GRICE ITALO A-Z F FU

 

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fubini: la ragione conversazionale – filosofia italiana – Luigi Speranza (Torino). Filosofo italiano. Abstract. Keywords: M. Torino -- è stato un avvocato e giurista italiano. Ebreo torinese, antifascista, politicamente impegnato nel Partito Socialista Italiano, ha condotto importanti battaglie di libertà e uguaglianza per la difesa delle minoranze e della libertà di culto. Guido Fubini ad una conferenza Biografia Nato a Torino da una famiglia borghese ebraica, eredita dal padre la passione per l'avvocatura, mestiere che svolge per tutta la vita come un tecnico al servizio della giustizia[1] accanto ai numerosi impegni civili e politici. Discende, sia da parte materna che paterna, da famiglie che partecipano intensamente alla società e alla storia d'Italia:[2]: un bisnonno socialista, infatti, che crea una scuola cooperativa per operai a Carmagnola, un altro bisnonno banchiere di casa Savoia e finanziatore di Vittorio Emanuele II per la guerra risorgimentale del 1866. Il padre, laureato in legge e in scienze commerciali, partecipa alla prima guerra mondiale e alla guerra coloniale di Libia del 1911-1912 come Ufficiale di Marina. Dal 1922 conduce poi insieme al fratello uno studio di avvocatura.[3] La madre, donna intraprendente, rifiutata la vita di figlia di buona famiglia borghese, a 19 anni lavora nella tissuteria del padre, mestiere che riprende poi durante l'esilio. Gli anni della giovinezza I primi anni di vita e di scuola di Fubini trascorrono tranquilli; frequenta il Regio ginnasio "D’Azeglio" di Torino, fino a quando all'età di 13 anni, nella primavera del 1938, viene espulso da tutte le scuole del regno d'Italia e della Libia per aver scritto “abbasso Hitler” sulla porta del bagno della scuola.[4] È il suo primo atto politico, un gesto di protesta contro l'ingiustizia della repressione antiebraica di cui era già venuto a conoscenza attraverso i racconti di un compagno di scuola ebreo, profugo tedesco. Esilio in Francia Poiché tutta la famiglia Fubini è laica, perfettamente integrata nella società, da sempre con un atteggiamento di omologazione nei confronti dei cittadini non ebrei, l'avvento della discriminazione fascista la trova completamente impreparata. Nella primavera del 1938 Guido Fubini viene mandato dal padre a studiare in Francia[5]; la famiglia lo raggiunge più tardi, nella Pasqua del 1939 a seguito della proclamazione delle leggi razziali e dell'impossibilità per il padre di continuare ad esercitare la professione di avvocato.[6] A Nizza il padre avvia un'azienda artigianale per la produzione di tessuti. Alla nascita del governo di Vichy e con l'applicazione dello “Statut des juifs” la fabbrica viene confiscata.[7] I genitori riusciranno a rientrarne in possesso solo nel 1944. Mentre i suoi genitori decidono di rimanere a Nizza, Guido e la sorella Marisa rientrano in Italia il 10 settembre 1943, a seguito dell'armistizio, alloggiando a casa dei nonni che abitano sulle colline torinesi. L'attività antifascista Tra il 1943 e il 1945 Guido Fubini svolge attività clandestina a Milano tra le file di Giustizia e Libertà[8] collocandosi nel filone di socialismo liberale che ha come spirito guida quello di Carlo Rosselli. Da questo momento l'impegno politico è una costante nella vita di Guido Fubini. Il tratto caratterizzante del suo impegno è l'etica caratteristica dell'ebraismo nei confronti della giustizia e dell'eguaglianza sociale. Sotto il falso nome di Giulio Nigra trascorre qualche mese tra la fine del 1943 e l'inizio del 1944 a Torino, periodo in cui riesce a iscriversi all'Istituto Bertola per frequentare l'ultimo anno di liceo scientifico. Nel 1944 si trasferisce a Milano. Qui prende il nome di Guido Serra con il quale s'iscrive prima al liceo scientifico "Vittorio Veneto" dove sostiene l'esame di maturità, poi al Politecnico di Milano. A Milano ha l'occasione di conoscere il marito di una sua professoressa liceale che aveva aderito al movimento di Giustizia e Libertà. Fubini stesso afferma che l'esempio di dignità di queste due persone lo indurrà a entrare nel Partito d’Azione e lo influenzerà nella maggior parte delle sue scelte successive.[9] In seguito ad un incontro con suo cugino, in quel periodo agitatore politico che gli fornisce altre basi teoriche di democrazia e politica, entra nell'Associazione Universitaria Studentesca clandestina. Diventa rappresentante della Gioventù d'Azione, la sezione giovanile del Partito d'Azione, nel Consiglio di facoltà del Politecnico di Milano. Una delle più importanti azioni svolte da questo gruppo, da un'idea di Fubini stesso, è quella di fondare un giornalino studentesco rivoluzionario da distribuire tra gli studenti dell'Ateneo.[10] Nei giorni della Liberazione il Politecnico di Milano viene occupato e Fubini diventa uno dei protagonisti della partecipazione degli studenti all'insurrezione e alla liberazione di Milano. Dopo la Liberazione, al Politecnico viene instaurata una Commissione universitaria per l'epurazione degli studenti e Fubini è nominato rappresentante del Partito d'Azione nel Comitato di epurazione studentesca. Il ritorno in Francia Dopo la Liberazione, il 14 luglio 1945, Guido Fubini raggiunge la famiglia in Francia dove rimane fino all'inizio degli anni '50. Parallelamente al lavoro nella fabbrica di tessuti paterna, decide di abbandonare il corso in Ingegneria per iscriversi a una Scuola di Tessitura a Lione, che frequenta tra il 1946 ed il 1947. In seguito a un diverbio con il direttore della scuola è costretto ad abbandonarla[11]. A Nizza dichiara la volontà di laurearsi in Giurisprudenza e nell'autunno del 1947 Fubini si iscrive all'Institut d'Etudes Juridiques di Aix En Provence. Contemporaneamente collabora con «Italia Libera», giornale ufficiale del Partito d'Azione. La laurea è conseguita nel 1950. Successivamente riprende gli studi di Legge all'Università di Torino poiché non avendo ottenuto il riconoscimento della laurea francese, è costretto a ripetere gli esami già sostenuti in Francia. Il rientro definitivo in Italia La laurea a Torino è conseguita nel 1956 e l'esame di procuratore è sostenuto nel 1958. In questo periodo Fubini fa pratica presso lo studio legale dello zio paterno, dove aveva lavorato anche suo padre, prima di emigrare in Francia. Nel 1956 Guido Fubini si sposa con Anna Maria Levi, conosciuta tre anni prima, che studia all'Università di Ginevra, spostandosi poi a Madrid e Londra. Svolge l'attività di avvocato civilista nello studio via del Carmine insieme al Prof. Cottino e all'Avvocatessa Paola de Benedetti, occupandosi sempre volentieri di cause inerenti alla laicità dello Stato e alla libertà personale. In parallelo porta avanti numerose battaglie politiche nel PSI, nella Comunità ebraica torinese e poi nazionale e molte passioni, tra cui quella giornalistica che lo porta a dirigere alcuni periodici e a scrivere numerosi articoli. Combattere l'antisemitismo è un tema caro a Fubini che affronta in tanti libri e articoli. La sua idea della rinascita dell'antisemitismo in Italia è originale, affonda le radici non nel lungo periodo quanto piuttosto nell'ultimo mezzo secolo. Questo può essere considerato il testamento ideologico di Fubini, una messa in guardia alle Comunità ebraiche e una speranza per il futuro. Riassunta con le sue stesse parole: «Tutti ricordano un passo di Gramsci, ripreso da Arnaldo Momigliano dove si dice che “in Italia non c’è antisemitismo” perché la coscienza nazionale negli ebrei residenti in Italia è andata formandosi in parallelo con la coscienza nazionale nei piemontesi, nei napoletani, nei siciliani. Gli ebrei non sono venuti ad inserirsi in una coscienza nazionale già costituita, ma hanno partecipato insieme con gli altri italiani alla formazione di un’unica e comune coscienza nazionale.» (Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 168-169.) L'Intesa tra UCEI e Stato del 1987 La maggiore battaglia portata avanti da Fubini è quella per la firma di un'Intesa che regoli il rapporto tra lo Stato italiano e l'Unione delle Comunità ebraiche italiane in attuazione dell'articolo 8 della Costituzione. L'Intesa viene siglata il 27 febbraio 1987. Antefatto personale Le origini di questa Intesa della quale Guido Fubini è il maggior promotore si possono ricondurre agli anni della sua gioventù. In quel periodo inizia a indicarei suoi punti di vista in merito all'uguaglianza-diversità tra appartenenti alle fedi religiose. In particolare si trova in contrasto con le idee del padre secondo il quale in nome dell'uguaglianza ci si doveva omologare. Questo implicava che Guido avrebbe dovuto frequentare gli scout laici e non quelli ebrei. Il punto di vista di Guido era opposto: in nome dell'uguaglianza tra fedi sceglie di iscriversi all'associazione ebraica, esattamente come facevano cattolici e protestanti. Secondo l'avvocato l'uguaglianza non si crea uniformandosi al laicismo, ma attraverso l'espressione di se stessi con modalità analoghe a quelle con cui le altre fedi possono esprimere loro stesse.