PIGLIARU
Luigi Speranza –
GRICE ITALO!; ossia, Grice e Pigliaru: la ragione conversazionale – filosofia italiana
– Luigi Speranza (Orune).
Filosofo italiano. M. Sassari. -- è stato un giurista, filosofo e educatore
italiano. Tra le molteplici tematiche del suo impegno intellettuale una è di
particolare interesse: la sua interpretazione dei problemi socio-economici
delle zone interne della Sardegna, che inquadrò e tentò di spiegare nell'ambito
della propria visione etico-politica Biografia Nasce a Orune, in provincia di
Nuoro, ultimo di cinque figli; i genitori, Pietro e Maria Murgia, sono due
maestri elementari, accomunati dunque dalla stessa formazione culturale e dal
lavoro, ma di provenienza sociale diversa. La famiglia di Pietro è di origine
contadina, attività marginale rispetto alla pastorizia prevalentemente
praticata in paese; nonostante le scarse disponibilità economiche, dopo le
elementari continua negli studi. Maria, la cui madre è maestra, proviene da
Sassari: ha vissuto in una realtà più aperta e si reca ad Orune, dopo il
diploma, per insegnarvi. Si sposano nel 1909. Finite le elementari Antonio, che
nel frattempo ha perso il padre, lascia il paese, al quale rimase comunque
sempre profondamente legato, e si trasferisce a Sassari, presso i nonni
materni, per completare gli studi ginnasiali e liceali nel Convitto Canopoleno.
Nel 1940 aderì al Gruppo Universitario Fascista, dove fece le sue prime
esperienze culturali, collaborando al giornale dell'organizzazione, scrivendo
soprattutto di teatro. Coltiva le sue aspettative nella "rivoluzione
fascista", come tanti giovani della sua generazione, rifiutandone però le
degenerazioni che il regime sta subendo. Frequenta dal 1941 l'Università a
Cagliari nella Facoltà di lettere e filosofia. Il 24 maggio 1944 fu arrestato,
accusato di gravissimi reati: spionaggio, guerra civile, cospirazione politica.
Il 29 agosto venne condannato dal tribunale militare territoriale della
Sardegna a sei anni di reclusione. Rimase in carcere sino al 1946, quando venne
scarcerato in seguito all’amnistia Togliatti.[3] Ripresi gli studi, in pochi
mesi supera tutti gli esami e si laurea a Cagliari con una tesi
sull'esistenzialismo in Giacomo Leopardi. Nell'aprile del 1949 è assistente
volontario alla cattedra di Filosofia del diritto dell'Università di Sassari,
diventando assistente ordinario un anno dopo; consegue la libera docenza nella
stessa disciplina e nel 1967, vinto il concorso, è professore ordinario di
Dottrina dello Stato. Nel 1949 nasce la rivista "Ichnusa", di cui fu
animatore ed ispiratore. La rivista uscì, con diverse sospensioni, fino al
1964. A partire 1956 Pigliaru decide di darle un nuovo ruolo, meno generalista
ma più attento e teso a dar voce soprattutto alla "questione sarda":
gli editoriali, da lui redatti, vengono sempre più spesso dedicati ai problemi
della regione e la rivista si propone come laboratorio di discussione,
chiamando a raccolta un'intera generazione di giovani intellettuali isolani
impegnati per la rinascita dell'isola e per i quali Pigliaru, in contatto con
numerosi studiosi delle due università sarde di Sassari e di Cagliari, diventa
un vero e proprio maestro e ideologo. Muore a Sassari il 27 marzo 1969 durante
una seduta di emodialisi, terapia alla quale si sottoponeva regolarmente per
curare la grave insufficienza renale che lo accompagnò per gran parte della sua
vita. Nel 2012 per i festeggiamenti dei 450 anni dell'Università di Sassari, la
sua immagine è stata apposta all'esterno del Dipartimento di Scienze Politiche,
Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell'Informazione dell'Ateneo. Era il
padre dell'ex presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru. Attività
Fu autore di numerosi saggi di grande spessore, considerati ancora oggi un
punto di riferimento imprescindibile per il dibattito sulla cultura sarda.
