GRICE ITALO A-Z B BE
Luigi Speranza -- Grice e Bernardo:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale della tradizione
iniziatica italica – scuola di Benne – filosofia piemontese -- filosofia
italiana -- Luigi Speranza, pel Gruppo
di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Benne). Filosofo piemontese. Filosofo italiano. Benne, Biella, Piemonte. Grice:
“I like Bernardo: he is a philosophical mason – but then most Italian
philosophers are, as a way of NOT being Roman!” Massone. Gran
maestro del Grande Oriente d'Italia, ha poi fondato la Gran Loggia Regolare
d'Italia. Diplomato in ragioneria e poi impiegato in banca, si laureò in
Sociologia presso l'Università degli Studi di Trento. Nello stesso ateneo seguì
la carriera accademica, divenendo docente ordinario di Filosofia della scienza
e di Logica, nonché pro-rettore. È inoltre autore di nmerosi saggi e
pubblicazioni sul tema della filosofia delle scienze sociali e della logica
delle norme. Fu iniziato alla massoneria
nella loggia bolognese "Risorgimento-VIII agosto" divenendo Maestro
venerabile della loggia "Zamboni-De Rolandis". Nello stesso anno
chiese e ottenne di venire inserito tra i massoni coperti per ragioni di
riservatezza legata alla sua professione di docente. Stessi requisiti di
riservatezza ebbe la sua appartenenza al Capitolo Nazionale del rito scozzese
antico e accettato. Eletto Gran maestro del Grande Oriente d'Italia. Negli anni
della sua maestranza tenne posizioni di aperto contrasto con la Chiesa
cattolica, dichiarò espressamente il proprio sostegno al Partito Socialista
Italiano, e dovette confrontarsi con la cosiddetta "inchiesta
Cordova" (dal nome del pubblico ministero di Palmi Agostino Cordova). Al
centro di polemiche anche con i vertici del GOI, Di Bernardo decise di
dimettersi dalla carica di Gran maestro al termine della Gran Loggia annuale a
Roma alla quale si era presentato dopo aver redatto atto costitutivo e statuto
di una nuova Obbedienza, la Gran Loggia Regolare d'Italia. Al vertice del GOI
gli succedette il reggente Eraldo Ghinoi.
La neonata Obbedienza si regge su uno sparuto gruppo di Logge
fuoriuscite dal GOI, caratterizzandosi per l'uso esclusivo del rito inglese
Emulation. Otto anni dopo la fondazione, viene espulso dalla GLRI; gli succede
alla guida dell'Obbedienza Venzi. Quindi avvia un nuovo progetto di un ordine
paramassonico, denominato Dignity Order, che tuttavia non è un'Obbedienza
regolare. Pur dichiarando di essere fuoriuscito dalla Massoneria, Di Bernardo
da anni si presta a rilasciare interviste e dichiarazioni sull'argomento sia a
giornalisti che ad organi inquirenti. Nel
ha polemizzato con il GOI dopo aver reso una dichiarazione alla
Commissione Antimafia relativa a presunte rivelazioni di Loizzo (vedi ). Il GOI
ha annunciato l'intenzione di denunciare Di Bernardo per diffamazione e
calunnia. Il lo stesso Di Bernardo annuncia di voler a sua volta querelare il
Gran Maestro del GOI Stefano Bisi per diffamazione. La querela di B. a carico
di Bisi viene archiviata per insussistenza.
Aldo Alessandro Mola, Gelli e la P2: fra cronaca e storia, Bastogi
Editrice Italiana, Giuliano Di Bernardo, unitn. Il Gran Maestro: chi è B. Mola. Pubblicazioni di Giuliano Di Bernardo, unitn. Fra
tradizione e rinnovamento: la lunga traversata del deserto, GOI. Aldo A. Mola,
801 e ss. Mola, Di Bernardo fonda
la nuova Grande loggia, in Corriere della Sera. Sito ufficiale del Dignity
Order, dignityorder.com. Aldo Alessandro Mola, Storia della massoneria
italiana, Bompiani, Gran loggia regolare d'Italia Massoneria in Italia
Massoneria Citazionio su Giuliano Di Bernardo
Intervista a Giuliano Di Bernardo del, Predecessore Gran maestro del
Grande Oriente d'Italia Successore Square compasses.svg Armando Corona. Eraldo Ghinoi
(reggente) Predecessore Gran maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia SuccessoreSquare
compasses.svg Carica inesistente Fabio VenziB Filosofia Università Università Filosofo del XX secolo Filosofi
italiani Professore Penne Gran maestri del Grande Oriente d'Italia. Nome
compiuto: Giuliano Di Bernardo. Bernardo. Keywords. la tradizione iniziatica italica, logica
dei sistemi normativi, normativa sociale, l’implicatura del massone, psicologia
filosofica, Homo sapiens sapiens. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di
H. P. Grice, “Grice e Bernardo,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza,
Liguria, Italia.
Luigi
Speranza -- Grice e Berneri: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale -- filosofia italiana nel ventennio fascista – scuola di Lodi –
filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Lodi). Filosofo lombardo. Filosofo italiano. Lodi,
Lombardia. Grice: ‘I like Berneri; of course we need to know more about his
philosophical background and education – he represents the epitome of what
Italian philosophers call ‘filosofia militante,’ but then I fought the Hun – so
I was militante, too!” – Figlio di padre originario di Ronco, frazione di
Corteno Golgi (nella Val Camonica, in provincia di Brescia) e da madre
emiliana, ben presto, si trasferì con la famiglia dapprima a Milano, poi a
Palermo, e Forlìdove, a Varallo Sesia (in provincia di Vercelli) e, infine, a
Reggio nell'Emilia. Qui, da una
testimonianza di Angelo Tasca risulta che Camillo Berneri militava nella
Federazione Giovanile Socialista di Reggio Emilia (da
"Mussolini-Psicologia di un dittatore", Camillo Berneri, Pier Carlo
Masini, Milano). Dopo essere stato membro del Comitato Centrale della
Federazione Giovanile Socialista reggiana, e dopo aver collaborato
all'Avanguardia (organo nazionale della FGS), rassegna le dimissioni dalla FGS,
attraverso una lettera ai compagni, avendo maturato convinzioni anarchiche.
Sarà colpito dal gesto dei compagni che, nonostante le dimissioni, vorranno che
presieda un'ultima riunione della FGS a Reggio, e dal gesto del mentore Camillo
Prampolini, che lo convocherà per conoscere le ragioni del suo dissenso.
Berneri ricorderà sempre "i dolci ricordi del mio catecumenato
socialista". Si trasfere ad Arezzo dove frequenta il liceo. Chiamato alle armi ed escluso dall'Accademia
Militare di Modena per le sue idee, fu inviato al fronte; quindi, ancora in
servizio, venne confinato nell'isola di Pianosa in occasione dello sciopero
generale. Iniziava intanto con lo pseudonimo Camillo da Lodi la sua copiosa
attività pubblicistica collaborando per anni a vari periodici libertari: da
Umanità Nova a Pensiero e Volontà, da L'avvenire anarchico di Pisa a La Rivolta
di Firenze e a Volontà di Ancona.
Laureatosi in filosofia, insegnò tale materia per qualche tempo a
Camerino. Pronta e decisa si manifestava la sua avversione al fascismo e,
dall'Umbria in particolare, egli manteneva i contatti con gli antifascisti
fiorentini diffondendo il battagliero giornaletto Non mollare. Molto intensa fu
in quegli anni l'attività nell'Unione anarchica italiana. Inaspritasi la dittatura
fascista, dovette espatriare clandestinamente in Francia e lo raggiunse poco
dopo la moglie con le figlie; sua moglie era Caleffi anche lei militante
anarchica così come poi le figlie Marie Louise Berneri e Berneri. Scoppiata la guerra
civile spagnola, fu tra i primi ad accorrere in Catalogna, centro dell'attività
di massa libertaria esprimentesi nella Confederación Nacional del Trabajo: qui
si trovò a fianco di Rosselli con tanta parte dell'antifascismo italiano e
internazionale. Al di là della solidarietà militante, a Rosselli lo legava
anche l'atteggiamento critico, e l'apertura mentale verso le prospettive del
socialism. Collabora con l'organo clandestino del movimento socialista-liberale
"Giustizia e Libertà", argomentando con Rosselli sull'alternativa
secca tra socialismo libertario e socialismo dispotico ("Gli anarchici e
G.L.", B. e Rosselli, Giustizia e Libertà). Furono gli ultimi mesi
febbrili della sua vita: inadatto alle fatiche del fronte, si dedicò con
entusiasmo all'opera formativa, al dibattito ideale e alle incombenze politiche
pubblicando un proprio periodico dal titolo “Guerra di classe” che sintetizza
la sua precisa interpretazione del conflitto in corso. In esso infatti Berneri,
preoccupato per il crescente isolamento non tanto del legittimo governo
repubblicano quanto delle più tipiche realizzazioni rivoluzionarie e libertarie
conseguite in Catalogna, Aragona e altre regioni, si batté vigorosamente per la
stretta connessione di guerra e rivoluzione ponendo agli antifascisti e ai suoi
stessi compagni anarchici il dilemma: vittoria su Franco, grazie alla guerra
rivoluzionaria, o disfatta. Tale la sostanza di numerosi suoi articoli e
discorsi come della famosa Lettera aperta alla ministra anarchica della Sanità
Federica Montseny che con altri tre anarchici era nel governo di Largo
Caballero. Molteplici, seppure
inascoltati, furono anche i suoi suggerimenti politici per colpire le basi
operative del fascismo proclamando l'indipendenza del Marocco, coordinare gli
sforzi militari, potenziare gradualmente la socializzazione. Fu dunque quella
di Berneri una funzione singolarmente impegnata che lo espose ben presto alle
feroci repressioni condotte dai comunisti ormai prevalsi dopo l'avvento del
governo di Juan Negrín: scomparvero così tragicamente, vittime dei massacri di
massa, migliaia di combattenti antifascisti non comunisti, anarchici ma anche
comunisti non stalinisti, come i miliziani del POUM. L'assassinio di B., sulle
cui esatte circostanze esistono diverse versioni, si colloca precisamente nella
sanguinosa resa dei conti tra stalinisti e loro avversari antifascisti
conosciuta come le giornate di Maggio. B. fu prelevato insieme con l'amico
anarchico Barbieri dall'appartamento che i due condividevano con le rispettive
compagne. I cadaveri dei due anarchici italiani furono ritrovati crivellati di
proiettili. La moglie allevò i figli di Cieri, anche lui caduto in Spagna. In
morte di B., il leader socialista Nenni scrisse: "Se l'anarchico B. fosse
caduto su una barricata di Barcellona, combattendo contro il governo popolare,
noi non avremmo niente da dire, e nella severità del suo destino ritroveremmo
la severa legge della rivoluzione. Ma Berneri è stato assassinato, e noi
dobbiamo dirlo" (Pietro Nenni, Nuovo Avanti, Parigi). Altre opere: “Lettera aperta ai giovani socialisti
di un giovane anarchico” (Orvieto); “I problemi della produzione comunista” (Firenze);
“Le tre città” (Firenze); “Un federalista russo. Kropotkin, Roma); “Mussolini
normalizzatore, Zurigo); “Lo spionaggio fascista all'estero, Marsiglia); “Nozioni di chimica antifascista”;
“L'operaiolatria, Brest); “ll lavoro attraente, Ginevra); “Ed ancora: Mussolini normalizzatore La donna e la
garçonne”; “Pensieri e battaglie Il cristianesimo e il lavoro” – “Il Leonardo
di Freud”. da "Mussolini-Psicologia di un dittatore", B., Edizioni
Azione Comune, Masini, Milano, Mirella Serri, I profeti disarmati, la guerra
fra le due sinistre, Milano, Corbaccio, Cfr. Nicola Fedel, Introduzione e
criteri di edizione in B., Lo spionaggio fascista all'estero, Fedel (prefazione
di Franzinelli), Fondazione Comandante Libero, Milano, Enciclopedia POMBA. B.,
Anarchia e società aperta, Pietro Adamo, M&B Publishing, Milano, Errico,
Anarchismo e politica. Nel problemismo e nella critica all'anarchismo del
Ventesimo Secolo, il "programma minimo" dei libertari del Terzo
Millennio. Rilettura antologica e biografica di Camillo Berneri, Mimesis,
Milano 2007. Roberto Gremmo, Bombe, soldi e anarchia: l'affare Berneri e la
tragedia dei libertari italiani in Spagna, Storia Ribelle, Biella 2008. Mirella
Serri, I profeti disarmati. La guerra tra le due sinistre, Milano, Corbaccio,
2008. Flavio Guidi, "Nostra patria è il mondo intero". B. e
"Guerra di Classe" a Barcellona, pubblicato dall'autore, Milano.
Berti, Sacchetti, Un libertario in Europa. B.i: fra totalitarismi e democrazia.
Atti del convegno di studi storici, Arezzo, Archivio famiglia Berneri A.
