GRICE ITALO A-Z P PACI
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Paci: la
ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale e la relazione – la
scuola di Monterado -- filosofia marchese -- filosofia italiana – Luigi
Speranza -- (Monterado). Filosofo italiano. Monterado,
Trescastelli, Ancona, Marche. Grice: “Paci’s essay on Vico by far exceeds
anything that Hampshire wrote about him – magnificent title, too, “ingens
sylva.” -- “There are many things I love about Paci: first, he adored
Jabberwocky, as he states in his “Il senso delle parole.” Second, he loved
Russell’s theory of relations, as he states it in “Relazione e significati.”
Third, he agrees with me that Heidegger is the greatest philosopher of all
time, as he states in his masterpiece, “Il nulla.” Grice: “Paci used to say,
with a smile, that it was ironic that he was born in Monterado and that he had
written an essay on ‘Il nulla,’ seeing that “Monterado is, today, well, il
nulla.”” Italian essential philosopher «Avevo ben presto compreso che il
costume di Paci era quello di discutere liberamente con chiunque di tutto,
senza alcuna prevenzione o pregiudizio.» (Carlo Sini). Tra i più
espressivi rappresentanti della fenomenologia e dell'esistenzialismo in
Italia. Nato a Monterado (provincia di Ancona), intraprese gli studi
elementari e medi a Firenze e Cuneo. Nel 1930 si iscrisse al corso di filosofia
dell'Università degli Studi di Pavia, seguendo soprattutto le lezioni di Adolfo
Levi. Nel frattempo collaborò con Anceschi alla rivista Orpheus. Si trasferì
dopo due anni all'Università degli Studi di Milano dove divenne allievo di
Antonio Banfi, con il quale si laureò nel novembre del 1934 discutendo una tesi
dal titolo Il significato del Parmenide nella filosofia di Platone. Collabora
alla rivista Il Cantiere. Nel 1935 iniziò il servizio militare
nell'esercito, ma nell'ottobre del 1937 viene congedato. Richiamato nel 1943
come ufficiale allo scoppio della seconda guerra mondiale, venne catturato in
Grecia dopo l'8 settembre 1943 e inviato presso il campo di prigionia di
Sandbostel. Trasferito successivamente nella struttura di Wietzendorf, qui ebbe
modo di conoscere Paul Ricœur, con il quale riuscì in quella sede a leggere Idee
per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica di Edmund Husserl
e a costruire un rapporto di amicizia. Incominciò la sua carriera di
docente insegnando filosofia teoretica all'Pavia, mentre successe a Barié a Milano.
Dopo aver inizialmente collaborato con la rivista Filosofia, fondò la rivista
aut aut, che diresse fino al 1976; il periodico costituisce una testimonianza
dei suoi variegati interessi letterari e culturali. Il nome della rivista
richiama dei testi più famosi del filosofo danese Søren Kierkegaard, precursore
dell'esistenzialismo nel suo proposito di accogliere l'irriducibile
paradossalità dell'esistenza e l'ostacolo che questa impone al sapere.
Tra i suoi allievi più famosi ricordiamo Piana, Sini, Veca, Rovatti, Vegetti,
Neri.Sini individua l'inizio dell'intera speculazione filosofica di P. a partire da un saggio In alcune frasi della prefazione
vediamo il filosofo marchigiano, esprimere una specifica interpretazione della
filosofia dell'esistenza, dimostrandoun grado elevato di comprensione del
proprio tempo e delle proprie inclinazioni. P. giunge perciò all'esistenzialismo attraverso
lo studio dell’Accademia. Base dell'esistenzialismo di P. è la relazione,
intesa come condizione di esistenza di tutti gl’vvenimenti che costituiscono il
mondo. Evento è anche l'io, che si conosce come esistenza finita ed empirica in
rapporto ad altre esistenze. Dalla pura condizione esistenziale del fatto,
attraverso la conoscenza, P. define la condizione dell'uomo come persona morale.
L'io conoscente è la chiara forma della legge morale che fa sì che ogni io, in
quanto conosciuto e molteplice e in quanto esistenza, possa diventare soggetto
singolo come soggetto di scelta etica. Poiché in virtù del principio di
irreversibilità che, insieme al principio di indeterminazione impossibilità che
il conoscente si conosca a un tempo come conosciuto e come conoscente, è uno
dei punti di riferimento del sistema di P. la forma non è mai definitiva, e al
contempo ogni questione risolta pone sempre nuovi problemi, ne deriva che il
realizzarsi dell'esistente uomo nella forma significa un continuo progresso che
va dal passato, il quale non si può ripetere e non è annullato dal presente,
verso il futuro. Il non realizzarsi in questa forma, non seguendo il progresso
e arrestandosi a una forma di ordine più basso, costituisce l'immoralità, il
male. Il negativo come risorsa La riflessione filosofica di P. parte dalla
consapevolezza del negativo, della mancanza come base e nucleo iniziale
dell'esistenza umana. Un negativo che si fonda soprattutto sulla base del tempo
e della sua irreversibilità, che ci costringe a fare i conti perennemente con
un passato irreversibile, con un futuro sconosciuto e con un presente
inesistente perché continuamente in fuga. Ma il negativo si riflette anche
nella soggettività e nella limitazione del nostro punto di vista: non possiamo
avere nessuna visione della realtà che non sia filtrata dalla nostra "singolarità",
dal nostro essere un io. Tuttavia questa mancanza eterna, questo limite, è
nello stesso tempo una risorsa: il tempo, quindi, non è una condanna per
l'uomo, ma è ciò che permette la sua esistenza come temporalità; d'altra parte
l'alterità è risorsa proprio in quanto altro da sé. L'io infatti si riconosce
solo in quanto confrontato con un altro, e sono quindi gli altri a dare
conformazione e identità al nostro io, e questo processo è fruttuoso, forte e
orientato se il soggetto sa e si impegna a stringere relazioni. Da qui si
possono capire le due definizioni date alla filosofia paciana: l'una dello
stesso filosofo che define la sua filosofia come relazionismo, e l'altra invece
di ABBAGNANO (si veda) che lo define esistenzialismo positivo: positivo proprio
perché cerca di capovolgere l'insensatezza e la mancanza alla base
dell'esistenza in una possibilità, una risorsa di riflessione e progettualità.
La vita umana per P. si fonda infatti su un bisogno -- bisogno di senso nel
tempo, bisogno di altro. Questo bisogno si traduce in un lavoro esistenziale,
che implica un consumo: di tempo, di vita, di riflessione. Questo sistema
bisogno-consumo-lavoro sta alla base di ogni vita umana. Tuttavia l'uomo ha una
possibilità, una possibilità di salvarsi dall'insensatezza -- o di provarci,
quantomeno -- e tale possibilità si
trova nel lavoro. Il lavoro esistenziale -- inteso come l'impegno che si
investe nel condurre la propria vita -- può infatti essere orientato dalla
consapevolezza e dal continuo impegno intellettuale di ricerca di senso anche e
soprattutto mediante la relazione. Questa ricerca di senso si traduce, alla
base, nell'esercizio dell'epoché. L'epoché Termine fondamentale della
filosofia di Husserl, filosofo che P. ha come punto di riferimento, l'epoché si
traduce in una ricerca di senso continua e inesausta che presuppone un
abbandono di tutte le categorie di pensiero che siamo abituati ad utilizzare.
In questo senso è emblematico l'episodio che P. stesso racconta riguardo al suo
approccio all'epoché. Studente di filosofia, si reca nell'ufficio di BANFI, il
suo "maestro" per eccellenza, per chiedere spiegazioni sul
concetto di epoché. Banfi gli chiede di descrivere un vaso che si trova lì
vicino a loro. Tuttavia, qualunque definizione P. prova a dare -- colore, forma
geometrica, uso -- cade in una categoria di giudizio posteriore all'oggetto
stesso, o comunque soggettiva -- il colore dipende dalla luce, la forma
geometrica si rifà a categorie astratte che l'uomo ha inventato, l'uso è
indipendente dall'oggetto stesso. L'epoché, quindi, si costituisce come
ricerca di una visione originaria. Compito difficilissimo -- Husserl lo define
impossibile ed inevitabile -- l'esercizio dell'epoché non si deve tradurre in
un'impossibilità di giudizio, ma nella consapevolezza che qualunque giudizio è
parziale, soggettivo. Se applicata alla vita, all'esistenza, l'epoché si
traduce in una continua ricerca dell'originario, della verità, di una verità
ulteriore che si annida nel mondo, negl’altri, negl’oggetti, nei luoghi, in
tutto ciò che forgia la nostra esistenza. Una verità che l'uomo può cercare, e
che si annida nel percorso stesso di ricerca e riflessione, e soprattutto nella
capacità di creare relazioni autentiche. In “Tempo e verità” P. individua
nell'epoché quasi un carattere religioso, criticando la ridotta disamina del
concetto da parte di Heidegger ed Lévinas, che lo considerarono come se si
trattasse di un metodo puramente gnoseologico. Relazione e riflessione La
relazione è per P. qualcosa di fondamentale e ulteriore dotato di un profondo
significato esistenziale. P. scrive che la relazione prescinde i due soggetti
che la intrecciano. È un concetto nuovo, terzo, che è tanto più significativo
quanto più i soggetti sono disposti a farsi mutare consapevolmente da essa e
dal lavoro di riflessione che ne segue. La relazione va cercata, coltivata,
resa e mantenuta continuamente autentica, anche se conflittuale. La riflessione
infine, come salvezza dall'irreversibilità del tempo, ricrea e analizza il
passato per ricercarne ancora il senso, e proiettare questa ricerca nel futuro
di un progetto. Epoché, riflessione e relazione costituiscono, riassumendo, il
lavoro esistenziale di ricerca di senso. La filosofia di P. si traduce
dunque in una continua, consapevole e dolorosa ricerca di un senso che possa
capovolgere la situazione tragica dell'esistenza mediante il lavoro, l'impegno.
In questo P. si distanzia da Sartre e dalle conclusioni del filosofo francese che
P. ammira e considera uno stimolo continuo per la sua riflessione. Il negativo,
infine, sempre presente nell'investigazione filosofica di P. rimane punto
essenziale della ricerca umana, laica e faticosa di un senso, di una verità
ulteriore. Altri saggi: “Il Parmenide di VELIA di Platone” -- Milano_ (cf. L.
Speranza, “Grice, Wiggins, e il Parmenide di Platone” – Principato; Principii
di una filosofia dell'essere, Modena, Guanda; Pensiero, esistenza e valore, Milano
Principato; L'esistenzialismo, Padova, MILANI; Esistenza ed immagine, Milano,
Tarantola; Socialità, Firenze, Monnier, Ingens Sylva: saggio sulla filosofia di
VICO (si veda), Milano, Mondadori; Filosofia antica, Torino, Paravia, “ Il
nulla” Torino, Taylor, “Esistenzialismo e storicismo, Milano, Mondadori, “Il
pensiero scientifico” Firenze, Sansoni, L'esistenzialismo” in Rognoni e P.,
L'espressionismo e l'esistenzialismo, Torino, Edizioni Radio Italiana, “Tempo e
relazione” (Torino, Taylor, Dostoevskij, Torino, Edizioni Radio Italiana, “Ancora
sull'esistenzialismo” Torino, Edizioni Radio Italiana, Dall'esistenzialismo al
relazionismo, Messina-Firenze, D'Anna, Storia del pensiero presocratico,
Torino, Edizioni Radio Italiana, La filosofia contemporanea, Milano, Garzanti, Diario
fenomenologico, Milano, Il Saggiatore, Breve dizionario dei termini greci, in
Andrea Biraghi, “Dizionario di filosofia,” Milano, Edizioni di Comunità, Tempo
e verità nella fenomenologia, Bari, Laterza, “Funzione delle scienze e
significato dell'uomo, Milano, Il Saggiatore, Relazioni e significati, Milano,
Lampugnani Nigri, Idee per una enciclopedia fenomenologica, Milano, Bompiani, Enzo
Paci, Fenomenologia e dialettica, Milano, Feltrinelli, Il senso delle parole, Pier
Aldo Rovatti, Milano, Bompiani. Sini. Civita. Sini. Pecora Storia, aut aut; Vigorelli. P..
Civita, degli saggi di P.i,
Firenze, La Nuova Italia, Miele, La cifra nel tappeto: note su P. interprete di
VICO (si veda), Bollettino del Centro di studi vichiani. Roma, Edizioni di
storia e letteratura, Ercolani, P., il caldo romanzo di una prassi teorica, in
Il manifesto, Costantino Esposito, Esistenzialismo e fenomenologia. La crisi
dell'idealismo e l'arrivo dell'esistenzialismo in Italia, in Il contributo
italiano alla storia del Pensiero Filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana,
Tempo e verità nella fenomenologia di Husserl, Bari, Laterza, Pecora, La
cultura filosofica italiana attraverso le riviste, in Rivista di storia della
filosofia, Giovanni Piana, Una ricerca ininterrotta. La lezione di P., in L'Unità,
Semerari, L'opera e il pensiero, in Rivista Critica di Storia della Filosofia, Sini,
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dell'Enciclopedia. Dizionario biografico degli italiani, Istituto
dell'Enciclopedia. Contributo per una nuova cultura, Saggiatore; Cenni per un
nostro clima, Orpheus, Problema dei giovani. Orpheus, In margine a
un'inchiesta, « Orpheus, Appunti per la definizione di un atteggiamento,
Orpheus, Croce, Poesia popolare e poesia d'arte, Bari, Orpheus, Il nostro
realismo storico, Il cantiere, Valore della polemica per il realismo, Il
cantiere, Dialettica, metodo diairetico e rettorica nel Fedro di Platone,
Archivio di storia della filosofia, Arte e decadentismo, Libro e moschetto, Nota sull'ultimo Mann, «
Nuova Italia, ósi - Nota sull'Etica dScheler, Nuova Italia, La filosofia del
dolore, Meridiano di Roma, La filosofia della vita, Meridiano di Roma, La vita
contro lo spirito, Meridiano di Roma,
Filosofia dell'immanenza, Meridiano di Roma, Il mondo come induzione
nemica, Torino, Meridiano di Roma, Il significato del Parmenide di VELIA nella
filosofia di Platone, Messina- Milano, Principato, I dialoghi giovanili fino al
Cratilo; Il Fedone, il Simposio, il Fedro; La Repubblica, Il Parmenide; Il
Teeteto. Il Sofista; Politico, Filebo, Timeo e le idee numeri. Filosofia della natura e filosofia della
scienza, Rivista di filosofia, Una metafisica dell'individualità a priori del
pensiero, Logos, Nota sull'Etica di Scheler, Nuova Ita lia, Disegno di una
problematica del trascendentale anteriore al pensiero moderno, Archivio di
storia della filosofia, La scuola di Marburgo, Meridiano di Roma, Appunti, Vita
giovanile, Orientamenti del pensiero contemporaneo, Vita giovanile, La logica
del tuono, Vita giovanile’ L'idealismo di Banfi, « Vita giovanile », Marconi genio latino, in Liceo scientifico
Marconi di Parma. Annuario, Parma.
Spinoza, Ethica, passi scelti, collegati e tradotti, introduzione e
note, Milano, Principato. Ree. di Lombardi, Kierkegaard, Firenze, Nuova Ita
lia; Principi di una filosofia dell'essere, Modena, Guanda, La dialettica
dell'essere; Il problema della fenomenologia; Il mondo ideale e la deduzione
dell'unità e del molteplice; Filosofia della natura e filosofia della scienza.
La natura come esistenza; L'esistenza dell'uomo, La scelta e la vita degl’altri.
L'essere spirituale; La filosofia e le forme dello spirito) La vita morale; La
vita dell'arte; La vita religiosa; Orientamenti del pensiero contemporaneo, DOTTRINA
DELLA FILOSOFIA FASCISTA, II senso della storia, « Corrente di vita
giovanile, -Parole di Antonio Pozzi, «
Corrente di vita giovanile », Pensiero, esistenza e valore, Milano, Principato,
L'atto come problema; Idea e fenomeno logia della ragione; Temi fondamentali
del pensiero di Husserl; La filosofia dei valori; Il pensiero di Lask; Scheler
e il problema dei valori; Personalità ed esi stenza nel pensiero di
Kierkegaard; Il problema dell'esistenza; Introduzione all'esistenzialismo di
Jaspers; X - Umgreifende e comunicazione nel pensiero di Jaspers; Jaspers e lo
scacco del pensiero; Esteriorità ed interiorità - La vita come ricerca; Valori ed opere;
Concretezza e dialettica dell'essere; La
struttura dell'esistenza. Introduzione all'esistenzialismo di Jaspers:, La
coscienza infelice, Logos, L'Umgreifende, Logos; LA COMUNICAZIONE, Logos, Il
problema dell'esistenza, Studi filosofici, Studi su Kierkegaard, Studi
filosofici, L'atto come problema, « Studi filosofici, Arte, esistenza e forme
dello spirito, Studi filosofici, Gli studi di filosofia, Meridiano di Roma,
Spirito e la filosofia dell'esistenza, Meridiano di Roma, - Esistenzialismo
gnoseologico, « Corrente di vita giovanile, Presentazione di K. Jaspers, «
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Paci, Milano, Garzanti. Platone, Teeteto, introduzione, traduzione e note di P.,
Milano, Mondadori. Ree. di A. Guzzo, Sic vos non vobis, Napoli, Studi
filosofici, Ree. Di Volpe, Critica dei principi logici, Messina, Studi
filosofici; Ree. di Abbagnano, La struttura dell'esistenza, Torino, Studi
filosofici, Ree. di Sciacca, La metafisica di Platone, Napoli, Studi filosofici,
Il significato storico dell'esistenzialismo, Studi filosofici », n. 1, pp.
L'uomo qualunque, Meridiano di Roma, Difesa della filosofia, Congresso di Studi
Filosofici, a cura del Centro Didattico di Padova, Padova, Provveditorato.
Romanticismo e antiromanticismo, Architrave, Platone, Fedro, introduzione e
commento di P., Torino, Paravia; Fenomenologia e metafisica nel pensiero di
Hegel, Studi filosofici, Personalità e forme dello spirito, Studi critici,
Milano, Bocca, L'attualità di Platone, L'attualità dei filosofi classici,
Milano, Bocca, Il significato pedagogico dell'esistenzialismo, Tempo di scuola,
Ancora sull'esistenzialismo, « Gazzetta del popolo, Heidegger, Che cosa è la
metafisica, introduzione e traduzione, Milano, Bocca; Jaspers, Ragione ed
esistenza, prefazione e traduzione di P., Milano, Bocca. Ree. di Pellegrini,
Novecento tedesco, Milano, « Pri mato », Ree. di U. Spirito, La vita come arte,
Firenze, Primato, Ree. di P. Carabellese, Che cosa è la filosofia, Milano «
Primato, L'esistenzialismo, Padova, Milani, Kierkegaard; Nietzsche; Heidegger; Jaspers; ABBAGNANO; Conclusione;
Nota bibliografica. Socialità della nuova scuola, Firenze, Le Monnier.
L'esistenzialismo in Italia, a cura di Abbagnano e P., Primato, Il cavaliere la
morte e il diavolo, Tempo di scuola, Mann e la musica, Rivista musicale
italiana, Mann e la filosofia, Studi filosofici, Metodologia e metafisica,
Studi filosofici, Nascita e immortalità, Archivio di filosofi, Il problema
della immortalità; L'uomo tra razionalismo e romanticismo, Costume, L'uomo di
Platone, Costume, Ree. di Scaravelli, Critica del capire, Firenze Costume,
Esistenza ed immagine, Milano, Tarantola, Musica mito e psicologia in Mann; Mann e la filosofia; Verità ed esistenza in
Eliot; Rilke e la nascita della terra; Valéry o della costruzione; L'uomo di Proust; Verità ed esistenza in
Eliot, « Indagine; Umanesimo e forma in Mann, « Indagine, P. Valéry, Eupalinos
preceduto da l'Anima e la danza, seguito dal Dialogo dell'albero, introduzione
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Sansoni, La responsabilità e il problema della storia, Studi filosofici, Unità
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Medium te mundi posui; Esistenza e immagine; Natura e pensiero; Ada integer
vere sapiens; Mito e arte; Mito e filosofia; Storia e metodologia della storia.
Studi di filosofia antica e moderna, Torino, Paravia, Mito e logos; Eraclito;
Sul Fedro; Lo Stato come idea dell'Uomo nella ' Repubblica ' di Platone;
Democrito, Platone, Aristotele; Sulle opere di Vico anteriori alla 'Scienza
Nuova; Sulla 'Scienza Nuova; La malinconia di Kant’ Il ' Preisschrift ' di
Kant; Negativo finito e fenomenico in Kant; I Frammenti ' di Novalis e il loro
significato nella storia della filosofia; Fenomenologia e metafisica nel
pensiero di Hegel; L'eredità di Hegel. Filosofia e storiografia, Rassegna
d'Italia, L'altro volto di Goethe,
Rassegna d'Italia, La concezione mitologico-filosofica del logos di Eraclito,
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a Nietzsche, Torino, Rassegna d'Italia; Esistenzialismo e storicismo, Milano,
Mondadori, Il significato storico dell'esistenzialismo; L'esistenza e la
aurora dello spirito; L'esistenza e la forma; Poesia e COMUNICAZIONE;
L'esistenzialismo di Heidegger e lo storicismo; Il metodo e l'esistenza; Giudizio
e valore; La politica e il demoniaco; Pensiero e azione; La responsabilità e la
storia; Filosofia e storiografia; Eros e natura; Il problema morale; Le forme
dello spirito e il valore; Il problema critico religioso. Il nulla e il
problema dell'uomo, Torino, Taylor, Introduzione all'esistenzialismo; Forme e
problemi dell'esistenzialismo; Neokantismo ed esistenzialismo; Mito ed
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positività in Wittgenstein; Wittgenstein e la nevrosi della filosofia; Il
significato dell'irreversibile; Relazione e situazione; Possibilità e relazione;
Sul principio logico del processo; Relazione forma e processo; Relazione e
civiltà; Dewey e l'interrelazione
universale; Tempo realtà e relazione nella filosofia americana; Esperienza e
relazione nell'estetica di Dewey; Arte e relazione; Relazione e irrelazione;
Relazione e irreversibilità; Relazione e linguaggio filosofico; Implicazione
formale e implicazione temporale; Linguaggio perfetto e situazione quotidiana;
Quantità e qualità; La tecnica e la libertà dell'uomo; L’ORTO e L'epicureismo,
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i rapporti tra filosofia, scienza empirica e sociologia, Filosofia e
sociologia, Bologna, Il Mulino, pp. Interpretazione del teatro, « Aut Aut », Il
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contro Kierkegaard, Aut Aut, Angoscia e relazione in Kierkegaard, Aut Aut; Angoscia
e fenomenologia dell'EROS, Aut Aut; Il cuore della vita, Casabella,
Ripetizione, ripresa e rinascita in Kierkegaard, Giornale critico della
filosofìa italiana; Unità e pluralità del personaggio, in Teatro, mito e
individuo, Milano, Laboratorio, Whitehead e Russell, «Rivista di filosofìa», Il
significato dell'introduzione kierkegaardiana al concetto della angoscia, «
Rivista di filosofia », Storia e apocalisse in Kierkegaard, Archivio di
filosofia, Apocalisse e insecuritas; La tecnica e la libertà dell'uomo, «
Civiltà delle macchine », Ritorno alla sociologia, Civiltà delle macchine, Nota sul « Congresso
intemazionale di filosofia di San Paolo », Aut Aut, Kierkegaard, Il concetto
dell'angoscia, a cura di E. Paci, To- rino, Paravia. Ree. di Dilthey, Critica
della ragione storica, Torino, Aut Aut, Arte e linguaggio, in AA. VV., Il problema
della conoscenza storica, Napoli, Libreria Scientifica Editrice; Esistenza
natura e storia, Aut Aut, Esperienza conoscenza storica e filosofia, Aut Aut; Sul
significato dell'opera di Einstein, Aut Aut, L'ironia di Mann, Aut Aut, Due
momenti fondamentali dell'opera di Th. Mann, Aut Aut, Su due significati del
concetto dell'angoscia in Kierkegaard, Orbis litterarum; Critica dello
schematismo trascendentale, Rivista di filosofia; Silenzio e libertà del
linguaggio nel neopositivismo, Archivio di filosofia (SEMANTICA), L'appello di
Einstein, « Civiltà delle macchine; Ree. di P. Romanelli, Verso un naturalismo
critico, Torino, Aut Aut », Ree. di Rogers, Perret, Milano, Aut Aut », Ree. di
H. Mayer, Thomas Mann, Torino, Aut Aut », Ree. di C. Cases, Mann e lo spirito
del racconto, « No tiziario Einaudi », Aut Aut », Ree. di Omaggio a Th. Mann,
in «Il Ponte, Aut Aut, Dostoevskij, Torino, Edizioni Radio Italiana,La notte
bianca; La vita vivente; Un nomade a Pietroburgo; IV - Il puro folle; V -
Satira ed epica del demoniaco; VI - Voci di fanciulli sulle tombe dei padri;
Viva i Karamàzov! Ancora sull'esistenzialismo, Torino, Edizioni Radio Italiana:
ntroduzione all'esistenzialismo; Heidegger; Jaspers; Marcel, Lavelle, Le
Senne; Esisten zialismo teologico; Aspetti letterari; L'esistenza negativa in
Sartre; L'esistenza diabolica in Mann; La positivizzazione
dell'esistenzialismo; ABBAGNANO; Sartre e il problema del teatro;
L'esistenzialismo nella filosofia contemporanea; L'eredità di Husserl e
l'esistenzialismo di Merleau-Ponty. Hegel e il problema della storia della
filosofia, Verità e storia: Un dibattito sul metodo della storia della
filosofia, Asti, Arethusa, Nota su «Altezza reale», Aut Aut; Sul senso e
sull'essenza, Aut Aut, La natura e il culto dell'Io, Aut Aut, Appunti su un
convegno, Aut Aut; Filosofia e antifilosofia, Aut Aut; Filosofia e linguaggio
perfetto (risposta a una lettera di Vedaldi), Aut Aut, Funzione e significato
del mito, « Giornale critico della filosofia italiana, Processo, relazione e
architettura, «Rivista di estetica», Sul concetto di 1 precorrimene ' in storia
della filosofia, « Ri vista critica di storia della filosofia, Problematica
dell'architettura contemporanea, « Casabella », Critica dello schematismo
trascendentale (II parte), Rivista di filosofia, Immanenza e trascendenza
(Convegno promosso dall'Istituto di filosofia dell'Università di Milano), Il Pensiero, Interventi di P.: Sulla relazione Dal Pra;
Sulla relazione Antoni, Sulla relazione Guzzo; Sulla relazione Allmayer; Sulla
relazione Spirito, Processo esistenziale, processo naturale, processo storico,
Anais de Congresso Internacional de Filosofia de Sào Paulo », San Paolo, La scienza e l’enciclopedia
filosofica, Civiltà delle macchine, Vivere nel tempo, Civiltà delle macchine,
IF. Woodridge, Saggio sulla natura, introduzione di P., Milano, Bompiani; Dall'esistenzialismo
al relazionismo, Firenze, Anna: Prospettive relazionistiche; Il fondamento
storicistico del relazionismo; Il consumo dell'esistenza e la relazione; La
struttura relazionale dell'esperienza; Whitehead e il relazionismo;
Relazionismo e relatività; Relazionismo
e schematismo trascendentale; La verificazione nel neopositivismo; Relazionismo
e naturalismo; Orientamento estetico relazionistico; Permanenza ed emergenza
nel LINGUAGGIO; Sul significato del mito; Senso essenza e natura; Tempo e
natura. Storia del pensiero presocratico, Torino, Radio, La filosofia
greca e i suoi rapporti con l'oriente; Le origini autonome della filosofia
greca; La scuola di Mileto o i primi pitagorici; Eraclito di Efeso; Senofane e
Parmenide di VELIA; Zenone di VELIA e Melisso di Samo; Il pitagorismo nell'età
di FILOLAO; EMPEDOCLE di GIRGENTI; Anassagora di Clazomeno; La scuola di
Abdera; Protagora di Abdera; Gorgia di LEONZIO; Prodico di Ceo; Antifonte
sofista; Ippia di Elide; Logos e natura; Letteratura e pensiero filosofico;
Eschilo e la polis; Pensiero e poesia in Sofocle; La visione filosofica in
Euripide; Antifilosofia e filosofia in Aristofane; Scienza, tecnica e mito;
Natura e cultura; Medicina e filosofia; Filosofia, arte e musica;Filosofia e
storiografia; La filosofia contemporanea, Milano, Garzanti, L'eredità di Kant;
Spiritualismo, positivismo e neocriticismo; Le conclusioni dell'idealismo;
Storicismo e filosofia dei valori; Pragmatismo e realismo; Processo e
organicità; La fenomenologia e il mondo della vita; Esistenzialismo e
ontologismo; Empirismo logico e fenomenologia della percezione; Fenomenologia
dei processi in relazione, « Aut Aut », Giallo e nero, Aut Aut, Schematismo
trascendentale, Aut Aut, Hartmann e la tradizione ?netafisica, Aut Aut, Banfi,
« Aut Aut », n. 42, pp. 499-501. Per la logica di Husserl, « Aut Aut » Sul
significato del platonismo in Husserl, Acme, L'architettura e il mondo della
vita, « Casabella, Il metodo
industriale, l'edilizia e il problema estetico, « La casa », Roma, ed. De Luca.
Scienza ed umanità nella storia del pensiero scientifico italiano, Mostra
storica della scienza italiana, Milano, Pizzi, Relazionismo e realtà sociale,
Criteri, Banfi, « Raccolta Vinciana. Necrologie », L'estetica come richiamo
all'esperienza (riassunto), congresso di estetica (Venezia) Torino, Edizioni
della rivista di estetica, Recc. di Husserl, Ideen zu einer Phànomenologie und
phànomenologische Philosophie, Die Krisis der europàischen Wissenschaften und
die transzendentale Phànomeno logie; Erste Philosophie, Den Haag, Aut Aut »,
Ree. di C. S. Peirce, Caso, amore e logica, Torino Aut Aut, Ree. di Beth Mays,
Etudes d'epistemologie génétique, Paris, Aut Aut », Ree. di C. Cascales,
L'humanisme de Ortega Y Gasset, Paris, Aut Aut », Ree. di P. Rossi, Bacone, dalla magia alla
scienza, Bari Aut Aut, Ree. di R. Pettazzoni, L'essere supremo nelle religioni
primi tive, Aut Aut, Ree. Di Mumford, La condizione dell'uomo, Milano, Aut
Aut», Ree. di G. Friedmann, Le travail en miettes, Paris, Aut Aut, Dizionario
di filosofia, cur. Biraghi, Milano, Edizioni di Comunità. Voci: Eleati;
Eraclito; Atomismo; GIRGENTI; Anassagora; Socrate; Cinici; Cirenaici; Megarici;
Platone; Aristotele; Romanticismo; Neopositivismo; Relazione; Etica; Libertà;
Arbitrio; Bene; Determinismo-indeterminismo; Dovere; Responsabilità;
Eudemonismo; Virtù; Saggezza; Azione; Violenza; Estetica; Forma; Sublime;
Catarsi. In appendice a cura di P.: Breve dizionario dei termini greci,
Alexander, in Les grands courants de la pensée mondiale contemporaine, a cura
di M. F. Sciacca, Milano, Marzorati; Sul mio comportamento filosofico, La filosofia
con- temporanea in Italia, Asti, Arethusa, La dialettica in Platone, in Studi
sulla dialettica, Torino, Taylor, e in « Rivista di filosofia, Vita e ragione
in Antonio Banfi, « Aut Aut », In margine ad Heidegger, Aut Aut, Meditazioni fenomenologiche, Aut Aut »,
Schelling e noi, Aut Aut », n. Tempo e percezione, Archivio di filosofi, Il
tempo, Ungaretti e l'esperienza della poesia, Letteratura, Fenomenologia e
architettura contemporanea, « La casa », Roma, ed. De Luca, Sul significato dei
Maestri Cantori di Wagner, « L'approdo mu- sicale », La concezione
relazionistica della libertà e del valore, in « Atti del XII Congresso
Nazionale di Filosofia, Venezia, Merleau-Ponty, Elogio della filosofia,
traduzione, introduzione e note di P., Torino, Paravia. Neopositivismo e unità
della scienza, introduzione di P., Milano, Bompiani. R. Sanesi, Frammenti
dall'Isola Athikte, prefazione di P., Milano, Schwarz. Ree. di Pedroli, La
fenomenologia di Husserl, Torino, Aut Aut, Il nulla e il problema dell'uomo, Torino,
Taylor, Tempo, esistenza e relazione. Filosofia e antifilosofia (una
discussione con P.), GARIN, La filosofia come sapere storico, Bari, Laterza,
Sulla fenomenologia, Aut Aut, Sartre e noi, Aut Aut, Sulla relazione lo-tu, «
Aut Aut », n. Esercizio sulla evidenza fenomenologic a, Aut Aut, Sul
significato dello spirito in Husserl, Aut Aut; Pagine da un diario, « Archivio
di filosofia, La diaristica filosofica), Filosofia e storia della filosofia,
Giornale critico della filosofia italiana », Wright e lo « spazio vissuto », «
Casabella; Imbarazzi di B. Russell, « Inventario, Tempo e riduzione in Husserl, « Rivista di
filosofia », Per una fenomenologia della musica contemporanea, Il Verri, La
crisi della cultura e la fenomenologia dell'architettura contemporanea, « La
casa, Roma, ed. De Luca, Whitehead, La scienza e il mondo moderno, introduzione
di E. Paci, Milano, Bompiani. L. Actis Perinetti, Dialettica della relazione,
prefazione di P., Milano, ed. di Comunità. Husserl sempre di nuovo, Omaggio a
Husserl, a cura di P. Milano, Il Saggiatore, Garin, P., Prini, Bilancio della
fenomenologìa e del- l'esistenzialismo, Padova, Liviana. I testi di P. sono:
Bilancio della fenomenologia; Risposte e chiarimenti; Commemorazione di
Husserl, Wright e lo spazio vissuto, in Saggi italiani (scelti da Moravia e
Zolla), Milano, Bompiani, Aspetti di una problematica filosofica, Aut Aut, La
fenomenologia come scienza del mondo della vita, « Aut Aut, Sullo stile della
fenomenologia, Aut Aut, La scienza e il mondo in A. N. Whitehead, Aut Aut,
Sulla presenza come centro relazionale in Husserl, Aut Aut, Il problema
dell'occultamento della « Lebenswelt » e del tra scendentale in Husserl, Aut
Aut, La fenomenologia come scienza nuova, Aut Aut, Indicazioni elementari sulla
« analisi esistenziale », Aut Aut; Tempo e relazione intenzionale in Husserl,
Archivio di filosofia, Tempo e intenzionalità, Coscienza fenomenologica e
coscienza idealistica, Il Verri, Ricordo di Stefanini, Scritti in onore di
Stefanini, Padova, Liviana; Tempo e relazione nella fenomenologia, « Giornale
critico della filosofia italiana; Scienza, tecnica e mondo della vita in
Husserl, Il pensiero critico; Doxa e individuazione nella fenomenologia di
Husserl, Rivista di filosofia; Nulla di nuovo tutto di nuovo, in Saggiatore.
Catalogo Il problema dell'intersoggettività, Il pensiero; Tre paragrafi per una
fenomenologia del linguaggio, Il pensiero, Indicazioni fenomenologiche per il
romanzo, Quaderni milanesi, G. Brand, Mondo, io e tempo nei manoscritti
inediti di Hus serl, introduzione di E. Paci, Milano, Bompiani. E. Husserl,
Teleologia universale (manoscritto), traduzione di P., Archivio di filosofia; Ree.
di Hocke, Die Welt als Labyrinth; Manierismus in der Literatur, Hamburg, Aut
Aut, Tempo e verità nella fenomenologia di Husserl, Bari, Laterza: Il senso
della fenomenologia; Il signi ficato dell'intenzionalità; Tempo e riduzione;
Tempo e dialettica; Tempo e intersoggettività; Mondo della vita e scienza del
mondo della vita; Il tempo e il senso dell'essere; La fenomenologia come
teleologia universale della ragione. Husserl, Teleologia universale
(manoscritto E III 5) trad. P.; La concezione relazionistica della libertà e
del valore. Diario fenomenologico, Milano, Il Saggiatore, La phénoménologie,
in Les grands courants de la pensée mon diale contemporaine, cur. Sciacca,
Milano, Marzorati, Qualche osservazione filosofica sulla critica e sulla
poesia, Aut Aut; ESPRESSIONE E SIGNIFICATO; Aut Aut, Fenomenologia psicologia e
unità della scienza, Aut Aut, La psicologia fenomenologica e il problema della
relazione tra inconscio e mondo esterno, Aut Aut, Guenther Anders e
l'intenzionalità della scienza, Aut Aut, n. Merleau-Ponty, Lukàcs e il problema
della dialettica, « Aut Aut », I paradossi della fenomenologia e l'ideale di
una società razio nale, « Giornale critico della filosofia italiana, Fenomenologia
e obbiettivazione, «Giornale critico della filo sofia italiana », Ueber einige
Verwandtschaften der Philosophie Whiteheads und der Phànomenologie Husserls, «
Revue internationale de philosophie; Relazionismo e significato fenomenologico
del mondo, Il pensiero, Tecnica feticizzata e linguaggio, «Europa letteraria»,
Per una fenomenologia dell'eros, « Nuovi argomenti, A Fhenomenology of Eros, in
Facets of Eros, The Hague, Husserl, La crisi delle scienze europee e la
fenomenologia trascendentale, avvertenza e prefazione di E. Paci, Milano, Il
Saggiatore. Gellner, Parole e cose, introduzione di P., Milano, Il Saggiatore.
Ree. di S. Freud, Lettere, Torino, Aut Aut, Ree. di S. Freud, Le origini della
psicoanalisi, Torino, Aut Aut, Ree. di W. Jensen, Gradiva, Torino, Aut Aut, Ree. di F. Fornari, Problemi del
primo sviluppo psichico, in « Rivista di Psicologia, Aut Aut, L'ultimo
Sartre e il problema della soggettività, Aut Aut, Nuove ricerche
fenomenologiche, Aut Aut, Nota su Robbe-Grillet, Butor e la fenomenologia, Aut
Aut, Problemi di antropologia, Aut Aut, Per una sociologia intenzionale, Aut
Aut, Struttura e lavoro vivente, Aut Aut, A proposito di sociologia e
fenomenologia (risposta a una let tera di F. Ferrarotti), Aut Aut, A
cominciare dal presente, Questo e altro; In un rapporto intenzionale, « Questo
e altro, Banfi, GELLNER [cited by H. P. GRICE] e Merleau-Ponty, Saggiatore.
Catalogo Fenomenologia e antropologia in Hegel, « Il pensiero », Bomba atomica
e significato di verità, Il Verri, In Merleau-Ponty, Senso e non senso,
introduzione di E. Paci, Milano, Il Saggiatore. Funzione delle scienze e
significato dell'uomo, Milano, Il saggiatore: Crisi della scienza come crisi
del significato della scienza per l'uomo; L'oblio del mondo della vita e il
significato del trascendentale. La fenomenologia come scienza nuova; La
correlazione universale e la filosofia come trasformazione dell'essere in
significato di verità; La fenomenologia e l'ideale di una società razionale; Il
paradosso estremo della fenomenologia; La psicologia e la unità delle scienze;
Materia vita e persona nella teleologia della storia; La psicologia
fenomenologica e la fondazione della psicologia come scienza; La crisi
dell'Europa e la storia dell'umanità; La dialettica del linguaggio e il
fondamento della storia; Il fondamento fenomenologico della storia della
filosofia; Esperienza e ragione; Scienza, morale e realtà economica nella lotta
della filosofia per il significato dell'uomo; L'unità dell'uomo e
l'autocomprensione filosofica. Natura e storia; Soggettività e situazione;
Ambiguità e verità; Prassi pratico-inerte e irreversibilità; Uomo natura e
storia in Marx; Il rovesciamento del soggetto nell'oggetto; La dialettica del
concreto e dell'astratto. Piccolo dizionario fenomenologico. Il significato
dell'uomo in Marx e Husserl, Aut Aut, Il senso delle parole: Lebenswelt;
Struttura, « Aut Aut », nLa psicologia fenomenologica e la fondazione della
psicologia come scienza, « Aut Aut, Il senso delle parole: Epoche;
trascendentale, Aut Aut, Il senso delle parole: Alienazione e oggettivazione, «
Aut Aut », Sociologia e condizione umana, Aut Aut, Il senso delle parole:
Riconsiderazione; senso; causa; il cogito e la monade, « Aut Aut, Fenomenologia
e antropologia culturale, Aut Aut, Il senso delle parole: Sprachleib;
soggettività linguistica; lan- gue et parole; strutturalismo, fonologia e
antropologia, « Aut Aut », Memoria e presenza dei Buddenbrook, Aut Aut, Il
senso delle parole: Gradi della alienazione; strumentammo; il corpo proprio
inorganico; informale e nuova figurazione; tra dizione e avanguardia, Aut Aut,
Follia e verità in Santayana, Revue internationale de philosophie, Problemi di
unificazione del sapere, De Homine, Die
Positive Bedeutung des Menschen in Kierkegaard, Schweitzer Monatshefte, Alcuni
paragrafi sul romanzo contemporaneo, «Europa lettera ria, Omaggio a Mondolfo,
Omaggio a Mondolfo, Città di Senigallia, Atti del Consiglio Comunale, Urbino,
S.T.E.U., Problemi di unificazione del sapere, in L'unificazione del sapere,
Firenze, Sansoni, A. N. Whitehead, in Les grands courants de la pensée mondia
le contemporaine, cur. Sciacca, Milano, Marzorati, Annotazioni per una
fenomenologia della musica, « Aut Aut, Il senso delle parole: Scientificità;
irreversibilità; entropia e informazione; operazionismo; musica e modalità
temporali, « Aut Aut, nn. Teatro, funzione delle scienze e riflessione, Aut
Aut, Il senso delle parole: Prima persona; fenomenologia e fisiologia; dualismo
teatro e personaggi, Aut Aut Le parole, Aut Aut Il senso delle parole:
linguaggio oggettivato; soggetto e com portamento; la scienza e la vita, Aut
Aut, Fenomenologia e cibernetica, Aut Aut, Il senso delle parole: introduzione;
cose e problemi; forme ca tegoriali, « Aut Aut », Whitehead e Husserl, Aut
Aut, Il senso delle parole: Percezione e conoscenza diretta; struttura,
traduzione, e unificazione del sapere; il simbolismo e la possi bilità
dell'errore, Aut Aut, Mann, Le Opere, introduzione di P., Torino, Pomba.
Relazioni e significati l (Filosofia e fenomenologia della cultu ra), Milano,
Lampugnani Nigri, Filosofia e fenomenologia della cultura; Fenomenologia della
vita e ragione in Banfi; Il significato di Whitehead; Logica e filosofia
in Whitehead; Empirismo e relazioni in Whitehead; Whitehead e Husserl; Nota su
Russell; Neopositivismo, fenomenologia e letteratura; Caduta della
intenzionalità e linguaggio; Follia e verità in Santayana; Scienza e umanesimo
italiano; Fenomenologia e letteratura; Fenomenologia e narrativa;
Fenomenologia, psichiatria e romanzo; Robbe-Grillet, Butor e la fenomenologia;
XVI - Problemi di antropologia; Struttura e lavoro vivente; Sul concetto di
struttura. Relazioni e significati (Kierkegaard e Mann), Milano, Lampugnani
Nigri: Ironia, demoniaco ed eros; Estetica ed etica; La dialettica della fede;
Ripetizione e ripresa: il teatro e la sua funzione catartica; Storia ed
apocalisse; La psicologia e il problema
dell'angoscia; Angoscia e relazione; Angoscia e fenomenologia dello eros;
L'intenzionalità e l'amore; Kierkegaard
e il significato della storia. Musica mito e psicologia in Mann; Mann e la
filosofia; Due momenti fondamentali
nell'opera di Mann; L'ironia di Mann; Su « Altezza reale »; Ricordo e presenza
dei « Buddenbrook ». Tempo e relazione, Milano, Il Saggiatore; Significato del
significato; Semantica e filosofia; Fenomenologia e cibernetica. L'infanzia di
Sartre, in Le conferenze dell'associazione culturale italiana, Cuneo, Sasto,
Sull'orizzonte di verità della scienza, Aut Aut, Il senso delle parole:
Processo; percezione non sensoriale; il tessuto della esperienza, « Aut Aut »,
Sulla struttura della scienza, Aut Aut, Il senso delle parole: Pubblico e
privato; genesi, « Aut Aut », Struttura temporale e orizzonte storico, Aut Aut,
Il senso delle parole: Logica forinole e linguaggio ordinario; metafisica
descrittiva, Aut Aut, Antropologia strutturale e fenomenologia, «Aut Aut»,
Condizione dell'esperienza e fondazione della psicologia, Aut Aut », Il senso
delle parole: i due volti della psicologia; sul principio della economia del
pensiero, Aut Aut, Una breve sintesi della filosofia di Whitehead, « Aut Aut »,
Il senso delle parole: Sul problema dei fondamenti; esperienza e
neopositivismo, « Aut Aut », La voce Sul problema dei fondamenti; Funzione e
significato nella letteratura e nella scienza, in La cultura dimezzata, a cura
di A. Vitelli, Milano, Giordano, Sul concetto di struttura in Lévi-Strauss, «
Giornale critico del- la filosofia italiana, Attualità di Husserl, « Revue
internationale de philosophie, Sul problema della fondazione delle scienze, «
Il pensiero », Il senso delle strutture in Lévi-Strauss, Paragone, Revue
internationale de philosophie, Nota su De Saussure, in « Casa editrice II
Saggiatore: Catalogo generale Preceduto da un'inchiesta su ' Strutturalismo e
critica ' cur. di Segre, Ideologia, parola negativa, in Saggiatore: supplemento
a l catalogo generale aggiornato; Husserl, Esperienza e Giudizio, nota
introduttiva di P., Milano, Silva. G. Piana, Esistenza e storia negli inediti
di Husserl, prefazione di E . Paci, Milano, Lampugnani Nigri. C. Sini,
Whitehead e la funzione della filosofia, prefazione di E. Paci, Padova,
Marsilio. Relazioni e significati (Critica e dialettica), Milano, Lampu- gnani
Nigri: Sulla poesia di Rilke; Sul senso della poesia di Eliot; L'uomo di
Proust; Valéry o della costruzione; Sulla musica contemporanea; Per una
fenomenologia della musica; Interpretazione d e l teatro; Teatro, funzione
delle scien- ze è riflessione; Sull'architettura contemporanea; -L'architettura
e il mondo della vita; Il metodo industriale, l'edilizia e il problema
estetico; Fenomenologia e architet- tura contemporanea; Wright e « lo spazio
vissuto ». Il significato della dialettica platonica; Dialettica, fenomenologia
e antropologia in Hegel; Paragrafi per una fenomenologia del linguaggio; Sulla FENOMENOLOGIA
DEL LINGUAGGIO; Dialettica e nalità nella critica e nella poesia; A cominciare
dal presente; In un rapporto intenzionale; L'alienazione delle parole. Per
un'analisi fenomenologica del sonno e del sogno, Il sogno e le civiltà umane,
Bari, Laterza, Kierkegaard vivant et la véritable signification de l'histoire,
in Kierkegaard vivant, Unesco, Paris, Gallimard, Il senso delle parole: Sul
problema della fondazione, Aut Aut, n. Ancora intenzio- Psicanalisi e
fenomenologia, Aut Aut, Il senso delle parole: L'archeologia del soggetto;
psicologia e problematica della scienza, Aut Aut, Ayer e il concetto di
persona, Aut Aut, Il senso delle parole: Primitività della persona e azione
umana; linguaggio e realtà, « Aut Aut »,Per lo studio della logica in Husserl,
Aut Aut, Il senso delle parole: Ricerca trascendentale e metafisica; espe
rienza temporale e riconoscimento, Aut Aut, Tema e svolgimento in Husserl, Aut
Aut, Il senso delle parole: Morfologia universale; prima persona e linguaggio,
Aut Aut, Fondazione e costruzione logica del mondo di Carnap, « Archi vio di
filosofia, Logica e analisi, Modalità, coscienza empirica e fondazione in Kant,
« Il pensiero, Husserl, Logica formale e trascendentale, prefazione di E.
Paci, Bari, Laterza. Ricordo di E. De Martino, colloquio tra E. Paci, C. D.
Levi Carpitella, G. Jervis, « Quaderni dellTSSE », Filosofia e scienza,
discussione tra P., Caldirola, Arcais, Panikkar, « Civiltà delle macchine », Il
nulla e il problema dell'uomo, in E. De Martino, Il mondo magico, Torino,
Boringhieri, Il significato di GALILEI filosofo per la filosofia, in AA. VV.,
Studi Gali- leiani, Firenze, Barberi, Fondazione fenomenologica
dell'antropologia e antropologia del- le scienze, Aut Aut, Il senso delle
parole: Fenomenologia della prassi e realtà obiet- tiva, Aut Aut, Il ritorno a Freud, Aut Aut, Il
senso delle parole: Autoanalisi e intersoggettività, « Aut Aut », Fondazione e
chiarificazione in Husserl, Aut Aut, Il
senso delle parole: Fenomenologia ed enciclopedia, « Aut Aut », Per
un'interpretazione della natura materiale in Husserl, Aut Aut, Il senso delle
parole: Decezione conflitto e significato, Aut Aut, Natura animale, uomo
concreto e comportamento reale in Hus- serl, Aut Aut, Il senso delle parole:
Struttura e contemporaneità al nostro pre-sente, Aut Aut, Il senso delle
parole: La motivazione, Aut Aut,
Informazione e significato, « Archivio di filosofia [Filosofia e
informazione), Kafka e la sfida del teatro di Oklahoma, « Studi germanici Per una semplificazione dei temi husserliani
fino al primo vo lume delle « Idee », Studi urbinati, Inversione e significato
della cultura, Aut Aut, Il senso delle parole: L'altro, « Aut Aut », Per una
nuova antropologia e una nuova dialettica, « Aut Aut », Il senso delle parole:
L'uomo e la struttura, « Aut Aut », Motivazione, ragione, enciclopedia
fenomenologica, Aut Aut, P., Rovatti, Persona, mondo circostante, motivazione,
« Aut Aut », Il senso delle parole: Alienazione, « Aut Aut, Keynes, la
fondazione dell'economia e l'enciclopedia fenomeno logica, Aut Aut, Il senso
delle parole: L'uomo stesso, Aut Aut, Vita e verità dei movimenti studenteschi,
« Aut Aut, Il senso delle parole: Razionalità irrazionale, Aut Aut, Vico, le
structuralisme et l'encyclopédie phénoménologique des sciences, Les études
philosophiques, Domanda, risposta e significato, Archivio difilosofia, Il
problema della domanda, La presa di coscienza della biologia in Cassirer, Il
pensiero, The Phenomenological Encyclopedia and the « Telos » of the Humanity,
« Telos », Ri Hegel: Enciclopedia delle scienze filosofiche, in Orien tamenti
filosofici e pedagogici, Milano, Marzorati, voi. Antonio Banfi e il pensiero
contemporaneo, in Antonio anfi vivente, Firenze, La Nuova Italia, II senso
delle parole: Sviluppo e sottosviluppo, Aut Aut, Aldilà,«AutAut», Il senso
delle parole: Soggetto ed oggetto dell'economia, Aut Aut » L'enciclopedia fenomenologica
e il Telos dell'umanità, Aut Aut, Il senso delle parole: Violenza e diritto, «
Aut Aut», Il senso delle parole: Istituzione totale, Aut Aut, L'architettura
come vita, Aut Aut, Dialectic of the Concrete and of the Abstract, Telos,
Barbarie e civiltà, Atti del Convegno Internazionale sul tema: CAMPANELLA e
VICO, Roma, Accademia nazionale dei Lincei, Quaderno, La dialettica del
processo. Milano, Mondadori. Veca, Fondazione e modalità in Kant, prefazione di
P., Milano, Mondadori. Il senso delle parole: Ancora sul marxismo e sulla
fenomenologia, Aut Aut, Due temi fenomenologici: Fenomenologia e dialettica, La
fenomenologia e la fondazione dell'economia politica, Aut Aut, Il senso delle
parole: La ripetizione, Aut Aut, L'ora di CATTANEO, Aut Aut, Il senso delle
parole: Ontico e ontologico, Aut Aut »,
Il senso delle parole: Barbarie e civiltà, Aut Aut, Il senso delle parole: La
figura, Aut Aut, Vita quotidiana ed eternità, « Archivio di filosofia, Il senso
comune, Intersoggettività del potere, Praxis, Fenomenologia e dialettica
marxista, « Praxis; Sui rapporti tra fenomenologia e marxismo, in Desanti, Fenomenologia
e prassi, Milano, Lampugnani Nigri, Astratto e concreto in Althusser, Aut Aut,
n. Il senso delle parole: Sostanza e soggetto, « Aut Aut », La « Einleitung »
nella fenomenologia hegeliana e l'esperienza fenomenologica, Aut Aut, Il senso
delle parole: La fenomenologia come scienza dell'appa renza e della esperienza
della coscienza, Aut Aut, Hegel e la certezza sensibile, Aut Aut, Il senso delle
parole: Storia e verità, « Aut Aut, nn. Considerazioni attuali su Bloch, « Aut
Aut » Il senso delle parole: Speranza e carità: l'uomo nuovo, Aut Aut, Per
un'analisi del momento attuale e del suo limite dialettico, Aut Aut, Il senso
delle parole: L'homme nu di Lévi-Strauss, Aut Aut, La phénoménologie et
l'histoire dans la pensée de Hegel, Praxis, History and Fhenomenology in
Hegel's Thought, Telos, Bergson, Le Opere, introduzione di P., Torino, Pomba.
E. Minkowski, 17 tempo vissuto, prefazione di P>, Torino, Einaudi, Scarduelli,
L'analisi strutturale dei miti, prefazione di E. Paci, Milano, Celuc. P. A. Rovatti, R. Tomassini,
Veca, Per una fenomenologia del bisogno, Aut Aut, Life-World, Time, and Liberty
in Husserl, Life- World and Consciousness. Essays for Gurwitsch, cur. Embree, Evanston,
Northwestern Univ. Press, Ungaretti e l'esperienza della poesia, in G.
Ungaretti, Lettere a un fenomenologo, premessa di P., Milano, Vanni
Scheiwiller, pIl senso della religione in MaxHorkheimer, in Max Horkheimer,
Guerreschi, An Maidom e zum Schicksal der Religion, Milano, Arte Edizioni, due
pagine non numerate. A proposito di fenomenologia e marxismo. Considerazioni
sul Dialogo di Vajda, Aut Aut, Il senso delle
parole: Lavoro e teologia, Aut Aut, La presenza nella « Fenomenologia dello
spirito » di Hegel, Aut Aut Variazioni su Cattaneo, « Aut Aut, Il senso delle
parole: Il federalismo, Aut Aut,
Spontaneità, ragione e modalità della praxis, « Praxis, Che cosa ha
taciuto Croce, Tempo, Ci sono strutture di strutture di strutture..., « Tempo, B.
Russell, Le Opere, introduzione di E. Paci, Torino, Pomba. Wahl, La coscienza
infelice nella filosofia di Hegel, prefazione di E. Paci, Milano, Istituto
Librario Internazionale; Zecchi, Fenomenologia dell'esperienza, presentazione
di P. Firenze, La Nuova Italia. Intervista con P., in Parlano i filosofi
italiani, Terzo programma, fase. Ili, Idee per una enciclopedia fenomenologica,
Milano, Bompiani, Attualità di Husserl; L'eredità di Banfi; L'enciclopedia
fenomenologica e il telos dell'umanità. Vico, lo strutturalismo e l'enciclopedia
fenomenologica delle scienze; Il significato di GALILEI (si veda) per la
filosofia; Modalità, coscienza empirica e fonda zione in Kant; Hegel e la
fenomenologia. I temi husserliani fino al primo volume di Idee; Sul problema
dell'INTERSOGGETIVITÀ; Per lo studio della logica in Husserl; Per una
interpretazione della natura materiale in Husserl; Natura animale, uomo
concreto e comportamento reale in Husserl; Fondazione e chiarificazione in
Husserl; Cultura e dialettica; Motivazione, ragione, enciclo pedia
fenomenologica. Il senso delle strutture in Lévi-Strauss; Sul concetto di
struttura in Lévi-Strauss; Antropologia strutturale e fenomenologia; Fondazione
fenomenologica dell'antropologia ed enciclopedia delle scienze; Il ritorno a
Freud; Psicanalisi e fenomenologia; Keynes, la fondazione della economia e
l'enciclopedia fenomeno logica; Fenomenologia e fondazione dell'economia
politica; La presa di coscienza della biologia in Cassirer. Parte quinta: I -
Problemi di unificazione del sapere; Sul problema dei fondamenti; La
fondazione delle scienze; La struttura della scienza; Il significato di verità
della scienza; Struttura temporale e orizzonte storico; Informazione e
significato; Whitehead in sintesi; Una sintesi di Ayer sul concetto di persona;
Astratto e concreto in Althusser; Modalità e novità in Bloch. Diario fenomenologico Milano, Bompiani,
Marxismo e fenomenologia, Aut Aut, IL senso delle parole: Attualità della
fenomenologia di Hegel, « Aut Aut » Bisogni, paradossi e trasformazioni del
mondo, Aut Aut, Il senso delle parole: Filosofia analitica e fenomenologia, Aut
Aut, Il senso delle parole: I limiti dell'empirismo, Aut Aut, La negazione in
Sartre, Aut Aut, Il senso delle parole: L'istante, Aut Aut, Il senso delle
parole: Sul relazionismo, Aut Aut,
Cancellare la scrittura morta per trovare la verità viva, «Tem po », L'uomo
deve imparare a servirsi della scienza, Tempo, La pelle di leopardo ideologica,
Tempo, Cosi vedo Sartre, Tempo, Amore e morte. Freud e la rivoluzione
dell'uomo, Tempo, L'enigma Ludwig: Visconti e Thomas Mann, Tempo, L'uomo e la
semiotica universale, Tempo, Ateismo nel cristianesimo e cristianesimo
nell'ateismo, Tempo, Letteratura e reazione, Tempo, La presa di coscienza
dell'eros e la trasformazione della società, tempo, Il Capitale tra Shakespeare
e Kafka, Tempo, Un congresso di filosofi che riscoprono la dialettica, Tempo,
Linguaggio e silenzio in Wittgenstein, Tempo, Quel superstizioso di Freud,
Tempo,Filosofia Arte e Letteratura, Tempo, Quando la volontà è malata, Tempo,
Colloqui con Sartre, Tempo, Un messaggio contro il male, Tempo, La realtà si
ritrova nella continua dialettica tra realismo e sur- realismo, « Tempo,
Husserl e Marx a Praga, Tempo, Mito e vacanza della vita, Tempo, Eclisse e rinascita della ragione in
Horkheimer, Tempo, Lukàcs tra la vita e lo spirito, Tempo, La situazione limite
di Bataille, « Tempo, Il progresso economico distruggerà la specie umana,
Tempo, La filosofia della vita e della cultura di Simmel e di Banfi, Tempo,
Trovare l'uomo partendo dalla solitudine, Tempo, La musica come mediazione tra
la vita e il suo significato, Tempo, Ter Marcuse la rivoluzione continuerà con
l'estetica, Tempo, Il filosofo del senso comune, Tempo, Il fallimento dell'uomo
e la religione, Tempo, La vera neutralità della scienza, Tempo, La nuova via
tra Pitagora e Darwin, Tempo, L'idiota di famiglia e la guarigione dell'uomo,
Tempo, L'eredità di G. Marcel è anticapitalista?, Tempo, n. Lukàcs inedito
scoperto a Budapest, Tempo, I cervelli avranno un futuro, Tempo, Forse una
nuova dialettica con la vittoria del proletariato, Tempo, L'uomo tra Tolomeo e
Copernico, Tempo, Minkowski: psicopatologia e vita vissuta, Tempo, La
costruzione logica del mondo, Tempo, Lenin e la filosofia, Tempo, Jaspers e
l'armonia di una nuova storia, Tempo, Fenomenologia e dialettica, Milano,
Feltrinelli, Marxismo e fenomenologia; La nuova fenomenologia; Fenomenologia
dell'economia e della psicologia; La trasformazione del mondo
attuale; Fenomenologia e costituente mondiale; Per un'analisi del momento
attuale e del suo limite dialettico. La filosofia contemporanea, Milano,
Garzanti: L'eredità kantiana e il marxismo; Lenin e la filosofia; Sul marxismo
italiano; Lukàcs; Sociologia e scuola di Francoforte; Sullo strutturalismo;
Moore e la filosofia analitica inglese. Vérification empirique et trascendance
de la vérité, Vérité et Vérification, La Haye, M. Nijhoff, Considerazioni
attuali sul problema dell'utile e del vitale in Croce, Croce, cur. Bruno, Catania, Giannotto; Il senso delle parole: Sulla fenomenologia del
negativo, Aut Aut, Il senso delle parole: Husserl e il cristianesimo, Aut Aut,
Undici studiosi alla scoperta degli Evangeli, Tempo, Osculati, Fare la verità.
Analisi fenomenologica di un linguaggio religioso, Nota finale di Enzo Paci,
Milano, Bompiani. Intervista con P., in La filosofia dal '45 ad oggi, a cura di
Valerio Verrà, Roma, ERI, Dizionario di filosofia, Milano, Rizzoli. Voce:
Esistenzialismo. Nome compiuto: Enzo Paci. Paci. Keywords: relazione,
significato del significato, fenomenologia del linguaggio, comunicazione e
intersoggetivita. Refs: Luigi Speranza, “Grice e Paci: i principi metafisici di
Vico” --. Luigi Speranza, “Grice e Paci: significato e significati” – The
Swimming-Pool Library. Biraghi, andrea – “Dizionario di filosofia,” Milano.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Pacioli
– la scuola del Borgo Sansepolcro – filosofia toscana -- filosofia italiana –
Luigi Speranza (Borgo Sansepolcro). Filosofo toscano. Borgo
sansepolcro. M. Borgo Sansepolcro.Filosofo italiano. Luca Pacioli Voce
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Ritratto di P., attribuito a Jacopo de' Barbari, museo nazionale di Capodimonte
Fra Luca Bartolomeo de P., o anche Paciolo -- , è stato un religioso,
matematico ed economista italiano, autore della Summa de Arithmetica,
Geometria, Proportioni et Proportionalita e della Divina Proportione. Egli è
riconosciuto come il fondatore della ragioneria. Biografia Studiò e avviò
la sua formazione a Sansepolcro, città natale, completandola poi a Venezia.
Entrò nell'Ordine francescano, probabilmente nel convento di Sansepolcro. Fu
insegnante di matematica a Perugia, Firenze, Venezia, Milano, Pisa, Bologna e
Roma e viaggiò molto. Accetta l'invito di Ludovico il Moro a lavorare a Milano,
dove collaborò con Leonardo da Vinci. Abbandona Milano insieme a VINCI
(vedasi). Anda prima a Mantova poi a Venezia. Per Isabella d'Este scrisse il
trattato De ludo scachorum, prezioso manoscritto sul gioco degli scacchi,
introvabile per 500 anni e riconosciuto dal bibliofilo Duilio Contin tra i
libri della Fondazione Coronini Cronberg di Gorizia, ospitati dalla Biblioteca
statale Isontina. La sua memoria è molto radicata, sia in Italia sia
all'estero. A Sansepolcro sono stati celebrati il quinto centenario della
pubblicazione della Summa de arithmetica, geometria, proportioni et
proportionalita e il quinto centenario della morte. Tra i vari monumenti eretti
in suo onore si ricordano quelli di Sansepolcro (Piazza San Francesco) e
Perugia (atrio della Facoltà di Economia e Commercio). Le opere VINCI
(vedasi) Illustrazione per il De Divina Proportione. Pubblica a Venezia una
vera e propria enciclopedia matematica, dal titolo Summa de arithmetica,
geometria, proportioni et proportionalita (stampata e pubblicata con Paganino
Paganini), scritta in volgare, come egli stesso dichiara (in realtà utilizza un
miscuglio di termini latini, italiani e greci), contenente un trattato generale
di aritmetica e di algebra, elementi di aritmetica utilizzata dai mercanti (con
riferimento alle monete, pesi e misure utilizzate nei diversi stati italiani).
Uno dei capitoli della Summa è intitolato Tractatus de computis et scripturis;
in esso viene presentato in modo più strutturato il concetto di partita doppia,
già noto e divulgato nell'ambiente mercantile, (e quindi: "Dare" e
"Avere", bilancio, inventario) che poi si diffuse per tutta Europa
col nome di "metodo veneziano", perché usato dai mercanti di
Venezia. S’occupa della stesura del De viribus quantitatis. Il trattato
inizia con l'indice e una lettera dedicatoria, illuminante per la conoscenza di
altre opere dell'autore. Il testo principale che segue è diviso in tre parti.
La prima parte ("Delle forze naturali cioè de Aritmetica") è
certamente quella più importante per la storia della matematica, perché
costituisce una delle prime grandi collezioni di giochi matematici e problemi
dilettevoli. Nella seconda parte ("Della virtù et forza lineare et geometria")
Pacioli descrive una decina di giochi topologici che fino a poco tempo fa si
credevano invenzioni più recenti. L'opera si conclude con la terza parte,
intitolata "De documenti morali utilissimi". Pubblica una
traduzione latina degli Elementi di Euclide e un testo che aveva già concepito
alla corte di Ludovico il Moro, il De Divina Proportione, anch'esso stampato e
pubblicato da Paganini, con le celebri incisioni dovute a Leonardo da Vinci
raffiguranti suggestive figure poliedriche. Sono le questioni attinenti
al rapporto aureo che danno il titolo al libro, che si estende poi a questioni
cosmologiche e matematiche connesse ai solidi platonici e ad altre tipologie di
poliedri; e ancora a temi di architettura (presi a prestito da Vitruvio e da
Leon Battista Alberti), a questioni relative alla prospettiva (campo in cui
attinge molto dall'opera del suo concittadino Piero della Francesca e cita fra
i grandi maestri Melozzo da Forlì e Marco Palmezzano) e altro ancora.
Profilo culturale È stato messo in evidenza come Luca Pacioli oscilli tra due
concezioni antitetiche della matematica: una di natura pratica e l'altra di
natura speculativa, in rapporto alla quale egli non esita ad aderire alle
suggestioni mistico-magiche del platonismo umanistico. In realtà l'opera
di Luca Pacioli va vista nel contesto culturale del Rinascimento italiano.
Pacioli non è - come vistosamente non lo è il suo contemporaneo Girolamo
Cardano e come non lo sarà, più tardi, neppure Keplero - un matematico in senso
stretto; egli stesso dichiara che per scienza matematica si deve intendere la
somma di aritmetica, geometria, astrologia, musica, prospettiva, architettura e
cosmografia. È questa summa di saperi e di rimandi concettuali tra essi
che lo incuriosisce e lo affascina. I rapporti con la nascente classe
mercantile a Venezia, a Firenze, a Milano, a Roma, a Perugia e nelle molte
altre città italiane dove ebbe modo di insegnare, ma anche la frequentazione di
famosi artisti del tempo che lo mettono al corrente della pratica della pittura
e dell'architettura, lo sollecitano ad esplorare - con la stessa curiosità e
senza avvertire alcuna frattura concettuale - i rapporti tra matematica
applicata e matematica teorica. Rapporti con gli artisti
rinascimentali Lapide commemorativa (1878) nel Palazzo delle Laudi a
Sansepolcro Luca Pacioli venne in contatto con numerosi artisti del tempo:
oltre ai già ricordati Leonardo, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca,
Melozzo da Forlì e Marco Palmezzano, vanno citati il Bramante, Francesco di
Giorgio Martini, Giovanni Antonio Amadeo e forse Albrecht Dürer. Il De
Divina Proportione ebbe influenza su più di un artista dell'epoca. Esiste un
ritratto di Luca Pacioli attribuito a Jacopo de' Barbari e conservato al museo
nazionale di Capodimonte, in cui il matematico di Sansepolcro è raffigurato
mentre indica su una lavagna alcune proprietà geometriche; alla sua destra
pende dal soffitto un poliedro archimedeo, mentre alla sua sinistra sta un
personaggio da alcuni identificato con Dürer (più probabilmente si tratta di
Guidobaldo da Montefeltro). L'attribuzione è controversa e basata sulla interpretazione
del cartiglio inserito nel dipinto recante la scritta "Iaco Bar
Vigennis". L'artista non poteva essere un ventenne e il de' Barbari era
ultracinquantenne. All'epoca della esecuzione del dipinto il matematico Pacioli
era in sodalizio con Leonardo da Vinci per la stesura del De Divina
Proportione. Le illustrazioni del De Divina Proportione, eseguite da
Leonardo, vengono riprese con sorprendente maestria da fra Giovanni da Verona
nella realizzazione delle tarsie della chiesa di Santa Maria in Organo a
Verona. Nella cultura di massa L'attore Giovanni Scifoni interpreta il frate
matematico P. nella serie tv internazionale Leonardo dedicata al famoso
Leonardo da Vinci. Nel 1994, cinquecentesimo anniversario della pubblicazione
della Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalita, gli è
stata dedicata una moneta da 500 lire con la sua effigie e la dicitura ». Note
^ Fra Luca Paciolo: origine e sviluppo della partita doppia. Origini della
lingua dell'economia in Italia. Bibliografia Summa de arithmetica geometria, Parte
di questo testo proviene dalla relativa voce del progetto Mille anni di scienza
in Italia, pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0, opera del Museo
Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza (home page) (LA) Luca
Pacioli, Summa de arithmetica geometria, (In Tusculano ...), Paganino Paganini,
.Luca P., De viribus quantitatis. Ristampa anastatica, Aboca, Sansepolcro Luca Pacioli, De divina proportione. Ristampa
anastatica, Aragno, Torino De divina
proportione / di P.. - Milano: Biblioteca Ambrosiana. : ill. color. ; 29 cm.
Ed. di 280 esemplari numerati, di cui 30 num. I-XXX e 250 num. 1-250. Stampato
da Mediobanca. Collana: Fontes Ambrosiani, n. 31. Bibliografia secondaria F.
Saporetti, Fra Luca Paciolo: origine e sviluppo della partita doppia, Livorno,
S. Belforte et C., . C. Maccagni et E. Giusti, Luca Pacioli e la matematica del
Rinascimento, Giunti, Firenze Luca Pacioli e la matematica del Rinascimento.
