GRICE ITALO A-Z F FU
Luigi Speranza –
GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fubini: la ragione conversazionale – filosofia italiana
– Luigi Speranza (Torino). Filosofo
italiano. Abstract. Keywords: M. Torino -- è stato un avvocato e giurista
italiano. Ebreo torinese, antifascista, politicamente impegnato nel Partito
Socialista Italiano, ha condotto importanti battaglie di libertà e uguaglianza
per la difesa delle minoranze e della libertà di culto. Guido Fubini ad una
conferenza Biografia Nato a Torino da una famiglia borghese ebraica, eredita
dal padre la passione per l'avvocatura, mestiere che svolge per tutta la vita
come un tecnico al servizio della giustizia[1] accanto ai numerosi impegni
civili e politici. Discende, sia da parte materna che paterna, da famiglie che
partecipano intensamente alla società e alla storia d'Italia:[2]: un bisnonno
socialista, infatti, che crea una scuola cooperativa per operai a Carmagnola,
un altro bisnonno banchiere di casa Savoia e finanziatore di Vittorio Emanuele
II per la guerra risorgimentale del 1866. Il padre, laureato in legge e in
scienze commerciali, partecipa alla prima guerra mondiale e alla guerra
coloniale di Libia del 1911-1912 come Ufficiale di Marina. Dal 1922 conduce poi
insieme al fratello uno studio di avvocatura.[3] La madre, donna
intraprendente, rifiutata la vita di figlia di buona famiglia borghese, a 19
anni lavora nella tissuteria del padre, mestiere che riprende poi durante
l'esilio. Gli anni della giovinezza I primi anni di vita e di scuola di Fubini
trascorrono tranquilli; frequenta il Regio ginnasio "D’Azeglio" di
Torino, fino a quando all'età di 13 anni, nella primavera del 1938, viene
espulso da tutte le scuole del regno d'Italia e della Libia per aver scritto
“abbasso Hitler” sulla porta del bagno della scuola.[4] È il suo primo atto
politico, un gesto di protesta contro l'ingiustizia della repressione
antiebraica di cui era già venuto a conoscenza attraverso i racconti di un
compagno di scuola ebreo, profugo tedesco. Esilio in Francia Poiché tutta la
famiglia Fubini è laica, perfettamente integrata nella società, da sempre con
un atteggiamento di omologazione nei confronti dei cittadini non ebrei,
l'avvento della discriminazione fascista la trova completamente impreparata.
Nella primavera del 1938 Guido Fubini viene mandato dal padre a studiare in
Francia[5]; la famiglia lo raggiunge più tardi, nella Pasqua del 1939 a seguito
della proclamazione delle leggi razziali e dell'impossibilità per il padre di
continuare ad esercitare la professione di avvocato.[6] A Nizza il padre avvia
un'azienda artigianale per la produzione di tessuti. Alla nascita del governo
di Vichy e con l'applicazione dello “Statut des juifs” la fabbrica viene
confiscata.[7] I genitori riusciranno a rientrarne in possesso solo nel 1944.
Mentre i suoi genitori decidono di rimanere a Nizza, Guido e la sorella Marisa
rientrano in Italia il 10 settembre 1943, a seguito dell'armistizio,
alloggiando a casa dei nonni che abitano sulle colline torinesi. L'attività
antifascista Tra il 1943 e il 1945 Guido Fubini svolge attività clandestina a
Milano tra le file di Giustizia e Libertà[8] collocandosi nel filone di
socialismo liberale che ha come spirito guida quello di Carlo Rosselli. Da
questo momento l'impegno politico è una costante nella vita di Guido Fubini. Il
tratto caratterizzante del suo impegno è l'etica caratteristica dell'ebraismo
nei confronti della giustizia e dell'eguaglianza sociale. Sotto il falso nome
di Giulio Nigra trascorre qualche mese tra la fine del 1943 e l'inizio del 1944
a Torino, periodo in cui riesce a iscriversi all'Istituto Bertola per
frequentare l'ultimo anno di liceo scientifico. Nel 1944 si trasferisce a
Milano. Qui prende il nome di Guido Serra con il quale s'iscrive prima al liceo
scientifico "Vittorio Veneto" dove sostiene l'esame di maturità, poi
al Politecnico di Milano. A Milano ha l'occasione di conoscere il marito di una
sua professoressa liceale che aveva aderito al movimento di Giustizia e Libertà.
Fubini stesso afferma che l'esempio di dignità di queste due persone lo indurrà
a entrare nel Partito d’Azione e lo influenzerà nella maggior parte delle sue
scelte successive.[9] In seguito ad un incontro con suo cugino, in quel periodo
agitatore politico che gli fornisce altre basi teoriche di democrazia e
politica, entra nell'Associazione Universitaria Studentesca clandestina.
Diventa rappresentante della Gioventù d'Azione, la sezione giovanile del
Partito d'Azione, nel Consiglio di facoltà del Politecnico di Milano. Una delle
più importanti azioni svolte da questo gruppo, da un'idea di Fubini stesso, è
quella di fondare un giornalino studentesco rivoluzionario da distribuire tra
gli studenti dell'Ateneo.[10] Nei giorni della Liberazione il Politecnico di
Milano viene occupato e Fubini diventa uno dei protagonisti della
partecipazione degli studenti all'insurrezione e alla liberazione di Milano.
Dopo la Liberazione, al Politecnico viene instaurata una Commissione
universitaria per l'epurazione degli studenti e Fubini è nominato
rappresentante del Partito d'Azione nel Comitato di epurazione studentesca. Il
ritorno in Francia Dopo la Liberazione, il 14 luglio 1945, Guido Fubini
raggiunge la famiglia in Francia dove rimane fino all'inizio degli anni '50.
Parallelamente al lavoro nella fabbrica di tessuti paterna, decide di
abbandonare il corso in Ingegneria per iscriversi a una Scuola di Tessitura a
Lione, che frequenta tra il 1946 ed il 1947. In seguito a un diverbio con il
direttore della scuola è costretto ad abbandonarla[11]. A Nizza dichiara la
volontà di laurearsi in Giurisprudenza e nell'autunno del 1947 Fubini si
iscrive all'Institut d'Etudes Juridiques di Aix En Provence. Contemporaneamente
collabora con «Italia Libera», giornale ufficiale del Partito d'Azione. La
laurea è conseguita nel 1950. Successivamente riprende gli studi di Legge
all'Università di Torino poiché non avendo ottenuto il riconoscimento della
laurea francese, è costretto a ripetere gli esami già sostenuti in Francia. Il
rientro definitivo in Italia La laurea a Torino è conseguita nel 1956 e l'esame
di procuratore è sostenuto nel 1958. In questo periodo Fubini fa pratica presso
lo studio legale dello zio paterno, dove aveva lavorato anche suo padre, prima
di emigrare in Francia. Nel 1956 Guido Fubini si sposa con Anna Maria Levi,
conosciuta tre anni prima, che studia all'Università di Ginevra, spostandosi
poi a Madrid e Londra. Svolge l'attività di avvocato civilista nello studio via
del Carmine insieme al Prof. Cottino e all'Avvocatessa Paola de Benedetti,
occupandosi sempre volentieri di cause inerenti alla laicità dello Stato e alla
libertà personale. In parallelo porta avanti numerose battaglie politiche nel
PSI, nella Comunità ebraica torinese e poi nazionale e molte passioni, tra cui
quella giornalistica che lo porta a dirigere alcuni periodici e a scrivere
numerosi articoli. Combattere l'antisemitismo è un tema caro a Fubini che
affronta in tanti libri e articoli. La sua idea della rinascita
dell'antisemitismo in Italia è originale, affonda le radici non nel lungo
periodo quanto piuttosto nell'ultimo mezzo secolo. Questo può essere
considerato il testamento ideologico di Fubini, una messa in guardia alle
Comunità ebraiche e una speranza per il futuro. Riassunta con le sue stesse
parole: «Tutti ricordano un passo di Gramsci, ripreso da Arnaldo Momigliano
dove si dice che “in Italia non c’è antisemitismo” perché la coscienza
nazionale negli ebrei residenti in Italia è andata formandosi in parallelo con
la coscienza nazionale nei piemontesi, nei napoletani, nei siciliani. Gli ebrei
non sono venuti ad inserirsi in una coscienza nazionale già costituita, ma
hanno partecipato insieme con gli altri italiani alla formazione di un’unica e
comune coscienza nazionale.» (Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il
pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 168-169.) L'Intesa tra
UCEI e Stato del 1987 La maggiore battaglia portata avanti da Fubini è quella
per la firma di un'Intesa che regoli il rapporto tra lo Stato italiano e
l'Unione delle Comunità ebraiche italiane in attuazione dell'articolo 8 della
Costituzione. L'Intesa viene siglata il 27 febbraio 1987. Antefatto personale
Le origini di questa Intesa della quale Guido Fubini è il maggior promotore si
possono ricondurre agli anni della sua gioventù. In quel periodo inizia a
indicarei suoi punti di vista in merito all'uguaglianza-diversità tra
appartenenti alle fedi religiose. In particolare si trova in contrasto con le
idee del padre secondo il quale in nome dell'uguaglianza ci si doveva omologare.