Chessa, Reggio Emilia. B., Lo spionaggio fascista all'estero, Nicola Fedel (e
prefazione di Mimmo Franzinelli), Fondazione Comandante Libero, Milano,, Antifascismo Archivio Famiglia Berneri Guerra
civile spagnola Giornate di maggio Treccani Enciclopedie, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Camillo
Berneri, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Opere su Liber Liber. Opere di B., su openMLOL, Horizons Unlimited
srl. B. B. su Goodreads. Altri particolari sul sito dell'ANPI di Roma, su
romacivica.net. Maria Un convegno e una nuova stagione di studi su B. su
storiaefuturo). Socialismo LibertarioProfili biobibliografici libertari, su
socialismolibertario. Abolizione ed estinzione dello stato, Anarchismo e
federalismo di Camillo Berneri, su magozine. Antifascismo. Anarchia Anarchia Biografie Biografie Politica Politica Storia Storia Filosofo Scrittori italiani del XX
secoloAnarchici italiani Lodi
BarcellonaAntifascisti italianiAssassinati con arma da fuocoVittime di
dittature comuniste. Nome compiuto: Camillo Berneri. Berneri. Keywords:
normalizazzione, delirio racista, Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di
H. P. Grice, “Grice e Berneri,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza,
Liguria, Italia.
Luigi
Speranza -- Grice e Berti: la ragione conversazionale e l’implicatura della morte
di Cicerone – scuola di Valeggio sul Mincio – filosofia veneta -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Valeggio
sul Mincio). Filosofo
veneto. Filosofo italiano. Valeggio sul Mincio, Verona, Veneto. Grice: “I like
Berti; of course he has philosophised on the only two philosophers worth
philosophising about Plato and Aristotle – his interest is in the ‘number idea’
in Plato, the unity in Aristotle, and various other things – notably Socratic
dialectic as the basis for both!” -- Grice: “I also love his courtesy: cf. Sir
Peter, “Introduction to logical theory,” versus the gentle “Un invite alla
filosofia,” – for philosophy needs to be invited to, rather than intro- and
extro-ducted to and fro’!” Professore emerito di storia della filosofia, presidente
onorario dell'Istituto internazionale di filosofia. Laureatosi in filosofia all'Padova, è stato
allievo di Marino Gentile. Assistente
presso l'Padova. Nel diventa professore di storia della filosofia antica
all'Perugia e di storia della filosofia nella stessa Università. Si trasferisce all'Padova, dove insegna
storia della filosofia. È poi docente anche nelle Ginevra, di Bruxelles, di
Santa Fé (Argentina) e alla Facoltà di Teologia di Lugano. Presiede la Società Filosofica Italiana. Vince
il premio dell'Associazione internazionale "Federico Nietzsche" per
la filosofia, il premio Iannone per la filosofia antica, il premio Santa
Marinella e il premio Castiglioncello per la filosofia, il premio "Athene
Noctua" e nel il premio
giornalistico Lucio Colletti. Nel è nominato "doctor honoris causa"
dell'Università nazionale capodistriana di Atene e nel Honorary Fellow dell'"Interdisciplinary
Centre for Aristotle Studies" dell'Salonicco. Pensiero Interessato particolarmente alla
filosofia di Aristotele, Enrico Berti ne ha intravisto le tracce nella
metafisica, nell'etica e nella politica contemporanea in particolar modo per il
problema della contraddizione e della dialettica. Berti si è poi inserito nella dibattuta
questione del rapporto tra filosofia e scienza, cercando di definire la
specificità della filosofia, che si fonda su una razionalità non rapportabile a
quella scientifica, ma piuttosto alla dialettica e alla retorica. Su un piano
più propriamente teoretico si è interessato alla possibilità di riproporre oggi
una filosofia di tipo metafisico, formulando una concezione «umile« o «povera»
della metafisica come consapevolezza della problematicità, e quindi
dell'insufficienza, del mondo dell'esperienza, considerato nella sua totalità
(comprendente scienza, storia, individuo e società). Altre opere: “L'interpretazione neo-umanistica
della filosofia presocratica” (scuola di Crotone, la porta di Velia); “La filosofia del primo
Aristotele” (Padova, Milani); Il "De republica" di Cicerone e il pensiero
politico classico”; “L'unità del sapere in Aristotele”; “La contraddizione” (la
porta di Velia, la dialettica della struttura originaria, Bontadini); “Studi
sulla struttura logica del discorso scientifico”; “Studi aristotelici”;
“Aristotele: dalla dialettica alla filosofia prima” (Padova, Milani); “Ragione
scientifica e ragione filosofica” (Roma, La Goliardica); “Profilo di
Aristotele, Roma, Studium); “Il bene” (Brescia, La Scuola); “Le vie della ragione” (Bologna, Il Mulino);
“Contraddizione e dialettica negli antichi” (Palermo, L'Epos);:Le ragioni di
Aristotele, Roma-Bari, Laterza); “Storia della filosofia” (Roma-Bari, Laterza);
“Aristotele nel Novecento, Roma-Bari, Laterza); “Introduzione alla metafisica,
Torino, POMBA); “Il pensiero politico di Aristotele, Roma-Bari, Laterza); “Aristotele
e altri autori, Divisioni, con testo greco a fronte, coll. Il pensiero
occidentale); “In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia
antica, Laterza, Roma-Bari); “Il libro primo della «Metafisica» (Laterza,
Roma-Bari); Sumphilosophein. La vita
nell'Accademia di Platone, Roma-Bari, Laterza); “Nuovi studi aristotelici”
(Morcelliana); “Invito alla filosofia, Brescia, La Scuola); “La ricerca della
verità in filosofia, Roma, Studium. Ha scritto un dialogo satirico, un
"falso d'autore" attribuito ad Aristotele, Eubulo o della ricchezza:
dialogo perduto contro i governanti ricchi.
Traduzioni Aristotele, Metafisica, traduzione, introduzione e note di E.
Berti, Collana Biblioteca Filosofica, Roma-Bari, Laterza. Onorificenze e
riconoscimenti Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica
Italiana È membro delle seguenti
accademie e istituzioni scientifiche:
Accademia nazionale dei Lincei Institut international de philosophie
Istituto veneto di scienze, lettere ed arti Société européenne de culture
Fédération internationale des sociétés de philosophie Pontificia accademia
delle scienze Pontificia accademia di San Tommaso d'Aquino Accademia galileiana
di scienze, lettere ed arti Società filosofica italiana Note festivalfilosofia, su
festivalfilosofia). Enciclopedia
multimediale delle Scienze filosofiche, su emsf.rai.). Biografia Enrico Berti [collegamento interrotto], su
comune.ancona. Aristotele Opere di B., su openMLOL, Horizons Unlimited
srl. Opere di B.,. Registrazioni di B.,
su RadioRadicale, Radio Radicale.
Intervista a Enrico Berti () Enrico Berti scheda nel sito dell'Padova
(con l'elenco delle pubblicazion. Filosofia Filosofo del XX secoloFilosofi
italiani Professore Valeggio sul MincioProfessori dell'Università degli Studi
di Padova Studenti dell'Università degli Studi di Padova Professor dell'Università
degli Studi di Perugia Accademici dei LinceiStorici della filosofia italiani. I
pitagorici -- Gli eleati -- Parmenide -- Zenone, Melisso -- Empedocle --
Gorgia --. LA FILOSOFIA A ROMA Lo stoicismo medio il neo-epicureismo e
Lucrezio -- L’Accademia nuova e Cicerone -- Il neo-stoicismo romano Seneca,
Epitteto, Marc'Aurelio. Nome compiuto: Enrico
Berti. Berti. Keywords. la morte di Cicerone, Cicerone res publica – “De
republica” – cf. il bene/il buono/il bello, “il bene e il buono”, Cicerone e la
filosofia politica classica, il De Republica. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo
di Gioco di H. P. Grice ,“Grice e Berti,” The Swimming-Pool Library, Villa
Speranza, Liguria, Italia.
Luigi
Speranza -- Grice e Bertinaria: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale dell’indole e le vicende della filosofia italiana – scuola di
Genova – filosoia genovese – filosofia ligure -- filosofia italiana – Luigi
Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grce, The Swimming-Pool Library (Genova). Abstract. Grice: “I would call Italian surnames colourful – as Chumley
is colourful!” – It is difficult to give a definitive geographical and
etymological explanation for the Italian surname ‘Bertinaria, based on
available information. However, here’s what can be inferred and what further
research might entail. ETYMOLOGICAL considerations. Potential root: The name
likely comes from the Italian given name ‘Bertino,’ or a similar variation. The
surname ‘Bertini’ is a patronymic of ‘Bertino’. The root ‘Bert’ often means
‘bright’ or ‘glorious.’The suffix -aria could mean: geographical connection: a
place name associated with someone named Bertino or a similar name.
Occupational or relational. A connection to someone named Bertino, such as
‘Bertino’s family,’ or ‘Bertino’s land.’ Potential link to ‘Bertha’. The name ‘Bertha,
and its variants like Btina are historically significant and might be related
to the etymology of ‘Bertinaria.’ Filosofo genovese. Filosofo ligure. Filosofo
italiano. Genova, Liguria. Grice: “I like Bertinaria; he is, like me a
philosophical cartographer – in his case, of ‘filosofia italiana’ for which he
has identified ‘indole’ e this or that ‘vicenda,’ – now J. L. Austin once
remarked that ‘sake’ has no denotatum – but ‘vicem’ does!” Studia a Pisa. Si trasfere a Torino per collaborare con
l'editoria Pomba. Curato la traduzione Abriss der Geschichte der Philosophie di
Kennegieszer, professore dell'Breslavia. Si occupa anche di filosofia orientale
e di filosofia italiana. Oottenne la cattedra di filosofia della storia a Torino.
È chiamato a Genova. Muore a Genova. Altre saggi: “La filosofia italiana” (Pomba, Torino);
“Compendio di storia della filosofia” (Pomba, Torino); “Discorso sull'indole e
le vicende della filosofia italiana” (Pomba, Torino). “Concetto della filosofia
e delle scienze inchiuse nel dominio di essa, «Antologia italiana»”; “Disegno
di una storia delle scienze filosofiche in Italia dal Risorgimento delle lettere
sin oggi, Antologia italiana», “Concetto scientifico della storia, Stamp.
sociale degli artisti tipografi, Torino); “Saggi filosofici” (Tip. Fory e
Dalmazza, Torino); “Prospetto dell'insegnamento della filosofia della storia” (Stamperia
dell'unione tipografico editrice, Torino); “Della teoria poetica e dell'epopea
latina, Torino); “Dell'importanza della filosofia della storia e sue relazioni
con le altre scienze” (Torino); “L'antica filosofia del diritto” (Tip. Cavour,
Torino); “Principi di biologia e di sociologia, Negro, Torino); “La storia
della filosofia e la filosofia della storia” «Riv. cont.», Estr.: Baglione, Torino);
“Sulla formola esprimente il nuovo principio dell'enciclopedia” «Riv. cont.»,Il
positivismo e la metafisica” «Riv. cont.», Estr.: Negro, Torino); “Scienza, Arte e
Religione, «Gerdil», Estr.: Tip. Torinese, Torino); “Dell'origine, progresso e
condizione presente della filosofia civile, Riv. bol., “Saggio sulla funzione
ontologica della rappresentazione ideale, FSI); “Concetto del mondo civile
universale, FSI); “La dottrina dell'evoluzione e la filosofia trascendentale”
(Tip. Ferrando, Genova); “Ricerca se la separazione della Chiesa dallo Stato
sia dialettica ovvero sofistica, FSI, Estr.: Tip. dell'Opinione, Roma); “Il
problema dell'incivilimento, ossia come possano essere conciliate fra loro le
dottrine della civiltà nativa di Vico e della civiltà nativa di Romagnosi,
FSI); “La psicologia fisica ed iperfisica” (Unione tipografico-editrice,
Torino); “Ricerca se l'odierna società civile progredisca ovvero retroceda,
FSI); “L'odierno antagonismo sociale. Discorso inaugurale nella Genova”
(Martini, Genova); “Il problema critico esaminato dalla filosofia trascendente,
FSI); “Discorso per l'inaugurazione dei corsi filosofici e letterari nella R.
Genova, Tip.Martini, Genova); “Idee introduttive alla storia della filosofia,
RIF, Estr.: Tip. della R. Accademia dei Lincei, Roma); “Determinazione
dell'assoluto. Saggio di filosofia esoterica, «Giornale della Società di
letture e conversazioni scientifiche di Genova», Estr.: Tip. A. Ciminago, Genova); “Il problema
capitale della scolastica risoluto dalla filosofia trascendente. Nota
storico-critica, RIF, Estr.: Tip. alle Terme Diocleziane di Giovanni Balbi,
Roma); “Scritti Bulgarini, G. B., Recensione dell'articolo del prof. F.
Bertinaria apparso sulla «Rivista Italiana»: Idee introduttive alla storia
della filosofia, «Rosmini», B.. Studio biografico, «Annuario della R. Genova»,
Estr.:Martini, Genova, CecchiL., Francesco Bertinaria. Commemorazione, Martini,
Genova); D'Ercole, P., Notizie biografiche del prof. F. Bertinaria, «Annuario
della R. Università degli studi di Torino», Estr.: Torino; Mamiani, T., Rec. di
B., La dottrina della evoluzione e la filosofia trascendente.Discorso, Genova FSI);
“Mamiani T., Intorno alla sintesi ultima del sapere e dell'essere. Lettere a B.,
FSI, Estr.: Roma; Tolomio. B., su dif.unige.
