PAVIA
Luigi Speranza --
Grice e Pavia: la ragione conversazaionale e l’implicatura conversazionale
-- mi chiamo Lanfranco – filosofia
italiana – Luigi Speranza
(Pavia). Filosofo italiano. Lanfranco. Lanfranco di Canterbury. Beato Lanfranco
di Canterbury Lanfranco con ai piedi Berengario di Tours, che sostene che la
presenza di Cristo nell'Eucaristia è puramente simbolica, tesi alla quale
Lanfranco si è opposto decisamente. Tela. Vescovo Morte
Canterbury Venerato da Chiesa cattolica Ricorrenza Manuale Lanfranco di Pavia
arcivescovo della Chiesa cattolica Incarichi
ricopertiArcivescovo di Canterbury Nato1005 circa a Pavia
Consacrato vescovo29 agosto 1070 Deceduto28 maggio 1089 a Canterbury
Manuale Lanfranco di Canterbury o di Pavia (Pavia, 1005 circa –
Canterbury, 28 maggio 1089) è stato un teologo, filosofo e vescovo cattolico
italiano, venerato come beato dalla Chiesa cattolica[2]. Indice
1Biografia 2Opere 3Dottrina 4Genealogia episcopale e successione apostolica
5Note 6Bibliografia 7Altri progetti 8Collegamenti esterni Biografia Lanfranco
nacque intorno al 1005 a Pavia, figlio di Ambaldo, magistrato appartenente
all'ambiente del sacrum palatium. Secondo un suo biografo: «...fu istruito fin
dalla fanciullezza nelle scuole di arti liberali e di diritto civile a
Bologna[3]. Ancora molto giovane, ebbe spesso il sopravvento nei processi su
avversari sperimentati per la travolgente eloquenza del suo preciso
argomentare. A quell'età seppe stilare sentenze apprezzate da giuristi e
giudici.»[senza fonte] Nel 1035 si trasferisce ad Avranches, in
Normandia, dove nel 1040 apre una scuola di lettere e dialettica alle
dipendenze dell'abbazia di Mont-Saint-Michel, dove era abate il suo
concittadino Suppone, un monaco proveniente dall'abbazia piemontese di San
Benigno di Fruttuaria. Nel 1042 decide di trasferirsi a Rouen, e,
attraversando la selva di Ouche con un suo discepolo, viene assalito da
briganti, che spogliano i due di ogni cosa, e Lanfranco rimane con la sola
tonaca: ricordandosi di una simile sventura subita da Libertino di Agrigento
(narrata nei Dialoghi di Papa Gregorio I), Lanfranco offre ai briganti la sua
tonaca, pur di essere liberato con il suo compagno. I briganti, convinti di una
presa in giro, lo lasciano nudo legato ad un albero insieme al compagno. In
quel momento Lanfranco fa un voto: si promette a Dio se riusciranno a scamparla
e, in un istante, i lacci si sciolgono.[3] Così avviene ed entra nel monastero
benedettino di Bec, fondato otto anni prima sui propri possedimenti di Brionne
da Erluino, un nobile che aveva deciso di dedicarsi a una vita di preghiere. I
trentacinque monaci appartenenti alla comunità vivevano semplicemente in un
regime di vita semi-eremitica. Oltre ai dettati della dialettica, si occupa di
ampliare e modificare le strutture architettoniche del monastero, e crea nuovi
alloggi per i confratelli Nel 1045 Lanfranco diviene priore del monastero
e dirige la scuola dei monaci; nel 1059 apre la scuola anche ai laici, per
ottenere fondi coi quali ricostruire il monastero. La fama del suo insegnamento
attira allievi dalla Francia, dalle Fiandre, dalla Germania e dall'Italia fra i
quali Ivo di Chartres, Anselmo d'Aosta, Anselmo di Lucca e Anselmo da Baggio,
poi papa Alessandro II. Quando Lanfranco si sposta nel 1063 a Caen, numerosi allievi
lo seguono nella nuova sede, sebbene ora nella scuola del Bec insegni un
