GRICE ITALO A-Z M MAS
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Masci:
l’implicatura conversazionale -- critica della critica della ragione –
implicatura solidale – la scuola di Francavilla al Mare -- filosofia abruzzese
-- filosofia italiana – Luigi Speranza (Francavilla al Mare). Grice: “At Oxford, we don’t say ‘Kant,’ we say ‘criticism’.
For surely literary critics cannot claim all uses of ‘crit’, as in lit. crit.
By using ‘criticism’ instead of ‘Kantianism’ you achieve TWO goals: you
de-personalise a doctrine, and you emphasise the unity between Kant’s critique
of alethic reason and Kant’s critique of practical reason!” Filosofo italiano.
Francavilla al Mare, Chieti, Abruzzo. Grice: “But perhaps more interesting that
his explorations on the judicative are Masci’s conceptual analysis, and
fascinating ‘natural’ history of the will, with a focus on Aristotle!” Grice:
“Like Masci, I make a conceptual connetction between willing and free-will.” –
or “volonta” e “liberta” in his words!” -- Grice: “I like Maci; he has
philosophised on forms of intuition and instincdt – cf. my “Needs’ – and what
he calls the psycho-physical materialism. Also on what he calls the
psychological parallelism – He spent a few essays on quantification and
measurement in atters of the soul -- -- and speaks of an ‘indirect measure’ in
psychology. He has opposed ‘conoscenza’ to ‘credenza’ (cf. my knowledge and
belief), and further, ‘conosecenza and pensiero’, knowledge and thought. Nato in una famiglia della borghesia abruzzese, perse
il padre all'età di 4 anni. Frequenta il collegio Giambattista Vico di Chieti
e, completati gli studi liceali, e allievo di MOLA, che gli insegna filosofia.
Inizia gli studi di giurisprudenza all'Napoli, dove si laureò ed in seguito
studiò scienze politico-amministrative. Comincia ad approfondire le sue
conoscenze filosofiche grazie alle lezioni tenute da Spaventa nella stessa
città. Influenzato dalla sua formazione universitaria e dallo stesso Spaventa,
al centro dei suoi primi studi c'era il pensiero di Kant e Hegel. Ottenne la
cattedra di professore reggente di filosofia a Chieti, prima dell'abilitazione
che gli fu consegnata a Pisa. Inoltre venne nominato vincitore di un concorso
della Reale Accademia delle scienze morali e politiche grazie ad un saggio
sulla Critica della ragion pura. Divenne libero docente di filosofia teoretica
all'Napoli e, l'anno successivo, di storia della filosofia presso l'Pavia.
Abbandona l'insegnamento a Chieti per recarsi a Padova, dove era stato nominato
professore straordinario di filosofia morale. All'istituto scolastico lasciò
numerosi scritti sulla filosofia antica. Un anno dopo divenne Professore
all'Napoli. Ottenne la carica di rettore dell'Napoli e di consigliere comunale
della medesima città. Nel corso della sua carriera politica fu eletto deputato
dal collegio di Ortona al Mare per la legislatura e fu un sostenitore di
Annunzio. Entra nel Senato del Regno, dove intervenne più volte sul tema
dell'istruzione pubblica. Sosteneva la maggiore importanza della formazione
classica rispetto a quella tecnica o scientifica nelle scuole secondarie. Liceo
scientifico "Filippo Masci" a Chieti Fu Presidente dell'Accademia di
lettere ed arti della Società Reale di Napoli, socio della Regia Accademia dei
Lincei, membro del Consiglio superiore dell'Istruzione Pubblica e di altre
istituzioni culturali. Presso i lincei difese l'importanza di Kant e Fichte in
contrasto con le parole di Luzzati che li aveva criticati per essere filosofi
tedeschi. S’erige un busto commemorativo a Francavilla al Mare e il neonato
liceo scientifico di Chieti fu intitolato in suo onore. Nel corso della sua
carriera conobbe Scarfoglio e Annunzio, che continuò a frequentare negli anni
successivi. Inoltre fu tenuto in grande considerazione da Spaventa. Compone
“Pensiero e conoscenza”, in cui sono racchiusi gli aspetti più importanti della
sua filosofia. Ha molteplici interessi (filosofia, psicologia, sociologia,
pedagogia, diritto e storia) ed è considerato uno dei più importanti esponenti
del neo-kantismo o neo-criticismo, avendo rifiutato sia alcune posizioni di
Spaventa, sia l'affermato positivismo di Ardigò, che esclude ogni possibile
principio a priori della conoscenza. La ripresa della filosofia di Kant e
segnata dalla convinzione che e sbagliato ridurre la realtà a pura
rappresentazione, ma anche dal tentativo di studiare la genesi psicologica
delle categorie e quindi negare la loro formulazione numericamente rigida. Nel
materialismo psico-fisico cerca di dimostrare l'unità tra anima e natura in una
concezione psico-fisica della realtà, ma la sua filosofia e criticata da
Gentile, anche a causa della mancata adesione al ne-oidealismo. Altri saggi:
“Le forme dell'intuizione” (Vecchio, Chieti); “L’istinto” (Società Reale,
Napoli); “Il materialismo psico-fisico”“Il parallelismo in psicologia, “Atti dell'Accademia
di Napoli”, Napoli Intellettualismo e pragmatismo, “Atti della Regia Accademia
delle Scienze morali e politiche”, Napoli, “Quantità e misura nei fenomeni
psichici”Memoria letta all'Accademia di Scienze Morali e Politiche della
Società Reale di Napoli. Napoli: Federico Sangiovanni et Figlio, “Della misura
indiretta in psicologia.”Conoscenza scientifica e conoscenza matematica.
Napoli: Federico Sangiovanni et Figlio, “Credenza e conoscenza” -- “I like the
latest bit, where he discusses the reciprocity of the faculties” – Grice.) Atti
dell'Accademia di Napoli”, Napoli, “Pensiero e conoscenza,”Bocca Editori,
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italian astrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia Ufficiale dell'Ordine dei Santi
Maurizio e Lazzaro nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dei
Santi Maurizio e Lazzaro Note Schede di personalità abruzzesi importanti nel
campo della filosofia, Regione Abruzzo). Storia del liceo M. e biografia, Liceo
M.). Discorso di commiato per la morte di Masci, su notes 9. senato.
Pietrangeli, M. e il suo neocriticismo, Milani, Padova, Gentile, M.: dal
criticismo kantiano al monismo psicofisico, Noubs, Chieti. Giuseppe Landolfi
Petrone, M., Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, Atreccani Enciclopedie, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana. M., in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Opere M., su Liber Liber. Opere di M., su open MLOL, Horizons Unlimited srl.
M., su storia.camera, Camera dei deputati. M. su Senatori d'Italia, Senato
della Repubblica. Differenza tra la filosofia e le scienze pparticolari.
Oggetto della Filosofia. La Gnoseologia e la Filosofia prima come parti
fondamentali della Filosofia generale. Distinzione dei sistemi filosofici, loro
significato e importanza. Distinzione delle altre parti della Filosofia
generale ed applicata, partizione e limiti della Filosofia elementare. LOGICA
PRELIMINARE. CONCETTO DELLA LOGICA E SUE ARTI. La Logica come scienza formale e
dimostrativa, sua definizione. Importanza della Logica. Suo rapporto con le
altre parti della Filosofia e con la scienza. Pensiero e conoscenza; divisione
generale della Logica. Nozioni preliminari sulle formo elementari, concetto,
giudizio, sillogismo; forme metodiche. I PRINCIPII LOOICI. Determinazione dei
principii. Il principio d'identità. Il principio di contraddizione, valore di
questo principio. Il principio di terzo escluso. Il principio della ragion
sufficiente. Valore dei principii logici. Illustrazioni filologiche. Logica,
dialettica, annliticn, elementi, c oncetto, nota, rappresenzione, teoria.
Teorema, problema/Speculativo. Astratto e concreto, soggetto ed oggetto,
contenuto ed estensione, analisi e sintesi. Teoria delle forme elementari. Il
concetto. Formazioni: k natura dei. concetto. Il concetto e l’astrazione.
L'iinagine concettuale. Il concetto e la parola. Caratteri del concetto. Il
concetto e l'essenza. Il concetto e il giudizio. II. CONCETTO CONSIDERATO IN SE
STESSO. Lo note, loro significato rispetto all'unità del concetto, e loro
ordine in esso. Concetti nstrutti e concreti; qualità, generi, specie, forme
diverse dell'astrazione. Nota e parte, concetti di relnzioue, Contenuto ed
estensione dei concetti, rapporto tra il contenuto e 1' estensione. Contenuto
ed estensione nei concetti di relaziono. Della chiarezza del concetto. Il
concetto considerato in rapporto ad altri concetti. Rapporto d identità e
diversità, concetti equipollenti e concetti reciproci, significato delle parole
sinonimo ed omonimo. Rapporto d'opposizione, concetti limitativi e privativi,
concetti in opposizione contraria reciproca. Rapporto «li subordinazione e
coordinazione, contiguità ed interferenza dei concetti, i sistemi dei concetti.
Subordinazione e coordinazione dei concetti di relazione, condizione e
condiziauato, principio e conseguenza. Le categorie. Categorie grammaticali,
logiche e gnoseologiche, classificazione aristotelica delle categorie,
differenza tra le categorie logiche e le grammaticali. Le categorie
gnoseologiche, la classificazione kantiana, Le categorie di .sostanza e di
causa; il numero come epicategoria. Grammatica e Logica. Elementi materiali ed
elementi formali del linguaggio. Influenza del pensiero sul carattere formale
della lingua. Influenza delle forme grammaticali sullo sviluppo del pensiero.
Il Giudizio. Del giudizio in generale. Definizione logica del giudizio, le
definizioni realistiche e le logiche, teoria del Brentano, Elementi dol
giudizio, Della classificazione dei giudizu. La classificazione tradizionale
dei giudizii e il suo fondamento logico. Discussione delle obiezioni contro d i
essa, Forme dei giudizii secondo la qualità -- il giudizio affermativo e le
varie specie d'identità da esso espresse; il giudizio negativo, sua essenza e
sue forme principali, limite della predicazione negativa; r) il giudizio
infinito, se è una forma a sé rapporto te» l affennaaione e la negazione nel
giudizio infinito,’ Jorme dei giudizi! secondo la quantità; il giudizio
universale, sue forme quantitativa e modale; il giudizio par- 6 ÌUdUttÌV “' se
sia ™specte «ordinata de universa ' 6 ;^! 1 giudeo individule, sue forme si
laro Polme ?-’ sua,.,rre f ucibiIità al giudizio universale, p. ICO Forme de.
giudizi, d, relazione; a) il giudizio categorico sua funzione sua
irreducibilità; ») il giudizio ipotetico, se Sia .m giudeo Ino g j 17 - 1 1
?°|. etl ° 1 ' c> ’’ S lm,izio disgiuntivo, suo significato logico condiziom
di validità; si mostra che non iuchiudfn con catto della re^rocità d' azione ed
è un giudizio dell’estensione, ft* e giuiUzi. modali, critica delle obiezioni
del Sigivi | deMVundt Dki GIUDIZII COMPOSTI. Natura dei giudizii composti, loro
specie. U Ghi notti ::rr u >i r f eiazìoue <,mogen,;u 172 -§ m. (h^ CO m-
post. a relazione eterogenea, Giudizii contratti, Qnadro generale di tutte le
forme dei giudizii, p. no. Giudizi analitici e sintetici. r t i I | GÌ j d !?
ÌÌ analitici - sintetici, e sintetici a priori, II -ritmile della teoria dei
giudizii sintetici a priori, significato vero di questa teoria, Giudizi!
empirici e giudizii a priori. Delle relazioni dei concetti nei giudizii DELLE
RELAZIONI DEI GIUDIZII. Attribuzione del predicato ni soggetto nei giudizii,
Dipendenza delle relazioni dei giudizii dulie relazioni del loro contenuto,
relazioni immediate, e mediate, e specie della prima tecnica dei raziocina
immediati, e schema della subalternuzioue e dell opposizione dei giudizii.
Delle trasformazioni dki annui Trasformazioni quantitative e modali per
subalternazione, Trasformazioni quantitativo-qualitative e modali por
opposizione, Trasformazioni por equipollenza qualitativa, per equipollenza
della relazione, per equipollenza tra la quantità o la modalità, Teoria delle
reciproche, suo valore logico; teoria delle reciproche universali affermative ;
caso delle reciproche condizionali, (teorema di Hauberì. Lo reciproche
universali negative. Lo reciproche particolari affermative e negative, Teoria
della contrapposizione, Si prova che le reciproche e le contrapposto delle
proposizioni universali sono, quando sono possibili, vere illazioni, Il
Sillogismo. Ragionamento e Sillogismo. I gradi del sapere e le vie della
ricerca, sillogismo e induzione, Strutturo del sillogismo e sua definizione, La
sillogistica aristotelica e la sillogistica delle scuole, generalizzazione
logica e generalizzazione scientifica, l'universale come fondamento ili
qualunque dimostrazione, Il sillogismo categorico. Regole gonerali del
sillogismo. Figure sillogistiche, Modi generali del sillogismo, e modi speciali
di ciascuna figura, Valore delle figure sillogistiche, la quarta figuro, Specie
del sillogismo; 1' entimema, la sentenza entimematica, l'epicherema, il
polisillogismo, Il sorite; sorite deduttivo e sorite induttivo, Rapporto tra la
vorità dell’ illazione e la verità delle premesse SILLOGISMO IPPOTETICO E IL
SILLOGISMO DISGIUNTIVO. Il sillogismo ipotetico: impossibilità di ridurre 1 una
all altra le forme del sillogismo; sillogismo ipotetico con termine medio,
sillogismo ipotetico senza termine medio e suoi modi, Il sillogismo disgiuntivo
e sue formo, Il dilemma, sue forme, sue regole, Del riii Nciptp e dui. valore
del sillogismo. Esposizione ed esame delle obiezioni contro il valore
dimostrativo del sillogismo, Critica della teoria del Mill, che ogni
ragionamento, e quindi anche il sillogismo, e un inferenza dal particolare al
particolare, Esame della quistione se il sili ogismo sia la forma generale del
raziocinio, Del principio fondamentale del sillogismo; se sia materiale o
formale; i principii aristotelici e quelli del Lambert. Si dimostra che il
sillogismo si fonda sugli assiomi logici e sul principio della sostituzione
dell'Identico, Teoria pei. Metodo Metodo sistematico Oggetto e parti del
metodo; oggetto e parti del metodo si stemutico, La definizione. Elementi della
definizione ; come 1' individuazione del concetto sia effetto della loro
composizione, Le definizioni come principii proprii nelle scienze deduttive e
induttive, Concetti indefinibili e loro specie ; forme approssimate della
definizione, e loro valore assoluto e comparativo, Definizione nominale e
definizione reale, specie della definizione nominale, la definizione nominale
induttiva; la definizione reale, definizioni riversibili, difficoltà opposte
delle definizioni metafisiche «d empiriche, metodo delle definizioni reali
induttive, definizioni reali deduttive, Definizioni analitiche e sintetiche, la
definizione genetica, Regole delle definizioni, Divisione e Classificazione.
