GRICE ITALO A-Z P PASSA
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice e Passavanti: l’implicatura conversazionale dell’eroe – la scuola
di Terni -- filosofia umbra -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Terni). Filosofo italiano. Terni, Umbria,
Italia. Partecipa alla Grande Guerra c sergente
nel IV reggimento Genova cavalleria, in cui e protagonista di incredibili atti
di eroismo. Partecipa alla occupazione di Fiume tra i legionari di Annunzio. Da
soldato, da caporale, da aiutante di battaglia, fulgido, costante esempio,
trascinatore d’uomini, cinque volte ferito, tre volte mutilato, mai lo strazio
della sua carne lo accasciò, sempre fu dovuto a forza allontanare dalla lotta;
sempre appena possibile, vi seppe tornare, ed in essa fu sempre primo fra i
primi, incurante di sé e delle sofferenze del suo corpo martoriato. In critica
situazione, con generoso slancio, fece scudo del suo petto al proprio
comandante, e due volte, benché gravemente ferito, si sottrasse, attaccando,
alla stretta nemica. Con singolare ardimento, trascinava il suo plotone di arditi
all’attacco di forte, munitissima posizione nemica; impossibilitato ad
avanzare, perché intatti i reticolati, fieramente rispondeva con bombe a mano,
alle intense raffiche di mitragliatrici. Obbligato a ripiegare, sebbene ferito,
sostava ripetutamente per impedire eventuali contrattacchi. Avuta notizia di
una nuova azione, abbandonava l’ospedale in cui l’avevano ricoverato, e
raggiungeva il suo reparto; trasportato dai suoi, riusciva a prendere parte
anche alla gloriosa offensiva finale. Soldato veramente, più che di carne e di
nervi, dall’anima e dal corpo forgiati di acciaio e di ottima tempra. Superdecorato, volontariamente nei ranghi
della nuova guerra, per la maggiore grandezza della Patria, riconfermava il suo
meraviglioso passato di eroico soldato. A capo della propaganda di una grande
unità, seppe dimostrare che più che le parole valgono i fatti e fu sempre dove
maggiore era il rischio e combatté con i fanti nelle linee più tormentate.
Nella manovra conclusiva, alla testa dell’avanguardia del Corpo d’Armata, entra
per primo in Korcia ed in Erseke, inalberandovi i tricolori affidatigli dal
Duce. Superba figura di combattente, animato da indomito eroismo, uscì illeso
da mille pericoli e fu l’idolo di tutti i soldati del III Corpo d’Armata, che
in lui videro il simbolo del valore personale, della continuità dello spirito
di sacrificio e della più pura fede nei destini della Patria, che legano
idealmente le gesta dei soldati del Carso, del Piave, del Grappa con quelle dei
combattenti dell’Italia. Mirabile esempio di coraggio sereno, di alto spirito
militare e di profondo sentimento del dovere, rimase sul posto di
combattimento, quantunque non lievemente ferito. Nuovamente e più gravemente
ferito, prima di esser trasportato al luogo di medicazione, volle esser
condotto dal comandante del gruppo, per riferirgli sulla situazione. Pirro, Arrone:
E Thyrus. L’arma dell’eternita, Roma, (Camera Deputati), L’organizzazioe
economica dell’industrai eletrica, Roma, Le benemerenze e la tirannide degli
idrolettrici, Roma, Risveglio e viluppo agricolo, Roma, Bonifica integrale,
Roma, Per una piu armonica distribuzione di pesi fra I diversi cespiti della
ricchezza e I diversi lavoatori, Roma, Precursoi. L’IDEA ITALIANA, in Piemonte,
Roma, La contabilita generale dello stato italiano, Roma, lineamenti chematica
di contabilita di stato, Siena, Storia di Terni, dale origi al medio-evo
(Roma), Interamna de Naarti, “INTERAMNA NAHARS”, La contabilita di stato o
economia di stato nella storia italiana, Giappichelli, Torino, L’ECONOMIA DI
STATO PRESO I ROMANI (Giappichelli, Trino), La contabilita generale dello stato
esposta per tavole sinottiche, aRosrino, Attualita economiche, Roma, La
contabilita dello stato”. “Nel numero e l’univeso ma il numero e un segno che
po cconviene interpretare. Elia Rossi Passavanti (Terni, 5 febbraio 1896 –
Terni, 11 luglio 1985) è stato un
militare e politico italiano. Fu
podestà della città di Terni nonché storico locale. È stato uno dei due soli italiani ad essere decorato
di Medaglia d'Oro al Valor Militare sia
nella Prima che e Seconda guerra
mondiale. Ai suoi buoni auspici
presso il governo fascista viene fatta
risalire l'istituzione della Provincia di Terni, avvenuta nel 1927. Partecipò volontario alla Prima guerra
mondiale come soldato semplice poi
promosso sergente nel 4º reggimento
Genova cavalleria, in cui fu protagonista di incredibili atti di eroismo e ferito gravemente due volte. Nel
1919 fu a Fiume per combattere al fianco
di Gabriele d'Annunzio. Nel 1923 gli
venne consegnata la medaglia d'oro al valore
militare in seguito ai suoi eroismi durante primo conflitto mondiale. Nel 1924 venne eletto deputato; in
seguito si laureò in giurisprudenza,
lettere, scienze politiche e scrisse alcuni importanti volumi circa la storia della sua città. Durante la seconda
guerra mondiale fu decorato con la seconda
medaglia d'oro al valore militare, in Albania. Dopo l'8 settembre 1943, fedele alla
