PINI
Luigi Speranza –
GRICE ITALO!; ossia, Grice e Pini: la ragione conversazionale – filosofia italiana
– Luigi Speranza (Reggio Emilia).
Filosofo italiano. M. Cayenne, Guyana francese -- è stato un anarchico
espropriatore italiano. Figlio di un volontario di GARIBALDI (vedasi), P.
patisce un'infanzia molto difficile e miserabile - molti suoi fratelli
moriranno a causa della indigenza - e per questo inizia a lavorare in una
tipografia all'età di 12 anni, prima di essere assunto nella stamperia di un
giornale repubblicano, dove cominia ad interessarsi di politica. Successivamente
alla vittoria della sinistra alle elezioni, aderisce all'Internazionale dei
Lavoratori dopo aver assistito ad una conferenza di Barbani. In seguito si
trasferisce a Milano, dove partecipa allo sciopero dei tipografi, che si
conclude con un fallimento dopo sei mesi di dura lotta. La sconfitta sul piano
sociale, lo convince dell'inutilità di questo genere di lotte, spingendolo ad
assumere toni più radicali e illegalisti. All'epoca P. trova lavoro come
pompiere, mestiere che lo porterà anche a compiere atti eroici come la salvezza
di una famiglia intrappolata nella propria casa andata in fiamme. Emigra prima
in Svizzera e poi in Francia, dove trova lavoro come cameriere, ambulante e
calzolaio. Avvicinatosi alla corrente individualista, fonda a Parigi il gruppo
Gli Intransigenti di Londra e Parigi -- chiamato anche I ribelli di Saint
Denis, il gruppo degli Introvabili, Gli straccioni di Parigi --, insieme tra
gli altri a Parmeggiani, Zavoli e Marroco. Secondo Grave il gruppo sarebbe
gravitato intorno alle attività della stamperia de La Révolte prima e de Il
Pugnale poi – Parigi -- , di cui assume la carica di direttore insieme a
Parmeggiani. Partigiano dell'individualismo, P. teorizza l'esproprio come mezzo
rivoluzionario per abolire la proprietà privata e giungere così al comunismo
anarchico. A lui vengono attribuiti un gran numero furti e rapine allo scopo di
finanziare varie attività propagandistiche, tra cui l'apertura di una stamperia
in via Bellefond e la nascita del giornale Il Ciclone -- Parigi. Pubblica
numerosi manifesti, tra cui Manifesto degli anarchici in lingua italiana al
popolo d'Italia, che chiama il popolo italiano ad insorgere, criticando
apertamente Cipriani con l'accusa di aver tradito gli ideali della rivoluzione
sociale. Due deputati socialisti - Ceretti e Prampolini - dopo aver preso le
difese di Cipriani ed aver accusato gli autori del Manifesto di essere al soldo
della polizia, P. e Parmeggiani si recano in Italia per vendicare quello che
secondo loro era una grave diffamazione. Pugnalano Ceretti a Mirandola e
vengono intercettati dopo 3 giorni dalla polizia mentre si dirigevano verso
Reggio Emilia in cerca di Prampolini. Entrambi riescono a fuggire e raggiungere
le loro destinazioni, P. in Francia e Parmeggiani a Londra. In seguito ad una
soffiata, una perquisizione della polizia nell'abitazione di P. permette di
recuperare molta refurtiva e attrezzature varie. P. viene arrestato insieme a Schouppe
eSoenen. Portato davanti alla Corte d'assise con i suoi compagni, viene
condannato a 20 anni di lavori forzati, salutati al grido di «Viva l'anarchia,
abbasso i ladri.». Schouppe subisce invece una condanna a 10 anni di lavori
forzati, Soenen a 5. La sua difesa intitolata Morte ai ladri sarà in seguito
pubblicato sotto forma di manifesto, accompagnato da un Manifesto del gruppo
parigino di propaganda anarchica che rianimerà nel movimento un intenso
dibattito sulla legittimità del furto. «Noi, anarchici è con l'intera coscienza
di compiere un dovere che attacchiamo la proprietà, da un doppio punto di
vista: il primo per affermare a noi stessi il diritto naturale all'esistenza;
il secondo per fornirci i mezzi propri per distruggere le vostre proprietà e,
se il caso, voi con loro» -- dichiarazione processuale di P. Giunto al bagno
penale della Guyane, tenta senza successo di evadere. Insieme a Schouppe, fugge
risalendo l'estuario di Maroni in piroga. Intorno ad agosto, sempre con
Schouppe, si dirige a piedi verso il Venezuela, ma deve rinunciare a causa del
gonfiore dei suoi piedi. Sorpreso dalla polizia olandese, tenta di fuggire ma
viene ferito alle gambe da uno sparo. Dopo 2 mesi all'ospedale del Suriname,
viene ricondotto a Cayenne e nuovamente condannato a due anni di detenzione
all'Isola della salute. P., matricola 24216, che aveva beneficiato di
un'amnistia di 3 anni, muore di malattia al bagno della Cayenne. Voci correlate
Anarchismo in Italia Collegamenti esterni Biografia di Vittorio Achille Pini
Categorie: Anarchici Anarchici italiani Individualisti Illegalisti. Nome
compiuto: Vittorio Pini.
Commenti
Posta un commento