ANTONI
Luigi Speranza – GRICE ITALO!;
ossia, Grice ed Antoni: la ragione conversazionale – filosofia italiana -- Luigi Speranza (Bologna). Filosofo italiano. Nacque a Bologna da Francesco
e da Virginia Landi. Di famiglia borghese benestante, consegue la laurea in
utroque iure nell'ateneo cittadino. Coltiva anche il gusto per l'erudizione e
gli esercizi letterari, dal che ha origine la sua vasta produzione letteraria --
poesie e commedie -- ed erudita, palesante una cultura varia e nel contempo
farraginosa, priva di rinnovamento critico. I suoi studi giuridici, d'altra
parte, lo portarono presto sulla strada della professione forense, mentre veniva
chiamato a coprire nell'università bolognese la cattedra di ius civile. Tenne
le sue lezioni sul Corpus iuris, senza lasciar traccia d'opere a stampa,
sebbene si abbia notizia che alcuni dei suoi corsi circolassero manoscritti,
apprezzati per il vasto apparato di riferimenti alle fonti classiche, nonché
alla tradizione storiografica italiana e alla giurisprudenza culta. Elementi
tutti che del resto sostanziarono, con accenti e altezze di toni diversi, tutta
la tradizione giuridica italiana fin e che trovarono una loro tardiva e
deteriore espressione nelle ambizioni autonomistiche del municipalismo
italiano. A, il quale aveva ricoperto la carica di uditore di camera dei
cardinali G. A. Archetti e A. Vincenti, legati pontifici della provincia e
città di Bologna, col sopraggiungere dei galli, si trova messo ai margini dei
nuovi sviluppi che prendeva la vita cittadina. Rimasto fedele al vecchio ordine
istituzionale, egli palesa nella sua corrispondenza col Vincenti la sua
incapacità ad intendere il corso nuovo degli avvenimenti: finì per chiudersi in
una intransigenza legittimistica che lo portò, nel giugno del 1798, ad
abbandonare lo Studio bolognese, rifiutando di prestare il giuramento di
fedeltà richiesto. Coll'ingresso delle
truppe austriache in Bologna, dove nuovamente aprirgli la strada alla vita
pubblica. Chiamato nell'agosto a far parte della reggenza, presieduta dal
marchese Francesco Ghisilieri, il B. di lì seguiva il rapido capovolgersi della
situazione a favore dei Francesi. Questa volta egli si mostrò molto più
duttile, e non tardò ad inserirsi nel nuovo ordine istituzionale, conseguendo
la carica di commissario delle Finanze nella Cispadana e di regio procuratore
nel Tribunale supremo di revisione del Regno italico, e la nomina a cavaliere
del regio Ordine della Corona di Ferro. -ALT
Ma non fu certo tale adesione al nuovo regime a mutare l'orizzonte del
B., che rimase sempre quello strettamente municipalistico in cui aveva maturato
le sue prime esperienze civili. La caduta dell'impero napoleonico non doveva
quindi coglierlo in difficoltà, ma gli dava anzi la possibilità di svolgere e
manifestare tutti quei motivi che erano connessi a tale sua formazione: è dal
1814 che data infatti la maggior parte della produzione pubblicistica e
letteraria del Berni. Primo in ordine di tempo quel Voto per la verità, memoria
in difesa delle prerogative del vecchio Senato bolognese che doveva
accompagnare i tentativi svolti a Vienna dal conte Aldini a favore di una
soluzione che garantisse a Bologna il governo autonomo delle Legazioni sotto
l'alta signoria del pontefice. Tale
memoria circolò allora manoscritta per il divieto che il Consalvi pose alla sua
pubblicazione, poiché da parte della Curia si riteneva che non poco tale iniziativa
ostacolasse a Vienna la diplomazia pontificia nella rivendicazione dei
territori delle Legazioni. Ebbe in seguito due edizioni,sempre a Bologna, segno
non lieve del favore che le tesi municipalistiche ivi sostenute incontrarono, e
non solo in un ambito conservatore e legittimista, se poterono essere riprese
nel moto insurrezionale del 1831, tanto che alcuni autori (Sorbelli, Lanciotti)
ebbero poi erroneamente a far risalire tale memoria del B. a quel periodo (il
Pepoli inoltre la ristampò in appendice al suo volumetto sul Berni). Sembra che su tale argomento il B. tornasse
nel 1816 in una memoria manoscritta, di cui ci è pervenuta soltanto notizia,
dal titolo Alcune osservazioni al Breve di N. S. del 6 luglio 1816, ove si
avanzavano dubbi e lamentele per l'atteggiamento preso dal pontefice Pio VII in
merito alle tesi sostenute dal Voto. Il
B. non rimase per molto lontano dal restaurato governo pontificio: nel 1816
veniva fatto giudice di appello. Sono di questi anni numerose memorie
pubblicate in opuscoli a stampa e sul Giornale arcadico di Roma. Tra queste
conviene ricordare il libello che il B. scrisse in polemica con le tesi sostenute
da G. Vicini nel suo Voto consultivo nella questione di simultanea successione
di cristiani ed ebrei all'intestata eredità di un loro congiunto -- Bologna. Il Vicini sostene nella sua opera la piena
parità di diritti civili tra ebrei e cristiani sulle orme dei principi sanciti
dalla legislazione napoleonica, contro le tesi antisemitiche di R. F.
Ferdinando Jabalot (Giornale ecclesiastico di Roma [1825], pp. 98-130),che traevano
spunto da una vicenda successoria, apertasi a Bologna. Contro di lui il B. con
le sue Osservazioni al voto consultivo dei signor avvocato Giovanni
Vicini…,dedicate al cardinal Giuseppe Albani, legato di Bologna, s. l. (ma
Pesaro), riprendeva le tesi dello Jabalot, sulla base di un'analisi della
legislazione pontificia, che voleva essere per l'appunto una conferma di
queste, ma che per lo scarso rigore della trattazione giuridica, per il
continuo e disorganico richiamo a motivi storici e teologici, non si elevava
dal piano d'una violenta e retriva requisitoria antisemita. A. mori a Bologna. Opere: Oltre a quelle che sono state già
citate si ricordano le seguenti: Poesie, Bologna 1786; Li veri adoratori
adorano in spirito e Verità, ibid. 1793; Di qual modo usar si debba delle acque
Porrettane. Canto bernesco, Imola 1820; Disamina degli Elementi di zoologia dei
signor abbate Camillo Ranzani, Forlì 1820; Discorso intorno alla prima parte
dei secondo tomo di Elementare zoologia del prof. abbate C. Ranzani,Imola 1820;
Sonetti di autori bolognesi, pubblicati da U. B. e P. Costa, Bologna 1821; Fra
l'illustrissimo consiglio dei partecipanti e il signor L. Borghi, Risposta a
favore del detto consiglio, ibid. 1821; Lettera apologetica al signor avv. V.
Amici, Pesaro 1823; Osservazioni critiche sull'operetta del prof. F. Orioli
intorno l'intendimento del cane e degli altri bruti, Roma 1824 (estr. del
Giornale Arcadico); Commedie, Bologna 1825; Versi, ibid. 1825. Bibl.: G.Salvainoli Marchetti, necrologio, in
Giornale Arcadico di sc. lett., ed arti, XXXVIII(1828), pp. 392-395; E. De
Tipaldo, Biografia degli italiani illustri, I, Venezia; C. Pepoli, Ricordanze
biografiche…, I, Bologna; C. Tivaroni, L'Italia durante il dominio francese
(1789-1815), I, Torino-Roma , p. 371; Id., L'Italia durante il dominio
austriaco (1815-1849), II, Torino-Roma 1892, p. 113; G. Vicini, G. Vicini
giuriconsulto e legislatore…, Bologna 1897, pp. 191-93; A. Sorbelli, Opuscoli,
stampe alla macchia e fogli volanti…, Firenze 1927, pp. XXIX s.; G. Vincenti
Mareri, Un diplomatico del secolo decimottavo…, Milano 1931, pp. 228, 316, 320,
325, 332 e n. 1, 335, 392; L. Simeoni, Storia dell'univ. di Bologna, II,
Bologna; D. Lanciotti, Il gov. delle provincie unite ital., Roma; L. Pásztor-P.
Pirri, L'Arch. dei governi provvisori di Bologna e delle Prov. unite del 1831,
Città del Vaticano; A. Berselli, Movimenti politici a Bologna dal 1815 al 1853,
in Boll. del Museo del Risorg., Convegno di Studi sul Risorgimento, Roma 1961,
pp. 216 s.; A. Sorbelli-G. Mazzatinti, Inventari dei manoscritti delle bibl.
ital., XLIII, p. 48. I * r .1 ^ J , / » . • I ' » yV- •• • £*2/T . *
OSSERVAZIONI • ^yé/ tyJòfo ¥x>nd-u/àv-o DEL SIGNOR AVVOCATO GIOVANNI VICINI
NELLA CAUSA (Di JÌmuftauea ^ucceJjioue di .Cod. c. 9. hoc tit. SED „ JUXTJ
CONVENTION EM DUMTAX AT . „ Porro conditiones , et leges , sub quibus reci- ,,
pi et TOLERARI consueverunt Iudaei , potis- ,, simum sunt istae , ne quid
dicant , Tel faciant „ in contemptum Religionis Christiauae , aut ,,
Christianos turbent cultu Divino, vel mole- „ stiam creent . . . . , ne saltem
in quibusdam lo- S Iudaeis magis odibiles sunt Ecclesiae, quam „ alii infuleles
, et difjicilius convertuntur ad fi- „ derni, et magis periti sunt , ad
pervertendum , „ quam Gentiles zz . / ' Digitlzed by Google ( *9 ) s , cis
habeantbona immobilia praeter aedes suas, ,, et ne incedant publice sine signo
in vestibus, „ ex quo dignoscantur esse Iudaei; ne Christia- ,, nos habeant prò
mancipiis , et famulis , NE „ CAPIANT ALIQUID EX TESTAMENTO , „ VEL ALIA ULTIMA
VOLUNTATE 3 . Sicco- me chi è incapace di succedere ex testamento , lo è pure
di succedere ab intestato. L. conficiun- • tur in princ. ibi Quoniam quaeritur
patri fami - liaSjff. de jure Codicil. I. 2. ibi vel etiam inte- stati
successione . C. de bonis materna, così prova- ta la incapacità degli Ebrei di
succedere ex te- stamento ; provata rimane la loro incapacità di succedere
anche ab intestato . 5- 9. E una conferma di ciò la celebre co- stituzione IV.
