GRICE ITALO A-Z O OLI

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice ed Olimpio: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale di Giuliano -- Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. He lives in the middle of nowhere. When he finds his city became an uncomfortable place for pagans, he moves to Rome.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice ed Olivetti: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’archivista – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Grice: “Olivetti deals with some topics dear to me and Strawson, like subject, transcendental subject, and the rest – he also uses ‘analogy,’ which is a pet concept of mine – I have been compared to Apel, so the fact that Olivetti in his ‘conversational’ approach relies on him, helps!” - Professore a Roma -- preside della Facoltà di filosofia. Formatosi a Roma, confrontandosi con i temi del rapporto fede e ragione nell'ambito di un collegio di docenti orientato sul versante marxista, storicista, postidealista, trova in ZUBIENA il suo maestro. Con lui iniziò una collaborazione intellettuale che lo porta a studiare i temi della filosofia della religione, partecipando ai colloqui romani inaugurati dal filosofo piemontese, dapprima come segretario e poi, dopo la morte di ZUBIENA come organizzatore. Dopo iniziali studi di estetica religiosa e di filosofia classica tedesca, si dedicò alla ricerca di un approccio neo-trascendentale al tema della religione, insegnando filosofia morale a Bari e poi sostitundo Zubiena nella cattedra romana di filosofia della religione. Giunse dopo l'incontro decisivo col pensiero di Lévinas, ad elaborare una concezione di questa disciplina come antropologia filosofica e etica in quanto «filosofia prima anzi anteriore» su base storica, nata dalla dissoluzione in età tardo settecentesca, soprattutto ad opera di Kant e Hegel, della onto-teologia. Molta rilevanza aveva nel suo insegnamento lo studio dei classici tedeschi, in chiave storica, e da ultimo il confronto sia con la fenomenologia, specie con Lévinas e Marion, sia con la filosofia analitica. In Analogia del soggetto, la sua opera maggiore, l'autore elabora una teoria analogica del soggetto, riprendendo suggestioni di Husserl, Apel e Lévinas, confrontandosi con Heidegger e suggerendo una teoria dell'"umanesimo dell'altro uomo" su base staurologica ed etico-interinale («espropriarsi del caritatevole nell'interim interlocutivo» ibidem).  La tesi è che non esiste un'essenza dell'essere umano. Tale essenza è immaginata, e senza siffatta immaginazione l'essere e l'umano non si coapparterrebbero. Così si dice, in un certo senso la fine dell'etica. Tuttavia così si dice anche che l'etica, e non l'ontologia, è la filosofia prima, anzi anteriore. Di seguito l'autore prospetta un ripensamento del soggetto trascendentale, con un differimento dell'ergo rispetto al cogito cartesiano, partendo dal “loquor,” ovvero «dall'origine analogica di ogni logica, in modo da scomporre la presenza trascendentale in sum-prae-es-abest. Si perverrebbe così all'abbozzo di un «ripensamento dell'appercezione trascendentale, in modo tale da reimmettere il pensiero rappresentativo nella giusta traccia della rappresentazione. Attività accademica e influenza Direttore dell'Istituto degli Studi Filosofici Castelli e poi dell'"Archivio di Filosofia", si fece promotore di colloqui e convegni nei quali conveniva, a Roma, ogni due anni, nei primi giorni di gennaio, l'élite della filosofia della religione europea e mondiale (Ricœur, Marion, MATHIEU, Quinzio, Melchiorre, Lévinas, Lombardi Vallauri, Forte, Casper, Dalferth, Greisch, Capelle, Courtine, Falque, Grassi, Paul Gilbert, S.J. Stéphane Mosès, Flor, Prini, Peperzak, Swinburne, Gabriel Vahanian, Hénaff, Vitiello, Tilliette, Henry, Taylor, tra gli altri). Nelle sue prolusioni