[2] Quella di Fubini è una battaglia per l'eguaglianza e per il diritto alla diversità. Gli scopi dell'Intesa Il percorso che porta alla stesura dell'Intesa è lungo e complesso e vede non pochi contrasti tra chi, nell'Unione delle comunità israelitiche, vuole l'omologazione e chi l'uguaglianza. Il lavoro di Fubini è quello di avviare gli accordi, lavorare al corpo del negoziato attraverso un contributo tecnico-giuridico e promuovere il dibattito all'interno dell'ebraismo italiano. Gli scopi posti da Fubini per l'Intesa sono plurimi: Superare i decreti regi degli anni '30: le Comunità israelitiche erano infatti ancora regolate dai decreti del 1930 e 1931 che prevedevano che le Comunità fossero organizzate secondo il modello degli enti locali. Questo faceva sì che vi fosse un'appartenenza automatica e di fatto obbligatoria alla Comunità ebraica di residenza, salvo esplicita rinuncia.[12] Adeguare l'assetto delle Comunità ebraiche ai principi della Costituzione: la prima questione da risolvere riguardava l'articolo 8 della Costituzione che al comma 3 prevede la regolamentazione dei rapporti tra le confessioni religiose e lo Stato mediante delle specifiche Intese. Altre questioni da risolvere riguardavano alcuni punti di netto contrasto tra i decreti degli anni '30 e la Costituzione, come il fatto che non era consentito il voto alle donne.[13] Salvaguardare l'identità ebraica, la libertà religiosa e il pluralismo nell'ebraismo: l'Intesa per Fubini si pone anche di risolvere i problemi di libertà religiosa che sorgono dal conflitto tra legge dello Stato e legge ebraica, cioè tra la Costituzione italiana e il diritto ebraico portatore di un sistema giuridico, culturale e di valori.[14] Il percorso verso il negoziato Guido Fubini è tra i protagonisti e gli ispiratori del movimento che a partire dagli anni '60 vuole modificare le leggi degli anni '30. I primi dibattiti nascono in seno alla Comunità ebraica di Torino della quale Fubini è uno dei rappresentanti, e proprio da qui si avviano anche i primi cambiamenti e le prime riforme. L'idea di Fubini è quella che per adeguarsi alla Costituzione si debba partire da un cambiamento della comunità. Propone quindi delle graduali modifiche che possano però dare risultati concreti immediati per democratizzare l'assetto organizzativo interno. Tuttavia la riforma è in parte una sfida all'ebraismo italiano in quanto alcune comunità la percepiscono come destabilizzante. Per Fubini la tradizione deve essere intesa anche in questo caso come fondamento e non come impedimento al cambiamento. In particolare in un momento come quello in cui si trovano le Comunità ebraiche a partire dagli anni '60, dove molti ebrei stranieri arrivano in Italia portando tradizioni differenti rispetto a quella dell'ebraismo italiano.[14] La comunità di Torino, sotto la spinta dello stesso Fubini, è la prima ad apportare modifiche interne: questo avviene già con l'elezione del nuovo Consiglio della Comunità israelitica cittadina del 1960. La giunta di coalizione che ne esce decide di rifiutare la legislazione del 1930-31 e di conseguenza di istituire un'assemblea della comunità, adottare il referendum per le questioni di maggior rilievo, estendere l'elettorato attivo e passivo alle donne e ai non contribuenti, assicurare la rappresentanza delle minoranze. Le posizioni di Fubini sono poi da lui stesso espresse al congresso dell'Unione delle comunità israelitiche nel maggio 1961 in quanto delegato della comunità di Torino. Il congresso vota una mozione che invita a costituire un gruppo di studio sulla necessità di adeguare la legislazione del 1929-30. Fubini prende parte alla Commissione di studio nominata dall'Unione insieme ad alcuni suoi colleghi. La Commissione inizia i lavori nel 1963 e prosegue fino al 1966 con tempi che per Fubini sono troppo lunghi e flemmatici, a dimostrazione di quanto poco la Commissione sia davvero intenzionata a innescare una riforma[15]. Al congresso dei delegati delle Comunità del 1966, la Commissione presenta una relazione che sostanzialmente comprende tutte le proposte di Fubini, in cui si richiede uno studio più approfondito e l'aumento del numero dei componenti della Commissione. La conclusione è che le leggi che regolavano la vita delle Comunità israelitiche sono viziate di incostituzionalità. Nel 1968 il congresso straordinario dell'Unione introduce delle riforme moderate approvando alcuni cambiamenti proposti da Fubini e rigettandone altri. A partire dalla seconda metà degli anni '70 questi cambiamenti iniziano a uscire dall'ambiente delle comunità ebraiche in cui si erano sviluppati per avere un dibattito a livello statale. Nel 1977 una commissione governativa nominata per la revisione del Concordato tra Stato e Chiesa esamina un primo progetto d'Intesa redatto dall'Unione delle Comunità israelitiche. Guido Fubini partecipa quindi ad una serie di incontri tra la commissione governativa e la commissione messa in piedi dall'Unione delle Comunità israelitiche. Questi incontri proseguono per molti anni ma solo a partire dal 1985 si entra nel merito della stipula dell'Intesa. Questa comincia ad assumere un carattere peculiare rispetto alle altre Intese che lo Stato stava firmando con le confessioni minoritarie. Lo Stato chiede la garanzia che l'ordinamento ebraico non sia in contrasto con quello statale e l'Unione delle comunità israelitiche chiede garanzie contro l'antisemitismo e le discriminazioni razziali e religiose. L'Intesa viene firmata all'ultima riunione delle due commissioni che si tiene alla fine del gennaio 1987. Curiosamente, nonostante Fubini è colui che per primo e più di tutti si è battuto per l'accordo, questo non porta la sua firma in quanto la sera dell'ultima riunione decide di partecipare ad un impegno familiare, una festa in occasione del compleanno della figlia, pensando che ormai l'Intesa era stata redatta e la sua firma non avrebbe aggiunto valore[16]. L'Intesa viene firmata ufficialmente un mese dopo dal Presidente del Consiglio e dalla Presidente dell'Unione delle Comunità israelitiche. L'impegno nel PSI Con il ritorno a Torino all'inizio degli anni ‘50 l'attività politica di Guido Fubini che non era mai cessata torna ad invigorirsi e già nell'inverno del 1950-51 partecipa al Congresso del Partito Socialista Unitario in veste di rappresentante della delegazione francese. Qui prende posizione contro l'adesione dell'Italia al Patto atlantico.[17] Nel 1953 decide di candidarsi alla Camera dei deputati nella lista di Unità popolare ma non risulta eletto. Guido Fubini arriva alla militanza nel Partito socialista italiano negli gli anni '60, dopo aver partecipato nel corso degli anni '50 alle attività di Unità popolare. All'interno del partito si colloca alla sinistra dell'ala autonomista. Quest'ultima è rappresentata dai nenniani in opposizione ai filocomunisti, e il suo gruppo, più a sinistra, quello nel quale Fubini si riconosce, fa capo a Riccardo Lombardi che si definisce a-comunista e non anti-comunista. Nel PSI porta avanti battaglie favorevoli al divorzio, all'aborto e alla laicità dello Stato contro le ingerenze clericali. Da membro del partito s'impegna per la pace nel Medio Oriente. Esce dal partito nei primi anni '80 con l'avvento dell'egemonia di Craxi e, a detta dello stesso Fubini[18], la conseguente fine di ogni dibattito, la commistione di interessi pubblici e privati e la corruzione. Come lui fanno molti altri che non si riconoscono nei cambiamenti del partito. L'evento scatenante è la firma, verso la fine del 1981, dell'”Appello ai socialisti” con il quale Codignola denuncia una gestione autoritaria del partito ponendo l'accento sulla questione morale. Il partito espelle tutti i firmatari, e pertanto anche Guido Fubini. L'impegno per la pace in Medio Oriente Fubini presta sempre molta attenzione alla questione della pace in Medio Oriente. «Sul piano politico, ho sempre pensato che il diritto di Israele ad esistere come Stato sia fondato sul principio di autodeterminazione di un popolo, ma proprio per questo motivo non lo possono negare ad un altro popolo» (Piera Egidi, Incontri: identità allo specchio tra fede e ragione, Claudiana, Torino, 1998, p.200.) Sostiene il diritto all'esistenza dello Stato di Israele come stato democratico[19] che può vivere solo nel dialogo con il mondo arabo e con il mondo ebraico e israeliano, cioè attraverso un dialogo tra ebrei e arabi, tra israeliani e palestinesi.[20] Nel contempo si batte per la costituzione di uno Stato palestinese secondo la formula “due Popoli, due Stati”. Questo suo punto di vista viene portato avanti fin dagli anni '60, scatenando dissensi e opposizioni sia alla destra che alla sinistra dell'Unione delle comunità israelitiche. Sostiene inoltre che per uscire dalla logica della guerra nella quale si era entrati bisogna smettere di considerare gli esseri umani come dei gruppi, ma vederli come esseri singoli, in quanto è solo nell'accorpamento di più identità che si vede la figura del nemico.