GRICE ITALO A-Z A AS
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice ed Assunto:
all’isola – FILOSOFO SICILIANO, NON ITALIANO -- la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale dei nazareni – la scuola di Caltaissetta – filosofia siciliana
-- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Caltanissetta). Filosofo siciliano. Filosofo italiano. Caltanissetta,
Sicilia. Grice: “I like Assunto; of course in Italy they take aesthetics
seriously; my wife would say that they ONLY take aesthetics seriously! And I
would correct her, ‘You mean that they take only aesthetics seriously,’ and she
would re-correct me, ‘Whatever, dear.’” – “Anyhow, Assunto is best known in
Italy as a historian, but he fails to see that when at Clifton we speak of the
classics we mean the timeless – my timeless meaning was meant as a
Cliftonianism! So Assunto is lacking background when he equates classicism, or
worse, neo-classicism of the Canova type popular in London, as dealing with
‘l’antichita’ – that would have offend Canova: his statues were meant to
represent Platonic timeless ideas or ideals!” Grice: “Gilbert and Leighton are
very explicit about this in ‘The Artist’s Model’!” “Then Assunto thinks he can
play with a fictiotious dichotomy between ‘l’antico’ and ‘il non-antico.’”
Grice: “I treasure Millais’s slogan that at the Royal Academy, he had to do
only TWO things: draw naked men ‘from nature’ – or draw naked men
‘dall’antico’!” – Grice: “As Millais suddently realised: ‘We found out that
there were no English types that would represent the ‘antico’, or timeless
ideal, so we had to deal with Italian models!” -- L'uomo che contempla il
giardino vivendo il giardino [...] solleva se stesso al di sopra della propria
caducità di mero vivente.» --
Ontologia e teleologia del giardino). Ha compiuto i suoi studi secondari presso
il Liceo Classico di Caltanissetta nella sua città natale. Laureato in Giurisprudenza
è stato avviato alla filosofia da Pantaleo Carabellese professore di filosofia
teoretica presso l'Roma. È stato docente di Estetica a Urbino dal 1956 e
titolare dal 1981 della cattedra di Storia della filosofia italiana presso la
Facoltà di Magistero a Roma. «Il suo insegnamento è anticonformista,
fortemente intriso di contraddittorio. Ma forse proprio per questo motivo,
quando arriva il Sessantotto, il filosofo sceglie la via della controrivolta:
quella che passa attraverso l'élite. Rifiuta di adeguarsi al voto politico, si
oppone ai collettivi e agli insegnamenti assembleari. I suoi allievi non si
oppongono al suo rifiuto, anzi con questo comportamento Assunto riesce ad
attirarsi la stima di molti esponenti del Movimento studentesco. Talmente
rivoluzionario da divenire reazionario, Rosario Assunto dagli anni Settanta in
poi avrà un atteggiamento sempre più schivo...» Un isolamento, il suo,
iniziato col Sessantotto, ma poi sempre più accentuato; infine, si chiuse nei
suoi studi e nelle sue speculazioni dopo la morte della moglie, la storica
dell'arte Wanda Gaeta, molto amata («Sono la fotocopia di lei, che è stata
uccisa dal mio stesso male»). A Roma fu molto amico di Giulio Carlo Argan
pur contrastando le sue idee politiche. Pensiero Rosario Assunto,
interessato ai temi estetici della filosofia da un punto di vista storico e
teoretico li ha trattati non solo come tipici della filosofia dell'arte e del
bello ma considerandoli coincidenti con la filosofia stessa giudicata come pura
estetica. Egli si rifà a Baumgarten, Cartesio, Leibniz, Kant esaminati
soprattutto per la loro concezione dell'uomo e del suo rapporto con la natura.
Una visione tradizionalista della filosofia, proprio nel momento in cui
l'estetica si rivolgeva alla semiotica, che isolò Assunto soprattutto in
Italia, mentre in Germania veniva tradotto e apprezzato. Assunto ha
rappresentato una delle voci più significative all'interno del dibattito
filosofico estetico del Novecento. Vivamente interessato all'estetica dei
giardini anticipa largamente nelle sue opere alcuni rilevanti concetti per la
riflessione più recente, come per esempio quello di "estetica del
paesaggio", che hanno ispirato i temi ambientalisti sulla tutela e
conservazione del paesaggio, naturale o elaborato dall'uomo, che egli definisce
«Spazio limitato, ma aperto; presenza, e non rappresentazione, dell'infinito
nel finito». Altre opere: "Civiltà fascista"; “Il teatro
nell'estetica di Platone, in "Rivista italiana del teatro"; Curatela
di Heinrich von Kleist, Michele Kohlhaas, Torino, Einaudi); “Essere e valore
nella filosofia di C. A. Sacheli, in "Rivista di storia della filosofia";
“L'educazione estetica, Milano, Viola); “Educazione pubblica e privata, Milano,
Viola); “La pedagogia greca, Milano, Viola); “Forma e destino, Milano, Edizioni
di comunità); “L'integrazione estetica. Studi e ricerche, Milano, Edizioni di
comunità); “Teoremi e problemi di estetica contemporanea. Con una premessa
kantiana, Milano, Feltrinelli); “La critica d'arte nel pensiero medioevale,
Milano, Il saggiatore); “Estetica dell'identità. Lettura della Filosofia
dell'arte di Schelling, Urbino, STEU); “Giudizio estetico, critica e censura.
