
y eir quando finalmente diuerfì luoghiy il me^ defmo affetto ci fcoprono , fia
nel dìmorHrarci ifc L I B 0 gni di nì<tggìor for%a,i ufficio di diligetìtia:
Che ul^ timatamtntc i più deboli & più udì Lai dandole ipiu forti & più
nobili fegiiitando, giudichiamo fecondo la maggior parte^h forte jgrandc^<^
importante ca gioney che fempre certamente cono/damo la uerìta. sformiamoci
aduquCy tifiamo ogni noHro potere, perche quefla egregia uirtu diligentia, che
in fe !ìef pi contiene & riferba tutte l'altre uirtUy &chepuo bene
jpeffo il nojlro ingegno tardo & rintU7;7^ato da fiiagu^^re CT incitare
:,non fi parta & non fi allon tanigiamai da ueruno noHro atto . Fatto che
hebbe qui fine al Juo parlare il Confo lo , leuando alto il ui^ fo^diffe fubito
il Dolce . Io pur uoglio Signore ad o- gni modoy CT fo che uorrete anchor uoi ,
quando gli hone!ìi difideri de uoHri amici a grado ui fiano ,che di quefia
fcientia un poco di^ìinta?ncnte mi fauel- Hate : Et ( come fi dice) che uedere
ma uolta il mi dolio me ne facciate. Ecco Dolce yrijpoje alhora il Confoh y uoi
pure hauete animo di farmi uaneg^ giare a la uofìra prefen'^ : sformandomi ( il
che ?ion uorrei ) a ragionare di cofa , o poco grata ad alcuno di uoi : ouero ,
che cofi bene com'io la potete fapere.Tsjondimeno ypoi che pur miete ch'io ui
fia ^ guida per quefto camino t doue io dimofirarui fola^ mente la dirada
haueua penfiero y & come fi fuol dire y non far altro che additarui la uia
yfate alme^ no che P^mbafciadore ne reHi contento : accioche fe io inetto ( per
non dir peggio ) prefumero dì in- fegnare a Minerua, al meno non le infegni
malgra-- T II I M 0. 15 do di lei. Troppo dotta inettia ci dipìngete , replico
lo InglefeiEt poco erudita Mintrua.Ma io per me^ di ciò fommamente ui prego :
Et promettouiy d'ha, uerne le uofìre parole carifiirneiCbe oltra che per ef fé
ne uerro in cognitione di molte cofe , che occolte mi fonoy la dolcexja
fingulare de la uoHra fauella, di cotanto piacere mi riempie y che mentre u*
odo ^ non può il mio animo uago d^udirui^iir tutto intento nel juono de la
uojira noce, altra cofà ueruna difide rare. Et poi ci auan^a anchora co fi
grande fpatio di giorno , che mal fatta co/a inuero farebbe , a non ijpenderlo
in qualche dotto & uirtuofo ejjèrcitio • 7S(^e mi pare per modo alcuno
ragioneuole, che que-* fio onde fin hora trauagliati ci ftamo , fi debba per altro
qual fi uogiia indrieto lafciare. ^m^giudico che tanto di principio , quanto e
quello che per noi sigia dato al prefente ragionamento yfia degnijfi^ mo
d'ejfère condotto infino a leUremo : Et meriti d'effère accompagnato da tutte
l'altre fue partiàn-^ fino a l'ultima & cflrema conclufione.Orfuyfodi^fac
ciafi dijfe il Confalo jal'honeHo uosiro defioiEtade^ fiafiil uirtuofo , &
ragioncuolc uosiro uolere . Ma ben ui prego yche fiate contenti di non
ritardare y od impedire interrompendomi^quafi alcuna fiepe od ar
gineattraùerfandoliinan'^yilcorfo , e'I fiuffo na^ turalcyonde fen'X^ alcuno
indugio di artificiofo or* namento , prejie & ueloci fi moucranno le parole
mie : accioche ordinatamente , ciò che di quefla fcìentia trattarono già gli
antichi philofophi y ef L I B B^O ^Arinotele principalmente cotanto riuerìto
& lo^ dato y più a pieno raccontare ui pojja . Cbeuorre^ He y dij]e alhora
il Dolce , che la lingua non mouen dola mai , ci fi agghiacciafje di freddo ^
ouero che a guifa di rane Seriphie , mutoli diuenìsfimo i me pare che ci debba
efjire lecito à domandami > quando alcuna cofa diceìie , che non ci capejje
bene ne lo intelletto: Et che il uolerci di quei dubbi sgra uare perfettamente
^ che per le uo^ìr e parole ne Vanirr-o cadendoci , ci tenejfero opprefii y non
ci fi debba difconuenire per alcuna maniera . Fate per fede uoftra come meglio
uaggrada^iprefe jubito il Confolo : Et poi ad ubidire di^ofio , alquanto in Je
Uejjo colpenftero tornando^& acquiflando con po^ co filentio molta grauità
ale parole ch'egli dire do uea^in queHo modo cominciò à fauellar e A faui che
hanno anticamente trattato degli occolti naturali affetti de V anima ^ in tre
modi hanno detto poter-* fene confeguire il giudicìo . alcuni difcorreuano
prima per le fpecie de gli ammali : Et fecondo ciafcheduna Jpecie ,
attribuiuano una propria qua^ lità di forma : Et inficme alcuno proprio affetto
dì mente:a la predetta qualità coriueneuole : Et di^ poi in quefla guifa lo
argomento loro formauano . J Leoni hanno tutti uniuerfalmente le trireme par^
ti delcorpOycH petto,&glihomeri grandi : E'ipe lo brunOìduro , &
robuftoi i quali medcfìmamente tutti cor aggiofi^& di grandmammo fano .
Vhaucre adunque grandi gli homeriyilpettOi& le cUremitày P 7^ / Af 0. i6 è
i peli , c7 colore di ^juella maniera , è fegno ba^ ftante per fe madefimo , a
dimoUrare la fierei^ » C^r lagrandeT^ de l'animo. Dopo queHo,appUcaua no queSia
loro offeruatioue , a tutte le fpecie de gli altri animali: Et quali le
ftmbian'j^ in esji uedenano tali le nafcoHe pajjìoni de l'animo^ ne ueniuano
gilè ciicando. Dando/i quafi a uedere, che in tutti i fimi^ gliantiyUn fol
corpo.una folamaljai& unafolama teria fi [offe. La onde diceuano che tutti
coloro che in tutto 0 in parte fimile haucuano il corpo ad alcn no animale ,
parimente gli affetti de l'anima , o in fartelo in tuttofa quel medcjimo
animale fembian^ ti doucfiino hauere. 7N(ow intendo dijfe il Dolce, co- me
uogliate che un'animale di diuerfa (pecic^fiu del tutto fimile ad un' altro
:liando pero ferma, la fpe^ ciale^diro cofi)differen'za.Bcn fapctelo ^pagnuolo
rijpojCychc a me non piace di dire che uìi'huomo ne la dijpofitione de la
perfona^ s'ajfimigli interamente ad alcuno animale:che egli^cio facendo, non
huomo ma fiera farebbe: ma uoglio , effcndo le membra de l' huomo de la medefima
qualità, che quelle de la fie ra fi fianOyche eglihabbiaalhora quegli aff et ti
fug gellati impreffi ne r anima, che la fiera per queU le ifleffe qualità,
hauerui fi h conofciuto.Diro cofi : per meglic maniftfìare,& mandar fuori
il concetto onde e pregno l'animo mio . // petto di fouerchio folto cr
ingombrato di peli , è fegno proprio & uniuerfale in tutti gli ucctlliil
quali fono ancho per loro propria qualità^ tutti uniuerfalmcnte garru-- L I B 0
lì & canorìiHanno parimente le gambe lurìghe^fot tilhcy ncruofe : Et jonoy
come fi uede^lcggierijiimi CÌr uelocisftmi : Ma [opra tato yen crei e?"
libidino^ fi. Et cefi fot y per le altre loro qualitày fi puote con^
fiderare.L'huomo aduque che nel petto haura in quc fio modo grande abondan^a di
peli^jìa per quella fìmilittidine y pronto & ottimo parlatore : Et //'^/^
Jò pili che al dritto, & a Hmieflo non fi richiede , uanoycianciatore y
loquace . Et fe egli haura le gambe di quella maniera , farà mede/imamente ue
loc€ìleggierOi& luffuriofo. Et oltre a ciò > fe egli an co per altre
qiialitayhaural corpo loro fmile^gli af fettine i naturali monimcnti de l'anima
fuay da quel li de gli uccelli non faranno diucrfr. Bora ficheui
intendoyfoggimfe fubitol Dolce : pero feguitate fe tii piace : gli altri dui
modijche oltre al già detto ui retìano , col lume, & con lo Jplendore del
uo^iro ra gionamento , facendoci chiari.SeguirOyrifpofeil Con folo uolenticrì :
Ma fe in qutHo modo , tratto trat- to il mìo parlare iìitcrromperete , ìion
credo che dobbiate uolcre^che cjfo hoggi al fuofìne pcrucnga. Orfu dite
uiayreplico il Dolceiche da bora inani^ fa ro for^c a me livffo : per mi no
recare a uoi di mo- kftia . jLlhorayricominciando il Con folo , diffc. il fe
tondo modo nel quale giudicaitano gli antivhi^tra la ojjiruatione y ^ la
efpcricn^a^tolta non da tut^ i gli animali^fi come il primiero : ma dalbuomo
firn flicemente folo per fe sìcffo . 7{€perù ingenerale da tutta la ^ecieima da
quelli in pat ticulare y d'uva V III M 0 . 17 feldprouìncict, ÉtucdHtc&
conftderate con diligeìf tia tutte le qualitài tutti i fegni de loro corpiy
& . conofciutine perciò parimente gli ajf etti del' ani- me y per quelle
medefime qualità 5 ne gli huomini poi auertite de ftram pae/ij prediceuanoin
loroi. inedefimi affetti . Aggiungendo pero , 0 fininuendo al primiero giudicio
, jecondo la propria & conue-^^ neuole uirtu di quel luogo > douc 0 nati
primiera-^ mente iOuero lungamente nutriti quegli huomini s'è fmo. Firtu&
proprietà non per altro acqui fiata, che per ladijpo/itione y caperlo infiujjò
Cele/le: Donante per diuino uolere y non folo auarieregio^^ ni j dìuerfe doti :
ma a ciafcuna fpecie, & ( che e de > ^no di maggior merauiglia ) quafi a
ciajcuno indiui- duo , il fuo dono proprio & particulare . siate cer ti
adunque , che la terra rkeua diuerfamcnte le in-- , fluentie del cielo: 7^c ui
penfate che pano (Tuna iftef fa natura^egualmente tutte le prouincie del mondo.
\ Tslon con ragione yfe ciò fujfe , haiir ebbero detto i no Uri padri
Latini^gli Africani^efjcre ingannatoriiam bitiofiygli ltaliani:fioltiyÌFratiCÌofi:
uantatori , gli SpagnuoU:gliAfianijlafciui:auariyi Soriani^ GrCf*, cijeggieri:
Et hauere^come di/je Adamantio ) pili che l'altre nationigli occhi
bellifiimi:pieni de lo fple-. dorCy ^ del lume diuino. £' ben nero eh e le
notabili diuerfita de paefi y meglioy& più chiaramente fono, iLomprefe per
la larghe^^jie la terra, ciò è quanti, quepiu.o menotyefii da
l'EquinotialefifcofianOtO ui. y aminano, che non fi fa per la lunghex^y onde
da. C L I B B^O L'Oriente a L'Occidente è la terra da nói nìi furata • ^n'^ ci
fono flati affai di coloro 3 che hanno detto , fiele prouincìe poÈìe egualmente
lontane ò dal pò- loy ò da l Equatore^tutto ch'ielle fiano per lunghe%j
remotifiimc , non u e/fere ne la loro natura y alcu nayouero picciolijfma differen'xa
. Tutta adunque ^ cuero la maggiore uarieta de le regioni yh fecondo che effe ò
da r Equino tti ale yò dal Toloyfono diflati Vìuerfiffimi qmfi in tutto fono
gli habitantinel'E^ thiopia^ & coloro che uiuono ne la Cottia y& ne la
T^ruegia. Quelli fe ne flano foggettì tuttauiaaglì ardenti raggi delfolcyche
dirittiflimi fcendono fopra di loro : Et queSìi d'altra parte hanno la loro
patria, (co7ne difle il uoflro Toeta ) la fotto i giorni nubilo- fi & breui
y nel ghiaccio femprcy & ne le neui fepol ta : Et tutta lontana dal camin
del Jole . llquale an^. chora ci hthbe a dimoUrare chiaramente y gli ajfet ti
naturali de gli aìiimi di que popoli fieri & feluag gi : foggiungendo ,
loro effereJ^cmici naturalmen- te di pace: gente feroccy a cuti morir non
duole. Do ucper contrario que primi , fono timidi , humani > paurofh &
quieti. La Italia uer amente cheposìa in me%o di quefli eHremi , non ha freddo
che la conge li y ne caldo che la diHrugga , produce gli huomini participanti
temperatamente , de le pajfwni de gli uni & de gli atlri ; fi come
temperate fono le loro complefioni : Et in niuna maniera 9 i termini de la
mediocrità hone^la & comteneuole trapp affanti. Ma quantunque più
difcoHandofi da l'Italia > i> fi T III M Or i8 tèa cantra il freddo che
ci manda la Tramontana^aU trettanto fi trouano gli huomini y co fi ne le
qualità del corpo come de l'anima^piu fempre a i Gotth& a i J^ruegi fmili :
Onero da l'altro lato nerfo ilme-^ ^0 giorno uolgcndofiyquanto più inani^
fiua^di con tinm uifineggono gli habitatori , maggiormente in ogni cofa
fimìgliarjì a gli Ethiopi: Et bauere altret tanto più di calore & di
ficcità ne la loro compie/^ /ione , quanto quegli altri, più dlnmore ui tengono
^ di fredde^ • Ter queiie adunque cotali diuerfi tà , fono gli huomini d'una
prouincia , differenti da> coloro , che fono nati , o che uiuono altroue :
TSie lo : a/petto prima, & ne le parti di fuori del corpo :poi ne i
cofìumi: & ne gli intrinfechi affetti de lani-^ ma . 7S(e fi fcorgono
quefìe differentie folamente ne ledifìantie grandi de le prouincicyma anchora
ne le picciole d'una medefima regione: 7{e folonegll huomini ciò aduicne^ ma
parimente ne gli altri ani mali . Onde coloro che hanno fcritto de la natura de
gli Ekphanti , hanno detto quei di loro uiuenti ne le paludijeffere per
ordinario pai^ & ^^SS^^^ riti montani.infidiofi peruerfiiEt quando il
bifo-* gno cr la neceffità non ne gUaflringa, per ninno mo do fermi ne lo amore
de gli huomini . J campeHri pohcome migliori che fono de gli altri^abondare di
benignità , piacenole*^ ^ ^ manfuetudine : & in breue tempo domcHicatifi ,
lafciarfi facilmente macerare ne gli effercitìi , the gli huomini ambi^ tiofi 0
cupidi di regnare { grande argomento de U c ^ 1 L I B liO dimnìta delnoflro
intelletto)non con picciolo Sludì(f^ & faticdimoHrano & infegnano loro.
Or a conofcen' do adunque in quello modo gli antichi philofophi le qualità del
corpo , & le naturali ine linat ioni de gU\ animi de gli habitatori d'una
fola prouinciay ueniua--^ no per queHa jimilitudine , ne la cognitione de gli\
affetti ditutti quanti gli altriyche in qualunque par - te del mondò uìuejiino
. ^Itri ucr amente y fecon- do i co fiumi &gli atti degli buomini(quando
come riHO dafontCy da le occolte pafiioni del core^ gli at--^ ti noflri palefi
, è i manifefii coflumi deriuano )for-' mauano & ordinauano interamente i
loro giudici *i Onde fe alcuno uedeuano hauente naturalmcte queL Vatto del
uifoyche hanno gli adirati per qualche ca- fo JòprautnutOjdiceuano douereagran
ragione^ cf- fere Himato colui sdegnofo & iracondo . Timidi fi-- milmentey
^ paurojigiudicauanoi pallidi per natu va : Conciofia cofa che tutti per timore
accidentale > cotalidiuengano gUhuomìni: Et fieno tifati di per- dere i
colori deluifo • ^ffermauano oltre a cioyche^l naturale riuolgere & girare
degli occhi a linfiifo > era fegno certiftimo di libidine ^ di
lujfuria:perche haueuano 0 fferuat oche nei congiungimenti t^ene-
rei^&mafòimamentenel mandar fuori l'humido ra* dicale yultimo grado fuprema
ptrfettione di quel lo affetto y fhe di corruttibili & mortali, eterni
& immortali ci rende 3 riuolgeuano tutti gli huominìl. j^ìr per ca\o gli
occhi in cotale guifa girauano • Et ffoji procedendo in quefia maniera , di
tutti gli appc T III M 0. ip 4ici de gli animi himam^pcr fetta & intera conofcen,
acqHÌsìaua,noJ?uofii adunque jfi come uedete.per ' quelli tre modi effcrcitare^
queHa fcientiaioltre a quali , fi può mvdefimamente fecondo la contrarieir\ ta
de fegnigiudicare.Cbe fe^diciamo cofhlagraìidex^ %a de leeftreme parti del
corpo yfignifica forte'2;;:^a XÌr grandmammo y lapicciole'^per contrarioydebo^
lei:;^ & poco cuore dimoflra . Fermatofi dopo quo ^fìo lungo parlare il
Confilo alquanto^ il Dolce roìn-^, pendo ilfdentioydiffein quella manierau^xfo
dilui. Compiutamente hauete fodisfattoal difidem de l\t nimo no^ìro , facendoci
cono/cere tutti quei modi , per cquali gli antichi giudicauano : Ma a me
fareb^, he caro oltre a ciò , non folo che fe altro ue ne rejla (fusiodito ne
l'arca, & nel tbeforo de la uoHra mc^ moriamo offeruato dauoi mede fimo ,
oucro imparato Mcglifcritti d'altruiycelofacefle commune:& lafcia flecelo
ufare: ma [opra tutto che mi infiignajic par- Ocularmente una
uolta^quaimembriy:& quali loro, qualità , quesìo y o quell'altro affetto
fi;opriffero Tcrcioche fen^ difcendere a queììi poiticol^riy tutr^^ to do che
fe ne diccjje cofi in generale yriufiìr ebbe al fine fatica inutile & tàana
• Egli ci mole , diffe uer^. fo il Dolce alhora l'Inglefe : per quanto che fin
qui ho comprefodalfiio ragionare ^recare inan^ ilUbro, de la Thifionomia fcritto
già da ^riilotcle - per farci merauigliare ad un tempo medcfimo , 6" de U
memoria ^ de lo ingegno che egli ha per buona, forte hauuto dal ciclo , Di
qucHo^eJ^oncndocelo con, C iij tanta facilità: Ut di quella , andandone con fi
gran diligentia raccogliendo tutte le parti . Comunque fi uoglia^riprefe fuhito
il Dolceiche ciò non mi da noia ueruna.Sin'7^ Je egli in quella materia , con
la luce de la fua e(pofitioneyCÌ farà chiara la ojcura fenten^* tia di quel
degno philofophoytantó maggiore atithò^ rità hauerannoy ór per ciò tanto
anchora mcritcran no maggiore credenza le parole fue.Lafciamolo pur ' bora
feguitare^foggiunfetofio lo ^mhafciadoreiche per quel ch'io creda, egli ci
hauerà à moHrare il «e- ro modoinelquale fi tolgano,^ dagli ammali CT da gli
huomini , i certifiimi & chiarifiimi fcgnì • Dopo quesìoyueggendo lo
Spagnuolo che ejjl da la fua hoc capendeuanOj & di r accorre le fue parole
attenta- mente af^ettauano , brillando ncluolto di dolciJ?ìmo rifoyin quella
guifaal fuo ragionamento diede prift cipio. Ben mi piace inuero che per uoi fi
/applaudo che al prefente per me uiuien detto^efferegia fiata opinione di fi
chiaro philofophofP croche certaméte miperfuadoyche maggior rifletto i& più
di auerten dobbiate hauereyadopporuìy& a contradire a do che da me hora ui
fia raccontato. ?y(e giudico però che ritornare in biafmò mi debba (quando ad
acquì^ Slare perfetta ifperien%a d'una cofa , non bafta l'età fola di un'huomo)
fe nel moSlrarui il modo del giu^ dicare tafpctto humano » quello & non più
ui rife* rifco 3 che già gli antichi faui , con tanta lor lode dottamente ne
fcrijfero . Conciofiacofa che tutti co • loro che hanno trattato di quefia
fcientìa } &\4ri* T \1 M 0 10 Siatele in prima onde hanno bauuto origine
molte fchiere di dotti & di ualenti huomivii non habbiano gran fatto in
altra cofa tifato la loro diligcntiay che nel recitar e^ejporre^ &
confermare le altrui opinio^ m.^^ffai adunque mi parrà di fare^imitaìido cofìo-
ro:'ì<(e da le loro iniìitutioni , partendomi {come fi dice) pur un dito trauerfo.
Et porterei credcìixa che mn folo ragionando jfi come bora fo^ ciò mi doueffe
effere conceduto : ma commettendo anchora a gli fcrittiyqucUa nofira
fententia:Et facendone un do^ no a la tarda po^ìerità • Et per qual cagione fi
do-- urebbe disdire auoijdijfe il Dolce, quello che in tutte le lingue e flato
lecito a gli altri fcrittoriìRjsguar- date pure i Latini: Et ueder eteli in
questo ufare mot fa licentiaiMa tra tutti gli altriyCicerone fu (coni e gli
^ieffo confefja) licentiofifimo . Certamente diffe albora lo ambafciadore ,
quefii moderni Jcrittori de la lingua Italiana,non fi lafciano in queHa parte,
ne dapaura^ne da ri/petto tenere: an^i arditamente & con animo grande
entrando ne le biade ialtrui^non folo ne leuano molti di loro le più belle
& le maggio ri Jpighe^maagran fafci,tutto il ricolto ne rubbano er* ne
portano altroue.TSle farebbe difficile ritrouar , ne alcuni , che uolano
perauentura gloriofi per le mani (ir per le bocche de glibuomini , cui fe Tla-
tane, altri antichi ritoglie[iino il loro grano , di che hanno ripieni i loro
granai, & le loro belle più* me, onde uagamcìite fi fono adornati, fe ne
Sìareb- hono affamati fempre a bocca aperta :aJpettmdo U • • • • Z T F \ 0
imbeccata come polli bramo/i : Et nudi fi riviarerch honoycomegia la cornice^
dagli altri uccelli citata a ragione • Or fu non ci lafciamoydijje il confolo^
in U4 no trafcorrere il fugacifiimo tempo : fe ucglictmo che del noHro
ragionamento^ a la fìncy & al terrai^ ne eUremo fi ueiiga . Et coloro che
fi credejjero che io pili tofìo ejponefiiy che dijputjfii , lafciarno ne la
loro creden^ai Laquale comunque fi fia , non ci può fe dritto guardiamOyefjcre
per modo alcuno danno^ fa 0 moleàa . ^pprefjo a quefle parole y fiato il Con
folo un poco penfofo , ruminando quafi alcuna cofa tra fe^coft di nuono torno a
fauellarc . Haucndouigia fato conofccntiyncl parlare in che difopra diligente
mente faticato mi fono, di tutti quei modi per li qua di giudicauano gli
antichi , hora mi bifogna mostrar uii in che maniera pofiiamo fare una noua
ojjerua-^ tionc certa CT unìuerfale , per cui fecondo le quali^ ta de i corpi ,
fempre cìauenga dipieìiamente inten dere le pafiioni & gli affetti de
l'anime . E nccejfa^ atio adunque fe uogliamo fapere quale affetto di men te
fta da alcuno fegno efìrinfeco figìiificato , & per iquefìo termine di
fegno > intendo una certa difpo^ fittone 0 qualità di alcuna parte di queflo
corpo f i:Qnfiderare tutti gli huomini , & tutti gli animali > che fono
tratti naturalmente da Ufi medefimo appe fifp^ & da unmedefimo mouimento di
core: del jquale manchino pero tutti gli altri ^ di qualunque fpeciefifiano .
Scelti poi qucUi tali & huominiy & 'animaliyhauentiunofleffo naturale
affettOiCiè di me 'P. Py; I M 0. Il •Sii ero dì notare attentamente y che
qualità efii hab^ ■iiano ne le me?nbra del corpo : Di cui tutti gli altri^
'QÌje la predetta iìiclinatione non hanno , ftano pari-^ mente pviui • Et
ritrouato al fine queslo fegnoylonta ina daglialtrii ^ proprio di co fioro che
hanno co-^ me difUiìmo affetto medefmo , dobbiamo per certa, fapcr collii
ejjere quello , che quel tale affetto ci fco^ fra & ci manifeiii .
Quantunque dijfe alhora lln-^ -glefe-^affai bene comprenda ciò che ci dettano
le uo^ Hr e parole ynodimeno baurei caro per meglio il mio intelletto renderne
podisfatto , chegraueo faticofo non ejfcndoui , mene defìe uno tffcmpio :
perciochc- non mi fouiene di bauere letto giamai in ^riftotele^ '^quefìa bella
& dijlinta dimofiratione che alprefen^ , te ci hauete accennato ♦ 7^(c io
lo jpagìiuolo- rijpofc^ Mentre mi contentai de la fcrittura latina^ chc colpa ^
uitio di clpo/itori^ quafi folta nebbia il lume del fole & de le bielle
celcfii 5 ci toglie CT ci nafconde la 'luce de i detti chiari & illufirt di
quel degno Vhilo fophoyhebbi potere per alcu tempo di appagarne Va mimo mìo:
^n^ipcr molto ci) io cercafjì di fpegner'^ 10 y m le fonti di coloro
attuffandolo che di poterlo faremiprometteuano ypìu fempre fe ne accendeua 11
nosìro de fio . Ma da poi che da uifo a uifomipa^ fìa^fauellare con ^riHoteUy da
le piane ^ facili ^ <& gentili parole di lui.comprefi ageuolmente in una
fola uoltaycio che in molte ycon gran faticayla to^':^ i.%a CT la inettia de
gli ajpri ^ durifiimi interpre^ {fiy /a{Mo ìm nfi h^ucm dar& ad intendere «
Ca« L I B B^O me fi fìa dijje il Volce^uenìtc dìgrcitìa a Vefftmfioz accioche o
uofii a o d'^rifiotele che la già detta di-- moiìratione fi fta ypiu
internamente m/a uolta , eè" con maggiore certe^^^a conofcere la
pofiiamo:Et co me a lui di haucrla trouatOyCofi a noi di hauercela in fegìiato
^mercede & obligo habbiamo . ^on penato fi cortefe ueggcndoui lo Spagnuolo
rilpofe^molto a fo disfare a le mUre domande : però come fin qui fete ujato di
fare^afcoltatemi attentamente . Detto que-- ftoy foggiunfe di poi in
queUaguifa. Seuolefiimo di co hauer notitìa piena da qual fegno ci fojjè prò-
priamente manifeUato la forgia & lagrande's^ de l'animo^ ci farebbe meUièro
confiderare feparata^ mentCytutti gli buomini forti & animofi : Et tutti
gli animali anchoraycoraggiofi& robufti. Et dipoì^ uederequal fegno fi
hauejfero quelli tali nel corpoi ^mde tutti gli altri ^ buomini &
animali^che que-^ gli affetti diforte'^ & digrandcT^ d'animo non
baueffero.fofiero priui. Et ojjeruato poi finalmente queBo fegno. f apremmo lui
darci de gli affetti pre^ detti^certifiimo & fecurifiimoindicio. Mail fegno
ueramenteyche fia proprio & particulare de i forti ^ de gli animofi j e lo
hauer e le eHreme parti del corpo y & gli homeri.e'l petto ygrandi&
mufculofii ^dunque fi può dire ragioneuolmente , queSio Je^ gno per fua diSìinta
& feparata proprietà ^ quegli affetti & di animo fitd & di fortcT^
fignificare • Onde fi forma poi ^ ^ fi uiene ad ordinare lo argo mento in
quella maniera. ^Ifonfo (pcr^^fidir^) Vl^tMO. il ha te ejlrme partì del corpo y
& gli homerlycl petto grandi : adunque egli e ancho dotato & nei corpo
& ne l'anima dì ardire CT dì for^a . Che egli uibifogna di certo fapere y
che nel corpo hauentein forte per compagnia un' anima ualorofa^ fempre fen 7^
fallir giamaiyle predette qualità fi uedrannoiEt d'altra parte fi
sdegnarebbequafì fi terrebbe a uile un cuore animo fo , di albergare in alcun
corpo che le già dette qualità non haueffe.^Ma perche mot te fiate y& quafi
fe?npre adiuiene.che con quejlafor tex^^a d' animo idimoftr ataci per e fegni
dame dì-* chiaratì di fopra , ci fiano uniti anchora alcu^ ni altri affetti che
rade uolte da lei fi difcoHanOyCO^- "ine è la liberalìtàmero la
impudentia^ dico che non jen%a ragione fi potrebbe perciò dubitareyO che il
fegno come fignìficante diuerfi afetti^non fi douejfe per certo accettare ne i
giudici de la fcientia che ci infogna In noflra natura:ouero(in più minute
diuifio ni partendolo) fe luna qualità di luiypiu toHo lafor te'j^
fignificajfeyche quell'altro affetto che congiun . to fi ucde con lei • Come
farebbe : Ecci alcuno che nei fegni del corpo Jm il capo grande, & la
fronte tìleuata : Et ne gli affetti poi y & ne le ìntrinfe^ the naturali
inclinationi y e magnanimo & lib er- rale : onero (parlando de gli animali)
con altrui di buon grado partìcipante de le fue prede • tcco ' che qui y non è
picciolo il dubbio che nafcere uì pò-- trebbe : Slandouifi in forfè y o che la
grandei^ del tapo foffe Jegno di liberalità : ^ la eminentia d( 1 L I B %
fronte ^ dì fortcTi^^a : Oucro che la dcitcttìone d4 fronte 9 liberalità, &
lagrande^j^a del capOy/orte^^ %a dimosìrafje . Ma per ifconciarc , ^^on
lafcìare uenìre in luce cofì triUa & cattiua co falche crefciU'r tnpoi&
fatta gì'andeyfoggioghi quafi Cyro noueU lo,& meni in fermtH lointelltto
fuo auoloyci e necef fario di procedere in (jucftomodo . Eglicibifogna in prima
confiderare dijlintamente tutti gli animaVp forti i & ?ion UJyerali: Et da
l'altro canto > i liberar- liy ^ non forti. Et ritrouati quei primi hauerc
il ca po grandej & non la fonte rileuata ypojiiamo cfjer certiy la grande'^
del capOy fola per fe medefima , il ualore, l'ardimento , & il grand' animo
palefare-. 'Ma da l'altro lato fe uederemo qucsìi altri confion^ te eminente j
eS^ con pìccola tcHa, dobbiamo fare fii ma j negiamaifara falfo il noflroparerey
che la al^ te^^ & la rileuatura del fronte yla liberalità & la
stortcfia fempre efprejfaìnente ci manifeUi. Et mede fmame^ìte fe alcuno
haueffe il capo grande & acur to^i& foffe animofo inficme e sfacciato,
potremo pa rimente siare dubbio ft ^ fe la acute^^y di magnani^ mitay& Jela
grande-j^a^ di iìnpudentia foffe fegno: opure fe la acùte'zi:^, impudentia ,
& la grande's^ ^Xa^animofita ci fcopriffe . Ma ce ne potremo poi ^ non con
molto affanno &fiiticay per cotal uia riffol nere CT fuillupare : Et in
quefta guifa^la ccrtex^;^ & lauerita di ciò che andiamo cercando'^ ageuol^
mente trouare . Conftderando tutti che hanno il ca^ fa appuntato 3 comcsufadi
dire in Tofcana^ non grande,e fere sfacciati, & mn forti: Et per con frano
coloro che grande hanno la tefla , & non acit ta, e/fere animo/i, & non
impudemi.Foi la accocca te a Genonefi , dijji- alhora U Dolce ridendo: lattali
per un bello ordinario, hanno qnafi tutti le tefie loro acutifme . Guardate
rijpofc fubito il Confilo ,fe clli fono ancbora come diffi,sfaciati:che guidati
da l'ap^ petito lor naturale, per cacciarui di cafa noUra, inft no qui a
Chioggia ne uennero:Doue uoi che meno acit te le folete hauere.non chea Ccnouj,
ma pure a Cor fica i animo non ui die di apprejj'arui . Certamente fi f
gghigando il Dolce foggiunfe : Ma perche non hebberoi capigroffi, cr no» furono
forti, uedetc che CI nmalcro Fatepur ccnto riprefc alhora il Zornor %a. che il
fine di quella battaglia, die de a itoi k uita^ C?- « loro tolfe l'ardire . Deh
lafciate digratia, diflò Mora lo Inglefe, quelle uane tentiom: Et ritornate (CT
fia meglio , ^ maggiore & più larga commodi ta di noi altri che
u'afcoltiamo ) al uoftro primiero ragionameto.Et diteci,che purn'è tempo
hognmaii feparatamente una uolta , quai fiano que fegni, che m piace che da noi
fieno nel giudicar e ojferuati. Que- ita coja m diro poi , lo Spagnuolo
rifpofeiche uo pri^ m ragionare alquanto, de la diferen^a dei Lm McorpoiEt
mofirarui,fe'l mio potere a ciò baflìa' quai di loro fi debbano c ome buoni e-
voueuoli che Jàno, accettar e: Et quali fi cometrifii,èr inutili, alÀ
hand9nare:onde fatti dotti alfine,come quefli fchifu fh& quegli
MeffireMbano jeguitati,pvfùam à L 1 B T^O quafi facerdotì di Vhebo.acefi &
infiammati di ditti no {piritOylepa[fw?ii de l'anime, nafcosìe fottoH uclo de
la terrena carne , fempre ueracemente falefare ^indouinare . Dicoui adunque ghe
dei fcgni del (orpo^ alcuni ce ne portiamo dal uentre materno; J quali
parimente j tutta uia ci accompagnano in- fino a la morte , Come farebbe (
diciamo cofi ) la lunghci^de le gambe: alcuni poi y quantunque dal nafcimento
& dal principio noHro hauuti Jem^ pre con noi y cambiano nondimeno nel
procedere de gli anni y la loro antica primiera dijpofitione: Et talhora (
quanta for%a ha il girare del Cielo) an^ fhora del tutto la perdono ♦ Come nel
colore fi ue^ de auenire de la carne y& dei capelli : Et ne le ca
pigliature fiìmilmenteia lequalifuccedono i caluex^ 'Xi : nuntij ^ ^^Jfi^ggi de
la debole & tarda uec^ cbie']^ • %4ltri fono di queSìi y che non perdono in
tutto la figura loro : ma la mutano folamente , Co-^ me incontra ne la maggiore
parte degli huominiync la alte'Z^,& ne la drittcx^ de laperfona^ Si ueg^
gonoanchof^cfje fiate nei corpi alcuni fcgni: non già nati y & cominciati
naturalmente injieme con loro : ma tali pero > che in fino che l' anima y e'
l calo- re naturale da loro fi parta y loro fempre fanno y per fetua & non
mai fepar abile compagnia . Di quefla cofi fatta maniera adunque y fono gli
torcimenti rfe laperfona yper ^popkffiay o peraltro maluagia accidente in cjfi
ucnuti : Et [opra quefìi , medefima^ menu molti dm difconci ^
debole%^:^cbclQÌn'* fermha , 0 le ferite juenti contrariai fereno dcU noflra
tranquilla felicita , ne i corpi fogliano arreca re de mortali • Ora di tutte
quelle qualità difegni , fecondo la forxa del noflro ingegno apertamente
niayiifesìateuiy i primi che hanno infteme con noi ori gine cr fine ,
dimosìranofmilmente quegli affetti ^ . che fono fermi , Uabili, CT rimanenti
fempr e ne / tf- nima noHra, dal primo infino a l'ultimo giorno. M4 , gli altri
poi, che fo?w mutabili y 0 mancanti inan:^ chenoi^ouero dopo noi y& per
alcuno accidente ^ uenutiy non poffono per modo alcuno farci nera & . c
erta teSìimonian^a , di quegli affitti che ci accom^ p agitano per tutta la
uita.Beneè ueroychefi può ojjèruando alcuno di quei fegniche mancano & fi
mutano, cono/cere talhora la fcmprc ferma, & non mutabile uùrità . Come
farebbe fe per lo uermi^lio colore del uolto , fi giudicale la pudicitia, &
lauer gogna di altrui : quando è manifesìa cofa , che fi ar-^ rojfifconogli
huomini , & diuengono cofi fattamcn te in quella parte uer miglia jeper
qualche acciden te y fono alcuna Holta agretti à douere uergognar^ fi .
Nondimeno quantunque ( come di(fi)alcuna fia- ta queflofegno il uero ci fcopra
, non però e ragio'- neuole 3 ne fi conuiene in alcuna maniera , che in lui
totalmente acquetandoci , ne più oltre come di me- gliobramofi cercando, lo
accettiamo per certa & in fallibile norma, nel di/porcy & ne l'ordinare
i noHri giudici . Concio fia cofa, che la uergogna che e flabile ^ ferma
paffione delanima^nonpojja ne debba dal L I B 0 fbìòre del uolto y uago cr
mutabile fcgrìo dì qùetlù\ corpo , ejfere drittammte , ne con ragione^gia mai^
giudicata . Se egli è nero dijfe alhora il Dolce , che i Jègni de le ferite
yìion debbano ne i giudici de la fcien de la natura de l'buomo , efj'ere come
certi , offer ' nati & fcguitati da noi, comepojjbno dire imediciy .
ammoniti da Hippocrate loromaeUrOy che colut a cui faranno per alcun cafo
tagliate le arterie che fo-- PO quipr^ffò à queHe uene di dietro gli orecchi ,
fiaj^ da indi à dietro flerile ^ infecondo! l^e poffa per alcun modoj più
generare gì amai i Questa è purc% ( come fi uede ) diuinatione : laquale tutto
che ella^ najca da fegno nuouo , & per cafo in quel corpo fo-\ pr attenuto
ifcmpre nondimeno ri/ponde^cir riefco certifjima • Donde uien quello fhaucrei
caro che al^\ cuna cofa me ne dicefie^Haueagia lo Spagnuoló apen te le labbia
per fodisfare àie domande dti Dolce yì quando lo Inglefe di nuouo interrompendolo
y co fh^ cmiinciò • Dapoi che m'e flato per altrui mQflrato\ la uia 5 doue
caminando miattrauerfi al uoUro par^ lare , dirò anchor io , che fe ijegni
(come dite)mu^ tabiliy non foffero certi , non hauerehbe potuto thagoray
giudicare i fanciulli diteneriffima età: I fc\ ^ni de qualiiCome tutol giorno
chiaramente per noU fi comprende^ fi mutano y ^ fi Cagiano tutti. Fogliai tno
dire che Tythagora ragioneuolmente nongiudi^> caffi ^ Lafcritura , che non
uoglio direlaauthorità^ ci perfuade il contrario , Diremo che ifegni de i fan.^
binili fìano fermi f ^on mai: che la e^erientiay macj I M 0 . 25 ftra di uerìtà
y ci Jìa incontra. Che diremo adunque? 'Diremo rijjwjeil Zorno'z^ >
cheTythagora ferma- ^mla fùa opinione nel giudicare y fopra la faldei^ ^de i
fegni ììabili: ìquali [emano fempre mai quella HsleJJàJa loro primiera qualità
naturale . Che quatta ^tunque pàiache la faccia dd fanciullo (cofidirer- ^rnoj
diucn'cndo di giorno in giorno maggior e^^ più fempre crefcendoyO' oltre a ciò
dal bianco , nel bru^ 'noydal terfo/nel rugofoy dal molici ne l'ajpro, c^. dal
graffo ine t magro alterandoft é^'tfhppajjkndo ypigH alcun poco di mutatione
& diuèrfndj, no però adìuie ^ne giamaiychc ella alcuna mutiyde le fue
proprie an^ tiche qndità:cl)è da principio le dicde^lacelefìe im'-^ mutabile
fatale necejlità . Verciocheinfìno dalprU miero giorno fi uede^fe ella è più
delgiuflo , lu77ga\ breue,grandty picciola, ritonday larga , carnofa, od
'afciuttaiKt rhólte altre qualitadiin effa fi fcorgono^ l^hc no fi mutano co
gli anni : ma fi mantengono fem 'prB quelle mede fmc y in fmo a V ultimo
iermìne de la ^uitaQuefli erano i fegni cheojfcruaua Tythagóra:Et *da quesiiyla
tì'crièac^ la certerz^nafchiayde giudi 'di ^uel Sauio VhilofophoyMa uoi Signore
^Icfadìi) cWkome medicoyil dubbio mi hauet e proposto, de [a incifione di
quelle arteridcome ui fcte cofitoHo fccnr datocché pur dianzi ui difii ,
leipclinationi de VanU ma^non potere effere conofciute per li fegni de le
ferite ? Tarui forfcy che fi debba la Herilitay pafìio^ I ne od ajjetto dinoHre
anirrìe giudicare iTslpn ere-- d'io • eUa huitÌ0y& pafiione diqucHo corpo-:
D J^on altramente chefifia la cecità : o qualunque al-- tra alter atìone^ò
morbo fimile. Se adunque giuUa^ mente non fi potrebbe domandare diuinationeyil
pre dire à colui laprìuatìone eH mancamento del lume ni Jiuo y cui fi uedefiino
gli occhi da un qualche colpo ò fer altra difauenturaguaHi & ricifh cofi
non fi può dire che fi indouini , la futura^an^^ pure la preferì^ te
Herilitàjper lo uederej^com^^ bauete detto) taglia te quelle arterie: jin^ì la
cognitione de l'uno , cr de V altro di quejlÌACCÌdcnti y fi de giudicare più
toUo xertifiima fi:ie'ntia. Conciofia coJà,cbepoco menofia np quelle arterie,
membri concorrenti nel generare, che fi fìano gli occhi nel uedere. Dico
adunque eh f gli affetti de l anima noflrayche dal Cielo nel princi- piaci
furono dati de la noflra genexafionc , & che con effo 7ioi tuttauia ci
portiamo infino à ia morte y fono per quei fegni conofciuti^chi^ fia^^^ p^ri^
mente,& che fini fcono infieme con noi. De ì quali ^ co^e di loro propria^
materiaynel dar modp ordi ^ à i loro giudici fi firuono 9^ fé; ne uaglìonó i
fa^ ^tfi ojferuatori di qucfia dottrina. non crediate pe [ro\ che per que^i
fegmfipojfajper modQ. alcmù co- ^nofcere, que^ì'huomo douere efier medico :
&)^^J:r . l'altro muficómero coftui in ufirologiaj'& colta i^ Geometria
, douer diuenire ecceUentevfercioche^co^ \me. è- facile cr chiaro à uedere
ytuue le fcientie, coltura & ripofo di noHre menti y per iUrani acci-^ denti
, & dopo alcun tempo fi acquifiano : Et non già fono , fi come gli ometti ,
imprefii & fi^gg^^i T li l M O y 16 primieramente y col fogno de la madre
natura negli ammìnoJìrLsen'2^ amaefìramenfo alcuno^ fono gli buomnì fin da
principio ò timidi.odauarifo Ubera-' Jiyod animofi. Ma non fi può già fen'^
lunga erudi jione cìr fatica , & feni^ perdita di molto tempo , acqui/lare
od impre7idercgiamai alcuna dottrinalo me dijje il Dolce albora^adunquc non
uoleteuoi, che il Cielo la natura ci hahhia fatto , più h abili da princìpio
più atti ad una cofu^che ad un'altra? guardate ciò che uoi dicete : perche il
contrario eli quello che ci uolet^ perfuadere , tutto' l giorno ueg^ giamo :
& manifeHifiiiTÌarhente fempre lo udiamo. Et per certo fe egli non
foff^.ueroyche natur^^^ te fofiimó piu tojio ad una fcientia, & ad uno e0r^
citip y che ad un altro inclinati y in uano farebbe fer mamente
riuJcitOylafatica & lo auedimentodiqucl ,^auio Thilofopho: che folcua
menare à torno per la cìt^à\\ fanciulli ro7;i , non aue:^ad arte , od à fcientia
alcuna: Et far loro in quel modo uedercy tut te le operationi onde uar iamentCy
fecondo la diuerft^ ^ ^libumani appetiti y quei tai cittadini fi fole^ nano
faticare • ^ccioche comprendendo ^^ ojfej:^ uando lui per quella manìer acquale
arie-od effercL tio fojfe loro più grato^egli per ciò potefe più agif
uolrnentey& con affai maggiorécerte':;^yintender-^ ne Mnchora &
antìucderné le naturali indmationi de le menti loro. Fano parimentCyfareblje
flato lo ai corto giudici 0 di Flijfe: llquale aftut amente rubbò à Ja
diligentia de la madre thethi , onde egli era con D li à. ^ L I B IlO . . fi
gran cura^& con tanta foUccitudinc cuHodito y il 'forte & mlorofo
Achille : Facendogli [coprire con 'ingannoyquel fuo proprio naturale animo
jiffmo af-^" fetto:Lontano in tuttOydala cteanxa,& dal'habithy ' in
eh' egli^quafi raggio di fole [otto folta nube^albò-^ ^ra coperto fi Uaua. Ma
oltre tutto à ciò, perche ere 'dete che dicejje Tlatone, effcre ne gli animi
noUri^i femi de le fcientie ^ de le uirtu f Jè noit per diho-- (trarci à pieno
, che dal Cielo portò Hornero la poe- /ia:ZoroafirOyla magia: Et co fi
qualunque altro quel- la fcientiaine la quale egli fatto poi huornOy & per
ciò gli organi del corpo ad ottimo fiato rido tti, pcr^ fetto & eccellente
dinenne ^ La onde fdgpamenìe diffe A^arco Manilio^ hauendo lungamente dijputato
di fopra^ogni noftra cofa regolarfi fecondo la'dijpo^ fitioney& la
influcntia cclcHey il potere ancho cono- fcerele immutabili leggi de fatiy
effere tofa a punto fààmaihente fatale. Ji queko lo "^pagUfìoiolgia non
nego yijfn)feyche quefte attitudini hàturali.cj qucHe pàrticulari inclinattoni
più à luna cofa che a lall^ay non cifiano date primieramente da Dìo per le
vnani de gli otto Cieli: fuoi diligenti ; fedeli , ubidìenii minifiri . 'Ma
dico bene y che elle per alcuna guifà\ effere non pofiono preuedute da noi ,
per le qualità V per i fe^ni del corpo . Dì modo che colui non ne può ne k JHC
offeruationi trattarcene la loro cogni- rione à coltii fiappartiency che come
noi ci fatichia^ mo di dimoflrare^non ad altro attende , ne altro con fiderà^
ne ad altro pon cura^che a le note &ale ap^ 7?,/^ IMO. 2j farentic cHcrion
dtl corpoiEt a le 7mtr^ (dirò cojl) che circondano quella cajhydoue alloggia
l'anima no Jh'éL. Ma la loro nafcoHa & occolta conjideratione, fa ne^rimane
tutta intiera à lo jljirologo. lltjuale de poter giudicare minutifiimamente ,
di tutti gli aue^ T/ifnenti de la uita humana: ò buoni, ò rei, ò fortuna ti yOd
infelici , ò prcfli , ò tardi à uenire che fiano . pico fmilmente , feguitando
il primiero ragiona-- mento , non e/fere pofiìbile che per quefli fegni, di cui
fono diucrfatncnee i noHri corpi diflinti yfipof[a con certe'^ alcuna fapere ,
cjuale huomo debba f/- fire riccoyò/juale pouero.Quefioydi ferro^&quel^
Caltroydi fuoco morire . ynoy di i^c, diuenir feruo: Et altriyefjendo come fu
Cafiruccio^al meglio &piii^ che donare gli fi pofTa, figliuolo di un uile
& poue ro pretesa la fuprema alte^ & nobiltà del regno falire. Di
qucfiiyiijr d'altri fimili accidenti di Fortu- . na, quantunque forfè alcuno
per li fcgni de i corpi gli antiuedcjfe , à me non piace però di fa4ieUarne ^
per alcuna maniera.Confiderate adunque y& con di^ ligentia tutte quefte
cofe predette cfjamimteyhne^ cejfario che ui facciamo uedere al
prefente^quaifia^ no quei fegni, da i quali nafcc & ha origine ,&nei
quali y uiue & fi conferm , & al fiìie con cui muore^ èr finifee ,
quella nojìra fcientia : Et di poi y onde L predetti fegni , pigliare parimente
fi debbano : Et,, finalmente cìafcuno di loro , come meglio per noi fi /apra,
per le più apparenti manifeke dimofiratio ni che ci fiano y dichiarare ,
ejporrcy et interpreta^ , • • • D ii) \ l 1 B TiO re. E laVhifioiomia adunqucy
come fuonailnome ifieffo che le diedero i Saui de la Greciaytegge^fcien^
tìa^& regola natutalcyche ci fa conojcere le interne occolte pacioni de
l'anime nofire. Co/i quelle^ che fcìi^d àltèratione di qucHo corpo y per alcuni
propri fegni di lui fi comprendono : come e la alte j^ de lo ingegnoM
aflutia^CT altìre cofe fimili: come tutte anchora quell'altre y che innoi
foprauegnendo per accidente , ci alterano , ci mutano la fuperficie efìrema del
corpo: T^e la guifa che ueggiamo fare , a la uergogna^a la pauray ad altri
cotaimouimen ti de noflri petti. Ma di tutte quefle differeni^yfpero più di fotto
ragionarne difìint amente . Hora uera- mente mi aggrada di dircydonde fi
tolganOi^- di che maniera fiano quei fegniyche nel giudicare fono of^ feruati.
Douete per tanto faperCyche cfii da cotai luo ghi ficauano. Conciofiacofa che
imouinie?itidel cor fOy ì colori, i geni (fe co fi dire uogliamo) òuero coi-
rne diffe il uoHro Tetrarca , gli atti de gli occhi e^r del uoltOy& oltre a
ciò la ajprei^ , ouero la delica-^ tCT^a de la pelle y& de ipeliy &
infieme la uoce y (3* la carnè , & le parti & le mcfnbra del corpo fole
per fe feparata??iente , ^ appreffo la difpofitione , ^ la forma di tutta la
perfona 9 fiano uniuerfal^ mente quei luoghi yiquali fecondo le loro qualità j
- da noi (come difii) fegni addomandateyci danno pie- nifiimo er perfettifiìmo
indicio , de le inclinationi , & de gli affetti naturali de f anima humana.
QueHi fono adunque quei luoghi & quafi quelle minere > doue i metalli fi
camno, onde ì comporta fabricd de gli affetti de l'anima noUra . Mapercioche
me-^ glio al difiderio uoftro fi fódisfaccia , & perche di queUa fcientia ,
maggiore & più ampia conofien-^ ^ Manciate , uoglio rientrare di nuouo, per
entra aciafcmo de i già dettilmghi per fe: Et per tutte le loro più ripone ,
& fecrete parti , ragiotiand<t guidarui ; Et come nel mei^ode i loro
intricati giri, u' haliti il Minotauro de le noUre perturbationi apertamente
moftrarui. Cominciandoci adunque da i colori primieramente , dico coloro che
hauendo la carne candida & chiara , hanno nondimeno neriffì- mi &
foltijjìmi i peli , ejfere di complejjìone caìida cr colerica : Et ne gli
affetti de l'anima , sdegnòfi, iracondi , impetuofì , loquaci ,fubiti, &
uantatorìi-. Et a quelle medefme paffioni , ejfere in gran parte fottopom
quegli altri , benché con ajfai meno di ri^ tenmento & di fermeTr^^, i cui
peli, cr la cui car- ne, fono uermigli & infiammati come ardenti car- boni
. I bianchi poi, abondano di fi-edde^p^a , & di. humidità: Et fono
perquefto, timidi, humili,debO' li, tardi, quieti, & effeminati . Coloro
uer amente , il cui colore è fmigliante ad oro , do è di perfetta mijìura tra'l
uermiglio e'I bianco, hanno la loro com pleffone temperatijfima : Et fono
ordinariamente , dotati di buoniffmo ingegno. llche più certo,& più fecuro
anchora fi de poter credere , fe unitamente con quel colore , bauranno que^i
tali , la pelle loro molle, morbida , tenera & delicata . Et fapere fi D
iiij 4 l., I B Ilo de per regola generale , che tutti gli ammali che hanno il
pelo molle & fattile , fono timidi & pau- toftnaturalmente -.Doue gli
hauenti if altra parte ipeligroffi & duriy fono forti per contrario &
ro huUi . Tra tutti gli ammaliai più timidi fono i Cer- uiyle Leprine- le
Tecore : Iquali y fecondo che detto uhahbiamo , hanno tutti il pelo mollijjìmo
cr fotti- liffmo. Ma il Lione» L;qrfo, & il Cinghiale, che Co- ■ ' no pieni
& nel corpo , cir ne l'animo di fortcT^ , hanno medefmamente il loro pelo
duriffmo. T\(e ut perfuadete , che ftano gli uccelliyda la predetta con ditione
punto lontan.i:^n7(i tenete per fermo,dipo ter e caminando per queSìa
^rada,pcruenirealdrit^ t,o,ne la cognitionc de la uilta-.o del animo loro.Con
fiderate (uolendo uedere ch'io dica uero) particu-' Urrnente le Quaglie,
L'anitre, & L'acche : Et. file troverete piene di paura & di deboleQ;^
: Et con tutto ciò ucdrete la piuma loro e fere fofi m,oUe,chc.
Uafciui&luffiir lofi huominiyfe l' hanno fatto prò-, pria & fempiterno
albergo . Scorgerete da l'altro canto le animofe Ucfuilcy e i fieri
&audacifftmi Gal li & Sparuieri , non hauere ne conucnicnte ne atta
pennata le morbifie^ de gli ociofi ^ teneri letti . Il medefmo di tutto ciò ,
ne la jpecie parimente amene de glihuqmitìi, La onde fi ueggonogli habi- tanti
uerfo la Tramontana, hauerei loro peli duri/ fimi-.Et ( fere ualorqfi &
robuHi, Et coloro che più uerfb il me7;$ giorno menano la ulta , di poche for^.