di Paolo IV. di Sa. me. dei 12 Luglio i 555 , la quale al §. 2. vietò agli
Ebrei di possedere beni immobili. Proibizione che in- duce necessariamente 1’
altra di acquistarne il dominio, succedendo ab intestato ai Cristiani. E qui ha
bene il rammentare che il Pontefice fu costretto di vietare agli ebrei il detto
possesso, e di prendere le altre disposizioni espresse nel- la citata Bolla ,
per infrenare una volta la ecces- siva loro insolenza, ed ingratitudine ; i
quali di schiavi tollerati e privilegiati che erano , aspira- vano niente meno
che a rendere schiavi i Cri- stiani, giusta il parlare dello stesso Pontefice;
perchè non si pensi dai protettori degli Ebrei che io scriva con ispirilo di
parte ,, Cum nimis „ absurdum (così il Pontefice), et inconveniens ,, existat
ut Iudaei , quos propria culpa perpe- „ tuae servituti submisit , sub pretextu
quod pie- Digitized by Google { ao ) „ tas Christiana illos receptet, et eorum
coha- „ hitationem sustineat, Christianis adeo sint in- „ grati, ut eis prò
gralia conlumeliam reddant, ,, et in eos prò servilute , qiuim illis debent ,
do- ,, minatum vendicare procurent : Nos ad quorum ,, notitiain nuper devenit
eosdcm Iudaeos in Àl- „ ma Urbe nostra , et nonnullis S. 11 . E. Civita- „
tibus , Terris, et locis in id insolentiae pro- *, rumpisse,ul non solum mixtim
cura Christia- ,, nis, et prope eorum Ecclesias , nulla interce- ,, dente habitus
distinctione , cohabilare ; veruni ,, etiam dotnos in nobilioribus Civilatum ,
Ter- ,, rarum, et locorum, in quibus degunt, vicis , „ et plateis conducere, et
bona sta bilia compa- „ rare, et possidere, ac nutrices, et ancillas, a- „
liosque servientes Christianos mercenarios ha- „ bere, et diversa alia in
ignoininiam, et con- „ temptum Christiani notninis perpetrare presu- ,, mant,
considerantes Ecclesiam itomanam eo- j, sdem Iudeos TOLERARE in testimonium ve-
,, rae fìdei Christianae, et ad hoc, ut ipsi sedis ,, Àpostolicae pietate , et
benignitate allecti , er- „ rores suos tandem recognoscant, et ad veruni ,,
Catholicae fidei lumen pervenire satagant, et ,, propterea convenire ut quamdiu
in eorum er- „ roribus persislunt, effeclu operis recognoscant ,, SE SERVOS,
Christianos vero liberos per Ie- „ sum Christum l)eum , et Dominum nostrum ,,
EFFECTOS FUISSE , iniquumque esistere, ut ,, iilii liberae fdiis famulentur
ancillae s; . Be- nedici XIV. in Bulla Postremo 28. Feb. armi * 11. a Ha ebrei
quamvis non jure Belli ,, Christianorum MANCÌPI A SU NT . Bene è vero però che gli Ebrei sono schiavi
soltanto Civili, e non simili a quelli che si facevano dai Ronfani vincitori in
guerra schiavi poenae , che privi affatto dei tre stati di famiglia , di
cittadi- nanza, di libertà, erano, siccome è notissimo, trattati a guisa delle
glebe di terra; cosicché po- tevano i loro padroni vendergli, battergli, tor-
mentargli, uccidergli. Una schiavitù sì cruda non combinava colla carità
Cristiana , la quale esige, che tutti gli uomini si amino per egual modo in
Gesù Cristo a qualunque Setta, ed a qualun- que Religione appartengano (* *) .
Accordano quin- di agli Ebrei i Sovrani Pontefici asilo, ed ospi- talità negli
Stati della Chiesa; ma sotto la pro- vala salvaguardia di quelle Reggi, che per
quan- to si può, difendono i Cristiani dalle insidie de’ loro ospiti; Benedict.
XIV. loc. cit. s Sanctus ,, Thomas docet , Haebreos in servitute quidein ,,
apud Christianos esse, non vero poenali, li- ,, bertatique contraria; sed
civili, quae licet in „ abjectissimo gradu consti tua t ; non eiim (amen ,,
praeslat, quem altera, dominatum. Idem Bul- la Probe §. ix. z: Iudaei
Christianorum servi ,, sunt, ut docet S. Thomas; et licet Innocen- ,, tius III.
in cap. Etsi Iudaeos de IudaeiSj de „ iisdeni affirmat, quod eos propria culpa
sub- - ... - — (*) Nel solo caso che gli Ebrei obbedito non avessero alla
Costituzione di S. Pio V. superior- mente. trascritta j divenivano Mancipia nel
senso rigoroso in pena della loro pertinacia; secondo che si ordina nella
stessa Costituzione . Digitized by Google ( aa } „ misit perpetuae servitati;
cum taraen idem „ Pontifex subjungat, quod pietas Christianorum „ eos acceptat,
et sustinet cohabitationem ìllo- „ rum, satis indicai, se Iudaeorum servitatene
,, civilem innuere voluisse 'S . Godano dunque gli Ebrei nel Dominio
Ecclesiastico dello stato di Famiglia, godano dello stato di libertà; goda- no
anche di quei diritti di cittadinanza che so- no ad essi espressamente
accordati come privi- legj agli schiavi; ma non aspirino alla cittadi- nanza ,
alla quale non furono mai uniti , nè lo saranno. §. io. Sappiamo noi pure che
Alessandro III, scrivendo al Vescovo di Marsiglia, gli ordinò di costringere
gli Ebrei a sborsare alle Chiese le decime de’ beni da essi posseduti. Cap. 16
. de Decimis ; e che Innocenzo III nel generale XII Concilio , che fu il quarto
Lateranese , ingiunse loro lo stesso obbligo Cap. 18 . §. 2. De usuris. Ma
sappiamo altresì che le Leggi posteriori de- rogano, alle anteriori; che
Alessandro III visse nel secolo XI, e Innocenzo III nel secolo XIII; e che i
due Pontefici Paolo IV, e Pio V vissero nel secolo XVI: Dopo di che gli Ebrei
non pos- sedettero più beni stabili nello stato della Chiesa innanzi la
rivoluzione. La Sacra Rota Romana, nella Romana seu JYepesina Salviani 27 Junii
1664 Cor am Vero spio inserita tra le Recenziori la 22 5 part. 14 . negò ad un
Ebreo l’immissione in Sal- viano, perchè gli Ebrei non potevano possedere beni
stabili , giusta la surriferita Costituzione di Pio V la 80 , non che di quella
di Clemente Vili la 19, che la confermò, aggiungendovi la proibi- Digitized by
Google ( a3 ) zione agli Ebrei anche di negoziare in frumen- to , ed in tutto
ciò che è necessario al vitto del- l’uomo ; sempre in vista che eglino essendo,
nel- lo stato Ecclesiastico, schiavi tollerati j ed abu- sando delle
tolleranze, tendevano costantemente a mettere in ischiavitù i Cristiani per
mezzo dell’inganno, e delle amiche usure. D. Decis. n. io. et plur. seq. ,,
Quaestio tainen haec in pro- ,, posilo casu exinde diluitur, quod in Paulina „ sanctione
a san. me. Pio Y in ejus Constitutio- ,, ne 80, nec non a Clemente Vili in
Constitu- „ tione 19 expresse innovata mercatura quoque „ frumenti, hordei,ac
caeierarum rerum humano ,, usui necessariarum omnibus prohibeturllaebreis, ,,
et nolat eliam Leo in Thesaur.for. Eccles. part. ,, 3 . de prohibit . , et pen.
cap. 4 - num. 1 1 7. Ric- ,,
ciul. de Jur. personar. lib. 2. cap. 5 o. num. 4. ,, Rot. dee . 194 - num. 6.
curii seq. part. 4 - tom. ,, ree. Hinc nedum Jure Dominii possessio ipsis ,,
censetur iuterdicta, sed altera quoque pigno- „ ris , ac simplex detentio
bonorum iinmobi- ,, lium , ex quibus fructus , caeteraque comesti- ,, bilia
retrahi valeant iuxta regula. text. in 1. ,, Oratio 16. ff. de sponsalibus ,
ubi , quod aliquo ,, prohibito, omnia media interdicta censetur, cum „ quibus
illud consequi possit. Rot. dee. i 3 o. n. ,, 16. par. 5 . ree. alias enim
Haebrei, mediante ,, pecunia sub gravioribus usuris mutuo Christia- ,, nis
pauperibus tradita, possent fere continuo ,, bonorum immobilium in tota
dictione Eccle- „ siastica deteriores evadere , et mercatores con- ,, sequetur
frumenti, et hordei ex eisdem prae- „ diis recollecti Jure creditori possessis
contra t Digilized by Google ( *4 ) „ SS. Pontificum Diplomata, quorum mens po-
,, tissirne fuit,ne Haebrei, quos detestabili faci- ,, noris culpa servituti
perpetiiae subiecit , in ser- i, vitute dominium sibi valeant vindicare, tuin
,, ut occurrerent pauperum Christi fkleliurn op- ,, pressioni, ex quibus plures
Judaeoruin dolo ad „ maximam fuerant inopiam,et servitutem fere ,, redacti, ex
qua pariter ralior.e ideminet san. ,, me. Clemens Vili, inhaerendo sanctioni Pii V. „ inter impress.
80. Judaeos a tota dictione Ec- „ clesiastica exclusit, eisdein ex benigniate
in- ,, colatum indulgens in urbe solummodo, Ave- ,, nioni, atque Anconae §. n.
Restituiti che furono dalle Alte Po- tenze alleate alla Santa Sede i suoi
Stati, niun dubbio che gli Ebrei non ricadessero nell’ antica propria
condizione di schiavi tollerati. Perciò la Sacra Congregazione del Concilio
sino dal gior- no 17 Aprile 1817, dichiarò, non esser lecito al Monastero di
Santa Cecilia di ricevere dagli E- brei nè i Canoni , nè il Laudemio di beni
Enfi- teutici, perchè il riscuoterli non tornasse lo stesso che conoscere per
legittimo un illecito possesso. §. 12. Se io tolto avessi a sostegno della mia
opinione il civile diritto, e fossi quindi nel dove- re di rispondere alla L.
8. de Judaeis allegata dal- 1 ’ A. in prova del suo Assunto, (pag. r 3 .)
direi, che per quanto si voglia essa dilatare a favo"e degli Ebrei, non
potrebbe mai comprendere il diritto alla consuccessione in contesa, se di un
tale diritto fossero privi in forza dell’ editto suc- cessorio ordinato da
Giustiniano nella Novella 1 18; della quale ragioneremo più innanzi , quan-
Digitized by Google ( ’S ) do ne ragionerà 1 ’ A. , le orme di cui ci prefig*
gemmo 'per necessità di seguire. §. j 3 . Che se 1 ’ A. asserì { pag. 142), che
il civile diritto s ammise gli Ebrei a godere di tut- ,, ti i diritti civili
competenti agli altri cittadini ,, qualunque =: , si sarà ben egli
disingannato, e rimasto dispiacente nel leggere la L. ultima C. de Judaeis et
Caelicolis da lui pure citala {pag. 11.), dove gl’ Imperatori Teodosio e
Valentiniano trattarono con infinito disprezzo gli Ebrei , ai quali
interdissero per sempre sotto pena gravis- sima , come a nemici della Cristiana
Religione, ogni patria dignità, ed onorificenza , e la costru- zione di nuove
Sinagoghe ; non accordando loro, che la facoltà di risarcire le vecchie tanto
da non rimanere sotto di esse schiacciati. =2 Hac va- ,, litura in omne aevum
lege sancimus neminem ,, Judaeorum ( quibus omnes administrationes, et ,,
dignitates interdictae sunt),nec defensoris ci- ,, vitatis fungi saltem
officio, nec patriae hono- ,, rem arripere concedimus; nec acquisiti sibi of-
,, ficii auctoritate muniti , adversus Chrislianos , ,, et ipsos plerumque
sacrae religionis A n tisi i- ,, tes , veluti insultante* lidei nostrae,
judicandi , ,, vel pronunciatali quamlibet habeant polesla- ,, tem . Il luci
etiam pari consideratione rationis ,, arguentes praecipimus, ne qua Judaica
syna- ,, goga in novain fàbricant surgat, fulciendi ve- „ teres permissa
licenlia , quae ruinam minan- *,, tur. Quisquis igitur, vel infulas acceperit,
quae- „ sitis dignitatibus non potiatur, vel si ad offi- ,, eia vetita
irrepserit , ab bis penitus repellatur; ,, vel si synagogam extruxerit,
compendio ca* Digiti?ecl by Google ( a6 ) ,, tholicae Eccìesiae noverit se
laborasse . Et qui „ ad
honores, et dignitates irrepserit, habeatur, „ ut antea, conditionis extremae ,
et si honora- ,, riam illicite promeruerit digaitatem . Et qui sy- „ nagogae fabricam caeperit , non studio reparan-
,, di, cura damno quinquaginta librarum auri frau- „ detur ausibus suis. Cernat
praeterea bona sua ,, proscripta, mox poena sanguinis destinandus, „ quasi qui
fidem alterius expugnavit perversa ,, doc trina . §. 14. Niuno al certo si
persuaderà giammai ( vengo per uo istante alle autorità in contrario allegate),
che l’Eminentissimo De Luca, che il Costantini, che la Sacra Rota abbiano mai
par- lato di altri diritti degli Ebrei, fuori di quelli che benignamente furono
ad essi accordati dai Sovrani Pontefici. Il Sessa, ed il Brunemanno parlano di
Ebrei sparsi fuori dello Stato Eccle- siastico; l’ultimo de’ quali, commentando
la L. i5. C. de Judaeis , et Caelicolis , insegna inagi- gistralinente che gli
Ebrei sono costretti ad os- servarle le leggi Romane, non come Cittadini del
Romano Impero; ma come suoi schiavi ; perchè non si credessero mai di formare
essi una Re- pubblica a parte ^ Judaei non debent habe- ,, re proprios Judices
suos , scilicet seniores , „ sed adire debent ordinarios Judices. Nou enim ,, ipsis permittendum est, ut
propriam Rempu- „ blicain habeant, sed sunt subditi et SERICI ,, Imperli Romani
;=! . La sommissione dunque de’ • Giudei
alle Leggi Romane è argomento della lo- ro schiavitù , non della loro
aggregazione alla cit- tadinanza. E di tal maniera si concilia mirabilmente
ciò, che da essi esige la L. 8. C. eod. da noi trascritta al . §. 7 , sulla
quale l’ A. collocò tanta fiducia , e ciò , che fu loro vietato dalla L. ult.