Meditazioni e indagini, Firenze, La nuova Italia); “Stagioni e ragioni
nell'estetica del Settecento, Milano, Mursia); “L'automobile di Mallarmé e
altri ragionamenti intorno alla vocazione odierna delle arti, Roma, Ateneo); “L'estetica
di Immanuel Kant, una antologia dagli scritti a cura di, Torino, Loescher); “Hegel
nostro contemporaneo” (Roma, Unione italiana per il progresso della cultura); “Il
paesaggio e l'estetica I, Natura e storia, Napoli, Giannini); Arte, critica e
filosofia, Napoli, Giannini); “L'antichità come futuro. Studio sull'estetica
del neoclassicismo europeo, Milano, Mursia); “Ipotesi e postille sull'estetica
medioevale. Con alcuni rilievi su Alighieri teorizzatore della poesia, Milano,
Marzorati); “Libertà e fondazione estetica. Quattro studi filosofici, Roma,
Bulzoni); “Intervengono i personaggi (col permesso degli autori), Napoli,
Società editrice napoletana); “Specchio vivente del mondo. Artisti in Roma”
(Roma, De Luca); “Hohenegger. Esploratore del possibile” (Roma, De Luca); “Infinita
contemplazione. Gusto e filosofia dell'Europa barocca, Napoli, Società editrice
napoletana); “Filosofia del giardino e filosofia nel giardino. Saggi di teoria
e storia dell'estetica, Roma, Bulzoni); “La città di Anfione e la città di
Prometeo. Idea e poetiche della città, Milano, Jaca); “La parola anteriore come
parola ulteriore, Bologna, il Mulino); “1. Il parterre e i ghiacciai. Tre saggi
di estetica sul paesaggio del Settecento, Palermo, Novecento); “Verità e
bellezza nelle estetiche e nelle poetiche dell'Italia neoclassica e
primoromantica, Roma, Quasar); “Ontologia e teleologia del giardino, Milano,
Guerini); “Leopardi e la nuova Atlantide, Napoli, Istituto Suor Orsola
Benincasa-Edizioni scientifiche italiane); La natura, le arti, la storia.
Esercizi di estetica, Milano, Guerini studio); “Giardini e rimpatrio. Un
itinerario ricco di fascino attraverso le ville di Roma, in compagnia di
Winckelmann, di Stendhal, dei Nazareni, di D'Annunzio, Roma, Newton Compton); “La
bellezza come assoluto, l'assoluto come bellezza. Tre conversazioni a due o più
voci, Palermo, Novecento); Il sentimento e il tempo, antologia Giuseppe
Brescia, Andria, Grafiche Guglielmi. A. Ontologia e teleologia del giardino,
Guerini; Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche, su emsf.rai.
Nicita, Assunto scandaloso esteta, La Repubblica Cutinelli-Rendina, Emanuele,
Il Sessantotto di Rosario Assunto, Ventunesimo secolo: rivista di studi sulle
transizioni: 22, 2,, Soveria Mannelli: Rubbettino,. Op. cit. ibidem Assunto scrisse contro il progetto politico
della realizzazione del ponte di Messina
Debenedetti, A., filosofo delle forme, Corriere della Sera, Raffestin,
Dalla nostalgia del territorio al desiderio di paesaggio. Elementi per una
teoria del paesaggio, Alinea, Migliore, Il giardino: mito estetico d’A.,
Società Dante Alighieri. Calvano, Viaggio nel pittoresco: il giardino inglese
tra arte e natura, Donzelli; Cassatella, Enrica Dall'Ara e Maristella Storti,
L'opportunità dell'innovazione, Firenze; Caotorta, All'ombra delle farfalle. Il
giardino e le sue storie, Edizioni Mondadori,, Luciani, Luoghi, forma e vita di
giardini e di paesaggi: Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino,
Fondazione Benetton Studi Ricerche Pier Fausto Bagatti Valsecchi e Andreas
Kipar, Il giardino paesaggistico tra Settecento e Ottocento in Italia e in Germania:
Villa Vigoni e l'opera di Giuseppe Balzaretto, Guerini, Rendina, Il Sessantotto
di A. (con un carteggio inedito), in «Ventunesimo secolo», A. Opere di Rosario
Assunto,. Rosario Assunto, su Goodreads. Filosofia Filosofo Professore Caltanissetta
Roma. Nome compiuto: Rosario Assunto. Assunto. Keywords: i nazareni, massimo,
sala dante, koch, civilta, civilta fascista, theorie des schoenen; D’Annunzio,
i Nazareni, I nazareni, pittori germani a Roma, Casino del marchese Carlo
Massimo, Aligheri, Tasso, Ariosto. D’Annunzio, la preservazione dei Giardini
antichi, villa, giardino di villa, giardino di palazzo, estetica del giardino,
il giardino e il uomo, giardineria, filosofia del giardino, il giardino di
Epicuro a Roma. Horto di Epicuro – il giardino d’Epicuro (non di Epicuro).
