RENDA
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e
Renda – the power structure of the soul – la struttura di potere dell’anima -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Prego di perdonare qualche omissione. Una
sopratutto debbo segnalarne: quella del nome di Antonio Renda che per la
finezza dei suoi studii di psicodissociazione psicologica, Torino; Le passioni,
Torino; L oblio, Torino), è tra i migliori positivisti. Nella seconda fase del
suo pensiero il Renda si è accostato all’idealismo assoluto e alla filosofia
dell’azione del Blondel col suo libro La validità della religione, Città di
Castello. Prego di perdonare qualche omissione. Una sopratutto debbo
segnalarne: quella del nome di RENDA (si veda) che per la finezza dei suoi
studii di psico- dissociazione psicologica, Torino; Le passioni, Torino;
L’oblio, Torino, è tra i migliori positivisti. Nella seconda fase del suo
pensiero R. si è accostato all’idealismo assoluto e alla filosofia dell’azione
di Blondel col suo sagio La validità della religione. LE PASSIONI DEL MEDESIMO
AUTORE. Del fattore religioso nella vita e nétte opere di T, Tasso Caserta,
Tip. sociale, L^ideazione geniale. Un esempio: A.Comte Con prefazione di C.
Lombroso Torino, Bocca La questione meridionale. Inchiesta Palermo, Sandron, n
pensiero mistico Palermo, Sandron, n destino delle dinastie. L'eredità morbosa
nella storia Torino, Bocca, La dissociazione psicologica Torino, Bocca,
Psicologia Shakespeariana dalla Rivista Abruzzese Teramo Folie criminélle en
Calabre Rapporto al Congr. d’Antrop. Crimin. in collaborazione con Sqnillace
Amsterdam. Le pazzie sociali (dalla ' Rivista di Filosofia, Bologna, Agli
albori della psicopatologia dalla Gazzetta Giudiziaria, Catanzaro, La nostalgia
dalla 'Rivista di Psicologia, Bologna, LE PASSIONI TORINO BOCCA UILAKO BOBA
nsENSEB colta intellettuali, febbre intermittente. In tutte sono frequenti le
insonnie, la denutrizione, le dispepsie, turbamenti vasomotori, ecc. Le
malattie medesime, che tengono dietro a certe passioni, non sono forse, più che
effetto d’esse, sviluppo di alterazioni fisiologiche ed anatomiche, che
coesistevano all'abnorme attività passionale? Altrettanto può dirsi dell'
anatomo-patologia delle passioni. Qualcheduno a creduto di poter additare
lesioni anatomiche nei nostalgici (Larrey, Bógin, Haspel); ma s’è osservato
all' incontro che esse erano fatti secondari, oppure che erano da attribuirsi
ad altre malattie (Benoist de la Grandière). Documento indiretto dell'esistenza
di lesioni anatomiche nelle passioni può essere l'autopsia dei suicidi, che
sono per tre quarti dei passionah. Vi accenniamo. Sopra 544 cadaveri studiati
nel Wurtemberg si sono riscontrati 265 volte (45*^/0) lesioni del cervello e
delle membrane; 98 volte (16°/o) lesioni degh altri organi; fra le prime
predomiaavano la menengite cronica, le aderenze della pia alla sostanza grigia,
l'ascroma dell’arterie, la varicosità delle vene, l'iporostasi endocranica; fra
l’altre, posizione anormale degl’intestini e dello stomaco, tumori addominah,
degenerazioni del fegato, poi ancora malattie genito-urinarie, e d’ultimo
cardiopatie (Morselli). In altri casi furono trovati: ipertrofia del ventricolo
sinistro, aracnoide diffusa, divisione della circonvoluzione frontale media,
sclerosi eburnee, ecc. (Tane, Pawloski). Quasi tutti gl’omicidi-suicidi
condotti al triste proposito dalla violenza d'una passione studiati da Casper,
da Krafft-Ebing, da BERTI, avevano presentato durante la vita affezioni cardiache
ed epatiche. Non trascurabile ci pare il fatto che agli stati passionah si
accompagnano fatti psichici morbosi e vere e proprie psicopatie. Abbiamo già
visto qualche esempio d’illusioni e d’allucinazioni. Non infrequenti sono le
fobie e le ossessioni. Antonini à studiata l'azione delle idee ossessive
nell'amore. Ma ogni passione è, dal punto di vista conoscitivo e affettivo,
ricca di idee ossessive, con le quah spesso si può confondere. Sentite quale
specie di fascino dominava l'animo d'un giuocatore, Durand: Per me le carte
sono sirene: la vista d'un fante di cuore mi fa un senso magico, mi «ra più
dilettevole di qualsiasi pittura. Quando più arde il giuoco, io, stringendomi
la mano sopra il cuore, me lo sentiva tentennare di ansietà; e se la sorte mi anda
avversa, io, senza averne sentore, mi trovavo d'essermi confìtto le unghie
entro la carne viva. Il simbohsmo, che è tanta parte dell'espressione artistica
dei fatti passionali, e l'antropomorflsmo, sono anche sintomi d'una abnorme
attività mentale (Nordau). Aggiungiamo lo stato continuo doloroso (psicalgie) e
quello abbandono alla tristezza, quel compiacersi di fermare quasi il dolore,
di tener sempre aperta la piaga, di abbandonarsi alla depressione melanconica,
che si riscontra in tutte le passioni, e avremo un altro gruppo di fatti che ne
attestano TanormaUtà. Ve poi non solo un rapporto generico tra passione e
foUia, ma delle colleganze speciah, di cui ci occuperemo nel capitolo seguente,
che attestano esservi un fondo comune ai due ordini di fatti. Vediamo la
gelosia apparire, nella sua forma più schiettamente morbosa, per
l'intossicazione alcoohca. I casi sono frequenti : nel manuale di
psicopatologia del Krafft-Ebing se ne trovano parecchi. Spesso essa è
concomitante a mania persecutoria, e in ogni modo offre sintomi così comuni,
che la pazzia gelosa fu generalmente ritenuta una forma di delirio
persecutorio, n Venturi ed il Pellegrini da poco anno tentato di dare al
delirio geloso un'individuahtà clinica a parte. Nel nostro saggio
psicopatologico sulle famighe reaU abbiamo riscontrato tale concomitanza in
molti casi: Giovanna la Pazza, malinconica e gelosa, il figlio Carlo V, Enrico
IV di Lancaster, manìa di persecuzione e gelosia, Enrico VII idem, Elisabetta e
Maria, malinconiche e gelose. In un caso da noi pubblicato, la nostalgia si
manifestava su un fondo persecutorio. L'amore si mostra connesso con misticismo
morboso. L'odio, il giuoco con la criminalità e la follia morale. Nell'insieme
abbiamo una serie di fatti che distinguono le passioni, anzi meglio, la
personalità passionale da quella normale; mancanza di utilità, alterazioni dei
dati psichici e dei principali processi, manifestazioni morbose che
l'accompagnano, malattie organiche e mentah che ne formano l'esito frequente.