[21] Per molti anni raccoglie numerosi articoli e riviste di tematica ebraica[22] e partecipa intervenendo ad alcuni summit relativi, soprattutto nel corso della fine degli anni '60 e negli anni '70. La prima riunione significativa alla quale prende parte è quella di fondazione del Comité de la gauche pour la Paix au Proche-Orient che si tiene a Parigi nel 1968. A questa ne seguono molte altre, ma la conferenza che lo vede protagonista è quella di Bologna nel 1973: "per la Pace e la giustizia nel Medio oriente".[22] Qui ricopre il ruolo di vice-presidente della commissione politica e in questa veste propone una strategia politica di sinistra per il Medio Oriente. La conferenza, a detta dello stesso Fubini,[23] è inutile nelle sue immediate conclusioni politiche ma pone le basi per l'incontro dieci anni più tardi di Begin e Sadat e venti anni più tardi di Rabin e Arafat. Gli scritti e le riviste Guido Fubini all'interno dell'Unione delle Comunità israelitiche italiane svolge anche un'intensa attività culturale. È presente sulla scena ebraica italiana altresì attraverso i suoi numerosissimi scritti. La sua produzione è ricca di tipologie di testo diverse, si trovano infatti saggi, autobiografie, pamphlet, testi satirici, articoli di giornale di diversa corposità. La grande maggioranza della sua produzione è accomunata però da tematiche ebraiche. In particolare scrive di diritto, di laicità, di politica italiana e francese, di comunità ed istituzioni ebraiche, di Israele, di ebraismo e di Tanakh.[22] Lo stile dei suoi testi è caratterizzato dall'ironia che nasce dallo scarto tra la realtà ed il commento, utile per oltrepassare le barriere ideologiche ed entrare all'interno delle costruzioni retoriche.[24] Per lunghi periodi dirige anche due riviste, una di portata nazionale e una locale: La Rassegna mensile di Israel La Rassegna Mensile di Israel è un periodico di cultura e storia ebraica pubblicato a partire dal 1925 che all'inizio degli anni '80 si trova in un momento difficile. È in questo contesto che Fubini si candida per entrare nella redazione. Poiché la rivista si trova anche carente di un direttore che le ridia splendore, nel 1982 Fubini in qualità di assessore alla cultura dell'Unione delle Comunità ne ricopre la carica salvando la rivista da quella che si presupponeva la sua fine.[25] Nei 14 anni in cui è direttore la «Rassegna» diventa anche l'organo ufficiale con cui l'Unione delle comunità diffonde sia il suo pensiero culturale e politico. Caratteristica della rivista diretta da Fubini è di essere ricca di documenti e materiali per la storia dell'ebraismo italiano ed internazionale. Di particolare rilevanza è la pubblicazione di studi specifici sulla cultura sefardita e sulla cultura yiddish. Ha Keillah «Ha Keillah» (La Comunità) è l'organo del Gruppo di studi ebraici della Comunità ebraica torinese. La rivista è fondata nel maggio 1975 da un gruppo di ebrei che vogliono diffondere attraverso il mezzo giornalistico informazioni sulla vita, la storia, il pensiero e la cultura ebraica. La prima direttrice è Giorgina Arian Levi. Il gruppo sente la necessità di opporsi ad un modo di condurre la Comunità che risulta antidemocratico e privo di aperture culturali.[26] Fubini ricopre un ruolo fondamentale nell'atto di fondazione e fino alla sua morte ne è redattore e animatore. Opere Monografie L'ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991. La condizione giuridica dell'ebraismo italiano, Rosenberg & Sellier, Torino, 1974. Il diritto ebraico. Le problematiche del rapporto con lo Stato in Italia, in V. Parlato, G. B. Varnier (a cura di), Normativa ed organizzazione delle minoranze confessionali in Italia, Giappichelli, Torino, 1992. Con V. Pegna-L. Visco Gilardi, Israele-Palestina, una scelta diversa, Claudiana, Torino, 1970. L'antisemitismo dei poveri, La Giuntina, Firenze, 1984. Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996. Il conflitto arabo-israeliano in Israele-Palestina: una scelta diversa, Claudiana, Torino, 1970. Principali collaborazioni con periodici La nuova Repubblica Resistenza Il Ponte L'Astrolabio Quaderni di diritto e politica ecclesiastica La Rassegna mensile di Israel Avanti! La Stampa L'Unità L'Espresso Giustizia e Libertà Ha Keillah Israel Ha-Tikwà Critica Sociale Bollettino si studio, informazione e collegamento della Federazione di Francia del Partito d'Azione L'Italia socialista Il foro italiano Voci "Comunità israelitiche" e "Ebrei" del Novissimo Digesto Italiano (UTET) del 1981 e 1982 Voce "Enti Ecclesiastici delle confessioni religiose diverse dalla cattolica" dell'Enciclopedia Giuridica (Istituto dell'Enciclopedia italiana) del 1988 Note ^ Marco Brunazzi, L’impegno politico di Guido Fubini in «Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. Piera Egidi, Incontri: identità allo specchio tra fede e ragione, Claudiana, Torino, 1998, p.199. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, p. 42. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, pp. 110-111. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 19-26. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, pp. 112-113. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, pp.21 e 88. ^ Queste vicende sono narrate in: Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, p. 70. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, p. 84. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 54-55. ^ Giorgio Sacerdoti, L’intesa tra Stato e Unione delle Comunità Ebraiche del 1987 e la sua attuazione, in A. Nardini (a cura di), Dall’accordo del 1984 al disegno di legge sulla libertà religiosa. Un quindicennio di politica e di legislazione ecclesiastica, Roma, 2001. p.329. ^ Dario Tedeschi, La lunga strada per l’Intesa con lo Stato, in «Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. Stefania Dazzetti, Libertà e identità dell’ebraismo italiano nel contributo di Guido Fubini, in «Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 112. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p.163. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 71. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 149. ^ G. Fubini-V. Pegna-L. Visco Gilardi, Israele-Palestina, una scelta diversa, Claudiana, Torino, 1970. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p.148. ^ Piera Egidi, Incontri: identità allo specchio tra fede e ragione, Claudiana, Torino, 1998, p.200. Confrontare il materiale conservato presso l’Archivio dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 145. ^ Alberto Cavaglion, Gli scritti di Guido Fubini tra narrazione, ironia e polemica in «Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. ^ Anselmo Calò, Il rilancio della «Rassegna mensile d’Israel» in «Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. ^ Franco Segre, …e Guido creò Ha Keillah, «Ha Keillah», anno XXXV, n°173, maggio 2010. Bibliografia Daniele Trematore, I nuovi antisemitismi. Lo sguardo attento di Guido Fubini, Zamorani, Torino, 2022, pp. 329. Piera Egidi, Incontri: identità allo specchio tra fede e ragione, Claudiana, Torino, 1998, pp. 197–200. «La Rassegna mensile d'Israel», vol LXXVII, nº3, sett-dic 2011. «La Rassegna mensile d'Israel», vol LXXV, nº3, sett-dic 2009. Franco Segre, …e Guido creò Ha Keillah, «Ha Keillah». Portale Biografie Portale Diritto Portale Ebraismo Categorie: Avvocati italiani del XX secoloGiuristi italiani del XX secoloNati nel 1924Morti nel 2010Nati il 20 ottobreMorti il 22 febbraioNati a TorinoMorti a TorinoEbrei italiani[altre] Nome compiuto: Guido Fubini.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fundano: la ragione conversazionale e il nome del filosofo -- Roma – filosofia italiana (Roma). Abstract. Grice: “It seems that, snobs as they are, the Portico was more popular at Rome than it had been at Athens!” Keywords: portico.Filosofo italiano. Grice: “The problem with Old Roman Philosophers is their name. Consider Fundano. His gens was that which have him as a “Minicio” – when it comes to my dictionary, Italians hesitate. They don’t min listing him as ‘Minicio Fundano’ – but at Oxford we consider that as vulgar. A name is something you can use to CALL someone – So you have to decide: Fundano, or Minicio? Since there were more Minicios than there were Fundanuses, it is perhaps wiser to list him under the F – as in ‘who gives a F?’ -- A friend of Plutarco and Plinio minore – Plinio minore describes him as a philosopher who dedicated himself to study from an early age. It seems likely that he followed the doctrine of the Porch. Nome compiuto: Gaio Minicio Fundano. Fundano. Keywords: portico. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Fundano.”