Inediti continuano ad apparire ancora adesso. Dopo un iniziale approdo alla
filosofia di Giovanni Gentile, soprattutto nelle prime, importanti opere,
Considerazioni critiche su alcuni aspetti del personalismo comunitario e
Persona umana ed ordinamento giuridico si avvicinò al personalismo storicista
di Giuseppe Capograssi, di cui accolse anche, con un'interpretazione originale,
la teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici di Santi Romano, (specie
nel suo capolavoro di antropologia giuridica La vendetta barbaricina come
ordinamento giuridico)[4]. Successivamente sviluppò questioni del marxismo
gramsciano[5], in particolare in Struttura, soprastruttura e lotta per il
diritto, Gramsci e la cultura sarda e nell'incompiuto saggio su L'estinzione
dello Stato. Tra i suoi numerosi contributi sono anche da ricordare:
Meditazioni sul regime penitenziario italiano (1959); La piazza e lo Stato
(1961); Promemoria sull'obiezione di coscienza (1968). È considerato uno dei
più importanti antropologi giuridici italiani e uno dei maggiori studiosi della
Sardegna (Scuola antropologica di Cagliari). All'attività scientifica
accompagnò un'intensa attività di "didattica popolare", organizzando
ad esempio numerosi corsi di educazione per adulti e lavoratori in vari luoghi
dell'isola. La sua vocazione pedagogica emerge anche in "Scuola",
periodico con molti collaboratori, che esce nel 1954 e si rivolge ai maestri
che si preparano al concorso magistrale. Venne eletto nel Comitato regionale
della Sezione sarda dell'Associazione Italiana Biblioteche per il triennio
1955-1958 e confermato nel 1958-1961. Alla sua memoria sono intitolate la
Biblioteca di scienze sociali dell'Università di Sassari (già denominata
Biblioteca interfacoltà per le scienze giuridiche, politiche ed economiche) e
le Biblioteche comunali di Orune e di Porto Torres. Opere principali
Considerazioni critiche su alcuni aspetti del personalismo comunitario -
Sassari, 1950 Persona umana ed ordinamento giuridico - Milano, 1953 Meditazioni
sul regime penitenziario italiano - Sassari, 1959 (ora Nuoro, 2009 con
prefazione e postfazione di Salvatore Mannuzzu) La vendetta barbaricina come
ordinamento giuridico - Milano, 1959 (ora Nuoro, 2000) La piazza e lo Stato -
Sassari, 1961 Sardegna, una civiltà di pietra - Roma, 1961 (con Franco Pinna e
Giuseppe Dessì) Struttura, soprastruttura e lotta per il diritto - Padova, 1965
"Promemoria" sull'obiezione di coscienza - Sassari, 1968 (ora Nuoro,
2009 con prefazione di Virgilio Mura) Gramsci e la cultura sarda - Roma, 1969
(ora Nuoro, 2008 con prefazione di Paolo Carta) Opere postume Il banditismo in
Sardegna - Milano, 1970 e successive edizioni Antonio Pigliaru: politica e
cultura, antologia degli scritti pubblicati sulla rivista Ichnusa - Sassari,
1971 (a cura di Manlio Brigaglia, Salvatore Mannuzzu, Giuseppe Melis Bassu; con
scritti di: Gigi Ghirotti ... et al.) Il rispetto dell'uomo - Sassari, 1980
(con una nota di Antonio Delogu) Scritti sul fascismo - Sassari, 1983 La lezione
di Capograssi - Roma, 2000 (con introduzione di Antonio Delogu) Saggi
capograssiani - Roma, 2010 (con introduzione di Antonio Delogu) Per un primo
giorno di scuola: lettera a una professoressa - Sassari, Le parole e le cose:
alfabeto della democrazia - Sassari, 2005 Note ^ Bruno Migliorini et al.,
scheda sul lemma Pigliaru, in Dizionario italiano multimediale e multilingue
d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7:
http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=27549&r=639329. Vedi anche
qui: Accento dei cognomi. ^ Giuseppe Capograssi, in Il contributo italiano alla
storia del Pensiero: Diritto, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
^ Antonello Mattone, PIGLIARU, Antonio, su treccani.it. URL consultato il 30
dicembre 2024. ^ Giulio Angioni, Fare, dire, sentire. L'identico e il diverso
nelle culture, Il Maestrale, 200-220 ^ Giorgio Baratta et al., Il soldino
dell'anima. Antonio Pigliaru interroga Antonio Gramsci, CUEC 2010 Bibliografia
AA.VV., Il soldino dell'anima, Antonio Pigliaru interroga Antonio Gramsci, CUEC
Editrice, Cagliari, 2010 Francesco Casula, Letteratura e civiltà della
Sardegna, vol.I, Dolianova, Grafica del Parteolla Editore, 2011, pp. 203–213.
Collegamenti esterni Antonio Pigliaru, su siusa.archivi.beniculturali.it,
Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. Modifica su
Wikidata Antonio Pigliaru, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana. Modifica
su Wikidata Sito ufficiale dedicato ad Antonio Pigliaru, su pigliaru.it. URL
consultato il 14 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre
2007). "Visti da fuori - Antonio Pigliaru", Documentario RAI, su
sardegnadigitallibrary.it. URL consultato il 9 aprile 2009 (archiviato dall'url
originale il 3 agosto 2014). Biblioteca di Scienze sociali "A.
Pigliaru", Università di Sassari, su sba.uniss.it. URL consultato il 1º
luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2016). Biblioteca
comunale - Porto Torres, su comune.porto-torres.ss.it. URL consultato il 30
luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2015). Bibliografia
di Antonio Pigliaru, 1941-1971 (PDF) [collegamento interrotto], su pigliaru.it.
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italiani del XX secoloFilosofi italiani del XX secoloEducatori italiani Nati
nel 1922 Morti nel 1969 Nati il 17 agostoMorti il 27 marzoNati a Orune Morti a
Sassari Sociologi del diritto Persone legate all'Università degli Studi di
Sassari[altre]. Nome compiuto: Antonio Pigliaru.
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