Piero Di Giovanni, Un secolo di filosofia italiana attraverso le riviste,
FrancoAngeli. Opere di Francesco Bertinaria, su openMLOL, Horizons Unlimited
srl. Biografie Biografie
Letteratura Letteratura Filosofo
Saggisti italiani Insegnanti italiani Professore Genova. TAVOLA GENETICA
DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA (Secondo
la legge di creazione) I. Facoltà spirituali e fisiche dell'uomo, le quali ne
fanno condi zionalmente un essere razionale, vale a dire un ente creato,
soggetto alle condizioni della sua vita presente ossia all'orga namento
terrestre. = UOMO MORTALE. A ) Teoria o Autotesia; quello che v’ha di dato
nello spirito dell'uomo per istabilirne le facoltà fisiche ossia create. a )
Contenuto, ossia costituzione psicologica. a2) Parte elementare. = FACOLTÀ
ELEMENTARI (in numero di sette ). a3) Elementi primitivi. = FACOLTÀ PRIMITIVE.
a4) Elemento fondamentale ossia neutro; facoltà di sapere, = COGNIZIONE
(Kenntniss]. Elementi primordiali ossia polari. Cognizione del Non - Io. =
RAPPRESENTAZIONE (Vorstellung]. Per la lettura delle nostre Tavole genetiche
noi.dobbiamo far notare alle persone non peranco abituate a siffatta
esposizione tabellare, che, a seconda della divisione dicotomica, ch'è la sola
rigorosamente logica, le due sottoclassi di ciascuna classe suddivisa sono
notate colle lettere a) e b) a destra accompagnate da un numero superiore
d'un'unità a quello che ha il medesimo indice della classe così suddivisa. In
tal maniera, muo vendo dai due generi primitivi, designati da A) e B), ciascuno
di questi due generi ha due classi designate rispettivamente da a) e b);
ciascuna di queste classi a) e 6) può avere di nuovo due sottoclassi a2) e 62 );
ciascuna di queste ultime classi a2) e può avere di nuovo due sotto classi,
designate rispettivamente da a3) é 73 ); e così di seguito finchè ciascuna di
queste diverse sottoclassi ammette divisioni ulteriori. BERTINARIA -3 34 TAVOLA
GENETICA Cognizione dell'Io. = COSCIENZA (Bewusztsein ).(III) 63) Elementi
derivati. = FACOLTÀ ORGANICHE. a4) Elementi derivati immediati ossia distinti.
a5) Combinazione della Cognizione colla Rappresen tazione. = SENSIBILITÀ. (IV)
Nota. Qui hanno luogo i Sensi esterni ed il Senso interno. 65) Combinazione
della Cognizione colla Coscienza. = INTELLETTO. (V) Nota. Qui hanno luogo
l'Intelligenza, il Giudizio e la Ragione condizionale (quella che si trova
incarnata nel. l'organismo fisico ossia terrestre dell'uomo). 64) Elementi
derivati mediati ossia transitivi. = IM MAGINAZIONE, a5) Transizione dalla
Sensibilità all'Intelletto. = IM MAGINAZIONE RIPRODUTTIVA. (VI) Nota. —Qui
hanno luogo la Memoria e la Previsione. 65) Transizione dall'Intelletto alla
Sensibilità. = IM MAGINAZIONE PRODUTTIVA. (VII) Nota. — Qui hanno luogo la
Costruzione e la Fantasia. 62) Parte sistematica. = FACOLTÀ SISTEMATICHE (in
numero di quattro ). a3) Diversità nella riunione sistematica degli elementi
primordiali. a4) Influenza parziale. a5) Influenza della Rappresentazione nella
Coscienza. = SENTIMENTO. (I) 65) Influenza della Coscienza nella Rappresenta
zione. = COGNIZIONE. Influenza reciproca di questi elementi primordiali;
armonia sistematica tra la Rappresentazione e la Coscienza per mezzo del loro
concorso teleologico alla generazione delle Cognizioni. = COMPRENSIONE. ( Qui
hanno luogo il Giudizio teleologico (per la cognizione dell'ordine ), ed il
Gusto estetico (per la cogni zione del bello e del sublime). DELLA FILOSOFIA
DELLA PSICOLOGIA 35 63) Identità finale nella riunione sistematica dei due ele
menti distinti, della Sensibilità e dell'Intelletto, per mezzo dell'elemento
fondamentale ossia neutro, for mante la Cognizione. = POTENZIALITÀ. Qui hanno
luogo, nell'aspetto speculativo, ch'è quello della cognizione senza causalità,
il GENIO, e nel l'aspetto pratico, che è quello della cognizione colla cau
salità, la VOLONTÀ. b ) Forma, ossia relazione psicologica. a2) Nella parte
elementare della costituzione psicologica. a3) Per le facoltà primitive. a4)
Per l'elemento fondamentale; forma della Cogni zione. = ATTENZIONE) Per gli
elementi primordiali. Forma della Rappresentazione. = OBJETTIVITÀ. b5) Forma
della Coscienza. = SUBJETTIVITÀ. 63 ) Per le facoltà organiche: a4) Immediate o
distinte. a5) Forma della Sensibilità. = INTUIZIONE (An schauung). 65) Forma
dell'Intelletto. = CONCETTO (Begriff) Mediate o transitive. Forma
dell'Immaginazione riproduttiva. = IM MAGINE. Forma dell’Immaginazione
produttiva. = SCHEMA. Nella parte sistematica della costituzione psicologica.
a3) Nella diversità sistematica. a4 ) Per l'influenza parziale degli elementi
primordiali. a5) Forma del Sentimento. = APPRENSIONE. 65) Forma della
Cognizione. = APPERCEZIONE. Per la loro influenza reciproca; forma della Com
prensione. = RIFLESSIONE. Nell'identità
finale degli elementi distinti; forma della Potenzialità. = AZIONE [Thaetigkeit
).TAVOLA GENETICA Tecnia o Autogenia; quello che bisogna fare pel compimento
delle facoltà fisiche ossia create nell'uomo. Nel contenuto ossia nella
costituzione psicologica. a2) Nella parte elementare di questa costituzione.
Per gli elementi immediati ossia distinti. al) Compimento della Sensibilità. =
PERFEZIONE ESTE TICA. Compimento dell'Intelletto. = PERFEZIONE LOGICA. I
caratteri di questa doppia perfezione, estetica e logica, sono: l'estensione,
la chiarezza, la varietà, la precisione, il complesso e la certezza. 63) Per
gli elementi mediati o transitivi. Compimento dell'Immaginazione riproduttiva,
per la legge d'associazione delle immagini. = As SIMILAZIONE (spiritualizzazione
delle intuizioni. Compimento dell'Immaginazione produttiva, per la legge di
schematizzazione delle idee. = MOSTRA (corporificazione dei concetti ). 62)
Nella parte sistematica di questa stessa costituzione. Per il compimento
dell'armonia prestabilita (préfor mation primitive] nei due elementi
primordiali, nella Rappresentazione e nella Coscienza; la quale armonia
prestabilita fornisce le ragioni sufficienti per la desi gnazione reciproca (facultas
signatrix ) dei concetti per mezzo delle intuizioni, e delle intuizioni per
mezzo dei concetti. = LINGUAGGIO (in generale). Per il compimento dell'identità
primitiva negli ele menti distinti, nella Sensibilità e nell'Intelletto; la
quale identità fornisce il compimento della Potenzialità per via d'indefinita
ascensione ai principii, e per mezzo d'indefinita deduzione delle conseguenze,
siccome legge suprema delle umane cognizioni. = RAGIONE INCONDI ZIONALE. 6 )
Nella forma ossia nella relazione psicologica. DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA
Nella parte elementare di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà
organiche in ordine all'uniformità nella generazione delle cognizioni umane,
siccome regola ossia canone psicologico. = METODO. (DESTINO ). 62) Nella parte
sistematica di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà sistematiche
in ordine all'identità finale negli oggetti delle cognizioni umane, siccome pro
blema universale della Psicologia. = IDEE (trascendenti) (RAGIONE ASSOLUTA ).
II. Facoltà spirituali ed iperfisiche dell'uomo, le quali ne fanno in
condizionatamente un essere razionale, vale a dire un ente assoluto,
indipendente da qualsivoglia condizione. = UOMO IMMORTALE. Nota. - Questa
seconda parte della vera psicologia, da niuno finora avvertita, appartiene
solamente alla filosofia assoluta del Messianismo. Essa non potrebbe in alcun
modo venir raggiunta dall'esperienza, perchè le facoltà che ne formano
l'oggetto sono, non solamente iperfisiche, ma al tresì creatrici, vale a dire
poste fuori del mondo creato, dove si trovano gli oggetti dell'osservazione e
dell'espe rienza. Eccone la genesi assoluta. A) Teoria o Autotesia; quello che
vha di dato nell'ipostasi dello spirito dell'uomo per poterne ricavare le sue
facoltà iper fisiche ossia creatrici. a) Contenuto ossia costituzione
eleuterica. a2) Parte elementare. = FACOLTÀ CREATRICI ELEMENTARI (in numero di
sette ). Elementi primitivi. = FACOLTÀ PRIMITIVE. a4) Elemento fondamentale o
neutro; principio ipo statico nell'uomo. = COSCIENZA POTENZIALE. Elementi
primordiali o polari. a5 ) Coscienza potenziale del Non - 10. = ALTERIETÀ.
Coscienza potenziale dell’Io. = IPSEITÀ. (III) 38 TAVOLA GENETICA. Elementi
derivati. = FACOLTÀ ORGANICHE. Elementi derivati immediati o distinti. a5)
Combinazione della Coscienza potenziale coll’Al terietà. = ETERONOMIA. (IV) 65)
Combinazione della Coscienza potenziale con l'Ipseità. = AUTONOMIA. Elementi
derivati mediati o transitivi. a5) Transizione dall'Eteronomia all'Autonomia. =
RELIGIONE RIVELATA. Transizione dall'Autonomia all'Eteronomia. = RELIGIONE
ASSOLUTA. (VII) 62) Parte sistematica. = FACOLTÀ SISTEMATICHE (in numero di
quattro ). a3) Diversità nella riunione sistematica degli elementi primordiali.
a4) Influenza parziale. a5) Influenza parziale dell'Alterietà nell'Ipseità. =
ETEROTELIA. (Influenza parziale dell'Ipseità nell’Alterietà. = AUTOTELIA.
Influenza reciproca di questi elementi primordiali; armonia sistematica tra
l’Alterietà e l'Ipseità, per mezzo del loro concorso teleologico alla creazione
propria dell'uomo. = SPIRITO (Geist]. (III) Nota. Questo è il principio più
alto della filosofia di Hegel; ma si vede ch'esso non raggiunge il Verbo e nem
meno l'Assoluto, del quale secondo riesce, in certa ma niera, solamente
peristilio. Identità finale nella riunione sistematica degli ele menti distinti
dell'Eteronomia e dell'Autonomia per mezzo dell'elemento fondamentale o neutro,
formante la Coscienza potenziale. = ASSOLUTO nella coscienza ossia COSCIENZA
ASSOLUTA. Forma o relazione eleuterica. Nella parte elementare della
costituzione eleuterica. DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA 39 a3) Per le facoltà
primitive. a4) Per l'elemento fondamentale; formadella Coscienza potenziale. =
GENIALITÀ. Per gli elementi primordiali. a5) Forma dell'Alterietà. =
RECETTIVITÀ (nella co scienza ). 65) Forma dell'Ipseità. = PROPRIETIVITÀ (nella
co scienza ). 63) Per le facoltà organiche: a4) Immediate o distinte. a5) Forma
dell'Eteronomia. = MORALITÀ. 65) Forma dell’Autonomia. = MESSIANITÀ. 64 )
Mediate o transitive. a5) Forma della Religione rivelata. = GRAZIA. 65) Forma
della Religione assoluta. = MERITO. Nella parte sistematica della costituzione
eleuterica. Nella diversità sistematica. Per l'influenza parziale degli
elementi primordiali. a5) Forma dell'Eterotelia. = DIPENDENZA PROVVI DENZIALE.
65 ) Forma dell'Autotelia. = INDIPENDENZA UMANA. 64) Per l'influenza reciproca;
forma dello Spirito. = SPONTANEITÀ. Nell'identità finale degli elementi
distinti; forma dell'Assoluto nella coscienza. = RAZIONALITÀ CREATRICE) Tecnia
o Autogenia; ciò che bisogna fare pel compimento delle facoltà iperfisiche o
creatrici nell'uomo. a) Nel contenuto o nella costituzione eleuterica. a2)
Nella parte elementare di questa costituzione. a3) Per gli elementi immediati o
distinti. a4) Compimento dell’Eteronomia; stabilimento proprio, operato
dall'uomo stesso, del suo essere assoluto. = AUTOTESIA. 40 TAVOLA GENETICA
DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA Compimento dell'Autonomia; stabilimento
proprio, operato dall'uomo stesso del suo sapere assoluto. = AUTOGENIA. 63) Per
gli elementi mediati o transitivi. a4) Compimento della Religione rivelata. =
Per mezzo della LEGGE DEL PROGRESSO. Compimento della Religione assoluta. = Per
mezzo della LEGGE DI CREAZIONE) Nella parte sistematica di questa stessa
costituzione. Per il compimento dell'armonia prestabilita (préfor mation
primitive] nei due elementi primordiali, nella Alterietà e nell'Ipseità;
armonia che fornisce le ra gioni sufficienti per l'esplicazione della
Virtualità creatrice nell'uomo. = VERBO) Per il compimento dell'identità
primitiva nei due elementi distinti, nell'Eteronomia e nell'Autonomia; identità
che fornisce il compimento dell'Assoluto nella coscienza per mezzo della sua
identificazione col Verbo, come legge suprema della creazione propria dell'ờomo.
= ARCIASSOLUTO ossia ciò che è INDICIBILE (nell'ipostasi della coscienza umana
). Nella forma o nella relazione eleuterica. Nella parte elementare di questa
relazione; compimento delle facoltà organiche in ordine all'uniformità nella
pro pria creazione umana, come regola o canone eleuterico per la liberazione
dell'uomo dalle sue condizioni fisiche. = RIGENERAZIONE SPIRITUALE DELL'UOMO.