Hortus, orto romano, i Scipione e la filosofia a Roma dopo Carneade – filosofia
al giardino – filosofia nell’orto – orto italiano, giardino italiano, orto romano,
simmetria, “teatro, cinematografo, radio” “sono tre simboli ideali” – “Civilta”
– “estetica del teatro in Platone” assunto annunzio i nazareni a roma il giardino d’epicuro “teatro,
cinematografo, radio” teatro nell’estetica platonica schelling il bello intro
alla fondazione della metafisica dei costumi natura ed arte — roma città —
giovanni gentile. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice
ed Assunto,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice ed Astea: la diaspora di Crotone -- Roma –
filosofia italiana – Luigi Speranza (Taranto). Abstract.
Grice: “Giamblico di Calcide took the trouble to name all Italian philosophers
who followed Pythagoras (himself not an Italian). Strawson tried to do that for
me – but he stopped at Snowdon!” -- Filosofo italiano. Pytthagorean according to Giamblico di Calcide (“Vita
di Pitagora”). Astea. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P.
Grice, “Grice ed Astea,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice ed Astilo: la diaspora di Crotone -- Roma –
filosofia italiana – Luigi Speranza (Metaponto). Grice:
“Counting by the number of Oxonian philosophers that have made use of my idea
of a ‘conversational implicature’ – mostly my juniors, like R. M. Hare, and D.
F. Pears – I would think that I myself count as many ‘Griceian’ discples as did
Pythagoras, who lived in what Strawson once called ‘the middle of nowhere,’
viz. Crotona!” -- Filosofo
italiano. Pythagorean according to Giamblico di Calcide (“Vita di Pitagora”).
Astilo. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice ed
Astilo,” The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza -- Grice ed Astone: la setta di Crotone -- Roma –
filosofia italiana – Luigi Speranza (Crotone). Grice:
“There is a view, indeed circulated by Diogene Laerzio, that some of
Pythagoras’s philosophical discoveries – notably that a2 = b2 = c2 – were due
to one of his tutees – for Pythagoras claimed no tutor --, by the name of A.!” Filosofo
italiano. A Pythagorean. According to Diogene Laerzio, there is a view that A. is
the true author of some works attributed
to Pythagoras. Astone. Refs.:
Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice ed Astone,” The
Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice ed Astorini:
la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale – la scuola d’Albido
– filosofia cosentina – filosofia calabrese -- filosofia italiana – Luigi
Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Albidona). Filosofo
calabrese. Filosofo italiano. Albidona, Cosenza, Calabria. Grice: “I like
Astorini, but more so does Sir Peter, vide his section on ‘Space’ in
“Individuals: an essay in descriptive metaphysics”: ‘Surely we wouldn’t have
space as we know it if it were not for Astorini.” La vivacità del suo ingegno, e il desiderio di apprendere
cose nuove, lo induce a spogliarsi de' pregiudizi del secolo, e a studiare
attentamente i filosofi, conosciuta la forza delle loro ragioni, ardì
dichiararsi nemico del peripato del LIZIO; al che avendo congiunto lo studio
delle lingue ebraica e siriaca, ei cadde presso alcuni in sospetto di novatore,
e per poco non si attribuì ad arte magica ciò che era frutto del raro suo
ingegno e del suo instancabile studio.” Alcuni considerano i paesi di Cirò o di
Cerenzia la sua patria. Si ritieneno deboli gl’argomenti esposti da un
ingegnoso filosofo di Cirò il quale volle onorare la sua patria della sua
nascita. Molti filosofi presero a difendere l'autorità del romano pontefice e a
sostenere la chiesa romana contro i nimici della medesima. Uno solo, A., ne accennera
per amore di brevità, con tanto maggior vigore si accinse a difenderla, quanto
più avea per sua sventura potuto comprendere la debolezza dell'armi con cui
essa era oppugnata. Vari luoghi della Calabria Citeriore han preteso all'onore
di aver dato i natali a questo insigne filosofo, ma noi crediamo rimuovere ogni
dubbio intorno al luogo di lui natìo, seguendo in questo punto l'opinione di Zavarrone,
il quale afferma esser egli nato nella città di Cirò, detta anticamente
Cremissa, luogo non ignobile del paese de' Bruzi, dove questa famiglia vive
ancor oggi onorevolmente. «Molti scrittori di materie ecclesiastiche rilussero
in questo secolo, e fra i più celebri si annoverano: primo, A.. Studia con il
padre Diego, medico in loco, la grammatica, la retorica e la lingua greca. Si
trasfere a Cosenza per completare gli studi e poi a Napoli per apprendere gli
studi di FILOSOFIA, e di teologia a Roma, dove è insignito dalla corte papale
del compito di scrivere alcuni annali. In questo periodo pubblica “De vitali aeconomia
foetus in utero”. Pubblica alcuni saggi di matematica e geometria, come gli “Elementa
Euclidis ad usum nova methodo et compendiare olim demonstrate” e un “Decamerone
pitagorico”. Dopo alcuni anni lascia l'Italia per raggiungere la Svizzera e la
Germania, ma in quei territori, come la città di Groninga, riscontra una
notevole influenza religiosa protestante e poiché il conversar co' i filosofi
protestanti gli fece conoscere chiaramente che fuor dalla chiesa di Roma non
v'e unità di fede, decide di tornare in patria -- Terranova, feudo del paese di
Tarsia. Gimma, Elogi accademici della società degli spensierati di Rossano,
Troise. Si tratta di Zavarrone (Montalto Uffugo, Roma), religioso dell'ordine
dei Minimi e teologo al servizio di illustri politici, come Augusto III re di
Polonia e pontefici. È lettore del collegio urbano Propaganda Fide e consultore
del tribunale dell'inquisizione. Tiraboschi, Storia della letteratura italiana,
Notizie e opere d’A., Firenze: Molini,
Landi, Pietro Napoli-Signorelli, Vicende della coltura nelle II sicilie o sia
storia ragionata, Morelli di Gregorio, Panvini (Martuscelli), Biografia degl’uomini
illustri del regno di Napoli, ornata de loro rispettivi ritratti, Gervasi. Falcone,
Biblioteca storica topografica delle Calabrie. A., Dizionario degl’italiani,
Istituto dell'Enciclopedia. Opere di A.,
su open MLOL, Horizons Unlimited srl. Filosofi
italiani Matematici italiani Professore Albidona Terranova da Sibari Carmelitani.