C. eod. poco fa pure trascritta . §. i 5 . Dalle prove del proprio assunto di-
scende l’À. a confutare- le difficoltà , che si oppon- gono. Una Legge ( è
questo il suo linguaggio alla ,, pag. 28), una sola Legge abbiamo in tutto il
,, corpo del diritto Romano, la quale dispone in ,, termini di un Legato , che
fece una certa Cor- „ nelia Salvia-, non già ad un Ebreo , ma bensì ,, alla
Università degli Ebrei di Antiochia , onde „ consultato l’Imperatore Antonino,
rescrisse che „ non poteva la Università ripetere il legato ,, 53 Quod Cornelia
Salvia U NI VERS ITATI ,, JUDÀEORUM , qui in Anliochiensium Civi- ,, tale
constituti sunt } legavit j peti non potest ss. ,, Per la qual cosa
argomentando dal contrario ,, senso , sarà forza il concludere , come si dirà
,, inferiormente, che essendo stato dichiarato inu- „ tile il Legato fatto
all’UNIVERSlTA’ qual COR- „ PO MORALE, niente sia stato disposto in odio „ de’
SINGOLI ammessi d’ altronde, come sopra, ,, a godere de’ diritti civili.
Siccome per altro, ,, ad onta di ciò, alcuni Interpreti del Romano „ diritto, e
taluno anche di sommo sapere, ed „ autorità, hanno da quel Rescritto di
Antonino „ argomentato che le Università degli Ebrei for- ,, massero COLLEGI
ILLECITI, e che le dispo- „ sizioni riguardanti il Corpo morale si rivolges- ,,
sero per odio al medesimo in disfavore dei „ SINGOLI ; così giova il far
conoscere quanto ,, sia erronea, e mal fondata una tale opinione s, Si apre con
ciò 1 ’ A., vasto, e spazioso Campo a parlare non meno dei. Collegi, altri le-
citi, ed altri illeciti, che della proibizione di la- sciare anche ai primi un
qualche legato. Aggrega egli prontamente gli Ebrei ai collegi leciti (§. 42); e
corichiude, che l’ Imperatore Antonino, dichia- rando inutile il Legato
lasciato da Cornelia Sal- via alla Giudaica Università di Antiochia, non fu
mosso dall’essere quella Università illecita, si E erchè era veracemente lecita
, come perchè la proi- izione al tempo di Cornelia Salvia estendevasi anche
alle Università lecite. §.17. Siccome noi sino da principio fissam- mo i
termini della quistione alle Leggi, che nel- lo rftato ecclesiastico regolano
le intestate succes- sioni, delle quali si tratta, così ci dispensiamo dall’
esame delle leggi civili, e protestiamo, che nulla ci cale di sapere nè a quale
collegio ap- J mrtengono i Giudei ( # ) ; nè se la proibizione di asciare ad
essi dei Legati abbracci, 0 no ambo i Collegi; nè da chi fosse -ora tolta, ed
ora rin- novata la detta proibizione; nè tampoco se que- sta colpisca qualunque
individuo dei Collegi. De’ quali punti tratta distesamente l’ A. dalla pag. 29
sino alla pag. 58 ; al fine sempre di collocare ma- glio che può, e sa i suoi
Ebrei, e sempre dedurr ne le solite conseguenze a loro favore.' (*) Bartolo
nella L. 1. C. de Judaeis, et Cae- licoìis è di parere che il Collegio degli
Ebrei sia riprovato — Collegiata J udaeorum est reprobatum; „ sed non
reprobatur quilibet Judaeus per se ss. §. 18. L' A. all’ intendimento di rinforzare
la propria opinione domanda; ( d. pag. 58). Se 1’ Ebreo che può succedere alla
eredità di un e- straneo , possa essere escluso dalla eredità di un parente di
sangue divenuto Cattolico? Che è quanto dire ( soggiunge egli ) , se il
Battesimo sciolga, o no i vincoli del sangue (pag. 60). Poco ci vuole a
conoscere, che qui l’A. vevolvilur eo - denti, essendo questa precisamente la
quisliona sin qui trattata, ma esposta in altri termini. Non esita l’ A. un
momento a sciorre il dubbio per la sentenza negativa fondandola sempre, e prin-
cipalmente sopra il supposto che gli Ebrei goda- no nello stato Ecclesiastico
lutti i civili diritti, supposto da noi dimostralo falsissimo, perchè bi- sogno
qui non sia di confutarlo di nuovo. In una parola: l’Ebreo non lascia nè di
essere parente del fratello che abbraccia la Religione Cristiana , nè di avere
nelle vene lo stesso sangue; ma in forza delle leggi Ecclesiastiche perde ogni
diritto di successione alla sua Eredità. Proseguiremo dun- que speditamente il
nostro viaggio accennando i nuovi argomenti introdotti dall’ A. in conferma
della sua opinione intorno alla quistione princi- pale. L’ Ebreo ( cosi egli )
può essere tutore del pupillo Cristiano. L. Spadones i5. §. Iam autem ff. de
Excusat. Tutor, ma per la L. •j'ò. de R. I. 3 Quo tutela reditj haereditas
pervenit 3 ; dun- que 1’ Ebreo eredita dal Cattolico. Tanto più che
l’Imperatore Giustiniano nella Novella n8. pa- rificò in ogni caso la causa
della tutela a quella della eredità (pag. 62). §• 19. Vedremo più innanzi che
1’ A. riputò Digitized by Google ( 3 ° ) indegna la detta Novella di regolare
le intestate successioni de’ Cattolici. Per la qual cosa ci reca maraviglia non
lieve che qui la reputi degnissi- ma di regolare anche quella degli Ebrei. Come
mai cangiar di opinione al volgere di pagina? Quanto al nuovo argomento, avendo
noi fondata la nostra opinione nel diritto Ecclesiastico, e per ciò non
prendendoci alcun pensiere del diritto Civile, molto meno ce lo prenderemo degli
ar- gomenti di deduzione da altre leggi dello stesso diritto . §. 20. Ma tempo
è oramai di descrivere lo spaventoso Colosso, che si presenta in difesa del-
l’A. Noi riputiamo di far cosa grata ai nostri leggitori dipingendolo colle
tinte adoperale dal- l’ A. stesso , anche perchè non manchi a questo umile
nostro scritto un tratto nel vero eloquen- tissimo. ^ Ma che parlo io d’
avvantaggio di o- ,, pinione di Canonisti, o di autorità di Dotto- „ ri, dacché
il TESTO CANONICO nel Cap. ,, Deinde ponitur ci somministra la Decisione di „
un caso preciso , come il presente di simulta- ,, nea successione ? Avvenne in
Macedonia , che ,, un Ebreo Catecumeno , durante il Giudaismo , „ conducesse
Moglie, e ne avesse figli, e venu- ,, to poi al Cristianesimo sposasse altra
Donna , ,, e questa gli dasse de’ figliuoli. Fu dubitato, „ che questa seconda
Moglie dovesse conside- ,, rarsi essa Ja prima , che un tal Ebreo non po- „
tesse riputarsi Binubo ; e che i figli di quel ,, primo Letto perseveranti nel
giudaismo fosse- „ ro indegni di chiamarsi fratelli degli altri na- „ ti nel
grembo della Chiesa , e di aspirare con loro alla paterna Eredità; e ciò pel
motivo, che avendo questa virtù il Battesimo di aster- gere ogni peccato,
avesse anche tolto di mez- zo , e diradicato in tal modo quel primo ma-
trimonio che dovesse aversi come se non fos- se mai avvenuto. Ma ben diversa fu
la deci- sione, che ne diede Innocenzo I. scrivendo a Rufo, ad Eusebio, e agli
altri Vescovi della Macedonia, come da sua Epistola 22. Gap. a. riportata nel
suddetto capitolo s Deinde poni- tur sa . E che 1, rispose l'augusto Pontefice,
quel Matrimonio che fu contratto giusta la Santità della Ebraica legge sarà
adunque da porsi nel novero dei delitti , onde avesse bisogno di es- sere mondo
dal Battesimo? Il Battesimo a- sterge le colpe , e li peccati , non le cose o-
peratè conforme li precetti, e gli Instituti di Dio. E non fu Egli il sommo Dio
Creatore dell’ Universo , che ordinò nel Paradiso il Con- iugio de’primi nostri
parenti, e il benedisse? Non fu Cristo, che pronunciò essere santo,
indissolubile il vincolo del matrimonio, come formato direttamente da Dio sa
Quod ergo Deus junxit homo non separet ? sa E da chi fu Egli di ciò interrogato
se non da Giudei? A cui rispose , se non a Giudei? E non si a- vrà adunque per
legittimo il Matrimonio de’ Giudei ? Sarà Egli dunque ( orrenda bestem- mia a proferirsi)
in colpa l’autore della Natu- ra, che tali cose ordinò, e con quel suo im-
menso sa FIAT sa le rese sante, e benedette? E venendo poscia lo stesso Santo
Pontefice a parlare de’ figliuoli nati nel Giudaismo, e de’ Digilized by Google
( 3a ) „ loro diritti alla paterna Eredità in concorso „ de’ loro fratelli
generati nel Cristianesimo de* ,, cise del pari, che reciproca, ed uguale fosse
„ la ragione del succedere per gli uni, e per ,, gli altri. Che anzi preso da
meraviglia , che ,, su ciò si tenesse contraria opinione: E come? ,, (scriveva
egli a que’ Vescovi della Macedonia) „ pensereste voi, che i figli del primo
letto sia- ,, no pel Battesimo del Padre loro divenuti ili e- ,, gittimi,
naturali, o spurii,e rotto sia il frater- ,, no vincolo di consanguineità fra
quelli del „ primo, e del secondo Matrimonio? Avreste „ voi cuore di espellere
que’ primi dal Giudi- „ zio s Familiae erciscundae =; , o neghereste „ ad Essi
l’azione di petizione della paterna E- ,, redità? s §. 21. Quanto poco si
richiede ad atterrare sì .grande colosso! Il fatto, e la Decisione corri-
spondono al testo esso pure eloquentissimo, in- serito nel Decreto di Graziano
Pari. i. Dìslint. 26. cap. 3 . E egli perciò che la nostra causa sof- fra la
gravissima sconfitta, che si pretende dal- l’À? Tutt’ altro. Non bisogna
vantare la vittoria prima del combattimento. Niuno ignora, nem- meno fra il
volgo dei Forensi che il Decreto di Graziano non fa legge nè per le opinioni
ivi ri- ferite dei Santi Padri , che non furono mai le- gislatori; nè pei
Decreti de’ Sacrosanti Concilii , e de’ Pontefici , a meno che non sieno
uniformi agli Autograti. Tolos. 1. Spartii, canonie, c. 1. n. Barbosa in proem.