Vi è più d'una distinzione; v'è la prova che ci troviamo in presenza di un
processo morboso e che l' analogia tra passione e mlattie mentah, intravista
anche da osservatori antichi (Zenone, Ippocrate, Platone, Galeno) e
riconfermata, sebbene indeterminatamente, dai psichiatri (Lélut, Trólat,
Moreau, Maudsley e molti contemporanei), è un fatto. Resta a vedere che valore
abbia la morbosità passionale, qual posto debba occupare nel quadro triste dei
fatti psicopatologici. Bisogna distinguere tre gruppi di fatti psichici affini:
momenti passionali, psicopatie passionali, passioni vere e proprie. Per quanto
le passioni non siano tali fatti che possano attuarsi in ogni personahtà, come
avviene invece per le emozioni, per i desideri, per le volizioni, ecc.,
nondimeno la storia di ogni coscienza offre esempi di atteggiamenti passionali,
rapidi, superati senza che Tattività psichica abbia assunta l'orientazione
necessaria a costituire una passione. Un morso acuto di gelosia, un breve Hvore
d'invidia, il fascino transitorio d'un tappeto verde, la carezza triste d'un
pensiero nostalgico, un raptus amoroso, una fiammata d'odio, la lusinga d'un
sogno ambizioso s'insinuano nella placida corrente dei nostri pensieri e dei
nostri sentimenti, improvvisi e passeggieri come emozioni, e ne arrestano per
poco il córso, o per poco lo deviano verso altre direzioni. Sono spunti
passionali, che non vanno confusi con le passioni. Sono oscillazioni della
personalità, alle quali manca la forza di trasformarla e di alterarla. Non
abbiamo forse del pari nella coscienza normale fobie passeggiere, fugaci idee
impulsive, istanti di abbandono a pensieri di ingiuste persecuzioni subite o a
scrupoK irragionevoli ? Non siamo forse talvolta tormentati da un ritmo
musicale, da una frase sorta improvvisamente nella nostra coscienza e che vi
permane automaticamente ? Non per ciò ci troviamo in presenza della follia del
dubbio, della mania di persecuzione, del delirio malinconico, delle idee
incoercibih. Per ciò questi albori di passioni, che illuminano per poco della
loro luce l'orizzonte della coscienza normale, non sono i fatti dei quah
vogliamo cercare il posto in mezzo ai processi morbosi dello spirito. n secondo
gruppo, che con espressione assai larga diciamo delle psicopatie passionah,
abbraccia quei fatti che si distiuguono dalle passioni per la loro natura più
schiettamente morbosa, si che sembrano forme speciali delle ordinarie malattie
dello spirito, psicopatie che polarizzano la loro attività in un circolo di
rappresentazioni e di affetti, in modo da assumere la fìsonomia di un fatto
passionale esagerato. Anzi è opportuno notare che accanto alle passioni, che
per noi costituiscono la forma tipica di tale serie di fatti, c'è una serie di
forme corrispondenti, più chiaramente morbose. In queste l'automatismo associativo
è dehrio, le illusioni divengono allucinazioni, l'incoercibihtà psichica è al
suo massimo, l'esito è sicuramente fatale, la passione ahmenta sé stessa con U
contenuto e U processo di altre morbosità spirituali concomitanti. Notiamo
accanto alla gelosia la foUia gelosa o il cosi detto delirio dell'infedeltà
com'ugale ; accanto all'odio la vendetta criminale; accanto all'avarizia
ordinaria quella folle e dehttuosa di Fihppo IV e Fihppo VI di Francia, per
esempio; accanto aUa passione collezionistica la cleptomania ; accanto
all'ambizione l'ambiziosa criminahtà di Riccardo HI. Tale distinzione però
serve a distinguere empiricamente due gruppi di fatti assai affini. I caratteri
differenziah non ci pare si possano riportare a differenza di natura, e le manifestazioni
tanto chiaramente morbose forse si debbono attribuire a fatti estrinseci, al
dinamismo della passione, a resistenze o a caratteri speciali dell'ambiente, a
una differente valutazione etica del contenuto rappresentativo, che forma lo
stato passionale. In ogni modo, distinte le passioni dai raptus passionali, che
non arrivano a costituirle, e da quelle forme, che, almeno in apparenza,
sembrano sorpassarle, sono esse fatti morbosi da accomunarsi senz'altro con le
malattie dello spirito? L'origine e la natura di molti fatti psichici non si
intendono se l'analisi si limita all'esame dell'individuahtà pura e semplice.