Altre saggi: "De Vitali Oeconomia foetus in utero" (Groninch);
"Elementa Euclidis ad usum novæ Academiæ Nobilium Senensum, nova methodo
et compendiariè demonstrata", Sienna e Napoli, Mosca); "Prodromus apologeticus";
"De potestate sanctæ sedis apostolicæ"; "De vera ecclesia Jesu
Christi, contrà Lutheranos et Calvinianos libri III”, Napoli, Bono; “Apollonij
Pergæi Conica integritati suæ ordini atque nitoripri stino restituta,” Napoli;
"De recto regimine catholicæ hierarchiæ; “Ars magna pythagorica";
"PHILOSOPHIA SYMBOLICA”; "Archimedes restitutus";
"Decameron Pitagorico"; "Il consenso, e dissenso delle III Gramatiche
Ebraica, Arabica, e Siriaca e'l modo facilissimo per apprenderle ciascheduno da
se stesso in breve tempo"; "Commentaria ad Scientiam GALILEI (si
vedda) de Triplici Motu". La movimentata vicenda biografica di A.
aonda le radici in una formazione cosmopolita e interdisciplinare, iniziata in
Calabria sotto la guida del padre e proseguita accanto allo zio Tommaso
Cornelio, esponente del fronte de inovatores nella Napoli. È per lui naturale
ripudiare la filosofia scolastica e aderire alle teorie dei moderni, da GALILEI
(si veda) a Cartesio, Hobbes e Gassendi, teorie che diuse a Cosenza e tra i
filosofi nobili in varie località del vice-regno e che gli recarono grande
notorietà. Al termine di un lungo viaggio in Svizzera, Germania e i paesi bassi
durante il quale si fa apprezzare per le non comuni capacità didattiche, vive
alcuni anni tra Firenze e Siena dove frequenta i principali esponenti della
cultura umanistica e scientifica toscana, da Magliabechi a Redi e Viviani.
Ritornato nel vice-regno per dedicarsi alla pubblicazione di numerosi saggi, si
pone sotto la protezione del principe di Tarsia, ed anche d’Orsini, avvezzi
amendue a favoreggiar letterati. Per l’ampiezza dei temi arontati, sua
“PHILOSOPHIA SYMBOLICA” puo giovarsi del ricco patrimonio librario custodito
nella biblioteca di Spinelli. “PHILOSOPHIA SYMBOLICA” è divisa in dialoghi nei
quali sono illustrati tutti i sistemi filosofici, colle dimostrazioni e
osservazioni fatte in varie sette, ed erudizioni prese da' FILOSOFI ROMANI. Sebbene
varii luoghi della Calabria si contendano la patria d’A., pure l’opinione più
comune de’ suoi biografie che egli è nato a Cirò ed è nel battesimo nomato
Tommaso Antonio. È gli padre Diego, professore di medicina reputatissimo in
Albidona, ove da questi il figliuolo apprese la grammatica, la lingua greca e
la rettorica. Studia quindi in Napoli e Roma la FILOSOFIA aristotelica del
LIZIO, in che acquista tale riputazione, che gli venne permesso di scrivere a
fronte delle sue conclusioni il motto: de/‘elndet ipse solus. Morto il genitore
ripatrio per assestare i suoi domestici affari, e iotè frai libri e fra le
conversazioni dei suoi concittadini, dopo non lievi meditazioni, darsi tutto
alle dottrine filosofiche del TELESIO (si veda), ed alla libera maniera di
ragionare. Era cosi istrutto nella lingua latina che ne compose una GRAMMATICA
FILOSOFICA. E si dice, secondo l’andazzo de’tempi, e è accusato lotto per
magia; ma ei pote discolparsi dalla bassa calunnia, e percorrere per ben tre volte
l’ltalia, ovunque acquistandosi e fama ed amicizia. Nominato a reggente di
filosofia a Cosenza, è da qui il propagatore della filosofia per le calabrie;
come lo fu altresi della città di Penne per gli Abruzzi. Invitato in Roma, vero
o supposto che vi sfinfermasse, egli invece dimora per qualche tempo in Albano.