Concetto della divisione, e sue regole, Da dicotomia, sue specie, suo valore
logico, La classificazione scientifica, suo fino; le classificazioni per
qualità apparenti; la classificazione tassonomica e la classificazione per
serio, La classificazione per tipi, sue specie; inferiorità della
classificazione per tipi alla classificazione per definizioni, Le
classificazioni genetiche ; come siono apparecchiate dalla fase comparativa
delle scienze; Jifficoltà delle classificazioni genetiche, loro perfezione
rispetto a tutte le altre,PnOVA DEDUTTIVA K J'HOVA INOUTTIVA. Oggetto della
prova; i principii di prova e loro specie; specie della prova, La prova
deduttiva, sue forme logica e causale, analitica e sintetica. Procedimenti e
modi varii della prova deduttiva analitica, Sqhema della prova induttiva; la
teoria dell’induzione in Aristotele, Bacone, Hume e Milli; verità ed errore
della teoria del Mill; so il calcolo dello probabilit à, o il principio d'identità
possano essere fondamento deU'induziono, Differenza dell'induzione dall'
associazione psicologica; solo fondamento della logica dell'induzione la
dipendenza della realtà da principii a da cause come una legge necessaria del
pensiero e dell'essere. L'induzione come operazione inversa della deduzione,
limiti di questa teoria, Delle forme di ragionamento che sembrano, ma non sono
induzioni II postulato dell'uniformità delle leggi di natura, come debba
intendersi, e quali sieno propriamente leggi ili naturu: rapporto del postulato
col principio di causa; si mostra che questo assicura non solo l’uniformità
degli effetti, ma anche l'uniformità delle cause, Gradi dell'induzione; di
verse condizioni della sua val idità nelle scienze della natura e in quelle dello
spirito; l'induzione nelle Matematiche, La PROVA ENTIMEMATICA E L'ANALOGICA. La
prova entimematica, sue specie, suo uso o valore essen¬ ziale nelle ricerche
scientifiche, suo carattere deduttivo, Tecnica del ragionamefl4£jmjjlo£ieo,
somiglianze e differenze dall induzione, in che senso e in che limiti debba
intendersi che è un’inferenza dal particolare al particolare, Rapporto tra
l'analogia c l'as sociazione psicolo gica: il nesso tra la funziono logica e la
psicologica come causa dell'uso larghissimo dell'analogia nella prova
scientifica, e dei facili errori ili cui è causa, L a ngioma perfetta e l'impe
rfetta, grudi di quest'ul- tima, e limiti della~sua validi^, p.,'!tt "Tj
Y. L'analogia d'identità e l'analogia «li coordinuzione, La prova indiretta.
Tecnica della prova indiretta, sue forme contraddittoria e disgiuntiva; e rrore
d ella L gica tradizionale che ammette solo l a prim a: critica delle contrarie
teorie del Sigsvart e del Wundt, La prova indiretta disgiuntiva multipla, e l’
alternativa; la prova indiretta contraddittoria, Paragono tra la prova diretta
e l’indiretta; casi del loro uso cumulati vo, e funzioni in essi della prova
indiretta, 1 PUINUIPII DI PROVA. Necessità che vi siano princi pii primi ; j vr
indpii proprii, Specie dei principii; d efinizi oni, ipotesi, postulati, a ssio
mi; caratteri logici di ciascuno di essi e loro funzioni; discussione sui
caratteri dell’assioma, Il criterio della certezza consiste
nell'inconcepibilità del contraddittorio, e nei postulati della verit à d ell'
esperienza ~~e ifolLy informità della natura, Sofismi . Se la Sofistica sia una
parte della Logica, Difficoltà di dare una buona classificazione dei sofismi,
esame delle classificazioni di Aristotele, del Whately e dello Stuart Alili;
ragioni di ridurre i .sofismi a tre classi secondo che riguardano o le
premesse, o l'illazione, o la conseguenza logica della prova, n. 3( il -
Sofismi verbali e so fismi morali, p. Sili Sofisrnìuigici relativi alle
premesse; loro specie, premesso apparentemente vere, petizione di principio,
inversione tra principio e conseguenza, Sofismi relativi all'i llazi one, loro
specie, 1 'ignorano elenchi, e il ai- auto» probare nihil probare, So fismi r i
rr» |a conse- Metodo inventivo. Oggetto o parti del metodo inventivo, Dei
metodi ikdutitvi. Analisi dell'idea di legge; leggi normative, causati,
matematiche. Definizione della legge, Oggetto della ricerca induttiva sono le
leggi causali; distinzione ili esse dalle leggi di consistenza. Il
concetto.sperimentale della causa. Caratteri fondamentali della causalità nella
natura; la pluralità delle cause, lu molti- plicità delle serie causali, hi
composizione a collocazione delle causo, la trasformazione delle cause, la
causalità unilaterale e reciproca, L’osservazione scientifi ca: il suo carattere
fondamentale è la prevalenza del ragionamento sulla percezione. Precetti a cui
deve conformarsi. Le tre operazioni nelle quali si risolve sono, l'analisi,
l'eliminazione, la generalizzazione. Osservazione esterna od interna,
L'esperimento, suo maggior valore rispetto all induzione. Necessità di mezzi
superiori di ricerca sperimentale, i metodi induttivi, Logica. ? o: t guenza
logica della p rova: s ofismi dedu ttivi, loro specie, sofismi di conversione e
di opposizione, sofismi por inosservanza delle regole sillogistiche circa la
qualità o quantità dell'illazione in rapporto alla qualità e quantità dello
premesso, sofismi di divisione e di composizione, sofismi a dirlo secondimi
quid ad ilictum simplieiter, et secundunr alterimi quid. Sofismi induttivi;
sofismi di osservazione, loro specie; sofismi di generalizzazione, loro specie;
i sofismi di falso analogio derivanti dall'uso delle metafore sognano il limite
di transizione dai sofismi di pensiero ai verbali p. Dki metodi induttivi.
(muti nuaz unir) Metodi induttivi in Bacone, Herschell e Stuart Mill, Il metodo
di concordanza, Il metodo di differenza, e il metodo di concordanza negativa,
Il metodo delle variazioni, Il metodo dei residui; uso cumulativo dei metodi
induttivi, Limiti del valoro dei metodi induttivi dipendenti dalla mol
teplicità delle cause p ^dOili di uno stesso effe tto, e dalle complicazioni
delle cause. Necessità dell'integrazione deduttiva per ricollegare le parti del
procedimento induttivo, Dei. metodo deduttivo. Oggetto e forme del procedimento
inventivo deduttivo ; uso di questo procedimento nelle scienze razionali, il
valore delle ijw- tcsi in queste dipende dall'inversione del procedimento
deduttivo. Applicazione del metodo alla risolupiona dei problemi ; necessità
della dcdueione dei concetti come fondamento di esso, 11 proce dimento
deduttivo nelle scienze eimteri che causali; suppone l'induzione anteriore
delle leggi causali più semplici, o consiste o in una riduzione o in una
sintesi. Necessità j ella itjerificazio D e. Il procedimento deduttivo da i
uotegi causali. C ondizioni cIVih i- missibilità delle ipot esi, Condizioni di
neiificazione ; verificazione completa e incompleta.gradi di ciascuna, osompii.
p.tòO. Discussione delle cr itiche mosse all'uso dol imi unteci. Importanza
dello ipotesi, e largo uso di esse in ogni ramo di scienze come condizione del
loro progresso ; condizioni soggettive ed oggettivo delle vere ipotesi
scientifiche, Haitouti tua l'induzione e la deduzione. Divisione delle leggi in
primitive e secondarie, o delle secondarie in empiriche e derivate ; limiti
relativi della loro estensione, Si mostra con l'esame dei variimodi di
spiegazione di un fenomeno, che spiegare è dedurre. Limiti della
generalizzazione nella scienza, Significato relativo della distinzione delle
scienze in induttive e deduttive ; tendenza generale delle scienze a diventare
deduttive ; difficoltà di tale trasformazione, ed Muti che riceve
dall'applicazione del Calcolo, I P li O. Definizione logica del problema,
distinzione dei problemi in ipotetici ed assoluti, e modo di risolverli, I
problemi antitetici, modi di risolverli, VEBISIMIOLIANZA QUALITATIVA.
Verisimiglianza Qualitativa e verisimiglianza quantitativa: norme logiche della
prima, Delle ragioni di non credere alle testimoniauzo contrarie a leggi
causali note, Ul. e alle uniformità non causali, Delle ragioni della
incredibilità delle coincidenze e delle serie, Veiusisik; manza quantitativa.
II calcolo delle probabilità e le sue norme fondamentali, I suoi presupposti:
in che senso e in che limiti è vero che il calcolo dello probabilità suppone
l'ignoranza delle condizioni qualitative dell'evento, Il calcolo delle
probabilità come procedimento di eliminazione del caso; concetto logico del
caso, Eliminazione del caso rispetto all'effetto; olimiuaziona del caso
rispetto alla causa, Metodi delle Matematiche. Le Matematiche come scienze
deduttive, I Metodi dell'Aritmetica come metodi di formazione dei numeri; il
sistema di numerazione, e le operazioni, L' Algebra come scienza delle funzioni:
notazioni algebriche; l'Algebra come scienza dell'equivalenza dei modi di
formazione delle quantità, La Geometria come scienza dell'equivalenza delle
grandezze; i tre metodi principali della Geometria elementare, la risoluzione
delle figure; le c ostruzioni ausilia rie, le c ostruzioni genetiche.
L'induzione in Matematica, Estensione e limiti dell applicazioue dello
Matematiche allo altre scienze, METODI DKU.K SCIENZE BTOBIOHK. La testimonianza
come nnirp [iri-mH-Jal Wvoi!i|-à 'lei fatt i stormi; valore Tjel rritijrio I
ntrinse co, la verisijjiigliuuza; necessità del criterio estrinseco, cioè
desumo dalle reiasioni di tempoo luogo del racconto col fatto. Valore della
leggenda per la storia. S li.Monumenti; monumenti preistorici, f ihdmria o s|^
ri,i p .ts-. g m. Monumenti storici, maggior valore di essi in confronto con lu
testimo- niuiiza; le due quistioni possibili rispetto a questa, l'autenticità e
la credibilità; Iti credibilità è tanto maggiore (pianto più è possibile
riportare il racconto alla percezione diretta come a causa- Maggior valore
della tradizione scritta e suoi limiti, L'autenticità è tanto maggiore quanto
maggiore i- la possibilità di escludere lo falsifica - zioni e le alterazioni,
i ncertezza e limiti della tradizione orale, esempio del valore storico dell’
epopea francese, I criteriidei numero e della credibilità dei testimoni,
Passaggio dai fatti alle leggi ; s cienze storiche e sociul i. p. Dei metodi
ueij-k scienze storiche, Tre specie di melodi por la ricerca delle leggi
storiche: critica del metodo deduttivo astratto,Critica della teoria
antropologica. Critica dell'analogia biologica, Critica dal materialismo
storico .Critica della aeuola .dorica, L'indeterminismo storico, e la scuola
psicologica, Il metodo deduttivo inverso o storico, funzione essenziale
dell'Induzione in esso, le leggi storiche come lci/</i di tendenze. \ ili
Insnflii-ionza iL-1 |n'i n• i < 1 i nn •( 1 1• » induttivo desunta dalla
natura delle uniformità accertate dalla Statìstica, p. òli Si IX. Si mostra che
lutti i metodi hanno n p valore limit ato nella rìcercu delle leggi storiche,e
che tutti possono essere utili, se subordinati al metodo deduttivo inverso.
Concetto della Filosofia della storia, LA SOCIETÀ, IL DIRITTO, LA MORALITÀ.
L'aspetto sociale perla coscienza di sè, S I. L'io sociale, sua formazione, sue
fasi di sviluppo, Identificazione dell'io sociale con l'io formale, l'io come
principio sociale, LA SoCIETA. Condizioni comuni della vita sociale animale ed
umana, e condizioni proprie di questa. Le società animali, Diffe renza tra la
società umana e l'animale. La teoria biologica, e l'ato
mistico-contrattualista. Se la società sia una realtà indipendente dalle
coscienze individuali, Definizione della S o cietà.LE FoRME soCIALI PRIMITIVE E
IL LoRo svILUPPo. Il gruppo sociale primitivo, il costume, la sanzione
religiosa, organizzazioneprimitivadell'assicurazionesociale. Ori gine dello
Stato, il diritto e lo Stato, DIRITTO E MORALITA'. Unità primitiva delle regole
della condotta, separazione pro gressiva della religione, della morale e del
diritto. Dif ferenze tra la morale e il diritto, Caratteri differen ziali
derivati, Rapporto fra il diritto e la moralità; concetto dell'Etica come
scienza, La Coscienza morale. I GIUDIzn vALUTATivi MoRALI. Giudizii di cognizione
e giudizii di valutazione, i giudizii valutativimorali, La teoria dei valori in
Economia, La teoria che pone il principio della valutazione m o rale nel
sentimento, Una forma speciale di questa, la teoria dei valori normali, Esame
della teoria sentimen talistica, Il senso morale, la simpatia, la pietà, I
GIUDIziI VALUTATIvi MortALl. Il sentimento non può essere principio di
valutazione morale, perchè è mezzo non fine, e perchè è correlativo delle idee,
e prende nome da esse. Il sentimento del rispetto morale (Achtung) secondo
Kant. Si mostra che la ragione può operare sul sentimento, e che
èilgiudiziodivalorequellochelodetermina, Esame della teoria appetitiva e della
volontaristica dei valori morali, La teoria biologica dei valori,Il carattere
ra zionale della valutazione morale provato, a) dalla necessità del cre terio
morale, e dalla dipendenza del sentimento da esso; b) dalla sistemazione
finalistica dei valori morali; c) dal carattere scientifico dell'Etica; d)
dalla idealizzazione progressive del sentimento morale, ANALISI DELLA cosCIENZA
MORALE. Coscienza morale e coscienza psicologica, genesi della c o scienza
morale nell'individuo, l'equazione personale della moralità, Genesi della
coscienza moralesociale, suo procedimento dal particolare all'universale,
Contenuto ed unità della coscienza morale, Autorità della coscienza morale, san
zione, Sentimento morale, affinità del sentimento m o rale col sentimento
religioso, L'idea del dovere come categoria morale ultima; essa suppone il
dualismo morale, ed è la condizione del progresso morale. Critica della teoria
psicologica. Dovere e diritto. La subordinazione dei doveri dipende dal grado
della loro universalità. Coincidenza del dovere e del bene.ANALISI DELLA
CosCIENZA MORALE. La volontà morale, esame della teoria che il fine giustifica
i mezzi,Il carattere psicologico e il carattere morale, Teoria aristotelica
della virtù, che è un abito, che è una medietà; critica di questo secondo
carattere. Classificazione ari stotelica delle virtù. La teoria kantiana, e sua
opposizione con la precedente. La loro conciliazione si può avere se si
concepisce la virtù come la sintesi superiore della coscienza morale, Se possa
concepirsi l'estinzione della coscienza morale, Le basi della moralità. LA
LIBERTA' MORALE. Rapporto teorico tra la libertà e la moralità, antinomia tra
la libertà e la causalità, vicende storiche del problema, i tre punti di vista
dai quali deve essere considerato, La libertà d'indifferenza, argomenti
indeterministici, il numero infinito, il nuovo, i casi d'indeterminazione nella
natura, il caso, la statistica. La li bertà intelligibile di Kant; teoria di
Bergson, la causalità ridotta all'identità, e la libertà creatrice. La
libertàela testimonianza della coscienza; argomenti opposti dei deterministi e
degl'indeterministi; il risultato della disputa non è favorevole alla libertà
d'indifferenza, LA LIBERTA' MORALE. La libertà e l'ordine morale, libertà e
responsabilità, loro nesso necessario. Contro di questo non valgono nè la
critica dell'idea di sanzione, che lo nega, nè l'idea dell'autonomia che non lo
spiega, La libertà d'indifferenza in contrasto con la respon sabilità, questa
ammette la causalità del motivo; ilrimorso e lo sforzo morale ne sono prova,
Esame del criterio della pre vedibilità degli effetti dell'azione, La libertà
morale s'identifica con la causalità dell'io; la teoria psicologica dell'auto
coscienza e quella della volontà, come potere d'inibizione e d'im pulso proprio
dell'io, sono la dimostrazione di questa causalità. I n stabilità delle
condizioni psicologiche della causalità dell'io, con solidamento di esse nel
carattere morale, La respon sabilità morale richiede come suo fondamento una
formazione psi cologica identica per tutti, quindi non potrebbe riconoscerlo
nel temperamento o nel carattere psicologico. Differenza del consenso teoretico
e dell'adesione pratica in cui consiste la libertà. Rapporto della
responsabilità con lo stato d'integrità della causalità dell'io,e loro
variazioni correlative. Suo rapporto con l'educazione della v o lontà. La
libertà e la vita sociale, intimo rapporto della libertà con la solidarietà. LA
solIDARIETA' MORALE. Libertà e solidarietà; suggestione individuale e
suggestione collettiva della solidarietà; la solidarietà nel dolore e la
solidarietà nel progresso; la solidarietà e l'eguaglianza, p. La soli darietà
economica, sua causa la divisione del lavoro; influenza di questa causa sulle
forme superiori della vita sociale; anomalie. Li bertà, solidarietà, giustizia;
loro nesso necessario, giustizia ed egua glianza, Se la divisione della voro
possa essere considerata come il principio morale della solidarietà nelle
società superiori; solidarietà nel diritto, nella storia, nell'arte, nella
scienza, nella religione. L'unità morale della natura umana, e la giustizia
come condizione della solidarietà, LA Giustizia, La giustizia come idea morale
fondamentale; la giustizia come virtù, cenni storici, La giustizia come norma;
teoria aristotelica, Teoria di Mill, La giustizia come unità della libertà e
della solidarietà;lagiustizia nell'ordine economico, Giustizia e carità; il
progresso morale, La legge morale.I sisTEM1 MoRALI. Classificazione dei sistemi
morali. La morale eteronoma, La morale autonoma; isistemi sentimen talistici e
gl'intellettualistici, I sistemi aprioristici e gli empirici, I sistemi
universalistici e gl'individuali stici, I sistEMI MORALI. I sistemi soggettivi,
l'edonismo e l'eudemonismo, I sistemi oggettivi, l' utilitarismo; utilitarismo
individuale e utilitarismo sociale, l'utilitarismo nella filosofia dell'
evoluzione (Spencer). Altre forme della morale oggettiva, la morale della
perfezione, la morale del progresso, la morale del vi vere secondo natura, La
morale biologica, socialismo e individualismo biologico, Critica della morale
bio logica. Necessità di una morale razionalistica. LA LEGGE MORALE. Differenza
tra la legge naturale e la legge morale, carattere di obbligazione, altri
caratteri della legge morale, Concetto del Bene; la prima formula della legga
morale, l'univer MAscI– Etica. salità. La seconda formula della legge, la
finalità. La terza formula della legge, l'autonomia. Unità delle tre formule.