Atti del Convegno Internazionale di Studi, Sansepolcro 13-16 aprile 1994, a
cura di E. Giusti, Petruzzi, Città di Castello E. Giusti, Lucia Pacioli: Summa de
arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità, Istituto Poligrafico e
Zecca dello Stato, Roma A. Ciocci, Luca
Pacioli e la matematizzazione del sapere nel Rinascimento, Cacucci, Bari Sosnowski,
Origini della lingua dell'economia in Italia.Dal XIII al XVI secolo, Milano,
Franco Angeli, 2006. F. Rocco, Leonardo da Vinci: i pezzi per il gioco degli
scacchi rappresentati nel manoscritto sul gioco recentemente riconosciuto quale
autografo di Luca Pacioli, Milano G.C.
Maggi, Luca Pacioli: un francescano ragioniere e maestro delle matematiche.
Edizione straordinaria in italiano e in inglese, Centro studi Mario Pancrazi,
Sansepolcro 2012 M. Martelli, Luca Pacioli a Milano, Centro Studi Mario
Pancrazi, Sansepolcro Martelli, Luca Pacioli e i grandi artisti del
Rinascimento italiano, Digital editor, Umbertide (PG) A. Ciocci, Luca Pacioli: la vita e le opere,
versione in lingua inglese a cura di K. Pennau Fronduti, Digital editor,
Umbertide (PG) S. Zuffi, Luca Pacioli
tra Piero della Francesca e Leonardo, Marsilio, Venezia A. Ciocci, Ritratto di Luca Pacioli, Firenze S. Coronella et G. Risaliti, Il Rinascimento
della ragioneria: da Luca Pacioli ad Angelo Pietra, Rirea, Roma G. E. Piñeiro, Pacioli: il divulgatore della
matematica, RBA Italia, Milano L. Bucciarelli et V. Zorzetto, Lucia Pacioli tra
matematica, contabilità e filosofia della natura, Biblioteca del Centro Studi
Mario Pancrazi, Sansepolcro Bressanini et S. Tonato, Giochi matematici di fra'
Luca Pacioli: trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento, con una
presentazione di E. Ioli, Dedalo, Bari 2018 E. Hernàndez Esteve et M. Martelli,
Luca Pacioli: maestro di contabilità, matematico, filosofo, Digital editor,
Umbertide (PG) Voci correlate
Sansepolcro Ritratto di Luca Pacioli Leonardo da Vinci Sezione aurea Altri
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su Luca Pacioli Collegamenti esterni Paciòli, Luca, su Treccani.it –
Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata
Amedeo Agostini, PACIOLI, Luca, in Enciclopedia Italiana, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, P. detto Luca da Bórgo, su sapere.it, De Agostini.
Modifica su Wikidata Pacioli, in Enciclopedia della Matematica, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, P., su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia
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Dizionario biografico degli italiani, vol. 80, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana, P., su MacTutor, University of St Andrews, Scotland. P., su
Mathematics Genealogy Project, North Dakota State University. Modifica su Wikidata
Opere di Luca Pacioli, su Liber Liber. Modifica su Wikidata (EN) Opere di Luca
Pacioli, su Open Library, Internet Archive. P., su Goodreads.
Luca Pacioli, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company. Modifica su Wikidata
Note critiche sul De Divina Proportione, su ac-poitiers.fr. Il ritratto di Luca
Pacioli, su uriland.it. Le tarsie della chiesa di Santa Maria in Organo, su
arengario.net. Un contributo alla soluzione della questione attributiva del
dipinto De Divina Proportione, su ritrattopacioli.it. I progetti di ricerca su
Luca Pacioli e la sua opera, su centrostudimariopancrazi.it. Portale Biografie
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Matematici italiani Matematici italiani Economisti italiani Economisti italiani
Nati a Sansepolcro Francescani italiani Matematici alla corte del Gonzaga. I vi
^i bilofopbia: p zofbectiual* ictura Qculpm ra: B[ rebitectura: HI ufica: e
akrcCH atbematicetftia/ uiffima: fattile: e admirabile doctrina
confequira:et>e toaraffttcóva 9 riequeftione fcefecretifìt maicientia. M.
Antonio Capella er uditifT.tecenfente: A Paganus Paganinus Chara&eri bus
elegantissimis accuratifsi me imprimebatv ) Danieli Caietanì Cremonenfì;
Epigràma Natura omniparem produxitcorpora quinque. Simpkciàhtec certo
nominedifta mancnt Compofito in numcmmCccurrutadditacuiqj. Atque inter |c (è C
cnfrciata V tgent. Condita principio pura conccditmane. Ci n calo g Mando dixit
LIZIO) Quodq, unum p fé positum e; C arct atcj; figura. Nulla fwbefroculi
Snppofitolpccief. Sonetto etti auétore Cinque corpi in natura fon produffi. Da
naturali (empiici chiamati. Perche aciafeun compofito adunati. Per ordine e
ncorran fra lor tutti. I mmixtimetthe puri fùr conffrucTi. Quattro elementi
eciel cosi nomati Quali ACCADEMIA voi che figurati. Leflcrdicn a infiniti frucìi.
Ma perche il vacuo la natuta abborre – GRICE VACUOUS NAMES --. A rifiorii in
quel de celo et mundo. Per |é non figurati volflepgp^. D ero l in geg" °
gc ° f^rra pr^TT tei o Fropterea Eudid^fubtÌMiuJf atque Platonir. Di piato
edèuclide piacque exporrc. Ingenium excujjìt Spbtquamvoluptati;infit princep;
patria iffocteriffima Digniffinjeiquod tbi qui ea; in primi; calle» quedfì'atri
cardinali fàpiétiffimo. Et patrono singulari.mcoiquod roani Victorio
I»V.eximiofratrioptimo!quodTbom«t roani baptijf donatu; muneribu; obtuleram,
Fecerantq, donationem illam nostram lucundio rem Duo Romani ecclefìx-tuinajqui
teffe;aderàtt Eftenfu. S-g f tre tuo oratore Clarijfimo rem probante.Hunc vero
tibiipr fiim quod ab omnibus expetitur afiequereteum affiuam pirtem ipfjtm in
vniuer fum attingerit.Qui tibi feio tanto iucuridipr eritiquo t| (ebemata ipf*
Domiin duff ria no(fra babeai. Sed f| rei ip)à ingenti piena cómendatiorem |èje
ipfà redclet. Nec verovemacula bportionemmeamcognofca; quam cbalcograpbi
nuepremut» Gauifu; fùmilico mirimi inmodum quod tanti tamq, rari atque
incognita jrcani tbenftturo Seculumnfmdortetur inquofàrnaquidemautborfe-fèd
Scinta non minuf CrefcìtalienaJadeo fideliter Subriliter acute re; alta; atque
alioj* Captuló geSepofìta; tracìat enucleati vt quod nullu; in id
genu;,pfr{Jìone ad banc v|q, die autcompr«cbéderepotuit aur
IciuinbicSoluffiiialtiflimiintellecIruj indagine Co quiritatq, veftigat. Dicitdilpofite
magna acrimonia maxima disciplina ad banc rnateriarmVtg in ea'dtuti)fime
yerfdtifunrnó eant inficia; Lucam paciòlum effe altej? nreetatis Nicomacbu
gnumerig méfur^discipliam difìifijfime scripfit. Ita que vt primum potui p
occupationù meaj« |èqueftram remi jfionem deliberaui i' p^tum incredibili;
l««iti9 Abscifùm folidum. Abscifùm vacuum. Eleuatum folidum. ji Eleuatum
vacuum. Ab; afum eleuatum folidum. Abscifùm Eleuatum vacuum. Vigintijèx bafium.
Planumfolidum. Planum vacuum. it Abcifum eleuatum folidum. 38 Abcifum eleuatum
vacuum. Septuaginta duaj> bafiu folidum. Septuagintaduaj>bafw vacuum. 41
Colunalateratatriàgula folida Jèu corDusferatile, •U Colunalateratatriàgula
vacua.. 43 Pyramis laterata triagula folida. 44 Pyrami* laterata triangula
vacua 45 Colùna laterata quadràgulajblida 46 C oluna lacerata qdragula vacua.
4T'Pyramis laterata qdragula folida. 48 Pyrami* laterata qdragula vacua.
Collina lateratapétbagona folida. ETNVMERVS TtT§«£^gOV. rorst^oviuvov. «•
o-rtT/uxjutir 0 v aiv e v, f5TH§jUEV0Var£§£0|r. t-STHg/Utl'OVK.tVOV., ef«t«k)v.
«•370T£TiWHJU£V0fy£§£«HJU3VOV £'EfH§/U£V0V?£§E0y «•25-0T£TM»M£l'('l'farHg)U£K0V
X.EV0K £/3^8MHH.orTa«fl(;c,a£^gof r£§£ov. £/3VT3-AiUgOJVH?e|aty(«)l'0? REVOC.
usrvgaiAic, TFAeu?&i(TKC, Tg ly uv oc. «vi SOTffAEUgOf ff§£«. •srugajuig
•srAEugaxfNC.Tgiycovoc.nm co-zrAfugoijREi'H. Riur fgoyy uAoc ftgto?. TirugotjuK
j-goy y uAh f £§ e«. Cuom™*atbcmanci. PPtQUEtfeio magiffrale de matbematici:
etufcg» 'xS f /tinte rmededicli.5.corpi regulaii fùron atribuiteali.5.corpi
(empiici. tTpeladigniffima cómé^atóedcqffafAnttaedininaflportiò'e.C.V'r.
P'C^mmolcncàlrnc^itiadeditaproportionemoitecolcdeadmiratio ne
dìgtuffimeinpbylofopbianein alcuna altra fciajépoterieno bauere. CDel primo
effitìo de vna linea .diuifÀ secondo la dieta divina proportione. PX omo ditta
fportione fra le quantità fé babia intéderee interporre. P"Cómo li
fdpiétiflìrrii dittap portóe bào vfitato cbiamarla i lor volui P"C omo |é
intenda diuidere vna qtita fecondo queffa tale proportione.
P"Cómofra.3.terminidcmedefuno genere deneceffita fetrouano dot proportion
i ouero babitudini o fìntili o diffimili . PX'ommoqueffa proportione fèmpre
inuariabilmcnte fraò-termini a vn modo fcritroua.
P"Commolaltreproportionicontinueo difeontinue in infiniti modi
fra.3-termini demedefimo genere poffano variare. P"Commo queffa
proportione non degrada anci magnifica tutte laltre proportioni conlordiffinirioni.
P"C omo queffa propoi rione mai poeffererationale nel fuo mendie ex',
tremo emedio mai pennini ero rsriccinato fi pofpnoaf gnare. 1TQ uello [è
intenda a diuidere alcuna quantità fecondo la proporrlo ' nébauenteel meejo
edoiextremC. Y Como fé ffèref cano vulgarméte li refidui e qllo ebe p_ loro fé
in tenda. CTcJiejaìlÀfa.odicijejuimero o de che altra qtita (è voglia, .
P"Quali fienno le quantità ràtionalieirrationali» If Sequelkdel primo
propoff o eff ejKj, . P"Cómoin tutto el procc) (ò de queffo libro fèmpre
fé f fupone Euclide. jTpet lieorido eflentlalet ffetto de qttejfa proportionc.
r» ; CDet ter^ofuo finguTare effetto. . ^TDelgutrto Ino ineffabile effetto.
JTDcrquinto fuo miraDÌIeeffetto III. jTpèl fuo fato irinoTabile"effetto.
Córneniunatftita róale Jépo diutdère fecondo quejta proportione che le parti
fienno rationali. JTDelféptimoftio inextimabileeffetto.. P"Cómoloexago fio
edecagono traloro fanno vna quantità diuifà fécódo qfla fportióe. €Tpelo ottauo
effeflo conue rfo del precedente. . CTDeifuo fopragllaltrieycéfjiuonono cff
etto'.Ca.XV III. P"Cbeco fa. fieno corde delagolo petagonico-^ Como le doi
corde pétagonali p pinque fé diuidano fraloro Jémpre fécódo qffa p pontone.
P" C omo fémp vna patte de ditte corde fia denecefjlta lato del medtfimo
pentagono. TDelòftimoftioflipremo efjFctto.. P" Como tutti li effetti e
coditioni de vna qtita diuifà fecondo queffa pportione rfidano a tutti ti
effetti e conditioni de qualuncaltra quantità coft diuifà. àfTnelftiovridedo
exceUétifjtmo effetto^ra.XX. P"Cómodeladiui- ftoe dellato delo exagono
j>o qffappor'.fèca ellato del decagono «fiate. fTPèlfuo duodecimo q(i
tncomprebenfibile effetto. prC'beco]cedron.'~III» / 4DTDel modo a [ormare el
tetracejUroR ne!o ycocedron. / €T^g^e^cbcdl3ein)"cripttoiu non poftlno
effcrpiu. » / CDel modo in ctajcuo dedlcti.s.TegKlari afuper {ormare el corpo
regulari]) imo ctoe (pera. . fTÓcla forma edif'pofjtione del tetraccdron piano
fclido o ver. va-f cuo73eloab|ct|opìàbjolido over vacuo edelo dettato folidoo ver
vaf cuo. Capitulo. XLVI'ir. ^TPela qlita delo exacedró piano folido o % vaaio
eabfcifo piano foli do over vacuo edelo eleu3to folidoo TP, vacuo. « C^Pela di)
pofttione dcìoff ocedron piano folido o ver vacuo e abjcifo folidcTo ver vacuo
cdélo eleuato soìido o ver vacuo. ffrìfla tlpffTiprin^ed''1" ycnrfdron
piano folido o ver vacuoeabfci' fo folido o ver vacuo edelo eleuato folido o
ver vacuo. Dela qualità eforma del duodecedron piano folido o ver vacuò eab' f
cijofoìido o ver vacuo edelo eleuato folido o ver vacuo e fua orìgine
edcpendtntia. L 1 1. ^nfhjnrmattone e origtnejipl corpo del.Jó.bafi piano
folido ove? vtcuò edelo eleuato folido o ver vacuo. I II. jfcóm^jéjbrmi el
corpo de.y.bàuT'" . f^Commo dela{brm3dequej!o molto )éne jèruano li
arcbitbecìi in lev ro bedifitii. P"Cómo molti moderni per abufione fonno
chiamati arcbitbefiriper la loro ignoranza deuiando dati antichi auftori maxime
da vifltruitio. P"Motiuo ducale de (uà celfttudine a confusone
deiignoranti. P"Letitia grande de pyftagora quando trouo Iaproportióe deli
doi lati cótinenti langol retto. fTpel modo aftper fermare più corpi materiali
olirà li prèdiSi e com' mo'Ior forme procedano m infinito» f
P'PercberagióePlatoneatributleJbrmedeli.s.corpiregulariali.S.corpi /empiici
cioè aterra aqua aieri fuoco e cielo* P"Calcidio Apuleio Alcinouo
emacrobio. P"C omo la (pera non Jé exclude data regularita-autga'che in
lei non (ieri nolatieangtjlu iTPel corpo ) perico la fua fbrmatione. JTCommo
inla (pera]e collochino tutti tt.s.corpi regulari. C. P"Cómo eUapirida
bauejfeafàre de pietra o altra materia difli corpi re' gulari.
P"Hone}loefcientificofolaccoeargnmentocontra^lfi millantatori.,
P"Piuerfrt aparentia in longhejja de doi linee rccTe equali pojre innati J
cegliocbi. P"Cafo delauéfore in roma apiacere deh felice memoria delo I
llufrre conte Gironinjo alla presentia de Magiaro mellofto pictore nella
fabrica del suo pallaio. Pargumento exernplare contra diclifà'fi millantatori
de Hierone e Sì monide poeta. jTDeti corpi òblorigbi cioè più' tanghi ó ver
atti che larghi còrno fon' nò Colone e loro pyramidT -f' .
FDeledcJjòr^rincipdldecofoririein genere. P"Cl)elìe7Tnoc^Qg£là*rept?e che
rotonde. bi Cruelecolone laterale quadrilatere.Dela diucrfita detor
bifiequaiifienno te principali figure quadrilatere regularicióè quadrato
tetragono longo etmubaym fimile elmuhaym e altre elmuariffè o vero? irregulari
oftenno equilatere o inequilatere. ^TPelc colonne laterate pentagone cioè
de.j.fàcce ofienno equilatere o inequilatere; . PC omino le fpetie dele colonne
laterate poffano in infinito accre) cere fi commSle figure reòTiliheedelor bafu
f[Deltnoào amefurare tutte jbrte colonne e prima dele rotonde con ecciri.pti.
*" . P"Percbe ala quadratura del cerchio fi prèda li.^i. cioè li
vndici quatuor decimi del quadrato del fuo diametro. IQjcl modo amefrrare tutte
forte colonne laterate Vloroexcmpli. I lì. fTpele pyramidt e tutte loro
diflÈrentiej 1 1 1» FCbeeo]dJkpyr«witcie rotonda'. dJDete pyraHiidi laterate e
fuc difftrentie. FCommodejpetiedelepyramidi laterate pò jfanoproculere in infitti'
co fi comm e» le U r colonne. P"C be cofa. fiennò pyramidi covte ouer
troncate. g"pel mòdo cuia afoper mcllrare ogm pyramide. f. PCommo ogni
pyramide fìael terco del ji;o chylindro ouer colonna. g"c omo dele
laterate aperto fé moffra cadauna effer fùfctripla ala fua colonna»
p"Comme taffete colonnelaterate in tanti corfi ftratìli fé rife iuar o in
quandi trianguli Jé posino le lor bafi difhinguere. fTpel modo afaper^nefùrare
tutte le j orti dele pjramldi corte roton- de e laterate in tutti modi. » érDela
mefùra de tutti li altri corpi regnlari edepcnHenti. Ca. LX1X. Confidmtta deli
perigrtniingegni ma^èxcellentia de cjllo de fiia.d.cel. Condegna cómendatione
euera laudeccri excellentiffime couditioni ti:'C«:\, (èuereepiedefua.D.cel. *
Como fùa.D'cel.non cómenor convenientia et tempio dele gratie in Milano ha
OTTAVIANO in Roma quel «'.eia paci frffe. Cóme non manco de inuidia eliuore a
fua.D»cel.firia conuéto chi ledi") fie laude p adulafione giudicale che
latt6forc de epjà adulatiohe. Como tutta la fua ferapbica religionede fànffo
jrancefeo e fùo capo. Ce Aerale jvia.francejco fanfcneda brefeta deb fua imenei
largita bun V^f^1 *> nicaPerptndiculare Catbtto DyametroParalellogramo
Diagonale, Centro jaet. jf Tabula deftraffato.de farchìreffura guai (equità 1
mediate doppo W to cTcómpendio dela diuina proportiohe diflincto per
capitolidicen' do. «t. -fc. fTPiuifione de larcbiteffura in tre parti
principali deli luocbi public! fc te priri»; ~f[Dek mefwa epraportionidet corpo
buano Dela teffaealtri fùoimé bri fimlflàcrodéTarcbiteflura» Deladiftantia del
ftfilo alcotoc^o dediófa tefUcioealpóto.a.glchia mào cotojco ede le pti che 1
qlla (elterpongao. Ocbio e orecbia. Dela frporttone detuttoelcorpo bumào cbe
fia ben dispoffo alla sua teflaealmmembrijécondopiaTofigbejjaelargbe^a. TDele
colonne rotonde confile baft capitelli epilajTrellio v ero ftilo> 'bate. '
: De^Xongbegaegrogegadelecolónetonde. CDe lordine de! flilobata o ver piTajJro
o ver bafàméto dela colonna cómeìe^cTa. €Tl n gito fieno dijferén le tre fpecie
de diete coione fra loro. . iTDoueora fé trpumo Colone più debitamente fnffe
per italia per ami' cbi eancor modèrnu Cpriecolónelaterate. T. fèr nel core e
altri nel cerebro altri nel fàngue aducédo ragiói eargornti affli
alorocororboratióe.SicBnóemai bonolajciorele cofè certe p le dubie
cóciofracofrtcBqf!edalifrtuiifienocbiamateranevn')tfuf.Nódént certa |>uanif
reling tfc« C ó huilta |èmp e debita reueréria de. V.D . celfitudi e ala
qlefumarntedecótinuomcrecomado.Quefèliciffimead votavaleat. Ì[R euendi. P . Mi
L uce P. de Burgo. S. S. Ordini JMino. Et fiere tbeologie profrsfor in
compendium de diurna proportione ex matbematicit difeiplin» prefetto., R
opttradmirari cepcrfft pKarUVole Excelfo.D-la j>po jfaaucTorita del mar ffro
de color cB fino che dal vedere | aucjfc initio el fipe. Si corno el mede) io i
vn altro luogo afferma dicendo. Q uod nibil eftin intellefru omniaconfifhmtin
numero ponderegmenfura cioè che tutto cioebe per lo vniuerjb inferiore e
fùperiore fi | quaterna quello de necesfì' ta al numero pefo e menfura fia
foflopofto . E in quejte tre cofé laureilo Augurino in deci.dei dici
elfummoopeficifummamente eyfer laudato per che in quelle freit (fare ea que non
erant.Per la cui amoreuile exhorta tione comprédo molti de tal fruflo
fuauisfimo de vtilita ignari douerf! daltoporeementalfonnoexuegbiare e con ogni
ftudto e folieitudine inquirer qudleal tutto darfé.e fia cagione in cj fé el
frculo alfio tenv' pò renouarfé. E con più realita e prefle^a in cadun lor
ffudio de qualuncfì Jcientiaala perfèffion venire. Eoltralafamae degna
cómendationea V D.cel(ìtudineinfùo excelfo dominio acrefeera probitanon pocain
fùoi cari fimiliariedile£titubditi|émpre ala defènfion de quelloal tutto parati
non manco eh per lapropria patria el nobile ingegnofo geometra e dtgnijfimo
architetto Archimede fa fé . El qual C cottimo e ("cripto ) con file noue
e varie inuentioni de macbineper longo tpo la cita fìracuf* na contra (impeto
ebelicofo fixceffo de romani finche apertamente per AtarcoMarcello 4 espugnarla
cercare salvo icolume. E p qotidiana expe riéria a. V-Dcelfitudienó e af
cofto.C auenga che per molti ànigia la da rijfìma fiiaparema memoriaali
taliatuttaealuna elaltragalia rranfal pina ed) alpina ne fòffe auftore
precettore enorma;chela deffenfione delegràdi e piccole republiebeper altro
nome arte militare appettata non e por fibile (énja la notitia de Geometra
Arithmetica e Proporrtene egregiamente poterfecon honore evttle exercitare.
Emainiun degno exercito finalmente a obfidione odefènfionedeputato de tutio
prouedu to ft pò dire fé in quello non fé troui igfgmeri enouo macbinatore
parti cularordinatoeommo poco inaile deigran geometra Arcbimenide
afcracufÀdicTobabiamp'Sebenfé gurada generalmente tutte fiie arte' gliarire
prendile qual volgila commo baftiottie altri repari bombarde briccole trabochi
Mangani Robonfèe Balille Catapulte Aritti Tef!u' deni Grelli Gattùcon tutte
altreinumerabili machine ingmgni e infrni nienti fémpre con fòr$adenumeri
menfura e lor propoitioni fé rrouaran no fàbricati efbrmari. che altfofonnoRoccbe.TorriReuelini.Muri-j
Antemuri»Fosfi • TurionieMerli.Manfclcctt .e altre tortele nelle tari cita e
caflelli che tutta gtometria e prortioni con debiti lineili carchi - pendoli
librati eafértati ? Non per altro fi victoriofi fùron li antichi ternani cottimo
Vegetto pontino e altri egregii attctori fcriuan© t ii / cy I, Jiè hój? la gran
cura e diligente prc£atione de ingegnierie altri arming'i da terra eda mare
quali |cnci le rmtbematici difcipline cioè Aritbmeti ca Geometria e f portioni
lorfuflìcienrianonepojftbile te quali cojca pieno leantiche yfforie de Lituo
Dioaifio PLINIO e altri le rendano ( chiare e màifrjTc. Da le quali. Rjibertq
valtorripjtiffìmo arimenej'eq.le 1 chein la degnoperafua de inffm bellici*
intirulataealoIllufTre.S. Sigi) mòdo pandolfo dicata tutte rraffe . £ de difte
machine e infìrumétiad IramcómoifuolibrodicltoarimMefeponeedemolte altre
piuafai. La fèlicijjtma memoria del cógionto e (fretto affine de v.celffttudie
Federi co fèltré|èIl!ujtri(fimo Duca de vrbino tutto el fTupendo edificio del
(uo nobile e admiràdo palalo in vrbino circucirca da piede i vn fregio de viua
e bella pietra per man de d igni (fimi lapicidi e (cultori ordinata mente feci
difporre . ^Sicommo fraglialtri de IulioCefaro delar > tificiofo ponte in
fùoì commentarti filegi. E comò fin quefto dinella degna cita tudertìna de
vinbrianella cbicfia de fimflo (brtunato nro fa' ero cemento dela clariff ma
voffra patema memoria ancora gran mut titudine degrofjìfloini canapi publice
pédenti qìi£ vn potè al teucre a fùa fàmo(Àc5jcquutaviftoriadebitamétediJpo(f.p"Nonf
altri me^ci anco raale grandi fpeculationi de (aera theologta el noffro
fubttli(fimo Scoto „ p uene)ènonpJanotitiadeIematfoematici difcipline
cómeptutteìùTfa ere opere apare. Maxi me fé ben fi guarda la queftione del firo
|cdo libro dele |cntentiequado inqrendo domanda fé langelo babia /uo^prioede^_
terminato luogo a fùa exiftetia i la qle ben demoftra bauereinte(o tutto ~
elfublime volume del noflro perfpicacifjìmo megarenfé pfio Euclide. Nò J? altro
fimilméte lì teffi tutti del principo dicolor ebe fanno phycà metbafific ì
polTeriora eglialtri (è moffrào diffìcili jé no pia ignoratiadéte già dici e
discipline. Non p altro e penuria de buoni astronomi Je non peldefèclo de
arijhjTietica geometria ipportionie^portionalita» E deli 10.li.9an lo;- Iudicii
|è regano p fatile tacuini ealtre cofé catcùlate per Pto lomep Al bumafttr.
Aliai fragano Gebe. Alfbnfo Biancbo Prodocino. e altriTeqli f? la poca
aduertenca de li fcriptori pojfono effere maculate enit iate. E p cófèquen te
in qlle fidandole in grandiffi mi {£ euidéti errori p~ uengano no co poco d.ino
e preiudicio de chi in loro fé fidano. La fùtili ' ta fuprema ancora de tutte
lelegi municipali confifte(écódopiu volte da in loro periti me expoffo nel
giudicare delaluuioni ecirculuuioni deb' queplaexccffiualoroinundatione.
Cómodeqlleelloro eximiocapo Bartolo da foro ferralo particutar traftato cópojé
eqllo Tiberina in titit Toc nel fuo,pbemio molto geometria
cóaritbmeticaextol|é.A/fèrman' do quelle (imilméreda vn noffro fratte per nome
Guido chiamato e dì fàcratbcologiaffi'jfore bauerle aprefé inqual traflato del
dare e torre ebe ale volte jii el teticrep. fua inundatione in quellepti
maximedepero fa verfb deruta |ccótene.Douefèmpre co figure giometriebe
rettilinee e curuilineedeptein£teel noffro J?|picacif]tmopf5o. Euclide
alegadofe rejfe e qlio co grandiffìma fubtilita cóclujé . Non dico de la dolce
fiiaue armonia muficale ne dela fomma vagherà e intellecTual cófbrto prof pe'
ffiuo e dela jolertifjìma di fpofitionedearebitecrura co ladefciirionede
luniuerfo maritimo e tereflre e docTrina de corpi e celestiali a) petti p efi
dìlor quel che fraor |é detto chiaro apare.La|ciot> men tedio al lettore f
eie akreafdi pratiche e f peculatiuecon tutte larti mecanrche in lecofe hu
manenecefaric.ckle qlii (én^a el fuffragio d qffe noe poffibileloro aqfto ne
debito ordie in qili jéruare. E £0 non e di prédereadmiratióefépothi fono a
noff ri tépi buoni matbematici p che lararita de buonif ceptori ne fa cagióe co
la gola fonno e otiofé piume e i p te la debilita de ft recétiori igegni- Onde
fra li faui j>comu,{>uerbio rnagefttalmte |è cof&atoadire. Au^fbaf
igni ft igeniù mathematica cioè la bontà de loro demojtraet fiioco e la
peregrineca del ingegno le matbematiòdi/cipline.Cbe in fèn. tata voi 4recbd
buono, igegrw ale matkmaticifia apsifjìmoacadat i che le fieno de
grandifJìmaabftrac~tione e (ùbtiglie^aiperche fènipre fàà ra dela materia
fènfibile fé banoaconfiderare.E veramente fon quelle co' mo per Tu) co fuerbio
fècoffuma che fpaccano el pelo i laire.Per la qual cofk lamico
ediuinpf5oPlatonenonimmeritamente Udito del fùo ce' leberrimo Gy mnafio ali de
geometria inex£ti denegaua quando vn brc Beai fommodela fùa principal por ua
lettere magne tntelligibili pojéde quefle formali parolle. videltcet. Nemo bue
geometrie ejcperr ingredtat. Cioè cbihon era buon geometra linonintraffe. Elcbe
feci perche in lei •gnaltra (cientiaoccultajéretroua.Delacuifuauiffimadolce^i
innace lui repieno el folertiflìmo dela natura contemptatore.Py tagora per la m
uentione de langolo refto corno di lui fi legi.e Vitruuio el recita co gran
dijfima fèfEa e giubilo de.ioo.buoi ali dei fmfrtcrificio.cómo defotto fé
dira.E queffoal pre|èntedelematbematia alorcómendatione.Delequa li già el
numero in queffa vofrra inclita cita ala giornata comèta per gra ria de.
v.D.celfunon poco acrefeereper lajfidua publica de lor lefiiura no uellamen te
per lei introducila col proficert deli egregiiaudienti fécódola grafia in
quelle a me da laltiffimo concefla chiaramente e con tutta dili
gentia(aloriudicio)elfublime volume del prefàro Euclide in le feientie de
Aritbmeticae Geometria, proportioni e fportipnalita exponédoli. X
giaalifùoi.x.libri.digniffimofineimpofro interponevo fémprea fùa tbeorica an
cora la pratica noffra a più vtilita e ampia intelligétia de qlli» e ala pnte
expedition de quejfo el refiduo del tépo deputando. 4K Finito el $ bemio
(equità chiarire quello che per quefro nome Mathematico fàbia intendere. UT.
Veffo vocabulo JUathematico excelfo.D. ria greco deri' uatoda ebe in nostra
lingua fonaquanto a diredifciplinabile.ealfpoflto nostro per feientie e difei
plinematbematicifèitédano. Aritmetica. Geometria. Astrologia Musica.Prospecìiva
Architecura. E Coffnògrapbia Ve qualàcaltra da queffe dependéte. No dimeno '"
cómunamente per li fnui.le quatro primefeprédano»cioe Aritmetica. Geometria»
Afrronomia.eJV!ufica.elaltrefienno dette fùbalternate cioè da queffe quatro
dependenti.Cofi volPlatonee Arifto.eyfidoroi lefùe etbimologte. BOEZIO in sua
Arithmetica. Ma el nostro iudicio benché imbecille (t baffo fìao tre o cinque
ne cóffregni. cioè Aiitbmetica Geometria e Afirronornia excludendo la musica da
dicTe pertantera gioni quante loro dale.s.La profpe&iua e per tanteragioni
quella agio' gendoalediéfe quatro per quante quelliale diSenofrre.3. la mufica
. Se quefti dicano la mufica contentare ludito vno ài /énfi naturali. E quella
el vedere.qualetantoepiudegnoquantoeglieprima porta alintelleiTo fé dichina
quella fatende al numero {onoro eala mefùra importata nel te pò de fìieprolationi'E
quellaalnumero naturale fécódo ogni fùa diffini' tione e ala mefùra dela linea
vifùale. Se quella recrea lanimo perlarmo' nia . E quefla per debita diflantia
e varietà de colori moUo delecta S e ql la fùoi armoniche fportioni confiderà.
E queffa le aritmetici e geome' trici.E breuiter excel.D.fmora e già fon più
anni che quefto nel capo me té$ona.E da nullo ciò me fàffo chiaro]?
cbepiuquatrocbetreo cinque. Pur exiftimo tanti fàui non errare.E J? lor difli
la mia ignoranti non fi fùelle.Oime cbie quello che vedendo vnaligiadra figura
con fuoidebi' riliniamentiben difpofla.acui foto el fiato parche manchi, non la
giù' dJchicofàpiupreffo diurna che humana? E tato la piSura immitalana tura
quanto cofà dir fé poflfa.El cheagliochi noffri euidtntemente apare nel
prelibato fimulacro de lardente defiderio de nofira falute nel qual no
epojfbilecon magioreatentioneviuiliapofloli immaginare al fùono dela
vocedelinfàllibil verità quando diffe.vnuf yejfrum me tradituruj efl.Doue con
aéfiegeffiluno alaltro elaltro a luno co viua e afflila ad' mistione par che
parlino fi degnamentecon fialigiacf ramano elnò B Hi PARS flro Lìonardo Io
difpofè. Como de Zeufb eParrafio |e leggi iPlìnio de pitturi* cbe fiando a
contraffo del mede/imo exercitio con parra|io J fida do)é depene losquello feci
vnaeeftaduuacon ftioipàpane inferra epofra in publicogliucelli vinjc còrno
auera aJégetarfc.E (altro feci vn velo alo ra Zolfo dijfea parrbafio auédolo
ancor lui poffo in publico ecredendo fòfje velo cbe coprile ioperafua fatta acòtraffo
lena via el velo elajcia vedere la tua a ognuno comò fò la mia e co|ì rimajé
vinff o. Pache (e lui (i vcelli animali imtionali e quello vno rationale e
maeffro inganno . (è fòrjé'el gran dilettoci |umamoreaquella.(benchedi
leiignaro)nò min ganna. E vniuerjalmente non e gentile jpiYitoacbi la pittura
nò diletta. Q lundo ancor luno e laltro animai renale § irrationali a fé alice.
On '. de con queflo ancor mi (laro faltro nò vene cbe le fien tre principali e
1 al tre fiibalternate ouer cinque fé quelli lamuftcacónumerano epernienre mi
pare la J»| pettina da poffergare conciona cbella non fia d* men laude dtgna.E
fon certo per non eflere articolo de fède me fura tolerataE que ffo quanto al
ditto nomeajpetì. €TDe quelle cofécbel leffore ala intelltgentia dequejfo debta
objcrua' re. Capitufo» 1 1 1 I . Prejfo per men briga n eloquente e da notare
quando (è allegare alcuolte la prima del primo la quarta del fècódo la decima
del qnto.la.'o.deU.ccofi fcorrédJb final qui ' todecimo (èmpre fé debia
intendere p la prima cotationc elnumaodclc conelufioni.E p la )é còda cotatione
el ni» mero deli libri del nf o pbilofopho Euclide quale al tutto mitamo còrno
arebimandritta de queffeficulta. Cioè dicendo fclaqn' ta del primo voi dire
perla quinta concluone del fùo primo libroìe co fi deglialtri libri partiali
del fuohbrotoraledelielemenrieprimiprìnci' pii de Aritbmetica e Geometria. Ma
quando lauflorita p noi adufta fòf fédaltra fùa opera odaltroauff ore quella
talee quel tale auflore nomi' ruremo.C Ancbora per molti vani caratberi
eabreuiature cbe in fimili fàcultaJécoffnmano vfitare maximepernoi còrno fé
recbiede etiamdio a eia) cunaltra. Onde la medicina vfa li fuoi per
jcropolitoncetdragmet e manipoli. Li argentieri e gioilieri p grani dinari e
caratti -li fuoi li afiro logiper Ioue Mercurio Saturno Sole Luna
eglialtrifimilrnenteliloro, Elimercantiperlirefoldigroffi edenari
parimétediucrfi con breuita. E queff o foto per euitareia prolixtta del )
criuere e anco del leggere cbe alt» mente facendo empirebono de incbioffo molta
carta. A jimili ancora noi in le matbematici per algebra cioè praftica
fpeculatiua altre cbe dino tano cofd cenfo e cubo egliatri termini commo in la
preditta opera no- (tra fé contene.Del numero deliquali ancora in queflo
alcuninevfàre' mo.e fon quelli cbe dinasnte in la tauola ponemmo. Similmente
quefìì nomi-cioe multiplicatione prodotto rettangolo importano vna mede fima
cofk E ancora quefh cioè quadrato de vna quantità e potentia dal
ranaquaritafonnovnamedefimacofa tre termini, e mai ne in più nein manco (e pò
retrouarecómo fé dira. portionefira lequatità la fabia intédere e interporre e
corno dali fàpiéti)' fimi in lor volumi fia chiamata. Onde dico lei effer detta
Proportiolia ben f medium g duo extrema cioè pportione bauéte el mecco e doi
extre mitqualfiaf>priapajJionedognitemario.Peiocbequalvoiternarioa(è gnato
quello (émpie bara el mcfcp co li doi fuoi extremi.pche mai el meg fo (ènea lor
jé intende. E in tal modo fé infégna diuidere vna quantità nel
a.i>?.del.6.banendo prima de) cripto nella,3.difjinitione del.6. corno co
fidiuiderlafedebiatntédere.Benchenelfùo.i.perla.ii.demoJrri diuide- re la linei
[otto la medeftma virtù e forca nò altramente noiando propor tione fin
cheUs.nonpafjpijfe.edal Campano fé aduci fra li numeri nella i6.dcl.9. E queff
o quanto ala fùa denominatione. flTCóme |é intendino el ftio mecco eli fuoi
extremi. §[" I ntefo comme la nofrra,pportic5e perjuo partteutar nome fu
chiama ta.reffa a chiarire cóme dicro mecco eanco extremi in qual voi qualità
fé bafcino a intédere e corno bifognafTenno conditionari. acio fra loro, fé
habia a retrouare dififa ditiina'fporrione.Per laqual cofa e da fàpere co ' mo
net quinto |è afégna che fempre fi-a tre termini de vn medefimo gene re de
neceffita formo doi babitudini o vogliam diref portioni cioè vna fra! primo
termino el )c códo.lal tra fràl fecondo ci tcrcp. verbi grafia. Sic no tre
quantità de medefimo genere Ccl>ealframente non féhuédeeffer' ui fra loro
£portione).la prima |ìa.a.e fta.9. per numero» la feconda . b.e Jìa.ó.la terca
e efia.4.Dicocbefralorofonnodoi,p portioni.lunadal.a.
al.b,cioedal.9-at-6.laqualefì'alecomniune i loperanoffra cbiamamo (éxq ìialtera
e fia quando el magior termino coirtene el menore vruuol* tae mcga.Pero
cbel.g.conten.ó.eancor.j.qual fia mira deL6*e per que' fio fia detta
|éxquialtera»Ma perche qui non intendiamo diredele^por-- tioni in genere
perbaueme diffufarnenteapienotraclato e chiarito infìe mi con
feproportionalitanetla preaducra opera nofFra.pero qui de loro non me
curoattramenteextendere,ma|émpre tutto quello in commune de lor dtcro fé habia
con loro diflìnitioni e diuifioni a pe rfuporre. E foto de quefra vnica al
prejénte fia noftro di) corfoper non trouarfe di lei cor, tale e tanto vtili)
fimo proceffo per alcuno efferne inance traelato . Ora tornando alo incepto
propojjtodele tre quantita.e fia ancora dala fécon
da.b.alaterca.c.cioedal,b.al.4.vnaltraproportionefimilmente féxquì
altera.Delequali ofienno fimili o dijfimili al pféntenon curiamo. Ma fo Io lo
intento fia per cbiarirecommofra tre termini de medefimo gene' re fé habia de
neceffita retrouare doi proportionnDìco fimilmente lano (Ira diuina obféi trare
lemedefìme conditionl . cioè che Jémprefra li fìioi tre termini. cioè mecco e
doi extremi inuariabilmente contene doi jpor rioni |émpre de vna medefima
denominatione . Laqual cofa de laltre o pernio continue ouer difeontinue pò in
infiniti varii modi aduenire.P e rò che aleuotte fra lor tre termini (ira dupla
alcuna volta tripla, (tfic in ceterijdifeorrendo per tutte le communi
)pecie..Mafralmec$oeU extre- mi de queffa nofTra non e poffibile poterfe
uariare commo )è dira.Dicbe meritamente fo la quarta connenientia col fummo
opefici.e che la fia co numerata fra laltre proportioni (ènea f pecie o altra
differentia fcruado le conditionidetorodiffinitioniinqueftolapoffiamo
afémigliareal no jfro fftluatore quat venne non per foìuere la legi anerper
adempirla e con gliomini conuerfò facendole fubdito e obedientea Marà e Io)épb.
C ofi quefra nofrra proportione dal ciet mandata con faltre fÀco mpagna 1 dif *
finitione econdiérioni enon te degrada anci le magnifica più amplamf te tenendo
el principato de lunita fra tutte le quantità indiffèrei .temete e mai
mutandole commo del grande idio dici elnoflro fonilo Seuerino. videlicet
Stabiftfq, manenrdat cuntf a moucri. Per la qualcofd e da fi' )>ere per
poterla fra le occuirenti quanta cogno)cereche)émprefrali fuoi tre, termini
inuariabilmente la fé ri tr oua di] pofta in la con tinuafportia nalita in
queffomo So>doeohel$ duflo del menoreextremonel cógìon tq del tnenore e
medio fiaequale al quadrato del medio . E per con jequé
teperla,to»diffinitionedeleìntodiflocongiontode neceffita firael^io magiore e
xtremo.e quando cojì fé trouino ordinate tre quantità in qual
voigenereque[|efondifle/écondola,pportione bauente el nu$o e doi extremi.el /uo
magior extremo jtmprefia el congionto del rnenore e me dio. cbepojfiamo dire
diflo magiore extremo eflere tutta la quantità diuifd. in quelle doi tal parti
cioè menorextremoemedio aquella códu' ff ione, El perche e da notare difla
proportione non poter eflere rationa le.ne mai porerjè el menoreextremo net
medio per alcun numero deno minare /landò el magior extremo raìrionale.Pero ebe
Jémpre (iranno ir' rationali.commo de folto aperto (èdira«E quejfoal tergo modo
conuen conidiovtfùpra. fTComme jè intendi la quantità dìuìfà Jécondo la
proportione.b.el.m. e doi extremis Cap» Vili» Obtamo JÀperecbe queffeco/è bé
notate a diuidere vna quantità fecondo la fportioné bauente el mecfo edoi e*
tremi.vol dir di quella far doi tal parti inequalicbel prò duflo dela menorein
tutta difla quanta indiuifà (la qua toel quadrato dela magior
parte.cómepla,j.dtffinitióe del.6.decbiara el nojrro pHo. E pero quado mai nel
cafò nò fé noia jfe deuidere difla quantità. S .la $.b.l, m. e dot extrem i ma Jo
lo dicefje el ca(b farne dot parti co/i conditionate cbel fduflo de luna in
tuttadifla quantità fàguagfi al quadrato de laitraparteacbi bettintender e in
larte /iaexperto deue el ppofito a difla fioffra £portione redure, pero
cbealtramérenó (è pò iterpretare.verbrgratia»Cbi diceffefòmmede.io. dottai
parti ebe muttiplicata luna p .torcia quàto (altra multiplicata in fé
medefima.Quefto ca|ó e altri (imiti operando fecondo li documétida noi dati
nella pratica fpecutatiua dettaalgebra § almucabala p altro no me la regola
dela cofàpofta in la palegata,opa' no/fra fé trouaua foluto. luna parte cioè fa
rnenore efleMS*rfì^'.iij.e laltra magiore fra-fl?. Ps,rn.s. Lequali parti cofi
deferipte fònno irrationali e nellarte fé cbiamano re/V
dui.DeliqualileJpéa(égnaetnfopKonella,79-deI.io»efJir.6. E vulgaf méte difle
parti (e pftre) cane cofi fa rnenore ejndici meno radice de ceto uinricinque,E
voi dir tal pari arcPrefà la.5s.de.n5. qual Sa poco più de ir. E qlla
traflade.ij.cbe re/tara poco più de«5, O vogitam dire poco me de.4»E fa magiore
fé pf ofirefci.g?.de.rij.m«io,c. E voi dire prefà la radi> ce de.nj.quat e
poco più de.n«como e diflo e di quella fraflo.s. ebe reffa ria poco più de.6.0
vogliam dire poco meno dt.%. perdifla magior par te.MafìmiliaflidemultiplicaretfùmmaretfotraretepartiredereJIduibì
nomii e Radici e tutte altre quàtita renali e irrationali fimi e rotti in tue
ti modi pbauerli nella pfntaopa nojfra apieno dimoffri in queffo non atro
replicarli-e fola Jéatédeadirecòfènoueenó legiadìflea reiterare* E cofi diui/i
ogni quatita Jémpre haremo tre termini ordinati in la con tinua fportióalita
ebe luno /Ira tutta fa quitta co/i diuifa,cioe el magio re extremo.commo qui
net propofto cajo.ro.E fai tro fia fa magior parte cioè ermedio. C
óme.e«{$Mij.m.s.et terjo meri or fra.is.m.£>.B$. fra li qua
lifialamede(imaproportione'Cioedalprimoal(écondotcómodal(éco
doalter{o.eco(igladuer(bcioedaltercoalfècódo corno daffécódo al primo.E tanto
fa multiplicare el rnenore cioe,r>.rn.p?.ns. via el magiore cb2e,io.quatoamuftiplicareefmcdioi(é,cioe.5?«ri5.rrì*s,cbefunoelal'
tro ;pduflo fiaaso.rn.^.ojoo.JT commoreeereba la no/fra proportione» E per
queffo, to.fia difloef^rdiuifò (ècondofa proportione bauente el tnefto e doi
extremi eia fra magtorparte fia.#.r^.rn.5. eia rnenore fia.tj.
m.&.ii$.chelunaela!ttadenece. la quantità diui {i fécódo la nf a diuina f
poi rione cbe luna p te cioè la magiore fira«p?.»5'rn.s.ela menor.is,rn.£2.
1*5. Dico fé fò' pra.15.rn. jv.1t5.cbe e la menore fàgióga la mita dc.fJMi5.rri
s-cbe e la ma' giore el cógióto poi dela menore e de difla mita in fé
moltiplicato fira.$. rito del qdrato dela mita de dicTa magiore e coft apare,
Perocbe la mita 'de.52 .ns.m.5.e.pj.}ii.rn.i%giota co.1s.tn.fv.n5.cbe e la
méore fn.tti.rn.f». 3'ì.Onmeito n^m-p.^. via.n^.m.fv,5r;.fì.i8t;..m.£>
i9S3«i» E qfa fia dco el qdratodel cógióto. Poi qdrije àcora la mita de dtff a
magiore cioè mcà.^.jii.m,z%via.^.3iJ.m.^^ra.37^.m{S«7Sii.Eqjlo fia dettoci qua
drato dela mita dela magiore quale apóto fia el.f .del qdrato del cógion. to. E
p cóféquéte difto qdrato del cógióto e qncuplo al qdrato dela mita de diffa pte
magiore de.io.cofi diuifò.La ql fbt$i molto con laltrefia da {rimare, còrno
tutto geometrice fi prouap laterja del.is.delnfoauflore. porrione|e a tutta
diffa qtita (è agionga la fua magior parte fira poi di do congióto e dicla
magiorparte parade vnaltta qtita co|ì diuifportióecliuifrt'iO'cbelamagior|ùapte
pra.je.n$.m.s»ela mmore.is>rn.rv.ns.Ofi fé f»pra.io.p*ma qtita lèpóga. p{
v$.rn.5. magior parte fate vnafécóda.rioe.fV.ns.piu.s-Eqfta jècóda qtita
cioe.fv i*5.piu.s-dico eflerfimilméte diuijd Jécódo la nf af portióe i le di
fledoi partii cioè in.jV.ii>.rn.s.magior dela prima ein.10 qual fb la j5ma
§tita e fia I3 magior pte de qfra fécóda qtita. E qffo apare cofi.P ero cbeel
jpduéTo de.P$.m.5.(cbe era la magior pte dela p"ma eora fia ta menore de
q|ta jécóda) i tutta qflafécóda.cioein.fV.KS.piu.s-fàquàto el qdratodela media
o vogliam dire magiore pte de qfta jécóda cbe e.io.cbe luno e tal tro fanno
apóto ioo.cómo fé recbiedeala dififo proporttone.>Laqualfbr fa ancora ci
manifrfla geometrice la quarta del terjodecimov CTDel quinto fuo mirabile
efjefio. E vna quititajia diuifà jécódo la nf a dièta $ portióe |èm pre el
cógionto del qdrato dela menorptecol qdrato de tutta la qtita integra fira
triplo al qdrato deb magiorejr ( te.fTVerbi.g« Sia.io.la qtita diuifktcommo
babiam ài #0 cbe luna ptefia.is.rn.fSMj5.ci0e la menoree taltra.fv»
ws,rn.5.cioe la magior.Dico cbel qdrato io.tutta qtita e lor cógióto fira
triplo cioè tre tato del qdram dela magior
pte.cioede.p:.tt5.m.s.Onelqdratode.i5,rn.pj.tt5.e
350.m.pf.iii50o,eloqdrode.io.e.ioo.cbgiótocó.55o.m.f5.iK50o -fanno
450.mfV.n1500.pdco cógióto.Elo qdrato 3 lV-ns-m.s.«.iso.m.5?.iisoo ql fia
el.{.de dielo cógióto còrno apare.Pero cbe mcato.150-rn.IV.Rsoo».
p.5.fàraapóro,4so.m.pMR«>o.Donca dicìo cógióto fia triplo aldifto qdrato fi
còrno dicémo.Elqleejfeflo geometrice cóclude la qnta del. 13» la'qua~ tifa
rónale.qual ftbabia a diraderemo la Aporrióe bauen^ I te el mejjo e
doiextremi,Dico denecesfita ciafeunadefe parti douereff ere rejìduo Oh
lunaJìra.is.m.fV.ns.lcioela menoreefaltra magior fia. {V. nj. rfi. s. El perche
apare cadauna efférerefidup t che cofi mm fé cbiamono nellarte fecondo
la.^.del.io.E queffo ta1eeflf;£fo babiamo da la fata dd.13. CX>el imprimo
fùo ìnextimabile efluf o. Ellatodeio esagono equilatero fagiognial lato del de'
cagono equilatero quali ambcdoi jdntendino in vn medefimo cerchio' cie| criti .
E lor congionto fémpre (ira vna quantità diuifa fécódo la diéla noff ra proportio
' ne.Elamagiorfua parte fira filato deloexagono. Verbi grafia. Sia el lato de
vno exagono equilatero nel cerchio egnato.p.DS.in.j. E il lato del decagono
eqlateron ti medeftmo cerchio ia.iS,rn.^.n$.Del qual cerchio ti diametro
fira.fì>.$oo. m. io- Dico chel
corigiontode.pj.tt$.rn.s.con.i$.m.^'.iis.qu3lr!a.io.eflerdiuifo)écódola
noffraproportione.ela magior jùa parte na.pj.us.m.j.elamenore.is.m. p.nj.commo
più volte (édiclodiuider.io. E queffo fia manifrffo perla 9.del.i3.geometrice.
jETDel-s. effetto conuerfo dtl precedente. E vna linea fia diuifa fecondo te
jpportióebauéteelmeg' coedoiextremifemprede quel cerchio delqualelama' gior
parte fia lato delo esagono del medefimo lameno' rene fia lato del decagono.^!
Verbi gfa.Selalieadiuifà fbfle.io.lafua magior parte cbee.p:.us.rn.5.(émprefiia
el >**aìaiH| lato delo esagono de vn cercbio.dtlquale ci diametro fi rael
doppio de.{S.B$.m.s cioè. $.'.500 m.io.Dico che de quel medefimo
cerclno.ij.m.p'.iis.menor parte nefia lato del decagono equilatero in ep fo collocato.É
de queffo conuerfo molto fé ne (érue Ptolomeo nel. 9. ca' pitulo dela prima
direzione deifuoalmegiffoa demoffrarela quàtita dele corde degliarchi del
cerchio. C omo ftmilmente aperto fé demoftra. fopralaprediéta-9
del.i5geometrice. " C^Delfùo.o.efftcrofcpraglialtriexctfl'iuo. E nel
cerchio |è formi el pentagono equilatero e ali/ùoi doifpinqui
angulifefubtédadoi lineerete moffe dati termini deli floilati de
necejfitaqutllefra loro Kdiuide ràno fecondo la noffrafportióe.E cadauna dele
lor ma' gior parti femp fira el lato del diclo pétagono . f Verbi
gra'Siaelpentagono.a.b.c.d.e.edaliextremi.c.g.a.fttiri
acorda.a.c.laquilfubtcdealangolo.b.Edaliextremi,b.tt.e.fe.tirilaItra
corda.b.e.ql fubtcdaa langolo.a.Dico cbcqftedoi linee.a.c.{t.b. fèdiui dano fra
loronelpóto.f-f'olapportóe.b.el.m.edoiextrcmi.e la magior parte de cadauna fia
lato de dicTo pétagono a poto. Ondedela Iinea.a.c. la magior partefta.cf-e la
magior dela linea. b.e.fia.e.f. ognunadecjfte Jémpfia.c f.E la magior dela
linea. b.e.fia* c.f. Eognunadeqfrefcmpfia eqleal lato del pétagono detto. Edali
iMathéatici ditte doi linee (? altro nomejècbiamanocorde
delangolopentagonico.cómo fèledicìtecor de ognuna fòffe.iopercbe firanno equali
fiando el lor pentagono nel cer chio equilatero.c f.jtria.lS'nS.rrus.a.f.is.m.^.BS
eia parte.e.f. fèria (imel méte.pj.PS.m.5,elo.b.f.|èria.K.m.iV.ii5. Elo lato
del pétagono jéru/ìmil méte.p? rì5.rn.$-edflo tutto co
belmuododemoffrala.'i.del.y.geomerri ce. EpqffotaleefftcJfopojfamo per lanolina
dellatoperuenirealano" titiader-ittelefuecordeedetutte
lelorparti.Ecofiploaduerfo pianori ti3 dele corde pofltamo peruenire alanotitia
del lato e delegarti de di' flecorde. Operadoarithmetice
egcometricecómobabiamonellopeM noffra fopraaducla ifegnato de manegiatle con
tutta diligentia de bino
miiealtrelineeirrarióali.delequaUelnfopfrotracTintlfuo.io. eplinea
luieldcmof1ranella.n.del.t.einla.K?.del.6.S'che)ì'.cilméte/èpueneala notitia de
luna e de laltro in tutti modi che fia cofd de grandijf ima v ti' lita nelle
noftre j cientifiebe e fpeculatiueoccurrtntie. QTDel.io.fuofupremoejfecTo. E
vna cftita fia dimfà fccódo la f ditta p porrtene futt lì ejfeffti che di lei
eie jtic pti pofjìn o puentre qìli mi de)]i- miin habirudinenuero
jpetieegenerep uengano deqlu cbe altra qtita cofi diuifa. pTerbigra
SiennodciUnee co/i diuiji cioeluna.a.b. diuifa in,c.e la fùa magior pte jfia.a.
ce laftra.de.e la fùa magior ptefia.d.f* £ comò di' ciamodeqftedoi
cofiintendiamodeinfinitealtrele qli (ncil méte fepof' fànop via
dearithmeticaafegnarleponédo.a.b.rcua.c.fèria f?Mis. m.s.e laltra'i5.m.|3?,BS.E
ponédo-d.e»B.d.f.)èria 92 .iso.m.6. elaltra |éria .ig. rn.j3M8o.Dico che tutto
qllo cbe mai pò auenire a vna de diète liee copa irate mcàte partite e in tutti
altri modi trauagliate» El fimile aduene fèmp a lattra cioè da cadùa ala fùa
magior pte fia la medefima jpportióe e co fi da caduna ala fùa rnenor parte fia
la medefima £ portione E cofi p cóuer^
fodacadunadelelorptiaejfetutte»ecofielfducio deluna nelle fùepti € ecóuerfo ale
diffe parti e cofinel partire e fonare acade. Onde la jppor ' tion e cbe e
da.ro.ala fua magior pte {jj.us.m.s.fia qlla medesima cd e da B.ala fùajnagior
parte {8.i3o.m.6.e la fi portione che dal cógionto deio, a
jV.fc5.m.s.a5?.tt-;.m,-:.qllamedefima ftadelcógioto de ce j32.r8o»rri.6. a fJ>.rso
m 6.E cofi breuiterin Sfinito prefèereuoltatequocuq,f qlitercuq, perla
pmutataconuerfàcógiontadifgiontaeiierfàfequa ^portiortìlita fèm pre conuirra a
vna medefima denoiatione e ali medefjìmi effetti in' tenfiue la qual cofà fèn^a
fallo demoffra gràdiffima armonia in tutte gtì.' ta cofi diui|i.cómo
defoftoaparera nelli corpi regulariedepédétì,e tutto quefto cócludeinfubftàtia
la.t.del.i4,geometrice. €TDel ftgMi.excellentijfinio effetto,
Elfediuideraellatode vnoexagonoeqlatero fecondo lanoffra diuinafportionefèmprela
fùamagiorpartede neceffita fira ellato deldecagono circufaifto dal mede
fimocercbiocbetoexagono.fVerbigra. Sei lato de fa exagono fbfè.io.deuifo a modo
ditto la (mi magior pte ftra5?.nj.m.s.qldico a ponto effere ellato deldecagono
dal cerchio medeffi mo circu|cripto.Del qle eldiam/ttro verria ejfer.zo. e
quefto fia cóclufo per la-s-del.^. Onde p eutdétiaauuto el lato de vno
fàcilmente fé troua et lato de laltro e cofi auutoel diametro del cerbio© vero
fiia circuftrentia oTèo la fùa area odeqluncbe altra parte fùa fèmpre£ quelle
poffiamo peruenire ala notitia de luno e laltro per Inno e cofi per cóuerfo I
tutti li modi de cerchio exagono decagono e ancor triagulo ope rando
aritbmeticeft geometricecbevtiliffimacofà fia fi corno difopra nel,9,effetfodelpentagonofòdettoJdeogc»
El fé diuide vna gtita fecondo lanofrra dittai portione fempre la 5?. del
cógionto del qdrato de tutta la cftica edel qdrato de la fùa magior parte fira
in fportione ala {J.def congtontodel quadrato de ditta cftita e quadrato dela
fùa menor paite corno ellato delcubo al lato del triagulo del corpo de.io.baft
pVerbigra.Sia.10. la qtitadiuifàji condo la fportione bauente el mejco edoi ex
tremi cbe lana parte cioè la madore fira commo più volte |i detto f£.B5.m.$.e
la menore.1s.rn.52.us, Orquadnfècioemultiplicbijéin fé medefimaia dimagrita
adutfacióe io-fnra.ioo.e ancora quadrifé la fùa magior parte cioe.^.as.m.s.la
qual meata in (è fàra.fso.m.pj.nsoo. equadrife ancora la menor parte cioè .tj»
m.j3?.«s-cbe meata i fé fu.5So.rn,$.msoo. Ora fopra el quadrato dela ma
giorparte cioefopra.ico.m.pj.ftsoo.pongafe el quadrato de tuttala qtita
rioede.io.crJe.ioo,fàra.iSO.m.g,\ti?oo.etmedefimoqdrato dedica qtr
tacioepur.joo.pógajé fopra el quadrato dela menore pte qual trouamo ejfere.Jso.m,^.iK5oo.fopra
el quale gionto.ioo.fnra,4So,m. pj.ftisoo, Cfedicocbdafj«^óed- portione còrno
apare per la.? diftìnitione del,6.e p la-J9.del diflo e an* cora noi difrpra in
queffo dicémo quando fb decbiarito còrno fé interi' da el m e^o eli fùoi extremi
circa al primo fuo ejf ecìo adufto. fJfCommo per reuerentia de noffra falute
terminano difli effefft. On me pare excelfo Duca rnpiufùoiinfinitiefftftialpre
fente extendtrmeptrocbela cartanon fùpliria alnegro a expri ni crii tutti ma fc
loqfli.15.babi amo fiaglialrri eleflì a reueréti a de la turba duodeni e del
fuo fanaiffimo capo noffro redemptorc Xpo Yfiu .pero che bauendoliatiibui .
toelnomediuino ancora pel nuerode noffra falutedeli «.articoli .eai.apoffoli
col noffro fruitore fabion a terminare del qua! PARS 3 collegio cóprebcdo.V. D»
eelfitudine hàuere fmgutardeuotionefc ha' ufi non fia poffibile poter formare
neimaginare larmonta e degna cóuenic tia fra loro de tutti li corpi regulari e
loro dependéti.al cui fine li già difli ha fc-ia mo propo fri acio lor fequela
pin chiara |é renda. fTGómo li difli eff efli cócorino ala compofitione de
tutti licorpi regu' lari e lor dependenti, Ora excelfo.D.la virtù e potétia de
lantedifla no ff ra fi ' pontone co fuoi fingulari effefli maxime corno defopra
dicémo |è manifèfta in la fòrmarione e cópofitione de li corpi fi regulari
còrno dependenti. De li qli acio meglio fa. prenda qui |èquéte ordinatamele ne
diremo* E prima deli«j.efl"entiali quali f? altro nome fono chiamati regi»
ari»£ poifiiccefl'iuamentedealquatiabafranfaloroegregii dependenfì Ma prima eda
chiarire p che fieno ditti corpi regulari, S ecódariamente e da fuare corno in
natura non fia poffibile formarne vn,6. Onde lidi fri fonno chiamati regulari
p. efi fbnno de lati e anguli e bafi equali e luo dalaltro a poeto fé contiene
corno |é mofrrara ecórejpondeno ali S-cor' pi (empiici in natura cioè
terra.aqua.airi fìico eqnta ejfen ria cioè virtù ce ìefre che tutti glialtri
fiifrenta in fùo ejfcre. E fi còrno queffi.5. (empiici fon no bafranti e
fùfjìcienti in natura altraméte fèria arguire. I dio fuperfìuo ouero diminuto
al bifògno naturale, L a qlcofk e aSfiirda corno afferma clpfioche
IdioelanaturanonoJ?anoinvanoeioenon màeanoalbifò gno e non excedeno quello coft
armili le forme de queff i.$.corpi deliqìlt fx adire a poeto fonno, j^d decorem
vniuerfi e no pojfàno es |ér più per quel che fequtra. E f?o non (meritamente
corno fedirà difoffo lantico Platonenelfuo tbymeolefigurededicti regulari
atribuialf.s. corpi firn plicicómo in la gnta cóuenientia deldiuin nomeala
"noffra fportione atribuira de fbpra pi deci o e queff 0 quanto a la loro
denominatione, ^TCómonon posfmo et fere piu.$.corpi regulari.- Cap. .XXV,
Onuien|éora moffrare còrno nópo$fmo «fèrepiude^. tali corpi i natura cioè tutte
lor bafi fieno' equalli fra loro ede angoli folidi epiani equali e fimrlmente
de lati equ3li laquaTcofkco/iapareperocbeala ccmftitutione devno angulofblido
almaco enecejfàrio el eòcorfo de.3.anguli ft'perftcialipercbefolode doi anguli
fi fficialinon (tpo finire vn angol folido Onde p cheli.j.anguli de caduno
exagono eqU' terofonnoeqlia,4.agulirecri,Eacoradelo eptagono cioè figura de.
t> Iati e generalméte decadila figura de più lati eglatm e anco egangula li
3,fuoi anguli férapre fonno magiori de.4.reflr fi corno p la.31.del prima
euidenteméte apare e caduno angulo folido e menore de,4»anguli refli corno
tefhfica la.1i.dtl.1r. E pero fia imposfibi!eche-5.anguli de lo exag» fio edelo
eptagono e genetalmenredequalun che figura de più lati equi latera e ancora
equiangola formino vn angol folido. E perqgo |è manifè fra che niuna figura
folida equilatera ede anguli equali non fi poforma' re de fiipcracie exagonali
o veraméte de piulati.Pero che (è li.;, angoli de lo exagono eglateroe anco
equiàgulo fonno magiori ebevn angoli folido.fequira cbe,4,e.piu molto
rvagiormenteexcederano ditto angu lo folido..Mali.3,angoli del pentagono
equilatero e ancocquiangolo e manifèffo che fenno mcnori de,4, angoli u&u E
Ir quatro fonno magiori de. 4, refli Onde de li. 3. anguli de vn pentagono equila
> fero e anco equiangulo fé pò formare:langulo folido. JViadelifLoi.4»
anguli odepiu non e posfiBilea formare angulo folido .E pero fola*" mente
vn corpo de pentagoni equilateri e anco equianguli fia for- malo, el qiial e
diflo duodecedron altramente corpo de.e.pentagonfc h -i i- 9 c c d e £ pero
follmente vrt corpo de pentagoni equilateri e anco cquiàgolifia fbmato el quale
diéìo duodecedron altramente corpo de .n. pentagoni dali pm. Nel quale li angui
i, deli pentagoni a.;.a. 3.fbrmano e contenga no tutti li anguli folidt de
diclo corpo. La medefima ragióe fta in le figu' re quadrilatere de lati e an
guli eqli ; còrno in li pétagoni |c diflo. P eroebe ogni figura qdrilatera fé
la (tra eqlatera e anco de angoli eqli qlla p la difjt nitióeftraqdrata.fcbe tutti
li (tioiangolifirannoreclt.cómo)émo(tia^ la.51.del primo. Onde de.j.angoli
adóca de tal figura (inficiale fia pò] ft
bi'efbrmireunàgolfolido.Made.4.fuoiodepiueipojfibile Perlaqual cofà de tali
figuri, fnpficiali leqìi cóciofiacofct ebe le fièno qdrilattt e eqla' tere e de
angoli eqli (ine pò formare vn (elido el qle noi cbiamame o:bo elqlee vn corpo
cótenuto da. 6.fupficieqdrateeba.n,latt.e,s.angolifoli di- £ deli triagoli
elateri li.6-angoli fonno eqli a. 4-recli p difta. $*. del j5rno. Adóca màco de.6
.fonno menori de.4.refri.e più de.6. fonno ma ' glori de.4.recTi. E pò
de.&.angolio de più de fimili triagoli no fé pò fòr mare vnagolo folido.ma
de.s.ede.4.e de^.fépo formare, E cóciofia ebe ^angoli d d triàgolo cqlatcro
cótégbino vnagol folido pò de triagoli ec| lateri fé forma el corpo de-4.bafi
triagulari delati eqli difto tetracedron. E qn cócorgano .4. tali triangoli (è
forma elcorpo de.s.bafi detto oflo- cedro. E |é.5.triàgolieqlatcricótégano
vnagol folidoalor fé forma elcol pò detto ycocedró de.io.bafi triagulari e de
lati eqli. Onde pebe fienna tati e tali li corpi regulari e pebe ancora non
fiennopiup quclcbedifto babiamo a pieno fta manifrff o f e. |[Dc
fàbricafcufbrmationeeo3del primo eperla decima de lo vndecimo » Ecofi ancora
per la quarta del ditto vndecimo |é maniféfra tutti li Iati de diffo cubo jfare
ortbogonalmentefbprale fue dot fuperficie oppofite.E queffotale aport to dala
(pera del propoffo diametro Cra circum|cripto. Ondefcmpre di flo diametrofira
triplo in potentia allato del ditto cubò cioè cbelqua' drató de ditto diametro
fira tretanto del quadrato dellàto del cubo.Có mo fél diametro
fbjfe.li'^oo.ellato del cubo conueria ejfere.io.aponto. Lacui notttia a molti
cafi neceflariifta oporruna ffc. CTCommo fé formilo offocedron in fperaaponto
collocabile cfùa proportioneala fprea. UT. El ter$o luogo fucedein fnbrica el
corpo de»8'tafi triagu lari detto oftocedron ql fimilmentedavna £ poftafpbe ra
fia apontorìrcumdato dela qualfpera fblo el diametro anoi fia noto. Efnfle in
queflo modo.Prenda|é el diame- tfo dela jpbera qual (la lalinea.a.b-la quale fé
diuida per eqnali nel ponto,c.E'fopra tutta la linea |éfàcia el fémicir
culo.a.d.b.etiri|é-c.d. perpendiculare ala linea.a.b» edapoi fé gtongael
pontcd.con le extremita del dittodiametro cioe.cori.a,e con.b . Da- poi
fàciaffe vn quadrato del qual tutti li lati fienno equali a la linea.b.
d.Efiaqueffoquadrato.e.f.g.b.Em queffo quadrato fetiri doi diame' tri deli
quali luno fia.e.g«elaltro . f • b . Li quali fraloro (é diuidino nel ponto.K.
