SCUPOLI
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Scupoli: la ragione
conversazionale della lotta coll’angelo – la lotta dell’angelo e il demonio – filosofia
pugliese 00 filosofia italiana – Luigi Speranza (Otranto).
Filosofo italiano. Otranto, Taranto, Puglia. Very important Italian
philosopher. Entra nell'ordine dei teatini per ricevere gli ordini sacri.
Discepolo di Avellino, appartenente al suo stesso ordine. Risale l'accusa di
violazione della regola, per cui èarrestato per un anno e sospeso a divinis.
Per la sua assoluzione dove attendere quasi la morte. Intanto, sopporta
l'ingiusta accusa e la pena conseguente con umiltà e umanità. Il combattimento
spirituale. Con l’orazione porrai la spada in mano al divino, perché combatta e
vinca per te. La preghiera è dunque l’arma di tutte le vittorie. Essa è la
debolezza del divino e la forza dell’uomo perché il cuore del Padre non sa
negare nulla di buono ai suoi figli. “Il combattimento spirituale – I V mezzi
per raggiungere la perfezione” è un trattato di strategia spirituale che
conduce l'uomo alla perfezione. Scupoli indica *cinque* mezzi per raggiungere
la perfezione spirituale: sfiducia in sé, pienissima confidenza in Dio,
combattimento e uso metodico delle facoltà per correggere i propri difetti,
quindi per trionfare del demonio e per conquistare le virtù. Preghiera e
meditazione. Comunione. Spiritualità. IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE DEL
VENERABILE PADRE D. LORENZO S. Cherìco regolare Teatino, ri dotto in dieci
Giorni DI ESERCIZI SPIRITUALI, Con un Accademia propria per ben eferci tarfi in
quejlo Combattimento e per raccogliere da vanni Tevernini 'AUTnfegna della
Provvidenza. Con Utenza de Superiori) e Privilegio. pref azion e ( vita
fìgnabat i e quefio è il primo aVvcrtìniento che vi reco, Non bifogna poi f affare
precipitofamente da ut ali altra confi der azióne 5 ma fà duopo. anzi di
fermarfi con profonda e feria meditazione y affine di dar loro tempo.£ Operare
fecondo la loro virtù 5 imperciocché al dire di Seneca : nihil tairi utile
eft,quod irt ttahfitu profìt ) e vuòl direi non v effe co fa 3 per utile eh
ella fai la quale giovi prefa di fuga. Sopra tutto fa di mefieri, che a tutto
vofiro potere procuriate 'dì p affare dalla meditazione Alla pràtica
imperciocché febbene quejli efercizf compofti fieno di diverfe confi der azioni
? con tutto ciò non le chiamo meditazioni ma efercizj 5 indifpénfabil co fa
offendo per apprc fittarfene di pajfare dalla confi derazione all azione i Io
confiderò i prefenti bi fogni dell 3 Anime j e f apèndo molto bene 9 che molti
valenti Uomini prima di me hanno faticato non poco a vAnt aggio dell intelletto
y e che quefta parte intellettuale ha con thè pienamente foddisfarfi nel
conofeìmento della verità in un prejf oche infinito numero di libri Afeetici ?
di cui è pieno it Wn doj by Googli do, rivolgo le mie maggiori premure filli,
'volontà, come fili fi piu debole, e, qu finti -fo e pojfio 3 fipprejlo i
mezzi, per int ertenere quefifi potenza, incoft finte tra, i confini del fiuo
dovere. procuro eziandio di premunirla contro le fialfie apparenze di atte-,
gli oggetti, che pojfono -fidarla, ed impegnarla, nel pernizìofio freg iamento
di fine pafifioni : fi qurfio fiine iftrurfco e difipongò coloro che
[combattono in fiegreto, per far foro conoficere gli àrtìfizj del Demonio j fi
perchè fiappiano la maniera, con cui trioni fare con una genero fia refifienza
: Li portà. go finalmente in iftato di combàtterà coli perfieveranzfi contro le
pfijfionì della Ipr anima,, e contro gli abiti cattivi 5 è le mài v aggi e
inclinazioni della lor carne : impèri ciocche, fiebbenè ora fi àno ’efienti
dall oh .bligo di fieguitare Gesù Crifto nel combatti i mento di fina pajfiìone
efiponendoci alla, morte per amore di luì, noti poffi amo pera difipenfiarci
dal dovere, che abbiamo, di refi fiere ed opporci ai vìzj ed alle tentai zioni,
e di fiaticare e di combattere come in uno Spirituale arringo per fiotto
mettere il corpo aliò fipirìto, è per rendere la nofir Anima interamente
fioggetta a Dio., La ritiratezza, e lo fiudio dì fie mede-, fiimo ejfiendò ì più
fiicuri ripari, di cui u: fiar pojjìdmo per sì genero fia imprefia, mi à tu r
lufnigc, mio tarò lettori che approverete 1 ti mto p enfi ero, dì recare al
Pubblico alcune regole, che la lur.ga pratica, ed applicazione a quefio
eccellente libro delCombattimento Spirituale mi hanno fatto conofeere
infallibili, e neCeffarìe e primi Secoli della Chiefa, ne quali tutti i
Principi erano giurati nemici d’ una Pei igiene ancor bambina, e le loro armi
impiegavano in perfeguìtarla, era duopo rinforzare il coraggio de fedeli,
fortificare in loro ccflanza, raffrenare il loro zelo y W infiammare il fervore
della lor divo%Jcne, perchè intrepidi fofieneffero e la profonda de manigoldi,
e tutti qué ' più cra' deli tormenti, a cui di fov ente erano efpoftì k Ma d
perche quelle perfecuzìoni fono del tutto [vanite, da che la Religione fa'ita
in trono ivi regna gloriofa e trionfando ove Ora più vìlìpefa e combattuta, ci
'ritroviamo eftcfiì ad altre battaglie, per le quali non cì fono meno necejfarj
la cofi anz a, il zelo, ed ri fervore de’ primitivi Cripti ani, In luogo di que
nemici at ferrati e dij frutti, altri ne fono infortì in Apparenza meno
crudeli, ma in verità più fieri e pcnoizJefì. Li fedeli d aliar a f off rivano
delie violenze efieriori, ma godevano bei loro interno una vera pare', ogni
cofa xkc e cirxemav} era in tumulto, e loro mi t Zìi . JJÌ ! CV f wì :;w i w
(.'iJ c:r l li! i r jn tcÀ & r r& rii', J -tfl -ÌP! né a ' fi f minacci
Ava, il totale eccidio 2 g-4 tumulti e mi ?icic de non -penetravano fino alla
loro anima 5 rie tampoco erano capaci di perturbare quel dolce ripofo 3 dì cui
godevano dentro di fe me defimi Lì Fedeli del noftro tempo per lo contrario
godono la pace efieriore, ed Ogni eflrinfèco obietto loro non dimofira e
promette che profperità, è ripofo } ma fojfrono la guerra interiore il loro
nemico più crudele è dentro di lor 7 riedefi mi 3 v nel fondo del loro cuore
fen tono turbolenze e tontrafti ajfaì pia gagliardi e Ciiideli di quanti ne
pròv afferò i primitivi fedeli nelle loro pérf edizioni 5 di maniera che ben
può dìrfi con verità che ia Chic fa per fegui tata era piu felice della Chìef a
regnante ) che le adunanze 3 che allora fi facevano nelle Caverne e di notte 3
recavano affai pili di coniazione dì quelle 3 che ora fi fanno a chiaro giorno
} e nella magnificenza e fplendore delle nofire Chìefe j chéìl filentio dì
quelle ìftforideva tiel loro fpirito maggior gioa e ùofiénte', di quello noi
ricaviamo dalle noftrpffiìufiche piu feelte ed eccellenti; c finalmente js che
i F afiori di que tempi erano béri fir t gl or lofi. 3 perchè non aveano altro
lno& 0Vr pafeere 3 e comuni carfi , ’ (fre'im fuor che le Catacombe, e lì
Sepolcri y dì quello fieno i P afiori d‘ oggidì per la ma 3 f gnì-, gnificenza
dei loro Palazzi y e per é vantaggiofe j per lo contrario la profperità di cui
noi godiamo, ci nuoce Egli è certo che de 3 fedeli affai meno ne andarono
allora eternamente perduti fotto le calamità che foffrivano y di quello \ora ne
pèrifcano in mezzo alle felicita i che pojfegonò l \ 15 a tutto ciò voi ben
vedete, 0 caro Let. tore i che le Jlràde più agevoli e piane non fono fempre le
più fi cure, e che Ì Anima j che prende à feguìtarle s diviene per lo piti si
negligente, e difàttent a nel fuo camminò i che fi pone ad epui dente rifilò dì
per derfi t Vi fono dellé calme pernizìofe e danHcvolii e delle paci f
vantaggiofe ed infelir ci; Quella Roma,' che fi mantenni glorìof a finoche ebbe
nemici firdnieri da combatterti tofloche tutti li ebbe' foggiogati e vìnti i fi
diftrujfe da f e me defi ma nella tal ha dèlia pace, e nel godi mento di fue
yittoriè : èd in fatti uvò de fuoi Cittadini 9 che ben di lontano vedeva il
principio dèlia fna dìfiruzìòne, così la deplorava : Et patimur longx pacis
mala, lvior irmis.. Allorché la corruzione d 3 una lunga cairn a y e d 3 Una
piu foda e cofani e profferirà c a fi 1 l C afflile per jedtirci, potremmo dire
lo fi e ffo ì ma ciò non ballerebbe per garantirci dal danno j fa di me fieri
difenderci con coraggio, e refifiere alla forza di quefie la-, fìnghiere
tentazioni 3 e quando non lo poffi amo fave per le vie ordinarie, e che il
mondo con foverchìa forza ci fi opponga, è duopo al lontanar ferie, e cercare
la nofirS fi carezza nella foli tu dine, e nel facro ritjip&in una piccola
Celiai Un Gabinetto, uri Oratorio poffono effer di afilo a coloro; che fappiano
fervirfene a tempo e a dovere, facendo loro gufare le dolcezze degl interni
raccoglimenti e le fante confolazionì delle rìfieffiohì fegrete Egli è ben
convenevole e dover ofo a coloro, che combattono nel Mondo per la lor perfezione
ed eterna f alate, £ allontanaci per qualche intervallo di tempo dal campo, ove
hanno tanto da combattere. Una ndvé fenza refpiro e interruzione efpofla ai
flutti del mare, ed agitata dà continue temp'efie y vìfi bilmente fi rompe] e
affonda in poco tempo. Fa duopo perciò di quando in quando nafeonderfi in una
tranquilla e piacevole folìtudine, e fottrarfi dal tumulto p dai rumori del
Pdondo affine di rifarcufi dai danni f off erti nelle efrinfeche occupazioni, e
nelle contefe che occorrono nel commercio; e nella converfazìone degli Uo à 6
mi ' ìnmi Per la qual cofa, mio caro Lettore ho ricavati e ordinati quefii
efercìzj, ed ho rif aiuto ài dare al pubblico quefle tfiruz.ioni, avvegnaché io
fappia, eh 4 effe fa fatino inutili alla maggior patte degli Uomini 3 e che ben
pòchi faranno coloro che vogliano leggere precetti y che non votreb bero
praticare A quejii tali pero non è indjfiitta la mia fatica Per pf altri io m '
ilecerto 5 che avranno del piacere, da ciò, che a fcrivere ìntraptendo c che faranno
ben foddis fatti e contenti del mìo di fogno. di fvelare i mifieri del loro
ritiro 3 e rolleranno affai conflati 3 perchè io addirti tl Colorò, che
brameranno d cJJ ere del loro partito ì ì metzi pòr btn condurft falla rnedefma
firada della perfezióne, in chi già eglino fi fono felicemente incamminati
Quelli che vorranno effere di quefio numero eletto } potranno fervìrfi di
quefii efer cìzj y e u farne in tre differènti maniere y per il ritiro, per le
confertrtzé, c per la femplice lettura. Se per lo ritiro 5 converrà, che
offervìno conef atezza ciò, che ho accennato nella introduzione. Se bramano di
fare delle conferenze } ne offervìno il metodo nell Accademia del Combattimento
Spirituale, che a quefio fine ho efpofla e collocata al fine di quefii efercìzj
Se poi fono contenti della femplice lezione 5 ne . po i . pottakno ' ancor S
incogliere abbohdevol pròfìtto, fempre che mandino ad effetto il con figliò.di
Seneca tefè accennato, impercioc che per cavar frutto dalle if razioni, che fi
contengono Ih quefo libro, bafla cb nofcerle e intenderle ma è duopo altresì di
fentirle e gufarle, perchè paffino dalla mente al cuore, poffederla altret
tanto colla volontà, colf amore 5 con C operai quanto con la cognizione
eRaziocinio, Prego ifl antemente noflro Signor Gesù Criflo, (? mentre, w0 ftro
Lettore, andarete leggendo alcune di quefe ifiruzionì j egli ve ne faccia
conofcere nel fondo della vofir Anima la importanza e neceffithi e vi riempia
della fua grazia per tfeguirle, acciò vi rendiate capace di godere nel còrfo df
una coflantè perfeveranza quelle dolcezze, che fogli ono gufare tutti coloro y
che fanno ogni sforzo per ac qui far le virtudi fino al pieno lor cumulo, ed al
poffedimentó dell immortale Corona Quamvis in hac vita ftrenue dirnicemus et
adjuvante Domina caterva fioftium, quibus cireumfundimur } profternamus; tameng
ab iis nolumus vinci 5 numquam pugnare defìnamus, nec vincentes fecuros faciant
viriìiter defudata jam praelìa fed magis follicitent adverfariorum rediviva
certamina 3 ac fit. ' fit quia fecundum Scriptum Sacra? fermonem tota humaha
vita tentatio eft fuper terram tunc eft, tentatio.finienda, quando finitur et
pugna et tunc eft fìniénda pugna quando poft hanp vitani fuccédit pugna? fecura
vigoria. ,.. ' |, - 1 ' J' y Pomerius libi i. de Vita Contemplato capi i. apud
Di Profperum. „ IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE Ridotto in Efcrciz j : i,
INTRODUZIONE Della Utilità di quejli 'Efercìzj, e delle partì che li compongono
Non sì torto Papa Eugenio fu innalzato a quella fuprema dignità ì la quale con
le medemrie .chiavi 3 che gli affida del Regno de Cieli 3 gli apre qui in Terra
la porta a mille guife di follecitudini che il divoto S. Bernardo prefe in mano
là penila per rapprefentargli T obbligo indifpenfabile che gli correva) di ftar
bene avvertito perchè con un foverchio attacco e follecitudine per le cole
efteriori, non veniffe a perdere quanto di grazia) e di virtù fi era acquiftato
negli anni di fuà Monadica folitudine. Ricordatevi ), gli diceva quèfto Santo
Uomo nei belliffimi libri della Cohfiderazioney che a quefto fine ci fcrifle, e
ad erto ha indirizzato, ricordatevi di ritornare in voi ftefib, io non dico già
fem 1 IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE DEL VENERABILE PADRE S. ' y J V. Cherico
Regolare Teatino, Ridotto in dieci Giorni DI ESERCIZI SPIRITUALI, Con un
Accademia fratria per ben efercì tarfì ìn yiieflo Combattimento, e per
raccogliere da eueJH Efercìzj abbonda voi profitto, Opaja trafportata dalla
Lingua Francefe ja|ta|®liana da un Sacerdote de' Regolari Teatini, f-; S Y:ii
FgapZIA, MDCCL VI., pèlpovanni Tevernini 'AUTnfegna della Provvidenza. Con
Licenza de Superiori, e Privilegio prhf az io n e I vita fìgnabat : e quejlo è
il primo aVvértìriiento che vi recO i Non bifogna poi pajfare precipìtofamente
da tifica all altra confi der azióne ma fd duopo. anzi di fermar fi con
profonda e feria meditazione i affine di dar loro tempo d? Operare fecondo la
loro virtù j imperciocché al dire di Seneca : nihil tarli utile eft,quod in
ttahfitu profili e vuòl direi non v effer coffa, per utile cW ella fai la quale
giovi prefa di fuga. Sopra tutto fa di mefieri) che a tutto voftro potere
procuriate di pajfare dalla meditazione alla pràtica imperciocché febbene
quejli efercizp cùmpo fi fieno di diverfe confi Aerazioni) con tutto ciò non le
chiamo meditazionima efercizj) indìfpénfabil coffa effendo per approfittar fene
di pajfare dalla confi der azione all azione i lo confiderò i prefenti bifogni
dell Anime $ e f apendo molto bene 9 che molti valenti Uomini prima di me hanno
‘ faticato non poco a vantaggio dell’ intelletto) e chè quejla pdrte
intellettuale ha con thè pienamente foddisfarfi nel conofiimento della verità
in un prejfoché infinito numero di libri Afeeticidi cui è pieno il MPn do 3 I
do 5 rivolgo ìe mie maggiori premure allk, volontà come alla piu debole 3 e 5
quanti fo e pojfo 3 apprefto i mezzi ? per int ertenere quegl a potenza
incollante tra i confini del fuo dovere: procuro eziandio di premunirla contro
le [alfe apparenze di quegli oggetti 3 che pojfono fidarla 3 ed impegnarla nel
pernìzìofo regolamento di fu, e paglioni : à qurjlo fine iftruifco e dif pongo
coloro che combattono in fegreto 3 por far loro conofcere gli cèrtìfizj del
Demonio i fi perchè appiano la maniera 3 con cui. trioni fare con una genero fa
refìfienza : Li ponà. -go fintamente in iftato di combàttere coti perfiveranza
contro le paggi onì della lor anima 3. e contro gli abiti cattivi y.'e le mài
vdggie inclinazioni della lor carne : impèri ciocché 3 [ebbene ora fiàno è
finti dall bit . bligo di figuitare Gesù Grifo nel combàtti . mento di fuà p a
fifone 3 efponendoci all à morte per amore 'da luì 3 noti fogfi amo pera,
difipenfarcì dal dovere 3 che abbiamo 3 di refifiere ed opporci ai vìzj ei alle
tentarioni 3 e di faticare e di combattere come ! in uno fpirituàle arringo per
fittomettere il corpo allo Spirito 3 e per rendere la nofif Anima interamente
Soggetta a Dio., La ritiratezza 3 e lo fiudio dì fe medefimo ejfendò i più fi
curi ripari 3 di cui u far 'pofitàmo per sì generofa imprefa 3 mi % tu ; iu
fingo, mìo e Arò Lettore che approverete il mio p enfierò, di recare al
Pubblico alcune regole, che la lunga pratica, ed applicatone a quefio
eccellente libro del Com battimento Spirituale mi hanno fatto cono fcere
infallibili, e neCeffarie Ne primi Secoli della Ghie fa,ne quali tutti i
Principi erano giurati nemici d’ una Religione ancor bambina, e le loro armi
impiegavano in perfieguìtarla, era duopo rinforzare il coraggio de fedeli,
fortificare 4 A loro cofianza, raffrenare il loro zelo d infiammare il fervore
della lor divo gioite 3 perche intrepidi fofleneffero e la presenza de
manigoldi, e tutti que più crudeli tormenti, acni di f avente erano efipofii Ma
dapoichè quefte perfecuzioni fono del tutto fu ani te, da che la Religione
fallita in trono ivi regna gtorìofa e trionfa te ove èra più vìlìpefa e
combattuta, ci 'ritroviamo efpofli ad altre battaglie, per le quali non ci fono
meno neceff'arj la cofi anz a 3 il Zelo, ed H fervore d'e prìmìti' vi
Crìfliani. In luogo di que nemici at 1 ferrati e di frutti, altri ne fono
inforti in Apparenza meno crudeli, ma in verità più fieri e pernìzìofì i Li
fedeli d allora foffri 'vano delle violenze efieriori, ma godevano Viel loro
interno una vera pare j ogni cofa the li circondava, era in tumulto, e loto i r
1 ) minacciava il totale eccidio ma tutti qu tumulti e min-acci e non
penetravano fino alla loro anima ne tampoco erano capaci di perturbare quel
dolce ripofo, di cui godevano dentro dì f e ni e defi mi Li Le deli del nofiro
tempo per lo contrario godono la pace efteriore ed Ogni eflrinfécO obietto loro
non dìmofira e promette che profperità è ripofo j ma foffrono t a guerra
interiore il loro nemico più Crudele è dentro di lor mede fi mi 3 v nel fondo
del loro cuòre ferirono turbolente e Contraili affai più gagliardi e ctudeli di
quanti ne prov afferò i primitivi fedeli nelle loro ptrfécUtioni j di maniera
che ben può dìrfi con verità 5 che ia Chiefa perfeguìtata era piu felice della
Chiefa regnante J che le adunanze 3 che allora fi facevano nelle Caverne e di
notte recavano affai piti di confolazìone di quelle j che ora fi fanno a chiaro
giorno 3 e nel-, la magnificenza e fplendore delle noflre Chiefe 3 che il
filentio di quelle ìpfpndeva nel loro fpirìto maggior gioja e òcigjnte, di
quello noi ricaviamo dalle nofirpf pìufiche piu feelte ed eccellenti } c
finalmente $ che i P afiorì di que tempi erano béri ptr t glori ofi 3 perchè
non aveano altro ove . puf cere e comunicar fi alla lor ' Greggia fuor che le
Catacombe, e li Sepolcri, dì quello fieno ì P afiorì d J oggidì per La ma' 3 5
gnì I gnificetiza dei loro Palazzi, e per la fab limita del loro Trono 5 Le
calamità 9 A cui eran eglino per ogni dove travagliati 9 erano ter loro utili,
é vantag giofe‘ y per lo contrario, la profferita di cui noi godi a. ino, ci
nuoce. Egli è certo, che de 3 fedeli affai meno ne andarono allora eternamente
perduti fitto le calamità che fojfrivano 9 di quello ora ne pèrìfcano in mezzo
alle felicità, che poffegonòi ' V . XSa tutto ciò voi ben. vedete, 0 caro Let-,
tore 3 che lèflrdde più agevoli e piane non fono femprè le più fi cure, e che £
Anima j che prende à feguìtarle, diviene per lo piti sì negligente, e dif
attenta nel fuó cammino, che fi póne ad elidente rifi co di per derfi. Vi fono
dellè calme pernizìofe e danncvolii e delle paci fvantaggiofe ed infelì' ci;
Quella Poma, che fi mantenné gloriofa finoche ebbe nemici ftrdnieri da
combatterti tofiochè tutti li ebbe' foggi ogati e vìnti, fi diftruffe da fe
medefima nella calma dèlia pace, e nel godimento di fue vìttoriè : èd in fatti
unò de 3 fuoi Cittadini, che ben di lontano vedeva il principio dèlia fua
dìftruzìóne, così la deplorava: -, Et patimur longr pacis mala, fvior armis.. ,
Allorché la corruzione d 3 una lunga calma, ed 3 Una piti fida e cofiante
profferita c afi f afflile per jedurci, potremmo dire lo fieffo ’, ma ciò non
baderebbe per garantirci dal danno; fa di meflieri difenderci con coraggio, e
refi fi ere alla forza di quefìe luRinghiere tentazioni ', e quando non lo poff
amo fare per le vie ordinarie, e che il mondo con foverchia forza ci fi
opponga, è duopò allontanar fene, e cercare la nofira fi carezza nella f olita
dine, e nel facro ri tjip&’in una piccola Celiai Un Gabinetto y un Oratorio
poffono effer di afilo ci coloro -; che fappiano fervirfene a tempo e a dovere,
facendo loro gufare le dolcezze degl interni raccoglimenti, e le fante confata
zioni delle rìfic fifoni fegrete Egli è ben convenevole e doverofo a coloro,
che combattono nel Mondo per la lor perfezione ed eterna f alate, d allontanar
fi per qualche intervallo di tempo dal campo, ove hanno tanto da combattere.
Una nave fenza refpiro e interruzione efpofla ai flutti del mare, ed agitata '
dà continue tempèfie 9 vifi bilmente fi rompere affonda in poco tempo. Fa duopo
perciò di quando in quando nafeonderft in una tranquilla e piacevole
folìtudine, e fottrarfi..dal tumulto p dai rumori del Adendo f affine di
rifarcirfi dai danni f offerti nelle eflrìnfeche occuparzioni, è nelle contefe,
che occorrono nel commercio? e nella convérf azione degli Uo a 6 mi 1 mìni Ver
la qual coa, mio caro Lettore ho ricavati e ordinati quefii eferciz j, ed ho
rifolutò di dare al pubblico quefie ìjiruzioni, avvegnaché io appi a, eh ' efe
a ' fanno inutili alla maggior patte degli Uomini, e che ben pòchi faranno
coloro che vogliano leggere precetti, che non votreb~ bero praticare A quefii
tali pero non è indiruta la mìa fatica Per gl' altri io m accerto j che avranno
del piacere, da ciò che a ferivate intraprendo, c che faranno ben f oddì sfatti
e contenti del mìo di fogno di velare i mi fi eri del loro ritiro, e
rèfileranno affai confai ati, perchè io addirti a Colorò, chè brameranno d '
ejfere del loro partito, ì metzi pùr bèn condurfi falla mede ma firada della
perfezióne, in chi già eglino fi fono felicemente ine ammirati. Quelli che
vorranno efiferé di quefio numero eletto 3 potranno fervirfi di quefii efer
cìzj, e u farne in tre digerenti maniere; per il ritiro, per le conferenze, e
per la femplice lettura. Se per lo ritiro, converrà, che offervìno conefatezza
ciò, che ho accennato nella introduzione. Se bramano di fare delle conferenze,
ne offervìno il metodo nell' Accademia del Combattimene to Spirituale, che a
quefio fine ho efipofia e collocata alfine di quefii efer cìzj. Se poi fono
contenti, della femplice lezione, ne by p potrahno 'ancóra raccògliere
àbbonàevol pròfitto j fempre che mandino ad effetto il con figliò di Seneca
teflè accennato, imperciocché per cavar frutto dalle i frazioni, che fi
contengono ih quefo libro, non bafta còno feerie e intenderle ma è duopo
altresì di fenttrle e gufarle, perché paffino dalla mente al cuore, affine di
poffcderla altrettanto colla volontà, coll amore, è con If opera j quanto con
la cognizione e lazi crànio, Prego ijl antemente noflro Signor Gesù Grifi o, eh
è nel mentre, Lettore, andar et e leggendo alcune di quefle i finizioni, egli
ve ne faccia conófcere nel fondo della voflr Anima la importanza e ne ceffi tà,
c vi riempia della fua grazia per ifeguirle, acciò vi rendiate capace di godere
nel còrfo d una cofani è perfeveranza quelle dolcezze 9 che foglìono gufare
tutti coloro y che fanno ogni sforzo per ac qui far le virtudi fino al pieno
lor cumulo, ed al poffedimento dell' immortale Corona. Quamvis in hac vita
Uremie dirrricemus, et adjuvante Domino caterva hoftium, quibus circumfundimur,
profternamus; tameng ab iis noliimus vinci? numquam pugnare definamus 3 nec
vincentes fecuros facìant viriliter defedata jam praelia, fed magis foilicitent
adveriariorum rediviva certamina ac it j ' fornii Pé? la qual cofa, mio tarò
Lettore, ho ricavati e ordinati quefii efer cìzj, ed ho rifolutù di dare al
pubblico quefle ìfiruztoni, avvegnaché io fappìa eh effe fa fanno inutili alla
maggior patte degli Uomini, e che ben pòchi faranno coloro che v vogliano
leggere precetti } che non vorrebbero prozie are A quefii tali pero non è in
ditti t a la mia fatica Per gl altri io rn ' Accerto ) che avranno del piacere,
dà ciò, che a fetivete intraprendo y c che faranno ben foddìs fatti e contenti
del niìo di fogno di fidare i mifieri del loro ritiro y e rè fileranno afifai
confai atl 3 perchè io addirti a Colorò y chè brameranno d efif ere del loro
partito y i mezzi pèr btn condurfi furia medefi ma firada della perfezióne, in
cui già eglino fi fono felicemente incamminati. Stuelli che vorranno efifere di
quefio numero eletto y potranno fervìrfi di quefii efer cìzj, e ufarne in tre
differènti maniere per il ritiro, per le conferìxtzé, e per la femplice lettura
Se per lo ritiro y converrà, che ojfervinò conefateZZa ciò, che ho accennato
nella introduzione Se bramano di fare delle conferenze y ne ojfervino il metodo
nell Accademia del Combattimento Spirituale, che a quefio fine ho efpofia e
collocata alfine di quefii efer cìzj. Se poi fono contenti. della femplice
lezione 3 ne po Ir pótruhno ancóra raccògliere abbondevol pròfitto, fempre che
mandino ad effetto il configliò di Seneca te fi è accennato, imperciocché per
cavar frutto dalle ifiruzioni, che fi contengono ih quefio libro, non bafia
Còno feerie e intenderle, ma é duopo altresì di fientirle e gufi arie, perchè p
affino dalla mente al cuore, affine di poffederla altrettanto colla volontà,
coll 3 amore, è con C opera, quanto con la cognizione e raziocinio Prego ifi
antemente nofiro Signor Gesù Crifio, che' nel mentre, mio caro Lettore andar et
e leggendo alcune di quefle ifiruzioni, egli ve ne faccia conofcere nel fondo
della vofir Anima la importanza e necejfità, e vi riempia della fua grazia per
efeguirle, acciò vi rendiate capace di godere nel còrfo di una cofiantè
perfeveranza quelle dolcezze, che foglìono gufare tutti coloro, che fanno ogni
sforzo per acquifiar le virtudi fino al pieno lor cumulo, ed al poffedimento
dell 3 immortale Corona. Quanivis in h ac vita ftrenue dimicemus, et adjuvante
Domino caterva hoftium, quibus circumfundimur, profternamiis; tamenfì ab iis
nolumus vinci, numquam pugnare defìnamus, nec vincente fecuros faciant viri
ìiter defedata jatn praelìa, fed magis foilicitent adveriariorum rediviva
certamina, ac e. . '.. .. f. ,, ' „ iity quia fecundum Scriptura® Sacra
fermonem tota huuiaiia. vita tentatio eft fupcr terram tunc eft.
tentatio.finìenda, quando finitur et pugna $ et tunc eft finiénda pugna quando
poft hanq vitairi fucccdit pugna fecura vigoria. r Pomerius lib. lì de Vita
Contemplato capi i. apud D.; Profperum. IL COMBATTIM ENTO SPIRITUALE Indotto in
Eferciz; : t n 1z.almeno qualche volta } abbiatevi preferite fra gli altri, o
fé volete dopo gli altri, non vi abbandonate interamente ne Tempre alla vita
attiva, ma ferbate fe non la maggiore, almeno la miglior porzione del volilo
tempo per meditare voi in voi fleflb. Il configlio che S. Bernardo recò, a
quello Santo Pontefice egli è quello medefimo, che immantinente avanzo a tutti
coloro, che nodrifcono qualche brama della perfezione. Io li' eforto di lafcrar
qualche volta le brighe degli affari, e dell efteriori occupazioni avvegnaché
buone e Sante, per attendere unicamente a fe medefimi con una efatta ricerca, e
con una feria ponderazione sì del loro interno, Come di tutte le cofe chè
poflono' giovare, è promuovere il loro fpiritnale avanzamento.'. ' Io so, che
non fi fono Veduti già mai, come al dì d'oggi tanti e tante, die afpirano alia'
perfezione; ma, oh verità lagrimevole ! non fi 'è veduto giammai sì fcarfo il
numero di quelli che vi arrivano. Il Mondo tutto fi pò-’ ne a calca in cammino
1, r ma ella' e cofaben degna di compalfione il ve% der r Digitile d.e¥ti£
ptìfclà ì diverti andamenti; gli. uni vanno troppo lentamente, gli altri per lo
contrario corrono a precipizio; quelli inciampano ad ogni palio, quelli fanno
delle cadute affai pericolofe e mortali é Vi fono di quelli ai quali manca ad
Ogni momento la lena ed il coraggio, e mólt altri camminano con tanta velocità
Che al vederli dirette, che fieno per compiete tutto 11 cammino nella prima
giornata. Non pochi vi fono che ritornano a dietro più di quello avanzino di
cammino, e quali tutti vi fi accingono fenza virtù e fcnZà condotta Sine virtù
t e et fine peritici ttrtis pugna. ( Judith. w 27. ) ( A dir tutto in una
parola; pochiffimi fono in quello cammino, i quali teiigo no fìtto lo fguardo
avanti di fc mede fimi per evitare i patti Cattivi 3 e le pietre d'inciampo. x
Se bramiamo di faper la Cagione di sì deplorabil difòrdine, batta che
afcoltiamo Ciò 3 che ce ne dice lo Spirito Santo per bocca de fuoi Proietti :
Lct Terrei è per ogni dove ridotta alt’ eftremtt defalcarne ( dice Geremia 12.
v. 14. ) perchè non vi è ornai più alcuno, che entri tome fi conviene in fc me
defimo e fi confideri. Qfea non c addita altra ragione I iella indignazione, e
della Colffera di Dio fopra gli uomini, fe non perchè eglino hahno sbandita
affatto dal Mondo la verità, e la feienza delle celedi cofe ( ofee 4; v. i,.)j
e prima di quelli due Profeti già il Savio avea dettò (. Prov. 31; v. 17 ), eh
egli era bendifficile di ritrovare nel Mondo perfohe y le quali attentamente
confideralfero la vera firada, che le potelfe condurle, alla vera lor. Cafa ed
abitazione, che altro non è, fe non quella del Paradifo., -... ? Uno dei più
opportuni j ed efficàei rìmedj i che fi fieno ritrovati ad un sì perni zioio di
Tordi ne, fi è quello, che in oggi è in grand’ufo non iolàiiiente negli Ordini
Regolari più beri accodi ma ti; rria ancora appreffo de’ Secolari, che nè
ricavario maravigliofò profitto parlo di quel ritiro, che fi fa uria ò due
vòlte Tanno, dando perlofpazio di dieci giorni in imaSanta folitudine; ove non
fi attende che ad unà feria conlideràziòne dello datò interiore in cui
ciafcheduno ritrovali, ed alla ricerti di tuttociò eh è neceljario pet fiflare
un fidema di vita, che lia aggradevole a Dio; Egli è quedò iritiro. ifi tui T
Animi confiderà femitas fomyi il u&y cì oè a dire, come lo fpiegai’Auchv
tote della Crlolla ordinaria y ceretti con on ! f c % entÌA lo flato fuo
interno j e tuttoeiii ciò che può condurla al Cielo perla ucftriada della
perfezione.. 1t tw A fùe ho delineati quefli E'? ereizj fopra le regole ed i
Precetti iodel Còmbattimento Spirituale: So molle to bene, che la maggior parte
dei Fen deli fi fervono di quelli di S.. Ignazio o Fondatore della Compagnia di
Gesù, d i quali hanno per questo effetto un' ef-. Acacia ammirabile, e dopo i
quali fem a bra del tutto inutile il proporne ài pubm blicò dei riuovi; In
fatti nòri può effer t che bene, il ferv ircene, avanti aliiieriò ; per una
voltai imperciocché iò li giu-, ; dico effìcaciflìmi per gittare nell’ anima .i
fondamenti più iòdi d’ima vera pietà 5 ma dopò mi dò a credere fi pollano ufarè
cori molto fruttò quelli, che ho cavati ( dal Combattimento Spirituale
racchiudendo elfi tutti i maggióri lecreti della vita Spirituale; Quelli di
S.Igriazio conducono F Anijna fino alla pratica, e le dannò gran fòrza per
intraprenderla; e quefli la iftruifeonò, è le fervono di guidà, e di fcorta
ficura. nella pratica medefima: Per laqiialcò-fa iò non li ho ftefl in formaci
riiedi; taziofie, ma a foggia d’Efèrdzj, t di Confidsrazione, che è quella
appuntò, i che SBernardo diftinguedallaContemplaziorte; quella, voglio direi
che fi ferve del raciocinio, e del difcotfo, e che è una applicazione, che
faTUomo i 1 della fua ménte per conofcere una verità Criftiana ragionandovi, e
decorrendovi foprl fida tanto, che io intelletto ne redi pienamente convinto e
la volontà determinata a fare, o a foftri re tuttocio, che polfa giovare al fuo
fpirituale avanzamento. Chiedo gran Santo ci aflìcura nulla elfcrvi
generalmente sì utile come queftà conlìderafcione, la quale con una certa
prevenzione piacevole e manfueta entra a parte della azione formando il difegno
delle cofe, e in qualche modo faceivdole prima di farle La confiderazione,
fegue egli addire, c ammirabile ne'fuoi effetti, efla purifica la fua forbente,
vale a dire, lo fpirito da cui proviene, modera gl 1 affetti, e corregge gli
ecceffi 3 raddolcifce i coftumi, e rende la vita vieppiù onefta, e regolata;
ella mette in buon’ ordine ciò che è confufo, riunifce ciò che è feparato, raduna
ciò che è difperfo, penetra le cofe più recondite e 1 nafcoSe conofcc le vere,
efamina le verofimili, e difcuopre le finte, e ingannatrici} ella è che
anticipatamente medita le cole prima di farle, e le rivede dopo che fon fatte,
di manierachè col di lei mezzo nulla vi rimane neirAnima, che non fia corretto,
fe duopo v’abbi; di correzione. Finalmente conchiude il S. Padre, che
Jaconfiderazione è la dittandone di tutti i vizj, e la Madre di tutte levirtudi
in un Ànima che vi attenda con perfeveranza; dal che chiaramente fi fcorge,
qual’q quanto grande fia il frutto, che fi può raccogliere da quelli Èfercizj.
Ciò però, che loro aggiunge ancora pili di autori tà e di pefo, fi è, che in
efiì contienfi il Combattine Spirituale con tutte lefue pratiche ed Finizioni,
che fono le più accertate, eie piu ficure per la vita Spirituale Il gloriofo S,
Francefilo di Saks ne fece Tempre tanto conto, che dir polliamo con verità,
ch'egli abbia da quelle pratiche ricavata quella fublime perfezione;, per cui
in oggi è venerato cotanto in tutto il Mondo, Io l'ho ridotto in Efercizj,
colici attaché prefuppongo, che onel facro ritiro, o fuori di lui nella Lettura
dei medefimi #oi ci eferciùamo collo Spirito, come fe ‘ fpf 4 foffimo nell
azione (letta, affinchè da ur tale efercizio palliamo pofcia con piu di
ficurezza e di facilità alla pratica. La Morale Criftiana affai più di quella d
Arittotelé tutta (la polla nell 1 azione, e la faenza delle Virtù non confitte
già nella fpeculaziorte, ma nella pratica. Tutti quelli Efercizj fono coìnpotti
di varie Confiderazioni, imperciocché io non li ho già formati, perchè fi
facciano in un Oratorio, o Ghiefa nella maniera, che vi fi fa una Meditazione,
ma perchè fieno praticati in piccola Cella, o in altro luogo folitariò, o
patteggiando, o fedendo per confiderarli più attentamente, per flirfi con
quello mezzo più famigliari le ittruzioni,e le verità,che vi fi contengono.
CiafchedunaConfiderazioneè feguitata dagli affetti, e da proponimenti
corrifpondenti, e adattati al (oggetto f imperciocchèin quello ritiro non
bifogna dar tutto alf Intelletto, e pafcerelui folo, ma fa duopo altresì, che
la vplontà fi eferciti co’fanti affetti, e che intraprenda gagliarde
rifoluzioni d’abbracciare, e di praticare quel bene, chef Intelletto le averà
difcoperto.. Dopo gli affetti, e le rifoluzioni vi ho pollo il Colloquio,
acciocché ficcome la grazia di Gesù Crifto ci è affolutamente accertarla per
operare il bene che ci faremo proporti cosi i noftri Efercizj non' fieno privi
del foccorfo dell' Orazione che fola può ottenercela. Quefta ragione medefima
mi ha obbligato di porre al principio diciafcuno eferciziol frazione
preparatoria, che ferve come di Preludio. Ella ajuta a raccoglierai ed a fare
le confiderazioni, che feguonocoirajuto delumi dello Spirito Santo. Al fine del
quarto Eiercizio di ciafcun giorno vi ho aggiónta uff offerta a line d
impegnarci più fortemente nello adempimento dei buoni proponimenti che avremo
fatti, non potendocene più difpenfare fenza una vergogno fa codardia, e vii-,
tà dopo d efferci offerti 3 Dio pronti per’ cfeguirli. v 1 Ed affinchè nulla
manchi a quelli, che vorranno utilmente fervidi di querti Efercizj 3 vi ho
inferito alfine di ciafcun giorno un ragionamento, clic può fervire per Eezione
Spirituale. Quelli dei primi fette giorni. fono come altrettanti var j f oc
corfiperincoraggire, edarci forza nella noltra debolezza, quelli dei tre ultimi
giorni ci fomminìftreranno e additterano le armi, che ci fono neceflarie in
quefto Spirituale Combattimento. Finalmente in fine di ciafcun giorno ho no
notato il frutto che il dee cavare dagli E' iercizj, che lo compongono, non che
io non fappia molto bene non poterli ciò determinare, sì perchè Iddio non
conduce tutte le anime per le medefime vie e della ftefla paniera, sì perchè le
interne difpodizioni non meno, che li bifogni c partii colari neceflìtà non
fono in tutti le medefilime 5 ma ciò ho fatto unicamente per accomodarmi ai
meno Spirituali, e loroinfegnare come debbano raccogliere i frutti, che
potranno ricavare da quelli Efercizj. yi farebbe ancora da fare un altra cofa,
cioè di notare le grazie, e i lumi, che lì ricéveranno, nel decorfo di quelli
Efercizj,. Ma di ciò non fe ne è potuto dare la norma, il perchè tralafcio di
farne parola, ballandomi per ultimo d avvertire quelli che vorranno
approfittarli di quelli Efercizj colle Conferenze, che olfer vino il Metodo,
che ne abbiamo preferito nell Accademia del Combattimento Spirituale, e quelli,
che s accontenteranno della femplice lettura, che li leggano attentamente, e
con intenzione di cavane, profitto, e Spirituale vantaggio, GIORNATA. Della
perfezione Crifiiana. Della guerra, che dobbiamo fare alle noltre paffioni, e
delle cofe, che ci fonp peceflarie in quella guerra. ESERCIZIO. In che
propriamente non confitte la Vita Spirituale, o perfezione Grifi ana% 1
ORAZIONE PREPARATORIA. Onetevi alla prefenzadiDio. Adoratelo profondamente.
Implorate T aflìftenza dello Spirito Santo dicendo il Veni Creator &c. Fate
un breve atto di Contrizione 3 un atto di Diffidenza di voi medefimi e di Confidenza
in Dio. Un Atto di contraria volontà a tutte le detrazioni, e a tutto ciò, che
fia per accadervi nell’Orazione, e che non verrà dallo Spìrito del Signore.
Accettate umilmente, e con piena raflegnazione tutto ciò, che di penofo sì al
corpo, come allo Spirito fi conv. A Pì a i 11 Combattimento Spirituale piacerà
il Signore di permettervi, o ' di darvi nell’Orazione, e unite la voglia
Orazione a quelle dì Gesù Crifto. L C Onfiderate, che la Vita Spirituale, o fia
la perfezione Oriftiana non confitte già in macerare il corpo con cilizj,
difcipline, vigilie, e digiuni; in recitare un gran numero d’ Orazioni vocali,
in fare lunghe Meditazioni, in afcoltare più Mefle, in vifitare le Chiefe, in
frequentare i Sacramenti 5 nè tampoco confitte nel filenzio, nella folitudine,
nel ritiro, e, per dir tutto in una parola, nell’ efatta ofifervanza della
difciplina regolare; imperciocché in tutte quelle cofe fi può cercar fe
medefimo, ed allontanarli dlja purezza dell’ intenzione, che è 1’ anima di
quella perfezione, e che può rendere tutte quelle cofe utili, ed aggradevoli a
Dio. Ringraziate Dio di quelli lumi, domandategli grazia d’ applicarvi a quelle
cofe citeriori con purezza d’ intenzione; proponete d’elìer umile, e collante
nella lor pratica, e di non ricercarvi giammai il voltro piacere,
efoddisfazione, ma unicamente il piacere di ., $ di Dìo, c T adempimento del di
lui fanto volere. Il Colloquio con voi medefimi, e col vollro buon Angelo
Cuftode. Efaininatevi come, e con qual fine avete elercitate quelle citeriori
mortificazioni fino al giorno d’oggi. Confondetevi avanti a Dio, è concertate
col voftro buon Angelo d’ rifarne piu lautamente in avvenire. CONSIDERAZIONE.
Considerate, che tlitte le cofe fopraccennate nella prima Oonfiderazione fono
buonilfime, e fante in fe IlelTe, e fono mezzi prò prillimi peraddeftrarci
nella vita fpi rituale, ed acquiltarci il vero fpirito della perfezione
Crilliana, purché ce ne ferviamo con moderazione, e con un retto fine., Elleno
giovano a coloro, che incov minciano a battere la Itrada della vita fpirituale,
fe ne fanno ufo contro la propria malizia, e per fortificarli contro le proprie
debolezze, ed infermità dello fpirito, e ve le adoprano come armi, con cui
diffenderfi. dagli affalti c fuperare le tentazioni decloro nemici. Servono
altresì a quelli, che giàfono innoltrati nella Pietà per acquilwre ‘ il c ì 4 7
Combattimento Spirituale jt vero Spirito della Criftiana Perfe- zione i
imperciocché s eglino caftigano il' loro corpo, lo fanno, perchè ha oìh fefo'
il Signore, e per tenerlo umiliato, e foggetto al fervizio di lui. Se menano
una vita Solitària, e olfervano un rigorofo ITlenzìo, ciò e per fuggire anche
le più rimote, e menome occafioni del peccato, e per converfare collo Spirito
in Cielo di maniera, cne pollano dire ancor elfi col primitivi Criftiani : La
noftra conver fazione, i notivi più graditi trattenimenti fono nel Cie lo. Ad
Philip. ?. v. 20. ) Se fono affi dui, ed iitancabili nel fervizio di Dio, e
nelle Opere di pietà, fe applicata all Orazione, ed alla Meditazione della
Vita, e Paflìone di Gesù Còllo, non è per le Spirituali dolcezze, che vi af
faporano, ma per meglio conolcere dall' una parte la propria malizia, ed
empietà, e dall altra la Bonta fovragrande, e la Mifericordia di Dio, per
infiammarli iempre piu nell amore di luì s per imparare ad odiare le lreM, e
per imitare noftro Signor Gesù Coito, e feguirne le. adorabili pedate con un
perfetto difpreggio di le medefmu, e con un efatta imitazione delle lue Viridi
Se finalmente frequentino ì Sacra ’ f, Sacramenti, è per unirli più
frettameli-' . te a Dio, e per ottenere ogni giorno nuove forze per fuperare fe
fteflì : in una parola elfi fanno tutte quelle cofe :on una grande purità d’
intenzione; :ioè a dire, Tempre le fanno per la alaggi or gloria di Dio e per adempiere
il di lui Tanto volere. Concepite una grande (lima di tutte 6 11 Comb finimento
Spirituale ih fe ftefle, fono di fovente occafiona di rovina, e molto piu de
peccati ffeffi palefi e manifefti, a tutti coloro y £he le rifguardano come il
fondamento della Criftiana perfezione, e delta vita fpì rituale : imperciocché,
ficcome eglino ad altro più non fi applicano, che alle medefime; cosi
agevolmente trafcurano il loro interno, e non li danno alcun penfiero di
vegliare come dovrebbonoinceflantemente fopra la loro Anima. Quindi veggiamo,
che in vece di raffrenare, e mortificare le lorò palfioni, s’ abbandonano alle
loro naturali inclinazioni, e riempionfi di mille illufioni. E allora lo
fpirito maligno vergendoli fuori del retto e vero cammino della perfezione, non
folamente li lafcia continuare in qudK eiercizj elleriori con diletto, e
confolazione, ma ancora li inebria, e tt'ttt: li affoga, fecondo la vanità
decloro penfamenti, nelle delizie d’unParadifò immaginario, di maniera, che
fono tal volta coftóro creduti, e venerati come perfone fregiate de’ doni, e
grazie ftra-ordinarie, benché ciò, che in effi di più maravigliofo rifplende,
non fiaper ì ordinario, che un’ effetto del loro amor propKo, ed una illufione
dpi De T r ino I JD el P. Scupolt. 7 monio, il quale trasformali in Angela di
luce per farli cadere con altrettanto lor danno, quanto più alto nella
perfezione eglino li danno a credere d 1 efler faliti. Umiliatevi alla prefenza
di Dio Ponderate il biiogno, che avete della grazia dello Spirito Santo per
conoicere le illulìoni dello Spirito maligno Domandate a Dio una profonda
umiltà. AlTodatevi in una lineerà diffidenza di voi medefimi, e in una perfetta
confidenza in Dio. Il Colloquio. Efponetfe al voflro Angelo Ctftode il buon
defiderio, che avete di fervile a Dio, ed afpirare alla perfezione, e
pregatelo, che vi guardi ne’voftri fpi rituali efercizj dagli inganni, ed
illulìoni del Demonio. Considerate, che coloro i quali ripongono principalmente
in quelle cofe citeriori lo fiato perfetta dell uomo fpirituale, hanno
d'ordinario delie imperfezioni incompatibili collo Spirito del Signore; eglino
hanno rocchio della mente offufeato, e confederando le pròprie operazioni s'
attribuifeono delle virtù che non hanno, lo che li A4 rcn $ Il Combattimento Spirituale
rende temerari, e fuperbi. Quindi nodrifcono foverchia ftima di fe e 4 poco, o
nulla apprezzano gli altri, e condannano le loro azioni con incredibile
temerità, e vogliono effiere a loro preferiti in tutte le cofe. Eglino, fono
altresì fuor di mifura amanti di fe medefimi j e fopra tutto della propria ri-,
putazione, di cui fono sì gelofi, che fe niente niente li toccale in ella,
conturbane e s'adirano all' eccello. Eglino fanno fempre loflelfo, per quanto
fi procuri, e fi finga di volerli divertire da' loro foliti efcrcizj j in una
parola fono oltre modo attaccati, e idolatri del proprio giudizio, e della
propria volontà, ed eforbitantemente affezionati a’ loro fenfi, ed alle
creature; e. avvegnaché eternamente raflenvfcrino umili, e modelli, nodrifeono
però irn fegreto orgoglio dentro dì fe, il' quale anche di troppo fi appalef
nelle oCcafioni. Il perchè certifiìma cofà è, che le loro divozioni danno loro
piu forti fpinte alla rovina di quello farebbono i più enormi peccati z
conciofiaccbè un peccatore, che per tale fi riconolce, più facilmente fi
coaverte, e ritorna al ben fare di quello r.che è occulto,, e coperto dal velo
del-, . $, le virtù apparenti, che Io fanno pre fumere vanamente di fe defio.
Deplorate la cecità di quede povere. Anime 5 e lo fiato pericolofo, in cui fon.
Ponderate quanto tutte quede k imperfezioni fieno odiofe a Dio, e che nafeono
da un interno fec reto orgoglio; abbiatele in orrore, e concepite un fanto
amore per Y umiltà, che fola pub garanti rvene, e fenza di cui non vi pub efifere
vera, e fodi virtù. Il Colloquio con nodro Signor Gesù Grido. Domandategli T
umiltà del cuore; pregatelo, eh 3 ] egli ve la -infogni, giacché fembra fiali
rifervato di ond’ è, che per guarire quede anime sì cieche, e aifao pure
lafcia, eh' elleno cada A S n lo II Combattimento Spirituale 0 nelle infamie, e
che fieno efporte ad orribili tentazioni; e, ciò che ancor più è da temerli, e
che ci debbe fare adorare gl’ imperfcrutabili giudizj di Dio, fi è, ch’egli
permette talvolta, ch’elleno cadano in enormi peccati 5 lo che è un rimedio ben
eftremo, poiché Dio rerta offefo nel fuo onore e fi può dire, eh’ ei fi lafcia
crocifiggere di bel nuovo per falvare quelle povere anime, e farle ravvedere
dell accecamento, in cui fono. ; Concepite un fanto timor di Dio con la
confiderazione di quelli fpavente voli caftighi, e fopra tutto alla
ponderazione del più terribile d’ ogni, altro, qual è l’ abbandonamelo a noi
medelimi, ed alle noftre fregolate paflioni, e di fovente al funefto precipizio
ite più enormi peccati. Domandate a Dio, che vi dia piu torto ogn’ altro
cartigo, che quello. Proponete di gittarei fondamenti d’una profonda umiltà per
evitare gli uni, e gK altri. Chiedete aì Signore la grazia di fervido in
femplicità di etiore. ' Il Colloquio con nortro Signor Gesù Córto come il
precedeste. ESER , t ESERCIZIO in che propriamente confi fi a la Vita
Spirituale, o la perfezione Crtfiiana., E Orazione preparatoria come la
precedente. e la ragione a Dio... '. ( Rapporto al noftró profumo ella ci
comanda d J amarlo come noi ftefli, di fervire con carità, e con amore a
coloro, che ci perfegiiitano, e ci fono ingrati, confiderandoli come Iftromènti
della volontà ' di Dio per farci crefeere nella perfezione, e per operare la
noftra eterna falute. E appunto nel I-J %ica e fedele efecuzione di tutte que
Ile cofe. Eccitatevi ad un lineerò pentimento, e concepite un’ardente brama
d’abbracciare quella perfezione, e di praticare fedelmente tutto ciò a cui ella
vi obbliga rapporto a Dio, a voi medefimi, e al v ollro profilino. Il Colloquio
con nollro Signor Gesù Crifto, chiedendogli la grazia di formare il fiftema del
voftro vivere full’ elempio, ch’egli vi ha dato nella pratica di tutte quelle
virtudi. Di inoltrategli un’ardente brama di volerlo Imitare , v Confìderate,
che acciò tutte quelle cofe iervino a renderci veramente Spirituali, fa di
meltieri, che le facciamo, non per qualche nollro utile o particolare foddis
fazione, ma femplicemente per la maggior gloria di Dio, e perchè tale è il fuo
divin beneplacito, fenza fare giammai alcuna riflellione fopra il nollro
interelfe, o piacere. Concepite un gran delìderio di quella purità
d’intenzione, in cui tutta la fedeltà d’ un’Anima Santa principalmente Uà
polla. Arroflìtevi di prelentarvC a Dio? fe in yqì non rifcontrate quella 14 11
Combattimento Spirituale fta fedeltà, feriza di cui non pottte comparire al fuo
divino coSpetto, Se non colla taccia d 1 una infonribile temerità. i Il
Colloquio col voflro buon Angelo Cuftode. Trattate con elfo lui della purità, o
piu tolto della impurità delle Voftre intenzioni. Regolatevi a nor. ma della di
lui fedeltà, che vi puòeffere dTin Efempio ben raro, e degno d’ edere imitato..
‘ HI. C onfederate, che tutte quelle prari' che devono edere appoggiate ad una
ferma risoluzione, che dobbiam fare di non rallentarli giammai ne’ noftri
Efercizjj mifurando tutto il noftfo Spirituale profitto colla fermezza di
quello buon proponimento, riputandoci più, o meno inoltrati a milura, che
troveremo in noi maggiore, o minore, 1 più debole, o piu forte, e collante
quella risoluzione. Quello fermo proponimento è quello che forma i Santi qui in
terra, ficcome la perfeveranza lì corona in Cielo, e da efla dipende tutto il
noflro avanzamento nella Vita Spirituale. ' Eccitate in voi quella ferma
risoluzione T)el P. Scupolt. ' I f z?one si neceffaria. Stabilite fopra di Jei
tutta la condotta della voftra vita Ordinate a lei tutti i voftri Efercizj.