illustre ex allievo di Lanfranco, il famoso Anselmo d'Aosta, con cui coltivò
una profonda amicizia. Si oppone alle teorie eucaristiche formulate da
Berengario di Tours, partecipando ai sinodi di Vercelli nel 1050, di Tours del
1055 e di Roma del 1059; scrive il Libellus de sacramento corporis et sanguinis
Christi contra Berengarium, che lo consacra miglior teologo del suo
tempo. Consigliere del nobile normanno Guglielmo il Bastardo, nel 1053 si
oppone alle sue nozze, in contrasto col diritto canonico, con la cugina Matilde
di Fiandra; in seguito alle minacce di Guglielmo di esiliarlo, nel 1059
Lanfranco, già a Roma per partecipare al sinodo di condanna di Berengario, ottiene
da papa Niccolò II una dispensa per il matrimonio. In cambio Guglielmo fa
costruire a Caen un monastero femminile e uno maschile, dedicato a santo
Stefano, del quale Lanfranco diviene il primo abate nel 1066. Intanto in
Inghilterra Edoardo il Confessore, re dal 1043 al 1066, figlio di una normanna,
non avendo eredi nomina suo successore il figlio di suo cugino Roberto,
Guglielmo il Bastardo, ma alla sua morte la dieta dei nobili inglesi proclama
re il sassone Aroldo, cognato di Edoardo. Nello stesso anno Guglielmo sbarca
con un esercito in Inghilterra per far valere con la forza i suoi diritti al
trono. Con la vittoria nella battaglia di Hastings, Guglielmo
s'impadronisce dell'Inghilterra, guadagnandosi così il nome di Guglielmo il
Conquistatore, ma la rivolta contro di lui prosegue, favorita anche dai vescovi
locali; avendo bisogno di una gerarchia ecclesiastica fidata, ottiene nel 1070
dal papa Alessandro II la nomina di Lanfranco ad arcivescovo di Canterbury
estromettendo l'infido arcivescovo Stigand. Ora si tratta di rendere
Canterbury la sede vescovile più importante d'Inghilterra; Lanfranco viene a
contrasto col vescovo Tommaso di York che non intende rinunciare alle sue
prerogative. Nel concilio di Winchester del 1072 Lanfranco presenta alcuni
falsi documenti, da lui attribuiti a Beda il Venerabile, per sostenere la
supremazia della sede di Canterbury su tutti i vescovadi d'Inghilterra,
autorità che il Concilio riconosce. Fa costruire per sé un palazzo, la
famosa cattedrale, una prioria e numerosi monasteri, in cui trasferisce monaci
dalla Normandia; cerca anche di ottenere una parziale autonomia da Roma venendo
anche a contrasto con papa Gregorio VII. Per ottenere consensi dal clero e
dalla nobiltà inglese, permette il matrimonio dei parroci di campagna e
l'investitura vescovile ad opera di principi laici; accentra il controllo sulle
circoscrizioni ecclesiastiche trasferendo le sedi episcopali provinciali nelle
città più importanti. Col tempo i Normanni s'impadroniscono del governo delle
province, delle chiese e delle potenti abbazie. Operando col pieno
appoggio di Guglielmo, che nei periodi di assenza dall'Inghilterra gli affida
la direzione della vita politica, Lanfranco ricambia la fiducia, e sventa nel
1075 la cospirazione contro re Guglielmo organizzata dai conti di Norfolk e di
Hereford. Muore nel 1089 ed è sepolto nella sua cattedrale. È stato
beatificato dalla Chiesa e la sua ricorrenza cade il 28 maggio. Opere
Restano di lui scritti di scarsa importanza, tranne l'opuscolo Liber de corpore
et sanguine Domini contro Berengario di Tours; il Commentario sui Salmi
(perduto) e il Commentario su S. Paolo; gli Statuta sive decreta pro ordine S.