Onde per la quarta del primo fia manifrfro che cadauno de quejti diametri e
equale ala unea-a.b.ta quale fb poffa diametro dela
fpberaconciofìacbelangulo.d.fìarefifo perla prima parte delarrigefì- ma del
terjo.E ancora cadauno deli anguli.e.f.g.b.fia reeTo per la difjw nirióne del
quadrato.E ancora fia manift|fo ebe quefji doi diamerri.e» g-f •ftb.fraloro fé
diuidano per equalinel ponto»fc.E apare per la quin- ta e trigefimafecunda e
fexta del primo fàcilmente deduccndo . Ora lenì fé fopra-fc.la linea K4.perpendiculare
ala fuperficie del quadrato . laqual perpendiculare féponga equàle ala mita del
diametro.e.g.o vero.f.b* E poifé lafcinolcypotomiffe.l.e.l.f.l.g.l.b. E tutte
queffe ypotemifle perle cofédiffe e profùpoff e mediante la penultima del primo
replicata quantevoltefiabifogno fraloro (iranno equali- E ancora equali alitati
del quadrato Adoncaftnquab3biamovrtapiramidede.4.bafitriangM C lari de lati
equali confante [opra el dici o quadrato la qua! piramide fu la mita del corpo
de.s.bafi quale intendemo. Dapoi fotto diclo quadra to faremo vnalira piramide
fimileaqucftain queffomuodo cioè. YTi rarcmo la dieta linea.l.K.fbrando
cpcnetrando el diffo quadrato fin al ponto-m.inWdo che la linea.K.m.laqual fta
fcttoel quadratola equa ìealalinea.l.K.laqualfta defopradicìo quadrato E da poi
gtogneroel ponto.m. contutti liangulidcl quadrato tirando .4. altre linee ypow
miglile quali fonnomi.e.m.f.m.g.m.b.EqucJTeancora fé prouanoef. fer equali
tiraloro e ancora ali lati de ditto quadrato per la penultima deiprimoelaltrefepraaduffecommofòprouatode
laltre ypotumiffe fopra al quadrato Ecoft fempre con diligentia obfcruate le
("opra dicìe co' fé (ira finitoci corpo de.s.bafi triangulari de Iati
equali el quale apunto (ira dalaj pera circum)aipto La proportione fra la fperaeldicìo
corpo {te cbel quadrato dtl diametro dela ) pera al quadrato dellato de dicto
corpo ftadopio,aponto cioè fddiclo diametro fbfle .8. el lato dcloclo baft
feria . # • 3» . lecui potentie fialoro fonnoin dupla proportione cioè cbel
quadrato del diametro fta dopioal quadrato dellato del dififo cor' pò ecofi
babiamo la fàbrica eia proportione re(pe£ro la(pera f e. ^D[De la fnbrica e
fbrmatione del corpo detto ycocedron. A per fare el corpo de. 10. bafi
triangulari equilateri che apontoda vnadata (pera ebebabia el diametro ratio'
nalefiacircundato.E (ira euidentemente ellato deldi'- tlo corpo vna linea
irrarionale cioè quella ebefia dicla linea méore C Verbi grafia Sia ancora qui
el diametro dela data (pera.a-b.qual (è ponga eflerrationale o in lori gbecca o
folo in la potenca. Ediuidajé nel ponto.c. I n modo ebe .a.c . fia quadrupla
del.c,b.efàcia)èfopta leiel (cmicirculo .a.d . b . etirijé.cd.per'
pendiculare.al.a.b.etiri|clalinea.d.b. P"Dapoi fecondo la quantità de la
linea.d.b.fè fncia el cerchio .e.f.g.b.fc.fopra el centro.l. al quale (è iti
fcriua vnptntagono equità erode le medefime anotato. Alianguli del qua e dal
centro.l. fémenino le linee.l.e.l f.l-g.l.b.l.k. E ancora nel medefimo cerchio
fé (ària vndecagono equilatero . P"Diuidin(éadon' ca tutti li archi per
equali de liquali le corde fonno li lati del pentagono E dati ponti medii
alextremitade futili lati.de lo injcripto pentagono fé dericino le linee recle.
E ancora fopra tutti li anguli del diflo pentagO' no fé derici el cateto commo
infègna la duodecima del vndecimode li quali cadauno ancorala equateala
linea.b.d.E congiongbinfé le extremita de quef!i.$.cateti con.5.coraufti E
firanno per la.Jocta del vn' decimo li.5.cateti coft deridati fraloro
equidiffanti E conciofia ebe loro fienno equali firanno ancora per la
tregefimaterca del primo li.s.corau' (li quali congiongano leloro extremita
equali ali lati del pentagono. Lajcia cadere adóca dacadaiia fumita de tutti li
cateti doi edoi ypotomt fé'ali doi anguli circunftanti del decagàoifcripto.E.le
extremita de que (federi ypotomiffequali de(cendano dale.s.extremita de li
cateti ali.J. ponti quali fonno cadaunianguli medii del decagono in (cripto
cógùì gi formando vnoaltro pentagono neldicto cerchio El qualeancora (ira
equilatero per la vigeftmaterca del terco E quando arai fatilo queffo vederai
ebe arai fàffo.io.triàguli de li quali li lati fonno Icio. ypotemifé
eli.5.coraufti.eli,s«lati dequefto pentagono injcripto. Ecbequeffi trian guli
(ienno equilateri cofi lo aprenderai . Conciofia che tanto el (émidia metro del
cerchio decripto quanto che cadauno de li cateti deridati fta equale ala linea
b.d.per La ypotbefi fira per lo corelariode la.15.deL4. cadauno de li cateti
equale allato deb cxagono equilatero fàflo nel cer/ cbio del quale el diametro
fia equale ala linea.b.d. E percheper la penul' tima del primo cadauna dele.io.
y potbcrmjè tanto e più poten te del cate.- to quanto pò elUto del decagono
ancora per la decima del tergodeci' !0 mo citato dèi pentagono e tanto più
potente del medefirno quanto pò el niedeftmo lato del decagono fira perla
comuna feientia cadauna de quejte y potomi|é equale allato del pentagon o. E
deli coraufìi gta e flato moff ro che loro fienno e quali ali lati del
pentagono .Onde tutti li lati dequejri.io.trianguli o veramétefonno lati del
pentagono cgjatero la (ccunda volta alcerebio infaiptoo veramente aquelli
equali. Sonuo adoncalidifititrianguli equilateri. Ancora più ("opra el
centro delcer ? cbio qual fia el ponto»!, derida vnaltro catbeto equaleali
primi qual (la l.m.Elafùafuperioreextremitaqualfiaelponto.m.giongni con cada/
una extremita deli primi con.s.coraujK. E firaperla |e?tta del vndecimo queflo
catbeto centrale ci oe che fia derivato nel centro equiff ante acada
unodelicatbetiangulari-E perop. latrigefimater$adel primo quefrùs.
caraujlifiranno equalialfémidiainetro del cerchio e per lo correlarlo de
ladecimaquintadel quarto cadauno fia commo latodelo exagpno Adunca al diflo
catbeto centrale da luna elaltra parte fagiongbivna linea equale allato del
decagono cioede.fopra in fu li fàgionga.m.n. El giufotto al cerebio li fi
gionga dal centro del cercbio.l.p > Dapoi fé la' |cino cadere dal
ponto.ms.ypotomiféali.s.anguli fuperiori deliio.tri' anguli quali fonno intorno
alarcuito, E dal ponto.p.altre.j.ali altri, ?,• anguli infèriori.EfirannoqueJte.io.7potbomi)é
equali fraloro ali lati delo ifcripto pentagono per la penultima del primo
e,per la decima del rer$ odecimo fi commo dele alrre.io.fb demoprato printa .
Hai adonca el corpo de.zo.bafitriangulari fi equilatere del quale tutti li lati
fonno equali ali lati del pentagono. E lo fùo diametro fia la linea.n»p. E deq.
ffi.io.trianguli.io.nefmno nel circuito fopra el cercbio.E.s.fé elcuano in fu
concurrenti al ponto.n. E li altri.s.concorrano de fotto al cerebio nel póto.p.
E queflo corpo chiamato icocedron cofi formato ebe la data fpe ra apótoel
circundi cofi (Ira maniftfro.Conriofiacbelalinea.l.m.fia eq le allato delo
exagono.E la linea>m.n.allato del decagono quali fien /
noequilatericircumfcriptiambe doidal medefimo cercbio.e.f.g.tutta Ln.fira per
la nona del tereodecimo diuifà fècundo la proporrtene baué te el mego e doi
extremi nel ponto.m. e la fùa magior parte fira la linea
l.m.diuidifèadonca.l.m.pereqttali nel ponto.q-e (ira J> la comune fcì-
tia.p.q.equale al.q.n. perocbe.p.l. fia pofla equale al lato del decagono
ftcommo.m.n.Onde.q.n.fiala.j.de.n.p.fi commo.q, m.fia mita de
m.l.Conciofiaadoncba cbel quadrato.n.q. fia per la terga, del terjodeci*
«ìo.quincuplo al quadrafo.qm.fira ancora perla quintadecima del qn' roelquadrato.p.n.quincuploalquadrato.l.
m.Perocbeper la qrtadel fecondo el quadrato.p.m.fìa quadruplo al
quadrato.q,n«Elo quadrato ancora.!, m.quadruplo alquadrato.q.m.per la medefima,
E lo quadru ' pio al quadruplo fia commo el fimplo t al fimplo commo afèrma la
qui tadecima del quinto. E lo quadrato.a.b.fia quincuplo al quadrato.b.d per la
fécunda parte del cordano dela otìaua del féxto.E £ lo correlarro
deladecimaféptimadel medefimo.Perocb&a.b.ancora equicupla al.b.
C.Perocbe,a.c.fbalamedefimaquadrupla.Percbeadonca.l.m.fiaperla ypotbefi equale
a', b.d. fira per la eoe f cia.a.b.equaleal.n.p. Onde fé fo' pra la
linea.n.p.fé fària el fèmicirculo.El qual fé mene intomo finche tor rial primo
luogo donde fé conmejo amouere quella fpera chefirafà' fla pel fùo moto fira
(perla difjtnitione dele fpere equalij equale al* fpera propofla.E perche la
ttnea.l.m.ftanel medio luogo proportiona-' le in f*a.l.n.g.n.m.
Eperoinfra.l.n.f.p.1. P"S ira ancora cadauno fé' midiametro del cerebio
nel medio luogo proportionale infra.l.n.f.1. p-Econcioflacbe.l.rmfia equale al
fémediametro del cerchio . Onde el|émicirculodefcriptofopra.p.n.paflaraper
rutti li ponti dclacircwt' jtTentiadekercbio.e.f.g.Eperoancorapertuttilianguli
del fnbricato folido quali flanno in quella circumfèremia. E per ebe perla
mcd.efiv ma ragione tutti li comuJJìC quali congiongano le exfremita del!» C i»
PARS eatbeti angulari co la extremita del centrale) forino ne! medio luogo prò
portionali infra.p'm.fjm.n» I mpcro che cadauno depfifia equale.al
i.nvSeguitacbelmedefimo (émicirculo pa|Jì ancora per li alti i angoli dela
figura ycocedra cofi fàbricata Fia adunca quejto tal corpo in(cri'' ptibilein
la (pera dela quale el diametro fta.p.n» E pero aticora ala]pe' ra dela quale
el diametro fia.a.b- Elo lato de queffa folida figura dico effere
lalincamenore.Perocbe glie manifrftocbe la linea.b. d.fta ratio^ naie in
potenza conciofta cbel fuo quadrato fiael quinto del quadrato de la linea.a . b
. la qual fò pojta rationale o in longbecca o vero folo in potenza. Onde el (émidiametro
eli |émidiametri del cercbio.e.f.g.fta ari cora rationale in potenza.
Perocbelfuo (émidiametro fia equale.al. b. d Adonca per laduociecima del
decimotertio ellato del pentago-' no equilatero a qucfto cerchio
in(aiptoftalalinea menore E ancora fi commo nel proceffo de queffa
demonftratione fb mojrro ellato de que' ffa figura equanto ellato dei
pentagono. Adócba ellato de queffa figu ' ra de'io.bafi «ligulari eqlatere fia
la linea méorefi corno fé ffupóe. Ca» xxx. JTSaper fare el corpo de. u.bafi pentagonali
eqlatere tf eqangule. ebe de ponto la) pera propoffa lo circondi* E fira ellato
del ditto corpo. manifc(famenteirrationalequellocbefia diflo reftduo .
ITFaciajfe vn cubo (ècondo ebe infégna el m odo dato ebe la (pera augnata lo
circondi aponto.E frenno dequefto cuboledoifuperftcie.a.bf .a.c. E ymagina' mo
adeffo cbca.b.fia l a fupficit fupma de queflo E la (tip. ficie.a.c.fia vna
delelaterali'Efialalineava-d.comunaa quefte doi fuptrftcie. P"Diui-
din|èadoncainla fuperfrcie.a.b.li.doi lati oppofiti per equali cioe.d.b*
elolato alui oppofiro. E li ponti de la diuifion-e (e continuino per la linea
e.f. Elio lato ancorala. d,e quello ebe alui e oppofito in la fuperftcie.a.a
P"Diuidinfe per equali eli ponti dela diuifióe (éconrtnuinoper vna linea
re£ra dela quale la.i.fia g.b.efta el ponto.b.el ponto medio dela linea.a» d.
PSimelrnente la linea-e'f.d'.uicujèper equali nel ponto»!; . Etirifè.b.
k.P"cadaunatdoncadele tre linee.e-k.fc.f.fl g.b.diniderai fecondo la
proportione bauenteel mecro edoi extremi in li .3. pontul.m.q, E fien- no le
loro parti magiori.l.K.fc.m ft . g . q » Le quali fia nunifÈJto eflere eqtiali
conciofiacbc tutte le linee dinijc fienno equalt cioè cadauna depfé
ala.£.dellato del cubo. P"Dapoidalidoipóti.l fi- m, derida le perpendi
culari Ccommo infegna la duodecima del vndecimo)ala fuperficie.a. b . dele
quali cadauna porrai equale . ala linea.W . E fieno 'Un.f.m. p. {^Similmente
dal ponto.q.deriga perpendicularmente.q.r.ala fuper ficie.ac.la quale porrai
equale.al'g.q.r7'Tiraaduncalelinee-a>l3>n.a.m a»p.d
m.dp.d.l.d-n.3.r.a,q.d.r.d.q* PTiamaniftffo adonca per la. quinta del
ter^decimocbeledoilmie.fc.e'fi.e.l-inpotentia fonno tri' ploala linea.K.l.Epero
ancora ala linea.l.n^onciofia-cbe.S.l.if.l.n.fien' noequali.Eancora.hu;.fta equale
al.e.a . Adonca le doi linee.ae.f.e.U fonno in potenca triplo ala linea.l.n.
Onde per la penultima del primo al.fia in potenca tripla al.l.n . Epero per
lamedefima.a.n. fia in potenca quadrupla al.l«n . E conciofia ebe ogni linea in
potenca quadruptaala fua mita Jéquita per laeomune (cicntia cbe.a.n.fia dupla
in longbecca.at i.n.Epercb-'.l.nt, fia dupla al.l.K- £ancora.K.l fil.n, fonno
equali fira adequale al.lni . Perocbe le lormirafonno equali, Epercbe per
latri' gefìma terca del primo.!.m,fia equale aWn.p. fira.a.n.equale al.n.p.
Eperl omedtfimo muodopiouarai«le.3.1inee.p.d.dr,fi.r.a ejfere a'o fr ro equali
ealedoi predicf e. PHabiamo adonca p qffe.UiMee el pentago no equi atero
elquale.a.n.p.dr. Ma forfè indirai cbel non fia pentago no.Percbe fbr|ènon e tutto
in vna mtdefimafuperftcie la qual cofà e ne- ceflartaaciocbel fia pentagono . E
cbel fia tutto in vnamcdefimafjj - perfide cofi lo aprenderai efea dal ponto .
fc . la linea . K . f •perpendi- eutarealafuperficie . a. b . la qual fia
equale, al . I.K .,£ fira per queffo eguale «cadauna, dek 4oU,n, fj .
m..p..Econciofia cbelafiacquidifran/ PRIMA if te acadaua depfe per la fexta del
vndedmo.Epero con ambedoi in U me dcfinia (liperficie per la difànitione dele
linee egdijtari fia neceflario cbel ponto.) .Jia in la linea.n.p.E.cbe la
diuida per equali . Tirinfe adonca le duoi linee. r.b.é-b.|. Onde li doi
tri4nguli.K.f.h.^q.r-b. fonno fopra vnanguloCcioe.K.bq.) conftiruti.E fia la f
portionedel'R.b.al.q«r.co' mo del.fc.f .al.q-b» Perocbefi cómo.g.b.at.q.r.cofi.l%.b.ai.q.r.perla.t.
del-S'E cómo-r-q.al.q.b cofi.K»f.al.q,b.perla medefima.Ma.gb.al.q»
f.cómo,q.r.al.q b,lmperoche.q.pfiaequaleal.g.q.Adóca perla.50 del 6.la
linea.r.b.f .fia linea vna. Ondeper la«x.del-n,tutto el pentagono dd
qualdefputamo fia in vna medtftmafuperrrcif.Dicoancoraepfo efjere
equiangulocbecofiaparera Perocbe conciona cbel.e.K fia diuif*.f«p.b.
m.d.q,.ex.Ela.h.m.riaequalealafuamagiorptefiraancoraperla.4.del
i3.etutta.e.mdiuif nea.e.fc.E pero
perla.$.ledoilinee«e.m.fonnoinporen$aqitadruploala linea.a.e, Fiacbia' ro
ancora per la penultima del pri mo doi volte replicata cbe la lineala, p.fia in
potentia equale ale.j.linee.a-e.e.mf,m«p. Onde.a p.fia in potè tia quadrupla
ala linea.a.e. Elo lato-dei cubo conciofia cbel fia dopio ala Unea«a,e.fta
ancora in potentia quadruplo a epfd peria.4.de.i. Adonca per la eòa /ida.a
p.fia equa'eallatodel cubo.E conciofia cbe.a.d.fia vno deli lati del cubofira.a
p.equaleal.a.d.E pero per la.S-del primo langulo a.r.d.fta equale ahngulo.a.n*p
. Al medefimo modo prouerai langulo d.n.p. ejfere equale alangulo.d.r.a.Percbe
tu prouerai lalinea d.n.eflere in potentia quadrupla ala^dellato del
cubo.Conriofia adonca cbe per quefte cofe diete el pentagono fia equilatero e
habia^.anguli eqli epfo fì- raequiangulo perla.^.del s.Seadoncaperquefla
viacconfimileragiO' ne fopra cadauno deli altri lati del cubo {nbricaremo vn
pentagono ct[' laterof equiangulo fé finirà vn folido de.n.fu^ficie pentagone
equilate re eancora equiangulecótenuto.Perocbelcubo.ba»o.lati«Re(ra ora de moftrare
cbe queflo tal folido fia apontocircundato data fpera data cbe cofi aparera
cioe.Tìrinjè adonca dala linea- J.fc.doi (Infide quali diuidi' no el cubo deli
qli luna el diuida fcprala linea.b,K.elaltra fopra la linea.e fvE firap
la«40.del'ii.cbelac5eduiifionedequeffedoifi4perftcie diuida el diametro del
cubo e cofi per conuerfo cbe ep(i fia diuifà dal dieTo dia' metro per eqii. Sia
adonca laloro eòe diuifione fin al diametro del cubo la linea.K.o Un modo cbel
ponto.o»fia cétrodelcubo . Emenlfé le linee o.a.o.n.o.p.o.d.o.r.Efia chiaro
cbecadauadele doiliee-o.a.fto.d.fia fé midiametro del cubo epero fonno eqli. E
de la linea»o»fc.fia chiaro per la«4o.del.n.cbe lei fia equale al.e.K.cioe
ala-i-dellato del cubo» E perche fc.f.fta equale al.fc.m.ftra.o.f.diuifànelponto.lvf
p.b.m,d.q.ex.ela fiia magiorparte fia la Imea.o.lUa quale fia equale al,
e-k.Ondeper la j.dd rj.firannoledoilinee.o.f.f .|.K« Epero ancora.o.f.g.f-P-
Perocbe f.p. Cale'qualiqfrademoftrationenonié extende) fia equale al.K.f.trìplo
in potétia ala iinea.o.fc.Epero ala«i.dellato del cubo. On p la penultia del
*.la linea.op.fia i potétia tripla ala.j dettato del cubo.E pel cordano de
Ia.i4»del.i3.|èmanifèffa cbel jémediametro dela fpera e triplo in potentia
ala.ì.dellato del cubo el qual fia circumferipto dala medefima fpera. On de.o.
p.fia quanto el Jèmidiametro dela fpera che circunda aponto el co- bo
propofto.Perlamedefimaragionerutte le tmeetiratedal ponto o.a cadauno deli
anguli de tutti li pentagoni formati fopra li lati del cubo, cioè a tuttili
anguli qli fonno pprii ali pentagoni.E non a quelli cbe fon nocóialoro
ealefupficiedelcubodoepropriide ponto fi cònio fonno li.;. anguli.n.p.r.nel
formato pentagono. E de qut Ile linee cbe vengào dal ponto.o.a tutti li anguli
deli pentagoni li quali fonno coi ali pétago ni cale diffide del cubo fi corno
fonno nel prefénre pentagono li doi ari guli.a.f.cWiadjiarg cbe loro forino
equali al fémidiarnetro la dif ftnirione epjb fia circùdatoap>onto dala ]
pera a',cgnata.Dico ancora cbtl 1 ato de qfta figura fia linea irrónale cioè
qlla che (è chiama rcfiduo |t! dia merro dtla) pera che aponto locircéda fu
renale in Icngbeaa o"£oin potentia che cofì aparc. C ócicfia cbtl diametro
dela [pera p la.14.del.15. fia tripla in pollato del cibo (ira ellato del cubo
róaie in potiéria |cl dia metro dela 1 pera fira renale in lógbecca o "£o
in pò". £ perla.n.del.is. fia chiaroebe la linea.r.p.diuide la
linea.a.d.La quale lato del mbo.J.p.h. m.d q,. ex. E che la fia magior parte
fia equale allato del pétagono. Eper che la fua magior parte fia rtfiduo
pla.6-del.13 fé manififraellato dela fi gura dieta duodecedró efjere rtfiduo la
q l co jcorpircgulari. . 1 hrideii.5. corpi andicrickeu) cripti rutti apóto
davna medefima [pera dcla qle | peraa noi el diametro folaméte fufpofro
eperdiclodiametrofiperttrouaf. pY'erbi.g. fia.a.b.el diametro de alcua (pera a
noif pofto per lo qle anoi bifogni li latideli s.édicri corpi ritrouare quali
tutti /è intédino in vna medcftma f pera collocati deli quali to cado vno de
lijuoi anguli tochino tutti cioè che apóto dieta (pera nitri ii circudi. La
qua! cofa cofi fnréo cioè .Diuidianìo adóca qfTo diametro nelpucìo.c. I
mmodocbe.a.c.fiadcpia al.c.b. E p equali r.elpóro.d.E fnremo
fopraepfrtelfémicirculo.a.f.b.alacircufrrenriadel quale fé Tirino doi linee
perpmdiculari ala linea.a.b-Iequali fiéno.c.e.fì.d.f. Egiognéo e.con.a.g con.
b.ft.f.có.b. Eglie manififfo adóca perla demonjtrarione dela.15.del.13. che.
a.e.fia lato dtla figura de,4.baji triigulcfj equilatere. E perla
demof!rarionedela.i4del dicroebe.e-b.fia lato del cubo.Eper' la
dernonftrarionedela.rs.che.f.b.fia latodela figura dr.s-bafi rriangu' lari f|
cquilatere-E fia adonca dal ponto.a.Ulinta.a.g.perpendiculare al a.b.e ancora
equale a!amedtfima.a-b.£ gionga(é.g.con.d-e fia.b.el pon tonelquale.g-d.diuideia
circumfrrmriadcl|tmicirculo. Emenife.b.k. pcrpcndiculareal-a.b.Epercbe.g.a.fia
dupla al.a.d.fira perla. 4>del.6*b.
fc.dopiaalfc.d.Perecbefonnolidoitrianguli,g.a.d.ri.b.K.d.equiangu
liperlarregefimafécundadel primo.Imperocbelangulo.a dtlmagiore fia equale
alaugulo.K-deltnonoreperoche cadauno e recto elangulo.d. fiacommune aluno
elalrro . Adonca perla quarta del fécundo.n.fc.fia quadrupla in
potentiaal-K.d.Adoncaperla penultima delprimo.h.d. fia in pot ernia quincupla
al.K.d . Econciofiacbe-d.b fia equale.al.b.d. CPerocbe.d fia centro del
|èmicircu!o, firaancora.d.b-in potentiaquin cuplaal.K-d
Econciofiachemrta.a.b.fiadopia a tutto.b-d.fi cémo-a.Ct cauata dtla
prima.a-b.>adupla.al.c.b.rracra dela fé ainda.b.d. E fra per- la decimanona
dc^quinto.b.c.remantntedtla prima dcpiaal.c.d rtfu- diu dela lécunda. Epero
tutta. b.d. fu tripla.al.d.c. Adonca el quadrato .t.d.fia nonuplo cioè noue
tanto del quadrato.cd. Eptrche epfo era fola- .mente quintuplo al
quadrato.K-d.fira perla fccunda parte dela decima de! quinto el quadrato.
d.c.menore del quadrato.K.d.cper quefro-d-c. rnenoredel.K.d. Sia adona.d.ni.
equale al.K.d. E vada. m.n.fin ala cir-' OKifomria la qual fu
perpendiaiiareal.a.b.egiongaf e.n.con.b.p7"^ e n ciofia adonca
cbe.d.K.fx.d.m. fi enno equali f ranno per la diff.m'tionede quello che alcuna
linea dal Centro ejfcr equidijrantelc doi litueAlJ.g m.n.eqiulmqjte dijUntid*
cé|rp.tp«o eguali fuloro fia.:, parte de n
la.i5,del.^eperla.:.parte'dela.3.deldififo.Onde.m,n.fiaeqUakat.m,K.
Perocbe.l^.eraequaleald.Epercbe.ab.fiadopiaal.b.d.fLK»m.diipia al-d.k. £lo
quadrato. b.d, quincuploal quadrato.d.K.fira perla.rj.dcl quinto, el quadrato
.a.b.fimelmente quincuplo al quadraro.fc.m.poche glie cofi cbel quadrato del
duplo al qdrato del duplo, cornino el quadra to del fimplo al quadrato del
fimplo. E p la demojtratione dela, io. fia manifrffo crii dyametro dela (pera
ftain potétia^ncuplo cofi aliato de lo exagono del cerchio dela figurade.
jo.bafi. Adóca.fc.m.fta equale al lato delo exagono del cerchio delaftgurade.so.
bafi. Pero cbel dyame' tro dela spera qualfta.a-b.fta in potéria quincuplo
cofiallatodetoexa' gono del cerchio de qila figura conio al.K. m . E ancora p
la demoftratóe dela medefima fia mamfrflo cbel dyametro dela fpera ria cópoff o
del la to delo exagono e de doi lati del decagono del cerchio dela figura de.io
bafi.Cóciofiaadoncacbe.l\.m.fìa corno ellato delo exagono. E ancora a.K.fia
equale al.m.b.Perocbe loro lónojirefidui o voi dir remati èri de-
kequali.leuatone le equali fira.m.b.cómo el lato del decagono.Percbe-
adonca.m.n.ftacómo lato delo exagono poche epfa. fia equaleal. K.n> (ira p
la penultima del p'mo e p la.io.del.rj.n.b.cómo el lato delpétago" no dela
figura del cerchio de.io-bafi.E perche p la demoffratióedela.ré. del diflo
apare chel lato del paragono del cerchio dela figura de. io. bafi fia lato dela
medefima figura de.zo.bafi fia chiaro la linea.n.b.effer lato de qfta
figura.Diuidifé adóca.cb.Cqual fia lato del cubo dala fpoffa j pe
raapótocircódato).f.p.b.m.d.q;extranelpóto.p.efialafua magiorpar tt.p.b.fia
chiaro adoncaplademoffratióedelapcedétecbe.p, b.fia lato dela figura
de.12.bafi. Sonno adócatrouatili lati deli,?, corpi anteponi: mediate el
dyametro dela (pera folamenteanoi fpofto.li quali lati fon
noquefft.cioe.a,e,de!apyramidede»4.bafi e,b. lato del cubo, f.b, lato
del.8.baft,elo.n.b.lato deUo.bafi.e la linea.p.b.lato.del.u. bafi.E quali
/ienomagiori de qjli lati deglialtri fra loro cofiapare.Pero cheglùrcbia ro
cbe.a e.fiamagioredel.f.b.perocbelarco«a.e.fiamagioredelarco.f, b»e
ancora.f.b.fia magiore del.e.b.elo.e.b.magiore del.n.b.E ancora di co.n.b.effer
magiorecbe.p.b.Perocbe cóaofiaebe.a.c.fia dopia al.c b. (ira p la quarta deU.el
quadrato.a.c. quadruplo al quadrato- c.b . E p la jecucfa pte del correlano
dela.s-del.6. ep lo correlano dela. i%. del diflo | fia chiaro cbel qdrato.
a.b.fia triplo al quadrato.b.e.Ma p la. n.del.6. el quadrato.a, b.al
quadrato.b. e>fia cSmo el qdrato, b.c. al quadrato.c.b, p^ chela
fportìóedel.a.b.al.b.e.fia corno del.b.e.al.b.c.p la /ècóda par re
de!correlariodeta.s.del.6.0nde£la.rt.deI,$.el quadrato b.e.fia tri' pio al
quadrato.cb.Epcbeel quadrato.a.c. fia quadruplo al mede/imo quadrato conio e
ffato moffrato firap la pma parte dela,io.del.5. el qua drato.a cmenore del
quadrato b.e.E perolalinea.a.c.fiamagioredela
linea.b.e.Eperoa.m.moltopiumagioreegiae manifÉffo perla nona
deltergodecimo.cbefélalinea.a.m.pra'diuifd.f.p.h.m.d.qj.extremafì'
ralajìiamagior parte (alinea, fc * m'.laqual fia equale al.m.n.e ancora
quando.b.e.fediuide|ècondotamedeftmaproportione.cioe.h.m. d.q, extremà.la fiia
magiorparte fiala linea.p.b.Conciofiaadonca che tutta a.m.fia magiorecbe
rutta.b.e.(lra.m.n.quale"fia equaleala magiorparte
a.m.magiorcbe.p.b.laqual fiala magiorpaitedeI,e.b E queffo fia ma' nifè(!operla(ècódadel.i4.libro.laquale|£ncaaiuto
dealcuna de quelle che (équitano con ferma demofrranone fé fòi rifica. Adonca
per la.19.del primo molto più fòite.n.b. fia magioreche.p.b. Onde apare li lati
deli cinque corpi antedififi quafi con quel medefimo ordine che fraloroféfè
quitanocon quello fi-aloro fé exccdinoSolamentequeffo ha laìnflan' tia- cioè
non fèobfèrua tal ordinenel cuboeneloffocedron.rioe in lo S.bafi.Perocbellato
del offo bafiancede allato del cubo.auengachel cu bo afkedaaloérocedró i
fàbrica e fòrmationecómone'.n.aparee none Jénca miffiero. Ondein
lafbrmattóeelcubo fèpponealofrocedró, pche ÈlamedefimadiMi/ionedel dyametro
cjela fpera |»pojfa fé troua ellato. C Un PARS dela
pyramidede.4.bafirriagulartelo Iato del cubo. Fiaadonca.a.e.U' to dtla piramide
magioredelilati de tutti li altri corpi. E dapoi lui fia. f« b. Lato del.s*
bafi . magiore dtlilati de tutti li altri corpi che dappo lui fé quitano.E
nel.j.luogo (equità in grande%a.e.b.lato del cubo • E nel,4« luogo
na.n-b.latodel.io.baJécioeycoceciron.Elo minimo de tutti fia. p.b.lato del
duodecedron cioè del.u.bafè pentagonali. tTDelafportione de difiti regulari
fraloro elor depédéti- 1 1. Auédo intefo lafufjìciétia deli difti.5.corpi
regulari e tuo ffrara laimpofjibilita a ejfemepiu de.j.col modo in loro
dependenti aprocedere in infinito jigue douerdar modo aloro proportioni fraluno
e laltro elaltro eluno e quanto acapacita econtinétia equàto a loro fup ficic E
poi dele in clufioni delùo i laltro e p conuerfo e prima de la loro aria
corporale. fT Lef portioni de luno alalatro (émpre firàno irrattonali per
rispetto dcla nfa $ portione ("opra adufta laqle i loro cópofitioni e
forma tioni |é interpone corno |è detto excepto del tetracedron elo cubo elofto
Cedron pia precisone apontodeforo fportionialdyametrodela spera nel laqle (è
inscriuào porraateuolte (òrje eéreróale ma qlla deloycocedró e qlla del
duodecedron aqri (ìuoglia cóparati mai pò e)(ere reale p la ca* gione difta. E
pero q non mi pare ex.D-alt t o douerne dire perche (érebe crescere elvolùe de
infinite irróalita in le qli più preflolo itelleffo (éneria aconfòndere
cbeaprcdernepiacenalcui fine einfo ffudio (émpre fia intc toequel tato acto me
pare doucr ejfer baff are che in lo pticular nf o tracia to de ditti corpi
cópoffo nellopcra nfa)é detto al qì perla multitudine aluiiurfo coicata tacile
fia elrecorfo.E mediati loro diméfioni i quel luo
gopoffe)cdidolaperigrine«adeliigegni |émpre (ìneporra co lutiltare portarne grà
diletto. Ecofifunilmcte dico de tutti loro depédéti deli qli in quel luogo al quatt
vene ) ónopoffi • Vero e.cbe p la.io. del.i4*la $ por tione del duodecedron alo
ycocedron qn ambe dot 'fieno fatti i la mede (ima spera fé conclude eére aponto
corno qlLfde tutte le fue (ùperficie atut te le fupficie di qilo ifiemi gionte.
Ela.i6.del ditto dici lo ottocedron eér diuifibik in.r.piramidt de altera cqli
che fia para al fcmtdtametro dela spera doue (b)jè fàbricato eie lor bafi fonno
qdrate.El ql qdrato fuperficia le fia fui duplo alq'drato del diametro dela
spera. La ql notitia a noi p ftia mefura afiti gioua cmcdiàterjlla amuolte
altre fèpo deuentre. €TDela,{)portione de tutte loro fuperficie lune alaltre.
J- E loro Superficie ex.D. fraloro (imelmente pojfiamo dire atmedcJTmamodo eér
fporttóali còrno de lor majfa cor porea fé ditto cioè irróttali perla matitia
dela figurapéta gona ebe i lo duodecedró (e iterpone. Ala delaltre pojfào
aleuolteeére reali corno qlte del tetracedron cubo offoce dro n per eére
triàgule eqdrate e note ifportione cólodia metrode labro spa i laqle fi
fbrmaocómo fèueduto difopra. Vero. e.cbe Ia.8.del.i4.cóclude tutte lefupficie
del.u.bafr pétagóe a tutte le fupficie di to.bìfi triàgule cioè del duodecedron
aqlle del ycocedró eére corno qlla dellato delcuboaltato del triagulo del corpo
de.io.bafi qn tutti d'idi cor pi fièno apóto cót éuti cfr.circùscripti da vna
mede) ia spa. El pebe fi me p e cófilétiodapasfàrelarnìrabileconueniétia
fraloro nel le loro bafi cioè et) le bafi del duodecedró eqlledel ycocedró
ognùafia apóto etreu scripta de vrr medemo cerchio corno moffra ta.sdel
ditto.14 laql copi fia de no ta degnaeqffo qfi i la medefi ma spa (irà
fàbricati.E dele fupficie tutte del terraecdró ale fupficie tutte deloffacedró
fiala fportióe nota p lavi4»del ditto.14. cóciofta ebe vnadele bafi del
tetracedron fia vn tato e vn terco de vna dele bafi delottocedron cioè in
féxgteififportionecbtfia qn el magiorcóteneelméore vnauoltae vnterjofi
cómo.8-a.6.e ql!ade.n.a 9. Eia $ portionede tutte lefuperficiedel ott ocedron
ifiemi gic rate a tup te qlle del tetracedron ifiemigiontefia féxqaltera cioè
votato e me^co cS «no fé rjlledelott ocecjrorr fòfjer,$.eqlle.4.che fiaqfi el
magior coterie el PRIMA U méor vnauolta e mecca qri fieno de vnamedefìma
jpera.T tutte qlledel tttracedron giontecon qlle delofifocedron cópongào vna
fuf? fi eie detta mediale comò volela-i5.deidtcTo.i4.E tutte lefKperficiedelo
exacedró cioè cubo fé agualiao al duplo del q'drato del diametro dcla j pera
ebe h? eirciiferiue eia perpédiculare che dal cétro dela-f pera a ciafeuna dele
bafi del dicro cubo |è tira |emp fia eqle ala mita dellato de difilo cubo p
lultia del.i4.cioe)édiclo diametro fb]fe.4, tutte
di£refuperficiefcrtbono.3i.e(è dea ppédiculare fb|fe.i.ellato del cubo
féria.i.Dele qlif portioni e ft^ficie p bauemeapiéoin lopera nra trafilato aqff
o ftenofupfeméto con qlle de li depédéti in tutti modi condiligétia operàdo per
algebra» CEDele icluftoni deli.5.regulari vno in'laltro elaltro in luno equante
fié* no in tutto eperebe. Equità ora cbiarirecómoluodeqfli.s.coipieffériah cioè
regulariluo fia cótenuto dalaltro eqli fi e qlinon eperebe. Ori prima
deltetracedron parlàdo (e mofrra lui né potere peralcu modo i |c receuere altro
ebe lofifocedron cioè cor pò dc.8»bafi triàguleede.6.anguli folidi.Perocbe in
luin jónonelatinebajineangulinelliqlifepofjìnolilatidet cubo ne de |uoi anguli
nefuperficie apogiare i modo che tocbino eqlmé te (erodo che rechiede la loro
Tèainfcriptióe corno la,fùa fórma male alo chio cidemojtra e p (eia iva
nelta.i.de,i$.na tnàifrffo-Ne àco de nitio de li altri doi cioè ycocedró eduodecedró.Q
fi adóca vorréo el dcó ocloce dron i difito.4.bafi o ivo tetracedron ucriuere
Cfio fbrmarei qffo muO' do lo faremo cioè. Pria fàbricaréodifiro tetracedron
corno de foprabaJ biamo ifegnato.El qle cofi fàfib poidiuideremo cadauo fuo
latoper eqli eli lor ponti medii tutti continuaremo co linee refire lù co
laltro elaltro conluo. La ql cofa fàfita ebefia (enea dubio difito corpo i qìlo
aponto ba' remo fituato in modod)elifuoi.6.angulifolidufuli,6.latideldifiro te
tracedron firàno appogiati eqlméte.La ql cofà la experiétia mate rédera aperta
ela.i.de.is.manifcfta. fTCommo difto tetracedro n fé fòrmi e collochi nel cubo.
C. L detto tetracedro nel cubo fé eoltocara in qffo mó cioè Pria faremo el cubo
fécódoli modi fopra dati poma i ca daua dele fùe.6.fuperftcie qdrate tiraremo
la dyoagonate o "ft.diaetro e/ira el .ppo/Ito cóctiifo corno la pria
del.ij» demoffra peroebedififo tetracedron corno fò detto ba.6» I lati
córfidéti al numero dele.è.fùperficie del cubo eqlli vi gào a eére le
jue.é.dyagonali i (ve fùperficie protrae? e,Eli.4. anguli de (3
pyramidefiuégano afrrmare.i.4.deli«8.deldififo cubo.El che ancora la maeffra de
tutte le cofèfanfita experiétia in lor materiali cbiaroel rende, CDelaiclufione
delofifocedron net cubo. ì» Volédo lofio bafi cioè o£f ocedron neloexacedró
forma re.Priabifognanelcubobauerelapyramidetriagulaeg latera fàbricara li cui
lati comò fò detto Jóno li.6.diàetri dele jite bafi.Epero fi cadano de di£fi
diametri per eqli di uideremo eqlli poti medii co linee refile lu con laltro con
giongneremo {enea dubionetfpoffo cubo fra apontolo offocedron formato e ogni
fùo angulo folido aponto fi fermerà nele ba- fi de dicto cubo per la.j.del.ij.
fQa fàbricade lo exacedron nel ofiEocedron» O exacedron o "^«cubo
nelloftocedron fi farai qff omo cioe.Pria faremo dicto ocftocedron fecondo li
docuenti dati difopra i qffo.Elqlcofi formato de ognuna dele fùe bafi
triagnlari perla.s.del.4.troua el cétro. Liqli»S-cétri poicógiongeremovno
cólaltro mediàti-u.lineerecte.E baueréo lo itéto cóclujb. E cadauo deli angoti
folidi del cubovirra afèrmarfè in fu la bufa, del dififo oflocedró corno la,
4-del-is» e4el tetweedró i.lotfocedrór CrXXXVIja 1,PARS farai in qllo el cubo
cóme difopra.e nel cubo el.4.ba|écóme difif oe fid fa fico. t["De!a
fòrrn3tiòe del duodecedró nello ycocedró. . ^["Loycoce.cómojé detto.
ha.u.anguli folidi cadiùocótenutoda.j.an' guli fufjnciali de li.s.fuoi traguli.
E£o auolere i epfo far el duodecedró co uiéfèpria |ècódo bauéo i q|to i)egnato
fare difito ycoecdró e qii coft deli tarile e fu dt| pò (Io de cadaùafiu baja
triàgulaf (ttroui el cétro £ la.s-del 4-eqlli poi cótinuaremo fj,5o.lieerecte
tutti fraloro i nifi eh fi forniamo de neceffita.n.pétagói oguuo oppoftto a
«ritaglilo (blido del difico yco' cedro. E ogniio deli lati de difiti pétagóiftaoppofito
i croci acadaiio de' li lati dddifito ycocedró.E fi conio nel dicìo ycocedró
|òno.u.angulifo lidi cofine. duodecedró jóno.c.pétagoni. Eficòmei epfo |óno.:o
ba(i triàgule cofi i difico duodecedró | óno.jo.angulifolidi caufAti i dificc
bafi mediati difitelinee.Eficómeiep)o)óno.30.laticofii lo duodecedró fon'
no.50.tati a qlli'oppoitii croci còrno e dicìo ebe nino la torma loro mài
jrftacómoanco la.&.del.tycódude. ITDdla collofiatione deb yco Cedron nel
duodecedron» #TQn |é vorrà nel duodecedró lo ycocedró formare pria qllo
rubricare ino jecódo el documéto (opra i q'ffo dato. E de li fuoi.u.pétagói
cbelo co tégàoelcétrotrouerémofoi|ègn3la.i4-del.4.Eqllifratoro.có.3o.linee
cógiogncréoi modo che iepjblécaufaràno.io.màguii e.u.anguli fondi ognuocontéutoda.5.angulifupncialidedifilitriàguli.Deliqlilelorpij'
fife firàno neli.n.cétri delifuoi.ri.pctagói. E fimilmtreqfte fuoi.30. linee fé
oppogào i croci ale.30 del duodecedró /t còrno qlleaq|te (b detto caco p
la.?.del difif0.r5.ape, fTDela fituatióe del cubo i lo duodecc. t .X L F. CTEl
cubo ancora fàréo i dififo duodecedró fàcilméte atefe ebe lui fi fori
ifuli.u.tati del cubo còrno ila.17.del 15, (écótene. Peroct?(cacadauo deli
jbi.u pétagóifolaexigétiadeldiclo|criri.n.corde (é^adubiofè formerà rjo 6,fu^ftcieqdràguleeqlateteeacadauadeqllifirà
oppofiti doianguti folididedififo duodecedró e i.s-fuoifiràno jbrmati.sdel
cuboiferipto i mó che i fuciajcua bafadel cubo vene aremancre la forma quafi
del cor pò (ératilecbe tutto fta chiaro per la.3-dd.15. CTDel offocedró nel
duodecedron còrno fi formi. Cap. XLII. ITScnel duodecedron pria el cubo |èdi(
póga còrno i lapcedétefè dififo fàcilméte i lo difito duodecedró fi
fòrmaraloctocedró.Perocbe noi dita deréo li, 6, lari opoiti del duodecedró ale.
6.fnffrcicdel albo fjcqli cioè ql
lilaticbeqftfà)iocolmoallèratileq[ì.ipótojòno.6.Eqllilor.6-pótime
diiconnuaremo^.c-ltncercfle tutti fraloro i ino che virano acaufàrc.6 angoli
folidi contenuto eia) dìo da. 4,angiiltfupncialideli.4.triàgiilide locrocedrò.
E cadauo tocca vno ddi difih.6.lati del duodecedró e J? con fèquéte fé
manifrffa ej] ere el qfito cóciufo fi còrno in la^.del.is.fecontene. CTDela
indufione deltctracedronin difico duodecedró. Ca,X L III. flT El tetraecdrò
ancora nel mede) io duodecedró |è collocara fé pria i lui fé fori elcubo còrno
fèdicf o e poi nel dififo cubo (è collochi el tetracedrò còmoancora fé
mofrro.Leqlcoféfafilecbcfiéo chiaro apera eére einfo fpofito còdnfo i qfro mò
cioè. Cóc;ofia che li anguli folidi del cubo fé pò fino nelli anguli folidi del
duodecedró. E li anguli folidi del tetracedrò |i férmio i qlli del cubo jéqta
el difico tetracedrò dtbitaméte al,f poflo duo decedróeéreidufocbelanfaexp
ientiailiinàlitjnoicópofliealemàide v.cdfirudie oblati el fa màifc|ro cóla )
ciériftea demoftratiòe dela.10.del dtfico.15. C^dafabiicaddcuboinloycocedron. •
^Formafeei albo nello ycocedró [cpria: qllo fé faccia ci duodecedron
cómodcnàcrdicémo e poi iepfo duodecedró |e (acci el aibo al mó dato.
LeqTco)efafleaJ?era lointétoeéreexpeditopjecofédenàcedctte. Pero che liàguli
folidi del duodecedró tutti cagiào nel ceno dcle bafi delo yco cedrò. E li
anguli folidi delcubo cagiào i li dififi folidi del duodecedron e tjcójèquéteo
interno ftaexpedk'fo.cbe anco dala.ndel.K.cirudecbia rato.
fTDelmòafòmiarecltetrjcedron nello ycocedron.Ca.XLV"» • |£Nóc4ubt0)èi lo
ditfo ycocedró fé fòrmi el cubo còrno cjefopra Hijè- PRIMA i4. vacuo fia
cótéuto da.is-lieeqli cau|ào.36.àguli jttpficiaU.e.ri.folidi.e.s.ba
ibeirciidano deleqli..4.fonno e*agóee.4.rrigóeegla,terecioe desiati PARS mi
mateatocbio tiro réde chiaro e nafet dal peccete udì fìioi lati p terfo
vnifòrmi tagliati, v. vi. gamète |óo dette bafi i tutto fono.n.p niìerotutfe
triàgule.E de qffo no jepo p alcu mó augnare lo eleuato ab) cifo pel defcclo
deli exagói ebe nò fanoangutifolidi.fTDeloexacedró piào folidoo evacuo abjcifo
foli' do o ver vacuo eleuato piano f eleuato ab) cifo- vii.viii.Ca.XLIX. O
exacedró o voliao dircubo piào foli do oT*. vacuo ba. ii .linee o "ft.lati
o coffe e. J4.anguli fupncialt.e-s*folidic sbafi o "fi . jipncieqli lo
cótégano tutte qdrate elatere eancoegangulefimileala forma del diabolico
mftfoal tramétedetto dadoo"^ taxillo.ix.x.CTLo exacedró fca pe^oo^.abfcifo
piano fimilmétefoltdoo'ft' vacuo ba. t4.lmeeqli circa epfocaufdno.48.angulifupncialideliqli.i
4 fono retti eli altri acuti. E bàe.u.folidi e fia cótenuto da-i4.f«pftcte o
"jè.bafi cioeda 6. qdrate e-s.triagule.E tutte le di£te linee | ónocóe
aleqdrate e ale frigo nepcb" qlle .6.qdrategióteafiemi
angulariterdenecejfitacaufàno.s.tna guli fi corno fecero li exagói nello
tetracedró abfcifo. E narci dal cubo ta gliato vnifbrme nella mita de cia?cu
fuo lato corno demojtra alocbio la faa.,p|5a fórma male, xi.xii. fTLo exacedró
eleuato folido o #. vacuo a fuacójlitutionedenecef]ìta cóairrano.36.lineeleqli
fraloroaplicatecau fàno.p.angulifupnciali.e.ó.jblidi piramidali da.4-fupficiaìi
cadauocó Cenuto. E fia ve(fitoda-i4,fupftcie triagulari qli p j5amétenó fono
dadir bafi. E de qlle linee.n.ne fon eoe atutti qlli traguli fupficiali ebe lo
conte gano e circudano e fia cópofto difto corpo de.6.pyramidi latcrar e qdri'
latereextri| éciqlialocbiotuttef£ipfeutano) tcódolafituationedelcorpo. E ancora
del cubo irrijèco fopra elqìe dicTepyràidi|èpofino e fololitdle- fto lo
ymagiapebe alocbio tutto fuffcódf p la fuppofitionealui de diffe pyràidi e di
ql cubo le fue.ó.fupficie qdrate ) óno bafi dediffe,6 . pyràidi cH ) óno tutte
demedtfima altera e fono af coffe dalocbio ecircudào e cui tamétedicìo
cubo.xiii.xiiii. > vacuo, ba.linee.36.cbc fàno.p.anguli ft;pficialicioe.48.fóno
deliexagoni e.i4
deliqdratiecontene.z4.folidie.ba.i4.bafideleqli.s-)ónoexagonecioe
de.6.lati.e.6.neJóuotetragonccioeqdrate.jMadedicTe!iee.i4.nefóno eoe cioè ali
qdrati e ali exagoni. E qlli taliqdrati féfbrmàodali exagoni qn vnifbrmirutti.s.fécontanginocbe
di tutto locbionela fòrmaframa terìalecbiaroalintellec'iolauerita fri nota
Edequeffoancora nonepoj fibile fé fòrmi ci fuo eleuato che vnifbrme fipreftnti
perlo deffèclo fimil métccitliexagoniqualicommodeltetracedronab/cifofb detto
noac i> lido o ver vaeiio.ba,36.Uneede equal longheccae ba.jp.anguli
fùperfi> ciati e.s.folidi pyramidali, E fia contenuto da.i4.fùperftcie tutte
trigone equilatere § equiangulelequali apontoel circundano.Ma de quelle linee
n.ne fonno comune attuti iitriangulidelepyramidi.E queffo tal corpo
ecópoffode.s.pyramidilareratet.iàgulee.qlatereg eqangule de medejì maaltecca
qli tutte de fòreapano.e ancora del ottocedronitrinjccopfola ymaginationeda
linttlletto pceptibile del qleoctbcedron le bafi fonno bafi de le die? e 8-pyraidi.
Como la (òr a /uà materialea noi fa manifèsto. CTDe lo ycocedron piano folido o
ver vacuo e deb abfcifo Jblido over vacuo e delo eleuato folido o ver vacuo»
Ca. LI. O ycocedron piano folido o "# vacuo cotene.30.Unee o ver lati
tutte p/aloro equali e qffo in lui caufàno«6o.angu li (inficiali e.n.folidi. E
anco formano in epfo.jo.tafitut tetriangularicquilatereft eqanguleeciafcuode
diftian guli folidi fon jàcti o ver córenuti da.j.angnli fuperficialì de ditte
bafi rriagufe-cbelafua figura fimilméte materiale
todimoffra.xxiiixxiiii.C"Loycoeedró abfcifo piào folido o"f> vacuo
ba.90.lati o ver liee e fi ba.iso.anguli fiiperficialt.De li qli.no.fonno de li
triaguli ala fiia cópofitione eócurrenti e.6o.fonno deli pentagoni che pur
aqllacóuengao quali tutti fonno equilateri; E qffelinee firmano in tomo diete»
corpo.3i'bafi dele quali.io.fonno exagone cioè desiati eq lie.B.nefonpéragóe
cioè de^. lati eq li. E cadali e in fùo grado fonno fra loro cglatere e anco
egangule cioè ebe tutti ii exagoni fraloro fonno de anguli eqli e cofi li
pentagoni fraloro fonno de angoli equali. Ma li lati tutti fi de pétagoni corno
deli exagoni rutti fraloro fonno eqli.Solo in li angoli fono dtfjèi étti li
pétagoni eli exagoni.E'qffo fi fàclo corpo najci dal pcedéte regulare qfi ciaf cun
fuo lato ne la fua terca pte vnifbrme |é ta glino.Edi fattagli fé
caufào.io.exagói e.n.pétagói corno editto e^o.an goli corporei o ver
folidt'Madele diete lmee.60.ne fon eòe ali exagoni epétagonipcbedeli.io.exagoni
infiemi vnifòrmamétegionridenecef flta càno.n.pétagoni e de qfr o ancora no jé
pò dare lo eleuato p lo defè^ ffo del dicto exagono corno nel tetraecdró
abfcifo e dclo ocrocedron ab f cifo di fopra diSo babiào.xxv.xx vi.JFLo
ycocedró eleuato folido o"fr vacuo i fé. ba.90.liee e. ba-iso.anguli fupficialt
e- iO*folidi pyraidali e ba. eo-bafi o "f! fùpficie ebe lo circodano tutte
triagufari eqlatere e anco egan gule.Ada dele 90.lmee-30.ne fonno eoe acadua
dele fùpficie dele fuoi.ro pyramidi.Efia cópofTo dicro corpo de-io.pyramidi
laterate triagulari elatere g egangulede eqlc altera e de lo ycocedron integro
interiore J> fola ymaginatióedalitellecTo pceptibile eie fue bafi fono
bafifim-lméte de difle.io.pyramtdi- Cbe tutto ancorala ppria fórma fua male
fnapto» fTDel duodecedron plano folido o 15» vacuo edelo abf cifo folido
o~f> vacuo edelo eleuato folido o "# vacuo edelo abfcifo eleuato folido
o "fi vacuo e fua origine o ver dependétìa. xxvii.xxviii. Capitulo. LIT» L
duodecedró piào folido o "fc vacuo.ha.3o>linee eqli o ~f> lati qli
in lui cano.óo.anguli (inficiali e ba.io-aguli jb lidi e.ba.n.bafì o T&
fùpficie ebe lo cotégano e qfre ] óne» turtepentagóe delatieanguli fraloro
"tutti eqli corno ape xxix.xxx*. C"El duodecedró fcapecco o 1» ab)
cifo piao fb lido o "J& vacuo ba.60.lmee tutte de eql lóggecca e ba.no
agoli fùpftciali e bàe-3o.folidi» Ma deli.no-fùpficiaIt6o.f éno de triaguli
e,60.) Óno de pétagoni. Eqlli triaguli de necefjìta fé cano da diffi pétagóì
jéangularmétefralorofécongbino.Cómo in la canòe de qili del retrace
drógocrocedróabfcifìfD detto qli da exagót eqdragolietriàgolifefbra aano ecofi
i qlli deloycocedróab] cifo da exagói e pétagóì comò la figura mal demojtra E
cadano de dtéh angoli folidi fia facto e cótenuto da.4» anguli fùpficiali de li
qli.i.fóno de trianguli edoi ) óno de pétagono co*- currétìad vn medefwno
puto.Etutte le jye linee o *# lati ) óno cóeali ma goti e ali pétagói p che
Ifio e glia! tri ifiemi debitaméie aplicati liio ed ck PARS laltro cioè ti
triaguli deli perigoni eli petagói cfeli tri.iguli.Efi cómctt.u pétagóieqlatcriangularmctc
cógióri fòrmio i dcó corpo.io.rriaguli co fi ancora poff ia dire
cbe.:o.tiiàguli eqlattriangularméte fralor cógionti caufino.n.pétagói
fimilméteeqlateri-Ep qfto apetutte dicielincefraloro eér eoe corno
edifto.Elefupficiecbcqfìoriraidaofóno .ji.Dclequa.iJ. fono pétag 5e elatere {t
eqagule.e.io.) óno triagule pure eqlaterc tutte fi'a loro comò i>abii detto
reciprocamele caufdte. Ei fui material forma ape. E qfto deriua dal pcedéte i
la mita decia) cti fuo lato vnifbrme tagliato. xxxi.xxxii.fEElduodecedró
eleuato folidoo",è. vacuo ba.90.lieec.iso. anguli
fupnciali.cdefolidi.ii.eleuati pyraidali pétagóali e bicàcora.io» bafi pur
corporei exagòi. E ba.óo.fupftcic tutte triagule cqlateref eqangu
le.Madtdic1e.90.linee.K. (óno eòe alc.ii. bafi dele pyramidi pétagóe de le qli
le bafi fimilmétecóuié fièno pétagóe. E ) óno le baje del duodecedró regulare
Stri |èco che ala fu 1 cópofitióe cócorre ql lin telleclo p fola ymagi natióe
cópréde eqffe.jo. linee eoe foto córrào ala caufàtióe deli.io.anguli folidi
dejiffi qli còrno e difto 1 óno exagóali.cioe ebe aloro fòrmarióe co corrao.6.
linee. E forniate dicìo corpo dal dudccedró regulare irrinjèco p diclo e
da.u.pyramiditaterate pctagone elatere § ccjangule edealtec^a eqle.Eleloro bafi
fono le mcdeftmc bafidelointrinfèco vtfupra.xxxiii* xxxiiiì.fli El duodecedró
abJcifoeletiatofolidooTè vacuo.ba.latio'ft.lì
neenùero.iso.deleqli.éo.fónocleuatealacaufatióedelepyramidi péta gone.6o.f óno
eleuato ala cóffitutióe dele pyramidi triagulclaltre.óo. j 5 no baffe lati de
cadaua de diete pyraidi cioè dele pctagone ede triagule . E qfto fi fnflo corpo
fé cópóe delduodecedró tagliato piao in trilèco p fò la ymaginatióealinrellecio
offtrto, E de.51.pyramidi.Deleqli.11.fono pétagonati.dealtcc^a (i'aloro cqlf .
E laltre.io.f óno triagule pur de alteri fraloroeqle Eie bafideqfte pyramidi
fónolcfùpnciedeldicTodLiodece dró trócato refrrédo ognùa ale fuoi cioè le
trigon e ale p yramidi triagule de pétagóali ale pyramidi pétagóe. E cafeàdo in
piaoqffo femp fifi'rma i.é-póteoTv.conipyramidali.Ddiqli coni vnofia depyramide
pétago na eli altri. $.|ónodele pyramidi triagule. L a ql cofà i aie? fufpefo
pealo cbioabfùrdacbefimilpótefiénoavnpo.E qfto tale.ex.D- ede gràdiffia
abffratióe ede ffbnda j eia che cbi itéde fo nò me la) ciara inerire. Eala fra
diméfióe|èpumecófubtilijfimapraticamixie de algebra ftalmucabala ararinota e
danoinclla nra opa bé demoffracóuicpicilimeapottrlaap bédere.E fimilméte qlla
delo ycocedró tagliato nel ql exagoni e pétagót . fé iterpongào ebe tutte le
mefurea|p,fànno. CTDcl corpo de.t6.bafr e jiio origine piào jblido o ver vacuo
edclo eleuato folido o ver vacuo, Naltrocorpo.ex.D.daligiadicTiafdi dirimile
(étroua detto de.i6.bafi.Dap>icipio e origie ligiadriffimoderi uate.Deli
qli.is.) óno qdrate elatere ereffàgulc el.3. fó no triagule eqlatcrefimilméte
ft eqangule. E qfto tale.ba 4S.lati o "#o linee eba,96.anguli fupnciali
deli qU.^i. j 6 no tutti refti. E ) óno cjtli de le fue.s. bafi qdrate
e.i4.fon' no acuti. E fónoqllidelifùoi.s.triàgulieqlatcri.Eqfri 6.jraIoro cóeor
rèo alacópofitióeiepfodc.i4>anguli folidi. Deli qli ciaf cuo eóftadevno
angulo fupficialedel miglilo ede.3.anguli rec~ti.de.5.qdratL. E dele.4S. fue
linee.i4 fónocóealitrigoniealiqdraripocbedcqlli.is.qdratt afiéi jécódo la
debita oportunitaagióti de neceflita nerefultào qlli.s . rriàguli fòrmafificómo
cbedeglialtriablcifidefoprafédetto.E (origine de qffo fia dalo exacedró
vnifbrmc |lcódo ogni fuoi pti tagliato còrno (imitine' tealocbio la fua
material fórma cidemojrn. E fia lafua fciaimolteconfì derationi vtilijfimaacbi
bri laacomodaremaxime in arcbiteérura e que |toanotitiade fuo
fplidopianoeuicuo. xxxvii,xxxviii.frEl Kj.bafi foli do o ver vacuo datato
recaie in |é a fua fòrmatióe.i44.1ifiee le qli frale» 10 Jicódo la
oportuaexigétiaaplicateiepfocaufàno.jss-angulifujj fidali
£,i6.foUduktwtipyrami4ali, Ddiquali,is.f«nno contenuti da>4>an' PRIMA; 16
guli acuti fuperficialicioecadaun di!oro»E.8.fonnocótenutida.j.acuti
£ftacópofìfodiffo corpo de.i6.pyramidilaterate.Delcq[i,is.jónoqdra gule e.s-triàgule
qii tutte di fòie in tomo Jépojfanodalocbio difcemere £ del precedéte.ió.bafi
folido piao intrinfeco p ymaginatióefohméte co prebefo.Ele fìie.i6.bafi | óno
pariméte bafi dele
pditte.zó.pyramidicioe,Le,is.qdràgu[edele,is.pyramidilaterateqdraguleele.s.tnaguledele.s.
pyramidi triagulari.E inqhìcbe modo off o fé getti in (patio piao fcmp in
]u.3.póteo#.cÓipyramidaliftf?rmacbelaexperiétia del fuo màìean' coraatocbio
fatijfara. f^Del corpo de.p.baft piano folido e uacuo. Ra qfTicódecéteméte
ExcD.fiadacoltocareel corpo det to dele. ti.bafi.Del qle einfo megaréfè
pH0nella.14.del fiio.n.apiéo defcriue.Q uefro bécbe babia fùe bafi piàela'
terate e àgulari e di formino e da dire che dakuo deli re^ gulari babia
depédétia ne deriuatóe mafolo fifòra e crea fé códo cbe in dtfif o luogo et
nropfio demolirà, mediate la figura duodecagóacioede.n.latieqli.Edelefùoi bafi
pdi£re.43.fónocj dragule i elatere e i egangule. E fóto bào li doi lati
oppofiti ftrafH ^fo lùo e lalrro polo o voglia dir cono e qli fraloro.E le
altre )uoi.»4.bafi 1 5 no triàgulari in eglatere fimilméte.E di qfie.u.ne}fàno
atorno.Lu dicói c.K.dalaltro.Ecadauadepfèba doi lati eqlicioeqlliche tendào al
poto del polo ifèriore e fùpiore.De qffo ancora fé porrà fcmp formare el fUo
eie uato corno negtialtri f« fcóma pia difòfita delefuoi bafi (èra difficile
fùa fda quatunca alocbio rédeffe no mediocra vagbecca.E caufiriéfé in epfo
p.pyramidi fècódo elnumerodelefuoi.p.baft dele qli pyramidi le bafi jeriéno
lemedefime di q llo.E lui détro ymaginato lafòrma del qle eleua to fi curai fra
qffe màlméte dedure p lafiare la ptefùa ancora alleff ore del cui ingegno no mi
diffido. E qjfo.tx.bafi molto daliarcbitettì fia fi-equé tato i loro difpofuiói
de bedificii p eer ferma afài acomodata maxie do uè occurrefè fiire tribue o
altre volte o voliào dire cieli, E auéga cbe non (émpapóto fé predino in detti
bedifitii tate fàcce pure aqlla fimilitudine Jéregano fquartàdolo jlercadolo 1
tutti modi (icódo elluogo efito doue tal bedincio intedan porre. Alacui
cóueniéria afàiffiimiin diuerfi pti fé' trouaodifpoJfiefàbricati.Cóinodelo
inextimabile antico téplopàtbe on. E oggi dacrijriài nei capo del módo.Larotóda
chiamato fiatnanifè' Jto.Elql cotanta jòlerta iridufrria ede^portioni
objéruantia fò difpofto cbel lue devn folo ocbietto nel fùo fàfligio apto
reliffo tutto et réde fplc dido eluminofo ficientia de di ttcs-fòrme fi coni mo
quella de li.j.eorpi (empiici non potè re per alcun modo efferpiu.efi commo
elnumero de dicli |émplici non fi pò in natura accrejcere.cofi queffe-s.
regularinon e pofjtbile ajégnarne più che de bafi e de lati e de anguli fienno
cquali; e che in f pera collocati toccando vnangolo tutti.toccbino. Perche fé
in natura fé poteffe vnféx' to corpo femplicia|égnareel fummo operici
verebbeaejferffatoile (uè cofè diminuto e Jén^a prudenza da giudicarlo, non
bauendo a principio tutto el bifogno oportuno alei cognofciuto.E per queffo
certaméteenó per altro mojfo comprendo P latone quejte tali commo e diélo a
ciafcu no deli dicTifémpliciatribuiffe cofiargumentàdotcioe commo bnonif' fimo
geometra e pfòndiffimo mathcmatico. vedendo le. 5. varie forme de quefti non
poter per alcun modo alcunaltra che al Iperico tendadela ri bafi e angoli
cornino e dicto equali ymaginarfè ne formare commo in la penultima
del,q.|émo|traepernoialoportunofàducinon immerita' mente argui le ditte
aduenire ali. 5. femplici. Eda quelle ognaitra fbrma dependere.E auenga che
queffi.s-fienno foli chiamati regulari non pero fé exclude la f pera che non
fia fopra tutti regulari $fima«e ognaltro da quel la deriuarjè commo data caufi
dele cau|é più fublimef e in lei non e varie ta a leuna ma vnifòrmita per tutto
e in ogni luogo ha fuo principio e fine edextro e'fmifrro. La cui (òrmaonde |è
caufi qui (èquente ponendo fine a dicìi dependéti lo diremojefùcceffiuamenre de
tutti glialtri corpi oblò' gbucioecbe piulongbi che larghi fonno.
Delcorpofpericolafuafòrmatione. xl. Cap.LVI* Er.moltilajfpera
effatadiffinitachecofklafia. maxime da Dionyfio degno mathcmatico. Pure el
noflro autbo recon fiimmabreuitainlo fùo.rr.la def criuete quella tal de|
criptiócda tutti pofteriori fé aduci} doue lui dici cofi. Ci Spera fia quel
checóteneel vefttgio delarcodelacircu frrentia del merco drcbio ogni voltatein
qualuncbe mo do fé prenda el (émicirculo fermando la linea del dyametro fé
volti atof no eldicloarco.fin tanto che retomi al luogo donde fé comen^o a moue
re. Cioè facto el (émicircu'o fopra qual voi linea (irmàdo quella el diflo
(émicirculo fé meni atomo con tutta fiia reuolutioe quel tal corpo che co fi
fia defcripto (é chiama ) pera.Del quale el centro fia el centro del diflo
fémicirculo cofi circondurrò. dCommo fia elfcmicirculo .cfncTo fopra la linea,
a.b» fncTo centro el ponto. e.e tutto larco (iio fia la parte dela
circunfrrentia, a.d-b.Dtco cbe frrmàdo la diSa linea a.b.qual fia dyametro de
difiro fémicirculo.eql" lo fbpra lei circiiducendo.comécando dal
ponto.d.andando verfo la par teinfèriore e tornado verfo la fùpiore con fuo
arco al di6f o ponto, d. on de prima (é moffe. ouerp loppofito andado verfo la
fùperiore e tornado verfo la fùperiore pur cólarco al difiEo ponto»d. quel
talrotódo1 (nero da; PARS ditto fcmicirculo in fua reuolutione fia ditto corpo
(palco, e fpera ynu ginando corno fé deue cbedifto fcmicirculo grafia exempli
fia vn mc^ p taglieri materialecbealiternon formarla corpo.perocbefolo laico
cir ciidutto noti fa veftigio fiando linea fmca ampicca efjbnditaequeffo a jiia
notitia e caufation e fia detto. Como in la fpera (è collochino tutti
li.s.corpi regulari. In queffa fpera excelfo.D-fe ymaginano futi li.j.corpi re
gulari in qfto mó. prima del tetracedron fé fopra la fua fa pftcie.cioe la fùa
) poglia ouer vefre fé féguino ouer yma ginano.4 poti ecjdiffàti p ogni verfo
luno da laltro.e ql li p.6.linee rette fé cógiongbino le qli de neceffira pa
jfa rànodétrodala ) pera fira armato apóto elcorpopderto in epfrt.E cbi tirajfe
el taglio p ymaginatióe co vna fupficie piana p ogni verfo fécódo diete linee
retteprotratte remarebei-.udo aponto ditto te' tracedron, Cómofacio p queflo
g'iatri meglio feaprédino) jéla difla ) pe ra fbjfe vna pietra de bombarda e
fopra lei fbjfero dt£ti.4-pontt con equi difhntia legnati fé vno lapicida ouer
| carpellino co fuoi ftrri la (tempia p fé ouer ) fàciaffe la) riandò li
ditti-4-ponn a poto de tutta chela pietra are be fncto el tetracedron.
Similméte fé in ditta fap ficie fperica fé legni, s-pó ti equidiftanti fra loro
lim dalaltro elalrrodaluno.E quellicon, u. linee rette fecongiongbino fira p
ymaginatione in ditta fpera collocato el fé" códo corpo regularedetto
exacedró ouero cubo.cioela figura deldiabo' lieo in (frumento dittotaxillo.
Liquali ponti finalmente legnati in vna preta de bombarda amodo ditto. E
quellicontinuati p vn lapicida amo do ebedifopraararedutta ditta balotta a
fórma a cubica E fc in diQafup- ficie |énotino.6.'ponti,pur fecondo ogni loro
cqdifTantiacómofé ditto cbi q1Ucotinuaraouoidircogiogneracon.il. linee rette
fira aponto in di fia fpera fatto el terco corpo regulare detto ottocedron . C
bel fimile fa- fio in fui vna detta pietra ci lapicida duna balotta ara fatto
el corpo de S.bafi triangulari.E cofi (el fi |égnino.u.ponri qlli continuati
per.3o.rette linee ara fimiliter in ditta fpera el quarto corpo detto ycocedron
collo" cato.el fimile el lapicida ara redotta la pkrraal corpo deoo-bafi
trianga lari.E lé.io.ponti fé notino a modo ditto continuandoti pure con.;olù
nee rette fira formato in ditta ) pera. El quinto e nobiliff imo corpo regu
lare detto duodecedron cioè corpo de.u.bafi pentagonali, E cofi el lapi' cida
de ditta balotta arebe facto li medefima forma. Onde cófimili yma ginationi
rutti léranno in l\ fpera collocati in modo ebe lelor ponti arr gulari (iranno
in la fuperficie fperica fttuart e toccando vno deli loro ari' golii» la fpera
fubito nini toccano. e non epojfibile per alcft mó eh' vno tocchi (enea lalti o
qfi dicto corpo in J pera fia col!ocato«E p e} (fa f ria i falli bile porrà
V.cel.ale volte Ccómo noi habiarno vfkto) con.dicti lapicidi
bauerefolac^oinqueffomodo arguado loro ignoraca« Ordinàdoli che de que|Ìfe
fimil pietrene (àcino qualche forma de lati (àrie eanguli equa' li.ecbeniuna
(la fimile ale.s.deliregulari. verbigratia obligàdolia fare vn capitello o
bafit o cimafàa qualche colonna che fia de qnatroo de )éi £cce cqualiamodo
dicto e che quella dele.4, non fièno triangule ouero quelle dele.6.non fienno
quadrate. E cofi de.s-e.io fàcce e niuna fia trian gufa ouer de.n.e niuna (ia
pentagona.lequali cofé tutte fonno impoffibi le.Ma lorocommo
temerariimilantatori dira de far Roma e toma ma ria fé monte* cbemoltiféne
trottano ebenonfànonecurande imparare» centra el documento morale che dici- Ne
pudeatquee nefeiewte velie doceri.El fimile quel carpentieri domandato che
fàrebenon fi trouando pialla.repojé fame vna con vnalrra. E laltro
maràgonedifft la fua (qua dra cjfeie troppogrande per giullare vna piccola
perfuponendo gliango U recti fra loro variarjé» E quello che pojro li doi
vergbette equali in {or' PRIMA 18 ma de'tau. cioè coji.T.m nance ali occhi
fiiot- ora vna ora lattrapitì I oga giudicaua. E altri affai (imili
orpajfonii.Con uno de quefti tali al tempo dela fnbricadelpalacco dela bona
memoria del conte Girolymo in Ro ma in fuapre|énca confabulando cornino acade
di] correndo lafibrica fiandoui molti degni in |ua comiriua de diuerjè fncutta
fraglialtti a quel tempo nominato piflore Meloe$oda Imiti per dar piacere
alajpecula' tione exhortamo Melocco e I o el conte ebe facejfe fare vno certo
capitel lo in vna de queffe |brm e n on chiarendo noi al Conte la difjìculta ni
a fo lo che feda, degna cofà.Eaquefto afénrendoel Conte chiamo a }ecl mac (Irò
e di jf etile fé lui lo fàpefj e fnre.quel rifpojè quefb efl er piccola fncéda
echenauiafàttepiuvoite.Dicbeel Conte dubito nonfbjfecofrt degna comtno li
cómendauamo. Noi pur affermàdo el medefimo giognendo ui apertamente che non lo
fnrebbe per la impojfibilita fopra aducla. E re ' chiamando a )è difto lapicida
C chea quel tempo anco era denominati ) lo redomando |èlo|ncej]~e.A!oraquafi
(beffando furi|é brenta alfi e al non femprefta fnto lo impegnare El Conteli
diflc fé tu noi fai che voto perdere? E quello acorto rcjpojè no male Signore
quel tanto più cba.y» illufirifftma Signoria pare de quel chio pojfo guadagnare
e rima|èro co tenti alegnatoli terni cne>20-di e !ui chiedendo quatto.