62) Nella parte sistematica di questa stessa relazione; com pimento delle
facoltà sistematiche in ordine all'identità finale nel risultamento della
propria creazione umana, cioè in ordine all'individualità assoluta dell'uomo,
come problema universale di questa parte eleuterica della Psi cologia. =
CREAZIONE PROPRIA DELL'UOMO (Immortalità ). COMMENTO ALLA TAVOLA GENETICA DELLA.
PSICOLOGIA FISICA ED IPERFISICA DI HOENATO WRONSKI PARTE PRIMA PSICOLOGIA
FISICA Facoltà spirituali e fisiche dell'uomo, le quali ne fanno condi
zionatamente un ESSERE RAZIONALE, vale a dire un ente creato, soggetto alle
condizioni della sua vita presente, ossia all'organamento terrestre. UOMO
MORTALE. In questa prima parte della tavola genetica della filosofia della
Psicologia l'autore tratta solamente delle facoltà spirituali da lui dette
fisiche per ciò ch'esse sono date immediatamente dalla natura, e si svolgono
per necessità della costituzione naturale dell'uomo, riserbandosi di trattare
delle facoltà iperfisiche nella seconda parte della Tavola stessa. L'Autore
dice che le facoltà fisiche fanno dell'uomo condizio natamente un essere
razionale, e spiega l'avverbio, chiamando l'uomo, in quanto egli è solamente
fornito di tali facoltà, un ente creato soggetto alle condizioni della sua vita
presente. Chiun que non conosca l'ontologia wronskiana, e si trovi solamente
iniziato alla psicologia ancora comunemente coltivata oggidì, avrà motivo
d'inarcare le ciglia udendo queste espressioni; ma colui il quale sappia che
l'Autore ammette due sorta di creazione, delle quali la prima è opera dell'Ente
supremo, e costituisce, rispetto alla mente umana che la contempla, l'ordine
eterono mico governato dalla necessità, e la seconda è opera dello Spi ſito
creato, e costituisce, rispetto allo spirito stesso, l'ordine autonomico
governato dalla libertà di cui egli è dotato, capirà pure facilmente che
l'uomo, quale creatura del dvino, è essenzial mente eteronomico, e per
conseguenza soggetto alle condizioni dell'organamento terrestre, al quale la
sua vita è vincolata in forza delle leggi necessarie del cosmo; e quale autore
del proprio svolgimento, egli è essenzialmente autonomico, vale a dire crea
tore di se stesso. Posta questa teoria ontologica, si debbono pure ammettere
due ordini di umane facoltà, fra loro così distinti che non vadano mai fra loro
confusi, sebbene siano fra loro collegati come qualità di un medesimo soggetto,
ed il primo si trovi logi camente e cronologicamente anteriore al secondo, che
in dignità gli è superiore. Laonde, chiamando naturale o fisica l'entità eteronomica,
e soprannaturale od iperfisica l'entità autonomica dell'uomo, si vengono a
caratterizzare benissimo i due ordini di facoltà fra loro così diversi, che
quelle del primo fanno dell'uomo bensì un ente razionale, ma condizionato,
laddove quelle altre del secondo rendono l'uomo stesso ente razionale
incondizionato cioè assoluto. A Teoria o Autotesia. Presso le colonie
greche nell'Italia inferiore, le quali erano per lo più composte di Dori ed
Achei, ebbe luogo molto svolgimento di vita esteriore ed interna; imperocchè
vennero a rinomanza per le legislazioni di Saleuco e Caronda, per l'arte orato
ria e la poesia lirica, per un'eccellente scuola me dica stabilita in Crotone,
città salita a prospera for tuna, e per molti vincitori ai giuochi olimpici,
che quivi ebbero i natali. PITAGORA portossi a CROTONE e dimora per lo più
nella Magna Grecia. La sua vita è oscura e molto favolosa. Egli fu dotto
particolarmente in matematica, musica teoretica, astronomia e ginnastica. Le
favole lo dicono tau maturgo e rivelatore di sapienza divina. Egli deve essere
figlio d'Apollo e d'Ermete, con una gamba d'oro, e fu veduto in più luoghi
nello stesso tempo. Gl’animali seguivano la sua chiamata. Da Ermete ebbe il
dono della ricordanza della sua vita ante riore, come Euforbio, e seppe
ridestare la medesima in altri. Egli sentiva l'armonia delle sfere celesti, e
venne considerato come una divinità. Però è che si parla di un culto sacro e di
orgie pitagoriche. Egli deve aver conosciuto Ferecide e Talete, ed essere stato
educato dai sacerdoti egiziani; ma da se stesso si procacciò la maggior parte
di sue cognizioni. Fonda a CROTONE una società segreta in cui si professavano i
principii politici dell'aristocrazia: Prima che un individuo venisse accettato
in quella do veva subire prove. I membrisi distinguevano in eso. terici ed
essoterici, cioè più e meno iniziati. In tale società praticavanşi esercizii
corporali e spirituali, vita e costumi comuni e regole, parole simboliche,
invocazioni al fondatore (aútòs špa), banchetti (ovo oltia) e funerali; ma non
già comunione di beni. I fini principali della società erano prima la mo rale
religiosa, poi la scienza, particolarmente la matematica e la musica. La
società pitagorica ebbe influenza diretta sugli interessi politici nelle città
di CROTONE, SIBARI, METAPONTO, LOCRI, e TARENTO. Ma essendo stata cagione di
una guerra, molti Pitago rici perirono e fors’anche lo stesso Pitagora mori a
Metaponto, e dopo morte fu onoratissimo. I pitagorici perseguitati e scacciati,
conservarono pure influenza politica. A molti di essi, come Timeo, Archita ed
Ocello da Lucania, sono attribuiti scritti, e le lettere attribuite a Pitagora
ed a sua moglie o figlia Teano, come pure i versi d'oro, sono d'ori gine
posteriore. Fra gli ultimi Pitagorici i migliori sono Filolao ed Archita, e dei
primi scritti riman gono ancora frammenti. Quantunque la filosofia pitagorica
abbia seguito varie direzioni, pure dobbiamo considerarla nella sua unità.
L'esporre la medesima riesce difficile sia pella diversità delle vedute
de'varii scrittori che le appartengono, sia pei segni simbolici di cui servi
vasi quella scuola per significare le idee ed i varii sensi a cui
s'impiegavano. Come Ferecide, miti camente esprimendosi, diceva che Erebo aveva
dato forma al Caos e ne venne il Tempo, Pitagora volle la pluralità generata
dall'unità, ossia dal numero. Que sto è l'essenza (ovoia) od il principio
(apxn) di tutte le cose. Il numero è pensato come uno, però anche quale unità
di due antitesi, del pari e dispari. Onde la monade e la diade sono i principii
delle cose. La diade è il principio della sostanza informe, ossia il numero
indeterminato; la monade è il principio ordinatore. La sostanza informe viene
alla pluralità ed alla varietà per mezzo dell'unità; però tutte le cose si
fanno ad imitazione del nu mero, possono considerarsiqualinumeri. Il numero. è
il principio generale tanto della natura, quanto della cognizione. Cosi l'uno è
l'essenza del numero, il numero semplicemente, il fondamento di tutti i numeri,
l'unità suprema, la divinità nel mondo. I Pitagorici dissero triade il numero
del tutto consi derato nell'integrità di principio, mezzo e fine. La tetrattisi
è importante, perchè i primi quattro nu meri formano assieme dieci, ed i primi
quattro pari e dispari formano trentasei; parimente im portante è la deca, e
vale come l'unità per sim bolo del principio di tutte le cose. Nell'essenza del
numero, ossia nell'unità suprema, si contengono tutti i numeri, e per
conseguenza gli elementi della natura e dell'universo. Questa teoria si accorda
colla divisione dei toni del monocordo inventato da Pitagora. Dividendo in due
parti una corda tesa, la metà produce l'ottava; cosi il tono fondamentale della
corda intiera sta all'ottava come 2: 1, che è la perfetta proporzione musicale.
La corda divisa in tre parti dà 2/3 della corda divisa, la quinta che sta al
tono fondamentale come 2: 3; così 3/4 della corda dà la quarta, che sta al tono
fondamen tale come 3: 4. Questi tre intervalli formavano l'ar monia degli
antichi, onde l'importanza dei segni 1, 2, 3, 4. L'unità suprema è pari- dispari.
Gli elementi della natura sono compresi nelle seguenti dieci antitesi: 1.
Limitato, illimitato: 2. Dispari, pari: 3. Uno, più: 4. Destro, sinistro: 5.
Mascolino, femminino: 6. Quiete, moto: 7. Retto, curvo: 8. Luce, tenebra: 9.
Buono, cattivo: 10. Quadrato, rettangolo. Tuttavia non furono escluse altre
antitesi. L'uno è solo nella terza antitesi, perchè ha due signifi cati, come
principio e come sintesi di tutte le an titesi. Nelle antitesi il primomembro
significa sem pre il più perfetto, in quanto che tutto nel mondo risulta dal
perfetto e dall'imperfetto. L'uno essendo il fondamento di tutti i numeri,
perchè è pari e dispari nello stesso tempo, non solamente è il principio del
perfetto, ma anche dell'imperfetto. Il perfetto, ossia il buono, non è dunque
primamente, ma coesiste all'imperfetto nell'uno come diade; perciò avviene in
prima che l'uno forma il mondo, ossia quanto è possibile; imperocchè
l'efficacia di Dio è limitata, ed ogni cosa recà al meglio solamente secondo
sua potenza. Ma perchè i Pitagorici non prendono l'antitesi per fondamento
delle cose, bensi il numero ossia il pari- dispari come dispari e pari? Nella
tavola si presentano il limite, ossia il limitanté, ed il limitato. Il
limitante è secondo loro, rispetto ai corpi, una pluralità di punti che formano
un numero. L'illimitato significa il mezzo tra il limite, ossia lo spazio di
mezzo; la quale espressione aveva grande significato nella musica e geometria
loro. Dagli spazii musicali mezzani, ossia intervalli, essi derivavano
l'accordo de'varii toni. I punti di limite costituendo il principio e la fine,
l'illimitato è nel mezzo e produce l'espansione, e precisamente la geometria
secondo le tre misure. Il cubo è pro dotto da tre intervalli, la superficie da
due, la linea da un solo; il punto non ha intervallo, è l'u nità. Dal limite e
dall'illimitato, ossia dalle unità e dagli intervalli, viene la grandezza dello
spazio. Ma d'onde lo spazio mezzano? Il secondo membro delle loro antitesi è il
negativo; perciò l'illimitato, o lo spazio mezzano, è il vacuo. La separazione
delle unità, ossia numeri, avviene per mezzo del vacuo; questo è dunque
principio e solamente un'altra espressione dell'illimitato o pari, perchè tutti
i membri posteriori delle antitesi possono es sere mutati, e cosi anche i
membri anteriori. Qual fu l'opinione dei Pitagorici intorno l'origine del mondo?
Le cose provengono dalle unità in diversi spazii mezzani, esse formano un
numero di unità, ed in ciò consiste la loro natura e la loro origine, non
'secondo il tempo, ma secondo la maniera umana di pensare. L'unità suprema come
circon data dall'infinito, ossia dal vacuo, si sforza di di vidersi in antitesi
e di ricongiungersi di nuovo. L’uno si divide in una pluralità di cose per
mezzo dello spazio vacuo, perció l'illimitato si partisce in più parti affinchè
entri nel limitante. Il vero essere ha dunque il suo fondamento nel limite.
L'entrare dell'illimitato nel limitato vien detto l'alito ossia la vita del
mondo. Perciò bisogna prendere il mondo come numero, come unità, le quali sono
congiunte in Dio, che è l'unità primitiva, e separate dallo spazio mezzano. Dalla
composizione delle unità provengono diverse relazioni, che sono ordinate
armonicamente e con simmetria. Il legame di ogni relazione è l'armonia. Ora
l'unione delle antitesi trovandosi nell'unità suprema, essa è il principio
dell'armonia e l'universo numero ed armonia, ed anche l'armonia è di bel nuovo
il principio dell'unità di tutte le cose. Ma nell'armonia è pur anco compreso
il concetto di ordine. Avuto riguardo all' importanza della deca, adottavano
dieci corpi mondani che si trovano in armoniche distanze. Rispetto ai sette
toni, dal tono fondamentale all'ot tava adottavano sette -vocali. La monade è
il punto, la diade la linea, la triade la superficie, la tetrat tisi il corpo
geometrico, la pentattisi i corpi fisici. In questo modo arbitrario
continuavano essi a porre cinque elementi, e dicevano paragonando: Il cubo
significa la terra, la piramide il fuoco, l'ottaedro l'aria, l'icosaedro
l'acqua, ed il dodecaedro l'etere come quinto elemento. Il migliore di questi
ele menti è il fuoco, probabilmente perchè fra le dieci antitesi la luce e
l'inerte significano il perfetto. Il fuoco riposa nel mezzo del mondo ed è la
guardia ο castello di Giove (Διός φυλακή.Ζηνός πύργος), ha la forma di un cubo,
perché questo, essendo consi derato il corpo più perfetto a cagione dei tre
inter valli simili, secondo i Pitagorici era l'altare dell'u niverso; il qual
fuoco si forma prima da sè e guida poi la formazione del mondo. Dal mezzo il
fuoco si spande per tutto l'universoe lo abbraccia. Attorno al fuoco centrale
sono ordinati i dieci corpi mon dani, cioè il cielo delle stelle fisse, i
cinque pianeti, il sole, la luna, la terra e la controterra (artiyJabí), il
quale ultimo corpo è invisibile. Essi si vibrano in direzione circolare, ad
eccezione della terra im mobile nel mezzo (probabilmente con la contro terra ),
e la quale contiene il fuoco; perchè anche il mondo intiero corrispondente alla
deca è una palla: onde l'armonia delle sfere, perchè ogni corpo vibrandosi
rende un tono. Tuttavia noi non sentiamo quell'armonia, giacchè appartiene alla
nostra so stanza, e come ogni tono si può solo sentire pel contrapposto del
silenzio, l'armonia delle sfere è senza pausa. I corpi circolanti sono otto
solamente, e questi sono ordinati in quattro intervalli e sette toni, talchè la
sfera delle stelle fissé ha il tono più basso, quello della luna il più alto.