Chiedetela.al Signore con umiltà, e con perfeveranza. Frequentate a quello fine
i Sacramenti. Procurate di raccogli ere quello frutto dalle vólfre meditazioni,
dalle voffre lezioni Spirituali, e da tutti i voftri Efercizj. Stabilite quello
buon proponimento fopra una total diffidenza di voi medefimi, e fopra una
perfetta, e piena confidenza in Dio, il quale non vi negherà giammai il
foccorfo delle fue grazie par una cofa, che vi è cotanto necelfaria. Il
Colloquio con noftro Signor Gesù Grillo. Domandategli quella rifoluzione sì
importante, e generofa. Rapprefentategli là volita debolezza, e diffidando di
Voi ftefli, ponete tutta la voftra confidànza nell ajufo della fua grazia.
Considerate quanto sia vantaggiosa quella perfezione, che poc'anzi abbiamo
fpiegata: imperciocché calpestare, o fia mortificare, non folamente i noftri
fregolati appetiti, ma eziandio noftri menomi desideri ? egli è ben piu gradire
a Dio, che fe avendo delia coll nivenza per alcuno di erti, praticafliinor yoi
tutte le immaginabili àufterità e convertilfiino ancora un gran numerai d 3
anime 5 conciofiacchè,fe noi confide-' riamo quelle due cofe in fé llefife, fc
bene fia più gradevole a Dio la conP verfione dell’ Anime, che la
mortificazione de' noftri defiderj di quella, natura, di cui parliamo; vuole
nondimeno che prima curiamo noi medefimi, e li compiace piu di vederci occupati
in mortificare le noftre paflìoni, che fe lafciandofi Sedurre,
efignoreggiaredauna loia di effe, lo ierviffimo in qualch’altra cola della
maggiore importanza.: Concepite un àltiflima ili ma di quella perfezione, e di
tutte le cofe r in cui ella confitte. Eccitate in voi uit gran defiderio dì
applicarvici con grati, coraggio, e di anteporre a tutte lè cofe una sì Santa
imprefa. Offeritevi a Dio perciò.. Il Colloquio con Gesù Orlilo, e col vollro
buon Angelo. Conferite con loro il v offro diffegno. Chiedete per quefto affare
le grazie a quello amabililfimo Salvatore, e la fua affiftenza a que? Ila guida
fedele. 1 ’ ESER N i ìf ÈS ERCIZI'O T onde nafca in noi Iti netejfità. di
cèmbattere le nojlre pajfioni pergìngnere alla perfezione còlla pratica delle
Virtù ° 1 rhi da e(Ti‘ la pace j ne pofliamO tar con elfi la tregua lenza
efporfi al dannevole rifico d’una eterna fconhtta, e fe volendo fuggire il
Vizio e domare : le noftre paifioni ci trattiamo con qualche indulgenza, o le
ci accordiamo il godimento di qualche terreno piacere, ancorché nulla vi ih di
mortale, ma fedamente il peccato veniale, e leggero, non ci lufinghiamo, U p
ier. r radi Tempre più gagliarda e la vitto i a, incerta; per la qual cola
bifoena riiolerci di’ non perdonarla ad alcuno d, . 1 1 yioftrl appetiti, e di sforzarci
a fuperare tutti gli fregolati movimenti delle noflre palfionì. Conliderate,
che il noftro appetito fenlìtivo h il Teatro di quella guerra Spirituale, in
cui liamo impegnati pel corfo intero della noftra vita. In quello appetito
accadono le più frequenti battaglie, che abbiamo colle nollre paffioni; in
riguardo a lui accadono dei deboli lè cadute, e le vittorie deporti. Quello
appetito è come un campo chiufo, in cui liam rinterrati fin dal primo momento
del noltro nafcere,, e n’è imponìbile lo fcampo, e chi non è rifoluto di
validamente difenderli, infallibilmente vi rella vinto 5 di maniera, che non
Solamente fa di mellièri combattere, ma ancora o vincere, o morire per tempre,
attefochè f elìto di quelle battaglie non può elfere,che il trionfo, o la morte
eterna. Risolvetevi di fare di necelfità virtù veggendovi chiufo in un campo di
battaglia sì perigliolo, come quello deli appetito l'enlitivo. Eccitate dentro
di voi un gran coraggio, e urta generoia rifoluzione di foitenere con fortezza
quelle battaglie. Credete pure per certo che le difficoltà, che rad ombrano inm
1 2i il Combattimento Sptrìtftale ìnfuperabili, non fono credute tali fc non fe
dai codardi. Domandate a Dio il fuo amore, che vi farà trionfare con piacere di
tutt’ i vizj. Quella guerra è ben dolce, e foave, dice S. Pier Grifologo, nella
quale trionfiamo di tutt’i vizj colle fole forze d’amore. Il Colloquio con Dio,
alla di cui prefenza dovete combattere. Pregatelo ad efier fempre con voi nelle
voftre, battaglie, e tentazioni, affinchè nella di lui virtù poifiate riportare
altrettante vittorie, quanti faranno gli affalti, ed i combattimenti che
fofterrete. Delle cofe, che ci fono necejfurie in quefta guerra. V Orazione
preparatoria al folito. L C Onfiderate, che di cinque cofe abbiane duopo in
quella guerra Spirituale; d’una forte ruoliizione 5 d’ un gran coraggio;
d’armi; di deftrezzaed induftria; e d’ ajuti. Convien prender la forte
rifoluzionq dalia necellità del . ' no Digitizec Del i Scupoll. 2? hoftro
flato,, e condizione, che s'impegna in quello combattimento fenza che noi lo
polliamo sfuggire. Bifogna ricavare il coraggio, e la forza per Combattere, e
trionfare da una lineerà diffidenza di noi medefimi, e da una grande confidenza
in Dio, vedendo per certo, eh’ egli è con noi nelle noltre battaglie per
garantirci da qualunque danno, poiché abbiamo una perfetta confidenza nella fua
potenza, nella iua bontà, e nella fua fapienza infinita; e poiché non entriamo
in quello Mondo le non come in 411 campo chiufo, in cui bifogna neceffariamente
combattere, dobbiamo perciò tener fempre preparato il noilro Spirito, e quali
fotto I armi contro ogni folta d’ affalti, e e parimente camminar fempre armati
per difenderci dagli attacchi de nollri nemici, imperciocché e dalla corruzione
di nollra debii natura, e dall'Invidia de Demonj, e dalla malizia degli tTomini
altro piu afpettar non ci poflìamo, che continue forprefe. Dobbiamo adunque
camminar lempre ben muniti, ed armati come coloro, che viaggiano in paefe
nemico. Le armi, che aver dobbiamo, fono la refillenza e la violenza. Quelle
armi fono in vero pefanti, e difficili a maneggiar!, ma pure fono affatto
necefifarie. La condotta, e la deftrezza imparar la dobbiamo primieramente dall
5 efempió di Gesù Grillo, poi da quello dei Santi, che ci hanno preceduti in
quello Combattimento 5 e finalmente dai precetti, che daremo, i quali
formeranno il principale Soggetto di quelli Efercizj. Gli ajuti, e foccorfi
conviene atteriderli da Gesù Crilo, dalla Vergine di lui Madre, dal nollro
Angelo Cullode, e dai Santi, i quali non ricufano di farfi tal volta
perfonalmente prefentì alle nollre battaglie. Potremo altresì cavarne dai
difcorì, che tengono il luogo di Lezione Spirituale in ciafcun giorno di quelli
Efercizj. Ringraziate Dio di quefti lumi. Chiedetegli le cinque cofenecelfarie
in quella guerra Spirituale, ma principalmente il fuo ajuto, e la fua
alfillenza. Il Colloquio con nollro Signor Gesù Grillo, colla Vergine
Santiflìma, e con il vollro Angelo Cullode. Pregateli ad afiiilervi ne voliti
Combattimenti, CON Del P: S dipoli. ' zf II.; ( A Onfiderate, che le prime
armi, di cui ufar dobbiamo quali in tutte le noftie battaglie fono, come
poc’anzi abbiamo detto, la Refìdetvza', e li Violenza, e che pe adoprai jc con
profpero riufeimento bifogna ufare le induftrie feguenti. Allorché faremo
combattuti daqiiak che pattfone violenta, la quale ci farà oracolo all’
adempimento della divina Volontà, bifognerà farle frónte con un atto della
noftra Volontà contrario a quella pattfone, e procurare d’efeguire lenza dimora
ciò, che Dio vuole da noi. Nella iftettfa maniera quando faro? mo (limolati da
qualche difordinata palone ad acconfentire a qualche peccato, farà duopo fare
la medeima refi (lenza, e determinarci forteinente a non acconfentirvi giammai;
e fe noi vergiamo, che la tentazione continui, fara di m e di eri di ricorrere
a Dio con alcune orazioni brevi, e ferventi per implorare il fuo ajuto. Che fe
fentiaìno ancora dentro di noi qualche languidezza, converrà procurare di
faticarci confederando, che 1’ acqualo del Regno de Cieli efigge grandi sforzi
B e che 1,6 II Combattimento Spirituale e che fol tanto quelli, cne fanno
violenza a fe medeuini ed alle fue paffioni, T ottengono. Chefe la tentazione è
sì gagliarda di maniera, che ci troviamo come agonizanti nel pericolofo
conflitto, farà efpedicnte portarli collo Spirito a ritrovare Gesù nell'Orto di
Getfemani 1 e pregarlo a fortificare la nodra debolezza affine di potere con
eflfo elclamare: Sia fatta la voJlra Volontà,, e non la 'mìa. ( Match. z6
v.39.) Dopo tutto ciò bifognerà eoa diverfi attifottomettere la n olir a
volontà a quella di Dio, e ftudiarci di far ciafcun’atto con tanta efficacia,
fermezza, e rifoluzione, e con un'intenzione si pura, e retta, come le tutta la
noflra perfezione, tutto il divin beneplacito, tutto l'onore, ed obbedienza,
che gli dobbiamo, polla tolfe in ciafeuno di quelli atti. Sarà duopo ofiervare
quelle induflrie non folamente nelle cole di gran rimarco, ed importanza, ma
altresì nelle più leggiere. Non bifogna lafciar paflare giammai alcuna
occafione per piccola, ch'ella Ila, di fare la volontà di Dio imperciocché fe
no.i gli iìamo obbedienti, e fedeli nelle jùccofe cole e più agevoli, egli ci
dR 'K grazie rr e! JP, Sditoli ed importanti. P u Rifolvéte di fervirvi di
quette nA„ Pentirvi T v Ced£r r ne! ' e Tentazioni , ir J: v 1 d averne fin ad
ora fW. c. mal ufo, e domandatene perdono a ftolfp 0 !. 0 A. n g;Io Cue
maneggiare quei? amTconnfd? io invincibile. . oblazione. Offeritevi a Din rW
'ni ’ afpÌrare appiccandovi con gran coraggio ilb mortificazione delle, vofire
paloni ed alla pratica -di tutte le cole TZ’ ù vecchi a P °,gliar vi de vaftri'
S e.™ 05 per veft-vi di . i 11 iezione Spirituale pel pri mo Oiorno. °‘ l '?? e
d'IU rii. Azione, che ci fono neceffarie in qucjlo Combattimento spirituale
Merchi fono indirìz-. tt r ìn P T JP c SJ rc i in una Gnera, c in certe
battaglie, in cui bifo B gna % il Combattimento Spirituale gna fpargere più
lagrime, che fanguej c che dall’altra parte il principal Nemico,, contro di cui
abbiamo a cbmbattere, e a trionfare, fiam noi mede-' fimi, di maniera, che
vinto, che lìa éd atterrato quelto domedico Nemico, tutti gli altri, avvegnaché
perni ci olìffìmi, $i fattamente indeboliti rimangono, che fton fono quali più
da temerili egli è certo, che abbiarn duopo d uha forzale d’ un coraggio
maggiore, per così dire, di quello d’Aldiandro, e di Ce fare, fe bramiamo di
riportarne la Vittoria,; imperciocché, febbene quedi Monarchi, e Valorofì
Capitani abbiano avuto tanto di for,za, e divaloie per foggiogare le Nazioni
più barbare, e più feroci, egli è certo pero, che non ne hanno avuto abbadanza
per vincere ie medefìmi, perché dopo d aver condotti in trionfo i Re
prigionieri, eglino fono, poi rimali fchiavi delle loro pallioni, effendo ben
più malagevole quella Vittoria della conquida delle Provincie, e de’ Regni in
La vendetta, o T ambizione obbligavano quelli Conquidatori, a prender 1 armi;
ma qui la compunzione. e la, penitenza ce le pongono nelle mani . ' cw =9 ..
jv.P. Scupoii. if Così ili vece cielfangue, ch’eglino lpargevano, noi non
abbiamo a verfare che lagrime di contrizione : Io che è di fo venie più
difficile, che le aveffi'ir.o a fpargere tutto ilfangue, che abbiami nelle
vene. Per quefla forza non intendiamo già quella che e propria per.raffrenare L
audacia, ed il timore, ma intendiamo lina fòrza, o pure un Coraggio, che ci fa
fuperare tutte le difficoltà, che pofliamo incontrare nel profeguimento della
Vittoria fopra le noflre paffioni, e nella pratica delle Virtù Crifliane le
quali fono per la maggior parte d Un’afpetto afpro 3 e difficile: di maniera,
che fenza edere animati da un gran coraggio, e forniti d’ lina forza, invilir
cibile non fapremmo farci firada, forpaffando le difficoltà che le circondano.
Qucdo fetvirà per difìngannare non pochi, che incominciano la Vita Spirituale,
i quali leggendo in certi libri di divozione le ( granai coniolazioni, e
Soavità, e dolcezze, che Rullano ta! Volta certe Anime, nel principio dei lev '
ro efercizj, credorio, che; tutto. quefió Cammino fìa coperto di fiori, ferizichc
vi fìa alcun travaglio, o fatica da ioflcnere; ed appoggiati a quella J°ro. B 3
°P; ~Combat ti mente Spirituale opinione non prendono le armi pef combattere ma
piuttofto fi pongono in gala, e fi difpongono, come fe dovefiero celebrare le
loro Nozze coli Agnello; non riflettendo, che fe bene il pofiedimento della
Virtù fia uno fiato di pace ridondante di Spirituali delizie; la firada però,
che vi ci conduce, è molto afpra, e difafirofa; conciofiacchè fa di meftieri
vincer prima il nofiro amor proprio, domar le nofire pafiloni, e combattere
contro di noi medeiìmi fin a tanto, che lo Spirito abbia acquifiato un fovrano
dominio fovra tutti li noftri fregolati appetiti; lo che prefnppone una guerra
la più crudele, che immaginar ci portiamo; quindi ci abbifogna un grandillimo
coraggio, ed una forza invincibile per Superare tutte le ripugnanze della
noftra inferma, e guafta Natura, fino a che ci fia ritifcito attignere T acqua
defìderabile della ciftema di Betlemme fenza che i noftri Nemici abbiano potuto
impedirci I acceftb a quella fiorgente di grazie; e poi dopo d’ averla
ottenuta, allorché ella fia già in nofho potere, dobbiamo, fe fiam fedeli
privarfene, e forno un grato Sacrifizio a Dio, applicando il nofiro cuore ai
tra ' , $ t j travagli, che precedono la virtù, anzi che alle dolcezze, ed alle
Confolàzioni, che o la feguono, oppur Y accompagnano. Se bramiamo adunque di
ben rullare in quello Spirituale Combattimento, e riportare ogni giorno delle
nuove Vittorie fopra di noi medelìmi, ed i noftri fregolati appetiti, conviene
armarci d’un fommo coraggio, e d’una, rifoluzione ferma, collante, ed
invincibile, e non ceder giammai, o dare a dietro per qualunque difficoltà, che
polliamo incontrare. Dobbiamo imitare coloro, che camminano contro la corrente
d’ un fiume rapido, e violento, li quali fenza punto fc orarli allorché
l’impeto dell’ acque feco li tragge, raddoppiano i loro sforzi, e finalmente
guadagnano la riva bramata non o' llante la refillenza, che le correnti acque
loro facevano che fe per mala forte addiviene, che tal volta reftiam vinti,
dobbiamo ben tolto ripigliar nuove forze, nè rallentare giammai dal noltro buon
proponimento. Ah ! veggiam pure non pochi, che fono inllanCabili negli affari
di quello Mondo? di maniera che non v’ è difficoltà eh 9 non fpianino, non
oliacelo che nou vin s 3 1 11 Combattimento Sf-ìrìtuaté, Vìncano y ora con
quanto più di r agione dobbiam noi dunque sforzarci, edt impegnarci in quelli
fanti Efercizj; i quali feco portano un travaglio molto minore, e una ricompenfa,
che non c fallace, nè Incerta, come quella, che promette il Mondo a’fuol
Seguaci? Penetrati, e convinti da un tal. rifleflo armiamoci di quello
invincibil coraggio, c di queda invariabile rifoliizione, che ci farà trionfare
del noflro amor proprio, e nello dello tempo dì tutte le nodre paliioni, e
inclinazioni Azioie, e che ci condurrà al pofiedimento di tutte le Virtù, e in
legni to de.l Regno de' Cieli, che è dentro di noi, giuda la frale del medeiìmo
Gcr su Grido. i v. Biiogna però avvertire che quedo coraggio, e queda
risoluzione debbono edere accompagnaci da una profondaUmiltà, e da un Santo
Timore, acciò non venidero inai a, farci cadere iris qualche l'egreta
prelunzione di noi delìmìj imperciocché, f ebbene faci neccdàrio di faticare
con tutte le nodre, forze al confeguimcnto della Vittoria delle nodre paliioni,
e fregolati appetiti, dobbiam non di meno tarlo in maniera, che fperiamo di
giugnere a que j „ Òei l j fcjuefta Gloria non per la nofira Virtù ? ed
induftria, ma,per la grazia di Gesù Crifto, e per la Miiericordia di Dio;
imperciocché, còme atteOa Salomonp ( £ccl,p,v. ir. ) il premiò della Corfa non
(empre appartiene, e. vien dato a quelli, che furono più veloci, nel cor1 fo,
nè la Vittoria ai più forti, e io-' fondi i Per la qual Cola dobbiamo priora
d'ogn altra cola conoscere la no-; Itra debolezza, ed umiliarci profonda?
mente, presentandoci alla Maedà dì. Pio come tanti fanciulli,,che nulla fanno,
g niente. poflònó, e lupplicatlcf ad arrichirci delle lue grazie per i me riti.
di Gesù Crifta;,;. -Non è però, che da noi s' abbia 1 languire in mia vile
oziofità, ( Match, } b v l ? 0 y hnpejciocchè non pofiumò. lai va rei fe non
col farci violenza, e col fuperare colla grazia del Signore, tutte difficoltà
infuperabili dalla natura. L'Evangelio c’ infegna, non eì fervi, che una brada
ben angufta.v ter qual conduce al! eterna vita; Oh qnan tó ella ftrettd qu.efta
proda, dice Crifio, quanto fpìtiofa, e.quanto pochi fon quelli che cammìnan per
ejfa ! ( Matth 7. v. 14. ) Le feguenti parole però fono ancor più terribili.
Fato tutti ì Combattimento Spirituale flrì sforzi per entrare per la porta
fretta, conciò fiacche molti poi cercheranno ài entrarvi, ma noi potranno. (
Lue. 13. v. 24. ) Egli non dice fol tanto, Entrate, ma ancora, fate tutti li
sforzi per entrarvi 5 lo che a chiare note ci additta le repugnanze, le
battaglie, gli aflalti, che biiogna foftenerele difficoltà, le pene, le
contraddizioni, che vi s incontrano, e che non fi poflbrio sfuggire Egli è,
fuor di dubbio, necefTa rio combattere con tutto il coraggio, e con tutte le
forze contro gli fregalati appetiti della corrotta natura, contro i vizj, e le
paffioni del Corpo, e contro le paifioni dell’ Animo. Bifogna altresì fuperare
un numero d oftàcoli quaficchè infinito 5 egli è duopo di vincere ietti a punto
dìmoftrarfi di vincerei bifogna farli fuperiore alle maldicenze, alle calunnie,
alle. derilioni, ai difpregi, alle perfecuzioni del Mondo? diffonderli da un
copioio numero di tentazioni, d’artifizj, d’inganni, e di lacci, de' quali fi
ferve il nolho comune Nemico per forprenderci, ed atterrarci, le gli riefeai
fofrrire cori coraggio, fenza impazienza, e collera ma anzi con ariimo
intrepido e tranquillo le awerfità, refiftere con coftanza, Del P. Scupoli 5 f
e vigorofa Fermezza alle luflnghe delle ingannevoli profperit; bifogna
finalmente, fe fia duopo, cavarli gli occhi, dice Crillo, tagliarli le mani, ed
i piedi, cioè a dire, privarli, e allontanarli dalle cofe, che ci fono più
care, più necelfarie, più congionte, allorché elleno ci tolgono, o ci diminuì
lcono la libertà di attendere a Dio, e di cercarlo con tutta la forza del noUro
Spirito. Quindi bifogna eflèrfeiqpre fuirarmi, e nella fatica, e annelare
incelTantemente a nuovi acquifti della grazia di Gesù Crillo, affine di
ripigliare col mezzo di quelli foccorli la lena, ed il vigore, che d va
fcemamdo in quelle battaglie. Che fe vogliamo degli Efempli per animarci ad
una. fifpluzione sì genero?fa, e necelfaria per quella imprefa, ponghiamoci
avanti gli occhi ciò, che ìApollolo San. Paolo ci rammenta di tanti Eroi di
Santità, che ci han preceduto. Li Santi, die egli, hanpo diinoltrata la loro
forza, ed invincibili coftanza nella guerra dello Spirito, e della Carne;
èglino hanno, fofferte con intrepidezza le derilioni, le battiture le prigionie;
fono fiati lapidati fegati per mezzo, travagliati eoa ogni iorte 'Comhattmvnte
Spirituale dì perlecuzioni, altri di loro fono (lati panati a fìl di ipada, non
pochi coper-, ti di pelli d J agnelli, e di capre, eitre-s mamertte poveri,
afHitti, e anguftiati al maggior legno, come fe fodero gente indegna per lino
di comparire nel mondo, andavan raminghi quii e là pei? le forefte, per i monti
più fcofcefi,e E farem noi sì codardi, ed ingrati, che non ci rechiamo a Uretra
noitro dovere d’imitare in qualche cola quello, che ha (offerto tanto per
Dorico vantaggio, e per darci nefem.; C pio, II Combatti™ Spiritual li rhe ben
poffiam fegmtare? E foft F°’ tal Capitano feguita ro la S Uid;.r E j ett j po
tremnoi dii 10 f ' U Acaudate a quelle battaglie i So P iupe'are tul ori
difficoltà, e virilmente ihmtndo, non folamdnte porre mi combatta dir ta morte
ai no fuga, ma.® N inganniamo, di ftri Nemici Non ci mg, e t graziai quella
pile f' u nefti al nóftro Sottri Nemici lo™ s ffariamen bene, e r v ? |le ìa
morte o da una te feguir ne j j oro vita e la parte, o dallalt a a m 0rte èla
nb t nottra morte, e w ftra vita per tempre,. muf. !.. n Tratto M prima Giorno.
{ . Y l effere i.‘ urne in quello Combamluzione d ent e J cuore mento S P'U ,
finC era confidanza dx fortificato da un c ® pp i; C arvi ab Dio; per te noi,
la paca delle. nofl confi fcol configl spirituali, e leau derando gU. ed altre
cofé firmili fterità corporali, ed : al., £ i a. che come me& P re le
voftre pacioni,e per praticar piu agevolmente le Virtù Cremane, ne avendo per
elfe alcun attacca di affezione, o d’impegno, ma ufandone con una grande
libertà di Spirito; Terzo, di confervare una memoria particolare dei vizj, ai
quali fono foggetti coloro, che affettano quelle cole efleriori, e che vi li
immergono con foverchio attacco, -affinché quella reminifeenza vi faccia tempre
guardare con orrore i loro difetti, come pure il loro flato, che Dioabborrifce,
ed il quale èfóggetto a fpaventevoli cadute. Qutirto di praticare fedelmente
tutto ciò, che avete ponderato nel fecondo Efercizio, e di regolare il voflro
tenor di vita a norma di ciò, che vi fi contiene, e che altresì avete rimarcato
nella feconda Confiderazione del quarto Efercizio. Quinto di prendere, per lo
frutto della Lezione Spirituale, una collante rifa-, lozione Rappigliarvi con
tutto l’impegno 4 sì generofo difegno, qual’ è, di combattere le volil e
padroni con la pratica delle Crifliane Virtudi. ' i Pine del primo Giorno C a
SE oro RNO. Di due cofe, da chi dipende in gran parte l’efito delle notti e vittorie
in quello Combattimento Spirituale che J fono la Diffidenza di noi medefìmi, .
c la Confidenza in Dio. ';,. $ j. ESERCIZIO Della, diffidenza di noi fiejfi.
L’Orazione preparatoria come nel £rimo Elercizio dei primo Giorno. ' ,1 '
'COnfiderate, che la prima cola neceffaria in quefta Guerra Spirituale per lo
felice efito delle noftrc battaglie è una verace diffidenza di noi Retti.
Quella acquiftar la polii amo con vari mezzi. Primieramente con una lineerà
cognizione del noftro nulla, e della noftra debolezza, ed impotenza al bene;
tenendo per certo, che da noi medefimi fiamo un nulla, e nulla pollìamo,
incapaci eftendo di rare azione alcuna, con cui meritarci la vita ctcy 1 . Xel
Scupoli. 4 eterna) in. fecondo luogo coll Orazione, imperciocché eflendo quella
diffidenza un dono di Dio, egli e ben giufio, che glielo chiediamo, e per
ottenerlo bilogna prefentarci a lui con le difpofìzioni feguenti. Fa duopo per
' tanto, confederarcene affatto privi, e credere, che non fiamo capaci di farne
acquillo colla noftra propria induUria, ed avere una ferma feranza di ottenerla
dalla di lui Bontà j e con quelle difpolìzioni dobbiamo chiedergliela con
perfeveranza, credendo fermamente, e fperando, ch a egli Ce la darà, e che non
ci lafciera storniti a una virtù, che ci è sì necelfaria, le gliela domandaremo
come ima cote, che gli è gradita, e che richiede da Confondetevi alla presenza
di Dio per quella vollra prefunzione, ed interno orgoglio, cne conofcete, e per
quello, che non liete ancora giunto a conoscere, e benché egli non v i fia
palefe, credete pure, che avete ìlcuoie infetto di quello veleno. Intente
quella Verità' da tante monelle, e laide azioni, c da tanti enormi peccati, che
avete commetti, e datanti menti, incili cadete ogni giorno I3 by Go 4z ìl Comi
atti mento Spirituale dete a Dio la cognizione di vói ftdfr li, e della voftra
fiacchezza, ed ìmpe-; tenza al bene, e per confeguettzà una Santa diffidenza
delle voftfe forze, e a queffeffetto difponetevi nella maniera, che di fopra
abbiamo accennata. Il Colloquio col voftro Angelo Gl- Rode, acciò vi faccia
vedere chiaramente ciò, che fete, ciò che potete ± e che non potete, e quindi
in feguito di quella cognizione vi raflbdiate. ili una lineerà diffidenza di
voi medefimu ir. : Considerate ancora gli altri mezzi efficaciilimi per far 1
acquiftp di quella Santa diffidenza, Vale a dire i fondamenti, e ragioni,
cheabbiamodi diffidar di noi fteffi per le grandi de-t bolezze, e miferie, che
fonò in noi tanto per patte del noftro Intelletto, è della noflra Volontà, quanto
per la gagliarda inclinazione, che abbiamo al male j come altresì per lo gran
mime 3 ro de 5 nemici, co’quali abbiamo a combattere, fcaltri, e ripieni di
mille inganni, ed artificj inconcepibili, al confronto de' quali noi
divenghiamo viejpiù novizi, e inefperti; e finalmente per le tante inlìdie, che
ci tendone 'è ' v. eia r Del P, Scuptlf f. t-i 4 tiafcun paffo nei
cammino.della Vini fino a proporci, e persuaderci il male fotto il manto della
Virtù, e a trasfornaarfi in Angeli di luce pe ingannarci piu facilmente ed a
villa di tutte qie r ile ccfe ilabilitevj in juna lineerà diffidenza. di voi
fte#., v [ Un altro mezzo affai proprio per acr £Uifl?re ben totto quella
diffidenza egli è da iiottra medefima efperinza. Ogrfi qualunque volta ci
accade. un incero difeernimento di noi medefimi, della noftra debolezza ed
Impotenza al bene, e perconfeguenza la falutar diffidenza di poter far nulla di
bene colle noftre fole forze, e propria induftria; ma ch'egli è duopo altresì
aver con erta una perfetta ccMifidenzà in Dio, e nel foccorfo della fax grazia
v Confiderate, che noi portiamo acquisire quella virtù con varj mezzi. Il primo
è Y Orazione, chiedendola a Die incelTantemente, e con le medefime dii
pofizioni, con cui detto abbiamo di do-t verglì dimandare la diffidenza di noi
Serti. Dico con perfeveranza, imperciocché non dobbiamo ceflare giammai dai
folpiri, e dal pianto fin' a tanto che non abbiam ritrovata quella preziosi
perla, che ricerchiamo. In feconi ? do ' 4© luogo portiamo farne acquìfto,
atrtentamente ponderando colla fcorta del lume della fede, la Potertea, la
Bontà e la Sapienza infinita di Dio. La di. Imi potenza, a cui nulla v’è d 1
imponìbile la bontà, che non avendo limiti nèmifura fa, ch’egli vedi fovra, e
dentro dt noi abbondevolmente le fue grazie; a la fua fapienza, la quale veglia
continuamente fovra i nomi bifogni, e la quale ben fa quando, e come egli debba
concederci quanto gli domandiamo. In terzo luogo ottener polliamo quella
confidenza ricorrendo all’ infallibile veracità, e fedeltà della parola di Dio,
e delle fuepromefle, avendo egli promeffò il fuo a;uto a tutti quelli, che
invocheranno umilmente il di lui Santo Nome. La Sacra Scrittura è piena di
teftimonJ :, e d’efemp, i quali chiaramente ci dimortrano, e c’ afficurano, che
di coloro, che hanno pienamente confidato in Dio, niuno giammai èrimaftodelufo,
In quarto luogo ci può animare non poco ad una tal confidenza il riflettere
agli efim;, e preffocche infiniti benefizi die fino al giorno d' oggi abbiam
ricevuto dalla mano liberale ai Dio, c la cura, che 4a dilui divina Provvide!
za ha Tempre avuto, ed ha tutt 5 ora di '. c i mi 4S 11 Combattimento
Spiritniite K iiói 5 ma fopra tnttò bifognà fidar t e rimembranza defuoi
benefizi ' ! del etó fifa IWfcnw fopra £; l tofe Crifta. n infioi Gesiì '
Criff°p e 0 r f 5 ?.°° Signor Gesii ce la persuada c n qU f 3 E'RAzrONÉ m Cy r
n lt tiK Wfefa debbi quen Dte. aS et ella fi OE,W r° aVere ma, e Collant?
Jam?lem P e mrcorte dice S Piolo rt um ? cziandió |ni °r Santo Giobbe OrtK r e
J?. ire c °t mi Condannerà JÌ, ̰ f fù. àG } u zU' fpt c ncnTVfSji‘% a
condannata alfa mdnf Uva condotta a? Aw?r -V. S 13 vemeno, % niente di quefri
eterni ella rf vi 1 att 5 a ’ r G e inf lenza. b?fnin jbatt ? la noftra confi,
Prontn. 8 3 d ’ ve me il penderò, e Prontamente riderlo alla bontà in. . niu il
Combattimento Spirituale jiìta di Dio, ed ai meriti di Gesù Ori fto, a
fomigìianza. di coloro, i quali, panando a guado impetuoso torrente, diverton
lo fguardò dalla corrente, $ fiffolo tengono all oppofta riva, affinchè
dalprecipitofo moto deìfacque abbagliati non rimangano privi di quella
prefenza.di fpirito, e direzione, eh 5 è lor neceflaria per condurli a
falvàmento; così noi pure allora non ci dobbiamo trattenere in confiderai noi
medefimi, $ molto meno i noftri peccati, itiadobbiam follevare lo fguardoa Dio,
edap poggiarci ai meriti infiniti del fuo divino Unigenito; a dir tutto, in
tutte le noftre tentazioni efeguir dobbiamo il configlio, che la caftità
fuggeriva a S. Àgoftino ( Aug. in Confi ). Gettatevi nelle braccia di Dio, e
non temete giammai, ch’egli fia per abbandonarvi, nè per lafciarvi cadere; egli
vi accoglierà, egli avrà cura di voi, egli vi fortificherà; e fe nelle voftre
battaglie rileverete qualche ferita, egli vi rifanerà infallibilmente. Guardiamoci
adunque lol tanto, giufta la frafe dell 3 Apoftòlo, ( Heb, li. v. i?. ) di non
mancare noi alla grazia, imperciocché dalla parte di Dio, fe noi avremo una
perfetta confidenza nella lua Mifericordia, la ' ‘ fua i t . -, ? jrr iuà
graziale il fuo ajuto non ci man cheranno giammai : Rifolvete di approfittarvi
di quell lumi i e di non mancare giammai di confidenza in qualunque eftremità
poffiate ritrovarvi, anzi di Tempre vieppiù aumentarla. Rifolvete di fegnaìarvi
in quella virtù; e perche ella non fi può acquifere fenza il foccorfo della
grazia fìccom e tutte r altre, accofttfmate-r vi di chiederla a Dio in tutte le
voftre Orazioni nella maniera, che di fopra abbìam divifato Il Colloquio coti
noflró Signor Gesù Crifto, come T antecedente. ESERCIZIO. ! Za firada, e modo d
3 actjuìfiare ttttt ajfìe me la diffidenza di noi fiejfi e la confidenza di
Dio, i %. ‘ ' E 1 Orazione preparatoria al folito. t I. € Onfiderate, come
quelle due virtù fono neceflarie, a chi defidera d incamminarli nella via dello
Spirito, e far progredì nella perfezione, conciofiacche colla diffidenza egli
efce come fuoc fi 11 CèirtbdftttHefitó Spirita ut é flior di fe fielTo
diffidando delle fue fbi ze, e colla confidenza in Dio, intrcrdu ce Dio dentro
di fe, tutto confidandoli nella di lui Onnipotenza e Bontà infinita. Quefti
fono i due primi palli, che dobbiam tare, entrando nel travaglioso cammino
della Perfezione Criftiana, I uno in dietro, l’altro avanti y quello ci ritira,
e ci allontana da noi fteffi, £ dalla noltra debolezza 5 l’altro ci ac co fta a
Dio, e ci difpóne a ricevere le lue grazie, e gli dà campo d J operare in noi
grandi cofe. Confiderate, qualmente non podi; di coloro, che bramano d J
avanzarti fui cammino della perfezione, quali lenza avvedertene, fi confidano
in fe fieffi, c gli uni prefumono della perfpicacità del loro intelletto, gli
altri del loro ottimo temperamento, quelli dei loro ltud;, erudizione, e
dottrina, quelli della bontà del loro naturale, e della loro lodevole
educazione, e coltura, ed altri ancora della lunga efperienza, e degli abiti
delle virtùr di elfi acquifiate. Egli è vero, che tutte quelle co le contri bui
fccma alla virtù, ma fenza il foccorfo della grazia fono 1 interamente inutili,
e bifogna fiflfare quello primo fondamenpale principio come cer tiffi; 11
fiffitiid, £d infallibile, che né i doni naturali nè gl’ acquifici per
eccellenti £Ìie fieno, ile i doni gratuiti, nè la Scienza nè la Santità per
grande che pofifa edere, nè F abito di tutte le virtù confermato da una non mai
interrotta perle verarfza, qtiand’ anche fofleeglt faflfato irl natura, don
fono capaci a Farci fare una fola azione buorla, vincere una tentazione,
fcatifare il menomo danno, e foftrire per puro afnor di Dio la menoma
afflizione, fe prima il tfóftro Cuore non lia fortificato da urt particolare
ajùto, e fe il medefirtto Idàio non Ci doni a quell eftètto la fui grazia. In
fatti quando i plà gran Sam ti, e illuminati non aveffero, che i pròprj lor
lumi, e le fole naturali forze del lorofpirito, e del loro talento, ovvero le
loro buorfe abituazioni la loto condotta non potrebbe edere, che debole, ed
infelice Quella è una verità impOrtafltiffrrha, che dobbiamo imprimere nel piu
intimo del nollro cuore, per quinci ff adicarrte quella occulta prefunzione,
che et è cotanto naturale, e per raffermarci in una perfetta diffidenza di noi
fteflì Quanto pòi a Ciò, Che appartiene alla confidenza, che dobbiai avere in
Dio $4 M Combattimento Spirituale Dio, bifagna porre per mafllma fonda mentale,
che egli è ugual mente facile yincere pochi o molti nemici,,deboIi'ro ferite, e
tutti i loro nemici abbattuti, e vinti alloro piedi. 4.. .... i Rin l h
Ringraziate Dio di quefti lumi, e fattene buon ufo per raflodarvi in quede due
fante virtudi eccitate in voi un gran defidefio d’ acqui darle, e chiedetele a
Dio nella maniera, che abbiam detto a. Il Colloq uio col voftro buon Angelo.
Domandategli i fuoi lumi, affinchè poliate penetrare nel più intimo del voftro
cuore, jper togliervi tutto ciò, che potefle edere Contrario a quelle due virtù
sì importanti, e neceflarie 4 It. J . A € Onfiderate un’ altro mezzo efficaci
f~ limo per acquiliare tutt’ aflìeme la diffidenza di noi defli, e la
confidenza In Dio; ed è, che prima d’ intraprende-' xe alcuna cofa, fi a per
domare alcuna delle nodre pallioni, fia per fare qualche opera buona, facciamo
gli atti fégnentif . ‘ Il primo fata di confiderare la nodra fiacchezza, e
dabilirci in una fincera diffidenza di noi defiì; il fecondo dU alzare la nodra
mente a Dio confiderando la fua potenza, la fila bontà,la fua Capienza
infinita, prendendo quelle divine perfezioni per k fodegno della no fira
confidenza, e fperando con viva fede $£ Il Combat ti fHenio Spirituali de
neil’àjuto delia fua grazia. Il terzo d’indirizzare la noftra intenzione alla
Ynnggior gloria di Dio, e per efeguire il di lui fanto volere Se quelli atti
precederanno le noftrè azioni, in poco tempo toglieremo dal noflro cuore quella
occulta prefunzione, che di fovente s'àfconde, e s invola alla Cognizione de’
più fpirituali, e la quale è di un continuo oliatolo alla grazia di Dio.
Risolvete di feriamente applicarvi a quella pratica Obbligatevi a qualche
mortificazione quando in ella manche rere. Il Colloquio col vollró Angelo
Culode cofne il precedente. ESERCIZIO. t La maniera di cònofcere, fe operiamovi
• rumente con una fine era diffidenza di noi ftejfii e con una intera
confidenza in Dio 4 ' e.buceri fetta confidènza in n; d ' que. fa Pe£ ludi’
occulto orgogliosi £&%& no A J ] 11 Combattimento Spirituale fio il
voftro cuore. Confederate,, come in quelle del voli ro flette Medico, accio
egli faccia in voi, e di voi tutto ciò, eòe vedrà più opportuno per fvellere
dal vollro cuòre guefto veleno, onde polliate più predo, e agevolmente
acquiftare tfna lineerà diffidenza di voi lfe(fi ? ei una perfw confidenza in
Dio La lezione Spirituale, per !p Giorno. . Della Grazia, che è il primo foce
or ft ne teff aria in quejlo Combatti mento Spirituale. D Opo aver 1 Apoflolo
S. Paolo nella fna Lettera a Komani ampia7, mente trattato della fiamma delle
qoflre palfioni, e della noflfa carne, proroinpe in quefle lamentevoli
efclamazioni. Mifero eh io fono ! fhi mi libererà dal -corpo di ytefla morte
poi rifponde a fe mei . medefimo in pochi accenti. La Grazia di Dio donatami
per Gesù Crìfto. Con quefte parole dal corpo di qttejla morte, non intende già
lApoftoio di additarci queflo corpo, che è foggetto alla morte naturale, ma
bensì quello, cheimedefimo chiama Corpo del peccato, qual' è il noftro
depravato, e corrotto appetito, le di cui membra fono tutte le noftre paflìoni,
e frcgolati defiderj, che ci portano al peccato. Ora quefto è quel corpo, da
cui come da un crudele tiranno la grazia ci libera, e difende. Ella raffrena la
parte concu pi feibile, affinchè e (fa. non ci faccia cadere nel peccato, e
fortifica T iralabile, acciò non rallenti, e non fi fcoraggifcanellacqui fio
della virtù j e perche tutte le pacioni naturali-, che hanno la lor iuflìftenza
in quefte due inferiori potenze della noftr’anima fono come altrettante
aperture, per le quali il Demonio ordinariamente s’ infinita nel noftro cuore,
la grazia pone a ciaicheduna delle fue porte una. virtù infufa per afiìcurarci
contro i pericoli, che ci potrebbero derivare per parte d’ alcuna dì quefte
paflìoni. In tal maniera la grazia ci libera dalla tirannia del corpo del
peccato, che è il noilro depravato appetito, d’onde proccio dono Dìgìtized by
Google él 11 Combattimento spirituale dono tutt'i noftri movimenti, e fregolati
defiderj r contro de'quali dobbiamo combattere. • Ciò è veramente ammirabile,
ma lo è ben anche di più ciò, che quella mer defima grazia opera nella parte
iiiperioIre delf anima. Ella ripara, e fortifica con modo maravigliofo tutte le
potente della parte fiiperiore;. ella rifchiar l’intelletto, muove la volontà,
rifve f lia la memoria,, e fortifica il libero aritrio, e. fopra tutto ciò,
ella fa fogr giornale Iddio ftefib nell 5 anima, affinchè facendovi fua dimora,
egli la governi, e la difenda, e fia prelente ne .noftri combattimenti per
combattae ancor egli dentro dì noi e con noi a noUro vantaggio. .iddio Signore
fia in noi in due maniere; colla prefenza della fua divinità, e coi mezzo
ideila fua grazia; colla prima egli è non fedamente in noi, ma in tutte le cofe
per Efiènza, per Prefenza, e per Potenza, riempiendo ogni luogo colla fua
immenfità, ed effendo colla fua divinità sì intimamente nelle Creature, che
farebbe loro dmpoflìbile di fuilìfiere, e confervarfi un fola momento, scegli
non foffe in effe; il che faceva dire a Sant 5 Agoftin©; e perchè . s.. ' mai
„. 4f mai ió chieggo y o Signore ? che vot fce ridiate in me, quando io fletto
non vi farei, fe voi già in me non fotte ? Nella feconda maniera egli non
ritrovali, che ne guitti, imperciocché, ficco me afferma il medefimo Santo, Dio
è per ogni dove colla fua divinità, ma non già còlla fua grazia Quefta grazia è
una partìcipazione!. della natura divina, cioèa dire, della • fua farttità, e
della fua purità Con, quella partecipazione Tuomo viene fpogliato dr fe
medefimo, e rivettato di Gesù Critto, e dalla battezza, che trag| ge dal
vecchio Adamo, è innalzato ad ( una dignità sr fubKrtte, che lo rende f
partecipe della rrtedefima natura divina, cioè a dire della fantità, della ben,
e della purità di Dio y impercioc ché la grazia è una qualità Celette, che ha
quella ammirabile virtù di trasformare rUomq in Dio 1 di maniera, che fenza
lafciar d’eflèf uomo, partecipa, quanto ne può effer capace, le virtù, e
perfezioni del medefimo Dio Quefta celette qualità è una forma fovranaturale y
e divina y che fa, cheTuomo viva d’una vita fovranaturale, cioè addire, cT una
vita fomigliante ai prin ì cipio, da cui deriva: di maniera, ch& D i JT no
4 ìl Cowh pimento Spirituale 11101130, che è in grazia vive di auc vite, luna
naturale, 1 altra fovranaturale; a quello effetto egli e proceduto di due
forme, che fono come le due anime di quefte due vite, e quelle due forme fono
l’anima, e la grazia. Dall anima, ch’è la forma naturale, procedono tutte le
potenze, e tute’ ì fentimenti per mezzo de’ quali l’uomo vive della vita
naturale. Dalla grazia che la forma fovranaturale, derivano tutte k virtù, e
tutt’ì doni dello Spinto Santo, per i quali l’uomo vive della vita
fovranaturale, coficchè ciò, che 1 anima è al corpo, la grazia e all anima, e
come dall’anima proviene tutta la bellezza, tutto il vigore e la. robultezza det
corpo, così dalla grazia procede tutta la beltà, il vigore, e la forza tutta
dell’anima. La beltà, cilena grazia imprime nell anima, ella e si grande che
non fi può concepir quanto barn Ella ci è rapprelentata nella Sacra Scrittura
fiotto i iimboli di preziofi gioielli formati dalle mani dello Spirito Santo, i
quali rendono l’anima si pei rettamente bella, e sì gradita agli occhi di Dio,
che nel tempo medefimo, in cui ella n è adornata, egli T accoglie come ina
figliuola, e pe; fua Spofa. Quell infoilo éf quei paludamenti di fallite,
quella veflfc ni giuftizia, quella corona, e quei ricchi gioielli, di cui parla
il Profeta Ifai a ( ifaù i6'V, io.), i quali non fono ah irò, che Jc virtù.
infide, e i'doni dello Spirito Santo La grazia, è il principio e la forma di
tutt’i doni celelti, da lei provengono tutte le virtù, e tutti gli abiti
fovranaturali, e in elfo lei fta polla quella ftupenda bellezza, che rende l 1
anima degna dell’ amore, t della compiacenza del medefimo Iddio. Il primo
effetto della grazia è di render l’anima perfettamente bella e sì accetta agli
occhi di Dio, ch’egli la tiene non fo-, lamente come fua figliuola, e fua fpofa
ficcome abbiam detto, ma di più come fuo tempio, e fuofoggiorno, e la ricolma
di mille grazie toftocchè la vede arricchita di quella divina qualità. Per
mezzo della grazia l’uomo è colli tuito figliuolo di Dio, ed erede del fuo
regno; egli è regiftrato nel libro della Vita, a cui fono aferitti li
predeilinati; privilegio, che Gesù Crino accennò afuoi Apolidi in quak,equan- to
gran conto fi debba avere, allora quando ritornando eglino tutti feftofi dal
vedere, che per fino i Demonj erano Ioìq obbedienti nel di lui nome, die Di de
gg II Combattimento Spirituale loto quefta rifpofia Non vi gloriate? perchè i
Demoni vi obbedì fc un r ma che i voflri nomi f eno ferini nè Cicli Imc. 1 04.
nr, 20.) La grazia finalmente rende Suo tto sì caro a Dio, che tutte le azioni,
ch'egli fa in quefio fiato, purché non fieno peccamìhofe, gli fono gradite, e
fono meritorie della vita eterna, il che fi debbe intendere noir folamente
degli atti vi mieli, ma ancora dei naturali, come fono il bere, il mangiare il
dormire r Imperciocché eifendoil loggetto gradevole a Dio, tutto ciò, che Fa, c
che non. fix peccato,, non gli fa difpiacere „ Dalla grazfa nafee ancora tutto
il vigore, e la forza dell'anima; ella la rifana, e la libera daUa fiacchezza,
e deplorabile in fitrmità, in cui la teneva il peccato, e la ritorna in un
perfetto vigore, e in una: forza incomparabile in tutte le fue potenze di
maltiera, che fi ritrova capace d' efercitare tutte le funzioni della vitafpi
rituale Ella illumina T intelletto,e ’lo ammaefira di tutto dò, che debbe
fapere, e conofcere muove la volontà, e; tutte le potenze? della parte
inferiore a ciò, che debbono operare; le ipiana la firada del Cielo, le
raddolcire il giogo dei Signore, le rende foave, e leggiero ciò, die po' 1
addietro le era grave, e pefante, e la fe correre nel cammino della perfezione
Finalmente non v è dal Mondo piu ammirevole cofa di Ciò, che la grazia opera in
un anima. Effe la trasforma y, la folleva, la incoraggifce, le fa trala--'
iiciare ì perniziofi corami del uomo vecchio, le fa cangiare gli affetti, e
ifuoi piaceri lefa cercar con ardore ciò, che prima abboniva, ed abborrrre ciò,
che ardentemente bramava; le fa fembrar dolce ciò, chele era amaro, e amaro
ciò, che le era piu grato. Egli è im- potàbile a dirli qual gioj a le rechi,
qual pace le infonda, quat lumi le comrmuflichi per cortofcere la vanità
delMonda e il pregio ineftimabile di quei beni fpi rituali, che ella prima
difpregiava cotanto. Finalmente non fi può abbattala ridire qual forza effe le
dia per combattere, poiché la rende invincibile a tutte le potenze dell
inferno. Ciò però, che al noftro proposta è da notarli fìngo burnente fi è, che
è proprio della grazia il fortificare l anima per mezzo delle virtù provenienti
dalla medefima, le quali fono Come altrettanti capelli di.Sanfone, ne quali
confitte non follmente la bellezza, ma la -i ' for v é$ Quella maraviglia fi dà
a vedere in molti e lerci zj della Vita fpi rituale, ina più chiaramente
riiplende nel pentimento, emel dolor de peccati, in cui que-. Ila inferiore
parte della nollr anima di fovente vi lì interelfa cotanto, eh 1 ella, s
affligge, e fparge per quello effetto più lagrime, che non farebbe per tutte Je
perdite piu rimarchevoli dei Mondo , Da tutto ciò raccoglier polliamo la
neceilìtà che abbiamo della grazia in quello Spirituale Combattimento i con
ciolìacchè, o vogliamo combattere Ue noltre pacioni, e viziofe inclinazioni, 0
praticare gli atti delle virtù loro opporle per acquiùarne gli abiti, o
vogliamo finalmente godere del f.utno dellenoflre vittorie, e vivere in una
profonda pace colla perfetta unione con Diof nulla di tutto ciò pofiiam fare
fenza 1 ajuto della grazia, colla quale polliamo tutto e fenza di cui non polii
arr cofa alcuna. Per quello motivo, io eforto chiunque vorrà cavar profitto da
quelli elereuj 7 di fare da principiò itfa buona Cne preparatoria 4 fojfco.
CONSID£RAziONE ì. ì lira J‘ npe S nat WJa necktà Ite PTbr’aS'a per ? ià £
-piedi per YQ t 11 Comhuttmtmo Spi rimai f Volontà,' e Kmmaginaz.one, .iella
che muove lèapprttto fenfit.Vo; egli e cer„„eftì due occhi fono 1. orino ftn
comDatnmcnu ui LT ci deve di'-fomma importanza ai uert ' iiiardareèt àù$ non cadano
m potere tie'no-ìri. nemici -.mentre allora diipefardovremmo della vittòmj
Ringraziate Dio di queftì nini 1 ? chiedetegli la grazia di poter ioggettare
Guelfe due facoltà : dèliavoftr atìima al fuo fervìggioPregatelo di non
permetter giammai v eh fcffo s codino in poster de’ v o(l ri nemici, cioè a
dire, che fieno acciecati dalle ™$re pàtfom, o ingannate dalle illufioni del
Imomo. CO ™CUn Angelo, Chiede. lo Spirito Santo Efooi M&gfàgS Santo Angelo
il foccorfo delle fpkazioccfo quefte dué potenrc foh la voto' anima vi fervano
utilmente,in tutt’ i voftri Combattimeli.. -, II. 'nonfideratev; dknfvit to
vyVff mem! 6 5 taragli d ri Nemici, i m ÌZ ÌTb 1 V W.magnanimità, e ciò cL ri
rj piu fWiligiunti D)o' 3 'chetile ifjipreggiare il amor df f lcien° : care r noftri
fregolati appetiti per deòo Ji. Me fienoe iti eofe anche di S momento;,-.è
temprefiS maggior lode che 1 prendere più Ch tàj e riportar Attoria delle niif
„S ròfe àftnate' -jn-?; z t 7 ™, P°.,,f, II Colloquio con lo Spirito Santo, C
con l 3 Angelo voftro Cuflode, come T antecedente. ESERCIZIO. % jCioy che bì
fogna ojfervarc, acciocché ih. nefiro Intelletto conofca le cofe fv t '. ' w
com elle Jono 'veracemente. U' : ! s, i. -.;,r r y; L’Orazione preparatoria al
folito.,f. 1z '. , JOnfiderate, che per conofcere le V'cofe quali fono in fe
fteffe, egli è duopo tener la noRra Volontà libe|ra, ed efente da qualunque
affetto e attacco alle Creature j imperciocché-, acciò.il noftro Intelletto:;
le polla, ben conofcere, e difeernere, infogna, . che le confideri, e le
difaminij prima, vi fi attacchi con qualche paffione.d’amore, o d- odio,
conciofìacchè eli allora non è nè preveduto, nè.affafcinato, e gode tutta la
iua libertà e tutto il fuo lume; ma. d le, V;' A P.Setptlf--; f t J Y° ont j
Vih ? pe. r 'avanti coi?o e P° n rarlo con no Spinto deputato coi lumi celefti
della gSe ddlprazione, e febbenc da dì ineftieri offervar fedelmente qued o
Metodo riporto.a tutte le cofe, bìfogna pero offervarló anche Con maggior
ejattezzariguarda alle buone, ed anche alle piu Spirituali epiu Sante;
imperciocché per buona che d&una cola, : r ‘ mo V;d Ringraziate Dio di
quelli lumi; Chiedetegli la graziadi Far : buon ufo di quelli falutari
ammaefhainenci, edi ©1fer fedele nel praticarli u Fate un collante proponimento
di' mantenere il V olito cuore libero da Jogui affetto sp verchlo alle '
Creature v acciocché nnon refttate giammai ingannati nella xtima, che U®
i®eèe#i !J D Il Collòquio coir noftro Signor Ge. - rtr tv. 1 aK nnn to, de non
41 quello dell amor iucr, acciocché fiate fernpre; liberi da ogni attacco alle
Creature, e in idato di poter giudicare di tutte le cofe feflza errore
Implorate a quello oggetto r atjfiftenz dello Spiato 1 Santo Jn H a f.03135 13q
313U3J 3 3101 1 CON : bel A. ScHpoltn } TV Considerazione: n. C Onìderate eh
egli é più malagevole rifanare dall'albagìa del Y Intelletto, che da quella
della Volontà $ -imperocché quelli. che hanno I OrgoTho iolàmente nella Volontà
poflono tal voica ritrovare il giudizio degli al: trx migliore del; iuo,,e
dalla fommiflio ne del Giudizio palfar quindi a quella della Volontà 5 ma
colui, efie ha h Superbia nell Intelletto, e il qualeprefumé, che à 1 filo Gi
udizio ih migliore rii io degli altri,.come fi fóttomettera alloro pareri, che
non deputa cosi buoni come lì fuoi Quelli, che ‘Piem iono e gonfi di queA
Orgoglio, rion vogliono entrare giammai fìel fctU tirrtento degli altri,
imperciocché non f° nof e S 1,no altra ragione la Joro ieco portano una cieca
oftiJuzientì m fohenere ia propria opini®V P 0 a continuare oftinatanlente Del
tnale incominciato : per dimoftrare, che intramefero con giudizio ciò, che
prò-ieguifcono Con perfeveranza - Conliderate quanto Importa. rimediar
próntamente ad nn male sì dannalo., prima che prenda : póTefFo noftro Cuore, e
tenere per certo, che il rivd E 4 me . io il Combattimento Spirituale medio più
ficirfo fi è quello di fottometterci facilmente agli altrui fentimeriti y è di
diventare anche, per così dire, bolidi ed ìnienfati per amore di Dio, come gli
Apofioli ed. i Santi hanno praticato al dir di S. Paolo ( i. ad GòK 4. 1. io )
5 attelo che quefta fiolrezza vai più di j tutta la Sapienza di Salomone.,, 5r
ncv ' :Fate cónto di quelli infegnamenti. Rinunziate al vofiro proprio
Giudìzio;, amate di ieguitare quello 1 degli altri; abbiate in orrore
cgniprefunzione di Spirito. Sovvengavi', che 1 ’ Umiltà è ia lovrana, e la
direttrice del difcemimento, e del Giudizio, che formar dobbiamo dèlie cole, e
cf tifa ha il potere d’ illuminarci fopra tutto ciò, .-che fi et in noi, e
fuori di noi. Lo Spirito del Signore non ripofa che. l'opra gli umili, e vói
non f avrete giammai, le. non fiate umile di cuore. (, j il Colloquio con
nofiro Signor Gesù Cri fio Pregatelo, che v ìnfegni qucda Lezione, polche egli
ci ha comandato di ricorrere, e indirizzarci a . lui, allorché dille -.Imparate
da me, che fon manfueto, ed Umil dì cuore. (
Matth. 1 r. v. 19. ), k ESER ' 1 -f f': -.'' S f' 1!.!'ì? ? Zuppiti t (;£j ’v.t r Cj[riER,2JQ.; V tv Quanto firi,ne):eJJ' O ).. . i.