Ritenuto a Bari da alcuni nobili filosofi, che lo vollero a maestro, ha a
cominciare in quella Chiesa di S. Nicolo il suo annuale di prediche. Ma le
convinzioni libere che egli spacciava, gli mossero fiera persecuzione. Sicclie
passa in Zurigo, ed indi in Basilea, ove non dimore che un solo aniie. Pescia
recessi nel Palatinato, donde si trasferì nell’Assia, dove è costituito maggiore
-- ossia vice-prefetto -- dell'universita di Marburgo con la facoltà d’
insegnar FILOSOFIA. In stabile sempre si conduce dappoi in Groninga e da quella
Repubblica ha l'incarico di insegnar filosofia e quivi a spese del Senato e
dottorato, nel quale anno pubblico il suo saggio, "De vitali oeeonomia
foetus in utero", in cui sostenne la opinione, non per ance in quell’era
divulgate, della generazione dell'uomo. Scorgendo intanto, che iteo legi della
Chiesa riformata. fra le mille contese religiose si laceravano, penso
ritornarsene fra’cattolici in ltalia; e d’Amburgo chiese il condono d’ogni
apostasia; il che ottenuto dal S. Uffizio, recatosi presso il Vescovo di
lilunster fece solenne abiura, e si porta in Roma, onorevolmente accolto, ed
inviato in Pisa come predicatore generale. Dopo un anno da Pisa si traduce in
Firenze, ove si acquista il favore del Granduca, e si concilia l’amistà
fraternevele di Redi, Viviani, Marchetti e d’altri molti filosofi. In Siena,
dove recessi come professore di filosofia, coopera efficacemente alla
istituzione dei Fisio-Eritici, e ne e eletto Principe e Censore perpetuo. Qui
pubblica nel medesimo anno “Eiementft Euclidis nova methodo demostraiei”. Ritornato
in Roma è inviato a Cosenza col grado di maestro in filosofia, e di prefetto
degli studii. Ma riaccesigliodii sempre a cagien de’ suoi meriti, si ritira in
Cervinara nel Principato Ulteriore; e da la spesso recandosi in Napoli ha a
cenciliarsi la stima di Spinelli principe di Tarsia, il quale per Paifetto che
porta ad A. e per rimuoverlo dalla tristezza in che è caduto per la morte di
Francesco Mainerio A., lo indusse a recarsi in Terranova, deputandolo custode
della sua scelta biblioteca. È questa l'ultima residenza. Sono del pari suoi
saggi stampat: Apollonii Pergei conica integritati suae ac nitori
restituta" (Nap.); "De potestate S. Sedis apostolicae, Siena;
"De‘nera Ecclesia Christi disciplina, libri III Nap.). Fra i molti altri
saggi che lascia si commendano: PHILOSOPHIA SYMBOLICA IVXTA PROPRIA PRINCIPIA IN
DIALOGHI; Ars magna Pythagorica, una specie di enciclopedia
scientifico-universale; Decamerone Pitagorico, in verso, diviso in X
giornate, e contenente tutta la filosofia naturale pitagorica in forma di
satire in verso sciolto bernesco; Commentario, ad scientiam GALILEI (si veda)
de tripliei motu"; "Archimedes restitutus"; "De reato
reyimine Catholicaelticr archiae; "De vita Christi"; Apologia pro
fitte catltolica, che divisa di dedicare a Filippo di Spagna. Parlano con somma
lode di questo dotto filosofo Cimma, Zavarroni, Amato, Aceti, Mazzucchelli,
(lriglia, liraboschi, Alllitto, Relli, i
dizionarii storici, e per tacer‘ di tanti altri,. il Cantù. A. Nacque -- è incerto se a Cirò, feudo degli Spinelli
principi di Tarsia che lo protessero nelle ultime fortunose vicende della sua
vita (Zavarroni), o ad Umbriatico oppure ad Albidona (Gimma), dove il padre
Diego esercita la professione di medico e dove sicuramente egli trascorse gli
anni dell'adolescenza. Entra fra i carmelitani dell'antica osservanza, mutando
il nome di Tommaso Antonio in quello di Elia. Completa gli studi di FILOSOFIA aristotelica a Napoli nel convento dei Carmine
Maggiore dove appartenne agl’INCAUTI e a Roma quelli di teologia. La morte del
padre lo richiama in Calabria, nell'ambiente familiare. Stando ai suoi
biografi, in questi anni si colloca la
sua prima crisi spirituale che investe il campo delle dottrine filosofiche
acquisite: un radicale atteggiamento anti-peripatetico lo induce a formarsi un sistema eclettico
platonico-pitagorico e meccanicistico-materialistico, quest'ultimo ispirato
dalla lettura delle opere di GALILEI (si veda), Gassendi, Cartesio, Mersenne,
Hobbes. Più prechaniente possiamo dire, sulla base degl’elementi desumibili da
taluni suoi saggi, che egli riprese il pensiero dei suoi conterranei, del
famoso "notomista" SEVERINO, erede delle speculazioni campanelliane e
delle teorie fisiognomiche di Porta; di Musitano, che aveva accolto le
posizioni dei moderni come elaborate dagl’investiganti di Napoli; e soprattutto
di Comelio, del quale A. ama più tardi dichiararsi nipote (cfr. Giornale de,
Letterati). La crisi non gli impede tuttavia di raggiungere il sacerdozio
e di divenire reggente degli studi e lettore di filosofia e teologia nel
convento dei suo ordine a Cosenza. Ma i confratelli della congregazìone della
provincia di Calabria gli si ribellarono apertamente chiedendo al generale la
sua sostituzione. Rivalità locali, come il contrasto tra A. e il provinciale
Puglisi, adombrano l'inquietudine intellettuale del religioso e le resistenze
di metodi tradizionali di studio. Sospeso dall'insegnamento, penitenziato nel
carcere della curia arcivescovile di Cosenza, A. è infine inviato a Roma per un
giudìzio definitivo da parte deì superiori dell'ordine. Dopo un breve ciclo di