Oramai s'è capito che l'individuo, considerato in sé e per sé, al di fuori
dell'ambiente naturale e sociale in cui vive, é un' entità irreale e
incomprensibile. È necessario che nella psicologia si faccia strada la
convinzione che é parimente incomprensibile gran parte della vita psichica, se
si prescinde dal fatto che ogni individuo é un anello d'una catena d'esseri, la
cui storia ereditaria, sia specifica, sia familiare, influisce sulla genesi i
di molti fatti psichici. Né ciò solo per la psicologia cosi detta " delle
differenze individuali „, ma anche per la psicologia generale, schematica,
poiché non pochi fatti psichici sono conclusioni o aurore o crepuscoh di
processi, che si svolgono interi al di fuori del breve ciclo d'una personahtà,
nell'evoluzione filogenetica, e in quella più ristretta della famigha, che
potremmo dire oichigenetica. n dato ereditario, in rapporto aUa specie, é già
entrato nell' esperienza del psicologo con benefici effetti : gii istinti, le
forme della sensibilità e dell'intelletto, tutti quei fatti un tempo ritenuti
innati, né ora del tutto riducibili all'esperienza, sono spiegati come
formazioni ereditarie. Per quei fatti più complessi, che dovrebbero formare
oggetto dell'etologia, importa tener conto d'un processo ereditario più
diretto, immediato, quello familiare, che é qualche cosa di diverso, non solo
una parte, del processo ereditario della specie. Inutile aggiungere che ciò è
poi indispensabile per la psicopatologia, che si trova di fronte a fatti più
individuah, più concreti, meno agevolmente riducibili a schemi tipici. Ora
considerando le passioni in sé stesse e attraverso il processo ereditario
famiKare (oichigenesi) possono farsi tre osservazioni. Nello svolgersi d'una
diatesi familiare impressiona l'alternarsi delle manifestazioni schiettamente
degenerative con individualità passionali. Accenniamo ai risultati di nostre
osservazioni, esposte, per altri fini, più largamente altrove. La degenerazione
della famiglia Plantageneto comincia con individui, che son preda di passioni
ereditate in parte dal capostipite Guglielmo (avarizia, dissolutezza,
ambizione, accidia); un breve periodo di malinconia, nel terzogenito, Enrico I.
Procede offrendo in una generazione medesima casi di passioni e casi di
malattie dello spirito, tanto in individuahta diverse, quanto in un medesimo
individuo, o alternando nello svolgersi del processo ereditario passioni con
psicopatie. Sopratutto prevalgono personahtà con stati passionah variabili per
contenuto. Ad Enrico II, in cui la degenerazione si eccentua senza dar luogo a
forme chiaramente morbose, succede Giovanni senza Terra, imbecille morale,
dissoluto, criminale, con accessi epilettici; Riccardo I, agitato da passioni
diverse. Dei figh di Giovanni uno è caratterizzato dall'avarizia e dalla vanita
; Enrico III è debole, deficiente, collerico, e procrea figli deformi e morti
precocemente. Da Edoardo I, di cui ben dieci nati muoiono bambini, discendono
due deficienti, Edmondo ed Edoardo II. Il figlio, Edoardo IH, principe valoroso
e intelligente, à un amore senile per Alice Perrers, dalla quale è così
dominato da oscurare con debolezze continue la fama della sua gioventù. Nelle altre
generazioni: Riccardo II, tisico, deficiente ; Enrico IV, epilettico,
gelosissimo, ambizioso, allucinato ; Enrico VI, folle, imbecille; Edoardo IV,
dissoluto, criminale; Riccardo III, foUe, morale, ambizioso, crudele, deforme,
eroico ; Enrico VII, avaro, geloso ; Enrico VILE, criminale sino alla follia,
geloso; Maria, crudele, malinconica; Elisabetta, avara, gelosa, che muore dopo
due anni di malinconia con stupore. La stessa vicenda di passioni violente,
sopratutto erotiche e di psicopatie, si trova nella famigha reale spagnuola;
nella famigha Giuha; nei Medici; nella dinastia francese. Qualche altro caso
tratto dalla storia di quest'ultima. A Luigi IX, allucinato, crudehssimo, e a
Fihppo IH, valoroso e vendicativo, succede Fihppo IV, avaro come Carlo II, che
vende sua figha " come fanno i corsar dell'altre schiave „, falso
monetario. H nipote Fihppo IV ne segue gh esempi. La degenerazione ereditaria,
che si manifesta neUa mancanza di vitahtà dei membri di questo ramo, si
accentua con Carlo V, da cui discendono allucinati, persecutori (Carlo VI),
malinconici (Carlo VII, Luigi XI), deficienti e deformi (Carlo VITE, Giovanna).
Le passioni dominanti sono avarizia, ambizione, amore dei piaceri. 2. Vi sono
stretti rapporti tra speciali malattie deUo spirito e speciali passioni, si che
non solo esse si trasformano l'una nell'altra attraverso il processo ereditario
deUa famiglia, ma nello stesso individuo. I casi nella letteratura psichiatrica
sono molti. Ne riportiamo uno da noi raccolto. Prof. L. P, d'anni 29, geloso,
sino a tentare il suicidio, trasferito ad Imola, diventa preda di idee
persecutorie ed è ricoverato in un manicomio. Il padre era anch'egK cosi
geloso, che pochi giorni dopo le nozze, per un improvviso sospetto, lasciò,
durante un ballo, la giovine sposa, come per abbandonarla. La trasformazione
della gelosia in mania persecutoria e malinconia è frequentissima ; né occorre
illustrarla nell'individuo. Dell'avvicendarsi di essa con le forme malinconiche
nel processo ereditario f amiKare, diamo un esempio, che ci sembra tipico,
nella tavola annessa. E un caso specifico dell' alternanza generica di passioni
e di malattie notata sopra, e insieme un interessante documento di eteromorfia
ereditaria, logica, per dir cosi, comprensibile, non capricciosa, come per lo
più apparisce nella storia delle famiglie nevrotiche. Un'osservazione della
medesima natura abbiamo raccolta per l'avarizia. L'avv. B. G. (collaterali
sani), sposa a 48 anni una vedova quasi ricca, di anni 57. La sua avarizia era
proverbiale in G Entrato in possesso del patrimonio della moglie, con abili
mene, pratica l'usura. Dopo qualche anno diventa cleptomane. Dal tribunale
sottrae una volta una sedia, un'altra un vaso di fiori, che tenta di portar
via, nascondendo sotto U soprabito. Si fu costretti di inviarlo in manicomio,
dove è morto. 3. Le passioni non solo anno talvolta, quando specialmente sono
contrastate, come esito una vera e propria malattia dello spirito, ma spesso
sono segni prodromici di profonde alterazioni della personaKtà normale, quasi
le prime oscOlazioni che la coscienza, spostata dal suo centro, à attorno allo
stato morboso. Gli studi intomo alle cause della follia anno raccolte alcune
significanti statistiche della nefasta efficacia delle passioni; ma non
essendosi ben distinti i fatti emotivi da quelli passionali, esse non hanno per
noi quel valore probativo, che a prima vista parrebbe che dovessero avere.