Questo implicava che Guido avrebbe dovuto frequentare gli scout laici e non
quelli ebrei. Il punto di vista di Guido era opposto: in nome dell'uguaglianza
tra fedi sceglie di iscriversi all'associazione ebraica, esattamente come
facevano cattolici e protestanti. Secondo l'avvocato l'uguaglianza non si crea
uniformandosi al laicismo, ma attraverso l'espressione di se stessi con
modalità analoghe a quelle con cui le altre fedi possono esprimere loro
stesse.[2] Quella di Fubini è una battaglia per l'eguaglianza e per il diritto
alla diversità. Gli scopi dell'Intesa Il percorso che porta alla stesura
dell'Intesa è lungo e complesso e vede non pochi contrasti tra chi, nell'Unione
delle comunità israelitiche, vuole l'omologazione e chi l'uguaglianza. Il lavoro
di Fubini è quello di avviare gli accordi, lavorare al corpo del negoziato
attraverso un contributo tecnico-giuridico e promuovere il dibattito
all'interno dell'ebraismo italiano. Gli scopi posti da Fubini per l'Intesa sono
plurimi: Superare i decreti regi degli anni '30: le Comunità israelitiche erano
infatti ancora regolate dai decreti del 1930 e 1931 che prevedevano che le
Comunità fossero organizzate secondo il modello degli enti locali. Questo
faceva sì che vi fosse un'appartenenza automatica e di fatto obbligatoria alla
Comunità ebraica di residenza, salvo esplicita rinuncia.[12] Adeguare l'assetto
delle Comunità ebraiche ai principi della Costituzione: la prima questione da
risolvere riguardava l'articolo 8 della Costituzione che al comma 3 prevede la
regolamentazione dei rapporti tra le confessioni religiose e lo Stato mediante
delle specifiche Intese. Altre questioni da risolvere riguardavano alcuni punti
di netto contrasto tra i decreti degli anni '30 e la Costituzione, come il
fatto che non era consentito il voto alle donne.[13] Salvaguardare l'identità
ebraica, la libertà religiosa e il pluralismo nell'ebraismo: l'Intesa per
Fubini si pone anche di risolvere i problemi di libertà religiosa che sorgono
dal conflitto tra legge dello Stato e legge ebraica, cioè tra la Costituzione
italiana e il diritto ebraico portatore di un sistema giuridico, culturale e di
valori.[14] Il percorso verso il negoziato Guido Fubini è tra i protagonisti e
gli ispiratori del movimento che a partire dagli anni '60 vuole modificare le
leggi degli anni '30. I primi dibattiti nascono in seno alla Comunità ebraica
di Torino della quale Fubini è uno dei rappresentanti, e proprio da qui si
avviano anche i primi cambiamenti e le prime riforme. L'idea di Fubini è quella
che per adeguarsi alla Costituzione si debba partire da un cambiamento della
comunità. Propone quindi delle graduali modifiche che possano però dare
risultati concreti immediati per democratizzare l'assetto organizzativo
interno. Tuttavia la riforma è in parte una sfida all'ebraismo italiano in
quanto alcune comunità la percepiscono come destabilizzante. Per Fubini la
tradizione deve essere intesa anche in questo caso come fondamento e non come
impedimento al cambiamento. In particolare in un momento come quello in cui si
trovano le Comunità ebraiche a partire dagli anni '60, dove molti ebrei
stranieri arrivano in Italia portando tradizioni differenti rispetto a quella
dell'ebraismo italiano.[14] La comunità di Torino, sotto la spinta dello stesso
Fubini, è la prima ad apportare modifiche interne: questo avviene già con
l'elezione del nuovo Consiglio della Comunità israelitica cittadina del 1960.
La giunta di coalizione che ne esce decide di rifiutare la legislazione del
1930-31 e di conseguenza di istituire un'assemblea della comunità, adottare il
referendum per le questioni di maggior rilievo, estendere l'elettorato attivo e
passivo alle donne e ai non contribuenti, assicurare la rappresentanza delle
minoranze. Le posizioni di Fubini sono poi da lui stesso espresse al congresso
dell'Unione delle comunità israelitiche nel maggio 1961 in quanto delegato
della comunità di Torino. Il congresso vota una mozione che invita a costituire
un gruppo di studio sulla necessità di adeguare la legislazione del 1929-30.
Fubini prende parte alla Commissione di studio nominata dall'Unione insieme ad
alcuni suoi colleghi. La Commissione inizia i lavori nel 1963 e prosegue fino
al 1966 con tempi che per Fubini sono troppo lunghi e flemmatici, a
dimostrazione di quanto poco la Commissione sia davvero intenzionata a
innescare una riforma[15]. Al congresso dei delegati delle Comunità del 1966,
la Commissione presenta una relazione che sostanzialmente comprende tutte le
proposte di Fubini, in cui si richiede uno studio più approfondito e l'aumento
del numero dei componenti della Commissione. La conclusione è che le leggi che
regolavano la vita delle Comunità israelitiche sono viziate di
incostituzionalità. Nel 1968 il congresso straordinario dell'Unione introduce
delle riforme moderate approvando alcuni cambiamenti proposti da Fubini e
rigettandone altri. A partire dalla seconda metà degli anni '70 questi
cambiamenti iniziano a uscire dall'ambiente delle comunità ebraiche in cui si
erano sviluppati per avere un dibattito a livello statale. Nel 1977 una
commissione governativa nominata per la revisione del Concordato tra Stato e
Chiesa esamina un primo progetto d'Intesa redatto dall'Unione delle Comunità
israelitiche. Guido Fubini partecipa quindi ad una serie di incontri tra la
commissione governativa e la commissione messa in piedi dall'Unione delle
Comunità israelitiche. Questi incontri proseguono per molti anni ma solo a
partire dal 1985 si entra nel merito della stipula dell'Intesa. Questa comincia
ad assumere un carattere peculiare rispetto alle altre Intese che lo Stato
stava firmando con le confessioni minoritarie. Lo Stato chiede la garanzia che
l'ordinamento ebraico non sia in contrasto con quello statale e l'Unione delle
comunità israelitiche chiede garanzie contro l'antisemitismo e le discriminazioni
razziali e religiose. L'Intesa viene firmata all'ultima riunione delle due
commissioni che si tiene alla fine del gennaio 1987. Curiosamente, nonostante
Fubini è colui che per primo e più di tutti si è battuto per l'accordo, questo
non porta la sua firma in quanto la sera dell'ultima riunione decide di
partecipare ad un impegno familiare, una festa in occasione del compleanno
della figlia, pensando che ormai l'Intesa era stata redatta e la sua firma non
avrebbe aggiunto valore[16]. L'Intesa viene firmata ufficialmente un mese dopo
dal Presidente del Consiglio e dalla Presidente dell'Unione delle Comunità
israelitiche. L'impegno nel PSI Con il ritorno a Torino all'inizio degli anni
‘50 l'attività politica di Guido Fubini che non era mai cessata torna ad
invigorirsi e già nell'inverno del 1950-51 partecipa al Congresso del Partito
Socialista Unitario in veste di rappresentante della delegazione francese. Qui
prende posizione contro l'adesione dell'Italia al Patto atlantico.[17] Nel 1953
decide di candidarsi alla Camera dei deputati nella lista di Unità popolare ma
non risulta eletto. Guido Fubini arriva alla militanza nel Partito socialista
italiano negli gli anni '60, dopo aver partecipato nel corso degli anni '50
alle attività di Unità popolare. All'interno del partito si colloca alla
sinistra dell'ala autonomista. Quest'ultima è rappresentata dai nenniani in
opposizione ai filocomunisti, e il suo gruppo, più a sinistra, quello nel quale
Fubini si riconosce, fa capo a Riccardo Lombardi che si definisce a-comunista e
non anti-comunista. Nel PSI porta avanti battaglie favorevoli al divorzio,
all'aborto e alla laicità dello Stato contro le ingerenze clericali. Da membro
del partito s'impegna per la pace nel Medio Oriente. Esce dal partito nei primi
anni '80 con l'avvento dell'egemonia di Craxi e, a detta dello stesso
Fubini[18], la conseguente fine di ogni dibattito, la commistione di interessi
pubblici e privati e la corruzione. Come lui fanno molti altri che non si
riconoscono nei cambiamenti del partito. L'evento scatenante è la firma, verso
la fine del 1981, dell'”Appello ai socialisti” con il quale Codignola denuncia
una gestione autoritaria del partito ponendo l'accento sulla questione morale.