L'imperfezione è particolarınente sulla terra; però la luna e gli altri mondi
sono più perfetti e più belli. Sulla terra ba luogo il cangiamento disordinato
ed in appa renza molto fortuito; essa stessa è soggetta all'in stabilità. Si
annodano ai numeri anche i concetti di per fezione e d'imperfezione in senso
morale. La diade è principalmente il simbolo dell'immorale. L'anima dell'uomo è
parimenti un numero od armonia, l'intelletto o pensiero è l'uno, la scienza il
due, l'immaginazione il tre, il sentimento il quattro. L'anima è inserita nel
corpo pel número e relazione armonica del corpo, perciò non è corporea, ma solo
apparente in una relazione corporale. Vi sono anche anime prive di corpo che
hanno vita di fan tasma, e le quali non sono mai entrate in alcun corpo o di
nuovo ne sono uscite; queste sono i de moni. A questo si riferisce la dottrina
esoterica della metempsicosi e la fede nella ricompensa dopo morte, a cui
conseguita la personalità e l'immor talità dell'anima. L'unione dell'anima con
un corpo è la pena di qualche empietà; la vita terrena è uno stato d'infelicità,
ma necessario ed ordinato al buo no per mezzo dell'unione col tutto. L'anima
umana possiede l'essenza ragionevole e l'essenza irragio nevole, quella delle
bestie solamente la seconda, però ha qualche germe d'intelligenza. La virtù è
armonia, la giustizia è detta anche numero uguale. Tutta la vita è sotto la
cura divina: il suicidio è da condannarsi. Pare che la morale e la politica dei
Pitagorici si appoggiasse a massime separate di ca rattere ascetico; essi
inculcavano la moderazione nei desiderii e nelle passioni, la fedeltà, l'amore,
l'amicizia, il lavoro, la costanza e l'educazione ri gorosa. Cosi la dottrina
pitagorica è in parte etica, rappresentata dall'armonia e dalla musica, in
parte fisica per la matematica, pei fenomeni fisici derivanti dalla forma della
sensibilità; la quale si ricava da ciò che l'unità del principio si risolve in
una pluralità di cose. La presupposizione della ori ginale imperfezione deve
unire ambe queste parti. L'unità suprema è semplice, ma considerata nella sua
attività, nello sviluppo mondano della sensibi lità è composta; il
soprasensibile ossia l'unità su prema è indeterminato. In ciò sta riposta senza
dubbio l'idea di Dio come creatore del mondo, ma è offuscata dal modo forzato
con cui si presenta all'uopo di spiegare l'origine del mondo, la natura delle
cose singolari e la loro connessione, e dalla nozione simbolica e
particolarmente matematica della provvidenza divina. Onde l'applicazione
di questa dottrina alla parte spirituale è difficilissima. Pertanto la dottrina
pitagorica è nell'etica tanto difettosa, quanto pare siano stati eccellenti i
parti giani di essa nell'esercizio della virtù. I lonii e Pitagorici
tentarono spiegare l'origine del mondo; essi ammettendo la produzione delle
cose riuscirono realisti. Per l'opposto gli Eleati sono idealisti, tendono alla
cognizione del non -sensibile ed affermano: Nulla viene all'essere, tutto
esiste. Il nome loro proviene dalla città d'Elea nella Magna Grecia, dov'era la
sede principale di questa scuola filosofica. SENOFANE da Colofone, sede della
poesia epica e gnomica, contemporaneo di Pitagora, si porta a VELIA nella Magna
Grecia, ed e prima poeta epico ed elegiaco. Rimangono solo frammenti delle sue
opere. La sua tesi fondamentale è questa: Dio è, e non può divenire; come pure
in generale nissuna cosa può cominciare ad esistere; imperocchè il generato
dovrebbe essere uguale al generante, epperò ambi non sarebbero fra loro
differenti; ma l'ineguaglianza, come per esempio, che il più pic colo nasca dal
più grande e vi ritorni, si deve attri buire all'opinione insussistente che
alcuna cosa non esistente possa venir prodotta da ciò che esiste. Per ciò vi ha
solamente l'uno, e questi è il divino, il quale forma col cielo e la terra un
essere solo, unico (in TÒ öv xai tò Tây). Per conseguenza il politeismo o la
mitologia parvegli un'empietà, particolarmente i miti immorali. Sostenne contro
le scuole jonica e pitagorica che Dio non è mosso e limitato, nè inerte ed
illimitato, perchè le prime limitazioni sono pro prie della pluralità, le altre
appartengono al non esistente. Dio è perfettamente uguale perchè non ha parti;
considerato spiritualmente è pura intelli genza, considerato corporalmente è da
paragonarsi ad un globo. Secondo tali principii era impossibile una spiegazione
della natura. Cosi egli oppose alla verità l'opinione, ossia l'intuizione
sensibile; ep però non seppe trovare il nesso tra l'unità e la pluralità. Per
la qual cosa si duole che l'ignoranza sia retaggio dell'umana schiatta.
Senofane è pan teista; ma importante il suo pensiero dell'essere assoluto.
PARMENIDE da VELIA fa con Zeno ne un viaggio ad Atene, dove forse conobbe
Socrate. Egli sviluppò il sistema di Senofane; tuttavia non prese le mosse dal
concetto di Dio, ma da quello dell'essere e del non-essere, della certezza e
dell'o pinione, riconducendosi poi all'idea di Dio siccome quella che è riposta
nell'esistente. Secondo lui v'ha un doppio sistema di conoscenza, quello della
ra gione ossia del vero, e quello dei sensi ossia del l'apparenza. Il suo poema
sulla natura trattava di ambe le maniere, ma dai frammenti che pervennero a noi
conosciamo la prima meglio della seconda. Es sere, pensare e conoscere è
tutt'uno. Il non-essere è impossibile, tutto l'essere è identico; perciò il
reale non lią cominciamento, è invariabile, indivisibile, riempie tutto lo
spazio, da se stesso si limita, sussi ste per legge di necessità: onde
qualunque cangia mento, qualunque movimento è mera apparenza. Ciò non ostante
la stessa apparenza è regolata da una legge, per cui le rappresentazioni delle
cose sono costanti (80% a ). A fine di spiegare la natura di tali
rappresentazioni ricorre a due principii, il caldo, ossia il fuoco etereo, il
freddo ossia la notte della terra; il primo è penetrante, positivo, reale,
pensante (Saucoupyós), epperò più vicino alla verità; il secondo è denso,
pesante (@an), negativo, sola mente una limitazione del primo. Questa dottrina
della natura è meccanica. Da tali due principii de rivò egli tutti i
cangiamenti ed anche i fenomeni del senso interno. L'uomo è un composto di
fuoco etereo e di notte, per conseguenza partecipa alla cognizione della verità
ed all'apparenza. MELISSO da Samo, celebre an che come politico e capitano di
flotta contro Pericle, adottò lo stesso idealismo, e prese a combattere
particolarmente la filosofia naturale della scuola ionica. Non si deve far
parola degli dei, perchè gli uomini non hanno cognizione alcuna di tali enti.
Presso Melisso ritorna il concetto di perfezione. Ciò che esiste è infinito,
non è prodotto, nè può perire. Non v'ha movimento o trasformazione, perché avvi
un essere solo e nissun vacuo; epperò non si danno la porosità e la densità.
L'esistente non può essere diviso, cosi non ha parti, non è corporeo. La plu
ralità è sola apparenza sensibile. Quello che in ve rità esiste è dotato di
vita. ZENONE di VELIA (il VELINO), discepolo ed amico di Parmenide, fece con
questo un viaggio ad Atene e si distinse tanto per acume d'intelletto e sottile
dialettica, quanto per fortezza d'animo, avendo sacrificata in battaglia la
propria vita a difesa della patria. Egli sostene va il sistema di Parmenide in
ciò che nega la plu ralità delle cose, il movimento e lo spazio. Data la
pluralità delle cose, ne dovrebbe conseguitare che nello stesso tempo fossero
infinitamente piccole ed infinitamente grandi; la prima condizione perchè
risultano di ultime unità indivisibili, il cui aggregato non può produrre
grandezza; la seconda con dizione perchè risultano da una quantità infinita di
parti sempre più estese e per conseguenza divisi bili. Qui il sofisma consiste
in ciò, che nel primo caso suppone l'indivisibilità, nel secondo la rigetta. In
seguito diceva: la pluralità è ad un tempo limitata ed illimitata; limitata
perchè più o meno determinata, illimitata perchè ogni distanza da un punto di
una grandezza fino all'altro è infinito, avuto riguardo all'infinita quantità
di parti di mez Egli contestava il movimento per le contrad dizioni inerenti a
questo concetto; imperocchè bi sogna che lo spazio misuratore, il quale consta
di parti infinite, venga percorso in un intervallo limi tato. Onde l'argomento
detto l'Achille, con cui af fermava che se una testuggine avesse il vantaggio
d'un passo avanti, non potrebbe essere raggiunta da Achille, perchè la distanza
non cesserebbe mai appieno, quantunque si facesse sempre più breve. Diceva poi
che non dovevasi accettare la dottrina del movimento, risultando da semplici
momenti di quiete, in quanto ciò che si muove perpetuamente si sviluppa in
qualche parte. Lo spazio vacuo è ines cogitabile, appunto perché la pluralità
ed il mo vimento non sono pensabili. Che se fosse alcun che reale, esso
dovrebbe trovarsi in uno spazio, giac chè ogni realità è compresa in quello,
epperò una continuazione senza fine dovrebbe trovare luogo in uno spazio che la
contenesse. Queste prove apago giche, appoggiate all'assurdità dell'opinione
con traria, sono sofistiche per lo scambio delle forme rappresentative logico
-matematiche di valore su biettivo e delle forme razionali di valore obiettivo.
Nell'Achille si trova una falsa applicazione della ce lerità all'espansione,
ossia del tempo allo spazio. Per mezzo dell'antitesi della ragione e dell'espe
rienza Zenone pose le fondamenta della dialettica e dello scetticismo, che ben
presto venne continuato dalla scuola di Megara e finalmente corruppe tutta la
filosofia greca. EMPEDOCLE di GIRGENTI in Sicilia, naturalista, medico, celebre
come taumaturgo, perfezionò la fisica degli Eleati, siccome Zenone la
metafisica. L'unità delle cose è il mondo, simile ad un globo, ragione per cui
lo chiama opalpos, opera perfetta dell'amore, da lui governata, a lui identica.
La materia e la forza non si decompongono. L'amore irradiandosi dal centro
penetra tutto ed è ad un tempo necessità: dipende da tutto pel con trasto delle
forze. Essendo l'uomo solamente una parte della divinità, la cognizione umana
non può essere che imperfetta,' e quantunque conosca gli elementi del tutto,
non può penetrarne l'unità, che Dio solo può comprendere. Egli distingue dalla
mas sa la forza movente. Le forze solamente movono, ma non variano le cose;
però questa dottrina della natura è meccanica. Egli è impossibile che il nulla
produca alcuna cosa, e che venga a mancare ciò che esiste. Egli ammette quattro
elementi, fra i quali dà preferenza al fuoco, considerandolo come l'essenza
divina delle cose; imperocchè tutto si ri cava dal fuoco ed in esso tutto si
risolve. La sepa razione avviene per odio, ma senza che riman gano intervalli
vacui. L'amore congiunge le cose eterogenee, l'odio le omogenee, operando la
sepa razione del composto. Vi sono periodi nella for mazione del mondo. Ma il
mondo mosso è sola mente una parte del tutto, il dominio dell'odio solo
sottordinato, ed anche solo presente nella rappre sentazione. Prima si formano
le cose elementari, il sole, l'aria, il mare, la terra, poi da questi pro
vengono le organiche per mezzo dell'amore; le piante e gli animali si formano
dal concorso degli elementi, ma in principio le membra esistendo se paratamente
hanno prima luogo i mostri. La na tura organica essendo formata dall'amore è il
pas. saggio alla vita beata nello sfero. Gli spiriti sono trasmigrati in corpi
per delitto, epperò sono neces sarie le purificazioni. Tutto è ripieno di
ragione e partecipa alla conoscenza. Gli elementi non godono di vita pacifica,
essendo svelti dallo sfero, mossi dall'odio, epperciò ricevono diverse forme
senza propria metempsicosi. Tale migrazione per tutte le forme è la miseria
delle cose, conseguenza dell’o dio. Rimedio contrario è l'intiero abbandono
all'a more. Non v'ha guarentigia d'intelletto se ci diamo alla vita sensuale.