Acadccbeguaffo molti marmi e feci vn.o.£-abaco.finaliter ci e ute no lobligo )c
no al da no dele pietre e rimafe ) cornato. Ma no ceffo mai che volfe fape
lorigine delafpofìa.E feppe ej] ere el frate in mó che nò poco racore dapoi
mepor to e trouandome me dixe me|ir mejérionon vi perdono dela iniuria fa
flajénon meinfégnateelmuodoafàrlaeio meli offcrfl quanto valeuo e per più
giorni fopraffando in R orna non li fili vilano. e aprieti de que/
ffeedaltrecoféalui pertinenti. Equelcortejè vol|è che vna degna cappa a fùo
nome mate portaffe. Cofi dico che ale volte fimili a Voffra celfitti dine
forino cagione fare acorti altri de loro errore e non con tante miliari tarie
venirli alor confpeflo quaft ognaltro ] pregiando. Cofi già feci Hie rone con S
imonide poeta.commo recita C icerone in quel de natura deo ritm.El qual Simonide
temerariamente (éobligo in termenede vno dia le j pario fdperli direaponto che
cofÀ era dio ediceuanon effer quella dif iiculta chaltri diciafaperlo. Al quale
Hieronefinito el dicto termenc do mando |ètaueffe trottato quel ditfe ancora
non e che li concede jfealquà to più Ipacio-.Doppo elqualefimilmente li
adiuenne e brenta più ter-' miniinterpofri.quel con^ffo manco intenderne che
prima e rimajé con fi ifo confila' temcrira.Equeffo quanto in la /pera
ajlorolocatione. De li corpi oblonghi cioè più longhi oticr alti che larghi
.Equità excelfo.Dapiena notitia de q'ueffonoftro tracia to douerjéalcuna cofd
dire alor notitia deli corpi oblon ghi cioè de quelli che fonno più longhi
ouero alti che lar gbi. Si commo fonno colónee loro pyramidi.Dele qua- li piuforte
deluneelaltre jè rrouano.E pero prima diremo dele colonneefuoi origine, pof eia
deleloro pyramidì. Le colonnefbnno de doi fncife.cioe rotonde elaterate.fi
commo le figu- repiane.altrefonnocumilinee, e fonno quelleche da linee cume
ouertor tefonno contenute- E altre fonno dette recTilinee.e fonno quelle che da
li neereflefonnocontente.La colonna rotonda e vn corpo contenuto fra doi bafi
circulari equali-e fonno fra loro equidiffanti la quale dal noffro philofopho
nel vndecimo cofi fia diffinita cioè la figura rotonda corpo rea.delaqual le
bafi fonno doi cerchi piani in la extremira e crajfitudine cioè a'tecca eqli
fia el ueffigio del J?ale!ogràmo rc6f àgolo fermato el Lato che cor ene lagol
recto.Ela dea fupficie circiiducla fin tato che la tomi al . luogo fuo.E
cbiamaléqfta figura cotona rotóda. Ori dela colóna rotóda «de la j J?a edel
cerchio fia vn medefimo cétro.^bi gfa. Sia el palelograo D ii PARS
a.b.c.d.cioefupcrrrae quadrangola de lari equidifranti edeangoli retti. E
fermile ellato.a.b.el quale cofi firmato tutto el paralelogramo fé meni atomo
fin tanto ebe retorni al fiio luogo onde comeneo amouerfèla fi' gura
adonca.corporea da] moto de qucfto parai clogrammo de) cripta fé chiama colonna
rotonda, dela quale le bafi jònno doi.cercbi . elo centro fia el
ponto.b.elaltro e quello ebe fn la linea .d.a. nel fuo moto ouer gira
re.elofùocctrofiaelpóto.a.elaxedequefta colóna edicra lalinea.a.b. laql fra
ferma nel mouiméto del parale' ogramo, Efè.noivmaginaremfS
crparalelogramo.a.b.cd.quàdo el puéga co! fuo girarea! fìro.a.b.c.f. co
fi'congiógaal ftto donde comencoamouerfi fecondo la continuatione
dclafuperficie piana; cioè che tutto fia vn paralelogramo. d. c.e.f. ft ebe
babiamo n>enato in epfo el dyamctro.d.e. el qual dyametro ancora.d»
«.firadyametrodelacolonna.Q uello ebe fé dici dela colóna ede la jpe' ra e del
cerchio eflerevnmedefimo centro: (è deue intendere quando de queftifia vno
mcdefimo diametro; verbi gratta» baueme dicrocbe.d.e. fia dyametro de quefta
colonna. A don cala J pera e lo cerchio deli quali el dyametro eia linea .d. e.
fia neceffario che babino vn med efimo cen' tro conio
centrodelapropofTacolonna.Siaadonca che lalinea.d. e.ài' uida la linea.a.b. nel
ponro-g. e. ftra. g- centro dela colonna . Pero chel diuide laxe dela colonna
perequali e ancora el diametro dela colonna {? equali che (è prona perla i6.del
primo, pe. che li angoli ebe fonno al. g, fonnoequali perla-K.del primo. Eli
angoli che fonno al.a.eal. b. fonno recìi per la ypotbefi, Eia linea.ad. fia
ancora cquale.ila linea. b. e. Onde d.g.ftaequaleal.e.g.Ecofi.a.g, equale
al.g.b. E conciona che li angoli c.g.f, fièno recìi )é fopraal ponto. g.fècondo
ci j pacio.d g.e incora (opra la linea, d.e.jcfnciarvn cerchio epfopajfàra
ptrlaconuerftdela prima parte dela trigefima del terc;o per li ponti. c.f.f.
Onde el ponto. g.fia cen- tro del cerchio del quale el dyametro e dyametro dela
colóna. E pero an cora e dela (pera. E per qucfto fé manifèff a che a ogni
paralelogramo re' ciangolo el cerchio »e a ogni colonna la ) pera (è pò circuii)
criuere. E cofi fia chiaro quello che bavoluto'proponere a noi quefto tbeoreuma
del nofrro philofopbo in dieta diffinitióedela colonna rotonda. Delaqua le fin
qua fia fufficicnte e fequendo diremo delelatf rate corno fò,pme)fo.
Delecolonnelaterateeprimadeletrilatere. xlvi.xlvii.Cap. L I X. Naltra ) pecie
ouer forte de colóne fonno detfe latcrate.de lequali la prima e triigula dela
quale le fuebafi cioè (ùpre ma eifrriore;fonno doi triàguli eqdifrati fra loro
faccio (alterca dela colóna còrno la q figurata, Dela qle la balt fupma fia el
triagulo.a.b.c.ela inferiore el triagulo.d.e.f. E quella fimil figura dici
einfo aucToreeffer dieta corpo sfratile e fiafimileal colmo de vn tecro de
vnacafach babia.4.fncce ouer pareti che foto da doi canti el fuo tecro piouatcommo
locbio demo (tra epoffono effere le bafi equilatere e non equilarere. E de
fimil colonne le 3.fitce fonno fèmprepara!elogramecioede.4. lati e rettangole;
fi che di' cTo corpo fératile fia contenuto da-5.fuperficiedelequali,3, fonno
quadra gule eie doi fonno triangule. Deleco'.onnelateratequadri'atere.
x'iii.xlvi. Cap.LX. Eie laterate la, feconda forte fonno quadri'atere e )
on" no quellecbe bano Icdoi bafi amodo dicto quadrangu le
equatroaltrefuperfictc chela circundano fonno purq dri'atereequidiftati traforo
fecondo loro oppofitione. e quefte fìnnlméfe ] onno ale volte eqrilatere
aleuolre i U equilatere |écondo la difpofltionedele lorbafi.peroche de'e figure
piane qnadri'aterercfti'ineefà|ègnano. 4.fort>tluna detta q> drato.e fia
quella cheli lati rutti ha equali eli angoli reciti coturno qui dacanto la
figura. A. La' tra detta tetr.gon 'ongo e fia quella che bali la' ti opposti
equali e li angoli fimelnuote retili ; ma e più .longa ebe larga. tf le )
peciedele colonne laterate poflano in infinito acre j cere fccódo le varietà
dele figt»' rerectilineede più e manco lati.Perochede ogni colonna laterata
con' nengano le fuoi doi bafi.rioe fupremae inferiore de neceffita effere doi
fi gurereflilineefìmilt.cioechcconuégbino nel numero de latichenó fbf je vna
triangola e lairra tetragona.eancora elatere ft egangole fia loro ala
vnifbrmita dele colonne quatunca diuerfamétefneino varietà inep* fé formandole
aleuolte equilatere e aleuolte inequilatere. Per laqual cofà non me pare in
diele pia oltra extéderme ma foto indure a meri .Oria che la loro
denominarionefémprc derina dale bafi.cioe fecondo Jèràno le ba fi.cofi fonno
dette, verbi graria.féle bafi fonno triangulc. commo fb difo' pra nel corpo
|èratile fé dirimo triagulc. E |é firàno tetragone ouer quadri' laterefiran©dicIequadrangole.E|épentagonepentagone.Eléde.6,lari
iranno chiamate exagone § fic defingulif.JWa fièno le bafi di che qualità fé
voglino jémprele fàcce da cia|cuna firàno tetragone reclagoIe.E delu
naedelaltrafinquale lor forme materiati alochio demofbano quello fé diflo al
numero p loro tauta pofto. E anco in queflo difetto in figura piana in
ffpefliuaal medefimo numero corno porrà. v.celfu vedere. Del modo a mefurare
tutte fòrte colónee prima delerotode«Ca.LXJ l. Onueniéteméte ormai elmo afdpere
mefurare tutte fbc' tecolonneme parféponga.aucgacbeapieno decio nelo
peranfagràdenabiam traflato.purfuccincTeqf» vn ceri no a.v.celfirudinelo induro
e prima de tutte te tondeper le quali q)Ta fie regola generale.Prima fé mefùri
vna dele fùoibafi recandola a quadratotjècondo e 1 modo fxima no dal nobile
Geometra Archimede tornato pofro nel fùo volume fùt> rubrica de quadratura
circuli.ein lopera nofrra gràde aducTo co fùa demo (trattone cioè cofi.Trouijé
e! dyametro dela bafà.equello fé multiplkbi in |è del predurtojè prenda
linciceli yndeci cuotordicefimtouer qua D iti PARS ter dedmi.e qnetli
multiplicati per ta'te$a dela colonna queffulrimo prò duolo fta la nwjfa
corporea de tutta la colonna, verbi grana acio meglio
(kprenda-Sialacolonnarotonda.a.b.c.d.lacuialttcfa.ac ouer.b.d.fia io. Eli d
yametri dele bafUuno.a.b.e laltro.cd.ognuo t- Dico che a qua drare quefta e
ognaltra limile fé prenda vno de dtcli dyametri qual |é fia a.b.ouer.cd.cbe non
fa cafo fiando equali.cioe, t,e queffo. t.|é deue mut tiplicaretn(émede(lmo
fàra^.edequeffodico |è prèda li.j^.cbcfonno 38£.Equeffidicofémultiplicbicótra
(altera ouer longbej^a de tutta la colonna.cioe
cótra.b.d.ouer.a.c.có'ponemo.io.fnra,38S.e tanto diremo tutta la capacita ouer
aria corporale de tutta diclfa colonna. E voi dire q Jfo cafo excelfo.D.cbe fé
quelli numeri iportano braccia diche forta fé vo gUainep|AJirano.}ss.quadretini
cubici.cioecómodadip ogni verjb vn braccio.cioe longbi vn bracciolargbi vn
braccio, e alti vn bra$o. corno la figura 3 laterali demoffra.E coft |é difti
numeri iportino piedi tati qua' ti deli braccia fé detto.e fé paflfa paffa.e
palmi palmi.tt fic de fingulir . E re foluendo difta colóna in cubi |é'ne
fàrebe.3ss. E queffa bacialo intéto p jénte.NÓ dimeno ala quadratura e
diméfione de diclc bafi,circulari mot ti altri modi fé dàno che tutti in vn
ritomano.quali p ordine i di#a no (Ira babiamo adufli.El pebefi prèda di&i.
^.cioedele.H.partt dela mul riplicatióe del dyametro in fé in ogni cerchio
fifn.percbeglie trouato co molta aproximatióe.p Archimede cbel cerchio in
cóparationc delqdra to del filo dyametro fia corno da.n.a. 14. Cioè fél qdrato
del dyametro (0ffe.t4.el cerchio (érebe.n.bencbenó ancora p alcun fauio co
precifióe. ma poco variai corno qui alocbio in la figura apare cbel cerchio fia
man co che diffo quadrato quatofónoti anguli dedtffo qdrato cbel Cerchio delfuo
fpacio pde li quali anguli de tutto el qdrato fon li.]vcioedele.r4. parti le.
j. Ele.ir, vegnano a cflere cóprefé dal fpacio circularc.como apa ' re
nelqdrato.a.b.c.d.cbe li fuoi lati fàguagliano aldyametro det cerchio cioè ala
linea.c.f. cbepermeccolodiuidepaffmdop lo ponto, g.detto cétro del diffo
cerchio commonelpncipio del fuoprìmofinarrael pfio noffro. E quef!o dele
rotonde. fTDel mó afÀpermefurare tutte colónelaterate.xlv.xl vi. Ca.LX III.
Oftrato el mó ala diméfióe dele rotóde |ègue qllo dele la terate.Perleqli
fimilméte queffa fia regola generale e co' pcifione.ciocche fempre fé quadri
vna delefuoi bafi qual |é voglt3 e quel che fn poi fé mulripliebi nellaltc^a ouer
longbcc^a dediftacolóna.Eqffo vltimo fduelo apóto fia fua corporal maffa ouer
capacita. E fienno de quante fé voglino fàcce e mai fnlla.Cómo verbi grafia,
fia la cotona laterata te' tragona.a.b.laqualftaalta.io.defuoi bafi
cadaunafia.6.p ogni verfo«Di co che fé quadri p"ma vnade
dicfebafi.cbeperejfereeqlaterefémcara vn dilati in
(é.cioe.6,in.6.fà.36.equeffoapQto fia ci fpacio dela bafd. Ora dico cbeqffo |é
mulripliebi nellaltefca ouer tógbecja de tutta diila colò'
na.cioeinio.fnra.360. E tanti braccia ouerpiediaponto ftra quadra di'
flacolóna.amodocbedifopradelarotódafédiflo.Ecofifè lefiioi bafì fbffero
inequilatere o altramente irregulari pure fecondo le norme date p noi nela
difta opa fétnpre fé quadrino e in lor altera el fduclo |é multi plicbi.Earaffe
elquefitoinfàllibelmenteinciafcuni.'Eperexpeditione de tutte (altre quefta
medefinn regola |é deue féruare.o fieno trigóe o pi' tagone o exagone.onero
eptagone.ft fic de fingulif .cioè che |écódo la exl gentia dele lor bafi quelle
fé debino prima mefurarc. Se fonno triangole per la regola deli triangoli.e fé
pentagone per le regole de pentagoni, e fé exagone fimtlmcte.Detequali forme e
figure le regole diffufe in dieta no ffra opera fonno afjìgnate.alaquale per
effer fàcile lo aceffo per la lor co' piofd multinidine fhmpata e per lumuerfo
ormai diuulgata qui no airo altraméte adurle e cofi a difte colóne porremo fine
e (équedo diremo de lòrpyramidi. C^Delepyramidt ettittelorodfie.lviit. wm
Equità in ordineexcetfò.D.douerdiredele pyramide e lor diuerfita . E pina de
cjlle che fonno dette pyramidi ro tódeepoifucccjfiuedélaltretutte.Eapiena
notìtia dire mo col noflro pbilofopbo nelfuo-n. la pyramide tonda eflere vna
figura fetida e fiati vejtigio de vn triangolo reff angolo fermato vno deli
fuoì lari che contégano lati jol reff o ecirconduff o fin tato che tomial luogo
dóde fé coméjo a mo tierfé e |él Iato férmo fira equale al lato circunduff o
(ira la figura reff ango la.E|élfira piulongofiraacutiangola.efélfira più corto
fira obtufiango la.Eloaxedediffafigura e illato fixo ouer férmo, eia fua bajé
fira vtt cerchio. E chiamali q|ta piramide dela colóna rotódo. Verbi gfa acio d
diffo meglio fàpréda Sia el triagulo.a.b.c.del qual làgol.b.fia reff o e fia
rilatochefifÉrma«a.b.elqualfèrmatovolti|éatorno difforriàgolo fin tanto che
tomi alluogo onde coméjo a mouerjé.Q uella tal figura ado' ca corporea la cjl
fia def criptaouer formata da! mouiméto de qfro trian'
goloediffapiramiderotonda.Delaqlefonnoj.dneouerfpé, Ptrocbe
aftraereffagola.altraacutiagola.Iaterjaobtufiigola. Eia p'ma fé forma qn
etlato»a.b.fèfle eqleaIlato.b.c.Efi3cbe lalinea-b.c.qfi co lo girare del
triàgolopuégaalfitodela linea. b.d.i mócbelpóto.c*cagiafòpra el póto.d.e douéti
vna medefima linea.E qffp féitédecbe lei alora je cógió ga al fito dal qle la
coméjo a mouerjé fécódo la reff itndine. E fira qjTa li' neaqfi lalinea.b.c.d.E
pcbep Ia.3z«delp'mo.epla.s.deldiffolagolo»c. a. b.fia mita de reff o.fira
lagolo.c.a.d.reff o.e pero qjf a tal piramide fira detta piramidereff agola. ma
fel lato.a.b-fia piti légo dcllato.b.c.fira acu tiagola.pocbe alora p la..u-del
p'mo. epla.19.del diffo fira langol.c.a.d. menore dela mita del reff o.E pò
tutto lagol.ca.d.fia menore de reffo e
acuto.Ondiffapiramidefiaacutiigola.eféllato.a.b.fia menore del la'
to.b.c.firalàgol.ca.b.magiordela mita dereffo pla.ji. delp'mo.ep la t9.del diff
o.e tutto.ca.d.ql fia dopio a epfo.ca.b.magi ore de reff o e ob tufo. Adóca la
piramide alora cóueniéteméte fia detta obtufiagota.'E la jcedecjffapiramidcfia
detta la linea.a.b.ela fiia bafà et cerchio deferipto
dalalinea.b.c.coficircuduffafopraelcétro.b. Efiadettaqffa piramide dela cotona
rotóda.cioe de qlla che {ària el paralelogramo che nafcejfe
-rdeledoilinee.a.b.fE.b.c.ftaédofixo el lato.a.bcómo defopra dela colon
rnarotódafbdiffo.eqflo dela piramide tèda efùedrieal^pofitofdtiffà'
;cia.Edelattrefédica. ITDelepiramidilaterateefùediuerfita.xlui.xluit. E
piramidi laterate excel. D. fono de ifiniteforti fi comò le varietà dele lor
cotóne dóde bano originecómo apqo cócluderemo.Map'ma del nro pBo poniamo fua
decbia ratióenel fùo.u.pofta.Doue dici la piramide laterata ef |ér vna figura
corpeacótenuta date fiipftcieleqli da vria in fòre fono eleuatei fu a vn poto
oppofito . Elpcbe eda notare che in ogniptramìde laterata tutte leftipficie che
la circudano ex cepta la fila bafei fé fu leuano a vn ponto el qle fia diffo
cono dela pirami de.e tutteqffe tali fupficie laterali fonno triàgole.eal più
dele volte la lor bafànóetriagola.cómoqin linea
apare.Iapiramide.A.triangoladelaq leelcono.B.elapiramidcDqdrilateraelfùo
cono.E.ela piramide péta gona.F.el fùo cono.G.e cofi feqndo i tutte e meglio i
fùafpria fórma ma poto affualmétein vna dele bafi dela colóna laterata onero
imagtnàdo lo.e qllo cógiognédo p linee rette co cadauo deli angoli reff ilinei
de tal trabafi de diffa colóna oppofita.aloraaponto fira formatala piramide de
dieta colóna da tate fùpficie triagulari cótéuta qua te ebe i la bafà de di tta
colóna furano linee ouer lati, e firano la colonna eia fua piramide da mi
medesimi numeri denoiate-cìoe fé tal colonna laterata /Ira trilatera ouer
triàgula Lapiramide ancora (ira dieta trigona ouer triagulare. e fé dieta
coloni fta quadrilatera eia fua piramide fira dieta qdrilatera. e fé pétagòa
pétagòa.f fre de reli^r.El ebefe màifrffa cònio dinace de diete coiòne la
terate fo detto lor j pé i i finito poterfe meàre |>o la diuerfita e
variatióede leloro bafi recti lineecofidicumodouereaduéiredeleloropiramidilate
rate.conciofucheaogni colóna ouer cbilyndro refpondalafìiapyrami de o fu
rotonda o fui laterata, E quel ponto cofi ne!a fua bafa (rnnato no neeejf
ita.cbe de ponto fìa nel mego de dl£f a bafà fituato pur ebe di quel la non ej
ca non importa.pcrocbe con dtfle linee protracie pur pyramide fi
caufa.auengacbequclla tirate apóto al ponto medio fi cbia mi py rami de recla
auuello.e laltre fé chiamino declinati ouer cbine, S óno alcunal'
tredettepyramidi curte ouer trócate.e fonno qlie ebe non ariuano de pò to al
cono.ma li mica la cima e ( on dette f capecce oner tagliate e de tate forti
fonno quejf e (imiti quante le loro integre e cofi de nomi o tonde o
jateratecómo qui in linee apare la tonda tronca. A- La corta triangola B.la
tagliata quadrangola.CE queffo mi pare/la alor notitiafufjiciéte. £ féquendo
aprefto diremo de loro ligiadra mefùra . ^Del modo e via a fàper mefùrare ogni
pyramide. C a. L X V I • A quantità e mefùra giufra e precifd. ExcelfcD.de
cad-iu na pyramide integra o fia tonda o laterata fé bauera dela quantità dcle
loro colonne in quefro modo. Prima tro uaremo larea ouer fpacio dela baffi dela
pyramide quale intendemo mefurareper via deleregole date difopranel trouarcla
majfa corporale de tutte le colóne e tonde e la terate. E quella trottata
multipli caremo nel axecioealte^ade dieta py ramide.E quello che farà fira la
capacita de tutta la fua colóna. E de que> (fa vltima multiplicatione fèmpre
prederemo el.f'cioe la fua terca parte, e quel tanto aponto fia la quantità
corporale dela detta pyramide e mai (alla, verbi gra.fia la pyramide
rotonda.a.b.c.delaquatela baffi fia et cer cbio.b.c.el cui dyametro e *.el fuo
axe.a.d.qual fia.io.dico ebe prima fi quadri la baffi corno difopra in la
colóna rotonda fò fn£ro. peroebe corti mo fé dicTo dele colonnee dele pyramidi
fièno le medefime bafi eie me' defime altere. Aremo p la fùperftcie dela bafrt.jsi.
qual multiplicato per Iaxe.a.d.cioep.io.fàra.js5.pIa capacita de ratta la fua
colóna. Ora de q> ffo dico che fi prèda el.f .ne uen usi- E qflo fia la
quàtita de diffa pyrami de El pebe e dinotare p la pcifioneaducìa ebe nelle
rotonde a numero cóuengano refpódere fecondo la pportione finora trouata.fàra
ctdyàme tro eia circufrrenria' E p quella de fopra detta Jra.u.e. 14. Le quali
còrno in quelluogo fé diffe nò fonno co precifione ma poco varia p Arcbimc de
trouata.Ma nò refta ql'o ebe diclo babiamo ebe la pyramide rotóda in quàtita
ito fiaapontoel. ~ dela fua colóna rotóda.Bécbe aponto anco ra p la ignoratia
dfela quadratura de! cerchio fe numero nò fi pò jfa con j> cifione
exprimere.ma el fuo.i.e.E diffa colóna fia el fuo triplo. cioe.3,ta todela fua
pyramide.cómofepua p la.g.del.n.Ma le altre tutte laterate p numero aponto fé
pojfanoajcgnare per eflferlelor bafi refitilinee.E cofi còrno dela rotóda fé
fnffo ci fimile de tutte laterate fé debia obfémare pò ebe cofi de cjffe in
la-s.del.ii.fépua che le fonno triple cioe.3.tàto dela lo* ro pyramide. E
quello a loro fùjf iciétediméfionc fia difro. f^c'ómo dele laterate aperto fé
moffra eia/cuna efferefùbtripla ala fùa Captalo. LXVII.
Et!a.6.del.B.ejrce!fo.D.eln?òpf3o conclude el corpo fé* ratileelqualeelaprimafpeciedelecolónelaterate-cómo
defopra fo detto qlIoe)ferediuifibilein»3.pyramidiecjli defe quali le baft
cadauna fia triangola. E p cóféquente el difr o corpo fia triplo a cadauna de
qlle. E con queffa eui déria fé mojfra ogni pyramide efferfubtripla al juo ebe'
colonna. PRIMA ir lincfro ouer eotonrta,E de qua nafci la regola (opra data
cbedela quanti fa de tutta la cotona fé prède el.flaqual cofd nelle colóne
rettilinee cbia^ ro appare.perocbe tutte quelle fonno refolubili in tanti corpi
Ceratili i qua ti trianguli fé po)|ìno le lor bafi diff inguere* e de tanti
fémpre quelle .tali fcnnó difteefj'ercópofte corno ila.s-del.tt.fiaipuato.
Ondela colonna quadrilatera.delaquale la bafa per ejfer quadrilatera |é re)
olue in doi tri angoli jptrabendo in qllalalineadyagonale.cioeda vnàgolo
oppo/ìto a laltro.E fopra quefti tali triangoli féymaginano e anco aftualmente
Jé fe doi corpi (eratili . E pcbe ognùo fia triplo ala fùa pyramide jèquita am'
bedoi quelli ejfer tripli ad ambe due le fùoi pyramidi. Ma ambedoi li fè>
fatili fonno tutta la colóna quadrilatera.adóca le doi py ramidi deli doi
fératili [onno el,f,de tutta diSaeolonna.Equefte doi pyramidi fonno
vnatotaleaponto de tutta la colóna (icommo qllilortdoi {natili jbnno tutta la
colóna.per ejfer quelli le doi parti equali e integrali de dieta co* lonna.Si
che la regola data né pò fàllirep. tutte le ragioni addufte. E fi' tnilméte el
medefimo ejfeff o fé manifèfra ji cadaunaltra colóna laterata comò anco dela. j
. lor J perie detta pentagona delaquale la bafa fia refo' tubile
in^.rriangolieper quello féditfo tutti la colonna in,3.corpi fera* tili.deti
quali ognuno e triplo ala fùa pyramide. e perquejfo tutti, 3. fon
tripliatutte.;.lorpyramidi.equef!einfiemi voglian dire vna de tutta la
colóna.fi coturno li lor.3 .(èratilirefàrtno tutta la colóna.'E cofi el me
defimo in tutte laltre difcorrédo.E la dicfarejblutionede bafi in triigoli in
la.31.del primo fé demoffra . Doue fé conclude ogni figura poligonìa cioè de
più angoli e lati effere Jémprerefòlubile in tanti triangoli quanti fonno li
fùoi angoli ouer lati men doi. verbi gra.la quadrilatera ba.4.an
goli.eperconjéquente,4.latiepfÀfiare|blubile in doi triangoli almaco. cioè ala
menore (ùa refolutióe ebeapare fé in quella fé tiri vna linea reffa
davnodelifùoiangolioppofitialaitro.commoqui inlaftgura fi vede
deltetragono.a.b.cd.elqualfiadiuifo in lidoi triangoli.a.b.d.£.b.cd.
datalmea.b.d.laqualeinlartenadettalinea dyagonale e anco dyame' tro.E cofi la
pentagona fé ref olue almanco in.3.triangoli. cioeperrego' la generale in doi
triangoli menocbenonf onno li fùoi angoli ouer lati laqualcofÀ aparera fé da
vno C qual fia) deli fiioi angoli ali doi altri oppo (iti fé menino doi linee
reScCommo quinella figura.a.b.cd.e. pétago Ita def cripta fia fnfito. Nella
quale dal fùo angolo.a.ali doi oppofiti.c, £ detraetele linee fia refoluta in
li.5»triàgolt.a.b.c.a.c.d.ff,a.d.e.Eogna ria de dictelineenellartefi cbiama
corda de [angolo pentagonico» E cofi leexagonejérefoluanoin.4.triangoli f fìc
in reliquif.Si ebe molto ex' celf o .D.fiamo obligati agli anriebi ebe co lor
vigilie le menti nf e bano delucidate maxime al noffroMegarenfè Euclide
ebeinfiemi ordinata' méte recoljè deli pajfati e dele fùoi agionfé in queff e
excelléti jftme cAfci' plinee fciétie matbematici contante diligéti fuoi
demofTratiói.commo aparein tutto fùo fùblime volume. El cui ingegnonon fiumano
madi' «mojé dimoffra. Maxime nel fuodecimo nel quale veramente tanto lo
extoljèquantoalobumano fiapmeffo euófo comprenderecbepiu alta métebauefle
poffuto dire de quelle linee abffrachfjime irratióali la cui fcìentia e
jfbndifjlma ) opra ognaltra al iuàicio de chi più ne (À. E dele pyramidi
integre quanto al propofito afpecti qui fia fine. CCommo (è mefurino le
pyramidi corte. Erlepyramidicorteouer fcapecjelaloro mefùrafé tro' uà mediante
lelorointegre.alequalicommo lo imperfè cto al fùoperfrcto féreducano in queffo
modo.Primala dieta corta la rcduremo alintera fin a! fùo cono col muo do dato
in la noffra opa ptiblica. E quella tale intera me fùraremo perii modidenanctdetti.earcmocbiaro
tutta fùa caparita qual faluaremo.Dapoiprenderemo la me/ii
ladeqtttltapyrajttideliacbe jb a^iótaala [capeva perirla intera pur co PARS li
modi d3ti.ela quantità de queffa pyramtdefla eauaremodefa guarita de tutta la
gride che jcrbàmo. El rimanete de neceffita viene a eflere la bare nece;|é .Q h
col fùo fol guardo fana e alcgra ogni vifla turbata e veraméte fia ql fole ebe
fcaU da e lumina luno e laltro polo. E ebe più di lei dir fi pò oggi fra
mortali? fé no che la fu fola qete e refrigerio.nó ebe de I talia ma de tutto
el xpia/ niftmo.Qu ella f ptédida ampia magnifica e magnanima a cadaun fé mo
(fra. In qlla emi|èrirordia i quella e pietade.i qutlla magnificentia in ql la
fiduna quarnel-, Pero fi cw macocóueniétia ebe Ottauianoal fuo tépo i Roma dela
pace vniuerfil fi fèjfe qlla el fuo f«icwti)Jìmo de gre a memoria de tate
ifaaincltta cit» PRIMA- ^- Ai- de Milano ha co jmifto.Eqllo ala giornata f
tutti modi acTomarlonó(é réde fina e i ogni fùa oportuna idigéria fiiuenirlo.E
qffo filanto difcorfo £goleftorecbealadulatióenó!atribuefca.dalaqlefip.
naturacómo per la £ fèffioe fo altutto aliéo»Perocbef? diete qdra'
totetragonológoróboeróboideepaltronomeelniuaymefimlealel' muaym. E bcebeogni
figura de lati pari babia lati oppofiti eqdiffanti co mo lo
cxagono.octagono.decagono.duodecagono. ealtre ftmili . non dimeno que!lc-4.fe
bano particularmente aintendere. €Tr>yagonalcp*ncipalméte (éintede vnaltnea
recta tirata da vnangulo alaltro oppofito nel tetragono lógo cbe lo diuida in
doi parti eq i a dfa del q\lrato>Eancoranel rombo e romboide |cvfitarocofi
chiamarla» ■ CTCétropprìaméte fia dicto nel cerchio ql poto medio nel ql
fermando fi pede imobile del (éxto labro giràdo el cerchio fé de| crine co la
linea di età circiifrrétia ouero periferia. E da ql ponto tuttele linee ala
dieta circu frrétia menate fra lorofonno eqli.JVIale vf* ancora in laltre
figure recrili nee dir ceno elpótomcdiodi lorfupftcie.cómoneli triagoli qdrati
péta goni exagói e altre eqlatere e anco eqagole cbe da cbadailo de li loro an'
golial dicto poto le rectef traete tutte fimilméte fra loro (iranno equali,
flTSaetta fia dieta qlla linea recta che dal poto medio delarco dalciia por
tióe del cerchio fi moue e cade a (qdio nel me^codila fiia corda, edicifr
fletta rejpecto ala parte dela circiìfvrétia cbe fi chiama arco a fiinilttudme
dehrcomiterialecbeancbevfàdictiò.nomi-cioecorda.arco.e fretta.
flCEbencbeakiffimialtrt vocabuli fièno vfitatideliqliapicnonela gri doperà nfa
babi arno trac~f ato.nó mi atro q adurli ma folo qf!i ncces|drii ah
intelligétia del pntecompédio a. v.ccl.me parfo adure el qle (è con ta to
numero de carri nò fia condufo.in i non de mcnorefubffàtia e alrifft me
fpeculatiói in epfo fé trattato- E veraméte Excclfo. D.non métédo a v.cel.dico
la fpcculatóede'.i tnathematici non poterle più alto virtualmc te
extéder|é.aucga cbe aloiolte magiori e menori acigino leqtita.E in q
frielnrop'r3oMegaré|éconclu|éetermino tutto ci fuovolumede Aritb metica
Geometria .pportieu e fportióalita in»xv. libri pirtiali difrincto còrno alo irelligéte
fia chiaro. E peronópocagraedignita acre]eera ala voffra pfàt idiguijfima
bibliotbeca c'mo dinifein la nra epistola dice mo.f eflferlui vnicoefolo
ditaleordieemàcópoffo.eaniunfinq (|àl> uoa.vcel.) ituttolo vninerfonoto-E
qui nela iclita magna v?a cita de Milanonó co rnedioaiaff ani dóghe vigilie
fottolóbradecjlfa.edel^» quanto figliuolo mìoimmeritameute peculiare
efìngualrepatronclllu. S.Galeacco.StS.deAragoniaaniunonelemilitari pofponédo. E
delc no|fre di| cipline fummo amatore! maxime ala giornata dela ajfidua jùa
teaionediquel[eguffandolutilifftmoe^iauefì'uc1fo,E(iapconclufionc del noffro
proceffo la burnii venia e debita, reuerétia del ppetuo (cruo de
voftracelfifudineala quale infinitamente, in tutti modi/è recomanda. Q uè ite£
atq, iterum ad vota félicilfime valete Finir adi.i4.decébrein Milano nel nofrro
almo conuéto.M. ccccxcviu Sedete (ùmmopontificeAlexàdro.vi.delfuo pontificato
anno.vii. p7fT-A.li|uoi carij.difcipuli ealieui Cefàro dal fdxo.Cera delcera.R
ainer ì ' fràcefeo depippo.Bernardio eMarfilio da móte.e Hieronymo del fèccia /
rino ecópagnidel borgo San Sepulcbro degni lapicidide fcultura.e ar'
cbiteftonica acuita folertijfimi)éctatori.Frate Luca paciuolo fuoconte' *aneo
ordini; Minorum € fiere tbeologie ffrffor. S . P . D. S fendo da voi più volte
pregato ebe oltrala pratbicade .Aritbmetica e Geometria datoui infiemi ancora
co quel le dar viuoleffe alcuna norma e modo a poter con jcquire el vofrro
dijiato effeffó delarcbiteffura non poffo ( qua tunqueoccupatif fimo p la
commune vtilita deli pienti e i futuri in la expeditionedele
noffreopeedijcipline Ma' tbematici quali (o con ogni f blicitudin e in .pcinto
de loro imp jf ióe) ebe fé non in tutto ma in parte non fati) fàcia ala voffra
bumana preghiera» rnaximequanto cognofeero al p pofito vofTro neceffario. Onde
conpré dojèneadubioCcommenellaltrecommédabiliparti femprevefete con ogni fTudio
exercitandot-e delegati) cofi in quefra con più ardente de/i-' derio fiati
difpofTi.Pero recti flmdoogni altra impfi mi fon mtffo tutto fntijfimo volerueCcomme
editto) almàcoin parte fatiffàrui. Non con
intétoalp|èntedefimilearte;imofciétiaa pieno traétare reféruandomi
colaiutodeloaltiffimoa piucómodi tépi eociocbeatali difciplinefk fpeflano p
ejfer materia da coturno enó da (ioco. Si ebe vipgo ebein' terim con qfto
opando non ve (la tedio lafpecìare del qual ( (e pegio no aduiene) fperoinbreue
Jirete apieno damefeitiffaffij e anco con quella jpmttto dame
pienanorttiadepfpeftiua mediami li documen ti ddnro conterraneo e contéporale
di tal (acuita alt tempi nojrri monareba Mae JTro Petra de fracef chi dela qual
già feci digniffimo cópédio.e pnoibh apfo.E del filo caro quato fratello
MaeftroLoréfo canoco daLédenarat ql medeftmaméte in diclfa (acuita fò ali tipi
fiioifupmocfól dimofTràoJ? tutto lefuefàmoféojjefiintarfìaneldegno'corodel
Sàflo a Padua e fua fàcrefria.e in Vinecia ala Ca gràde cóme in la picTura neli
medemi luo : ghie altroueafdi. E ancora al pfénte del'fùo figliuolo
Giouanmarcomio tarocopare elqlefummamétepatricacómelopefue in Roico el degno coro
i nro cóuéto Venegia e in la Miradola de arebiteffura la degna fbr
teccaconruttaoportunitabeneintefAe decontinuo opandonel degno hedificio
auitenel cauar canali in Vinegia fé manifèfTa. Si ebe ciafeuno di voi ne (Ira
in tu ttofitif fa ctotbencbealprefèntenefciateafL'fJìcientia
bémonitifc.Bencvaleteeavoi tutti merecomando. Ex Venetiij fcal. Adaii.M.D.VII
JJ. Er ordinedel vofTro dtfìderio tirolo infra fcripto modo vidi licet.Prima
ditiideremo larcbitecTira 5 tre parti p*n' cipali deli lucgbi publici ebe luna
fia deli templi ftcri.lal -., trade quelli deputati ala fdlute e defrnfionc
dele piccole g j egradireprb'irbeedelilucgbi ancora prirati e particula ri la
ferca deqnelliala fpria oportunita necefjariideli p' priidomicilii quali ci
bano dalecojé contrarie e ali corpi ufi nociue f m' prea defrndere.Pero che in
quefle e circa, qnefredifta (acuita fu e fw^e ex tendeftc.fT Inlequab
dilerTjfprm mei al pfénte volédo intraretroppo
longofeKbbeelfcefiorejmiandomtcommeediflo.Conciofiacbedeli templi non fénepotria
dir tanto cbe più non meritaffero perforo (aera'
risfimoculto.Commeapimoelnoffro.V'.neparla.Delaltra parte ala de
fènfionedeputatanoummorefarebeeldiretconciofia cbeinfinite quo'
dammodoflmolemacbineedifpofitioni militari. Maxime per li noni modi de artegliarie
e bellici in (frumenti quali dalt antiqui mai fòron ex' cogitari.Deliquali li
noffri ftrenuiBorgbefi a pede e a cauallo al rutto fri risiimi C non cbe a
Italia tutta ) ma fin cbe dela terra el fuonovfci.com mede Antonello qual con
lo bracio de Venitianiinfiemi conio Duca durbino Federico e còte Carlo da
montone i romagna )é ritrouo a remec tere in Fac jael.S. Galeotto.
edoppolimprefddagrauefrbre opreffotor nando a cafà in Vrbmo fini fila
vita.apreffo lui ffandoliel Reuerédo.P. M.Zinipero e frate Ambrogio miei
carnali fratelli del medefimo ordi' ne fèrapbico.Coftui nel reame al tépo del
re Ferando nelimprefa dancoi ni eRagoncfiportandofe virilmente da lu fu fnclto.
S, decafrcllicófùot de)cédenti.Po|ctanellepartide Lombardia conduco dal Duca
France feode Milano done magnanimamente portandole dalli ne fb béremu-
ncrato.Dequeftonaque Alexandre degno condottieri con lo Ree Fio
rentintealtrtpotentati.Queffo Antonello la feio perpetui* temporibus al
conuento noffro fùbricadedegna capella de. S. Francefco con dignisfi ma dote
qual fuoi fucceffori de continuo bano ampliata. De Benedetto detto Baiardo
mioffrettoajfinealieuo de Baldacio dàgbtari fàmofìffi" tuo più volte
Generale capitano de fan ti. prima dclo re Alfònfo in lo rea me.poi de fan£ra
cbiefà al tempo de Nicola, poi de Fiorentini alimpre' fa de Volterra a
expuguarla poi de Venetiani doi ftade e lultima Capita' no detutto
Leiunte.Eandandoalimprefddc Scutaripreuenuto dalfta fo con fuo e mio nepote
Francefco paciuolo. I n ragufa (ultimo di lor vi ta la|ciaro.Coffui feci
dedtéti noffri Borgefi molti valenti contefìabili cioè Gnagni dela pietra cbe
ala definfioni de Scutari contra Turdri frri to nel bracio de veretone toficato
in breue mori. Q ueff o fò quello cri co fùa roneba a vn colpo getto la tefta
de Taripaucrin terra con molti fuoi Jéquaciqual venne con tradimento a Spalato
per amaeare ci conte gen' tilbomo Venetianoe torla terraala.S.dc Venegia.Di
cofTui non baffa ria li carta adirne cS tanta frrenuita fempre|éadop:ro.
Coftuineltépo del con te I acomo in romagna più volte de fé frei experienca
correre a pe de per vn grosfo miglio a paro de barbari e veloci gianetti folo
con vn deto toccando la ffaffa.Di lui rimajé ben puttiino. el degno oggi conte'
ffabile Fràcefcino fuo primogenito qual jémprela Signoiiade Vinegia con
diligente cura e protrinone ba ale uato.eal prefénte la roceba de Trie }Ti li
ba data in libera guardia. E altri fuoifnmofi alenati funelmente la' f ciò.
cioè mefer Franco dal borgo . Todaro degni ffipendiari de Veni' tiani.e
Marrinello da Luca al preferite ala guardia de Cipro. Non man' co |èrebe da
dire del fuo carnai riattilo Andrea . qual manco de fibre al ftruigio
delinoffri Signori Fiorentini, e prima Capitano dela fnntarta deli Signori
Venetian i contra li Todej chi alimprefit de Trento donde a torto acagionato la
Illuffriflima Signoria (éncaltre penedoppo vnan' noecinquedicogno|ciutà
fiiainnocentia eebeera tutto perinuidia li jò fatto lolibero credendoli amore e
conditionegradisfime. e al figliuo lo Matbeo fuperfte debitamente |émpre proueduto
e al prefénte ala guar' dia de Afolo in Bref ciana condegna compagnia depurato.
Elfìmife alalrrofiiofigliuol Giouanniala guardia deGorricca in fi'iuolelafcio
deldegnoalfro conciuenoftro frrenuo armigero da tutti amato . Vico dolci per
cognométo appellato, ealtri afaainellarmi virilmente fémpre exercifatofi e di
queff a prefénte vita con debito bonorealaltra tranflara' ti
.TomandoalnoffroBenedetto Baiardo fimilmenteda lui fòron fàcK li degni
contefrabili noffri Borgbefi cincio de ) cucola con tre fuoi fi-atei
UBucumlodelapegioeCbiapinofnofì'ateUocbea Lcpanfoali fTipen' dii Venetiani
manco.Mancino elongo defèdeli digni cóteffabili. e Bar -PRIMA- ^- 24 telino
ederrata li'arellideBartolmo.ealtriafài da lui fàfti.enon manco dealn-cnationi
amoreuileafàijfimifrrenuiemagninefki. commeMC
lodaCortonacbefottoBagnacaualloali ffipendiiVenetianifb morto e jépulto a
Rauenna.Lalbariofétto.Giouan greco dala guancia al prefèn' teala guardia de
Ariminoperli.S.Venctianideputato condegnacódd ffa de caualli leg ieri e fanti e
capitano in quel luogo. De quefto Benedet ' to ne viuevn figliuolo detto
Baldanconio dato al viuerciuile cólafùa degna madre Helifàbetta. De viui al
prefèrne pur nofìriegregii militari. in tutti modi da diuerfi potentati operati
e conduci i.El magnifico caua' lieri fperondoro mefèr Criaco palamide; e. S.
doffato dal mio magna' mmo Duca de Vrbino Guido. V. qual con linfégne militare
li dono el camello e fòrtecca detta Lametula prò fui; benemeriti;. Coftui perii
no' ftri Signori Fiorentini fèmpre fùmmamente e in reame e in terra de cbte fa
e tomo Pifa. e in Pifroia per le fà&ioni depanciatiebi e cancelieri con
tutta frrenuita portandole dal difto dominio ne fb de continuo benijji'
mobonorato.Auengacbefùoi primiexordii fòdero fottolo illufrrijjì' ino . S.darimino
Magnifico Ruberto de malarefti.Q ual fiando capita' no deli. S. Veneriani
mandato da loro ala defènfione de (Ància cbiefìt co tra el Duca de Calabria e
liberatola in breue mori fèpulto bonoratamente in Sanerò Pietro de Roma con li
doi ffendari publici. cioè de (in Mar' coedefànfta cbiefà.delqual mefèr Criaco
non poco la terra noffradel borgo. S.Scpulcbro ne fiabonorata.laltro Marco
armigeroe canalierì fperondoro me/èrMaftino catani a cauallo fèquédo el
mifriero delarmì honoreajiiiealafùadegnacafrtdelaqual piucaualieri fperódoro
fonno jfati.cioepadre Zeo e Auolo.El magnifico caualieri. Ancora e.S. mefèr
Martino de citadini medefìmaméte data excelfà cafci Fetrre; eba bonora' to.edal
plibato mio magnanimo Duca p fuoi bri memi fàfto caualieri e S.de^cafrello
detto la maffetta.hó de tutto igegno aio egagliardia fèmp da nri.S.Fiorétini
benijfimo tra£fato.£l magnifico mcfér Gnagnirigi altro cauaglieri fperódoro
fémp nelarmi a pede g a cauallo exercitado|è co bonore afài a fé e fiioi e
tutta la terra micio patronato» Or co difto du ca ora con nri. S.fiorétini.or
co lo illuff re. S .da Pefaro.eal pntecó li.S. Venetiani ala guardia de Cattaro
con degna códocTa capitano deputa' to del uro mefèr Mario
de(èrnardiconfuoi,4.degni'figliuoli. Xpofàno Piero.Fracefco.e Troilo.tutti
degni boi darmi el padre fèmp* degno co-' dufteri co diuerfi potéta ti
fiHtrefcbi enfi, S.Fiorétini lonore in (èneérute acafà e ala terra ne ba
reportato elfimileelfuocaroe vnitocófocioMar co dagnilo.Trouafè ancora al
pfénte de fèefuoie de tutta la pria Gnagnì cognométopiconeco fiioi doi cari
figliuoli Andrea e Bartolomeo qui ali flipédii Venitiani co degna códofira bó
de gride reputatióe aprfo lo' rop bauerdifè^ffa egregia expienca nellaimprefà
cótraTodefcbi apref folo Illuffre Duca f.S.Bartolomeodaluiano e Magnifici
proueditori decapo mefèr Giorgio cornaro e mefèr Andrea gritti quali reportado
i fé nato la fùa bona códitióe ne fò co arguméto de condocTa ben remunera to. e
ala guardia de fiume capitano deputato co diffi fuoi figliuoli e Giù' lian
carnai nepote Paulo medefimamétedetano co li nf i.S. fiorétini in fiemi co li
altri réde la cafà e fiioi e tutta la terra illufrre p li fuoi egregi e ce
lebri fàffia Liuorno e altri luoghi oportunide diffo dominio . Lafcio «l
frrenuoconteffabilepurnofrro conterraneo Broncbino cbealimprtfa decitema per li
Vitelli fb morto.e Goro fuo ale faciloni de Piffoiae co' fìel/ùo
Vitellolafciodemànocbeperlinof!ri.S. Fiorentini egregiamé
menteportandofeaPifafottoroncbeelanjelafcio fùavita.Paulo da' pieiancorain Scutariper
li Venitiani con Io prefàto Gnagnidal Bor' jo.e in la Caffellina perii noffri
Signori Fiorentini alaguerradel Di»' ca de Calabria fèmprecon digniffimi repari
fàluofe el luogo bomo per re parieadefi^fdatempifùoifrafàntarianon fitrouaua
vna'.trofimtle.La' feio anco» che p*ma douiuo die Papia e Papo de Padolpbo Jùo
nepote PARS / quali fra pedoni e! padre degno conteffabil e lui capo de badìera
mai jó bif ogno fnffer con li pigri e paurofi cópulfi. Or brcuiter dileftisftmi
miei dela parte prelibata darcbiteitura a dtfénfione publica comme de muri e
antimuri merli mantelletti torri reu.cllini baffioni e altri repari turriói cu
fémittefc Con tutti li già viuiemortidijcorfi ale voltecommeconfà'
bulandoacade.miffo o con luno orcon laitro molto con laexpcrientia oculata e
palpabileaffatigato. Arguendo oraa vnomodoeoraa laitro vdendo loro e fue
ragioni aprendédo e non manco. Conia Illuffre.'S. mi|èr Giouaniacomotraulcicon
lo degno oratoredel Dominio Fioren tinoalora Pier vetori con p|èntia del
Pontano nelpalaccodel conte de Samo in Napoli. E non manco con lo jMagnifico e
degno condottiero S.Camillo vitelli dela cita de caftello legédoli Io per anni
tre el fublime volume del noftro Eudi.E in milano con lo mio a quet tempo
peculiar patrone me|èr Gale ico San|éuerino;epiu volte con lo excelétiffimo.D.
L.M.SF. Finali ter trouamoqueffa parte dcladefmfionceffcr molto prò fbnd i a'i
tempiuofTri p lenouc machine de ai tegliarie.quali al tcpo del noffro.V.non
fitrouauano $ eperoqueffa alpre|mte lajùaremoe con 5tu ampio dire la
rejtruaremo fc, Veffaterca parte de dieta Arcbiteclura ala oportunitae
neceflitaconinìedepalarciealtri cafportioni fportionalita ella fiadi)po fra le
quali cofe a voi e cadauno in tale exercitando|é fummamente jon non
eceffarie.Dela quale benché a pieno explicite non ne parli elnoffro
V.commoalnittoffùpponendola pcroquidifhnetamcnte melforce^ ro con lui
debitamente rendcruela chiara e afta quato al buon lapideo alpeffi p fupofTo in
epfo alquato de diléguo enotitia deli bella ecircino ouerfexto.)cncalicuiinffmmétinonfìpolooffcflocon|équire.
E del no ftro di| corfo ^iremo tre fuccite parti fecondo el numero deli tre
excpli p» (ti in principio de quefropera detta dela dininafportione.Cioepma di'
remo dela bumana .pportione re|pefroal fuo corpo e membri, pero che dal corpo
humanoognimefuraconfuedenominattont deriuaein epfò tutte forti de
proportionie,pportionalita|critrouaconlo detode laltif fimo mediatiteli
intrinjéci (cereri dela natura, E per qffo tutte noffre me fùre e inffrumen ti
adimenftoni deputati perii publici e prillati corrimele diclo fonnodenominate
dal corpo bumano.luna detta tracio (altra paf fo.laltra
pede.palmo.cubito.digito.teffaf e. E co/i comme dici ci noffro
V\afua/imihtudinedobiampropoitionareogni bedificio con tutto el «orpo ben a
fùol membri proportionato . E per qHef!o prima diremo de epf* mefiira haitiana
con fuoi proportioni a fiioi membri fecondo laqua
Icvearetearegereinvoflreoperelapicide maximede frontefpiciieal' tre degne
Sciate de templi porti epallac^i quali femprefécofrumo ador- narli de colonne
comici e arebitraui comme apieno ne dici el noffro. V. Ada perche li fuoi ditti
ali tempi noffri male da molti fonno intefi per ef (ère in vero alquanto
ffranii corno epfo proprio lodice che conffrettida- Io effètto deli artifitii
fòro pojfi per la qual cofÀ nel Juo libro dici cofi . Idi aut in architetture
con) criprionibuf non poteff fieri q» vocabula ex arti» propria
necefjitateconcepta incofùeto femioneadiiciuntfénfibuf obfcu' ritatem. Cu ea
ergo per fé nonfint apertamec pateant in eorum confueru dinenominagc Queffo nel
prohemio del fùo.s.libro de larcbitettura*
Doueinfèrejcicbefelifforiogrannarranolorjtoriabano Ulor vocabti li acomodati
eli poetiloro piedi emefure con loro acenti terminatile. Mmon interuen coft ali
architetti quali bifogna che | fòrjatamcte vfino rocabuli ffranii che
alintelletto generano alquanto de o) curita €c. E feo mi | fòrjaro lor fènfo
aprire in modo quanto alointento afpeff i fia ba/ta te. E prima diremo dele
colonne tonde come in li edifitii le babiate co ti uofrrijcarpeli
debitamétedi|ponerefì perlafòrtecaa fùbffentationede' lobedifitio cóme per loro
ornamento. E poi diremo delo epiffilio o ve roarebitraue efuacompofitione. Deli
quali babiando detto poi lifitua remo i (opera devna porta qua! fia
afimilitudie di quella del tempio de filiamone in Hierufàlem prenunciata per lo
propbeta ejechiei con laltre di/pofitioni.E voi poi per voftro ingegno potreri
più emanco farne* fl["Delia mefura e proportioni del corpo bumano della
tejìae altnfìioi membri (imulJ.cro delarcbttettura. >biam confiderarecóme
dici piatone nel fùo tbimeo tra arando delanaturade (uniuerfo. Idio
plajmàdolbomo li pofè la tejtain lafLmita aftniilirudme dele rochee fòrte je
nele cita acio la fòffe guardia de tutto lo bedefttio cor' potale cioè de tutti
li altri mébri inferiori. E quella armo Je munide tutte le oportunita ne
c^ariecómeaparecó.x.
balefrnerccioe-t.bufiperliquaUlointelleftobauejfeaimprendere le co
fèexterioriequefrefonnoledoiorecbielidoi ochilidoi bufi al najò ♦ Et £ptirno la
bocca • Perocbe commola maxima pbylofopbyca canta ni bil eff. in intellettu
quin pniw fit in fenfu. Onde li (éntimenti humani fon no.j cioè vedere odire
(éntire toccare eguffare. E di qua nafei el prouer' bio literale qual dici. Q
uando Caput dolet cetera membra languent a(ì militudinede ditte fòrtcjencle
cita quando fonno vexate emolefrate da linimicicrmacbin e militari dartegliarie
briccole trabochi catapucie ba-
lif!ebombardepaflauolantifcbiopettiarcbibuficortaldibafAli|cbi.Eal tri
nociui.Tuta tacita ne|énte pena con gran dubitanza defilute. C oft ad vene
atomo qfi elfta moleftato eimpedtto nella teffa rutti li altri mébri
neuenganoapatire.Eperolanaturaminiffradetadiuinitafòrmandolo •>-. mo difpofé
elfùo capo contutte debite proportioni córefpondentiatut' tdaltrepartidelfùocorpo.Eperquef!o
ti antichi confideratata debita difpofitionedel corpo bumano tutte le loro
opere maximeli templi fi- crialafùaproportioneledifponiuano . Perocbein quello
trouauanolc doiprincipalifllme figure (ènea le quali non e pofjìtile alcuna cof*
ope- rare cioè la circular perfèttiffiiTia eoi tute laltre yfoperometrarum
capacif fima cómedici. Dionifio in quel de fpherif.L altra la qdrata
equilatera. E queffe fonno quelle che fonno caivfcte date doi linee principali
cioè. Curua e reSa.Delacirculare fèmanifeffa pendendole vno homo fupino e
adendo beh quanto fia pofjibile le gambe e Imbraccia aponto el bellico fia
centro de tutto fuo pto in modo che babiando vn filo longo abafran p ediquello
fermando vn capo in ditto belico.Elaltro atomo circinan dotrouarafle aponto che
equalmente toccare la funata del capo eie poti E A ; K deli deti medii dele
mani e quelle deli deti grojp deli piedi che fono Co
dicìióìregfitealaveradiffinitióe del cerchio poffa dalnro Eudidenel p'neipio
del fiio primo libro. La qdrafa ancora (è bauera Ipanfi fimilmére le bracia eie
gàbe e dalecxtremita deli deli groffide piedi ale ponti deli deti medii dele
mani tirado le linee re£f e in mó che tanto fta dala pota del deto groffo delii
de piedi alaltra pota delalrro pede quàro dalacia de
lidetimediidelemaniadiitepótidelideti graffi delipiedietaroanco n aponto dala
cima deli difli deti medii dele mani da tuno a (altro tiri do la linea qn
adrito ben fieno le bracia fpàfi e tato apóto fra (altera o"ft longe^de
tutto !bomo fiàdo ben formato e nò móffruofo ebe cofi fém pre|e profùpone cóme
diri ci nfo.V.elfuo riobilijfimomébro exteriore cioè teffa (è ben fi guarda fé
trouera formata in fu la forma dela p*ma figu- ra in lerefle linee ctoetriagula
eglateradifla yfopleuroj poffa per fónda mento e principio de ruttili altri
|équéti libri dal nro Euclide nel primo luogo del jùo pmo libro.JTQ fi dixe
tnangulum eglatei>fùpra datam li neamrectà collocare. La qual cofi q locbio
nellapntefiguracbiarovel dimoffra.Seben ncótomi de tutta difla teffa (e
cófidera. cóme vedete eltriangulo.a.ro.tvdelati eqli formato. E (òpra ellato
fiio.m.K.fntto el te tragono longo.fc-m. j .b.largo quàto ti
catbeto.a.alabafA.m.fe.qual per non oflifcare el nafo cólertara la] ciai.Eqffo
lato.m.K.quat f>a tutto el fio te) pitio de difta teffa fia diuifo in tre
pti equali nel ponro.l. etermino de le nare del nafo. In mó ebe tanto
fia.m.l.quanto dal.l.a diéfenare. E da dicrenare al.K.piano del mèro
cbecadaiiafiahterjaptedel.m.k.Onde dalinfimo dela frontecauodctnafo.l.alceglio
fin ale radici de capelli, m. cioè fin alacimadela fronte fia el terco de diclo
lato.m.fc.ftcbelafùa fronte fia aponto alta la terca pte de tutta la teffa el
nafo fimilméte nefia laltro terco.E da dimenare fin al pian del méto.bo
ife.fc.ne fia vnaltro terco. E qff o vltimo terco ancora |é diuide in tre altre
pti equali ebe luna ne fia dale nare ala bocca laltra data bocca al cauo del
rnéto la ter^a da di ciò cauo al pian del mento. fc. I mmó ebe cadauna fta el
nono de rutta m.rvrioe el terco de vn terco bécbel rnéto alqto deuii dal $ filo
dela fncia m.k.cóme vedi de|ègn3to in diflra figurala cui quantità a noinó
enota preci|é ma foto alla li egregii pictori lano dala natura referuata ala
gratia. e albitrio delocfno. E queffa fia vna fpé dele £porrioni irrationali
qua! J> numero non e poff ibile anominare- El funile fediri
deladiffantiadala radice deli capelli 3la fine de langulo.m.quale ancora al
quanto da cjllo fé di) coffa cóme vedi che altramente nò bauerebe gratia
alocbio. Eia p» pendiculare.ao^».catbeto aponto fia direte ala tomba del nafo e
taglia el pfilo.m.K.nel mec^o precife neli bn .pportióati edebitamete di fpoffi
e non monffruofi. E queffe pti narrate finora al fiio £filo tutte vengano a
effere rationali eanoinote.Madoueinteruenela irrationalita dele pio portioni
cioè ebep aldi mó non fé poffono nominare pernumcro reffa Uno a! degno arbitrio
del pfpecriuo qual con fùa gratia le ba aterminare. v* Perocbe Iarte i mita la
natura quanto li fta poff i bile. E (è apóto lartcfirio fàcejje rjllo ebe la
natura ba fncro non fé cbiamariaarte ma vnaltra natii ra totalitcrala prima
fimilecbeverebe a effere lamedefima-Qu effo dico acio non vi dobiate
marauegliare fé tutte cofé aponto non rfidano ale mani delopeftce perocbe none
poffibile.Ediquanafcicbe li fiuti dica nolefcieedifciplinematbematici effere
abffracre e mai aéfualiternóe pofflbileponerleineffeviftbili.Ondeel ponto linea
fùperficie e ognal' tra figura mai la mano la pò formare. E benebe noi cbiamamo
ponto qt tal fegn o ebe con la ponta dela péna o altro (filo fi fari» non e
quello pò poto matbematico da lui diffinito cómenclle prime parolledelifiioi
eie menti ci nro Euclide d'.ffìni fri quado dice. flTpiictuf eff cuìuj par? non
eff.E cofi diciamo de tutti li altrijprincipii matbemarici e figuredouer|c intenderleabffracìe
dala materia. E benebenoilidìciao ponto linearle. Lo fnciamo perche non
babtamovocabuli più proprii a exprimer lor co cepti et cetera.E queffo baffi
quanto alaproportionatediuifionedelpro' filo dela teffa butnana debitamente
formata laf dando ci fupflHO ala gra tiadelopeficecómela tomba del ceglio e
poma del nafo benché dalena re a dieta ponta comunaméte li fé dia el nono del
profilo pur aponto no fèpo terminare con proporrionc a noi nota cóme de jópra
del mento f» detto. Ideo ft e. f[D eia diflantia del profilo al cotojeo de
dieta teffa cioè al ponto.a.qt cbiamao cotono edcle pri che in quella fé
interpongano ocbio e oregia, IL Etto delirilo dela teffa bùana
c'fuediuijioniinmaieffa requifite. Orafcquentediremodeleproportióidelocbio ede
loregia. Onde acio |è in renda nro dire prima diuida' remo la largej^a del
propoffo tetragono.) .K.fimilmente in creparti equali cómede fila longcoja fo
facto . E diuijò m.f.in tre eqli luna fia.m.o.laltrao.q.la terca.q.f.Epoi apiu
chiara voffranorittacadaua de queffeter^e divideremo in doipar ti equali neli
penti. n.p.r.E eia) cuna depjéfia la fexta. parte de rutta dieta
largec^a.m.).Equeffeancoraporremo jubdiuid^rein altre miraeférebo no duodecime
del tutto e queff e tali ancora i altre doi equali pti e ognu na feria. la
vigefimaquarta del tutto.E cofi ponemmo andar quàto cipia cidiuidendolo in
parti note a noi fecondo magiore eminorlargecja. E quante più parti fi fa note
tanto fia più comodo al .pfpeffiuo pero ebe meglio vene con locbio aprenhendere
la quantità dela cofi. ebe voi por reofuteffaofiacbealtracofàfévoliacómeanimali
albori bedifiriife. E per queffo lipiftori fé bano formato certo quadro o vero
tetragono 15 go commolti fotili filitirati de citerà 0 jéta o nerui grandi e
picoli com- me alorparemlopere che bano adifponereintela taulaomuro.Douc (òpra
la propria fórma ponendo detto tetragono equello ben fa-maro efi non fi pojfa
per alcun modo «oliare fralui eia cofa che intende retrarela
qualcofamedefimamentebifognacbelafiaben fermata fecondo elfito ebe la vol(àre.Eluipoi|éaf£ttaalcdererittoingcnocbioni
comme me glio li pare (fare acomodato e col fuo diligente ocbio guardando ortj
^cjr la quella cofi confiderà li termini de quelli fili comme refpondeno per
longo e largo jópra dieta copi . E cofi loro con ftio jfilo lauanno fé' gnando
in fòglio o altroue proportionando liquadreti dediéto tetra gono per numero
equantitamagiorcomenore a quello e [botando fbf mano lor figure quali poi
veffano dela gratia vifiale, E queffo tale in " finimento fiadietodaloro
rete. Comme vedite qui in la teffa del qua' lein|frumento qui non curo poner
altra forma peroebe fàcil fia per le co fi dette fuaaprehenfione. Ora tornado
al noffropropofìto dela teffa tro uarete locbio col defotto e [opra cilio dele
palpetrecomunamtnteeffere altoel fexto de tutto el profilo. m.K qualenó fo
curato con linee ofùjcar' lo ma voi con lo voffro fexto facilmente lo trouarete
e altre tanto largo Lorecbia Jé ben guardate trouarete ejfer alta quanto la
longbecca del na focioeeltercodedictoprofilo.ElargovnJéxtodela largherete detto
tetragono.m.f . eia magior fùa ampioecafia diametraliter fral cotono e gobba
delnafo aponto fuper lo catbeto.a.terminata defotto ala ponta del nafo e
principio dela guancia.El collo fia li doi terridela ditta lar- gbe^a.m.f.cioequanto.o.f.ecofi
refponde la ponta del petto enodo de la gola.Lo occipurto cioè amodonoffro
lacicotola exeede dieta largbe fi adrieto per doi terri del fuo fexto cioè per
vn nono de tutta.m.f .el uer lice cioè la cima del capo excede la radice di
capelli palo jéxto de dieta tn.).in altera cioè fin al ponto . p, qual fia el
jùo mejjo . Laltre parti poi vanno degradando proportionalmentealor contorno
dal.p.al.o. n.m»àgulo del tetragono dinàce e cofi drieto dal di£fo.p.aLq.r.f.có
qlla E ii gratta e arbitrio che del méto e radijé'de cappelli jb detto fcódo
loro. Il rationali proportioni cioè in nominabili peralcun numero e fiioi parti
integrali. E quefto volio baffi quanto a rutta tcffa o ver capo e fequendo
diremodediftateflaatnttoelcorpoefuoi altri membri extet iori la fua debita
proportioneaciof>o quella pojf iati miglio formare voffrilauori. €TDela
pporrione de tutto el corpo bumano cbe fia ben difpoffo ala fiia teffa e altri
mébri fecondo fra Iongbecca e larghe^, capi. IH. I fcorfoafùfpci enfia la
pportióe dela teffa ale fue pti ej'fen tiali de la fùa largherà enfilo ora
diremo depfk teffa fua babifudie refpecÌEoa tuttof o corpo e altri mébri
exterio ri acio più fàcilmente fi poffa proportionare li voffri la' uori maxime
dele colóne a fcffcntaméto de U»r pcft e ve nuffa delor fito nelli bedifitii
poff e cóme defotto de loro fé dira abaffanca deb intento auoi . E pò diciamo
cóli antichi maxime nro.Vlalongbec^a tutta del homo cioè dalepiante de piedi
bafé depfà corporal majja. Effer cóamentedieci tanto cbe dalmento ala fimnta.
de la fronte cioè dala radici de capelli ft cbe difto tefebio cioè loflb depfi
altera fia la decima partedefiia a'tecji fine ab futilità de ditìa fronte. 1
quefTa altera comunamétt dati piftori e flatuarii antichi fé prende per vna
teffa in loro ope cóme p ffatue e altrefigure in roma la expien^a |èm
preciadimro edecórinuoliiiricótuttadiltgétia elmedefimodemoffra no. Eie difte e
mfure acio ito fé equocbi fémp' fé intédio del puro offo net" todale carni
cofi del capo còrno delaltreptialtramcntelecóe rego!e|ére bono fàlfe poche deli
bomini alriiifónocorpuléti e bé pieni de earni al" tri macri emaciulléti
cómefivede. E p qffo li antiq jé | óno tenti alo jfo co meacofàpiufmnaemàco
varyabile. Siche p teffa cóamentenelnfo;p ceffo fé habia aintéder apóto tutto
elpfilo.rn.fc dirige aduflo. Altre tati to apóto fia la palma dala mao dela
giómra cioè fin del cubito ala extre' mita del detto medio ql fia vna tefta e
pte decia de rutta la ffatttra amo" do diclo. L alteri de tutto ei capo
dal pian del méto fine alacima dela te ftaeioealponto.p-fìaloclauTptedefurta
fua altccc/i copiatoci laò'tita delaradicidi capelli fin al
fuol&ticefupremo.Dalafumita del petto fine ala rad ce di fitoi capelli cioè
dal.g.al.m. | .fia la féxta parte del tutto e da dieta fumita de petto fin
astice cioè al .p. fia la qrta pte de tutta fua alteg $a.La|iia bocca cóme
defoprafbdicro fia alta la terca dalmento alenare del naffi. Elnafo altre tato.
El fpacio tutto dala fine del nafo ala radicedì capelli fia difiEo fróte cbe fi
a iltra el terjo de tutto filo $>filo. E tutta la le» gbecja del pede cioè
dal calcagno ala pota del deto grò j|b fia l a féxta pte de tutto el corpo cioè
quato dalafumin de' petto al ^fice del capo. E tut to el petto fia la qrta pte.