Il partito espelle tutti i firmatari, e pertanto anche Guido Fubini. L'impegno
per la pace in Medio Oriente Fubini presta sempre molta attenzione alla
questione della pace in Medio Oriente. «Sul piano politico, ho sempre pensato
che il diritto di Israele ad esistere come Stato sia fondato sul principio di autodeterminazione
di un popolo, ma proprio per questo motivo non lo possono negare ad un altro
popolo» (Piera Egidi, Incontri: identità allo specchio tra fede e ragione,
Claudiana, Torino, 1998, p.200.) Sostiene il diritto all'esistenza dello Stato
di Israele come stato democratico[19] che può vivere solo nel dialogo con il
mondo arabo e con il mondo ebraico e israeliano, cioè attraverso un dialogo tra
ebrei e arabi, tra israeliani e palestinesi.[20] Nel contempo si batte per la
costituzione di uno Stato palestinese secondo la formula “due Popoli, due
Stati”. Questo suo punto di vista viene portato avanti fin dagli anni '60,
scatenando dissensi e opposizioni sia alla destra che alla sinistra dell'Unione
delle comunità israelitiche. Sostiene inoltre che per uscire dalla logica della
guerra nella quale si era entrati bisogna smettere di considerare gli esseri
umani come dei gruppi, ma vederli come esseri singoli, in quanto è solo
nell'accorpamento di più identità che si vede la figura del nemico.[21] Per
molti anni raccoglie numerosi articoli e riviste di tematica ebraica[22] e
partecipa intervenendo ad alcuni summit relativi, soprattutto nel corso della
fine degli anni '60 e negli anni '70. La prima riunione significativa alla
quale prende parte è quella di fondazione del Comité de la gauche pour la Paix
au Proche-Orient che si tiene a Parigi nel 1968. A questa ne seguono molte
altre, ma la conferenza che lo vede protagonista è quella di Bologna nel 1973:
"per la Pace e la giustizia nel Medio oriente".[22] Qui ricopre il
ruolo di vice-presidente della commissione politica e in questa veste propone
una strategia politica di sinistra per il Medio Oriente. La conferenza, a detta
dello stesso Fubini,[23] è inutile nelle sue immediate conclusioni politiche ma
pone le basi per l'incontro dieci anni più tardi di Begin e Sadat e venti anni
più tardi di Rabin e Arafat. Gli scritti e le riviste Guido Fubini all'interno
dell'Unione delle Comunità israelitiche italiane svolge anche un'intensa
attività culturale. È presente sulla scena ebraica italiana altresì attraverso
i suoi numerosissimi scritti. La sua produzione è ricca di tipologie di testo
diverse, si trovano infatti saggi, autobiografie, pamphlet, testi satirici,
articoli di giornale di diversa corposità. La grande maggioranza della sua
produzione è accomunata però da tematiche ebraiche. In particolare scrive di
diritto, di laicità, di politica italiana e francese, di comunità ed
istituzioni ebraiche, di Israele, di ebraismo e di Tanakh.[22] Lo stile dei
suoi testi è caratterizzato dall'ironia che nasce dallo scarto tra la realtà ed
il commento, utile per oltrepassare le barriere ideologiche ed entrare
all'interno delle costruzioni retoriche.[24] Per lunghi periodi dirige anche
due riviste, una di portata nazionale e una locale: La Rassegna mensile di
Israel La Rassegna Mensile di Israel è un periodico di cultura e storia ebraica
pubblicato a partire dal 1925 che all'inizio degli anni '80 si trova in un
momento difficile. È in questo contesto che Fubini si candida per entrare nella
redazione. Poiché la rivista si trova anche carente di un direttore che le
ridia splendore, nel 1982 Fubini in qualità di assessore alla cultura
dell'Unione delle Comunità ne ricopre la carica salvando la rivista da quella
che si presupponeva la sua fine.[25] Nei 14 anni in cui è direttore la
«Rassegna» diventa anche l'organo ufficiale con cui l'Unione delle comunità
diffonde sia il suo pensiero culturale e politico. Caratteristica della rivista
diretta da Fubini è di essere ricca di documenti e materiali per la storia
dell'ebraismo italiano ed internazionale. Di particolare rilevanza è la
pubblicazione di studi specifici sulla cultura sefardita e sulla cultura
yiddish. Ha Keillah «Ha Keillah» (La Comunità) è l'organo del Gruppo di studi
ebraici della Comunità ebraica torinese. La rivista è fondata nel maggio 1975
da un gruppo di ebrei che vogliono diffondere attraverso il mezzo giornalistico
informazioni sulla vita, la storia, il pensiero e la cultura ebraica. La prima
direttrice è Giorgina Arian Levi. Il gruppo sente la necessità di opporsi ad un
modo di condurre la Comunità che risulta antidemocratico e privo di aperture
culturali.[26] Fubini ricopre un ruolo fondamentale nell'atto di fondazione e
fino alla sua morte ne è redattore e animatore. Opere Monografie L'ultimo treno
per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991. La
condizione giuridica dell'ebraismo italiano, Rosenberg & Sellier, Torino,
1974. Il diritto ebraico. Le problematiche del rapporto con lo Stato in Italia,
in V. Parlato, G. B. Varnier (a cura di), Normativa ed organizzazione delle
minoranze confessionali in Italia, Giappichelli, Torino, 1992. Con V. Pegna-L.
Visco Gilardi, Israele-Palestina, una scelta diversa, Claudiana, Torino, 1970.
L'antisemitismo dei poveri, La Giuntina, Firenze, 1984. Lungo viaggio
attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996. Il conflitto
arabo-israeliano in Israele-Palestina: una scelta diversa, Claudiana, Torino,
1970. Principali collaborazioni con periodici La nuova Repubblica Resistenza Il
Ponte L'Astrolabio Quaderni di diritto e politica ecclesiastica La Rassegna
mensile di Israel Avanti! La Stampa L'Unità L'Espresso Giustizia e Libertà Ha
Keillah Israel Ha-Tikwà Critica Sociale Bollettino si studio, informazione e
collegamento della Federazione di Francia del Partito d'Azione L'Italia
socialista Il foro italiano Voci "Comunità israelitiche" e
"Ebrei" del Novissimo Digesto Italiano (UTET) del 1981 e 1982 Voce
"Enti Ecclesiastici delle confessioni religiose diverse dalla
cattolica" dell'Enciclopedia Giuridica (Istituto dell'Enciclopedia
italiana) del 1988 Note ^ Marco Brunazzi, L’impegno politico di Guido Fubini in
«Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. Piera Egidi,
Incontri: identità allo specchio tra fede e ragione, Claudiana, Torino, 1998,
p.199. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche
(1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, p. 42. ^ Guido Fubini, L’ultimo
treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino,
1991, pp. 110-111. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio,
Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 19-26. ^ Guido Fubini, L’ultimo
treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino,
1991, pp. 112-113. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine
autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, pp.21 e 88. ^ Queste
vicende sono narrate in: Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine
autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991. ^ Guido Fubini,
L’ultimo treno per Cuneo: Pagine autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier,
Torino, 1991, p. 70. ^ Guido Fubini, L’ultimo treno per Cuneo: Pagine
autobiografiche (1943-1945), Albert Meynier, Torino, 1991, p. 84. ^ Guido Fubini,
Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996,
pp. 54-55. ^ Giorgio Sacerdoti, L’intesa tra Stato e Unione delle Comunità
Ebraiche del 1987 e la sua attuazione, in A. Nardini (a cura di), Dall’accordo
del 1984 al disegno di legge sulla libertà religiosa. Un quindicennio di
politica e di legislazione ecclesiastica, Roma, 2001. p.329. ^ Dario Tedeschi,
La lunga strada per l’Intesa con lo Stato, in «Rassegna mensile di Israel», vol
LXXVII n°3, sett-dic 2011. Stefania Dazzetti, Libertà e identità dell’ebraismo
italiano nel contributo di Guido Fubini, in «Rassegna mensile di Israel», vol
LXXVII n°3, sett-dic 2011. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il
pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 112. ^ Guido Fubini,
Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996,
p.163. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg &
Sellier, Torino, 1996, p. 71. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il
pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 149. ^ G. Fubini-V.