e nei suoi contributi introduttivi si prospettava lo sfondo su cui si sarebbero esercitati i contributi e le discussioni del Colloquio, di seguito pubblicati in numeri monografici della Rivista "Archivio di Filosofia". I temi trattati erano spesso centrali nell'elaborazione di una filosofia della religione come filosofia tout court e abbracciavano, negli anni ottanta e novanta del Novecento, temi centrali come "Teodicea oggi?", l'argomento ontologico, l'Intersoggettività, il Dono, la Filosofia della Rivelazione,il Sacrificio, il Terzo. La sua personalità riservata entro l'ambito strettamente scientifico e il rigore speculativo dei suoi scritti non ne hanno favorito una conoscenza pubblica al di là dei circuiti accademici, e il suo insegnamento ha lasciato un traccia significativa costituendo una vera e propria scuola di filosofia della religione.  Saggi: “Il tempio simbolo cosmico” (Milani, Padova); “L'esito teo-logico della filosofia del linguaggio” (Milani, Padova); “Filosofia della religione come problema storico” (Milani, Padova); “Da Leibniz a Bayle: alle radici degli Spinoza briefe, “Archivio di filosofia”; “Analogia del soggetto” (Laterza, Roma); "Filosofia della religione" in La filosofia, Le filosofie speciali (Pomba, Torino); Avant-propos, in Le Tiers, Archivio di Filosofia Archives of Philosophy, Considerazioni introduttive sul tema: Postmodernità senza Dio?, in «Humanitas»  a.c. di Ciglia e De Vitiis Traduzioni e curatele:  Kant I., La religione entro i limiti della sola ragione, Romam Laterza); “La religione nei limiti della sola ragione, I.Kant (Laterza, Roma); “Saggio di una critica di ogni rivelazione, con introduzione Fichte, Laterza, Roma) ; Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana,. Francesco Valerio Tommasi, Archivio di filosofia », Tommasi, Le persone, infiniti fini in sé. Un ricordo lettore di Kant, « Studi Kantiani », Filosofia della religione Fenomenologia Ontologia Teologia Fede Ragione  Bruno Forte, Del sacrificio e dell'amore_In memoria, su, Tributo dell'Roma, Istituzioni collegate, su filosofia.uniroma1.  E. Giacca: un filosofo della religione", Giornale di filosofia, su giornaledifilosofia.net. Archivio di filosofia, su libraweb.net. Nome compiuto: Marco Maria Olivetti. Oivetti. Keyword: implicatura, l’archivista -- “philosophy of language.” Cratilo, teologia del linguaggio, esito teo-logico della filosofia del linguaggio, la religione razionale secondo Kant, l’idea de fine – autonomia, il regno dei fini in Kant, religione e linguaggio, l’esito teologico della filosofia del linguaggio, Jacobi.  Refs.: Luigi Speranza, “Grice ed Olivetti” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice ed Olivi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale – filosofia friulese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Udine). Abstract. Keywords. Filosofo italiano. Udine, Friuli-Venezia Giulia. Medico e storico italiano. Anche filosofo.  Nasce da Alessandro e da Elena di Strassoldo. Gli Annales di Udine annoverano l’aggregazione della famiglia, proveniente da Portogruaro, tra i nobili della città. O. frequenta l’università di Padova, dove si laurea in giurisprudenza. Rientrato in patria, si dedica per un breve periodo alla professione forense; divenuto abate, ottenne il beneficio ecclesiastico della pieve di Latisana. Si iscrisse, con il nome di Ferace, all’Accademia udinese degli Sventati, fondata tra gli altri dallo zio paterno Enrico. Pubblica a Udine due opere di Enrico: il De oppugnatione Gradiscana libri, sul conflitto che oppose la Repubblica di Venezia e l’Austria, noto con il nome di guerra di Gradisca, e  i Rerum Foro-Iuliensium ab orbe condito usque ad an. Redemptoris Domini nostri 452 libri undecim, rimasti interrotti alla presa di Aquileia da parte degli unni. O. decise di continuare l’opera dello zio, non