SCIACCA
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Sciacca:
all’isola -- la ragione conversazionale all’isola -- l’idea della libertà –
fondamento della coscienza etico-politica – la scuola di Messina -- filosofia
siciliana -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Messina). Filosofo siciliano. Filosofo italiano. Messina,
Sicilia. Studia a Palermo sotto RENDA. Insegna a Palermo. Volge il suo
interesse verso il criticismo, a cui dedica “La funzione della libertà nella
formazione del sistema kantiano” a cui fece seguito, “La libertà come fondamento
della coscienza etico-politica” (Palumbo, Palermo), che reproduce la memoria in
appendice. Società filosofica italiana Altri saggi: “Filosofi che si confessano”
(Anna, Messina); “La steresis nella filosofia dell'azione” (Accademia di
Scienze, Lettere ed Arti, Palermo); “Il concetto di tiranno, dagl’antichi
italici a SALUTATI” (Manfredi, Palermo); La visione della vita nell'Umanesimo
di SALUTATI” (Palermo); “Politica e vita spirituale” (Palumbo, Palermo); “Gli
Dei in Protagora” (Palumbo); “Esistenza e realtà” (Palumbo, Palermo); “Scetticismo”
(Palumbo, Palermo); Ritorno alla saggezza” (Palumbo, Palermo); “L'uomo senza
Adamo” (Palumbo); “Sapere e alienazione” (Palumbo, Palermo); “Il segno -- quel
Segno” (Cappelli, Bologna); Reale accademia di lettere scienze e arti",
«La filosofia per cambiare il mondo», La Repubblica. Bono, Rocca, M. K. N., la tradizione del
criticisimo, in Giovanni, Le avanguardie della filosofia italiana, Angeli, Società
Filosofica Italiana", Plebe, Giovanni. Sciacca fu un filosofo
italiano nato a Messina nel 1912 e morto a Palermo nel 1995, fu
professore di storia della filosofia presso la facoltà di lettere
dell’Università di Palermo e presidente della Società Filosofica
Italiana. OPERE: Le opere di Sciacca sono: • La funzione
della libertà nella formazione del sistema kantiano (1945) • L’idea della
libertà. Fondamento della coscienza etico-politica (qui Sciacca, in
appendice riproduce la memoria del 1965). • Ritorno alla saggezza
(1971). • L’uomo senza Adamo. Sapere e alienazione. Il segno, quel
segno. PENSIERO: Sciacca, nella sua opera “L’idea della libertà.
Fondamento della coscienza etico- politica” tratta del rapporto esistente
tra Scienza e Filosofia, privilegiando la dimensione metafisica della
filosofia contro la dimensione positiva delle scienze esatte.
Sciacca recupera il pensiero di Renda e abbandona il pensiero di Cantoni,
secondo la quale oltre la conoscenza del mondo è importante il destino
dell’uomo nell’aldilà e nell’aldiquà. Nel 1963, egli nel suo saggio
si chiede con Kant se la metafisica sia possibile come scienza; la
risposta è negativa, in quanto la metafisica di per se, andando oltre la
scienza tratta i problemi di maggior rilievo per l’uomo. L’uomo usa la sua
ragione per problematizzare la sua esistenza nel mondo, proiettandola
verso l’aldilà in una dimensione etico-religiosa. La presenza di Kant, in
Sciacca, la possiamo ritrovare nelle sue opere successive, ovvero:
Ritorno alla saggezza (1971); L’uomo senza Adamo; Sapere e alienazione;
Il segno, quel segno (1987). Sciacca, sottolinea che, nella fase storica
di maggiore espansione della scienza e della tecnica, l’uomo ha più che
mai bisogno della filosofia, cioè l’uomo ha bisogno di tornare alla
saggezza, considerando che l’uomo dei tempi moderni è primo di saggezza,
ovvero “un uomo senza Adamo” che ha mistificato e mercificato la natura.
Egli, sottolinea che l’uomo non può ignorare l’enigma dell’aldilà, cioè non
può dimenticare l’ignoto oltre l’orizzonte della vita terrena. Per
Sciacca, il sapere che distoglie l’uomo dai ver problemi è un sapere allenante
o fuorviante, cioè: il mondo è un sistema di segni che vanno decifrati
aldilà dell’apparenza, ed è proprio per questo motivo che Sciacca
suggeriva di cercare l’essenza della metafisica, ovvero della filosofia.