Il sentimento m o rale, Il carattere formale della legge morale kantiana;
vecchie e nuove critiche contro di esso; parte innegabile di verità che è in
esse. Risoluzione del formalismo kantiano dal punto di vista gnoseologico, S
Risoluzione del formalismo kantiano dal punto di vista oggettivo,
L'accentuazione formalistica della dottrina kantiana come conseguenza
dell'opposi zione contro l'empirismo morale, necessità della negazione del for
malismo morale, e del dissidio tra la ragione morale e il sentimento morale.
Valore storico e teorico dell'etica kantiana. LE FORME DELLA COMUNITÀ MORALE.
INTRODUZIONE S I. L'Etica come scienza sociale; suoi aspetti ideale e storico.
Le diverse forme della vita sociale: la famiglia, la società civile, lo Stato,
la società religiosa. LA FAMIGLIA. S I. Cenni sulla storia della famiglia, la
famiglia paterna, L'idealità morale nella famiglia. La famiglia dal punto di
vista giuridico e dal morale; monogamia, fedeltà, indisso lubilità, divorzio.
Critica della teoria che considera la famiglia come una forma transitoria della
comunità morale, Il m a trimonio civile e il religioso; i rapporti tra i
coniugi, e tra i geni tori e i figliuoli; la patria potestà, LA SOCIETA'
CIVILE. Concetto della società civile; in qual senso e in quali limiti si può
dire che la società civile derivi dalla famiglia, la società ci vile e lo
Stato, Le classi sociali, gli antagonismi so ciali e lo Stato, LA SoCIETA'
CIVILE COME SISTEMA DEI DIRITTI PRIVAT1. Diritti personali e diritti reali,
loro comune fondamento. D i ritto di libertà e sue specificazioni, la
personalità morale e giuridica –della donna, limitazione della seconda nella
sfera del diritto pubblico; carattere sociale dei diritti personali, Dei
diritti reali, la proprietà, suo fondamento psicologico e suo sviluppo sto
rico; impossibilità di dare un fondamento esclusivo all'una o all'altra delle
sue forme, la proprietà delle opere dell'ingegno, Le obbligazioni,lorospecie;
il diritto contrattuale, sua natura, suoi limiti, Il diritto di associazione,
sua natura, suoi fini, sua storia; le corporazioni medievali e le libere
associazioni moderne. Varie specie di associazioni; le associazioni e lo Stato,
DEL CONCETTO E DEI FINI DELLO STATO. Necessità dello stato, elementi ideali del
concetto dello stato, Elementi materiali, il popolo e il territorio; fattori
naturali e fattori spirituali della nazionalità, La sovranità, suo fondamente
razionale; lo Stato di diritto, la costituzione, la personalità dello Stato,
Definizione dello Stato, I fini dello Stato, loro distinzione in proprii e
d'inte grazione, Limiti dell'azione dello Stato, I POTERI DELLO STATO. S I.
Modi varii di distinguere i poteri dello Stato, Della divisione dei poteri, suo
carattere relativo, Il diritto punitivo, suo sviluppo storico, Esame delle
varie teorie sul fondamento del diritto di punire, G i u stizia civile e
penale, delitto e pena, la pena come limitazione della libertà; la pena di
morte, l'infamia, la gogna. Valore relativo degli altri fondamenti del diritto
di punire. LA cosTITUzioNE E LE FORME DELLO STATO. Le costituzioni degli Stati,
definizione, loro carattere storico, moltiplicità dei loro fattori,Le forme
dello Stato, divi sione aristotelica, quali siano ancora vitali; necessità del
governo rappresentativo, sue forme repubblicana e monarchica, e caratteri
differenziali di queste, LE RELAZIONI FRA GLI STATI E LA PATRIA. Del diritto
internazionale, se sia un vero diritto, sua distin zione in diritto pubblico e
privato, Cenni storici, Diritto internazionale pubblico; la sovranità e le sue
limitazioni; la sovranità territoriale e la libertà dei mari. Diritto di guerra
e sue limitazioni. L'ideale della pace universale, Diritto internazionale
privato, statuti personali e reali, dispo sizioni speciali, Se l'idea di patria
sia un'idea transi toria, sua necessità storica e psicologica e doveri che ne
derivano. Elementi più generali di questa idea, e formazione storica diversa pei
diversi popoli. Patriottismo e imperialism. LA COMUNITA' RELIGIOSA, CHIESA E
STATo. S I. Concetto della Religione, ReligioneeReligioni. SII. Le religioni
positive e la cultura; perennità dellavitareligiosa;suo adattamento ad ogni
grado di coscienza, Importanza sociale delle religioni positive, e unità
primitiva della società reli giosa e della civile, Ragioni della loro
separazione, l'universalità della religione, e il principio della libertà di
coscienza; impossibilità per lo Stato di subordinare la cooperazione sociale
alla fede religiosa, I quattro sistemi di regolamento dei rapporti tra la
Chiesa e lo Stato; loro irrazionalità relativa, e confusione dei medesimi nella
politica pratica, Dif ficoltà teoriche e pratiche del regime della separazione,
Difficoltà speciali del regime della separazione nei paesi cat - tolici; la
separazione come meta ideale nei rapporti tra la Chiesa e lo Stato, p. Nati ra
e classificazione dei fatti psichici. Il fatto psichico come l'atto
psicofisico, Differenze trai fatti psichici e i materiali; che s’intende per
stato di coscienza, conscio ed inconscio. La teoria delle facoltà e quella
dell’ unità di composizione dei fenomeni psichici; il rifesso psichico
primitivo, le forme piu generali delle attività psichiche cóme suoi momenti,
loro distinzione progressiva, Svi l,t'PP O DEI PATTI PSICHICI. La coesistenza e
la successione nei fatti psichici, fatti psichici primarii e secondarii;
l’associazione come loro legge generale; fatti psichici di terzo grado, loro
rapporto con gli altri. Partizione della Psicologia, La subordinazione
progressiva dei fatti psichici alla coscienza è indirizzata alla conoscenza Il
mondo dello spirito oggettivo. La Psicologia della sensibilità. Delle
sensazioni in P£w.v« Definizione e classificazione delle .sensazioni in loro
stesse e in rapporto agli stimoli, Rapporti fra la geu sa- /ione e lo stimolo
quanto all intensità e all’estensione: soglio e <iifferensa;quantità
negativa; stimolo, eccitazione, sensazione, So ggetti vità delle sensazioni:
limite del principio delle energie specifiche; moltiplicità di sensazioni per
uno stesso stimolo, sensazioni di consenso. Le sinestesie. In che senso le
sensazioni si possono sostituire .L’ eccentricità non è, come la spazialità,
una proprietà primitiva delle sensazioni, Qualità, intensità, t ono delle
sensazioni. Irredncibilità delle qualità. Lpgge di Weber sul rapporto tra la
sensazione e lo stimolo. La legge di Fechner,c eltica de lla medesima, Che s‘
intende per tono delle sensazioni; rapporto tra la qualità e l’intensità delle
sensazioni e il loro tono. Le. sensazioni in particolare. Le sensazioni
particolari si distinguono in piterne edjtf terne. e le prime "in
organiche 0 e muscolari" Le sensazioni orga¬ niche.'la coinestesia o senso
vitale; le sensazioni organiche speciali. norma li e patologiche, loro funzione
biologica, loro tonalità, loro dipendenza da stimoli periferici e da stimoli
centrali e psichici, Le s ensaz i oni musco lari; diverse teorie intorno ad
esse; si mostra che sono sensazioni centripete del movimento eseguito, non
dello stato organico del muscolo. Contenuto qualitativo e tono delle sensazioni
muscolari. Coinestesia, cinestesia e cinestesi. Le sensazioni esterne;
differenziazioue ed isolamento degli organi relativi, il loro numero un fatto
d'esperienza soltanto. Il senso del tatto, sensazioni di contatto e sensazioni
di tamperàTuraT^SS^Tia ed altezza di stimolo per le sensazioni termiche:
rapporti tra la sensibilità termica e la tattile. Sensazioni di pressione, di c
ontatto . di discriminazione locale. Teoria del Weber intorno alla
discriminazione; i segni locali. Le sensazioni di forma, 1 sensi chimici, loro
carattere biologico; mancanza di figurabili e quindi minore oggettività del
loro contenuto. Il gusto, stimoli e condizioni di questo senso, varie specie di
sensazioni gustative. Loro fusione e rimemorabilità, penetrazione e intensità.
L’olfatto, natura dello stimolo, penetrazione delle sen¬ sazioni olfattive,loro
intensità e fusione, loro classificazione, e scarso valore oggettivo, loro valore
emotivo e rimemorativo. L’ udito, stimoli delle sensazioni uditive. Qualità
delle sensazioni uditive, rumori e suoni. Percezioni spaziali dell’udito.
L'udito e il linguaggio, la musica. Altezza, intensità, timbio. Armonia,
melodia, ritmo, La vista., stimoli delle sensazioni visive, corpi luminosi,
opachi, trasparenti. L'organo visivo.Percezione di spazio e di forma; teorie
empiriche e teorie nativiste. Percezioni di luce e di colore. Colori
tondamentali e derivati, acromatismo. Somiglianze e deferenze tra la gamma dei
colori e la scala musicale. Contrasto successivo e contrasto simultaneo.
Luminosità proprie dei diversi colori . colori caldi e freddi, saturi e non
saturi. Il sentimento sensiti ivo. Definizione del sentimento, piacere e dolore
indefinibili e di qualità opposta, soggettività dei sentimenti, finalità
biologica dei sentimenti sensitivi, loro differenza dalle sensazioni.
Fisiologia del piacere e del dolore. Dipendenza degli stati emotivi dai
presentativi, II sentimento sensitivo e il sentimento vitale 4 \\ punto neutro,
Dipendenza del sentimento dallo stato del soggetto, dall’intensità dello
stimolo, Rapporti vari! dei sentimenti sensitivi con l'oggettività, la
frequenza, e la qualità delle sensazioni. Dimostrazione particolari raggiata
del primo di questi rapporti, Sentimenti sensitivi di natura estetica, loro
dipendenza dalla forma delle sensazioni, armonia, euritmia, proporzione. L\
TEND5ì^U-B L’ISTINTO. L’istinto. L’ azioni? riflessasue proprietà e differenze.
Impulsività delle sensazioni, legge di diffusione e legge di specificazione. La
tendenza, Definizione della te nden za, sua dipendenza dal sentimento che ne è
causa; ten denze primitive e derivate; la tendenza, come stato psichico per sè,
è il prodotto dell’inibizione. Carattere biologico della tendenza, legge di
riversione tra l’azion volontaria e la riflessa. S viluppo dell’attività
pratica mediante l’isolamento e la combinazione dei movimenti. Differenza di s
viluppo dell’attività prat ica nell’animale e nell’uomo, e differenza di finalità.
Funzione dell'imitazione in tale sviluppo. L atti vità pratic a dir etta alle
rappresentazioni, forme dell'attenzione spontanea, L’istinto ; teorie opposte
sulla sua natura ed origine; teoria della lapsed intelligence (Romanes). Errori
del Komaues circa la natura dei fattori dell istinto, e circa il loro rapporto.
Natura dell’esperienza che è base dell istinto, 1 intelligema adattatine), suo
carattere frammentario, sua meccanizzazione. L’istinto cpme uno sviluppo ol-
latepale deU’ attività pratica, senza continuità con le forme superiori, p. Le
condizioni dello sviluppo psichico. L’ ATTENZIONE. Natura dell attenzione;
attenzione spontanea e attenzione volontaria, specie della prima: attenzione
esterna ed interna. Fenomeni fisici dell’attenzione, Intermittenza e ritmicità
dell’ attenzione, Attenzione e percezione, attenzione e coscienza. Carattere
emotivo dell’attenzione spontanea, origine e sviluppo dell’attenzione nella
serie animale, L’ attenzione d’esperienza: e le sue forme singolari dell'
attenzione aspettante, dell’ inversione delle imagini, e dell at tenzione
marginale. L’attenzione interna. La memoria. Analisi del fatto della memoria,
memoria organica e memoria psicologica, loro riversione e sostituzione. Non ci
è una memoria come facoltà generale, ina un numero grande di memorie
particolari. IL Condizioni della memoria, anomalie mnemoniche, Stato primario e
stato secondario nella memoria, loro differenze, e loro rapporti, Sviluppo
della memoria, prova desunta dalle amnesie, La memoria psicologica e le sue
leggi. La collocazione nel tempo. L’ ABITUDINE. Dell’abitudine dal punto di
vista fisiologico e psichico, Effetti dell’abitudine, l’attenzione e
l’abitudine, I' abitudine come educazione di tutte le funzioni psichiche,
L’abitudine e la volontà. La psicologia della conoscenza. LA PERCEZIONE. Natura
della percezione, sua differenza dall’associazione: la percezione come
integrazione. Condizioni della percezione,. |percezione ed appercezione Altre
prove dell’integrazione percettiva, Cause soggettive ed oggettive delle
integrazioni percettive, Misura del tempo della percezione, equazione
personale,[variazioni, percezione e sensazione, Percezione sensitiva e
percezione intellettiva, La percezione interna, Le illusioni percettive e loro
specie, Le allucinazioni, diverse ipotesi sulle loro cause. L’ ASSOCIAZIONE.
Associazione e percezione, serie percettive e serie rappresentative, Teorie
intorno alla reviviscenza delle rappresentazioni. Critica della teoria
herbartiana, la teoria morfologica, dell'associazione, Se siano riducibili,
Condizioni prossime delle associazioni, Tempo di associazione, L’oblio. I sogni
come fenome ni dell’associazione psicopatica. Il son no. Diverse specie di
sogni. Cause, Rapporto tra le cause positive e le negative dei sogni, la volontà
nel sogno. Sogni telepatici, L’io. Associazione e coscienza, continuità e
dinamismo delle serie rappresentative, il pensiero delle cose e il pensiero
dellMo. Varii significati della parola cosciente: la. fase irrelativa e
l’integrale oggettiva, La.^u?cifenza \li sé (formale) e 1' empirica o storica,
elementi di quest’ ultima, (u- deducibilità della coscienza di sè
dall’associazione e dall’astrazione, unità e continuità della coscienza di sè.
Lacoscienza dell’identità dell’io; funzióne della'memoria e dell’associazione,
casi di coscienza doppia, La coscienza di sè e l'astrazione come caratteri
distintivi della psiche umana dall’animale. L’astrazione, Il concetto, Il
giudizio. Il principiod'identità come fondamento del raziocinio, natura
dell’identità logica e sua invenzione. Sintesi e analisi. L’intelligenza
animale e l’umana. Il genio scientifico, Dimostrazione del doppio procedimento
del raziocinio nel raziocinio quantitativo e nel qualitativo, Le forme dell'
intuizione e le categorie, Psicologia e linguistica: l’origine del linguaggio,
Vili. Rapporto tra la parola e il pensiero. Azione reciproca tra la parola e il
pensiero. Natura logica della lingua: suo sviluppo dal concreto all' astratto,
L’ IMAGINAZIONE. Rapporto dell’imaginazione con l’intelligenza e con 1
associazione; l’imaginazione riproduttrice. IL Rapporto dell’imaginazione con
la sensibilità e col pensiero astratto, L’imaginazione artistica, sue funzioni,
L’imnaginazione neiia scieuza. L’imaginazione nell’Arte: momeuto realistico e
momento idealistico. L’Arte e la Scienza,. Relatività i>ei sentimenti. La
legge della relazione nel sentimento, Il sentimento e le altre funzioni
psichiche, L’ associazione e la memoria dei sentimenti, Affetti e passioni. Gli
affetti, p. Le passioni. Classificazione dei sentimenti. Metodo della
classificazione; classificazione dello Spemi e ilei Nahlosvski. La
classificazione biologica e genetica, e sua integrazione con la
rappresentativa. Passaggio dai sentimenti primitivi ai derivati. 1 SENTIMENTI
MORVU. Le teorie intorno ai sentimenti morali. Esame della teorìa empirica; se
il sentimento morale sia il riflesso delle sanzioni esterne. Impossibilità di
spiegare con la morale empirica il sacrifizio defini tivo, Erroi-' logico della
dottrina empirica, parte di verità che è in essa. La teoria razionalista; la
direttrice psicologica e la socia ;; la ragione e il sentimento,
Classificazione ed a .a- lisi dei sentimenti morali, La carità e la giustizia,
I sentimenti religiosi. Natura del sentimento religioso, sua forma primitiva,
direzione di sviluppo. Il sentimento morale e il sentimento religioso. Rapporto
tra l’intelligenza, il sentimento e la volontà nella religione. La forma
superiore del sentimento religioso. Le tre forme del sentimento religioso. I
SENTIMENTI ESTETICI. Il sentimento estetico e il sentimento del gioco. I
fattori del sentimento estetico. La simpatia estetica. I fattori intellettuali.