Orazione preparatoria al folito. Considerate? t; ? u nt ?, fe fpediente dì '
rrt-£r r ? a ™ ARWQlnttfkuo da ogni £$ ci readiamo del mtto ancata defle cofe.
Spirituali, e ni mtt ° fi 0 ’ ? e P uo (etvire alia noitra mortificazione, ed
al noftro Spirituale profitto. Per Sfuggire un sigran ucn c i?‘ uo P° ollervare
le cole J tlo f. na e ere come morti nella ri fwn 1 T tte fj cole, terrene,,
non io‘ iamente. rifguardo alle mutili e proibi ma in H e..PPoitp, a quelle,
che farie ? erme e e c e non &#&. necef A augnare. al nóftro Spi piu
Stetti , che ci farà poiiibiie, afrettando una Santa ftupicU ! ta ed ignoranza
di tutte quelle cofe he non ci guidano a Dio 1 E 5 Le r ' li
CoHn&tLtrìmerJo Spirituale Le Novità f é-gfi. affaci del Mondo per quanto
grandi efll fieno, debbono dfere per ' 1 noi come fe nonvi iottero e fe mi
grado il noftro prbpómmentc giungano ? quelle al noftro orecchio dobbiam
{cacciarle ben lontano da nor. ffrfogna eflfere mdko fobr; nei ddiderio et
intendere di rfapete, ìjfcae Celeftìr nuiraltro volendo fapere che Gesù èffitii
voglio dire-, la Ina Vite, e là fiia. ’ Morte Se tutto il lo terremo lontano da
R01 ’, 5° per ìuoi veri Vogliono imparare nella M. flon ciò,' tKe bada ddiarè
fé’ ft&ftr tutto flnmartente non efìfendo per F ordinario, che amór
proprio, òhe òrgoglio, che inganno del ' Kifofvete di prévàlèrvt di qaefh av 5
Vifi molto iàlutaiir'Sbandite ftrà mente ogni vana cunofitat Capite' avversióne
per tutto ciò,, che v nimenro ai -l ? to, e dì flore in gtodja foP Ari fenfì,
acciò per effi nulla di profano entri nella yoftr' Anima. Moderate Ij vollra
avidità per le còfe Splrt 4. Ì)gl fiy Scapoli ! £U4I i yvc, non bramate di
fapere akr cofa,che Gesù Criftò,.. : v,. l.. t y, Il Colloquio con Gesu.Crifto
Trattate con lui di tutte quelle cqfejcKier detegliele cow uni profonda umiltà,
ed urta piena confidenza nella fui boaU) e nel foccorfo della fua Grazia II. C
Qnfiderate, -che fie noi’ oflervere remo fedelmente le Iftruzioni comprefe
nella precedente Confiderazione Scamperemo da molte infidie d’ infernale
Nemico. Quefto ficai tra Serpente accorgendoli, che coloro, iquar Ji sì
applicano alla Vita Spirituale, fono pieni di buona volontà e animati da un
fanto fervore, indirizza tutte lè Aie macchine -contro l 5 Intelletto, che
procura di forprenderepet renderfené Padrone, 0 quindi pofcia della volontà,
al.quaf effetto fi fervè delle arti r.. J UJ.tV'U li, f ieguentu 0,, yi ff À T
é Ì. 41 ff ? -Egri fi trasforma,m Angelo di luce. Voglio dire, che vainfinuandò
dei perifieri, efentimenti fublinu, e pieni di airiofità principalmente a
coloro, ' èné hanno un fiottile intelletto, che' foij forniti di molte
cognizioni, è che fer nonaturalmente ambizfefi tal che ' irt 04 11
Cofnbutttmenfd Spirituali fJntei'tenendoli eoa piacere in quefti pensieri
fublimi,r ed eroici, ne quali eglino fi dannò a credere di godere di Id. dio,
trascurino poi di purgar il loro cuore e d 5 applicarli al conofci mento di fé
ftefii x ed alla mortificazione delle loro paiììoni, e così vengono a eadere
negl’ inganni dell 5 Orgoglio fpirituale : fi formano ufi 5 idolo dei loro
cernieri: fi perfuadòno di non aver BiJogno del coniglio d’ alcuno; non
confultano, che il proprio peniamento, e difpregglano la condotta degli altri;
ciò che li rende interamente incapaci dei lumi-c.ekfii, e della grazia dello
Spirito Santo, il quale non poi a gì ammai in un'anima, che dia ripiena di
prefunzione, e di orgoglio j 1 Umiliatevi r'e deliberate di commi- nare ne 5
vodri Efercizj per la dirada la più umile, e la più Semplice : che vi farà
poffibile -, fenza affettare gìamma i cofa alcuna ftraordinaria, o forprenden-t
te Kifolvete d 5 applicarvi particolare mente alla mortificazione delle voftre
paifioni, ed alla cuftodia del voftra. cuore. Rinunziate al vofteo particolare
giudizio, e a tutto ciòc che può fere o-i fiàcolo allo Spirito del Signore il
quale non fi comunica fe non agli umili.: . Il i V ' ' D-, w 8f ; ìì '
Colloquio con noftro Signor Go su Criflo, il qual vuole,, che abbiamo la
femplicità de fanciulli fe vogliamo effe r capaci.delle fue grazie,e perciò
dille. Vi con f effe -'ervi glorifico o, mìo grate Padre, perchè avete nafcojle
quefie cofe ai 'Sapienti dei Mondo y e le drvete velate 4$ fanciulli ( Matthé
z'v m z $..J .. ;... b : f. v ’ i. a... i j-.. ‘i:u;i ESERCIZIO Coine fi debba
raffrenare la vivacità, della nofira immaginazióne V imperciocché ficcome noi,
non polliamo rapprefentarci le cofe; che per mezzo delle loro immagini.,, per
lo più addiviene, che. in vece delT Immagine, che ricerchiamo, ce ne fo
prayiene un numero, prefio che infinito altre, cle non ricerchiamo; e volendo
noi © palTare dall' una ali’; altra ritornare a quella :, che : abbandonami. mo
laiciar quelb .4 cui fiamo -Ofe r cupa ' Il Combmimnt& Spiritual Cupariv-ne
fiamo invertiti da un inftni- tà d’ altre che ci rt prefentano; d 1 onde viene
U che. febbene, ci rifolyiamo Coni tutta ià fermezza portìbile di trattenere la
ntìftra immaginazione, che non corra dietro ad una infinità di og g etti, pur
ella iVaniice e quando la richiamiamo, ancor, ci fugge Erta è si incollante e
Volubile che di iovente à noi s’ invola fenza prender còmimiatoy a fomigiiariza
d’ uno. {chiavo fuggitivo appartandoli fenza, cheifappia-' mo la di lei venuta
v Ella s’ arrefta a tutto ciò y che gli fi para davanti, e al fommo liberi e
dirtìcilirtima a domarli v ed olt’recchè : ellà è per J tc me-c defima ditpiefto
cattivo carattere, noi fovente fomentiamo il fuo capriccio colla: nortra
negligenza lanciandola ap- pii Care a Slitto ciò che gE piace iferw za-aritegno
alcuno; il che ci reca poi un’impercettìbile danno i imperciocché.
rapprefentando ella pofcia all’ appetite {enfiti vó gli oggetti, di cui è
ripiena y cagi ona nella noftr Anima un deplora-bil difordine col foltevamemo
le.noftre padroni, che ci portano al precipizio, da cui’ egli èdirttcilifiìrnoe
quali imponibile avere fbampo fenza un parricolar aiuto di Dio.: Efià fa.
'ancora. Ad P £ S v tel P. Scapoli 8 peggio, mentre ftimola 1 intelletto a
veder quelli obbietti, e di fovente fece il conduce, e quelli non di rado vi
tragge Ja volontà 5 onde poi nzfcono Innumerahili cadute, allorché quell'
ultima potenza con una vii compiacenza da il iiio confenfo al movimento delle
paflioni, che lolle vanii, e li accendono alla villa di quelli oggetti loro
efibiti dall’ immaginazione' . Riempitevi di facro orrore e mant viglia in
riflettendo al lagrimevole flato a aii il peccato ha ridotta! quell facoltà
della noftf Anima v Nello flato : dell'Innocenza ella formavi una gràrir. parte
delle delizie della vita umana h , ma in quello, a cui T ha condotta Db
peccato, ella n et il Carnefice pià crudele. Umiliateci avanti a Dda re ri
marcate la neceflità, che avete della grazia per raffrenare la vivacità di
quella facoltà sì vagabonda ’ Rilofvetevì di praticare tutta la diligenza
potàbile per correggere i fuoi trafportl, -a Ilo rintanandovi quanto potrete;
dalle cofe elleriori, e fìando in 'guardia de 1 voflri fenile che fono' le
porte per le quali ' ella riceve le immagini, di cui è ripiena ' Il Colloquio,
coi voftro. formare quella potenza della no flr’ Anima, acciò ella ferva al
noflrd difegno, e non cada mai in potere del noflri. nemici. Primieramente
bifogna Rifarla nella confiderazione delle colè’ neceflarie, e vietarle tutto
il rimanente. Secondariamente egli è duopo durare una gran vigilanza, ed uà
grandèj dìfcernimento per efeminare i penfierì,] che dobbiamo abbracciare e
quelli che rifiutare dobbiamo, affinché ricé-J vendo gli uni tenghiamo gli
altri da] noi lontani. In terzo luogo comecché niente v’ è di più ferace nè di
più prónto, nè che fcorra per più luoghi quanto la noflra immaginazione, e che
in oltre quella fertilità, e quella eflenr fìone altro più non fanno, che
fonimi-, nilhrare materia alla Rravaganza, e re-] care più vallo campo a folli
penfieri mentre per f ordinario elfa non ha dcy terminato oggetto, attalch è
quanto piu ' va lontano, tanto più fi fcofla dalla ' ' fiu ,;.bel P, Scuf olu
.fila, meta 5 Quindi fa di meftieri preferì verle i fuoi penfieri, e non 1 afe
i arie giammai la.libertà d andar vagando, altrimenti patterà ella ben. predo
dai buoni ai cattivi oggetti f dal che ' ne feguirà, oltre gl’ inconvenienti
accennati po imperciocché, ficcomeaferma [Gerardo de, Zulfania, egli è.
imponìbile, che uno Spirito vago, e che. nop ha oggetto alai no determinato 9 a
cui; indirizzare i fqoi,penfieriri ed applicarvifi con attenzione, non fi muti
iecpndo gli oggetti, che in gran numero le gli prefentano, e che ira le cofe
edrinfeche-, che con. fuo piacere lo circondano, egli non riceva Tempre, f
impresone, di quelle, che gli il prefentaion le prime poiché, Jecondo jL r
Ecclefiadico, ( EccL 3205, il.nqn lira cuore prende,, e agevolmente riceve
Timprefiiòne V e la qualità delle fi-, gure, che la nodra immaginazione gli ra
PPrefenta. :.p Fate conto di quefti infegnamenu, Proponete d’approfittar
vene,.e. dismetterli in pratica dando meno che potrete di libertà a queda
fuggitiva, cioè, alla vodra immaginazione' y la qude non fa fabbricare, che
delle bizzarrie c e che 6 1 Combattimenti Spirituale )t. thè farebbe anche i
più Saggi dfifb. vente credere pazzia fe al di fuori ap-pariffe quanto ella va
difegnando al di dentro. i vr Jìl Colloquio coi volito buon Angelo ncome l’
antecedente; V -! L’Obblazione Offeritevi a Dio con un Santo defìderio di mon
applicare il ~,Voflro intelletto i, e tutte le potenze della voflr’ Animai che
a ciò potrà fervavi per conofcerlo, e per Conolcér -Voi ftefli, per antar lui .
e per odiar yoi medelimi 5 e rinunziare di buon hiore a tutto ciò che può aduli
rè -hi i-yoflra immaginazione, e farvi dimenticare la presènza di Dio. 0. , r
y., r xrnbtu ivo, W iT, f ì,? ' :’Xa lezione spirituale pel terzo a oa ’jn-i.?
o Giorno L,. . 7 Ò$ell(t prefenz.a, di tià r ctì 'e un aUrif.l poderoso
foccorfo in quejtò Com’ r ‘ J.. battimento spirituale, ì.'.ì % i'i ' a.
.VPOloro ch'entrano 1 in quello Com battimento rinforzati' dal foccorfo della
grazia divina fonaafficuratì ( : w t Il primo è di richiamare alla me morti il
penfiero del la prefenza di Dio Coi lume naturale, prefupponendo que-ffa gran
verità dagli antichi ì Filofofi ben conofciuta, cioè, che Iddio è ih Ogni luogo
per effenza, per prefenza, e per potenza w Iddio è 1 euere delle Cofe tutte,
che fono V e talmente ertile, che non può non efiflere; egli è un’eflere
indipendente, e che ertile, e fuflifle per fe mèdertmo, egli è il fondamento, e
T appoggio di tutti gli enti creati di maniera, che lenza 'di lui
ritornerebbero in quel nulla y d onde furono da lui cavati y e in tal guifa
ogli è in tutti gli enti per eflenza : Vi è altresì per.prefenza e per
cognizione y imperocché ogni cofa gli è prefente, sì il pattato, come f
avvenire. £ 2. Il Combattimento 'Spirituale talmente che il tutto è aperto, e
nu to ciò, che fi muove, che lenza di lui niuna cola muover fi potrebbe;
imperciocché, fe la Vita è il principio del moto, Iddio è il principio della
vita c del moto. Qiiea pret'enza è del tutto uni veriale poiché per ella Dìo
preferite in ogni luogo, e in tutte lo Creature con il fuo Edere, e colla fui
Portanza. Egli è in’ Cielo, c nella. terra con le cofe fenfibili e con le iiP
SenfibiU, con le corporali,-e con lé Spirituali con le ragionevoli, e irraA
gionevòliv LjEtSer di Dio, dice S.Bojiavenrara, è perfcttiflimo, ed immenso
Segb è al di dentro di tutte le co Se Senza elfervi r inferrato; egli è : ‘al,
di fuori di tutte le cofeSenza elTerne -eSclufo j egli è ai difopra -di tutte
leoc Se lenza elevazione, ed è al diletto Senza abbaiamento. li Secondo mòdo
dìprevalerci di quell 1 ajuto della prefenza di DioegU è tanto più nobile,
edeccellentequanoS lume fovranaturale è più perfec ' to. to ed eccellente del.
naturale; effbde: riva da un pentimento interno per mezzo di cui Iddio
rifchiara la noffra Aiemoria, e vi diffonde uri raggio, che la fa ricordare di
fu a prefenza, ih che fàffi con una Grazia preveniente, ov-vero eccitante, a
cui dobbiamo fedele mente corrilpondere. Dobbiamo altre- 5Ì aver a cuòre di
chiedere a Dio con orazioni brevi ma fervorofe, eh egli c infpiri quella
rimembranza della f i; a Santa! prefenza, e dob biamo eflermoU tó attenti, e
fedeli in rispondere alle fue.divine ispirazioni .o ~ Queffe due; pratiche
rifguardano I 4 memoria $ ma vene ha un’ altra, che formafi colf intelletto, il
quale iliuftra to eifendo da un, lume fovranaturalef vede con gli occhi -della,
Fede ncbie Dio infinito, ed immenlo. è per, ogni dove 5 che le! cofe tutte fonò
iflduKj ed elfo in tutte le cofe che come 1’ Anima dell' Uomo;, fatta a db lui
fornigliaiiza, ed immagine è tutta in tutto il Corpo da lei animato y.;e tutta,
in qualunque di lui parte, così egli ètltt to in tutto 1univerfo, e tutto in
(eiaff una parte delFuniverfo V iùtdlewo rifehiarato dal, lume della fèdeconofee
ancora un alÈr) verità ;CÌoò che Iddio T t ~ non 94 11 Combattimentv Spirituale
boij folamente,è in ogni luogo' futfcft di noi,, ma-ch'eglie altresì intimarneK
dentro: di; noi é ch'egli .pene.; più,. che, l’acqua penetri la il fudeó il
terrò 5 eh egli € piu L Ayxn% ideila. noftr Anima -, di quello la; nfcdiru
noftr Anima,tìa Jafonna, e là}yit del noftro corpo y t principale mentenell
Anima; Santa juin -cui Iddio Ha prefente colla fra grazia d una
mam#A!fredabìley 'I° ho camminato afr fai, dice S.Agoftina, come Una pecorella
friarrita etteaidovio Signore nelle cofe citeriori ì e voi fìete nel mio inter
noi, JiQ: fatturato, e corfo non pò- co dietto voi fuori di me, e volile te fr
mci-nii ion raggirato’ perde lira-de di qnedoi,Mond© per cercarvi, vi JiPi imi
rittoVata, mentre non bifogna ceneare al di fuori, ero, che m dentro. Quanto,
ho tardato mai ad a marv i . o beltà.: antica e tempre; nuo-: va ! quanto ho
differito, ad amarvi. voi fete freme,i edi idi vi cercava tuo n di, me
pendendomi dietro le bellezze da voi create y voi fete con -me, ed io non eira
coq voi, perchè io ne. era feparato per le cote che pur non farebbero telila di
voic ri vnfo MpU ibafla perp? che a gettiamo alla. pre 1 P&nza diDTL P
coll'intelletto; bifo°rta liemoru e volontà, che è L 3n Spirituale còme 1 Aere
immenfo : biiogna però avvertire di fervirfi eoa prudeoza di quefti {imboli.
Iddio etfendo puri f lìmo Spirito viiol edere adorato ia ifpirito e verità, e
quelle immagini avvegnaché conformi alla noftra debolezza, fono ali eftremo fproporzionate
alla Maeftà d’un Dio, la di cui infinita natura non pub edere concepita fotto
alcuna forma finita. Quella ftrada dell' imaginazione è molto foggetta alte
iilufioni ed a grandi irriverenze le non fi calca con prudenza, e il meglio fi
è di fervirfene meno, che n polfibile. ' ' r Bifogna notare fopra quello log
getto, che non è già tanto una immaginazione quanto un atto dell intelletto
illuftrato dal lume della fede ilrappreientarfi Dio prelente nella fua
vilibile, e perfettifiìma immagine, qual e Gesù Òri fio, fia nella fua
infanzia, fia nella fm adolelcenza, fia nella fua età perfetta, che converta,
quando penante c quando rilorto, e glorificato alla delira del divin fuo Padre;
ma principalmente di figurartelo a noi vicino, come ofTervatore oculato di
tutti i noitri diporti sì interni, come elterni Ewi ancora una maniera
ettenorecU ... P or porli alla prefenza di Dio, ed è quella di rimirare il
Cielo j imperocché febbefie Dio ila in ogni luogo, con tutta ciò la Scrittura
Santa in varj luoghi gli aflfegna il Cielo come fuo Trono $ da poiché noftro
Signore vi è falito quella maniera di rimirare quello téli plfimo log giorno
per contemplarvelo, e così metterli alla prefenza di Dio, viene accompagnata da
una grande foar vita, e dolcezza. Si racconta, che S. Ignazio Fondatore della
Compagnia di .Gesù coftumava di portarli tal volta fui più alto piano di fua
cafaper contemplarvi più a fuo bell'agio il Cielo, c che di là ritornando d'
ordinario efclamava: oh quanto mi fembra vile, e ordì da La Terra, mentre
contemplo il Pielo Sopratutti però il più ficuro mezzo per tenerci fempre alia
prefenza di Dio è di veder Dio in tutte le cofe,e tutte le cofe in Dio.
Quellapratica fi può efeteitare in tutt’i tempi:. Dio effendo eterno a qual
tempo non è egli preferite ? Dio elfendo in ogni luogo, e riempiendo egli il
Cielo è la Terra, in qual diftretto non ritroverafli? Dobbiamo vederlo in tutte
le creature ., poiché, Cccome abbiam detto, Dio è E 1 1 II Combattimento
Spirituale la bafe, e X appoggio di tutti gli Enti JLa prefenza di Dio alle
Creature è la . cauta del loro eflfere, e fe da loro 11 fottraelfe per un folo
momento, in quello medefirno iftante elleno ritornerebbero al loro nulla.
Bifogna ancora riguardarlo in tutte le azioni, poiché egli è il primo agente, e
il principia di oni azione mescolando Àl fuo generale ed' universale concprfo
con tilt to ciòcche ha azione o movimento j? di maniera che dobbiamo
confiderai. Iddio prefente ed agente In tutte le co fe ed è ben cieco, chi non
io vede Prefupofte quelle verità confideda mo J obbligo, che abbiamo di tenerci
i ncelfantemen.te alla pire Senza di DiÒfenza perderla giammai di veduta, -rax
con un Santo timore, con un impetto v ed umiltà bèn degna dIla fu divina,
Maefta. Quella era la pratica del Pro Seta Elia, che diceva a ordinario Vìva
Iddìo y alla di cui prefenz.a io fot} fempre C f ? J4 ) Quella era quella del
He Davide, come Ben poflìarno rimarcarlo in più luoghi de uioi S almi, ma
principalmente net quintodeciino ove dice quede belle parple: 4 mi proponeva il
Signore avanti gli occhi j miei perche egU è fempre, meco, per Mfejtderjtfi,
Idalla ina è i; o i, a r a ofl cìs et i ’i ì I dalle caduti' Lr .. 99 fta f ei
„pre la jfridcrl'i quello Hiloloto, re -chi è difpollo à peccare confiderà, che
vi: h un tbftimonid,.che lo Vede; ngtlt ariamoci alcuno per cui abbiamo del
rispètto del timore, rendiamocelo preferite, affinchè facìamo fantamente
demolire più' decrete azioni Gheipér quanto invifibile che dìa ? fe rnowra
cofeienza, ella è tempre efpoftav e palefe agli occhi di Dio? Colla ricordanza
della prelenza 'di Dio 1 Abbate Parjptuzio cavò dal.lezzo della impurità d.
Tiel P Scttpelì ’ l#f fucila celebre Cortigiana Taìs, e la cangiò in una efìmia
penitènte e S. Efrem ne liberò un’altra dalla medefima infelicità nella Città
di Edeffa. Noi non avremmo mai V ardir di peccare, dice S. Girolamo, fe
rifletteflìmo che ciò faciamo avariti ginocchi di Dio. Quefta prefenza
adorabile dice S, Ambrogio, pone in fuga tutt’i vizj, e et -dà una forza
maravigliofa per vincere le tentazioni. Giufeppe effondo tentata dalla fua
Padronale Sufanna dà 1 Vec chioni impudichi, confederarono Iddio ©refente, ed
ottennero la vittoria Ella giova altresì fommamente all’ acquifto delle virtù,
il loro fenderò; che flutto è coperto di fpine e di difficoltà, ‘tutto fi
ammanta di fiori alla prefenza di Dio. Scrivendo' T Apertolo ai Crìftiani di
Filippi, ed efortandolin a praticar la modeftia e le altre virtù al Cofpetto
degli Uomini, per obbligargli con. maggior r efficacia fi ferve di quefto
motivo; Operate in tal manierAy ;( dice loro ) che la voflr a modeftia tt tutti
gli uomini fi a palefe imperciocché il Signore' ì prefente r vicino ( Philip 4.
i $1 ).i riV, 5 tr per aiutarci a vincere te tentaioni r per domare le ooftre
palli oni e pe farci praticare le virtù in modo eroico r chi. non vede eflér
ella unodcf più : poffenti, Toccarli y che dal Cielo ri cever-polìTamo in
queftoSpirimaleCombattimento ? ed. oh’ chegran motiva Banno mal di confolarfi
tutti coloro #S.vi entrano !poiché' quello foccorfo yien loro prometto dallo
Spirito. Santo ih quafr tutte le pagine della Sacra Scrittura r Procuriamo
adunque a tutto no $ro potete di renderci tamigliari quesfìe pratiche ufandone,
or S E una . f.orui altra per camminar Tempre alla prefen- za di Dior AccolHimlamocI
a confìderailcr coperto lotto il velo delle Creatrtrev per mezzo' di W egli ci
guardar e vede qoir fofamente le noftre azioni, ina ancora i noftri penfieri,,e
i piu 'reconditi' affetti del no(lro cuore. Guardando noD QeatWey avvezzandoci
ieparare il corporeo dallo Spirituale ied a. vfcorgere Dio prefente In efl. ma.
principalmente a‘ coiGderarlo.' dentro di' noi lleiTì, e quando vorremo
combattere alcuna dette noftre pacioni Q' fare qualch’aluracofa, rendiamo-cì
primieramente Iddio prefente in alicela: delle maniere poc'anzi acceo
àéfi'ScftfólK' K i&f fór e a lui indirizziamoci còti fervidi defìderj. i
nrplorando il fuofoccòrfo j i è forno pur certi y che fe ci rendiamo' fa
migliare quella prefefrzà di DioV j nóflr folamente riporteremo frequenti, e
fégridate vittorie fopra i' nóftri' nemici ora non avremo più nè' peiifieri nè
paf role y nè faremo giammai ' alcun-aziol fle, che pòlfa dilptacére' a‘ quella
divina Madiat e parimente da 'timemBran za. 4 della fu prefenza ci darà' la’
forza, ili tempre confer varò in eftay e } la fa 1 milita sdi Ilareal fuo
cofpetto cori riverenza, e timore wìo&(ìu orbi u.iq rM. i.tir, vqnrd runa
nero 100 x.i:i s, : ì i : r:H flutto det tetto (Stortura .-.,j o'-yf J voftrl
fenli-y acciò nullaentri per edi che polla occupar veramente la voftra’
immaginàzlone, o' intelletto y o che polla fomentare le vòftrè ♦palfioni r
appetiti K ik. '. ferh i di offervare fedelmente la regola, eh’ è nella prima
confiderazione del fer condo Eie rei zio per giudicar Tantamente del giullo.
pregio delle cofe e. per feguitar volentieri edi. -buon cuore i fentimenti
altrui. Settimo di rendervi, famigliar! tutte le differenti maniere' dt tenervi
alla potenza di Pio .le quali fono notate, e fpie|ate nella Lezione
Spirituale,, acciocché tal-, foccorfo non vi manchi giammai in quello
Spirituali k Combattimento,. t.ó. . ci non obbqd oiìnb in 7 rt Isn oq V:.h 0!id
O c OVtOV OltfOfTKAO.L tììg v'r r snni tu o f.G v)i rni df n:,? txu ib oiJro'Vi
'no line del terze Giorni . -i yrt . 1 ! i Fgs rb db non 21 obwl. b Tq tifi ili
Jib fró:i£i‘.qv j-o .( n, ti o ri mbir. a 1 ... b xrJHV' r. b; jp.i{;h
oniVJiù'b jiloq ‘ QUAR ?. v $ -V-cer fK!Mó e farle per impdH 1 VO ' j'ic,
unente per piacere, e W phi u „ ql fe Con, io£ Il Combattiménto Spirituale
Confondetevi, riflettendo' quanto fiate fiato fili’ ad ora lontano da quella,
maniera d’operare e da quella purità d'intenzione. Fate proponimento di effer
attento a dirizzare la voftra Intenzione in tutto do che Farete, nella,
maniera, che poc'anzi atete considerata, fe non volete perdere il tempo,
crender inutili le voftre azioni. t t II Colloquio coll iloftro Signor Gesù
Crifio. Chiedete quefta purità dmaenzione; rinunziare nella di lui Santa
Prefenza ad ogn’ altro fine, ed a quar lunque ricerca di voi ftefti, e fatelo?'
con una grande fincerità %,. C onfiderete,quatft£ grande là corruzione della
noftra Naturai poiché ella è si inchinevole, e prodire a ricercare in qualunque
( cofa i fuoi Vantaggi, e la fua propria foddisfazlo ne anchenelle cofe più
Sante o fpirlr tuali, di cor fi pafee con eccello come d’ una ghiottoneria, o
vivanda.. fuo gitilo, il che. interamente s oppone, allo Spirito di Dio.
Confiderete, quanto fia Tagrimevoje quella corruzione., elfendo efiala cagione,
che ancora quando ykn pjopor fio Silfio vuole rnotivo £ ria, ma per h Drnnn,
FrJ a 4tiajglache vi ritrova, o perllWT' ’ o Per altri avvMta4iL d on °rende,
il c hé eiin’m. ?, fle atpiù mm £ rnl̰ Starno fa è toni perfetta c l ll ? nro
h cocche fino 5n deaerare l ‘ly 0 f ??, cn poffiamo eflere m? re ? 10, edefimo
nati 4 alla fotti quello deìderio & in la fodf£2ì ,am.° -Pcr oettd nzichè
la Volotitì'd? njo ,T V divm beneplacito ? -&' te I P ìu occulti mov f M?mm
11 Colloquio e. Pregatela alnilmE ma Ver c fd G in,tmzrvi m una cofa 1 lo8 II C
omb atti mente Spirituale j necefforia, e in cui ella è fiata fem pre sì
fedele. III. C Onfiderate, che per evitare un inedia sì pernizioia bifogna
oflèrvar .fedelmente la pratica feguente. Quallora lì prefenta alcuna cofa, che
Dio Vuole da nói, prima di permettere alla noftra Volontà d abbracciarla,
biloalzar la mente a Dio, e vedere s J? fu a Volontà, che noi la vogliamo, ie
poi volerla pel lolo fine del di lui onore, e della di lui gloria, e perchè
egli la vuole. Bi fogna praticatelo fteffo in ciòcche Dio non vuole, e quando ci
s offre qualche Cofa di quefta natura, non bifogna accordare al noftro cuore di
abborrirla, nè di rigettarla, fe prima la mente non abbia fatta la ’medefìma
riflefiìone, e laftdfa fommiffione, ed avendo conosciuto, che ciò non è di
voler di Dio, fa duopo non volerlo in alcun modo, come limolati e diretti dalla
‘Volontà del medefimo Dio. Fate conto di quefta pratica, proponete d’ tifarla,
e dì rendervela famigliare... IL Colloquio col voftro Angelo Cuijtode.
Pregatelo di graziarvi delle fue ispirazioni, affine di non dimenticarvi mai
d’una pratica sì Tanta. s, IV. ',.. I,, y '. ' V : C Onliderate, e fiate in
guardia, perchè gli aguati della nollra naturi corrotta troppo fina in cercar
Te medesima, Tono difficiliffimi a conofcerfì 5 imperciocché noi di fovente ci
lusinghiamo di avere quella purità d’intenzione, e di operare per un’ impulfo
tutto divino, e pure non è così j mentre in verità non operiamo, che pelnoflró
amor proprio. Per evitar quell’ insan-. 110 ci è duopo diffidar di noi llelfi,
flar bene fulla nollra guàrdia, ed tifare una gran diligenza in purificare ls
nollra intenzione al principio di tutte le noftre Opere, e non intraprendere ne
lafciare giammai cofa alcuna, fe non per quell’unico, e puro fine della
volontà, e beneplacito di Dio. j Concepite un Tanto odio contro voi fletto;
pregate nollro Signore, che vi lciolga tutti i legami del volito amor proprio,
e che vì doni un cuor fedel e curante che della Tua Gloria, c dell adempimento
del Tuo Tanto yoJere. Il Colloquio col vollro Angelo Saft I I i Ilo 11
Combattimento Spirituale to. Pregatélo, che vi difcuopra il voftro amor
proprio, e che lchianti da} voftro cuore ogni ricerca di voi me defimi.
ESERCIZIO, Continuazione del medefimo . ~ ' . Soggetto, Come fi debba metter in
pratica ciò, che ' detto abbiamo della purità d’intenzione e del modo di
ottenerla da Dio Y J. 1 Orazione preparatoria al folito.; Considerate come
dobbiamo diportarci per fare una pratica fedele di qaanto abbiam detto nel
precedente El'ercizio. Nelle azioni di corta durata, fieno interne o efteriori,
bafta avere. virtualmente, o generalmente quello puro motivo di piacere a Dio,
e di fare la fua volontà; ma nelle azioni di più lunga durata Infogna
attualmente indirizzare la noftra intenzione nel princìpio delle medefime, e
nel piOgrefifo innovarla di quando in quando per confervarla Tempre retta fino
al fine, e per non cadere nelle panie, e ' ' lao T Del JP. Scupoli ? ni 1 lacci
del noftro amor naturale, il quale efiendo più portato a compiacere fe. fletto,
che Dio, di fovente ci diftrae daìioftri primi oggetti, e nc fofKtuiice degli
altri, che ci fanno cangiare il fine, attalchè ciò, che al principio abbiamo
voluto per piacere a Dio, pel progrefiò, e verfo il fine lo voglia-jno per
piacere a noi fletti. Fate ilio di quefte induzioni. Chiedete a Dio la grazia
d’ efler fedel nel -praticarle; pregatelo, che vi liberi da -quefta lufinghiera
pattfone, che ci arreca tanto {vantaggio. Rinunzi ate ad ogni ricerca di vai
medefimi. ( II. . ' u I Considerate ancora, che fe noi noti ittiamo bene in
guardia in qiietto affare, a poco a poco e quali infenfibilmente e coi piedi
della noftra corrotta Natura, ciò che li è cominciato con una retta intenzione
fi continua, e poi fi compie Con molta imperfezione. In fatti noi abbiamo una
sì grande compiacenza perì noftri parti, che ci dimentichiamo affatto del diVin
beneplacito, il quale era il fine della noftra imprefa, e la prima intenzione,
‘ eoa la quale incominciammo ad ope G z rare, 1 t . IH II Combattimento
Spirituali! are, e ci attacchiamo sì fortemente alla noltra propria
foddislazione, oppure all’onore, ed ai vantaggi, che ce ne provengono, che fe
addiviene, che liamo impediti dal profeguimento dell opera da qualche
infermità, o da qualche creatura, che ci li opponga, o da qualch’ altro accidente,
ne diventiamo tutti turbati e metti, e non ci fo.ttometriamo fe non con
grandiilìma pena, e con violenza ad amare quelli ottacoli, che Dio ci manda o
ci permette, e ben fovente. ancora ci lanciamo trafportare alle mormorazioni, e
impertinenti querele, per non dire, alle beftemmie. Il che fa vedere aliai
chiaro, quanto liamo lontani dalla purità d’ intenzione, con cui intrapren.
demmo quella buon' Opera, e quanto fortemente liamo poi attaccati alla no.ftra
foddis fazione particolare conciolacchè colui, che fa tutte le fue azioni mollo
dalla Volontà di Dio, e pei .folo motivo del fuo beneplacito, e delia fua
Gloria, non vuole piuttofto una cofa che T altra, e non la vuole, fe non in
quanto ella piace a Dio, endla maniera, e nel tempo, che glièpjù .aggradevole,
rimanendo ugualmente contento d’ averla, e di non averla, avendo egli Tempre
ciò, che brama, cioè ciò, che piace a Dio. Concepite un Sant’ odio contro voi
ffceffi j abbiate orrore della corruzione della (voftra natura j rinunziate in
presenza di Dio a qualunque ricerca di voi medefimi : domandategli un cuor
fedele per non amare in tutte le cofe, che la Sua gloria, e 1 adempimento del
fuo Santo volere. Il Colloquio colla Santiftìma Vergine, che fu sì fedele, e sì
pura in tutte le fue intenzioni. Pregatela di purgare il voftro cuore da tutto
ciò, che fi oppone a quefta fedeltà. Confiderate ciò, che v bifogna fare per
avere quefta purità d intenzione in tutte le noftre azioni. Egli è duopo efSer
Tempre ftudioiàmente raccolti in noi lleflì, e ricordarci d indirizzare la
noftra intenzione al principio di tutte le noftre operazioni, come abbiam detto
di Topras e Te accade, che la prefente diipofizione del noftro interno ci porti
ad abbracciar la Virtù per isfuggire le pene dell Inferno, o per meritare il Paradiso,
bifogna ricordarci di farlo, perchè taf è il beneplacito di Dio, il qua G 3 W
ii4 11 Combattimento Spiritante le defidera, che tutti gli Uomini fi fai- vino,
e non vuole che alcuno di loro perifca. Non dobbiamo mai allontanarci da quello
motivo, nè da quello fine ma a lui condurre tutti gli altri, elferF do egli di
sì gran merito, evalore, che un'azione pet baila, e picciola, che fi a, fe fia
fatta con quella pura e retta intenzione, che abbiamo poc' anzi fpiegata, vale
incomparabilmente piùdimolt altre della maggior importanza, che fatte fieno
fenza quello motivo f Bifiogna altresì chiedere a Dio quella purità d'
intenzione con perfeyeranza, e per obbligarci a non {cordarcene giammai,
dobbiamo confiderare ciò, che Dio è in fe llelfoj com'egli merita infinitamente
d'elfer fervito, e onorato; e li beni grandinimi, che abbiamo ricevuto dalla
iua liberalità pel folo motivo del fuo amore, e, fe fia duopo bildgna eftendere
quello penfiero confiderando quanto Iddio ci ha obbligati, onorati, ed amati
nella Creazione, Creati avendoci a fua immàgine, e fomiglianza, ed avendòci
fottopolle tutte le creature; nella Redenzione, inviato avendo non un Angelo,
ma il filo unico Figliuolo per ricattarci, non col prezzo corruttibile dell'
oro, e dell' argento, ma col fuo V preziofó Sangue, e con una morte u Qualmente
crudele, che obbrobriofa nella cónfervazione, difendendoci ad ógni momento
da'nofoi Nemici, combattendo efio medefimo pel noi, e rinforzandoci nelle
noftre debolezze col mezzo d'un cibo tutto celelle, qual' è il di lui
Sacratiffimo Corpo, e preziolìlfimo Sangue j daì che chiaramente lì fcorge la
Rima e il conto, eh'ei fa di noi, e f amor che ci porta. Finalmente bilogna
aver Tempre m veduta l’ immagine de’ Tuoi benefizj, e confervare nel-' la noftr
anima un fentimento ben 1 alto, e fublime della grandezza, e maefià dt Dio, che
merita un'onore, ed im’amo- re infinito, affinchè colpiti da tutte quelle
confiderazioni non operiamo pii che pel fuo amore, e per la fua gloria
Ringraziate Dìq di quelle cognizioni.Fate tutto il vollro teloro di quella
purità d'intenzione. Chiedetela a Dici còn perfeveranza, e con una gran
confidenza nella fua bontà, e nella fua milericordia. Ponetevi di fovente a
mente quelli sì poflenti motivi poc' anzi accennati affine d' obbligarvi efficacemente
a quella purità d'intenzione. Jl Colloquio con Dio. Conferite cofi lui di
quelli purità. d' intenzione come V X3 4 dell le Il6 11 Combattimento
Spirituale 'dell indù Uri a la più importante, e li piu neceffaria per ben
nutrire in quello Combattimento Spirituale, e feftza la quale voi farefte uno
ftordito, e un temerario a prefumere di venire alle prefe co’ v offri nemici,
ESERCIZIO. £elle due volontà, contrarie che fon im noìy e cu ale deprezza, e
cautela ufar dobbiamo nella guerra che hanno fra dì loro L’Orazione
preparatoria al folito. L C Onfiderate, che vi fono in noi dae volontà, l’una è
quella della ragione, Che perciò chiamali ragionevole, e fuperiore, e 1 altra è
quella del ienfo, che li appella fenfuale, c inferiore, e che indifferentemente
lì elprime con quelli nomi di fenfo, di appetito, della carne, e di palfionee
leb.Lene l’ una, e l’!altra n poffa dire Volontà y con tutto ciò, lìccome da’
ienU non Éamo colli tiriti neirelfer di uomo, ma bensì dalla ragione, così non
dee dirli propriamente volere quando 1 appetito fenfuale tende a qualche
oggetto. SSBB9I to, ma {blamente quando il ragionevole vi acconfente; d’onde ne
viene, che tutta la nodra guerra fpirituale principalmente confale in ciò, che
la volontà fuperiore, e ragionevole edendò fituata come in mezzo tra la volontà
divina, eh’ è. al di fopra di lei 9 e la volontà inferiore, ch’è al di lotto,
ella è perpetua piente combattuta dall una, e dall’ altra, che fanno continui
sforzi, per fottometterla, e tirarla al proprio partito. . Rinunziate per
Tempre a queda volontà lcnfuale, che vi è comune co’ Bruti. Defiderate
ardentemente di afloggettarla alla volontà ragionevole, e quella a quella di
Dio. Il Colloquio con nodro Signor Gesù Crifto. Proteftategli, che la Vodra
maggior paflìone è di fargli un fagridzio di quede due volontà, e di non
volerne aver mai altra, che la fua. Considerate, che quella guerra non è di
travaglio a coloro, che hanno di già fatto 1’ abito o nelle virtù, o ne’vizj, e
che fono rifòlutidi peufeverarvi, come lo ha egregiamente av. vertitg S.
Agodino, imperciocché gli . g j. ù. tiS lì Combattimento Spiritual fini
agevolmente s’ accordano alia vo lontà divina, e gli altri alla fenfuale : ma
una gran pena, e gran combatti mento fi prova maflimamente nel principio quando
fi propone di cangiar vita, e di enotere il giogo della carne per con fervarfi
all’amore, ed al fervizio di Dio, principalmente quallora fi è invecchiato v
negli abiti cattivi, (e peccaminofi s inrrperciocehè i colpi, che la volontà
fuperi ore riceve e dall’alto e dal balio, cioè a dire, dalla volontà di Dio, e
dalla inclinazione o volontà fenfuale che la combattono inceffantemente, fono
sì afpri, sì violenti, e fenfibili, che un’anima è quali ridotta all’eftremo
dalle no; e, e dalle agonie, che l'offre. Dichiarate una guerra aperta a tutti
i movimenti della voftra volontà fenfuale, non vi feoraggite per le difficoltà
y che potete incontrare in facendole refifienza; ailicuratevi, che quanto più
generofamente le refifterete, ella vi recherà minore la pena. Il Colloquio
colla Vergine Santifixma. Imperciocché febben’ ella non -abbia mai fofrèrti
’fomiglievoli combattimenti, fa però la neceflità, che abbiamo della grazia di
Dio per non foccombervi. Pregatela ad affiltervi. w ' e manca eziandio il cuore
al prefentarlì di quelli fieri nemici, i quali poi ci tiranneggiano crudelmente
Chiedete a Dio una fanta generalità, ed un coraggio invincibile. Proteffate Q %
‘ ' gli ' ' i lio II tymbattimentò Spirituale gii, che voV bramate di fare una
guerra aperta a tutto ciò, che fi oppone al fuo Spirito, e che partecipa della
carne, e del Sangue. Domandategli la grazia di non consentire giammai a cofa,
pne fia contraria al voftro flato, e indegna di que’illuftri nomi di Criftiano,
o di Religiofo, che tanto vi adomano Il Colloquio col voftro Santo Angelo,
affinch’egli fia con voi in tutte le voftre difficoltà, e che vi ajuti, e vi
ferva in tutti i voftri Combattimenti. Confiderate in conseguenza, quanto
grande è l’errore di alcuni, i quali applicandoli alla vita Spirituale, amano
fe lie Ili più di quello, che loro con' viene, benché in verità non Sappiano 1
arte di a marfi finceramente. Eglino Scelgono gli efercizj più confacenti al
loro gufto e talento, e lafciano quelli, che mortificano perfettamente le
inclinazioni naturali, e le paffioni {enfiti ve, contro le quali, a lar bene,
fi dovrebbe volgere tutto lo sforzo del combatti mento, non ufando di tutti gli
efercizj Spirituali fe non quelli, che più fervono a sì generofo difègno. 7
Abbiate compalfione di quelle perio ne v i 12 r fte, le quali da fe medefime in
cotal guifa s’ ingannano. Approfittatevi del loro errore, e rifolvete di non
applicarvi che agli efercizj, i quali faranno. più atti a crocifiggere il
voftro amor proprio, e ad umiliare il voftr orgoglio. Il Colloquio col voftro
5. Angelo. Domandategli, che vi rifchiari co’l'uoi x lumi, acciò ne'voftri
efercizj non fiate abbagliato da uno fpirito di errore e d’illufione. ESERCIZIO
La maniera di combattere centro ì movi menti de' fenfi, e gli atti che la
volere ta dee produrre per acquietare gli abiti delle virtù. LOrazione
preparatoria al folito. Confiderate come ci dobbiamo con durre,' e gli atti che
dobbiam fare allorché la n offra volontà fuperiore e ragionevole è combattuta
dalla volontà fenfuale da una parte, e dalla divina dall'altra per ridurla al
fuo partito 5 imperciocché fe bramiamo che la volontà divina prevalga in noi al
no ftrft iti II Òombmimèruó Spirituale tiro appetito Senfitivo, dobbiamo
operare in quella maniera. Primieramente, quando damò aflallrf e combattuti da
alcuni movimenti inconfiderati del pravo appetito, biSogha tolto far loro una
coraggiósa e valida rellltenza, affinchè la volontà Superiore non vi
acconfenta. In fecondo luogo cedati che frano quelti movimenti bifògna
eccitarli di nuovo per reprimerli più fortemente di prima, ciò che biiogna far
di b.el nuovo, e rintuzzarli non Solamente con forza, ma altresì con Santo
Sdégno e come abbattendoli, Quefta pratica di risvegliare in tal guiSa dentro
di noi le noftre particolari palfioni debb 1 edere olfervata contro tutti i
noltri Sregolati appetiti, eccetto nelle tentazioni della carne, impercioCchè.
Se vi è dell’ onore,, e della gloria J in combattere, ve n è di più nel fare
una ritirata opportuna, quando cono Sciamo che le noftre forze non Sono uguali
a quelle de noftri nemici. Eccettuata adunque la padrone dell’impurità, per
tutte 1 altre egli è duopo di loro opporre mille atti di rifiuti di Sdegno dì
avverinone ' e di orrore per impedire, che la noilra volontà Superiore non
v’acconfenta .e non abbandonare ni. giam Jbel P. Sciipolì i 1 1$ giamtfiai II
combattimento fe prima if noftro nemico non fia interamente debellato e vinto.
La ragione principale, che ci obbliga a rifvegliare in cotal guila le noftre
proprie pacioni, è perchè può accadere,die il Demonio accorgendoli della
refiflenza, che noi facciamo alle loro fre fidatezze, fia per celfare dal
follevarie in nói, ed anche allorché noi te ecciteremo, egli farà tutto lo
sforzo per acchetarle per paura, che con quello efercizio non venghiamo ad
acquiftare T abito delle virtù loro óppòfte, o pure affinché vanamente
crediamo, che i noftri vìzj fieno affatto elminti, quando non fono, che
addormentati. Quella è la ragione, per cui io dico elfer bene di richiamare
alla noftra memoria i penfierì, che cagionano in noi quelli movimenti, di
eccitarli, e di Combatterli cogl atti della parte ftiperiore più generofi di
prima, procurando di reprimerli interamente in mezzo a’penfìeri, ed alle
ragioni, che li hanno fatti nafcere, concependo per effe un tanto fdegno ed orrore,
fino ad averle in abbominazione : imperciocché fe noi rintuzziamo una paflìone
o un vizio fenza odiarlo, t {blamente con una generate intenzione ne di far
bene, e di tenerci in pacepiut; tolto, che per un onrore ingoiare della j fua
deformità, corriamo nfchio d'efìfer fuperati e vinti in qualch’ altra
occafione. Notate di palTaggio, che eccettuato Tempre il vizio dell impurità,
contro cui non dobbiamo combatter mai fe non fuggendo. In terzo luogo, dopo
avere refpinti quelli alTalti violenti del noltro derpravato appetito bifogrìa
fare degli atti delle virtù contrarie a quelli vizj $ per efempio, fe abbiamo
deiravveilìone a qualche perfona, che ci travaglia, dobbiamo primieramente
defiderare d’ efler efercitati dalla perfona medelimasfecon dariamente bifogna
proccurare di fentire della gioja per i difpiaceri, eh’ ella ci arreca, e
prepararci a foffrirne ancor de’ maggiori. In terzo luogo, s egli è uccellano,
bifogna pali are fino alla pratica d alcuni atti citeriori verl'o quella
medefima perfona, tifando con ella pappié umili, e caritatevoli, mollrandole un
cuore Tempre aperto, e Tempre pronto a fervirla in qualunque occafione. H
avvegnacchè Tentiamo nel nollro intera no quelli atti sì deboli, e sì languidi
che ci fembri di farli contro la no [Ira volontà, non dobbiamo con tutto ciq ,
llf lafciarli, o interromperli 5 imperciocché per quanto fiacchi effi fieno ci
tengono aempre in lena di combattere, e ci aprono la llrada alla vittoria nelle
occafioni. Tutti quelli atti debbono etfer frequen' ti, e foefie fiate
replicati, tanto gli atti di refiitenza, di rifiuto, e d’av verdone, come gli
atti della virtù contraria $ imperciocché ci abbisognano più atti buoni per
formare un abito virtuofè, che atti viziofi per acquiftarne un cattivo, non
efifendo quelli ficcome quelli aiutati dalla natura corrotta. Rifolvete d J
elTer fedele in quelle pratiche, concepitene Una grande (lima, e bramate con
ardore di farne ufo. Dichiarate una guerra aperta a tutti i voflri fregolati
appetiti, e febbene non vi molellino, non ve ne fidate punto, diffidate di voi
lleffi, finché avrete vita. Il Colloquio col voftro buon Angelo, affinchè vi
affilia co’fuoi lumi, e non vi laici forprendere dalle fottigliezze del voilro
amor proprio, nè dalle infidie dello fpirito maligno. Confiderate, chebifogna
fare gli atti fovraccennati non folamente contro gli appetiti fregolati, e
violenti ' che fono li più Capaci d abbatterci $ ma ancora contro li più
piccioli e de4 boli, aprendo quelli e facendo la {brada agli altri che generano
poi gli abiti viziofi, e per la poca cura, che alcuni hanno avuto di refiftere
a quelli piccioli movimenti e di reprimerli dopo aver fuperati i maggiori ed i
piu gagliardi d' un medeimo vizio, è avvenuto loro, che quando meno vi
pensavano fi fono ritrovati più vivamente affaliti, e fono fiati alla per fine
fuperati e vinti con maggior danno e confulìone di prima. Proponete di non la
perdonare nep pure ad un folo deVofiri fregolati movimenti, avvegnaché ciò fia
in cofe leggiere. Non rilparmiate a fatica per vincere voi ftefli anche nelle
più picciole colei Animatevi a ciò colla confiderazione, che iddio vuole quello
da voi, e che facendolo farete cofa a lui molto grata. Paventate affai il
pregiudizio, che potete ricevere fedendo a quelli piccioli movimenti. Il
Colloquio col vóllro Santo Angelo, come il precedente gons iderzione tu.
'Onìderate, che per riportare uni vittoria si importante e vantaggio fa. fopra
i noftri Sregolati aonetfrf t duopo, non folamente rehiierc' ad efi’o lor° ? e
metter in pratica turrefeL'é denti iftruzioni, ma ancora t.al voka rf fe cofc 6
1 edai elider,del. la neiK h m Pe™eflfe fuor della necefljtaj imperciocché
oltre il ™ fitto ineftimabile che ce ne verrà f fio ci renderà più difpofti
ancora edabi iia iuperàrci ne’rtotoi Woliti ™ a, e quindi ci fortificherai
vieppfù e acqueremo un mezzo tutto partii lare per vincere le tentazioni fS-t
mo molte lorp.efe dell'infernale nemt CO, e faremo una cola gratinimi a Dio
Notate per conclufione di quefto efock Zio, che, ficcome gli abiti de vizi (i '
producono colla frequente repetizione chi rfvf Cl v P lontà Seriore allorché
cede a movimenti dell' inferiore cosi gh abiti delle virtù fi formano col a
frequente produzione degli atti dt ™ ede fi' n a volontà allora, qua£ do ella
fi conforma agl'impulfi, ed alfe imprefliom di quella di Dio. E cosi la flpftn
volontà non farà giammai vira tuo- a Combattimento Spirituale noia per quanto
gagliarde fieno le m-A fpirazioni con cui Iddio la muove, snella non vi
confente e non farà giammai propriamente viziola, per quanto fien rigorofe le
paflioni che la combattono, s’eMinon cede loro, e non foccombe a’ loro
sforzi.., Ringraziate Dio di quelle cognizioni. Proponete di approfittarvene, e
di porle in pratica con la difcrezione necelfaria. Concepite un fanto odio di
voi fteffi, che vi renderà tutte quelle pratiche facili, e piacevoli. Il
Colloquio col vollro Santo Angelo. Pregatelo d’ illuminare fa voftra mente per
conofcere quanto egli fia giufto che odiate voi fiefli, affinchè per quello
mezzo rinunziate più facilmente alle cofe permeile non necelfarie, ofifervando
Tempre le regole duna prudente e Tanta difcrezione. L’Obblazione. Offeritevi a
Dio con un cuore contrito d’ edere fiato finora li pieno d’ amor proprio
iiv-tutte le cofe, e d’aver piuttofio aderito a’ movi-. menti del vollro
fregolato appetito, e della voftra malvagia inclinazione, che a quelli della
fua grazia e della Tua diJ vina volontà. Offritegli il voftro cuore, ferito di
quefta contrizione, e chiedetej nè quello amore fenza la grazia. Le potenze e
le facoltà, con cui operiamo naturalmente, preluppongono il noflro effere
naturale; così l’amor di Dio, per cui fìamo refi capaci d’ operare
fovranaturalmente, prefuppone il noflro: effere fovranaturale, al quale
innalzati fìamo dalla grazia. Nulla di meno perchè la grazia fenza Y amor di
Dio farebbe come un ente fpogliato delle fue potenze, perciò molto più ci retta
a dire dell 3 amor di Dio, di quello abbiam detto della grazia, poiché fenza
quefto amore la grazia medefìma non farebbe un foccorfo ma foltanto una qualità
fovranaturale, che ci renderebbe grati a Dio : Y entrare però un tal guifa in
quello fpirituale arringo., farebbe come andare alla guerra fenz armi. Egli è
l’amor di Dio, die ci da forza, e coraggio; egli, che cifomrninittra la
defirezza, e che ci fi vittorioi di noi ftefil, delle nollre paliioni, e di
tutte le podeftà infernali. Con quefto amore la grazia è fempre vittoriofa;
egli produce nella noftr’ anima gli abiti di Tel P. ScHpoli. tir' ! fi dì tutte
le virtù per mezzo degli atti eroici, che ci fa fare in mezzo alle j maggiori
difficoltà: in una parola, egli è Tajuto più importante e più efficace, l che
dal Cielo ci provenga per fiancheggiare la noftra debolezza, e foflcnerla nelle
noftre battaglie. I V amor di Dio è quella forza e virtù i cdelie, che il Redentore
promife aYuoi dilcepoli allorché lo Spirito Santo ( Lue, 4.V.9. ), eh’ è l 5
amor per eflfenza, dtl fcefo foffe l'ovra di eflì fiotto il fimbolo 1 di fuoco.