Pegna-L. Visco Gilardi, Israele-Palestina, una scelta diversa, Claudiana,
Torino, 1970. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio,
Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p.148. ^ Piera Egidi, Incontri: identità
allo specchio tra fede e ragione, Claudiana, Torino, 1998, p.200. Confrontare
il materiale conservato presso l’Archivio dell’Istituto di studi storici
Gaetano Salvemini di Torino. ^ Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il
pregiudizio, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, p. 145. ^ Alberto
Cavaglion, Gli scritti di Guido Fubini tra narrazione, ironia e polemica in
«Rassegna mensile di Israel», vol LXXVII n°3, sett-dic 2011. ^ Anselmo Calò, Il
rilancio della «Rassegna mensile d’Israel» in «Rassegna mensile di Israel», vol
LXXVII n°3, sett-dic 2011. ^ Franco Segre, …e Guido creò Ha Keillah, «Ha
Keillah», anno XXXV, n°173, maggio 2010. Bibliografia Daniele Trematore, I
nuovi antisemitismi. Lo sguardo attento di Guido Fubini, Zamorani, Torino,
2022, pp. 329. Piera Egidi, Incontri: identità allo specchio tra fede e
ragione, Claudiana, Torino, 1998, pp. 197–200. «La Rassegna mensile d'Israel»,
vol LXXVII, nº3, sett-dic 2011. «La Rassegna mensile d'Israel», vol LXXV, nº3,
sett-dic 2009. Franco Segre, …e Guido creò Ha Keillah, «Ha Keillah». Portale
Biografie Portale Diritto Portale Ebraismo Categorie: Avvocati italiani del XX
secoloGiuristi italiani del XX secoloNati nel 1924Morti nel 2010Nati il 20
ottobreMorti il 22 febbraioNati a TorinoMorti a TorinoEbrei italiani[altre]
Nome compiuto: Guido Fubini.
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Fundano: la ragione conversazionale e il nome del
filosofo -- Roma – filosofia italiana
(Roma). Abstract. Grice:
“It seems that, snobs as they are, the Portico was more popular at Rome than it
had been at Athens!” Keywords: portico.Filosofo italiano. Grice: “The problem
with Old Roman Philosophers is their name. Consider Fundano. His gens was that
which have him as a “Minicio” – when it comes to my dictionary, Italians
hesitate. They don’t min listing him as ‘Minicio Fundano’ – but at Oxford we
consider that as vulgar. A name is something you can use to CALL someone – So
you have to decide: Fundano, or Minicio? Since there were more Minicios than
there were Fundanuses, it is perhaps wiser to list him under the F – as in ‘who
gives a F?’ -- A friend of Plutarco and Plinio minore – Plinio minore describes
him as a philosopher who dedicated himself to study from an early age. It seems
likely that he followed the doctrine of the Porch. Nome compiuto: Gaio Minicio Fundano. Fundano. Keywords:
portico. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Fundano.”
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Furio: la ragione conversazionale e il portico romano –
Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Abstract. Grice: “”That’s Porch!”, I would tell my
Oxford pupil, Strawson. He never read the classics – so the idea of labelling a
philosophy after the BUILDING where its adherents gathered was new and pathetic
to him!” -- Keywords: portico. Filosofo italiano. Scholar and statesman.
Probably followed the sect of the Porch. Nome
compiuto: Lucio Furio Filo. Keywords: portico. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Furio”.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fusaro:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’idealismo e la prassi
– la scuola di Torino – filosofia torinese – filosofia piemontesee -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Torino).
Filosofo torinese. Filosofo piemontese. Filosofo italiano. Torino, Piemonte. Grice:
“I like Fusaro – he philosophised on a critique of conversational reason!” Diplomato
al liceo Alfieri di Torino, si laurea con “Marx” a Torino. Studia a Milano.
Insegna Gramsci. Insegna a Milano. Cura
“La ragion populista” su Casa Pound. Membro del Risorgimento Meridionale per
l'Italia. Fonda Vox Italia. Si considera
allievo di Hegel e Marx. Tra gli italiani predilige Gramsci e Gentile. Tra i
moderni cita Spinoza, Fichte e Heidegger, con un'attenzione costante per le
origini romani della filosofia. Si occupa inoltre di storia della filosofia.
Tra gli filosofi studiati ci sono Koselleck, Blumenberg, oltre ai già citati
Marx, Hegel, Gramsci, Gentile, Spinoza e Fichte. Tratta Marx nell'ottica dell'idealismo, accostando
alla critica del sistema capitalistico elementi dalla tradizione del
comunitarismo e del sovranismo. Segue le orme di Preve. Altre opere: “Speranza:
un saggio filosofico” (Il Prato); “La farmacia di Epicuro: la filosofia come
terapia” (Il Prato). “L’atomismo di Lucrezio: alle radici del materialismo” (Il
Prato); “La schiavitù salariata” (Il Prato); “Bentornato Marx! Rinascita di un
pensiero rivoluzionario” – cfr. “Bentornato Grice! Rinascita della prammatica”
(Bompiani); “Essere senza tempo: il concetto filosofico d’accelerazione”
(Bompiani); “Minima mercatalia: il capitalismo” (Bompiani); “L'orizzonte in
movimento. Modernità e futuro in Koselleck, Il Mulino); Coraggio, Cortina); “Idealismo
e prassi in Gentile” (Il Melangolo); “Rivolta, dissidenza, scissione” (Barney);
“Il futuro è nostro: filosofia dell'azione” (Bompiani); “Stato commerciale
chiuso” (Il Melangolo); “Essere-nel-mondo e passione” (Feltrinelli); “Europa e
capitalismo. Per riaprire il futuro” (Mimesis); “Peccato nei Grundzüge” (Il
Melangolo); “Altrimenti: il dissenso conversazionale” Einaudi, “Coscienza del
precariato” Bompiani “L’ordine dell’amore” (Rizzoli); Processo alla Rivoluzione
(Il Ponte Vecchio); “Marx idealista: una lettura eretica del materialismo storico”
Mimesis); “La notte del mondo: arte e technica in Heidegger” tecnocapitalismo, POMBA,
Glebalizzazione. La lotta di classe al tempo del populismo” (Rizzoli); “Il
naturalismo di Lucrezio” (Bompiani, Marx); “Il Lavoro salariato e capitale,
Bompiani, Marx, Forme di produzione pre-capitalistiche, Bompiani, Marx Friedrich Engels, Manifesto e princìpi
del comunismo, Bompiani, Marx Friedrich Engels, Ideologia” Bompiani, Fichte, “Missione
del dotto, Bompiani); “L’epicureismo romano – piacere” AlboVersorio, ESE, su
uniese. Arriva al Teatro GiordanoFoggia ZON, in Foggia ZON Curriculum Harvard, Department
of Romance Languages, Rai Filosofia, Diego Fusaro presenta Filosofico.net, su
Il di RAI Cultura dedicato alla
filosofia. Diego Fusaro, Il Fatto Quotidiano, su Il Fatto Quotidiano. F., L'Interesse
Nazionale, su diegofusaro.com. Passa dal
marxismo 2.0 alla rivista più vicina ai cattolici conservatori di CL, in
Giornalettismo, Chiude Tempi, licenziamento immediato per redazione e
dipendenti, in L’Huffington Post, La conversione del filosofo comunista:
scriverà per la rivista di estrema destra, su libero quotidiano, Author at Radio
Radio, su Radio Radio. Perché le turbo-stupidaggini di F. non fanno ridere ma
sono pericolose, su The Vision, Gioia Tauro risultati elezioni comunali, su
corriere. Foligno, ecco l’eventuale giunta M5s: Assessore in pectore alla cultura,
su umbria Comunali Area ITALIA Regione UMBRIA Provincia PERUGIA Comune FOLIGNO,
elezionistorico, "Valori di destra,
idee di sinistra". Fusaro a bomba: nuovo movimento ultra-sovranista, è
l'anti-Salvini?, su libero quotidiano. Il filosofo che difende il governo del
cambiamento. E sogna la guerra tra popolo ed élite, in Tiscali Notizie, Fusaro,
Il capitale: un trionfo dell'idealismo tedesco, Consorzio Festival filosofia, Il
filosofo populista Panorama, in Panorama, In memoria di Preve. Anti-europeismo Euro-scetticismo,
Meridionalismo, protezionismo, questione meridionale Revisionismo del marxismo,
revisionismo del Risorgimento, socialismo nazionale, teoria del ferro di
cavallo, sovranismo diegofusaro.com.
YouTube. openMLOL, HorizonsRadio Radicale. Filosofico.net La filosofia e i suoi eroi.