D'altra parte le difficoltà di avere complete storie cliniche degh individui, e
spesso la trascuranza dei raccoglitori, rendono scarsa la messe di prove, che
noi crediamo dovrebbero essere abbondantissime. In ogni modo molti, e tra i
primi il Maudsley e U Moreau, anno notato che fatti passionah segnano la fase
d'incubazione di una malattia dello spirito ; anzi la scuola della Salpètrière
attribuisce all'epilessia uno stadio nel suo sviluppo di atteggiamenti
passionali. Si che v'è da pensare che quelle sorti di traumi psichici, che sono
interpretati come cause di psicopatie, sono più tosto la fase iniziale del
processo morboso. Le passioni su fondo erotico, la dissolutezza, la passione
degli acquisti, delle costruzioni, delle speculazioni, la gelosia, precedono
spesso la paralisi progressiva, la malinconìa, la mania. Prima che le tristi
tenebre della follia avvolgano la coscienza, il carattere subisce delle
alterazioni, le quali talvolta assumono appunto la fìsonomia di fatti
passionali, emersi quasi dai bui fondi della vita psichica, dove li ratteneva
il dominio di sé. Ed ecco prodigalità improvvise, sogni ambiziosi mai prima carezzati,
piani di conquiste, che sorridono all'animo che vi si abbandona nella sicurezza
della vittoria immediata, conversione maniaca delle proprie sostanze in beni
immobili nella speranza di guadagni favolosi, impeti d' amore spesso abnormi...
Sono le prime disgregazioni della personalità, che si sprofonda lentamente negh
abissi della follia. Queste tre osservazioni conducono a un unico concetto, che
stretti rapporti, ora generali, ora speciali, vi sono tra passioni e
psicopatie. L'analisi intrinseca dei fatti paissionali lo riconferma. Non solo
le passioni sono, come le psicopatie, alterazioni della personahtà ; non solo
il loro meccanismo psicologico è affine a quello delle malattie dello spirito,
ma v'è una corrispondenza di tendenze, di orientazione, di contenuto affettivo
e rappresentativo tra speciah passioni e speciah forme morbose. Più volte
abbiamo notato come tipica la somiglianza tra gelosia e mania persecutoria: il
medesimo processo iniziale (sospetto), il medesimo svolgimento (persecuzione), le
medesime reazioni (impulsi distruttivi). Nella gelosia v'è tutto il quadro del
delirio persecutorio, ma con tinte più deboli, n contenuto del delirio è
polarizzato in un gruppo distinto di rappresentazioni. Perfino la nostalgia,
che è qualche cosa di più tormentoso e di più grave di quello che non si
imaginino coloro, i .quali sono abituati a scorgere in essa il triste abbandono
ai dolci ricordi, un ansioso rapimento dello spirito ai fantasmi di luoghi e
persone care lontani, assume l'aspetto di una psicopatia persecutoria.
Riproduciamo un caso, pubbhcato già da noi. V. G., studente, di anni 18; madre
neurastenica. E nato e dimora in un paese molto infelice, sito in luogo poco
ameno. Carattere anormale. Giovinetto ancora, abbandonò la famigha per seguire
una donna da teatro: fu però subito ricondotto a casa. Ogni lontananza, anche
breve, dal paese natale produce una vera rivoluzione nel suo spirito, si che è
costretto a fare alla megho colà i suoi studi, pur essendovi*- a tre ore di
ferrovia il capoluogo della Provincia con buoni istituti d'istruzione. Lontano,
à tutta la fenomenologia estema della passione nostalgica. Deve essere scortato
sempre dai suoi compaesani, perchè manifesta idee suicide. In ognuno che non
sia del suo paese vede un nemico. Saluta umilmente tutti i suoi condiscepoK e
le conoscenze che fa ; sospetta e teme impossibili persecuzioni.
Intelligentissimo e discretamente studioso, quando si reca al capoluogo per
dare gli esami perde, nel tormento dello spirito, le cognizioni acquisite e vive
in uno stato di semicoscienza. Commette non poche stravaganze, informate alle
idee persecutorie e nostalgiche come improvvise fughe al paese natale di cui
poi à ricordo confuso e indeterminato. Tra i timori che più lo tormentano v'è
quello che sua madre sia ammalata e muoia: parlanr done piange. Mi si dice che
invece in paese abbia condotta normale. Le passioni coUezionistiche
differiscono poco dalla cleptomania: l'impulso irresistibile al possesso
dell'oggetto desiderato, la inutiUtà di alcune collezioni ravvicinano queste
due forme. Né mancano casi in cui la mania coUezionistica spinga al furto.