Egli è una forza e virtù, che 1 viene dal Cielo, ma sì grande, che in qualche
maniera è infinita. Coloro, che 1 ricevono nella lor anima lo Spirito San; to,
ficcome hanno Dio in fe ftefli, co-. sì hanno più di forza di tutte le cofe che
fono inferiori a Dio, di maniera l che nè la carne nè il Mlondo nè tutte le
potenze infernali poifono fare cola al-, cuna contro di loro. Il Dottore
Serafi; co S. Bonaventura ci affieura, che l'aj mor di Dio è tutta la forza d’
un cuor generofo; quello amore, dice il Santo, 1 non fa che fia tornar
addietro, egli non j teme punto i pericoli, non fugge i tra1 vagli,,
intraprende le cofe più ardue e ; malagevoli, e fotfire pazientemente tutt :
tociò, chef offende: gli faepiano pur guer Ifz 11 Combattimento Spirituale
guerra tutti aflieme i vizj, le p affienii, 1 ed anche i Demonj tutti
©onfpirino contro di lui, che, s’ è vero amor di Dio, non farà giammai fuperato
e vinto. San Pier Grifologo afferma, che quello amore fa, che l’uomo trionfi.
anche €on piacere di tutte le tentazioni. Ama Iddio, o mortale, dice quella
bocca d oro, ma amalo perfettamente, affinchè tu poffa fenza pena fuperare gli
sforzi de tuoi nemici. Ella è una maniera dì combattere ben facile e foave,
quella di trionfare di tutti li vizj con le forze dell’ amore. In una parola,
quell' amore è di una virtù sì divina, che, al dir di Bernardo Santo, egli ci
rende facile, e gradevole tutto ciò, che vi è di piu aullero e difficile nella
firada. della perfezione. Tra tutte le pafiìoni, dice S. Agoftino, il folo
amore fi vergogna dì dire, quefia cofa mi da pena, perche ( eccone la ragione
affegnata dal Santo medefimo ) i travagli non rincreicono punto, ma piacciono a
quelli che amano, mentre amando non fi travaglia, o almeno non fi fente il
travaglio.. Alloca quando Gesù Criito s incamminò alla Croce, riguardò la fua
morte, e tutte le pene che la dovevano precedere, come un’evidente tefhmoman za
I, Del P. Scapoli. J ? ? za dell’amore, ch’ei portava al divino fuo Padre, e
ftimolato da quello amore ufcì dal Cenacolo, e andò ad incontrare i fuoi nemici
5 acciocché, difs’egli, il Mondo conofc a eh io amo il mio Padre, forgete, e
afri amo da quejlo luogo ( Joan. 14.V. 51. ). Quello amore di Gesù Odilo fu sì
grande ed eccelli vo, cheTei tulliano ha ardito d’ affermare.( Lib. de pat. ),
che 1’ amore fece foffrire ben molti tormenti a quello divin Salvatore più per
piacere, che per necelTità : e qual’ obbligo, dice quello grand’uomo, aveva
egli mai d’ aggiugnere a quella morte tante morti a quello fup| pii zio tanti
fupplizj, tante pene,etani ti obbròbrj? Egli risponde, e conchiude, che l’amore
faceva provare a Gesù Crillo una fpezie di piacere di praticare in eroica
maniera tutte le più eccelfe virtudi, la pazienza, l’umiltà la manfuetudine in
mezzo alla più orribile crudeltà, ed alla più ftravagante infamia, ch’abbia
giammai faputo in ventare l’inferno.... : Che diremo noi dunque adelfo dell |
aiuto, che ci reca T amor di Dio in quello Combattimento Spirituale ? Se
1.vogliamo faperne qualche cofa oltre il già detto, bifogna domandarlo a’ Mar!
H tiri, j , m II Combattimento Spiri, riri e a tanti Santi che fi fono da fe medefimi
più crudelmente martirizzati Hiedeumi p f a to f are tutti 1 re ha P prolun S
ato elfi.1 tù 3 oW ar la lor vita. Chiedete ?d°e(l chi ha° fatto loro (offrire
tanti travagli, chU? £? fi cò, ?r3fcs5:sfss fu famor diDia. lorpe nulla r v n P
p e ne nel loro amo° e Z n oC. fendono punto i loro 5 7 v li ferirono i lì
inumo travagli, o fe U entono, GesùCrifto Siccome non f ?. r o 10 g 0
infinitafenza ritrovai .,£, prova mente amab. non come un re, eh egli e all
ami™, carico pelante alle Tpahe d u debole e fiacco debile penfamentodi ami Èel
A Scupolt, 13. jr ami ladio, fe l’amor fuo non ci fa trovare tutte le cofe
dolci ed agevoli. O nuo Dio, (clamava il divoto S. Bernardo, il fervizio, che
vi rendo, appena dura un ora ! che fe è più lungo, l’amore non mi lafcia
fentirlo. In verità, poiché quello foccorfo è sì grande e ficuro, noi avremmo
gran torto d impegnarci in quello Spirituale Combattimento lenza prima fare
tutt i noirri sforzi per chiederlo, ed ottenerlo dal Cielo a noftro vantaggio.
Vari tono 1 mezzi per acquietarlo. Il primo e di chiederlo a Dio con
perxeveranza. Quello mezzo è doppiamente efficace, perchè, oltre la virtù che
ha I orazione d’ottenere ciò che diede, ella ci ra contrarre una lanta
famigliarìta coli Dio, il qual pure è un mezzo prop rifilino per produrre in
noi quello amore in grado eminente. Un altro mezzo è di confiderare fa
grandezza delle perfezioni, e degli attnbnti d, Dio, ciò eh' egli. è in fi
ftefio, e ciò ch’egli è a noftro rifguardo, perche una tal confìderazione ce lo
rene ? ln ?ggior legno., confiderare, qua! fia l efìer di Dio, quale la fua
poflanza,Ia lua lapienza, la lua bontà 5. ciò ché Dio Hi.ha 116 11
Cotnvattìmentó Spirituale ha fatto per noi, e con qualamoré lha fatto 5 e ciò
che farebbe ancor pronto 3 fare, fe vi fofle il bifogno; bilogna finalmente
riflettere a ciò, che fa cutt i giorni per noi, e a ciò, che preparato ci tiene
dopo quella vita, fe i ofl'ervaremo i fuoi Commandamenti con gran purezza di
cuore. Iefl'e nza di Dio è incomprenfibile al noftro Spirito : niuno può aire
ciò, eh egli è, le non egli malefimo, che da fe folo fi comprende $ così niuno
lodiffe giammai, fe non egli me deiimo allorché rifpofe a Mosè : io fono
quello, che fono ( Ex.$.v. 14. ) Quello nome gli è talmente proprio, che non
può edere adattato ad alcuna Creatura, ne ai Prencipi della terra, nè agli
Angeli, nè agli Uomini, nè a tutto il Mondo infieme, perchè tutto ciò che è
fuor di Dio non ha, che un edere partecipato, e non è, che un puro niente in
paragone di lui.. La Potenza di Dio ci è nota, epalele per le fue Opere. Tutto
il potere di tutti gli Uomini uniti infieme non potrebbe fabbricare neppur una
picciola Cafetta fenza impiegarvi Tinduftria degli Artefici, li materiali
necelfarj, e un cerco numero di giorni, e pure contatto bel P, Seupoli Ij7 to
'ciò la cofa non riefce per lo plrk fecondo il loro difegno, e rimane
imperfetta, e difettoia in piu manie re; laddove Iddio colla fua potenza ha
creato dal nulla tutto quello grande TJmverfo in un illante, e ne può ancora
creare infiniti altri, e colla mede1 firn a facilità dillruggerlt, ed
annientarli. j v La Sapienza di Dio è im’abiflb, che Io Spirito umano non può
penetrare Egli è imponibile à qualunque mente creata di comprendere quanto
grande e profonda fia la fua Sapienza. Per formarne qualche idea balta, che
filtiamoi Io fguardo nelle opere dà lui fatte fuori di fe, nella ftruttura del
Cielo, e della Terra, nella varietà delle cofe che riempiono quello Mondo, e
vedremmo quanto Tincomprenfibile Sapienza di quello divino Architetto vi
riiplenda d’una maniera ammirabile Se poi confi.derÌamo la vita degli Uomini,
la diverfita degli accidenti, le vicende del-, le cole, e che non v è diiordine
si grande, che non fia una condotta della fua aitiflìma fapienza: e fe al di
lcspra di tutto ciò confideriama ancora i Mifieri della nofira Redenzione, li
ritroveremo ridondanti 4’ una sì profonda fapienza, che alla villa di tutte
quelle maraviglie non potremo trattenerci dallo fclamare ripieni di ftupore. Oh
profondità delle ricchezze della fapienza, e della icienza di Dio ! La Bontà di
Dio, ficcome tutte 1 altre di lui perfezioni, è incomprenfibile in fe ftefia, e
in ciò, che al di fuori fi appalefa, è infinitamente ammirevole Ella fi
diffonde in tutte le cofe, e nul la vi ha nell’ Uni verfo, in cui non fe ne poffa
rimarcare qualche traccia. La Creazione è un’ effetto della Bontà di Dia
laconfervazione, e il governo del Mondo ne fono pure effetti; e la noftra
Redenzione ci fa conofcere ad evidenza, che quella bontà è infinita; poiché
ella Io mode a donarci il fuo proprio Figliuolo per noiho riicatto, e per
noilro cibo. Per la Bontà di Dio ci baffi fapere, èlì'er ella tale e sì grande,
che Iddio contemplando fe ffeflò nella lua eternità, fenza che giammai fi
rivolga; ad alcuna Creatura, è infinitamente contento e beato fecóndo tutta la
fua interminabile capacità Per infiammarci fempre più in quello amore, e per
accendere quello divino fuoco rie rioffri cuori, bifogna confide d rare I De!
P. Soup oli. xff rare ciò, che è Dio a noftro rifguardo, cioè a dire, ciò ch’egli
ha fatto, e ciò i che farebbe ancora pronto a fare in no Uro vantaggio fe folle
duopo. Polliamo conofcere quelle cofc colla confiderazioi ne del benefizio
della Creazione, e ari cora più con quello della Redenzione. L’amore, concui
egli ha operata lanolira falvezza, forpafla in qualche maj niera l’infinito: il
prezzo di quella Redenzione è infinito, ma il fuo amore va ancora piu avanti;
imperciocché egli vorrebbe patire di più, e morire ancora più volte, fe folle
neceflfario per latrarci. Dobbiamo confiderare, quanto Iddio ' tutt’i giorni, e
inceffantemente fa per noi. Non v’è momento, in cui l’Uoi mo non riceva da Dio
nuovi benefizi; imperciocché ad ogni momento egli lo crea in qualche maniera di
nuovo coni lavandolo, e incellantemente lo ferve, delle fue Creature m il
Cielo, l’Aria, la, Terra, il Mare, e quanto vi è neiruni-, Verfo non efillendo,
che per ufo di lui. Irr tutt’i giorni egli offerì fce lui la fua grazia
richiamandolo dal male al bene, per guardarlo dal cadere nel peccato i -, e
quando vi fia caduto, gli efibilce il, ino ajuto per rialzarlo, e per impedire
la ricaduta. Egli lo afpetta, lo invita e lo chiama a penitenza, e fe daddovero
fi converte, la fua bontà è piu foliecita à donargli il perdono delle lue
colpe, di quello Ila egli fletto pronto a riceverlo. Tutt i giorni gli dona il
fuo Figliuolo con tutt i tefori di fua 'Taflione, e della fua Cróce, e gl
imbandifce un banchetto nel Santo Sacramento dell 5 Altare, che dura fempre, ed
è inccflàntemente fornito dei fuo Sacratiflimo Corpo, e preziólìlfimo Sangue.Fa
di meftieri principalmente con fiderare l’eccelfo della bontà di Dio m
fopportare li peccatori, e nell’afpettarli a penitenza, e per vedere quella
maraviglia nel fuo più chiaro giornoy è da ponderarli, che ficcome Iddio ama al
fommo la virtù, Così odia Infinitamente il vizio; dal che polliamo Inferire,
quanto lia grande la fila bontà, perocch’ella gli fa folfrire il peccatore, il
qual commette avanti agl occhi luoi, ed alla fua prefenza tanti enormi
misfatti, e non una fol volta, ma tante e tante volte, che fono fenza numero, e
ciò non ottante fembra, vi Ha un contratto tra il peccatore e Dio a chi
tralascierà più pretto o il peccatore dT often Pici P ScMpóli 14 1 offendere, o
Dio di perdpnare. Certa mente quella conlìderazione debb’efpugnare il
peccatore, e convertirlo; che le noi fa, egli è ben in uno dato deplorabile, e
v’è gran motivo dì temere i giudizj imperfcrutabili di Dio, di cui veggiamo di
fovente ufcire dei colpi della fua collera altrettanto piùfpaventevoli, quanto
più maravigliali, e irrimediabili. . Finalmente. dobbiamo conliderare C10 che
Dio ha preparato nel Cielo dopo quella mortai vita, non folamente a' fuoi fervi
fedeli, ma ancora a’ peccatori,, che a lui li convertono E qui mi trovo ben
imbarazzato per rton interne dir qualche cofa; imperciocché, chi potrà mai
comprendere, che 1 Uomo abbia il grand 1 onore d’elfere ammelfo tra i
commenfali di Dio, e che Dio medelìmo lo ferva, e lo iazj della fua
Beatitudine? chi potrà immaginarli, che: un’Anima entri nella gio;a del fuo
Signore, e nel godimento dc’fuoiproprj piaceri? E chi potrà concepire T amore,
che Dio porta a’ fuoi eletti, e Tenore, ch’egli fa loro nel Par.rdìfo, che
S.Tommafo efprime con termini capaci di recare ammirazione a più fublicnK
Serafini ? Il terzo vantaggio, dice quello fio Santo Dottore ( D. Thom. opufc.
j. ), dopo averne accennati due altri non meno ammirevoli, confitte in ciò, che
Dio onnipotente s 3 abbatta: fino a quell: 3 eccetto d 3 umiltà verfo gli
Angeli, e le Anime de Compreniofi, come, s'egli folfe lchiayo di ciaicunodi
loro in particolare, e ciafcuno d 3 etti fotte Dio di Dio medefimo. Dopo queft
3 efprettioni non fo più che dire,. lo ftupore mi fa cadere dalla mano la
penna, e mi fa coraggio a prender Tarmi per entrare in quello Combattimento
Spirituale, ficuro della Vittoria, fe piace alla bontà di Dio donarmi la fu
grafia, ed il fuo amore. Il Frutto del quarto Giorno. I L frutto di quefto
giorno debb 3 ettere un fermo proponimento di non operare, fe non con la
maggiore purità d'intenzione, che vi farà potàbile; di rinunziare alla voftra
propria volontà, alla voftra foddisfazione, ed a qualunque ricerca di voi
fletto; di nost operare in avvenire, che per f impililo della volontà di Dio;
di non fidarvi mai di voi ftetto, e delle lottigliezze del voftro amor proprio,
e di bene . {piegarvi avanti a Dio indirizzando le voftre intenzioni,
oflfervando perciò la pratica toccata nella terza confiderazione del fecondo
efercizio j doifervare le i regole, che abbiamo prelcritte in queI ito medèfimo
efercizio per la retti tudii ne delle vofre intenzioni; di dichiarare nna
guerra aperta alla voflra volontà j fenfitiva, e a tutti i voftri fregolati apI
periti, e di combatterli nella maniera accennata nel quarto efercizio; e perchè
le vittorie vi iì rendano più facili, i di rinunziare ancora qualche volta alle
i cofe lecite non neceflàrie, fempre con, direzione, benché fempre con un fanto
fervore per imitare vieppiù noitro Signor Gesù Crifto, il quale non ha mai
voluto compiacere a fe medefìmo giufta il teftimonio deir A portolo. Final-,
mente bifogna che procuriate a tutto v o'fro potere di cavare dalla Lezione
-Spirituale il frutto deliziófo dell amor di Dio, ch J è il più poflente, e
ficuro ajuto che venir ci porta Mal Cielo per trionfar fenza pena di tutti i
noftri mag E iori nemici, che fono le noftre fregoite paflìorti. r :. '1, ‘ ' ’
F me del quarto, Giorno, 1 ' v. e k r GIORNO D’ alcune cautele, che ci fono
neceflarie in quello Spirituale Combattimento. ESERCIZIO. Come dobbiamo
diportarci, quando là Volontà Superiore fembra vinta dall Inferiore.,
L’Orazione preparatoria al folito. ConRderate, che nei Combattimenti, che
occorrono tra quelle due Volontà che fono in noi, non di rado fuccede che ci
fembra , che la Superiore già Ria per darli vinta imperciocché non fentiamo in
lei un certo volere efficace di refiftere gagliardamente ai movimenti dell’
Inferiore j ma. non perciò bifogna perderli d’animo., nè tenerli per vinti, e
lafciare di far reliftenza, poiché Ramo fempre. vittori oli e padronj della
Tentazione fin a tantp, eh’ evidentemente non reggiamo di avervi acconfentito :
imperciocché, Recome la noRra Volontà fuperiore non ha bilogno del foccorfo
degl’ inferiori appe Del 1 Scupolì. 14 5 appetiti per produrre i fuoi atti,
così non può giammai eflfer coft retta di loro arrenderli qualora la combattono
s’ ella non lo voglia j avendola Iddio dotata d’ una libertà sì perfetta, e
duna tal forza, che febbehe tutti gli appetiti della parte inferiore, e
tutt’iDemonj, c ruttò il Mondo iniìeme congiurino e s’armino contro di lei
combattendola da ogni parte, effapuò Tempre loro mal grado operare con tutta la
libertà, che gli conviene. Allorché dunque ella è aflalita con tanto vigore
dalla fuggeftione dell’ Inferiore, o dalla tentazione del Demonio, che ci pare,
ella ha come Toffoccata, ed oppreflfa dalle loro violenze, bifogna tàr cuore, e
difenderli a tutto potere dicendo arditamente, nò, io non cedo punto, non vò in
alcun modo acconfentire a ciò, che mi è vietato j E come colui, che è alle
prefc col Tuo Nemico Tentando la Tua Spada impegnata sforzali di Taltare
addietro per difcioglierfi, e per dar nuovi colpii così noi dobbiamo procurare
nei bolore di quefta tenzone di ritirarci un poco con un’atto di diffidenza di
noi ftefll, riflettendo che noi fi amo un nulla, e che niente portiamo, e poi
di lancio con un’ atto di Confi I dcn !, Ì 4 6 II Combattimento Spirituale
lenza in Dio vibrare un colpo alla tentazione, ed alla paflione nemica,
dicendo, Signore ajutatemi 5 mio Dio iute, itieco ' Fate gran conto di quelle
induflrie, di quelle iltruzioni. Pregate Dio, che fortifichi la vollra Volontà
affine di réfiltere generofamente ai movimenti ielle voflre padroni. Proponete
di fare con efficacia quelli atti dì refiltena, affinchè non abbiate alcun
motivo di dubitare del confenfo della vollra Volontà. Il Colloquio con noflro
Signor Gesù Collo. Elponeteglì le voftre debolezze, e infermità, e pregatelo di
fortificarvi colla iua Grazia. !; I Onfiderate un’altra maniera di proV cedere
in quelli medefimi Combattimenti, ed è di chiamar E Intelletto in ajuto della
Volontà, quando il nemico ci da tempo, confiderando diverfe verità, alla villa
delle quali laVolontà prende lena, e s’ anima contro i fuoi nemici; per
efenipio, fe fiamo inveititi da qualche perfecuzione o da qualche afflizione, e
che fiamo sì fortemente com-battuti dagli aflfaiti dell impazienza, che v .
Tìel P, Scupòli. l7 ci veggiamo in procinto di perderci, bifogna procurare di
fortificarci con le confiderazioni feguenti Bifogna confiderare, fe abbiamo
meritato ciò, che foffriamo, o fe gli abbiamo data occafione, ben giufto
emendo, che fopportiamo pazientemente la ferita, che ci Eam fatti colle proprie
mani. E fe ci pare di non averci per noftra colpa procacciato quello male,
rivolger dobbiamo il penfiero fopra i noftri peccati paflfati, che non abbiam
ancora feontati con una vara penitenza, e reggendo, chela bontà di Dio cangia
per iua mifericordia la pena eterna, o temporale, che era loro dovuta nelllo
ferno, o nel Purgatorio, in una tribulazione affai leggiera Eccome quella,
fotto cui gemmiamo, bifogna ricevere quello cambiamento di pena con piacere, e
rendimento di grazie, Bifogna ancora riflettere, che non E entra in Cielo fe
non per la porta Uretra dei difpreggì, delle adizioni, e delle iofferenze, e
che quand anche potefEmo entrarvi per un altra più facile, la legge d'amore ci
obbliga di non deEderarlo, veggendo che il noftro buon Maellro, e con lui i
Tuoi Eletti non vi fono andati fe non per un fenderò tutto la fe 148 11
Combattimento Spirituale feminato dì Croci, e tutto intralciato di fpine. % Ciò
però, che principalmente dobbiamo confiderare, e che deve aver più di forza
fopra di noi fi è la Volontà di Dio, e il fuo beneplacito, confiderai do, che
egli ha una ammirabile compiacenza, quando vede, che noi foffriamo qualche cofa
volontieri per amor fuo, e che combattiamo generoiamente le noftre paiìioni, dì
maniera che quanto più la cofa ci fembrerà ingiufta © indegna, fia o riguardo
alla perfona che ci offende, o rapporto al modo, con cui ci offende, e che
perciò ella ci farà più fenfibiie, e più difficile a fopportare, tanto più
faremo graditi a Dio amando, e accarezzando in tutte Je cofe anche più
irragionevoli, ingiù He, e più amare la ina fanta Volontà, e la dilpofizione
della fua Providenza fempre adorabile, in cui le cole che fembrano più confale
e difguftofe hanno una regola giullilfima, e un ordine perfettiflìmo.., Fate
molta ftima di quelle pratiche, e di quelli infegnamenti; procurate di
renderveìi famigliari per fervirvene nelle occafioni; chiedetene la grazia a
nofao Signor Gesù Criftoj accoflumatevr a n 1 a ricevere il tutto dalla fua
mano cori amore, e rendimento di grazie. Stimate molto le mortificazioni, che
vi manderà e ricevetele come favori, e fegni deir amor fuo., Il Colloquio con
nodro Signor Gesù Critìo. Pregatelo di donarvi il fuo Spirito facendovi parte
della fua Croce, e della l'uà Paflìone. Pregatelo di fortificarvi nella fua
Grazia per poterlo imitare, e feguire 1 efempio, eh’ egli vi ha dato.
ESERCIZIO. Z.a maniera di refijtere ni moti abitami delle noflre pajftont
L’Orazione preparatoria al folito. Consederate come dobbiamo diportarci allora
quando non fumo ancora accoftumati a rintuzzare, o a foffrire gli aflalti di
alcune ingiurie, o contradizioni, che ci arrivano all’ inv penfata, Il mezzo
più ficuro, e più proprio per accoftumarvici, e per liberarcene, lì è di
procurare a prevedere quelle ingiurie, e quelle contradizioni, fi delìderarle
prima, che arrivino,, e v. I 3 P oi I Ifo 11 Combattimento Spirituale poi
attenderle con uno fpirito preparato a fofrrire tutto ciò, che vi può effere di
più difguftolb, di più {pregevole, e di più firn no, coniti valido tempre nel
noftro cuore un’ardente brama di patire Per ben prevedere quelle ingiurie, e
quelle contradizioni bifogna conliderare il noftro temperamento, la natura e la
qualità delle noflre pallioni, le perlone colle quali dobbiamo trattare, e i
luoghi che dobbiamo frequentare, e le in var; incontri ci lo- proggiugne
qualche cofa non preveduduta, la brama, che abbiamo di patire, ci fervirà di feudo
ad ogni fortat d’avvenimenti j conciofiachè finché farà viva nel noftro cuore
una tal brama, non faremo forprefi giammai da alcuna forca d’accidenti. Che fe,
oltre gli ajuti, che ricaveremo da quella preparazione, vogliamo ancora qualche
iftrtttzione particolare per armatei contro quelle mozioni fubitanee e del
tutto improvvife, non abbiamo che adoflervare la pratica feguente.
Primieramente, tollo che incomincieremo a fentire il primo alfalto dell
ingiuria o della avverfità, bifognerà efi’er fedeli, e rifolverci prontamente a
farci violenza, alzare il noftro fpi rito et Dio by Coogk Del P. Scupolè, ijl
Dìo mettendoci avanti gli occhi 1’ aggradimento, eh’ egli ha di vederci in tal
maniera esercitati, e credere, eh’ egli è un eccedo della fila bontà, che cì manda
quella picciola tribolazione, affinchè Sopportandola noi con umile
raffegnazione al Suo Santo volere, iì f Poltro cuore a lui s’ uniica più
ftretta mente. In Secondo luogo dopo aver confa cerata la compiacenza che Dio
ha, che noi damo elercitati da quella tabulazione,. dobbiamo ritornar in noi
lleffi, e riprenderci di non elfer dati abbastanza pronti ad abbracciarla,
dicendo internamente, perchè hai tu della ripugnanza a ricevere queltaCro ce,
che jl tuo Padre celelte t invia come un pegnp del filo Amore?. Finalmente
bifogna rivolger lo Sguardo a un lato di quella medeìma Croce dicendo 3 Oh
Croce preparatami dal-' Ja divina Previdenza, prima ch’io folli! oh dolciffima
Croce, che sì gradita mi fei renduta da quella del divino a-, more, t’accolgo,
e t’abbraccio; io voglio unirmi a te, ed offrirmi così a quello, che colla Sua
mi ha riscattato. Se accade, che ci Sentiamo feriti da -qualche colpo
d’impazienza, non bifo I 4 gna ? ifi 11 Coinbatt inferno Spirituale gna perciò
tralasciare di fare quelli atti il più prefto che ci farà potàbile,
diportandoci nella ftefTa maniera, coni e fé ciò non folfe flato, e come fe non
avellano ceduto alla noflra debolezza. Concepite un fanto, e generofó desiderio
di fare un facrifizio a Dio di quelli primi moti. Bramate d' dlere mortificato
ed umiliato, e eonfervate fempre vivo ed ardente quello defiderio nel voftro
cuore. Applicatevi alla pratica di quelli tre atti, e non tralafciate di farli
ancorché non fiate fiato a Dio fedele nel fargli il facrifizio di qtiefti primi
moti. Il Colloquio col voftro S. Angelo Elponetegli il defiderio, che avete di
fare quello facrifizio a Dio, e d'avere nel voftro cuore un 5 ardente brama di
patire c d’elfere umiliato, che non s' eftingua giammai. Chiedetegli a quell
effetto il fuo ajuto. Considerate, che il più Sicuro rimedio, che fi polla
adoprare contro quelli primi moti è di sfuggire prcventi vamente, e con
preftezzale occa fio Tel P. Scupolt 4 fiorii, o le cagioni del loro nafcimento:
per cagion d’efempio, fe noi amiamo qualche cofa con attacco, e c accorgiamo di
cadere in unì improvvifa alterazione d’animo allorché incontriamo qualche
oftacolo a pofiederla; l’unico mezzo fi è di diftaccarcene, e di moderare l’
adetto, che le portiamo Che fe quella alterazione proviene da, un’ avverfione,
o da odio di qualche perfona di forte che egli fia la cagione, che le menóme
azioni di leicidifpiacciano, e ci diano qualche moto ogni qualunque volta o la
veggiamo o a lei penfiamo, 1’ unico rimedio è di vincere quella avverfione, e
di sforzarci ad amare malgrado la noftra repugnanza quella periona medefima, e
di procurar che ci piaccia tutto ciò, ch a ella dice o fa, avvegnaché la fua
maniera di parlare, o d’operare ci fembri afpra, e difobbligante. Fate gran
conto di quello infegnamento ficcome alfai falutare, ed efficace per porre la
falce alla radice del voflro amor proprio. Bramate di morire a tutto ciò che
non è Dio. Pro { onete d’amare il vollro profilino con e fue imperfezioni, e
nonollante tut S® ciò eh’ egli polla avere di più dif I ? gufi© by If4
Combattimento Spirituale guliofo, e difobbligante. Rivivetevi ancora damarlo
fino alla compiacenza per f amore di Dio. il Colloquio col V offro Angelo
Cuffode, che vi ha dato, ed ogni giorno vj da un sì raro, ed ammirabile efempio
di quefto amore nella voftra ftdla perfona, poiché egli vi ama cotanto non
oftante le v offre imperfezioni, e il Voftro infopportabile temperamento.
ESERCIZIO.; DelU cuftodia dei fenji necejfarìjfima iti quefto Spirituale
Combattimento. E 5 Orazione preparatoria al folito. Confiderate, che i noffri
fenfì fono come le porte, per le quali i noftri nemici entrano ordinariamente
nelle noftr’ Anime, ma che noi dobbiamo: procurare di guardarli in maniera, eh'
eglino fervano per darvi 1 ingrefTo a Dio, acciò vi faccia la fua dimora; perciò
bifogna ufare una particolar di-' ligenza per tenerli sì ben raccolti, e
mortificati, che non permettiamo loro di attaccarli ad altro oggetto, che a.
Dio, a ciò. che lui riguarda e il £u; V fer t .. fcrvigioj tutto il rimanente
elfendo una, vana curiofità, che fa entrare per eilì in gran numero i noftri
Nemici nel noftro Cuore, alcuni de'quali ci attraverfano la ftrada della
perfezione per impedirci il paifare avanti, e farvi progredì) 3 altri ci
ipogliano, e cirubbano e di ammirare le fue per T)e1 P. Scapoli. 1Ì1 f
perfezioni, godendo e compiacendoci di ciò, ch’egli è in fe medefimo e nelle
fue Creature. Così quando ci Tentiremo allettati dalle diverfe bellezze y che
rifplendono nelle Creature, parteremo fubito alla confiderazione della Beltà
fuprenla di Dio, e concepiremo Itti vivo defiderio di vederlo, edipolfederlo.
Ella è ancora un induftria tal volta più utile, e piu ficura, avvegna- chè del
tutto oppofta, in veggendo li beltà delle Creature, difeoprirne il maligno
fpirito appiattato fotto quelle apparenze, come un Serpente lotto bei fiori,
per infettarci col fuo veleno. S. AgofHno nota, che il Demonio non s' appaga
foltanto di rapprelentarci gli oggetti fotto certe apparenze, perchè o li
abborriamo e fuggiamo, one andiamo in traccia per poflederli; ma di più,
ch’egli fi frammil'chia e quali s’incorpora con alcuni di loro, affine dì
eccitare più ardentemente le noftre paffioni alla fuga degli uni, ed alla
ricerca degli altri, quindi eli’ è più ficura, ed opportuna cofa il diftoglier
ci da tali oggetti, il rifiutarli, e ringraziare Dio del benefizio, che ci fa
neldifco prirci gl’ inganni dei noftrp nemico s oppure quallora ci fentiremo
sinché per po Die quando l’unione, che potremmo avere con Dio, o le fue Divine
attrattive non ce n$ rendefl'ero capaci. Rilolvete efficacemente di condurvi In
tal guii'a, e d’ufare quelle cautele. Deteflate la libertà, che data avete al
voftri lenii lafciandoli correr fenza alcun ritegno dietro i vani oggetti delle
creature : Efaminate quanti peccati ave-? te comefli con quella negligenza, 9
quindi proponete di bel nuovod applicarvi a quelle pratiche, e di condurvi con
quelle diligenze. Il Colloquio con nollro Signor Gesù Grillo come l’antecedente
: pregate lo, che vi faccia la grazia d' efler fedele in queAe pratiche. JH. éì
C Onliderate in qual maniera dobbiamo diportarci per governare i noJ ' Ari’' 1
. .Uri fenfi, e farne un fanto ufo nei divertì accidenti, che ci poflono
occorrere j come quando fiamo travagliati da qualche violento dolore, o quando
patiamo il freddo, o il Caldo, oqualch’ altro difagio, bifogna alzar la menate,
ed il Cuore fino alla Volontà 9 beneplacito di Dio, il quale fino ab Eterno ha
voluto, che in certo tempo, e in certa occatìone, e con certe cirCoffanze
{offriamo quella pena, equin r di cavarne gli affetti di rendimento di grazie,
e di rafegnazione al fuo Santo Volere Bifogna offqrvare lo ftefTo me todo in
tutti gli altri incontri, ed accidenti i come quando il vento, o la ffagione ci
recano incomodo, o quallora fiamo berfagliati dai turbini, e dalle procelle. A
dir corto, bifogna in qualunque cofa effer liberi,,e diffamati da noi medefimi,
e conformarci con gioja al beneplacito di Dio. Ecco la ' Volontà del mio Dio,
che amo infinitamente; a quella volontà io debbo conformarmi; ella debb J
effere il mio cibo, il mio nutrimento, il mio palio, più deliziofo: fate,
Signore, tutto ciò' che vi piacerà della voflra miferabi le Creatura, e
degnatevi difporne comed’, una cofa di cui avete perfetto Dominio.; ii Fate 1
60 li Còmbattìmèntò Spiritual Fate un particolar conto di duella pratica, e
procurate di rendervefa famigliare. Accottimatevi a ricevere ogni cofa dalla
mano di Dio con rendimento di grazie. Ponete tutta la votra compiacenza
nell’adempiere la fua Volontà, e bramate con un lineerò e verace defiderio, eh’
ella lì Complica in Voi. Ditegli fóvente : Sìa fatta, o SU gnor e -y la vofira
volontà in Terra come in Cielo. Il Colloquio con noftro Signor Gesti Crifto, il
quale diceva, che fattele fue delizie erano di tare la Volontà del ftto Padre.
Pregatelo a darvi la grazia di poterlo imitare. IV. G Oniderate, che per
regolare perfettamente i noftri fenfi bifogna guardarci dal converfare giammai
colleOeature, o dalifepararcene per impulfo d amore o d’odio verfo di loro, ma
pel folo motivo della Volontà di Dio, non le amando, nè odiandole, nè
ricercandole, nè fuggendole, fe non perchè ta- è il di lui beneplacito.
Prendete quella cautela per un grandidimo fegreto della Vita Spirituale y e
rendetevela famigliare. - n ( ’ Il Colloquio con Gesù Crifto come il precedente
fcONSIDER AZIÓNE Confidente, che quelle diligenze, e quelle pratiche non
debbono elfer i già un’efercizio determinato, a cui fia i duopo applicarci come
ad una occupazione particolare, ma che balla averle alla mano per Servircene al
bifogno. Non v’è cofa, che piu ritardi il nollro avanzamento nella Vita
Spirituale, quanto il caricarci di molti efercizj, avvegnaché buoni;
imperciocché quella varietà d’ efercizj non è per lo più, che . un’imbarazzo di
mente, un’inutile paffatempo, e un’alimento, di cui lìpafce con avidità il
nollro amor proprio. Notate bene quello inlegnamento; dèli berate di non
attaccarvi a cofa alcuna iiiorchè alla mortificazione delle vollre palfioni,
all’adempimento della volontà I di Dio, conservandovi libero in ogni Sorta d’ efercizj,
per intraprenderli, o lafciarli fecondo farà più a propofito i Il Colloquio col
vollro Angelo Cullode. Lafciatevi da lui guidare interamente, e fiate fedele in
Seguitare i Suoi lumi,' e in ubbidire alle Sue infpirazicrjii. Chiedete a Dio
la grazia di difcer- lói, Il Combattimento Spirituale fìerli, per difendervi
dagl’inganni dello fpirito maligno, che fi trasforma in Angelo di luce, e che
ci fa di fovente intraprendere cofe, che fervono più a diftruggere, che a ben
formare il noftrg interno; a difiiparci, che a raccoglierci 3 a fiaccarci da
Dio, che unirci a lui ESERCIZIO. Le ìndujlrie per combatter la e così quando ci
da la fera non ci promette il mattino; e impiegare ogni momento della noltra
vita fecondo il fuo beneplacito come fe egli folle luitimo: tanto più, che
Tappiamo di certo, ch’egli ce ne farà rendere unefattiflimo conto. Finalmente
dobbiamo elfere sì folleciti del noftro avanzamento Spirituale, che dobbiamo
aver per perduto quel giorno, in cui non avremo riportate più vittorie di noi
medelimi, delle nollre malvagie inclinazioni, e della noftra propria volontà,
ancorché aveflimo terminati più affari importanti lfi mi. Eccitatevi di bel
nuovo ad un 1 odio mor by Gooole Del ?. Scapoli. 1 6 mortale coltro la
negligenza. Animatevi agli atti delle virtù, ed alla pra| tica d’ogni forta di
buone operazioni, ben veggendo quanto Iddio le apprezzi, quanto fi a liberale
in premiarle, i Siate avaro del tempo. Eccitate in voi i altri affetti a
mifura, che vi Sentirete,' i modi dalla confiderazione prefente. Il Colloquio
coi voflro S. Angelo i fecondo gli affetti, e le risoluzioni, i che poc’anzi
avete concepite. Pregai telo a fortificarvi contro la volil a tepidezza, e
d’accendere dentro di voi un fanto fervore, che vi renda infaticabi| li nel
travaglio, e invincibili negli o-, flacoli.. L’Obblazione, Prima d’ offerirvi a
Dio, rapprelentateg.fi la voffra fiachezza, ed impotenza a refiftere agli
alfali ti delle vollre paflìoni, non Solamente ai primi loro movimenti, ma
ancora agli altri anche minimi. Confermatevi in una lineerà e verace diffidenza
di, voi fleti!, e in una perfetta confidenza ! in Dio e neH’ajuto della Sua
grazia. In quella diSpofìzione offeritevi a lui con una Santa e generoSa
risoluzione di fervido, e di ufare tutt’i mezzi, che avete ponderati nel primo,
e nel fecondo efercizio. Offeritegli la mortifi. K N ca ITO II Combattimento
Spirituale cazione de'voftri ienfi, e chiedetegli la grazia di governarvi in
tal maniera, che nulla per mezzo loro entri nel voftro cuore, che pofla
nuocergli. Umiliatevi avanti di lui riandando colla mente le voftre pallate
negligenze. Domandategli la grazia di fare tutte k voftre azioni con tutte le
circoftanze del tempo, del luogo, e del modo, che gli farà più grato.
Finalmente offritegli un cuore amante della fatica, e di tutto ciò, che vi farà
più difficile. La Lezione Spirituale per il Quinto Giorno, JD eli ardente amore
verfo Gesù Grifo Si gnor noftro-i e della vera divozione ai Mifterj della fu a
vita, e della fu a morte, con uri e fatta imitazione delle fu e vtrtudì. Altro
foccorfo ìmp or tanti JJìrm per aiutarci in queflo Spirituale Com battimento, i
('Ant Antonio, uno de più valenti O Capitani, che abbia combattuto lotto le
infegnc di Gesù Crifto, dopo un numero predo che infinito di battaglie, ed
altrettante vittorie ben più illultrie gloriofe di quelle d J Aleflandro. e. di
„ ' ~ Cefare, e dopo la fperienza quali duri fecolo, volendo ammaeftrare i Tuoi
difcepoli in quello Spirituale Combattimento, e trattando con effi dei mezzi 1
per rendervi!! invincibili, e per trionfare agevolmente non (blamente della
carne, e del mondo, ma eziandio di 1 tutte le infernali potenze, diceva loro in
tutte le lue conferenze, che erano come configli di guerra, che teneva con effi
( S. Athan. in Vita S. Anton. ) Credetemi fratelli che il Demonio paventa, e
teme all 3 diremo le vigilie, le orazioni, i digiuni, la povertà volontaria,
una profonda umiltà, una cordiale compalfione delle altrui calamità: ciò però,
che gli reca ancor più di timore fi è un ardente amore % verfo Gesù Criflo;
egli ne rimane sì fpaventato, che un l'olo fegno di Croce gli toglie tutta la
lua forza, e lo fa vergognofamente fuggire. Ecco come quello gran Santo parlava
a’fuoi dilcepoli. In fatti egli è certo, che il noflro amore 1 a Gesù CriHo è
d’una virtù incredibile, e che in tutti gliEfercizj della Vita Spirituale ne
v’ha, ne può ritrovarli feudo miglior di quello, di cui munir ci polliamo
contro gli fregolati movimenti delle palfioni, e d’onde ricavar fi polla v K 2
più ji il Combattimento Spiri tu di é più di vigore, e di coftanza per pratica
di tutte le più fegnalate vi midi. Quell’ amore è un rimedio per ogni torta di
mali, è una forgente, onde fcaturifcono tutt’i beni, e tutte le grazie. Se
bramiamo acquiftare una Vera cognizione di Dio, ed una fcienza perfetta delle
cofe eterne; fe vogliamo riportare in poco tempo una piena vittoria fopra tutte
le noftre pacioni, e giugnere al colmo di tutte le virtù; fe defìderiamo
d’entrare in una fanta famigliarità, c dimeftichezza con Dio, e partecipare
delle fue grazie, e de fuoi Sfavori, non abbiamo, che a distaccare il noftro
cuore dall’amore delle creature, e applicarlo con ardore all’amore di Gesù
Crifto depredando tutti gli altri oggetti, che fono fuori di lui. Se finalmente
aspiriamola renderci degni di tutti quelli favori, e fpirituali vantaggi, non
abbiamo, che a meditare i facrofantì mifterj della fua vita, e della fua morte
con una fingolar divozione, imprimendoli nel noftro cuore con l’amore, ed
esprimendoli nel noftro vivere, e nei noftri coftumi con una fedele imitazione
delle fue virtudi. Qiiefto appunto fece San Bernardo nel principio della fua
Convezione, com’egli confelTa di fe mede fimo by G tutte le fue cognizioni e
tutto ciò, chè acquillò di grazia, e di virtù per avanzarli nelia perfezione.
Per accendere rje’noftri cuori un’ardente amore verfò Gesù Crillo, e per
eccitare in noi una fingolar divozione ai mifterj della fitta vita, e della fui
morte, bifogna proccurare di eompren- dere i beni ineflimabili, che
accompagnano quell amore, e quella divozione Egli medefimo ci dice in poche
parole tutto ciò, che fi può dire delfimportan za di quell amore (Joam 14. v
4..22 23. ) : Quello, che mi amerà farà amato dal mio Padre, e da me ancori $ì,
e per tal modo, che per una fecreta influenza, del nollro amore egli fi troverà
fubìimato ad una cognizione {peri mentale, e ad un guido ilraordinario delle
mie dolcezze, per le quali me gh darò infallibilmente a conofcere dentro il fuo
cuore. Or che può mai i nn’ anima defiderar di più grande,, e 1 , K $ che non
dovremmo fare per meritarci fomiglianti favori ? 'la divozione ai mifterj della
vita, e della morte di Gesù Critto è fiata T occupazione di tutt i più grati
Santi, e ciòche li ha arricchiti de’tefori ìnettimabili di tutte le virtù Io
cavo dalle vifcere del mio Salvatore, diceva il divoto S. Berila rdo, tutto ciò
che mi è neceffario per {ottenere la mia debolezza; imperciocché quelle fono
vifcere di mifericordia, ed io entro in quello fantuarid per le porte delle
facratc fue piaghe, da cui ne iucchio il mele della divozióne, e donde cavo un
ballatilo facrofanto, che m 5 infonde tutta Ja mia forza ne 1 miei
combattimenti. Per accendere quell 1 amore ne 1 nottri cuori d’una maniera del
tutto maravigliofa bifogna confìderare ciò, che Gesù Critto è in fe fletto, o
la perfezione del fuo ettere Gesù Critto è Dio, ed Uomo j come Dio egli è
amabile fovra ogni cofaj e come Uòmo egli è sì altamente innalzato dall 1
unione perforale del Verbo, che niente v 1 è dopo Dio cotanto amabile come la
fila umanità. In etta unite infierii e ritro vanii tutte le quattro forte di
Ettere, e di Comunicazione, che Dio può fare fuo, v c ri dì ti di fe, cioè
Teffere naturale, Iefiere 'fovran attirale della grazia, quello delI la gloria
e quello 'dell’unione ipoftatica, o periodale adorazione, la lode, e l’ amore,
lira mando ch’egli fia glorificato, onorato, adorato, lodato, e amato da tutti:
degli atti d’amore operativo, non cohjtentandofi dei defider;, e di parole ma
ricercando tutte le maniere, e mezt poflìbili di proccurar la fua gloria, ed il
fuo onore, fino a fofFrire grandi travagli, e la morte medefima per atnor iuo;
degli atti d’ amore tenero, i fofpirando e languendo dietro a lui, ardendo d’
una vivace brama d’ unirii intimamente a lui; degli atti d’ amore di
preferenza, preferendolo a tutte le cofe del Mondo, dicendo coll’ Apodo lo (
Philip. v,7.S. ); Tutto ciojchtf altre volte apprezzai, ora immantirien te lo
dii prezzo, e lo tengo per uni cofa vile, ed. infame a confronto dell amore del
mio Salvatore Gesù Grillo degli atti d’ amore olfequiofo camminando con un
filiale timore alla fili fanta prefenza, e temendo più che ìi morte
l’offenderlo e dilpiacergli in qua- Junque Cofa anche menoma; degli atti d
amore dolente, fia per compatir le fue pene, fia per affli gerci qual’ ora ca
diamo in qualche fallo, o che veggia- jno, che non fi teme d’ offenderlo.. li
contrafegni più certi d’ un vero f amo 178 lì Combattimento Spirituale amore
verfo Gesù Crifto noftro fovrano benefattore fono adunque la riverenza, il
rifpetto, la purità dmtenzion é, lo zelo della fua gloria, la continua
rimembranza di ciò, che ha fatto, e patito per noi 5 una gioja fenfibile,
veggendo i frutti delle fue pene, e il fuo regno dilatato per tutta la terra
fempre più florido 5 un fommo rammarico delle ofréfe, che gli fono fatte, ma
fopra tutto una premura, ed impegno ftraordinario d’imitare la fua vita, e le
fue virtù, fino a riveftirfi di lui medefimo, come dice l’Apoffolo ( Rom. 3. v.
54.), il che non pofliam fare fe non con una perfetta imitazione Queflo punto è
quello, che più importa al nodro diflegno, imperciocché fe in tutte le grandi
imprefe abbiam duopo d’ un efemplare, colla di cui fcoita poterci regolare,
molto più bifogno ne abbiamo in quefta che in Ogn’ altra; poiché fi tratta del
noftro avanzamento alla perfezione, dal che fumo obbligati a togliere tutto
ciò, che in noi ritrovali d J imperfetto e difettolo, ed a fregiar la noflr’
anima cogli abiti delle virtù per renderci in tutto fomiglianti a GesùCrifto. t
Seneca lafciò quefto configlio al fuo Lu , 179 Mudilo ( JEp. 11. ): Bifogna
aver qual-’ chedimo, l'opra la di cui vita noi regoliamo la noftra. Voi non
làprete emendare i voftri difetti fenza avere lina perl'ona, che vi ierva di
regola. Scegliete per tanto un Uomo, la di cui vita, e i di cui maceramenti vj
fieno ugualmente graditi, e vi tengan fempre avanti gli occhi il fuo fpirito, e
il fuo fembiante; prendetelo pel modello della voftra vita e pel cenfore delle
v olire azioni. Lucilio avrebbe bene avuto che fare, e da penare aliai per
ritrovare in tutto il Mondo quell uomo, ed anche per formar le ne un'idea; ma
noi abbiamo quello vantaggio in Gesù Crifto, ch’egli è la noftra regola, e
l’efemplare fopra cui noi ci dobbiamo (lampare: il che è tanto vero che tutto
il noiho bene dipende dalla conformità, che noi abbiamo con lui, sì in quella,
come nell' altra vita. Bifogna, che gli fìamo fomiglianti in quella vita nella
fua umiltà, e nelle fue pene, fe vogliamo efifer fatti partecipi della lua
fomiglianza nelle lue grandezze, c nella fua gloria nella vita avvenire. Quella
imitazione ha una proprietà tutu paiticolare: ella influifee una certa forza, e
vigore in coloro, che vi li applicano fedelmente per praticare le virtù in modo
eroico, il che fa abbastanza conofcere, di quale importanza ella lìaj attefochè
ciò, che abbiam detto dell amor di Gesù, e della divozione ai mite) della fua
vita, e della fua morte, lì manda ad effetto per queita ftrada più che per ogni
altra cofa, ed egli medefìmo vi racchiude tutto Ciò che da noi brama, di
maniera che non portiamo dimostrargli.il noltro amore, nè onorare di più i fuqi
l'acrofanti mìfterj, che con una perfetta imitazione della fua umiltà, della
fua pazienza, della fua ubbidienza, e di tutte T altre lue virtudi, che ha
fatto maTavigliofamente rifplendere in quelti medesimi miftcrj. Che fe alcuno
dir volelfe d’amare nortro Signor Gesù Cri- |to fenza avere una particolare
premura d’ imitarlo, direi francamente, eh' egli è un bugiardo, un importare
(.o, a. v. 4. ) j imperciocché fe T amore fa, che Tamante lì fpogli de’ fuoi
affetti, 'de’fuoi penlìeri, delle fue attuazioni per riveftirlì di quelle
dell’oggetto amato, come potremo ioftenere, che noi amiamo Gesù Crirtó, fe non
rendiamo Je nortre operazioni il più che ci lu.potàbile fomiglianti alle fue,
e, fe può dirli, fe non ci trasformiamo in lui fino a poter affermar colf
Apottolo : Io non vivo già, mt I eoli è Gesù Crilo, che vive in tnc'j ( Gal 2.
v 2. Che fe 1 dimore ci fa concepire un’ altitàma ftima delle azioni delia
perfona che amiamo, come del fuo difcorl'o, del fuo camminare, de fuòi getti,
della fua converfazione, de’ fuoi andamenti facendo, che quello che ama, vi
ritrovi un eftrema compiacenza, e le giudichi perfette, e degne d’eflere
imitate; egli e certo, che non potremo dare prova più ficura del noftro amore
verfoGesu Crifto, e della ttima, che facciamo delle fue virtudi che coll’
imitarlo più perfettamente, che da noi fi polla. Quello, che dimora in Gesù
Crifto, dice il prediletto Dil'cepolo, cioè a dire, quello che.fi vanta
damarlo, dee camminare come egli ha camminato, e feguitare con efatezza le fue
pedate ( Joan. 2. v. 6. ). Chi lo feguira in tal guifa fedelmente, e chi Tamerà
in tal maniera, 1 vedrà nafcere nel fuo cammino gli a£ ! lori d’una infinità di
vittorie, che riporterà di fe medefimo, vedrà fpuntare i fiori di tutte le più
belle virtudi, c gli Angeli lo feguiranno per coglierla gli e li, per
temergliene gloriofe corone, oppur anche egli dello fe ne fervirà per adornare
f anima lu$ e renderla degna di ricevere nuov, edieffatnoto ~ S dannofo io,
finche non l’ ito che ci tomo rifvCj Ci dobbiamo d effer in nn campoau fo con
quella necellica o di. ?£ t SSST 55 SE;‘ combattere, fempre pronta a dar q che
colpo il Salvatore 1 delle noto auto co la J Samiflima Madte S. Oiulcppe igt
Satìti Protettori con molte fchiere d Angeli, e fpezialmente il noftrò An gelo
Cuftode; e dalla, parte del noftrc nemico, che è la pacione che vogliamo
combattere, il Principe delle tene bre con uri drappello di Spiriti maligni ad
alzare quella paflione, o a fedurcf affinché gli crediamo, e ci lafciamvin cere
dalle fue lufìnghe, e dai loro in gannì. In tal miniera ìftruifi doiritnciàr
dobbiamo a combàttere con le armi della diffidenza di noi fteffi e della confi
deriza in Dio, dell Orazione, delia refiftenza, e della violenza, e provocare
guelfa malvagia inclinazione checi ilamo proporti di combattere, mettendo la a
confronto ora con la refiifenza e la violenza, ori con lo fdegfio e 1 o dio
fino ad abborriria, e finalmente con gli atti della virtù che
rèoppofta,fcafilandole contro di quando m quando dei pelanti colpi per
ucciderla $ e tutto ciò iolamente.per piacere a noftro Signor Gesù Crifto, alla
di cui prefenza combattiamo per la fila maggior gloria. Apprezzate mólto quelli
infeg-n menti, proponete quali fieno i penfieri, gradetti, che quella pafiione
eccita nella noltr Anima 5 e dopo averla fcóperta, e fcó per- ti i fuoi cattivi
effetti, bifogna indirizzare contro di efTa tutfi noltri sforzi e non aver mai
nè pace nè tregua cori sì dannofo nemico, finché non 1 abbiamo interamente
àbbattutó, e vinto. In fatti, fiibitò che ci faremo rifvegliati dal fonno e
aperti avremo gli occhi per vedere il giorno, immaginar ci dobbiamo d’efier in
un campo chiufo con quella necefiità o di combattere, o di vergognofamente
morire. Bifogna figurarci di veder il nemico, vale a dire, la pafiione che
vogliamo combattere, fempre pronta a darci qualche colpo mortale. Bifogna
altresì immaginarci di vedere al nollro fianco il Salvatore delle noftr anime
con la fu Santiffim Madre c $. Giuseppe, c i Sari Digi il .. t)et Pi Scupolli
i$i, Sàrtti Prote trori con molte fchiere i Angeli e fpezialmente il noftrò
Angelo Curtode j e dalla parte del nortre nemico, che è la pacione che vogliamo
combattere, il Principe delle tene bre con un drappello di Spiriti maligni ad
alzare quella paflìone, o a fedurd affinché gli crediamo, e ci Iafciam vincere
dalle fue lulìnghe, e dai loro in ' gannì. t In tal maniera iftruifi
dórtìinciàr dobbiamo a combattere con le armi dell diffidenza di noi fteflì, e
della confi. deriza in Dio, dell Orazione, della refirtenza, e della violenza,
e provocare Juefta malvagia inclinazióne dieci fiamo proporti di combattere,
mettendo la a confronto ora con la refirtenza e la violenza, ora con lo fdegflo
ef o dio fino ad abbonirla, e finalmente con gli atti della virtù che
l'èoppcd:a,fca gliandòle contro di quando m quando dei pefanti colpi per
ucciderla j e tot to ciò fidamente.per piacere a note Signor Gesù Crifto, alla
di cui prefienza combattiamo per la fina maggior gloria. Apprezzate mólto
quefti infegna menti proponete d efief fedele in ofifervarli, e ringraziate Dio
dei fumi, nc vi ha conceduti per ben condur ir t Vi Combattimento Spirituale Vi
in quello Spirituale Combattimento. Il Colloquio col volilo buon' Angelo,
fìccome quello, che vi è flato dato per afliflervi in tutte le voflre
battaglie. Strignete con elfo lui una Santa alleanza, afJìnchegli fìa iempre
con voi, chiedetegli i fuoi lumi per Scoprire gringanni de'voflri nemici.
ESERCIZIO. Del primo nemico, che dob biamo combattere 5 cti e il ncfcro amor
proprio. L’Orazione preparatoria al folito. GOnfìderate, che per riportare in
poco tempo e con facilità un'intera vittoria di noi medefìmi e di tutte le
noflre paflioni, e per liberarci dalla loro tirannia, bifogna primieramente
applicarci a combattere il noitro amor proprio, e non cefTare di fargli guerra,
finché non 1’ abbiamo interamente fòttomeflb. Se trafcuriamo quello nemico
domeflico, le noflre vittorie faranno diffìcili ed imperfette, molto rare e
poco ficure, e non faremo mai alcun progreiro: laddove mortificato ei fendo
l’amor proprio, tutte le nolìre paflìoni lo faranno ancor’ effe ben tolto;
conciofiachè effe tutte derivano da queft’ amore come dalla loro vera Tergente.