La cognizione de' corpi ha per fondamento l'osservazione sensibile, ed è opera
dell'unione meccanica de'corpi per mezzo dei tras corrimenti á toppolai) e
delle correnti che pene trano in altri corpi per via de'pori (xotha ). L'unione
delle impressioni sensibili nella coscienza, spiegasi col congiungersi del
sangae nel cuore. Questa co gnizione procura l'opinione, ma non il vero sapere.
La cognizione divina è somministrata dalla ragione ed avviene in maniera
mistica per mezzo della pu rificazione. La filosofia di GIRGENTI (si veda) è il
primo tenue saggio per rettificare le nozioni sensibili coi puri concetti della
ragione, e disgiungere dai feno meni fisici la cognizione del vero reale, ossia
il fondamento sensibile delle cose. La sua fisica ha tutti i difetti della
spiegazione meccanica della na tura. Anch'egli si duole della ristrettezza
dell'uma no intendimento. Si racconta che incontrò la morte nel cratere
dell'Etna. Empedocle aveva scritto un poena didattico sulla natura, ma non ne
perven nero a noi che frammenti. GORGIA
da Leonzio, discepolo d’Empedocle, e anche maggior dispregiatore di Protagora
di quanto è vero e buono. Egli si portò in Atene in qualità d'ambasciatore, si
attirò gli sguardi per una nuova maniera oratoria, viaggið all'intorno,
raccolse molto danaro dall'insegna mnento e morì in età avanzata. Le sue
orazioni sono meramente pompose, svolte per mezzo di antitesi, epperciò fredde.
Egli si vantava di parlare all'im provviso di tutto, sia brevemente sia a
lungo, e di sapere a tutto rispondere. Il suo insegnamento nel l'arte oratoria
consiste in artifizii, specialmente in paralogismi. Egli sprezzava la virtù,
tenendo l'arte di persuadere per la suprema. In luogo dell'esistente degli Eleati
pose il non - esistente. Egli sosteneva tre tesi: 1 ° egli v'ha niente, nè
l'essere nè il non essere, nè ambi assieme. L'essere non è perchè o non deve
aver principio o deve averlo, od ambi assieme. Se non ha principio è eterno,
perciò un non - essere, è come eterno anche infinito, ma poi dovrebbe essere od
in se stesso od in -un altros ma in se stesso dovrebbe essere ad un tempo
contenente e contenuto, in un altro vi sarebbe un infinito in un altro infinito;
però ambi i casi sono impossibili. Se ha principio, dev'essere prodotto o
dall'esistente o dal non esistente. Nel primo caso sarebbe contro la
presupposizione eterno e non avrebbe principio, nel secondo dovrebbe il nulla
come non esistente, produrre alcuna cosa. Ma il nulla esistendo, l'es sere
dovrebbe essere non esistente, perchè il nulla e l'essere sono contrapposti.
L'essere poi non po trebbe avere principio e non averlo nello stesso tempo per
essere un'antitesi. Parimenti il non essere non può essere, perchè altrimenti
l'essere stesso non potrebbe essere. Quand'anche qual che cosa fosse, tuttavia
non si potrebbe conoscere, perchè non si può pensare che il pensabile, non il
reale che è fuori del pensiero. Vi ha differenza tra il pensato ed il reale
(questa distinzione è vera, ma LEONZIO (si veda) ne fece un'applicazione falsa
). 3° Quando anche alcuna cosa fosse pensabile, essa pero non sarebbe
comunicabile, perchè solamente il concetto ed il discorso si possono
comunicare, non già la cosa stessa.- Zenone aveva già adoperato gli ele menti
delle nozioni sensibili per mostrare in esse stesse la loronullità a
frontedella verità puramente razionale; Gorgia si prevalse degli elementi della
dottrina eleatica intorno alla ragione per annullare l'ultima stessa, essendo
contraria alla verità delle nozioni sensibili, ed il pensiero potendo solamente
produrre apparenze. $ 80 In tal maniera fini il primo periodo della filosofia
greca. I lonii partirono dalla natura, ossia dalmondo, gli Eleati da Dio; i
primi rifletterono meno alla Di vinità, facendone conto solamente come
dellaforza prima della natura o della vita; imperocchè per essa solamente
intendevano a spiegare l'origine del mondo o per via dinamica o meccanica,
finchè Anassagora separò Dio dalla materia, però ad ambi attribuendo pari
originalità e concedendo solo al primo la direzione del mondo. Gli Eleati
rigetta rono cotesto dualismo, ritornarono al monismo, ma non poterono
accordare la perfezione di Dio coll'im perfezione del mondo, cercando un
rifugio col dire che il mondo non è alcuna cosa reale, ma solo ap parente. Fu
questo il grave errore, che sempre più ingrandito aboli finalmente Dio, la
religione e la moralità. Già la scuola ionica aveva lasciato la mo rale in un
canto. Pitagora, il quale trattò l'origine ed il governo del mondo col suo
ingegnoso ma farzato e sterile paragone colla matematica, ebbe riguardo al
morale, però meno in teorica che in pratica. –La filosofia ebbe poi un nuovo
eccita mento della parte morale per - mezzo di Socrate, quantunque egli non
abbia seguito la direzione scientifica, ma solo la pratica e religiosa. A ciò
conseguitarono i sublimi saggi di Platone e d'Aristo tele per investigare la
natura, Dio e la moralità; ma anche questi uomini dovettero soccombere al
grande incarico, per quanto inspirato sembrasse il primo e circospetto il
secondo. Finalmente la scuola epicurea prese, come gli Atomisti e Sofisti sul
finire del primo periodo, a proteggere la sensualità e l'ateismo. Per opera
degli Scettici prese a domi nare il dubbio; si cercò invano di risolvere il pro
blema dell'unione della materia e dello spirito, dell'intuizione e del pensiero,
e bisogno gettarsi nelle braccia del teosofismo: Così terminava la fi losofia
greca, avendola dal principio alla fine ac compagnata il dubbio e la tristezza.
Il Cristiane simo salvo poiil mondo dalla corruzione intellettuale e morale. I romani
non hanno mente filosofica. Essi accolgeno la filosofia greca, particolarmente la
apparetenente all’Orto, che risponde al loro lusso, e Tito LUCREZIO TERZO
PERIODO -ECLETTICI E SINCREBISTI. ne fa soggetto di un poema didattico, cui da
l'antico titolo: Della natura delle cose; anche più famigliare si resero la
dottrina del PORTICO, che accor dandosi all'antico carattere romano, esercita
influenza sulla loro legislazione ed amministrazione, e trova ancora rinomati
partigiani al tempo del l'impero, cioè Lucio ANNEO SENECA, maestro di NERONE,
autore di molti scritti filosofici, EPITTETO da Terapoli in Frigia, verso lo
stesso tempo, schiavo, il cui discepolo FLAVIO ARRIANO da Nicomedia compila un
piccolo manuale secondo le lezioni del maestro, e MARCO AURELIÓ ANTONINO,
imperatore romano, autore di meditazioni
sotto il titolo: Eis éautóv. Seneca e più eclettico, Epitteto si attenne
ai voti della natura e ridusse la dottrina stoica alla formola ανέχον και
απέχου, 81 stine et abstine. Lo scritto di Antonino ha carattere di dolcezza e
pietà; tutti e tre abbracciarono sola mente la parte etica della filosofia
stoica. Che se questi romani dell’orto e il portico a Roma si mantennero fedeli
ad un solo sistema, CICERONE (si veda) da esempio di un compiuto eclettismo, e
tanto egli contribui co'suoi numerosi saggi e dialogi a rendere accessibile ai
Romani la filosofia quanto gli manca originalità filosofica. Nella pratica
prefere il sistema del portico, nella teoretica l'accademia, accettandovi anche
l'orto e il lizio. In generale poi le dottrine di Platone ed ancora più quelle
di Aristotele rimaneno pei Romani tesori nascosti. Nome compiuto: Francesco Bertinaria. Keywords: l’indole e le vicende della
filosofia italiana. Refs.: determinazione dell’assoluto. Luigi Speranza, pel
Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice e Bertinaria,” The Swimming-Pool Library,
Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi
Speranza -- Grice e Berto: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale della reduzione all’assurdo – scuola di Venezia – filosofia
veneziana – filosofia veneta -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo
di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Venezia). Filosofo veneziano. Filosofo veneto -- Filosofo italiano. Venezia,
Veneto. Grice: “I like Berto, but then,
my first unpublication is on negation and privation! Against my tutee, Sir
Peter, I always took Aristotle’s tertium non datur pretty seriously, but the
consequentia mirabilis I had to re-label implicature; for, as Tertulliano used
to say, ‘Just because it is deaf (ab-surdum), I believe it!” -- Grice: “If Peirce (I lectured on him for
years, and deem him my friend) is right that ‘dictum,’ in Roman, is cognate
with Hellenic ‘deixis,’ Boezio was too hasty to translate ‘anti-phasis’ as
‘contra-dictio,’ for ‘phrasis’ is indeed Hare’s phrastic, while the dictio can
be just a signal – as a spoon casting the shadow of a fork, to use Berto’s
genial example!” – Grice: “Berto likes to pose the thing as an x-rhetorical
question: che cosa e una contradizione, -- implicaturum: ‘if anything AT ALL!”
– “He is friends with Priest, so what can you expect!? J). Francesco Berto (Venezia), filosofo. Laureatosi a Venezia
con una tesi su Emanuele Severino, ha conseguito il dottorato presso la stessa
università con una tesi sulla dialettica hegeliana. Dopo aver conseguito un
post-doc in Filosofia teoretica all'Università degli Studi di Padova è stato Chaire
d'Excellence Fellow al CNRS di Parigi, dove ha insegnato Ontologia all'École
Normale Supérieure ed è stato membro dell'Istituto di Filosofia della Scienza e
della Tecnica della Sorbona. È stato Research Fellow all'Institute for Advanced Study della University
of Notre Dame (Indiana, USA). Ha
insegnato Logica anche all'Università Ca' Foscari di Venezia e all'Università
Vita-Salute San Raffaele. È stato
Structural Chair of Metaphysics alla Universiteit van Amsterdam e membro del
Northern Institute of Philosophy di Wright alla University of Aberdeen.
Attualmente tiene la Chair of Logic and Metaphysics al dipartimento di
Filosofia dell'University of St Andrews ed è Research Chair all'Institute for
Logic, Language and Computation alla Universiteit van Amsterdam. Premio
Filosofico Castiglioncello, nella sezione giovani, con il libro Teorie
dell'assurdo. I rivali del Principio di Non-Contraddizione. Nel
l'Università Ca' Foscari di Venezia gli ha assegnato il Premio
Ca'Foscari alla Ricerca per ricercatori.
Nel ha ottenuto dall'AHRCResearch
Council di Gran Bretagna un finanziamento per il progetto "The
Metaphysical Basis of Logic".
Nel ha ottenuto dall'European
Research Council un finanziamento di 2.000.000 di euro per il progetto
"The Logic of Conceivability".
Altre opere: “Logica” (Roma, Carocci); “Che cos'è una contraddizione” (Roma,
Carocci); “L'esistenza non è logica: dal quadrato rotondo ai mondi impossibili”
(Roma-Bari, Laterza); “Tutti pazzi per Gödel. La guida completa al Teorema di
Incompletezza” (Roma-Bari, Laterza); “Logica da Zero a Gödel” (Roma-Bari,
Laterza); “Teorie dell'Assurdo. I rivali del Principio di Non-Contraddizione”
(Roma, Carocci); “Che cos'è la dialettica hegeliana? Un'interpretazione
analitica del metodo” (Padova, Il Poligrafo); “La Dialettica della struttura
originaria, Padova, Il Poligrafo). “Il Pensiero”; “Sistemi intelligenti”;
“Iride”, “Rivista di estetica”, “Divus Thomas” “Il Giornale di metafisica. Comune RosignanoLivorno, su
comune.rosignano.livorno ). Università
Ca'Foscari di Venezia, su unive. Aberdeen
Amsterdam Archiviato il in.