Qualche esempio si troverebbe nei casi del cosi detto crimine estetico. Cosi,
per dirla in breve, l'ambizione ricorda la megalomania; l'odio la criminahtà;
l'avaro assume spesso le parvenze d'un melanconico e di persona turbata da
delirio di piccolezza; e l'amore rassomigha tanto ad una di quelle follie
d'esaltazione, senza contomi nosologici precisi, che i cento pretesi fisiologi
che r anno studiato, manifestano sempre il dubbio che noi ci troviamo innanzi a
una forma morbosa. In conclusione i fatti passionali anno gli stessi caratteri
delle psicopatie, ma attenuati, si che ci sembra di poter trarre due
conseguenze sulla loro individualità morbosa. In sé stesse le passioni sono
equivalenze psicopatiche. La concezione, imphcita nella teoria degli
equivalenti epilettici (Samt, Lombroso), così feconda di risultati per la
conoscenza di molti fatti morbosi, deve estendersi dal campo dell'epilessia a
tutta la attività patologica dello spirito umano. È noto che gU equivalenti
epilettici sono quei profondi disturbi della coscienza che, quasi preludio di
un vero e proprio accesso, spesso lo sostituiscono senza che appaiano altri
disordini motori, vasomotori, ecc. E una riduzione nella sfera psichica del
quadro clinico dell'epilessia, quasi un' attenuazione dei fenomeni che questa
presenta. Ora appunto le passioni sono per le psicopatie ciò che gli
equivalenti epilettici sono per l' epilessia. Esse preludiano e sostituiscono, sia
nell'individuo, sia nel processo ereditario, le classiche forme morbose; esse
ne presentano i fenomeni attenuati e anno talvolta gK stessi esiti. La lacuna
tra l'attività normale e quella morbosa dello spirito, colmata vagamente con
confusi riferimenti a tipi pazzeschi, à cosi una soluzione precisa, e che
risponde non solo alle recenti vedute sull'arbitrarietà di netti quadri
clinici, chiusi nei sintomi classici delle varie forme morbose, ma ancora alla
natura dello spirito umano, che à nella sua storia lente gradazioni di forme
normali e di forme morbose. Lo stato passionale può dunque, secondo noi,
considerarsi un equivalente psicopatico in doppio senso: generico, in quanto
ogni passione preludia o sostituisce un qualsiasi stato psicopatico; specifico,
in quanto determinate forme passionah, ad esempio la gelosia, preludiano e
sostituiscono determinate forme psicopatiche, ad esempio la malinconia e la
manìa di persecuzione. Le passioni, guardate nello svolgimento d'un processo
ereditario, appariscono forme di passaggio, casi di eteromorfìa ereditaria. Noi
abbiamo avuto altrove occasione di enunciare il nostro parere intomo alle
trasformazioni che subiscono le forme morbose nel processo ereditario. Ci pare
che il mito delle entità psichiche, perdurando, consapevolmente o no, anche
neUe ricerche biologiche e psichiatriche,, abbia nello studio delTeredità
prodotto un errore: la negazione della trasmissibilità delle malattie mentali,
e un problema fondato su un'illusione: l'eteromorfismo. Gli avvenimenti psichici
non sono oggetti, ma processi, formazioni comphcate, attuali, individuah. Le
forme morbose parimenti sono manifestazioni, che si attuano in date
individuaKtà alla stregua e in base alle varietà morfologiche di ciascuna
persona. Come tah non si ereditano : quel che si trasmette è al più una serie
di disposizioni psicofisiche, dalle quaK esse emergono, assumendo per
contingenze attuah, individuah, una determinata fisonomia psicopàtologica. Dato
questo concetto, in armonia con le recenti interpretazioni dell' ereditarietà
patologica, la similarità delle forme trasmesse diventa un caso, e la
metamorfosi la logica e naturale espressione che deve assumere una diatesi
nervosa quando diventa un avvenimento individuale. In tal senso noi diciamo le
passioni forme di passaggio o trasformazioni ereditarie di un processo
degenerativo. Esse, come tutti gK avvenimenti psichici, sono deviazioni di una
personaUtà, la quale resta il termine di ragguagho per intenderne la formazione
e lo sviluppo; ma presuppongono una somma di dati morfologici e di disposizioni
psicofisiche ereditate e tali, che possono volta a volta provocare un processo
psicopatico o un processo passionale, come suo surrogato. Cosi intesa la natura
morbosa delle passioni, è implicitamente delineato il posto che esse debbono
occupare tra le manifestazioni normah e anormah dello spirito. Da una parte
distìnte per una serie di caratteri dagh ordinari processi psichici, dall'altra
distinte dalle psicopatie, di cui appariscono forme prodromiche o attenuate,
equivalenti che le sostìtuiscono, esse occupano il vasto campo intermedio tra
la sanità e la follia. L'aUenazione mentale, sia considerata nella varietà
infinita di forme che riveste tra gli uomini, sia considerata nel suo sviluppo
individuale, apparisce una deviazione lenta, insensibile, ricca di sfumature
difficilmente notabih, dallo stato sano. Il normale e l'anormale sono come un
binario, di cui lo sguardo distingue le due parallele sino ad lai certo punto,
al di là del quale queste par si confondano in una linea sola. Questa zona
grigia, indistinta, fu notata dai psichiatri e battezzata con nomi diversi: è
la zona media del Maudsley, quella degli ereditari del Morel, dei tipi misti
del Moreau, dei cerebrali del Laségue, dei psicastenici del Benedikt, delle costituzioni
psicopatiche dello Schiile, dei mattoidi del Lombroso, dei degenerati in
generale ; zona che raccoghe grandezze e miserie, dalla quale sbocciano
talvolta i fiori del male e i fiori più belli dell'attività umana, eroi, santi,
criminah, genii. Il MorseUi enumera alquante categorie di tipi che vi
appartengono: insufficienti (imbeciUi), incompleti (criminaloidi), irrogolari
(mattoidi), instabili (isteriche e neurastenici), incoerenti, irreflessivi,
impulsivi, e poi ancora i distratti, i fantastici, gh spostati, i pervertiti,
gh eccentrici, gli abuhci, gU apatici, ecc. E nota che la enumerazione potrebbe
allungarsi, sì che noi vedremmo passarci davanti tutte le disposizioni
illogiche dell'inteUigenza, tutte le perversioni del sentimento, tutte le tendenze
antisociah delle voKzioni, tutte le eccentricità del carattere, tutte le
bizzarrie della condotta, che la proteifonjae individuahtà umana ci può
presentare. E il campo più suggestivo e più fecondo per la psicologia e per la
psicopatologia. Queste forme intermedie, che discoprono il meccanismo della
personalità, senza distruggerla, che offrono alterazioni di singoli processi su
un fondo indistinto di morbosità diffusa, danno tutti i benefizi riconosciuti
al metodo patologico senza gli inconvenienti da qualche psicologo notati.