La verità in Arte. Idea e forma. I SENTIMENTI INTELLETTUALI. Le origini dei
sentimenti intellettuali ; la curiosità e il dubbio pratico. IL II sentimento
intellettuale della ricerca, e quello del possesso della verità. Il sentimento
intellettuale e il sentimento di sé. Dei sentimenti estetici in particolare. Il
sentimento del bello in generale, IL li sentimento della bellezza finita e le
sue forme: la bellezza plastica, il arioso, il drammatico. Il sentimento del
sublime, sua natura, sua forma; il sublime naturale, l’intellettuale, il
morale. Il sentimento del comico, sua natura, suo rapporto col sentimento di sè
e col sentimento della libertà. Comicità ed umorismo. Il sentimento della
natura, sue forme diverse nell' età antica e nella moderna. Perche è la forma
più evidente della catarsi estetica. La Psicologia della Volontà. Il desiderio
e la. volontà. Il desiderio, Fenomeni intensivi del desiderio. Le azioni
volontarie nelle loro forme derivate e contingenti; elementi essenziali
dell'atto volontario. Il problema della causalità della volontà. Teoria della
volontà. La teoria metafisica della Volontà. La teoria associazionista. La
volontà come facoltà del fine. e dei valori razionali; la funzione d’inibizione
come suo momenti essenziale, Il sentimento del conato volitivo, In che
consistono e come sì producono l'inibizione e l’impulso. L’attenzione
volontaria e le sue forme p&- K tologiche. La misura del tempo nelle
volizioni. Le malattie della Volontà, e l'ipnosi. L'aboulia e la forza
irresistibile, il capriccio isterico. L’estasi, Fenomeni
sensitivo-rappresentativi, mnemonici, e volitivi dell'ipnosi; suoi gradi. La
suggestione normale e l’ipnotica; somiglianze e differenze tra il sonno
naturale e l’ipnosi: cause specifiche della suggestione ipuotiCa. Temperamento
e cvrattere. Natura del temperamento, suo rapporto col sentimento vitale, sua
dipendenza dall’eredità. Il carattere, sua natura, sua unità col temperamento,
La teoria ippocratico-galenica dei temperamenti, e le sue interpretazioni
fisiologiche. La classificazione psicologica riunisce il temperamento e il
carattere: forme varie di essa, la classificazione del Ribot. Della
modificabilità del temperamento e del carattere. Forme patologiche. La volontà
e le altre attività psichiche. L’EDUCAZIONE DELLA VOLONTÀ. La Volontà e P
inconscio. Mezzi di azione della volontà sull’ intelligenza : necessità della
limitazione della valutazione; forme patologiche, e forme estreme, ma normali,
dì questa limitazione. Modi d’azione della volontà sul sentimento. Azione delia
volontà su sè stessa; genesi della volontà comune, azione reciproca
dellajiilpiUàindividuale e della volontà comune, il costume, la/fm(fl*A.'
Influenza della volontà iudividuajeV sulla vomW^ comune: l’educazione, la
gerarchia, la dittature/<Qe sue du^rfiel la militare e la morale. L’idea di
giustizia comprende le eguaglianze aritoteliche, e il carattere imperativo e di
necessità rilevati dallo Mill; ma perchè sia ben compresa ha bisogno di essere
guardata in rapporto alla solidarietà morale, dalla quale l’eguaglianza in cui
consiste deve attingere la norma. Se la giustizia si fa derivare dall’utilità
sociale, se ne assegna una derivazione che può spesso esser falsa, (p. es. la
necessità che taluno muoia pel popolo); e se si oppongono la giustizia e la
carità, si crea una scissura nell’ordine morale, che toglie alla giustizia quel
caldo sentimento di simpatia che deve renderla operosa, e si fa della carità
qualche cosa che va oltre il dovere, e che può essere anche ingiusta e nociva.
Se della giustizia si fa invece la sintesi, soggettiva e oggettiva, come virtù
e come norma, della libertà e della solidarietà, essa non solo oltrepassa la
sfera del diritto, ma appare come la sintesi superiore della moralità, come
progressiva nella ragione stessa dei suoi due fondamenti. Che siano progressive
la libertà e la solidarietà è fatto indubitabile della storia umana; la prima
tende a ricomprendere tutti gli uomini in un rapporto d’eguaglianza dal punto
di vista morale; e la seconda da questo stesso punto di vista, che è quello del
valore di fine che ogni persona morale ha in sè, tende ad estendersi dalle
opere alla persona come tale, a conservarla, a promuoverla, anche quando
soggiace all’avversa fortuna e al dolore. Noi concepiamo la giustizia come la
forma dell’ unità della libertà e della solidarietà già raggiunta dalla
coscienza morale; cioè come il giudizio della proporzionalità degli utili agli
sforzi, e della loro migliore ripartizione tra gli sforzi individuali e i
sociali, posto un minimum di utilità spettante a ciascuno in forza del valore
di fine che ha la persona morale, e della solidarietà che stringe gli uomini
tra loro. A chiarire questo concetto gioverà vederne l’applicazione ad uno dei
problemi più gravi del tempo nostro, quello relativo alla migliore
distribuzione della ricchezza, che ha preso il nome di giustizia sociale.
Fouillée indica tre teorie intorno ad essa, la individualistica degli
economisti smithiani, la collettivista ed egualitaria del socialismo,
l’idealistica che cerca di con temperare i diritti deirindividuo e quelli della
società. La teoria economica considera troppo il lavoro come merce, e i
lavoratori come cose o come macchine di produzione. Ma dal punto di vista
sociale e morale il lavoro rappresenta le energie accumulate di esseri viventi,
sensibili e consapevoli, tra i quali ci è necessariamente la solidarietà che
deriva dal fine comune e dal lavoro comune. Di più questi esseri e queste
energie sono parte della società, e questa è una solidarietà più vasta che
abbraccia come abbiamo visto tutte le energie dello spirito. Nella prima metà
del secolo passato T individualismo economico ebbe libero corso, e la merce
lavoro fu considerata a parte dalla personalità del lavoratore, e dalla
solidarietà sociale. Il lavoro fu sfruttato prevalendosi della concorrenza dei
lavoratori, e fu sfruttato di più quello pagato meno, il lavoro delie donne e
dei fanciulli; cosi Tingiustizia più aperta fu legge. La sorte dei lavoratori
fu abbandonata al meccanismo della concorrenza, alle leggi che si dissero
naturali, e la società si disinteressò della protezione dei deboli. Pareva che
pei seguaci di questa scuola la ricchezza tosse tutto, l'uomo nulla. La legge
di MALTHUS e il darwinismo biologico fecero il resto sottomettendo la persona
umana alla concorrenza vitale, ed elevando la voluta giustizia della natura a
giustizia sociale. Della solidarietà sociale non si davano nessun pensiero. Ma
una società di esseri morali non ci è solo per la produzione della ricchezza, e
1’ uomo è qualche cosa di più che un accumulatore di capitale. La società umana
sussiste per realizzare l’ideale umano; P idea di giustizia è umana, e non può
quindi prendersene il modello dalla natura, perchè essa non esiste nel senso
morale se non è fondata sulla solidarietà. Anche Peconomia collettivista
inculca una giustizia che non è quella dello spirito, ma quella della natura.
Facendo della lotta di classe una necessità sociale, e del trionfo della classe
più numerosa e [più forte l'esito necessario di quella,cangia i termini della
lotta economica, non la natura; la lotta di classe non è meno brutale della
concorrenza, ed è pari o maggiore il disdegno delle ideologie nei collettivisti
e negli economisti smithiani. Se non che 1 primi non tengono conto che del solo
lavoro materiale nella produzione, e non badano che non ci è giustizia senza
libertà. Invece la parte del fattore sociale nella ricchezza, e specialmente quella
dovuta all'addizione di esso nel tempo è così grande, che mal si potrebbe
confonderla con quella che vi ha il lavoro mate¬ riale in un'epoca determinata.
Basta riflettere all’importanza capitale che hanno le scoperte scientifiche in
generale e le tecniche in particolare nella produzione della ricchezza, per
persuadersi che la parte della mano d'opera è assai minore di quella che il
collettivismo afferma. Questa parte sociale, ovvero buona parte di essa è
dovuta all’iniziativa individuale, alla forza individuale di lavoro, e non
sarebbe giusto di togliere ad esse quello che senza di esse non sussisterebbe,
e sopprimere lo stimolo che le fa operare togliendo loro quello che producono.
Anche solo nella produzione della ricchezza non si può giustamente sopprimere V
alea a cui la potenza di lavoro individuale va incontro con una speciale
costituzione sociale. Poiché è impossibile sopprimere le disuguaglianze
naturali, come la forza fisica e morale, la bellezza, il valore, il genio, così
non si può prescindere dalla potenza individuale di lavoro, perchè il
prescinderne è contro la giustizia distributiva, contro la libertà, e quindi
contro il bene sociale. L'idea di giustizia è la sintesi della libertà e della
solidarietà e solo quella forma di essa è vera, che non ripudia l’una per
l’altra. Non si può negare airindividuo la proprietà di quella parte di
ricchezza, che esso ha prodotto, più di quello che si possa negare a un popolo
la proprietà del territorio sul quale si esercitò per secoli il suo lavoro trasformatore
e creatore. Sotto questo rispetto la negazione della proprietà individuale non
sarebbe ingiustizia minore dì quella di negare al popolo italiano o francese la
proprietà del territorio della patria in nome del diritto dei selvaggi bruciati
dal sole tropicale, o di quelli agghiacciati dai geli delle regioni
circum-polari. La giustizia, che accorda la libertà e la solidarietà, considera
il lavoro come una forza propria di un essere personale, che deve essere
padrone di se stesso. Quindi essa riconosce la libertà di associazione e di
resistenza dei lavoratori, riconosce ad essi il diritto di trasportare dovunque
la loro forza di lavoro, ed evita che la libertà del lavoro sia manomessa con
la schiavitù forzata del lavoratore, qualunque forma questa possa assumere.
D’altra parte rassicurazione dagl’ infortunii, il riposo festivo, le ore di
lavoro, il divieto del lavoro notturno, la disciplina del lavoro delle donne e
dei fanciulli, e il riconoscimento infine del diritto al lavoro, sono tutti
atti di giustiziaci quali sostituiscono la carità indeterminata e di pura
coscienza che prima vigeva. È in forza del principio della solidarietà che la
società deve oggi far profittare anche gli esclusi e i diseredati, dei beni
strettamente necessarii alla sussistenza, e di quelli che sono inesauribili
dall'uso/come i beni superiori dello spirito, la cultura, l’arte, la religione,
È in forza dello stesso principio che la società deve evitare che il profitto
individuale danneggi il sociale in rapporto al futuro. La società deve
conservare alle generazioni che verranno i beneficii del passato, come la
potenza di lavoro e la sanità della razza, cosi dal punto di vista fisico che
dal morale. E rispetto al presente, il regolamento del lavoro non può essere
più quello di una volta, quando il lavoratore animato essendo la sola fonte del
lavoro, e l’utensile un semplice organo aggiuntivo dell’individuo, tutti i
rapporti del contratto di lavoro potevano essere abbandonati al regolamento
privato. Oggi il la’ voro è collettivo, l’utensile si è trasformato in
macchina, e la forza di lavoro umana è diventata un accessorio della forza
naturale e meccanica resa dalla scienza strumento dei fini umani.Il grande
lavoro è oggi, pel numero e per la qualità, un’opera sociale, e vuole quindi un
regolamento sociale. Se si considerano gli stadii dello sviluppo etico-sociale,
il primo è rappresentato da una giustizia nella quale prepondera l’elemento
della solidarietà, quindi la libertà individuale o non esiste, o è in tutti i
modi limitata dalla regola sociale. Diventati sempre più complicati e più
numerosi i rapporti sociali, si va necessariamente all* individualismo, e la
giustizia s’identifica con la libertà individuale. Nel terzo stadio, il grado
di massima complicazione dei rapporti esige il loro regolamento sociale; ma
questo non deve dimenticare gl' interessi connessi con la libertà, e che non
sono più individuali che sociali. La giustizia, in questo terzo stadio, è il
contemperamento della libertà con la solidarietà, che è anche il suo ideale. Nome
compiuto: Filippo Masci. Masci. Keywords: implicatura, critica della critica,
criticismo, neo-criticismo. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Masci” – The
Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Masi:
l’implicatura conversazionale -- i peripatetici del Lizio – la scuola di
Firenze -- filosofia toscana – filosofia fiorentina -- filosofia italiana –
Luigi Speranza (Firenze). Abstract: “Most Oxonians
cannot really spell Lycaeum, since it’s a devil of a word. The Italians fare
slightly better when they opt for the vulgar spelling ‘lizio’. You see, the ‘y’
just becomes ‘i,’ the ‘ae’ is deleted, and the ‘c’ aquires the very Italian
sound of ‘z’!” Filosofo italiano. Firenze, Toscana. Grice: “Unlike Masi, I
don’t think ontology has reached its end – il fine dell’ontologia” – Grice:
“Masi has elaborated on the power of reason not from an Ariskantian perspective
but from a Plathegelian one! – Masi: “Il potere della ragione: Eraclito,
Platone, Hegel.” -- Grice: “It’s amazing
Masi was implicating the same things as I was on S izz P and P hazz S; he even
managed a coinage, ‘uni-equivocity’ – I love it!”. Figlio di Enrico Masi, generale dell'Esercito
Italiano, e Leda Nutini. Ha compiuto i suoi studi a Bologna, conseguendo la
maturità classica presso il liceo statale L. Galvani. Iscrittosi a Bologna, vi
si laureò con lode con una tesi sul
diritto di famiglia negli Statuti Bolognesi. Assolse agli obblighi di leva e fu
trattenuto alle armi in base alle disposizioni di emergenza del periodo.
Congedato, riprese gli studi di filosofia a Bologna, dove conseguì la laurea
con lode, discutendo co Battaglia la tesi, “Individuo, società, famiglia in
Rosmini”. La tesi gli valse l'ammissione, con borsa di studio a Milano. Dopo il
primo anno, fu richiamato alle armi nel periodo bellico. Ottenuto il congedo
definitivo, insegna filosofia a Bologna. Participa ai principali convegni e
congressi, come quelli del Centro Studi Filosofici di Gallarate, come attesta
la sua collaborazione alla Enciclopedia filosofica quel Centro. Dona su
collezione alla Pinacoteca comunale di Pieve di Cento. L'interesse
storiografico che muove M. alla ricostruzione di Kierkegaard da un profondo e
originale impegno teoretico, volto ad approfondire il concetto metafisico di
"analogia", cui il discorso di Kierkegaard, come l'A. si propone di
illustrare nel suo saggio, risulta fortemente legato. Sotto un profilo
strettamente storiografico, M. approda, attraverso un'attenta rilettura delle
"opere edificanti" di Kierkegaard, ad un'interpretazione che
ridimensiona questo pensatore, scoraggiando molti luoghi comuni della
critica.." (Baboline). "Nel
linguaggio filosofico contemporaneo l'aggettivo "platonico", riferito
a una qualsiasi entità, vuole denotare l'immobilità a-storica, il suo permanere
in un'assoluta identità con sé medesima al di sopra delle alterne vicende del
divenire. Ciò deriva da una tradizione ermeneutica del platonismo. Uno degli
aspetti più rilevanti del volume di M. risiede appunto nello sforzo operato a
de-mitizzare una tale ermeneutica... questa ricerca del Masi costituisce un
lucido esempio di come oggi una filosofia, che si presenta spiritualistica e
umanistica, sappia ripiegarsi a cogliere con consapevolezza trasparente e
spregiudicata, le proprie radici alle fonti più vive della tradizione culturale
dell'Occidente" (A. Babolin).