. «e/ eorpQ ,per la moka timidità, onde ne l'ani^ ' Tnoahondatio ajjai ycfjcn
per contrario dotati: Et cori tutto queUoy bauere fmilementCy mollijjmi &
tenerijjimi i peli Ma per ragionare al prefente de le qualità de le parti del
corpo , dico (come dian7;i ni argomentai) quella moltitudi?ie di peliy che a
molti fopra lo Uornaco nel petto fi uede , ejjcre di molte ciancie^ ^ di
feminile loquacità^manifclìiffimo fe^ gnoMafenon folo il pettorina lo fiomaco
ancbora ^ il ucntrCyfono in qucfio modo coperti di peliy fi^ gnificano grande
injlabilità & leggeì^'j^: Et ap^ prejjò un fiero animo y& empio:
jprcT^tore in tut^ tOj^ contaminatoreydc le leggiyde la carità^ & de la
[anta religione. Ma fe^come prima dijfi) ilpct^ to folamente è pelofo y dim
oHra , oltre al dilettarli del/auellare^ grandc^^a d^ animo ^ ualore^^ ardi
mento . Hanno gli buqmii;ii faui , cbe non ci uiuono indàrtiOy & che fi f
armo capitale di ciò che ueggo^ noytqlto qucjlo tale Jegnoy da la fimilitudine
de gli uccellinquali effcndoyuia più che ne le altre loro par tiyabondanti nel
petto di peli^fono parimente ani-* mofi & arditi: Et oltre a ciOyCantanoy
& come dijjè il Volitiano yfuernano tuttauia . roi fate inuerità mqko
bcneydiffe alhora il Dolce: in accompagnando con le authùrità de gli fcrìttori
, le parole che cofi afpre,.ci porgete a gli orecchi : Che ad ogni modo di
njare ui togliete licentia.alcunì cofi duri^^ cofi nuo ni uocaboliyche fe mai
aucnijje che quc^ìi uojìri r^- gìonamenti fofjero fcritti^ilche peranentura ui
po^ trebbe incontrarcyrnì fo a credere che non bajiercb L I B B^O' botto ì
margini de i librila capere le ugnate^glì sjre^ gi^le jpe7maturey& le
poHille^che d'ognintorno lo* ro farehbono fatte. Fi fo direychenon farcite già
inai per imitatore riprefo:fe già non fi addoniandaf fe imitarcyil porre i
uocaboli in fignifìcatione diucr fijfimaydacio che altrì^cuì o uiuh o morti che
fìanoj il mondo riucrifcc & inchina ^ gli hanno ne le loro fcritture
lafciato. Io non po/fo di quefli tacer€:gt4an^ tunque però ne habbiate, lìi
qucTii tìeffi termini ufa to infiniti, il Boccaccio^ onde ci bjfogna confejjare
di hauereimprefo 5 tutto ciò che di quella lingua fap^ piamojmette
animofità,per quella pajjione d'anmo^ che norìcilajcia giudicando difcernere il
dritto: Et noi (non fo con quale authorità) per ardire la hauef^ te poflo.
Dianzi ancho uoleiìe dir dirittura , benché emendandouipoiufafìedritte'^^che fu
forfè peg; gioiLaqnal uoce^il medefimo authorCy pofe in luogo di lealtà &
di giufìitia. Tarui forfè che queiì'à fia poca liccntia ? 0 ui credete per
auentura^che gli huomini abbandonata la fecurtà , & la certCT^a de l antica
[ìrada»uogliano piutoHo uenirdrieto a uoi per lo dubbio & perigliofo nuouo
fentiero ^he loro moHrate ì Mal diuifate cofi penfando: perche il metter fi a
rifchio , a lo affìcurarfi ; eH dubitare y al' certificarfi , niuno fa giamai
che propona.Ma che^ uoi cofi fattamente parliate^non ne faprei inuero al cuna
altra cagion ritrouare ; "h{e giudicarci che per altra miglior guifa fi pòi
effe ifcufaruene ; Se\ non dicendo y che efjèndo Sfagnuolo y come fetèf^ ìion
potete hauere , la piena & perfetta conofcen^ 7;a de la lìngua Thojcana .
Mentre diceua il Dolce 'queUeparole^il Confolo t ut tatua co fi lievemente fog
ghignando , ne afpettam la fine: onde uedutolo che to , glirijpofe dipoi in
quefla maniera. Attenga che per modo alcuno non mi paia ufficio di prudente huo
mo J^afciando le difputationiphilofophiche & natn^ raliytrattenerfi in
quefiioni a Gr amatici & a Tedan il couenienti'yUoglio nodimeno , dapoi che
pure mi ci hauete tirato^che mi fta lecito^dirne {come fi dice) ma fola parola
. Egli non e dubbio alcuno , che in tutte le lingue yfempr e fi trovarono prima
huomini che fcriffero bene : Et poi coloro fuccedctterOichs offeruando i modi
& le figure del dir e , ufate da gli antichi fcrittoriyfecero poiy&
formarono le rego-- Icy del bello & ordinato parlare . Tlutarco in que fio
propofito fcriuendo di Homero , lo nomina non falò il padre de la Gramatica ;
ma il fonte anchora, gl'origine di tutte le fcientie. Ts^on per altro uera
mente :fenon perche ejfendo fcrittore antichijjimo^ non eglihaueua fecondo le
regole , che non ci erano faueUato;rnapiu tofìo le ofjeruationiy & le
leggia-^ dre maniere del dire y fecondo il parlare di luiyhane^ uano primieramente
hauuto regola & ordine, T\[on uoglio(per non moUrarui il fole a lume di
torchio) ragionare rie la prtfente materia de la lingua Lati- na: per cioche
non filo fappiamoy ejjere in lei le re-^ gole de la reihorica , andate drieto a
buoni fcritto- ri ; ma li maeftri anchora di quelllarte^corne uani 4 ocìofi
& lìiutiU a^ la città y cjfcre flati-alcuna iwita cacciati di l\oma. Ma
Ufciofldo. hoggimai a i morti ^ a gli Hr ani 4e aliene gìaeflime fauelleJ?ora
quefiauQ^ira imetiteltaliana^uìi poco attentamen-^ trconfidcrianin. Si uedrvmo
cjjère dugent'anni o po (0 menoyche il Tetrarca & il Boccaccio^ l'uno ne la
profani altro nel ucrfo fcriùtndo ^ & in quel modo i bei concetti de
l'animo loro ifcoprendo , leggiadra-- mente in efja fiorirono : Iquali udendo
confejjare il uero yjono certamente i più puri più regolati fcrittorhcbc
hauejjeroin tutti quei tempiiEt che fin quesìa età , non hanno alcuno che loro
fia paffato dauanti'jEt pqchijjirniyche per picciolo ijiteruallo lo Yo fieno
ditianti.Tslondimcvo non fono pero ancho^ ra quaranta anni forniti y che fi
fono cominciate ucdcre le grammatiche , le ojjcruatìoni di qucfla fanelli. .
adu^rique {come per gli antedetti effem^ pi se potuto ueder e) furono in tutte
le lingue pri-^^ ma gli fcrittori regolati ^ che le regole de lo fcriuer^ Irne
; ui domando , per qual cagione uogliate che a gli avtichi fcrittori ifia
lecito di parlare fecondo il gìudicio de l'animo loro ? Et che i moderni (quafi
che ga%e fo(fero & non huomini) dehhaìio fola^ mente le parole di quei
primi imitare ? Ver certo qucfla e ingiuria cofa:lN[on foloin huomini di di^
ucrfa profeffiGne : ma in coloro anchora ^ che una materia ifleffa tratta ffcro
. Secondo i tempi , diffe quiui lo ^mhafciadore , e di mediterò che gli huo^
mini che hanno difidcrio diuiucre pp' lomci^o de 'P\ l M Ó. le loro
fcrìttureyneie^menti i^- ne^li animi dt: i lo^ yo difcendenti,& de i loro
tardi nepoti^dcbbano tal Jooruy & talhoranon fianòtentàtdfdtrui imitare.
*Ter Cloche haucndo (come fapete) it lingue , come \utte le altre
cofe,accrefcimentOy fiatò y& decrcfci- mento; poffono molto bene coloro che
forgono ne lo 'n^<^raudir/iyO ne ìàperfettione dialama ìinguaifcri 'tierepér
fefteffi fecondo il loro giudicio: Conciofia ct^fa che hifo^& la uniuerfale
foufidctudinc del com '•nfun fauellare,donde corrièra certo prim^ fi de^ riuano
le fcritturejìa alhora dilungo miglior Cy ^ 'piu uago.& più leggiadro
y& polito yche quello non era^ che ne l'età fuptriore quegli altri huomini
ufa- jiano. Ma, a coloro yCui hauolato il Ciclo far nafccre ih tèmpo che una
lingua perda& minuifcaU fue 'pure bellc'^Tie.non è p cr alcuna manier a
conuenend kylo fcriuere fecondo l'ufo corrotto dei loro t^:mpi: Xffendo efìoyaf
ai peggiore , più lafciuo ,piu gonfio, & più affettato che il pajfato non
era . Ma loro è grandemente neceffario di coloro imitare y che nati in più
felice eìadè- feri fero meglio. Tlautcè de più àntichi fcriìiori che habbiamo
ne la lingua latina : Vedete parimente , come egli non poco fente di ró^ (jr di
montanaVoiEt come le fue parole ypiu a là ratroy ni contado; che a la pennay
&ala citta fi conuengono . Terentio poi gliuenne drieto: Ecco d'altra parte
, che maggiore coltura y & maggiore eruditione in luì trouerete.
Lucretiopoi fi fa piupu ro : ma non può però in tutto abbandonare la ro- L 1 B
1^0 7:e7^ antlca.Sticcedette al fine quella età felìcijjir' ma:l<!c laquale
in i/patio de pocbijjlme decine d'an-;' ìihmoUi fcri£ero perfetti{iimamente .
Catullo pri- wa: Et Cicerone y pieno di leggiadrie y di fioriyCir di uaghcT^tEt
ilpurijfmo & caìididijjìmo Cefare.Et da l'altro
catìto,f'ergilio,Horatioypbull^x& dio :& molti altri. Ciaf cuno de
iqualiy quantunque 7ie lo §ìile diuerfo.lper fe.giudicato perfetto. Que fti
inalT^rono quella lingua^ a la fomma grandei^ %a : La onii^y^la tofio fi empie
di tutte le fcientie : htfi mantennè poi cefi grande, fen^i^a che fi poteffe
uedere, che ella euidenlcmente da ìiima parte pie- gajfc , in/ino a le
primiereMjcqrdi^ d^h^^ Con gli ejjerciti uenuti da la Spagna^con quelli chg da
la Maniagna haueuano .feguitfi Jl^iteU^^ ^^^ol to più con le genti Orientali di
Fejpàfianoycntraro^ no in B^orria^le priniiere tnanifefte corruttiomdelfd
milare.Ter ìaqual coJa.QuintiliunOyTranqmll^^ uenaley& il fecondo
Tlinioy& àltrlche furono po co dopo quei tempiy mofirano ne gli fcrittì loro
yla^ perdita de la antica purità l\pn/ana.Si fecero poi le guerre
Settentrionali più propinqueiEt i Daciy dai Cotthi cacciati, a leprouincie de
lo Imperio fiaui-^ cìnarono: perche mefcolatifi i Bimani con effb loro^ fi
cominciò parimente con più forzala guaflarCyé* acorromperc qucllalmgua . Di qua
uicne chea pe^ tia fi pojjono Icggèrey^mmiano Marcellino'yVegCr^ tioy Frontino,
Materno, & altri infiniti . l{ptti gUoflacoli de telcgionh i nondarono i
Barbari tut^ 3P ]^ 7 Af 0. 52 te le regioni de lo Imperio : Onde hehbe fine ,
in jutta fi eflinfe y & [otto l'onde altiffime de la loro Barbarie , rimafe
totalmente affogata , leloqucntia ì^omana.Come adunqae non doueuano i primi
fcrit tori Latini , & quegli altri che furono a tempo di piulio^ & di
jLuguflo , coloi(o imitare cheirian^ a fehaueuano fcritto^prrcioche non
migliori come fu jrono /ma peggiori jarebbono fiati gli fcritti loro ; cofi non
era conuenìenteyche gli ultimi, l'ufo corrot tijfmodela gualìa loro età
feguitaJfero:Ma doue^ Mano più tofìoj con ogni loro ftudio & diligentia , f
buoni regolati antichi imitar e. Ben fapete^rilpO" fe il Confilo
alhorayche in una lingua di già pcrue- nutà a la maggiore ultima fua
grandc^^ytiHto ciò fi conuiene a coloro che fcriuono-Ma non credo pero che gli
fcrìttori di quefli tempi , quafi che la lingua uolgare Italiana 3 non potejj'e
ne più bella ne maggiore diuenirCy ad bauere quetio penfiero fieno per alcun
modo necefiitati . Sidunquc non credete uoi diffe il Dolce yche il Boccaccio
habbia a fupremo ^^rado di bellc^^ & di honore , ridotto la lingua
Tofcana?^n ioyfoggiunfe fubito il Confoloilsl^ mi pare inuerìta ragioncuole^che
la nouella di Marcuc cioy 0 di Chichibio (però che de gli ^dmcti 3 degli
'Frbaniy& de i ThilocoUygìa il mondo fine è chia- rito) debba dare l'ultima
& foprana perfettiotie ^ad una lingua . Lafciate che le fcientìe fi
trattino con qucHe uoci : Et che la Italia habbia d'ogni ra- gione y (ir d'ogni
maniera fcrittori : Et alhora fa-- ^ . L 1 n li 0 cìlmente troueremOiCio che
bora cerchiamoiEt qt4el lo che alprefe?itCydi non banere confejJìartioiÈt che
dì confeguire ycon tanto ardore & con fi accede uo- glie bramiamo. Io
confcfjo di banere cofr faìiidiofo fuogliato giudicìOy che -per infino al di
d'boggi , 'ninno pèrauenturay od almeno pochijfimi ftrittori ho faputo tromrey
che compiutamente y& da ogni parte fodis facciano a l'animo mio. Et mi day
ebbe il cuore j di potere farui uedcre neluoflro Decameron nemedefimo^non folo
una fiata^ alcuni mòdi di fa^ uellarCy & alcuni uocaboli , che hauerei
ardimento (li dircy chepotejjino ejjerepiu belliypìu tcgpadri , più uagbiy&
migliori.J<lc per cioydcbboejjere jgiu-- dicato arrogante: percioche io non
lodo me medefi^ 'mo:ma quella bontà^V quella per fcttioneuo rider-' cando in
altrui, onde colpa forfè di non bpiigna & non amica Htlla, mìueggo per mia
debolex^anda ve, grandemente lontano • Bene h nero che fe fojfe a qucfla età
conceduto, di uedere publicàti una uòt^ tay i Dialogi de la Bj^etorica fcritti
da Mcjfer Spero ncy non r e^ar ebbe gran fatto più agli buomini^che defiare in
quefta materia. Concìofia cofa che egli €j}frej]amcnte dimoflri in quel
librOyquanti ornarne ti, & quanto di belleT^ poffa hauer la Eloquentia.
^Ihora lo ^mbafciadore , certamente diffCymolto varo mi farebbe il uederli :
che hauendomelì lodati^ con luiragionando cómefo jpejje fiate fua cortefiàj
ilprudeìite Secretarlo Cornino , // cui Sauio giudi ciò non è folito ad
ingannarft ygli Jìimo uer amente buona T I M 0 . 23 buona cofa & leggiadra.
Ma ditemìy hauercUeli noi peraumura f T^Jon Sigtiore^rifpoje il Zorno'^^ma udì
legger e, non e molto ditempo fafjatOy in caja di Don Diego nofiro
^mbafciadore: llquale come il cielo pieno di lucido & Joaue calore , a jè
naturaU inerite tira & ind^ tutto il noiìro fuoco.cofi egli il cui petto come
V api de fiorii fi nutrifce de la foauità de le uirtuyquajì riuoua calamità
diuenuto^non il fer, ro de le minere i ma loro de le {dentiera fefcmprc ritira
aduna.Ora adunque, ripigliando il ragiom mento di prima^poi che non è flato per
anchora oc-^^ cupato il primiero luogo;o/ia pure fecondo ch'io giù dico che 'lo
Sperone, merce de la fua uirtujui s'hab bla affettato; non debbono però
gUhuomini dijj)e^ rarfi , di potere fcriuendo Jècondo il loro giudicio , parte
principalijfima,& più che ciafcun' altra necef^ faria in qualunque ci
uiua^merit are loda nonpicciola prefjò a la loro poUerità'Et di ejfer e odagli
huomini che ne le altre età ne uerranno , letti uolentieri : Et hauuti in
fommobonore, & in pre%i^ . Terciochc in tutte le noUre operationi mondane^fempre
fi ere-- dette efferc d^gna & lodeuole cofa^ non potendo tra primi ^almeno
tra fecondi ^ tra ter^i ejfere anoue-^ rati .^ Malafciamoda parte hoggimai
quefie uani fciocche'7:je : Et ritorniamo più tofioydopo tantiy& co fi
intricati rauolgimmi. > a riappiccare il filo del primiero noSìrp
ragionamento^ la dòueefio dianT^fi ruppe. Seguitò dopò quejie parole uno breue
filentio; quafi con quella taciturnità , dichiarare uolefiino gli £ altri duh U
loro attcntìone :,perche àl nuouo il Con-* foto in cjuefìa manitra comincio a
fauellare . l{itor^ fiando adunque y a i fcgniche fi cauano da te quali-: de le
parti del corpo , dico che la carne dura , CT come dicono i Medici di forte
folta teflurà, è <ir- gmiento Jemprcper Je notifòimo j che altri fia ro'2^
& flupido neh ingegno: Èt nel corpo , di fi pocì> debole fentimento
dotato y che a gran pena queU le cofc che mordono & pungono leggiermente la
parte di fuori del corpOyCjfere pojfano non che fenti te ifna aduertitc pure da
lui . Ter contrario poi la molle & rara , è fegno di protitc:^ (^ uiuacità
di ceruello : Et di fentire fubito & acutifiimamente * ogni picciola ^
lieue puntura : Se già non f offe é^ueiìa rarità & moUe^^ di carne ,
accompagnata con un Còrpo forte ^ robufto : le cui eHre?nitd , CT^ grandi ,
dure fofiino fimilrnente . Teroche bene ha for^ quest'ultima e onditioncy di
alterare^ & di mutare la prima:ma non può però la primieray quc-' Scaltra
in alcuna notabile parte guafìaìe* Ma óU tre anchùra a tutto quello , da
diuerfi mouimentì y onde uariament£ la per fona fi moue , lyanno come .già
difiiy ojferuato i Saui del mondoyCjjere parimen- te negli animi noHri , uari
<^ diuerfi appetiti.-Con* cìofta cófa che la tardità & la pigritia del
mouimen to y a gli effeminati & molli huomini fi conuenga : £t a coloro y^e
fourabondano nel corpo di fred- 'dc^ y & di humidità : freni fen'j^ alcun
dubbia . fotentifiimi 5 in fermare & a ritenere il corfo de le humanc
Itogli e . Laonde ragioneuolmente diciamo^ éjjete quefio tale mouimentó ^
dìgran lunghi più che àafcm'altroy alefcmine 'i naturalmente fredde &
humide conueneuoLe . Ma da r altro canto il 7nou€rji con prciìe'T^^j^ 6"'
uclocernente yfignifìca ne la corn^ plefiioìie del corpOyCalore & ficcità f
Etne gli affet^ tiy& ne le naturali inclinationi degli animi , incon-
Hantia legger e^^.f^ mobilitàiEt è infiemcpin con nenicnte^ & più proprio
de l'huomo. La uoce nera-^ tììcnt esquando per lei ?ion folo iconcitatiy fnai
ripor fati dnchora monumenti de noiìri petti fi intendono ^ tffendo molta
chiara eJ?^ grande , ne l'animo uirilità & uigore ; ^ nel corpo gagliardia
& fortè'^^a ci rnanìfeda : Ma la poca^picciola^& ofcuraja t altra iato
ne V uno timore ; & ne l'altro debolcT^ dimó^ ' fira. Le figure poi, &
gli atti del uolto, che portati dalucntrcmaternoy ci danno ìndicìo di qualcVe
cer^ to affetto de l'animo, fono tali naturalmente y quale h in quel tempo il
uolto di coloro, che Jbnò talhora traff) èrtati a cafo da quel tifile affetto .
Come fareh-^ he percofì dire y accio che meglio fi ano daùoicofH^ preje le
noHre parole : lo iracondo ha per natura queig^Hi neluoltOyO quella figura y o
quegli atti che dire li uogliàmoy che altri fuole hauereper acciden^
tCyquand'cgli fi adira. E dopò queUo necefjariaco^ fa a fnperc , che iti tutti
gli animali generalmente ^ femprc il mafchio è più arditOypiu forte,&
maggio-- re che la femina : Et ha le parti efireme del corpo , pu robuHCypiH
piene f& pili forti:Et h migliore uni E ij Z I B 1^0 fierfalmentei& più
atto a ciafchedma cofa . Fcirrei, appreso a qucHo che per noi fi confideraffe ^
ninno tra tutti i Jegni che o/Jèruarete. ne i corpi , ne ejjèrf cofi forte nel
fìgnìfìcare^ ne douerui rifpondere tut- tauia cofi certo nel giudicar eccome
quelli fempre fa rannoy che da i gefii come difillo dagli atti fi tolgo-- no ,
f quali congiuriti infu me col caminare^ col mouimento^engono fen':^ alcun
faUoyin quella e c- gnitione le primiere parti • La cagione uera'/ncnte perche
queflo fiayèchc feguitando quefìi dui {limo uimento dicOy& gli atti del
uolto) od in tutto ferf^ alcuni^od almeno con minori impedimentiyle natura li
innate ajfettioni de l'anime, uengono per ciò ad ef t fere^ne i giudici di
quefia Jcientiaypiu ehe qualunque altro fegno fi fia , ojferuatì fempre con
certeT^ dì lungo maggiore . Ma bene e uero ( fi come ancho, di fopra per me ui
fu detto) che lo acquetar fi y& il ere dere fermamente in un fegno folo;non
fia maigiu^ dicato da alcuna fauiàperjona.ne ben fano^neprur dente configlio,
^n'^i e necejfario a chiunque uuole ragioneuolmente procedere giudicando, ^
difidera che i giudici fuoi fempre certi , & fempre ueraci tiejcano , non
prima certamentey& con determina^ io giudicio pronunciare , CT affermare
alcuna co/a 9 ck^ egUueggay & chiaro & manifeUo comprenda <^ jda
molti de principali più importanti fegni , concptr^nti la medefma
fignificatione^, quella fua opinione ejprcjj amente ejfere dichiarata ^
Ha", k^iiè^A & confermata . Eccijmcbora j oltre a tutti T III M 0. ^5
^uefli uri altro modo : per loqualc le conditìoni de la nolira natura, & le
buone , CT le ree qualità de l'a- nima no§ìraf non acquiftatcper alcuno iUrano
amae ' ftr amento , ma imprejjeui con interna nota del fat- tore del uniuerfoy
pojjòno chiaramente ejjère da noi conojciute • llqualmodo y ne gli antichi
tempi da ^riHoteley come egli mede fimo fe ne uanta y fu& trouatOy &
ojjèruato primieramente . Quando confi • derando , adunque akun corpo y
uederetein luìy da molti fegni , effere ftgnijicatt diucrfc pacioni od in^
cUnationi di mente y potrete col giudicio uoHro con Aetturare^non folo a quelle
note CT manifcsìe pcrtur bationieffere fottopoftaqueWanimaima anchoraad alcuna
altra ne palefe y ne chiaraiche pero feguiti CT volentieri fi accompagni con
e/Jò di loro ♦ lederete talhora(accioche il mio fauellare meno ofcuro uifìa)
per gli aperti fegni , & per le certe qualità del cor^ po^douere alcuno ,
ejfere naturalmente inclinato y a lo fdegnoya la meUitia^ &ala
Jpiaceuolc^yod a la mala creanza : parlando per un termine nofiro : da noi
nuouamtnte introdotto in Italia : JL costui me-^ de fimo , potrete drittamente
giudicandoy predire fi^ cur amente y VeffergliV anima modeUata da lo ili- molo
pungente de la jrcda ìnuidiai^uenga dicOyche nel corpo di lui , non fi
fcorgefie chiaro c^T ejprefio , alcuno fegno che quella pafiione fignificafie .
Tercio cheti fauio Z7 accorto confidcratore de corpi , da i predetti fegni ,
che dimoHrano le qualità y&lean tedette pafiioni de Vanima^ caua &
tragge lo affetto _ m • • • 7? .1 T 'B II 0 ■:xde la imidia : ancbora che
accolto : nondmerio coti* ^fcqiìeriteyZÌr comeneuole a loro. Et è neramente
cjue ^ilo modo di procedere , molto proprio y <^^moLto ^omeniente al
Thilofopho. Concio fia cofa che il trar ire da alcune coje certe , uno
configgente neccfiario , -fia grandemente proprio & peculiare di quella par
^ te di pbliofophia , che rationale fu detta da i Lati-^ ' ni: qantunque la
confuetudine & l'ufa comune , ab^ bia fiiìipre il Greco nome più uolenticn
accettato . ^Et fapere ui bifogna , cheji cornepir molti buoni an tecedenn , fi
dicedouere efiere il confequente buo- no ; coft per contrario . da molti aìit
ecedenti triUi , '"^lafce fimilemente il confiquente reo • Dirà co fi y
per cagione di efiempio . l<(el medefimo moda , che ueg -gendo alcuno douere
efiere , cofi dimoHrando le qua iitadel fuo corpo y giuHo y pietofoy &
modello ; pojfpdire lui infiemc eff^re ben creato : & di gentili iir
leggiadri coHumi adornato tcofiperxerti & ma nifefìi fegniy conofcendo
altrui sfaciatOy crudele j & ingiusioj che egli ancho fia con tutto ciò
fcoftumato , tni h lecito a credere ueramente . ^Ihora il Dolce y fi come colui
che ardeua di difiderio di domandare il Confilo alcuna cofafilche per lo
sfauillare delgli oc chi y per lo jpejfo mouerfi , & per altri atti chiara-
mente ficomprendeua; anchora dijfe, che non bene Sìiay di interrompere con mie
domande y l' empito ^eH concitato cor fi del uoUro ragionarnento ; Et che fap
pia ciò facedoydi daruigiufia cagione^onde & leggie XP x& impatiente
giudicare mi poffiatemondimeniè. IP l^T MO ^6 Ito pure ad ogni modo , che uno
ofcuro dubbio hor hQ ra uenutomi ne la mente , col lume de le uofìre paro le mi
facciate chiaro : Che f in m'e caro di cono/cere 40 quei nomi le (ofe che mi
fono ocfoUe , chefeni(ef fi 5 non fapere, ( come fi dice) più la di qnanto che
ci recai da cafa. Domandate pur nia fecur amente rifpa- fe il Confalo , di
tutto ciò che nel penfiero ni cade : \^he hauendomi tolto hoggi a mantenere
quefìo cani pOy nongiuflamentefoi'ei , rifiutando affatto 0 pugna Alcuna Oli lo
foj]i ricbieSìo . ^d uno prode & uaLen- ie caualicre come noi , diffc il
Dolce.v ad uno fcher tnitore eccellente ^fo io troppo bene ^ che i micipo-r /a
macftreuoli colpi , non faranno perdere pure un dito di terra: "Nondimeno
acsioche io fappia per l^ auenire ^ fe non con più for'Zfi ferirenltrui ,
almeno 7ne più cautamente difendere y ìnfcgnatemì corsie pò teffiqueHo colpo
fchifare . Voi poco ìnanxi dicèfie^ •che la uoce grande /i^groffa, era fcgno di
uirilità iO di fort€7^:. Et per contrario la fiottile, ^ picelo la y
didebolexx^parimenue d'animo & di corpoXp • poi foggiungeiìe foco di fiotto
^ tm tutti i Jegniche uariamente uariano ì nofìri corpi, che ci fanno in tata
fimilit Udine andare diffomiglianti^ ^l^^g^ifO^'^ fen^a alcuno fallo di lungo
più certi ^ che dagli at-r ti j & da le eHeriqriapparentie
J^luoltofitolgonoY 7^ lequaì parole y hauutouì fopYa confideratione , citrouo
grande diucrfita. Tercioche fe aigeHiri^ guardo y ueggogU huomini adirati ,
tutto che la UCfr fc loro/iagraue &groffa naturalmente, falere ^or^ dimeno
in fu quel punto ^a[Jottigliàrh ^'éf^dgux;^ la non poco . Et altra parte , coloro
che non pati^ [cono alter atìone alcuna di colera , parlare per or- dinar io
più grauemente : Et mandar fuori il fuono de la noce loro yfempre più grojfo .
Ter iatjual co fa in quanto a quefia apparcntia , giudicarci che fi do- ueffe
direy che gli huomini chthdnfio Idùoce sfottile acutayf off ero forti i &
iracondi: Et deboli da l'ai tro lato , & manfueti coloro y cheingraue &
grof^ fo tuono fauellano . Ma oltre che uoi ( come ho det^ to ) ci affermafie
il contrario , fi ueggiamo anchora tutti gli ammali > che hanno magiore
grido di fde^ gnofi y di forti ^ & di animo fi , come fono il Lione\ il
Toro , il Cane latrante , é*l coraggiofo Gallo , far^ fici di loro propria
natura : congroffa&graue uoce fempre fentire : Et quegli altri poi che fono
timidif fimi & debolijfmi yfi^ come è il Ceruo^ , il Capriuolo, ^ la Lepre
> acuto & fittile naturalmente , hanere il fuono de la uoce loro. Di
maniera che s'io miro a la fimilianT^ de gli animaBy ueggo la uoflra propofi^
tione 3 hauere faccia di uerita : Ma d'altra parte fe confiderò la appareiitìà
che ci fiede di fuori nel uoU to , che uoi horageiji^ ^ hora folete attiaddoman
dare , parmì di conofcere , che elìaper non lieue jpa tio y fe ne uada lontana
daluero • Di che mi farete fommo piacere , aleuaì-mi de t animo quello dubio :
Et a rnofirarmi ( come diffi di fopra ) quello tratto dìfchrima . Mhora lo
spagnùolo ,queko rifpofcy mi è fembratQ ad uno affalto Siciliano: Onde
foggiunfe$ V III M 0 . foleua dire Antonio da Leuay che fempre ne riporta -fio
gli afjalitipiti uant aggio che danno. Domandai e-^ ne pure i Frantiofh riprejè
[libito il Dolce: Et quello cofifoUenne & decantato uef^ro.T^n ne ne maraui
gliatCy il Confolo replico : che come dice ilproutrbio uolgared^huomo che dorme
, fe Iq mangiano in/ino a le mofche. K^on credo già che nafcoUo eljereui deb--
ba.come da ogni tempo quei nojiri uicini , ma moltQ più in fu l'horaulel
uejproy fieno ufati di dormire non folo col ceruello come fanno quaft ad hogni
hora:rm ancho co gli occhi del corpo. Ma per ritornare a uoi^ dico che le
qualità de la uoce^dimofìranti o fartela Q debilita.non fono come ui penfate ,
lagrauita , o la acute:^: Maalhora dobiamo giudicare ilualore & la fierc'x^
di alcuno , quando ne fentiamo la uoce , che grande fortCymoltayrifonanteyZi^ copiofa
difjnri tiyciperuengaagli orecchi: Et da l altro cantOydebo Icy &
uileragioneuolmente efiimare pofiiamo colui ; la cui uoce fia
picciolaydcbokypocaylanguiday er in^ terrotta. Direte per tanto inqucUo modoiEt
piucer ti affaiyCX più fccuriyuederete riufcirne i uofiri giudi €Ì . Gli
animali forti & iracondi , hanno grande ^ molta uoceiadunque gli huomini
hauenti la uoce loro co queHecoditioniydebbono parimente,^ robusìi & animo
fi e [fere giudicati. Oltreacioy gli huominiadi^ rati parlano per accidente in
uoce rifonante yaltuy ^ abondante di /pirti: coloro adunque che di loro pro^
pria natura fauellano fempre in questa maniera^ fo^ no fmilmente fieri &
difdegnofi*Eccoui adunque^ fi l^ B IL .0 come fi lem la c'omrarkta da le noHre
parole : Et fi come iljenfo lorQ , & chiaro cff^edito cene rimar- ne. E ben
uero chejie ifegni the fi tolgono. da la uoce^ fi da qualimque altro fi
fiamenibro o qualità j^orpi^ Yale ,fi debbe hmere cur^ (li non determinare
certa piente ilgiudicio; quando ifegni tra [cpalefino paf- fioni contrarie
& diuerfie l'uno da l' altro. Oiciamo co fi: fe intenderò per la uoce
douere ef] ere Alcuno aniT mofi) , icuifegnipoiofjèruatineg^i occhia uile me h
diryioHrino ^ non debbo poter con ragione , in lui cO'* me certa eà"
manifesta cofity & non poco più de l'air tre apparente^ alcuna de le già
dette pcrturbatiom credere giudicando; Ma fi bene uno certo flato mei:^ iìo:
che fi a di ardimento) & di timor CyCon eguale & giufta proportÌQne
partecipe^Et hau€tC4 fapere^ efr fcrci eia/cuna uolta nccejjario di hauere
qucHa tale aucrtpi%a , cheH Malora & (ii uirtu (come ho det^ - 'fo )pari i
fegnì trouìamo.Ma quando Inno di loroy è più potente & più forte che
lahroyalhora a quello di maggiore autorità , come il dritto & Vhonefto pcf.
jre che fi richieggay indi ilnofìrogiudicio informanr •done:accoftare ci
dobiamo: Et fecondo lui folóyfen%a .hauere a gli altri di minor grado riJpcttOy
conuienci dar modo y ordine y & dijpofitione y a tutto quello che noi
giudichiamo .Come farebbe adire: Qtian^ do e dai peli manifefiatay alcuna certa
paffione y qua, Ut a y od affetto d'animo ^ non fi de per la uoce auenr ga che
ella il contrario ci anunciafie , la primiera jgnif catione tolta da i peli ^ .
in tutto cancellar^ td eslìnguer e. Concio fiacofa che il fegno ofjtruato M .
le condì tioni de peli^jìa di gran lunga più forte , che ejuello de la uocc non
è. Dobbiamo oltre a cioybaHci^e fernpre rifpetto a le regioni : Et (come difii)
a i uari Cìr diuerjì inftuffi del Cielo : onde diuerfi anchora, , differenti
fono i pacft:dati in forte ad habitare a gli huomini da la reina fortuna . La
onde fe uedrcmo • uno africano (per cofi dire) forte & animofo , non - è
però ragioneuole , che crediamo hi ejfere tale^fe^ . non con gli huomini
comparato j nati folamente ne . V africa . Ver Cloche queìio ualente &
animo/o ^A^ fricanoymejfo mfieme con un HungherOy 0 con alcù^ no BohemOyche
però habbiai mede fimi fegnigraH^ (t animo & gran for^a fignifcanti y potrà
merita-^ mente ejfere giudicato debole & uile. Tanto cforte^ eJr* cotanto
puote > laparticularc proprietà di alcun cielo : Et la diuerfa qualità de le
regioni. Ma perche meglio ui fi imprimanone la mente le parole eh* io dico ,
& con miglior ordine^C p^^ pit* diHintame?r te inarf^a ginocchi
recaruele^uoglio a guifa di buon . capitano y di quefla confufa moltitudine di
fcgm^ • di ajfcttiy ordinare partitamele diuerfe fchiere ^ Xhe fe già foleua
Antonio da Leua , & hora il Marchefe del Fafìo y con tanta lor lodcy onde
uiue^ ranno fernpre nei lunghi fecoliche a quefto fucce^ deranno y nel dijporre
& ne F ordinare gi ejferciti > '.mandare gli Spagnuoli in questa parte ;
gli Italia-- jti y in quell'altra ; Et altroue i Tedejchi ; Et tra quefli
anchora , qui le cauallerie , & cola uolere cl/e Slefòino i fanti y7{e un
fol loco^agUarcobugierij^ a i picchieri donare ; ne i carriaggi y con le
artiglia-^ rie confondere & mefcolare ; Ma ogni cofariporre nel fuo luogo
proprio & particulareydiuijo [epa rato dagli altri ; Et fare a
ciafcunagcntc,^ a eia- fcuna fattione^non /o/o le fuc fian'7^ y ma anchora i
fuoi propri capi conofcere; Cofi parimente a me pia^ ceyfe a le cofe grandi, le
picciole;a le uirilije femi^ nili ;&ai fattìzie parole pofforio degnamente
effe^ re pareggiate; ridurre in una fchiera y tutti quei fe^ gni che dimoSìrano
uno affetto medefimo: Et dato di -''poi loro quello affetto per capitano y
farui ucdere qual di loro ne i primi ordini y quale ne i fecondi y quale ne i
ter'^^ fi debba conJlituire. Et in queUagui fa non folo tolto di mano lo fcetro
a gli Imperado^ riymaanchora il pennello a dipintori^ & lo fcarpeU lo a gli
fcultori^mt ne andrò quafi un'altro Donatela lo 0 Titiano yfe forfè (uerfo il
Dolce 7nirando) non uolefte diruoi Gidn Bellino^piu che al ueroya Camici • tia
doìtando che egli hebbe con uo^iro padre y me ne andrò dico y formando &
dijponendo i corpi yfecon^ do le loro più conueneuoli qualità . Si digratiay
dif^ Je alhora il Dolce: Che di ciò ypur bora ni era a pun to in animo di
uoterui pregare: Ma hauutopoi rijpet to a i uoftri rimbrottoliy mi ritenni ,
& tacqui • Si t che uoifete di quelli foggiunfe egli ridendo y che per
altrui parole fimouano : Ma come fi fiuy ecco che fenxjlfi ne hauete a mio
potere a rimaner fodisfat-- to .^Dico primieramente adunque ^ commettendo a T
II I M 0. 39 gli arditi & ualoroji huomini la anttgmrdia del\ campo; &
inanx} a tutti gli altri di/ponendoli ne le prime fila , che i fegni che i
rohuUi cr forti corpL conofcere ci facciano , fono ipeli duri , & molto di
nero partecipi: la perfona diritta : gli ojiiy lecolle^i^ fianchiy^ le eflrcme
parti del corpOyConueneuolmcn^^ te grandi fortiyc!^ ojfute:il uentre ampio:ma
che pe. ro non ijpinga in fuoriycomeil loro a le femine gra-^ uidc:gli homeri
larghi y& fortiy& dijtantì: 7na fi me non troppo ne legati , ne
congiunti in/ieme ; coji^ non però fuelti, nedifciolti , oltre ad ogmmifura c;-
froportione;,ll collo fermo /odo con poca carne: ^ il petto ampiOiCarnofo,&
raccolto.\le cofcie ajciut^^ tede gambe ferme>mufculofey& /carme ne la
par-^ te di fotto: Et imprefjò a le e^ìreme cauiglic , tntte piene di neruofa
fortei^:Gli occhi uarixhe già, /m> ronogratiofi nominati da Grecii con certe
flammei^ ley& raggi per entro , di colore come quei di Lione,- proprio ad
oro fembianti: J^on grandi^ o rileuati di: foucrchio:Ts(€ ancho più delconueneuole
piccioli , o fitti i& nafcofi nel capo: '\e d'altra parte in fouer--
chiachiufuraineindifconcia & fconueneuole aprin, tura peccanti. Lo (guardo
humido, ^ ueloce : le ci^, glia non congiunte: il colore fofco^o bruno , come
y2, dica : Et tale che non partecipi molto di bianco : La fronte acuta , &
diritta : ma non grande però come quella degli ^ftni : IS^e fimilmente più di
ciò che fi 0 conuenga , od afpera y o molle : Le cofcie & le nati- che , ne
terfe in tutto & polite : 2S(e del tutto rugo-* ^ L I B 1^0 ^ fe^cy pì^^€ dlgrìnie
: 1 piedi mufculofida mcegran d€,forte,& [onora: Et i?i fintalo rejpirare
fermo gagliardo. S ecuro uer amente idijf^ alhora lo ^mba fciadore, fe ne andrà
dopò tanto & cofi forte prm- cipiojo ejjercitio uoHro: Et cotanta
diligentia haue re poHo in formare & dipingere (come già Tolycle tv) queHo
Hercokyche io pieno di gran merauiglia, quella cofa onde lungo tempo prima mi
fono mera^ lUgliato y come nuoua, merauigliofa, od impofiibile, jHH non admirò:
cio è come haueffe potuto^il Tordo^ none dipintore a quefìa età che a pena l'ha
potuto ue dere y eccellente & egregio y cofi perfettamente j con fi grande
artificio , il fuo Milone dipi?igere : In cui e^lt pofe col pennello
maesireuolmente , tutte le qualità • obbietti non falò de gli occhi , ma quafi
dé ^i orecchi anchora , che uoi eloquentemente con U parole ad uno corpo forte
conuenirfi ei hauete dimo §iro . Se ne lepofe.rifpofe il Confoto je doucuafape^
re : Et ben ini credo in nero che eile fapeffè : perche tonfidcrando l'opre di
molti de i dipintori di quefìi tempi , di pochifjimi poche ne trouòycbe mi
diano fag giv di maggiore dottrina^che quelle fi facciano di co Sìnil Et uoglio
che acca f iate per regola generale ^ che tanto fen^a dottrina poffa alcun
dipintore far cofa che buona fia;come fen^ix haucre di molte fcien tie perfetta
cognitione , può e/fere alcune giamai, perfetto Oratore . Che quantunque la
moltitudine de le liti y la varietà de le caufey& la confufione C In
barbarie del uofìro palaT^ 5 dia luogo l>oggi-^ nt^kaMqW'ft fìct igmrantifjlmo
; non però mi piace che i tali fieno giudicati da uoiy degni di quel
'cìirùWghrioJò'nóme. Lacognitione de le fcientie.c TanimaMcore & U nita de
Le arti: Et di quelle maf^ fmamcnteyche fono (come que(iaueggiamo) tutte piene
di coltura ^ di artificio , & di leggiadria . A(c 'peraltro dome credere
che f offe in tanta uenera^. uoneVarrhafiOy che egli meritalje di e/fere domani
dato li datore de le leggi, e'I Solone , o7 Lygtirgo de ta pittura; fenon per
eh" egli orjiaua le taHole'(\come recita Xenophonte) de la dottrina &
de le fcientie ^ 'apparate Hudiofamente da i Thilofophi di que tern-^
pi.QuefìiHudi sfecero admir abile Eaphranore r vuercndo : Et degno di e(fere
ifìimato tanto più de gli altri dipintori Eccellente ; quanto di tutti gliaU
tri Oratori Latini , e flato il più perfetto eH piu'cel lebre Cicerone .
Quefìia Theone Samioyla innen^ tione ; ad ^ pelle , lo ingegno cr la gratta ;
Et die- dero a Trothógene la d lig enti a . Oiiefìi mt de fimi ia ragione a
Melanthio la facMtà donaro ad 'kAntiphilo : Et fecero inan'T^i a cosìoro ,
trouarea Zeuft la proportione de le ombre de i lumi ; Et clonare ad imitationc
di Homero y a tutti i corpi ^ una certa augufìa & reuerenda grande:^ . Ma
ri^ tornando hoggimai al noflro ragionamento dipri^ tna y quali fiano quei
fcgni , che ci diano argomeu^ to di timidità & di dcbole^r^a y bora mi
aggrada ipontarui : Sono adunque quegli huomini deboli &^ p auro fi y che
hanno ipeli, (<r la pelle. tenera^ moU le: la per fona cadente ; . T^eatta
quafia fojlenerft (Urina: la noce finiente ^ debole acuta^jl re- ipirare
interrotto ,; Et con una certa fatka& anfie- ta : Uganbe picciolo , gonfie
, groffe\ & carnofe a guifa di f 'emin€:.ùl miiimento tardo : il colore de
U faccia , co fi ne i peli, come ne la carne mirandq , » pallido t.Ò gi<iÌlo
,.ò nero ancho talbora : ma di ner ^exx^a pero y non come quella de gli Etbiopi
y di tale y che a queflo nofiro Cielo jìa conucncuole . CU occhi languidi
:,&.jp.ejjò le palpebre mum : le eSìremita del corpo deboli cr puciolé : Le
mani fottili & lunghe ; Et lunghi parimente , ^- piccio- li i lombi : &
non atti a /offerire alcuna fatica : taj le la figura eHgeHo del uolto , che
salteri.^- fi mu-^ ti di jubito : Et conformifi preSìamente , con tutte le
pajfioni , & con tutti i mouimenti de l'animo . Si uergo^nam qi^Ui' tali di
leggiero : tengono la te- Sìa , ijr J^li occhi M'ìi& ehm Jcmpre uerfo la
ter ra : fi dilettano di feder e ocìofi : flanno di contino^ m con un certo
atto nel nifi , come a guifa di pcrjp ne merauigliantifi : Et in breue
patifcono come diflj, alteratione & mutamento nel uolto : Et fono oh tre ad
ogni cofa , qiiafi. fmpv^. meiìi & addolora- ti Ora poi eh' e paffata in
qucUo modo la feconda fchiera , fia buono che dato il fegno a l'altre , le fac
damo fimilemente inanzi M^re . Et perche le co-? fe contrarie (come ce ne rende
chiari quel detto uol ^are)accoppiate inficme luna con l'altra, più chiara
mente apparifcono; uoglio, come ho fatto del timore ^dela •tir de lafortej^^ ,
^ f^^^^i alcuni altri affetti , cà* \mcdefimamcnte dei loro contrari y ftgmtarc
mo^ flrundoui . Coxifidcrando adunque gUing^gi'iofi pri meramente , & gli
huomini dotati difubLime & al to intelletto , dico che eglino debbono
ejjèrc commu nemente affai grandi , c7 diritti yfu la per fona : Èf \hauere le
membra grandi: Et i nodi di tuttofi corpo, & mafjlmàmente de le mani 3
& de piedi , grandi y ymanife^ii , & difgmnti : le dita fuelte , tenere
, ^ Jungbe: I camelli , non molto di^ìefi: ne ancho più d cji .conueneuole
ricci : la carne tenera , & bmmda me^ diocr emente : non abondante di
fouerchio graffo : n^ di tefiura , 0 compofitione che fi dica y molto folta 0
denfa • Debbono hauere magri temperatamente , gli J?omeriy il collo j & la
faccia: Etpreffo a (juefìoygli homeribajfi raccolti: Et mede/imamente le (palliò
fbaije er humili: le coHe afciutte: la fchiena fenica car ne: il colore del
corpo^mefcolato diuermiglioc^ di bianco: Et bene fpeffo fmigliante al colore
del mele: Ma con tutto queiiOy molto uiuOychiaroMmpidoy (^jt aperto:& in
tutto fen^a nebbia^o macchia ueruna.la pelle y ^ lugneyfottili: i peli non
duriy^ neri oltra modo: Et in fine gli occhi uariyallegriy humidi^ & ri
fplendentL l fegni neramente che accompagnano lo (iupore & la balorde:^^
gli huomini di ingegno rintu\^to ro%o > fono gli occhi uerdigni yfiffi.^
<& immobili : nonifcoprvnti ne gli atti loro , alcu-r 7Ì0 affetto 5 0
pafjlone d'animo : Et oltre a cioy laf::c ^fia^bor^dante di caìcnQ ; CJ' p\^
lunga alquanto y di F L I B KO quello che a la communcy & debita forma fi
fta con utneuole.-la fronte grande , cìvcularei& carnofa: le
mafceUeygrandifimilmnte,€r ricche & copio- fe di carne : il collo , grofo,
& corto : Et qui ne la fua parte di drieto , & parimente negli homeriy
ne le braccia , & nel uentre , moUa & fouercbia abon- dan%a ài, carne-,
la forcella ala chiane che fi dica del collo , grandemente risìretta: le palme
de le mani ri tonde: gli bomeriyfiu del conueneuole rileuati:'il.om hi carnofi:
le gambe lunghe :Et preffo a le cauiglie ^ grojfe, carnofe, & ritonde: I nodi
di tutto il corpo, ficcioliy nafcofiy & congiunti, &per do quaft inutl
li: Il colore molto bianco: Et l'hauere in tutte le par ti de la perfonay più
ajjai che mezana copia di carne ; Et ultimatamente lo accompagnare la figura
& gli atti del Udito y infieme col mouimento de gli home- ri ; Et per ejjiy
fcoprire ^-^manifefiare prirnieramcn. te , tutte le incìinationi , & tutti
gli appetiti loro vaturali. Di qua uicne, dijjè albore^ il Dolce, die a uoi
altri Spagnuoli , cotanto dif^iace il riftringerfi ne le ^cdle^ Et lo
accompagnare ( come uoi dite ) & dar quafi , & accrefctre una certa
far%a , a le parole che altri ft dica, col loromouimemoj Et ricordami di hauere
uedutojiora finijcono a puto quattr'anniy l{pderico d'^uila , uenuto qui per
concludere con quegli signori la Tregua per la difefa de la Ita- Ha, &
principalmente de lo fleto di Milano , quando Ccjare armato per la ma del
Tiamont€ entrò ne la fraiicia;non altramente hauere a noiayfuggire, & ri T
^1 M 0\ 42 volgere come fi dice altrone gli occhi j mentre che uno qui parlando
con ejjo luifaceua quefli atti ; che fi fi:riua che già [offe ujato di fare
Caligula Impera dorCy infamia , pefle, & rouina de tempi che lo prò dujjtro
, ueg^endo i folgori , ^ gli ardenti baleni • In uerità che l'atto in feb
foi^;^mo , ri^ofe il Zor-- nojj:a ; Etpoflo anchora che non fc ne cauajjc giudi
ciò alcuno , buona a farci conofcere gli affetti de la humana natura , non è
ragioneuole , nepojfibile che fi creda , colui effere ne prudente , ne fauio ,
ne gra- ne , ne cofìumato , ne honcfto , che fauellando fi ueg^ ^a in cofi
fatta maniera diftorcere & dimenare . Ma non uorrei perciocché alcuni
difiderofi di fuggire ' quefìo uitioy affettando per contrario lagrauitàjief
fero tuttauiafermiy & immobiliyCome che trauifof- fero & non
huomini.Comefifcriue di Coftantio Impc radore ; llquak per confo uare la maejià
di quel^ra do , uemtto a l{pma per ri':(^rui leaguglie fatteui condurr^ di
Egitto.ftaua & nel Senato, ((^ ne i Tem fi , nel Theatrq , & breuemente
in tutti i luoghi doue egli in publico fi lafciaua uederCjfcnxa mouerfi punto
giamai : percioche il fare in queHa maniera , non fi può dire che fia
abbandonare un uitio : ma fi 'bene , con un'altro cambiarlo : contrario in
tutto ^ diuerfo dal primo • La uirtu , non ua mai negli ellrtmi : ma è come una
uia , ^ fi come un certo fenticro , fegnato & battuto nel me%^ de le noSìre
cperationi: per loquale debbono i prudentihuomi^ nhfemprx: caminando tener fi.