predicazìone si ritira ad Albano, non si sa se per punizione inflittagli o per
motivi di salute. Ha comunque ìnizio adesso il momento più ambiguo e per taluni
aspetti più oscuro della sua vita. Passa a Bari, dove stringe amicizia con
Tremigliozzi, seguace del gassendista Bartoli e di Cornelio e uno dei Coraggiosi,
bandìtrice delle nuove dottrine anti-galeniche nel settore delle scienze
mediche. Partecipa alle polemiche di Tremigliozzi in difesa di Musitano e
compose un epitafio alla materia prima per quella nuova staffetta del Parnaso
circa gl’affari della medicina dirizzata agl’illustrissimi spensierati di
Rossano, Francoforte, che ad opera di Tremigliozzi costituì una convinta difesa
del metodo sperimentale degl’investiganti contro la metodologia cartesiana. A
Bari conosce Gimna, che è il suo più diffuso biografo, al quale mostra vari
suoi manoscritti, tra essi un'ars magna trigonometrica. Predica a S. Nicola e
vive nel convento carmelitano barese dal quale poco tempo prima e fuggito,
apostata in Svizzera, il priore Rocco. Se dietro esempio di Rocco o pella sua crisi,
è certo comunque che di lì a poco A., rotto ogni indugio, depone l'abito
religioso e ripara anch'egli oltr'Alpe. Da Zurigo raggiunge Basilea, dove presenzia
a esperimenti. di medicina di Harder (Apiarium observationibus medicis refertum,
Basileae) e dove rimane circa un anno seguendo anche i corsi di Wettstein -- non
si sa se il padre o il figlio succedutogli sulla cattedra. Sosta nel Palatinato
presso il principe elettore Carlo fino alla morte di lui, per trasferirsì poi,
nel suo peregrinare da università ad università, a quella di Marburgo dove
divìene viceprefetto con facoltà di insegnare filosofia -- stando al Gimma, ma
la notizia non trova conferma nel Catalogus professorum Academiae Marburgensis,
a cura di F. Gundlach, Marburg. A Marburgo prosegue con fervore gl’intrapresi
studi di medicina ascoltando le lezioni di Waldschmiedt. Dopo un soggiorno a
Brema, è a Groninga: insegna nel collegio dei nobili cadetti francesi e compone
“De vitali œconomia fœtus in utero” (Groningae), che pare sottendere nello
studio del problema della fecondazione, oggetto allora di discussione tra gl’ovisti
e gl’animalculisti, le preoccupazioni speculative del filosofo, volte sulla
scia di SEVERINO e più di BARTOLI alla ricerca del PRINCIPIO VITALE (zoologico)
e formativo dell'embrione. Durante il soggiorno in Olanda si ha notizia
vaga di una sua partecipazione alle polemiche religiose nell'ambito del
calvinismo. La difesa che A. assume del cattolicesimo pre-annunzia un suo più
meditato ritorno alla fede cattolica. Attaccato pubblicamente dai ministri
calvinisti, si rifugia ad Amburgo. Qui una sua lettera al s. uffizio, con la
richiesta di poter ritornare in Italia, gli procura una benigna risposta da
parte di Brancati di Lauria e un salvacondotto. Assolto dal vescovo di Münster,
è a Roma. Riammesso nell'ordine, predica a Pìsa e Firenze. Conosce allora
Marchetti, cui l’unie l'interesse per la filosofia corpuscolare e che lo
presenta a Magliabechi, Redi -- cui lo lega la comune curiosità per il problema
della generazione -- e Viviani. Là questo,
il periodo culturamente più felice d’A. Per interessamento del
principe Gastone de’ Medici, ottiene la cattedra nella Accademia Nuova dei
nobili senesi. Per l'insegnamento prepara un'edizione degl’Elementa Euclidis ad
usum Novae Academiae Nobilium Senensium nova methodo et succincta demonstrata,
Senis, dedicata al principe protettore. Ma la prefazione è indirizzata a Redi,
e in essa A. chiarisce il proprio metodo. Etiam proportiones ipsas, quarum
nimis longa est series, redigerem. ad acquationes, more Analystarum -- ed
esalta la matematica in funzione dello sviluppo delle scienze naturali,
concludendo con un elogio della scuola scientifica toscana, da BUONAIUTI (si
veda) GALILEI a Redi a ROBERTI Torricelli a Viviani a Marchetti a Bellini a
Malpighi. Redi lo ringrazia (v. lettera, edita in Gimma), promettendo di
intervenire nuovamente presso il Granduca: il che dove procurare ad A. la
cattedra straordinaria di FILOSOFIA NATURALE – cf. Waynflete Meta-Physical
Philosophy -- nell'università di Siena, che resse. Intanto, A., con
Gabrielli e Grifoni, è tra i fondatori dei FISIO-CRITICI e ne diviene principe
(v. lettera di Redi a Gabrielli, in Redi, Opere). Dalle lettere che A. indirizza
in questo tomo di tempo a Maghabechi desumiamo molte preziose notizie circa i
rapporti tra cultura filosofica e scientifica e tradizione sperimentale,
rinnovando A. quell'incontro che per la generazione precedente e stato compiuto
a Pisa dalla scuola iatro-meccanica di Borelli. Il rapporto ideale tra “le due
culture” – al dire di Snow -- è anzi tanto stretto che A. teme per quella
toscana, le ri-percussioni della lotta scoppiata a Napoli contro la filosofia
moderna esperimentale -- processo degli ateisti. In Napoli vi sono di gran
rumori. Mi scrivono che sia stata origine la dottrina del zio CORNELIO e che
già la modernità va sossopra. Mi dispiace per diversi capi, benché io non
dubiti esservi framischiate delle calunnie degl’emoli aristotelici del LIZIO e
galienisti, e molto più mi dispiace per essersi già qui in Siena eretti i
FISICO-MEDICI tutti esperimentali e per esserne io stato eletto principe.