"Le zitelle è un libro divertente, curioso, strano. Il pregio
maggiore di questo libro è di essere tutto su di uno stesso tema musicale.” Saggi:“Esistenza”
(Bologna); “La verità” (Bologna); “La libertà,” Bologna, “Metafisica,” Milano,
“La fine dell'ontologia,” Milano, “Disperazione e speranza. Saggio sulle categorie
kierkegaardiane” (Padova, “Il potere della ragione,” Padova, “Il problema aristotelico,” Bologna,
“L'esistenzialismo,” “Grande antologia filosofica. Il pensiero contemporaneo,” Milano
“Il pensiero ellenistico,” Bologna, “L'uni-equivocità dell'essere in Aristotele
(Genova: Casa Editrice) – cf. Grice, “Aristotle on the multiplicity of being”
-- Tilgher “Lo spiritualismo” antico. Il pensiero religioso egiziano classico,
Bologna: Clueb, “Lo spiritualismo ellenistico.” La grande svolta del pensiero
occidentale, Bologna: Clueb, Lo spiritualismo dalle origini a Calcedonia,
Bologna: Clueb Origène o della riconciliazione universal, Bologna, “Lo
spiritualismo Dalle Upanishad al Buddha, Bologna: Clueb Lo spirito magico.
Saggi sul pensiero primitivo, Bologna: Clueb, Studi sul pensiero antico e
dintorni, Bologna L'idea barocca. Lezioni sul pensiero del Seicento, Bologna:
Clueb, Il concetto di cultura, Bologna:
Clueb, Commento al Timeo” (Bologna: Clueb); “Dell'eternità, e altri argomenti,’
Bologna: Clueb); “Penombre,” Torino: Casa Editrice A.B.C. S), “L'esile ombra, Torino:
Casa Editrice A.B.C. Le zitelle, Milano: Todariana Editrice, Il cane cinese, Roma:
Vincenzo Lo Faro Editore Il gatto siamese, Roma: Vincenzo Lo Faro Editore. Il figlio
dell'ufficiale, Marta, L'ultima estate, Firenze: Firenze Libri “La carriera di
un libertino,”La dea bambina, Firenze: Firenze “Oltre le dune,” Firenze:
Firenze Libri Le donne, Roma: Gabrieli); L'ignoto. Il sogno, Firenze: L'Autore Libri, Tra le quinte del
liceo. L'orologio a Pendolo, Firenze: L'Autore Libri, Il palloncino rosso e
altri racconti, Firenze: L'Autore Libri, La partenza, Firenze: L'Autore Libri
Il sogno, Roma: Gabrieli Angelina e altri racconti, Firenze: L'Autore Libri La
croce di Sant'Elpidio. Il cane cinese, Firenze Il lupo di Sestola, Firenze:
L'Autore; Apollo e Dafne, Padova: L'Edicola Le stagioni e i giorni, Padova:
L'Edicola, La tomba d'erba, Padova: L'Edicola Maremma tu, Milano: Todariana
Editrice. Premio Montediana di poesia, A. Babolin, rec. a Disperazione e
speranza, in "Riv. di Fil. Neosc.", A. Babolin, rec. a il potere della ragione, in:
"Riv. di Fil. Neosc.", F. Tombari, rec. a Le zitelle, Milano:
Todariana Editrice Nunzio Incardona. Giuseppe
Masi --. Keywords uni-equivociat dell’essere in Aristotele. Nome compiuto: Giuseppe
Masi. Masi. Keywords: i peripatetici, la carriera di un libertino. Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Masi” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Masila: l’implicatura conversazionale – Ercole -- Roma –
filosofia italiana – Luigi Speranza
(Roma). Abstract. Grice:
“In my ‘Utterer’s meaning, sentence-meaning, and word-meaning,” I choose the
example of ‘philosopher’: ‘Starwson is a philosopoher’. Does this mean that
Strawson is professionally engaged in philosophical [sic] studies, or that
Strawson is inclined to general reflections about life, or both? The case is
different with this papyrus found at Herculaneum: “Masila philosophus,’ it
reads. We may suspect that a Herculaneum, back then, being professionally
engaged in philosophical studies and being inclined to general reflections
about life is a false dichotomy – and that ‘philosophus’ is monosemic!” Filosofo
italiano. A reference to M. as a philosopher in a papyrus found at Herculaneum.
Masila. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Masila”.
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Masnovo – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Abstract. Grice:
“While we start philosophy at Oxford – sub-faculty of philosophy – as part of
the classics – Faculty of Literae Humaniores – Oxford does not quite rule what
counts as a ‘classic’: Cicerone, and compagnia. When the scholar is first
introduced to a non-classical philosopher, however, there is a national ethos –
and while Oxford is very English, that Scot by the name of of Home (Hume)
features large – I wonder why! It’s different in Italy, where the national
ethos is strictly Italian, from Benedetto Croce to Benedetto Croce! Not to
exlude Aquino, whose years at Germany and la Sorbona are forgiven! And hailed as a true
Roccaseccan!” Filosofo italiano. Roma, Lazio. Aquino IN ITALIA. Nel tracciare
in poche pagine le vicende del neotomismo italiano fermerò l’attenzione
piuttosto su le situazioni che su gli uomini: la quale cosa, se torna utile
sempre nella storia della filosofia, molto più torna utile quando il periodo a
cui si guarda è abbastanza recente. Le ragioni sono di prima evidenza. Entriamo
in argomento. Non ò possibile caratterizzare secondo verità la setta d’ AQUINO
(vedasi) senza prima formarsi un’idea esatta d’AQUINO (vedasi). Certo le scuole
DOMENICANE italiane mantennero sempre in qualche efficenza il loro sopporto
della setta d’AQUINO (vedasi). Nonpertanto se la setta d’AQUINO in Italia, da
cui dipende la setta nel straniero, si afferma vivamente e risolutamente, ciò è
dovuto principalmente al canonico piacentino BUZZETTI (vedasi), le cui lezioni,
sono già diffuse in manoscritti per l’Italia, e i cui scolari avevano già
iniziato alla setta d’AQUINO (vedasi), più o meno fortunatamente, TAPARELLI
(vedasi), LIBERATORE (vedasi), e tant’altri filosofi dentro e fuori della
compagnia di Gesù. PECCI (vedasi) a Perugia è certamente sotto, l’influsso di SORDI
(vedasi), piacentino e scolaro di BUZZETTI (vedasi). È lecito pensare il
medesimo del canonico napoletano SANSEVERINO (vedasi). M., AQUINO (vedasi) in
Italia, (Società Editrice Vita e Pensiero, Milano. Cfr. «L’amico d’Italia»,
Torino. Quivi GAZOLA (vedasi), tessendo l’elogio In morte dello zio BUZZETTI
(vedasi), ci fa sapere che lo zio traccia egli un corso breve di filosofia, che
tiensi nel seminario vescovile di Piacenza e nelle pubbliche scuole di Reggio e
in quelle di Napoli; filosofia in che null’altro difetto ritrovasi fuor quello
di sommamente piacere a tutti i filosofi d’ingegno. M., Il Neotomismo in
Italia. BUZZETTI (vedasi) rimette a nuovo AQUINO (vedasi), consapevolmente o
no, sotto la spinta del movimento romantico, e l’inserisce, certo
consapevolmente, nella re-azione che si scatena anche in Italia, compreso il
ducato di Parma, avverso l’empirismo di Locke e il sensismo di Condillac. Anzi
si può e si deve dire che in Italia BUZZETTI (vedasi) è, cronologicamente
almeno, il primo grande rappresentante della reazione anti- sensistica. Certo
non può venire in gara con BUZZETTI (vedasi) Rosmini-SERBATI (vedasi), la cui
attività letteraria comincia quando BUZZETTI è morto – Grice: ‘even if it is
true to say that we should treat those who are great and dead as if they were
great and living.” Quanto a GALLUPPI (vedasi) la sua reazione
all’empirismo data dall’anno nel quale egli inizia la pubblicazione del saggio
filosofico sulla critica della conoscenza. Or noi sappiamo che BUZZETTI
(vedasi) professa la suo battagliera dottrina d’AQUINO (vedasi) in contrasto al
sensismo. Infatti SORDI (vedasi), entrato nella compagnia di Gesù, già segue il
corso su AQUINO (vedasi) dettato nel seminario di Piacenza sotto l’ispirazione
di BUZZETTI (vedasi). Questa sposizione della dottrina d’AQUINO (vedasi), per
cosi dire, ‘buzzettiano,’ che riprende non già come un effimero capriccio ma
come sforzo e forza davvero vitali, e che, con SORDI (vedasi) e con TAPARELLI
(vedasi), con LIBERATORE (vedasi) e con SANSEVERINO (vedasi), si svolge
perennemente a contatto del pensiero e delle preoccupazione ambienti, a che
punto trovasi del suo svolgimento nel decennio? A questa dimanda risposi
ampiamente in altra circostanza. Qui basti ricordare che LIBERATORE (vedasi) scrive
Della conoscenza intellettuale destinato ad affermare la dottrina d’AQUINO
(vedasi) della conoscenza frammezzo alle opposte correnti del tradizionalismo,
dell’ontologismo e della dottrina di Rosmini-SERBATI; che termina il trattato
Dell’uomo risultante dei due parti, Del composto umano, e dell’Anima; che imprime
alle sue Institutiones l’indirizzo decisamente alla AQUINO (vedasi),
svolgendovi la metafisica generale e la metafisica speciale. Quanto a
SANSEVERINO (vedasi), egli L’opuscolo di GALLUPPI (vedasi) Dell’analisi e della
sintesi, prescinde dall’origine semplicemente sensistica o no delle idee che
entrano a formare le nostre conoscenze ossia i nostri giudizi – GALLUPPI
(vedasi) Saggio filosofico. M., AQUINO (vedasi) in Italia. M., AQUINO (vedasi) in
Italia. Institutiones Philophiae, Romae, Typis Civilitatis Catholicae. Quivi da
pag. 3 a p. G è riportata la prefazione dell’edizione; la quale prefazione
appunto ci avverte del deciso indirizzo alla AQUINO (vedasi) che ormai assumono
le Institutiones liberatoriane. E l'avvertimento non è disdetto dall’opera. 41
era sceso sì nel sepolcro, ma ci lascia di suo I principali sistemi della
filosofia sul criterio, e la monumentale Philosophia christiana cum antiqua et
nova comparata. Non occorrono aggiunte per convincersi che, mentre il decennio
fila i suoi giorni, la restaurazione d’AQUINO (vedasi) quanto a metafisica,
cioè per la sua parte capitale, è già un fatto compiuto. Il dualismo di un dio –
“an exegetical device” Grice -- immobile e del mondo diveniente, nonché l’altro
dualismo di potenza e di atto – GRICE: ACTIONS AND EVENTS: If Grice gives a job
to Strawson, and Strawson does not get it, we may still deem Grice as having
given Strawson a job -- in ogni cosa creata e più precisamente di materia e di
forma nelle cose corporee, AQUINO (vedasi) li ha già affermati risolutamente.
Di più AQUINO (vedasi) applica l’ilemorfismo ai viventi in genere -- dove la
forma è l’anima – Grice, “soul or living thing” – recursive unification -- e in
particolare al composto umano che è una unità sostanziale vivificata da
un’anima sussistente, spirituale, immortale. A proposito della cognizione umana
AQUINO (vedasi) proclama l’irriducibilità della medesima anima – cf. Grice,
“Are psychological concepts eliminable?” -- a semplice risultato di senzazioni,
e insieme riconosciuto per ciascun uomo la necessità dell'intervento d’un
proprio e intimo principio spirituale -- l’intelletto agente -- affine di
universalizzare o obbettivare, a livello nter-soggetivo -- il dato del senso. I
principii poi onde si svolge la vita conoscitiva dominano soggetti – livello
inter-soggetivo -- ed oggetto. Passando dall’ordine speculativo a quello
pratico, Dio – Grice: “God as an exegetical device” -- ben inteso, personale e
trascendente -- è già stato proclamato fonte del dovere nella vita morale e
fonte dell’autorità nella vita sociale. Ma la setta d’AQUINO (vedasi) in Italia
del periodo oltre a trovarsi dinnanzi a la metafisica d’AQUINO (vedasi), già
restaurata, ha piena consapevolezza della cosa. Sulla Civiltà Cattolica LIBERATORE
(vedasi) dichiara che rimessa oggimai in onore la vera metafisica, è mestieri
porre in armonia con essa la scienza fisica. Parimenti lo stesso LIBERATORE
(vedasi) nell’ultima pagina del suo Dell’anima umana ripete che la vittoria per
ciò che riguarda la parte metafisica sembra assicurata massimamente dopo che il
movimento ristoratore dall’Italia si propaga nella Francia e nella Germania. Ma
il trionfo della sana dottrina non è compiuto se non viene esteso anche alla
fisica, compilandone una che stia in perfetta armonia colla meta-fisica, e che,
facendo tesoro Com’è detto nel Monitum Editorum apposto alla Philosophia
Christiana, SIGNORIELLO (vedasi), dopo la morte di SANSEVERINO (vedasi) suo
maestro, bisce voluminibus manus admovit eaque in meliorern ordinem redegit, et
quartum Logicai voliimen condidit prae- cedentibus omnino aequale. Civiltà
Cattolica. di tutti i progressi delle scienze esperimentali, mostri come essi,
lungi dal contrastare, confermano anzi la parte razionale dell’antica
filosofia. A questo convien che sieno volte quinci innanzi le cure dei veri
sapienti; e io non dubito che il provvido Iddio – Grice: “God as exegetical
device” -- suscita tra breve tra i cultori delle scienze naturali o della
natura chi sappia trionfalmente applicarvi l’ingegno e la fatica. A LIBERATORE
(vedasi) fa eco PECCI (vedasi), il quale all’inaugurazione dell’Accademia
Romana d’Aquino pronuncia queste parole all’indirizzo degli accademici. Dunque
la vostra restaurazione filosofica si stende per indiretto ma efficacemente
alla restaurazione eziandio di tutte le scienze. E quanto alle scienze
razionali, richiamata una volta in luce la dottrina d’AQUINO (vedasi), la
restaurazione può dirsi quasi fatta. Non rimane che arricchirla e ampliarla
nelle applicazioni. Più lungo studio richiederanno dal vostro ingegno le
scienze naturali o della natura. Adunque secondo PECCI (vedasi), come secondo LIBERATORE
(vedasi), non vanno cercati nel decennio gl’inizi della dottrina d’AQUINO
(vedasi): che anzi, secondo loro, il movimento d’AQUINO (vedasi) propriamente
filosofico si conclude in questo stesso decennio. Che se particolari caratteri
assume, come assume effettivamente. La setta d’AQUINO (vedasi) in questo
decennio, uno possiamo riporlo fin d’ora, come autorizzano e ce ne fanno dovere
LIBERATORE (vedasi) e PECCI (vedasi), nel tentativo di porre a contatto la
filosofia scolastica, ormai risorta, con il mondo delle scienze fisiche e
naturali della natura. Col bisogno di penetrazione nel campo scientifico si fa
sentire anche il bisogno d’intensificare la volgarizzazione. Appunto sui mezzi
di diffondere la ristorata filosofia chiama l’attenzione una serie di articoli
della Civiltà Cattolica. Mentre caratterizziamo cosi la setta d’AQUINO non
vogliamo escludere da questo periodo ogni sviluppo di speculazione; come non
vogliamo escludere dal periodo precedente l’opera di volgarizzazione e di
penetrazione scientifica. Caratterizzando, ci basta guardare agl’elementi che,
pur non essendo esclusivi, hanno una prevalenza indiscussa. Vediamo dunque
quali forme concrete vanno assumendo i propositi di penetrazione scientifica e
di volgarizzazione. Guardiamo anzitutto all’opera di volgarizzazione. Se la
restau¬ razione del tomismo nel secolo XIX è dovuta all’iniziativa privata
L’accademia Romana di S. Tommaso d’Aquino (pubblicazione periodica). che deve
superare autorevoli contrasti, la divulgazione si compie in gran parte per
l’intervento dell’autorità ecclesiastica e più pre¬ cisamente dal Pontificato
Romano. Ed è naturale. Filosofia e Chiesa, in fondo in fondo, risolvono il
problema della vita. Quando le due soluzioni armonizzano, benché ottenute dalla
Filosofia e dalla Chiesa con mezzi propri anzi finché cosi ottenute, il mutuo
appoggio torna onorevole e vantaggioso per entrambe, e risponde certo a un
diritto, ma più ancora a un preciso dovere. Nell’opera di volgarizzamento
possiamo distinguere due aspetti: uno positivo consistente nell’emissione di
documenti ecclesiastici a favore d’AQUINO (si veda), nell’istituzione di
accademie, nella pubblicazione di riviste e simili; uno, per cosi dire,
negativo consistente nell’eliminare dalla circolazione dottrine che si fanno
passare come di ispirazione d’AQUINO (vedasi), ed effettivamente tali non sono.