Eppure, tranne la classica opera del Moreau, e a parte gli studi su casi
speciali, come i mattoidi del Lombroso, i mostruosi del Venturi, ecc., nessuna
concezione sintetica à tentato l'arduo compito di determinare, ordinare, illustrare
questa grigia zona dell'attività umana. Non tenteremo di sostituire all'elenco
del Morselli una classificazione che ordini in gruppi la varietà indeterminata
di queste manifestazioni intermedie. Osserviamo che, messe da parte quelle che
presentano una deficienza di attività, come gli apatici, gli accidiosi, i
distratti, i deboli, i suggestivi e così via, nelle altre anno gran parte e
importanza notevole i fatti passionali, siano essi neUa forma specifica di
passioni a contomi netti (gelosia, amore, ecc.), siano nella forma generica di
stati passionah mute voh per contenuto affettivo e conoscitivo. Le passioni ci
sembrano per ciò stati della personaUtà caratteristici deUa zona intermedia e
atti, più che altri, a farci conoscere la fase di passaggio dell'attività
psichica normale in quella morbosa, e indirettamente a proiettare gran luce
sulla conoscenza della psiche sana e delle psicopatie. Poiché nelle passioni,
mentre si accentuano alcuni caratteri della normale personalità e si rende più
agevole lo studio di questa, si profilano le prime linee delle psicopatie, in
modo che si può meglio secondare il giusto criterio della ricerca moderna, la
quale considera le forme morbose come turbamenti dell'intera personahtà,
comprensibili a pieno quando si scorgano i legami che li congiungono
insensibilmente allo stato sano. tristezza, alcune passive, altre attive. Lo
Spi noza fa derivare per mezzo dell'associazione, I dell'immaginazione, della
simpatia, tutte le passioni dal desiderio, dalla gioia, dalla tristezza. \ Con
Kant abbiamo una classificazione, la quale non solo esclude i fatti emotivi, ma
tralascia di assumere come criterio distintivo l'oggetto delle passioni. Esse,
dice Kant, debbono essere classificate, non in quanto agli obbietti del
desiderio, ma in quanto al principio dell'uso e dell'abuso, che gU uomini fanno
della loro persona e della loro libertà „. Le divide in naturah, che riguardano
la libertà e la sessuahtà, e di cultura (ambizione, avarizia, dominazione);
ardenti le prime, fredde le seconde. H Lélut ne fa parecchie distinzioni:
corporah e spirituah, dolorose e hete, calme e 1 >dbi la tri ito bert,
Descuret), pur partendo da criteri più accettabili, non colgono i caratteri
fondamentali delle passioni. Queste sono bene singolari gruppi di rappresentazioni
e di sentimenti, diversi per tono e per significato, come l'amore, il
fanatismo, l'ambizione, la gelosia, l'odio, ecc. ; ma quel che più importa è la
forma di personalità su cui esse s'adergono, come indici o come
specializzazioni rappresentative e affettive di processi più profondi e
fondamentali. E in una classificazione bisognerebbe tener conto non di ciò che
è un esponente o un episodio, non delle singole passioni, ma dello stato
passionale, e vedere se di questo vi sono più forme e quaU. La classificazione
del Ribot, che potrebbe ravvicinarsi a quella del Kant, merita migUore
accogUenza delle altre, ma non è soddisfacente. L'intensità è carattere certo
importante, ma non proprio, né principale; quindi non può essere elevato a
dignità di criterio di una classificazione. Noi siamo convinti che questa deve
essere corollario di una più profonda conoscenza del temperamento e del
carattere, una conseguenza della classificazione dei diversi tipi di personaUtà
; per ciò di là da venire. Come tentativo provvisorio ci pare che si potrebbe
ordinarle, tenendo conto di due fatti: il rapporto che le passioni anno con la
personalità normale, di cui sono deviazioni o alterazioni, e ÌI carattere
psicofìsico di càascheduna. Tenendo presente il primo, a norma delle osservazioni
fatte, avremmo tre classi distinte: 1" Passioni^ per dir così,
costituzionali, le quali non anno il carattere d'un trauma psichico, non
nascono in una fase di sviluppo della personalità, ma ne sono l'espressione
originaria; esempio: l'ambizione, l'avarizia, l'invidia. Sono le passioni pili
temperate, più croniche. 2" Passioni antagonistiche, le quali presentano
il carattere d'una deviazione o alterazione del carattere normale, e lo
conservano lungo tutto LI loro decorso. Esse non distruggono la personaUtà j :
promanano; si sovrappongono ad essa, nano quel conflitto classico di sentiche è
sembrato il carattere proprio itati passionah. Esempio; l'amore, la le del
giuoco. 3" Passioni sostitutive, li, dopo un periodo d'incubazione e di
dominano senza contrasti la coscienza La personalità preesistente è da esse
::to sostituita, se non distrutta. Sono le passioni più cieche, più
irresistibili, e quelle più vicine alle vere psicopatie, io: il fanatismo,
l'odio, la gelosia.Come abbiamo fatto osservare iimanzi, le passioni facilmente
passano daUa fase di contrasto a quella di dominio assoluto; si che alcune del
secondo gruppo possono anche appartenere al terzo. A noi pare che a preferenza
di un ordinamento, che le distingua e le divida nettamente per tipi
rappresentativi e affettivi, importi una classificazione che, tenendo conto del
loro carattere fondamentale, cioè dell' essere espressioni della personalità,
indichi più tosto il raggio della loro influenza su di questa, alla stregua del