Etfarfiacredere^cbt • • L I B B^ O fi come il Sole , fonte & principio
dinoflra uìta^ gì ' vandofi tuttauia regolatiffimarnente y& con ordì-- ne
certiffmo & infallibile , per me'^ di quel cer- chiochecon nome Greco e
addomandato Zodiaco ; . Isje di quindi , o da l'm lato , o da l'altro giamai ri
mouendofi; am^ nel mede/imo fegno , & drieio a la ■ medefima linea fempre
tenendofi; merita di douere ejfcr dettOynon folo il più regolato e7 più certo
di tut ti i Tianeti; ma quello anchora che col marauigliofo e^r eterno fuo
ordine^ regoU^compona^^ informi^ il • mouimento di tutti quei corpi diuiniy che
per quei lu .cidi cerchi fi uanno girando;cofi credano dicOychegli huominiinon
negli cftrcmipaJfandoyWa nel mei:^ de le cofe fermandofi y degni efiere debbano
, di hauere ' nome di uirtuo fi. Accetti adunque di continuo la me diocritày
chiunque non uuole o rompere al lito la na ' ue: oueroC come
dijJeHoratio)ajfoggarla ne lo altijfi mo pelago . Ma da parte lafciando
hoggimai tutto quefloydicù che gli sfacciati: & cdoro che per niunci guifa
fi uergognano y fono mani f efiati dagli occhi jplendidi & eminenti: da le
palpebre groficy CT apcr teida lo afjiffarfi negli occhi di chiunque lo miruyda
la altCj^y rileuatura degli h omeri : auenga pe- rò, cheH rimanente de la per
fona , fia più tolto chi^ no che dritto : da la uelocità & prelìe'^']^ del
mor uimento : da la ro(]e%i^a del corpo , dal colore fan-^ guigno ' an'xi
fimile più toslo ad accefi carboni : da la ritonditàde la faccia: da laacutCT^
deh noce : Et apprefio da la groffe^^ del nafo: da lo T 1^1 M V i 4^ Jpingerfi^
& hmi':^rft ad alto nclcafnìnare : Et al fine da la akej^ j&dala
eminentia del petto . Da r altro lato , modello uergognofo de ejjere ere* duto
colui y che habbia il movimento tardo ^ egua- k : la uocegraue , [onora ,
chiara , & ufcentè jen^a^ alcuna fatica , & ^IP^(^'K^' gli occhi
neri:non Jplen dìdi: non himidi:ne molto eleuati: ne però quafifit^ trnel capo
: Et oltre a tutto ciò , che le palpebre mo uacon una certa grauità &
tarde%i^: ciò e che non per lungo tempo immobile & ferme le tenga: Tsje
parimente , che le apra & le chiuda con molta uclo cita .Mala letitiapoi ,
& la allegre's^a de l'animo^ infieme il maneggiare le cofe con poca
confiderà tione & penfieri^ìmlacarnofità delafronte^potere.
difignificarc:quando però^no folamente carnofa^md grande anchora, & mollcy
(jr terfa , polita fi fio. quella parte : Et quando mcdefimamente , la faccia-
tutta fiaabondeuole & copiofa dicarne.E'fegno pa. , rimente di ftUofo &
lieto cuore , il tenere inguifa\ di fonnacchiofo ^gli occhi , & le ciglia
baffe : T\(e dai ^ueHa fignificationemedefima , fi allontana giamai lagrauitày
la lentex;^. , & la tardità de lo andare ; 7V(f anco il non potere ,
qualunque co fa fi 'fia; con molta int emione guardare. J<[e fìmilcmente
lafoaut tà de la uoccT^c llmmidità,& il molto Jplendore de gli occhi: f{e
fopra queflojo fcoprire ne lo ajpetto cTi rie gli atti del
uolto^niunafraudeyceleritày& fiibitex^ '3^: ma più tolìo una certa
femplice^& ripofata boru tà . Ter contrario poi, le mqlte rughe >
ogrin'^ ch& t i È ^0 te diciamo j nel fronte ^ & in tuttaia faccia, la
mà^ gt'C'^ yl'ùjfereijui fubito fopra'l nafotra lunci^ glìo & l
altrosiTtolto crelpi & Yugoft , l'hauere la^ jpettotYamgliatò > &
dimoHrante fasìidìo & an-^^ fietàjil mouifhcntó tatdoy& quìetOi la
faccia fcar- nayle ciglia congiunte i& le palpebre fiffe& inten^
ttymanifeflàno infteme tutte queflecofe predetteytii^ turalmentc rneHitia &
dolore ne t animo . Ma i fe-^ gniyche gli huomni lafciuijinolliy& delicati
babbitt no for%a di palefare^ & coloro che tutto che fienó nati
mafchisfentano nondimeno leinclinationi degU animi loro effere effeminate ,
nepur quefio , ma che facciano anchora molte fiate operationifeminili, fa no
primieramente^ le rughe & lecrefpe negli angti li de gli occhi uicini a le
tempie: Et infìeme^il porta re di continouo/oprà l una de le fpalley&
principat mente fu la finiflraypicgata la teUail mouimenti de
lemani)fen:^ordiney& fen%amodo:llcafnìnare dif uguale &.ff)roportioHato
: Et quando^ con la perfo^- na cadente ylanguìday& chinai Et alcune
uoltean^ choraydiritti 6- fosìenutifu ifiayichi: lofpefjògira^ re de ^li occhi
foauemente: lo fguardo humido y coH non fo che apparentia di sfacciato & di
audaceiVha nere nel fronteyne le goteyne t fianchiy& in tutte le membra ,
uno certo perpetuò mouimento, & qua/i tremar edo rìf guardar fi fpeffe
fiate: Et inandandoyil percoterfì l'uno ginocchio ne l'altro : Et oltre ad ogni
cofayla uoce^Sìridenteyfpe'^^tayfottiley&Jòm^ mmente tarda^Le note poi che
ifaflidiofh ajj>riiri^ V)lll M 0 44 gìdl^& duri ci fcoprano^fono la
paUid€'X^^& la ne ^^V>3' colore: il ge^ìo de la faccia^in guifa di fa* *
Jp€f'oidiibbiofoy& conftderantcdafouercbìa magrc^ %a:ll non bauere molti
peli nel uifo: La faccia rugo^ fa%^ fenxa carne: I capelli iteri , duri &
dijie/i : // parlare in noce alt a\ll molto r efpirar e :ll batter ft^et
jregarfi le mani l una con l'altra : il rimirare ajpero & [ecco: Et al
fine^l bauere i piedi molto rugo/i.Gli huomini ueramente d'alto
cuore/degno/iji^ iracon di^moflrano la interna loro qualitàyper tutte le eHe
tiori apparentie cbe qui [otto da noi raccontate fa-^ ranno^Sono adunque coUoro
la primiera cofa^dìaU ta & diritta Uatura:h anno gli homeri larghi, gran--^
diy& di^anti: ampie ^& apparenti le coHe:ll colore ne ipeliyhrJ^nOiCome
quello de Leoni: & ne la carne uermiglio:rc/pirano fortementCj & con
grande co^ pia di fpirti:Le eUremìtàdel corpo loro, fono gran^ di,f€rmey&
robu§Ì€:ll petto è delicato, moUcyCt^ cerne dijfe^rijìoteleyquaft nudo
dipeli:cotali mede fmamente^fonoancbora quelle altre partii chepofc uicine a
Panguinaglia la mae§ìra natura: il mento h rcnon ritondoi& non acuto fi
uedc: Pt la faccia che da fe h bellaipiena^& foda^h di crejpiy^ di folti pe
li coperta cr ripiena: I loro capelli^inanellati ne la lo ro ultima parte ,
fono in un certo modo riuolti y & quafi a lù ingiufo rimirano:Ma [opra ogni
altra co^ faybanno quefìi huomini fdegnofi , molto abondanti di fangue , &
grandemente uermigUe^ le uene loro de gli ucchi: Et le uene parimente ^ani^
pure le ^'terie dd coUo^gonjìe fommamente;rileuate^& ùi^ fihili. Magli
huominiypiaceuoliy^ manfueti , fer-^- bano da 1 altro lato ma certa grauità ne
lo affretto : abondando di rìHoltai di humida carne : fono con" itenient
emente grandi & proportionati: portarlo la perfonay aucnga che forte , pure
come un poco fca^ uej^ nel me%o\6nde fempre in uno atto fi flanno f qua fi che
fe il Cielo mira fiero : Hanno parimente^le^ efirernità dei capelli in fufo
riuolteiLofguardoferÀ mo : il moulmento tardo : Et tarda fmilmcute , c^r. molle
la noce . ilfmulatore uera7nenteyilparafitOr lo adulatore^ &^ colui che per
far fegratOy di din male d'altrui fi diletta , è da la grafjcT^ & da U'
grander^T^delemafcelle manifeHato: dagli angu^ li degli occhi , come difopra mi
ricorda bauer det^ to^crefpi ^ rugofiida la uoce someffatdalcaminarei^ ^ dal
mouerfi con una certa leggiadria, & numero fa proportione : ma tuttauìa^
con troppo più di iielo cità&dipreHe'T^ychead alcuna graue^^mode^ sìa per
fona diceuole fia ; Et ultimatamerìte , da lo afpetto & da la figura del
uoltOy fimigljante qua fi a gli addormcntati^ Voi che fu il Confolo a qùeHapar
te ridotto col fauellare y il Dolce cofime'^ fogghi^ gnando^ma di manìerapìu
toflo a turbati , che a He tijhuomini conuencuole y-in queHomodo gUdiffe:. uoì
ci hauete dipinto uìi'o perfettamente , che quan^ tunque il più de le uolte non
chiamato , ^ non ricerco y merce di mìo fratello Francefco che.fe. ne figli
piacere y fole effere Jì>(^J]o Jpejfo.a defi'^ T Tir M 0. 45 nare &à
cena con noi : llquale da tutta ^ueUa cit-^, tà ^ efjhndo publicamente per
paraftto nominato & creduto , cr per tale da fanciulli > da uecchi &.da.
gioueni conofciutOy ne fol queflo^ ma per ciò ad ogni ordine , ad ogni età
y& ad ogni feffo , in difgratia & m odio uenuto , quanto ha di for:ì^
la uitiofa dif honesìa , nun manca di alcuna a punto > de le già dette
qualità che ci hauete moHrato : anT^ tra le al trccoje ylagrojje^:^ ycrlagran
copia de la car^ ìie y che egli hauere ft uede ne le mafcelle > eccede di
gran lunga , ogni ragioneuole er* proportionato ter mine & modo. 7\(e ui
uoglio oltre a cio,anchora che egli in tutto fia tale , del China Fior editino
mouere, bora parole: uenutoci, prejfo a le ufure , le fodomie, , & a mille
altre maladittioni che ci ha fempre ino-- Srato quella città, ad infegnare
ultimatamcnte^a di uorare & agittar uìain una fola cena , ciò che i no Hrì
maggiori fudandoj CT digiunando ^ & in ogni co . fa parcamente uiuendo, in
lungo tempo agranpend acquijìarono . 0 tempi, o coliumi ?n.iluagi : o felici
coloro che alhora nacquero in queSle lagunc^quan^. ^ do la Schilla natia,&
la domeWca Tajfera, ui nutrì . nano gli habitanti . Deh lafciate i uoti di
gratta 5 lo: Spagnuolo ri(pofe:Et quefla canaglìa^di che non con . parole^ma
con folgori & tuonici hauete parlato iab bandonatela fen'^ altramente
curaruene, a ì Lupi% &ai Corui : che d'auant aggio mi torrà gran parte di
queflo ragionamento, il Sole che uerfo il mio pae fii^g^^^ fretta fi inchina:
fen'^^t chexQnfumiama ^ L I B 0 ' iltempOy dicoIìorofaucllandoy che fono il
dishonù-» re y il uituperioy & la uergo^na degli ImominiilSla . ti (come
difje tìoratio) non per altra cofa^cbeper ampliare il numero de uiuenti : Et
per confumarne le biade. Quella parte che hoggi nifi toglie^ f^Rgi^^^ fe fuhito
il Dolce ni fi potrà dimane rifarla : "ly^e ni maginate giay & farete
per certo gran fcnnoy che dal uoftro debito affoluere ui dobbiamo ^fe prima in
fino a la esirema parte di cjueUo ragionamento, con dotti dijputando non ci
hauerete ' tutto però dico § che non foli dui ^ ma quattro anchora& fei
giorni uifi haueffe a {pendere . Lafciate pure , dijf e alhord il Confoloyche
hoggi per me a queÙa parte fi dia com pimento:che poife di intendere alcuna
altra cofa di quefla fcientia farete bramofo, o dimane , o quando che
fiaycheunque però me ne jappìaycon uoi ne ragia, narò uolentieri.Mettetela pure
a dimane per fermai il Dolce foggìunfe: Che non uogliopcr niente lafciare (come
dianzi ui difii)di intenderne ognipartCy quan^ to più 7nbmtamente potrò :
T>{e ue ne potete per cer^^ to .y ne hauete cagione di ifcufaruene : che i
giorni fo^ no hora cofi lunghi, che grand' agio h'auretedifi^ende re due o tre
bore in quefio ragionamento: Et nulla di meno , attendere ìnfiememente molto
bene a le altre faccende: Et di un giorno i^ìeffb, parte agliamici,^ gli
fludi;& parte a le cure famigliari^ & alebifogne de la cafa donare.
^Ihora lo .AmbafciadorCy e fi uo^ gliono diffe y compiacere gli amici:quando
maffimame^ te i defideri loro , // cme queHi bora del Dolce, &\ Ijuale è //
mìo che auampo del mede/imo ardore > ìw honeHi > ragioneuoli , &giuHi
. Ter tanto di/pò neteui hoggimai con animo allegro » di rendere unà Uolta non
fola lui ma me anchora contento ìnfiemc con lui : Et di f^egnere in noiy qnefla
accefa & infiafA mata uoglia. Et io per me ui pregò yfepur farmi co- tanto
di fauore a grado uifia , ilche nel nero a me fà febbe gratifiimo , che fiate
contenti ammedue , di ef- fere meco dimane a mangiare: Doue poi , fc co/i ui pd
re/fe, a quella parte del uoUro ragionamento y che hó ra dà la breuità del
tempo «'è tronca ^potrafii interd mente dar fine pcrfettioìie . Klon
penjateaque^ Ha cofa , di fubito il Dolce riprefe , che in altragui-^ fa ui
prometto , ha da andare la bifogna: Et quantuti que ejfendo uoi huomini publici
ì V hauendo fopra lé jpaìle ilpefo de regni ^ & de le prouinciejpiu fi
conué nijfe a me priuato di uenire a uoi , chù a uoi tali di fii re il
contrario; nondimeno lafciatì & rifletti & ii^ foli da parte , mi
fkrete pur grafia di e fiere meco di^ mane : Et hauerete più cura difodisfare a
me uoflró amico y che di feruare in tutto quel grado y che a U n horreuolei^a
de la uoHra degnità fi richiede . Sid comunque ui piace y diffeilConfolo
alhoray benché affai di degnità & d'honore ci fia y non dirò la cori
fuetudincy anxipuré la amicitid chchàbbiàmo infié me con uoi: Che fete fi
uirtuofo i & gentile , CT uera-^ fninte dolccyche non credo che de
uoflriparhmolti dì leggiero fi potè/fero ritrovare. Dopò quefìo , perché già fi
auicinaua la fera^impoiìo a i famigli che uogati t È'K 10^ do pian pìhiVfi
riamaJJero uerfo f^inetià ; rìpi^tiaft"' do di niiouo il parlare 5 in
qucfta guifa il Confolo co-- 'mìnciò . Dapoì che come il meglio per me s'è
potu^ tOy ubo moUrato quei j'egni onde potrete gli adu- latori conofcere , bora
di narrami quegli altri mi fiede ne l'animoy che fono propri degli buomini de-
boli y & uili : & [opra tutto auariffimi : an^^ mife^ riffimi :
acciocbe io più drittamente fauelle • La pie ciolexj^ adunque de le membra ,
& infieme degli occhi y & di tutta la faccia , principalmente^ & in
ìan^i a ciafcuna altra cofa > quegli affetti palefa & difcopre : Et parimente
il caminarey e' l parlare fret tolofo : "Et la uoce debole , fottile ,
& acuta^ Queflo medermo ancora ci può far conofcere , il colore fo^ fco j
cr ofcuro : con non fo quale , benché lieue me- fcolan^a di uermiglio : Et
apprefjo ilpòchiffimo or-^ namento , ciò è la mala difpofitione , & la non
de^ bita proportione del corpo. Ter oche non uorreiper ciò che ui cadeffe ne V
animo , che fola la pìcciole':^ ^ per fcy co/i potentemente come di(fi di
fopra, 0 de holex^^ay 0 uiltà , od auaritia manifeflaffe: .An'xifici te certi,
che a ciò fare, di neceffità fia conuenire effe re unite con lei , la
(proportione , ^ la fconueneuo lexi^ de le parti picciole > CT tra fe
primieramente Vuna con l'altra:^ poi tutte infieme ycon tutto il ri-- manete de
la perfonaiEt oltre a tutto quefio,è di me fliero che fia in que corpi piccioli
^ fproportìonati^ /concia parimente , &fouerchia magrei^ . Et fi)" no
naturalmente quefii tali buomini , atti [alt atori : gìuocatoriy& mettiton
(come dijje il Boctaccio) nialuagi dadi'. Et finalmente ddgni di e/fere tra colo;*
ro annoueratiyche per presien;^ di mam^ingannan^ do (ù* confondando la nolìra
uirtu j'enfitiuayuedcrc Jpcjje fiate ci fanno le merauigliey & le coft
impoffi bill, EccOy diffe alhora il Dolce , & ridetta tmauicf,
lietamenteicbe pur farete una Holta^entrato da ucro ne le lode mie . f^ofire
lode non fono già qucfle , lo .Spagnuolo ripre/èiani^ quelle drittamente a uoi
fi conuengOìWiChe a qualunque altro fi fia,piu de^ne fi poffano attribuire :
llche quantunque anchora non uoleffimo^ci può far credere (auenga che ella
piccio la fio) ilgiuftoy debito , <^ proportionato componir mento de lauoHra
perfona . Ma nonuoglio farmi inan^i bora a lodar ui^jecondo che uoi meritate:
aC'^ ciocheycomediani^i^chc fu di uoUra corte fio) mi dicerie mordace &
ingiurio fo^ alprefente di più aU tri fopr anomi grauan domi, non mi pof tate
adulato re (Ut bugiardo fimilmentc nomare . Dopo queUo , rientrato da capo nel
fuo parlare di prima, in que^ flaguifa foggiunf e. Coloro grandemente di
doni^^, di efjereprelentatifi dilettano , & fono de lo altrui cupidi (en^a
modo , che o parlando , o ridendo y ri-^ uolgono in fufo il labro di fopra: Et
di maniera lo ri uerfano , che tutta la gengiua intera ne mofirano i Et hanno
oltre a ciò quefìi tali , ne gli atti del uifoj^ alcuno fegno euìdente
dibefiialitày d'arrogantiay c&T di profuntione : Et hanno al fine , il
colore de la car pe molto uermìgliOsCotali fono a punto i fegni degli L J B II
Q (luari : che quei di fopra , più propriamente wifert domandare fi doucrebbono
: Conciofiacofa che ejii tion togliendo lo altrui^ma conferuando il loro >
an^ (ho con difagio de la uitayari'jripiire con ejprefii dan niy umano
uolontariamente in eterna mifcria : Doue quefìi altriyla natura d^
FranciofiimitandOy & a la ingorda uoglia de l'animo , con le audaci
opcrationi (onipimentoÀonandOirapifcono & ruhbano chi che fi fia : non per
tenere.come i primi: ma pergittare , (iraboccatamentc fi:nxa alcuno giudicio .
Et tale tra t{pmàni ejfere fiato fi fi:riuc Marco Cr affo: che fagò caramente
colfangue.lo cHrcmo defiderio che '^gli bébé r del rapire i thefiìri de Varthi
. I pietofi poiybumani,& compafiioneuoli , fono per ordinario.^
k//i>twwcfoi>/e'^5wrfn,6^ proportionati: Hanno gli occhi grafiiJmnndi.G'
pregni di uifcofa humidìtà : Et per ciò fccrpellini quafi di continouoiEt ^er
man darne fuori le lagrime^ cheloro aguifadi feìnine fempre fono prefte &
apparecchiate, non hanno di rnolta alterationey o mouimtntOy bifogno . Tortano,
oltre acioyil nafo fottile,& brettone la parte difo. fra: Et fono grandi
fiimi amatori di f emine. Etge-^^ aerando i fono il più de le uolte padri &
creatori di [emine . La loro complcfiione e temperata & buo-^ na: auenga
perocché Ì?ene Jpeffo , di calore ab ondina alquanto: Et fono ordinariamente
per tutte quefie cagionh& nel trouare da fe ficfii,& ne lo appara^ telo
altrui ^ molto ingegno fi , molto facili, & ponti: Etpojfono oltre a ciò
cu^iodire fccuramcne^^ T III M 0. 48 dentro a le fìepi de la loro forte memoria
, qualun'» que cofa fi fia : od apprej'a , 0 nata loro ne lo inteU letto. Sono
medefimamcnte^ uagbi cofioro de la buo na crean'Z^ & de i leggiadri ,
gentilh& ornati co^ fiumi • Et deuefi accettare per generale ^ infhUi^ bile
offer Hat ione, che tutti ifaui , i timidi y &gli hft nefli ^fiano fempre
pietofi & bimani : Et per con^ ' trario i disboncHi , gli sfacciati ,
Scoloro che non Jono atti naturalmente ad hauere cognitione alcuna difcientie
^fiano da V altro lato jpictati er* crudeli . Grandi poi mangiatori fono color
Oyche hanno quella -parte del corpo che e dal petto al belicoy affai mag-*
giore di quella che è dal petto al collo: Et uoglio fo^ pra quello (^anchor a
che io medico non fia) darui m altro uniuerjale precettOyChe ui potrà fen^alcu
fallo giouare y afarui ageuolmente ejr con certex^ coloro conofcere , che fono atti
di loro natura a tijfi chi diuenire : Et che pojfono con loro grauijfma no j
iuy ^ congrandiffima difjicultà uornitare: che rece re(come s'ufa in Tofcana)a
me non piace di dire.Do ì uete adunque fapere tali ejfere tutti color Oyche han
no il petto siretto:gli homeri rikuati: il collo lungo: Et il nodo de
lagola^fegno come affermano ì uolga^/ , ri del pentimento d'^damoy molto
eminentey er in fuori refpinto.Ma luffuriofi & libidmofi fono quegli
altriyil colore de la cui carne è bianco:con alcuno po co di mefcolamento di
uermigliotche hanno i capelli groffiyneri y cir diritti : che fono pieni per
tutta la ]perJona ^ ma ne le tempie ne le cofcie priìicipaL ■ ' \ .ti B 0- \.
mente, di molti, duri, & horridi peli: che hanno gli occhi grosji , in fuori
, hutnidi , grasfi, & lucenti.: ' Et inaine che fpcffe fiate gli Hrauolgono
in [ufo: ne la maniera che fi fu ne lojpargimento del feme, ne la fine de i
carnali congiungimentìio neramente che agnifa dì p^KXf 5 di qua, & di
la,uelocemcnte gli ag girano. Sì trouano ancho talhora alcuni huomini,éa [ '
miti le parti di [opra del corpo, ìnaggiori di quelle difotto\ calidi di compie
sfione: belli ne la faccia: & pelofi nel petto : & con la carne di
buona & mode.- rata teflura:& con molta & conueneuole humidità: Et
infieme coni piedi curui , come gli Or fi fogliom>^ hàUere : I quali per
tutte quefle conditioni , ejjere fi conofcono fonnacchiofi : Et tali, che
leggiermente di qualunque cofa fi Jcordino . Ma coloro che da laltro canto
hanno le parti di [opra minori ; conuc^ neuolmente carnofe, & bellc:&
ornate, & con bua vaproportione ,fono huomini dotati naturalmente di molta
memoria:^l€ di dormire gran fatto fi cu- 'rano.Ma oltre a tutte quelle qualità
fopradette^of- feruò ^damantìo alcuni hiiomìnuchc infime con ìa^ tnalmgita la
pai:^a,& con la pa'^^ia la maluagìtà haueuano ad un tempo medefimo fcmpre
congiunte: Et ci ammoni che i loro propri fegni, erano i capelli neri : il capo
fretto , & che in guifa di piramide iì{ acuto finifca:gli orecchi come
fpezi:ati:& alquanto 'più grandi de la debita , & conuenicnte mijura :
il collo da tutte le parti ritondo: gli occhi (cechi yt ene- brofhpiccioUy
concaui,fipi& rigidi nel rimirare; le palpebre T II I M 0. 4P (e falpehre
languìde y &cafcanti : leguancie lun^ ghe > & riflrette: il mento
lungo: la bocca jporgen^^ te in fuori , cianciarne , & fenTia alcuna
conclufio^' ne : la faccia come diuifa : la per fona curua : il uen-- tre ampio
, & eminente : le gambe groffe : le eSìrc- mita de le mani y & de piedi
^grofie parimente y & dure : Il colore de la carne fmigliante al uerde ;
gonfie que^c parti quifotto degli occhi , come han^ no coloro che da dormire fi
leuanoi il fouerchio man giare : la uoce tremante ycome quella di pecore : Et
con tutto ciò molto rocca , picchia , & a/pra. Men tre che il Confilo in
queUo modo feguia ragionane do ygia erano giunti a Vinetia : perche udito il
ru-^ more & lo Crepito de le barche , poSìo fine al fauet lare de le
fcienticy in altri dolci & piaceuoli ragiona, mentiifi trattennero fin che
tempo loro ne par ue . Mfine raffermato lordine del ri-- trouarfi il giorno
feguente a U cafa del Dolcey dolcemente^ l'uno da l'altro fi accommiata- rono,
. TRIMO LIBRO. DEI SEGNI DE LA N^T VRÀ Ì?E L'HVOM O. ^ R O SECONDO DI ANTONIO'
PEtLEGRlNI. OG LI 6'>Ì^ Molti buomìnì non pé che fiate i con grauijjime
querele la mentarfi de la natura : Iqt4ali fp con occhio più drjrito
riguardafjcì- 'rOi& con attentìone meglio auer ma confide'rajJ<;SO , le
qperatiorù che ella fu tuttofi giorno ,, ft rimarrebono inuero , & di recare
a lèi ^aon fimk^e tioci biafimo& uitupeno: Et in fe medefmì accrefcere con
quepenfieri nùt t^ affan- ni . Il che fiiccmdq , uiuerebbouo certamente , fe
non più felici _&. conmti> almeno ■& più quieti z ^ digran lungapiu
riporti .Terò che ejfendoquc Sìo modo tmoj uno animale »■ & compofitione da
tutte le fue parti intiera.ér perfetta , e dime- Slieroche per ornam^vtoxper
milita ^ & per coti feruatione di lui , ui fiano non pure d'ogni ragione ^
d' o%ni maniera huominij ma animali anchora de le altrejpecie'f di tutte le
qualità: Etmcdefima mente piantq yherhe y pietre , <^ tutte le altre co- fe,
onde egli merauigliofamente adornato & pie^ nofiuede. Ora hauendo (fi come
h ragioneuole } cura ^ rifguardo la natura principalmetite a le co- S E C 0 T^D
0. yo fi maggiori ^ più importanti , adiuiene che ella intenta tuttauiaìiT beri
cjferédi qUèfle ^ non cura -poi in particulare y che queHo pin che- quell'altro
, fia leggiadro .felice y& beato. ^ni^richiedendofelo la utilità
uniuerfale^fa jpejje fiate molti miferijfor-' tunatì i& fo'J^'. llchenon fi
che fer altra cagione fia fatto da leiy fe non perche a la per 'fettiùne del
mondo ( come già di/fero alcuni degni Thilofopbi) animale da eia/cuna parte y
(^per qua Hunque rijpèttofi fia compito ^Vipieno , ella cio ef fere conuemente
y come più fauìa&piu prùdente xhe non fiamo noi , perfettamente conafce cT
inten^ de w 7<le altramente auiene ne Itpafti dermondo'y di quello ( fe è
lecito le co/è piciole a te grandijfime ragguagliare) che ne i membri del corpo
humartày 'per chiunque attentamente ui miri , ci fi uegga aue^ 'iiire: Dei
quali y alcuni a degnifiimi & nobilifiimi biffici , alcuni uer amente a
uilifiimi^ uituperofif^ •fimi fono ohligati da la natura y mano , &•
diligente ^miniftra di Dio : Et oltre a ciò alcuni comandano quafì y & fono
come Trencipiy & Signori de gli al tri : .Altri poi a quelli ubidifcono :
Et fono loro co-- '^e feruie^ foggeti . TS[ìuno inueritaè chenon ueg y quanta
fia la degnlta del capo : la rìuercìitia degli occhi : & del uolto la
maefia . Et per contra^ rio ciafcuno conofce , quanto ftano ledishone^fep'^r
^ti y piene di infamia & di uergogna : quanto humi-^ ' li le gambe: &
quanta a la fine yi piedi uili & abbici ti f Douerebbono adunque quelli
membri de la na^ 0 i 9,K^ % tuxa dolerfi : laquale tali gli ha fatto , &
quello ttf^ fisciù ha dato loro y che ejii ejjer citano : quali Jo^ \ no •
Douerebbono ramaricarfi , che efii quafi /afte-- ^ni & colonne di tutto i
edificio del corpo y fortini il ucntre , il petto j, el capo : iti guìfa di
triomphan-;-^ ^^a farli intorno uedere a le genti ; Ladoue^efSij^hf •tutta la
fatica &il pefo fofferifcóho yuannotutta-;- ma calpesìando la terra :
ejfendo fempiterrif^. obbiet f 0 a le pietre y aglifiecchi , agli fiini :
ondepun ' tiy Uracciail^ cpnfuniatifqng ^ternamentei^^^ alcuna intermijìione
haueirui giamài . Douerebhe da Jaltro lato y il capoinuidiarc a le co/eie il
molto fu f ehioy cr la molta carne: Ejfendo cffoyfonte & prin^ cipio di
nofìrofeìitìrc , da una fola fecchifiimay cf grandemente afciutta cottenna
coperto .T^on ci è ^memhro in tutta la figura del corpo j, che hauendo più ad
altrui che a fe medefimo riguardò y non fi po tejje ragioneuolmenteyO de
ruffìciqy, ode la compofi itone yO deUuogo fuo lametare:lSlpdimeno per bene
fido & per dono di natura^ ciafcuno pienamente di quello fi appagaya
chey& doue^& nel modoyche ejfo fu da lei da principio ordinato, Tye
folamete è ne le membra quefl^tale corUente']^ i^^ggono infiif me alcune di
loroy an7;i tutte più toflo y entrare UQlontariamenteinmanifeHipemoliy eJr ne
la roui na^& ne loguaUameto anchora dife medefime.per . la
conferuationeyper lo riparo , eÌT p^y la falue^^ degli altri.Come jpeJfo fi
uede , che le mani fanno » ^le braccia- Lequali per difendere il capo & l
aU . SECO 71 D $t tre parti più nobiliypatifcono tutto l giórno infiniti
grauijjìmi danni . Quella concordia adunque de le membra , & (JueUo
fodisfacimento di fe medefime, conferua & mantiene il corpo , quel tanto di
temr- po che dal Cielo gli è conceduto: DoUe fe fi inuidiap- fero , & s'odio
fi portaffero luna a V altro , aueni^ rebbefen^ fallo alcuno(come già fe uedere
al popò io I{omano la fauola da Menenio recitata ) che efjò in pochiffme bore
figuaftarebbe: CT del tutto diftrug gcrebbefi. Ver fare adunque la natura i
corpi ne ief fere loro perfetti^ & perche fofiino meglio di/pofii^ &
più deUri ne le operationi che a fare haueuano 4 ella non ha in alcuna maniera
hauuto confìderatìo^ ne a le parti loro : ma bene fi haprcfo curay che effe
tutte infieme , ^ ciafcuna per fe^ fecondo la fuapró portioncy fùfferò a tutto
il corpo commode ^ utilì^ eJ" apportaffergligiouamento.Medefiwamente ì Sà
uiy& prudenti ordinatori de le cìttayquando primie f amente diedero loro
principioygia non ui induffero quei foli huomini ad hahitare^che una fola arte
fape uanoìpcrche quale farebbe di gratta^ &come{ìa'' rebbe quella communam^
, nt laquale tutti gli huo tninifoffcro o cal^olaly 0 fartiyù legnaiuoli ì od
inai tra fola quale fi Uoglia arte fi fapeffero effer citare ? ^n'3^ piacque
loro per lo bene & per l'utile uniuer^ faley& per l'agio eV commùdo dè
Cittàdini, che eìldi abondaffe copiofamente di tutti gli effer citij & di
tutte le arti • Curarono per tanto diligentemente $ fondatoti de le Citta j che
in effe uifojfero hu omirii G Iti 1^ . n ri I B ^0 'Àl tuttcA'arH rifaeHw^^^
era a tutti in combi' inune gioueuole & buono : ma non fi tolfero miga
penfitroy che lo ejfercitio defabrUfojfe tra tutti gli ^Itri il più fo::^ f
eHpiufaticofo: Et che gli buomi ni che in efjòfi adoper afiino, pieni tuttauia
di caligi ne & di fumo i più toflo a dannate furie^che a uiuen tihuominift
afiimigUafìino ♦ TSle parimente alcuna cura fi diedero^ che ifetaiuoli fi
potefiinQ ejjere più politi & più uaghi: Et che agiatamente^ ^ con mot
tQxipofo de la per fona 3 fojfe loro permejfo di per ^ fittamente quell'ufficio
adempircja che efii attende uano/Pcrciocbe alcuna di quefle confiderationi, non
fi faceua punto ad utilità , 0 uero a migliore fiato di quei Cittadini. Tslon
debbono gli huomini adunque, che fono membra^& parti di queilo mondo y de
lo ef fircitio cr de la forte loro lamentar fi giamai Kle e per modo alcuno
conueneuoleyche la natura pruden tijfima rnaeSìra di tutte le cofe^da
fcioccaprofuntio^ ne tiratiycerchino biafimare:ouero che di lei in alcu ua
maniera per fumano didolerfi • Conciofiacofa che il ciò fare altro neramente
non farebbcyche un rama ricarfi di non potere aguifa di Tori con le corna fe
tire : di non uolare , come gli uccelli : di non hauerc cornei camelli y gli
fcrigni [oprala fchiena:^ la mano ala fembian'j^de gli elephanti y cofi preSla
& cofi ueloce . Klondimeno quantunque in queHe cofe y & iti più altre
anchora , fiamo da molti & di uerfi animali fup erati y non pero fi troua
(cke io mi . creda)buomo ueruno^ che difiderandokQ:<fm€ dir fi S E C 0 ^ID 0.
52 fuole) fi firngga 0 fi disfaccia . llche non per altra cagione ad'mencyfe
non forche cìafcuno cono fce per fettamente , che elle fono oltre a la propria
natura de Vhuomo i.Et che in nìuna maniera , a lui conue-* nire fi pojjQno •
Come adunque quelli tal difideriy 0 . per dir meglio quefti tali appettiti ,
fono da gli huo mini f fi come nani & folli che .fono , ahbaìidonati ; CÌr
come ciajcuna di quella formayche a la Jpecie fua fi richiede, pienamente fi
contenta ; cofi doucrebbo no egli anchora , degli effercitij , & de l'altre
parti xulari qualità , che loro ha uoluto dare il creatore de l'uniuerfo, con
tranquillità & ripofo d'animo fo disfarfene lietamente: Tercioche elle fono
ne più ne meno naturali , & loro prop/iet che la forma & la figura ne
fia. il Cielo ordina CT dijpone tutte le cofe iz le fini loro : Et chiunque ci
nafce , porta feco dal primiero g orno , le fue proprie &parttculariincli
nationi : fecondo lequali , egli opera poi tutto {1 tcm po che egUuiue fopra
latcrray Ma perche gli affet-^ tiyCt le naturali inclinationi degli
huominiyonde pof fono poi da una perfona prudente ejfere coniettura te tutte le
auenture, & tutti i fortunoft accidenti di ciafcheduno(come nel precedente
libro lungamente s'è dijputato ) fi cono fcono per le qualità > ^per le dijpofitioni
del corpo ; uoglio horapvr fine a quella parte del ragionamento de ifcgni de
Vhumana natu ra , che quei tre miei amici y il fecondo giorno fauci landò
difputarono infieme . Venuto diceua il Dolce^ il giorno fegufi^itCy ^ riccunti
da lui gli inuitati con. G Itti I • '.^ Z 7 B 0 Uno più toflo dilett ernie
& amico y che jplendido é5* ficco mangiare y dapoi che allegramente hebbero
à le hifogne del corpo fodisfatto , in uari & f iaceuoti ragionamenti y
pudendo mufìchcdi più maniere ^ di che il Dolce fommaméntc fi dilettaua y fi
trat^ tennero infino a tanto j che fen*:^ impedimento al^ cuno giudicarono chei
ragionamenti del pajjato giorno ripigliare fipotejjero : Et in queHagUiJa
quanto in quella matèria , s'era per breuita di tem^ fo lafcìato alhora di dire
y la mano eflrema compìu tamente mettefjero . Et perchegli parue che la de^
gnita de lo jimbajciàdùre & del Confilo , douefiè ejferehonorata di maggior
compagnia y piacquegli che Jòpfa loro fofiino quella mattina à definare con
effoluiy alcuni altri faui & ualenti huominudi ciàfcu no di loro parimente
amici . Trai quali dui ue ne furono , congiunti Erettamente di (angue conejjb'»
meco: Vuno , MeJJer Luigi Quirini Dottore : figlia uolo che fu di quel grande
& honorato Oratore : di tuifidiffcychepoche caufe furono difefe da luiychè'
egli non le perfuàdeffe : Et pòche oppugnate y che egli non le abbattejfe .
llqUale Mcjfer Luigi , meno fecoy per fua ombra hauerebòno detto i Latini yil^
Fogliano Mufico & Thilofopho : cui egliy come à proprio padre honoraua : Et
ordinariamente in ca^ fa teneua . L^ altro mio parente , fu Marco dal Gi^
glio:effercitatifiimb ne le cofe de la facra Theologià. Fuui oltre a quefli un'
altro Dolce: come che di minò te età de gli altri 9 certo di uirtUy & di
dottrina^ -SECO X D 0. 5J tomeprer lìfuoi molti ferini fi può uedcre, eguale à
:• .qualunque altro fi uoglia . Leuatifi adunque da fede re yZT rìdottifi tutti
infieme intorno al Confoloyché Micino ad una finefìratiratofiy onde
piaceuolifiima -tiura jpirauaj iui tutto penfofoy forfè contemplandò ciò che
egli diredouea, appoggiato fi flaua, fatto-- .gli un cortcfe ajfalto ygli dijjè
forridendo il Quirini ^in quella maniera . Se forfè non uigraua, o non u'è
molefìa la non penfata nofira prefentia , ilchè nòli xonfenta Dio,a me parrebbe
effere tempo hcggimai^ the de la dolccT^ & de la foauita de uoSìri ragio*
namenti ci faceììe godere: acciochepoteffmo cono^ fiere perfettameyite , che
noi non menò hòggi grati uifiamoyche hieri lo ^mhafciadorey & il Dolce nò
firò Siati uifiano. ^Ihora il Confoloy che già uerfò di loro s'era riuolto ,
moletìi dìffey non mi pojfonó già effere huomini come uoi mifeie amicifsimi :
Mà io ben debbo , fe meritamente fenx^ ucrgogna non uoglio e/fere riputato y
hauere rijpetto come mi mei ta a fauellare in prefentia di cotato fennoi
^niìfóg giunfe il Fogliano , ciò fommamenie caro effere ui douerebbe : perche
non dui foli come hieri , ma citi que almenoy che io d'uno di loro fono òmbray
degni tefiimonì haUerete de là uìrtu , & de la eloquentià uoSìra.^h'j^ de
la uanita & de rignor antia mi du- bitalo y replico lo Spagnuolo ♦ Et egli
quando ciò pò iejfe effere ripiglio y che non e però menò impóffib 'ilù the il
ghiaccio fia fecco & caldo y& freddo & hunii iiù il fiiocoymaggiore
numero d' amici hauerelie chi . L I B 1^0 ^ ne ne ìftufafiino. Dopo qutjìo ,
haucndo la opinione del Thilofopho tutti communemente lodato , fi con chiufeper
ciafcuno di loro» che il Confalo non haue^ ua cagione alcuna ^ ond' egli
honeflamcnte poteffe da i cominciati ragionamenti ritìrarfi : Ter laquaL cofa
tutti da capo quafi ad una uoce nel ripregar(h- no : Et quanto ciò doueffe loro
e/fere grato y conpa^ role piene di caldo affetto gli dimoflrarono . Mail
Quirini cui più era a grado d'udirlo: come colui che più mite fentito Vhauea
commendare per dotto & benparlante , poi che gli altri r achetati fi furono
9 in queUo modo torno à fauellare . T^n mi poffofa- 're a credere fignor
Confalo y che la bontà fingulare de l'animo uofiro. 3 permetta che tanti preghi
non efaudìti rimangano, llche facendo , 0 moftrarefie di poco amarci : llche
noi , per cofa di quello mondo non crederemmo-. 0 fareJìeci dubitare , che più
ne i noftri mori pote/fe il rijpettOj che lo amore: LaquaL cofa e certamentCy
oltre ad ogni termine ragioneuo le. Ma fe pure ui par effe queHa nolira uentuay
trop po più cupida(per non dir peggio)che a moderi huo mini fi conuengay datene
tutta la colpa al nofiro Dol ce hoHe : che inuitandouici , ha uoluto qhe cofi
fia t Se uer amente libera , & humana , & cortefe la, reputate j
eUimate che tutti egualmente^ ne fiamo. partecipi . ^Ihora il Confalo , per
quale fi uoglia dijfe cagione , ch'io mi trouafìi con fi cariy degnìy &
honorati amici come uoi mifete^non ne potrei fenon p render e fommo
piacm:purc(dirò liberamente cià. SECO T^ D 0, i€he mi fìede né l'animo) cìafmri
altra uorreipiuto^ -Jìo che qui uhauejfe condotto y che difiderio di udir^ fhì
parlare : Conciofiacoja ci) io fempre di mia riatti, rafeccamente pofja ciò
fare: ilchc non fi conuicne con la morbide'^ de le uojlre orecchie c Et poi que
fla materia che bora trattiamo ^ edafe talmente arida & feccaychegran fiume
ynon picciolo riuo le fà rebbe mcjliero per adacquarla.Et per certo fefugici
mai , che me medefimo poco parlando fodisfacejii^ hieri fu che poch 'ijfmo , o
nulla mi fodisfeci . Ture poi che cofi difiderofi ui ueggo ch'io ne ragioni
> d?r io fono molto contento di compìacerui: jperando co* .me diffe il
Fogliano che debba auenire^che più toUo la uofira amicitiami Jcufi, che la
dottrina mi debba notare. Detto quelioy il Dolce in cafa di cui erano yin
tjuefto modo jòggiunfe : adunque poi che alcuni ci ha qui tra noi che non fono
Varipathetichcome que- fli èi & addito il Fogliano y & come mi d'effere
Ine ri in qualche parte ci dimofirafie y fia bene che non iiiandoyo fpatiando^fecondo
il cofiume di quegli Imo mini antichiy feguìtiamo i noflri ragionamenti : ma
concedendo alcuna cofa a le tenere noUre delicate'^ ^y & a l'ufo onde fi
uiuea queUi tempi > entriamo in camera:Doue agiatamente fedendoy fi
forniranno, ( Dio permettente ) le noUre difpute • Entrati dopo quelle parole
in una grande bella camera, non peranchora uedyta da alcuno di loro , & già
uolen* do/i porre a federe y rimirando fi intorno intorno ^ &^ ^ifopra^
&dalatOy ^ difotto ogni cofa attentd Èk L 1 B liO mente confider andò ydf
con gli occhi bora a quefìd parte y bora a quell'altra più volte tornando y
dijje poi il Fogliano in queH a maniera • Conofcendo effe^ re Dolce uoHra
opinione ycbe per lo piacere fi debba abbracciare la uirtu^^ che più perjè
medefima una picciola guanciataycbe una uergogna grade ejjere ci debba
mokUaJìora mi credetti che di [ala ci facezie ufcirey che feguendo gli ordini
de uoHri maefiri , in qualche uago CT diletteuole horticello ci douelie me nare
: Doue ociofamente uiuendo , foleuano antica^ mente quei felici pbilofophi
ingrajfarfu Ma poi che bora qui fiamoy conofco che noi troppo piu famo$ cSr più
beato fete y che non erano quegli antichi Epi curei: Conciofiacofa che l herbe
y a" le piante y di che erano adorni i loro giardini y foffmo foggette
tuttauia a quelle mutationi y che fempre Jogliono le Stagioni portare
coneffoloro : Laonde erano talho^ ra nude , & fecche : ^ quando uerdi ,
& fron'^^te nifi uedeuano. Ma quelle uojlre , che di lana finiffi^ ma
cuoprono quelle muray fempre ucrdi y fempre fi(> rite y & fempre cariche
di maturi frutti y porgono di coniinouo a riguardanti fempiterna gioia . Et
doue le fonti loro , o mancauano la Hate , o s^arre^ Piavano il uer no y queHa
uoHra non è ne tenuta da ghiaccio : ne da caldo afciuggata giamai . Et fe ben
miro a quello cauallo alato , che qui ci ueggo y ella de effere uer amente od
HippocrenCy od ^ganippe: Et quefle nimphe , faranno perauentura le Mufe Et quel
colle , che cola con due gioghi al cielo fi inai 1 %a^jia forfè Tarriafoy od
Hciicona ^Et oltre a ciò il Cielo che loro copriua, doueua talhora ejfere
chiufo 4a nuuoli :Poue quejio uoftro di dorate /ielle Jplendi do &
rilucentey jempre apèrto lucidijfme le ui mo-* fira: Et da ognitempo i Juoi
Scorpioni yfegno forfè che ui die la uitay & ifuoi Centauri uifa manifefii
. Felice adunque y ^ beato uoi : Ma uorrei bene , che tra tante imagini &
di Imperadori^ ^ di Thilofo^ phiche qui hauete raccolte^ tra quali, ui
rijplendo^ no quella di Tlatone & d'^riHotele mio maeftro » i^uero in luogo
più tofio di tutte loro y tii hauejle meffogli Epicuriyi Me tbr odorici lenoni:
Et de Lati itti lMcretijy& gli Horatijicome coloro^cuipiuera^ no a grado
queUe delitiei^nxi chefenT^ejfenon ere deuano poter uiuere beatamente* ^Ihora
il Dolce 3 jo crederei dijfe non che ^rìHotelc (come dite y & corrilo
penfaua ) uifoffe §ìato maeftro > ma Diogene più tofio; od ^ntìUene : od
alcuno di quegli altri cani : dapoì che fi fieramente mordete ; "t^ondim
meno con ^riflippoinfieme uipojfo rijponderey che queHe cofe non hanno me , ma
io loro.Dopò queUo éiffett atifi già tutti in un cerchio , hauendo però tot fo
il Confalo in mc^o tra lorOy che egli al fuo parla re dejfe
principioyajpettauano attentamentejlquale la loro uolontà conojcendo y
fen^^altro indugio in queUaguifa cominciò a fauellare . Dapoi che uofiro
difiderio e fiato eh' io pur ragioni de le qualità de la nofira natura y &
de i naturali mouimenti de gli Mimi noHriy onde & fiamo buomini > &
come bua r L 1 B 110 ^ fnìnì ci mouìafnOy& io il faro HolcntkwSipero cl)t
non crediate ych* io com'mo di queUi Saui le cui ima pni qui uedctCyO Forfè per
no ir tanto a lungeycome fecero al tempo de gli auoli noflri yMbertoMa- gney
Michele Scotto , B^ìmondo LuUio , ^rnal do di ui'Ua noua , non crediate dico
cFio ne ragiofd i)er pompay& per dimoHratione di mio ingegno : 'Ma fiate
certi che come amicò y& tra amici & co fìretto da Vamicitia , fortiffmo
legame di noftre uq ^Ucy coftfamigliarmente , & fen%a alcuno apparec chio
dijplendide & ornate parole y ne debba tratta Ve. laqual cofa non già per
infegnare altrui y che a ciò non baciano le mie for%e , & ma f imamente a
voi y la cui uirtu rijplende come fiaccola accefay an'^ fure come chiariamo
Solcyma faro folamcnte per ritornarmi ne la memoriay ciò che da molti dottor
■con non picciolo fludio & fatica , ho potuto dìquc Jìa cofà in lungo tempo
, &per continua oJferuatiQ ne coprendere. ^cciochecoft
coyieffouóir.agiojiando ncy & ne impari ciò che m"e nafcoììo finhora:
Et ne Tanirho mi comfermi , ciò che di pienamente ptr- ycrneym'e pure aucnuto
fino a quello temfo.T^efia poca certamente la utilìtayche da qiie^ìà cognitione
per molte uie trarre & confeguire fe nepotra, Con^ ciofiacofa che fi come
conofcendo a la uijìa di fuori tutte le monetCy C^ perfetttimt nte intendendo
qual ^uer acquai falfay qual buona , qual reay & quale in- tieray ^ qual
manca fifojfcy non ci lafciaremo ne le it^fhe faccènde da i cattiui huemini
incannare, cofi J E C '0 X D O* 5(5 ^dUicnutìper cjueHa fdmiay daUconfìdemione
de corpi i conofcitori de gli animi humaniy nel giunge-- re le amicitie ,
faremo più canti: ne L'accettare i fa-^ ifiiglìariy più accorti : nel
conuerfare con gli buomi ^ni y più prudenti: Et breuemente in tutte le opera-^
tioni che con altrui fi fanno^piu^auertiti ypiu confì^ deratii & più
rattenuti faremo . Ora adunque poi 'che tale è quejìa dottrina , & poi che
ella è cofi na Sira che altri hón uba parte alcuna , quale ragion tiuole che
non la dobbiamo accettare i perciò non imprenderei da cìyerijpetto
tenuthpofiiamonùnan 'tcporla a quale altra fi uoglia ^ T<(e io per me ,fo ue
r amente come pojfano alcuni negare^ che per le qiia lita eHeriori del corpo ,
non fi pojfano intendere gii 'intrinfechi affetti de l'anima : ueggendo CT
con/ìde rando mafiimamente^quale & quanta fia.la congiun tione & la
coUegan'^ de l anima & del corpo : Et potendo per uiua ejperientia
conofccrCy che feconde^ gli auenimenti cr le pafiioni del corpo y patijca pari
mente y (ir diuengay& mutifilanima^la onde ejpref fornente ueggiamo y
quantunque uoheadmene y che rbabito & la dijpofitione de t'anima , da uno
tiato ad urìaltroy per alcuno fop'rauegnente cafo fi cangi , che medefimamente
la forma & la figura del corpo, diuenta fubìto d'un' altra maniera : Et da
ì! altro la tofi ueggiamo ancborayche tramutandofi talhora U figura cr la appar
ernia del corpo^ gli interni moui^ tnenti de gli animi noUriy non fi conferuano
più quc j^li siefii z quali perìnanT^i a quella mutatione , ejjè- ce
Ufentiuamo. Sono (come tutti ifhìloJopU coni beffano) lo attriHarfh &
Ueffcr lieto, il temere , cÌT. lo adirar fty lo JperareyeH dijperarfh &
altri taliaj^. (aiy affetti & perturbationiji noSire anime: 3s(^o«- dimeno
colorò che hanno ne Camma afflittione CT dolorCy mojlranq di fuori ne
lafaccia(cbe è pur par te di queUo corpo) la doglia, la pafiioney& lo affan
$to loro: Et le ciglia ìlringendo, & chiudendo le lab bra. & gli occhi
qua/i afiondendo, fi prendono uno, ^lerto uifq y, propriamente a me§ìi ^
addolorati huq. mìni conuenìente. Et d'altra parte coloro che han^ no l'anima
lieta &gÌQÌofa .fono fimilementc ne la faccia ridenti &guliui • Ma
oltre a tutto quello confiderò anchora che effondo disfatta l'anima CT '
diSiruttay la forma infieme del corpo fi disfa crfi di firugge:Ter la qual cofa
fi può chiaramcute uederCy 4^he C anima foftiene cr fofferifce le pajfioni del
cor- ffo: E'I corpo parimente quelle de l'anima . Et aucn gache quanto a Je me
defimi y ne il qorpo faccia l^ani way ne l animali corpo^nondimeno
mànifeHamente fi uedeyche l'uno feguita l'altro : Et che quefio da quell0y&
quello da quejl' altro, le pafiioni & gli af^ fetti riceue.In quefio
ueggendo il Cqnfolo che ambe 4ui i Dolciyche uicinifedeuanoys' erano in fu
quefl'ul time fue parole, poHicofi pianpianoafauellare in fiemejafciato il fuo
primiero ragionamento y dijfe lo '^qin quefia maniera. Che condite Signori
Dolci cofi ira uoi , con la uoflra dolce^^ ? 0 pur ui paiono (cornicile fono
ueramete)^ucfie cofe di ch'io ragiono di poca S E C 0 7^ D 0, 57 di poca
Slmaf7{ongia,ri/J)ofcfubito il minor di lo- ro : Che ciò alhorapotrebb'eferCy
cbcfofca la luce , flellato ilgiorno,& di far dinato ciparefjè il mouime to
del Ciclo . Mhora il Ciglio , fattoji incontra al Dolce che in qucHo modo
barieua parlato, cofi mcTo ridendo y^e e uero dife, ciò che'l Fogliano poco
auanti ci raccontò y non doucuatequeW ultima parte accommmarla col uojiro
conforte: percioche crcd^m doft egli ckel mondo Ji regga a cafo.no uc ne uuqle
, 0 ne nepHote hauere entro , alcuna benché pie dola parte. Si bene c'hanere ne
ne potrei^ ripigliò^ Dol- ce , contra di cui quelle parole ueniuano • Et come ,
foggiunfe il Giglio , fia qucjìo, che l'anima non cono Jco? ^^Ihora ( dijje
egli) che ni degnale di predare per mc^ S. ChriHoforo , che mi ramafje ne la
buona ma: ol caualiere. S. Giorgio y che miguardajje da le male-opimoni :
inìmiche di [anta Chiefa. Ma noi che chrijiianamente parlandoyui credete efere
quei fin- ti f nomi nani & fen'j^a foggetto(che non uoglio però dire che la
oratione a i Santi ui paia fuperflua) non mi uorretc qneUo tanto di bene far
confeguire. ,Ap ' prefjo a qucfle parole y molt' altre fe ne dìfjèro in //-
mile materia: Ma Mcffhndro mettendo fine al qui- fiionareygia rìuoltofi
uerf&l Confolo che col Quirini nanfa che ragionaua^ in queUo modo gli difje
. Da-r poi che come hicri^non hauete hoggi il fauellare uie tato y ne ci hauete
tolto con le uoftre leggi , ciò che a ciafcmo concedette la natura liberarnente
, quti^ lo che poco auanti tra noi due difccreto ragionatta- H L I B 1^0
moyhora mi piace inpalefe a tutti ridir lo. TS^onfi fb no fatte leleggiyrijpofe
fubito il Confolo,acciocht mi norc hauejjc ad ejjere il uoHro fallire : che già
fape tiamo bertesche no erauate ad ogni modoperdouere ojftruarlc .