monarchia prese parte alla Guerra di liberazione arruolandosi nell'Esercito Cobelligerante
Italiano. Il 29 luglio 1953 ottenne la nomina a
consigliere della Corte dei Conti per meriti scientifici, ricoprendo la
carica fino al 31 marzo 1954. Fondò poi
la Ternana Opera Educatrice, ovvero una fondazione con lo scopo di premiare laureati meritevoli e lavoratori
distintisi nella professione. Fu a lungo presidente dell'associazione nazionale arma di
cavalleria. Al momento di morire decise di donare tutto il suo fornitissimo archivio documentale alla
biblioteca di Terni. Arruolatosi nel
maggio 1915 come volontario nel "Genova Cavalleria" quale
soldato semplice, per non perdere tempo
alla Scuola Allievi Ufficiali, veniva promosso per merito di guerra:
- Caporale (1916) - Sergente (1917) - Aiutante di battaglia (1917) -
Sottotenente in s.p.e. (1918) - Medaglia d'Oro al Valor Militare (Hermada,
settembre 1916 - Grappa, ottobre 1918)
Com.te Reparto Arditi 252" Reggimento Fanteria. Da soldato, da caporale, da aiutante di
battaglia, fulgido, costante esempio, trascinatore di uomini, cinque volte ferito, tre volte
mutilato, mai lo strazio della sua carne lo accasciò, sempre fu dovuto a forza allontanare dalla
lotta, sempre appena possibile vi seppe
tornare, ed in essa fu sempre primo fra i primi, incurante di sè e delle
sofferenze del suo corpo martoriato. In critica situazione, con generoso slancio,
fece scudo del suo petto al proprio
comandante, e due volte, benchè gravemente ferito, si sottrasse,
attaccando, alla stretta nemica. Con singolare ardimento, trascinava il suo
plotone di arditi all'attacco di forte, munitissima posizione nemica; impossibilitato ad avanzare
perchè intatti i reticolati, fieramente
rispondeva con bombe a mano alle intense raffiche di
mitragliatrici. Obbligato a ripiegare,
sebbene ferito, sostava ripetutamente per impedire eventuali contrattacchi. Avuta notizia di una nuova azione,
abbandonava l'ospedale in cui l'avevano ricoverato e raggiungeva il suo reparto; trasportato dai
suoi, riusciva a prendere parte anche alla
gloriosa offensiva finale.
Soldato veramente, più che di carne e di nervi, dall'anima e dal corpo
forgiati di acciaio e di ottima tempra.
- Medaglia d'Argento al Valor Militare (Altipiano Carsico, 1916) "Anche se
ha del miracoloso, Passavanti morì
veramente due volte: la prima durante la Grande Guerra, la seconda nella drammatica campagna di
Grecia. Colpito in bocca da un soldato
austriaco e caduto in catalessi, non prima di essere tornato non si sa come in trincea, fu trasportato
nella camera mortuaria: aveva la faccia a pezzi ed era in tutto simile a un morto tranne che per
un particolare, il cuore batteva ancora.
Riuscì a muovere un braccio facendo saltare il cappellano dalla sedia e
fu così che lo liberarono di ben 492
schegge, gli applicarono una mascella di stagno e gli ricucirono la lingua.
Così, rabberciato alla meglio, dopo un breve licenza non rinunciò a riprendere il suo posto, non
appena seppe che il suo reggimento era
andato in linea sul Carso. II 30
ottobre del 17 non esitò a buttarsi davanti al suo colonnello per proteggerlo da una pallottola
le cui schegge gli entrarono in un
occhio «Mi sentii morto». Le schegge gli
furono tolte con molta difficoltà con una calamita. Non contento scappò dall'ospedale per
accorrere a Fiume da d'Annunzio, sebbene
maciullato di ferite." Medaglia
d'Argento al Valor Militare (San Giovanni di Duino, 1917) “Addetto ad un
reparto delle retrovie, volontariamente
accorse in combattimento con truppe di fanteria impiegate in azione. Raggiunto il suo posto, restò
sulla linea di combattimento fino ad azione
ultimata, dando prove continue di singolare ardire e destando emulazione
ed ammirazione. - Croce di Guerra al
Valor Militare (Pozzuolo del Friuli, ottobre 1917) Leggermente ferito in combattimento rimaneva sul posto fino al
termine dell’azione. - Croce di Guerra
al Valor Militare (Monte Grappa, luglio-agosto 1918) ferito in combattimento sei volte e mutilato tre volte,
tenne il comando: della 4a sezione del VI°
Reparto d'Assalto sul Piave - del Plotone Arditi del 252° Reggimento
Fanteria - del Reparto Arditi della
Brigata "Massa e Carrara" durante la offensiva di Vittorio Veneto
Comandante di un reparto di assalto
reggimentale eseguiva ripetute, ardite e pericolose incursioni sulle linee nemiche, riportando prigionieri ed
utili notizie. Dopo la guerra partecipò
all'occupazione di Fiume, dove era comandante della guardia personale di D'annunzio (il poeta lo aveva
ribattezzato “Frate Elia dell’ordine della
prodezza trascendente”) , e nel 1921, promosso tenente, chiese di
passare al Regio Corpo Truppe Coloniali
venendo assegnato al comando del presidio di Massaua. Rientrato dall'Eritrea alla fine del 1922
prese servizio presso "Nizza Cavalleria" quale Aiutante Maggiore del 2° Gruppo
Squadroni. Eletto deputato al
parlamento, per la Circoscrizione Lazio-Umbria, nel 1924, venne successivamente nominato Podestà di
Terni. di Ripresi, intanto, gli studi si laureò in
Giurisprudenza (1927) e in Lettere (1929)
all'Università Torino, in Scienze
Politiche (1929) all'Università di Roma.