processo dissolutivo, per cui, alienandola dalla normalità, la ravvicinano alle
malattie dello spirito. Ognuna di queste classi va poi suddivisa, in base ai
caratteri psicofisiologici delle passioni, in tre gruppi: A) Passioni
espansive; sono quelle che imphcano un inclinazione positiva, con colorito
affettivo predomiaante gaio, e che anno per carattere V attività. Esse
ricordano le manie e i dehri d'esaltazione. Esempio : ambizione, amore,
fanatismo. B) Passioni depressive ; sono quelle, che per lo più implicano
un'avversione, con colorito affettivo predominante triste, e che non anno
ordinariamente una forza espansiva.Ricordano la malinconia. Esempio: avarizia,
nostalgia, odio. Passioni miste; sono quelle che consistono in un continuo
avvicendarsi di stati di depressione e di esaltazione. Questo carattere, che
non manca nei due gruppi precedenti, è qui più accentuato e forma la fisonomia
psichica della passione. Esempio: invidia, passione del giuoco, gelosia. La
ricerca della responsabilità nel campo giuridico, quando le passioni anno un
esito criminale, deve essere in parte fatta in rapporto alla classificazione
ora data. L'attuale periodo di transizione tra i vecchi concetti giuridici, non
scalzati e sovente imbastarditi dalla rinnovellata coscienza scientifica, e i
nuovi orizzonti del diritto, che danno alla responsabilità una base nuova,
iudipendente dalla valutazione etica, derivata dalla temibUità del dehnquente e
daUa sua adattabilità, diversa secondo le circostanze speciali dell'individuo,
dell'atto compiuto e della società in cui vive (Ferri, Garofalo, Lombroso,
Colajanni), danno luogo a una contraddizione. E cioè spesso si giudica
irresponsabile il delinquente, ad esempio, in cui è visibile anche per i
profani la follia morale, che è temibUissimo e inadattabile all'ambiente
sociale, e si condanna il delinquente per passione, meno pericoloso e quasi
sempre correggibUe ; e inviando il primo tutt' al più in un manicomio comune (i
manicomi criminali può dirsi non esistEino) e il secondo in carcere, che
conserva ancora gli odiosi caratteri di un luogo di vendetta e di pena, si
fìnisee col colpire più gravemente chi à minori caratteri d'antisocialità.
Anzitutto occorre fare una distinzione. Tranne il Severi, che distingue tre
classi di delinquenti (emozionali, passionali, aUenati o nati) gli altri
confondono in un sol gruppo, con il nome di delinquenti passionali, coloro che
sono spinti al dehtto da un'emozione improvvisa e transitoria, e coloro nei
quah il delitto è l'episodio finale e quasi sempre la conclusione d'uno stato passionale.
Certo, considerando solo il momento del delitto, par non vi sia differenza tra
chi uccide o ferisce in un impeto d'ira e chi uccide o ferisce in un impeto di
gelosia, poiché la passione esplode in un atto criminoso durante e per effetto
d'un'emozione. Ma la fisionomia psicologica e il significato sociale dei
du" dehtti è diverso. I delinquenti emotivi e i delinquenti paf sionali
anno bene in comune i caratteri de servati dal Lombroso {Uomo delinquente, II,
204), dal Ferri {Sociologia criminale^ 240) e da altri: la mancanza delle
stimmate criminali, l'onestà dell'animo, l'esagerata affettività, il pentimento
immediato e sincero, la sproporzione tra il delitto e la causa, e così via.
Però accanto a questa affinità, quale differenza nel loro dinamismo psichico e
nel loro valore sociale ! La criminalità emotiva è un raptus^ senza
preparazione cosciente, improvvisa, rapida; la criminalità passionale è l'esito
d'un processo lento di alterazione della personalità, è un atto, talvolta
preparato con la parvenza di volizione libera, sempre effetto d'una
accumulazione incessante di motivi subcoscienti e spesso illusori. Non v'è un
ragionamento puramente emozionale; o l'emozione à una logica istintiva, quasi
una attività teleologica fissata dall'eredità (Tarde), o tutt'al più una
parvenza di ragionamento rapido, embrionale, fatto d'un gruppo di idee e
consistente in una costruzione immaginativa (Ribot). V'è invece un ragionamento
passionale, importa poco ora se falso, contradditorio, fondato su illusioni. Ciò
distingue la fisonomia psichica di chi delinque stimolato da un'emozione (ira,
paura), la quale rompe momentaneamente l'equihbrio affettivo, e di chi,
assillato dal martoro d'un dubbio geloso o incalzato dalla disperazione d'un
abbandono, orienta poco la volta ranimo verso il delitto, che si perpetra,
quando un impeto emotivo fa da scintilla, che produce l'esplosione d'una mina.
In breve, un fatto emotivo può agire su una personalità normale, in modo da
spingerla al delitto, la cui causaUtà si esaurisce nell'emozione provocatrice;
abbiamo il delitto emozionale. Può agire su una personalità dominata daUa
passione; allora l'emozione è solo la causa occasionale del delitto provocato,
la cui preparazione è nel processo psicopatologico della passione: abbiamo il
delitto, passionale. Inoltre: la passione si esaurisce in quella scarica
antisociale che è il delitto, compie con essa il suo ciclo evolutivo, come può
compierlo con il suicidio, con una malattia, con una psicopatia. Una recidiva
criminale è inconcepibile, né la statistica ne dà esempi, poiché la personalità
umana é capace d'una sola passione, che raggiunga tale massimo di violenza.