Queff amore è come la radice di tutte le paffìoni, e tutte le foftiene come la
radice i fuoi rami; e la ragione li è, che dove regna 1 J amore difordinato d’
alcuna cofa, vi fi feorge altresì l’odio del fuo contrario, e per conleguenza
la brama d’ averla, il timore di perderla, la giojaquand e prefente, la
triftezza quand’ è fvanita, V anfietà quando lì vede ili qualche perìcolo, la
collera quando alcuno T’offende, finalmente tutto il movimento dell’ altre
paffìoni fegue la traccia di quello, che le conduce. Noi non bramiamo, nè ci
compiacciamo d’ alcuna cofa, fe non in quanto T amiamo; e non odiamo nè
fuggiamo alcun’oggetto, fe non in quanto ci offende o nuoce a ciò che amiamo:
noi non riponghiamo la noftra fperanza, che nel bene da noi bramato; e non ci
abbandoniamo alla difperazioue fe non allorché le difficoltà di poffedere ciò,
che amiamo, ci fembrano inoperabili : e così vergiamo chiaramente, che l’amor
proprio è la forgentc di cujte le noffre paffìoni, V. ed Digilized by Google
Combdttimentb Spiritual è tà il principio di tutti i nòftri difordiriu .
QiielVàmore è sì pernici ofo, che non v’ è fiato giammai infortunio o ih Cielo
tì in Terra, di cui egli non (lattata la cagione; ed ancora in oggi, fe fotte
pofSbile a quefta micidiale pafliohe d’ entrare in Cielo', etta ben tòfto
cangiare!)be quella Celefte Gerufalemme in una Babilonia di corìfuttoneDa ciò
inferiamo qual debba effere il danno, che un nemico sì pericolofp produce nelle
noftr’ Anime. Leviamo ìdmor proprio dal Mondo, dice $. Bernardo, e le porte
dellTnferno faranno chitife almedefimo iftante: fcacciamolo dalla nofir’ Anima,
e i noftri nemici faranno ben tofto de- beliati, e vinti. Concepite un odio
mortale contro qilefto perriiziofo amor di voi fletto. Abbórrite i danni
inconcepibili, ch’egli v’ha Cagionati finora. Proponete di fargli guerra tutto
il tempo di vottra vita. Il Colloquio con rtoftro Signor Gesù Griftó. Trattate
cordialmente con lui d’ una sì fanta rifoluzione, e pregatelo a. fortificarvi
colia l'uà grafia e col fuo Spirito per eieguirk. Considera zione:il
AOrifiderate ciò, che bifogna fare per V conofcere il noftro amor proprio
imperciocché prende egli ogni forca di forme, e fi traivefte in mille maniere,
e tal vòlta afcortddì con tanta deprezza, che i più fpìritnali nè rimangono
ingannati Adunque per difcernerlo,iti qualunque maniera egli Ci affalga, bi fogna
offervare la fagliente regola Egli è duopo confiderare attentamente' da qual
paflione ha preoccupata la noftra volontà, cottciofiachè ella non è mai fenz’
alcuna, che la predomini 5 econofciuto dò, ch’ella ami ó che defìderi, dobbiamo
efaminare, fe ciò che ama a defìdera, fìa accompagnato dalla virtù, € conforme
ai Commandamenti di Dio Se dia tripudia, o fi affligge, bifogna riflettere, fe
ciò è per Y amore di alcuna cofa, che Dio vuole; oppure per qualche attacco
ch’ella àbbia a qualche Creatura, non già per veruna neceflità nè perchè ciò
lìa il volere di Dio, ma per lo fuo proprio int erede, e per la fua
foddisfaziorre: imperciocché fe quofto n’è il motivo, egli è evidente, che Y
amor proprio è fautore principale di tutti quelli movimenti. Che fe gli affetti
1 1 96 11 Combattimento Spir irli ette ti della noftra volontà fono per la vir-
tù e per le cole, che riguardano la volontà di Dio, bifogna di più confida
rare, s ella fi occupa in quelli affetti perchè molla e fpinta dalla volontà
del medefimo Iddio, oppure da qualche motivo di compiacenza; perchè di iovente
addiviene, che molti, portati non fo da qual capriccio, s'applicano a divelle
forte d'opere buone, all' orazio ne, ai digiuni, alla frequenza de Sacramenti,
e ad altre limili cofe. Ciò fi può conofcere in due maniere 5 una,
coirolfervare fe nelle occafioni la noftra volontà s’applica con indifferenza a
qualunque forta d’opere buone; l’altra, fe quando vi fi frappongono e nafcono
impedimenti ed oracoli, effa fi cruccia, s’inquieta, e fi turba, oppure fe ella
fi compiace foverchiamente, quando le cofe le vanno a feconda del fuo genio. Se
ella opera come molla dalla volontà di Dio, bifogna altresì riflettere al fine
per cui opera; perchè, fe il fine non è altro che il divin beneplacito, va
bene; ma non però in. maniera, che ce ne poffiamo aflìcurare a pieno: Tanto è
aftuto, e occulto 1 amore di noi fteffi nelle noftre opere buone, e YÌrtuofe
azioni! laonde dobbiamo Tempre temere, e fofpettare d lina cofa cotan to
difficile a conofcerfi. La più ficura fi è, che dopo tutte le noftre migliori
azioni con una profonda umiltà ci percuotiamo il petto pregando Iddio, che ci
perdoni, e ci liberi dall 1 amor di noi ftelfi dicendo col Publicano : Mio Dìo
perdonate a quefto povero peccatore ( Lue. 12. v. 13. Fate gran conto di
qtiefti mfegnamenti, e rendeteveli famigliari. Deliberate d’ efler fedele in
offervarli, e obbligatevi a qualche mortificazione, quando li trafg rediate. Il
Colloquio con lo Spirito Santo fenza di cui non potrete mai difeernere gl’
inganni, e le aftuzie dell 1 amor proprio, nè guardarvi dal fuo veleno
Confiderate li mezzi più efficaci per vincere, e domare un nemico sì
perniciofo, come quello di cui parliarmo. Il primo è E orazione : il fecondo la
purità d’intenzione, dirigendola bene non fidamente nel principio, ma altresì
nel pi'ogrdfo delle noftre operazioni, e facendo fovente degli atti di
negazione di qualunque ricerca di noi fteffi, e della propria foddisfazione. Il
ter il Combattimento Spiritual è terzo è di còrifideraré quanto la n offri
Volontà fi a attaccata a ciò, che ama 3 che pretenda ella mai con que'o attacco
ed affetto, e qiiali fieno le qualità delT oggetto che ama. A vero dire e fehza
adularli, s'ell'è la beltà, o la bontà, fe il piacere, o l’utilità, o. l'onore
} allora alzar dobbiamo la nò lira mente a Dio, e d‘ r e tra noi a noi ftefli :
quai più perfetta bellezza c bontà può mai ri trovar fi di quella dt Dio, eh' è
la fonte d’ogni bene, e d ogni perfezione ? e qual cola mai vi può edere piu
utile, più dilettevole più decorofa, ed onorevole dell' amare Iddio? poiché
l'Uomo in amandolo fltrasforma in lui rnedelimo, e in lui deliziandoli lo
poffiede, edivieneunmedefimo Spirito con elfo lui Finalmente bifogna ponderare,
che noi dobbiamo a Dio folo tutto il noftro amore perch'egli ci ha creati, egli
ci ha redenti, egli ci ha obbligati, e Ci obbliga tutto giorno Con un' infinità
di Tempre novi benefizj; di maniera che in tutta la eftenfione del noffro amore
non abbiamo con che foddisfàrc alla menoma delle obbligazioni, Che a lui dobbiamo.
Lo ftdfo dóbbiam fare pel indurre il noffro cuore a non odiare che il peccato,
e tutto ciò, che ad elio conduce. Da quelle due jxiffioni, amore, ed odio,
nafeono tutte le più bel- le, ed importanti occafioni per legnalarci in quefto
Spirituale Combattimento, e per trionfare del noftro amor proprio, e di tutte
le nolìre malvagie inclinazioni. Concepite una grande (lima di quelle
inftruzioni, e rendetevele famiglia-. ri. Proponete d’cfler fedele in
iervirvene. Obbligatevi a qualche mortifica zione quando vi mancherete. Il
Colloquio col vodro Santo Angelo Pregatelo ad alfiftervi co' fuoi lumi, e Colle
fue ispirazioni, e ad effe1 re Tempre con voi come il vedrò più fedel
Direttore. X. N V Deir odio di noi fi efi, cti è il mezzo pik efficace per
mortificare il nofiro amor proprio, L’Orazione preparatoria al folitò
Confìderate,che noi abbiam duopo di tutta la nodra indudria per mortificare il
nodro amor proprio, e porre nelle noftr Anime in luogo di lui un Digitiz Google
200 11 Combattimento Spirituale un Santo odio di noi flelìi, delia no flra
carne, e dei nofiri appetiti. Queft odio in due cole principalmente condite. La
prima in rifiutare, fuggire, ed abborrire tutto ciò, eh' è naturalmente,
gradito, e dilettevole. La feconda ili defiderare, ricercare, ed amare tutto
ciò, eh’ è naturalmente amaro, a afte-, ro, difpiacevole, ed afflittivo. Per la
prima bifogna fare un fermo, e fodo proponimento di non bramare, nè accettare
per noi nulla di aggradevole di quanto defideriamo naturalmente, fe non ciò che
non polliamo evitare di defiderare, e ciò che non polliamo rifiutare lenza
offefa di Dio, o per lo meno fenza incorrer la taccia d’ lina lciocca e itupida
divozione e pietà, come fono gli alimenti, le vefti menta, il dormire, e tutte
T altre co fe neceflarie. Bifogna però procurare di prenderle con qualche
ritrofia, e difpiacere, confiderando che i noftri peccati ci obbligano di non
averne alcuna compiacenza, fe non in quanto ella è la volontà di Dio, il qual
vuole, che tifiamo di quelle cofe alla necelfità. In fatti pofiiamo
defiderarlec riceverle, purché ciò fia nella maniera ordinata da Dio, fenza
però lufingarci, by Googl I Del P. Seupolt, lottò. ingannarci 3 conciofiachè il
volere di Dio fi è, che le accettiamo in una certa qualità, e quantità giulla,
e convenevole al noftro bii'ogno. In quantità 3 prendendo ciò, che ci è
necefiàrio per mantenerci in forze, e in buona difpofizione per potere
efercitare tutte le noftre funzioni sì fpirituali, come corporali con quella
moderazione però di prenderne più tofto meno che fov erchio 3 eifendo certo,
che la natura fi contenta di poco, laddove la fenfualità è inlàziabile. In
qualità 3 procurando di rifiutare quanto è potàbile tutto ciò, che può
folleticare la noftra fenfualità, il nollro gufto, e il nollro appetito, eccetto
cne allora, quando na duopo ajutare la noftra fiacchezza; tifando però in tutto
una fama, e ragionevole difcreziene. S. Bonaventura dice l'opra quefto
l'oggetto, che lelperienza congiunta ad una buona volontà c iftruifcono
abbaftanza l'opra di ciò : avvegnaché fia fempre meglio di nulla oprare fenza
il conliglio di coloro, che ci governano. Per la feconda cola, in cui confifte
quello Sant’Odio di noi ftcftì, bifogna altresì fare un collante proponimento
di desiderare, di volere, t di accettare tut ti 1 tòt lì Combattimento
Spirituale ti i travagli, tutti i difgufti, tutti i di£ piaceri, tutti i
difpregi, e tutte le umiliazioni, che ci polfono avvenire, pur che ciò non fia
contro la volontà di Dio, o con discapito fpirituale, o corporale E neceifario in
tutte le cofe ufare una gran prudenza, e fervirfi di perfone dotte,! e
fperimentate, che abbiano lo Spirito di difcrezione per aiutarci col loro
Coniglio 5 imperciocché noi dobbiam effer in continuo timore d’efler ingannati
fotto T apparenza del bene, Di più quando effettivamente faremo deprezzati, od
oppreffi dairindiferetezza, o dalla cattiva volontà di alcuno, blfogna, che ne
godiamo, e lo riceviamo come un fìngolar benefizio di Dio, e che amiamo
cordialmente coloro, che ci perfeguitano e ci difprezzano, che preghiamo Dio
per eflì, e che li confìderiamo -Conte i nofhi migliori Amici. Per addeftrarci
piu facilmente in quefta pratica, non infogna fubito porli davanti agli occhi l
5 ingiuria, o la perfecuzione facendo ogni sforzo per rendercela aggradevole j
perchè il volerla accettare tutta ad un colpo, quand’ella fi prefenta o è ben
vicina, farebbe troppo difficile, quando non foflìmogià prevenuti dalia grazia
dello Spirito Santo iquin I dì Elei P, Scuffili. lo.?' di bìfogna regolari
nella paniera iVguente. Sq avvenga, che ci fu fatta qualche grande ingiuria, o
che ci vegliamo aliatiti da qualche perfecuzione fui timore, che la parte
fuperiore non foccomba, mentre che la Ragione non è feraprq baitevolmentg
valevole a trat- tenerla {otto il fuo dominio, e che il Demonio non lafcia
d’avvalerfi del fuo tempo per invertirci con qualche affai-; to ftraordìnario i
bil'ogna procurare di farci violenza per allontanare, e bandii re dalla poltra
mente per qualche tem-; po la rimembranza di quella ingiuria, o di quella perfecuzione
5 e in quello frattempo dobbiamo coplìderare iTefori infiniti della grazia, e
del merito a noi occulti, eccitando la noftra Volom tà a bramarli; E quando ci
fentiremo animati da un sì Tanto, e generofo der lideiio, potremo rivolgere il
nortrope ' fiero a quella ingiuria o perfecuzione, confiderandola come un mezzo
neceffa rio. per acquetare. quelli Telori inertimabili,.e quinci poi ci
determinaremo coraggiofamentc ad accecarli non folamente lenza ripugnanza, ma
ancora con gìoja, ed allegrezza di fpirito, e prim cipalinente con rendimento
di grazie. Concepite un alta rtima di quelli ami mae Oiaitized bv C 204 II
Combattimento Spirituale maeftramenti. Defiderate di farne ufo, c di
praticarli’ fedelmente. Chiedete a Dio quella virtù Eroica, il fanto odio di
voi fteflì : chiedetela a Gesù Crifto, che ci ha Scoperto sì divinamente il luo
pregio, e il bifogno, che ne abbiamo. Il Colloquio con nollro Signor Gesù
Grillo. Pregatelo, che v’infpiri quella virtù, che è la micidiale di tutti i
vizj. C Onlìderate, che per acqui Ilare quello fanf Odio di noi llellì bi fogna
efcrcitarcì, in perfeguitare inceflfantemente gl’ innumerabili movimenti de
nollri fregolati appetiti, i quali c’ aflalgono di continuo. Fa di mellieri
confiderai con molta attenzione fe le cofe, che bramiamo, fieno conformi, o
contrarie alla Volontà di Dio: fe conosciamo, che gli fono contrarie, bil'ogna
rigettarle, e non volerle in alcun modo, ancorché elleno fieno gradite, e
dilettevoli a nollri lenii; efe veggiamo,che gli fieno conformi, bifogna
abbracciarle avegnachè ci rechino difgullo, e dispiacere, o che vi Sentiamo
della ripugnanza. Concepite un odio irreconciliabile contro i y offri appetiti,
e Sregolati mo vi j , tòf vìmentì Bramate di generofamente abbracciare tutto
ciò, che farà loro più contrario: applicatevi collantemente a ciò per un motivo
d'amore verfo Dio, e perchè egli è certo, elle voi farete in ciò una cola, che
gli farà gradinili ma. Il Colloquio con Gesù Crifto. Efpo- netegli il voftro
dilegno, e la voftrarifoluzìone, e nello ftelfo tempo feopri tegli la voftra
impotenza ad efeguirlo fenza il foccorfo della fua grazia. Domandategli quello
foccorfo con un cuore tutto pieno di confidenza nella fua Bontà. ni. t
Onfiderate le ragioni, per cui dobbiamo odiare noi flelfi. La prima, perchè
Gesù Crifto ci ha infegnato,che non fi può elfere fuo Dilcepolo fenza odiare fe
ftèlfo. Ls feconda, perchè tutto il rnale, e tutta la debolezza, che in noi
ritrovali, non deriva fe non dal non odiare noi abbaftanza. La terza, perchè
difendo ftati ribelli a Dio, egli è ben giufto e ragionevole, che procuriamo di
dargli qualche foddisfazione quanto la noftra debolezza il permette, il che non
polliamo far meglio, che con la pratica di quell' Eroica Virtù ' M U v I ? ìo 6
11e 1,1 quarta, affinché la nollt Anima etfendo vuota d‘ amor proprio, Dio la
riempia della fua Santa dilezione; imperciocché quella bontà infinita vergendo
il noftro cuore vuoto di quello difordinato affetto, lo riempie lubito di fe
medefimo, e del fuò amore : e quella è la più forte ragione, che ci obbliga ad
aver in odio tutt 1 noftn lregolati appetiti, accioche regni in noi 1 amor
fanto di Dio; e perche la noli fiacchezza, e codardia non ci permettono di
trattarci da noi medefimi troppo afpramente, dobbiamo bramare ed eifer contenti
d’ edere maltrattati ed ingiuriati dagli altri; attefo che 1 umiliazione, la
perfeciizione, e la privazione delle cofe a noi piu care fono come una fornace
ardente, in cui la noftr Amma è purgata dalla corruzione dell amor proprio, che
la infetta e la rende inabile a tutti gli atti di virtù.. Ricavate da quelle
ragioni una nloluzione generofa d’ applicarvi con tatto l'impegno, che vi fara
godìbile, all acquili di quefto fant'Odio di voi lledb. Proponete di fare
contìnuamente la guerra al voftro amor proprio con la pratica di quefta fanta
virtù che fara regnare in yoì l’ amor di Dio. Jà Diait 11 Colloquio cori noftro
Signor (Sesu Crifto, come il precedente. Continuate a pregarlo d 5 accordarvi
la grazia, che gli chiedete, e {congiuratelo per i meriti infiniti del fuo
prezi ofo Sangue e della fua morte, di approfittarvi de fuoi configli, e di
odiarvi sì perfettamente, che meritiate d efie r e nel numero de fuoi
Difcepoli. COnfiderate, che bifogna combattere il vizio dell 1 impurità d una
maniera dei tutto particolare, e che per farlo con ordine bifogna aver riguardo
a tre tempi : avanti che fiamo tentati; quando fiamo tentati; e dopo la
tentazione. Prima che fiamo tentati non bifogna combattere contro quello vizio,
ma contro tutto ciò, che lo eccita, e lo rilveglia; bifogna fuggire ogni folta
di convcrfazioni pericolofe, e da quelle, che non potremo evitare; togliere
tutte le azioni, e tutte le parole d’adu M a, la io 8 11 Combattimento
Spirituale lazione, di vanità, e di compiicenza, non vi dimorando fe non quanto
la ne-. Cecità lo richiede, colla maggiore riferva che ci farà potàbile, e con
una gravità moderata e fe li debba converfare con Donne, tifar delle parole più
tollo fecche che affettate Tempre però modeftamente, e con difcrezione, e
civiltà. Dobbiamo guardarci bene dal non fidarci ancorché da più anni non
rìfentiqmo punto gli ftimoli della carne imperciocché quella infame
inclinazione ha quello difingolare, che, cièche non fa in lungo fpazio di
tempo, lottiene tal volta in un ora. Ordina ella i fuoi attacchi in fegreto, ei
fuoi colpi fono tanto più perniziofi, e inevitabili, quanto più fono
improvvidi, c meno preveduti. Di fovente v 5 è più da temere nella frequenza,
che fi continua fotto pretefto di cofe lecite c permeflfe, come di parentela,
di com-. v plimento, ed anche di qualche Virtù che tal volta ci figuriamo,
avegnachè con troppo debole fondamento, edere nella perfona con cui
converfiamo, perche il piacere fi framifchia con T affetto, che ci fcmbra
buono, e infinuainfcnfibilmente il fuo veleno fino al più intimo dell 3 Anima,
ofrufcando talmerN te la ragione, ch’ella incomincia a noli apprendere' quali
più le cole più pericolofe, come gli fguardi amorali, 1 1 e Superiori,
efeguendo fenza rimbrotti, e fenza ripugnanza tutto ciò, che ci comandano, facendo
più di buoni voglia quelle cole, che più ci umiliano, e che fono più contrarie
alla nofìra naturale inclinazione, imperciocché effe mortificano il noftro amor
proprio. Quello, che fi fottomettcrà in tal guifa per l’amore di Dio, riceverà
lina grazia particolare per fottomettere v M 5 tut Ziti il Combattimento
Spirituale tutti i Cuoi appetiti fregolati alla ragione? e la carne allo
Spirito. Bifogna guardarci di fare giammai alcun giudizio temerario di chi che
Zia, {opra tutto in materia d’impurità. E fa qualcuno vi cade in maniera, che
non polliamo nè ignorarlo, nè coprirlo, nè ìcufarlo, bifogna compatirlo, e
averne difpiacere, nè perciò trattarlo dobbia-mo con ifdegno, o con difprezzo
j.ma piuttofto cavare dalla fila caduta il frutto d’una lineerà Umiltà
confondendoci da noi medefìmi, e riempiendoci d un timor falutare fui rifletto
della noffcra debolezza, ricorrendo a Dio coll' Orazione e facendo unaferma
rifoluzione di fuggire le occafioni pericolofe più che mai, imperciocché fe noi
iiam facili a condannare gli altri, Dio permetterà, che cadiamo in un forni'
glievole fallo per punire lanoftra alte' ri già. Che fe non cadiamo,
eperfeveriamo in quella feverità, abbiamo gran motivo di dubitare del noftro
flato predente, e di temere di non ettere avanti a Dio in quella
difpofìzione,ch’egli defxdera, poiché noi manchiamo di co mpatimento per le
debolezze altrui. Finalmente bifogna fuggire tuttociò, che . i!f die Solletica
i noftri fenfi, avvegnaché in cofe permette, come la mollezza de’ veftimenti,
la curiofità e vaghezza degli arredi, la delicatezza de’ cibi e bevande i
imperciocché tutte quelle cofe ed altre fomiglianti Ci fanno amare il piacere,
il quale poi ci rende piu deboli per refifiere alle tentazioni. Non bifogna
ancora compiacerli nelle Confolazioni fpìrituali, e quando ci ritroviamo in una
grande abbondanza di dolcezze, ed interne cortfolazioni,non. dobbiamo punto
adattarvici, e molto meno pervaderci d' ette re nè piu avanzati, nè più forti
contro i noftri fregolati appetiti 5 quantunque ci fembri di riguardarli con
odio, ed anche con orrore. Se ci lulinghiamo in tal guifa,e ci fidiamo anche
per poco di noi fteffi caderemo affai facilmente, e le noftre cadute faranno
tanto più pcricolofc quanto più faranno dall'alto. .Ringraziate Dio di quelli
lumi. Risolvetevi d'etter fedele, ed efatto in fervirvone. Concepite un fornaio
abborrimento al vizio dell' impurità. Proponete efficacemente d’olfervare tutto
ciò, che vi fervirà per liberarvi dal fuo ti-. rannico giogo, ed anche dalla
menoma inquietudine, che potette avvenir ili 11 Combattimento Spirituale vi
dalla fua parte : ed allorché manche rete ad alcuna di quelle pratiche,
calligatevi da voi fteflb con qualche penitenza, e mortificazione. Il Colloquio
con la Santa Vergine Trattate con lei del dififogno, che avete d'amare la
purità, e di conlervarvi fenza lordura sì nel corpo, come nell 3 Anima:
Implorate per ciò la di lei af-.. fiflenza; Siate umile, e farete callo, IL
'Onfiderate come convien diportarli v nel tempo della tentazione. Per ciò che
rifguarda il tempo, in cui filmo realmente tentati, bifogna confiderare fe la
tentazione procede da una cagione ellrinfeca, oppure interna. Per cagione
ellrinfeca intendo la curiofitè degli occhi, e delle orecchie, la politezza
troppo allettata, e la mollezza troppo lludiata del velli re le convenzioni,
gl’ inutili trattenimenti, e le altre cole, che fervon di mantice a què. Ilo
vizio. I rimedj alle medefime fono l’oneftà, la modeflia, la compollezza e
principalmente la fuga, e E allontanamento dal vedere, dall’udire, e dal
frequentare tutte le perfone, che poflbno portarci a quello vizio. U Del P. S
cup olì, 2i£ La caufa inserna procède dalla viva- cita del corpo, o dalla
qualità dei penfieri, ai quali diamo Tingréfio nel nodro cuore còlle nodre
cattive attuazioni, o colla nodra imprudenza, oper fuggedione dei Demonio. Il
Corpo fi cadila co’ digiuni, con le diicipline con le vigilie, con le auderità,
e mortificazioni: nel che però bilogna lem-, pre oflervare le Regole della
difcrczione, deli’ ubbidienza, non le praticando che colla direzione, e con la
dipendenza de'nodri Superiori, o Direttori. I rimedj pe’ i cattivi penfieri
fono una occupazione continua in cofe, che fie-. no proprie del nodro dato; la
Medita-, zione e l J Orazione. Per la Meditazione dobbiamo guardarci dal farla
fopra di foggetti, che ci rapprefentino qualche cofa di quedo vizio, ancorché
eflt gli fieno centrar; j perchè febbene lo combattano, non lafciano però di
rapprefentarlo alla nodra mente di manie-, ra, che fcacciandolo da una parte lo
introduciamo dall’ altra: cd è ben diffida le di penfarvi, in qualunque maniera
ciòifia, fenza pericolo di compiacerfcnè. Per la qual cofa la nodra Medita-
zione contro quedo vizio debb’ edere principalmente fopra la vita, e la
pasfsone di Gesù CriPco; e le nèlftempo della noftra Meditazione Ci fi
preferita alla mente, noftra mal gradò, qualche pensiero impuro, che più del
folito d molefti, non bifogna ftupirfene, nè adirarci contro di effo fotto
pretelle di fcacciarlo, e di fargli refiftenza; ma Infogna profeguire
placidamente la nafta Orazione fenza metterci in pena di fomiglianti penfieri,
Come s’eflìnon fodero punto noftn : non bifogna mai diiputare con elfo loro, nè
mentre durano, nè dopo, efaminando fe gabbiamo dato loro qualche affenfo perchè
quella Porta. d'Efame è una trama del Demonio per difturbarri fotto pretefto '
di fedeltà e di delicatezza di Cofcienjsa. Bifogna per tanto comunicare col
noftro Padie fpirituale, a cui bifogna fvelare con molta fincerità e confidenza
le noftre debolezze, fuperando generofamente il rofiore, che ce ne poffa
avvenire; imperciocché, fe T Umiltà ci ferve generalmente per fuperare tutt 1 i
vizi, molto più ci è necelfaria contro quello. Per 1 Orazione, che dobbiam fare
nel tempo della tentazione, ella deve principalmente confitte re in frequenti
elevazioni di fpirito e di cuore a Dio, con intenzione virtuale e generale di
pregare per Attenere la Vittoria di quella infame, paffione lenza fermarci a
confiderarla 5 conciofiachè ogni confiderazione, e qualunque penfierodi effa,
che ci fi attacchi, è affai pericolol'o. Concepite una gran diffidenza di voi
ftefli per tutto ciò, che riguarda il vizio dell’ Impurità; nè folamentedi voi
ftefli, ma ancora di veruna cofanonvi fidate. Imprimetevi ben nella mente
quell’ avvertimento. Fate conto delle cofe ancor menome e non ne traforate
alcuna, fe bramate render inutili le infidie del Demonio, fuggir i fuoi lacci,
e trionfare del l'enfo. Il Colloquio colla Vergine Santiffima come il
precedente. Siate particolarmente di voto della fua immacolata Concezione, e
della fua purità, ed inviolabile integrità. Considerate come diportarli fi
debba dopo la tentazione. Ouand’ella è paflata, per quanto liberi e ficuri, che
polfiam eflfere, dobbiamo piu che mai tenerci lontani dagli oggetti, che ci
cagionano la tentazione, e non li richiamare giammai alla mente, ancorchè ee ne
fentiaino {limolati dal moti- Vo di qualche virtù, o dall amoi5 di qualunque fi
fia bene; perchè quelli penfieri non poffono efier mai, che illufioni delia
concupiicenza, e inganni del Demonio, che fi trasforma in Angelo di luce per
farci cadere nelle tenebre eterne. Siate fedele in efeguire quelli-.
infegnamenti : chiedetene la grazia a Dio con uno fpirito d'umiltà, e di
confidenza, e abbiate un fanto defiderio di iervirlo con una gran purità di
ciiore e dì corpo, affinché fiate degno d'etferje un tempio vivo dello Spirito
Santo. Il Colloquio con la Santiifima Vergine. Trattate con lei del defiderio,
che avete d'amare la purità. L'Obblazione. Prima d’ offerirvi a Dìo,
raffermatevi in una v era diffidenza di voi fleffo, e in una perfetta
confidenza in Dio, e nel foccorfo della fua grazia s e in quella;dilpofizione,
sbandite dal voflro cuore ogni timore, c offritevi a Dio con un coraggio
intrepido, ed una rifoluzione ferma e collante d' impegnarvi in qucilo
Spirituale Combattimento per combattere nerofamente le voftre paflìoni 5 e pnk
ma tutte il voflro amor proprio, at tac recandolo vivamente col fur contrario
cioè a dire con un fant odio di voi lidio Offeritevi a Dio con uno fpirito umile
e cuor docile e tutto di fpofto alla fommidìone e ali’ ubbidienza defiderando
di lottomettervi a qualunque creatura per amor fuo, accioc-. ch J egli vi
faccia la grazia d’ aflfòggettare alla ragione il ribelle voftro appetito, e la
carne allo fpirito; e polliate contentargli il voftro corpo e il voftro spirito
efente da ogmjfozzura e impurità, perchè fi a il tempio vivo delio Spirito
Santo. La lezione Spirituale per il Sedo Giorno. Egli ardentt amore ver fio
noflro Signor Gè- su Crìjlo fruente nel Santijfimo Sacra mento deli Eucarifti a
5 altro foccorfopoff enti fimo per fortificarci in quejlo Spiri tu ale Comi
atti mena, E CCO qui il maggiore foccorfo, che ei uà mandato dal Cielo per fo-;
ftcnere la olirà fiacchezza nelle noìlre battaglie. Gesù Crifto venendo
afialito nell orto degli Ulivi da una fquadrao compagnia di Sgherri, che
venivano N P,L 1 si 8 II Combatti mento Spirituale per catturarlo, dille a San
Pietro, che li mettea in difela; -E non fai y eh io potrei pregare l Eterno mio
Padre -, ed coli in quefi ora medeji?na m invierebbe dode- ci Legioni d Angeli}
( Matth. i6,v, 53.), Il Redentore Maeftro diceva il vero, imperciocché ove
rifiede, e fa fua dimora il Rè degli Angeli, non fono al-, trimente necelfarj
que’ Beati Spiriti. Così io dico al noRro proposto j che, quand J anche Iddio
invialfe in noRro ajuto non follmente dodeqi Xegionì d Angeli, ma ancora tutti
i Serafini e tutte le Virtù dei Cicli, quello foccorfo non farebbe mai sì
'grande come quello, che riceviamo da quello divdn Sacramento, ove realmente Ra
il loro Rè, il loro Sovrano. Davidde aveva, preveduta quella verità, e già
confiderava come prefente quello foccorio : tanto ne era egli certo, quando
cantò nel Salmo duodecimo. Voi m avete invitato, ed accolto ad una menfa, che
mi dà forza e coraggio contro i mìei nemici. ( Pfalm. 1 2. v, 6. ). Ah I.
poiché, noi Ramo impegnati in quello Spirituale Cóm-, battimento dalla
necelììtà del noRro Rato, che faremmo fenza il foccorio di qucRa menfa divina ?
Guai a certuni, dice S Bernardo, che fon chiamati grandi e laboriofe imprefe, e
non lì no, drifcono col cibo dei forti. E chi fono Coloro, che fono chiamati a
grandi travagli e fatiche, fe non i Criftiani, i quali dal giorno del loro
battemmo fono flati arrotati per combattere fotto le infegne di Gesù, e lì fono
dichiarati nemici di Satanaffo, e di tutte le fue pom, pe ? e qual è quello
cibo dei forti contro quelli nemici sì formidabili, fe non il Santiflìmo
Sacramento, il quale fecondo San Giovanni Grifollomo rende forti come Leoni,
chegittan fuoco dalla bocca, coloro, che lo ricevono de, guarnente?' Dal che
ben veggiamo con quanta ragione San Bernardo, deplori la cecità di coloro, che
fono chiamati quello Combattimento, e che avendo un foccorfo sì poifente e
fìcuro contro i loro nemici, non fanno tutto il poflibile per meritarlo, e per
fervirfene fe, delmente. Quello divin Sacramento ha due effetti; uno comune, Y
altro particolare. 11 comune è, ch’egli dà la grazia, come tutti gli altri
Sacramenti delta nuova Legge. Il proprio, e lìngnlare,è quello dai Teologi
chiamato refezione Spirituale, che è una nuova forza, e un coraggio a far del
bene con un certo gufto ed appetito di tutto ciò, cheap-. partiene a Dio :
imperciochè ficcome il cibo corporale non {blamente conferva la vita di chi-io
prende, ma gli reca altresì, col gufto e refezione, la forza e la confervazione
della vita; così quello divino cibo, non {blamente conferva la vita Spirituale
colla grazia chel accompagna, ma di più raddoppia colla fua propria virtù le
forze allo fpw rito. Egli è però da avvertirli, che io chiamo quello foccorio 1
amore verfo Gesù Crifto prefente nel Santiflìmo Sacramento dell’Eucariftia:
imperciocché per fentirc la forza e la virtù di quello divin Sacramento -, noi
non abbiamo difpolizione migliore dell’ amore al medelìmo Sacramento, o
piuttofto a Gesù Crifto, che vi è prefente. E per verità poiché noftro Signore
a noi li dona per un eccedo d' amore, egli è ben giufto, che a lui ci doniamo
reciprocamente per amore nel ricevere quello divin Sacramento. Il vero amore non
è pago e contento della fola ricordanza; delìdera ancora un'amore reciproco, e
lo delìdera tal volta fino ad un taf eccello, che cerca degli artifiz;, e de
vezzi per rifYegliarlg. In tutte i’ altre pratiche, di cui fi icrviamo pe£,
eccitare ed efercitare la noltra divozione, noi cerchiamo Gesù Crifto; ma in
quella lo ritroviamo, lo abbracciamo, lo pofiediamo; in lina parola, ne godiamo
tranquillamente. Qui adunque è, dove T amore sì pratica con maggior’
eccellenza, ed ove riceviamo piu efficacemente jaffifienza, il foccorlo, e le
forze necelfarie per renderci invincibili nelle noftre battaglie, e per
praticare in modo eroico le cnltiane virtudi. Vogliamo rendere al peccato,
vincere le tentazioni, domare le noltre paflìoni, c fare atti generofi di tutte
le più grandi virtù ? accodiamoci con amore a quefto divin Sacramento. Egli lì
dà per viatico a coloro che i 0110 negli edremi della vita, affine di armarli,
e di infondere loro del coiag-, gio in queft ultimo combattimento, in cui il
Demonio fa i tuoi maggiori sroit per trionfare delle noftr anime. Egli lì dava
anticamente ai Camalli allorché la Chiefa era travagliata dalle peri lecuzioni
per portarlo pelle loro . e e nei loro viaggi, per ier viri epe albifogno, e
prevalerfene contro i peucoli. A quedo medefimo fine fi dava a . Martiri prima,
che fi prefentafl. a (jiudiei per fortificarli nei loro tormenti. Senza quello
Sacramento, dice San Cipriano, non fi permetteva, che alcuno fi efponefie al
Martirio, e prima! di Comparire alla prefenza de tiranni li criftiani fe ne
munivano per non temere nè i fupplizj nè la morte Quindi di fovente accadeva,
che eflendoftne muniti. divenivan eglino sì forti, che li fanciulli ancori, e
le fanciulle di dodici e tredici anni difpregi avano le minacce dei tiranni, le
crudeltà dei carnefici, e ridevano in mezzo ai più crudeli martorj, come fe
averterò avuto un corpo di bronzo, o che fodero fiati infenfibili. Se adunque
quello divin Sacramento recava tanta forza, e Coraggio a coloro, che aveano a
combattere contro il ferro ed il fuoco, contro le fiere felvaggie e contro i
tiranni, i quali forpaliàvano in crudeltà i più feroci animali; qual foccorfo
noh dobbiamo noi fpefare da quello cibo celefie? noi, che nort abbiamo a
combattere, che contro noi medefimi e contro le noftre pafiionì? imperciocché
febbene li Demonj entrino fovente nelle nofire battaglie; fe noi abbiamo la
forte di vincere noi ftefii e domare le nofire pafiìoni f tutti i loro sforzi
maggiori noti fono D bei P. Scapoli. ' 21$ fono che terrori ideali 5 eglino
refi ano fenza forza, e fenza potere, e fi ritirano fvergógnati Or quella
vittoria fopra di noi flelli, e delle noflre paffìoni è d’ordinario antedetto
della virtù di quello pane celefle Se alcuno tra noi i dice il divoto S
Bernardo tìon fentefi così di fov ente e con tanco vigore àfìalito dai
movimenti dell’ ira, dell’ invidia, dell’ impurità, e degli altri vizj, ne
renda grazie al facrato Corpo i ed al prezioso Sangue di Gesù Crifloi
imperciocché la virtù di quello divin Sacramento operi in lui quelle maraviglie
( MetrCii.v.zl.) In fatti fe il iolo tocco della velie di Gesù Crillo rifanò
una donna già da dodici anni inferma, e travagliata da un Ando di fangue, che
cònfurnató le avea tiittó il fuo patrimònio in rirrtedj inutili, e in diverli
medicamenti incaI paci à guarirla j le cure de’ quali, più. crudeli che
operative 4 avevano viejv più inafprito il fuo male, anziché rìfanarló: Più i
fe il cingolo di San Pao' io, e la fola ómbra di San Pietro avevano la forzi di
fare delle.guarigioni miraeolófe, e di recare al corpo una perfetta fanità; con
quanto più di ragione il facrató.corpo di Gesù Crillo, N 4 che eh è unito
perfoflalmente all’infìrìita pii- rezza della fantità di Dio, renderà col fuo
facrofànio contattò puro anche il n offro, e gli imprimerà la fantità rendendolo
vittoriofo non folameute di tutte le fue pacioni, ma facendolo eziandió fervire
alle più fublimi funzioni dello fpirito Tanto fperimentano coloro, che fi
accattano a quello divin Sacramento con un grartd amore, e cori le altre
difpofizioni neceffarie $ ma lo fperimencano in una maniera, che ttort ardirei
d’efprimere, avvegnaché altrettanti teftimon; io abbia di quella verità, quante
vi fono nel mondo anima buone, fe non avelli per garante Satl fiemardo, o chi
ha meritato, fi attribuifea a quello fanto Dottore il lumiIlofo trattato de
dìgnìtate divini amori s? ©ve favellando di coloro, che fi comunicano con
quelle fante difpofizioni, afferma, ch’eglino hanno sì gagliardamente debellate
e vinte tutte le ribellioni della carrte, ch’ella non ferve più all’anima fe
non di ftromento perdercitare le buone opera Ma tempo è ormai, che difendiamo
un poco più al ‘ dettaglio del nollro allumo,, Io ho protellato nel principio,
che quelli difeorfi, fatti per modo di La Del Pé S dipoli. il fi v adone
Spirituale da farli in quelli Eièrciz j, non fono, che per ajutare T intelletto
e la volontà, che fono le due potenze della nollr 3 anima, che fo(len- gono
tutto il maflìccio di quello Spirituale Combattimento : imperciocché tutto il
vigore dell' anima da effe dipende, e tutto il loccorfo che cl è lieCeffario,
non è che per fortificarle. Ora il Santo Sacramento deirEuCarillia èd una virtù
ammirabile per quello. effetto. Imperciocché fe la forza dell 3 intelletto
tutta Ila polla ne 3 lumi, e nelle cognizioni, elisegli riceve dalfalto: e fe
quella della volontà ne 1 fanti effetti, e ne 3 di vini ardori, di cui ella è
infiammata quando a Dio piace di comunicarle le fue grazie 5 quello divin
Sacramento fa Timo, e T altro. Egli illumina E intelletto. Chiedete ai Santi
più illuminati e fapienti, d onde loro fieno venute quelle grandi cognizioni,
quelle comunicazioni sì famigliari, quelle profonde intelligenze, che nollro
Signore ha loro infufe de 3 fuoi miflerj, e de 3 fuoi più alti Segreti ? eglino
vi riiponderanno, che ciò è flato dopo la comunione : perchè il Sol di giulliza
rifedendovi in corpo e in anima, e ritrovando le loro anime pure e trafp N s
ren f il6 lì Combatti mento Spirituale tenti come un criftallo, le ha
illuminate, e riempiute de’fuoi fplendori : e noi pure com’eflì lo
próvererrimo, fea loro efempio vi portammo uno fpirito ben difpoiloy e un'anima
innocente. Di più égli infiamma la volontà Per Quello motivo S. EfFrem lo
chiama un fuoco: ciò, che T unico Figli uol di Dio Gesù Crifto noftro Salvatore
ha fatto per noi, dice quello Santo Padre, formortta ogni maraviglia,.. e
tutt'i nóftri penfieri, eparole, imperciocché febbene noi fi amo veftiti dì
carne, pur egli ci pafce di fuoco e di ipirito, dandoci da mangiare il fuo
corpo, e da bere il fuo fanjme San Giovanni Grifoftomo dice, che la bocca di
quello che fi comunica è piena di fuoco' fpiritiiale : e Santa Catterina da
Siena rimirando la fanta oftia nelle mani del Sacerdote vi vedeva tal volta un’
ardenre fornace capace d’ abbruggiare tutti quelli, che ne fono rifondati,
s’accingono con in vinci bil coraggio a grandi imprefe, e s’ avanzano a palfi
di gigante alla perfezione,ed alla fantità : eglinofi rendono formidabili
a’Demonj, e fi fan largo per ogni dove fuperando i maggiori oliaceli nel-et P
Scupoli, Se per tanto vogliamo prevalerci d tin foccorlo si vantaggiofo,
biiogna, che ci ft udiamo aliai d’accrefcerelanoftra fede il nollra am-ore la
nollra confidenza verfo Gesù Crillo prefente nell' Eucariftia Dobbiamo non
celiar mai di llupirci di sì incomprenfibil misero 9 e rallegrarci di pofieder
Gesù .Crillo fotto quelle umili, e dozzinali fpezie fenza defiderare, eh' egli
ci li dia a vedere ilei corfo di quella vita fotto altra apparenza. Bifogrta 9
che ponghiamò tutto il noflro fludio ad infiammare la nollra volontà t colfuo
Tanto divino amore. Quella felicità T oc terremo infallibilmente fe quando ci
accolliamo a quella fornace cf amore faremo difpolli a foflrire per GesuCrr-
fio tutti i tormenti 1 tutte le pene', e tutte le ingiurie, che ci pollano
avvenire 5 tutte le infermità, tutt’i difgulli, e tutte le aridità, con le
quali egli fi compiacerà d’esercitare la nollra fedeltà 5 credendo di aver a
fopportar di fovente quelle prove, e ricevendole con gioja e rendimento dì
grazie guardandoci folamente dal darvi occafione per nollra colpa, ma fuori dì
ciò, riponendo tutto il nolìro contento in loffrir quelle cole per amor fuo.
Quella N 6 è la fta confi iterazioneeccitare nella noftr' ànima una fingolar
confidenza nella lua bontà; ed in quella deposizione portarci alla facra menfa
con ur grandiffimo rifpetto, ed umiltà profondiflhna Dopo ricevuto il Signore
bifogneràraccoglierci interiormente alla fua lauta prelenza; efporgli la nofira
fiacchezza i ed impotenza a vincere quella paffione, che vogliamo combattere;
damandogli forza ed alTìftenza per que-' fto affare, e pregarlo a combattere
egli ftefio in noi e con noi. Finalmente farà duopo chiamare fa ftefla paflìone
alla battaglia, e sfidarla rintuzzandola con replicati alletti, che le fieno
direttamenEe contrai;; prodiir ccndo atri della vinù contraria e pra'i a tican
ijò lì Combattimento Spirituale fcìcando le altre cofe tutte, che accerinate
abbiamo in quelli efercizj Se la pallio ne però folle diSóiiefta, bisognerebbe
fol tanto umiliarci alla preSenza del hoftro' Signor Gesù Crino, e pregarlo a
liberarcene Senza ferivamo col penderò. Il Frutto del fejlo Giorno Il frutto di
quello giorno dee edere. Primo un coraggio, ed una ferma collante risoluzione
di venire alle pre-, fe co’voftri nemici, Scacciando ogni timore dal voftro
cuore, appoggiandovi ad una lineerà diffidenza di voi ftelfi, e Sopra una
perfetta confidenza in Dio. Secondo, di non Scorarvi giammai, ancorché vi
accada di rilevare varie ferite in quello combattimento. Terzo, d offervare le
regole prescritte npl primo eSerciziO. Quarto, d alTahre prima di tutto il
voftro amor proprio, e procurare di annientarlo [col Suo contrario, vale a dire
colf odio di voi fteffoj praticando per ciò fedelmente tutte le iftruzioni, che
abbiamo date nel J Secondo, e terzo eSercizio. Quinto, di concepire un’odio
mortale contro il vii zio dell’ impurità, e contro tutto ciò eSat sfattamente
quanto fi contiene nel quarto efercizio. Finalmente il frutto di quello giorno
dev eflere, un ardentitfhno amore verfo noftro Signor Gesù Crifto prefente nel
Santiflimo Sacramento dell’ Eucariftia, riponendo in quell amore ogni voilra
felicità, e al medefirno. indirizzando tutte le voftre divozioni, e tutti li
voftri efercizj. pine del fejlo Giorno GIORtTOS Della pace interna
necettariflima in fucilo Spirituale Combattimento. a.. Che bìfogfta fuggire le
inquietudini e tur bacioni a animo, ed effer ' femore pacifici, V Orazione
preparatoria al lolita. L COnfiderate, che per ben riufdre v in quello
Conibattimentq Spirituale, e per fare notabile progetto neiracquìiiò delle
crittiane viridi, dobbiam tener la noftr’ anima cfente da qualunque ferfci di
turbaziofle e d' inquietudine, e che a queft' effetto è duopo oflervar ciò, che
fegue Bi fogna, come fuol dirii, far la guerra all’ occhio, -cioè ufare una
gran vigilanza per difeoprire y e prevedere le cofe, che cagionar di potrebbono
qualche turbamento, affine di metterci in illato di ributtarle. E fe non
ottante queftq vigilanza lìarrio forprefi da qualche improYifo accidente, di’
ecciti in Ho! del tuibamento, bifogna flell’illafV te medefimo tralafciare
ogn’altra occufazione pei applicarci unicamente a rimettere in càlma il ndlfo
Cuore. Il motivo per obbligarci a quella P etica sì importante fi dee cavare di
quella verità: che fin a tanto, che la pace abiterà nella noilr'anima, faremo
tutto ciò che vorremo con facilità : laddove tofto, ch'ella anderà lontani da
noi, non faremo più cofa che vaglia, conciofiachè faremo come abba gliati nel
cammino della virtù, e rimarremo efpofti ai colpi de' noftri Hemici Chiedete t
£io quella vigilanza e quell' attenta providenza, la quale è un dono, che nofc
polliamo avere fe non fe dalla prefenza dello Spirito Sant-o in noi.i
Chiedetela ancora al vollro Angelo Cullode, e pregatelo di fupplire alle vollre
mancanze, ed a recarvi elfo medelìmo quello buon’uffìzio. Il Colloquio con lo
Spirito Santo, il quale vi donerà querfla divina pace fe voi gliela chiederete
per li meriti infiniti di nollro Signor Gesù CriHa, e farete diligenti in
vegliare fcrpra il vollfo interno, e fe farete fedeli in praticare le cofe
feguenti. Implorate per queft 5 effetto la grazia dello Spinto Santo.
Confìderate, che non v è cofa piu temuta dal Demonio di quella pace
imperciocché ella è come un ritiro o nafcondiglio ove abita là grazia, e vi fa
fua dimora Iddio, che vi opera grandi cofe. Per quetto motivo cadetto Spirito
delle tenebre viene di ioVente a ritrovarci fotto buone apparenze, e
trasformandoli in Angelo di luce c'infìrtuà delle opere buone o ci da dei buoni
defìderj fopracofe ftraordirtarie; ma 1’ inganno di quefte falfe infpirazioni
facilmente fcuoprefi dai loro effetti: conciofìaché ette ci riibbano la pace
del cuore e ci cagionano mille agitazioni, e turbolenze. Per la qual cofa
allorché prevediamo di dover effere motti dà alcuni buoni defìderj non bilogtfa
così pretto accordar loro ringretto nella noftr Anima, per quanto buoni eglino
ci iembtino; ma dobbiamo primieramente prelentàrli a Dio ipogliandoci d J ogni
amore e propria volontà y confettando la nottra cecità ed ignoranza, e
fupplicartdolo inftante.mente di farci conoscere fe qu etti defide fiderj
vengano da lui, o da! rioflro amor proprio, o s egli Ila il maligno fpirito che
ce li infinua : e per aflìcurarcene bilogna, fe polliamo, ricorrere al giudizio
del nodro Padre Spirituale Afficurati elfendo che quelli defiderj derivano da
Dio, prima di venirne ali J elocuzione, bifogna mortificare, o moderare
Tanfietà e follecitudine della natura; imperciocché un'opera buona preceduta da
quella mortificazione è molto più gravedole a Dio, che fe folle fatta con
foverchioardore; ma convien fare tutti quell' atti placidamente, e fettza
violenza : e in tal guifa allontanando da noi i delìderj non buoni, e non
ricevendo li buoni, che dopo aver coniultato Dio, ed i noflri Direttorio e
reprelfa la noflra avidità, e folleci tudine naturale; ci conferveremo lempre
tranquilli, e placidi nelnoIlro interno. Fate cafo di quegli infegnamenti che
Vi difcuqprono gl' inganni, di cui lì ferve lo fpirito maligno per farvi
perdere quella preziofa pace. Proponete d éfler fedele in olfervarli lìce ome
eccellenti e necelTariflìmi pel vollro fpi rituale profitto. v Il Colloquio Col
vollro buon Arige-, lo. i%é 11 Combanimnio Spirituali lb, affinch’egli fleflb
vi fcuopra le Inèdie del Demonio, e v’inftruifca nell' óffervanza di quelle
pratiche. III. C onfidente, che per confervare la pace del cuore dobbiamo
altresì guardarci da Certi interni rimproveri, Che ci facciamo da noi medefirni
qual' ora abbiamo mancato d’ eseguire i nollri buoni defiderj. Quelli
rimproveri fembrano venire da Dio, perclr dii ci awifano di qualche mancamento
: potremo adunque conoscerli dai loro effetti. S’eflì ci umiliano; fe ci
tengono quieti; fe ci rendono diligenti a ben operare; fe ci mantengono nella
confidenza, chè dobbiamo avere in Dio 9 efìi vengono da Dio: ma fe ci fCo raggi
feo no; fe ci rendono vili diffidenti, e pigri a ben operare; principalmente fe
ci portano a peccare d’ ommiflione dobbiamo conchiuderc francamente che
procedono dallo Spirito maligno Li proponimenti, ed il Colloquio co me nella confiderazione
precedente. Confiderate, che la perturbazione del nollro cuore può ancora
derivare dall’ avvenimento di cofe contrarie. Il rimedio fi è di confiderare,
s' elle fono contrarie alla noftri Anima, oppure all'amore di noi ftefli, cioè
a dire, alla noltra foddis fazione, o alla noftr Anima propria. Se elle fono
contrarie agii ultimi, ficcome quelli fono noflri nemici, così non le dobbiamo
ricevere come contrarie, ma piuttofto come favori di Dio, e grazie delfamor
fuo; e quindi foftrirk pazientemente, c riceverle con gioja, e rendimento di
grazie. Che fe poi elle fono contrarie alla nolV Anima, come farebbe qualche
oftefa di Dio o qualche mancamento 3 non bifogna perciò perder la pace del
cuore, ma diportarci come abbiamo divifato nel quarto efercizio del fecondo
giorno, e come ‘diremo nel quarto di quello. Per le altre, come poch’anzi
abbiam detto, la più ficura è di ringraziarne Iddio, ricevendo il tutto ad
occhi chiufi come provegnente dalla mano di lira amorevole Providenza, che ci
difpone con quelle avvertita alfacquifto de beni, che non fappiamo, e che fono
maggiori e più preziofi di v quello immaginar ci polliamo, e così Sopportarle
con ilarità, e con perfetta raflegnazione al volere di Dio. Rin H Combattimento
Spirituale Ringraziate Dio di quelli lumi 3 proponete d’approfittarvene j
-accoftumate vi a ricever tutto dalla fua mano 3 anche a cavar bene dal male ?
ed a fare di tutte le cofe una pratica di virtù. Il Colloquio col Voftro buon
Angelo. Chiedetegli i luoi lumi per chiaramente difeernere qual de due faranno
contrarie le cofe? che vi accaderanno? affine di fare una pratica fedele di
quelle ignizioni, ESERCIZIO Continuazione del me defi mo Argomento, JJ Orazione
preparatoria al folito, I. G Onfideratè, che non (blamente dobbiamo edere attenti
e vigilanti in prevedere le cole che ci poiìono cagionare qualche turbamento 3
ma chs abbiamo altresì a prevedere le cole che dobbiam fare o per debito o
altrimenti 3 come? pregare? obbedire? umiliarci? foffrir delle ingiurie ec.