Democrito comunitario democratico, in “Giornale Critico di Storia delle
Idee”. Maturità negata. Precarizzazione e de-eticizzazione del mondo della
vita, in “Giornale Critico di Storia delle Idee”. The Role of Aesthetics in
Fichte’s Science of Knowledge, in “Polish Journal of Philosophy”, Fichte e la
compiuta peccaminosità. Filosofia della
storia e critica del presente nei “Grundzüge”, Il Nuovo Melangolo, Genova. F. Fichte and GENTILE (si
veda). Notes about the relationship between Transcendental Idealism and Actual
Idealism. ÁGORA FILOSÓFICA, F.. On Language and “Aufforderung” in Fichte. A Few
Historiographical Notes. INFORMACIÓN
FILOSÓFICA, F. Dogmatismo e idealismo nello “Stato commerciale chiuso di
Fichte”. POLITICA et SOCIETÀ; F. Fichte e la Rivoluzione francese. Note intorno
a un dibattito storiografico. RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA, F. Heidegger
lettore di Marx. La metafisica marxiana come verità dell’idealismo. STUDI
FILOSOFICI, F. Lineare Zeitauffassung. Temporalità e critica del dogmatismo nei
Discorsi alla nazione tedesca di Fichte . LA CULTURA; F. Il “Sistema della
Libertà”. La Filosofia Pratica di Fichte e la Lettura di Husserl. REVISTA
PORTUGUESA DE FILOSOFIA, F. Fichte, Marx e l’ontologia della prassi. TEORIA, F.
Ripensare l’Europa a partire da Edmund Husserl. In: vacchelli G e Patrizia G.
Liberare l’Europa. Tra pensiero critico e nuove visioni. MILANO: Mimesis; F. Riprendersi
il futuro. Utopia, storia e possibilità. RINGIOVANIRE IL MONDO. UTOPIA E
NOSTALGIA DEL FUTURO, Saonara: Il Prato; F. Karl Marx. La verità come
“questione pratica”. Filosofia, verità e politica. Questioni classiche, ROMA:
Carocci, F. GRAMSCI (si veda), MILANO: Feltrinelli, F., Tagliapietra A (a cura
di) RINGIOVANIRE IL MONDO. UTOPIA E NOSTALGIA DEL FUTURO. SAONARA: Il Prato, F.
The Concept of ‘commercial anarchy’ in Fichte’s ‘The Closed Commercial State’.
SERBIAN POLITICAL THOUGHT; F. L’Unione Europea tra rivoluzione passiva e
questione meridionale. Note a partire da Gramsci. PHENOMENOLOGY AND MIND, F.
Dialettica storica e senso della possibilità. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE
IDEE, F. Il concetto di temporalità storica in Reinhart Koselleck.
STORIOGRAFIA, F. Della critica conservatrice. Nuove forme di connivenza con
l’insensatezza. LA SOCIETÀ DEGL’INDIVIDUI, F. Particolarismo e universalismo
nei “Discorsi alla nazione tedesca” di Fichte. FILOSOFIA POLITICA; F. NOTES ON THE “END OF HISTORY”
RE-THINKING THE PRESENT AS HISTORICITY. FACTA
UNIVERSITATIS. SERIES: PHILOSOPHY, SOCIOLOGY, PSYCHOLOGY AND HISTORY; F.
Apraxia ed eclissi del lavoro nel capitalismo assoluto. PARADIGMI, F. Il
principio trasparenza: le «Confessioni» di Rousseau e i paradossi della
sincerità. INTERSEZIONI; F. Idealismo pratico? Note sulla prima delle “Tesi su
Feuerbach” di Marx . GIORNALE DI METAFISICA; F. La costellazione
dell’humanitas. Mercato, cittadinanza, comunità, libertà. Civitas Augescens.
Includere e comparare nell’Europa di oggi, FIRENZE: Olschki, F. Pensare la
dissidenza nel tempo del conformismo globale. In: Fusaro D, Caputo S, Vitelli
L. Pensiero in rivolta. Dissidenza e spirito di scissione, Barbera, F. Storia e
ideologia. L’odierna malattia antistorica. TEORIE DEL PENSIERO STORICO, MILANO:
Unicopli; F. Il “sistema della libertà” di Fichte. La dottrina della scienza
come ontologia della prassi. Libero arbitrio. Teorie e prassi della libertà,
NAPOLI: Liguori, F. Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione. MILANO:
Bompiani, F. Fichte e l’anarchia del commercio. Genesi e sviluppo del concetto
di “Stato commerciale chiuso”. GENOVA: Il Nuovo Melangolo, F. Fichte, “Missione
del dotto”. Milano: Bompiani; F. Fichte e l’alienazione dell’Io. GIORNALE
CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. La compiuta peccaminosità. La critica della
società capitalistica nei «Grundzüge» di Fichte. FILOSOFIA POLITICA; FUSARO D.
(2013). GRANDEZZE E LIMITI DI LESZEK NOWAK. Scienza, marxismo e metafisica.
Leszek Nowak e la Scuola Metodologica di Poznan, Villasanta: Limina Mentis; F.
Spettri della filosofia. Note sul rapporto tra Marx e Stirner. RIVISTA DI
STORIA DELLA FILOSOFIA; F. Idealismo e prassi. Fichte, Marx e GENTILE (si veda).
GENOVA: Il Nuovo Melangolo, F. Come un solo corpo. Spinoza e l’ontologia
dell’essere sociale. LA RAGIONE DELLA PAROLA RELIGIONE, ERMENEUTICA E
LINGUAGGIO IN BARUCH SPINOZA, SAONARA: Il Prato; F. Aporie e limiti della
Begriffsgeschichte di Reinhart Koselleck. LA CULTURA, F. Il piacere di vivere.
Di Epicuro., MILANO: Alboversorio, F. Il tempo dei concetti. La riflessione
filosofica di Koselleck. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F. La logica
ideologica Vecchie e nuove legittimazioni del potere. LA SOCIETÀ DEGL’INDIVIDUI,
F. L’orizzonte in movimento. Modernità e futuro in Reinhart Koselleck. BOLOGNA:
Il Mulino, F. Per una filosofia del riconoscimento: a partire da Fichte. In: V.
Cordero. LA LIBERTÀ COME RICONOSCIMENTO: TAYLOR INTERPRETE DI HEGEL, SAONARA:
Il Prato; F. Il paradosso di Democrito: inconciliabilità dell’etica con la
fisica? Solaro. Il mistero di Democrito. ROMA: Aracne, F. SENSIBILMENTE
SOVRASENSIBILE. L’IDEOLOGIA DEL CAPITALE UMANO. IL LAVORO PERDUTO E RITROVATO,
Udine – Milano: EDIZIONI MIMESIS, F. Il progresso non garantito nella filosofia
della storia di Kant. Storia, rivoluzione e tradizione. Studi in onore di Paolo
Pastori; FIRENZE: Edizioni del Poligrafico Fiorentino, F. Stato nazionale ed
egemonia del politico sull’economico. Leadership futura, Milano: Associazione
Centro Studi BE, F. Ein Triumph der deutschen Wissenschaft: Marx idealista.
Leggere Marx oggi, SOVERIA MANNELLI: Rubbettino, F. Coraggio. MILANO: Cortina, F.
Apocalissi e metafisica dell’illimitatezza. In: A. Vergani. Apocalissi del
capitalismo : considerazioni inattuali sul destino del mondo contemporaneo,
SAONARA: Il Prato, F. Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo. MILANO:
Bompiani, F. Il realismo, fase suprema del postmodernismo? Note su “New
Realism”, postmodernità e idealismo. KOINÉ; F. Senza inizio né fine. Monoteismo
del mercato e metafisica dell’illimitatezza. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE
IDEE, F. Prolegomena to any future philosophy of history that will be able to
present itself as a science. STORIA DELLA STORIOGRAFIA, F. La disobbedienza
ragionata. Critica illuministica e stato assoluto in Koselleck e Foucault .
FILOSOFIA POLITICA; F. Come si fa la storia dei concetti? La proposta di
Brunner, tra storiografia e ideologia politica . HISTORIA MAGISTRA F. I
“Geschichtliche Grundbegriffe” di Brunner, Conze e Koselleck. Acquisizioni e
novità teoriche. . RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA; F.. L’aporia dello Stato
in Fichte. L’egemonia della politica sull’economia come reazione all’epoca
della compiuta peccaminosità. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, F.
Ideologia tedesca. MILANO: Bompiani, F. Metafisica e reazione al disincanto
postmoderno. In: A. Cusimano. Per una rifondazione della Metafisica. Critica
della ragion postmoderna, SAONARA: Il Prato F. Quale comune? Per una critica
del marxismo deleuziano di Toni Negri. KOINÉ F. Modernità come supremazia
dell’utile economico. GIORNALE CRITICO DI STORIA DELLE IDEE, Nietzsche tra
eterno ritorno e tensione verso il futuro. Le aporie nella concezione
nietzscheana del tempo. La passione della conoscenza. Studi in onore di
Giametta, LECCE: Pansa Multimedia F. Salario, prezzo e profitto. MILANO: Bompiani,
F. Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita. MILANO:
Bompiani, F. Tagliapietra. Il dono del filosofo. Sul gesto originario della
filosofia. AGALMA, F. Bibliografia di Così parla Zarathustra. MILANO: Bompiani,
F. Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionarioBompiani, F. Ancora
una filosofia della storia? Grecchi. Occidente: radici, essenza, futuro,
SAONARA: Il Prato, F. Marx e l’infuturamento della filosofia della storia di
Hegel. In: R. Mordacci. Prospettive di filosofia della storia, Milano: Bruno
Mondadori, F. La gabbia d’acciaio: Weber e il capitalismo come destino. KOINÉ F.