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Furio: la ragione conversazionale e il portico romano – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Abstract. Grice: “”That’s Porch!”, I would tell my Oxford pupil, Strawson. He never read the classics – so the idea of labelling a philosophy after the BUILDING where its adherents gathered was new and pathetic to him!” -- Keywords: portico. Filosofo italiano. Scholar and statesman. Probably followed the sect of the Porch. Nome compiuto: Lucio Furio Filo. Keywords: portico. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Furio”.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fusaro: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’idealismo e la prassi – la scuola di Torino – filosofia torinese – filosofia piemontesee -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Torino). Filosofo torinese. Filosofo piemontese. Filosofo italiano. Torino, Piemonte. Grice: “I like Fusaro – he philosophised on a critique of conversational reason!” Diplomato al liceo Alfieri di Torino, si laurea con “Marx” a Torino. Studia a Milano. Insegna Gramsci. Insegna a Milano.  Cura “La ragion populista” su Casa Pound. Membro del Risorgimento Meridionale per l'Italia. Fonda Vox Italia.  Si considera allievo di Hegel e Marx. Tra gli italiani predilige Gramsci e Gentile. Tra i moderni cita Spinoza, Fichte e Heidegger, con un'attenzione costante per le origini romani della filosofia. Si occupa inoltre di storia della filosofia. Tra gli filosofi studiati ci sono Koselleck, Blumenberg, oltre ai già citati Marx, Hegel, Gramsci, Gentile, Spinoza e Fichte.  Tratta Marx nell'ottica dell'idealismo, accostando alla critica del sistema capitalistico elementi dalla tradizione del comunitarismo e del sovranismo. Segue le orme di Preve. Altre opere: “Speranza: un saggio filosofico” (Il Prato); “La farmacia di Epicuro: la filosofia come terapia” (Il Prato). “L’atomismo di Lucrezio: alle radici del materialismo” (Il Prato); “La schiavitù salariata” (Il Prato); “Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario” – cfr. “Bentornato Grice! Rinascita della prammatica” (Bompiani); “Essere senza tempo: il concetto filosofico d’accelerazione” (Bompiani); “Minima mercatalia: il capitalismo” (Bompiani); “L'orizzonte in movimento. Modernità e futuro in Koselleck, Il Mulino); Coraggio, Cortina); “Idealismo e prassi in Gentile” (Il Melangolo); “Rivolta, dissidenza, scissione” (Barney); “Il futuro è nostro: filosofia dell'azione” (Bompiani); “Stato commerciale chiuso” (Il Melangolo); “Essere-nel-mondo e passione” (Feltrinelli); “Europa e capitalismo. Per riaprire il futuro” (Mimesis); “Peccato nei Grundzüge” (Il Melangolo); “Altrimenti: il dissenso conversazionale” Einaudi, “Coscienza del precariato” Bompiani “L’ordine dell’amore” (Rizzoli); Processo alla Rivoluzione (Il Ponte Vecchio); “Marx idealista: una lettura eretica del materialismo storico” Mimesis); “La notte del mondo: arte e technica in Heidegger” tecnocapitalismo, POMBA, Glebalizzazione. La lotta di classe al tempo del populismo” (Rizzoli); “Il naturalismo di Lucrezio” (Bompiani, Marx); “Il Lavoro salariato e capitale, Bompiani, Marx, Forme di produzione pre-capitalistiche, Bompiani,  Marx Friedrich Engels, Manifesto e princìpi del comunismo, Bompiani, Marx Friedrich Engels, Ideologia” Bompiani, Fichte, “Missione del dotto, Bompiani); “L’epicureismo romano – piacere” AlboVersorio, ESE, su uniese. Arriva al Teatro GiordanoFoggia ZON, in Foggia ZON Curriculum Harvard, Department of Romance Languages, Rai Filosofia, Diego Fusaro presenta Filosofico.net, su Il  di RAI Cultura dedicato alla filosofia. Diego Fusaro, Il Fatto Quotidiano, su Il Fatto Quotidiano. F., L'Interesse Nazionale, su diegofusaro.com.  Passa dal marxismo 2.0 alla rivista più vicina ai cattolici conservatori di CL, in Giornalettismo, Chiude Tempi, licenziamento immediato per redazione e dipendenti, in L’Huffington Post, La conversione del filosofo comunista: scriverà per la rivista di estrema destra, su libero quotidiano, Author at Radio Radio, su Radio Radio. Perché le turbo-stupidaggini di F. non fanno ridere ma sono pericolose, su The Vision, Gioia Tauro risultati elezioni comunali, su corriere. Foligno, ecco l’eventuale giunta M5s: Assessore in pectore alla cultura, su umbria Comunali Area ITALIA Regione UMBRIA Provincia PERUGIA Comune FOLIGNO, elezionistorico,  "Valori di destra, idee di sinistra". Fusaro a bomba: nuovo movimento ultra-sovranista, è l'anti-Salvini?, su libero quotidiano. Il filosofo che difende il governo del cambiamento. E sogna la guerra tra popolo ed élite, in Tiscali Notizie, Fusaro, Il capitale: un trionfo dell'idealismo tedesco, Consorzio Festival filosofia, Il filosofo populista Panorama, in Panorama,  In memoria di Preve. Anti-europeismo Euro-scetticismo, Meridionalismo, protezionismo, questione meridionale Revisionismo del marxismo, revisionismo del Risorgimento, socialismo nazionale, teoria del ferro di cavallo, sovranismo diegofusaro.com.  YouTube. openMLOL, HorizonsRadio Radicale.  Filosofico.net La filosofia e i suoi eroi.  Democrito comunitario democratico, in “Giornale Critico di Storia delle Idee”. Maturità negata. Precarizzazione e de-eticizzazione del mondo della vita, in “Giornale Critico di Storia delle Idee”. The Role of Aesthetics in Fichte’s Science of Knowledge, in “Polish Journal of Philosophy”, Fichte e la compiuta peccaminosità. Filosofia della storia e critica del presente nei “Grundzüge”, Il Nuovo Melangolo, Genova. F. Fichte and GENTILE (si veda). Notes about the relationship between Transcendental Idealism and Actual Idealism. ÁGORA FILOSÓFICA, F.. On Language and “Aufforderung” in Fichte. A Few Historiographical Notes. INFORMACIÓN FILOSÓFICA, F. Dogmatismo e idealismo nello “Stato commerciale chiuso di Fichte”. POLITICA et SOCIETÀ; F. Fichte e la Rivoluzione francese. Note intorno a un dibattito storiografico. RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA, F. Heidegger lettore di Marx. La metafisica marxiana come verità dell’idealismo. STUDI FILOSOFICI, F. Lineare Zeitauffassung. Temporalità e critica del dogmatismo nei Discorsi alla nazione tedesca di Fichte . LA CULTURA; F. Il “Sistema della Libertà”. La Filosofia Pratica di Fichte e la Lettura di Husserl. REVISTA PORTUGUESA DE FILOSOFIA, F. Fichte, Marx e l’ontologia della prassi. TEORIA, F. Ripensare l’Europa a partire da Edmund Husserl. In: vacchelli G e Patrizia G. Liberare l’Europa. Tra pensiero critico e nuove visioni. MILANO: Mimesis; F. Riprendersi il futuro. Utopia, storia e possibilità. RINGIOVANIRE IL MONDO. UTOPIA E NOSTALGIA DEL FUTURO, Saonara: Il Prato; F. Karl Marx. La verità come “questione pratica”. Filosofia, verità e politica. Questioni classiche, ROMA: Carocci, F. GRAMSCI (si veda), MILANO: Feltrinelli, F., Tagliapietra A (a cura di) RINGIOVANIRE IL MONDO. UTOPIA E NOSTALGIA DEL FUTURO. SAONARA: Il Prato, F. The Concept of ‘commercial anarchy’ in Fichte’s ‘The Closed Commercial State’. SERBIAN POLITICAL THOUGHT; F. L’Unione Europea tra rivoluzione passiva e questione meridionale. Note a partire da Gramsci. PHENOMENOLOGY AND MIND, F. Dialettica storica e senso della possibilità. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. Il concetto di temporalità storica in Reinhart Koselleck. STORIOGRAFIA, F. Della critica conservatrice. Nuove forme di connivenza con l’insensatezza. LA SOCIETÀ DEGL’INDIVIDUI, F. Particolarismo e universalismo nei “Discorsi alla nazione tedesca” di Fichte. FILOSOFIA POLITICA; F. NOTES ON THE “END OF HISTORY” RE-THINKING THE PRESENT AS HISTORICITY. FACTA UNIVERSITATIS. SERIES: PHILOSOPHY, SOCIOLOGY, PSYCHOLOGY AND HISTORY; F. Apraxia ed eclissi del lavoro nel capitalismo assoluto. PARADIGMI, F. Il principio trasparenza: le «Confessioni» di Rousseau e i paradossi della sincerità. INTERSEZIONI; F. Idealismo pratico? Note sulla prima delle “Tesi su Feuerbach” di Marx . GIORNALE DI METAFISICA; F. La costellazione dell’humanitas. Mercato, cittadinanza, comunità, libertà. Civitas Augescens. Includere e comparare nell’Europa di oggi, FIRENZE: Olschki, F. Pensare la dissidenza nel tempo del conformismo globale. In: Fusaro D, Caputo S, Vitelli L. Pensiero in rivolta. Dissidenza e spirito di scissione, Barbera, F. Storia e ideologia. L’odierna malattia antistorica. TEORIE DEL PENSIERO STORICO, MILANO: Unicopli; F. Il “sistema della libertà” di Fichte. La dottrina della scienza come ontologia della prassi. Libero arbitrio. Teorie e prassi della libertà, NAPOLI: Liguori, F. Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione. MILANO: Bompiani, F. Fichte e l’anarchia del commercio. Genesi e sviluppo del concetto di “Stato commerciale chiuso”. GENOVA: Il Nuovo Melangolo, F. Fichte, “Missione del dotto”. Milano: Bompiani; F. Fichte e l’alienazione dell’Io. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. La compiuta peccaminosità. La critica della società capitalistica nei «Grundzüge» di Fichte. FILOSOFIA POLITICA; FUSARO D. (2013). GRANDEZZE E LIMITI DI LESZEK NOWAK. Scienza, marxismo e metafisica. Leszek Nowak e la Scuola Metodologica di Poznan, Villasanta: Limina Mentis; F. Spettri della filosofia. Note sul rapporto tra Marx e Stirner. RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA; F. Idealismo e prassi. Fichte, Marx e GENTILE (si veda). GENOVA: Il Nuovo Melangolo, F. Come un solo corpo. Spinoza e l’ontologia dell’essere sociale. LA RAGIONE DELLA PAROLA RELIGIONE, ERMENEUTICA E LINGUAGGIO IN BARUCH SPINOZA, SAONARA: Il Prato; F. Aporie e limiti della Begriffsgeschichte di Reinhart Koselleck. LA CULTURA, F. Il piacere di vivere. Di Epicuro., MILANO: Alboversorio, F. Il tempo dei concetti. La riflessione filosofica di Koselleck. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. La logica ideologica Vecchie e nuove legittimazioni del potere. LA SOCIETÀ DEGL’INDIVIDUI, F. L’orizzonte in movimento. Modernità e futuro in Reinhart Koselleck. BOLOGNA: Il Mulino, F. Per una filosofia del riconoscimento: a partire da Fichte. In: V. Cordero. LA LIBERTÀ COME RICONOSCIMENTO: TAYLOR INTERPRETE DI HEGEL, SAONARA: Il Prato; F. Il paradosso di Democrito: inconciliabilità dell’etica con la fisica? Solaro. Il mistero di Democrito. ROMA: Aracne, F. SENSIBILMENTE SOVRASENSIBILE. L’IDEOLOGIA DEL CAPITALE UMANO. IL LAVORO PERDUTO E RITROVATO, Udine – Milano: EDIZIONI MIMESIS, F. Il progresso non garantito nella filosofia della storia di Kant. Storia, rivoluzione e tradizione. Studi in onore di Paolo Pastori; FIRENZE: Edizioni del Poligrafico Fiorentino, F. Stato nazionale ed egemonia del politico sull’economico. Leadership futura, Milano: Associazione Centro Studi BE, F. Ein Triumph der deutschen Wissenschaft: Marx idealista. Leggere Marx oggi, SOVERIA MANNELLI: Rubbettino, F. Coraggio. MILANO: Cortina, F. Apocalissi e metafisica dell’illimitatezza. In: A. Vergani. Apocalissi del capitalismo : considerazioni inattuali sul destino del mondo contemporaneo, SAONARA: Il Prato, F. Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo. MILANO: Bompiani, F. Il realismo, fase suprema del postmodernismo? Note su “New Realism”, postmodernità e idealismo. KOINÉ; F. Senza inizio né fine. Monoteismo del mercato e metafisica dell’illimitatezza. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. Prolegomena to any future philosophy of history that will be able to present itself as a science. STORIA DELLA STORIOGRAFIA, F. La disobbedienza ragionata. Critica illuministica e stato assoluto in Koselleck e Foucault . FILOSOFIA POLITICA; F. Come si fa la storia dei concetti? La proposta di Brunner, tra storiografia e ideologia politica . HISTORIA MAGISTRA F. I “Geschichtliche Grundbegriffe” di Brunner, Conze e Koselleck. Acquisizioni e novità teoriche. . RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA; F.. L’aporia dello Stato in Fichte. L’egemonia della politica sull’economia come reazione all’epoca della compiuta peccaminosità. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. Ideologia tedesca. MILANO: Bompiani, F. Metafisica e reazione al disincanto postmoderno. In: A. Cusimano. Per una rifondazione della Metafisica. Critica della ragion postmoderna, SAONARA: Il Prato F. Quale comune? Per una critica del marxismo deleuziano di Toni Negri. KOINÉ F. Modernità come supremazia dell’utile economico. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, Nietzsche tra eterno ritorno e tensione verso il futuro. Le aporie nella concezione nietzscheana del tempo. La passione della conoscenza. Studi in onore di Giametta, LECCE: Pansa Multimedia F. Salario, prezzo e profitto. MILANO: Bompiani, F. Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita. MILANO: Bompiani, F. Tagliapietra. Il dono del filosofo. Sul gesto originario della filosofia. AGALMA, F. Bibliografia di Così parla Zarathustra. MILANO: Bompiani, F. Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionarioBompiani, F. Ancora una filosofia della storia? Grecchi. Occidente: radici, essenza, futuro, SAONARA: Il Prato, F. Marx e l’infuturamento della filosofia della storia di Hegel. In: R. Mordacci. Prospettive di filosofia della storia, Milano: Bruno Mondadori, F. La gabbia d’acciaio: Weber e il capitalismo come destino. KOINÉ F. Reinhart Koselleck nel dibattito storiografico e filosofico. TEORIA POLITICA; F. Forme di produzione precapitalistiche. MILANO: Bompiani, F. Manifesto e princìpi del comunismo. MILANO: Bompiani, F. Perché non può essere noioso lo studio di ciò che nasce dalla meraviglia. È veramente noiosa la storia della filosofia antica?, SAONARA: Il Prato, F. Lavoro salariato e capitale. MILANO: Bompiani, F. La filosofia della storia di Herder: una prospettiva greco-centrica?. ARCHÉ, F. Presentazione, in C. Preve, Un’approssimazione al pensiero di Karl Marx. In: C. Preve. UN’APPROSSIMAZIONE AL PENSIERO DI KARL MARX TRA MATERIALISMO E IDEALISMO. F. Saggio introduttivo. In: Luciano di Samosata. Tutti gli scritti, MILANO: Bompiani, F. Marx e l’atomismo greco: alle radici del materialismo storico. SAONARA: Il Prato, F. Karl Marx e la schiavitù salariata: uno studio sul lato cattivo della storia. SAONARA: Il Prato, F. Bibliografia di Luciano di Samosata, Tutti gli scritti. MILANO: Bompiani, F. Per una teoria del’arte in Marx. KOINÉ F. Sulla questione ebraica. MILANO: Bompiani F. DEMOCRITEA COLLEGIT EMENDAVIT INTERPRETATUS EST SALOMO LURIA. In: S. Luria. DEMOCRITEA COLLEGIT EMENDAVIT INTERPRETATUS EST SALOMO LURIA, MILANO: Bompiani, F. La farmacia di Epicuro. La filosofia come terapia dell’anima. SAONARA: Il Prato, F. I Presocratici. In: Diels-Kranz. I presocratici : prima traduzione integrale con testi originali a fronte delle testimonianze e dei frammenti nella raccolta di Hermann Diels e Walther Kranz, MILANO: Bompiani, F. Filosofia e speranza. Bloch e Löwith interpreti di Marx. SAONARA: Il Prato, F. Montaigne euretes del moderno. In: Michel de Montaigne. Apologia di Raymond Sebond. p. 5-73, MILANO: Bompiani, F. . Differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro. MILANO: Bompiani, glebalizazzione. Diego Fusaro. Fusaro. Keywords: idealism e prassi, Lucrezio, italianita, romanita, Gramsci, Gentile, arte, technica, filosofia della storia, peccato, italiano, italianita, evola, filosofia in eta antica, filosofia romana. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Fusaro: l’implicatura” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fuschi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale eretica – la scuola di Cesena – filosofia cesenese – filosofia emiliana -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Cesena). Keywords: “One of my pupils at Oxford said the wanted to specialize in Italian philosophy. ‘Stick to the heretics!’ I advised!” Abstract: iconoclast, eretico. Grice: “I see my philosophy as a simplifying iconoclasm, on the whole!” Filosofo cenese. Filosofo emiliano. Filosofo italiano.  Cesena, Emilia Romagna. – Grice: “I like Fuschi, and so does Eco, Rota, and Carlini! Fuschi opposes Aquina’s truths and turns them into mistakes – since they involve things about the past – where the apostles kept property – it’s all pretty unverifiable, -- still Fuschi was thoroughly heretic!” – Grice: “Fuschi is the Italians’ Ockham!” --  Michele da Cesena   Affresco di Andrea di Buonaiuto nel Cappellone degli Spagnoli di Firenze. Al centro c'è papa Innocenzo VI; in primo piano, tre ecclesiastici che discutono: Guglielmo da Ockham, Michele da Cesena e l'arcivescovo di Pisa Simone Saltarelli. Rispettivamente alla destra e alla sinistra del papa vi sono Egidio Albornoz e Carlo IV di Lussemburgo. Di grande rilievo nelle vicende politiche ed ecclesiastiche, noto soprattutto per essere stato ministro generale dell'Ordine francescano.  Dopo avere studiato a Parigi, venne eletto alla più alta carica dell'Ordine francescano durante il capitolo generale tenuto a Napoli. Durante quel capitolo vennero anche approvate le rinnovate Costituzioni dell'Ordine, note (per essere state +preparate da un gruppo di frati ad Assisi) come Constitutiones Assisienses. Si distinse subito per una decisa persecuzione nei confronti degli “spirituali, sostenitori dell'assoluta povertà di Gesù Cristo e della necessità di una altrettanto rigorosa povertà dell'ordine francescano. In questa opera di repressione, e appoggiato da Giovanni XXII. Con le lettere bollate Sancta Romana e Gloriosam Ecclesiam Giovanni XXII riprova e scomunicava tutti gli spirituali. Si voleva così chiudere il caso della frattura tra gli spirituali e il resto dell'Ordine francescano (la cosiddetta "comunità"), sospingendo i primi nell’eresia e nella marginalità. Incalzati dalla persecuzione, Ubertino da Casale e Angelo Clareno, i maggiori esponenti della corrente spirituale, dovettero lasciare l'Ordine. A Marsiglia, per la prima volta erano stati bruciati sul rogo quattro spirituali. Tuttavia, anche i rapporti tra Michele e Giovanni XXII si deteriorarono. Il papa, infatti, aveva riaperto il dibattito a proposito della povertà di Cristo, e finì per abolire (con la lettera bollata Inter nonnullos) la "finzione" giuridica, in vigore fin dal tempo di Niccolò III (regolamentata con lettera bollata Exiit qui seminat), secondo la quale i francescani non possedevano nulla né come singoli, né come conventi, né come Ordine, ma era la Santa Sede a detenere la proprietà di tutti i loro beni che poi venivano gestiti per mezzo di procuratori. Durante il capitolo di Perugia i Francescani difesero le loro tesi sulla povertà di Cristo e degli Apostoli, come singoli e in comune. Il manifesto francescano di Perugia (più precisamente, due lettere encicliche scritte dal Capitolo e indirizzate a tutti i frati) venne però condannato dal papa. Ormai lo scontro tra Fuschi e Giovanni XXII era irreversibile.  Il ministro generale venne convocato dal papa ad Avignone e sospeso dalla sua carica. Venne confermato dai Francescani alla carica di ministro generale nel capitolo di Bologna. Giovanni XXII gli impose una residenza forzata ad Avignone, ma fuggì con un piccolo gruppo di frati, tra i quali Occam e Bonagrazia da Bergamo. I fuggitivi si imbarcarono nel porto di Aigues-Mortes e raggiunsero a Pisa il campo di Ludovico il aro, candidato al trono del Sacro Romano Impero.  Il papa depose Fuschi dal suo ruolo di ministro generale con la lettera bollata Cum Michaël de Caesena. Con la lettera bollata Dudum ad nostri, Fuschi, Occam, e venivano scomunicati. Tale condanna venne rinnovata con la lettera bollata Quia vir reprobus Michaël de Caesena.  Durante il capitolo generale convocato a Parigi venne eletto ministro generale Oddone. Una parte comunque minoritaria dell'ordine francescano rimase fedele a Fuschi, rifiutando di riconoscere l'autorità d’Oddone e del papa stesso, ritenuto eretico e quindi ipso facto decaduto (nel suo scontro con il papa per la successione al trono imperiale, Ludovico il aro face eleggere papa Rainalducci da Corbara con il nome di Niccolò V. Esponente, con Occam e Marsilio da Padova, del gruppo di intellettuali schierati sul fronte ghibellino e protetti da Ludovico il aro, Fuschi visse alla corte. Nomina Occam suo successore e vicario, affidandogli il sigillo dell'Ordine che era ancora in suo possesso.  M. Niccoli nella Enciclopedia Italiana, C. Dolcini nel Dizionario Biografico degli Italiani riporta. L’ultimo appello di M. fu pubblicato a Monaco e non si hanno notizie su di lui. Altre opere: “Appellatio monacensis, Armando Carlini, Fra Michelino e la sua eresia, prefazione di Renato Serra, Bologna, Nicola Zanichelli, Cattività avignonese Disputa sulla povertà apostolica, “Il nome della rosa”; Ordine francescano Riforma spirituale medioevale. Treccani Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Dizionario biografico degli italiani,  Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana,. Michele da Cesena e michelisti, -- michelismo e tomismo -- la voce nel Dizionario del pensiero cristiano alternativo, sito Eresie Medioevo ereticale: la disputa sulla povertà, su mondi medievali. net. Predecessore Ministro generale dell'Ordine dei Frati MinoriSuccessoreFrancescocoa.png  Bonini Odonis Francescanesimo Disputa sulla povertà apostolica Filosofia.  L'eresia è una dottrina considerata come deviante dall'ortodossia religiosa alla cui tradizione si collega, come storicamente quella cattolica. Il termine viene utilizzato anche FUORI DALL’AMBITO RELIGIOSO, in senso figurato, per indicare un'opinione o una dottrina filosofica, politica, scientifica o persino artistica in disaccordo con quelle generalmente accettate come autorevoli. BUNAIUTI (si veda) Galilei condannato per eresia. Etimologia, origine e sviluppi del termine. Goya: Il tribunale dell'Inquisizione "Eresia" deriva dal greco αἵρεσις, haìresis derivato a sua volta dal verbo αἱρέω (hairèō, "afferrare", "prendere" ma anche "scegliere" o "eleggere"). In tale ambito indica anche delle scuole come quella dei pitagorici di CROTONE o quella del PORTICO ROMANO.  