GRICE ITALO A-Z P PAP
Luigi Speranza -- Grice e Papi: la
ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale nella scuola di Milano
– filosofia italiana – Luigi Speranza (Trieste). Filosofo italiano. Trieste, Friuli-Venezia Giuli. Grice: “Papi’s ‘parola
incantata’ is ambiguous, as ‘charmed word’ is, “Apriti Sesamo” is Two words,
and they charm, they are not charmed! “Abracadabra” may be different!” -- essential
Italian philosopher. Studia a Milano e Stresa.
Insegna a Pavia. Politicamente attivo nella corrente lombardiana del partito
socialista italianoI, segue un percorso che lo ve varcare le porte del
Parlamento ed assumere la vice-direzione e poi la direzione dell'Avanti! Sospettando
un aumento del tenore affaristico nella politica così come lui stesso dichiara
in un'intervista abbandona bruscamente la filosofia e si dedica alla filosofia.
Fonda “Oltrecorrente”. Saggi: “Filosofie e società. Marx risponde a Veca,
prende le distanze da Engels e rende omaggio a Papi. E’ questa un delitto
clamoroso che tenne le cronache dell’epoca deste anche per lo spessore di chi
lo compì: Francesco Starace assassino evasore e falsario. Cugino del gerarca
fascista Achille Starace. l’ing. Giovanni Castelli, di Busto Arsizio,
industriale in maglieria, vedovo e padre di un bambino, si recò a Milano. Ma la
notte non rincasò. Il giorno successivo giunge ai familiari un telegramma nel
quale il Castelli li informava che andava a Bologna per affari. Il telegramma
era firmato Giovanni, mentre per solito il Castelli si sottoscriveva Gianni.
Questo particolare e la mancanza di altre notizie indussero il padre del
Castelli a recarsi a Milano per rivolgersi alla polizia. Venne accertato che il
telegramma era falso. Del Castelli nessuna traccia. Il 9 febbraio Maria
Mazzocchi, (1), venne mandata dal suo convivente Francesco Starace (2) a
ritirate un ombrello che aveva dimenticato al Miralago, la Venezia dei
Milanesi, in via Ronchi 24. Il custode la fece entrare, considerato che
l’inverno il Miralago era chiuso al pubblico. La Mazzocchi recatasi nel locale
indicatole dallo Starace trovò il corpo di un uomo morto riverso sul pavimento:
era il Castelli. Aperta l’inchiesta e identificata la vittima emerse che la
stessa era conosciuta agli Starace perchè frequentava il Miralago.
La pubblicità del Miralago in piazzale Loreto, all’inizio di via
Porpora Ma non solo. Francesco Starace e Giovanni Castelli si
frequentavano perchè avevano un’amicizia in comune: Biasin. Starace aveva avuto
rapporti con lei ancora sedicenne e il Castelli la concupì in un boschetto del
Miralago: Lidia li aveva fatti incontrare perché entrambi, all’epoca, erano nel
ramo maglieria. Lo Starace, ormai fallito, doveva 12.000 lire al Castelli.
Nelle more dell’inchiesta – secondo la ricostruzione fattane dallo Starace – lo
stesso avrebbe invitato il Castelli al Miralago per ricordargli le sue condotte
nei confronti della Biasin e che per questo doveva pagare. La ricattatoria
pretesa degenerò in una colluttazione che ebbe come suggello l’esplosione di
due colpi di pistola sparati dallo Starace contro il Castelli. Caso volle che
alla scena iniziale assistette il garzone di un lattaio che indicò di avere
udito anche degli spari. L’arma era in dotazione in un cassetto del locale
ristorante. Ma oltre ad essere accusato di omicidio lo Starace derubò la
vittima del portafogli, dell’anello, di una penna stilografica in oro tanto che
nè il denaro – il Castelli doveva avere con sé almeno 10.000 lire – nè gli
oggetti di valore furono mai trovati. Da subito lo Starace sostenne che la
sottrazione di tali oggetti era stata fatta per creare l’apparenza di una
rapina ciò non di meno fu accusato di rapina In Assise i legali di Francesco
Starace cercarono di ottenere l’infermità mentale dell’assistito con l’aiuto di
tre dottori: il dott. Moretti Foggia aveva avuto in cura un fratello dello
Starace per paralisi infantile; il prof. Medea ebbe in cura uno zio
dell’imputato affetto da una grave forma di deperimento nervoso; il prof. Pini
curava una zia dell’accusato affetta da psicosi malinconica. Nessuno degli
avvocati della difesa, stranamente, parlò del più noto dei parenti
dell’inquisito: quell’Achille Starace ormai caduto in disgrazia anche agli
occhi di MUSSOLINI. La Corte respinse le tesi dei luminari volta a sostenere
una certa propensione patologica nella stirpe dello Starace e inflisse
all’imputato 30 anni di carcere. Inviato a Roma per espiare la pena lo Starace offrì
la sua collaborazione ai tedeschi e riuscì a ottenere la libertà. In carcere
era entrato in contatto con alcuni falsari. Ricercato perché aveva intrapreso
la remunerativa attività in Riviera venne arrestato a Milano per essere
tradotto a Genova. Ma mentre veniva condotto a Genova ammorbidì la sorveglianza
di uno dei custodi con un bel po’ di milioni, ritrovandosi di nuovo libero.