Imperciocché fa di meftieri ? che damo in una continua e fingólar attenzione a
non permettere mai? che il nodro cuore li r i S cupoli, 2?q ? a turbi, nè che s
1 impegni in' Ìofa alcu m, che gli cagioni deil' inquiecu r%r?’. no ‘ ro cuore
Zia come una. Que penierì rht f 5 diicacciando KavJfn en ’ c e f 1 om entano la
tur, mtte e no£r endoci in ilhto di fare cucte le noftre azioni con srande inr
na quiete: e febbene non polliamo tut dh noi U non°| I? ? aCqUiftar tanto fopra
raSìo n'n 8na, perciò Perder! di Peurbazion1 abb3nd ° nirci aIle terne Vi ?nn ’
ma proc We d' arrivarci ? P oco a P?co. Una Città non lì V&s Sgz&gj
leverando, fabbricheremo una Caiani ° a cft c lo medefimo Io farcia K& r l
°, vogliamftrda' 01 meck ‘ Imi ma la noto fatica riti feirà 14 ® Il Combattimento
Spiritante) fcira vana, ed inutile. Per la qua co, fa bi fogna impiegarvi del
tempo, camminare a poco a poco, e raffegnarcù alia Providenza di Dio per lo
felice efìto, facendo nondimeno dal canto noftro tutto ciò, che polliamo e
faticando con diligenza per gittarne i fondamenti. Concepite un gran defìderio
della pace del cuore, e della tranquillità interiore. Pregate noftro Signore,
eh’ egli fabbrichi nella noftr’ Anima quefta Citta di pace. Proponete di
faticare volentieri dalla voftra parte per gittarne | fondamenti, li quali
impararne nella feguente confidcrazione. Il Colloquio con la Saatifllma Vergine
la uale è ftata per eccellenza quefta Città di pace in cui Dio ha fatto fuo
foggiorno, ed ha operate tante, e sì ftupende maraviglie. Rapi presentatele la
voftra brama, ed il bifq gno, che avete di raffermare quefta pape nella voftr'
Anima, acciò fiate capa ce delle grazie di Dio. [ll t f C Onfiderate, che le
fondamenta di quefta Città di pace altro non fono, che l'Umiltà e la Pazienza;
e che per formarle benfode bifogna sforzarti da principio d'abbracciare le
tribolazioni, e le contradizioni con piacere, cd anche eoa fervore, defiderando
defifere difprezzato da ciafcheduno, e di non ricevere nè favore, nè
confolazione da alcuno, fuorché da Dio. Bifogna fidare ciò nel noftro cuore dì
maniera, che Dio lolo fia tutto il noftro bene, é il noftro unico rifugio, e
che tutte le altre cofe ci fieno indifferenti; di maniera che fe addivenga, che
ci fia fatto qualche oltraggio, bilogna efterne ben contento, e lopportarlo con
allegrezza, credendo per certo, che allora Iddio è con noi : e perciò non
dobbiamo bramare più grande onore, ne ricercar cofa alcuna con maggiore
impegno, che di lotfrire per amor fuo ciò, che gli piacerà. Dobbiamo
accoftumarci a godete, quando alcuno ci dice qualche parola ingiuriofa, che ci
dileggi, o ci riprenda aframente; concioliachè in quella i everità, e in quelle
parole afpre e pungenti, d' ordinario vi fta nafeofto un gran teforo; e fe ci
riefee di.foffrirle di buon cuore, ben prefto faremo ricchi fenza che coloro,
che ci fanno quelli regali, le ne avvegano. Non cerchiamo mai alcuno, che ci
ami in quefta Yita„ che ci onori e faccia ftima di .; ‘ O noi r L 1 24 ti
Combattimento Spirituale noi; acciò alcuno non ci diflolga dal patire con Gesù
Crifto Crocidilo. Guardiamoci da noi medefimi coinè dal maggior nemico, che
abbiamo 5 non feguitiamo mai il nollro proprio giudìzio, nè la nollra opinione,
nè tampoco vogliamo avvilupparci in infinite inquietudini. Non Seguitiamo più
la nollra propria volontà, e qualora ella renda a qualche oggetto avvegnaché
buono, fpogliamoci prima di tutto d’ ogni amor proprio, e così nudo
fponghiamolo alla preienza di Dio, pregandolo di fare, che in noi s’adempia il
l'uo Santo volere, e rinunziando al nollro con la maggiore fincerità, che ci
farà potàbile. Ringraziate Dio di quelle cognizioni. Concepite una grande Rima
di quelle pratiche, poiché col loro mezzo potete pittare i fodi fondamenti di
quella Citta di pace. Proponete efficacemente di porre in ufo quelle pratiche.
Il Colloquio con la Vergine, Trattate con lei dei diffegno, che avete di
fabbricare nella vollr’ Anima quella CiN tà di pace, e chiedetele la grazia,
che polliate gettarne i più fodi fondamenti con la pratica di tutte le cofe poc
anzi conlìderate. C onfidente la grande filma, che' dobbiamo avere della noffr’
Anima, poiché Dio Pha creata per farvi la fua dimota, Ella ci debb’ elfere sì
preziofa, che non dobbiamo |mai permettere, ch’ella s’abballi a cofa alcuna che
fia meno di Dio. Tutte le noftre brame, ed i nofiri fofpiri efier devono per la
venuta di quefio Signore nella noftr’ Anima y il quale però non Vi verrà mai fe
non la ritrova fola : e non ci diamo a credere, ch’egli voglia dirle anche
foltanto urta parola alla prelenza di qualche creatura q ualunque ella fia,
quando ciò non folle, come può edere, per farle qualche rimprovero. Biiogna,
ch’egli la ritrovi fola fenza i fuoi pertfieri, fenza i fuoi defiderj, fenza i
fuoi affètti, e molto più lenza la fua propria volontà. Bifogna, che la nofir’
Anima fia femprelpog fiata di fe medefima fenza che defideri mai cofa alcuna.
Che fe bramiamo qualche cofa, dobbiam farlo in tal maniera, che fe mai ci
accadefie tifito l’oppofto, non ne reftiamo rammaricati ed inquieti, ma anzi
così tranquilli come fe nulla aveflimodefiderato.Que O a fi 244et Combattimento
Spirituale fla e la vera libertà di Spirito -, non attaccarli ad alcuna cofa.
Se offeriamo la noftr’Anima a Dio così Jdifhccata e libera, egli opererà in lei
grandi maraviglie. Quella folitudine del cuore è il Gabinetto dell’ Altiflimo,
cioè, dov’ egli dà udienza; quell’ è dov’ egli fi trattiene con confidenza;
quello è il Paradifo, ove lì lafcia vedere e ci li difvela, affinchè noi gli
parliamo; quella è la Terra Santa in cui lì manifefla nell'ardente Roveto del
Tarn or fuo rm$ egli è duopo che noi entriamo in quella terra a piedi nudi,
perch’ella è Santa; li piedi fono gli afletti dell’Anima; perilchè bi fogna,
che fieno nudi, e liberi da ogni affetto delle creature. Lalciamo, che i morti
attendano a feppellire i loro morti : ritiriamoci nella terra de’ Viventi, ove
quella' felice pa' ce regna nella Città di Dio, che è la noflr’ Anima.
Raddoppiate la brama, 4 che avete conceputa di quella pace interna con la
precedente confiderazione. Ammirate la bontà di Dio, che v’ha chiamato, e
prelcelto ad una grazia defiderabile cotanto. Umiliatevi fino al centro del
voflro nulla, riconofeendovi indegno di sì eccelfo favore. Rinunziate ' ad bel
? Scapoli é 4 f ad ogni c$f a per giugnere a quella berrà di fpirito, e per
godere di quella pace, che degni ci rende delle gra’ zie di Dio, de’ Tuoi
favori, della Ina famigliarità, e del fuo {Iraordinario ajuto in quello
Spirituale Combattimento. Il Colloquio con la Santifitma Vergine, che ha
polleduta quella pace e tranquillità interna con maggiore perfezione
d’ogn'altta creatura, e che meglio d’ogrt’ altro ci può iftruire per ao
quinaria. Chiedetele quella grazia con umiltà, e confidenza. Che per confervare
la pace del cuore, hU fogna guardar fi da un certo telo indi fcreto per la
falate del Projfimo Confiderate, che I amor di Dio e quello del profilino fono
in verità la ftrada ficura del Paradifo, e che Gesù Crillo ha detto dell’ tino,
e dell’ altro ( Lue. 1 2. v. z$. ); Io lono venuto dal Cielo per accendere,un
tuoco divino in Terra; e il mio maggior de O ? fide $4 6 11 Combattimento Spiri
tu file -fiderio è di vedere, eh 5 euo abbruccl col fuo ardore tutti cuori.
Notate però, che iebbene 1' amor di Dio non abbia nè limiti nè confini, quello
del profumo ne deve avere; perchè fe non vi ufiama una certa moderazione, ci
può nuocere grandemente, e potremmo faticando per fai vare gli altri perderci
noi medelìmi Gesù Crillo ha coftituita la carità del Prollìmo come il
fondamento della legge nuova, e di tutta la perfezione Criftianai e per quello
motivo egli ne ha fatto un eiprelfo Commandamento, che chiama fuo per
eccellenza, j e di cui fopra tutti gli altri inculca T cldempimento. In quella
virtù, e non in alcun altra ha egli ripollo il carattere, che dee diftinguer
quelli, che polfederanno veracemente il di lui lpirito, da quelli, che non I
avranno jfe non in apparenza. Niente di meno dobbiamo pur amare il noftro
profilino in maniera, che la nollr Anima non ne rifenta punto di
difeapito.Rifogna umiliarci in tutte le noftre azionile cosj conofeeremo quanto
polliamo per aiutare il nollro profilino : e {ebbene fiamo obbligati a dar buon
elempio, non bifogna però lare mai cofa alcuna a que by Goog bel P. Sctipolt,
247 fio fol fine; attefo che perderemmo li noftra fatica, e ciò che faremmo,
farebbe fenza noftro profitto. Bifogna fare tutte le cofe fintamente, e come
molli dal fine di piacere a Dio folo, per adempire la fua fanta volontà, e per
la fua maggior gloria. Imprimete quelle verità nel voltro Cuore. Domandate a
noftro Signore il fuo Spirito, e pregatelo, ch’egli accenda quello fuoco divino
nella voftr’Anima lenza mefcolanza di fuoco' (tramerò, Ralfodatevi irr una
profondiflima umiltà.Deliberate di non impiegarvi nella falute del profilino,
che per ubbidienza.. Il Colloquio con noftro Signor Gesù Crifto. Concitategli
il defiderio, che avete, di formarvi fui fuoefempio nella pratica di quella
virtù. II. C Onfiderate, che lo zelo della fallite delle noftr’ Anime non ci
dee far perder giammai la interna pace, di cui parliamo. In verità dobbiamo
avere una fete ardente, e un f omino defiderio, che ciafcheduno conofca la
verità; che ciafcheduno s inebrj di quefto vi.no, e beva con avidità $ quello
iat 1 &42 11 Cómbattimmto Spirituale latte r che Dio a tutti offerifce, e
dotti gratuitamente, cioè a dire, dell’ amore della perfezione Criiliana, eh’ è
come un latte per quelli che incominciano, e come un vino per quelli, che lono
piu inoltrati: ma fa di niedieri, che quella V fete, e quella brama provenga
dall’ amore, che portiamo a Dio, e non di uno zelo indifereto. Vi fono
infiniti, che lembrano avere piu di zelo per la gloria di Dio negli altri, che
in fe defili ij Hanno eglino in verità uno zelo di Dio, ma non è fecondo la di
lui faenza: il folo ordine giudo zelo è, che noi correggiamo noi flefii del
noftro prima di correggere il noftro proflimo, e che ftabiliamo T onore di Dio
in noi prima di penfare a dabilirjònegli altri. Dio e quello, che deve piantare
quella divina virtù nella folitudlne della nollr’ Anima, e che ne dee cògliere
if frutto, quando gli farà in grado : A noi non tocca feminare, bada che
prefentiamo a Dio la nodi’ Anima come una terra ben coltivata, e monda da ogni
affetto delle creature] Dio fa il tempo, in cui ha da porvi la femente delle
fue grazie, e quello, in cui dobbiamo rendere il frutto. Ricordiamoci fempre,
che Dici fol vuole da noi la nollr ‘Anima, e chela vuo Tsl P. ScupólL vuole
lìbera da ogni attacco. Doma moci a lui in quello flato, affinch'egli operi in
noi fecondo il fuo divin beneplacito j e guardiamoci dal fargli alcun oflacolo
col noflro libero arbitrio. Dimoriamo in ripofo lenza alcuna iollecitudine di
noi fleffi, fe non di piacere a Dio, afpettando d' efler da lui condotti al
travaglio. Il Padre di famiglia è ufcito di Cafa per cercar operarj :
fpogliàmoci d' ogai cura, efol lecitudine di noi fleffi, e d'ogni affetto di
quelle bade terrene cofe, accioc che egli ci riempia di fe lolo, e ci do ni
ciò, che non avremmo ardito di peniare. Dimentichiamoci di noi fleffi, e viva
il folo amore di Dio nella notti’ Anima j ma ciò da noi fi faccia fenZa
inquietudine. Procuriamo di moderare il noflro zelo e il noflro fervore
affinchè godiamo di Dio in una profonda pace, e la noflr Anima non diffipi il
fondo delle file rendite fpiritua lì, che le è neceflario per fe,
indifcretamente impiegandolo a vantaggio degli altri. Quello fant’ ozio è
quello, cne fa i negozj, e traffica con Dio, e col di lui mezzo dobbiamo
trafficare con efTo lui per arricchirci. Se vogliamo efler’ utili al noflro
profilino c a noime Digit ized by Google Mo 11 Combattimento Spirituale
definii, diamo la noftr’ Anima a Dior fiaccata da tutte le cofe terrene fenza
alcuna riferva 5 perchè egli è, che fa il tutto, ed altro non vuole da noi, fe
non che ci umiliamo alla fua prelenza, e gli preferiamo un’Ànima libera, fenza
attacco e fenza inclinazione alle cofe della terra, ed anche fenza altro
defìderio fuorché quello di piacergli., Imprimete bene quelli infegnamenti,' c
quelle maxime nel voftro cuore.' Fate tutto il poiTìbile per regolare a norma
delle medefìme il voftro interno. Implorate a queft’ effetto il lume dello
Spirito Santo r Il Colloquio col voftro buon Angelo, acciò purghi co’fuoi lumi
il voftro intelletto, e didìpi le tenebre, che vi potrebbono impedire dai
guftare iftruzioni sì foavi, e falutari. COnfìderate che li movimenti di quello
zelo indifcreto, che hanno taf uni per la fallite dei proilìijno, fono come
que’ falli Profeti, noftro Signore ci avverte di guardarci dicendo nel Vangelo
: Guardatevi bene da q[ue fai fi Profeti y che vi fi pref emana con. fon le vefli
menta dì man fatti Agnelli mX internamente fono Lupi rapaci: dalle loro
operazioni e dai loro frutti lì conofcerete ( Mattb. 7. v, if. ). Infatti i
loro frutti fono di lafciar 1 anima piena d’ inquietudine e d’ anfietà : e
tutte le cole, che ci privano di quella pace interna fotto pretefto di qualfì
voglia bene, fono altrettanti fallì Profeti, i quali fotto la pelle d’ Agnello,
cioè a dire, fotto colore di zelo di procurare lafalute del prolfimo, sbranano
la nollra umiltà come tupirapaci, e ci tolgono quella pace, e interna quiete sì
necelfaria a chiunque brama d’ inoltrarli nella perfezione. 1 Quelli moti
inconlìderati. fono una delle principali inlìdie del Demonio per porci in
iicompiglioj per la qual cofa quanto hanno più d’apparenza di Santità, tanto
piu devono effere efaminati prima della loro accettazione, con politezza, e con
uno fpirito ben raflodato.nell’interna quiete e tranquillità. La pratica più
lìcura in quello affare lì è, che quando quello zelo intemperante e indiscreto
ci farà Sentire nell’ animo i! pungolo di qualche fpina, e che c’inlìnuerà il
filo veleno, cagionandoci qualche turbazione con qualche llraordinaria
Sollecitudine fotto il manto' dim bene i 2 ?t 11 Cotrib&tttmcMo Spir itti
ale He apparente, ci adoperiamo nel medefimo tempo a tutto noltro potere,
affinchè quella fpina non palli oltre, cavandola fubito, e ritirandoci in
quella Città di pace, come in un -forte ben -ditelo, rilhbilindo il noflro
interno, in una perfetta tranquillità, infognerà far ciò dolcemente, e lenza alcuna
violenza nè anfietà, confervando la nollr’anima tutta pura a Dio, che abita nel
fondo del nollro cuore, con una retta intenzione di non volere fe non ciò, che
gli piace, a lui lafciando la cura di fervirfi di -noi, quando gli piacerà, e
nel modo che gli farà più gradevole. Che fe ci accade di mancare a quella
pratica, non bifogna perciò turbarli, ma 'umiliarli alla prelenza di Dio, ed
imparare dalla fperienza delle noltre mancanze, come diportarci dobbiamo in
avvenire, e come dobbiamo moderare, e regolare il noflro zelo per la lalute del
proifimo. Procurate di conofcere con quale lpirito operate. Non fate mai cofa
alcuna con fretta. Confervate fempre la voltr’ anima in pace in ogni fotta
d’impiego. Conlervatcvi libero, e distaccato da ogni cofa, fe volete godere
quella felice pace, e rendervi capace dello fpirito di Dio, il quale non dimora
mai nelle folkcitudini, e turbolenze Il Colloquio con noftro Signor Gesti
Grillo. Trattate con lui del defiderio, che avete di fervirlo nel procurare la
fallite dell' anime; ma ripofatevi in lui, e nei voftri fuperiori circa f
efecuzione. ESERCIZIO Come dobbiamo diportarci allorché fiamo caduti in qualche
fallo per non perdere la pace dei cuore, e per ricuperarla f$ r abbiamo
perduta, L’Orazione preparatoria al folito.. .I. . perchè per lo piu egli è un
orgoglio leg reto, che produce in noi quelle fpine, che ci ftrazìano le
vifeere, e ci pungono in mille guife. . Il Colloquio con lo Spirito Santo
Pregatelo di diflipare le tenebre del voflro intelletto co’fuoi lumi. Pregatelo
, d cfler con voi, perchè, come dice 1 Apoftolo, la libertà di fpirito è
infeparabile dalla fua prefenza ( i, cor, 3, V0 1 7, Confiderate donde nafeano
tutte quelle inquietudini e tenete per certo eh’ elle vengono principalmente da
ciò, che noi non conofeiamo la nollra fragilità, e non Tappiamo come dobbiamo
trafficare con Dio, con cui dopo ei-, fer caduti in tutte le immaginabili
debolezze, li tratta più facilmente con un umile ed amoroia converlìone, che
con la triftezza, ed afflizione, che li concepaca pel fallo cominelle
Fermandoli foltanto ad dominarlo, Ea contrizione, che non abbia altro effetto
che di turbare il cuore, e riempierlo di fcrupoli, non condurrà mai un'anima
alla perfezione, ma quella bensì, che va con P a giunta con una confidenza
piacevole i ed amorofa nella bontà e mifericordia di Dio. E quella è la
ragione, per cui molti, che tanno flato della vita Spirituale, reflano. Tempre
con lo fpirito abbattuto, e ciò perchè mancano di con-, Jìdenza. Stato, a vero
dire, compaffionevole, che loro impedilce di renderli capaci delle maggiori
grazie, che Dio aveva lor preparate; e il quale è cagione, eh' eglino menino
una vita languida, ed inutile: nel che fono veramente degni di compallione,
avvegnaché fieno al fommo biafimevoliji non voler fegiiitare che il loro
proprio capriccio e Èmtafia, in vece dapprofittarfi di quel Talutari
avvertimenti, che conducono un'anima per la.ftrada larga e Tpazioia delle
Tubiimi e fode virtudi, alla Criftiana [perfezione, c a quella preziofa pace,
che il nollro Signore ha lafciata in terra. Ciucilo, che quefti tali tàr
debbono, E è 'indirizzarti ai loro Padri lpirituali con un cuor umile e
docile,, e in tutti i loro dubbj, e Tcrupoli rimetterli interamente al loro
giudizio, e dopo aver abbracciato il loro configlio flarfene in pace, ed in
quiete. Concepite un lineerò, e verace fentimento della vota fragilità e
debolezza. Imparate a ricorrere a Dio con confidenza, nè vi lafciate mai
vincere dalla pufillanimità, ma camminate pieno di confidenza alla prefenza di
Dio confervando Tempre la pace del cuore, e la libertà di fpirito. Il Colloquio
con lo Spirito Santo' come il precedente. C Onfiderate come dobbiamo dipor
tarci nei peccati più gravi e maggiori del folito, in cafo che Dio permetteflfe
che vicadefilmo, ancorché foffero frequenti, e ciò non per fragilità, maper
malizia. Primieramente non bifogna turbarli plinto, nè lafciarli predominare
dal te-, dio, amarezza, o inquietudine, nè bifogna trattenerli lungo tempo a
confiderare, o Terminare il noftro peccato; ma devefi ben tofto far matura
riflefrione fopra la nota debolezza, e miferia con una profonda umiltà. Dob-'
biamo altresì concepire un.fanri Odiocontro noi ftefii, e in quella difpofizio'
ne rivolgerci amorofamente a Dio, e dirgli. Mio Dio confefifo d’ aver fatto
ciò, che non mi era in alcun modo per ' P i mef if il Còmbcttumentò Spirita dé
mcflfo; ma Signore, che potete mai afpettarvi da me altro, che fomiglievoli
iniquità, fe voi non mi fortificate colla vodra grazia? nò certamente Signore
io non cefl'arei mai dall’ offendervi fe loffi sì difgraziato d’edere
abbandonato da voi, e fe non vi degnale dì foftenermi colla vodra Mifericordia,
di cui vi rendo mille ringraziamenti. Defedò, e mi pento del peccato, che ho
commeflb, e ve ne chiedo perdono Mio Dio fatemi la grazia, che non v' offenda
mai più, c dhe niuna cofa del Mondo ila capace giammai di feparar mi da voi..
Fatti quedi atti, non bifogna perder tempo, nè inquietarli penfando, opur anche
temendo, che Dio non ci abbia perdonato; conciofìachè tali rifleffioni non fono,
che orgoglio, perturbazione, perdita di tempo, e inganni del Demonio i ma è
duopo porci intieramente nelle braccia della fuaMifericordià, e profeguire i
nodri Eiercizj come fe non aveffimo punto errato : c quand’anche ricadeifimo
più volte nel liiedefimo peccato, dovredimo fempre ritornare al medefimo
Efercizio la feconda, la terza, e 1’ ultima volta con la fteffo coraggio, e la
medefima con fiden fetenza delia prima j perchè ciò facendo venghiamo ad
onorare di più la bontà di Dio, di teui fiain tenuti ad avere un altiflìma idea
èfenti mento fermamente credendo, che egli è infinitamente buono, e che la fua
pietà r e milericordia verfo di noi infinitamente è più grande di quello
immaginare e penfare polliamo. . In tal maniera diportandoci ufei rem® dal noftro
peccato con gran profitto r ricavando da quella efperienza una chiara
cognizione della noftramiferia, atv ballandoci ed umiliandoci avanti a Dio
riconofcertdo la fila Mifericordia amandola, lodandola, ed efaltandola
inceffantemente : e con quelli atti riforge. remo con Tajuto di Dio dal
nollropec cato, e faliremo più in alto, che donde fiamo caduti, fe ogni volta
li faremo come fi deve. Quell’ filerei zio è egualmente gradevole a Dio, e
formidabile a Satanalfo, iL quale niente lafcia intentato perrenderci.neghiteli
e tardi a praticarlo, o per diftogliercene : e pure egli è di tanta, c sì
grande importanza, che quanto più V 3 abbiamo di difficoltà, o di ripugnanza,
della fua Bontà, e un lìcuro fegno della fila prefenza nelle nollr’ Anime.
L’Obblazione. Offeritevi a Dio co tin Santo delìderro d’ offervar fedelmente
tutte le iftruzioni, che abbiamo notate in quelli quattro Efercizj pdr
confervare la pace del cuore e fare della nollr’ Anima una Città di pace, in
cui Dio fi compiaccia d’ abitare, rifolvendovi a quell’eletto di non ammettere
giammai nel voflro cuore alcun pensiero, folleeitudine, fcrupolo, fuggeflione
del Demonio, o movimento del voflro pravo appetito, che pollano cagionarvi il
menomo turbamento. E fé per infermità, o per altro accoglielle alcuna di quelle
cofe, o altre capaci a re y carvi la menoma inquietudine, sforzatevi di
difcacciarle con tutta la diligenza, promettendo di fcrvire a Dio con la
maggior libertà di fpirito, che vi farà potàbile, e offerendovi a lui per
quello effetto. La lezione Spirituale pel fettimo Giorno. V v Che biffanti
conferva la pace del mere nelle pene interne j il che et fommìntftra uri altro
foccorfo import antì filmò inattefio Spirituale Combattimento. Dio non lafcia
mai cT efercitare Coloro, che feorge portati da un fante, e generoio dedderio
d’ avanzarli nella perfezione Cri diana, e nellacquifto delle Virtù per
renderli degni delle fue grazie, e della fua famigliarità. Per quello motivo
egli li efercita mediante mente e nel! interno, e al di fuori $ per il che dobbiamo
continuamente dare in guardia del nodro cuore per confervado Tempre tranquillo
in prezzo di tutte quede prove. Quando noi faremo impegnati nella travagli ola
carriera della Virtù,. di dovente ci accaderà di, lentirci agitati, e privi di
queda Tanta e felice tranquillità di cui trattiamo, e dai varj movimenti del
nodro cuore fi follevetà come una. polvere, che ci farà importuna nei nodri
Combattimenti, e fpirituali Efercizj.. Dobbiamo però credere con certezza che
Iddio permette quede cofe per lo . P 6 no-, ' 16 11 Combattimento tyirìtuttlé
noftro maggior bene. Bifogna ricordar' ci, che quella è la Guerra, in cui li
Santi hanno raccolte lepalme, e gli allori, de’ quali fono Itati coronati, e ed
è certi (Timo, ch‘, egli non riporterebbe mai vittoria Sopra di noi, fe fofiimo
così felici di eonfervare quella preziofa paceinmez. zo d’ogni forca
d’accidenti, come al biamo detto. Il frutto di quella giornata debb’effere.
Primo, una gran diligenza in prevedere tutto ciò, che potrà cagionarvi del
turbamento ed inquietudine, o qualch’ altra interna pena, alfine di non
accettarlo in alcuna maniera, o in calo l’abbiate ammeifo nel voltro cuore per
di (cacciamelo incontanente. Secondo, di non abbracciare ne anche i buoni
defiderj, :fe non dopo t un diligente fcfame s’ elfi provengano da Dio, ed
ammettendoli come tali, di mortificare primieramente l'ardore e la
follccitudine, che potrefte avere per eleguirli. Terzo di non afcoltare punto i
rimorfi, e le riprensioni interne, le quali, vi cagioneranno dell’inquietudine,
c abbatteranno la voftra confidenza. Quarto di non ammettere punto, ne
fomentare l’interno rammarico, allora quando le cole non vi riusciranno fecondo
le v olire brame, e ripugneranno alvoflro amor proprio, e Secreto orgoglio.
Quinto d’ applicarvi all’ acquifto della pace interna con pazienza e
perfeveranza, con la pratica dei precetti contenuti nei tre primi tefercizj,
facendo tutto il poffibile per guadagnare ogni giorno qualche cofa {opra voi
fteflb, e il tutto afpettando dalla bontà di Dio, il quale debb’ egli fletto
fabbricare quella città di pace nella voto' anima. Seflo d' applicarvi dal
canto voftro a gittare i fondamenti di quella città di pace, che fono Y umiltà,
e la pazienza con Y amore delle umiliazioni, dei difpreggi, e di tutto ciò, che
potrà fervire a mortificare le vottre palloni, imperciocché la vera pace è
quella, che nafce nell anima per quello mezzo. Settimo d’avere una gran cura di
conservare la vollr anima pura, e libera d’ogni affetto alle creature, e ila
tutto ciò, che non è Dio, affinch’ egli vi faccia il fuo foggiorno, e la
riempia dei fuoi doni, e delle fue grafie, che fono infeparabili dal vantaggio
di lua prefenza. Ottavo di moderare il vofiro zelo per la fallite del proffimp
confettandovi, e riconoicendovi per un fervo inutile, e non intraprendendo
alcuna cofa che lo riguardi, che pel puro fine delfonore e della gloria di Dio,
confervandovi fem pre Ubero e tranquillo, ne pretendendo altro frutto dalle
voftre fatiche, he Y adempimento dei divino volere. ' i Nc i r Dèi P. § cut oli,
±y$ Hono di praticare fedelmente ciò, che abbiam detto nel quarto. Efercizio in
calo, che cadiate in qualche peccato per fragilità v o altramente. Finalmente
di raccogliere il deli ziofo frutto della pace del cuore, diportandovi nelle
aridità, ed altre pene interne nella maniera, che abbiamo accennata nella
Lezione Spirituale. Tini dèi fettimo Giorno Confiderate, che non bifogna mai
trafeendere alcuna occafìone di praticare la virtù, ne allontanarci dalle cole
contrarie, che polfono Servire a queft effetto 5 per cagion d’efempio,
defiderando d’acquiftar la pazienza, non bifogna allontanarci da quelle
perfone, da quelle azioni, e da quei penfieri medéfimi, che ci cagionano
deirimpazienza. Bifogna converfare indifferentementé cori eiaftheduno, ancorché
ne riceviamo della noja, ed averfempre la volontà pronta, e difpofta a foffrire
tutto C V: T '.ciò. Ciò 5 che ci farà contrario 5 perchè fa-' cencio altri
mente non fapremmo accostumarci alla pazienza, di maniera che, fe per efempio,
qualche occupazione ci dil'piace o per fe ftefla, o per rapporto a quello che
ce 1 ha addogata o perchè ella ci diltoglie dal farequalch altra cola che ci
farebbe più gradevole, non biiogna per quello lafciar d. intraprenderla o di
terminarla, non oftante Tinquietudine che vi potremmo fentire, e il ripofo e la
quiete, che ne provareflimo in lalciandola, perchè quella quiete non farebbe
già quiete d’un animo, purgato dalla palfione, e di virtudi adorno. Lo llelTo è
dei pensieri, che ci inquietano e travagliano'. lo fpirito, i quali perciò non
dobbiamo difcacciare da noi, imperciocché colla pena che ci recano, ci
avvezzano ad efercitar la pazienza, e a tollerare noi fleilìj e fe faceffimo
altamente, ciò farebbe fuggire la fatica ed il travaglio, non dil'porci ad
acquistar la virtù. Egli è vero però, che i principianti devono in ciò ufare
gran prudenza, ora prefentandolì alle occanóni, e poi tallora allontanandotene,
fecondo che avranno più, o meno di virtù.. Non biiogna però mai rivolgere
affati R l 50 to le fpalle, e fuggire tutte le occafioni di contrarietà, mentre
che ciò ci renderebbe piu fiacchi per le occafioni Tegnenti Non pretendiamo
però di parlare qui del yizio dell’ impurità, perchè} ficcome detto abbiamo a
luo luogo, fi debb’ egli combattere in una maniera del tutto differente Arroflitevi
della voftra codardia. Pentitevi d’aver perduti tanti meriti e fante
attuazioni,' che avrefte potuto acquiftare, fe avefte abbracciate le occafioni
di fare degli atti di virtù quand effe fi fono prefentate. Rifolvetevi d
abbracciarle generolamente in avvenire,, non oftante tutte le ripugnanze, che
vi polliate ritrovare. Il Colloquio col voftro buon Angelo 5 efponetegli la
voftra debolezza. Rapprefentategli il bifogno, che avete della fua afliftenza
per applicarvi generofamente a ciò, eh è più malagevole, e più afpro neJT
acquifto della virtù. Non oftante ciò, che poc’anzi abbiamo detto per i deboli,
e per quelli che incominciano, confiderate che non folamente non dobbiamo
fuggir le occafioni, ma che dobbiamo ab... brac byGoc ; Del P. Scapoli..'.
tracciarle generoi'amente rodo eh effe fi prefentano, e che dobbiamo quelle
tener più care, che fono le più difguItole ai nodri fenfi, effendo le occafio-.
ni li mezzi proporzionati, cd anche neceffarj per acquidar le virtù; talmente x
che allora quando domandiamo le virtù chiediamo altresì le occalioni per
acquiftarle; altri mente ia no h a Orazione li contradirebbe, e farebbe un per,
dere il tempo il pretendere di diventar virtuofo in altra maniera. Iddio qo$ dà
la pazienza fenza le 'tribolazioni t ne Y umiltà fenza i difpregi, Cosìque e di
tutte le più nere malizie o ingra 4 fitudini, che pollano efier ufate contro 4
di voi. Il Colloquio col vollro buon' Ange R l 1.Jo. Pregatelo, eh 3 egli vi
raflodiinuiu sì generofa rifoluzione, e che accrefca il volito coraggio colle
fue ifpirazioni, e con i fuoi lumi. Che non bì fogna punto determinare il tempo
che dobbiamo impiegare nell ac qui fio delle virtudi L’Orazione preparatoria al
folito, I. r , Confiderate, che non dobbiamo preferì vere il tempo da
impiegarli nella pratica di ciafcheduna virtù per acquiflare V abito, e che s
quefto tempo fi deve regolare fecondo il bi fogno di ciafcheduno in
particolare, e principalmente fecondo i progredì, che fe ae fanno. Egli è vero
però, che fe vi fi applichi a dovere, e fi pratichi fedelmente tuttqciò che fi
deve a quello effetto, fi farà molto cammino in poco tempo 5 e avvegnaché non
fi s 3 avvegga di quello progreffo, fidevenon dimeno profeguir fgiripre i fuoi
eferci4 con. gran coraggio, e lineerà confidenza in Dio, il quale ben fa ciò
che ci è wceiforiQ, c quando, e come egli -debba farci godere il frutto de'
noiìtfi travagl;. : Considerate, che polliamo giudicare del progreflo, che
abbiam fatto nella virtù, dalia maggiore o minore contradizione, che {offriamo
nella parte inferiore in produrre gli atti della virtù, imperciocché, quanto
più quella parte perde le file forze, tanto più convien credere, che la parte
fuperiore la fuperi, e fi faccia vieppiù forte e robuila j talmente che non
fentendo punto di contradizione, ne di repugnanza nella parte inferiore anche
negli affliti improviiì ed impehfati, egli è uft fegno, che fi è acquieta la
virtù; e quanto più le noflre -azioni faranno accompagnate da prontezza, ed
allegrezza di fpirito, tanto più potremo eredere d'aver approfittato in quello
efercizio ri; Un’altro indìzio certiflfimo fi è, 'àU forche neli'ariditò, t
nelle tenebre de! anima non trala feiamó 1 di continuare coraggkfamente fi
ftofiri efercizj, quantunque fiaixio privi delle fpiritiiali dolcezze, e forno
in una inezie di lar 'gui dezza nel noflro interno, -'‘Fate gran sconto di
quelle iflriizioni. Bramate ardentemente di gìtignére R fo® Il Combatti Mento
Spirituale a quello felice flato, in cui polliate far gli atti di virtù lenza
alcun contrailo r &eljle armi, che ci fono necejfarie rnque fio Spirituale
Combattimento : che l orazione è come C Ar fienai e in cui tjfie fi ritrovano,
e ielle iifpofìzÀoni, con le quali bi fogna pregare % A Sbiam detto, ne! quarto
efermio del prmo giorno, che ikcome entriamo in quefto Mondo come in un campo
chiufo, in cui è duopo neceffariamentc combattere, cosi dobbiamo Tempre tener
preparata il noffro ’fpiri to, e come fulL armi contr 1 ogni forra di nemici :
e poiché non ci poliamo afpettare dalla corruzione della nollra natura, dall 3
invidia dei Demon;, e dalla malizia degli Uomini, che continue iorprefe;
dobbiamo Tempre camminare ben muniti, e ben 3 armati ad dempio di coloro che
viaggiano in paefe nemico. Al Del P. Scapoli. Abbiam detto ancora nel mede fimo
luogo, che la refiftenza, e la violenza fono le prime armi, di cui bifogna
fervirfi; ma non abbiam per anche aperto l’Arfenale, ove fono tutte quelle, che
ci fono neceflarie, Quell' Arfenale non è altro, che f Orazione, la qual è £ome
la Torre di Davidde, da cui permOtio mille Usberghi, e militari infegqè ed in
cui ritrovanfi tutte le armi recedane per quefto Spirituale Combatti fifento.
Noi ritroviamo nelle facrc Carte che T Orazione viene paragonata ad uno feudo,
e ad una Spada; che Iddio fi fa prefente alle noftre orazioni. e eh egli dello
è quefto Scudo e quella Spada pel foccorfo, che ci apprefta J di maniera che 1'
orazione è propriamente come un'Arfenale del Cielo, in cui ritrovanfi quelle
armi femprevittoriofe, poich'ella ha quella virtù di renderci Dio prefente, e
di trarlo al. noftro foccorfo. Non v'è altra nazione, per gloriofa e florida,
ch'ella fia, cui polla daifi vanto d' aver sì vicini, e propi?; i fuoi Dei,
come a noi è vicino il nollro, e favorevole alle noftre preghiere: così diceva
Mosè al fuo Popolo per animarlo concio coloro che V. . ‘, oc 3 04 H
Cómbattìmtnto Spirituale occupavano la Terra, che Dio prOrrtef fa gli avea. (
Deut, 4. v, 7. ). Così quando noi preghiamo, avvegnaché ' non veggiamo alcuno,
ne alcuno ci ri f ponda, Dio però è prefente perdonarci Tajuto che c'è
necelfario. QuaTorat farete nella battaglia, dice Ifaia, invocherete il
Signore, ed egli vi afcólterà, e vi farà conofcere, che VI affili© con la fua
prefenza ( if, ?8. v, y. ) anzi ch'egli llelfo lìa il tuo feudo, e la tua
fpada, e quello, che riporta tilt-' ti i tuoi trionfi ? ( Deut, 13, 1$, )
Quelle parole ci danno chiaramente a conofcere, che T orazione è un A r
feriale, in cui ritroviamo le armi, chea, iono necelTarie in quello Spirituale
Coirti battimento, le quali non fon' altro, she Tajuto dà Dio, che fi a prp
lenta .?0 che Dio è in fe medesimo, la fua grandezza, la fua potenza, la fua
maeftà, la fua bontà, e T altre fee perfezioni, che lo rendono infinitamente
degno &' eSfer fervito, e odorato. Bifogna altresì considerare ciò, ch'egii
ha fatto per noi, e fin dove egli 5' è abballato per lo Spazio di trentatre
anni, com' egli ha fanate le putride cancrene de.noSlri peccati non con oglio,
o vino, come il Samaritano dell' Evangelio, ma col fuo preziofo Sangue, ch'egli
ha verfato da tutte le Vene del fuo Corpo a colpì di battiture, di Spine che
gli traffi fiero il Capo, di Chiodi che gli trapalarono e mani e piedi, e di
Lancia, che gli fquarciò il facrato fuo Seno. Finalmente bi fogna considerare
quanto ancora intereSTar ci debba il vantaggio che riportammo dal fervir Dio in
verità e con fincerìtà di cuore poiché per quello mezzo trionfaremo di noi
Stelli, del Mondo, e del Demonio, 4 diverremo figliuoli di Dio, L by Gool Del
P. Scapoli. ?07 % La feconda difpofizione è d'avere' ufia fede viva, ed una
perfetta confidenza, che Dio ci donerà Scuramente tutto ciò, che ci,è
neceflario pel fuo fervizio, e per lo noftro bene, Quella fiducia è il Va fa,
che la mifericordia di Dio riempie del teforo delle fue grazie, e quanto farà
egli ampio e capace, tantopiù in abbondanza la nolira orazione otterrà lì doni
di Dio; imperciocché qual apparenza evvi mai, che un Dio onnipotente, d' una
bontà infinita, e fempre 'Uguale a fe fteffo, ricufi di compartirci i fuoì doni
e le fue grazie, s'egli (ledo c'invita, e ci follecita a domandargliele? e c
aflicuraancora, eh' egli ci darà lo fpirito dei fuo divino Unigenito, acciocché
pofliamo pregarlo con maggior fiducia purché noi glielo chiediamo con pro fonda
umiltà? La terza difpofizione è di portarli adorazione con un fermo
proponimento di fare la volontà di Dio., e non la noftra, fia nell' atto del
chiedere, fia nella premura d‘ ottenere ciò che chiediamo, applicandoci a
pregare perché Dio lo vuole, e bramando d a efiere efauditi per la medefima
ragione. In %u;te le polire preghiere dobbiamo ave II Combattimento Spiri tu al
e te quello fine generale, d'unire e conformare la noto volontà a quella di
Dio, e non pretender mai di far piegare la fua alla noto : imperciocché eirendo
queda infetta e corrotta dall amor proprio, di fovente s inganna in ciò, che
domanda, laddove quella è Tempre Tanta, e giuda, e d’uha bontà ineffabile, che
non può errare giammai, ond'efler deve la regola di tutt i noftri defiderj, e
noi dobbiam feguitarla, e con formarvi ci, e fottometterci in tutte le cole di
maniera, che quando domandiam qualche grazia, e dubitiamo fc fia giuda il
divino volere, dobbiam chiederla con condizione, e non volerla, ne bramarla fe
non in quanto ella fia conforme al Tuo divin beneplacito E per le cole, che
Tappiamo elTer fua volontà, che gliele chiediamo, dobbiamo defiderarle e
domandargliele perla jtiedefima ragione, e non per la noto foddisfazione, ne
per alcun fine, che torni in noftro vantaggio, bcnch ella fia buona, ed anche
Tanta. La quarta difpofizione è, che bifogna andare all’ orazione con opere
cor-' tifpondenti alle richiede, che gli vagliamo fare, e-dopo 1 orazione
dobbiamo diportarci in maniera, che cir r' r T)el P. Scupoli. $09 rendiamo
degni delle grazie, che gl! abbiamo richiede. L 3 Efercizio della mortificazione
debb eflere talmente congionto con quello f dell orazione, che 1 uno e 1 altro
fi raggirino infìeme come in un perpetuo circolo, altrimenti fenell J oraz ione
chiediamo la virtù fenza porci in iftato dì acquiftarla con la mortificazione,
egli è più todo tentar Iddio, che pregarlo in ifpirito, e verità. Ciò deve
recarci un Santo timore, perchè come dice Y Apoltolo, non bi fogna burlarli di
Dio ( Gai. v. 7. ) Bifogna ancora, che le noflre preghiere fieno più di foventc
precedute da umilifiimi ringraziamenti per li benefizi, che abbiamo ricevuti da
Dio, pregandolo filantemente, che giacche gli ha fatto tante e fi gran cofe per
i noi, non ci voglia negare una nuova i grazia, che fiamo per chiedergli, e che
: non abbia riguardo alle noflre mancan3 ze, e ingratitudini. Bifogna altresì
fup plicarlo per ciò, che è in fe medefi rao, per li meriti del fuo Unigenito,
per quelli della Santfifima Vergine e de Santi, e finalmente per 1 adempimento
di fue promeiTe, perchè ci con :i ceda la grazia, che gli domandiamo. La 2 io
11 Combattimento Spirituale ’ ' La quinta difpofizione è la perfeve-’ ranza.
Ella debb’ edere sì collante, che per quanto Iddio ritardi ad accordarci ciò
che gli chiediamo, c rafTembri ancora d J avvinarci con mille fegni contrari,
che non vuol farcela, non perciò dobbiamo mai ceflare dal pregarlo, anzi quanto
più ci lembra, eh’ egli ci xicufi, più dobbiamo compiacerci in quella
umiliazione, ed acc re licere la nolira confidenza nella di lui bontà infinita;
e tanto più èli faremo gradevoli y quanto più co-lami, e pieni di confidenza
nelle nofire maggiori defolazioni. La feda difpofizione è la gratitudP ne.. Noi
dobbiamo tempre tributare a Dio umili rendimenti di grazie nel fine della
no'.fra orazione, e riconofcerlo ugualmente pieno di fapienza, e d amore per
noi, fia, che ci conceda, fia, che ci neghi le grazie, che gli’ chiediamo,
restando tempre tranquilli, e contenti con una perfetta, ed immutabile
-fommiflione ai decreti adorabili della fua divina providenza; E quando piacerà
a Dio d'efaudire le noftre orazioni, e di compartirci i fuoi favori, bi fognerà
ringraziamelo „ come ancora' di tutte le vittorie che riporteremo, di 1 M ‘
tut. r t tutù gli atti di virtù, e di tutte le buo- ne opere, che faremo. Per
eccitarci a queft’ umile riconoicenza biibgna fervirci delle feguenti
connderazioni. Primieramente bìfogna ponderare il; fine, che muove Iddio a
compartirci le due grazie, conciofiache da quella confiderazione dipende il
vero fpirito di gratitudine,. . P ?e, fi prefigge in tutt i luoi benefizi e la
tua. gloria, ed il note) vantaggio per obbligarci ad amar-, lo, ed a fervido.
E'duopo pertanto in primo luògo confiderare oon qual potenza, con qual
fapìetiza, e bontà Iddro n comunichi le fue grazie, ed in lecondo luogo, che
non v è cofa in noi, che abbia potuto rendercene definii perilchè dobbiamo
contenderci ah la.fua prefenza, ed entrare in una proronda ammirazione della
tua bontà ai noiho riguardo, poiché noi altro non uamo àgi occhi fùoi, che
mi-feria e quindi poi -benedire il fuo fanto nome,e diicendere m copi oh -, ed
umili rin- graziamene, Secondariamente Veggenti 0 ciò., die Dio da noi pretende
co' fuorbenefizj, che non è altro-, fe non che i amiamo i'onpriamo,
ehjferviamo. r 7? j 5 1 1 11 Combattimento Spirituale mo, a tutto notlro
potere, bifogna ecdj tare in noi un ardente brama di farlo, ed offerirci a lui
per queft’ effetto. Queff è la fettìma aifpofizione, che corona tutte P altre,
ed eccone la pratica. :; ' Per fare a Dio un’offerta di noifteffì che gii fi a
grata, fa di meftieri, eh ella abbia due condizioni; la prima è r unione della
nostra offerta a quella di Gesù Cri lo; la ieconda è, che la nofaa yolontà fia
interamente fpogliata d J ogni fletto, e d 1 ogni attacco alle creature. l :, v
Per la prima condizione fi deve fupporre, che mentre Gesù Cri lo viveva l'opra
la terra, faceva un continuo Sacrifizio all’ Eterno fuo Padre non folamente di
fe iltffo, di tutte le fue azioni, di tutt’i fuoi patimenti, ma ancora dei no
tri, che avea perfettamente prefenti. Noi dobbiamo adunque unire le no tre
offerte alle fue, ed ancora non dobbiamo far altro che una fieffa offerta con
lui, nafcondendoci dentro il fuo cuore con tutto ciò che offerir gli vogliamo,
e facendo la noftra offerta nel luo cuore, e col fuo cuore divino. Per la
feconda, conviene ben efaminare prima di fare la noib offerta, fe ) W la noftra
volontà abbia qualche attacco alle creature i perchè ciò e (Tendo, bi fogna
prima ricorrere a Dio, e predarlo ad affiderei con la Tua grazia ed il Tuo '
fpirìto, e di darci forza per rompere quello legame: impercioccnè fe noi damo
attaccati alle creature, offerendoci in cotal guifa a Dio, gli offeriamo ciò,
che non è noftro, ma d'altri, e quindi proviene, che te noftre offerte fono il
più delle volte Rifiutate, e a noi ritornano fenza frutto e Dio permette
ancora, che di fovente cadiamo in gravi mancamenti in pena della noftra
infedeltà, e pel pocorifpetto e riverenza, che abbiamo della Tua adorabile
maeftà nelle noftre preghiere. Noi veramente polliamo offerirci a lui nello
dato in cui ci troviamo, con tatti noftri attacchi e con tutte le nolire
imperfezioni, ma dobbkun farlo, perchè fi muova à pietà della noftra liuteria,
pregandolo ad affiderei colla iua grazia perchè ci lpogliamo interamente d'ogni
affetto difordinato -alle creature, ed a noi medefimi. Per fare un 1 offerta
che gli fii gradita, nondob 1. a cui dobbiamo raflegnarci perfettamente,
ponendo in obblio le creature, e non avendo che lui avanti gli occhi -, per
confettarci a lui in [perpetuò olocaufto. '. ' ’ Di quella pratica dobbiamo far’
ufo principalmente nel tempo delle avverata, e fe fedelmente la adempiremo, ne
raccoglieremo un frutto inetti inabile i noi faremo interamente di Dio, e Dio
farà tutto di noi, eflendoegli tutto di quelli che fi fiaccano dalle Creature e
da fe medefimi, e che fi danno pienamente a lui. Coietto perfetto difiacco è un
mezzo pouentittìmo per vincere i nottri nemici; imperciocché, che non puote
colui, il quale altro piu non è, che una co fi medesima con Dio, e qual potènza
potrà giammai nuocere dii è' come trasformato in Dìo? Quelli che faranno le
loro orazioni con tutte quelle difpofizioni', vi ritroveranno, come im
un’Arfenale del Cielo, le armi offenfive e difenfive, che ' fono neceflarie in
quello Spirituale Conibattimenti. Del P. Scapoli . 31 S' 1 t X 1, Frutto del £
ottavo Giorno I L frutto di quella giornata debb’ effere. Primo 5 di ridurre
tutt’i voftri Eterei zj Spirituali a combattere le vollre paflloni, ed a
praticare le virtù crix ftiane. Secondo 5 d’ ufare una gran discretezza nella
pratica delle virtù efleriori non facendo co fa, che col configlio, e con la
direzione del Confeflbre, ficcoirie detto abbiamo nella terza confiderazione
del primo eierc i zio. Irzj di non limitar punto il tempo, che dovete impiegare
nell acquilo d’ una virtù, ma di rieoininciaróogfti giorno di nupvo fenza
fermarvi giammai nel volilo cammino „quafi folle lìcurì d'aver acquiilata la
virtù a cui afpirate, e perciò traforando d’ approfittarvi delle 00cafioni, che
fi presentano benché leggiere, Quarto', d’abbracciar cortamore tutte le
occafioni, che li prefeuteranno per praticar le virtù, e particolarmente,k più
ardue, e malagevoli. Quinto', d’applicare il volilo cuore all acquifto delle
virtudi, e d’indirizzare a quella mira tutte le voftre azioni e tutte le voflre
occupazioni. Sejlo ', di praticare tutte le virtù, ma d’ intraprenderle una S 2
dopo T altra, e di travagliare al loro acquifto facendo fervire alla pratica
della virtù, che vi farete propofto d' acquifere, tuttociò che farete, e tutte
le occafìoni, che fi prefenteranno, avvegnaché differenti fra di loro. Settimo;
di fare ciafcun atto di virtù con tutta la perfezione, che vi farà potàbile.
Ornon intepidirvi giammai, o dare addietro, ma di perfeverare collantemente non
ofenti le difficoltà, che potrete incontrare. Nono; d’ andar incontr o alle
occafìoni non folamentecon gran coraggio e ferma rifoluzione, ma altresì con
prudenza praticando efattamente ciò, che abbiamo accennato nel terzo efercizio.
Decimo j di non creder mai d J aver acquifeta perfettamente una virtù per
qualunque facilità, che v'abbiate nel praticarla, ma di condurvi in maniera,
come le incomincìafte ogni giorno, diffidando Tempre più di voi j.o ’ e
mantenendovi in una profonditàma umiltà. Un&ecimoy finalmente di ar gran
conto dell'orazione, e porvi nelle difpofizioni, che abbiamo eipofle nella
Lezione Spirituale, fe volete ora re utilmente,. e con profitto Uno dell'
ottavo Giorno v w |MO NONO giorno;. Degli artifizj, de quali fi ferve i!
Demonio in quello Spirituale Combattimento.,, ESERCIZIO. rima sbrigarmi da
quella affare, e poi da un’altro, Quella parola non è certamente da Uomo che te
me Iddio, ma da Uomo che diilìmulà il fuo male, che il sforza d’ingannarfi e di
nascondere a fe Hello la Tua prò- pria mi feria. Oh verità llravagante i Oh
diabolico inganno, che ne ha perdei? e ne perde mohiflimi ogni giorno i i no !
come fe in un’ affare sì importane te, in cui fi tratta della falute dell'anima
per un’Eternità ed anche dell’onore di Dio, non fofTe anzi meglio, e neceffario
il dire, adeffo, fubito, al momento. O quale floltezza il differire dì tal
maniera 1 poiché quella dilazione nori ci ferve ad altro, chea moltiplicare i
noftri peccati, che a farci cadere in più gravi difordini e vieppiù allontanare
da noi la grazia, che ci farebbe neceffaria per liberarci dalle noflre colpe; e
ciò, che è ancora piu fpaventevole, poiché quella dilazione non ferve’, che a
compiere’ la nollra mifùra, mentre 1 abito che fi contrae nel male, fi fa
preffo che invincibile, e come una feconda natura per la perfeveranza., ' V
Abbiate compatimento' della cecità di coloro, i quali ufano quelle dilazióni.
Pregate Iddio, che faccia loro fconofcere il pericolo in cui fono, e loto’
dilveli la malizia, e gli inganni def Demonio. Il Colloquio con lo Spirito
Santo; chiedetegli le medeme cofe per quelle povere anime accecate.
Confiderate, che il rimedio aquefta infermità è una pronta obbedienza alle
divine ispirazioni, non folamente per deliberare ? ma altresì per efeguire,
imperciocché qui fi tratta deli efecuzione, e non folamente dei buoni
proponiménti i quali non fono che lufinghe e paffatempi, fe non fieno, fé-,
guitati daireflrettos altri mente, egli èun lafciare Tempre luogo alla
tentazione, la quale facendoci così differire la, noftra.converfione,
infenfibilmente ci. conduce nell eterna noftra.condannar jgione. ' ' Fate ftima
di quefto rimedio. Proponetelo a coloro, che ne avranno duopo. tifatelo per
voi, affine diufeire dalle voftre imperfezioni,. Il Colloquio con Io Spirito
Santo,. ficcome quegli, che opera lagiuftifìcazione, e la fantificazione delP
anime „ Implorate la di lui aflìftenza per F a-, riempimento dei voftri buoni
proponimenti. jftolle arti che ufa il demonio contro co loro, t quali falf
amente Ji danno a credere di battere La firada della per fezìoné. l’Orazione preparatoria
al folito COnlìderate, che le arti, e Rratagemmi più pericoloù del Demonio
contro di Coltoro fono, di far sì, ch'eglino pongano in non Cale il penitero di
domare le loro paflioni, e in vece d’ attendere a Combatterle, ed a far loro la
dovuta relìftenza, s' interi tengano in penlìeri d' una perfezióne,
immaginaria, e lì pafcano di certe brame, che non fono per avete giammai il
loro effetto. Lo flato di quelli tali è un certo dolce abbandonamelo ai
penlìeri di voler' edere di Dio, di voler fare la fua Volontà, e d' amarlo con
una interna tranquillità e calma, in cui lì tengono 'lìcuri, e da cui nondimeno
paffano ad una difpofìzione molto pericoloni; imperciocché in vece d’ operare
con lo Spirito di Dio, eglino on operano che ctl loro proprio, eli formano dei
falli lumi e delle vilìoni bugiarde, che li conducono nei precipizj, da 1 quali
è difficiliflimo di cavarli, poiché non feguono che i lorofenfi, e ciò, s che
la natura corrotta lor fuggerifee di rifplendente e di dolce 5 e le loro s 1
addomanda ciò che bramano, dicono ingenerale, tuttociòche vuole Iddio.. Fanno
eglino dei gran, defiderj, fanno magnanime rifoluzioni fopia cofe lontane che
non. verranno, giammai, e trafeurano le cole prefenti e. così lo. fpirito
menzognero e ingannatore della natura, o del Demonio li prende giuoco di loro
con dei lumi ofeuri e tenebro!!, e con unafalfa pace, che vieppiù li precipita.