T<londimenOy dite pure cheunqne ut ag^ grada, che ejjèndo qui dentro a
confini de lo imperio uofiro, nifi permette & uifi concede ogni co fa . Et
egli alhorayfe l'uno huomo dijfe genera l'altro, ^ fc il padre e cagione de la
uita & del e/fere del figlino loy in che fi conchiude parimente [anima ci
corpo , come hauete mi detto difopra, che il corpo non fac eia l' anima t ne
l'anima il corpo ì Lo difii ripv efe il Confoloyche quantunque a perpetuare,
tifare eter na la fpecie de llmomo^et ne lageneratione di dincr fi corpiy Dio
l' huomo ui concorra ; non pero adi-- uiene giamaiy che in uno ifle/fo foggetto
, in uno huomo mede fimo y fi uegga l anima di alcuno gene^ rame il corpo :
ouero il corpo, ejferne cagione de Va nima . Diro cofiy per cagione di
ejfempio. Egli è ben uerOy che il Ciclo , CT i noflri parenti yfono ^ìati ca^
gionc de le anime, & de corpi nofiriiMia non è però uerOy che le anime
nolìr enfiano [late da i noHri cor pi create : ouero che questi corpi yfiano da
le anime onde uiuìamo , ^ati in alcuna maniera prodotti . Tercioche queilo
tanto di bene y non da noi?nedc^ fimi ci può uenire : ma (come di(ii)dal Cielo,
& dal padre che ci creoe. Ma auenga dico che ciò fia, Vani ma però e* l
corpo, con più forti legami annodati in fieme di ciò ch'altri fi penfa,
ubidifcono perpetuarne E C 0 J^D 0. 58 ìe , fottoggiacciono a le pafiioni Vuno
de V altro ; La qual cofapiu chiaramente afjai , con ma ìnag giore qertei^
potrete cono/cere, confiderandoy & h'a^icndo rijguardo ad uno vjjcmpio che
hora no dar ui. Eglih manife§la cofa che la furia y t^lapai^T^a
(comejtdice)concitata, & fen'7^ freno (che non ho glio parlare hora de la quieta^
che infama domanda uano i Latiniy& noi drittamente menticaggìne dire
potrenmo)cgli dico è manifcfio affair che ella è paf- ftone y&perturbatìone
particulare & propria dc L'anima' "hlondimeno curando i medici} non
l'anima interna & inuìfibile , ma qucHo corpo cHeriorc & palpabile^ con
alcuni licori , con certe beuande ; facendolo ufare oltre acio^ ò' tenere
alcunimo di nel uiuere , gioucuoli a quella pacione ; effì coli facendo ,
l'anima da lapa'^^a (jr da la furia , onde ella era pria tormentata , fogliano
al tutto delibera re.Ma non altramente pero , ne con altri argomcn^ iiy
che(come ho detto)conmedicine datefi al corpo: Et con la cura, con la
follicitudine,che i medici fi hanno hauuto di luiXaonde auiene che ad un mede
fi mo tempo e'I corpo y lafciay& perde quello aJpettOy eir quella figura
che egli haueua , mente era da quel furore l'anima opprejfa : Et l'anima
parimente , da quella pafiioney & da quella noia che prima la mole
sìauaùiberay ij^editay& fciolta fe ne rimane. Ora la /dando adunque &
perdendo ad uno ijiejfo tempOj ^ V anima e'icorpo le qualità che haueuano
perinan ^,non fi può negare , che ciafcuno di loro non fottog H i/ L I B IL 0
giaccia a lepajjiom de l'altro: Et che ambidui non fi rniitino, fecondo che
l'uno o l altro di loroy mittatio neM alterationepatifce. Et oltre a tutto ciò
fi può comprendere ageuolmente,che a le mrtu,& a le po tentie de
lanimayftano le figure & le forme de cor-^ pi y fempre fmili &
connfpondenti ^ 7^ per al-- tra cagione(come dijfeil noHro Commentatore Cor
doHcfe)fono le membra del Lione ^ differenti da quel le del Cerno jfe non
perche trai' anime de l^uno , CT de l'altro di quegli ammali , u'ha,come a
ciafiuna è paleJeydifferentìagrandisfma.Tutte le fimiglian'^ adunque degli
animali manifeiiano] CT dijcoprona egualmente yuna certa pacione , c7 uno certo
affetto mede fimo : Ma non douetepcro intendere di quelle , fembianT^yOìide da
la mac^ìra natura fono in quella ' guifa distinti , & che conuengono, nel
componimen tOy& ne la dijpofitione de la forma deglianimali . ConciofiacQja
che quantunque lo hauere ne le efìre mita de i piedi & de le brada le
ugn€y& intorno al corcy &ale altre interiora le coUe^ & molte altre
cotalifimilitudini y fiano cofe , quafi in tutti i corpi uiuenti d'anima
fenfitiuà parimente fimili; nonpe^ ro altra co fa alcuna ci mamfe§ìano , che
quel tale che è cofi fatto , effere ueramentc animale : & non pietra ,
& non albero . Ma quelle fimiglian^yche per conofceregli affetti de l'anima
, debbono effere offcruate da noi, fono ( come' e a dire)la roffe'^^ de gli
occhi: lafortez:2;a , & la grande:^ de le esire me parti del corpo:Et molte
altre cojc cotali.Etp£r S E C 0 D 0 . 5P €ÌH come hieri uì diftiy & bora di
mouo ui dico , fer fempre ui conuiene bauere fifio ne la memoria , di tutte le
pafiioni generalmente , & di tuti i moui^ ■menti , & perturbationi de
le anime noUrCy ^ non 'far noflre , ma uniuerfalmente anchora di tutti gli
altri animalhalcHne propricy^ alcune altre fono ad domandate communi; douete
fapere cbe i propri af^ f etti de l'anima y fono fempre accompagnati da le
proprie qualità j& dai propri fegni del corpo : Et d'altra parte le communi
paffioni y medefimamente a i communi fegni fempre rijpondono . Ma fi de ben por
cura , di non determinare & dichiarire per com mune alcuno affetto y auenga
che a molte y od a tutte le Jpecie degli animali commune yfe prima non fi è
mertito diligcntementeycbe effo per alcuna propria qualitay non fiaproprio
& particulare di alcuna fpe^ eie. Et accio che meglio fi fermino ne la
uoHra intcli getia le nojire parole y darò con la chiare':^ di que fio effempio
y lume & fplendore a quelle teìichre , onde ragionando difopra mi inuolft .
7{iuno credo è che non fappìay quanto la concupifccntia de i car-^ fiali
congiungimenti ^ fia commune uniuerfale quafì a tutte le jpecie degli animali:
Kjondimeno non de pero potere que^ìa tale communione y farci credere quello
affetto commune : ^n^i dobbiamo perfuadercicertifii?no y cheejfo fia proprio
&par-^ ticulare degli ^fini CT de Torci. Conciofiacofa che per una
particular e qualità y & per uno proprio je gno^che feparatamente da tutti
gli altriy hanno nei H iij L I B T^O loro corpi queHi animali y non fono
liiffurìofi cotii*^ munemente con gli altri : ^n'Z^ ejjiy come proprio
mouimento de l animo loro , donano & participano con altrui , la loro
propria libidine . il fegno uera^ mentCy donde queHa fi comune perturbationcy
fi ere da propria folamente di queUe due Jpecie , è che que Sìi .aìùmaliyfoliy
& feparati^ CT diuifi da tutti gli altri^mentre fi affaticano ne Inatto
f^enereo^a guifa che maflicafjero y Wouono (^menano le ìnafcelle. L^effere me
de fmàmeht e ingiurio fo , e 7 dilettar fi di mole^lare di dare noia ad altrui
y h pafiione & affetco.certo a gran parte, fc non a tutti gli animai li
commune : K^n per tanto i cani foli tra tutti gli altri ringhiando , &
digrignando i denti, loropar^ ticulari proprietà , rendono co fi facendo , loro
prò-* pria, queHauniuerfale perturbatione. E di mefiiero adunque, conofcere
quefte diuerftta : Et fapere , qua le affetto fia comune a tutti gli animali :
Et quale a parte di loro: Et quale infieme^fia proprio & parti-^ culare a
ciafcuno . Ora in che modo fi debba dìfiin^ guere il commune, dalproprio,hicri
a baflan^ai^cre do)fe ne. è ragionato. E il uero che a chiunque difide ra di
potere baUeuolmente di cìafcuna di quefle co^ f e parlare , & giudicare a
pieno , come & hieri hoggi più uolte fi e detto, per efegni di fuori del
cor po y le intrinfeche paffioni , &gli interni mouimen ti de t anima, è
necefiario principalmente, accompa g7iare,unire,& congiungere infieme con
la fcicntia > tufoylaprattica^la confuetudine^& l'ejperientia. In. S E C
0 T^t) 0. 60 nero che rejjercìtare lungamente- le cofe^ è il miglio re,&
più eccellente maeUro che fipojfa difiderarem Ter quello , la belle'^ la
leggiadria de le arti^ Ter quefto y la eccellentia &la perfettione de le
fcientie ; Ter quello , ogni bontà 3 ogni uaghex^ 9 ogni perfetta utilitade y
in qualunque fi fa noftra operatione acqui fliamo.1\le fen^a ragione ueramen
te: Conciofiacofa che fe tutto quello che per noi fi fay h femprein più alto
grado di perfettione , quan do penfandouifopra lo riuoltiamo lungamente ne Va
nimo ; ilche non è altro che uno effercitaruifi con la mente; quanto fi de
credere che migliore & più per fetta riefca la noUra fatica^ rifacendo CT
rinouando da capo y quella cofa che prima una uolta buona fa^ cemmo ?
Certamente non e dubbio alcuno che molto ' meglio . Cofi il SanfouinOy che
dipublici & di pri^ uati edifici adorna bora qucfla Citta, è diuenuto /ò/-
lennijjimo architetto : Et degno y dia qualunque al tro fi uoglia y 0 Dinocrate
y 0 Thilone y effere pad- reggiato • Cofi Titiano y cofi Michelagnolo , cofi
(^quanta perdita fece il mondo nella fuamorte)Gia nantoìfio daTordonone y hanno
acquistato nome di dipÌ7itori eccellenti & egregi. Che fece Mef[ere Lui gi
uoHro padre y & che ha fatto bora il Feleto uo-^ §ìro cognatOy cofi celebri
Oratori y altro che Veffer^ citio i Donde uenne il loro fìgnoreggiare
nelpalla^:^ c?;o , & l effere tiranni de le uoglie de giudici y d'al^ trondc
che da l'ejfercitio ? In che modo ne gli inno-' unti biafimo ^ terrore^ &
hauerebbono potuto in • • • ■ . L I B B^O 4urre ne t rei ficurta &
bonoreyaltramente che cori J^efjercitio ? ^dunque poi che in ciafcuna coja ,
l'ef- fercitaruifi lungo tempo ha cotanto difor^a^ pcnfia . tnoci &
rendiamoci certiy che ne la cognitione de la nofira natura, il lungo &
dilìgente ejjèrchio , il me defmo parimente^ouero piupoffa. Ma percioche(co me
hierì diccm?no)cjueifegni che fi ueggonOi& fi of feruano ne corpi , fi
rìferifcono a le jmiglian'^ de gli animali; dico qucHe talifembìan^e , effere
tolte ouero da tutta la difpoftione del corpoyoucro da al- cune parti di
quello: Et talbora dagli atti degli huo mini: Et quando aìichora da certi
ajpetti : procederi ti altri da calidita: & altri da freddei:^ . Alhora lo
^mbafciadorcy che accofiatofi ad una tauola, ha lUeua tuttauia tenuto
appoggiata la teHa fu la deftra mano, rotto al fine il filentio , &
leuatofi ritto fu la per fona, dijfe al Confalo in qucHa maniera* Dapoi che uba
condotto il filo del uoHro ragionamento, al parlare degli afpetti del uoltOy
bauerei caro che gra ne '& noìofo non effendoui,ui contentale di dirmi >
in cheguifa fi debbano alcune di quelle qualità giudi care, che fiofferuanone
lo affetto ,^ne la ejierio re apparentia del uifo : Lequali non perche elle
fia-^ no in tutto medefme y ma perche elle hanno tra lo^ YOpicciola differenza
,fono communemente addo^ mandate per uno medefmo nome. si come auiene ne
lapallidei^naturale:ondeci e fcoperto il timore^ & la debbolei^ de l'animo
: Et ne la accidentale ^ di che àfono cagione le infermìtaZequdipasfionh . S E
C 0 T^^D 0 6ì 'quanUmqne come uedete nate diuerfamente yfonó non dimeno >
per cjuefta folanoce nominate di palli-- dexT:a : llche fi come dijji non per altro
ne mene , fe non perche l'effetto loro e fmile: benché nefia la ca gione
differente & diuerfa . // Confilo alhora , con ragione admqne fe è ciò
dijfe^ che e certamente , ho io con tante parole poco auanti lodato
lejfercitare , ^pratticare lungamente le cofeiConciofia co fa che neramente
quando alcuno di cojioro giudicare doh* biamoy hauenti nel loro afpetto alcune
di queHe qua litaypoco come haucte detto da alcune altre diuerfcy an'^ in gran
parte loro fimili^fommamente difficile ^ cofacifiay ad intendere certamente il
dritto : Et et uenirc perfettamente^ ne la cognitione^ & ne lafcie %a del
nero : La onde , necejfaria cofa douere ejjere iiimoy che per lunga
conuerfatione , la certe%7^ de la uerita con aperta ragione confeguiamo : Et de
la naturale dijpofitione de lo cofloro afpetto y & piena^ & abondantcy
afferma notitia acquiHiamo: Et qua lenaturalmentCy&fenxa accidentale alcuno
impe^ dimento , l'atto & lappar entia per co fi dire^ & la figura del
uifo loro fi fìa , fecur amente , & ogni dub bio rimofoy lappiamo . Et uer
amente che il giudi- care per questa qualità de lo af^wtto , propria & per
natura conueneuole , non mutata & non alte- rata da alcuno accidente ^ è
huoniffma & fecurij- fima uia > per condurci doue ci tira il nofiro de
fio : Et chiunque per queHo modo procede y può ferma mente di leggiero
conofcere, non folo in uniucrfale i Z J J5 0 fegni communi ; ma quegli arichora
che fono propri & particulari a ciafcuno. 1 quali fono in tanto dijfe^
Ytnti l'uno da l altro y cbe alcuni come ho detto, jpef fe fiate fe ite
uannodifcompagnati da gli affetti che effi dimoflranoy Et alcuni nonmaifeparati
fi ueggo- ììOy da le perturbationi palefate da loro J communi, bene Jpeffo non
fono dai loro affetti feguiti: Et ipro priy non ne fonò da i loro abbandonati
giamai.Quan do adunque uedcr et e alcuno di compie jfione fangui^ gna ) carnofo
, con occhi neri , con ampio uen^ tre > che fono tutti fegni communi yfe
logiudicarete mangiatore ^ libidinofo , potrà perauentura aueni re , che V
effetto , alcune uolte al giudicìo non corri Jponda. Ma Je ad altruiychegli
occhi JpeJJò Jpeffo uer fol cielo riuolga^di modo che la pupiUa^^ gran par te
de la ruota de rocchio sfotto la palpebra dijopra fi uenga a nafcondere.pr
edirete i medefimi affetti di golofìta & di lujfuria ; per cffere qucfto
fegno non communCyma proprio; auerra femprcy che faranno in fu faldafermexi:a
di ueritay fondate leuoflrepa-^ role : Et faranno mcdefimamente tutti coloro
cbe haucranno rie gli occhi quefto tale accidente^ molto foggetti a patire il
morbo caduco : Et fe hauejfino co tutto ciò ygli occhi loro difofca &
ofcura pallide'^ %a ingombrati , farebbono fen'j^ alcun fallo mici^ diali j
empi , & fommamente crudeli , Ora uedetc adunque , quanto poffa
digiouamento recare ad aU truijl conofcere perfettamente le differen'j^ de i/è
gniprcdetti.Douete oltre a queflo porre non picelo^ S E C 0 T^D 0. éi la
iìUgentia^in confederare quale de ì moulmenti dè gli animi noUri^fcgiùtì di fua
propria naturaO sac compagni uolentieriypiu con l'ima che con l'ahra de le
pajjìoni naturali de le noHre menti . Laqual cofa effendo pienamente intefa da
uoiy uederete come hieri ui diffi , ejjere molte uolte turbata l'anima no--
flra da alcuna affettione , che-non ha fegno alcuno nel corpo , che indicio o
tertimonio doni di lei.La on de fe talhora a giudicare ui mouerete 3 chi per le
no te det corpo efjere comprendiate taciturno è' sfaccia tOy non pero douete
queUifoli affetti credere in lui : ma infiemc la auaritia e'I defio del rullare
: T^n oUante dicoyche di niuno di quefiiyce nefoffe in quel corpo manifefìo
fegno ^Concioftacofa che colui che foco naturalmente fi diletti di fauc Ilare
yfa per or dinario di complejfione maninconicaia laquale la mi feriay & la
auaritia è fempre compagna . Et d'altra parte ylo sfacciato ardifceper fua
naturaydi commei' tere molte fcelerita : Sen%a punto ne uergogna te- merne: ne
di perdita d'honore > farfi conto alcuno - Ora adunque non fìa mai flimato
giudicio non ragio neuole , il dire ad uno sfacciato & amatore difden-^ tic
y che egli fia parimente ladro (&auaro : Quan-^ tunque come difji y de la
taciturnità & de la sfac- ciateli^ y cifiano aperti fegnìnel corpo : Et che
la auaritia & i ladronecciy non ui halbiano alcune cer te note che li pale
fino. T croche fono qucHi ultimi af fetti di maniera con quei primi congiunti
> che rade mite fono 0 non maiy gli unifeni^gli altri ueduti * L I B KO
Bifogna intendere adunque in qneHo modo , le pro^ prieta de le perturbationi:
Et Japere quale a quejìa^ (ir quelle a quell'altra , feguiti naturalmente &
ft unifca. llchc fattola guifa di terreni Dijy le cofeoc^ colte j palefi ;
lefuture, prefenti; le lontaìie, uicine; & le incerte.certiffime uederemo:
Et illuminato a la fine dal cbiarijjimo raggio de la ueritade il noflro in
tellctto.nonpiu hoggimaine le tenebre del' ignorati riarma per entro gli
(plendori de la [dentiate on mot tafodisfattione de l'animo noUro , ogni cofa
terta--^ mente conofceremo.Et di bel punto come a coloro ci interuèrra^ che
mentre ueggono il Cielo talhora di folte & di ofcure nuuole chiufo.non folo
parte alcu^ nà fcorgere non ne pojjbnoian'zi loro e^ quel nero pauentofo
horrore che in quel modo lo ingombra^ di trifiex7:a & di noia cagione .
Doue fe poi fono da un potente fiato Settentrionale, fugatCydijperfey& con
fumate quelle nuuole in tutto ^alhora il celefte can dorè da ogni parte agli
occhi loro fi rapprefentaion de gli animi loro parimente i fono di letitia,
& di gioia ripieniMapcrcioche tutte le Jpecie degli ant^ mali fi diuidono
primieramente in duefcsfi , mi pia ce la prima cofa di raccàntàre y quai de i
mouimenti naturali de gli animi nosìri yfiano od al uirile , oue^ ro al
femìnile fejjo conuenienti . Douete adunque fa pere che di tutti gli animali ,
fi che uiuano & fiano nutricati apprejjò di noi , fi ancho che fieri
pafcano per le altiffme jelue ,fempre le femine fono di gran lunga più
pìacewlhpiu delicate^ & più mafuetechc S E C 0 1^ D 0. 6^ i mafchi: Et fono
mcdeftmamente^ ^ nel animo, & nel corpo meno foni: Et fi auex^ano con
minore dif ficiiltaj ad effere & pafcÌHtc,&' toccate da noi:Et fo no
generalmente più caute: Et più lontane da lofde gnoy & da l'ira • Laqual co
fa uolendola ridurre a' Vapparentia degli atti efleriori^pojjiamo negli aue
nimenti di noi medefmi fempre uederla • Conciofia cofa che effendo talhora da
alcuno empito di coltra ajfalitiy quantunque & humani ^ piaceuoli per na
turafoffimo affai ^nondimeno fi auiene eglipurcy cìje albora abbandoniamo in
tutto la piace nolei^':^ ^ la manfuetudine: albora con grandisfma difficiilta,
da la prudenza > fida ^ jccura fcorta di nofire ope re , reggere &
guidare ci lafciamo : albora ci inui- gorifce y ci accrefce forn^ay^ ci
alieggerifce , lo fde gno: In tanto che non temiamo di cofa alcuna: l>{e di
noi medefmi anch or a ci curiamo: an^i arditamente a fare qualunque effetto y
da l'ardente caldo che ci bolle ne l anima , a tiina for^a fiamo tirati . Ora
adunque fe chi per accidente è adiratOypcrde fìmile^ mente in fu quel punto
ognipiaceuolex^ huma-' nita ; ragioneuolmente fi de dire , cì^e chi e per na^»
tura humano & piaceuole , fia aricho naturalmente poco moleftatOi &
poco foggetto a le acerbe pasfio^ ni de la colera» La onde hauendo la maeHra
natura, creato le f emine come disfi^ & moUiy & manfuete » ^
compafiioneuoli\; Ts^e uagbegiamai di crudeltà , a di fangue-yam^ fempre
aprieghi picgkeuoli;etagli altrui difideri arrendeuoli; con ragione fi può dire
L I B B^O medefmamentey che elle ancho fìano da lo fdegno lontane . Ma d'altra
f arte il credere loro sfacciate, ciliare^ maluagie^mohilh dishoncHe, &
molto chine al male operar e ypiu dico affai di ciò che gli ìmomini fia noyfia
fempre fi come dritto er fano giudiciOyTnol to lodato Jl pili gioucne alhora de
duo Dolciyfattofi in fu quelle parole tutto lieto nel uijOy uerfo lo Spa-^
gnuolo in quella guija parlo. Foi forfè Signor Con^ folo y a dire in qucHo modo
male di f emine ui asfi^ curate, perche come poco inanT^ ci hauete detto ^ egli
uipare di certo conofcercy che elle ne fdegnofe , ne crudeli non fìano.
l^ondìmeno non ui fermate ui prego 3 co fi faldamente in fu le uofire offeruationii
percioche di leggiero cadendone, come in fu cofa ap poggiato che fermo foftegno
non hahbiayne potrcjie perauentura con danno & dijpiacere uoHro, & con
utile & contento loro, rimanere ingannato : Concia fìacofa che lo fdcgno de
le f emine, come tattoH gior 710 per mille proue pur troppo chiaramente fi uede
> fta fen%a alcun fallo maggtore,piu alto^& più acuto che quello degli
huomini • Et fe uolete uedere ch'io nero parli , riuolgete un poco attentamente
ne l ani mo uoiìro , le operationi fatte da le adirate fetnine ne i tempi
paffati . Effe tracciarono i propri figliuo li: Et altre non fatie folamente de
la morte loro , in cibo dinan'^ a padri gli offerirono: Effe il morto pa dre
fuperhamente crdcarono: Et per lo fdcgno loro, molte fiate no)ì folo i gran
palagi , eÌT le ricche co-- fe , ma le f^lendide Citta y &gli altisfìmì
B^gni in S E C 0 T^D 0 . ^4 rouina ne andarono . Le tigri, & Ic ferpU &
gii al tri fieri animali^ udita la uoce di Orpheo,diuenii4ano manfueti : Et le
f emine più che fcrpi , & più che ti^ gri crudcli^quella uita che gli
haueuano conceduto le Jpietate fune de lo inferno > non altramente potenz-
ilo lo [degno dèi loro animo porre in terra^fieramen te gli tolfero. Mia direte
forfè , grane offe fa per cer to douere efere fiata quiìlay che queWhmmo diuino
lor fececonde eglifCotanto contra di fe infiammarle^ bibbia hauuto poter eJ^on
piaccia a Dio che ciò fta. che anxi egli tu tutto intento ne la conte piattone
de la celefìe Theologia , non a le f emine noia fi fludia-- uà di dare ; ma a
tutta la generatione de uiuentidi^ letto:'b(onad alcune biajìmo; ma ad ogni
huomo ho nore:lslon a poche danno; ma a tutti in commune fa Iute. Et per gli
aperti & fpatiofi campi uagando^& gli ardentisfimi fplendori del Cielo
intentamente conftderandOy gli ordini & le belle'^ di la fujby ul tirna
fpeme di noUra m.ente, manifvjiaua a mortali • yedete in altra parte la
figliuola di Leda hauere cetra il poeta Steficoro^ di fiero &
dicoc'étefdegno l'anima accefa : Klon per altro uer amente : Se non
^perche^egli hauea cantato ne fuoi Lirici carni^ la bel lex^ di lei effere come
cofa humana & terrena , grande certo & merauigliofa: Ts(ondimtno effere
di gran lunga più riguardeuole , quella de la celeUe & diuìna forella. Di
che ella , nel cui petto boUiualo ar dentisfmo odio, co caldisfmiiprcghi^&
con ayriarif fime Lagrime , pronte & perpetue arme di quel fef- 0 ar / 7
fOy impetro dal padre Giouc^ [degnando fi graue^ mente portando che la
immortale & diuina yene^ re/offe giudicata più dife bellay che colui
rimanere ne doueffèpriuo di lume: fi che egli non potejj'egia-- maiynon che
giudicare^pur uedere alcuna helleT^ ♦ Direte forfè che a la follia ^ ala uanita
di Stcfico ro^cotale pena fi conuenijfe i l\[on direte bene : T\(c ragioneuole
huomo uerunc^ y acconfentirelouipo-^ irebbe . Che an7;ì per la molta lode da
lui a la beh le'^ d' Helena attribuita , egli era degno di qual fi •uoglia
grande & nobile guiderdone. Siate per tanto signor Confolo molto bene
auertitOydi non biafima- re^ od altramente dir male difemine: Se non uolete che
elle coneffouoifi adirino di maniera , che poi nel tempo a ucnircyne habbiate
ad ejfere a coloro che do fo noi fcguir anno yjpecchio CT ejjcmpio chiarisfmo :
Et che le uojlre regole , ?jy le oferuationi de la cono fceìixa dei nofiri
appettiti yfcbernitc una qualche Molta con non picciolo uofiro danno fé
nehabbiano a rimanere^ Con w.eco non fi douerano già elle adira rCy
ragioneuolmente facendo,rijpoj]èil Confolo albo Ya:ma fi bene
cone{foiioi:llquale rimprouerate loro., per torta uogliache hauete di
biafimarle^tuttii men sfattiyonde elle fene uanofamofe . i^otrebbc effercy
rìprefe fuhito il Dolce che ciò foffe ueroyfe elle ìie le loro operationi fi
mouejfcroper ragione : ma fcnT^a che con mille effcmpi che di ciò ciafcun
gioryio fi ueg gono a dimoftrarlouimiaffatichi^Tlatone che fu cofi fauio mi può
far fede ^ che elle anima li no fiano per fcttamente S EtC 0 1^ D O. 6$
fettamente ragionemli : Effondo come fapete UatOi diibhiofoy fe Itfmine
participajfero di ragione . Et pure non erano alhora ?iela Grecia Je lujjuriofe
deli tie per ìion peggio dircycheboggi qui regnano uergo, gnofamente tra loro.
Mhora il Quirini^in buona f e, de dife Signor Dolce, fe uoi la lingua non
raffinar te y giudico che al Confilo quella punitione preoccu^. pare uogliatCy
che ui fento dircele parole di lui da le. f emine uenir meritando. Ben gliele
dico io , lo Spa^ gnuolo foggiunfe : già uerfo il Dottore rinoltofi ; Et
poifeguitOyin quefia maniera dicendo.Etperla uita mia.che mifaprebhe bene^di
ogni male che lefemi^ ne gli facejjìnOyEt uorrei che gli infegnaffino un po-
coycio che fia uolcre mifurare le /phere^i^ ritrouar- ne il centroifi come egli
dice che già Orpheo fi face ua y la ne la ualle del Barbaro Hemo , Diflero
dopo, ijueflo tutti infieme , nonfo che motteggiando & ri dendo : Et dapoi
che più fiate fi hebhono l'uno uer l altro rimandato il parlar e^il Confalo a
la loro ten^ tìone poflofineyil fuo primiero ragioìiameto ripiglia doy diffe
cofiy Io diceua che le f emine fono piupiace- tioliy più manfuetCy & più
delicate che i mafchi: Et apprejfoy che elle fono men forti , & menaanchora
fdegnofcycheeffi non fono. Lequali conditioniyinfie-- me con 7nolf altre che
difopra narrai y fi ucggono apertamente in quegli animali del fejfo feminino ^
che domeliichi nutrichiamo ne le noHre cafe: lime defimo di che ycfftr e
parimente in quegli altri.che o manfueti per le campagne yO fieri uiuono ne le
felue^ I L I B Ti 0 tì confejjano i pallori , & i cacciatori . Ma di tutti
quejii già detti femìnìli affetti y cene fono ne loro corpi mani f e^ìi fegni.
Concio ftaco fa che cìafcunafe mina di qualunque fpecie fi fiay habbia il capo
mino re ila faccia più picciola Hretta^il collo più fottio Ip^piu debole il
pcttOyil numero de le cojìe minore , &i fianchi & le cofcicypiu carnofe&
più graffe che ima fchijHabbìa parimente gli fchinchiy & le ginocchiaypiu
fottiliy&piu molli: ipiedi^piu leggio, dri y più fcarmU Et la forma di
tutto l corpo ypiu tofio piaceuole & foaucy che nobile generofa. Et fiano
tutte quante generalmente yne i corpi, più che i mafchi picciole & uaghe.
Guardate ydiffe alhor a h Inglcjeycio che ditCydi quefla uniuerfale picciole^^-
di tutte le f emine :che bauendo diligentemente in quefla cofa più uolte
confiderato , dopo infinite efpc ri€7;c fattene yho trouato a la fine che ne le
jlquile^ Cr negli altri uccelli rapaci y fempre lefemine fono grandemente
maggiori de i mafchiiEt fono parimen te cr nel corpo & ne lanimoypìu
arditCy più fdegno- fcypiu ualentiy&piuforti.Tsle folo ho ueduto ciò auc
nire ne le già dette fpecie d'uccelliyma anchora in 'tutti gli altri animali di
quattro piedi, che partorì-^ fcono OHa:Et in tutti quei piccioli
animalucciygrude & merauigliofo artificio di naturayche già furono da i
Latini nominati infetti:cio e (^come alcuni siima rono)fecondo tutte le loro
parti indiuifibili: T^eppf fo medefmamente imaginarmi , come fia poffibile cJ)e
quefla uoftra cofi generale determinationCy Jpe^ SECÒ D 0. 66 cìalmente ne le
lepri hahbia luogo . Lequalì come fi' ferine , CT come ancho la elpericntia
certa cr fe^^ dclc maefira ci infegna yfono tutte ad un mede/imo tempo CJ'
fumine ^ mafcìn.^lbora^non fi può dif-- fe il Giglio y certamente negar Cyche
ciò uero non fia:' Conciofiacofa che lafciando pure da un canto ciò che fe ne
dicano i dottoriyio per me ho ueduto con i miei propri occhi , certo non fen^:^
gran rnerauiglia , questa cofa e [fere nera . Che trouandomi poco tem . pofa ,
a caccia con alcuni ìniei a?nici in quel di Bolo gna^tra le molte lepre che
alhor a prender/mio^ affai ue ne furono di quelle chegrauide eranodequali non
ofiantepiu figliuoliy& di più mifure^ondegraue era loro il uentre y
haueuano infiemeynente tutte quelle membra, che per lageneratione ejjère ne i
mafchift credono neceJJarie.Dapoi che il Ciglio cofi hehbe dct tOy& eifi
tacque: Et lo ^mbafciadore in quella gui fi dicendola fauellare ricomincio. Ora
uedete adun quefignor ConfolOyCome queHa uoUra fi generale conclufionCy molti
partìcidari leuatincy neretta ' impedita Je ne rimanga. Vero fe ui da Inanimo
come hauete dcttOy difoHenerci che ella in tutto fia ueray apparccchiateui di
negarci la ejperientia: Come già quelmaefìro fifecexhe haucndo per fue
calculatio-^ ni detto douere la Luna congiunger fi in tal giorno coiSolej
ammonito poi di fuo errore da idijcepoli che la nuoua Luna ìnanT^ al tempo da
lui predetto nel Cielo gli dimóHrarono , come quella che a le fue numerationi
non r ijpondeuay lequali egli pero fi ere 1 tj L I B B^ q ^ dem certìsfme ,
rìfpo fe , più ne i fuoì fallaci conti , che ne la certe:^ del fuo uedere
confìdandofhqiie^ Ha cofa non potere per alcuna maniera ejjere uera : Et che
fen%a ordine alcuno yla Luna alhora appari^ uà nel Cielo . Ecco adunque che non
folo difficile & contra il dritto , ma contra il fcnfo anchora & itn--
posfibik e certo y il uolere quella cofa negar Cy che al tri 0 fi Hcdeofi
tocca. B^Ha per tanto y che ci con^ f esfiate che non tutti gli animali del f e
ffof eminino ^ . di qualunque Jpecie fi uogliayfiano di corpo minore, più
deholiypìu humaniyO' meno robufli che gli altri. Onde fuhito il Confolo , egli
è uero rìf^ofe che dì tut tigli uccelli rapaci , le f emine fono più che i
mafchi ualorofe & maggiori : Ma ciò adiuiene , perche e/1 fluido la loro
jpecie di gran lunga più calda & più fecca di ciafcuna de l^ altre , i
mafchi che fono caldi per lo calore proprio di tutta la (pecie^et di piu^pcr
quello che è proprio & naturale al feffo loroy concio fiacofache tutti i
mafchi fiano generalmente più ca lidi &piu fccchi che non fono le f emine ;
uengono per quello doppio calore ad abbrucciarft di fottcr^ chio:Et fuori di
ciafcuna mifura a rifcaldarfi.Ldódc, fono per ciò ne i corpiy piccioli &
fecchi: Et uiliy& abbietti ne l'animo * Vercontrario , le f emine fono
calde folamente per lo calore de la jpecie : ma per la conuenientia de la loro
natura f eminile y fono hu-^ rnidc &fredde:Ter laqual coja fortifcono ne la
com plefione uno certo temperamento ; llqualecreain loro, l'animo più uiuo
& ardito : Et le fa eJJere nel S % C 0 T^ D 0. 67 ' corpo più robuUe &
maggiori . Ma che il fouer^ cbio caldo no dijjcccìn & minuifca il corpo y
& non indebolisca & aiiilifca l' animai non credo che per al "cimo
fipojja co ragione dubitare. Ejjindofi hieri dct to masfmamentej che gli
Ethiopi , &gli altri popò li , tiiuenti ne le promncic di uerfo il mei:^
giorno , non per altra cagione fiano ne i corpi cofi magri & afcìutti 5 CT
ne V animo cofi uìli e^r codardi , fenon per la ardentisfma for%a del uìcino
Sole : llquale -afciugga y confuma^ & disecca il lóro llmmido ra-* . dicale
t^ndefonopoiy cojipoueri d'animo & difor 7^ : Et in quel modo , afciutti ,
piccioli , & magri . ' Ma de le lucertole poi , & degli alti i ammali
che partorifcono oua^ & de gli infetti medefimamek^ 'tCy la natura ha
uolutoper lo fine lorOy che le femi-- ne fieno maggiori : acciochepiu
ageuolmentepotef^ "^fmo {offerire la fatica de i carnali congiungimenti :
^Et ap 'reffo , più leggier amente portare y il pefo de le "vua . 7^e le
Lepre uerameìite , non fi può gran fatto fcoprire queUartale differeni^:
hauendo(come dice fle)tutte ad uno medcfimo tempOyil fefjo a la femina
proprio:Et infieme quell'altro che al mafchio è dice mie. Ma rimoffe ^ lafciate
da parte quelle poche J}>eciey dico bene che in tutti gli altri animali di
qua lunque ragione fi fia y le f emine fem^ alcun' altra ec cettione hauerui^
ritengono fempre le conditioni ch'io disfi : Et che hauendo le carni loro più
huml^ de effoido meno ncruofe , fono ancho più tcne-^ re 5 più molli y& più
delicate di ciò che i mafchi fi L I B 0 fiano. I quali in tutte qucHc qualità
fopr adette fon^ a k forami; in ciascuno modo diucrji : Et fono natu- rahncììte
nel corpo , forti : & ne l'animo jginfli . ' £^ ^jf^ P^^' ^^^^^^^^'i^ fi^^
di loro natura y debo-^ li di for%e : & inique di uolonta. Ora douete adun^
^ que diuìfare ne V animo uoflro^che come quando fi di ! ce alcuna cofa ejfere
in una regione^ molto meglio fi intede lei e (fere ne laprouincia di cui quella
regione c parte; Et quando in alcuna citta , più ampiamente ne la regione^ fi-a
termini de laquale quella cittade è . pofta; Et fe ancho in alcuna cafa^con
maggior certex^ %afra le inura de la citta^ onde quella cafa è rinchiu
'fa;pcrcioche(come dicono i Logici)gliuniuerfaliy ab sbracciano benei
particulari ; ma non già i particu- lari,gli uniuerfali contengono;cofi
parimente quello che ho detto de mafchi & de le f emine ìie la fola Jpc eie
de glihuomini ypiu chiaramente , & certo con maggior uerita yfì puote &
fi debe confiderare , & cr cadere fermamente che adiuenga^ in uniuerfale mi
.genere tutto degli animali . Come hanno adunque, in una jpecie iftefa , le f emine
diuerfe qualità ne i corpi, & medefimamente ne le anime lorOyda i ma- fchi
de la medefima Jpecie ; co fi in tutta lageneratio ne de uiuenti, quella fpecie
d'animali che haura cor-- f oralmente parlando piuconditionifcminine ,fara
etiando ne le affettioni de 1 anima j grandemente a ^quell'altra diuerfa , che
più uirili qualità hauere fi comprende/fé • In queHo modo non folo intenderete
il Lìone.llmomo , & L'orfo , ejfere più coraggiofi S E C 0 'hi D 0. 6S eìr
più forti che Vorfay che lafemina^ CT che la Leo neffa; maìnficmemente che la f
emina de la fpecie Leoninayfia più ardita^ più robuHa^ in tutto piti . uirile^
che il mafchio di quella de Tardi . La cagio^ . ne neramente di quefìa cofa^h
come dijje ^rifiotele, » • perche ambedue quelle fpecie fono notabilmente dal
la natura fegnate: Vuna y de le qualità feminiluV al tra de le uirili. T Leoni
di coìidition. uirili; I Tardi, di femmine jono dotati. Laqual cofa^fe
partitamene te tuno & ì altro di quegli animali confider aremo j ^fen:^a
alcun falloy uerisfma certisfma fempre la . ritroueremo.Ha primieramente il
Lione la bocca af -fai grande: la faccia quadray^& non molto d'ojja ri
pie?ia:ll labro di [opra non cminenteian':^ conuene-^^ uolmcnte in giufo
riuoltodl nafo più toHogroffo & JargOy che fittile & ftrctoiGli occhi
uari y concaui^ non molto ritondiy ne molto eminenti: Et di mi fura ta &
proportionatagrandei^: le ciglia grandi : la fronte quadrata : Et nel me%o
concaua alquanto : auengapero che pochis fimo. Glifìede oltre a queHo ^ di
continouoyquitral nafo & le ciglia^come una cer ta tenebrofa nuuola di
horror e diferita:ondeage ^uolmcnte Jpauentati & isbigottitifono coloro ,
che^ fifo lo mirano. Sono di quesìo cagione y alcuni peli : che nafcendoglì ?ie
la parte di [opra del fronte y a guifa di un certo ripara , gli ricadono [opra
degli occhi . Ha parimente la teHa proportionata , & di perfetta mifura:ll
collo lungOygroffo, & ben fatto : jEt al rimanente del corpo cori^orf
dente: I peli bru 1 Hij i L ì È 1^0 ^nì di colore ìnefcolato di giallo & di
roffo: & qthft jìmiglianti ad oro; non horridi^rìtti & molto difte--
'fi:T^ pii^ ricci pero , opiu crefpi di quello che fi fia 'Conueneuole. Sue Ita
& aperta la forcella del colló^ : 'JEt non già ne rifirettaync chiufa» Gli
huomeri robu- ^fli: il petto [odo , pieno , & raccolto : Et con certa
^iouenile frefche'^.La fcbiena larga^ grande no 4ifcÌHtta: Et infieme con molte
, & apparenti coSìe . E qucflo animale, ne le ancbe^ & ne le co
fcie^poue^ ro di carne : ma ricco da V altro canto 5 CT quini^^ -in tutto il rmanente
del corpo , di mufculiy di nerid, Cjr di legature. Ha le gambe fortiygrandiy
nerito je: Et è nel caminare leggiadro ardito: Et uniucì" ^falmente , ha
tutto il corpo neruofo , compreffo y eS^ triufculofo : Tsjon peccante per
alcuna fouerchia feo^ €he'^;j;a: TS[epero di alcuna humidita foprabondaìì^ te.l
pajji ond'egUfi muoue^fono lunghi cr tardi : Et
Hnandandoyinal-j^grandementeyfcuotey & dimena/i gli homeri.Ora ejjendo
adunque ne le qualità del cor fo tale il Lione , egli medefimamente è negli
affetti de t animai corte fe^ liberale y aueduto, magnanima,
tnanfuetOygiuHoy& amatore di uittoria:& amore^ uoleuerfo coloro , con
cui egli prende domeUichei^ '^a.Ma poi che per me ui fi fono mofirate^comunqua
meglio fi è potuto da noi , tutte le qualità de i Leoni the propriamente fi
conuengono al feffo de ì mafchiy bora parimente mi piace di raccontarui quelle
dei Tardiiche per contrarioyal fefio f eminino fono qua fi tutte conuenienti »
In uero che tra tutti gli ammali S È C 0 T^D Ó. 69 the di hauere in fe mlore
fortex^ dlmoHrìnOiò permeglio dire che pure hahbiano apparentia di >-
mafcbioy tengono i pardi ne la forma del corpo loro • molte conditioni^che fono
di gran Umgapin tofto che ^ à i mafchi , a le [emine oonuenemli & proprie •
Ma come che in molte parti del loro corpo ciò cjfere «e- ^ ro per manifeUi
& aperti fegni comprendali , non pero è ragioneuole a creder e^ che ne le
branchcy ^ ne l ultima & deretana parte de le gambe yil mede/i mo fiay
Cóticioftacofa che coneffo quefle membra ope ' tando , molti uelocijjimi
animali nel corfo auan- '%andOi flracciando crudelmente le minori fiere\ ftano
Jpejfe fiate molte robuUe &fortiffme opera- tioni arditamente adoperate dd
loro. Ma ne le altre parti ueramenteyonde tutto il loro corpo b formato^ facile
& leggiera cnfa è a uedere^quanto tutte ripie ne ftano di qualità f
eminine. Hanno per tanto yinan- -^(i ad ogni cofa i Tardi tutti Communemente la
fac-^ dapicciola.Hanno gli occhi bianchÌ9piccioli,& fit^ ti,& nafcofìi
nel capoiEt raggìranliy& flrauolgon- li uelociffimamente • Hanno lafronte^
oltre ad ogni -fagioneuolc mifuraylungbijfima^Et ne le tempie^& '^uiprejfo
agli orecchiypiu toHo ritonda che piando il colloymolto lungo , fottile : Il
petto con poche -cofte:^ quafi nulla apparentiila fchiénaylunga: J?^ te anche,
le cofcie^ abondanti di carne . Sono nei fianchi ^ ne la pancia.teneri ^ molli
: Et mancano in quefle parti , qtafi in tutto dipeli . Sono uari di cùlow ^
(j^urft per tutto il corpo ydi mólte , ér di r ; L 1 B 1^0 ffjejfe macchie : Et
hanno a la fine tutta la per fona 3 ' fen%a mufculr. Et ftnT^ alcuna
proportionCy 0 mifu-- ra. Confiderate adunque qudtc tali conditioni nei corpi
de pardi^uedefimedefmamente itele affettio ni onde naturalmente la loro anima è
pregna , loro efferc uili & codardi:Et apprejjo a ciò rubbatori:Et per
tutto dire in. un fiato, abondare da Vuna parte di nafcofia fi-audejEt da l
altra Jjauere di aperta magni ficentiaygrandisfmacareUia .Js[efolamcnteè ciò •
negli animali ter refii^& quadrupedi , ma in quegli ancora che liberamente
peri aria difcorrono: Et in quegli altriy che ferpono ^ìrifciano per la terra .
Come Vjtquìla el DragQ^\& la Vernice & la uìpe^ ^ ra moftrano : queUi
di ft minine , & quegli altri di mafchie qualità abondanti. Et(fe pojjibile
foffe) ne . Vhumore penetrando de l'acque ^ con att emione . tutti ipefci
ueggendoui y ^ le conditioni loro tutte infieme & ciafcuna perfe
confideradouiyfì trouereb he certamente in loro queUo ifte/fo aucnire. Ora co
me hauete adunque in que§ìo modoy ne lordine de gli animali fortÌ30 che hanno
come disfi maggiore . apparentia di mafchioyucduto la (pecie de Leoni ef- fere
di mafchie qualità ; CT queUa de Tardi, difemi nili in tutto ripiena; potete
fimilment e in tutte le al tre Jpecie , che fotto al unìuerfale geìiere
deglijxni^ mali fono comprefe , ftmpre la medefima maniera continouando nel
giudicare , con uerita & con cer^ ^^KK? eonofcere 3 quale de mafchi ( diro
cofi ) fta jpiu mafchio degli altri : Etiquale, tra le altre femi S E C 0 7^ D
0 70 ne ipìuf emina fia. Ter laqual co fa^fe tanto ciappor ta iìgiommento l
ojferuatione de particular'h quan to di piacere ci dona la cognitione de
generali; ci ^ fosfiamo fecuramente rendere ben certiyche non me no di utilità
trarremo inauertedo diligentemente le sparti : che di diletto prendiamo incomprendendo
il tutto capacemente. Ma egli mi pare ben tempo hog gimai y che al ragionare de
le qualità de ftgni de no :Sìri corpiya i quali tutta fi indri'^ y&nei
quali confi^ie quefia dottrina,per noi una qualche uolta fi doni principio. Ter
tanto a imitatione d'^ri^iotele^ da i piedi fermi fofiegni di noUra ulta ,
minifìri ubidienti di nojlro uolere incominciando , dico che gli buoìnìni
hauenti conucneuolmente ipiedi gran^ diy benfatti^ mufculofiy & con molti
neruìyfono tut tifieri^coraggiofiy cT arditi: '^c meno abondano di gagliardia
& di fortCT^ nel corpo ; di ciò che ne l'animo ydi ardimento & di
ualore pieni fi fiano. Et guefla qualìtaydi tali hauere ipiediyquali ui ho difo
fra co le parole dipintOyCt fi riferifi^e propriamente al genere del mafchio.Coloro
poiy i cui piedi fono pie dolly fcarmiycarnofiyteneriy& feni^
mufculiy&piii toUo uaghi al uedere che f or ti y fono parimente uili ^
effeminati ne V animo: Et nel corpo ydeboli & im po tenti. Et è per
contrario qucHataleconditione , Jempre propria al genere de la feminaMa Mbertò
Magno più particularmcnt e parlando diqueflc mem brayci afferma che i piedi br
cui grosfiy molta de-- koleT^ , & ferina natura dimostrano : I fottili
& L I B \ 0' , . ' corti]mlignita: Et i limghUoltre a la debita & con
ueniente mifura^fraudìiingannU& tradimenti mani fejiis fimi. Bene è nero
che jidamantio Greco Dotto reyaggiunge che que(F ultima qualità ypalefi gli huo
fnini operatiuiydiro co fi: Et che facciamo molte fac cende : Et chefempre i
loro triài p enfi eri , onde di continouo trauaglìati Hanno fo'Z.Topragli animi
lo^ YOyfappiano molto bene guidare ad effetto . Et ha ol tre aqueUo
opinióncychei piedi molto piccioliy fia- no di maluagio animo fermiffimifegni:
Et che colorò che hauendo i piedi curuiygìi hanno concaui anchora ne la pane di
fi>ttOyfiano tutti rei & maluagi huomi ni: Et che tali infieme fiano
quegli altri , che hanno le piante de i piedi , molto piane & uguali : Et
che portano le loro cauigUcy ne la parte di dentro de le gambeygrandemente a la
terra uicine. Coloro uera-^ mente che hanno le ugnay o le dita de i piedi curue
à guifa di uncini, fono rapaci ysfacciatiy & fen%^alcH^^ na uergogna : ìl
chcyda la fimilitudine degli uccelli fii tolto:bauenti leugne loro , torte
& piegate iìi quella manieradcquali da uoi altri Italianiyfono uol garmente
parlando , artìgli addoman dati . Le dita poi de piediy che fottilisfime
e/fendo, fo?io parimene te congiunte quafi & ri^ìretteVuno coni altro yfi
gnifcano paura & timidità: Laqual cofa da le tìmi^ diffime quaglicyche
cotali hanno i piedi loro , fcgui^ tando come dijfi le fimiglian^e degli
animali il han-^ 710 tolta & impreja i Saui Thilofophi: foli tra tutti gi
huomini ^ degli occoltifecreti de la natura, cona' • S B C 0 TS^D 0^ 71 fckori
• Ma più alto alquanto falendo ti ragio'na^ mento de piedi indrieto
metténdojfapere u'e di me^ slieroycbe coloro che hanno le camgliefudte , eìr
le. parti ini moine , neruofe , ^ piene di mufculi , ilche alfejjb delmafcbiojì
attribuifceyfono medefimameìi te ualorofi ZS* forti. Ma alcuni che le hanno
molliate nercycarnofey & fenx^ alcuna legatura di neruiy la^ qiiol cofa de
lefeminehpropriayfono deboliyefft'mi^ natiy timidi^ dipocbiffimo animo. Le
cauigUc oU tre a ciò fottiliffime , manifefiano gli huominipau^ rofi
intemperati. Et apprejjoyfecuri ui potete ren dere & molto ben certiycbe
chiunque infieme con le cauigliegrojjey ha parmiente le calcagna ajprcyi pie
dicarnofìyle dita bremy^ groj]e legambcyper lo più de le uolte
impax^fcafermamenteyO uaneggi.Ouei ftmigliantementc che le gambe hanno
neruofcyrnH-^ fculofey& fortii il che propriamente fi conuiene a i
mafchiyfono & nel corpo y& ne l'animo fieri & ro^ huìii : Et hanno
per ordinario buonifjimo ingegno • Coloro poi, che tutto che le gambe habbiano
neruo- fcyfi ucggono nondimeno hauerle inficine fottdiypof fono con ragione
effer e giudicati da mi > & timidi^ & fcoflumati: Et ne le baffe
uili ajfettioni de la lujfuriay oltre, al dritto & al douere chini &
piega, ti: Et fìmili e/fendo ne la detta qualità del corpo , a gli uccelli
liberi & uaghi Cittadini de l'aereyporta- no parimente quelle fiere
imitando yi cuori loro de h già dette pasfioni impresfì & fuggellati .
Guado d4 uoi fia neramente alcuno ueduto , le cui gambe fia-* L I B X 0 no nel
mer^ grosfisfme , & in tanto piene C com-^ prefe di copiofa carnCyche paia
che elle come che gru Uidefosfinoy & romper fi, & creppare, &
mandar fuori il parto uogliano tuttauia; albora coHui potre te drittamente
credendo, & odiofo, & intempera- to, & abhominemle giudicarlo :Et
apprejjò,fefuer gognato & [en%a nullo rifletto lo Himarete , & al nero
uicini , & dalfalfo grandemente lontani riu-^ fciranno i uofiri giudici .
7N(e pero uoglio , che d'ai tronde penfi alcuno di uoi , che queHa tale
ojferua^ tione tolta fi fia,fe non che da la grande fconueneuo l^"^ &
Jproportione , onde ( come disfi)per lafo^ uercbia groffex;^ loro,fono &
infcfiefje, & con le altre membraje gambe maleauenenti Conciofiaco fa che
la proportione di ciafcuno membro giuHa moderata , & non trappajfante da
alcuna banda i termini de la conuencuole & dritta mifura.fiafem^
flicementeperfe Hefa,basìeuole & attisfmo fo- gno, a pienamente moHrarci la
gratitudine, la corte fia,la modenia,l'honena, & in fomma la buona na-^
tura d'altrui.Doue da V altro lato la indijpoJìaJprO'- portìone, non fe ne uagiamai
da quegli affetti Ionia 7ìa,chefono a igia detti difopra.come e ala quiete^ il
mouimento; a la luce , le tenebre ;& ala uitay la mortc'yin tutto
contrari.Se molto adunque di bellc^ v:^ accrefce in un corpo ,folo a la fcor^a
di fuor i ini rando,la tcìnperata proportione;penfateui parimen te che dentro
penetrando ne le midolle, afi ai ella pof fa di uirtu & di bontà,
belle'^piu durabili &Me-^ S E C 0 ^{ D 0. 72 rCyfte Vaìilma agiugnere:
Ejjcndo 7nasfma7nente(co me pili uoltes'h detto)i fegni in quefla carne
imprejfit idoli & imagini certe de le no/ire menti. Mei nel ra gionamento
de le gambe tornando , dico ultimata- mente che legrafjej tenere , & fen^
mufculi^ quag- li per naturale loro proprietà le f emine tutte foglio no hauere
, fe a l animo rifguardiamo , i timidi uilii&fe al corpo cifrali &
deboli mànifeflano.TSfe per alcuna maniera de efjere , un generale maeUra mento
donandoui , la fouercbiagrojjex^ de legam be & de le calcagna , lodata 0
commendata gia^ mai : Che an^i come a l'acqua flmmore^ il calore al fuoco y
& al Sole lo fplendore , le è femprc congiun ta & unita la ro::jix?3'
cr maluagita . ^pprejjb a tutto quefto € ui bifogna fapere, coloro le cui
ginoc-- May che già a la mi[ericor dia gli antichi [acraroìio fono grajjcy
carnofc, &groj]efuora di ragione y effe re pur per quella fproprotiorne ,
& ne l'animo , & 7ie ì cosìumiymolli & lafciui : Et come Scotto
foleua dirCyUberi & uani: Et non attigiamai, a durare aU cuna fatica .
D'altra parte coloro che le hanno ma-- grey& di misura giurìa &proportionatayfono
per contrario ne lanimoy forti & ai^daci : Et ne i cosìu^ mi^ temperati
& modefìi : Et fi come il mede fimo S cotto ui aggiunfcy & fecreti ,
eà* tenaci, CT confcr uatori de loro occolti'penfieri. Le cofcie come baue^ re
debbono i mafchiy conucneuolmcnte nerborute & offutCy di ualorCyd'animOi £
ardimento cipre ftano indicio. Oiielle poi, che quantunque offute ra^
oioneuolmente , abondam nondimeno di fouerclnn %irne,ilche è naturale a le f
emine, di timor e.d effe^ minatione,& di lafciuia.proprifcmimli affetth(ono
fmpre certifiimo & fcrmisfimo fogno. Gli buomni che le natiche hanno acute
, per lagrandez^ de le oda loro che jportano in fuori , potete ( & fiafano
ZUtdicio)robt{ni.fieri , & ardittfiimarli. altri ue - rumente che hanno
ciucile parti graffe & carno- fe ,& deboli, & paurofi, &
effeminati, debbono cj fere nonfenxa ragione creduti . Ma fe perauentura.,
alcuno uedeSìey in cui queHe medefme parti fojjino fommamente fcarne er
afciutte , quafiche la carne loro (come auenne con una Artigliarla del XI In
yerona al uoflro Capitano Lattantio da Bergamo) Me loro per qualche flr ano
accidente portata ma; nclaguija che le malìtiofe fclmie fono ufate d haue_
Y.e;fotreHe non aliar gandoui punto da le perturba, tiòniy & da i mouimenti
de le anime propri a que- gli animali; potrete dico l'anima cr la mente di co
§ìui, di ribalderia , di trìnitia, di maluagita , CT di fceleraggine ,
giudicare certiffmo feggto : Et come che molto da ogniparte fe ne Siimi di male
, potete farui a credere fcrmmem , che più auanti u hab- bia anchora di peggio.