E qffo tutto aflr? a el nro.V.douedice de fiera rtìediu cópofìtìóe qfi dteii
qffaguifd v5.Corpu?.n. boiata nàcópofiiit vtiot capiti taméto ad fronte fuma
ftradic«ia?capilli eét decime pti?. I té manuf palma ab articulo ad extremu
mediu digìtu tatù dcm. Caput améto ad ffimu "jeticé ofibue cu cernici bus
imi?. A ) Omo peflore ad ias radice? capillo^ féxtead jììmum lóticem qrteipfiw
autori? altitudini* tertia efl pf abimo mento ad ima" n ìre;.Nafùjab
imimaribuf ad ftnem medium fupciliomm tarundem. Ab eafinead ima? radice? capi'li
front efficit.Itemtertieptu.Pef ivo altitudini? corpowjexte. Cubituq.quar'
te.Peciuritem quarte.Reliquaquoq.mébra fuo-" hnt cómenfiir propor'
tioni?quibu? étanriq pifloréff fratnarii nobile? vfi magai? f infinita* laude?
flint affetuti. Similiter vero fàcnv editi membra ad vniuerfiim
totui;étmagnitudini?fuiiiamexpirt'br?fingnli?cr!nuenient:frJmum debent babere
cómenftim reponfimi. I tem corpori? cétrum medium na' turaliter eflvmbeliowf e
cómedefopradicémoaKgnando cóme lui an' corainqueffafncirculo equadrato in dicro
corpo bumano f?c. Quelli cbeindiccipartidiuidinao diff a altera lacbia mattano
effer duùfiifc' condo el numero perfètto dicendo perfetto el numero denario per
le ra -PRftMr 2 *7 gtoni in .opera noffra grande adufte in la difftnff ione
prima traffaM» fecondo quoniam num ero denario omne* pbylofopbi fùnt cótenti
cioè del numero deli.x. predicamenti inliqualitutti conuengano al quali! greci
dicano.Tbeleonperocbe video chela naturainlemanie in li pie di ba fìiSo.x.deta
e per quejìb corri me dici. V.noffro ancora piaque. Al dittin pby lofopbo
Platone nato date co/è {ingulari quali apre jfo li greci fónodifte.Monade* cioè
amuodo noffro vnita.E queffo fecondo li na turafi.Mali matbematici cbimano
numero perfrffo.el Jcnario primo el »8«el fecondo gc.Cóme in difitanofTra opera
dicémoeper le conditiói cbe nellultima propofitione del.9.libro el nofrro.
Euclide dici in queJTo mó,|]~cumcoaptatifùerintnumeri ab
vnitatecontinuedupliquicon' iunflifàciantnumemmprimumextremur coram in
agregatum exeif duftus producit numerum perfrflum . Onde per que|fa
confideratione gionféno in fiemiel .x.el.6. cbe fanno «té. cioeelperfèSo
pbylofophico elperfccìomatbematico.é.ditalconiunflionenerefultavn ter$onumc
rocioe.tó.e queffo cóme dici .V. locbiamano perfèfitiffimo per cbelfia compoffo
e fnfifo deli doi predifif i perfètti, L a qual denominatione I o non ardefco
biafimare mabenefccondonoi vnaltra caufà matbemati' ce procedendo li aduco cioè
fé pò dire perfrfitijjimo ratione quadrature per cbe epfo fia el quadrato del
primo quadrato qual e.4,cbe fia cenfo j5' mo fé ciuffi la regina de tutti li
numerivnita.Elo»i6 .fia fuo quadrato cioè cenfo de cenfo cbe apreffo le loro
non fia abfùrda f e» bafàméto f o alcui.Dico cóme difopra douer
fépportióareognimébro decadaiio bedifitioajtuttodi' filo bedifitio cóme cadau
mébro de ibó a tutto Ibó fia fa ero el qual la natura negliocbi per exemplo
ciapoffo • E acio li vocabuli ffraniicómedenanceper.V.edifiFonon vi generi
nella mente obfcurì' taaleuolte chiamandole Ioròchealetiolte.Doricbe e
CorintbcSapiate E ni' / et- -ir* feVtA Wv» Se 8 - 5 ni 1 che queff i nomi li
fòron dati dati antichi 'fecondo le patrie doue prima fòron trouate I onica
dali ionaci . Corinta da corinti Dorica .fumi" mente. E aleuolfe (èderiua
el vocabulo dal nome del primo inuentore. Or queffo non ve dieno noia, Perche
Vi£fruuioapicno lo dechiara pe' ro qui troppo non curo (fenderme . Douete
confiderai fi comme nella noftra religione cbriffiana noi habiamo diuerfi
fancìi e finétete acadan no li damo eatribuimo fuoi fegnt e infframenti fecondo
li quali loro ba no militato per la fède. Cornino a fanGeorgio Ianni lancia
corafu elmo fpadaecauallo con ftittaarmadura.Elfinùlea fan Mauritio eaftinclo
Euffacbioeali Macbabeiffcetera.Eafanéra Catbcrinalifeda larotap. che con quella
fb per la fède incoronata Afancìa Barbara latore douefo Incarcerata. E cofi in
tutti fancìi e fanéfe difcorrendolachiefia permette
alormemoriacbenegliocbino|friainflamariÓedela fànftafède elfimi ledobiam
fnrenon curando de tiranni cofa alcuna quoniam verberacar nificum non
timemntfdncHi dei. Cofi aponto fecondo loro erranti riti a
loro.Idoliediilifàciuanootaa vn modo ora alaltro qualche ornarne to |ècondo la
fórma del fuo cffe&o introfèi Templi e colonne cbiaman '. dolee
babtijadoledalor nomi ouer patrie douepma ebero origine. (co me |è dici
neiligefli deromani cbeFabiujfb detto afnbi' e altri dici che fa be fbró dette
da fnbo.E cofi fé leggi deapio che fòjfe ditto ab apii j poi cri fi m in giano
e a Itri vogliano che apte cioè ditte pom e fòjfcr dici e da 3' pio che primo
le'portaffé in quelle parti § cererà. E cofi acade in queff i ra.
li)efjiciuanotaleoperevnapiuadorna de laltra fecondo la probità di quel tale o
quella tale in la qual ffrenuamente fera operato . Comme a Hercolea Marte a
Cioue f cetera. A diana a Mineruaa Cerare (fa fera. Comme de tutte apieno dici
el noff ro Vituurio. Onde tornando alo itt tentonoffro li Antichi
coffumauanodiniderc [alterca dela colonna to' da con tutta laltcc^a che
intendiuano fare con fuo capitello in oclo parti equali. E da poi ditta medefimaaltBJca
ancora la diuidiuano in diccipar ti equali. Eluna de queff e cauauano dela otf
aua che li re frana aponto el quarentefimo detutta ditta altera cioè dele
quaranta parte lua cqueffa teniuano per abaco del fuo capitello comme auete
itila figura poffain principio de tutto queffo libro notatadiefa altera
dabato.l.n. onero, m. . o.qualealeuolte fia ditto damodemi cimacio. Edel altera
de tutto el decimo fnciuano la campana ouer tamburo o vogliamo dir Caulicolo
cbel medefuno in porta fin ala gola ouer contrattura dela colonna fupe'
rìore.Comme.t.g.ouero.m.b.cbetutto quello fia ditto capitello con lo fuo abaco
ala fùmita de ditta campana li fé dici voluto qual refponde
in.4.angulidedictocapitelIo comme vedete la ponta.Lela ponta.m. Dalun corno
oueroangulo de labaro ouer rimario alaltro fia dicrote* trante cioè quello j
patio che e fra luno angulo e taltro cioè, n . o . che in cadauno abaco
fonno.4-tetranti. Nel cui mecro per ornamento |è coffu ma farli vn fiorone
orofà o altra fòglia cioè vna per rretantee cbimafé ocbio del capitello. Queffi
ferranti fi formano in queffo modo videUcet jéprende el diametro dela
contrattura defòtto cioè de quella gola che pò
fdinfulabafàdefottoequellojèdopiaefnffediagonaledc vn quadrato fìtuato nel
cerchio aponto. E quel tal quadrato aponto 'fia labaco de di' cJo capitello, El
fuo ferrante (è fa cauo verfe el centro de ditto quadroo uer tondo curuandolo
ci nono dela coffa del ditto quadro cioè curuato fin al fèto de lochio fuo in
fronte, E queff o fé adoma or più or manco |é' condo chi fa e chi ordinala
fpefa con vno e doi abacbi foprapoffi conv me meglio li agrada alibito |éruando
ledebìte propoitioni de lor gra' damen ri quali fémpre féprofupongano féruati
inogni difpofirionedegra dandoli cioè amenorireducendoli e augumentandoli cioè
credendoli amagiori fi cóme in le difpufitioni de tutti li modelli cheprima fé
finno fecondo li quali de necefjìta bifogna che larcbitecfo el nitto in quelli
con tenuto fdpia ala vera fàbricaapltcarcf cetera.Equeffo baffi quantoafuo
«HMrV~5 7B 'capitello qual fia deta corinta.
f^SequitadirdeUlongbc^egrojfccadedicTa colonna» Cap. V. Anfè difle colonne
rotonde alte alibito lacui altera (è di nidi
in,6.equalipartiealeuoltein.8.e.t.cómedefctto in tenderete.elunafta diametro
delafùacontracìura infèrio re cioe.e.f4a qual contrafifura inferiore deuejfer
tanto più dela Superiore quanto elfporto del trocbiloin lafùpcrùv reX'ioe che
la conmififora deferto (ènei fùo trocbilo de' ueffer le altre tre fé diutdao in
doi ptieq'li che liìa fia el toro infè fiore. c-d.laltra la [cotica f.có lefue
qdre da greci diffa trocbilo . Auéga ebe
trocbiloancoraalcuolte/iacbiamatocjllulrimo dele doi cótracTure inferiore e
filatore dela colóna cioe.fc.p.E qponiamo fineauoffra baffan fade dififa colóna
rotuda e (èquédo diréo del fùo pilaffro ouero Stiloba tacóme fé debia fare.
CTSequita lordine del jfilobata ouero pilaffro ouero baiamente dela colonna
comme fi fncia. Capitalo. VT. q ffilobata fia fùfr «amen to dela colóna qual
noi cbiama mopilaffrello ouero bafàméto dela colóna cóme vedete
ilafigura.cd.e.fqdritatera qleba ftmiln.éte fL'abafa.a. b.c.d.efuo capitello
ouer cimafc e.f.m.n.fàcfeeadema' te de lov gradi plinto tori f cotiche qdre
alib; to . Ada t pfo e limitato in la: gbccja precifè quato la longheeja del
plinto dela bafà. dela colóna alui fopra poffa cóme vedete el plinto dela
trócata b.g.eale ef?o ala largbtga del (filcbatae.f.fj.c.d.aliuello ebe
altraméte no fjffirebeelpefo fipra poffuliffadoobliquo.Eucdetecómemitalala fi
dela colóna.b.g.k.l.fc pra epfo fi pofà . E qto bri rf de fia vagherà alo
cbio.Ondelordinede dicfi gradi ofieno quadre ouer (coricherà ebe Jèmpre le loro
proieclfure ouer fportafòre da luna pare e laltratanto efebi no fare quanto
fono larghe ouero alreaciofèmprediefeproiefifure dex tre e fìnifrrere;"pondino
quadrate (è fbjfirobene.iccoo.in fua bafd eea' pitello. Ilcbe ancora cóme de
fotto itéderete fé deue obflruarenelarcbitra ue.efuo cornitióe, E fé nel dcó
ffi'obata vorrete fare più vno orna mento che laltro cóme Jécoflua digitami o
animali fateli dentro fra ft^feie £ iiii in modo chejxon fàmorrinole (Ile
equidiffanti.c.d.e.f.e ancora.e.e.f d. f. E deue effere difto ftilobata alto
doi ftie larghete o volete dire qui to doi brighete del plinto columnare aponto
arto debitamente fia prò portionata aitino e alaltro modo cioè ala fòrteccadel
pefoevenufta de locbio contefpondentealaltrepartidelo bedtficio comme vedete in
lo «empio dela figura dela porta detta. Speciofà pofla in principio,del li *
brocompoffa dela colonna flilobata eptftilio e corninone acio ve fia nota
lorconiunftione.Quefropilaftroconuen fia ben fermato de fon - damento fotto per
epfo e per tutto el foprapoftolt cbe almanco fia apon' to fotto terra fondato
fin aluiuo piano aliuello da bon muraro altramen tele voftre opere ruinarebono
contutto el difitio. Edeue|é almanco fare fiia largherà quanto aponto prède la
bafa deloftilobata fé non più. Eno tate bene che tanto vogliano (portate infbre
daluno lato edelaltrole proiefturedela fua bafa.a.b.cd.quanto quelle del fuo
capitello.e.f.m.n. o vero quelle dela bafà aleuotte potrete far più Ipngbe
dequelle del/ira capitello ma non mai più corte comme vedete fn la difla figura
per exé pio ft cetera. El fuo fondamento dalt antiebi fia detto fteriobata e
inten defè quanto aponto neocupa la baffi delftilobata.a.b.Sicbe tutto reca'
tene amente. CTPcla ql cofà ancora arete anotare p li gradi e dela bafa e del
capitello dedicto flilobata quali aleuolte fecondo li locbi doue fono fituati
bano diuerfì nomi foche porrete vnconcio a vna porta e vnaltro fimile ne porrete
ala.fmeftra e camino quali medefimatnentejèruano fìio nome cioè ffipiti
cardinale fregio f cetera. f^Cofi quinel ffilobataiin bafa e capitello
interuene. Imperocbeljùpremo grado del filo capitello |ècbia'
tnadalianticbiacrotberio.Elfequente cimatio edali noftriin taulato. El terco
fàffigio el quarto Echino edali nofrrivouolo el quinto Baltbeo o vero trocbilo
li noffri li dicano regolo al fèptimo Tbeniali antiebi li noffri a quello che
in mediare e ("opra loffilobata li dicano in taulatura. E voi per voffro
ingegno fon certo cbe meglio aprebendarete che io no dico. Coffumafe per,molti
in dic"to pilaftro ponere lettere per diuerfiordinate cbe dicano e narrano
loro intento belle antiche connittapro" portione ecofiinaltri fronte)
picii e fregi e monumenti loro epitapbii quali senza dubio molto rendano
venuffo l’arteficio, E pero a quesso fine ho posto ancora in questo nostro
volume detto dela divina proporzione el modo e forma con tutte file proportìoni
vno degno alfabeto Anricho mediante il quale potrete scrivere in vostri lavori
quello ve acaderae firanoftnja dubio da tutti commendati, Avisàndo uecbeper
qnesso solo mi moff tadif ponerlo in dieta fòrmaacio li scriptori eminia tori
cbe tanto fé rendano scarsi adcmoffrarle li soffe chiaro che senza lor penna e
pennello, Le doi linee matematici 'cuma e recita o volino o non
aperfèSfioneteconducano comme ancora tutte laltrecofé fanno co
ciofiacbefénc3ep)énonfiapof|ìbilealcuna cofa ben formare . Comme apien in le
dffpofitioni de tutti li corpi regulari edependenti di fopra in queflo vedete
quali fonno ffati fàcri dal degniamo pifitore profpecti- uo architelo mufico.E
de tutte virtù dottato. Lionardo dauinci fiorai tino nella cita de Milano
quando ali flipendii dello Excellentiffimo Duca di quello Ludouico Maria S
forca. Anglociretrouauamo nellian ni de noftra Salute.r496.fin al. pttuo.P.
Soderino quali al prejèntein fuo palajo fèritrouano» f[ I n quello fieno
differenti le tre fpé de diffe cotóne fra loro. Ca.V 1 1.
Ncoradouetenotarechedicìefortidecolonne cioè Io^ nica Dorica e corinta.tutte
quanto alor bafi. e jtilobata jè fanno a vn medefimo modo. Ma li loro capitelli
fon' no diuerfi. Quello dela Ionica o voi dire puluinafa fia malenconico.pero
che non leuain fu ardito cbereprefén ta cofiimalenconicacflebile vidouilejeuadiclo
capitel lo folo meeja tefta.cioe rne^a grò ffccca dela colóna (énjaltro abaco e
al tra cimaji.Ma fclo ba li voluti ciraìcirca reuolti in giù verfo la lógheja
dela colonna a fimilitudine dele donneaffUcìe jcapegliate.Ma la corin ta ba el
jùo capitello eleuato e adorno de fogliami e uolutt co fuo abaco e cimafd cóme
jé diflo a fimilitudie dele giouìne polite alegre eadome co loro balci.a cui in
Jfantia fbron dicate. e a quefte tali p più legiadria fé co-* fumato dali
antichiloro alterca diuiderc i .s-parti equali e luna far grof
fécfa.cioedyametrodefua inferiore cótraftura.cbe vengano nel afpeffo dare più
vagbecca» Ma quefte tali no (è vfdto ponere i diflicu troppo gra'
uumaaluocbiligiadri, cóme logge giardini baladori ealtri locbideam bulatorii.
Le doricbe'bano lor capitelli alti ala già dieta mefura e propor tione. ma non
con tato ornamento ma puro e (empiici raburo ouero tim pano ala fimililudine
virilccóme Marte Kerculef e. aliquali per bono' refòron dicate.Equifta forte
Cbccbe oggi poco fufi )£ ejfer jcbietee Jém' plici.fonnopiu gagliarde che le
corinteafuffenereelpefc.La cui attica li antichi bano coturnato diutdere
in.6.equali parti.Peroebe li Ionici no bauendolorjymmctiiamaacafofriclone
neltcmpio trouado la fórma e traccia oucr veggio del pedehumano.qual sporti
onàdo afiiaffatura trouaro che gliera la jixta parte ddaltecca del corpo
bumano.E atal prò' portion e prima cofkmaro far taltecja e groffe-ja de difte
colonne rotori decorno dici el nro, V. in lo^:.libro al primo cap.e ancora
in.^.fecondo li lochi douelauiano a deputare.Ecofi ancor le Ioniche
fcnnoaptifftmc alpefe diui|éala fimilitudine dele doriche. Bencbe cóme e diflo
deledo riche per nò rendere alocbio venufla.poco al pjénte fène vfmto. lacui me
moriaafcù vi giouera a fare le co|é vtile più cbepompofè.bauédovoia libito
adilponerle.Altrarnéteobediteelpagatoreepiunonfia. €T Cóme jè (iafuccedédo
daindein qua diuerfi ingegni enatiói fècoftu* mato fnralibtto diete
colóneeqllenoiarediuerfàmente e lor capitelli e ba-fi e ftilobitte.e cofi ogni
lorparte eanebe in li altri hedificii . Comedi
ci.V.nelvltimodeiprimocap.de[jijo,4.libro.videlicet.Sijntautqbif' dem colunif
iponuntur capitolo}.* genera variù vocabulù notata. Quo rum necfprietatef
(ymmetriajrtneccoliina^genuf aliudnoiare poffu- tnusfed ipfo^ vocabulatraducìa
(tcómutata ex corintbiùf puluinatis (F doricif videmuf » Q uorum f ymmetrie
fùnt in novay fc.in modo che ora de tutte |è fnc"to vn ciabaldone
cbiamàdote alor modo. Ma pur li ca' pitell'ite (ano diuerfe per lor varietà. E
a voflra conjblatione e nojlra con firmatìonedel fucin to di) corfo facto qui
ladigniff ima autorità del no' Jtro. \T.aponto vipongo tracladelfuo preallegato
qnto libro, videlicet* H* c-iuitatejcum Cara? f lelegajeieciffentteam terne
regionem aduce fiio Ioneappellauerunt I oniam. I biq templadeomm immortaliucon
ffituentesceperuntpbana rentef quibusrationibiu elicere poflfentj vti f ad oniu
fèrendum effent idonea g in af peflu probatam babererit venuftaterm dimenfi
(ùnt viri lijpedu veftigiunnft; iàìn altitudine rettulerunt,Cum inuenijfentpedc
Jéxtam pattern eé altitudini? in boietitc in colunàtrafluleriitif quacraf'
fitudine fècerut bafim ) capi tantarn fèx cum capitulo in altitudinem extu
Uruftt.jlta Dorica columrw virili* corpori;propotfiorjem gfirmitatem E r PARS €
venuffatem in virgine? propter «tati? teneritatem gracilioribw membri* figurata
ejfefifu? recipiuntin omatu venuffiores.Eiu?autem capituliprì ma inuentio
ficmemoratur effefnfira» Virgo ciui? corintbiaiam mani'
ranuptii?implicatamorbodecejfìt t poff fepulturam eiu? quibu?ea vir' gopoculi?
deleflabatur nutrixcolleffa'f compofttain calatbo pertulit ad monumentum $ fin
fummo collocauit,» tjvtieapermanerent diti' tiu? fub diuo tegula texit. I ?
calatbu? fortuito ftipra acbanti radicem file' rat collocatuttinterim pondere
preffa radix acbanti media fblia ft cauli' culo? circa vemumtempu?profiiditf
cuiuscauliculi fècundum calatbi'
lateraaefcente?tfIabangulijtegulccponderifneceffitateexprt'ffuflexu' ra? in
extrema? parte? volutarum fhcere fùnt coa£ti. rune CatUmacbw g propter
elegantiam f fiibtìlitatem arti? marmorea ab Atbenienfibu?ca
tbatecno?fùeratnominatu?{ prieterien?boc monumentum animaduer titeum
calarbunuft orca fòliorumnafcentem teneritatem J dekétatufq, gencretf
fòrmafd.ma in fu vnocapitello rouerfb ealocbio refponde co tutta venujfa. quale
aficora,non fò fàfla cóme credo per pare in quel luogo. Q uefra ca riffimi miei
e qui nela cita de Vinegia nel capitolo deli frati men ori con nentonro detta
laCa gradedouefè cofrumalegeredali fiat do9ori nel JecÓdo dnoffro. Si cbe
quando qui capitale fo né ve (ira tedio landarea Vederla e con voffro filo e
infìrumento cóme a quepi di co alcuni miei difcipuli el fimile bo fàffo tf e.
CDele colonne laterate. Cap. VIII. On Recinto difeorfo a vofTra bafTa$a bauendo
diffo de le colonnerotonde meparfo condecéte ancoradele late rati alcua co fa
dire acio paia la loro fàbrica fia (altre né eflere inutile. conciofia
cbegradifjima venuffaoltra el fu Jfegno del pefo neli bedificii rédino
nellaj'pecto, Dele quali in vero non diro altro fènon quello cbe dele tonde
inora habiam detto conftdandomenelli vopriperegrini ingegni.e con
quellaparte.maximeaognioperanteneceffaria qualdamehauete con
diligentiaintej^rioedenumeriemifure conia pratica de loro ppcrtio rjitcon
legnali mi tendo certijfimo chefempre le fdperetef portióare coli voftri
acomodati (frumenti circìno e libella cioè mediamela linea re* cìaecurua.con
lequalicommefopra fb detto ogni opcrationea degno fi ne |é conduce.C óme in le
letere antiche in que ffo noffro volume prt po' ffeaperrofi vedesqualfcmpre co
tondi e quadri fonno fnctequàdo mai non fbffe penna ne penello. E benché fé
dica efftr difficile el tódo al qua dro proportionarecon ) cientia de
quadratura circuii fecondo tutti li pfi» fitfcibilijgdabilinquif nondumfit ("cita
neq, data, Forfè in queffodi e natocbiladara.cómeameaogmvnocbelanegaffe
meoffero palpa' biliter inoltrarla. Adoncaaltro non pico fé non quello che
circa loro di nanc^ in qffo fra li corpi regulari e dependenti ho
detto.Peroaquelluo' go ve remetto e aperto trouarete» fTDelepyramidi tonde
elarerate. Cap. X. E pyramidi ancora per le lorcolonneft róderemmo fa' ferace
ve (iranno fncileaimprendere.cóciofia che cada» na (empre aponto fia el tergo
dela fùa colonna* cóme p' uà el noffro Euclidee pero di loro /tmilméte la) cero
lo' ro di) pofitioni quali non e poffibi'.e a preterirla fiadolo
rocommeedictoealpefoeala me/ì;rain tutti li modi (émpre el tergo del fuo
cbelindro Ommcdefoprameiiccrdo baueniedificó.» Inqucfroa fuo principiome parfo
poi ere lalphabcto amico. Solo {> dcmoffrarea cadauno che fingi altri in
linimenti co lai» n ea recita e curna 1 1 5 che quello mi tutto apre jfp
cadauna nationesofia ebrea greca caldea o latina cóme piuvoltc me fo retrouatoa
di re e con ejf celo a $ uame.bécbe a me loro Idiomi non fieno noti-Perocbe in
ognuno poti ia ejfcr venduto e datomi a bere del mercato che noi fnpria cómequi
i Vinegiaacerto bar' barefeo vndiin fii la piaga de San marco
pre|cntifbrfi-$o.degni-gcntilo>. mini.Manon mutando el greco le figure
geometiicbe.cioecbe né fhcef fé el quadro con-i'.cantoui
meofmeiifttutroepcrmttolilorpafliinEu elide noffro cbiaritome da loro.quid
nomini* ci quid rei promift darlile Io.epiunonfb.eromafcel frate cornine [empre
in queffa inclita citaea' dauno mi chiama e atefia flampar miei li bri al cui
fine qui capitai con li centia eapogio del mio Reucrédi jfimo Car. San Piero m
vincula vice càceliero de Sanerà madre cbiefa enepotedela Santtita de
noffro.S-Pa pa Tulio.ii-qual me manco troppo preffo.e mendico de quello che me
rachiefloedetuttc Idiolaudato §c Dicoa voidictoalpbabcto molto douereffer
pficuop. lopere in (cultura nelequalt molto (e cofluma por- ne.O perepitapby
oaltridicti|ècondo che vi fbffe ordinato. E certame te rendano grandi ffima
venufìa in ogni opa.cóme neli archi triumph* li e altri excelfi hedificii in
Roma ealtrondeapare delequali lettercecofi de cadaunaltra dico loro
inuenrioneeffer fiata alibito commcnelli obi UJ chi in Roma e altre machine
apare a San inauro e in la (épultura porfì ria nagc ala rotonda guardata dali
doi Lioni.Doue péneroltelii animi li folade fcarpe vcelli boccaliplor lettre a
quel tempo e cifre fé vfauano* Onde poi più oltrajpeculando li nomini (e fonno
fermati in queffe che al pre|énte vfiamo.Perocbeli hano trouatoel debito modo
con lo circi no incurua e libella refta debitamente fdperle fare. E fé fòrjé
qualcuna co la mano non ref póda debitamente alo j cripto e regola delor
formatto' ne.non dimeno voi)équendo dicli canoni (émpie le farete con grafia |
u ma e piaceri deli meniatori ealtri [cripton fecjuendo laregola delor dì
taavnapervnafc., : 3 5' fDDé lordine dete cotonne rotonde come te fé debuto
nelli bedifitii frr * mare con lor bafì. Capitolo. XJI. Eduto edifcorf o
afùjpcienga vh cóme (è babino per j cui tura di fponere le cotóne tonde ale voff
re mani conuojfri inffrumenti. Ora per quelli cbe lebarano amettere in o pa qui
féquéte diremo lantico e mordemo modo vfitato ba no ti antichi co/fumato
derivarle aliuellodiffanti vnada laltraper vnafolafuagroffecca ede queftein
atheneeale' randriadeegiptoperquellicbevifonnoffatiféfonno trouate. Ancora
vfìtauanoponerleequidiffanti per vna loro groffejja eme^a cbe afàijé'
netrouàinroma.Altrefc'nno {tate leuatep doifuegroffege, Alrreper doi e mega.
Ortutteqfte dal nf o. V.fóno (fate alor fòrteca cómendate. Eauagbegapiucómendadadoi
groffe^e e molto più de doie mecja auéga cbe la ragione ditta quato più fia lor
difiatia più |iéo debili. Ma el degno. Architetto deue prima nanfe cbe le
deridi fempre cófiderare . El peto cbe'bano atenere co lo loro epiff ilio ecorona.Etbigrafi
etetto. Ofi non fìandó el pejb in norme 'a (Ài cóméda quelle ilcui tetràte fia
dot grof jccceemeccaa venuf!a.ElperocbenotatealaintelIigétiade qfto vocabu lo
tbetràte cbe p luifèmpre fé itéde ogni fpatio cbe tèda aquadro pur cbe fia
fatto dali linee ecjdifìanti. Q uefìo dico poche difopra cbiamamo tbe tràte
quello fpatio o "fto internatio cbe e fra vno angulo elaltro del capi
tello» E ancora tbetrati fono ditti li fpatii o "fio interualli cbe fono
fra le cotóne dritte quale. v.cofruma dirli-intercolunium f|c,. E medefimamc
tecjffo féintendedeli fpatii einterualli p/alurigrafbelalrroqli cómein mediate
de fotto dicédodelo epitelio intéderete. Ora a! ppo/ìto nfoDì co.V.tali
interualli cómendareqfi cóme e ditto dali Architeli ben (la et pefo cófiderato
delqual nò fi pò apieno cópéna dame notitia fé nò cbi in fui fatto fé troua
cóuiene cbe labia per (ùa induffria a fportionare cbe tutto el.rende aperto.
Vittruuio in la jèquéte auttorita.Perocbe cóme di ci» V. bifogna molto
atafcbitetto ejfer ftiegbiato in fui fatto in cófidera' re luoghi diftantii
epefi deli edefitie cóciofia che no i ogni luogo jempre fé pò (èruare le fy
rnmetrie e £portioni p làgujtia del iluogi ealtri impedi méti. Ori molti fono
cófjfretti formarli attraméte che fuovolere«E p que |fo fia mifferi cito più fi
pò tenerle al qdro o ft.tódo e lor ptip qlcbe mó
notelépojfibilfiapernueroalmàcbperlinea nómacbi I lebe tutto lui elcócbiude in
queffa aurea aufforita nel gnfo libro poflafòrmalitetvj. PNectn in oibus
rbeatri* fymmetrieadoér réne; f effettua pojfunttféd
oporKtarcbitettumauduertereqbuyrationibufneceffefitfequi fymme triàtf
gbtjjpportionibur ad loci naturam aut magnirudinem operi* té- peraritfunt.n.rey
quafftin pufillo fj in magno tbeatro necejfe é eadé ma gnitudine fieri propterv|umvtigradurdiaceumata«pluteofritiera{afcc
faj.pulpitaitribunalia ft fi qua alia intercurut; ex quibus neceffitay cogit
dif cedere a fymmetriane impediatur vfùf ♦ Non mintu fi qua exiguitas copiarum
Idejrmarmortfmateriereliquarumqrerum que paranturin opere defùerint Paulum
demere fautadiceretdum id nenimium impro be fiat. S ed confinfùnon erit
alienimi . Hoc autem erit fi arcbittttuy erit vfù peritu) preterea ingenio
nobili folertiaq,. non fùerit viduarus f|c, e 5 chiude breuiter che
oltralarteel buono arebiteffo bifogna habiainge'
gnoafùplireeldimenuroefmenuireelfuperf»uo fecondo la oportunita e difpofitìone
deli lochi acio non parino loro edifitii monffraofi. E aq/ fio effetto a voi a
qualumcbaltro mi fon mejfo atrouare co grandiffimt afnnni e toghe vigilie le
forme de tutti li.s.corpi regulari, co altri loro de pendenti e quelli po|f i
in quefìa nojifra opera con fiioi canoni afàme più con debita lór proporrtene
acio in epfi fpecbiandoue mirendo e erto efi
voialivofrrippofitilifàpreteacomodare.Elialtri mecaniciefìentifici
rieconlèquiranovtilitanon poca e fieno dati achearre mijtcri e feientre
fivoglianocómenelfùoTbymeoeldiuinpHoPtatóeelrédemàifèflo. PARS
ITDeUnféruatlijraluntìgrafbclaltro. Capitufo XI TI. Vello che del (ito dele
colóne babià dicco el medefimodi co deli tigrapbi |è dtbia obfcruare. A uéga
che loro babio a eérc fiatati in la (limita dtlibedifitiifcpra lecoroneouer
cornitioni no dimeno vagbrccaintalmóbào arédtre.
Perocbeftmpredei'anoconrfidtrealorcolónefopraltqti fono pofti.(_ioe|tl ibernate
dele colónefia.j.oTfcdoi grò \cc:. em :$a.o. vna cofi àcora (é dtbia far qlli
deli tigrafi.i.cofgc. E p nifi mócómédab (parto de.;.groJ]~ecfecóme de fotto
deb cpiffilio itend* retefe* CTDebepiffiliooucro arebitraue fecondo li
moderniefuo ^ophoro-E corona ouerocomicioneper li moderni. Cap. XI III»
"" Euatc ebe firano le cotóne aliuelb in fu li loro ffilobatt o
"fio pilaffri foli nfi co loro bafi e capitelli bé pióbari co' me fé
recbiedecó loro frrri bé fetidi. S opra li lor capitelli (è pone lo epiftilio
fo el nf o. V.e dati moderni detto Archi trauep fermerà e tncarbenaturade tutte
le colóne. E que ffo epiftilio deueffer difpoffo in qffo modo cioè. Prima |é fa
bngo quato tbenga tarila dele colóne fitnate a vn pò in recìa linea i filli foi
pilaffri. E (reriobatiebep nientenon efebino de linearcela Epri ma li |è pone
vn fà|f igio o T&o fàfcia dela q*le fua largb: a;a fitroua in que (tomo
frrmarttelalteccadetuttoelvoffroEpiffiliocómeauoiperaalpe fo biffate
pportióandob alor colóne fo li lochi che larereapót re atépli
oalrribedintiicómeq.a.l). Eqftalirgb>ccao'^.altc^adiuidarete i.t.t> ti
equali de luna fi fa lateniao vogliamo dire rimario deb epifhlio.b.fo pra la
quale (éferma eljopboroo ^.fregio. V fo linfa .Poi li altri.*. fé dìiiid ino
ina:. parti equali che cadauna (ira el quartodecimo de dicfi.f ... eia
fà)ciafoprananeuolefler.s.ctoe.f .dedicti.* cioè el |pacto.e.lame' epiff ylia
propter I nteruallorum magnirudinem frangun.- turge.
Ealquantopiudefottoindicirocapirob.Namquefàciendafimt iterualliffpatiaduanimcoUimnaramjf
quartepaitif colline craffitudi' nu medium quoq, interra ainiumt vnum quod erlt
in fronte, Alterum quod in poffico trium coluaram CTafJI radine.
fic-n.babebittffiguratio' nifafpcctutn venufFumf aditila
vfi;m(ineimpeditt'.nibuffc.Sichevo te ebedi'^i internalli non fi.ino troppo
enormi. E pò atali lui dici chef, dcbi.a (are li !or (affigli Tufcanico more
do*1? aquei tempo vfiutuno far It de ramo inuohiparo tomo a vna fb f errane de
legno e quello indora' uanoerrointialopitifrrmo efrab'lealpefò enoncofi frangibile
peri* grande internatio cóme le preti o altri marmi f e •PRBBA- 3" 5*
f[DeI|opboroneIeplf!ì!io. Capitulo,'; XV. L fuo cqphoro.V.ql dati nri fia ditfo
fregio deuc fftr lar go el qrto detfijo epiffilio fncédòfe fcbietto (ènea
ornarne ti.E^icendojécG adornamenti jèfàeliì'.piu largo del fuo
epiffiUòariobenrndaltjàvenuffaecbe ti diffi ornarne tifipo|Jhio
yederecomodaméte dàfoiitano e ddprejfo =ÉJ cioè (è diffa epiffilio fia alto o
"fr.targo .4. fi f/opboro vo lefjerlargo. s.cÓli'Omaméti a fiéo fbgliamiviticci
o altri alali cóme fiifà. ^Delacompofitione del cornicione. Capitulo XVI. (Dpi
a ditfò copboro (écópcne vr altre cerio dàli àticbi diflo Cornice
edamo.ComitióeealeuoIte li a ti chi chi amauano tutto ditto cópofTo dal copboro
fin a .lultimo diffo rimario dela cornice odali antichi -Acrotberioeda niì
regolo (oprano al copboro.E la difpofiticne dì qffo cÓpojfo deuejferin qff o
modo cioepVna imediate fcpra dtcf o copboro fi pone vn regolo ò'ft.grado
altramentedifto gradetto p la fua putta e fia quadra oblongo afquadro co fieff
urain fòre da ogni p fefo fra largbecca cioè cbeefca fòro del cophoro aponto
quàto fia largo e chiamale ancora Tenie p li antichi Di!i qli conruaméte li
féne pone.y» demedefima largbecca copie p dimfióiafimilitudine delefàfce in lo
epi fillio afùo ornaméto più preffo che afbrtecca cóme in quello poffo in p*n
cipio del libro vedi vacati (ènea alcun légno cóme :el cimatio.b.delo epì
jiilio aponto fcpra de.qffo fi pone vriaiquàdfa cóme fàfcia delo epiffilio
ia.V.cfctta Denricoli dali moderni Denticelli àleuolte R afrro p fimili' tudine
del raffretto fàéf o adenti cóme vedetein quella fegnato.be fra lui
clcimatiodelfi-egiodetto.K.fipone vna'tenià. Sopra dequeffo fi pone vnaltro
cóme baione detto pater noffrio; vero fùfàrolie fopra queffo laltra qdra o ver
tenia . P oi imediate li |è mettte la coróa .m.dati antichi cofi diefa edaii
moderni Gociolatoio Poi laltra tenia.Poi laltro grado de pater noffri efìi
faroli.Oltra queffo laltra quadretta epenultimo la fùa Simalaqte li moderni la
chiamano Gola dela cornice cóme vedete el gfadoio.ih lultimo cóme fò diflo fé
pone et |ùo acrotberio cioè vnattra quadretta o ver Tenia e cofi fia finito
tutto diflo Cornitione intefo eoe altre volte fé detto in lo ffilobata e
Arcbitraue per tutti difti gradi ca' dauo fporri in fòre daluna elaltra pte dex
tra e fjniff ra quanto fia la toro largbecca acio nellafpeflo tutto lo
bedefirio rnda venuffo.E demano 1 mao bn incatéato facédo miff iero co fèrri }
epióbi f e, tTPelfitodelitigraphi. I. Oi fopra tutta queffa compofitione
depiffilio ecornice i (ultimo apre jfoel tutto fé ponganoli tigrapbi cioecerti
pilaffretli con tre coffe fnc~f i &doi canellati cóme certe co lonnette
quadre diffami vnodalaltrodoi toro largbec/ cealeuolte^.fjc Aponto comete
colónefcpra lequali fi ranno fituati aponto ma (enea inferuallo vacuuo ma ma
pedo cóme parapetti fafft de bó taffroni ein cjltifècoflua far ornamenti romme
teff i de capi de buoi de cauali grilàde bacili rofoni derelieuo fjc. ffSeria
afài dadire circa queffo ma el tempo non meper ora concefjo. Perocbe de
continuuo di e no£f e me conuiene in fùli torcoli ebraico ' grapbi agouemar
lopere noffre contutta diligentia cómefè recbiede.Ma queffo poebo
auofrracompiacenca ho- voluto ponerequicóme percen no a quello 'che fperamo
compiu dtlarationede dicTa arebiteclura tra' ilare. Ebauendoui poffo là colonna
elo epiffilio con la fua corona e%o' photo me parfo congiognere tutta infierm e
farli' moffrare (ùoi effecri e pero li ho acomodati qui in quella pòrta comme
vedete diffa Speciofà dòue tutte lor parti defeorfè oculata fide potete vedere.
Giontoui [opra etfrontefpecio triangolare qual in /imiti compofirionide maiejfa
Jè co Puma per pitti antichi e moderni. PARS iT e omme lapicidi ealtri fcultori
in difri corpifieno commendati. I M. Auédo difeorfo abaftàja el bifogno vf o
oltra qìlo che in tutto difto babiào vericordo che nò firànodabiafimare
leuoffreopeféaleuoltecóme meglio vi J?effe vi póejfeo p bafd o capitelli qlcuno
de quelli nr i corpi mathematica qli più volte mali in p pria /òrma ve ho
mojfratiauenga cbediloropricularmétenónefnciamérione alcua elnro
VicImuio.An^efiranodedigniffima cómendatióe del vfo opifitiog che no folo lo
rédaràno adomo ma ancora ali docìi e fapiéti daràno da fpeculareconciofia che
fempre fieno rubricati co quella Icaediuinafpor rione hfite medium duoq,
extrema tfc» Ori mericordo aroma in cafa del mio mi)èr Mario melini baron
romano. Hauer lecJo in certi anali roma ni cómc.Fidiaf (cultore fiipremofrci in
cercio cótrada deroma nel rem' piodecererevncertolauoronelqlevipoféelcorpo
diflo IcofàedrofiV gura delacqua il che molti pbvlofcpbi fumamétecómendauào
einquel lo più léfèrmauanoacótemplarecbeanullaltra parte dtlopera ql medef» ma
méte era tutta excellérijfima le cui forme de mia jppria mano nauete in la
cacelaria aroma e infiré^a e Vinegia a fai. C ofi di uoi i cómendatio ne
fira(émpredi£fo|é qlcbevno veni porrete fàcendolt almo che Io vi moffrai e
ancora Jéquendo quel che difopra in quejtb de lor fia diflo» CC ó me nelli
loghi angujli lo architetto fé habia aregere in fra difpofi' tione. Capitulo
XIX» Ifogna multo alarcbite£f o eflereacorto in cófégliare altri in hedifitii e
in la pfìtationede lor modelli acio nò indù chino adifpé dio in
vtileelpatróe.Peroche clnfo.V.qtt bri ha infognato li debiti modi deli hedifitii
co loro fym met: ie de loro fportioni dixe. Intemira aleno! te che lati' guftie
ftrete^a del luogo nò pmettaratabricare co tutte quelle
foélnitachealauera.ArchitecTuraféafpeffaoplo ipedimento del luogo che no lo
permettara.E perqffovefida talrecordo ebenó pojfédo exeqre loperevfetotaliter
cómefe donerebbe dobiate fémpre tenerueal quadro eal tódocómealedoi £ncipali
forme deledoilieeretla e curua. E |é no potrete in tutto farle a tutto quadrato
o "ì&.circulo prédarete di lo rofèmprequalcbe parte
oTv.partinotaoTv.notecótne adire la.j.el.-j.li.J. U.f.tf cetera o aloro
circuito oTfco diametri e quelli p portionàdo fempre qto più potrete in parti
note che p numero fi pò ffano moftrare. S e né co pretti dala irratióalita cóme
fra el diametro del quadro e fua coffa. Alo' ra legnare te co voftra fquadra e
féxto lor termini in linee co voftro dejé'
gno.Perocbeauégacbenójèmppernuero|èpof}Tnonoiare marnai fia impedito
cbeperlineafùperficienon)èpofJinoa|É:gnare. cóciofiacbelas p portionefia molto
più ampia in la qtitacótinua che in ladifcreta . Pe'
rocbelaritbmeticonócófiderafénó della rationalitael Geometria del
larationalitaeirrationalita cóme apieno ne dixeel nofrro Euclidenel fuo qnto
libro deli e leméti enoi fécódo lui in Theorica e pratica auoflro amaeflraméto
in loperanra gride difla (lìmade Aritbmerica.Gcome tria $ portioni e $
portionalitain la.6.diftictione al primo trattato e pri moarticulo.Imf'jfa in
Venetia nel-i494.e al Magnanimo Duca de vt bino dicaca doue al tutto per vofrre
oecuren c,e verimetto. flT Auete ancora i queffo cóme vedixi.Lalpbabeto
dignijfimo Antico fécódo el quale potrete le vofrre opere adomare e ) criuere
le volunta de li patroni o fieno |èpolcbri o altri lauori. Quali certamente
oltra elbifc gao rendano venuftiffimaloperacómem molti luoghi promaapeqllì già
foliuao fnrle de metalli diuerjé e qlle fermare i lor pri che in capitolici
ealpalajo de neróe leuefligie el màiféftio. £ nò fi lagnio li fcriptori e li
miniatori fé tal neee (fifa babia mejfa in pubtieo to f&So foto per moffra
re cbe tedoi linee ejfeutiali refta ecurua |èmpre fàno mete cofé ebe in ogi
bitibuffèpojfano macbinareeperqueffonegliocbiloroféngabr péna epénelloli
bopoffo ci quadro etondo acio vecbino molto bene cbe da le di) cipline
marbematict tutto procede. Auéga cbe lor forme fieno apla eoe qui al
nrbdireporremo fine pregandoue in ffatemente cbe fra voi luno co (altro
aufodebon fratelli voliate cófmrue apiu delucidatione de mtto peroebe fàcile
fia lo arogere alecojè trouate cóme (bn certo li vo (fri peregrini ingegni
(arano fi p loro bonore cómede Iaterra nradelaéj
lefémpreinognifnculracómedalivofrri antenati potete bauereintefo jono vfeiti
degni boi benebe illuogo fia anguffo purepopulofo. £ buo ni ingerii. Sii
trùlitaribuy cóme disopra fucinte jconémocóme in altre d?)ciplinee
jcientie.cbedelemathematicibrendecbiaro el monareba ali di noffridella piSura e
arebiteftura . JVIaef!ro P ietro deli francej cbi co filo pendio métre potè
cóme aparein vrbmo bologna fvrara arimi' no ancona e in Iaterra nra in muro
etaula aoglio e guacco maxime in la cita daremo la magna capella dela tribuna
delaltargradevna dele dignif (ime opedeitatia eda tutti cómendata. £ p to libro
deproj pefliua conv pofèqual fitrouainla digniffimabibliotbeca deb
IlIuftriffimQ Duca de vrbinonofrro, Sicbe ancoravoiingegnatiueel fimile fare.
fTDele cotóne finiate fopra altre colonenclti bedifitii. Ercbeftnquanó
vodi&odelecolónerotóde cbealevol fé fé coftumao pon ere fopra laltre nelli
bedificii co i ne i lo nfo cóuenro de j cà croci in ftréca nel ftio degno cbioffro
ealtri luocbip italia cómedebanoecrdijpoffe acio eal' pefo
ealauenuf!adebitamentefienofituate.£lcbe clnfo. Wiréde chiari» p la (èquéte
autorità nel fuo.j.libro do Me dici in quefh forma videltcet, Colunefupioref
qrta parteminorefq inferiore; lunt confHtuendet |ipterea q> oneri ferendo
quefuntinfmora firmiora debent effe q fùpiora- non minuj q>étna) centiù
oportet imitar! naturami vt in arboribur teretibut tabiecte;cuprej]b*,pinu; e
qbus nulla n rajfiorefiabradtcibiu.Dtindeaejcédo fgredirur in altitudine nàli
co traflhira p equata nàfdftj ad cacume. Ergo fi natura najectium ita poffa'
latrecTeé cófritutu faltitudinibu* rj crajfitudinibuf fupiora infrrioj»fie ri
cótrafiriora.Bafilicaj! loca adiucia fòri? q" caltdij j imù partibur
oportet cóffituiivtp byeméfìnemoleffiatépeffatum (ècófmei easnegociafores
poffi'nt, Eiruqj latitudine^ ne mimi; efex tertia pte ne pluf ex dimidia lo
gitudfejcóffituantjnifi loci natura ipedierinfalitercoegeritfymmetria «ómutari»
Sin aut loojf eritampliorin longitudine f e • E vnpoco fotto replica cofi,
Coluttefiipioret minore; q tnfmoresvti fupra f criptu eft; mi
norerc5frttuant.Pluteuqcjinter fùporeffl inferiore? coluna* item qrta fte minuj
qfupore? colane fìierutoportere fieri vrlvti (iipra bafiltcecó/
glutinatìoné^mbulate*abnegotiatoribumecófpiciàt\Epiffiliacppbo> ra Coronetex
fymmetriu colunajjt vti in tertio libro fcripfimuf explicc tarmò mtnujfumam
dignitari gvenuffatempoffunt bre cópactiones bafìiica^ quo genere colune iulie
frneffrir collocaui curauiq fàciédatcu/ ìu.proportionejex
fymmetrieficfuntcóffitute.Adedianatefrudofc. C^Quefta digniffima autorità
dileflifftmi miei acerti fpofiti del do' mo de Milano nel.t49sfiado nella fila
inexpugnabilearce nella camera detta demoroni ala pn ria deb excel.D.de qlb .
L, JV1. S F.con lo R eueré' diffimo Car.Hipolyto daeffefuo cognatolo [
HufTre.S.Galeacco San. Se.miopeculiarpatróeemolti altri ffimofiffimi
cómeacadein cójpecto de (imili. Fraglialtribeximio.V. I .docToreecóreecaualie
iMefèrOno pio de Paganini da Bref cui detto da Ceueli, I Iqual ibicoram egregia
mcteexponendola,mttili affanti agrad'.ffmaaffetlionedel noJrro.V» in duffe
nelle cuiopereparea ebeacunabulis fòffe inffrutto,
ITVokbreHiterepJbpbybfopboJénja troppo mediffenda olirà quello che dete cotóne
apià (ito eleuate fopra (e qli cóme e ditto fé férma Io epi- ftilioco
tuttefueptidecppborocoronaecornicione (te. cbe facendole ne altre fopra qlle
cóme |éco)hu fare apalcbielogge qli medefimaméte baoa regerpejò
manótàtoquàtoledefotto.Einperoluidicédo eliso aduci la debita ecerta $ portione
cbe qlle d i (òpra debano effer per la qrta parte menori cbe le inferiori
cóciofia cbe qlle inferiori debino (émpre eér più ferme per la difta cagione e
a fùa córoboratione induce lo exemplo delamaeffraderutteleco|écioela natura la
quale còrno fé vede negli albori ealtrc piateabeti cipreffi pinif cNelle qli
apcfémprele cùneo % vette eér a fai più debeli cbe le lor radici e fbndaméto
adóca cóme lui di cijé la nà cimoflra qffo noi nò potemo errare i ciò imitarla
. P igliàdo lui per qffo exéplo le cotóne de ("otto efferenti bedifirii
pedale radice e fbtt daméto attuto alor fopra poffo ciocfi |é fia fi cóme el
pedale de lalboro fu ffétaméto a tutti li altri ramicbedi fùpra li frano
qtifempre fono piudfl bili de pedale.Mael quanto aponto a noi per certa ^portione
fia inco' gnito. Ma per cbe ammirai" naturam in quantu pót lui nò prejé
aponto ladebitaj>portionee babitudine deli ramiecimeinqllialifùoi trócbi o
"#.|ripiri e gàbi perocbe qllaa noi mai pò eérnota |é nò cJto dalai tiffi'
mo cifòflecóceffo cóme nel fùo Timeo dici Platoneacerto fecreto pro- posto
videlicet.Hecn.folideo nota funttatqsei qdeifttamicur fc. E pe- to acio
lartifitio non vada ataff oni ma (émpre co quanta certecca più (è pofja lui li
da fportionea noinota e certa ql fia rónalf e Jempre pernii mero (è pò
explicare dicédo qlle di fopra douerjé fare per la qrta parte me non dele
inferiori perno effer deputate a tato pefo còme aperto/i còpren de cóme in ql
luogo epfo medeftmo dici a certefrneffre bauer cotlocare e cofi ordino cbe fi
douefle fare co qlle | y mmetrie epportioni. Saluo cbe in qffo eancbe in altre
parti delopert la na tura del luogo nò impedire ciò poterfe obferuare e cbe
altraméte nò ci |'fòr$ajfe difla | ymmetria elo» fportionicòmutaref
c.Perocbecòmo vedemooggididouerfè fnbrica re f o la forma del fito fòndamétale
e nò bifogna alora far ragionede exe gre in tutti modi le debite jymmetrie dele
$ portiói nn a fbrja fiamo có- ffrettì de fabricare gto el (Ito ci pmetre.E per
qffo non e maraucglia fé ali tépi nf i fé vedano molte fàbricbe ql paiano
mòffruofe in anguli e fàcce J? cbe nò bano potuto (éruare apieno el bifogno e
pero el documento fopra datouein vfedt|pofitionieftdefàbricbecómode(cultura
Jfòrc^tiuefc prede più acoffarue alqdro eal tondo.Ealor parti quatofìapoflibite
cri impediti da làguffia deli lochi fèmore nefcirete cómendati e perve}? mó le
voffre opere biaftmatc . E queffo vefia per faturifero documento f e.
flTElediilte cotóne fuperiori fé debano fituare a poto fopra aliuello dele
inferiori córfidenti lor bafétte ali capitelli bafi effirobatti dele inferiori
pò cbe altraméte 4uiado dal filo fferiobata cioè fbndaméto fùbteràeo de la
cotona inferiore lo bedefitio verebearainare per eérele fuperiori fora
dtlaperpédicularedele inferiori. E qffo voglio al pnte veftabaffàte fin ataltro
con laiuto de dio f mejf oui.Bene valete e pregate. I dio per me. fTVenetìtf
Impreffum per probum vimm Pagantnum depaganinif de Brijcia.Decreto tamen
publico vt nullut ibidem totiqj dominio art' norum . xv . curriculo I mprimat
aut imprimere fàciat f alibi impref- fum fub quoui; colore i publicum ducatfub
peni; in diclo priuilegio co tenti*. Anno Remdemptionifnoffre.M'D. IX-Hlen-
Iunii . Leonardo Lauretano.Ve Rem.Pu.GubemantePonrificatuf, Iulii.ii.Anno.ru
CXfòettoè in tteè partiales trattarne oiuifus Jncfj cou>og regu* larium z
Ocpcdeimaactinepcrrcrutatiói0.©.'p>etro0oderino pjiitópi perpetuo
populiflorétìnia'^.24]capadoIo36ur5enté /Hàinotftauo particulariter
oicatus-feliciter incipit. % crcpi fateratf Alai fé poffónoco locare nel co:po
fperico i qìi ptucti Iuguli loro fono ?f ingéti la fuper fi, eie oda fpera^/Sba
folo fono cino$ li reziari doecbe fono ó" latte bali equalicÓmeòfop^e
oicto.il p>no ! e il quatto baft triangufari z il feca |
doeilcubocbeafdfeccequaclratc il ter^o e loctobafe ttiangutari.il qr* to e il
ooderi bafe pétagonali il qn to fic il vinti bafe triangulari oe qli
l^^^iti§fei^^^ infido moftrare co numeri zp-e f^^^^^^g^^^l binomii
[equantìtazmefureforo. lis^taas'^r.^tìsf^^^ p-gt per ebe talimèTureequatita no
fé poflbno auere fc n ja de lati de le loro bafe z fu perfide di qlle: pero
enecefTario conrindare con le bafe lo:o z conio e oicto qle e fa perfide trias
igulare z qle e qdrata t qle pétagona ode qli moftta> ro cateti oiagoitati z
la i inea fcctotendéte tangulo pétagonico ouoi oire corda paragonale z poi
diremo oe oicf icrcpi z alcuna cola òl cozpo fperico
fub:euiraOefequslicofeiaro.?.tiMctateUi»TPdpzto fé oira oe lati z fuperfìrie
oelebafc.'fRel fecondo oeawpi Hatei ati le fupcrficieequadraturero:o.T$el terso
defiì co;pi ptenuti luna oa laltto z qualche cofa oda fpera fé piacerà a oio
zc. -Cafus ptimus ©gnifuperfidetn'àgulareequilaterala pofàwa OÌ iato
cfexqu'tertia ala pofàwaoel fuocateto. 8T Excmj.'lo cglie vnafuperfkie
triangolare equilatera «a» b.c.cbe ciafeuno lato e.4.ela pofjmca e.ió.dico ebe
la pofÀn ca'del cateto e.ri.fLa prona il triangtilodato.a.b.c.eequì
!ateroficbecafcandodalanguto.a.la perpendiculare cade (òpra la
linea.b.c.adangulo reffo deitidendo quella ndangulo reclo nelpu ffo»d.adunquaf
la penultimadel primo de Euclide.a.b.pogtocbc.a.d.fi
Ind.pcbe.a.b.eopoffaalangulo.d.cberc#o£f?cbe.b,e.cbe.4.ediuifo per equali
tn.d.ftra.b.d.ì . che mieto in |èfn.4»cbe la quarta gre dela pofanja
de.a.b.cbe.té.Clapofàn^de.a.b.eeqiulealapofÀncadelcateto.ad.ftala pojrtnja e
de.b.d. cbe.4»f e la quarta parte de.i6*adunqua la pofÀnc^i delca tetò.a.d e li
tre quarti dela pofanja de.a.b.cbe.i6.eli tre quarti e.u.cbe giort ta có4a pò
finca de.b.d.cbe.4.fà.tó.fichela pofanca del cateto e.iz. ebe e (ex
qnitertiaalapofrtnfadellatodeltriangulocbe.tó.p'Maquandolitriangii' li non fono
equilaterinon (éruequefra Jiportioneft ebe altramente jé troua il cateto meffi
ebe ilati del triangulo.3.b.c.che.a.b.fia.iS.ff .b.c. 14, e.a.c.rj. ff.b.cjla
bafdcbe,i4.mcaIo.i |è^.i96.poi mca.atc.cbe.ijtifefà.ié9.giognì CÓ,i96.fà.56S'bora
mca.a.b.cbe.i$.in |é fà.tìS.tral!o de.36s.refta,i4o. ilqle fé vole £ tire |émp
J> lo dopio dela bafk la qle e diSo cbe.i4,adoppiala fà.is.g
tt.i4o.^,x8.neue.$.f|.s.dicbefia da làgulo.cal puffo doue cade il cateto et
tamenoreftemeàlo in (efa.15.P0i moltiplica il minor lato de! triangolo
cbe.i5.''n (è fà.ié9.tranne>is.ref!a i44-e la p?.?44. cbe..n.e il cateto
adéte (b pra la bapi. b, c.p"Et gdo tu volefé ebe cafcajf e
(bpra.a.b.cbe.ij. multiplica lo i (è fa.n5.fl multiplica«ij . i fé (à.169
giogni ifiemi fa.594.P0i multiplica 14 in (e fn.i96.trallo
de.594.ref!a.i98.cqueflo }?ti perla baf>. ebe .!$♦ doppia
cbe.5o.neuene,6|.ft,6>.JIradalangulo.a.a punffodouecadeil cateto pero
mutliplia,a.C'Cbe.i3'in Jé fà^del quale tra la mulriplicatione in fé de^f. Z_
cbc.4?'_v.rcfTa,n$«.eIa^'.n5l.;.eilcatctocf)c.i;i.r£tco(ifn in quale Iato
fccjjcbi il cateto tf quello |émprcfia bafd equella multiplica (t giognt co la
niultiplicatione de vno de lati poi nettala multiplicationede (altro lato e
parti per lo doppio dcla bafd e quello cbeneuene multiplica in fé equello ebe
fa tra dela miiltiplicationedellatocbegiognefti cola multiphcatione dela bafd f
la iv.del remanf ntee il cateto cadente (opra la bafd .a.b.fj;. co(ì fa
dequalùcbctriàgulo jè fta. Cafuo .2. S fuperficie Del trisfaulo fa oala
nuiltiplica tionc oc! cateto nella meta oelabafa ooue cade ilcateto. IT Verbi
gratia. Tu ai il rriangulo.a.b.c.cbe equilatero ebe ciafcunolato e.4.f ai perla
precedente ebe il cateto rfl?,i*. ft la mita dela bafd ebe e. b.d. e.^gper cB
lai a multiplicarc có^.reca.i.ap?.^.4.mcàlocó.ii.fh.4s.faicBlafiiperncie detale
triàgulo e R?.48.cbe J? la. 41 del primo de Euclide fefua. PNon fia
iltriangulo.ab-c.eeuilateromafia.a.b.is.t?.b.c.i4.e.a.c.i5. il cateto .a.d.e
n.cbecadefopralaba(d.b.c.cbe.i4.pig!ialaniirade.i4.cbe.r.mcàlocó.n«
fn.S4§>84-el3 fuperficie del triangulo.a.b.c ebe vno lato c1s.laltro.14.laI
tro.13.cbep qlla medefjtniade Euclide |e f uà p ebe meado il cateto i tuffa la
bafd neuene vno quadrato ebe ta/iperneie fua e.i68.cbe doppia al trian' gulo
dunqua il rriangulo e la mita ebe s4>cómo dicemmo. Cafue .3. £\ (a notitia
scia fuperficie z oe vno rato oe vno tri arfulofòtacptitaDe giialtriooi lan. C
Verbi gratia E)fendolafuperPciedeltriaguIo.a.b.c.84.f vnoIato.14.di co ebe fd
la notitia de glialtridoi lati p"Tufdi ebe a multi' plicare il cateto
nella meta dela bafd neuene la ftiperficie del triangulodunquapartcndola
fuperficie del tnangulofcla meta dela bafd.ncpucne il cateto § J?tendo per lo
cateto neuenela meta de la bafd. P" Fa p largibra meffi ebe il cateto
fia,i.. eia meta dela bafd ebe i4.fìa,t.multiplica.i..via % fà.t. cioè .a.
c.cbe.'?.fn.si.e reca.S'.a I£,fà.6.in féfn isó.P.f mcàV\.i fé fa -si. @
.rrine.36.^7 ..'refra^.e.^-de cèfo tato e il cateto cioè ft.44.e. f "4 de
cèfo il qle meà co la meta d la bafd cB.3. ^>.reca a ^.fa.64. SI .S.64. S .
via,44. EJ .e.^%.(n.»S55*-e-Ì6- ® «dcH. 1 che fono egli ad.ioo.nùero recalo a
j£.fà,ioooo«refl'uci a fédicefìmi le parti arai.tóoooo.nùero apartire
per.4s695.neuenc.3Jff ^-.!a foa p,'. vale la cofi enoi dicémo
cbe.a.c.era.9..reca a p/.p>.fà.656i.mcà &3|f§fé»fn pfjp'. m 35.e.|ff^.
tanto e.a.c«f .b.c.metemo.B.^>.recaap?.p: .fà,20ft6,il qle mca
per,j;£f£»fa.p6o6£-f!.et.p?.p>.de quejìo e.b.c. g.a.b.metémo.ié.recaa
R.g.'.ja.W.eqfa mcàfc ^g(frf^.#A988g#taRto e.a.b, Cafus \ x Érloato triangulo
oalfuo centro 9 ciafcnuo angulo 8 -la fu perfide z itati fuoi inuenirc. CSappì
che dogni niàgulo eglatero dal centro a ciafeuno fio angulo e
.f.daldiametrobouoicateto.Adunqua jédal centroa eia' forno angulo e.s.che li
doi terci del cateto fira tuffo il cate^
_to.u.pomcà\u»infejnj44.etufaicbedognitriangjiloeqla tero la pofanja del cateto
e |éxquitertia ala pofanja del lato del triàgulo pò piglia.|.de.i44.che e.48-e
pollo fepra de.i44#-i9i-f la JJM9*-e£ ciafeuno lato il triàgulo dato. Hora per
fàpere la /ìia fvphcie piglia la meta de la bafà
chepk'.i9i.cómopJ.fira.4S-mcà'4S'VÌa.i44.jn.C9n,fl lV.69c.fia laftperfi- eie
del triàgulo che il jfpojfo. CflfU0 ♦6'.
£09ltrils5ulo.3-E).c.dbe.9.&.e.i$.t.b.c.T4.t.ac.r5.té parte da
riafcunoanguloUneeoeuidentiilatiopofti per equali intei recandole in pucto-g.la
entità da.g«9 ciafeuno angulo fé troni. IT Volfe prima tirarelelinee da
gliàgulidiuidenti'ilati per eqti la linea (è parte da lagulo.a.deuide.b.c*i
pucTo.d.quel Ja ebefe parteda làgulo.b.deuide.a.c.in punfto.e.quellacbe jép
tedalan* •gulo.cdeuide.a.b.in.punclo.f.f^Hora bifognatrouare i cateti pria
quello •ebe jépte dal angulo a.cadentejopra.b.c.cbe trouaraeflerep?.i44» fi
cade apreffo .e .$. bouedi quanto e dame£o.b.c«cbe»2« ad «J.cbe ce.t.
mulriplica Io in |é fà.4-pollo fopra.t44.jà,i4S'f la p?.i48. e.a.d. Hora troua
il cateto che fé parteda tangulo.b.jbpra ad.a.c.cbe»i5.ft il cateto fia
pj.tét^. € cade apreflb .e, fo.vediquàto eda,c.e.cbe.6i.ad-$fT.ce.i*?. multi plicalo
in|é |à.i^|§.gtogni con lo cateto cbe9?,i6r^j,fà.t6sj.pero tato c.b.e.gil
cateto che |è pte da langulo«c.{i: cade fopra,a.b.ep\iis^. ft cadeapreffo.b.èf
. vedi quanto e da,b.f.cbe,ri.ad.6fce.|54nultiplica in fé fo-iàs-giogm có.n^(
fi.u6.e4*€la^.iI6.f|.i.e.c.f.tuai.a.d.^.r4S.f.b.e.p,'.i68.e4.f. cf.pJ.K6.fi
•£.e tu voi doue fé interjègano le linee.Et per che dogni triangolo eh |é pte
linee da li jiioi anguli e deuideno i lati per equali fi interjègano nelli.f,ft
tu . ai la linea,a«d.cbe pM48.fi tu voi.a.g»cbe li.f .pero recala
p2.fà.9.J?ti.i48« per«9.neuene.i6f.il quale radopia còrno p?fri.655.f
p?.6£.e.a.g.f.g.d,ep?. i6*»f|ai cbe.b»e.p?.i78.e.i.del quale piglia.-:.cioe
recala p?.fii.9>parti.i6s. e.J-.per.9.neuene»i8-e.ft.filqualeradoppia còrno
p>.jà,£4f§. eia p>24f§. èlaltra.b.g.f .g.e.epj.is?é.f ai cbe.c.f.e
pj.de.in^.ft tu voi.c.g.pero piglia
|.dep;,iJ6f^5.cofireca.3.ap.'.fii.9.parti.ii6^B.per.9.neuene.i4k.ilqle'ra
doppia cómo^.fa»sóì,epP'.deq(toe.c.g.f.g.f.e^.i4f^.Etcoft ai cn.a.g.ep»
6srj.ftd.g.p?.t6*,f.b.g.p?.5r4f|.f.g.e.ep!i8ff.£t.c.g.epj.s6i.fì.g.f.p?.i4|s.
fTParme ancora de douere dire deladtuifionedefjìtrianguliperfrtperela quantità
de la linea che li diuide ft le parti de la jlperficie deuifi. CafUs. .7. © gni
triangulo e queKa pjopotàone da potenria de labafa a tuctala fuperficie del
triangulo ebe edala potentia del 3 linea deuidente a fa parte dela fuper"
ficiecbedeuideefrendoladitalineaequidilranteala baia. -_-.- __«_ — IfTExemplo
eglic vno triangulo «a «b.c. che. a. b.e.ij, f .'b . e . r4 • e • a .e. 13 . ft
il cateto .a.d. e . 1» . pongo quejìo triangulo cojì per cheli lati f il cateto
vengono in numeri interi ft la fuperficiefua e .34* dico che tu tiri vna linea
egdijfante.b.c-cbe bajÀla quale jiaf.g.cfi deuicìa a ti 4d e e it caret0.a,d.
per equali in punffoib.fr perche eglieqttelfa proporrtonede
a.d.cbe.i*.ad,b.c.cbe.t4.cbeeda.a.b ebe meco cateto cbe.6.adf.g.duqua
f.g.e.r-Jctu multiplicbib-c. cbe.14.in (è fa .196. eia fuperficie del triangulo
ab.c.e.S4.bora multiplica.f.g.cbe.t in fé fn.49.dico che tu ai lalrro man*
gulocbe.a,f.g.gilcateto.a.b eAflabafÀ.f.g.e.'z.e fai ebe a mtiltiplicare il
cateto nella bafa fn la fuperficie de doi trianguli pero niultip'ica il .
cateto cbe.6. via la meta dela baffi cbe.j ' •fà.ii.dico ebe glie quella proportione
da la pofan ca de la linea deuidentt che. 49.aU fùpcitkcic ebe leua cbe.n.
quale lapofimcade.b.c cbe.196.ala fùperficiedetuffoil triangulo cbe.84.pero ebe
fetudira1fe.196.meda.84.che medara .49.multiplica.49.via .84-fà.
4n6.partip.r96.naiene.M.cómovolemoficbetalefportioneedal3po|an ja de la bafà ad
ogni triagulo ala fua fùpficieqle e la pofknca dela linea deui dentealapartecbc
leua dela fLpernciedeJfo triangulo cheilpropoffo. Cafus .8. 2(toir
triaugiiIo.a^c.cbeinato.aI>e. is.b.c. i4.a.& 13.7 il cafcto.a.d-'2.elafii
perfide fua c.94.Tvna li' nca equidil |r doi trianguli, a.b.c ft.a-f.c fE il
cateto.a.d.diuide.f.g. in [ ucTo.b.f effe diff o nela pria de le deuiftoni de
triaguli efi tale proportione e.delapofrtncada'.i bacala fuperficie del
triangulo quale e da pofanca He la l'neadiuidenteala Superficie cbedeuide.Et
fimilmentee qlla $> portióe dela pofanca de'a bafa ala pofanca de la liea de
ujdéte et data fuj?ftciede.a.b c.cbe.S4.ala(ùperficiedeltriangu!o.a.f.g.cbe.35.
pero di fc 84meda.5?.cbemedarai96.multiplic3.;$.via.i96.fit.686o.partiJ?.S4.ne
Bene,silj-filap.'.8'?.elalineadiuidentef.g. CafilD .10. ] €
oclrrianguro.a.b.c.cbe.a.b.e.T5.b.c.i4.a.c.i?.T il Vateto.a.d.e.ii da fuperfide
fua e.84-VJia linea equi dittante rl.b.c.cbelctiaclela fi'perficie.'.oone fega
ÌI1 Cateto intienire CTQ "andò il rriangulo e diuifo pef vna linea
equidiffante ala bafa fa doi trianguli fimili adun qua (enei triangulo.a.b.c fé
tira vna linea equidiffante a!