Abbiate compallione di coloro, che fono in uno Hata sì deplorabile. Rifolvetevi
di camminar Tempre per la ftrada ce lede dell’ Umiltà, e della femplicità
criftiana, Compatite quelli, che fi lafciano in cotal guii'a ingannare perchè
privi di vera umiltà. Il Colloquio con lo Spirito Santo;i Pregatelo, che
difciolga le tenebre di guelV anime infelici col fiio lume, e elle non permetta
mai., che cadiate in lacrimevole accecamento, Confiderate, che il ri medio più
fi ciiro condro un abufo fi grande è, di combaptejre Je palfioni che
prefentemente c alfalgono, conci ofiachè con quello mezzo conoiceremo fe ji
noftri buoni proponimenti fieno veri o fallì, generofi o codardi, e così
camminaremo in verità e con fincerità nella dirada della perfezione, jE quanto
ai nemici, i quali punto non ci moleftano, non bifogiU andar loro all incontro,
ne venir con elfi alle prefe, le non prevediamo, che fieno quanto prima per
aliali rei, imperciocché allora farà bene di prevenirli con gagliarde
rifoluzioni, e 4’ abbatterli inifpjrito, a fi, ne delTer preparati a far loro r
elìde nza, ed a refpignerli quando ci fi preTentano. Non bifogna ancora
riputare giammai per atti di virtù i noftri buoni proponimenti, avvegnaché da
lungo tempo ci fiamo in elfi efercitati, ed abbiamo avuta la buona forte di
combattere con profpero riufeimento le nojftrc palfioni; -ma conviene (sfler
umili diffidandoci di noi ftefii, e delle proprie forzo Ne tampoco confidare
dobbiamo nelle noftre pallate Vittorie con, ' trg Digi Del P Scapoli 3 17 fro
le tentazioni prefenti, ma porre tutta la noftra confidenza in Dio, e ricorrere
a lui con V Orazione continua, affinchè ci fortifichi col fuo fpirito, e ci
prefervì da ogni prefunzione Che fe non poffiam giugnere al totale disfacimento
d J alcune piccole imperfezioni, che Dio tal volta ci lafcia, acciò che ci
fervano per conofeerci, e per conl'ervare dentro di noi qualche occulto teforo,
non tralafciamo per ciò di fare dei buoni proponimenti per una fublimc
perfezione, imperciocché eglino faranno gratinimi a Dio, purché fieno fondati
fopra una profonda umiltà, una piena diffidenza, di noi fteflì, ed una perfetta
confidenza in Dio, e neirajuto della fua grazia Affezionatevi a cjupfti
infegnamenti ficcome affai falutarj Proponete defeguirli, e fiate fedeli in
farne ufo. Il Colloquio con lo Spirito Santo , Pregatelo ad illuminare la
vofira mente per farvi conofcere T importanza di, quelle iftruzioni, e di darvi
il defidev xio, e la volontà di fervicene f T % £S£Rr 3i§ . JPer qual cagione ì
nojlri buoni proponi menti non abbiano £ ordinario il loro effetto 1 Orazione
preparatoria al folito. ' C Onfiderate la prima ragione, per cui i noftri buoni
proponimenti non hanno per T ordinario il loro effetto Ciò addiviene, perchè
per lo più noti fono etti fondati fopra una vera diffidenza di noi ftefTì e
fopra una perfetta confidenza in Dio, il che il noftr orgoglio non ci laida
conofcere, ne prevedere. Per la qual eofa la luce, con cui Iddio ci rifchiara e
rifana lanoftra cecità, è di fovente una fatale fperienza, permettendo egli che
cadiamo, acciò cediamo dal confidarci in noi fteffi, e riponghiarao in lui la
nodra cor, fidenza, e quindi con quèfto mezzo pattiamodall 1 occulto nodro
orgoglio ad unTimile eonofcimento. delle no-dre debolezze. Se vogliamo, che i
nodri buoni proponimenti fieno efficaci, bifora che fieno fedeli e generofi, e
lo faranno quandq in nulla dipendendo n. r i da bel P. Scupoli 39 acquetta perniciofiffima
confidenza In noi ftefii, faranno interamente appoggiati a quella, che dobbiamo
avere fu Dio. Umiliatevi veggendo quanto fin ora avete mancato nella fedele
offervanza di quella pratica. Raffermatevi in una verace e lineerà diffidenza
di voi flef fo, ed in una piena confidenza in Dio. Fate i voflri buoni
proponimenti inquefla fanta difpofizione, con intenzione pura e retta di non
cercare in tutto ciò che proporrete, fe non la maggior gloria di Dio, il fuo
beneplacito, e T adempì mento del fuo fanto volere. Il Colloquio col voflro
buon Angelo. Pregatelo ad affiflervi co’fuoi lumi nelle voflre buone
rifoluzioni, e di animarvi ad efeguir con coraggio ciò, che proponete con
umiltà. C Onfiderate una feconda ragione per la quale i noflri buoni propo-'
nimenti non hanno per E ordinario il loro effetto ed è, che quando li facciamo,
portiamo il noflro penfiero fopra la beltà della virtù, fopra il di lei gìuflo
pregio, e fopra gli altri vantaggi che E accompagnano, il che guada T $ gna j ,
!0 il Combattimento Spirituale fena e muove la noftra volontà per de-j bofe,
ch'ella pofTa effere; mache?prefentandovifi pofcja la v virtù neUavfua pratica
con le difficolta, che ne fono infeparabili, la noftra volontà, eh e debole e
codafdà, fi ritira e vergognofamente da addietro; 11 rimedio a ciò il c V . il
mpre d a rimirlVT P ° H 4 ft hio amorofo, e con uh ri C ° n ',n oc di voglia di
piacer?, ? Uore,? c cer doglielo cosi svampante ti auét' Tfiderio, acciochè fi
cSrnA q, de r a, e coi filo dyXw. S°!,.,a fu ttivmuitnio fpirito] o, pur bel P.
ètti polì ' ‘ $1? pur anche fol tanto preientandofi a lui còn quedo defiderio,
ch’egli ci conceda le grazie, che gli abbiam chiede nei colloqui già tenuti con
lui nelle nodre meditazioni, e nei nodri fpirituàli efercizj. Qnede diverfe forti
d’orazione fono d’ un’ ufo alfa! eccellente in quello Spirituale Combattimento.
In fatti nel tempo medefimo, in cui ci avvediamo d’ edere affali ti e tentati
da’ noftri nemici, dobbiamo alzare il nodro cuore a Dio in alcuna di quelle
maniere, perchè bifógna, che tutte le nòftre battaglie ft facciano alla di lui
preienzi con l’orazione, con la refiftenzae la violenza, con la diffidenza di
noi deifi, e con la confidenza nel fóccorfo della fua grazia, fe vogliamo, che
la vittòria fi dichiari a nodro favore. Quelle orazioni devono elfer brevi,
frequenti, piene di ardenti defider;, ed appoggiate ad una fede, ed attuai
confidenza, che Dio fia per accordarci tutto ciò che gli chiediamo, fe ilort
fubito, almeno quando farà più a propofito per La fua gloria, e pel nodro bene,
ed anche Col maggiore nodro vanN taggio. Quando chiederemo qualche grazia, o
qual ìl Combatti mento Spirituale 6 qualche virtù farà bene volger lo fguardo a
quella virtù, o a quella grazia, e coriuderare il di lei giufto pregiò, il
bifógno che n'e abbiamo,. come ancora là grandezza di Dio, la jii lui bontà, ed
il merito di quello, ih virtù e nel nome del quale la domandiamo; imperciocché
per tal Smezzo la chiederemo con iriaggior premura ed amore, con un defidcrio
piu ardente, con maggiore rilpettO, con umiltà più profonda, e con una più foda
fiducia. Infognerà altresì prefiggerli il fine per cui la domandiamo, il quale
debb' effere principalmente la maggior gloria di Dio, e perchè quella è una
cofa a ' lui gradita., Ma avvegnaché tutte quelle forti d Orazioni fuppongano
una applicazione della noflra mente, ed una confiderazione più lunga ed
incelfante, io intendo però di trattare principalmente delfufo, e della pratica
dell’ orazione mentale volgarmente chiamata Meditazione, di cui ci conviene
dire alcuni Cofa, quantunque molti libri lpirituali ne dicano' tutto ciò, che
polliamo desiderare di fapeme. Qiefta orazione fi fa allora, quando fi aggiugne
a tutta dò, che abbiam detto, la meditazione -W T' 1 , ' Dèi P. Scapoli.. 3 9
aei miAerj della vita, o della paffiòncr di noAro Signor Gesù CriAo, pregandolo
inflantemente per. le Aie fante e divine azioni, ò per r Aio! patimenti e
dolori d 3 impetrarci dal CeleAe fuo Padre le grazie che gli chiediamo, il che
A pratica in queAa forma. . Primieramente bifogria rapprefentarti qualche mi
Aero della Vita,' 6 della paflìone di Gesù CriAo con le circolhnze, che f
accompagnano. S'egli è un miAero della Paflìone, dopo f avercelo propoAo,
bifogria ben ravvivare ài noAri ferifl la immagine ? ed il fenti mento delle
pene da Gesù CriAo {offerte in qtieAo fiato, Quindi paflareair interno della
fui anima, e procurare d[ intendere, quanto più ci farà polllbile, la pazienza
ed il dolóre infinito, con cui il divino cuore di lui {offriva si fqùifiti
tormenti Cori uri 3 ardente brama di {offrirne anche de’maggio. Dopo ciò lo
confideremmo' tutto prefó da un fommo defiderio divederci appaflìonati per
parti ci pare i fuoi travaglj ed i fuói patimenti, fino a preìeritarcì a fuo
Padre, e a domandargli la grazia, che portiamo pazientemente le croci, fotto le
quali gemiamo, e tutte T altre, che cr pofiimo avvenire. Quella forra
d’orazione fi può rariÉ ancora in altra maniera, ed è, di paffare a due altre
confiderazioni dopo d aver fatto ciò, che detto abbiamo poc f anzi. L’una è di
penfare al merito infinito di Gesù Grillo, che foftrì quelle pene l’altra, di
ammirare la compiacenza, con cui T Eterno Padre accettò l’ubbidienza del fuo
Figliuolo e le zU tre virtù dà elfo praticate, e prefeptartdogli quelle due
cofe domandargli pd lóro merito la grazia Che defiaeriamo: e ciò potremo
praticare non folamente fopra li nliflerj della vita, e paflìone di Gesù
Grillo, ma fopra tutte le azioni particolari interne, ed ellerne dà lui fatte
irt ciafCun mi fiero : e perche quella maniera è tanto più perfetta quanto più
abbonda t d’ affetti, e bene a faperli, à quali alletti cipoflìamo eccitare
particolarmente rtel praticarla. Primieramente potremo accendere in noi
un’ardente amore verfó noflro Sir gnor Gesù Crillo, palfando da ciò, che i
nòllri lenii Concepirono in quelli miftei;, alla confiderazione della’ fua
bontà infinita, e dell’ amor filò ver- fo di noi, che l’hanno modo a foffrltc
sì grandi pene 3 imperciocché quzn bel P. Scapoli. $4$ lo più capiremo Y eccedo
dell amo ftto e della fua bontà nella grandezza ideile fue pene, tanto pià
crefcerà in noi l’ardore dell’ amor ttoftro verfo di lui. Secondariamente
potremo cavare dì quefla medefima confìderazione Un motivo di contrizione, e di
dolore d’aver oftel'o sì di fovente, e con tanta ingratitudine un Dio sì buono,
che ha voluto tollerare pei noftrì peccati ingiurie sì gravi, e sì crudeli
tormenti. In terzo luogo potremo eccitare iH noi una ferma fpcranza
confìderando ciò, che Gesù ha fofferto per diftrtiggere il peccato, liberarci
dalla fchiavitu dì Satanafìò, foddisfare pei noilri peccati, riconciliarci
coll’Eterno fuò Padre, ed Obbligarci di ricorrere a lui in tutti i noftri
bifogni In quarto luogo potremo Cavarne degli affetti di gioja, paffando dalla
confederazione delle fue pene a quella dei loro effetti, che fono flati, di
riconci bare gli uomini con Dio, di fommergere ì petcati del Mondo nei preziofo
|io fangue, di fpogliare e cacciare dal Mondo il Prencipe delle tenebre, e di
farci godere moiri altri benefifc} maggiori di quello fi poflfano efprìmere
coll pa j 4 il Combattimento Spirituale parole. Potremo accrefcere quella
gld-fa penfando a quella, che ne ricevono le tre Divide Perforie, e la Chiefa
tutta trionfante, e militante àncora Potremo altresì ferVi r ferie per cor
tepire uri odio tanto di noi fletlì, come fe Gesù Criflò non avelie patito che
per obbligarci à concepire uri òdio mortale contro le noflre malvagie
inclinazioni, e l'pezialmente contro quel la che più ci predomina e che più
difpiace a quello sì amabile, e benignitlìmo Signóre i Pótremò anèotà
fervirfene pei poetarci alla maraviglia, e da quella allo flupore, o altimore,
veggendo il Creatore del funi ver lo, che dona 1 edere e la vita a tutte le
cofe, perfeguitato dalle fùe creature J vèggendo la fovrana Maelià d’uri Dio concukata,
la Qiuflizià infinita condannati èd òpprefla, la Beltà increata contraffatta e
derifa, le delizie dell’ Eterno Padre e il fiio amore òdilto a molte, la luce e
lo lplendorè della gloria di Dio cinta c coperta di teriebre, l’onore, e là
fuprem felicità creduta ignoniinià, e precipitata rieirabilfo della più eftrema
miferia, € della più orribile infàmia. Per compaffionare però aricotpiù ef
ficar ’ V, ncacemente i dolori di Gesù penante y e per eccitarti con più di
forza a tutti quefK affetti, che abbiamo accennati poc anzi, bifognà pillare
dalla conliderazione dell 1 citeriori ftie pene alla riflefltone di quelle, eh’
egli loft-riva nel filo interno, che erano infiriitdmente maggiori. Gesù Criftò
nello ftato delle lue pene, beato eifendo nell'anima, vedeva 'sì Chiaramente Y
eifenza Divina, come la vede e la comprende di prelente nel Cielo. Vedeva, eh
eragli cagionato dalla feparazione, che fi fa dell anima e di Dio per lo
peccato, in paragone dì che la feparazioìie d’un membro dal corpo non è, che ima
lemplice dipintura di male. Sopra tutto però il fuo dolore fu fcccerfìvo a
cagione dei dannati 5 imperciocché egli ben vedeva, ch’eglino non erano per
riunirli giammai a lui, e che dovevano fofifire tormenti, che non avranno mal
fine. Là trifiezza di lui fiendeafi ancor più lontano 5 imperciocché riflentiva
i mali, e compativa i dolori, e le ambafce dì tutti gli uo mini, che fono
fiati, e che faranno fino alla fine del Mondò. Tutte le ingiurie, le
tentazioni, le infermità, le triftezze, le penitenze, i fuppliz;, e tutto ciò
che fempre ciafcuno degli uomini ha fofrerte, e fotfrirà sì nel cor' po, come
nell’ animo fino alla menoma puntuta, tutto fu prefente ai di lui fpirìto, e
n’ebbe della compaflione fecondo 1‘ eccedo della fna carità. Da que Digìtiz'ed
by ( Del jP Salpali. 34? queito poliamo inferire, qual ila flato, il fuo
rammarico per le afflizioni della fila Madre per li timori della fua Chiefa,
che doveva eflere perieguitata nella pedona de’fuoi Difcepoli, e per tant’
altri motivi che non Tappiamo immaginarci, i quali furono sì eccellivi, e in sì
gran numera, che ben polliamo con una gran Santa chiamare i fuoi dolori, e le
fue agonie un infera no amorofo di volontarie pene. Dì tntte quefte triftezze
non abbiamo che una fola cagione, cioè il peccato: dal che ne fegue
chiaramente, che per compatire come fi deve le pene di Gesù Crifto, fiamo
tenuti a rattriftarci, ed affliggerci dei noftri peccati unicamente per l’amor
fuo, d’odiare il peccato fopra tutto ciò che è da odiarli, e di combattere a
tutto noftro potere que fio mofiro elenoftre malvaggie inclinazioni, che ne
fono la vera forgente. Potremo ancora efercitarci in quefta maniera d orazione,
che chiamiamo Meditazione, rifguardo alla Vergine, agli Angeli, ed ai Santi. .
Rapporto alla Vergine rivolgendo primieramente il noftro penfiero al Padre
Eterno, e pofeia al Figliuolo, e finalmente alla gloriala fua Madre. Ri 54 M
Combattimento Spirituale tornando all’Eterno Padre confideremmo due cofe,
l’ammirevole compiacenza, eh’ egli ha avuta fin ab Eterno nella Sanpitfma
Vergine, e quella, eh’ ebbe nel tempo delle eccellenti virtù e fante azioni di
quella medefima Vergine dopo il di lei nafei mento a quella mortai vita. Per
diffonderci in quella meditazione bifogna alzare il polirò penfiero ed entrare
nei lumi dell’ eterna Prefcienza, r apprestandoci le delizie, di cui Iddio u
compiaceva in fe fteffo in una si lama, e sì eccellente creatura come la
Vergine, e in quello penfiero pregare con ardore 1 Eterno Padre d’ accordarci
la grazia, che bramiamo. Quindi pafifando ( alla confitterazione delle virtudi
della medefima Vergine, prelentarle all Eterno Padre tutte infieme, o
fcialcheduna in particolare, e chiedere pel loro merito la medefima grazia.
Quanto al Figliuolo gli ricorderemo la purità, e 1 innocenza di quel feno
Verginale, che lo portò per nove mefi, il riipetto, la rive renza, e la
profonda venerazione, cui la Vergine di lui Madre E adorò nell’ filante dei fuo
nafeimento riconoscendolo per vero Dio, e vero Uomo, fup Creatore, e &jo
Figliuolo. Gli rap-,prfc Del P. S cupole ?47 presenteremo quegli occhi pietofi
con cui lo rimirava sì povero, quelle brac, pia, con cui amoroSamente
ftrigneva'lo al luo collo, quel latte verginale, con cui bambino il nodriva, le
angurie e dolori, ch’ella Sentì a pie della°Croce, e con tutte quede maravi
glie c’indirizzeremo a lui, e gli faremo una dolce violenza, perchè ci conceda
le nodre richiede Dopo ciò bilognerà far ri, torno alla Vergine,
rappreientandole, convella è data preicelta dalla Eterna Sapienza per Madre di
grazia e di pietà, e per nodra Avvocata, per il che dopo il iuo Figliuolo non
abbiamo piq poifente ricorfo che a lei. Non d Scorderemo mai di queda
importante verità ormai rqnduta comune predo tutti j fedeli, che niuno J’ha
invocata giammai, che non fi a dato efaudito. Finalmente le elporremo i
travagl; ei patimenti (offerti dal Suo Figliuolo per la nodra Jalute,
pregandola d’ offerirli per noi all eterno Padre, Potremo esercitarci ancora in
queda maniera d orazione rapporto agli Angioli, ed ai Santi, indirizzandoci aj
Padre Eterno, e rapprefentandogli Tamore, le benedizioni, e le lodi,.con le
quali qe beati Spiriti, e tutti li Santi 348 II Combattimento Spirituale tì
celebrano la di lui gloria in Cielo x e facendogli vedere le fatiche, le pene,
ed i fupplizj, che li Santi hanno -fofferto qui in terra per amor filo., i
fervigj da loro predatigli, li difpreggj, che hanno fatto dì tutte le create
cole per piacere a lui, e in virtù di tutte, quefte offerte gli domanderemo le
fue grazie, e i Tuoi favori. Dopo indirizzandoci agli Angioli, ed ai Santi
medefimi, decome a quelli che bramano sì ardentemente la no.Ira perfezione (
che a vero dire per l’ eccedo della carità c. dell’ amore, ch’eglino hanno. per
Dio e per noi, farebbono ben contenti, che foftimo un giorno nel Cielo al
difl'opra di loro ) e li fupplicheremo per gli ardori di quella celeIle Carità,
di cui ardono per noi, a favorirci della loro affluenza nei noftri
combattimenti cohtro dei vizj : ed a qualch’ uno di efli, come a S. Giufeppe,
ed a S. Anna chiederemo j in particolare la lor protezione nell’ ora di noftra
morte Finalmente confiderando T eccellenza d;elle grazie, che li Santi hanno
ricevute da Dio, i loro privilegi, e le gloriofe prerogative, di cui vanno
adorni, ecciteremo in noi uà fentimento d’amore e di compiacenza per Del P.
Scupo ti. 34 ? per tutte le loro grandezze, rallegrandoci di più, ch’eglino le
pofleggano, come fe noi ftelfi le avetfimo, perchè tal è il beneplacito di Dio.
Tutte quelle forti d’orazione poffon’ eflere d’ un ufo eccellente in quefto Spirituale
Combatti mento. Per la qual cofa fa di metti eri, che ce le rendiamo famigliati
per fervircene con facilità, e per trarne il neccflTario foccorfo contro gli
aflaki de’noftri nemici. Il Frutto del nono Giorno. Il frutto di quella
giornata debb’elfere. Primod’imprimere nel vottro cuore un fanto timore
veggendo, che niente v’è di ficuro in quella vita. Secondo di diffidare di voi
fteffo, e dì porre tutta la voftra confidenza in Dia.' Terzo di deplorare la
condizione dì coloro, chq fono in peccato mortale, e che non fi danno alcun
penfiero di li' berarfene, e di quelli ancora, che lo desiderano, e non lo
fanno v e pregar Dio per gli uni e per gli altri. E fefi prefenta 1 occafione
bisognerà Jlnfinuar loro i rimedi accennati nella terza confiderazione del
primo efercizio, e nella feconda del fecondo. Quarto di far V ufo di quelli
ritnedj per ufcire dalle? 1 voftre imperfezioni. Quinto-, d’ efami-r nat bene
il voftro interno per vederi, y ie voi fiate a ventura di quelli, che fi
lufingano di battere il fenderò della perfezione, ma realmente non yifono;
imperciocché fe ciò folle, farebbe duopo, che vi fervifle dei rimedj efpolli
nella terza cqnfiderazione del terzo efercizio, i quali fono Jmportantilfimi.
Rendeteveli famigliari, e ne riceverete gran lumi per la vita fpirituale. Se
fio di praticar fedelmente, quanto fi contiene nel quarto efercizio fpettante
ai buoni proponimenti. Settimo di renr dervi famigliari gli infegnamenti com
prefi qella Lezione Spirituale circa 1 orazione mentale, tanto pei Millerj della
vita, e palone di noftro Signor Gesù Grillo, quanto per il metodo di pregar la
Vergine, gli Angioli, ed i Santi, affine di meritare la loro affluenza, pd
ajutq per poter follenere con intrepido coraggio le tenzoni contra le potellà
infernali, e Contro le vq Ire filoni. v il YtiP~ àel nono domo, ìTT v. Decimo
giorno D’ alcune altre arti, di cui il ferve il Demonio in quello Spirituale
Combattimento. T) una fottilìjfima aftuzìa del Demonio per farei che coloro 3 i
quali veramente battono là Jlrada della perfezione i e della tiirtu, ne
abbandonino la imprcfai L’Orazione preparatoria al foìitd Condderate, che
quello ftratagenv ma del Demonio confine in quech'égli c irifpirà certi buoni
defiderj e con qUelld olézzo, ó piuttollo cori Urta Malizia tutta propria di
lui lolo, fa, che daH’efercizió della virtù cadiamo nel Vizio i Uno, per cagion
d’efempid, è travagliato da grave e lunga malattia efoffreil fuóniale con
pazienza j il Demonio beri veggendo che s’egli continua farà grandi progredì, e
fi rinfrancherà nell’abito di quella fanta virtù, gli pone in Cuore un’ardente
dedderio di qualche V z ' ope ìlz il Combattimento Spirituale boeri buona, e in
feguito procura ch’egli redi perfuafo, che fe fofiefano, potrebbe fervir meglio
Iddio, e render d più utile a fe, ed agli altri. Dopo, egli lo fa padare da
quello dedderio all’inquietudine di non poter intraprcn- dere il bene che
brama, il che gli riefee tanto più difguflofo, quanto più è Veemente il buon,
dedderio, che il Demonio gli ìnipira, di maniera che T infermo ìnfendbìlmente è
portato dalla pazienza all’impazienza, non già. eh 1 egli conddeii la lua
malattia come un male, ma lol tanto come un impedimento al bene che vorrebbe
fare : e dopo aver cosìdiftolto l'infermo dalla virtù che praticava, con la
mededma deprezza gli toglie il dedderio di quelT opera buona, di cui d era
fervito per fedurlo, ed altro più non gli lafcia,che la brama di rifanare dal
fio male, il che non gli fuccedendo come deddera, egli d turba, s’adira, e.d
impazienta. Concepite un'odio mortale contro un „ nemico si aftuto, e maligno.
Concepite un grand’amore per la Tanta volontà di Dio, cd un Tornino dedderio
d’adempierla in tutte le cofe fenza mefcolanza d’altro bene, e così deluderete
tutte T arti T)él P, Scapoli. 3. èrti del Demonio, e le renderete varie' ed
inutili. Il Colloquio col Vòftró Santo Ange ’ lo, acciocch’egli vi difcopra
gl’inganni del Demonio, il voflr’ occulto orgo- glio, e le fottigliezze del
voftro amor proprio. C Onfiderate il mezzo per deluder? quell' arre del Demonio
Allorché ei troveremo in qualche Rato peno fa t difficile a fopportarfi,
bifogna efcludere, e vietare al noftro cuore il defide-' rio d’ogn' altro bene
fuorché d'efier fedeli, e collanti in quello fiato; imperciocché non efifendo
in noftro potere d’efeguire allora ciò, a che la noftra brama ci porta,
avvegnaché buono in apparenza, ad altro non fervirebbe che ad inquietarci
Bifogna credere ancóra, che quello defiderio non avrebbe 1‘ efito che ci
perfuadiamo, poiché nói fiamo più deboli ed incollanti di quello che ci
crediamo; e così foffirire il noftro male con umiltà, e con raflegnazione.
Oppure dobbiam credere, che Dio per un'occulto giudizio, è pei no.ftri peccati,
non voglia allóra da noi quello bene, ma piuttollo defideri una V } per ff4 11
Combattimento Spirituale perfetta iommiflìone, e ralfegnazione della noftra
volontà alla fua, Dopobifogna ftabilirci inquella maflimalsìim. portante nella
Vita Spirituale, Ch’egli e molto meglio patire 4 che operare Oflervando
fedelmente quelli avvilì ne feguirà, che tutti li buoni delìderj, che potremo
avere per qualunque bene lì voglia, e Ohe non potremo mandar ad effetto, lia
che nafcano dalla noltra natura corrótta per lo noilro a mor proprio', o
dairaftuzia del Demonio per inquietarci, o che provengano da Dio rriedelìmo per
far prova della noftfa ralfegnazione al fuo fanto voie. re, ci faranno
òccalìone di virtù, ed oggetto di cortfulìòne al Demonio In tal maniera
foddisfaremo a Dio, e lo ferviremo nel modo, che più gli aggrada,conformandoci
al.fuo fanto volere, eh’ è 1’ unica cofa in cui Ila polla la perfezione, e
tutto ciò, che Dio vuole da noi t Ringraziate Dio di quelli lumi. Deliberate di
fervirvene fedelmente con uno fpirito umile, e ralfegnato in tutte le cofe al
di lui fanto volere. Il Colloquio col vollro Santo Angelo, affinch’egli
v’infpiri d 1 elfer fedele in quelle pratiche. Confidente un altro avvertimento
molto importante fopra quello medefimo l'oggetto. Allorché noftro Signore ci dà
la forza di foppottare qualche travaglio, non ci lafciamo maiforprendere dal
defiderio d'dferne liberati e in cafo che tifiamo alcuni metzi permeffì per
quéftò fine, non lo facciamo le non perch'ella è volontà di Dio, che ne
facciamo un taf ufo. Bii'ogna. elfere fedeli in qilefta pratica, imperciocché
fe facciamo altri mente, infallibilmente ci fopraVerranno due gran mali. L'uno,
che febbene quello defiderio non ci tolga fubito la pazienza, ci difporrà
nondimeno poco a poco a perderla l velo d'una virtù appaiente, in una maniera
ancor più fcaltra e lottile di quella abbiamo accennata nella prima
confiderazione. Figuratevi una perfona inferma, ed affai poco paziente nel ino
male : effa copre quello difetto con un pretofto di zelo, di cui fi velie come
di un bene apparente di maniera, ch'effamedclìma non conofce più la fua
imperfezione, pervadendoli, di non lagnarli del luo male per quel che è in fe,
ma perchè la rende gravofa j e nlolella a coloro, che la affiftono nella fua
malattia, o perchè non pub attender più alle fne ordinarie divozioni. Parimente
utfambiziofo, che non puògiirgnere alla dignità che brama, avvegnaché il
deliderio, che ha, abbaftanza di moftri la di lui ambizione, pure nella
affliggerli di non poter falire oveafpira, per nafeondere a fuol proprj ocelli
U fuo difordine e la fua pallone, procura ìel P, Scapoli, $5 f cura di
perfuaderfi., che ciò eh’ egli brama, non è già pel fuo inteteffe, ma per lo
ben pubblico, q per quatch’altro rifleflb, che buono in appa renza gli
raffembra. Or tutto ciò noti è che un’inganno del Demonio, ouna fottigliezza
dtCU’amor proprio; com’ è facile a conòfcerfi da ciò, che le qiiefti medefìmi
pretefli, 1’ uno e V altro de’ quali copre lo fregolamento della paflione,
vengano a mancare, non perciò vien meno nelfinfermo là fua impazienza nell’
ambizioso il difpiaCere che gli cagiona la fua ambizione; fogno evidente, che
la radice delttmpà vùenza dell’uno, e del rammaricò dell altro è in loro
medefimi, e che il ltf ro desiderio non è, che un’ amor prò prio, e un pretefto
plauìbile, con citi uno occulta la fua impazienza c T al tro la fua ambizione é
Per difenderci da quelli inganni del lo fpirito maligno, e da quelle lottigli
ezze del noftro amor proprio bifo gna oflervare quella regola generale, che
dobbiamo tener fempre inoltri deliderj dillaccati da ogn altro oggetto che non
fia la volontà di Dio e il di lui beneplacito, imperciocché fé altro on vorremo
non faremo giammai irv quietati da veruna cofa, che ci potò accadere, ne
diftolti dal cammino della perfezione fotto qualunque pretefto. Potremo
altresì. tifare la pratica feguente, ch’ò, di Separare iì travaglio, che ci
ftrigne, dalle circollartze, con cui procuriamo di nascondere la noftra
imperfezione, è di produrre degli atti della virtù che gli è oppoftà,
Concionachè con tal mezzo Scopriremo la noftra imperfezione che per 1' avanti
ci era ignota, e d applicheremo alla pratica della pura virtù, Senza che il
Demonio, o il noftro amor proprio cene facciano oracolo i Fate gràrt contò di
quelle pratiche 4 Concepite un l'antodio contro voi ftefft e contro il voftro
amor proprio. Abiorite le adtizie, e gli inganni del Demonio Deliberate di
còrtfecrarvi al divin beneplacito iti tùtte le cofe, Senza cercar mai la voftfa
pròpria foddisfazione in qualunque fi voglia cofa Il Collòquio Col voftró buon
Angelo. Chiedetegli ji Suoi lumi, e il fuo ajuto per elfer fedele in quelle
pratiche. Peli indifcretezA a, eh' è uri altro inganno del Demonio per
difioglierci dal cammino della virtù, L'Orazione preparatoria al foljto. L
Onfiderate, che il noftro fpiritocancato emendo dei p ei di quello corpo sì i
debole e corruttibile partecipa ancora del fuo pefo, e della fua deboJezza, di
maniera che non puòfempre icar occupato flegli efereiz; fpirituali a Z i a K!C
u ’ e len l a avef du °P° di qualche tallivo, e che per quello mo, tivo bi
fogna ufare una gran diferetez raro P ni t ) h l? Q f fQCC ° mb l a ’ et fi,
cari-. cato piu del dovere, vale a dire, ap phcato fopra le fue forze,
Confiderà m n°A 1C ’ C i he I 1. 1 pemouio fi trasforma in Angiolo di luce, e
procura d’ accrefc.ere, ed eccitare vieppiù il no li J e V° a Con peniìeri
gradevoli, ora con | efempio decanti, e tal f COn Con fent cnze della Sacra
Scrittura, animandoci a una vir re oiù 1 n C f fubIil ? c per farci C3
acciocché ci rendiamo incapaci a far ciò. a. cui liamo obbligati, e che ci
rallentiamo, ed anche ci annoiamo della penitenza, e dedi altri efercizj
fpirituali 5 affinchè tallentandoci a poco, a poco, e (togliendoci dalla
pratica della virtù, c’ abbandoniamo ai piaceri del corpo, ed ai mondani
divertimenti con più ardore di prima. In fatti vi fono non pochi, i quali dopo,
aver voluto, con una prelunzione mentale imitare le azioni eroiche dei Santi,
fenza aver rifleffo alla loro debolezza, o, al loia temperamento, e fenza
ricorrere al configli o,ed alla direzione dei loro Padri Spirituali, fi fono
rendati ridicoli vergognolamente tornando a dietro, fino a condurre una vita
diffoluta e iregolata, ed a terminarla malamente.. Umiliatevi avanti a Dio
veggendo come il Demonio prende occafione da tutte le cofe, ed anche dalle più
fante per farvi traviare dal cammino della 'virtù. Risolvetevi di non
intraprender cofa alcuna lenza il configlio, e la direzione di perfone
fperimentate. Stabilitevi in una profonda umiltà, e paventate i giudizj di Dio.
Il Colloquio con la Santìffima Vergine, affinch’ella vi ottenga lo fpìrito di
difcrezione sì necelfario nella pratica delia virtù. CONSIDERAZIONE., t C
Onfiderate, che il rimedio a queft inganno del Demonio fi è, d’ufare una grande
prudenza in tutto ciò, che rifguarda la pratica delle virtù CReriori, che
pofibno recare un danno notabile al corpo ed allo fpirito, fe non vi fi ofTerva
una fanta e giudiziofa difcrezione i imperciocché fi devono bensì abbracciar
pienamente quelle virtù col cuore e col’ affetto, ma nella pratica non bifogna
far nulla fenza una matura confiderazione, c fenza il configlio dei noflri
Direttori'. e quandoci Mentiremo animati da un fanto fervore: ad affliggere il
noflro corpo con delle auilerità, non dobbiam fubito abbrac-r ! X cure dare que
J grandi rigori, che li Santi hanno praticato,, ma dobbiamo incominciar
umilmente da qualche cofa affai mediocre, perché meglio è confervarci in iftato
di poterandar piè avanti, ch'efler obbligati a lafciar tutto per aver voluto
intraprendere troppo. Confidente, che bifogna procedere affatto diverfamente
nella pratica delle virtù interne, conciofiachè ficcome 1 ccceffo non vi ci può
arrecare decapito, così non bifogna porvi limiti, efe Ha potàbile dobbiamo
fupcrar tutti gli altri, come ed aver avverfione al Mondo ed alle fue vanità; a
defiderare d’ edere difpreggiato ad amare Iddìo e il noftro pratàmo; ad odiare
il peccato, e tutto ciò che a Dio difpiace,at?tefo che non polliamo commettere
eccedo in tutte quelle cofe, ne in tutte j altre di quella natura. % Fate gran
cafo di quelli infegnamenti, decome necedaritàmi nella Vita Spirituale. Godete
di lafciarvi regolare, non fate cos alcuna da voi lletà. Il Colloquio con la
Vergine Sant come il precedente, ESER ESERCIZIO, ' Xto uh altra rt i di cui il
Demonio fi ferve, eh è £ infimi arci cattiva concetto del nofiro profiimo I 4
Orazione preparatoria! folito, E C Onfiderate, che qualora il Demo nio s 1
avvede, cne noi Tacciamo, un notabile progredì nel cammino dek, la perfezione)
procura per diftogliercene dì injmuarci dei cattivi pensieri, q delle
fvantaggiofe impreflloni del noitro profiimo, portandoci a formare grndiz;
temerari v che fono la cagione per cui li {degniamo, e li difprezzia!? n vizio,
eflendo. fomentato'' dalla nodra vanità palla di foventeper una virtù nella
noftra mente, di maniera che ascriviamo a zelo ciò, ch J © una fordida
imperfezione, ed un occulto, orgoglio profondamente radicato f e L n M ftro
cllore H quale fa, che inlennbumenre ci innalziamo,, e che dispregiamo gli
altri per la buona api ni aj? e amo n °i fodì penianao d edere molto lontani
dalle imperleziom, che crediamo ritrovarli in 1 q X a ro, 'jó'4 M io. Il
Demonio {coprendo in noi sì nialvaggia difpofizione fta attento e follecito ad
aprirci gli occhi, e ci tien rifvegliati per vedere, per ifcrutinare, e per
ingrandire i falli altrui, il eh’ è un granditfimo oftacolo all 3 acquifto
delle virtudi, ed una intera rovina di quel, le, che avevamo acquiftate.
Coloro, che fono lenza compatimento degli al~trui difetti ? e che li condannano
con feverità, in vece di fcufarli nel loro cuore e apprello gli altri quando la
carità lo richiede, fono d’ordinario più {oggetti a quello vizio detellabile, e
fono in un pericolo tanto maggiore, quanto etti fi credono più fpiritualì, c
più innoltrati nella virtù. Concepite un 3 odio mortale contro quello vizio, e
quando vi accada d 3 iiv corrervi anche in cofa leggera, caligatevi da voi
medefimi, e non vi perdonate mai, che prima non fiate perfettamente abituati in
perdonare al voflro Profilino, voglio dire, in ifcufarlo, in compatirlo, e in
rimirare le fùe azioni con un’occhio femplice, e con un cuor fenza fiele, fenza
amarezza. Il Colloquio con la Vergine Santiffima, eh’ è la Madre del beli
Amore, cioè a dire deli amor del Profiìmo, pregandola, che cl faccia compatire
le cii lai debolezze e ce lo faccia amare con idi ma non ottanti le di lui
imperfezioni. IL C Onfiderate li riined; proprj contro un sì gran male. Quattro
ve ne fono etficaciflimi, e 'affai polfenti. il primo è d 3 occuparci
interamente in confìderare le necettltà, c imperfezioni del nottro cuore; imperciocché
con quello mezzo ritroveremo ettfcrvi in noi tante co fe da correggerli, che
non avremo agio di efaminare, e riflettere fopra li difetti degli altri. Il
fecondo è, che in occalìone che il Demonio o il noftro amor proprio ci rappre
Tentino troppo vivamente nell’ immaginazione li falli altrui, noi rivolgiamo il
nottro pensiero fopra li nottri peccati pattati, e ne caviamo motivi di, dolore
e di confusone; imperciocché applicandoci di proposto a queft 3 Efercizio
purgheremo il nottro occhio interiore dai cattivi umori, onde proviene quetto
vizio sì dannofo alle nottr 3 anime. Il terzo è, che fa duopo fupporrecome una
verità collante, che quali 3 ora peniamo male del nottro profilino, c 3 è
qualche X 3. radice di quefto male medefimo nel noftro cuore, il quale riceve
tutti gli oggetti Somiglianti, che a lui fi presentano a tenore di fui
malvaggia difpofizione: il perchè qtìand'cgli.ci tenta a far indicato di
qualche difetto degli altri, bi fogna adirarci cóntro nói fteffi, Come fe ne
fófiìmo noi i colpevoli, t ricordarci di quefta Sentenza di San Paolo, mentre
giudichi gli altri, vieni tùn dannare in te il medeftmo difetto, di cui fei
convinto ( Rom, r. v, i. ). Il quarto, ed ultimo rimedio è, di credere appieno,
che tutti li vantaggio!! féntimenti, che abbiamo del noftro profilino fono un
effetto dello Spirito Santo, e tutti li disprezzi c giudizj témerarj che ne
fzecianào, e tutte le amarezze che fentiàmo contro di lui, procedono dal noftro
orgoglio, dalla noftrl malizia e dalla fuggeftione del DemomO. Bìfogna
fiancheggiare tutti quefti rimedi con un Salutare avvertimento lisciatoci dal
medefimó Apoftolo con le Seguenti parole o Non giudicate 'prima del tempo, ma
affettare-, che venga il Signore, il quale porrà, in chiaro ciò, che è più
avviluppato nelle tenebre, e allora eia febeduno riceverà da Dìo medeftmo la
Ith d r che gli farà dovuta ( i; ad Cor, 4 li) Tue S. ' $67 Tutte le azioni del
noftro proffimo, fieno buone o fieno cattive, hanno Iddio per Giudice, dice il
medefimo Apollo 10 ( Rom. 14 -1.4. ): qiiallora la di lui condotta è buona, la
fuà perfeve ranza nel bene rifguarda quello Padrone, e i'ovrano Signóre 5 e
quando egli cade in qualche fallo, la fua caduta parimente riguarda quello
Signóre, e non voi. Abbiamo adunque per certo, eh ella è una cofa beri odiofa
al cofpettd. di Dio il voler entrare nel fegreto dell' anima del lioflro
pro.Timo, e ch'egli è un fegno evidentiffimo d'imprudenza, e di temerità il
voler darli a credere di fapere ciò, che non fi vede fe noi) In apparenza-, t
Che fiorì è póffibile di penetrare. Chi è Vero Giudice di fe lleflo non fi
porrà mai nell’ imbarazzo di condannare gli altrui falli, gladi- candóli Fate
gran calo di uefbi rirtiedj; applicateli a voi in maniera, eh' elfi abbiano
campo d'operare, e di purgare 11 volito cuòre da quello mòrta! velo no, il
quale penetra fino alle piu profonde radici delle Virtù che abbiamo
acqiìillate, e le iriàfidifee e vi produce in vece delle fpine, che ci lacera
no, e ci pungono còti mille amorfi X 4. Il góg 11 Combattimento Spirituale Il
Còlloquio con la Vergine Santa xh 1 ebbe Tempre un cuore ridondante d J
indicibil dolcezza e manfuetudine con gl 5 imperfetti, pregatela che v infegni
come dovete praticare quelli rìmedj sì ialutari. Dégli firatagemmt, de quali fi
ferve il Demonio contro coloro, che hanno ac quiflata la virtù, e fono giunti
alla perfezione, per farli cadere da quefio; felice fiato, e per cangiar loro
le virtù acquifiate in occ afoni 4' inciampo e 7 -di rovina ' X’ Orazione
preparatoria al folito C Onfideraté che coloro i quali fono giunti fino alla
metà della petrofa carriera della virtù e della perfezione, non Tempre giùngono
fino al termine, t che larte e malizia del Demonio contro coftoro fi è, di
ichierare avanti agli occhi loro le virtù da efli conquìftate per fedurli con
le attrattive della compiacenza, che li la cadere nel vizio della vana gloria,
e rende la lor caduta tanto più pericolo J T Del P. Scttpolì ,, $6$ fa, quanto
più in alto erano faliti. Il rimedio a sì gran male fi é, di mantenerci Tempre
in una incera cognizione' della noftra debolezza, e credere, che da noi
iriedefimi nulla polliamo, e che non meritiamo niente meno dell 5 eterna
Condannagione. Bifogna tenerci fodi in quella verità come in una fortezza
inefpugnabile, e non ufeirne giammai ributtando tutti li penfieri, che potcA
fero diftog bercene, come tanti nemici capaci di recarci la morte, o di ferirci
pericolofamente, fe ci lafciaffimot condurre fuori, anche per unfolo momento,
di quella ferma credenza. Deteinate quella malizia, e quell 5 arte del Demonio:
confermatevi in una profonda umiltà, temendo di traboccare in un gran
precipizio da un eminenh re virtù. Siate pienamente perfualìche voi non bete
che infermità e miferia; e fopra quello fondamento ponetene uri altro d 5
umiltà, e di diffidenza di voi llelfi riconofcendo la v olirà impotenza al bene
: collocate fopra quelli fondamenti la pietra fondamentale d una perfetta
confidenza in Dio, e nei meriti di nollro Signor Gesù Crillo. il Colloquio con
quello dolcifimo Salvatore: pregatelo, che v infegni ad '; : X effe J|7Ò 11
Ccrhb finimento Spiritual e federe veramente Umili, e ad averé dei fentimeftti
di voi ftetà li più badi, che Vi Tara potàbile. Confidcrate còme fu duopo
diportarli per non. cadere dalla virtù che abbiamo àcquiftata.e per confervarci
Tempre in uria. umiltà, profondi flima Qualunque voltajrivolgeremo gli occhi
fopra di noi e fopra le rioftre azioni, eonfideriamóri con ciò che abbiamo fol
amente da noi medéfimi 2 non cori Ciò che abbiamo da Diò è dalla Tua grazià; e
concepiamo lina dima di noi medefimi corri fponderite a ciò che fiaino in
verità.. Se facciamo rifle£fione fopra quello che eravamo prima che riafeetàmo
a quella luce del Mondo, ritroveremo, che non fiamq Ilari che Un nulla per
tutta 1 eternità c che in quello fpazio infinito nort abbiamo mai potuto fare
cofa alcuna pex 1 meritarci T edere che: abbiamo t Se d confideriamo dopo che
abbiamo ricevuto l’ édere, fia naturale o fóvranattirale, ci ritroveremo
d'avere tutto Emotivo non {blamente d’ umiliarci, ma d annientarci ancora 5
imperciocché per l' elitre naturale, fe lafciamo a Dio ciò, che Tgl thè gli
appartiene, di quanto riamo per la fua Potenza e per la fua Bontà,cIremo thè da
noi ftefli non riamo che tm mero nulla, da cui la fua Portanza c la fua Bontà
incertfaritertìente ci tragge fudra. Se ci xonrideriamo nell 5 ertere
fovranaturak della Grazia, qual bene può fare mai una Creatura fenza T aiuto di
Dio ? E ella capace di fare giammai umazione meritoria fenza la di lui
afliftehza ? E fe con ciò prendiamo 1 moltitudine de 1 noftri peccati? e fe a
quelli che abbiam fatti, aggioghiamo quelli, che abbiamo potuto fare, e che fam
avremmo ficuramertte, fe Dio non c averte foftettuti con la fua Mifericordia in
un pendìo sì fdrucciolofo come quello della noftra sì depravata, e corrotta
natura ? ritroveremo che a numerare non fedamente coi giorni e cogli anni che
riamo vifluti, ma ancora col novero delle n oltre peccaminofe azioni e
inclinazioni malvaggie che in noi allignarono, le nortre ini' quità farebbono
moltiplicate fino all infinito,. e che faretfìmo divenuti peg f i ori dei
Demonj, fe foifrmo Itati abbandonati a noi mederimi. Se non vo. gliamo adunque
rapire a Dio la gloria, che è ben dovuta alla fua Mifericordia, ' X 6 € fe 4 A
JtfX 11 CòYfthattìmerltò Spi rituali e fe vogliamo attribuirci Soltanto eia .
che ci appartiene, riputar ci dobbiamo i maggiori peccatori del mondo : e
bisogna ben avvertire che quello giudizio, che facciamo di noi lleflì fi a
accompagnato dalla giuftizia, cioè adire, che non vogliamo punto efler trattati,
fe hon come meritiamo, altrimente ci renderemmo più colpevoli imperciocché
doloro che hanno Soverchia elli inazione di fe fteflì, e che vogliono edere
(limati dagli altri per difetto di ben cono fccre la loro miferia fembrano d 5
avere nella loro ignoranza qualche pretelle vdeiringiuftizia, che commettono ma
noi faremmo ingiufti fenza feufa, fe conoscendoci internamente indegni dì
(lima, pretendemmo d’elTer tenuti in conto, e (limati. Imparate da quelle
iftruzioni a ben conoscervi, ed a credere ciò, che liete da voi niedefimi,
voglio dire, niente, peccato. Inferite da quella cognizione una piccola, e
bafiflima opinione di voi (ledi. Accóflumatevi a difpreggiarvi, e ad amare il
volito avvilimento. Delìderate d'eder umiliato adai, ed’ (Ter tenuto come la Scopatura
degli altri. U Colloquia con nodro. Signor Gesù Grido Chiedetegli queda umiltà
cordiale. CONSIDERAZIONE. la Del A Se tip oli la Lezione Spirituale per il
decimo Giorno. et ella divozione fenfibile, Aridità o fvogliateZze, pene, che
di fo vera e fi provano nell Orazione I l più fperimentati nella vita Spiri j
tuale fanno molto bene, che la divozione fenfibile la qual fi gufta nell
Orazione, e che le Aridità, ed altre pene che foffronfi, fervono ai noftri
nemici er tramarci delle infidiealtret tanto piu pericolofe, quanto più
occulte. Acciocché per tanto non ignoriamo, come ci dobbiamo condurre per
involarci stratagemmi sì maliziofi, e la vittoria ftia collante dalla noto
parte, ecco a un di predo ciò, che bifogna fapere di più importante, e necef-
fario. Quella forta di divozione, che inonda l'Anima di confolazione nel tempo
dell' Orazione, non può provenire che da tre forgenti, o dalla natura, o dai
Demonio, o dalla Grazia. Da'fuoi effetti, e dai frutti eh' ella produrrà in
noi, potremo agevolmente conofcere d'onde proceda. S'ella non è feguita dalla
noftra emenda, e fe non ne diventiamo migliori, abbiamo gran fondamento di
temere, che quelli fieno parti della natura, ò delle illufioni del Demonio,
avvegnaché elfi C apportino un gran gùfto delle cofe di Dio, ed accendano nei
noflri.cuòri uno ftràordinario fervóre : Nel tempo di quelle vifite e
corlfolazioni non bifognà intertenerfi ad ifcrutinare d’onde vengono, ne
àppoggiarvifi, ne dipartirli dalla cognizione del nóftro niente, ma con un
Tanto odio di noi ftelfi bifogna diftaccare il no Irò cuore da tutte quelle
confólazioni, ne guftar cola alcuna fuorché Dio, nè altro bramare, che di fare
la di lui l'anta Volontà ? e in cotal ‘guiia ciò; che dà principio poteva
elfere un opera della natura, o un illufioné del Demonio diverrà un 4 effetto
della grazia, ed una pratica eccellente di Virtù i . L’aridità e languidezza
del cuòre 'Che Tentiamo nell’ Orazione, non è altro, che la privazione di
quella divozione ienfibile; Élfa.può avere le rtredefime cagioni : può
procedere dalla natura, qiiallóri, vi diamo occafióne colia hollra pigrjzià 0
per noftra colpa, principalmente per l’attacco fo ver- chio, nio che abbiamo
alle Creature, o a fioi m ed eli mi 3 ella può ancora procedere dal Demonio y
il quale fi sforza .. fcor i con quelli difgulli per porci in disòrdine t farci
lafciar T armi, tacendoci ritornare ai vani trattenimenti e piaceri del mondo
fino a ri guadagnarci al Secolo; Ella può, venire dà Piò per obbligarci a ftàre
piu cautelati e guardinghi, e id edere più diligenti in compire li rtofiri
dovent e di rompere tutti gli attacchi, che abbiadò a tutto ciò òhé nòn è Dio;
oppure affinchè Conófciamo per ifperienza, che tutto il bene che abbiamo vietìe
da lui. Solo, è tenghiamo in maggior Conto li doni Suoi, e fiaino più attenti a
confervarli con una grande umiltà t purità di cuore, e per unirci a lui più
flrettamente, facendoci rinunziare noli Sólamente a noi ftelfi, ma àncora a
tutto ciò, che può dividere il nollro Cuore che Iddio viiolé tutto per lui; o
pur anche, perchè Iddio fi compiace di vederci a combattere con tutte le nOure
forze, e con un perfetto ufo della grazia; Quando ci ritroviamo in quella
laiiìjUidezza e aridità Spirituale biSogna eìamiriare d orni ella polfa
procedere, e procurar di {coprire il difetto dì è la noi, che ne può edere la
cagionerei combatterlo vivamente $ non per ricuperare la confolazione
fenlìbile, ma per emendarci dell 3 imperfezione, che difpiaque agli occhi di
Dio, e che ci ha cagionata quella aridità, e non ritrovandone la cagione,
bifogna attendere, e affezionarci alla vera, e foda divozione, la qual 3 è una
pronta ralfegnazione della noftra volontà alla fua. Bifogna guardarli bene di
non iafciar punto per ciò li noftri spirituali efer-i cizj, per quanto grande
iìa la pena che internamente proviamo, ma bifogna continuarli e profeguirli per
quanto infruttuoll ed infìpidici rafiembrino, bevendo con coraggio il calice. d
3 amarezza, che Tamorofa mano di Dio ci prcfenta. Se accadeffe, che la
deflazione foffe sì grande, è le tenebre lì denfe, che non fapelfimo (più da
qual parte rivolgerci o a qual partito appigliarli, non Infognerebbe perciò
abbatterli, ma rimanere folitar; e collanti fulla Croce, allontanandoci con
fermezza d animo da tutte le confolazioni, die ilMondo o le creature ci
potelfero offerire. Fa di mellieri ancora nascondere ad s ogn’ uno la noftra
Croce e le noftre pene, e non paleiarle che al noftro Padre Spirituale, non per
cercare ed ottenere da lui qualche alleviamento, ma perchè c inftruifca a
portarla coraggiofamente giuda il divino beneplacito. Parimente non bifogna
ricorrere alla Comunione, ne agli efercìzj fpirituali per lcendere dalla noftra
Croce, ma per acquiftarele forze, che ci fono neceffarie per portarla più
collante mente $ e fe non polliamo più meditare o recitare più come prima,
facciamolo almeno alla meglio che pofliamo, e non potendo offerire a Dio gli
affetti e tenerezze del cuore, offeriamogli la pazienza, e la noftra
raffegnazione al di lui fanto volere. Quello, che non potremo fare con Y intelletto,
procuriamo dì farlo col cuore, indirizziamoci a Dio con orazioni brevi, e
fervide, parliamogli col cuore, e proteftiamogli una perfetta conformità, e
fommiffione alle fue fanti (lime difpofizioni. Ponghiamoci avanti gli occhi
noftro Signor Gesù Crifto nell Orto di Getlemanl, oppur fu la Croce, quando fu
abbandonato dall 1 Eterno fuo Padrei uniamo le noftre alle fue pene, e diciamo
con eflb lui : Non abbiate guardo alla mia volontà, ma ottanta la vo 11
Combattimento Spirituale voftra adempia ( Lue zi.v.z, ): e In cotal guifa la
nolìra pazienza, e lanoftra orazione porteranno 1$ fiamme del facrifizio., che
faremo del noltro. cuore afflitto, alla prete nz a della divina maeftà, e farà
egli veracemente divoro; imperciocché la vera divozione non è altro, che una
volontà pronta e tacile a feguitafe Gesù Crido con la Croce fopra le noftre
fpalle per qualunque Itrada egli ci conduca, e voler Dio per Dìo o. laiciar Dio
per Dio, fecondo caderà più in acconcio per fare la lira fanta volontà, Quello
è 1‘ unico fegreto per non dfer punto ingannati nè dal Demonio, nè da noi
medefimi. L‘ ufo che dobbiam fare di quelle tentazioni, e di quelle prove fi è
di cavarne una chiara cognizione della notila. cattiva inclinazione, la quale
vuoile Iddio, che Tappiamo qiìale fia,cioè tale, che fenza Y ajuto della Tua
gra zia ci precipitarebbp nqlla nollra rovina, e ci porterebbe ad eccedi, e
mali i più grandi, e terribili, Dal che potiamo ben vedere quanto s'jpiganpina
coloro, i quali avendo, lo spirito travagliato da ilravaganti penfieri, fi
turbano, fi confondono, e fi credono abbandonati da Dio non. fapeadofi per ifua
™!‘’ ch. e lo fririto di ini poffa ibitare in anime ripiene di fomielianti '
immaginazioni, fenza riflettere, ch‘eli non permette qnefh tentazione, fenSo
per Jar ad IT. un più chiaro %nofX i mento, della loro debolezza, e per
obbligarli ad. accollarli a lui più eircnd ° cerciffiIwinA flievoli tentazioni
fi f u, perano meglio, con una dolce e piacey°l Pazienza, che con una
difpettofae inquieta refiftenza a non fare quelmv Jcche el e vorrebbero farci £
£ fólo penfarvi? 1,01 ® Vergognìamo I jl Frutto della, decima Giornata, ' i.
fere ,7° giornata debb'efri fr ’ dl praticar fedelmente ciò che fi contiene
nella feconda, te a e' quarta conderazipne dei primo c ferri io; quali ora vi
troverete in qualche foto penofo, e difficile a fopportatf e è ncordarvi di
nere gliomi delì deìiderj diftaccati da ogn altro oggetto fuorché da quello
della volontà di Dio. Secondo, di feparare il male che vi afflig gerà, e il
rammarico, che ne rifentirete, da tutte le circoflanze, le quali potrebbero
fervirvì di pretefto, e formarvi qualche ragione per non approvare Timo e
defìderar r altro, tacendo gli atti della virtù òppofla per rendere inutili le
arti, e flratagemmi del Demonio, e per confervarvi nella pratica foda, e
collante della virtù tutta pura. Terzo, di portarvi con una fanta difcrezione,
c con uno fpirito d' umiltà nell efercizio delle virtù citeriori; e di non
muover palfo fenza direzione nella pratica delie aufterità corporali. Quarto, di
praticar fedelmente ciò, cheli è divifato nell’ e fetci zio terzo fpettante ai
giudizj temerarj ed ali amore dèi profilino, e fopra tutto di fervirvì dei
rimedi, che fono accennati nella feconda confiderazione di quello medelìmo
efercizio. Quinto, di concepire un fenti mento di voi Iteffì il piu umile che
vi fara poffibile, c di prender la pratica del quarto ed ultimo efercizio per
lo fondamento di tutto il volito fpirituale edifizio, acciocché il Demonio non
abbia alcun vantaggio fo-. 2W -P. Scapoli. 3 8 f fopra di voi, cd ottenghiate
il premio e la corona prometta a coloro, che combattono con le armi, di cui
abbiamo ragionato nelle tre ultime Lezioni Spirituali, con uno fpirito
d'uiniìtà, e con perfeveranza, facendovi Uomo d Orazione, con una arduità del
tutto particolare a quello ianto efercizio, giufta il configlio di S. Paolo, il
quale c eforta a pregare continuamente, Sejloy d’ approfittarvi della Lezione
Spi-? rituale per Tufo, che dovete fare delle confolazioni, e delle pene e
moleftie, che proverete nelle yoftre orazioni. Fine dell a decima, ed ultima
giornata, V A C !. .. ' s ACCADEMIA DEL COMBATTIMENTÓ SPIRITUALE DEL VENÈRAÉILÈ
K S. C. K. TEATINO Ridotto ìli Efercizio I Vrapertata nella nojlra volpar
linguà da un Sacerdote iella ftejfa Congrua gaxJvnè de C R, Teatini. ih 1 Al
leggitore. che E annuale ritiro., che vi obbliga a. Ilare per dieci giorni
lontano da qualunque convenzione, lia per fembrarvi nojofó, e che T impegno di
ìhr quali Tempre in tutto quello tempo applicato ad una feria profonda meditazione
di quanto fi contiene negli efercizj che lo. compongono, lia per arrecarvi
qualche molellia e difpiacere, ho creduto edere doverofa cofa il prefentarvi
un' altro mezzo molto più agevole. per approfittare di quelli efercizj. Quell’
è l’ Accademia del Combattimento’ Spirituale, la quale non vi terrà occupato,
che un giorno della fettimanadi maniera, che ciò, cheavrelle dovuto fare pel
corfo di dieci giorni nel ritiro,lo facciate in dieci fettimane più facilmente,
con maggiore foddisfaziohe, e forfè anche con maggiore profitto. Ogni qualunque
volta i Lacedemoni devallavano la Campagna d’ Atene, lanciavano intatta per
riipetto T Accademia di Platone. Io non vi domando ... ! Y 3 eh che abbiate la
ftcifa coìifìdemióne è ritegno per qitefta, anzi farò ben. contento) che ne
facciate un copiofo bottino di tutto ciò, che vi trovarete di meglio, di più
preziofo, e di più bello, purché ne facciate un Tartufo, e vi ferviate delle di
lei irruzioni per la vittoria delle voftre paflìoni, e V animiate a combatterle
(limolato da quelle parole dell Apodolo al fuo prediletto Timoteo : Intraprèndi
il lodevoli combattìtnento della Fede guadagna la vita eterna Elleno Vi foli
polle avanti gli occhi per eccitarvi a quella guerra con la conliderazione
della ricompensa che vi è preparata in Cielo, dopo che avrete finito di
gloriofamente combattere qui in Terra r f IAC L'ACCADEMIA DEL COMBATTIMENTO, v
SPIRITUALE Ridotto in Efercizj. P oiché la vita dell Uòmo è un inceffante pugna
fopra la terra, e che lo fiato del Crifiiaho è una profeflìone militare, nulla
fcòrgo di piu utile e necefiarid guarito di fondare un'Accademia, irt cui vi ci
addentiamo; Noi entriamo nel Mondo come in una terra nemica, e li nemici,
contro cui abbiamo a combattere cifeguicano sì da vicino', che li più perico
lofi fono dentro di noi medefimi, e fon eglino in sì gran numero al di fuori,
che appena polliamo formar un patio fenza pericolo Gesù Criftò, che ha nodrita
tutta la premura di rimediare alla noftra calamità, ben lontano dal prefervarci
da quella guerra, Y ha aòcefa egli fiefio, e chiaramente fi è prò teftar v r l}
Accadèmia.. tc&ato nel fuo Evangelio di no elier venuto al Móndo per
portarci la pace, ttid anzi per fomminiftrarvi c ferro, é fuoco. In fatti
quando riamo fatti Crifliani col Batterimò, in ricevendo il carattere
indelebile di quella illuflre prò1 fefllone, c obblighiamo Tolerinertierite a
combattere fotto lo ftendardo di Gesù Criflo; ci dichiariamo iji faccia del
Cielo, e delia Terra nemici dei Demonio, del Mondo, e della Camen e promettiamo
di non aver mài coli elio loro' ne pace, ne tregua. c, ; ' S. Gìó: Grifofl.òmo
( fi. Chrìf Sem. de Marcir, tom. !. ) 'riòri potendo foifrire la codardia d’
alcuni Gridi ani delfuq tempo, dopo aver polla loro d’ avanti gli odchi la
forza, il coraggio, e la; coflanza de Martiri, lóro parla in qiieffi termini.