Aberdeen Archiviato il 9 settembre
in. Phil Papers.org Stanford Encyclopedia of Philosophy:
Dialetheism, su plato.stanford.edu. Stanford Encyclopedia of Philosophy:
Impossible Worlds, su plato.stanford.edu. Stanford Encyclopedia of Philosophy:
Cellular Automata, su plato.stanford.edu.).Filosofia Filosofo Logici italiani Accademici
italiani Professore Venezia Professori dell'Università Ca' Foscari Professori
dell'Amsterdam Studenti dell'Università Ca' Foscari Venezia. Nome compiuto: Francesco
Berto. Keywords: reductio ad absurdum, pegaso, il quadrato redondo,
incompletezza goedeliana, Grice’s System Q, Myro’s System G, Speranza’s System
GHP, R. B. Jones’s System C., dialettica, contradizzione, negazione, quadratto
di opposizione, Hegel e l’opposizione, Hegel e la contradizione, che e
inompleto secondo Godel? Sistema G incompieto, incopetiezza, Bellorofonte in
sistema G, Parmenide, neo-Parmenide, Severino come neo-Parmenidiano, circolo
quadrato, la quadratura del circolo, calcolo di predicate di primo ordine con
identita, la struttura originaria della dialettica, dialettica, posizione,
contraposizione, composizione – Oxonian dialectic, dialettica hegeliana,
severino, dialettica oxoniense, dialettica ateniense. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice,“Grice e
Berto,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi
Speranza -- Grice e Betti: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale della lupa; ovvero, problemi di storia della costitutzione
politica e sociale nell’antica Roma – filosofia romana – scuola di Camerino –
filosofia marchese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco
di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Camerino). Filosofo marchese. Filosofo italiano. Camerino,
Macerata, Marche. Studia a Parma e Bologna (con una tesi sulla Crisi della
repubblica e la genesi del principato in Roma). Insegna per un anno
Lettere al Liceo classico di Camerino e vince il concorso per la libera docenza
presso l'Università di Parma. Trascorre lunghi periodi di studio all'estero,
grazie a diverse borse di studio, nelle più prestigiose università europee
(Marburgo, Friburgo e altre). Professore ordinario all'Università degli
Studi di Camerino. In seguito insegna diritto nelle Università degli Studi di
Macerata, Pavia, Messina, dove ha tra i suoi allievi Giorgio La Pira e Tullio
Segrè), Parma, Firenze, Milano, Roma. Come Gastprofessor e visiting professor
svolge corsi nelle Università di Francoforte sul Meno, Bonn, Gießen, Colonia,
Marburgo, Amburgo, Il Cairo, Alessandria d'Egitto, Porto Alegre, Caracas. Betti
è stato uno dei più importanti giuristi italiani di tutti i tempi e fu tra i
principali artefici del codice civile italiano. Chiamato a insegnare ius
romanum alla Pontificia Università Lateranense. Nel corso della sua attività
accademica ha coperto tutti i rami del diritto, in particolare il diritto
romano, civile, commerciale e processuale[2]. Fonda presso le Università di
Roma e di Camerino l'Istituto di Teoria dell'interpretazione. È stato socio
corrispondente dell'Accademia dei Lincei e dottore honoris causa delle
Università di Marburgo, Porto Alegre e Caracas. Per il suo sostegno intellettuale
al fascismo, alla Liberazione fu messo agli arresti a Camerino e imprigionato
per circa un mese per decisione del CLN. Sospeso dall'insegnamento e sottoposto
a giudizio di epurazione. Il procedimento lo prosciolse da ogni
imputazione. Produzione scientifica Le sue scelte politiche comunque non
hanno compromesso il pregio e l'importanza delle sue opere. Le sue opere
principali sono: Teoria generale del negozio giuridico, Teoria generale delle
obbligazioni, Teoria generale della interpretazione. Fa parte delle
commissioni ministeriali che hanno redatto il codice civile. L'influenza di B. e
determinante nella soluzione, adottata dal guardasigilli Grandi, dell'abbandono
del progetto italo-francese delle obbligazioni e dei contratti, che negli
intenti originari del piano per la nuova codificazione avrebbe dovuto
costituire l'attuale quarto libro del codice civile. Altre opere: “Sulla
opposizione dell'exceptio sull'actio e sulla concorrenza tra loro”; “La
vindicatio romana primitiva e il suo svolgimento storico nel diritto privato e
nel processo”; “L'antitesi storica tra iudicare (pronuntiatio) e damnare
(condemnatio) nello svolgimento del processo romano”; “Studii sulla litis
aestimatio del processo civile romano”; “Sul valore dogmatico della categoria
contahere in giuristi proculiani e sabiniani”; “La restaurazione sullana e il
suo esito: contributo allo studio della crisi della costituzione repubblicana
in Roma”; “La struttura dell'obbligazione romana e il problema della sua
genesi”; “Il concetto dell’obbligazione costruito dal punto di vista
dell'azione”; “Trattato dei limiti soggettivi della cosa giudicata in diritto
romano”; “La tradizione nel diritto romano classico e giustinianeo”; “Esercitazioni
romanistiche su casi pratici”, “Anormalità del negozio giuridico”; “Diritto
romano”; “Diritto processuale civile italiano”; “Teoria generale del negozio
giuridico”; “Interpretazione della legge e degli atti giuridici: teoria
generale e dogmatica”; “Teoria generale delle obbligazioni”; “Teoria generale
della interpretazione”; “Teoria delle obbligazioni in diritto romano”; “L'ermeneutica
come metodica generale delle scienze dello spirito” (Città Nuova, Roma); “Attualità
di una teoria generale dell'interpretazione”; “La crisi della repubblica e la
genesi del principato in Roma”. Note ^ La sua dottrina ha costituito oggetto di
studio approfondito da parte di Tonino Griffero. ^ Crifò Giuliano, Maestri del
Novecento: Emilio Betti: il ruolo del giurista, Milano: Franco Angeli, Ritorno
al diritto: i valori della convivenza. Fascicolo 7, 2008. ^ Sull'intervento a
suo favore di Giuseppe Ferri, v. S. Truzzi, Stefano Rodotà, l’autobiografia in
un’intervista: formazione, diritti, giornali, impegno civile e politica, Il
Fatto quotidiano. Crifò, B.. Note per una ricerca, in Quaderni fiorentini per
la storia del pensiero giuridico, Ciocchetti, Mario, Emilio Betti,
Giureconsulto e umanista. Belforte del Chienti. Brutti, B. e l'incontro con il
fascismo. Roma Tre-Press. Filosofia del diritto Ermeneutica giuridica
Collegamenti esterni Dizionario Biografico, su treccani.it. Portale Biografie
Diritto Portale Diritto Categorie: Giuristi italiani Storici italiani
Accademici italiani Nati a Camerino Accademici dei Lincei Professori della
Sapienza - Università di RomaProfessori dell'Università degli Studi di Camerino
Professori dell'Università degli Studi di FirenzeProfessori dell'Università
degli Studi di Macerata Professori dell'Università degli Studi di Messina Professori
dell'Università degli Studi di Milano Professori dell'Università degli Studi di
ParmaProfessori dell'Università degli Studi di PaviaProfessori dell'Università
di Marburgo Professori dell'Università di ViennaStudiosi di diritto
romanoStudenti dell'Università degli Studi di ParmaStudenti dell'Università di
BolognaStudenti dell'Università di FriburgoStudenti dell'Università di
MarburgoStudiosi di diritto civile del XX secoloStudiosi di diritto commerciale
Studiosi di diritto processuale civile del XX secolo[altre] ISTITUTO DI TEORIA
DELLA INTERPRETAZIONE PRESSO LE
UNIVERSITÀ DI ROMA E DI CAMERINO
PROFESSORE ORDITARIO NELLA UNIVERRITÀ DI ROMA TEORIA GENERALE DELLA
INTERPRETAZIONE MVLTA PAYCISI
AG MILANO DOTT. A: GIUEFRÈ. PROLEGOMENI. POSIZIONE
DELLO SPIRITO RISPETO ALL'OGGETTIVITÀ. Oggettività reale. Oggettività ideole.
Rispettiva posizione dello spirito. Rigetto della concezione soggettivistica e
relativistica. Problema del nesso fra coscienza e valori dello spirito. Limitazione
e ortentamento prospettiço della coscienza. Conseguente variabilità storica
delle valutazioni. Nesso fra coscienza e valori. Sensibilità per i valori. Processo
di scoperta. Dialettica di soggetto ed oggetto nella fenomenologia dello
spirito. La spiritualità sul piano oggettivo della comunione. Compito
dell'iniziativa individuale nell'attuazione di valori. Loro atuazione nel proceseo dell'arte, della
conoscenza, dell’azione Ri-evocazione
spontanea e ri-evocazione attraverso forme rappresentative. IL PROBLENA
EPISTEMOLOGICO DELI'ENTENDERE, QUALE ASPETTO DEL PROBLEMA GENERALE DEL
CONOSCERE.Oggetto dell'intendere. Concetto di forma rappresentativa. Processo dell'intendece. Suo carattere
triadico. L'intendere come fenomeno psicologico e gnoseologico. L'intendere come
processo gnoseologico. [Cf. Grice, “the analysis of understanding in terms of
meaning”].Delimitazione dell'intendere d’altri modi del conoscere per segni. La
semeiotica, quale teori generale dei segni. Delimitazione dell’intendere
interpretativo secondo l'oggetto. Differenza tra l'intendere ed il costruire speculativo
(eruten). Sua controllabilità. Analogia di fenomeni e confusione di concetti. Esigenza
dell'oggettivazioni, come presupposto dell'intendere. Oggettivazione dello
spirito e stile. Struttura e congogeo del simbolo. Del simbolo linguistico in
particolare. Simbolo e segno [cf. Grice: Words are not signs]. Possibili
oggettivazioni dello spirito e varietà di forme rappresentative. Forme
rappresatative mnemoniche. Estensione dell’oggettivazioni dello spirito
attraverso il ricordo Differenza tra ri-cognizione
di propri ricordi e ri-cognizione interpretativa. Tipi e concorso di
qualificazioni delle forme rappresentative. Fenomenologia e tradizione delle
forme rappresentate. Antinonia fra attualità ed oggettivazioni nella fenomenologia
dello spirito. Sua dialettica. Fenomenologia delle oggettivazioni. Usura e dependibilità
della forma rappresentativa. Il metodo della scienza dello spirito nella
ricostruzione del mondo storico, secondo Dilthey. Esigenza di tipizzazione che
legittima l'uso di concetti rappresentativi con fonzione excictica e
interpretativa. Critica dello storicismo atomistico e adialettico. Ancora dello
storicismo atomistico e adialettico avverso all'esigenza della tipizzazione. Ancora
dello storicismo atomistico e adialetico. IL PROCESSO INTERPRETATIVO IN
GENERALE. GNOSEOLOGIA ERMENEUTICA. Dato elementare del processo intrapretativo.
Il rapporto tra chi parla e chi ascolta
nel colloquio (cf. Grice without an audience). Discorso nel vivo [face to face]
colloquio – in conversation, understanding resolves in the process –
Collingwood -- e discorso messo per iscritto. Attualità del parlare e oggetività
della lingua. Problema del rapporto fra lingua e discorso. Grice on RYLE on
GARDINER. Genesi della mancata o inesatta intelligezza Premesse dell'esigenza d’identità ergnaletica.
Surrogati matematici del processo intepretativo conformi al meccanizzarsi
dell'incivilimento materiale. Surrogati automatici (TURING) del processo
interpretativo proposti dal neo-positivismo logico. Critica del positivismo
logico. Surrogati automatici del processo interpretativo indotti dalla civiltà
di massa. Interpretare ed intendere. Azione ed evento [cf. Grice, “Actions and
Events”] del processo comunicativo. Contesto del discorso come totalità.
Presupposti di una COMMUNICAZIONE – Grice on Stevenson – d’intelligenza tra
spirito e spirito. L'intendimento significativo o il suo appugamento nella sintesi
della conoscenz. Analisi fenomenologica [Grice
on Austin on linguistic phenomenology]. Funzione predicativa (Let Fido be
shaggy] del giudizio e sua espressione linguistica. Criteri per la qualifica di un'attività
spirituale asccodanes siccome interpretazione. Differenza intercedente fra
l'intendere e l'attività teoretica inventiva. Rispettiva delimitazione. Indebita
identificazione dell'intendere con qualsiasi esperenza o fatto di auto-conscienza. Interpretare e conoscere
per intelligenza dialettica. Rispettiva delimitazione. Esigenza di ricollegare
il pensiero all'autore (GRICE – utterer). Inversione dell'iter genetico nell’iter
ermeneutico. Indirizzo a destinatari – Grice: RECIPIENT, ADDRESSSEE -- del
proceso comunicativo. Sociologia ermeneutica. Atteggiamenti meta-teorici
prelimitari al processo interpretativo. Ancora degl’atteggiamenti preliminari
al processo interpretativo. La fusione affettiva (empatia) del ri-vivere, o suo
uffcio differente (preparatocio o integrativo) in ordine all’esigenza del
riconocere ovvero de riprodure. Impedimenti al retto esito del processo
interpratativo. METODOLOGIA ERMENEUTICA. Momenti teoretici avvinodastici nel processo
interpretativo. Del momento assiologico concomitante e sosequente all'interpretazione.
Canoni, la cui osservanza garantisce l'esito epistemologico
dell'interpretazione. Canoni attitenti all'oggetto. Autonomia dell'oggetto ed
immanenza del criterio ermeneutico. Totalità e coerenza dell'apprezzamento ermeneutico.
Canoni ermenutici attinenti al SOGGETTO – inter-soggetività -- Attualità dell'intendere. Adeguazione
dell'intendere. Corrispondenza e congenialità ermemeutica. Fondamento della
corrispondenza ermenutica, e suo valore.
Interferenza tra il criterio dell'autonomia e il criterio dell'attualità
ermenutica. Valore ermeneutico del giudicio di qualificazione. Analisi del
concetto di stile. Senso dla formoa. Spirito oggettivato. Interpretazione ed
integrazzione ermeneutica. Potenziamento dell'intendere. Conversione
interpretativa d’istrumentari rappessentativi. TIPI D'INTERPRETAZIONE. INTERPRETAZIONE
IN FUNZIONE MERAMENTE RI-COGNITIVA. L'INTERPRETAZIONE FILOLOGICA. Prevalenza
dell'un momento sull'altro e classificazione dei tipi d'interpretazione. Clasificazione
dei tipi d'interpretazione secondo la differenza della rispettiva funzione. Meramente
ri-cognitiva. Ri-produttiva o ra-ppresentativa. Normativa. L'interpretazione filologica
(in senso staetto); leggere ed inte-leggere. Concetto di testo. Il testo come
tessitura del discorso e formulazione del pensiero. De-cifrazione e critica
della gentinità. Fasi dell'interpretazione grammaticale. Predromi dell’interpretazone
filologica. Sue fasi. Criterii metodici dell'interpretazione filologica. Correlazione
del criterio grammaticale (“Pirots karulise elatically”) col criterio
psiocogico – GREGORIO; il solecismo dello spirito santo -- nel proceso
interpettativo. Psicologia dell'espressione – alla CROCE. Vicende dell'usus
loquendi e influenza della concezione soggettiva nell’interpretazione filologica. Indirisso psicologico
dell’interpretazione filologica. Meta ideale del metodo filologico (BLAKE, Love
that never told can be). La ri-evocazione del pensiero, discorsivo o intuitivo.