L'abbiamo celebrata due volte con l'intervento di tutta la più dotta nobiltà,
ma adesso ci siamo raffredati non sapendo dove vadano a terminare le faccende
-- a Magliabechi, Siena. Sotto la guida d’A. I FISIO-CRITICI possono tuttavia
continuare con tranquillità le riunioni colla metodo de' Progimnasmi -- i
Progymnasmata Physica -- di CORNELIO -- a Magliabechi, Siena. A. spera
contemporaneamente di raggiungere una sistemazione migliore. Ambì al titolo di
maestro e sollecita, tramite Magliabechi, un intervento di Malpighi, per il
momento senza successo. Compone, mettendo a frutto la sua diretta esperienza
del mondo protestante, un Prodromus apologeticus de Potestate sanctae Sedis
Apostolicae, Senis, dedicato a Francesco de' Medici, Roccaberti, Bibliotheca
maxima pontificia, Romae), introduzione a una progettata serie di dissertazioni
controversistiche che però non si distacca dalla consueta letteratura dei tempo.
Dedica tuttavia il meglio della propria attività ancora al settore teorico,
apprestando, tra l'altro, l'edizione delle Coniche di Apollonio, con la quale
per suggerimento di Redi e Viviani intese completare e sistemare l'edizione già
apprestata da Borelli con l'aiuto di Echellense (Firenze), e stendendo uno
scritto di meccanica, Commentaria ad scientiam Galilaei de triplici motu. Ma A.
lascia quasi improvvisamente Siena per le non buone condizioni economiche, dati
gli scarsi proventi che gli venivano dall'insegnamento, e per le sue precarie
condizioni di salute. È a Roma, poi a Cosenza, quale prefetto degli studi e
successivamente commissario generale nel suo convento di un tempo. Si
riaccendono le persecuzioni a suo danno, le vicende sono ancora più oscure, ma
gli procurano la protezione del principe di Tarsia, presso il quale, a
Terranova, dimora, e quella d’Orsini, di Benevento. Chiede il trasferimento
dalla provincia di Calabria a quella di terra di Lavoro nel convento di
Cervinara e, in un secondo momento, in quello di Mongrassano. E però di nuovo
prefetto degli studi a Cosenza, priore del convento di Scala e come tale
partecipa al capitolo provinciale. Eletto priore di Mongrassano, non partecipa
al capitolo per le peggiorate condizioni di salute e rinunzia anche alla
carica. Cura nel frattempo a Napoli la stampa dei De vera Ecclesia Iesu
Christi contra Lutheranos et Calvinianos libri III, degli Apollonii Pergaei Conica e la ristampa
degli Elementa Euclidis, Neapoli. Il nucleo ispiratore dei De vera
Ecclesia libri III, abbozzati in parte a Siena e dedicati al principe di
Tarsia, ha un reale interesse. A., come accenna in una lettera a Magliabechi,
appare preoccupato di confutare la tesi protestante circa i fondamenti
aristotelici della dottrina cattolica e sostenere invece l’identificazione
della linea culturale incentrata sull'umanesimo e sul neoplatonismo con il
cattolicesimo (Badaloni). Sulla linea umanistica viene rivendicata anche la continuità
del movimento scientifico. Ma tali motivi accennati nella prefazione sono
sommersi nell'opera, da un denso argomentare tradizionale in cui tuttavia è messa
a frutto d’A. la conoscenza della dialettica e della filosofia simbolica. Nel
chiuso ambiente conventuale, dopo l'esperienza in terra tedesca e in Toscana --
durante la quale però sembra che A. e spinto più dall'esigenza di contatti e di
fresche osmosi scientifiche che non da un meditato approfondimento culturale --,
accanto a un crescente disagio che lo rende insofferente della disciplina dell'ordine
e lo induce a frequenti viaggi a Napoli per sorvegliare la stampa delle sue
opere, riaffiorano in A. le preoccupazioni proprie di una formazione e di una
tradizione meno aperta e duttile: il pesante enciclopedismo e il gusto
mnemotecnico prendono il sopravvento sull'inteligenza sperimentale della
natura, e A. si dedica a studi linguistici, condotti con criteri
analogico-combinatori, Il consenso e dissenso della grammatica filosofica
latina e la grammatica filosofica del volgare italiano e ad elaborare o
completare questa “Philosophia symbolica,” sorta di enciclopedia pitagorica di
cui fa parte opere che dai biografici sono indicate con titoli particolari:
un'Ars magna pythagorica, un Decamerone pitagorico, esposizione IN RIME
BERNESCHE della filosofia naturale, una LOGICA PYTHAGORICA seu de natura et
essentia rerum -- lo stesso che l'Ars magna. Degli inediti è conosciuta
soltanto l'Ars magna in duas divisa; Dissertationes Altera De origine rerum
altera De ortu et progressu Scientiarum della Biblioteca Alessandrina di Roma.