Subito strinse relazioni con gente che riuscì a spacciare circa 8 milioni
di AM-lire, in biglietti da 1000, nonché carte annonarie italiane e svizzere,
clichés per la stampa di biglietti da 100 lire. Il nuovo Corriere della
Sera titolava a pag. 2 Era la prima volta che il giornale faceva
esplicito riferimento a una consanguineità tra Francesco Starace e Achille
Starace. Addirittura si dilungò oltre a indicare che nella stamperia erano
stato trovato materiale copioso tra Nel 1949 allo Starace fu
inflitta una pena di 22 anni, per l’attività di falsario. Ma tale condanna non
ebbe effetto poiché, in sede di esecuzione, gli fu computata la pena più
grave comminatagli per il delitto del Miralago.1) Maria Mazzocchi, separata, fu
impiegata come cassiera da Francesco Starace, allora caposala del Motta di
piazza Duomo. A seguito del verificarsi di frequenti ammanchi di cassa, dei
quali fu sospettato lo Starace, furono entrambi licenziati. 2) Francesco
Starace, nato nel 1906 a Napoli, ex caposala del Motta di piazza Duomo, e
figlio di Germano Starace gestore del Miralago. Separato. Dopo essere stato
licenziato dalla Motta il padre gli aprì una bottiglieria ma abbandonò il
negozio per impiantare un’industria di maglieria. “La parola incantata”. Fulvio Papi. Papi.
Keywords: il fascismo, il veintennio fascismo, filosofi fascisti, enciclopedia
di filosofia, filosofia e societa, la scuola di Milano, fascismo, Giordano
Bruno, fRefs.: Luigi Speranza, “Grice e Papi” – The Swimming-Pool Library.
Luigi
Speraza: GRICE ITALO!; ossia, Grice e Papineau – filosofia italiana – Luigi Speranza (Como). P. was born in Como, Italy, where my father was working after the war.
My family traveled around when I was young. I went to schools in Trinidad,
Lancashire and London, before spending twelve years in Durban, South Africa
from 1956. I attended Isipingo Beach Government School, Durban High School, and
finally the University of Natal, where I studied mathematics and statistics for
four years. In 1968 I returned to England to study philosophy at Cambridge. I
did a second undergraduate degree in two years, and then a PhD on conceptual
change and scientific rationality. My first philosophy job, in 1973, was at the
University of Reading, where I lectured on the philosophy of social science in
the Department of Sociology. After four years I left to join the Department of
Philosophy at Macquarie University in Sydney. In 1979-80 I held a one-year post
at in the Philosophy Department at Birkbeck College in London and then lectured
for the next decade in the Department of History and Philosophy of Science at
Cambridge. In 1990 I joined the Department of Philosophy at King's College
London as Professor of Philosophy of Science. From 2015 until 2020 I spent the
second half of each academic year at the Graduate Center of the City University
of New York. I was President of the British Society for Philosophy of Science
for 1993-5, President of the Mind Association for 2009-10, and President of the
Aristotelian Society for 2013-14. Nome compiuto: David Papineau.
Luigi
Speranza -- Grice e Papirio: la ragione conversazionale e l’orto romano – Roma
– filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. A member of the Garden, and friend of CICERONE’s. CICERONE
writes a letter to him in which he rebukes P. for ‘his use of obscenities’.
Grice: “In my vernacular: ‘Fuck, you do swear, man!’! -Papirio Peto.
Commenti
Posta un commento