Dapoi che ragionando it{ino a quefto tarmine fu il Confolo proccduto,& egli
per alquanto tacendo del fuo fauellarefi ripofo:Et tutti qU altri, tenne
parimente un uguale filentio . Ma il fogliano fhilofopho che Sìato lungamente
era cbeto^ di nuouo entrando inparolc^cpji prefe a dire.Cran- de occafione S
E'C 0 'X.D 0. 7J occafionc dì ragionare, certamente queUo nosirà commune tacere
mi ha porto: Laquale^io che a beU lo ftudio Vattendeua , lafciare nanamente
pajjarla y non ho mintolo potuto giamai. Ts^on perciò ch'io di ceffi alcuna
cofay come che ciò molto mi fi coueni£èy Xir che uago & dìfiderofo nefojjl
affai, o in laude, o in dimofiratione di quella tanta dìligentia^onde tu( te le
membra de la noflraperfona, a parte a parte^ ^ con molto & merauigliofo
ordine ci uenite efpo-- nendoifi perche eUa,ne laguifa a punto che la luce fi
facciaiancho a chius occhi ilfuo fplendore ci manife Sia:fìpoi,che maggior
fiume d'eloquentia^a portar^ le i debiti honori ci farebbe mcHiero. Ora
adunque^ da canto ogni altra cof 'a lafciando ,folamente diro ìjuanto mi fi fia
di dubbio per le uoflre parole appre- fo ne r animo: llquale degno fia che
d^indi da colui fia fuelto da le radici,cheprimieramente(quafinouello germoglio
in ben colto terren6)lo uhebbe a pianta^ re.Conciofiacofache fe drittamente mi
fono per gli crecchi penetrati al core i fentimenti de uoUri det^ ti, già mi
pare d'hauere comprefo , effere la fomma del parlar uoflro,che V anima onde
muiamo,ejfendo in alcuna parte fimile il nosìro corpo ad alcuno jini male, fia
ne le fUe naturali affettioni,&^ ne i fisoipro fri mouìmentì,a F anima di
quel tal animale fimìglìa ' te in tutto . Laqual cof'a quanto fia lontana da la
ra^ gioìie^niunocredoe qui tra noi che apertamente non uegga. Debb' io forfè
filmare che per noi fi ere- da,lanima humana ecceuete^immortale,& diuina^ K
L I B effereala tencnaymortaley& YO%a, de gU animali, pure in alcuna parte
fmile i jK[on mai,: Che male il fuoco y a l acqua ; l aererà la terra fi agguaglia
; la uiua uirtu del uojiro petto , che moue come ifìrumcnto la lingua a
dijputare fi dottamente^fi me ritayod è degna dipremiofiuile.Se di dinari
adun-^ que & di diuerfe cofenon fi può in un medefmo ma do parlare ylSie
per modo alcuno epofjìhile il donare loro gli fteffi accidentii&je la no
flr anima (come in f ugnano le fchuolc de migliori Thilofophi) & ne la
materia & ne la forma , cir ne gli accidenti & ne la fufìantiay e
differente in tutto dal fenfo per loqua le fi mouonogli animaliicome potete uoi
dire^ che el la per alcuna maniera a lui s^afiomìgìi ? Et che tali fianca punto
le inclinationi degli animi nofìriy qua li fono ne i Leoni, negli Fccelliy
& nel altre fierCy a feluaggCyO domeniche yi befliali loro appettiti? era
mente non credo che fi pojja per uoi mantenere que fta tale conclufione :
Tslondimeno affettare pure at^ ternamente , ciò che per uoife ne dica :Jperando
& rendendomi certo che debba auenire: che o ne l'uno modoyo ne laltro^o
fiaper douere acquiflare hoggi da ufiiy di alcuna buona & leggiadra cofa
certe';^ & cognitione. Dapoi che tacendo diede fcgno il Tbi Ivfopho di
hauere detto ciò che egliuoleua,il Confolo honcflamete ridendo, & la dritta
mano del Qtiirini ne la fua finiiìra amoreuolmente tenendo,cofifubito fifr '
difie • Con fubita & fiera tempefìa hauete in modo afialito il mio dire ,
che quafi tra l'onde ahi ffime de SECONDO. 74 la uoflra eloquéntiayCgU fi come
uinto fi farebbe fom merjoiouero cbetraglijcogli de le uoHre durijjme
vppofitioniyfi come pm fiale fi perebbe fiaccato : Se già non fojje flato che
per entro a quello impetuor fo turbine di par ole ^ aguija di CaUore & di
ToUu^ ce, fiammelle fcUcifiime a namgantiy mi apparuc lo fi^lendorc che a le
mie lode donaHe : fior (e più da amore tirato y che altramente da dritto &
fanogiu^ dicio perfiiafo . Laqual cofia cotanto di confolationc mi diede y che
/pero anchora fthifato il naufragio > poter condurre la naue del mio
ragionamento al de fiato porto . Et per certo che fé non fi trouafie ne la Ulta
de gli huomini alcuna perfonache uiuefièfola^ mente fecondo ilfenfo,&
fecondo le affettioni de la terrena carne; a che fono tutti gli animali di
qualun que fpeciefoggettiian^ife tutti f blamente qual tan- to Qperafieroyche
lo intelletto illuminato da la ragio ne loro mofirafe; llche come mi dite è
falò proprio de l'huomo ; con non pi ce io la diffìculta mi crederei di potere
sbarbare de l'animo uofìro , quella pianta maluagiayche come hauete detto^pur
di an7^ uifi ap piglio. Ma per cloche le sìrade tutte quante, le cafcy
lepia'j^^y le Cittay & finalmente tutta la fpatiofiif- [ima quantità de la
terra^dimoHrano apertamente^ gridano con altisfiimeuociynon efferc poffibile
ritrouarfi alcuno tra gli Immini y che Jpefie fiate, non rouini ne iprecipittj
de l'appetito; & che come, ftnfualeynon fiia punto & tirato da
lepaffìoni cr da, gli affetti de fenfi; a tutti gli animali corrmuniy non. K tj
^ I I B B^O pure a gli huomini foli;minore fen^a fallo alcuno ne uerra ad
ejjere la mia fatica : In purgando da lappo le & da lolio^ i giardini de
uo^ìri petti. Qualunque uolta adunque fentirete ch'io dica r anima humana
ajjimigliarji ad alcuno animale , ouero prendere in fe Uejfa mutatione &
alter amento, fecondo che per qualfi uoglia cagione fi muti o fi alteri queSio
cor^ fOypenfateui come inerì anchora narraiyche di quel l anima parlo , che
cieca fi trauìa CT fi torce per le tenebre fenfuali. TSfe uoglio che di quella
fi intenda per alcuna maniera, che rilucente & chiara/econ^^ do gli
Iplendori de la ragione fi drix^^a & rauia.ll^ che eJ[endo(che uoglio che
fia certamente)ne uoiyne altra per fona alcuna ha ragione di biafimarmiiquan do
nel modo che di [opra fi e detto^de l anima di nuo uo ragioni: Ut quando
perturbationi uoglie & affet tiyfimiglianti a quei de le fiere, le conceda
& le do^ ni. Pertanto poi che a uoifi come Uimo s'è fodisfat to,fia bene
che rientrando nel noHro ragionamento diprima,la dichiaratione de fegni de
nofiri corpi ydi nuono ripigliando feguìamo . Ut perche a le mem- ^ ^ bra,onde
di fopra fona fiate da noi le qualità dichia ^/f»x^fhi^^^ i lombi e'iuentre
naturalmcnte,prì^ ! ^iéf^J^^ ài quelli , & poi di queHo parlando , dico che
M' chiunque ha quelle parti alquanto lunghette,cy con ueneuolmente
grandi,dure^grojfe, & neruofe, oltre al c/fere communemente forte animofo
&gagliar^ do,è propriamente anchora,grandijfimo amatore & c^ciatore di
fiere. Laqual cofa non d'altronde han-- S E C 0 T^V 0. 7$ no tolta i Saui
Dottori^ che da le proprie qualità de ^ Leoni & de pardi : Et de cani
infttme & de gatti: fV^y^ ^ fer parlare ancho alquanto dì quegli animalh
che fi ^^V^"^^ uiuono dortieSìichi infteme con noi : Tra i mali ogni a ^ -
giorno fi uede quei di loro più ne l anima hauer que . ììo affetto^ che
maggiormente ferhano ne loro corpi le conditioni predette : Oltre pero che
tutti infieme quelli animaliy in quato agli animali de le altre fpe eie
paragonati Joanno & ne Vanirne & ne i corpi lo . ^ [ro.piuche tutti gli
altri le qualità fopradette.J^ r - f[ [coprono i lombi folamentCyfen'^ alcun'
altra • uiyquefta fola fignificatione a covfideranti:an7} quei ^ di loro che
più ofjutifonoy gli huominì forti CT uiru- ' : carnofiygli effeminati & de
boli ;& gli acuti gran ^ "^^ì demente i timidi gli intemperati
palefiino. Ma nel fecondo luogo come disfi trattando deluentre 3 a^^^' ui fo
certi douer efiere coloro cor aggio fi & forti , x2r magnanimi oltre a ciò
& faticofi & ornati di buono & di facile ingegno , che ne laguifa a
punto che conuienfi a mafchi y hanno il uentre , & qucfte farti qui intorno
a lo ftomacoyauenga che grandi & ^ . mcT^namcnte carnofe , nondimeno in
niuna parte ^f'^^/! emineti.Ma più tofio come che uuote fi fofiìnoypiane
^^^j^^/^ humili.Maper contrario p auro fi , & deboUy &^ J*i^fU vili
fono quegli altriyne pofiono alcuna benché lieue fatica comportare , & fono
ro'xi , & duri di inteU letto ne l'imparare y che fen%a proportione 0 mi
fu-- / ra y&fconueneuolmentebreui le hanno & afciu^ tè . Se neramente
il uentre come ho detto grande '-é^y^^^ <J^«^^ & carnofoyfiaparimeme
tenero , moUe y & fM'/eM^ molto YÌleuato ^potete/empre crederlo argomento
f'^mc^ . certisfimoy digrade ìntemperantia nel mangiar e^&
nelbere:Etnegliafetti(come di(]e Sophocle)fiirio T^^^^^/l fi ^ I^^^^^Sè^
^'^ffi^^ì^-p^jjione & ferturbatio ^ ne di nofire anime non dolcc,ma
amara:non quietay Ma concitatamonhumana , Ma ferina: Et certi <zjr fecuri r
edere ui potete yche ne l anima a cotale cor^ j)0 congiunta^ poco o nulla
potendo la parte da Tla^ tone figurata per Ihmmoy quella da V altro lato ad '
ad un Mario & di molte forme moslro rajfomiglia-- ^ tayuifta donna del
tutto &' I{eina . Ma fe con tutti f //tt gli altri fegni già detti, il
uentre in uoce di molle , kc0t0t^alpro;di tenero y duro; & di molta er /oda
carne fia inóif^fi^f ^^^^^Q compreffo , non epicciola ueramente la mali-- gnita
che per lui ci è dimoUra: Ma fopra ogni altro affetto che ci apporti qucjìa
tale conditione del uen trey è di tutti gli altri grandijfmo il defio del man^
^fhfrcJ^- giare. Quando poi /la quefta parte infieme colpet-- U*f
ff^^c^tOy(& con lo stomaco folta di peli , cifonogliauda^ t ^X^X^'^^^^
cortefiyìfagaciy& i cianciatoriyfen'^ alcun fai- ^ JiM^'^^ ^t4nciati da
lei. Coloro d'altra parte che la fcbie- 1- ^ va hanno grande Jargay &
robufìa , come propria^ "^^^ unente a gli huomini hauere fi
conuiencytengonomol c(^^^ '^^^^^^^^P^^^^^^^^&fi^^^^^i^^d^^ole Ihannoyjem ^
^u^fre a guifà di f emine , che tali fono in quella parte per or dinar ioydi
uilta^di dapocagginey &' di timore fieni ne fono, "t^e mancano
etiandio le cofte de la lo* S E C 0 71 D 0 . j6 ro fignificatìonei^n'^^le molte
ygrandh^ bene ap-* /(^'^ farent 'hfono diforte's^ & digrancCaninjofermif^ ^
fimi fegnhllche è proprio del mafchìo. Et per contra Pf '^ rio le poche
ypìcciolc^ & qt4afi del tutto nafco(le » ^^^'^ non fe ne uanno ne da la
debole%^ , ne dal poco cuo^ redìfgìuntegiamauLaqualcofayefJereftdicealefe^
/m^ì^a ^ mineydi loro propria natura conueniente. Ma feper ^ Muentura tra
coloro che hanno come fi è detto le co- , fle grandi y alcuno ue n'haueffe y
che in quelle parti ^l^^f'^A^ gonfio difouerchio , & come enfiato fi fofjcynon
ha la uanìta de le fue dande , ne la fi:iocche':^ de fiioi Gioiti penfieriy
ani^piu toflo parlari ; che egli poco penfandoyi^ curando nulla y & tante
uolteparlan^ do , quanti obbietti gli fi apprefentano a gli dc^ chiyin
infinitOy& fenT^ mai ripofarfi faueUa;non ha dico ne modo ne termine
alcuno. Di che fe ne cerca^ /V^h^^ He ejjempio tragli ammaliane i tortane le
rane ^^"^^/^^^ ne neramente & [empiici cofe^& che molto nondi^
meno fi fanno fentireynon ut lafciaranno molto a lun go andar faticadoi^pprejfo
a tutto qucflo.e necejfa rio chejappiatcycoloro ejferegolofisfimiy&grandif
fimi mangiatori parimente flupidiy & injenfatìf & di pochisfimo eìr
quafi nullo giudicio dotati^ che/^^^'^ ^ hanno quello /patio che è dal
belicOypropria fedia de c^^r^ ^ la luffuria , & perdo a Venere facro , a la
^fi^^^^^^^* parte di /òtto del petto , magiore affai che queU'aU^f/ f^J^, tro
non è, che da indi tiene per infino a la gola . Et il^^i^f oAU percheyper
alcune ragioni naturali y facilmente uìfi^^/^n^ può dimoHrare . Conciofiacofa
che la ampie^^ yò-/'^'^'/^ : L I B B^O - J^ii€rchia& fino dorata di quel
uafo , dout il tolto ^t^A Jc^^fi ripofii & fi digerifceMuendo per
riempimene to fodisfattionc di fi: di von poche coje meUiero^ .jcccita er
accende di continouo in quel corpo, appetì ,T0i& brama ardentisfima di
mangiare. Et come U grande':^ de lo (ìomaco , ejjendo egli imo , è ca=^ gìone
de lafame;cofi dal riempinento di linone preti dono poi i fentimenti lo Hupore
& la torbide'^a , Che effondo egli da la moltitudine de cibi dilatato ^ Xìr
diHefo y & perciò firpra il core , fonte , princi^ fiOyCy* primi, ra
origine di noflrofentire appoggiane doft 3 adiuiene che glijpiriti quindi al
cerueilo fa-^ gUentiy donde partit amente confeguijconoi fintimi ti noftri le
loro /pedali for'^y uengono da cofi grane pefo , ad efferefujfoccati &
riHretti: Sen%a cioè me fcolandofi infieme co uapori grosfi ^ fofihiyCshalan ti
da cibi che fi cuocono ne lo (lomaco por to caldo del core , non altramente
riceuono tsfi /piriti in fe Sìesfi lagro/fe^T^ CT l'ofcurita di que uaporiy che
fi faccia talhqra il lume de la candela , poUo [opra il fumo de la bollente
caldaia . Ma per contrario poi ^ \ faggi & prudenti & auedutiry'
accorti fono colo- & fi contentano naturalmente dipochisfimo ci^ f^m^JX^ ho
y il cui petto è più che lo [ìomaco ampio CT mag^ 7tr Jt'm^:giore • Da V altro
lato , amalaticci fono , & infer^ ^^^^^ jjmiper tutta la ulta y&ala
fine anchora in bre^ ff/ufA'ié ^^^^^pofi muoiono y quegli huomini che dal
beli-. AM , f «^^^^ ) hanno più di {patio , che dal petto al {e(^'^ ^ h^^^^o .
La cagione di che corificf orando yfi può dire. S E C 0 7{^D 0. 77 parlando
natHralmente , che ejjendo cagione certif^ c^^k^'^ /ima de la hreuita de lo
Uomaco : il mancamento ci / i'/^^^ dijfetto del calore naturale che in lui fi
ritroua^ * auieneper cotale freddei^ noceuole & non natura le , che egli
diuiene impotente > a cuocere perfttta^^ mente & a digerire il cibo
tolto per nutrimento:da iaquale indigeHione , come da la abondantia de le
piogge forgono & s'aumentano l'acque ne torrenti & ne poi^^cofi ne
fcaturifcono fempre molte juper fluita : Et molti non [ani , & non buoni
humoriyart ^ maluagipiu toHo & danno/i^ ogni giorno ne han no
principio:Donde poi le infermìta^èr le malattie^ cr al fine lapreHa morte^dure &
fpinofe fiepiy che ^ rompono v attrauerfano il camino de la noflra ui^^' ^
tayprimieramentc ne tirano origine. Cofi fempre ha gran forcane la giuHa &
moderata temperantia de gli animi noflriy la debita & conueniente propor ^
tione de cor pi. Et per certo [e da la confl>nantia de le ^^^^ noci y il
concento & Vharmonia ne rifulta; foaue diletteuole obbietto di noHro
fentire ; Et fe da ^ >^ la buona di[pofitione de le loro partiy la
belle'X,%a &f^^J'^'ll la commodita degli edifici & de le citta ne proce
-.^^ ^^-^ de ; Donde uiene che i Saui del mondo , non come c^<^i bella &
ordinata , ma come ricca & merauigliofa^ lodano queUa uoHra citta; perqual
cogione non dobbiamo fimilmente ejjer certiy che la propor tìo-^ nata
mifliradele parti di qucflo corpo y fia fl'gno ۓr inditio fempre
manifeUisfimOy del temperamen lode le affcttioni & de le uogliede l'animo?
QnarH. L r B Ilo ,^to neramente l migliore & più nobile il capo che i fj^c
piedi,gli occhi che le manine" l core che le altre mino rìintejìine, tanto
di pcrfettione, & di dignitayauan gl'ordine Ja confusone: laproportione^la
difugua glian'S^: & la belle'j^ al fìne^ il fuo contrario fta^ to. Quindi è
nata la opinione de uolgari^ in lodando principalmente la belici^ ne prencipi:
Si come quegli che certo prefumono y ìion potere per ninna giiifa anenire
prefente lei.che elli o di bonta^o di ma fuetudincyo digÌHflitiayamabili &
care doti nudano priui .Etfea te uolte co fi giudicando fi ingannano , adiuiene
talhora per la mala confuetudincy^per la trifla con ucr fattone che hanno i
Signori: Donde oc^ coltamete & a poco a pocOydi molte macchie, & di
molte brutture in fe flesfi riceuono.Ts(onaltramete aputo che coloro fi
facciano, che [otto al Cielo aper tOy & per lo Sole lungamete caminano d
quali fen^a auederfency la chiarei;^ <^ la bianche^ de le lo^ ro carniyin
fofco cr in nero colore fi fentono hauer tramutata : Cofi adunane molte fiate
alcuni naturai mente coflumatida bene & humani , con maluagie uitiofe &
arroganti perfine comerfandoyindi a non molto di tempOyla loro Immanità in
fuperhiayla bon ta in trifiitiay & la gentile creanT^ inuillanimodi, tardi
& fenxa prò di loro danno auedendofi yfi cor^ nofcono hauer e ifcambiata.
Errano parimente bene Jpefoy&falft ueggono i popoli riufcire i lorogiudi^
ciyperche non drittamente yquale la nera ZS^perfetz^^ ta bellcT^ fi fia ,
pofiono o fanno interamente di^ S'^E C 0 7( D 0 78 fcernerc: ^n':^alafempUcc
apparen':;a credendo f . ne più alianti coja alcuna /correndo y & molti
queU ^0 Hefjo che lodano & ammirano , per qual cagione lodabile od
ammirabile ft fìa non intende do e ntono j)oi molte fiate con non lieue lor
danno ^ fe uanamen^ te battere di prima creduto . Et ueramente fe uoglici tno
bauere confìderatione a le cofe pajjate , uedere-^ ^mo non Vira & la furia
d^Meffandro^non la crudel taf la lujfuria^ & limpìeta di tre Ttholemei^cbe
di idclitie & di uilta f Egitto y& di [angue & d' uccido ni i loro
propri palagi riempierono , ejfere flato fcnTafegno nel corpo . Hebbeno
parimente corpo^ rali inditiyle lafciuie d'Antonio: la auaritia di Craf fo:Et
le crapuléy & le disbonefle di FitcUio . la rapacità di Caligulay ne la
uanita di T^rone, ne fu no dimoflrata da fegni del corpOy la tardità & la
da p ocaggine di Claudio . Mentre che in quella guifa procedeua il Confolo
ragionando ^gia uedendo jLlef fandroche egli a le altre parti del corpo
dichia-^ rare uoleua per mano, fen:ra ajpcttare che egli piti oltre
feguifjcyuerfo il QMirini riuoltofi , ilquale ha- uea publico grido di molto
intendere leproportio^ ni de ^gli humanì corpi , co fi fubito a dire comin-^
ciò • Credete uoi perauentura , ch'io od alcuno di quefli altri chequi fiamo ,
dobbiamo per alcuna ma niera comportare y che non ci ragioniate di quefla
corporale proportioìiCyquanto &con lo Hudio y & poi con lauiua
ejperiemiay uifete faticato di inten-- derne? Certame te non lo penfatexhe an^^
co/i ricco L 1 B 0 - faitendouìyUOglìamo anchora da noi la toUcttaé Che già
fappiamo bene^^ a noi tutti epalefe aperto^ che in quefio non bauete cofa
alcuna lafciato indrie^ tOyO ne i libri leggendo j o conferendo con gli huomi
niyfincbe di qaeiìa fcientia(fe ella fcientia nominare fi dee) non ne bauete
acquiflato perfetta & intiera notitia. ^dunque fe quefi'hyche certamente
non pò-- tete negarlo , e ben dritto che anchora uoi la parte uoflr a paghiate:
Et che co/i facendo , a i difideri di noi tuttiycbe altra cofa no babhìamo più
cara^ intera mente fodisfacciate. ^uaro albergatore fete uoi Si gnor Dolce,
rifpofe preflamente il Quirìni: poi che fi acerbamete rifcotete dagli bofti
uojiri^qucllo che per niuna maniera fono di pagare fofficienti.Che quando pure
fia uero che con lungo tìudio ne habbia ricer^ catopc ì libri la opinione de
gli antichi Dottori j. & che col Tordonone, & con molti altri &
dipin^ . tori eSr Statuari , mifia poi uoluto certificare con . Vcfpericntiay
cofi effereapunto come haueagia Ut-- tOynon perciò è ragioneuole che quello che
femplìce mente per mia fola notitia mi fono curato di inten^ dereydcbba a tutti
uoi bora arrogantemente perfume re di infegìiarui'. Qua/i neramente che non foffi
cer^ to douermi auenire fe ciò faceffi, come auenne già a quel uecchio
Thormione da Ephefò : llquale in pre^ fentia d'Hannibale , ^ del gouerno degli
efferci- ti y ex de Tufficio del Capitano difputando copìofa^ mentCyfenia
rifguardare che egli no haueffe giamar udito fuono di tamburro , & che
Cannibale fifof- S E C 0 D 0 . 7p f<:con tanta gloria innecchiato nel ferro
^ ne le battaglie y merito (Tejfere fi come nano & inetto da lui biafimato.
Q^eHa co fa medefima farebbe di me , fe in prefcntia diuoi tutti , troppo più
fe parlan done come egli fa il signor Confolo , ofajiper modo alcuno di
occupare le parti d'altrui , 7S(e le parti d'alcuno non porrete uoi mano ,
foggiunfe fubito il Confolo : Che io quel tanto ne era per ragionare non più ,
che pur dianT^ da me con quelle poche pa^ role ne udiste : 7S(e mipenfo che
alcuni di qucHi aU tri signori , h abbiano aguifa di nouelli Hercoli , in animo
di fottentrare al pefo chea uoifaurafla. Ter tanto fe u'e caro^& fe u
aggrada difodisfarcidafcia te le fcufe una uolta che qui luogo non pojfono haue
re : Et diteci in che modo ciafcun membro de noUri corpi^&con quale
proportioìie & mifura^ìiel forma re unogìuHo & perfetto componimento,
debba con l'altre membra infieme effere temperato & propor tionato . Laqual
cofa fe quale è la grande':^ ^ U benignità de l'animo uoUro cortefemente farete
& a noi tutti ( come di/fe il Dolce ) grandemente compiacerete : Et me
dipiuyfo?nmamente mi ui ren derete obligato . Che fianco già da la fatica ,
& dal uìaggio de la mia lunga di/putationcy non altramen te che in un bello
& piaceuole praticello ^nel uofiro ragionamento mipofero : Doue non la uiHa
& / o- dorato di uaghi & di foaui fiori herbette , ma V animo & V
intelletto , parti di noi più gentili & più degne , con dotte fententie , ^
con benfana ^ L I B B^O utile dottrina conforterò . Guardate ( ripiglio H
Quirini)rw più toào in un qualche luogo fpiaccuole. tu fermiate : la brutte^^
del quale di poi conofciu-r ta,& uenutauiafchifo & a noia.ue ne faccia
fen'z^. pure poter prendere fiato fuggire.Ma come fi fiatai; fioche non ui
refli cagione di ritrarui da feguitarc in fino a la fine il cominciato
ragionamento , io pure mi sformerò di fodìsfarea le uolire uoglie y come men
male per me fi potra.Benche atte/a la poca in tclligcntia che' e in me de la
cofa onde fare ragionar mi uoletCy ajjai meglio per me fi farebbe il tacerne
dei tutto , che il parL rne imperfettamente : Che al * bora , ch'io lo facejfi
fi crederebbe per giuditio di non uolere: Et bora , cìfio lo faccia farà palefe
, per poucrta di non meglio potere • Oltre pero anchora che non ueggo effcre
alcuna neceffita^ che al giudica re la natie proprietà de le anime nofìre, fi
conuenga V intendere cofi fottilmente , ouero la qualità , ofia pure la
quantità rifguardandOy comefia^o debba ef-- fere l'uno membro con l'altro
corrifpondente. Et co me non e egli neceffario, il Dolce replico prename/jt te
? se come dianzi diffc il Zornoz;^ 3 da la propor^ tionc 0 fproportione de le
membra ^ne feguono ne Va nimo diuerfifjlmi affetti f K^on altramente a punta
che da l'al^^rfi il Sole nel Cancro , & percontrario poi dai! abbaffarfi
nel Capricorno^ vericeua& ne forti fca quella parte di mondo habitata da
noìy dif- ferenti CT uarijsfime qualità . Et egli , bene è uera riprcfe ciò
che' l Conjolo diffeiMa la proporzione SECONDO. So Mcejfaria a fapere a colui ,
che per lei debba antiuc dere le pasfioni naturali de le noftre menti , non col
filo 0 col cornpajjò , come a me di fare fu di me§ìier' rOy an'2^ con unfolo
& femplìce fguardoy è ne i cor^ fi offcruata da lui • T>{el primiero
ajpetto degli hu^ inani corpi jtjuai di loro fecondo la debita proportio ne
& miftira fieno ordinati , & quai d'altra parte fen^a ne conuenientia
ne modo o manchi fieno o fo^ uerchiy di leggiero & fen':^ porui alcuno
dìndio o fatica comprcndefi : fen%a pero dicOy che bifogni de le già dette
proportioni hauerne particulare alcuna ^ diUinta notitia • T^n in altra maniera
ueramen te ^che adiuenga nel concento ne I harmonia de la mufica:Doue ciafcun
huomo che non fia di giudi- cioprim & difentimentOypuo facilmente fentirCyO
la confonatiay o la dijfonatia de le uoci ^ de fuoni : Kfepero difapere
diUintamente gli fia necejjario , quanto che ellifiano tra loro l'uno da
l'altro diflan ti.^lhora il Dolce foli contento dijfe non negaruief fere uero
quanto hora narrate: Ma come potrete uoi non concedermi parimente , che molto
migliore & più certo giudicio fare non ne potejfeuno perfetto conofcitore
di mufìca^cke un'altro^che di quella fcien tia cognitione non hauejfe ueruna f
Certamente non potete negarlo . Ver tanto non uogliate hora dire che il
ragionarne necejfario non fia: Che fempre quella cofa e necejfariay che buona
ejfere fi conofce . 7^ fi può dire come afferma Tlatone , che quello che in
alcuna guifah mancheuole yfiaopoffa ejfere L 1 B 1^0 jìamahdl alcuna cofa
gui§ìa& perfetta tnifura^' Difiacciate adunque una liolta le tenebre
delUgno-r rantia da mitri intclUttuportandoui co i raggi de le uofire parokylo
jplendore di quella dottriìia.Quin-^ di uago il Quirini di fodisfare agli
amìci.non curan do di dare altra rijpo^ìa a le parole del Dolce^mafla to per
alquanto penfando /opra dife ^fapendo che il parlare bene a la fproueduta non
cfacile^& hauuta ui confideratione non e difficile , poco di poi in que^
Sìa ^uifa comincio afauellare.Giuiìo uerameìtte & honeHo defio ,è quello
che uijfdnge a ricercare parr, tit amente y de le mifure & proportioni
degli burna^ ni corpi : Et io per mcy ho fempre giudicato uani male accorti
quegli huornini , che niuna conofcen'^^ hauendo de le mifure de corpi loroycon
molto nondi meno di diligentia^ an%i pure di curìofita s affati-^
canoyinucfìigaììdo i lunghifiimi fentieri de la ter-- va: gli ampijfimi fpati
del mare : Et quello che è de- gno di maggior merauìgliafin fufopra il Cielo
pro^ fondo & inacceffìbile formontando: Et quiuìMfal- lace opinione de loro
diuifamentifeguendOy& regio nìy & cerchi,& diUantie , audacemente
come coje ucre afermandoui. TSÌoSìro ufficio farebbey di cona^ fiere &
intendere prima noi medcfìmi perfetta^-, mente : Et dipoi a quelle cofe che
fono fuori di noi^ applicar e(cofi par endoci)l' animo nofiro. Se già per
auentura non gìudicaffmo degno di laude colui 9^ che non togliendofi penfiere
alcuno de le priuate hi- fogne de la cafa fuayfoffe tuttauia con V animo inten
tane SECONDO. Si to negli alti maneggi degli lìati f & ne i gou^ni glorio/i
de lerepubliche , & degli imperi ? Ma per dare una mltaa qucHo noslro
ragionamento prin^ àpio y dico la natura cautijfima <^ diligentiffma ne le
opere fue^ hanere ne la forma & ne la dijpofitio-' ne del nojiro corpo ,
pofio la faccia in qucjio modo ne la fuprcma parte di quello , perche ellafoffe
da ogni tempo da ciafcuno ueduta ér confederata: cioche non d'altronde' che da
lei , fpeccbiolucidiffi'* tno la doue tutte le imagim fi rapprefentano de le af
fettloni de Vanimoy come non d' altronde che da uno i numeri, dal punto le
lince , diuifajfimo bauere principio di tutte l'altre parti del corpOyle giufle
^ froportionate mifure • Vrimieramcnt e adunque, ne la faccia fono tre
fpatigiufli & eguali : intanto che in un uolto proportionato , niuno di
loro ue ne ha , che ecceda^cy* che trappafii la mifura de l altro . il
primiero, comincia nel principio delfoìite,doue na^ Jcono i capelli:Et difcende
fin giù tra le ciglia al co-^ minciamento del najo : il fecondo tiene da quella
farte,infino a le ultime naridl terT^ ueramente che ' haprincipio nel fondo del
nafoi à la fine ne lo eHre- mo merito finifce • Bifferò anticamente già alcuni
Thilofophiy effere il primo di quefìi , il proprio feg^ gio de la fapieni^ : //
fecondo y a la bellei^ donar- fi: Etnei ter'j^^ ultimamente albergare la
bontade. QueUi tre /pati adunque.o quefie tre mifure del uol to, moltiplicate
perfemcdefìmcci moHrano , & ci riarmo ad intendere che la perfetta lunghe:^
de QOYpUnone mite tanto de effcre.quanto h lunga tut^ ta la faccia.EjJendo
adunque tutta la lunghe^ del corpo noue portioniyla feconda di loroycbegialafac
eia come habbiamo detto.ne occupa & ne pojjede la primay ingombra tutto
quello fj^atio.cbe da la gola . ^ è per in/ino al fondo del petto . Tiene la
ter^^a , dal fominciamento de lo ftomaco y al belico : Da indi , per infino
afotto t anguinaglia , al principio de le co fcieyla quarta. Le cofcieyfno al
ginocchio, la quinta cr lafeHa ; indi le gambe jfingiufo al talone odala ^auìglia
che ui dicbiate , la fettima & l'ottauafor- nifcono , La nona ueramente y
da tre parti diuerfe > foUein diuerfi luoghi de la per fona lafua perfetta
inttgr ta confeguifce : Lequali & tra loro , & con quelle altre tre che
già u bo ne la faccia dejcritto , fono in tutto fmiglianti & uguali. Di
qucfte adun- qfie e la primiera y l'arco di quel me^^p cerchioy che da la prima
origine de la fi-onte y afcendefinfufo a la fommita de la tcHa: La
fecondaylagolaiche dal rnen toy tiene fino a lachiaue od a la forcella del
collo : La ter'Z^. y fcende poi da la cauiglia , fin giufo a U elìrema pianta
del piede. Ecco per tato(comegia di fopra ui diJfOche geìieralmete ne la
maggiore parte .degli huominiy& in coloro maffimamtnte le cui mi hra
compreffe 2r raccolte , formano quafi unafigU" ra quadrata , cotanto fi
diflende la perfetta lunj gheT^ dell)urt:ana ^ìatura , quanto da la fronte al
jpentOy uifi uegga noue fiate ejfer lungo tutto il ter- piine de la faccia. Ma
perche la natura hehhe pen^ S E<:C O T^D 0. Sz fiero y quando primieramente
la fpccìe àellmomà cornpofe , le fue membra come a lei piacque ne la forma che
bora fi ueggono ordino dilìinfe , beh* be dicopenfiero di douere formare del
corpo buma- no uno perfetto quadrato, i cui lati eguali, iijr il cui centro foJJ'c
ne languinaglia , fiamo non folamente da la alte^j^ del capota la baJfcT^ de
piedi nout facete ima altrettanto per largbei^ ancbora ne defcriuiamo ne lo
aprire de le braccia da luna a lai tra efiremita de le mani . Et il come ciò
fia , pero^ cbe uaghi ni fento effere dijàpcrlo^digradirui difi-^ derandoy in
pocbi detti mi ingegnerò di molìrarui • Le braccia adunque (fi come altri diffe
fati e per fcr^ hire a le manij arme donateci da Dio per contrapor ci a noftri
nimici, ouero cominciando da gli bomeri^ -Ò" di fuori fcendendo per lo
gomito in fino a lapri- miera giuntura de le dita.ouero da le afceUcy & per
di dentro uenendo a l ultima parte de la palrna^do-- ue confinano le dita, fono
di bel punto tre f accie per uno: Le dita ueramente cr de luna mano & de
laU tra, la mifuragiuHa di un'altra ne empiono.Di ma- niera cbe ambedue le
braccia con le mani infieme , non fono minori, & non fono ufatedi ecceder
e, pro^ por tionatamente parlando, il tcrmiìie intiero difet-» te facete . Ma
la largbe^^T^ poi di tutta la per fona da Inno bomero a l altro , cotanto fi
dilata CT non più y quanto è due fiate la mi fura del uolto : Tercbc adiuicne
come dijfi, cbe nel diflejidcrc ^&nclo aK -iirgare de le braccia ,fi
defcriuc a punto altrettan^ L ij L 1 B K 0 to dijpatio, quanto da la altiffima
farle del capo , h fino a l ultime & terrene piante : bafì & foUtgni
fermiftimi onde tutto s'appoggia l'edificio del cor^ fo • Mhora il Dolce , che
primieramente haueua in quello ragionamento tirato il Quirini , può egli ef^ fere
adunque preftamente a dire comincio , che tut^ tigli huommij quanti ue n hanno
& da la terra no^ dritiy & coperti dal Cieloy fiano tutti infra i
termi^ ìli rifìretti de la mifura che ci hauete narrato ? Du-* ra & forte
co fa neramente mi pare il ciò credere : T>ie mi poffo per alcuna maniera ne
Inanimo confer-^ marCyO che il signor Cagnino da Boxalo y grande CT
proportionato come ui de ricordare che egli era mol to^quando non e gran tempo
egli uenne per lo ì{cdi Francia a parlare con qucfia Signoria^non trappaf^
fafje in lunghe'^ ligia da uoidi fopra dimojìraty termineiouero che Gradaffoy
delitie di Hippolito de Medici Cardinale di chiara famaylacuiproportiona
tapicciolex^mi rimembra uederui ammirare in Bologna, non nefo/fe
fommamenteminore. Inondi-* meno potrà forfè anchora auenire^GT h degno a fpe^
rarlo da la uoUra uirtu , che ciò che hora & diffida le & quafi
impofiibilc è da megìudicatOy da la chìa^ rcT^a & da la eloquentia de le
uolìre parole , «/- ni lumi che fcoprono la uerita de le cofe a l occhio deh
meUettOj mifiapoco di poi & facile & pofii^ bile di7noHrato.
Giauidifsio fin nel principio ripi-^ glio il i)uirini > non che in
uniuerfale in tutti i uiucn ti , ma nela maggiore parte folo de gli huomini ,
& SEC Ó Ti D 0 . partìcularmente a La proiiincìa onde fiamo nati ha-^ uendo
riguardo y non eccedevano ^ onon fcemaMa- noi corpi humani de lamifura ch'io
difii .Macon tutto cioynon fi difdicc tuttauia ne fi nega^ che alcu-- ni &
de maggiori & de minori y non fe ne pojjano talhor ritrouare : De i quali ,
altri infino a quanto è dieci uolte la faccia loroda loro lunghe'^a dìfiendo
noialtri ueraynetCy dentro a confini de la ottaua fac ciay& a leuolte(ilche
è più di rado)de la jettima la rifiringono.I maggioriyquatoh dicci fiate illoro
noi tOyfono lunghi:! mìnori^piu che quanto fiano otto o fette faccicy
noncrefcono. Bene e laucritache tutte quefle eccefiioni di noflra naturayO
fiaper lunghex^ 'Xa 0 per hreuita > in qualunque et a fi uoglia yfono
femprein pochifìimi corpi. Ma radifsima di tutte T alerete quella fcnza dubbio
alcuno ^quando non più 'S*al7a alcun corpo , che quanto fia in lui la mifura
deluolto fette uolte moltiplicata. Que^ìa tale prò-- fortione adunque ycfjendo
come fi fente ne la mufica falfa & diffonante > non fi può per alcuna
maniera conuenircycon la harmoniay^ con la certe^^ de le opere de la noHra
madre natura : perche accìoche moUrofi non hauefiino poi ad effere i corpiy
ilche et la difuo proponimento nonhgiamai ufata di fare , pochifiìmi in tutte
le eta^ne fono co fi piccioli prodot ti da lei. Ben ne fuole effapiu fpeffo
crear de maggia ri : trappajfanti come fi è detto d'una intera por^ tioncyla
communale& ordinaria grandei^^a. I qua li da più larga mano hauendo
copìofamente rice-^» L I B Ti O ' mto de doni celeHi ^ fono frop or t tonati
film più af-^ faiy che tutti gli altri corpi fi fiano. Et per ciò il ho- Uro
Ciceron Tofcano , padre de la eloquentia onde lodatamente fi raccomandano bora
a le lettere i concetti degli animiy uolendo di bellcT^ commcn^ ^dare
alcmaperfona^femprc lagrande^^.come ra^ ra & eccellente dote aggiunge. Or a
efjendo adun^ que quefla tale grande ^ rileuata Statura cofi pie-^ va di
degnita , troppo di errore mi parrebbe com^ )mtttcre,fe fen7;o più auanti
parlarne , ragionando fin oltre pajjafii: Et fe quali fiano le particulari mi
jìire di leiydiftint amente non ui contafii : Et fe come dal capo a le piante
-i fiano cjuefli corpi grandi ^ froportionati dipinti in dieci parti giuHe
& ugua iiy partit amente non ui moHrafti . l\agioneuolc per tanto e che per
uoi fi fappia , che la primiera de Is dieci portioni di quefli corpi y
cominciando da la fomma alte'X^ del capo , fe ne fcende fingiujo ne le ultime
nari: Dila^ua la feconda per infino nelprinci fio del petto*. La ter'^ yfmonta
ne la fommita de lo Slomaco:Cade nelhelicoyla quarta: Et la quinta poK la giù
nel fondo de l'aguinaglia finifce: La doue affèr fnano i mifuratori de
corpi^effere il centrOyeH me7^ a punto de Ihumana lungheTi^^.Le altre cinque
par ti ueramentCy da le cofcie & da le gambe per infi-^ 710 a la pianta del
piede , feconda & eguale metx dÌ7ioflri corpiy fono interamente compre/e*
Ma non folamente con la faccia (come u'ho difoprapiu uol^ te dimosiro) s'c
trouato modo digiunamente mifif^ Vi* ' ^ ' S É C O T^ D 0. 84 tare tutta
intiera la quantità che formano queÙe , membra: Ma con quello jpatio
anchora^che piegan- do il braccio & diftendendo la mano , è per di fuori da
lagiuritura delgomito^per fino a la efirema ugna del dito di me^oiEt fi è poi
col teflimonio ueduto de Vefperientia che non fuole fallire od errare giamai ,
che ciafcuno corpo proportionato di qualunque wi- fura effere fi uoglia^nulla
ufando difcemare 0 di ac-- 'Crcfcere di lunghex^ ^ fempre tanto e lungo^quan^
to perfettamente è quattro uolte lo (l'atio che ho ''detto : llquale non ci partendo
da la confuetudine degli antichi sgomito ci è piacciuto di doucre nomi narlò .
Vuna adunque di quelle mifure , hauendo ne la fommita de la tefla principio
^uiene a finire tra le "mammelle nel meT^ del petto : Termina l'altra ne
Vanguinaglia : che e come diffi il mcT^ de ihuomoz 'La terza ha il fuofine
fotto a i ginocchi : Et la quar ta & ultima yperuiene al fine ne la più
hajfa par- te de i piedi. "Et fi come ciafcuno di quefti Jpati è fem fre
uguale corrijpondente a l'altro , fen'^ iiulU hauerui di differentia; &
come tutti infieme aperta mente ci moflr ano la proportionata altezza de l'imo
fno ; cofi ci fanno efii accortì^quanto debba effere la apritura&la
larghex^ de gli homeri: LaquaU froportionatamente parlando , non de giamai
l'uno di que gomititrapp affare . Ma la debita poi ^ prò fortionata groffex;^
di ciafcun corpo , confiderai ta nel fafciamento CT nel circuito de Vhuomo 3
non ^-giu fopra, il helico mi principio del uentre , ma fu^ .... l ni] t . -; L
I B IIO Jbìto per [otto le afcelle , non una fola di quelle mi-' furr^ma due
infieme^cio è la meta giuHa de la aUe:i^ 'S^^del corpo , fono ufate di
terminarla • T^el petto tueramente , tanto feparate & difìanti ejfere ji
ueg ^gono le mammelle luna da l'altra sparlo Jèìnpr e de tnafchi^ che ciò ne le
[emine hauerc luogo non è pof ^fibilcy quato precifamente e la lungheT^ giujia
del ^uoìto ;Ts(t? meno fogliono di lungbe'Z^jca occupare ambedui quelli
fpati.che da le mammelle partendo/i, ifi dilìendono fino a le afcelle - an^ifi
come feparata mente cìafcuno di loro tanto e lungo , quanto e da la icima del
fronte a la meta del nafo;ouero da l'eSìre-^ mo mento purealamedefimametadi
quel mem^ bro i ciò e il mex$ a punto de l'bumana faccia ; cofi unitamente
racco'^^i^ti & congiunti infieme amhe^ .duiya la perfetta mifura del uolto
yfen%a che alcu^ ^a cofa ui manchi od ahondante ui fia y donano inter rumente
perfettione & integrità: tanto che la lar-- ^ghe'2^ giurìa del petto
proportionato ^ da luna de le afcelle a l altra , o con la mijura di due f accie
youe ro con un folo gomito yilche è tanto pero.giuUamcn- te fi può mifurare. Et
fen'^che piujungehorada jqueHe mammelle ci dipartiamoyhauete a fapere che fe da
luna a lAltradi loro fi tir affé una dritta linea j ^ fé poi da ammedue
parimente due altre talife ne leuafimo , congiungentifi ne la forcella del
collo , fi uerrebbe drittamentéa formare un triangolo ne i la ti eguale i&
neglianguli acutoiLa doue foleuanogli amichi facerdoti Egìttijy fi come in
luogo piu jpirita S E C 0 T^^D 0 8? ^ le di tutta la perjò?ia , portami il
fegnofempremai imprejfo del [acro & diurno loro Serapide-.fhper in formarne
con quel ftggillo le uìrtu de l anima: fi an co per cnHodirnela , che le
affettioni & le ofcurita delj'enfo & de la terra ond'ella èfafciata^
dal dritto fentiero fuolgendola , non le togliejiino il diurno lu- me celeHe.
Ma lafciando bora queflOydico che la luti ghe'Xj^ de piedi debita &
comicniente^non de ejje- re minor e^che fi fia parlando communemente^dal ca po
a le piante la fefta parte di tutta la flatura himà mi\Auenga pero che in
alcuni più lunghi squali colo ro efferefi ueggono di cui u'ho difopra narrato
yftd la quantità de loro piedi , quanto e la fettima parte di tutta la lunghe:^
loro . Concludete adunque fermate ne l'animo uoJirOt che ne i corpi come difii
communi & quadrati , ne il pie foprauanzi o [cerni da la fcfia parte de la
lunghex^-.ne tutta intiera la altei:^ de la ftaturayfoglia da la mifura di
feipiedi^ 0 difcrefcere od abondare giamaiy Et d'altra parte 4}be i corpi
prpportionatifiimiinon fiano o maggiori 0 minori di fette piedi : Et che il pie
fommamente proportionatOy nonpafii^nefia meno, che la fettima parte de la
perfona:oltre alqual termine, non h come flijfe Marco Garrone , predato ad
alcuno di douere alxarfi. il diametro poi , un matheniatico termine ufandoy
ouero fepiu u'aggrada la profondita de cor pi ben fatti, & con ragione
& con buona proportio ne ordinati,ne pf^r graffe:^ o per magrcT^a fouer
chia fconcii^ fmoderati^ qui proprio nel trauerfo ' ^ l I B Ilo naturale
intendendo yftmpre è tanto ne più ne me voy quanto è la mifuragiufia di un
piede. 7s(e da quc f?o tanto di /patio , è per alcuna maniera differente o
diuerfagiamaii la lunghe':!^ de la parte del brac xìoy che ne la giuntura de la
mano incominciando » tiene perfino a doue il gomito ne la parte di den^ tro del
braccio e folito di piegarfì . Ut altrettan^ to e medcfimameìite da la meta del
petto , la douc furono per temperare il caldo del core , ouero come alcuni
differo per accrefcergliene, le mammelle im^ preffe da la natura^ o fta montando
fujòfino a gli ar gini de le lahra : ouero difcendendo per infino a la
concauita del belico . Tarte di quella nofìra Jpoglia terrena.non pure come il
Confilo diffe a F enere fa-- era, ma anchora come centro del corpOyfottó la di^
uinacHSÌodia del gran padre Gioue . Qidndiuen^ ne chepreffo agli antichi, nel
tempio famof/fiimo di ^mmoncy nera la effigie del belico depinta: Et con fommi
& immortali honoriyriuerita & celebrata :. Volendo in quella guifa
dimosìrare queipopoliyche Gioueycio è Dio creatore & conferuatore^era il
cen Hro di tutte le cofe. Et la medefma anchora quanti^ 'ta di fpatio y t da la
pianta del piede , a la fine del 'tnufculo de lagaba: Et da queflo luogo
parimtte.in fino a la meta de la ruota onde il ginocchio fi piegai Sono adunque
fi come uedeie^tuttii predetti luoghi del no^iro corpo, proportionati &
corrifpondenti a la mifura del piede. Ma non pur quefìifoli, hannoy 'o.col
piede folo pi qpoxtione^ ma tutte le membra S E C 0 TslD 0. 85 'mchoya onde
formati fiamo^ & tutte te parti loro\ con alcune altre partii & con
alcune altre membra^ [emano infcparabilmente la analogia: da noi, i mae-- §ìri
Latini imitando^ o proportione , o conuenientìa ilimifura denomnata.Latjmle(fi
come agli occhi il lu7ne)ci hftmpre fiday& fempre fecurifiima fcortUy
aperuenire ne la conofcem^ da la proportione fimiL mentCyde le uirtu & de
lepotentie de r anima. Ma •di queflaharmonia (per co/i dire) & di tjMefio
con-* cento de le naturali uirtu de l'anima nostrayforfc al tre uolte non ni
ejjendo graue V udirne ragionar cmo^ Hora che certamente nel bclico fta come
dipòi il ceti tro de llmmana ftatura > alhora ne potrete hauere ogni dubbio
lontano, che ponendo un huomo inpie^ dii lo farete allargare & inalbare le
braccia cotan-^ 'to 5 che non più di interuallo uhabbia tra\piedi le manìache
tra luna mano & l'altra fi fia : M-^ hora fe per le cfìremitadc le mani
& de piedi un cerchio difcriuerete^ il centro di quello ejfere nel he Vico
ritroverete. Et queUo mede fimo auerra,fe non più giunti i piedi tenendo ma
tanto l'uno iniqua, & V altro in la rallargando ^ che facciate che la
flatura uenga ad ejfere più breue la quartadecima parte: Ut che la difiantia de
piedi tra loroy di quelli di poi a Vanguinaglia , formi un triangulo eguale ne
i lati # Ter oche il cerchio che alhora defcritto farà intorno al ultime parti
de le mani ^ de piedi , haura fen^ %à dubbio nel belico il fuo centro .