Reinhart Koselleck nel dibattito storiografico e filosofico. TEORIA POLITICA; F.
Forme di produzione precapitalistiche. MILANO: Bompiani, F. Manifesto e
princìpi del comunismo. MILANO: Bompiani, F. Perché non può essere noioso lo
studio di ciò che nasce dalla meraviglia. È veramente noiosa la storia della
filosofia antica?, SAONARA: Il Prato, F. Lavoro salariato e capitale. MILANO:
Bompiani, F. La filosofia della storia di Herder: una prospettiva
greco-centrica?. ARCHÉ, F. Presentazione, in C. Preve, Un’approssimazione al
pensiero di Karl Marx. In: C. Preve. UN’APPROSSIMAZIONE AL PENSIERO DI KARL
MARX TRA MATERIALISMO E IDEALISMO. F. Saggio introduttivo. In: Luciano di
Samosata. Tutti gli scritti, MILANO: Bompiani, F. Marx e l’atomismo greco: alle
radici del materialismo storico. SAONARA: Il Prato, F. Karl Marx e la schiavitù
salariata: uno studio sul lato cattivo della storia. SAONARA: Il Prato, F. Bibliografia
di Luciano di Samosata, Tutti gli scritti. MILANO: Bompiani, F. Per una teoria
del’arte in Marx. KOINÉ F. Sulla questione ebraica. MILANO: Bompiani F.
DEMOCRITEA COLLEGIT EMENDAVIT INTERPRETATUS EST SALOMO LURIA. In: S. Luria.
DEMOCRITEA COLLEGIT EMENDAVIT INTERPRETATUS EST SALOMO LURIA, MILANO: Bompiani,
F. La farmacia di Epicuro. La filosofia come terapia dell’anima. SAONARA: Il
Prato, F. I Presocratici. In: Diels-Kranz. I presocratici : prima traduzione
integrale con testi originali a fronte delle testimonianze e dei frammenti
nella raccolta di Hermann Diels e Walther Kranz, MILANO: Bompiani, F. Filosofia
e speranza. Bloch e Löwith interpreti di Marx. SAONARA: Il Prato, F. Montaigne
euretes del moderno. In: Michel de Montaigne. Apologia di Raymond Sebond. p.
5-73, MILANO: Bompiani, F. . Differenza fra la filosofia della natura di
Democrito e quella di Epicuro. MILANO: Bompiani, glebalizazzione. Diego Fusaro.
Fusaro. Keywords: idealism e prassi, Lucrezio, italianita, romanita, Gramsci,
Gentile, arte, technica, filosofia della storia, peccato, italiano, italianita,
evola, filosofia in eta antica, filosofia romana. Refs.: Luigi Speranza, “Grice
e Fusaro: l’implicatura” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Fuschi:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale eretica – la scuola
di Cesena – filosofia cesenese – filosofia emiliana -- filosofia italiana –
Luigi Speranza (Cesena). Keywords: “One of my pupils at Oxford said the wanted
to specialize in Italian philosophy. ‘Stick to the heretics!’ I advised!” Abstract:
iconoclast, eretico. Grice: “I see my philosophy as a simplifying iconoclasm,
on the whole!” Filosofo cenese. Filosofo emiliano. Filosofo
italiano. Cesena, Emilia Romagna. – Grice:
“I like Fuschi, and so does Eco, Rota, and Carlini! Fuschi opposes Aquina’s
truths and turns them into mistakes – since they involve things about the past
– where the apostles kept property – it’s all pretty unverifiable, -- still
Fuschi was thoroughly heretic!” – Grice: “Fuschi is the Italians’ Ockham!” -- Michele da Cesena Affresco di Andrea di
Buonaiuto nel Cappellone degli Spagnoli di Firenze. Al centro c'è papa Innocenzo VI; in primo piano, tre
ecclesiastici che discutono: Guglielmo da Ockham, Michele da Cesena e
l'arcivescovo di Pisa Simone Saltarelli. Rispettivamente alla destra e alla
sinistra del papa vi sono Egidio Albornoz e Carlo IV di Lussemburgo. Di grande
rilievo nelle vicende politiche ed ecclesiastiche, noto soprattutto per essere
stato ministro generale dell'Ordine francescano. Dopo avere studiato a
Parigi, venne eletto alla più alta carica dell'Ordine francescano durante il
capitolo generale tenuto a Napoli. Durante quel capitolo vennero anche
approvate le rinnovate Costituzioni dell'Ordine, note (per essere state +preparate
da un gruppo di frati ad Assisi) come Constitutiones Assisienses. Si
distinse subito per una decisa persecuzione nei confronti degli “spirituali,
sostenitori dell'assoluta povertà di Gesù Cristo e della necessità di una
altrettanto rigorosa povertà dell'ordine francescano. In questa opera di
repressione, e appoggiato da Giovanni XXII. Con le lettere bollate Sancta
Romana e Gloriosam Ecclesiam Giovanni XXII riprova e scomunicava tutti gli
spirituali. Si voleva così chiudere il caso della frattura tra gli spirituali e
il resto dell'Ordine francescano (la cosiddetta "comunità"),
sospingendo i primi nell’eresia e nella marginalità. Incalzati dalla
persecuzione, Ubertino da Casale e Angelo Clareno, i maggiori esponenti della
corrente spirituale, dovettero lasciare l'Ordine. A Marsiglia, per la prima
volta erano stati bruciati sul rogo quattro spirituali. Tuttavia, anche i
rapporti tra Michele e Giovanni XXII si deteriorarono. Il papa, infatti, aveva
riaperto il dibattito a proposito della povertà di Cristo, e finì per abolire
(con la lettera bollata Inter nonnullos) la "finzione" giuridica, in
vigore fin dal tempo di Niccolò III (regolamentata con lettera bollata Exiit
qui seminat), secondo la quale i francescani non possedevano nulla né come
singoli, né come conventi, né come Ordine, ma era la Santa Sede a detenere la
proprietà di tutti i loro beni che poi venivano gestiti per mezzo di
procuratori. Durante il capitolo di Perugia i Francescani difesero le loro tesi
sulla povertà di Cristo e degli Apostoli, come singoli e in comune. Il
manifesto francescano di Perugia (più precisamente, due lettere encicliche
scritte dal Capitolo e indirizzate a tutti i frati) venne però condannato dal
papa. Ormai lo scontro tra Fuschi e Giovanni XXII era irreversibile. Il
ministro generale venne convocato dal papa ad Avignone e sospeso dalla sua
carica. Venne confermato dai Francescani alla carica di ministro generale nel
capitolo di Bologna. Giovanni XXII gli impose una residenza forzata ad
Avignone, ma fuggì con un piccolo gruppo di frati, tra i quali Occam e Bonagrazia
da Bergamo. I fuggitivi si imbarcarono nel porto di Aigues-Mortes e raggiunsero
a Pisa il campo di Ludovico il aro, candidato al trono del Sacro Romano
Impero. Il papa depose Fuschi dal suo ruolo di ministro generale con la
lettera bollata Cum Michaël de Caesena. Con la lettera bollata Dudum ad nostri,
Fuschi, Occam, e venivano scomunicati. Tale condanna venne rinnovata con la
lettera bollata Quia vir reprobus Michaël de Caesena. Durante il capitolo
generale convocato a Parigi venne eletto ministro generale Oddone. Una parte comunque
minoritaria dell'ordine francescano rimase fedele a Fuschi, rifiutando di
riconoscere l'autorità d’Oddone e del papa stesso, ritenuto eretico e quindi
ipso facto decaduto (nel suo scontro con il papa per la successione al trono imperiale,
Ludovico il aro face eleggere papa Rainalducci da Corbara con il nome di
Niccolò V. Esponente, con Occam e Marsilio da Padova, del gruppo di
intellettuali schierati sul fronte ghibellino e protetti da Ludovico il aro,
Fuschi visse alla corte. Nomina Occam suo successore e vicario, affidandogli il
sigillo dell'Ordine che era ancora in suo possesso. M. Niccoli nella
Enciclopedia Italiana, C. Dolcini nel Dizionario Biografico degli Italiani
riporta. L’ultimo appello di M. fu pubblicato a Monaco e non si hanno notizie
su di lui. Altre opere: “Appellatio monacensis, Armando Carlini, Fra Michelino
e la sua eresia, prefazione di Renato Serra, Bologna, Nicola Zanichelli, Cattività
avignonese Disputa sulla povertà apostolica, “Il nome della rosa”; Ordine
francescano Riforma spirituale medioevale. Treccani Enciclopedie on line,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana,.