Decreti iV. 6. Baron. ad an- num 664. iY. 4 - annurn 774. iV. 11. Bota Romana
Dee. iV. 36 . et seq. cor am Penìa Digitized by Google ( 33 ) ~ Nec refert
illos Canones recenseri in decreto „ a Gratiano compilato , quia cum Gratianus
,, non publica, sed privata auctoritate infinita ,, prope illa Canonum
Ecclesiasticorum , et le- ,, guin eliam saecularium capitula in suum li- 4 ,
brum contulerit, nec legis condendae auctori- ,, tatem habuerit, nec ab aliquo
Romano Pon- ,, tilìce liber ille tanquam autbenticus , et lega- ,, lis
approbatus fuerit; inde fit, ut quilibet Ca- ,, non inibi relatus ex eo tantum
, quod ibi re- ,, feratur , non habeat majorem auctoritatem , „ quam in proprio
loco consistens de sui natura „ esset habiturus , ut recte docuit Baptista de
,, Sancto Biasio in repetitione Rubricae decreti ,, Gratiani quaest. 5. et 6.
Nec Gregorius XIII „ Gratiani librum tanquam legalem autenthicavit, „ cum
soluin emendari iusserit, et emendationes ,, sine additionibus, aut
delractionibus manda- ,, verit observari . Noi dunque potremmo a- spettare che
1’ A. ci esibisca 1’ autografo del De- creto d’ Innocenzo I , per confrontarlo
con quello che è trascritto nella raccolta del Graziano. §. 22 . Per altro
anche senza aspettar tanto, e supponendo che il Decreto del mentovato Pon-
tefice sia legittimo, diremo primieramente che Innocenzo I occupò la Santa Sede
sul principio del Secolo V ; essendo egli morto in Roma nel giorno 12 Marzo 4*7
5 laddove le Pontificie Co- stituzioni da noi dianzi riferite sono posteriori
al Canone attribuito ad Innocenzo I di undici se- coli. Diremo in secondo
luogo, che resterebbe sempre a provarsi che i figliuoli nati Ebrei pri- ma che
il Padre suo abbracciasse la cattolica Re- 3 Digitized by Google ( 34 )
ligione, si fossero conservati Ebrei sino al tempo deli’ aperta successione. Nè
vale già il replicare, come fa 1’ A. ( pag . 78.) che senza ciò mancata sarebbe
ogni ragione di quistionare, vi rimane sempre quella che i figliuoli del primo
letto nati erano nel giudaismo ; il che basta ; perchè poco sempre basta , ad
eccitare i dubbj . E da sapere al proposito che quando il Padre Ebreo si
converte alla Cattolica Religione, trae ad essa anche quei figliuoli , i quali
a grande loro ventura acquistato per anche non abbiano l’uso della ragione.
Cap. a. de Conversione Infidelium — Ex literis tuis ,, accepimus quod quidam de
Judaicae caecitatis ,, errore ad Christum verum lumen adductus , ,, uxore sua
in judaismo relieta, in judicio po- ,, stulavit instanter ut eorum filius
quadrienni „ assignaretur eidem, ad fidem catholicam, quam „ ipse susceperat,
perducendus. Ad quod illa ,, respondit, quod cum puer adhuc infans exi- ,, stat
, propter quod magis materno indiget so- „ latio, quam paterno, sibique- ante
partum one- ,, rosus , dolorosus in partu , post partum labo- „ riosus fuisse
noscatur,ac ex hoc legitima con- ,, iunctio mari et feminae, magis matrimonium,
„ quam patrimonium nuncupetur, dictus puer „ apud eam debet convenientius
remanere, et in- „ fra. Cum autein filius in patri potestate con- ,, sistat,
cujus sequitur familiam, et non matris, ,, et in aetate tali qui non debet apud
eas re- ,, manere personas, de quibus possit esse suspi- ,, ciò, quod saluti,
vel vitae insidientur illius: „ et pueri post triennium apud pa treni non su- „
spectum ali debeaut, et morari, waterque pue- Digitized by Google ' quali
escludono gli Eterodossi dalla Eredità degli Ortodossi, ap- plicare si possano
anche agli Ebrei. Tanto più che nella detta Novella i Nestoriani sono taccia-*
ti , perchè s Judaico Nestorii furori dediti L’ A. reggere non potendo ai
paragone degli Ebrei co’ Nestoriani, si abbandona improvvisamente ad un impeto
di collera sciamando (pag. 83) sBuon „ Dio! (piai furore quasi Nestoriano di
stravolta ,, interpretazione è mai questo, per cui una delle ,, più celebri
abborrite sette Ereticali vorrebbesi „ confondere colla già prediletta del Signore
an- ,, bellissima setta degli Ebrei S : Senza avve- dersi che niuno confonde i
Nestoriani colla setta Ebraica, allorquando questa era una Nazione pre- diletta
da Dio; ma soltanto colla setta Ebraica da Dio proscritta, dopo che
perlidamente ricusò di arruolarsi al Cristianesimo. §. 24 . Toglie 1’ A.
occasione dall’essere nella delta Novella nominati i Nestoriani per darci no-
Digitized by Google ( 36 ) tizia della vita di Nestorio, e della sua eresia, E
poi, comechè un’ idea altra ne trae, giudi- cando egli che l’ Eresia dei
Manichei sia peggiore di quella dei Nestoriani, dà anche un cenno del- la vita,
e dell’eresia di Manetej dolendosi che l’ Imperatore Giustiniano , invece di
dire ;=* Ju- „ daico N estorti furore dediti , non dicesse S Manichei furori
dediti zi ; senza nè anche qui avvedersi che quanto peggiore è l’ eresia di
questi , tanto più stato sarebbe vergognoso il paragone. Ma checché sia di
tutto ciò, e di tutt’ altro che nell’argomento si aggiunge, siccome noi non im-
ploriamo la protezione nè della L. Cognovimus , nè della Novella u5; così
contenti assai dell’a- cquisto di tapte erudizioni, trapasseremo ad altro. §.
25. I fautori dell’Ebreo convertito metto- no in campo anche la celebre
Autentica Gazaros , riferita dopo la citata L- Cognovimus C. de hae - reticis ,
dove pretendono che gli Ebrei trattati sieno per eguai modo che gli Eretici.
Ecco le pa- role dell’Autentica ss Gazaros, Paterenos, Leo* „ nistas,
Speronistas, Arnoldistas , CIRCUMCI- „ SOS, et omnes haereticos utriusque
sexps, quo- ,, cumque nomine censeantur, perpetua darnna- », mus infamia,
diffidamus, atque bannimus: cen- „ sentes , ut omnia bona taliura confiscentur,
nec „ ad eos ulterius rovertantur ; ita quod filii eo- „ rum ad successionem
eorum pervenire non „ possint , cum longe grayius sit aeternain, quam „
temporalem offendere Majestatexn =5 , §. 26 . Egli è incontrastabile che se
l’auten- tica fosse Legge , ed il Vocabolo Cirpumcisos si- gnificasse in genere
gli Ebrei , in tal supposto gli Digitized by Google ( 3 7 ) Ebrei venuti alla
Cattolica Religione escludereb- bero gli Ebrei dalle successioni alle eredità
dei Cattolici. Prende quindi 1 ’ A. alla pag. g 3 ad e- saminare , i.° se le
Costituzioni di Federico II, donde fu tolta la citata Autentica Gazaros , forza
avessero di legge in Italia, 2. 0 se le Costituzioni stesse, e specialmente 1’
anzidetta , siano mai sta- te, ed in quai termini ricevute, ed osservate co- me
Leggi in Italia, 3 .° Se la parola Circoncisi possa in senso dell’autentica
Ga&aros t ossia della Costituzione suddetta, applicarsi agli Ebrei. L’e-
same dei primi due punti era compiuto in due parole ; bastava il rammentare
chela Costituzio- ne di Federico II fu promulgata nell’ Impero, al- lorché l’
Italia dopo la pace di Costanza era di- visa in tante Repubbliche fra se
alleate a difesa della comune libertà
senza biso- gno , i vizii di alcuni Preti , nei primi tempi del- la
Chiésaj tacendo che allora assaissimi altri ri- splendevano di luce chiarissima
per ingegno,, per dottrina , e per santità ; é dopo di avere pure j senza
bisogno j esposto la debolezza di Origene per far pompa dello spiritoso augurio
che ad al- tri suoi pari la debolezza stessa si comunicasse. (**) Federico sì (
come vedremo a momenti ) fece per solo sospetto , scassare gli occhi dal cra-
nio a Pietro Dalle Pigne suo gran Cancelliere j Digitized by Google ( 38 )
cenzo IV ancor- ché odiosa tanto j e
dannevole confessò tre pa- gine innanzi, e lo confessò della miglior buona
fede, che Gregorio IX. scomunicò Federico per avere SUSCITATO RIBELLIONE CONTRO
LA SANTA SEDE J OPPRESSO IL CLE- RO, , PERSEGUITATO GLI ORDINI DEI MENDICANTI ,
SPOGLIATE LE MENSE VESCOVILI DELLE LORO ENTRATE , E DI AVERE INFINE OCCUPATO
TERRE , E STATI DELLA CHIESA. Peccato che in mezzo a tante, e sì forti ragioni
che ebbe il Pa- { >a di fulminare la scomunica contro Federico, ’A.
anteponesse ad ogni altra il solo sospetto d’incredulità! Maggior peccato però,
e maggiore assai fatto avrebbe un successore di Pietro, se accarezzato avesse
un ribelle , un oppressore dei Clero, un persecutore degli ordini religiosi,
uno spogliatore delle mense vescovili, ed un usurpa- tore degli stati della
Chiesa. §. 29. Natale Alessandro ( Histor. Eccles. se- ti il. i 3 . et 14. Tom.