più in latino ma in volgare, partendo dal punto in cui si era interrotta. La cronaca, Historie delle provincie del Friuli, è composta secondo il metodo annalistico e fu pubblicata in due volumi a Udine. La narrazione, pur essendo fondata su un’ampia documentazione, ripete alcuni luoghi comuni concernenti in particolare l’origine delle città e dei loro casati più eminenti. L’autore difese in particolare l’antichità di Udine riprendendo parte degli argomenti proposti da Gian Domenico Salomoni e ripresi d’O., i quali identificavano Udine e non Cividale nell’antica Forum Iulii di cui parla Paolo Diacono, attribuendo in tal modo a Udine l’egemonia sulla regione dopo la distruzione dell’antica sede metropolita di Aquileia. Riprendendo quanto detto da Salomoni, Palladio riconduceva la fondazione di Cividale sul fiume Natisone al periodo successivo alla vittoria del duca Wechtari, o Vettero, sugli Slavi, descritta nel capitolo V della Historia Langobardorum di Paolo Diacono.  Palladio sostenne con diverse argomentazioni l’esistenza di un antico vescovato udinese indicando in un presunto vescovo Teodoro da Udine il destinatario della lettera Regressus ad nos, sulle donne sposate con uomini rapiti dai barbari, inviata da papa Leone Magno a Niceta, vescovo di Aquileia; attribuì poi a Udine i vescovi di Zuglio citati nei sinodi e in Paolo Diacono. La Historia, pur presentando i limiti comuni alla storiografia, fornisce dunque numerosi dati che contribuiscono alla ricostruzione della storia friulana. Nella metà del Settecento Paolo Fistulario criticò severamente i passaggi nei quali è creata un’origine delle illustri famiglie cittadine priva di qualsiasi fondamento. La la famiglia comitale degli Strassoldo, per esempio, sarebbe discesa da Rambaldo di Strassau, descritto come il «supremo direttore delle armi» ai tempi dell’imperatore Valentiniano. L’opera conobbe ulteriori critiche nel secolo successivo da parte di Zanon, che rimproverò  Palladio di avere scritto una storia parziale, nella quale veniva data voce solamente al punto di vista espresso dalla nobiltà e non al ceto borghese cittadino, che trovava invece spazio in altre opere che circolavano al tempo, quali i Dialoghi di Romanello Manin, rimaste manoscritti. Scrive anche altre opere in prosa e in versi per l’accademia degli sventati, ancora di proprietà degli eredi al tempo di Liruti, e alcuni testi di contenuto giuridico. Nella Biblioteca civica di Udine sono conservate alcune rime, intitolate latinamente Carmina (Fondo principale) e una Collectanea legalis (Joppi), redatta secondo voci organizzate in ordine alfabetico e solo in parte compilate.  Fonti e Bibl.: Udine, Biblioteca civica, Mss.: V. Joppi, Letterati friulani, c. 77v; Salomoni, Difesa del capitolo de’ canonici della città di Udine agli ill.mi et rever.mi signori cardinali della sacra congregatione Sopra i riti di S. Chiesa, Udine; G. Liruti, Notizie delle vite ed opere scritte da letterati del Friuli, IV, Venezia; Zanon, Dell’agricoltura, dell’arti e del commercio in quanto unite contribuiscono alla felicità degli stati, Venezia; P. Fistulario, Discorso sopra la storia del Friuli detto nell’Accademia di Udine, Udine; Manzano, Cenni biografici dei letterati ed artisti friulani dal secolo IV al XIX, Udine; Fattorello, Storia della letteratura italiana e della coltura nel Friuli, Udine; E. Petrarca, Storici minori del Friuli. Palladio Gian Francesco, in La Guarneriana; Milocco, L’Accademia udinese degli sventati, in Più secoli di storia dell’Accademia di scienze, lettere e arti di Udine, Udine; L. Cargnelutti, P. degli Olivi, G.F., in Nuovo Liruti. Dizionario biografico dei friulani, III, a cura di C. Scalon - G. Greggio, Udine. Nome compiiuto: Gian Francesco Palladio degli Olivi. Enrico Palladio degl’Olivi.

 

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