I due aspetti, idealmente distinti, praticamente si confondono. L’aspetto
positivo richiama subito alla mente l’enciclica Aeterni Patris ossia «De
Philosophia Christiana ad mentem AQUINO (vedasi) doctoris Angelici in scholis
catholicis instauranda, promulgata nella festa di San Domenico da Leone,
fratello dell’ex gesuita e fervido sequace d’AQUINO PECCI (vedasi). Da questa
enciclica i cattolici sono invitati a dare il loro nome alla filosofia che si
ispira ad AQUINO (vedasi). S’imprende, per ordine e per munificenza del pontefice,
una grande edizione delle opere d’AQUINO (vedasi). AQUINO (vedasi) è proclamato
da Leone patrono delle scuole cattoliche. È facile comprendere l’influsso
capitale di questi documenti, che non creano certo l’AQUINISMO d’AQUINO
(vedasi); cooperano però validissimamente alla sua diffusione. Le accademie
all’AQUINO (vedasi) pullulano per ogni diocesi accanto ai vescovadi e ai
seminari. Si può convenire che il movimento guadagnando in estensione perde in
proti). Basti pensare all’intervento dello stesso superiore generale contro
quei gesuiti che a Napoli tentarono la restaurazione della filosofia d’AQUINO
(vedasi). (Cfr. M.. AQUINO (vedasi) in Italia). Se GENTILE (vedasi), dedicando
sulla «Critica» un capitolo della sua Filosofia in Italia ad AQUINO (vedasi), —
e parimenti SAITTA (vedasi) nel suo Le origini della filosofia d’AQUINO—
avessero ben notato il momento esatto e il significato preciso dell’intervento
ecclesiastico a prò’ d’AQUINO, già spontaneamente affermatosi non avrebbero
tratto motivo da questo stesso intervento per svalutare AQUINO. Fatto questo
rilievo, è giusto tributare omaggio tanto a Gentlte quanto a Saitta per
l’interesse addimostrato verso AQUINO] fondita. Ma è questa la naturale vicenda
delle cose umane, e meravigliarsene sarebbe da ingenui. Tra le accademie del
periodo che c’interessà merita particolare menzione l’Accademia Romana d’AQUINO.
Suo organo è il periodico omonimo « L’accademia romana d’Q1UINO, che inizia le
pubblicazioni subito dopo la sua inaugurazione ed esce annualmente in due
fascicoli. 1 collaboratori principali sono, oltre PECCI (vedasi), SATOLLI
(vedasi) LORENZELLI (vedasi), PRISCO (vedasi), ZIGLIARA (vedasi) e MAZZELLA
(vedasi), tutti cardinali della chiesa romana. Si aggiungano LIBERATORE
(vedasi) e CORNOLDI (vedasi), SIGNORIELLO (vedasi), TALAMO (vedasi), FABRI
(vedasi), ZANON (vedasi) ed altri ancora. Abbondano naturalmente i commenti ad
AQUINO. PECCI (vedasi) pubblica la sua « Parafrasi e dichiarazione
dell’opuscolo d’AQUINO «De ente et essentia. Altri si fermano di preferenza
intorno agli articoli che AQUINO dedica alla cognizione umana nella Somma
Teologica. Questi commenti anche oggi si possono leggere con profitto. Oltre i
commenti ad AQUINO, trovano largo posto gl’attacchi a ROSMINI (vedasi), come
porta la necessità del momento. Non è infatti possibile diffondere la genuina
filosofia d’AQUINO senza incrociare le armi con ROSMINI e suoi sequaci, i quali
tenenno a far apparire coincidenti ROSMINI ed AQUINO: coincidenza perfettamente
illusoria, sopratutto dopo che, morto ROSMINI, è venuta alla luce la sua
«Teosofia», sdrucciolante ornai, sulla buccia dell’ente ideale, troppo
apertamente ancorché preterintenzionalmeute, verso l’ontologismo o
intuizionismo divino che dir si voglia, e verso il panteismo. A mente calma e
fredda, con animo scevro da ogni passione di parte, oggi si può convenire che
il sistema ideologico del « Nuovo Saggio sull origine delle idee » predispone
ai mali passi. Ebbi altra volta occasione di scrivere che [A Napoli, ricorrendo
il sesto centenario della morte d’AQUINO, èstata istituita un’Accademia d’AQUINO;
e pure in Roma incomincia a vivere l’Accademia filosofico medica d’AQUINO. Dalla
tipografia vaticana usce, sotto il velo dell’anonimo, la celebre Rosminianarum [ROSMINI
(vedasi) propositionum quas S. R. U Inquisitio, approbante Leone, reprobavit,
proscripsit, damnavit Trutina theologica. Si sa di poi esserne autore
iMazzella. IL NE0T0M1SM0 IN ITALIA] Rosmini disimpegna una funzione veramente
utile in prò’ della filosofia d’AQUINO, sospingendone i cultori a prendere
contatto con la filosofia ambiente estranea od aversa. Aggiungo ora che gli si
può e gli si deve riconoscere il merito di aver insistito, sia pure deviando,
sull’elemento divino nella cognizione umana. Il domani filosofico ritorna
sicuramente su questo elemento. Ma è, almeno almeno, un gran perditempo quel
volersi da troppi e sistematicamente indurare, o per illusione o per arte
polemica, nel difendere una coincidenza assolutamente irreale. Questo nocque
oltremodo a ROSMINI nel giudizio degli uomini imparziali ed equilibrati, che
dovettero scorgervi o troppa ingenuità o troppa, come dire?, virtuosità. Certo AQUINO
non ha nulla di comune con le debolezze intuizionistiche e panteistiche di
Rosmini: senza dire che AQUINO attribuisce proprio all’astrazione la formazione
degli universali, mentre il misconoscimento di questo potere dell’astrazione è
la base stessa della speculazione di ROSMINI nel « Nuovo saggio sull’origine
delle idee ». Fra coloro che sulle pagine dell’Accademia Romana d’Aquino
polemizzarono più diffusamente e più autorevolmente contro ROSMINI va ricordato
Liberatore. AQUINO ha chiarita e giustificata le sua posizione speculativa di
fronte a ROSMINI ed alla sua ideologia pericolosa fino dall’opuscolo di SORDI
(vedasi) 6,P Svill, PP° dell ° he g elis
"'° SUl !° He sei, dopo aver affermato che il gran mento dello H. sta
nella scoperta della dialettica come relazione sintesi di opposti e aver
soggiunto che oltre la sintesi degli opposti c è la sintesi dei distinti, conclude
che il torto dello H è di aver confuso quella dialettica con questa. Oltre gli
opposti, essere e nulla, spiiito e natura, vero e falso, ecc., i quali non sono
reali che nella sintesi di cui costituiscono i momenti astratti ; ci sono,
dunque, pel Croce, i distinti: bello, vero, utile, buono, i quali non si
trovano fra loro nella stessa relazione degli opposti, reali solo nella
sintesi- ma sono, invece, egualmente, tutti reali e concreti, così da poter
sussistere I nno accanto all’altro. Posto ciò, il rapporto fra i gradi orme
dello spinto è, pel C., questo: esso procede per diadi (invece che per triadi),
nelle quali il primo termine sussiste da sè cornar 0 ’ PU k aV, end ° anch ’
esso una sua sussistenza concreta come tale, assorbe .1 primo: così, l’arte, si
è visto, è alogica, ma filosofia, sintesi di intuizione e concetto, è anche
arte, cioè ha etica^ ° rC espress . lv ° : la volizione economica è amorale, ma
quella senni n* V, ’T economica > la volizione morale essendo anche sempre
utile Lo spinto, poi, è di natura circolare, e però passa da un grado all
altro: passa dal grado intuitivo al logico, all’econo¬ mico, all etico, e
dall’ultimo trapassa ancora al primo, all’intuitivo ornendo .1 contenuto
pratico alla nuova intuizione, e così in eterno’ nfa°tfi ni a gra t ÌmP ' ÌCÌta
resistenza di tu, “ i quattro gradii nfatti, appunto perchè nel grado
intuitivo, ad es., è già implicito 11 ’° glC0 Sl P uò P assa re dall’uno
all’altro. E il passaggio consiste¬ rebbe, infine, nel divenire esplicito ciò
che era Lplidtò L’IDEALISMO ITALIANO Ili Ora è necessario osservare subito, che
in questa teoria del Croce vengono così in contatto due dialettiche contrarie:
quella degli opposti e quella dei distinti. Sono, dunque, due differenti specie
di rapporti che concorrono al ritmo dialettico, crociano, dei gradi: il mutuo
rapporto dei gradi in quanto tali, cioè distinti, concreti, e quello degli
stessi in quanto astratti momenti di ognuno dei gradi concreti. Il grado
intuitivo, ad es., ha due significati ben diversi, quello di momento della
sintesi a priori logica (sintesi, si è visto, d’intuizione e concetto), e
quello di sintesi a priori estetica, grado concreto e indipendente, come tale,
dal grado logico, che, a sua volta, come tale, è in egual relazione verso di
quello. Ove è palese, che, nel primo caso su accennato, si ha una relazione di
opposti, e nel secondo una relazione di distinti. È in questo punto
dell’incontro delle due dialettiche, che si sono soffermati più a lungo i
critici di CROCE (vedasi). È stato osservato, ad esempio, che le due
dialettiche si annullano l’un l’altra; che il concetto
dell’implicito-esplicito, che deve spiegare il passaggio da un distinto
all’altro, è un semplice mito, non differente, essenzialmente, da quello del
passaggio dall’inconscio al conscio; che il concetto stesso di circolo è
mitologico, e così via. Il carattere espositivo di questo scritto c’impedisce
di entrare nella questione: si è ricordato ciò per informazione del lettore.
Fin’ora si è discorso dell’estetica, della logica, della filosofia della
pratica: veniamo ora alla Teoria della storiografìa che conclude il sistema
della filosofia dello spirito quasi con una brusca correzione. In quest’ultima
opera il C. vuole integrare la sua unificazione precedente della filosofia e
della storia nel giudizio percettivo, col concetto della con¬ temporaneità
della storia. La storia, antichissima o recente che sia, è storia
contemporanea, cioè sempre relativa al soggetto presente, che col pensarla la
suscita, la fa; badando però a intendere questa presenza come assoluta e
ideale, tale, cioè, che condizioni essa e superi l’empirico presente e passato
del tempo. Ma intesa così la storia, come procedente dall’universalità del
soggetto, come attualità piena dello spirito, essa appaga allora l’esigenza filosofica
di possedere la realtà nella sua pienezza e totalità, e la filosofia come
Logica, come un distinto momento dello spirito, viene sminuita di valore. In
relazione, infatti, al nuovo concetto di storia, la filosofia, nel senso più
adeguato e profondo, viene ad [RUGGIERO (vedasi), La Filosofia Contemporanea. [SPIRITO
(vedasi), Il nuovo idealismo italiano.VOLPE [vedasi) essere il momento
trascendentale della conoscenza storica, alla quale appresta le categorie
necessarie a pensare la totalità del reale. La filosofia non può essere altro
che il momento metodologico della storiografia, dilucidazione delle categorie
costitutive dei giudizi storici. Dilucidazione che «si muove nelle distinzioni
dell’Estetica e della Logica, dell’Economica e dell’Etica; e tutte le congiunge
nella filosofia dello spirito. Il pensiero di CROCE (vedasi) conclude, dunque,
ad una sopravvalutazione della storia, o filosofia in largo senso, di fronte
alla logica, o filosofia stricto sensu: conclude, infine, parrebbe a due
concetti di filosofia: la logica, o filosofia stretta, che come tale resta al
di qua dell 'atto storiografico, o filosofico in senso profondo. Ecco quel ch’è
sfato chiamato, anche recentemente, l’umanismo di CROCE (vedasi). Umanismo, si
è detto, perchè tutta la storia della storiografia assume il valore di una
storia della filosofia incentrata nel concetto dell’uomo, del mondo ch’è il suo
mondo (VICO (vedasi)), e dei suoi bisogni spirituali. È stato ancora osservato,
che quel ch’è la funzione della filosofia rispetto al problema della scienza
nei filosofi del neo-criticismo positivista, si ritrova in CROCE (vedasi), come
coscienza critica immanente all’atto storiografico, di cui essa è il momento
puramente trascendentale. IL La formazione mentale di G. Gentile ha origini
diverse da quella crociana. A SPAVENTA (vedasi), e, attraverso questi, a Hegel,
Fichte, Kant, Cartesio, e ai nostri GIOBERTI (vedasi), VICO (vedasi), e BRUNO
(vedasi), si riallaccia, fin dagli inizi, la meditazione del fondatore
dell’idealismo dell’atto. È, poi, partendo in particolare dallo Hegel, con la
riforma ch’ei propone, indipendentemente da CROCE (vedasi), e sulle orme di
Spaventa, della dialettica hegeliana, che il pensiero del G. dà i primi frutti
originali. SPAVENTA (vedasi), studiando le tre prime categorie della logica
hegeliana, essere, non-essere, divenire, osserva, sorpassando i precedenti
interpreti (Trendelenburg, VERA (vedasi) etc.), che questa posizione
imbrogliata dell’essere e del non-essere (lo stesso e non-lo stesso) è la viva
espressione della natura del pensare. Se si toglie di mezzo il pensare non se
ne capisce niente. Nome compiuto: Amato Masnovo. Masnovo. Keywords: scolastica.
Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Masnovo.” Masnovo.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Massarenti:
l’implicatura conversazionale -- stramaledettamente implicaturale – la scuola
d’Eboli – filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Eboli). Abstract. Grice: “At Oxford, we once had a big
discussion, prompted by me, I’m afraid, as to whether there is a distinction to
be made between, er, philosophically important, and philosophical Unimportant
questions. Austin focused on the prevalence of ‘highly’ as an adverb – why
‘highly intelligent’ but not ‘highly idiotic’? The Italian equivalent is
‘stramaledettamente’ – quite just the same trick!” Filosofo Italiano. Eboli, Salerno,
Campania. Grice: “His dictionary of non-common ideas I would give to Austin on
his birthday; he would hate it! He was all for common lingo!” -- “I like
Massarenti: he can be provocative. I like his study on what he calls a
‘neologissimo’ – and the idea of the pocket-philosopher! I know I’m one! On the
other hand, he has written on ‘la buona logica,’ but isn’t ‘logica’ already a
value-paradeigmatic expression? His study on god-damn logic is good – since
that’s what I do, with my theory of implicature. To say, “My wife is in the
kitchen or the bedroom” when I know where she is – and thus when I have
truth-functional grounds to utter the stronger disjunct, it’s still goddamn
logic – I haven’t lied! True but misleading
– aka god-dman logic!” Responsabile del supplemento culturale Il Sole-24
Ore-Domenica, dove si occupa di storia e filosofia della scienza, filosofia
morale e politica, etica applicata, e dove tiene la rubrica Filosofia minima. Armando Massarenti vive a Milano, dove
dirige il supplemento culturale Domenica de Il Sole 24 Ore. Scrive L'etica da
applicare. Redatta il Manifesto di bioetica laica, che ha suscitato un vasto
dibattito. È stato membro dell'Osservatorio di Bioetica della Fondazione
Einaudi di Roma e dal fa parte del Comitato
etico della Fondazione Veronesi, presieduto da Amato. Direttore della rivista
Etica ed economia (Nemetria). Cura e introduce diversi volumi di argomento
filosofico-scientifico, come “L'ingranaggio della libertà” (Liberi libri, Macerata),
la “Storia dell'astronomia” di Leopardi (Vita Felice, Milano), “Rifare la
filosofia di Dewey” (Donzelli, Roma).