8. col. m. i 5 .J ci manifesta il calunniatore di Gregorio IX.; gli Storici che
smentiscono la sua calunnia; la prudenza che fu la scorta sicura della condotta
tenuta dal Pon- tefice verso l’Imperatore 3 Ob'elo configenda sunt „ haec
Abbatis Urspergensis verba ad annum „ 1226. S Gregorius IX. tamquam superbus ,
pri- t , mo Pontijicatus sui anno caepit excommuni - jj care F ridericum
Imperatorem prò causis fri - volis et falsiSj et postposito Omni ordine judi-
jj ciario , sicut idem Imperator in Epistolis suis Digilized by Google ( 4 « )
rescripsit Principibus Alemanniae etc. — . Par- ,, tium studio horrendum in
modum abreptura ,, esse oportuit hunc Auctorem , qui Sanctissi- ,, mo Pontifici
tam insolenter insullat, nec a- ,, liunde probat . Friderici innocentiam , quam
,, ex ipsiusmet literis. At non solum Auctor Vi- ,, tae Gregorii IX. in Codice
Vaticano M. S. , ,, et ab Odorico Raynaldo passim laudatae, sed ,, et Matthaeus
Parisius , quamvis Romanis Pon- ,, tlficibus ininus aequus, Fridericum perjurii
et „ profligatae Chrislianae rei aperte damnant. ,, Quod factum Imperatori (
inquit Parisius ) ,, dannose nimis redundavit in dedecus et in ,, praejudicium
totius negotii Crucifixi. Ob hanc ,, ergo causavi j juxta mullorum opinionem
> o- ,, stendit se j ut praedictum est. Mundi Salvator ,, in Cruce clavis
confixum , et cruore consper- ,, sum populo Christiana; quasi singulisj et uni-
,, versis super injuria sibi ab Imperatore illuta ,, quereretur. Omnem interim
operam, diligen- ,, tiamque adhibuit Gregorius ut Fridericum „ ad officium
re-vocaret; sed inanes conatus suos ,, animadvertens , celebrata Romae Synodo ,
i- ,, psius excommunicationem in Coena Domini „ pfomulgavit, anno 1228. i.° Ob
violatum sa- ,, cramentum transfretandi , certumque nume- „ rum militum, et
pecuniam transm ittendi in ,, subsidium, Terrae Sanctae. 2. 0 Ob Tarentinum ,,
Archiepiscopum Sede sua dejectum. 3 .° Ob ,, spoliatos bonis Templarios . 4 -°
Ob infractas ,, concordiae leges cum Celanensi Comite, et ,, Raynaldo de Aversa
initas. 5 .° Ob Rogerium ,, Comitem Cruce signatum sub Apostolicae Se- Digilized
by Google ( 42 ) dis protectione receptum Comltatu, aliisque ,, terris injuste
spoliatum, et filium ejus in ca- ,, ptivitate detentum, spretis Apostolicis de
illius ,, dimissione mandatis ^5 . §. 3o. Racconta l’ A. ( pag. io5. ) che
aven- do Federico II. disfatta la flotta Guelfa Genove- se, che trasportava i
Vescovi al Concilio, ed a- vendo fatto imprigionarli, e caricar di catene
d’argento, per testificar loro anche nella cattivi- tà , una qualche sorta di
rispetto, Gregorio IX. alla notizia di tale avvenimento mori li 21. A- gosto
1241. d’ira ribollente , e di cordoglio 3. Era allora il Pontefice pressoché
all’anno cente- simo, alla quale età que’ pochi mortali, che giun- gono,
muojono come vampa che si spegne per mancanza di alimento . Le Catene d’
argento , dalle quali erano avvinti i venerabili Vescovi, servono a dimostrare
la crudeltà ad un tempo, e la superbia del Tiranno. §. 3i. Quanto ad Innocenzo
IV., siamo dal- le storie, e dai Concilj assicurati, che Federico II.
perseguitò il Papa sino a tentare di sorpren- derlo nella sua sede; il che non
gli riuscì, per- chè avvisato il Pontefice della tesa insidia , se ne partì nel
giorno 28. Giugno 1244-; e recato- si , dopo qualche mese a Lione , vi tenne un
Concilio, che fu il XIII. ecumenico, a cui in- tervennero Balduino Imperatore
di Costantinopo- li, 140. Vescovi, e i tre Patriarchi di Costanti- nopoli, di
Antiochia, di Aquilea, dove il Pon- tefice scomunicò, e depose Federico II. La
sana critica (quand’anche altro non fosse) non per- mette che una
determinazione presa a causa co- Digilized by Google ( 43 ) nosciuta, in un
generale Concilio, si attribuisca allo sdegna del Papa, e molto meno ad uno
sde- gno ereditato. Tanto più che nello stesso Conci- lio fu ascoltato Taddeo
de Suesse spedito appo- sta dall’Imperatore (*). (°) Federico li. dopo il
Concilio fu debel- lato dai Longobardi ; ed essendosi ritirato J uggi- tilo in
Sicilia j e poi nella Puglia , fu da Man- fredi suo figlio naturale ( avuto per
quanto opi- nano alcuni da una Saracena ) soffocato fra due guanciali del letto
j dove giaceva infermo; come Tiberio da Caligola. Graveson Histor. Eccles. T.
4. P. m. xi 6 . Somma riputar si dcbbe la sventu- ra di Federico , perchè niuno
delle tante miglia- ia de* suoi Ciambellani potesse impedire il Par- ricidio 1,
e Regicidio. U A. al fine della pag. 107. scrisse zi JVè ,, la persecuzione dei
Pontefici che pur dobbia- mo reputare giustissima verso quelli della Ca- _,j sa
di Svevia cessò altrimenti colla morte di j, Federico II.; che anzi non si cslinse,
finché j, non fu spenta interamente tutta la Casa , ed y> ebbe perduto la
Testa sopra un Patibolo nel jj giorno 26. Ottobre 1268. lo sventurato Corra- „
dino , giovinetto di grandi talenti, e pari co- jj raggio j che tutte riuniva
le speranze di quel- jj la illustre Famiglia zi . A lode della verità: l 1
infelice Corradino fu sottoposto a Processo per ordine di Carlo D" A- njou
fratello di S. Luigi Re di Francia , ed in- vasore del Regno delle due Sicilie.
Il processo ebbe fine colla condanna a morte dello sventura- Digitized by
Google ( 44 ) §. 3a. Non avendo noi bisogno dell’ Autenti- ca Gazaros a
conferma della nostra opinione , non ci prenderemo la briga di esaminare, se la
Costituzione, da cui fu estratta avesse, o no, giammai forza di legge in Italia
; e se il voca- bolo Circoncisi comprenda una setta particolare di Eretici,
chiamata dei circoncisi , derivante da quella dei Catari , o sia Gazari,
secondo che pretende l’A. con l’ajuto anche di molta erudi- zione, persino
sulla incerta origine del vocabolo Cephas, se dal Caldaico , o dal Siriaco , o
dal Greco , e sull’ infallibile suo significato uscito di bocca dell’Apostolo
prediletto. Evang.cap. r.
ver- sa N. 42 . Intuitus auteni Jesus dixit: Tu es „ Simon filius Iona: tu
vocaberis Cephas: quod ,, inlerpretatur Petrus zi . §. 33. Aveva già l’A. dato compimento al prolisso suo Voto,
spargendolo ovunque d’im- mensa facile erudizione; ricalcando , uè di ra- do ,
le sue stesse pedate , e trattenendosi ( per adoperare una volgare metafora) ad
ogni Locan- da ; quando gli venne riferito che un sommo giu- io giovine
Principe accusato di aver preso le ar- mi contro la Chiesa. Occupava allora la
Catte- dra di S. Pietro Clemente IV., il quale certa- mente non diede segno
alcuno di approvare una barbarie tanto più esecrabile , quanto che vestita
delle forme di regolare giudizio. Che il Pontefi- ce avesse parte nel fatto, è
un semplice sospetto di coloro, che si farebbono scrupolo di non pen- sar male
dei Papi. Digilized by Google ( 45 ) reconsulto confortato avea l’Ebreo
convertito a sperare che egli solo sarebbe l’erede intestato del predefunto
fratello Cattolico , in virtù di quanto dispose l’Imperatore Giustiniano al
Cap. 6. della Novella 118. s ivi ~ Haec autem om- „ nia, quae de successionibus
generis sancivi- ,, inus , obtinere in illis volumus ; qui Calho- ,, licae Ji
idei sunt ; in haereticis enim jam a no- ,, bis positas leges firmas esse
praecipimus, nul- ,, lam novitatem, aut immutationem ex praesen- „ ti
introducentes lege s , E qui l’A. di nuovo ripiglia la penna in mano, per
dimostrare, i.° clic la detta Novella non meritò giammai di es- sere annoverata
fra le leggi. 2. 0 che da essa e- sclusi non furono gli Ebrei. Noi lascieremo
di- sputare a loro agio i valenti due Giureconsulti , giacché non abbiamo avuto
bisogno della Novel- la 118. per escludere gli Ebrei dalle intestate suc-
cessioni dei Cristiani, §. 34. Teme l’A. (pag. 149.), che taluno lo accusi di
aver dato a divedere un soverchio stu- dio di parte per l’ebraica setta. 11
timore non è panico. Afferma egli che gli Ebrei godevano di tutti i diritti dei
Cittadini Romani ; quando e- rano esclusi da tutte le civiche magistrature, da
tutte la onorificenze, da tutte le dignità. -Affer- ma che anche il diritto
Canonico gli uguaglia ai cittadini; quando non li considera se non come schiavi
civili tollerati. Afferma (pag. 8. ) non po- tersi dire che gli Ebrei e) sieno
fuori interamen- ,, te del grembo della Chiesa per molte ragioni ,, addotte dai
Canonisti, e specialmente quella ,, discorsa eruditamente dal Ricciull. de jur.
per - Digitized by Google ( 46 ) son. lib. 2. Cap. i.PER TOT., ed è elle par „
conoscono un qualche Sacramento , qual è „ quello del Matrimonio s ; quando ,
giusta i primi principj della Cristiana Dottrina, non può esservi alcun altro
Sacramento, se preceduto non sia dai Santo Battesimo ; e quando è impossibi- le
che il Matrimonio fra gli Ebrei rappresenti la unione di Gesù Cristo, e della
Chiesa, se es- si odiano, e bestemmiano e l’uno, e l’altra. La detta
rappresentanza non si verifica rispetto agli Ebrei, se non nell’atto che sono
battezzati. San- chez. de Matrim. Lib. 2. Disput. 9. ibique allcgat. §. 35 . E
sebbene l’ À. a fondamento della screditata Sentenza , che gli Ebrei formino
par- te della Chiesa di Gesù Cristo , abbia citato il Cap. 1. del Lib. 2. del
Ricciull. PER TOT.; bi- sogna ciò non pertanto credere fermamente che i suoi
occhi oltrepassato non abbiano il N. 5 . ; perocché subito dopo letto avrebbe
PER TOT. i. ° la Sentenza contraria riferita come solida j ed inconcussa. 2®
gl’infiniti autori seguaci dell’Apo- stolo Paolo, che la sostengono. 3 .° la
risposta al- le difficoltà promosse dagli avversar) . Rie. loc. cit. N. 6 . j
et seq. z* Quibus parum obstantibus „ dicendum est Judaeos in Ecclesia non esse
, ,, hoc enirn perspicue pronunciavit Paul, ad Co- ,, rinih. c. sive vi j sive
usura , sive furto „ facultates Christianorum sibi vindicent s ibid. „ —
Praecipitur itein omnibus Judaeis , ut Chri- ,, stianos oranes loco brutorum
habeantj nec ali- „ ter eos tractent quam bruta ammalia. Ord. 4 * ,, Tract. 4.
-1 Iudaeus Gentilibus neque boni , ne* ,, que mali quicquam facia.t ;
Christianum vero „ omni studio , atque industria conetur de vita ,, tollere.