Michele da Cesena e michelisti, -- michelismo e tomismo -- la voce nel
Dizionario del pensiero cristiano alternativo, sito Eresie Medioevo ereticale:
la disputa sulla povertà, su mondi medievali. net. Predecessore Ministro
generale dell'Ordine dei Frati MinoriSuccessoreFrancescocoa.png Bonini Odonis Francescanesimo Disputa sulla
povertà apostolica Filosofia. L'eresia è una dottrina considerata come
deviante dall'ortodossia religiosa alla cui tradizione si collega, come
storicamente quella cattolica. Il termine viene utilizzato anche FUORI
DALL’AMBITO RELIGIOSO, in senso figurato, per indicare un'opinione o una
dottrina filosofica, politica, scientifica o persino artistica in disaccordo
con quelle generalmente accettate come autorevoli. BUNAIUTI (si veda) Galilei
condannato per eresia. Etimologia, origine e sviluppi del termine. Goya: Il
tribunale dell'Inquisizione "Eresia" deriva dal greco αἵρεσις,
haìresis derivato a sua volta dal verbo αἱρέω (hairèō, "afferrare",
"prendere" ma anche "scegliere" o "eleggere"). In
tale ambito indica anche delle scuole come quella dei pitagorici di CROTONE o
quella del PORTICO ROMANO. In ambito cristiano, il termine "eresia",
assente nei vangeli canonici, compare negli Atti degli apostoli(, in origine
dunque eretico, era colui che sceglieva, colui che era in grado di valutare più
opzioni prima di, cfr. Atti) per indicare varie scuole (o sette) come quelle
dei Sadducei, Cristiani e Farisei. Sia in greco antico sia in ebraico
ellenizzato questo termine non possedeva, originariamente, alcuna
caratteristica denigratoria. Con le Lettere del Nuovo Testamento tale
neutralità del termine viene meno: in Corinzi, Galati, Pietro, haìresis inizia
ad assumere dei connotati dispregiativi e ad indicare la
"separazione", la "divisione" e la rispettiva condanna. Secondo
Schlier lo sviluppo in negativo di hairesis procede con l'analogo sviluppo del
termine ekklesia. Haìresis ed ekklesia divengono due opposti. Secondo Boulluec,
è Giustino il primo apologeta ad utilizzare sistematicamente il termine
"eresia" per combattere le correnti cristiane considerate devianti. In
ambito ebraico si evidenzia un processo analogo. In corrispondenza con
l'emergere dell'ebraismo rabbinico ortodosso il termine ebraico min -- (מִין,
pl. מִינִים, minim; corrispettivo del greco haìresis -- assume dei connotati
dispregiativi e viene utilizzato per indicare sia i cristiani che gli
gnostici. Il termine d’un significato neutro assume in un secondo momento
un valore negativo e passa ad indicare una dottrina o un'affermazione contraria
ai dogmi e ai princìpi di una determinata religione, sovente oggetto di
condanna o scomunica da parte dei rappresentanti della stessa. Nel caso della
Chiesa cattolica, ad esempio, sono previsti appositi sinodi per stabilire quali
siano le deviazioni dall'ortodossia e la Congregazione per la Dottrina della
Fede (erede della Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione)
per individuare coloro che vengono considerati "colpevoli di eresia"
(ovvero gli eretici). Fuori dall'ambito religioso il termine viene
utilizzato in senso figurato per indicare un'opinione o una dottrina
filosofica, politica, scientifica o persino artistica in disaccordo con quelle
generalmente accettate come autorevoli. Eretico è dunque chi proclama con
forza una propria scelta definitiva: "eresia" può pertanto equivalere
ad una scelta sia di credo sia di appartenenza tra fazionireligiose
contrapposte. Un'altra possibile interpretazione, legata al significato di
"scelta", richiama il fatto che l'eretico è colui che
"sceglie", cioè accetta, solo una parte della dottrina
"ortodossa", rimanendo in disaccordo su altre parti. Nel registro
informale, il termine viene però usato per indicare un'opinione gravemente
errata o comunque discordante dalla tesi più accreditata riguardo ad un certo
argomento. In origine il termine, utilizzato da scrittori ellenistici,
indicava una fazione o una setta religiosa, senza connotazioni negative. Già
nel Nuovo Testamento il termine assume un significato negativo e in questo
senso venne utilizzato da padri della Chiesa e scrittori ecclesiastici. Ad
esempio il termine venne ampiamente impiegato da Ireneo nel suo trattato Contra
haeresis(Contro le eresie) per contrastare i suoi oppositori nella Chiesa. Egli
descrisse le sue posizioni come ortodosse (dal greco ortho- "retta" e
doxa "opinione") in contrapposizione con quelle "eretiche"
dei suoi avversari. Ovviamente, nell'accezione negativa, il termine
eresia può essere visto come reciproco: pochi sarebbero disposti a definire le
proprie credenze come eretiche, ma piuttosto a presentarle come l'interpretazione
corretta di una determinata dottrina, e quindi come la visione ortodossa
giudicata eretica da altri. Ciò che costituisce eresia è un giudizio dato in
funzione dei propri valori; si tratta dell'espressione di un punto di vista
relativo ad una consolidata struttura di credenze. Per esempio, i cattolici
vedevano nel protestantesimoun'eresia mentre i non cattolici consideravano il
cattolicesimo stesso come la grande apostasia. Nell'ambito del
cristianesimo si tende a fare una distinzione fra eresia e scisma: quest'ultimo
comporta un distacco dalla chiesa ortodossa, considerata conforme alle regole
date, senza "perversioni nel dogma" (secondo la definizione di Girolamo),
anche se, secondo alcuni teologi cattolici, lo scisma inveterato finisce per
assumere anche caratteristiche dottrinali. CattolicesimoModifica
Sassetta: Rogo di un eretico «Sotto il profilo giuridico-ecclesiastico, eretico
è definito colui che, dopo il battesimo, e conservando il nome di Cristiano,
ostinatamente si rifiuta o pone in dubbio una delle verità che nella fede
divina e cattolica si devono credere» (Karl Rahner, Che cos'è l'eresia?,
Brescia, Paideia) Varie opere dell'apologeta e scrittore cristiano Tertulliano
sono dirette contro gli eretici e le rispettive eresie: Marcione, Valentino,
Prassea. Il Padre della Chiesa Agostino d'Ippona rivolse la sua polemica
principalmente contro i manichei, i donatistie i pelagiani. In un decreto
successivo alla vittoria su Licinio e al Concilio di Nicea I, Costantino
condannò le dottrine degli eretici (Novaziani, Valentiniani, Marcioniti,
Paulianisti e Catafrigi). Pascal in Pensieri si sofferma più volte sul
tema delle eresie. Nel frammento scrive: Dunque esiste un gran numero di
verità, sia di fede che di morale, che sembrano incompatibili e che sussistono
tutte in un ordine meraviglioso. La sorgente di tutte le eresie è l'esclusione
di alcune di queste verità, e la sorgente di tutte le obiezioni che ci fanno
gli eretici è l'ignoranza di alcune delle nostre verità. E di solito accade che
non potendo concepire il rapporto tra due verità opposte e credendo che
l'accettazione di una comporti l'esclusione dell'altra, essi si attaccano
all'una ed escludono l'altra, e pensano che noi facciamo il contrario. Chesterton
così definisce l'eresia e l'eretico: «L'eretico (che è anche sempre
fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la
verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa.
Preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha
scoperto lui stesso. Non gli piace veder finire il suo piccolo, prezioso
paradosso, che si regge solo coll'appoggio di una ventina di truismi, nel
mucchio della sapienza di tutto il mondo (Chesterton, L'Uomo Comune - La Nonna
del Drago ed altre serissime storie) «L'eresia è quella verità che
trascura le altre verità. Solo la Chiesa cattolica è il luogo dove tutte le
verità si danno appuntamento e riescono a convivere, pur se sempre minacciate
di squilibrio (Chesterton, Perché sono cattolico - Moro) Un'eresia è
sempre una mezza verità trasformata in un'intera falsità. Chesterton,
America) Un esempio di verità che trascura le altre verità ci è dato
dalle tentazioni di Gesù descritte nei vangeli sinottici. Vincenzo di Lerino,
nel suo Commonitorium, scrive che gli eretici usano le Scritture allo stesso
modo di Satana, quando per tentare Gesù. Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul
punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati
giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo
riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno
sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra".