Per Feltrinelli cura e introduce “Laicismo indiano” (Milano), una
raccolta di saggi di Sen.Cura il numero monografico della Rivista di Estetica
dedicato al dibattito su analitici e continentali e, con Possenti, “Nichilismo,
relativismo, verità. Un dibattito (Rubbettino, Mannelli). Cura la collana I
Grandi Filosofi (trenta volumi sui protagonisti della storia del pensiero, da
Socrate a Wittgenstein, per i quali anche scrive le prefazioni, confluite ne Il
filosofo tascabile. In corso di pubblicazione una serie analoga dedicata ai grandi
della scienza. Scrive “Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima”
per il quale gli sono stati conferiti il Premio Filosofico Castiglioncello e il premio di saggistica "Città delle
Rose. "Il lancio del nano” è anche oggetto di un esperimento didattico,
promosso dalla Società Filosofica Italiana attraverso il quale viene proposto
un metodo di motivare allo studio della filosofia e alla capacità di
argomentare in proprio. Dal saggio è stato tratto anche uno spettacolo
teatrale, per la regia di Longhi prodotto da Mimesis). Cura “Bi(bli)oetica.
Istruzioni per l'uso (Einaudi), un dizionario di bio-etica sui generis, dal
quale il regista L.Ronconi ha tratto l'omonimo spettacolo teatrale andato in
scena a Torino, per il progetto Domani delle Olimpiadi. Scrive Staminalia. le
cellule etiche e i nemici della ricerca, una ricostruzione del dibattito etico
e scientifico sulla ricerca sulle staminali. Scrive Il filosofo tascabile. Dai
presocratici a Wittgenstein. 44 ritratti per una storia del pensiero in
miniatura. In contemporanea è uscito “Stramaledettamente logico. Esercizi
filosofici su pellicola (Laterza, Roma-Bari) una raccolta di saggi su cinema e
filosofia (di Roberto Casati, Achille Varzi) di cui ha scritto introduzione e
saggio conclusivo. Insegna a Bologna, Lugano, Siena, Milano. Dirige per
Mondadori la collana "Scienza e filosofia". Fa parte delle giurie di due premi per la
divulgazione scientifica: il Premio Pace, promosso dalla SISSA di Trieste, il
Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, legato al Campiello
(Padova), e il premio Serono. È stato anche nella giuria del Premio del Giovedì
"Marisa Rusconi", conferito ogni anno a Milano a un romanzo italiano
opera prima. Ha vinto diversi premi: il Premio Dondi per la Storia della Scienza,
delle tecniche e dell'Industria (Padova); n il Premio Voltolino per la
divulgazione scientifica (Pisa); il Premio Mente e Cervello (Torino); il premio
Capri, il premio Argil e il premio Capalbio; il Premio Città di Como. Altri
saggi: “L'etica da applicare: una morale per prendere decisioni,” Milano, Il
Sole-24 Ore libri, “Il lancio del nano” -- e altri esercizi di “filosofia minima,”
Parma, Guanda); “Staminalia. “Le cellule” etiche e i nemici della ricerca,
Parma, Guanda, “Il filosofo tascabile” “dai
presocratici a Wittgenstein”“ritratti per una storia del pensiero in
miniatura,” Parma, Guanda, “Dizionario delle idee non comuni,”Parma, Guanda,.“Filosofia,
sapere di non sapere: le domande che hanno caratterizzato lo sviluppo del
pensiero” Firenze, Anna.“Perché pagare le tangenti è razionale ma non vi
conviene” e altri saggi di etica politica, Parma, Guanda,.“Istruzioni per
rendersi felici.”“Come il pensiero antico salverà gli spiriti moderni, Milano,
Guanda,.“La buona logica.” Imparare a pensare, Milano, Cortina, “Metti l'amore
sopra ogni cosa: una filosofia per stare bene con gl’altri” Milano, Mondadori, Treccani
Enciclopedie Istituto dell'Enciclopedia Italiana su italia libri.net. tangenti
e moralità, su filosofia rai. Nome compiuto: Armando Massarenti. Massarenti.
Keywords: stramaledettamente logico, stramaledettamente implicaturale --. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Massarenti” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Massari: l’implicatura conversazionale -- l’implicatura
logistica di Petrarca e Boccaccio – la scuola di Seminara -- filosofia
calabrese -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Seminara). Abstract.
Grice: “At Oxford, we revere William Jones as being the first to point to the
cognateness between the Gothick,as he called it, and the Graeco-Romanic. This
was never an issue in Italy, which had both!” Filosofo filosofo calabrese. Filosofo
italiano. Seminara, Reggio Calabria, Calabria. Bernardo Massari -- calabro --
Barlaam: -- Grice: “Should it be under B – Barlam, under Seminara, like Occam?” Barlaam Calabro – di Calabria – Scrive di
aritmetica, musica e acustica. E uno dei più convinti fautori della
riunificazione fra le Chiese d'oriente e occidente. È considerato insieme ai
suoi due allievi Leonzio Pilato e Boccaccio uno dei padri dell'Umanesimo.
Studia in Galatro, Calabria. Pare che il suo successo come filosofo (un suo
trattato sull'etica degli stoici è preservato) e ragione di gelosia da parte di
N. Gregorio. Nell'ambito delle trattative per la ri-unificazione tra le due
Chiese di Oriente e di Occidente, a lui venne affidata la difesa delle ragioni
greche; in tale occasione sviluppa le sue critiche verso l'esicasmo e a
sottolineare la differenza di valore tra la teologia scolastica e la
contemplazione mistica. E protagonista di una violenta polemica contro i metodi
ascetici e mistici di alcuni monaci dell'Athos e del loro sostenitore G. Palamas.
Il dibattito divenne sempre più acceso fino a culminare in un concilio generale
alla fine del quale venne costretto a sospendere ogni futuro attacco verso
l'esicasmo. Epigrafe a Gerace, tutore di Petrarca e Boccaccio, inviato
dall'imperatore Andronico III Paleologo in missione diplomatica a Napoli,
Avignone e Parigi per sollecitare le corti europee ad una crociata contro i turchi.
In quell'occasione costrue delle relazioni e una rete di amicizie su cui puo
fare conto quando, in seguito alla decisione conciliare, decise di aderire alla
Chiesa d'Occidente. Ad Avignone conosce Petrarca, a cui iniziò ad insegna il
greco. Petrarca si adoperò per fargli assegnare la diocesi di Gerace, così e nominato
vescovo di Clemente. La bolla relativa alla sua elezione al vescovato di Gerace
riporta, Monachus monasteri Sancti Heliae de Capasino Ordinis Sancti Basilii
Militensis Diocesis, in sacerdotio constitutum. Tutore di Petrarca e Boccaccio
che da un importante contributo, attraverso la riscoperta dei testi antichi,
anche a tutto ciò che non molto tempo dopo svilupa il movimento umanista. È
proprio Manetti il primo a menzionarlo nella sua biografia del Petrarca. Venne
inviato in missione diplomatica da Clemente in un rinnovato tentativo
ecumenico. Data la grande influenza di Palamas il tentativo, ancora una volta,
si risolse in un insuccesso. Fa ritorno ad Avignone dove muore. Saggi: Si
occupa anche di matematica lasciandoci una “Logistica” in cui spiega le regole
di calcolo con interi, frazioni generiche e frazioni sessagesimali. D. Mandaglio,
Barlaam Calabro: una vocazione unionista. C. Nanni Editore (Maggio). Salvatore
Impellizzeri, Calabro, Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto
dell'Enciclopedia italiana Treccani. Mercati, Calabro, Enciclopedia Italiana, Istituto
dell'Enciclopedia italiana Treccani. Dizionario biografico degli italiani,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Ratisbona. Simone Atomano. Barlaam Calabro
di Seminara. BARLAAM Calabro. - Nacque a Seminara
(Reggio di Calabria) sul finire del sec. XIII, probabilmente verso il 1290. Il
nome Barlaam par che sia quello assunto in religione, ma non è documentato che
il nome di battesimo fosse Bernardo, come si ripete sulle orme dell'Ughelli
(Italia Sacra). Mancano notizie sulla sua formazione spirituale e culturale e
sulla sua attività in Italia fino al suo passaggio a Bisanzio. La bolla di
Clemente VI (Reg.Vat.), che lo elevò al seggio episcopale di Gerace, ci informa
soltanto che B. si preparò al monacato e al sacerdozio nel monastero basiliano
di Sant'Elia di Capasino (Gàlatro), nella diocesi di Mileto. Certo è ormai,
dopo gli studi recenti (Schirò, Jugie, Giannelli), che B. nacque e fu educato
nella fede dissidente della Chiesa di Costantinopoli, cui molti continuavano ad
aderire nell'Italia meridionale di quell'età, nonostante l'unione alla Chiesa
cattolica proclamata dal concilio di Bari. È B. stesso a dirlo in uno degli
opuscoli contro la processione dello Spirito Santo a Patre Filioque (punto
fondamentale di dissenso tra le due Chiese: gli ortodossi credono che lo
Spirito Santo proceda e Patre solo): "Tale è la mia fede e la mia
religione riguardo alla Trinità, fede nella quale io fui allevato fin
dall'infanzia e nella quale sono vissuto sin qui" -- cod. Parisinus
graecus. Problematica è invece la ricostruzione della sua formazione culturale.
Appare infatti evidente che le conoscenze del monaco calabrese, le quali non si
limitano a filosofi greci, quali Platone e Aristotele, ma si mostrano invece
profonde anche riguardo al pensiero di Tommaso d'Aquino e agli ultimi sviluppi
nominalistici della Scolastica occidentale, esorbitano dalla tradizione
culturale dei monasteri italo-greci di Calabria e presuppongono contatti più o meno
prolungati di B. con scuole filosofiche e teologiche dell'Italia meridionale e
centrale. Quando il potere imperiale passò da Andronico II ad Andronico
III, troviamo B. a Costantinopoli, dove egli era giunto dopo essersi trattenuto
prima ad Arta, in Etolia, e a Tessalonica. Nella capitale bizantina incontrò il
favore della corte: vi dominava allora Anna di Savoia, figlia di Amedeo V,
sposata nel 1326 ad Andronico III, favorevole ai Latini e all'unione delle
Chiese. Presto ottenne larga fama di dotto e di filosofo e divenne abate
(igumeno) di uno dei più importanti conventi, quello di S. Salvatore. Si
diffondevano a Bisanzio i suoi scritti di logica e di astronomia e il gran
domestico Cantacuzeno gli affidava una cattedra nell'università della capitale.
Ma la sua fama crescente doveva presto urtarsi contro il tradizionale
nazionalismo latinofobo dei Bizantini. Il primo scontro avvenne col più
cospicuo rappresentante dell'umanesimo bizantino, Niceforo Gregoras, che teneva
cattedra nel monastero di Cora. In una sfida accademica i due dotti più in
vista della capitale si trovarono di fronte a discuteresui campi più vari dello
scibile, astronomia, grammatica, retorica, poetica, fisica, dialettica, logica.
Di questa tenzone noi sappiamo soltanto attraverso un libello del Gregoras
02,OpiVrLO9 ~ 7rEpì GOCPL'2q (Jahn, Archiv für Philologie und Pddagogik,
Supplementband). Il libello, una specie di dialogo mitico di imitazione
platonica, o meglio lucianea, naturalmente tendenzioso, asserisce che l'agone
si concluse con la completa sconfitta del dotto calabrese, che dimostrò di
avere soltanto qualche conoscenza di fisica e di dialettica aristotelica e una
certa superficiale infarinatura di logica. Ma nella persona di B., Niceforo
Gregoras vuol mettere in ridicolo tutta la scienza occidentale limitata a poche
nozioni aristoteliche e del tutto ignara di matematica, fisica e astronomia,
scienze in grande onore allora a Bisanzio. Secondo il Gregoras, inoltre, in
seguito a questa sconfitta, B. avrebbe abbandonato Costantinopoli per
rifugiarsi a Tessalonica. Par più probabile invece che egli facesse la spola
tra i due massimi centri culturali dell'impero. A Tessalonica comunque il suo
insegnamento continuava con successo e tra i suoi allievi si contavano
personalità di spicco come Acindino, Cavasila, e Cidone. Ma nemmeno
presso la corte e gli ambienti ecclesiastici della capitale il prestigio di B.
dovette subire un offuscamento, se proprio lui fu scelto dal patriarca Caleca,
come portavoce della Chiesa ortodossa, quando giunsero a Bisanzio i due
domenicani Francesco da Camerino, arcivescovo di Vosprum (Ker~-'), e Riccardo,
vescovo di Cherson, incaricati dal papa Giovanni XXII di rimuovere gli ostacoli
dottrinali che si frapponevano alla riconciliazione delle Chiese. La
discussione tra i prelati latini e il monaco calabrese si svolse ad un alto
livello teologico-filosofico. M. cercava di abbattere la barriera dogmatica
della processione dello Spirito Santo ricorrendo a un tipico argomento
nominalistico: egli si opponeva alla pretesa di poter conoscere Dio e di poter
dimostrare apoditticamente le cose divine. Ora, se Dio èinconoscibile, che
valore potevano avere discussioni sulla processione dello Spirito Santo basate
sui sillogismi apodittici? Sia i Latini, sia i Greci, quindi, in questioni di
questo genere non potevano rifarsi che ai Padri della Chiesa, la cui fonte di
scienza è la rivelazione e l'illuminazione divina. Ma poiché i Padri non sono
sufficientemente espliciti riguardo alla processione dello Spirito Santo, non
restava che assegnare alle divergenti dottrine un posto nelle opinioni
teologiche particolari, senza fame un ostacolo per l'unione. La posizione
di M. è in netto contrasto col realismo di s. Tommaso, assunto quale
atteggiamento ufficiale dalla teologia cattolica: essa si inserisce chiaramente
nel movimento volontaristico contemporaneo a B., che ebbe i suoi maggiori
rappresentanti in Duns Scoto e in Guglielmo d'Occam, teso a porre un netto
confine di separazione tra i campi della ragione e della fede. Non è un caso
che B. avesse consacrato il suo insegnamento universitario dalla cattedra di
Costantinopoli all'esegesi dello Pseudo-Dionigi l'Areopagita, il rappresentante
più coerente della dottrina "apofatica", della inconoscibilità, cioè,
del divino, la cui autorità era riconosciuta in Oriente e in Occidente.
Le trattative non approdarono a nulla: le tesi di B. difficilmente potevano
essere accettate dai legati latini, esponenti dell'ordine stesso cui
apparteneva anche AQUINO e inviati dal papa Giovanni XXII, che, elevando agli
onori dell'altare Tommaso, aveva fatto propria della Chiesa di Roma la sua
dottrina. Ma l'agnosticismo nominalistico di M. doveva anche urtare le
concezioni mistiche bizantine, rappresentate allora specialmente dal
monachesimo atonita. A campione di tale misticismo si ergeva Gregorio Palamas,
un monaco dell'Athos, che aveva già scritto due Discorsi apodittici contro la
processione dello Spirito Santo Filioque. Egli attaccava il metodo di
discussione tenuto dal calabrese dinanzi ai legati latini, dichiarando
perfettamente dimostrabile la posizione ortodossa in virtù della grazia
illuminante che al cristiano discende dall'incamazione, per cui la conoscenza
soprannaturale è eminentemente reale, più di qualunque conoscenza
filosofica. Intanto M. veniva a conoscenza delle pratiche mistiche dei
monaci atoniti, che si isolavano per abbandonarsi ad una quiete contemplativa
Tali pratiche consistevano nel ripetere indefinitamente la preghiera:
"Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me!", trattenendo
il fiato, col mento appoggiato al petto e guardando l'ombelico, fino a
raggiungere la visione corporea della luce divina vista dagli Apostoli sul
Tabor, nel giorno della trasfigurazione. Questa concezione psico-fisica della
divinità e, soprattutto, il metodo di preghiera degli esicasti (così si
chiamavano i seguaci di tal metodo) provocarono gli attacchi ironici di M., che
vedeva nell'esicasmo una grossolana superstizione, i cui seguaci designò con lo
sprezzante appellativo di umbilicanimi. Ma la controversia ben presto si
allargò sul piano filosofico-teologico. M., coerentemente alla sua formazione
nominalistica, non poteva ammettere contaminazione tra il divino e l'umano, tra
l'etemo e il temporale. La luce del Tabor, per esser vista nell'ascesi, dovrebbe
essere etema e coincidere con la divinità stessa, che sola è eterna e
immutabile. Ma poiché la divinità è invisibile, invisibile è anche la luce
taborica. Palamas oppose una sottile dottrina emanazionistica di derivazione
neoplatonica, che distingueva una sostanza divina trascendente (oùaía) e delle
energie divine (gvp-'pyztcxt o Suváp.rLq), operazioni eterne di Dio, che per
esse agisce nel mondo degli uomini. E appunto la luce taborica visibile agli
asceti, come l'amore, la sapienza e la grazia di Dio, è una energia divina
operante come intermediaria tra Dio e gli uomini, un ponte tra l'etemo e il
transeunte. Tra le due opposte tesi non poteva essere accordo. La
controversia filosoficoteologica ebbe anche implicazioni politiche, come sempre
avveniva a Bisanzio. M. allora mosse accusa di eresia contro il Palamas dinanzi
al patriarca Giovanni Caleca, presentando il suo scritto Kwrà MoccrcrocXtocvCùv
(Contro i Massaliani) in cui la dottrina del Palamas veniva assimilata a
precedenti eresie. Il Palamas riuscì a ottenere una dichiarazione, favorevole
alla fede esicasta, sottoscritta dai monaci più importanti dell'Athos ('0
&ytopsvrtxòq -ró[Log), mentre il patriarcato e il governo imperiale, pur
non favorevoli al palamismo, preoccupati com'erano di mantenere la pace
religiosa tra i pericoli incombenti dall'estemo, desideravano evitare una
controversia dogmatica e cercavano di far giungere le due opposte parti a una
conciliazione. Si giunse così alla riunione di un concilio in Santa Sofia,
presieduto dall'imperatore Andronico III in persona. La sera dello stesso
giorno il concilio si chiudeva con un discorso dell'imperatore che celebrava la
riconciliazione generale. Ma in realtà fu il Palamas a trionfare: la dottrina
di B. venne formalmente condannata e il monaco calabrese dovette fare pubblica
ammenda agli esicasti e promettere di non dar loro più molestia. Il patriarca
pubblicava un'encicláca con cui condannava "ciò che il monaco M ha detto
contro i santi esicasti" e imponeva a tutti gli abitanti di Costantinopoli
e delle altre città di consegnare alle autorità gli scritti di M. perché
fossero pubblicamente distrutti. Questa scottante umiliazione e la morte di
Andronico III, avvenuta subito dopo indussero M. a lasciare Costantinopoli e a
ritornare in Occidente. A tal decisione forse non erano state estranee le
impressioni riportate nel viaggio in Occidente, e le conoscenze che aveva avuto
occasione di fare (forse aveva conosciuto anche il Petrarca). Nel vivo della
lotta esicasta, M. era stato richiamato da Andronico III, da Tessalonica, per
un'importante missione diplomatica. Urgeva che l'Occidente facesse una
spedizione per allontanare da Costantinopoli l'avanzata dei Turchi ottomani.