In ambito cristiano, il termine "eresia", assente nei vangeli canonici, compare negli Atti degli apostoli(, in origine dunque eretico, era colui che sceglieva, colui che era in grado di valutare più opzioni prima di, cfr. Atti) per indicare varie scuole (o sette) come quelle dei Sadducei, Cristiani e Farisei. Sia in greco antico sia in ebraico ellenizzato questo termine non possedeva, originariamente, alcuna caratteristica denigratoria.  Con le Lettere del Nuovo Testamento tale neutralità del termine viene meno: in Corinzi, Galati, Pietro, haìresis inizia ad assumere dei connotati dispregiativi e ad indicare la "separazione", la "divisione" e la rispettiva condanna. Secondo Schlier lo sviluppo in negativo di hairesis procede con l'analogo sviluppo del termine ekklesia. Haìresis ed ekklesia divengono due opposti. Secondo Boulluec, è Giustino il primo apologeta ad utilizzare sistematicamente il termine "eresia" per combattere le correnti cristiane considerate devianti. In ambito ebraico si evidenzia un processo analogo. In corrispondenza con l'emergere dell'ebraismo rabbinico ortodosso il termine ebraico min -- (מִין, pl. מִינִים, minim; corrispettivo del greco haìresis -- assume dei connotati dispregiativi e viene utilizzato per indicare sia i cristiani che gli gnostici. Il termine d’un significato neutro assume in un secondo momento un valore negativo e passa ad indicare una dottrina o un'affermazione contraria ai dogmi e ai princìpi di una determinata religione, sovente oggetto di condanna o scomunica da parte dei rappresentanti della stessa. Nel caso della Chiesa cattolica, ad esempio, sono previsti appositi sinodi per stabilire quali siano le deviazioni dall'ortodossia e la Congregazione per la Dottrina della Fede (erede della Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione) per individuare coloro che vengono considerati "colpevoli di eresia" (ovvero gli eretici).  Fuori dall'ambito religioso il termine viene utilizzato in senso figurato per indicare un'opinione o una dottrina filosofica, politica, scientifica o persino artistica in disaccordo con quelle generalmente accettate come autorevoli.  Eretico è dunque chi proclama con forza una propria scelta definitiva: "eresia" può pertanto equivalere ad una scelta sia di credo sia di appartenenza tra fazionireligiose contrapposte. Un'altra possibile interpretazione, legata al significato di "scelta", richiama il fatto che l'eretico è colui che "sceglie", cioè accetta, solo una parte della dottrina "ortodossa", rimanendo in disaccordo su altre parti. Nel registro informale, il termine viene però usato per indicare un'opinione gravemente errata o comunque discordante dalla tesi più accreditata riguardo ad un certo argomento.  In origine il termine, utilizzato da scrittori ellenistici, indicava una fazione o una setta religiosa, senza connotazioni negative. Già nel Nuovo Testamento il termine assume un significato negativo e in questo senso venne utilizzato da padri della Chiesa e scrittori ecclesiastici. Ad esempio il termine venne ampiamente impiegato da Ireneo nel suo trattato Contra haeresis(Contro le eresie) per contrastare i suoi oppositori nella Chiesa. Egli descrisse le sue posizioni come ortodosse (dal greco ortho- "retta" e doxa "opinione") in contrapposizione con quelle "eretiche" dei suoi avversari.  Ovviamente, nell'accezione negativa, il termine eresia può essere visto come reciproco: pochi sarebbero disposti a definire le proprie credenze come eretiche, ma piuttosto a presentarle come l'interpretazione corretta di una determinata dottrina, e quindi come la visione ortodossa giudicata eretica da altri. Ciò che costituisce eresia è un giudizio dato in funzione dei propri valori; si tratta dell'espressione di un punto di vista relativo ad una consolidata struttura di credenze. Per esempio, i cattolici vedevano nel protestantesimoun'eresia mentre i non cattolici consideravano il cattolicesimo stesso come la grande apostasia.  Nell'ambito del cristianesimo si tende a fare una distinzione fra eresia e scisma: quest'ultimo comporta un distacco dalla chiesa ortodossa, considerata conforme alle regole date, senza "perversioni nel dogma" (secondo la definizione di Girolamo), anche se, secondo alcuni teologi cattolici, lo scisma inveterato finisce per assumere anche caratteristiche dottrinali.  CattolicesimoModifica  Sassetta: Rogo di un eretico «Sotto il profilo giuridico-ecclesiastico, eretico è definito colui che, dopo il battesimo, e conservando il nome di Cristiano, ostinatamente si rifiuta o pone in dubbio una delle verità che nella fede divina e cattolica si devono credere»  (Karl Rahner, Che cos'è l'eresia?, Brescia, Paideia) Varie opere dell'apologeta e scrittore cristiano Tertulliano sono dirette contro gli eretici e le rispettive eresie: Marcione, Valentino, Prassea.  Il Padre della Chiesa Agostino d'Ippona rivolse la sua polemica principalmente contro i manichei, i donatistie i pelagiani.  In un decreto successivo alla vittoria su Licinio e al Concilio di Nicea I, Costantino condannò le dottrine degli eretici (Novaziani, Valentiniani, Marcioniti, Paulianisti e Catafrigi). Pascal in Pensieri si sofferma più volte sul tema delle eresie. Nel frammento scrive: Dunque esiste un gran numero di verità, sia di fede che di morale, che sembrano incompatibili e che sussistono tutte in un ordine meraviglioso. La sorgente di tutte le eresie è l'esclusione di alcune di queste verità, e la sorgente di tutte le obiezioni che ci fanno gli eretici è l'ignoranza di alcune delle nostre verità. E di solito accade che non potendo concepire il rapporto tra due verità opposte e credendo che l'accettazione di una comporti l'esclusione dell'altra, essi si attaccano all'una ed escludono l'altra, e pensano che noi facciamo il contrario. Chesterton così definisce l'eresia e l'eretico:  «L'eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa. Preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso. Non gli piace veder finire il suo piccolo, prezioso paradosso, che si regge solo coll'appoggio di una ventina di truismi, nel mucchio della sapienza di tutto il mondo (Chesterton, L'Uomo Comune - La Nonna del Drago ed altre serissime storie)  «L'eresia è quella verità che trascura le altre verità. Solo la Chiesa cattolica è il luogo dove tutte le verità si danno appuntamento e riescono a convivere, pur se sempre minacciate di squilibrio (Chesterton, Perché sono cattolico - Moro) Un'eresia è sempre una mezza verità trasformata in un'intera falsità. Chesterton, America)  Un esempio di verità che trascura le altre verità ci è dato dalle tentazioni di Gesù descritte nei vangeli sinottici. Vincenzo di Lerino, nel suo Commonitorium, scrive che gli eretici usano le Scritture allo stesso modo di Satana, quando per tentare Gesù. Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; sta scritto infatti:  Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano;  e anche:  Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra".  