Deficienza ed ecceenza di contenuto rappresentativo. Interpretazione o integrazione. Interpretazione allegorica (“You’re
the cream in my coffee”). Eccedenza di valore significativo. Interpretzione di
simboli. ECCEDENZA [cf. Grice, IMPLICATURA/DISIMPLICATURA di valore significativo
Interpretazione della leggenda di ROMOLO e
del semastema mitico. L'INTERPRETAZIONE STORICA. L'interpretazione storica
(Il suicidio di Catone). Suoi vari aspetti. Oggetto immediato d'interpettazione
storica. Forme rappresentative tramandate dalla tradizione, o conservate nel ricordo
(storiografico o personale – Amaccord da Harborne – Grice Fellini. Criteri
ermeneutici dell'interpretazion aterica. Loro differenziarsi secondo l'oggetto. Concetto di fonti e di questione
storica. Criteri d'interpretazione storica delle fonti rappresentative tramandate
dalla tradizione o conservate nel ricordo. Critica dell'attendibilità e integrazione
delle fonti storiche secondo l'individualità dell'autore – LIVIO contro
SALUSTIO. Interpretazzione di comportamenti aventi interesse storico nelle vita
di singoli – CATONE -- o di società – il circolo degli Scipioni. Criteri
ermeneutici. Posizione della questione storica. Insufficente apprezzamento
della vita storica colle sole catogorie psicologiiche e pratiche, etiche o
politiche. Auto-critica dello storicismo. Problematica ulteriore proposta dal
complesso carattere di comportamenti. Eccedenza di significato ed indagine di
concatenazioni. Compito ermeneutico d’assignare a una storia della civiltà
interiore (Kultur-geschichte) ed ad una storia della spiritualità (Geistes-geschichte).
Indirizo d'interpretazione storica rivolto all’evoluzione della spirtualità.
Totalità e coerenza dello spirito nella dialettica del pensiero mitico. Totalità
e coerenza della srpiritualità attraverso le vicende del suo svolgimento.
L'INTERPRETAZIONE TECNICA IN FUNZIONE STORICA. L'interpretazione tecnica. Senso
della qualifica. Differenza dell'intepretazione tecnica dalla verificazione di
collaut. lnterpretazione psicologica e tecnica d’un’opera o d’una condotta.
Problemi ricorrenti nella vita storica. Nessi fra tecnica e inventiva
individuale. Formazione di nuovi tipi
artistici o letterari, comunicativi o strumentali – GRICE ON TOOL --..
Tecnica e forma interiore. Storia del concetto di forma interiore Interprtazione psicologico-stilistica del fare
artisticel variare degli stili. I problemi
di configurazions, come criteri basi dell'interpretazione tecnico-artistica, in generale. Costanti
fenomenologiche del fare artistico e criteri basilari ermeneutici. Ancora
dell'interpectazione tecnico-artistica. Revizione critica dei criteri basilari d’orientamento. Varietà delle
prospettive determinanti la formazione degli stili (e delle concezioni
interpretative – IL FUTURIMO, la decadenza ellenistica dell’arte romano --). Differenziarsi
delle prospettive che determinano lo stile secondo le varie generazioni. Tecnica
e spiritualità. La azione reciproca. Indirizzo dell’interpretazione tecnico-artistica
secondo la psicologia dello stile. Interpretazione tecnico-artistica in
particolare. Inversione dell'iter genetico nell'iter ermeneutico. Corollario
che se ne trae pell'interpretazione tenico-artistica. Cenno sul processo genetico dell'opera d'arte e di poesia (Grice
on BLAKE). Contenuto e liricità
nell'opera d'arte. Autore e contemplatore. Interpretazione tecnico-sociologica
(WEBER protestante): suo compito specifico di riconoscere strutture ricorenti nelle
formazioni sociali e correlazioni tendenzialmente costanti, tra fenomeni
storici rispondenti a problomi analoghi della vita sociale. Interpretazione
tecnico-economica. Il concetto di stile dlla economia. Esigenza di totalità ed
unità cui rispondo nella interpretazione della storia economica. Interpretazione tecnico-economica. Valore
ermeneutico del concetto di stile INTERPRETAZIONE
RIPRODUTTIVA. Riproduzione transitiva attraverso una mutata dimessione Requisito della mutata dimesione
nell'interpretazione con funzione riproduttiva. Integratzione rappesentativa. Criteri
metodici dei vari tipi d'interpretazione in funzione riproduttiva. Antinomia
tra il vincolo di fedeltà e l'esigenza d'integrazione nell'attualità del ri-esprimere.
Deviazioni dell'interpretazioue in funzione riproduttiva. Equivocazione tra
formola e senso. L'INTERPRETAZIONE TRADUCENTE. Traduzione ed interpretazione.
Presupposto d’ogni traduzione. Una interportazione meramente ricognitiva.
Esigenza di fedeltà al testo. Distinzione fra pensiero e formulazione
linguistica. Errore del comune preguidizio a favore della traduzione letterale.
Critica dell’equivocazione tra formoula (gergo) e seaso. Indirizi del tradurre.
(TRADUTORE, TRADITTORE). Differenza tra traduzione e libere eborazioni cognoscitive,
parafrasi, commento, versione in altro idioma. Ibridismo dei rifacimenti, dell’epitome
riassuntivo, del’interpolazioni La traduzione
come arte. Scoperta del ritmo e dello stile adeguato. INTERPRETAZIONE IN
FUNZIONE RIPRODUTTIVA.L'INTERPRETAZIONE DRAMMATICA. Esigenza di concrta
individuazione rappresentativa. Problematica del processo triadico di
mediazione fra testo, spettacolo e pubblico (GRICE: WHAT HAMLET SAW, WHAT
MACBETH SAW). Indirizzi e vedute differenti
circa il rapporto de messa in scena col testo drammatico (Is there a suicide at
the end of AIDA?). Processo dell’individuazione rappresentativa. Esigenza d’unità
(cf. WAGNER – a whole week!),
coordinazione e sintesi degl’elementi. Rcerca della chiave spettacolare
del testo dramatico. Ancora dei criteri metodici dell'interpretazione drammatica.
Ufficio del regista. IL TEATRO DEL MONDO --. Rapporto d’animzione direttiva. Indirizzo
dell'intergrotazione drammatica, secondo le vedute di Craig e Copeau. Compito e
metodo dell'attore nel proceeo dell'individuzione rappresentativa (PLAYING THE
ROLE). Ancora dol processo
dell'individuarione rappresentativa per opera dell'attore. Sul metodi della
regia nel processo dell’individuazione. Rischi ed esigenze Criteri dell'interpretazione drammatica proposti
da Stanilawski. Impegzo richiesto all'attore secondo i canoni dell'autonomia e
della totalità ermeneutica. Esigenza di subordinazione, unità e consonanza. Varietà
delle concezioni interpretative esprimentisi in funzione riproduttiva. Variare
della sensibilità uditiva e visive. Rapporti fra rappreseatazione teatrale o
cinematografca. Raffrento tra i compiti dei rispettivi registi.(HOME, SWEET
SWEET HOME). Deviazioni della rappresentazione del compito ereneutico. Della
tendenza diretta a porre l'interpretazione teatrale sullo stesso piano della realizzazione
cinematografica. Deviazioni della
rappresentazione del compito ermeneutico, per
l'arbitrio conferito all'interprete (HOME SWEET SWEET HOME – PAVANE --).
L'INTERPRETAZIONE MUSICALE (“Meistersinger is for children” – Grice). Problematica
dell'interpretazione musicale. Processo d’indiviuazione ed integrazione. Tecnica
e arte riproduttiva. Presupposto dell'esecuzione. Una interpretazione
ricognitiva del testo musicale. Premesse ai criteri metodici
dell'interpretazione musicale. Ricerca delle chiave orchestrale del testo
musicrie. Appezzamento dalla rispondenza dei mezzi allo scopo riproduttivo. Nesso
intercedente tra contenuto lirico d'anima e istrumentario tecnico dell'expressione
MELODICA nella composizione e nell’interpretaziona musicale. Esigenza di
totalita, e consonanza tra penseoro discorsivo e immagine visiva e musicale.
Opera (“Meistersinger” is for children! – Grice) e dramma. Sceneggiatura e film.
(Oxford Film Society, Grice). Le situazzioni evocate nel libretto, come fonte
d'ispirazione. INTERPRETAZIONE IN FUNZIONE NORMATIVA. Probloma dell'intendere
por decidere (agire). Problematica comune all'interpreazione giuridica e a quella
teologica. Nesso dialettico tra linguaggio o pensiero, fra espressione ed azione.
Esigenza di tenerlo presente anche nella interpretazione in fonzione normativa.
Antinomia fra vincolo di subordinazione ed esigenza d’iniziativa. Eterogenesi
di significati in orientamento dogmatico. Differenziarsi d’un siguificato più
conforme all'indirizzo valutativo nell'attualità dell'agire. INTERPRETAZIONE
GIURIDICA. Hampshire and Hart – on Grice and vice versa. L'interpretazione
nella vita del diritto. Funzione normativa dell'interpretazione d‘un DIRITTO IN
VIGORE (AUSTIN on internal and external reading). INTERPRETAZIONE ED applicazione.
Interpretazione e qualiicazione giuridica. Interpretazione e costruziona
dogmatica. Nesso fra riscostruzione storica e sviluppo integrativo della norma
– CITTACIDANZA NELL’ANTICA ROMA -- .Esigenza di mantenere l'intrinseca coerenza
dell'ordine giuridico, nella sucessione di norme o del concorso con altri
odinamenti. Compito d’adattamento. Eficienza evolutiva dell'interpretazione. Nesso
intercedente fra ricognizione storica e sviluppo integrativo dalla norma
giudica nelle massime di decisioni. Questione della portata evolutiva
dell'interpretazione giuridica. Deficienza della disciplinn legislativa. Criteri
d’integrazione. Analogia iuris. Funzione emaneutica dei principa generali di
diritto. Lacuna e caso dubbio. Del modo di concepire i principi generali di
diritto Deita competenza a identifcare i
principi generali di diritto Del compito
della giurisprudenza quale organo della consicenza socale. L'INTERPRETAZIONE TEOLOGICA Oggetto: testi sacri. Qualifica di testo
sacro nell'orbita d’una chiesa – GRICE: THE 39 ARTICLES -- o confessione religiosa. Interpretazione
letterale – GRICE MOUNT SINAI -- Interpretazione
allegorica – Grice PHILOSOPHICAL ESCHATOLOGY --. Interpretazione teologica.
Ermeneutica sacra o profana. Analogia fidei. Vincolo dell'interprete a un credo
religiono, a una dogmatica teologica – THE 39 ARTICLES -- , o ai criteri ermeneutici
fisati’un tradizione chiesastica. Conoscenza di sè attinta alla civiltà dell’epoche
storich. Funzione educativa
dell'interpretazione storica quale ricostruzione dell’intero orizzonte
spirituale dell’oggettivazione ri-evocata. Radicale trascendenza destinata al
singolo nella comunione Magra viventivat
ac defunctorum communio. Educazione del genere umano. Formazione del senso
storico come senso di continuità e
spirito di tolleranza. Nom compiuto: Emilio Betti. Keywords: la lupa; ovvero,
problemi di storia della costituzione politica e sociale nell’antica Roma, auslegung,
auslegungslehre, storia della repubblica romana, diritto romano, exception,
action, vindication, dirittop rivato, iudicare, pronuntiatio, damnare,
condemnation, processor omano, litis aestimatio, processo civile, contaheer,
giurista proculiano, giurista sabiniano, restauraziones ullana, constitutziane
rpeubblicana, obbligazioner omana, cosa giudicata, diritto romanoc lassico,
diritto romano guistinaneo, diritto processuale civile, negozio giuridico,
interpretazione, genesi del principato, lingua romana, lingua latina, base
etnica della antica Roma, i latini, l’eta monarchica, il signficato di ‘rex’
(regere, cf. lex, legare), l’eta repubblicana, res pubica used during l’eta
monarchica, Romolo, il primo re, Tarquino, l’ultimo re, l’eta repubblicana, la
stirpe dei patrizi, patrizio, cepo aristocratico, Caesar dittatore, assassinio
di Caesar, il principato, Augusto, significante ‘consacrato’, ‘Imperator
Augusto Ottaviano’, imperio, imperatore, pater familias, paternalism, diritto
consuetudinario, il fuhrer, l’hero, autorita carismatica, civilita, ius civile,
romanita, diritto romano ostrogotico, diritto romano longobardi, popolo romano,
nazione romana, romano e sabini, diritto per romani e diritto per pellegrini,
vocabulario del diritto romano, dizionario di diritto romano, lexicon di
diritto romano, concetto autenticamente romano di auctoritas, lex, legare,
eddictum, decretum, suggestion, agere, diritto processuale, contratto, negozio,
diritto penale, diritto civile, crisi della repubblica, Antonio e Ottaviano,
stato autoritario, concetto di stato, Ponzio Pilato e la morte di Gesu,
pontificex massimo, laicitia del diritto romano, senatus, PSQR, Refs.: Luigi
Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice e Betti: Vico ed il
circolo dell’implicatura,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria,
Italia.
Commenti
Posta un commento