Oli Crifli ani,, voi liete fotdati troppo delicati, fe vi 1 ufi rigate di.
poter vincere fenza combàttere., e trionfare lènza aver guadagnata la
battaglia.. Impiegate, e noi) iafciatè ozipfe levo flró forze, combattete
virilmente, e. fiate fenza pietà con voi fleffi in quefr fta gii erra.
Confiderete il voitro patto, e peniate alla voflra condizione, e ve-, dete qual
ria quella milizia che proferiate; Dico il patto che avete ratto; la; ..,Pf
Com&itttìmm Spirituale. f $ f Condizione, fotto cui liete flato arrola- to;
e la milizia che ha prefo il fuo iiome dal carattere illaftre, che avete
ncevuro nel Santo Battefimo l dU r qUe L ì n noftra adizione è t-le, che flamo
deftinati come ÙomH femore 1 fl? ? Pm C ° me Cr P iani a lempie iu 1 armi per
combattere contro nemici, la di cui forza ed efperien? a congiunte con 1 odio
mortale eh® hanno contro di noi, ci fanno a tute ragione dubitare del buon
efito de' no?. drér ma 3 n;, ' m£n V 3 qUal cola unAcrft P utl e 0 P |u
neceffaria d'i dem J a ’ m cui Poffiamo efferé addeftratr ed ammaeftrati in
tutele ITctTTk C K CÌ P 0ite farebbono altrettanti gloriolì fegiu della
generalità n, e tortezza de Criftiani. A quello fine appunto io ho comporla
queft' Accademia del Combattimento Spirituale) acciocch'ella polla fervile aa
ogni genere e condizian di persone, dal più alto fino al più umile e baffo
rango, conciofiachè con quello mezzo potrà ciafcuno fervidi con profitto
degl’indirizzi, e ammaellramcnti, che vi u contengono, e tutti vi troveranno,
di che formarli nella vita Spirituale con la pratica degli EfercizJ, cjie vi
fono accennati. Li Greci dimodrarono la palfione e la llima, che avevano della
virtù con molti Palagi, che fabbricarono con ma f nificenza, e che dedinarono
perchè ai loro piu eccellenti Uomini idruita vi folle la gioventù negli
Efercizj del corpo, e dello fpirito, affinchè non le mancade ne ajuto ne
direzione per divenire perfettamente virtuofa. Mi lufingo, che T impegno, che
aveva quella nazione di coltivarli nella Virtù, di cui non vidde mai fe non
l’ombra, poffa e debba edere di forte dimoio ai Criftiani per ricercare con
eftraordìnaria diligenza tuttociò, che può fornir ÌÀ di mezzo per
perfezionarvi? gia dì maniera che quelli, che avranno un vero defiderio di
farli perfètti, vi troveranno tutte le Ignizioni più importanti, eneceffarie a
quefto fine. Io la chiamo Accadèmia del Combattimento Spirituale, perchè altro
non vi s’imparache la maniera di combattere le sfrenatezze delle noftre
paffioni, e di fare gli atti delle virtù, che che loro fono oppofte, per
formarne gli Abiti, il che è tatto Spirituale e dipendente dalle potenze dea
Anima imperciocché ficcomc la libertà delfiiomo è elfenzialmente nella di lui
Anima e volontà, così tutta la di lui perfezione, la virtù, la fantità e merito
dà: lei traggono il nafcimento., ed anche ftanno nell 1 Anima come nel proprio
lor leggio, di fotta che le battaglie che cì: fa meftìeri di foftenere, molto
più dall 1 Anima che dal corpo dipendono, e quindi a buona equità Z chia 8 V
Accademia chiamiamo quefl’Accademia, f Accade paia del Combattimento
Spirituale. Quanto poi al Metodo d’ insegnare jchervi fi tiene, e°lì è affai
diverto ‘da .quello degli antichi Filofofi, ì quali ponevano tutte le cofe in
controversa e difpptavano fopra di tutto per l’una è per ì 5 altra parte..
Socrate introduce quello metodo, affine di fecondare la mente de fuoi difcepoli
di nuove opinion i, il che diede a molti occafìone jdi paragonarlo ad una
foggia Madre, e fece dire a S. Paolo di quelli primieri Sapienti del fecolo,
ch’eglino iiqpara vano Tempre, ina non giugneyano mai alla icienza delia
verità. In quell’ Accademia non fi devono già trattare articoli, che fi beffano
porre in difputa, per il che batterà di accennare fempli.ce mente gifinfegnamenti,
gl’ indirizzi e gli avvertimenti, che fi contengono negli Efercizj del
Combattimento Spirituale, V V La maniera per tanto di procedere, in quell’
Accademia, quallora fi poffa 'comodamente, farà di lagunare per lq meno Tei o
fette perfqne, le quali fieno accefe d’un Santo deiìderio 4' avanzarli ndia
vita fpirituale.; cola, che non mi p3re molto difficile.a praticar Del
Combctttim. Spirituale, in una Città, o in una cafa Religiofa, o pur’anche in
una famiglia; principalmente però in un Noviziato potrà il Maeftro avvaletene
per ammaeftrare i fuoi Novizj, e far sì, che in pochiflimo tempo facciano un
rimarchekl profitto nella mortificazione delle loro paglioni, e in tutto ciò,
che rifguarda la vita Spirituale. Bifognerà fcegliere un. giorno della fettimana
per radunarli, e prendere in ciafcuna volta un giorno del Combattimento
Spirituale ridotto in Efercizj: e ficcarne ci afchedun Giorno è compofto di
quattro Efercizj, d' una Lezione Spirituale, e del frutto, che fi può
raccogliere da tutte quelle cofe; in primo luogo s'invocherà l’affiftenza dello
Spirito Santo, e di poi quello che incomincierà, interterrà i Aflfembiea fopra
il primo Eferciz io fminuzzando famigliarmente tutto ciò, che contiene con la
maggior chiarezza poflibile: il fecondo feguiteràil fuo ordine, e così il
terzo, ed il quarto. Un altro in feguito compendierà la Lezione Spirituale, ed
un’altro ragionerà del frutto, che fi può ricavare dajtuttociò che avranno
detto i primi.Finalmente bifognerà che tra tutti fi faccia come una raccolta e
tranfunto di. tutti gl’in Z z fcgna I L Accademia fegnamenti, di tutti gli
avvertimenti % e di tutte le pratiche contenute in que-f ila giornata $ farà
duòpo tutte rimarcarle bene, e terminare 1 J aflemblea con una Santa, e forte
risoluzione di mandarle ad effetto. Ciò fatto, dopo d 3 aVer rendute a Dio le
grazie, ogn 3 uno lì congedarà fino alla Seguente Settimana per proSeguire
nella lidia maniera una Settimana dopo Y altra fino all ultimo. giorno di
quelli Efercizj. Ecco in poche parole la forma di quella Accademia, e il
Metodo, che bilognerà oflervarvifi. Giovanni Bereman della Compagnia dì Gesù,
che morì con fama di Santità l'anno mille feicento vent 3 uno in età Solamente
di vèntidtie anni dopo aver vìflìito con tanta perfezione cheèra ammirato come
un 3 ' Angelo di collumi, terminato avendo., il Suo Noviziato, non fi torto fu
ammeffo nel Collegio Romano, che con la per milione de 3 Superiori iftituì
appieno de 3 Suoi Compagni una Spezie d’ Accademia Spk rituale per li giorni di
Villeggiatura ch’eglino chiamarono non già Accade-, mia, ma collcqtij
Spirituali nel giorno dì ricreazione. In quello giorno per tanto eglino fi i
adunavano Sotto qual bel Combnttìm. Spirituale 401. che verde arbofcello, e
conferivano in-, fieme per lo fpazio d’ un 1 ora della virtù, che fcelta
avevano nella fettimana precedente e ne trattavano in quella maniera Uno
apportava la definizione della virtù prefceha notava l’altro gli atti die fe ne
potevano praticare sì interni come edemi 5 il terzo accennava li motivi che fe
ne potevano Ricavare; 1 J altro i mezzi per giugne'rvij e finalmente alcun 1
altro raccontava gli Efempj decanti, che particolarmente s 1 erano in efla
efercitati Nel corfo della, fettìmana ognuno preparàva ciò che doveva dire e
nel giorno della Ricreazione elfendo radunati, lo propol nevano in brevi
fermoni, e con molti fchietezzà e femplicità. Finalmente, era permeilo a
ciafcheduno di proporre quel dubbio, che gli era in grado fpet-, tante a quella
virtù medefima. Ecco una perfetta immagine e modello dell 1 Accademia del
Combattimento Spirituale: imperciocché ella contiene qileMifCorfi, che appunto
bramo fi facciano fopra gli Efercizj,di ciafcun, giorfìo, fópra la lezione
Spirituale, e fopra il fruttò, che fe he può raccogliere, e que'Colloquj
fpirituali utiliffimi per imparare tuttociò, che è ne Z 3 tef, 40 i ì’
Accademia beffano per ottenere la vittoria fopri le nottre paflioni, e per
efercitarfi nella pratica delle Virtù e per giugnere più pretto alla perfezione
Criftiana. Coloro, che entravano ignoranti, ed incolti nell’ Accademia de’
Filofofr, ne iifcivano sì benammaeftrati, e fapienti, che quando fi volevano
rimarcare le belle doti d alcuno, foleva dìrfi 4 JEgU ' 'viene dall Accademia,
Ed oh i qui si che di buon grado polliamo efclamar con r Apoftolo ( t. ad Con
6. v. if. ) : £ qual rapporto vi è mai tra Gesù Grillo ed il Demonio ? qual
convenienza può efiervi tra il fedele e 1 infedele ? Certamente, che non vi può
ette r altro paragone tra quell Accademia e S uella di quei Filofofi, fe non
Quello etto, che può efiervi tra la luce, eie tenebre, o tri la verità e la
menzo-gria: onde mi perfuado, che il profitto da riportarli, avrà almeno quella
Vantaggia, che fi pòttederà veracemente ciò, che queFilofofi non potevano avere
che in apparenza, e che coloro, i quali ufeiranno da quefta Accademia, daranno
chiaro a divedere, efier eglino altrettanto fuperiori a loro, quanto la grazia
è più fublime della natura, e il j lume della fede formonta quello della ragie
Combattimi Spirituale; io f y iven ° non,PÌ‘ da Uomini brutali e terreni,ma da
Angioli mori rr. 1 oppur dd Uomini celefti, e diCon tutto ciò io temo ancora
che SS flwì i ' en °°PP orfi o almeno fircnw,on 1 l ani ‘Jdefta Accademia, 2ST,
que !j? in ( cui non fi tratta, che di mortificare Je proprie palTioni i
rinunziare a fe medefimo, v di difprez-, £ rC f 1 ’ e d abbórrire tuttodì che
infinga e folleticà i fenfi, é ferrei 2 f°{? en to alla concupifcenza.A qu£ '
n, J a i er ? non mi re da a dire $ due cole; la prima, che Platone feci feri
vere quelle parole di Pitfagor fS r° n Ua Acca m ; LZ Àlf f porvt tl ? iede u
non Uppia la geometria, cioè i dire, collie ' vitadi qtìé forare. no k S j #.'
Così foprai baSh 1 c qiI efta Accademia del Cedi taratSrfn PintU ?' C fótte ili
caratteri ben grandi quelle parole dell' Apoftolo Si Paolo' al iuo difcepoloU
vita ( i Ti 6y é eterna stes&s 4 tua Die 404 Z? Accademia tuale, che ha per
fua mercéde la vlttfc eterna: il che efier ci deve d un fortifluno filinolo
perchè combattiamogenerofamente le nòftre paflìoni, e afloggcttiamo li noftri
difordinati appetiti mentre come c afllcura V Apoftolo, li patimenti di quefta
vita non fono da paragonarli alla gloria, che fperiamo nell’ altra, v La
seconda cosa che devo loro aggiugnere fi è, che il medefimo Platone veggendofi
d una compleifione forte e robufià, e temendo, che il fuo corpo non faceffe
qualche oliatolo al fuo fpirito nello fiudìo della Filofòfià fcelfe per luògo
della fuà Accademia un dìftretto paludofo e mal l'ano pet ifmagrire e
indebolire la fua buona e gagliarda complefrionc, affine di recar maggior forza
allo fpirito fopra le fue paliioni con T abbattimento di quelle del fuo corpo.,
Or fe un Pagano ha ratto tanto che dovrano fare i Criftiani ? Sarebbe . in vero
una cofa ben vergognofa, sveglino ri cu fafiero d’elfere di quefta Accademia,
perchè non vi fi tratta fe non di ciò, che fdfte a infievolire il. corpo per
fortificare lo fpirito, e ad afiog gettare i fregolati appetiti per render 4 a
ragione più fciolta, e libera nelle fu? operazioni, quello, io diceva, farebbe
un procedere beri da vile, e che non mi debbo in verun conto afpettare per Io
meno da coloro, che Sanno qualche defideriò per la virtù, e che pendano e
riflettono qùalchè volta alla ricompenfa che ih Cielo ila preparata Colóro, i
quali ii sforzeranno debilitarli a combattere generofamente fotta le infegnc di
Gesù Crifto 1 1 Z Aprimènto dell 1 Accademia del Comm battimento Spirituale. L
A prima cola, che Gesù Crifto c ìnlinua nel luo Evangelio, per p CC ivr C P er
ez one Criiliaria cori 1 altiilìnla iiima in cui la pone, è uà ardente
desiderio d’acquittarla. La paragona egli ad uri tei oro nafcotto, e 3, hria
gemma preziofa per infegnarci il di lei guitto pregio, e per farci ve der j ?
no rò ardore nella ricerca di lei giugnere deve fino alla totale rinunzia di
tutte E, altre cofe. Dopo d’averci fvelato il pregio ed il valore, di.quella
perfezione, e d' avwcene impilata la brama con quelle: 7 amili rudi ni i
un’altra ce he ad-' 2 5 dna, , 4 © (5 li Accademia ~; ita, la quale pone alla
difperazione K. Codardi è gli oziofi, quando per altro Con erta c' infogna il
modo, d’acquiftarlà, imperciocché ce rie parla egli inveri luoghi del fuo
Evangelio fotto il Simbolo d’una guerra e d'una battaglia, in cui non biiogna
aver meno di coraggio che di forza ( Mattivi 1 1. ) Egli dice in un luogo, che
il Regno de' Cieli s’acquifta con la violenza, e che non T ottengono fe non i
generori e forti ( Matth, io. ); in un’altro, eh egli non è. venuto al Mondo
che per accendere il fuoco d’uria guerra implacabile tra i defiderj delta carne
e quelli dello fpirito ( Luci 14 v, 3 1. ) ed in un’altro ci addita la cautela
e direzione neceffaria a quella guerra, infegnandoci il fegreto di renderci
invincibili con l’efempio d’uri Re, il quale Volendo portar le lue armi in
paefe nemico, confulta co’fuoi coniglie ri prima di porri in campagna, fri non
avendo che dieci milla Uomini, debba e polTa andare ad invertire un’altro
Principe il quale gii venga incontro con ventimila, e chef temendone un’
infelice erito rifolve dì ricercargli la pace, e gli invia melfaggiéri a quefto
effetto? quindi conchiude, io vi di$o quefto, ' pgt Ècl Cojnbdtttm. Spirituale
467 perchè vi è di dovere, che intendiate bene, e Tappiate, che' lo
ipogeamente, é volontaria rinunzia di tutto ciò che r Uomo 1 può avere, e di
tutto ciò eh’ égli e, non è meno neceflaria a miei feguaci per la lor
perfezione, di quello forno gii Uomini ed il danaio per la guerra. Eccellente
lìmilitudinein vero] con là quale Gesù Grillo,, in cui raccolti Hanno tutti li
tefoti della fetenza e della vera fàpienza, c infegna, ' Ohe là forza ed il
danaro' non fono più neceflarj ai Principi per, far la guerra Contro i
Potentati della terra, di quélino ua neceUàrió ad ufi Cridiano' il diitacco da
tutte le cofe, per far lagnerai contro i vizj e le potenze internali j e che
ficcome l’oro ed il ferro fati 0. per l’ordinario li due principali dróménti y
che fervono a conq iridare gli Imperj del Mondo 5 così la povertà, il difprezzo
delle ricchezze e di fe medefìmo e la mortificazióne delle notre pailìoni lono
i mezzi piùficuriper gìugnere alla conquida dei Regno de' Cieli 1 b ordine, che
tiene Gesù Grido per iftruirci fopra una verità sì rilevante è quello dello,
che noi dobbiamo olièrVàe per approfittarci di quedi infegna 1 metF 408 Z?
Accademia menti. Primieramente dobbiamo con- cepire un alta Ili ma della
perfezione Criftiana, ed apprezzarla, non folàmente più di tutti li tefóri
della terra, ma ancora più di tutto ciò, eh è meno di Dio; dobbiamo poi
accendere nei noftri cuori un 3 ardente brama di quella perfezione, efiendo
certi, eh’ ella ci farà data a mi fora del defìderio, della fame, e della fete,
che ne avremo, avendo detto noilro Signore; Beati quelli) thè hanno fame, e
fete della tufi tuia, ìmpércìdcchè faranno fat oliati ( Matths v, 6. );
finalmente poiché per farne acquifto, e poflederla è necefiario., che prendiamo
Tarmi, e ci rifólviàmo afi ilenere una guerra, che ha mamme sì diverte da
quelle degli Uomini, come fono di difprefeiar le ricchezze, di rinunziare a noi
lreili e a tutte le cofe di mortificare lì noli ri difordiriati appetiti, e
domare le tìoftre palfioni, e poiché abbiam duopó di condotta; di Coniglio, e
definizione per acqui ilare gl indirizzi neceflarj ad una guerra fcì difficile,
e perigliofa, dobbiamo impiegare tutte le tìoflre cure e fóllecitlidirii per
edere ammaeftrati, e beh addeflrati in quella milizia di maniera, che nulla
ignoriamo di tutto ciò, che rifguarda 2 )éi Combattimi Spirituale 40 Un affare,
ed un’ efercizio sì importante... Il Precettore di uert Accademia è Gesù
Crifto, poiché tutti gli ammaeftramenti che vi fi danno, j noli fono che la di.
lui medefima Dottrina, e tutti gl 5 indirizzi che vi fi prendono, fono cavati
dalfefenipio di lui -, e de' Santi che 1 hanno perfettamente imitato, ed i
Squali hanno potuto dir con S. Paolo fiate imitatori noftrì, come noi lo fi amo
di Gesù Crifto ( 1. Con ir. tt. iJ) Il Combattimento Spirituale ridotto in
efercizj è il libro di cui fi deve tifare ih queft 3 Accademia. Inciafcuna
Aflemblea fi prenderà lina giornata di quélH efercizj e ficcome ciafcuna gior-,
nata è comporta di quattro efercizj, d lina leiorte fpirituale, e finalmente
del frutto che fi può raccogliere da tutte quefte 'cole, quindi li radunati
nell J Affemblea ragioneranno per ordine, co ine abbiam detto nelfiftituzione
di quella Accademia: li quattro primi riferiranno ciò che fi contiehe ne
quattro efercizj, il quinto dirà ciò che avrà hotàto. nella Lezióne Spirituale,
e il fefto interterrà la compagnia fopra il frutto, che fi può raccogliere da
tutto ciò, che farà fiato detto; dopo di ch fip la, che deplora S. Paolo
lctivendo al lla è la fchiavitù del Demonio, il quale tiene lchiavi ne’ fuoi
lacci coloro,, che ubbidiiconq alle proprie pa T)el Combatti m. Spirituale. 415
polche con una deplorabile tirannìa figli fc ne ferve come di tanti fcHiavi,
eligendo da loro tutto ciò, che vuole. Rilbgna dunque far F ultimò sforzo 'per
llabilirfi in quelle belle difoofizioni, e attendere in quella guerra la
ricoinpenfa, che infallibilmente ottiene un Soldato eh è generofo, e che
combatte per la eternità v Oh quanto e amabile quella guerra ! poich’ ella
ricolma rii gloria, e di meriti coloro, che. dà lei fono impegnati a combattere
le proprie paflìoni, $’ eglino la efeguifeono con la collanza, e col coràggio,
che devono Oh quanto fono felici, efortunari. coloro, eh 3 entrano in quelle
battaglie ! poiché Combàttendo diventano più forti, s accollano più da vicino a
Dio, dimollrano la verità e la fincerità della lorfede. animano col loro
efempio li più codardi alla virtù, e loro difvelàno gl 5 inganni del Demònio, e
finalmente fi rendono degni di viver’ eternamente in compagnia degli Angioli, e
de Beati. L’ Accademia ASSEMBLEA 1 ' jfj elt Accademia del Combattimenti
Spirituale i trattenimento primo. Sopra il primo Efercizió della.prun Giornata
là che propriamente confi ft a la Vitti Spirituale o là Perfezione Crlfi aita i
ti tìtolo di queft’Efercizfea cl fe W I der chiaramente, che 1 Autore del
Combattimento Spirituale, e quello; Che l’ha ridotto in Eferciz,, volendoci
dare una perfetta cognizione ed idea della Viti Spirituale e della ne
Criftiana; olfervando M medefimo Ordine, che San Dionisio l’Areopagita, é dopo
lui tutti li Maeftri e Dottori della miftica Teologia hanno oflervato per darci
una perfetta cognizione di Dio. Imperciocché fe qùetti grand iui mini per
Melarci nei lorolcntti qualche idea della grandezza di Dio, fifenò fervit con
telice riufcimditc del a negazione i e dell’ affermazione,.dell attrazione, e
dell’attribuzione, cioè i i i 11 r t f 1 i Dtl Combattiti} Spirituale f dire di
quefte due sì differenti manieri, di parlare, là prima delle quali efprime ciò
che Dio non è, e l’altra dichiara ciò eh’ egli è ì X Autore del Combattimento
Spirituale, e quello' di quelli E lerci z;, volendoci far conofcere
perfettamente ciò, eh 3 è la. Vita Spirituale, o la perfezione Criftiana, ha
giudicato a propofito d’irifegnar prima ciò, che ella p'ropri amente non e.
Qiiefto primo Efercizio abbraccia cin- que Confìderazionii la prima cafficura
che la Vita Spirituale, o la perfezione Criftiana non confifte nella povertà, ó
nello fpogìiamento di tutti i beni citeriori, nelle mortificazioni, e
patimenti, ne in alcuna cofa, che proceda dal corpo. Ella ci dimoftra, che non
confifte la perfezione in fare molte opere efteriori avvegnaché di fua natura
ottime, ed eccellenti, come fono le ora-, zioni vocali, e meditazioni, afcoltar
più Mede, vifitar Chiefe ed Altari, c frequentare li Sacramenti e per
ricuperare ogni giorno nuove forze contro i loro nemici Finalmente bifogna che
facciamo tutte querce cofe con una intenzione tutta pura per la maggior gloria
di Dio, e col lolo fine di piacere a lui, ' la terza Confiderazione ci
difcuopre una verità importanti filma, ed è, che tutte quelle buone opere
citeriori, e tutti quelli fanti eferciz;, i quali, ficcome abbiam detto, fono
cofe buone e -ante di lor nafura fono però di fo-, veiir l’Act&mt anche?.
yente ciàperti reoforo., molto piu dei p c pel La quarta Confideraione è un ri?
gratto al naturale di quelli, che s’abu/ ’ fano di quelle cofe efterìori sì
fattamente, che riflettendo alle loro imperfezioni non fapremmo piùavvifarli
per quelli, che pi apparivano. Elleno fonp accennate per ordine in quella
Confiderazione, e per non ommetterne alr cuna, ne rinnoverete la Lezione pag.
La quinta è la più importante, e co? me l’anima delle precedenti. Efìfa imprime
nei nollri cuori un fanto fervore per non lafciarci ingannare dalla nollra
pattira corrotta attaccandoci Crìjliana. S E avelli a dire qualch’ altra cofa
di più di ciò, che di vifato nelle quattro confiderazioni che compongono quell’
efercizio., per ifpiegarc in. che propriamente ftia ppfta la Vita Spirituale o
fta la perfezione Criftiana, farei forfè come il Filofofo. Si moni de, il quale
pregato da Jerone Rè dì Sicilia a dirgli, cofa fofle Iddio, chicle un giorno di
tempo, da penfarvi, paffato. il quale ne domandò un altro, poi un altro,
ancora, e finalmente più che vi penfava, veggendofi più. lontano dal poter dire
ciò. che folfe, confefsò la lira ignoranza, e proteftò con ingenuità e
fchiettezaa, che per quanti sforzi egli facdfe in quella ricerca, ad altre più
piti non fervivano, che a fargli conofcere Tempre più, ch'ella forpaflava
infinitamente la capacità della Tua mente. La perfezione Cridiana ha quello di
divino in fe delta, eh ella può edere paragonata a Dio, in quanto ch'ella è un
bene univcrfale, il quale racchiude tutti li altri beni in si eccellente
maniera, che nulla v è Fuori di Dio, che li contenga più perfettamente. Per la
qual cofa non credo sì facile il poter dire ciò, ch'ella ha, e ciò ancora, che
ir è (lato detto nel le confiderazioni di quedo fecondo efercizio, non è, che
uno fcarfo abbozzo dei mezzi per acquinaria piuttodo, che una perfetta
dipintura, e deferìzione delle lue eccellenti prerogative, e bellezze. La prima
confiderazione c infegna, che per intendere perfettamente, in che confida la
Vita Spirituale o fia la per- fezione Criftiana, bifogna confiderare, a che
ella ci obbliga verfo Dio, verfo noi dell! e verfo il nodro profilmo. Verfo Dio
c'obbliga d’amarlocon tutto il nodro cuore, con tutta f anima, con tutta la
mente, ad adorarlo, a benedirlo, glorificarlo, e tributargli tutte le rcligiofe
rimodranze ben dolute alla fua divina Maedà col piùpro A a fondo rifpetto che
ci fi a potàbile $ h una parola, ella ci obbliga ad un’efattifllma oilèrvanza
de’fuoi divini Commandamenti, ed all’ adempimento della fua fanta volontà in
tutte lecofe.Verfo noi ftetà ella ci obbliga ad un fincero conofcimento dei
noflro nulla e della noftra impotenza al bene, della noftra malizia, e della
inclinazione, che abbiamo al male, e in conseguenza all’odio dì noi fletà,
affine d’affoggettare più perfettamente la carne allo fpirito, li fenfi alla
ragione, e la ragione a Dio Riguardo al noftro proffimo efTa ci comanda d’
amarlo al par 4i noi fletà, ed a fervire con carità ed affetto coloro, che ci
perfeguitano,che c’ingannano, che ci fono ingrati, considerandoli come
ftromenti della bontà di Dio per farci innoltrare nella perfezione, e per
operare la noflra eterna faiute } in una parola, ella ci prefcrive 4 amar il
noflro proifimo, come noflro Signor Gesù Cri fio ama noi. Ed acciocché tutte
quelle cofe fervano a renderci spirituali, la feconda confiderazione c’infegna
di praticarle non per qualche vantaggio, o foddisfazione parr tìcolare, che fe
ne poffa ricavare, ma femplicemente per la maggior gloria di Dio, o perchè ciò
gli è grato, é perchè tal è il filo beneplacito fenza fare rifieilione à ciò,
che riguardi noi fterfìi t La terza confiderazione ci rapprefenta una cofa
molto importante, ed è, che la pratica di tutto ciò debb'eifere appoggiata ad
urta ferma risoluzione di non raffreddarli giammai nei iioriri efercizj, e che
dobbiamo mifurare il noftro Spirituale profitto dalla maggiore o minore
fermezza della nolira risoluzione, credendoci più a meno innoltrati nella
perfezione Crilhana a mifura, che in noi fi mantenga pii o meno.colante quella
risoluzione; ond è, che dobbiamo perciò Sempre domandare a Dio la grazia di non
cangiarla giammai, rendiamo a Dio maggior fervigio, e gli facciamo cofa più
grata, che fe conservandone volontariamente alcuna nel nostro cuore,
faticaflimo giorno e notte A a z alla 4.z4 L'Accademia alla fallite delle
anime, o fé forpafiaflt ' mo colle noftre aufterità 'tutt 3 i rigori degli
antichi Anacoreti; perche Sebbene lo zelò della cbnverfione dell 4 anime.
fuperi quello, della mortificazione d alcuno dei noftri vani defìderj,
nondimeno riguardò a noi, devè cedere alla premura della noftra riforma,
indubitata cofà efi'eiido, edere noi più obbligati a Faticare per la fpirituale
noltrà guarigione) che a proccurare V altrui.TRATTENIMENTO Sopra il terzo
Èfercizió et onde nafta in noi la necejfita dì coirli battere Le noflrc
pàjjioni per gìiignere alla perfezione con la piratica delle Vir tildi. L
’Apofioló San Paolo dopo d ave iftruito il fuo Difcepolo Timoteo, e divergi’
irtfegnato in che propriamente confitta la Vita Spirituale o la perfezióne
Criftìana, gli dichiara qual fìa Il Tenzóne ih cui c duopo entrare
neceflariamertte per giugnere a quefh percezione) dicendogli; Intraprendete il
lo' 1. ’ ' : dévr .devote combattimento della Fede, guadagnate la Vita 'eterna
Egli.chiama quella Tenzóne, il. combattimento della fede, cqnciofiachè egli non
e che pe tempodella vitaprefente, che tutta ravvolge!! nell' ofcurita della
Fede 3 ed è come una notte,, a cui fucceder deve il giorno della Eternità. Ecco
il perche dopo aver detto quello grande ApoHolo : Intraprendete, il lodevole
combattimento della Fede,. immediatamente foggìugne. Guadagnate la Vita eterna,
in quanto che quella battaglia.ha pf£ fuo premio la Vita Beata, che non avra
fine giammai; W L ordine che tiene San Paolo nell illruire il fuo difcepolo
e.Io Hello, che fi offerva in quelli Efercm;, e ficcome 1; due primi ci hanno
djmoltrato, ijl che corilìtlà la vita Spirituale o Cnttia nà perfezione, cosi
il terzo c indegna, in che cònfiHa la guerra in cui jìamo impegnati, e donde
nalca in noi lane-, ceflità di combattere le nollre pailionv per giugnere a
quella perfezione. Quel? Efercizio contiene tre conhde-; fazioni : la prima ci
dimòHra, che vi fono due parti nell' Uomo, dai Teologi chiamate la parte
Superiore, e Ulteriore. La fuperiore e quella che fi A a i la 4S E Accudenti '
ehiama Spirito? o in ella racchiudelì/i Volontà con 1 Intelletto il quale
dirige e conduce li medéfima Volontà, e le ferve come di guida e di fanale. La
parte inferiore e quella, che Animale appella, e iti quella parte contieni! r
appetito fermavo con la immagina2 ione, la qual' è come f Occhio di quell
appetito, che lì muove al di lei cenno: in quello medelrmo appetito 1’Uomo
fperimenta undeci alletti, che emani iaitio paflionr o movimenti della tórta
cioè Y Amore, rodio, la triitezza, il gaudio, il desiderio, la fuga, il timore,
l’ardimento, la speranza, la tiiperazione, e la collera- v 13 feconda
Confìderazione c afficura cne quelra parte inferiore ed Animale on tutte quelle
paflìoni era perfetta-inente foggetti alla parte fuperiore pri. P ecCato v uu
che per cagione di lui st bella foggezione fi è perduta, di manièra che ella
rion ci viene reftituitaf pcf lo Battemmo avvegnaché que1. Sacramento
fcancellir originale pecaver ?°a It0 diolafciarcf la ribellione del! nolfro
appetito, afHncff ella ci fu un continuo cfocùù di virtjì e motivod bel
Combattivi' Spirituale, 42,7 la terza Conlìderazionc c infegna che da quelle
due parti sì contrarie, e dalla ribellione della parte inferiore contro la
Superiorenafca in noi un^ guerra, che dura al pari della noftra mortai vita che
quella guerra li fa per render foggetta la parte inferiore alla fuperiore, cioè
a aire ì la carne allo Spirita, il fenfo alla ragione, e la ragione a Dio : e
in quello appunto conìillona li combattimenti, ne quali la pietà impegna
coloro, che vogliono' piacere a Dio, e che sforzatili di Spogliarli dell’ Uomo
vecchio per venirli del nuovo. Ella pure ci dirhodra che in quella guerra non
polliamo Sperare I ne pace ne tregua, actefo che abbiamo a combattere contro
Nemici, i quali allora fono piu Spietati e fieri, quando ad efll fi cede o fon
ricercati di pacef ne polliamo corf elfi fare tregua fenza efporlì a un danno
di gran conseguenza, imperciocché fe volendo fuggire il vizio e domare le
nollre palfioni, ufiamO qualche indulgenza à noi flelfi', e fe c accordiamo il
godiniento di qualche terreno piacere, quantunque ineffo non vi fia mortale, ma
Solamente qualche leggero e veniale peccato, la guerra non laici era d’ edere
vieppiù forte.48 i 1? Accademia te, e la Vittoria rara ed incerta, il perché fa
di medìeri rifolverfì a non perdonarla ad alcuno de’rioftri appetiti, e
sforzarli a vincere tutti gli {tegolati movimenti delle noftre paffiofti.
Finalmente là terza Conlìderazionè ci rappreferità, che il noftró appetito
fenfitivo è il Teatro di quella guerra Spirituale, in Cui liarho impegnati per
tutto il corl'o di rioftra vita, e che intorno a lui Raggirano ìe ordinarie
fcafamuccie, che abbiamo contro le noftre paliioni j ché in elfo feguonò le
cadute dei deboli j e le Vittorie de’ forti; e per dir tutto in ima paiola Che
quello è lo fteccato, ove lìam rinterrati fihó dal primo momento del noftro
nafeere; cne iti quella guerra la fuga è imponibile, e che bifogria
necdfariàmente non folo combatteremmo 0 vincere, o morire per Tempre TRAI ' bel
Combattivi. Spirituale. 4TRATTENIMENTO Sopra il quarto Efercizio. belle cofe
che ci fono necejf arie m quejl a guerra 1 n 1 m 1 ^ | 0 Apoltolo S. Paolo
condottò ferri I j pre e mollo da un medefimo fpirito, offerva Tempre lo Hello
Metodo v ne fiìoi infegnarrienti. : e lìccome ani1 maeltrarido il fuo
Difcepolo, dojio avergli di moftrató in che propriameiltÉs confìlta la
Criftiana perfezione, palTa à ragionarli della guèrra, che ha dà iti
traprendere per giugnere.a quella pérfezione 5. così iftruerìdo i novelli
CriItiani d'Efelo infegna loro di quali armi fervir li debbano nei loro
combatti menù, e nel fefto Capitolo, tómé in un‘Arl'enalè Spirituale tutte vi
li ritrovano t Un'Ordine in tutto fomiglievole ÌÒ ravvilo in quelli Efcrcizj,
il primo ed il fecondo c harinó recata una grari cognizióne della vita
Spirituale fc perfezione Crillìariaj quello additandoci ciò cn ella non e,
c|ueltó. ciò che ella è a Il terzo ci dà a divedere ,in che ftia : 4 ' t 4 ì i
. V l 13 j} Accademia pofta la guerra, che ci conviene a b- bracciate per
giugnere à quella perfezione] e il quarto c infogna le cofe, che ci fono
neceffarie in quella guerra, e Jé Aimi con le quali abbiamo a combattere per
giugnere al pofledimento di sì gran bene Quello Efercizió non è comporto che di
due Conliderazioni; La prima c infogna, che abbiamo duopo di cinque cofe in
quella guerra Spirituale d’ una collante rifoluziotte d'un gran coraggio,
d’Armii di direzione, e d’ ajuto tifa ci dimortra, che bifdgna prendere tìuertd
forte rifoluzioile dalla neceffità della nó-lra condizione e natura che
C’impegna in una guerra, che non polliamo $ fuggire 5 che bi fogna trarre il
Coraggio e la forza per combattere da tini verace diffidenza di rtoi rtclfi, e,
. di una grati confidenza in Dio, tenendo per certo ch'egli é con hoì in tutte
le riortre battaglie per garantirci da ^(dalurtque danno purché nodriamo lidi
perfètta confidenza nella fu a poffanza nella fua Sapienza, e nella fui
infinita bontà : In quanto alle armi,. quella prima Conriderazionc^ c infogna
in primo luogo, che giacché entriamo in quello Mondo, come in un campo . Chiù ’
Del Combanim. Spirituale. chiufp 9 ove bifogna neceflariamentè combattere 9
dobbiamo tempre tenere il no Uro Spirito dilpofto e preparato contro qualunque
aliaito 9 e camminar femore armati per difenderci dagli attacchi de noftri
Nemici 9 concioilachè dalla corruzione della noftra natura 9 dall' invidia dei
Demonj, e dalla malizia degli Uomini non ci polliamo appettare) che nuove
forprefe. Infecondo luogo vi rimarchiamo, che le Armi di cui ci dobbiamo
premunire 9 fono la relìftenza, e la violenza, fono quelle armi pelanti in
vero, e difficili ad adoperarli, ma pure fono affatto neqelfarie. Quanto alla
direzione per Servircene a dovere dobbiamo prenderla dalfefempio B Ir TRAT V
Accademia TRATTENIMENTO. Sopra la Lezione Spirituale del ; primo giorno. i
coraggio, della fona, e della rìfo' /azione, che ci fono necejfarie inqne^, fio
Combattimento Spirituale N On è fuor di ragione, che Tapri! ma lezione
Spirituale tratti del foraggio j della forza, e della ri ibi u-, zione, che ci
fono jieceflarie in quella guerra contro le noftre pacioni per formarci nella
Vita Spirituale^ nella Criftiaoa perfezione colla pratica delle virtudi,
eflendo quelle le prime cofe, di cui abbiam duopo in un’imprefa, §ì importante,
e in cafo non foiìimo almeno Riabiliti in quelle fante difpofizioni, egli è
certo, che non (blamente' non potremmo fare alcun progreflo, ma di j piu faremo
fempre da capo ogni giorno, poiché lenza un coraggio del tutto magnanimo, e
fenza una rifoluzio1 ne immutabile non potremmo lungo tempo perfeverare nei
difegno di rinunziare incelfante mente a noi (ledi, ne combattere i nemici} i
quali non vengono Pipiti 7 £ I C gono mai ad alfalirci fe non con le lusinghe,
ed attrattive della fenfualità per Sorprendere la hoftru ragióne. Ma come che
io Rimo quello ragionamento al fonimo efficace, quindi giudico che ha per
elfervi più profittevole nè rino viate la Lettura, che di narrarvi in ri
ftretto ciò, che contiene j egli -è per lauto alla pagina 4 ? degli efercizj.
TRATTENIMENTO. Del frutto della Giornata L I frutti che polliamo raccogliere da
quelli trattenimenti fopra li quattro efercizj e fòpra la Lezione Spiritaale
della prima giornata di que- llo Combattimene Spirituale ridotto in efercizj
fonò fi gradai è riguardevoli, che fe àveffimo la bella, forte d' efler fedeli
nella pratica degl' infegnamenti, che in efifò ci vengono dati, avremmo fatta
più della metà del Camminò del- la prima giornata, e potreffimÒ dired' aver
incominciato d onde molti appe- na finifconò j e fé; il nòflro- pfogrefla
corrifpòndelTe a sì felice principio,- fa- remmo ben tòno liberati dalla
fchiavi- tù, delle nollre paflloni, e in poco tem- po toccheremmo le
meted’un'altiflima perfezione#. . \ Bb 4 il Accademia li primo frutto che
polliamo racco- gliere da quelli efercizj, è la cognizione che ci. vìen data
della Vita Spiri- tuale e della perfezione Criltiana. Que- llo frutto è di grandilfima
Importanza, e per difetto di quella cognizione mol- ti anziché inoltrarli nella
perfezióne, per quanti sforzi abbiano fatti, ne fo- no rimalli ben lontani
;.Sapere dov’ è un Teforo è lo Hello, che averlo per la metà già ritrovato, e
il noli faperló egli' è quali un cercarlo inutilmente : .«iella fteifa maniera
le li conofce, in che di certo lìa polla la vera virtù, egli è in certa giù la
un averla di già acquillata, concioliachè ima buona vo- lontà illuminata da
quella cognizione . tende incontanente a quello tergine e v'indirizza tutt i
luci efercizj, laddove non lo fapendo, ella non può che ingannarli,. e : per
conseguenza Smarrire la llrada ed il fentiero, che batter do- vrebbe per
giugnervi Quello primo frutto ne produce uri ..altro non meno eonliderabile, ed
c di non attaccarli mal fernpolofatnente al- fa pratica di certe fcofe
elleriori, e di non tifarle fe non con diferezione e prudenza, e con una
grande' libertà di Spirito, non le conlìderando fe nonco- c.' i me 'ùQoyC - % -
I - X>ì Còmi Attlrn, Sprillici'. e. 43 7 jné mezzi per vincere le nollre
pallio- rii é per praticare [più agevolmente le Cridiane virtudi. t. Il terzo è
di confervare nella riòltra memoria una particolare jemìnifccnzx dei vizj, ai
quali foggiacióno coloro > eli è affettano quelle cofe effe ri ori, e che vi
fi attaccano di troppo, per aver- li in orrore, ficcome pure il loro (la- to,
che Dio abborrhce, e nel qitale accadono fpaventeVoIi cadute. Il quarto frutto
che ne dobbiamo raccògliere fi è di praticar fedelmente tutto ciò, che abbiamo
di vi iato nel,. fe- condo trattenimento fopra il loco lido efercizio, il quale
ci fpiega., jn che pròpriamente confida la vita Spirituale e la perfezione
Cridiana, regolando fo- pra quede pràtiche il nòdro tenor di vita. \ Il quinto
è di fervirci beri* a dovere della refidenza e della violenza eoa tutti gl*
indicizzi sì chiaramente accen- nati nel quitto trattenimento fopra il quarto
efercizio, come d* armi Tempre vittoriofe, che iono le più uiate in quedo
Spirituale Combattimento,* e di inarcare di pedaggio le cinque cofe, che ci
fonò neceifarie, vale a dire una fotte rìlolljzione, un gran coraggio > >
ie I L' Accademia.. ; ié armi, la direzione, e gli awti t ictat nsffiss£ asai»
“luto ?»i” «» %FStÈ£Sk to de’noftri trattenimenti nella leconda ran'jri3.nziit
» in cui bisogne, raaanaii^a ?. _ j.u* ;* rmpU-a.oror fi voS^prendS l{J|* libro
degli eferciaj « chietina in giro faccia la leeone éfercizio, o del i oggetto,
fopra. gli toeberà a ragionare. Fine dell’ Accadenti» del Contatti-'
mento" Spirita Me», . Titola degli Efercizj; e Lezioni dei dieci Giorni
che fi contengono in quello Li* bro del Combattimento Spirituale Dell* Umiltà
di quelli EJercizj, e delle par- tì thè li compongono GIOR. Della perfezione
Criflianà, del- la guerra, che dobbiamo fare alle nojlrè pajftonii et*' pag.
ESERC. V In che propriamente non confi* Jle la Vita Spirituale, ec, ibi d-
ESERC. In che propriamente confifla Id Vita Spirituale, ec.., 1* ESERC. III.
Donde Hafca in noi la necef- fità di combattere le noflre paloni ec. i i
ESERC.Delle cofe t che ci fono necef farie in quefla guerra * n Le Lezione
Spirituale pel primo Giorno * Del coraggio, della forza, e della rifolu, -,
tione GiOR. Di cofe, c«i dipende id, gran parte T efito delle noflre vittorie.
40 ESERC- Della diffidenza di nòifleffì ib„ ESERC. II. Della confidenza i che
dùbbia w * ma avere in Dio ESERC. La maniera d‘ acquìflar tutti . infieme la
diffidenza di noi Jlejft. 5 r ESERC IV. La maniera di conofcere, fe k operiamo
veramente con una fincera dif., fidenzd di noi fi e (fi, ec» La Lezione
Spirituale pel fecondo Giorno. • Della grazia, eh' e il primo nece/fario foc* •
corfo in quello Combattimento * j a/ ili. GIC5R. QuaI maniera fa duopoàifpory
re il no flro intelletto, ec* ' ESERC.. Come fi debba, purgare il * 0 d r0
intelletto dall * ignoranza ESERC. H. Ciò che bifognd off e - . ESERCi lHi A fi
ftro intelletto da ogni cr,^'P 1 ' ’ e tl . vl r ’L. 'imaginazione . 8 rO 2
Cautele, c£c ci /e»c «ecc/^ ^ V*r;e 2ft gaetfo Combattimento . lof É$EKO- I. JU
regolai che e di ben ‘indirizzare la- .ne/ira intenzione, ec. ESERC. lì. Òwc 7*
*» P™/*;. ; f/J, c£c dpf/0 abbiamo della purità d y intenzione . ec. ^ - A . f
10 ESERC. Delle due 'Volontà centrane, ^ che fono in noi, ec. ESE R C.L*
maniera ai combattere con- . tro i movimenti de [enfi, cr. ( ’ •_, ^ t la
Legione Spirituale pei quarto Giorni . T>clV amor di Dio GIOR» D* alcune
cautele, c»e et J fino * nece/farie in. quefio, Combattimento ESERC. ì. Ò.M0*
dobbiamo Riportarci i ibtd. ESERC. II. La maniera di refi/ìere ai moti '
fuèiianei dèlie Jtope pa/fiow, ^ A I4£ ESERC. Df//« cùfiodta det Jen(t nictj*
farifsimu ESEC.. £g iW^gr/g per combattere la negligenza e ^,ói : »>»'£*
tomùnfurfu J-,^ m [ c0 ’ c ! ^“ l - */Rc f. .m bserTh ;w! .' • ' ^mUtnre^T
"***' %->£&CdV.DelU diverCa n ' **' l " i.£«y.*»ctrt‘Kz's2, y
"Jteà^K'a vtti'fels s ÉSERC 3i La ^LezTone* 'pbiiijogn* cenfe^rlìi ' eI
j™° C orni! pene interne' e, * P*ee del CHore ntUe vili. GiOR. V/L.7- - ‘ . '
*«? ESER.C, i ES£RC. !. Qua li fieno gli ef ereizf, coi quali acquift eremo più
ftcur amento, e in minor tempo le virtù crtfliane, oc . ibid* ESERC, li.. Delle
difpjòfizioni più neceffarie per acquiftarè le virtù.. • ÉSER.C; III» Che hon
fol amente non bi fogna. fuggire le occafioni ài praticar le virtù . i9t
EsERC.. 1 V* Che non bifogna punto deterrai • 'pare il tempo . • . 8 Là Legióne
Spirituale pernottavo • forno. Delle armi, che ci fono neceffarie in quejló
Combattimento*, et * - tot lx. GIOR ' Itegli art'fiz) > de’ quali [ì ferve *
il Demonio in què/lo Combattimento • ÈSERC i Z Deiy Ordini cheofferva il Ùemó
i, mo nelle fue battaglie, ec., ibid» ÌSEftC. II» Delle arti, di cui fi fervè
il De* y toìoviói • . SERC.Detle artiche ufa il Demonio . 3*4 feSERf, V. per
qual cagione i nofin buoni proponimenti non abbiamo d'ordinario il M. effetto i
La Lezione Spjricaalg per la nona r Giornata degli Etercizj • .,, Selle diverfe
forte d' orazioni G'QR» D ’ alcune altre arti, di cui / Ve il Demònio ESERC. I.
D 1 una f otti lift ima alluni a del t Demonio. r ÈSERC. IL Dell " indifcretezzà,
ch l e un aU tra inganno del Demònio ESERCÌ. Di un * altra arte, di cut il
Demonio fi ferve, eh $ d infinuarci catti . W concetto del n offro prof ùnto
Degli jfr afa gemmi, de' quali T fi ferve il Demonio contro color o, che hanno
'acqui data la virtù, e fono gì perfezione, per farli cadere da lìce flato, ec,
•, La Lezione lunti alla quejlp fe, Giorr.o . spilla divozione fenfìbile, delle
Aridità, ec, che d provano nell' Orazione X' Accademia del Combattimento
Spiritual le ridotto m JEferctzj, 591 V Aprimento dell ’ Accademia del
Combattimento Spirituale, ASSEMBLEA. Dell* Accademia del Combattimento
Trattenimento f. (opraTT primo Efercizio della prima Giornata* In che
propriamente confida là Vita Spirituale, 0 la perfezione Cridiana. ibid.
Trattenimento U. fbpra il II, Efercizio . In che propriamente conjijfa la. Vita
spiri * t fiale > 0 h perfezione CrifltànaV A io Trattenimento III. lopra il
HI. Efercizio . D'onde nafca in noi ' la necessità [di com- battere le noftre
paf sioni Trattenimento fopra il Efèrciziò. Delle cofe, che ci fono neccfjarie
in queda guerra', Trattenimento y. fopra la Lezione Spirituale del I, Giorno .
Del coraggio, valore, e riduzione, che ci fono mceffar) in quejlo
Combattimento, 4)4 Tratte nimento Vi. p pel frutto della giornata NOI NOI
RIFORMATORI l dello Studio di Padova. A Vendo veduto per la Fede di Re-
vifione, ed Approbazione del P. Fr. Paolo Tomafo Mannelli In^uijìtor del
S'Officio di Venezia nel Libro intitolato È Combattimento Spirituale del V. p,
TX i C. R. jH. ridotto in dieci y giorni et. trafportato dal Prancefe M. S. non
v’efTer cos’aldina contro, la Santa Fede Cattolica, e parimente per Atte- flato
del Segretario Nollro, niente con- tro Prencipi, e buoni coflumi, conce- demo
Licenza a Zuanne Tevernini Stam- pai or di Venezia, che polli eflfer Rampa- to,
ofTervando gl 1 ordini in materia di Stampe, e prefentando. le {olite Copie
alle Pubbliche Librarie di Venezia, $ di Padova. •• Dat. li 30. Settembre i74^«
( f. Alvife Mocenigo 2. Rif. ( f. Zuanne Querini Pr. Rif, r 'i j et. Lorenzo
Scupoli. Scupoli. Keywords: cotinentia, temperanza. Refs.: Luigi Speranza,
"Grice e Scupoli," per il Club Anglo-Italiano, The Swimming-Pool
Library, Villa Grice, Liguria, Italia. Scupoli.
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