Gesù gli rispose: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Il Medioevo Modifica Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Movimenti ereticali medievali. I moti di contestazione nei confronti della Chiesa, divampati nella prima metà del XII secolo, come quello dei patarini e quello degli arnaldisti, avevano dato l'indicazione della necessità di una riforma religiosa. Il movimento dei catari, che affiorò contemporaneamente in diversi punti d'Europa, ambiva alla creazione di una nuova Chiesa. Contro di loro papa Innocenzo III bandì una crociata di sterminio. La caduta dell'ultima roccaforte di Montségur, nel sud della Francia, con il conseguente rogo di circa duecento catari, determina la fine del catarismo. AQUINO (si veda) nella Somma Teologica definie l'eresia una forma d'infedeltà che corrompe la dottrina e porta turbamento nelle anime dei fedeli. AQUINO (si veda), inoltre, e poi di conseguenza nell'ambito del cattolicesimo, si pongono alcune distinzioni fra i diversi GRADI dell'eresia. Quando si tratta dell'opposizione diretta e immediata ad un dogma esplicitamente proposto dalla Chiesa si parla di DOTTRINA eretica, mentre quando ci si oppone a una conclusione teologica o ad altri elementi derivati di una verità RIVELATA o ad una dottrina definibile, ma non ancora definita, si parla di proposizioni erronee, o che sanno di eresia, o prossime all'eresia. Da notare che nella tradizione lessicografica italiana, il lemma "eresia" indica prevalentemente quelle dottrine contrarie ai dogmi della Chiesa cattolica. Così l'edizione di Mauro: dottrina o affermazione contraria ai dogmi e ai principi della Chiesa cattolica. Così anche l'edizione du Devoto-Oli: dottrina che si oppone direttamente e contraddittoriamente a una verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa cattolica. Così il vocabolario online della Treccani: dottrina che si oppone a una verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa cattolica e, per estensione, alla teologia di qualsiasi chiesa o sistema religioso, considerati come ortodossi. Nell'edizione del Grande Dizionario Italiano della Hoepli: Nel cristianesimo, dottrina, palesemente dichiarata e sostenuta, che si oppone alla verità RIVELATA da Dio e affermata come tale dal linguaggio della Chiesa, Insieme di interpretazioni personali, contrastanti con la tradizione, che possono svilupparsi nell'ambito di una religione basata su un sistema di dogmi ufficialmente riconosciuti. Tuttavia nel Vocabolario della Lingua italiana Zingarelli, nella prima definizione di questo lemma, esso acquisisce un significato ben più ampio, Nelle religioni fondate su una dogmatica universalmente o ufficialmente riconosciuta, dottrina basata su interpretazioni personali in contrasto con la tradizione, Schlier Schlier Boulluec Epistola ad Titum, Patrologia Latina Agostino, Contra Cresconium, Pascal, Pensieri e altri scritti, Milano, Mondadori Frammento secondo la numerazione Brunschvicg, secondo la numerazione Lafuma, da Pascal, Pensieri e altri scritti, Mondadori, Milano; Pensées sur la religion et sur quelques autres sujets su ub.uni-freiburg Pascal, Pensieri e altri scritti, Milano, Mondadori Aforismi sulla verità e sulle virtù raccolti e commentati da Paolo Gulisano, su chesterton.it. ^ Messori con Brambilla, Qualche ragione per credere, Edizioni Ares; Chesterton, Summa Chestertheologica, Guerrino Leardini et Centro Missionario Francescano Società Chestertoniana Italiana; Vincentius of Lerins, XXVI, in The Commonitorium of Vincentius of Lerins, Cambridge; «Heretics use Scripture in the same way as Satan did in the Temptation of our Lord, and they lure the incautious to join them by claiming special grace and privileges for their followers.San Lorenzo da Brindisi, Lutero - Volume secondo, Siena, Ezio Cantagalli; Insegna il medesimo Lirinense che gli eretici, nel portare le testimonianze della Divina Scrittura, imitano il demonio, che messo il Signore sopra la più alta guglia del tempio, gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, buttati giù: poichè sta scritto che Dio ha comandato ai suoi Angeli ecc.. Luca su bibbiaedu Bueno, Le eresie medievali, Ediesse; Cantimori, ERETICI ITALIANI del cinquecento - Ricerche storiche, Sansoni Editore Nuova, Firenze; Cantù, Gli eretici d'Italia. Discorsi storici, Torino, Unione; Fornari, Frati, antipapi ed eretici parmensi protagonisti delle lotte religiose medievali, Silva Editore. Garofani, Le eresie medievali, Roma, Carocci. Alain Le Boulluec, La notion d'hérésie dans la littérature grecque: De Justin à Irénée: Clément d'Alexandrie et Origène, Parigi, Etudes Augustiniennes; Boulluec, Ellenismo e cristianesimo, in Il sapere greco, II, Torino, Einaudi. Merlo, Eretici ed Eresie medievali, Bologna, Mulino; Nelli, La vie quotidienne des Cathares du Languedoc, Paris, Hachette; Orletti, Piccola storia delle eresie, Quodlibet, Perrotta, Hairéseis. 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Zen, Tolleranza e repressione, Maio, Le fonti della Storia moderna, Torino, Loescher, Catari Brenon, I Catari, storia e destino dei veri credenti (Le vrai visage du Catharisme), Firenze, Convivio; Duvernoy, Le Catharisme. La religion. Duvernoy, Le Catharisme. L'histoire; Zamboni (a cura di), La cena segreta: trattati e rituali catari, Adelphi. Valdesi; Papini, Valdo di Lione e i poveri nello spirito. il primo secolo del movimento valdese; edizioni Claudiana, Tourn, I Valdesi, la singolare vicenda di un popolo chiesa, edizione Claudiana, Apostolici; Cocconi, La lebbra dell'anima. Gherardino Segalello e il movimento degli Apostolici a Parma, edizioni MUP; Dolciniani Raniero Orioli, Fra Dolcino: nascita, vita e morte di un'eresia medievale, Milano, Jaca; Begardi Dottrine cristologiche dei primi secoli Inquisizione Letture e interpretazioni della Bibbia Martiri di Guernsey Movimenti ereticali medievali Persone giustiziate per eresia Storia del Cristianesimo Successione apostolica eresia, su Treccani Istituto dell'Enciclopedia. Luca, ERESIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, eresia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Eresia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Eresia, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton; "Dizionario di eresie, eretici, dissidenti religiosi", su eresie Portale Cristianesimo   Portale Religione   Portale Sociologia   Portale Storia Movimenti ereticali medievali Scisma divisione causata da una discordia fra gli individui di una stessa comunità (come un'organizzazione, movimento o credo religioso)  Catarismo movimento eretico, separato dal Cattolicesimo durante il medioevo europeo; professava un assoluto ripudio della materia in ogni sua forma. Nome compiuto: Michele Fuschi. Fuschi. Keywords: “Occam  excommunicated” -- Modified Occam’s Razor”, “Cristo e povero” -- italiani eretici, tomismo, michelismo, eresia filosofica – eretico – Occam scommunicato. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Fuschi” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fusco: la ragione conversazionale e il portico romano – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Abstract. Grice: “When Italians speak of The Portico, I think they mean something, as when they speak of ‘L’Orto’ they mean ‘pleasure’ or eudaemonismo. ‘Portico’ and ‘Orto’ are hardly philosophical terms!” Keywords: portico. Filosofo italiano. A friend of ORAZIO (vedasi) and probably a follower of the sect of the Porch. Nome compiuto: Aristio Fusco. Keywords: portico. Luigi Speranza, “Grice e Fusco”.

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