Ord. 4 - Tractat. 8. Dist. a.. Sembra soprattutto che ecceda ogni confi* ne di
umana malignità intenta ad ispiegare sin dove giunga un odio diabolico, la
facile assolu- zione accordata a qualunque Ebreo omicida , il quale volendo
uccidere un Cristiano , uccidesse per isbaglio un Ebreo confratello. ~ Si quis Hae- „ breus dum vult occidere
Christianum forte „ fortuna Judaeuin occiderit , absolutione dignus est . Ord. 4 - Tractat. l^. t et 9. (*) . Torni ora ( # ) Lo
stesso Raccoglitore riferisce V ordine dato da Gregorio IX } ed eseguito dal
Cardinal Delegato Apostolico di abbruciare tutti i libri de J Giudei dopo
maturo esame degli errori , dei quali erano pieni , e verificati da parecchj
Ve- scovi . Non sarà
inutile , a disinganno dei Pro- tettori degli Ebrei il portare qui la storia
del - V accennata esecuzione tal quale è scritta dal sud- detto M. r De Pitaval
loc. cit. p. m. 259/ donde si conoscerà vie più quanto esecrabile sia il Tal-
mud 33 Sur ce que V on repre senta au Pape Gre- ,, goire IX j que le Talmud que
les Juifs ont en Dìgitized by Google ( 52 ) l’A. , torni a fare il confronto
fra gli Eretici, e gli Ebrei, e preferisca, se ha coraggio, ai pri- mi i
secondi. j, veneration j est plus gros sans comparaison que ,, la Bilie j qu il
contient tant it erreurs , et de ,, llasphemes j qu' oh a honte de. les
rapporter à ,, et qu il feroit horreur à qui les entendroit , ,, et que c est
la principale cause qui retient les ,, Juìj's datis leur obstination ; le Saint
Pere é- ,, crivit une lettre en datte du neuf Juin 1239 1, aux Archevéques de F
rance , où il leur man - ,, da de prendre par son autorità tous les livres „
des Juifs. Il envoya la méme lettre aux Ar- ,, chevéques des Iiojaumes d’
Angleterre } de Ca- ,, stille , et de Leon. Il écrivit de me me aux Rois „ de F
rance , d" Angle terre j di Arragon > de Ca~ ,, stille j de Leon j de
Navarre > et de. Portugal , „ et en particulier à l J Evéque de Paris. Le
Pa- ,, pe ardonnoit qu on brulàt tous les livres des ,, Juifs injectes de mille
erreurs. Il envoyoit tren- ,, te-cinq articlcs extraits du Talmud., qui uvee ,,
plusieurs autres erreurs furent verifiés sur les ,, livres en presence de
Gautier , Archevéque de ,, SenSj des Evéque s de Paris j de Senlisjelde ,,
Frere Geofroi de Bleves de V ordre des Pré- ,, cheurs j Chapelain du Pape j et
alors Docteur H Bégent à Paris , de quelques autres Docteur s j ,, et
Thèologiens , et des Docteurs mémes Jiiifs ^ ,, qui recormurent que ces
propositions eloient ,, da ns leurs livres. Ils avoilerent celles-ci enti'e »,
autres : Que datis leurs Ecoles on estimoit plus Digitlzed by Google ( 53 ) §.
4o. E nè anche furono gli Ebrei calun- , niati dal R. P. , quando li tacciò
come turbolen- , l ’ elude du Talmud que celie de la Bible et , qu ori n
appelloit point Doctcur celui qui scau- , roit la Bible par coeur y s" il
ne scavoit le Tal* , mud. Que les Docteurs póurroient se dispen- , ser de
sonner de la trompetle le premier jour , du septième mois y et de porter des
palmes le , quinzième , sì ces jours arrivoient au Sabbat , , de peur de le
profanar en portant par le rues , urie trompetle j ou une palme y ce qui est un
, crime horribile . Que Dieu se maudit trois fois , tous les jours pour avo ir
abandonnè son Tem- , pie y et réduit les Juifs eri servitude . Qit au - , cun
Juif ne sentirà le feu d‘ Enjer, ni aucune , peine en l J autre monde : Que les
corps y et les , ames de tous les méckans seront reduits eri pai> , dre y et
ne souffriront plus d* autre peine , cx- , ceptés ceux qui se sont revoltés
contre Dieu y , et ont voulu è tre Dieux : V Enjer de ceux-la , sera eternai .
Que Dieu tient école tous les , jours en inst/'uisant des enfansy et se joiiè
avec , Leviathan. ,, Ayant soigncusemcnt examiné ces livres , des Juifs y on
reconnut qu ils les eloignoient , non seulement du sens spiriluel de l J
Ecriture; , mais encore du sens littcral , pour les de tour - , ner à des
Jìctions y et à des fables . Apres cet , examen et suivant la délibcration de
tous les , Docteurs en Théologie y et en Droit Canoni - , que , tous les livres
des Juifs que t on putre - Digitized by Google ti sempre , ed inquieti (*) perocché
tali per ap- punto ce li rappresentano in ogni tempo le sto- rie da lui
indicate, cominciando dalla prima lo- ro ribellione contro i Romani (*°) sotto
l’ Impe- ,, couvrer alors dans tonte la Frane e j furent ,, brulé s , jusques à
la quantità de vingt phartes , ,, quatorze en un jour , et six en un autre . ,,
Le Cardinal Eude Legat du Saint Siège ,, sur la commission du Pape j donna une
Sen- ,, tene e definitive en présence des Docteurs ap- ,, pellès exprés j où il
condamna /e* Talmud com- ,, me contenant une infinità d' erreurs , de blas- ,,
phemes j et d abominations. Guillaume Evéque ,, de Paris mit son Sceau à la
Sentence zz . Più volte hanno i Sommi Pontefici
condan- nato alle fiamme il Talmud , fra' quali Gregorio JX nel i 23 o ,
Innocenzo IV nel 1244.» Giulio li nel i 5 i 3 j Paolo IV nel 1559. (°) Sono
questi i precisi Vocaboli da lui usa- ti. Quelli di peste dell’ Umanità , di
atroci, di facinorosi lasciolli pronunciare all' A. (*») p ra i e Cause celebri
di sopra mentova- te raccolte da M. r Gayot De Pitayal è riferita al Tomo XIX.
quella j che ha per titolo zz Juifs ,, condamnés pour un crime enorme qui
revolte „ l' fiumani té zZ . Tolta da ciò occasione il rac- coglitore stese la
lunga storia dei trattamenti che prima gl' Imperatori e poi i principi Cri-
stiani furono costretti di dare agli Ebrei di se- colo in secolo in pena delle
loro ribellioni > e dei commessi orrori. La mentovata Storia potrà di-
Digitlzed by Google ( 55 ) ratofe Vespasiano, dopo che fu tolto lo scettro
dalla Tribù di Giuda, si sarebbe creduto che se- polta Gerosolima dalle proprie
rovine; che arso il tempio fabbricato da Salomone ; che spento un milione, e
centomila ribelli; fattine schiavi più di novecentosette mila (*) , avesse il
formidabile esempio estinto per sempre nell’Ebraica setta ogni spirito di
ribellione: ma al contrario fu ravviva- to in Cirene , ed in Egitto , e poi
anche in Ci* prò sotto 1 ’ Impero di Trajano ,, quando non con- ,, tenti ( così
il R. P. Jabalot pag. 9 sull’ appog- ,, gio dell’ autore Dione l. 68 ) non
contenti di ,, assalire e trucidare e i Greci, ed i Romani, „ fra i quali
abitavano, spinsero contro di essi singannare qualsivoglia protettore degli
Ebrei t fosse anche Filosofo, (°) A verificazione di quanto predetto aveva il
Profeta dei Profeti ^ Curii autem videritis cir* ,, cumdari ab exercitu
Jerusalem ; tane scitote ,, quia appropinquavit desolatio ejus ; tunc qui ,, in
Judaea sunt , fugiant ad monte s 3 et qui in ,, medio ejus j disce dant : et
qui in regionibus j ,, non intrent in eam , quia dies ultionis hi sunt , ,, ut
impleantur omnia quae scripta sunt, Vae ,, autem praegnantibus j et
nutrientibus in illis ,, diebus : erit enim pruessura magna super ter - ,, ram
j et ira populo buie. Et cadent in ore già * ,, dii: et captivi ducentur in omnes gentes . Et ,,
Jerusalem calcabitur a gentibus j donec imple- ,, antur tempora nationum zj
Lue. ai. n. 20., et seq. Digitized
by Google ( 5G ) ,, la loro rabbia , e crudeltà al più detestabili „ eccessi.
Si cibarono delle loro carni; s’ impia- ,, spicciarono del loro sangue; si
cinsero dei lo- „ ro intestini; e si coprirono delle loro pelli. ,, Molli
cominciando dal capo ne segarono per ,, lo mezzo; molti ne gettarono ad essere
lace- „ rati dalle fiere ; molti costrinsero a combattere ,, fra di loro. „ §.
41. Ma perchè cercare in tempi sì remoti le crudeltà degli Ebrei verso i
Cristiani , e i per- niciosi effetti della loro avarizia , e dell’ impla-
cabile loro odio ? Ignoriamo noi forse le prove che ne hanno date ai nostri
giorni? None forse vero, che al ritorno da Mosca delle Armate Fran- cesi
invitavano i Militari alle loro Case , e col pretesto di dar loro una cortese
ospitalità , gli derubavano , gli spogliavano ignudi , e poi altri ne
trucidavano , ed altri gettavano dalle finestre a morire di gelo? ( # ) Non è
forse vero che il Czar di Moscóvia rinnovò la Costituzione di Teo- dosio il
Grande , vietando che i battezzali po- tessero servire in qualità di Domestici
gli Ebrei; che nel 1824 obbligò gli Ebrei a rinunciare al traffico al minuto ,
a non girare per le contra- de , vendendo Merci , a mettersi a coltivare le
terre, ed a pascere le Mandre; e che nel 1825 intimò loro di ritirarsi nell’
interno dell’ Impero, „ perchè non proseguissero a defraudare 1’ erario ( # )
Spgur j Ilistoire de Napoléon , et de la Grand Armée pendant V anné e 1812. T.
2. C. 12. p. 3 go. ( 5 ; > per mezzo
de’ continui contrabbandi? E non è forse vero che in Francfort nel 1824 fu
proibi- to agli Ebrei di aver più parte nella Ammini- strazione della
Repubblica; che inoltre furono ad essi prescritti quei soli mestieri , e quelle
so- le arti , nelle quali esercitarsi , e prescritto pure a quindici il numero
dei Matrimonj da contrar- si fra essi ogni anno ; provando prima di avere i
mezzi di sussistenza ? E non è forse vero , che pochi anni sono in Baviera fu
ristretto il nume- ro de’ Matrimonj da contrarsi fra gli Ebrei ad un solo
individuo per ogni famiglia? (*) A que- sti fatti, checche ne dicano gli
odierni Filosofi, e Filantropi, gli uomini volgari se la terranno sempre col
Ricciull. de Jur. Pcrson.
extra Ec- cles. grem. exist. L. 2. cap. 5 i. N. 12. =! Judaei ,, tollerantur ex commiseralione ; et ut ipsi tan-
,, dem convertantur ad fidem; non ut ojjicere ,, possint Christianis S . L’ A.
invece di abusare del tempo , calun- niando il Reverendissimo Jabalot , doveva
con- vincere di falsità i fatti da questo allegati per dimostrare che le
Ebraiche crudeltà costantemen- te adoperate a danno dei Cristiani corrispondono
perfettamente alle leggi del Talmud , da cui de- rivano , e di cui fanno prova
. A chi mettesse in dubbio il 'Talmud , si risponderebbe che, sintan- to che
impugnar non si possa la serie dei fatti ( # ) V. Bonald. in alcuni articoli
inseriti nel pubblicista del Febbraro 1806. M. L' Ab. De la Menais_, Essai sur l’
indifference Tom. 3 . a 3 . 4
* ( 58 ) «opra enunciali , tornerebbe lo
stesso , perché tanto è operare per legge , quanto per massima, §. 42. Non può
negarsi che quegli Ebrei, i quali nel 18x2. tanti orrori commisero contro l’
armata Francese , eredi non fossero dell’ odio furibondo , di cui erano invasi
i loro avi contro i Cristiani , quando sotto 1’ Impero di Costantino lapidavano
i loro confratelli, che ad abbracciare si recassero il Cristianesimo ; di tal
che fu l’ Im- peratore costretto a minacciarli di essere abbru- ciati vivi coi loro
complici nel caso che rinno- vassero si enormi delitti. L.i.C. De Judaeis et
Coelicolis s ivi Judaeis, et Coelicolis, et ma- „ ioribus eorum , et
Patriarchis volumus intima- ,, ri, quod si quis post hanc legem aliquem , „ qui
eorum feralem fugerit sedani , et ad Dei ,, cultum respexerit, saxis , aut alio
furoris ge- ,, nere ( quod nunc fieri cognovimus ) ausus fue- „ rit attentare,
inox flammis dandus est, et cum „ omnibus suis participibus concremandus =; .