La copia e effettuata da Zavarroni per la Raccolta d'opuscoli scientifici e
filologici diretta da Calogerà -- cfr. acclusa allo stesso ms. una lettera di Zavarroni
a Calogerà. Probabilmente il carattere in apparenza bizzarro del saggio dove
dissuadere gli editori dal darlo alle stampe. Esso, almeno nella copia di Zavarroni,
pare l'introduzione a una serie di Dissertationes e non va tout court
identificato con l'Ars magna di cui fa menzione Gimma. Se il De origine rerum, cioè
la prima parte del manoscritto, può in qualche modo connettersi ai studi d’A.,
a escludere che il De ortu et progressu Scientiarum sia un saggio esperimentale
contribuiscono il cenno all'edizione dei Progymnasmata del Comelio, il ricordo
di Redi e di Viviani, la notizia degli studi compiuti d’A. sulla scienza
galileiana del triplice moto, la notevole conoscenza che A. dimostra degli
studi di anatomia, elementi tutti che presuppongono appunto la sua esperienza
culturale in Germania e in Toscana. La prima parte dell'opera che vuole
essere una guida ad metam naturalis sapientiae, contiene una critica agli
schemi mnemotecnici di Lullo e Kircher e
si svolge nell'elencazione di triadi platonico-pitagoriche, alla cui base v'è
il presupposto gnoseologico della possibilità di conseguire verità assolute
attraverso l'ordine naturale delle idee, poiché nella natura creata v'è una
triplex virtus: intellectiva, volitiva et effectrix, ad essa corrisponde una
triplex operatio -- interectio, volitio et impetus, ecc. Tale schema conduce
ovviamente alla critica decisa della definitio logica aristotelico-scolastica
che non attingerebbe alla quidditas rei come la definitio metaphysica, vagheggiata
dall'autore. La Parte II è in sostanza una ripartizione delle scienze
ancora su base platonico-pitagorica. Da "Sophia" è esclusa la logica,
di cui sì ribadisce il carattere meramente discorsivo. Ma a "Sophia"
appartengono la metafisica, notevoli i cenni platonizzanti circa il rapporto
microcosmo-macrocosmo; la fisica, per la quale A. si dilunga nella critica
all'aristotelismo e al cartesianesimo e nell'esaltazione della filosofia
atomistico-gassendiana e dello sperimentalismo galileiano, pur richiamandosi
insieme nettamente alla tradizione filosofica da Telesio a Cornelio; la
politica, per la quale egli esalta l'insegnamento di Platone; l'etica, per cui
continuo è il richiamo alla filosofia politica di Hobbes, ecc. A questo
impasto di vecchio e di nuovo, che contrappunta un momento della cultura
italiana e riflette il travaglio di una filosofia A. si dedica alla meditazione
filosofica e la occupazione di biblìotecario presso il principe Spinelli, a
Terranova di Sibari, dove muore. Fonti e Bibl.: Firenze, Bibl. Naz. Centrale,
Magl., A. lettere ad Ant. Magliabechi; Giornale de' Letterati e primo di
Modena, Giornale, Redi, Opere, Milano; Gimma, Elogi accademici della società
degli Spensierati di Rossano, Napoli; Zavarroni, Bibliotheca calabra, Napoli; Mazzuchelli,
Filosofi d'Italia, Brescia, riprende dal Gimma;
Di Cagno-Politi, E. A. filosofo e matematico, Appunti, Roma; Maugain, Etude sur l'évolution intellectuelle
de l'Italie environ, Paris; Grammatico, A., O. Carm., insignis disceptator, in
Analecta Ord. Carm., Badaloni, Introduzione a Vico, Milano. Nome compiuto: Elia
Astorino. Elia Astorini. Tommaso Antonio Astorini. Astorini. Keywords:
dialettica, filosofia simbolica, metodo discorsivo, grammatica filosofica,
triade, triplex virtus: intellectiva, volitiva et effectrix, ad essa
corrisponde una triplex operatio -- interectio, volitio et impetus. Refs.:
Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, “Grice ed Astorini,” The
Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.
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