?,c.cbefia-fg.fnravnotriangulocbefira.a-fg.finiilealtriangtilo.a.b.c.f itniguli
fimili fononi vna pioportionecbequella'fporrtoncail cateto «a. d. alato del fùo
triangulo. i.b-cbe a il cateto.a.b.al no del fuo triàgulo'.a.f. ecofi-a
d.ad.a.c. corno »a.b.ad.a.g.f cofi.a.d.ad b.c.cómo.a.b. ad .f.g. fi ebe fono in
pportioneadunquafira qlla proportione da .f.jdela pofanca del cateto a.'.dtfa
fuperficie del triagulo quale,eda la,pofai:ca de tuffo ala fuperficiedetuffoil
triangulo adun qua multiplica il cateto.cbe.i-. in fèfà PRIMVS 5 re altramente
p che fono in ^portone tu fai chela fuperficie del triàguto.a« f.g. vole
eflere,2.de,84»cbe e.33? .pero che fai cfi.84.de fuperficie da de pò
fdncadecateto.i44.cbetedara.33?.de fuperficie multiplica.33?.via.i44. fa
4838|-il quale parti fc.84.neuene.$tf,ft la £'.s#e il cateto.a.b. il quale ca-
cauamo inuenire. CafuS »li. Sito il trianguro.3.b.c.c&e.a>b.e.i5.b.c.
r4a.cj- . t il cateto a.'d .12. efafcaiuperfiriee.84-'ze deuifeda vna
lmeacbc.8.equidinàrc al bc. cercafe ooueftga ra il cateto.a.d.cbe.i2»ecpra
fuperficie leiiara del tri angulo *a.b.c fé vole trorjareCPercbe comò editto
{Èflcdoi triangulifimili cioe.a.b.c.g.a.f.gft fono i vna prò jortiouepcrodi
cofife»b.c.che.i4.da decateto.a.d.cbe.H.,cbe darà labafà f.g.cbe„8.mca.8. via
.B.fà.96.partiper.i4.neuene.6*.adunquafégarait ca' tetoinpuflo»b.cbe(ira.b,a.6*.€ecatetodeltriangulota.f.g.P'Seyoilafii
perficie ebe leua meà il cateto nella meta dela bafd cbe.4.fi cbe.4.via»6°.|à
*rfoto leua dela fiipficìedel triàgulor.a.b.c.cbe.s4. V"E-t quado tu
volefje deuiderloj? vna linea ebe jépartiffe da vno angulo deuidi la bafà
oppofìa a quello angulo i qla parte che tu lo voli deuidere e tira da langulo
la linea eferafntfo £afllS «T2» JÓlie il
tria»gulo.a.b.c.cbe.ab.e.i$.b.c.i4.ac»i; *t \\ cateto.ade.12e la
fuperficie.84.nel qle e vn puncto e.nella linea.aba p?effo lagulo.a.3 del die
tiro la Bea deiiidenfe'b.c.in pócto.f.cbeleuade lamperfiriedal rriangulo la
metacercafe la ójtita de.e.f.r dcb.f. fTTuaidoitranguìi.a.b.c.f.e.b.f. (E
fiicbe.a.b. e.ij. ftilcateto.a.d,n.e fai cbe.b.e.B.per ebe |é tiai.3.de.is.cbe.a.b.refra.u
pero di cofi jè.a.b»cbe.ij» me da de cateto»u.cfi me dara.b.e.cB,n.mca,n.
via.P.fn,i44.pti p.is.neue.
9*.colqualepartilametade.84.cbe>4i.neuene.4|.radoppiaAra.8j.tàtoe fc.f.
P"Et per fÀpere gto e.e.f.mcà.9Ì.cbecateto i (i ^.grf^.epoi mcà'b. e.cbe
u.in fé |à,i44.trane.9i^.rejfa.si*i.ela fua $>,e da,b.finc do cade il cateto
efi ^.trailo de.8>.rej!a.i.e.^.il qle mea i fé fà.^é-giogni co.gi^.fn.
94fè^ó> eg?-94^gfe.e.e.f.g.b.f.e.8|. Cafue . £ il
triangnlo-a.b.e.cbe.a.b.e.iS.b c.i4«a.c.p .e dt'uifb da v na linea ebe fé parte
da langulo.ee fi ga il cateto a-d.in pucto.e.,r.a>b.iu pncto.f.z-a.f.e.5.
epto e.a.e.e. dc.e-e.f.fe vole trouare.CTu fai ebe il cateto.a.d .w.f cadefu la
ba^.b.cfii Io pu£ro.d.ff«iicbe.b.d»e.9.f»d. e', e.5.f effe diffo ebe la linea
ebe |è parteda langulo.c.f va al puclfo.f.f diuide.a.b . cbe.15 apreffo
langulo.a.s.cb.fdelalinea.a,b,a dimquafèjétira vna linea
dalpuncìo.f.ectdiffanteal.a.d (égara.b.d.in pun £ro»g.cbeftra.d.g.vn terco dela
linea.b.d.per'cbecafcàdo dal pun&of.la p pendiculare egdiflante al.a.
d.deuide.a.b.f! b.d.in vna fportione fjf.a.f.
e.f.de.a.b.cofifira.d.g.vde,bd,f.b.d.e.9.dunquae.d.g,3,f,b.g.6.Tuai
cbe,b.f,e.io.cbe.ìdea.b.cbe.r5.mca.io.injéfà.ioo.boramca,b.gcbe.6.in fé
(à.56.tralIo de.ioo,reffa.64.è P?.^4-e.f-g- che e.s. T£t efìediflo ebe e.
d*e.j.f.d.g.3.giontiinfiemi^ino.8.nicà.infefà.64.f md.fg.cbepure.8.
Jéfàptjre,64-giognicó.64 fa.&s.ela l>'-R8.e.f.c.percbe.f.c.eopoj!aa lan^
gulo.g.cbe recito pò qto le do ltnee.f,g,f .g.c.p la pi nutria del prio de Eìu
clide.p"Et)è voi faperc.d. e.di cofi jé.c.g.cbe.s.meda.f.g.cbe.s.cbe me
da- ra-cd.cbe.5.mca»s.via.s.fn.4o.partip.8.neuerie,sf.f.f.a.e ilrefTo
finei.B,cbe.t.Horaper.c.e.^ cofumcà.c.d.cbe.5.in |èfà i$.g .d.e.e^.mca in
lé^.xj.giogni co.ij.fà-so.e $,so.e c.e.f|p ebe tu fàicbe.f.g.e«8«f .d.e«5«
trallode.8.ref!a3.mcàloin(èfa.9.f*d.g.epure.3.cbemcàtoinJéjapure,9«
cbegiontocó,9.fà.i8.elapf.is.e.e.f,cbequel!ocbe,cercamo. iTLa fuperficie qdrata
delati ft anguli equali la pofàncn del juo diametro e doppia ala pofan ca del
ftio lato g la fiperficie fua fa da' .meire del Iato in fé medesimo, p"
Verbi gf a eglie vno qdrato ebeper ciafeuno lato e 4 meà a ih 8 n TRACTATVS 4,
vìa.4.fà.i6.tanto e tafuptrficie de quello quadrato cioe,i6.cofi de ogni
quadrato che fia de lati g anguli equali. £afus .t4. £lquadrate>cbc.ó. pei
lato la quantità Del Tuo ola' metro trouare. fT Sia il qdrato.a.b.c.d.c fia
eia) aio lato-6.el qle tira vna linea da làgulo.a.aligulo.c.la qualedeuide il
qdra to i do parti equali p chela fn doitriangulicioe.a.b. g.a.d e. che fono
fimiligequalipcbe.a.b.t equale ad.a.d.f.b.c.equale aid.c.ft .a.c.e bafii de
luno g de laltro fi ebe fono equalt. E per la penultima del primodeEudideaicbe
la linea del triangulo oppoftaa langulorecìo pò quanto pò le do linee
continente langtilorecioadunqua la linea.a.c.clì diametro del quadrato.a
b.c.d.del quale ciafeuno lato e.&. continente lan gulo reclo oppofti al
diametro.a«c.pero multìplica.ó.in |è do volte e gion^ te injiemi fn.p.ela
^?.7i»fia ildiametro.a.c. Et quàto al diametro,del qua dratofìijfe.s.cbe fia il
lato (ùo multiplica.8.in )e /3.64-pigliane la meta eli 3B.f p.p.fira periato il
difito quadrato. «_ Cafus .r$. 01 '(£ quello quadrato ebe la f "uper fide
fua e doi cotanti ebe li fuoi.4.lati il lato fuo muemre. IT Tu ainel lalgibra
ebe il quadrato fé intende per lo cenfo f il |ùo lato fé intende radice cioè
cofci aduqua di cofi,eglie vno cenfc cqle.s.cojt per ebe e cqle al doppio de.4.
.cbe 8.#.g ilcapitulo dici ebe tu parta Ieco|è perii ccnfi eqllo
cbeneuenevalelacofàparti.s.fc.t.neuene.s.f.S.valelacofà ebefùmeffo vn lato
aduqua fù.s.mcà.s.i fc fa .64.f li fuoi.4-lati cbecia|aio.8fà.3i.§ il
qdrato,64>cbe doi cotato cK.31.cbe fono li qtro fuoi lati ebe il propojlo.
£afu0 .ic». glie vno quadrato ebe e.eqiiale al i quatro fuoi lati z a.t>o.n
liniero il lato fuofevole trouare. flTDi chetale quadrato fia vno cenfo t il
lato fuo fia.r, . 4.lati)irano,4..adunq.i.H.eeqlea.4.^>,{t co.nuero.
P"Elaregula dici quando li cenfi fono eqli alecojèealnùe' ro ebe tu demeci
le co)è e multipliebi in |e qllo ebe fa giogni col numero e la l3J.de la fomma
più il dimenamento de le cojé vale la cofèt .A dunqna tu ai.i. IH . equale
a.4.^.§.60. numerodemtfi leco|è firano i.mcain
fefn.4.gioguicó.6o.fà,64.ela#.64.p\i.cbefuil dimejamétode le cofr vale la cofa ebe
ponemo che fùffe vn lato del quadrato e la IV .64.e S.giognici.i'cbelameta
delecojèfà.io. che vn lato meato i )èfà.ioo.,ft li q tro fuoi lati Jbno. 4-
volte. io.cH fn 4o.cKgi5tocó.6o.fà.ioo.cómo voléo. OSnù '17. £ la fu perfide 61
quadrato equilatero fc tra Dei qua fio fuoi lati z reniaue-5.quale fii il fuo
lato. ITcómo |è difto il qdrato e* H .g il lato e.i.^» qtro 'lati
fono.4.^>.dùqua.4..jbnoeqliad.i.EI.3.nuerodeuidileco|éfirano'i»riica.infefà.4.tràneil
nùerocbe.3.refta.t.f lajV-i.p.i-cbefìiildimecaméto dele co|è vale la cofà.
ebemetemo vnlatodunquafù.3.mcàin |è fn.g. trailo de qtro fuoi lati ctì e
u.cioe.4.volte.3,reJta.3.cómo cercamo» Cafiie .18. TRcom li quatro Iati
dunoqtro equilatero fono eqli a S-oe la fua fuperficic de laq3tita de Iati le cerca.
|TTuai.*.decéfoeqlia.4.^'reducia.i.(S),arai.i. E.eqle a,i8.^>.f ti.is..p
.i.neuene.is.tato vale la eofacbe vno PRIMVS 4 Iato delqdrato meato
infefc.v4M.$-der)i4>e-'li& li qtro tati che cìafcii
noe.ia,di«4.via.iS.fà,ti.cbeli.*.de.3i4' CafUS -15>- 0 quadrate equilatero
che il fuo diametro e.e».piu cbeilatofuo del fato inueftigare. FMefti che
illato fLo(la.u^>.nica.t.{à.i.@-il qleradoppia fono.i. M .adunq dirai cH il
diàetro fia.i.^.p* 6.mca.i.^.p.6.via.i«.p.6.)n.i.|Dj.e.B.^>.e.56,nuerocfi _
fonoeqlìad.i.Ol.refroralepttleuadaognipte.i. H.arat.r. El.eqle
a,B.#.f.56.nHero.|TDemeceale..6.cbe fu il dimenamento dele. $>,
valela.^>,cbe metémo cbefùjfe vno latoduquafù.6,p,{£.p.fc» JCafttS .20- H
per vno lato de viw qdrato fé mei il fuo diametro euengane$?.u- quale fu
ilfuolato z il fuo diametro. f[Tu fai ebe il diàetro pò q'to ebe pò doi jùoi
lati gióte lepo fàn$eloro Ifiemi £o di cBvnlatofia.t.^mcai féfà.i.H.ado
piafcno.i. ED .f la p.J. M,e ildiàetio tuai a meàre p?.i« SI j> vn
latocfi.i..reca a p.fà.i. H.mcà.i.. i6.valela.H.efùdiffocbevnlatoera.i.ll.e
jj^,r6.e.i.mcàtoin feja.4. adoppia fà.8.duquail diametro e{2.8.reca.i.a.£?
fà.4.ft.4.via.8»fà.3i,doe 5?.5».cbeladimàdato. CafUS 21. da fuperficie
duquadrato meata col fuo diametro fà.Soo.cfcefu il fuo t il fuo diametro.
f£"Poniilfìiolato.r.mcàijéfà.i.tI],fi lapofànea deldiàe' tro e dopia duqua
e 52.*. M .e noi dicémo ebe a meàre eòa fùpficie del quadrato fn.soo.reca a
gja. IH H.mcà.i, M H. via.x. lei .fn.i. EJ.de cubo tuai.i. IH »de cubo equale
a,500. reca a ^fn.ijoooo.recaad.i. ls] .de cubo arai.i, Hi .de cubo equalcusooo
eia pj.dela #. cuba vate la.,cbe fxt vn lato ebe p?.so.cbeillato del quadra
toradoppia corno nuero fà.ioo.lafua^'.e.io.cfi diàetro mcà.ro.v?lafù|jfi eie
cbe.so.fà.soo.f cofi ai ebe illato fuo e JS.so.ft diametro.io, Cafus .22. Suédo
dcó delati z diaetri z fu perfide de qdrati di' ro
acoraqlcfrecofadeledìuifióiloro fktedalineere' etc exéplo C£?e la fuperficie
quadrata.a-b.c.d.c&e e tó.edeuifà perequati date u'nea.e.Wk fé parte dala
lì'ea.ab.apìeffo lagnlo.a.la quatita dcffàliea deuidé tecercare z quanto e
dileolta-f.dafàgulo-c.z.d. CTTuaicbei[quadrato»a.b.c,d.e.6.glatof
volfedeuiderepermeta^vna linea ebe fé parta
da,e.cbe.i.aprejfo.a.nella.linea.a-b. f fai ebe la fuperficie e 36'pero
deuidafé prima pelle linee diagonali.a.d.ft .b.c.cbe |é it erjègaràno in
pùffo.k.Poirira vna linea dal puffo. e-pafantetulUa quale deuidera.c
d.inpuffo.f.dico ebe la linea, e.f.deuide la (ùpficiera.b.c.d.p. equaln p^Per
cbeegliequellafportioneda,c.f.ad.c.d.cbe.e.da.b,e.ad.b.a.gittriangulo e.b.K.e
equalef fimileal triangulo.c.lvf.ft la linea.a.d.deuideper equali el quadrato f
per equali la linea.e.f.f fa doi trianguli fimili g equali cioe.a.e.
fc.f.d.f.fc.dufiqua togliendo dal triangulo.a.cdiil triangulo.d.f.fc.remàe
a.c.f.K.equalead»e.b.d.h.dunquagiognandoad.a.c.f.ft.iltriangulo.a.e.k
remane.a.e.c*f- equale ad.e.b.d.f.cbeciafcuno eia meta dela fuperficie.a.
b.c.d.delaqualeillatofuoe.é.f.a.e.e.i-'gcofì.f.d.e.i.trallode.c.d.cbe.é.re
fra.s.cbe.c.fttira vna linea dal punffo.e.equidifrante.a.c.cbe deuida.c.f.tn
punffo^g.fira.c.g.vno trailo de.c.f.cbe.s,remane.4 fi ebe tuai vntrian -
guto.e.fTg.f ilfUo cateto.e.g.e.ó.e tu fai ebe a multiplicareil cateffonella
metta dela bafa .g. f. ebe .x. fn la fuperficie del triangulo pero multiplica»*.
via.6.fn.u.al quale giogni la fùperficie.a.e.c.g.cbevnlatoe»r.etaltro.6.mut
tiplica.i.yia.6«f3.6.giogni con.u,fà.is'-si.c.e,f.percbeeopoflaalagulo.2 che
recito pò quanto le do linee cioe.e.g.f -g.f.cbe contengono langulorefto opoffo
aquella ffc Cafltò.. £dclqdrato.ab.c.dcbc.6'.pei tato-fé fa lineartele
partedalpùcro.e.neltalinea.a.b.prefrovnoeleuade la fuperficic.^.qle fiala
qua'riradcla linea dcuidétce doilCCÓnilScrg.C.d.
tLPigliap*ma.£.dellato.a.b,cbefia
a.l.frdalpùcto.l.riralaUneaeqdiftàre.a.c.cbecóringalali' _nea.c.d.inpùclo.m.f
dalpufto.e.tira,e,m.€.dal.pucìo.l.ti ra
vnalintacqdi|!ate.e.m.cbe|ègbi.c.d.ipùflo,f.poitira,e,f.dicocbelali
nea.e.f.lcua.^.dtl t fuperficie de.a-b.c.d.percbe la linea.c.f.deuide la linea
l.m.percquaìiin puffo k.gfàdoi triaguli ftmilif equalicbe Jono.c.l.K.g
f.m.K.fedifto chela linead.m. togli. :,delafuperncie.a.b,c.d^duqua.a.l citi. e
\ de.a.b.c.d.ptrcbetogliédoil triàgulo. e.l.K.ad .a.l.cm.fì; dàdoli
iltn;iguIo.f.m.l%.cBequaltacj!lorcmaraa. e.c.f.eqlead.a.l.c.m cbe.^.có mofìid(cto.p7"£t|èvoilalinea-c.f.(ncofituat.3.e.cbe,i.tiradal
piiflo.e.
Tnalineaeqdiffanre.3.c.cbt.fia.e,b.erira.c.bj.S.c.f.e«5.tràne.i.refta.i.mcÌ
infefà.4.Smcà eb.cbe.6.in)èft.56. giognici.4.|à.4o.€la^'.4o.e.e.f.cbe
lem.^.dclafuperncie.a-b.c.d.ejega.c.d.inpù^o.f.ft.c.m.e.i.cbeeqlead.a.
I.cbe^,de.('.g.mf.eequalead.a,e.g.e.l.cbecia[ctmoe.igiontoad.c,m.
cbe.i.fira.cf.S'ricbelalinea.e.f.lèga.c.d.inpiinÀo.f.epam.cf,}. jL'afue.
£iiadofc.5.dctqdrato.a.b.C'd.c&c.6'.perlarodavii3
lincaeqiiidilta'tcìloianietro. a.d.quateelaairitaoe lalmeaedouefigara.ab.z.b.d-
inuefiigare. CTuai che i diametri a.d É.b-c-lcinterjcganoinpùffo.k.f .k.b.e
cateto del triangulo .a b.d.cbe^'.is-tnca in |éfà.is.f tuvoi ucbe.T.de.36.ptro
dicofi|èiltriàgulo.a.bd.cbe,i8» meda decateto iv.i8.cbemedara.il.
mca.u.via.is.priartcaap.'. le ptiara.i44-f 314.boramca.i44.via.314.fa
466s6.ptip,3i4.neuenei44>ela[2(5?.i44.e il cateto ebe pr.ii.il
qleradoppiacómo[X.{à.4S.efi.'.4S.e la lieaduidete cri e
e.f.fteopofTaalangulo.b.cberefirolaqualepocjto.b e.ff b.f.pero delùdi
hpo|dncade.e.f.cbe.43-^gqlifu'a.i4g6.M4.e.c b.gcofi.b.f-g.e.f.jy.48* Cafus
.2>. fiH Ialina teita-i oe la fuperficie qdra .a b.c.d»cbc il
latofuoc.ci.parrèdoicdal pttcto.e. apzcflbr ad-a- nel Ialincaa.b.deuidcnrc.bcin
piicto.R. t .c.d. in pucto f.lc eptira oe.e.Kc.k.b.K.f. k.fe vole cercale.
fTTuaiperlafecùdadeledeuifionidequadrati.cbe.e b.e.j.
E.c.f.5.giogniinfìemi(à.s.adunqiu(è,8.fùs|é.6.cbe)éria.5.mcà.3.via.6.fn
i8»parttper.s.nevene.r»i.duqua.c.g.e.i',cbeequalead.g.H.f.l;.b.e.3{.cri
ilreftonnea.6.cbeillato. Et j? Euclide fefuacbeognituperncieparalella ebe il
diàctro (éga .pduci paralello ftmileduqua diremo che.c.g.e.i'.fF.g.K.
»J.peromca.i;'in|cfà.s;jf g.K.infè cbe.ij.jnpure.j^. giogni infiemi fa ìo'-f
la^MOj.e.c.K.cbepartedeldiattro.b.cf aicbe.b.K.e.3J.mciin)èfà i4;5.radoppia fn
i8|.tp?.deiqffo.K.b.cfllaltraptedeldiàtnro.b.c.€lcptidc
Ulie3.e.f.tuaicbc.c.f.e.3.f.c,g.ii.trallode.3.re(Ta.'.mciinrefn.^.giogrii
c5.5^.fà>Si.ela5L'.s|.e.f.R.prHoraper.e,K.tuaicbe.a.l.e.2|.tràne,a.e.cbe.i.
refh.^.cbe in fé meato fn.i^.f mci.l.K.in )è cbc.j^.fà 14^ . giognici .r^.fà
iSS.elapJ-ivJ.e.k.e.f .ck.^.io^.b .H.^.isj.f -f.k.^.Si- lCafu& 1
lalincaibcfeparteoalpiicto.c.dcUato.a.b.dclci drafo.a.b.cd-cbc il latofuo
eó.ptàfr,a \,% 13 lincae determina nel pucto.f. nclìali;!ca.b.d.ebeleiiaraò la
fupei'firie.a.b.c.cf.cdc uefegat a.b.d.fe troni.
CPircfHalie3dtiu^étee,6.mcain|èfn.36.efAÌcb.e.b.e, . 6s',.ela
fuperficie.e.f.g.e.b.e j.f .b.f.pj.ir.gc. pNotàdii e il pétagono eqlatero e
desiati eqli g. J aguli eqli delaqle figa raiknjuoijépojfonoaueredaldiaetro
deil circulo doueedefcricTof dal la to pofle auer il diaetro del circulo doue
deferito tf J> lo lato Jé pò aurf la co da cB foftotéde làgulo pétagóico $ p
la corda il lato f p qfft fi troua Ufùfcfi. fDogni pétagono eqlattra la pofanca
del diametro del circulo doue e de ' jcrictoalapofan$a del fùo lato
ecómo.i6»ad.to»rfì. f3»,io.exemplo. Cafua .27. ffl £iltatode pentagono
equilatero c.^-efreffra ì[ dia- metrodei circulo doueedefet irto. Tuai defopra
ebe la fportione del diametro del circulo ebe lo coterie e
cómo.4.a.fi?.delramanétede.io.traffóe #.io.o uoi dire la pofanjadel diaetro
cbe.16.ala pofanja delato S. io.rn.pj.to.po di fé.to.m.ijj.io.da.té.cb'
dat4.recalo a p?.fà i6.mca.i6.via,iGtfà.js6.ajtfirep.ro.m.#.io»trouail ptitore
cofi mca-io* rn.fiMO» via.io.piu fC.io.fn.So.e qfto e tuo ptitore
mcà.iO'via.iSó.fzt.iséci.
ilqleptip.so.neume.3x,tieniamétereca.iS6.a£>.fà.6$sj6.il qlemcap.xo»
^i5iotio.borarecailprttoreaiJJ.cfi,8o.fà.C'4oo.pti.i3iotJO.neuene.io4f. tato
elil diametro del circulo ebe lo coterie cioè R?.dela ) orna ebe fa 1J2,io4?«
50ffafoprad-e.31.cbe teneramente. CalUS .28. Sto i[ diametrodcl circulo
dxcóteneil pétagono e quifatero illato filo inuenire. €TSia il pentagonca.b
c.d.e.f.a f fia.B.gfiadiamctrodelcirculodoueedefcricTo Euclide nella«8.del
G.dici che illato dello exagono collo la to del decagono giótiifiemi
cópógonovna linea dmifap"o la£portóeauétemef
oSdoiftremifnelU.9.del,i5.;puacfÌ lapofanc. a dellato del decagono gióta cóla
pofanja dello exagono e eqle a, la pofanji dellato del pétagono defcricli inuo
medejfio circulo aduqua tu ai illato dello exagono cbe.6.che meco diametro al
quale fé vole giognere illato del decagono euolfécofitrouarc tuai defopra ebe
iltato del decagono gióto collato dello exagono cópógonornalineadeuifaf>o la
fportióeauJ re il mecco g doi {tremi dela quale tato fa la menorepte I tutta la
linea qto la magiore i fé, pero di ebe illato del decagono (ia
f.^.giognic6.6«cB illa to de!o exagono fa.
.p,i.^.md.T^,via.6.p\i.^.fe.6.^.p.i.0.eqffo de eére equale ala'mcàtióedela
magiore parte cbcó.cbe meato ifcfa.36.tu ai.t.
@je.6.^>-equalea.36.nuerodeme^a le.^.fira.5 mea i Jé fà.«?.giogni
co!onuerocbe.36,fà.4$.f lai^.4>.m.3.eillatodeldacagono.Etdiffo|edt fopra ebe
la pofanfa dellato del decagono giSta cólapofàneadello exagono e equale ala
pofànja dellato del pétagono i cflo medesimo circulo deferi
C?operomcà^.45.m.3.vUpj.4s.m.}.fà.s4.m^.i6io giognici la pofanja delo exagono
cH.36.fà.cio.m.pj.tóio,tito eillato del pétagono cioè pi'.del remanéte
de,go»tra£rone la je.ióxo.ilquale e def crifito nel circulo ebe ilfuo diametro
fie.w.tfc CaftlS «29. Scoìdatfeefóctotédelagulopétagonicooner corda
pétac5Óaledelpéraf5oni?-à"-b.c,d.e.e-i2.iUatodetalepé agoilO feuofe
trouarcCTTu dei (Itperecbe.r-.fe dei parti re pò la fportioe auéte ilmerc.o f
doi extremi g la magior f> te eillato del pétagono«Tuai la cord 1 cbe.n.fanc
do tali par ti ebe meato la minore per.n facci qto Ultra parte in fetnede imo
Aduqua póni vna paite.i .eU!tra is.m.i -^.bora trìca 1 #.via n.fn.u..g mcà,».rn.r,^.via»n.rn.i.^.ja.i44.m.i4.^.^.i.
tal reflo ra le pti arai.t. HO .e.i44.nfieroeq[ead,3 '.^.dcme^ale.^.fiiao.is.
meà in )éfa.3i-»cbejTi i:.valcla..laméoremca.i,.^.via.i. .fà,i.[5].g
ii.via.u.m.i..tu ai.i.[sl,ii.^>.equale.i44»demecaleco fé firào.6.mcà in |e
fà,56.giogni al numero fà.i8o,tfla0M8o,rn.6.eil lato del pétagono corno
defopra. CafilS .30. idi lato oel pétagono eaiarero.abcd.e.c.4.cl5e fira ila
cozda che focto tede langulo pétagonico ouer corda pentagonale fé vole vedere.
CTNoiauemo difto de fopra ebe la qntita de la corda (è deidiuidere fecódo
lafpor tioneauenteil megoedoi flremif chela magiore parte e il lato
del,pétagono g noi no auemo la corda de lagulo pétago gnico ma noi nauemo
vnapte cioevno lato del pétagono cbe.4.fE eia ma' gioreptepodimetemocblacordacfifo£totéde
lagulo pétagonico fta .4. p.i.^>.dùqua la méore ptee.i..mcà.i.,
via.4.p.i..fà.4.^.p»«. O. poimcà.4.via.4«^>»fà.i6.tuai.4.e.tó.nueroeqlead.r.
U .demecatecoli firao .i.mca in fé fn.4giogni collo nùero cbe.ió.fà,io.ft la
#.*o.m.j.cbe fu ildimecaméto deje colevate la cofÀ e noi metémo ebe la
menoreptefùffe.i. aduquafù^.io.rfi.i.cbegiótocó.4.^p?.io.p.i.duqua la corda
efifoftoté de lagulo pétagonico e p2.zo.p.i.gdo il lato del pétagono e.4.
jCalUS «3 r. " 2t meàtione celiato oel pétagono equilatero gióta.
cólamcationeOelaco:dacbc focto tède lagulo péra gonkofa.21.la cptitaoellatoc
oelaawda z oel dia-' metro del circulo cbeil stene fé voletrouare.
cofi]e.i6.dediaetrodadelato.io.m.p;.io.cbetedara.ióf.mca.io. via .u>f.
fà.i68.ilqlepartiper.i6.neuene.io|,multiplicamo.i6f.infefà.i3zf?.ilquale
multiplica per .io. fa .s644*'?.partilo p.ió.recato a pj.cbe e.is6. neuene,rn.
zi^.aduqua la pofanca del lato e.io^.m. p?. nig fimilméte fa dela corda
cbe.b>e.cbe.io.p.(i'.2o.|é.i6.da.io.p.gt'.io.cr5tedara.i6^. darate.iovp.a'.n
^5.§c1k la corda de lagulo pétagonico e jj-dela) orna ebe fa jji.j-.^.poffafò
pra.io^.ftil lato e j^.delremanétede.io*. tracio la gj.u^.gióte ifiemi fà.xr,
pcbe.io'.f.io^.fn.ii.f pj.M^.m.e^.ii^.p.gióteifiemi fa nulla (t ildtame tro del
circulo cìoue e deferiffo tale pétagon o e p? .16*. fCalllù *%2, gltcil
pétagono cquilatero.a.b.c.d.e.cbe meato il la- to i fé z moltiplicato la co;da
oelangulo pétagonico in fez gionte lefómcinfiemi z oc qlla fonia tracto la
pofanca oel Diametro Del circulo ebe otmc il péta^ gono remane.20.cercafc ceto
e il lato eia co?da z qui to e il Diametro. I re oirimo fé diclo tu ai il
pentagono ebe tali pti fono note pero fa co prò* portione tu ai per la
precedente ebe la pofunf a del lato cóla pofanta dela cor
d:iche.20.dadepofrtn(j-adedi3metro.i6.trallodcv:o.reffa.4.pero di fé. 4.
da.io.cbedara.io,mca.io.via.JO.)ìi.40o.partiper.4neueiie.ioo.tufdicB
io.dadediametro.i6 cbedara.100.mca.16.via.100. fà.1600. patti per. jo»
neuene.so.f ^'.So.eil diametro bora dicofi il diametro cbe.r6.cla de lata
io.m.!V.JO.cbedara.so.mukiplica.io.via.8o,fà.soo. parti pfr.r6.neuaie. $0. reca
.so. a $?♦ fà.64oo.multiplka per.io.fà.nsooo. parti per.«ó. recato
arecbe.'-só-neuene joo.dunqua la pofanca del lato e.so.m.p.'.soo. § la cor da
de langulo pentagonico' e. so . più $ .$00 . cioè la fua pofànca dun" qua
giorno lapofanfa del iato che .0. meno {V.500. con la pofàncade la linea che
fo£totcndclaiigulopentagonkocbe,5o.p.p?.soo.fn.ioo, ebe tra PRIMVS 6 forte la
pofÀnca del '.io.cbedara,i?'.mcà.io.via4tiy.fà-iì;t'.partip..c6.neuene.iiì|5.
poi reca.i^.a ^.fn.jic^j.U qìe meà có.io.fà.ójjo^.e q|lo pti p . 16 . recato a
».cbe,i56.neuene.i4ì^?|.cioe^'.i4t§"|. adunquail lato e.n^5, m. I£. »4^'|.
tato e la pofanpi del lato ft la pofàca de la liea ebe focìto tède lagulo
pétagonico e,nf£4-.p.{£ •i4I_|y?|. ebegionteinftemi fàno .nj. ftgionticila
pofètn^a del diametro del circulo cbe.i^.fà.^o.ft ai che il lato del pentago
noef#,delremanmtede.n$.tra£tone{^i4ia7-?f-{fla 'Iea ebe (belo tende là gulopcntagonicoepl'.delafommacbe^i^.i4vsHf.pDftafopra.nIJ.€il.dia
metro del circulo che il circùferiue e^.17^. CafUS .34. £oalaugulo pétagonico
del pentagono equilatero ebe illato fuo e.4\*o.p.».efnjfe vno
triangulo.a.b.e.flda là gulo.a»cade la perpendiculare fopra.b.e.in puffo, f.e
frine do pti equali da qua pti pj.io.p.i.firavna £\$.p\r»mcàlo in )é
fà.6.p.J5.*o. trailo de la pofàrt' ja dellato.a.b.cbe.16.
rejfa.io.m.^.io.adunqua.a.f>ppen$adicularee pj.del remanéte.de.ro.traffone
p?.io. Calue ."6. £1 pétagono cquilatero.a.b.c.d-e.cbe il diaetro Sieri
culo doueedefericro e-a-fa eptita e la fuperftcie imie
ffÌgare-P"£uclidenella.8.del.i3.dici esiliato deloexagono gióto co lo lato
del decagono espongono vna liea deuifa |é cudo la £portióeauéte il meco ft doi
ffremi efjédo deferiffa i vno medeftmo circulo cbenel Ia.9.del.t3.{>uacbe
lapofàn ja del decagono gionta con la pofànca del lato de lo exagono e equale
ala pofcnca del lato del pentagono deferiffo in vno medefjtmo circulo. Et
cof1prouanella.10.del.15.cbe la linea, ebe fbffo tende langulo pentagoni co
deutfà (ècundo la proportione auente meco e doi ffremi ebe lamagio" re
parte il lato delpentanono . Pero poni ebe Jla vna linea coft diutfà ebe la
menorefcte/Ia.i..ff la magiore.6.cfi meco diàetro edelato dc'o exago TRACTATVS
a noetuftal3licafia.6-p.'.^>'aduquamca.i,.via.6.f'il.firdo 3.mcalein
|cfà.9lgio2ntal nuerocbe.56.|n.4s.f lap?.4J iii.3, vale Ucof* eh il lato del
decagono. Et fùdiflo di (opra eh' la pofanja de decagono gió ta c5 la pofanja
de lo e xagono eia iqaie ala pofunja del lato del pé tagono de|crifliiu
vnnude(|ìmocirculopomca^.4S.m.5.via^.45.m.3 .}n,s4f m»p?.i6io £ giognici la
pofànca del iatodel exagono cbe.56.fa.90, meno JSM6io. tanto eia pofancidel
lato pentagofila pofancade la linea ebe foffo tendealagulo pentagonico
e.go.p.pMózo. Et Euclide proua nel la 9, del i4.cbe UV.del diametro del circulo
doue e de|criff o il pétagono mei tonclli.§.de la linea che foffo tende a
langulo pentagonico fa la fuperficie de tuffo il pentagono. Et io trouo cbeqllo
medesimo fa meàndo li. §. del diametro del circulo doue.edefctiffo in melala
linea ebefoffo tende alari gulo pétagonico perche tu multiplifbib.k.cateto
nella bafà.ag.delrrian' gulo.a'b.gfàla^pncicdedoitriagulif frticbe.a.g
e.4.offauificbemcàn do.b.k.in.a.b.cbe.* .fàra.ì.rrianguli e meco ebe meco
pentagono dunqua mcàndo.3.b.in.b.e.cbedopio b.k.fàra la
fiipcrftcicde.striàguiicbe tuffo il pétagono pero pigliali.^. del
diàetrocbe.ij.g li. |. fono.tj. multiplicalo in|étà.5C^.f
qfloiucaf.9o^i.506i[.borarecaap?.*i.fìi.3«64igtilqlemcà £.1610. fa sì'-S Si^.f
lap?.delafommacbefàpj/»s6si5poftafopraa.so6Ji» eia
fuperfictedetalepentagono.C^Notandttm Lotxagonoe vna fupcrft' eie cótenta
dc.6.lart equali che ciafeuno e cqle al frmtdtametro del circulo doucedejcriffo
fr deuidejé in. 6. trianguli eglaterip li qli fdlafuperficie/ua mediante i
cateti. £a(w glfevnoex90ono equilarero.a.bc.e.d.f.clkper c& fefi 0
Iafo.c5.la ójrtta de la fna fngficic fr vole tiotiare. 43.cbe la fùperficiede
vno de.6,triiguli cioè fj?. 145.fi: tu voli.6. triàguli mcà-6.i fé fa.36.ft.36.
via.J43.fà'3?4S.f la p?.8t48.c la fùperficie de
loexagono.a.b.c.d.e.f.cbeillatoft!oe.6.Pof]eper altra via attere tale fu*
perficie tu (Ài cbelo exagono cade vno triangulo equilatero cadete co glia guli
fuoi i tre anguli del lo exagono cioca-c, e. g effe poflo i diametro del
circulo.ii.adunqua il cateto dequeffo triangulo e.9.cbe li. '.di.n.glabafà
fua.ce.eljM08.per ebe tanto fa il cateto il tuffo in diametro cjtofàvno lato
del trhngulo in fé dunqua vno lato e j^.ios.cbe la bafa.c.e.gfe tu multipli cbi
il cateto in tuffa la bajaneuene la fupficiededoi triàguli che la flpficte de
tuffo loexagono pcbe.a.d.cbediaetropajfapg.cbe cérrogfà.ó.trian guli tre ne
fono nel triàgulo.a.c.e.cKvnoe.a.e.g. laltro.a.c.g.laltroe.cb. fòlli de foredei
tràgulo .a.c.e.fano.a.f.e.a.b.c.e.d.c.g.a.e.g.c quale ad a.f\ e.per cbe.a-f.del
triangulo.a f.e.eqleal lato.a.g.del triagulo .a.e.g gii lato.f.e.deltriagulo.a
f.e.ecqlead.e.g. lato del triangulo.a.e.g.g.a.c.bafà de lunogebafadel altro
cofi|èfuacia|cunoej|crefimili\?cqli pero femul tiplicbi.9.recato a
rj.cbefà.srp. los.cbebafaneuera la fùperficie dedoi tri anguli cbelajuperficic
deb exagono g.S'. via.ios fà.s*4S. g la f^'.SHS. eia fiiperncicdrlo
exagono.a.b.c.d.e.f.cómode fopra. CafiiS 38. il fùperficie Oc lo cjag
ijio.a.b.cc1.c.f.e.icx).ia auJ" tifa oclarifuoi k vole mnenire. jTper ebe
lo exagono jédiuidcin jéitrianguli equilateri rfe i quali pigliane vno ebe fìra
la )Ixta parte ebe fia la ferra pa» redelaft perfirit dunqua
piglia.J.de.ioo.cbc.iG'.liqli mul' ttplicainjcfà.i^.boradicbeglievnotriangulocbelafuf
PRIMVS 7 fìeieftiaepe.ift^cfjefiait fùo Iato di cbefìa.*-^ periato troua il
cateto ofi multiplica.i.^.in fé fax É.emultiplica mecca bafì che meca., in
fé«*frt. .* .de. il «trailo de.i. É .reffa.|. de. OÉ .e queflo e il cateto e tu
uoi la fu pft eie pero multiplica il cateto nela meta de la bafÀ cbe.i..recaa
(Stride, llp. multiplica.J.de, S.via.J.de. P.fa.f^.de E? .de. E -ebefe no eqd
ad .277'» reduci ad vna natura arai.j. 01 .de. 0.equaliad.4oooo.partip,it.neucne
«48i^-'.i4i.tuaiil diametrodel tondo .a.e. cbe.t.cbedeutde.b.b.inpuffo.i.f
f.d.in puffo. I. gai qtro trianguli.a.l.b.b.cd d.e.f'.f.g.b.equaliefimilipero
la bafà de vno e bafà detuff i g il cateto de vno e cateto de glialtri.a.i .e
cateto §,1, ce cateto
adunqua.a.e.meno.i.l.edoicatenf.a..e.e.s.f.i.Uea,.i41.adun' qua doi cateti
fono.ìr.m.£M4Ì.f labafà.b.b.ef3?,i4|.po )é multiplicbi doi cateti per vna
brtfa. fa la fuperfictedeli quatro trianguli per ebe tu fai efi mul tipltcando
vno cateto nella bafà del fùo triangulo neuene la fupfrcie de doi
irianguRpcbeainelkficundadeirriangulicbeamultiplicareil cateto nel la metade
labafàneuenela/ùperfkie de!triagu!o)éguitacbea muttiplicare doi cateti in vna
bafi neuenga la foperfreiedequatro trianguli pero multi' plica.t.m.pj.i4i.reduffo
ap?.viap?,i4i.cbefàR,.uoo§. ni »i4§. gìogni co k flperficie de
quadrato,b,d.f.b,cbe.i4f .arai eli lafuperfreie de loffagcno e p?.uoo^.p"p
offe auere p altra vìa p ebe dogn i circulo multiplicado il fìio dametro nel
lato del magiorequadro ebe ci lépoffa fàreneuenela (Lpficie del offagGno in
qllo deferiéto pò meà il diametro cbe.7.1
)éfà,4?.t»49.via.i44.fà.rjoo|.f^.uooJ.elajùperficiedel loclagono. Calia .41* 25
fuperficie6l loctaiiono e-rco-ebe firn il Diametro Del tendo ebei lcirnimfcriue«
€T5Tu ai perla p«>' iicecJéte ebe il Diàctro cbe.7. Da o faperfiae # .i
2ooi« T adtmquajJMioof.de fiiperficie de diametro.T.po di fé.ttooT.defùpfide de
loflagono da de diàetro del circulo doue e def criflo.7. cbe dara.ioo.de ju
perfide reca.ioo-a £j.fn.toooo.\fà.i4oi .il quale
multiplicaper.ioooo.fà,i4oioooo.e qnefro parti per. noo {.reduci pria ad vna
natura fira.48 o:oooo.a partire p .1401. neuene.ioooo.f ^.delag?.!oooo.di cbe
fra il diametro del circulo cbe co tene loflagono che la sua fùpficie e.ioo.cbe
qllo cbe fé cerca» iCafttù .42» £lcct9gonocbeillafofuoe.4.i[diamctro del ciroi
lo douecdefcrictoiiuienire.fTDognioflagono eqlU fportione dal diametro del
circulo doue defcriflo al fao lato corno e.».ad.i-m.|3?.i,la fua tuaiperla.ii.
dettelo de Euclide cbe il quadrato intrai circulo de lati g anguli equali € il
diametro.a.cpo quanto ledo lineca.b.g .b.c. per cbe. a.c.eopoffaalangulo.b,
cberefloper la penultima del primo de Euclide g ai cbe.a.c.e.t.la fua pofanca
e.4-piglia ta meta e.i.cioe iy.j.cbe il lato del quadrato cbe.a.b. il quale
deuidi per equali i. piiflo.e.ff dal centro,f,tira.f. d.paffante p.e.cbe fia
(tmidiamétro.d.f.cbe.i.f .a.e.e p.'.^.efe tu tirt.a^l« (i ra lato de loflagono
epo quanto le do linee.3.e.rj.d.e.cbe tengono langu' lo reflo.ft.a.e.e pj.^.cB
mulriplicato in fé fà.^.g.d.e.e.i.rn.frV, cbe multi ' plicato in
|éfà.i^.rn«5?.i. giontoct lapofancXde.a.e.cbe. £.fa.i.rn.[j>.i-cbeil lato de
loflagono.a.d.adunqua fe.i.m.^'.i.de lato te da dediametro.i.cbe
tedara.4.multiplica.i.via.4.(à.s.il qua le parti per.i.m.f3?.t.pcb binomio
trouail partitorecofi mulripHca.z.rn.£.'.i.via.i«J7.j?.i,fà.ztcbe partitore re
ca,8.a^,.fn.64.multiplicap.i.fà.ii8.partiper,i.neucne.64.reca.64«a5l'.J»
4096.muIriplicap.i.(ri.8i>.io48.pofra fopra.64. IT 1 1 tondo e vna fupet
fide comprefà da vna linea fola la ór cu fcrétia fa la fupficie S p la fupftcie
fi il diàetro eia circu [èrnia ejcéplo. £9fll0 .4.1. % ródo che il fuo diametro
e-7.la circuferéria fé vote trouaf .iTSappi cf? p fina quiancora no fé trouata
ma ferii do lapreffamento deli gran geometri plaremo li qli meta' no cbe fia
larircufrrentia.rrVde.ji.diametri e.^.f .p.de.j.dia' metrie.|-.de diametro fi
cbepigliàdo.3.diametrie.4.pi.«.cfì fiala circuferéria. Cafu&
£ldiametrodeltondoc.7.quanton^Iafupcrfieie. C La fi perficiedognitondoe.J5.de
la pofànfa del fuo dia metro pero mulrtplica.t-in fé fà.49.ecjfTo multi plica
p.«. fn.s59.il qle prip.14.neuene.3si tato e la fupficie del circulo. Per altro
mó piglia la meta deldiàetro cbe .jì, e la meta de lacircufrrétiacbe.i'r.f
mca.3v.via.u.fii'38i.cómodifopra^ molte altre vie fé polire. CafuS . £1 tódo
che la fua fupficie e^8{ il fuo diàetro iuenire. C Se dogni circulo la fLpftcie
fila e.^-dela pofan^a del dia' metro adiiqua la pofAnc^adel diametro e.'j.p.cbe
la fupftcie del tódo pò mcà.38'.p.i4.fa.S59.pti!o.p.ii. neuene.49.fje 49.cbe.7-
e il diametro del circulo cbe la fila fiipficie e .38*.Cafus .46. € del
diametro del circulo cbe.ro.fe ne taglia doi da vna inca terminante nella circu
fcrétia [acÉtitadela'linea de nideute fé vole trouare.fTTu ai p la.54-del.5-de
Euclide dì le linee cbe è interfégano nel circulo cbe qllo cbejè fa de vna pte
de la linea nel laltra fua pte e eqlea qllo cfófèfn de vna parte de lalrra
lineane! laltra (ita |te duqua |éjé meà vnagte del diàetro cbe. J.nellaltra
^tccbe.s.fà.tó.S per PRIMVS 8 chela Uneadiuidéteediuijddaldiàetroadàgulorefiro
ediuifàj? eqltadHn qua cia)'cunaparteep?.i6.cbe meato p?.i6»có^.i6-(à.i6.dunqua
la linea de uidenteedacialcunaparte.4.tuctae.s. CafllS 47- i£o diametro duno cimilo
cbe.io.e diruto da vita li ncacbedavnaparte.veda Ialtra.4. inebepartede
tHdc[i[diametrocercarc.flrPerIap*ccdéteaiite|bcbetti tic le linee ebe fé
ìrerfégào nel circulo ebe lapte de lua nel lai trafuapteeeqleaqllocbeféfìidua
Ptede laltra lieanellal/ tra fua p te g ai vna p te de la linea cB.3 .e laltra.
4»mca.3 . via 4.fà.!i. £0 deuidi'ioi tale do p ti che mcaia lua nel laltra
fàci.n. aduqua di cbevna£tefìa.i.^.elaltra.io.m.i,.eqle ad.i. E! .e.iz.niiero
demeca Ieco)èfirào.5.mcà.ifejà.i5.tràneilnuerocbe.u.reffa.i3.ft; Rj.13.rn.del
dime' jameto de le cojé che fìi.j. vale la cofà ebe metémo ebe fìiffe vna J?te
adun" quafìidcuifoildtàerroi.5.rn,g;.i3.erema{é.^p.p;.i3> /Tafu&
-48- £ vn rerco def diàetro dù circulo meato nel refto del diàetro 602 .cbefii
il reflo di diaetro fé vote vedere. fTMeéti chetucToil diàetro fìa»3..f.e.i,
^.mcà.i..{à.i. IH .e qffo e cqlead.3i.p tip.i. Hi .neuene.ió.e R'.tó.'vale la
cofà. ebe e,4.cbe.*.del diàetro gii refto fìi.f .& fù.S.cbe meato
£.4.(^1.31, aduqua tuffo il diametro jù.n. Cafus .49. £dd diaetro del circulo
cbe.ro. vna liea cbe.of-ne lega ì-iche parte fedeuiderafa linea
feeercbi-iEFacofimcà le J?ti del diàetro luna co laltra che vna Jte.5 .e laltra
.%. mcà.3» via.t.fa,ir.bora di cofi fame de.9*.do ral.i. p ti cb' meato luna co
laltra faci »i.mecÌieBvna£tefia.i..mcà.i.^-.via.9*.m.i.^>.fà 9i.,*.eqte ad.u
M .e.ii.nue ro demeja le cofe fira»4j- meànn (e fà.n^.tràne il niiero
cbe.ir.reffa.i.fg.f. lap?,if5.m»deldimecamétodelecofecbe.4|.valetacofÀ cbefii
vna dele parti de la linea e laltra fìi.4|.p,p?,ifg.f ai cBvna
perte.i4ì.m.p.'.i'c,e^tra f«.4!-.p.S2. 1Vcioevna.3Maltra.69. CaftlS -So- €T£a
fuper fide Di circulo eaS.cbe fia la fua circuferétia- pria p?. SP.fàcilir.
Cafus .$r. SJfedeltÓdo cbeilfno diametro e.7. vna linea leua vno octauo de la
circuferétia cbt leuara dcla fuper fi' cieinneuire.iTPer la.40.de qffo ai ebe
li qtro triàgùli ebe fono intomo al qdratofàcìo net circulo la fupficie
loroe|£. Hoo|.m.i4^fàne.4.fricioereca,4.ap?.fri.i6.£ti.Koo{.f.tó
neume.7sf;.ffti.i4ì.t.4.neuene.6§.f ai'f [otriàgulo.a.b.b.$.vt5fì'rn.6j.
ilqledeuidif eqlrarai5J.r6H8',"'3fK-r]oratrouaqta (iipfictee fìioredelq-
drato-b.d.e.b.p. fine ala circuferétia tu fai chela fiip. ficiedcl tódo e.38;.
p la 43.deqffo g p la.40 de qffo ai cB il qdrato de tal tóde e qdro.*4*.traìlo
de }Si.re(ta.i4-fnne.8.pti fia.i|.del qletra #.isf V^3k>£'4ìI.m.pS.i8f?5.eta
ro leua dela fuphcie del tódoleuàdovnoffauadeciraìfrrétia, £afìlS.S2. £ la
linea letta-f .dela circuferétia del tódo ebe il Tuo dia metro e.7-cbe leuara delaftiperficie.iTLalineacbeleua
.|.delaeircufrrétiadenecefJìtae(émidiaetrodeql!o circulo fé 3f.£o
fn.vnofriàgulo cbelaverticefia nel cétro.g.nelcirculo pò
tira.a.b.a.g.f.b.g.fnrafTevnotriàguloeglatero ebe ciafamo lato fia-3'.tro uà il
cateto che trouarai effere p?.§ '?.it qVmcà nella meta dela ba|d ebe.ij.
mcàififà^.ilqlemeàcó.g^.fn.isl^.IafualV.eiltriàgulo.a.b.g.borapt glia.i.dela
fupfieie del tódo che.38^.cbe.|.e.6ì. del qletra p?.is%.aduqua di che leuàdo.
J.dela circiìfèrentia del tódo che il [uo diametro e^.jé leua de
lafuperficie.6.i •m.fjMS^. CafilS CXa linea rectalcua dela circuferétia dnn
tódo ebe ilfuo diame t ro e.u .la.f parte epto leuara dela ftiper ficie fé volc
vedere. CPer lultia de lipétagohi ai cn il tódo ebe il fuo diàrro e.u. cB la
populea dela fùpeirkie del pentagono da quello dram fatto e .$o5i?. $•#
*$ft$t3»!« dela quale piglia vn quinto cioè
parti.so6ii.perlapofAnca"de.s.cfi.*s.neue
ne.ioii.borareca.t5.ap?.(ài6ij.colqualeparri.^iijt8iì.neuencpj.8ioiì.€a» j?
.i.ioii.p.^.sioij.bora vedi qto e il quinto dela fupficie del circulo che il
fuo diametro e.n.cbetufita copiglia il quinto cbe.iil'.del quale, trap?. dela
fc-mma che £?.8*oi£.poffa fopra.ioi^.adunquaquelta linea cbeleua.^. dela
drcufrrentialeua dela (upficie.»ì.?| in.lapj.dela j orna che fa p£.8ioi£« pojla
fopra.ioi^.cbequello cbe )é cerca. £afus. .54- te odacircSferentia oun circulo
d&e il fùo Diametro c.7.fc tagli la quarta parte per vna linea recra cbe le
tiara de la fuperftrie i inuefticjare. fTTuai per la prima de (ottagono che il
magiore quadrato cbe fé pojfa fnre inel circulo cbe il diametro fuo c7.il lato
del quadrato e fi.itf» cbe multiplicato in |é fà.i4^» trailo dela flipnciedel
tondo efi ?SÌ-refra.'4.tl quale pte p, 4.neucne.;i.g.3..'.ts'ifn4* CTLi corpi
bano tre dcméfiomrioe largisca logecca gf fìinditaèfbno de molte ragioni benebe
io nóneinten da dire |è no deli cinq, regulai i in qflo traflato jedo fi corno
difjì nelpricipio del prio bonde meffraro leqtita dei lati (t fupficie e
quadrature defji cinq, corpi deli quali li cateti loro fono i p* portione co li
loro lati cioè !axi>' de! magiore co lo fuo lato cómo'axi? del 1 ninore
corpo con lo fuo lato qdo fono dun medesimo gen ere {? fi milmen te le fupficie
e quadrature in vna p portione il quatro ba|è col quatro b afe il cubocolcubo.fi
cofi tuffi glialfri.Etp cbe nel prio fé comèdo co le fupficie triàgulari cbe la
pria fupficie cofi bora i qffo cómécaro co lo corpo de [q tro bafe triagulare
eqlatero cótenuto data fpera dicédo delari fi axif fi del diic tro dela f pera
cbelcótene.fLa linea piana eqlla linea cBfega la) pera in do portioni e fa
fialide drailare-Et il diàctro deqllo rirculo |é intéde la qrita
detalclineapianaficofijcgaognialtro corpo facendo fùperficie fecondo la natura
dequello corpo-Etquado la diuide la fpera lanuta defjalineae
jcmpremediain|>portiouefraledoparridelaxi>' denifoda quella linea § la
pofànea dela meta de tale linea gionta co la pofànfi de la parte de laxif cbe
vene dal centro etermina in effa linea deuidente gionte inftemi fono eqli ala
pofÀnca dela meta de laxi s dela fpera fi cònio e nelle fupficie piane.
.Exemplo eglie vna fpera.a.b.c.d cbeil diametro fuo ef.fiilfuoaxUe.a.d. fi la
linea piana e.b.c.cbe diuide laxif. a.d.inpufro.e.rira la linea.f.b, dico
cbelapofdncade.b.f.eequalcalapó|ànfideledolinee.b.e.fi.e.f.giontele lor
pofàn^einfiemi per cbe.b.f.eopofjaalangulo.e.cbereflo corno p la pe nultia del
prio de Euclide (è fma. Et fefe tira laltra linea eqdiffàte.b.c.deqlla quantità
cbefia.g.b.cbefegi.a.d.in punffo.i.dicocbe.a.d. poquanto.b.c. é.e.l.giótcleloropofrtn?eiiifiemipercfj(èfetira.b.b.e.c.b.flralagu!o.c«re
ffocB nel (émicircu'o.ft.b.hopofraqllo pò pò q'to.b.c.fr .cb.fi .b.b.e eqle
ad-a.d.cfi ciafdue axiJ cj tale fpera g.b.c.f .g.b.fono pojleeqlifi egdijfate
SECVNDVS Cafus .f. ' „ % quatto 6afe triangutere equilatero cbcil fuo ariee
4'Oel Diametro 6 la fpera ebe il orerie fé vote cercare. CT Sappi che dóni qtro
bafè trtagulare eglatero e qlla J> portio ne da laxit al fio lato eri
dallato aldiametro de la fpera cri co tene tale qtro bafèglaxv del qtro bafe e
aldiametro dela fpe ra cheil cótene corno e .s.ad »; . £ effe poffo laxi*
effer«4.adu qua il diametro dela fpera ebeti cótene e.&.cbe fu co/i fé Jwa.
Tuai il qtro ba /e.a.b.c.d.cbelaxu .a.e.§ ileentro dela fpera e. f.
fenelaxif.aie.neUi . J. § f? che
cialcunoanguloequalmfreediftatealcmtro.f.tirando -f.a.f.b.f.c.f.d. denecefjlta
(ira ciafeuna eqle pebe (è partano dal cétroe terminano nella cù>
eufèrentia. E t.a.e.cbe [fa fopra la bafc . b.c. d. ad angulo recìo fira.b. e.
$; . de B-j?cbe.b.f. pò quato po.b.cg .e.f.b.f.e.J? cri
e.J-.delaxi$'cbe.4*cbeli.J.de.4. efebei jèmultiplicatofà.9.cbe la
poj«ncade.b,f.S.e.f.e.i» ebe in (e multi plicato fa,i .giognicó.b.e.
cbepZ.de.6.|à.9,cbeqtola pofàncade.b.e.e qui to lapofÀncade.a.f.cbe fèmidiameno
fj; e.j.adunquatutoildiametroe.6. fi ebe, b.e.fiapr.de.S.tufÀicfi illato detale
qtro bafe ej£.de.*4.f ileateto filo b»j.ep?.de.i8.ft.f dep?.de.i8.eJ32.de.B.cbe
e.b.e.commo difjì ftcbeildiame tro jppojto fia.6.fT Ancora fu eliclo ebe illato
de quello quatro ba(é era me dio ijpportione infra laxù del qtro bafèf il
diametro dela fpera cioefra.4. c.6. pò multiplica.4.t.6«fn.i4.e p?.de.»4.e
illato.a.b.cofi glialtri corno dijò pra bora p la fùperfi eie troua il cateto
de vna baxa ebe fai cbe,illato pot4. pigliala meta corno l£.cbe.6.tralIo
de.14.rcff a.«s.cbe e.b.g.cómo dijjì difo pra cri ileateto de la baxa
muItiplica.6.uia.i8.fà.io8.tito eia fùpficie de vna bafa ft
tuneuoi.4.reca.4*a.!£.fn.i6. multiplica .16. via.ios.JR.ip8.elajS.p8» eia
fùpfirie del quatro bafècfi il Jfuoaxitc.4. Cdfu& »2» ~ £l qtro bafe
triagulareeqlaterocóteiujrooala fpera ebe il fuo diametro e .7. celato fuo
inuefhgare. fTPer la precedente ai ebeglie quella fportionedalaxif al la to ebe
edal lato al diametro dela fpera cbel con tene f ai ebe la pofànca delaxu ala
pofanja del fuo lato e fèxquialtera . parti .1^:3. per 9.ncume.i.ì;.f
laiy.ioi.fira quadrato. CafllO .5- sShevno quatto bafe trianjjularc equilatero
cbe il Tuo lato e R.24.f.!a;rio c-j-l-J quantità ebe dal cétro a ciflfamò
angolo le volc trcuarc. C!~Tuaii! quatro ba|c.a.b.c.d.cIxxiajcmiofuo lato
ejj?.»4.' fi laxi;.a.e.t.4.fi ilccntro.f.eucl axi( fi per cbe quella prò'
portioneeda.a.f.ad.a.e.cbeda-5.ad - . ebeproportiont jcx quitertia (ita
♦:i.f.trequartide.a.e.cbc.4>adunqua.a.f, e.3.alaprouaejéd£ cTfocbcvnodilatie^.ii.f.a.f.;.dunqua.f.e.e.i.ptrcbe.a.e.e,4.rianne.a.f,
cbe.3.re|Ta.i.f.e.filaxu cade fopra.e.cbe li doi tei 51 del cateto b.g-fi.e.e
cen, trod labafa.b.c d fi.b.g.perla precedente e
j>'.is.pigl:ant.^.ftaR1'.S.tira la linea.b.f perlapéuitimadelprimodeEuclidepoqtoledcilinee.b
e.fi.c.f. ' tj.b.f,e.:,f f equalead.a.f.cóniepLa prima de qutffo fu prouato tf
.b.f.po
9-€>ef-po.t.trallode.g.rcfta.S.cbelapo|d.ncide.b.e.cbegiontacoiTilapo
j^ncade,e.f.cb'..'-ft-9-f la^'.9.e,b.f.cbeò.f.a.f.3.c.f.3'. d.f.j.pcrcbtudre*
jèptanodalc.'tro.f.eterminanonehctrcufrrétia. Cftfll8 .6» ~ 3 quati 0 bafe
triangolare equilatero cbe e quadra' to.ioo.laqnanntaoefuoilatimucriiie. flTFa
cofi trcuavno quatto bafe cbifia notoilfì'o axiffl ifuoi lati fia
quello.a.b.cd.cbe il jiio axi? e(V .k ./ira ciaf cu no dei fuoi lati fV.24.per
die la pof.a.e.cl7iy.iC%fniV.it»S.delq!epig!ialaterfapreneuene.iSZ6oooo
ilqleptip.s.ntucne.^ioooo.f f>'.delaf3;.q.4.t20ooo.eillato. Cafus gf| Ci
quatro bafc.a.b.c.d.cbelabafà.b.c.d.cb>eiir3to.r5. d- e.
i>b.c-i4.cd.^.Tequadi ato.252 «la quantità de lajcb frofcvoletrouarc» (STf a
cofi vedi qtiàto elafùperficiedelj. bafti.b. ed. chetro uaracbe.S4.poi
multiplica la quadratura del quatro ba|é per.3.cioe.:SJ.via.3.fn.K6. parti
per.s^. chela fuperficie ne' uenc.9.tantofta
laxis.a.g.laprouamultiplicalarupcificie cbe.s4.perlaxif cbe-9 fa.756.fi
ognipiramide e.^.del fuo ebeliudro duquapig!ia.j.de,7s6. cbe cbelindro
cbe,\.e.isi. dunqua il fuo axi$ e.9. .Calila .8» X.4 .bafe tria'gula.a
b.e.d.tbe la bafa.b.c.d.cbe.b.d.e .i5.b.c.i4-cd.[
.lajtf-a.g.T-b.g.e.ro.T.c.g.o. epte ed» S-fe Vole ilieilire. T Fa cofi rroua il
cateto cacféte dal putto d.fcpralabafii.cd.cb cadein pnuflo.e.cB.n.fr cade
aprejfo. c-s tttaiiltriangulo .b.c.g.cbe-b g.e.ro. fi c.g.9. fi.b.c.i4« troua
il cateto cadétcfopra.b.c cbcadeapnffo.c 6.;§.fiilca teto
e^'.4i^?.trallode.ii.re(Ta.ij.m.A'.4^g5.tl qle mult:r!icaif3.iss4iVm«
55.25638^4» al qle giognt la poftinca de la dcfrrctiacbccda cajbde.f. g.al
cateto.d.e.cb'.i.^-.il qle multiplicato i fé fn.r.^.gióilo có.i35^5.fn.iS6^|.
adunquadicbs.d.g.rta.iS6|^,m.^.i363o^|'.cicef>'.delrcnianentede.'isd
fìl.trafirone ^.«638^1- CafuS. tf. SEGVNDVS io 0 quatto bate triturare
cquiTafero'a.b.c.d. d&e ci^- fcunafuabafae.b.c.dz.b d.e-TS-b.cJ4.c-d.F. *
texis Tuo .a.0,e.8.b.0.ro.c.g.9.'r.d.g.^.oel remanétcde-iSc»
^?.trairacrone5?.z;c-38^|.oel3ti.3.b-9.ca.d.cerc9rc» C Voljc pria
trouare.a.b.cbeperla penultia del prio de Eu elide pò gto.a.g.
g.b.g.cbecótengano làguìo,g;cbe erefirp ft.a.b.e oppofraa qilo pò multiplica.b.g.cK
e.io.i jè frwioo .poi multiplica a.g.cb'e.8.i fefa.64.giogniif1emifa.164.ft fr
i64.e.a.b,borap.a.ocfi pò % tò.a.g.f.cg.multiplica.a.g-cKe.s.i
(èfà.64.poijnultiplica.c.g, ebe e.9.1 (è jìfSi.giogiii ifiemi [ìi.i4s-f
la.!>M45-e.a.c.bora f .a.d .cB pò q to pò. a«g.tt.d. g.pcro
niultipiiea.a-g.dì e.s. in fé fn,64.giogni co la populea de .d.g.cbe
e*i36|^-.ni.n^i365S^(^^o^|.m.iV.i36}S^.tantopo,a,cl. f -a.b. e £•
i64.S.a«ccp?.i45.cbe e quello ebe fé domanda. CafilS .IO» PI iti quatto tafe
ttiangularc equilatero . a.b .cd« che j
a.b.c.2o.a.c.i8,a-d.!C!'b.d-c.L«b.c.i4.d.oi5'del-fuo ajti&«0.g.fe volc
cercare* fi[ Fa cofi troua il cateto de labafub.od. cadete fopra.b.C.
cbefrcuaraieffere.ii.f cafcaapjjo.c.ad.5. efie-d e.boratro uà il cateto dela
fàccia, a-b.c-ebe cafea pure fu lalinea.b.c.a prejfo .c.4. e . S.cbe trouarai
il cateto efferefr^J^cbc.ai.piglia la defrré tia che eda.4*.ad.5,cbe ce^.
multiplicali in fc fn.Jfy.trallodelapofdngade
a.d.cbe.is'6.ti-anne.4J),re)la-i55^.!inea.i,cgdiffantc,d.e,cbefia.i.b.cBepur u,
multiplicalo in fé fa ♦i44'€ ai il triangulo.a.b.i.cbevnodefùoi lati pò
3os»elaltrctpo.i!;$|*,e laltro po.i44.trouailfuo cateto cadente da làgulo a.
fopra la baxa>h.i»cbepo.i44.giogni,có.J5s£'*,fà.399ì'*. del qle tra la
pofaiv ja de.a.i-cbe e^os^.reffa^f *,ilq''c parti p lo dopio dela bafela
ba& e.b.cd.t.b.d.e.rs.b. .r4-.cd n.2la;tif.a.g.o.c cade béttodilelinee ola
ba jfìvna Ifnca piana taglia DelaxB-i.cbeleuaradelaq
!'drstnrade!;4.b9fe-rQuadra la baf ìlquale pti J? vno ne veti. 48.S-48 . eia
pofinja del diametro dela fpera ebe contene il cubo aduqua il diametro
delafperaep?.de.48.Eper ebe meglio lo intenda tuaiilcubo.a.b.cd.e,f.g.b.tira la
linea.a.d.1aqle pia perniiti madelprimode Euclide pò quàto
ledolineca.b.fj.b.d.cbe ciafeuna .4. ebe multipli caca eia faina nife egiontc
infierì) ile multiplicationi fan o .31. duqua la pofànca de-a-d. c31.fi fé
tutiri.a.b. p quella medeftma ragione pò quanto le do linee, a. d.ft
.d.b.cbecontengano langulo.d.cbereffo f£d.b.et' 4.cbepo.i6.ft.a.d.po.jx,cbe
gionto con.16.ft.48.cbe la pofànca de.a.b.la quale linea paflfa p lo centro del
cubo e de la) perafPlangulo.a.elangulo.b. cótingano la circùférentia dela f
pera aduqua.a.b.e diametro deta ) pera eia pofànca fiae.4S.fi circuì aiue il
cubo cbela populea del fuo lato ci6.dj.-j. dela pofànca del diametro. - jCafua
.!$. "Wa fpera ebe il Diametro fuo e .7. ebe rireumfcriue vtio cubo
circafè la quantità odiato del cubo. fl£"Q ueffa e euerfà ala precedete
per ebe tuai il diametro de la fpera cbc7.fl cerebi illato del cubo tu fai d5 glie
qllaf por rióe deh pofànca del diametro dela fpera ala pofànca del lato del
cubo ficómo.3.ad vno fai la pofànca deldiame*
trocbe.49.cbe.t.mulripliatoin|épcro difè.5.fùjfe»4g.cbe fèria vno mul tiplica
vno via.49.fn.49.pti p.3.neuene,i6^.ff .i6f eia pofànca del lato del «ubo fi
ebe ài ebe illato del cubo fia JV.de.i6fp. che còrno difjì la pofànca del
diametro dela fpera e tripla ala pofdnca del lato del cubo. £afus .16. SECVNDVS
tt '• |: Cafùu .16". fìcubocBcdrcófcrictoda vna fpera d3e il filo Dia'
metro e.7.laqjtita oda faefictefe poletrouare. idoprieqra!icbcneuene.t4%f
laR'.Mj.dlcbe fcpktoloQobili rràngulare deferito nelajpcra che il ji 0 diametro
e.J b ui (/e y Vi /*/ perta.K.cTel. 15.de Euclide fè£ua. CafilS,22.
"" £3 ailocrobafctriangularceqiiilatcrocbe.+.pcrta Do la quantità oc
la fupcrficie fé volc trouare. SI Tu ai per la fécunda del primo ebe quando il
lato del tri aiiguloeqlateroe.4>cbeilcatetode quello tiianguloeijj. ! J.f ai
p quella che a multiplicare il cateto nel la meta dela bafa fn la ftpernciedeltiianguloadunquamultiplicando
il cateto in ofi o mecce ba)é netterà ofio taanguli che /ira la fupcrficie de
lo- fio bafe pero piglia la meta dc.s.lati de lofio bafecfi e ciafcuna.4.f
-S.fira no.3i.pigliane la mita cbc.16.cbe fono ofio mecce bafe il quale.tó» fé
volt re care a pj.fc ebe fé multiplica col cateto cbepj.12.dunqua.i6.in
fe*fn.is6« il qle niultiplica^.u.(ii.3oji.Sla^'307i.fira la fuperficie de lofio
bafe predetto» Cafuo .2V £ locto bafe triàgulare ^tenuto cala fpera che il fuo
Diametro cria quadratura oc locto bafeinuenirc»
fTTuaiJila.K,deq(!ocbeillatodetaleofioba(èe^'.24^, mulfiplicalo i fé fn.i4i«cbe
bafà ifra do piramide ebe vna.e a.b.c.d € ialrra e.a-b.c.d .fé .e.f.c diametro
dela J pera § e, t. _ pero multiplica't.via.J4i-fà.itiI;f . Euclide nella.9.
del.u. >roua ebe dogni cotona tonda la piramide fuaejfere.f.deffa colónaf
fi- milméte e do gni piramide al fùo cbelindro la,pua tu ai il cubo.a-b.od.e.f.
g.b.del qle ilcétro e.K.fè tu tiri da.fc.ad ciafeuno angulo fnraffe,6.pirami' de
ebe eia) cuna fira.£.de la qdratura del cu-bora diuidi in doi pti eqli qffo
cu.deuidcdo.a.e.b.f «Coruna linea pafc.nte p.K.cbe fégara.c,g. g ♦ d b. per
eqli ebe firadiuifo il cu.in dotati eqli. a.b.c.d.l.m.n.o.dicocbe.a.b.c.d.fc.
fii'amidecbe.t.detufioilcu.e.ì.delametacbe.a.b.c.d.l.mtn.o.cbee.cbia ro ebe
dogni tigura corporea de linee e^diffanti la (ùa piramide e-;, dela fiia
qdratura«adunqua Mai.rri^.cbemultiplicato il cateto cioè laxunela fu perfteie
dela bafa fà.tìfispiglianc.j.cbefira.st^.jjodiicbe tale ofio bali fia
qdrato.$7|. CafuS .24» Sto loctobafe che la fuperficic e.ioo- od Diametro
oclafpera ebe il colitene fé volc cercare. CTFa cofi tu fdicbelofio
bafea.s.trianguli eqlatcri pero fi de.ioo.s-f tiefi fiia.n^.poi di eglievno
triàgulo ebe la fupfi eie fua e.n^.cfó fia il fuo lato poni ebe fia p
lato.i.^.troua il cateto cioè cofi multiplica-i.ap? fà.i«;i.ptiper,Jf
de.È.de.H.neucnep?.dc^.S33|.tato e il lato de tale.s.bafè cioè 5j.de
1>-S53v.e la pofancafua e f$J.8J3|.e la pofàn cj del diametro de' a spera ebe
colitene lofio ba)é e doi tati pero radoppia corno f?.fn.5333i>€ la
pofdnjadeldiametrodunqua il diametro delaspera ebe cercamo e f?.dc5?.3333j.