Quindi, tranne il caso in cui il dehtto rimanga incompiuto o la passione sia
piuttosto il pretesto aU'esplicazione di tendenze criminose, il dehnquente
passionale cessa d'essere temibile con l'atto che chiude il ciclo del processo
passionale. Il rimorso, il pentimento, le conversioni radicali, osservate dagli
studiosi nei rei per passione, provano questa rapida riadattabilità loro
all'ambiente sociale. Non così avviene per il delinquente emozionale. Se il
delitto non è proporzionato aUa causa — valutata anche in base ai principi
etici della società in cui quello si perpetra fa sospettare un temperamento
emotivo, incline alle improvvise rotture dell' equilibrio psichico, capace di
ricadere in .nuove violenze e per ciò più temibile. Qui i mezzi riparatori non
sono sufficienti a tutela della società; occorrono i mezzi repressivi,
temporanei, a tempo indeterminato. Un'altra ragione di minore temibLlità del
delinquente passionale è riposta nel rapporto di dipendenza, già notato, della
passione da speciali gruppi rappresentativi. Questa è legata al suo obbietto
cosi, che non ne esiste indipendentemente. Il geloso è geloso d’una determinata
persona e non d’altre. Si che, mentre un impeto emozionale, ad esempio l'ira,
travolge seco anche persone ed oggetti che non dovrebbero esservi connessi (s’è
irati con tutti), la passione colpisce oggetti o persone determinate. L'esilio
è garanzia sufficiente per un tentativo di defitto passionale; non sarebbe
sufficiente nel caso d'un delinquente emozionale. Trovandoci poi innanzi a un
delitto per passione, occorre ancora procedere a un'altra distinzione: può
trattarsi d'un caso di criminalità, per cui la passione è solo una causa
determinante; può trattarsi d'un caso, in cui cooperano insieme la passione e
una psico-patia o un disordine momentaneo, che agisce come fattore
supplementare; può trattarsi infine del delitto passionale vero e proprio. La
reazione sociale deve essere diversa nei tre casi; diversa anche nel terzo, a
seconda che la criminalità passionale prorompe d’una passione antagonistica, o
sostitutiva, o costituzionale, poiché il grado di responsabihtà è diverso,
essendo diverso il grado di dissoluzione della personalità, diverso il grado
d’adattabihtà, diversa la fisonomia psichica. Da così complesse e difficUi
distinzioni deve concludersi che occorre sempre, nel delitto passionale,
l'analisi e il giudizio dell'uomo di scienza. Né l'impressionismo psicologico,
né una formula a priori, antropologica o giuridica, né il buon senso
d'un'accozzaglia fortuita di gente spesso non nata pei pensare, possono
risolvere il problema deUi responsabilità d'un individuo, che si dibal
dolorando nella zona grigia, dove non splendi la luce della coscienza sana, né
sono ancor scese le tenebre della follia. piccbibl.dj scieu.mod. Fi^'BOCCRED.
Piccola Biblioteea di Seieoze Jloderae Klscuitl volnmi In-ia L Zuom-Biuioo. Im
«lato. Svrl di MtrouomlK L. afiO a n n . BooTBloro tooretiBo^pnrtioa-CB'^di-
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prasreM* 4ella eieaaa U. llirrTn.u. la 'TrlpalltaBlik—Con una carta IB.
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oriolai del mél«khraauMi 71. BROTrxBio. Per la Spirlttaoia Clodd. Starla
deU'AIflàbeta. Ckm figoxe Bkl Luiroo. Claeiiie e Héladiala 74. Furor. Iia
lUoMlla della laaseTlià 75. AzjPFi e CoiLuiDuooi. Ia Uqaefludaae del sas e dell'i
Fbacxubolx. Ii'lrraalanale aella leMeraiara, Oonr. I^ meecaaUma della vita
LsYi. l>ellMo e pena aél penalero del Oreel . Bkl Gibbo. Fra le «alate della
Starla YxAczL Paleolecla del mmaà 8L Sbboi. BTOloBlaae amaaa iadlTldoaie <
Clodd. VaesAO prlaUtlTa.Con Agore BALDwnr. li' lateniseaBa . Gafpbli«vxtl Ia
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LoMBBOSO. I TaatacBl della deseaerasloae. Gon Agore PBGBABn. Iie lUoBloBl
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Teatro del popoli 98. BizKABBi. lA iMMe flalea del audo 90. Gapfellxtti. Storie
e leggende 100. Glodd. Storia della firgert— e. Gon Agore ZAHOTn-BKABOO.
Astrologia ed aetronoaida lOB. Hall. H snolo lOB. Babatta. Gnrioeità Tlaeiame.
Gon Agore Fbaccabou. Ia «aeetlone della «enola Eyavs. Iiao-tee e U libro della
via e della Tirtdi Glodd. Miti e aogal Lababca. D papato Villa. 1/ ideolltiMO
moderao Fahoiulli. Ii'iadlTidBo aei saoi rapporti soeiall DncLAUx. Igieae
SocialeBavizza. Peieologia della lingua Glodd. Fiabe e illoeolla primitiTa 118.
Oappbllvtti. PriaeipeaM e graadi KicxroBO. Fona e ricebeani ne. Bbitda. Iie
paartOBi BOMAVO. I<a peieologia pedagogiea MB. I Tolomi di qoesta serie
esistono pore elegantemente legati in tela oon fregi artistioi, oon «laa Ura
d'aomento sol presso indicato. Antonio Renda. Renda. Keywords: High Church.
Speranza, “Grice e Renda”. Renda.
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