§. 43. Ad evitare il fine anzidetto furono o- gnora i Principi Cristiani nella
precisa necessità di reprimere con leggi severissime 1’ Ebraica per- fidia, che
sempre cospira a danno di chi li tol- lera, ed arricchisce, Enfin vous ne
trouverez „ en eux qu’ un peuple ignorant , et barbare , „ qui joint depuis
longtems la plus sordide ava- „ rice à la plus détestable superstition , et à
la ,, plus invincibile haine pour tous les peuples , „ qui les tolérent , et
qui les enrichissent t=s Monsieur de Voltaire , Suite des mélanges de lit~
terature , d J histoire -, et de philosophie chap. 61. des juifs ■„ Non
ignorano certamente i Principi Cristiani quelle Sentenze del Talmud , che par-
lano di loro col massimo disprezzo, ed odio, fra le quali v’ è questa pure 33
Imperium Clivi > ,, stianorum EXECRABILIUS est Imperio ce- „ terarum
gentium: et levius peccatum est ser- ,, vire Principi Gentili, quam Chrisliano
tzOrd. 2. Tract. 1. Dist. 5 . p..n.j et i 5 . (*) §. 44 * Dopo tutto ciò il R.
P. Jabalot non ricambia già gli Ebrei della loro moneta. Non fa che insinuare
che posti sieno in istato da nuoce- re meno che sia possibile ai Cristiani ;
suggeren- do di chiuderli di nuovo nei loro Ghetti; d’im- pedire ai Cristiani
di servirli in qualità di do- mestici , di vietar loro il possesso di beni
stabi- li ; insomma di rimettere nel primiero vigore le ( # ) I Monarchi delle
Spagne , del Portogal- lo , delle due Sicilie j per mettere i loro sudditi al
tutto in salvo dalle Ebraiche frodi , esiliarono per sempre i Giudei dai loro
dominj . Il Card. Albronozzo j che ognora sarà di grata j e gloriosa memoria ai
Bolognesi esiliò dalla loro Città gli Ebrei. Nel Reale Collegio di Spagna fu
allora collocata una tavola j rap- presentante il nominato Cardinale nell '
atto di scacciarli da Bologna; e vi si aggiunse il motto ,?=3 Exilium patitur,
quae gens Haebrea fefellit 33 . Espulsi che furono gli Ebrei , si eresse in
Bolo- gna il Monte di Pietà con quest ’ Epigrafe 33 Mons », pietatis adversus
prayas judaeorum usuras ere- I, ctus 33 . Digitized by Google ( 6o ) Decretali
e le Pontificie Costituzioni riguardanti il trattamento da darsi agli Ebrei
nello St$- to Ecclesiastico ( pag. 3o. ) . §. 45 Del resto: quale sia il
caritatevole a- nimo del R. P. verso gli Ebrei, lo dimostra egli assai nei
sentimenti espressi alla pag. 6. 55 Quan- „ to a noi, siamo ben lontani dal
bramare che „ sempre più sovra di essi il giogo si aggravi „ della servitù:
vorremo vederli liberi di quel- ,, la vera libertà , di cui soli possono godere
i „ servi di Dio. La Carità cristiana che abbrac- ,, eia tutti gli uomini,
perfino i nemici, non ci „ permette al certo di godere del loro male, e ,, di
odiarli ; c’ impone anzi di pregare per essi, „ e di porger loro nelle
necessità sovvenimento „ caritatevole. Gli oracoli i più vetusti della re- „
ligion nostra, di cui sono eglino i depositar) ,, fedeli , (**) una delle
tradizioni le più antiche ( # ) Quelle particolarmente di Alessandro III c. Ad
liaec de Iudaeis ; d" Innocenzo III c. Etsi Judaeos eod. di Nicolò V: di
Paolo IV nella Polla Cum nimis j che prescrive il segno da por- tarsi dagli Ebrei
; di S. Pio V nella Bolla Hae- breorum , che discacciò gli Ebrei da tutto lo
Sta- to Ecclesiastico j fuorché da Poma, e da Anco- na ; A Innocenzo III nella
Bolla Ex injuncto no- bis; oltre le Bolle di Gregorio XIII ; di Cle- mente Vili
: di Clemente XI : di Benedetto XIII : di Benedetto XIV ; ed oltre i due
Concilj di To- ledo j tenuti nell ’ anno 6g4* - (* # ) Veda dunque V A. che il
R. Jabalot , e Digitized by Google ( 6 * ) „ e costanti , che sussistano fra di
noi , ci fa sa* ,, pere che saranno .essi pure un giorno parte „ della Società
Cristiana, e che anch’ essi en- ,, treranno nell’ovile di Cristo con tutti
quanti ,, i popoli della terra ; giacché dee prima del fi- ,, nire dei tempi
aver luogo quella promessa del ,, riparatore divino: Fiet unum ovile , et unus
,, Pastor : Più sinceri , sei credano * di quelli ,, dei sedicenti filosofi del
giorno , sono i voti di ,, noi Cristiani per essi. Al par di loro, e più ,, di
loro , desideriamo vederli non formare con ,, noi che una sola grande famiglia
nella civile ,, società : ed alla pagina 3o insinua il R. P. che ,, si tenti
ogni via di persuasione, e di dolcez- ,, za per ridurli ad abbracciare la fede
di Cri- ,, sto, senza la quale gli sciagurati ne vanno e- ,, ternamente perduti
—. Dovrà ora 1’ A. ingenuamente confes- sare , che P ottimo R. P. Jabalot non
tiene già in pronto contro gli Ebrei nè le funi , nè i cep- pi , nè le atroci
invettive. Così potesse egli tro- varsi mansueto fra loro, come, imitando il
Di- vino suo maestro , seconderebbe il giusto e pie- toso desiderio dell’ A.,
spiegando lo- ro con dolci parole j e semplici parabole la Dot- trina di Gesù
Cristo in esecuzione di quanto e- sige Clemente XI di Sa. me. nella Bolla
Propa- sàppia che noi tutti con esso lui , siamo grati a quegli Ebrei j che ci
conservarono sì prezioso te- soro . Conservazione che VA. ci rammenta alla pag.
io., quasi per rimproverarci d J ingratitudine . sic Digiti; id i 62 ) gandae ,
riferita dall’ A. alla pagina 1S2 , e di- retta agli Apostolici Predicatori (*)
; e non già a chi investito di puro zelo per la cattolica Reli- gione , insinua
ai Sovrani tutti , che ne. raffreni- no l’accanito entusiasmo d’ ingannare , di
spo- gliare, di maltrattare, di massacrare, ed infine di rendere schiavi tutti
i Cristiani. §. 47 - Come potè mai l’A. affermare alla pag. i 5 o , che lo
scritto del R. P. contiene ~ una ,, orrenda sanguinosa Diatriba contro gli
Ebrei, • * : . • 1 i « > ? t . ! . • * . . »■» .* if " (*) Quando
Clemente XI volle impedire che gli Ebrei non privassero fraudolentemente delle
eredità quelli fra loro j che si fossero convertiti a Gesù Cristo j parlò di
loro come meritavano Constit. 61. §. 6. 3 Quoniam Infidelium j et prae j,
caeteris Judaeorum malitiam eo usque in odium j, Christiani nominis processisse
pluries comper- ■jj tum est , ut bona sua occultando , seu in alios jj
transferendo > vel alias de illis inter vivos , vel jj etiain in ultima
voluntate disponendo , fdios , j, aliosque consanguineos ad Christi fidem con-
j, versos eorundem bonorum successionem j ad j, quam ab intestato legitime admittendi
fuissentj ^ aut spe successioni ejusdem fraudare tentave- j, rint j Inde circo
etc. . Clemente XI seppe di- stinguere il linguaggio da tenersi con gli Ebrei ,
quando in qualità di supremo Pastore della Chie- sa gli allettava ad unirsi al
suo gregge j dal lin- guaggio da tenersi con essi , quando in qualità di
Sovrano Legislatore gli obbligava a restare nella loro condizione di schiavi
tollerati. 1 . v ( 63 j „ in cui sono
caratterizzati per la peste della ,, Umanità, e sono principalmente accusati
co- ,, me atroci Usuraj , e come Uomini facinorosi , ,, turbolenti. La prima
delle quali accuse se reg- ,, geva , allorché era tolto loro il possedere beni
,, stabili , e l’ impiegare d’ altra ragione , che in ,, usure il molto denaro
; cessata ora per saggia „ misura del Governo quella causa , parrai non ,,
regga altrimenti; e parrai ancora che la usu- ,, ra micidiale sia andata , e
regni purtroppo fuo- ,, ri del Ghetto, e della Sinagoga : l'altra si rav- ,,
visa , sia detto con buona pace , erronea di ,, tutto punto, insussistente. In
mezzo a tante, l ,, e sì triste vicende , che succedendosi rapida- ,, mente le
une alle altre hanno in questi ulti- ,, mi tempi travagliato tutta V Europa non
che ,, l’ Italia , qual parte presero gli Ebrei a detri- ,, mento del pubblico
Ordine? ^ §. 48. Dio buono ! Chiamar sagge quelle di- sposizioni, che sono
opposte alle Bolle Aposto- liche ! Affermare che cessate sieno le usure per
quel mezzo stesso che i Papi hanno riputato che possa aumentarsi il disordine ,
e vie più infero- cire , come ha dimostrato anche 1 ’ esperienza ! Bisogna ben
dire che 1 ’ A. letto non abbia atten- tamente l’ opuscolo del R. P. ; perocché
si sa- rebbe senza meno avvenuto nelle sensate rispo- ste da lui date a quelli
, che pretendono di scu- sare le usure degli Ebrei , accusando di usuraj anche
i Cristiani. ^ Non ignoriamo ( così il R. ,, P. alla pag. 20. ) che cosa
rispondono i fauto- ,, ri degli ebrei . Rispondono , esservi dei cri- ,, stiani
usuraj al pari , e forse più dei circon- Digitized by Google ( 64 ) „ cisi.
Questo però non è un giustificarli: è un ,, prendere la via sempre vile e
vergognosa del- ,, la recriminazione . Oltreché i cristiani usuraj ,, hanno un
freno alla colpevole loro cupidità „ nella religione ; la quale le usure
condanna e ,, divieta; laddove stortamente credono i giudei, ,, che sia dalla
loro legge ad essi permesso l’ in- „ gannare gli stranieri, che reputano loro
ne- „ mici : il Talmud arriva perfino a farne ad es- „ si un dovere. E poi si
potrebbe agevolmente ,, ritorcere 1’ argomento contro gli ebrei , mo- „ strando
che il loro esempio ha sparso in Eu- ,, ropa il contagio, e diffusa quella
ingordigia ,, maledetta deli’ oro , che fa tra i battezzati così „ funesti
progressi :=} . §. 49- E bisogna dire che l’ A. letto non ab- bia nè anche
quanto alla pagina stessa è riferi- to di ciò , che scrisse il Senatore Bonald
intor- no alla probità, ed all’ingegno di qualche Ebreo. S Soggiungono , ( i
fautori della Setta ) • esservi ,, anche fra gli Ebrei degl’ individui che
hanno „ molta probità, e molto ingegno. Chi lo nega? „ ma ciò che prova ?