CafllS «2S» "ì ©andò locto bafctriangnlarcfiuTe quadrato .400. d cr
Diametro Oda (pera ebe il colitene feccrebi. KTFa cofi troua viia | pera ebe il
diametro fia noto di ebe fia ij.S per !a.!4.dcqffo da dequadratura de lofio
bafe-st^re ca.tapj-q-fà.543pcro di cofi fe.pomone auéteil meaog doi (Tremi
chela tnagiore pte e il lato del.u.bafè pétagonali fnoinonauemoillatodekubo nel
diametro dela fpera ma alien 10 la magiore' parte del Iato del cubo cS.4- € e
lato del.n, ba|c pò diche il lato d elcu.(ia.4,p.i..multiplica-i..p.h Ss! .poi
mu!tiplica,4>i fé fn,té»tu ai.i6,eq"lead.4..48» fé tripla ala pofanca
del cubo aduiìquadeuidi.4S.per.3.nenene rt.f.ió.elapofdnjadel cu. cioè del filo
lato adunqtta e^.il lato de! cu.pero denidi.4. fècódo la p portione
auentemeceoedoiffremi cioè cofiche vna partefia»i.^>»efia la tnagiore
partee[amiore»4,m,i»'#>,mHÌtiplica.r.^.inféfit,r.l3,muitip!ica.4»m.r,
^,via.4.jn.iC'.rn.4.tuai.i. É .eqlea.tó,m,4.^.re^orale partiarai.r,
lÉl«e.4..firano.*. multipli» . in féfn .4. giogni
alnuerocbe.té,fà.2o.fè^o.!fui,valela.rn.(32.36i4. aduqua dirai che il lato
del.ii • bajè pétagóali iyeriffo nela jpera cfó la pofànf a del fùo diaetro
e.si.fia »5i«m.^.3ói^cioelapofiincadellatodelabafdcb'ilJ»pofÌo. CafuS .2$.
K-.iijbafepétagcnali equilatero ebe il lato faoe-4» defaeprita
delafuperficiefua uieftigare. CTuaiche nel«u.bafé pétagonali ogni bafà e
pétagona f effe di£Jo efi il lato de ciascuna bafa e.4.g tu voi la fùperficie
de cjfTe . b, bafè.Troua prima la fùperficie de vna efi atper la,9.del.i4»
deEuclidecbeli.|.deldiametrodel circulo che circiucriue la bafà pentagonale
multipltcari in cinque féxti de la linea che foéìto tende
langu!o.pétagonico,pua che (àia fùperficie del pentagono. Et io trono che a
multiplicare.|.del diaetro in ruffa la linea che (off o tède langulo pétago
nko(nqultoli,|,nel!i.i.Peropieliaro quella de«§. deldiametroin tuiìa et foff o
tède lagulo pétagonico cn più fàcile.Pero trono vno pétagono c)5 il diaetro del
circulo efi il cirf cu;criue (la noto metào $ il diaetro del circti lo
fia'4.c)5 da de pofànca del lato del pétagono.io,m.$'.io.ela pofànfa del
diaetro del circulo che il cótene e.16. piglia,f.de.i6* e.6^.hora dimo cofi fi
io.rn.i2.20.me da.6|«cB me dara.4-recaa
pj.fà.iC">.multiplica»6£.via.tó.fà.usooo.e $>.dela (orna cB fn
pMisooo.pofJa fopra.400. e la (upftcie dùa ba|*. Et tu ne voli-i2,reca.r*.a
f52.fn.144.il qle multiplica co 4oo.fn.4.cfi e la dimàda» Cafus «29-
Stoil.i2.bafcpentagonaiicbeiiruoIatoe.4.laqu9 di attira fuainuenire.
IfFacofitrouail diametro dela ) pera ebe il rircujcriue cioè cofi tuai p la
precedente ebe la linea ebe jòffo tende langulopentagonico e gMo.p.i.reca' lo ap?,fà,i4.pp».3io.cbe
lapofÀnja de la linea ebe foflo té delangulo pentagonico che e equale ala
pofànca del cu.de aiff o in quella medtfima fpera. Et p lultima del.15.de
Euclide ai ebe la pò anca del diametro de la ) pera e tripla ala pofànca del
lato del cubo dej ca- ffo in qlla fpera ff la pofanca del lato del cubo fé diff
o ebe .14- p- p.po. la qle pofànca multiplica p,3.fn,7J.p.[jìM3so. tato e la
pofàn^a del diametro de la | pera.bora trouail diametro del circulo doue e
deferiffa vna dele,k. ba)é paragonali al modo già diffo ebe fu il lato del
pentagono ebe la fùa pofànca era.16.cbe fìi diff o effere la po)\ cioè
Ìfc-5ir63oooootff^59649t80oo.§j3?.5ifl94i4oo.pofiofbpra de .64000.
cbeilfpoffo.fTEl quinto corpo rcgularecirciìfcriffo dala fpera eil.io.ba Jè triangulari
equilatero del qle ilati \uci fano dala j pera cioè dal diametro dela | pera cK
il circii fcriue g p lo lato fa. il diametro dela J pera f p lo lato la
fupjicic g p lo diametro e |> lolatoeperlafupficie|ètroua laqdraturafua.
Dalila .30* 3fa ir.20.6afe premito oala (pera che il fixo diametro fia.r2.0el
fuo lato fé volecereare. CPer lultima del. 15. de Euclide fa vnalinea ebe
fìa.a.b deh qntita del diametro dela | pera ebe e diffo ebe e.n.f diuidilap
equali in punffo d.fi dejcriuiil)èmicireulodelaquàtitade ad ebe fia a-e.b. ft
fbpraad.a.menafa ppendiculare.f.a de la quanta de .ab. X dal punff o.f
tira.f.d.cbe fegarail (èmicirculo.a e.b.in puff o.e.ff dal puri 1 io.e.lineala
perpédicularefopra.a.b.cbefafegiin punffo.c.garai doi tri- anguli limili' a.f.d
(F.c e.d.fpercbe langulo.a.del triàgu!o.a.f.d. ereff o (f
Jangulo.c.deltriangulo.c.e.d.ereffofilanguto.d.deluno eangulo delatro fi ilati
dele bajé fono in fportione adunqua denecefjìtajangulo.f. e'equa le
alangufo.e.cóciofla cofà cbeciaf a.g.a.d.g la pofanca de.a.f.e.144. S la
pofinca de.a.d.e.jC'.cbegionteinfiemifnno.iso.f la.iy.rso.e. f.d.cbe erranti
deh pofanp de .a,d.cbe.36graleproportióteda.f.d.ad.a.d.cbe
eda.e.d.ad.cd.fì.e.d.e quato.a.d.cbe.6.p cri eglie femidiametro ebe la fiia
fofrtncae^64e-ì'W»ti^flAp0f«H*-giogriici la pofìtneca de.a.e cH .i6,fà.4o.p..
p.3io.tantoelapo)dncade.a'b,cfi e diaetro dela spera ebe cotene il corpo
de.io.ba)étriangulare equilatero cioè pj.de la sómaebe fa $ >de.3io« poffa
(òpra de,4o .e i l diametro dela spera ebe e quello che fé dimanda. Caliti .32*
% cozpo oeao.bafétriagulareequiraterod&eeper ciafeuno fuo lato.4.oeta fua
fuperficic reperire. ffTtt fai che ciascuna bafc del.20'ba|é
triangulareeqlatera f£ e.4*p tato § per trouare la fùa fuperftcie bifogna
trouare il cateto de vna dele ba|è. Tu ai per la prima del primo .che ileateto
deta!etriàguloei£.u.f!efledì3ócbea multipli'' careil cateto per fa metade la
bafàneuenefafiiperrkie de tuffo il triangulo ebee
vnadele.*o.bajédef.ro.bafé|>pofto etti voilafupficiede.io.bafe adii qua
piglia fa meta de.io.cfi e,ro.ba)efl jài che ciascuna e«4. efi fano.40.re calo
a {$z.fn.réoo.per ebe lai a muftiplicare cu £?.». multiplica.K. via.1600*
fa.19100.fi la pj'igtoo.e la fàperneie del.20.baje triagulare efi il lato fuo
e»4» CafiiS Al* £I.20.bafé triangulare equilatero che la fuperfiefe
fuae.ioo.quanto eillato fuo fé vote cercare. fFPer la precedente fé diffo ebe
fé illato devnabafrtc.4ilquale parti per,48-neuene.S3ji.f fa gj.defa 5?.S33*-di
efi (la periato il^Otbajé triaginlari equilatere efi taftiperfictefùa e,ioo.
Cafua .'4. X*2o.bafe triigufare equilatero che la fuperfide (uà e.ioo-oel
Diametro oelafpera ebe il ptene fueftigare.
CAi|)erlaprecedente.cbeil.ip,bafecbea,jc;o,cleftipefficìe che illato fuo
e#.de.p?.s35j. Et per ta.3ì.del fecondo ai cheil.to.bafé che il lato
e,4.deldiametro.4o.p.f>?.320.Etper cbetuai illato cbcefy.defs.'pero
reca.4.a# deiJ\fà.2S%ft reca,4o.piuR\320.af>,.fà.f9io.p\i3.\5[i4oo. Et ai
1920 più ji'.su4oo.bora ài cofi je.156.de lato da de diametro, t910.jVR2.SiV
4oo che dara.S33;-.ir)ultiplica.S33].via,i9iojn.ioi4ooo.il quale parti £.156
neuene. looo.bora re«a f3>.S53\fii.is4444*.multiplica con.su400.fa14
5ft4$33JJJJf -il qualeparti per,i56.recato a fi'.cbe e.65536. neuene
.ui39S8?/§. Et ai 4000. p.{£tMJ39S8?vf.adiiquadicbeil diametro ouoiafjìf dela
jpe ra che circo j erme il corpo dc-io.bafc triangolare equilatero
cbelafuperncie cioo.fiaj5.de j^.dela
jómach:"fài^2ii3958*!:j.poftafopra»4ooo. Cafus S»
X..2o6afctridgularecquilaterocbe illato oeciafcu na f«aba6 e >4..ocUqnadr
-jiura fila cercare 8£Tu ai per la.3i.del fecondo ebe jè il. 10 bajè'
triangulare il lato fuo.e,4,che il diametro dela JperacbeilcontenceR;. dela
fomma che fa£\32o,pof;afbpra.4o.adunqua deuidt in do parti equali.40 \tyy-o fa
coftreca.i.ajy .fa. 4. para
4o.pei'.4.neucnc.to.poireca,4.a».fà.ió.pti.3io.per.i6.neuene.20.£tai.to»
p.^.to.cbc e mcjco diametro de la j pera cioela pofttneade la meta de! dia
metro bora troua il cateto de vna bafd.del.io.bajé che il lato fuo e.4. Et £ l
a prima del primo ai ebe il cateto e fy.n.del quale troua il centro ebe ene
li.f.po multiplica.f.in (efà.* li quali mulfiplica p.n.fn. 43 -parti perirne'
itene, i.cbe e p?.dcfidoi tcr^i de,i?:,i».traUode.io.refra41pfJ?-?o.il quale
multiplicaconlafuptrrtckdel.20.bafccbeai.r.ela.53.del|LCOiido chela (u
pernciedetale,2o.b ifé ePM9:oo.deii quali piglia vno tei $0 Como jj?. reca
3,aft.'.f7i.9.parti.i9H>o per9,neucnc.y33^i quale multiplicaptr.4?.fà. 99
5S^horareca,ii33iaf>\{à.4^io(>;r).eqiuffomultipiicap.Jo.fn,cjo:2i22|.adu
qua di che quadrato il corpo dr-io.bafe triangulare equilatero che il lato
deciascuna |ùa bafd e«4,cbe la quadratura fiafS.dcla fomma che fi fS.910
ii»i$.pofta fopra de.99555.cbe quello che je dimanda, CaiUs .;6. t(tc ih
jo.balc triangularcequitarcro die la fm qua- diami afia.4-oo*oelaquamtraDdlaio
oelefuebafe cercare. CP er la precedente ai che il lato del .lo.bafè che e.4.da
de quadratura del.io bafÈft.'.de!afemmacbefà {5.91021x11^
poffafopra.995s5«adunqua/é.995$3;.p.fi'.9ioiii22i, de qua- dratura da de
lato.i>.reca a R.cuba fa, 4096 .bora di cofi (é.99SSJ;-piw $?' 91022222=. de
quadratura da de lato.4096.che dara.4oo Squadratura re caloag,>.fà.i:-oooo.
il quale multipiia per .4096, frt4655360000.il quale parti per.99>5f5.p^^?.
91022211*. Etpercbee binoinio troua il partitore cofi
multiplica.99557-P-P?.9i02iiii^via.99$$?i.m. # . 91022122,?;. fa .so9o864jf .
che e partitore bora multiplifa.995>'I7-Per'6S53&oooo. recati prima
anoni. fà,.6iS43i3o^ooooo.il quale parti per.so9o864af .reca ad oflanftmexi'
mofa.655360000.col quale pa1ti.5i84s1504000000.neuejte.806400.tie' ni ameute
bora reca a 5s.655360000.fa .4194967297600000000. il quale mulfiplica
per.91011t21f.reca prima ad vna natura cioè, ad oflatuneximt jn,i5649 4o
?i527S852Sooooooooooooo.eqiie)to parti per.so9o864g/.re' catoa
r32.fn.419496b9600000000.cbe neuene.597i96Sooooo. adunqua di che il vinti bafé
triangolare equilatero che la fila quadratura e .400. fia per lato £?.dela
13j.cuba.del remanente de.So64oo.tratone la radici,59719 ósooooo-cioeillato
delefùebafe fia fcj.dela 6?.cubadel remanente de .80
6400.traflonelafy.597196800000.cbe e quello ebe fé propo/é. fHauendo diflo de
cinque corpi regolari contenuti da diuerfè fperele quantità de lati e
fuperficie. Et quadrature loro. Me pare in quella vltima del (écondo douere
direfobreuita delati de ciaf cuno contenuti da vna me «Jejima | pera. Adunqua
fia la [pera che il jiio axi>- fia .b. fi commo,tuai nel iS luftima
det.r3.de Euclide che fideniojfra ne! fémicìrculo deb fpera conte> neretufti
li cinque corpi regulari per linee per le quali jè prona il lato, del.4- bafè
triangulare equilatero efler h pofànga fra Jéxquilatera ala pò finga de
iaxi:delalperacbeilcontcne.Etlapofdncadelaxis e.t44.adunqualapo finca del lato
del.4-bafè triangulare e.gó.chee jéxquialtera>Et per lultima pure del.15.de
Euclide ai cbe la pofctn ja de laxis de la fpera e tripla ala po' finca del
lato del cubo in quella dejcrifito adunqua il lato del cubo fia £?♦ 4S- Et il
lato de lofto ba)é triangulare ai per quella cbe la populea delaxis
delafperacbeilconteneeduplaalapofttncadellato delofiro ba(éela pò* finca de
laxis e.r44.dunqua la pofianca del lato de toffo ba(é e.f-Et il la' to
dtl.ri.bajè pentagonali descrivo in tale spera commo per quella fé prò' uà cbe
diuidendoil lato del cubo in quella descricìo fecondo la propomo neauente meco
e doi jrremi cbe la magiore parte e il lato del.n. bafe penta gonaliil
qua!epo.p.m.jj.i8so.Et{2.delremanmtede.p.tta£ronepj.i8' So.eillatodeUj.bajé
pentagonali contenuto datale fpera cbe laxis (ùo e n-Et il lato del.io,bi|ètriangulari
in quella descrifiroaiperla.io.de que-
frocbeilfuolatoep?"delremanentedeti.trafrone j?.K)56f. Et cofiaì ilatì de
cinque corpi, regulari contenuti dala spera 'cbe il fitoaxis .tt.il »4» bajè
pj.de 96»f il cubo epj .48- f lofto ba/è $j".t».€ il .p. ba(é £♦ del
rema-' nentede.ti.traflone $>.Jsso.f il. io.ba|é b?. del remanente de .71,
traflo' nepj.io56f. flTHora in queffo terco fi commo difji nel principio del
primo diro la qua tifa de lati defjt corpi contenuti luno da laltro Et quanti
ne cape in lunoe quatiinlaltro.Etpoidiro'dela spera la /«perficiefqdraruraf
alcune deui- fionideaxisfdeta fuperficie ft quadrature fncTe da linea piana
cioè linea juperficial .Et de tramutationidespere incubi^ de cubi in spere » Et
cofi de spere in coni ouoi piramide f de coni in spere» Coltra (j e qneff o
daremo modo co regule optime a fipere per vna fècTa ouer chierica leuata da vna
fpera perla fua corda e fietta.nora fipere retro^ uaretutta fua capacita ouero
aria corporale. E cofi de li altri corpi rettilinei o vnifòrmi e ancora de
quelli lecuibafi non fonno fémpre equilatere ne e4' angule fi commo quelle del
corpo de.p.bafì.dele quali *4-ne (bnno trian^ gole de doi lati equali e terco
inequalee«4s«quadrangole de lati oppofitì magiori equali corno a pieno al fro
luogo fé contene materia in la pratica molto jpeculatiua f cetera. farne .r.
0cto Wc contenuto M quatto bafe triangulare equilatero cbe il fato filo e»
u.det lato de locto bafe tri [augurare cercare. ìffÉa cofi tu ai il quatro ba)é
triagulare equilatero .a.b.cd. 'i cbe eia cuno cieftioilati e.rc.diuidi
ciascuno lato per equa L> li diuidi.a.b.in puncìo.f .f.a.c.in pimelo
.g.f.a.d. in pun ' ffo.b.ft'b.c.ir. punfto.i.f .c.d.in piìcllo.K.f
.b.d.inpuncìo l. Et per cbe fi difto cbe li lati fono cquali per cbe e equilatero
ft e ciascuno .e, e ciascuoe diuifo per equali in punfifi.f g.b.i.fc.l.fira
ciascuna parte.6.cioe.a.f.a.g.a.b.
f.f.i.i.RK.g.gi.i.l.l.f.f.K.b.b.'.l.Kadunquatirando.f.i^.deefferediame tro de
la spera cbe circimscriue locTo bafé perebe paffa per lo centro § termi
nanellianguli opofTi.f.fc.poi tira«b.n.cbe fia cateto dela bafd .b.c.d. ebec
R.tos.f laxis cadente da Lingule A-casca fu la linea b.n.inpimcTo.o« cbe
fia.a.o.fV,.36.trane.^refra.J4ch' la pò
fitnga.de.f.m.f.b.m.po.D.tplapenultiadeEuclideaiefe.f'K.poqtoledo
Un^e.f.rrj.f.m.K.f.m.po.H'f'm.r^.po^e.giogniinfiemi^.e.t*-^'?*. TRACATATVS cr5
eia pojfa.f.R.cbe diametro de lofifo bajè g dela fpera cheit cìrcufcriuc p»
fante p lo céiro Stermina neliàguli de lofto bufè.Ettuaicolapofdncadel diametro
e doppia ala pofanja del lato de belo ba|é da qllo cótenuto adi qui
deuidi.ti-per equali fta.36.Su2-j6.di ebe la per lato loffo bafe triangu lare
ebe .6.cótenuto dal qtro ba)è triagulare che ijuoi lati e eia] ebedùo e.n.
Malusi .2. £nel cubo ebe .i2.per lato fedeferiuc il quatto bafe triangulare
eqiatcro il fuo lato te vote mnenire. fTuaiilcubo.a.b.c-d.Sf g.b.t.tira.a. e.
diagonale S>a.£. S.c.g.a.i.c.i.poitira.i.gdiagonaleS'i-a.ic.fa.g.g.cf J>
ebe il lato del cu.eciafcùo.ii.ptro per la penultima del p'mo de Euclide la diagonale.a.c.po
qto pò lt do linee.a.bS-b-c. gionte le loro pofiinjeinficmife)fe ditto
cbe.ab.e.ii.rt.b. cu. multi plica
a.b.cbe,n.in|efe.i44.f.b.c.m)e^i44.cbegionttinfiemifà.i88.f p.xss» e.a.ccbe vno
de li lati del qtro ba|e triangulari.a.c.g.i.adùqua il quatto ba Jé triangulari
eqlatero contenuto dal cubo ebe ilato Juo e.n. il lato del qua
rrobafèegr.iss.commo vobmo, £afll& •'• €>ctobafe tnàgulare equilatero
cótenuto dal cubo bcc.i2.pei lare il lato de locto baie iuucuire. C
-Auendoilcubo a.b.c.d.f g b.i.ilqualecótcnevnocor podeocto ba)i
triJgu!a;icqlattronel quale perla precede' reciaitru flo vn
corpodt.4.ba)ttriàgulari cbeifiìoilati ecia |'a;nop,',j8£.f ai per la pria
deqffo ebeametere locTobafé triangulare nel qtro bajè triangularc |e diuide
ciafeuno lato per eqli e qila gtita e il lato de loc7oba|è triangulare. Et
aucndoadtaiqua nel cu.cbel fio latoe.n.meffo il quatro bafe ebe il lato fuo
eRMSS. pero diuidi JJ.'.jsS'per eqli còrno ^'.neuene^.ri.f.^.ri.fia per laro
loctobafe triangulare eglate' ro cótenuto dal cu.cbc.n.per lato ebe il
propofto. £afU0 .4« X coipo albo ebe e. 1 2.per lato cótene vno cozpo de
2o.bafètriagiìlare cquilatcrcil lato cercare. ITSappicbe illato d( ffo cu,
deuifo (teudo la f portioneaué te me^o S doi (fremi efila magiorepte e il lato
dele ba|c del lO.baledcfciicloinqucllorti.Sfìi difrocbcillatodtl cubo
era.u.perofàde u.doparttcbemultiplicatala miorei tutto it .(àcci tanto quanto
la magiore parte in fé adunqua di ebe vna parte (ia «i» ^>
fJIaltra.n.m.i..elamagiorefia.i.^>.multiplica.i..ife^i.i.IS.poi multiplica.n
m.t.^.vii.i!.fn.i44.ri!.n..(irano.c.multiplicainrc^i.36. giogni col nfiero
cfi.i44.fn.i8o.f tj'.iso m.6.valela..cbemetemola magiore parte fi ebe di ebe il
lato del io. bafe triagulare cqlateroef$.'.rso.rn.6. ebecó tenuto dal cu.cbe il
Lato fuo e.n.Ma per ebe Euclide nò dici che il dicìo cor pò |é tneta,nel corpo
cubico pero vederemo prima (ènei cu|è pò colocare il coipode.io.baje triagulare
ebe continga co tuffi glanguiijiioi la fùperneie
delcubo-Dejcriueroil.io-bafetriigulare.g.b.i.H.l.m.n.o.p.q.r.f.fldella-
to.gb.il centro fi.o.a.cioe lanuta del lato ftdellato p.K.ilcentro.b.del la'
tò.q.r. tfcétro.c.dellato.n.o.ilcentro.d.dellato .(.i.ilccmro.e. del lato-I.
m.ilctntro.f.f lolato.g,b,eopoftoa!olato p.fc-S fono egdifTanti Io lato q,r.e
opofto a lo lato i-f e.fono eqdiffanti lo lato.n o.e opofto a lo lato.l.
m.ejòno equidiftàti tira dal puffo.a.la Imea.a.b-dalpuiicto.c.tira.c.e.dal
punSo.d-la linea df-le quali fono tufte equali |è interjéganonel centro tufte
adangulo recìo cótingendo li loro lati adangulo reff o tu ai deferiéto
il.io.bafe triangulari ebei tre afjìf pi ffano per lo cétro e fono fra loro eq
t. Defcrinajè bora il cubo che ci i| cimo Ino lato fia cquale delaxis.a.b-cbee
cqualeagli litri ce-d -f.il qualecu.fh 11.3.4.^.11,11.15 14. poi piglia il
cétro deciaj cima fua fàccia che fnno.6.iqualicétrifitno.t.ux.y.f7.poi tira.
t.u. X-c. y.T.cbefciterjfgatiuifitminelcét od ku.ad.iguloiecTo cótingétele
ficciedelc^piireadaguloreffo efono fra loro eqli Seq'iahx:f. a. bc.e d.f. $ dì
leforioeajial Uodeku.cHfù fncTo eqleXaxiw.b. adii qua juumcti il corpo de vìnti
bafé nel dicIro cubo Uh to.g. b. § lido! angulideI.io.ba/e.n.S.o.contingerano
la /àccia del cubo.t.n.3.ij.£t.a.b.c. d.e.f.centri de fa lati del.io. bajé
cotingerano. t.u .x. y. j.f . centri dele fnccie delcubo.fi
aicbeli.it.angulidel.io.ba|é contingano le jéi fàeeie del cubo J> ciascuna
jncciedoi angulicommo edi&opero dico ebeileubo be capaci re ceuereii corpo
de.io.bafétriangulare equilatero tocando le fnccie del cubo co tuti'gliangoli
fuoi .Horaeda vedere fé illato del cubo cbeconteneil.10. bafé deuifo fécundo la
fportione auente mego e doi exftremi jè la magiore parte be lato dela bafà del
jo. bafé contenuto datale cubo.Tu ai per la-w. dì rjflo ebe illato dela bafà
del.to.bafe cbe.4.da de pofknca de diametro dela | pera ebe il cotene.40.piu
fp.jto.dela qle tra la pò fatica del lato che be.16 . re ffa.t4.piu 15.510.cf2
be da vno lato alaltro a qllo opoffo.P ero di je.t4.piu Jp.310.daxi; da de
pofànca del lato .ró. efi darà la pofknca del axi s cB.144.
multiplica.i6.via.i44.fà.t}04ilquale parti £.14 più {£.320.troua il parti*
torecofimultiplica.z4.piu^.3to.via.t4.m,p2^xo. fà.t$6, quejToe ptitore
muItiplica.t4.via,i304.fà.5Si964iarti p.iS6.neuene.2i6.pon da cito reca.ré.
a^.|n.z$6.multiplica (0.310. fn .31910.rcca.144. a fj>. fk . 10756.
multiplica lo co.319io.fa.i69S693uo.reca il partitore a i3j.cK.iS6. fa .65536.
con lo quale pti.1698693no.neue 6J.159to.rn.cfi có'.itó. fa»n6.m.i£«is9io« tato
be la pò Jan^a del lato del.to.bafecótenuto dal cubo ebe il latofùo be.ii.fi
comma defopra ebe fé diuifé il lato del cubo fécundo la proportione auéte il
megeo be doi exftremi ebe ne vene BM8o.m.6.£o multiplica i fé fa.1i6.meno {?.
15910. commo volemo g be chiara. Cafùs .5. Cucio co?po deocto baie ebe ilfuo
fato be.i i>fc oc (criuc il cubo la entità od lato òl cubo fé vole cercar*
CTuai il corpo deo£ro bajétriangulari equilatero .a.b.c. d.e.f.cbe beper
ciascuno jtto lato. ii.ftba.n. Iati, Etil cubo ba.s.anguli li quali contingano
in. s.lati de loffobajé cioè nel lato«a.e«in punff o.g.nel lato.a.f.in punff
o.b. nel lato r.d.in puncìo.i.nel lato.d.e.in punclo.fc.nel lato.b.cin
puncìo.i.nel tato >.f.in pucTo.m.nel lato.f.ci puSo.n.nel lato.c.e.in
puffo.o. tira-g-b . b . i.i. |^K.g.i.n.g.l.l.m.m.b.m»n.n.o.o.K.o.l.cf3 iia il
cubo de^criffo nello oflo fcafè-E p fipere la quantità del lato del cubo
tuat.a«e,cbe be.11 .§ .e.g. pò il doppio de.e.g.J? cbe«a.g.e 'equale de.g.b-f
.g.b.poquanto>a.g.ft .ab. ebe tengano langulo recito £0 fàde«it.doi£ti che multiplicata
ciascuna in fé fa ci doi tanti luna delaltra di ebe vna pte fia vna cofn che
multiplicata i fé fa vnoccfolaltrae.c.m.vna'co|Acbe multiplicatoi féjn.i44«m
.i4.co)é pia vno cenfo ilquale radoppia fà.i88.m»48«cofé piu«i.cenfi aguaglia
li parti a rai vno cenfò e.tss.numero eqlea .48.co)édemeca le coféflrano.14,
multi plicale in fé fà.S76.trane il numero cbe.i88'refta.iss f &M88.meno
del de meccamen to dele cofé ebe fù.14. vale la cofa. ebe fù.e.g. adunqua .e.g.
ebe lato del cubo be,t4.menoK't88.f-a.gt4.m.j>:.iss.E£la feconda de queffb
aicbelapofàncadel lato del «4. bafe doppia ala pofanja del lato del cubo che lo
contale § doue entra il cubo entra il quatto bafè adunqua adop pia la pofkn^
del cubo cbebe.14.rn.jV .*SSfn. ips.meno pz «663S5J-. wnto
dicbefiilapofànjadellatodel.4.bajè contenuto dal corpo de loftobafé triangulare
epropofjo. E fkpi benebe in tali, corpi regulari vno in laltro reciprocamente
(èriceuino eincludino jlmpre con le debite proportioni e proportionaiita
fecondo la nra j peffa dicra proportione bauente el me^co edoi extremi còrnea
pieno elnojlro pbylojòpbo Euclide nel fuo libro de mofrra.bencbenon fieno
fempre de toriati noteanoi le proportionicioe ebenon fi pofftno nominareper
alcun numero rocro onero fitnonon reffa per queffo cbeinftniti altri co pi
irrtgulari non fi pofjìnoin epfi regulari apuncro collocare in modo ebe
tangendo vnoangulo tangerent omner. Comme a cadunofàno intellecro fia capaci ma
non firanno de lati nede angult folidi e fuperficiali equali, pero de lornon fé
fornendone inque fio nofrro.pero ebe queffi tali infra ti corpi fono da effer
difti belmuariffi ft cóme fra le fuperficieqdnlateredv)Te elnofrro Euclide nel
principio deli fuoi elementi babiando difjìnire la'trc quadrila^ re regulari
cioè quadrato tetragonolongobelmuaymoucrromboelofimilealui diéro romboide.
Cafiis JElaibofcntcìuitooal.n-bafcpcntactcnalkbciUa to oc le fue bafe e»4*ttl
ato del cubo fc voi inuenirc. CTEacofitroua'a linea cbefccTo tende langulo
pentagoni codevnadelebafecbefliicbeilIatoe,4.1[qua'ee!a ma'* giorepartedela
linea deiifà |icondolapropomcncaioimu!t;plica.4*via.4 fà.i6.€ ai je-.numero
equalea quatro.^.piu.i-0 .de mecca le cpfé fìrano«i. multi
plicainlèjn.4'gtognialnumerocbe.i'-fà.Jo.fiR''Jo.m.i.cbe fbtl dimena
métodeleco|évalelacofddimqualamenorcpartetR'.5o.m.i.f la magio re e.4.cbe
gionto con f>'.2o meno.J,fn.£\io'piu.J.ft ebe illato dclaibo ha JV. 20,piu .
i.il quale e contenuto dal corpo de«u, bajé pentagonali ebe il la' to de la
fila bafk e.4,cbe ilpropoffro, £afus .8. j6iicvnocorpooc.12.bafe pentagonali
e&eil Iato Delefiicbafecdafctino.+.cbc colitene vno qnatro bafe triangulare
del quale il laro fé vole tt cuarc. STTuaiperla.io.dd.is-de Euclidecbeillato
del cubo ado piata eia pofànca de il lato del quatto baféde) crito nel me»
defTimo.u.bafecolcuboff per la precedente aicbeil lato del cubo dej crito in
tale corpo e ^.lo.piu.i.adunqua muttiplica £',20. più *.via
^'.Jo.pin.i.jà.i4.pmp?.}io.la quale redopia fn.88*piu (V .uso. tanto e la
pofanc 1 del lato del quatto bafe triangulare de| crito net . 12. ba|è penta-
gonalecbeillato delefueba|é e ciafcuno.4.pero di ebe il latodel quatto bafe fia
r>\del3 fomma ebefn r>\nso.pofro fopra»48« Cafus .9- Srlcojpo t>e ocro
bafetri'angnlareequilatcro conte' miro 0al.r2.bafe paragonali ebe il lato de le
file bafe cdaH'ur.0.4 .oc! lato oc locto bafe iuneltigare.
CTPer!a.9'del.r,de.EuctideatcbelaHneacbe paffa perii ■j. et ntri de le fri cce
opofitede aito terminanti nellidoi Iati — -fgà-^&£.l opofiti de Ieba|è
dtt.n.bafé doue e deferito e diametro dita fpera doue fé de) criue locTo bajé
predici o ft per ebe quefTa tal linea e coni - poffa da! laro de la b 1J4
pentagonale ft da la linea ebe e focìo tende tangtt- lo pentagonico giontc
infitmi dequeffo.n.ba|è ebei! lato fuo e.4- f pe'la 30.de! prio ai ebe quando
ti laro de! pentagono.e.4.cbe la linea che focto
tendclangu!opétagoir'coep;.*o.p.2.cbegiontocó.4.fn,6.pB,,.2o.aduqua ta linea
che pajffa per li centri de !e (accedei cubo dwidéteilati del.-. bajé opofTo
ale ficee del cubo perequali e.6-piu ly.de.io.cbèdiametro dela fpè ' •
ratkme|edefcru4eta!e>3 bajè f perche tu ai per la.s.del |èci;nc » io, fa .$ù
♦ più i>? . 2SS0 .il quale diuidiper equali neuet1e.2s.piuj>'. pò» ■
etanto ria la.pofanca del lato delocTo bajè trianguhre che contenu" to dal
.11, bajè pentagonali che il Iato de la ba|d (Ira e .4. adunqua di ebe il lato
de loclo bajè (la jj?» de la fomma ebe fa p> . pò. pop a fopra .38, Etpercbt
piti apertamente cogiiojcba cbelaliuea compoffa dal laro . del.n.bajètt da
linea che focìotendelangulo pentagcnico gionte infieriti. fieno il diametro
dela Jpera che contiene tale ocTo bajè tuaip. a.tó.del /é- . cundo che i!
diametro de la jpera eh circitmjaiuetatc.r-.bajè eia fua pofin ca.pipiup?.
233p.il quale diuidi in doi parti equali cbefira.is.piu fjJMSp. che ftra.a.x.ftira.x.ala
meta dela bafiua.b.cbe la deuiderain puncl o( y.a dangulo reflo ft p la
penuitimedel primo de Euclide cbe.a.x.po quàto pò
ledolince.a.y.fx.y-tuaicbe.a.x.poTS-piui?.'.tSo.f fdicbe.a.b.e.4. ebeit
latodelabajcipentagonalef.a.y.elamitacbe^.multiplicaloinléfà^-trat! lo
de.is-piu^' .130. rcfta.K'piuR'.iso. tanto eia pofcincade.x.y.cbe la mita
adopialo fn-§é>.p. !>-de.2S8o»cbetutlo il diametro de la j pera eh circii
jriue lo&o ba|~e triangulare che e chiaro che illato dela baflt pentagonicacon
la linea che |octo tende langulo pentagonico gionti in Jlemi e multiplicato
(n.s6'piu5?.isso-fi corno defopra deuidilo perequali fra,2S« più fì'.t-o. pò ài
che il lato delofilo bajè triangulare contenuto da tale.u.bajè pentagoni
li/iajx'.dela fomma ebe fh la fX.popojta jbp:a.2S> £afus «io.
XoodiribafepcntaiSonalicbeilTato fuo e.4. del Tato oel«zobafe triagutaf ptemito
09 qllo fé vole cercar. fT De rutti icorpi regalali equalcbe proportionedel
lato de cflb 'corpo alfuo diametro cioè cofi egliequellap portio nedallato de
vno.20.baJe che e.4.al fuo diametro quale e 1 daun lato de vnattro.2o,ba|ccbe.6
al fuo diametro ouoi direaxisf cofIdetufriglialtri.Ettuaidi£ro cbenel.u- bajè
predico e dal centro de vna dele bafè alcétro deialtra opofta a quella eia
pofànga de.40» più 5MS48MÌ cornino che p trouare la quadratura de tale.u. bajè
fù.dtft o. Eaipfa.20.del/ècondocbeil.2o.bajècbeildiametrojùoe»n. cioeil dia'
metro dela (pera ebe il contene da delato la j>'.del remanéte de t-p.
traclóe la.p?.io56|. pero fàcofireca.i2.aJ>?.fìi,i4"4.boia di jè,i44.de
diametro me da delato.p.rn.t^.iojóf.cbedara^o.piu^'.^s4. multiplica prima .40.
via.p.fà-iS8o.ilquate parti per.i44-neuene.2o. bora recala l>\ fa 45184.
multiplica con.i$4s!-fà i^'-S0289W^il quale parti per,.i44. recato a £• che *ot56.neuenep.;stiT8>?5-rimiam£nte';ioraPer
'° meno reca .40. a p.jà 1600 il quale multiplica per.2056*.fzuré5SSSo.e qfto
parti per .144. recato a r£.20t56.neuene $.de.8ofm e multiplka.ioj6f.via
(u.r;4sf.r6o>t95ifil qle ptijJ.Jotjó.neuenej^.ttvil^l-meno adunqua dirai che
iUato del .10. bafè triangulare dejcricto nei.ii.bajé che il lato (ùo e.4.cbe
il lato del.20.baje (ìa p?.dela [orna ebe fn ^'òSTl^gionta có.2o.tra£tone
5j.30.ela $.ttìW%a> Cafus .ri. Ci cubo ebe drcunfci icto dar.20.bafe triagurare
equi latcrccbcil fuolatoep?.clel remanéte de. 72. tracio ne£vo?6?. tronarefe
volcilarioe effocubo** Q[Tu ai per la.is de! Jècundo chequando illato del.
2o.ba fé triangulare e (V del remanente de.p.traffone la p?.ro36f« eh e i 1
diati : etro de la fi. a j pera e.n, recalo a ft', fa, i44. ho' ratrouail
cateto de vna bafà che 'triangulare equilatera che ai che per lato $, del
remanente de p.traflone la # . 1036*. f ai per la prima. del primo
cbelapofàn$adecatetoala pò (Anca del latóc (ócquìtettfa pero pigia. J.de.p.m.pM036?.cbe
fia.j4.meno R.S8i?-e de affa p porrione e il la to co lo diametro detaiculo
cbecircuf criue la bafa fi ai na.96.m.R.i84H* ti quale tra dela pofanea del
diametro dela fpera cbe contene il.xo. ba|è fi e i44.reffa.48.piuR.is4;r.tàto
eia pofknja del diametro dela fpera douee deferito il cubo cioè la pofànja del
dia metro, e. 48 .più R. 19 43 ;. tu dei fape re cbe la pofunca del lato del
cubo e .f. de la pofànja dd diametro dela fpe ra cbeil coterie pò pigiacela
pofànf a del diametro cfi. 48.piu R.is 45 k- c ^ ia.i6.piu JV.xo4? .adunqua di
cbeil lato del, cubo deferito nel.xo.ba|é cbeil uo lato e R.del remanéte
de.fc.rra£toe la $2.1036* .fu.16.pit1 R, .io4f • cioè fc.dela foni ma cbe fa
R»de.xo4*> poffa fopra .16» Cafus .12» fidato,2o.bafc triangularicbe
ilfatoddebafefue e R.del remanéte de .72. trattone b.i o36f.defcrictoiI .4
.baie triagulari de la eptita del fuo lato iueftìgarc. fTPerla feconda di
queffo ai cbe la pofwifa dal Iato del.4. ba(é triagulare e doppia ala pofàn ja
del Iato del cubo in vna medefima fpera deferiero f perla precedente ai cbe il
lato del cubo cótenti to da tale.xo. ba(é la pofÀncafùa e.i6.piuR.xo44.pero fé
il lato deil cubo e pj.de la fomma cbe fa R.xo4ré.fà.96.f tu neuoi fare vna
spera S, la (tipcrftcic SJJ fiiafta 9è.pero multiplica.96.per.14.fa.1j44.il
qualeparti per.n.nenene.cijr.é de queffo piglia la meta corno Jj.pero reca .».a
{S.fà.4. parri.infj.per»4.neuene,3ofj.f lafS.30fj.di che fla il diametro ouoi
axis dela, 1 pera'cbe la fca fùperiicic e.96. CafilS »IQ. £la quadratura 6la
fpef a d3e il fuo axtò e-7'lÉ et qua draturaoevno eubocfcefira illato oelcupo.
CQuadrala spera che fÀicheilfno axùe.t.f perla.14.di S ffo ai che la quadratura
de tale spera e.1791. adunqua fira il lato del cubo
j£,q.de>it9f.Poflefàreperaltra via cioè con ipportioneper che glie
qllafportionedal lato dellcu.al dia' metro delispera duna medesima quadratura
chee da5?.'q;de.j4j. ap?* q.de.it9j..per che (é tu recbi.t-a pj.q.cheaxis
delafpera ftt.54J.ftulfdierafuaqdr9tum.c^4.fei)cfeviw(t'C' ra quanto e il fuo.oiametro
inueuire. C Tu dei frtpere che ogni quadratura de (pera e.*j. ala qua'
dramradclfuoaibo.gtuajiperlaprimadel /ecundo dejpe' ra V j.f p. che qfto e
cbelindro.e tu voi la piramide ebe fai ebe ogni pira mide e.~.det fto cbelindro
pò deuidi.^t ^ j.per.j.neuene. «|j.tanto fia qua' drata la piramide e m voi che
la fia.179' j?o reca. 4-a $!.q.fn.é4. bora di fé it||.deqdratura da
depofkn$adaxif.64.cbedara.i79|.multipftca .64. via '?9f .fa.11499f.il quale
parti pcr.»*|?.neuene.5i4l.ela p,\q. de.514^. fia l3xif dela piramide. Cafus
.22. £ oe la quadratura oela piramide ebe il fuo axfee 4»fe fa vna (pera ebe
fira il fuo axis fé vole vedere. ÉTTu ai per la precedente che la pira».: -le
ebe il filo axi$ e. 4.lafuaquadratura.e,iJ||.dela quale tu uokf^na fpera g per
cH tu ai cfì la [pera ebe la qdratura (ùa e.iw-j da daxij ' 543,adunqua
dife.1t9f.da.543.cbe dara.tj|f,mi;£iplica.. «ilf, via.343-ft.r66s§f.il quale
parti per.itof neuene .4x^-fn..§f(a pj.q.de 4*Iif ?s di ebe fia il diametro de
la [pera fnfta dela quadratura Jela pirami decbeilfuoaxife.4. » Cafu0 .25. Sta
la fperacbe il oiametrofuo e.i4--r vnalinea pia naleua oc Iaxis-4-la quantità
oela ftiperficie che le liainuefligare.trNella.is.de queflo fé dicto chela
fùpcrft 1ci£delafperae«4-cotanti chela fi. perfide del magiorecir' culo de tale
fpera § ancora fé diffe che a multi plicarelaxit de la [pera nella
circufèrentia del magiore circulo fduciua la (ù p_ fide de ruffa la (pera
adunqua multi plicando.14 che il diametrovia.44. che la circuferentia fà.6i6.tanto
eia (iiperficie de tuffala fpera tu ai la fpera
a.b'C.d.cbelaxire.a.d.elalineadiuidentee.b.c.borapertrouare la quanti' ta
de.b.da quale taglia.a.d.in puncTo .e.per che )é dicìo.a.e.ejfere.4» pero
multiplica.4.via il reffo del diametro cbe.io-^.4o.Sp2.4o>e.b.e. nella»
34-del.3.de Euclide/è $>uaaduquafé.b.e.e jV.40.di la mita de.b.c.fira tuffo
b.c. 9j.160.Sai che il diametro.a.d.ei4-éla linea deuidenteebe .b.c.e fc\
cécche |èga il diametro in punffo.e.g ai cbe.b«e.e f3.'.4o.cbe la mita de. b»
c.f,a.e.e.4.muIrtpIicaloin fé fà,i6.giognicó'.4o.fn.s6.duqua.a.b.e pJ.56.
perche poquantoledolinee.a.e.f .be per la penultima del primo de Eucli de
ilquale.só.radoppia cóme p?.fJi.H4-ciof jj.u4.il qualemultiplicap.ir.
fn.?464.partiloper,i4.neuene.ité, tanto fé leua dela fapficie dela fpera che
che il fuo diametro e,i4.tagliando)cne.4comtialinea piana leua dela fufc
Ecie.ii6.comoperL1.4r.del primo darebimedefc man ifrfla» TERTiVS Cafu0 .14. Iti
£{ fpera ebe il f«o ax10e.14.la linea piava diente ocuide ni dx luogo fega talììe
fé vole tre uare. f[Tuailafpera.a.b.c.d.cbe.a.d.elaxis(i;ialieab.c.|èga là
xiiinpuffoe.f p cbelojègaadangulòreéfo e deuifk la li' nea.b.cp tqlìin
puflo.c.aduqua.b-c.e 4Ncbe lamita de-b __ c.cbe.9.multiplica.4>iri
(tfrMoi.boradimo cofi fame del diaetro ouoi ajrtó dda fpera cbe.14 dopri eh:
multipicita lua co laltra (àc ci,*o '.pero dichevna pte fu i.^.laltra
fira.14.mcno.it. «ft mulnplica.r. via.i4.rfu. «
demc^ale.^.firio.frmtiltiplicain fefMS'tran ne.il nàaóàies.o's
rejfa.ist-Stf.de.^rrudd dimessamelo dde. .cbe fu.* .valete.® .adunqua vna
parte^fu.r.m J3f.de.iS».e laltrapatte /u.j.p.
p*.de,T8'.dHnc}iiafegodelaxis.?.rn tticà\i.. via.i4.rn.i«^.fà.i4»^>.rn.%
[aJ.enì voù'H-rejtora le pti arai
i.P.e.»4.eq1ea.i4.^.demeccale:^.|iraat«m'utóplicai;|cfn«49,traneù
nuerocbe.i4.répa.ij.f ^»i5-m.deldimejàméto,djele.^.cbe fù.?.valela
^.e^.ij.e.5itrallode.t.e.ìfl,x.ta^Uàide'làXù ebe rmitttplicato' nel refro
cbe.ii.^.t4.p la.34.del-3 de Euclide ebe do linee ebe fé interjcganonelcir culo
ebe quello ebe fa de vna parte nei làttra fùa'pte e eqte a quello ebe fé fa
duna parte de laltra linea nellaltra jùa parte e mai vna parte de la linea deui
deteebejJ2.14.edda meta dunq laltra meta e^.»4cbemultiplicato.p?.i4. co 52.14.
fn.14.como fn vna parte delaxis cbè.i.có Lo refro cbe.u.f per la pe
nultimadelp'rhode Euclide-a.b. pò quanto ledo liriee.ae.f b.ea.e.e.».
mulriplicàlo infe fà.4.giogrtilò co.ke.cbej2.r4fn.i8.fi J.V8e.a.b.il qua
leradoppiac5mo^\fn.ni.eauefromultiplicapef.tr.fà.lijz.partiloper 14»
neuene.38.adunqdicbe!alinea.b.c,cbep?.96»leuadefa'/l:perficiedela)pc
ra.SS-cbeilpropofro. CaiilD «Uf. 8~ dela fpera elk il fuo aflls e.i4.la linea
piana feua dela fa per ficiciocquato tagliai a de a;cis fé vele in utilizare.
a.b.c.d.cbeil/lo axire.r4 cbee.a.d f|la li neadeuidétee.b'Cadunqtira.aib.edicbefìa.i.^.équeffo
radoppiaifà.i.^.multpiicairi |ì fàRjs HI .liqhmultiplica
f.a.fà.44»@.fftuvoi".ioo.de^ipernciepor«ulriplica^,iod.peri4.fii.i4po e
quefto parti per li. GS.che fóno.44-neuene.3i2.cfi a.kbora
multiplica.a.d.cbela?(if cbe.14 i |è^i.i96.perla'penu!tia delprio
de£udideaicbe.a.d.poqtoleddlinec.a.b.e.b d aduncjtralapofànja de
a.b.cbe.jft>de[a pofdrjf ide.a.d.cbé,r? • . § . #, .i6ff, • e . b . e. fi
commo tnai per la. quatrageftma. del primo darebi»' mede doue dia dx il
femidiametro dd circuto fta la linea . a . b . che e ii i \c 6' K 8
lafufcfìctede tatecirculoeequalealafùjjficie dela portioe.b.a.c,defafpen
a.b.c.d.ft cofi ai che leuàdo delafupficie delaf pera.ioo.fè taglia delafliM,
». Cafus. £5lielafpcracbeil fuoaxiee.14. z vna linea piana taglia
oelar-is.S-quello ebe leuara oda quadratura Oda fpera fc vote tremare. fTFacofi
vediprima quàto eia linea dhudéte che.b.c.e fai ebe taglia laxif.a.d.in puff
o.e.efÀi cbe.a.e.e.$.g il reffo de laxif.d e.e.9.{t quella proportione e
da.a.e.ad-b-e.cbe e da ?,e.ad»d.e.gperla.8»del(éxtode Euclide adunq
multiplica.a.e.cbe.j.via d.e.cbe.9.fà.4s.ela ^.de.45.e,b.e.le quantità ebe fono
in vna proportione tanto fa la menore nella magiore quanto la mejeanain fèfi
che a.e.b«e.fi d.e.fono in proportióeper ebe tanto fà,a.e.in.d.e.quanto,b»e.tn
(è g.a.b. per la penultima del primo de Euclide pò quanto ledo linee.a.e'tf .
b.e.effe diftocbe.b.e»po.4s»fj;.a»e.che.$.cbemultiplicato in fefta$.gionto co.
4$. fà.^o.glap?.de.to.e.a.b.laqualee/èmidiametro dela («perfide del cinulo che
equale ala (iiperficie dela portione.a.b.cpero adoppia» b.a.cbe. gj.de 70.commo
5?.fà.i8o. il quale multiplicaper.n.fà.}080.partipeM4.neuene
MO.tantoleuadelafùperficiedela fpera .fà.i80.Ia quale multiplica
per.n.fn.i98o.partilo pcr.14ncuene.141>, il quale
mHltiplicaper.e,k.cbe.i.fa.»8t?.partiper.}.neue,94|.trallode.sij5. refta.4i.cbe
fn.j36.il quale multi ' plica per.u-.per che fcvole recare ftiperficie
circulare fà.3696.e queffo parti p i4.neuene.t64-e queffo ferba bora per la
linea.b.c.cbe fega.a.d-in punffo.c. f.a.e.e.3.f
e,d.e.u.cómodefopramulnplica.3.via»u.fa.33.g.a.b.poquà' toa.e.f.
b.e.f.b.e.po.33.fia.e.cbe.3.po.9.giogni con .33«fa.4i.g5e.de.4i.
c.a.b.ilquakradoppiacómo pj.fn.tós.e queffo multiplica per.n,fà.i848» parti
per.i4.neuene.i3t.trallode,t64.cbe,)erbajTirefta.i3J»f.i3i.felcu3 dela
Superficie dela fpera fra le do linee.b.c.e.f.g.cbe luna fega.j.de laxif e
Ialtra nejéga.6. Cafus. Sta la fpera ebe laxis fuo.a.d.e.r4.oo linee piane
zequidiJlantecbelnnafcgaoelaxiS'vC [altra nefe ga et.quantoleuara oda
quadratura oda fpera tra Itinaclaltra'inueftigare. ITPerlaprecedenteffdicro che
la1iea.a.f.e &>4c-84»la§
leadoppiatafà5J«de.;36.ilqualemultiplicatofi,H.fà.3696« parti
per.i4.neuéne.:64>e queffo eia fùperficie dela portione.a.f>g.la quale
multiplica per la mita de.a.d.cbe.^fà.is48.partiper.3.neuene.Gi6.borafè neuole
cattare ilconO'f.g.rVttui cbetf.beji.de.48.radoppta còrno #«£
i9i.mu!ripttcaper.n.fà»im.partiè.i4.neuene.ijof.multìplica(ofJ).K.che.i.
£,i$of.pattilo per.3,neuene.so§.rrallo de.6té.'refra»s6s§. tato fia quadrata
laportione.af.g.dela quale tra la quadratura delaportione.b.a.c.cbeai £ la
paflata eh e la [uà fuperficie e«i3».ta quale multiplica per tiie^o lax w
che.*. fn.9x4.partilo per.3.neuene«30S.del quale |è vole cauare fa quadratura
del cono.b.c,K. cioè co/i tuaì per la precedente cbetb.ee 0j«33. cbela meta de
b.cpero lor adoppia còrno {j2.jn.r31.il quale multiplica peMi.fi.i4S** partì
loper.14.neuene.105f multipltcaper.e.K«cbe.4.fà.4i4f.e. quefto parti per
j.neuene.r38f trailo de.308-remae.109f il qualetra de.56jfrefra.396.fi.396.
/ira quadrato frale do linee.b.cf .f.g.adunqua ai ebe la quadratura fra le do
linee,b.c.g.f.g.e,596.cbe equello ebe (è inueffigaua. f[ Auendo difto
deli„corpi regularicompreft dala ) pera deUoro lati fvpzt fide e quadrature f
mejf i luno nellaltro.Me paredoucre dire ancora de al cuni corpi irrtgulari
contenuti dala fpera ebe contingono contufligliaiV guli loro la juperfreie
concoua dela [pera § da alcuni altri corpi f de (uper/ ftcietriangulemoffrandolemefiireloro.
Caftl£ »I». É5lic vno coioo 0e.72.6afe^4*trianguf9re z*4Srf
trangureiwi^oangulincoelatiequali ebe illatoìoio
magiojecioeooilatfderiafcbimabafà e .2 óomaiv dafc il Diametro oda fbcracbe lo
cirunfcrtue z oefa fuperficte. JTQ ueff o corpo demoftra de fnbricare il capana
netla.14* del.n.deEuclide f nò dimojf ra la cftita dei fiio lati fé non co
linee enon dì mo jfra la («perfide fùa la quale fé adimanda» Adunqua per fàpere
de il cor •pò propoffo la fùa /uperficieg taxi* dela fpera cbelo iterebiude
fnremovno circulo.a.b.c^ il centro fùo fia.g.f il
fùodiametro>a,d.fia.8.deuidi la
circunfèrmtiain»ii.partiequali.a.e.fi.b.hà.d.K.ì.c.m,n^icocbeciafcuna(ira
J5?.del remanéte de.31.traftonejj2.lr6S.tato e illato del circulo che il suo
diametro e.s.f! tu voicbefla.i.fn.4.multiplica.4.via.64-fà.*s6. rrouail
partitore cioede.31.rri.jj2.fc68.cbe binomio fia il partitore.156.bora
multiplica.3».via.is6.fà.8i9i.partiper.is6»neuene.3i.poireca.»s6.a^.^»6'
J$36»multiplicato per, t6s . e quello che fn partito per.i56.recato a ^«neuene
JE68 . duqualaxir deìa-fpera che circufeiue il.p.bàjè che il lato magiore e.»»
e fjr.dela fomma ebefs 0z.^8*pofta fòpra-3i.bora fèito frouare la fiiperfirie
.ruaiìilcù,mlo.a.e.f.b.b.i.d»h.l,c,m.n.f'a»d-diàmetrocbee.8.tira.e.i.e.f» fc^ebemego
diametro per ebe e lato deloexagono:/ira.4»€ la pofànjadét
diametro.a.d.e.64.cbe e quadrupla ala pofàn^a dejfVb.che e.t6.per la linea
e.t.tira»e.h»cbe deuide.a,g.in puncìo.o.e.o.e.i'percbe.e,n.e equale ad^a. g.cbe
é.4'S.g.e.e.4.cr)e multiplicato in fé fn.té.trane la pofàn ja de.e.o. efi
4.re(fa.o.g . jj2. de.».che eia meta dela linea.e,i.cbe tuffo fia {J2.48.tuai
Ietrelinee.a.d.e»i.€ fb*lapofÀn5ade.a.d.e.64,elapofrtn5àde.e.i.e,48.e
Iapof*njade.f.b.ej6\3.cbe la loro poetici empiii iv-tó.piglia meta corno (V.firi.i'.piu
R\3.cbe miri- tiplicato col cateto cbce.i'.piu^;.5.cquellocbe(a
multiplicatop.u.recato aiy.)n.5996.piu&\$03SS43>etVò04Si92.tantoela
politica dcla fiiperncie de.i4.jpatii tabularla b.c.d.fai la
fuperficiedcl.'p.ba|r in tre partite p la dcfrruitia de cateti ftdeleba|c bora
pia quadratura )c de] criua la terga ftgu yra.g.b.t.u.nella quale |è de|cmie
tre.triaguli.g.r.o.r.q.o.q-p.o.de'qìi.og. e lernidianjetrot
lafuapofiincae.s.piuiV'43-tf defopraai cbe.g.r.e pJ.;'-^ o.r.e ignoro matuaicbe.f,o.e.s.piulv.4S.cbee
equale.o.g.ff ai cbe.e.f.e
i.dùqua.r,f.c.Uc!ìnuiltiplicatoinfe(Ti.;.ti'allode.s.piulV.48-re)la'0.r.7!.
«R'.48.dunqua il triangulo.o.g.r,. allato o.g.e.s.piu (>,.4S-6»g-i'«p.'-ii''
o.r.7». !>,.4S.f noi volemo il cateto ca)cantefu la bafa.g.r.cbe trouarai
tbe fia.6.j*.e!>'.4S.cioelafiia pofàngig quefro|èmultiplica colo tergo de
lafupnciede.24.triàgulicbe)èdiffecbe era.s4o.cbe.\e.6o.cbe'multiplica
top.6^.piup?.4S.|à-56ot*.piuji'.i6isoo. tanto fia qdrate le^.piramidi
tiiangulare cioc&'.dela 1 óma ebe fa j3M6JSoo.poffa fop1a.360jf.tamo e la
quadraniradcle.i4.piramidetri3ngLilare-c.f.g.o,ora|aioletrouareilcate to del
triangulo^o.q.r.cbc trouarai cbc.r.q.epi'.dela j orna ebe fa jy.^.poffa fopraòe
la poiane ide.q.O'C.7^ep?.4s.e la pofiincade.r.o,e.tJ.e^.4S.t| il ("no
cateto fira a'.dela ) óma ebe fa RMsrnà'.i?*, .pofh fopra.65i.il qua- le
multiplica colo tergo deh fuperikiede.24.1 patii tabulai i.c.d.e.f.cbe.y e
i4o.piup,.4s)iS2.cbefàraqueftamultiplicatione.i6i4."I.piu^'.J"4431??^
ei?:.it5Si?ì.efl,»I'665t5-cioela quadratura de'
le.;4.pirarnidc,c.d.e'f.o-jX!.dela jóma cbéfà!».,.2u443i5"re
P>'.*?648oo. e»p?.i;5J96.pofle fopra.1614?, .traclone
&\2$33;t?}.a,.2io6^*j.l$.clel rema' nente,e la quadratura
dele.24>pifamide.c.d.c.f o.bora per le.i4.piratnide
a-b.c.d.primarrouail'atctodel triangulo.o.p.q.fj fai cbe-p.q.e.^.e&'.s.
f.o.p.e.t-f p!.48.la (ùapofcingaf la poetica de.o.q.e.ti.piu &\48.troua'
rai il filo catetoe)[ere&>.debfommacbc fa pM6i#»*$tk> P°fa fopra.6?7.
fratone ft\3*?r.tra pJj$ia,.a'.i6iW'6jcì-en.,.94t^si3.^.i9SS9S4.e^.
iSo('33^'Cer.4iiTt9^.pa,.i3435S^J.e.a'.S«37!2?'tracìonc!:v,ro38i4«|rc
^.mo9rì,!-eRM343sSi?I.ilffTopof!ofcprade.J9o(.*r.R,.dedicllafomma
fU3noqnadratele.i4.piramide.a.b.cd.o.cofiaiin tre partila quadratura
Etfimtlmenretntrepartilafiiperficie dele ■ ba|è per Ja dcucrjlta deli cateti
loroftlaquadraturcdelepiramidciloro axijcbe le force loro fono diner' fé fi
fono numeri e radici ebe niultiplicando luno con laltro producono molte radici
g cererà. Calue .i* £Mie vito co:po ocu .6afc cioc-2o»ctagDnc e.u.pc
raiToiictlil-Ui oc ciafcunaci-tgliaiignliiow contili
^iiolafiipcrficiccoi]couaoclaft>crdcrxcircimfci'i ucil oicto co:po
ooniandafc oc il Diametro oda fpc iazodafuperftcicocL.3.>.bafc* oda
quadratura. llQucjrocorpo|èfbrniadelcorpodc.2o-bajé tiiangulare il quale'aTio-
ba|é triangulare ft.n.angnli folidicompoflo dc.s.auguli pero Jcfctaglia vnofa
vno pentagono tagliandoli tutti.ii.fa.ii.pentagonif per ebe réangale.io,ba)écbe
fono triagulare eqtatre volcdo fare deciafeùa exa goiiobifognadeutdere eia)
cuno lato intre equali parti, V'olendo che eia' fcunolatofia i.commo dici il
tema troueremovno.io.balc che cia)cuno Violato fia.6.tuai perla-3».dcl |éccndo
clic quando ilato del.20.bajc e, 4. il diametro del a ) pera ebe il contine e
&>.dela fomma ebe fa (V,32o.pofJa fo p ra-4o ebe tedara illato ebe
r.6.rcdiiito a &T.tedara.9o.piu 1v.i620.per il q kdcuidiiiido parti cònio
pf.arai.H^.piu |^.io>,'ddqualetra.u.cbcc femi TER. WS 2 I diametro
delcìraifocbecoiitmelabafci triangutare del .lO.baJt feffa.ro*.- j>ft?.de.iot
j.dal centro deìa fpera al centro dela bafa deuidi il lato de(a bafìt che
e,6.fira ciafeuna parte.i.e. jàraffe vno '«cigolio cqlatcro che ciaj cimo
lato.fira i.nuiltipltca il lato in |è fri.4.polto fopra.io^.p,^.iQi|.; farà.
r4J.p/n fV-ioC.tantofiralapo]dncidelJèmediametrocbe cùaimfaiuara il corpo;
dc«3i.bajètadimandatoiUato del pentagono epurè.i.voife trouarcildia^. metro del
circulo die il contenecbeaiperIa.it.de! primo ^do il lato del pe;
ragonoe.4-ildiametra del circulo ebe QLCÙjcriueeft'.de la ipma che-fa $3?..,
pj.ior$.refla.'.i:.p.a'.K|i-tancoelapQ(fti»^a:de hxis dela piramide pentago,
nali eia ftiperficieduna bafÀ pentagonale e J^'.de la f orna ebe fà,£\5oo.po-
fia fopra-is.ela fupftcie deruéT e.i:»e.iV.dela fomrnacbcfa,jy.i036sooo.p0'
jra|opra.56oo.boraperla)ùperftciedele.:o-ba)é exagone ebe ai il lato de;
ciajcuna ebe e.r.e fono per. ciafeuna bafìt.ó-trianguli equilateri ebefia il
ca> teto loro 15.5. che muitiplicato nella meta dei.a bafk.cbe
e.i.jztj3-'.3.cbee fiij?fi eie de vno miglilo fognibàfd,
e.6.triagitlifrjcno,io>bajè multiplica p.6»
fà.uo.ilqlrecaa^.^t.i44oo.mcàp.3'fà.4}»oo.f !»'. 43100.. eia |lgficie,clelc
c.2o,ba|cex3gone.EcofiaicBla(ti^neiedele:bà|éexagoneej^.43zoo.ela(Ì4
fnciedelelr2>ba)ipétagonali.e^.dela)óma.cbe(7i^».[036ioòo.pofifafopia
36oo.che fiipficie de tuffo il corpo de.3i.ba|e.Volfè borala quadratura pò
ptglia.j.delaliiJ?nciedele'20.bafaexagonecbefira.4Soo»il quale multipli
caconlaxifcbee.ioj.p.j^.ior^.fa.$o4oo.p.ij.'.i6[j:ooooo.f ^'.delafomma
cbefà.p.'»i6c?ooooo.poffafopra,504oo.tanto eia quadratura, dele,:o.piia mide
exagone bora per le.R.pàtagone dei pigliare.^. dela fupficie loro ebe ai
cbee.3600. e p,Moj6sooo.4-.Jlra*4oo.ep;".nSooo. multiplica co faxirfìio
ebeai die.tii.e^.ts|i.^i,Sooo.e^'.ioo6oooo.ep>'.ioos60oo.Spl'*de(afo ma che
fìi pwooooooo^.ioostf ooo.pofra [opra.sooo.tanto e la quadra' tura dele.n.
piramide pentagonali ebegionte infiemi fn la quadratura del corpo
de.3J.ba)é.io.exagóef .BpétagóecB il lato deciafeiia e.:«ft il diame tro dela
fpera ebe circiijcriue e fj?»dela fóma ebe jn^4i6io. pojTa[fopra .5S« Calte •;.
Jtltoironpo oe.si.bafeao.triangnrare equilatere*'
n.occagoneequilatereciraifcrironela fpera córiu gente contucri glianguli fuoila
eircunferentia concai uà defla fpera il dian tetro ola fpera z (lati z la fuper
fide eia quadratura inncfhgare. fTEtpercbequeffo corpo derma dal'eorpo regufare
'che a ìi-ba)c pen tagonali tagliando li (tioi.io anguli li quali fànò
.lo.fùperficie tri angularef remane>u.ba(é decagone deequalilati.Pero
pigliaremo la .30» del fecondo qual dici ebe il corpo.n.bafe pentagonali che il
lato dele bafèe 4.cbelaxis cbe.ua dal cétro duna baftì al cétro delaltra
aquella opofto e £%
delafonimacbe^.^.i$48f.pof!a|bpraa.4o.gfJa.ir.del'primpaicbeilcir culo che
cìrciif criwe il pentagono efi il lato.fùo'e» 4.1I fuo diametro e K. dela Jemma
ebe fa $.104% «poffa fopra.3i.piglia la meta comafj?.na.8.p.$,«jjS. -del qle
tra lapofdtifa demeccolatódeia bafdcbe.4.fira.i,multipliea in (è
^i.4.trallode1.8.ep?.Bf»rejla.4.e^.iif.cbena.a.d.deltriagulo.a.b.c. vno
dei.s.rriangulidelabnfdpétagonale.bora fé voledeuidere.b«c,cbela parte media
fia lato del decagono eglatero dejcrifro nella bafa pétagona, Aduri qua faro
vnrirculo che il diametro fùofira.s- la meta e,4. ebe e lato delo exagono
§perla.9.del.i3»de Euclide che a deuidereit lato de lo exagono fécódo la
fportione auente meeco e doi cctremi la mag'iore,parte e tato del decagono in
vno medefimo circulo dercrifti pero diuidi.4-in qlla $ portio
ncd0eauéte.m.edot,x.m.l.cfiarailamagiorepartep.io,rn.i.aduqua.4. da
^.lo.rri.fcbe fia.f.g.del triangulo.f .g. b.e tu cerebi il cateto,.b.i« deuidi
$?.io.m.z perequali arai jjM.rru.multiplicato [in fé fn.6. rri.pz .io.'ìI quale
tra dela pofanca de . b,f, ebe e .4, e la pofanja . fia .16. tranne,6 . m . fy.
e iiii I s. xo.reffa>b.i.io.p\f?»*o.aduqua.io,p.a,.io.teda $.*.o,m.z,che
(apoffa firn e.i4.riì.fl!.5*o,e tuoi fapere ebete di-4-p- aui^multiplica «4 p,
j$:.u?. via i4.m.(^-5io.f parti per.b.i.cbe.io.p.^.io.neuene-n.ep.njf.elS.tó.e
^.ii*. m.p2.is^e^.i5^.e^.so. e ^.64,cbegiontiinftemtil.rn.éil-p- cioè tracio
il.mdel.p.rejfa^.che e la pofanca de tale decagono cbefia.K.l.ftla meta
e.K.d.epj.4.cbegiótocó.a.d'cbee.4,e^'.iif.fira,4f.e^.n^.eque(Iogiógni con lajci
j ebe e da vno centro davna bafa al centro dela fpera ebe e,io.p.a\
9&f.fà.i4?.p.p2-'So.eqlto dupla corno a,-fà»S9;-p.fjMSSo. tato e [a pofancj
de laxi s dela ] pera cH cìrcu fcriue il diffo corpo de.jribafe t il lato de le
bajè e pi.5*.del quale corpo.io.ba)é fono triigulare equilatere e ciafeuo lato
e av 3 j-il )ùo cateto e f£wf . ftra la luperficie de ciafeuna baxa (ira pj .
i* ». f l a fuper ficie de tufte.io,fia p.V-& bora per la fuperfirie
dete-u.bajè decagone che e ciafcuna.io.triangulielabafÀdeciafcuno
ep?.3^.flilcatetoloroe (Jr.de la fómacbef>.aMif.poj!afcpra,4.efono.i:o.piglialameta.fia.6o.recaa^.
fn.36oo.ftqueffo per.3f chee bafafa.iisio.multiplica per.4- fa .4*oso. poi reca
a R\ii>io.fj; quello ebe fa multipltea perii* ebe fa {5M69s693uo.fi ai cfì U
fuperftciedele.n.bajèdecagonee (Mela fomma ebe /a £.1693693110. po'
ffa(bpra.46o3o.glafuperficiedeli.to.trianguliep!,t6s.gionte infiemifà
lafuperficerderu£foil.32.ba|è.Noiauemoclcl ditto corpo ilati dele ba|é il
diametro de la fpera che ilcircufcriue eia jtiperficiefUaxU de le'piramide
deagonecbeeSJ.de la (orna ebe fà.pMSo.pofìafopra.io, Volfehora lajcij
dele.io.piramiderriangulare'cbe trouaraieflerepi!.1delafomma cbefàpj. iso.pofla
fopra.i3jx.dunqua multiplica.i3«-.p.aM8o.via ilterco de.t6s- fa
35i$^,^.5?.iit964so,tantoclaquadraruradele.io.piramidetriangularicio
e^.delafommacbefàrj;.n796480.po|Tafopra.3 ij^.perle.n.bafedecagO' ne
multiplica.io p.R,.r3o.via.i,de.46oso.p.pj.i69S693Uo. ebefa,155600»
p.p?.i8S743^Sooo.ea'.4i46t3,-Sooo.ep,\3os764t6i6oo.tanto equadrate
le.u.p!ramidedec3gonecioe^delafommacbe|àpj'ii?:964Sooooo.erjj. 30S764t6i6oo
poffe fopra.^oo.g cofi ai la quadratura del.31.bafe.12 deca
gonefF.:o,triangulareeR.4i4673JSooo.epj.iS8ir456Soootgionteinriemi (ano vnaR'
.ir£964Sooooo Calne. .4- £ ilcojpo Oc.14.6afc rioc.t». quadrate zB exagone
cbcil lato oc ciafcunab3fac.2. ebe Tirala fuperfirie fua eia quadratura ci
Diametro oela fpera ebe lo cir ctmfcriua feoiamanda. fTQueflo corpo fé forma
del corpo de.s-bafètriangulareMgliando !ifuoi.6. anguli foli' dideuidendo
riajcuno lato in tre equali parti. Et per ebe cia| atnojuo lato. Vole ebe
fia.i.enecejfario ebe il lato delofiEo bajé fta.6» duqua
IH.S.ba|t-triagularefia.6.£ Lato fia il cateto fuo &\p.il q!e meato £
36..rtcatoa^.fàR'.933i:-f?rip.9.neueneRM036s.€^.io;68.eqdratoloao t afe tr;
agiilare del qle taglia li fuoi.6.àgubfirano.6.piraide qdiate cB ciaf cu
holatofira.s.f làfiiperr[Ciedeleloroba|éecia(cuna.4.elaxij deciafeuna *.dnnqua
pigUa-fdela fòperficie de tuffe.6.1e ba|è ebe e.3 . multiplica in Jè '^,64.ìl
quale multiplica per.i.fà.iis.eq)!o,tra de.10368.eomo iX'.rc)Ia.si9i ggS.Si^i.e
quadrato il corpo de.t4-bajepropoJro. bora per la fùpficie tu ai cbe.è.bajè
feno quadrategli lato dectàfcunae,i.equadratae. 4. adunqua 4.
yia.6»fs.i4.untoeIafupnciedele.6.ba|éqdrate,Etlo#obafc exagone jé
diuideciafeuainlitriàgulieglateriebeciajcuolatoe.i.gilcatetoea'ò.pil
glUlametadele.S.bafecbefono.4S.tr:agu'ilametae,z4'bajceciafcfiaek a.ebefà.