Promosso Capitano l'8 gennaio 1929 venne collocato a riposo a domanda
nel maggio 1930. Conseguì quindi la Libera Docenza presso
l'Università di Roma e, nel 1932, la cattedra di Contabilità di Stato nella facoltà di Scienze
Politiche della stessa Università. Nello
stesso anno viene nominato Consigliere della Corte dei Conti. E' di questi anni la gran parte della sua
produzione letteraria a tema storico-politico ed economico sociale che ammonta a oltre 20
pubblicazioni. Nel giugno 1940 viene
richiamato a domanda nel "Genova Cavalleria", di cui reggerà il comando, interinalmente, dal 18 giugno al 7 novembre. Nel novembre 1940 viene inviato in Albania,
quale Direttore del Settore Propaganda del
Comando del III Corpo d'Armata, e nell'agosto 1942, promosso colonnello,
assume l'incarico di Comandante del
Quartier Generale del Comando Gruppo Armate Sud. Nell'aprile del 1941 viene decorato della 2a
Medaglia d'Oro al Valor Militare, onore
tributato, nelle Forze Armate Italiane, solo 7 volte e solo due volte a
vivente: “Mutilato e superdecorato,
volontariamente nei ranghi della nuova guerra, per la maggiore grandezza della Patria, riconfermava il suo
meraviglioso passato di eroico soldato. A capo
della propaganda di una grande unità, seppe dimostrare che più che le
parole valgono i fatti e fu sempre dove
maggiore era il rischio e combatté con i fanti nelle linee più tormentate. Nella manovra conclusiva, alla
testa dell’avanguardia del Corpo d’Armata,
entrò per primo in Korcia ed in Erseke, inalberandovi i tricolori
affidatigli dal Duce. Superba figura di
combattente, animato da indomito eroismo, uscì illeso da mille pericoli e fu
l’idolo di tutti i soldati del III Corpo
d’Armata, che in lui videro il simbolo del valore personale, della continuità dello spirito di sacrificio
e della più pura fede nei destini della Patria, che legano idealmente le gesta dei soldati del
Carso, del Piave, del Grappa con quelle dei
combattenti dell’Italia fascista."
Albania, gennaio - aprile 1941.
Intanto, dal dicembre 1941, era stato nominato Presidente di Sezione
della Corte dei Conti. Dal settembre 1943 al giugno 1944 operò come
partigiano e nell'estate del 1944 rientro in
servizio attivo come Capo Ufficio Assistenza della 228a Divisione,
successivamente, nel dicembre 1944,
assunse il comando delle truppe italiane operanti con l'VIIIa Armata Inglese.
Nel settembre 1945 viene nuovamente, e finalmente, collocato in congedo
nella riserva. Nel 1948 viene promosso
Generale di Brigata della riserva. Dopo
la guerra continuò l'insegnamento all'Università di Roma, le funzioni di Presidente di Sezione
della Corte dei Conti, la pubblicazione
di altre opere a carattere storico ed
economico. Dall'estate del 1953
alla primavera del 1954, data del suo
collocamento a riposo, assolve le funzioni di Presidente Generale della Corte dei Conti. Nel 1953 viene anche eletto Presidente
Nazionale dell'Associazione Nazionale Arma di
Cavalleria, carica in cui viene riconfermato più volte fino al 1966. Volontario
di guerra nell'arma di cavalleria, più volte ferito, decorato di due medaglie
d'argento e della medaglia d'oro. Legionario fiumano, comandò la compagnia
della guardia "La disperata" (è il "Frate Elia" di
D'Annunzio); è stato deputato per la XXVII legislatura ed è consigliere della
Corte dei conti. Nome compiuto: Conte Elia Rossi Passavanti. Passavanti.
Keywords: eroe, Annunzio, Fiume,il concetto di economia di stato, l’economia di
stato presso i romani, la terni pre-romana, la terni no-romana, la terni umbra,
la terni osca, la lingua umbra, l’idea italiana, economia di stato. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Passavanti” – The Swimming-Pool Library, Villa
Speranza.
Commenti
Posta un commento