Egli, afferma che la filosofia si è sempre limitata a chiedersi il perché delle
cose senza mai ritenere di poter dire l’ultima parola, la scienza invece
ha finito con il prevaricare ogni forma di sapere, nel momento in cui da
scienza pura e semplice, è diventata tecnica o peggio ancora
tecnologia. Proprio per ciò occorre scoprire e riscoprire una filosofia
“critica” che torni alla saggezza. Successivamente, Sciacca, nel
suo volume “L’uomo senza Adamo” si confronta con Marx; sembra strano che
uno spiritualista come Sciacca riesca a riscoprire attraverso una lettura
di carattere antropologico del giovane Marx e quella di carattere
economista del Marx maturo, evidenziando una forte esigenza di
metafisica. Sciacca, sottolinea l’esigenza di tornare all’origine, a Dio,
ovvero riscoprire la dimensione umana; qui, si ha un distacco dal
materialismo storico, dal marxismo- leninismo, che predicava la violenza
come strumento di lotta, al contrario del pensiero di Sciacca che a una
libertà raggiunta con la forza, preferiva una libertà raggiunta con la
pace, semmai con la forza della ragione. Il penultimo libro di Sciacca,
“Sapere e alienazione”, è composto da cinque saggi ciascuno dei quali
pone il problema di intendere il sapere come alienazione, infatti il
filosofo è convinto che ogni forma di sapere storico costituisce una forma
di alienazione. Sciacca nel primo saggio si interroga sulla
dicotomia tra vero e falso, ed il suo suggerimento è quello di scavare,
socraticamente, dentro se stessi, considerando che il vero e il bene sono
da ricercare sempre come problemi. In “Sapere e alienazione”,
nell’interiorità di Sciacca si accende una curiosità: quella di Nietzsche
che nel Saggio della Gaia Scienza, conferma che sono stati gli uomini ad
uccidere Dio, e secondo Sciacca, conferma anche che nello stesso tempo è
morto l’uomo stesso, sradicato dalla sua storia e dalla sua cultura.
Sciacca andava incontro Marx per superarlo e andava incontro a Nietzsche
per superarlo; in quegli anni, il filosofo, andava contro corrente.
Nel suo ultimo libro “Il segno, quel segno”, egli intende il mondo come un
insieme di segni, sottolineando che l’atto della conoscenza rappresenta
il primo segno dell’uomo, il segno iniziale e distintivo che lo rapporta al
mondo. Egli, suggerisce che conoscere non costituisce un atto semplice
cosi come può apparire a chi è accecato dalle apparenze, proprio per ciò
sostiene, come già detto, che si dovrebbe tornare all’essenza delle cose
e non soffermarsi all’apparenza delle cose. Tutti questi
interrogativi posti da Sciacca possono trovare una risposta in una sua
affermazione: “Forse, risalendo all’origine del nostro personale, ripetitivo
conoscere nei suoi atti spontanei e pur carichi di significative
responsabilità, l’essere di un mondo del quale sempre cerchiamo il volto
migliore potrà aiutarci a rispondere insieme alle domande dell’anima e a
quelle del sapere, scientifico e no”BIOGRAFIA: • Filosofo italiano;
PENSIERO: - Tratta del rapporto tra Scienza e Filosofia; - Privilegia la dimensione metafisica della
filosofia; preso roteare i il di mivesta di
Palermo; Presidente della Società Filosofica Italiana. GIUSEPPE
MARIA SCIACCA (1912-1995) OPERE: La funzione della libertà nella formazione del sistema
kantiano (1945) L'idea della libertà. Fondamento della
coscienza etico-politica (qui Sciacca, in appendice riproduce la memoria del
1965). Ritorno alla saggezza. L'uomo
senza Adamo. Sapere e alienazione Il segno, quel segno (1987).Giuseppe Maria
Sciacca. Sciacca. Keywords: Grice, ‘Negation and Privation’, negation,
privation, negatio, privatio, the use of ~ to stand for both negatio and
privatio – privatio as mere negatio (~), plus implicatum -- steresis, l’idea
della libertà – fondamento della coscienza etico-politica -- Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Sciacca” – The Swimming-Pool Library.
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