4S.mcài fé fà.:3ò4«ilqlmcà per lo cateto cbe.5fà.69«.e^ .691":. fono
le.s.bafc exagone cbegionteconle-6.bafè"quadrecbefono.i4-fiala
fupetficiedetucro il corpo.t4.p.R'-69c, Volfe il diametro dela fpera ebe lo
circuferiue tnai che dal centro de tale corpo ala meta del hto de lo£to ba)é
e.3.cberedi]8oaR>.fà.9. gionto co lapo|ancade la meta del latodc lo exa gono
«be e.i.ft.io.jt&uo.e illimidiametro de talecorpo wcToe ar.40.eU tTLeiì ore
nontemarauìliare fé de fimiti corpi compoffi de diuer|é e varie ba|é non te|é
mette fen ipre in margine loro figure conciona e le fieno di J£ cilime farle in
dejègnojo che bifegnaebe fieno fati e per mano de bonop fpeftiuo ali non si
pofano sempre bauerea fùa poffa si come p sùa buanita
fTcielnoJrroLionardodavincìfiandoa Milano ali medefimi ffipendii
deloexcellentifjtmo Signor Duca di quello Ludouico Maria jfòrgaffe./ JWa quando
in queffo defbpra e ancora jèquente fé fieno poffc cafi alcuni onero ebe fàbino
a ponere.baff a ebe tu fra li ante pofri dinante in principio. in f/peflriua de
fùa mano recorra peroebe da quelli comme a fùo luogo de-, nancefòdifto al
capitolo. LV.lor forme jpcedano iinftnito efebeo guardi' fica, quelli non fò
formato el corpo de decagoni pur in q(!o labiam meflo al tergo tramato per
tergo cafo e tu deglialtri potrai el fimi le fare ffc. £afus,5. Xfe ilcojpode.i
4.bafecioe.6.octà0iife z-S-trilgiifa reeqiiìlateretòrenutodelaftera ebe il fuo atfeoio.
odiato olafaperficieeoìaqdraturafepòle cercare*. iTFormaJé tale corpo dal cubo
tagliando ifiioi o&o anguli per forma ebe itati del cubo remagbino ocTagoni
equilate rigquejtodiuiderefnremo co,pportione. Etper ebe ogni cùcùlo ebe
cohtenela fuperficie oGagonaequtlla proportionedal diame trodelcirculo alato
deloiragono in quello de) cricìo.cbe e da la pofànfi de *.a.*fm-B?.i*fu il
rirculo.a.b-c,d.e.fg.b.contincnteloftagono in quelli f fca.a.e.i.g là pofdnfi
del lato»a.b.fÌ2,z.m.&\i.cbetracto dela pofangi de.
a.e.c|jee»4,rejfa,b.e.s.p.^'.i.cbelatodtlaibo,^»m.n.o.fgionto.b.e.con
a»e.fà,6.|).e;.vcbe la pofàtifidelaxijdeta Jpera cB cótme il corpo de.14.ba Jé
cb il lato de ciiifciia e.i*rfu(32.i»enoi volemo cb' laxij dela j pera adimada
ta fialo.Pero di )e.ó.p.£>,i;da»fcrn,fj>«i.d)eddra la pofanga
de.rocbee.ioo daràv4i. e.^.rn.&.ijozl^tato ria ciajìcuno lato dd corpo
de»i4-ba(è,cbe taxi r deh \ pera ebdo circunf cirue e.io. Hora perla
fiiperficie [e vole trouare il lato del cubo de! quale jé forma il dicto corpo
e de quello pigliarela meta tornaala figura
fàflacbefed^ftocbellùoaxiKbec.è.p.p^.dade lato del cubo»b .e. ebe e i» più.
ij>,r. fé »6. più .f?,.i. da »r. più. ry.*.cbedara.io.re tato
ar3?.daracle.i9j7.gionto co $j«#f§f tanto eilato del cubo.i.j.j.4. de la
feconda figura ebe e.q.t.cbcgionto có.p.q.cbe e-4*^ rn ^.Hor|f5. fira
lapofttncide p.t-cioe^'.del remanente de.to^.traetone'j&.i^fl*, diiqua; il
quadrato de-p.t.e.?o ;°.m.r>Mr6 vff. che diletto del circulo ebe circuf
"cri uè la bafà od mgula il quale quadrato mulnplicato nella fùa medieta
fn la fuperficie deffa bafà offangula pero piglia la meta de.roj?.rru
J3>;i76?|?.cfi e.ife.m.$.69{^.che multiplicato
con.?ojQ.m.WAt6ll'yb'i4Qii56|ìf!f.m.p?. 55,nt5i?||i.fn .59688$ • £ . £ •
*48i69t$H&» •"#• 7iSoxS9M6#?ff tanto pò la fuperficie dele.6. bafé
o&olatere. Horaféyoie trouare la fuperficie de otto bafé triangulare
eqlatere § ciaf dìo fiio lato e f£. del remanente de.+ij^traéione ijMiotf^.gil
cateto e^.del remanétede jo^.tra#onef£.6M*!f.cbemulriplÉcatocon la meta dela
bafàcbee .rof7. ró.{fc.69§g^/*.S»Sìj^rn.9J. I64oo5*|*-?f ebe la pofanca dela
fùpficie de rno trianguto enoi ne volemo.s.recaa^.fi.multiplica có.s»^|§.m. ty
.16400 $|H^.fà.336j5||.T.m.p?-io8rj66;6t|?|?f . tanto e la pofonga dela
fuperficie de B-triàguli.Et cofi ai la fùpficie de tuffo il corpo di.i4»ba|è
le»6. offangulc e pj.delremanente de.S963S.e£M48J$9ìr>§7fir.tta£t'0ne p?
.ti8oiS9«6?ff^. ffle.s.bafétriangularifono^.delremante'def33633f^. rraffone
pMostS66 jéi^ffg.bora^laqdratura piglia lametade.q.t«latodelcu .ebe .^. dela fS
ina ebe fà.^.it6f|fpo}!a fopra.*9r,.che la meta e-t-.f).^.!???^. Et queffo
mnttiplica corano tergo dela fùperfide de le.6 . bafe de offo lari cbe.f e
.996/ S^-ep?.50ó$osgff^.m^.8Sir4S05|^^I.fà.r3»t4?§K-Pu,-^'tó^4$ it^SSÌi . « I»
• iWW4S4»|Kf&-,e ^ 3 S0»869i5H^? • meno J? . e t s b m d I TRACTATVS de .
4&Ì64mMt$àh « e 5? » de . i«i45WJÉÌ|f $?i§?l • tanto eia qua' dratura de le
(noi piramide offangule del diflo corpo ora per laqua^' dratura de loSo
piramide triangulari che ai che la Superficie loro e £. del lemanéte de.j}633f
|;, traclone ^.10815663^7??! .troua laxif che jè par te dal centro dela fpera e
termina nel centro de vno deghofto triangult che trouarai ejfcre.nf
h'h^-'^lìói'^ queflo multiplica col terjo dela |ufc kiedeglioaotriagulicrJe.373^8,j.m.p?.i3350iox|S/|57.fn,4Ji33STP-^«
n«'S'4«4!|H^.T-mp.i64»4too66^?^%|«.e^j69toos»05i^^§f. tanto e la quadratura de
loflo piramide triangulari del corpo propofTo. Et cofi ai che il corpo
de.14.bafe jèi off olatera ft offo triangulare che laxiJ de la jpera che lo
circunfcriue e.io.la quadratura |ùa e B?.del remanente de . t5s
remanentede.4ii35|5h-gxontocon^.rtJ8isi4S4,i^8rJI,'?.tra£tonepj.i64
»470o66{fsm^j ♦ep,16920051055^^1' » tanto eìa quadratura del corpo propojto»
Cafus #•• - 5ÉLtc vtia ffcra cBe il dio atfee.i snella qaalec intct ebiufo vii
colpo irrcgulare de.8 . bafe .4. triangulari*
e.4.de.6.laticontingentij#iangulifuoi la fuperficic ocaua Dlafpcra^madafedelati
fiip.firieeqdratura. €["Fa cofi piglia il quatro ba)è eglatero.a.b.c.d. f
laxif fiio .a.e.fia.n.fira ciafcuno fiio lato fi?.n6.de quali fa de ciaf cu'
rto.3.partt equali fìraciafcuna5?.*4«/t3Centro.fr/ira per la prima de-4- bafi
f.nelU.J.dunquana.e.f,5.cbemultiplicate»rende.9,cbe gionto collo lato cbe
e.i4.fà»*3'Cbe e jémidiametro de la /pera . f.b. e noi volemo cbe/ia.56.
perofè,33.dadelato,»4»cbedara.5l'multiplica.i4.via.36.fn.864.parripcf
53.neuene. x6f r.f jjMéf J(e il lato de lofifo bafè adimandato, Hora per la
ftij» ficietuai cbe talecorpoa.8.bafè.4.exagonee.4.triangulari equilateri cbe ^
deuidéo 1 .«s.triagnlipiglia la meta cbe e.i4.mcai fé fa.i96«ilqle mcà col lo
cateto dùa bafi cbe e,i9*I.fn.3848?7.f!8?.3848?r .eia fupficiedel difto corpo
ft fórma dal. 4-bafè triàgulari tagliàdo li ftioi. 4,anla qdra tu fki cfi tal corfo
juli dunqua reterà vna bafd cbe.z6§ f.fà J3M35f r.piglia.f .cbe e.tGfj'. piglia
la meta corno #.fia.6*f .trailo de.x6*-r.reffa.i9n.cbe e cateto tra. j.dctffj.
reffa.izfpcbe caxif de uno .triangulo multiplica .ófj.via.^.fn.ns'fj.il quale
deuidiper»3.recatoa^.ne vene.i4'?/.il quale multiplica per.r*£r. fw
*49ÌT3fe92.*49'*fj.e quadrato vnodele.4.punffeetuneuoi.4.recap?.fà i6.g
•i6.via»49?ifr'f?l,p-5988x,f4j-ta"tof0,toquadratel .4. punffe tieni a
mente.Toma ala magiore piramide cbe il lato fùo e p?.»3$fj.f il cateto fra
P?»iZ6|j.ilquale multiplica con la meta deta bafa che e.$8/°.^ p?.io4ioj?f. e
quef to multiplica colo terco de laxir cbe e J!M7fT.fn.isiri6ffij. tanto eia
piramide triangulare equilatera donde p jbrma il corpo propojto cioè fj?.is ip6^°|j.€
la quadratura del corpo'S.ba)è»4.exagone e.4. triangulare efl\
i8itt6.m^.5988">f1-.cbetl diametro dela fpera cbelo circufcriuee .rr»
cbe e dimandato. Calilo .7. glie vno triagulo cbe vno di Tuoi lati ! e. 2 .
laltro e- .e (altro.4.vna linea fcparte da vno pnnetodifcofto.2ti eqli il
triagoio» Cafue .8. Sftoittria0ulo.a.6uc«ddq[e.a.6.e«i.vt:.6.c.i4'^9»c» i5.z in
elTo edato vnpucto.d'apreffo la liea.W.doi zdifcoftodala linea.a«c.S-t vna
linea recta paflànte per.d-deuide ildicto triàgulo tdo parti equali cerca fé la
quàtiradela linea deludente tinche patte con tinge lalinea.a.ctlalinea.b.c. CT
Nel triagulo.a.b.c. e dato ilpucro.d.p. lo qualedei paffare (a linea deut déte
il triàgulo, Voljé p'ma menare il cateto da l3gulo.a.fopra illatp.b.ccB fìa.a,
e.poi tira vna linea equidiffante.b.c.paflante Jj.d.contingente.a.e.in
puncìo.f-f a. c.inpuncto«g.cbefia.f.g.pòi tira tanto.c.a»cbe multiplicato
f.d.g.fàcci la meta del, produco de.a.c.in.e.b,chee.ios.e fta c.b.cioecbe
denijo,ios»&.d.g,tteuéga.c,b.^o («noie vedere quato e.d.g.tu fai che il
cate to.3.e.e.ii.g.f.é;e.i»J?cbe e difeoffo da,b,c.dunqua.a.t>e,ìo,a.e.che,
e.«. da»e.c.cbee.9tJé4i.da.9,cbedara.to.dà.7T»g.2ì»c,f.g.fil^ocateto,f.m.e 6.il
quale da. f,g,cbe e.^,dunq ebe tedara il cateto.d, ùebe e.5» multiplica $,via.^.^.3t^tig.6.nenene»6>tantoe.d.g.colquale^ti,ioj.cbeelameta
cfelfducro de.a.c.in,b.c.neuene.i6f.il quale multiplica per.g.c,cbe.t*.fà.
4».bora deuidi.róf .in do tali parti ebe multiplica lunap er Ialtra facci, 4*.
Pero di cbevna parte fiax^.elaltra.i6f.m.i.'i^g.i.^.via.r6f.rri,i.^.fs
i6.#.f.m.t. E .e guaglia le ^tì arai infide. ^.e quale ad'i. É .e.4*.ntìmc ro
deme$a le.^. Jiranno.8*. multiplica in fé fà.fcOjf. tranne il numero ebe
e»4i.reJla.*8&SpM8éf m-del demecaméto dele..che jìi.sf. V*ale,la. adunqua
vna parte fù.8f.m.p?,i8£>e Ialtra e.sf .più #.zSif.€; tanto e.ob. Pero tira
vna linea dal poncto.b.pafànte per.d.contingente la linea.b.c. in puncto.K.la
quale dico diuidereil triangulo a.b.c'in do parti equali. Trouijè il cateto del
triangulo.b.fe.c.cadente dal puncrq.K.|ii la linea.b.c* in punflro.l.Etpercbe
tu fai che deuidendo la Jiiperficie dóni triangulo pe? la meta dela /ùa bajÀ
neuene la quantità del cateto detale triangulo difopra
|édicIocbelajìiperficiedeltriangulo.b.k.c.e,4*.f la(ùabafd.b.c,e,8*.piM
J£-I8if.piglialametajira.4i.piu S^.^.col quale parti.4».troua prima il
parnìoremultiplicando.4^piue?.t^.via.4i.m,8J,.t|s.}à,roJ.cbeepartì tore poi
multiplica 4f.via.41.fa .i£6f. parti per.iauneuene.tóf.bora reca 4».a
{jz.fn.i£64.multiplica con.t?5.fà.iis94^-il quale parti per.iol.recato a
p?.neuene«n4^.cioe ^. n4f s-é tanto il cateto.K«l.cioe,ió?.rn,£2.n4\piu!3?.64^
m.4.^.pernijmero gii cateto.K,l.e.i6f.m.^.a4^.f noi volemo.b.R.liea deuiden
tela quale poquanto.b.l.ft,K.l.pero multiplica injé.h,l.cbeei6|.
queffemultiplicationiinfiemifàno.5c»6?5»piurB2,734iì|?.m.p2,4454^J.f ^♦s0«t!f.f
#.ri892i§f?.tanto eia pof£in$ade.b.K,linea deuidenteil trii lo. a.b.c. in do
parti equali ebe fé dimanda. Calte »o. £>lie vno triangulo cbeilati fuoi
fono impa>po:tióe como.2.ad.3-^vv3d.4 ciramferictoda vno rirculo ebeti Tuo
diametro e vno domandale de ilatte dela fuperficie-j: del centro de lagrauifa.
ITPer ebedogni triangulo dacirculocircunfcricto equella proporrion e data
pofànca del cateto ala pofànja deli dot la i m 1 S c ti opofìri atui tuo netf
atro qìe la pò jànea deli doi lati (fio nellaftro ala pò ! £n$a del diametro
del circulo ebe lo contene . Pero piglijé vno triangulo dilatinoti in quelto
proportione cioecommo.t.a.3.e.3.a.4»fia.4,6.e.8.E il triangulo fìa.l.m.n.f illato.l.m.fia.9
ft.m.n,6g.l.n.4.troui)é il cateto cafcanteda.n.fopra.l.m.cbe fia pJ.s^.g cade
preffo ad.U.e.J.pot mnlti-
plicalidoilatilunonelU!tro.m.n-cbe.e.6.con.l.n.cbee.4;fà.i4.reducilo a
Ij2.fa.st6.il quale parti per.6Jg.cbe e il cateto neuene p?.68^cbe e la pò/
finca del dismetrodel circulo duqua la pofànca 41 diactro g ilari vno c.4.
laltro e.6.il terjo 8-fi il cateto e.5J.sf6«cbe e.n.r.bora per glialtri doi
cate- ti quali cafeào fùore del triangulo quello che cade da làgulo.l.cade. «.
prejjó n.cbee l.f.eoz.is.gquellocbecadedalangulo.m. cade.t.j.preffoad.n g
m.t.Sep.jjJ.Vollémo deuidere i latidcl triangulo ciafeuno per equali.L
m.inpu&o.o,chefla.l.o.4.g.m.n.inpuncro-q.cbefia.fq.4.poideuidi.!.
n.inpnnfto.p cbefira«t.p.}i.dapoilinea.l.q,mp.no cbe)è interfégarano in
punéfox.f perche il centro dela grauitae nelle Iinee.l.q.mp.n.o. che
deneceffita fia nella loro intcr|écatione ebe il punflo . x . quale dico ejfe
re centro de lamita del triangulo, l . ni • n .pero jé vole trouare le quan
tifa de quefle tre linee la prima e quella che cafea (òpra la linea . I . m.
che cade aprejfo . 1 . 4 . vedi la defrrentia che e dal punflo 'doue il ca
" ceto al punito . o . ebee .1$, multiplicalo in fé jk . 1 .f^. il quale
giogni al cateto.n.r.che.8fg.fà.io,f|i£.io.e.n.o«poivediquanto eda.q.alcajbdoue
cade il cateto che ce. 4. multiplicalo in |é^.i&.gogni con lo cateto.l.f.
cB e.r$fà.3i.€.p;.5i.e.l.q.boraperlalinea.m.p.vediquantoeda,p.alcafodo
iiecadeilcateto.m.t.cbece.j^.niultiplicalo in féfa.ii|.gionto con la pò- finja
del c3teto.m.t.cbee.33j.^.46.f^-46.e.m.p.Etàile tre linee la {5ma
n.o.cbee^.io.f-l.q.8j.3i,Uter^a.m.p.6?«46. Et noi volemole linee del
triangulo«a.b, e. ebeildiametro del circulo cbelo contenee.i. Et perche eglie
quella proportione dal diametro dun circulo ai lati del triangulo ebe ci ti
circunfcriue che e da vno diametro dunaltro circulo m inore bo magio re che fia
ai lati del triangulo da ejfo contenuto tffendo itrianguti fimili. Adunqua
volendo mecf ere in vno circulo che il (uo diametro fia .1. vno triangulo che
ijuo lati fieno in proportione commo.i.a.j.t.3'3 .4» Tu ai il diametro del
circulo che contene il triangulo,.!.m.n.che .£?.68f:r. gda de menore lato del
triangulo ^.tó.pero reca ap.de il diametro del circulo.a.
b.c.cbee.i.fà.i.multiplica.i»via.i6.(à.i6.parriper.6sf .neuene.^. €p?.*-|» cil
menore lato che e.a«c.bora per lo Jècondo mulriplica.r. via.36.fa.56.par ti per
.63^. neuerrgz .'Jf. tanto e.b.c. per lo tergo radoppia. il primo che e
.*|.fà|§.tantoe.a.b,cioep;.ja.Trouaboraicatetidéltriangulo.a.b.c.cbe fono in
proportione con li cateti del triangulo.l.m n.cbeil minoree.Syj* il quale
rnulriplica.per.i.fn.s;]-, parti pa.èS^-ntume p.egfc.che e .c.K. p lo fecondo
mulriplica.i. via.35 J fà.J5*.parti per.6s.?;.neuene.£g%.g '#. Jo*$.e.b.i.per
lo terco cbee.^.fE.i.via.ij.fu'rs.parti per,68?-.neuene pj.**~}tan'
toe.a.b.gai.li tre catetiil primo e.c.K.cbeep.Ji^.e cadea prejfb ad
a.pz.ff&ffra.b.e^.^.e eade.pflb.c.p.^.g.b.i. ep.^f .cade pflb.c.
ci».ffg-è4.boradeuidilitrelatideItriangulo-a.b.c.cialcunoper equali.a.
b.inpucro.f.b.cinpu3o.d.f.a.c.inpuffo.e.poitira.a.d.b.c.c.f.leqli(éi rerfégano
in punfifo.g.del le quali cercamo la loro quantità pero di é.6sf
.dediametroda.n.o.chee.io.cbedara.r.de dietrao mulriplica.i, via.io.fn.
lo.ptip.ósf^.neuene.f^.ep.deqfloelaliea.c.f.poidiléós^.da.si.cbeda
ra.r.multiplica.i.via..3i.^.3i.ptiper.68f?.nraene.^5.èp?.?*J4.e.a.d.f|é
68f?.da.46.cbedara.if.i.via.46.(n.46.ptip.68j de
a,d.cbee^.f^;f.ptip.9.neuene4?^.epj^?f5.e.ci.g4fi&ùlqualeradoppia
c5mop2»^^^iff.tantoe.a.g.fpiglia,i.de,be.cbee^.f5°4-.partiper.9.ttc
uene^.flfg.tantoe.e.g.il quale radoppia comò pJ.fni£.j|7f[?. tanto e.b.g.
adunqua.b.g.e^.^ee.g^.|^a•g^^^^?•d.g.$^.?li&.c.g.^v4??^•f•g•
^.^.EtiIatideltriangulo.akc,^,^b.c.^4*|.a.b.a'.f^noraperlaJuÉ/ ficie mei il
cateto.c.K.cbee,£Uf«?.colla metata.b.cbee jpè£$ f» fl?.?^*-??. tanto eia
/ùfficiedeltriangulo,a.b.c.cbeilati[iioifonoiproportione corno i,ad.5.e.3.a«4.g
il diametro del circulo eh lo circu) erme e.i.cbe e il £pojf o. £afua «ro-
gtievna cotona tódaafeftocbe il Diametro fuoe-4» cioè De ciafeuna fua bafa z
vnaltra cotona,oe fimile groflè^a lafoja botfogonalmente oomandafe che quantità
feleua 0£la pjimacolona per quella fo:atu ra ciocche entità feleua oe la colóna
per quello bufo. fTTuaiafdperecbelacolóYia forataenel curuo fùodoue principia
il fòro g doue fini/ci nel conio opoff o be a la linea refifa f taxi* de (a
colóna che fora pafla per laxir de la forata ad angulo reff o g le linee.loro
fnnovno quadrato nella loro curuitaf defopragde fofirofè coniungono in doi
ponfifi cioè vnofopra e laltro fòfto.Exemplo fiala colóna fbrata.b. già colóna
ebe la fbra.g.g il fòro fia.a.b.c.d.g ipunfiti de cótafiti de la loro
cumitafia.e.f.delqualefbrofecercalafùaquantita.Effedifilo ebe ciafeuna colóna
e.4.pergroJéccaaduhqua il quadrato.a.b.c.d.e.4,'per lato il .quale lato
moltiplica in fé fn.ré.g .e.f.e puret4.cB la grafferà dela colóna S. mul
tiplicato co la flipficie deh baf* ebe e.i6'fà.64«il quale parti p.j.neuene.zrf
. ftqueffo redoppia fà.4if,f.4i.e.§.féleua dela colóna.b.p lo eliclo fòro. la
proua tu fai ebe le difitecolóne nel fòro fnnovno quadrato cbee,a»b.c,d. pero
fa vnafuperficie quadrata de 'fimile grande^a ebe fia pure .a.b.cdf nella
qualefavno circulo ebe fìa.j.h.l.m.f il centro fùofu.n.da poi fa vna altra
fùperficie ebe li dollatiopoffifla eia) cu o eqlealadiagonale.a.cdel fò ro dela
col óna g glialtri doi lati eia) cuno eqìe.a. b. il qualefia.t,ii.x. y» nel q
le defcriuivno circulo fportionatotocando eia) cuno lato de tale quadra to in
pmifif i.o.p.q'.v.f il centro fuo fia'.f.dicó effere quella proportione dal
quadrato.a.b.c.d.alquadratof qtiella.ppomoneedaUondoi.^.l.m.al quadrato filo
«a.b.c.d» cbeedal tondo,o.p,q.r,al quadrato fùo:H,x.y. corno p la '$• delferfo
de arcbimededeconoidalibusboradiuidiiiquadrato.a.b.c.dpereqKaiicon Iaitnea.f? m
poi tira.Ktl»m.l.fàrajfe ilei i inguio.fc.l.rivgdeuidi per equali
il,qdrato.t.u.x.y.conla!inca.p.r.poiliiiea.j.,.n q.r.fnjft; il
triagulo.p.q.r.di coqueUafportioneedaltriangu'o.iO.m.aL
/iangulo.p.q.r«qualeedalq' drato.a.b.cd.al quadrato-t.n.x.v-fouetUcIieecJalrrianguio.k.l.m.al
filo quadrato.a.b e d.queUa edaltriangulo.p«q.r -al fìio quadrato.t.u.x.y»
Etdefoprafìi difito ebe tale jpportione era dalrondo.i.k.l.m.ala jxiperftcie*
a»b.c.d.qiulecrada[circuIo.o.p.q,r.,alafùperrrcie.t-u.x.y.adunqua)éguita p
comuni ) cimtia ebe taleproporttone fia dal triangulo.Svi. m .al fuo cimi
ro.i.K.lìm*qua!eeda[triangulo.p.q'r.alfiiocireuio.o.r;p1q.Etquefromte fo faremo
le figure corporee la prima fiala )perajt-guata.e,K.m f.eifùoaxis ef.f laltra
ebe in torno al quadrato.t.u x.yfono doi circuii vno e.t.r.x.y, e
laltro.y»r.u.j.cbefè interjégano in piìfito.r.g in puntf o.jmelle quali figa re
corporee faro in ciafeuna vna piramide nella | pera «e-R» m . f. linearo.R*.
m.circularepoitraro.k.e.emi.cbefia.R.e.m.piramtdefùIabafd, tonda.fc.l. m.i.poi
faro taltra piramide nel laltra figuracorporeaebe ftra.t.r.y.r.x.M'»! r.le
quali piramide fono inf portione fra loro fi còrno fono (e loro mani cioè le
figure corporee nelle.quali fono fàbricate còrno fé mofìro defopranè lefiiperficiepianecómoilcirculo.t.rtX.J.eequalealctrculO'O.p.q.r.delafu
perficie,t.u.x«y .filati de la piramide, r.r.r.xfono equaliadoi lati del triari
julo.p.q.r.cioe.p.q.q.r. g,K.efmf làìidc la piramidedela fpéra.cioe.K'C u t \
k' 'A fc u ni, I IO fe fc 6 c.mjfonotqu^iadoìlattdeltriangiilck.l m.del
circulo.i.K.I.m.dop.ft.l. I.m. adunque concludano iflVre quella fportione dela
piramidc.t.r.y.r.x.
r.ii.r>aljliocoipo.t.r,u»f.cbccdalapiramide.S;.c.ni.cBlafmbaf4.i.k.l.mr
cu-culateal fuo corpo Iperico . k.e.m.f.adunqua per la .35. del primo de •fpera
fi coiiodearchimcdcdoucdtci ogne (pera ejere qdrupla alfuocono del quale, la
bafd e eqle al magior circulo dejfa fpera ft laxiJ equale aljì mi diam'af o
adunqua pigliala bafà.t.u.x.y. che e.4. per lato imtltiplica in |é •fà-rc-. .li
quali mu'.tiplica per lo fuoaxis eh e.j.fà.jj.c quefro pti per .3.neuene
ro^.fVi corpo fuo,t.r'.x.f.e.4-tanti pero multiplica.iof.per.4.fà,4Jv.con' mo
fu difto dejopra fi aicbefeleuadela colona.b.perqllo jbro.4i.e.f. £afus .11.
glie vna volta a eluderà che e per cialdina feccia .8 \ ^c3Ìta.4 ficie concaua
de la volta in crociera ebe e p ciascuna fnccia»8. Calile .12. 'MJc vna
piramide triàsiilare.a.&.cd.cr3e la bafa fua e.D-OCÌ.c laucrtice
c.a-r.b.c.e •i4.b.d.l5«C,d.rS-nell3 qle bafa fé pò fa vna fpera ebe il fuo
a;ci5 có.z a pficto oelpoiamcntoc.4.otfcollo oaciafcunolato oclaba- fà rocando
la fuperfkie fuaciafeuno lato oclapirami deoomadafc0ellato.9.b.oeriato.9.c»e
Del lato-a-cJ. fTTuai la piramide de.4.bafe triangulare.a.b.c.d.cbe la bafafua.Kt.d.
il fùolato.b.c.e.i4.fì.b.d.i3.f.d.c.i5.fiilpnncìo.e.fìi6lo nella ba|é difcofjFo
da ciafeuno lato.4-f disopra daldieìo.e.menalappendiculare fopra ala Ir
nea.b.c.cfifia,e.b.cbeflra.4-f2fopra.b.d.menalappendicularedalpuncìo
e.cbefia.e.f,fjria.4.rIfimilmétefnfopra.c.d.cbe}ia.e.g.f firapure.4.poipo
nivnopiedel fèffofulopunfro.e. ft con laltrovno circulo ebe il fuo dia' metro
fia.é.delajpcracbeponémo che cótingefèipùflo.e.f (àpemocbe.e. b.e.4. t| la
linea cB fé p. te da.b.e cótingéte pure la spera {t de qlla medi fìma cjtira
efi e.e.b.e.ft-f.ft.e.g.aduqua fri vna linea efi fia.e.b.e.fia*4- poi (opra
e.mena la ppédiculare fenca termine fopra la qle fa il pucTo.o.cbe,fia.e.o,3 »
ft fopra il pufif o.o.poni vno pie del |èxto g co laltropie circina la qnti ta
de e.o.chee^'fàraffe vnofèmicirCHloc£ftra.e.rVùpcntira vnalinea dal puri'
TERTiVS 25 cfo.b.contingcnteii(émtcircuIo iti punffo.fc. § la linea
perpendicujarein punffo.a.poi tira dalcentro.o.o.b.la quale perla penultima del
'primo de Eudidepoqtoledolinee.b.e.f.e.o.tuaicbe.b.e e.4-cbepo .i6.f,e.o.e.3.
po.9tgionti infìemi fn.is.ft ^.is-e.b.o.cbe e«s.tu ai vno triangulo cbe vno
lato e.3,laltro.4.ilterco.s. bora trouail cateto cafcà te fopra.s. cbe trouarai
eflere j3?.$vf .il qleradoppia conio p?.fn.ij!7.cioe 02^3 ^.cbe e.fc-e. g ai
fàff o vno triangulocbe e.b.e.k.del quale trouail cateto cbe cada
fopra.b.e.b.e. po.téuf .b.fcpo.té.gionti in fiemifà.3i.tranne la pofànja
de.fc»e.cbe e*3*?. ref!a.8 "il quale parti per lo doppio dela bafà cbe
e.4. fira.s. duqua parti B§?.per.8.neueneu^.il qle multiplica in fefà.r^f.tralo
dela pofànga de.b. fc.cbe e.i6.reffa.r4ft?-la)uaR,eil cateto.fc.m adunqua-k.m.
cbe e.i-e.f**. da de cateto $?.i4|*f«cfì te darà lapofuncade.b-e.cb
e.r6-multiplica.t6. via i4^|,fà.i35Hì.il quale parti per.i.e.^f.neuene«r38?;y.
tanto e la pofanca del cateto.a.e.fc che.a«fe intende e Jf ere eleuata fopraad
.e«ppendicularmente corno apare in queffa fècunda ftgura.Nella qle e deferita
la meta dela fpe- rala quale e.e.K.i.€ il centro fùo e-o.ffù diffo.b.e.effere.4.§
cofl.b.k.f,c. o.s.cbee merco laxiJ dela fpera f.b.o pò quanto ledo linee.b.e-f
.e.o. per cbelangulo.e.erecIo.b.e,cbee.4.po.i6,f.e.o,e»3.po.9.gionte infiemtfà
zs.tuaiiltriangulo.b.e»o.g,troua il cateto cadete fu la linea, b.o.cbe troua
raie)ferep.Sjf.il quale radoppiac5mo5,'.fàj5,'.i3^.f aifttffovno triangu io cbe
e.b.K.e.bora troua il cateto cbe cade dal punffo.K.fu la linea'.b.e. in
punffo,m.cbefìra.K.m.#.i4fff.f.b.m, fVa J32.is|f. còrno fìi diffo dunqua
R.i.e.^f-da 52.r4fff.de cateto cbe te dara.4.multiplica in jéfà.i6«f.tó. via
(4?!f .fa'*3S§|? parti ^.^f.neuene.iss^.e ^,iS8|.7.e il cateto.a.e.f. noi vo
lemoa.b.J?o tornaala prima figura e vedi tfto pò e.e.b.cbe pò quàto «b.b.
fj.b.e.peromultiplica»b.b.cbee.6.fà.36.S.e.b.e.4.cbepo«i6.giontiinJiemì fù.Si.€p?'5».po.b.e.cbegiontocó.a.e.fà.z4o|j.r|jX.t4o|5»e,a.b«bora^lo
lato.a.c.p. cbe.c.e.poquàto.c.b.f.b,e.c.b.e«s.ebepo»64.f«b.e,po.r6.cbc
giontiinfiemi.fàno.so.giognicolcateto.afh epj.iósf^.tanto e la pof^nfa
3e,a»c.J? la linea.a.b.tu fai cbc-d.e.po quato pò le do linee.d.g.f,e.gid.g«e
jr»cbepo»4g.f,e.g.po.r6.gionte ifiemifà.6s.f?f^.6s.e.d.e.giontocon.a.e.
fà^.i53|j*tantofta.a,d.e.u,cofiacbelapiraidetriagulare'a»b.c.d.cBvno lato de la
bafdfua cioe.d.b.e.i5.g .b.c.M-.ft.cd.is.nella qle piramide e vna fpera cbe il
fuoaxue»6.f toca cola fiiperficie fila ciafeuna fàccia dela pira'
mideinvnopun£todicocbeillato,a.b,eJ^.j4oJyf.atC.e^.z6Sij.€>a.d» e j^SJ? 51
cbe e quello cbe fa dimanda • Calte .« glie vm piramidedkra&alà fua eqnadra
t laltre fa eie inaugurare rabafà fua eh ede-c ra vertici fua e ar eiafeno lato
dela baia c>6> z vna ihperficie piana la féga ad armacollo tagliado.a^
T.a.e..4, defcma aia bafa z femfei in puncto.c^: in pnncto.d.lati dela baia
domandaledele parti eflendo il Tuo 35ci6.ii. €.f.d.f.g.c. fègbi
laxù.'a.f>inpuncto;t.f,g.b.fia.4.fopralabafÀ-tuai cbe la bafàe per ciascuno
lato.6. filcateto, a.f»e.ii.dunqua tirando dal punffo.g.equidiffa te alabafa
(égara.a / m V s \ e l F TRACT/VTVS fU.i. per tato elaxb toro e.4.1equa'u do
piramide quadrate fono. i* .g.t.p.e i.fi.p.r.e.4,fi fimilee4.m.fil.g.e,4,
rmiltiplica(l.p.p,pa-.fa,4.g..j.chee baf* via .1 . g.cbelalteca fi e.4. fa •
t6» piglu la metaj.cbe'e.s . giunto con z| fnaoj.tàtoeqdrato.b.e.n.o g.b.bora
quadra.Ln.o.c.fi .g.cbi fimo vna piramide cbee.g.l.g-n.g.q.g
c.duiiquaiuultiplica.t.n.cbec.i. via.n.c che e.s.fà.$«gqucpo/i(.
£ipiicacu.l,g,ci)ee,4.fà.20. percbepirart.idtpiglia.j.
cbce.6^tcofielaltrapir.'inidcb.m.b.o,b,d.b.i.6|.gionto cono, cdoi
terjifa.i},J.giongntcóaO;.fà.i4.boraqi:adra.g.b.l.m.q.j.tu pliche t.m.e
4,g,l.q,e.s.4.via\:.fn.io.ilqualcnu:ltiplicaper.g.l.cbc.4. fa -so. piglia la'
mcta.cbe.40.gtontoci14.fn.64.tato e la parte de la bafii e la parti de fopra
verfola vffiiie, a.ene.so,gtuctalapiramideei44.tiediiufapirl.ifi!peift'
ciepiana.g.b.c.d.fi,b-od,e.g,h.e.64.g.a.g b-c.d.e.so.Hcrapcr altro mó acio che
|epo(À delùdere le piramide tondi ebep quella via nonje poria -(àrepero faremo
quefloaltro modotudei jètperecbela linea. g.c e JV.41.fi g.l.e,4.fi
Uc.$.trotiailcatetocaderttefopt ilalitua.g.c.dalptmcto.l.deltri
angulo.g.l.c.cbctiviuiiaicflrereiV.9j;.S|ia.l.u.borafnvnapiramide|bpra
g.c.cheil(ùoaxiffia.t.x.efuin (pportionecótocareto.l.u.cómo'l.g-cbee
.4.có.a.t.cl3ee.9*.ilqualerecaalV'.}3-.t.x.borabifogna trottare la fìipficie
deta bafà.g.h.c. .d,cB>g,b.e.4.fi.c.d6.giogtvii|iemifn,io.piglialametae.5.recaaiv^i.i5.fi
. JS.via.4i.fb.iois.cbeelafupernciedelaba|À.g.b.c.d.laqttale multipiica co
laxiy.t.x.cbe e.s6|7. fn.$f6oo,gpartiper.}.rccatoa!V.fia.i).n9S«i.,.dicbe tato
/Ira la parte defbpra deta piramide fi quella cjejbflo il ) vfTo. per fine ad
ij^.nuero ebe venead ejfere la parte dcfopra.eif-. fi quella de$cìb;SQf . fila
piramidera.g.c.e equale ala piramide xg.c per chi- fono [opra vnamedefi ma bafÀ
fi infra do linee paralelleperla.3T. del primo de Euclide ben,cbe
dicadefuperficienel.19.del vndicefimodicidefolidi. £ifu& .14- £>ìie vna
piramide triangularecbe U baia fuabea. cbcb.ce-i4.t.b.d i$.z.cd.\$.z taxis
ii»o.a.f.c*i6'»e la quale cintcrcbiufàvna fperala magione ebevifè porta mectei
e ccrcafe de iaxie oe Dieta fpera e de lati I OC la piramide P" Tu ai la
piramtde.a.b.a.c.a.d.cb la bafà I fua.b.c.d.cbe.b.c.e.i4.b.d»i3.fi.c.d.is.fbpra
dtla qle dejcri ui vno circulo tangente rialcuno lato deb bafà fi il centro
fia.f.cbe ftra.a. f.tó.cbeelaxif dela piramide tira da.f.la ppendicutarefopra
cia|cuno lato de la ba|Àdeuidera.b.c.in punafo.e.fi.b.d.m
punfto.g.fi.c.d-inpunffo.b. (iraf,e.4.coftciaJcunadelaltre per cbeil diametro
del circulo che fé dejcri uè in tale baffi e.s.adunquafn
vnalineacbefia.s.K.l.foprala quale fn il tri angulo ebe il cateto
fuofia.ió.m.n.deuidéte.fc.l.p equale inptlnfto n poi Unea,m.K.m.l efiatl
trianguto.m.K.l.nel quale de) criui il circulo contiti gente
ciafcunolatodeltriangulo.K.l.inpanclo.n.fi.m.h-in puncìo.o. fi.
m.l.inpunc1to.p.fiilcciitro}uo(ia,q.fidalpunCro.p.pal]"antcp.q.tirala
linea-p.r poi mena la linea dal pucìo.l.paffantep k.pfinead.r.dicocb-p.
r.e.ió.ecadeppendicularmétefopra.m.l per chepafla pcrtocétro del circa Io e
termina nel contacio dela linea.m.l.p la ir- del tergo de Euclide fi p. I. e.
4- perche eequale ad.l.n.fi quella proportione e da.r,p.ad>p,(. ebe e da .r.
n . ad.n.q.vedi qto e la linea.r.l.cbe fki ebe pò qto le do lince r.
p,fi.p.l.r.p.e-i6.po.i56>fi.f.l.e.4.po.i6,gióteifiemifà.t?i.fiiV.i7i.e.r.l.g.r.
n.ejV.iti.in n.l.cbee.4.efedi£tocbegtieqlla fportione.r.p. cbeii&.ad*
p»l»cbee»4,cÌleetr,n»cKeiV.tp,rn«4tadtn.q»todiJè«i6.cKe.r,p»da»4.
cfcc.e.p.l.cheda^.i7r.mf4.cbee,r.n.multiplicà^.iti.per.4. recatoa^.j* 45ji.il
quale parti p 16 .recato a #.neuene pj,i?.poi multiplica.4.via,4.m. ^t.i6.parti
p.i6,neuene,i.m«tanto cq.n, cioè e 5e.i7.m>i.p nfiero cbe e me ' f o diàetro
dela (pera e tu&o laxù e j£.68>rrut >p niìero ft coft ai che laxis de
la spera cbe flanella piramide .a.b.c.d.cbe la bafàfia.b.c.d»vn lato e. i4-e
Ialtro,r3.f laltro.is.epj»68.m.j.f illato.a.b.de la piramide pò quanto pò
ledolinee.a.f.ft*b. f .poquanto»f«e.f|.b.e.tu(ìii cbe .b.e.e.6. cbe p0.3G.fl
f.e.e.4»cbe.t6.pofto fopra.36.fa.st.tito e la pofàn^a de.b.f,cbe gióta con la
pofrtncade.a.f.cbee.i56.fà.}os.g^.;o8.e.a.b.SilIato.a.c.po quàtopo.f.c
fc.a.f.c.f.po qto po.c,e.§.e.f.c.e.8.po.64'S-e.f.4»po.i6. gióto.có.64.fà.80
tato po.f.c.gióto co la pofànca. de.a.f.cbee,is6.fà.336.ft j£.336.e.a.c.bora
J> lolato.a.d.cbepo3topo.a.f.f.f.d.f.f.d.poquatopo.d.g.é-gf-g*f-e»4.po i6.f
»d.g.e.7.po.49.gionto con.tó.fà.6j.tanto po.d'f.cbe gionto con la pò
|Àncade.a.f,cbee,zs6.fà.3xi'f £J.3H.e'à.d.cbe equello cbe Je dimanda. £a(us
.rS« %\c vnoeoipofperico cBcfayis fuo e. io. vno fo foia nelmefocoamo frenello
e partalo dalaltro canto z e il Diametro oel tondo del bufo.i.domandafè cbe le
laòqllaqdratura di cojpofperico e quella foratura* fTTuaiil corpo
fperico.a.b.cd.e.f.cbe laxù.a.d.cio. ti il centro fuo e.g.fHl faro jnflo dal
treuello e.b.ce.f. ft la linea b.c.da vno canto e diametro del fóro
ff.c.f.ediametro.dalaltro cantone ciafcunalinea.*.f
laxif.a.d.jèga.b.e.inpunfifo,b.f lalinea.c.f.m punSo fc.e le linee cbe |i
inter|ègano nei circuii tato fa vna pie duna linea in laltra fuapteqto fa vna
pte de laltra linea nel [altra fuapte dunqua tanto fà.c.K. in.K.f«quàto
fà.d'h.in.R»a.tu fii cfi.c-S.e.i.f .K.f.e.i.)itu multiplicbi i.vta i.fàj.po fa
de.a.d.cbe.ro»do pti cbe multiplicata vna co laltra facci.i.mefti vna parte
cioe.K.d ria.i,^.t.a.K.io.m,i. . via,ro.m.i. #.fa.io.^>,rru. 0 .e tu
voi.i.rejfora leparti daadogni pte.i» IS .arai.io. ^.equalead»!. e.r. [si
.demec^a le co|éfirano.s.multiplicalein (e ja.is.tranc il nuero
cbee.i.refra.i4.ft #.i4.m del demegaméto dele.^>.cbefù.s. vale
la.^>.cbefìidifiro valere.fc.d.dunqua .fc.d. vale.s.m. £2,14. frc.fc.e.i.§ W
Voli.c.d.cbepoquàto.h.d.f.c.K,pomultiplica.s.m.^.x4.in |éfà.49»m.
{?2.z4oo»fi;.i. via.i.fà i.giongi infèrni fà,$o.m.p?.t4oo.tanto eia pofànca de
c,dilqualeradoppia |a.ioo.rn.l£.334oo.reducia fùperficie tóda arai.istf»
m.pz.i37o6|T.iqualimultiplicaper.g.d.cbe.s*^.t85fptip.3.neuene.i6i|?.- ft
multiptica,237o6f j.p.S.recato a pJ.fà.S9i6S3|.7.pti p.3. recato a 0z. neuene
p?.658$Oj|f .tanto eilcono.g.cd f.ft tu voi laportione«c.d.f. pò vedi tfto e il
couo.g.c.f.c!? trouaraiejfereR.iój^.cfi gióto co laj£,6S8SOjgf rejtara la
portióe.cd.f .z6if . m.#.i6«^,g J^.éssso^.cH co laltra portióe.b.a.e,fia
5x3i|,rn.!».i74o4il*.alaqle \k dei giógere la qdrarura.de'b.c.e. f.cbe (Ài cbe
g.d.e.s» m\#.i4.tratóe.M.reffag.K.fP.J4.ft.g.b.eqllo medefimo dunqua b.K.
fia^.96.f 'C-f.e.j multiplicato i fé fà.4.redufto i tódo e^.recalo a{£. fa.^f
>.il qle multiplica có-b.fc.cK e.96.fa{JM48^>cbe gióto co,£S*.m.jV,
*t4o4i||.fàp?.9485f»€!3?.delremanente.«3^f.tracìonepj.i4iT>o?!j.tanto fé
togli dela quadratura del corpo fperico cbe il fuo axif e.io p lo dicìo fòro
cbe e quello cbefé dimanda. CalUS .l6, ffta bocte cBeifuoifondie ciafcuno per
diametro .2.zalcocnmee^.T tra i fòmite ilcocamee .x%.z e longa » 2.
fedimandaquanto feraquadra» CFa cofì multiplica il fóndo in fé cbe
e.i.fa»4>poi multiplica in fè.i| fa.4|f .cbe ein fra ileomme f il fondo
giongi in _Jfiemifa.8|f.poimultiplica-i.via.t1).fa.42giognilocó.8|j»
a,i3|i.ptip.3.neuene.4'2if.cioep?.4Ì5|.cbe in (è multiplicato fa.4iif. rie
mamente.Tuaicbemultiplicato in fe.i§. fa.4ff bora multiplica.!^ in fé
fa-fc'gionto c5.4jf,fa.io^.poi multiprtca.rf. via.i£.fa,s.giongi infier
roifaJ5iìre-partiper^.neHene^gg,cioep?.jj|s5.cbemiémultipUcatofa TPACTATVS
5,^.giognilo co qllo di ("opra cbee.4L£f .fa.gf'**. i! quale multiptica per
$r.ep\artiper.i4.cbeneuaie.7*^*].tautonaqdiataladida bode. Quejfo modo fé pò
tenere quando e inefure tude equidiffanti luna da laida. Ma quando non fu] jero
eòtridiftante tieni qfro altro modo cioè metamo che i fondi laciafcuno.S-de
diametro § al cocbiumefia •to.fi: il primo fondo abbi il diametro a.f.ft il
diametro del (ondo e drictofia.e.K.ela bodefia
longa.io.tapre|)o.i-ad.a.f.fia,b'g.cbefia»9.gilcocume»c.b.e.io. § il ter jo.d.i
t£ 9.cbecdi|co|foda-e.K-i.boramultiplua prima qlla del cooirne c.b.cbeio.in|e(à.ioo
poimultiplica.b.g.cbee.9,in|e|ìi.8«.giogniinfitini fa, s'*bora multi plica
c.b-có-bg-fTi.Qo.giogniloió.isi. £.17;. ilqlepairi per.3.neuene.90f .ilquale
mulriplica per.». e parti per.14.neuene.70J' .eque
ffomultiplicaper.6.cbeeda.b.g.ad.d.i.fn.4is^.f quefto (erba mai multi
plicato.b.g.cb e.9-fn,s« bora multiplca i fondo. a.f.cb\s.i)efà.64.giogni
infiemifà,i45»f multiplia.s.via.g.fJi.P'giogniifitmifa.J^.parttlo per.j.
ncuene'7i%ilqualemtiltiplicaper.ii.f parti per.i4.cbentuene>)6|>i!qua!e
multiplicaper.4-pcrcbcdalalinea,a.f.alalinea.b,ge'i.f dalalinea.d.i.a (a linea
.e.K.e.i. ficbe(n.4.dutiqna.4.via.?6".fa.«7|. giognilo có.+ts'j. cb'
jèrbafti fà^jé^.tanto e qdrata ladida bodecioe.c>$6;?.cbeeil,ppoffo. £ì\uù
.17. T per che qi:alcbe veira pò il irerucnire dauerea me fura, e cojpi mcgulan
de ilqualmonfè pò peri nee auetclaqcìraturki loioficóniofonol'ariie de anima li
1 ónali z mattonali de marmo bo dcmetallo dico bc a rali co.pio
fimilirenyaqlìomodo pei qdrarli. IJWetamocbctu voglia fdpcrcójo eqd ata vnaftatuade
bomo mnuda cbef1a-3.de longeva f bene £portionata. Fa vno vafo dele gno bo
diltiolongo.3.;-f largo i\galto vno ilqualcfn quadro cioè coti anguli redi §
bene (tagno fube laqua non ejca puudo (tpoi lo meflK in loco che f!ia bene
piano aliuello 6 me tri dentro tanta aqua ebe Jgiutig 1 ad rno t.rco a Iorio
defepra poi fnvno |cgnonelvafoajómo laqua f poi me didentro la (tatua ebe tu
uoi mefurare e lajfarepofarc laqua poi vedi qto e ce) cinta et fa a fórno laqua
vna'rro jcgno derido a quello de prima poi tra fora la (rama
tme|uraqtoedalprio,fegnoaljc4o.Mitamoci5 flambo ra multiplica la longeva del
vafo ebe e.;$icbn la Urgeva cbec.ti.ffl . a\ il qlemiiltiplicaper.;.cbecreue
laqua fn,ij_.f tanto e qdrata la dida (fatua % que(lo modo tirai a mefurare
tali corpi. CafllO .18 allevilo frii!i0:![o-a.bc.fbclab.ira(ua.b.c.c.i4'!o pia
laqlcfcpola vno cimilo afelio ebe il fuodiame roe.S.-r il panerò dclconracrcce
.dhfcoifo da -b.ó. donudafcdeglialtndoilatidcUna)ìgiHocioe.a.b.z a.ccbc
cótingono il dicto circu'o.a.b-in pficto.f.z-a. %Ù1 plinctO.^.CrTu ai il
triangolo a.b.c.nd quale e de- trito il circu'o.e.f.g.ft il centro e d.cfjeil
diameno fuo e.s.pofuntefe futa >afa.b-cin
pudo.e.e.b.e.s.tiradalcentro.d.d.b.d.c.d e.df.d.g.tu ai per apenultimidel primo
de Euclidecbe.b.dpoquantopo.b.eft.e.d.tu fai ebe -b.e.e.6.cbepo.3-.ft .d e.e
trucco diametro ebe e. 4. epo.ió- giontocon ;6.fa 5t.f ^.y.e.b.d
maidoitrianguli.b d-e.gb.df.cbefnnofimilif eqli nei quali (éjé tira la linea.
e.f.jégantc la linea.bd-inpùdo.bla |egaraorto- gonalrnéte e Tira f.b.c iteto
del t: iigulo-b-d-f.f.c-.b.fira cateto dei'triagu'.o . bd.e.bora fé vole
trouare la quantità de quefli cateti cofi mai.b.d.cB e p:.
Si.t?»f.d.|?Jó.rnultiplicaciafciinain |egiontemjemi (ano.6s.del qualetra la
pofdnci de.b.f. ebe e.36. ufo .31. il quale reca a $ .fa. 1014- parti perlo
doppio de la bafc.b.d.ebi e ^de.a.adoppu corno .fa jos.eoiqua!ipar
ti.ioi4«neue;ie.4;f trailo dda popinca de fd cbee>i >.re{fa.u*,.i
P?»n;T.e fb.il quale radoppia corno p Jn.44fj.f 62.44j-..e f.e.bora auemo il
trii gu'o del qlevolemo il cateto, f i.m ai il hto.f.e.'cb e p. 44^'f.b.e.g.b»
f .feno ecjli tra luno de Ultra ref!a nulla adunqua^ ax&44lypu lo
doppioScb.e.chefinn neuene.3£T.trallo'de.6.rejfa«rff.mca!o in fé jn.s^- tratto
dela fòrja de,b,f»ebe e.36.remàe«30?£;v.e#.30^*.ne il cateto, f.t.bora fé vo le
troiiare il cateto cbe cafca da.g.fopra.Ia bafù'b.c.tu ai lineato,dcla qle doi
trianguti.c.d.e.f «cd-g-fimili è equalt linea-g.e.cbedeuidira »d.c.i pu •
fio.K.adangulo refi o Jìra.g. fc.cateto del tiiangtilo.c.d.g. €-e«K. cateto del
friangulo.c.d.e.tuai.c.e.cbee,8'Clapof bagroffa Gomme quella de meso del .A, e
la detta lettera noi esser largamesa del suo quadroni fic erit pfecriffima.
Queftalittera, FXe forma a quel modo come la Ira. E. ne pìu ne macho. Excepto
che .F. Gèfenzalaterzagamba:co me denàci hauefb" dirrufàmente alluoco de
dicco iE, cum tuctefue proportiont pero qui quello te baffr.
Queftaletera.GXeformacSmel.C.delfuo tondo equa dro. La gamba deritta de fotto
uol esser alta un terso del suo quadro: e grolla delle noue parti luna de
laltesa del fuo quadrato. Quefta lettera.H.fe caua del tódo e del Tuo
quadro.lefue gambe grotte fé fanno per mezo le crofiere cioedouefe interfecano
li diametri del tondo e fuo quadro. La grotte Sa de ditte gambe uoleffer de le
noue parti una delalteza E quella demezofefa pmezeldìametroJafua groffeza
uoleffer la terga parte de la gamba grolla commeltrauer lo del. A. Quella
lettera.l le caua dei tondo, e del quadro la Tua grò fera uol eHer de le noue
parti luna che facil Sa fua forma tionefralaltre. Queftal.ettera.JK.fecaua del
tondo edelfuo quadiotira dounalineaper diametro del quadro i quella linea fefer
ma e termina le due gambe per meso la gamba grotta. La gamba defotto uol effèr
grotta comme lalcre' gambe una parte de le noue. Quella de (opra la mita de la
grotta com melafiniftra del,A. Quella defotto uol efferlonga fin ala crociera
ouer di fora,Quella de l'opra dentro la eroderà; Quella lettera . L.fe caua
del, tondo e del Tuo quadro. La fuagr offesa uol effer de le noue ptiuna de
[altezza. La Tua larghezamezo quadro cum queftitondifoprafcripala ga ba futile
de Cotto uol effer per la mita de la groffa comme quella deLE.&dei,E> .
Quefta lettera,M. fé caua del. tondo e del fuo quadro le gambe furali
uogliaoeffer per mezo de le graffe corame la feniftradeLA.le extremegambe
uogli'ano efier alquan to dentro al quadro le mediefra quelle e le
interfecationi de tf diametri lorgroffese groffe e furili fereferefcanoai
quelle del,A^cóniedifoprainfiguraapertopoicompreii aere. Quefìra lettera.N.fe
caua delfuo tondo et etiam quadro La prima gamba uol efler fora de ìa
interfecatióe de li dia mecri.Latrauerfademezouol e(Ter grolla delenoue par ri
luna prefa diametraliter.La terza gamba uol effer fora de la crotiera,Prima
gamba et Vlrima uogliao effer grop .fé la mica delagamba graffa cioè duna
celta. Quefto.O.epejfedliffimo. Quella lettera, O, fé caua del tondo e del fuo
quadro.fe diuide inquatroparti cioè incroce. per mezo le quatro li riti el
corpo fuo uol effergroifo dele noue parti i lunati corpo fuo de fopra uol effer
p mezo del fuo graffo. Le fue pance una uol pender in fu laltra in giù el
futile del corpo uol elfer pella terza parte della sua paria. E per che di luì
fonno doi opinioni pò dinanze te no póllo unaltró ami© piacere perfecliffim o e
tu prendi qual te pare e di loro f or iRsataifil. Q^omme difetto intenderai a
fuo luoco. Quella lettera .P. ficaua deltondoedel fuo quadro, La fua gamba
grotta uol effer de le n oue partiluna la forma de), tondo uol effer grande
comme quella del . B, da baffo e la fua groffesa de la pancia uol effer tanto
quanto la ga bagroffa e fi uol principiar ditta lettera da le erodere del
tondograndedoeda le interfecarioni deli diametri &fic critperfecTiffin»
Queftaletera.Q.cóme difopra ditti fé caua del. O.tertiiinahdo fua gamba ne
tefte de fua altezza Cotto et qdrato cioè de le no/ uè para letre del fuo
quadrato ouero diametro delfuo ródo co me qui appare pportiomta.guidando le
pance graffe e fue futi li oppoute apó&o cóme del, O.fo dicto.Eiafuagaba uol
efTer longanoue tefte cioè qaantoel fuo quadralo areclanguJo.ela fine
uoiefTeraltalapon&ain fu un nono de foltezza fequendo la camita de la penna
co la degradatone de la fua groffezza. Quella lettera. R fecauadela lettera B.
el fuo tondo fie defotto dal centro una mesa gamba.Tutta quefìra lettera
uolefferdétrodelecrociexceptola gaba (torta uol ufcir f or de le croci fin al
fin del quadro. Dieta gaba (torta uol cfiergroffadelenoue parti luna terminata
futile in pota nellagulo del quadro amododecuruelinee uthicin exé plopatet.
I$orE'aW£cfOK VX.W II O m r» §• Tctraedron planar» Vscuum TtTgote^oy
«•a-OTtT/AHftfm «-e^eo? Y/2 W%z%%%# ta: a § o Q 3 Tetraedron Abfdfum folidura,
T€T£a£-* r» CU > o ri n 3' Son 3 Tetrafdron Abfdfum Vacuimi '\ Ttr$«i£-%iv
vm^mv artici Tecr^dron Ekuarum Soliduw L^^fJLlVOV KiVOV. VI i I i
Tetraedron.eleuatutn uacuum, Horum inuentor.Magifter Lucas.Pariolus de bur go.
Sanai SepulchriOrdinis Minorimi, tf «t^ov,h. ku>6o? t-ari-arfJ'fl» ari^iav X
m X n O g o fcn J? t3 o a. o i? I Hexaedron.SiueCubus Pianum Solidum* fffi-i'm
«•S-OTtTjUHjUtVOI/ É-Bn^/UffO? eTi^ldV XJIJ a X o O B io C n e cr o Et 8 rv i s
§ s s ? 8 Hexaedron,Siue Cubus Abfdfum Elevatum solidum. . r> O o n t;- o rt
c 3 T^ ì- n Un o 3 n o ti e rr e 3 O 3 Uj n > cr r» i-. Q o * n Pertafportantia
e varietà di queffi nomi ala tauola ordì' nata nelp'ncipio del libro re' corri
eqlla te man darà alfuo capitalo. Doueapié infederai lor dfia antica moderna
fc« Benché tre fieno (e forti principali dele Colone dalianticbicelebratecioe
Ioni' caDortcae Corinta.Non dimeno mot te altre più oltra fpeculàdo (bnno dali
praticiretrouate alocbio vaghe e a li be difteii baftanti ale qli ancora non
ben a pieno ftael nome aflegnato eoe nel do mo de Pijd e in Firéce.S .Spó e.s.
Loré. digno pronato de la cafa di Medici. Non fi pò qui lepore a pieno de tar
cbitectiira parlare co me per te lo inge gno accomodatijfimo li poi preftare
delqualinnul aparte me diffido. E benché qui fol depfa vn ceno te fi pò gaCple
ragioni dijottoafeo luegoi quejtoadducho non pero deueel lo pito ingegno in
qllo al tutto fèrmirjè cóme pm dime non fipojfiper effer Ida e arte Ccjtuq,
subalternata; degra diurna pjerutatione al mdicio de chi bé in lei expto si
trova. Ma chi m le £ portioni e fportionalita non beino nito fu a torto el vostro
Vitruvio bùi firn ino. Ideo lector ercute fomuurm qin vigilatici* coronàfmittit
any.g nó,j dormire poteri; ad alta venire. Queffo Vitru' mo io chiama
Stillobata.eda li Moderni fh dato Pilajfrel' lo overo baia, mento- £l fùndiméto
soto terra sin al sùo piano largo quàto jua bafa fta detto Sterio baia, J ?V
^n^>Ttft,>mij,i,l|inr,AWf L i an ticbi li dicio Den ricoll L i moderni
denticelli e Rajlro Q aefb cadauo li dice C imacio del fregio ef opboro ^J E^,$
THnc^ 2wLw-£ r2 Sra1var*tadc proporriome proportionalitacbeinfoe
lHmedclnojrrodeinoAnticbo Archilo VitraùoPotlione.Dcme bS
^atoicoeMegarmlfPbylojopbo EVCL IDEtal tutto Letìfere feremet Snnf^/1! nna
nC"? C P°1,lblle in a*** t*f Pntbice f Tbeorice Inlajèquéte figura del*
Porta detta Speciofà le dot parti qui aduSre Cioè di.- la C olona rotondi co
fra capitello BafàStiloba taSSteriobiti Lpiffclio coinfuoZjpboroeCor'
nicionemirendo certoLe fiore ebe alintellefifo dSi tammte'ocbiodelmopj
regrìnoigegnolo reprejèn ta co [ir ecordi ebe di fotto perlataiioUtrouaraiSc, •
Agfoiunttchi dicano Scotbica Limo.Goladelarcbiffawe Queffo da lianticbi fia
detto Ecbino e da li 6 ( mo.Huonofo 7 8 Lianticbi aqjro dicano Fafcia
ealetaolte Faffcgio e cofi li mo. tmmam *•*'» ^m "••muovimi *.h, %. ìi m
•" aa» Kafcìa ouer FafEigio e * me de fbptójb detto da cadaun raggio ower
Fafcia da li Antichi e moderni y t (apra / e U^n1S^'^0pf,0,r0-Ìn^daIi
AnticbifiadettoEpi^ioedalimo, derni
Arckttaueetutt0e!copojb|bpradepfoii,A,comiccemo.Comicione. «TS-OTETjUHjU^OV
ttyt^jUEW V.ÌV6V o Si o o 3' e tn g- e s Hexaedron, AbfrifumEkuatum Vacuum
Ok.t«^§»v tréir&tS'M artqav a. « s rn a § LO QàacdcotìPlmxn Sokdum Oh.T«£ Q
r- 3 o P 3 o 3 Ocffeedron Abfafum Vacuum OHTce.lfr$0V tt?H%lJM6V iTt^iOV Si CL.
3 B o 3 o a. Odtaedron JEkuatum Solidum tsrH§M£y0V Ktm XX c Cu O 3 s n n O 3
Oftaedron. Elevatum, Vacuum. I £nto$«£» «WOTSTJMHJUJyO? WtgtOff O cu o 3 > o
ri O 3 r» 3 o 3 co a 3 kofaedron abfafum Sob'dutn «lkó?*6(^§W «,S,OT6TjUHJueyOf
X.£M XXTIII n o CU O a fcofaedron abftifum Vacuimi tULA^Bt^élttffiqftSISt
aTt^iW XXV n I- I 1 s o lcofaedron Eleuatum Solidum ÉinosaEtS^oc i-zH$iJ.ivor
neper o o ni 9* o 3 -f? 3 o 3 P o 3 icofaedronEieuatum Vacuum ^of ^ SO» xxvn a
o £» R i o 3 m et e» 9 Dodecae&pn Pianam Sdito (JWtiwc^ot! e-sriwe^oif m»?
f oo a. 8 r 3 Dodecaedro!! Planum Y«cuum $>ofrilLott$'$6t
0t7S,aTiT^^"tVùt arl^iof xxrx o g r> CU >-t o a r» 3 O § Dodecaedron
abfdfuin Solidum s ^0^'Ì!J«J^OV «SfaTÉTjUHjUtt'OV ìLitèV I o ff 9 o Q
Dodecaedro*! Abfcifum Vacuimi ^o^eKfliÉ^or ivn^iAtiiàv &s-tt>ut ? O o a.
I 3 dodecaedro! Elevatum 5 oliami .Mawtfgo'tf fffH^mt Mot JtXXII| et S 8 8
Dodccaedron Eieuatum Vacuimi f afr&t.aLtfyùv «TSTET^Hpefcy f-^jusm est^icv
o p- n n w rt O. s > «T3 r-f 3' a § S' o O Dodecaedron Abfcifum Eleaatuna
Sob'dusi dWataE^gfl» «TyoTtTpHjuft'ev tTwqiJLdcv ruvev I I Jl O o fi SU O 3 e
Dodecaedro*! Abfciium EUuatum Vacuum tlKWil ri § yfgfntifcx bafium planum
Solidi»» eistei;it£*iOV i-^h^ivov we§£oy . n S5 p- l-t o o 3 a I 8 re 3 o s g
Vigintifexbafiuttì Abfcifum Elcuaram Solidura £lK.o;U*«E^OY arOTETjUH/tECOV £-3TH§jUEVi)V
K.EW K o fi su o I § s Q 9 s Vigmtifex'baQum Abfofam Eieuatum Vaoium f>>
' i //; i >,'/ 'il I !'/'>/. Iti i Hi! >l I n I e O et fc-i H i-t era
o *-* o c/i «-» Q O 3 Coluti, na LaterataTriangula Solida kicjv
■srAav§oHY&>vo o" C rt O ». i/3 o O n a. uà Cotonina Lacerata
Triangula Vacua •zri^tfjutg "sr-Uvgiy^HS ar£§?« XLrn 1 io s o et SD OS- CI
3 c/i o o Pyramis Iterata Triahgiila So j'ds» s ZS-UgofJLU? •3rAEV§GJ»VH? T§iy
SJVOi; K.EFH XLHII H3 I fr H a$TlT$#yiMS$ ars^'s* xLvir ? G 3 ha H I ere s o in
C/1 u 2 PyramisLateraraQuadrangula Solida sri^ajUJS wA«y§ajy TSfgaiyiWS urtila
XLvir 9 r G 3 e? ut H n I s o 8 PyramisLaterata Quadrangola Solida sruo«jUi-t o
9* r» 3 M O 3 O Vi 9 Pyramis JUterata pentagona Vacua Kl(ùt KtevPwfrui;
tla.yovoq arl^ot; LI IT O 3 C i-t o (4 X,8*. O LI s V5 r» O Coluima
LaterataExagcna Solida KI&39 ITAÉVg&xN? £;«yO)V0(; K.6P0; LUI! 0 ra o p
o Cclurcna Larerara Exngom Vacua m>§«jUH o pyramis Latcrata Tr;an£u'a
requìlatera i:acua fitaflf^tvyìiAèi «vre^É»? LVH § p co Columna Romilda follda
\ r Brvgotjui? orgoifyuAi «-£§£« LVIII ) so C/1 r» § 2 PyramìsRotunda Solida (
. I '; m » S $ s 1 % / r • . <* t* r* i » I \ . £
■ffó' AXPII \ \\\t ' 2«5* ■ IH. Nome compiuto: Luca Bartolomeo de Pacioli,
o de Paciolo. Pacioli. Keywords: implicatura. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Pacioli”. Pacioli.
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