Gesù gli rispose: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio
tuo"». Il Medioevo Modifica Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso
argomento in dettaglio: Movimenti ereticali medievali. I moti di contestazione
nei confronti della Chiesa, divampati nella prima metà del XII secolo, come
quello dei patarini e quello degli arnaldisti, avevano dato l'indicazione della
necessità di una riforma religiosa. Il movimento dei catari, che affiorò
contemporaneamente in diversi punti d'Europa, ambiva alla creazione di una
nuova Chiesa. Contro di loro papa Innocenzo III bandì una crociata di
sterminio. La caduta dell'ultima roccaforte di Montségur, nel sud della
Francia, con il conseguente rogo di circa duecento catari, determina la fine
del catarismo. AQUINO (si veda) nella Somma Teologica definie l'eresia una
forma d'infedeltà che corrompe la dottrina e porta turbamento nelle anime dei
fedeli. AQUINO (si veda), inoltre, e poi di conseguenza nell'ambito del
cattolicesimo, si pongono alcune distinzioni fra i diversi GRADI dell'eresia.
Quando si tratta dell'opposizione diretta e immediata ad un dogma
esplicitamente proposto dalla Chiesa si parla di DOTTRINA eretica, mentre
quando ci si oppone a una conclusione teologica o ad altri elementi derivati di
una verità RIVELATA o ad una dottrina definibile, ma non ancora definita, si
parla di proposizioni erronee, o che sanno di eresia, o prossime
all'eresia. Da notare che nella tradizione lessicografica italiana, il
lemma "eresia" indica prevalentemente quelle dottrine contrarie ai
dogmi della Chiesa cattolica. Così l'edizione di Mauro: dottrina o affermazione
contraria ai dogmi e ai principi della Chiesa cattolica. Così anche l'edizione
du Devoto-Oli: dottrina che si oppone direttamente e contraddittoriamente a una
verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa cattolica. Così il
vocabolario online della Treccani: dottrina che si oppone a una verità rivelata
e proposta come tale dalla Chiesa cattolica e, per estensione, alla teologia di
qualsiasi chiesa o sistema religioso, considerati come ortodossi. Nell'edizione
del Grande Dizionario Italiano della Hoepli: Nel cristianesimo, dottrina,
palesemente dichiarata e sostenuta, che si oppone alla verità RIVELATA da Dio e
affermata come tale dal linguaggio della Chiesa, Insieme di interpretazioni
personali, contrastanti con la tradizione, che possono svilupparsi nell'ambito
di una religione basata su un sistema di dogmi ufficialmente riconosciuti.
Tuttavia nel Vocabolario della Lingua italiana Zingarelli, nella prima
definizione di questo lemma, esso acquisisce un significato ben più ampio, Nelle
religioni fondate su una dogmatica universalmente o ufficialmente riconosciuta,
dottrina basata su interpretazioni personali in contrasto con la tradizione, Schlier
Schlier Boulluec Epistola ad Titum, Patrologia Latina Agostino, Contra
Cresconium, Pascal, Pensieri e altri scritti, Milano, Mondadori Frammento
secondo la numerazione Brunschvicg, secondo la numerazione Lafuma, da Pascal,
Pensieri e altri scritti, Mondadori, Milano; Pensées sur la religion et sur
quelques autres sujets su ub.uni-freiburg Pascal, Pensieri e altri scritti,
Milano, Mondadori Aforismi sulla verità e sulle virtù raccolti e commentati da
Paolo Gulisano, su chesterton.it. ^ Messori con Brambilla, Qualche ragione per
credere, Edizioni Ares; Chesterton, Summa Chestertheologica, Guerrino Leardini
et Centro Missionario Francescano Società Chestertoniana Italiana; Vincentius
of Lerins, XXVI, in The Commonitorium of Vincentius of Lerins, Cambridge;
«Heretics use Scripture in the same way as Satan did in the Temptation of our
Lord, and they lure the incautious to join them by claiming special grace and
privileges for their followers.San Lorenzo da Brindisi, Lutero - Volume
secondo, Siena, Ezio Cantagalli; Insegna il medesimo Lirinense che gli eretici,
nel portare le testimonianze della Divina Scrittura, imitano il demonio, che
messo il Signore sopra la più alta guglia del tempio, gli disse: «Se tu sei il
Figlio di Dio, buttati giù: poichè sta scritto che Dio ha comandato ai suoi Angeli
ecc.. Luca su bibbiaedu Bueno, Le eresie medievali, Ediesse; Cantimori, ERETICI
ITALIANI del cinquecento - Ricerche storiche, Sansoni Editore Nuova, Firenze;
Cantù, Gli eretici d'Italia. Discorsi storici, Torino, Unione; Fornari, Frati,
antipapi ed eretici parmensi protagonisti delle lotte religiose medievali,
Silva Editore. Garofani, Le eresie medievali, Roma, Carocci. Alain Le Boulluec,
La notion d'hérésie dans la littérature grecque: De Justin à Irénée: Clément
d'Alexandrie et Origène, Parigi, Etudes Augustiniennes; Boulluec, Ellenismo e
cristianesimo, in Il sapere greco, II, Torino, Einaudi. Merlo, Eretici ed
Eresie medievali, Bologna, Mulino; Nelli, La vie quotidienne des Cathares du
Languedoc, Paris, Hachette; Orletti, Piccola storia delle eresie, Quodlibet,
Perrotta, Hairéseis. Gruppi, movimenti e fazioni del giudaismo antico e del
cristianesimo da Filone Alessandrino a Egesippo, Bologna, EDB; Rinaldi, le
fonti per lo studio delle eresie cristiane antiche, Trapani, Il Pozzo di
Giacobbe; Royalty, The Origin of Heresy: A History of Discourse in Second
Temple Judaism and Early Christianity, New York, Routledge; Simonetti,
Ortodossia ed eresia tra I e II secolo, Messina, Rubettino. Schlier, αἵρεσις,
in Kittel, Grande Lessico del Nuovo Testamento, I, Paideia; Smith, Guilt by
Association: Heresy Catalogues in Early Christianity, New York, Oxford; Téron,
Piccola enciclopedia delle eresie cristiane, Melangolo. Gioacchino Volpe,
Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medievale italiana, Roma,
Donzelli; Wakefield, Evans, Heresies of the High Middle Ages, New York,
Columbia (raccolta di fonti scelte tradotte ed annotate). Zen, Tolleranza e
repressione, Maio, Le fonti della Storia moderna, Torino, Loescher, Catari Brenon,
I Catari, storia e destino dei veri credenti (Le vrai visage du Catharisme),
Firenze, Convivio; Duvernoy, Le Catharisme. La religion. Duvernoy, Le
Catharisme. L'histoire; Zamboni (a cura di), La cena segreta: trattati e
rituali catari, Adelphi. Valdesi; Papini, Valdo di Lione e i poveri nello
spirito. il primo secolo del movimento valdese; edizioni Claudiana, Tourn, I
Valdesi, la singolare vicenda di un popolo chiesa, edizione Claudiana,
Apostolici; Cocconi, La lebbra dell'anima. Gherardino Segalello e il movimento
degli Apostolici a Parma, edizioni MUP; Dolciniani Raniero Orioli, Fra Dolcino:
nascita, vita e morte di un'eresia medievale, Milano, Jaca; Begardi Dottrine
cristologiche dei primi secoli Inquisizione Letture e interpretazioni della
Bibbia Martiri di Guernsey Movimenti ereticali medievali Persone giustiziate
per eresia Storia del Cristianesimo Successione apostolica eresia, su Treccani Istituto
dell'Enciclopedia. Luca, ERESIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, eresia, in Dizionario di storia, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Eresia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia
Britannica, Inc. Eresia, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton; "Dizionario
di eresie, eretici, dissidenti religiosi", su eresie Portale
Cristianesimo Portale Religione Portale
Sociologia Portale Storia Movimenti ereticali medievali Scisma
divisione causata da una discordia fra gli individui di una stessa comunità
(come un'organizzazione, movimento o credo religioso) Catarismo movimento
eretico, separato dal Cattolicesimo durante il medioevo europeo; professava un
assoluto ripudio della materia in ogni sua forma. Nome compiuto: Michele
Fuschi. Fuschi. Keywords: “Occam
excommunicated” -- Modified Occam’s Razor”, “Cristo e povero” --
italiani eretici, tomismo, michelismo, eresia filosofica – eretico – Occam
scommunicato. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Fuschi” – The Swimming-Pool
Library.
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Fusco: la ragione conversazionale e il portico romano –
Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Abstract. Grice: “When Italians speak of The Portico,
I think they mean something, as when they speak of ‘L’Orto’ they mean
‘pleasure’ or eudaemonismo. ‘Portico’ and ‘Orto’ are hardly philosophical terms!”
Keywords: portico. Filosofo italiano. A friend of ORAZIO (vedasi) and probably
a follower of the sect of the Porch. Nome
compiuto: Aristio Fusco. Keywords: portico. Luigi Speranza, “Grice e Fusco”.
Commenti
Posta un commento