Medcfimamente anchoruyfe co i piedi giunti^le mani fifìenderanno fo^. 1 L I B
TiO pYcHl capo altijjlmamcntey i gemiti pareggiar ano U alteT^ del capo: E'I
quadrato Ridotto in forma equi luterà per gli ('jlrerni de le mani &
depiediy nonpo tra in altra parte hauere il fuo centro^ che ne la già detta
difopratLaquale fara anclj0ragii4flamentt il me%o ytrala fomma altei^ de la
tefìa e i ginocT chi .Ma di più inan':^ farmi col parlare fiu lunga-- mente di
queUa cofa per hora la fciando , ^ quella parte feguitando di raccontare che
già cominciato haueuamo , dico che quanto jpatio ha da la eftrema punta del
najo fin fu tra le ciglia^ tanto ne defcritto da que^ìo (portare infuori del
mento da la fommita 'de la gola: Et tanta oltre a ciò de^effere fempremai la
lunghe':^ del collo , quanto medefmamente è da r estremo mento , fin fufo a la
punta del nafo : Et o/- tre a tutto queHo , quanto anchora ci fi uede ejjerc di
diflatia dal nafo al labro di fopr aitato no fi difdice ^he fia rileuata la
cima del nafo, dal rimanente y & *dal piano per dir cofi de la faccia:
J<[e ragioneuole è che fia da quefia mifura diuerfayla cocauita degli oc chi
qui negli angulial nafo uicini.Ma ne le mani poi dodegra parte hanno gli
huomini de la loro irnmor t alita ; perche con efjo loro come difii fi uincono
gli inimici ; fi fabricano le Jphere imitatrici del Cielo , cJr le Citta ,
& le Cafe , & le T^aui , certifiimo ar^ gomentode la audacia nofira-j
con effe fi teffono le ueWi ; & la mturaimitando , fi dipìngono ^ fi
fcolpifcono tutte le cofe;^ finalmente con effe fi di*^ firiuono le leggi ,
& compongónfì h libri > mmo^ SECONDO. 87 ria eterna de fatti del mondo ;
ma ne le mani dico , ninna parte h di loro y che ala mifura di alcune aU tre me
nbra , onero di alcune altre farti pure de la i§icjsa mano, non fia
corrijpondente in tutto & prò fortionata.Et primieramente la lunghci:^ di
qne^ fio dito col quale additiamo & dimoilriamo le cofe, ne la parte di
fuori de la manosa la fommita de lu* gna a C ultimo nodo,de la giuUa meta de la
lunghe:^ di tutta la manoyci rende interamente accorti: Et € ftmpre eguale a
l'altra meta: che dal predetto ulti mo nodo di quel ditOyUa fino a lagiutura onde
la ma no al braccio è congiunta. Ma ne la parte di dentro^ queHo ifìeffo ci fa
uedere il dito di me'^ : comin^ dando dal fuo principio quiuerfo l'ugna, &
poi fino a la meta difcendendo del fuo monticeUo : llquale /patio y
fimigliantementc paragonato a quell'altro che da indi tiene al cogiungimento
del braccio y fi come una meta a V altra è conueneuole che fia, fem^ pregli de
c/fere per lunghe^i^ fìmigliante & ugna Le.Vareggia fmilmente , corijponde
a tutta la al tei^ del fronte , quella parte qui uicina a la paU tna, CT
primiera & magiore di queHo dito , che in^ dice 0 dimojlrante e nomato :
QueHa feconda poi , & infieme ancho la ter^a , infino a CeUrcmo de l'u ^
gna, da lo /patio che è da le ciglia a la punta del na^ fo y non fogliono
e/fere differenti giamai • Ma la primiera parté ueramente del dito di me':^ , h
fem'- pre dì quella i/iej/a mifura, che fi /ìa dal nafo comin dando, & giù
difcendendo fino a l ultimo mento: m L 1 B B^O Za feconda è poi lunga , quanto
è dal mento , inprìo -fu nel principio del labro di [otto: Et la ter'^a infie--
me con L'ngna,fi confa giuSìamcnte con quello fpatiù tb è dal l'ultime nari a
la bocca. Medefmamete nel dito maggiore & più graffo , tanta e in lui la
lun- ghc^ de la prima parte che a la mano fi congiuur ge, quanto e la
larghe-z^^a de la bocca, rnifurata col' co-mpajfo: Terocbe Je col fio , a lungo
il labro difo-^ pra la bocca fi mìfuraffe , non più la larghe'^ di ^aucUa a la
predetta mifura Affonderebbe : anT^ di gran lun'^a , ancbo dico fen%a ufcir.e
di proportio^ tione,lapaf brebbe:Et d'altra parte, o a la lungbeT:^ .%a del
nafo , ouero.a la alte'^ del fonte , ella ejje re uguale fi uederebbe.
jlpprtf'o a tutto qucfio pet iifcire de le mani una uolta^dico che
ragioneuolmeu te tanto lunghe debbono efere lugne di tutte le di- tta^quanto h
la meta di quella parte del dito» la doue le fenafcere,chipriain cofi fatto
modo pemoHra utile le hebbe createMa lagrofe'^ poiy o de le di ta grof'e,ùUcro
de le braccia cofi ne la parte difetto come di fopra delgomito,& apprejfo
quella aìichQ* ra de le cofiie & de le gambe , fempre con ia lun"
ghcT^ infieme de le ìjieffe membra , bene e ragion tloe fia tanta.Fero e che
ìagroffe7:za de la tefla» mi furadola con un fio ouero per la cima del fonte
fin di drietro a la nuca doue terminano i capelli , oucro cominciando qui tra
le ciglia a confini del nafo , & ■perla fommita del capo trafcorrendo fn
drieto net trincipio del collo. , non ad altra co fa alcuna ftfmU S E C CrT^t)
0. 88 ■àggiiUgUarè 3 che a la ampìcxj;a del petto tra rimo bomero & l
altro: Laqualmiftira , tolta ne la teUa 0 per l'uno 0 per l'altro uerfo come
habbìamo mo^ Slrato y fempre la quinta parte è neceffario che/ia, \dì tutta la
burnaìia lunghe -^a . Ma ritornando hog gimai 7ie la faccia , donde non e gran
tempo che ra^ gionando mi diparti , ui bifogna fapere lei effere fempre uguale
di lunghe:^ y a la mifura che e da la -esiremita del dito di me^o , infino a la
giuntura che è trai braccio CT la mano. Et tanto oltre a questo ef ferci di
diftantia da la meta de lo (patio che e tra le ciglia a confini del nafoyiìifmo
agli anguli degli oc-' thi uicini a le tempie , quanta d'indi ne refla fino a
gli orecchi : La lunghe:^ de qualiy andare diuerja da la islefja mifura , non è
lecito che fi uegga gior mai • Gli occhi poi debbono effere per lunghe-:^ de la
medefima quantità , che fi fia tra luno occhio &; V altro l^grojjexT;^ del
nafo: oueroper meglio dire t quanto efii fono tra fe y l'uno da l'altro
difìanti • Ze ciglia parimente congiunte luna con l'altra , ^ di.ammedue cofi
accoppiate informandone un cerchioy & il medefmo anchora fattofi de i mc:!^
circuii degli orecchi ( che fimili & uguHifono tra fe gli orecchi CT le
ciglia) uengono poi a figurare un cerchio di eguale grandcz^y a quello che ne
lo apri re de la bocca fiamo foliti di formare . Et in quefla maniera , cofi
pienamente rifonde la bocca aperta a lagrandcT^ de le predette due membra ,
come ambedue loro ^ fa giuHamente unaiUejfa ugualità L I B 1^0 pmigUantì . il
collo neramente j accioche in tutte le parti del corpo dìHìnt emente proceda
ìlno^ro par lareytanto pergroffcT;^ de efjt reyquanto è due fiate la liingbe']^
di tutta lafacciaiouero quanti) a pliche pero fia fmilmente il medefmOydal
btlico al prìnci pio del petto. La larghe^^a poi de le mani ^ de pie i/i 5
alhora è degno che fia Himata conmneuole & ginsUy quando a la meta de la
lunghc^^ di quelle membra , ella interamente, & è (en's^ alcuna diffe^
rentia corrijpoudcnte. Quiui il Dolce ,fentendo che il parlare di quelle
mifurCjO corrifpondentie^o prò- portìoni che dire le ui uogliate , era già
uenuto a la fine,fattofi tutto lieto nel uifo , ^ mirando ucrjo il
Ouìrinì^uedete diffe con che picciola uoHra fatica , ci hauete a noigrandifiimo
[odi sfacimento donato • "Et io per me , inuero non uorrei efjerc rima fio
di in tenderne quanto ne hauete trattato, per tutto l'oro €he nel ricco
sfortunato Tago fi coglie del Confò' losche pero non uo dire de le infinite
mcramglie^& del Verày& de le Indie Occidentali, che egli tuttofi giorno
con ifiupo- e di noi altri ci fiwle contare ^ Ter ciò s'altro ui auan%a a dire
in quefla materia ^ recatelo ui prego a compimento una uolta : accio^ ^he poi
de la proportione che hanno le membra tra loro ne la quatitade & ne ifeg?ii
, interamente (eh e tale fapetefu il carico che ui demmo)ciragioniate : Ma
troppo più , perché de Vhàrmonia occolta de le uirtu naturali de l' anima
nofìra , come ci promette^ Slepur dian'j^i , ce ne facciate parlando uoi pale
fi udire SECONDO. 89 udire il concento. Et drittamente non fi può dire che ad
altri più che a uoi tocchi di farlo: llquale con l^ ele^antia de uoHri dettiyci
hauete hoggi mofìrato co me a Le cofe uecchie,(i dia nouita:authorita^a le nuo
ueicbiareT^ya lefoj'chc: a le dubbie y fede :gratiay a le già uenute
infasudio:i^ a la fine a tutteja natu- ra loro . il Dottore albera , Dio
uolejjè rijpofe che quello che l'amore che mi portate uha jpronato a di rCy lo
hauciìe detto , per ch'io almeno in una mini- ma parte il ualejji: Ts[ondimcno
io le uoHre parole 3 ad una ferma necejjita mi recherò di co fi douerfa- rei Et
poijfe coìne ììimo per la mia impot ernia fat- to non mi uerra di douer
confeguirtoy mi confòlcro con quella bella fcntentia di colui: llquale afferma
, ne le co'e grandi efferegloriofo ^ honoreuole aff iti lo baucre folamcnte
uoluto.Ma lafciando bora que- Jto^a me non pare egli uer amente che altra co fa
alca numi resìi a douer dire:fe per auenturain animo non mi uenìffe(ilcbe non
confvnta Dio)di moUrarui le arme del furio fo pai^ guardiano deglihor- ti :
ouero di menami col parlare per entro a quello ofcuro jpeco y^donde noi altri
tutti ufciti ci fiamo : quando primieramente y diuenimmo cittadini di que fio
mondo. Ma conciofiacofa che queHe parti Uiam d'ogni tempo bonesìamente
ctlatCynon giudico uffi- cio di modefio huomOyil uolere in prejcntia di uoi fa
uellando manifcfl.irle.TsJaJcondetele pure quanto ui piaceyil Dolce
foggiunfe:Che in luogo di uoiyce ne fa dotti a pieno quel prouerhio
uolgare:onde ejjere fap M L I B B^O pìamOyda la forma del nafo conofcìuta la
coda.S'og-^ ghigno coft lieuemente U Dottore a queHe parole : Etpoiyin qneHa
maniera fegui ragionandola ne le qualità corrifpondentiayiì uentre con
lafacciaiban-- nouela con le bracciaylegabe:Et con i piedi al fine Je mani .
Che chiunque fi troua hauere la faccia graffa ^ carnofa , ha parimente grafo il
uentre & pieno di carne:Et cofi per contrario.Simigliantemente co loro che
hanno breiù le braccia i portano infieme le gambe di quella maniera • Et coloro
le cui manifotio piciole & corte^non^fi ueggono haucr i piedi da le predette
qualità differenti : Èt poi ne le conditioni a queHe diuerfCy il mede fimo a
punto neauìene. Ma fi èanchora da Ihumana diligenza offeruatOy che ne la
lunghei^yil collo ha con ^e gambe corrifponden-- tia: onde dicono che tutti gli
ammali che hanno il collo lungOyfono alti fimilmente & rileuati affai ne le
gambe . Dicono oltre a ciò di non fo chepropor--^ tione(come dianTii diceHe
uoi)che ne gli huomini dal nafo fi toglie : Et ne le f emine , da la meta de la
lunghe^ del piede: Et da le qualità anchora de le labbia. Ma fi come diffhnon
iflimo che fia ne conue^ neuole ne honefta cofa , il difiendermi hora più lun^
gamente in cotale ragionamento : Laonde tacendo^ ncyd' altra che più modeUa
& più debita fia^comin* ' daremo a parlare.! fegni ucramente^oue uoleteche
anchora tendano ragionando le mie parole , fono \ come qnelìi dua y che
ìmpreffmiuiy dal Cielo , come dal figgillo la imagine ne la ceray mi potete
ucdcrL S E C 0 T^D 0. po qui ne la guancia fimHra:Et fono uolgarmente addo
mandati neui.De quai, qualunque huomo ne la cima alcuno ne ha de la frontc^ne
ha parimente ne la uer ga un altro a quello fmileyje preffo a le ciglia^uno al
trettale nel petto: fe ne le palpebre , uno nel uentre la di /òtto al belicoMa
colui ch'uno cofi fatto fegna hauejfe fui ìiafo^un altro ne portarebbe ju i
geniali diqueUa iflefj'a manicra:ouero ne la manca parte del petto : 0 fia pure
la giù dintorno de la anguinaglia . I neuipoi deleguancie^ danno ìndicio di
doHercene ejfere da quella parte medcfma^altrettantijuigeni tali. Quei uer
amente de le labbia^da uno ne le brac- cia tra la /palla e'I gomitOyJempre fi
ueggono ejjere accompagnati . ^l fine potale mani, con la uerga^ o co i
genitali; & lagola^con la dritta banda delpet- cto ;hannoin quefii tali
fegmcorrifpondentia La ca^ gione de quaiypercioche ella a quetìo luogo non fi
ap partiene , non mi darò alprefente fatica di dichia- rarla* I{eflami bora a
douer dircyde la occoltapro- portione de le uirtUyO de lepotentie naturali de
l'a^ nima : Laquale di nafcoHa ^ ofcura che eWh , tofto che al celefle fole
hauremo porti i debiti uati , & per lui (come da l'effetto a la
cagione)faremo afcefi ne l'eterno intelligibil lume^ toflo dico al nofìro in-
telletto , illuminato da i raggi di quel uiuo jplevdo-^ te^^ chiara &palefe
& bella fi moUrara.Conce^^ dcteci adunque o Soli eternici' uno dal fenfo ,
V altro da l'intelletto compre foy che con gli occhi penetrane do de la mente
negli inuilluppi^zx per entro la neb-- L I B B^O hìa che la natura
nafcode^poffiamo apertanitte ma nifefii una uolta uedere gli accolti fecreti di
lei,Toi che cofihehhe detto il Qiànni.quafi da fop-aueguen tefor^a tenuto^dipiu
auantifauellar {i rimafe: Ma poi che tacitamente egli hebbc non Jò che tra fe
we^ defmo mormoratOiinpiu chiare CT più efpedite uo ^- ci cofi di nuouoprefe a
parlare . Ha primieramente con la terra l anima noflra corrijpondentiayper quei
fentimentiy onde come per ufci apertiyCntra in lei la cognitione de la uerita
de le cofe : Ha conuenientia con l'acqua ypcrlimaginationeiper la ragione y con
Varia: & col Cielo al fine y per lo intelletto . Cornee adunque in alcun
corpo e più potente quefìo o quel l altro elementOyCofi ne V anima^quefla o
quella par-- te^fignoreggia & fnpéra V altre : Ma quando fono gli elementi
infìeme di maniera cotrapejati^che [eco do la naturale proportione
niunolamijuradei'al tro trappaffi od auan%i 3 alhor a parimente forge ne r
anima y come da la fonte 1 acqua nel rio , un certo eguale per cofi dirCyr^
giusìo & temperato compo nimento d'affetti: Et tutti infieme.o intellettOyO
ra- gionerò imaginatìone y 0 fentimcntiydentro a termi- ni propri af] e gnati
loro da pio,[lanno fempre da niu na parte eccedendo riflrctti.Ma la proportione
che ne i noflri corpi hauere debbono gli elementi tra lo- ^"Oynegli humori
onde uìuiamo confiderandolasfi ri- chiede che tale fi fta, quale apprejfo diro
. f^uole il Jangucycfjere otto uolte tantOyCorne'èla colera ncn : quattro com'è
la uermiglia:Et duCyfi come la phU^ S E C 0 7<l^D 0. pi gmaJnguifa che per
ordine procedendo da l'uno a l'altro jci e tra loro fempre doppia proport ione:
Ma dalprimiero al ter%Oy& dal fecondo alquartOyqua drupla:(Che ben mipenfo
che buona mi farete cjue Sìa parola:^' alcune altre a?ichora:che no ne hauen do
la fauella uolgareforo sfor'^to di torle inprejìa Xa da la Latina.) Ma dal primiero
poi a l'efiremOyOt tuppla come dijii , laproportione che ci è conuiene che
fia.Da lequaiproportioniyne nafcono parimente diuerfe harmonie:perche la
proportione doppia ^fa tre diapafon: Et la quadrupla^fa il diapafon due fia^
te:& una il diapente.Quindi è uenutOyche i Saui del . mondo y hanno detto
che la ragione a la concupifcen tiayuuole hauere laproportione diapafon: Et a
l'ira, diate ffaron . Et che la uirtu irafcibile a la concupì-- fcentiayè
conucniente che fiaproportionata per dia-- ^ pente. Laonde conofcendo
anticamente i philofophìy quelle tante dijpo/itioni harmonice che ne l'anime
fono & ne i corpi/econdo la diuerfita de le complef fioni de gli huominiy
uarifuonìy & uari canti fi dio, dero a ufare :fi per conferuare la fanita
del corpo ^ & infieme per riuocare la fmarrita: fianchora per introdurre
negli animi i buoni coUumi: Et per ren-- derli interamente confinanti &
concordiycon la ce- leHe diuina harmonia. Ma in che modo ciafcun corpo fia
partitamente dotato de le predette uirtu naturali, & in che maniera elle
fiano proportionate tr^ loro y non per altri me':^ pofiiamo conofcerlo , che
per quei propri ond'^Ue pajfano in noi:, ciò e per M iti L I B 1^0 li corpi
&per le fphere celcfti.Concìofiacofa che tut ti quei corpiy donino particularmente
a gli IvAomini nelnafcimento loro , le loro (pedali er proprie uir^ tu. La
Lunaria potenzia uegetatiua: La fantafia , l' ingegno. Mercurio: La concupì
fcibile , enere : il Sole , la Fìt aleda e fpid fina o l'irafdbile ^ Marte:
Gioue y la naturale: Et la retentìua al fine , Saturno. La uoloìita ueramete
che ci uiene da tottaua & uU ima jphera , fi come il primo mobile tutti gli
altri cieli j cofi ella uolge,menay& gira coneffofecoytutte le antedette
potentie o uirtu che fi dicano naturali • Conofciuto adunque come fliano o
naturalmente o accidentalmente locate quelle /ielle nel na [cimento d^ alcuno ,
& quale habbia di loro più di uigore & di for7;a , potremo parimente di
leggiero ejjer cer- tiyquali c7 quati fianogli appettiti de l'anima ond'e glifi
uiua . Veruenuto il Dottore a quello termine ragionando , parue che egli di più
auanti procedere rimaner fi uoleJJe:perche lo ^mbafciadoreyche tut^ to hauea
queHo difcorfo con fomma attentione afcol tatOyrìmettendolo di miono inparoky
in quefla ma- nieragli dijfe.jl me c flato ucramente caro & dilet teuolc
affai , lo hauere intefo da uoi tutte quante le proportioni CT
conuenientieyonde eJr con noi mede-* fimiy& congli elementi p & col
Ciclo iHefJo cene andiamo proportionati . Ma acciocbe in quello non mi reUipìu
cofii alcuna a douer defiare , mi farebbe apprejjo fommamente grato a
fiipercyfe portate fer ma creden'j^a (nel ragionamento de corpi tornando) S E C
0 7^D 0. che tutti gli buomini , & tutte le membra loroy tali fìano
apuntOyquali ci hauete narratolo pure fe con- fefjate che cijiano molti ( come
forfè la cfperientia ni sformerebbe) ne i quali la analogia di cui poco fa
ciparlafle^non fi troui in alcuna lorparte:ouero che molte loro membra (quando
il dir tutte fia troppo) priue^jpogliate^ & manche ne fi ano . Già non fi
può negar Cy foggiunfe alhorapresìamente il Quiriniyche molti tutto' Igior no
no fia ufata di produrre la natu ra(cofi uolcndo & dij^onendo il Cielo) non
feruan ti in tutto il lor corpo , ouero in alcuna parte di lui, la debita &
conueneuole proportione.Ma quefti ta^ liyfono communementeda tutti gli
fcrittori , moftri addomandati:T<[on osìante pero che lufo CT la con^
fuetudine del parlar uolgare^ non foglia per qneUa uoce di morirò altro
intender Cy che uno che due te^ ficytre braccia, gli occhi nel fronte , un pie
meno, od altra fimigVwite fciagura fia ucduto di hauere . (t pagano oltre a ciò
molto ben caroy non foloala de^ formita de laperfona ?nirando y ma anchora ne
le in uifibili bellc'^'j^ dt l'anima trappaffando , la mala & Iproportionata
dìfpofitione che efii hanno ne i corpi : Tercioche fono ne i maluagi trini
affetti de l'animcyfempre tr abboccanti & fouerchi: Et d'ai tra parte ne i
regolati &buoniyda ognitempo man cheuoli & fcemiMa negli altri corpi
youe non fia al tra di^crenT^ alcuna che di quantità & digrande^^ ^ytutte
le proportioni da me dauanti contate , per fettamente in tutti fi trouano. Tsfe
altramente in lo • • • • L I B 1^0 ro adimene^che nei lenti, od in altri cotali
iflromen tiyfonando foglia auenire: ISlf i quali tirando le cor^ deyfi al%a fi
acuifcc il fiiono : Et per contrario aU Untandole: egli fi abbajfa &
diuiene più grane : J\i^ manendo pero ferma & intiera^o ne iuna maniera 0
nel' altra , quella ifiejfa proportione di numeri & ài dillantìe.Dico
fmilmente che il mede fimo incon^ tra ne i corpi: l quali od accrefcendo o
minuendo U tor quantitayfempre interamente conferuanoy fcn%a pero hauerui
alcuna diucrfita , la loro proportione pròpria & natia . Laonde da alcuni
Dottori fattine dotti yfap piamo hauere antican^ete uenticinque arte ficiy
fatto in diuerfi tempiyi^ in nari luoghi j una §Ìa tua cofigiu!ìa &
proportion<ita^come fe un folo mae flro & nopiuyuljauejfe
nelfabricarlapofìo le manL Laqual cofa chiunque dicejfe hauere hauuto origine
dà altro luogOyche dal conofcere coloro per fettamen te la proportione che
hanno le membra le parti del corpo luna con l'altra^ perauentura il dritto
& la uerita non direbbe: Et fopra qucHo , di nana , & falfa , ^
bugiarda opiìiione , fcioccamente il fuo animo impregnar ebbe . Ma egli doucriabene
effe^ re tempo hoggimaiy& c flato forfè già pei^ yche noifignor Confolo che
nel mio ragionamento ripo- far ui uoleUe , fianco già non pur fatio di più
lun-^ gamente dimorare in luogo cofi Jpiaceuole , quafi da ombrofa & non
ben fana palude aUontanando- uiy nelgratiojoy aprico y& diletteuole
fentiero del uofìrodire^ di nuono rientrale . Et tutto quello SECONDO 9^ eh e
manca a por fine al uoflro parlare, interamente ci riferisle : Et oltre a ciò
che. non folo a le uoUre prome{]e (jtedete quanto fi affetta da uoi)ma ancho ra
a i dijfctti mieiycopiofamente Jodisfacesìe , ^Iho ra lo Spagnuolo^ani^i
rijpofe fon'io fiato fi fplendida mente da mi ricetmo^chepure il prefumere di
ag- giunger ni co fa alcuna , oltre che impofiibile a me , certo ne farebbe 0
fuori di tempo ^o fouerchio lima- to da ogni huomo : Effendo nofolameteper le
uofire parole diuenutopiu dotto, ma infiemepiu ardito, a, ragionare
delanoflraproportione. Laquale fe bella Cìr utile cofa è il dimojlrarla ne le
membra efieriori del corpo-, quanto più cibifogna confejfare che fia gioneuole
<^ merauigliofo , // manifefìarla ne gli humoriy che fepolti ^ rinchiufi fi
Hanno [otto a que fia carne ? Ma troppo più fi deue poter trarne di piacere di
bene , intendendola ne le inuifibili af-^ fettioni de r anime: Et ne le non
bene intelligibili in fìuentie del cielo , M a lafciando il lodamene ad aU.
truichepiu ricco fia d'eloquentia, io ne la mia roT^ pouerta rìHretto ,
condurrò al fuo fine cefi piacene do a Dio y il mio già cominciato, & nel
me%o tron-^ cato ragionamento.Toi in f^fteffo raccolto,in queflo modo
foggiuìife. J\ipigliando il difcorfo onde di prir maragionauamo de le qualità
de le parti del cor-* fOydico che coloro in cu il petto grandemente ampio
&mufculofo fi uede^abondaìio fimilmente cìrntl corpo e>" ne l'
anima y diforte'z^ & di ardire : Ma, per contrario i deboli & uili,
& picciola & Hretta L I B 1^0 queHa parte fi ueggono hauere : &
ìnfìemementc fen'^ alcuna colleganza di nerui.I ro7Ìfoii& cm- deliy&
che per cojà ninna fono ufati di mouerfi a compajjlonejmno pure in qucjio luogo
medefmo de Ja loro perfoìiaygradifiima & fouerchia copia di car ne: Et ben
potete in nero fecur amente render ui cer* tinche il petto in queUo modo molto
carnofo y& le mammelle per tròppo di grajJeT;^ affai rileuate , anuncino
fermamente ad un medefmo tempo & la fcìuia & ebbre'^a.Lc fpalle ueramet
e grandi mufcù lofe & forti 9 rnfl^ìr ano gli huominirobuHi fieri ^
arditi:Laqual cofafi come propriamente al mafcbio fi attribuifcey co fi dal
altra parte le fneruate piccia le & deboli , & fono di loro propria
natura a lefe-- mine conueneuoli : Et fannoci oltre a ciò eonofcere parimente
Je timidi oruiliy &perpocodiuigore & difor^a facilmente arrendeuoli
perfine. Le JpaU le firette.fogliono portare ipax^ : Et le molto car^
nofeygliinfenfati: Ma le larghe ^de i magnanimi; CT lelieuemente ritonde , dei
prudenti amoreuoli& gratiofi^fono certo fegno. ci mancano anchora, altri
nonpochiyfceleratiimaluagiyinuidiofi^& fcoftu mati ne l animo y perche nel
corpo fono le loro Jpalle in tanto ciirue & piegate , che gli homeri quafi
in fui petto loro trafcorrendOy& le parti dinanzi che ragioneuolmente
manifeUe ^ apparenti efjere do^ uerebhono ceLvido &^najcodeìidOy molìrano
in que Ilo modo che elle fiano priue del tutto de la debita & lodata
proportione : Da quefìo ifìeffo fegno ^ fi S E C 0 T^D 0. 94 dipartono ancho
quell'altre , auenga che per hradd diucrfa^yche non dirne come quciìe, ma
concaue & qmfi jpartitefi ueggono , Lequali tali ejjendoj come rendono il
corpo mcn bello , coft danno argomento che fi debba credere , ejjerne l'anima
infieme men buona: E/fendo in leiynon fenno,mafollia:nonpruden 5^ : ma uanita :
non continentia , ma lafciuia : c^r fi nalmente non chiaro giudicio uirild ma
ciechi femi nili appetiti . Edo che hauete adunque quali debba no ejfere quefìe
membramon curue e^r eminenti co-- me le prime:Ts(e per contrario concauiòr
uallofe co me quefl'altre:ma tutte [ode ^ piene: cir dolcemen te diro coft
ritondette . Lequali belle'}^ <^ ^^gg^^-- dria accrefcendo nel corpOyfignificdno
parimente ne l anima & bontà (^uirtu:migliori & più nobili or^ namenti
de la mente nojira.Et douete ojjeruareper generale regola er* norma, che la
giufia proportio- ney& la uaga & gentile dijpofitione de corpi^palefi
Cjr manifefti fempre buoni cofiumiyhonejiaiprudcn" lealtà: Et d'altra
parte le membra indiJpoHe fproportionatej fiano difcelerate's^ , di uiti^ di
maluagitay& di perfidia^fegni & dimofirationifem pre infallibili .
Etpiacemi di nuouo hora ridire(co^ me poco auanti ce ne fece certi il Quìrini)che
ne l'a nima uiuente in compagnia di alcuno corpo moflro- fo y uhabiti parimente
di continouo qualche moHro horribile CT Hrano . ^ che hatiendo riguardo anti^
camente ipopoli de la Ethiopia, che fecondo la dot^ trina & le inflitutioni
de i Saui Cimnofophifti figo^ EIE 1^0 uernauano facendo elettiont del loro
V^e^nonalpìn forte ne al più ricco miramnoima fi bene a colui^che era di
migliore & di più grato affetto: Et che orna to uedeano di più bella ,
& più leggiadra forma . Viuifando tra fc medefimi non potete auenire , che
infieme con la pe fetta belle'^a del corpo y non ci fofjemedefimamente grande
temperamento de gli affetti de V animo. Quindi e nata come pianta dal fe me ,
quella uniucrfale opinione apprefa ne i cori di tuttiiiuiuenti^\che fi debba fcbifare^an^i
fuggire co me uno fcoglio^le laide joxi^e & /proportionate per foneiEt con
le belle leggiadre CT benfatte spratti- care & conuerjàre ogni
giorno.Tercheffi come da i fetenti odori angofcia tormento , & dai buoni
piacere & contento ne riceue il ceruello;& fi come foauita dal mofco ,
cr p^%^ dal %olfo , prendono i ueflimenti che accompagnati fono flati co tali
co fe; cofi dal buono odore de le uir tu di coloro con cui conuerfiamOi&
foauita & contente'^ ne acquila no Vanirne noiìre: Et fetore da l'altro
lato & affan nOidalpHi^ de le loro fcclerita.Siamo adunque ac corti da bora
inan^^^ quali fuggir Cy & quali huomi ni ne le amicitie che
contrarcmojiabbiamo a fegui-^ re: accioche de le felicita de migliori
participandoy i^'de le aduerfita de peggiori mancando , poffiamo. con diletto
infino a la fine lietamente menarne la ut ta. Ma più auati feguedojdico anchora
che gli home ri neruofi fermi mufculo fi ^ fodi^effendo proprietà delfejfo
uirìlcy dimofirano & nel animo & nel cor^ S E C 0 TSl^ D 0. P5
poforte*:^a: Doue i languidi & uoth& f^^^'K? gature ne mufcidiycljc
finale femine fi conuengo^ noyfempre di uigore^a' fempre d'ardire fon priunEt
oltre a cio^a quefli lapax^a la uanitay& a que gli altri il fenno & la
pruden'j^yConueneuole è che fi doni. I largi& dìfcioltiydi franche-^
liberalità fCÌrcortefia; Et fono indicio gli Jir etti congiun^ ti, di [corte
fia d'auaritia & miferia.Et cornei mol- to grojji non poffiamo lodar e^cofi
i troppo fottiliy & acuti ne la lor fommita , medefimamente ì conca uiy
& quafi con una fojja f eparati , & diHinti l uno da laltroyUafimare
& uituperare dobbiamo : per- che queHi lajciuia; maluagita i fecondi;
stupore i ter^ii ci donano. Ma oltre a tutto queìloycoloroc'ha no la parte di
[opra delpcttOyla don egli con lago-^ la fi giunge, coueneuolmente larga
difciolta & aper tayfonoper ordinario prudenti efficaci fenfitiui cr in
gcgnofi.'Conciofia che patenti & ampie fiano le uie, per Icquali dal core
al ceruelloy facilmente ifpirtifi mouono: Iquali nel ceruello informatiy&
ueramen-^ te fcnfi diuenutiyne ejfendo da alcuna cofa impediti , tornano tutti
infieme ciafcunoper fe^ad cjfercita re ne i loro propri luoghi Je (pedali loro
proprie uir tu • Ma quegli buominipoi che queUa parte hanno chìufa rijiretta
& congiuntay& ftupidiy& impoten tij & fciocchi , &
infenfatiy ragioneuole è certo che fiano: llche auiene^ peroche il fentiero
onde afcende La materia de fentimentiy & ferrato & attraucrfa-^
tofitroua ejfere da quella /lrett€7^:Diché elUytra L I B F^O tante & cofi
angurie difjìculta inuiìluppatay debole mente a la fine y & con fatica fi
può aliare ala fua perfettioneMa comejCffendo qucfta chiane oforcel la che fi
dica del collo honeUamente fuelta & aper ta, ella è come ho detto lodeuole
buona ; cofi pia del douere &pìu del dritto allargadofi^eUa tofto di
uerrcbbe biafimeuole ór reaiEt di fouercbia la- fciuia, cr di effeminati
cojiumìi & di temeraria im fudentia ci farebbe argomento • Le braccia
lunghe poi quanto e la loro perfetta mifura, ilche o nel mo^ do che ci ha
contato il Dottore ageuolmente fi inten de;ouero fe Hando la perfona dritta^le
eflrtmita de le mani giungono fin giù /otto la meta de la cofcia; o fia pure
come diffc ^damantio,fe leuandole in alto ' la giuntura del gomito ala fommita
dclcapo fi ag- guaglia; inguifa che fipojja con le braccia circonda dare tutta
la tefla;mlta attitudine & prontcj^ nel operarey& apprcffoy forte'^^y
bontà, & ardi- mento fignifìcano . Ma le più cortCy & quelle che a la
già detta mifuranon poffo7W peruenire Jono di tnaluolere^di inuidia^et di
dilettar fi de i danni d'ai truiymanifcfto & euidente fegno. Le [carne
& fot-- tiliy tenere':^ d'animo & di corpo ; Et le gr offe &
carnofe , ro7:e'Z^ moflrano & ììupore. Male più ' forti &groJle^&
lunghe conuencuolmente^i^ Ugo miti inficmc wufculofi & tutti pieni di nerui
y fono di tutte l'altre qualità de le braccia di gran lunga migliori. Le
manipoiychealafortc'x^'^a haueano de dicato i Thcologi antichi y benché la
defirafarticu-- S E C 0 T^D 0 , 96 larmente,con lacuale fi giungono i
facrmentiyinfie me con lafortcT^ja a la fede facra ft foffe,& le dita poi
d'ammedue, per non andare diuerfo nel mio ra- gionare da quello che ha detto il
Quirini , Minerua de le arti inucntrice conofcejfino per loro Dea, ejjen do
tenere cr molli & per quantità conueneuoli , ci danno indicio di molto
ingegno,& di non poco ualo re-.Doue le dure per contrario, ajpre,(y più
gran di che a l'honeUo non fi ricbiegga, di molta forxa , & di poco
intelletto fede ci fanno . Ma le più breui affai,che non uolendo di proportione
mancare d'efc re loro è neceJfario,quanto di accortCT^ acquila- no, di
aHutia,& fagacita; tanto d'altra parte di ui~ gore per dono, di
gagliardia,& di bota. Le fattili & di§ìorte,i mangiatori & i molto
parlanti; Et le pie ciole & lirette,ÌYuhbatori, ^ auari,& rapaci por
tanofempre. Le molto corte, ipas^^ manifeHono ; Lequaife parimente groffe
faranno , unifcono infie- me con la pax:^ia infinite fcelerita. Coloro ueramen
te che le mani grojfe hauendo come u'ho detto, ten^ gono con tutto ciò le dita
breuiffme , & traditori , &fi-odolcnti, & ladri,& ingannatori,
meritamen te pojfono ejjere da uoi giudicati: Iquaife fimilmen- tedi fouerchio
graffe le dita hauejfero de le mani, appreffo a le maluagie difopra narrate
conditioni , aggiungere uifi può drittamente, la bemalita,la au
dacta,lafiere^a,& l'inuidia. Mtripoi che hanno le dna fattili spicciole,
fono uani Gioiti leggierit^jr capneciofi i Et tai , che di continouo la teSìa
hanno L I B 1^0 mena dhrìlli & dì mitoMoltianchora ueggiamo, Ue ed dita
fono gobbe difugmli & attratte - onde pn ciò loro e(fcre auarijjind , &
apfreffo maligni , trm,rconumati,& rìbaldì,f ienamentc fi intende. Ma
quelle dita che proportione moHrano di hawre con le mani,& come diffi con
tutto il rimanente del corpoScoprono ad uno medefimo tempo l ordme,la -proportione
, cr la temperantia de V animo. Ma le uJepoifottili,clnareMghe,uermigli^^^^^
ie, tenereMcìde , & rìjf tendenti , cidimoiirano tolta
prudentia:perfettiJJimo ingegno: rara bontà: ■Et alto & infinito fapcre.[Da
le amie & grifagne quafi in guifa di artiglila arrogantia,la sfaaiatex:, L
& [opra tutto le rapine afpettatcfen%a fallo al cuno ! Lequai fe
inficmemente a la JtmbianT^ ■de le fiere fcluaz^e & lunghe foffino &
frette, po- tete coloro credere che tali le haueffino.oltre a quan to fe n'h
già detto , non molto fenfitim ne le wrttt corporali: Et ne Vanimo,non
aueduti.non accorti, & noningc'i,nofi:Ethauentifopratuttocio,ripienala Zna
di Appettiti & di uoglie bcsliali.Le bremfjlme p oi,comc elle fono foz:^e
& tnrpijÌMea uedere.co- fi ui debbono efj'ere nuntie fedeli di fouerchia
mali- mta : cr di eccefflue & infinite fceleratez^e . Ma % molto ritonde
& circulari^nìmio altro affetto jo~ vliono cofi di continouo menarole con
effo feco> quali, to la accefa 6- infiammata Ibidinc : Et la sfrena- ta
& impotente luffuria: sferre & Himoli in ueuta- fotentiffmi , atti a
far precipitare non pur cerere S E C 0 T^D o: 97 la no/Ira carnalità , doumque
più loro fia a grado . Le pallide ueratnente cr nere & ajprc, & che man
cano in tutte di fi>lendore & Licidifa,cdano cr na- fcondono fcmpre
fotto di hrd , qualche tri§ìa mac- chia, cjr qualche graue difetto de l'anima.
Ben do- uete peroifapere con tutto que!Ì0iChe la fignificatio he de l'ugne fola
per/e Rej]:-, , fempre da ciafcuno huomo prudente, debba ejfere ifiimata &
debole &poca.Oraperchefmadaitoir miconuiene col faueìlarcycht nel capo
parte di tutto' l corpo degnif fima , nobiUJfima , & la doue perfettamente
ut ue& regnai' anima huraana,& dimofiraui ejprejfa mete le uirtufue m
bifogna montareyper meglio CT più auicinarmiuiydel collo chehilfoUegno & la
ba fi di quello, primieramete ragionerò. Douete adun- que effer certi,che
fempre il colio modefiamete grof fo,forte^paleficìr ualore: Et il fattile da
l'altro lato:debilita ettimore.Mafe con lagroffeT:^i^a,ivfie we unite anchora
ciuedete effere lunghe-:^^ ^ car nofita,non andrà mai dal uero difcoUoil uosìro
giù dicio, coloro credendo che tale queSìa parte hauejji no, aguifa di adirati
Torì,onde prima queHofegno fi tolfe,ne i riposìi affètti de l'animo,
colericifardi-. ti,proterui,& uantatori: Et ne le aperte operatio- hi del
corpo, preSii, uchci ,fubiti , & efpediti . La migliore forma, che giamai
fi pojja nelcoUo difìde- rare , è lejfere come quello de leoni lungo conuene-
Molmente: Et in tutte le altre conditioni proportio^ itato:Etfopra tutto ben
fodo,compre£ò, ^ nerwh- K LI BK 0 . fo.OueUo di magnanìmitaydi ardmento,&
di alte-^ revia hfegno:Et queUo ìHeJJo , gli huomim manife ftadifciplinabili:am
naturalmete ad imprendere te fciemie : Et di pronto dotatiy& di felice
& facile ingegno.Ma nongia i allontanano per breue&ptc dolo interuallo
da queSìo termine, gli hauentifì co-' me i Ceruiyil coUo lungo & fattile:
an^i in luogo di ■ardire,timidita ; difenda, debole:^ ; & digran- derza
d'animo, uiltade effere infefentendo,fano in tutto fimiglianti a igia detti
animalucor.ie pero che per molto di malignità & dimalacrean-j^, fiano ufati
per grande jpatio di lafciarfegli adrieto . cuni neramente che hanno il collo
molto corto breue, è ragioneuole cbefìano traditori,faUaci,bef- fatori, &
profuntuoft : Ma che pero, non habbiana giamai ardimento , di fare alcuna cofa
ne la aperta luce : jln'4 aguifa di Lupyn cui ci fece la ejpertcn tia
primamente quefii affetti uedcre» tentano du continouo'a ta'uita humana miUe
nafcoHe & mgan. ncuoli infidie : Ut fempre» in tutti i loro affetti ^
maneggi , con tradimenti & con fraudi fi adopn* no : indici ueramente ne
ofcuri né incerti , de triBtia cr maluagita de l'animo loro . "He job già
fi è tolto come ho detto queiìo fegno dal Lupo , rm da quel gefioanchoraonde fi
ueggeno gli huommi Sìare , inapprcHandofi di fare con fraude & na-
Jcofamente , qualche male & ingiuria ad altrui . Il collo affai neruofa ,
in cui fi ueggano apparente- mente diftefe U corde de nerui^imHra fopratutto ^
S E C 0 ^ D 0. p8 gli huomìnìro'zi:! quali non mancando de ^liaU
trìfegniconueneuoli a queUo impa'^fconoancho^ ra del tutto: Et fpejjo trauolti
& furioji diuengono^ B^o:^ parimente & oftinatifono , cr incttiffimi a
ca pire & a trouare difuo ingegno eia/cuna cofayCola ro che hanno ufanj^a
diportare il collo fermo dirit*> to & immobile : Q^ua/i che non
fapefjinoy oper me^ glio dire che nonpotefjinoyo da quefla.o da queWal tra
parte piegarlo. 7{epure ad ifcoprirci la roxe"^: '^&la dure':^ de l'apprenfiua
de lo intcUet- to.èatta quefta immobilita & ferme':^ di collo i ma anchora
cipuote ejfere ella guida & fentierOy a menarci ne la cognìtioìie de la
pofiibile concitata paT^a. Ma d'altrapartc il collo in [ufo riuoltoyco^ me
fogliono tenere coloro che contemplano il Cieloy non de e/fere ne lodeuole ne
buono creduto:^n7;i ci fa egli conofcere apertamente^ i mentecatti J lafci^^
hh&gli ingiurioft. Ter cotrario poi il curuo.pìega toalo ingiujOy & qua
fi nafcoHo dinan'j^yè teftimo^ ìlio talhora di pa':^a:Et alcune uolte
anchcra^difo uercbia folÌicitudiney(^ diligentiay ne lo acquiftare, &
amìnujfarc denari ^ baucrc: Et di troppa in finita parfimonia : an\Q più tofto
di paurofa mife-- ria: Et con tutto cioydi fcontentay & odioja tri-^ boiata
malignita.TS(on fe^ofiy non lietiy nongìoiofi, & non ridenti ejfere fi
ueggono coHorogiamai: tua in loro uece di continouo aperti tenganogli ufci de
l'anime loro , a la mcUitiay a la afflittionCy al dolo^ re, & al perpetuo
trarguai. B^lìa bora che fi parli L J B liO come dtjfe jliamantioydel collo Ueuemcnt'e
inchina to uerfo rhomero drittoionde affettar douete fenT;^ fallo
alcHìio^prudcntiaileggiadriaiOrnate^ di co- fiumU^ gentili &gratioJè
maniere. Et d'altra par te dal riuoltopoi uer k finiHra a banda , degno Jia che
attendiate effeminata lajciuia: adulterij: libidi^ nofi appetiti: & non
fani CT non dritti co'fi/igli. Ma quello che hor ne l'unay& hor ne t altra
par te è pie gato , fignifica parimente ne lo ir.tellettOy cercagli , ajfetti
predettila medefima infiabilita & leggere^j^ ^.Tortano le maluagie CT le
maligne perfone^ofia ne le operationi o ne i penfieri mirado, qmitimque pero
uagliano de lo ingegno y illoro collo fiacco yte-^ neroy & come moto . Ma i
duri di cerueìloy & che non fono atti naturalmente ale fcientie^ an%i che
con fomma diffìculta pojfono apprendere qualun-- que cofky cìr duroy&
fodOy& raccolto^ hauere lofi reggono per contrario Ma in più minute parti
diui dendo anchor qneHo membro , fapere fi dee che la <tjpre':^a del collo
ne la parte di drieto , ro':^z,%? in queHo modo moflra e indocilita: ma ne la
parte di^ nanxiìUanita^leggrcj^yprofuntione, CT loquacità» Ben è uero pero ,
che fe la gola con queUa aj^rex^ infiemeyh alta anchor a & eminente nel
nodo del col lo , tutto che ella di leggrc^ d'animo fia fegno , non perciò e ella
ufata di accompagnarfho con la te^ meritalo con le molte dande: Anxlfono coloro
cui piacque a la reìna natura di tali crearliytardi & pe grinele operationi
del corpo : Et neleuoglie& S E C 0 T^D 0. 9p ne fèpafìionì de
ranìmoypenjòft^tacìturniyhmente^ uoliyme^ìiy & difdegnofi . Ma oltre a
tutto cio^ Mi chele Scotto ne i paffuti tempi ne di picciolo , ne di bajfo nome
Vhilcfophoj fcriuendo a Federigo Impe radore^affermo che leguancie molto lunghe
^fempr e a la lafciuiaya la uanìta^tà* al fouerchio parlare an^ dauano
drieto:Et che le hreui & picciole^fraudi & crudeltà ; & le
rìtonde^inganni debole*]^ & uilta palefauano. Mapreffo a quefto anchoraje
uedete al cuno con le guancie grojje & carnofe y giudicate lui tardo &
uhbriacco : fe jòttili & magre^non penja^ teche fen%amalìgnitayil fuo animo
firitrouigia^ mai:Et che an'^percontrario^eglifempredi malfa re fi diletti
& fi prenda piacere . 7S(e fìmilmcnte è da credere che pojfano fare alcuna
refiSìentia a la ìnuidiayche punge & mòrde loro di contìnouo ilco-^
YCyColoro che le guancie tutte non pur le mafcelle p gr offe fuori di modo
& eminenti , hebberoCcofi no-» lendo il Cielo)in forte da Ut naturailquali
fen^^ fa^ re atto alcuno con la faccia sfor^atOytanta è la grò f /^KK? ^^^It^
parti^ageuolmentele fi mirano fem pre . Le labra uer amente , dentro a quali la
quarta parte . de le delitie di F enere alberga, &per quai porte efcono le
parole , ueraci teHimoni di noiira mentey& fottili molli ejfendo ,
majfimamente ne gli anguli de la bocca , & quello di fopra alquanto più
infuori cheH baffo auan'j^ndo , & tutti infieme con quei de i leoni grande
fimilitudine hauendoyVar ilire^lamagnanimìtaj ^ laforters^a di quelle fiere^ ^
• • • L I B ^^O fempre clrapprefentano. Si perocché la bocca doue tali fi nederano
le labbia , ne picciola neflretta non fià . Quando ordinariamente la bocca
picciola , a lo ajpetto <& a i cofiumif minili couienfi:Et la grande
poii& ne luna cofa & ne l'altra^h più fimile al ma-:- fchio.Ma
an^i^conferuata tuttauia la debita propor tione j ella de ejjere , & larga
più tojìo & grande modrflamente. Che fe cofi nonfojje , non fortei^ ,
Jpiaceuole's^ & mole§ìia ; non magnanimità , ma empietà cir perfida ; non
ardire^ maprojuntione ^ impudentiaydimoUrarebbono le predette quali^ ta de le
labbia . Coloro uer amente le cui labra fono dure & fiottili , &
rileuate & eminenti intorno a i denti caniniyfiono huominì di molta pr ole
y &gene^ tanti molti figliuoli: onero per più dritto ^ meglio parlare^molto
drieto inchinati a gli appetiti uili & indegni de la lujfiuria : Et
infiieme , oltraggiofiy mal creatiylordiycianciatorìymaluagiy & fiempre in
uoce alta parlanti: Et dilettantifi come i porci a i quali fi
yafiimiglianOydilordurey& di fpur citte y & di odori trifli &
fetenti. Ma fie da t altra parte altri fiaran^ no che hauendo le labra grofifè,
tengano infiememen te quello di fiotto più infiuori che quello di fiopra^co- me
che egli altramente maluagicoftumi non habbia no y è pero degno che uani , eì^
ro'^ , & fi^^X? ^Z- €uno auedimento 0 fiapcre yfiienofiimati: ile he s'è
per efifiempio conoficiuto ne gli ^fiini: Et ne gli altri animali di filmile
natura : poco o nulla prudenti & giudiciofii.La bocca molto grande ^aperta^
larga^ S E C 0 7^D 0. 100 f òrfano gli huomìnì goloftfiìmì : mangiatori fenx^
mifuraiEt che rhai non fi fatoUcrebbono di mangia^ re. Iqualiprejp) a queflo fi
gentile affetto yfono an^ cho pa'^yfpìaceuolii& cmpi,& fommamente cyh^
deli.La picciola poiy & eminente & rileuata dinan ^ y effere gran fatto
non fi trotia giamai > fin'^gli fceleratij traditoriy& li micidiali.Et
feinfieme con quefia emincntia fofiino i labri grojii y ritondi , molto a lo
infuori piegati , meritarebbono quegli huomini che cotale haucfiino la
bocca,dieJfere et ne gli affetti del' animo y& ne le attuali operat ioni
del corpo ynon effendo dal freno ritenute de la ragionerà, i porci onde hanno
fimilitudine ragguagliati . "hìc pero ragìoneuole è che fia ftimata
lodeuole o buona, la bocca concaua o piana : come per accidente y fono ufati di
tenere color o^che per ira, o per difdegno fre monoiche an'^ìfempre
lefcclerate'^^y la maluagi^ taja immodeSìiay& fopra ogni altra cofa U
fouer-- chia inuidiaycon la primiera de le dette partii fi ac^ compagnano
uolentieri : fi come non fi è gran fatto mai ritrouatOy che la feconday fe ne
poffa Hare fen^ .^Xa la paura &gli inganni.Onde fi uede che medefi-^ mamete
la concamta & la eminentia de la bocca^fo no quantuqueper diuerfe cagioni
y& biafimabili & uituperabilifempreJl mento acutOyh fegno dì bon-^
ta^difedcydi ualorCy CT di grandmammo: Dal riton^ doyajpettare effeminata la
fcìuia: Et fefoffepofiibile di rimouere dal lungo la uanitayle cianciey& la
leg gere^f egli inuero per altro da ^re'j^re^o da ri . L I B liO fiutare non
farebbe . Ma il breue & cortOyCome per naturahauer fogliano tutti
iferperiti ^hfeni^ fallo più che tutti gli altri triftifiimo : Conciofiacofa
che con effo lui fempre cifiano. congiurncy le fcelerita^ i tradimentiyle
perfidie:^& la crudeltà: affetti & mo uimeti d'animojpropri et naturali
di quelle fiere:an tichì & perpetui nemici dei' bimana generat ione • Il
quadro poi,agli huomini uirilha iforti, agli ani^ ynofi y & agli arditi ft
richiede naturalmente . Ma perche molte uolte , in me%p al mento ci fiede una
fojfa fcolpitauida la macera natura,^ande talho^ Ya,& apparentey^ fpeffo
picciola & quafi nafcofta$ mi piace al prefente^de luna & de t altra
conditio^ ne di lei faue Ilare: quando luna di loro fraudiyingan nh&
trifiitia ; & l altra leggiadria yamorCy& leti* tiay ha per ordinario
fempre in ufanxa di pakfare : La grande adunque, ipeggìoriy & la picciola
poi , i migliori de i predetti affetti^ fuole fen^a alcuna con trarieta
dimoflrare . // nafo neramente , ne la fua efiremita ygroffo come quello de
buoi > porta pari-r mente fecoy la tardità cr la pigritia di quegli anima
li: Ma fe non ne la cìmayan^ipìu fopra ft uedeffe aU quanto queUa grojfe'j^y
fariano gli appettiti che con lui fi accompagnerianOi & ^01^7^ &
flupore & poco giudicio . Ma fe da l altro lato fojfe il na^ fo ne la cima
acuto & fottiley abotidarebbono colo^ ro che tale lo haucfiino , fempre
ordinarwnente di ira & difdegno ♦ ìl nafo da ogni parte [odo pieno ^
ritondqy& ne la cima modejìamete un poco grof J E C 0 T^D 0. lor fetta >
quale i Leoni , & ì migliori de Cani fono ufa ti di haueref potete per
uerace & fedele teìiimonio accettare ydi animo/ita^ difortcxs^> di
ualore^^ di gagliardia : Et fopra queHo anchora y di loquacità^ de : Et di
uantarfi oltre al merito alquanto . Ma il nafo che ritondo fia ne la parte di
fopra y & che poi fittile & acuto finifca yficonuiene propriamente a
tutti gli uccelliila onde poi fi Hima^che coloro in cui tale eglifia,dcbbano
ejferefi come gli uccelliymobi^ Hi leggieri > garruli^ inconfianti, &
libidinofuColui che ti nafo tiene proportionato & conuemente a la faccia}^
buono prudente & uirile: chi d'altra parte jproportionato & fen^a
alcuna conuenientiayh cat'^ tiuo Holto & effeminato . // nafo più tofio un
poco gradetto, de ejfere sepre tenuto miglioretDOue il piti picciolo, fi tira
drieto cotinouameteyladronecciyfrau diyCJ inganni: Et parimente la molta
dritte':^ del nafoyilpochifiimo ritenìmentOy ^ laimmodeftia de la lingua
argomenta. Ma per contrario il nafo ne^ la parte di fopraja doue egli conia
fronte confina, cur uo & adunco, & che dritto poi ingiufo difcenda,fi^
gnifica gli huomini sfacciati : Et non tenuti giamai da rifpetto,o da alcum
uergogna: Etmedefimamen te i uitiofiy inuolatori > & cornei corui
fceleratiy ^ tnaluagi.Da l altro lato quei che ne la cima hanno il nafo
grijfagno , & curuo & piegato a guifa di un^ cino , diritto & pieno
ne la parte di fopra , co^ me fi fcriue y &fi uede anchora ne le imagini ,
ha^ ucre hauuto Mabometto fecondo primo Imjperada^ L I B B^O te de Turchi ,
fono come le àquile di grandìfitm^ animo: Et di mangifico altero CT di reale
fpirito: Et oltre a tutto do , ferocifjìmhiiaghi del rapire lo aU truuE
difprez^atori , & cale at ori dì tutti i perigli 4ér aduer/ita . Coloro
neramente che nel me^x^ han^ no H nafo fchiacciatOy & ne le parti efireme^
& fo^ fra tutto ne la fuperiore , eminente & ritondo , /o- no fi come i
Galli , & arditi & luffurioft : Ma fe la fchiacciatura & la baffe^
è ne la cima folamen- teycome di loro natura hauere fogliono i Cerui & le
CaprCyalhora de i predetti affetti ritenendo coneffò feco la libidine fola,
mancano d'altra parte, & fono friui d'animo & d'ardimento:Et feinfieme
con que Sìa ba ffc^y foffe fimilmente la cima del nafo mol^ to groffa &
piana^non e ragioneuole che attendiate da alcuno altro fegno , maggiori
fceleratez;^ & dishoneftay Le nari a la fine molto aperte, fono /e- gno di
colera & d'ira : Et a un mede fimo tempo » & [nel corpo , & ne
l'animo di gran for%a . llche cofi fi crede, perche alhora che più gli
huominifono adirati 9 tengono fommamente le nari apertiffime : per quindi
eshalarcycome da fpìragli ampiffimi,il ca lore^& lo accefo fuoco del
core.Maaquefiepredet te qualità di ualore & di ardire,fi aggiunge infieme
mente fouerchia lujfuria.perche fecondo la opinione di Scotto , la apritura de
le nari > tiene co i genitali proportione: Laonde effendo effigrandi,ilchei
dìmo ftrato da quella apritura , poffono prejlare ad uno ijieffo tempOi
&gran dìfidmo^ ^ non minor potè S E C 0 "Ì^ D 0 tot re dì luJJuYÌare •
Le chìufe poi nerette & ritonde, fono fempre di pa'i^a cr di mentìcaggine
mntie : Et quello che e peggioydoue il rejpirare non fta mol* tp facile ydanno
fegno di ajfoggarfi con poca difficd ta.ll nafo ultimamente in qualunque
maniera diflor tOifuole ḍontinouo hauere coneffoluiytorte uolon^ fa &
appetiti . Qmui Mejjandro , per lo amore di Vio lajciate dijfe una uolta di
parlare più lungamen te di queHo nafo: che già mi fento mexo arrofiire% per la
grande']^ , & per le altre firane qualità del mio. Strane non foìiogia
ellcyrìfpofe fuhìto il Confo^ lo : ma fi bene reali & degnijiime ♦ Etparmi
di bel punto di ucdere nel uoHro najoytionfo che di magni fico &grande.Gia
di quejla fuagrande^^^mi uo io coft forte come fentìte ramaricando^foggiunfeil
Dol ce ridendo : Et poi feguitoima come che bora a uoi cofi fattamente male ne
paìaytcordomi che in I^o- ma una uoHra SpagnuoUyper buona & per bèlla co fa
me lo foleua lodare. Bene fta per miafe^riprefe al bora il Zorno'j^ : ma a
laproportìonepoco auanti dal Quirini accennata , ella fi come io fiimo doueua
mirare. Cettatìfì appreffo a queUoy Vuno uer l'altro alcuni motti piaceuoli
& uaghi^al fine cofi di nuouo lo Spagnuolo parlo . Hora mi pare che
ragioneuote fta di ragionando entrare^ ne la confideratione uni^ tamente di
tutta la faccia : Laquate effendo gratin deylargaygrajjayhumiday&
carnofa^ella ci de efferù argomento certi (ìimo , colui che talmente è formai
to, effe re inan*:^ ad ogni cofa^ allegro ^f memorato $ L I B 1^0 lujfurlofo :
Et tìmido apprefo, & temerario, & tardo j& ìnuìdìofoiEt fpejje
fiate molto facile ad ine briarfi: onero per qualche altra manieraydebole &
non [aldo di cerucUo. Se neramente ella è pìcciola , ftrettay magra,
fcarnay& afciuttayalhora diligenti, fiUecìti 3 aHntiy & accorti, &
ft come i Gatti er le Scìmie a cui portano fimigUan^a, uitiofi , ladri , cìr
auarì , fono tutl gli Imomini tali : ardifcono di metterli gian^jii,
apertamente in alcuna honoreuole ìmprefaiAnTÌfolo dalt tenebre,& da l'alta
joUtu. dine fafciatiyle maluagìe opere loro , onde con ogni indegno fi adoprano
> fi Hudiano & fi affaticano di celare & nafcondere,T)eeper tanto la
faccìà,noleti do buona di^ofitione & buona forma tenere, effere mexana tra
pie dola & grande: Et in ninno de igia detti eHremi cader e. Lacuale
mediocrìta,come bel'^ Ic:;^ aggiunge nel corpOyCofi fuole nonpoco di bon ta
& di uirtH,aggradire & accrefcere ne rahìmo . Coloro adunque che più
del douere pìcciola haneran no la faccia,faranno pur per quefla
fcoueneuole's;^, tenaci delloro de lo altrui ycupidiiamat ori di rapine: 'Et br
euemeut e macchiati di molte fcelerita, Doue da P altra parte la maggiore
delgiufto, dimoflragli huomini foniiacchiofi y ubbriacchi, tardi yinuidiofi^
cianciatori , & roxi* Ma perche fino ad bora, com^ munementc le
fignifìcationi di tutte le eHrcmita de la faccia n'ho raccontato, conueniente
& giuria co^ fa mi Himo di doner fare , fe quale proprietà a eia fcuna di
loro fi richiede partitamente, da bora ìnan S E C 0 T^D 0. 10^ 5;i dichiarando
mifaticaro di moHrare. Come adun que la carnoftta del uifoy propriamente la
letitia de l animo fu^k alloggiare; cofi i molti penfieriy le frati dij &
lo accorgimentOy con la magre'3^:!^ fono ufati di §iarc.Ma a la gran /acciaila
femplicita & la ro^ K?K?s? > ^ picchia y fi connengono la auaritia Cjr
la mala crcan'^a • Da l'altro lafQ , ne la lingua , & ne le rnanì^ la lunga
porge ardimento : an'^per. meglio dire audacia & temerità: Et fuperbia
infie^ mey & impudentìa^& dilettatione di fare ingiurio ad altruuMa la
ritonda poi^non ha gran fatto altro male alcuno ^ faluo eh e
fciocche':^iUamtay& luffu- ria . Ora auenga che tutte come ho ^etto quefte
eflremitadi buone non fiano , ta meno rea pero che ne la faccia fi ucgga , è la
larghe7^t quafi in tutta piana & uguale: Conciofiacofa che fe bene per lei
et fono manifeHatigli huominìferi^plidinonfi7^achne faui^ne accorti;fappiamo
nondimeno che rsfmo me defimi^abondano di fede di amore Jicortefia.Jt
fofferifcono con animo franco & tranquillo % tutte le aduerfita de la
contraria & inimica fortma.Bene ci nafcono alcunìyche oltre a tutte quefie
predette qua lita , hanno la faccia loro cofi flretta & acuta , che molto
cogli uccelli non n'hanno di differ^nxa:nelco te crne la bocca de qnalì^ utuono
& regnano di continouo le bugie & le uanita, & le inuidie & gli
fiondali . Et hanno offeruato parimente alcuni mo^ d^ni dottori^ che i
micidiali^ ladroni^ & f^re^:^^ tori de le leggi & di Dio > tengano
ne] me%$ de la ì L I B 1^0 faccia una certa concauita : Et non nel più eminen^
te & rileuato luogo di quella , come fogliono quafi tutti gli huomìni
hauercy an%i nel più baffo & hu^ fnilcy habbia loro il nafo & la bocca
uolnto creare il signore . Diche elli non foco di belle^j^a perdendo nel
corpo^acquiHano ne V animo affai dimaluagìta • Cofi adunque auiene , che quelle
cofe che [07^ & hrutte rendono quefte\membra,pano fempre nuntie^ ^ molte
^ate compagne di triflifiimi affetti: Et ap portino douunquc eUe uanno y/ì come
bene diffi ^riiìotele^tuttauia miferie e infelicita. Confiderà^ re per tanto
diligentemente ci è di mefììero , tutti gli attiitutti igeSìiy & tutte le
qualità de la faccia Quando come habbiamo dctto.aperta & manifelìa cofa è
certoycoloro a quello affetto hauere F anima lo ro inclinata^ alquaUy inatto
e'igeflo del uifo loro, fi coface & fi raffìmiglia.