Pare che allora B. avesse preparato un nuovo progetto di unione, che aveva
sottoposto al sinodo di Costantinopoli, in cui ribadiva le posizioni teologiche
che aveva sostenuto cinque anni prima, nelle discussioni coi legati latini del
papa. Il progetto non dovette soddisfare il sinodo e d'altra parte un senso
realistico della situazione politica doveva consigliare di evitare lunghe
quanto inutili dispute teologiche. B. accompagnato da un esperto militare, il
veneziano Stefano Dandolo, si era recato presso Roberto d'Angiò e Filippo VI di
Valois per chiedere aiuti militari dal Regno di Napoli e dalla Francia, e
infine presso la Curia di Avignone per ottenere il consenso papale alla
crociata. Al papa aveva presentato dei memoriali in cui, facendo presenti i
pericoli che sovrastavano alla cristianità tutta per l'incombenza della
minaccia turca, chiedeva che i Latini, mettendo da parte i tradizionali odi,
mandassero subito aiuti in Oriente per la guerra contro gli infedeli; dopo,
ottenuta la vittoria, si sarebbe riunito un concilio ecumenico che avrebbe
trattato dell'unione. La missione di B. era fallita sia perché il papa
pretendeva la realizzazione dell'unione prima di affrontare uno sforzo
militare, sia perché le condizioni politiche dell'Occidente (relazioni tese tra
Filippo VI ed Edoardo III d'Inghilterra) difficilmente avrebbero permesso
l'organizzazione di una crociata. M. torna in Calabria e prosegue il suo
viaggio fino a Napoli, dove aiutò, per la parte greca, l'umanista Paolo da
Perugia nella compilazione della sua opera sulla mitologia dei pagani
(Collectiones) e nell'ordinamento dei manoscritti greci della libreria
angioina, che era in rapida espansione. Poi, nell'agosto, passò alla Curia
avignonese, dove a Benedetto XII era successo Clemente VI. In questo periodo
egli si legò di amicizia col Petrarca, a cui insegnò i primi rudimenti di
greco, da lui acquistando familiarità con la lingua latina, nella quale, per la
sua educazione prevalentemente greca e per la lunga dimora in Oriente, provava
difficoltà ad esprimersi (Petrarca, Famil.). Allora passò anche alla fede
cattolica e fu utilizzato dalla Curia per un insegnamento di greco, fino a che,
pare per intercessione del Petrarca, non fu elevato al seggio episcopale di
Gerace e consacrato da Poggetto. Oscuri e duri furono gli anni dell'episcopato
nella piccola diocesi calabrese a causa di aspre dispute con la curia
metropolitana di Reggio. Ma gli veniva affidata la sua ultima missione
diplomatica, questa volta da parte di Clemente VI, per condurre trattative
unioniste con l'imperatrice Anna di Savoia, reggente l'impero di Bisanzio in
nome del figlio Giovanni V. La situazione a Bisanzio rendeva però ogni
trattativa impossibile. Un sinodo aveva deposto il patriarca Giovanni Caleca,
divenuto avversario dichiarato del movimento esicasta, in conseguenza
dell'evoluzione della situazione politica dopo la morte di Andronico III (veva
fatto arrestare il Palamas e l'anno successivo aveva fatto pronunciare contro
di lui la scomunica da un sinodo patriarcale), e aveva confermato la condanna
di M.. La stessa sera Cantacuzeno, favorevole agl’esicasti, entrava nella
capitale e costringeva Anna ad accoglierlo come coimperatore accanto al figlio.
A B., considerato eresiarca, non restava che la via del ritorno, per lasciare
ad altri la ripresa delle trattative. Rientra ad Avignone. Infatti la bolla di
nomina del suo successore, Simone Atumano, nella sede episcopale di Gerace
afferma come recente la morte di Barlaam. (Archivio segreto vaticano, Reg.
Clem.). Scrive molto. Quantunque una parte della sua opera sia andata
perduta, tuttavia si conservano ancora di lui un buon numero di opuscoli di
vario contenuto, in genere brevi, ma densi di pensiero. La maggior parte di
essi sono ancora inediti. Un elenco coi titoli e gli incipit si trova in
Fabricius, Bibliotheca Graeca, Hamburgi riprodotto in Migne, Patr. Graeca, CLI.
I più numerosi sono quelli di carattere teologico e riguardano l'attività
unionista del monaco calabrese: 3 contro la processione dello Spirito Santo
Filioque, e sul primato del papa. Tali opuscoli si trovano in un gran numero di
manoscritti. Ne contiene 20 (escluso uno sul primato del papa) il cod.
Parisinus. Di essi uno solo sul primato dei papa, è stato pubblicato prima da
Luyd, con traduzione latina, Oxford, e poi dal Salmasius, in greco, Hannover
riprodotto in Migne, Patr. Graeca, CLI, Coll.. Due discorsi greci
sull'unione delle Chiese sono stati pubblicati e illustrati da Giannelli, Un
progetto di Barlaam Calabro Per l'unione delle chiese, in Miscellanea Giovanni
Mercati, III, Città del Vaticano. Il primo di essi contiene il progetto di
unione elaborato da B. prima della sua missione diplomatica ad Avignone e
presentato al sinodo di Costantinopoli; il secondo, pronunciato probabilmente
dinanzi al sinodo stesso, doveva illustrare il progetto contenuto nel primo. Di
tenore diverso sono tuttavia i due discorsi latini recitati, o piuttosto
presentati in forma di memoriali, in quell'occasione, al pontefice Benedetto
XII. Essi furono editi per la prima volta da L. Allacci, De Ecclesiae Occidentalis
atque Orientalis perpetua consensione...,Coloniae Agrippinae, donde furono
riprodotti dal Migne, Patr. Graeca, CLI, e poi dal Raynaldi, Annales
Ecclesiastici. Alla sua attività apologetica in favore della Chiesa cattolica
svolta dopo la conversione si riferiscono varie lettere ed opuscoli, di cui
cinque, in latino, si trovano in Migne, Patr.Graeca, C LI. Poco ci resta degli
scritti contro gli esicasti, che furono condannati alla distruzione, dopo il
concilio, dalla enciclica del patriarca Giovanni Caleta (Synodicae
Constitutiones, XXII, in Migne, Patr.Graeca,CLII, COI.). L'opera principale,
più volte rimaneggiata, che portava il titolo KotTà Mocaaa?,tocvi""v
(Contro i Massaliani) da un'antìca setta ereticale a cui B. polemicamente
assimilava gli esicasti, ci è nota soltanto attraverso le citazioni degli
avversari. Di notevole importanza sono quindi le otto lettere pubblicate con
ampia introduzione da Schirò: Barlaam Calabro, Epistole greche. I primordi
episodici e dottrinari delle lotte esicaste, Palermo, che rivelano i primi
sviluppi della controversia. Ma se più nota è l'attività teologica di B.,
di non minore importanza, anche se finora meno studiata, è quella filosofica e
scientifica. Nell'operetta latina in due libri, Ethica secundum Stoicos ex
pluribus voluminibus eorumdem Stoicorum sub compendio composita,edita per la
prima volta da Canisius, Ingolstadt 1604, riprodotta in Migne, Patr.
Graeca,CLI, coll., B. dà una chiara esposizione della morale stoica e mostra
ampia conoscenza di Platone. Inedita è ancora un'altra opera di carattere
fìlosofico, Le soluzioni dei dubbi proposti da Giorgio Lapita (A~astq siq
T&q è7rsvsy,0d'aocq ocù-ré,-,) &7rop(otq 7rocpì ro,3 ]Pe⟨,)pytou roú Aa7r'tOou, contenuta in vari codici, di
cui il più noto il Vatic. Graer. Di matematica trattano l'Arithmetica
demonstratio eorum quae in secundo libro elementorum sunt in lineis et figuris
planis demonstrata,corfimentario al secondo libro di Euclide, edito
nell'euclide di C. Dasypodius con traduzione latina, Argentorati, e riprodotto,
nel solo testo greco, nell'edizione di Euclide curata dallo Heiberg, V, Lipsiae
(Teubner); e la Aoytcr-rtx~ sive arithmeticae, algebricae libri VI, edita per
la prima volta,dallo stesso Dasypodius con traduzione latina, Argentorati, e
poi, con un commento, da Chamberus, Logistica nunc primum latine reddita et
scholiis illustrata, Parisiis 1600, trattato di calcolo con frazioni ordinarie
e sessagesimali con applicazioni all'astronomia. Inedite sono due opere
di astronomia: un commentario alla teoria dell'ecclissi solare dell'ahnagesto
tolemaico, contenuto in parecchi manoscritti, in duplice redazione, e una
regola per la datazione della Pasqua. B. si occupò anche di acustica e di
musica. Abbiamo di lui la confutazione al rifacimento degli 'AptovLx&
tolemaici di Gregoras, pubblicata da Franz, De musicis graecis commentatio,
Berlin. Difficile è esprimere un giudizio preciso che illumini di piena
luce la personalità di B., sia perché moltissimi dei suoi scritti sono ancora
inediti, sia perché l'attenzione degli studiosi si è concentrata
particolarmente sulla sua attività teologica e diplomatica, che fu occasionale,
lasciando nell'ombra la sua opera di filosofo, di scienziato e di umanista, che
rispondeva alla sua vera vocazione. Sufficientemente chiara è ormai la
posizione del monaco calabrese verso le due Chiese. E sincero credente nella
fede ortodossa fino a quando non passò al cattolicesimo, ad Avignone, in
seguito alla condanna espressa dal concilio. E fu sincero unionista, anche se
le sue posizioni teologico-filosofiche non dovevano contribuire alla
chiarificazione dei rapporti tra le due Chiese. A Bisanzio porta lo
spirito nuovo delle più avanzate speculazioni filosofiche dell'Occidente, che
preludevano all'umanesimo e alla Rinascita. Non facilmente valutabile è invece
il peso che egli ebbe nell'introduzione del greco nel mondo occidentale. Certo
è che, oltre alle sue lezioni avignonesi, iniziò alla cultura ellenica Paolo da
Perugia e il Petrarca. I suoi interessi per matematica, astronomia,
fisica e musica, oltre che per teologia e filosofia, gli assegnano un posto
eminente nella storia della cultura e lo fanno apparire uno degli spiriti più
versatili della sua età. Fonti e Bibl.: N. Gregoras, Byzantina
Historia, a cura di L. Schopen, I. XI, c. 10, in Corpus scriptorum historiae
Byzantinae, Bormae, Cantacuzeno, Historiartum libri, a cura di Schopen,
AYLOQEVILZò1; Tó~10(; in Migne, Patr. Graeca,
Filoteo, Gregorii Palamae encomium, CLI, Contra Gregoram, XII;
i:uvobL>còg rópo; (Atti dei concilio Bénolt XII, Lettres closes, patentes...
se rapportant à la France, a cura di G. Daumet, Paris; Taccone-Gallucci,
Regesti dei romani pontefici per le chiese della Calabria, Roma, Schaefer, Die
Ausgaben der apostolischen Kammern unter Benedikt XII, Klemens VI und Innocenz
VI, Paderborn; Petrarca, Famil., I.XVIII, ep. 2, a cura di Rossi, Firenze, BOCCACCIO,
Genealogia deorum gentilium, a cura di Romano, Bari; Mandalari, Fra Barlaamo
Calabrese, maestro di PETRARCA, Roma; Gay, Le Pape Clément VI et les affaires
d'Orient, Paris; Parco, Petrarca e B., Reggio Calabria; Gl’ultimi oscuri anni
di B. e la verità storica sullo studio del greco di PETRARCA, Napoli, GENTILE,
Le traduzioni medievali di Platone e PETRARCA, in Studi sul Rinascimento,
Firenze; Jugie, Barlaam de Seminaria, in Dict.d'Hist. et de Géogr. Ecclés.,
Barlaam est-il né catholique?, in Echos d'Orient; Schirò, Un documento inedito
sulla fede di B. C., in Arch.stor. per la Calabria e la Lucania, Sarton,
Introduction to the history of science, III, Baltimorem Weiss, The Greek
culture of South Italy in the later MiddIe Ages, in Proceedings of the British
Academy, Meyendorff, Les débuts de la controverse hésychaste,in Byzantion, L'origine
de la controverse palamite: la première lettre de Palamas à Akindynos, in
OEoloyca; Un mauvais théologien de l'Unité: Barlaam le Calabrais, in L'Eglise
et les Eglises. Etudes et travaux offerts à Dom Lambert Beauduin, II,
Chévetogne, Introduction à l'étude de Palamas, Paris; St. Grégoire Palamas et
la mystique ortodoxe, Paris; Giannelli, Petrarca o un altro Francesco, e quale,
il destinatario del "De Primatu Papae" di Barlaam Calabro?, in Studi
in onore di Funaioli, Roma, Setton, The Byzantine background to the Italian
Renaissance, in The Proceedings of the American Philosophical Society,
Loenertz, Note sur la correspondance de Barlaam, évéque de Gerace, avec ses
amis de Grèce, in Orientalia Christ. Periodica, Beck, Kirche und theologische Literatur im
byzantinischen Reich, München, Schmitt, Un pape réformateur... Bénoft XII, Quaracchi-Florence; Pertusi. La scoperta
di Euripide nel primo Umanesimo, in Italia Medievale e Umanistica. Nome
compiuto: Bernardo
Massari. Massari. Keywords: implicatura, logistica, Petrarca, Boccaccio,
Gentile – il latino, il volgare – e il greco! Accademia, Platone, Rinascimento
italiano, Firenze.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Massimiano
– il principe filosofo -- Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Abstract.
Grice: “I was brought up in the tradition of the 39 articles. The point was
relevant at Clifdton. Honore, another Oxford philosopher and old Cliftonian,
was not. As a result, he was housed in a special house that Clifton had
reserved for Jews. The college allowed these Jews not to attend chapel services
– for a reason!” -- Filosofo italiano. A philosopher who encourages Giustiniano
and Giuliano -- to pave the floor of Hagia Sophia with silver. Massimiano. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Massimiano.”
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Massimo:
l’orto romano -- la costituzione di Roma – Roma -- filosofia italiana – Luigi
Speranza
(Roma). Abstract. Grice: “My theory of conversation rests on
the idea of maximally efficient mutua influencing. I was inspired by Massimo!” Filosofo
italiano. L’orto. A friend of PLINIO Minore. M. is sent by Rome to refer and
reform the constitutions of six Greek cities, but he declines the idea. M. knows
the theory of Epittetto, and a discussion between them is preserved in
Discourses. Massimo.
Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Massimo.”
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