Benedicti, spiegazione della Regola benedettina; Note sulle Collationes di
Cassiano; il Liber de celanda confessione, dove dimostra tutto il rispetto che
si deve al penitente nel porsi all'interno della sua condizione di peccatore, e
le Epistolae. Inoltre Milone Crispino gli dedico una biografia, la Vita
Lanfranci.[3] Dottrina Combatté la teoria eucaristica di Berengario di
Tours, che negava la reale presenza del Cristo nell'eucaristia, poiché se si
mantengono gli accidenti dell'ostia, secondo la logica aristotelica si deve
mantenere anche la sostanza e dunque l'ostia non contiene realmente il sangue e
il corpo di Cristo; Lanfranco, nel Liber de corpore et sanguine Domini,
sostiene invece che dopo la consacrazione il pane e il vino si trasformano
realmente nel corpo e nel sangue di Cristo, pur conservando le primitive
apparenze. A questa conclusione non giunge però con le armi della logica ma con
la fede e con l'autorità dei Padri della Chiesa alla quale è necessario che la
dialettica si sottometta. Rimprovera Berengario: «...abbandonando le sacre
autorità ti rifugi nella dialettica, ma se io dovessi ricevere o dare una
risposta a proposito dei misteri della fede, preferirei sentirmi rispondere e
rispondere io stesso, che riguardano le sante autorità piuttosto che le ragioni
della dialettica». Logico celebrato, non può condannare la dialettica,
che ritiene possa aiutare a comprendere anche i misteri divini, ma che deve
sottomettersi all'autorità della Scritture quando entri in conflitto con
esse. Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia
episcopale è: Arcivescovo Robert di Jumièges Vescovo Guglielmo il
Normanno Arcivescovo Lanfranco di Canterbury La successione apostolica è:
Arcivescovo Tommaso di York (1070) Vescovo Pietro di Lichfield Vescovo Osbern
FitzOsbern Vescovo Gilla Patrick Vescovo
Hugh d’Orivalle Vescovo Arnost di
Rochester, O.S.B. Vescovo Gundulf di
Rochester, O.S.B. (1077) Vescovo Osmundo di Salisbury (1078) Vescovo Robert
Losinga Vescovo Donagh O’Haingly, O.S.B. (1085) Vescovo Robert of Limesy (1086)
Vescovo William of Beaufeu (1086) Vescovo Maurice (vescovo di Londra) (1086)
Vescovo Gosfrid di Chichester (1087) Vescovo Jean de Villule (di Tours) Lanfranco
di Caterbury in Santi e Beati, su santiebeati.it. URL consultato il 14
settembre 2017. ^ Sito Santi e Beati, su santiebeati.it. Nino Borsellino,
Walter Pedullà Storia generale della letteratura italiana Vol. I Il Medioevo le
origini e il Duecento Gruppo Editoriale L'Espresso (1 gennaio 2004)
Bibliografia Gibson M., Lanfranco. Da Pavia al Bec ed a Canterbury, Jaca Book,
Milano, 1989. De Bouard M., Guglielmo il Conquistatore, Salerno Editrice, Roma,
1989. Lanfranco di Pavia e l'Europa del secolo XI nel IX centenario della
morte, 1089-1989. Atti del Convegno internazionale di studi (Pavia, Almo
Collegio Borromeo, 21-24 settembre 1989), a cura di G. d'Onofrio, Herder, Roma,
1993. C. Martello, Lanfranco contro Berengario. CUECM, Catania, 2001. Nino Borsellino,
Walter Pedullà Storia generale della letteratura italiana Vol. I Il Medioevo le
origini e il Duecento Gruppo Editoriale L'Espresso (1 gennaio 2004) H. E. J.
Cowdrey, LANFRANCO da Pavia, santo, in Dizionario biografico degli italiani,
vol. 63, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. URL consultato il 13
agosto 2017. Modifica su Wikidata Altri progetti Collabora a Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni Lanfranco di Pavia, in Dizionario di filosofia, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, 2009. Modifica su Wikidata Lanfranco di Pavìa, su
sapere.it, De Agostini. Modifica su Wikidata (EN) Lanfranc, su Enciclopedia
Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata (DE) Lanfranco
di Canterbury, su ALCUIN, Università di Ratisbona. Modifica su Wikidata Opere
di Lanfranco di Canterbury, su MLOL, Horizons Unlimited. Modifica su Wikidata
(EN) Opere di Lanfranco di Canterbury, su Open Library, Internet Archive. Modifica
su Wikidata (FR) Bibliografia su Lanfranco di Canterbury, su Les Archives de
littérature du Moyen Âge. Modifica su Wikidata (EN) Lanfranco di Canterbury, in
Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company. Modifica su Wikidata (EN) David
M. Cheney, Lanfranco di Canterbury, in Catholic Hierarchy. Modifica su Wikidata
Lanfranco di Canterbury, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it. Modifica
su Wikidata PredecessoreArcivescovo di CanterburySuccessoreStigand
(1052-1070)1070 - 1089Anselmo d'Aosta. Portale Biografie Portale
Filosofia Categorie: Teologi italiani Filosofi italiani dell'XI secoloVescovi
cattolici italiani dell'XI secoloMorti nel 1089 Morti il 28 maggioNati a Pavia Morti
a CanterburyArcivescovi di CanterburyArcivescovi britannici Beati italiani Scrittori
medievali in lingua latina Teologi benedettini [altre]. Lanfranco di Pavia.
Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Pavia,” pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library. Pavia
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