Etaqueftopropofìto,femai ai uerra utduto alcuna faccia non per accidente ma fcr
natura maninconica , tremare & mouerfi ne le ^uancie Zappiate che il furore
& la publìcapai^àj tion può effere a quel tremore molto difco§ìo: Ma fe
quetio medefìmo tremóre^ h congiunto poi con la na turale letitia del uifo ,
egli ne continente , ne ca^io , ne modefloyfion è da effere creduto gìamai .
Mora ne uiene appreffo yfeben miro a l'ordine del noflro di^ ve la
cofideratìone di tutte le qualità che fono negli occhi: Ad a prìmierametCyft
couiene alcuna cofa nar^ rare y di quelle parti che loro fono uìcine. llche fap
to^con poco poi di mio affanno , fentìrò quella mia S E C 0 D 0. 104
faitca^effer giunta al fuo difiderato fine.Mhora Mef fer Gifmondo 3 già è gran
ft'T^i^diJJey.chea quefio pajfo u attendo. Et credo fermamente ypoi che fi feri
ue 3 gli occhi ejjere certifiimi teSìimoni de l'animo^ quefia douer ejjere la
più bella parte del uoftro ragia . namcnto.Gli occhi per ogni modoygli rijpofe
il Con-^ foloyhanno inuerita molta fori^^ a discoprire & ma nìfeflare i
mouimenti degli animiiOnde tratto ^da mantio da credenza che a quefio membro
douejje ejjerc conceduta la primiera palma^ di dui libri che eglijcriffe in
queiìa materia, il primo tutto intiero^ &non picciola parte del fecondo ^
egli in dichia^ rando Jpefe le qualità & le fignificationi de gli oc^ chi .
Ma nondimeno , ejjendo comrtìime opinione di tutti i mediciy& di Galeno
mafiìmamctucyche quat tro fiano le membra principaihonde parimente hab biano
origine le quattro noHre maggiori ajfcttioni; come è dal ceruello l'ingegno ,
l'ira dal core , dalfe^ gato la letitiaj & la libidine al fine da i
genitali; mi pare che per gli occhi maggiormente fi debbano conofcerc quegli
affetti che regnano in noi j non in potentia , ma in atto: Et che moHrano fuori
, il mouimcnto loro pale) e ipiu dico affai che quegli aU tri non fanno y
chemfcofamente , quajì addor-^ nientatì ci Hanno nel petto . Et in queHa
maniera fi de credere che intendeffe colui , indici nominan-^ doli &
dimoHratori de gli animi . Che quantunque fia nero , che da gravide
allegre"}^ inebricta Pani^ ma noUray ej^rima fuori. per lo sfauillare
degli oc- L J B €hi y la ktitìa onde giubila il core ; Et altra par^ te 3
intenendoli fermi & immobili , la fiera &gra ue doglia che la affligge
certamente dichiari; Et €he medefimamente , in diuerfe altre pafiionique-^ fio
§ìeJJo le auenga;(conciofiacofa che non altramcn te fianogli occhi in noi degli
affetti del core pale^ fatoriy che fi fianone icaualligli orecchi; & nei
leo ni & ne i cani la coda ;) ISlonpero tKamfeSiano del tutto già gli occhi
con tanta for%a , tutti ifemi na^ turali de gli affetti noUri : quando da la
alteratio- ne che elli ci arrecano^ ci troiiìamo lontani* Ma co^ munque fi Uia
queHa cofa^poco di /otto quali pro^ priamente fiano le fignificationi de gli
occhiaci sfor^ faremo con lo aiuto di Dio raccontare dijlintamen» te. Hora come
ui difii , trattar emo pria de le gote : Che co fi quefle parti fiiperiori a
leguanciCy^ molto agli occhi uicineydrittamente fi debbono domanda^
reiordinateui in quefto modo da la naturayperche el lefofiino come fiepi &
argini yper riparare gli oc^ chi da ogni iHrana fciagura che loro incontraffè .
Que§le tal gote adunque , fe inptrfona alcuna fi ue dranno tfiere più che la
ragione porti gonfie & eminenti , fempre di debole*^ & mancamento di
ceruello , & di molta facilita ne lo inebriar fi fono prefaghe. MafeinluogopoidiqueSìegotey
lagon^ ficT^ & la rileuatura fofjè ne le palpcbre(non ere do già che ad
alcuna di uoifia nafcoflOyle cartilagi-^ ni difopra degli occhi per tal noce
nomar/i) alhora ^ue!io è manifejio indicio di grandifiimo de fio ^ & di uogUa
S E C 0 T^D 0. 105 , MOglia ìnfatiabile di dormir e. Coloro ueramente che di
[opra & di [otto degli occbi,han»o parimen- te quelle parti gonficy fentono
aduno inejjo tempo, fe ejjère fomiacchiofi infime ór uhbriaccbi.Lequai
fignificationi yfono tratte parte da Papparemia de gli ehbri:Et parteM chi
hahbia lungamente & fifa dormito:De iquali altri le palpebre^ & altri
in que Ho modo hanno gonfie le gote . Gli ebbri.nc le parti di fotta degli
occhi,& coloro che da profondo fon- no lungamente fono Hati opprcffi,
tengono in quelle difoprayqueHa tale gonfiatura & rileuamento.Ora ne gli
occhi poìyche le lucerne fono delcorpo,& da & reggimento dinoUri paffi
, u'ha duediuerfe confiderationi : Vuna de lequali, è dintorno a la for ma ed
il fìto:L'altra,cerca il colore & il mouimeto. Ma lafciando bora a drieto
il faucllare di quefì' ul- tima parte ^ che alhora quando del colore di tutta
laperfonafitrattara , ne diremo credo a baSìr.nza» folo farà al prefente la
fatica noflra y il dichiarare le fignificationi de la primiera . Confiderà fi
adun- que ne la forma degli occhiylagrande';^^^ ^ piccia leo^ loro : Et nelfito
, la concauìta l'eminen- tia . Ora in quanto a la prima , la grande;^ fouer
chia degli occhi, non ua fen%a la pigritìa del cor- po^ & la tardità de lo
ingegno de buoi : Et la com- paffione , la piaceuole'j^y & la manfuetudincy
an* nouerafempre tra principali degli affetti fuoi . Ma la
fproportionatapicciole'z^a,poco cuore er timidi', ta manifeSìa. La concauitay
con la malitia Ha de h ' fcimie: Et la etnìnentia, con U roTCX^, &Bupore,
bdordeTj^a de gli ^fini. Mapiiipartitamente , bora narrare intcndo,di ciafcuna
di queSie conditio ' ■ni per [e. Etprimieramcnte,mfo certi che gli occhi •■^ne
la manier adetta di [opra molto concaui & nafco fi nel capo, non pojjonoper
alcuna altra coja meri- tarne lo de,fe non che per lo acume,& per lo grande
■yMigor de la ui^a-Bene è il nero pero che non efjendo piccioih& mouendofi
oltre a ciò come fa V acqua rie iuafi, non hanno con # loro alcuna cattìuita :
Se na pcrauéhtura non f offe da qualche altro malua- eio fcgno del corpOy quel
male & quella trìfiitia de L'animo che gli occhi non moftrano, con non
minore certe'^denuntiato . Ma fe pur gli occhi concaui fi 4:ome ho detto con la
pìcctole':^a fi rimanef[ino,egU co i frodolcnti & con gli infidiofi
co^ìumi, mai fem- ■fre fi accompagmriano:Ve da laftruggerfi per inr- Midia
& per gclofia,gran fatto mai lontani fariano: IqHali fe ahchor con tutto
qucHo fecchi fi foffim , la perfìdia & i tradimenti, a i predetti affetti
certijfi- tno aggiunger iano.Queni medcfmi poi,con tutte le antedette qualità
efjendo languidi CT cafcanti , ac-^ trefcono merauigliofamcnte le fraudi
&gli ingan^ ni\ Ma fe la languide73:a d'altra parte conlbumore k congiunta,
fappiate lei effere di pa%7:ia, ne debole tie picciolo argomento. 9e per
contrario ueramente^ gU occhi nan poco fportajfero infuori, & dal piano
auanxaffero de la faccia, & foffero infieme o da un certo rileuamento,ouero
da una fofJ'a.^ìretta& pr9 SECONDO. 106 fonda fafciatiyfate ftima che negli
inganniy ne Iv fraudi &ne le trifte fcekritaynon cedano da alcun' al tra
conditione. Et Je con queUo anchora, abondajJU no molto di [angue i&
follerò pieni di sfacciata la/ci viaipotete porli fenT^ dubio alcunOypcr ucraci
tefti monidiebbrci^ &.golofita. Mia fe foffcro gli oc^ chi in qucHaguifa
eminenti di colore uliuignoyO bia chi come uolgarmente fi dice^ouero imitando
il Te- trarca fimigiianti al Zapbiroy la ingiuftitia parims te &
laimprudentia gli accufercbbc . Ma jcprejjh di qucftojlc palpebre Hanno loro come
grani c^pe^ fanti, tanto più certo de cffere il giudicio de la paX;^ '^a.Se con
ValtCT^poi & l'eminentia degli occhi, ciò lo IplendorcunitOy &
lapurita^^ lagrande'X;^ l'humiditay quali furono già come fi fcriue gli cechi
di Socrateydobbiamo per fermo tenere^ lagiii fìitia^la prudeni^yil buono
ingegno ^& la amoreuo le^ay rade uolte difcompagnarfi da loro. Ma da lai
tro lato i micidiali di tutti i loro congiunti , gli in-. cantatoriy& gli
artefici di ueleni, come già furo na la antica etay EdippOy Oreflcy Circe y
& Medea; Et quale pochi anni a drieto è Hato S elino gran Signo^ re de
Turchi;portanogli occhi gonfiypiccioliyjechij & tenebro fi. Gli occhi a la
fine di foucrchio emìnen ti,& infieme molto piccioli & fofchiynongia
fcioc^^ chti^T^a 0 m jnticaggincy ma fi bene maggiore pron^ t^T^ di lingua CT
di mani chefifoffe mesìieroy me nano & hanno di continouo ftco. Ora uedete
adun^'* qucycomegli occhiyfe buona & proportionata mifu- 0 if L I B ^0 rade
haueruìydehhono ejjerc no troppo grandi o pie cioli:Ts{e molto concaui od
eminenti: Ma fi conuen^ ga loro y di tenere ^ ne la quantità & nel fitOy
uno Siato meT^nozEt una conueneuole & giufta uguali^ taiLaquale come altre
uolte già s'è detto, fignifica et nel corpo ^ ne l'anima, buonijjime difpofitioni
> c^r otti?ae qHalita.Benche fe leggiermente fuori di que^ fìi prcfcritti
termini fi eccedejfe^ Et che ouerogli occhi unpocolino fitti nel capo , ofìa
che non molto fofjero più del douere elcuati^non fi douria pero mal uagitade
alcuna loro attribuir e :^ni:i [aria ben drit tOya quei primieriyla forteT^
& la magnificentia de i leoni donare: Et credere che i fecondi , la man^
fuetudine cJr lapìaceuole%a de buoi potejfmo haue^ re . Dapoi che in
queflaguifa raccontato habbiamo le conditioni de la forma & del fito degli
occhi^non fi difdira credoy alcuna cofa di quelle hora delfron^ te ragionareXl
cominciando ydico che quegli hm^ni ìli che più del douere quella parte hanno
pie dola ftrettayfonofi come i porci ygrojjieriyro'^ & igno tanti : Et
inetti naturalmente a tutte le fcientie: a tutti gli ejfercitìj maeflrcuoU
& ingegnofi • Que^ gli altri neramente , la cui fronte e grande più che
l'honeHoy non fanno ne da la tarditayue da la pigri^ tia
debuoiygiamaidipartirfi. Douete oltre a ciò, fa-* pere anchorachela fronte picciola
, inflabilita leggere^^*^ ritondaycolera & [degno; CT la circu lare &
difuguale & montuofa, flupidita ne ifegni ; ^ jpriuatioìie fignifica di
giudicio& di auedimen^- S E C 0 T^l^D 0. 107 to.K^on laudate medcfmamcnte
la fronte molto baf fa: perciò che ellaydegU effeminata & de ilafciuih
propria: Ts{c parimente la cuma, alta^ circulare difouerchio:*perche la
impudentia^^ il poco uigo^ re de fentìmentiyh da lei dimofirato . 7S(^ mi piace
ancbor che h allegriate de la fronte afpera:ouero di queir altra che ha come alcune
foffe &gofiature per entroiche ciafcuna di loroydi malignità &
diperfi-^ dihjEtfpeJfe fiate dipax^a & di furore; concorren doui
ma(fimamente gli altri fegni a ciò couueneuoli, rendere ce ne può tefiimonìanxa
fedele. Ter lo acu-- me ueramente,& per la chiare:^ de i fenfh& per la
facilita de lo intendere & de h acquìfìare le fcìe tic , è più che tutte
l'altre perfetta:la fronte lunga » larga, & quadrata debitamentcccomeperle
imagi^ ni.fi uede anticamente hauere hauuto ^4.riflotele:Et nei tempi poco fopra
noi trappaffati^ Dante Mdi^ ghìeri. Ha a la rileuatura &a la altc^ di
quejia parte, fi richiede molto la liberalità & la cortefta : Etinfieme, la
oflinationey & la pertinacia . Coloro che nel fronte, tra lun ciglio t
altro non u hanno alcuna ruga ogyin^^^cheft dica.non efuore di ragia ne,&
bugiardi & adulatori filmarli: Etccmediffe ^ ^damantio^ feairì &
ccnfidenti.llche fu cagione €he Michele Scotto credefje coHoro medcfimi, effer
'grandi i^ìr acerbi litigatori . Ma per contrario , il fronte qui neime7;p^érfiibito
fopra il mfo pieno di crefpe & di rughe, che puote egli mofirare & mani
feflarealtroiichc a^ttme,penficri,icroflinatione i • • • -1 ' Ora uedendo al
preferite, a quello parìrm che fottò a le^loro fignificatìoni chiudono le
qualità de latefta^ ' douete effere certi la grande'X^afouerchia & fmifu
rata, quale in cofìui uedete(& loro addito laftatua, di Fitellio
Imperadore)fempre efere infieme con non poche [celerità : Ma [opra tutti gli
altri rei & maluagi difetti y onde gran mancamento fi [ente ne T anima, i
principali fono dapocaggine cr uilta ; Et fenxa termine o mifura alcmia,
be§ìiale & ferina > anT^i moHruofa crudeltà- T>{e oltre a ciò, la
ingorda ^ infatiahile auaritia, ne la ro%a & difauedutaim prudetia, può
fiare giamai feparata da lei.Que^ìifo^ no adunque i mouimenti & le
inclinationì naturali che ci apporta ne l animo , la corporale [moderata
grandezx^ del capo- Maper contrario poi la difdi^ ceuole picciole7^7;ajfe7nprc
da luna parte bpriua di bontà, di modesiia, di femplicita, & di ragione, Ut
ahonda ne l altra difcelcratex;z^,difraude,di arro^ gantia,& maluagit a.
Coloro il cui capò al rimanen^ te de la perfona e froportionato , auengapero
che alquanto grandetto X fono cornei bracchi , fagaci^ aUutì, fenfitìuiy &
animoft . ^Itri che quantunque habbiano tutta la quantità de la tefla affai
grande^ ueggono nuUadimenoxjJcre loro data da Dio la parr' te di [opra ad
domandata calua & picciòla &firet^ ta,ne l effere Uupidi^.infenfatiynon
hanno cagione alcuna di cedere a gli Jifinii^nxi mdncando in lor ^0 la chiare^
& lo fpledorede lo ingegno ,moflr a M apertamente , di^ effere a quegli
animali pari &^ S Ey 0 X'if^O. io8 ftniìgtìanti . \Alcum uerameme che hanno
il capo acuto in guifa di pigna^nonfentono al freno dela uer gogna & del
rijpettoje operatimi^ od almeno le no glie loro 5 ubidire giamai : Ma come ne
la tSirinfeca figura del càpo^cofi ne gli affetti di dentro del core^ non fe ne
uanno o da i coruh o da le cornici diuerfik 3V(e ci renino lungi anchora quegli
altrì^che hàiedh la collottola^ ciò e la parte di drieto del capo , baffa ^
humile, fono per quefìo fegnoy conofciuti d'e/fert animoft & arditi: Et fc
alcuno , fieri &' temerari il nominaffe certamente non errar ebbe. Da
l'altro la-^ ìo.non douete punto di quegli hitomini fidami , che tengono qui ne
le tempie molta concauita:perciocht fempregli trouerete
efferefrodolentiybejfardiy&ìn gannatori: Et hauere tuttauia nel petto &
ne tani^ nió loroyin cambio di piaceuolc^rjr^yitroftaÀi com^\
paJfione,odio:& di manfuctudiìie & humanita^ fie^\ re^T^ dia fine &
difdegno . Ora la forma adunque, de la tcfìagiufia & proportionata: non
d'altra qua. tita rfe ' e/fere che mediocre : onero più tofto minore, alquanto
che grande : Etprejfo a ciò , ritonda ne la parte dinan'7^ & di dietro} Et
ne le tempie non con taua ò cauernofama leggiermente baffa & humile-^
Quegli huomini per tanto chcdi quefla manier^f portano il capOy abondano
principalmente di inge^ gno; Et fono ne corti Moni j pictoftyhumamj pcuA denti:
J<(e in liberalità ^^graìidei^ d^anmòy q m ^bauere di continouo accejb iL
coré4i nobili>&altK &honorc{tisi^d^conceiono^gi^^ 0 ìlU L I B ^0
perfona le primiere parti.I{efla bora carne fiimo,d^ uendo porre a queHa mia
fatica l'ultima manoy alca na cofa a ragionare anchora de le qualità degli aree
chi: membri come diffe la antichità reuerenda ^ala memoria facrati: benché
alcuni letoriya la fapien'^ iredeffero. De i quali i piccìoliffmi y le malìtie
, U libidine , i furti y & lefcelerate^^e^ propri & na* tur ali affetti
de lefcimie^ [hmprecon ejfo loro fo^^ gliono hauere: Douei troppo grandi ^ come
a gli Ufini ne le qualità corporali fanno ritratto ; co fi ne l*ignorantia, ne
la Ì7ifenfate^ per co fi dire , & ne la fciocchexi^ cT balordexj^ &
fimplicita > che uoglie fono & pajjioni di mente, fe ne uanno a que^ gli
Heffi animali parimente drieto • Gli orecchi ue^ ramente di me^ana grandei^ y
formati come dif-- fe il Ouìrini di bel punto un me^o cerchio , & con^
ueneuolmente dal capo jpiccatij di molta facilita ne lo imprendere , & di
acute's^a & di ecceìlentia di ingegno danno argomento 2 Et infieme anchora
di humanitaydi cortefia.di prudcntiaydì manfuetudine, ^ di pieta.Con gli
orecchi poi oltre al douerc da la teHa jpiccatiyleuanita& le fouerchie
dande ; Et per contrario co i molto attaccati,Hanno fempre la pigritia ja
ro%e7;x^y& la tardità cofi del corpo co^ me de l'animo . t^de uolte oltre a
do gli orecchi molto lunghi & Sìrettiy da Vinuidiafi dtfcompagna m : I
fecchi & fottili y da Vanfieta & da i dolori ; £tdi ritti &
difiefiydal ftlentio & da i molti penfià ùiEirbuona cofa ancjf (ira
cheperuoififappia: eoltt S E C 0 7{^D 0. lop ro che ne gli orecchi abondano di
molti peli y haue-^ re oltre à tutti gli hmminì -perfettijìimo udito • Da
poiché fuHcmto fino à quello termine il Conjblo ragionando , non altramente che
foglia un nauilio iìanco per molto uiaggioy CT cui non poco anchora di uia
rcSÌi à fare.rìtrouato qualche picciolo fino di m ar e yr accoglier ui fi
denti'Oj fi per ripofarfi de la durata fatica-^ & parte per prouederft de
le nece f far ie bi fogne al fuo camino ; ucggendofi condotto oue facea il fuo
ragionamento queflo breue golfo , raccolfe al fuo dire le uele , CT fermofii ;
non meno per riprender lena; che per prouedere à ciò che di più auanti dir e
gli era mefìiero.Laqual co fa, preflo occafione àgli altri di fare il
contrario. Onde tutti infieme , lietamente fi diedero in fui ragionare de le
cofe udite : Et quale di una parte y & quale di un'altra che più gli era a
l'animo fauellauaia colui lo Sìile^a quell'altro la dottrina piaceua : L'ordine
ad altruìyad alcuno la diligentia aggradiua : Et eia ffuno diuerfamente,ma di
uolere in quejlo mito co gli altriyne commendaua & ne lodaua molto il Zor
no'j^.Terche egliyuago che a cot ai parole fi dejfe^ ro lejpallefmterrompendo
loro il parlar e y in quefto niodo rincomincio JÌSfon perche con molto di
coltu- ra ut fi Hudi ogni giorno ydiuentarà il pruno mela- xanciogiamai:T>(e
mutata la primiera naturayil fal m fi farà ctprejfo. Siate contenti adunque^non
ten^ tando cofa che il foHenerla o difficile , come Himo impofiibile HÌfìày
lafciarmifeguitare narrando co- mepromìfiyde le condìtìoni del colore di
tuttodì cor po:cofi ne la carne per [eccome anchora ne i peli^i^ 7ie le ruote
degli occhi riguardando: De laqtial co^ fa (pacciatomiycon poco altro che
apprejfo foggiun^ gafaro del tutto de la mia fatica diliberato. Et fen %a altra
rifpoHa ajpettare^cofi feguito. il colore ne ipeli ne la carne molto fofco
& ncro^fignifìca li bidineiaflutiay& timidità: De laqual cofa cffère ce
ne pojjbno efjmpio , 7 Mori de l'africa ^ .dela BarberiaiChe di tale colore
dipinti il corpo da là no, tura i non d'altre maggiori & più uìue
affettioni § fentono fe hauere l'anima pregna . La carne uera^ niente
hianca^chiaray & humidetta y accompagna-- ta con neriftimi & foltifiimipeliy
colera ne la com plefiione ; & ardimento , ingegno , piaceuole']^
^aymobilitay(^ incoslantia , ne gli affetti fuol di-^ moUrareiMaper contrario
poi y con rari & hian^ chi peli congiuntaydi fouerchio humore nel corpo ,
Cir di molto timore rie l'animo Ì proprietà generaU mente naturali a
lefemincyctla fempre èjjer fcgno fi crede, il còloYè adrmqiie temperàtàmente
d'àm^\ bedue quefti efìremimefcolatOyciò è di bianco & dì heroyquale è il
hàtutale colore de i Lèóniy che bru-^ no è uolgarmcnte domandato da uoi y non
fofco pe^ ròyma chiaro anT^ ^ apertOy&da le proprie'uoglie de i Leònìycbc
fono animof:ta^7ìiagnificentiayftrita^ & orgoglio yì[ion h^ufato di
'partiì'/i giamai. ^ltrh che grandemente s'à ffòmìglianò ài colore de le Fot f
i^fono fi comè àptitQj^tiegti anijfiàti^mti cafcAHti S E C 0 0 ìió ' dì ue%^i:
fcelerat'ua^ìuti : & pieni fmpre di modi feccioji:! pallidi , & che
mostrano ìtel colore & ne gli atti turbatione alteramento^ fono timidi A^-^
boli-,& paurofi'parte perche aiia:^ ne la loro com* flejjione l'humidita:Et
molto più > perche naturaU mente hanno quelgeHo del uifoy che fogliono gli
al tri hmmini hauere^efjendo per accidente^da alcuna fiibita paura
sbattutiSìSle ni fi. [cor di maiy ani^ tene te per generale regola & norma,
che lapaUide^^ naturale, non dinerfa dal colore de la cenere o del piombo,
ilche fu come indicio digraue maluagità a Tifone oppofio da Marco
Ttillio^nonfilafciadrie^ togiamaiyncl corpo laprigritia & la tardità: Et ne
l'animo la incontinentiaylcjfeminationey te fraudi > le fimulationhgli
ingannici tradimenti , la perfidia^ & VempietaiLequali trifiifime
coditionijyen teme uà Cefare in Bruto & in Cafiioipiu affai che egli n$
faceua la ebbre^^ , la libidine , & la crudeltà di Marco Antonio di
Dolobella : ^n'^ che dico io '^pÌH affai? Che queUe, non mai il fuó animo
moffero : Doue quelle, pur fcmprelo moleHarono . La carne 'gìaUa,& che
molto col mele tenga di fimiglianxa^ come che poca cofa ella ne fia lontana dal
tempera^ * 'meto y moHra nondimeno cheVhumore &lafred^ 'de'^^yfouerchi per
alquanto la conuencnole propor ^tione:Onde ne feguita primieramente ne le parti
in trinfichedi quel corpo, il difficile & tardo mouime to del fangue:icìr
per ciò de gli fpirti: Etpoiinquel le di fuorivia pigritia (^y h tardità de le
operruìo^ ■ i L I B liO nhEt al fnt negli inuifihili affetti de V ammolla ti--
midìtàile ciancie,^ lagolofnà . Ma come poco la complejiione fi parte come ho
detto da la mediocre temperaturaj cofi fi de filmare che le cofe che a lei
uegono appreffo^no debbano per modo alcuno andar fenefin negli eHremi:Ma il
quanto ciò fìa , non con parole o regole infegnare y ma con accorte':^ ^ ^
giiidicio fi puote conietturare. Ver che fe ben uedre moyqwxnti à punto hoggi
ci uiuono huomini , tante fono quafi Le mefcolan%e temperamenti de le complefìioni:
Di che il uolere darne certa partii culaìfe ojjhuationejfarebbe certamente
difficileyan ;(f pure impofiibile imprefa.Terò d'alcune cofi in ge neraleycome
ho già cominciato parlandoneyle minti te & copoHe differe'Z^ che tra tuna
& l'altra ìiha no di loroyin tutto al uofiro giudicio me ne andrò ri
mettendo.Ora adu7iq; feguendoydico che i uerdigni non in tutto
fecchinepouerineluifo di peliy come che di colore poco più fofchiopiu chiari
gli habbia no de la carney fe ne rimangono come quegli ultimi poco difopra
narratile ol timore y con le bugie y con le cianciey^ con le uanitày Et fopra
tutto ycolgolofo tS^accefo defio del mangiare. Ma da l'altra parte ne lo
fdegn0y& più nela fi>iac€Uole'^ayper nonpo €0 dì (patio loropajjàno
auanti . Se ueramente^on quello già detto color e ^unitì fono rarifiimi &
nerif fimìpeliy& infiemegrandiffima fecche'^^ di carne noni facile a
raccontareyquayitainmdiay & quata ^iac€Hole';;2^yq!teJìe tai qualità fi
tirino drietQ;2^c. S E C 0 TID 0. rir inoioftpenfieriyne le cure folUcite cr
anfiofe , ne là vdiofa & fcontenta mdigmtà^giamai dalor fi allo tanano.Di
coloro poi che ne la carne & ne i pelifo no uermìgliyé propria naturalmete
la prcfte':^^ la mobìlità^ia leggere^^^^^etla udocìtàtcofì ne le aper re, &
manifc/ie opcr adoni dclcorpo;quanto negli occoltì&chiufi mouimeti de C
animo. Et quanto que Ho colore è più infiamato r7 più uìuoytanto douer ef fere
maggiori i predetti affctti^ccrtamete ci è da lui dimoHrato: Et tale fi
potrebbe egli efiere anchora , che laprcHe':^ in furiarla mobilita in impeto ,
la legger e%^ in precipitìoy& la uelocità in ììrahboc camento ne mutar
ebbe: Et cofi di unpicciol male » ^ di poco moment Oy uno grandifiimo CT molto
im portante fe ne farebbe. Ben èuero però chequeUa uiua & molta
roficT^yCjfendo con humida^S^ mol le^zir candida)& chiara carne
accompagnata , non ofcuri inditi di ahondan%a difangue^fignifica facili
ta&p rontc:^ di ingegno: Et buona, ^ cortefe , Cjr amoreuole natura: Et
facili fiima a rimettere ^ a perdonare tutte le offefe.Ma non a^ et tate già in
coloro quefli ultimi buoni affcttiyche hauendo ipeli uermigli come bragie ,
& come acce fi carboni^ gli habbiano medefimamente durifihni &
fommamete grofii: Et inficme la carne fofca.nera^durayVt ajciut
ta.^nxigiudicandolì pieni fempre di furor e, d'ira^ fj;- diferuente fdegnOy
& abbondanti di malignità (ir diprauì ^fcelerati penfieri^non maiingiufìa^
mente farete: medefmamente > fe le infidie^ le I 1 B K 0 fraHd'hi
tradìment'hó" U mancar de lafede^con c/- fo toro congiugnerette . Ma fé
queiìo colore come fiamma uermigUo nel petto fi uedc.da la molta coh ra che
regna in quel corpo,quafi da acuto & da fu crentcHimoloyne
èfojpintafeggiermeme l'anima ad adirarfi.Tle altramente fentono coloro tn fe
auem^ re>che portano le uene del collo &de le tewpie,gra demente
gonfieyatnpie,rUeuate,& apparentifìme . lequalìammeduefignificatìon'h dal
gefto di coloro /«) o«o tratte,che per accidente fono talbora adira
ti-lqualimentrefonoaccefi nel furore ardcntifit- mo de la colera.CT nel petto ,
nel già detto modo fi tnfianmanoiEt ne le predette uene, non poco fi gon
fiano.Lafacciaueramente tutta fparfadi colore di rofe,come cheipeli o biondino
uermiglhod' altra ma niera coloriti fiano,fuole ejfer fempre nuntìa di gi9
condita & di letitia d'anmo:Et troppo più di mo-- elegia & di
uergogna-.ouero come fi diccydi arrofiir fi cr di uergognarfi con poca
difficultà . Ma fe que-^ fio colore , non per tutta la faccia come ho detto h.
fbarfo , an'^folo ne le guancie è riflretto, ne la eb- fcrc^^cc^ , ne l'ingordo
appetito del bere , può Bare gran fatto lontano ofeparato da lui . meno da
l'apparentia degli ebbri fi è tolto queH ultimo fe-^ "noyle guancie de i
quali fa come rofe fiorire la abo %n'zadel beuuto uino ;cb e' l primiero fi fia
da colo- ro,cbc per alcuno cafo fi uergognano : Onde per h
fan"uefoprauenutoM,arde la faccia loro inguifa di fiamma . il phìlofopho
aUma che gran pc^er* I S ^ C 0 71 D 0. 112 ^ flato fen'^far mottOypoi che cofi
lo Spaghuolo beh he detcòijeriteììdo Ui del fno ragionamento rìpofar fiyin queHo
modo parlò. B^cor domi ejjèndo ancbora giouenctto^an':^piu lofio f
'anciulloyhauer ueduto un principe che faceua fecondo la uiltà di quei tempi la
Italia tremarcybaucre il nafo tuttOy^ quefte par ti del uolto che gli fono
uicine , tinte di uno ofcuro rofforei Etpiu tojio a [angue congelato^ od a
fegato fimiglianteychc ad altra qualunque cofa fi fojfe . IL^ che fu poi
cagione iche notati & aduertiti i coftu-- mi di luiyio face/a in tutti gli
altri buomini che quel le parti cofi fattamente baucuano rojje , una certa mia
paticulare offeruatione:Etfi m' acorfi poiy&ue r amente comprefh effere in
tutti loro ugualità per cofi dir e y& fimilitudine di appetiti • Terò mi
faria carOyche anchor uoi la opinione uoHra me ne dice^ fteiaccioche come bene
per ine medcfimo mifofii ap poHo a la uerita^ intendere mi faceUe.Dalucro na ui
farete dipartito rifpofefubito il Confoloy in giudi cado co fioro
fceleratijfmiiEt pieni di tutti i uitipitt enormi &piufoi^. Difiderofi di
patire le disbone Hafeminilhcontaminatori de la bonefia de fanciul
liibeuitorifen^a modo & fen:^a mifura : Et al fine
malcdicentiyinuidiofiyCÌancìatoriyfuergognatiy& fo pra tutto fieri ftimi
& crudelifiimi.^ queflo il Fo-- glianoycertamente fegli animi fi potejjero
difie di^ finger e ygia non faria pofiihile di meglio &, più mi nut amente
colorimele qualità , & le uoglie de le inenti loroiche col penellq de la
lingua,a' colore de L I B 1^0 le parole^ ce le habbbiate ejpreffamente fatto
uede re. Ala poi che la confcrmatione di uoimi ha rendu to certo itne non
hauere ne i termini di que^ìa dot- trinafalfarncte Uimato/egno fia che
lafciando que fìi rei htiomini ftarfi ne la lor mala uentura^ quello
fegtiitiate^che più auati a dire in quefia materia ui re^U.^lhora lo Spagnuolo
, diftendendo alquanto la Jiia dejira mano^quafi in qual modo lignificare uo
lendo che fiejjero attentiyin cofi fatta maniera rifa mllo.lSlegli 0 c chi yap
erte i& chiare, & lucide fine Sire de l'animo , del colore de quali
hora è ben tepo che fi ragio7iiymolte CT uarie confidcrationi àfono . Ma
nonperò.fono quefle differei^ein tutto l'occhio egualmcntcxanxi in quella parte
folayche circodata dal bianco jfafcia & fta intorno a la pupillaXaqua^
leèuolgarmete nominata il ncì'o de l'occhio: Et da ^alcUnìpiu dottila ruota.^o
hanno adunque in aU cun' altra parte fuori che in qucfla^ la propria loro
hahhatione quelle diucrfita , onde ( fi come il perfo dal uermigliOo&
l'aTiurro dal uerde)fi dice uariare ^ ejfere diuerfo lun'hnomo da V altro nel
colore de gli occhiXhe lapuppilla e'lbianco(come chiaro &^ aperto fi
uede)pcr qualità di colorejn tutti quanti gli huominijono fempre quelli
medefmi: fen%a ha-- uerui da colui a quefi'altrOy alcuna uarìcta . Il nero
adunque folamente è quella parte che uaria: ma no gia^come e flato fententia di
alcuni non indegni dot tortane i cauallifolo & ne gli huomirti: ma ne i
cani anchorai^ ne lejcimic : & in molte altre jpecte di animali: S E C 0 D
0. ìT^ fi come noi diligenaemcìnc habbiam'o dfferudt(K T^le pure è differente
rfue[ìa parte, gli huonàm tra laro confiderandoy & luno ir^eme con T altro
para gonandoyma in im corpo medejimoyfecondo che egli o più. 0, mti.no.
annouera anni.fi fcorgono in lei non fìcciole differeu's^e.Concìojìacofa che
altro fia il co^ i^rc di qiicjla ruota^ injtn tenero & acerbo bambir
m:aUrOy inm .Imómo più maturo & fermo: & al- tro. al fine yin m di già
mex^: ^peruenuto a l[efirc tna uecchic^i^^ Ma le puppille neramente come ho
dt^ttOyTkcXa tonalità &.mlcQlore.no uariam gia:Ma foto rie là
qudntitay& nela grande'^ . Terche fa^ f ere conmenfiy cbje k.picciole.come
portano le yol-^ piyi Serpenti^ & le Scimieymai ne da maluagita^ ne da
caniuipmfieri, ne da ouaritìuyneÀapQco qgdir fhento^triSit uogliè che l animo
imgombr ano di qtic gli animaliynon pojj'orio jìare lontane naturalmente.,
Ma'comc che in tutte^lf maniere ^ le qualità rfè gli occhi y lapicciolex^ de le
puppille fia rea;eHa è peggiore affai , negli occhi bianchi er ulìuigni : EP.
pejfima poiyje quefti Hejfi fono concauiyfecchiy& tt nebroft: Ma in molti
doppia ani^pure in infinito ne crefce la fua malitia > fe con tutte le
conditionipre-^ dette.fojjero gli occhi macchiatiy& Jparft di alcune, punte
di uari colori Ma da l'altro lato la grande':^ %a de le puppille y poi
chetalìinquefla parte fono le pecore ei buoiy chepuote ella altro fignifìcare ,
che tardità di ingegno :groJfe'2^ di cerueUo:uanita:foffe rèntia:^ femplice
&ro7^ humanitafaccioche non V i L 1 5 i^U minore lei femhìanxafojje ne le
inuifibili paffionì de l'animo; che ella fi fia ne le manifefie conditioni del
corpo. In fomma^le puppìlle come tutte V altre mera braydebbono ejjere
j?roportionate:Et tali effendo^et giuflitiai& bontà buoni coHumi dimoHrano:
Do ue color OiCui d'altra guifii furono date da la natura^ eJr fconumatiy&
maluagh CT ingiuri ^effer e per ciò fi comprendono . tt [e per auentura alcuna
fiata aue nij}e(ilche pero fia di rado)che da uoifojjero ueduti chi le puppille
hauejjero lunge & ouali j oucro di ijualunque altra forma angularhbcne
& ragioneuo le è che fappiatey i naturali mouimenti de l'anime lo ¥oyCofi da
VefJeregiuHiy o buoni ^ od honefli trouarfi difcoflo;come daldieci^l'uno:
dalpefi), la leggere':!^ %ai& da la Brumali folSìitio del Cancro Jh{e punto
fate Hima che quegli altri più ui s'accoftino , chele puppille (tutto che de la
ifteffa forma ) nondimeno l'una ne haueffino maggiore & più ampia che Val^
ira^r T^el bianco poijfe ben non u'è partitamente dif feren%^ alcuna di colore
o di quantita^u^èpero intro dotta una certa diffomiglian^a^da la qualità di
alcu neuene che per entro ui fcorrono:LequaiyUermigUe^ moltei& chiaramente
uifibilieJfendOi mo^rano che la colera ahondi nel corpoiEt lo fdegn0y&
lafie re7^ r^e inanimo. Ma fe elle tantey& cofifolte^ & cofi grandi
fono y che in gran parte il bianco quafi tutto ne coprano Jlimat e pure che gli
affetti che con loro fi giungonoyfiano oltre ad ogni termine honeiìo &
diceuolefuribondi:Et fe con quefìa tale conditio S E C 0 TS(^D 0. 114 ne y
fojjero gli occhi tutti in fe od humidì 0 fèccht^ Vchhrcz^y con Ihumidita;
& la furia impctuofìffi-^ nta^con la fecchc^ credete che alloggi . Ma quan^
do il bianco non in quello modo Jparjò di uene, an^} fia tinto di pallido
liuidore , c^r che tutta la quantità de l'occhio (come che grauemente) pure
JpeJJb fi ma myrnetteteloper certiffimo fegnoy diferma^^ tena xey& profonda
memoria:Et di buonifjlmo giudicioi Etinfiemc dipenfofayintellettuale^&
contemplati^ ua natura.Ma perche con maggiore diflintione pro-^ ceda il noflro
ragionamento, onde più facile ne fia parimente la ìntelligeni^a hauete a fapere
che la ruota degli occhi , laquaLe come difopra narrai Ha intorno a la
puppilla,& è circondata dal bianco j no può generalmente parlando , ejjere
d'altro colort^^ che 2uno'di queHitire.Tercioche o eUa e tutta axyr ra: Et ha
intorno a lapuppilla alcuni raggi bianchi che a pena fi Jcorgono.llchefi come
ftimoy diede oc-^ cafione primieramete^che gli occhi tali che Cefii da i Latini
furono detthfoffìno communemente nomina ti da quel colore. Ouero che ella è
uerdigna:Et i rag gi che manifefti apparenti efcono da lapuppilla^ fono di
colore d'oroylquali non altramente leftanno dintorno ^che fi facciano ìfuoi
cerca la ruota de l'ho riuolo : Donde auiene > che elli quantunque uifibil-
mente da la puppilla fi partono > non cuoprano pero tutta la ruota : 2S(e
fino a l'ultima eflremita di lei che è contigua al bianco, pojjano peruenire^
Laqual cofa, non in tutti gli occhi tali medefimamente ; ma T ij TI \QL I B U Z
. , ih alcuni pìuy& m alcuni meno fi trouaXonciofiaco Jaycbe talhora i
raggi per poco di (patio lotani da ta puppilla finifcano: Et nota lafcino in
queUo modo^no f icciola parte de la ruota: Et alcune uolt comandino M punta
loroyfin ne l'ultima circonfer ernia di queU la. Et in cjuefla maniera quella
parte fola nota ne re -Jktj che tra le onde diro cofi , de l'uno raggio Cir de
altro rimane. Or aper che in quesìa forte d'occhi fi -fcoprono almeno due
qualità di colori.ynoii latini -imitando iUari li domandiamo: Ma i Graci da la
bel^ lex^ loro tirati^ non per quel folo nome gli appella i rono; ma gratiofi
ancbor^ li dijfcro : Èt come che ^iu belli di tutti gli alttk co fi
anchùranHntij di mi^ ^cgUori affetti jhehbero opinione che fofft rò. Vultima
:poi generale qualità di queSìa ruota , è che i raggi ufcenti da la puppilla
fiano cofi forti & Jpeffiychela 'ingombrino tutta infino aia fua ultiirm
parte: Et, alhora gli occhi tali , fono addomandati neri : non perche neri
fiano ueramente: Che an'^ da uicìno fifo miratijfi fcopre in loro il colore
giallo: Etprov ^riamente ad oro fimile . Ma perche di lontano y jion co molta
attentìone guardati^ fcgliono ne la pri ma uiSìa fempre hauere quella apparenza
• Ma que He uniuerjali differenT^ lafciamo : Et d'alcun aU tre , che più
particular mente fono negli occhi ua^ ri , Jegiiitando diciamo . In alcuni de
quali , ne /V- firema parte de la ruota , laquale come la carne a la peUe.è
congiunta al bianco de l'occhioyucdefi talho^ ra uno cerchietta nera : xiuando
^ uno bianco: fpcjjìà^ » * S E C 0 71 D 0. ir^ uri^altro-^aguìfa d'oro lucido
& YÌjplendentc:Etal^ cune uolte^uno uergato di più colori come Inarco ce--
IcHe ♦ De la nerex^a^ ne h cagione la ftccita : Et la ^hondan^a del muninconico
humore . // bianco^Ja humìdita & da phlegma procede. T^afce lo Jplendo re
yda punta di fangue.Etlauarictaylafua origine ti ra da lo eccejjò di quegli
humori yche per cjutjie re^i gole ejfere ne gli occhi fi intendono: Donando
tutta^ uia il Uerrhigtio accefOj ouero ilferrigno^ol rugino foyfe in qucUa
mefcolan'T^ u' hanno di tai coloriy a la fuperfluita de la colera. I
primieri,non fen^ cagio;- ne luuidiofi & maligni pojjono ejjer e
giudicati:! fe^ condì , uani & bugiardi : T\[e hanno per ordinario molto
acuta uifla. I ter7^Mbidinofi:Etgli ultimi a la fine golofi 0 inteperatiMa
fegno alcuno di colera^ hauendoy& priui medcfmamentc effendo di humi
ditajnfiemecongli affetti predctti,il furore aggiun gereft conuienese ueramente
la fecchei^ con l'hu more cambiafiinOy& magnanimì^& fortiy& uera^
ciy& giudicìoft fartbbonoMa oltre a queflo^non pO, co di afprexi^
neglifdegni ritenirebbono: Et drie^ io a tutte le cofe Peneree,fcmpre uanamente
fi per derebbono . Ora perche(come difopra alquanto ne toccai breuemente)non
pochi fono quegli huomìni che portano negli occhi impr effe alcune punte di ua
fi colorijragioneuole flimopria che d'altra cofa aU- cuna fi trattiyle
fignifìcationi di queflc apertamente moflrare. Et come che generalmente in
tutte le qua lita degli occhiale punte ^ le macchie fian reefpur T iij L I B re
nondimeno di gran lunga fono peggiori negli oc chi bianchi & uliuigni: onde
coneJJòlorOyi tradimen tiylejraudiyle rapinerie maUtieyla f^gacitayCt U sfrt
nata temer itayfempremai fi congiunge. Ma fe ne gli occhi nari alcune poi ce ne
hauefiinoy la roi^'j^a ne lo intelletto , & la ajperita la {piaceuok7;p:;a
ne i cofiumijcertamente fi menarebbono appreJJòéMale fanguignCycheper entro
agli occhi neriycome le fiel le nel Cielo y& ne i prati i fiori uederete
fparfey non altramente hanno gli affetti loro maluagi che IOt leandro CT la
Cicuta;& l'Orione e'I tempeflofo jir turo fiano foliti hauere.Oìide fia
fempre bencylo flU mare che da homicidijyda dishonefia Ubidiney da fi-m
mulationiy& fopra tutto da aUutia nel fapere cela^ re i fecreti del cuor
enfiano da ogni tempo feguite ^ Quelle altre poi che di pallido &fofco
colore mac-^ chianogli occhiyfanno forgere ne l'animo uogliayche tutti gli
huomini un fol capo hauefiino:Et quello(co me dei Bimani diceuaCaliguld) uedere
pofcialor tronco. Et a quefia fi grande & cofi fiera malignità^ fi unifce
naturalmete lo appetito de le cofe impofiibi li: Et la inuefiigatione (benché a
cattiuo fine) degli accolti fatti de la natura & de gli huominiMa non rcflo
^damantioyilche da noi certifiimo se ritroua tOydi mettere non meno infieme con
quefleil timo-- re;che con le fopr adette il furore fi flia.Ora concbiu
dendoyin fomma affermo che le macchie tutte degli occhiycume iljuccidume &
le lordure a ipanni,tol^ gono a l anima la nette^ & lapurita.Ma jper di^ S
E C 0 T^D 0. 116 ^ fintamente bora di tutte L'altre qualità del colore de gli
occhi narrare ydouete hauere in mente ycbe ne i tenebrofi & ofcuri , u'babiti
di continouo qualcbe fnale:& qualcbe Tirana & borrenda fciagura. Iqua
li poi [e infìeme con l'horror e & con Cojcurita ante detta fcccbi &
aridi fojjìno, tanto più certi tejlimo ni di perfidia & di infedeltayne
uerrebbono ad effe rei Et fe co tutto ciocia picciolc'j^ anchora conefjò loro
fifoffcytanto meno di cagione bauete di douere lor fede prefiare: Concio fia co
fa cbe di fraudici ma lignitayditradimenth& di inganni fiano abondan^
tiffmi. Quei foli , tra tutti i tenebrofi alcuna parte hanno in fe di bontay
che di conucneuole grandex^ dotati ypiu cbe mei^namente fono bumidi. Quegli f
foUecitudine & cofìdtia;quefìiyConfideratione & do edita; Et quefli
ifleffureligione & timore ne l anima impartono: Et del core la liberalità
de le radici fue^ gliendojn uece di leiyO lauaritiayO la miferiayod al-- meno
la parftmonia ui piantano . Ma fcmprefgene^ Talmente parlando) quefla tale
ofcuritayfi tiene con-* effolei la perfìdia & lintemperantia:Laquale tanto
e maggiore & più crefcCy quanto più fono borribili & ofcure le tenebre.
