SILIO
Luigi Speranza -- Grice e Silio: la ragione conversazionale a Roma – la
maledizione di Dione – Scipione come Ercole – il sacrificio dell’eroe – filosofia
veneta – la scuola di Padova -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Padova). Filosofo padovano. Filosofo veneto.
Vilosofo italiano. Padova, Veneto. Avvocato, console, pro-console de principato
romano. Muore in Campania. Figli: Lucio Silio Deciano. Console, Proconsole in
Asia. Noto semplicemente come S. Italico è anche un poeta, avvocato e politico
romano, autore dei Punicorum libri XVII, il più lungo poema epico latino
pervenutoci. Abbiamo notizie di lui da una lettera di PLINIO il Giovane a
Caninio RUFO, nella quale parla della sua morte. Il nome ‘Asconio’ porta a
ritenere che e legato alla gens patavine. Altre brevi informazioni ci vengono
da TACITO e da Marziale. Di Marziale, S. è il patrono e sappiamo che opera nel foro
come avvocato difensore, probabilmente già al principato di CLAUDIO. Secondo
Plinio, nel principato di Nerone, dove esercitare anche l'avvocatura d'accusa,
ovvero la delazione vera e falsa per il favore del principe. Il beneficio che
ne tratta e il consolato ordinario. Con la caduta e morte di Nerone, in
quanto amico di Vitellio, S. partecipa alle trattative di questi con il
fratello di Vespasiano, Tito Flavio Sabino, che è a Roma con il figlio di
Vespasiano, Domiziano. S. è pro-console in Asia Minore agl’ordini di VESPASIANO.
Testimonianza è un'epigrafe ad Afrodisia, che riporta il suo nome completo. Allo
scadere del mandato pro-consolare S. si ritira dalla vita politica attiva
dedicandosi agli studi e alla stesura del suo “Punicorum libri”. Nel Libro
III vi è un riferimento al titolo di "Germanico" assunto da Domiziano
e Marziale saluta l'opera nel IV libro degl’epigrammi. Anche a causa dello
stato di salute aggiorna a Campania, dove compra la villa di CICERONE, il suo
modello di oratoria, e la terra che custodia la tomba di VIRGILIO, di cui è un
estimatore e ai cui stilemi si rifà abbondantemente nel corso dei Punica. Durante
il principato di Domiziano, ha la paterna soddisfazione di vedere nominato
console il figlio Lucio Silio Deciano, anche se Marziale e Plinio ci informano
che, peraltro, dove subire la perdita del figlio minore. In Campania, provato
da un male incurabile, si lascia morire di fame alla maniera del Portico. S. scrive
i Punica, poema storico, anche se secondo una parte della critica il testo è
incompiuto, in quanto si ipotizza un progetto originario in XVIII libri,
parallelo alle dimensioni degl’annales d’ENNIO. La tomba di Virgilio al
chiaro di luna, con S., dipinto di Wright. I Punica sono la più lunga epica romana
che ci sia pervenuto. Racconta la guerra punica dalla spedizione d’Annibale in
Spagna al trionfo di SCIPIONE dopo Zama. La disposizione annalistica
testimonia la sua volontà di ricollegarsi alla III decade di LIVIO, ne recupera
la cornice architettonica del modello. Colloca dopo il proemio il ritratto di
Annibale e chiude, come LIVIO, con l'immagine del trionfo di Scipione. I Punica
è concepita quale continuazione ed esplicazione dell’Eneide virgiliana. La
guerra d’Annibale è, di fatto, vista come la continuazione di Virgilio,
originata dalla maledizione di Didone contro ENEA, mentre dal poema virgiliano
S. restaura la funzione strutturale dell'apparato mitologico, anche se lo
stravolgimento anti-frastico della provvidenza virgiliana è sostituito da un'EPOPEA
dal finale rassicurante. PLINIO ha delle riserve sulle capacità di S., lo
ritiene più antiquario che artista per il suo gusto per le ricostruzioni
minuziose. Lo stile sembra influenzato dal gusto del tempo:
"barocco", scene macabre unite al modello epico mitologico, con BANALI
RIFLESSIONI ETICHE. L'opera, comunque, risulta frammentaria, poiché dà più
importanza ai particolari piuttosto che non all'unità dell'opera stessa.
Quindi, lo scritto di S. è importante soprattutto per la quantità di
informazioni storiche e mitologiche piuttosto che per la sua poesia. S. in
Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. S., in Treccani.it –
Enciclopedie, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. S., su Sapere.it, De
Agostini. Pollidori - Postilla a S., su gionni altervista.org. Giarratano, S.
in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Epist.
III, 7. Patavino: cittadino di Padova (dal latino Patăvium, nome della città di
Padova. Marziale. Vinchesi, Introduzione, in Le guerre puniche, BUR, Milano, Occioni,
S. e il suo poema, Firenze, Monnier, Vinchesi, Introduzione, in Le guerre
puniche, BUR, Milano. S. su Treccani – Enciclopedie, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana. Giarratano, S. Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana, S. su sapere.it, Agostini. S., Enciclopedia Britannica, Encyclopædia
Britannica. Silio Italico, su ALCUIN, Ratisbona. S., su Musisque Deoque; S. su
PHI Latin Texts, Packard Humanities Institute. S., open MLOL, Horizons Unlimited, S., Open
Library, Internet Archive. S. su
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Avvocati romani Politici romani, Poeti, Consoli imperiali romani. S. has a career in politics
before retiring to his villa near Napoli where he pursues his interests in
philosophy. He is a follower of the Porch, and admired by Pliny Minore. S. is
a philosopher of the Porch.. S. adopts
Virgil's basic concept of seeing in the Punic War a fateful step on the road to
Rome's greatness, pre-ordained and hence supported by the divine. In his epic,
however, S. goes further than Virgilio had done in trying to illustrate how the
actions of the great Romans of the period, such as Marcellus or Scipione -
reveal that harmony between pre-destination and CHOICE which is demanded by the
philosophy of IL PORTICO. Romans like Marcello or Scipione remain loyal to the
ancient values of Rome, which are unknown (and naturally totally foreign) to
the antagonist Hannibal. S. shows both Scipione and Hannibal as trying to
emulate ERCOLE, that hero whom philosophers from both IL PORTICO and IL CINARGO
present as the archetype of a man whose unceasing endeavour and striving make
him able to attain perfection through his own efforts. The Roman ERCOLE is,
moreover, an important figure in popular religion and in Flavian principate
ideology. In S.’s epic only one of the two claimants is Hercules’s legitimate
successor: Scipione, whose individual striving for perfection is sub-ordinate
to the summum bonum (OPTIMVM) of serving Rome, and thus in harmony with the
universal order in which Rome has its divinely given place. By applying the
doctrine of fate of IL PORTICO to explain the tradition of Rome's heroic past
with its many Republican memories S. establishes a meaningtul connection
between that tradition and the state of the principate in which he himself lives.
S.’s aim is to prove that a classicising frame of mind with its orientation
towards the legendary past of Rome leads to an affirmation, instead of a
rejection, of contemporary reality. Tiberio
Cazio Asconio Silio Italico. Keywords: SCIPIONE, l’eroe nudo. Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Silio, and the labours of Ercole” – per il gruppo di gioco
di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library. Silio.
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