domanda il Sig. De Bo- „ nald; se si contendesse agli Ebrei la capacità j,
fisica j o morale di Jar acquisto di virtù , e di ,, avere del talento , certo
che basterebbe , per. jj distruggere la imputazione mostrare che vi ,, hanno de
J giudei dotti e virtuosi ; ma in buo- „ na logica è così poco permesso
gustificare una j, nazione occupata et una generale tendenza al- ,, la
ignobilità dei sentimenti j ed alla mancanza ,, di buona fede col mostrare
alcuni suoi indivi - „ dui onorati e probi, come lo è il diffamare „ ima nazione virtuosa , adducendo V esempio
di ,, un qualche malfattore nato nel di lei seno. Ma „ senza questo, ovunque si
trovano degli ebrei , „ i quali dagli altri si distinguono coi loro ta- ,,
lenti e colla probità loro : anche V opinion pub- ,, blica si distingue nella
stima che ad essi ac- ,, corda , nè agli occhi del popolo dividono V a- „
natema che cade sul capo dei loro fratelli SS. §. 5o. Alla domanda dell’ A.,
qual parte pren- dessero gli Ebrei a detrimento del pubblico or- dine in mezzo
alle triste vicende che in questi ultimi tempi travagliarono tutta V Europa ,
non possiamo adequatamente rispondere nè io , nè al- tri. Sappiamo però tutti
che v’ ebbero allora de- gli Ebrei, come vi sono presentemente, ricchis- simi:
sappiamo ch’eglino nelle passate ultime vi- cende posti furono alla condizione
degli altri cit- tadini ; sappiamo , che al ritorno delle Armate Francesi da
Mosca , non pochi di quegli che scampato avevano la vita dalle battaglie , e
dai fuoco, incontrarono crudelissima morte negli E- braici ospizj ; e sappiamo
da ultimo che l’astu- zia degli Ebrei non ha confine. (°) . In mezzo (*/ Non
hanno lasciato gli Ebrei di far va- lere l' oro ragunato dalle usure a ministro
de ' lo- ro disegni. Era ad essi riuscito (E impedire che avesse effetto il
decreto della loro espulsione pro- nunciato da Isabella , e da Ferdinando
Sovrani di C astiglia, e di Arragona , quando un Religioso investito di
apostolico zelo presentassi alla Corte , ed alla presenza de’ Sovrani, e
de" Ministri , a- olla protezione, di che l’A. è stato si cortese Terso i
suoi Ciambellani , recare debbe a tutti grande edificazione ch’egli, non
ostante che a quei tempi fosse al sommo delle cosej ed ora sia nel profondo (
pag. 139), e non ostante che al- lora fossero gli Ebrei in tanto onore , ed ora
si Tadano ritirando negli angusti loro Ghetti, abbia confessato che erano tempi
tristi > e di travaglio { )er tutta V Europa. Tanta è sempre la forza del- a
massima di chi sino dai suoi primi anni è fer- mo nel tenace proposito di
essere fedele settario della nuda ventò. §. 5 i. Impiega l’A. gli ultimi tratti
del suo voto in difesa del R. P. s Di ciò per altro (così ,, egli alla pag. i
52 ) non istiano a prendere me- „ ra viglia gli Ebrei; e sappiano, che non
difetto ,, di cristiana carità, ma solo ardentissimo fer- ,, yore di trarre li
pertinaci dalla via della per- ,, dizione, spinse talvolta un tale Oratore ad
in- perta cT improvviso la tonaca } la quale copriva una croce j disse =3
Numquid Satis est Dominum ;, Jesurn a Judaeis semel triginta argenteis em- ,,
ptum j ut de ilio iterurn Judaeis vendendo tri - „ ginta millibus aureis ,
majori quìdem predo , ,, sed nihilo minore injuria cogitetis ? ss Dopo ciò , il
Decreto fu alt istante eseguito } ed espulsi gli Ebrei dai due Regni non più v
ebbero in- gresso. Graveson. hist, Eccles. Secul. XV. pag. m. 34. Quanto
ingiusti sono que J sudditi , che si la- gnano perchè il Sovrano non mette
riparo ai di- sordini dello stato j che niuno osa di manifestar ■> gli!„
veire con veemenza forse maggiore anche Con- „ tro i Cristiani , e a mettere
negli Ascoltanti ,, spavento, e terror tanto, che pur ne soffrisse „ qualche
pericolo la coscienza dei pusilli. Che ,, io stesso ascoltai declamare , e ben
mi corse ,, un brivido in tutta la Persona j che Dio aves^ „ se prescritto un
certo numero di grazie da „ concedere a ciascuno, ed un certo numero di „
peccati da perdonare , oltre di che non fosse ,, a sperare redenzione; e a
gridare inoltre, che ,, la vita civile era incompatibile colla Vita Cristiana,
e colla Via del Cielo: la prima delle ,, quali proposizioni parvemi un po’
sospetta, ,, perchè non vedesi come quella fatai misura ,, possa conciliarsi
colla giusta idea , che ahhia- ,, ino della Misericordia, che pur è infinita di
,, Dio: l’altra mi sembrò fallace assolutamente, ,, poiché non havvi alcuna
Religione, quanto „ quella di Cristo, che più favorisca la Vita ci- ,, vile, e
raccomandi più 1’ amor fratellevole so- „ ciale s. §. 5a. Non oseremo noi già
di penetrare nei misterj della profonda Teologia , memori del giu- dizio
lasciato da eloquentissimo Sacro Oratore, che le scuole si sono affannate a
sviluppare i misterj delle grazie divine, e che il buon fedele rispetta le
scuole, e si attiene ai Dogmi. Le scuo- le (prosegue egli) questionano, e i
Dogmi deci- dono. Le scuole confondono, e i Dogmi appaga- no. Le scuole sono
pensamenti degli uomini, e i dogmi sono parole di Dio. ( P. Anton-Siro tre-
nini nella Predica sul numero degli eletti ) . Re- cheremo bensì alcuni testi
tolti dalle Sacre car- Digitized by Google ( 63 ) te; taluno dei quali 1 ’ A.
avrebbe certamente u- dito dal R. P. Jabalot, se fosse stato più attento alla
predica sS Propterea quod abjecisti sermo- ,, nem Domini, abjecit te Dominus ss
disse Sa- ,, xnuele a Saule — Yoca noinen ejus, adhuc & modicum , quoniam
visitabo , et conterain — „ Peperit tilium, et dixit: Dominus voca nomen ,,
ejus absque misericordia , quia non addam ul- ,, tra misereri — Peperit tilium,
et dixit: voca ,, nomen ejus non populus meus , quia nec ego ,, ero Deus
vester. Osea i. 4 —
Dominus de Si- ,, on rugiet,et dixit: super tribus sceleribus Da- ,, masci : et
super quatuor non convertam eum. ,, Amos i .3 — Curavimus Babylonem , et non ,,
est sanata, derelinquamus eam. Jerem. 5 i. 9 ,, Quia vocavi et renaistis ,
extendi manum ine- „ am, et non fuit qui aspiceret. Despexistis o- „ mne
Consilium meura, et increpationes meas ,, neglexistis; ego quoque in interitu
vestro ri- „ debo, et subsanabo, cum vobis id quod time- „ batis advenerit.
Prov. 1. N. 24 et seq. — Quae- ,, retis me , et non inveuietis , et in peccato
„ vestro moriemini. Sanct. Joan. Cap. 7. V.
34 „ et Cap. 8 . V. ai. Si Massime tutte eccitatrici di fortunati brividi, i
quali a chi sa usarne be- ne sono un principio di salute, e un invito per
domandare , e , di conseguenza infallibile, per ot- tenere quella grazia, che
si teme negata per sem- pre. Petite } et accipietis. Pulsate et aperietur vo-
bis , e molti altri sacri testi simili d’ ineffabile consolazione. Per la qual
cosa noi facciamo al- 1 ’ A. le più vive congratulazioni, perchè egli alla
parola di Dio pronunciata dal R. Jabalot correre Digitized by Google ( 6 9 ) sì
sentisse i salutari brividi per tutta la persona. Quanto in acconcio S.
Agostino. Enarr. in psal. ioo / 33 Nemo dicat: semper parcit Deus: intel- ,,
lige quia parcit, ut corrigaris , non ut in ma- „ lignitate perrnaneas £3. Il
Cielo scampi il Re- verendissiiho Jabalot, e noi tutti dalle Difese del- 1’ A.
; il qiiale col pretesto di scusare il rispetta- bile Religioso presso gli Ebrei
( di che io penso eh’ egli non sia guari sollecito ) gli dà una nuo- va accusa
assai peggiore, senza togliere di mez- zo la prima. §. 53. Allorché il
Reverendissimo Jabalot pre- dicò che la vita civile era incompatibile colla vi-
ta Cristiana, e colla via del Cielo, parlò senza meno di quella vita civile che
si mena purtrop- f io dalla maggior parte di noi Cattolici: vita mol- e al
tutto dissipata, e che non di altro si occu- pa, che di affari del secolo, di
leggerezze, e di passare d’ uno in altro divertimento ; perocché questa sì ,
questa è la sola vita civile , che star non può in camerata colla vita
Cristiana ( # ) ; e contro la quale gridano spesso dai Pergami tutti i Sacri
Oratori. Se 1' A. conversato avesse col Reverendissimo Padre Jabalot, avrebbe
compre- so che mirabilmente iu lui si accoppiano il Re- ligioso contegno , e la
Sociale amena conversa- ( # ) Che di questa sola ragionasse V insigne Sacro
Oratore fui io accertato , sebbene non ne avessi bisogno, da più persone degne
di' tutta la fede , le quali prestarono maggior attenzione alla Predica , di
quella che vi prestasse il distratto A. Digitized by Google ( 7° ) *ione dell’
nomo veracemente di spirilo, il quale parlando affeziona a se stesso quanti lo
ascolta- no. Io ricorderò sempre col massimo piacere le poche ore, che l’anno
scorso godei della rispet- tabile sua compagnia presso una buona Fami- glia,
alla quale non posso rivolgere il pensiero senza sciamare: Ecce quam banani, et
jucundum habitare fratves in unum. E qui io mi rislò dallo scrivere , sembran-
domi di aver già ad evidenza dimostrato, i.- Che gli Ebrei nello stato
Ecclesiastico non sono che schiavi tollerati, a. Che ivi non succedono insieme
ai Cristiani alla intestata eredità del congiunto cristiano, 3. Che gli Ebrei
stessi, per adempiere ai nefandi obblighi di una Religione , dettata dall’ odio
implacabile contro i Cristiani sono tenuti a trattar questi con ogni maniera
d’inganno, di tradimento, di sevizie ed a ten- tar sempre di ridurli in
perpetua schiavitù, 4* Che le condizioni , sotto le quali è loro accor- dato un
asilo dai Cristiani, sono al tutto neces- sarie per evitare gli effetti di una
micidiale Re- ligione . Per la qual cosa il dispensarli da esse ( tornerebbe lo
stesso che porsi i ceppi ai piedi , 5. Che il Reverendissimo Padre non diede
già al- le stampe una orrenda sanguinosa Diatriba ; ma uno scritto pieno di
Cristiana moderazione, 6. Che F A. renduto avrebbe uffizio assai migliore agli
Ebrei, se contento di trattare la sola civile contesa , rattenuto si fosse dal
tessere il loro e- logio , e dal creargli Ciambellani. Tanto più che avendo
egli fatta questa prodigiosa creazione al fine di rendersi benevoli, e grati
gli Ebrei, gli ( 7 * ) ■avrà all’
opposto fieramente indispettiti. Non com- bina che sieno volontieri Servi
Camerae di un Sovrano Cattolico quegli che ammaestrati dal Talmud tengono per
Dogma che — Imperium ,, Christianorum execrabilius est Imperio caete- „ rarum
Gentium; et levius peccatum est ser- „ vire Principi Gentili quam Christiano s
. Avvocato . R27965 I . V I D I T Pro
Eminentissimo, et Reverendissimo D. D. CAROLO CARD. OPPIZZONIO Bortoni*
Archiep. JoAN' Birr. Bruni Doct. Coll. Philol. et Professor . . V I D I T Pro
Excello Gulternio Dominicus Mandim S. T. D. Coll. Prior Psrochus et Exam. Synod. Die 4.
Julii 1837. V I D I T Et annuit juxta Art. 507. Constitutionis Quod Divina
Sapientia. Joseph Minarelli Doct. Coll. Philol. et Rector Archigymnasii
Bononienais . Die 5 . Julii 1827. IMPRIMATUR Lxopoldbs Archip. Pagani Provie. Gon. Nome compiuto: Vincenzo Berni degl’Antoni. Vincenzo Berni
degli Antoni. Antoni.
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