Da l'altra parte gli occhi lumi nofi & rìfplcndenti , come per la qualità
del colore a i fopr adetti fono contrari ; co fi ne gli affetti cbe loro die
per compagni la dìuina natura , come viete a la Libra , CT al Boote il Canopo ,
& come il Sericano a VlberOy& a l'Ethìopo il Scitta^fono co-- me fi
dice distanti per tutto il diametro . Onde , & L I B B^O Z di grande':^
& di eminentia l'altre buone condì'* tioni haucndoyfono fen%a alcun fallo
yuia più che tut ti gli altri difiderabili ^ T^e fogliono altro di incom modo
hauere conejjoloro , e/fendo tuttauia fi. come quei di i Galli lucidiffimi ,
& ardenti di puro fpleìi^ dorcyfaluo che la iìicontinentia & la
libidine :Ondc^ fia jàno configlio y il non commettere quelle femine a la
guardia loro > che caHe ^pudiche difideriamo che uiuano : altramente con la
paglia il fuoco, e'I Lupo con l'ugnella, tardi & con noftro dannOy a la
fine ci auedremo di hauere infieme congiunto . Gli occhi uariy che grandi &
rijplendenti & humidi/ia noconueneuolmentey diforte^i^ di corpo^di graUfr.
de.':^ d'animoy& di ualorey& di ingegno prejìanò fede: Et a quei fi
ajfmigliàno , degli animofi Leonia ^dele fiere àquile. Ma fefofiino grandi
folamen te più de l'hone^ìo, & lucefilnoy CST mouejfmfi nel ri mirar ey
come quei fanno degli huomini acce fi d'ira eìr di J degno y& Uefiìno le
palpebre loro molto lar^ ghe & apertcycon uerita fi potrebbe dir'eyloro
ejfe^ re più di tutti gli occhi tri§ìijfmi:fi come quelliyche a i Lupìy & a
i cinghiali portando fembìan^a , non potrebbono da le maluagie uoglie di quegli
anima^ iiycffere lontani giamaì:jtn%i di crudeltay& difie^ reT^y & di
rapacità 9 di molto gli uincercbbono • Se uer amente con la picciolei^
uibrajjino , / mali-- gni &frodolenti cifcopririano.-Doueco lagrande's^ %a
y ci dariano manife§ìo indicio digolofita, difoU Ha , ^ di fciocche'^ • Ben è
ucro che gli occhi in S E C 0 ISI D 0 tty ^itetia guifamouemifi i ne per
humìdìtay ne per grandei^y ne per jplendore , dal medriocre CT ra^ gionemle
flato partenti/i , e^r con tutto queHo Uca ti ejjendo & brilLant'h
dimofirano eccellente & ra^ ra alte']^ d'animo : altero CT inuincìbile
jpirito , Cìr ardentijjimo & ineflingmhìle difiderio di gloria CJr d'honore
. Ma non crediate pero , che per que^ ^ìe fi buone & fi lodate conditioni y
manchino da r altro lato o di fouerchia arrogantia : &nel uan^ tarfi
majjimamente : onero di cbbrc^a : & di ira sfrenata CT impatiente : Et del
corpo parlando , di ejfere da lepaffioni del morbo caduco di leggiero ah
battuto.Tali (come fi troua fcritto) furono gli occhi del Magno ^lejfandro : In
cui le qualità primiera mente dette , lo fecero empire di fuoi triompbi eSr* di
fue uittoric , le parti Orientali tutte del mondo : £t le feconde , a" la
uccifionejct .Jpinfero di dito Calliftene : & a l'incendio de l'antica Citta
di Ver-^ fepoli . Or finalmente adunque , & per ttniuerfatc conclufioncy
tutti gh occhi che uibrano y come fe jat tare uolefiino fuori del capo y hanno
fempre in com^ pagnia loro , qualche tritio uitio : Et qualche grauc &
biafimeuole {celeraten:^ . Quegli altri poi y ne i quali il rifo CT il piacere
albergay tenendo con la feù. the'xj^ infìeme y le palpebre cofi me'xo chiiife ,
& guardando come qui sufa a dire difotto co'7;j^y non fono àegni inuero di
lode alcuna : Et meno anco que gli altriyche con tutto quello fono concaui
anchora^ \An'^ & qneHi & quelli y uanno fempre qualche 1 L I B B^O ria
malisagitafabricando. TriHo è parimente il foy fe nel fronte y ne legate^ &
ne le ciglia, uba uno certo tremore : Et più cattino poi yfe chiudendo &
aprendo jpelje fiate lepalpcbre, mirano intentamen te: Et triliiffmo al fine,
quando di loro natura Han no gli occhi aperti(fmi.^lhora neramente il rijò ha
meno in fe di trifiitia, che egli comolta humiditade è congiunto : Ts[e fuori
che uana ór fciocca fcmpLici tay ór non potere fojferire i dolori, altro di
male gli. fi può attribuire. Ida fe con quefto humore lepalpe braflejfmo tefe ,
ór molle il fronte, ór molli fofiino queHe parti qui intorno agli orecchi,
ciafcuno uitio in tutto da Ce difcac dandone , fi rimane il rifo in compagnia
de le uirtu : De lequai, lagiufiitia rende gli huominifimili a Dio :
laprudentia , gli ammae^ Sìra: la amoreuoleT^ la pietà CT la manfuetudine >
li fanno cari ór grati ciafcuno: Et la magnifìcetia al fine,il difìderio de la
gloria & de Vhonore nel petto gli infilila . Ma per contrario gli huomini
di fiera Órpauentofa guatatura , hauendo pregni gli occhi diconueneuole copia
di humidita,fono penfofi natu^ talmente & ingegnofi . Doue fe la fecchcj^
infie^ me con la ferita de lo fguardo fi accoppia , alhora Ibene in male , l
ingegno in malitie, ór li penfie-^ iri in dijperatione in un tratto fi mutano :
Et fe con tutto queHo , ajpra la front e, gli occhi fermi , ÓJ* ritte fofiino
le palpebre, incrudelifcono ne la feroci ta de le uoglie; ardifcono a qualunque
imprefai Ts(e finalmente^ alcuna cofa non tentata lafciano . Et poi S E c o T^D
0. llS che m'è auemto di fare bora mentlone de Ictferme^ %a & rigidità
degli occhia da quejio non miparten doy hauete afermarui nel core , lei ejjere
aperto ^ manifejlo fegno^di maluagie & trifie offe tt ioni ehm fe &
occoltenc ranimo.Magli miuerfali lafciando, er ne iparticulari col parlare
entrandoygli occhi in queHo modo fermi rigidi & fifii^ inft eme con llm^
miditayil timor e-ycon la fecches^x^yld menticaggine; 0 con la pallide'^y lo
Hupore argomentano. CoU ro poi che con la rigidej^ leuano altamente le ci^
glia^aprendogli occhi come fe per efii rejpirare uo^ Lefimo y fono [degno fiy
crudeli^ imprudenti^ maligni ^ CT Jìoltamcnte faui . Ma fe col rigore fono gli
occhi grandi & di colore uermiglioy infatiabile nehlaga la'& sfrenata
& ardentijìima la libidine.Et fe con • quefioy hauefiiuo le gote ma certa
fijfura, non fi de ìlare in dubbio che la sfacciatex^y la ingiuHitiaM
infatiabilita (per cofi dire) & la dijperationcy CT h mala cotentc
j^yfempre co i predetti affetti non ua dano.Gliauarh & di continouo a i
guadagni &for feale rapine intenti da gli occhi piccioli & fermi fono
moftratidqualife medeftmamente tra le ciglia il fronte crejpajìinoy o fia che
per natura molte grìn c(e n'haueffino , frodolentifiimifopra tutti gli huo^
mini ne farebbono : Et fe con tutta la per fona an^ dajfmo chini & piegatiy
che ladroni fojfino & fom- mamente colericiyconofcere douerefle.Ma fopra
tut to y Vamicitia hauere non ui curate , & hauendola, dilafciarla cercate^
di coloro che ^Hocchi uliui< 1 l I B 110 j^niy& rigìdìj & ofcHYÌ
portano ne la teJlaiChe fem i preingannatorij& nel malfare & ne le
graui [cele | yatex^ifuegliati & fremii li troi^ercte: Et non /o- lo
dilettaìitifhnm procaccianti anchora le nnferiej.e -calamita, & le rouine
degli buomini. Tale fu ne di fuoi^ne fino ad bora da la morte di lui molto di
tem- po è pajfatOyun giouene di non picciolo affare in que Sìa Citta: llquale
col fuo fine borribile & pauento- fo^con danno difej& utile di chi u'
intende & appli ta l'animo, IdUerita di qitefìa dottrina pienamente ci
confermo. Soli gli occbi filfhche piccioli & burnii di fiario.infteme con
la fronte priua di rugbcy & con le palpebre mouentifii, tengono in fe
qualche cofa di buono: Quando certo fappiamo , che da queUi uie^ ne come
l'ombra da i corpijC amore uerfo le lettere: m la éruditione.eH caldo defio del
fapere . Ma fi come a coloro che gran tempo fono Hati nauigando per Valto mare
, quando fi auicinano a la terra , uiene loro un certo odore che lei benché non
ueduta pale^ fa; cofi a me quantunque con humili uclcdifcorren-* te per lo
pelago de le dimo^lrationi degli occhiai fi fentire il propinquo lito :
Conftderando che de /r quattro auerten'^ che in loro diffi douere effere ha mtCy
ciò è Informa , il fito , il colore, el mouimen- tò , le tre lafciatomi dritto
a le Jpalle , per affai difpatio ingolfatomi ne la quarta non poffa quel luo go
effere molto lontano,doue la Hanca mia nauìceU tii,/e tale fu il fuo deiìiìw,
de la durata fatica fi po^ fora. Ora adunque Jeguendo , dico che gli occhi, che
S E C 0 T^ .D 0. irp con fretta fi mononoy più negligentiayche faccende ; fili
perfidiaychefedt ; più fojpctto , che fccurìta ; cr fignijicano a k fine ypiu
che tranquillila y perturbai tione. Ma color q che con gli occhi infiemc le
palpc^ bre hanno mobili» mancano il più de uoltc di grath* de']^ d'animo: Doue
quegli altri che girandoli (ian no con le,palpebre ferme , diuengono ne le
aduerfir tay animofirne iperigliy audaci''^ ne la dijperatio^
neyConfidtnti.J^^er contrario chi gli occhi tardamen te moucrèpegro ylentOy^
dipocojtnno: Et cori fa^ tica fa cominciare alcuna cofa: Et coniinciatolaycon
maggiore difficulta fe ne fa rimanere i.,Gli occhi fofchiyi^^ da l uno lato
& da l'altro raggiranti fi pre diamente y fono paT^xi & inutili:!
grandi & trernan tiy a r^bbrex^i a lagolay a la tarditaya lo Uupore^ a
laiioltìtiafqno incimati. 1 piccioli & bianchi & a lo ifiefjo
tremorfottopofliy agliirjgii4fiiy sfacr ciati y & infedeli conuengono :
procuranti V altrui male: Etuiuenti de le altrui mijeriè. Et fe nerifof^ fino 0
iwiy in tutto le rnedcfimefignific adoni hau^- rebbono : fe non in quanto ,
^ucjìi più imprudenti ^ temerari ; Et quelli , più sfacciati & difdegnojt
farebbono. Gli occhi che ondeggiano a laguifadel mare , uolano a piene uele ne
i piaceri & ne It cofe amorofeima pero non ingiuftiyne maluagiy ne di rea
natura^ ne lontani fono a le Mufe e ad apollo. Va^ frirfi e7 riferrar fi molto
Ipejfo negli occhi , ei dee con iejjempio del Barbaroffày già Corfaley& al
pre fente I{e d'Mghiere , ^ Capitano de le armate d§ L 1 B J^ U Turchìy àe ì
rapaci & degli infidìofi rendere accor ti • JqualifacUmente cimlunque arte
& qualunque difficile cofa apprenderiano , & in fomma aftuti &
ìngegnoft JarianoJ?auendo entro negli occhi abonde Mole copia di hmidita. Ma [e
la pallidezj^ col tre- more uifojjcyfarebbono dal [acro morboyod almeno -data
uertigine moleHati: Et lo acume delointellet tOy e7 raggio & lo jplendore
de lo ingegno y& fofco f2r rintw^ato ejjere in fe fentendoy& in [e
medefi-- mi fcontentiy& ad altrui uiuerebbono ingrati. Que gli occhi che
nel chiuderfi in qucflo modo uoltano U fuppiUe a Vinfujby già mi par e di
ricordarmi di ha^ uerui detta^ che molta libidine , & poca prudentia ftano
nfati di tenere con ejjo di loro; Ma fe non in fu fo fi uolgonoyan^i dritti cr
fermi rimangono yhaucn do conueneuole parte digrandezj^ydi fplendorey&
4^hmiditay& infieme la fronte fcn^^a ruga alcuna^ non ci reiìa(fe agli
occhi foli guardiamo) cagione Ónde non habbianoad effere religiofi ,
prudenthua^ ghi dfintendereygcntilis & fopra tutto amoreuoli : Voue
Vhumidita con lafecche's^ cambiandoylafcia te le buone & le honefie
affcttioni da una parte ^ & in luogo di quelle qualche rio &
abhomineuole pen fiero tuttauia trauagliandofi ne la mente , dricto a la
ferocità &ala ingiufìitia , trifte & ferine uo-* glie yfi
abhandonerehhono in tutto , Et effendo que^ Ha tale ficcitaycon la aj^rei^
& con le grinte del fronte accompagnata , & col raggiungimento de /e
€igliay fUr €on la durc'Sf^ de le palpebre^non cono^ S E C 0 1^ D 0 ^ Ilo fce
la audacia loro alcuno ri/petto : Et la fiere^j^ t con fomma difficoltà fi può
re?idcre manfueta & humilcft<lu\ladmcno fi come i Dei con gli incenfìxo
uotiy& co [almi , cofi cofioro lodati riueriti & pre^ jentatiy fi
mitigano & tornano humani . Gli occhi molto aperti, Hcbe alhorafi intende
yche & difottQ e^r di /òpra tutta la circonferentia de la ruota fi pof fa
uederCy & oltre a quella anchora fpvjje fiate uno cerchietto del bianco^
ejjèndo fermi humidi^ ofcH rii^ hauendo piaceuole guardatura^mcmno per or
dinario in loro compagnia & bontà & uiuacita & fronte'z;z^ di
ingegno: Ma (e Hhumort con la ficcita^ & con lo fplendore Vofcurita
permutajfino, CT non^ dimeno con fe§ìofo& lieto & chiaro [guardo miraf
finoydifomma sfacciate'T^yet di cftrema audacia ci fariano fegno.Ora fe dritto
e§ìimoy?ion mi pare che degli occhi parlandoyaltra cojà alcuna ci reSìi, che a
dirla mi fia neceJfario:per tanto fe cofi confentìre tCy altro foggetto donando
a le mie parole , procac-^ ciaro di menare a fine & terminare queUa fatica
; onde io fio in fojpetto che a me ne fegua molto di perdita & di molefiia
: Et uoi fete certi che niuno forfè yod inuero pochiffmo diletto od acquifloyue
ne debba uenire . Se la natura , rijpofe prefiameute il Qurinì, è quella che
cofentìre iluipoffa, niuno ere do farà tra noi di fi dura mentCyche ardifca a
negar louiiMa feinfinitiifonotutto'lgiorno prodotti da lei^ cogli occhi altri a
queftas& altri a quella parte, alcuni in fuf0}& no pochi
ingiuforiuolti}come uole te che p offa acquetar fi lo intelletto nojlro , non
ha* uendo di tante diuerfita^pure uno foto motto intefo da uoi^Lauate aduque
quella picciola noia che uap fona il difìderio noftroycon l'acqua dcla grande
hu tnanitade uoHrac^ Et al dijpiacert che Un uoi,amen ^àte nonfolo conia
confolatione^ma col giouamento anchoragrandiffmo che ci date.^lhora lo Spagnuo
loyaffai joggiunfe mi credeua di hauerne^detto^quan do cercai di perfuaderui ,
che jenxa là maluagita de l'animoyi uiti del corpo nonpotejjino Hare. Ala poi
che pure fete fermati che più partitami te fe ne hab hia a parlare > io
ftudiando di compiacerui , mio mi ingegnerò di fare il uoftro uolere.Quindi il
ragia namento fuo ripigliando , cofi feguito . Fariamcntt come piacque al CicloyCterno
feme di noUre uìte^for^ fio gli occhi de huomini torti: Cociofiacofa che talha
va uerfo l'homero dritto , fì^effo mirano contra il /iniSìro:Et alcune uoltCy
quajfi che amìnedue accendi najfero al nafo , fono uolti al dì dentro : ÈtTuno
al contrario de l altro . Et quando oltre a ciò fi ficcar: no fiotto la
palpebra di fopra : Et bora in quella di [otto fi affoggano • Lequali
differente , tutto che babbìario una fola-c^r fimile fignificatione di trifìi
movimenti d' animo y nonauiene peroy che tra lo-- ro non uadano in qualche
parte dìfiomiglianti . Ma quello che confufo ^mefcolato ubo mejfo dinan-^ bene
è ragione che per più ferma ìnteiligenxa di, uoi.ue lo fcpari alprefente^&
ue lo dìflingua. Quei primi adunque che la delira parte rijguardano , la
pa:^ia. S E C O T^D 0. 121 pao^aja negUgentia, & la menticaggìne hanno ui
dna: Olici che la fmiUra^gli adultcrijyla luj]ìma^^ la ardente libidine : Et
quelli che accennano al na* fo y le beffe , leìgermìncUe^ & le berte. Onde
pro^ uede in quello modo la fauia natura , che i Brunii e i Bujfalmacchi , rifo
& dolce':^ de gli huomini , per rattemperare t amaritudine eH dolore de la
ui^ ta y non uengano a mancare giamai , Meramente coloro che di tale maniera
portane gli occhi , fono peruero dire j il mele e' l condimento de thumaìia
confue t Udine . Ejji tuttauia faceti ^ con eia fc uno pia^ ceuoliy &
fempre motteggiofi & feHtuoliy& grati ^ amici di continouo a l'amore
& a legratie , cìr uiuono in fe medefimi , & aue^^yio altrui a uiuere
la uita foauemente.Ma feperauenturayalcunigli oc chi auenga che torti in quefl'
ultima guifa^ ^ jecchi infieme , & fifsi , cìr aperti gli hauejjero , ejjì
da le grafie & da lo amore abbandonati, le pfaceuole':^^ 'X^ in trujfe , i
motti in oltraggi, ^ le facetie in uiU lanie conuer tendo, negiuUitia ne
uergogna non ccì nojcendoya le maluagita era le triUitie reflarebbo^^ no in
preda. Et a peggiore conditione anchora ucr^ rebbono , & la audacia &
la ferocità cH dejìo del malfare accrefcerebbonoyfe gli occhi non rigidi ^
fijfi y ma tremanti & uaghi tenefiino . Quei poi che l'occhio dritto ne la
deHrapartCy e' l manco tor^ corto ne la finìflra, come fono nel corpo d'ambidui
gli fior cimenti partecipi ycofi lapa^S^ia & la libidi ne r affetti che
loro feguono^ne l'animo hanno con^ t L 1 B U giunte.Bcnfi de però fempreja
maggiore & più po tente fignificatione, donare a Vocino più torto: Ma
ejjendo egualmente queflo uitio ne l'mo come ne L'ai troyii finiftro ne le f
emine , e'I dritto nei mafchifi ha daprcporre . Ma quando non da lato(come «tr
duto habbiamo ne iprec€denti)an7^pd in fufo od in giufo è lo fior cimento ,
tanto alhora più di malitia crefce ne i mouimenti del core^ quanto meno di heU
Ici:^ ne Icluci [cerna del capo.Di che douend io dar ne partite regole , dirò
primieramente che coloro che tengono uerfoH fronte rìuolti gli occhia il male
caduco ne le infermità del corpo ; & la libidine y la golofitay ^lebbre^i:^
in quelle de l'animo ; & ne i j'entìmentiyhanno per loro proprio loflupore
& la torbide':!^. Et [e queUi occhi tali fi mouejfma con un certo tremore ,
non ne può ejfere lontana la epi^ lempfia : od il morbo caduco che fi foglia
dire . Ma quando non tremanti^ma di liuida paìlide'Z^ foffe- ro dipintiy non
ajpira & non attende ad altro la lo^ YO ferina crudeltUyche a mortiM uccifioni&
homi cidi^^e poi grandi fono & uermigli, a igiuocatoriy a gli effeminatiya
i dishonefliy& incontinentiy& go lofiffimifi conuengono. Coloro poi che
per contrario in giufo portano giratigli occhi , & come ajfogati fìr
fommerfi ne le palpebre di f otto yfentono credo non fen%a noia , fe hauere da
le medefime pajfioni che quei che in fufoy eH corpo & l'a nìma perturba ti:
Se non in quanto che Iodio & lo fdegnojpiu lun gamentCy& con più duro
& ofiinato affetto ritengo SECONDO. I2t tto. T^e d'altro mo^rano d'ejjèr
uaghUne d'altra co fa tanto lor calcy quanto the trauagliarjì in tutte le loro
operationiycon feluaggia & roT^ & aJ}^rafero, ctta. Ma fetalbora alcuni
uedesìe che l'uno occhio al Cielo y^ l'altro a la terra uolgefiino^tr emando in
ambiduiy & Hringendo le ciglia^ ^ molto JP^JP> ref^irandOife direte che
il morbo caduco fia in loro, fe non in atto^almcno inpotentia molto propìnqua^
fempre del uero nuntij diuenirete.^lhora il Giglio, chiaramente difje s'è da
noi comprefo per le uofìre parole^quafi pel lume il colore^ ciajcmia diffcren'^
c'habbiayO nelfito,o ne la torcitura degli occhiMa ptrcioche non fubito ogni
cofa b bene che non è ma^ Uy ne e uirtu non effendo uitio^ne inferma tutto ciò
che non fana, uorrei che intorno a le predette quali tdynon folamente ci
dicefte come non hauefflno ad ef fere gli occhi:ma più tofìo come effere fi
douejjino . La concauitaj l'eminentia, ne conofciamo: ma il conueneuole loro
HatOy non peranchora fappiamo . Leuerita de torcimenti ci fono palefi : Ma la
nera forma de la drittezza ci rimane accolta . Dateci adunque uoi , che
lefofche chiare,& le cofe dubbie certe folete fare^ una ferma regola onde
habbìamo ad intendere la giuHa qualità degliocchiillche non meno fi conuerra a
la uofira cortefia nel come pia^ cerci.che fia diceuoleala dottrina ne lo
infegnarcL ^n^T^i rifpojè il Confolojla cortefia non mìlafoia in^ fegnare a più
dotti: Kle la dottrina confentCy che di do che non pojfo debba compiacere ad
altrui. Onde il H U Gìglio di mono yuoi potè do foggimfe.cì farete pia cere: Et
cofa a tutti noi moftrerete^che non ci e nota. Che già cofi ingiuri non
faremmoyche di cofa ui pre gafiimoyche tifarla non f offe in uoflra baliaiT^le
cofi imprudentiiChe ciò che noi fapeJiimOidauoi che non ne haue^le
cognitioncy^ìudiajfmo di appararlo . Et loSpagnuolo alhora, duro pefo cercate
dijfe di im^ porre fopra di medlquale io non fo come mi [peri di poterlo regger
e:Klp hauendo in tutti i libri de i paf fati dottoriy letto giamai cofa alcuna
che mifoUeui^ ^ulladimenofe la uoHra aita mi promettet^^y io co ejfouoiy come
fedeli cT amici conftglieri , de la ejpe^ ricntia che lungamente ne ho
fattOydomandand oue ne cofiglìo ragionerai jperando che piacendo hora a uoile
mie nouelle offcruationi , elle tanto debbiano acquiHare di auttorita y (he nel
tempo auenire^pof fano anchora a i difcendenti noftri effere careXt poi
incominciando j cofi fegmò.Mhor a credete che nel fito degli occhi debbano
effere giufii^ne punto oltre^ al douere o rileuati.o bafjìyche da la efieremita
de i peli de le ciglia ^ fino a l'ultima eminentia dei pe- li de le palpebre
tirando una linea ^ouero con un fil mfurandoytrouerete la predetta linea ejjere
diritta, circolare: le palpebre più de le cigliarne queflc più di quell'altre ,
o ritirar fi in dentro o ^ingerfi in fuori . Ma quando o le palpebre
foprauan^ano a le ciglia y ouero che elle ne fono più baffe , eminenti nel
primi) cafo , & nel fecondo, caui effere fi dicono gli occhi . Et tanto più
o di queSìi o di quegli afftt^ S E C 0 T^D 0. ti ejjere pìen'h quanto che la
eminentìayOuero la con cauita ne e maggiore • Vada adunque nel primiero affetto
lo [guardo uoHro ^ fen^ia altramente Uno . compafjb affettare ^ mirando
giudiciofamente o le palpebre & le ciglia : onero [e più u'aggrada( ilcbe è
tanto però)la fommità de la carne del fronte qui fu hìto [opra degli
occhiy& la fommita parimente di quella de le palpebre:E'l fronte più di
queHe^ o quc he più del fronte ueggendo ali^arfhfecodo la propor tione del più
& del me7io, Valte%T^ a gli ^ fini od a i Buoi y cr la baffe^i^ degli occhi
od a i Leoni, ód a le Scimie rafomigliate: Et in quefìo modo o fcioc chio buoni
, o prudenti o malitiofì giudicate gli huo mini.Ora ueduto adunque quale fia il
giù fio CT uero fito de gli occhi, da bora inan':^ cerca il torcimento CÌr la
dritte^ loro, & cerca l'apritura el chiudi^ mento , poi che cofìuolete
ragionar emo . Gli occhi che fermi flando, hanno nel mexo a punto di loro la ^
puppilla dritta , ne più da tuno lato che da V altro fi ci fcorge del bianco
apparere, mancano certamente di laterale torcitura . Et quei, la cui
circonferentia eflrema de la ruota^cofi ne la parte difopra comein quella
difotto,è fempre da le palpebre coperta, non effendo ne ad alto ne a baffo
riuolti,drìtti fi debbono domandarcele più chiufi od aperti fìimare,che con uetieuole
& giufìo fi fia .Ma quei che me%a o più cori le palpebre tengono occupata
& nafcofa la tuo a, come che egualmente da ambedue le parti , più nondimeno
fon chiufi , che la ragione, an:^ che , j L 1 B A. 0 la natura commmemente fia
ufa di comportareiOn de i triUipenfieriyO l trauagliare tuttauia ne V ani- mo
cofe horrendey hanno fempre in lor compagnia. Quegli altri poi che per
contrario moflrano tutta in tiera la ruota y & con effa infieme molte uolte
uno brcue cerchietto del hianco^peccano d'altra parte in troppo apritura : Et a
la adulatione > a la letitia de r animosa le bugie^& La uanita fanno
perpetua [cor ta. Quei neramente che non da ogni banda [coprono il bianco y ma
folamente o di [opra o di fottoy cr guanto da Vun lato di queUo pale/ano ,
altrettanto da r altro ne afcondono de la ruota y da niuno credo che porti
occhi in fronte & in capo fenno , dritti debbono effere giudicati : ^uenga
però che in alcu^ ni il torcimento fia co fi poco , che non pure il fcnfo ncla
prima uiHa noljentaima a gran pena conmol to anchoradi attentionepojja
comprenderlo: Ma no per ciò ui mouejfe a doucrli non torti crederesti «e- dere
che molti fiano coloroyche ne la parte inferio- re degli occhi^nun celano
alquanco di quella bianca humiditaycheper nutrire & temperare il fuoco de
lapuppillayui ci ordinò cjpofe la diuina ^ fauia na tur a:per eh e più proprio
è de la moltitudine di accre fcerCyche di fcemareil uitio: Et oltre a quefìo y
cia-^ fcuno fa che fempre trai poco eH nulla^come che pie ciolaypure ci ha
qualche uiucrfità.^dunque non do ucte in tutto dritti credere che fiano
queiì'occhi : quantunque cofipoco come ho detto ?ie paiano tor^ ti Jquali forfè
in tanto numero ha uoluto produrre S E C 0 J^D 0. 124 la natura y perche col
difiderio de le cofe Veneree^ . che tanto e Loro naturale ^ proprio^ quanto a i
cS trari e la follicìtudine e ipenfieri^fojjero come fojìe gni de Hjumana
generatione . 7S(e altramente fola ^per quefia ragione^fono come ftimo da lei
tra morta li creati : che fiano dal prudente capitanOyper le fir^ la cr in
ciajcuna parte de refcrcito , difpoiìi alcuni huonùni di notabile
uirti4:accioche col ualorc & con reffempio loroyficurei^ falute apportino a
tut^ te legenti.Ora dapoi che in quefio modo ragionato hahbiamo di tuttofi
corposa giù da i piedi comincia 'dOy& fu montando Jin ne la teHa, quattro
fole cofe ^mi fi parano dauanti per ejjere dette da me. La qua lita^& la
quantità de ipeli in alcune parti de la per fona: La uoceùl mouìmentoii^ la
ftatura . De lequai 'fornito una uolta di far parole^uoi d'udire , & io di
fauellaregiaftanchiyripoJeremo.Dico per tantOychè gli huomini molto ricci ^ ne
i capelli crejpi , man^ cano rade uolte per quello fegno di fraude & di
tìr> more:Doue quegli altri , cui diflefa & ritta chioma donò la
naturarne coflumatiynepiacenoliyne faui e/1 fere,ne buono ingegno hauerc
pojfono in alcun tem^ po . similmente la molta jpejfe'^r^ dei peli ^ de le
fiere è propria:Et,la rarita^fen^j^a maligno & ingan neuole animo con
difficultà fi ritroua. La tenerci^ anchorayha no fo che difeminìle er* di rio:
7^e però la dure':^ y fi può credere buona & uirile : ^wc^i più tojloy^
beiliatey& feluaggiay& afpra y & ro^ '^.lefipuo dire . Dunque fe
queftieftremiy tengono • • • . L I B 1^ 0 xome fi uede , tutti qualche difetto
, bene è ragione che per cofa certa ci fermiamo ne l'animoyqucllofia to che
temperatamente de Inno CT de l'altro è par^ (tecipe^ejjere (opra tutti gli
altri perfetto: Et nel cor po belle-s^a cr leggiadria^ 0 giuHitia accrefcere ne
l'animo & intelletto. Saranno adunque i peli che lati depoffano
meritaréynohYtcci o diflefiyma inanellati: non rari o folti^ma mediocri: non
teneri o duri y mei conueneuoli.Et alhora quel tanto di bene che da lo^ ro ci
può ucnircychc in uerita non è molto , intera^ mente confeguiremo/QUeHaela
fomma adunque^in uniuerfal parlando di tuttofi corpo: Ma partitamene tey &
fole per fe fiejfe le gambe tutte folte di peli , ne l'ingegno ro%e'xi:^^&
ne l'animo importano fe- rita.se neramente la parte loro difopra folo è pelo^
fay& nuda & polita quella di fottOypartitaft la ro^ is^'^M ferita fi
rimane : Ma quando per contrae rio à le cauiglie intorno haìino molti peli y
come à i lafciui becchi furono dati naturalmente y tramutafi élhora la ferita
in libidine: Et confciocca uanafim^ plicitàybene bufata di far fi compagna. Le
cofciepoi e ifianchiy& tutto intorno a i ge?iitali ingombrato di peliyfe ci
gioua di credere a GalenOyardentijJima lufjuria dimofirano:Ma tale per òy che
previamente fi fatij:Et di nuouo anchora in un tratto riacce fafi » cerchi
uouellamentc di ejìinguere il fuo fuoco ♦ Ca^ loro che in un proponimento non
fanno & non pof» fono lungamente fiar fermi , & fono tutti nani &
lafcwii abondm & nel pmo & nel nentrc di mi S E C 0 T^D 0 . 125 ti
peli: Ma fé nel petto filo cofi fojjeroynonpiu ni & tmtabil 'hma accorti
& ingannatori diuenireb bono. Quegli altri poi che gli homeri & la
fchie^^ na hanno taleyuolano come gli uccelli co i pen fieri per l'ampio
cieloiEt digiardino ingiardino uagan^ dOj& bora quello bora quell'altro
dijfegno ombreg giando con V intelletto , trouano a la fine fi /piegar l'ali
per l'aria uana.I Leoniyche di grande'^7;a d'ani tno & £ ardire tra tutti
gli animali non hanno pari^ portano cofi uolendo il cielo che loro le diede
yint or ^ no al collo le loro corone: Onde ci ha poi la fimiglia %a fatto
uederejgli buomini che in quella guifa han-^ nopelofi il collo , effere
parimente magnanimi & coraggiofi.Ma come le predette parti per fe^ in que
Ho modo folte dipeliMnno come fi è ueduto 0 que^ Jia 0 quell'altra
fignificatione ; & come quando ad un'altro animale fi raJimigUano gli
buomini per quei figni; cofi tutto il corpo egualmente pelofo j gli Or fi non
filo negli ajpetti^ ma ne' gli affetti an^ ebora ci debberapprefcntare.Le
ciglia neramente 9 dapoi che ancho di loro hanno parlato iSaui^effcn-- do
(pejfe dure & congiunte^ il dolore & la manin* coniay& infieme la
malignità & l'inuidia non han^ no lontana : Mia quando ritenendo le
primiere loro due conditioni , in luogo de la ter%a , fi difendono ìunghifiime
infino a le tempie , & dinan^^ uerfo'L nafo alquanto fi piegano y&nei
coflumi eSìeriori del corpoy & ne le uoglie interne de l'animo fi con^
fanno in tutto ao iporci.Se poi non cofi lunghe uer^ Z I B O fogli occhhma
folamente fono piegate dinariT^i ^ la àjprexj^a, la ritrofiay & la
jpiacenoleT^'s^ayfcmpre è con loro- Ma fe il nafo lafciando fi accosìafjero
mot^ to a le tempie^non ajpri alhora, ó ritrofi^o Jpiaceuo-- li;tna
bugiardiyHami& inganneuoli buomini moflra rebbcro:Et fe ne a cjue^ìa parte
ne a quell'altra in-- chinafjeroyina diritte egualmoite fi fiejjeroy tappeti to
ardente de la lujjkria palefiirebbero . Ma oltre a tutto cjHtfio jdijjeanchora
Arinotele prima y & ^damantio poi , che Jcendvndo i capelli fin giù a mczp
ilfronteyO' quindi in due parti diuidendufi', era per ordinario quefio fegno
indicio d'ottimi affet ti: Et runoM benignità & la cortefia; Et l'altro, la
grandcT^ de l'animo & la forte^:^ gli attribuii ua.^riSìotelel'bumanitày
& ^damantiolauirili^ ta gliconcedena: EtqueHo [opra la fembìan'iìra de
gltanimalis& quell'altro foprai ge§ìi ^ fappa-^ ' "tentia de gli
attuali coftumìyilfiio giudiciofondaua^ Ma noi per molte ejperientie fatti
certi del uero ^ più tofìo ad ^rifloteleyche ad ^damatio giudicbia mo che
creder fi debba. La uocepoiyfi come iifuono la qualità de i metalliyfuole
palefare anch' ella le na fcoUe cqnditìoni de l'anima • Quindi hanno detto i
Sauiyche nel tempo antico i& nei moderno hanno of feruato la natura
humana^che il parlare grane grof fo & alto y a gli oltraggiofi fconfiderati
& golo fi conuienfi:Etche coloro che dal tuono graue inco^ minciando
finifcono ne lo acutbycio e come fi dice da la uoce groJf4 ne la fittile ,
uiuono odiofi fempre 4 SECONDO 116 cìafche duna per fona: haitendo in un
mede/imo tenu po combattuto il petto da dijdegno, & maninconia: da colerayi^
dogHa:& daHiXji^i& lamenti. Lauo ce ueramtnte forte grojja &
inuiluppata^ come ella èpropriadeirobusìi & fieri maflini, cofi ne gliaf-'
futi d'ira ardente onde loro l anima auampa; & ne i coHumi poi , le
ingiurie ^ le uiolentie , gli oltraggi ^ & in fine l'odio de gli huominiiè
feco fempreufa^ ta di ritenere . Chiunque poi in fuono acuto chiaro er molle
ragionarla uUtayl'cff'eminatione,^ la lafci uia fuayfcopre per fe medefmoiMa
quei che la acu^ teo^ delfauellare in/ìcme con la ficcita & l'afpre'^ %a
congiungono yla mobilitarla leggiere':^^^ la ua ria & inflabile incoHantia,
più affai che ciafcun'al-^ tra cofa hanno ferma nel core:!^ u'ha ragione an^^
chora che fi debba per buona lodare , la uoce frale languida &
lamcnteuole:Che an-i^gli anari^imeftif 0- fojpettofi fopra tutti gli huominiydi
continouo Cu fano tale:Che però con quefie pajfioni ne l'animaceli fere uon
debbono buoni creduti . Et tanto preffo a queUo di timore tiene & di
pìgritia Cacato tardo debole parlare^ quanto ha di temerità & di pa-i^
'^^ayla forte frettolofa & grauefauella:Et fimilmen te in udendo alcun
tuono jiridente rifonante acu tOynon hauete cagione alcuna di
rallegrarueneiper^ che ne uigor d'animo^ne acutex^ d'ingegno ne prti dentia con
lui fi ritrouagiamai.Sola la uoce grojja^ i& concaua,& ritonda diro
cofi , come quella che a la leggiadria^a la bQntà ^^a la uirtn è concorde 1 h \
L I B 1^0 drittamente degna di loda.Coloro ultimamente y che a gran pena
fnodare & mouere pojjono la lingua a formar le parole ^forje perche fu in
cielo quando nac qucro JoUenea Mercurio qualche notabile impedì-- mentOyla
prudenza & Vaccortex^^a che douea loro uenire da quel pianeta^ conofcono fe
hauere con ma litia & con uanìtà permutato. Quindi al dottore pa rendo che
il Confilo di queHa materia non uolejji coja alcuna ragionarne più auanthin
quejio modo di cendo [egli fece incontro. Foiper quel ch'io fento non hauete
penfìeroy ne fete di coloro diJpòSio di far parolcyla cuiuoce loro nelfauellare
entrando nel na Jòyvende loro le nari Tonanti: Et pur mi farebbe fom inamente
car0j& co fi credo a qucfli altri Signoriydi ejfcre certi quale maluagita y
foglia hauere per capa gna quel uitio. Terò fe cofa alcuna di ripoflo in quo
fio cafo tenetCyrecatela ui prego a la luce: Et mofira tecela apertamente. Et
egli alhora y ìion era dijfe in uero mio proponimento di altramente parlare di
quefli moftri cìr giuochi di TS[aturaychegiudicaua do uerui baciare , Vhaucre
io detto più uolte , tutti gli huomini che naturalmente hanno difetto &
man-^ camento nel corpo^ effere mede/imamente ne le qua lita de l'anima yfempre
mancheuoli & guarii . Et per certo partitamente di cofioro che talmente
ragionano y che altro limate che dire fe ne pojfa, fe non che più s'allegerino
de le altrui mìferìe ; che non fanno de le proprie felicità? Et che più sat^
triSiino de le cofe pro^ere altrui i che de le loro S E C 0 7^ D 0. 127 aduerfe
non fogliono f Et freddi di perpetua inui-- diajportino in queHaguifa di
continouo gelato il co re di malignità. Et che la fede & la uerità da loro
. sbandendo iCome Romolo ne lo ^filo a i malfattori^ diano per contrario nel
petto loro ricetto ^a la sleal- tà & a lafraude.Or poi che de la noce tutte
le fìgni ficationigia narrato habbiamo , porche il fiato è la fojlanT^ & la
materia ond'ella fi creaydal proposto nofiro non ci partendo , di lui alcuna
cofa Joggiun^ geremo . Coloro adunqae chenelrejpirare eshalano gran copia di
fiato , anfando come je lunga fatica dianzi durato haucjfmo , fono per
ordinario mali- gniypai^: & projontooft: Ts^e tengono 0 ne le ma-- ni 0 ne
la lingua^ ne modo ne mifnra alcuna : ^n'j^ fen':^ nullo rifpmo , dicono &
fanno difordinata- mente jtutto ciò che da l'empito de l'animo loro, uie ne lor
fubito mejfo dinan'j^i . Ma quando il fiato è molto j&firide & geme ne
l'ufcir fuorivia eblprex;^ %a alhora & la ferità ua can Ini. Et fe
altamentefpi rando y fi manda fuori pel nafo lo fpirito jpejfo CT
leggierOy& la fconfolatione , & la paura coUoro fi conuiene : I quali
molli anchora & effeminati ef- fere poffono di leggiero^quando altri Jegni
in queàa medcfima fignificatione confentano.Infomma come dijfe Scotto.chiunque
molto fiato eshaUydipoco ie- re non può coment arfi.Ma da l'altro lato lo
fpira- refi foaue & piano che nulla fi fcorga^fempre da molti penfieri
fuole e/fere accompagnato: Lanatu^ ra de quali, fe accorti &giudiciofi
farete^facilmen- L I B 1^0 tey& fenx^ errore ne gli occhi conofcerete . Ma
fé* ' ejjetido fiato lungamente quieto ^ efce poi il fiato confurìaicome Vacque
fogliono de fiumi ritenuta da qualche foftegno y feni^ dubbio da [celerità non
f icciola ne e V anima trauagliata: Et fc cofi fpe'7;p^^ W tamente jpirando ^
mone alcuno gemendo la tettai \ egli certamente fi pente ^di alcuno fiio detto
o fatto waluagio : Benché fe quefto gemere ^^ fe queflo ta le mouerdi capo^fi
fa tenendogli occhi fijji & inttn tiypiu toHo u'e alhora imagìnatione di
male^che pen timeto.ll fiato adunque che fuauemente^a poco a po £0'& fen%a
flrepito eshala,è certo indicioydi buone Cjr honefte ccnditioni ne l'anima •
Tslel movimento foìych'cfferegìa diffi la ter^^ parte di quelìct mia eUrema
faticaiOjJeruafi laprtftei^ & la tardità : 'Et la hreuita anchora & la
lunghe^^i^. Quei per ta tOiChc con lunghi <^ tardi pajfi hanno ufan'^ di'ca-
pùaaeey abondano ordinariamente di pruden'3^ e^r d^auedimentoiTSle lafciano che
in foUicitudine er di ligen'xai molte perfone loro uadanoinan^i: Et fono per
cofi dire^molto operatiui: Et att 'ifjimi a qualun-- quc cofa fi uoglia. Ma non
pero adiuiene^che la dot ceT^ de la familiare conuerfatione^con non fo che di
^iaceuoltj^ CT di ritrofia , affen*:^ CT tofco di queUa uitay non fogliano
uelenare & inamarire - I fafii ueramente che infieme con la tarde'^ hanno i
congiunta la breuità , ritengono bene la auerteni^ & r accorgimento : ^
medefimamente la noia zf ilfafiidio:Ma d'altra parte la attitudine a le fO- S E
C 0 7^ D O. 128 fey ^ la dìligenx^y& la foUicitudine abbandonami Et in
luogo loro. la inettiai& la pigritia , & la tra fcuraggine accettano .
Etfpejjò (come dijje ^da-- rnontio)la auaritìa e di fari con cjjb loro: che poi
a douer dejìare la robba d^altrui^ CT talhora ad muo-^ larUy inchina &
fpinge chi loro mone ♦ Ma la lun^ ghcj^ poi con la uelocita del caminarcycome è
pie na di bumanita di piacetiole^^a & di cortefiay& come h fempre rijj biuta
<^ eìpedita ne le faccende, cofi da l'altro lato di fermcT^ & Habilita
di con^ fglioy& diconfiderato & [amo difcorfo y [mie ad. ogni bora
fcntir mancamento.Coloro al finecheina dando fanno ipaffi breui er ueloci , non
tengono fe mi credcttyan'^^pure fe ad ^rifiotelcy CT ^daman tio,& a tutti
gli altri Dottori preHate fede ^eccet- to facilita ne lo imprendereyin fe cofa
alcuna di buo no • Concìofia cofa che la leggerexj^y& la profun^
tioney& la mordacita,& le calumniejjabitino fem^ pre ne la mente loro:
Et fiano parimente tuttauia ne l'animo dubbiofune ipenfieri inuilluppati:Et fo-
Jpefi al fine in tutte le loro deliberationi : Et fopra tutto queftoy
auarìffmii & maligni : & dì tutti gli buomini timidifiimi. Se ueramente
alcuno caminan do infrettayHarainatto di fofpettofo & temente, cìr tutto fi
riSìrignera in fe Heffo , da luì potrete certame te hauere^fermiffimi inditi]
d.i timor e ydi inai uagitaydi miferìa & difcortefia. Ma fe col frettolo fo
mouimento fi moHra ne gli occhi non fo che di pertur batione & d'horrore ,
& rc^irpfi anfando. L I B F^O fie ft tiene ferrra la tcSìa,mn cruàte ,'non
curate di co di hauere amicitia con huomini tali: Terocbe am litio
fifiimi,&maluagi, & da ejjere fuggiti (ono il più che ft fojjà .
Lapre^e-^^a poi con la dritte':^ infieme de la perfona»ritenendo nel mouerfi
mia cer tr degnità & honeiioleT^M fempre prejjo lyUu to cr uolpìno
accorgìmento:Ve mancagiamai d'a- nimo & d'ardire , ne l'entrare
primieramente , & poi tic l'efeguire qualunque imprefafi uoglia. Situil
mente il fermarji fen'^ alcuna cagione nel camina re,e'l riguardarfì intorno
con la teSìa altay ne humi leyne caHo.ne benigno non può cjjere giamai : an^ lo
^re^T^ar tutti» & la fuperhta.cr l'acce fo ardore degli adulterijygli h
fempre (come a taria il uento) naturale & proprio.l mouimenti poi & de
le ma- ni & de le braccia^non dubitate punto che ne la rne defima ft
gnificatione non entrino» che quelli de pie- di.Ma il mouerfi ne
gli[homeri>& inftcme con tutta la perfona lieucmente inchinarfi,h molto
conuenien te a la pruden'^^^al ualore,eala magnificen-:^: Do- tte chi gli
homeri folamente moue, & ua dritto & pettoruto con la tefla in
altOil'ambitione, gli oltrag gi,& Vofiinatione ha fempre ne l'anima.Et
queHo, a i caualli che talmente caminano , fi può affomiglia re.Et quegli altri,non
meno ne i mouimenti de Vani tuo che in quelli del corpo, a i leoni debbono
effere pareggiati.Chiunque poi,fi come il cane adulatorio faueìlandOiOttero
andandoyfi torce,& fi dimena ue- Qctment€if otete il uero oredendOi
giudicarlo fìmtt- latore. S E C 0 Ù 0. Tip latore^ hugìardo.fallacey &
ingannatore. Ut oltre a ciò 5 effeminati fono coloro che uanno piegati ne la,
deftra parte: Ma pili pa:^ a la fìnc^& più lujjurio^ fi quegli altri ,
(^come hieri ^ boggi più mite ti ho detto) che ne la manca fi inchinano .Orne V
ultimo liiogo^a ragionar mi retta de Ihumana flatura : La-- quale è bsn ragione
che hoggi chiuda & finifca que- Ho ragionamento , poi che hieri mettendoci
in bat- taglia j l'apcrjè primieramente cr gli diede prin^, àpio . Difiguale
per certo cìr mal partita pugna fu hieri tra noi^dijjè alhora l'^mbafciadore :
quale fi come fcriuc Homero ^fu nel tempo antico tra Dio-: mede & Glauco .
^n^^i per uero dire , quale fareb- be fe ua Glauco foloyche fu quel ioycon due
Diomedif chcnti uoi col Dolce infieme mi rajfembrafleyfì met-- tejfe con tarmi
a terminare fue liti. Ma fe ne l'altre cofe y iniqua colpa di mio fero desino a
Glauco mi fece pare , benpojjo certamente andarmene altero f che in quefi'una
l'auan^^o : Et di gran lunga megli trouo fuperiore . Che doue egli la dorata
fua arma^ tura con la ferrigna di Diomede mutOy io il ferro de la mia
rorafauella.con loro de la polita uofira elo-* quentia , ricca felice
permutatione hauero cam^ biato . ^nxi foggiunfe fubito lo Spagnuolo y io più
tolìo 3 & come Sìimo più giurarne nt e , me Vallan- te facendo y uoi Turno
giudicarci : hauendo con la for%a de uoflri preghi y armi uìa più pungenti di
tutte r altre , del proponimento onde era ueUita U uogUa mia, ciò è di non
ij^endere parole in fimil ma L I B B^O feria , me jf obliato uiolernemente
.7{on affermate quefto^dijje albera ^leffandro Dolce :Che ad alcuno di
uoiygiaper ninna guifa fi conucngono^le già dette fimiUtudini:quado ne egli
Glauco fuo ejfere^^^uoi Vallante e ragione che fiate, Ma più drittamente ere
dendoy& da quello che la bonefta uuolepur di tanto non ci partcndoyuoi che
domato & cfiinto hauete il fero moftro de l'ignoratia che in me
uiucua^degno fe tinche ad Hercole ucciditore de Cinghiali & de Ser pentiyUi
pareggiamo: Et egliychepregandouene ui ci sfor xpi fiira quella immortai Dea^
che a le fatiche , an-^ pure a la gloria jHerolc . andauafoUtcitando% Ma perche
il moflrorrìioyfi come l'Hidra ifuoi capi non rinouelliy feguìte inan'j^ con la
(pada de lo infe-^ gnare , tagliandogliene infino al fine . Quindi ri^
prendendo afauellare il Confoloxofi feguito.Gli huo mini adunque dijìatura
molto picciola & hreue^che da uoi signore ^lejjandro poi che fi Dolce fete
non fo dipartirmi ^ douete crederli fagacì , afìuti y ingC" gnofi 5 &
accorti ; Et ne le loro operationi > cofi nel corpo come ne l'animo
rifguardando, prefìijfimi & uelocifiimi.De laqual cojayejferne certa
cagione gin dicare dobbiamo^ la molta uelocita : onde fi come in ficciol
luogOyin lorofimoue il fangue:Da cuiyfi come lo fplendore dal lume^la uiuacita^^
la chiare':^ ne uiene de lo intelletto: Et è fol quella anchorayche co-- fi
frettolofamente mone le membra : tutto dico , che la difpofitione & la
preparatione de P animo altra^ mente intenda. Ma da f altro lato la grande^ fo^
SECO TSiP:,0. 1^0 uerchia & [proportionata , non fuole ualere giamaì de r
ingegno : TS^c ha potere alcimOydi moflrarenel corpo {retta & celerita.Tero
che efjcndo dal core al ceruello molta dìftantia , tardo ne uiene ad ejjere il
mouimento degli (piriti uitali : Et non pre/ìe poi le imaginatigni i l>{e
mfieme le attigni corporali . Ma come generalmente parlando > (jhcJIc due
propofitio nipojjòno ritenere qualche dubbio iCQjì ne le particu lari
dislintioni , fempre certifiirne ne riefcono . Ora ^ adunque cofi
distinguendo^perche nontalhorafalfe, ma fempre uere;non alcuna fiata dubbie ^ma
tuttauia certe;non tal uoltafmojje & croUantifhma di conti^^ nouo falde
ferme fiano le cofc da noi propojieui , dico che la breuita & la picciolcT^
de la datura , unita con la fecchcT^ de la carne ^ con la nerex^ , 0 con la
roffe:!^ de i peli , & con la abondan^ del calore naturale^ non può fe
dritto guar diamo y e/fere utile a cofa alcuna . Conciofiacofa che effendo
alìjora il moto del fangue^ fi per la fircttCTi':^ del luogo, & parte per
la caldc:^ de la cowpUjjéone uclociffymo non può cìn talmente e formato , ne
ancho per breue /patio di tempo iflare in un medefmo propoìiimento cofiante:
^?i;^diuno di/iderio& d'uno penfiero in un altro , prirha che nifi fermi
punto yfdrucciola & rouinaprecipitofamente. Ma per contrario i lun ghi
humidi & carnofi , & bianchi ne ipeli & ne la carncy ^ in fomma non
poueri d'humore & dijred^ dc^^j per qual cagione ejfere non debbano in
tutta la uita loro inettijjimiyper ine in ucrj) comprendere I 7 B 2^ 0 gìamai
non faprei Che mouendofì in loro tardamene te il l'angue^fiper la ampici^ del
uajoy & ancbora per la fredde':i;^ ò^- per la loro naturale bimidita ,
uengono a confeguire ro-zjfjimatardita ne lo inge- gno : uana & inetta
femplicita ne l'animo : nel corpo 3 (pìaceuole odiofapigritia ♦ Ma da l'altra
parte le perfine picciolejnmidey bianchey& difred da compLcjJloneybanno i
mouimenti del corpo tem^ perati: Ei difcor fi e i concetti dt l'intelletto ,
fag-- gi y prudenti , aucduti , Ter che la tardità de la natia jreddei^y tempera
> ordina , CT* compone , la uelocita del rnouimento de gli [piriti : da la
breuita procedente de lajìatura. Et parimente lagrade^j^ afciutta bruna &
pelofa y & per altri manifcftife- gni ricca di calore & di ficcita y
femprc fuole ejjère temperata yfenfitiua yprudentCy i^.ingegnofa . Che la
celerità , che dal calore da la fecche*^ ha ori gitfe de la compie
fiione^mefcolata infieme con la tar diiki dal pigro nfoto najcente degli
interni jpiriti > è fempre di creare tifata uno perfetto temperamento :
Donde come dal Sol la luce^ uengono gli ordinati & regolati mouimenti del
corpo : Et medefimamente ilbuongiuditio : <^ l'accorgimento : e*l maturo
& fauio configlio . Totete adunque da tutte le cofe da, noi hoggi narrateui
, come fouente habbiamo det^ to y trarre qucjìa generale ^ certiffima
conclufione: che la mediocrità ne la Sìaturay la temperanx^ ne la compie filone
ynon trappaffante in calore od in fcC'» ^he^^^ne infredde'^:^^ qì inhumoreì
debiti ter^ S E C 0 Ti^D 0. i^i mìnì:& ftmilmme la proportionata dijpofitionc
de^ le mernbray foglia nel corpo naghei;^^ & ornamen- tOj & arrecare ne
l' anima gwjiitia:forte7i;3^i: pru^^ denxci:& temperamento.De lequai la
primicrayco- me dijje Vlatone , ^ tutta inftcmc la antica Thco^ logia y fatta
di nmuo bora riffdendere da la accefa uirtH diMeffer Triphone Gabriello , ne
efen%a al^ cun fallo donna reina imperatrice . Et per con trarlo poi quando le
membra non feruano la loro proportioneyquando la compie fiione non e tempera .
ta,& ultimatamente od in lungheT^o od in bn uita la Hatura peccando , fo':^
ne appare e difforme^ nel riguardare il corpo: Et trifta Jifente et maluagìa
nel conuerfare l'anima finalmente, Tanto beati adun que sfortunati color o^che
quel bene & quella per fettioneMnno in forte bauuto dal Cieloiquanto mi^
feri & sfortunati co/loro ychc non per loro colpa:ma perche cofi uolfero
quegli eterni lumi , ne mancano priui ne fono. Et felici te aueturoft uoiyfe
quefii U fciadOiCt a quei primi co ogni uoftro potere accolla douìy cercarete
di bauere parte di quelfauore cele- [feconde nobilmente i pregna l'anima
loro.Ora per cbe dei fegni che effere debbono offeruati da noi » alcuni come ho
detto con maggiore forxa & più chiaramente pale fano la uirtu loro che
glialtr iyftu diaro al prefente difarui certi^quali fiano quelli che habbiano
tanto di ualore & di authorita : Et quai parÌ7nente quegli altriyche
nefentano mancamento. Tutti quelli adunque che ne i luoghi eletti^ principa L I
B B^O Ih&pìu nobili fono de laperfonay& doue prìncipal mente dimosìra V
anima l eccelkntia del [uo potercr come gli occhi Jlfronteyil capo^ & la
faccia, onde fu che dijjè ^pulegio , che tutto Hjuomo nel uolto & ne la
teftafola uiueua^come tali,ejjere debbono pri^ mieramente confiderati da uoi:Et
nel fecondo Luogo^ auertirete gli homeriùl pettode bracciale mani: & con le
gamberi piediMa ne l ultimo poiylo fiomacoàt uentrey^ quelle pani doue il
centro pofe di noSìra^ ftatur agl'architetto , e'I fabricatore de gli bumani
corpi. Doueteanco ejfer cauti di preporre fempre la fignificatione de i fegni
propri , a quella che i com-^ muniprefìar uipotefferoiperche come altre uolte
ha dettOyqueftiJpeJfofalfi conofcerete:^Et^con quegli al ' tri ytuttauia
albergare la certc^ ritrouerete. Che^ fe ijègni communii come fono il colore
uermiglioy la molta carne^é* la fanguigna complejfione^mi mojlraf fiero alcuno
liberale er franco ycome noi ufiarno di di reyilquale nondimeno ne la faccia
picciolo & far-- mojér congiunto CT rifirettofojfe negli homeriycht fono
propri fegni di f cor te fa & d'auaritiay debbo drittamente giudicare
uolendoy a queHi ultimi affet- ti, uolgcre inchinare ilpenfìero . Ora ultimata^
^ mentCy&per fuggello & concbiufione di quanto ho ragionato fin
quiydouete(preuedcre uolendo lafor^ tc^ d^alcuno) quelle membra offeruare
principale, . mente , con lequai le gagliarde & forti operationi fi fanno.
Male bracciayle mani, gli homeriyle cofcic, & i piedi y fono quelle membra
a punto ^ onde pia S E C 0 T^D 0. i^Z fortemente. fi adopera llmomo: adunque
per la lo ro qualità fi de primieramente giudicare il ualore & lafor^a .
Etfelo [degno poi, & fe l'ira conofce re ne uogliamo , pero che è primo il
core ad ejjere da quella ardente pafiione infiammato & acce fondai petto y
da le colie y&dalo Homaco , membre uici-- ne al core , ilgìuditio noftro
informare ne dobbìa-^ mo . Et co fi parimente in tutti gli altri affettila go^
uernarci CT a reggerci habbiamo^ Ma /opra ogni aU tra cofa^flate di continouo
fermi & intenti riguar^ dando negli occhi:percioche quiuìfiedonOy quafi tut
te le fignificationi de le nofire uoglie: Et per loro{co me per fineflre
aperte) tr affare & traluce V anima noflra . ^duìique tutti ifegni che ne
gli occhi ho detto douere efjereauertitìy con tutte le forxe de la uofìra
diligcntiay attentamente confiderate: perche quatunque ne VapparenxapiccioUfienOyhannopero
negli effetti grandijfma differenza* Dopo quello ^ facendo fegno il Confilo di
hauere il fuo ragionamen tofornitOileuatifi tutti da federe^ attefero ad altro
. IL F I T^E. In vinetia , per Ciò* Grifo M D L X I X, 1 r * 1 r ■c f rC Nome
compiuto: Antonio Pellegrini.
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